si 12 Grazion
ANTOLOGIA
MILITARE
ANNO SETTIMO
VOLUME XIII .
SECONDA SERIE.
PRIMO SEMESTRE .
COMPILATA
PER CURA DI
ANTONIO
ULLOA
Capitano diArtiglieria.
C'est la science et le courage qui donnent la victoire, et non la moltitude GUIBERT.
NAPOLI , DALLA REALE TIPOGRAFIA DELLA GUERRA
1842.
Δ
War 10.73
HARVARD COLLEGE LIBRARY FROM THE ARCHIBALD CARY COOLIDGE FUND
Aug27,1936
3
INDICE.
CONTINUAZIONE . Sulle considerazioni intorno il di zionario militare italiano qual'è e quale esser dovrebbe - Francesco Sponsilli . . . . DELL'USO del moschetto come arma da ferir dap presso e da sparo - Girolamo Ulloa . ·
48
NUOVO METODO GRAFICO per determinare il luogo della stazione in rapporto a tre punti rilevati del terreno - Camillo Buonopane capitano ad
detto allo Stato Maggiore
56
• •
ALCUNE PARTICOLARI formazioni e manovre di bat • • • taglione - A. U..
59
ESSAI sur la tactique des trois armes isolées et reu
nies par Henri de Giustiniani lieutenant aide-de camp
·
67
FAITES de guerre contre des turcs par le général Valentin - Luigi Blanch
73
•
RISOLUZIONE d'un problema di tattica di P. Ro selli uffiziale di fanteria dello cio - N. N. •
Stato Pontifi
89
UN RICORDO intorno al barone Francesco Giulietti colonnello delle Artiglierie napolitane― M. d'A · yala uffiziale di artiglieria ·
97
4 COME TRAR PROFITTO di talune rosure metalliche prodotte dal bareno, dal trapano , dal torno ec . 108
NOVELLO CONCEGNAMENTO per meglio barenare i can noni e tagliare i massellotti - Un uffiziale su III
periore di Artiglieria DEGLI ORDINI MILITARI in Egitto nella prima metà del XIX. secolo - Un antico uffiziale di Arti
113
glieria . IDEA che un militare aver deve della Guerra - Gen naro Marulli primo tenente del secondo reggi mento de' Granatieri della Guardia Reale
179
LA PIASTRINA a percussione che si civa con polvere
fulminante in granelli , inventata dal fu colon nello di Artiglieria Mori, e corretta dal tenente colonnello Andreini della stessa arma • .
IL CAMPO DI CAPUA nella primavera del 1842 -An · 197 tonio Ulloa. · BIBLIOGRAFIA . Opere riguardanti le scienze le arti
e l'istoria militare , messe a stampa nel regno delle Due Sicilie nel secondo semestre dell' an no 1841 . •
• • 231
BIBLIOGRAFIA STRANIERA . Italia.
241
FRANCE . •
242
CONTINUAZIONE
SULLE CONSIDERAZIONI INTORNO İL DIZIONARIO MILITARE ITALIANO QUAL'È E QUALE ESSER DOVREBBE PER FRANCESCO SPONSILLI
Capitano del Corpo Reale del Genio ( 1).
Base di operazione : un tale modo di dire affatto moderno manca di una definizione scientifica , manca dei caratteri che risguardano la posizione assoluta della base, la sua posizione relativa è la sua estensione , manca dei suoi precipui rapporti di estensione e dipendenti dalla lunghezza delle linee di operazione. Linea di operazioné : questa frase non porta sotto di sè che idee scarse , limitate , e non all' intutto esalte ; manca non solo delle grandi vedute della scienza , mà eziandio di una chiara e bene intesa divisione e suddi visione .
Sistema di artiglieria : questa locuzione, con la quale i moderni intendono ciascuno de' grandi cambiamenti che
(1) Leggasi il Volume XII. I
2
in epoche diverse gli Stati di Europa , e precipuamente la Francia , hanno praticato tanto circa i calibri in ge nerale, quanto con particolarità intorno a quelli che for mano l'artiglieria di campagna ,
o sul rimanente delle
macchine che si riferiscono alle bocche da fuoco , una tal frase si desidera nel nostro lessico . De'celebrati sistemi francesi dei due Vallière , 1732 , di Gribeauval , 1774; di Marmont , o dell'anno XI
1802 , e del così detto
Comitato 1827 ; del moderno sistema inglese ,
e delle
modificazioni che il medesimo ha patite in Europa : di tutti questi sistemi ai quali l'Italia intera e specialmente la celebrata artiglieria piemontese , non fu mai straniera , tam poco un cenno è fatto nel Dizionario del Grassi . Trovasi è vero un lungo articolo alla voce artiglieria , nel quale Fra tante etimologie di nullo valore , solo pregevole trovi l'estratto del Davila che mostra l'invenzione dell' arti glieria volante essere italiana ;
ma in tanta prolissità
uulla trovasi che vada all'idea della parte sublime della moderna artiglieria detta da noi , e con ragione, l'arbitra delle battaglie : non trovansi le voci Artiglieria di Di visione 2 ed Artiglieria di posizione co' loro significati onde i moderni suddividono quella di campagna , non gli affusti o Casse con le varie odierne denominazioni ; non la definizione e distinzione de' Parchi .
nè
tampoco la triviale diversità fra le Piramidi di palle.
• •
E mentre della vetusta artiglieria , il** lessico fa onorata menzione dell' Aspide ,
la Colubrina , il Cirifalco ,
il
Basilisco , la Mojana , il Rebuffo , il Ribadocchino ; in
3 quanto alla moderna , erra dicendo che la granata
si
tira talvolta col cannone ordinario ; tace dell' obice-can none ( Canon-obusier ) , e manca di far chiaramente rile vare che la invenzione del medesimɔ è dovuta all'italico Buontalenti , e non', come si crede , al Colonnello Vil lantroys , o al Generale Ruty ( ¹ ) . Sistema difortificazione , manca , si può dire, del tutto ( perchè alla voce sistema sono cinque parole che non dicono nulla ) con tutto quello che nel più ristretto modo non và taciuto in un lessico militare relativamente aʼpiù celebrati modi di fortificazione , cominciando dal sistema italiano e terminando a quello che , surto dopo Cormon taigne , dicesi comunemente sistema moderno. E forse sarebbe stato desiderabile che alla voce Fortificazione in mezzo a tutte quelle idee che trovansi affollate e prive della precisione e dell' ordine che loro assegnano i mo derni " avesse notato il Grassi , non solo quel venerevole nome del Vauban ,
ma anche alcun nome di Fortifi
catori italiani inventori e padri della scienza , ed i chiari nomi di Cormontaigne , di Bousmard , di Carnot bene meriti di quella ; e volendo dire di qualche recente in novazione , dovea con ragione nominare quelle del Mouzè, dello Chasse-Loup e dello Chaumara , divenute già di ragione europea, e poi , se lo credea necessario , ricordare il sistema del Canonico Rossetti . Guarnigione :
tampoco una parola ci trovi rispetto
(1) V. Gassendi Aide-Mem. 5. Ediz. p. 529.
4 alle proporzioni di uso tra il presidio e la grandezza della Piazza . Marcia : tace de la bella recente divisione in Marcia di via , e Marcia-Manovra , con le considerazioni che loro sono annesse : non reca la diversità delle marce di via di uno esercito , la loro estensione ec . Pattuglia , Scoperta , Ricognizione : che contengono elle mai ? nulla di ciò che oggi precipuamente s'intende per esse nella piccola guerra , nei doveri delle soldatesche leggiere o nel servigio dello stato maggiore ! Si desidera la loro definizione , le loro relazioni , le notabili diffe renze che sono fra loro per non confonderle .
Corazza
a questa parola non vanno congiunte qual
si dovea , le dotte riflessioni del Rogniat e del Marbot sulle corazze de' moderni . Moschettone
è là come ne' secoli passati un grosso
moschetto , e non quell' arma di due maniere , che noi diamo alla cavalleria di linea " ed alle truppe dell'arti glieria e del Genio. Carabina: forse avrebbe potuto essere corredata non solo della notizia precipua della particolare soldatesca a piedi o a cavallo che ne usa , ma eziandio di quella sulla uti lità o inutilità di una tal' arme , che già in Europa co mincia a divenire secondaria per la cavalleria. Chiave
non si fa cenno sulle più esatte idee per cui
in Strategia danno i moderni ad un punto , sia o no forte, la denominazione di chiave del teatro della guerra o delle operazioni , ed in Tattica ad un punto della linca di battaglia quello di chiave o punto decisivo.
5
Fianco , non reca un'idea delle belle riflessioni di S. A. I. e R. l'Arciduca Carlo , e del Generale Jomini sul difetto di un Fianco nella linea di battaglia e sul modo onde tirarne utilità ( 1) . Linea di difesa , non ha la strategica applicazione che a' giorni nostri dassi a questa frase con la quale si de nomina la Base di operaziovi nel caso che l'esercito sulla Idifensiva sia in ritirata .
Pussaggio , manca delle idee strategiche e tattiche le quali governano la scelta del punto ove effettuare il pas saggio di un fiume , che è una delle operazioni più dif ficoltose degli eserciti . Spiegamento , è definito secco-secco lo spiegar le co lonne ; ma chieder si potrebbe
cosa è mai lo spiegar
le colonne ? Come si spiegano esse le colonne . . . ? Nè il lessicista esclusivamente volto alle cose morte , solamente privava delle più pure aure di vita tanti arti coli fra i più notabili (2) , ma ne guastava tanti altri con idee del tutto riprovevoli.
(1) Jom. 1. 162 . (2) Io spero non si creda da taluni che la piùparte degli sviluppamenti di scienza ed arte che mostro di desiderare , potessero essere superflui nel nostro Les sico ; perciocchè tutt' i particolari che effettivamente mancano in esso " ove fossero stati esposti , avrebbero menato con loro una moltitudine di tante voci necessarie che vanno per le bocche delle soldatesche italiane , ma
6 Bandiera
reca quelle tali idee antiche militari (pro
dotte da noi altrove con altra intenzione ) dell'alzar ban diera di pace in rasa campagna . Diversione : confonde in una cosa sola la Dimostrazione e la Diversione propriamente detta . Perciocchè con il primo vocabolo intendono i moderni un movimento fatto da una parte di esercito verso un punto del fronte di battaglia o del fronte di operazione dell'avversario , e col proposito d' indurre questo in errore sul vero punto mi nacciato dalla forza principale ( 1 ) : e col secondo una operazione di un esercito secondario o di una frazione di esercito indipendente dal resto, fatta fuori de la sfera di
che intanto per lo difettoso modo tenuto nella compila zione non caddero nè cader potevano sotto l'occhio del compilatore . (1) S. A. I. e R.
l'Arciduca Carlo distingue la
Dimostrazione dalla Diversione : » ·
die operationen der Donau-armee durch
>> Demonstrationen und Diversionen . » stützen .
zu-unter
· » Geschichte des Feldzuges von
1799. Erst. Th. s . 53. Ed il medesimo gran capitano e dottissimo scrittore parlando della Dimostrazione la definisce : « Demostrationen nennt man Bewegungen welche zum » Zwecke haben , den Gegner über unsere Absicht ivre » zu führen » Grundsätze der Höhern Kriegs-Kunst s . 32 .
7 attività dell'esercito principale , e col fine , non già d'in gannare l' inimico , ma di condurlo a dividere le forze (1) . Battaglia: ci si discorrono intorno al cambiamento della base di operazioni tali cose che sono tutte erronee " e l'es sere state conservate dopo la dotta correzione fattane dal G. D. S. fa manifesto che il Grassi non era niente amico ai principî della scienza e dell'arte della guerra odierna.
Quartiere e Guarnigione offrono le curiose idee di Quartiere di state e Guarnigione di state riprodotte senza nota di antiquate , in tempi ne'quali si reputa quasi su perfluo il prendere , e di raro , quartieri d'inverno . Carica
ne regala i dettati di eseguire la carica di
cavalleria a tutta carriera e quella di fanteria alla · • !! corsa · Frontiera : porta la secca inesatta definizione ,
un
Luogo ec. Parco pur un Luogo è seccamente ed inesattamente definito , di maniera che quando noi diciamo che i Parchi dell'Artiglieria e del Genio sono in marcia , uopo è che s'intenda avere que’luoghi acquistata la facoltà locomotrice . Colonna
reca le nozioni intorno alla fronte minore
de' lati , e le denominazioni fuori d'uso di colonna d'or
(1) T'entends par diversions ces entreprises secondai res formées loin de la zóne principale des opérations , aux extremilés d'un theâtre de guerre Jomini Précis de l'Art de la Guerre . Paris 1837 . p . 320.
8 dine diretto in vece di con la dritta in testa , e colonna d'ordine rovescio in vece di con la sinistra in testa . Scalata , contiene la bizzarra idea di assaltar la breccia con le scale (1) Piazza
presenta le gradazioni onde si distinguono le
piazze forti , perfettamente al contrario dell' uso odierno. Subalterno , è definito : Uffiziale subordinato ad un altro. Ma non tutti gli uffiziali subordinati ad un altro sono subalterni. Tattica : ne dice che l'epoca di Federico 2.º fu l'ul tima della scienza militare
e così via via : le parole
Guida , Foriere , Fila , Maggiore di piazza , Maggiore generale , Bucadilupo , Caporale , Incatenare , Piazza " ec. ec . menano seco un codazzo d'idee inesatte. In somma quando si noterà ,
che un lampo di cose
de' tempi nostri balena solamente alle voci Ammutina mento , Incatenare , Palanca , Scaglione , Tattica e Vento ; che il nome di Bonaparte si trova appena notato sotto a' soli vocaboli secondarî Aquila , Quadrato , Sin golare , Spedizione , Ulano e Volteggiatore , ed il nome di Carnot alla voce Zappa ; quando si noterà che la fan teria , la cavalleria e l'artiglieria non portano nel lessico il predicato con il quale i moderni le denotano , cioè non sono indicate per le tre armi onde si compongono gli
(1 ) Soliani Raschini avea notato questo solecismo militare della Crusca , ma Grassi non volle correggersi ;
egli teneva la Crusca in conto di Platone .
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eserciti odierni ; che di esse non è cennata tampoco la comune proporzione rispettiva negli eserciti
e che il
battaglione , lo squadrone e la batteria non sono distinti con la caratteristica di unità di misura o aliquote tattiche corrispondenti alle summentovate tre armi , non si potrà disconvenire che il lessico del Grassi è il lavoro di un Dilettante valoroso , è vero " ma non il Dizionario mili tare che bastar possa agli eserciti de' tempi nostri. Con tutto ciò , se al vocabolario del chiarissimo Giu seppe Grassi manca una perfezione generale , ed un par ticolare carattere di modernità quale lo stato attuale della scienza e dell'arte della guerra potrebbe richiedere; non è facile a dire però di quanto merito sono i preziosi ma teriali che formano la parte nella quale io non seppi trovar menomamente luogo a critica , e che è bastevole a confermare al dotto suo autore quella lode e quella gloria acquistatasi per tanti altri lavori letterari , e che non potrà certamente nella giustizia de'posteri venir meno . Abbastanza di lui è ragionato . Ora il discorso io vol gerò , ma più alla sfuggita , sopra il Dizionario di arti glieria de' signori Carbone ed Arnò , ed intorno altri les sici militari, che scritti prima e dopo di quello del Grassi , hanno quale contribuito al vantaggio quale al peggiora mento del subbietto.
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III. Dizionario di Artiglieria de' Capitani Carbone ed Arnò ( 1).
Volendo far , come ho promesso , un cenno intorno i lessici militari scritti in Italia prima e dopo quello del Grassi , io tacerò del contenuto nel Dizionario di Arti glieria piemontese , perchè appartiene ad un' arma par ticolare intorno a cui verrà fra non molto pubblicato un lavoro di nostri dotti uffiziali di artiglieria . Che se in principio di questa mia scrittura ne favellai, ciò non fu in quanto al lessico considerato in sè stesso perchè il solo leggere come que' valorosi compilatori ca varono dalle opere dei forestieri la materia di quello , fa che io lo reputi fermato sopra basi assai buone ; ma perchè credetti dovermi opporre al concetto di quel pri mato esclusivo che nel dotto loro proemio mostrano aper tamente di voler concedere al toscano linguaggio.
Del quale proemio per altro , quantunque io intenda di volgere altrove il mio dire , non sarà inopportuno che qui faccia un' altra parola notando cose lievi invero , ma che per avventura potrebbero invitare gli uomini più speri mentati a speculazioni meglio dirette che le mie non sono . Quei compilatori alla pagina 6. del detto Proemio mo strano di credere che negli ultimi tempi non sia stata trattata in lingua italiana la materia attenente alla co
(1) Torino 1835 .
II struzione de' ponti militari. E qui voglio loro far noto che in Napoli fin dal 1819 ,
il fu generale del Genio
Francesco Costanzo ( 1 ) , per ordine superiore , dava in luce un modesto trattatello delle strade .ร e dei ponti mili tari onde i giovanetti aspiranti al grado di uffiziale nei Corpi Facoltativi avessero avuto una guida in questa parte dei loro esami. E assai mi spiace che questa breve ma dotta e sugosa memoria giunta non sia a notizia de'com pilatori picmontesi , chè utile sarebbe tornato al commercio delle idee lo avere i medesimi adottate relativamente ai ponti talune voci che già si trovano fermate dall'uso nel l'esercito nostro . In tale memoria il Generale Costanzo usar non volle la voce Ghinda che i Francesi dicono Guindage , ed ado però la perifrasi travicelli di sponda (2) : e forse perchè il vocabolo Ghinda cui già possiede la lingua nostra è marinaresco e rappresenta l'idea del tirar pesi in su; quindi recherebbe grave confusione in quel concetto che nei ponti militari è destinato a rappresentare. E lo avere i compilatori piemontesi adottate le voci Ghindare e Ghinda regala alla lingua nostra lo sconcio che nasce dal far uso di una medesima voce per rappresentare idee disparatissime.
(1) Nella presente occasione mi è dolce il tributare una parola di lode alla memoria onorata del bravo e dotto uomo che un giorno in Napoli resse la scuola Politecnica-Militare , alla quale mi reco ad onore l'avere appartenuto .
(2) Op. cit. p . 84 .
12 In tale uopo io recherei in mezzo un parere che forse potrebbe dissipare ogni ambiguità .
Lasciamo , io propongo , alla Marina i suoi vocaboli Ghinda e Ghindare per indicare l'elevazione e l'atto di elevar qualcosa , e lasciamoli anche non ostante la loro cattiva pronunzia ; chè se vengono dal tedesco Winden si dovrebbero pronunziare Vinda e Vindare per farli italiani 9. e non diversamente , e adottiamo per gli usi nostri ne' ponti militari Guinda e Guindare che ci fanno evitare la confusione , ed obbediscono meglio alla isofonia che nasce dalla vera derivazione di queste voci ; percioc che se il Guinder de francesi esprime nell' arte l'atto del legare con funi taluni travicelli agli orli di un ponte di barche o di cavalletti , sicchè fermati rimangano i tavoloni del pavimento , egli è chiarissimo che una tale voce deriva dall' inglese to wind la quale significa to en circle by something round about ; to unite by intertex tore ofparts ( 1 ) , vale a dire che provvede esattamente alla nostra bisogna ne' ponti militari (2) . Ed a tale proposito non posso rimanermi dal notare come i vocaboli Arginamento
e Paracarro che i compilatori
( 1) A critical Pronouncing Dictionary by Iohn Wal ker alle voci wind e to Iwist. (2) Di qui si scorge quanto taluni filologi s'ingan nino allorchè credono che sempre sia utile e facile a tutti il vestire alla foggia italiana le voci tecniche : bene spesso , e quando chi le traveste non è del me tiere, ne nasce una mascherata.
13 piemontesi avrebbero voluto sostituire
a
Ghinda , io li
reputo per nulla convenienti , perchè l'uno in qualità di traslato viaggia troppo alla lontana dal senso proprio , e l'altro rappresenta oggetto secondario ,
e non l'idea
madre del Guindaggio ; perciocchè stando li i travicelli principalmente a freno dei tavoloni e non a riparo delle ruote dei carri , non è lecito servirsi di una voce la quale esprime una bisogna all ' intutto diversa . Le voci Pontata e Campata sono state ritenute dai compilatori piemontesi per esprimere due aliquote di cui si fa uso pur nell' arte del Pontoniere ; ma io credo che essi ne abbiano trascurata una terza , la quale parlandosi di costruzione e non di trasporto di ponti , poteva uel Dizionario supplir forse sola al senso delle due prime. In effetti , il vocabolo Pontée esprime il materiale per una frazione di ponte , cioè l'insieme di un battello e la corrispondente parte di palco ; ma se Pontée è aliquo ta , tal è nel particolarissimo caso in cui i battelli sono caricati sopra i carri rispettivi , chè non mai , per quanto io sappia , un ponte si è calcolato a numero di Pontate sia in progetto sia in costruzione.
Dicasi lo stesso di Campata che denota la parte del palco compreso tra due battelli o cavalletti contigui , la quale voce tutto chè corrisponda alla francese Travée pure nel senso da me recato , ch'è quello de' compila tori e del Cavalieri citato da loro , sarebbe usata in modo troppo ristrettivo ; perciocchè tanto nel progetto quanto nella costruzione di un ponte militare , l' aliquota in uso non è mai la sola parte di palco compresa tra due sostegni .
14 Dai pontonieri si suole in progetto indicare la estensione di un ponte col numero de'battelli o de'cavalletti; in ese cuzione poi col numero delle Travate , le quali se sono semplici corrispondono alla travata , passina o campata del Cavalieri ; se composte, come son d'ordinario , costa di due , tre o anche più barche appontate con il palco che loro si compete. Per le quali ragioni io mi penso che nel Dizionario di artiglieria era meglio produrre le due aliquote Pontata e Travata e non già Pontata e Campata , perchè le due prime voci esprimono la frazione in uso nel trasporto de'ponti e quella adoperata nella loro costruzione , mentre le due altre confondono tali distinte circostanze , ed e scludono l'idea tanto ordinaria della così detta travata composta. Il Generale Costanzo non fece uso della voce Pontata , perchè nella sua operuccia non favellò de' ponti che seco recano le soldatesche in viaggio , ma diede la preferenza a Travata voce italiana , che tanto ne' ponti di barche quanto in quelli a cavalletti esprime due ma niere di aliquote usate nell' arte del pontoniere. D'altra parte io credo che i compilatori piemontesi es sendo liberi di scerre fra campata e travata , dar dove vano la preferenza a questa seconda voce anche perchè era isofona alla Travée de' francesi , chè a me pare a vere in altra parte mostrata la necessità di farsi inten dere non solo dagli artisti della propria provincia o na zione , ma eziandio da quelli di tutta Europa , ove ciò possa ottenersi senza nuocere alla vera , non alla imma ginaria dignità della lingua .
15 DIZIONARIO MILITARE - ISTORICO-CRITICO
DEL CAVALIERE ANTONIO SOLIANI RASCHINI ( 1 ) .
Ov'io in questa mia operuccia non avessi mosso dai Dizionari del Grassi e di Carbone ed Arnò , avrei dovuto per ragione cronologica dir prima di quello del Raschini; ma non sarà al certo reputato sconcio il qui farne un cenno , dopochè nel ragionare del Lessico di Grassi si sono omai fermati i valori di molte e molte voci secondo le idee che lor corrispondono . Il Grassi nel suo Proemio ( 2) scrive :
« Soliani Ra
» schini . È questi l'Autore di un Dizionario Militare »> istorico-critico , stampato in Venezia l'anno 1759 ( un » volume in 4. ) , nel quale questo gentiluomo moda » nese trattò di molte cose della guerra seguendo ad >> occhi chiusi alcuni scrittori francesi , traducendoli ma >> lamente , creando e foggiando vocaboli a posta sua , >> e frammettendo quà e là certi suoi strani articoli che >> non concernono alla scienza militare , e che mostrano » da quali bizzarre idee fosse guidato l'autore . e chiunque ebbe nelle mani il Dizionario del cavaliere
(1 ) Venezia 1759 .
(2) A pag. 17.
16 modanese facilmente giudicherà che il lessicografo di To rino con quelle gravi accuse mostrasi ingiusto verso un dotto italiano scrittore di non poche opere approvate ; e tanto più sente d'ingiustizia lo spregio , in quanto che lo spregiatore ha spigolato non poco nel Dizionario che ri prova , nominandolo talora , ma bene spesso senza tam poco pagargli il meschino tributo della citazione. Se il Raschini volgevasi alle opere di Vauban , Fō lard , Puysegur , Leblond , S. Remy , Belidoro , Maillot, P. Daniel ec . era per far tesoro , nelle cose militari, di tante e tante idee che non erano negli scrittori italiani ; se non vesti queste idee con le voci d'Italia che a lui forni vano Dante , Ariosto , Tasso , Trissino , Berni , Tassoni, il Ricciardetto , il Morgante , Lippi , Machiavelli , Bernardino Corio , Varchi , Salvini , Maffei , Colliado ec . non per questo si può con giustizia asserire che egli abbia seguito tutt' i nominati scrittori ad occhi chiusi , o che sia andato crean do e foggiando vocaboli a posta sua . Che anzi ,
gio
vandosi il lessicista delle citate opere e di svariati Di zionarî stranieri , e delle Memorie dell' Accademia delle scienze di Francia , e degli scritti di Rollin , di Voltaire, di Buchanare , di Montesquieu , e dei libri di Cicerone , Vellejo , Patercolo , Polibio , Plinio , Panvino , Appiano , Sigonio , Frontino , Macrobio , Erodoto , Plutarco ec . : non poco animava con la moderata erudizione molti ar ticoli di storia
e di critica affacentisi al proposito suo ;
sicchè alla buona scelta delle fonti dalle quali il Raschini attinse le idee di guerra in epoca anteriore a quella di
17 Federico , egli và debitore del merito di trovarsi in non pochi articoli d'assai preferibile al Grassi , il quale poco felicemente ha saputo fare raccolta di idee
militari in
epoca posteriore a Bonaparte. In effetti :
Accampare, non è il secco e snervato vocabolo notato dal Grassi : in esso trovi una idea del compartimento delle truppe in un campo , idea cavata dagli scritti dei fore stieri (1). Altezza , ti porge un lampo sulle belle quistioni , che tanto ora fra noi sono agitate intorno l'ordinanza sottile o la profonda. Armata , ti conforta con l'opinione di Turenna fa vorevole alle piccole armate. Arma , reca coll' autorità del Folard l'idea che la Fanteria e la Cavalleria sono arme ; idea tanto fra noi comune " ma che non si trova in Grassi .
Cannone, presenta un cenno sul sistema de la Vallière , che al tempo in cui scriveva il Raschini era quanto di meglio possedevasi in artiglieria .
(1) Nè dire si potrà che Grassi non volle uscire dai lim'ti della definizione per ispaziarsi in quelli della Facoltà , perchè se in cento e cento luoghi è uscito dalla definizione per infarcire gli articoli con quello che a lai, non militare , sembrava utile , avrebbe potuto al largarsi del pari in tanti altri luoghi ed intorno a cose che a militari uomini sarebbero sembrate giovevoli anzi indispensabili.
3
18 Capitale , muove la bella quistione se le capitali degli Stati debbano essere o nò forticate : la quale quistione è venuta ora luogo topico di controversia militare , e di cui pare che Grassi fosse perfettamente ignaro . Giornata , offre la nozione sulla estensione ordinaria di una giornata di mareia .
Guernigione , dà il calcolo della proporzione del pre sidio co' bastioni della piazza . Miglio , reca il miglio
varie nazioni.
Piota , dà le dimensioni e l'uso di un tale elemento di costruzione . Insomma , si leggano in Raschini gli articoli Campo , Cavaliere , Baracca , Breccia , Frontiera , Gabbione , De dizione , Parco ec .; si paragonino ai corrispondenti del Grassi , e si vedrà che in fatto d'occhi chiusi , di strani articoli e di bizzarre idée il lessicista di Torino va non di rado un poco innanzi al cavaliere Modanese . Vero è che il Raschini ha impinguato il suo lessico con un grosso numero di articoli che non hanno diret tamente che fare con la scienza e con l'arte della guerra , come : Aceto , Acqua , Aglio , Amore , Buffone , Ca lunnia , Coscienza , Gelosia , Donna , Empio , Odio , Pianto , Sale , Somaro e simili ; vero è che ci ha re galate di cose ridicole nelle voci Battaglia ,
Ostile "
Cantinetta , Oppio ec . : ma il lessicista quando pose in fronte del libro il titolo di Dizionario Militare-Istorico Critico disse chiaramente che si proponeva di uscire al quanto dalla scienza e dall'arte " е " come a tempi suoi
19 erasi in uso di fare ,
spaziarsi sopra tante idee astralte ,
purchè queste avessero una relazione qualunque colla mi lizia . La quale libertà non era conceduta al Grassi da quel preciso-preciso titolo del libro suo , Dizionario Mi $ litare Italiano , che altro dir non vuole se non Catalogo delle idee della scienza e dell' arte della Guerra con le adatte voci della favella d'Italia. Che se il lessicista tori nese avesse intitolato il suo lavoro Vocabolario Militare Italiano , forse allora avrebbe potuto compilare un ca talogo di tutte le voci attinenti alla milizia usate dai buoni scrittori italiani , con que' significati che gli scrittori stessi vollero o seppero adattarvi : in tal caso non costretto a seguire il corso generale della scienza e dell'arte sarebbe stato secondo regola per lui assumersi la tutela esclusiva delle parole ,
e tollerabile quell ' abituale trascuratezza
verso le idee ,
che ora nel suo libro è difetto grave ,
e che non si può egualmente rimproverare al Raschini .
20 DIZIONARIO
ITALIANO-SCIENTIFICO-MILITARE
DI GIUSEPPE BALLERINI ( 1 ) .
Quando il chiarissimo filologo G. Grassi faceva accusa pubblica di grossolana impostura ( 2) al Ballerini , era mosso da un primo impeto di cieca gelosia di mestiere ; é quando i dotti compilatori del nostro Vocabolario Un versale (3) scrivevano : altro non essere il libro del quale dir vogliamo che un troppo balordo plagio del Grassi, davano giudizio inesatto sopra causa da essi , e contro il loro costume , non bene a fondo esaminata . Ballerini ben poco ha tolto dal Dizionario di Grassi e non sempre alla cieca , chè talora io trovo essersene allontanaio , e per lo meglio (4).
Spigolando per altro nel lessico torinese ne ha taciuto il nome dell' Autore , ma forse per difetto di memoria
(1 ) Napoli 1824. (2) Antologia di Firenze n. 91 , p . 103 . (3) Napoli 1829.
(4) V. Rivellino che Ballerini non ha come Grassi , confuso con la Mezzaluna antica ; Tergiduttore che me ritamente ha notato come parola vecchia ; Drappello cui ha assegnato un significato esatto ec . ec.
21 che dimenticar gli faceva il nome di tutti quegli scrittori da' quali avuto avèa il soccorso maggiore . Mi piace non dimeno di trovare che nella sua prefazione fà cenno del Grassi, e non maledice a lui come questi fatto avea pel Raschini . Intanto il Dizionario del Ballerini ha un piano fonda mentale assolutamente diverso da quello di Grassi . Esso ha per oggetto le idee della guerra esposte con quelle voci onde il pubblico militare d'Italia suole esprimerle a' tempi nostri ; mentre l'altro mira alle voci guerresche usate da qualunque de' così detti scrittori classici e stirate per adattarle alla meglio con le idee militari in oggi co muni fra di noi . Le quali intenzioni si vede chiaro che essenzialmente differiscono tra loro , e mostrano che il Bal lerini , per la natura propria del suo lavoro , non poteva seguire tanto more pecudum quello del Grassi da meritare per questo risguardo solo l'accusa di plagiario. Chi legge nella Edizione del 1824 l' indrizzo dell'Au tore al Pubblico letterario scorgerà che gli balenò alla mente un lampo sulla vera idea madre del Dizionario mili tare italiano. Il dabben uomo scorse come possibile non era che una nazione , una classe di artisti , per esprimere le medesime idee e le cose istesse avesse una lingua di dritto ed una di fatto , una lingua scritta ed una parlata , una lingua nobile ed una ignobile , quindi bonariamente cre dette , e non ingannavasi in quanto a ciò, che per far un Dizionario di cose guerresche in Italia era mestieri pria di pensare alle parole andar cavando le idee di scienza
22 e di arte dai dotti militari di tutta Europa , perchè quando le idee sono piantate in falso , vengono di conseguente falsis sime e ridicole le parole ( 1 ) , e perchè le idee non sono proprietà esclusiva di nessuna nazione ; ed in ultimo volger la mente ad assegnare a tali idee le medesime voci con le quali parla e scrive il pubblico militare d'Italia , perchè le voci di arte sono esclusiva proprietà degli artisti . Quindi al Ballerini come lessicista io ascrivo il merito di averci presentato un catalogo di scrittori militari ita liani e stranieri come base al suo lavoro , e di non aver piuttosto divisato di attignere delle idee scientifiche ed artistiche fuori delle universali sorgenti della scienza e dell' arte. E quindi al lessico del Ballerini concedo una certa preferenza sopra quello del Grassi , perchè in questo io scorgo una moltitudine di cadaveri , venerati rispettabili se così vuolsi , ma de' quali la vista è sempre spiacevole in mezzo alla vivente brigata , ed in quello un popolo di viventi i quali nobili siano o plebaici ,
esatti o mal
proporzionati , gravi o leggerissimi come piuma , ci chia mano in tutt' i loro movimenti ed in tutte le loro com binazioni alle quotidiane e sempre a noi grate idee delle
(1 ) When the nature of things is unknock , or the notion unsetled and indefinite , and varions in varions minds , the words by which such notions are conveged, or such things denoted , will be ambiguons and per plexed . The Johnson's Dictionnary's Preface p . 6.
23 cose accomodate agli usi nostri ed alle nostre vere abitudini . E come la società civile spettabile si rende all'occhio del filosofo quantunque in essa ben pochi siano gl' in dividui fregiati di chiara nobiltà : e come cosa ridicola anzi da matto la sarebbe il pensare di nobilitare la città col cacciarne via la plebe , così presso il dotto uomo non prevenuto commendevole si rende un lessico usuale di scienza o di arte non ostante che non tutt'i vocaboli siano eccellenti , e risibile addiviene un tal libro quando in esso si recano solamente le voci reputate nobili , e si tra scurano le altre perchè presentano solo la modesta pa tente dell'uso , e non il magnifico diploma di una tante volte immaginaria nobiltà . In effetti , la scienza e l'arte della milizia sta forse so lamente ne' cannoni , nè bastioni , nelle corazze e nelle falangi, perchè solamente le voci Falangi, Corazze , Ba stioni e Cannoni debba preziosamente custodire un lessico militare ? E non abbiamo noi una Tattica , e precipua mente una piccola tattica ,
con tanti minuti particolari ,
un' Amministrazione militare , un Vestiario ,
Cuojame ,
Bardatura ec. ec . ? E se tutto ciò abbiamo , vorrassi mai supporre che le parti di un tale tutto siano anonime , che negli usi giornalieri si tratti di tante svariate bisogne senza il ministerio delle voci , e solamente co' gesti e colle leggi della Mimica ?
Sono elle voci necessarie ed usatissime , nella nostra piccola Tattica Appello , Formazione , Rimpiazzamen to ec. , nell' amministrazione Indennità , Gratificazione ,
24 Ritiro ec
nel nostro vestiario ,
cuojame e bardatura ,
le voci stivaletto di Fanteria , Sacco o Mucciglio , Mantiglia ec ? ebbene , perchè mai il Grassi non dava a queste ed alle tante sorelle loro un luogo nel suo Di zionario ? Se ciò era perchè le ignorava , io ascriverollo a suo torto perchè mettevasi a lavorare un campo del quale ignorava i confini.
Se poi il Grassi le avesse co
nosciute e loro negato l'onor del registro perchè egli non le avea trovate in Fra Giordano e Fra Guittone , o an che negli scritti dello stesso famoso Montecuccoli , sa rebbe questa una scusa priva di ragione , perchè quei buoni frati nelle loro prediche non potevano aver par lato del sacchetto contenente gli argomenti adatti a streg ghiare la loro mula , nè Montecuccoli nelle sue memorie scender poteva tanto in giù per dire de'particolari , che appartenevano ai suoi palafrenieri , per trasmettere a noi un vocabolo di puro sangue italico il quale tener potesse luogo della brutta voce Trasto. La quale parola usata dalla nostra cavalleria , e scritta nelle nostre ordinanze è stata non ostante rifiutata da tutti i lessicisti per la ragione che essi credono di potere colle sole norme della letteratura risolvere tutte le qui stioni letterario-artistiche , e pensano che rispetto a va lore di vocaboli di qualsivoglia maniera non ci sia re denzione fuori di un determinato numero di volumi chia mati Classici , di modo che quanto in que' tali volumi non si rinviene è per loro tenuto come non esistente fra le cose della natura ; alla maniera medesima che fino
25 à non molti anni addietro una setta di filosofi aveva per vero e dimostrato quello solo che era scritto ne' libri di Aristotile , cosicchè quando il monaco Sceiner notò primo le macchie sul disco del sole , fu ragionevolmente deriso perchè negli scritti dello Stagirita non era menomamente parlato di quella novità. Ma se Ballerini non ha balordamente copiato il Grassi; se , a senso mio , pensò con giudizio a cavar la materia dalle miniere europee , e se ottimamente operò nell'acco gliere que' particolari della lingua parlata omai sanciti dall' uso , io credo che non oltre si estendano i meriti del suo lessico, il quale nel rimanente è ben lontano dalla stessa mediocrità , e presenta all' occhio degli uomini del mestiere tutta la bruttezza del contrapposto tra un piano benissimo immaginato ed una esecuzione riprovevolmente nenata a termine. Io credo che il Ballerini avendo concetto il pensiere di cavare le idee guerresche dagli approvati scrittori militari di tutta Europa , fece di questi in sulle prime un buon catalogo , qual'è quello appunto che si legge alla testa del suo lessico ; ma poi dato uno sguardo alla estensione del campo che dovea correre , alla scarsezza de' suoi mezzi personali , alla difficoltà di procacciarsi tante opere . . . risolvette di andare al termine suo battendo una via scor ciatoja . Egli aveva alle mani il Dictionnaire Militaire di M. Aubert de la Chenaye ( 1 ) , libro che al tempo
(1) L ' Edizione di cui parlo è di Dresda 1751 .
4
26 nel quale fu scritto riscosso avea l'approvazione del pub blico e per la erudizione di cose antiche , e per gli svi luppamenti di arte intorno a molti articoli , e da questo giudicò opportuno trarre il suo partito: ma non trovandosi tanto innanzi negli studi della scienza e dell'arte della guerra quanto bastasse per vedere tutta l'enorme diffe renza che passa tra le teoriche e le pratiche militari an teriori alla guerra de'sette anni , e quelle posteriori alle guerre Napoleoniche , abbracciò senza matura disamina la offertasi occasione , nubem pro Iunone , e si appresentò al cospetto del pubblico militare del 1824 , con la let terale traduzione degli articoli di un Dizionario stampato la prima volta nel 1742 !! Che il Ballerini fosse poco versato in quelle svariate parti della milizia esposte nel suo Dizionario , io lo ar gomento dalla mancanza totale di gusto che si appalesa nella scelta fatta fra le materie > dalla mano incerta con la quale scrive o per dir meglio copia , e dalle continue contradizioni nelle quali sono le idee di tanti articoli che hanno relazione al medesimo subbietto ; nella quale con traddizione caduto non sarebbe uno scrittore che fosse stato bene pratico della facoltà . Ma che il medesimo poi fosse per nulla esperto delle moderne cose guerresche ( 1 ) ,
(1) Leggendo le definizioni apposte alle voci Diffe renzialmente , Duplicazione , Idraulica , Meccanica , Metro, Statistica , Termometro ec . non si potrà disconvenire che il lessicista fosse uomo di buona volontà e laborioso . ma non altro.
27 ne sono fatto certo dal trovare nel suo Dizionario messi in commercio come moneta corrente certi pezzi di metallo che si appartengono alla numismatica
e basterà citare ta
luni pochi articoli per argomentare del merito di molti altri. Marcia : reca la notizia che a' giorni nostri un uomo a cavallo occupa cinque piedi di fronte ed otto di al tezza o profondità. Un uomo a piedi ne occupa tre di fronte e cinque di profondità (1). Mortajo
ne insegna che le batterie de' mortai sono
destinate a smontare i cannoni della piazza piuttosto che a rovinare gli edifici della piazza stessa .
Rinculata
ci dice che alle piatteforme (spianate) dei
pezzi di artiglieria si dà una inclinazione verso la can noniera onde far rimettere il pezzo da sé stesso in bat teria. Vanguardia : nota che questo nome si dà alla prima linea di un' armata posta in battaglia (2) . Battaglia ordinata nelle regole : ne avverte che i più
(1 ) Un soldato di fanteria occupa nella riga metri 0,50 , e nella fila 0,50 .
Un cavallo montato occupa nella riga metro 1,00 , e nella fila 3,00 . (2) Il compilatore avrebbe dovuto avvertire che lo stesso Dizionario del la Chenaye , alla voce Ligne ha notato che la denominazione di Vanguardia alla prima linea di battaglia, era cosa, anche a quel tempo , re putata vecchia .
28 grandi vantaggi che un generale possa procurare alla sua armata sono l'avere il sole ed il vento alle spalle (1) . è spiegato essere un movimento militare dov' era • che fa girare la testa di una truppa • Conversione
il suo fianco. Bastione : ci dà per regola che i più grandi lati ( dei poligoni ) delle piazze regolari non eccedano mai la e stensione della portata ordinaria del moschetto che è di 120 tese . Batteria incrociata : porta la curiosa genesi di una batteria dicendo essere quella che si forma dal fuoco di due batterie lontane luna dall' altra , e che tirino ad un medesimo punto . Batteria a rimbalzo : insegna che le palle a rimbalzo chiamansi palle sorde a motivo che essendo spinte non sibilano affatto , per cui è difficile il guarentirsene . Linea : Truppa di Linea : dà questa denominazione alla sola truppa a piedi per la grave ragione che que sta nell'essere in battaglia forma una linea. Piazza : ne dà il primo , secondo e terzo ordine delle piazze forti esattamente al rovescio di quello che nell'arte è convenzionalmente stabilito .
(1 ) Questa è antica massima di guerra da Machia velli ( arte della guerra Lib . 4. ) troppo di leggieri regalata al secolo decimoquinto
·
• or se sia
ridicola al secolo decimonono , lo lascio decidere agli uomini della professione.
29 Piazza situata in una Vallata : immemore del bel trovato del defilamento , e forse confondendo Vallata con Vallone , c' insegna che la vallata è ancora un pessi mo sito per costruirvi piazze.
Il nemico può in un
momento distruggerle dall' alto della montagna (1 ) . Castrametazione : insegna che un campo difeso dalla natura è quello che trovasi coperto alle spalle da un fume , da un bosco , da uno stagno , o da montagne alpestri (2). Calibro
reca il bell' equivoco che una tal voce si
prende anche per la portata di ogni arma da fuoco : e così anche la Fascina trovasi confusa col Salsiccione, il Blocco coll' Assedio , il Subalterno col Subordinato , il Teatro della Guerra col Campo di battaglia , il Corpo di battaglia col Corpo di armata " la Scienza della guerra coll' Arte della guerra , la Corsa o l' Incursio ne con l' Invasione ec . ec . ec . Le quali idee copiate con soverchia buonafede dal Dizionario del la Chenaye o da
(1) Il testo del la Chenaye dice les peut découvrir ; il traduttore ha detto distruggerle e vi ha soggiunto anche in un momento ! (2) Della stoltezza di questa massima fecero mise rabile prova Joubert e Moreau a Novi nel 1799 ; ed il Principe di Wurtenberga a Montereau nel 1814 , e per accidente , non per proposito , l'avrebbe provato Bo naparte a Lipsia nella stretta di Lindenau , se gli al leati avessero preveduta la ritirata di lui verso il Reno .
30 altri libri già divenuti invalidi , e che forse nelle passate epoche non erano fra i riprovati , a ' giorni nostri sono altrettante eresie militari e non tornano molto a lode di uno scrittore che a noi le presenta come venerandi articoli di fede. E che il lessicista nostro ricavato non abbia i materiali direttamente dalle opere militari del suo catalogo , e che queste rimaste siano per lui all' intutto oziose , io lo de duro dal valore di molti articoli del Dizionario. Se avesse avuto fra le mani le opere di Bousmard , avrebbe secondo quelle condotto gli articoli Fortificazio ne , Riconoscere una piazza ,
Trincea ,
Zappa ec .
e non avrebbe copiato il vecchiume del la Chenaye . Se le avesse avute e consultate avrebbe nel solo articolo Ri dotto evitato lo sconcio di quattro errori in tre righe : 1.
il ridotto del rivellino lo dice in francese Redoute ,
mentre devesi dire Reduit ; 2. ° chiama un tale ridotto o trinceramento opera distaccata mentre tale non è ; 3.º la definisce parallelogrammo quando ha tutt'altra fi gura ; 4.º finalmente distingue la mezzaluna dal rivellino senza sapere che fra noi ora si tiene l'una e l'altro per la medesima cosa .
D'altronde , come mai era possibile che versando su que' libri non avesse arricchito il Dizionario suo di tanti articoli risguardanti alle dotte modifiche proposte da quel l'illustre Autore sia nella pianta (tracciato) in generale sia in particolare a' bastioni , al cammino coperto , al fosso , a' rivellini ec . nel divisamento di aumentare la di fesa di queste parti, e di sottrarle all'effetto del rimbalzo ?
31 Non è possibile che egli avesse letto le opere di Cor montaigne ; ' chè allora avrebbe per lo meno fatto un cenno sul Fronte moderno che è il sistema approvato a' giorni nostri . E sconosciuto essere gli dovette il Savart, se le voci Tenda , Baracca , Castrametazione ec. troviamo corre date con le inesattezze e con le antichità del la Chenaye · senza una sola idea giusta dell'odierno costume . E sconosciuto eragli il Carnot , perchè nel Dizionario non troviamo Spalti a contropendenza , Ritorni offen sivi , Fuochi verticali, e tante altre frasi che sono ca ratteristiche dei libri di quel dotto. Nè dir si potrebbe che si giovasse delle opere del Jo mini : chè l'articolo attacco di un villaggio non sa rebbe là con le meschinelle parole che contiene , e mo strerebbe la ricchezza delle riflessioni che fa quel sapiente uomo alla pagina 172. del vol . 1. Assedio avrebbe avuto sussidio dalla pag. 182. del 1. volume risguardo alle ar mate di osservazione , intorno alle quali ha copiate le idee dal la Chenaye , unitamente a tutta la vecchia supellet tile degli Embolon , Plesion , Peplagmenon , Tito Livio , Zama , Scipione ed Annibale che l'articolo Ordine di battaglia fanno ispido come un istrice senza il menomo conforto delle cose moderne quali dal vol . 3. pag. 354 del Jomini poteva il lessicista ricavare . E dal
vol . 1 .
pag. 333. derivar poteva sull'attacco di un' armata in marcia qualche cosa de' tempi nostri anzi che trascrivere le scarse osservazioni del d'Espaguac , scrittore della metà
32 del secolo passato . Ed in fine , se il nostro compilatore avesse letto tali libri non avrebbe sbagliata la definizione delle Linee di operazioni e del Teatro della guerra , ed avrebbe intorno a cose simili dato al suo dizionario una tinta di moderno , della quale , quanto alla scienza della guerra e a tutt'altro , è assolutamente sprovvisto . Dicasi lo stesso del Saggio sulla fanteria leggiera del Duhesme ; cui se il lessicografo avesse veramente cono nosciuto non avrebbe martoriati gli articoli Granguardia, Pattuglia , Scoperta , Riconoscenza, Posto avanzato ec. parte copiati da la Chenaye , e parte sa il cielo da qual altro libro di cose vecchie. Ma producendo queste considerazioni con le quali io procuro dimostrare quanto nocque al Ballerini lo avere fatto uso smodato del vetusto dizionario de la Chenaye , non vorrei che altri a me l'accusa movesse di essere so verchiamente avverso alle nobili fatiche di tanti dotti , i quali lavorando sulle opere degli antichi a noi diedero la storia di tutť i procedimenti della scienza e dell' arte della Guerra. Egli sarebbe ingiusto accusarmi di ciò ; chè io non l'uso delle vecchie erudizioni quì nelle carte mie maledico , ma l'abuso di quelle nato dalla pigrizia o dal l'ignoranza di taluni lessicisti , i quali credono avere esau rita ogni materia quando hanno copiata tutta la parte che i venerandi e laboriosi avi nostri cavarono dalle opere approvate de' tempi loro , e non volgono uno sguardo, e non danno un sol momento di applicazione per presen tare al pubblico le idee novelle , attingendole dalle opere approvate de' tempi nostri.
33
M E che sia cosi , leggiamo nel Ballerini l'articolo Intrepi dezza. Quivi non una erudizione imprestata de la Chenaye troveremo i nomi di Amilcare e di Sertorio , di Condè e di Turenna , senza tampoco curarsi dei moderni , come se il passare attraverso un vulcano ardente su i ponti di Lodi e di Arcolle , l'avere sfidate le eterne nevi del S. Bernando , della Spluga e del Guadarana , lo aver fatta la ritirata della Russia passando la Beresina ad onta della congiurata Europa e dell' adirata natura , non desse un dritto a Bonaparte , a Macdonald , ad Augerau , a Ney di mettere il nome loro ovunque si trovi scritto il voca boto Intrepidità. Leggiamo Stratagemma , ed ecco Trajano , Adriano , Annibale al passaggio del Rodano
· · ed i moderni ?
Dov'è mai il bello stratagemma dell' Arciduca Carlo , il quale ad Essling rompe il ponte de ' francesi sul Danubio e divide in due l'esercito di Bonaparte , dove sono quelli di Moreau per ingannare gli Austriaci al passaggio del l' Iun e nel bosco di Hohenlinden
· ?
A linea trincerata non manca un bello e lungo pezzo di antichità sulle linee fatte da Cesare intorno ad Alessia , ma non vi è parola sulle sponde linee di Torres Vedras. A Sortita, ecco accennarsi l'assedio di Lilibeo fatto dai Romani e'l valoroso Imilcone 9 e non dirsi una parola sul maraviglioso modo di prolungare l'assedio colle sortite , adoperato con una gloria senza pari da Massena in Genova.
E troveremo a Colonna quelle di Romolo , di Antioco, di Annibale e di Epaminonda , non però quelle di Ri 5
34 chepance ad Hohenlinden , di Macdonald a Wagram , e la famigerata colonna di cavalleria comandata da Murat ad Eylau , che fu giustamente paragonata ad una va langa che in un momento calpestò fanteria e cavalleria nemica , e ruppe il centro delle due linee di battaglia fe dei Russi
Leggiamo Tenda , e vi troveremo Erode , Zenobia , Antioco , i Turchi · · · • · e dove sono mai le descri zioni delle tende de' moderni , dove un sol motto sulla loro abolizione cominciata nella rivoluzione francese , san cita da Bonaparte , e poi adottata da tutta Europa ? A Torri , leggeremo Diodoro di Sicilia , Demetrio , Epimaco , Maometto II. , ma non le Torri-modello
di
Francia , non le Torri-martello di Corsica ammirate ed adottate in Inghilterra , non le Torri-Massimiliane in ventate in Austria , non le Lunette di Darçon ec . ec.
Attacco di trinceramenti ti presenta al primo rigo il Marechal de Saxe , e nulla dice de' famosi attacchi por tati da Bonaparte a' trinceramenti russi alla Moscova nel 1812 , nè di quelli dati da Wellington a' trinceramenti francesi alla battaglia di Tolosa nel 1814 ec. Ecco a Posti i soliti luoghi comuni della Bulina e di Kraknitz fatti celebri perchè descritti con pompa da co loro istessi che ne fecero la difesa ; eppure non mancano fra i moderni , esempi di mirabile costanza nel difendere un posto militare ; e se volgendo alle cose nostre uno sguardo come a spiacevole rimembranza delle passate civili pertrubazioni rammentar non si volesse Vigliena, glorioso
35 sarebbe far un cenno almeno di quella casa affortificata nel 1813 alla testa del villaggio Langhfuhr a Danzica , dove un drappello di Napolitani , Bavaresi , e Westfa liani per dodici ore si difese e si mantenne invitto contro la russa ostinazione " sotto una grandine di proiettili di ogni maniera , ed in mezzo alle fiamme ed a'cadenti rottami della combusta dimora .
E per non fare lungo catalogo , credo aver detto ab bastanza per mostrare , che mentre un lessicista vulgare trova il suo conto dandosi a poco prezzo l'aria di uomo erudito copiando i luoghi comuni dai libri antichi , e non faticando sopra i libri moderni ad una novella composi zione di articoli ; il Lessico considerato in sè stesso vienc grandemente a scapitare ; perciocchè se bello può tro varsi in talune cose l'apparato della erudizione antica , questa andare non può scompagnata da buona dose di sobrietà , sicchè per lo meno i due terzi degli articoli versino intorno le faccende de' tempi nostri come a quelle che hanno diritto presso di noi ad un maggiore interes samento. E qui pria di lasciare il libro del Ballerini far mi giova due considerazioni che possono appartenere a tutto il les sico. La prima concerne alla estensione degli articoli , a. quella tale Dizione, che non dovendosi ristringere ne❜li miti della Definizione come nel vocabolario generale della lingua , ma spaziaré moderatamente ad utilità di chi si fa a consultare il libro, esser dee tanta che mentre si proporziona
36 alla larghezza della materia , non ne presenti però che i punti principali , come un reticolato in grande che tutto comprende il quadro , ma non tutto lo espone. In tale proposito , a fine di mostrare il mio pensiero per i con trarî , inviterò il lettore a scorrere i più lunghi articoli del Ballerini ( 1 ) perchè scorgere possa come i materiali ivi adoprati sembrano essere stati svelti con mano impe rita dalle masse principali , anzichè scelti da mano mae stra ed ordinati poi col criterio proprio della Facoltà e col gusto de' giorni nostri. Per le quali ragioni gli arti coli medesimi risultano non solo lunghi e stralunghi fino alla noja , ma bene spesso affatto vuoti di ogni istru zione com'è proprio degli ammassi di male elette e mal connesse trivialità. La seconda considerazione poi procede dall'intendimento che ebbe il lessicista di registrare un gran numero di parti colari relativi alle manovre ed evoluzioni delle truppe , de' quali la più parte sono fra noi andati in disuso . Per ciocchè siffatto ramo della Tattica implicitamente si divide in due parti , una costante ed in uso presso quasi tutti gli eserciti disciplinati di Europa , ed è quella che risguar da il movimento generale di un Corpo ed i movimenti particolari delle frazioni di quello : l'altra, variabile tanto nelle diverse nazioni quanto nelle epoche diverse , e con cerne le voci di comando ed i movimenti di taluni in
(1) V. Architettura , Assedio , Breccia , Posizione , Sortila , Trincea , ec . ec .
37
dividui ( le cariche ), che soffrir possono infiniti cangia menti senza che ne risenta per nulla l'assieme della ma novra o della evoluzione. E come ben molti fra i mi nuti particolari delle manovre registrate nell' Enciclope dia francese sono oramai assolutamente disusati , così era da prevedersi che la fatica del Ballerini relativa a questa parte rimaner dovesse un giorno o l'altro fuori di con suetudine , il che in effetti è accaduto , dacchè l'ordinanza di Fanteria del 1822 , della quale si servi il compilatore, fu cangiata nel 1833 , relativamente a molti particolari nelle manovre ed evoluzioni delle nostre genti a piedi . GRAN DIZIONARIO
TEORICO-MILITARE ec. ec. (1)
Producendo al tribunale della Critica questo libro , io non ne farò un'analisi , perchè inutile sarebbe lo esporre tutte le ragioni per le quali il colto pubblico militare del paese nostro lo tiene fra le opere di poco pregio . E se per avventura ne favellassi con severe parole , queste io già dirigere non vorrei esclusivamente a' com pilatori dell' opera , ma a tutti coloro che a'giorni nostri per amor di guadagno oltraggiano delle scienze e delle arti la ragione e la verità . Voglio per altro che le mie voci
(1) Napoli 1836 .
38 di rimprovero giungano ai dotti militari di tutta Italia , per chè il silenzio interpetrato non sia tacita approvazione data dagli uomini di guerra napolitani ad un'opera , che non ha la menoma qualità per meritarla . Io mi starò contento a fare un rapido cenno intorno qualche circostanza la quale esce dalla comune di quelle che ho come difetti notate discorrendo degli altri dizio narî militari , e che in questo egualmente hanno luogo. Perciò , cominciando dall' ampolloso titolo Gran-Dizio nario, mi farò a chiedere che mai vuol dire quel Grande? Il libro non è più voluminoso degli altri suoi confratelli , perciocchè il Dizionario di Ballerini, calcolando tipografi camente, io lo trovo di questo più esteso . Il medesimo non contiene già tutta la scienza , tutta l'arte della guer ra • • Dunque perchè mai quel predicato Grande ? Credo sia per quel medesimo fine onde coloro i quali fanno i giocolatori sui cavalli intitolano Gran Circo , un Maneggio di alquanti palmi di diametro , e s'ingegnano come tutti i Cabalisti nugivendoli , di venderla cara con grossi pa roloni alla buona fede ed alla credulità del pubblico . Cosi sul qualificativo Teorico-Militare chiederò ragione di quel primo predicato . E che mai vi è di teorica in questo libro miserello ? che mai di quella metafisica o scienza de' principî la quale è scorta alle pratiche , e loro serve di dimostrazione ? Che vi è mai di sublime in un opera nella quale io non scorgo che la parte bassa della scienza , la puerile dell'arte , la triviale, la pedantesca della erudizione ?
39 E quel proemio? non sembra esso l'emblema della sag gezza in sul portone dell'ospedale de'pazzarelli? E quale può mai essere l'ufficio di quel dotto e conciso proemio ch' è chiaro essere stato scritto da estranea mano ) se non di far rimprovero a'compilatori della parola mancata al pubblico , e di far chiaramente scorgere la loro divisa video meliora proboque ,
deteriora sequor ?
Tacer voglio di quelle melenze osservazioni sulla scien za della guerra le quali sono opposte a tutto ciò che i moderni ora prendono a considerare intorno a questa grande inspiratrice de' grandi Capitani. E riguardo al corpo del lessico , solamente cennar vo glio la cecità con la quale sono stati raccolti i materiali ed il disordine con cui vi sono stati consarcinati : Frigida pugnabant calidis . . . . I compilatori ci hanno ficcato dentro quanto del Di zionario di Carbone ed Arnò a senso loro esser ci potea di ficcabile , senza sapere che in quel Lessico era l'ar tiglieria di Piemonte e non quella di tutta Italia ; quindi nel sedicente Gran Dizionario troviamo il pezzo da 16 per l'artiglieria di campagna , quello da 32 per assedio ; ed i modelli di affusti dell' anno tale e dell'anno tal altro che i compilatori dicono appartenere a noi , mentre noi e molti altri come noi in Italia non abbiamo tali cose fra le nostre. E siccome i medesimi compilatori con una semplicità da bambini hanno tolto anche un pochetto di artiglieria dal Ballerini , così tutto l'articolo Artiglieria preso da Carbone ed Arnò si trova fare a calci con questi
40 altri : Rimpiazzo di uomini inutilizzati , Servizio del l'Artiglieria di assedio e piazza ,
Servizio dell' Arti
glieria di campagna ec . copiati dal Ballerini. Frigida pugnabant calidis . E ciecamente dal Ballerini copiavano quegl' ingenui compilatori tutte le manovre ed evoluzioni e comandi , senza che loro andasse per lo cervello essere quella merce del 1822 già messa fuori di commercio dalla nostra ordi nanza del 1833. Quindi gli articoli Mezzogiro a dritta , Al piede l'armi , Presentate l'armi , Indietro,
Aprite
righe, Marcia, A sinistra in battaglia , Ordine di parata ed ordine di battaglia di un Reggimento ec . ec. sono " come cose del 1822 ,
perfettamente da noi disusate ;
e
quello che v' ha di più curioso in mezzo a tante cose del 22 colpite di nullità nel 33 , si è il trovare tante altre che non appartengono a nessuna delle dette due ordinan ze , come Al piede l'arme (dal portate arme) All' ispe zione l'arme , Dimezzate le divisioni marciando ec. : Frigida pugnabant calidis . Poi con che gusto spigolavano nel Dizionario del Grassi i lessicografi nostrí , sel saprà bene chiunqne fornito di odorato fino trovasi egualmente lontano dall'affettato pu rismo e dal basso favellare del trivio. Essi non solo hanno voluto adottare le voci più ridicole , come Scannonezzare, Sguinzagliare , Strombazzata , Tergiduttore ec. ma ri creandosi nella tabe de' cimiterî antichi hanno voluto questa a noi presentare come grato profumo, e ne hanno messo dinnanzi senza segno di riprovazione Sciarrare ,
4x Sembraglia, Guardacorpo , Scigrignata ec. che il Grassi, lo stesso Grassi , nota quando di voce antica e quando di voce bassa e fuori d'uso nella milizia ! ! Intanto , checchè dire io voglia de'nostri compilatori, essi , bisogna pur confessarlo , non sono stati poi cosiffat tamente copisti de' lessici altrui , da non aver dritto a dire di aver qualche fiata tolto e qualche volta aggiunto alla materia. Essi servendosi di quella prerogativa che tutt'i lessicisti pretendono di avere , quella cioè di chiu dere a piacer loro la porta in faccia alle parole senza disaminarne il merito , ne hanno cacciate via assai molte che meritavano onesta accoglienza , e talora , portinari ciechi ed inurbani , hanno fatto oltraggio ad altra per la quale bisognava che avessero spalancati i due battenti del loro grande portone . E per esempio , essi fra i tanti vocaboli proscritti hanno espulso Cannone a bomba usato da Carbone e Arnò come una delle più importanti armi moderne , la quale non solo per opera del signor Pai xans ha ridotto ad effetto il divisamento di Bousmard circa il tiro delle bombe orizzontali per la rovina de' parapetti di terra , ma ha recato di gravi cangiamenti nelle costru zioni navali , che nello stato presente sono troppo deboli appetto a questo colossale mezzo di distruzione . E con quella medesima inesperta mano con la quale hanno pure aggiunta
hanno tolto via molte cose utili ,
una bella dose di baggianate ; e se fra queste riuviensi qualche cosa buona, la trovi storpiala e piagnente. Leg gasi l'articolo Torri di ridotto , e vedasi come questo
6
す
42 trovato francese è stato fatto viaggiare d'un salto in In ghilterra confuso con le Corso-brittanniche Torri-martello le quali sono torri ma non Torri-ridotto, e sono tutt'al tra cosa delle prime. Anzi , perchè maggiormente si ma nifesti la dappocaggine di colui che scriveva un tale sgra ziato articolo , notar voglio come dicendo che il Dupin avea dato assai minuti istruttivi ragguagli intorno alla costruzione delle Torri di ridotto , diede chiaramente a divedere di non aver tampoco veduta l'opera del viaggia tore francese il quale non ha parlato che delle
Torri
Martello , e se si allarga in particolari ciò fa solamente circa il compartimento e la svariata figura che alle me desime si assegna in Inghilterra.
IV . Conchiusione. Da quanto ho discorso e' si pare che gli animi cui non preme di sostenere il contrario , possano consentire meco nelle seguenti deduzioni . Noi non abbiamo Dizionario Militare Italiano . Nè uno nè più uomini di quell'ordine di dotti , che chiamansi letterati, possono soli adempiere ad una tale biso gna : Grassi ed i compilatori del nostro recente Vocabolario Universale Italiano ( 1 ) danno la prova alla mia asserzione .
( 1 ) Senza mancare all'omaggio veramente dovuto ai dotti lessicisti di Napoli , io sostengo che del loro aureo lavoro , la parte militare può dirsi essere la scoria .
43 Un solo militare , comunque dotto e laborioso si voglia supporre , perderebbe inutilmente il tempo suo intorno a siffatto lavoro . Ove recar se ne volesse ad effetto il desiderio bisogne rebbe lasciarne la cura ad un sinodo di dotti uomini dí guerra coscritti dalle parti principali d'Italia , il quale dalle grandi europee approvate sorgenti attingesse la ma teria ; la lingua poi ed il tecnico fraseggiare dagli scrit tori militari italiani , dai regolamenti scritti pei diversi eserciti della penisola , dalle particolari grandi officine di materiali da guerra , ed in ultimo , quando necessità strin gesse , dai libri di que' dotti che non appartengono alla Facoltà. In questo modo si potrebbe ottenere un lavoro concer nente la scienza e l'arte, fatto (com'è naturale) da scienziati ed artisti e non da imperiti o da dilettanti ; un lavoro al quale i militari non solo ma i letterati di buon senso e di buona fede dovrebbero necessariamente rivolgersi quando incontrasse di avere a far uso di voci e di significati guer reschi , e cesserebbe così la scandalosa pretesa delle let tere, le quali in Italia credono poter esse sole battere ogni via, ogni sentiero della scienza e dell'arte della Guerra , senza menomamente invocar come guida il cultore natu rale della Facoltà , la quale non essendo loro adegua tamente cognita , non potrà mai venir da esse convenien temente trattata .
44
NOTA I.
Se la proprietà di una voce sta nella sua convenienza con l'idea che rappresenta , pare che chi padrone non è delle idee non può metter mano a giudicar delle voci , o , per dir meglio , chi non possiede la scienza e l'arte è giudice incompetente del loro linguaggio.
Scrivono i
francesi : l'exécution d'un bon vocabulaire ( militare ) est difficile , car c'est un ouvrage de patience , qui exige de la part de celui qui l'entreprend un grand discerne ment avec une connaissance parfaite des différentes bran ches de l'art ( Bulletin de Ferussac v, 5 . p . 334 ) . Grassi dotto filologo , ma non dotto uomo di guerra , volendosi a
dispetto di tale verità sostenere nel posto
di lessicista militare , nega il valore assiomatico della stessa , ed asserisce che un libro nel quale si espongono tutte le voci guerresche con definizioni e dichiarazioni sufficienti ( V. Antol . di Firenze N. 91. p . 97. e 98 ) può bene non contenere tutto l'ampio corredo della dottrina " quasichè esser vi
potessero nell' ampio corredo della
dottrina parti o modi tali da dover esser espressi senza vocaboli , Ed al chiar. signor Maggiore Ferrari di Parma , il quale avevagli ricordato il tractent fabrilia fabri , rispondeva il Grassi ( loco cit . ) che questo apoftegma omai caduto in disuso era applicabile solo nelle opere di mano ; come se un uomo il quale ha passata gran parte della vita negli studi di guerra , e solamente di volo scorse le opere
45 di S. Tommaso e di S. Agostino ragionar potesse di Teo logia senza far ridere i teologi , al modo stesso di un altro che avendo degnamente consecrato i suoi giorni alle let tere , crede colla sola lettura delle opere di Vegezio e di Montecuccoli potere entrar franco ne' penetrali della scienza e dell'arte della Guerra senza far ridere i militari . In fatti la poca pratica del Grassi nelle cose nostre si scorge dagli stessi argomenti che vuol arrecare in mezzo a sua difesa . Egli cita il Bertola semplice avvocato , e Machiavelli povero filosofo , dicendo che il primo per la difesa di Torino nel 1706 fu con gran meraviglia salutato dagli stessi francesi come l'emulo del Vauban , ed il secondo ha l'onore di avere primo fra i moderni ridotto a stato di scienza certa l'arte della Guerra. Bertola non era già un avvocato , ma il più valente ingegnere militare del Piemonte, come si legge in Maffei , in Tiraboschi e nel moderno Kaussler; ma ciò non ostante il paragone fra il medesimo e Vauban sempre cosa pue rile si troverà al solo ripensare , che mentre il citato ed incompiuto assedio di Torino fu diretto da un ignorante , e quindi il Bertola non ebbe uopo di operar prodigi per farci buona figura , d'altra parte il Vauban si trovava a quell'epoca aver modificate 300 piazze antiche, costrutte 33 piazze nuove , diretti 53 assedî, ed aver avuta parte in 140 azioni di guerra · · • · Circa Machia velli e la voluta scienza certa , dirò , che de' 7 libri del l'arte della Guerra la parte maggiore è affare di Filo poca parte del Libro 2 . e del 6.
sofia della guerra ;
46 risguarda la Piccola Tattica ; gli ordini di battaglia del 3. ed i modi di marciare del 5. sono cose di Gran Tattica ; e neppure una idea , neanche una parola in que' Libri ha relazione colla scienza della Guerra , che noi chiamiamo Strategia. In generale , le idee milita ri del segretario fiorentino sono attinte senza ordine da Vegezio e dalle storie de' Greci e de' Romani : il suo battaglione è un impasto chimerico della Falange e della Legione ; del medesimo l'ordinamento troppo simmetrico è solo buono per l'attacco in linea parallela , ch'è il peggiore ; il compartimento binario ossia a due ale senza centro è contrario ai buoni principî generali ed agli usi che nel secolo decimo quinto fruttavano agli svizzeri la vittoria di Granson , Morat , Frastens ,
Dornach ", ec .
ed in somma " anche a costo di scandalizzare le persone pacifiche , dirò che Machiavelli in tutt'altro che in cose militari è da me venerato come altissimo filosofo , ma nei sette libri dell'arte della Guerra lo trovo appunto , quale lo indica il Grassi, un povero filosofo vissuto sempre nelle faccende civili.
41 NOTA 2.
Il Grassi rispondendo alle critiche de' chiar. signori Ferrari e De Sauget , notava contro di essi ( V. Anto log. num. 91 p. 100 ) il fallo di spesso citar come uso quello delle rispettive province ( la provincia del De Sauget equivale ad una buona metà d'Italia ! ) E già avea chiaramente sentenziato ( Antol . n . 13. pag, 348 ) 2 che l'uso in fatto di filologia è solo di Toscana , che l'uso autorevole è altrove
ed anzi avea soggiunto che
nella stessa Toscana l'uso o l'autorità in simili faccende non istà ne' laterali : le mie autorità , scani , stanno più abbasso , vostro popolo ·
·
egli dice a' To
e sono nella bocca del
Or che mai diranno a questa
decisione i dotti italiani sparsi sulle quattordici quindice sime parti della penisola ? Il loro giusto amor proprio potrà mai indurli a riguardarsi come i minus habentes , come gl' Iloti della Filologia e come gli scolarucci dei facchini di Mercato vecchio ,
o , ridendosi delle parole
del Grassi , seguiteranno a citare indistintamente gli usi di casa loro quasi procedimenti che nella massima parte dei rapporti utili riscuotono lode da chiunque dentro
e
fuori Italia så dare il giusto valore alle inutili frivolezze de' pedanti ?
48 DELL'USO DEL MOSCHETTO
COME ARMA DA FERIRE DAPPRESSO 2 E DA SPARO.
La forza materiale dell' infanteria sta in certa guisa nell' uso del fuoco delle sue armi , la quale è non ostante di poco valore quando non ha seco unita la forza mo rale , che incuora ad affrontare il nemico con intrepi dezza, e servirsi del moschetto come arma da ferir dap 5 presso. Anzi questa par che sia soventi volte quella forza la quale dee all' altra preferirsi .
Se la forza dell' esempio in tutte le cose di gran peso è predicata, in quelle di guerra lo è più che mai . Per la qual ragione l'uso del moschetto dell' infanteria come arma da ferir dappresso è tenuto in gran prezzo da uo mini bellicosi , e meglio si adatta agli eserciti disciplinati. I Greci ed i Romani che negli usi eccellenti sono stati costanti , e segnatamente gli ultimi , ammaestrati sempre più dall' esperienza , che la forza del combattere concen travasi nelle armi da ferir dappresso , le riserbarono per essi , lasciando volentieri alle altre nazioni d'esser brave nell'arco , nella frombola , ed in altre armi di tal sorta, delle quali forse per far conoscere la poca stima non ne armavano se non se pochissimi giovani dell' ordine più basso. Nè divisarono altrimenti i Francesi sino al 12 secolo,
49 in cui l'esercizio dell' arco e della balestra era accura tamente coltivato presso le altre nazioni , in ispecie dagli inglesi , ed invece disprezzato da essi come indegno del valore nazionale . Sicchè quando Riccardo I. alla fine del secolo mentovato volle stabilire l'uso della balestra , essi ritennero la lancia e la spada , e chiamando quella l'arme de' poltroni , stimarono meglio armarne gli stranieri sti pendiati al loro servizio . Egli è bensì vero che coll' invenzione della polvere, e col perfezionamento delle armi da fuoco , si armarono tutti gli eserciti di moschetto , i quali pur talvolta non si ebbero in gran pregio poichè se n'esperimentarono deboli gli effetti . E qui valga in appoggio la opinione del celebre principe di Sassonia ,
allorchè discorrendo
della guerra della successione di Spagna , così facevasi a dire « Si la dernière guerre avait duré encore quelque >> tems l'on se serait battu indubitablement de part , et » d'autres à l'arme blanche , parceque l'on commençait » à connaitre l'abus de la tirerie qui fait plus de bruit » que de mal , et qui fait toujours boltre ceux qui s'en >> servent . L'uso della bajonetta era molto raccomandato nei re golamenti dell' esercito prussiano da Federico H. siccome mezzo infallibile di successo ; in queste parole sentenziando su tal proposito » La bravura e la disciplina della mili >> zia pedestre prussiana la rendono invincibile , e la fan > sicura che se il nemico ad onta tutte le probabilità non » piega d'innanti alla medesima ( innanti al fuoco )
7
il
50 » partito più infallibile , e più vantaggiosa ch' essa possa » prendere , è di caricarlo alla baionetta . Sua Maestà » può garentire che niuna truppa non sosterrà il suo
» urto. I francesi in tutt'i loro combattimenti hanno in pre ferenza fatto uso del moschetto come arma bianca , ed han mostrato i grandi vantaggi si ottengono così adopran dolo , allorchè il terreno non è intercetto di accidenti . E quando ad esempio di cose pertinenti alla guerra ci tansi i francesi servir dee d' ammaestramento agli altri, perciocchè la loro indole bellicosa l'ha resi maestri nel l'arte del guerreggiare . Non però di meno osserviamo ancor viemmeglio fermata una tal sentenza dall' autorità di colui che pel corso di ben 17 anni ligò a' suoi eser citi la vittoria . Allorchè Napoleone ripetea a' suoi soldati » il nemico non osar sostenere lo sguardo alle punte » delle loro baionette
dir volea che migliore uso far
non puossi in guerra del moschetto , che valendosi della baionetta . E che sia così lo confermano ancora le guerre degli ultimi 25 anni . Riferiscono molti scrittori che alla battaglia del Reno su di un milione di cartucce consu male, centò soltanto si ebbero il loro effetto. Vero è di altra parte che questi autori han dovuto collocare siccome usati tutte le cartucce noverate all' uscire in guerra o du rante il suo corso distribuite, senza por mente che mol tissime se ne disperdono ,
ed un maggior numero non
viene usato , sia per i morti e feriti , pe' distaccamenti che non trovansi sul campo di battaglia ;
e per tanti e
5エ poi tanti moschetti che non prendono fuoco . Ma un cal colo meno esagerato e più esatto di questo circa gli ef fetti dei tiri delle armi portatili da sparo ce l'offre la baltaglia della Trebbia. Ne' tre giorni di combattimenti fu calcolato essersi con sumati d'ambe le parti meglio che 5 milioni di cartucce e 70 mila cartocci. La perdita de' francesi fu valutata da 7 in 8 mila uomini , quella degli alleati molto meno . Sicchè ad un bel circa la perdita totale d' entrambi si stimò di 11 in 12 mila. Or poichè per esperienza si è dedotto che su dieci cannonate una va al segno , suppo niamo quindi che le artiglierie abbiano messo fuori com battimento appena un uomo , di 100 colpi di moschetto un solo produsse il suo effetto . Che se poi dalle perdite dei 12 mila sottrar si vorranno quelle avvenute a causa de' scontri alla baionetta e delle cariche di cavalleria > che furono frequenti e micidiali , ne discende che con più migliaia di tiri di moschetto appena un sol'uomo fu tolto di combattimento. Se dunque il fuoco di moschetteria è poco efficace nei combattimenti , uopo è far uso della baionetta avanzan dosi intrepidi al nemico , che si è sicuro del successo . Epperò sembra a primo aspetto un paradosso che una truppa la quale si muove ad attaccare con la baionetta , non ostante le perdite patite nel cammino per via delle scariche nemiche , vinca un' altra armata ugualmente , illesa ed intatta. Un compenso debb'esservi alle perdite ch'essa soffre , ed altresì una cagione perchè il nemico
K2
venga viemaggiormente a soffrire . E di fatti v'è il com penso e la cagione , Imperocchè una truppa che procede all'attacco riceve tante scariche , quante ne riceverebbe stando ferma nel tempo che impiega a percorrere lo spa zio che la separa dal nemico . Sicchè il muoversi all' at tacco non le accresce il danno che potrebbe ricevere , anzi lo scema poichè egli è verosimile che una soldatesca ferma debba nel far fuoco spaventarsi se un' altra velo cemente si avanza ad attaccarla , ed il timore di morte , quasi sicura che le vien minaceiata all'arrivo , fa vacil lare le armi in mano dei soldati , i cui tiri vanno quindi sfalliti. Dippiù conoscendo la truppa la quale fa fuoco 2 che altrimenti non può difendersi , che offendendo; e cre dendo che non possa in altra guisa allontanar da sè la morte minacciala prossima dal nemico ,
che col toglier
questo di mezzo " si affretta perciò di scaricare la sua arma.
E questa fretta mista di timore che n'è cagione
genera confusione , e disordine , vieta di ben caricare e d'impostare al segno , sicchè mentre si cerca di offender più , meno si nuoce sicuramente . Le quali cose danno il compenso a' soldati attaccanti del danno risparmiato al nemico coll' avanzarsi senza trarre colpo ; ed in quanto poi al rimanente danno che loro apporta il fuoco del ne mico , ottiene grandissimo compenso , e si eccedente che le dà la superiorità . Perocchè la nostra indole naturale fa si che in colui il quale trae ad assaltare nasca l'opi nione della superiorità , l'opposto accadendo in colui che si difende , ond'è che il primo avrà più coraggio ed una
53 quasi certezza di vincere . La quale disposizione di animo contribuisce assaissimo al conseguimento della vittoria . Con tutto questo , se la truppa che si difende sa fare buon uso del suo fuoco , tirando cioè a breve distanza , i colpi essendo allora sicuri , produrranno molti morti e quindi numerosi vuoti fra le fila degli assalitori ,
che
ne scompiglieranno siffattamente la ordinanza da porre in compromesso il fatto loro . Ma a conseguir questo , quale impertubabilità , sangue freddo e disciplina non richiedesi dal soldato ? Pochi di simili casi sonosi avverati tra gli inglesi , mentre in generale la soldatesca rimasta passi vamente a difendersi , nè difesa d'alcun ostacolo o pro tetta da buona e ben situata artiglieria , è stata rovesciata da' vigorosi impeti della baionetta . E non altrimenti puossi in questi ributtare il nemico spintosi intrepido all'attacco , che facendogli fuoco contro a breve distanza e prevenen dolo poscia coll'attaccarlo nell' istessa guisa colla baionetta in resta. Ed è oramai massima inconcussa la difensiva non do versene star neghittosa , ma operativa e vivace , sì in rasa campagna , che nelle fortezze 2 se vuolsi avere spe ranza di successo . I miglioramenti però che tuttodi si apportano a' mo schetti , non pure per la giustatezza de' tiri che per la maggior portata , lascian supporre che non si tarderà guari a rendere utilissimo il fuoco dell' infanteria e su periore all' attacco alla baionetta .
Quando il soldato è
persuaso che la sua arma non gli falla il colpo , che
54 scorge ben egli ferir da lungi il nemico , nè questi po terlo si tostamente offendere ; che le fila degli assalitori si disordinano , certo che non palpiterà più , ed aggiusterà con impertubabilità al segno. Le carabine rigate di cui sono armate la maggior parte de' soldati leggieri , tranne qualche inconveniente , sono un' arma terribile ; perocchè portano offesa al di là di 500 passi. Or prima che il nemico movendosi all'attacco attraversi tanto spazio è presumibile che venga disordinato e rotto da ben nudrito fuoco : od almanco molto scemato in forza. Non così succede cogli attuali moschetti della fanteria di linea, il cui tiro non è assicurato che alla di stanza di circa 200 passi dov'è il suo punto in bianco, mentre si breve spazio può dal nemico discorrersi con sol lecitudine.
Dal fin qui discorso ne discende ancora. In prima es ser essenzial cosa che il soldato sia bene esercitato al tiro al bersaglio . E poichè non è sperabile ch'esso sparando miri al di sopra della testa del suo avversario ; poichè il numero dei tiri assegnati annualmente per tale istruzione è soverchiamente scarso , ed in ultimo poichè l'esperienza desunta dalle scuole de' tiri al bersaglio , e dalle guerre ha dimostrato esser deboli gli effetti del fuoco del schetto al di là di 200 passi ,
mo
siccome più innanti si è
mentovato , è d'uopo perciò che nelle istruzioni de' tiri non si faccino inutilmente sprecare colpi
al di là del
punto in bianco . Secondariamente che il soldato abbia particolar cura del suo moschetto , perocchè pel deterio
55 ramento di esso vanno sfalliti tutt' i colpi. Difatti col con tinuo stropicciar la canna dell'arma anzidetta , onde farla lustrare , si curva , ed i tiri deviando dalla loro giusta direzione vanno perduti. E sallo ognuno che squisitezza di arte richiedesi per ben raddrizzar le canne delle armi portatili da sparo , e quanto sono esse facili a curvarsi senza che altri possa scorgerne il difetto ad occhio nudo che l'espertissimo armiere.
GIROLAMO ULLOA Uffiziale di Artiglieria.
56 NUOVO METODO GRAFICO PER DETERMINARE IL LUOGO DELLA STAZIONE IN RAPPORTO A TRE PUNTI RILEVATI DEL TERRENO .
Ordinariamente accade che o per la inesattezza del de clinatore , o per la deficienza di questo aiuto , la tavo letta pretoriana non resta bene orientata , e quindi le vi suali a tre punti del terreno condotte da quelli come A B C che rispettivamente li rappresentano sulla tavoletta medesima , invece di determinare il luogo della stazione concorrendo in un punto solo , s'intersegano due a due in modo da formare il piccolo triangolo D E F , che noi chiameremo triangolo degli errori . Distruggere questo triangolo , ovvero trovar la preci sa orientazione perchè tre altre visuali procedenti , come la prima s'intersegassero in un punto solo , costituisce l'oggetto del presente problema . Qualunque sia la disorientazione in cui possa trovarsi la tavoletta , gli angoli formati dalle direzioni EA , FB, FC son costanti , e la questione riducesi a trovare un punto G nel quale gli angoli delle congiungenti AG , BG, CG risultassero eguali a quelli delle cennate direzioni .
Due cerchi circoscritti a due de' tre triangoli ADB , BFC , AEC darebbero nella intersecazione delle loro cir conferenze il punto cercato G; ma gl'ingegneri del Reale Officio Topografico , costretti a conciliar mai sempre la brevità del tempo con la debita esattezza nelle loro mol
57 tiplici e laboriose operazioni , hanno ritrovato troppo lunga , e complicata la costruzione ; e perciò ora vi è chi corre dietro all' incertezza rintracciando a riprese , e quasi per ispirazione la esatta orientazione della tavoletta , e vi è chi preferisce a questo cieco metodo l' altro più incomodo , e poco meno difettoso denominato della carta Lucida. Scorgiamo intanto che mentre il punto cercato G deb be simultaneamente trovarsi sulle circonferenti di tre cer chi circoscritti a' cennati triangoli BFC ,
ADB , AEC ,
una delle tre rette cercate GA , GB , GC intersega sem pre in un altro punto il cerchio che circoscrive il trian golo del quale formano parte le visuali omologhe alle altre due. Determinare con ispeditezza questi punti d'in contro , indipendentemente dalla descrizione degl'indicati cerchi è finalmente la questione derivata che ci propo niamo di risolvere. Sia H il punto d'incontro di una delle tre visuali da determinarsi , GC con la circonferenza del cerchio cir coscritto al triangolo ADB , del quale formano parte le visuali cogniti DA , DB omologhe alle altre due GA , GB ; condotte le HD , HA , HB , gli angoli HAB , HBA risultano respettivamente uguali agli angoli DFE , DEF, e la retta DH è parallela ad FC.
Dunque il punto H potrà speditamente determinarsi sol che si costruisca uno degli angoli
HAB ,
HBA di
nota grandezza , e si conduca pel punto D una parallela al lato FC. Questo metodo semplicissimo è generale , sic 8
58 chè con la determinazione del punto H si ottiene la po sizione della retta CHG , ed è egualmente applicabile a stabilire quella delle altre due rette BG , AG.
Quindi per correggere in campagna l'orientazione della tavoletta ad oggetto di annullare il triangolo degli errori basta che nell' indicato modo si determina una sola delle tre novelle direzioni CG , BG , AG ,
e si riporta la vi
suale che vi passa sino ad incontrare quel punto del ter reno che prima fu guardato dalla sua omologa. * Ma se ottenuto in campagna il triangolo degli errori si sentisse il bisogno , per economia di tempo , di deter minare a tavolino il punto della stazione ; questo sarà rappresentato dall' incontro di due delle tre indicate nuo ve direzioni , e verrà confermato dalla terza che preci samente per lo stesso punto deve passare .
Presentiamo agl' intendenti
questo metodo grafico ,
quanto rigoroso altrettanto semplice , augurandoci che meritasse preferenza sopra quelli che finora sono stati de scritti nei trattati di Pratica Geometria .
CAMILLO BUONOPANE
Capilano addetto allo Stato Maggiore. I
59 ALCUNE PARTICOLARI FORMAZIONI E MANOVRE DI BATTAGLIONE (1 ).
Tra le manovre del battaglione più frequenti in guerra si numerano le varie colonne , gli spiegamenti , i qua drati. Con quest'ultima disposizione si tien fermo contro le replicate cariche di cavalleria , chè i vecchi battaglioni disorganizzano col contegno e l'aggiustato fuoco di mo schetteria , e respingono colla baionetta. Nell'ordinanza di Sua Maestà per gli esercizî , e le evoluzioni della fanteria, sono particolarizzati i movimenti necessari per così ordinarsi , e ben si legge » la forma › zione del quadro esser potendo frequentemente adope › rato in guerra , e d'altronde riuscendo più complicata › delle altre evoluzioni , sarà ripetuta sovente onde ren » derla familiare » Altrove è indicato il fuoco di righe come il migliore , che più spaventa i cavalli , e non quello continuo e monotono di file , al quale finiscono per abi tuarsi gli animali . Si discorre de' quadrati per battaglione e per reggimento , che l' istoria della guerra non ha fer mato se l'uno fosse esclusivamente il solo e meglio adat to per ogni possibile evento . É preveduto il caso , che alle colonne manca il tempo di formarsi in quadrato , è
(1) Ciò fa seguito a quanto trovasi già da noi in serito ne' volumi V. IX . e X.
60 vi è descritto quella particolar disposizione di difesa che A l'Arciduca Carlo con successo e per la prima volta spe rimentava nella guerra del 1809 , la quale è sufficiente a respingere la spicciolata cavalleria , che vuol ritardare il movimento delle masse quando non può romperle. In fine vi è il modo come mettere una estesa linea al sicuro degli improvvisi e rapidi attacchi , disponendo i quadrati a scaglioni , onde aver l'immenso vantaggio della reci proca difesa. L'ordinanza nostra e quella francese del 1831 , fan per altro sempre precedere la formazione in colonna al quadro perpendicolare o obbliquo alla linea di battaglia , e quando con si fatto ordine vogliono riprendere l'offen siva , o allontanarsi dal nemico , rimettono il battaglione nel primitivo ordine di colonna , e lo spingono in qua funque direzione. Nell' antica ordinanza francese del 1791 era indicata la marcia del quadrato , benchè indecisa e slegata dal movimento di fianco de' due lati , e difficilissima ad ese guirla in terreni disuguali e svariati. E disgraziatamente tanto l'ebbero a sperimentare i nostri giovani soldati nella battaglia di Macerata, il 3 maggio 1815 ; chè il generale d'Aquino si avvisò di spingere dalle boscose alture di Monte Milone , il 2.º , 6.° e 9.° reggimento di linea , ed il 2.
leggiero ordinati in quattro gran quadrati di
sposti a scaloni ; e
que ' battaglioni giunti al piano sen
z'ordine tra le file e le righe , soffrono ad un tempo il vivo fuoco della fanteria di Chasteler , la metraglia dei
61 cannoni piantati sulle alture di Madia , e gli assalti dei dragoni toscani ! Ed almeno li avesse sostenuti qualche pezzo di artiglieria qualche squadrone di cavalleria ! Nes suna fanteria avrebbe saputo resistere in quell' istante si critico agli sforzi ben concertati delle tre diverse armi (1) .
Or va tale occasione in guerra , che il rompere il qua» drato per chiudersi in colonna , toglie a'soldati il tempo più bello e necessario onde raggiungere lo scopo , cosi ad Eliopoli , ad Awerstadt , a Lutzen , ed altre volte posta la fanteria al più difficile esperimento di eseguire il lento movimento retrogrado tra le replicate cariche di buona e numerosa cavalleria , divien pericoloso e poco sollecito il formare , rompere , riformar le colonne i quadrati . A Warteloo i soldati del generale Petit , retrocedendo sempre coll' ordine difensivo ed offensivo ad un tempo , salvano gli avanzi di quell' esercito inglese , che già moveva in ritirata. E talvolta il quadrato deve a sua volta andar contro quella cavalleria che si ordina lungo la diagonale , o che già ha mancato nell'attacco , e nè si può dar presa al
(1) Quando prima pubblicheremo la relazione della battaglia di Macerata , scritta da quell'antico uffiziale di artiglieria , che indefessamente si occupa alla storia delle milizie napoletane ; ed allora sarà ben facile lo scorgere , come si sono alterati i fatti dal maggiore Kaussler, nell' atlante delle più memorabili battaglie , e dal capitano V. * C.* di W. nella campagna degli au striaci contro Murat.
62 micidiale fuoco dell'artiglieria nemica , che distrugge le colonne comunque ordinate. L'ordinanza inglese non sempre vuole talune prepara tive disposizioni , e dà al quadrato istesso alcuni partico lari movimenti , che il capo sa diversamente applicar , secondo le occasioni il terreno , sicchè quell' ordine con servi sempre amendue i modi di combattere della fan teria , l'urto cioè ed il fuoco. Ecco quanto è detto nel Rules and regulations for the formations field exersise and movements of his majesty y forces 1. June 1792. Il battaglione forma il suo quadrato a lati uguali , pur disuguali ( bislungo ). 1.
La quarta, quinta e sesta compagnia restano ferme,
le altre fanno a sinistra , ed a dritta (fig. 2. ) la quarta appoggia a sinistra per occupar lo spazio lasciato dalla bandiera. Al comando di marcia la settima , l'ottava " e la compagnia leggiera si dispongono in colonna dietro la sesta ; la terza , la seconda , e la prima si situano pari menti dietro la quarta ;
i granatieri si mettono tra la
compagnia leggiera e la prima . Quando queste tre ultime compagnie si serrano sull'ottava e la seconda , e fan fronte al di fuori ( avendo ciascuna contromarciato precedente mente 2 se si crede necessario di avere il primo rango innanzi al lato del quadrato ) la settima ,
l'ottava ,
la terza e seconda conversano a sinistra , ed a dritta, Il quadrato è perfetto se il battaglione ha solo 8 compa gnie , o pure se quella di granatieri " e l'altra di cac ciatori rimane in riserva.
63 2. Il quadro si può formare facendo restar ferme la quarta , quinta e sesta compagnia , e tutte le altre dopo di aver eseguito il mezzo giro compiono il quadrato me diante le conversioni (fig. 1.). 3.
Il quadrato può marciare verso uno de' suoi lati ,
in avanti , in dietro , a dritta , ed a sinistra ; e ciò si esegue mettendo la bandiera innanzi il centro del lato che dà la direzione , quello opposto esegue il mezzo giro a dritta , ed i due rimanenti rompono in colonna per plotoni. ( Fig. 3. A ) Il quadrato marcia così avendo due lati in linea colle guide al centro , e gli altri due in colonna con distanza " la guida verso l'interno, e che cercano di conservar la giusta distanza tra i plotoni. Il quadrato si ferma , e se si ordina di riformarlo le suddivisioni della colonna immediatamente fanno a sinistra ed a dritta in battaglia , ed il lato opposto esegue il mezzo giro a dritta.
4. Il quadrato perfetto può sempre marciare in direzione di qualche sua diagonale. Si avverte per quale angolo deve muovere ed allora i due lati che lo compongono restano fermi , mentre i rimanenti fanno mezzogiro a dritta. Tutti poscia rompono in colonna per plotoni , descrivendo un arco ottava parte del cerchio , due lati verso la dritta , e due lati a sinistra , e sono così paralleli l' uno all' altro , perpendicolari alla direzione nella quale debbono diri gersi , e l'estremità che fa da perno è sul fianco del quadrato ( fig. 3 B ). Ciascun lato essendo così disposto nell'ordine di scaloni , e la bandiera innanzi l'angolo della direzione, si dà il comando di marcia ed i plotoni
64 serbano le giuste distanze e la guida è per tutti verso l'in terno del quadrato. Alla voce di alto formate il quadro tutti conversano , meno quei due lati che fanno il mezzo giro a dritta. Se il quadrato ha i lati disuguali i plotoni benanche conversano ciascuno l'ottava parte del cerchio , la dire zione però non sarà nella propria diagonale , ma in quella del quadrato perfetto , cioè lungo la linea che divide ugualmente l'angolo retto. Il quadrato perfetto o a lati disuguali , può benanche muovere in ogni altra direzione verso la dritta o la síni stra di quella indicata ,
ed in tal caso i plotoni di due
lati opposti conversano per un arco maggiore dell'ottava parte di cerchio , e gli altri due lati proporzionatamente meno, onde essere come prima perpendicolari alla novella direzione (fig. 3. C) . La somma di questi due archi devė sempre essere uguale al quarto del cerchio ,
e la diffe
renza varia secondo che la nuova linea si allontana più o meno da quella che divide l'angolo per metà ; e tanto si conosce facendo conversar prima i due plotoni di base, finchè sono perpendicolari alla nuova direzione , e dopo tutti gli altri si regolano su di questi.
Tal movimento è difficile ad eseguirsi , e per farlo con ogni esattezza è necessario di stabilir bene la posizione 2 de' primi plotoni . 5. Il quadrato comunque sia perfetto o a lati disugua li " una volta fermato può cambiar direzione su di una fila qualunque. La quale gira sopra un fianco della divi
65 sione , che è anticipatamente situata , i due lati del qua drato che ad essa più si accostano fanno nel tempo stesso un simile e graduale cambiamento per compiere l'alte razione , ed il quarto lato marcia per file onde chiudere il quadrato . 6. Se il quadrato dopo di aver marciato fa alto fron te , per respingere l'inaspettato attacco della cavalleria , la prima riga s'inginocchia e cala la bajonetta , la se conda e terza riga fa fuoco all' impiede , ciascuna com pagnia per righe successive , o le compagnie indipendenti 344 tra loro fan fuoco di plotone sicchè uno spara e l'altro carica ; o pure da tutti si esegue il fuoco di file , e la prima riga rimane qual riserva . Che se il battaglione e formato su due righe , la prima rimane in ginocchione , e la se conda fa fuoco di file. 7. Il lato sulla fronte , e quello alle spalle del qua drato che marcia , si aumenta mettendo successivamente a' fianchi le divisioni della colonna, che sono per conse guenza diminuite ed obbliquano al di dentro , onde essere nella novella direzione della colonna . 8. Il quadrato a lati uguali o disuguali si forma in linea sopra uno de' lati , o su qualunque divisione preceden temente situata nella voluta direzione. L'una o l'altra di visione conversa più o meno analogamente alla prescelta posizione della novella linea , alla quale tutti marciando entrano successivamente, e le compagnie di fuori cercano di non frapporre ostacolo a quelle di dentro , le quali debbono formarsi prima . E secondo la scelta del plotone
9
66 di base, tale formazione riesce più o men facile ad ese guirsi , e si ha benanche facendo muovere ciascun plo tone pel fianco interno fino al punto della nuova linea ove deve formarsi ( fig. 4. A B ) . 9.
Se una colonna con distanza ed in marcia deve for
marsi in bislungo avendo ciascun fianco tre uomini di profondità , dapprima la divisione che è innanzi fa alto , le altre divisioni prendono la mezza distanza ,
di poi i
plotoni conversano al di dentro si fermano , e formano il bislungo , che viene chiuso alle spalle dall' ultimo lato. Quando si vuole di bel nuovo ordinar la colonna i plotoni conversano prima indietro e poscia il battaglione procede innanzi. Tutte le altre disposizioni riguardanti i quadrati a lati uguali o pur disuguali , ed indicate nel regolamento in glese , sono simili a quelle che sparsamente sono nella nostra Reale Ordinanza ; e solo vi abbiam notato che con assai particolarità si discorre del come il battaglione movendo in terreno uguale ed aperto , in diverse guise si prepara onde respingere ad ogni istante gli attacchi della cavalleria . Ripetiamo per altro che tutte queste manovre hanno i vantaggi e gl' inconvenienti che solo le circo stanze decidono la scelta ,
e sono di difficilissima esecu
zione . E tanto si è bene osservato da' battaglioni riuniti in Nocera , allorchè il Maresciallo De Sauget , per istru zione di quelle milizie ha voluto dirigerle e comandarle . A.
U.
Tau II
Fig 27
B
Fig. 4
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67
ESSAI
SUR LA
TACTIQUE
DES TROIS ARMES
ISOLÉES ET RÉUNIES
PAR HENRI DE GIUSTINIANI, LIEUTENANT AIDE-DE-CAMP DU GENERAL COMPTE RENAUD DE FALICON Gouverneur d'Alexandrie.
PRÉFAGE.
Tant d'auteurs ont développé avec succès les principes de la tactique , qu'on ne saurait écrire sur ce sujet sans s'exposer à des redites toujours ennuyeuses pour ceux qui ont la volonté et la possibilité de lire les ouvrages didactiques qui paraissent chaque jour sur un art dans lequel s'exercent en Europe tant d'hommes d'elite . Cepen dant , si l'on considère que peu de militaires peuvent , à cause même de leurs occupations habituelles , consacrer
68 beaucoup de temps à des lectures suivies , ni se procurer toujours de ces ouvrages , d'ailleurs très coûteux , on re connaîtra peut-être quelque but d'utilité à un travail dont le principal mérite est de présenter , réunis et classés par ordre en quelques feuilles , les précepts épars dans un grand nombre d'ouvrages étrangers . C'est dans l'intention de faire une oeuvre à la fois utile et agréable aux jeunes officiers de l'armée piemontaise " à laquelle j'ai l'honneur d'appartenir , que j'ose publier cet essai , où j'ai consigné le résultat de mes recherches et de sérieuses études . C'est le résumé de toutes les doc trines discutées et reconnues par les écrivains militaires de l'Europe les plus renommés " afin qu'il puisse tenir lieu de leurs ouvrages , et faciliter ainsi à ceux de mes camarades qui sentent le besoin d'étudier la théorie de la guerre , les moyens de se la rendre familière . Cet
ouvrage aura peut - être un autre mérite à leurs yeux , celui de la concision et de la clarté , car j'ai compris que dans un sujet didactique , le style devait être égale ment exempt d'emphase et d'obscurités , bref et significa tif comme les batteries du tambour ou les sonneries de la trompette . L'entreprise d'un officier obscur qui n'a pas fait cam pagne pourra paraître téméraire à ceux qui pensent qu'il faut absolutement avoir combattu pour raisonner sur la théorie de l'art militaire. Sans doute des écrivains , pal pitants de souvenirs des exploits immortels auxquels ils ont assisté , out un très grand avantage sur ceux qui
69 arrivent après eux pour faire des observations, pour re cueillir une masse de faits intéressants ; mais , dominés à leur insu par des passions ou des préjugés , ils n'ont pas toujours la liberté d'esprit nécessaire pour en déduire les conséquences les plus naturelles. L'un attribue à l'ar tillerie les succés que l'autre revendique en faveur de la cavalerie ; celui-ci donne à l'infanterie légère les pro priétés que celui-là accorde à l'infanterie de ligne; quel ques uns s'imaginent tout emporter à l'arme blanche ; quelques autres mettent toute leur confiance dans les feux ; ici l'on exalte l'ordre profond , là on préfére l'or dre mince. Chacun cite à l'appui de son opinion quantité d'exemples , car tout se plie aux vues des esprits systė matiques ou prévenus . Que conclure d'une telle diver gence d'idées sur des points aussi essentiels ? C'est que les militaires , frappés des succés obtenus par une arme, une formation ou une manoeuvre , dans une circostance remarquable , s'imaginent qu'ils en obtiendront toujours de pareils , sans avoir égard au terrain et aux circon stances de guerre qui varient à l'infini , et qu'ils ne sont point aussi propres que les écrivains qui arrivent après eux à formuler les principes de cet art terrible. Considé rons d'ailleurs que la plupart des auteurs les plus estimés n'ont traité que certaines parties de l'art de la guerre ; qu'ils ne les ont pas embrassées toutes , qué souvent ils émettent des idées contraires sur le même sujet ; qu'il importe de faire ressortir cette divergence d'opinions , de les discuter , et de soumettre enfin à l'analyse d'un rai
70 sonnement logique les propositions restées jusqu'ici sans démonstration . Il y aurait certes trop de prêsomption de notre part å II prétendre marcher de pair avec ces maîtres de la théorie; telle n'a jamais été notre intention ;
nous n'avons pas
perdu le sentiment de notre faiblesse , mais nous sommes persuadé que dans le champ où ils ont moissonné avec tant de bonheur on peut encore glaner . Nous avons cru qu'il n'etait pas impossible de faire sur la tactique un ouvrage analogue à celui que le capitaine napolitain Spon. zilli a fait sur la stratégie , et nous nous sommes mis à l'oeuvre. L'armée jugera si nous avons réussi . Nous n'avons négligé aucun soin pour rendre cet essai digné de l'objet auquel il est destiné. Nous avons consulté ce que Kinski , Hauser et Schelz ont publié en Autriche ; Scharnhorst , Valentini , Decker , Grevenitz et de Brandt en Prusse ; Hylander , Miller et Bismark dans la Confé dération germanique ; Jomini et Okounef en Russie; Ro cquancourt , Jacquinot de Presle et Ternay en France. Nous n'avons pas oublié de mettre à profit l'ouvrage publié recemment en Piémont par M. le général Racchia. Nons ne posons aucune maxime qu'un ou plusieurs de ces auteurs n'aient adoptée. La seule chose qui nous ap partienne est la mise en oeuvre des matériaux que leurs ouvrages nous ont fournis , et dans lesquels nous avons puisé comme à de riches mines qui nous auraient appartenu . Notre ouvrage se divise en cinq parties distinctes: dans le première nous parlerons de l'Organisation des armées
71 en général ; dans le seconde , de l'Infanterie ; dans la troisième , de la Cavalerie ; dans la quatrième de l'Ar tillerie ; enfin nous exposerons dans la cinquième , les principes de la Tactique ou de l'action des trois armes combinées.
Nous terminons en donnant dant les trois
derniers chapitres quelques notions élémentaires de la grande tactique , uniquement pour préparer à l'étude spéciale de cette autre branche de l'art qui n'est pas indispensable aux militaires des grades inférieurs. Pour rendre notre travail plus complet , nous avons placé en tête de chaque
partie un aperçu historique ,
destiné à initier nos lecteurs aux vicissitudes et aux pro grès de la tactique de chaque arme , depuis les temps les plus reculés jusqu'à nos· jours.
Tels sont le plan et la division de cet ouvrage.
Ce
n'est donc pas un cours complet d'art militaire , mais bien un simple mémorial à l'usage des officiers des trois armes qui n'ont ni les loisirs ni les moyens de l'ètudier dans les sources. Si l'armée piémontaise daigne l'acueillir avec indulgence , nous serons fier de ses suffrages , et nous les regarderons comme la récompense la plus flat teuse de nos efforts. On nous fera peut-être le reproche d'avoir mal écrit en français ce que nous aurions pu fort bien exposer en italien, A cela je réponds que la langue française est en quelque sorte naturelle à l'armée piémontaise , et qu'il· est peu d'officiers qui ne la traduisent couramment. Cette langue , depuis les guerres de la revolution , est devenue
72 la langue militaire de la Europe , comme elle l'est de la diplomatie depuis Louis XIV- Les Russes , les Alle mands même , écrivent volontiers dans cette langue , soit qu'ils la trouvent plus facile que la leur, soit qu'ils e sperent obtenir plus de lecteurs . Je cède à l'entraînement général , et me conforme à l'usage qui a prévalu . Il me reste à consigner ici les témoignages de recon naissance que je dois à M. le chevalier Avogadro del Valdengo , officier d'artillerie aussi capable que modeste pour les renseignemens utiles qu'il m'a donnés sur une arme qui avait moins fixé mon attention que les deux autres et qui m'ont permis par là de traiter sa tactique avec tous les développemens désirables (1) .
(1) Quesť opera è non ha guari venuta alla luce , in un volume in 8 con le corrispondenti tavole . Lo spet pre militare di Francia nel quaderno di Decembre 1841 ne ha dato un lungo e ragionato ragguaglio non del tutto favorevole , ed hafinito con dire, L'opera di Giustinia ni , raccoglie quanto si è scritto da trent'anni sulla tattica elementare delle tre armi . Essa sarà vantaggio sa all'esercito Piemontese , perchè diffonderà quelle mi litari conoscenze che l'ignoranza delle lingue straniere il difetto di mezzi ne priva i giovani uffiziali. Per i militari delle altre nazioni , è tal manuale che in poche pagine riassume i tratti caratteristici dell' ordinamento la proprieià ed il servizio delle tre diverse armi.
73 TRAITÉS DE GUERRE CONTRE DES TURCS PAR LE GÉNÉRAL VALENTINI. BERLIN 1839 I VOL . IN 8 .
È ben debole un esercito Turco oggidi gli Ottomani non si manterranno nell' Asia minore, nè nella Siria, nè nel l'Egitto allorche i Russi, padroni della Crimea , del Fasi , e delle rive del mar Caspio lo saranno anche di Costantino™ poli. Montholon mémoires v . 2. p. 9. È verità ormai incontrastabile che tutti gli autori quali hanno impreso a trattar la guerra come scienza
son
quasi sempre discesi ad applicare i principi emessi per al cune particolari lotte , ed il più sovente han prescelto quelle che nel loro insieme presentano più eccezioni nel l'applicazione . La ragione di questo metodo viene dall'ob bligo di dimostrar la forza e l'utilità dei principi ed il bisogno di constatare la loro azione costante , che si eser cita anche ove sembra che le particolari circostanze forzano ad allontanarsene. E questa tal quale contraddizione nasce dal confondere i principî coi sistemi , i primi son fles sibili per la loro essenza istessa " i secondi ne mancano per la stessa ragione . I principi come sono generali ,
e
quasi diremmo una logica trascendente della scienza di cui si tratta possono piegarsi nella loro applicazione , a tutte le circostanze locali e variabili , e conservavano il valore primitivo in tante differenze : i sistemi al contrario sorgono dall' applicazione più estesa dei principi a' pro blemi determinati , contengono
tutti gli elementi di 10
74 luogo e di tempo che li costituiscono ; ed ecco perché i sistemi ,
benchè i buoni conservavano una flessibilità di
applicazione ) sono meno atti a risolvere i problemi che presentano altri dati differenti di quelli che li han fatto sorgere . Adunque i sapienti militari hanno giustamente rannodato alle speculative dottrine da essi esposte la nar razione compendiata di geste guerriere " e di quelle più particolarmente presentanti circostanze tutte peculiari . Da questo metodo vien fuori l'opera di cui qui teniam pa rola , la quale riveste siffatto carattere. In effetto il ge nerale Valentini ha pubblicato un trallato completo di teoria militare , ed ha consagrato la terza parte del la voro alle guerre contro i Turchi , che il maggiore Bles son prussiano ha tradotto intieramente e vi ha aggiunto alquante preziose osservazioni . L'autore nella breve pre fazione espone le ragioni che lo hanno a tanto determi nato , perchè quella guerra essendo si diversa dalle altre reclama a giusto titolo un capitolo separato dall'arte della guerra , benchè parte intima della grande, e vi si mischiano tanti elementi eterogenei che formano gli episodi provvenienti dal paese , dagli uomini e dai co stumi; sicche ho creduto dover consacrare un'opera par- · ticolare a questo èsotico numerico onde render completo il mio trattato sulla guerra. L'opera è divisa in due parti , nella prima si esamina rapidamente quali erano le pratiche guerriere dei Turchi dal 17.0 fino a tutto il 18. ° secolo , di poi son descritte le campagne dei Russi nel 1810 e ་ 1811 ; nella seconda parte dopo di aver esaminato lo stato dell'Impero , l'insurre
75 zione greca , la guerra che ne surse , l'elevazione del pachà di Egitto , l'autore ritorna su i mezzi di far la conqui sta dell'Impero Ottomano , nell' interesse della civiltà , e descrive le campagne del 1828 e 1829 in Europa ed in Asia contro i Turchi , e ricapitola comparandole con quelle del 1810 e 1811.
Varie note servono a rischiarire al
quante idee , ed otto carte corredono l'opera e spianano la via al prosieguo delle operazioni . Non è nostra inten zione di analizzarne la parte istorica , solamente riporté remo le parole dell'autore che ci sembrano contener quanto vi è di importante per lo scopo che si è proposto .. Il generale volendo dimostrare cosa sono ormai i turchi ha dovuto dir cosa erano " e dopo di aver notato la loro decadenza , conchiude, non esser utile che vi siano , e non è difficile respingerli al di là del Tauro . Ora a noi sembra che il problema svolto dall'autore ne contiene un altro più vasto , e crediamo poterlo così formolare.
Le nazioni che hanno qualità militari , e sono bar bare , possono conservar la superiorità guerriera , quandò la guerra si è elevata a scienza , e si è ar ricchita di tutt'i progressi dello scibile umano? Per meglio discorrere questa quistione cominceremo dal trascrivere il luogo dell'autore nel quale riassume e pa * ragona le militari operazioni delle campagne del 1810 1811 e quella del 1828 .
« La conformità tra le due ultime guerre dei Russi , > contro i Turchi ci sembrano degne di osservazione . In > ambedue i politici riguardi limitarono i mezzi , scopo . Nella prima il generale in capo voleva pron
76 tamente terminarla con una vantaggiosa pace, onde con > servar le forze del suo ´esercito e combattere mico più pericoloso .
un ne
Simile scopo benchè con meno
> ostili auspizi fece rinunziar la Russia ad ogni conqui sta fin dal principio della campagna ultima.
L'inva
> sione contro la capitale dell'impero Ottomano era dun › que estranea al piano della potenza aggressiva , anche › nel caso dei più gran successi .
Non vi è dunque da
> sorprendersi se in queste due guerre i risultamenti non furono proporzionati a quelli che si attendevano gli uo › mini di guerra che consultano solo i combattimenti , e le difficoltà del terreno. Noi troviam la stessa rassomiglian › za negli avvenimenti delle due campagne come conse » guenza delle circostanze e della natura del paese ambedue ebbero principio con l'assedio poco felice di Brailof, di > cui i russi s'impadronirono dopo grandi sagrifizi . Un se >> condo assedio fastidioso consuma gran parte del tempo » e delle forze durante il resto della campagna , la quale > cominciò più tardi che non si desiderava allora , perchè gli aspettati rinforzi che dovevano sostituir le perdite della > precedente campagna non erano giunti , e questa volta » le innondazioni del Danubio lo impedirono. Nelle due >> campagne il caldo eccessivo venne ad opprimere i Russi » nelle pianure della Bulgaria , al di qua del Balcan , le » quali sono sterili , aride , e privi di foraggi ; e non è » dunque straordinario che il blocco penoso ed inutile
di Schumla di cui si può divenir padrone mediante gran » di mezzi sia stato nelle due guerre , il punto culmi > nante delle operazioni militari : sopraggiunto l'autunno
77 › bisognò ripiegarsi dietro il Danubio . Nella campagna di > retta dal generale Kamenski i russi furono più fortu » nati , Silistria , Rusciuk , Nicopoli , offrirono all'esercito >> comodi quartieri d'inverno , punti assicurati sulla riva nemica , al contrario nell' ultima campagna l'occupa >> zione di Varna controbilanciava questi vantaggi perchè >> si basavano le operazioni sulla costa , e col possesso di » Bazardiyk e Provadi , che si erano con talento saputo >> rannodarli , mediante le fortificazioni i Russi avevano un >> piede sulla dritta sponda del Danubio . La fine delle due >> campagne offre anche delle somiglianze. Kamenski muove » a causa della cattiva stagione che si annunziò più presto » dell' ordinario , in parte per calcolo volendo incominciar >> la prossima campagna a tempo più opportuno , richiama » i suoi corpi distaccati , e prende i quartieri d'inverno più » presto di quello che non era forzato dalle circostanze . » Nello stesso modo si richiamò nell' ultima campagna il >> Principe Eugenio di Wurtenberg, nel momento che in >> seguiva il suo avversario Omer Virione fino a Kamtiyk, » la guardia russa che seguiva quel corpo avrebbe potuto spingere una punta al di là del Balcan , si lascia Varna » per dimostrare che la campagna era finita , e tutto >> l'Esercito si riaccosta al Danubio , e termina per voler >> impadronirsi di Silistria ; ma dovette togliere l'assedio , » meno a causa di stagione avvanzata , cosa ch'era in >> effetto quanto per mancanza di foraggi e sussistenze » non preparate sulla riva Bulgara , ed il di cui trasporto > interrotto dai ghiacci del fiume, poteva essere soggetto > agli accidenti a' quali non doveva esporsi quell'esercito .
78 » Su questo rapporto come lo dicemmo le circostanze > erano più favorevoli al tempo di Kamenski . Sembra » che allora i capi ,
e tutti gl'impiegati dell' esercito
» fossero più familiarizzati ad una guerra di più anni su » questo teatro , col miglior metodo di vestirsi , nudrirsi >> ed ordinarsi in aridi e deserti terreni , che non lo pole > vano i generali che avevano fatto la loro scuola in paesi » ben coltivati , benchè contro più gran maestri. Ed è per » questo che l'esercito di Kamenski aveva proporzion » guardata più reggimenti di Cosacchi , e poteva più e » stendersi onde profittare delle risorse del paese . Il tutto » men bello in apparenza era più adattato al teatro di » operazioni , per cui l'artiglieria e la cavalleria visse > fino all' inverno col foraggio verde " e l'esercito non >> mai mancò di viveri .
Ecco il sunto della parte storica che è nell'opera , е non il fine diretto , ma un mezzo per confermare lo stato in cui sono oggi le milizie dela Porta . In effetto il Va lentini descrive rapidamente le operazioni del 1829 e ter mina con dire che senza la pace d'Adrianopoli , il Sulta no doveva lasciar Costantinopoli al vincitore , e ritirarsi in Asia. Descrive con molta accuratezza la campagna dell' Ar menia sulla quale non ritorneremo avendone già discorso . Or dal sunto delle due campagne si vede chiaro che i maggiori ostacoli in questa guerra non erano le difficoltà militari ideate dal nemico , bensì le locali, nascenti dalla natura del teatro di guerra le quali eran grandi ,
e so
vente ribelli a tutte le escogitazioni dei geni i più vasti nelle scienze belliche . Noi abbiamo con
altre scritture
79 cercato di mettere in lume questo punto di veduta , ed ora trascriviamo quanto l'autore ne dice.
>> Si osserva che tutti i gran capitani i quali han » riportato delle vittorie contro i Turchi sono stati meno » felici, quando hanno dovuto combattere altre nazioni , e >> solo Montecucoli ed il Principe Eugenio di Savoja >> ne sono poco a presso un' eccezione ; forse potrebbe invertirsi questa osservazione con altrettanta ragione , mentre chiunque volesse applicar contro i Turchi l'e >> sperienza delle guerre regolari senza aver riguardo alla » loro particolare natura , sarebbe talvolta troppo circo » spetto , ed altravolta troppo temerario , troppo pronto » o troppo lento , forse Turena , Federico II . ed altri » sarebbero obbligati ad un anno di scuola prima che il » loro genio divenisse sicuro dei risultamenti abituati ad » aver contro avversari più pericolosi . Napoleone stesso >> ha forse preso lezione a S. Giovanni d'Acri . L'esercito >> Russo non mancava di generali che avevano imparata » la guerra , sui differenti teatri di Europa , gli antichi >»> compagni di Potemkin , e di Suvarof occupavano an » cora i posti elevati , acquistati con onore sollo Kamen » ski e Koutusof, nelle grandi guerre contro Napoleone, › gli altri avevano fatto le loro pruove nelle campagne » del 1805 , 1806 , 1807 ed impararono più tardi sotto » Michelson , Prosoroschi , Bagration , e Kamensk a co >> noscere i Turchi e gloria si acquistarono in Russia , in » Germania , ed in Francia, tutti questi erano nell' eser » cito e nel consiglio dell' imperatore . Se dunque le loro › idee , e le loro azioni furono subordinate ad un modo
80 » di vedere , che aveva già preso radice , noi scorgiam >> solo il corso ordinario delle cose umane , mentre è » provato in tutt'i tempi che si mette meno
a profitto
» l'esperienza dei predecessori che quella fatta da se stesso . Cosi l'autore fa chiaro perchè i Russi non ottennero nel 1828 i successi che la loro superiorità militare doveva produrre , e l'ultima osservazione ben dimostra per quali cagioni la direzione della guerra cospirò con le difficoltà locali , e produsse un risultamento opposto a quello che si attendeva dall' universale . Il Valentini ben a ragione nota la guerra contro i Turchi tanto nel modo di accampare che di combattere come quella che più rassomiglia alle guerre combattute alle prime e poche dell' antichità , e mettendo in chiaro quanto Potibio dice degli ultimi con ciò che Montecucoli dice dei primi, ne dimostra le rassomiglianze . Le milizie Ottomane avevano nel secolo 17.º dei vantaggi che oggidi hanno perduto , e pel progresso delle militari discipline presso le nazioni Europee , e per la decadenza delle istituzioni dei Turchi e l'indebolimento dello spirito che gli animava ; e giu stamente si osserva che come la politica Ottomana era prima d'invasione e di conquiste , sicchè quel paese era sempre preparato a novelle conquiste ed invasioni , così ne è av venuto che una volta rigettato sulla difensiva si è spento quel vigoroso impulso morale che aveva dato tanta lati tudine , e tanta rapidità ai prodigiosi successi dei Turchi ; e l'autore fa chiaro come al secolo 17.º ultimo della loro of fensiva i giannizzeri erano ancora l'infanteria più da temersi , i Tartari gli davano gran superiorità sui loro nemici per la
81
cavalleria leggiera , le artiglierie turche erano meno infe riori di quel che ora sono messe al paragone di quella delle potenze incivilite , ed il numero dei loro eserciti > e la difesa ostinata delle piazze insieme alla numerosa ca valleria , dava al turco la superiorità in guerra , perchè le armi, gli uomini, ed i cavalli erano individualmente miglio ri di quelli che l'Europa poteva opporgli . L'imponente au torità del Montecucoli gli serve di appoggio e di guida in qucsta sua disertazione preliminare, e passando a ragionar dei giorni nostri, con molta diligenza il Valentini enumera le cause che rende
turchi inferiori alle avverse potenze .
1. La distruzione dei giannizzeri , non ancora sosti tuiti da un corpo che ha lo stesso prestigio , mentre la nuova infanteria regolare benchè ordinata con migliori melodi non è accettata dal paese " e priva di tradizione di spirito di corpo e di storia, è tale imitazione che sta bilisce la superiorità degli avversari, e non avendo nė gli elementi , nè la necessaria consistenza , ha tolto via quella disordinata ma terribile impetuosità che rendeva i gian nizzeri si pericolosi nei bei giorni dell'impero . 2. La perdita della Crimea e l'estinzione delle popo lazioni Tartare , ha privato l'esercito Turco di quella brava cavalleria leggiera che paralizzava tutt'i movimen ti degli eserciti Europei ,
questi al contrario e partico
larmente i Russi coi Cosacchi han fatto passare dal loro canto le numerose truppe leggiere utilissime in quella specie di guerra , dove le piccole operazioni han molta influenza sui risultamenti .
3. La cavalleria Turca se conserva la superiorità in II
82 dividuale su quelle Russe ed Austriache ,
queste per la
superiorità della tattica , e per l'appoggio che trovano nella fanteria disposta in quadrati , abilmente scalonata e la bontà e mobilità dell' artiglieria che ne può seguire futt' i movimenti più rapidi , riguadagnano la superiorità per l'impiego intelligente delle tre armi , e la loro com binazione artistica. In effetto nelle ultime campagne i vantaggi avuti dalla cavalleria Turca son quelli ove ha combattuto isolatamente con qualche corpo di cavalleria non sostenuto dalle altre armi ; e questi fatti dimostrano solo la superiorità elementare della cavalleria Turca in cospetto delle altre . 4. La difesa delle piazze era ancora il lato brillante della tattica Ottomana , ma era anche dovuta in parte a quell' avanzamento fatto nell'uso dell'artiglieria , e che avevano imparato dagli Europei arrollati negli eserciti turchi ; ed i Russi dall' altro canto non avevano fatto nei loro corpi facoltativi quei passi , che la Francia , ed altre potenze avevano operato, per cui non è da dubitarsi che le difese vigorose e micidiali di Braillof e Varna , nel l'ultima guerra , non avrebbero potuto avere la stessa in tensità è la stessa durata , se si fossero assediate da e serciti più istruiti nell' arte degli assedi . Adunque i Turchi di oggidì non possono lungamente conservare alcuna superiorità ,
nelle operazioni minori
della guerra , per l'inferiorità di truppe leggiere , e nelle grandi azioni per l'inferiorità negli ordini tattici , la quan tità , e la qualità e l'uso dell'artiglieria . " Non si fatiga per dimostrare che in tutte le operazioni
83 preparatorie che sono del dominio della strategia , gli Ottomani mancanti di civiltà e di scienza , senza nozioni chiare topografiche , senza melodi , senza calcolo di spa zio , di tempo e tutti i risultamenti dell'applicazione delle altre Ascienze alla guerra , è impossibile di tener contro quelle nazioni che possedono tutte le istituzioni cospiranti a questo fine. Se dunque l'Impero Ottomano non è finito nell'ultima guerra, lo deve alle difficoltà naturali al paese, al clima, ed a qualche mancanza di previdenza degli avversari che non hanno ben calcolato gli ostacoli, per cui non hanno potuto superarli , ed in fine all' interesse generale del l'equilibrio Europeo che oggidì mira a conservare l'Im pero Ottomano, come nel 16 secolo mirava solo a distrug gerlo. In ultimo osserva il generale Valentini che nelle popolazioni Turche, quanto operando come i Russi , si ri spettono gl'interessi e le credenze , non si teme la re sistenza popolare : osservazione che segnalammo nel di scorrere delle campagne di Paskewitch nell' Asia Minore . Noi non possiamo qui particolarizzar quanto l'autore dice della tattica elementare , della scienza della guerra , e dell'attacco e difesa delle piazze ,
ne raccomandiamo la
lettura a tutti i giovani uffiziali , e ci limitiamo a riportarne alquante parole per darne qualche idea. » Noi abbiam veduto nella precedente campagna, che l'infanteria Turca aveva un' azione secondaria e difen › siva , ed abbandonava alla cavalleria , la vigorosa offen siva tutta propria a questo popolo . Bisogna aspettarsi ora › che la fanteria di nuova creazione ( tanto quella che
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> chiamasi regolare , che l'irregolare )
riprendi i suoi
> dritti , ed il suo primo posto. Essa è ordinata ed armata > intieramente all' Europea, vi sono i battaglioni di otto > cento uomini , e le brigate di tre battaglioni , e vi > si conosce la scuola francese.
Il fucile Europeo colla
> baionetta ha sostituito il lungo moschetto Turco con » la sua antica batteria , il costume largo Asiatico si > è cambiato in abito più conveniente , e le milizie hanno » una calzatura meno incomoda per i movimenti . È > vero che noi abbiam dichiarato la nostra convinzione > che la fanteria puramente Turca riprendendo il metodo di combattere dei suoi antenati , gettandosi disordina. tamente col pugnale ,
o la sciabla alla mano sul ne
> mico , sarebbe molto più pericolosa per l'esercito Eu > ropeo, di quella che l'è una pallida imitazione ; ma > nondimeno malgrado il suo minimo valore questa ha il > vantaggio di meglio tirare , е di portar colpi più si > curi. I battaglioni russi abituati ad un metodo diverso > non possono molto operar contro i Turchi ,
e sono
> paralizzati o distrutti dagli attacchi alla spicciolata che » gl'inviluppano da tutt' i lati quando restano serrati nei > loro quadrati , e se ne vide l'esempio a Moray ; la > cavalleria d' altronde minaccia le linee spiegate ,
ed
> il metodo migliore e più naturale da eseguirsi, contro questi attacchi in certa guisa tatticamente combinati , > sarà sempre il nostro ordine di battaglia , cioè dell'in fanteria in colonna di battaglioni , preceduta da una linea › di bersaglieri sostenuta dalla cavalleria, e l'artiglieria > ripartita secondo le circostanze.
85 Così l'autore getta alquanti lur ad ' sulla quistione che ci resta a trattare , mentre il suo ondeggiamento tra i due sistemi delle milizie turche seguiti in periodi diversi , sup pongono che vi sia qualche soluzione presa in un ordine di idee più elevate , e ciò ci mena alla quistione :
se un
popolo che aveva perduto la superiorità militare pei pro gressi della civiltà degli avversari poteva riacquistarla senza incivilirsi. Se si esamina con attenzione la storia si scorge facil mente che vi sono tre maniere di acquistare la superiorità militare , le quali si rapportano alle diverse condizioni dello stato sociale . 1. La superiorità del valore e di tutte le abitudini più affine all'esercizio delle virtù guerriere . 2. Il valore sostenuto e regolarizzato da istituzioni fisse nel loro principio , ma perfettibili , e perciò variabili nei me todi secondari. 3. Un ordine d'istituzioni militari che tengono a quelle della società , e non possono cambiarsi nell' insieme.
Questi tre modi diversi han sempre avuto bisogno degli uomini superiori che gli hanno dato il massimo svi luppamento. Le popolazioni nomade sono nel primo caso indicate , le incivilite nel secondo , e quelle che rivestono il carattere di civiltà peculiare ma stanzionario sono nel terzo . Perchè poi questa superiorità si conservi , vi vogliono le circostanze esterne che non alterano le
relazioni di
quelli che la possedevano e quei che la subivano , mentre è ben chiaro che la superiorità non è un'idea assoluta , bensì di relazione .
86 Quindi la superiorità dei nomadi barbari , declina e cessa quando le nazioni che l'avvicinano si elevano
a
società incivilite e fanno tesoro di tutte le elaborazioni della scienza , e di tutt'i trovati dell' arte per applicarli alle loro militari istituzioni. In effetto l'elevazione della polenza romana , tolse la superiorità ai Nomadi , e la riacquistarono quando questa decadde , e la conservaro no , finchè dopo il mille la società moderna cominciò ad organizzarsi su solide basi. Le società stazionarie e limi tate nello sviluppamento delle loro istituzioni , acquistano, e conservano la militare superiorità quando combattono nazioni barbare , o che non sono ancora nello sviluppo della civiltà che deve reggerle, per cui nello stato di crisi e di debolezza , sicchè appena gli elementi della forza ap pariscono in germe , e vi bisogna il tempo e le trasfor mazioni successive onde raggiungere lo stato normale. Tale è stata la causa della superiorità degli Ottomani dal 7. secolo fino al 16 , mentre avevano su i barbari quella che in prima segnalammo , e sull' Europa la se conda. Doveva dunque risultarne che in ragione ,
che
l'Europa progrediva , e la sua militare organizzazione ne era l'espressione , i Musulmani non seguendo tal mo. vimento , perchè in opposizione con la loro stazionaria civiltà , dovevano perdere la loro militare superiorità. Tanto è accaduto dal 17 secolo fino al nostro con una marcia costante 9 e non interrotta anzi crescente, perchè gli uni aumentavano le loro forze , applicandovi tutto ciò che gli dava il progresso del viver civile , e gli altri vedevano cadere le loro antiche instituzioni , che più non
87 rispondevano alla natura degli ostacoli da superare , non progredivano nelle nuove ad essi estranee , per a bitudini , costumi , e credenze .
L'introduzione f dei metodi delle milizie europee in Oriente ben dimostra , che malgrado la loro tenacità ed il loro orgoglio ,
non hanno potuto resistere all' evi
denza dei fatti comprovante la loro inferiorità crescente in cospetto degli eserciti contrarî , essi hanno adattato in parte questi metodi ,
ed il sapiente autore è incerto
se vi sia o no vantaggio per i Turchi di entrare nella nuova strada , o di rientrar nell'antica . Il Valentini non decide questa quistione , perchè dipende da una più alta che non ha voluto trattare , cioè determinar se si poteva prendere qualche metodo che risulta da un sistema di civiltà, senza adottar questi nel suo tutto. Non ci dilunghe remo su tale quistione che è stato il subbietto dei nostri discorsi sulla scienza militare considerata nei suoi rapporti con la civiltà. Ci limitiamo a ripetere brevemente , che non sono i metodi elementari in tattica , ed in altri rami delle belliche scienze che possono far ricuperare la su periorità militare ad un popolo inferiore in civiltà , non solo nel grado , ma nella natura istessa che si rifiuta ad ogni perfezionamento, ed ecco perchè gli sforzi degli Orientali non danno quei risultamenti che metodi isolati non possono mai dare , giacchè manca il principio riprodut tore di tutti i mezzi militari; e tutte le istituzioni che vi si rannodano ,
е
conservano la superiorità militare degli
europei , sono i collegi , gli arsenali , le fabriche d'armi infine tutto lo scibile a ciò applicato ,
come le risorse
88 finanziere che offrono l'elemento più produttivo , e non qualche regolamento secondario che ove , è il prodotto della coltura della scienza bellica è molto , e dove è la volgare imitazione è poco , o nulla , per cui siam d'av viso che tutte l'escogitazioni della ragione , come tutt' i fatti storici dimostrano che quella superiorità nascente dalla civiltà , non si può avere senza di essa " e quella , che gli Ottomani possedevano era conseguenza dell'Europa non ancora giunta alla sua normale condizione. Raccomandiamo sempre più questa distinta produzione di un sapiente e consumato militare, di quel paese ove con ragione le scienze belliche son coltivate, perchè deve la sua importanza politica alla sua avanzata civiltà applicata alle istituzioni militari . Non abbiamo voluto discendere al l'analisi dei sistemi tattici che l'autore propone , perchè non entrava nel punto di vista dell' analisi che ne abbiamo impreso; e lasciamo a più dotti e sperimentati di giudi car l'opportunità dei suoi ordini di battaglia , dei suoi quadrati di cavalleria , la sua disposizione per l'artiglieria che ci sembrano inferiore ai metodi praticati dai gran capitani nelle guerre , e che coronati dal successo non solo , possono sostenere l'esame della loro bontà dappresso la teorica dell'arte applicata alle guerriere fazioni .
LUIGI BLANCH.
89
RISOLUZIONE D'UN PROBLEMA DI TATTICA DI P. ROSELLI UFFIZIALE DI FANTERIA. ROMA TIPOGRAFIA DELL'OSPIZIO 1841 .
Il signor Roselli in un suo opuscolo messo a stampa in Roma , imprende a risolvere una questione , per quanto delicata , altrettanto interessante. Egli con ingegnosi ritro vati matemateci ha saputo ridurre ad esattezza le sperimen tali cose , scovrire la relazione delle probabilità dei tiri col fucile , e rimontare alla legge naturale che le produce. La questione messa alla considerazione dell'universale, è la seguente : » Si cerca di sapere quando si circonda > un corpo d'infanteria nemica 2 a qual distanza dob » biamo schierare la stessa specie di truppa , affinchè il » fuoco produce il massimo effetto . » Noi cercheremo svolgere un tal problema , e riferire le parti interessanti della sua risoluzione , per quanto il nostro modo di vedere lo permette. Dall'autore vennero eseguiti gli esperimenti col fucile di fanteria a differenti distanze e venne dedotta la probabi lità media di colpire il bersaglio per ogni cento colpi , cioè a ( 1) 100 passi = 75 colpi andarono al bersaglio. 200 = 46
300 E chiamata
= 27 (2).
la certezza , y là probabilità , ed z la
distanza del bersaglio , si avranno le seguenti relazioni. m (1 ) Passo militare di 0,
65 , ossia di piedi 2.
(2) Questi esperimenti vennero eseguiti coi tempi e comandi prescritti dal regolamento d'infanteria. 12
90 x = 100 passi , y = 0,75
x = 200 ,
y
x = 300 ,
y = 27
0,46
Ciò stabilito egli passa alla seguente considerazione. >> Se sono stati fatti bene gli esperimenti , i valori che » abbiamo trovati per y , provvennero dalla vera legge » della natura " e ciò sussistendo , debbono avervi ne >> cessariamente una relazione. Or se coll'osservarli atten >> tamente potessimo , viceversa salire da loro alla legge >> incognita , o almeno ad un' altra che più gli si avvi » cini , essendo questa generale ci darebbe la probabilità » di tutte le passate del tiro , o vere , oppure con una » bastante approssimazione. Ne segue pertanto che biso » gna sapere una sola legge , vale a dire conoscere qual >> funzione sia di x la y. Non v' ha dubbio che sapendosi la relazione esistente fra la xe la y 9 ovvero tra la distanza e la probabilità potremo determinar questa al variar di quella , senza bi sogno di ulteriori esperimenti , e stabilire una tavola ove registrati fossero molti di questi risultamenti , acciò messi alla comune intelligenza, possa l'uffiziale di fanteria cono scere l'effetto della sua arma alle differenti distanze. Una tale relazione viene stabilita dall'autore mediante una formula , che perfettamente corrisponde alla pratica sebbene ci abbia privati del piacere di conoscere per quali ingegnosi ritrovati sia giunto a stabilirla : essa è ι " in y= xm
a + bx x
gi cui sostituito per a 20000 , per 6 100 , e per m. 1,64 resterà tutto determinato " ad eccezione di z ed y ; in conseguenza sostituendo per
le differenti distanze , si
avranno i valori della probabilità y. Formola che cor risponde perfettamente al fatto , giacchè sostituiti per ≈ le distanze 100 passi , 200 , 300 , si hanno valori quasi uguali a quelli ricavati dall' esperienza. Quindi l'autore passa alla sostituzione di differenti va fori per la x , e ne deduce le y corrispondenti , e per assicurarsi maggiormente che la formola corrisponde al fatto , continua i suoi esperimenti per le distanze inserite nella formola , ed ottiene risultati di differenza trascu rabili dalle calcolate. L'autore nei valori delle y si ar resta alla terza cifra decimale , ed ottiene così una cor rispondenza perfetta col fatto , giacchè quasi alla massima distanza di 1400 passi ottiene la probabilità y=0,00 7 , ossia che appena un tiro ogni mille colpisce il bersaglio, ed oltrepassata questa distanza diventa y = 0,000: ciò che difatti dev' essere . C
Indi il Rosselli dice » Se la superficie del bersaglio
» sarà cilindrica , oppure composta di piani situati oh > bliquamente , queste probabilità diminuiranno , perchè » le parti che sono quà e là di quel piano il quale passa » tra il corpo del feritore e la parte più vicina dello scopo, › indietreggiando , renderanno minore le probabilità di >> colpire. Frattanto nel mezzo d'una corda di 20 metri > innalzando una perpendicolare di am 68 , e fatto pas › sare un arco di cerchio nei tre punti estremi , sul » piano orizzontale , si compose alla meglio con pali , e
92 >> tavolaccie una porzione di cilindro verticale : e facendo » poi la scarica a 100 , 200 ed a 300 passi non apparse >> quasi differenza alcuna di quando si tirò sul piano tan » gente. Se il bersaglio è formato di due piani conver genti, quando l'angolo incomincia ad avvicinarsi all'a » cuto , si mostra qualche differenza , la quale tanto più » cresce , quanto più l'angolo va diminuendo . » Quindi pel quadrato che tiene ogni suo angolo retto , limite del l'acuto , la formola di cui ci siamo serviti sin ora " non corrisponde più coi suoi risultamenti al fatto , ed ha bi sogno di essere modificata ; ciò che l'autore ha fatto col sostituire in luogo di a 2 b " non più 20000, e 100 , ma 19600 e 94 ed ha ottenuto :
เ y
1,64 x 19600 +94 x » Se le ampiezze del bersaglio si fanno assai piccole, > le probabilità decrescono grandemente , sinchè a certe >> distanze esponendo un piccolo scopo , con pochi_tiri , » si giunge a superare un gran corpo , il quale ce ne >> dirige contro moltissimi , e in ciò consiste uno dei » grandi vantaggi dei bersaglieri . Se le circostanze por gono loro i mezzi di tribolare le truppe in ischiera » Bella proprietà di questa truppa ,
riconosciuta in tutt'i
tempi che ci piace di veder qui ripetuta. L'esposto sin ora riguarda una truppa disposta in linea che ne attacca un'altra all' istesso modo ordinata , ma se ora si riguarda il caso che l'inimico presenti delle con
93 vessità alla fronte , e quindi dei salienti , nell'apertura dei quali dispongasi la truppa attaccante , si sarà risoluto il problema nella sua generalità ; ciò che l'autore fa nel modo seguente. » In questo caso offrendoci degli an » goli indifesi , se disporremo la fanteria sugli archi che » li misurano ( notando con « al solito il rapporto della » circonferenza al diametro , con
il numero che de
>» nomina in quante parti si è divisa la periferia , e con »
il numero delle righe che scaricano le armi ) avremo 2l -x , ovvero » una maggiorità di fuoco rappresentata da β. 2l da Kx. › per brevità , segnando con k il coefficiente Ᏸ xm ( 1) , il numero N » Ma siccome la probabilità è a + bx π -xm de' colpi , che fenderanno nello scopo sarà a +bx N=kxx · • (A)
» Da questa equazione ne viene xm log. x. log. N = log. k + log, — a +bx
Orá la truppa essendo disposta
sull'arco misurante
l'angolo saliente , nell' avvicinarsi allo scopo aumenterà la probabilità di colpire , ma diminuirà il numero dei colpi di fucile , perchè diminuisce l'estensione della fronte : (1) La probabilità , come abbiamo stabilito di sopra 1 è y xm
a + bx -xm ovvero X a+ -bx
94 Similmente allontanandosi dallo scopo diminuirà la pro babilità , ma crescerà il numero dei tiri in proporzione dell' estensione della fronte : dunque dovrà esservi una di stanza che darà il massimo effetto. Un tal valore di z si ottiene differenziando l'equazione (A) , mettendo il coefficiente differenziale 0 , e facendo al solito a = 20000, b = 100 , m = 1,64. Risoluta l'equazione risultante per mezzo delle false posizioni , si ottiene N = 192 passi . È dunque a questa distanza che l'inimico è colpito con maggior effetto dai nostri tiri. Nel caso del quadrato , variando la relazione delle probabilità e delle distanze dalla formola espressa ;
1 y
mm x
a + bx a causa della poca apertura degli angoli , si è stato ob bligato a sostituire per a e 6 non più 20000 , e 100 ,"ma 1960 e 64 come di sopra si è detto in conseguenza fa cendo questa modificazione anche rallima equazione si ottiene
184. Distanza alla quale bisognerà cir
condare il quadrato per ottenere il massimo effetto. Da ciò egli passa a far vedere come decrescono le pro babilità all' avvicinarsi , o allontanarsi da quei punti ove ha luogo il massimo effetto , e deduce quanto segue. >> Adesso se richiamiamo alla memoria che ove non > esistono angoli indifesi il fuoco è uguale da ambedue » le parti , dedurremo che nelle opportune circostanze , » quando si ha un tempo sufficiente , per minuire il > danno dello scambio dei colpi , gioverà più avvolgere
95
» alla larga. Ma se prevediamo invece il nemico poter sortire dalla cattiva situazione, oppure mancarci il tempo » per ottenere il fine che ci proponiamo , allora sarå >> meglio non curare un tal danno
ed anzi se le forze
> non bastassero per contornarlo ,
alla più vantaggiosa » misura , dovremo stringerlo maggiormente , ed usare › i mezzi più efficaci per terminare la cosa con prestezza . Dall' esposto sin qui si son dedotti tre risultamenti . 1. Si è ottenuto una formola che determina lepro
babilità di colpir lo scopo , variando la distanza . 2. Si è conosciuto aversi il massimo effetto nel circondare un corpo nemico , schierandoci alla distanza di 192 passi da esso .
3. Che questa distanza , nel circondare un qua
drato , bisogna ridurla a 184 passi.
Belli risultamenti da servir di norma nella pratica , ma non di perfetta applicazione, come si avvisa anche l'autore. Di fatti egli dice » Qui bisogna però osservare che se >> l'inimico stesse senza far fuoco ,
oppure si limitasse
soltanto a quello di una mano di bersaglieri ( come » avviene quando una colonna affrontata , da qualche o >> stacolo , si trova impegnata in un terreno sul quale » non possa spiegarsi ) i risultati che da buone truppe si otterrebbero , in tempo di guerra , pare certo che > non_differirebbero di gran cosa , coll' esperienze che si » fecero in tempo di pace . Ma siccome quando una truppa › è ferma mantiene ; quasi sempre un fuoco ben nutrito » il fumo che si sviluppa toglie spesso al soldato mag » giormente la veduta del bersaglio , ond'è che una › quantità più grande dei tiri fallisce. E poichè , sia per
96 » questo motivo , sia per le varie ineguaglianze di ter >> reno o per altre cagioni , l'effetto delle armi da fuoco >> innanzi
nemico , non è ancora ben conosciuto , io
non potei nemmeno fissar
con
icurezza come meglio
> modificarsi debba la formola esprimente le probabilità , onde ottenere la
con maggiore esattezza di quelle
» che risultò da dati supposti . Intanto quì ci contente » remo di aver trovata quella verità che sembra di mag » giore importanza , e d'altronde si può facilmente pre » vedere che le ulteriori approssimazioni non sarebbero >> mai ugualmente applicabili . Ogni ufficiale poi , avendo » in mente il risultato predetto , incontrerà difficoltà in >> comparabilmente minori , nel giudicare soltanto rispetto » quelle particolarità , che possono alterarlo in qualsiasi > parte. Applaudiamo il signor Rosselli , che ha saputo con tanta faciltà ed esattezza applicare le più "astruse teoriche, alle cose puramente sperimentali , ed attendiamo che egli compia la sua opera sulla difesa delle piazze sulle idee del Carnot , e con l'applicazione delle teoriche testè svi luppate , la quale se corrisponde alle nostre aspettative , non potrà che essere di utile universale ( 1 ) . N.
N.
Uffiziale di Artiglieria.
(1) L' autore promette una tale opera in una nota messa al suo opuscolo.
97
UY RICORDO INTORNO AL BARONE FRANCESCO
GIULIETTI
COLONNELLO DELLE ARTIGLIERIE NAPOLITANE DI M. D' AYALA.
Niun altro uffizio è più sacro di quello col qualetentano i sopravviventi di #incere , siccome possono, il tempo e la morte. VERRI , COLL. V.
Correva il dì secondo di aprile del 1767 allorquando nella vaga città di Messina apriva gli occhi a questo bre vissimo esilio il fanciullino Francesco Giulietti , primo e desiderato figliuolo di Gaetano Giulietti da Capua e di Barbara Paganuzzi piacentina . Militava il padre sotto le bandiere napolitane , e seguendo l' universal costume va gheggiava pur ne' giuochi infantili del figliuoletto il suo futuro compagno d'armi 2 e il militare decoro della sua casa. Sicchè lo ammaestrò dapprima nelle umane lettere nel convitto del Salvadore ,
fiorente in quel volger di
tempo per ogni maniera di sapere e per ingenua severità di disciplina , fondamenti nobilissimi d'ogni civile educa zione. E poscia gli apriva un campo , in cui coglier po teva palme onorate , procacciandogli nel gennaio del 1779
13
98 un posto fra i cadetti di età minore nel reggimento delle fanterie nazionali intitolato di Real Napoli . Imperocchè santissima cosa ell' è di caldeggiare la educazione ed il collocamento de' figliuoli del soldato , le cui scarsissime entrate raramente permettono di aprir loro se non più nobile certo più infiorato cammino , mercè i dotti studi del Foro , dell'architettura o della diplomatica. Ed a van taggio ciò torna mai sempre dello Stato , nella profession delle armi noverando giovani gentili costumati e culti più accomodati senza un dubbio a governare e moderare il viver soldatesco ch'è pur licenzioso. Epperò di freschis simi anni come era , Francesco Giulietti avevasi titolo ed onori di cadetto ; nè valico fu tropp' oltre il tempo , che la Maestà del Re davagli abilità " a mala pena compito l'anno decimo quarto , a montare da sentinella in uno de'corpi di guardia di questa guernigione per poter go dere di antichità ; e tornando di poi al convitto conti nuarvi i suoi studi . Tramutavasi quindi nella reale acca demia militare , in cui addi rı gennaio del 1788 ascen deva per sua anzianità di cadetto al grado di alfiere delle fanterie , viemeglio ancor raccomandato da ben chiare pruove d'ingegno colà dentro manifestamente date. E sul cominciamento dell'anno che appresso seguitava , usciva egli decoroso da quelle nobili mura di sapiente ritiro , che la balda militar gioventù con assai poca ragione , e troppo dal cuor libero dominata , tenne sempre siccome un carcere duro . Ma pur viene stagione che dissipate come nebbia le carissime illusioni dell ' età prima , si be
99 nedice quella carcere e quel ritiro . Dal quale festevolmente usciva allora il Giulietti , ed a far debita onoranza al vero , mi fo qui a soggiungere , fra i tredici colleghi suoi di quell'anno di scuole aversi egli avuta nota di ec lente insieme con Luigi Durant , Demetrio Salvo , Cossio, Cornè , e Giuseppe Garzia , cui va oggi sì bene affidato lo Stato maggiore dell'esercito napoletano . E da quella pregevole riputazione non iscadde mai il Giulietti ; talchè Ferdinando , volgendo il di 22 settembre 1792 , nomi navalo tenente nel reggimento Re del Corpo Reale. Nel quale furon insieme congiunti e le artiglierie e gl' inge gneri militari , in virtù del novello ordinamento dato fra noi alle armi scienziate nel 1788. Nè oggi saprebbesi mica venire in cotale sentenza , poichè lo scompartimento del lavoro è oramai dimostrato il più fecondo principio della pubblica Economia , nè tutti possono a voglia loro tutte cose sapientamente fare. Altra cosa ell' è lo studiar comune nelle matematiche discipline sì degli architetti civili , militari , idraulici , navali , di ponti e strade , e topografi ; si del cannoniere , e si ancora della marine ria ; ed è ben altro la speciale applicazione delle fon damentali dottrine a' diversi ordini di uffizi , onde pro cedono i particolari della professione , quanto à dire con voce bassamente tennica il mestiero . Nel 1793 stava dunque nel Corpo reale Francesco Giulietti , e qui senza ricordare come dopo lunga quiete la pace fuggiva esule dalle contrade di Europa , nè ra gionando delle cagioni , degli apparecchiamenti ,
delle
100 soldatesche e delle navi che alla volta di Tolone muove vano in quell'anno , da storico diligente degg' io narrare ch'egli sotto il comandamento di Lino d' Ayala , Maggiore delle artiglierie napolitane collegate ai soldati inglesi e agli spagnuoli , stampava i primi passi nella via della gloria e dell' onore . Poscia verso il mezzo dell' anno no vantasei ascese a capitan tenente " col quale ufficio segui le sorti dell' infausta guerra contro Championet , siccome aiutante di campo del nostro generale Fonseca. Dopo i quali casi memorandi , fatta in lui maggiore quella forza d'animo ond' uomo per prosperità non imbaldanzisce nè per avversità si conforta , partiva su leguo inglese alla volta di Marsiglia ,
dove Carlo Francesco Lahalle capo
brigata di artiglieria certificava esser egli capitano del l' arme " comechè non ne conservasse il brevetto , esposta che fu ad un saccheggio la sua casa di Napoli . Reca tosi quindi a Nizza all' aiutante generale Trivulzi capo di stato maggiore , cominciò ad aversi officio in Tenda, e dopo esser ritornato a Nizza per alquanti giorni , ebbe egli a muovere verso Antibo sotto il comandamento di Labarriere , direttore supremo de' parchi dell' esercito di Italia. Lassi appena pochissimi giorni , alla volta di Di gione primieramente muoveva e quindi di Bologna e di Rimini fra le artiglierie della divisione del generale Pino. Imperocchè correva tempo di accrescer le soldatesche di Italia , massime in cavalli e bocche di fuoco , ponendosi in ordine nell'arsenale di Torino un compiuto strascina mento di assedio.
E qui mi corrono sdegnosamente alla
101
memoria i funesti casi di Arezzo , propri di tempi bar bari e di gote masnade. In Rimini pervengono a Giulietti lettere officiali perchè recato si fosse in Pavia alla con serva delle artiglierie cisalpine. Dove , forse per sue par ticolari cagioni , fecesi a domandare un traslocamento ne gl' ingegneri , adusata la sua mente così versatile e vi vace alle cognizioni delle due nobili armi , allora quando era in Napoli noverato tra gli uffiziali del Corpo Reale, in che le abbiam veduto entrambi raccolte.
Ed il ministro della guerra , chiarissimo matematico fortificatore ed uomo di stato , Francesco Carnot , bene assicurato dalle solenni testimonianze di Francesco Pigna telli e Giuseppe Moliterno , entrambi Generali di fran cesi brigate , mandavagli comando di dirizzarsi alla Com messione deputata a porre in disamina i titoli degli uffiziali , i quali si presentavano per entrare nella brigata del Genio italiano . I quali documenti egli tra mutava nelle mani dell' egregio Chasseloup Laubat , cui eran fidate le ingegnerie dell' esercito d'Italia , ed il cui nome rimase chiarissimo nelle belle nostre contrade si per lavori pregevoli di arte fortificatoria , e si per cari ed ornati costumi . Per la qual cosa l'altro ministro della guerra Alessandro Berthier , ed il primo ispettor generale Marescot gli facean palese addi 5 del frigido , l'anno nono della francese repubblica , il suo desiderato passag gio. Pur tutta volta cangiata dal Dittatore di Francia la cisalpina in repubblica italiana , venne chiamato il Giu lietti dal generalissimo e dal ministro della guerra Tri
102 vulzi , capitano eziandio di quelle artiglierie con dispac cio del di 11 marzo 1802. Ed era a Casalmaggiore , allora quando il suo generale Caloni facevagli pervenire il comando di rendersi immantinente a Brescia e riceversi le armi unitamente al capitano Beroaldi . Récavasi dipoi a Mantova , da cui per comando del capo supremo del l'arma nella italiana repubblica , generale Lacombe Saint Michel traeva per Piacenza nel
1803 , dove riunivansi
alquante artiglierie sotto il generalato di Laclos per ri dursi senza indugio a Bologna . Col quale carico milito nelle soldatesche francesi sparse nella parte del nostro regno sull' Adriatico . Perocchè per la pace convenuta in Firenze nel 1801 fu per patti se greti stabilito stanziare , durante la guerra della Francia con la Porta e con la Gran Brettagna , quattromila fran cesi negli Abruzzi dal Tronto al Sangro e dodicimila nella provincia d' Otranto sino al Bradano . Le quali soldatesche sgombrarono volontarie sul cominciar del 1802 , fermati in Amiens pacifici patti , infranti i quali vi tornavan di poi nel 1804. Ed erano al quartier generale della Ce · rignola ricevevasi ordine di torre il comando delle arti glierie della fortezza di Pescara.
Nè assai discorse che
per dispaccio del vice-presidente sottoscritto in Milano nel giorno
12 di novembre 1804 , dal principale alloggia
mento di Barletta il colonnello Dedon primo comandante delle artiglierie nell' esercito di Napoli scriveva a Giu lietti essere asceso a capo battaglione nel reggimento dei cannonieri pedoni in Pavia . Nella quale città era giunto
103
da pochissimo tempo , quando Pino ministro delle fac cende guerresche nel regno italico , trasmettevagli la me daglia bellamente coniata per eternare il di vigesimo terzo di maggio 1805. Veniva quindi nell'agosto di quell'anno trasmutato in Mantova per assumervi le veci di sotto di rettore , standovi supremamente il colonnello Verlato. Il quale carico in una fortezza di primo ordine siccome era quella , bene dimostra la fiducia e la riputazione ch' ei seppe meritare presso quelli forestieri di difficile conten tatura . Da ultimo per le imperiali volontà del massimo capitano in data del di 26 febbraio 1806 , Francesco Giulietti era chiamato da Mantova per venire noverato nella soldatesca napolitana scrivendogli da Pavia il gene rale Danna queste affettuose parole » Nel mentre ch' io › deggio congratularmi con lei ,
signor capobattaglione
» direttore , di un tal supremo disposto , il quale per > tutt'i punti ha da esserle vantaggiosissimo , deggio > altresì
manifestarle il sommo rincrescimento che io
> provo nel vedermi privo di poter continuare a servire >> con uffiziale di merito distinto , siccome lei ; e per il » quale non meno che per gli altri suoi compagni con › serverò mai sempre i più inviolabili sensi di predistinta stima e particolare considerazione » . Festeggiato amorevolmente fra suoi compagni d'arme , caldo sempre di patrio amore , non ancora era satisfatto l'amor suo filiale nelle braccia della vecchia vedova ma dre al giungere in Napoli , che nell' aprile di quell'anno tosto il capo dello stato maggiore dell'arma Tugny , generale
104
quindi e ministro di guerra da maggiore che era in questo tempo gli comunicava il disposto del supremo reggitore delle artiglierie nel regno di Napoli Dulaulois di recarsi all' assedio dell' Amantea. La quale governata dal tenente colonnello Mirabella , presidiata da pochi soldati e difesa da alquanti terrazzani , contrasta valorosamente per qua ranta lunghissimi giorni la troppo sicura vittoria de' Fran cesi , siccome la contrastavan loro e Gaeta > e Civitella del Tronto ed ogni punto delle terre calabresi , fatte rosse di sangue e teatro di accanitissima guerra. E comandò le artiglierie assedianti sempre con bravura ed accorgi mento , gratificando e provvedendo anche a proprie spese la sua stanca e travagliata soldatesca , talche a di 26 di gennaio il generale Dedon il quale avea tolto il capitanato delle nostre artiglierie spedivagli per via del generale Franceschi Delonne la somma di seicento franchi , ripo nendo in lui cotanta fidanza ch'era una maraviglia a vedersi in quei tempi , in cui a pochi ufiziali napolitani concedevasi un comando assoluto , a pochissimi poi il go vernar soldati francesi. Tornato in Napoli ordinava il Giulietti e disciplinava nel marzo del 1807 due compagnie del treno in Monte oliveto ; e addi 5 marzo 1808 gli comandava di muovere alla volta di Avignone insieme al capitano Caldora ed a Nicolò Landi , per il getto di cento cannoni di ferro da 33 libbre di palla . E colà ebbe a riceversi il titolo di cavaliere delle due Sicilie , conferitogli addi 18 di maggio. Venuto di Francia sul cominciare dell' anno succennato,
105 gli vengon date difficili , importanti , svariate ed onorevo lissime incumbenze , nè mai più meritamente videsi la for tuna accompagnare co' suoi favori un onesto soldato . A lui fu imposto d' esaminare il novello metodo di fabbri cazione delle polveri in Torre Annunziata , non che l'am ministrazione delle artiglierie dell' anno 1808 ; e fu a lui dato succedere
Saintvincent nella direzione dell' arsenale
di Napoli . In data del primo giorno di marzo fu nomi nato colonnello , nel quale officio era chiamato insieme agli altri colonnelli Costanzo , Begani , Pedrinelli e Parisi per comporre la novella scuola politecnico-militare , creata con dispaccio de' 13 agosto 1811 ; ed in quello stesso volger di tempo fu uno della commessione deputata al l'ordinamento militare degli artefici costruttori della ma rineria . E tanto ei seppe meritare di stima e di valore , che quasi non eravi solenne consiglio di uffiziali , in cui non veniss' egli chiamato , come a ragion di esempio , per fermare l'anzianità degli uffiziali ingegneri ,
per discu-.
tere certi concetti di fortificazione del tenente colonnello del genio Cornè ; esperimentare la valentia degli allievi di artiglieria nel giugno 1812 ,
ed ordinare una scuola
di applicazione delle due armi scientifiche nel maggio dell'anno seguente. Ma perchè vasta avea la mente ed integerrimo il costume , il ministro della guerra Macdo nald chiamava il Giulietti in forza di reale rescritto del di 26 maggio dell'anno 1814 capo della quinta divisione militare del suo ministero ,
cui eran fidate le cose che
14
106 riguardavano macchine ;, strumenti , fabbriche , e persone delle artiglierie
e degl' ingegneri militari , seguitando
sempre mai a dirigere i lavori dell' arsenale . I quali si difficili ed intrigati offici , pare impossibile a chi ne sappia alcun che delle isvariate cotidiane mutazioni , potesse un uomo solo reggere e nobilmente sostenere. Per le quali tulle nobilissime fatiche il gran cancelliere del regio or dine delle Due Sicilie Duca di Gallo , gli manifestava averlo il Re decorato della medaglia d'onore addi
17
dicembre 1814. Ne per cangiar di tempo e di condizioni veniva a lui scemando la rinomanza e la fede. Anzi con onorevolis sime parole , correndo il dì tredici luglio 1815 , la Maestà del Re nominavalo eziandio uno de' relatori capi di ri partimento nel supremo consiglio di guerra , pur rima nendogli confidata la direzione dell ' Arsenale . Ma oppresso da immense fatiche , e non più negli anni della robu stezza e del vigore , era suo malgrado obbligato indiriz zare al ministro della guerra nel settembre 1819 una ra gionata inchiesta per esser dismesso dal militare servigio, ma ebbe invece, tanta stima di lui si faceva , la licenza di un anno senza stipendio alcuno addi 8 di novembre. Nou però di meno ebbe ancora a durare nelle solle citudini del ministero e delle officine durante tutto l'anno 1820 , in cui fu sempre chiara e rispettabile la sua virtù; insino a che un reale dispaccio del 3 aprile 1821 non gli ebbe concesso riposato vivere tranquillo nella sua a giata casa , lontano da ogni ambiziosa cura e molesta.
107 Ed in mezzo al suo dignitoso obblio , egli a mala pena ricordava quando nel 1808 ebbesi titolo di cavaliere delle Sicilie , addi 31 luglio 1813 quel di barone coll'entrata di ducati venticinquemila , e l'altro di commendatore avutosi nel 1820. Ma non dimenticò giammai i suoi com pagni d'arme i suoi principî le virtù sue . Così , non al trimenti si può bene meritare da' posteri. Arricchire la mente di nobili discipline ornare il cuore d'incorrotti costumi , a' militari servigi intendere con passione da forte combattere e valoroso , tener fede al Principe , svelare apertamente il vero , esser tenero della gloria del paese e del Re , tanta stima concedere quanta un inferiore ne merita fare tutt' uno degli eccellenti , degl' infermi , la sciare a buon tempo le militari fatiche perchè vanno scemando le forze ed il senno > e morir benedetto e com pianto , siccome videsi addi 8 maggio 1841 lasciar lie tamente la vita il colonnello barone FRANCESCO GIULIETTI.
108 COME TRAR PROFITTO
DI TALUNE ROSURE METALLICHE PRODOTTE DAL BARENO ,
DAL TRAPANO, DAL TORNO ec . ec.
Molti sapienti uomini delle nazioni più industri e più civili, rivolti come sono a render profittevole tutte le varie sostanze che offre la natura e l'arte , non hanno trala sciato alcun mezzo ed esperimento , onde trar profitto dalle rosure della ghisa ,
e dagli avanzi del bareno del trapa по 2 e del torno. Il celebre Monge nell' opera intitolata
l'arte di fabbricare i cannoni a
pag. 95 dice » la li
matura del ferraccio non può esser riposta nel forno a riverbero ,
e soltanto preliminarmente ossidata " si può
trattar nelle raffinerie , dove un ferro se ne ottiene ne rastro , di brevi nervi , e buono unicamente per chiodi e lo stesso si è ripetuto dal Colly nel dizionario dell' ar tiglieria a pagine 179 e propriamente all'articolo limaille . Se ne volle dappoi far saggio col forno a riverbero , sia col disporla sulla soglia , sia col versarla in un re frattare " ma non se ne ritrassero buoni risultamenti , e si ebbe gran calo , e grave dispendio ( 1 ) .
(1) Manuel complet du maitre de forges ou traité théorique et pratique de l'art de travailler le fer par M. H. Landrien pag. 369 .
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Epperò sembra che nessuno fin ora avesse trattato queste materie all' alto forno , o a quello alla Wilkinson . II maggiore di Artiglieria Ferdinando Presti , allorchè aveva la direzione de' fornelli a manico , con felice riuscita im prese a rendere utile quella considerevole quantità di rima sugli derivante dall'opera del bareno e dalle altre macchine .
Egli pertanto accoppiando alle teoretiche le conoscenze empiriche acquistate per lunga stagione nella Real Fon deria , nel 1840 si fece a sostituire un processo il quale per la sua semplicità , e per l'importante suo effetto e per la pronunziata utilità , è forza di renderlo palese al l'universale , sicchè possa applicarsi indistintamente nelle varie ferriere e fonderie del regno . Stemperata in acqua tal quantità di argilla da renderla densa e coagulante , il Presti , vi versò dentro cantaja quattro di ferraccia in rosure , ed impastando ne formò altrettante pallotte , che pose a prosciugare . Caricato quindi secondo il costume il fornello con coak e ghisa percarburata , al ternò poscia le cariche con rosure in pallotte , e ferraccia in ispezzoni . Da questo procedimento consegui prodotto di tal ghisa , che per coesione , per resistenza ed altre qualità in nulla cedeva al miglior ferraccio rifuso . In sif fatto modo adunque aggomitolando quegli esigui avan zi, li preservò dall' affetto delle macchine soffianti , ostò alla prematura loro discesa nel bagno ,
e diede al me
tallo il flusso convenevole , per operarne la fusione col minor calo possibile . Quindi con metodo si semplice ed economico trasse vantaggioso partito da materie , che ac
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cumulate divenivano non ha guari non pure inutili , ma peso , perchè a quando a quando si dovevano toglier via di là , e gettarle altrove. Tal metodo è ormai con giornaliero e favorevole risul tamento praticato nella Reale Fonderia di Napoli ( 1) . E così sotto gli auspicî di S. E. il principe di Satriano Di rettore Generale de' corpi facoltativi , promotore di quanto mai riflette al progresso delle armi scienziate, l'artiglieria napoletana , già venuta per lui a maggiore splendore , vanta un processo intorno al quale tanti fin ora si sono infruttuosamente affaticati.
(1) Preparati sempre a notar con ogni possibile solle citudine i significanti perfezionamenti arrecati a' varii stabilimenti militari , parte principalissima
e forza
dell' esercito, ci basta di aver dato sul proposito queste poche notizie , e ci riserbiamo d'indicar le proporzioni necessarie tra le varie parti , la qualità ed il modo come meglio trattarle per avere i migliori risultamenti, allorchè nel prossimo volume discorrendo del ragiona mento di Giuseppe Novi, circa la nuova Fonderia, do vremo assai più particolarmente dimostrar tutti gli immegliamenti e le innovazioni dapoco tempo praticate in quello stabilimento.
FII NOVELLO CONGEGNAMENTO
PER MEGLIO BARENARE I CANNONI E TAGLIARE I MASSELLOTTI .
A quanti amano i progressi del nostro paese nelle arti meccaniche non riuscirà discaro di conoscere un mi glioramento nell'anno scorso eseguito , nella real fon deria di Napoli dall' Artefice quivi addetto a' bareni , Sal. vatore Arnese. Esso à per iscopo di tagliare i massellotti , e barenar le bocche da fuoco con maggior esattezza e precisione delle macchine esistenti.
Con un tale ritrovato l'artefice dopo di aver messo in cen tro il pezzo , ed in modo che il di lui asse si trovi nel piano verticale della direttrice del banco del bareno , lo assicura in tal posizione mediante otto viti che attraver sano un cerchio chiamato di Correzione , e che abbrac cia il cannone e può con esso girare in una lunetta cor rispondente. Con siffatta preliminare operazione la bocca da fuoco obbligata a volgersi intorno al suo asse , che già trovasi nel medesimo piano verticale che passa per la direttrice del banco e per quella dell'asse motore , si presta , ad esser tornita all' estremo del bottone e della bocca , in guisa che le due facce cilindriche
corrispondano al
medesimo suo asse ; ond'è che 9 situate due lunelte ne gli appoggi , detti Ponti o Palombelle , in corrispondenza
112 di quelle due superficie cilindriche , può togliersi il cer chio di correzione , e passarsi a tagliare il massellotto , e finalmente barenarsi la bocca da fuoco ,
senza peri
colo di verun movimento eccentrico : Ciò non solamente facilita il taglio del massellotto ,
ma quel che più im
porta , la barénatura dell'anima riesce perfettamente ci lindrica , ed in
quell'unico sito che gli assegna l'asse
prescelto , che corrisponde alle due fasce cilindriche già praticate , ed alla fascialta di culatta e rigonfiamento della gioja. Siffatta eccentricità nella barenatura del cannone è tale qualità importante perchè la bocca da fuoco possa in ogni condizione sodisfare al bisogno maggiore di colpire il bersaglio ; or tanto è ben difficile ad ottenersi in quelle gellate in ferro secondo il metodo francese ; perchè , non dovendo essere tornite esternamente , si devia il bareno che fora l'anima , l'errore non viene corretto esterna mente dal torno , ed in tal caso l'anima , non avendo lo stesso asse della superficie esterna , il piano verticale della sua linea di mira naturale non passa , ma interse ca ľ asse dell'anima praticata in falsa posizione , e la bocca da fuoco debbe per necessità fallire i suoi colpi riuscendo incerta ogni correzione indicata dalla teorica e dalla pratica del tiro . Ecco quanto rimane ovviato me diante la semplicissima idea , di adoprare un cerchio di correzione, prima di barenar la bocca da fuoco.
Un uffiziale di artiglieria .
113 DEGLI ORDINI MILITARI
IN EGITTO NELLA PRIMA METÀ DEL XIX. SECOLO.
Si en Fgypte le pouvoir eut été confié à un Pacha qui se fut recluté dans le pays méme, l'empire arale composé d'une nation qui à son langage, son esprit, ses moeurs, ses prejugès et son histoire a devenu indépendant comme part, futMaroc. celui de MEM. de Napoleon tom. I. pag. 228.
Dopo il gran dramma di guerra aperto con la canno nata di Valmy , e chiuso dalla memorabile giornata di Waterloo , l'esatta conoscenza de' mezzi di guerra de'di versi Stati , che tengono in piedi milizie ordinate e stan ziati è divenuto lo scopo precipuo delle investigazioni di lutti i militari istruiti ; e ciò per valutare non solo le forze offensive e difensive di ciascuna delle aliquote parti del mondo incivilito , come elementi di calcolo compara tivo de' mezzi di offesa e di difesa del proprio paese , ma per adottare ed introdurvi benanche quelle utili novità e quei perfezionamenti , che potessero per avventura sco prirsi altrove sia nell'ordinamento , sia ne' metodi d'istru zione, sia infine nelle varie istituzioni pertinenti alla guerra. Frutto di siffatte investigazioni sono state le commen devoli scritture pubblicate dal Barone Dupin sulle forze terrestri e marittime dell'Inghilterra , dal colonnello Berg mayr e dal capitano Kall sull'esercito Austriaco , dal ge
15
114 nerale Caraman sull' esercito della Prussia , dal generale de Bismark e dal capitano Tansky sulle milizie Russe dal generale Oudinot sulle forze militari delle potenze Italiane , e più particolarmente sulle milizie delle Sicilie da cento militari e non militari francesi sulle forze di terra e di mare del loro paese " e dal maresciallo Mar . mont sull'ordinamento de' reggimenti di frontiera del l'Austria , delle colonie militari della Russia e dell'eser cito e dell'armata dell'Egitto . Or noi giovandoci principalmente delle dotte osserva zioni del Duca di Ragusa , di cui non vi sarà certo al cuno che non volesse tener per buono il giudizio , e di altre nozioni che abbiamo attinte dalle molte opere che han trattato della rigenerazione dell'Egitto , ed in specie da quella di M. Clot , avvisiamo far cosa grata agli stu diosi militari nel presentar loro raccolte in un quadro tutti quei particolari che ci è riuscito di rintracciare in torno a' nuovi ordini militari surti in Egitto sotto la do minazione del famoso Mehemet Ali , che tanto ha fatto parlare di se in un tempo in cui pareva non potersi di altri parlare nel mondo che di un solo splendidissimo nome. Vero è che dopo la soluzione della quistione che di cevano d' Oriente , potrebbe sembrare a' men riflessivi poco importante la conoscenza delle forze militari del l'Egitto , divenute in certa guisa parte integrale deʼmezzi di guerra dell' Impero Ottomano . Ma chi ben riflette in tenderà di leggieri che nessuna potenza umana può mu tare la natura delle cose , e che siccome non è concessa
115 alla scienza di Esculapio di richiamar in vita un cadavere così non può il migliore senno degli statisti del mondo far rivivere uno stato che non ha più vita propria . E tal è appunto la presente condizione dell'Impero Ottomano che di giorno in giorno incadaverisce di marasmo , perchè rilassate le credenze religiose , e rotta l'unità nazionale dalla disparità delle opinioni , perchè spento con la di struzione de' giannizzeri e degli spahy il fanatismo mu sulmano , unica forza morale , d'onde queste milizie at tignevano l'impeto , l' intrepidezza " l'ostinazione , che sotto il gran Solimano le rese il terrore della cristianità; perchè lo stendardo di Maometto , l'oriflamma de' mu sulmani , che aveva il potere di farli correre, all' armi 2 e d'infiammarli alle più ardue imprese , or non è più che una curiosità da museo , perchè i nuovi soldati non hanno , nè possono avere per lungo tempo l'istruzione , la disciplina , l'intelligenza del comando così avanzata da potersi misurare con le truppe Europee , e perchè , a dirla in poche parole , non vi ha fede nè nell'antico nè nel nuovo ordine di cose ; e quando le nazioni sono giunte ad un tal scetticismo deggiono di necessità rimu tarsi le loro condizioni politiche , giacchè una società senza credenze sarebbe come un edifizio senza fondamenta. Potrà dunque l'Impero della mezza luna agonizzar ancora per qualche tempo , ma presto o tardi dovrà su bire una trasformazione politica , non senza lotta tra i terzi , ed aspra lotta , nella quale l'Egitto e per la sua posizione geografica , e per le sue forze vive e provate
116 è naturalmente chiamato a mettere un gran peso nella bilancia , in cui si libreranno i destini dell' Oriente ,
e
forse per contracolpo quelli del mondo. Non è questo il luogo di svolgere con ragionamentò un tal assunto , che noi abbiamo voluto solamente toccare , acciò si vegga che il nostro divisamento ha le sue buone ragioni di utilità e per noi segnatamente che non solo pe' nostri interessi commerciali , ma per la sicurezza benanche del proprio paese dobbiamo tener d'occhio qualsiasi mutamento po litico , avvenga in Oriente , perchè ne potrebbero derivare gravi pericoli per le nostre provincie situate sull' Adriatico , avendo in ogni tempo i conquistatori dell' una sponda di quel mare tentato d'insignorirsi dell' altra , siccome ci è pur troppo noto dalle storie. Ma ciò non è tutto . Nel discorrere i nuovi ordini mi litari creati in Egitto , noi abbiam pensato che potessero meglio spiegarsi gli avvenimenti di cui siamo stati testi monî , col paralello che si potrebbe istituire tra le parti costitutive dell'esercito Egiziano , e quelle delle milizie Turche , delle quali è stata già data una compiuta e per fetta notizia nel quaderno terzo di questa Antologia. Inoltre essendo i nuovi ordini militari dell' Egitto una creazione , per così dire , di un sol getto , hanno su gli altri formati di antichi elementi commisti a' nuovi ,
il
vantaggio inestimabile di presentare un insieme di parti ognuna delle quali può dirsi il risultato delle meditazioni e dell' esperienza de' più illustri uomini di guerra della età nostra , cosicchè si può scorgere in atto il bene ed
117 il male delle riforme da essi proposte nella costituzione degli eserciti, in seguito delle grandi guerre Napoleoniche. Ancora non vogliam tacere che non ultima delle ra gioni che ci hanno indotto ad imprendere l'enunciato lavoro , quella sia stata di sottoporre al giudizio di tutti gli uomini di alto intendimento un fenomeno politico , che non si è forse abbastanza osservato sotto il rapporto filosofico , vogliam dire l'ordinamento compiuto di
un
esercito e di un'armata secondo i più perfetti metodi del più avanzato incivilimento , in un paese e tra popoli im mersi nella più profonda ignoranza , e dominati da uo mini ancor essi barbari ed ignoranti. E certamente il veder sorgere come un bel fiore tra mezzo uno spineto , un potentissimo elemento di civiltà , in mezzo a futti gli altri elementi sociali ancor primaticci ed incoerenti ว C ciò per la sola forza di volontà di un barbaro non istruito, pare a noi tal fenomeno da dovervisi fermar sopra l'at tenzione dei pensatori , per poi dedurne , come corolla rio , trovata la ragione sufficiente del fatto , se sia l'o pinione , che domini il mondo , come voleva l'abate Sieyes , ovvero l'organizzazione siccome sosteneva il generale Lamarque. Fatto così aperto il nostro intendimento , noi crediamo di dover premettere al nostro lavoro pochi rapidissimi cenni della storia di Egitto , a solo fine di lumeggiare il quadro , e di far conoscere a modo di dire , il tronco d'onde ha propaginato forte e rigogliosa la nuova pianta delle milizie Egiziane ..:
118 L'Egitto che sotto il glorioso regno del gran Sesostri avea raggiunto il più alto grado d'interna prosperità e di esterna grandezza , avendo esteso per dritto di con quista la sua dominazione sopra gran parte dell' antico mondo , fu in progresso manomesso alla sua volta dagli Etiopi guidati dal loro re Sabacone , da Persiani con dotti dal feroce Cambise , da' Greci capitanati dal grande Alessandro , da' Romani sotto l'impero di Augusto , e da gli Arabi comandati da Amrou luogotenente di Omar , il quale v' introdusse l'islamismo nel 622 , selte anni dopo la morte di Maometto.
Il reggimento de' Califfi successori di Omar fu oltre modo grave all ' Egitto , cui il gran Saladino ridonò la sua indipendenza , la sua grandezza , la sua prosperità , facendone con gli stati immensi da lui acquistati un vasto e potente impero , che governò con saggezza , con giu stizia , con gloria. L'ultimo degli Ayonbiti dei suoi successori , il giovine Iouran-Schah ebbe la gloria di disfare in parecchi terribili combattimenti , ed in specie nella sanguinosa battaglia di Mansoure l'esercito francese di 50 mila uomini sbar cato nel 1249 alle bocche del Nilo sotto l'immediato comando di San Luigi , il quale rimase prigioniero con i suoi fratelli i conti di Anjou , e di Poitiers , col fiorè della valorosa nobiltà francese , e con 20mila uomini delle sue migliori soldatesche . La stessa regina Margherita che aveva voluto seguire il suo augusto sposo al conquisto di Terra-Santa dovette redimersi dalle mani degli infedeli
219 a prezzo di molto oro . Quasi 3omila uomini dell'esercito di Francia rimasero spenti per malattie o uccisi sul campo e tra questi l'altro fratello del re il Conte di Artois. Ri masero inoltre in potere del vincitore 30 vascelli ed altre navi della formidabile armata che aveva trasportato l'e sercito francese in Egitto. Mentre la vittoria coronava dei suoi allori il sultano Iouran-Schah i mammalucchi della sua guardia lo assa sinavano indegnamente in mezzo a' suoi brillanti trionfi . D'allora in poi questi scdiziosi preteriani dominarono di falto in Egitto , sotto il nome de' sultani intrusi , i quali si disputavano l'un dopo l'altro l'efimero , vano e peri coloso potere .
Finalmente succeduto Selim a Bajazet sul trono degli Ottomani nel 1517 sottomise con le armi tutto l'Egitto , e ne fece una provincia del suo impero sotto l'autoritâ di un Pascià sostenuta da 12mila mammalucchi reclutati sempre tra giovanetti schiavi Circassi e Georgiani , co mandati da capi , di loro scelta 2 in realtà i dominatori del paese. Per tre secoli l'Egitto fu condannato a sottostare al governo o governo di codesti tristi , ignoranti ed avari tirannelli , i quali ridussero il paese nel più abjetto stato di barbarie , di miseria e di schiavitù . Un solo tra essi il famoso Ali-Bey , uomo di testa e di cuore ricordato con lode da Volney , tentò nel 1771 di ridare all'Egitta la sua indipendenza , ma assassinato da uno de' suoi più beneficati uffiziali aborti l'ardita intrapresa , ed i mam
120 malucchi continuavano ad essere i veri padroni degli uo mini e delle cose sotto l'impotente autorità di un Pascià . Erano capi di codesti turbolenti soldati i famosi Ibra him-Bey e Murad-Bey , allorchè Bonaparte di ritorno a Parigi dopo il trattato di campo Formio accettò
il co
mando di una spedizione in Egitto , ed approdò in Ales sandria nel maggio 1798 alla testa di 4omila francesi , accompagnato da' nomi i più chiari nelle armi e nelle scienze , con lo scopo di conquistar e richiamare a ci viltà l'antico e splendido impero de' Faraoni e dei To Jomei. Leibintz aveva detto che se la Francia avesse posto una volta il piede in Egitto , ed avesse potuto mantener visi , l'Europa intera si sarebbe collegata invano , per strapparla di mano lo scettro del mondo. Bonaparte cre dette a questa alta missione , ed è notevole che i più grandi conquistatori o volsero in mente , o recarono ad atto il conquisto d'Egitto. Il primo tra tutti Ciro si pre parava a volgere le sue armi vittoriose 2 contro l'Egitto , allorchè prevenuto dalla morte legò il suo pensiero al figlio Cambise. Alessandro ne fece la conquista non solo ma vi trapiantò la civiltà greca . Cesare lo soggiogò per rimetterne la corona sul capo della lusinghiera Cleopatra . Maometto pensava a portarvi le sue armi , allorquando sorpreso da morte ne lasciò l'impresa ad Omar. Tamer lano tentò d'invaderlo ma non vi riusci. Napoleone in fine lo conquistò , e lo avrebbe ridotto a civiltà , se più alti disegni non lo avessero richiamato in Europa.
121 Si è tanto parlato e scritto della poetica spedizione fran cese in Egitto , che a noi basta di averla accennata per servir di anello cronologico alla nostra storica escursione . Solamente faremo osservare che sgombrato da' francesi , l'Egitto rimase nè più nè meno barbaro di quello che essi lo avevano trovato " allorchè vi posero il piede . É possibile , nè importa a noi il contrastarlo , che il loro soggiorno in quel paese avesse posto nell' animo degl'in digeni , de' più svegliati almeno , il desiderio di un go verno più temperato che non era quello de' mammaluc chi . Ma le novità introdotte da Bonaparte nel reggimento dell'Egitto non fecero frutto , nè potevano farlo, perchè non potettero , a causa della brevità del tempo , e dello stato continuo di guerra , consolidarsi abbastanza da vin cere i pregiudizî
e le antipatie nazionali. Nè l'opera
degli scienziati giovò il meno del mondo a gittar almeno i primi semi di una pubblica istruzione ,
sia perchè il
paese fu sempre agitato , sia perchè ne ignoravano la lingua , sia infine perchè le sublimi loro conoscenze li rendevano troppo superiori all'umile ufizio d'istitutori elementari. Certo è che della loro eroica annegazione > della immensa loro dottrina , nessun vantaggio ne derivò all' Egitto , comunque ne venisse gloria al loro nome , alla Francia , alle scienze , ed al grande uomo , il quale con la sua potenza innalzò un monumento eterno alle loro nobili fatiche , ognuno intende che accenniamo alla splendida Descrizione dell' Egitto . Non appena dunque l' inconcepibile incapacità di Me
16
122
B
J
nou ebbe abbandonato agli Anglo - Turchi la gloriosa conquista di Bonaparte tanto gloriosamente difesa dal prode e sventurato Kleber , l'Egitto ricadde nella bar barie , nella ignoranza , e nella schiavitù sotto il ferreo giogo de' mammalucchi comandati da Mohammed-l'-Elfy, e da Osman Bardissy , avendo cessato di vivere il famoso Mourad-Bey il più accanito nemico , ed il più grande ammiratore di Bonaparte , ed essendo divenuto già vecchio ed infermo Ibrahim -Bey , quegli l'Achille , questi il Fabio de' mammalucchi. La Porta Ottomana sperando di dominare questi indo miti soldati in Egitto il gran-visir in persona per far ri conoscere l'autorità del nuovo Pascià Mohammed-Kosrew destinato al governo di quel paese , e per sottomettere > alla sua autorità i mammalucchi. Al qual effetto il gran ܀ visir ed il Pascià dovevano giovarsi principalmente di al cune bande albanesi chiamate a combattere i francesi , e rimaste in Egitto dopo la loro partenza. Tra queste milizie irregolari figurava un drappello di 300 Romeliotti , de' quali era capo Mehemet-Ali . Imbar cato con la sua gente sulla flotta turca , che unita al l'inglese operò uno sbarco
Aboukir nel 1800 , il gio
vane macedone si trovò con i suoi 300 commilitoni a fronte della Brigata del generale Friant , e fece con molta risoluzione e bravura le sue prime armi , di tal che ne riportò molta lode ed un buon nome , che lo raccomandavano di poi al nuovo Pascià Mohammed- Kos rew , il quale gli accordò la sua benevolenza , protezione e la piena sua confidenza .
la sua
123
Ci allontaneremmo di troppo dal nostro soggetto se vo lessimo partitamente narrare i modi usati da Mehemet Ali per distruggere i mammalucchi , per cacciar dall' E gitto e turchi ed albanesi 9 e lo stesso suo benefattore Mohammed-Kosrew divenuto poi per la tradita fede suo irriconciliabile nemico , e per farsi infine assoluto padrone del paese col titolo di vice-re , a dispetto della Porta forzata a tollerare l'usurpazione. Chi avesse vaghezza di conoscere i particolari della straordinaria elevazione di Mehemet-Ali legga la storia di Egitto di Mengin ( 1 ) dalla quale potrà scorgere con qual accorgimento , con qual energia avesse saputo operare e condurre a termine il suo ambizioso disegno un uomo il quale in età di 45 anui non sapea ancora nè leggere , nè scrivere. Nondimeno essendo egli di mente pronta " e di sano giudizio aveva a prima giunta riconosciuto , combattendo con gli inglesi contro i francesi , la superiorità della tat tica europea e divenuto in progresso il dominatore del l'Egitto aveva fermato nell' animo il proponimento di as soggettarvi le orde indisciplinate , di che si componevano le sue forze. I primi suoi tentativi non riuscirono e poco mancò che non gli costassero la perdita del potere e della vita , tanto invincibile era l'avversione degli Egiziani alla tattica , alla disciplina , alle fogge militari degli Europei !
(1 ) Hist. de l'Egypte sous le regne de Mohammed B Ali, par M. Fèlix Mengin. Paris 1823. avec atlas.
vol.
in 8.
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Scaltro ed avveduto com' era differi egli a miglior tempo l' eseguimento del suo pensiere. Intanto gl' Inglesi sobillati da Mohammed-l'-Elfy , uno de' capi dei mammalucchi che si era rifuggito in Londra, e vedendo mal volentieri la riconciliazione della Porta con Mehemet-Ali , il cui carattere risoluto ed intrapren dente presagiva loro un intermedio pericoloso nelle loro relazioni con le Indie , risolvettero di rioccupare l'Egitto ed il 17 Marzo 1807 operarono uno sbarco in Alessan dria ove entrarono per tradimento. Indi marciarono sopra Rosetta . Mehemet-Ali non trepidò un istante in tal fran gente , e raccolte tutte le sue forze battè compiutamente gl' inglesi il 21 marzo a Rosetta ed il 30 ad Hamal , li obbligò a rimbarcarsi ed a sgomberare l'Egitto la qual cosa fe stupire il mondo ! 4
Poco dopo a richiesta della Porta il vice-re spedì un
numeroso corpo delle sue milizie irregolari nell' Arabia contro i Wahabiti " e ne confidò il comando a Toussoun Pascià suo secondo figlio , il quale non fu mica fortu nato nella sua impresa , e ritornato in Alessandria vi peri di peste per non aversi voluto allontanare da una donna appestata da lui perdutamente amata . Mehemet-Ali volle fare egli medesimo una seconda campagna contro i Wa habiti , ma ancor egli non riuscì , e spedi a combatterli il suo primo figlio Ibrahim-Pascià , giovane nato col ge nio , e con l'istinto della guerra , intrepido , risoluto , fermo , amato, e temuto dalle truppe. Le sue prime operazioni non furono gran fatto felici ,
125 perocchè dopo aver assediato per circa quattro mesi la fortezza di El-Ras ostinatamente difesa da' Wahabiti fu obbligato di levarne l'assedio , e di allontanarsi dalla piazza. Ma stimolato in seguito dal desiderio di vendetta e di gloria s'innoltrò arditamente nel cuor del paese , s' impadroni di Boureydeh , di El-Maznal , di Châkra , di Dorama , e cinse di assedio Derayeh capitale del Ne djed ove si era ricoverato Abdallah-Ebn-Souhoud , capo Wahabiti con i più esaltati settari dello scisma di Wahab, i quali si difesero disperatamente . Pure l'assedio fu con tal e tanta abilità diretto dall' ingegnere francese M. Vais sière , che alla fine Abdallah domandò di capitolare , e si arrese prigioniero di guerra con tutto il presidio. Cosi furono se non distrutti , domati almeno i Waha biti , così gli Egiziani occuparono l'Hedjaz ed il Yemen cosi furono riaperte alle adorazioni de' musulmani la Mecca e Medina profanate da quei furibondi scismatici . Ibrahim dopo di aver provveduto alla sicurezza ed al buon ordine del paese , da lui conquistato, ritornò in Egitto , e fece il suo ingresso trionfale al Cairo agli 11 Decembre 1819. La Porta gli conferi il titolo di Pascià delle Città-Sante. Nel frattempo un altro corpo di milizie Egiziane solto il comando di Ismaïl-Pascià terzo figlio di Mehemet-Ali invadeva la Nubia , e conquistava il Sennaar, il Darfout, ed il Kordofan , ma il giovine vincitore in mezzo de'suoi sanguinosi trionfi rimase spento per vendetta del valoroso Naïr capo della bellicosa tribù di Chendy da lui inde gnamente oltraggiato.
126 In queste guerre di esterminazione peri la parte la più turbulente delle milizie turche ed albanesi , e la più av versa alle riforme militari che meditava Mehemet-Ali , il quale credette esser giunto ormai il tempo di recar in atto il suo divisamento. Arrivava in quel torno in Egitto il capitano francese M. Sêve già ufiziale di ordinanza del maresciallo Ney ,
poi aggiunto allo Stato-maggiore
del maresciallo Grouchy , col proponimento di recarsi in 1 Persia , ove molti suoi commilitoni , i quali come lui e liminati dal servizio attivo dopo i cento giorni , avevano ottenuto gradi , onori e vistosi stipendi nel novello eser cito Persiano .
Mehemet-Ali vide il capitano Sêve , gli fece aperto il suo disegno 2 e gli propose di rimaner al suo servizio per cooperare all' eseguimento . M: Sêve accettò l'invito e cominciò per formare un campo d'istruzione presso la città di Assouan ( l'antica Syene ) nell' Alto-Egitto. Quivi radunò un migliaio di giovani mammalucchi della guardia di Mehemet-Ali , ed a forza di perseveranza , di fermezza e di buoni modi pervenne a vincere l'antipatia di questi nuovi soldati per la tattica e per la disciplina Europea , e secondato dal buon volere di Mehemet-Ali potè in poco tempo presentargli un battaglione perfettamente addestra to al maneggio delle armi , ed a tutte le evoluzioni ele mentari. Mehemet-Ali aveva obbligato il suo primo figlie Ibrahim il conquistatore dell'Arabia a prender luogo come semplice soldato e per ordine di statura nelle file di quel corpo di modello , per apprendere la nuova tattica , per
127 la quale il vincitore de' Wahabiti sentiva forse più d'ogni altro la maggior ripugnanza. Ma il capitano Sêve riusci a fargli comprendere gl' immensi vantaggi della riforma , ed a guadagnare l'affezione di lui e la piena confidenza di suo padre , cosicchè vinti col loro concorso tutti gli ostacoli , e con la cooperazione di altri ufiziali venuti di Francia tra quali il generale Boyer , ed il colonnello Gaudin fu creato dal nulla ed in pochi anni un esercito cui non altro manca che la maturità e la consistenza di più lunga vita militare e le alte conoscenze della guerra, frutto dell' istruzione della gioventù educata negl' istituti militari e del progressivo incivilimento del paese. I primi sei reggimenti di fanteria furono composti tutti di mori tratti , nè certo con bel garbo , dal Sennaar in numero di 3omila , perchè non ancora era al tutto vinta l'avversione degli Egiziani per la tattica Europea. Gli ufiziali ed i sotto ufiziali furono tolti dal battaglione di modello. Questi nuovi corpi formati in gennaio del 1823 e radunati nel campo d'istruzione di Benehali presso Monfalout si trovarono vestiti , armati , ordinati ed istruiti di tutto punto in giugno del 1821 .
Uno dei sei reggimenti fu spedito in Arabia , un altro nella Nubia , e gli altri quattro furono in seguito inviati in Morea sotto gli ordini d' Ibrahim-Pascià . Fatto sta che i mori comecchè coraggiosi
mal resistevano al mulato
clima , alle fatiche ed alle pratiche militari , e ben presto i nuovi corpi rimasero per malattie decimati . Vide allora Mehemet-Ali la necessità di portarli a numero con reclute
128 Egiziane. Il tentativo era non poco pericoloso ,
e senza
ripeterci , i lettori ben sanno il perchè. Pure non vi era via di mezzo " e fu forza ordinare una leva in tutto l'E
gitto , la quale eseguita senza regole , e con modi bru tali , violenti ed arbitrarî esacerbò tutti gli animi già mal disposti per le ragioni dinanzi accennate . Vi furono sommosse in diversi distretti , ma furono tosto represse , perchè Mehemet-Ali aveva prese a tempo le opportune misure per mantenere il buon ordine. Volere , o non volere dovettero finalmente gli Egiziani piegarsi alla tanto da loro abborrita tattica europea . Cominciavano già a formarsi altri reggimenti di fanti , ed alcuni ufiziali del genio e dell ' artiglieria degli antichi eserciti di Francia e d'Italia davano opera all' ordina mento de' corpi facoltativi , il meglio che si potesse in un paese ove mancavano le istituzioni. Non ancora si pensava alla formazione di corpi di cavalleria regolare , prevalendo il pregiudizio della superiorità de' cavalieri arabi , e beduini , di che si componeva allora la caval leria dell' esercito. L'armata intanto si accresceva di giorno in giorno di nuovi legni da guerra costruiti a Londra , a Marsiglia , a Trieste , a Genova , a Venezia , a Livorno , ed acqui stali a prezzi esorbitanti da Ismaïl- Gibraltar di ciò inca ricato da Mehemet-Ali. Gli equipaggi si componevano de' marinari del Nilo , delle isole dell' Arcipelago , delle Sette-I sole della Dalmazia ec .
Stando così le cose
" la Porta
richiese a Mehemet-Ali
139 il suo contingente per combattere la rivoluzione Ellenica chiamata guerra di religione . Se il vice-re avesse rifiutato di si sarebbe renduto odioso a' seguaci dell' Islamismo cui si è sempre studiato di essere " o di farsi credere il
più zelante protettore , e ciò con l' intendimento di farsi a tempo opportuno dell' appoggio di tutti i veri musul mani malcontenti delle riforme di Mahmoud contrarie ai precetti del Corano : epperò credelte egli buon consiglio di ubbidire al comando, Poche numerose furono non pertanto le prime spedi zioni di truppe irregolari e di navi che Mehemet- Ali in viò contro la Grecia , le une sotto gli ordini di Hassan Bey , le altre sotto il comando d' Ismaïl-Gibraltar , c queste forze di terra e di mare Egiziache riunite all'eser cito ed alla flotta Ottomana 2 e poste sotto il comando supremo de capi turchi parteciparono a tutte le loro ca tastrofi , comunque si fossero anche ne' sinistri eventi com portate con molto coraggio. La rivoluzione Ellenica trionfava intanto degli sforzi impotenti del Diveno il quale pregava instantemente Me hemet-Ali di non abbandonare la causa dell' Islamismo in tanto pericolo , e gli prometteva di aggiungere la Siria all'Egitto , se avesse cooperato con tutt'i suoi mezzi a soltomettere la Grecia. Adescato da questa seducente promessa Mehemet-Ali fece partire il 16 luglio 1824 dał porto di Alessandria alla volta della Morea tutta la sua flotta composta di circa 60 legui da guerra , con altri 100 da trasporto, avendo 17
139 a bordo 16mila uomini d'infanteria regolare ( i reggi menti 3 , 4 , 5 , 6 di linea di 4 battaglioni ognuno ) 4mila arnauti ( irregolari ) 800 beduini a cavallo , 4 compagnie del genio , ed un battaglione di artiglieria , con i corrispondenti pezzi di battaglia ,
e con un parco
di assedio. Il colonello Sêve era il capo dello stato mag giore generale dell' esercito ,
ed il capitano di vascello
Letellier francese , il maggior generale della flotta . Ibra him-Pascià il comandante supremo . Non occorre ricordare perchè noti a tutti i particolari delle aspre fazioni sostenute dagli Egiziani contro i Greci. Basti a noi accennare che dopo la caduta di Missolongi tanto eroicamente difesa dagli Elleni , l'esercito egiziano aveva sottomesso quasi tutta la Morea , la miglior parte della Livadia ,
l'isola di Candia , talchè poteva dirsi
perduta la Santa causa de' Greci > allorchè scosse da un grido doloroso uscito dal petto di tutte le nazioni cristiane e civili , le corti di Francia , d'Inghilterra e di Russia deliberarono di collegarsi col trattato di Londra de' 27 luglio 1827 , per cooperare alla deliberazione ed all' in dipendenza della Grecia . Noi speriamo che il cielo abbia perdonato a' moderatori di quelle grandi nazioni tulti i mali che avrebbero risparmiati all' umanità se più solle citi fossero occorsi in sostegno de' difensori della Croce , manomessi dal fanatismo musulmano !
In ogni modo sul finir del settembre 1827 compariva nelle acque della Livadia un' armata composta di 27 legni da guerra , de' quali 12 inglesi , 7 francesi ed 8 russi ,
131 sotto il comando del vice- ammiraglio Codrigton , e dei retro-ammiragli de Rigny ed Hyden . Tra i 27 legni si contavano 10 vascelli di fila e 10 fregate. Nel giorno 20 ottobre quest' armata entrò a piene vele nel porto di Navarino , ove erano ancorate in due linee disposte a forma di mezza luna la squadra Egiziana nella quale si contavano 4 fregatoni , 10 corvette , 10 brigan tini ed altri legni minori sotto gli ordini di Moharem Bey , e la Turca composta di 50 legni da guerra , tra quali 3 soli vascelli di fila , e 14 fregate , sotto il co mando di Taïr-Pascià . Chi volesse leggere una descrizione particolarizzata della sanguinosa battaglia combattuta tra le due flotte collegate in Navarino la cerchi nel settimo quaderno di quest'An tologia. Noi diremo solamente , che se i cristiani mostra rono , come era di ragione perizia e valore i musul. mani è gli Egiziani in specie combattettero con una rara bravura , e con molta ostinazione . E la miglior pruova si è che in questo terribile combattimento nel quale nello spazio di 4 ore furono tirati dalle due parti 6omila colpi da più di 2mila bocche da fuoco a corta distanza 2 i turco-egizî ebbero 6mila uccisi , e 4mila feriti. Rimase cosi pressochè distrutta la flotta con tanta spesa raccolta da Mehemet-Ali , il quale non pertanto ne intese la notizia con la stessa stoica impertubabilità con cui Fi lippo II. apprese la distruzione della sua invincibile armata. In seguito per accordo fermato in Alessandria tra Mehe met-Ali ed i plenipotenziari delle tre potenze collegate ,
132
Ibrahim dovette ritirarsi col suo esercito in Egitto , sgom G berando la Morea , che fu , come tutti sanno , occupata dalle truppe francesi comandate dal maresciallo Maison . Ibrahim aveva esaminato con molta attenzione queste truppe , aveva voluto conoscere tutti i particolari dell' or 1 dinamento delle diverse armi , aveva interrogato gli uf fiziali , conversato con i generali , Egitto di
ed al suo ritorno in
opera egli stesso alla formazione della caval
leria regolare , formò nuovi corpi di fanteria , accrebbe i corpi speciali , in somma promosse per tutt' i capi l'or dinamento dell'esercito in grandi dimensioni , nell' atto che Mehemet-Ali secondando da un lato questo disegno del figlio , si occupava dall' altro del riordinamento del l'armata sopra una vasta scala .
Nuove leve fatte come per lo innanzi ne' peggiori modi possibili fecero entrar nelle file dell' esercito , e negli equipaggi della flotta non solo gli Egiziani ma benanche un numero considerevole di turchi e di arabi , gli uomini i meglio disposti al servizio militare , perchè robusți, agili, intelligenti , sobri ,
instancabili nelle marce , capaci di
entusiasmo. La sola differenza tra gli arabi ed i turchi è questa , che i primi eccellenti soldati non hanno la di gnità nel comando , mentre per l'opposto i turchi pajono proprio nati per comandare col loro carattere grave , serio e nobile . Difatti la piupparte degli uffiziali Egiziani sono della razza turca , comecchè di giorno in giorno escano dagl' istituti militari giovani uffiziali arabi , i quali per la loro perfetta educazione ed istruzione onorerebbero qual siasi de' migliori eserciti di Europa ,
133 Dal 1824 sino al 1834 l'esercito Egiziano sommava già a non meno di 200mila uomini , comprese le truppe irregolari , e si componeva di 3 reggimenti di fanteria .
Della guardia del Vice-Re
2 di cavalleria 1 battaglione di artiglieria)
2 squadroni di guardie d'onore , o guide del gene
ralissimo . 36 reggimenti di fanteria di linea , di 4 battaglioni ognuno. 16 reggimenti di corazzieri , carabinieri , dragoni , oacciatori , lancieri ed ussari , di 6 squadroni ognuno. 3 reggimenti di artiglieria a piedi. a cavallo . 2 idem idem
1 reggimento del treno . 1 battaglione di artefici e fuochisti. I reggimento del genio di 4 battaglioni , minatori , pontonieri , zappatori e pionieri.
I reggimento di veterani . 40mila Beduini , Delì , Arnauti ( irregolari ) a piedi ed a cavallo .
40mila guardie nazionali. 40mila soldati , marinari , ed artefici della marineria di guerra . I gradi ed i soldi dell' esercito egiziano sono i seguenti : Soldati di fanteria
• 15 piastre turche al mese.
Caporale
23
Sergente
36
134. Sergente maggiore
·
40
Ajutante sotto -uffiziale
·
60
Sotto-tenente ·
•
250
Tenente .
350
·
500
Capitano Ajutante-maggiore .
•
Capo-di-battaglione
•
Tenente -colonnello
•
1200 •
2500
Colonnello .
•
8000
Generale di Brigata •
•
I 1000
Generale di Divisione
·
12500
3000
Generale in capo (secondo l'importanza del comando). I soldi della cavalleria e de' corpi speciali sono calco lati con l'aumento delle tariffe francesi , presi però per elemento primitivo del calcolo di proporzione i soldi so pranotati dell' infanteria. Abbondante e di ottima qualità è il vitto del soldato , ed è somministrato da' magazzini dello stato . Si compone l'ordi nario di pane, carne, riso , legumi , butiro, olio, sale ec. Gli uffiziali dal sotto tenente al Generalissimo hanno razioni di viveri in natura , non mai in denaro secondo i rispettivi gradi , e gli uffiziali superiori e generali hanno razioni pe' cavalli , i quali sono loro forniti senza paga mento dalle razze del governo . L'uniforme di tutte le armi è semplice , comodo , se vero > ed è parimenti somministrato da' magazzini dello Stato. Si compone di un ( tirbouch ) sorta di berretta eilindrica di lana compatta a guisa di feltro di color cre
135 mesino con folla nappa di lana cilestra , di un giustacuore di panno color bleu per la cavalleria , e per le armi spe ciali , e di color scarlatto per l'infanteria con larghi cal zoni di panno azzurro , con un cinto , o vogliam dire ciarpetta di lana cremisina e cilestra che stringe e rico pre il congiungimento del giusta cuore e de' calzoni nel mezzo della vita . I calzari sono all'uso orientale di pella rossa . Tutti gli arnesi attinenti all' armamento sono di cuojo bianco per l' infanteria e la cavalleria , e di cuojo giallo per le armi speciali . I sacchi sono di pelle a pelo ed i mantelli bournous di color bigio oscuro . Nella state caldissima in Egitto , tutto l'esercito è vestito di una stof fetta di cotone bianco . Gli uffiziali vestono lo stesso uniforme de ' soldati , con la sola differenza , che le stoffe sono più fine , ed il giu stacuore è ricamato in oro " 0 in argento , al gusto o rientale , ma con disegni uniformi appropriati a' gradi. Meglio consigliato che il Sultano Mahmoud , il quale per aver voluto imitare servilmente le fogge europee avea irritato l'orgoglio nazionale de' musulmani , Mehemei-Ali ha cercato invece di non discostarsi nel nuovo uniforme delle sue truppe dal tipo orientale . E di fatti il vestire dell'esercito egiziano non differisce che di poco da quelio degli albanesi e de' romelioti. Si distinguono i gradi da alcuni alamari di oro , o di argento pe' sotto-uffiziali ,
o da alcune stelline
e mezze
lune di argento , o di oro che gli uffiziali portano sul petto. I generali le portano in diamanti .
136 L'amministrazione dell' esercito è molto semplice , ed ancor più semplice è quella de ' corpi , essendo tutto som ministrato in natura dallo Stato , armi , cavalli , barda tura , munizioni , vesti , letti , viveri , fuoco , lumi , me dicine ec. In questo solo gli Egiziani , e con buon con siglio non hanno imitato i francesi , questi obbligati a lavorar quasi più con la penna che con la spada , gli egiziani per l'opposto stringendo i conti a pochissime cifre. Il codice militare è al tutto simile allo statuto penale francese tradotto ed adottato per le truppe di terra e di mare dell' Egitto . L'uso del bastone che si era creduto necessario in sul principio per abitudine orientale è stato limitato a pochi casi , e con certe regole , e si cercava di abolirlo del tutto . Le ordinanze francesi tradotte in arabo regolano l'istru zione , la disciplina ed il servizio di tutte le armi . Le voci di comando sono in lingua turca 2 come quella che si presta meglio di ogni altra a quei troncamenti di sil labe che rendono vibrati e concitati i segni degli svariati movimenti delle truppe . Il servizio igienico è ancor esso ordinato con le norme de' regolamenti francesi. Ogni corpo ha l'occorrente pel suo ospedale particolare . In campagna ogni reggimento è provveduto di quattro barelle per adagiarvi i feriti , di quattro grandi tende d'ospedale , con due casse di me dicina e di strumenti di chirurgia .
Vi sono compagnie
d'infermieri sotto gli ordini de' cerusichi , e questi in
137
Campagna portano in bandoliera una giberna di marroc chino rosso con l'occorrente per medicare istantaneamente i feriti. Sulla parte esterna di queste giberne vi sono scritte in lettere d'oro queste parole- Soccorso a'bravi. Tanto gl' impiegati dell'amministrazione militare come ispettori delle rassegne , commissari e sotto commissarî di guerra di terra e di mare , quanto quelli del servizio igienico , medici , cerusici , farmacisti vestono un uni forme speciale , simile per la forma a quello delle truppe e sono assimilati secondo le classi rispettive a' gradi degli uffiziali combattenti , ma in nessun caso possono portarne le insegne. I gradi degli amministratori si distinguono con alcuni emblemi allusivi alle loro incumbenze ricamati in oro o in argento sul petto . Gli impiegati igienici vi portano un caduceo ricamato in oro o in argento. Per provvedere di uffiziali istruiti in prima in prima non meno l'esercito che l'armata furono spediti nel 1826 in Parigi 50 giovani egiziani di acuto ingegno per ap prendervi le scienze sotto la direzione di M. Jomard uno de' dotti che seguirono Bonaparte in Egitto . Successiva mente ne furono mandati altri per lo stesso oggetto in Francia , e di questi giovani alcuni sono divenuti eccel lenti professori nelle diverse scuole fondate nel loro paese, altri ottimi uffiziali de' corpi facoltativi. Una di queste scuole è stabilita a Damietta solto la direzione del colonnello Bolognini piemontese , egregio uffiziale dell'antico esercito imperiale di Francia. Si com pone di 400 allievi destinati al servizio dell' infanteria →
18
138 e vi s'insegnano le lingue araba , turca e francese " la geometria elementare , l' aritmetica , la geografia , la storia , la tattica e l'amministrazione militare . I giovani sono armati di tutto punto , e formano un piccolo batta glione , nel quale ognuno di essi per giro esercita sul eampo d'istruzione le diverse cariche ,
cominciando dal
serra-fila sino al 7 capo-battaglione. A Gisch esiste un'altra scuola di 360 allievi per la cavalleria , diretta dal colonnello Varin antico ajutante di campo del maresciallo Gouvion de Saint-Cyr , e rego lata con gli stessi metodi della scuola di Saumur in Fran cia. Ciò che distingue la scuola di Giseh dagli istituti di simil sorta fondati in Europa si è questo , che i giovani sono armati e montati tutti sopra cavalli scelti , e si eser citano giornalmente con i migliori metodi di equitazione a tutte le evoluzioni della cavalleria , che eseguono con una celerità , con una disinvoltura e con una precisione ammirabile .
Vi ha poi a Torrah una scuola politecnica di 400 allievi , de' quali 300 per lo stato-maggior-generale , pel genio e per l'artiglieria , e 100 per la marineria reale, e pel genio idraulico e marittimo. In questa scuola diretta dal colonnello portoghese Seguerra s'insegnano da 38 professori le lingue araba , turca , persiana , francese , inglese , tedesca ed italiana , il disegno , le matematiche sublimi , la meccanica , la fisica , la chimica , l'astrono mia , con tutte le applicazioni alla strategia , alla fortifi cazione , all'artiglieria ed alla nautica.
139 In prossimità della scuola è ancorato un Brick da guerra di cui i 100 allievi della marineria compongono l'intero equipaggio , ed ogni giorno si esercitano alle manovre del legno alla vela , é di tanto in tanto intraprendono lunghe navigazioni d'istruzione , guidati da abili uffiziali.
A breve distanza della scuola vi ha pure un poligono ove per giro sono stanziati sotto baraeche appositamente costruite , un reggimento di artigliería a piedi , due squa droni di artiglieria a cavallo ed un battaglione del genio * per esercitarsi in concorrenza de 300 allievi destinati al servizio de' corpi facoltativi dell'esercito , in tutte le pra tiche operazioni pertinenti alla scienza dell' ingegnere e dell' artiglieria . Due altri importanti istituti esistono in Abouzabel l'uno a Choubrah l'altro per provvedere di buoni medici , ce rusici , e farmacisti l'esercito e l'armata , e di abili ve terinari i corpi della cavalleria , dell' artiglieria a cavallo e del treno, Nella scuola di Abouzabel composta di 400 allievi e diretta da M. Clot medico dell' antico esercito francese 2 s'insegnano le lingue , le scienze fisiche e naturali , & tutte le facoltà e le pratiche attinenti alla medicina , alla chirurgia ed alla farmacia. Per l'insegnamento teorico e prático la scuola è dotata di un anfiteatro anatomico , di una sala di fisica , di un laboratorio chimico , di un ga binetto di storia naturale , di un giardino botanico , di una farmacia centrale ,
nella quale si preparano tutte
le medicine occorrenti al servizio dell' esercito e dell'ar
140 mata , e di tutti gli spedali militari. Uno di questi ospe dali , ed il più numeroso è annesso alla scuola ,
ed
è
assistito dagli allievi di Abouzabel , tal che questo stabili mento compiuto in tutte le sue parti non ha forse il simile in Europa. L'insegnamento della scuola di Choubrah composta di 120 allievi e diretta da M. Hamont dell' istituto di Al fort abbraccia un corso compiuto di notomia ,
e di ve
terinaria teorica e pratica . Alla scuola è annessa una va sta prateria frastagliata di colline con spaziose stalle per una mandria di mille giumente scelte , e di molti stal loni arabi ed inglesi , e con un ospedale di cavalli . Quan do si moltiplicheranno in Egitto le razze equine con i principi professati dagli allievi della scuola di Choubrah l'esercito egiziano avrà la miglior cavalleria che si po tesse desiderare.
E per dir tutto , vi ha pure a
Kanka una scuola di
musica composta di 200 allievi e diretta da un abile com positore spagnuolo , per fornire a' diversi corpi dell' eser cito le bande musicali , le quali eseguono perfettamente le magnifiche armonie de' Rossini , de'Bellini , de'Mayer ber , de' Donizzetti ec . " comunque non facciano esse molta impressione sull'animo della razza araba abituata alle cantilene lente scolorite e monotone dell' Oriente. Un'altra scuola di arti e mestieri composta di 500 allievi e diretta da M. Iemel egregio meccanico francese erve a provvedere di abili artefici gli arsenali di terra e di mare > e tutte le altre manifatture militari.
141 Oltre le scuole primarie gratuite ,
e
molti licei , di
che i paesi più popolati dell' Egitto sono dotati , vi ha poi la grande e bella scuola preparatoria di Casv-el-Ain fondata e diretta da Osman-Effendy-Noureddin , uno dei giovani egiziani educati in Parigi. In questa scuola com posta di 1200 allievi dell' età di 6 a 10 anni l'insegna mento è limitato a leggere e scrivere , alle prime regole dell' aritmetica , alle nozioni generali della geografia , ed a' rudimenti grammaticali della lingua. Da questa scuola sono rifornite di allievi tutte le scuole speciali , delle quali abbiamo dinanzi dato un rapidissimo cenno. La piupparte de' giovanetti educati in queste scuole mostrano ardore nello studio , sveltezza negli esercizî , nobiltà nelle maniere. Tutti sono ben alloggiati , ben nudriti , ben ve stiti , e trattati con infinita dolcezza .
Un ministero della pubblica istruzione , di cui è capo il generale comandante dell' artiglieria Eteim-Bey , turco di nascita ha la direzione suprema di tutti questi istituti . Delle cose esposte intorno agli stabilimenti di educa. zione militare , può ognuno vedere qual nesso logico vi sia nelle diverse parti dell' insegnamento , e come l' ele mento intellettuale venga progressivamente a diffondersi in tutti i servizi di terra e di mare, per vivificarli e perfezio narne il meccanismo . Allorchè saranno istituite le scuole di reggimento , pare a noi che il sistema dell'educazione militare dell'Egitto lasci poco o nulla a desiderare. Passando ora ad esaminare ciò che con voce tecnica moderna i militari addimandano materiali di guerra , ci
142
fermeremo in primo luogo sul vasto e magnifico arsenale stabilito nella cittadella del Cairo , ove con bell' ordine ed in apposite e spaziose sale si trovano in piena attività tutte le officine di costruzione in ferro ed in legno ma superba fonderia con macchine a vapore ad alta pressione una manifattura di armi con due soccorsali fuori la eit tadella , le quali insieme possono fornire in un anno più migliaia di fucilí , di pistole e di sciable in proporzione de' bisogni. Una magnifica sala d'armi , ed una bella sala di modelli rendono compiuto l'arsenale del Cairo , nel quale si costruiscono ancora in apposite officine le bar dature , le giberne e tutti gli arnesi di cuojo inservienti all'armamento delle truppe. Gli artefici civili impiegati in questo arsenale sommano a più migliaia militarmente ordinati in compagnie , armati ,
istruiti , e disciplinati,
Presso Boulac poi è stabilita e diretta dall'ingegnere inglese M. Galloway una grandiosa fonderia di ferro fuso con 10 fornelli a riverbero , ognuno de' quali può con tenere romila libre di minerale , e possono tutti questi fornelli esser posti in attività ad un tempo e combinare i loro prodotti . - Una grande manifattura di polvere da guerra è stabi. lita a Mekias nell'isola di Raondah , sotto la direzione dì un francese antico impiegato nella polveriera di S. Chaumans. I processi della manipulazione sono i migliori , * la polvere è di eccellente qualità , e la manifattura può fornire quanta ne può esigere il servizio dell'esercito , e dell'armata in qualsiasi occorrenza di guerra,
145 Vi ha inoltre al Cairo una grande manifattura di sal nitro con altre cinque succursali stabilite in diversi luoghi dirette tutte da M. Haim valente chimico francese. L'e vaporazione si fa all'aria aperta per l'azione del sole. Tutte queste fabbriche possono produrre in un anno un 16mila quintali di ottimo salnitro. Le conserve di polvere sono stabilite in spaziosi ma gazzini con bell'arte incavati nel masso del monte Mo gattam a grande distanza de' luoghi abitati per preser varli da ogni sinistro accidente.
Anche il laboratorio pirotecnico per gli usi di guerra è stabilito per la stessa ragione presso il monte Moquat tam , ed i suoi lavori eseguiti con principî scientifici dalle compagnie di fuochisti che fanno parte del battaglione degli artefici dell'artiglieria , sono conservati in magazzini vicini alle conserve di polvere. Tutti questi stabilimenti sono così belli , così buoni , così economicamente amministrati come i migliori di Eu ropa , e sono tutti sotto l'alta direzione di Eteim-Bey " generale comandante dell' artiglieria , uomo di genio , il quale alla profonda conoscenza della scienza dell'artiglic ria accoppia una rara abilità nell'amministrazione , e nella direzione del materiale di guerra. Non vogliamo da ultimo trasandare di avvertire , clie grandi manifatture di panni , di cotone , di tela , di ber rette , di pelli , di cuoi ec . la piupparte stabilite a Bou lac e mosse dal vapore forniscono quanto occorre per la vestitura delle truppe di terra e di mare , senza che vi
144 sia d'uopo di trarré altro dall'estero se non che quelle materie prime di che manca affatto l'Egitto.
Un ministero di guerra serve alla spedizione regolare degli affari risguardanti l'esercito . Il capo di questo mi nistero è Kontchiou-Bey uno de' giovani mammalucchi del battaglione di modello formato in Assouan. Ma in realtà poi è M. Sêve il quale divenuto generale di di visione , e maggior generale dell' esercito sotto il nome di Soliman-Pascià può dirsi l' anima dell' esercito egiziano e se i suoi consigli saranno sempre seguiti , non è a du bitare che lo porterà al più alto grado di perfezione. M. Sêve è il vero tipo del soldato francese de' tempi di splen dore e di gloria dell' epopea Napoleonica , e comunque non avesse servito ne' gradi elevati in Francia 9 pure ha le idee le più sane ed estese sull' ordinamento dell' eser cito , sull'amministrazione militare , sulla tattica delle diverse armi , e sulla strategia . Egli parla speditamente il turco e l'arabo , conosce a fondo il carattere degli egiziani , ed esercita un grande ascendente sull' animo de' soldati. Dovendo ora ragionare dell' armata ci occorre di no tare innanzi tratto come sino al 1828 non vi era nep pur il segno di uno stabilimento navale in Egitto . La flotta egiziana che combatteva in Navarino , e che vi fu quasi tutta distrutta , era stata costruita ed armata siccome abbiam cennato in diversi porti di Europa , e quei legni che campati al disastro potettero ritornare in Egitto erano cosi malconci da non potersene servire se prima non ve
145 nissero racconciati. In somma si poteva dire a buon dritto che l'Egitto non avesse più un'armata. Ma per le cure di M. Besson capitano di vascello francese , di M. Cerisy ingegnere costruttore dell' arsenale di Tolone , e di M. Mongel ingegnere idraulico del corpo de' ponti e strade di Francia chiamati al suo servizio da Mehemet-Ali , e sopratutto per la forza di volontà di questo uomo straor dinario , la spiaggia di Alessandria nuda affatto nel 1828 presentava già nel 1838 un magnifico arsenale di costru zione con scali per costruire e ripalmare vascelli, fregate ed altri legni minori , con una fonderia fornita d'inge gnose macchine mosse dal vapore per ridurre il rame in lamiere appropriate a foderare i legni da guerra , con officine spaziose quanto quelle di Tolone per fabbricar vele , corde , di legno "
attrezzi , e per tutti i lavori di ferro ,
di bronzo ec. ,
vasti magazzini per ogni
sorta di provviste , ed una bellissima sala di modelli per l'istruzione degli uffiziali e degli artefici . I quali sono al numero di 8mila , e tutti indigeni , abilissimi in ogni sorta di mestiere , di che abbisogna il servizio della ma rineria. Basti dire che vi ha tra questi operai tolti del l'aratro , non pochi i quali sono riusciti a fabbricar bus sole , telescopï , settori , quadranti , cronometri ed altri strumenti matemateci ed ottici con tal precisione ed ele ganza da poter stare al confronto de' migliori costruiti in Europa ! Tutti questi artefici sono armati , ordinati " ed istruiti militarmente , come quelli dell ' arsenale di terra . Un gran cantiere ( bassin ) era in costruzione in Ales
19
146 sandria con un nuovo disegno di M. Mongel . Questo abile ingegnere era riuscito a superare con opere ardite e costose le gravi difficoltà che si erano sempre opposte a tal importante impresa , per la natura melmosa del porto di Alessandria. Quando il cantiere sarà terminato, e se le opere ciclopiche imprese sul Delta
con disegno
dell' ingegnere francese M. Linan per sbarrare il Nilo produrranno l'immenso risultamento cui sono intese di fertilizzare tutta la superficie del Basso-Egitto , Mehemet. Ali avrà la gloria di aver dotato il paese di opere idrau liche superiori alle più celebrate de' tempi moderni . Noi non parliamo del canale di comunicazione aperto già da più tempo tra il Nilo ed Alessandria , perocchè sebbene avesse cangiato in giardino il deserto che circondava quella grande città , pure come opera d'arte non merita di es ser rammentala , essendo stata eseguita senza buone re gole e senza previdenza posto in non cale o ignorato il giudizioso progetto fatto per ordine di Bonaparte dall' e gregio ingegnere francese M. le Père uno degli scienziati che fecero parte della spedizione di Egitto. La flotta egiziana creata quasi per incantesimo nel breve spazio di 10 anni in un paese dove non vi ha nė legname di costruzione , nè ferro , nè rame " e che man cava di artefici , di marinari ,
e di uffiziali , si compo
neva nel 1838 di 12 vascelli di fila , de' quali a di 110 cannoni , 4 di 104 , e 6 di 84 , di 8 fregate , di cui a di 70 , 4 di 64 , e 2 di 54 , di 12 corvette , di 12 bri gantini , di 12 golette e di altri legui minori , tutti ar
147 mati e forniti di 20mila marinai , e
di 4mila
canno
nieri. Una delle cose degne di nota si è questa , che tutte le navi grandi e piccole della flotta sono armate di boc che da fuoco del calibro di 30 , comunque varie di peso, dal che deriva il gran vantaggio di non potersi scambiare le cariche nella confusione di un combattimento ,
e di
poter i legni che avessero meno combattuto provvedere di projettili quelli che ne avessero consumato in maggior numero. Nondimeno dopo l'invenzione del generale Paix hans , questa parte del servizio navale Egiziano ha biso gno di modifiche. I gradi nell' armata hanno un' assimilazione a quelli dell'esercito , e si distinguono con mezze lune ed ancore d'oro, di argento o di diamanti attaccati al petto. Ecco lo specchio di queste assimilazioni.
ARMATA.
ESERCITO .
Guardia marina ...
.Sotto-tenente
Alfiere di vascello .
..Tenente
Tenente di vascello ..... ...
Capitano
Capitano 2 di corvetta ....... .Capo di battaglione ..Tenente Colonnello Capitano di fregata ... Capitano di vascello ........Colonnello Retro-ammiraglio ...
..Generale di Brigata
Vice-ammiraglio ...
• Generale di Divisione
Ammiraglio
• Generale in capo.
148 Spesso una parte della flotta egiziana armata ed equi paggiata di tutto punto rimane per più mesi in crociera ne' mari stretti e pericolosi dell' Asia minore , affin di addestrare gli equipaggi alle manovre ? e per abituarli al servizio marittimo .
Rientrava appunto dopo sei mesi di crociera in Ales sandria una squadra di sette vascelli di fila, sotto il co mando dell'ammiraglio Mantouche Pascia , allorchè vi giungeva il Duca di Ragusa , il quale accolto con molta distinzione da Mehemet-Ali , da Ibrahim-Pascià , e da Bo ghos-Bey ministro delle relazioni estere , fu da essi pre gato di esaminare con attenzione le parti costitutive del l'esercito e dell'armata per manifestare francamente il suo avviso sulle riforme che potesse stimar utili o necessarie. Per rispondere a questo onorevole incarico il mare sciallo Marmont accompagnato da M. Besson vice-ammi raglio , e maggior-generale della marina , e da M. Cerisy capo del genio marittimo , i creatori dell'armata egiziana montò a bordo del vascello ammiraglio l'Abouchir, e vide eseguire dalla squadra molte evoluzioni con rara precisione celerità e disinvoltura. Di poi visitò le altre navi , ed ammirò l'ordine e la disciplina degli equipaggi , la istru zione degli uffiziali , la proprietà ed eleganza de' legni. 服 In seguito visitò con moltissima attenzione tutte le parti del grande arsenale di costruzione , gli stabilimenti navali ,
il cantiere , e tutti
e ' non potette non essere gran
demente maravigliato dei prodigiosi risultamenti senza e sempio forse negli annali delle nazioni , dovuti al genio
149 intraprendente di Mehemet-Ali secondato dall' ingegno e dall' attività di M. Cerisy , e dall ' abilità di M. Besson , l'anima dell'armata egiziana comecchè per la forma l'am miraglio Mantouche-Pascià sia il capo del ministero della marineria. M. Besson impiegato nel porto di Rochefort , nel 1815 propose a Napoleone di condurlo in America a bordo di un brigantino di commercio di sua proprietà. L'imperatore accettò e tutto fu preparato all' uopo . Ma allorchè M. Besson arrivò al luogo designato per l'im barco tra l'isola di Aix , e lo scoglio di Eneste , era venuto a Napoleone il tristo pensiere d'imitare Temisto cle. M. Besson pose allora alla vela , e giunse felicemente e prontamente in America senza essere stato neppur visi tato nel viaggio. Escluso per la sua generosa azione dal servizio di Francia , passò in Egitto , ove ha dimostrato quanto egli valesse nel suo mestiere. Veduta la flotta e le sue appendici , il maresciallo Marmont passò a rassegna nella pianura di Lokoubeh´una´ brigata d'infanteria composta del 9.
e 20. reggimento
di linea , ed il 6. reggimento di cacciatori a cavallo che andavano ad imbarcarsi a Suez per rafforzare il corpo di spedizione in Arabia , e sebbene questi reggimenti fos sero composti di giovani e nuovi soldati , nondimeno trovò dopo aver assistito alle evoluzioni , che eseguirono con molta precisione , e sveltezza che non lasciavano che de. siderare pel loro contegno , per la disciplina e per l' i struzione. Il generale comandante e gli uffiziali superiori gli sembravano uomini capaci ed intelligenti .
150 Il Duca di Ragusa vide pure gli esercizî di un reggi mento di artiglieria a piedi ed a cavallo , ed assicura che questa truppa può stare per tutti i capi a paragone delle artiglierie di Europa . I cannonieri sono svelti , istruiti , e della più bella
apparenza militare . Essi eseguono le
cariche e le evoluzioni con ordine , con precisione , con celerità. Il loro tiro è vivo e giusto . I cavalli sono vi gorosi e ben bardati.
Le macchine leggere ed eleganti.
Finalmente dopo aver visitati uno dopo l'altro , e con una attenzione infinita gli arsenali , le manifatture mili
·
tari d'ogni sorta , tutti gli stabilimenti di educazione , il maresciallo Marmont dichiarò al vice-re che di tutto era rimasto pienamente contento " ma che a dar base e compimento alle molte buone istituzioni militari di che aveva egli dotato l'Egitto era importantissima cosa di stabilire con buone norme un sistema equo e regolare di reclutamento " una regola imparziale ed inalterabile per l'avanzamento > ed una legge che assicurasse l'av venire de' vecchi militari , che avessero servito con onore e con zelo lo Stato . Propose inoltre il Duca di Ragusa un nuovo ordina mento dell'esercito , chè di accordo col generalissimo Ibrahim-Pascià e col maggior-generale Soliman-Pascià fu fissato nel modo seguente.
30. Reggimenti di fanteria di ordinanza , ognuno di 4 battaglioni de' quali tre di linea ed uno leggero . Ogni battaglione di linea di 4 compagnie. Ogni com pagnia di 160 fucilieri ,
& sergenti ,
I sergente mag
151 giore , un foriere , 16 caporali , 4 tamburi , 4 tenenti , e sotto tenenti , ed un capitano . La compagnia si divide in 4 plotoni , acciò ogni compagnia , come ogni batta glione potesse regolarmente formare il suo quadrato. I battaglioni leggeri si compongono di 3 compagnie di 218 uomini ognuna , affinchè ogni battaglione di linea distac cato potesse avere una compagnia di esploratori , e po tesse fornirle altresi uomini svelti ,
vigorosi ed accorti ,
come sono ad esempio i cacciatori Tirolesi in Austria > ed i cacciatori di Africa non è guari formati in Francia. 20 Reggimenti di cavalleria di 6 squadroni ognuno. Ogni squadrone di 136 cavalieri , di 4 tenenti e sotto tenenti , e di un capitano. Di questi 20 reggimenti 8 sono di corazzieri armati , quelli della prima fila di scia ble e lance , quelli della seconda solamente di sciable diritte . Il maresciallo Marmont dimostra con evidenti argomenti e con esempî tratti dalle ultime guerre , l' utilità di ar mare di lance la grossa cavalleria , la quale destinata a far impeto contro le masse d' infanteria , ed a rom perne i quadrati abbisogna necessariamente di un' arma lunga per superare la siepe delle bajonette contro le quali è impotente la sciabla . E perciò la prima linea della grossa cavalleria debb' esser armata di lance per far breccia nelle masse e ne' quadrati dell ' infanteria , e la seconda linea di sciable diritte per disordinare ed inseguire do pocchè la breccia è fatta. Di fatti tutti i superbi reggi menti di corazzieri della Russia sono armati di lance. '
152 Per l'opposto i combattimenti della cavalleria leggera non essendo d' ordinario che una serie di duelli da uomo ad uomo , una sciabla leggermente ricurva alla punta è di miglior uso che non potrebbe esser la lancia. Alcuni squadroni in ogni reggimento sono armati di sciable e di carabine , e tutti poi di pistole .
8 Reggimenti di Beduini pe'l servizio di truppe leg gere. Ognuno di 8 squadroni . Ogni squadrone di
150
cavalieri. 3 Reggimenti di artiglieria , ognuno di . 18 compagnie delle quali 4 a cavallo e 12 a piedi per servire 12 bat terie , e 2 pel servizio de' parchi . Gli artiglieri guidano i cavalli del treno .
1 Battaglione di artefici di 8 compagnie di fuochisti fonditori , armajuoli , fabri , falegnami ec. 1 Reggimento del genio di 4 battaglioni . Ogni batta glione di 8 compagnie , delle quali 1 di minatori , I di pontonieri , e 6 di zappatori , e pionieri . Pare che i saggi consigli dati con franchezza dal Duca di Ragusa , e ricevuti senza rancore da Mahemet-Ali a vessero fatto scomparire in gran parte i disordini di che abbiam fatto parola. Ove si consideri del resto che il creatore dell' esercito e dell' armata dell' Egitto è stato un barbaro , il quale ha dovuto egli solo lottare corpo a corpo con una nazione barbara , e con la sua stessa famiglia per vincere la loro ripugnanza a sottomettersi alla tattica ed alla disciplina europea ; ove si rifletta che un tal uomo per la sola sua volontà è pervenuto in po
153 chi anni a creare dal nulla un bello e numeroso e sercito , una superba armata con istituti scientifici , con arsenali , con fabbriche e manifatture d'ogni sorta per provvedere di armi , di munizioni , di vestimenta ec . la fanteria , la cavalleria , i corpi speciali , la flotta , non si può negare a un tal uomo un tributo d' involontaria ammirazione , comunque tradirebbe sfrontatamente la ve rità chi volesse palliare i molti e gravi atti di dispotismo che han renduto il suo governo incomportabile agli in digeni , odioso agli stranieri.
Lasciando del rimanente alla storia la giusta e severa critica de' mezzi , niuno al certo potrebbe non esser a buon diritto maravigliato de' risultamenti , quando sopra tutto i fatti abbian provato che le nuove milizie egiziane si sieno mostrate salde e resistenti a fronte del nemico nelle guerre da esse combattute , delle quali daremo qui appresso una succinta relazione per rendere compiuto il nostro quadro. Non avranno obbliato i nostri lettori ,
che il Divano
aveva fatto sperare a Mehemet-Ali l'aggiunzione della Siria all' Egitto , a compenso delle costose spedizioni da lui fatte ad istanza della porta contro i Wahabiti , e contro gli Elleni. La Siria ricca di prodotti che mancano all' Egitto con una popolazione bellicosa di circa 2
milioni può dirsi
a buon dritto parte vitale dell' Egitto , per la sua situa zione geografica , per le relazioni commerciali esistenti tra i due paesì , e pe'l commercio di transito che vi si 20
154 fa con l'interno dell' Asia . Perciò il vice-rè ne agognava il possesso , e non ristava dal chiedere al Divano l'a dempimento della promessa .
Vedendo riuscir infruttuose
le sue pratiche , e volendo ad ogni costo arrivare al suo intento " ne tolse il pretesto dal rifiuto di Abdallah Pascia di Acri di consegnarli alcuni malcontenti egiziani rifug giati in Siria , i quali con l'esempio , e con le insinua zioni provocavano una emigrazione che avrebbe potuto di venir esiziale all' Egitto già grandemente spopolato . Fingendosi offeso ed adirato , e minacciando aspra ven detta , il vice-rè fe marciare il
2 novembre 1831
alla
volta della Siria un esercito d'invasione di circa 4 mila uomini composto di 10 reggimenti d'infanteria di linea , di 8 reggimenti di cavalleria , di 4 mila beduini , di un hattaglione del genio di 48 bocche da fuoco di battaglia , e di un numeroso parco di assedio , sotto il comando supremo d' Ibrahim-Pascià . Contemporaneamente melleva alla vela dal porto di Alessandria una squadra di 5 va scelli di fila , 5 fregate , ed altri legui minori per con correre con l'esercito all' espugnazione di s. Giovanni d' Acri.
Varcato il deserto Ibrahim occupò senza contrasto Gaza Taffa , Kaïfa , Beyreut , Latakieh , e tutte le altre città littorali della Siria , ed il 27 novembre cinse di assedio S. Giovanni d' Acri già bloccata dalla flotta egiziana. La piazza era comandata da Abdallah-Pascià con numeroso presidio e con abbondanti munizioni di guerra e veltovaglie . Le popolazioni della Siria ed in specie quelle del Li
155 bano e dell' Anti-Libano avevano accolto con giubilo l'e sercito egiziano , sperando sottrarsi al duro giogo de'Pa scià-Turchi. E l'Emir-Bechir si pose solto gli ordini di Ibrahim con un corpo di 10mila Drusi , e ne offrì altri 20mila occorrendo . Tutta la Siria era già stata occupata dalle armi egi ziane , ma la fortezza di S. Giovanni d'Acri resisteva ancora dopo cinque mesi di assedio , allorchè il Divano scosso dal suo letargo abituale fece partire a gran fretta alla volta dell' Anatolia un numeroso esercito sotto il co mando di Hussan-Pascià , l'esterminatore de'giannizzeri, ed altri due corpi distaccati l'uno verso Tripoli sotto gli ordini di Osman-Pascià , l'altro verso l'Oronte sotto il comando di Mehemel-Pascià , acciò avessero con le loro forze riunite obbligato l'esercito egiziano a togliere l'as sedio di S. Giovanni d'Acri , ed a sgomberare la Siria . Non appena Ibrahim ebbe sentore della marcia dei Turchi ridusse le truppe assedianti al numero strettamente necessario per non interrompere le operazioni dell'assedio e fece partire il nerbo del suo esercito sotto gli ordini di Abbas-Pascià , per Balbeck , posizione difensiva eccel lente , perchè guardava tutte le linee di attacco , e co priva ad un tempo l'assedio . Egli poi seguito da un reg gimento di fanti , da uno di cacciatori a cavallo da al cune bande di Beduini corse sulla strada di Tripoli al l'incontro di Osman-Pascià , il quale ricevuto avviso del l'arrivo degli egiziani a Badroun , dopo un leggero com battimento di antiguardo , si pose in ritirata a notte a
156 vanzata , abbandonando tende , bagaglie , artiglierie , mu nizioni , viveri ec . Ibrahim lo insegui sino a Kousseïr " di là raggiunse l'esercito a Balbek . Profittando intanto dell' inazione de' Turchi ,
Ibrahim
parti da Balbek con una divisione del suo esercito , ė giunse improvisamente il 26 maggio innanzi S. Giovanni d'Acri . Quivi trovò il colonnello del genio napoletano Romei speditovi a bella posta dal vice-rè per dirigere le operazioni dell' assedio " e questo egregio uffiziale aveva con tal e tanta intelligenza ed attività eseguito l'incarico che nel giorno stesso dell'arrivo d' Ibrahim si potelte dare un assalto generale , ed un battaglione del 10 reg gimento d'infanteria avendo penetrato nella piazza per la breccia di Zaviè ,
Abdallac Pascià con tutto il pre
sidio si arrese a discrezione . Il 27 maggio presero possesso di S. Giovanni d' Acri ,
gli egiziani
dopo sei mesi
compiuti di assedio , durante il quale l'esercito assedian te aveva sparato contro la piazza l'enorme quantità di 50 mila bombe ed obici e 18omila palle , e la flotta dal : canto suo aveva tirato 24mila projettili ed un numerò 'considerevole di razzi allá congreve , che ridussero in un mucchio di rovine gli edifizî della città .
Oltre le artiglierie , le armi ed una grande quantità di munizioni da guerra , furono trovati in S. Giovanni d'Acri depositi considerevoli di viveri , di ogni sorta , chè furono utilissimi agli egiziani. Essi avevano avuto circa 4mila tra uccisi e feriti dal cominciar della campagna sino alla resa della piazza.
157 Caduto S. Giovanni d'Acri Ibrahim spedi un piccolo corpo sotto gli ordini di Hassan-bey-Monastirly a Tripoli , per vigilare i movimenti di Osman-Pascià e col nerbe del suo esercito accresciuto da' Drusi comandati da Emir Beschir si pose in marcia verso Damasco governala da Ali-Pascià , il quale alla testa di 800 cavalieri
e con
alcune migliaia di raccogliticci volle tentare di difendere la città , ma fu in un istante volto in fuga dal vivo fuoco dell'ottavo reggimento di fanteria , e da un reggimento di ussari guidato dal generalissimo in persona , il primo sempre ad affrontare i pericoli. Il 15 giugno gli egiziani presero possesso della popolosa bella e ricca città di Da masco . . Frattanto l'esercito turco non ancora aveva trovato il verso di riunirsi . Il comandante supremo Hussein-Pascià si trovava in Antiochia con una parte del suo esercito . Il corpo distaccato verso l'Oronte sotto il comando di Mehemet-Pascià ,
accresciuto dalle truppe che si erano
ritirate da Tripoli sotto gli ordini di Osman-Pascià , e da quelle ritirate da Damasco con Ali-Pascia ( circa 35 mila combattenti in tutto ) erano a campo innanzi Homs ( l'antica Emessa ). Ibrahim il quale dopo l'occupazione di Damasco aveva concentrato il suo esercito composto di circa
24mila ,
uomini a Kousseïr , ne parti il 7 luglio dirigendosi verso Koms . I turchi avuto avviso del movimento degli egiziani si avvanzarono la mattina degli 8 luglio per attaccarli. In un istante Ibrahim fece spiegare il suo esercito in bat
158 taglia , e marciando con veemenza contro il nemico dopo breve combattimento lo volse in fuga , avendo sfondato il centro della sua linea di battaglia ,
ed avendone in
viluppato con abili evoluzioni il fianco sinistro . I turchi lasciarono sul campo circa 2mila uccisi , 3mila prigionieri, e 1a cannoni. Nel domani gli egiziani occuparono Homs , ove trova rono altri 14 cannoni , fecero altri 1500 prigionieri, ed indi proseguirono la loro marcia verso Aleppo . Arrivati il 15 luglio a Barna ,
vi raccolsero altre ar
tiglierie , bagaglie e viveri , che i Turchi vi avevano ab bandonati nella loro precipitosa ritirata da Homs . Indi fecero il loro ingresso in Aleppo altra città popolosa , ricca , commerciante , il cui presidio composto di 1000 uomini si arrese prigioniero . Hussein-Pascià comandante supremo dell'esercito turco cui si erano riuniti i corpi di Mehemet-Pascià , di Osman Pascià e di Ali-Pascià battuti ad Homs , informato della marcia d'Ibrahin si era tosto messo in ritirata da Aleppo dirigendosi
in due colonne per Kliss e per Antiochia
verso Beylan ove accampò . Ibrahim preso possesso di Aleppo vi si fermò qualche tempo per riunire i suoi mezzi di guerra , e per far ri posare le sue truppe. Indi si pose in marcia , ed il 29 luglio 1832 si trovò a fronte dell' esercito turco schierato in battaglia , e difeso da parecchi ridotti assai ben co struiti . Erano le 3 dopo il mezzodi quando le prime co lonne egiziane giungevano dopo lunga e fatigosa marcia
159 a vista del nemico. Vide non dimeno Ibrahim che non vi era tempo da aspettare le altre colonne , se non si vo leva perdere l'opportunità di profittare della falsa posi zione presa da Turchi . Lasciò quindi una parte delle sue forze innanzi il campo nemico facendo le viste di volerlo assalire di fronte , c con un' altra parte corse difilato verso la sola strada per la quale i turchi potevano ope rare la loro ritirata " e di là li fece tosto assalire
nel
fianco destro . Allora l'ala sinistra volle tentare di cac ciare gli egiziani dalla strada di ritirata , ma era troppo
ardi , perchè bersagliati di fronte e di fianco da un fuoco vivissimo di quattro battaglioni di cacciatori egiziani , i turchi si disordinarono , e ritirandosi precipitosamente verso il centro dell' esercito vi sparsero tal confusione , che non rimase , si può dire , una sola compagnia riu nita , avendo ognuno come meglio potette cercato di ri tirarsi per le montagne verso Alessandretta . Frutti della vittoria dovuta in gran parte all'ardita risoluzione d'Ibra him furono 40 cannoni , molte bandiere , immensi magazzini di viveri , ed alcune migliaia di prigionieri di guerra. Un corpo di cavalleria regolare e di Beduini sotto gli ordini di Abbas-Pascià fu spiccato sulla strada di Ales sandretta , ove giunto s'impadroni di 85 pezzi di arti glieria allora allora sbarcativi dalla flotta Ottomana , e proseguendo celeremente la sua marcia raggiunse il re troguardo dell' esercito turco a Payas , gli fece 3 mila prigionieri , s'impadroni di altri 40 cannoni , e di molte bagaglie e carri di munizioni e vettovaglie.
160 : Nondimeno Hussein-Pascià pervenne a prender posizione
sul monte Tauro , guardandone le strette , e quivi cercò di riordinare l'esercito , e d'ingrossarlo con nuove truppe che gli condussero Oglou-Mohammed-Pascià , Alouch-Pa scià e Sadek-Pascià. Gli egiziani intanto occupavano Alessandretta , Orfa , Antab , Tarso ed Adana ove si fermarono sino a' 13 di ottobre per attendervi i rinforzi che a grandi giornate venivano dall' Egitto . D'altra parte il Sultano vedendo la gravità del peri colo , cui era esposto il suo impero tolse il comando del l'esercito della Siria ad Hussein-Pascià , e lo confidò al gran-visir Reschid-Pascià , ringrossando l'esercito del Tauro sino a 50mila uomini , con una numerosa artiglieria . A Il 14 ottobre gli egiziani mossero da Adana , spingendo un antiguardo verso il Tauro per esplorarne le strette , mentre il grosso dell' esercito si dirigeva spartito in due colonne verso Nemrond , e verso Tscheskan . I turchi si ritrassero a Erekli , che sgomberarono di poi senza com battere. Gli egiziani l'occuparono il 10 ottobre ,
vi si
fermarono sino agli 11 novembre , ed il 12 provveduti di viveri e di foraggi per sei giorni mossero per Konich ( l'antico Iconium ) marciando in 5 colonne paralelle quella del centro tutta d'artiglieria ,
le intermedie di
fanteria , l'estreme di cavalleria , tutte a distanza di po tersi agevolmente spiegare in due linee. Il 17 novembre gli egiziani giunsero a Konich , e ne presero possesso , avendola poco innanzi sgomberata i Turchi , che Ibrahim
161 fece inseguire da 4 reggimenti di cavalleria regolare , da 2 reggimenti di Beduini e da due batterie di artiglieria a cavallo. Questo corpo di cavalieri dopo di aver fatto buon numero di prigionieri sulla strada di Akcher ritornò a Konieh " ove l'esercito egiziano aveva trovato un mate riale di artiglieria considerevole , ed una immensa quan tità di viveri abbandonati da Turchi. Mentre gli egiziani si concentravano ne' dintorni di Konieh per riprendere il loro movimento offensivo , un numeroso corpo di turchi venne ad attaccare con molta riso luzione un villaggio denominato Sileh situato all'occidente di Konieh , e difeso da 2mila egiziani , che opposero o stinata resistenza , sinchè accorso in loro aiuto Ibrahim con 4 battaglioni di fanti , e 6 squadroni di cavalleria riuscì a metter in fuga i Turchi ,
i quali perdettero in
questa fazione 500 prigionieri , 5 cannoni e 3 bandiere. Nel giorno 19 dicembre tutto l'esercito turco mosse da Akeker dirigendosi verso Ladick a poche ore di cam mino da Konieh . All'istante Ibrahim avvisato da' suoi esploratori del movimento del nemico , parte da Konieh seguito da un sol reggimento di fanti , da 3 reggimenti di cavalleria , e da 3 batterie di artiglieria a cavallo attacca l'antiguardo turco composto di 150 uomini, che si era trincerato a Ladik ,
e J lo fa tutto prigioniero es
sendosi reso a discrezione. Il 21 dicembre a mezzodi tutto l'esercito del gran-vi sir si trovò a vista dell' esercito egiziano spiegato innanzi Konieh. Una densa nebbia involgeva i due eserciti . Gli 21
162 egiziani schierati in tre linee avevano alle spalle Konieh, alla destra in avanti gli stagni attigui alla città , ed alla sinistra indietro Sileh e le colline circostanti , di fronte l'esercito turco spiegato in quattro linee avendo alle spalle le montagne che circondano la pianura di Konieh, al Nord a destra le alture di Silech ,
a sinistra i pantani . La
strada di Costantinopoli traversava il centro de' due eser citi. Gli egiziani sommavano a 24mila uomini ad un bel circa , con 48 pezzi di battaglia . I turchi contavano più di Gomila uomini in linea , con 100 pezzi di campagna. L'inferiorità numerica degli egiziani era considerevole ma era compensata in gran parte dalla loro riconosciuta superiorità nell' istruzione , nella disciplina , nell'uso di guerra , dalla memoria ancor viva de' loro successi , dal genio del loro capitano . Nell' impossibilità di scovrire la posizione degli egi ziani mascherata dalla folta
caligine , l'esercito turco
cominciò il suo movimento in avanti perpendicolarmente alla strada di Costantinopoli ,
ed arrivata a portata di
cannone la prima linea principiò il fuoco di artiglieria , che col suo lumeggiare delineò l'ordine di battaglia del nemico allo sguardo penetrante ed esercitato d' Ibrahim , il quale si avvide tosto di uno spazio indefeso di un mille passi circa tra il fianco sinistro dell' infanteria turca , e la cavalleria che doveva covrirlo. In men che non si dica , il generalissimo egiziano , alla testa della sua riserva vi si spinge tra mezzo spar geado la confusione ed il disordine nell' ala sinistra dei
163 turchi , nell ' attocchè tutta la prima linea dell' esercito egiziano con un fuoco ben nudrito di artiglieria ,
e di
moschetteria rispondeva al vivissimo fuoco del nemico . Reschid-Pascià il quale aveva già avuto tre cavalli uc cisi sotto di lui infiammando con la voce e con l'esempio le sue truppe alla pugna corse a briglia sciolta e per soverchio impeto quasi solo verso l'ala sinistra per rior dinarla , ma in un baleno si trovò accerchiato dalle guide del generalissimo egiziano , le quali lo presentarono al generale di artiglieria Selim-Bey , che gli fe subito ren dere le armi , e lo fe condurre onorevolmente a Konieh da un colonnello dello Stato-maggior-generale . Frattanto ferveva la battaglia , ed i turchi ignorando ancora il caso del Gran-visir , ed operando nel senso delle istruzioni ricevute marciavano in forza e celeremente verso la sinistra degli egiziani , e riuscivano a scompi gliarla. Da un tal disordine avrebbero forse potuto de rivare conseguenze gravissime alla loro stessa salvezza , se il prode colonnello del 14. ° d'infanteria egiziana for mato in quadrato il suo reggimento e sostenuto da due batterie leggere mirabilmente servite non avesse contenuto l'impeto del numeroso ed accanito nemico , e non avesse cosi dato tempo ad Ibrahim di accorrere col grosso delle sue forze, e di volger in fuga i turchi , i quali scorati dalla nuova della prigionia del Gran-Visir già penetrata nelle loro file non potettero più rannodarsi , ed abbandonarono confusamente , e nel maggior disordine il campo , comec chè avesse assunto il comando supremo dell' esercito A kmed-Ferzi-Pascià , uomo di provato valore .
164 Un episodio singolare veniva intanto a frammettersi alle vicende della giornata . Mentre si combatteva disperata mente verso Sileh , cui si appoggiava la sinistra degli egiziani , in un istante un corpo di 1500 cavalieri turchi appoggiandosi alla strada di Costantinopoli e favoriti dalla tenebria si precipita furiosamente sul centro della prima linea egiziana , taglia a pezzi i cannonieri che servivano le batterie situate sulla fronte del campo e penetra fra gl' interstizî delle altre linee , non ostante che la terza linea fatta volta-faccia lo bersagliasse alle spalle con vi vissimo fuoco di moschetteria. Non essendo riusciti a di sordinare gli egiziani , quei cavalieri turchi si dispersero essi medesimi , alcuni per la pianura , altri dopo esser entrati di sorpresa in Koniek , ed avervi commesso molte ruberie . Cosi ebbe fine la battaglia di Konieh , la quale co minciò verso il mezzodi , e terminò due ore dopo il tra montar del sole , in guisa che la vittoria fu risolutamente disputata per sette ore e mezzo , non ostante la mancata direzione del Gran-visir. L'esercito turco in piena rotta ed inseguito dagli egiziani lasciò in poter loro 6 mila prigionieri, 46 bocche da fuoco, un gran numero di ban diere , bagaglie , casse militari , carri di munizioni ec . Tremila turchi uccisi rimasero sul campo , e moltissimi feriti. Più lieve fu la perdita degli egiziani .
Il maresciallo Marmont , che molto si era fermato sui movimenti strategici di questa battaglia come pure di quelle di Koms e di Beylan , delle quali chi volesse conoscerne
165 più a fondo i particolari potrebbe consultare la pregevole opera di MM . de Cadalvène e Barrault (a) afferma che le disposizioni date da Ibrahim furon tali , da onorare qualsiasi abile generale ; tuttocchè si fosse qualche volta dipartito dalle severe regole della scienza , conoscendo la poco perizia militare del capitano , e dell' esercito ne mico , della quale deliberata anomalia strategica ( a modo di dire ) non mancano esempî nella storia dei più illustri uomini di guerra . L'effetto mortale della brillante e compiuta vittoria di Konieh fu immenso in tutto l'Oriente , ove gli egiziani erano riguardati come i vindici ed i protettori dell' Isla mismo manomesso dal Sultano con le sue imprudenti ri forme condannate dal Corano.
Mahomoud ne fu sbalordito , e non avendo più forze proprie da opporre all' esercito vittorioso invocò in prima l'assistenza dell'Inghilterra , la quale inconsideratamente non volle prestarsi alla domanda . Peccato irremisibile di politica , perocchè fu forza al Sultano di rivolgersi per aiuto allo Czar delle russie, e questi siccome ognuno in tende , non se lo fe dir due volte ," e spedi tosto alla volta di Costantinopoli una squadra con 20mila uomini da sbarco. Soccorso che gli fruttò il noto trattato di Un kiar-Skelessi.
(a) Histoire de la guerre de Mehemet Ali contre la Porte Ottomane par MM. de Cadalvène et Barrault. Paris 1837 in 8.
166 Or supponete di grazia come uno de' sogni delle no velle Arabe , che un giorno dopo la battaglia di Konieh Ibrahim avesse marciato verso Costantinopoli , infiammando i musulmani a cooperare al sostegno della religione va cillante , ed all'indipendenza dell'impero minacciata dalla chiamata degl' infedeli , l'esercito egiziano ingrossato per via da tutti i veri credenti avrebbe potuto agevolmente arrivare a Scutari il 3 o il 4 gennaio 1833 vale a dire prima che fosse giunto il corpo ausiliario russo . L'ap parizione degli egiziani avrebbe infallibilmente operato una rivoluzione nella capitale dell'impero Ottomano , e tutti gli Onsmali alla voce d' Ibrahim avrebbero preso le armi per opporsi allo sbarco delle truppe Russe difficilissimo ad operarsi in un paese armato per fanatismo religioso , sostenuto da un esercito inebbriato dalla vittoria . Il tempo e la fortuna avrebbero fatto il resto . Tal' è almeno l'o pinione del maresciallo Marmont giudice competente , a noi pare , in simil materia . Timidi consigli preservavano il Sultano dal gran pë ricolo. L'esercito egiziano rimase inoperoso sino al 20 gennaio 1833 a Konieh , d'onde il 21 si pose in marcia alla volta del Bosforo . Nella sua marcia trionfale arriva vano da tutte le parti al quartier generale d ' Ibrahim atti di sommissione e deputazioni per riconoscere il suo potere. L'opinione generale era a tal segno favorevole agli egiziani , che le popolazioni spontaneamente caccia vano le autorità turche ed inalberavano i colori de' vin citori. Ma l' intervento delle grandi potenze e della Francia
167 in specie fermò l'esercito egiziano a Kutahieh , e la con venzione segnata in Rustaich agli 11 maggio 1833 pose fine alla guerra . Con quest' accordo il Sultano consentiva l' aggiunzione della Siria col distretto di Adana all' Egitto , e così ve niva a verificarsi in gran parte la profezia di Napoleone intorno al nuovo impero arabo conterminato dal Tauro', che poi doveva nuovamente crollare e sgominarsi al fra gore delle artiglierie di S. Giovanni d'Acri , e della flotta , che l' espugnava ! Cessata la guerra , l'esercito egiziano prese i suoi al loggiamenti nella Siria. Se Mehemet-Ali fosse stato ben consigliato avrebbe cercato con la moderazione e con la giustizia di metter radici nel cuor dei popoli , per tro varli a se devoti nelle occorrenze . Per lo contrario egli fece il peggio che si potesse per irritarli ,
per stizzirli ,
per ridurli alla disperazione . Senza tener conto della di versità tra il carattere degli egiziani piegati da lunga pezza al dispotico governo dei mammalucchi , e l'indole indomita delle popolazioni della Siria avvezze a lottar sempre con i loro dominatori ,
Mehemet-Ali pretese di
assoggettarle allo stesso brutale ed iniquo reggimento del l'Egitto. Di qui i primi germi di malcontento , fomentati di poi con tutti i mezzi di seduzione dalla Porta e taluni vogliono ancora dall' oro dell'Inghilterra , la quale non immemore delle disfatte patite nel 1807 a Rosetta ed in Hamal per opera di Mehemet-Ali vedeva d'altra parte di mal occhio l'influenza che la Francia esercitava su i con
168 sigli del vice-re , e temeva che l'ingrandimento di lui avesse potuto in progresso favorire i disegni cstili di qual che potenza contro i possessi brittannici nelle Indie. Del resto convenendo del poco senno che mostrò il vice-re di Egitto nel governare la Siria , vuol la giustizia che si convenga del pari che durante il suo governo seppe egli così ben provvedere alla sicurezza , alla tranquillità al buon ordine del paese , che come a' tempi di Sisto V in Roma , vi si poteva senza alcun pericolo portar la borsa in mano 2 e tener la porta della casa aperta anche di notte . Bonaparte istesso non aveva potuto conseguire un tal risultamento , comecchè avesse formato un reg gimento de' più arditi cavalieri montati su i dromedarî per distruggere le orde di ladroni che rubavano a man. franca nelle città ,
ed assassinavano i viandanti nel de
serto , mentre era bastato a render perfettamente sicuri i paesi e le strade , il solo terrore che ispirava la nota severità di Mehemet-Ali . Il quale per una singolarità del suo destino divenuto ad un tempo il custode delle città sante de' musulmani e de' cristiani col possesso dell'Arabia, e della Palestina protesse e preservò da' soliti ladronecci i pellegrinaggi a Bettelemme ed a Gerusalemme , e le caravane a Medina ed alla Mecca ,
facendo rispettare
con rara tolleranza gli adoratori della Croce , e quelli della mezza Juna . Nel frattempo il Sultano non perdonava nè a cure nè a spese per riordinare il suo esercito , coll' intendimento di trar vendetta della baldanza del suo ribelle e potente
169 vassallo. Egli faceva per questo nuove leve , e chiamava istruttori prussiani , ed altri uffiziali stranieri , non ces sando mai di soffiare nel fuoco di rivoluzione che ser peggiava in Siria. Alla fine dopo una guerra sorda di cinque anni , sul cominciar del 1839 , Mahmoud fece marciare verso la Siria sotto il comando del Seraskier Hafiz-Pascià un forte esercito composto di 17 reggimenti d'infanteria , di 9 di cavalleria , di molte migliaia di truppe irregolari a piedi ed a cavallo , e di 100 pezzi di artiglieria di battaglia. Ibrahim avuto avviso della marcia dell' esercito turco mosse per incontrarlo con un esercito composto di 14 reggimenti di fanteria , 8 di cavalleria , 12 mila uomini di truppe irregolari , e 60 pezzi di artiglieria di battaglia . Presso il villaggio di Mezar a circa 3 leghe da Nezib l'antiguardo Egiziano si scontrò con 2 reggimenti di ca valleria turca , cui era unito buon numero di cavalieri irregolari , con alcuni pezzi di artiglieria leggera. Dopo alcuni colpi di cannone cambiati tra i due antiguardi , gli Egiziani s' impadronirono senza contrasto di Mezar > essendosi i turchi ritirati sul grosso dell' esercito , di cui : Ibrahim corse subito a riconoscerne la posizione .
L'esercito Turco era spiegato in due linee innanzi Nezib avendo l'ala destra appoggiata ad un'alta montagna , la sinistra ad un fiume , e la fronte coverta in tutta la sua lunghezza da numerosi ridotti perfettamente costruiti. Ve dendo quindi la difficoltà di un attacco di fronte , deliberò Ibrahim di assalire i Turchi a ridosso , e perciò avendo 22
170
operato un movimento retrogrado , e traversata una forza che riusciva alle spalle del nemico , ne fece occupare la gola in aspettazione del grosso del suo esercito che a marcia accelerata lo seguiva sotto il comando di Soliman Pascià. D Il generalissimo turco che avrebbe dovuto e potuto op porsi all' abile movimento d' Ibrahim no 'l fece , o lo fece debolmente , cosa veramente inconcepibile ove si consi deri , che nello Stato-maggior-generale del Seraskiere vi erano uffiziali prussiani ed inglesi ! Per conseguenza sboc cato dalla stretta l'esercito Egiziano si trovò alle spalle de' turchi , i quali furono obbligati a volgere il dorso ai loro ridotti rimasti così inservibili.
Ciò avveniva il
24
giugno 1839 alle 8 del mattino. Un vivo cannoneggiamento cominciò
allora da ambe
le parti , e durò circa un'ora e mezzo . Indi l' infanteria egiziana avanzando verso il nemico cominciò il fuoco di moschetteria , al quale rispose vivamente l'infanteria turca . Vi fu anzi un momento assai critico per gli Egiziani pe rocchè la loro cavalleria non avendo potuto rompere i quadrati del nemico si era ritirata in disordine , ed aveva disordinata l'ala sinistra dell'esercito. Ma Ibrahim mes sosi egli stesso alla testa della sua riserva gittossi risolu tamente nella mischia e riuscì dopo lungo combattere a penetrare ed a spargere la confusione nelle linee dell' e sercito turco , mentrecchè una spaventevole esplosione annunciava l'intera distruzione del gran parco turco che l'inescusabile imperizia de' capi non aveva saputo collo care in sito accomodato onde preservarlo da simile sinistro.
171 Allora accresciuto lo sbalordimento , e lo scompiglio de' turchi cominciò in modo irrefracabile lo sbandamento ed in poco d'ora venne in potere degli egiziani il campo con tutte le artiglierie , le armi , le bandiere , le mu nizioni , le casse militari , le bagaglie , le tende ec. I turchi ebbero circa 2mila uccisi , tra i quali tre Pascià , e molti uffiziali superiori , 1500 feriti , e gmila, prigionieri. Il Seraskiere si salvò con poche soldatesche su pe' monti , ove non potè inoltrarsi a causa de' mala gevoli sentieri e per la cavalleria egiziana , che l'inseguiva . Questa vittoria fu compiuta quanto l'altra di Konieh , o forse anche di più , nè è a dire il rumore che fece nel mondo , l'entusiasmo che produsse in Oriente , lo spavento che gittò nel Divano . Si disse che nel ricevere . la notizia della segnalata vittoria di Nezib , Mehemet-Ali avesse divisato d'imbarcar con tutta la sua guardia sulla flotta che stava ancorata nella rada di Alessandria , e di metter subito alla vela per Costantinopoli per trovar visi nel tempo stesso che vi sarebbe giunto suo figlio alla testa del vittorioso esercito ingrossato da tutti i musulmani malcontenti delle riforme anti-religiose operate da Mah moud " e dell' intervento straniero da lui invocato con tanta umiliazione del nome Ottomano . Vero , o non vero un tal divisamento , che un uomo di alti spiriti non avrebbe certo mancato di recar in atto perciocchè il mondo è di chi se lo prende , aborti ancor questa volta per l'intervento delle Potenze e della Francia segnatamente , e cosi fu perduta di nuovo per Ali l'op
172 portunità di avvantaggiarsi della distruzione dell' esercito turco , del fanatismo eccitato tra i musulmani ed in tutto l'Oriente dalle strepitose vittorie d'Ibrahim , dal possesso della flotta Turca passata dalla parte egiziana , dall'ina spettata morte del Sultano , e dallo sbalordimento , che tutti questi sinistri avvenimenti avevano prodotto nel Di vano. Due volte il vice-re ha mancato di risoluzione " 0 se così si voglia di audacia , e due volte la Francia lo ha fermato nel cammino della fortuna , e la Francia ed il vice-re ne sono stati aspramente puniti dalla famosa convenzione di Londra de' 15 luglio 1840. Dalla facile espugnazione di S. Giovanni d' Acri ,
e
dalla più facile occupazione del littorale della Siria con seguenze di quel trattato ,
han sentenziato i politici di
corta vista che dovessero tenersi in poco conto le nuove milizie egiziane , perchè poco salde e resistenti a fronte di truppe disciplinate , istruite e ben comandate. Ma chi vogla giudicar con imparzialità ,
con ponderazione
dee riflettere in primo luogo che le fortificazioni di San Giovanni d'Acri ristaurate e rafforzate nella previsione di un possibile attacco dalla parte di terra , poco o nulla erano state preparate a sostenere l'attacco
che non si
prevedeva dalla parte di mare. Inoltre il lato della piazza posto sul mare, il meno forte per arte , ha poco sviluppo di cinta , di tal che non può situarvisi una numerosa ar tiglieria , nè vi era nella fortezza un sol pezzo de'nuovi calibri inventati dal Generale Paixhans . Si consideri d'altra parte il numero ed il calibro delle
173
artiglierie della flotta austro-turco-britanna , la quale ag giustando e facendo convergere i suoi tiri come in un bersaglio contro lo stretto lato marittimo della piazza do veva necessariamente distruggerne le deboli difese , sic come avvenne , perciocchè gli enormi proiettili lanciati a breve distanza ed in numero strabocchevole dalle nu merose e grosse navi che cingevano la fortezza , ne squar ciarono i parapetti , fracassarono gli affusti , ed uccisero gli artiglieri , i cui cadaveri furon ritrovati tutti giacenti a fianco de' pezzi che servivano. Certo la loro perizia non fu pari al valore , giacche fu minimo il danno che patirono i collegati , ma è pure da considerare che il vento spingendo verso la piazza il fumo prodotto dal tempestar delle artiglierie , le navi rimasero durante l'azione coverte da una densa caligine la quale rompeva la visuale de' tiri.
Ricorderemo da ultimo à' nostri lettori che l'importanza de' mezzi di difesa littorale finora usati dalle nazioni bel ligeranti contro i modi perfezionati dell'attacco , le nuove armi ed i piroscafi che tolgono alle fortificazioni di terra il gran vantaggio delle variazioni del vento , è un fatto provato già da altri esempî , e valga per tutti quello di S. Giovanni di Ulloa , fortezza riputata inespugnabile dal lato di mare , ed espugnata non pertanto con tanta fa cilità da tre sole fregate francesi . E d'altronde il fatto oltre gli esempi è riconosciuto in teorica da tutti gl' in gegneri ed artiglieri , i quali non ancora sono pervenuti a risolvere il problema di dar alle fortificazioni littorali
174 tal solidità , e consistenza da poter opporre più valida resistenza agli attacchi navali. Aggiungete a queste osservazioni puramente militari la confusione e lo sbalordimento cagionato dall'esplosione del gran magazzino delle polveri in S. Giovanni d'Acri , lo scoraggiamento morale che aveva dovuto invadere gli animi degli Egiziani nel vedersi assaliti dalle maggiori Potenze di Europa , abbandonati dalla Francia , minac, ciati da una tremenda insurrezione della Siria preparata dal duro governo del vice-re da' maneggi del Divano e dall' oro dell'Inghilterra ,
e senza neppur ricorrere al
l'usato sutterfugio giustificativo de' tradimenti , non sarà difficile di spiegar come con tanta prestezza fosse caduto S. Giovanni d' Acri , nè alcuno troverà strano che Ibra him obbligato a guardarsi da tutti i lati ed a tener in freno i popoli della Siria avesse concentrato il suo eser cito in forti posizioni , abbandonando il littorale che a vrebbe potuto agevolmente rioccupare , assalendo con tutte le sue forze il nemico sparpagliato ne' diversi punti della costa Siriaca , laddove il corso degli avvenimenti o i rin forzi spediti dall' Egitto lo avessero renduto padrone dei suoi movimenti , senza compromettere la sicurezza del suo esercito. Qual utilità , oseremmo domandare ,
poteva derivare
all'esercito egiziano , dal consumare le proprie forze in combattimenti senza scopo , perocchè riuscendo anche a gittar nel mare le truppe alleate ,
ed a rioccupare le
città della costa , avrebbero mai potuto gli Egiziani com
175 battere i 1900 grossi cannoni che la flotta austro-turco britanna poteva con la sua mobilità rivolgere in qualsiasi punto del littorale non sinuoso della Siria? Ben fece dunque Ibrahim , a noi pare , di concentrare il suo esercito tra Aleppo e Damasco ove nell' attocchè teneva in freno il paese ben poteva con probabilità di successo combattere non solo gli equipaggi della flotta collegata , ma benanche un esercito ordinato. Nè il suo disegno falli , perocchè non costretto da alcuna forza in terna o esterna , ma solo per consolazioni politiche , il suo esercito rimasto militarmente , e moralmente saldo , ed ordinato si ritrasse regolarmente e fieramente da'con fini della Siria sin nel cuor dell'Egitto senza lasciar in dietro un sol uomo , senza perder un cavallo , una ba ionetta ! Noi non sappiamo veramente se tutti gli eserciti potrebbero in uguali ` congiunture fare la simile pruova ! non vi sarebbe poi da far Checchè ne sia del res le grandi maraviglie se truppe ben istruite , disciplinate , e guidate da intelligenti ufiziali , col prestigio di antiche glorie , con la coscienza di una superiorità incontrastata ´e con quella confidenza che doveva ispirar a tutti ed a ciascuno la colleganza delle più grandi potenze del mondo avessero comecchè in minor numero trionfato delle mi lizie Egiziane di fresco ordinate , con uffiziali nuovi , ed in mezzo a tante cause di scoramento. k questa la storia di tutti gli eserciti nuovi posti a fronte de' vecchi , co minciando da'Moscoviti di Pietro il Grande battuti a Narva dagli Svedesi di Carlo XII. ed arrivando a' Belgi dėl Re
176 Leopoldo battuti sotto i nostri occhi a Lovanio dagli Olan desi del Principe d' Orange.
Male si apporrebbero in conseguenza gli Statisti di Eu ropa se riguardassero le forze militari dell'Egitto come un non valore nel calcolo delle combinazioni politiche , cui darà luogo quando che sia la diffinitiva soluzione della quistione di Oriente , assopita , risoluta non già dal l'ultima convenzione del concerto europeo . E noi la diciamo 1 non definita perchè mancata l'azione vigorosa del Sultano Mahmoud sono risorti più aspri , più irrefrenabili che mai i dissidi tra i partegiani dell' antico , e del nuovo ordine di cose > e nel conflitto delle opinioni , crescendo di giorno in giorno d'intensità le cause dissolventi del decrepito impero Ottomano , lo Stato cammina a gran passi al suo disfacimento , d'onde dovrà necessariamente derivarne la șua trasformazione , o vogliam dire rigene razione politica , avendo la Provvidenza statuito nei suoi alti disegni che le nazioni cangino di forma, e non peri scano giammai . Or a differenza dell'agonizzante impero Ottomano questa trasformazione l'ha già subita l'Egitto , ove le riforme sono già accettate dal paese " ed ove le forze dello Stato fondate sopra buone istituzioni vanno di giorno in giorno immegliando ,
perocchè il principio regolatore di tutte
queste istituzioni , siccome abbiam veduto , è razionale , progressivo , vivificante. Ju luogo dunque di voler prolungare con artifizî di plomatici la vita politica di un impero già politicamente
177
moribondo buon consiglio saria stato à noi pare il* favo rire , come si è fatto per la Grecia e per qualche altro regno , l'elevazione di una nuova potenza , la quale con le sue forze vive ed ognor crescenti , e con l'ascendente dell'opinione cagionata dai suoi antecedenti e dalle repli cate vittorie , avrebbe potuto efficacemente appoggiare per la sua posizione geografica le operazioni delle potenze interessate a ribattere ogni progetto ambizioso , che in qua lunque epoca e nelle varie condizioni dell' Europa miras se alla distruzione , o allo smembramento dell' impero Ottomano .
Come or stanno le cose , se nuove collisioni sorges sero in Europa , non è a dubitare che il primo colpo di cannone , a guisa di scintilla elettrica riaccenderebbe la quistione d'Oriente in assai diversa guisa. Allora vi è chi ha già il suo programma bello e fatto , e certamente non sarà in pena del modo di recarlo ad atto , perchè tutti sappiamo come si fa per arrivare dal Balkan ad Adria nopoli , e da Sebastopoli a Costantinopoli . Il male è che nessuno di noi sa cosa mai si farebbe dagli altri per im pedire che ciò avvenisse . Non sarà certo il trattato che ha chiuso gli stretti del Bosforo e dell' Ellesponto che lo impedirà . L'avrebbe forse impedito il nuovo impero arabo di Mehemet - Ali ? Questo non oseremo affermarlo : cre diamo bensì che un tal impero se avesse avuto più lunga e più tranquilla vita , avrebbe dato tempo ed agio alle altre potenze per far massa nei suoi Stati , e respingere , o almen resistere lungamente con le forze r'unite a qualun 23 que invasione .
178 Ma il prevedere ed il prevenire erano rancidi canoni della vecchia politica de' nostri avi . Il progresso del se colo ha trovato più comodo di accettare i fatti consumati ( les faits accomplis ) . Questo quietismo politico non turba il sonno degli uomini di Stato , la cui vita scorre così lieta " e soave. Ma quali ne saranno le conseguenze in un più lontano avvenire ? ..... Aposteri l'ardua sen tenza , che noi non ci crediamo da tanto da poter ri spondere al grave quesito , e potendo ce ne asterremmo per le ragioni che ognuno intenderà agevolmente di per se stesso " senza che ci sia-mestieri di svolgerle e comen tarle.
Un antico uffiziale di artiglieria,
Aft
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IDEA CHE UN MILITARE AVER DEVE DELLA GUERRA.
Più non posso tacer , nè stare a segno , Sorgi, sorgi a sentir le mie querelo Figlie d'umanità , più che di sdegno. D'onde tanta impietade in te s'apprese . Non osservar ragion , leggi nè fe,• E incrudelir contro chi mai ti offese ? SALVATOR ROSA -- Satira Quarte .. La Guerra.
* La Guerra è uno stato assai incomodo per quanti hanno - la disgrazia di esserv'involti dalle umane vissitudini , ma pure è l'uomo , che fa guerra al suo pari ! Dubbio non v'è che flagello siffatto non sia l'effetto delle alterate passioni , e però rovescia ogni ordine morale , contradice alle universali leggi , mali infiniti arreca alla umana na tura , disperde nella pubblica sventura le fortune dei pri vati , e riconduce fatalmente la società quasi al pesante imperio della forza e del terrore : la guerra è una com pleta discordanza nella sociale armonia. Anche senza es sere giunti alle ostilità , allorchè tra due nazioni restano sospese le amichevoli relazioni , le pacifiche intenzioni " le commerciali reciproche corrispondenze e vicendevoli ง è questo sicuramente uno stato incomodo e dannoso a tutti , poichè per lo meno interrotti vengono e sospesi quei benefici , quei vantaggi , quei comodi, che gli uni
180 dagli altri d'innanzi traevano :
ora questi è certamente
un disordine al quale aggiungendosi le ostilità scambievoli per rivendicare con la forza le rispettive pretese e ren derle indenni , lo aumentano per necessità , ed è però appunto che dicesi della guerra essere uno dei princi pali disordini , che giunge fino alla rovina , alla distru zione totale dei popoli e dei governi . Se l'ordine di naturale società non mai turbato fosse stato , l'idea della guerra pienamente all' uomo incognita sarebbe rimasta , come quella , che alla trista scienza del male a dirittura rimonta , ma nell'evidente stato di guasta e corrotta na tura , ciò che allora l' uomo non immaginato mai avrebbe, oggi un diritto diventa di questa nostra decaduta natura , mentre l'inevitabile necessità ben anche troppo frequente ha reso lecito vim-vi-repellere ! È stato da tutte le genti e nell' età tutte si è avuto per massima e quasi assioma che l'uomo dichiaratosi dell'uomo nemico , ed ambi per assicurare la propria quiete lecito sia procurare , che l' inimico non più
in istato di nuo
cere possa trovarsi , onde in niun modo più da lui venir turbato. Si può giungere all' intera destruzione cioè am mazzarlo impunemente senza l'orribile taccia di delitto ;
*
si può a lui fare tutto il possibile male , onde ridurlo al caso di non potere più nuocere , ma pure l' uomo in mezzo a tali triste rovine , quantunque legittime se non può a meno di gemere , simile in questo agli effetti, che la giustizia produce , che mentre la necessità se ne sente e l'utile ne risulta non possiamo a meno internamente
181 riportarvi , che ripugnanza e fremito.
L'uomo giammai
rinunzia alla sua umanità , nè spogliasi di éssa , sent'egli in se stesso le grida di questo suo essere nel mentre medesimo in cui più si sforza di distruggere in altri questo essere istesso . E perchè ciò ? perchè prima di essere ne mico , innanzi di esser guerriero egli è uomo , e la sua umanità è la prima proprietà , ch' egli sente e può sen tire in se stesso e negli altri : ecco adunque una ben forte ragione , che moderar deve il soldato nell'usare di sua forza . Se il soldato combattendo a tutti gl' impeti del furore si abbandona , o mentre non combatte , ma " soltanto campeggia ai svariat' impulsi di una sfrenata li cenza si dà in braccia , svanite totalmente saranno pèr lui tutte le virtù di cui forse precedentemente era adorno, ed i suoi pregi guerrieri anderanno ad offuscarsi di modo che lungi di applausi di lodi di gloria altro non conse guirà che vergogna ed obbrobrio , non sarà più costui avido d'onore e di fama , ma di sangue soltanto.
Egli
non facendo distinzione da nemico armato , che gli resi ste , e l'inerme ed imbelle , se egualmente il vecchio impotente ed infermo , l'innocente fanciullo , la timida donna trucida , divenuto insomma crudele , sarà per tra sformare in brutale vizio , ciò che in esso esser deve o norata virtù . Finchè un nemico a noi coll' armi resiste con tutti i suoi mezzi di forza e d'ingegno , si adoprino pur da noi e le armi e la forza e l'ingegno per supe rarlo per vincerlo , e se per conseguire questi due fini altro scampo non ci rimane che quello di distruggerlo
182 si uccida e sarà questa morte senza rimorso alcuno ma se senza giungere a questo estremo passo lo avremo renduto tale di non poterci più nuocere , qual acquisto maggiore di gloria faremo qual merito maggiore brutal mente agendo ? la vittoria nostra non più onorata e bella sarà , che pure è bello di amar l' istesso nemico . Lo scopo unanime di qualunque guerra è quello , al dire del Montesquieu »
di conseguir la vittoria »
non
già di massacrare e distruggere , onde è che ogni ulte riore ed ultronea vendetta quando necessaria non è di viene sempre incolpabile. In verità. Qual differenza si farebbe se così non fosse tra l'amico ed il nemico ambi infelici , quando contro l'umanità tu ti rivolga ? L'amicizia e l'inimicizia sono sentimenti secondarî , l'umanità è un sentimento inevita bilmente primario : non è forse la stessa umanità
che
in entrambi patisce ? battendo non il partito a te contra rio, ma l'individuo , che lo difende , come odiarlo po tresti , se nol conosci che con un unico rapporto ; il concepire dunque rabbia contro lui è viltà , sfogarla è assolutamente delitto , allorchè in tuo potere cade o per prigionia o per ferite. A buon pensare si potrebbe negare, che nel punto medesimo in cui cerca egli di uccidere te, tutt'altra intenzione pur abbia di offenderti e tu d'onde attingerėsti in mezzo alla battaglia una ragione sufficiente di colpire lui solamente invece di ogni altro ? Egli cerca di distruggere in te lo strumento delle offese , che po trebbe ricevere ; e tu viceversa .
La propria umanità
183 dunque , appena sarà fuor di stato di resistere e di com battere ; sia che si abbia fatto prigione , sia disarmato , o ferito , si alza un grido fermati , non insultare , non offenderlo di vantaggio ; soccorrilo anzi : E qui cade in acconcio il raccontare un avvenuto tra i fatti militari consagralo e lodato dalla storia fra i tanti che da essa estrarre se ne potriano , nel quale ogni soldato specchiar si dovrebbe e ritenere quel principio di morale , come ha tanto bene dimostrato il chiarissimo Conte di Segur nella sua Galleria Morale e Politica , nell'articolo , che porta per titolo Fermatevi , che nelle faccende tutte di + umana vita , havvi un punto al quale lo andare oltre , qualunque bene in male cangia ed ogni qualità ottima , che sia in difetto si snatura. Nel 1793 il generale spa gnuolo Riccarda attaccò i francesi in Bellegarde piazza situata sull'unica strada , che dalla parte orientale la comunicazione apre tra la Spagna e la Francia , e che in talune circostanze tra le più importanti e considerate. Gli spagnuoli avevano in questa epoca grande interesse a rendersene padroni , i francesi a tenersene il predomi nio. Il 24 Giugno dell'anno suddetto il generale minac eiolla di bombardamento. Sul colle di Porteil , che do mina la piazza , fece innalzare alla Tauquieres due bat terie una di cannoni , di mortaj l'altra ; quind' infor mato , che la piazza scarseggiava di munizioni e contava , 900 uomini di presidio , vi spedi un parlamentario ad intimarle la resa , risparmiar volendo altro sangue a quei difensori , che non a buone condizioni si trovavano. Il
184 comandante fidando nel coraggio dei suoi e preso da mi litare ardore , gli rispose : « vedendomi ridotto nel mezzo
della piazza smantellata , potrei soltanto indurmi a delle. >> convenzioni con un nemico , che gli bastasse l'animo d'in trodurvisi pella breccia » . Dietro risoluzione siffatta , il bombardamento ebbe principio , nei primi giorni con poche. bombe, ma nello spazio di quaranta giorni di assedio , il ge-. nerale spagnuolo fu obbligato di farvene cadere 80,000 e. più ; all'infuori di 23,073 palle da cannone e 3,200 granate che in questo intervallo fece scaricare contro di essa . Pur tuttavia la guarnigione non si rese : essa da un campo non molto lungi , riceveva di tempo in tempo e viveri e munizioni . Privata di tal mezzo , sperava quindi su d'un convoglio , che giunger le dovea dalla parte di Confluans , carico di vettovaglie , ma per perversa fortuna divenuto questo la preda del nemico , vedevasi la piazza medesima oppressa dalla penuria . In tale stato periclitante è stretta viemaggiormente dagli Spagnuoli ; aprono questi la trin cea , un continuato fuoco alterra i fabbricati , i parapetți precipitano nei fossi , rotti vengono i ponti levatori le poterne le saracinesche, il cannoneggiamento sbarra da per ogni dove spaziose breccie. In sì terribile estremo , in si duro infrangente, il governatore vedendo , che l'avversario precipitosamente nella piazza si slanciava , e precluso l'adito ad ogni più lieve speranza di poter salvare la truppa , domanda capitolare , ed ottiene di uscire dalla fortezza cogli onori militari di guerra . Il generale spa gnuolo , onorato militare , entrato , che fu nella mede
185 sima da il seguente ordine.
Soldati ! Voi dovete ri.
» spettare gl' infelici. Questo principio scritto dalla uma » nità e dalla vera gloria è proprio della generosità spa » gnuola. Il vostro generale punto non dubita ,
che al
>> cuno dei suoi bravi si permetta d'insultare , sia con » gesti , sia con parole , od in tutt'altro modo la truppa >> francese , tanto nella sua uscita dalla fortezza , quanto » nella marcia verso il sito , cui le sarà destinato . Ma » se contro ogni suo credere troverà taluno , qualunque » ei sia , che dimenticandosi delle vicissitudini della for >> tuna " cui vassi incontro nella guerra , ardisse menare >> insulto allo sventurato coraggio , sarà immantinente ar 1 restato e sottoposto alla pesante pena delle bacchette . » Il generale suppone meno , che tra gli uffiziali e sotto
» uffiziali vi sia chi mancar possa ai riguardi dettati » dalla educazione , dalla generosità e dalla umanità ; » ma in opposto caso previene loro , che il delinquente, » senza fare eccezione di grado o rango , sarà punito >> con severità somma , più di quello , che la gravezza » dell'insulto di cui si renderà colpevole lo comporte » rà . » Ordine si magnanimo e generoso ridestò negli spagnuoli quell'amore alla carità , dovuto da ogni buon soldato 2 e li rese alla obbedienza cieca ; talchè divenuti padroni della piazza lungi dal dars' in braccia alle abbo minevoli sfrenate licenze , tante volte usate dai vincitori , ritennero i Francesi , che fino a quel punto loro accaniti nemici erano stati ,
come commilitoni della medesima nazione caduti in dissavventura da avversa fortuna ; e 24
186 come fratelli misero gara a protestare a quei vinti tutt' i possibili soccorsi ed aiuti onde meno la sorte di essi ap pesantire. L'oggetto della guerra il dotto Genovesi con fino ac corgimento ha detto , « è quello di assicurar la propria > tranquillità nell' avvenire
e però ognuno vede essere
giusto quest' oggetto ; propostosi ,
come potrebbesi con
mezzi criminosi , dissonoranti ed infami trattare ? Or po tendosi questa tranquillità assicurare , ristabilire col mi nore spargimento di sangue , col minore altrui danno ed incommodo ; quanto di più inutilmente se ne versi quanto di più ecceda di distruzione nelle sostanze d'altri ; quanto ne lorda l'onore , non sarà forse una potente ingiustizia? Con qual fronte oserebbero più di vantarsi uomini di onore que' Militari ,
che ad onta del coraggio ,
della
bravura , che ad onta dell'istessa vittoria , la macchiono violando senz' alcun dritto e ragione l'onore dei vinti ; dritto , che lo Stato di guerra nè consente , nè accorda affatto. Il soldato per propria essenza e carattere non è , che il garante del giusto. Nasce e consiste tutta la differenza con gli altri dacchè la forza e le armi del soldato le gittime sono , cioè adoprate per far rispettare le leggi e garentire la pubblica interna ed esterna sicurezza; quelle messe in mano di ogni altro sono illegittime , poichè trattate a solo fine di contravenire alle leggi e di turbare il pubblico ed il privato ordine interno. Ora il Soldato , che non può a meno di riconoscere se stesso per un a
187 gente immediato e legittimo della giustizia e del dritto ; deve considerarsene in conseguenza il garante dell' or dine pubblico ; e meno può l'ingiusto commettere. Questa sola contradizione , s'egli il facesse , non è forse bastante a distruggere il suo onore , ed in vece di gloria , obbro brio ed infamia fargli conseguire ? E qui è d'uopo ri flettere , che se il soldato nell'esercizio più libero del suo mestiere , quale appunto è la guerra , può tanto disono rarsi in faccia al mondo e tanto più a disonorarsi e farsi reo egli verrebbe , se della sua forza abusasse coi con cittadini suoi , che pure componenti quel popolo sono di cui esso parte ne fa , la di cui tranquillità particolar mente affidata gli è stata , affinchè in tutt' i modi ed in tutti gli eventi da lui protetta fosse ,
e che tanto a lui
giova. Ma deve talvolta il soldato far dell'esecuzioni contro i propri suoi concittadini mi si potrebbe obbiettare : non vi è dubbio ; ma eseguendo questo è necessario mischiarvi la prepotenza , l'insulto ,
la violenza , la crudeltà , la
barbarie dove specialmente resistenza non trova ? A buon discorrere vendica egli qualche personale sua offesa : e quand' anche di ciò si trattasse può l'uomo soldato offeso vendicare con tai mezzi se stesso senza ledere l'ordine e la giustizia di cui sacerdote
e Ministro egli medesimo
n'è ? Il soldato non vendica , che la pubblica , non mai la propria , o la privata offesa . Da ciò è facile accorgersi , di quali virtuosi ,
anzi
eroici principi il vero carattere del soldato derivi ; vedesi chiaro ancora quanto nobile sia la sua condizione e per
188 conseguenza quanto e con quanta premura cercar deve il militare di risplendere in mezzo agli altri ceti a forza di virtù , di coraggio e di valore . Gli eserciti di Europa niuno escluso in questi ultimi tempi hanno date non e quivoche pruove di un estraordiuario valore ; ma possono a buon dritto vantarsi di avere sempre egualmente ben soddisfatto a tutti i sacri doveri delle milizie? Quali rim proveri , pure si hanno ,
per non aver saputo al loro
deciso valore il sentimento della giustizia ed i dritti della umanità accoppiare.
Questa maniera di far la guerra
è di necessità , che noi procuriamo o miei commilitoni d'imitare ; questo agire in tal modo è ciò , che l'onore a noi ci detta , e per questo dimenticarci pur volentieri dobbiamo quei danni , e con ripugnanza gli annali do lenti della povera Italia nostra rovinata a vicenda e da tutti da cim'a fondo , appunto perchè si voleva solo mi nistrare con la spada e la forza ; e consolidare ed allar gare novelli sistemi versando inutilmente un torrente d' in nocente umano sangue !
GENNARO MARULLI 1.º Tenente de' Granatieri della Guardia
189 INTORNO ALLA VOCE PATRONA
LETTERA DEl capitano del genio d. FRANCESCO SPON ZILLI ALL'AMICO SUO N. N.
1
‚.6; 1 La tua lettera, quantunque aspretta anzi che nò , mi è giunta carissima, e te ne ringrazio come di prova che mi dai dell'amichevole attenzione con cui leggi le mie scritturelle. Essa per altro mi condurrebbe a lunghe di scettazioni sulla sentenza
da te portata intorno al lin
guaggio tecnico militare ; alle quali non avendo ora tempo 蘩 di abbandonarmi , mi ristringo a dirti alcune cose con cernenti la voce Patrona. « Se Patrona , tu dici , volle significare Giberna´, > che bisogno ci era di accogliere la forestiera e cacciare » in bando la voce nostrale ? » Tu cosi chiedi 9 ed io a mia volta ti domando : chi ti ha mai detto che Patrona in significazione di Giberna sia voce nostrale ? Forse la Crusca ? Ma hai tu dimen ticato che la Crusca promise di darci un
Vocabolario
Italiano , e poi ce ne regalò uno poliglotto ? E poi la Crusca non riporta tal voce " e gli italiani non possono avere altra Patrona che quella la quale deriva dal latino Patronus , e che nulla ha che fare nè con la giberna nè coi cartocci. Allorquando Patrona vuolsi considerare
190 nelle sue attenenze con le armi da fuoco, ella è merce, che al dire di Dante ; Viene dalle Danoja in Austerricche ; ella è parola te desca , usata dal Montecuccoli nel suo vero significato , ed a noi recata contraffatta e guasta dal Grassi che non era militare , ed ignorava al tutto il tedesco. Se tu apri il Grassi , e cerchi la voce Patrona , la troverai così definita : Arnese di cuojo pieno di cartuc ce. Aggiunge esser voce Lombarda , il che non è vero, e reca questo esempio del Montecuccoli. « I moschetti del Turco sono più lunghi di canna che i nostri ;
non
hanno bandoliere o patrone ( 1 ) , onde più tempo met tono a caricarli » .
Se Grassi fosse stato militare , e pratico della lingua tedesca , da cui Montecuccoli , che fu generale ai servigi di Austria , ricavava scrivendo tante e poi tante voci guerresche , non avrebbe dato di petto in uno strafal ciono grosso come C un monte.
D'altra parte ogni mili tare leggendo il riferito testo rileva che Montecuccoli
viene noverando tutti quei particolari dei moschetti turchi; e fra questi particolari nota il non avere le patrone , che non sono i Lombardi arnesi di cuojo , ma sibbene le cartucce , dette Patron in tedesco.
E vuol dare a
divedere il Montecuccoli che i Turchi nel 1664 quando il Montecuccoli gli vinse nella famosa giornata di S. Got tardo caricando i loro lunghi schioppi con la polvere
(1) Dovrebbe dire e patrone.
191 sfusa ( diciam noi ) ossia sciolta, e non avendo ancora l'uso delle cartucce , erano grandemente tardi nel caricarli. E che Montecuccoli con la parola Patrona volle in tendere a mò dei Tedeschi la cartuccia , nese per riporre le cartucce ,
e non l'ar
si deduce dal secondo
degli esempi recati dal Grassi. « L'artiglieria di campa gna si carica .
•
. talora con potrone e cartoc
» ci (2) » . Or male certo si avviserebbe chiunque pen sasse che allora si ponessero dentro i cannoni le Giber ne , gli arnesi di cuojo pieni di cartucce. Eccoti finalmente la definizione Tedesca del cartoccio: Patron ( terme de guerre ) cartouche ,
eine Patrone ,
worinnen die ganse ladung zu einem schiessgewehr bey sammen ist ; il che vuol dire « Una patrona dentro di cui l'intera carica di arma
da fuoco è riunita » . Ed è
a notare che in Tedesco Patron vale anche modello , e però qui la definizione esprime un cilindro di modello , ( una misura di modello , entro a cui ec.
Ora il qualificativo di Lombarda dato dal Grassi alla voce Patrona non è più vero , ma è unà quasi storpia tura di quel vocabolo Tedesco che corrisponde a Giber na ; dappoichè la tasca ,
od astuccio in cui si portano
le cartucce sia per cannoni , sia pei moschetti8 è delta in Tedesco Patrontasche . Quindi è chiaro che i Lombardi per non dire la Patrontasca , hanno detto Patrona per contrazione dando al continente il nome del contenuto .
(2) Deve dire o cartocci.
192
Voglio ora che qui si avverta come il fare la critica ad un vocabolo non è poi la cosa da pigliarsi tanto a gabbo quanto forse taluno si crede , e che Patrona è uno di quei casi in cui il Grassi ha recato in mezzo tali esempi che fanno a calci con la parola principale . E vo glio notare in oltre quanto sia vera la sentenza , che nella mia professione di fede ho più volte fatto palese , cioè che il linguaggio tecnico delle arti e delle scienze è faccenda che non deve uscire dalla giurisdizione degli 112 scienziati e degli artisti. Del resto poi tu sai bene che la diversità di qualche 囊 opinione non isminuisce punto quell' affetto e quell' ami i. cizia , con cui sono e sarò sempre 40 Barletta 10 Aprile 1842 15
Il tuo affezionatissimo SPONZILLI.
193 LA PIASTRINA A PERCUSSIONE CHE SI CIVA CON POLVERE FULMINANTE IN GRANELLI " IN VENTATA DAL FU COLONNELLO DI ARTIGLIERIA MORI , E CORRETTA DAL TENENTE COLONNELLO ANDREINI DELLA STESS ARMA .
Fra tanti ritrovati ormai di pubblica ragione, per lo scopo di sostituir nelle armi da fuoco portatili la piastrina a per cussione a quella a silice , evvi la piastrina che inventò il fu Colonnello di artiglieria cavaliere Mori, modificata avendo nel modo seguente quella tuttora in uso presso la nostra fanteria , che è del modello francese detto del 1777 Va sostituito al cane portasilice un altrò di forma curva analoga , d'un sol pezzo , e con testa perciata portante una vite , la quale è destinata , collo scaricarsi del cane , a percuotere su d'un cilindro orizzontale di acciajo av vitato alla canna del fucile nel sito del focone , come se fosse il bacinetto nella piastrina a silice .
Soprapposto al descritto cilindro un' altro ve n'ha di ottone fuso, colla sua concavità girevole intorno al primo mediante una piccola leva di ferro , di cui gli estremi l'uno tiene al piè del cane 9 e l'altro al piè del cilin dro di ottone.
Una piccola massa dello stesso metallo
aggravata al ridetto cilindro sulla parte superiore della sua conversità, e forata per lungo sino all' incontro colla * superficie del cilindro d'acciajo , da civatoio o da riserva di polvere fulminante un tal pezzo di ottone fa servire. Tutt'altro congegno non varia punto dalla piastrina a silice del modello francese, avendo il fu Colonnello Mori nella sua invenzione ritenuto precisamente lo stesso corpo 25 38
194 della piastrina francese con tutto il gioco interno , e della quale è venuto perciò ad abolirne soltanto il cane , il bacinetto , e l'acciarino con la molla , chè le preesistenti piastrine a silice possono con moderata spesa e brevità di tempo trasformarsi in quelle di cui è parola . Il pregio di questa novella piastrina che di lampo colpi tutti d'ammirazione è la grande abbreviazione di tempo , nel caricare il fucile , da poichè col montarsi del cane, risultando civato il focone, il soldato si dispensa di que sta operazione, e dalla posizione del portate l'armi melte immediatamente l'arme a sinistra , mentre la mano dritta prende , la cartuccia nella giberna , e così continua sino al esaurimento della polvere che va nel civatoio , la quale basta per una giornata campale , e non obbliga di ri fornirne il recipiente..
" Gli esperimenti eseguiti con quattro fucili di fanteria del modello da noi adottato , le cui piastrine furono ri dotte alla Mori , corrisposero Csoddisfacentemente alla uni 26.
versale aspettazione per molte centinaia di tiri con cartuc ce a palla ed a salva , sia per la certezza e prontezza del l'accensione , tanto sotto il cielo sereno che sotto la piog gia , quanto per la già valutatane celerità della carica. Ma per effetto del consumo , cresciuto il vento o sia l'inter stizio fra il cilindro di acciaio e quello di ottone , la polvere fulminante non più da un perfetto contatto con tenuta frammettendovisi , tosto palesò che il congegno andava soggetto a due inconvenienti , l'uno più grave 3 dell' altro da annientare quel ritrovato che annunziato si era vantaggiosissimo per le milizie 1. ° Si generava un L
195 attrito si forte tra i due cilindri stropicciati , da impedire al polso il più fermo di poter montare il cane, con tor cersi finanche le più spesse leve di movimento 2.º Prendeva fuoco simultaneamente alla civa , sotto la percossa , anche tutta la polvere fulminante chiusa nel civatoio, o riserva . In questo stato lasciò la sua invenzione il colonnello Mori , quando l'immatura morte nel decembre 1840 to rapi aʼviventi non solo , ma bensì alla stima ed `all' af fezione de' suoi compagni d'arme , ammiratori in allora del suo ingegno e de' suoi generosi principî , ed della sua onorevole memoria .
ora
La generalità restò dolente di vedere arrestata una scoverta di così gran momento , che si era presentata con espedienti si semplici , e ognuno provocava la elimina zione della piastrina Mori di questi suddivisati due in convenienti. Il tenente colonnello Andreini nelle sue in vestigazioni senti che l'unico espediente trar doveva la sua origine dalla idea di una totale indipendenza o di 11 stacco fra i due cilindri , e pose mano all' opra. Lasciando intera la piastrina Mori , ha egli situato un civatoio di ottone , fuso d'un pezzo , nel sito stesso ove appunto girevole ne sta intorno la sua vite l'acciarino della piastrina a silice. Porta questo civatoio sulla sua cresta una molla di acciaio destinato a far da valvola per te ner sempre turato l'orificio del suo muso , quando que sto civar non • deve . La stessa leva di ferro come nella ´piastrina Mori , attaccata a piedi del cane, e del civatoio serve a comunicare il movimento del primo al secondo , sicchè montandosi il cane , il civatoio girando intorno la
196 sua vite , viene a combaciar colla concavità del muso sulla convessità del cilindro d'acciaio avvitato alla can na. Nel giungere il civatoio a contatto col cilindro , la punta della molla essendo obbligata a strisciarvi sopra , questa si solleva e schiude l'adito alla polvere fulmi nante , di cui è ripieno il civatoio. Pochi granelli di pol vere piombano in questo istante nel piccolo bacino situato sulla convessità del cilindro + d'acciaio , nel sito appunto ove scaricando il cane va a battere la punta percuotente di acciaio avvitata alla testa dello stesso , e risulta cosi fornito di polvere fulminante il piccolo bacino, e nell'atto stesso coverta dal muso del civatoio, la somministrata civa durante tutto il tempo che il cane si vuol tenere mon talo > şenza che la pioggia , il vento, ed altre cause con trarianti potessero attingerla,
Siff. lta modificazione
al primo sguardo gellato sul
congegnamento già dice ad ognuno
di non esser più
possibile la rinnovazione degl' inconvenienti manifestati nella piastrina Mori ,
ha richiamato
in vita quel ritro
valo " e già mille e più tiri con cartucce a palla , spa rati da un fucile montato colla piastrina all' Andreini ne stabiliscono la prova di fatto. Gli svariati esperimenti ulteriori ai quali anderà as soggettita la piastrina , faran vedere se il fucile cosi mon tato possa essere l'arma 16 del soldato , o semplicemente quella di un cacciatore borghese , malgrado che molte pre sunzioni già si hanno di crederla se non adatta all' uso generale delle milizie a singoli combattenti almeno , e segnatamente potersi destinare a' cavalieri.
197 IL CAMPO DI CAPUA
NELLA PRIMAVERA DELL'ANNO 1842.
Pour nous , tropmilitaires séduit peutnous être compre. par des considerations , nons la necessitè des camps d'instruction pour les troupes napolitaines , nous re grettons même que depuis 1815 , l'occa sion ne leur ait pas été offert de servir activement leurs pays hors du territoire en prenant part à quelque expedition Non velles considerations sur l'armée napolitai ne. Le lieutenant-general. M. Oudinot.
Chi attentamente si volge a considerar le condizioni del mondo , ben vede le nazioni intente al progresso della civiltà , alle grandi conquiste della pace ; ed i go verni che forti del loro potere , danno mano ed ajuto ad ogni industriale ed intellettuale impresa , e vogliono as sicurare sempreppiù l'interesse primo , che domina tutti gli altri , l'esistenza cioè , e la loro indipendenza. Cor re un'epoca in cui i giorni sono anni e gli anni secoli e tutti trascinati da un movimento materiale senza esempio nella storia, soffrono i maggiori sacrifizi , e prendono rapidi mezzi di esecuzione per gl'interessi commerciali industria li e militari. Dovunque si versano i tesori per tagliar le contrade con canali e strade , si costruiscono moli , e cantieri , si rannoda la gran famiglia sociale , si diffonde la divozione profonda agli interessi ed all' onore de' go verni e del paesc. Ma non si tralascia dal dare alle armi il sangue più puro e migliorando sempre si conservano
198 le forze guerriere ( 1 ) . Imperocchè se le arti le scienze ele vano le nazioni , esse divengono qualche cosa per `gli 1. eserciti e le armate che garantiscono la tracciata carriera di prosperità, danno sicurezza e fiducia allo sviluppo delle naturali risorse , fan nascere e conservano le relazioni commerciali e politiche ? e sono ad un tempo sorgenti di ricchezze e grandezze . D'altronde l' ineluttabile ragione dei fatti , ben dimostra che nessun' epoca è scorsa senza * guerra , e quella , che ora dicesi di pace , senza dubbio
lo è per molti; ma il trionfo del dritto e della ragione non è sempre pronunziato , il marchio del forte non è tolto via , ed il mondo per interessi varî non è meno insanguinato nell' Asia , nell' Affrica nell' America. E mol tissimo di quel sangue non è inutilmente versato , e sarà per causa di miglioramento al viver civile di quei popoli ! Per le scorse guerre tutti indistintamente osservando il presente interrogano il passato , e meditano su qualche pagina dolorosa e la più utile della storia , e ricercano ancora le vere cause che fecero le vittorie inutili i ro vesci irreparabili, e ne preparano gli efficaci rimedi . I te̱ stimoni delle illustri battaglie del secolo ripetono: le forze
(1) Ben diceva il chiaro pubblicista Mars in una sua scrittura. Far delle economie per avere il paese disarmato ed esposto alla volontà delle potenze vicinè, 妻 è lo stesso d'imitar l'avaro che lasciava le sue porte aperte, per non pagar le serrature , e fu non solamente rubato , ma scannalo.
199 inutilmente si perdono se son prive di consiglio , e gli eserciti raccolti in fretta per forza di legge e disciplinati dal terrore, sono impotenti ad affrontar soldati accesi dal l'ardore della gloria , guidati da’Capitani che hanno con siderato la guerra più scienza di mente e calcolo di for ze morali che impeto di braccia ;
e fa d'uopo riporre
giusta fiducia nello straniero , moltissima cura nelle pro prie forze , mantener viva la fiamma 494 dell' emulazione e della gloria , onorar la devozione il merito il coraggio rialzar sempre il morale de' soldati delle corporazioni del l'esercito ,
ed accendere gli animi di quel nobile sen
timento di orgoglio, che tra pericoli delle battaglie , ispira il disprezzo della vita il desio delle grandi azioni (1). Si fa oggi l'apoteosi dei vecchi soldati perchè durante la pace si onorano gli uomini di guerra » Quando il cannone tuona, quando la vittoria tien sospesi sulla testa de' com battenti la palma agitata dal fumo e dalla polvere del
(1 ) Echeggiano tuttora le parole pronunziate da un augusto personaggio dall'alto del suo gran soglio , e son sufficienti a dimostrare qual si è oggi la condizionė delle milizie « Ho voluto che mio figlio entrasse ne!l' » sercito per la porta comune, e la nomina di uffiziale » di artiglieria la ripetesse al lavoro, alle veglie, alle & » conoscenze acquistate, e non già al prestigio della sua » nascita. Questo primo successo avrà, io lo spero , unà » felice influenza sul suo avvenire , e sulla riuscita della » carriera che incomincia.
200 campo di battaglia ci vuol poco per eccitar lo spirito militare. La guerra porta con se l'ardore , l'incoraggia mento la ricompensa . I morți ricevono allora la più bella sepoltura , quella del terreno che hanno bagnato del loro sangue. Ma quando gli arsenali son chiusi , quando il bronzo si è raffreddato sotto il soffio benefico della pace , è necessario di valutare i servizi dei difensori , onorare la memoria de'bravi per eternarne gli esempî . L'esercito vive di onore. La gloria miïitare stessa , anche quella che può promettere l'avvenire , incomincia dal rispetto dei contemporanei » Gli scrittori delle cose militari con ardore e da moltissi:ni anni non tralasciano dal notare che lo studio della guerra è vantaggioso a quanti successivamente vengono ad urtarsi nelle mobili file dell'esercito , e distingue e prepara gli esseri privilegiati necessarî , al riposo alla felicità ed alla stessa grandezza delle nazioni.
Sicchè l'esercito non è
più oggi il semplice oggetto di inutile ed onerosa osten tazione , e si adopera ogni mezzo ogni fatica ogni cura perchè il soldato dopo di aver passato alquanti anni alle bandiere ne riporti quell' istruzione vantaggiosa allo stesso progresso sociale " e sia causa di ordine di ubbidienza di rispetto alle leggi , ed esempio di quella dignità per sonale pregevole non meno tra le milizie che tra le po polazioni . Che se ritorna alle arti all'agricoltura , è sempre pronto a riprendere le armi quando si ha bisogno del suo valore della sua esperienza.
Se fu antica massima di tener continuamente la soldatesca
201 in esercizio ancor che sia pace , ora si aggiunge che la continuata istruzione delle milizie alle varie manovre al servizio di campagna e di piazza , è cosa assolutamente in dispensabile ; perchè il mezzo novello e rapido di superar prontamente le distanze si va propagando in Europa , ed il sistema delle riserve e si popolarizzato, che gli eserciti in un subito possono esser cambiati dalle popolazioni ar mate , e quindi i quadri debbono sempre esser solleciti a dar fiducia e forza a' novelli chiamati alle armi.
E
noi già notammo che per tanto scopo il nostro Re , pre parato come era agli eventi ( 1 ) ordinava assai spesso la riproduzione de'campi, e mirava a dar sempreppiù alle sue milizie quell' insieme ed ordine ,
e quello
spirito mili
tare del quale spesso mancarono, quando che non mancò mai al soldato napoletano la bravura e l' attitudine guer riera (2).
(1 ) Nella scrittura non è molto pubblicata in Francia circa la condizione del nostro paese nell' anno 1841 , e della quale non dividiamo tutte le premesse nè tutte le conseguenze si legge ; = Ferdinand II . se montre ex tremement jaloux de l'indipendance de sa couronne . Il n'est pas de sentiment plus honorable et plus digne d'un roi.
Dans la possibilitè d'evénemens qui mettraient l'Eu
rope en armes et agiteraient l'Italie il veut être en mesure d'y prendre la part que lui conviendra . (2) Ce n'est la bravure qui manque au soldat na politain , c'est l'esprit militaire proprement dit. Les 26
202 Correndo quest'anno è propriamente il giorno Ir del mese di marzo fu messo a conoscenza dell' esercito: di volere la Maestà del Re dopo il campo , il cambiamento di guarnigione di tutta la fanteria di linea , delle tre bri gate degli ussari de' lancieri
e de' dragoni
di tutta
l'artiglieria di campagna e di quella piazza , la quale´ ne' siti più forti ed interessanti del regno, come Gaeta Castellammare Gallipoli Brindisi ec. ec . fu momentanea mente sostituita dagli artiglieri littorali , chiamati al servi zio delle batterie di costa. L'ordine poi del giorno 21 marzo voleva raccolte al campo d'istruzione nelle adia cenze di Capua , sei divisioni ,
quattro cioè di fanteria
e due di cavalleria , ognuna di due brigate, due compa gnie di artefici pontonieri , sei batterie di campagna , due di montagna. E tutta la truppa era divisa accampata ed accantonata come si legge.
troupes napolitaines se sont montrées aussi braves que d'autres dans des circostances données , on les a vues partager glorieusement les fatigues et les dangers de l'armée française en Russie et ailleurs , Lavergne.
BRIGATE .
. ioni Osservaz
. Battaglioni DIVISIONI.
203
ACCANTONATI
CORPI. accampati .
1.a (1.º della Guar. Maresciallo J. Granatieri. Maresciallo Lecca de Sonnenberg 2.º idem. Real Marina . Capitano Arau 2.a Gendar.a scelta 1.° Tenen. aggiunto Re artiglieria Brigadiere Gagliardi, Mezzacapo. Regina idem. 3.a Pionieri 2.a 1.0 Cacciatori Maresciallo de Sauget Brigadiere Masci. 2.°Cacciatori. Capitano de Angelis 4.a 4.ºCacciatori 1. Tenente aggiunto Ulloa . 5.º Cacciatori Brigadiere Martinez . 7.º Cacciatori 5.a 3.a 1.º di linea Maresciallo Labrano Brigadiere 2. di linea Statella. Capitano Vial 6.a 3.º di linea 1.º Tenente aggiunto 4.° di linea d' Ambrosio. Brigadiere 13.º di linea Pronio. 4.a 7.* 11.° di linea Maresciallo Statella Brigadiere 12.° di linea Casella Capitano Severino 8.a 1.º Tenente aggiunto 1.0 Svizzero Diodati. Brigadiere 3.º Svizzero . de Vonderweid 1.ª
Guar. del corpo a cavallo.
5.a Maresciallo Lucchesi Capitano Nunziante Alfiere aggiunto de Micheroux .
6a Sarà nominato il Ge nerale Alfiere aggiunto Labrano.
9.2 Brigadiere Scarola. 10.a Brigadiere Ruffo Scilla. 11.a Brigadiere Gaeta. 12.a Brigadiere Fresini.
2 Capua. I 1/ I S. Maria.
Accampam .
Capua.
2 2 Accampam . I I 2 2 2
Squa . d N
Capua. 2 2
Caserta.
Le sarà in seguito as segnata la Brigata.
1.0 Ussari 2. Ussari .
4 Aversa . 4 Caserta .
1.° Lancieri. 2.° Lancieri.
4 S. Tammaro . 4 Caserta .
Gendarmeria Reale.
Fa brigata Casanova, Ca- coll' Arti eria a sapulla , CurtigliCavallo. 4) e S. Prisco .
1.° Dragoni 2. Dragoni.
4) Cas. rta. 4
BATTERIE DI
numero de 'pezzi
04
ACCANTONATI
PERSONALE . 0 ACCAMPATI.
Campagna. Montagna.
2
Capua.
2
I
24
Santa Maria.
I
«
8
Santa Maria. Capua.
8
2
64
Compagnie
2
6
Artefici Pontonieri
24
A
to imen • Re Regg nto e m i Begg Regina . a i n g a Comp a Cavallo . i on e Svizzer .. Sezi
Capua.
205 Al quartier generale presso S. M. il Re furon desti nati S. E. il ministro consigliere di stato il tenente ge nerale Saluzzo , il maresciallo di campo Gaetani , il bri gadiere Scarola , il direttore generale de' corpi facolta tivi S. E. il tenente generale Filangieri , il capo dello stato maggiore brigadiere Garzia con i capitani Clary , Fonseca , de Steiger , De Cornè ,
ed i primi tenenti
Ferrara e Lahalle. Il maggiore Tarantino della gendar meria reale fu nominato gran prevosto del campo. Nelle ore pomeridiane del giorno 28 tutta la guar nigione di Napoli si recò al campo di Marte , in perfetto abito di marcia ,
e fu passata in rassegna da rispettivi
generali di brigata . Alle prime ore del giorno 30 le varie partite de' reg gimenti , comandate ognuna da un uffiziale subalterno , furon riunite alla torretta di Capodichino , e condotte da un capitano e da un aggiunto allo Stato Maggiore, mossero tutte alla volta di Capua e de' vicini accantonamenti . Nel di seguente circa le ore quattro dopo il mezzo giorno, giunse in Napoli la brigata di Nocera e prese i suoi quartieri ai Granili , dove trascorso poco tempo si raccolse il battaglione secondo 1Cacciatori , che il giorno prima essendo in Palermo si era imbarcato sopra i Reali pacchetti a vapore il Nettuno ed il S.
Wenefrede . Il
cattivo tempo ritardò molto il corso di quelle due navi , sicchè approdarono nel porto della città di Napoli dopo 35 ore , quando che ordinariamente se ne contano 20 a 24.
206 Toccando le ore quattro del giorno 31 la fanteria e l'ar tiglieria di presidio nella capitale è uscita da' quartieri e per la strada di Miano si è avviata alla piazza di Capua ed alla città di S. Maria , S. M. il Re accompagnato da S. A. R. il Conte d'Aquila , da tutto il seguito Reale e dallo Stato Maggiore , giunto appena sulla strada di Capo dimonte ha ordinato che la colonna fosse preceduta dalla vanguardia e seguita dalla retroguardia , la fanteria mo vesse per plotoni ( 1 ) l'artiglieria per pezzo . Appena l'e strema dietroguardia ha oltrepassato l'ottavo miglio, la co lonna si è fermata, e dopo un'ora circa ha ripreso il suo cammino. Era per poco men di un'ora passato il mezzo giorno allorchè la prima divisione entrava in Capua , e sette bat taglioni si attendavano su gli spalti della piazza innanzi il mezzo bastione di Aragona , i bastioni S. Amalia , S. Carlo e la controguardia di Portanova. E certamente se si considera il tempo impiegato per tal cammino , si ritroverà minore di quello fissato da tutte le ordinanze. Aggiungi che se questa volta la pioggia non è venuta a molestare il soldato , ha sofferto in contrario l'incomodo, assai mag giore del caldo , ch'è stato intenso quanto lo permette
(1) Nell ' istruzione provvisoria per i novelli batta glioni Cacciatori a piedi , or ora ordinati in Francia abbiam notato che al par. 175 della terza parte è detto x la colonna in marcia muoverà abitualmente per plo « toni.
207 il nostro bel cielo. Il numero de' soldati restati indietro per fiacchezza fu ben piccolo , e dopo poche ore tutti han raggiunti i reggimenti . Lungo la strada consolare , e propriamente fuori Porta di Napoli era schierata in battaglia la guarnigione di Capua , ed il secondo battaglione Cacciatori che la mattina avea lasciato il quartiere di Nola . Quei battaglioni preso che ebbero il loro particolare ordine nelle divisioni, parte rientrarono nella piazza e parte all' attendamento. Sull' istess' ora giungevano innanzi la porta di Capua i due battaglioni del terzo e quarto di linea provvenienti dalla fortezza di Gaeta , dalla quale si erano partiti la notte del 29 , ed al momento ricevevano l'ordine di prendere gli alloggiamenti al campo . Le guardie del Corpo a cavallo , il secondo Ussari , il primo Lancieri e gli squadroni scelti della Gendarmeria Reale partiti da Napoli alle ore 6 di Francia , sonando mezzo giorno erano distribuiti nei varî accantonamenti di Caserta , Aversa , S. Tammaro , Casanova , Casapulla , Curti e S. Prisco . S. M. con tutto il seguito dopo di aver visitato il campo ed i quartieri in Capua è partito per Caserta . La mattina del 31 e propriamente al tocco del mezzo di tutta la infanteria le due compagnie de'pontonieri , le cinque batterie di campagna e le due di montagna , fu rono bellamente disposte sugli spalti alla sinistra della stra da consolare , le spalle alla piazza di Capua . La truppa vestiva il grande uniforme ogni soldato di fanteria aveva
208 dieci cartucci, ed i pezzi eran del pari forniti di dieci tiri . Sua Maestà dopo di avere ispezionate quelle divisioni comandò varie evoluzioni, che perdurarono fino alle ore quattro , dopo di che le divisioni son rientrate nei rispettivi alloggiamenti. La sera furon dati gli ordini per il giornaliero servizio e la tenuta delle truppe durante il campo , l'istru zione delle reclute , talune particolari disposizioni riguar danti la pronta e celere esecuzione delle manovre , il mo do come giustificare il continuato consumo di polvere . ec . Il giorno primo del mese di aprile, all'ora di mezzo giorno , furon riunite al campo le due divisioni di caval leria e l'artiglieria a cavallo. Uno squadrone per reggi mento fu fornito di dieci cartucci a soldati , onde poter manovrare da cacciatori , ed ogni pezzo ebbe dieci tiri a salva . Sua Maestà il Re comandò quelle milizie per oltre le tre ore , ed ancora non avevano lasciato il campo , che si batteva la generale nella piazza di Capua . In poco più di venti minuti si videro ordinati sugli spalti del fronte di Napoli , trentuno battaglioni di diversa fanteria , i quali dopo alquanti preparati movimenti furon disposti per masse ed in un gran quadrato , di cui i lati erano le quattro di verse divisioni. S. M. dopo di aver dimostrato la sua sovrana compiacenza per la sollecitudine messa da soldati nel prender le armi , ordinò che rientrassero nella piazza e nell' attendamento . L'indomani il tempo fu oltremodo piovoso e freddo S. M. visitò in S. Maria i quartieri occupati dal reggi mento regina e dall'artiglieria a cavallo , e fece eseguire
209 * il maneggio di sciabla a soldati di quella compagnia . La notte i battaglioni che erano al campo , intesero tutto l'effetto di una continuata e violente pioggia. Addi 3 aprile , domenica. Le truppe nelle prime ore ascoltaron la messa ed il sermone " e circa le tre po meridiane fu battuta la generale , quando tutti i soldati erano già fuori de' quartieri . Ciò non pertanto in brevis simo tempo, tutti i battaglioni di fanteria , due batterie di campagna ed una di montagna , si raccolsero al campo . Si eseguirono varie evoluzioni di linee , varie formazioni di battaglioni in massa , una disposizione di quadrati ob bliqui , e circa le ore 6 le truppe tra dirotta pioggia e violente grandine rientrarono ne' quartieri . Addi 4 , lunedì . Ricorrendo il giorno della SS . Vergine dell' Annunziata , la mattina si è ascoltata la messa . Il tem po ha continuato ad essere piovoso " e solo circa le ore 3
serenatosi alquanto il cielo , i soldati per esser già
tutti fuori de' quartieri ,
son rientrati al semplice avviso
degli uffiziali di Stato Maggiore spediti da S. M. e dopo di essere stati esercitati per un'ora al maneggio delle armi ne sono di bel nuovo usciti . La sera si è dato l'ordine alle divisioni di ritrovarsi al campo l'indomani alle ore 9 antimeridiane , in abito di marcia , dovendo ogni soldato esser provveduto del pane, del formaggio , e la fiasca ri piena di acqua e vino . Venne pure disposto nello stesso ordine , che il brigadiere Mezzacapo assumesse la superiore direzione di tutto il materiale di artiglieria e de' ponti , ed il brigadiere Diego Pignatelli lo sostituisse nel comando della seconda brigata della prima divisione . 27
210
Addi 5 , martedì . Ancora non era rotta l'alba " e le due compagnie de' Pontonieri e quella
del Treno,
ciavano da magazzini e parcavano l'intero de' ponti nel piano della Castelluccia .
All' ora
cac
equipaggio precisata
tutte le divisioni furon strettamente riunite all'entrata del Campo , sugli spalti de' bastioni. La manovra si è comandata da Sua Maestà. Uno squadrone di Cavalleggieri ha incominciato il movimento verso la sinistra, e seguito da due battaglioni di Cacciatori ed una batteria di monta gna , allorchè è giunto all'estremità del Campo si è di sposto in ordine aperto. L'intera divisione del maresciallo de Sauget, quando ha veduto sgombrata la sua fronte , ha principiato il fuoco di artiglieria e quello battaglione . La seconda e quarta divisione han seguito quel movimento. Or poichè si è supposto che il nemico con forze superiori attaccasse su due lati , il fuoco si è diviso . La prima di visione si è tenuta in riserva e poscia spinta innanzi ha appoggiato la sinistra alla Chiesa di S. Lazzaro , ch'è in mezzo al Campo , e la dritta alla strada consolare , e pro tetta dalla sua batteria , dopo di aver eseguito il fuoco di battaglione ha ceduto quel terreno , e fatto il fuoco di file è rientrato dietro le varie linee già ordinate colla fronte alla strada di S. Angelo , le spalle alla piazza . Le brigate di cavalleria a riprese han caricate più volte , e ritroce dendo si son sempre vedute protette dal fuoco della mo schetteria e da quello dell'artiglieria . Erano allora circa le ore 2
e tutte le truppe fatti che ebbero i fasci d'armi
riposarono per poco . Di poi ritornato agli accantonamenti
211 la cavalleria e l'artiglieria , i 31 battaglioni di fanteria per file raddoppiate , mossero per la strada di S. Angelo a S. Maria , e rientrarono in Capua e nell' attendamento passato le 6 pomeridiane. Alle prime ore del giorno sei , le due compagnie di pontonieri hanno accompagnato l'intero equipaggio dei ponti, e l'hanno parcato nelle adjacenze di Treflisco . Lo stato Maggiore ha emanato l'ordine perchè tutta la fante ria alle ore 2
fosse riunita al Campo . Le divisioni schie
rate in battaglia colle spalle alla piazza , avevano riunite nel centro tutte le bande , tutte le trombe , tutti i tam buri. La terza e quarta divisione ha marciato sulla prima e sulla terza riga al suono delle bande e de' tamburi , e dopo di aver rincontrato la seconda linea ordinata in doppia colonna si è messa in ostacolo ,
e dipoi ha dato
passaggio alla prima e seconda divisione, che ha marciato al suono di tutte le trombe e fanfare . Siffatte evoluzioni furon sempre eseguite alla voce del Re . Al cader del giorno si è battuta la ritirata , e le truppe son rientrate ne' ri spettivi alloggiamenti . La sera si è stabilito in Capua il quartier generale , e fu posto a conoscenza dell'esercito il seguente ordine. » Domani alle ore 10 antimeridiane la prima e la quarta divisione in abito di marcia , si troveranno al poligono fuori la piazza di Capua , e prenderanno le posizioni che i rispettivi generali comandanti crederanno a secondo le ricevute istruzioni. Le due batterie di campagna e quella di montagna , servite dal reggimento re artiglieria , e la
212 batteria svizzera , saranno sullo stesso terreno , agli ordini del signor maresciallo di campo Statella . La seconda e la terza divisione anche in abito di mar cia saranno raccolte al campo alle 11 antimeridiane. Le due batterie di campagna e quella di montagna servite dal reggimento regina , e quella dell' artiglieria a cavallo alle ore 10 2 si troveranno in colonna sulla destra della strada di Triflisco , la testa alla crocevia di S. Angelo in Formis , Capua e Cajazzo , e precisamente accanto la piccola taverna .
Ogni soldato avrà trenta cartocci , i pezzi di montagna saranno provveduti di cento tiri a salva , e quelli di cam pagna ne avranno trenta . I soldati manceranno il rancio prima di uscire da' quartieri » Ed i generali di divisione vi aggiunsero la particolar disposizione , perchè nel simulacro di quel
giorno fosse
proibito il fuoco di file , non si facessero prigionieri , e non si lasciassero avvicinare i soldati a più di 30 passi .
La prima e quarta divisione uscite da Capua circa le ore 9
, furon condotte sul terreno dal maresciallo Son
nemberg , e vi giunsero passato il mezzo del giorno . Sua Maestà e tutto il seguito reale precedette la colonna for mata dalle due altre divisioni . Prima di uscir nella vasta pianura di Cajazzo , superato la gola di Treflisco , ed a sinistra della strada consolare vi è un bellissimo pianalto , adatto per una posizione di fensiva . Al piede vi scorre il Volturno ,
e lungo la
sponda sinistra si prolunga la strada che da S. Maria ,
213. dopo di aver girato il monte di Gerusalemme mena in Caserta. Quasi al centro del pianalto , si suppose che il corso del fiume fosse buono per gettar due ponti , di quindici battelli ognuno , de' quali uno doveva esser preparato ed al momento opportuno girato con semplice conversio ne. Il Maresciallo Statella si supponeva che procedendo da Cajazzo dovesse opporsi a quel passaggio , retrocedere nel primo istante , e quindi riprendere l'offensiva e re spingere il nemico.
I disseminati cacciatori situati sul pendio di quella po sizione, non appena avvisarono il pronunziato movimento del nemico , videro aggiunto
al loro fuoco quello del
l'artiglieria che si dimostrava superiore sulla sponda si nistra . Ultimato che fu il ponte gettato per battelli succes sivi , vi passò la divisione de Sauget , ed occupata che ebbe le due casine situate sulla riva dritta , si spinse in nanzi , e girato il pianalto giunse alle spalle della quarta divisione. Il Maresciallo Labrano tenne coi suoi soldati quasi perno di quell'evoluzione , e di poi passato sul ponte che con sollecita conversione fu piantato sul fiume , si trovò a fronte della divisione Lecca . Fu in tal momento che si ordinò di restar nelle novelle posizioni occupate, i soldati presero alquanto riposo , circa le ore tre pome ridiane fu ripigliato il simulacro , ma tutti mossero dopo gli ordini del Re. La terza divisione retrocedette respinta com' era dalla divisione , e giunto sulla strada di Cajazzo il primo granatieri della Guardia a passo di carica l'a veva spuntato sulla sinistra , allorchè quei battaglioni
214 eseguirono con perfetto ordine il passaggio del fiume in ritirata e per l'ali , ed arrivati sulla sponda opposta i! ponte fu celeramente ripiegato. Il generale de Sauget di sceso dal pianalto ritornò sulla riva sinistra . Ed allora dopo di essersi dalle due parti scambiati altri successivi e diversi fuochi , S. M. ordinò che le truppe continuando i pronunziati movimenti, rientrassero nell' attendamento " e nella piazza , ove gli ultimi battaglioni giunsero passato le otto ore della sera, La spessa e fredda pioggia che durò moltissimo temp il difficile ed intrigato terreno , accrebbero oltre ogni credere i disagi della truppa ; e perchè si vegga come il con tinuato esercizio avesse reso più forte il soldato e più atto alle fatiche , notiamo che il giorno susseguente il numero di quelli entrati negli ospedali fu di 23 , quando il giorno prima era stato di 26 soldati e sottuffiziali . Addi 8 , venerdì . Fu dato l'ordine perchè tutta la cavalleria alle ore dodici fosse al campo ,, e la
Maestà
del Re la tenne in esercizio sino alle quattro pomeridiane , ora che i corpi ritornarono
negli accantonamenti . Le
compagnie de' pontonieri tolsero i due ponti costruiti sul e trenta battelli ed otto barchette
cariche
di tutti gli oggetti , filando lungo la corrente
Volturno ,
vennero
ad ormeggiarsi sulla sponda
sinistra in vicinanza del
campo di manovra, ove furon parcate tutte le macchine corrispondenti a questo doppio equipaggio . Vantaggio
è
questo inapprezzabile e che si ha solo da' battelli. Un di staccamento di Pionieri ha riaccomodato
una
spaziosa
215 rampa , onde dar facile transito alle vetture dell'artiglie ria ed alla cavalleria , se mai si ripetesse il simulacro del passaggio di fiume . Il tempo ha continuato ad essere oltremodo piovoso .
La mattina del giorno 9 , la cavalleria tutta alle ore 12 è ritornata al campo , e tra dirotta pioggia soprag giunta , è stata esercitata dalla Maestà Sua alle celeri evoluzioni di linee . Passato le
ore tre pomeridiane i
squadroni tutti son ritornati agli accantonamenti . Addi dieci, domenica . Alle ore tre dopo il mezzo del giorno furon riunite nel piano della Castelluccia tutt' i tamburi , piffari , le trombe e le bande deʼreggimenti acquar tierati in Capua , e furono a vicenda posti di accordo nelle varie sonate . Circa le ore 5 e mezzo S. M. ordinò che toccasse la generale , e raccolta tutta la truppa nello stesso piano, dopo di essersi chiamato l'appello deʼsoldati , i bat taglioni defilarono innanzi la Maestà Sua , al suono delle bande riunite , e rientrarono ne' quartieri . La notte fu dato l'ordine alle divisioni di riunirsi al campo per ľ una pomeridiana, e fu posto a conoscenza di tutti di essersi approvati due passi doppi, i quali insieme ad altri due si dovettero sollecitamente imparar dalle ban de , onde sonarli di concerto nelle grandi manovre ; e similmente i tamburri furono ammaestrati a due passi doppi , prescelti tra quelli del reggimento Re artiglieria e l'undecimo della fanteria di linea. Le compagnie di Pontonieri, fin dalla prima ora del giorno avevano incominciato a gettare un ponte sopra
216 corrente la Piazza di Capua , allorchè S. M. atteso il tempo oltremodo rigido e piovoso , ha fatto sospendere l'or dine della manovra , e decampati gli undici battaglioni li ha avviati in Caserta , e li ha alloggiati ne' spaziosi
cor
ridori del palazzo reale. Coll' ordine scritto al cader della sera , si seppe che S. M. accordava il doppio prest alle bande che si erano riunite il giorno precedente nel piano della Castelluccia , ed agli undici battaglioni che erano at tendati . Ed atteso l'asprezza del tempo si è ordinato a tutti i soldati, niuno escluso , d'indossare l'uniforme sotto il cappotto , ed il pantalone di panno invece di quello di color bigio . Addi dodici martedì . Alle ore 11 le compagnie di Pon tonieri prepararono un ponte per conversione, e per trarre profitto della rampa aperta nelle adjacenze del campo di manovre sin da qualche anno , i battelli dovettero essere legati sopra corrente ed in direzione dello stesso filone , ciò aumentò oltremodo la fatica de'soldati , ma non li disanimò . Circa le ore tre pomeridiane la truppa fu chiamata al campo per le quattro , ed il telegrafo ne avvisò l'artiglieria ch' era in S. Maria e la cavalleria in Caserta . Sugli spalti della piazza si videro riuniti 21 battaglioni , cioè la prima e quarta divisione e la seconda brigata del maresciallo de Sauget , 29 squadroni di cavalleria , 64 bocche da fuoco .
S. M. comandò la manovra. I tre battaglioni caccia tori spinti innanzi , giunti che furono alla Chiesa di S.Rocco si disposero in ordine aperto , incominciarono il fuoco e procedettero sempre sino alla strada di S.
Angelo .
La
217
prima divisione ordinata com' era in massa per battaglioni continuò quel movimento , di poi schierata che fu in batta glia mosse al passo di carica non appena i cacciatori eb bero sgombrato la fronte , principiò il fuoco di metà di battaglione, procedette fino all'estremità del campo , esegui il fuoco di file, e poscia diè luogo alla seconda linea di entrare in sua vece , e questa a sua volta cedette la sua linea di battaglia all' intera artiglieria. La carica di cavalleria segui quel vivo sparo di tutte le bocche da fuoco . La prima divisione ordinate le sue colonne di attacco effettui il cambiamento di fronte a dritta sul terzo batta. glione della prima brigata. E giunta su questa novella direzione spiegò la massa in battaglia ed aprì il fuoco di battaglione , e poscia una bella e regolare ritirata a scacchiera la quale fu principiata dagli impari battaglioni . La seconda divisione aveva seguito questo movimento , so stenne la ritirata di que' soldati , e diede passaggio alla cavalleria la quale pronunziatamente caricò finchè giunse alla strada consolare di Napoli a Capua . Tutta l'artiglieria colla maggior celerità mosse dopo quei squadroni , e posta in batteria aprì il suo cannoneggiamento . La seconda divi sione corse al passo di carica, e quando fu per raggiun gere la linea delle bocche da fuoco , ricevette l'ordine di soffermarsi. Ed allora S. M. ordinò che al tocco della ri tirata tutte le truppe fossero rientrate ne' quartieri . La manovra di quel giorno eseguita con assai precisione ed esattezza , par che oltre l'idea del nemico che assaliva prima sulla fronte e poscia sull'ala dritta , avesse voluto
28
218. dimostrar , come le diverse armi successivamente si danno. appoggio e sostegno.
La mattina del 13 si ordinò alla truppa di Capua di riunirsi al campo per le ore tre, ed all'istess' ora giunse S. M. da Caserta con tutta la cavalleria , il reggimento Regina artiglieria , la prima brigata della seconda divi sione , e gli otto battaglioni del maresciallo Labrano . Tutta la fanteria fu cosi disposta. La prima divisione spiegata in battaglia colla fronte ad oriente , la dritta alla strada Ș. Angelo la sinistra, sugli spalti , seguivano nello stesso ordine la seconda , terza e quarta divisione , in ultimo la cavalleria coll' artiglieria alla sinistra . S. M. la Regina , ed i principi Reali assistettero al simulacro di quel giorno. Cacciato fuori uno squadrone di cavalleria , e dispostolo da cacciatori , non appena ebbe lasciato sgombero la fronte il maresciallo Lecca diede il comando per il fuoco di battaglioni , e dopo alquante scariche incominciò il mo vimento a scaloni , in ritirata e per la dritta , finchè tutti i dieci battaglioni furono raccolti dietro le altre linee che si erano spinte innanzi. La cavalleria caricò in dire zione della strada che dall'angolo del campo va a Treflisco , e l'artiglieria accompagnò
quel movimento. La prima
divisione fatto che ebbe il cambiamento di fronte a dritta sull' ala dritta , si trovò la fronte alla strada di S. An gelo , le spalle alla piazza , e sulla sua sinistra ebbe la seconda divisione. Quivi ricominciò il fuoco per metà di battaglioni e poscia celeramente eseguito il passaggio di linea rientrò in Capua, Lo stesso mano mano si praticò
219 dalle rimanenti divisioni , finchè gli 1. ultimi battagioni ri entrarono nella piazza a sera avanzata . Addi 14 giovedi . La fanteria accampata ed accantonatá si raccolse al campo sonando le ore due dopo mezzogiorno S. M. fece avvisar tutti i comandanti di battaglioni, che gli esercizî di quel giorno, essendo di semplice istruzione , cia scuno dovea cercare al miglior modo di condurre col mag gior ordine la sua gente tra le linee ,
le quali erano
quanto le divisioni e facevano particolari movimenti , che quasi sempre furono coverti da'cacciatori. Si ordinarono varî passaggi di linee, e due cambiamenti di fronte furono ese guiti nel tempo stesso da tutť i battaglioni. E quando le quattro divisioni si trovarono rivolte alla strada di S. Angelo S. M. diede il comando di Movimento per battaglioni. Cambiamento difronte a sinistra sull'ala sinistra di ogni battaglione. La prima divisione e
le altre mano mano
vennero a situarsi in colonna, appoggiando la dritta alla strada di S. Angelo 9 e tutte le bande e fanfare furono riunite e situate rimpetto la Maestà Sua. Di poi fu dato la voce di Colonna per defilare. Non è possibile di dir con quanta esattezza con quanta unione mossero que' battaglioni , che quasi tutti forti di sei divisioni , avendo più 120 passi di fronte , conservarono sempre una perfetta
linea . Il Re
rivolse più
segnata
mente ad alcuni gli evviva , che venivano dalle labbra di tutti gli astanti. Rientrate che furono le divisioni nella piazza ,
S. M. chiamò a se tutti i generali ,
e dimo
strò loro il Suo Sovrano contento per l'istruzione di
220 mostrata da' soldati , che certamente trattandosi di tattiche manovre, non potevano essere assoggettati a più difficile esperimento. Di poi si portò sul fiume , e fatto eseguire al ponte una conversione renduta assai più bella , dacchè il Volturno, avendo in breve tempo aumentato in larghezza , fu necessario aggiungervi dopo il primo movimento un altro battello , il quale si vidde condoito da due Ponto nieri i quali presi da bella
e lodevole gara corsero a
nuoto dalla dritta alla sinistra sponda. Non pertanto in meno di 20 minuti il primo battaglione cacciatori vi passò .sopra , ed occupato che ebbe la riva opposta si dispose in ordine aperto , e dato il segno della sollecita ritirata , i Pontonieri ripiegarono il ponte sotto corrente , ed eb bero l'ordine di prepararlo di bel nuovo per l'indomani . Sua Maestà non volle lasciar senza lodi queʼsoldati , che avevano dimostrata la sveltezza , propria delle nostre mi Jizie e buonissima volontà nella più dura fatica. La mattina del 15 fu dato l'ordine perchè tutta la fanteria in grande uniforme si trovasse al campo alle ore due pomeridiane, e sotto le armi avesse la maggior forza , le reclute fornissero tutte le necessarie guardie , e tutta la cavalleria e le 8 batterie vi fossero per le ore tre. Disposta la fanteria di battaglia in colonna per brigate sugli spalti della piazza e la dritta alla strada , precedeva la linea delle batterie , a questa la seconda divisione di cacciatori schierata per battaglioni in massa , ed innanzi tutti erano i 29 squadroni di cavalleria anche ordinati per colonne.
221 Si spinse innanzi la cavalleria , e riconosciuta che ebbe la posizione del nemico, sgombrò la fronte che fu occupata dalla divisione de Sauget, la quale incominciò il fuoco di file , e di poi procedendo oltre , aggiunse il fuoco delle bat terie alle due ali , indi la cavalleria corse alla carica , ed il suo movimento fu sostenuto da tutta l'artiglieria. La prima divisione che aveva seguito quelle mosse, si spiegò celera mente in battaglia, mentre la seconda divisione cambiò di fronte sul centro, ed a sinistra. Il maresciallo Lecca si portò su questa novella direzione , e fatti varî fuochi diè campo alla cavalleria di caricar sin al fondo del campo . I mare scialli Labrano e Statella continuarono queʼmovimenti , e quando la prima linea cambiò di fronte a dritta sull' ala sinistra , tutte le divisioni regolando le mosse de' batta glioni ordinati in colonne di attacco , vennero a situarsi le spalle alla piazza la fronte alla strada S. Angelo . In quel mentre S. M. riunì tutt'i generali di divisio ne , quelli di brigata ed i comandanti de' corpi di fante ria , e dimostrò loro la Sovrana soddisfazione per la di sciplina serbata da tutti
nel campo
menti , per la celerità e l'esattezza
e negli accantona posta nelle varie
evoluzioni , e quindi accordò a' sotto-uffiziali e soldati il doppio prest , e volle che in Suo Nome fossero ringra ziati tutti gli uffiziali . Rimasto al campo la Maestà Sua con la sola cavalle ria , ordinò a quell'arma varie celeri evoluzioni , e poscia volle che al trotto e per squadroni , avendo alla testa della colonna le Guardic del Corpo defilassero alla sua presenza.
222 Circa le ore 7 tutti furono di ritorno negli accantona menti. La sera si ordinò la levata del campo , furon date le disposizioni per la partenza delle truppe secondo le novelle guarnigioni, e fu letto a'soldati il seguente ordine. S. M. il Re ( D. G. ) è rimasta pienamente soddi sfatta della disciplina , tenuta , istruzione ed alacrità di ›mostrata in tutte le grandi manovre da' Corpi delle di verse Armi riunite in Capua e sue adiacenze , & e vuole che in occasione dello scioglimento del Campo d'Istru zione , si faccia conoscere ai signori Generali Ufiziali de Soldati tale sua sovrana Compiacenza , e concede in pari tempo la M. S. una giornata di doppio prest agl' indivi dui tutti de' Corpi » . La mattina del 16 toccata appena l'una , uscirono dalla porta di Napoli 17 battaglioni e la batteria Svizzera ; alla crocevia di S. Maria si aggiunse alla colonna la compagnia dell'artiglieria a cavallo, le tre batterie di campagna e le due di montagna del reggimento re artiglieria. Sua Maestà il Re, S. A. R. il conte d'Aquila , tutto il seguito Reale e lo stato maggiore, mossero con que' soldati. La colonna si fermò non appena ebbe oltrepassato il nono miglio , edissoldati ebbero alquanto riposo ; di poi posti di bel nuovo in cammino , la brigata di istruzione ed il primo cacciatori girò per la Marinella , ed il forte della truppa condotta dal maresciallo Lecca , traversò in perfettissimo ordine la strada Toledo , circa le ore 11 antimeridiane , e tutti volsero a' propri quartieri.
223 Non vogliamo lasciar questo piccolo cenno, senza re gistrar quanto da noi si è riflettuto, ne' venti giorni che un piccolo esercito napoletano si tenne raccolto nelle pia nure di Capua ; e domandiam perdono ai
nostri com
pagni d'armi, se nel render palese le impressioni ricevute vi aggiungiamo alquante riflessioni dedotte dalla niuna nostra esperienza guerriera , ma dalla quotidiana medi tazione sulle cose militari. Ed in primo ci è sembrato immensamente proficuo il raccogliere , a quando a quando , le nostre milizie sulle sponde del Volturno ; chè in qualunque sinistro dell'eser cito alla frontiera ed al Garigliano , sulla linea difensiva da Solopaca al Mare deve ritrovar la sua sicurezza ; e per ciò torna oltremodo vantaggioso di studiar con ogni dili genza quella vasta e bella contrada , che forse un giorno il simulacro fatto per istruzione , può ritornare alla me moria avendo a fronte il vero nemico. A cagion d'esem pio, non sarebbe strano se una volta assediata, o pur bloc cata la fortezza di Capua , dovesse il napolitano presidio andare incontro a quella colonna che procedendo da Ca jazzo volesse correre sulla capitale. 2.
La piazza di Capua, interessante piucchè ogni altra
del regno, è piantata per dar libero campo al ritorno offen sivo ed alla efficace difesa ; e quindi non è di poco mo mento il veder come in essa molte migliaja di soldati oggi vi ritrovano il necessario alla vita, ed allorchè saranno ulti mate ed ingrandite le fortificazioni , l'intero esercito potrà farne base delle sue operazioni offensive, o considerarla quale
224 efficacissimo sostegno nella ritirata. In altra
epoca si è
sollecitamente abbandonata al nemico , chè i nostri soldati non vi han mai ritrovato un'arma un ricovero ( 1 ) e non ha guari per tutte le previdenze usate, quattromila e più ca valli e circa ventiduemila soldati han rinvenuto nelle fertili contrade della Campania felice tutto il bisognevole al loro cibo ed al sostegno delle forze fisiche. E qui a ragion di lode riportiamo la vera situazione delle milizie raccolte e le variazioni sofferte durante il campo .
3. In proposito del passaggio del fiume , abbiam ri cordato le parole ascoltate da quel personaggio Augusto ch'è ora il primo capitan d'Europa « Due compagnie di cac ciatori francesi non mi permisero il passaggio dell' Aar » . Ed in verità l'Arciduca Carlo d'Austria il 12 agosto del l'anno 1779 , imprese a tagliar l'ala sinistra francese ed impadronirsi delle comunicazioni di quell' esercito. Rac colse a Dettingen il forte delle sue squadre ; ma pochi soldati di Ney , occupando la manca riva del fiume, furon la causa principale perchè andasse a vuoto quella bella combinazione strategica. Ciò ben dimostra che tale ope razione di guerra riesce quasi sempre ,
allorchè va ac
compagnata dalla sorpresa; e dalla numerosa artiglieria ; in contrario si contrasta coll'aggiustato fuoco di moschetteria , ed ancora più con quello micidiale delle bocche da fuoco.
(1) Ci riserbiamo di ragionare in altra occasione della fortezza di Capua , ed allora daremo una parti • colarizzata ricognizione del Volturno.
$ F
$
225 4.
Si è da tutti ripetuto che la guerra si esegue tra
i continui e svariati disordini , e maggior merito ha quel generale che commette minor falli , che più prevede , che più suppone . Il calcolo del tempo , dello spazio , de❜luo ghi è grandissimo , è variabile , è interessantissimo per la riuscita delle operazioni.
Chi
vuole che tal massa , tal
reggimento , tale approvisionamento giunga al momento stabilito , deve premeditarlo prima , e poscia disporre le cose sicchè superar possa tutti i possibili e plausibili osta coli causati dalla natura e dall' uomo . Sul campo di ma novra non v' ha dubbio , che ogni ordine spedito dagli uffiziali di stato maggiore o di ordinanza , giunge sempre a comandanti ; ma quando fischiano le palle, di dieci uf fiziali spediti forse un solo ne giunge ,
ed in tanto in
tervallo come sarà cambiato l'aspetto delle cose ? La sola previdenza rimedia , ed anche non sempre supplisce per intero a quanto l'intelligenza deve compiere nelle occasioni. 5.
Gli ordini scritti son facili ad intendersi , e quando
per evento di guerra il portatore è inutilizzato e non può finire la sua missione , chiunque soldato la esegue. Le parole soffrono sempre alquante variazioni passando di bocca in bocca; è ben facile di correggerle, allorchè lo spa zio è ristretto . Ma diviene impossibile ne' grandi spazî e tra le combinazioni varie e fuggitive della guerra , quando il capo varia i suoi ordini e le disposizioni al variar de gli eventi. Che se in altri tempi il generale raccolto una volta a se d'intorno i pochi luogotenenti , poteya dimostrar loro tutti i suoi piani di guerra , 29
oggi la sola particola
226 rizzata , ma intera e continuata corrispondenza , mette in armonia le varie parti costituenti la gran macchina detta esercito. Il lavoro dello Stato maggiore generale, è oggi grandissimo è difficile è di ogni momento , e solo divien sollecito e riceve ajuto , compiendo il giro degli stati mag giori parziali, a'corpi d'esercito , alle divisioni , alle brigate.
6.
Il calcolo dei mezzi si fa con progressione cres
cente dal soldato che pensa al suo fucile e numera i car tocci che ha nella giberna , al generale che pon mente alla ´ quantità e qualità delle sue milizie e quelle che deve com battere , alle varie condizioni in cui è , o può ritrovarsi da un istante all'altro , finchè giunge ad essere immenso e variato in chi tiene la somma delle cose. Ancora si ricorda qual sorpresa colpiva l'Europa alla novella de' successi brillanti avuti dal capitano del secolo. Ebbene essi eran conseguenza delle grandi combinazioni concepite da lontano e nella perfetta calma , fatte palese a pochi, ed eseguite con altrettanta abilità ed audacia da quei generali subalterni , che istruiti alla scuola di quel l'uomo , non tralasciavano alcuna più piccola minuta e cir costanziata disposizione, tendente alla intera esecuzione de gli ordini ricevuti , e turturaron sempre la loro intelli genza ; per togliere la volontà ad una massa di uomini bravi e risoluti , e così conseguirono assai spesso il fine di ogni guerra , la vittoria (1 ) .
(1) Ci piace di qui trascrivere quanto in massima si dettava dal maresciallo Ney , onde si vegga come
6loz el
227 La gloriosa carriera di Napoleone è segnalata dalla maggiore confidenza nei suoi arditi pensieri di guerra, perchè quella vasta mente coordinava ad un tempo le mosse dei suoi numerosi e forti eserciti , e non obbliava la più piccola cosa spettante al soldato.
L'undici ottobre dell' anno 1813 Bonaparte vede l' Eu
fossero particolarizzate le più piccole e necessarie di sposizioni.
ORDINE DI MARGIA PEL.
La divisione del generale comandante l'avanguardia o la brigata d'avanguardia , od in fine i flancheggia tori , partirà dalla posizione di ..... a due ore pre cise del mattino , con armi e bagaglie. Ella colla dritta o sinistra alla testa ,
marcerà
riconoscerà le sue
marcie ed i suoi fianchi , e conserverà il migliore or dine ne' suoi movimenti per addursi al campo , posto, 1 posizione etc., disegnata e determinata dagli uf fiziali di stato maggiore e del genio , in seguito delle istruzioni ricevute all'oggetto , appoggerà la sua drit ta..... dopo di aver stabilito i suoi avamposti in alli ¿ neamento del..... al villaggio , indietro al ruscello di..... il centro sull'altura di ..... e la sinistra • si distenderà sino alla foresta di ..... di cui essa cu stodirà gli sbocchi ed i fianchi ..... La riserva , il· suo parco d'artiglieria , ed i bagagli indietro del vil
228 ropa collegata , non ha precise notizie degli eserciti ne mici , crede che l'Arciduca Carlo Giovanni ha ripassato l'Elba e Schwartzenberg si ritira in Boemia
o sopra
Dresda , ed ecco quanto scrive fin dalle quattro ore del 1 mattino , al maggiore generale Berthier . « Il duca di Reggio resterà oggi a Grafenhaynichen , --laggio , fiume , o bosco di…....
Il quartier generale
della divisione a ..... La prima ,
seconda ,
terza e
quarta divisione lascerà il suo campo , dirigendosi
.... e giunta alla sua posizione su ...
di ……….. essa li
gherà con posti la sua dritta alla sinistra della prima divisione , e la sua sinistra alla dritta della terza , la prima divisione occuperà così la posizione di ..... la seconda quella
di.....
la terza quella di..... la
quarta etc. Le riserve saranno stabilite nella miglior guisa possibile al centro ed indietro delle loro divisioni rispettive , il quartier generale
della prima divisione
a..... quelli delle altre a ..... etc. La riserva dell' esercito occuperà la posizione di..... il gran parco a.... dietro della divisione del centro dell' esercito..... ( indicare il quartier generale della riserva e del comandante in capo del parco) . 6 Se l'esercito marcia su più colonne , lo che accade quasi sempre durante la guerra , tanto per accelerare il movimento , facilitare i mezzi di sussistenza , che per abbracciare una più grande fronte ,
l'ordine di
marcia segnerà la direzione di ciascuna d'esse , ipar
229 » e spiccherà un'avanguardia di fanteria , cavalleria e » artiglieria , a Ragun dove farà
ristabilire
» Questo distaccamento manderà
pattuglie a Iessuitz .
il ponte .
» Il duca di Treviso, il parco della guardia , la cavalle › ria del generale Latour-Maubourg , e la cavalleria del >> generale Walther della guardia , non si muoveranno >> dalle posizioni che occupano. Tutte queste truppe deb
ticolari della sua posizione d'accampamento , de' suoi fianchi , affinchè sia stabilito un servizio di pattuglie e ricognizioni , che impedisca al nemico di gittarsi con forze superiori fra le colonne per batterle partilamen te , o spuntarle a fianchi o di rovescio . Le colonne e streme distaccheranno un battaglione , due pezzi d'ar tiglieria a cavallo e due squadroni di cavalleria leg giera , sotto gli ordini di un ajutante comandante che il generale della divisione potrà adibire per andare a riconoscere il sito che la divisione dovrà occupare, e di rendergli conto delle sue scoverte durante la marcia etc. I generali di divisione avranno cura di trasmettere al generale in capo tutti i rapporti degli avvenimenti che potranno accadere nel corso della marcia. Questo generale indicherà la divisione colla quale egli si starà il giorno della battaglia , del combattimento o della marcia ; tutti i rapporti saranno falli per iscritto o verbalmente dagli ajutanti di campo ; che saranno provveduti d'agenda sulle quali segneranno i rapporti od altri ordini da doversi emanare alle truppe.
230 » bono star pronte e ritornare sul grande esercito , al > primo avviso . Il quartier generale , i parchi d'artiglie
ria , del genio , e l'equipaggio de' ponti , saranno stabi › liti a Priestablich . Tutto ciò non avrà ordine di mo vimento per oggi. La divisione Friant della vecchia guar » dia resterà oggi a Duben , La divisione Curial resterà » ad Eilenbourg , continuando ad occupare colla sua die troguardia la città di Wurzen. La divisione Lefebvre > Desnonette resterà sulla riva sinistra della Mulde , e pro teggerà il cammino d'Eilenbourg e di Lipsia. Il duca di » Ragusa prenderà posizione fra Duben , Lipsia e Delitsch . Ed al ministro degli affari esteri, nell'ora stessa , dopo di avergli scritto le notizie più particolarizzate , circa la po sizione degli eserciti francesi e quelli degli alleati giunge
sog
Fale conoscere al generale Lefebvre- Desnonettes
>> tutte le notizie che avete de' cosacchi .
Spetta a lui a
farli sgombrare il paese. Non si è mandato da Lipsia che una parte del convoglio ; la più importante , che >> erano le 31,000 paja di scarpe è stata ritenuta a Lipsia . > Incaricate Rumigny d' informarsi perchè ciò . Vi sarebbe > qualche progetto di birbantaggine ? E quel capitano non ha pace il giorno prima di una battaglia, le sue previdenze sono innumerevoli , precise e sempre da togliersi a modello . Ma quando ha compito ľ opera dell' uomo , percorre le linee colla fronte serena, presagio di sicura vittoria, parla a' generali , agli uffiziali ,` a' soldati, ed ha ragione di dir loro » La mia abitudine è di dormire sul campo di battaglia.
ANTONIO ULLOA .
231 BIBLIOGRAFIA OPERE RIGUARDANTI LE SCIENZE LE ARTI E L'ISTORIA MI LITARE " MESSE A STAMPA NEL REGNO DELLE DUE SICILIE NEL SECONDO SEMESTRE DEL 1841 .
--– La nuova fonderia, ragionamento di Giuseppe Novi alfiere di artiglieria. Napoli dalla Reale Tipografia Militare 1842 .
In uno de' prossimi volumi riprodurremo in parte si bel lavoro . -- Ruoli de' generali ed uffiziali attivi e sedentanei del reale eser cito e della real marina di Sua Maestà il Re del regno delle due Sicilie per l'anno 1841. Napoli dalla Reale Tipografia della Guerra 1841 .
È questo un libro che a somiglianza di quelli messi a stampa negli altri eserciti da qualche anno si è inco minciato a pubblicare , e l'abbiamo volta per volta ve duto aumentato di notizie e più corretto . Esso è vantag gioso per gli uffiziali tutti, dacchè presso di noi l'antichita è quella che dà dritto alle promozioni , ed in assai certa guisa fa conoscere l'ordinamento e la forza dell' esercito napoletano. Ecco quanto da esso si rileva . PRIMO RUOLO UFFIZIALI GENERALI. Tenenti Generali 7. Tra quali , un Principe Reale Colon nello Comandante ed Ispettor dei Corpi della Guardia Reale , e Comandante in capo la Guardia d' Interna Sicurezza ; un ajulante Generale di S. M. il Re e Consigliere di Stato l'in caricato del dettaglio dell'ispezione e Comando de' Corpi della
232 Cuardia Reale ; il Presidente dell' Alta Corte Militare ; il Direttor Generale dei Corpi facoltativi ; e l'Ispettore della fanteria di linea - Marescialli di Campo 21. Di cui , l' Inten dente Generale dell' Esercito ; il Comandante Generale delle Armi nei Reali Domini al di là del Faro con l'escrcizio delle funzioni di Luogo-Tenente Generale ; il Ministro Segretario di Stato della Polizia Generale ed Ispettor Comandante la Gendarmeria Reale , ed il Direttore del Ministero e Real Segreteria di Stato della Guerra e Marina
Brigadieri 26 .
Compreso il Capo dello Stato Maggiore dell' Esercito .
SECONDO RUOLO
COMPAGNIA DELLE REALI GUARDIE DEL CORPO. Primo Tenente 1. Maresciallo di Campo - Secondo Tenen te 1. Brigadiere - Primi Esenti 4. Tenenti Colonnelli
Se
condi Esenti 3. Tenenti Colonnelli — Brigadieri 4. Capitani Sotto Brigadieri 8. Primi Tenenti Guardie 49. Secondi Te nenti , ed Alfieri Guardie soprannumerarie 11. Alfieri Esenti al seguito 3. Tenenti Colonnelli -
Secondo Esente ono
rario 1. Maggiore .
TERZO RUOLO
FANTERIA DELLA GUARDIA REALE. Colonnelli 5. Due al seguito - Tenenti Colonnelli 3 — Mag giori 6 - Capitani 38 - Primi Tenenti 23 ( 1 ) — Ajutanti 6— Porta bandiera 6 . (1) I rimanenti primi Tenenti , i secondi Tenenti e gli Al fieri fan parte del ruolo della fanteria di linea,
233 CAVALLERIA DELLA GUARDIA REALE . I'
Colonnelli 2- Tenenti Colonnelli 3. Uno graduato Tenente Colonnello ; ed un' altro fa da maggiore
ܚMaggiori 3
pitani 10. Compresi due Ajutanti Maggiore ti 8 (1 ) - Ajulanti 4
Ca
Primi Tenen
Porta Stendardi 8.
QUARTO RUOLO
GENDARMERIA REALE.
Colonnello I- Tenenti Colonnelli 3 -Maggiori
6 - - Capi tani 42. De' quali sette di Cavalleria - Primi Tenenti 36. Di Fanteria - Secondi Tenenti 36. Di Fanteria - Alfieri 32. Di
Fanteria - 13. Primi Tenenti Di Cavalleria tra quali due son capitani tenenti - Secondi Tenenti 10. Di Cavalleria -
AI
fieri to. Di Cavalleria - Ajutanti 6.
QUINTO RUOLO ARTIGLIERIA .
Colonnelli 4- Tenenti Colonnelli 17
Maggiori 8
Capi
tani 43. De'quali 4 alle Compagnie di Deposito , e due a vita di cui uno con l' onorificenza di Tenente Colonnello. Capitani Tenenti 34 — Primi Tenenti 43. Sei alle Compa gnie di Deposito - Secondi Tenenti 5. Tutti alle Compagnie di Deposito - Alfieri 20 - Ajutanti 32 - Guardia principa
(1) I rimanenti primi Tenenti , i secondi Tenenti e gli Al fieri fan parte del ruolo della cavalleria di linea. 30
234 le 1 Guardia di prima Classe 7 C- Idem di seconda Clas Guardiani 46 - Fonditori se 17 -- Idem di terza Classe 27 - Allievi Fonditori 4 principali 2 Ajutante Fonditore Disegnatore - Contraloro d'armi di prima Classe 2 - Idem di seconda Classe 2- Rivisori d'armi 5.
TRENO DI LINEA.
Capitani 6 - Pri — Maggiore 1. Al seguito mi Tenenti 8 Secondi Tenenti 6 Ajutanti 6.
Colonnello
CORPO DEL GENIO.
Colonnelli 3 CO
Tenenti Colonnelli 4- Maggiori 6 - Capi
tani 14 ―― Capitan Tenenti 15.- Primi Tenenti 38 - Secondi Tenenti 3.-· Alfieri 14 .-
Guardie di prima Classe 17 - Guar die di seconda Classe 16 · Guardie di terza Classe 16.
BATTAGLIONE PIONIERI .
Tenente Colonnello 1 — Capitani 7 compreso il capitano aju Primi Tenenti 8 Secondi Tenenti 6 -
tante maggiore
Alfieri 6 ― Ajutauti 12. Compresi quelli del Battaglione Zap patori Minatori.
IMPIEGATI DEL REALE OFFICIO TOPOGRAFICO.
Professore di Geodesia Idem di seconda Classe 3
Ingegneri di prima Classe 3 — g Idem di terza Classe 3 Sopran
numeri Ingegneri 2 →→ Disegnatori Topografici di prima Clas
235 se 3 -- Idem di seconda Classe 3 - - Idem di terza Classe 5 Soprannumeri disegnatori 5 - Disegnatore Litografo di prima Classe I Idem di seconda Classe 1 -- Idem di terza Classe 1 Incisori di prima Classe 3 -- Idem di seconda Classe 3-- Idem
- Soprannumeri Incisori 3 . di terza Classe 5 —
SESTO RUOLO
FANTERIA DI LINEA NAZIONALE .
Colonnelli 11 — Tenenti Colonnelli 16 - Maggiori 33 - Ca Primi Tenenti 199 - Secondi Tenenti 202 pitani 206 fieri 221 Ajutanti 33 - Porta bandiere 26.
Al
SETTIMO RUOLO REGGIMENTI SVIZZERI .
Colonnelli 4- Tenenti Colonnelli 4- Maggiori 8 c. Capi tani 66 — Primi Tenenti 73 - Primi secondi Tenenti 49 — Se condi secondi Tenenti 46 - Porta Bandiere 4 -Ajutanti 8.
OTTAVO RUOLO 1
CAVALLERIA DI LINEA.
Colonnelli 4 - Tenenti Colonnelli 5- Maggiori 12. Tra'quali
un principe Reale - Capitani 25 - Primi Tenenti 28 - Se condi Tenenti 38 - Alfieri 62 B Ajutanti 10- Porta Sten dardi 20 .
236 NONO RUOLO
CORPI SEDENTANEI
Colonnelli 26 - Tenenti Colonnelli 18 . Maggiori 46
Ca pitani 156.-· Primi Tenenti 106 ― Secondi Tenenti 123 G Alfieri 40 G Guardie del Corpo 5 - Ajutanti 51 - - Porta Ban
diere 14. DECIMO RUOLO
CORPO POLITICO DELL' ESERCITO
MINISTERO DI GUERRA.
Uffiziali di ripartimento 4 — Uffiziali di Carico di primo ran go 6 - detti di secondo rango 6 - Uffiziali di seconda Classe di primo rango 6 - di secondo 6 - Uffiziali di seconda Classe di primo rango 6 - di secondo 6 - Uffiziali di terza Classe di primo rango 10 - di secondo rango 8- Uffiziali soprannume ri 12 Alunni II.
INTENDENZA GENERALE DELL'ESERCITO .
Capi di ripartimento di primo rango 2 —- di secondo 2 Capi di sezione di primo rango 8 di secondo 7 - Uffiziali di ་ prima Classe di primo rango 8 - di secondo detto 7 - Uffi ziali di seconda Classe di primo rango 7 - Uffiziali di terza Classe di primo rango 14 prannumeri 14.
detti di secondo rango 14 - So
237 COMMISSARIATO DI GUERRA.
Commissari di Guerra Commissari di Guerra ordinatori 7 di prima Classe 12 — di seconda Classe 18.
ORFANOTROFIO MILITARE
Vice Presidente 1 —- Amministratore del ramo contenzioso I Amministratore contabile 1 - Amministratore I ― rio I- Capo contabile 1 — Archivario Classe 2 - di seconda Classe 3 -
Segreta – Uffiziali di prima
di terza Classe 4 ―
Alun
ni 5.- Soprannumeri 5 - Aspiranti II Contralori 4- Sor vegliante I.
SANITÀ MILITARE. Primi Medici 25 - Secondi Medici 14 — primi Chirurgi 34.
4 de' Corpi Svizzeri - Secondi 35. 8 Idem degli svizzeri G terzi 99 - Canditati in Chirurgia del 1831 sono 10 I dem del 1838 sono 7 - Primi Farmacisti 8 - Secondi detti
16 - terzi detti 35 G
Candidati in farmacia del 1831 sono 20 -
Idem del 1837 sono 30 . CONTABILITÀ DELLA SANITÀ MILITARE.
Primi Contralori 4 lori 4
Secondi Contralori 4 -- Terzi Contra
Primi Commessi 18-- Secondi Commessi 21- Terzi
Commessi 54 - Alunni Ammissionati 46 - Soprastanti 5. UFFIZIALI GENERALI DELLA REAL MARINA. Co Retro Ammiragli 4. Tra quali un Maggior Generale Brigadiere 1 .
238 UFFIZIALI DI GUERRA. Capitani di Vascello 9, de' quali 3. Sedentanei - Capitani di Fregata 16, de'quali 5 Sedentanei ― Tenenti di Vascello 45. Tra quali un Principe Reale e 6. Sedentanei · Alfieri di Va scello 31 , 7. Sedentanei - Guardiamarine 7 - Alfiere di Va
scello Soprannumero 1 . PILOTI DELLA REAL MARINA. Primi Piloti 15 de' quali 6. Sedentanei - Secondi Piloti 33 de' quali 9. Sedentanei - Tre Piloti 22 de' quali 5. Sedenta nei- Pilotino 1. Idem.
REAL CORPO DI CANNONIERI E MARINARI , E COMPA GNIA ARTEFICI CANNONIERI .
Sotto-Ispettore Tenente Colonnello I - Maggiore 1 - Capita
ni 7 -
Compreso il Capitano Ajutante Maggiore - Capita ni. 5- Primi Tenenti 5 - Secondi Tenenti 15 .
REGGIMENTO REAL MARINA.
Colonnello I - Tenente Colonnello 1 - Maggiori 2
Capi tani 9. Compreso l'aiutante maggiore — Primi Tenenti 9 Secondi Tenenti 9 - Ajutanti 2.
REAL CORPO DEL GENIO MARITTIMO.
DIRETTORE 1 — Ingegneri costruttori di prima Classe 2 — · Delineatore 1 - Mac Idem di seconda Idem 1-· Alunni 5 chinista 1 Capitani di Porto 6.
239 COMANDANTE DI BAGNI.
Di prima Classe 7 -- Di seconda Classe 4.
SANITÀ DELLA REAL MARINA.
Medici di prima Classe 3 - Idem di seconda Classe 2 - Chi rurgi di prima Classe 8 de' quali 6. naviganti - Idem di se を conda Classe 12 de' quali 9. naviganti - Idem di terza Clas se 15 , 5. naviganti - Farmacisti di prima Classe 1 - Idem di seconda Classe 2 -
Idem di terza Classe 4.
CORPO TELEGRAFICO.
Comandante I
CO I -
Uffiziale di Dettaglio del servizio Telegrafi Idem Dipartimento di primo rango 3 - - Idem di secondo
rango 4— Uffiziali interpetri di prima Classe 2 - Idem di se conda Classe 3.G
Uffiziali di seconda Classe primo rango 7
Idem secondo rango 8- Quartiermastro I — Uffiziali sorve glianti di primo rango 6 - · Idem di secondo rango 5.
MINISTERO DI MARINA.
Capi di ripartimento 2 — Uffiziali di carico di primo ran go 2 - Idem di secondo rango 2 -- Uffiziali di prima Classe di primo rango 3- Idem di secondo rango 1 - Uffiziali di se Uffiziali conda Classe primo rango 2 — Idem secondo rango 2 di terza Classe primo rango 3.― Idem secondo rango 3 - So prannumeri 5 - Alunni 8 - Capo di ripartimento al seguito 1 .
240 COMMISSARIATO DELLA REAL MARINA.
Commissario di prima Classe 5-
Idem di seconda Classe 6.
DIPENDENZE MILITARI DELLA REAL MARINA.
Uffiziali di prima Classe di primo rango 13 - Idem di se condo rango 12 - Uffiziali di seconda Classe di primo rango 13 Idem di secondo rango 12 - Uffiziali di terza Classe di primo
rango 20- Idem di secondo rango 20 Soprannumeri 40 Meritorj 25.
-
Istruzione provvisoria per le manovre di evoluzioni delle batte
rie di campagna ridotte in 36 domande dal Capitano Nicola Melendez del Corpo Reale di Artiglieria per far parte del pro gramma di esame. Napoli dalla Tipografia della Guerra 1841 .
241 BIBLIOGRAFIA STRANIER A ITALIA.
FRANCESCO MARTINI DI GIORGIO .
Trattato di Archi
tettura civile e militare ora per la prima volta pubblicato per cura del cavaliere Cesare Saluzzo, con dissertazioni e note per servire alla storia militare italiana . Mina 1841.
Torino ,
tipografa
Chirio e
Gli stati torinesi vanno nobilissimamente dimostrando che nella pace è duopo
accrescer l'emulazione
e lo
studio delle persone militari per viemeglio dimostrare a tulli non essere la soldatesca
solamente pronta e
sollecita della difesa e propugnazione della gnità e de' diritti ,
propria di
ma una parte ancora del decoro
e dell'incremento delle scienze . E siam lieti di veder pubblicate per cura del chiarissimo Tenente Generale Salazzo un'opera che può certamente
noverarsi fra le
fonti di bello scrivere intorno a militari e tenaci argo menti , Sanese siccome era il Martini e cinquecentista. Di fatti in un articolo convenientemente disteso verremo nel prossimo numero ragionando del pro che alla lingua ed anche all'arte d'innalzare opere forti in
certi siti
può bene derivare da questa pubblicazione ,
invitare i
dotti soldati degli eserciti d'Italia
a profferire larghi
encomî a colui il quale per venire a lavori di tal falla ,
3
242 ha dovuto innanzi far trascrivere i più importanti codici della Magliabechiana e della Ricciardiana di Firenze , dell' Ambrosiana di Milano , della Marciana di Venezia , e tanti e tanti altri che a noi fe' conoscere l'opera del Marsand intorno a quante opere
italiane a penna si
conservano nella reale biblioteca di Parigi . Nè di lodi abbiamo ad essere troppo sterili alle diligenti e sapienti fatiche dell' egregio Carlo Promis ,
il quale non pure
vi aggiunse la vita dell'autore , ma un volume intero di dissertazioni ch'egli ha intitolata II PARTE . Dell'arte dell' ingegnere e dell'artigliere in Italia dalla sua origine sino al principio del XVI secolo ,
e degli
scrittori di essa dal 1285 al 1560. Memorie storiche cinque in appendice e schiarimento
al trattato di
architettura di Francesco di Giorgio Martini.
FRANCE.
Instruction provisoire sur l'exercise et les manoevres des ba taillons de chasseurs à pied 1er partie école du soldat et école de peloton 2º partie école de bataillon. Paris 1841 . Nel prossimo volume discorreremo di questo lavoro, e rileveremo quanto è nuovo , e quanto è simile al rego lamento riguardante i nostri battaglioni de' cacciatori.
ANTOLOGIA
MILITARE
ANNO SETTIMO - VOLUME XIV.
SECONDA SERIE. L SECONDO SEMESTRE . COMPILATA PER CURA
DI ANTONIO ULLOA Capitano, di Artiglieria Addetto allo Stato Maggiore dell'Esercito. C'est la science et le courage qui donnent la victoire, et non la moltitude GUIBERT.
NAPOLI , DALLA REALE TIPOGRAFIA DELLA GUERRA 1842.
INDICE.
NUOVE QUISTIONI SULLA TATTICA — P. Roselli uffi ziale di fanteria pontificia INTORNO all' origine della polvere da cannone ed al suo primo uso nelle armi da fuoco -- Ma 45
riano d'Ayala · · PROSPETTO del nuovo codice penale militare pie montese pubblicato nell' anno 1840. Luigi Ze none Quaglia generale comandante la piazza di • Genova
45
BIBLIOTECA storica militare pubblicata dai Cava lieri Leskine e Souvant 6.0 volume 1842. Luigi • 103 Blanch · ATLANTE geografico corredato di notizie fisiche sto riche statistiche e politiche diretto da Benedetto • 121 Marzolla - Ferdinando de Luca · CARTA itineraria della Sicilia compilata e dise gnata dal tenente graduato del Real corpo del Genio. Nunzio Interguglielmi — Antonio Ulloa 141 AIDE - Mémoire de Mécanique pratique à l'usa ge des officiers d'artillerie et des ingenieurs ci • · 144 vils et militaires par Arthus Morin .. MARINERIA della Gran Brettagna - F. B. . .
145
RELAZIONE de'fatti di guerra accaduti nella pro vincia dell' Aquila nel 1792 , sotto il comando del generale Giovanni Salomone stampati nel • • 187 · 1799- Luigi Blanch SPEDIZIONE in Calabria • · 199 DOCUMENTO 1.º 2.º e 3.º · •
• 214
DELLA vita e delle opere degl' italiani scrittori di artiglieria architettura e meccanica militare da Egidio Colonna a Francesco Marchi. Memoria storica 1. Torino 1841- M. d'Ayala • · FRANCESCO GULLI- Gennaro Marulli 233
LE MILIZIE napoletane intervenute alla parata del 8 Settembre 1842 - A. U.. 242 COSE DIVERSE —- Pruove a distruzione di otto bocche da fuoco - Saggi comparativi dell' obice can none alla Paixhans e di quello alla Willantroys modificato - Caronate da 30 adottate per la Real Marina -Novello sistema di ponti del si gnor Giraud - Osservazioni fatte in Affrica sui novellifucili- Nomenclatura e disegni degli stru menti di chirurgia degli ospedali militari ·- Bat taglioni in Austria armati con fucili alla Con sole G Esperienza in Vienna sulla strada di ferro dell' Imperadore Ferdinando - La fanteria di Assia Elettorale armata con i fucili a per cussione - Scarpe per i pontonieri - Strettoi Commissione preseduta dal Prin per il fieno cipe Federico di Prussia- Esperienza sulle stra de ferrate di Berlino a Potsdam - Consumo dell' Artiglieria Prussiana nella guerra del 1813 - Uffiziali Prussiani spediti al Caucaso e nell'Aff ganistan - Esperimento di novelli razzi - Pruo va di novelli fucili inglesi a percussione― Espe rimenti sui mantelletti — Novello apparato per scandagliare il fondo del mare — Saggi delle bombe a percussione - Grande nave a vapore —Esperimento di un cannone di straordinario ca libro eseguito con i novelli tubetti a percussione
fulminante . BIBLIOGRAFIA del regno
• 249 Bibliografia straniera . 257
I
NUOVE QUESTIONI
SULLA
TATTICA . ( 1)
Se un vantaggio , contro una truppa esercitata e co raggiosa , proviene da relazioni favorevoli fra le armi , gli ordini , le località , le distanze , ec . che di giorno o di notte hanno i combattenti , l'importanza di conoscere quali siano queste relazioni evidentemente apparisce. Io qui n'estendo solamente le ricerche in alcune poche que stioni appartenenti al combatter da lungi , colle armi ma nesche da fuoco , per quella via che altra volta m' apersi colla probabilità che hanno di colpire un dato oggetto i tiri delle armi medesime. E siccome il dar ragione sul modo di vincere , in molti casi , la potenza di un nemico ed evitare insieme tanti rovesci di fortuna , è cosa utilis sima ; questo qualsiasi lavoro apporterà forse un qualche giovamento alle milizie
e se ciò avviene , io giungerò
precisamente ad ottenere quel che bramai ne seguisse. Intanto poichè desidero di far cosa grata a quelle persone che mi sono carissime ,
in segno di stima ,
ho risoluto
farle , prima di ogni altro , posseditrici di queste poche ma nuove verità , le quali , se non erro , sembrano come
(1) Quest' articolo fa seguito a quello discorso nel volume XIII. dell'Antologia pag. 89. I
2 una scala adatta per ascendere in un vasto " e luminoso sentiero. Ci fa vedere l'esperienza che , facendo fuoco contro corpi di data figura , le probabilità di colpirli sono mi nori quanto più ci allontaniamo dai corpi medesimi , e ogni arma di diversa specie , colle cariche più soddisfa centi , dà dei numeri ,
in serie decrescente " sui quali
non si distingue alcuna legge esatta " o scala di relazione. Nonostante , tali numeri , variando al variar delle lon tananze " si scorge immediatamente che , la probabilità di qualunque tiro , dev'essere una funzione della distanza che passa dallo scopo al punto in cui si tira ; onde la -difficoltà , che subito ci si presenta ,
è lo scoprire qual
sia questa funzione . Noi però sappiamo 1.º che quando Ja distanza , che scriveremo con x , è nulla , la proba bilità di colpire , che scriveremo con y , è quella stessa dei scatti veri : 2.
che quando le distanze sono maggiori
di zero , e minori della gittata dell'arma , le probabilità di colpire sono rappresentate da numeri cogniti : 3.º che al di là della gittata la probabilità è nulla. Con questi dati adopro la formola conosciata
2 2 *) (*-*) s³y y¤=y+xsy +x (* -') s²y+*(*-
I
X- 2
+x
·
2 ( *) ( * )( ~ ³) sky + ·
ec. ,
la quale ha la proprietà di legare , con l'indice del posto che occupano " i differenti termini di una serie di numeri
Y, Y 1, Y 2 , Y3 , ·
·
· yxi
3 senza conoscere la funzione a cui appartengono . Il suo
· ec. termine ,
sviluppo finisce al 1º , 2º , 3º " • · " • • • quando x=0 , = I , = 2 , i valori di
ec .; e per tutti
tra o e I , I е 2 9 2 e 3 ,
· • .ec . >
i coefficienti ordinatamente di Ay , A³y , A4у , .. ec . diventano negativi . Io non considero i termini dal primo £
coefficiente negativo in poi .
Ciò posto , per un' arma qualunque da fuoco , sia 【 la probabilità dei scatti veri ; ed a , b , c , e ,. • · • h, il numero dei tiri giunti al bersaglio alle distanze I , 2 ,
3,4 , · • · ▾ m : se per m intendia mo la gittata del Parma , avremo la serie • h " 0.
ૐ > a " b " с . e9 •
Prendendo , in questa serie , le differenze 1 , 2 , ″ • ec. " e sostituendole nella formola di · 3,a . ·
? i
probabilità ; viene a yx=3 +x(a−3) +x (*—¹³) (6—2a + 3 ) +· X2 **(** ) (**) •c- 3b + 3a - 3 ) + ·
x- 2 *(* ) (**) ·
M - =(m -1) X = x · Is]+
·
¹')ƒ— [ h—mg+m( m—¹) == •("
( 펌 )( 중) :
E×
[− (m+ 1 ) h+ (m+ 1)™g − (m + 1 ) ™ (™-3 ')ƒ+ ….. ± 8 ]
• ·
• . ec .;
+
che fatto z=m+1 9 si riduce a zero .
4 Questa formola che nel miglior modo corrisponde col l'esperienza alle distanze o 9 I " 2 2 3 , m, m +I, dal bersaglio, non dà generalmente con precisione i valori per le distanze comprese tra o er " I e 2 " 2 e 3 ...ec . Se faremo però le unità più piccole i valori si avvicine ranno meglio , e potremo approssimarli quanto sarà suf ficiente
ma l'equazioni che ne risultano , acquistando
allora un grado assai elevato , nell' adoperarle, diventano incomode . D'altronde , i tiri delle armi da fuoco, dando per probabilità dei numeri i quali non sono suscettibili di molt' approssimazione ; questo ci permette di tener per veri quelli che otterremo dalla formola , prendendo le unità eguali a 100 passi , oppure a 100 metri : e così eviteremo d'impegnarci in equazioni di grado assai ele vato. Saremo un poco più cauti talvolta nell'ammettere i valori tra o e 1 ; perchè , nelle distanze molto vicine allo scopo , si osserva che la probabilità dei colpi o è la medesima , o pochissimo differisce da quella dei scatti veri. I. QUESTIONE. La questione in cui mi occupo subita mente è di trovare , quando si circonda un corpo d'in fanteria nemica 9 ordinata in circolo , a qual distanza debba trarre la stessa specie di truppa , acciò che il fuoco produca il massimo effetto. In qualche aspetto io già ho risoluta una tal questione con altro metodo ( 1 ) ; ma ora quì la riassumo , sia per
(1) Roselli. Risoluzione di un problema di tattica. Roma 1841.
5 trattarla più estesamente , sia perchè è bene vedere che anche seguendo diverse vie , si arriva sempre a trovare la medesima verità.
Nelle armi da fuoco , per varie cagioni , può non partire il colpo ; e se son a pietra , molto viene dai rap porti che hanno fra loro le forze di elasticità delle molle; il migliore dei quali , nei fucili , non fa mai che non succeda un falso scatto ogni 26 tiri , circa ( 1 ) . Io con sidero primieramente il fucile della infanteria grave ; e valutando anche le altre cause " ammetto che ogni 100 tiri ne partino presso a poco 95 ; percui sarà ( = 0,95 : e perche tirando colle stesse armi , contro un bersaglio met met alto 1 , 90 e largo 30m , ci dà l'esperienza passi passi passi ec . x = 0 , = 100 , = 200 =
colpi colpi colpi y = 0,95 = 0,75 = 0,46 =
ec .
avremo
ec . Ya=0,95—0,2x—0,09¤(* — ')+ · Sia tale l'ordinanza circolare , in cui sono disposti i nemici che la probabilità del tiro , il quale gli si dirige sino alla distanza di 2 " non differisca sensibilmente da quella del tiro contro una schiera rettilinea. Chiamando Til rapporto della circonferenza al diametro ;
il nu
(1) Regolamenti e istruzioni per le truppe di fan teria del gran-ducato di Toscana. Tomo I. Difetti del fucile di munizione. Firenze stamperia granducale 1818.
6 mero che denomina l'arco il quale si circonda ; 7 il nu mero delle righe che scaricano le armi ; e k il numero delle file ch' entrano in una unità di misura : la quan tità dei colpi , che vanno allo scopo > sarà espressa da
N=
2rkl 2xkl -xy x² x X β β
95—0, 2 + 5—0, 2x ― 0,09x( {0,9 1)
· •
ec .
E se il massimo che cerchiamo è tra 1 e 2 ce lo darà
qualche radice , compresa in questi , della equazione dN 2rkl = {0,95—0,31x— 0, 2x²{}= 0 ; dx ß cioè 62
190 = 0 ;
27
27
x² + che risoluta då
31 ±78,04; ossia 1,74 prossimamente . 27 Questa radice sostituita in -2xkl diN dx2 ==B. { 31 -+ - 978} ; offre un risultato negativo , percui ≈
1,74 fa divenir
massima la N. E siccome abbiamo supposta l'unità e guale a 100 passi , sarà x= 174 ; cioè alla distanza di 174 passi , circondando il nemico , il numero maggiore dei projetti colpirà l'ordinanza .
Il valore 174 è differente da quello che ottenni ado perando una formola , la quale era il termine generale di una serie , che rappresentava , con molt' approssima zione, le probabilità osservate nelle più accurate sperienze .
7 Ciò proviene dall' aver prese le unità troppo grandi : in fatti facendo 150 passi ; si ha
• ec .
x= 0 , = 1 , = 2 , = 3 , = 4, = • •
ec .
y=0,95 =0,95 = 0,75 =0,58 = 0,46 = Sostituendo questi valori , nella formola , viene
X- 2 Yx= 0,95-0,2x( 2 (——³)— 평 2 ) +0,23x(**) . · ec .
3 0,212FFF )+ ed il numero dei colpi , che urteranno il bersaglio nelle
distanze fra 3 e 4 ; sarà
2xkl N=
x B
2,75 X { 0,95+ 12
2,49 -x² + 1,093 -0,074). 8 8 12
Quindi pel massimo , dovremo avere dN_2rkl{0,95 + 2,75 x 2,49 -x² +·1,09x3 . 3 Ᏸ dx 6 8
0,35 8 Bar{=0 ;
ossia 87223 2241 x4 105 3+ -x2. 105
I100 x 105
2280 105
Questa equazione avendo nei segni una successione e tre variazioni , e l'ultimo termine negativo ; le sue quattro radici saranno una negativa 2 una positiva , e le altre due positive ovvero immaginarie.
La nostra teoria però
non ammettendo , in questo caso , che i valori compresi da 3 e 4 , la fatica di trovare tutte le radici sarebbe inutile , onde vedremo soltanto se tra questi limiti , esiste qualche valore di æ , il quale verifichi l'equazione. Fa cendo questa ricerca si trova x = 3,84 prossimamente ; che moltiplicato per 50 dà 292 ; per cui circa 292 passi
8 lontani dal corpo che si circonda , il maggior numero di projetti colpisce ; che è precisamente quanto trovai ( 1) . Sostituito questo valore nel coefficiente differenziale se condo ; che è
d²N_2ækl (2,75 36 dra
35 2.49.6 - ; -x ·x + 1,09x² —0 2 8
;
abbiamo
d2N dx2
24kl ; cioè un risultato negativo.
0,5493059 . β
La serie adoperata prima , non ostante che tra i nu merio e I 9 Ie 2 " 2 e 3 " • · ec. dia valori
meno prossimi agli osservati di questa , pure in vista della sua maggior semplicità ; della poca esattezza ( come si disse ) di cui sono suscettibili l'esperienze ; e del mi glior effetto che i tiri produrrebbero alla distanza di 174 passi , quando il fumo , la nebbia , o il polverio , ci na scondessero alquanto il bersaglio , stimo che non debba esser dimenticata . Anzi io quì la preferirò alla seconda ; poichè penso che i risultati ottenuti dall' esperienze fatte con tutta la tranquillità , o senza alcun ostacolo , in tempo di pace , si debbano modificare riguardo quegli elementi che prevediamo doversi involvere nelle azioni di guerra . Ho considerati fin ora gli effetti del tiro solamente ri spetto la fronte dell'ordinanza :
ma una palla che pe
netra in un corpo di truppa , o può passare fra uomo e uomo , in qualche riga ; o fendere uno o più uomini ,
(1) Roselli. Opuscolo predetto , pag. 11.
Generalmente un uomo quanto più è vicino al nemico , o sta innanzi di riga , nella schiera , tanto più è proba bile che sia colpito : le qualità delle armi , di cui è ber saglio , faranno poi variare tali probabilità . Per cono scerne le leggi , mi sarebbe piaciuto di esaminare se qual grossezza si dovesse dare a delle tavole di legno , piombo , suola 2 o altra sostanza , acciocchè presentassero la stessa resistenza , che oppone alla penetrazione di un proietto a un dipresso il corpo di un uomo. Allora situate molte di queste tavole ad intervalli , sopra una linea ; e quindi collocandone dietro altre , a distanze eguali a quelle che passano tra riga e riga , si sarebbero esaminati gli ef fetti di diverse armi scaricate da varie distanze . Fino a desso però non avendo potuto eseguir tutto questo , as sumo alcune ipotesi , le quali se non si avvicineranno bastantemente al vero potremo , senza gran fatica , SO stituir nelle formole i valori che l'esperienze ci rende ranno palesi .
Si sa che una riga d'infanteria schierata espone al nemico una superficie che è la metà , presso a poco , di quella della faccia anteriore di un bersaglio , lungo met quanto l'intiera riga , ed alto 1 , 90 ( 1 ) . Se la prima riga della schiera è vicinissima alla truppa che gli fa contro il fuoco , la probabilità che ha di esser colpita non
(1) Vedi il paragrafo 80 della parte elementare e pratica , nel trattato d'artiglieria del signor Piobert, Bruselles 1838.
2
10 è la metà di quella del tiro , ma bensi quella del tiro stesso 9 е di mano in mano , che la distanza aumenta diminuisce sino ad - T suo minimo limite. La seconda 2 riga , essendo coperta dalla prima , avrà meno probabi lità di questa , nell' esser colpita ; così la terza meno probabilità della seconda , e via discorrendo . Per la prima e seconda riga di una schiera , la quale riceve il fuoco da una truppa di fucilieri , stabilisco che le probabilità di esser colpite dai proietti che vanno sul bersaglio siano Ꮖ 2 ¤¸= 1—0; 3x+0,25x (ª—¹) –
0,25x (
)(
3 영 ( )( ) ) )+0,22( ") ( ec .
u' =0,8—0,42 +0,3 - ( — ) X- 2 2 0,3x³¹) ( + ) +0,3x( ) ( ) ( )
ec. E perciò l'effetto , circondando la predetta ordinanza circolare , verrà espresso da
2rkl E Ᏸ β
(u
tư );
e se ne cerchiamo il valore tra 1 e 2 " avremo 2rkl E
Ꮖ
x2 x+ (0,95—0,31—0 2 °²x² ) ( 1,8—192 24kl 55 1,3255 = x²+ 05 x++ x²)= 71— 2,41 , 2 (1 x 4 β β
0.0053 4
0104954 )
II
Se ha luogo un massimo tra questi limiti , sarà dE
2xkl 1,71
dx
2,4105.2 1,3255.3 0,005.4 -x²+ x+ 2 4 4
0,0495.5-4) = 0 ; donde 200
39765
x3_
x4.
2475
x²+ 2475
96420 2475
68400 2475
Questa equazione , tra i limiti I e 2 , ha una radice compresa da 1,66 e 1,67 ; e perchè si avvicina più al secondo di tali numeri , diremo che alla distanza di 167 passi si ottiene il massimo effetto .
Difatti , sostituendo questo valore nel coefficiente diffe renziale secondo ; abbiamo 24kl deE ―― 0,3020111 . ; cioè un valore negativo . dxa β
Ora osserviamo che il valore di x " il quale ci dà il B dal , massimo , essendo indipendente da ẞ , da k " e sarà la stessa distanza di 167 passi la più vantaggiosa , per questo riguardo , tirando contro la supposta ordinanza circolare , qualunque sia la somma degli angoli indifesi, la spessezza delle file " ed il numero delle righe della truppa circondante . Se si fa fuoco contro un' ordinanza circolare di 20 metri di raggio , non apparisce alcuna differenza sensi bile , di quando si tira contro un' ordinanza rettilinea di 30 o 35 metri di fronte. E siccome i bersagli ven gono bucati più nel mezzo che verso gli estremi sembra che le deviazioni orizzontali , tirando contro un circolo
12 di 3 o 4 metri di raggio ( 1 ) alle distanze di 100 ed anche di 150 passi , non debbano apportare notabili alterazio ni . Forse la serie incomincierà a darci dei valori meno esatti nelle distanze maggiori di 200 passi , ed allora bi sognerà , dopo conosciuto il divario , fare alla formola le modificazioni opportune .
Questo problema , nella pratica , acquisterà una grande importanza , particolarmente quando agiscono i bersaglie ri ; giacchè se sono minacciati dalla cavalleria per resi stere , si formano spesso in ordinanza circolare ( 2 ) . Se arrivano , tali truppe , così a disporsi , in buona situazio ne , potrebbero forse far volgere indietro una torma di cavalli ; mentre sarebbero immancabilmente disfatte da un fuoco convergente di altri bersaglieri. Si deve per altro riflettere che quando il circolo delle truppe é piuttosto piccolo , i colpi i quali divergono da
(1 ) Un drappello di 35file ha una fronte di 17,met 5 circa
e rivolto in cerchio , l'ultima riga , compren 17,mes = 5met 56; derà una piazza avente per diametro π met che aggiungendoci 2, doppia profondità della schie
ra , se in due righe , sarà me 56 il diametro della periferia esterna di tal cerchio . (2) L'utilità dell'ordinanza circolare pei bersaglie ri, è ottimamente conosciuta .
Vedi in particolare il
regolamento francese , sugli esercizi e manovre d' in fanteria , dell' anno 1831 .
13
piano normale , a quello tangente in ciascuna fila , fen dendo obliquamente le righe , avranno passate maggiori . Di più le palle traversando in qualche punto la perife ria , se è poca l'area compresa , potranno anche offen dere le spalle , ed i fianchi degli uomini , che sono pian tati in punti diversi. Io non implico nel problema questi elementi , per non accrescerlo di troppe ipotesi ; paren domi esser meglio aspettare che l'esperienza ci fornisca i dati sufficienti per poterlo risolvere . Veduti gli effetti delle armi da fuoco ,
che adopera
oggidì l' infanteria grave , passiamo a fare uguali consi derazioni sopra qualcuna di quelle specie colle quali si armano le truppe leggere. Si sa che in tutte le armi da fuoco l'accensione della polvere , benchè rapidissima , non è istantanea ; onde avviene che dopo di avere , quella porzione che si ac cende prima , slontanata un poco la palla , il resto svi luppandosi in fluido , in uno spazio meno angusto eser cita uno sforzo minore. Si toglie in parte questo difetto facendo entrare forzatamente delle palle piuttosto grandi nelle canne degli archibusi ; perchè allora , nello sparo, venendo fuori più lentamente , hanno tempo di ricevere uno sforzo maggiore. E siccome l'esperienza fece anche conoscere che quando , nell'interno delle canne mede sime , erano escavate delle righe a spirale , tali armi , oltre di caricarsi più facilmente , colpivano con maggiore esattezza , l'utilità delle carabine ( che così si dissero tali archibusi ) venne chiaramente osservata. Io qui , nel
14
mio esame , scelgo le carabine tedesche perchè la gran forza con cui va la palla che gittano , e l'esattezza colla quale percuotono lontanissimi oggetti , mi ha fatto da gran tempo ammirare tali armi con parzialità. Nel trattato di artiglieria del signor Piobert (1) si tro vano notati i risultati delle sperienze fatte , con queste met armi , contro un bersaglio alto 1 , 89 (2) , e largo 31,5
e li scrivo così
118met 182pas y =
= S
=
x=
colpi 0,90
=
24.2Pa colpi 0,86
315mes
235me
157met
362 =
colpi 0,71
=
485p colpi 0,50
L'esperienze essendo state fatte in distanze dal bersa glio le quali non crescono di quantità eguali ,
non po
tremo più adoperare la formola compendiosa di prima , ed il calcolo verrà assai più lungo ." Pertanto presa quest' altra formola pure cognita Yx=y +xdy +x(x— a) ò²y + x(x— a)(x—a,) ò³y+ x(x—a)(x—a, )(x— a2)84y+ . •
ec .;
la quale parimenti si tronca dopo il 1 ,° 2.° 3,° .... ec. termine , quando x= o , = a , = a,,
· ec.: e
non considero , nei valori intermedî di z " i termini co minciando dal primo coefficiente negativo .
(1) Vedi nel tomo I. dell' opera di questo autore la tabella posta alla pag. 79 , parag. 107. (2) Fo astrazione nel calcolo del centimetro in meno nell'altezza del bersaglio , che è 1 ,mer89 invece di 1 ,met90 .
* 15 Nel nostro caso essendo a
= 182p , a,
= 242™ª , α₂ = 362pas ?, az =485⁰as
Y1890 , Yaka = 86 , Y36₁= 71 ? Y485
50
e determinando la Yo " cioè uguagliandola alla probabi lità dei scatti veri , che qui ancora porremo 95 , la for mola generale si particolarizzerà così 5 107 yx=95- 182 T— x(x- 182 ) 3630.182
-38357 x(x- 182) (x- 242) 91.121.362.180.120 x(x— 182) (x— 242) (x— 362) X 182.363.91.120.121.180.362.485.303.243.123 46170134343062730
ec.
Se il massimo numero di colpi cadrà sull' ordinanza circondata quando i cacciatori sono distanti tra i 362 e i 485 passi , ci daranno il valore che desideriamo i soli primi cinque termini di questa formola . Eseguite le ri 2rkl Ꮖ " il numero N duzioni , e moltiplicata la yx per β dei colpi che giungeranno allo scopo ; sarà
2rkl N= ß x { 95— 17677839513668360744713000 15.182.363.91.120.121.180.362.485.303.243.123 98176609033456434701200 10.182.363.91.120.121.180.362.485.303.243.123° 47478357869300327970 182.363.91.120.121.180.362.485.303.243.123 46170134343062730 23248 182.363.91 120.121.180.362.485.303.243.123
16 dN Differenziata l'equazione , e fatto dx
o ; si ottiene
569740294431603935640-x3+ 692552015145940950 88358948148110791231080 692552015145940950 7071135805467344297885200 x+ 692552015145940950 7120454399503849827062640000 = 0. 692552015145940950
x4
Questa equazione ha una radice tra 390 e 391 ; e siccome si approssima più al 390 , conosciamo che i maggior numero di colpi , con queste carabine , giunge allo scopo , se si tira alla distanza di 390 passi. Sostituendo il numero 390 , nel coefficiente differen ziale secondo , si ha
deN dx2 dra
-181686055314104974484954800 3.182.363.91.120.121.180.362.485.303.243.123
2xkl ; cioè una quantità negativa .
β Cerchiamo adesso la distanza dalla quale abbiamo il massimo effetto , tirando con queste armi " contro una ordinanza circolare in due righe . Per far ciò assumo le ipotesi che i projetti , i quali penetrano nello scopo , ab biano di percuotere ciascuna riga le probabilità
-0,19x 2 )( 2 ) ¤¸x=1—0,2x+0,15x (~— ' - 0, ( 영 5) · • ec .
2 ') (*+0,1hx(*= -³)(* ³) . x-I v'x =0,9—0,4x +0,35x (*—¹³) — 0,35æ 2
x-2 2') (*3 )(* ³) . +0,35a (*
x-I 2 1) ( 1707-723) (
ec .
17 E l'effetto sarà
E=2*3xYx(vx+t'x)= β 27kl
5 107 182 ));3630.182 182x - x (x —182
x B
...ex
−0,006x + 0,00005a(¤—100) – 2 {1,9—0 ,
0,00000054x (
100)(
3200)+
. ec .}
E se il più gran danno avverrà tra i 200 "
242 passi
avremo 2rkl E=
612903,71 x+ 660660
x β
{ 180,5
3,628275 -x3. 660660
0,00715331 -x4. 660660
14,5131 3 x5+ 0,03576655X4 . 2 0,00005778 0,00005778 X 0,00005778
7272
660660
0,00000963 -x5 660660
equazione che differenziata , e fatto
1225807,42
2878,4
dE' dx
;
co ; ci då
8635,4181 22+ 0.00005778
119249130 0 0,00005578 .
Questa equazione , tra i limiti suddetti , ha una radice compresa dai numeri 219 e 220 ; e poichè si accosta maggiormente al 220 , dedurremo che alla distanza di circa 220 passi ha luogo il massimo effetto . Sostituito il 220 nel coefficiente differenziale secondo ; si ha d'E dxa
- 1730482,15 660660
2xkl ; cioè un numero negativo . β 3
18 Ora immagino due truppe di bersaglieri , d' infanteria grave e leggera , le quali , circondando intieramente la figura , abbiano le file distanti di uno spazio eguale a quello che occuperebbero dieci uomini nella riga , ossia passi 7, 69 circa . Sarà , in questo caso ẞ= 1 ; k = 0,13 ; 1= 2 ; e quindi 22 E = 2.0,13.2.167.0,5309737 = 144,92 ;
22 | E' =2
.0,13.2.220.1,1981669 =430,79 ; 7
cioè tirando coi fucili verrà percossa l'ordinanza , ad ogni scarica , in 145 punti ; e colle carabine in 431. Ma le carabine caricandosi in un tempo quattro volte maggiore dei fucili , ed essendo 4E >E' , ne segue che , in simili fazioni , l'infanteria grave otterrà effetti maggiori , quan tunque la leggera , stando più lontana , sia meno offesa dai fuochi divergenti del circolo. Il danno ch' esprimono questi numeri , se in pratica non si è osservato mai tanto grande , quando , ripeto , le ipotesi ammesse non siano molto diverse dal vero , la diminuzione dovrà attribuirsi ; 1.
a quegli elementi o
che impiccoliscono , o che levano di vista il bersaglio ; 2.º a quelle sensazioni che provano gli uomini in mezzo al pericolo ; 3.º alle distanze ,
sin ora ignorate , dalle
quali si deve combattere . II. QUESTIONE. Due corpi di truppe (A) e (B) fra loro inimiche , di qualunque ma diversa o diversamente di sposta fanteria , grave o leggera , combattenti con egual
19 fronte , a linee rette e parallele , con ordine profondo o sottile " e file strette o rade , si fanno fuoco uno contro l'altro ; si domanda a quali distanze il danno che rice vono è indifferente ? Sia n il numero degli uomini di (A) in prima riga N quelli di (B) parimenti in prima riga
la probabilità dei scatti veri del soldato (A) ' quella dei scatti veri del soldato (B) x la distanza fra le due truppe
yx la probabilità del tiro di (A) Zx quella del tiro di (B) p le righe che fanno fuoco , dalla parte (A) q quelle che fanno fuoco , dalla parte ( B) h il numero dei colpi che in una unità di tempo , tira il soldato (A) h' quello che nella medesima unità di tempo tira il soldato (B) Ciò premesso i projetti che in una unità di tempo per euoteranno le due fronti , saranno
contro (A) = qNh'zx >>
(B) = pnhyx
Se si considera che molti colpi ,
i quali vanno sulla
fronte di una truppa , non offendono la prima riga , se passano sui quaschi , o nei vuoti che sono fra gli uomini ; le probabilità dei colpi nei pieni ,
chiamando ue v
il danno che ricevono le prime righe , sarà contro (A) = qNh'zxvx x² >>
(B) = pnhy.xx
20
La seconda riga , avendo la prima innanzi , sarà meno probabile che sia colpita ;
e questa probabilità essendo
parimenti una funzione dipendente dalla qualità delle armi nemiche ,
e dalla distanza , la scriveremo per ciascuna
truppa con u',Ꮖ ev' . E seguitando il medesimo ragio namento per la terza , etc. riga
, l' effetto totale dei fuochi ,
in una unità di tempo , verrà espresso . .... etc.] contro (A) da qNh'zx [ vx + v'x+ v" x+
.. etc. ] (B) da pnhyx [ux + u'x+u'x+ .... Ora ponendo queste due funzioni in equazione , e poi risolvendola rispetto ad x , giungeremo a sapere qual'è la distanza in cui il fuoco danneggia egualmente i due partiti . Fissata la linea di battaglia , ogni linea nemica , di,
stante da tutt'i punti della prima di questi valori parti colari di x a , io la nomino linea d' indifferenza . Le linee d'indifferenza saranno dunque relative alla qualità delle armi ; e perciò se le linee di battaglia sta ranno più o meno distanti fra loro , avremo la meglio o la peggio , secondo la qualità delle truppe che si por ranno in azione . Applicazione 1.
Si sa che l ' infanteria grave combatte
ordinariamente stretta nelle schiere ; e la leggera infan teria quasi sempre sciolta in bersaglieri . Io qui mi pro pongo cercare se , combattendosi queste due infanterie , ci fosse anche qualche caso nel quale giovasse alle truppe leggere , eseguire un fuoco schierate .
21 Dalle condizioni note abbiamo n = N , h = 4 , h ' = 1 ; ed essendo eguale il numero delle righe , che suppongo 3 , sarà p = q : inoltre abbiasi x = 1—0,003x + 0,000025r ( -100 1 )2 (*—200) 0,00000025* (*—100) 2
• etc.
u'x = 0,8—0,004x + 0,00003x (
2100) –
X- 100 0,0000003x (*— ,2 1( -300)
etc.
x u''x = 0,45—0,002x + 0,00001x(2—100)—
0,0000001x (
etc. 2100) ( -200 3 ).
vx = 1—0,002x + 0,000015α(
0,00000019
2100) —
X x ( T-100) ( —200) 2
etc.
v'¿ = 0,9—0,004æ + 0,000035x (2—100) — X-100 0,00000035x ( -100) ( -200) ... etc. 2
v''x = 0,6— 0,0025x + 0,00002x(2—100) —
etc.
0,0000002x a (T—100 ) (2—200) . 2
Con questi dati , se la linea d'indifferenza starà tra i 242 e 300 passi , l'equazione generale diverrà 5 107 [ 95 - 182 a -x (x - 182) 3630.182
38557 x (x — 182) (x — 242 ) 91.121.361.180
1x
.120
22 [ 2,5-0,00852 + 0,000035x (x -— 100) —
0,0000001233x (x - 100 ) ( x - 200) ] = [ 380-0,80x - 0,0018x ( x - 100 ) + 0,00001266x ( -100 ) (x - 200 ) ] X [ 2,25—0,009x + 0,0000325 ( x — 100 ) — 0,0000001083x ( x - 100 ) ( α - 200 ) ] . E seguite le moltiplicazioni , trasportando , e facendo le riduzioni convenienti , si ottiene in fine
x6.-
83314647,7151338592256 x5+ 81129,0943656754406
29692792496,53867882688 x4 81129,0943656754406 3339261097055,495062912 x3 81129,0943656754406
581511102544742,0164996
x² 81129,0943656754406
277852767126433620,96 x 81129,0943656754406 55124007342984560000 = 0 . 81129,0943656754406 Questa equazione tra i limiti 242 e 300 ha una ra dice compresa da 245 e 246 ; e siccome è più prossima al 245 , la linea d'indifferenza esiste distante circa 245 passi , avanti la fronte delle due truppe . E se esaminiamo la prima equazione , si conosce che alle distanze minori di 245 passi il fuoco dei fucili sarà più efficace ; ed alle distanze maggiori avrà più potenza quello delle carabine . Quando l'esperienza ci farà vedere quali sono le pro met met babilità di colpire un bersaglio alto 1 , go e largo o , 50
23 colle carabine , allora potremo sciogliere il problema a nalogo , sul combatter fra bersaglieri delle due specie d'infanteria. Applicazione 2.
Allorchè una truppa fa avanzare un
cordone di bersaglieri , incontro la linea di battaglia ini mica , questo ne pizzica coi tiri la fronte , e notabilmente la danneggia . Per evitare un tal danno´i tattici insegnano di porre in azione altri bersaglieri : ma a fine di ottenere che siano respinti , colla minor perdita possibile , io cer cherò se a qualche distanza giovasse pure un fuoco di riga . Questo fuoco d' altronde non espone molto le genti a piedi , ad esser colte alla sprovvista dagli urti della cavalleria , avendo due righe le armi sempre pronte ad offendere .
Siano pertanto le due truppe d' infanteria grave : quella stretta nella schiera , in tre righe ; e quella disciolta per bersagliare ponga a fronte una fila contro 15 dell'altra. Tali particolarità ci daranno n = 15 , N = 1 , p = 1 , q = 2 , h = h' ; e quindi ne verrà per l'effetto che producono i bersaglieri , contro la truppa schierata X- 2 I 2h X 2) ( 2 ) +192 ( 24 }{95—207—92 (= — =' == 33) ..ee .( ×
{ 2,25-0,9x +0,65x (
)
-2 -0,652 (*2 ) (** 3 ).... ee. }.
E se verificheremo meglio che la probabilità di col met met 5 sia espres pire un bersaglio alto 1 , 90 e largo o, sa dalla serie
24 x=0passi" = 100 Passi " = 200passi , = 300 passi , = 400passi ; I colpi, = 0,5 colpi ;
13colpi, =
y= 95colpi, = 48colpi , =
si avrà per l'effetto del fuoco di una riga , contro i bersaglieri 95-472 + 12x (
154
)
{ 2 2 ¹') (~~ + 11x (= = ~ - ³) ... ec . X ×
{ 1,8-0,7
+0,55
) ( 2'
P -0,55x(*~ 3²) ……… . 2 ¹) (*~
cc .}.
Se la linea d'indifferenza starà tra 2 e 3 , ossia tra i 200 e 300 passi , avremo 2 [95—9,166666x +4,999998x² + 3,166666x³ ] [2,25—1,441666x + 0,649999≈2—1,108333x³ ] = 15[95-49,444444x + 0,500001x² +1,833333≈³ ] X [ 1,8-0,158332x +0,549998x2—0,091666x³ ] Ed eseguite le operazioni ; verrà
x6_ 12,9207809 x5— 40,5787137 ·24 2,1777601 2,1777601 481,3934587 x3 .
1570,1282314 x² +
2,1777601
2,1777601
2810,0395765 Ꮖ 2,1777601
2,1777601
2351,25 = 0&
Questa equazione ha una radice tra i numeri 2 , 26 , e 2,27 ; la quale si approssima maggiormente al 2,26 ; onde ai 226 passi esiste , in questa ipotesi , la linea di indifferenza . Dunque i bersaglieri , che abbiamo supposti triboleranno le truppe schierate quando , in rasa pianura ,
25 sono lontani più di 226 passi , ma quando sono più vi cini di questa distanza potrebbero esser superati dal fuoco di una sola riga . In questo calcolo io considero sempre i bersaglieri ritti in piedi ; ed il terreno non mai di tanta durezza che il rimbalzo dei proietti accresca l'effetto notabilmente ; in questo caso entrando altri elementi , bisogna modificare convenientemente le formole .
Mediante simili ragionamenti si potrebbe ancora cono scere quando giova stringere , e quando diradare le file , nelle fazioni tra bersaglieri ; e così verrebbe meglio ad intendersi un altra parte di tattica , di non lieve impor tanza . III. QUESTIONE. Una questione che sembra pure non anche risoluta dai tattici , è quella di sapere se sia mi glior cosa ordinare l'infanteria sopra due ,
o sopra tre
righe . Infatti gl' inglesi si schierano in due righe , i fran cesi e alcune altre nazioni in tre , e rispettabilissimi per sonaggi , nelle loro opere , con molte ragioni , ed esempi sostengono l'una o l'altra opinione . Io qui ajutato dalle premesse dottrine , in qualche caso ( per quanto le ipo tesi ammesse si avvicinano al vero ) tenterò di scoprire quale di queste due opinioni sia la più giusta ; astraendo la mente da ogni considerazione diversa dal puro fuoco .
Si sa delle cose già note , che l'effetto del fuoco di un infanteria sopra tre righe , contro una sopra due è 3nhyx ( ux+u'x) E l'effetto del fuoco di un' altra infanteria della mede 4
26 sima specie , con egual fronte , e schierata in due righe , contro la prima , è anhyx( ux + u'x + u'x) Siccome , a tutt'oggi , non conosco qual probabilità abbia il tiro delle armi da fuoco , quando una riga del batta glione inginocchia , non riguardo che il fuoco di fila 2 detto anche di due righe ; e mi stringo ad esaminarlo soltanto nell' infanteria grave .
Ciò posto , rifletto che per caricare un fucile abbiso gnano 20 movimenti , e dopo caricato altri 6 per spa rarlo ( 1 ) ; e valutando i tempi , nei quali si fanno questi movimenti , presso a poco eguali , il tempo che passa tra due fuochi , starà a quello di una carica , come 26: 20. Ora ( eccettuando il primo fuoco ) la prima riga nel tempo 26 fa una scarica :
e la seconda , ajutata dalla
terza , nel tempo 1 +6 +26 ne fa due (2 ) , computando il movimento del cambio delle armi ;
onde il numero
delle scariche della prima riga , starà a quello delle altre due , come 1 : 1,5758 circa . Pertanto gli effetti delle due schiere , che scriveremo con E2 , E3 ; saranno E2 = 2yx(ux + u'x Ꮖ +u''x) E₂ = 2,5758yx ( x + u'x) .
' anno 1831 , (1) Vedi il regolamento francese dell sulle manovre ed evoluzioni della infanteria.
(2) Idem il regolamento predetto ,
27 Uguagliando questi valori , per vedere se esiste una linea d'indifferenza ; si ha 1,2879 ( ux + u'x) = ux➡u'x + u'x ; ossia 0,2879 ( ux+u'x) = u'x Sostituite in luogo di ux , u'x u" x › le serie con
venienti si vede che qualunque valore si dia ad a , cor rispondente alla buona gittata dell'arma , giammai si verifica l'equazione . E poichè il primo membro è sempre maggiore del secondo , conosciamo che , nell'ordine di battaglia , facendo questo fuoco , è meglio schierare tale specie d'infanteria sopra tre , che sopra due righe. Se una truppa in due righe combattesse contro un'altra con ordine più profondo di tre ; si avrebbe E₂ = 2уx ( ux + u'x+
x+ •
+261)
Ex = 2,5758yx ( uxu'x ) ; e quindi 0,2879 ( ux + u'x ) = u'x+ u'''x + ··· + ²x²-'; e allora l'ordinanza sottile potrebbe avere il vantaggio a qualche distanza .
Infatti se anche fosse uiv = 0 ,
uxv = 0 , · · · ec . 2 verrebbe 1—0,003x + 0,000025x ( ¤—10°) — 0,00000025x (*—10 -2000) ) + ... ec . 2 °)(*—30°
0,2879 0,8—0,004x +0,00003x (*—1ºº 2 )— x 0,00000032(2100) (2—200)+ ....
ec .
28 r 0,45—0,002x + 0,00001x
0,0000001α
2100)-
X- 100 °°) (3—300°) + 2
..... ec .
— 0,1—0,0002x—0,000001≈ ( *—1ºº) 2 x 0,00000002x (*—100) (2—300) + 2
.... ec.
La linea d'indifferenza esistendo tra o e 100 passi 1 nelle distanze , tra o e quel punto , sarà superiore il fuoco della truppa in due righe ,
se anche tirassero le
tre prime di quella ordinata in massa . Concludo adunque che se la superiorità dello schierare in tre righe si potrà dimostrare nelle altre disposizioni o figure , che prende l'infanteria grave , stando ferma o camminando ,
non si potrebbero desiderare maggiori
schiarimenti , per veder bene quale sia la migliore delle due suddette opinioni . IV. QUESTIONE. Sin qui abbiamo considerato alquanto i fuochi contro una linea parallela :
adesso facciamo
qualche ragionamento nel caso che si eseguischino contro una linea convergente . I. Cerchiamo il numero dei proietti che anderanno a colpire un nemico il quale presenti la sua fronte obbli quamente alla nostra linea di battaglia . Immagino al solito che ogni truppa diriga
le armi
perpendicolarmente alla linea sopra la quale è ordinata : e sia A l'angolo di convergenza , fil numero delle file ,
29 r quello delle righe , e
lo spazio che occupa un uomo
nella riga . Il numero dei tiri che colpiranno il bersaglio sarà rappresentato dalla somma della serie , ry
, ry
ry
tang.A
ec.
, ry 2ğtang.A 3gtang.A
presa fra il limite ove sta la fila più vicina , che scri veremo con c , e il limite ove sta la fila più lontana , che s' indicherà con c +( - 1 ) § tang . A. Avremo dunque
S=ryx +r➡yx c + (f− 1 ) §lang. A ovvero più compendiosamente
S=r
yx
c +ftang . A Applicazione . Se la linea che fa fuoco è di fucilieri si ha per la probabilità del tiro + ... 0,09 ~( ~~ yx = 0,95-0,2x -0,09x 2 ¹) + e facendo
mtang. A , viene & tang. A =
ec. I = m
;
quindi C
S=r ≥ [ 0,95—0,22 — 0,09x (™ ¹) + · ·
ec. 1
c+f3 Se per un caso particolare fosse r = 2 , c = o , ed f=30 ; si avrebbe
S= 2
[ 0,95 —- 0,2x — 0,09x (*—¹ ) + .. 30 2 [ 0,9 % — -0,2
—
)
... cc . ] :
ec. ] =
30 la costante essendo zero , perchè quando a
si ha
f= 1 ; ed S = 2.0,95 Se A = 45 gradi , e
Topas 10 = ome 5 = 13 = 1300
dell'unità fissata , i valori di z che dovremo scegliere nella serie , saranno quelli compresi tra o e I ; onde 20 x2 J0.2 S=2 [ 0,95 2 ]: (200 −1) e completando l' integrale
S =2 [ 0,95.30—0,2 (30 2 a ]. 2) — 30)
10 E poichè 1 = m§ = 1300 m²; m = 130 ; ∞ == m
130
verrà finalmente I S = 2 [ 0,95.30-0,2( 320- 320 2( ),13501] = 55 , 66 colpi prossimamente , in ogni scarica. II. Cerchiamo qual' effetto produrranno i proietti che vanno a colpire la suddetta ordinanza . B Sia & la profondità della schiera inimica , sarà cos.A la linea di passata dei proietti ; e questa quantità essen doci cognita , sapremo qual numero di righe traversa una tale distanza. Facciamo adunque che la linea di pas sata sia uguale a quella di k righe ; ed avremo per lo effetto totale
E=r
Yx [ ux + u'x + · c +fetang . A
• -U₁₂ -¹]
31 Applicazione. Sia questa seconda schiera anche di due righe ; gli altri dati essendo i medesimi del caso prece d dente ; sarà = 2 √2 = 2,828 righe . cos.A
E se le palle che vanno sul bersaglio hanno per colpire una riga qualunque , le probabilità uxi , per colpire una di questa riga avranno la probabilità puxi ;
porzione
e perciò si avrå
Y x ( x + u'¸ + 0,828u ″ x ) =
E= 2
300 O 2
( 0,95-0,2x ) [ 1—0,3x + 0,8—0,4x+
300 0,828 ( 0,45-0,2x ) ] = x x 2 [ 2,06397 w — — 1.25684 ( = 2 )+ (2 5− Z 0,17312 (
+
) ];
essendo zero la costante . Completando l' integrale verrà in ultimo
E = 2 [ 2,06397.30-1,25684
-2: 30 2
+
30 2)
-2
30 512 === 0,17312 (30-30 +20 2.3 ) 1 ) 29 — 1,25684.30. 2 [ 61,9191 -
0,17312.30 .
1711 6
130
+
I 2 ] = 117,17964 ;
130
32 ossia i 60 tiri delle 30 file percuoleranno l'ordinanza nemica in 117 punti circa . Osservazione. La medesima truppa facendo fuoco contro un'ordinanza parallela , in due righe 2 olterrebbe un effetto
E'
2.30 ( 0,95-022 -... ec . ) ( 1,8—0,7x —... ec . ) ;
che tirando a brucia pelo , diviene E'102,6 . E para gonando questo valore con la quantità E = 117,1 trovata antecedentemente , conosciamo che il danno di una sca rica , in linea parallela , non è mai tanto grande quanto quello dell' obbliqua ,
che abbiamo considerata , quan
tunque le schiere siano fra loro più distanti . III. Dato l'angolo formato da due lunghe schiere , si vuol sapere a qual distanza si deve circondare , affinchè il massimo numero di projetti cade sulle schiere
mede
sime . Sia F l'angolo della figura , I quello indifeso , e la somma dei colpi , che vanno allo scopo , sarà x S=r
yx
+f cot . F 2 F dunque = = compl.; — ma ƒë = ☛tang . — 2 ; ed — 2 t
S=r
yxi x
sen .2 2
33
e l'equazione
o , ci darà il valore di z che ren
da
de massima questa funzione . Applicazione 1.
Una truppa di fucilieri in due righe
circondi l'angolo retto di due schiere . Questi particolari riducono la formola generale ad
+( S=2
Σ [ 0,95—0,2* —0,09 % (~—¹) 2x
+ ... ec . ] ;
e se il valore di ≈ , che si cerca , starà tra 1 e 2 , 05
sia tra i 100 " e i 200 passi ; avremo 20 S=2 = [ 0,95 + 0,1552—0,045x® ] = 21
)-
2 [ 0,95.1302—0,155 ( 130
0,045
130
——** + 2.3.130 * ) ] + cost. =
2 [ 123,57752 — 10,05312ª — 1,952³ ] +cost .;
E presa questa quantità tra i limiti ≈ e 2x ; viene S=2 [ 123,5775x — 10,0531.3x² - 195.7x³ ] ; the differenziata , ci dà ds 2 [ 123,5775-10,0531.6x - 1,95.21 dx E uguagliata l'espressione a zero ; abbiamo
1235775
603186 2.
≈1+ 409500
30; 409500
]
34 donde x = 1,1503 ; cioè alla distanza di circa 115 passi dal vertice dell' angolo , tirando sopra una normale alla retta che lo biseca , il maggior numero di proietti giunge al bersaglio. Nè ci è dubbio che questo valore di x dia un massimo
perchè la
d's = dx2
10,0975.61,95.42x ,
negativa , per qualunque valore positivo di
è sempre .
Applicazione 2.a La truppa circondante sia di bersa glieri , e ogni fila occupi uno spazio eguale a quello di 10 nella schiera ; sarà a
I 13 e quindi
xa S=2 [ 0,95.13x -0,155 ( 13 . 2
~ ~ )
I I 0,045 ( 13-23 —— x² + 2.3.13 2
) ] +cost.
=
2 [ 12,42693-0,985 3C -0,195³ ] + cost . ; che presa tra i limiti suddetti ; ci dà
S = 2 [ 12,42693x - 0,985.3x² - 0,195.7 ׳ ] ;
e quindi poi ds dx
2 [ 12,42693-0,985.6x² -0,195.21x2 ] = 0 ;
da cui si deduce 5910 x²+. 4095
12427
= o ; ed 4095
x = 1,1643 ;
che è una distanza poco differente dalla prima
35 I colpi che in questo caso " ad ogni scarica percuotono il bersaglio , sono 2 S =2.2 [ 12,42693.1,1643-0,9850.3.1,1643
-3 0,1950.7.1,1643 ] = 37,239a ; e per quattro di questi angoli ascenderanno a 148,9568 ; cioè a 149 circa . Ora essendo contro la figura circolare
22
0,13.2.174 [ 0,95-0,2.1,74
N=2.7
0,09.1,74.0 ,
74 ] = 154,7233 ;
si vede che la differenza è di 6 colpi circa. IV . Cerchiamo la distanza , dalla quale si ottiene il massimo effetto ; tirando contro l'angolo formato da un ordinanza qualunque . La linea di passata supposta al solito di k righe, sarà evidentemente l'effetto x
E=r
yx [ ux + u'x + .·· ± µ¿ *~* ] x
sen . 2F 2
Applicazione 1 ,
La medesima truppa di fucilieri ,
gualmente ordinata , circondi lo stesso angolo formato da due schiere , in due righe .
36 Fatte le opportune sostituzioni ,
la formola generale
25
diventa
E=2➡ ( 0,95—0,2x— ………. ec . ) (2,1726— 21 0,8656 + ... ec.); e se il valore , che si cerca , é tra o e I ; X = E= 2➡ [ 2,06397—1,25684≈+ 0,17312″ * ] ➡ 2x 2,063971,95684 (
-)+
I 2 0,17312 (3 ( + 2.3.0 ) }+oost . I Sostituendo 130 invece di ∞, ed eseguite le riduzioni ;
si ha E = 2 [ 268,94474x - 81,7811¸² + 7,50152,³ ] + cost : E preso l'integrale tra i limiti z e 2x ; si deduce E=2 [ 268,94474x - 255,34348x² +52,51064x³ ] .
Quindi dalla dE dx = 2 [ 268,94474-490,68696 +157,53192x² =0 ;
si ha 24534348
13447273
7876596
7876596
= 0; che risoluta då x = 0,8111 circa ; trascurando l'altra radice , perchè non compresa dai limiti o e 1. Dunque alla distanza di 81 passi dal vertice , a un dipresso bi
37 sogna tirare sui lati dell' angolo , che abbiamo conside rato , per ottenere il più grand' effetto.
Qui pure abbiamo
deE = 2 [ -490,68696 + 315,06884x ] ; dx2 che messo 0,8111 in luogo di x ว diviene necessaria mente negativa. Applicazione 2.
La medesima figura sia circondata da
bersaglieri , disposti come nella precedente ipotesi; e sarà : per cui se il massimo starà tra o e 1;
parimenti ∞ si avrà
13x2 E=2{ 2,06397.13x—1,25684 (- 2 -= -)+ = = I 13x3 I 0,17313 ( 132² + 6.15 ) = }+ cost . 2 [ 27,46214x - 8,25602.3² + 0,75019.72³ ] ; e differenziando dE dx = 2 [ 27,46214-49,53612x + 15,75399x2 ] = 0 ;
donde
x2
2746214 4958612 x+. = 0; 1575399 1575399
che risoluta dà ≈≈0,7122 ; cioè alla distanza di circa 71 passi dal vertice , i bersaglieri otterranno il massimo effetto . Sostituito il numero 71 , nella 2E=2.2[27,46214x - 8,25602.3x² +0,75019.7 ׳ ] ; ci då 2E = 35,5718 ; cioè l'ordinanza nemica verrà percossa ogni scarica , quasi in 36 punti.
38
Ora per quattro di questi angoli , sarà l'effetto = 142,2874 ;
che paragonato con quello espresso da
144,92 , che si ha contro l' ordinanza circolare , si viene a conoscere non esserci una differenza neppur di tre fenditure . Non pochi casi , trattati qui innanzi , ci appari che la varia unione dei nemici , le armi loro e il terreno pre sentano un insieme sul quale agendo , in un dato tempo con certi modi , si può ottenere la massima possibile u tilità . Se però inoltriamo maggiormente il pensiero ci avvediamo che così è sempre per noi e pei nostri nemi ci , con tutte le armi , in qualunque luogo , e ad ogni tempo ; perchè il difetto e la debolezza sta in tutto ciò che ha una natura variabile e limitata . Molte cose col mezzo degli arteficî migliorano : ma vano essendo lo sperar di farle avanzare verso la perfezione , oltre gl' immuta bili diffetti gli restano . E infatti : una specie d'armi nel suo massimo miglioramento , relativamente a noi può su perare tutte le altre in potere , in una data combinazione di cose , mentre in altra diversa è sorpassata poi da qual cuna . In tutte le migliori ordinanze , o non troviamo al cuna parte gagliardamente difesa ; e se ne vede qualcuna quasi non protetta affatto dalle armi ; o troppa massa , 0 troppo sottilità ci scorgiamo . Se una buona situazione na sconde od afforza le parti più deboli di una figura , al lorchè vien con fermezza occupata , subito scompariscono i vantaggi che la mobilità e l'evoluzioni ci offrono . Se fiumi , laghi , paludi , ed altri consimili ostacoli rendono
39 una truppa inassalibile , la privano ancora di ogni mezzo per abbattere i suoi nemici , con qualsiasi azione in cui voglia far prova di estremo coraggio. Insomma ovunque fisso l'attenzione , niente trovo in cui si possa totalmente confidare , e parmi ogni cosa mossa e diretta dall'umana volontà esser da potenze assai minori vincibile , quando ci sia chi arrivi bene ad intendere dove esiste la sua de bolezza . Ed è perciò che , nella speranza di trovare ve rità importantissime , vado pensando di studiare sia la tattica , sia ogni altra parte della guerra , in modi più o meno dissimili , di quei che osservo nei libri di tanti. Nei limiti convenienti alla tattica esaminerei gli elementi : 1.° relativamente alla loro potenza : 2.º all' imperio che possiamo avere per dirigerli : 3.º all' acquisto delle facoltà onde combinare nei scontri , il proprio forte col debole altrui. In tutt'altro appartenente alla guerra , siccome giova così , dirò sinceramente che quanto si studia non mi sembra abbastanza , nè mi lascia contento ; e il mio desiderio sarebbe che le menti assai più spaziassero in tali ricerche . Io vedo ogni giorno tanti oggetti , che per una quantità di ragioni , si congiungono e si partiscono oppure si producono e si disfanno ; e qui inclinerei di trarre l'origine di questa parte dello scibile umano , di partendo colla serie dei raziocinî . Le grandi forze pro duttrici e disfatrici , che sono in natura , essendo così cercate e classificate , opino che si verrebbe meglio
a
distinguere quali effetti bisogna rispettare ; quali potersi scansare , o a profitto ritorcere ; e quali infine l'opera
40 umana può far comparire . Con tali aiuti si risolverebbero ancora moltissime questioni
e gli uomini di guerra po
tendo meglio paragonare le forze delle nazioni , sarebbero meno imbarazzati , e più unianimi nel giudicare se gio vano , in dati casi , grandi e decisive battaglie ; oppure con piccoli combattimenti , lentamente distruggere le ar mate nemiche . Se nel mio travvedere non ho preso abbaglio , queste considerazioni chiameranno forse l'attenzione d'altri , e verrà il giorno che la cosa sarà ottimamente studiata : nde io , se avrò ben detto , godrò pensando di avere alquanto operato , affinchè queste scienze facessero qua l che ragguardevole avvanzamento. P. ROSELLI Uffiziale di fanteria pontificia.
41. INTORNO ALL'ORIGINE DELLA POLVERE DA CANNONE ED AL SUO PRIMO USO NELLE ARMI DA FUOCO.
Nel volume trigesimosesto dello Spettator militare com vero compiacimento ed ammirazione abbiam letto e stu diata la diligente e dotta scrittura che col titolo sopra se gnato il valoroso tenente colonnello Tortel è andato va lorosamente dettando . E comunque ei parli di un grande articolo inserito negli Archivi militari prussiani del 1837', il quale è sottosopra la traduzione della memoria del co lonnello Omodei Origine della polvere pubblicata in prima nella Raccolta delle memorie dell' Accademia di Torino , pure ha guardato l'argomento sotto più ampio punto , e niuna fonte ha lasciato onde attingere i più scrupolosi particolari. E ci gode l'animo che un uomo inteso al la borioso studio delle armi , siasi con tanto successo e dot trina volto a studî severi di antichità militare , i quali di vero non sono dall' universale caldeggiati
tenuti in
quell'altissimo pregio in che si deggiono religiosamente tenere . E tacendo di tanti e poi tanti autori oltramontani ch'egli è andato frugando , sapiente siceome dimostrasi , senza gelosia o dimenticanza del nome italiano , passa mi rabilmente a rassegna Valturio Pigafetta Ooso degli Or sini Leonardo da Vinci Santini Pasquali Allegrotti Della Valie Tartaglia Biringaccio Ruscelli Varchi Capobianco Cicuta Busca Cataneo Isacchi Montecuccoli Lorini Sardi. Sabellico Tassoni Guicciardini Machiavelli Gasperoni Ma nacci Chincheani Moretti Muratori Napione Velturi De 6 .
ja Aquino , e sino il testo a penna di Francesco de Giorgio, dicendo queste carissime parole : il cavaliere Saluzzo ha fatto copiare questo manoscritto e ne ha arricchito la sua bella biblioteca militare. Ed io le diceva carissime perocchè il nobile Francese tributava all'egregio Italiano un elogio di amore e di sollecitudine gloriosa , quando già questi volgeva in mente non pure di arricchirne la . sua particolar libreria, ma pubblicarlo per le stampe ed accrescer decoro e nominanza all'Italia nostra , soprappiù che fidato al dotto Carlo Promis il nobilissimo officio di annotarlo comentarlo e scriver la vita dell' architetto Sa nese, vi ha costui aggiunte quattro importanti memorie dettate in bella lingua , intorno agl' ingegneri italiani alle artiglierie nostre de' secoli XV e XVI. , allo stato dell'architettura militare circa l'anno 1500 , ed all' ori gine de' moderni baluardi .
E le opinioni del chiarissimo Tortel sono le più giuste e viemeglio plausibili , cioè che note le misture incen diarie in cui entravano bitume , resine ,
olii minerali e
vegetali , zolfi , e più tardi il salnitro eziandio , esse di-, ventarono di uso assai frequente
nel secolo IX , ravvi
cinaronsi alla polvere nel XIII ,
e vennero forse appli
cate siccome forza di proiezione
ma sparsamente e per
saggi . Poi dal principio del secolo XIV possiam chiara mente vedere la polvere adoperata siccome un espediente di guerra, ed aprirsi il campo alle moderne artiglierie . La quale opinione parmi affatto simigliante a quella che pub blicata nel mio discorso ria
Delle vicende dell' artiglie
messo a stampa nel 1837 ; sicchè non sono a me
43 ritare il rimprovero graziosissimo e sempre nobilmente francese di ch' ei vuole farmi meritevole.
Per sola eru
dione de' giovani , cui erano indirizzate le mie parole , e non per appoggiarmi sull'autorità dell' Ariosto e dimo strare l'uso delle armi da fuoco
fin dal secolo IX , il
citava questi suoi versi del nono canto dell' Orlando furioso: O maledetto e abominoso ordigno Che fabbricato nel tartareo fondo Fosti per man di Belzebù maligno , Che rovinar per te disegni il mondo , All' inferno ond' uscisti ti rassigno : Cosi dicendo lo gettò in profondo. Ed ho sempre creduto che l'illustre cantore ferrarese anche nel canto X in cui dice intorno all'armamento del castello di Longestille
L'artiglieria come tempesta fiocca , avesse voluto parlare di macchine da trarre in generale, avvegnachè già il vocabolo di artiglieria fin dal 1240 erasi apposto ad ogni ingegno da guerra . Anzi Bartolomeo della Pugliola parla della bombarda siccome usata da' Bolognesi nel 1216 , e l'autore del Polistore accomuna nella difesa di Brescia le bombarde co' mangani
e coi trabocchi .
Di grande momento a me sembrano poi gli argomenti e le ragioni per combattere le congetture dell'universale nel credere dall' Asia , massime dalle Indie e dalla Cina , proveniente la scoperta della polvere , adducendo frá.altre pruove un brano dell'articolo inserito nella Rivista brit tanica del 1840 , e notando che Marco Polo ,
il quale
visitava la Cina nella seconda metà del secolo XIII, parla
44 di apprestamenti di guerra , di combattimenti , di assedi , di grandi cacce , di armi e di cose altrettali , senza prof ferire un sol cenno delle armi da fuoco. Ed in fatti il
4 conte Baldelli-Roni , cui si dee l'illustrazione dell' opera « Il milione di Marco Polo , dice : è egli probabile che non si venissero menzionando le
bocche da fuoco , se
conosciuto si fosse l'uso della polvere , siccome forza di proiezione ? Laonde con molta dottrina e finissimo accor gimento conchiude il Tortel che popoli avranno potuto essere
dell' Asia bene
eccellenti fuochisti , e innanzi che
fra noi appariti ne fossero
ma i cannonieri asiatici sono
stati senza dubbio posteriori
agli
europei.
Di contrario
ei combatte con molta sapienza la opinione di tutti coloro i quali facendosi gagliardi del silenzio di Froissard , cro nista ed istorico del tempo ,
intorno alle artiglierie me
nate la prima volta in campo alla battaglia di Crécy nel 1346 , dicono falso ciò che andò narrando Giovanni Vil lani, il quale dà i particolari di quel combattimento. Se Froissard , egli dice , si è astenuto di parlare dell' arti glieria adoperata contro le persone , lo ha fatto appunto per non volerne proclamare il successo . Perocchè essendo quello un magistero odioso, non era mestieri propagarlo: le artiglierie non avevano finallora portato offesa che con tro le muraglie gli edifizi e le cose inanimate , e biso gnava
sprezzare i pregiudizî del tempo per osare di va
lersi di cotale spediente contro le genti , siccome fecero gl' Inglesi , nation qui passe pour marcher librement vers ce que lui parait avantageux.
M. D' AYALA.
45 PROSPETTO
DEL NUOVO CODICE PENALE MILITARE PIEMONTESE .
Pubblicato nell'anno 1840 .
Non havvi , a parer mio , carattere " dell' indole ,
indizio meno fallace del
del grado di civilizzazione dirò
anzi di religione , e di forza ,
ed in una parola dello
stato morale di un popolo in un tempo determinato , quanto a suo codice penale vigente nell'epoca medesima . E se a tal principio ,
ci addita la storia delle eccezioni , se
ci mostra talvolta una giurisprudenza criminale mansueta applicata a popoli turbolenti , o viceversa , la legge e il legislatore debbono considerarsi quali transitorie meteore , prodotte da non comune perturbazione
dell'ordine
di
natura . Quando nel 1764 compariva in Italia l'opera di Bec caria dei delitti e delle pene ,
vale
a dire quando il
Governo , col permetterne la publicazione manifestava la sua simpatia colle idee dell'autore , l'opinione publica , conforme agli inciviliti costumi , era formata : il publico ed il governo rifuggivano dalle pene atroci che sussiste vano nei codici antichi , e già i tribunali , procedendo a voce del legislatore , ligî al publico sentire , lascia
46 vano andare in disuso ( 1 ) , o mitigavano quelle che l'u manità
e il tempo abbominavano .
Nell'anno 1840 l'eccelso nostro sovrano faceva dono ai suoi sudditi di un nuovo codice penale ,
che , fra i
molti che il precedettero in Europa , ravvisa ( in specie per delitti contro i privati ) il più mite o piuttosto il più consentaneo ali' epoca , ed al popolo per cui fu scritto. In esso scorgesi la conveniente proporzione fra i reati e i castighi , evitando un rigore inopportuno , e una dol cezza che invita al delitto . Vi si ravvisa l'umanità colle gata colla giustizia ; vi si trova la necessaria garanzia , alla società , delle persone
e delle robe , e nulla più .
Esso è un quadro fedele , un'imagine che onora si colui che il dettava , che il popolo per cui era scritto .
(1 ) La pena di morte scritta ,
nei codici contro il
suicidio , il duello , il ratto , la semplice grassazione, le esacerbazioni cui voleva essa accompagnato l'ultimo supplizio contro il monetaro falso ,
il sacrilego , ec.
o non venivan pronunziate , o mitigate , o ricevevan apparente esecuzione, cosi alla prescritta rottura delle membra colla ruota , si fece precedere la decollazione , all' arder vivo , la soffocazione col zolfo . Nel 1730 si abbruciavano ancora , e non di rado > colpevoli vivi. Vedine più esempi, per uomini e donne nel messager boitecuf di Basle , an 1832 ..... L'imperatore Giustiniano ( ved. cod. dei Re milit. ) decretava il fuoco contro i predatori , ec.
47 Le pene accessorie alla prigionia , quelle corporali tutte , il marchio , la berlina con esposizione , sono in esse abo lite ! La stessa confisca ,
e l'esilio all'estero cancellati
dal codice de'delitti comuni ! e nelle prigioni stesse l'uma nità fabanda non ammetteva cosa simile alla gêne de'fran cesi , al carcere duro de' tedeschi , all'assoluto isolamento americano 9 ec. ec . E quando la processura criminale avrà parimenti ri cevuto quelle regole che conducono
alla scoperta della
verità , più securamente , più sovente , più facilmente , più presto , che assicurano , il più l'infallibile punizione del colpevole e la non tarda giustificazione dell' innocen te , regole che permise l'augusto sovrano medesimo di sperimentare , allora potrà vantarsi questa generazione , e questo governo dell' opera sua . Essa è dirò praticamente quasi compita nella permessa , e si ben applicata discus sione verbale che i magistrati ora sanno ,
e possono si
convenientemente mettere in uso. A compimento della nazionale legislazione criminale veniva in principio del corrente anno
messo in vigore
un nuovo codice penale militare , di cui intendo far qui brevissimo cenno .
Nel modo stesso che la legislazione ha da essere in armonia coll' indole de' popoli ,
e
coll'epoca
sua cosi
quella speciale militare debb' esserlo coll' indole , e con dizione degli uomini di cui componsi l'esercito . Fra noi come in tutte le potenze continentali , l'eser cito è formato di cittadini , e così sono da esso esclusi
48 gli esteri , i condannati , rigetti quelli di cattiva condolta, anche se volontarî o surrogati . La politica e l'arte militare indussero la necessità di avere eserciti numerosissimi , quindi i governi imposero l'obbligo del servizio militare ad ogni cittadino di qual siasi classe , pochissimi e per giusti motivi dispensati . Esso ammise pure nelle file i volontarî , i surrogati , ma essi fanno la parte minima dell' esercito , e si esiggono da loro , le più minute garanzie di moralità . Una parte dei soldati , e in tempo di pace è la maggiore , cioè di 14 a
, vive a casa sua , ed è confusa nella popolazione ,
coll' obligo di riprender il servizio a volontà del governo. Il soldato essendo un cittadino , un suddito , figlio o di agricola , o di operaio , o di negoziante , o di pro prietario , di magistrato , di nobile , le leggi penali mi litari debbono essere in armonia con quelle per delitti comuni , e questi ultimi delitti , commessi dal cittadino quand'è soldato , dovrebbero essere le medesime , e non più severe di quelle che subirebbe non essendolo , salvo forse il caso di furto , si disonorante il carattere del sol dato , che è un cittadino rivestito ,
dirò così , del man
dato de' suoi connazionali per rappresentarli , per difenderli. Il nuovo codice penale militare ha in genere, a parer mio , nel fissare le pene , una sola esclusa , perfettamente adempito a quanto esiggono i surriferiti principî . Parle remo a suo luogo dell'offerta eccezione e della processura . Prima del 1822 non avevasi in
Piemonte codice pe
nale militare , ma soltanto delle parziali ordinanze Regie , singolarmente per la diserzione.
49 Il codice del 1840 è il medesimo del 1822 ampliato , perciò che spetta alla penalità , comprendendo sviluppi , e applicazioni assai maggiori , ma il carattere dominante, e la processura non hanno , in totale , mutato. Il codice penale comprende i tre seguenti distinti oggetti. 1.° Determina le competenze e la composizione dei tribunali , indica cioè il giudice , il reo. 2.º Il giudizio , ossia l'attitazione o procedimento , o la forma .
3.
La ศ sentenza , o la pena (1)
(1) Havvi in Inghilterra : 1.
La corte generale marziale , ed essa si compone
differentemente , e con più o meno membri , secondo i paesi del mondo in cui succede il delitto . In Inghil terra essa consta di 13 membri militari (altrove 5 a 9). La corte non può pronunziar pena di morte se non concorrono i due terzi de' voti.
La revisione vi è pure ammessa. 2.0 District , o garrison court martial , la cui com petenza è meno estesa : giudica della diserzione , dei falsi rapporti , della cattiva condotta , mutilazione , de'furti militari : la sentenza vuol essere confermata , non può condannare a morte , e a più di 3oo colpi. 3.
Regimental court martial non può pronunziare
prigione per più di 30 giorni.
4.
Detachement court martial per supplire al pre
cedente presso i distaccamenti; la sua condanna non può 7
50 Del giudice e del reo.
Il codice del 1822 compilato da una commissione in cui concorsero uffiziali che avevano servito presso diffe renti potenze dell' Europa , presenta non poche evidenti tracce di sua origine , nella composizione dei tribunali . Gl'inglesi che chiamano corti marziali , i tribunali mi Titari, hanno la général court martial, e la reggimental court martial di cui i nostri consigli divisionarî e di reggimento sono un'imitazione. Non hanno i
contrer 64
consigli misti perchè non ammettono
quella competenza , e lasciano alla giurisdizione crimi nale comune di giudicare i casi che da noi spettano al consiglio misto.
eccedere i 20 giorni di carcere: questa varia all'estero; ivi da 200 colpi e 30 giorni di prigione ;
ma per la
esecuzione è necessaria l'approvazione.
I delitti comuni commessi da militari sono giudicati da tribunali ordinari. Però un soldato non può essere distratto dal suo posto per furto che porti una pena minore di
o lire.
La legge militare è applicabile agli impiegati mili tari specificati dalla legge. V. ar Aotfor punisching Mutiny and desertion, ec . (la legge inglese comprende tutti i delitti militari nei due , che diressimo insubordinazione ) ( Mutiny ) e di serzione .
51 Secondo il nuovo codice , i tribunali militari variano secondo il tempo di pace e quello di guerra . riano secondo i delitti ,
Essi va
e le persone. Quindi il cod
stabilisce , per il tempo di pace , l'autorità giudiziaria di 1.º Tribunali divisiònarî , militari , detti consigli di querra divisionarî.
2.
Tribunali misti , detti consigli di guerra misti.
3.º Tribunali militari , o consigli di guerra reggi mentali. 4. I consigli subitanei si reggimentali che divi sionarî. E per delitti leggieri ( 280 , 324 ) . 5. L'auditore di guerra ( 1 ) . In via disciplinaria il colonnello ha facoltà di punire alcune lievi mancanze di carattere delittuoso .
Alcune poche variazioni occorrono
per il tempo di
guerra in cui si aggiunge l'autorità di 6.
Un gran prevosto d'armata , e cessano i con
sigli misti. Facciamo
qui l'enumerazione degli articol ;
del codice da cui si può ritrarre il complesso di questa parte di legislazione , §. 1 2 3 18 19 20 21 22 23 24 25 26 sino al 37 il 41 42 46 51 al 57.
(1) In Francia hanvi i consigli di disciplina ; giù risdizione piuttosto paterna che pubblica , più per pre venire che per punire i delitti , castigando cioè le mi nori mancanze solite a condurre alle maggiori.
52
Auditore di guerra.
La legislazione del codice ammette come il passato , come usavasi anticamente in Francia e nella maggior parte delle altre nazioni, l'auditore di guerra quale istrut tore e relatore di tutte le cause di competenza dei con sigli di guerra.
Le funzioni del fisco nei procedimenti di competenza dei consigli di guerra divisionarî , vengono disimpegnate dal maggiore di piazza, e in quelli di reggimento dal l'aiutante maggiore . Benchè l'esperienza provi tuttora la delicatezza del sen tire e lo1 zelo di questi uffiziali , sarebbe però preferibile
I affidare si importanti funzioni
del fisco a persona le
gale , o ad uffiziale di speciale adattata capacità , e per manente. Lo stesso dicasi del difensore il quale debb' essere of fiziale ( per i consigli divisionarî o reggimentali ) i quali meglio sanno ragionare della filosofia della legge , che con spirito di pratico discutere il fatto speciale in con fronto della legge , o di fare gli
opportuni incombenti
per la difesa . L'uditore è uno " è fisso per ogni divisione militare , so stituito nelle località da giudici
ordinari .
Esso ha per
capo l'uditore generale , che è magistrato di guerra, ma che ha diretta relazione col sovrano . L'auditore non ha voto nelle sentenze.
L'istituzione dell' auditore può considerarsi come creata
53 da spirito d' imparziale giustizia ,
è magistrato tolto alla
influenza di spirito di corpo , di persona , sovente anche a quella di circostanza. È magistrato tale per istudio , e quindi inclinato a conceder qualche cosa all'umanità , o piuttosto a non irritar la legge , è magistrato che scevro d'ogni particolare passione è regolato soltanto dai lumi , dall' esperienza e dalla legge . L'istituzione degli auditori di guerra ha necessaria mente per iscopo di illuminare militari sia nell' applica zione della legge , come nelle circostanze dei fatti.
Nel 1790. la Francia creava corti marziali ;
delle
quali faceva parte il Commissaire auditeur . In seguito furono sostituiti a tale carica degli uffiziali permanenti chiamati capitanì rapporteurs , il che viene tuttora pra ticato senz' inconveniente . Sarebbe però stato preferibile che le attribuzioni del P Aditore fossero specificate in un modo positivo , anzi chè riferirle a quanto si è antecedentemente praticato .
Gran Prevosto .
Havvi , quando ciò viene creduto opportuno dal So vrano , per l'armata , in tempo di guerra , un' autorità che rimpiazza in più casi quella dei consigli di guerra . Questa è quella di un giudice unico , detto Gran Pre vosto. ( §. 238 ).
Quest'istituzione non nuova , ma che non ritrovasi
54 nel codice 1822 nè in altra legislazione europea ( 1 ) ebbe per iscopo la rapidità del giudicare anzi il rigore del giudizio . Tanta autorità in buone mani produrrà gli ef fetti salutari che il governo si propone
essa senz' incon 2 veniente qualora sia affidata ad onestà , discernimento , capacità , indipendenza . In ogni caso essa sarà ravvisata dall' armata cui verrà imposta , come una minaccia , 0 come una punizione per indisciplina " o altri fatti pre cedenti che dimostrano non potersi essa frenare che col porla fuori della legge , o in uno stato di eccezione.
In Francia sonovi tuttora i consigli di guerra perma nenti , ed i consigli militari di revisione , all'incirca come ne ' tempi dell' impero . Essa però attende con im pazienza un nuovo complesso di leggi penali militari , Pattuale ministero lo ha promesso . Non vi è neppure in Francia la giurisdiziotogato-mili tare o mista ; sotto l'impero simili tribunali , per legge di eccezione si stabilirono ne nuovi dipartimenti per giu dicare alcuni delitti , e specialmente le grassazioni ,
e
rivolte . Nella Francia attuale qualora i rei sono in parte militari e in parte borghesi , la giurisdizione spetta al tribunale ordinario . Napoleone , fatto Imperatore creò un Prevốt , un grand
(1 ) Nell' Inghilterra si ammette il Prevost Marshal , per le truppe che guerreggiano all'estero.. Ved. pag. 43. Mutiny act .
-55 Prevot , e un conseil Prévotat. Solo all' armata, e per giudicare persone non militari che erano al seguito della stessa 2 come vivandieri , lavandieri ec .
Competenza secondo la specie dei reati .
Secondo la legge francese del 1793 i delitti comuni erano giudicati , benchè commessi da militari , dai tri bunali civili . Nel tempo dell' impero non vi era che una sola specie di consiglio di guerra permanente ,
cioè divisionario ;
bensi furono poi introdotti i consigli speciali per giudicare i disertori. In quel tempo i delitti anco comuni commessi da mi litari , erano della competenza dei consigli di guerra . Quelli in cui erano implicati i borghesi , quelli commessi `da soldati in permesso o in riforma o in congedo lo erano dal giudice ordinario .
Revisione .
La revisione equivalente al ricorso in cassazione , era pure in Francia ammessa dalle sentenze dei consigli di ed
guerra ( non speciali ) e per le medesime cause ,
ove annullato un primo giudicato , veniva rimesso ad un consiglio sedente in altra divisione . Furono poi istituiti per divisione due consigli di guerra permanenti . In Piemonte nulla può riparare , colla scorta del codice
56 gli errori di forma , o di applicazione , di legge , o di competenza . Noi abbiamo in Piemonte più esempî di annullazione o cassazione di sentenza di consigli di guerra ma questo ha nulla di comune colla revisione . La cas sazione si fa nell' interesse solo della giurisprudenza , l'e secuzione della sentenza , benchè disapprovata non è so spesa . Il ricorso non è che d'ufficio " dell' uditore ge nerale di guerra , o dei governatori o capi di corpo che sospendono le rispettive sentenze ,
e l'autorità Sovrana
interviene . È il legislatore che parla ,
non il magistrato .
In Piemonte come presso gl' Inglesi , i giudicati dei consigli di guerra non sono esecutorî che dopo l'appro vazione dell' autorità cui spetta .
In tale disposizione , che in generale , può produrre del bene , e mai del male , o quasi mai , ravvisiamo un correttivo al succennato difetto , qualora chi ha da ren der esecutoria la sentenza , ha mente politica , razionale, anzichè schiettamente militare , e che è ben penetrato dal principio , che se è urgente il punir i falli , lo è anche il ben conoscere qual sia il vero colpevole , che allora solo deve servir l'autorità quando è accertato il delitto " e l'autore di esso ; ma cha tali due condizioni possono in un giudizio trovarsi disgiunte .
Riepilogo .
Riepilogando le disposizioni del codice piemontese sulla competenza , si può dire che esso vuole .
57 1. Che i delitti militari commessi da militari siano giudicati da tribunali militari . L'art . 3. e seguente , determinano
chi debba dirsi
militare (1). 2. Che dai tribunali militari si giudicano i complici , di militari , benchè non tali .
3. Riguardo ai delitti comuni , de' militari , la loro specie determina la composizione del tribunale . Per giu dicare i delitti comuni , e non gravissimi commessi da militari soli , o con complici non militari , havvi la giu risdizione mista , però in tempo di pace . 4. Che alcuni delitti , non comuni ,
diressimo im
propriamente però militari , previsti dalla legge (art.53) anche se commessi da borghesi , siano di competenza mi
sta , in tempo di pace . 5. Finalmente che alcuni delitti comuni , special mente indicati , come il furto di cose sacre " la grassa zione , l'estrazione per via di lettere , minacce ec . di ribellione o violenza contro la pubblica forza , di oltraggi ai tribunali , di liberazione violenta di detenuti , di reati contro l'industria alle gabelle , e di finanze , contro la pubblica tranquillità , benchè commessi da militari sa ranno giudicati dal tribunale ordinario .
(1) Ivi invece del privilegio del foro , dovrebbe dirsi specialità del foro , il tribunale militare essendo una concessione alle necessità , duale.
anzichè un favore indivi
8
58
6. Che alcuni reati sono di semplice competenza dell' uditore generale di guerra , cioè quelli di mutilas zione volontaria per esimersi dal servizio , il provocatore alla renitenza o a fingere un indisposizione o a procu rarsela , il sensale di surrogati , chi li dà ricovero , la sostituzione di persona avanti i consigli di leva.
Del procedimento in tempo di pace .
Il proceder criminale antico europeo pareva fondato sul parere dei legislatori , che la sicurezza sociale esi gesse l'adozione e l'applicazione del principio doversi preferire il sacrifizio di un innocente , all'impunità di un reo , quindi le torture , sì poco atte a scoprir il vero quindi le carcerazioni dei pretesi testimonî , quindi i mezzi di difesa riguardati come pericolosi ( quale i confronti la cognizione degli atti ) . La civilizazione co' suoi pro gressi fece adottar la contraria massima ora vigente , cioè , che si debba salvare il reo piuttosto che far perire un innocente , e queste opposte massime si verificavano co' fatti si nell' uno che nell' altro tempo . Al primo rimprovero non andaron mai soggette le magistrature di questi regî stati e le varie prescrizioni fan luminosa testimonianza della religiosa premura del Sovrano nell'adottar la seconda anzichè la prima delle massime enunciate . Fra gli altri mezzi a tutelare l'innocente le moderne
5g legislazioni introdussero varie forme la cui entità non è men importante e grave che la penalità medesima.
Il nuovo militare codice piemontese " consacra 24 pa gine alle norme fissate per condurre una causa criminale a sentenza presso li diversi magistrati militari a tal fine stabiliti, lasciando i procedimenti innanzi il consiglio misto alle disposizioni seguite a termine delle leggi generali . Le principali si ravvisano all'art . 59 e segu . sino e 107.
Del procedimento criminale in genere .
Nessuno può mettere in dubbio che tanto l'onore quanto la vita di un uomo di qualunque ceto o nazione , ab. biano assai maggiore importanza che non la roba sua : eppure quando uno si fa a paragonar materialmente il volume de ' scritti contenenti le disposizioni legali destinate a cautelare i dritti relativi alle proprietà per mezzo di forme , ossia il codice di procedura civile , con quello del codice di procedura criminale , non si può a meno che di imputare la troppo grande maggiore estensione delle prime per intenzioni fiscali , o a sovvertimento del l'anzidetta massima generale . Cotesto riflesso è vieppiů ovvio e spontaneo a chi , in generale osserva la proces sura criminale militare , e l'animo induce a compiangere le necessità sociali che vogliono in considerazione della disciplina militare , se non " il sagrifizio di si santo dovere; e dell' innocenza , almeno l'incorrer la possibilità di tale sacrificio .
бо Agl' inglesi , anzichè a' Romani nostri maestri di giu risprudenza , debbono le moderne società il più luminoso esempio di rispetto all'uomo , di generosa imparzialità di liberale procedere o di forme criminali . Essi fecero prova di confidenza grande nella bontà della legge ,
e
nel senno e nella rettitudine de' magistrati , essi non te meltero di far traballare le basi della giustizia col dare ì più ampî mezzi di difesa all' inquisito e questi mezzi stanno il più nel procedimento . Alle persone che avendo servito in quel regno ne' tempi Napoleonici , concorsero alla riduzione del codice del 1822 noi dobbiamo , come già dissi altrove ,
d'aver promosso tutto quel bene per
cui in tale materia , quel codice si distinse dalla legisla zione precedente , piuttosto negativa o nulla in materia di processo .
A essa l'istituzione delle varie specie di consigli ; a essa l'istituzione delle commissioni d'inchiesta , ( che la Francia imitò e disse jury-d'accusation) a essa la facoltà di ricusare qualche giudice , a essa la formola del giu ramento dei giudici (§.58) . In tutto ciò però la brevità è se non compagna , vicina all' insufficienza . La legge che stiamo osservando , è di una sorprendente per non dir allarmante brevità , relativamente alla pro cessura criminale. L'art . 20 e 61 comprendono in poche linee tutti i doveri de' consigli d'inchiesta . S. 59
Pare egli , qual è quasi il primo articolo de- .
crittivo di un procedimento ?
61 Riflessioni parziali riguardanti le disposizioni del codice sul procedimento .
A quest' articolo dovrebbe ,
parmi , precedere l'inti
mazione , o notificanza all' inquisito di che è accusato , e della legge dietro la quale si crede colpevole ; dovrebbe constare poi negli atti se esso non fa istanza per alcune prove , opposizioni ec. Al S. 61. Manca alcunchè. Prima di parlare delle deliberazioni del consiglio , bisogna enunciare lo scopo del consiglio predetto che appare al S. 20 e seguenti ; poi dire che il processo si farà per iscritto . Il S. 61 dovrebbe spiegare più minutamente le inda gini di cui siano in dover di fare i consigli d'inchiesta , il modo di esprimere il parere de'giudici , quello di far risultare delle opinioni divergenti , delle istanze fatte da alcuno , non approvate dal consiglio e la sua delibera zione avanti tutto , della competenza e poi degli atti già fatti ; eppure il detto articolo vuole che le deliberazioni siano sottoscritte dai membri , dunque anche da non con senzienti . Le conclusioni del fisco verbali , dovrebbero precedere le deliberazioni della commissione; e così per esempio rilasciare , ove compite siano le informazioni , que' detenuti per cui conclude quel pubblico ministero , accennando il segretario dette verbali conclusioni . Quelle scritte di cui all'art. 63 sono come un atto di accusa zione . Al quale però benchè la legge nol prescriva , si suole aggiugnere la penalità . Cosi l'udienza non è più
62 nulla per il fisco , il suo dire è la ripetizione delle con clusioni degli atti ! §. 128. In tempo di guerra non si fa il consiglio d'inchiesta , l'auditore ne compie gl' ufficî .
In nessun atticolo del codice è fatto cenno del Segre tario , o scritturale del consiglio ; eppure è persona in dispensabile . Perciò non si stabilisce nemmeno il dovere di redigere un verbale della seduta , benchè in sostanza si scriva la sentenza in modo da presentar di quella un brevissimo sunto . Eppure un verbale è necessario se la legge suppone che possansi violare le forme stabilite da essa medesima , e le sentenze soggette a una censura da chi deve approvarle , sebben 'non esista la revisione ně in tempo di pace , nè in quello di guerra . Al segretario spetta la continuazione , del verbale della seduta , registrare la sentenza " e quindi farne conoscere l'esito , cioè l'ese cuzione , il tempo , il luogo , ec . ovvero la sospensione, la mutazione , ec . la fattane lettura al colpevole , la pub blicazione . §. 70. La legge prescrive la notificazione dei giudici al reo " e gli accorda la facoltà di ricusazione , cioè di uno secondo il nuovo codice , e di più , con motivi (§. 37) . di due secondo quello del 1822 senza motivo . Publicità. Il codice ammette una semipublicità ( § . 83 ) dicendo che le sedute si terranno a porte aperte , suolsi infatti il più , non lasciar entrare che qualche militare , o niuno , alle sedute appunto colle porte spalancate, ma con guardia.
63
La publicità non ha altro scopo che lo stabilire un contratto , una censura ai tribunali : può avere degli in convenienti : non la credo necessaria. E inutile ove non vi è dèbat , perchè il pubblico mal capirebbe le letture degli attti scritti . Dichiarazione de' testimoni. I testimoni non son sentiti oralmente , bensì lo è l'accusato . Non ignoro che la convenienza o l'utilità > necessità di far comparire i testimonî all' udienza fu soggetto di contestazioni e di dispute . Dirò qui solo che l'opinione di quei magistrati che fecero lungo esperi mento dell' uno e dell' altro metodo , si è per la evidente loro utilità per la scoperta della verità , concorde è il loro parere in asserire che
1.
essa non arreca i gravi in
convenienti che gli avversarî ne paventano ; 2.º
che la
verità vieppiù si scopre , e si svela all' udienza che non dalle scritte deposizioni . L'esperienza che or sî di fre quente ne fanno i magistrati in Piemonte è decisiva > e prova che soventi vien decisa all'udienza in modo posi tivo e soddisfacente il caso di colpabilità o d'innocenza che dagli atti appariva oscuro e dubbioso . Istruzione de' Giudici , Udienza .
Il nuovo codice § . 85 varia l'espressione del prece dente codice S. 142. Secondo questo l'uditore doveva leggere al consiglio l'intero processo , secondo il nuovo, solo riferisce il contenuto degli atti.
64 Ne' consigli di guerra , tutt'i giudici ,
il presidente
stesso arrivano all'udienza ignari dell' affare´di cui si tratta. La loro istruzione dipende dunque da un individuo solo , cioè dal dire dell' uditore . Per poco che implicato sia un processo a stento ne rannoda nella mente le cir costanze alla semplice lettura in istralcio chi non è as . suefatto alle legali discussioni , mentre perfetta e lucida non concepisce l'idea chi ne ode il racconto di viva voce . La deposizione orale fatta all'udienza pare anzi indicata nei procedimenti militari , che i testi sono sul luogo , e i giudici sanno qual valore dare alle deposizioni de' testi moni o alla ricusazione de' rei ( 1 ) . Più pronte , più vere , più lucide ne emergono le in formazioni .
Egli è certo che la lettura fatta da altri , non produce effetto della parola ; o non si sente bene tutto , o il let tore pronuncia male , o abbrevia o sopprime : col pro cesso scritto se si vuol una spiegazione dei testimonî , è impossibile ottenerla , per finirla si giudica per interpre tazione . Interpretare il dire di persona vivente " e per decider della vita dell' essere , dell'onore d' una persona! Eppure è ben soventi il caso ! Per contro le parole de' testi decidono il voto , fan svanire i dubbî di redazione , penetrano nelle coscienze de' giudici .
(1) Il Re di Prussia intende pure introdurla nei giu dizj ordinarj , ma con pubblicità ristretta . Ved. mo niteur 27 settembre 1841.
65 E certo che la comparsa de'testimonî all'udienza è più nell'interesse della verità , che dell'accusato . Ora che altro ha da promuovere la legge la giustizia in che questa consi ste ? Non nell'umanità ma nella protezione dell'innocente , e nella punizione del colpevole . L'interesse sociale riclama la pronta, la più sicura via di scoprir la verità , e non più. Siccome la legge attribuisce al consesso di più distinte persone autorevoli la deliberazione sulla sorte d'un reo, e non al solo giudice , o ad altro relatore , o istruttore, così dovrebbe a quelli e non a questi accordar la sua fede attorno a mezzi di raccogliere le nozioni atte a de terminar le deliberazioni , poichè il ben interrogar un testimone sarà certamente meglio fatto da un presidente, dai membri in un coll' uditore , che da questo solo > O da qualche giudice di mandamento , o dal segretario . E chi non intese parlare o non conobbe dei tanti intrighi che sono sovente oggetto di mene dei partiti sempre e sistenti nei piccoli luoghi , quali le città ove dimorano i giudici di mandamento ? E se vogliam dire che esse più non sono a tempi nostri , dobbiam dire che furono e che potrebbero di nuovo essere . L'avviso che la deposizione orale sia il più sicuro mezzo di scoprir la verità in giudizio , non può ricevere serio contrasto. Io sono d'avviso che pochi lustri baste ranno per imporla alla giurisprudenza negl' ordinarî , e nei militari giudizî (1) . (1) In Francia ora i testimoni depongono oralmente. La spesa è minima . Nel 1838 su tutto il regno furono 9
66 Il codice penale militare Francese del 1790 quello del l'anno XI. ordinava espressamente (art . 37 ) la deposizione orale dei testimoni , previo loro giuramento di dir la verità . Parecchie saggie disposizioni ivi son prescritte per il bene della giustizia rispetto ai testimonî.
Quelli a discarico non potranno essere rifiutati §. 60 . La legge dell'anno V. 13 Brumaire , ( §. 56 ) non esige ne' consigli che la lettura delle carte del processo. Gl' inglesi ammettono la deposizione orale dei testi monî . Voti. Il nostro codice S 89 non esige per la sentenza che la pluralità assoluta de' suffragi , o de' voti de' giudici , di consigli di guerra di reggimento , o di divisione , vale a dire 4 voti . A questa mi pare è preferibile la depo sizione inglese , che vuole due terzi de' voti per condan nare a morte , cioè 8 a 9 su 13. Il codice francese ( an V ) esigeva 5 voti su 7 per
condannare . Se tre voti erano per l'assolutoria , questa aveva luogo. Questa legislazione vigeva sotto Napoleone . Questo aveva creato i tribunali speciali contro il delitto di diserzione . Per essi non vi era luogo a revisione ; la condanna era a maggiorità di voti , ivi non prescritta l'u dizione di testi .
intesi 14844 testimoni per giudicare militari e la spesa fu di L. 4638. Ogni affare costò L. 20 91 della spesa ) .
( media
67 Secondo il S. 94. Ogni giudice deve dare il suo voto scritto " non così nei consigli misti : ivi basta che il ver bale ossia la sentenza sia sottoscritta dal presidente. Il primo metodo pare assicurar meglio l'indipendenza dei voti di tutti i giudici : almeno vorrebbesi preferire all'uno ⚫ all'altro la sottoscrizione dei giudici al verbale , od al registro delle sentenze.
L'ultimo modo ( dei consigli misti ) può aver gravi inconvenienti quando chi presiede è militare non ben pe netrato delle cose di giustizia , che colà la sua voce , la sua autorità , è uguale a quella di ciascun altro giudice, anche di lui lontano ed inferiore di grado . Approvazione delle sentenze. Le sentenze non sono esecutorie che dopo la loro su periore approvazione , quindi , sino a tal momento , sono secrete ; il reo , o inquisito alcune volte passa più gior ni ignorando il suo destino . L'umanità doveva evitar questa tormentosa situazione di colui su cui pesa la ca pitale accusa. La condizione dell'approvazione della sen tenza , è come già dissi , ( parte 1 ) un insigne benefi cio della legge. Non essendo in Piemonte ammessa la revisione delle sentenze, questa misura quasi vi equivale , tantopiù che la legge non fissa condizione alcuna , alla sospensione. Questa raramente , o mai imponsi ne' casi di assoluzione : negli altri ne decide in finale il Sovrano. Sarebbe forse a stabilirsi che in caso di assolutoria a pieni voti la liberazione fosse immediata ..
68 In Francia non occorre approvazione bensi in lngħil terra . Vedi sopra .
Dichiarazione assolutoria.
§. 92. Nella formela di sentenza della legge militare Piemontese , continuasi ne' casi d'assolutoria , a prescri verne due modi di dichiararla , cioè reo riconosciuto innocente , o di reo non convinto. Questa distinzione Fra innocenza , e non colpa , ha per l'individuo gravi conseguenze , La seconda fa il reo soggetto
all' occor
renza di nuovi indizi o prove ) a nuovo processo per il fatto medesimo , non così l'altra ; e fa perdere al sol dato benchè assoluto , la paga che le spettava durante il tempo di sua prigionia. La dichiarazione di esser pro rata l'accusa , ben soventi andrà modificata , poichè solo parzialmente sarà provato il fatto aperto dał fisco. La dichiarazione di semi-innocenza non è conosciuta nelle legislazioni straniere a me note ; e se forse essa è in fatto giustificabile in considerazione dell'evidenza che si può avere dell' innocenza g o della sola non cer tezza del reato , essa non è in natura , e nemmeno nel senso dell'umanità la quale non vuole che vi sia taccia su chi non è convinto ..
Una sol formola di assolutoria è adottata in Francia , anche per militari ; chi l' ottiene non può più esser ri preso per lo stesso fatto . Così in Inghilterra…..
69 Consigli misti.
§. 110. Il codice , già il dissi , non descrive il pro cedimento de' consigli misti . Esso non è preceduto dal consiglio d'inchiesta. Il difensore del reo di diritto è l'avvocato de' poveri , e non è detto che altri possa es serlo , nè il viddi mai.
Tutto il giudizio consiste nella relazione dell' uditore. Non havvi intervento dell'accusato , nè di alcun testi mone, nè del pubblico. La votazione è verbale ; la sen tenza è sottoscritta dal presidente solo ( fra i giudici ) . È volontà sottintesa del legislatore , pare , che il procedere del consiglio misto sia lo stesso di quello seguito da magistrati per i delitti comuni . Ora questo procedere essendo variato dopo la nuova legislazione criminale , il seguir l'antica ne' consigli misti, anziché la nuova de' tri bunali criminali , è incoerenza , vuolsi dunque presenza di accusato 9 e talora de' testi ec .
Dell'amministrazione della giustizia criminale, militare, in luogo di guerra .
Vedi §. 127 e seg. 128 a 130 e 136 a 140 . §. 127. Pare che qui dovrebbe la legge anche far cenno , se i soli consigli cui riserva la giustizia militare in guerra , avranno a conoscere anche i delitti che in tempo di pace son di competenza de' misti ; il che vien poi espresso al §. 136. Facoltà che dovrebbe esser ri
70 stretta a casi in cui si guerreggi lungi dal patrio suolo, o meglio soppressa ( pochissimi casi eccettuati ) . Il secondo a linea del S. 130 che dà al comandante generale dell' esercito un potere discrezionale per la più pronta repressione de' reati , merita severa riflessione : le sue conseguenze non hanno limiti. La sua necessità non è a parer mio giustificata per la giustizia eriminale di cui qui si tratta .
A leggere il titolo di cui trattiamo non appare se scritta o verbale abbiano ad esser le diposizioni , le infor mazioni , se vi sia e quale procedimento , quali termini. Dal §. 132 si può presumere che il procedimento ab bia ad esser come in tempo di pace. Ma la legge do veva dirlo .
Della nullità di sentenza.
In generale la legge non pronuncia nullità per qua inque siasi disposizione di forma trasandata nel proces So ; il che è consentaneo alla non ammessa revisione. Non la riconosce nemmeno per incompetenza .
Del gran prevosto. La legge nell'introdurre in
>
certi casi , l'autorità di
un giudice unico , detto gran prevosto , non fissa al me desimo alcune forme da osservare ( ved. §. 138 139 e 140 ) eppure in quest'ultimo articolo ne suppone alcu ne , cioè atti , sentenze , ec. nulla però è detto dei di zitti dell' accusato ..
71
Delle pene .
In questo lib. 3 vengono descritte le pene che possono essere inflitte ai militari , e si danno le regole di loro applicazione e sostituzione. Le pene son quelle stesse già introdotte dal codice del 1823 cui cangiaronsi i no mi per metterli in armonia con quelle del codice comu ne , le cui pene possono altresì in più casi infligersi ai militari. S'introdusse in più la pena del carcere , che quella della reclusion militare , non nominata nel pre cedente codice , vogliam pareggiarla alla galera ; allora dopo le pene disciplinari , il primo grado di penalità era la catena militare ; è questo ,
tale evidente progresso
nella nostra legislazione penale , cui applaudiscono la giustizia , la disciplina , e l'umanità sicuramente ne sorride. La catena , punizione che è agli occhi del pubblico , infamante , non a quelli del legislatore , era falsamente applicata , cioè per mancanze cui l'opinione non affige nota disonorante . Ecco il novero delle pene da questo nuovo codice in dicate. Contro soldati o bassi uffiziali 1. Pene disciplinali nei casi però solamente in cui dal presente codice siano prescritte ;
2. Il carcere ;
3. La cassazione ;
4. Le verghe ; 5. La reclusione militare ; 6. La morte passando per le armi ; 7. La degradazione.
72 Contro gli uffiziali.
1. Pene disciplinali nei casi però solamente in cui dal presente codice siano prescritte ; 2. La multa 3. La detenzione
4. La demissione 5. La destituzione 6. La relegazione militare a tempo
7. La relegazione militare a vita 8. La morte passando per le armi
9. La degradazione 10. La morte da eseguirsi nei modi stabiliți dal co dice penale comune .
Contra le persone estranee alla milizia , o contro i soldati, o bassi uffiziali.
1. Le pene accessorie di cui nell'articolo 38 del codice penale comune ; 2. La multa ;
3. La reclusione ordinaria ;
4. I lavori forzati a tempo ; 5. I lavori forzati a vila ; 6. La morte da eseguirsi nei modi stabiliti dal co dice penale comune .
Ed inoltre quanto alle persone estranee alla milizia , le altre pene stabilite dal codice penale comune .
73 La cassazione , salvo nei casi dal presente codice e spressi , e la degradazione son solamente considerate come pene accessorie . Il condannato alla reclusione militare verrà rinchiuso nei locali a ciò destinati , obbligato a quel genere di lavoro e soggetto a quelle discipline che saranno pre scritte dai regolamenti . La detenzione consiste nell' essere detenuto in una fortezza . Il condannato alla relegazione militare sarà detenuto nei luoghi chiusi di una fortezza a ciò destinati .
Le pene della cassazione , delle verghe , della dimis sione , destituzione , degradazione e della morte passando per le armi saranno eseguite nei modi stabiliti dal re golamento di disciplina militare . L'esecuzione delle altre pene avrà luogo nei modi stabiliti dal codice penale comune . La degradazione esclude per sempre dall' onore di ser vir nelle reali truppe . L'uffiziale destituito rimarrà inabilitato a qualsivoglia ulteriore real servizio od impiego , cesserà di apparte nere a qualunque dei reali ordini , e sarà spogliato delle decorazioni che ne avesse prima ottenute , Il sotto uffiziale condannato alle verghe od alla reclu sione militare , dovrà prima esser cassato .
10
74 Del minimum e del maximum delle pene e della loro graduazione.
Il minimum ed il maximum delle pene a tempo , e di quella delle verghe , salvo i casi in cui dal presente co dice si trova altrimenti disposto , saranno come segue : Pel carcere da un mese ad un anno ; Per le verghe da seicento colpi , a mille ottocento ; Per la reclusione militare da un anno ad otto ; Per la reclusione ordinaria da tre anni a dieci ; Pei lavori forzati da dieci anni , a venti ;
Per la detenzione in una fortezza , da un mese ad un anno ; Per la relegazione militare da un anno a venti . La graduazione delle pene sarà per la diminuzione : Pei lavori forzati ;
1. Dai lavori forzati a vita , ai lavori forzati per venti anni .
2. Da venti a quindici ; 3. Da quindici a dieci . Per la reclusione ordinaria ;
1. Da dieci anni a sette ; 2. Da selte a cinque ; 3. Da cinque a tre ; Per la reclusione militare ;
1. Da oto anni a cinque ; 2. Da cinque a tre ;
3. Da tre ad uno ;
75 Per il carcere 1. Da un anno a nove mesi
2. da nove mesi a sei ; 3. da sei a tre ; 4. da tre ad uno.
Per le verghe I. da milleottocento colpi a millecinquecento
2. da millecinquecento a mille duecento ;
5
3. da milleduecento a novecento ;
4. da novecento a seicento ; Per la relegazione militare 1. dalla relegazione militare a vita alla relegazione: militare per venti anni ; 2. da venti anni a quindici ; 3. da quindici a dieci ; 4. da dieci a sette ;
5. da sette a cinque 6. da cinque a tre ; 7. da tre ad uno . Per la detenzione in una fortezza: L. da un anno a nove mesi ; 2. da nove mesi a sei ;
3. da sei mesi a tre ;
4. da tre ad uno . Pei gradi di aumento si osserverà coll' ordine inverso la stessa proporzione stabilita nell' articolo precedente . Tanto la legge comune quanto quella militare non distin guono più fra le pene , come facevasi antecedentemente quelle infamanti , e quelle correzionali , o non infamanti .
76 Nelle seconde o militari pare tuttora che la legge come infamanti consideri quelle cui la degradazione va con giunta. Per contro la legge nuova separa e classifica i reati in diverse specie cui applica un nome proprio in variabile e li chiama secondo i gradi di loro gravità , crimini , o delitti , o controvenzioni . I più gravi sono i primi. In tal senso la reclusion militare , il carcere , le verghe non sono infamanti , e lo sarebbero , i lavori forzati , la reclusion ordinaria , la relegazione , l' inter dizione , la morte non per via militare. Nella composizione di un codice penale militare , si ebbe in ogni tempo per norma il principio essere indi spensabile all'esistenza e tutela della disciplina dell'eser cito , la prontezza delle punizioni , per cui si adottarono forme di procedere speciali e speciali giudizî , e l'inten sità della pena contro le mancanze puramente militari quindi la severità o maggior vigore delle medesime.
E mentre che sul finir del secolo scorso i governi di Europa riformavano di dritto o di fatto le lor leggi pe nali , e vi facevano le modificazioni che suggeriva l' u manità , e una giustizia prudente e schiarata , credevasi nella militar società che avrebbe a rovinar la disciplina ove tolto o ridotto l'arbitrio delle leggi penali , fosse dato al soldato un codice , in cui il cattivo potesse leg gere ed imparare che vi sono mancanze che
i giudici
non potrebbero punire che con pochi anni di reclusione per cui il facinoroso sapesse sin dove poteva inoltrarsi senza rischiar la vita . E credevasi , è credesi da taluno ancora
77 che il carcere non sia al soldato che riposo , di cui si ride ; quindi proclamavano e proclamano l' indispensabilită delle flagellazioni , delle battiture , del sangue . Mi fia lecito qui dichiarare che un tal parere esclusivo é di coloro che non conobbero mai la vita intima del soldato , che non lo furono mai • e perciò nol conoscono o non lo stimano abbastanza . Governi coraggiosi , perchè rischiarati e forti , fecero più che domandava giustizia , seppero colla giustizia solo contenere l'esercito , e di più entusiasmarlo per il suo dovere , e stabilirono più adeguate leggi criminali mili tari. E non fu in principio che transizione " o saggio . A rimedio di pretesi inconvenienti si credette dover in . trodurre l' acerbità della pena , ossia la sua sproporzione col reato. Cosi contro la diserzione , erano in generale le europee leggi così severe , così assolute , che negando al giudice ogni facoltà di tener conto delle circostanze del delitto , decretavano la morte " o l'infamia con pri gione di più lustri , conseguenza ne fu che spesso le pene non erano applicate , con danno peggiore assai per la disci plina , e i colpevoli rimanevan impuniti perchè all' appli cazione del castigo non consentiva ne'casi speciali la forza morale della vivente civilizzazione .
E fu veramente una mirabil dimostrazione di vigore g e di saviezza nel governo Sardo , quando malgrado le predisposizioni nate dalle turbolenze del 1821 , superando l'inerte resistenza dell' opinione antiquata , la quale gri dava non potersi frenare la diserzione che con morte o
78
galera stabiliva , più , e più gradi di pene per quel reato fra cui una di un sol anno di carcere non infamante ? Il legislatore seppe allora distinguere l'armata attuale dal l'armata antica , e non crollò la disciplina, non divennero più frequenti le diserzioni , ma furono sempre punite. Nell' esaminare il novero delle pene esposte nel nuovo codice fia cui , come dissi , due ( carcere e relegazione militare ) più miti che la più mite ( catena militare ) del codice del 1822 è spontaneo in ognuno l'omaggio alla cristiana filosofia , all' umana politica ,
alla rischiarata
giustizia del legislatore .
Convien dire che i codici penali Piemontesi , comune , e militare portano l'impronta dell' epoca in cui nacquero , del carattere della generazione per cui furono fatti e spi rano ( 1 ) in generale quella carità che immedesimata nei costumi modificó e raddolci con tanto vantaggio della società , l'autorità paterna , quella maritata , e patronale e creò la forza di quella pubblica opinione per cui vennero soppressi anzichè proibiti i mezzi di coscrizione do mestica con castighi corporali e feroci , e venne sosti Luita alla forza od autorità del timore delle battiture: della prigionia , delle astinenze di castigo , de' tormenti , fra le domestiche pareti quella dell'amore , dell' onore 9. dell emulazione , o dell' onta , quella dell' esempio , e sopratutto il potere e l'istinto di un più delicato e squi sito sentire nelle anime di ogni ceto di persone .
(i) V. però quanto si dirà sul §. 196.
79 Il tempo , la religione meglio intesa ed obbedita , la scuola degli eventi , i costumi , e le opinioni loro figli richiesero analoghi miglioramenti nelle leggi . L'esperienza degli ultimi tempi venne a confermare il pubblico voto , provarono cioè che la soda giustizia non diversa dalla eterna , non è crudele , non parziale , non cede a in fluenza di tempo , di persona di circostanza , a persuader che essa giustizia è la più efficace sorgente di forza col tempo , che invece di consumare o isterilire , genera pro sperità e gloria . Le pene corporali cui abborrivano le idee e i sentimenti più miti dell' universale , non ricono sciute indispensabili nella comune legislazione furono abo lite (1). Della flagellazione o Vergata Io quindi non so trovar sufficiente ragione perchè nel nuovo codice Piemontese siasi conservata per il tempo di pace una pena corporale , cioè la flagellazione , mentre tutte venivano abolite nel codice comune (2) .
Mi si parla immantinente da propugnatori di quella dell' esigenza della disciplina militare . Rispondo che ap punto non son delitti militari quelli che in tempo di pace sono puniti di pena corporale , nè esigono pronta riparazione (3). (1 ) La Francia aboli persino il marchio che pur promulgavasi nel codice 1840 . (2) Io vorrei pure che la degradazione del condan nato a morte consistesse nella declaratoria della sen tenza ; o fosse privata , in carcere . (3) La vergata s'infligge quasi soltanto
al furto
80 1 Questa pena ripugna all' amor proprio del militare ; è inconciliabile coi sentimenti morali e grandi che si vo gliono nudrire ne' soldati che vedono ovunque , ai bruti riservate le battiture , è impropria ora che soldato e Cit tadino è tutt' uno , ora cioè che il nerbo dell'armata consta di sudditi fatti soldati per obbedienza alla forza morale della legge , ora cioè che l'esercito non è più , come cent'anni addietro la cloaca della società , un luogo d'asilo ai miserabili , o d'impunità ai vagabondi , ai fa cinorosi ; ora che l'esercito è per il più rappresentato , o composto di giovini figliuoli di famiglia di ogni ceto • di reclute colla timidezza dell'inesperienza e dell'età im matura sulla fronte , coll' educazione di mite religione nel cuore , col sentimento di onore , e di dignità nell'anima che ragiona. I surrogati stessi , benchè gente venale, non sono accettati che dopo le più ampie prove di moralità . In fatti l'esperienza quotidiana ci dimostra quanto siano rari i ladri ne' corpi ,
anche ove son frequenti i furti ,
perchè spesso un sol colpevole ma astuto ,
basta per
desolare una o più compagnie , spesso per lungo tempo
semplice , cioè per quello di cosa di valore non mag giore di ducati 50 o per comprar o ricettar cose ru bate V. §. 306 e 307; questa pena si estende a più casi in tempo di guerra , per esempio a chi manca all'appello ( §. 241 ) . Le verghe allora si sostituiscono al carcere e alle reclusioni. §. 167.
8r. prima che sia scoperto. Dovrebbe quindi il ladro essere espulso dalla milizia e punito colla pena
che il separa
per lungo tempo dalla società , cioè col carcere . Ma in vece secondo il codice , colui che subì la vergata rientra in mezzo a suoi compagni . Dobbiamo dire infamante ciò che priva della pubblica stima , e vi sostituisce lo sprezzo ; di modo che non solo l'uomo può esser notato d'infamia per decreto di legge, ma anche per quello dell' opinione comune , in questo senso il furto è disonorante , e ne è infamante la pena , nell' opinione anche , se non lo è nella legge , la quale non toglie in certi casi a chi l'ha subita , legale facoltà di aspirare ad esser officiale . Per togliere una tale di scordanza fra l'opinione e la legge , si deve abolire tal pena , o escludere dalla milizia comune chi ne fù colpito . Mio parere si è che fra noi coll' attuale composizio ne dell'esercito debba
essa
sopprimersi in tempo di
pace , e non ammettersi per le truppe di terra che in guerra ( 1 ) o per le truppe in viaggio marittimo , ( 2) e (1) Nelle truppe francesi non conoscevasi pena cor porale , nemmeno in guerra , benchè abusivamente ne gli ultimi anni ( quando cioè la forza morale era sce mata ) pei vili si dava la savalta.
(2) Nella Marina s'infliggono le pene corporali se guenti. le cinghie le trinelle le verghe la bolina
per la situazione a bordo e a terra.
II
82 in queste circostanze dovrebbe riservarsi contro i colpe voli di insubordinazione attiva ( insulto a' superiori ) o di negativa di servizio , cioè del non fare ciò che è or dinato . La legge infligge la vergata al colpevole di bu sca , ma questa , spesso , il più , si fa a torme ; spesso , il più , la pena che qui s' infligge sarà ineseguibile. Ma si dirà , e si dice infatti ,
all' appoggio dell' ado
zione delle pene corporali , che guerreggiando nel pro prio paese , escluse quelle pene , e ammessa a lor vece la prigionia , il codardo commetterà un delitto per sot trarsi al pericolo che ne minaccia la vita in faccia al nemico . Se ciò sia praticamente vero ,
dimandatelo a
chi fece la guerra ; dimandatelo anche a quel medesimo che involontario parti
per l'esercito
colla mente e col
cuore fisso e rivolto al campanile del villaggio natio; essi vi diranno se tal pensiero può , in mezzo al campo, solo concepirsi. Là l'amor proprio s'accende allo stesso fuoco dell' onore ; là è dominante , e regina la publica opi nione dell' esercito ; vi diranno che i sentimenti generosi, e il disprezzo della vita , o l'incredulità alla morte sono inerenti alla gioventù . Lå il vivere in comune fa anche comune il modo di pensare.
Là l'abitudine a mirar vi
cina la probabilità di perder la vita non lascia a tale idea altra importanza che quella delle cure della militar carriera , quali di una rigida revista , e sue conseguen ze. Lå ove la morte è vicina a chiunque , ove essa è triviale > e non curata " essa cessa di esser straordinario evento.
83 Pare a primo aspetto che se in tempo di pace si doves sero ammettere le pene corporali per un qualche reato il dovrebb' essere per colui che insensibile oramai alla pena della prigionia , e della fame ( che la disciplina si serve più o meno arbitrariamente anche di questo mezzo ) è recidivo alli stessi mancamenti per più volte , nello spa zio almeno di uno o due anni ( come per vender i suoi effetti , disobbedire per negligenza , ignavia ) . Pare che si verrebbe a togliere ogni
inconveniente
affidandone l'applicazione ad un consiglio di disciplina guidato da un regolamento , e senza publicità ; che con ceder l'uso di tal pena all'arbitrio dei comandanti dei corpi trarrebbe ad abuso ; si disparati essendo tuttora le idee degli uomini , e così de' capi sull' incorregibilità , e la depravazione di un soldato .
Ma come comporre un consiglio di disciplina che non sia sotto l'influenza di un sol uomo ? ( il colonnello ? ) D'altronde l'animo dell' uomo soldato 2 strascinato d..l l'indole fatta , o spinta ai disordini rattemprata alla virtù , e ricondotta al bene più da questa pena corpora le ,
che dalla prigionia ? Nol credo.
in tempo di pace ..
Dunque nemmeno
dunque , per ora ,
meglio
com'è per questi esseri incorreggibili , il corpo franco , o la deportazione in colonie di opraj od agricoli , non militari.
E i capi de' corpi cessino dall' aspirare all ' estirpazione de' tristi ; che la gramigna pullula ovunque , terreni purgati da ogni mal erba
e più nei
e l'imperfezione è
84
innata ad ogni essere vivente , come ad ogni opera mon dana . Chiarezza mancante.
Non a torto si rimprovera alla legge di non aver suf ficiente chiarezza ; in generale citerò sol qui ad esempio l'articolo 145 e seguenti, e dirò che per mezzo di esso solo non si comprende quanto basta per la differenza fra Carcere .
Detenzione . Reclusione militare . Reclusione ordinaria . Relegazione ( che un crederebbe sinonimo d'esilio ) . Lavori forzati .
La legge doveva altresì definir meglio la cassazione , la degradazione , onde risultasse come diverse fra loro e la sospensione illimitata con cui si perde , come ne' primi , distintivo , grado , paga. In sunto l'intenzione della legge si è che la prigionia per gli uffiziali colpevoli , è in una fortezza : quella per i comuni militari , è un carcere con 0 senza lavoro o catene .
Escusazione de' reati -
Circostanze attenuanti.
I §. 178 con cui accorda il 95 e il 223 parmi di una grande importanza ; ma quale estenzione debbasegli dare nell' applicazione ,
non appare sufficientemente dal
85
testo . Si può quindi domandare se possano i giudici , a tenore del medesimo §.
178 ,
riconosciuta l'esistenza
delle circostanze attenuanti , applicare ad un fatto delit tuoso di cui è convinto un reo una pena assai più mite di quelle descritte sotto il titolo del delitto stesso del codice , nella guisa stessa che sotto l'impero del codice francese un fatto caratterizzato qual crime può esser pu nito da semplice pena correzionale?
Si può chiedere se
la legge volle qui permettere di tener conto dell' asprezza de' modi del superiore come nel codice 1822 ? della non fatta paga al soldato ,
come nella
legislazione antica ,
o dell' ebrietà ..... ? Benchè il codice militare non abbia scritto un articolo sulla scusabilità deʼreati , degli omicidî ,
di ferite , ec .
( non delittuosi ) convien credere che in ciò è vigente anche per i militari la giurisprudenza comune v . S. 100 del codice penale comune. Essa è ben espressa ne'§ . 64 e seguenti 326 327 e seguenti del codice penale fran cese anno 1810. Anche il codice dell'an . IV Republ. ar ticolo 646 riduceva a pena correzionale quella deʼdelitti ( non compreso l'omicidio ) . Detta pena poteva esser an che minor di due anni .
La condizione d'età si riferirà
egualmente alla giuri
sprudenza comune , riguardo alla scusa di cui può render meritevole un reo.
86 Abuso d'autorità ec .
Il codice previde le moltiplici maniere con cui un con tabile può abusare dell' affidatagli amministrazione , con cui un'autorità può prevaricare in materia pecuniaria ec. Doveva " a somiglianza , prevedere e punire gli abusi della forza in chi ne è rivestito , oltre i casi di cui ai S. 317 e 318 e punire in grado equo, per esempio . chi si serve di punizioni non autorizzate dalla legge = chi ne altera i termini , i modi , le competenze = il supe riore che abusa di sua autorità per dispensare dalle re gole ordinarie di servizio , in tempo di guerra ( 1 ) o per impedire l'azione della legge , o proibire ciò che essa non difende , o ordinare pagamenti non prescritti dai re golamenti
per reprimere gli eccessi del graduato che si
permette di battere , di maltrattare , calunniare publica mente , eccitare a rivolta il suo subordinato.
Vedi il codice penale comune lib . 2 cap . 2 da § . 278.
a 311 . Stabilire una legge contro l'abuso del potere in ma teria di disciplina egli è prevenir l'insubordinazione in più casi. La giustizia il vuole . L'equilibrio sociale ( e la composizione e gerarchia militare ne è la quintessenza ) , consiste nell' armonia della pratica di tutti i doveri , nel rispetto a tutti i diritti ,
essa ne è la tacita condizione .
(1) Da cui può talor dipendere di avere onore , o rovinu.
87 La legge ne deve fissare la sanzione come vindice e ga rante de' medesimi.
Delle specie de' reati militari.
Le principali generazioni di delitti militari ( 1 ) possono ridursi a due , colle loro moltiplici varietà ; cioè non es sere al proprio posto , o abbandonarlo , le cui specie sono la diserzione , la fuga dalle file in azione , lasciar la fazione di sentinella , mancare alle chiamate , ec . è in subordinazione , cioè disobbedienza maliziosa in fatto di servizio , insulto al superiore con fatti o con parole in servizio , compresa la rivolta , l'ammutinamento .
Il saccheggio , la busca sono piuttosto che delitti mi litari , delitti comuni di militari con abuso di potere . Della diserzione . La recente legge ha introdotto riguardo la diserzione , una distinzione desiderata nella precedente . Cioè fra colui che oltrepassi 20 giorni di mancanza dal corpo , e chi no ( 1 ) . ( Salvo i casi di diserzione qualificata §. 192 ) .
(1) Sono pur tali quelli di cui si discorre §. 230 264 e seguenti del codice penale . Vedi quanto si disse in principio , riguardo il Mutiny act. inglese. (1) Il codice francese distinguera nel colpevole il recluta o soldato che non ha sei mesi di servizio , da ogni altro, e la pena era nel primo caso assai minore .
88
Dalla lettura de' sovracitati articoli ,
si scorge che la
pena della diserzione semplice cioè dell' assenza 9 oltre i 20 giorni come anche del fatto di oltrepassare i limiti territoriali fissati attorno una piazza forte ,
di quello di vendita d'effetti militari essendo arrestato , e sospetto di diserzione è da 1 a 3 anni di reclusione militare , se
all'interno ; di 1 a 5 se il reo si recò all'estero in tempo di 3 a 8 in quest'ultimo caso , essendo in 3 guerra . La pena capitale è riservata a casi gravissimi. di pace ;
Vedi S. 192 193 194 195 . Le diserzioni dal corpo franco furono per lo innanzi ( prima del 1840 ) punite da leggi di eccezione antiche ( 1815) e tal severità che la loro applicazione ebbe a ram maricare i giudici medesimi in varî casi . Il nuovo codice mitigò alquanto l'indole di tali leggi . Essa fissò la pena della semplice diserzione in tempo di pace e verso l'in terno del paese a 5 anni di reclusione militare ed a 8 all'esterno , scemando cioè la pena prima la quale era di 10 anni di galera . Essa pena è di 10 anni di lavori forzati in tempo di guerra se il soldato resta nell'interno , e di 15 se va all'estero .
E qui specialmente io non so trovar ragione per ap provare l'imperativa e tassativa penalità : lo scopo è evi dentemente lo ispirare salutare timore di una pena grave , ma tale scopo non basta a giustificar in se la disposi zione che obliga a non eque sentenze , i giudici . Anche quì , per il corpo franco la ragione vorrebbe certa la titudine , come fecesi per le diserzioni ,
ed insubordina
89
zioni de' militari de ' corpi ordinarj , poichè i casi di gra vità de' delitti possono nel corpo franco come altrove es sere indeclinabili dalla legge ( 1 ) . Quindi il giudice solo poteva metter in bilancia le circostanze variabilissime che possono dar carattere e colore diverso ai reati. Io son d'avviso , appunto per l'apparente inflessibilità della penal disposizione contradicente lo spirito della le gislazione vigente , che qui sia applicabile l'articolo 178 e 95 , come lo dissi altrove . Io credo tale l'intenzione del legislatore , il quale non dimentica come nel corpo franco sono arruolati di forza giovinotti di onesta e civil estrazione , perchè discoli , e a richiesta de' parenti me desimi , di cui ne viddi amaramente piangere tal loro passo che aveva condotto l'inavveduto o scapestrato figlio alla galera per più lustri , cioè al disonore per sempre , moralmente e in faccia alla società .... in seguito di di serzione semplice colla solita montura ( colla sciabola ) . La legge minaccia la galera a vita alla diserzione dalla guardia anche in tempo di pace al soldato del corpo franco ! Credo difficil cosa il giustificare , co' principî di
( 1) Mi ricorderò sempre con dolore di un tale del corpo franco condannato a 10 anni di galera per as senza senza permesso di pochi giorni , seguita da pre sentazione volontaria , commessa all'oggetto di veder la madre moribonda , e sul rifiuto del capo del corpo , di una licenza regolare !
12
90 giurisprudenza tale penalità , ed io nol so nemmeno mi litarmente ; ma so altresi che posso ben sovente errare ,
Dell' insubordinazione — ( Ved , art. 214 e seg. ) .
La subordinazione è quella stessa potenza morale ehe dà esistenza , e durata alla società , che dà all' intelletto superiorità sulla forza materiale , ma disordinata . La di sciplina militare cui è come identica la subordinazione , ne è un' emanazione applicata al celo militare . Per essa obedisce , si muove quel complesso d'uomini che chia masi esercito
essa fa sì che questi uomini di ogni va
rietà d'indole , e di mezzi quali li fa la natura , benche animati da passioni ,
da volontà diverse , operano ani
matamente e specialmente ,
non retrocedono all'aspetto
della morte , o in presenza delle privazioni e de' pati menti , e si prostrano come inanimati avanti una spallina , un gallone , ad un cepno ,
ad una voce di un' autorità
militare. I legislatori ne conobbero tutta l'importanza . Essi cre. dettero quindi potere ,
anzi dover
sacrificare a . questo
idolo tutte le altre considerazioni , fossero anche le ispi razioni della natura , e modificare per essa la scala di graduazione che questa suggeriva e insegnava nel giudi care si il bene che il male . Preoccupati di tal idea alcuni non seppero trovare , per giugnere allo scopo altro spediente onde tener salda la disciplina che la gravità od anche l'atrocità delle pene :
gi quindi i più ne bandirono delle rigorosissime contro la violenza si delle principali , che delle accessorie sue leggi , ė videsi scritta sui suoi decreti sovente la morte . Essi tol sero così alla stessa legge la probabilità di durata , e di esecuzione , perchè ella ebbe quindi a lottar contro i prêcetti della provvidenza naturale scritti nel cuor del Puomo ; ed uomini son sempre i giudici . Gli snaturati non trovansi che a stento , e son ricercati . Ma fatte queste generali riflessioni resta a rispondere adeguatamente al quesito - È egli possibile il far os servare la disciplina con un codice penale graduar sécondo le norme della giustizia naturale ? È egli pos sibile , nel militare , esser giusto senza esser debole , o senza esser crudele , ed ottener la disciplina ? In qual modo evitare una nociva bontà od un inutile rigore ? Sono cosi moltiplici , variformi gli atti , i detti , i modi che possono esser contrari alla subordinazione , 0 solo non conformi al sentire , alla suscettività di un uomo graduato , che la gravità di essi ravvisati diversamente , può pareggiarli e caratterizzarli ora di misfatto ora di innavvertenza riprovevole o d'involontaria , non tollera bile vivacità , ora d'involontario errore
e così
esservi
applicabili pene diversissime , cioè dal grado massimo al minimo d'intensità , ed essere estesissima la scala si delle mancanze , che quella de' castighi. I giurisconsulti francesi ed inglesi , e le loro leggi nón chiamano insubordinazione gli insulti ad un superiore qualora non sono fatti in servizio o a ragione del me
92
desimo. Fra noi in alcuni casi , soltanto ( specialmente ne' casi gravi. Vedi S. 214 220 221 ) la legge non fa questa distinzione ; la stabilisce negli altri ( Vedi §. 2.16 217 218 ).
Egli è innegabile che rendendo come istintiva la reve renza verso il graduato superiore , la disciplina è come spontanea e vieppiù infallibile. Ma ad ogni modo giusti zia vuole che la distinzione che è nel fatto sia fatta an
che nella pena , in ogni caso. La legge non defini l'insubordinazione , ma delineo con frasi più o meno precise, ciò che ella qualificar vuole con tal titolo; ed ella operò saggiamente; essendo forse im possibile , o piuttosto non conveniente di darne una che abbracci tutte le mancanze che hanno il carattere di violazione della militar disciplina. La legge lasciò arbitrio ai giudici assai più che now appare , poichè ella lasciò loro l'obligo e la cura d'in terpetrar le sue frasi , e questo suo modo di favellare ebbe anche altro scopo
col dire al S. 214 che l'insu
bordinazione consiste nell'offesa ( e ciò non vuol dirsi dare una definizione ) fatta ad un superiore senza aggiu gnervi norme dirette , e chiare per stabilire quando il superiore possa ragionevolmente o legalmente intendersi per offeso , (1 ) è chiaro che il legislatore volle metter
(1) Secondo la sensibilità , o suscettibilità morale della persona , lo stesso detto può esser da uno consi derato insulto , e come scherzo da un altro.
93
in guardia il militare e indurlo per istinto ad astenersi dalla minima azione o dimostrazione spiacevole verso un suo superiore , per cui , piacendo ai giudici può facil mente la legge d'insubordinazione esser da lui applicata. Volle anche indurre i subordinati a farsi costante studio del rispetto ai superiori , si in pubblico , in servizio , che in privato convegno . La scala delle pene de' reati d'insubordinazione si e stende da sei mesi di carcere sino alla morte. In ciò il nostro nuovo codice presenta un vero progresso ; esso sciolse , a parer mio , giudiziosamente il quesito di sta bilir giuste pene a questo Proteo , o Pigmeo , or gigan te , dico dell' insubordinazione , parto delle passioni , del l'educazione , del carattere , dell'età e circostanze . S. 157. Il codice del 1822 accordava diminuzione di ano o più gradi di pena , nel caso d'insubordinazione , quando il superiore per ingiustizia o per asprezza di modi avesse dato luogo a quel delitto . Esso minacciava
Secondo le frasi del §. 214 un ironico elogio , o sor riso , uno sguardo , ponno da taluno considerarsi quale offesa p. es. brav' uomo ! Come va ! galantuomo ! si ! .. ognuno sa chi egli sia o cosa fa ! .. Che onestà ! degno figlio di padre ! ( a chi lo ebbe colpito da condanne giudiziali ) possono essere considerate come offensive. Ma basteranno per qualificar l'offesa per insubordina zione ? Sarà in questa compresa ogni dimostrazione d'irriverenza o di stima ?
94
una pena al superiore che trascorreva a tal atto . Il nuovo codice aboli tale disposizione ,
dicendo inoltre che la
provocazione per parte del superiore non iscusa mai . Se gravissime considerazioni vollero far sopprimere in un codice che va fra le mani di tutti i soldati , tuttora letto e proclamato al medesimo , una disposizione ch'è un rimprovero al superiore causa del delitto , siccome essa è nel fondo , di tutta giustizia , essa dovrà forse tenersi per sottintesa nel §. 178 ? forse tale interpretazione è in conciliabile col § . 223 . Non vi è massima più santa , e inconcussa di legisla zione che quella che dice doversi piuttosto cercare a pre venire , che a punire i delitti . Ora egli è innegabile che il più degli atroci delitti di un soldato verso il superiore sono , quegli assassinî , quegli attentati che fanno rabbri vidire , e pur troppo ora frequenti , sono vendette per sonali di oltraggio ricevuto , e la reazione della natura d'uomo ad uomo . Quanti la storia non presenta esempi di ciò ? Apro per caso un libro che ho sotto i miei occhi e vi leggo - 1564. Nicolò Vincenzo comandante le forze geno vesi in Corsica è ucciso da un suo soldato , per uno schiaffo ricevuto il di prima. Egli è dunque utile forse necessaria la disposizione proibitiva agli uffiziali , o superiori , di usar aspri modi co ' subalterni :
ed era forse prudente il collocarla altrove che in un libro si comune al soldato. Dobbiamo noi dunque conchiudere che l'insubordina
zione procedente da provocazione ed una insubordinazione
95
senza antecedente provocazione siano agli occhi del le gislatore delitti di egual gravità ? lo nol credo che ragion nol dice. Quale dunque è il senso del detto al §. 223 ? Io non intendo dire che la provocazione all' insubor dinazione renda questa scusabile ? dico che ne forma una circostanza attenuante quando fu grave la provocazione , non intendo dire che essa arrechi impunità ,
ma dico
che è giusto vi sia diminuzion di pena , perchè ove la gravità , la malignità del fallo è diversa , diversa debba essere la riparazione , o l' emenda . Tralasciamo , per brevità di parlare in particolare di quanto è l'oggetto de' titoli 2 e 3 in cui le pene sono saviamente e umanamente graduate . Parmi soltanto che il fallo di cui al §. 239 sia assai men grave in pace , che non in guerra , epperciò diversa vorrebbe stabilita la pena .
Resa di una piazza forte al nemico .
La legge francese dichiarava esplicitamente le condi zioni , cui doveva soddisfare un comandante di Piazza assediata , prima di arrendersi . L'art. 261 del nuovo codice penale militare , proclama la risponsabilità di esso Comandante , ma non descrive le condizioni anzidette , nè accenna le leggi militari cui il Comandante deve uni formarsi per allontanar dal suo capo la colpabilità della resa . Saranno considerate come tali le ministeriali istru zioni che verranno all' uopo pubblicate , o privatamente
96 trasmesse ? dovranno in mancanza di queste istruzioni ravvisarsi equivalenti le opinioni de' scrittori d'arle mi litare , le ordinanze di estere potenze ? Oppure sarà solo norma officiale il regolamento per il servizio nelle piazzze? Non lo sarà mai ( colpevole ) il comandante il quale rese la piazza dopo un consiglio di guerra di difesa che a ciò lo autorizzò a maggiorità di voti ? la legge nol dice, Il titolo II. dell'art . 264 al 277 presenta raccolte pa recchie penali disposizioni prima o sparse o non esistenti .
Sensale per la leva .
La legge della leva militare ( 1837) permette la sur rogazione ai giovani chiamati , l'art . 271 del cod . pen . mil. punisce i sensali di simili convenzioni : coteste due disposizioni non sono però discordanti fra loro. La prima tende a favorire le reciproche convenienze di suddito , l'altra ad evitare gli abusi ; in pratica però , e special mente nelle città grandi , la seconda disposizione ese guita a rigore , annullerebbe quasi , nello stato attuale delle cose , la prima. Ivi il cittadino' che ha mezzi di surrogare , il proprietario , l'impiegato ,
il negoziante ,
mai, o difficilmente s'imbatte col povero , di quella o di altra provincia che vorrebbe surrogare alcuno . Il sensale solo può ravvicinarli ,
contentarli . Ma il male è li ac
canto al bene. La legge sulle leve prescrive
( § . 517 ) un metodo ,
che , reso generale , e mediante qualche accessoria di
97 sposizione legislativa' , potrebbe legitimare il bando dei sensali privati ; ordina ai comandanti di piazza di aprire i registri in cui si scrivono i nomi di chi vuole andar in vece altrui alla milizia.
Sul registro stesso
può , chi
brama esimersi col farsi surrogare , trovare il nome ed il domicilio del primo. Converrebbe autorizzar altresì i ri coveri , ove in aspettazione di impiego e anche sul dub bio di esserne forniti , venissero trattenuti e nudriti , i primi , durante i pochi giorni di leva . Le surrogazioni militari quando sufficienti alle dimande sarebbero il mi glior rimedio al male delle senserie .
Duello.
Il capo 4.° verte sui delitti contro le persone e tratta in primo del duello :
si riferisce al codice comune . Ne
poteva far meglio , che ivi il legislatore seppe tener conto di quel molto che ne scrissero i filosofi , di quanto aveva insegnato di meglio , l'esperienza . In generale la pena è giustamente graduata , è mite , unico mezzo di evitar l'impunità de' duellanti .
Percosse.
In questo capitolo si cerca in vano la pena di più ovvi delitti contro le persone , quali le percosse , le ferite , ovvero un rinvio al codice comune . Si estende bensi a descriver le pene contro le violazioni de' buoni costumi, S. 289 e seguenti . 13
98
Furti ec.
Il capo 5.
tratta dei reati contro la proprietà che
sono giudicati militarmente. Il semplice furto , o la truffa son puniti secondo il valore dell'oggetto derubato , cioě può esserlo disciplinarmente ( se il valore non eccede ff. 5 ) o colle verghe ( per valore di L. 50 , o meno ) colla reclusione ordinaria ( oltre i 50 L. ). I furti qualificati , quelli cioè aggravati di circostanze accessorie son giudicati dal tribunale militare divisiona rio ( meglio , secondo il primo codice , che lo erano dal consiglio misto ) . La pena è quella pronunciata dal co dice comune , S. 303 aumentata di un grado. Per que st' aumento di pena non sarebbero unanimi gli autori dei diritti criminali.
Falsità di carte , speculazioni , ec.
Il capo 5.0 riempie alcuni vacui del codice anteriore, e prevede e punisce ogni genere di dolosa speculazione , di frode , di lucro illecito , di scritture alterate. Qui evvi la pena contro il soldato che vende abiti ,
armi , od
arredi militari ; qui è comminata una pena contro chi danneggi i R. fabricati . L'art . 316 tende a frenare la corriva condiscendenza de' dottori nello spedir fedi di ma lattia ; punisce le fraudolenti sostituzioni di droghe ne gli ospedali , ec.
99 L'art. 317 e 318 minaccia punizione a 1.º Chi fosse per abusare , in paese straniero di sua autorità per imporvi arbitrarie gravezze . 2.º Chi andasse alla busca
chi si facesse autore
d'incendio , rovina ; e fulmina decreto di morte al sac cheggiatore. Chiude la legge " e termina il cod . il tit. 3 in cui
varie disposizioni estranee ai precedenti capi sono riu nite. Ivi si autorizzano i comandanti de' corpi a punir in via di disciplina le semplici ingiurie , od offese fra mili tari di grado uguale , i furti di cosa del valsente mi nore di L. 5 = i furti semplici o di commestibili in cam pagna ; ed accorda facoltà agli auditori di procedere di ufficio contro questi ultimi falli ,
qualora li paiono ri
maner impuniti .
Riflessioni generali.
Nel nuovo codice penale militare ,
in complesso , it
publico non ravvisò vistosi miglioramenti di legislazione ma bensì un'applicazione del precedente ( 1 ) se gli rim
(1) L'introduzione della pena del carcere è però novità importante e lodevolissima . Nè sarebbe estraneo soggetto di discussione , ove la proposta brevità il permettesse , l'esame se sia o nà opportuno un codice penale speciale ai militari come in Francia , o se meglio convenga di applicare in ge
100
provera tutto di , difetto di chiarezza , e rimandi troppo moltiplici . Se gli desiderà pure una disposizione riguar dante la prescrizione de' reati scrittibili ?
saranno questi impre
In ogni caso la legge doveva dirlo , come il codice comune il faceva per alcuni a §. 141 e 142 . Le prescrizioni variano in quanto alla durata del tempo per acquistarle , secondo il genere de' reati . La legge militare ne punisce de' minimi , motivo maggiore per non crederli imprescrittibili . A parità di pene potrà invocarsi il codice.comune .
Renitenza.
La renitenza al dovere della leva espone a pena assai grave ( 12 anni di corpo franco ) . Tal fallo poteva esser
nere loro , la legge comune , ammettendo solo , come eccezione , una particolar procedura , e pena per i due delitti militari diserzione o assenza dal corpo o posto , disubbidienza e insubordinazione , come in Inghilterra . Quando poi si preferisca una particolare legislazione come ora è il caso nostro , tal codice militare dovrebbe riprodurre le disposizioni tutte del codice comune ce sono in vigore contro i militari , e i principj generali per esempio per i tentativi , per le recidive , per le escusazioni ( §. 100 cod. penale comune ) che ne deb bono regolare l'applicazione .
ΙΟΙ l'oggetto di sentenza di un consiglio di guerra ,
come
si fa in Francia , poichè grave ne è la pena fra noi ( in Francia il più un anno di carcere ) .
Così pure per la
condanna alla multa . Dobbiam però qui attestare , che l'uditore , che ora tali condanne pronuncia , il fa colla più grande equità , giustizia e moderazione . La legge punto non dice se il soldato terminata la pena , sia escluso dalle file militari pare di nò , quando non fuvvi unita la degradazione . Se mal non m' oppongo , il codice di cui ora favel liamo , quando sarà chiamato ,
come lo è ogni altra
cosa , dal tempo , a ricomposizione , conformandosi alle ricevute e generali opinioni , alle dimostrazioni dell' e sperienza , accoglierà quelle migliorie da cui si astenne per rispetto all'uso vigente .
Così 1.° Le competenze de' giudici militari verranno ri strette ai delitti militari , sopprimendo i tribunali misti per il tempo di pace. 2.
Sarà introdotta la deposizione verbale de' testi
innanzi i giudici all'udienza . 3.
Sarà cancellata dal codice la giurisdizione del
gran prevosto e quella illimitata del comandante d'armata di cui S. 130 3.a linea essendo in ogni occasione facol tativo al Re il sospendere il corso ordinario della legge.
4. Fisserà le norme della prescrizione. 5.
Fisserà 1 le norme a guida de' giudici in caso di
circostanze che rendono un reato più o meno scusabile.
102 6.
Lascerà una latitudine sufficiente ai giudici nel
punire i delitti militari de' soldati del corpo franco. 7.º Preciserà i casi di abuso di potere o d'autorità. 8.
Finalmente abolite saranno in tempo di pace ,
ogni maniera di pena corporale ( 1 ) .
LUIGI ZENONE QUAGLIA Generale Comandante la piazza di Genova.
(1) Non abbiam fatto confronto colle disposizioni contenute nel nostro codice penale militare dell' anno
Ju
1819 , sol perchè la commissione creata per ordine di Sua Maestà il Re , al momento si studia di proporne il cambiamento o l'aggiunzione di quelle che la scienza e l'esperienza, han dimostrato più necessarie, alla con dizione dell' esercito all' indole delle napoletane milizie.
103 BIBLIOTECA STORICA MILITARE PUBLICATA
DAI CAVALIERI LESKINE , E SOUVANT 6.0 Volume 1842. Art. 2.
Ma che si studii qualche parte di questo incompleto monumento, le campagne d'Italia al 96 e 97. la guerra della Vandea, la campa gna di Egitto, qual vigore , qual semplicità di colorito , qual pro fondità egravità nell'espressione, e sovente qual grandezza d'im maginazione ? Willaimain corso di letteratura del 18. secolo , pag. 176 . L'importanza delle scritture riguardanti i grandi uomini che con la loro azione han potentemente operato sulle vicende dell'epoca ed han contribuito a modificare la so cietà , è generalmente riconosciuta ,
è lo son del pari
i difetti che nelle loro composizioni si dimostrano è son prodotti dalla natura stessa delle cose . In effetto se appare che niuno può meglio esporre gli avvenimenti , e met tere in luce le vere cause che danno fisonomia ai fatti , che quanti furono un elemento del principio di necessità , non è men chiaro la falsa posizione di tali uomini , l'interesse diretto , che hanno di provare il felice risultamento de gli avvenimenti dovuto per la maggior parte alla loro a bile cooperazione , ed il desiderio di rigettare su i col laboratori i torti , che menarono a tristi risultamenti . Di sposizione assai nociva a quella storica imparzialità primo
104
ed indispensabile bisogno di chi vuol giudicare con senno gli avvenimenti che narra. Epperò i vantaggi di queste produzioni son costanti , ed acquistano maggior valore , quando l'uomo che espone i fatti ove vi ebbe si gran parte , e più grande , e questi ultimi han esercitato maggiore in fluenza sull' ordine sociale di un periodo intiero . Da ciò possiamo determinare alcuni dati necessari per apprezzare il merito delle memorie dettate da Napoleone a S. Elena , così ben caratterizzate nell' epigrafe prescelto , e che for mano il 6. volume ( 1 ) della distinta collezione storica compilata dal Leskine , e Souvant , di cui abbiam già di scorso dei primi tre volumi non ha molto posti in luce (2) . 1.º Come si posson giudicare queste memorie in confronto di quelle di Cesare e di Federico ? Napoleone era in condizioni migliori per trattare con imparzialità gli avvenimenti contemporanei ? 2.° Qual grado d'istruzione militare più particolarmente si trova in queste scritture , comparate a quelle de' due grandi uomini ? si può da esse dedurre il merito di Na poleone? Cosa più segnatamente caratterizza questo gran capitano ?
(1 ) Le ultime dispense che son per essere pubblicate non che le carte , per un singolare favore accordato ai compilatori di tal lavoro , son lavorate su i docu menti originali raccolti nel deposito della guerra in Francia. (2) Si legga l'articolo inserito nel progresso delle scienze delle lettere e delle arti.
105 3.° Quali sono i pericoli , che la lettura superficiale di queste memorie può produrre ne' giovani uffiziali? Cosa deve aversi in mente per trarne intero vantaggio dal loro studio ? 4.° Perchè i compilatori della Biblioteca storica hanno anticipato la publicazione del 6 volume e l'han fatto precedere al 4,° ed al 5.º ?
Dalla soluzione di queste questioni risultar ne può non l'analisi particolarizzata delle memorie, che sarebbe supe riore alle nostre forze , e di più , come esse trattano di fatti sottomessi ad una moltiplice discussione , sarebbe ri petere ciocchè altri han detto , e rifare la storia ultima , con notarne gli avvenimenti più importanti ; per tanto evitare , e per dare un' idea del 6. volume val meglio far l'analisi non dell'opera , ma dello spirito in cui fu redatta , dimostrare la grande istruzione che se ne può trarre , e quali precauzioni son necessarie sicchè invece di profitto non ne sorga pericolo e danno . 1.º I commentarî di Cesare ,
e la storia del suo
tempo scritta dal gran Federico son le due produzioni, che possono paragonarsi alle memorie del prigioniero di S. Elena. Imperocchè questi tre uomini han di comune non solo il genio , la loro incontestata superiorità nella scienza della guerra , le lunghe brillanti e sapienti cam pagne , ma han posseduto il supremo potere , circostanza che li separa dagli altri distinti uomini di guerra ,
che
hanno scritto le memorie delle loro militari imprese e so vente hanno elevato a principî scientifici la loro esperienza , e le loro meditazioni , ed han lasciato un prezioso retaggio 14
106 álle future generazioni . Questi tre uomini sono adunque in una categoria a parte . I commentari di Cesare godono di alta e meritata riputazione , come opera di arte , non comune agli altri due. Epperò
quella narrazione sommamente istruttiva ,
non riassume mai in principî , e niuna massima di guerra , niun ritorno ad altre operazioni militari di tempi scorsi si trova espressa , per cui il lettore deve con la sua me ditazione ritrarre quanto vi è e può essere di utile , onde acquistare una adequata idea dello stato della scienza , delle pratiche dell' arte , e delle facilità
e le difficoltà
che offrivano i teatri di guerra , in cui Cesare operava; ripeto gli elementi vi sono , e bisogna ricercarli , e l'autore non ha la pretenzione di dettar le regole della scienza guer riera e solo vuol narrare la storia de'fatti. L'altro aspetto che tien tutto all'epoca antica e dev'essere osservato , è che ne' commentarî non vi sono nè documenti uffiziali, nè corrispondenze , dimostranti , quanto si asserisce ; nep pure si hanno altre narrazioni scritte dagli avversarî le quali rendono la comparazione possibile , ed utile alla ricerca della verità. E se si aggiunge , che Cesare , era il primo in Roma , e Roma costituiva la sola potenza del tempo , l'interesse per queste guerriere imprese , si au menta di tutta l'importanza , ed il prestigio della romana potenza. Federico non può dirsi un classico scrittore 2 narra bene i fatti , ma non sarà mai testo di una lingua > non sua 2 gli avvenimenti che descrive sono importanti per l'Europa , e l'elevazione di una piccola potenza , che lotta contro
107 la forte coalizione , ispirano tale interesse più dramma tico , che la conquista delle Gallie , o le guerre civili de' romani ; mentre l'uomo si sente più grande , quando vede , che può per così dire , elevar la sua natura , ed a forza di tenace volontà ed applicata intelligenza , rompere a suo favore quell'equilibrio , che i mezzi materiali ave vano stabilito a prò degli avversari . Federico benchè non dia il carattere dogmatico alla sua parte storica , pur nondimeno è fedele al principio che ebbe in mira non solo di innalzare un monumento alla gloria della sua nazione e
della sua famiglia , ma
anche di trasmettere una feconda
sorgente d'istruzione
per i militari , e per gli uomini di stato ; quindi non tralascia le occasioni e facilita il lettore cirea il modo di elevare a principî i fatti e deduce le regole che debbousi seguire non nella volgare imitazione , ma penetrandosi delle leggi dirigenti la scienza per quindi artisticamente applicarle. Federico se non ha dato i documenti delle sue operazioni , questi si trovano sparsi nelle altre sue scritture , e gli autori patrii , e gli avversari han potuto sottomettere ad esatto controllo , ciocchè asserisce ; che se differenziando il suo dire non è stato sempre confer mato da quanti hanno riassunto le sue gesta eppero sortito con vantaggio da questa decisiva , e severa pruova . Diremo solo , che Cesare, e Federico essendo sortiti trion fanti dalle loro imprese , potevano con più facilità esserc imparziali . È facile virtù il convenire di errori , che non hanno avuto alcun tristo risultamento , non han compro messo definitivamente niun grave interesse ;
e la gloria
108 della modestia è un piacere di più per il grande , che può farlo , senza che niuno gli possa rimproverare glí effetti de' suoi errori . Non è così quando si deve render conto di un vasto potere, d'immense risorse , della piena fiducia , prodigata ad un uomo per il suo genio ricono sciuto, a cui gli si domanda di vantaggiare il paese, garan tire il novello ordine di cose ,
e tutti gli interessi na
• scenti , contro l'anarchia e l'invasione straniera. Quando questo secondo fine non si è potuto raggiungere , ma sí è per cosi dire provocato il contrario in proporzione , con effetti ignoti fino a quell'epoca , ed in vece di rile vare l'importanza dello stato , si è fatto discendere anche dal punto ov❜ era prima , e che si credeva incompatibile con la sua dignità , ed in ultimo quando tutti gl'interessi , asso ciati a quell' ordine contavano sulla sua solidità e si son veduti minacciati di perdere la loro situazione, nel momento stesso che speravano di goderne in pace i frutti , è im possibile di dir tutta la verità , di freddamente discutere sulle umane debolezze , e su la sterilità de' calcoli della ragione si sovente contrariati dalle realità, ciò è impossi bile , e sarebbe convenir de' torti , e dichiararsi colpe vole , e perciò responsabile di tutto il male prodotto , ed allora in vece d'ispirar l'ammirazione e la commisera zione , si conviene di meritar la propria sorte , e quei che han sofferto , si credono le vittime , di chi dopo di aver dominato il mondo si trova in un'isola rilegato ; per " cui domandano commiserazione , e non ne accordano , a colui che credon causa di tanto male . In tale posizione Napoleone prendeva
la penna per
109 giustificarsi , richiamar l'interesse sulla sua persona , e dimostrare che fu mal secondato , mal compreso , e la sua caduta fu dovuta , a quanti non secondarono , e non compresero il suo genio ; per cui le sue memorie ave vano naturalmente un fine a riempire , e si voleva che fossero scritte con quell'abbandono , quell' imparzialità , di chi non ha nulla a temere , pei risultamenti avvenuti . E niun dubbio , che questo carattere rivestono , e che chiaro si scorge da quanti attentamente le meditano . In quelle scritture tutto è calcolo , non vi è trascuranza ', ogni parola , come in un costituto giudiziario è pesata , perchè gravi conseguenze ne possono sorgere dalla diversa interpetrazione , e non solo così sono , ma aggiungiamo , che non altro potevano essere , e diremo di più , che malgrado le critiche fatte i documenti posti in luce , han riempito lo scopo.
E l'autore presenta nella storia , il
fenomeno unico di aver conservato tutto il prestigio della sua gloria , dopo quattro campagne infelici , che han terminato la sua carriera , ed è rimasto l'alta espres sione della grandezza della Francia , dopo che nel suo regno , la capitale è stato due volte occupato in quindici mesi , e due paci svantaggiose si sono segnate ed han ricondotto quel paese tra limiti , che niuna gran potenza di Europa ha conservato , anzi han di molto sorpassati ; È questo tal fatto morale degno di essere assai meditato! 2. Le memorie di Napoleone, più voluminose di quelle di Cesare e di Federico contengono in modo compiuto le campagne d'Italia , e quella del 1815 , cioè le prime " e l'ultima della sua straordinaria carriera ; gli altri vo
110 lumi contengono l'analisi parziale delle altre guerre del יךepoca , ed il prezioso esame delle campagne di Ture na, di Federico, e di Cesare . Senza dubbio una più vasta istruzione si deve trovare in questi lavorì , ove si discu tono i principi della scienza , e non si narrano semplice mente i fatti . Dall'esame delle guerre passate 2 e l'e sposizione di quelle moderne , ne segue per così dire l'a nalisi comparata dello stato dell'arte in questi periodi , e ne risultano i principi immutabili della scienza ,
e
quelli, che derivanti dai luoghi , e dai tempi, sono per loro natura variabili . Or questa classificazione ben fatta , ed anche approssimativamente è quella che dà di ogni ramo scientifico , la più chiara idea. Se vi si aggiungono le nozioni geografiche , la descrizione dell' Italia , capo la voro riconosciuto , e le teoriche sull'organizzazione degli eserciti , la proporzione , l'uso , e le relazioni tra le di verse armi , ne sorge per l'insegnamento universale tal serie di cognizioni molto superiore alle scritture de' suoi predecessori. La guerra della Vandea , la disertazione su i gran capitani , quella sul valore comparativo del gene rale e dell'ammiraglio , le vedute sull' Oriente , e su i dritti de'neutri , contengono idee , da istruire , non solo chi comanda gli eserciti , o le squadre , ma chi regge gli stati. In ogni pagina si veggono le forze morali giusta mente valutate , ed appare quel principio dominante che la guerra è scienza non esalta , ha principi piucchè siste mi , i primi possono dal genio essere allargati in certa scala , e gli altri possono restringersi nello sviluppamento . La superiorità incontestata di queste memorie , sulle
III precedenti citate , è manifesta e per meglio trarne partito bisogna ben meditar le ultime. Chè per l'idee , avviene lo istesso de' capitali ,
cioè è assai più difficile aver le
prime , è quando si hanno idee , e moneta , è facile di accrescere le une , e le altre.
Or si domanda ove ri
siede il vero carattere della vasta intelligenza di Napo leone ? Noi crediamo che sia nel raro fenomeno che rende solo grande un uomo, di essere cioè atto a generalizzare più completamente le idee e i fatti , ed esprimerli in for mola quasi algebraica , e discendere da questa altezza a tutta la parte peculiare e penetrare nei più reconditi par ticolari , e dimostrar come niente è indifferente tutto ha nesso ed armonia nella natura e nell'arte , cioè il metodo dell'anatomia comparata applicata al gran corpo, che chiamasi esercito . Certamente i suoi illustri prede cessori non erano a tanto estranei , chè si è grande , a questa sola condizione ; ma niuno ha posto il publico più al fatto di tanto comprendere , quanto il grand' uomo de' nostri di . 3:
L'utilità dell'istruzione , non è il risultamento
dello studio , ma sorge dai principî con i quali si dirige l'andamento . Lo studio come tutte le migliori cose del mondo, può anche produrre cattivo effetto , e tra questi il più pericoloso , e senza dubbio quello , che dà ai giovani uffiziali , l'idea lusinghiera che per aver considerato , ed anche compreso quanto il genio ha detto , si sono a quell'al tezza elevati , e riguardano con compassione , quanti non sono a quelle vaste vedute iniziati , benchè avessero reso per un periodo notabile utili servizî , al loro paese. Non
112 è difficile di calcolare qual funesta disposizione , e quali elementi di disordine gettano nell'esercito si false idee , e come sarebbero inutili i talenti de'giovani colti , che danno speranza , ed il senso pratico e l'esperienza de'veterani. I primi perchè presumendo al di là di quello che sanno e possono , e gli altri perchè avviliti , ed irritati di ve dersi così leggermente giudicati ciocchè rompe quell' ar monia , e quella continuità si necessaria , per formare , e conservare il migliore spirito nell'esercito .
Oggi la lagnanza comune che non fu estranea in altri tempi è la mancanza d' ingegni superiori , non capitani nel vero senso , non uomini di stato . Ora il mezzo di attaccare un'idea vagamente formolata , è di decomporla, analizzarla, cercar quanto rivela il suo segreto , e spiegar , cosa vuol dire . E bene seguendo questo metodo , doman diamo come si divien capitano ? Come si diviene uomo di stato ? Forse è un dono della natura oppure il frutto dello studio , e della pratica degli affari? Questi tre elementi son necessarî in proporzioni diverse per offrire le qualità che l'ingegno superiore costituiscono nella carriera civile e nella militare ? Se fosse convenuto , che nello stato attuale di civiltà , son necessarî questi elementi ,
ed il
primo è indispensabile , e può benchè imperfettamente supplire al secondo ed anche un po meno all'ultimo , sarà ben chiara la necessità di far di tutto , per facilitare lo sviluppo degli uomini superiori , e non pretendere di rittrovarli sempre quando si vogliono , disdegnando quanti altri non sono stati dalla natura trattati con favore e non hanno avuto le occasioni di formarsi alla pratica delle
113 cose 2 e che per altro comparando quanto è alla loro portata , possono in una sfera inferiore rendere quelli utili servizi , che fan esistere le società in tempi ordinarî. - Questo bisogno di sentirsi un uomo di genio, e di di sprezzare ciò che non pretende di ascendervi , e tal ten denza dell' epoca , e può essere alimentata dalla lettura superficiale delle memorie di Napoleone ; e noi vogliamo svolgere e notare ove è il pericolo , e come evitarlo . Quando nella verde età , nel calore dell' illusione som messo all' influenza dell'immaginazione , che tutto ingran disce , si leggono i varî prodigî , i risultamenti strepitosi, e impreveduti , e si vede nella vita tutto prescritto , tutto limitato , tutto sommesso a regole minute , e sovente ap plicate senza discernimento , è ben naturale , che com parando i grandi effetti esposti dalla storia ed i piccoli risultamenti ogni di osservati , si prendono in avversione le regole e si crede di divenir grande calpestandole . Se a questa condizione della gioventù , si aggiunge qualche disposizione men pura , che spesso si vela agli occhi di coloro che ne son dominati , cioè il bisogno di sentirsi esseri superiori , senza darsi molta pena , il piacere di supporre , che se non si è più in alto ,
e non si è al
proprio posto , è difetto dell ' umana perversità , o dell' u mana debolezza , che il merito disdegna o teme , mentre ispirato come si è dalle gesta di un uomo di genio taluni si eredono a livello di questa eccezionale posizione . Ma il gran de artista può comunicare la sua arte, tal quale una scienza s'insegna , ed il solo violar le regole mette , chi tanto osa , al di sopra di chi men confidente è convinto di a 15
114
ver bisogno di guida , e le segue con più o meno in telligenza nella misura delle sue facoltà . È questo il pe ricolo nascente dallo studio leggiero di queste memorie " e di altre di simil natura , le quali ingrandiscono i de siderî e le speranze in una proporzione , che il mondo non basta a soddisfare, per cui il malcontento nudrito dal l'osta proprio orgoglio , fa dell' essere utile in potenza , colo a quel bene , al quale poteva concorrere . Or si dica , perchè incoraggiar lo studio di opere che possono produrre si tristi effetti ? Certamente saremmo in conseguenti , se il rimedio fosse nella parte negativa , mentre esiste nell' opera stessa , di cui si sono segna lati i pericoli , allorchè studiandola si è dominato dal solo entusiasmo.
Ma quando ci si porta la calma , che
non è l'apatia e da essa tien lontana , perchè conserva l'interesse in quella misura , che non indebolisce e stacca il pensiero , allora dico si ha il mezzo di penetrare nel senso intimo dell'autore , e si vede ch'egli vuol costan temente dimostrare
che non mai abbandonò le regole
anzi le seguì , vi si conformò costantemente da grande però , e non da pedante. In effetto la superiorità di una categoria di uomini su di altra men vantaggiata nell' in telligenza, si osserva dacchè i primi dovendo risolvere qua lunque problema lo considerano dal canto su cui più si eleva ed è in più stretta connessione con i problemi più vasti , appartenenti ad un ordine d'idee più elevate , mentre l'uomo regolare lo vede precisamente dal lato più peculiare , che ha meno portata , e meno relazione con la parte trascendente dello scibile umano. Questa
115 differenza è quella che separa l'essere superiore da quel lo ordinario , e non già son le regole dai primi violate e dagli altri seguite , chè quelli nel seguirle ne vedono l'elasticità di cui son suscettibili , e questi le considerano come inflessibili. Quando i primi allargano le regole , le sieguono , perchè han di mira ( e non l'offrono come modello ) una serie di calcoli soggetti a regole più alte, ed in conseguenza ritrovano l'occasione di uscir dalle consuetudini ordinarie . Si leggano , e si rileggano le ra gioni registrate da Napoleone , per giustificare quella ope razione di guerra coronata dal più felice successo , cioè le tre battaglie d'Arcole , e tutte le combinazioni strate giche che le precedettero. A primo aspetto sembra che in allora le regole non fossero seguite , ebbene quell' uomo ha dimostrato che lo erano, e si sforza di far lo stesso per la punta spinta sopra Mosca nell'anno 1812 , e so stiene di aver sempre rinnovata la base avanzando negli spazî vasti di quel teatro di guerra . In effetto nelle mi litari fazioni avviene ciocchè giornalmente si vede in tutte le congreghe deliberanti o consultive , la stessa quistione trattata da uomini diversi , si eleva , o discende a seconda l'ingegno ed il sapere dell' oratore. Ma è grave errore il volere operare come il genio quando non si è dotato di questa rara facoltà , mentre un uomo circoscritto nella sua sfera , può essere al livello di essa, senza sfigurare " il contrario avviene a chi da essa vuole uscirne ;
verità
che merita di essere sovente ripetuta , perchè sarebbe tristo per la società , che avesse bisogno , come l'esercito di essere dal genio condotta.
Niuno può cercare il ge
116 nio , la civiltà , le istituzioni , possono facilitarne lo svi luppamento , ma crearlo è impossibile; i metodi nell'or dine civile come nel militare , come da per tutto hanno in mira non di creare il genio , dritto solo della Provi denza , ma di far caminare le cose con uomini ordinarî , quali s'incontrano , e su i quali si può contare; or quan do ciò si consegue, si ottiene quanto l'umanità pretende. Disdegnare la mediocrità è tale idea esagerata e falsa , perchè è la sorte dell'universale , perfezionarla è il dovere dell' uomo , e riuscirvi è la sua gloria , e qui si arresta . Quando si vede il genio , intendo a dimostrare , che ope rava con ragione , e non per ispirazione , la lettura delle memorie di Napoleone modera gl' insani desiderî , e non li alimenta.
Siffatto nostro pensiero si trova espresso ,
nell'ultima produzione del chiaro sapiente italiano , il Li bri, il quale ha publicato un articolo riguardante le carte or ora rinvenute , e riguardante i primi studi di Napo leone . Quel chiaro ingegno nel farne la breve analisi , nota con l'acume di cui è sì riccamente dotato , come quell' uomo fosse preparato per lo studio indefesso e se vero su tutti gli obietti , mirando al suo stato ed anche * a quelli , più estranei al suo impreso mestiere. « Que >> sto esempio prova che il genio il più elevato, non può dispensarsi di studiare per sapere » . 4. Si domanda perchè i compositori della bibliote ca storica militare , hanno invertito l'ordine della loro publicazione , ed hanno così ferita la cronologia sì im portante nella storica raccolta ? Sembra che molti scrit tori , e qualche angusto personaggio han così desiderato
117 e noi qui notiamo come fossero stati da buone ragioni ispirati nel tanto operare . Importa esporre in prima la disposizione dell'opinione contemporanea su l'epoca stra ordinaria , che l'ha preceduta . La caduta dell' impero francese ha colto la generazione , che ora è nel vigor dell'età , quando era nell'infanzia , 0 nell'adolescenza , ed un doppio effetto ha prodotto in essa l'impressione della rapida caduta , e i ricordi delle lotte gigantesche , sostenute nel corso di rapida fortuna. Questa duplice impressione era naturale , e sorgeva dalla natura delle cose. In effetto si grande rovina , ben dimostra che subito aveva tal sorte "
manca
va di quella solidità , da cui risulta la durata ;
e con
quanto l'ordine ,
siderando tanto sangue sparso , tanti interessi manomessi , l'intelligenza contrariata nelle più alte nobili e laboriose azioni , consideraudo che in quell'epoca le umane fa coltà , si credettero macchine utili , piucchè il segno della dignità della natura umana ; tuttocciò favorirà la dispo sizione universale per veder con disdegno quel periodo > e come altre lotte , altri interessi , altre vedute , occu parono l'umana attività , ed erano più in armonia con gl'interessi materiali e l'esercizio del pensiero ,
così fu
considerata la novella generazione, superiore alla prima almeno per il fine , che si proponeva di raggiungere il quale era più normale , più solido. Ma dall'altro canto l'uomo non può non ammirar l'impronta del vasto svi luppamento dell' umana volontà , diretta da un'alta in telligenza , secondata da altre , le quali in tempi diversi avrebbero preso un alto posto nella publica ammirazione.
118 Queste disposizioni involontarie , sono appoggiate dalle cir costanze dei tempi correnti. Molti viddero le loro speranze svanite perchè esagerate , o mal calcolate , e la esistenza regolare fu considerata allora come una sopportabile mono tonia insieme allo svolgimento della prosperità e del ben'es sere , sorgente dalla pace la quale opera per gradi non colpisce l'immaginazione ed è di quei beni, che l' umanità accetta, ne gode , e li apprezza solo quando li perde . Quanti poi avevan considerato , la caduta dell' impero , qual con danna totale di tutti gli uomini di tutti gl' interessi e le istituzioni sorte nel periodo della rivoluzione , furono sor presi, allorchè videro i governi europei , non realizzar que sta utopia , e le decisioni e le misure prese le considera rono, come debolezza , ignoranza , e qualche cosa di più . Altri credendo che l'impero fosse il solo ostacolo potente allo sviluppo di ogni altro ordine d'idee , di origine più moderna, furono del pari sorpresi dalla fisonomia impronta dagli avvenimenti , e nella loro irritazione ritornarono sul passato per pascere l'immaginazione se non del secolo d'oro , dell' epoca che dava forti emozioni , e grandi speranze a tutti gl'individui , che volevano sentire ed ope rare. Se a tanto si aggiunge , che i caratteri generosi dominati più dal sentimento che dalla riflessione trova vano le pacifiche occupazioni del commercio e dell'in dustria , eccitanti le basse passioni della cupidigia e del lusso , prive di ogni sentimento di gloria , e di quelle severe pruove , che temperano ed elevano i caratteri sforzandoli a svolgersi per sormontar gli ostacoli che incontrano , e convenivano
che la dignità umana gua
119 dagnava in altezza morale più nella lotta guerriera , che nelle gare dell' industrie , o negli intrighi dei politici partiti ; e la scarsezza degli uomini superiori , era l'ef fetto di questa nuova direzione ,
presa dalla società in
Europa fatale e di gravissimo effetto . Gli amici dell'ordine erano disposti a preferir la meccanica regolarità del po tere Imperiale , che non soffriva nè ostacoli , nè critica apparente alle difficoltà , che incontravano gli altri governi in gradazioni diverse per lo spirito pubblico , manifestato con forme peculiari , secondo le leggi diverse . Adunque tal periodo ritorna spesso alla memoria dell' universale " e sembra rivestir tutt'i prestigi di un'antica storia , ben chè fosse contemporaneo , e cresce in ragione che scom pariscono, dalla scena i principali attori, ed i mali della guerra son cicatrizzati dal periodo di pace . E se si vuole con freddezza esaminar questa disposizione sembrerà più naturale , che a prima vista non lo è . Perocchè l'uomo à corta vita , è l' essere privilegiato della creazione , ed il vivere nel passato e nell'avvenire , ingrandisce la sua esistenza di tutte le impressioni , che riceve dalla rifles sione fatta su tempi . Quando misura la vita per il numero delle idee che ricerca gli sembra lunga , mentre è breve per il tempo materiale. Da questa legge risulta il vivo in teresse che c'ispirano le gesta de' tempi scorsi, i grandi caratteri , le grandi calamità , raccontati dai poeti e nar ratori di storia i quali su di ciò appoggiavano le loro spe ranze alla riconoscenza degli uomini, ed alla durata della loro riputazione. Omero ed Erodoto ciò sentivano , ed il loro istinto non gli ha ingannato , giacchè son oggi letti ,
120 riletti , ed ammirati quando quelle società son perite , e la loro influenza è esaurita .
Ebbene come dubitar che la potenza più grande , che vi sia stata dopo quella romana " non attiri l'attenzione de' contemporanei e questi non siano avidi di misurare gli avvenimenti , che si rannodano a quant' esiste , ed offrono l'alto interesse poetico , di una lotta di 22 anni cominciata per le idee piucchè per gli interessi , estesa dal Tago alla Moscowa , dall' Elder al Faro ? Quando si è veduta la stessa potenza assediar Cadice , e Riga ad un tempo , e gli uffiziali assistere nel corso di due mesi alle battaglie date sulle frontiere dell' Africa , e dell'A sia , e tuttocciò scomparire in 18 mesi ,
Portoghesi
Baskiri invadere la Francia , e chiamarsi fratelli? In fine l'uomo più grande , che ha avuto più di chiunque al- . tro a sua disposizione più forze materiali ed intellettuali , che il primo ha artisticamente comandato 500 mila uo mini ed ha fatto gran cosa con 40, che finisce allorchè aveva ancora 300 mila soldati in Europa sparsi, e muore in un'Isola in mezzo all' Oceano! Chi dunque trova stra no , che si voglia godere dell' emozioni , che tali scrit ture danno , le quali ben meditate , possono rettificare i giudizî estremi portati sull'epoca celebre , sotto l'impero di passioni , che cederanno al tempo, ed alla riflessione , finchè si giungerà ad essere giusto con quei tempi, senza denigrare il presente ;
mentre ogni generazione deve
contribuire a' risultamenti di che l'uomo può averne i presentimenti , e che Dio solo conosce . LUIGI BLANCH
121 ATLANTE
GEOGRAFICO CORREDATO DI NOTIZIE FISICHE , STORICHE , STA TISTICHE E POLITICHE 2 ESEGUITO SECONDO I PIÙ RE CENTI PROGRESSI DELLA GEOGRAFIA "
DA BENEDETTO
MARZOLLA IMPIEGATO NEL REALE OFFICIO
TOPOGRAFI
co ( 1 ) .
Non sono mai abbastanza encomiati quegli egregi va lentuomini , che consagrano utilmente il loro tempo a far progredire la geografia , scienza divenuta oggi cotanto necessaria , sia che si consideri come oggetto di pura cu riosità , sia che si guardi dal lato de ' rapporti che essa ha alla storia , o che finalmente si prendano a disamina i tanti punti di contatto della geografia colla scienza del governo e della guerra , e generalmente con tutte le scienze fisiche e morali ( 2 ) . Epperò sia gloria a quelli
(1) Si legga il manifesto pubblicato nel XI volume dell' Antologia. (2) Il generale Jomini nel Sunto dell'arte della guerra o novello quadro analitico, discorrendo delle ri cognizioni, osserva che quelle puramente topografiche e statistiche , oggi che la geografia la topografia la statistica han falto immensi progressi son divenute men necessarie di prima . Ciò per altro fa interamente sen
16
122 che , sprezzando la loro vita , si fanno a visitare ignote regioni in mezzo a pericoli di ogni maniera , e sia lode non meno duratura a quegli uomini laboriosi , che sanno far ricerca di tutt'i fatti e di tutte le novità geografiche e che travagliano a riunire in cifre statistiche gli svaria tissimi elementi geografici . A questi uomini dagli sforzi eroici vadan d'appresso nominati con onore quegli scrit tori che sauno far tesoro di tante ricchezze geografiche ordinandole didascalicamente e con saggia scelta per dif fonderne la conoscenza tra la studiosa gioventù , e quelli che si consacrano all' insegnamento della geografia , di venuta oggi come il fondamento di un ben ordinato si stema di educazione per tutte le professioni ,
civili am
ministrative e segnatamente per quelle politiche e militari . Or tra' promotori non sono da meno degli altri quelli che si applicano a disegnare
delle
carte geografiche >
commendevoli e per metodo grafico ,
e per pienezza
di cognizioni ; chè senza buone carte è stolta preten
tir quanto fosse indispensabile agli uffiziali lo studio di quelle scienze , e di aver continuamente sotto l'occhio le carte geografiche , e quelle topografiche del proprio paese , con i possibili teatri di guerra . Nel program ma di esame per gli uffiziali dell' esercito francese che concorreno per le scuole dello Stato Maggiore dello Esercito , tra le scienze e le altre conoscenze volute , vi è la descrizione topografica statistica militare delle vallate del Danubio ! ( N. del Com . ) .
123 sione it dare un solo passo negli studi geografici ; sia ciò detto per que' miserabili pedantuzzi ,
e
che ripon
gono l'istruzione geografica nella sola ripetizione a me moria di alcune righe tolte da qualche autore ;
che
il più delle volte suol essere il peggiore e per metodo 1 e per mancanza delle novità geografiche le quali van crescendo di giorno in giorno ( 1 ) . Certo che niuna cosa è più interessante in geografia , sia peʼdotti , sia per gli allievi , quanto l'esser provveduto di poche e buone carte geografiche disegnate sopra una scala che abbia almeno tali dimenzioni da poter esprimere sensibilmente gli ele menti più necessarî di ogni stato . E poichè la geografia progredirà sempre , finchè il petto dell'uomo sarà ani mato da sete di gloria e di ricchezze , perciò i dotti geo grafi non debbono mai stancarsi di corredare le loro opere delle sempre crescenti novità geografiche ; ei car tografi più diligenti di disegnare nuove carte che cor rispondano a queste novità , e alle condizioni adottate per esprimere col disegno tutte le particolarità della geo grafia naturale di ogni regione . Epperò presso le na zioni più incivilite vediamo nuovi atlanti geografici suc
(1 ) Quindi succede che taluni non essendo nè atti a scegliere delle opere geografiche in corrente della scienza , nè a supplire le novità che mancano nelle scelte , si permettono d'insegnare come moderna una geografia topografica non più in uso , trascurando fino le novità geografiche del nostro regno e dell'Italia.
124 cedersi l'uno all' altro ; e taluno prender di mira più particolarmente la descrizione di certe regioni , come il riputatissimo atlante di Gota ha fatto per l'Alemagna ; tal altro abbracciare sopra una grande scala tutta la ter ra , come le carte che si pubblicano in Inghilterra per la Società instituita ad oggetto di diffondere le conoscen ze utili
in questo ingrandita oltre modo la scala per
descrivere tutte le particolarità delle diverse regioni, co me l'atlante di Wandermaelen , e sopratutto la sua map pa del Belgio colla scala di un piede per ogni grado ; e l'altra in 25 fogli , all' ottantamillesimo , colle indica zioni delle strade di ferro e terreno
di tutte le particolarità del
quell' altro rendersi commendevole per l' esat
tezza del disegno geografico accoppiato alle altre doti che distinguono le buone carte, come l'Atlante del Bruè ; le singolarissime carte topografiche e idrografiche che si pub blicano in tutta la Gran Bretagna ; l'Atlante fisico e asiatico dell' alemanno Berghaus ; le carte del littorale della Norvegia e del Fimmark , quattro delle quali sono già pubblicate; quelle già pubblicate in Isvezia dal For sell , e dal Klint , i lavori cartografi eseguiti dalle So cietà geografiche di Parigi , di Berlino . . . e da quella che cinque anni or sono fu istituita a Frankfort sul Me no ; e molti altri Atlanti e mappe , la cui sola enume razione richiederebbe un' opera (1 ) .
(1) Vedi la Storia della cartografia della Terra e delle sue diverse regioni pubblicata a Jena dal signor Reinganum di Jocahimstal in Prussia.
125 Anche tra noi , comechè passivi in questa specie di studi e di commercio librario , non sono mancati di ge nerosi sforzi che ci hanno provveduti a quando a quando di buone carte topografiche e geografiche costrutte in Na poli. Ed infatti ,
senza parlare delle carte topografiche
e della carta generale del Regno che si stanno costruen do
nel Real Officio
topografico ,
ove valenti geografi
ed uffiziali dell'esercito eseguono con ogni esattezza la triangolazione del Regno e ne calcolano le posizioni geo grafiche ( 1 ) , sono stati pubblicati nel giro di pochi anni ; oltre le particolari carte topografighe , un Atlante per uso della Geografia del fu ch. ab. Galanti; due atlantini delle carte topografiche delle nostre provincie da' benemeriti degli studi geografici sig . Benedetto Marzolla e Gabriele de Sanctis; un'esatta copia di un magnifico mappamondo inglese recentissimo in otto carte distinte , dall' Ingegnere del Real Officio topografico sig. Raffaele Mancini ;
ed
anche da noi un atlantino di sei carte moderne ( 2 ) e due
(1) Crediamo nostro debito di render particolarmente onore a' chiari nomi di Francesco Fergola primo te nente del genio coll' onorificenza di capitan tenente ad detto all' Officio Topografico, e di Fedele Amante pro fessore di Geodesia all' Officio Topografico e professore di Geografia matematica nel Real Collegio Militare. (2) Le carte moderne non sono del tutto scritte , ma sono state adottate delle notazioni quanto facili agli studiosi , altrettanto necessarie a stimolare i più pigri allo studio della geografia .
126 antiche per uso della nostra geografia .
E l'avidità con
cui sono stati ricercati tutti questi lavori mostra quali progressi stanno facendo nel nostro regno gli studi geo grafici.
Ma dopo le prime cure date allo insegnamento geo grafico , e alla conoscenza delle nostre provincie , era uopo volgere l'attenzione a provvedere gli studiosi egual mente che i dotti di un atlante geografico che rispon desse allo stato della geografia del secolo XIX eminen temente progressivo , poichè gli atlanti che ci vengono dall' Estero , non sono per lo prezzo atti ad ogni fortuna . E a questa bisogna sta provvedendo il valentissimo no stro cartografo Benedetto Marzolla colla promessa di un atlante compiuto di 40 carte geografiche designate sopra una grande scala . Di questo atlante sono già di publica ragione quattro carte , il Regno delle due Sicilie , l' Euro pa , l'Africa > e la carta generale dell'Oceania . Le carte sono stragrandi ; impresse in buona carta , assai ben di segnate ( 1 ) e colorate ,
ed oltremodo poi pregevoli ,
perchè fatte ricche di tutte le particolarità geografiche più recenti ; che il signor Marzolla ha preso a modello delle sue carte l'immensa e pregevolissima geografia del principe de' geografi viventi ,
l'esimio Adriano Balbi ,
(1 ) Noi preghiamo il signor Marzolla di rinforzar vieppiù il disegno delle montagne ; purchè lo permet tano le condizioni litografiche.
127 onore della nostra bella Italia ( 1 ) . E infatti fra gli altri pregi di queste carte non è l'ultimo certamente quello
(1) Il chiaro geografo Balbi, ha già nel numero 133 e 134 della Gazzetta di Milano fatto onorevole men zione dell' Atlante di Marzolla ,
ed intende ritornare
a discorrerne sulla raccolta che si stampa per le cure del Fontano a Ticino . Ed or non ha guari scriveva all'autore una lusinghiera lettera ove vi abbiam notate le seguenti parole . « È certamente cosa ben consolante » ad ogni italiano cui preme la nostra gloria letteraria » il vedere come uomini d'ingegno si danno ai più difficili studj per solo amore dell'utile, senza ajuto ,* » senza incoraggiamento come Ella appunto fa » Singolarmente grato poi si è per me il vedere un » uomo del suo merito giovarsi delle mie fatiche . Ella » è questa la più dolce ricompensa che si abbia uno
» scrittore ; e certo per me il vedere le cose mie appro » vate " massime da miei connazionali mi dà animo » ne' difficili studj
.
» Bene si approva nel giovarsi delle ultime indagini e scoperte. Questo Ella troverà tutto sino agli ulti » mi fatti nei Premiers élémens de Géografie che vo » a pubblicare a Parigi. » primarie del Globo ,
Alottando le mie divisioni
le confesso che non approvo
» nell' Oceania quella suddivisione della Micronesia . » Nelle grandi divisioni del globo
conviene prendere
per basi la geografia fisica, le grandi masse di ac
128 di vederle arricchite delle notizie di statistica , di geogra fia fisica , e di geografia politica poste al margine , estratte dalla sopralodata geografia Balbi , divenuta oggi in Europa come testo di cognizioni geografiche di ogni maniera . E perchè questo nostro giudizio comparisca con quella imparzialità colla quale lo abbiamo dato , espor remo una breve analisi di ciascheduna delle quattro carte uscite alla luce . E sulle prime nel margine a sinistra della carta del regno delle due Sicilie vi si vedono descritte le 22 pro vincie suddivise ne' rispettivi distretti colla popolazione di ciascheduna di esse e colle città metropoli di ogni provincia e di ogni distretto , intorno alle quali l'autore non ha trascurato gli ultimi cambiamenti ordinati dal Real Governo. La quale descrizione topografica termina colla enumerazione de' pacsi , de' comuni , de' circondarî . Nella parte inferiore a sinistra , l'autore fa delle osser vazioni sulla popolazione assoluta e relativa del Regno : parla della natura del nostro governo ,
e dell' ordina
» qua , le montagne e piuttosto che considerazioni Ano » grafiche (*)
Pregevolissima poi mi è sembrata
» la sua carta del Regno delle Due Sicilie. Ed ia mi gioverò per un prossimo lavoro de'molti dati che >> contiene » .
(*) Il Marzolla ha conservato tal divisione , che è quella trac ciata sulla carta che accompagna la relazione de' viaggi del ca pitano Durmont d'Urville pubblicata in Parigi nell'anno 1833 .
129 mento politico giudiziario ed amministrativo. Seguono le notizie intorno alle rendite dello.stato , alla forza armata, al commercio ed alle manifatture ;
a' punti culminanti
de' nostri monti e alle miniere del Regno. In ultimo nel margine a destra della carta vi si vede descritta tutta lå eircoscrizione ecclesiastica delle due Sicilie a tenore del l'ultimo concordato , e delle particolari modificazioni con venute posteriormente. E nel disegno geografico del regno veggonsi segnati i confini delle provincie e di ogni distretto .
La carta dell' Europa non è meno pregevole per ni tidezza di disegno , pienezza di notizie , e per la cura che ha preso l'Autore a segnarvi tutte le più recenti novità geografiche . Essa è calcata sulla pregiatissima carta del Brüe che certamente non è seconda ad alcun' altra per i tanti pregi che la distinguono . I due margini destro e sinistro presentano l'elaboratissimo quadro statistico del Balbi , per lo quale come in prospettiva presentasi allo sguardo la superficie in miglia geografiche quadrate , la popolazione assoluta e relativa , la rendita , il debito pubblico e l'esercito contingente di ogni stato Europeo . E nella parte inferiore trovansi riunite le notizie sulla mineralogia e oreologia Europea co' punti culminanti dei monti , riferiti alle rispettive catene e agli stati ne'quali que' colossi della terra si elevano ; ed alcune particola rità sulla superficie , e popolazione ; sulle religioni pro fessate ne' diversi stati europei ; sulle diverse forme di governo colle quali reggonsi i popoli di questa parte di terra , e sulla distribuzione degli ottantaselte stati europei
17
130 in imperi , regni , granducati , principati ,
elettorato
langraviato , signoria , ducati, repubbliche. E tutte queste notizie sono state attinte dalla pregiatissima geografia del Balbi. Ancora ; vi è un quadretto speciale dimostrativo de' differenti stati che costituiscono la Confederazione Ger manica. Ma ciocchè rende più notabile questa carta de! l'Europa disegnata dal signor Marzolla , risguarda il con fine orientale di essa . É noto in quale alternativo di o pinioni si sono divisi i geografi più rinomati nell'asse gnare il confine orientale dell' Europa. Il Maltebrun erasi fermato a' confini naturali dell' Ural e del Caspio ; questa opinione fu seguita con qualche leggiera modifi cazione da tutt'i geografi francesi , e dal Balbi nelle due edizioni dal suo compendio del 1816 e del 1819 ( 1 ) . Ma una profonda disamina di questo argomento fatta po steriormente da questi due corifei delle scienze geografi che gl'indusse ad allargare i confini orientali dell'Europa fino alla catena principale del Caucaso ;
e questa inno
vazione fu seguita da' geografi più celebri il Walckenaer, l'Eyries , il Pinkerton , il Denaix , l'Hornschuch . E ci congratuliamo col signor Marzolla che egli abbia seguito questo sistema nel bel disegno della sua carta di Europa . Ma poichè il governo russo non riconosce alcuna divi sione tra la Russia Europea e l'Asiatica ( 2) ; nè tam
(1 ) Balbi Comp. di Geog. Principii generali pag. 42 , (2) Per queste ragioni noi abbiamo trasportato il disegno della Russia Europea nella carta dell' Asia ,
131 poco ne riconosce alcuna il governo Turco tra le isole che dipendono dal capitan Bascià , giacchè l'ejaleto del Djesair si estende sopra una parte del continente in Eu ropa e in Asia , e sulle isole dell' Arcipelago che appar lengono a queste due parti della Terra , era necessario perciò di comprendere nella carta di Europa quelle parti della così detta Russia , e Turchia Asiatica , che riguar dansi da que' governi come appartenenti a questa parte del globo . Non è sfuggito questo pensiero al Marzolla ; chè non solo vi ha designato le parti orientali de'governi di Permm e di Orenburg ; e la Circarsia , la Georgia , il Caucaso ; ed il Kirghiz della grande e piccola Orda , vassalli dell' Impero Russo , e tutte le parti dell' ejaleto del Djesair europeo ed asiatico ; ma con una nota ne ha fatto oggetto di particolare considerazione . Epperò , prendendo anche in considerazione , oltre tutt' i cennati pregi della suddetta carta , la nitidezza colla quale si veggono segnati i limiti di tutti gli stati e piccoli e grandi taluni de' quali sono anche troppo intralciati , sopra tutto
che fa parte dell' Atlante composto per uso della no stra geografia. Così la Russia Europea ed Asiatica compariscono riunite e senza quella divisione scono sciuta dal governo russo . E ci gode l'animo che nella carta generale dell' Asia pubblicata recentemente dalla società per la diffusione delle conoscenze utili in In ghilterra vedesi prescelto lo stesso sistema per noi a dottato anteriormente .
132 in Italia ed Alemagna , dietro futto ciò ci gode l'animo di poter annunziare agli amatori delle cose geografiche che essi troveranno di che soddisfare a tutt' i loro desi derî nella carta dell ' Europa pubblicata dal Marzolla . Eccoci alla Carta dell' Africa , la parte della
22
Terra
che potrebbe forse divenire più importante delle altre , come quella che occupa tutte le zone le quali nel senso più esteso favoriscono la vegetazione , escluse le sole due glaciali. Paragonate le cognizioni che avevano dell'Africa i geografi di mezzo secolo indietro a quelle che noi ab biamo per l'opera di tanti viaggiatori intrepidi , e di tanti dotti geografi ; e agl' immensi vuoti che ancora esistono nella geografia Africana , si può dire , senza tema di e sagerazione , che quelli geografi non avevano del conti nente africano alcuna cognizione reale ; e che i moderni geografi abbiano appena dato il primo passo sicuro in questo laberinto di errori , di favole e d'incertezze. Dei paesi fertili ed abitati sostituiti per le scoperte moderné a degli immaginarî deserti ,
degli stati favolosi ; delle
città che non esistevano ; delle catene di monti imagi nari hanno ceduto il luogo ad altri stati ; ad altre città 'or per la prima volta esplorate. Visitate delle città mi steriose ; descritto il corso ignoto di qualche fiume rino malo
scoperti alcuni laghi la cui esistenza si sospettava
solamente
ecco una piccola serie di punti ormai bene
stabiliti sopra una immensa superficie affatto ignota ai . geografi e sparsa di mille ostacoli quasi insuperabili per essere visitata .
La relazione del Claperston pubblicata
133 nél 1826 ; e quelle del cav. Cailliè a Tombuctu , e dei fratelli Lander nella Nigrizia , pubblicata la prima nel 1830 e la seconda nel 1831 : Le importanti scoperte fatte po . steriormente dal Douville nel Congo e nell' Africa cen trale , dall' Inglese Welford nelle regioni orientali della Libia e del Sudan ; e quelle fatte dal Coulthurst e dal Trywhit , iᎥ quali sono partiti dalla costa di Benin colla intenzione di penetrare nel cuore del Sudan :
questi
e
altri viaggi di minor importanza , de'quali lunga sarebbe la sola enumerazione , hanno mostrato a' geografi due grandi laghi principali , il lago Tchad situato come al centro dell' Africa ,
e quello di Kuffua situato nell' in
terno dell' Africa equatoriale ; hanno messo in chiaro il corso di quel ramo del Niger , che nelle foce al capo Formoso nel golfo di Guinea ,
e che perciò con
fondesi nel corso di acqua che i geografi prima chia mavano Riviera di Nun ; hanno riconosciuti molti fiu mi che appartengono all' avvallamento del Tchad " е molti altri che prendono origine dal lago di Cuffua ; hanno permesso di stabilire un certo ordinamento nella oscurissima e incerta oreografia dell' Africa , della quale anzichè sistemi , appena si conoscono delle cime isolate , misurate quà e là nella regione del Nilo ,
e in alcuni
luoghi della Negrizia e dell' Africa australe ; hanno av verata la situazione di alcuni vulcani , fra' quali è cele bre il vulcano del Mulundu-Zambi ; e ciò contra l'opi nione ricevuta da ' geografi del secolo trascorso , che non sapevano imaginare un vulcano nel centro di una regione
134 deserta , ad una grande distanza dal mare. Epperò non vediamo più segnate nelle recenti carte dell' Africa i re gni favolosi de' Mono- emugi , Micoco , Fungeno , Massi ecc. ; e vi leggiamo per la prima volta gli stati de' Mu cinghi , de' Mogangueli , di Bomba , di Sala , di Ho , di Humé , di Koloho ecc. ecc . ecc. ignoti quasi durante le prime due decadi del secolo corrente. Ed hanno anche i moderni geografi delle idee generali dei paesi che ap partengono all' avvallamento del Djoliba ( Niger ) , del Tchad , e ad entrambi ; e conoscono anche qualche par ticolarità di alcuni di essi ( 1 ) . Ecco in breve segnata come la prospettiva di ciocchè debbe ora formar parte di una buona carta dell' Africa , perchè possa essa corrispondere alle conoscenze che ne hanno i geografi odierni. Cosic chè non ci rimane che a riscontrare la carta disegnata dal Marzolla , per vedere se corrisponda essa alle notizie che oggigiorno la geografia possiede dell' Africa ; cioè se meriti essa la considerazione de' dotti geografi moderni . E certo che si : chè il sig . Marzolla avendo ritratta la sua carta dell' Africa da quella del sig . Brüé , la quale si distingue fra le migliori carte e più accurate di questa parte della Terra , ha ben calcolata la sua situazione in faccia al dotto pubblico , al quale non ha già presentato quelle notizie viete che sogliono ancora adottare certi scrittori ignoranti e poco coscienziosi ;
( 1) Vedi Balbi ediz.
di Torino
ma ha riunite
1840 vol . 2. da
pag. 359 a 381 , e da pag. 385 a 392.
135 nella sua carta tutte le ultime scoperte geografiche ; co mechè vi abbia talvolta lasciato qualche nome favoloso forse per mostrare il luogo dove que' cartografi imaginosi li situavano. Ed anche questa carta è arricchita delle principali notizie statistiche e di geografia politica e fisica. trascritte dalle più volte e non mai abbastanza lodata geografia del Balbi . Le quali notizie , a ben intendere ร comechè le più compiute che si hanno , sono però lon tane da meritare il titolo di sistema ; chè le cifre stati stiche relative all' Africa debbono considerarsi , al dire del Balbi , come soli « numeri limiti i quali possono ammettersi , fino a tanto che notizie certe vengano a sup plirli » e la geografia politica e fisica non ha che qual che dato solamente di certezza 2 e molti elementi pura mente congetturali . Passiamo alla carta dell'Oceania . L'immensa zona della superficie terrestre che costituisce l'Oceania si estende per circa 164 gradi in longitudine , e 91
gradi circa
dal nord al sud fra' paralleli 56.º aust , e 35.° bor ; e comprende un numero immenso di grandi e piccole iso le , e fra le grandi primeggia l'Australia che per la sua ampiezza di oltre a due milioni e duecentomila miglia quadrate e per essere l'unico continente tutto situato nel l'emisfero australe , ha ricevuto dal Balbi il nome carat teristico di Continente Australe. Sopra una superficie così sterminata che possono i viaggi di pochi ardimentosi na vigatori , i quali , sopratutto dal celebre Cook fino a noi , l'hanno attraversata per tutt'i versi ? Tutto l'interno del
136
Continente Australe è assolutamente sconosciuto , e nep pure tutto il circuito dell' immense sue coste può dirsi perfettamente noto , come lo è la sola costa sud-orientale detta Nuova Galles meridionale , ove . la potenza della Gran Bretagna ha stabilito una colonia
e questa dive
nuta già centro di civiltà , e popolata per la maggior parte da uomini ardimentosi , richiamati dall' industria e da una severa disciplina alla vita sociale , tiene nelle sue mani i futuri destini di quelle ignote estesissime re gioni , che cominciano appena a sortire dalla pristina sel vatichezza. E chi sa quali fiumi , quali laghi , quali ca tene di monti , e quali monumenti di un'antica civiltà potranno un giorno scoprirsi nell'interno di questo Con tinente e delle altre grandi isole dell' Oceania , come Borneo , la Papuasia , la Celebes , la Nuova Zelanda ( Tasmania del Sud e del Nord del Balbi ) delle quali appena le coste sono state rapidamente visitate . E quante altre scoperte modificheranno i nomi ora introdotti , ne fa ranno creare de' nuovi , abolire degli altri , cambiare in somma di aspetto la carta dell' Oceania ? Chè certamente basta leggere le tante innovazioni introdotte con avvedu tezza dal Balbi nelle denominazioni e negli aggruppa menti di quell'immenso numero d' isole sparse nel grande Oceano , per convincersi che niente ancora è stabile nella geografia dell' Oceania , e che quella carta che oggi è buona , domani potrà forse non più corrispondere allo stato delle nuove scoperte . Così le nuove scoperte di mol tissime isole fatte da circa trent'anni in quà dal Wilson ,
137 dal Kotzebue , dal Bellinghausen , dal Duperrey , dal Beerhey hanno riempito gl'intervalli che separavano i tre arcipelaghi , il meridionale , l'Arcipelago Pericoloso del Bougainville , e l' Arcipelago del mare cattivo dello Schoutten , e hanno costretto i geografi a rigettare que sti tre nomi , e a sostituirvi quello di Arcipelago delle Isole Basse o di Paumotou ,
col quale i tre suddetti
arcipelaghi , e le isole intermedie sono indicati . E così pure il viaggio di Kotzebue e le dotte discussioni del sig. Krusenstern hanno fatto sparire dalla nuova carta del l'Oceania l'arcipelago di Roggewein ,
la cui esistenza
ne' paraggi segnati è stata dimostrata falsa ( 1 ) . E le iso le , e i piccoli gruppi della Polinesia , che nello stato presente della geografia non possono esser riuniti alle di visioni principali , sono stati indicati dal Balbi colla de nominazione generale di Sporadi. E le tante isole sco perte non ha guari dal nord al sud tra l'arcipelago delle Caroline e quelle di Filgi ( Viti di Balbi ) , e de' Navi gatori ( Hamoa del Balbi ) uopo è comprendere sotto un nome particolare , anzichè confonderle sotto la unica de nominazione di Caroline , le quali cominciando dall' ar cipelago di Pelew ( Paloas del Balbi ) hanno una dire zione opposta , cioè dall' ovest all' est . Epperò il Balbi ha compreso sotto la denominazione di Arcipelago cen trale tutte queste isole , che trovansi in alcune carte re centi , e nella stessa carta del Marzolla indicate co'nomi
(1 ) Balbi vol. 1. CXIX. 18
138 speciali d'isole Marshall , d'isole Ralich , isole Rae dick , isole Gilbert , isole dello Scarboroug , isole King smill , isole Ellice ecc . ecc . Epperò , avendo sott'occhio queste osservazioni , si deduce che una buona carta del l'Oceania debba presentare lo stato attuale di questa im mensa parte della Terra ; conservare le denominazioni generalmente ricevute , e seguire nelle altre quelle che sono più caratteristiche , e che sono appoggiate all' au torità di qualche grande geografo . È certo che sotto que sto punto di veduta la carta del sig.
Marzolla è molto
pregevole ; poichè , da profondo conoscitore che egli è della cartografia , ha ritratta la sua carta da quella del Brüé pubblicata nel 1823 e riveduta nel 1834 e l'ha corredata di qualche novità ricavata dal grande Atlante in corso , che si pubblica in Londra dalla Società delle Conoscenze Utili ; e l'ha arricchita delle rispettive epo che " e degli scopritori , siccome pure de' pochi elementi
di geografia fisica e politica , e delle poche cifre stati stiche , tutte ricavate dal Balbi. Molti nomi nuovi gene ralmente adottati si veggono sostituiti agli antichi, o scritti accanto a' medesimi ; come vedesi nell' isola di Van- Die men , nella Nuova-Zelanda ,
nella Nuova-Guinea , nel
l'arcipelago , delle isole Basse ecc . E se delle volte si vedono trascurate certe nuove denominazioni non ancora generalmente adottate , vi si trovano però segnate quelle particolarità , che formano come il fondamento della nuova nomenclatura . Tali sono , a ragion di esempio , le divi sioni che distinguono i gruppi di Sumatra , di Giava, e
139 l'arcipelago di Sumbava-Timor , denominazioni caratteri stiche introdotte dal Balbi per dare un certo ordinamento all'immensa catena di tante isole e grandi e piccole che si estendono dall' ovest all' est , dell'isola di
dalla punta occidentale
Sumatra all'isola di Timor . E se il sig.
Marzolla avesse allargata la sua carta per circa 7 altri gradi di latitudine meridionale , avrebbe potuto segnare al sud dell' Australia la Terra Adelia scoperta nei corso del 1840 e 1841 , i cui limiti sono il grado 66° di la titudine meridionale , e i gradi 135 e 155 circa di lon gitudine orient. dal meridiano di Greenwich . Ma egli avrà certamente serbata questa notizia per l'emisfero orientale , ove trovasi egualmente registrata nella colle zione delle carte che sta pubblicando la Società delle conoscenze utili di Londra ; ed allora ci darà anche nell'emisfero occidentale la situazione della Terra Vitto ria situata tra il settantesimo e l'ottantesimo di latitudine meridionale , e il grado 180 e circa 200 di longitudine all'ovest del meridiano di Greenwich : della quale Terra cominciò lo scoprimento fin dal caduto anno 1841 , che , mentre noi scriviamo , sta continuando il celebre capi. tano Ross in quell' estrema latitudine australe. Non vi ha dubbio che l'Atlante del sig . Marzolla quando sarà compiuto , tornerà a gran vantaggio del pro gresso della geografia tra noi ; e tanto maggiormente ora che una Società editrice della
Geografia del Balbi ( 1 )
(1 ) I signori C. Galatola e Comp. hanno cominciata la pubblicazione della geografia del Balbi . E l'edizione
140
darà a questo regno l'immenso dono di un libro tanto utile e tanto necessario ad ogni classe di cittadini . Chè la geografia del Balbi non può esser altrimenti studiata con profitto se non con un Atlante come quello che sta ora pubblicando il sig. Marzolla . Epperò congratulandoci con lui della utilissima e bella intrapresa 2 a cui niuno più di lui può dar pieno e plausibile compimento , noi speriamo che questo nostro parere gli sia di sprone a continuare con una certa celerità maggiore la pubblica zione delle quaranta carte promesse ; e che la gioventù studiosa voglia concorrere a promuovere questa bella ope
ra . E lo preghiamo più di tutto di non risparmiare al cun mezzo , onde rinforzare , quanto più si può , il di segno oreografico . FERDINANDO DE LUCA.
fatta sopra quella di Torino 1840 con qualche giunta posteriore , e qualche nota opportuna ,
sarà nitidis
sima come lo dimostrano i primi fogli usciti alla luce.
141 CARTA
ITINERARIA
DELLA
SICILIA
Compilata e disegnata sulle più recenti notizie dal tenente graduato del Real Corpo del Genio D. Nunzio Interguglielmi , dedicata all' Eccellentissimo signor Marchese D. Giuseppe De Tschudy tenente generale Comandante Generale delle armi in Sicilia e Luo gotenente Generale di S. M. il Re N. S. Palermo 1840 . Incisa da Francesco Chilardi col metodo Ponzoni.
Tra i belli ed accurati lavori che continuamente si pub blicano dal Reale Officio Topografico , è forza noverar la A
Carta Generale della Sicilia che sin dall' anno 1826 fu compilata e disegnata su migliori materiali esistenti in quello stabilimento e sulle operazioni geodetiche diligen temente eseguite dal cavaliere Guglielmo Errico Smith capitano della Real Marina Brittannica . La quale divisa in quattro fogli tuttora si vende al prezzo di carlini 28 , e la Real Segreteria di Guerra e Marina , dopo propo sizione fatta da S. E. il Direttore Generale de' Corpi Fa coltativi , onde renderla più diffusa nell' esercito , ordinò che gli uffiziali l'acquistassero al prezzo di solo carlini 24. Ma poichè l'isola della Sicilia giornalmente sente gli effetti benevoli di tante Sovrane disposizioni e de creti che mirano alla sua prosperità , numerose e con
142 solari strade le danno la vita e la ricchezza che in vano quelle popolazioni hanno desiderato per anni ed anni , così surse il pensiero all'Interguglielmi di trarre profitto de' lavori dell' Officio Topografico e tracciare in una novella carta i cambiamenti operati nel giro di tre lustri. Lodevole impresa maggiormente perchè l'autore al trove distratto per le occupazioni del suo grado e del suo posto nel Real Corpo del Genio , ha superate infinite difficoltà e durata moltissima fatica nel raccorre le lo cali notizie. La novella carta è divisa in sei fogli, vi sono delineate le cose più rimarchevoli ne' lavori topografici , e perchè ser visse ad un tempo all' uomo militare e civile , ed il lavoro fosse in certa guisa completo sono indicate benanche le di verse residenze doganali , ed un particolare segno conven• zionale traccia l'itinerario che mena agli avanzi di una lontana epoca si avidamente ricercata da' culti nazionali e da forestieri i quali giornalmente si rivolgono in que'siti ove ancora esistono gli oggetti parlanti dell' antica gran dezza dell' Isola . Epperò se lodiamo lo zelo e la cura posta dall'autore perchè il lavoro tornasse utile, nell'at tuale condizione dell'arte e per la valentia de' nostri in cisori dobbiam riprovare il modo come ha voluto indi care il mare , e quello anche più dannevole di segnar poche separate montagne che lasciano solo una impres sion dispiacevole all'occhio , e non danno alcuna notizia della loro configurazione del loro concatenamento e della loro rispettiva altezza . Che se la carta del 1826 partico
143 larmente pecca per l'abbondanza di segnati monti , talchè l'occhio più esperto facilmente studiandola crede assai diversa dalla sua realtà la natura di sì bella isola , quella dell' Interguglielmi tocca l'estremo opposto, e fa credere che il paese sia quasi tutto piano ed agevole dovunque. Così parimenti nella carta del 1826 sono indicate le strade postali , quelle per cavalli ed i sentieri; ed invece l'autore ha tracciato sul mare talune misure circolari di nessunissima utilità ,
ha tolto via i varii scandagli , gli
scogli e banchi di sabbia, e per l'ideale lontananza da un paese all'altro ha segnato moltissime linee rette , le quali possono fare incorrere in grave errore, anche per chè l'autore nella sua leggenda ha detto tali distanze possano tragittarsi a piede ed a cavallo.
A. U.
144 AIDE-MÉMOIRE
DE
MÉCANIQUE
PRATIQUE
À L'USAGE
DES OFFICIERS D'ARTILLERIE ET DES INGÉNIEURS CIVILS ET MILITAIRES , PAR ARTHUR MORIN , CAPITAINE D'ARTILLERIE , ANCIEN ÉLÈVE DE L'ÉC
E POLYTECHNIQUE , ec.
Un livre où se trouvent, avec les résultats les plus im portans de la mécanique appliquée, toutes les règles pra tiques de cette science , exprimées d'abord en formules , puis traduites en termes simples et clairs , parfaitement intelligibles pour ceux qui ne connaissent par les signes algébriques , devait être de la plus grande utilité pour quiconque est , par ses fonctions ou son état, appelé à mettre ces règles en pratique . Aussi l'accueil que Messieurs les Ingénieurs, tant civils que militaires , ont fait à cet ouvrage , en a-t-il bientôt nécessité une seconde édition ; elle paraît et renferme entr'autres additions notables: Des résultats d'expériences sur les turbines de M. Fourneyron ; Des règles pour cal culer la flexion des pièces le plus généralement en usage pour les corps de support, les charpentes , etc.; Les rè gles et les tables nécessaires pour calculer la poussée des voûtes , leurs dimensions et celles de leurs prédroits; Une partie des résultats encore inédits , auxquels est parvenu M. Poncelet sur la poussée des terres et la stabilité des murs de revêtement ; Des règles et des résultats de pra tique sur les dimensions à donner aux charpentes des plan chers et des toitures . Beaucoup de ces documents , bien qu'étrangers aux machines proprement dites , ont paru devoir être utiles aux constructeurs-Un volume in 8.º , Contenant 61 figures imprimées avec le texte. Prix bro ché sept francs . Metz Typographie de S. Lamort.
145 MARINERIA DELLA GRAN BRETTAGNA.
Ammirando l'effetto d' una
macchina
qualunque ,
naturalmente nasce il desiderio di conoscerne il motore che l'anima , la sua particolare costruzione. Lasciando i tempi d'assai a noi lontani , e rivolgendoci alla storia della seconda metà dello scorso secolo ed il comincia
mento di quel che corre , ben si scorge come per le tante illustri battaglie navali guadagnate ,
la Marineria
Brittannica ormai viene stimata la prima nell'universo . Son conosciute le tante possessioni inglesi sparse per lo intero globo , tutte in comunicazioni tra loro e con la madre-patria. Il commercio e le forze che l'Inghilterra destina alla sua protezione , oggi è cosa nota alle nazioni , ai governi . Ma quale fu l'origine, il progredimento , e la condizione attuale delle armate navali inglesi ? quali sono le regole, ed i particolari di sì vasta mole , che con tanto ordine agisce , e si mantiene in tanto splendore ? L'Enciclopedia , che si va pubblicando in Londra, per le cure della filantropica società della diffusione delle utili cognizioni ,
preseduta dal dotto Lord Brugham
ci
ha somministrato sufficienti notizie . E noi abbiamo creduto di far cosa assai vantaggiosa , volgendo nel nostro idioma l'intero articolo Navy ; perocchè ci sembra che la pos sanza delle flotte cresca ogni giorno e pesa moltissimo su futuri destini delle nazioni del mondo .
19
146 Prima d'imprendere la descrizione dell'attuale costi tuzione e forza della marineria Brittannica , daremo il sunto dell'origine e de' progressi di questa vasta macchi na , alla quale l'Inghilterra è tanto debitrice del potere e della prosperità che gode ,
cominciando dall' origine
delle imprese navali dei loro barbari predecessori .
Tutte le nazioni che abitano sulle coste del mare , 0 fiumi navigabili han posseduto dai tempi più remoti va scelli d'una rozza costruzione .
Ma questi erano tanto
poco atti a resistere ai venti ed alle onde in quei mari settentrionali , che non prima del regno dell' Imperatore Probo A. D. 276-82 , il terrore che recava l'Oceano fu posto da parte e s'impresero de' lunghi viaggi. Que sto Imperatore a seconda del suo piano di colonnizzare le terre limitrofe , che trovavansi spossate dalla guerra tenuta coi popoli barbari delle contrade circonvicine " condusse un distaccamento di Franchi nel Ponto, ad og getto di difendere tal paese dagli Alani . L'amore della propria patria indussero alcuni di essi di rischiare il loro ritorno ; essi presero delle navi nell ' Eusino e saccheggia rono le coste della Grecia , dell' Asia e della Sicilia , o per supplire ai loro bisogni o per spirito di vendetta , passarono le colonne d'Ercole, girarono a dritta , e com pletarono il loro viaggio sbarcando alla foce del Reno . Pos siamo da questo viaggio contar l'origine delle imprese navali di cui siam per narrare . I Sassoni prendendo partito dai ricchi bottini dieder campo a tutti quelli che vollero attaccare le province Romane per via di mare , e saccheg
#47 giarono le coste per una tale estensione che i Romani furono obbligati di stabilire una flotta nel canale Brittan nico onde porli a dovere. Dopo d'aver i Sassoni pos seduto l'Inghilterra per lungo tempo , perderono l'arte navale , ed a loro volta divennero preda de' continuati at tacchi dei re del mare ,
Vikingr ed altri pirati .
Non abbiamo memoria autentica della grandezza e del numero de' vascelli che sostennero cotanti conflitti coi Danesi nel nono secolo .
Alfredo il grande ,
fondatore
della marineria Inglese , fu il primo che si avvide della necessità d'una flotta onde proteggere le coste dallo scia me di pirati ne' mari settentrionali . Un leggiero
van
taggio riportato d'alquanti suoi legni verso i Danesi nel 876 , l'indusse a costruire delle lunghe navi e delle galere , le quali siccome i suoi concittadini non erano abili a maneggiarle , l'equipaggiò come meglio potè di fo restieri pirati . Dopo di avere scacciato via i Danesi , ri volse le sue mire al miglioramento de' suoi bastimenti , ne costruì più alti , più lunghi e più snelli alcuni portando trenta pari di remi , altri anche di più . Ethelred fece una legge che chiunque possedeva 310 hydes di terra do veva somministrare un vascello pel servizio della patria . Guglielmo il conquistatore stabili cinque porti , ed ac cordò loro alcuni privilegî a condizione di somministrargli 52 navi nello spazio di 15 giorni in caso di bisogno . Il Re Giovanni pretese la sovranità de' mari per l'In ghilterra , e dichiarò che tutt'i bastimenti appartenenti a nazioni estere , che ricusavano sottomettersi alla bau
148
diera Brittannica sarebbero considerati come di giusta e legale preda . Nell'anno 1293 un marinaro inglese es sendo stato ammazzato in un porto della Francia , ne segui la guerra , che fu stabilita decidersi con un con flitto navale ch' ebbe luogo nel mezzo del canale " e ri sultandone gl' Inglesi vincitori , si portarono via 250 navi di diversa grandezza . Nel 1340 allorchè il Re Eduardo III con 240 legni fece il suo viaggio in Fiandra , combatte e completamente distrusse presso Sluys la flotta francese composta di 400 vele ed equipaggiata da 40,000 uomini . Il medesimo Sovrano bloccò Brest con 730 navi conte nenti 15,000 uomini . Molti di essi erano Genovesi , e Veneziani stipendiati , ma questi han dovuto esser molto pochi , ed il numero delle navi e degli uomini proba bilmente è esagerato . Dai ricordi esistenti nella Torre di Londra par che Errico V. avesse una flotta. Errico VII . che lo successe nel 1485 sembra essere stato il primo Re che pensò al provvedimento d'una forza navale da poter essere in qualunque tempo pronta pel servizio dello stato. Egli costruì il grande Harry , propriamente detto la prima nave appartenente alla real marina , il di cui costo fu di 15,000 lire sterline , che per accidente fu bruciato nel 1552 . Errico VIII. perfezionò i disegni di suo padre , stabili l'ammiragliato , l'officio della marina , Trinity-House e gli arsenali di Deptford , Woolwich , e Portsmouth; fissò stipendi regolari per gli ammiragli ,
pei capitani e pei
marinari ; fece del servizio di mare una distinta profes
149
sione ; fece ancora delle leggi per piantare e conservare il legname. Nel 1512 quando fu armata una flotta contro la Francia " sotto gli auspici del Grande Ammiraglio signor Eduardo Howard, furono stabiliti i seguenti stipendi . scilini denari Per la sua propria mensa , mantenimento, paga e gratificazione per ogni giorno • ·
• 10.
0
I·
6
Per ciascun capitano come sopra . Per ogni soldato , marinaro e cannoniero per sua paga di ogni mese lunare Pel suo vitto ·
·
5.
5.
o
Le navi dell'epoca in discorso erano alte , gravi e strette; i cannoni stavano bassi e presso l'acqua ; avevano alte le poppe e le prue , come alle giunghe cinesi , in ma niera che la Maria Rose , bello vascello e de'più grandi , per la poca altezza che avevano i portelli , essendo soli 16 pollici discosti dall'acqua , si rovesciò e colò a fondo. Ciò avvenne a Spithead in presenza del Re , e si an negarono quasi tutti gli uffiziali e la ciurma. L'Errico Grace de Dieu il più grande de' vascelli costruiti in quel regno dicesi della capienza di 1000 tonnellate . Alla morte di Errico VIII . la flotta era di 12,000 tonnellate . Elisabetta aumentò grandemente l'armata navale . La flotta che incontrò l'armata spagnuola era di 176 bastimenti equipaggiati da 14,996 uomini , ma non erano tutti di marineria reale , avendo quella Sovrana incoraggiati i ne gozianti a costruirne dei grossi , che in occasione potevano divenire da guerra , stimati da 30 a 100 tonnellate più di
150 quello che si solevano costruire . Ella aumentò la paga dei marinari a 10 scelini il mese . Per la prima volta nel suo regno si fecero uso de segnali onde corrispondersi tra loro i legni. Nel 1603 la marina aveva 42 bastimenti della capienza di 17,000 tonnellate . Nel regno di Gia como I visse il più abile e dotto architetto navale Phi neas Pett , ed il Re ebbe il buon senso d'incoraggiarlo . Pett introdusse un miglior sistema di costruzione , fa cendovi alquanti significanti miglioramenti . Prima che incominciassero le guerre civili ,
Carlo I.
costrui il Sovrano de' mari di 100 cannoni , e della por tata di 1637 tonnellate . Nel suo regno le navi per la prima volta furono classificate ne' diversi ranghi e classi. Cromwell fu il primo che presentò al parlamento un e stimativo pel sostegno dell' armata
navale , ed ottenne
400,000 lire sterline per anno . Migliorò la marineria sotto Carlo II. " stante il Duca di York alla sua testa e Sa muele Pepys in qualità di segretario , sino al 1673 ; e quando il Duca per non aver potuto prestare il dovuto giuramento dovette ritirarsi , e le difficoltà pecuniarie del Re obbligandolo a trascurare la marina , questa cadde in decadenza . Il Duca di York fu richiamato al suo posto nel 1684 e nel suo ristabilimento l'anno seguente vi erano 179 vascelli , ammontanti tutti alla portata di 103,558 tonnellate. Giacomo II salendo sul trono prese dell'ener giche misure , sospese il consiglio dei commissarî di ma rina , stabili una nuova commissione , alla quale vi ag giunse il signor Antonio Deane , il migliore architetto
151 di costruzione navale di quei tempi , il quale sopra tutto recò molti importanti miglioramenti nei vascelli di linea copiandoli da un modello francese. Quattrocento mila lire sterline per anno furono stabilite per la marineria , e fu rono cotanto diligenti i componenti della commissione , che quando avvenne la rivoluzione , la flotta trovavasi in ottimo stato , e gli approvigionamenti per ciascun legno erano per otto mesi . La forza era di 154 vascelli portanti 6930 cannoni e 42,000 uomini ; nove di essi erano di primo rango . Appena ascese al trono il Re Guglielmo ebbe la guerra con la Francia , la di cui armata navale era allora po derosissima ; e consistea nel 1681 in 179 navi d'ogni sorte portante 70 80 cannoni, comprese 30 galere . Nel secon do anno del suo regno passò un atto del parlamento per la costruzione di 30 legni della portata ciascuno di 60 , 70 ed 80 cannoni. L'arsenale di marina di Hamoaze in allora stabilito , aumentando considerevolmente ,
è di
venuto la città di Devonport , che attualmente dà due membri al parlamento. La Regina Anna trovò nella sua ascensione al trono l'armata navale essere di 272 basti menti della capacità di 159,020 tonnellate , ma questa sti ma comprende carcami , battelli da passaggio ed altre navi che non portano cannoni .
Nel 1704 vi fu una delle più grandi e distruttive tem peste mai avvenuta . Cominciò nella metà di novembre e non cessò che verso il 27. Il faro di Eddystone fu di strutto " e 10 vascelli furono totalmente perduti , oltre
152 molti altri furono gettati a terra e malconci . Tutte le misure per aumentar la forza e
l'efficacia della mari
neria fu eccedentemente popolare durante il suo regno . Troviamo che alla morte di Anna avvenuta nel 1714 il numero de' legni era minore ,
ma il tonnellaggio mag
giore , essendo 198 vele , portante 10,600 cannoni , e della capienza di 156,640 tonnellate. L'assegno votato dal parlamento in quell'anno fu per 245,700 lire sterli ne , e 10,000 uomini tra marinari e soldati di marina . Durante i primi quattro anni del regno di Giorgio I delle grandi somme furono votate per le straordinarie riparazioni che faceano d'uopo dopo la lunga guerra. Un nuovo stabilimento di cannoni fu anche ordinato nel suo regno . La marineria rimase stazionaria sino all'´an no 1739 , quando cominciarono le ostilità con la Spa gna , che fu aumentata , particolarmente nei legni pic coli, e le dimensioni di varie classi furono ingrandite. In cominciò la guerra con la Francia nel 1744 , e vi erano 128 vascelli di linea . A quest'epoca fu dichiarato che tutte le prede che si sarebbero fatte dalle navi di Sua Maestà sarebbero di proprietà de'predatori . Nel 1747 un uniforme per la gente di mare fu per la prima volta stabilito . Au mentò molto la marineria durante questa guerra , dove 35 vascelli di linea furono presi o distrutti dagl' inglesi . Giorgio III allorchè occupò il trono trovò che l'armata di mare consisteva in vascelli di linea . da 50 cannoni in sotto .
della portata tutti di 127 } 4 tonnellate . 321,10 198
153 L'assegno per l'anno 1760 fu di 432,629 lire sterli ne , e 70,000 uomini tra marinari e soldati di marina . Nella breve guerra del 1762 , venti vascelli di linea fu rono aggiunti alla marineria , ed alla fine della guerra della rivoluzione Americana trovavasi composta come segue
vascelli di linea . legni inferiori
della capienza di circa 174 ,000 tonnellate . 00 35 20
La marineria fu posta in istato di gran preparativi, ed allorchè la republica francese al 1.° febbraio 1793 di chiarò la guerra all' Inghilterra , questa trovavasi diggià all'ordine. Ora comincia un periodo in cui gli sforzi gi ganteschi fatti dall' Inghilterra , e la necessaria protezio ne accordata alla marineria mercantile , la quale facea un monopolio del commercio nel mondo , rilevò il po tere navale della Gran Bretagna ad un si alto grado da poter sostenere la sovranità de' mari contro tutte le altre flotte combinate. Il signor Carlo Middleton in seguito Lord Barham, allorchè era controlloro della Marina nel 1783 , avea stabilito un regolamento prescrivente che una gran quantità di magazzini per vele ec . avesse l'occorrente per ogni legno in disarmo; cosicchè in poche settimane dopo la dichiarazione della guerra vi erano 54 vascelli di linea e 146 legni minori pronti alla vela . L'assegno pel servi zio della marina fu di 5,525,331 lire sterline ed 85,000 uomini tra marinari e soldati di mare . La marina fran cese non fu mai tanto poderosa : essa ammontava a circa 200 legni de' quali 82 erano di linea , 20
ed altri furono
154 immediatamente ordinati in addizione , da porsi in costru zione . L'Inghilterra aveva circa 115 vascelli di linea atti al servizio; ma la maggior parte di quelli francesi erano più grandi, più belli , e portavano nella principale bat teria di basso cannoni di maggior calibro . L'estratto se guente dimostra le perdite d'ambe le parti sino alla pace d'Amiens , escluse le causali.
Vascelli di linea Inglesi .
distrutti.
1010
catturati.
5
Legni minori
Totale
Idem
Olandesi
:
18
Idem
Spagnuoli . . · • Danesi
6
Idem
Legni minori Francesi
551 ÷1
32
Vascelli di linea Francesi
II >>
2
. • 266
>>
•
44
Idem
Olandesi
•
62
6
Idem
Spagnuoli · •
57
10
443
76
Nel suddetto sunto non vi sono compresi 807 legni corsari presi o distrutti, la maggior parte francesi : di essi 50 vascelli di linea e 94 legni inferiori furono aggiunti alla marineria Brittannica . Durante la pace d'Amiens d'ambe le parti furono fatti degli attivissimi preparativi di guerra , ed alla dichiarazio
155 ne della guerra all'Inghilterra avvenuta in maggio 1803 , la marina era della seguente forza , comparativamente a quella del 1793. Legni inferiori
Tonnellate
153
411
402,555
189
781
650,976
Vascelli di linea
1793
• •
1803
Non ostante l'apparente aumento , non vi erano tanti vascelli di linea in quest' ultimo periodo
atti a stare in
mare come nel precedente. La forza de' vascelli di linea francese buona pel ser vizio era in marzo 1803 di 66 ,
e quella degl' inglesi
di 111. Durante questa guerra furono impiegati da 100,000 a 120,000 uomini tra marinari
e
soldati di mare sino
al 1810 , che fu aumentato il numero a 145,000 .
Vi erano da 100 vascelli di linea , 150 fregate, e cir ca 200 legni minori , oltre presso che 500 piccoli legni armati ch' erano costantemente impiegati . L'estratto se guente dimostra la perdita sofferta d'ambe le parti durante la guerra. catturati.
•
Vascelli di linea inglesi Legni inferiori
idem
•
distrutti.
>>
>>
83
7
83 Vascelli di linea francesi
55
14
idem
79
23
134
37
Legni inferiori
156 de' quali 33 vascelli di linea e 68 legni inferiori furono aggiunti alla marina Brittannica . Nel regno di Giorgio III fu stabilito l'arsenale di ma Irina di Pembroke . L'assegno accordato dal Parlamento pel servizio della marina negli anni 1839-40 fu il seguente : Uffiziali Bassi-uffiz. Marinari Soldati di marina
3,400
Pel servizio effettivo lire sterl .
3,492,132
3,998 12,846
Pel non effettivo
1,488,221
dette
Pel altri dipartimenti come collegi e trasporto di truppa
217,158
Totale importo lire
5,197,511
9,000
29,244
Il quadro seguente dimostra la forza della marineria Brittannica a tre distinte epoche , cioè , alla rottura della guerra al tempo della rivoluzione francese , pochi anni dopo seguita la pace , e nell' anno 1839 .
22020
Primo . Se condo Terzo
I 2 4 12 21 70
Totale de'va scelli di linea
26 84 12 122
Quarto • • • • Quinto • Sesto . Corvette • Navia vapore Brigantini Golette . Cotteri .
5
5 21 96
In
Total i .
. disarmo In
1839.
2 14 7 23 I 8 12 21 3 83 11 69
4 14 6 24 5 10 II 26 15 31 2 48
14 91
24 55
22 127
5 3 * 15 7 7 21 35 44 3 82 14 67 25 106 35 14 15 20 18 39 34 13 2 49 49 62 34 145 18
. costruzione In
. commissione
In . costruzione
. Totali
Total i .
In . disarmo
RANGO
1820. In . disarmo
commissione .In
. costruzione In
. commissione In
1793.
157
18 15 10
2 2 15 8 53 8 3 21 4 45 10 13 ** 30 4 10
2 27 ***45
Totale gener. 135 166 20 321 113 244 108 465
19 98
9
12
19 69 28 68 44 66
175 149 68 392
* Nel 1793 i legni di questo rango a due batterie formavano parte de' vascelli di linea di battaglia.
** Di queste navi a vapore solo sette sembrano adattate per la guerra , le rimanenti erano impiegate per trasportare dispacci, truppa ec. Inoltre vi erano 30 altre navi a vapore , non compresi di sopra, le quali erano occupate pel servizio di pacchetti nella Gran Brettagna . *** Vi sono ancora 23 piccoli bastimenti destinati pel servizio come pacchetti esteri , la di cui stazione è a Falmouth .
>
>>
>>
2
15 I I
>> 23
4 515 2 821 45 60
68
A 2 1 2 A EA
>> 5 I I 3 I » 4 I 3 >> I I I 30 >>
>>
>> >>
>> >>
-
Totale in commissione
3 2
2114 ~ A∞∞
I
62 A 223
2 2
>> I
2014 HSA 2H 221 2 2 2 2 ×
>> > >>
3
2
I 5 4
I » 4 413 I 4 6 I 2 6
>>
བབས ྡ 。
I
I
479
>>
Corvette . Navi v.aapore Brigantini Golette ec .
4. ° ango .R 5.º Ran . go 6.º .Rango
2 1 24 2 2 = 20 AH HA 2 1 2
22 120кан A 22 13 8 HHHH 28
I >> I I I I I I 3 5
Portsmouth Plymouth • Fiume Tamigi e Medway Mediterraneo America settentrionale ed Indie occidentali • America meridionale • Indie orientali . Capo di Buona Speranza e costa d'Affrica . • Lisbona . • Laghi del Canadà . 9 Riconoscenze marittime Servizio particolare • • Trasporti di truppa Pacchetti •
УНУ
STAZIONE .
1.º .Rango .2.º Rango 3.º Ran go .
158
Sino alla restaurazione sembra non esservi stato una precisa divisione tra le varie classi , nè si ha alcun rag guaglio dell' armamento delle navi da guerra . A quell'e poca fu ordinato la costruzione di alcune navi delle se guenti portate e furono così armate. Calibri de' cannoni
Cannoni da 42 libbre Mezzo canno. da 32 libbre Colombrine da 18 libbre Mezzo detto da 12 libbre Sakers da 6 libbre Castello di Prua . Cassero · da 3 libbre Totale numero de'cannoni
1.° rango 2.° rango con con 780 uom. 660 uom .
3.0 rango con 470 uom .
28 " 28 4 12 2
« 26 26 «< 26 « 10 2
«< 26 « 26
100
go
70
26
4 10 4
159 Non essendovi alcuna uniformità , nel 1745 fu stabilita una commissione , alla quale furono raccomandati taluni cambiamenti relativi alle portate ed all'armamento , che non aderi in alcun modo 2 conservando l'antico siste ma. Dopo la pace il consiglio dell' Ammiragliato rappre sentò lo stesso al Principe Reggente con una memoria . Così in febbraio 1817 fu stabilito in consiglio il seguente regolamento che fissa i ranghi e le classi delle varie navi . Classe I. Primo rango comprende tutt'i vascelli a tre ponti.
Secondo rango. Uno de' Yachts di Sua Maestà e tutt'i vascelli a due ponti , la di cui tangente in piede di guerra è di 700 uomini in sopra . Terzo rango. Gli altri Yachts pel servizio di Sua Maestà e tutt'i legni ,
la di cui tangente in piede di
guerra è di 600 a 700 uomini . Quarto rango . I legni che hanno la tangente di 400 a 600 uomini . Quinto rango. I legni che hanno la tangente di 250 a 400. Sesto rango . Quelli che ne hanno al di sotto di 250 . Classe II. Corvette e Bombarde.
Tutti questi legni
sono comandati da un comandante ( commander ) -(grado tra il tenente ed il capitano ) .
Classe III. Tutti gli altri piccoli bastimenti , sono co mandati da tenenti o da altri di gradi inferiori .
160 LA
TAV
***
Numero .
32 libbre 8 pollici 32 libbre
8 pollici 32 libbre 8 pollici 26 32 libbre 8 pollici 32 libbre 8 pollici 26 32 libbre 2 8 pollici 24 32 libbre 4 8 pollici 18 32 libbre 2 8 pollici 16 32 libbre 24 32 libbre 2 8' poll. car. 18 32. libbre 3 32 libbre 18 32 1.b. car.
65 56 65 50 60 40 50 39 50 39 60 56 50 40 40 36 25 25 17
42 65 50
A
:
33 libbre
40
18 32 libbre 2 32 libbre 16 detto car. 2 3a libbre 14 detto car. 2 18 libbre 8 18 car. I 32 libbre detto 32 libbre 2 24 lib. car.
25 25 17 32 17 20 10 40 3a 40 13
18
***
***
. ro libbre 100 di Canta
.libbre 100 di Cantaro
28 2 26
៖៖៖៖ ៩៦ 8 6655
:
: E ***
32 libbre 32 libbre 32 lib. car.
4 4 1
32 libbre 32 libbre detto car. 4 32 libbre 12 detto car. 16 32 libbre
4 4 1 4 1
22 4 16 4 12 4 10 4 8
3a libbre 3a libbre detto 32 libbre detto car. 32 libbre detto car. 32 libbre detto car.
4 4 2 4 1 3 1 3 1
14 32 libbre 2 32 libbre 6 detto
4 4 2
6
32 libbre
2
6
18 libbre
6 14 26
24
CON
8 pollici 32 libbre 8 pollici 32 libbre 8 pollici 32 libbre
62 46 26 26
:
...
... 43 65 56 65 48 65 50 65 42
666
32 libbre pollici 328 libbre
11 :1 00
⠀⠀
H ...
www
4 1 4 2
460
65 ... 56 30 "" 4 30 *** 2 30 4 24 2 30
***
6
26 cannoni . 24 cannoni. Cor vetta. 26 cannoni. Se www conda classe . 26 cannoni. Ter *** za classe . SLOOPS. 18 cannoni. Pri ma classe 18 cannoni. Se 625 conda classe 18 cannoni. Terza classe 16 cannoni. Bri ... . gantino . 10 cannoni detto *** Goletta. Prima classe • Goletta. Seconda 200 classe
32 libbre 32 libb. car ronade. 32 libbre detto
14
22
36 cannoni .
42
3a libbre
66
⠀⠀⠀⠀⠀⠀
::
686
⠀⠀⠀⠀⠀⠀
65 50 34
42 cannoni . • 38 cannoni .
Descrizione e Peso.
Peso.
www
...
www
Descrizione
1466 6
⠀⠀⠀⠀⠀⠀
pollici 328 libbre ⠀⠀ ⠀⠀ ⠀⠀
65 4 56 26 65 56 65 ... 56 *** 65 *** 56 65 *** 56 www 65 *** 56 65 56
8 pollici 32 libbre
CASSERO
64
2 32
65 56
ܘ
FREGATE. 50 cannoni. Pri "T ma classe. .S 50 cannoni. Se 430 conda classe .
328 pollici libbre pollici 32 libbre 8 pollici 32 libbre 8 pollici 32 libbre 8 pollici 3a libbre 8 pollici 32 libbre 8 pollici 32 libbre
.100 libbre di Cantaro
Descrizione Peso.
1010 10101010
Vasc- da 110 can. 4 di nuova costruz 24 Vascelli da 93 26 Vascelli da 84 246 Vascelli da 80 208 Vascelli da 78 54 26 Vascelli da 72 244 Vascelli da 70. 224
8 pollici 32 libbre
CORRIDOIO. Numero .
Descrizione
Peso.
Vasc.'da 120 can. 4 di antica costrus. 20
44 cannoni .
SECONDO PONTE.
Numero .
PRIMO PONTE
Numero .
NUMERO de' Cannoni Per ogni nave.
libbre 100 di Cantaro
Dell'armamento di qualunque nave da guerra e del peso delle sue artiglierie.
4
161 Le navi di S. M. Brittannica han ricevuto particolar mente nel presente secolo grande perfezionamento nella grandezza e forma , non che nell' accomodamento del materiale . Siccome i francesi e gli spagnuoli ingrandivano le loro , gl'inglesi furono obbligati d'imitarli ; mentre dalle molte navi predate che si aggiunsero alla marineria brit tannica si dette occasione di migliorarne i modelli . Il se guente prospetto dell' ingrandimento de' vascelli di primo rango lo dimostrerà : Anno
Tonnellaggio de' vascelli di 1.º rango
1677 .
1500 a 1600
1720 ↑
1800
1745 .
2000
1795 .
. 2350 la città di Parigi
1808
• 2616 Caledonia
1839
· 3100 Vittoria , e tre altri in costruzione .
Presentemente vi è una fregata d' un tonnellaggio u guale ad un vascello di primo rango del 1745 ,
come
la Vernon di 2080 tonnellate e 50 cannoni. Non possiamo far altro che dare un cenno sul perfe zionamento della navale architettura . Il signor Roberto Seppings Sopraintendente della marina introdusse la prua e la poppa circolare , il sistema di connettere il legname
21
162 diagonalmente per la qual cosa à cotanto contribuito ad aumentare la forza e la durevolezza dei bastimenti ; il metodo introdotto d'unire pezzi di legni corti , per lo che sovente si sperimentava della difficoltà e della per dita di tempo onde procurarsi del legname abbastanza lungo e curvo ; l'usare il legname delle fregate per la costruzione de' vascelli di linea , invece di puntelli dove si economizzano circa 1000 lire sterline nella costruzione d'un vascello da 74 cannoni , e l'uso di bracciuoli di ferro pel quale si ebbe molta economia di legno e di spazio . L'attuale sopraintendente della marina signor Gugliel mo Symonds ha ottenuto una ulteriore economia di spa zio togliendo i puntelli di dietro i bracciuoli di ferro , usando le braccia diagonali di metallo invece di quelle di legno. In questi ultimi anni i varî architetti navali il signor R. Seppings , i capitani Hayes e Symonds della Real marina , ed il professore Inman ebbero il permesso di esperimentare i loro rispettivi sistemi in varie squadre composte di vascelli costruiti sotto la loro direzione ; e quantunque sian sorte molte opinioni riguardanti il me rito di ciascuno , vi è sempre quello utile che ha rela zione col generale vantaggio di elevare la scienza dell'ar chitettura navale che per tanto tempo è stata negletta . Fu stabilita una scuola di apprendisti costruttori a Ports mouth , la quale avendo somministrato più uffiziali del bisogno fu disciolta . Le nostre navi , quelle costrutte di rovero
non avendone ancora fatto uso di quelle di
163 Tectona ) ( 1 ) non sembrano essere cotanto durevoli come lo erano prima. Il Re Guglielmo vascello di 100 can noni , che portava la bandiera del signor Riccardo Bi ckerton a Spithead nel 1813 , e dopo poco disfatto, fu costruito nell'anno 1719. Il Sovrano de' mari fatto nel 1637 , fu accomodato nel 1684 , allorchè l'antico le gname era cotanto duro , che rendevasi difficile
di la
· vorarlo.
Vi era la pratica nel settentrione d'Inghil
terra e particolarmente nel Staffordshire di toglier la corteccia al legname
mentr' era
ancora in piede ,
e
rimanervelo fintanto che diveniva stagionato . Il Sovrano de' mari , era costruito di tale legname . L' Achille da 60 cannoni fu con contratto costrutto nel 1757 di legname la di cui corteccia era stata tolta nella primavera e gettato a terra nel venturo inverno : entrò in Darsena nel 1770 , e fu trovato eccessivamente duro , fu poi venduto nel 1784 , perchè era troppo piccolo per nave di linea . La corvetta Hawke fu costrutta nel 1793. La metà di questo bastimento era di legno decorticato nel 1787 , ed abbattuto nel 1790; il rimanente era di legname abbattuto nel modo consueto .
Nel 1803
era marcito in modo che se ne
veniva in pezzi ; sembra che ambe le parti erano nella stessa condizione di deperimento . Il governo della marina è riposto nelle mani del gran
(1 ) Albero così detto da Lineo e teak dagl'inglesi , indigeno delle indie Orientali che somministra in ab bondanza del legname di costruzione .
164 de ammiraglio quale carica è stata in attività sin dalla rivoluzione , meno che in due brevi periodi , il 1707-8 , e 1827-8 , cioè quando fu sostenuto dal principe Giorgio di Danimarca , e da S. M. Guglielmo IV , in allora duca di Clarence . Presentemente il Consiglio dell'Ammiragliato è composto dal 1.º Lord ,
ch'è membro del Ministero ,
e cinque altri lords meno antichi . Per ordine di tal con siglio tutt'i legni sono costruiti, venduti o disfatti ; le commissioni , gl'impieghi e le paghe sono accordate ; gli stipendi e le promozioni son fatte o approvate ; tutti gli
*onori ,
pensioni , e gratificazioni sono concedute dietro
la di loro raccomandazione . Tutti gli ordini pe' pagamenti della marineria sono fatti da essi ; e formano lo estima tivo della marina e lo presentano al parlamento . I dipar timenti civili dell'ammiragliato sono diretti dal soprain tendente della marina , dal pagator generale , dal ma gazziniero generale , dal controlloro de' viveri e dal me dico in capo .
La marineria è composta di due corporazioni , cioè marinari e soldati di marina . Vi sono i commissionati, ossia quelli che hanno una no mina regia , i così detti ( warrant ) ossia quelli ammessi dal capitano , - ed i ( Petty-Officiers ) che diremo bassi uffiziali.
Gli uffiziali commissionati sono gli ammiragli , i capi tani , i comandanti , ed i tenenti. Gli ammiragli vengono divisi nelle seguenti classi e ranghi e comandano nel seguente ordine :
165
Ammiragli di flotte . Ammiragli delle squadre , rossa , bianca , o turchina . Vici ammiragli delle squadre, rossa , bianca o turchina. Retri ammiragli delle squadre , rossa , bianca o turchina . Vi sono de' retri ammiragli acciaccosi e ritirati che go dono del rango e della paga , ma non alzano bandiera . L'ammiraglio di flotta , allorchè è in comando , porta la bandiera dell'unione all'albero di maestro . Gli altri ammiragli portano la bandiera quadra del co lore della loro squadra all'albero di tringhetto o quello di mezzana " secondo il loro rango . L'ammiraglio che ha il comando in capo di una flotta o squadra impiegata in certi limiti geografici , detta sta zione , è chiamato comandante in capo. Egli è responsa bile della efficacia e condotta della flotta sotto de' suoi ordini ;
egli dispone delle navi che la compongono nel
modo che crede più utile al bene del servizio ; ma senza qualche particolare necessità egli non può mai inviarne. alcuna oltre i limiti della sua stazione .
Qualunque posto che vaca ne' legni sotto i suoi ordi ni, cagionato da morte o da congedo dal Real servizio , o da sentenza di un consiglio di guerra ( court-martial) , è nelle sue facoltà di provvederlo . Un rango temporaneo è dato ai capitani chiamato co modore; ve ne sono di due classi ; quelli di prima classe. godono la paga e la gratificazione del retro-ammiraglio ed hanno un capitano sotto di loro ; essi alzano la cornetta , ma in presenza di capitani meno antichi di loro . Allor J
166 chè i capitani ed i comandanti hanno l'incarico di co mandare i legni di S. M. , eccetto che uno di questi ul timi è destinato a portare la cornetta ed avere il coman do di vascelli di linea , e ciò dietro un regolamento del l'ultimo Re , quando era grande ammiraglio ; in quest'ul timo caso essi han dovuto servire prima tre anni come comandanti di corvette ,
o come primi tenenti su d'un
vascello di linea . Allorchè un capitano o comandante vien destinato al comando d'un legno , egli porta una lunga fiamma al l'albero di maestro , che ha la croce di S. Giorgio sul campo bianco , ed una bandiera del colore dell' ammira glio sotto i di cui ordini egli è destinato.
Verun basti
mento , tranne quelli appartenenti a Sua Maestà o ad al suo servizio
&6
detti
è comandato da un uffiziale di
marina ' e può portare siffatti distintivi. Dicesi essere in commissione ogni nave , a pontone ch'è assegnato per ricevere della ciurma mentre è atto per porsi in mare: Un distaccamento di soldati di marina vien comandato ne' vascelli di linea da un uffiziale destinato a bordo ; i marinari sono ammessi come volontarî , dietro un esame del chirurgo che fa rapporto d'essere atti pel servizio ; gli approvisionamenti sono domandati a seconda del biso gno, e così stivati viveri, provvigione, ed acqua. Allorchè il legno è pronto alla vela si riceve a bordo l'artiglieria e la polvere ; la ciurma riceve due mesi di paga antici patamente , ed attende quindi solamente dall' ammiragliato l'ordine di porsi alla vela onde procedere al suo destino .
167 Il dovere del capitano rispetto alla tenuta de' libri e dei conti è regolato da un atto del parlamento ; ma gli in terni accomodamenti e la disciplina dipendono interamente da lui , per la qual cosa egli riceve i 22 atti di Giorgio II , chiamati gli articoli di guerra , e le istruzioni generali impresse dall' ammiragliato. Tutte le riviste , i libri di pagamento ec . sono firmati dal capitano , dal comandante, o dal tenente più antico , o dal pilota e dal commissario , o da altro uffiziale che assume l'incarico de' magazzini . Un comandante per aver dritto d'esser eletto per la pro mozione di capitano ha dovuto servire attivamente e ri cevere il soldo intero per un anno completo .
Il tenente più antico è nominato dal capitano, il quale ha sotto la sua direzione tutto il maneggio e la soprain tendenza dell'assettamento degli oggetti nel bastimento ; in verità dall' opera di quest' uffiziale deve dipendere in gran parte lo stato della disciplina e del buon andamento del servizio . Gli altri tenenti fanno la guardia per giro ; durante questo tempo essi hanno il carico ed il comando del legno ; essi non possono in verun modo abbandonar la coverta senza essere rilevati. La durata delle guardie è di quattr❜ore , meno che dalle quattro alle otto p . m. che sono divise in due ore , chiamate guardie del cane ( dog-watches ) . Verun ( Mate ) guardia marina che ha fatto l'esame è scelto pel rango di tenente, se non ha servito sei interi anni nella marina , ed ha compiuta l'età di diecinnove anni . Un tenente deve aver servito due anni completi in mare
168 per aver dritto alla promozione di comandante. I garanti (Warrant ) , ed i bassi uffiziali ( petty officiers ) pren dono rango e comando nell'ordine in cui son situati nel notamento de' soldi , con le seguenti eccezioni :
Ranghi subordinati ai tenenti
1. Piloti (Masters) Segretari Medici Cappellani Chirurgi Commissarî
Guardiamarini esaminati Secondi Piloti Assistenti Chirurgi
Capi Cannonieri Bosmani ossia Nostromi Capi falegnami
de' quali i piloti, i guardiamarini esaminati, i capi can nonieri , i nostromi ed i capi falegnami hanno ranghi militari. Il 1. pilota ha il carico del magazzinaggio della stiva ; il carico generale del materiale e de' magazzini; ha sotto di sè il capo cannoniere , il nostromo ed il capo falegna me ; ha il giornale di navigazione sotto la direzione del capitano . I segretari sono stabiliti dall'ammiraglio , sotto di cui servono . I cappellani debbono essere preti dell' ordine della chie sa anglicana.
I commissari hanno il carico delle provvigioni , e del successo di esse , come ancora del vestiario , del sapone , e del tabacco ; essi sono ammessi previo obblighi che as sicurano l'onesto disimpegno de' loro doveri , ( Mades ) sono i guardiamarini che avendo subito un esame sono qualificati pel rango
di tenenti , ricevendo
169 una promessa dal Capitano ; il loro rango o comando cessa se essi disbarcano o il legno va in disarmo .
I capi cannonieri , i nostromi , e capi falegnami deb bono aver servito per un anno completo in qualità di bassi uffiziali ( petty officers ) prima di poter essere pro mossi . Il capo cannoniere ha il carico di tutt'i magaz zini di Artiglieria ; il nostromo di tutte le vele , funi e sarziame ; il capo falegname di tutt'i magazzini che lo riguardano , e deve assicurarsi che i portelli chiudino bene da non entrarvi dell'acqua ; di scandagliare il legno ogni giorno se fa acqua ; ed avere le pompe sempre in ordi ne pel servizio . In una circostanza in cui il comando del legno giunga ad un basso uffiziale , essi debbono prender rango e co mando come trovansi situati nel quadro di pagamento , eccetto i seguenti che non prenderanno mai comando .
Maestri di Scuola
Maestri armieri
Segretari
Caporali di bastimenti.
I guardiamarini sono classificati dal Capitano , avendo 14 anni di età ,
con aver servito in qualità di volon
tarî di prima classe per due anni , o tre in qualunque altra qualità ; essi sono stabiliti dal Capitano , e soggetti ad un'approvazione dell'Ammiragliato , basta che la loro novella entrata al servizio sia documentata per ciascun bastimento. Essi non hanno particolari doveri. 22
170 I maestri debbono subire un esame ond' essere quali
ficati per tale situazione .
Cuochi
Maestri Cordari
Maestri armieri
Calafatari
Maestri di vele
Bottai
Sono stabiliti con un ordine dell' Ammiragliato , o del Comandante in Capo. La ciurma d'un bastimento è composta di bassi-uffi ziali , di abili marinari , e di marinari ordinarî , terrazza ni , mozzi e Soldati di marina. In tempo di pace l'intero equipaggio vien formato volontariamente ;
durante
la
guerra , i vantaggiosissimi stipendî che si offrono per la marineria da Guerra , che i mercantili non possono affatto concedere, rende facile l'ingaggio ( 1 ) . Le seguenti persone
(1) Siam lontani dall' opinione dell'autore . Trenta anni di pace han di molto cambiato l'aspetto delle cose in Europa, e più ancora nell' Inghilterra . Oggi il con siglio dell' ammiragliato incontrerebbe gravissime dif ficoltà prima di ordinar la presse sulle coste del re gno unito ; un tal ordine non potrebbe brutalmente ese guirsi come ne' tempi scorsi , e le ciurme sarebbero do cili solo innanzi alla forza legale. Non ha guari nei porti di Chatham e Plimouth , abbiam veduti più va scelli rimaner per mesi in aspettazione degli equipag gi , ed i rinforzi domandati nell' Affganistan e nella
171
ne sono esenti "
e verun marinaro può essere ascritto
se non da Uffiziale che ne abbia l'incarico : I Piloti de' bastimenti mercantili. Gli assistenti di quelli al di sopra di 50 tonnellate. I nostromi ed i falegnami di quelli di 100 tonnellate in su .
Gli uomini che trovansi impiegati ad esercitar qua lunque arte nella marina , nelle manifatture di artiglie ria, i collettori d'imposte, i doganieri, o impiegati nelle poste e nella provveditoria delle sussistenze . I barcajuoli appartenenti alle officine di assicurazione in Londra e di Westminster ; Tutti quelli che hanno al di sopra di 55 anni di età e meno di 18 ;
Cina si sono lentamente spediti, sol perchè gli ingaggi volontari per le flotte e gli eserciti erano lenti . La dolcezza della pace e del commercio è giunta al cuore del marinaro inglese che ne ha inteso tutto il frutto materiale dell' interesse , e non potrebbe ritrovarlo in tero e controcambiato nel servizio delle flotte. La con dizione finanziera dell'Inghilterra per quanto ricco sia il paese di ogni risorsa , non può essere posta ad ulteriore cimento . L'oro inglese è divenuto a bastanza raro ; e se non più assolderebbe i soldati dell' Europa , con assai difficoltà impegnerebbe i tanti marinari che altre volte servivano le numerose flotte e lottavano su tutti i mari del mondo . ( N. del comp. ) .
172 Gli apprendisti che non han praticato in mare prima della data della loro ascrizione , e non più dopo tre anni da dett' epoca . I terrazzani che non hanno servito due anni compiti per mare ; Gli arponatori , i capi pescatori , i piloti e tutt'i ma rinari e Soldati di marina che sono stati alla pesca delle balene nella Groelandia e nelle parti meridionali . I migliori marinari sono classificati bassi uffiziali ( pet ty officers ) dal Capitano ; e sono di due classi ; distinta la prima da una corona ed un' ancora , e la seconda dalla sol' ancora , ricamata su panno bianco e situata sul braccio sinistro ; essi hanno un aumento di paga , e non possono soffrir punizioni corporali mentre sono in tal rango .
Dall' asilo di Greenwich e dalla società di Marina ven gono somministrati alla Marina alquanti ragazzi , ma molti ancora sono ammessi come volontarî. Ogni legno secondo il suo rango o classe è fornito di un certo numero di Soldati di marina. Pel dovuto mantenimento della disciplina senza della quale la marina sarebbe di niun potere , il Capitano o co mandante di qualunque legno o vascello è autorizzato ad infliggere punizioni corporali a qualunque marinaro , sol dato di marina o ragazzo ( mozzo ) per facoltà ch'egli possiede. I consigli di guerra ( Courts-martial ) sono or dinati dall'ammiragliato , e dal Comandante in capo .
Il seguente sunto dimostra la razione giornaliera di vitto che si dà ad ogni individuo della flotta .
173
Carne fresca I libbra ( 1 ) Pane fresco
Vegetabili
libbra
Birra
Allorchè mancano i suddetti generi ,
libbra
I
gallone
sono dati i se
guenti :
Carne salata e Fiore Biscotti Spiriti
libb . alternati- carne salata di porco e vamente libb. Piselli secchi
libb . pinta
I libb. di pinta , o vino 1 pinta ; tanto con provigio
ne fresca che salata .
Cacao Te
I oncia d'oncia
Aceto Farina di orzo
pinta pinta
una volta la settim.
Zuccaro Ioncia Una porzione di farina può essere cambiata con una data proporzione di grasso ed uva passi ; ed ogni 14 giorni vien data una provigione di sale , lo zuco di li mone viene accordato al di più .
Il seguente quadro dimostra il soldo di piena attività di ogni uffiziale e marinajo per ciascuna classe apparte nente alla marineria di Sua Maestà Brittannica , e la mezza paga accordata agli uffiziali addetti alla stessa .
(1) La libbra troy inglese è uguale a 0,419 del ro tolo napoletano .
174 PAGA INTERA
1. s. d .
3 3 0 2 2 0 I 12 6 I 5 0
0 O 0 ܘ
OOOO
1. s. d. 6543
0
•=
del loro rango 0 0 0
I
0
0 10
6
I II
6
0 15
0
2
2
0
M
1
0
1
7
4
0
0
0
1
I II
0
O
30
Ammiraglio di flotta Ammiraglio • Vice Ammiraglio . Retro Ammiraglio Comodore di prima classe capitano di flotta Pilota di flotta . Medico che ha servito meno di tre anni .. Medico che ha servito meno di dieci anni . Medico che ha servito più di dieci anni . Segretario dell' Ammiraglio di flotta Segretario dell'Ammiraglio Co mandante in Capo . Segretario del vice o retro Am miraglio Comandante in • capo . Segretario d'un retro o vice Ammiraglio meno antico, o Comodore .
MEZZA PAGA
0
5
0
0
0
8 2
0
0
0
3 0 0 O IO II I
0 16
0
(1) Il numero di questi è per l' Ammiraglio diflotta Per l'Ammiraglio Pel vice Ammiraglio Pel retro Ammiraglio o i comodori di prima classe Pel capitano diflotta
47753
PAGA INTERA s. d . Due amanuensi alle Segreterie dei Comandanti in capo , ciascuno • 3 4 per giorno Un amanuense agli Ammiragli meno antichi • 2 9 > Al padrone della barca dell' Ammi D raglio I 9 Al cameriere dell' Ammiraglio Al cuoco dell'Ammiraglio I 2 Ai servi dell'Ammiraglio (1)
12 10
3
175
Nei vascelli ammiragli tutt'i tenenti ( incluso il tenente ajutante di campo ( flag-lieutenant ) hanno di più 6ª per giorno . I chirurgi son pagati a secondo la durata de' loro ser vigi resi .
Per quelli che han servito meno di sei anni . • • •
I. s.
d.
Per più di sei e meno di dieci anni Per più di dieci e meno di venti anni . • Per più di venti anni
O IO O II
0 0
0 14 0 18
0 0
Per chirurgi che servono ne' legni de . stinati per ospedali .
0 18
0
per giorno
MEZZO SOLDO.
Capitani PER GIORNO .
S.
d.
A ciascuno de' 100 più antichi .
14
6
Ai seguenti 150 Ai rimanenti
12
6
10
6
IO
06
Comandanti.
Ai 150 più antichi Ai rimanenti
·
8
176 Tenenti. S.
d.
Ai seguenti 700
76
0
6
0
Ai rimanenti .
5
0
A ciascuno de' primi 100 •
7
O
Ai seguenti 200
6
0
Ai rimanenti , avendo serviti 5 anni nella marina
5
0
6
0
.5
o
A coloro che han servito per tre anni
3
0
Per due anni
2
0
Infermieri
5
O
5
0
10
0
Ai 300 più antichi
Piloti.
Chirurgi.
A coloro che han servito per 6 anni
Al di sotto di tal periodo
Assistenti Chirurgi.
Cappellani. Dopo d'aver navigato per otto anni , o d' es ser stati dieci anni in porto
Per ogni anno di più si aumentono 6 d . al gior no sino ad avere
177 Commissari. S.
d.
Ai primi 100 •
60
Ai seguenti 200
5
0
Ai rimanenti
4
0
Dopo due anni di servizio .
2
0
Dopo tre
3
0
Istruttori navali e Maestri .
Il quadro seguente dimostra il numero degli uffiziali de stinati al servizio attivo a tre diversi periodi sino alla pace : 1816
1830
Ammiragli
65
41
38
Vice-Ammiragli
68
62
53
Retri-Ammiragli
76
65
64.
Capitani
848
853
687
Ranghi
1839
Comandanti .
809
902
809
Tenenti
3886
3564
2822
Piloti .
694
523
4.56
Chirurgi
951
731
601
Assistenti Chirurgi .
462
358
360
Commissari ·
957
644
560
·
62
64
29
Cappellani
·
Vi sono 19 istruttori navali e maestri stabiliti in se guito del regolamento approvato il 1.º Maggio
23
1837 ,
178 ciascuno riceve 6 lire sterline e 14 scelini per ogni mese lunare , 30 lire sterline all'anno di gratificazione , e 5 lire sterline l'anno da ciascun giovine gentiluomo che è da lui istruito . Di più vengon presi dalla prima classe de'bassi uffiziali per le scuole di marinari . Presentemente vi sono 56 retri-ammiragli ritirati ed 8 capitani ; 100 comandanti ritirati in seguito d'ordine del consiglio del 30 gennaio 1816 ,
e 181 del 1.º novem
bre 1830. Vi sono 7 cavalieri navali di Windsor , 9 vec chi piloti , 11 medici , 81 chirurgi ritirati , 40 cappella ni , nel summentovato quadro vi sono 138 chirurgi e 27 piloti inabili pel servizio attivo : de' tenenti probabilmen te non più di 1000 sono nel caso di prestare un servi zio attivo .
179
1. Gl'ingegneri di 1.ª classe di 2.ª classe P
di 3.ª classe
9. 0
per ogni mese lunare e 6 d . al giorno per ogni ragazzo che essi iştruiscono. 8 0 per mese lunare .
12
5 6 per mese lunare: e la metà di più allorchè sono imbarcati sui vapori che trovansi tra i tropici.
8 L'alunno ingegnere di 1 . classe 1 14 o per ogni mese lunare. di 2. classe I 6 o idem di 3. a classe I 3 o idem idem di 4.a classe o 14 o
Il Capo Falegname e ciascuno della sua ciurma ha sette scelini al mese pe' suoi strumenti . Allorchè non vi è il Chirurgo , l' Assistente Chirurgo riceve un aumento di paga di
scelino e 6 denari di
più per giorno . Avendo dimostrato gli emolumenti accordati a quelli che trovansi impiegati attivamente al servizio navale di Sua Maestà Brittannica, è d'uopo ora far motto delle conces sioni e penzioni che si accordano per servizî resi , e per ferite od altre ingiurie riportate ; primieramente bisogna che si faccia menzione del nobile stabilimento ed asilo de' marinari invalidi . L'idea di stabilire un ospedale de' marinari infermi e mutilati fu immaginato da Maria , moglie di Guglielmo III , ed il Signor Cristofero Wren ebbe l'incarico di fabbricare un braccio addizionale al Palazzo di Greenwich . Il Re concesse 2000 lire sterline all' anno per tale
180
oggetto , abbondanti sottoscrizioni furono aggiunte da no bili e ricche persone , poderi furono concessi da varî , tutt'i marini si fecero sottoscrivere per 6 denari al mese , confische , prede , ed altri donativi vi furono aggiunti. Furono dati i beni confiscati al Conte di Derwentwater , la di cui rendita netta era tra 30 , 000 a 40 , ooo lire ster line per anno " e crebbe cogli anni in modo la rendita an nuale dell'Ospedale che ora è di circa 150 ,
000 lire
sterline. Lo Stabilimento ha un governatore , un tenente governatore ( ambi ammiragli ) , quattro Capitani , ed otto Tenenti che dimorano nell'ospedale. Vi sono circa 2710 pensionisti ,
e 120 tra vecchie e balie , le quali tutte
debbono essere vedove di marinari . Ecco la scala delle pensioni concesse agli uffiziali e ma rinari feriti o mutilati in servizio.
Per anno
1. S. Per un Ammiraglio ), > Capitano . > Comandante > Tenente. •
Per anno
1. s.
300 O 700 0 250 0 Per la perdita di qual- 300 o 150 0 200 O che membro. 91 5 91 5
Per gli Uffiziali della Fanteria di Marina come quelli dell' armata di terra. Per ogni ajutante , secondo Pilota , assistente Chirurgo , Guardia marino , ajutante del Piloto , Istruttore navale , amanuense " e volontario di 1.ª e 2.ª Classe , da 1 sce lino a 2 scelini e 6 denari per giorno , a seconda la natura ed il grado della ferita . Nostrumi ,
Cannonieri ,
181
falegnami ed ingegneri , allorchè si rendono inabili per ulteriore servizio ricevono una soprannualità per gratifi cazione di
lire sterline per ogni anno ch'essi serviro
no su d'un legno in commissione , ed 1 lira sterlina per ogn' anno sui legni in disarmo , ed un'ulteriore somma da 1 a 15 lire sterline viene aggiunta dall'Ammiragliato . Essi ritengono inoltre qualunque penzione pe'servizi resi come sotto-Uffiziali cui possono aver dritto, e per le fe rite riportate da 15 a 50 lire sterline per anno in addi zione di tutte le altre pensioni . Ogni altro basso uffiziale marinaro " e mozzo riceverà per ferite riportate da 6 denari a 2 scelini al giorno ; ed ogni abile marinaro per ventun' anno di servizio reso , incominciando dall' età di venti anni , da 10 denari ad I scilino e 2 denari per giorno ; se inutilizzato da infer mità dopo 14 anni di servizio da 6 a 9 denari per gior no ; e dopo 14 anni di servizio , se inutilizzato da difetti contratti in servizio da 3 a 6 denari al giorno , o invece una gratificazione da 1 a 18 lire sterline. Se un uomo diventa interamente cieco riceve 3 denari al giorno di più della sua spettanza di sopra mentovata . I marinari 3 ordinarî ricevono , i terrazzani , ed i ragazzi la metà della penzione spettante ad un abile marinaro. I soldati di marina come gli abili marinari. I seguenti sotto-Uffiziali ed Uffiziali senza commissione ricevono in addizione di quanto si è detto di sopra le seguenti gratificazioni .
Anni . servizio di
182
SOTTO UFFIZIALI
SOTTO UFFIZIALI
di
di
prima classe .
seconda classe.
1. S.
d.
257
75 ∞∞o co C UN ONNO O CO 24 2
141914
1/2 22 0338
12345678 6Q 62
141234
l. s. d. 015 0 I IO 015 2 5 1 Maestro Armiere Padrone della bar 3 0 4 110 ca dell'Ammira 316 118 glio 2 5 411 Caporale del Ba 56 5 13 stimento 83 OIO 61 I Padrone dellabar 6 16 10 51 9 3 ca del Capitano 2 IO I 1 7 316 Quartier mastro 3 II 4 3 Aiutante del can 8 noniere 6 12 411 9 1810 Ajutante del No 917 81 2 3 stromo IO 12 II 14 5 6 Capitano del Ca II 8 112145 / 02 stel di Prua 12 34 16 6 Capitano di Stiva Padrone di Lancia 12 18 6 17 6 9 3 Cuoco del basti 13 13 9 18 616 mento 14 19 7 4 Maestro di vele 15 4 2 20 712 Maestro cordajo 15 19 421 Ajutante del Fa 16 14 7 22 719 8 7 legname 23 8 14 17 9 Calafatajo 18 Armiere 24 9 2 Sergente de ' sol 19 25 910 dati di marina 26 917 19 2010 27 10 5 21 510 28 10 11 22 I 029 11 2216 3 3011 8 Ha
72
HIA
HVL23 + 14 × 4 14/201 183 96 -∞∞
HO
HIN
ےہر
Capitano di gabbia di maestro . Idem idem di trin chetto. idem dell' albero maestro. idem del cassero. Guardiano de' se gnali . Padrone della scap pavia. Aiutante del mae stro di vele . Idem calafataio. Idem dell'armiere . Bottaio. Caporale de'soldati di marina .
1212
O∞
183 Le persone dimesse per cattiva condotta o dietro sen tenza d'un consiglio di guerra ( court-martial ) non han dritto ad alcuna pensione . Il capitano può raccomandare qualunque basso uffiziale o marinaro , uffiziale non com missionato o della truppa di marina , che serbano una invariabile buona condotta perchè abbiano la medaglia, o la gratificazione ; cioè di 15 lire sterline pe'bassi uffiziali e sergenti di 1.ª Classe se servirono bene per dieci anni ; 7 lire sterline pe' bassi uffiziali e sergenti di 2.ª Classe , per sette anni , e 5 lire sterline agli abili marinari ed ai soldati di marina . Le vedove degli uffiziali rimaste in cattiva condizione ricevono delle pensioni nelle seguenti proporzioni .
Per anno lir . sterl.
120 100 Luuu &&&
Vedova d'un.
Ammiraglio Retro-Ammiraglio ritirato Capitano da tre anni idem meno di tre anni Comandante Idem ritirato Medico Tenente Pilota Cappellano . Chirurgo Commessario Assistente chirurgo
80 70 60 60 50 40 40 40 40 36
L'ammontare che si paga in pensioni agli Uffiziali per fe rite o per buoni servizî resi ; alle vedove degli Uffiziali ; alle vedove e congiunti degli Uffiziali ammazzati ; e le sopra pen sioni dell'Ospedale di Greenwich è di 521 , 572 lire sterline .
184 Sunto delle pensioni pagate alla Marina . Lire
Le pensioni per buoni servizî resi Uffiziali patentati o no Vedove e congiunti di uffiziali ammazzati Vedove di uffiziali navali . Vedove degli uffiziali della fanteria di mare Meschini orfani Sopra pensione per l'ospedale di Greenwich
4,350 81,619 11,786 172,381 10,356 14,000 227,000
521,572 Vi sono a Greenwich due scuole quella superiore e la inferiore. La scuola superiore si divide in due classi . 1.º Cento figli di Uffiziali patentati e non patentati della Real marina non che della fanteria di marina . 2.º Trecento figli d'uffiziali come di sopra , o di rango inferiore , di privato marinaro o della fanteria di marina , che ha servito o sta servendo Sua Maestà ,
e
degli Uffiziali e marinari al servizio mercantile. Essi sono ammessi dagli undici a dodici anni , soggetti a certi regolamenti, alla medesima disciplina , vitto , educazione , vestire, e destinazione. Il termine della educazione è di tre anni, dopo tal periodo , o prima se il corso della educazione è completato, sono imbarcati al servizio della Regina o della marina mercantile , od altrimenti, come verrà determinato . La scuola inferiore consiste in 400 ragazzi e 200 fi gliuole ; cioè i figli de' bassi Uffiziali , de' marinari , e de' Soldati di marina che han servito o sono servendo , o han perduto la loro vita al servizio di Sua Maestà. Essi sono ammessi dalla età di nove a dodici anni , e ne sortono di 14 anni ; i ragazzi sono imbarcati > e le giovine sono impiegate alle arti od al servizio domestico ; però talune son
185 rimandate ai loro parenti alla età di 14 anni senza esser provviste di alcuno oggetto . Nessun ragazzo può esser ri mosso da questa scuola alla superiore senza averne otte nuto un permesso , dovendo avere più di dodici anni . Fin dal 1744 tutte le prede furono dichiarate essere di proprietà dei predatori ; un ordine del consiglio del 3 febbrajo 1836 stabili le seguenti proporzioni per la di stribuzione del denaro delle prede
l'ammiraglio o gli
ammiragli la sedicesima parte del prodotto ; il Capitano o i capitani l'ottava parte del rimanente , o quando non v'è un ammiraglio , uno ottavo di tutto ; il restante di stribuito in parti , secondo le seguenti proporzioni: 1.ª Clas se. Tenenti naviganti , capitani di Fanteria di marina , Pilota e medico di flotta , ed i Piloti , dieci parti ciascuno . 2.ª Classe I tenenti della fanteria di marina , i Segretarî, i Cappellani, i chirurgi , i commissarî , gli assistenti , i secondi piloti , i capi cannonieri , i padroni di barche, i capi falegnami , ed i primi ingegneri , sei parti ciascuno. 3.a Classe . Assistenti chirurgi , i guardiamarini , gli ajutanti de' piloti , i maestri di scuola , gl'ingegneri meno antichi , l'emanuense " i maestri cannonieri e gli ajutanti deʼpadroni di barche , i ca pitani de' castelli , di prova , e di stiva , i padroni di lan cia , i maestri di vele e cordai , gli ajutanti de' capi fale gnami , i calafatari , armieri , i capitani di gabbia di maestro e di trinchetto , i piloti pratici ed i sergenti della fanteria di marina tre parti ciascuno . 4. Classe . I volon tarî di prima classe , i cuochi della ciurma ed i caporali , i capitani dell'albero di maestro e del cassaro , i guardiani.
24 =
186 de' segnali e de' padroni di scappavia , ajutanti del inae stro di vele , i bottari , i calafatari , gli ajutanti armieri ed i caporali della fanteria di marina , due parti ciascuno. 5. Classe. La ciurma del cannoniere , i marinari cannonie ri, i falegnami, i fattori di vele , e la ciurma de'bottari , abili ed ordinarî marinari , soldati e pifari della fanteria di mari na che hanno sette anni di servizio , una parte ciascuno . 6.
Classe. Tutte le altre classi , i mozzi di 1.ª classe , ed
i Soldati di marina che hanno meno di sette anni di ser vizio , due terzi di una porzione ciascuno. 7. Classe. I volontari ed i mozzi di 2.ª Classe un terzo d' una parte ciascuno .
Allorchè i Capitani ed i Comandanti vengono consi derati nella medesima classe , i Capitani hanno il doppio di ciò ch'è dovuto ai Comandanti ; i tenenti che hanno un comando vengono considerati come Capitani , purchè non siano in compagnia d'un capitano , o d'un coman dante ed i Segretarî che fan le veci di Commissario ven gono considerati per tali se non ve ne sia alcuno presente. Allorchè qualunque de'legni di Sua Maestà ha imbarcato oro od argento grezzo o gioje, il Capitano od il comandante ha concesso un tanto per cento , regolato dalla Regina in consiglio , come compenso del rischio e dell' incarico , del quale una quarta parte è data all' Ospedale di Greenwich un' altra quarta parte al Comandante in capo se prende parte della responsabilità , e la rimanente metà al Capitano.
F.
B.
I ►
CORVETTE
ottero . mese .
,INO
mese .
IE . RA
INI
mese .
. NGO
a imbarcati .
187 RELAZIONI
DE' FATTI DI GUERRA ACCADUTI NELLA PROVINCIA DELL' A
QUILA NEL 1792 , SOTTO IL COMANDO DEL GENERALE D. GIOVANNI SALOMONE , STAMPATI NEL 1799 ( 1 ) .
L'Antologia militare si propose il doppio fine di far noto all'esercito , lo stato della scienza e dell'arte in Europa e nel paese e di
riunire i materiali sparsi , o
ignoti sulle vicende militari del Regno , particolarmente nell'epoca contemporanea . Onde raggiungere tanto scopo non si è tralasciato d'invitar tutti gli uffiziali che aves sero documenti buoni da rendersi pubblici per mezzo di tale periodica scrittura , giacchè la storia di tali avveni menti si è scritta da stranieri , i quali han considerato più i risultamenti generali , che i particolari , e pur non dimeno la cognizione di questi è indispensabile per ap prezzar quelli , e valutare con imparziale giustizia il vero carattere di queste lotte. Dedicati a questo fine si utile e giusto , ci consoliamo sempre , che le nostre ricerche ci offrono risultamenti , accompagnati da documenti positivi , che rivelano fatti
(1) In uno dei prossimi volumi riprodurremo queste memorie , ormai divenute assai rare per il lungo tempo scorso.
188 di certa importanza , perchè si scorge il coraggio , la perseveranza ed intelligenza , dimostrata dalle napoletane milizie , qualità che onorano sempre , per cui da per tutto e in qualunque campo le ritroviamo , vogliam tirarle dal l'oblio , ove erano cadute per l'indifferenza , o per la parzialità de' tempi . Tali titoli riconosciamo nella relazione delle operazioni di guerra accadute nella provincia del l'Aquila nel 1799 sotto il comando del generale Salomone.
Due preliminari osservazioni son necessarie, e le pre mettiamo alla breve analisi che daremo di quel lavoro storico militare . 1.° Bisogna rimontare al 1798 per spiegare i fatti qui narrati ed al 1799 accaduti . 2.° Questa relazione dà il risultamento generale , come le disposizioni onde ottener quel fine ; ma manca di notizie sulle forze nemiche , sul loro numero ,
su i
loro capi . Preziosi elementi necessari per apprezzar giu stamente il merito , come i risultamenti di una guerriera fazione.
Ed in primo notiam la differenza tra la guerra , com. battuta nella provincia dell'Aquila in quel periodo e quella sostenuta nelle altre contrade del Regno , giacchè vi è tale differenza capitale ch'è nell' interesse e nel dovere della Storia , come dell' arte di segnalare. Dopo i rovesci avuti nello Stato Romano , l'esercito Napoletano , per la sua rapida ritirata , la partenza ina spettata della corte per Palermo , l'armistizio non meno precipitoso , che niente rendeva necessario , l'anarchia
189 che seguì la dissoluzione del governo, la dispersione delle milizie, l'occupazione della capitale , e l'istallazione del governo provvisorio ; tutta questa serie d'avvenimenti avevano posta soluzione di continuità , tra il governo centrale e quello delle province ,
in cui le autorità
senza direzione e senza alcuna guida ,
erano forzate a
prendere misure per mantener l'ordine materiale , atten dendo di essere rilevati dagl' impiegati ,
che il nuovo
governo inviava in loro vece . In tale condizione il novello ordine di cose fu procla mato ed accettato senza resistenza alcuna , mentre tutt'i publici funzionari furono
provisoriamente confermati ,
ciocchè tolse l'effetto pratico di un gran cambiamento , e si viddero taluni continuar regolarmente nelle loro fun zioni
come per il passato . L'esercito francese concen
trato intorno alla capitale , presa con sanguinoso combat timento , ispirava terrore , e non pesava ancora sulle po polazioni , nè diminuiva di prestigio per la sua dissemi nazione . Le insurrezioni cominciarono nel Regno , dopo, che i Commessarî organizzatori , e le truppe Francesi corse ro le contrade del regno , e dopo le impulsioni venute da Sicilia ,
come lo sbarco del Cardinal Ruffo , qual
Vicario Generale delle Calabrie per il Re ) : Ora se si vuole questo più o meno breve intervallo tra la sommis sione e la resistenza al nuovo ordine di cose " sembra che nella Provincia dell' Aquila non vi fu mai ,
meno
nella Capitale e nelle principali città di quella provin cia. Imperocchè nella parte Montagnosa , il nuovo go
190
verno
non fu mai riconosciuto ed accettato " e perciò
volendo spiegare tale avvenimento bisogna veder le cose più da lontano. Nella campagna del 98 il punto im portante della frontiera , che doveva nell' offensiva pro durre il grande risultamento , di tagliare ogni comuni cazione tra le due ali dell'esercito francese , sboccando per Città ducale occupare Terni e quindi la posizione centrale di Foligno , ciocchè avrebbe deciso della Cam pagna , come osserva Napoleone nelle sue memorie , fu per un errore rilevato da tutti gli scrittori militari , affi dato ad un solo Reggimento ed uno squadrone , e fu la sola colonna , che nell' offensiva incontrò le forze ad essa numericamente superiore. E sembra che si fosse si poco compreso l'importanza offensiva di questa sezione della Frontiera che fu la sola , ove si regolarizzarono i mezzi di difesa locali , si organizzarono i cacciatori di frontiera , che il Marchese Torry compose di cacciatori veri , ed abituati a tale csercizio , e diede loro per capi que' pro prietarî, esercitati a questo genere di servizio per gusto , e per abitudini . Dopo la disfatta di S. Filippo a Terni, alquanti dispersi soldati raccolti dal Capitano d'Artiglieria Angelo Palenza, che comandava una batteria di cannoni di Montagna , sotto il Colonello S. Filippo , pochi soldati del reggimento Real Italiano , ed i cacciatori di frontiera , comandati dal tenente colonnello Codron di Gurvara , so stituito dopo il primo giorno dal colonello , oggi generale Salomone furono le forze preparate per la difesa delle gole di Antrodoco . Il general Lemoine fu arrestato otto giorni
19L in quelle gole ,
che forzò , alla fine con perdita , ed il
bravo Palenza uffiziale pieno di coraggio ed intelligenza fu ferito
ed indi ucciso gloriosamente nella difesa di
Gaeta nel 1806 ) , si ritirò a Popoli , e i cacciatori di frontiera condotti
dal general Salomone
rinunciarono
alla difesa della strada consolare , e delle città di Aqui la , ma non cessarono mai di occupare le montagne " е far la piccola guerra , per tutto il corso dell'occupazione francese , anche dopo che Popoli fu forzato, ove il Ge neral Thschudy fu ferito , e il General francese Poiset ucciso. Quando i Francesi marciarono sopra Napoli , que sti Corpi Franchi , non si disciolsero ,
e non si sottomi
sero mai al nuovo ordine , anzi trassero vantaggio del l'occupazione del Regno , che obbligava al nemico di la sciar poca forza in Abruzzo , non essendo quell' esercito proporzionato al territorio che voleva occupare. La Guerra adunque non cessò mai nella provincia dell'Aquila, e fu continuata almeno come nocciuolo , e non come nelle al tre parti del Regno , dove la resistenza fu provocata da cause diverse.
Or la relazione , che abbiam sotto gli occhi , malgra do , che dà molto a desiderare per precisione regolari tà e chiarezza , sarà utile di riprodurla perchè i docu menti sono importanti per le future generazioni .
Circo
scritti intanto dalla natura del nostro lavoro , ci limitia mo a darne un sunto , e trascriverne qualche passo in teressante.
Appare chiaramente, che la guerra durò sempre , che
192
fin dal mese di decembre la città dell'Aquila fu bloccata dal general Salomone ed i francesi ristretti nelle mura , con varie sortite tentarono di liberarsi dal blocco , in una il general
ed
Salomone fu ferito , ma in ultimo
assaltato la città , se ne impadroni il dì 2 febbraro 99 , e si limitò a bloccare il castello non avendo artiglierie per espugnarlo . Le cose continuarono in tal modo fino all' ultimo giorno di aprile , quando una forza imponente di francesi , venne a sbloccare quel castello . Il general Salomone evacuò la città , e cercò di combattere il ne mico, nelle gole di Antrodoco , da dove i francesi dove vano ritirarsi per rientrare nello Stato Romano , ove si riuniva il grosso di quell'esercito di Macdonald , il quale seguendo la strada di Sora dovette combattere all' Isola onde continuare il suo incominciato movimento . Il gene ral Salomone concentrandosi a S. Vettorino , diede le disposizioni per riunir le sue forze , chiamando tutte le popolazioni in soccorso ed ajuto dei cacciatori di fron tiera , ed ecco come è detto su questo proposito. << Nel giorno 2 maggio l'ajutante del general Salo >> mone Masci fu avvisato dai cittadini Aquilani , che i >> francesi nel numero di 3600 circa erano sfilati dall'A » quila per uscire dal Regno , lasciando nella città , e >> nel castello una competente guarnigione . Nell' istesso > tempo egli col Mari , che comandava le masse di Mon » tereale , concertarono insieme il modo come battere >> il nemico , quantunque in numero considerevole . Senza » perder tempo spedi corrieri per l'Aquila , ed in An
193 » trodoco , con replicati biglietti , facendo sapere ai capi ,
>> che i nemici erano partiti per uscire dal Regno , e che » perciò tutti i loro armati si fossero postati nel sito altre >> volte da esso concertato , mentre egli con truppa forte, >> e numerosa inseguendo gli avrebbe stretto in mezzo . >> Gli avvisi giunsero tutti a tempo , nè il nemico po >> tette penetrare il disegno . E mentre questo marciava con » tutto il buon' ordine , partirono gli armati ch' erano in >> S. Vettorino , lasciando sufficiente numero nel campo , › perchè la guarnigione ch' era rimasta all'Aquila dava » da temere . » Tanto il comandante di Montereale , che l'ajutante >> Masci con tutte le masse raggiunsero il nemico in >> Rocca di Corno . Cominciò il fuoco a qualche distanza , >> che si estese fino alla Madonna delle Grotte . Il luogo >> concertato per l'imboscata era inaccessibile , vicino >> Antrodoco , ove 300 e più armati di quel paese eransi >> posti in aguato . I nemici per l' angustia della strada , e » per la rottura di essa, dal Masci ordinata alcuni giorni
prima ed allora eseguito , dovettero inevitabilmente u » nirsi in quel sito . Allora fu che i nostri fecero fuoco › da tutte le parti , contro il nemico , che fu posto in » rotta , essendo ivi restati uccisi quasi tutti gli uffiziali , e non potendo più i nostri far fuoco per la gran pioggia , giunsero ad uccidere i francesi con, stili ,
sciabole ,
>> accette e bastoni. Il comandante francese , e tutti i » soldati gridavano prigionia , ma non erano esauditi . >> Quei che si sottrassero alla morte si diedero alla fuga 25
194 ma non pertanto furono
> lasciando tutto il bagaglio ,
» lasciati dall'essere inseguiti fino al Velino. In somma » di 3600 soldati appena mille ne giunsero a Rieti , e per la maggior parte feriti , e disarmati degli altri ne > fu fatta grandissima strage ». Tal fatto importante , fu seguito dall' entrata in Aquila del general Salomone, la sorpresa della guarnigione fran cese rinchiusa nel castello , di poi avvenne la prigionia del nostro generale nel detto castello , ciocchè gli offrì l'occasione di trarre maggior vantaggio , mentre profittò della sua posizione e volle persuadere alcuni republicani di far prigioniero e il comandante Petit , e gli uffiziali francesi , ed inalberar lo stendardo del Re, e dar libera entrata alle truppe reali , come accadde nel 14 maggio 1799. E l'autore della relazione conchiude il suo dire e richia ma alla memoria de' lettori ,
che dal 10 decembre 98
fino al 14 maggio 99 le forze comandate dal general Sa lomone non han cessato di combattere nella provincia dell'Aquila , e nel Cicolano ; ove i segni del nuovo go verno , non furono mai stabiliti ; ove le popolazioni non insorsero contro il nuovo ordine di cose , ma non mai l'accettarono , e non avendo nè soccorsi marittimi ,
nè
comunicazioni , nè mezzi di guerra , supplirono a tutto con zelo, e valore, e grazia all' asperità de' siti non per dettero più di un centinaio di uomini.
Tutta questa valida , e costante resistenza in quella contrada , dovuta all' organizzazione dei cacciatori di fron tiera ,
alla condotta perseverante e coraggiosa del ge
195 neral Salomone , secondato particolarmente dal fu mare sciallo Mari , e dal suo ajutante Masci , oggi brigadiere nell' esercito . E si vede dalla relazione che il Masci pre parò il conflitto d'Antrodoco , che terminò la campagna con intelligenza " е d appresso non solo le circostanze localì , ma da principî che la scienza prescrivono, e nel l'esecuzione fu potentemente secondato dal maresciallo Mari , e dalla bravura delle popolazioni raccolte intorno ai cacciatori di frontiera . E quanto diciamo , è confer mato da un certificato del general Salomone , rilasciato al general Masci , il quale conferma quando trascrivem mo dalla relazione poichè dice « Il dì 28 aprile , essendo il general Salomone stato >> obbligato di portarsi personalmente nel Cicolano , la >> sciai in S. Vettorino il mio aiutante di campo Masci , » con la facoltà di sostenervi le mie veci » ed indi ripete , che questi fece quanto nella relazione è riportato circa la sua cooperazione nell'attacco della colonna francese .
Gli uffiziali dell' esercito , che han guerreggiato nella parte orientale della Spagna , ritroveranno che la con formazione delle montagne dell' Aquila , rassomiglia non poco a quello della sezione della Catalogna , conosciuta sotto il nome del Seo Durgel, dove la sommissic ne nem neno nomentanea , non è stata mai completa in tutti i sei anni della guerra dell' indipendenza . Or l'uno e l'al tro esempio è chiara dimostrazione , che siffatti sacrifici , non si possono imporre da niun potere , e sono il risul tamento di disposizioni , che van soggette a mutamenti ,
196
ed è vana speranza di vederli ripetere , quando queste disposizioni son mutate .
Il passato in questi casi , non prova nulla per יןavve nire , essendo ben raro , benchè non impossibile , che la stessa generazione affronti le stesse calamità , ed abbia nell'età matura il calore , il vigore , e l'illusione della gioventù. Questi fatti riescono per tutti onorevoli e nel metterli in luce ,
si dà campo di ritrovar in essi quel
fondo d'istruzione , si necessario ad acquistarsi dagli uf fiziali , e che acquistano quando studiano tali avvenimenti con calma ed attenzione e li riguardano sotto tutti gli aspetti; scopo che ebbe più particolarmente in mira l'Anto logia fin dal suo primo apparire . A provare l'autenticità delle cose rapportate , diremo niun dubbio vi è , che il fatto nel suo insieme fosse av venulo , noi ricordiamo nel 99 di averlo inteso raccon tar prima della caduta di Napoli , in silenzio , per così dire , e con disposizione opposta dagli uomini " che ap partenevano a partiti diversi, resta solo a provarne i par ticolari.
La relazione può essere esagerata , lo sono più o me no tutte particolarmente quelle che discorrono delle guerre popolari , ma possiamo esporre , qual contropruova , stratto di due lettere del generale Macdonald , una scritta al general Gouthier in Toscana dal campo di Caserta il 5 maggio , e l'altra al general Moreau da Monte Fia scone il 19 maggio 1799 amendue riportate dal Dumas nel primo volume della sua storia .
Nella prima il capi
197 tano francese esprime le difficoltà che incontra per con centrar l'esercito suddiviso nel regno , onde incominciar e la ritirata " e ne prevede le difficoltà . « Il più difficile è di uscir da Napoli , ma come gli approvvisionamenti non sono terminati , ho fissato il 9 » maggio.
<< In questo tempo il mio esercito in due colonne si mette » in marcia , ma in quale condizione son io ? a traverso » di un deserto quasi affamato , e circondato dagl' insor >> genti ? Io vedo le autorità napoletane disciogliersi , i >> nostri partigiani mettersi in salvo , e le popolazioni cor » rere alle armi , e trucidarli senza misericordia: Gettiamo un velo su questi orrori , il cuore n'è grosso , e l'a » nima n'è straziata . Io fo tutti gli sforzi per far restare » al loro posto le autorità romane " ma vi riuscirò ? Ecco come quel generale prevedeva gli ostacoli , che incontrato avrebbe nella ritirata , e questi venivano dalla disposizione delle popolazioni . Nella seconda lettera di chiara , che le previsioni triste si son realizzate .
« L'esercito di Napoli , mio caro generale giungerà > in Firenze nei giorni 25 , 26 e 27 del mese di mag » gio , voi dovete pensare , che questo esercito arriva » dopo una marcia lunga e penosa , avendo costante mente combattuto sino alle frontiere napoletane per >> aprirsi un passaggio , senza alcun riposo , facendo 25 » e 30 miglia al giorno .
I cavalli del paese poco atti
» a tanta fatica muoiono; tanto più che mancando di fo » raggi , debbo seminarne la strada e sono stato obbli
198 > gato di lasciare in Roma , un equipaggio di dodici pon » toni , che avevamo costruiti in Napoli , ed un convo » glio di cassoni , che ho fatto retrocedere , da che ho » saputo, che il nemico ha passato il Po . L'esercito ha bisogno di 5 o 6 giorni di riposo per tutto riparare ar » tiglierie , scarpe , armi , e per ferrare i cavalli » . È dunque ben chiaro che il generale francese si aspet tava di ritrovar preparata la resistenza , ed ha combattuto per aprirsi un passaggio nel Regno ร ed uscito dalle Frontiere non ha avuto più ostacoli . Or bene da Napoli a Montefiascone sono II giorni di marcia regolare , dun que non la distanza , ma i combattimenti sostenuti primat di uscir dal Regno , han reso la ritirata sì penosa : adun que la relazione , se può essere alterata nei particolari , cosa che ignoro , non può esser negata ,
mentre il Ge
neral in Capo dice , che le sue truppe han dovuto aprirsi la strada , con le armi alla mano , ed essendo uscite per S. Germano, e per l'Aquila , è si facile il dedurre , che le azioni dell' Isola " e di Antrodoco ha voluto disegnare nella sua corrispondenza. Crediamo di aver riempito il nostro fine , richiamando alla memoria un fatto , degno di esser registrato non solo perchè onora gl' individui , perchè indica le disposizioni del tempo , e le difficoltà del paese , ma perchè la Storia deve raccogliere tutto per essere giusta, ed è allora som mamente utile perchè offre elementi alla meditazione di tutti. LUIGI BLANCH.
199 SPEDIZIONE IN CALABRIA . ( 1 )
Il corpo di spedizione imbarcatosi in Palermo , dopo 28 ore di felice navigazione giunse in Reggio il giorno 11 maggio 1807 . La fanteria sommava a La cavalleria
2871 381
L'artiglieria
126
I Pionieri .
71 1500
Le masse Totale
4949 e
sei cannoni da quattro di montagna. Il quartier generale fu stabilito nella città di Reggio e subito si visitarono e rinforzarono gli avamposti , situati così. A Fiumara di Muro un gran posto comandato dal maggiore Pastore del reggimento Sanniti , spingendo in
(1 ) Negli archivi militari di Palermo abbiam ritro vato moltissimi documenti riguardanti la guerra di Ca labria , di Spagna , d'Italia , ove con onore combat tettero quelle milizie che dopo il 1806 seguirono la Real Corte in Sicilia. Noi li verremo mano mano pubblicando per la stampa , perchè sono gli elementi necessari onde tessere la vera storia del Regno nella epoca più ricca di militari avvenimenti; eppure furon finora poco o nulla conosciuti da moltissimi, che scris sero e sentenziarono sulle scorse vicende dell' esercito e del paese !
200
nanzi un cordone di esploratori che dalle alture di Scilla pas sava per i boschi di Solano, ed andava nel piano di Aspro monte . D' Aspromonte si estendeva altra linea di posti av vanzati per Calarma , Orti e Terreti ; da questo ultimo sito sin dietro la marina , vi erano semplici posti d' avviso , giacchè ivi il nemico non aveva mandato nessuna forza . Nel villaggio di Staiti vi era il Battaglione Calabro comandato dal Maggiore Paulet , una partita di fucilieri, ed una squadra baronale a cavallo. I giorni 12 13
e
14 si passarono in alquanta quiete , i soldati si riebbero dalla marcia celere fatta da Palermo a Messina , ed ogni corpo , fu fornito di un numero di animali sufficienti al trasporto della munizione di guerra . In questo mentre si spedirono molte spie , su diversi punti della linea nemica , ad oggetto di conoscerne la forza e la posizione. Le medesime riferirono che l'inimico tra il piano della Corona e Monteleone inclusivamente non era più forte di duemila uomini d'infanteria, ed uno squadrone di cavalleria ed era sfornito di artiglieria . Le stesse spie sparsero diversi proclami e decreti reali ne' paesi , ed asserirono al loro ritorno di avere a puntino eseguita la commissione , ma ciò fu riconosciuto falso , all' ingresso che fecero le reali truppe ne' rispettivi paesi , ed il ca pitan generale cominciò a
conoscere la perfidia ,
ed il
poco profitto che poteva trassi dagli individui raccolti nelle masse . Nel giorno 15
il maggiore Martucci si presento di
rimpetto il piano della Corona con 250 uomini del reg
201
gimento Reali Sanniti , e 30 soldati di cavalleria Valdi mazzara " respinse gli avamposti francesi , pervenne ad eseguire una riconoscenza militare , e rilevò
che il ne
mico aveva circa sei , in settecento uomini di fanteria, e sessanta di cavalleria. Nella giornata del 16 non si ebbe alcuno scontro coi francesi , e furono rettificati e posto a confronto i rap porti delle diverse spie , le quali tutte assicuravano che l'inimico radunava le sue forze in Monteleone, ove aveva già raccolte le milizie civiche di ogni paese composte di tutti ceti di persone a piedi ed a cavallo. In contrario nel campo de' napoletani si cercava di riunir le masse le quali non si piegavano nè ad una organizzazione , nè ad una subordinazione militare , chè il loro scopo tendeva solo alle rapine , ed al disordine . Nel 17 il direttore del genio tenente colonnello Bardet, fece la sua riconoscenza sull' istesso piano della Corona, ove si credeva esservi piccolo trinceramento inalzato su di un'altura, fiancheggiante la posizione nemica; ma ac certato non esservi colà alcuna fortificazione , stabilì il piano di offesa insieme a tutti gli altri uffiziali del Genio , e nel 18 e 19 si decise l'attacco del Piano della Corona , e si diedero le seguenti disposizioni . Il brigadiere Cancellieri co' 700 uomini di massa , una 1 compagnia del 1.º cacciatore scortati dalla Real Corvetta , -Aurora , otto lance cannoniere , e quantità di barche , ebbe l'ordine di sbarcare sulla spiaggia di Gioja e Ro sarno , e dopo di aver stabilito i segnali che potessero far conoscere alla colonna che moveva per terra lo sbarco 26
202 e le operazioni susseguenti doveva occupare Rosarno colla massa e tutti gli sbocchi del bosco che menano a Mon teleone, e tagliar così la ritirata al nemico sulla città; ma quel distaccamento poco fece di tutto ciò . Contempora neamente il tenente colonnello Santoro con 300 uomini di massa, scortati da due galeotti e due obbizzi ebbe ordine di marciare sopra Cotrone, come bene eseguì. Il maggiore Paulet , con i tenenti colonnelli Veneti e Mirabelli , ed il battaglione Calabro , mossero da Staiti , sopra Oppido , passando Motta Galati onde dividere l'attenzione del ne mico ed esplorare il terreno sulla dritta dell' esercito. Il giorno 20 partirono queste spedizioni , il capitan ge nerale mosse da Reggio con tutta la truppa eccettuato il 3.º Battaglione de' Reali Sanniti che restò di presidio al castello , e pose il campo sotto Fiumara di Muro .
La mattina del 21 il colonnello Nunziante col reggimen to Reali Sanniti, il corpo di Necco , i cacciatori Sanniti , sei plotoni di cavalleria , due cannoni di montagna e mezza compagnia di Pionieri mossero sopra Aspromonte , per indi la mattina seguente ad ora fissata attaccar l'inimico nel fianco sinistro , calando per Sinopoli , e S. Anna. Vuolsi che per mancanza del provveditore de' viveri la colonna non polè esattamente eseguire gli ordini rice vuti, ed invece di ritrovarsi nell'ora stabilita nelle adia cenze di S. Anna fu nel caso appena d'incominciare al lora il movimento , e vi giunse tre ore dopo che il nemico aveva oltrepassato quel villaggio.
Si perderono in tale occasione cinque in seicento pri gionieri , ed il nemico ebbe tal rinforzo che in seguito
203 fu molto pernicioso alle napoletane forze. Il reggimento Philipstal, due compagnie di granatieri Valdimazzara se condo , due pezzi di artiglieria e sei plotoni di cavalleria comandati dal tenente colonnello Meitzen , e guidati dal maggiore Martucci , e dall ' ajutante di campo Andrea Angellotti volsero per i terribili passi di Solano , onde at taccar l'inimico sulla fronte nel piano della Corona. Il quartiere generale con tre compagnie del primo cacciatori , uno squadrone di cavalleria e due pezzi di montagna si trasferì nel piano della Melia .
Delle due colonne la prima pose il campo sopra Aspro monte , e la seconda sopra il villaggio di Solamo . La mattina de' 22 alle ore 6 le colonne si presenta rono nel piano della Corona , ed il nemico si ritirò senza perdita , per i boschi di Seminara , Gioja, Rosarno sopra Monteleone " ove andò a riconcentrarsi senza incontrare alcuno ostacolo per le masse " le quali lungi dal fare il servizio del Re , erano intente al solo latrocinio; il che du rante tutta la campagna ha servito ad alienare dal nostro partito tutta la classe de' possidenti , e le persone da bene . Nell'istesso giorno 22 le colonne di fanteria occuparono Palma , e Seminara . A' 23 dopo mezzo giorno il capitan generale con la truppa ordinata in una sola colonna si affrettò di partire da Seminara per Rosarno , onde frenar le masse che si erano sparse in tutte le città e ne' paesi della Piana , e spogliavano e commettevano disordini di ogni specie .
La truppa fu sorpresa dalla notte, essendo ne' contorni di Rizzicoli , e fatto alto serenò nel bosco .
204 Allo spuntar dell'alba del giorno 24 la colonna si ri mise in movimento, e giunse verso le 11 a Rosarno , ove il generale in capo dispose che immediatamente il briga diere Cancellieri colle masse di Santoro , Carbone , Pane di Grano , e Francatrippa s'imbarcassero per andare in S. Eufemia , accompagnato dalla corvetta e le lance canno niere; ed ordinò parimente al colonnello Carbone di por tarsi colla massa di Lionetti , verso Squillace di Catanzaro . Questi diversivi sarebbero stati di grand' effetto , se si fosse serbato il segreto ; ma ciò era impossibile dal no stro canto perchè dovevamo operare e servirci delle masse raccogliticce , cioè gente non conosciute , e mancanti di quel principio di onore che regola le permanenti milizie.
Queste disposizioni si diedero mentre S. A. si propo neva di attaccar la città Monteleone che sarebbe stata cer tamente inviluppata se Pane di Grano , Carbone , e Fran catrippa in vece d'imbarcarsi non si fossero portati a de predare Mileto , ed i luoghi circonvicini , sperando di fare in seguito altrettanto in quella citta capo della provincia . La mattina del 25 il brigadiere Cancellieri s' imbarcò , ma in vece di avere con se 500 uomini di massa , potè appena riunirne 42 . In quel giorno la truppa di linea riposò in Rosarno ad eccezione di uno squadrone di cavalleria che fu man dato col colonnello Lion di Taro , onde sostenere una pic cola posizione presa dal capitano
Parisi sopra Mileto .
Questo posto fu fortemente assalito e respinto dal nemico , ed ebbe la perdita di alcuni soldati uccisi ed altri feriti . Si son ricevuti in questo giorno al quartier gene
205 rale molte deputazioni de' paesi della Piana , i quali of frivano spontaneamente quantità di viveri per l' esercito , domandando una salvaguardia , onde non esser molestati da distaccamenti delle masse 2 le quali son partite senza licenza da' loro posti per commettere eccessivi disordini . Il 26 a giorno inoltrato tutta la truppa di linea si è mossa da Rosarno per Mileto . La vanguardia comandata dal signor maggiore Pastore appoggiava al mare ed aveva ordine di esplorare e rico noscere il terreno che doveva battere la colonna principale seguivano i prigionieri comandati dal capitano Palenza , il quale aveva il particolare incarico di preparare e ren der praticabili le strade al passaggio dell' artiglieria. E qui cade in acconcio di notar , come una compagnia di pionieri fosse insufficiente a tanto scopo secondo il presente metodo di far la guerra , e per metterci sul si stema delle altre armate eran necessarie, camminando per quelle contrade , per lo meno 300 soldati pionieri .
Con
un'ora di distanza seguiva il corpo comandato da S. A. in persona , e poco appresso la retroguardia.
Si arrivò sul piano di Mileto verso le 23 ora , e si prese posizione. Si mandarono al servizio degli avamposti due compagnie del primo cacciatori , il corpo di Necco , ed uno squadrone di cavalleria Valdimazzara ; or siccome la nostra linea era poco estesa , l'inimico
eseguì la rico
gnizione della nostra posizione e la mattina del 27 al lorchè si ritirò , si ebbe un falso allarme nel campo. Nel giorno 26 non potendosi aver notizie precise della forza nemica S. A. volle mandare sotto
il pretesto di
206 parlamentario il maggiore Martucci ,
ed il capitano di
cavalleria Tanfano , onde esplorare con alquanta appros simazione le forze dell' avversario. Al ritorno questi uffiziali rapportarono che l'inimico era forte di 6000 uomini , non comprese le milizie civiche ; fu dunque allora che il capitan generale prese la riso luzione di cambiar posizione il giorno seguente , i fran cesi però prevennero le mosse ed attaccarono la mattina de' 28 un' ora prima di giorno. Quantunque si fosse di numero assai inferiore pur non ostante si è combattuto ben diversamente dall'antica nostra consuetudine ; cioè si è resistito , e si è ceduto il terreno dopo di essere stati percossi dal fuoco di fronte e di fianco. Ogni arma ha fatto il suo dovere in questo scontro , i corpi che più si son contradistinti sono i cacciatori Appuli , de' quali due compagnie sostennero la linea de gli avamposti per un'ora e mezza ; i pochi pionieri che furono di scorta all' artiglieria comandata dal
capitan
Palenza ferito , e l' intrepido reggimento Sauniti che si dimostrò bravo quarto ogni altro agguerrito reggimento . Si è pianto la morte di molti valorosi uffiziali , e soldati. La perdita del nemico quantunque non sia nota con precisione pure al dir di taluni è stata di 400 uomini circa , tra morti e feriti. La gente salvata dal combattimento , si è ritirata pɔr zione a Scilla ,
e
soldati
quantunque considerevole sarebbe stato
ritirati
porzione a Reggio . Il numero dei
maggiore se gli abitanti di Gioja Palmi e Seminara non avessero usata l'infamità di farci fuoco sopra , e di ap
207 piattarsi ne' passaggi per arrestarci e consegnarci al ne mico . La cavalleria nemica ci ha incalzato continuamente ed è arrivata la sera de' 23 sino al piano della Corona. L'istessa sera il capitan generale giunto in Reggio ha rior dinato la truppa , e disposto l'imbarco della cavalleria , il giorno seguente si è trasferito a Scilla per operar lo stesso, e nella notte del 29 al 30 è ritornato in città. Il 31 l'inimico comparve sulle alture di Reggio in poca forza , e con due pezzi di montagna, i quali posti in batteria cominciarono il fuoco. Un cannone fu subito scavalcato dall' artiglieria del castello ,
e l'altro quasi
inutilizzato. Dopo ciò comparve un parlamento nemico, intimando la sollecita resa, ma il capitano Cacciatori seppe rispondere da militare di onore, e lo rimandò al campo .
La mattina dell'istesso giorno il generale in capo si è ritirato in Messina , ed ha spedito in Reggio le munizioni divenute necessarie segnatamente alle lance cannoniere . Ecco quale era in quell'epoca la forza delle reali milizie . In Reggio vi era ; Fanteria ...
970
Artiglieria ...
80
Pionieri quaranta , sicchè l'intera forza som
mava a
... 1090 Il reggimento Philipstal aveva 469 soldati
dei quali 331 in Cotrone e 138 in Messina ...... ..
469
La cavalleria aveva 304 uomini in Messina
con 68 individui del treno ·
372 Totale ...
2981
208 Il primo giorno del mese di giugno il nemico ha tolto l'investimento che aveva fatto intorno Reggio , si è ri tirato prendendo la strada di Bova , ed è andato dietro la marina di Gerace. Ne' giorni 2 3 4 5 e 6 si prepararono i materiali e si allestì l'imbarco per 200 cacciatori Philipstal ed al cuni individui di masse , che partirono tutti sotto gli ordini dell' ajutante di campo Andrea Angellotti per la volta di Cotrone. Questa spedizione mise alla vela il giorno 7 . S. E. il generale Moore in questo istesso giorno di resse a S. A. un plico nel quale lo pregava di ordinare che non si sbarcasse a Cotrone verun pezzo di grosso calibro , sia cannone sia obice . Ed il capitan generale spedi immediatamente una barca corriera col surriferito ordine. Passarono senza azione i giorni 8 9 10 11. La mat tina del 12 partì come parlamentario l'uffiziale dello stato maggiore Demetrio Lecca incaricato da S. A. di recare alquanti soccorsi a' nostri feriti rimasti in Monte leone , e chiedere al generale Reignier la lista de' nostri prigionieri. Ne' giorni 13 14 15 16 e 17 si diede qualche forma di organizzazione a' scheletri de' corpi , che si aumentavano giornalmente con soldati fuggiti dalle mani del nemico . La mattina del 17 la real corvetta l'Aurora ritornò in questo porto, proveniente da Cotrone ed avendo a bordo il capo massa Santoro , arrestato per delitti commessi in quella piazza
ed il tenente del real corpo del genio ,
che venne per dare esatto ragguaglio della situazione ,
209 e condizione di quelle fortificazioni . Il quale nello stesso giorno riparti , conducendo con sè un soccorso di viveri, munizioni ed il distaccamento del reggimento cacciatori Philipstal , forte di circa 70 uomini . Addi 18 partirono per Cotrone altri soccorsi di vive ri , acqua , e munizioni di guerra.
Il giorno 19 passò inosservato. Il giorno 20 vi fu piccolo allarme dietro Reggio , ove corse immediatamente il capitan generale , conducendo con sè un piccolo obice ed alquanti soldati. Nel 21 furono riconosciuti , e verificati dal brigadiere Nunziante gli avamposti di fanteria situati ne' villaggi di Muro , e Melia. Il 22 23 e 24 non vi fu niente di osservabile . Il 25 parti per Cotrone un rinforzo di 69 cacciatori Philipstal , e S. A. parimente volle militarmente ricono scere buona parte di quelle contrade. Il giorno 30 il nemico ha fatto alcune sortite contro gli avamposti situati nel piano di Melia ( 1 ) .
(1) Queste notizie son tolle da una specie di giornale scritto dal maggiore del genio Bardet , che poi fu te nente generale direttore dell'arma.
27
210
DOCUMENTO I. RAPPORTO A S. E, IL MINISTRO DELLA GUERRA.
Eccellenza
Sembrami superfluo il mettere sotto l'occhio dell'E. V. i det tagli della sventurata battaglia del giorno 28, giacchè i medesi mi saranno di già stati a S. M. diretti da S. A. R. , che in quel giorno comandava le Reali Armi . E certamente l' E. V. avrà rile vato con qual coraggio , anzi entusiasmo , la truppa ha combattuto. Il numero de' morti e feriti da ambe le parti fu al di là di ogni cre dere, la perdita del nemico fu maggiore della nostra, conseguenza di un ostinato conflitto a piccola distanza. Nel principio dell'azione mi furono feriti due cavalli sotto , il Reggimento Sanniti, che tanto si è distinto , particolarmente incalzò il nemico colla bajonetta , e se in quel momento la cavalleria l'avesse sostenuto su' fianchi, forse la giornata senza dubbio sarebbe stata nostra, come l'à con fessato lo stesso Capo battaglione Laborice, caduto prigioniero, ed il parlamentario. Comunque sia , la forza del nemico , che venne ad attaccarci era più del doppio maggiore della nostra . Non prima della mattina del 29 ritornai in Reggio con S. A. , e la giornata si passò per riordinar le nostre forze, e disporre l'imbarco della Cavalleria. La mattina del 30 il nemico era nelle vicinanze di Reggio , ricevei ordine d'imbarcar tutta la Truppa , e special mente tre pezzi di Montagna , che erano nel Castello . A tale og getto diedi gli ordini , che gli avanzi del Reggimento Sanniti non si fossero mossi dal Castello , gli altri soldati si fossero porta ti alla marina onde imbarcarsi ; e ciò perchè con i pochi Sanniti sempre pieni di coraggio e bravura , ed i tre pezzi di montagna mi restava sempre qualche speranza di conservare a S. M. il castello di Reggio. Salito a bordo delle Cannoniere feci in mia presenza imbarcar quasi tutta la Cavalleria , e le milizie giunte da Gaeta
211 e mi sarebbe riuscito impossibile d'imbarcare il resto del Reggi mento Sanniti 2 е i tre pezzi di Montagna, per l'arrivo del ne mico. Io dal bordo di quelle regie navi fui spettatore del primo attacco, fatto contro il Castello . La Cavalleria nemica si spingeva da per ogni dove cercando di sorprendere i nostri soldati, che cre dea di trovare in città, ed i Cacciatori bersagliando il Castello , furono respinti non senza perdita di morti , ritrovati sparsi nelle strade. Il vedermi lontano da' miei fu per me dolorosissimo . Mi deliberai di aprirmi la strada in mezzo al nemico con tre Uffi ziali armati, che vollero seguir la mia sorte, e mi riuscì di gua dagnare il Castello , ove fui ricevuto con i più vivi trasporti (1). Fui contento delle disposizioni date dal capitano Cacciatore co mandante il forte. Al cader della sera i francesi presero le altu re , e vi passarono la notte , mandando le scoverte fin sotto le mura del Castello , ma niente vi fu di nuovo per la massima vigilanza usata. Allo spuntar del giorno 31 il nemico cominciò a battere le fortificazioni con le artiglierie , e noi prontamente scavalcammo un suo cannone dall' affusto. Circa le ore 11. venne dal campo francese un parlamentario che fu ricevuto in regola , e compiego a V. E. la proposta fat tami , e la risposta che gli diedi . Non era ancora lontano il primo parlamentario e ne giunse un altro , il quale fu ricevuto, e non inteso , perchè i miei sentimenti li aveva già manifestati al primo. Verso le ore 4. pomeridiane il nemico in forza di circa duemila soldati esegui taluni movimenti sulle alture a vista del castello , e ci fece credere di aver cambiata posizione . L'indo mani scomparve all'intutto e riprese le antiche sue posizioni . (1 ) In altra scrittura ilfu generale Nunziante ha dichiara to , che in quell'occasione, lo seguirono l'Aiutante maggiore Bischietti , l' Alfiere del genio Ruiz , il Tenente Schmit , e gli Alfieri Almeida e Botta.
212 Il non essersi imbarcata tutta la truppa , e l'aver con gi avanzi del Reggimento Sanniti mantenuto il castello , ad onta gli audaci attacchi del nemico ci ha procurati non lievi vantag gi. Il primo si è quello del riacquisto di centinaja di individui dell'esercito , che man mano sono sopragiunti , i quali sarebbe ro caduti prigionieri al nemico ; il secondo è il ricupero de'ca valli di regio conto , che non essendosi potuto imbarcare il gior no 30 , per l'improvvisa comparsa del nemico, furono sul lido abbandonati , alla sola protezione delle barche cannoniere , ed oggi si vanno in molta quantità riacquistando ; il terzo si è di non aver perduto gli oggetti raccolti nel castello , oltre i tre pezzi di montagna e le munizioni ; e finalmente si è ottenuto il glo rioso scopo di sostener le Reali armi in Reggio , e sue adjacenze. Io raccomando vivamente a V.E. gli avanzi del Reggimento San niti , acciò col vostro valevole patrocinio possano questi soldati sperimentar gli effetti della Sovrana munificenza della quale si son resi degni per la loro condotta sin ora tenuta , per le fatiche at tuali , per aver conservato le antiche posizioni a fronte di un nemi co , che attualmente fa delle scorrerie giornaliere da tutte le parti . Tanto ho l'onore di rassegnare a V. E. assicurandola che io , e quanti mai qui son rimasti siamo preparati in ogni circostanza di adempiere al nostro dovere .
E con sentimenti di `venerazione e stima passo a rassegnarmi di V. E. Reggio 3 Giugno 1807 . P. S. Il generale inglese Moor ha fatto i suoi complimenti al Reggimento Sanniti ed in una sua lettera tra le altre cose mi dice cosi : Ho provato un vero piacere nel sentire , che tutto il mondo rende giustizia alla condotta tenuta dal Reggimento Sanniti Questa lettera era segnata con la data del giorno 29 , giorno precedente alla difesa del castello .
Divoto Servo Vero Obbligante VITO NUNZIANTE.
213 DOCUMENTO II.
Du Camp de Reggio 31 Mai 1807 .
Monsieur - Les dispositions que vous avez vu prendre doivent vous annoncer , que les troupes victorieuses de S. M. l'Empereur des françois, et Roi d'Italie, son decidées à tout employer pour se rendre maîtres au plutôt du chateau de Reggio : cependant pour prevenir une nouvelle effusion de sang, et diminuer autant que possible les effectes destructives de la guerre , je vous invite au nom, et par ordre de mon Général de rendre au plutôt ce Fort ; vous assurant sur mon honneur , qu'il vous sera accor dé la capitulation la plus avantageuse si vous le fait de suite , mais que vous serez traité avec la derniere rigueur , si vous voulez faire une resistence qu'aucune circostance ne saurait ex cuser . Aggrée, Monsieurs les sentiments de la consideration distinguée avec la quelle , j'ai l'honneur de vous saluer . Le capitaine au Corps Imperial du Genie - Sabe.
Du chateau de Reggio 31 mai . 1807 . Monsieur - Je ne connois que mon honneur, et mon devoir . Je vous rends en même temp mille remercimentes de la gene reuse exibition, que m'avez fait , maiz vous devez-être persuadé , que je suis decidé de me battre, avec touts mes braves Sannites. J'ai l'honneur d'être
Le colonnel Nunziante.
214 DOCUMENTO
III.
Ordine del giorno. Dal Forte di Reggio, primo giugno 1807 . › Bravi Sanniti. Nulla voglio , nulla debbo tacervi . Non è un'ora > che un secondo Parlamentario si è presentato al Forte. L'ho › rimandato senza risposta , perchè le proposizioni non sono de › gne del generale Reyner che l'ha spedito. A chi prezza l' 0 nore non si dice di lasciare il servizio del proprio Sovrano › per ottenere i vantaggi in quello dell' usurpatore del Trono ‹ del nostro Re, nè si ricorda , che tiene una moglie e quattro > figli in Napoli come ostaggi . Soldati ! il militare di onore deve > seguir sempre la sorte del Re suo padrone. Io non servirò > che il nostro Re e Signore. Voi pensate come me . Facciamo » il nostro dovere, ed abbandoniamoci alla Provvidenza , che avrà » cura di noi , di mia moglie , e de' miei figli . Nato suddito >> prima di essere sposo e padre , non mi resta che così pensa › re. Io dunque ho risoluto di sepellirmi sotto le rovine del For te di Reggio. I vostri sentimenti essendo simili ai miei , l'Eu › ropa apprenderà , che alla estremità della Calabria un pugno » di bravi , avanzo della battaglia di Mileto , di gloriosa me › moria pel Reggimento Sanniti , conoscendo il valore della fe ‹ deltà, l'han voluto finire da bravi al grido di Viva il Re » .
Il Colonnello NUNZIANTE.
215 DELLA VITA E DELLE OPERE
DEGL' ITALIANI SCRITTORI DI ARTIGLIERIA " ARCHITETTURA , E MECCANICA MILITARE DA EGIDIO COLONNA A FRANCESCO MARCHI 1285-1560 . Memoria storica I. Torino 1841 .
Già annunziammo il lavoro dell ' egregio architetto ar cheologo Carlo Promis di Torino intorno al codice di Francesco Martini di Giorgio. Prendiamo ora a porre in disamina questa prima memoria , da lui dettata a propo sito d'illustrare la storia militare d'Italia , massime per l'architettura del secolo XVI. Nè qui muovo a tributare novelli omaggi , che mai non sarebbono bastevoli , al dotto e venerabil mecenate , istitutore de'reali principi , te nente generale degli stati sardi cavaliere Cesare Saluzzo . Il quale con altre parole diceva in una lettera al Diret tore di questa militare Antologia , profferendogli l'opera : >> Il libro è degno per sè dello studio d'ogni soldato ita » liano a pro de'quali io ho creduto di doverne procu >> rare la stampa . Il signor capitano Ulloà è tal militare » da poter giudicare dell'immenso pregio d' un trattato , > stato inedito fino a nostri dì , benchè pure di tanta im . >> portanza per gli ingegneri e militari e civili . Ora starò >> aspettando , che nasca il destro di mandare tal libro » a Napoli , cosa tanto ardua " e ben più difficile per >> noi , che non mandare qualsivoglia somigliante cosa ,
"
216 >> e anche di maggior volume a Parigi , a Londra , e > oserei dire , alle Americhe . Da ben molti mesi non » ho avuto nè l' Antologia militare , nè altra opera di >> costà - Gran miseria in vero ! » Qui si lavora assai per tutto ciò che concerne alle >> artiglierie -Si dibattono i punti così gravi , della qua » lità degli obici , della condizione delle casse , (affusti) , > dell'applicazione delle batterie a percussione , tanto » alle armi di mano , quanto alle bocche da fuoco . Si » fanno belle sperienze sopra i tiri , e quindi l'uso dei 1 >> cannoni che si caricano dalla culatta . Penso " che se >» ne faccia altrettanto , da più a meno , costà; ma non >> poter comunicare ! Questo è veramente un male , un » danno , ai quali dovremo non comparir mai presso lo >> straniero quello che siamo » Nè al diligente ricercatore di nostre glorie possa com porre meritato elogio , di lui degno , sì per le fatiche in che ha dovuto durare a porre insieme la materia " e si per la nobiltà della forma onde l'ha egli vestita non pure in quando alla lingua ma allo stile eziandio . Pure per amore del meglio e dell'arte io qui unisco non già la parte lodativa che debb' essere ed è l'eco d' Italia tutta, ma quella critica che può giovare a questo malagevole e glorioso argomento , da me vagheggiato oltre misura fin da quando abbandonava nel quarto lustro di mia età quelle mura sapienti del militare liceo . Sarebbero in prima a desiderarsi migliori
e più co
piose notizie intorno ad Orso degli Orsini ; perocchè il
217 Sansovino , il quale tesse le istorie di questa casa , narra aver quegli aiutato Ferdinando I re di Napoli contro Giovanni Antonio principe di Taranto .
E benchè della
stirpe degli Orsini di Soana conti di Pitigliano , pur non dimeno col favore del predetto principe suo parente , venne fatto duca di Ascoli . Ben è vero che Orso fu sulle pri me nemico dell' aragonese : di fatti dopo che Giorgio Scanderbech venuto dalla Macedonia con 700 cavalli greci e molte fanterie , si fu posto in guardia delle Pu glie , il succitato capitano costrinse il re Ferdinando , già unito a Roberto Orsino e ad Alessandro Sforza , di la sciare il Sannio , travagliando di continuo Napoli ed A versa . Di poi ridottosi in novella amicizia con Roberto suddetto , il quale era fratello del cardinale Latino , guer reggiò sempre per la parte regia , costretto viemeglio da' prieghi della moglie. E temo eziandio sia errore del l'Albini che fosse avvenuta la morte di Orso Orsini nella primavera del 1480 ; stantechè recatomi nel palagio del cardinale Fortiguerra in Viterbo , oggi conservatorio della presentazione , vidi il sito dove questo illustre guerriero terminò i suoi giorni addì 7 di giugno 1479 , mentre trovavasi al comando supremo di molte soldatesche , che re Ferrante inviava in Toscana per confortare la parte del papa Sisto IV nella guerra che questi aveva rotto a' Fiorentini . La sua opera ― Trattato del governo e . exercitio della militia - dedicata allo stesso re nostro aragonese in data del 2 gennaio 1477 , sarà stata preda facilmente de' rapaci soldati di Carlo VIII . Imperocchò 28
218 non vi ha un dubbio che nella reggia degli aragonesi in castel Nuovo era una ricchezza di libri e di codici che andava in fama dappertutto ; sicchè in cotal modo trove rassi quest' opera nella biblioteca reale di Parigi , da cui è tolto il codice Saluzziano.
Intorno al nostro venafrano Giambattista Della Valle dice il Promis- L'edizione principe , da nessuno in dicata , dovrebb' essere fatta prima del 1524. Nè s'in ganna mica il valentuomo ;
perocchè nella mia biblio
grafia militare , la quale precede il dizionario militare francese italiano , io avea di già notata l'edizione del 1521 , ch' ebbi il piacere di studiare ora fa quasi due anni nella ricca biblioteca de' nostri padri Filippini , in cui furon tramutati anche i pregevoli libri dell' egregio giureconsulto Niccolò Valletta . Perlochè fa altissima ma raviglia osservare il poco studio che non pure il Toppi nella vasta sua opera della Biblioteca napoletana , ma il Ciarlanti istessamente nelle sue Memorie del Sannio han portato sopra il nostro Della Valle , i cui discendenti sono oggi poveri coloni delle campagne di Venafro . Fra gli scrittori italiani del secolo XVI il Promis an novera uno spagnuolo , perchè in Italia andò apparando le scienze architettoniche. Io parlerò , dic' egli , di Pirro ossia Pietro Luigi Escriva ; nè comprendo la ragione ond' un sinonimo di Pirro vuol egli vedere in Pietro. E soggiunge poco appresso : Gli scrittori italiani ed egli stesso scrivendo in lingua latina , lo dicono Scriva , il qual nome in spagnuolo non potendo essere , forza
219 è che si chiami Escriva.
Pure io mi permetto sotto
porre all'autore dottissimo delle già note scritture che se Scriva non è nome spagnuolo , nol sarà ugualmente Escriva . Nè veggio questo d'altra parte assai robusto ar gomento, per pruovare che un autore italiano o spagnuolo o francese debba avere il nome altresì battezzato nella lingua d'Italia di Spagna ovvero di Francia . I nostri stessi cognomi Promis e D' Ayala non sono certamente italiani , e pure italianissimi siamo noi , per zelo ed a more io , per valore e dottrina colui . Ma più volte mi son per questo recato sul nostro castello di Sant' Elmo , il quale fu appunto innalzato , o per meglio dire ridotto all' ampia forma che la guerra moderna dimandava , dal l'ingegnere di Valenza Luigi Scriva ; e vi ho notato un accento sull'ultima lettera , siccome io qui scrivo nella iscrizione apposta sulla porta principale della rocca so praddetta , passato il primo ed il secondo ponte . PER COMANDAMENTO DELLO IMPERATORE CARLO V INVITTO AUGUSTO CESARE E SOTTO GLI AUSPICII DI PIETRO DI TOLEDO MARCHESE DI VILLAFRANCA VICERE GIUSTISSIMO PIRRO LUIGI SCRIVA VALENZANO CAVALIERE DI SAN GIOVANNI E COLONNELLO CESAREO DELLE SOLDATESCHE PER LA SUA PRATICA NELLE FACCENDE DI GUERRA INTESE FARE MDLXXXVIII . 4
220 Avrei inoltre forte desiderato nell' opera del Promis alcuna cosa del nostro Carlo Theti , e non perchè cit tadino delle Sicilie , nato in Nola addi 31 di maggio 1529 ; ma perchè lettavi la vita di Francesco de Marchi , la cui opera venne fuori nel 1599 , trenta anni dopo che del nolano già era apparita in Roma la prima edi zione de' Discorsi delle fortificazioni espugnazioni et difese delle città et d'altri luoghi , divisi in otto libri. Ondechè preso di santa venerazione per gli scrittori ita liani in generale , facevami a dettare queste brevi parole. Gli scrittori nostri biografici tacciono affatto il giorno che nacque in Nola l'illustre fortificatore Carlo Theti , il quale dovrà certamente far parte della militare biblio grafia italiana , ed il Chioccarelli nella sua opera latina : Degli scrittori napolitani dice , esser nato nel secolo XVI , e morto nel 1595 , dandogli sei anni di vita per sopras sello. Pure volle fortuna ch' io , inteso à raccorre per le città d'Italia quante più eranvi memorie di gloria nostra , trovassi nell' atrio della chiesa di Sant' Antonio in Padova il sarcofago del nostro compatriotta , la cui iscrizione latina che fedelmente io qui volto in italiano , giova a mandar molta luce intorno al viver suo.
221 A CARLO THETI FIGLIUOLO DI FRANCESCO PATRIZIO NAPOLITANO AULICO CONSIGLIERE DI GUGLIELMO SERENISSIMO DUCA DI BAVIERA UOMO DI SOTTILE INGEGNO NELLA SCIENZA MILITARE E NELL'ARCHITETTURA SOPRA TUTTI DEL SUO SECOLO PERITISSIMO ONDE DA MOLTI SOVRANI DI EUROPA IN GRANDI IMPRESE VENNE SICCOME CAPO ADOPERATO CON SOMMO DOLORE DEGLI AMICI DE' QUALI FU DILIGENTISSIMO DI TABE DISFATTO . VISS ANNI LX MESI IV GIORNI X PASSO DI QUESTA VITA ADDI X OTTOBRE MDLXXXIX . E noi dobbiamo saper grado all' egregio Gianvincenzo Pinelli coetaneo e tenerissimo amico di Carlo Theti , po sciache gli ebbe apprestati i più nobili e affettuosi of fici , facendolo colà seppellire , erigendogli quella lapida , e largheggiando pur di sussidî alla donna superstite ; chè mai la fortuna non fu pari al sapere , massime nel Theti . Il quale successe al Sammicheli nel condurre le archi tetture di Verona , dov' eransi allora inventati i bastioni , afforzò la città di Bergamo , e molte altre opere ei fece . di difesa , ma sempre a pro de' forestieri , i quali allora meglio che in altri tempi da molti cospicui italiani eran col senno favoreggiati e coll' armi . Senzachè il nobil no lano compose i suoi utilissimi Discorsi delle fortificazio ni , messi a stampa in Roma nel 1569 , mentre egli stava in Vienna , epperò non scevre di molte mende e scor rezioni. Per la qual cosa ei ne fece due ristampe una nel 1575 e l'altra nell'anno appunto di sua morte nelle
222 tipografie di Venezia , su cui venne poscia pubblicandosi l'edizione del 1613 , la quale ,
comechè nel titolo si
annunzî per correttissima e vieppiù ampliata ,
non l'è
poi sicuramente nel fatto. Mi aspettava finalmente qualche cenno intorno ad un ingegnere militare , di cui a mala pena tocca il Temanza nella biografia degli architetti veneziani ,
cioè di Gio
vanni Tommaso Scalla , di Venezia appunto. Del quale si ha inedito un trattato di fortificazione , ch' io ho più volte letto e studiato , nè ancora son satisfatto delle ri cerche fattevi sopra.
Questo codice che di presente è
appresso di me , conservavasi nella biblioteca ricchissima de' principi di Cariati , venduta la quale non è gran tem po ; ei cadde nelle mani del dotto medico filosofo Ales sandro Lopiccoli , il quale oltre alla dottrina della salu tare sua professione , è bellamente adornato di vaste let tere e di sottilissime cognizioni bibliografiche . E del sopradetto ingegnere veneziano ho io raccolto dalla sua opera queste notizie , le quali viemaggiormente dilatate ed in altre fonti attinte , ove a me tornasse pos sibile , argomento saranno di speciale scrittura , cui giả volgo sollecita la mente.
Giovan Tommaso Scalla fece
adunque nell'anno 1523 il modello del castello di An cona 9 e di persona ebbelo presentato alla santità
del
papa addì 24 di agosto per via di Lionello da Carpi ; padre del cardinale di tal nome , dimorando colà per due anni e parecchi mesi . Correva l'anno 1528 , e mosso egli alla volta di Verona col duca di Urbino Francesco
223 Maria , vi cominciò la costruzione del punton grande al castello di San Felice , e durante tre anni fece suo quel caro soggiorno sull'Adige. Di poi dal 1532 al 1540 prof feriva i suoi servigi ad Antonio Maria De Leva o Ley va > il più valoroso capitano di Carlo V , che veniva al lora innalzato a generalissimo della lega contro la Fran cia. E vi fece molti disegni e modelli , massime per la giunta che vollesi fare in quel torno di tempo al castello di Pavia , e per la traversa di Cremona ; infino a che la febbre ond' erano stragi nel mezzo del campo spa gnuolo , non ebbe mietuto la vita di quello egregio soldato " il quale diceva arditamente all'imperatore, non altra ricompensa sperare di menarlo infallantemente a Parigi per la Provenza , che l'onore di esser seppel lito a San Dionigi. Pure debb' esservi errore di scrit tura , avvegnachè il Leva si mori nel 1536. Fu quindi in Vercelli quando Francesco Antonio monsignor da Saluz zo veniva, ed il marchese Demaragna vi fu stretto per tren tanove giorni , dirizzandosi poscia a Venezia ,
alla cui
Signoria ei dava l'opera sua durante tre anni , e faceva il disegno e modello di Novi. Le quali opere adempiute, traeva il nostro Scalla nelle Fiandre , costruendovi dapprima il ba luardo della Maddalena a Valinciano ( Valenciennes ) , ed innalzando la fortezza del Canoe (dubiterei Quesnoi) a quat tro leghe di colà distante . Dappoichè ebbe servita la regina in Fiandra insino all' andata di Martin Varoso alla volta di Anversa, ritornò poscia a prestar l'opera sua in Italia alla signoria veneta , e rese sulle prime fortissima la città
224 di Cattaro in Dalmazia . Nè mai stanco di combattere viaggiare d'una in altra parte d'Europa , si recò ani moso alla guerra di Clevi con la maestà del re ,
non
meno che alla presa di Dura ( Duren ) ed alla dedizione di Venelo ( forse Venloo ) , adoperatovi sempremai ad alzar batterie ed a menare innanzi ogni maniera di lavori simiglianti. Fermatosi quindi in Cambrè quell' augusto , volse ogni suo pensiero a fortemente munirne il castello ; sicchè inviava eziandio lo Scalla a formarne un disegno e con esso lui anche maestro Donato ingegnere della re gina , di patria veneziano istessamente . Indirizzossi , tra passato cosiffatto tempo , verso la Francia , dove si stette per lo spazio di bene sei anni , in due volte. Sul comin ciare de' quali per comando di re Francesco I , cioè nel 1541 , delineò e discusse il disegno di un castello che aveva ad innalzarsi in Fontanabelio, siccome egli l'appella (Fontainebleau ) . Niun travaglio impertanto e niuna pena rifiutava , anzi affannoso di gloria e caldo dell'amore verso Italia carissima , si trovò fra gli assediati in Monteruol , in nalzò il forte innanzi di Bologna , il baluardo di San Fran cesco in Amiens , la Fera di Vendome, Crechy di Monsi gnor di Canapola , la forte Corbia ( suppongo Corbeil ) , il Montedio (Montdidier) , e Claramonte (Clermont) . E nell'as sedio di San Desiderio col , conte di Sansera ,
dopo la
morte di Lalande , e nell'atto di uscire dalla fortezza > resa che l'ebbero all'imperatore , venne ferito alla gamba destra . Come si fu guarito da questo male, •trasse per In ghilterra e nell'anno appresso noveravasi egli fra gli ar
225 diti difensori di Bologna da parte inglese , in quell' ora appunto che si moriva Oriens.
Nella quale stagione di
tempo afforzava con moltissima arte la torre di Arder , ed ergeva celeremente le fortificazioni in Dabeltuo. Veniva l'altro anno , ed a'confini di Scozia giugneva . Colà , e corsero il 1544 ed il 1545 , costrusse due mine , la prima in Iscozia a Sant' Andrea e la seconda a Donvarche , trovandosi seco in quelle contrade un Tiberio calabrese allorchè lo Strozzi fu venuto con ventitrè galee e ferito di moschettata in Dintò ( credo Addigton ) , a'confini so praddetti . Conduceva le opere forti di Timor che giace su la bocca del fiume di Nuovo Castel ( Newcastle ) , di Bervic ( Berwick ) e di Varch ( forse Wash ) , che è porto di mare. Stato a' servigi inglesi infino alla morte di Errico VIII , quanto a dire nel
1547 ? tornava in
patria con quella dolcissima ambascia con che si rivedono que' che un muro ed una fossa serra . Pure era insita nell'animo di Giovanni Scalla la febbre del muoversi e dell' operare ; cotalchè trasferivasi a Monaco e vi faceva il forte dalla banda di terra . A mala pena discorsi cinque mesi , chiamavalo appresso di sè il re di Francia . E nel cammino ebbesi anche il carico in Vienna di una porta , denominatà in italiano porta reale , ch' ei condusse tosta mente alla presenza del marchese suddetto Demaragna. Di poi addi 21 settembre di quell'anno medesimo trovavasi in Ungheria sotto a Valemes , e gli venne fatto osservare un simulacro di combattimento di 20mila fanti , ottocento uomini d'arme e 4 mila cavalleggieri , non mai volendo
29
226 trasandare un sol destro per apparare o farsi addentro nelle cose della guerra e delle opere ond'ha questa bisogno . Ai comandamenti del cristianissimo obbediva nel costruire in quelle terre il castello di Diepa ( Dieppe ) , dove con dusse molti importantissimi lavori insino al monte San Mi chele tre leghe sul passo di Brettagna , e poi Abla ( Havre), e quindi la fortezza all'isola di Soise ( Jersey ) ed all'al tra di Grenese (Guernesey) , attaccata dal priore di Capua con quattordici galee ed undici navili di sopraccollo . Fu nel 1550 con monsignor di Vendôme in Guascogna allora appunto ch' ei disegnò il castello di Bordò . Visitò in quel volger di tempo diligentemente tutto il paese del re di Na varra , e gli fece alquanti disegni di opere forti , ond'erano a premunirsi molti e molti siti , i quali , siccom'ei stesso narra, bene si potevan rendere fortissimi e con assai piccolo dispendio . Furono altresì opera della sua mente la fortezza della Fosa sul mare di Normandia appresso a Cirbor , il ca stello di Baiosa e molte altre ancora. Da ultimo nella guerra di Alemagna fu di utilità grandissima a' Francesi , in ispezialità per aver costrutto in sole ore cinquanta , il re presente , un ampio forte a cinque leghe da Nasbur sul Reno , il quale era un grande trinceramento accomoda to ad alloggiarvi 28mila fanti , 7mila cavalli e quaran tadue bocche da fuoco , delle quali ventotto appartene vansi alla specie delle grosse artiglierie ,
e le altre a
quella delle campali. Pure vi sostenne un assedio , anzi che ritornato fosse ne' suoi patri focolari. Ma il solerte veneziano non rifinava giammai dal lavoro e
dalla più
227 gagliarda operosità anche nel tempo dell' infiacchimento e la spossaiezza degli anni. Laonde innalzava la fortezza di Peschiera appartenente a' suoi , recavasi ad ordinare il castello di Piacenza , e molto contribui alle fortifica zioni di Pesaro. Tutte le quali notizie son quelle ch'ei stesso va det tando intorno alle sue opere verso la fine del codice . Ma non potendomene stare a questo solo , sono andato con diligenza spigolando in altri campi , e con mia for tuna mi sono imbattuto in Girolamo Ruscelli , il quale pubblicava nel suo libro - Precetti della milizia moderna tanto per mare quanto per terra
alquante conside
razioni dell'ingegnere veneto , intitolate
Cose narrate
da M. Gio. Tomasso da Venetia , ingegniero eccellen tissimo , già di Carlo Imperatore , et or dell'illustris simo Dominio , in materia di fortezze difese , et offese, et altri avvertimenti , appartenenti a cose della militia. Nè cader può dubbio alcuno esser costui diverso dall'au tore dell'opera a penna , perocchè le parole con che prende qui a narrare le cose accordansi con le notizie biografiche già date . Ritrovandomi , ei dice , fin dalla mia pueritia più dedito all' essercitio dell' armi che ad altro studio , lasciato il padre , et la patria mi son trasferito in diversi luoghi d'Europa , dove intendeva che s'unissero due esserciti per far imprese , nè a miei dì è stato niun notabile fatto d'arme ,
o assedio che
non mi sia ritrovato tanto in Italia come in Francia, Inghilterra , Scozia , Fiandra , ed altri luoghi d' Ale
1
228
magna . E dobbiam notare che l' opera del Ruscelli ap parve in Venezia nel 1572 , comunque la dedicatoria ad Alessandro Farnese di Benedetto de' Bolis portasse la data 15 di maggio 1568 , ed alla faccia quarantaquattro con chiude così un articolo intorno ad una specie di grafo metro
et é istrumento nuovo , et non si truova scritto
da alcuno , nè manco in disegno da moderno o antico . Et il primo inventore ne è stato M. Giovanni Tomasso Scala , et se ne serve nei suoi bisogni .
Or dappoichè
di questo strumento mica non parlasi nel testo dello Scalla , così non altrimenti leggendovisi due o tre volte il nome , dobbiam giudicare che in patria ritornato , se ne stesse inteso colà a' suoi tranquilli studi per posare da cotante svariate e bellicose vicende , potendo allora contare l'anno settuagesimo ad un bel circa dell'età sua . Pur tutta volta il diligente Tommaso Temanza , il quale poneva a stampa nel 1778 le Vite de' più celebri architetti di Venezia , non distende la vita dello Scalla ; ma ne fa cenno nella vita di Michele e Giovanni Girolamo Sammicheli , dicendo che nel maggio 1547 il senato decretò che l'ingegnere Giovanni Scala passasse a Cattaro per soprantendere a quelle fortificazioni , attesochè Michele Sammicheli dovea rimanere in Venezia per gl' importanti bisogni delle for tezze di terraferma . Da ultimo degg' io solennemente profferir grazie al chiarissimo Niccolò Tommaseo , il quale di Venezia de gnavasi rispondermi , fra altre cose
dello Scala ecco
notizie datemi dal Cicogna , uomo raro . Il quale in una 22
229 lettera indirizzata a lui in data del di 3 giugno ultimo intorno a Gian Tommaso Scala diceva « Egli era ve » neziano e fiorì alla metà circa del secolo decimosesto . » Egli , e forse il padre suo , esercitava l'arte del varo » ter o pellicciere ; ma fallito , pensò di darsi alla mi » lizia , e specialmente all'architettura militare , e fu come >> ingegnere prima appo Carlo V imperadore , poscia » appo la Signoria di Venezia . Trovo in uno de' miei » codici intitolato, Annali delle cose della Repubblica » di Venezia , che del 1548 nel mese di marzo discute » vasi in Collegio se si dovesse mandare l'ingegnere Gian >> Tommaso Scala a Famagosta per quelle fabbriche mili >> tari oppure incaricare di ciò Girolamo Sammicheli vero » nese altro ingegnere della Repubblica che era in pub » blico servizio a Corfù . Marchiò Michel diceva che si spe » disse lo Scala a Famagosta e chiamalo valente ingegnere. » Alessandro Contarini allo incontro attestava di averlo co » nosciuto varoter, fallito ; sosteneva che non avendo dato » saggi della sua valentia come ingegnere , non era da in >> caricarlo di cosa si importante ; e che per risparmio an » che di spese sarebbe da affidare la cosa al Sammicheli . >> Francesco Bernardo allegava di avere conosciuto lo Scala >> in Francia : che ivi aveva fatto una bella fortezza , ma » che però l'opera non usciva dal suo ingegno , bensì di » un altro povero uomo il quale non godeva favore ; e che >> morto quest'uomo , lo Scala se ne partì dalla Francia , > e recossi in Inghilterra invitato da quel Re , ma che » avuti da Sua Maestà quattrocento scudi si parti anche
+
230 > dall'Inghilterra ; e conchiudeva il Bernardo di non man darlo a Famagosta . Bilanciate le opinioni fu deciso col » Contarini col Bernardo di trattenere lo Scala , e di dare >> le opportune commissioni al Sammicheli » . Conchiude alla fin fine l'egregio Cicogna , creder egli ma non poterlo accertare che questo Scala sia autore del l'opera già stampata : Delle fortificazioni matematiche di Giovanni Scala. Roma 1596. Il quale libro , come chè citato in varii cataloghi , non fu veduto nè pure dal nel tomo settimo dell'edizione veneta Tiraboschi , dicer del 1824 : Abbiamo ancora le fortificazioni di Giovanni Scala stampate in Roma nel 1596 ; ma né io le ho vedute , nè trovo chi ce ne dia più distinta contezza. La stessa cosa devo dire di un' altra opera di Giovanni Scala , cioè della geometria pratica di Giovanni Pomo doro venetiano cavata dagli elementi di Euclide e di altrifamosi autori , con l'esposizione di Giovanni Scala matematico. Roma 1599. E questo libro fu ristampato altre volte , e nelle mani del sopra lodato Cicogna è la edi zione di Roma 1624. Io purnondimeno sarei di credere che nulla non v'è di comune fra Gian Tommaso Scala venetiano e questo Giovanni Scala , il cui libro è intito lato di vero ( almeno l'edizione ch' io mi ho , fatta in Roma nel
1627 ) :
Delle fortificazion fortificazioni di Giovanni
Scala mathematico , nuovamente ristampate con agiunta di diverse piante e fortezze. Nella quale opera non si ravvisa nè manco una espressione che somiglievole fosse a quelle del libro a penna ch' io per ora conservo , CO
231
munque non sia a veramente discorrere che una rac colta di sessantadue tavole , in ciascuna delle quali leg gesi una brevissima e leggiera dichiarazione. E poichè nella penultima incisione vi è la pianta prospettiva di Ci vitavecchia ,
possiam francamente asserire esser questo
Scala matematico , dello Stato pontificio sicuramente . E chiudo questo povero articolo mio , invitando il dotto Promis , il quale è in Firenze secondo mi scrivon di colà , a ricercare nella biblioteca Magliabechiana il manoscritto del Marchi , ond' è parola nel Fantuzzi , nel Venturi , nel Targioni Tozzetti e nel quarto volume delle Istorie delle matematiche in Italia dell' egregio Libri . Il quale dice contenervisi un compiuto trattato di architettura ci vile e militare, în cui l'autore ha rimescolato la sua ar chitettura militare , raccogliendovi tutte quante le mate rie concernenti l'argomento . Ed io , studiata già la rac colta Farnesiana che nella nostra Biblioteca borbonica si conserva di centocinquantatrè disegni incisi del . Marchi con la data del 1597 , penso render più illustri , se le • forze mi basteranno , le nobilissime fatiche del Marini, il quale conoscendo solamente l'opera pubblicata in Brescia nel 1599 da Gaspare Dall' Oglio e la raccolta posseduta da Monsignor Floriano Malvezzi Campeggi , non potè che osservare le classiche edizioni del Poggiali di Li vorno " e troppo lieto sarebbe morto dopo le immense vigilie e gli studi e gli affanni patiti per la pubblicazio ne del Vitruvio, una delle più gloriose edizioni italiane di questo secol nostro . E dopo questa notizia importan ܘܚܐ
232
tissima degli autori preallegati può bene spiegarsi per qual ragione nelle tavole Farnesiane ; non pure che in quelle del sesto bresciano leggesi dove libro IV , dove V
е
dove VI ancora , quando il Dall' Oglio non poneva alla luce che i tre libri solamente dell' architettura militare , e solo un trattatino di artiglieria alla fine . Se la vita e la speranza ed i conforti non mi andranno falliti , troppo lietamente io spenderò alquanto tempo nella carissima città di Flora per continuare molte mie ricerche militari , che in due viaggi per Italia sono andato facendo con mezzano ingegno ma con zelo etneo .
MARIANO D'AYALA.
233 FRANCESCO GULLI.
La costumanza d'onorare la memoria dei buoni cittadini è la più nobile che dalla veneranda antichità sia stata a noi tramandata , la più caramen te ritenuta dai popoli inciviliti, la meglio sentita perchè muove dalla natura. CONTRUCCI .
Spesso si vede negli uomini avverato ciò che nelle piante osserviam talvolta ,
cioè , che nel primitivo loro
germogliare annunziano la felice o infausta riuscita, che sono per fare , e se scarsi o abbondanti frutti debbono produrre
tale osservazione si riduce ad evidenza nella
militare carriera di Francesco Gulli figlio di Diego e di Francesca Santoro ambi benestanti di Scilla nella Cala bria Ultra I.a Nasceva Egli nel dì 18 settembre 1776 nella medesi ma città dei suoi genitori , ed elassi pochi anni nelle sue piacevoli ed innocenti distrazioni , l'iniziarsi nel mestiere delle armi era suo particolare divertimento , e coll'avan zare in età crebbe in lui con ardore questa nobile ed animata disposizione ; ma nulla in fino al suo ventiduesi mo anno erasi fatto dai suoi genitori per coltivare queste naturali e volontarie inclinazioni ,
anzi nella mercatura
pareva ch'essi pensassero incaminarlo . Correvano così per Francesco le cose in fino all'agosto del 1798 , allorchè re Ferdinando IV volendo prepararsi a guerra e sostituire il
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gran numero di soldati mancati nell'anno 1797 mentre l' e sercito raccolto era negli accantonamenti di San Germano , una generale leva ordinava nel totale dello Stato di otto re gnicoli a migliaio , da eseguirsi nello stesso prestabilito giorno nei paesi al di quà del Faro per cui prese nome di leva del due di settembre , epoca fissata per la esecuzione di quel sovrano ordinamento : tra que' coscritti , col con senso del padre e della madre , sentendosi accendere il cuore dal nobile desiderio di gloria , prese numero qual volontario Francesco e nel reggimento nomato Reali Ca labresi fu incardinato , e con calore ed indefessamente si mise a prestare i suoi servizi , di modo , che da quella •
ora diede segni di dover divenire uno de' militari non volgari. Con condotta inreprensibile e contento sommo dei superiori militò Gulli pel breve spazio di mesi quattro e giorni sei , indi nello stesso corpo nel di 8 del susse guente 1799 venne nominato cadetto , e poscia per sod disfacenti prove date di sè nel 4 maggio dello stesso anno ebbe promozione di alfiere rimanendo sempre tra quei suoi commiliti medesimi. Erasi la corte di Napoli nel terminare del 1798 , per la conquista fatta dei suoi Stati continentali dai repub blicani di Francia ,
in Sicilia ritirata ; e comecchè in
serio modo poneva essa pensiero di riacquistar quella parte essenziale del Suo reame ,
risolvette spedire nella
Calabria verso il cominciare del febbraio 1799 qual vi cario-generale il Porporato Fabrizio Ruffo ,
onde le in
tenzioni di quelle genti ad essa devote secondasse . Ese
235 guiva prosperamente le prime imprese il Ruffo , e mostra vasi incessante a formare al più presto un buon corpo di regolari truppe onde dar forza maggiore a quelle racco gliticce ; e poscia usava egli tutta la possibile diligenza per tenere disgiunte dalle masse , mancante di disciplina , i soldati e sott' uffiziali del vecchio esercito , che tra quelle riunite genti si trovavano . Pervenuto nella città di Monteleone , perchè in terra chiusa si vedeva , con veniente sembrogli mandare ad effetto il suo divisamento , epperò della militare gente ne vennero formati tre bat taglioni di fanteria . Francesco Gulli comparve tra questi eletti quale uffiziale istruttore , presceglimento , che non ismentì la brama proposta ,
poichè questo corpo mercè
le assidue cure del Gulli in particolare , per le quali n' ebbe in ricompenza il grado di tenente , in ogni rin contro per militare disciplina " e per conoscenza di ado pramenti si dimostrò come ad ogni altra più lodata legione di quella coalescenza . Fatta la conquista della capitale per le armi del Ruffo " e ritornate le cose nel pristino stato di governo nel 6 di quell' agosto, allorchè l'esercito rivide novella vita venne il Gulli ,
per distinti servizî
prestati nell'assedio del forte Sant' Elmo , promosso al grado di capitano di fanteria , e nel 26 ottobre 1801 passò al 3.0 battaglione dei Calabri ,
ove con lo stesso
grado per due anni e giorni servì in modo lodevole sem pre ; indi ebbe nomina di aiutante di campo del co lonnello Carbone preside di Teramo nella circostanza dell'arrivo delle truppe francesi nel 1803 su i lidi na
236 politani dell ' Adriatico dal Tronto al Bradano comandate dal generale Gouvion Saint-Cyr. Avvenuta la seconda ritirata della nostra corte in Si cilia nel 1806 , volendo questa novellamente tentare con le armi il rimpossesso di questi perduti dominî , e secon dar le vedute e sollecitudini dell' Inghilterra e formare una diversione nella meridionale Italia " mentre ancora in Polonia si guerreggiava , da quell' isola si spediva nel 7 maggio del susseguente anno
1807 il generale
Philipstadt nelle Calabrie con circa 6 mila combattenti tra regolari truppe ed emigrat'insorgenti. Nel 28 del detto mese innanti il paese di Mileto nuovo succedeva lunga ed aspra battaglia , ove le milizie di Ferdinando per molto tempo con calore ed ardire resistettero a quelle di Fran cia , ma dal maggior numero incalzate , furono costrelte a ripiegare
fu su quel campo che il Gulli molto si se
gnalò individualmente . Con eguale ardore ed intelligenza fu visto combattere nell'altra battaglia di Madia contro della stessa nemica gente. Ritiratosi in Sicilia in unione a tutto il residuo dell'esercito spedito in Calabria venne situato nel primo febbraio mato Guarnigione ,
1808 nel reggimento chia
ed indi nel 7 marzo 1812 passò a
quello detto Corpo di Mare , e poscia nel 28 ottobre al primo Estero nome dato al primo di quei reggimenti formati dalle truppe venute dal continente ,
senza mi
scela di quelle insulari .
La coalescenza sempre tenuta in vigore tra la nostra corte e l'Inghilterra fece si , che per la guerra di Spa
237 gna una divisione delle truppe di Re Ferdinando andasse unitamente agli eserciti inglesi a tanta impresa. Il corpo nel quale serviva nel 1812 il Gulli fu onorato di far parte di quella spedizione , ed esso ancorchè
capitano
fosse pur' ebbe il comando del secondo dei due batta glioni , e per buona pezza in quella campagna , in man canza di uffiziali superiori ritornať' in Sicilia , assunse l'au torità suprema del reggimento intero . Nel 3 marzo 1813 su quelle terre spagnuole alla riconoscenza fatta sopra Alcoy il Gulli v'intervenne ; come nel 7 dello stesso all'attacco di quella città fu visto incalzare i francesi con molto ardire , unitamente alle altre truppe di Napoli , e penetrare in Alcoy ,
qual cosa si desiderava ardente
mente . Nel 11 aprile alla ricognizione di Rias fu esso annoverato ; e nel 13 fece parte della gente , che com batte con vantaggio alla battaglia di Castalla ; e nel 16 ancora fu all'operazione di sforzare il puerto di Albaida , stretto fortificato con accuratezza dai francesi , e pur egli vi stelte da bravo . In giugno detto anno nel primo as sedio della piazza di Terragona , che venne fallito per le buone disposizioni date dall' italiano generale Bartoletti che la comandava , fu egli nel numero degli assedianti , ed in tutte le azioni dell'assedio si ritrovò , ed in partico lare si distinse in quella del giorno 7 sotto l'immediato comando del generale Lord Bentinch , allorchè nel respin gere una sortita fatta dalla guarnigione della piazza fu visto adoprar bene le sue armi . Alla conquista del re gno di Valenza nel luglio 1813 anche fu uno dello scelto
238 * numero dei combattenti. Nel susseguente agosto allor chè fu messo ed eseguito il secondo assedio della piazza di Terragona militò in quel rincontro con intrepidezza e n'ebbe lodi . Al 13 settembre alla ritirata di Villafranca sotto gli ordini del generale Clinton ebbe occasione di farsi tenere per abile e destro soldato . Al 18 febbraio 1814 allorchè si marciò al disarmo delle guarnigioni di Lerida , Moncone Mequilence , Gulli trovossi tra CO loro che l'inimico attaccarono.
Fu anche tra quelli "
che misero il blocco a Barcellona fino al
14 aprile :
in somma dal 19 novembre 1812 a tutto l'aprile 1814 in ogni rincontro ove le nostre armi ebbero fu sempre Francesco
parte ,
Gulli presente e tenuto in nome
d'intrepido e valevole militare .
Venut' a fine con sod
disfazione somma dei collegati quella guerra di Spagna , la gente napoletana e molte altre milizie britanne , che avevano colà combattuto , s'imbarcarono a Terragona e veleggiarono per l'Italia , per l'altra campagna di già a perta, anche contro i francesi , ed il Gulli sempre nume rato nella fila del suo reggimento v'intervenne ; ma come la città di Genova punto principalmente mirato , era di già nelle mani degli alleati caduta , velli combattenti vi giunsero ,
allorchè questi no
così Egli godette soltanto
del contento generale avuto pel riuscimento dello scopo proposto dagli Anglo-siculi . E ritiratosi in Sicilia , per chè quelle milizie provvenienti dalla penisola spagnuola furono rimandate ai proprî destini ebbe numero tra co loro , che furono correndo l'anno 1815 spedite al se condo riacquisto del regno di Napoli.
239 Nel primo settembre del già detto anno pres' in con siderazione i meritevoli e soddisfacenti servizî resi dal Gulli ,
il sovrano per rimunerarlo e sempre più mo
strargli affetto , lo prescelse a far parte dei corpi della sua guardia , ed il nominò aiutante maggiore nel primo reggimento della brigata dei cacciatori ,
nel qual grado
vi stette fino al primo febbraio 1818 epoca che venne promosso a maggiore nello stesso corpo . Nel 13 agosto 1827 fu rivestito del grado di tenente colonnello passan do nel primo reggimento dei granatieri della guardia ; e nel 12 febbraio 1832
Re Ferdinando II gli accordò
la graduazione di colonnello con antidata del primo di dello stesso anno ; poscia nel primo agosto
1833 venne
confermato nel grado medesimo di colonnello e passò al comando del secondo reggimento della guardia grana tieri . Fu sotto della sua guida , che il primo battaglio ne dei suoi dipendenti nel 1840 fu al campo raccolto in Messina , allorchè per affari di commercio gli inglesi non più nell'antica amicizia con noi si tennero. A quei suoi subordinati ispirando Egli confidenza nelle cose di guerra , e mostrando loro quell' aria
di certezza negli
adopramenti , qualità necessaria tra i militari , indotti li aveva a disprezzare ogni passo di fortuna e conseguire a qualunque costo quanto la volontà dell' imperante avreb be esatto. Ed in quella occasione piucchè nelle altre fu inteso assai spesso ripetere ai suoi subordinati , rimaner saldo al posto d' onore e morirvi è il primo dovere del soldato . Terminato quel campo , il Gulli ritornò in Na
240
poli con le genti sue nell'agosto detto anno dopo tre mesi e giorni della fatta partenza ,
e fu carico di con
tento per avere per moltissime fiate inteso lode dalla mae stà di Ferdinando II , esatto estimatore delle cose di tal fatta , intorno al contegno militare , ilarità e spirito vo lentieroso dimostrato da quei granatieri . Ma perchè oltre delle militari virtù di già narrate esi stevano in Francesco Gulli anche quelle di onesto e leale cittadino , la Maestà del Re nostro col suo sagace sguar do , valutandolo per quanto meritava , lo nominò giudice militare prima supplente e poscia proprietario della com messione suprema pei reati di stato , facendogli ritener tuttavia il comando di quei granatieri da Esso tanto ben diretti : dissimpegno nel quale mostrò il Gulli quanto può fare di bene un' anima sincera , e non abituata ad in trighi. In ricompensa dei suoi buoni adopramenti , oltre dei gradi ai quali ascese ,
fu anche rimunerato con lusin
ghevoli ricordi di estere e nazionali decorazioni. Dal re cattolico Ferdinando VII ricevette la croce di Terrago na << per aver >>
come ne dice il diploma « ben mi
litato nell'assedio di quella piazza ; dallo stesso sovrano » delle Spagne fu insegnito dell' altra croce di distinzione » di Castalla , per essersi condotto da bravo in quella » battaglia » . Da Re Ferdinando I ebbe la medaglia di bronzo per aver servito in Sicilia ; ed ottenne la
ɔmina
di cavaliere di diritto del real ordine militare cavallere sco di S. Giorgio della Riunione . Dal nostro Re Ferdi
241 nando II nel settembre 1840 fu messo nel numero dei cavalieri del real ordine di S. Ferdinando e del merito .
Nel 24 settembre dello scorso anno 1841 pervenne al grado di generale di Brigata e fu addetto al comando eventuale di una porzione di truppa in Palermo , ma ohimè , che non ne rivesti la divisa , se non nel punto estremo ! poichè logoro di tante fatiche ,
dopo 7 mesi e
più di penosa malattia , munito dei divini aiuti maneò qui ai viventi nel di 23 del trascorso aprile dopo 67 anni di vita chiara ed intemerata , avendone militati 43 e mesi 7 , nei quali , com' esposi , da semplice soldato sali al grado di generale.
Nella severa maestà del suo
volto balenav'a quando a quando un sorriso dolce e de licato , che rendeva manifesto il + suo animo sincero ed affettuoso. Di nobile e generosa indole , austero nel giu dicare i vizî , proclive molto a lodare le virtù , ingran dendo ogni più piccolo servigio , che ricevesse , non mai per ostentazione ambi gloria ed uffizî mantenendosi sem pre modesto e di buon cuore. Non lasciò in eredità ai suoi , che un nome onorato. Il perchè sempre cara sarà la memoria di Francesco Gulli , e l'esercito ricorderà in Lui un esemplare imitabile di onesto uomo , di valoroso soldato , devoto e fedele al suo Re. Col sincero apparato di tutt'i buoni la sua spoglia mortale fu onorata e ve ramente compianta.
GENNARO MARULLI.
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242 LE MILIZIE NAPOLETANE INTERVENUTE ALLA PARATA DELL'8 SETTEM. 1842.
Era l'anno 1353 e la pietà de' Napoletani dava prin cipio a riedificar su' lidi di Mergellina appiè della grotta di Pozzuoli una piccola Chiesa , ed il giorno 8 del mese di settembre si consacrava al culto " dell' Augusta Madre del Redentore, alla celebrazione della così detta festa di Piedigrotta , alla quale eran chiamati gli abitanti della popolosa città capitale e delle limitrofe province .
Durante il lungo e dannevole viceregnale governo fu mantenuta la festa , e queʼdominatori ne tolsero profitto onde spiegare in quel giorno tutta la forza straniera che pe sava sul paese . La religione di Carlo III volle che una solennità si antica si celebrasse nella capitale del regno con fasto che non ha pari nel mondo cattolico , e si spie gasse in quel giorno tutta la pompa di cui è circondata la regia dignità. Principiato il regno di Ferdinando IV , fu mantenuta quella pubblica divozione , annualmente fu celebrata la natività della SS. VERGINE , e sempre vi pre sero parte le milizie di presidio nella capitale del regno . Interrotta quella vetusta e pia costumanza dall'anno 1806 al 1814 , ricominciò coll'anno seguente, e correndo il regno di Ferdinando II poichè tutte le cose militari han ricevuto progressivo e rapido immegliamento , così la festa di Piedi grotta è divenuta eminentemente religiosa , eminentemente nazionale e militare . L'8 di settembre ormai è giorno di pubblica gioja , è da tutti atteso, la città di Napoli si vede briosa oltre l'usato, e chiama il vigilante straniero , il quale
243 osserva come quiete è il paese, e l'esercito è per toccare il numero proporzionato a nostri bisogni politici , al grado che il regno delle due Sicilie occupa tra le monarchie d'Europa . La maggior parte delle milizie del regno fan mostra in tale occasione di proprietà somma nell'abbigliamento , con tegno militare , tattica istruzione , e prese da nobile ed assai lodevole gara , procurano di dimostrarsi più degne del Compiacimento Sovrano , e dell'universale ammirazione . Or noi preparati come siamo a registrare in queste carte quanto mai possa rialzare lo splendore dell'esercito e dare una giusta idea della sua forza morale e materiale , voglia mo qui notar come per l'attuale condizione e per la mobilità da più tempo impressagli , le milizie chiamate a tale annuale rassegna , son progressivamente dal 1828 cresciute per nu mero e per arma , e volta per volta si è dato loro quell'ordi natamente necessario ad ogni unione di forze militari . Parti colarizziamo poi la quantità dei battaglioni, degli squadroni , delle bocche da fuoco raccolte in quest'anno , onde non sia alterata dalle periodiche straniere scritture ( 1 ) . E non diamo la cifra esatta degli uomini chiamati all'ultima parata di Pie digrotta , sol perchè torna facile il veder come tra le file dei numerati battaglioni , si possono ormai ad un tratto chiudere tutť i soldati della riserva , ed aver così quella forza fissata all'operante esercito napoletano .
(1 ) Il Giornale inglese - The united service journal. and naval and military magazine . London : ha per ben due volte scambiato la forza riunita alle parate dell' an no 1839 e 1840.
SQUADRONI
ВОССНЕ fuoco da .
Milizie intervenute alla parata di Piedigrotta dall'anno 1814 all'anno 1841 .
BATTAGL IONI .
DIVISIONI . BRIGATE .
ons COMANDANTE in
717 Osservazioni.
CAPO.
ค
16 1814 C ( 20 1815 ( 18 1/2 8
46
ANNO .
244
« «
61/2 9 201/2 7 301f2 25 31 1/2 13 « 25 25 13 « 19
18 18 20 24 18 18
1822
ט
« 23 1f2 12
18
1823
33
15 1/2 14
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1824 (
31 1/2 24
34
22 34
1825
232
1816 « 1817 1818 « 1819 1820 1821
201/2 20 1/2
1826
«
21
12 24 141/2 32 21 40 221/2 12 241/2 24 26 24 28 24 28 24 32 29 26 24 26 64 31 I12 33 32 80 34 32 80
22 AL JILL
88888
( 22 1827 1828 3 6 23 1829 5 10 30 1830 5 10 29 1831 4 10 28 1832 411 39 1833 4 9 28 1834 4 9 28 1835 5 10 35 1836 4 9 31 183 411 37 1838 5 13 52 1839 7 15 53 1840 9 18 65 1841 10 15 59
18
Compreso le milizie Austriache.
« idem Capit. Generale Nugent. og idem 900 idem Tenente Generale Pepe . Mares . Selvaggi , ed il ten. Compreso le milizie Austriache. mares . Assia-Omburgo . idem Mares . Camporeale , ed il ten. mares . Assia-Omburgo . idem Ten. Gen. Nunziante , ed il Ten. Gen. Barone Mohr . idem Ten. Gen. Nunziante , ed il Ten. Gen. Assia-Omburgo . idem Ten. gen. Nunziante , ed il Ten . Gen. Assia-Omburgo. idem Ten. Gen. Nunziante, ed il gener -mag. Brettschneider Ten. Gener. Nunziante. Idem Idem Idem Idem Idem Idem Idem Idem Tenen. Gener. Selvaggi. Idem Idem Tenen . Gener. Salluzzo . Idem Idem
245 Le milizie intervenute alla parata di quest'anno erano cinquantacinque battaglioni di diversa fanteria , trentacin que squadroni di cavalleria leggiera e di linea , e venti batterie , cioè centoquarantotto bocche da fuoco di batta glia e dodici di posizione ; e tutte formavano sei divisioni di fanteria , due di artiglieria , due di cavalleria . Le co mandava in capo S. E. il Tenente Generale Commendatore D. Filippo Salluzzo di Corigliano Consigliere di Stato ed Aiutante Generale di S. M. il Re , avendo al suo se guito otto capitani e quattro subalterni dello stato mag giore dell'esercito .
246 Milizie intervenute alla parata dell' 8 settembre 1842 .
Sig. Colonnello Cardamone.
1.º della Guardia ( Granat . ) 2.º della Guardia ( Granat. )
Sig. Brigadiere Casella.
Real Marina Guardia di Sicurezza .
Signor Brigadieres 1.° di Linea ( Re ) . Signor Mares . di campo Conte Statella . 2.º di Linea ( Regina ) Labrano . Sig. Colonnello ( 3. ° di Linea ( Principe ) Lusacca. 4.° di Linea Principessa)
(Signor Brigadiere 1.° Svizzero (de Schindler) Signor Mares . di campo de Vonderweid. 2. ° Svizzero (de Buman) . Conte Statella. Sig. Colonnello 3.º Svizzero (de Dufour). 0 Schindler. 4. Svizzero (de Cingins).
4 4 6 1
1
1 22 22
46
Signor Brigadieres 11. ° di Linea ( Palermo ). Signor Princ. Pignatelli 12.° di Linea { ( Messina ) . Mares . di campo 13.º Linea di ( Lucania ) De Sauget . 2. Battaglione Cacciatori. Signor Brigadiere) 3.º idem idem • Martinez. idem 4.º idem 6.º idem idem •
4
11 22 NN NN 2
( Signor Brigadiere Guardia di Sicurezza Signor Masci. Mares . di campo) Lecca. Sig. Colonnello Guardia di Sicurezza • Polizzy. { Signor Brigadiere Gendarmer ia Reale · Mezzacapo . S. E. il Mares.) Re Artiglieria di Campo Marc.) Regina Artiglieria Del Carretto. Signor Brigadiere) Zappatori Minatori Cosenz Collegio , Scuola Militare , Pompieri di Città Pionieri •
2 ++
CORPI.
22
S. E. il Tene . Gener. Selvaggi .
BRIGATE .
55
Batterie csenz . ass
DIVISIONI .
Ba . ltag Sq . uadr
NUMERO DEI
Batterie . senz.cas
247
BRIGATE.
Signor Mares . di campo Conte Gaetani di Laurenzana .
Sig. Colonnello Lahalle.
CORPI
24
DIVISIONI .
. Baltag Sq . uad
NUMERO DE'
2
Artiglieria a Cavallo • Reggimento Re. •
Sig. Maggiore { Reggimento Re . Procida. Reggimento Regina Col onn ell Sig o . Signor Mares . di campo Scala. March . Dusmet . Sig . Maggiore ( Reggimento Regina Sezioni Svizzere . Piccenna .
6 22
Signor Brigadiere Guardie di Onore . 1.º Ussari . • Scarola. 2.º Ussari
44 44
TOTALE .
6
Signor Brigadieres Gendarmeria Reale Ruffo Scilla. Colonnello ( 1.º Dragoni • Sig. Signor Mares . di campo Mar. Nunziante. 2. ° Dragoni Signor Brigadieres 1. ° Lancieri , Echaniz . 2.° Lancieri . Fresini.
544
Signor Mares . di campo Conte Lucchesi .
4
"
•
55 35 20
24.8 La piccola squadra composta del vascello il Vesuvio , le fregate Partenope , Regina , Isabella , Urania , la cor vetta Cristina , il brigantino Generoso , il vapore Flavio Gioja , avendo 360 bocche da fuoco, ancorata com'era d'incontro alla Real Villa , compiva l'apparato militare spiegato in quel giorno .
A.
U.
249 COSE DIVERSE.
L'artiglieria napoletana la quale fa ogni possibile per affrancar le militari manifatture da forestieri sussidi , fin dallo scorso anno ha incominciato a fondere le bocche da fuoco di ferro a secondo getto in fornaci a river bero . La facilità e prontezza con che si compiono le fusioni , l'esattezza e diligenza delle dimensioni che si hanno ci metteranno quanto prima nella condizione di rinnovare in poco di tempo tutte quante le artiglierie di ferro , nè più vedremo getti Svedesi , Inglesi " 0 Francesi . Epperò era indispensabile e principal cosa il decidere con accurati esperimenti qual mai si fosse la resistenza di queste novelle bocche da fuoco prima di armarne le batterie di costa e le navi da guerra . La giunta di verifica delle bocche a fuoco , preseduta dal Colonnello Polizzy Sotto Ispettore di artiglieria , e composta dal Tenente Colonnello Russo , Direttore della sesta Direzione , dal Maggiore graduato d'Agostino , fan zionante da Direttore della Fonderia quali membri, e dal Capitano Morelli segretario , il giorno 2 dello scorso dicembre sulla spiaggia de' Bagnoli ha incominciato i saggi , che son continuati fino al 5 del mese di feb braio , Seguendo i particolari ordini di S. E. il Diret tore Generale dei Corpi Facoltativi , la giunta sottopose alla pruova a fuoco , sino alla distruzione , otto cannoni di ferro fuso lunghi da 8 , gittati con diverse miscele di ghise nella novella fonderia , onde conoscere la resistenza della lega di ciascun di essi , avendo presente il regola mento francese de'24 aprile 1837 , ed il modo come si eseguono le pruove de' cannoni di ferro nelle fonderie di 32
250 Francia, La Giunta dopo di avere attentamente verificate le anime degli otto cannoni e ritrovatele del preciso ed esatto calibro da 8 , preso conoscenza delle varie ghise adoperate nella fusione di quelle bocche da fuoco , si tuato il distaccamento degli artiglieri lungo la spiaggia , e sopra alcune slitte appositamente costruite nell' Arse nale 9 e fermate tutte le possibili cautele volute in tali esperimenti , ha dato principio alla serie dei tiri , di cui eccone il particolare risultamento.
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251
Or come il regolamento francese prescrive la resistenza della bocca da fuoco fino al 56° tiro , così fu stabilito che la miscela intermedia a quella de' due cannoni n. 4. e num . 5. fosse la più conveniente. La proporzione di di ghisa nuova e ghisa vecchia fu preferita alla miscela adoperata nella fusione del cannone num . 6 , perchè dava sufficiente fluidità al metallo nell' uscir dal forno , e ci poneva al caso di usare in maggiore quantità del la ghisa di Mongiana , e domandar poco minerale allo straniero . Oltre gli otto cannoni sottoposti all'esperimento, se dici obici cannoni alla Paixhans da 80 , altrettanti del calibro da 30 , e quattordici caronate da 30 con questa, stabilita proporzione di minerale si son fusi nella novella fonderia, e dopo le pruove ordinarie a fuoco la giunta di verifica ha ritrovate tutte queste artiglierie adatte al servizio , ed ora sono in batteria su due vascelli il Ve suvio ed il Capri, sulle fregate Partenope , Regina, Isa bella , Urania , Amalia e sul Brigantino il Generoso .
252 In continuazione degli esperimenti più volte ripetuti nell' Arsenale di Napoli e sulla spiaggia de Bagnoli , per l'obice in b. alla Willandroys modificato nella real fonderia ( 1 ) la mattina dell' 8 febbraio si vollero pra ticare i saggi comparativi colla novella bocca da fuoco in ferro detta alla Paixhans . Nella batteria casamattata di Castellammare furon sopra adattati affasti preparati le due bocche da fuoco del calibro da 80. S. E, il Direttore Generale de' corpi facoltativi chiamò agli espe rimenti il colonnello Polizzy , il tenente colonnello Russo il maggiore d'Agostino ; e quella commissione così composta dopo di aver saggiato le polveri ed avutone la media portata di tese 125 , fu d'avviso che le due armi tirassero sempre colla camera piena , e per dieci colpi lasciassero le granate cariche , onde sottoporle cosi al maggiore danno , e vederne i comparativi effetti ne'due diversi tiri rettilinei ed in arcata . Dopo il 43 colpo si ritrovò la media portata dell'obice alla Willandroys esser di tese 776 e quella dell'obice Paixhans di tese 567 . Ecco il risultamento parziale dei tiri ,
(1) Si legga il volume X. XI. XII.
:
.” ་་ 123456
་་ | H HHH
N N
304423 2 2 2 2 2 2 2∞ ∞ ∞ ∞
NUMERO .tiri dei ivo progress
253 Essendosi ritrovato vantaggioso per le caronate il calibro da 32 ( Inglese ) i francesi volendo adottarlo, riportarono questo calibro alle di loro misure , le quali per essere libbre 29 , lo ridussero a 3o . Or questa arma proposta per far parte dell'armamento dei nostri reali legni volle l'Augusto Sovrano , che fosse prima pas sata in piena disamina dagli uffiziali di artiglieria e da quelli che fan parte del parco di marina . A quale oggetto fu destinato l'istessa giunta per la verifica delle bocche da fuoco e vi si aggiunse il co lonnello sotto ispettore Carrascosa . La leggerezza proporzionata della caronata da 32 ( Inglese ) fa conoscere la ragione perchè la bocca da fuoco si scavalca nel tiro . Un tal difetto per la stessa ragione , ma non nell' istessa intensità , deve risultare nel tiro delle caronate del calibro da 18 , da 12 , da
36. La sola caronata da 30 or ora proposta par che sia sì proporzionata di peso da presentare tal forza di inerzia che di molto diminuisce il rinculo : serva adun que essa caronata da 30 senza gli orecchioni di nor ma per le caronate da 30 con gli orecchioni. La caronata da 30 ad orecchioni nella lunghezza di anima ha 8 calibri del suo projetto : quella da 30 senza orecchioni ne contiene 7 , dunque è necessario a ridurre la 1.ª a calibri 7. Siccome però la lunghezza di 8 si è data alla bocca da fuoco , 1. ° per aumen tarne il tiro , 2.° per riguardo alle parasarchie , così riducendola a calibri 7 , il tiro sarà diminuito , di tese 12 presso a poco al punto in bianco naturale , e per conservare le parasarchie , fa d'uopo lasciar la totale lunghezza della caronata di piedi 6 e pollice uno. La caronata da 30 ad orecchioni pesa libbre 2500 , val quanto dire 83 volte il suo projetto quella da 30 senza orecchioni pesa libbre 2066, cioè 69 volte il a projetto. Si riduca dunque la 1.ª a 75 volte il peso del suo projetto , cioè a libbre 2250 , ciocchè è facile , mentre si è diminuito un calibro nella lunghezza d' ani ma , e la bocca da fuoco riuscirà , così modificata , atta ad armar le navi da guerra .
254 In epoca posteriore S. M. il Re riflettendo alla por tata vantaggiosa degli obici cannoni da 80 e da 30 , e ragionevolmente desumendola in buona parte dalla fi gura della camera , prescrisse , che la succennata ca ronata avesse la camera simile a quella degli obici can noni , e fu costruita la bocca da fuoco con la camera cilindrica, gli angoli del fondo tondeggiati da un raggio quarta parte del diametro del cilindro . Ed il giorno 12 marzo corrente anno 1842, furono provate in Vigliena due caronate del calibro da 30. ( Francese ) e modificate siccome si è accennato . Cari cate le due bocche da fuoco con un doppio projetto , e la massima carica , si pose prima un bottone di sartia , ed un altro simile bottone si mise in seguito de' due projetti. Il risultamento di tali esperimenti fu favorevole e de cise la buona resistenza dell'arma . Si saggiarono altresì per conoscere la portata sotto l'angolo di mira naturale di gradi 3 e minuti 40. La carica fu di 5 libbre , e si mise un sol bottone di sartia . Il punto in bianco fu ritrovato distante per lese 550 ; la palla non fece rimbalzi . I projetti furon quelli così detti da 30 fusi alla Mongiana , i quafi per essere del novello calibro vogliono ancora una linea e 3 punti , e pesano rotola 16. Nella prova dunque il vento , che avrebbe dovuto essere di punti 18, lo fu di punti 35, val quanto dire quasi il doppio di quello sta bilito. E da credere , che le dette caronate quando avranno i giusti projetti , la portata sarà vantaggiata almeno di altre 80 tese, e risulterà perciò di tese 630, quasichè di miglio. Egli è perciò , che il colonnello Carrascosa sotto ispettore del parco di artiglieria della real marina , ben riflettendo sulla vantaggiosa portata ottenuta col vento accresciuto , ricavò per immediata conseguenza , che riducendo l'angolo di mira a gradi 2 e minuti 40 , la portata di punto in bianco poteva risultar tese 450 ( mezzo miglio circa ) , ed aver 2 o 3 rimbalzi , vantaggiosissimi per l'effetto del tiro . Onde ridurre l'angolo di mira naturale a 2 ° 40′ basta che
255 dall'asse dell' anima all'estremo del frontale di mira vi siano pollici 7 , linea 1 , e punto I , sicchè la diffe renza tra questa lunghezza e quella totale fino alla culatta risulti di pollici 2 , linee 8 , e punti 11 equi valente alla tangente dell' angolo di mira naturale del pezzo in gradi 2 e minuti 40. Siffatta modificazione si è ormai eseguita nello stesso parco della Real Marina , mediante un piccolo pezzelto di ferro che avvitato sul frontale di mira , dà campo di poter tirare coll' angolo di mira naturale e con quello di 2 gradi e 40 . Per i susseguenti Sovrani ordini , si dovettero sperimen tar benanche gli effetti delle granate a cassa sferica ti rate con la caronata da 30 in quistione , prima di adot tar definitivamente l'arma ed armarne le navi . Il secondo giorno del mese di giugno corrente anno , nel fortino di Vigliena innanzi l'istessa giunta di uffiziali di artiglie ria e del parco di marina si tirarono quattro colpi col l'angolo di mira naturale di 3º e 30 ' , con la massima carica , ed un tappo anulare. Il projetto fu slanciato a tese 560 presso a poco , ed in seguito fece in un tiro 5 rimbalzi , in un altro 8 , in un altro 9 , ed in un altro II , cosa veramente straordinaria e vantag giosa. Paragonando adunque queste pruove con le altre eseguite il 12 marzo con palla piena , ben si desume , che tali rimbalzi si devono assolutamente all' impiego del projetto vuoto . V'è in ultimo da osservare , che le caronate da 30 hanno tre tiri ; coll'angolo naturale ch'è di gradi 3 e 40' ; e se si tira a palla piena , il projetto va a tese 540 senza rimbalzi , se si tira a granata cade a tese 560 , e rimbalza per altre 150 tese ; tirando coll' an golo di 2.º e 40 ' , vale a dire colla massa di mira di bocca , la palla piena va a 400 tese , e rimbalza per altre 120 tese , la granata va alle 422 tese , e rimbalza per altre 200 tese ; tirando tangenzialmente alla traettoria per mezzo della massa di mira del 1. rin forzo , la palla piena cade alle 100 tese, e va di rim
256
balzo fino alle 325 , la granata va alle 120 tese , e di rimbalzo sino alle 400 tese . Si avverte che usando tale arma devesi egualmente che gli obici cannoni porre sempre orizzontale la linea di mira. La giusta e suffi ciente carica della granata adatta per questa bocca da fuoco è di once 21 napoletane . Il brigantino il Generoso non è molto si è armato con 20 di queste novelle caronate da 30 fuse ed ultimate nella fonderia di ferro. L'istituto di Francia , accademia delle scienze , nella sua tornata del 22 novembre scorso , ha inteso dal signor Coriolis , relatore , il rapporto , le di cui conclusioni furono approvate , sopra un sistema di ponte ideato dal signor Giraud . Il parere è che tal sistema di co struzione ( consistente in un modo particolare di unione fra pezzi di legno , o di ferro , messi capo , a capo , e formanti un arco orizzontale in fascia , senza veruna freccia , nè curvatura ) presentando una combinazione ingegnosa , ed in alcuni punti nuova , meritava l'atten zione degl'ingegneri civili e militari , come propria ad essere adoperata in alcune speciali circostanze . La più utile e la principale esperienza fatta per le novelle armi portatili da fuoco , fu la guerra di Affrica combattuta nell'anno 1840 durante la quale essendosi osservate talune imperfezioni l'artiglieria si è subito occu pata di corregerle . Or non è molto il capo squadrone di artiglieria Thierry uffiziale di ordinanza del Re de' francesi, incaricato dell' armamento de' battaglioni de' cacciatori a piedi, è partito per l' Algeria, ove il ministro della guerra gli ha dato la commissione di seguire in presenza del ne mico gli effetti delle novelle carabine , di cui questi corpi han fatto un brillante uso a Mostagamen. ――― Le truppe francesi che sul cader del mese di gennaio da Orano mossero per Tlemecen furono armate tutte coi novelli fucili. Questa circostanza è importante in una stagione ove le pioggie sono frequenti ed abbondanti , e sarà utile di attentamente studiarne tutti gli effetti van taggiosi e tutti gl'inconvenienti.
257 -
Il ministro della guerra in Francia il 18 gennaio scorso ha particolarizzato la nomenclatura ed i disegni degl' is trumenti di chirurgia necessari ad ogni ospe dale militare , avendo riguardo alla particolare impor tanza di ognuno . - Nel mese di aprile 1841 , vi erano in Austria 6 bat taglioni di cacciatori e 4 reggimenti di linea armati di fucili a percussione , alla fine dell'anno ve n' erano quattro volte tanto , ed il generale Agostino aveva fallo grandi miglioramenti alla piastrina Console . ―― Nel mese di agosto scorso , si è fatto a Vienna uno esperimento del trasporto delle truppe per la strada di ferro conosciuta col nome dell' imperadore Ferdinando. Ottocento cacciatori con arme e bagaglio , messi in 33 carri , sono stati trasportati in olto ore , per la forza di una sola locomotiva da Stradisch , fino a Brunn . A piedi non avrebbero potuto correre questa strada , che in sette , od otto giorni , talchè questo battagliore , ha percorso mediante la strada di ferro , in ogni ora tanto cammino quanto ne avrebbe fatto a piede in un giorno. Tutta la fanteria del ducato di Assia Elettorale in seguito della grande attività messa nella modifica zione delle armi da fuoco , è ormai armata di facile a percussione. In seguito delle esperienze fatte nel mese di agosto da un pontoniere della guarnigione di Macdebourg sopra alcune scarpe per nuoto , sembra certo che gli uomini del distaccamento di questo corpo saranno eser citati a servirsi di queste scarpe , con le quali si può marciare sull'acqua con o senza il bilanciere , e caricare e tirare il fucile come in terra . - Il ministro della guerra in Prussia ha fatto venire dal l'Inghilterra due macchine a compressione , che riducono il fieno al quarto del volume senza alterarne la quantità . Si praticheranno le necessarie sperienze riempendone dopo i magazzini onde vedere se soddisfano l'oggetto che si desi dera . Epperò simili esperienze si son fatte simultaneamen te in molti stati della Confederazione, e sembra che questi 33
258 strettoi non abbiano finora corrisposto all ' aspettazione generale , e già si sono rigettati in Baviera. Una commessione preceduta dal principe Federigo di Prussia , dopo di aver esaminato varie proposizioni , re lativamente all'abbigliamento , ed all'equipaggio delle milizie prussiane a piedi ed a cavallo , ha emesso una opinione favorevole per alcuni cambiamenti . Un novello casco , disegnato dallo stesso principe Federigo va ad esser messo in esperimento nella brigata di cavalleria di Hobenzollern . Esso è di forma bassa , di metallo e con visiera , e dall'alto cade una criniera elegante: si dice , che ricorda il casco romano . Un casco di altro modello è parimenti proposto per la fanteria . Esso è di rame più alto di quello della cavalleria , e ricorda il casco greco . -Il giorno quattro dello scorso luglio sulla strada di ferro da Berlino a Potsdam si è eseguita una impor
tante esperienza , interessante sotto il rapporto milita re. Si è voluto saggiare il modo come servirsi della strada ferrata , in caso di guerra , pel trasporto del · materiale di artiglieria . Fu caricata , a questo effetto, su' carri ordinari della strada di ferro , e sotto la di rezione di molti uffiziali di artiglieria di ogni grado , specialmente convocati , una batteria di pezzi da 12 , tutto il materiale ed il personale necessario , ed un pic colo numero di cavalli . Il convoglio composto così di 20 carri mosso da una sola locomotiva , ha corso più volte la strada in 20 minuti circa . Questa espe rienza è perfettamente riuscita ed è certamente un forte argomento per realizzar l'idea di trasportare da un sito all'altro non solo i battaglioni , ma quando può loro bisognare nell'occasione, accompagnandoli coll ' arme principale l'artiglieria . Si legge nel foglio settimanile militare di Berlino , che l'esercito prussiano ha impiegato nelle campagne del 1813 e 1814 , 355 cannoni ; questi pezzi di ar tiglieria hanno lanciati 52,626 palle , 12,626 gra nate ed 86,188 cariche di metraglia . Si son bruciati
259 1,750 quintali di polvere. Alla battaglia di Lipsia si contavano 240 cannoni prussiani . Essi hanno tirati 14,193 colpi ; l'artiglieria ha perduti 52 uffiziali , 1450 sot to-uffiziali e soldati , e 2,015 cavalli . Dopo Waterloo gli eserciti prussiani non han più combattuto, ma una quantità di uffiziali superiori e su balterni si è sempre veduto su tutti i teatri di guerra in Turchia , all'assedio di Anversa , alla presa di Costan tina , al Caucasó . E non ha guari S. M. Prussiana aa torizzava a tre uffiziali di prender parte alla campagna di està de' Russi contro i circassi ; ed il capitano Orlich partiva per l'Inghilterra onde passar nell'Affganistan e se guir da vicino le operazioni degli eserciti inglesi in quelle asiatiche contrade. Il 72. reggimento Scozzese ha fatto la piccola guerra presente la Regina ed il principe Alberto nelle adjacenze di Windsor, ed ha messo in opra il fucile a percussio ne del quale sono armati quei soldati . Questa pruova ha dimostrato ad evidenza la superiorità di questi fucili , sopra quelli di antico modello. Nessun colpo è manca to , ben si è riconosciuto , che l'arma manca solo quando vi è trascuranza o disadattaggine nel soldato . Nello scorso mese di settembre un distaccamento del l'artiglieria reale inglese di presidio in Woolvich , ha eseguito gli esperimenti di alcuni novelli razzi , i quali dovrebbero procurar l'esplosione delle granate alquanti minuti secondi , dopo la loro projezione. Le sei prime granate , o meglio bombe avevano 13 pollici di dia metro , ed erano costruite secondo le norme date dal celebre chimico dell' arsenale , il signor Marsch . Per la esplosione sono stati necessarî 32 , e 38 secondi . I razzi del signor Marsch , hanno il grandissimo vantaggio di percorrere grandi distanze , senza scoppiare . Si tirava contro una bandiera situata 830 verghe distante. E ben noto che gl' inglesi più di ogni altro si sono occupati a sempre più perfezionare l'uso de'razzi in guerra , e certamente son pervenuti a dare all'arma sufficiente esattezza . Alquanti interessanti esperimenti si
260 son fatti a Portsmuth nello scorso mese di gennajo per l'applicazione e la capacità de' mantelletti , ultimamente inventati dal tenente colonnello Dlaneliard , degli inge gneri reali , onde usarli nel tiro dei razzi ( 1 ) . Il risul tamento è stato molto soddisfacente . Ciascun mantel letto richiede due uomini , uno è capace di traspor tarlo per circa un miglio insieme col razzo , l'altro con duce i cassoni . Amendue si avanzano contro il nemico alla voluta distanza , quasi coverto dal mantelletto , e così restano al momento del tiro . L'istessa protezio ne dalla fucileria nemica si ha ritirandosi ed avanzan dosi , ed i due uomini sono sì disposti da non temere gli effetti di tale arma mentre preparano l'altro razzo. Uno o due mantelletti possono essere disposti sopra la barca legata ad una nave qualunque , ed in tal caso i soldati e l'equipaggio sono al coverto della mo schetteria nemica e non impediscono la manovra ai re matori . L'applicazione de' mantelletti può esser varia ed utile . - Si è immaginato in Inghilterra un apparato inge gnoso per impiegar con alquanta esattezza lo scanda glio nel mare. Questo apparato è mosso dalla potenza elettro-magnetica. Questo procedimento rimedia all' in conveniente de' provvedimenti ordinarî, coll'ajuto de'quali era difficile di riconoscere il momento preciso ove il peso toccava il fondo . Col novello apparato , allorchè il peso viene a toccare il fondo , l'attrazione magnetica cessa al l'istante istesso , ed il martello che si trova inalzato e ritenuto da questa potenza , ricade sulla campana e la fa vibrare . Si è allora esattamente avvisato del mo
(1) Il mantelletto è tale specie di riparo fatto di panconi per lo più coperti di lamiere, e fermato sopra due ruote , talchè l'assalitore lo spinge innanzi e resta difeso dal fuoco di moschetteria dell' assediante. Oggi é fuori d'uso, essendosi nei lavori di assedio sostituito al mantelletto, le fascine ed i gabbioni.
261 mento in cui lo scandaglio tocca il fondo del mare, e si calcola regolarmente il grado di profondità . - Nello scorso mese di luglio si son fatti a Woolvich i saggi delle bombe a percussione . Questi esperimenti non hanno avuto un felice successo . G L'ammiragliato ha ordinato al signor Oliver Lany, costruttore del cantiere di Woolich i disegni di una nave a vapore di 1650 tonnellate , la quale potesse avere le macchine della forza di 8oo cavalli , l'equipaggio di 300 uomini . Le più grandi fregate a vapore che oggi ha la marina brittannica, non eccedono le 1000 tonnellate ed una forza di 400 cavalli. - Costruito per Mehemet Ali un cannone di straordinario calibro dai signori Walker e compagni , fu risoluto di farne l'esperimento . Il 26 giugno Lord Bloomfield , il maggior generale Drummond , direttore generale della reale artiglieria , i colonnelli Paterson , Lacy , Dansey , Dondas , e Chalmer , membri del comitato furono pre senti alle pruove eseguite nel reale arsenale di Woolich. L' affusto su cui era questo magnifico cannone , della più perfetta simetria apparente , fu situato su d'una sdruc cevole piattaforma di 20 piedi lunga , offrendo sufficiente spazio al rinculo , ed il tutto fu posto su d'una base si mile a quella che praticasi su i ponti di legni da guerra a vapore , talchè il cannone e l'affusto poteva muoversi da un lato all' altro con la maggiore faciltà , a se conda la varia direzione . Si videro sette soldati moverlo da una parte all' altra senza grande fatica . L'angolo della sdruccevole piattaforma era tanto inclinato dalla parte d'avanti da bisognarvi la forza complessiva di 16 uomini per portar dietro sei piedi e nella direzione del rinculo l' affusto ed il cannone ; ma esso richiedeva soli sei uomini presso le puleggi e due ai vetti , onde ri condurre il cannone e l' affusto alla sua primitiva po sizione dopo scaricato il colpo . Finito gli esercizi per muovere il pezzo da una direzione all'altra , fu cari cato il cannone con 26 libbre di polvere e con una palla solida di 130 libbre di peso . Il colonnello Dansey vi
262 applicò un tabbetto a percussione fulminante di no vella costruzione , essendo un perfezionamento di quello ideato da un uffiziale Annovarese . Il colonnello Dansey diede egli medesimo fuoco ai tre primi colpi e gli altri tre furono accesi da un cannoniere e da un conduttore della reale artiglieria , con la maggiore sicurezza , precisione , e faciltà alla parola del comando ; ciò di mostra aver avuto pieno successo l'esperimento della novella miccia. Questo modo novello di scaricare i cannoni di grosso calibro è la più semplice che si possa immaginare , non essendo altro che un piccolo pezzo di ferro o di acciaio non più largo e quasi della simile figura del sostegno degli orologgi , ed un pezzo di cordella alquanto lunga , e doppia quanto un usuale laccio di seta . Il tatto occupa pochissimo spazio da essere comodamente trasportato dal soldato . Il colonnello Dansey fece saggio d'un gran numero di detti tubbetti col can none scarico , e sempre con ottimo risultamento , ec cetto una sol volta . Il primo colpo tirato col projetto produsse un rinculo al cannone ed all' affusto di circa cinque piedi e mezzo , ed il secondo solo mezzo pollice di più con la medesima carica di polvere. Il terzo colpo aveva 29 libbre di polvere ed il rinculo eccedè dal primo di sei pollici . Il quarto colpo con la medesima carica diede una risilienza di cinque pollici e tre quarti di più de' precedenti . Il quinto ed il sesto colpo con la più grande carica di polvere aumentarono il rinculo una volta 15 pollici e l'altro 17 e tre quarti più del primo ( 1 ) .
(1 ) Tutte queste notizie raccolte sotto il titolo di Cose diverse si son tolte da varie scritture periodiche e molte sono quelle stesse annunziate nell' ultimo qua derno dello Spettatore militare di Francia (agosto 1842) .
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BIBLIOGRAFIA. OPERE RIGUARDANTI LE SCIENZE LE ARTI E L'ISTORIA MI LITARE , MESSE A STAMPA NEL REGNO DELLE DUE SICILIE NEL PRIMO SEMESTRE DELL'ANNO 1842 .
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