AMMODERNAMENTO DEGLI ARMAMENTI DEl MATERIALI DELLE APPARECCHIATURE DEl MEZZI DELL'ESERCITO RELAZIONE DEL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO GENERALE EUGENIO RAMBALDI ALLA COMMISSIONE DIFESA DELLA CAMERA DEl DEPUTATI SULLA LEGGE 16 GIUGNO 1977
N. 372
deii'Eser cit io Ramba ld
1e Difesa e i De putati
n. 372.
/
La legge speciale per l'Eser cito riveste una importanza no tevole in quanto per la prima vol ta si potrà programmare, con una prospettiva a diec·i- anni, l'approv vigionamento di materiali, arma menti ed apparecchiature. Questi tempi di programma zione sono indispensabili se si tiene conto dei tempi tecnici ne cessari per lo sviluppo e l'ap provvigionamento dei nuovi mez zi e materiali dal momento della concezione all'atto dell'introdu zione. Trattasi, io ritengo, di una legge prevalentemente program matica che, al di là degli oneri inizialmente preventivati, pone a base i fabbisogni (gli artt. 1 e 2 della legge fanno esplicito rife rimento ai programmi). Pertanto la Forza Armata potrà meglio con figurare uno sviluppo armonico delle proprie esigenze, conside rando globalmente oltre alle ri sorse offerte dalla legge speciale anche quelle oggi ipotizzabili sul bilancio ordinario. In questo quadro lo Stato Maggiore dell'Esercito ha potuto programmare realisticamente per i prossimi dieci anni le proprie esigenze di rinnovamento; la pro grammazione andrà verificata an nualmente e quindi deve avere un carattere di flessibilità. Non vi è dubbio che soddi sfatte le primarie esigenze pre viste dalle leggi speciali della Ma rina, dell'Aeronautica e dell'Eser cito, le Forze Armate potranno essere messe in condizioni. a mio avviso, di promuovere per il de cennio successivo una legge. pro grammatica interforze.
CRITERI DI IMPOSTAZIONE DELLA PROGRAMMAZIONE Gli obiettivi di programma zione sono unitari e discendono dai compiti che la legge sulle norme di principio assegna alla Forza Armata (art. 1):
- difesa dell'integrità del terri torio nazionale; - concorso alla salvaguardia delle istituzioni: - intervento in caso di pubbli che calamità. Il primo dei compiti assegna ti, e cioè la difesa dell'integrità del territorio nazionale, è un com pito interforze. Gli altri due, an che se meno incisivi, gravano prevalentemente sull'Esercito. Dai compiti derivano caratte ristiche e struttura delle unità, la loro più opportuna dislocazione sul territorio nazionale e le esi genze in fatto di mezzi e materiali. Nel biennio 1975 - 76, l'Eser cito di campagna è stato sotto posto ad una ristrutturazione per realizzare i seguenti obiettivi fon damentali: -. riduzione quantitativa delle unità (circa %) che, a seguito dei costi crescenti per il mante nimento del personale e dei ma teriali, presentavano una capacità operativa inaccettabile, a vantag gio delle unità tenute in vita; - passaggio dall' ordinamento monoarma (base reggimento) a quello pluriarma (base Brigata) nella considerazione che all'emer genza solo i complessi pluriar ma possono assolvere compiti operativi. L'Esercito, articolato in Bri gate, deve garantire l'integrità del territorio nazionale, il più avanti possibile, a ridosso cioè della li nea di confine. Si tratta; perciò, di un Esercito con compiti pret tamente difensivi. Al riguardo occorre chiarire questo concetto per impedire fa cili strumentalizzazioni e deduzio ni spesso errate. L'Esercito a carattere difen sivo vuole §alvaguardare l'inte grità del territorio nazionale, ma deve essere anche in condizione di distruggere l'avversario che, violati i confini, è penetrato nel territorio. Ecco perché (e bisogna dir lo chiaramente) sono la quantità Relazione
del Capo di Sta10 Maggiore dell'Esercito Generale Eugenio Rambaldi alla Commissione Difesa della Camera del Deputati sulla legge 16 giugno 1977, n. 372.
111
e il tipo delle armi strategiche ed il numero delle Grandi Unità che qualificano un Esercito come offensivo o come difensivo. Il nostro Esercito deve essere pertanto messo in condizioni di: - difendersi dalle offese aeree; - logorare il nemico con il fuoco erogato alle massime distanze; - fronteggiare nell a fascia più avanzata del territorio nazionale le offese dell'ipotetico avversario; - disporre di forze manovriere per distruggere il nemico penetrato nel dispositivo difensivo. Ciò premesso. lo studio sull'ammodernamento degli armamenti, è stato condotto alla luce della visione globale dianzi esposta e nel quadro del pro gresso tecnologico attuale e prevedibile dei prossimi anni. Lo studio ha messo in evidenza le seg uenti prioritarie esigenze: 1) incremento notevol e della capacità di difesa contro.aerei; 2) incremento della capacità di difesa controcarri; 3) potenziamento delle sorgenti di fuoco a lunga gittata per il logoramento dell'avversario e introduzione di mezzi per l'acquisizione obiettivi; 4) potenziamento della mobilità tattica e logistica; 5) comando e controllo dell e unità e gestione dei materi ali. Sono questi, del resto, i settori d'intervento indicati nell'art. 1 della legge speciale.
PROGRAMMI DA FRONTEGGIARE CON LE DISPONIBILITA' DELlA LEGGE SPECIALE Illustro prima i programmi dei settori 3). 4) e 5). già configurati nel conc reto e, successivamente, quelli dei settori 1) e 2) nei quali sussistono ç~ ltern ative di scelta in relazione allo stato di
IV
sviluppo, tuttora in atto, di alcune armi.
e POTENZIAMENTO DELLE SORGENTI DI FUOCO A LUNGA GITTATA PER IL LOGORAMENTO DELL'AVVERSARIO E MEZZI PER L'ACQUISIZIONE OBIETTIVI · Per soddisfare l'esigenza è prevista l'acquisizione di: - un cannone da 155/ 39 denominato FH/70 (1) di concezione e produzione itala- anglo- tedesca; - un radar acquisizione obiettivi e sorveglianza del campo di battaglia . Cannone da 155/ 39 - FH/70 Il programma ha lo scopo di rinnovare parzialmente il parco artiglierie terrestri, sostituendo materiali tecnicamente ed operativamente superati, ed unificare i calibri sul valore di 155 mm per motivi di carattere operativo e logistico. La nuova arma, grazie alle sue notevoli prestazioni, consentirà la manovra del fuoco su ampie fronti ed in profondità, secondo i più moderni criteri di impiego delle artiglierie conven zionali. L'FH/70 è un cannone da campagna a traino meccan ico con gittata mass ima di 24 km e celerità di tiro massima di 6 colpi al minuto, ma con capacità di spara re i primi 3 colpi in 20 secondi. La fase di ricerca e sviluppo è stata completata dopo sette anni di studi e sperimentazioni condotte dalle tre nazioni interessate: Italia, Reg no Unito, Repubblica Federa le di Germ ania. La fase produzione si svilupperà nel period o 1978- 81. Nel quadro dell 'accordo multilaterale, ciascun Pa ese produce determinate componenti per le esigenze comuni e provvede all'assemblaggio di tutti i propri ca nnoni. \
(1) Field Howitzer • 70. La versione seme· vente SP . 70 è in fase d i ricerca e sviluppo con giunta ang lo · tedesca • ita liana.
Radar acquisizione obiettivi e sorveglianza del campo di battaglia L'introduzione dei materiali a più lunga gittata.. comporta l'ac quisizione di mezzi per vedere a profondità maggiore: in sostanza occorre sorvegliare il campo di battaglia in profondità (circa 20 km). individuare .gli obiettivi da battere, aggiustare il tiro median te il rilevamento degli scoppi. Il radar ha peso inferiore ai 150 kg, può essere installato su veicoli leggeri e consente di lo calizzare: - bersagli lenti e veloci; - scoppi di proietti di calibro non inferiore a 81 mm. Il progetto è attualmente in fase di sviluppo, la produzione avrà luogo nel triennio 1982 - 84. L'approvvigionamento, da af fidare interamente alle industrie nazionali. comporterà un onere complessivo di circa 20 miliardi, da finanziare a partire dal 1981. Si tratta di un apparato di avanguardia le cui prestazioni consentiranno di sfruttare in pie no le possibilità operative dei can noni FH/70 di cui ho parlato in precedenza. • POTENZIAMENTO DELLA MOBILITA' TATTICA E LOGISTICA In questo settore rientrano: - il completamento del program ma carri medi da combattimento Leopard 1; - l'acquisizione di carri ausiliari Leopard (soccorso. pionieri e git taponte); - l'approvvigionamento di un vei colo cingolato da combattimento di transizione (VCC - 1); - la ricerca e lo sviluppo di un veicolo corazzato da combatti mento di concezione nazionale chiamato VCC - 80, che dovrà es sere introdotto negli anni '90 e valido oltre il 2000; -· l'acquisizione di apparati · per la guida e il puntamento notturni; - l'introduzione di autocarri leg geri da 2 tonnellate.
Carro Leopard 1 E' un moderno carro armato medio dotato di elevati requisiti di mobilità (può raggiungere. con le sue 40 t di peso. 64 km/h su strada). di protezione (ha uno scafo in piastre balistiche salda te ed una silhouette bassa e sfug gente). di autonomia (600 km con motore policarburante) e di po tenza di fuoco (ha un cannone semiautomatico da 105 mm e due mitragliatrici 7,62). Dispone inoltre di apparec chiature per l'osservazione, la gui da e il tiro notturni. Il programma di ammoderna mento dell'attuale linea carri è in atto. I carri sono coprodotti in Italia; un'aliquota di essi viene approvvigionata con i fondi della legge speciale. Carri ausiliari Sono indispensabili per sfrut tare appieno la eccezionale mo bilità del Leopard 1. Sono mezzi che utilizzano la stessa mecca nica di base dei carri da combat timento con evidenti vantaggi di ordine tattico e logistico. E' previsto che siano copro dotti in Italia. Veicolo corazzato da combattimento VCC - 1 E' derivato dal mezzo cingo lato M 113, attualmente in dota zione, che è da considerare più mezzo di trasporto che di com battimento. Con l'adozione del del VCC - 1 potrà essere soddi sfatta in via transitoria l'esigen za primaria di dotare la fanteria meccanizzata di un veicolo mag giormente protetto e idoneo in determinate situazioni tattiche al combattimento da bordo. Il VCC - 1 consentirà di com pletare le esigenze delle Brigate meccanizzate e corazzate. I mezzi saranno prodotti dal l'industria nazionale. Veicolo cingolato di concezione nazionale (VCC - 80) Si tende a realizzare un pro totipo di veicolo corazzato da Relazione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Generale Eugenio F..ambaldi alla Commissione Difesa della Camera dei Deputati sulla legge 16 giugno 1977. n. 372.
V
combattimento che, oltre a soddisfare le esigenze operative proorie della fanteria meccanizzata, deve costituire modello base da cui derivare una famiglia di veicoli cingolati destinati ad assicurare il supporto di fuoco controcarri, controaerei, tecnico-tattico delle unità del genio e il funzionamento dei posti comando e dei centri trasmissioni. Il veicolo base, destinato alle unità meccanizzate, dovrà essere in grado di cooperare con i carri armati in ogni fase del combattimento ed in tutte le condizioni di visibilità. Dovrà , conseguentemente, essere caratterizzato da: - elevata mobilità, pari o superiore a quella del Leopard; - capacità di sostegno di fuoco contro carri, contro aerei, contro veicoli similari, assicurata da un'arma di sostegno in torretta; - protezione dal fuoco delle armi automatiche pesanti, da schegge di artiglierie, da esplosione di mine e da effetti NBC. L'attività di ricerca e di sviluppo, svolta dall'industria nazionale, si concluderà presumibilmente entro il 1984. Autocarri leggeri da 2 tonnellate L'introduzione del mezzo ha lo scopo di rinnovare progressivamente il parco veicoli ruotati leggeri per aliquote annuali pari mediamente all'8 - 9% della dimensione attuale del parco. l'entità delle aliquote è stata determinata essenzialmente sulla base della vita ottimale dei veicoli in esame, valutata in 12 anni. Si tratta di un mezzo leggero a trazione totale, dotato di spiccati requisiti di mobilità su strada e su terreno vario. Le capacità di trasporto sono di 20 quintali o 13 persone oltre al conduttore. Il materiale, prodotto dall'industria automobilistica nazionale, potrà essere introdotto nel periodo 1978- 1982.
VI
Apparati per la visione, la guida e il puntamento notturni Il programma è volto a colmare, almeno in parte, le gravi lacune attualmente esistenti nel settore dell'impiego notturno delle unità. In particolare è necessario dotare le minori unità di mezzi e apparati idonei ad operare in condizioni di limitata o nulla visibilità, raggiungendo così, nello specifico settore. livelli di operatività prossimi a quelli europei. Si prevede di acquisire: - iposcopi e apparati di puntamento per i carri M 60; - iposcopi per la guida notturna di veicoli cingolati; - cannocchiali e apparati per la visione e il puntamento di armi di reparto, missili, ecc .. Con l'acquisizione di tali apparati sarà possibile soddisfare le esigenze delle unità meccanizzate e corazzate di maggiore impegno operativo.
• In conclusione nel settore della mobilità tattica e logistica si tratta di: - completare il programma Leopard nella versione da combattimento e in quelle speciali; - introdurre il numero di VCC-1 ritenuto indispensabile per superare la fase di transizione in attesa del VCC - 80; - progettare un veicolo da combattimento nazionale di concezione moderna (VCC- 80); - ammodernare progressivamen te il parco di veicoli ruotati leggeri ; - conferire alle unità capacità di movimento e fuoco notturni. • COMANDO E CONTROLLO DELLE UNITA' E GESTIONE DEl MATERIALI L'impiego proficuo e razionale ed il pieno sfr;..lttamento di una gamma tecnologicamente avanzata di sistemi d 'arma non è pos-
sibile se non si dispone in egual misura di adeguati sistemi di comando, controllo e gestione. Occorre quindi intervenire in questo settore. più degli altri carente, perché condizionato dalla straordinaria evoluzione tecnologica. Per soddisfare l'esigenza è prevista l'acquisizione di: - stazioni radio portatil i e veicolari a media portata; - stazioni radio battaglione- brigata e divisionali a lunga portata; - apparecchiature per l'ammodernamento della rete telecomunicazioni nazionale dell'Esercito; - elaboratori elettron ici per la gestione dei materiali. Stazioni radio portatili e veicolari a media portata Il programma ha lo scopo di proseguire il processo di rinnovamento, sostituendo le stazioni di concezione superata e meno affidabili. Le stazioni radio RV 4- 13/ P (portatili). RV3-13V e RV4-13/ V (veicolari) sono apparati ricetrasmittenti a modulazione di frequenza, transistorizzati, con portata variante, a seconda del tipo, da 8 a 30 chilometri. Sono impiegate per realizza re i collegamenti nell'ambito delle unità di livello compagnia - battag lione. Saranno approvvigionati gli apparati da assegnare a Grandi Unità di elevato impegno operativo. Il materiale è interamente di produzione nazionale e potrà essere introdotto in servizio nel periodo 1978- 79. Stazioni radio battaglione-brigata e divisionali a lunga portata Il programma ha lo scopo di rinnovare il parco delle stazioni rad io HF a lunga portata (80 km) in servizio da oltre 20 anni. Le nuove stazioni radio HF modula ri a banda laterale unica (BLU) sono apparati moderni, transistorizzati, necessari per soddisfare le esigenze di colle-
gamento a lunga distanza delle pattuglie , delle unità a livello battaglione, Brigata, Divisione. Saranno approvvigionati apparati da assegnare alle unità di maggior impegno operativo e agli enti addestrativi. Il materiale potrà essere prodotto dall 'industria nazionale a pa rtire dal 1979 - 1980. Apparecchiature per il potenziamento della rete TLC Il programma, che si inquadra nel più ampio contesto interforze, è rivolto all' ammodernamento della rete TLC (telecomunicazioni) infrastrutturale dell'Esercito, attualmente caratterizzata da: - materiali tecnologicamente superati; - st ruttura troppo rigida . Con gli approvvigionamenti previsti s'intende quindi conferire all'intero sistema TLC una più elevata affidabilità ed uno spiccato carattere di automatismo . Si tratterà di approvvigionare ponti radio multicanale, multiplex telefonici, telescriventi elettroniche, centrali telefoniche automatiche, apparecchiature di telecomando e di telesegnalazione dei guasti, da assegnare alle Grandi Unità dell'Esercito. Il materiale, di produzione nazionale, è già disponibile e sarà introdotto in servizio nel periodo 1977- 1981 . Elaboratori elettronici Il programma ha lo scopo di razionalizzare la gestione dei materiali, basata oggi su procedure manuali non compatibili con la complessità e la gamma dei mezzi in dotazione. Le apparecchiature da acquisire permetterebbero di registrare in tempi reali , per vari materia li in dotazione: entità, ubicazione, vita operativa, livello di efficienza. ecc., al fine di paterne definire un piÙ' economico e ra zionale impiego. L'autòmazione del le funzioni gestionali si fonda su: Re la zio ne del Capo d i Stato M aggiore de ll'Eserci to Generate Eugenio Ramba ldi alla Commissione Difesa della Camera dei Deputati sulla legge 16 giugno 1977, n. 372.
VII
-una serie di minielaboratori periferici ubicati presso gli organ i logistici territoriali di 3o e 4° grado idonei a gestire automaticamente i materiali nel settore di competenza. Tale gestione si estende al settore amministrativo contabile e consente di ridurre l'impiego del personale oggi preposto alla specifica attività con compiti di amanuense; - una serie di elaboratori di elevata potenzialità a livello regi onale e centrale collegati con i precedenti per un reciproco scambio di notizie e dati in tempi reali (gia in servizio). Questi elaboratori, di costo elevatissimo in relazione ai tempi di utilizzazione, vengono noleggiati e quindi non interessano la legge speciale. Saranno approvvigionati minielaboratori periferici da assegnare a Comandi Militari Territoriali per le esigenze delle Direzioni dei Servizi e dei Depositi. l materiali sono disponibili in ambito nazionale e saranno introdotti a breve scadenza.
• In sintesi, nel settore del comando. controllo e gestione si possono formulare le seguenti considerazioni . Per quanto attiene ai programmi radio, mi preme rilevare che l'obiettivo deliberatamente ridotto risponde ad una politica di saggia economia seguita da tutti gli Eserciti, anche da quelli che dispongono di risorse finanziarie ben maggiori. Si tende cioè ad avere una parte del parco costituito da materiale moderno e di elevate prestazioni. affidato alle unità di maggior impegno operativo. ed il restante costituito da materiali meno validi ma ancora efficienti da assegnare ad altre unità. Questo naturalmente vale per i grandi numeri e meno per le piccole quantità. Ciò consente di non giungere mai ad una situazione tota lmente deficitaria, di diluire la spesa nel tempo e di poter segu ire
VIli
con continuità lo sviluppo tecnologico in costante evoluzione. L'ammodernam ento della rete TLC dell'Esercito è un esempio di soddisfacimento di esigenze di Forza Armata armonicamente inserite nel quadro interforze. Inoltre, una rete di telecomunicazioni più ag ile garantirà maggior sicurezza al Paese e consentirà più tempestivi e soprattutto più coordinati interventi in caso di pubbliche calamità. Per quanto attiene. infine. ai programmi di elaborazione dei dati di situazione, la loro importanza non può sfuggire ave si pensi che una corretta gestione dei ricambi e delle sostituzion i condiziona l'efficienza dei repa rti e garantisce a chi comanda la piena disponibilità del proprio strumento operativo. • INCREMENTO DELLA CAPACITA' DIFENSIVA CONTROCARRI Per soddisfare l'esigenza si profilano soluzioni altern at ive legate a parametri di natura diversa. che illustrerò in seguito. A fattor comune, si tratta comunque di acquisire armi controcarri: -a corta gittata (fino a 1.000 m); - a media gittata (fino a 2.000 m); - a lunga gittata (fino a 3.000 m) ; -eventualmente. a lunghi ssima gittata (sino a 4.000 - 5.000 m) con arma di lunga gittata montata su elicottero. Il programma ha lo scopo di sostituire l'attuale arm amento controcarri che. fatta eccezione per i sistemi a lung a gittata « TOW » acquisiti direttamente in USA. è completamente superato. Detto armamento risale infatti agli anni '40 (bazooka e cannoni senza rinculo) e '50 (missili filoguidati Cobra. Mosquito, SS.11). Dopo lunga analisi sono stati presi in considerazione. oltre al TOW già indicato: - il sistema « Sparviero » di concezione nazionale, tuttora in fase di -sviluppo, con prevedibile inizio della produzione nel 1982. E'
un'arma della categoria lunga gittata. con caratteristiche analoghe al TOW leggermente migliorate; - il sistema « Milan», di produzione franco- tedesca, già sviluppato. E' un'arma della· categoria media gittata, dotata di missile filoguidato; - il sistema « Dragon » di pro- · duzione USA, già sviluppato. E' un'arma della categoria a corta gittata con caratteristiche analoghe al Milan; - il sistema « Folgore » di concezione nazionale, in fase di sviluppo e sperimentazione. E' un'arma a corta gittata (tra i 500 e 700 metri). E' basata sul principio d el cannone senza rinculo, ed è dotata di proietto efficace contro tutti i carri in servizio. Per quanto finora esposto, il programma . pur di indispensabile e urgente attuazione. potrà essere esattamente configurato solo quando potranno essere sciolte le due incognite circa: - l'effettiva disponibilità dello « Sparviero» nell'82; - il superamento delle prove tecniche e di impiego attualmente in corso per il Folgore. Al momento attuale si presentano due possibili soluzioni: - acquisizione dei sistemi TOW e/ o Sparviero a lunga gittata (tenendo presente che è già in servizio un'aliquota di TOW) e del sistema Folgore a corta gittata; alternativa quindi che, non prevedendo la media gittata, pone a carico dei sistemi a lunga gittata anche gli interventi oltre i 500 700 metri; - acquisizione dei sistemi TOW e/ o Sparviero a lunga gittata e Milan o Dragon per la media e corta gittata da attuare inte:gra lmente nel caso di fallimento del Folgore. Può anche essere ipotizzata una soluzione intermedia mista che preveda l'acquisizione di armi di corta (tipo Folgore). media (tipo Mi lan) e lunga gittata (tipo TOW o Sparviero).
Naturalmente le diverse soluzioni condizionano il rapporto quantitativo tra un 'arma e l'a ltra. L'esigenza verrà soddisfatta acquisendo, secondo le soluzioni alternative che ho descritte, una gamma di armi controcarri che integrino vicendevolmente la loro azione mediante la sovrapposizione del le rispettive fasce d'intervento e che coprano l'area del combattiménto per una profondità da 200 a 4.000 metri. L'argomento potrebbe essere ancora approfondito scendendo in maggiori dettagli tra cui. ad esempio, quello relativo agli eli cotteri controcarri. Tuttavia, poiché al momento non possono ancora essere assunte decisioni. si tratterebbe di esaminare soltanto delle ipotesi, tutte possibili ma nessuna concretizzabile. • INCREMENTO DELLA CAPACITA' DI DIFESA CONTROAEREI Si tratta di un settore vitale, in quanto l'offesa aerea è il mezzo più efficace per ridurre la capacità operativa dalle unità terrestri . Il possesso di un'organizzazione controaerei efficiente - come è stato dimostrato nelle recenti guerre. in particolare quelle arabo- israeliane (il 75 % degli aerei israeliani abbattuti è stata opera della difesa controaerei araba avanzata) - può impedire l'offesa aerea nelle zone più avanzate del combattimento. La difesa controaerei. che fa capo all'Aeronautica Mi litare, deve essere assicurata per fasce successive a cui corrispondono sistemi d'arma di diverse caratteristiche. L'Esercito è interessato alle fasce relative alla media e bassa- bassissima quota. Per quanto riguarda la media quota. si dispone del sistema missilistico di concezione moderna: HAWK in fase di miglioramento (HELIP). adòttato da tutti i Pa esi europei . L'impiego di detto sistema nella difesa aerea integra-
-
Relazione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Generale Eugenio Rambald i alla Commissione Di fesa del la Camera del Deputati su lla legge 16 giugno 1977. n. 372.
IX
ta e coordinata dall'Aeronautica ha effetti solo indiretti sulle unità terrestri. Nella bassa-bassissima quota. di specifico interesse dell'Esercito. attualmente non si dispone di alcun sistema fatta eccezione per un cannone da 40/70 Bofors peraltro largamente superato nella configurazione attuale. Per soddisfare l'esigenza è prevista: - la rivitalizzazione del 40/70 come soluzione urgente a favore di alcuni obiettivi di sensibilità prioritaria; - l'acquisizione di un sistema missilistico leggero denominato MEl (2); - l'introduzione di un sistema per l'autodifesa. Rivitalizzazione del 40/70 Ha lo scopo di colmare, con urgenza. le gravi lacune nella difesa a bassa e bassissima quota almeno di alcuni particolari obiettivi sensibili, in attesa che vengano acquisiti sistemi più avanzati con cui integrarsi. Il programma che, beninteso. sarà realizzato previa sperimentazione della rispondenza di quattro esemplari capiserie ai requisiti richiesti, consiste in particolare nell'ammodernamento del sistema di puntamento e direzione del tiro del pezzo con parti colare riguardo alla componente radaristica ed elettronica. e del munizionamento. Tutte le componenti sono prodotte dall'industria nazionale del settore. In caso di piena rispondenza dei quattro esemplari capiserie, saranno rivitalizzati, a partire dal 1979, pezzi sufficienti per la protezione di alcuni punti ad alta sensibilità operativa. Sistema missilistico leggero a bassa quota Il programma si prefigge lo scopo di introdurre un'arma idonea alla difesa a bassa quota di (2) Mirador, Eldorado. lnd igo.
x
aree sensibili nell'ambito delle Grandi Unità. Attualmente è in fase di sviluppo il sistema MEl di concezione nazionale. La fase produzione potrà avere inizio presumibilmente nel 1981 . E' peraltro da rilevare che l'acquisizione dell'arma è subordinata ai risultati della fase sviluppo. In caso di esito non soddisfacente. potrà essere presa in esame la possibilità di introdurre il sistema Roland, di produzione franco- tedesca. Sistema per l'autodifesa Il programma ha lo scopo di assicurare la difesa delle minori unità contro attacchi aerei diretti. Per l'esigenza specifica sono state prese in esame: - un'arma missilistica del tipo Stinger di concezione USA da produrre nel quadro di un consorzio europeo; - una mitragliera binata controaerei del calibro 20- 25 mm oppure 35 mm. L'arma di autodifesa tipo Stinger è un sistema missilistico portatile. Si tratta pertanto di un'arma che consente di risolvere efficacemente il problema della difesa diretta delle unità a livello battaglione. Per quanto concerne la mitragliera, è da rilevare che il calibro 35 mm è attualmente operativo presso altri Eserciti. A suo tempo, la sua acquisizione fu accantonata dallo Stato Maggiore dell'Esercito per l'elevatissimo costo: 3 miliardi nel 1974 per ciascun semovente controaerei. Il problema della 20 o 25 mm dovrà essere riesaminato in futuro alla luce del tipo di arma da installare sui VCC- 80.
• In conclusione. per quanto attiene al settore in esame, si tratta di: - realizzare un programma urgente di transizione mediante
l'ammodernamento dei 40/70 solo se i materiali capiserie risulteranno pienamente rispondenti ai requisiti richiesti ; - acquisire a par ti re dagli inizi degli anni '80 sistemi ·missilistici e convenzionali di concezione avanzata per la difesa a bassa bassissima quota. • AlTRE ESIGENZE La programmazione della legge speciale nei limiti della sua dimensione finanziaria iniziale lascia fuori alcuni programmi fondamentali. Questi sono stati inseriti come programmi di riserva e riguardano l'acquisizione di: - scorte operative; - mezzi per la sorveglianza del campo di battaglia e per la determinazione di obiettivi a maggiore profondità (Drone a lungo raggio); - mezzi per la meccanizzazione della logistica; - sistemi avanzati di tiro per carri armati; - sistemi di automazione del fuoco di artiglieria; - automezzi da ricognizione e da trasporto medio- pesanti; - complessi traino per il trasporto di mezzi corazzati.
CONCLUSIONE l programmi di prevista attuazione nel quadro dell'art. 1 della legge presentano, al momento, un incremento, rispetto agli stanziamenti iniziali della legge, di circa il 30 % . In merito occorre considerare che la prima valutazione degli oneri da sostenere con la legge speciale risale al 1975, con un successivo adeguamento nel 1976. Da quell'epoca ad oggi i materiali bellici hanno subito un incremento medio del 25- 30 %. In relazione a ~ diverso stadio di sviluppo, i materiali da acquisire possono essere, allo stato attuale, raggruppati indipendentemente dal settore di appartenenza in : - materiali già operativi , la cui
acquiSIZione è possibile a breve termine : pari a circa 557 miliardi; - materiali in corso di definizione, per i quali sussistono alternative di scelta : pari a circa 562 miliardi; - materiali in fase di ricerca e sviluppo: pari a circa 400 miliardi. Se i programmi esposti, compresi quelli di riserva , saranno realizzati, si può valutare che almeno il 40- 50 % degli stanziamenti saranno destinati al pagamento delle maestranze, garantendo l'occupazione di circa 5.000- 6.000 operai per un periodo di 10- 12 anni. Ma con la legge promozionale non potremo ammodernare tutti i materiali dell'Esercito. In fatti l'onere globale delle esigenze di mezzi e materiali essenziali, seppure riferito a programmi drasticamente ridotti , ammonta , per il prossimo decennio, a circa 3.000 miliardi. Con la legge promozionale riusciremo, e questo è già molto, a riequilibrare il sistema coprendo le lacune più sensibili; occorrerà quindi per l'adeguamento qualitativo dello strumento integrare tali fondi con le disponibilità del bilancio ordinario. Con le disponibilità della legge promozionale e con i fondi prevedibili del bilancio ordinario, l'Esercito migliorerà l'equilibrio tecnologico e qualitativo nei diversi settori di armamento raggiungendo una situazione che si può così sintetizzare: - buona nei settori della difesa controcarri, della mobilità tattica e logistica, delle sorgenti di fuoco a lunga gittata e dell'Aviazione Leggera dell'Esercito; - quasi buona nei settori della difesa controaerei, del comando e controllo e gestione materiali. Naturalmente in questa sede non vengono discusse le altre esigenze, ma è evidente che, soddisfatta in prospettiva la situazione nel campo degli armamenti mediante la piena utilizzazione dei fondi della legge speciale, si dovrà destinare una quota noteRelazione del Capo di Stato M aggiore dell'Esercito • Generale Eugenio Ramba ldi alla Commissione Difesa del!a Camera del Deputati sulla legge 16 giugno 1977. n. 372.
Xl
volrnente maggiore delle disponibilità del bilancio ordinario al settore delle infrastrutture e del supporto logistico. Ciò nella considerazione che il primo dei settori incide in maniera determinante sul benessere del personale e il secondo sull'efficienza globale qualunque sia il compito da assolvere. In merito al benessere del personale va evidenziato Il valore del progetto legislativo riguardante le case per i Quadri che concorrerà a migliorare l'attuale situazione di estremo disagio. Le tre leggi speciali - una per ciascuna Forza Armata - so-
no state armonizzate fra loro con visione unitaria, nel senso che esse tendono a sanare, sia pure in parte, forti lacune in alcuni settori delicatissimi. Colmate tal i carenze, la prossima legge programmatica, da mettere a punto almeno con cinque anni di anticipo sulle scadenze di quelle oggi operanti, potrebbe assumere l'auspicato carattere interforze nella piena consapevolezza che lo strumento militare è unitario e che le disarmo- · nie n.elle sue componenti fondamentali di terra, di mare e di cielo hanno conseguenze negative sulla capacità di difesa globale e di dissuasione.
DISCUSSIONE · Il Presidente Accame, dopo aver chiesto alcuni chiarimenti, anche alla luce del rispetto delle esigenze di standardizzazione, sulla scelta dell'Esercito a favore del sistema radar Mel e dell'aeronautica a favore dello Spada, sottolinea la necessità che si provveda in ordine alla provvista dei mezzi materiali necessari all'efficienza dello strumento militare senza trascurare però le giuste esigenze degli appartenenti alle Forze Armate. Il deputato Milani Eliseo, in rela zione alle considerazioni svolte dal Generale Rambaldi e, nella precedente audizione, dal Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, sul sistema di difesa controaerei esistente, rilevato che da esse non risulta esista alcuna difesa contro eventuali missili nemici, chiede se sia previsto, eventualmente in ambito interforze, un programma contro tale minaccia. Il deputato Meucci, premesso che occorrerà per il futuro giungere ad una considerazione unitaria del personale delle Forze Armate che tenga conto
Xli
della evoluzione avvenuta nella società civile, pone alcuni quesiti circa: l'esistenza o meno di un adeguato supporto logistico a fronte de/l'approvvigionamento alle Forze Armate di mezzi sempre più sofisticati; le prospettive degli arsenali e degli stabilimenti militari nel quadro della ristrutturazione in atto nell'Esercito, in particolare con riferimento alle prospettive occupazionali ed alla possibilità di far svolgere presso gli stabilimenti militari tutte le operazioni di manutenzione e ripàrazione dei mezzi militari; le prospettive di innovazioni in materia di ferma, in partiaolare in ordine alla esigenza dell' Esercito di un congruo numero di volontari a lunga ferma, e il ruolo ed i compiti da assegnare a questi ultimi' in riferimento anche ai compiti dei militari di leva; le modalità di impiego attuale del personale civile della Difesa e la possibilità di un loro impiego futuro anche nelle caserme e nelle unità operative per compiti di pulizia e nelle mense e per tutte quelle mansioni che non sembra opportuno far svolgere ai militari di leva.
••
Il deputato Garbi. dopo aver svolto una serie di considerazioni tecniche su alcuni dei programmi illustrati nella re lazione del Generale Rambaldi, si sof ferma ampiamente sul problema dei co sti del programma ,:ffesentato in attua zione della legge promozionale, sotto lineando l'entità degli aumenti registrati rispetto ai costi inizialmente previsti, e sugli ulteriori oneri che deriverebbero dal soddisfacimento di altre importanti esigenze de/I' Esercito non contemplate ne( programma previsto dalla legge promoziona/e, come ad esempio quella della adozione di una nuova linea di armi portatili. Il deputato D'Alessio, rilevata la no vità e la positività, per un più corretto rapporto tra Parlamento e Amministra zione militare, della prassi instaurata dalla Commissione con l'intenso pro gramma in corso di realizzazione di contatti con i massimi responsabili del le Forze Armate e di visite a basi ed Enti militari, sottolinea la necessità di una piena e corretta utilizzazione, fino ra non realizzatasi pienamente, dei meccanismi previsti dalle leggi promo zionali per rendere il Parlamento edot to delle varie fasi della loro attuazione. Sottolinea quindi che, in materia di pro grammazione militare, si debba realizzare una stretta correlazione tra efficienza e livello delle spese militari (non po tendosi discutere ulteriori spese se· non a fronte dell'eliminazione degli sperperi ancora esistenti); che si debba verifi care il rapporto tra spesa militare e as setto produttivo per garantire uno svi luppo programmato delle industrie del settore; che infine si giunga al più pre sto al superamento delle attuali impo stazioni settoriali nel quadro generale di una programmazione interforze de· gli interventi per le Forze Armate. Con clude ponendo alcuni quesiti per cono scere cosa intenda fare lo Stato Mag giore del 'Esercito per ovviare alla ina dempienza consistente nell'aver inizia to a dar corso al programma di ammo dernamento senza la preventiva comu nicazione alle Camere del programma stesso; quale sia il pensiero dello Sta to Maggiore dell'Esercito in merito afte attuali procedure contrattuali; quale sia l'orientamento dello stesso Stato Mag g1on; in relazione alla definizione di una legge programmatica interforze: come intenda /'Esercito procedere, anche in relazione al provvedimento di ordina mento interforze previsto nel program ma governativo e ad eventuali modifi che della leva, a garantire quel rap porto tra Paese e difesa necessario ad una convinta partecipazione popolare a quest' tt, ltima. Il deputato Baracetti, dopo aver ri levato l'esigenza di coinvolgere tutte le energie disponibi/1, anche attraverso una partecipazione maggiore dei gio vani sotto le armi, per superare /'at tuale crisi di identità in cui versano le Forze Armate, si sofferma diffusamente sulla necessità di una riforma dell'at-
tua/e sistema di reclutamento e di leva militare illustrando le linee di una pro posta legislativa che, partendo dalla previsione di un periodo di addestra mento, uno di attività operativa e uno, eventuale e volontario, di ferma, pro lungato per non più di un anno, tenga nella massima considerazione le quali ficazioni professionali acquisite nella vita civile, consenta un elevamento del le capacità professionali dei giovani, ne agevoli il successivo inserimento nelle attività produttive e instauri un rapporto sempre più aperto tra Forze Armate e società civile. Il Generale Rambaldi, premesso che potrà fornire risposta solo ai quesiti di natura tecnica rientranti nelle materie di sua competenza, mentre riferirà al Ministro della Difesa sulle questioni più squisitamente politiche emerse nel di battito, dichiara che obiettivo primario che l'Esercito si pone è quello di acqui sire una sempre maggiore credibilità nei confronti del Paese, e che tale obiettivo è realizzabile da un lato entrando sem pre più in circolo con la società e dal l'altro aumentando l'efficienza operativa dello strumento militare per assolvere i compiti ad esso assegnati. Dopo aver .affermato di considera re l'Esercito come l'espressione più au tentica della società Italiana non esisten do oggi Istituzione maggiormente rap. presentatlva della collettività nazionale, sottolinea lo spirito di apertura con cui l'Esercito si pone di fronte al diversi problemi che il momento propone, con l'unica condizione che non si infirmi quella disciplina che è l'anima di tutti gli Eserciti e senza la quale non si può garantire l'efficienza dello strumento mi litare e la stessa possibilità di esegui re le direttive Impartite dagli organi po litici e dal Parlamento. Chiarito che tale disciplina va intesa per altro in senso moderno, che deve cioè essere consapevole e cosciente, e che su tale via si sono fatti finora notevoli passi avanti, conclude sull'argomento sotto lineando che nel quadro delle molte iniziative volte ad aprire l'Esercito alla società è particolarmente grato alla Commissione della possibilità rappre sentata dalla odierna audizione e dal programma di visite in corso. Passando a considerare il tema del l'adeguatezza dell'Esercito ai compiti as segnati, il Generale Rambaldi dichiara che tale obiettivo può conseguirsi solo a condizione di risolvere alcuni proble mi fondamentali concernenti le condi· zioni del personale, la organizzazione logistica e la dotazione di armamenti competitivi. In ordine ai problemi del persona le - fondamentali perché le armi val gono poco se chi le adopera non è preparato e moralmente saldo - sotto linea la necessità di risolvere il pro blema della casa; di emanare solleci tamente le nuove leggi sullo stato e sull'avanzamento interforze e sui sotDiscussione. in seno alla Commissione Difesa. sulla relazione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito
Xlii
tufflclali; di risolvere Il problema della penslonabllità delle indennità operative; di migliorare le condizioni di vita dei militari di leva adeguandole ai progressi della società e di aumentare il soldo di tali militari; di prevedere forme assicurative, uguali per tutti, a favore delle vittime - anche di leva - per servizio e per i loro familiari; di provvedere a fornire l'Esercito di un adeguato numero di volontari a medio termine altamente specializzati da invogliare con appositi provvedimenti volti a garantirne anche l'eventuale stabilità di lavoro inserendoli al termine della .ferma nei Corpi di polizia; di prevedere infine l'impiego di personale civile reclutato localmente utilizzandolo anche nelle unità operative, liberando il personale di leva da incombenze a cui non è preparato, con vantaggi sia per l'efficienza operativa dei reparti sia sul piano economico. Quanto all'attuale organizzazione loglstica, il Generale Rambaldi la ritiene concettualmente superata, strutturata come è con suddivisioni in servizi per materia anziché per funzioni. Rilevato che sono in corso studi per ovviare a tale inconveniente, si sofferma sul problema degli stabilimenti militari che, nati spesso molti anni addietro con compiti prevalentemente di produzione di materiali bellici, svolgono ora una attività di riparazione e un ruolo di organo appaltante dei contratti, e che devono essere ristrutturati per renderli idonei a compiere, nell'ambito di un unico stabilimento, tutte le operazioni di revisione e riparazione dei moderni sistemi d'arma. Dopo aver rilevato che sul piano della provvista di armàmenti competitivi un notevole passo avanti è stato compiuto con la legge promozionale che ha consentito la indispensabile impostazione di programmi pluriennali, il Generale Rambaldi si sofferma sui problemi dell'addestramento e della dura· ta della leva, che nc.n ritiene possa essere ridotta al di sotto del 12 mesi, pena il calo notevolissimo dell'efficienza operativa. La ferma di leva può, infatti, considerarsi articolata In due fasi: la prima, di carattere addestratlvo, che si svolge in media nell'arco di sei mesi, la cui durata è indipendente da quella dell'intera ferma; la seconda, di natura operativa, nella quale il militare viene utilizzato presso le unità d'impiego, che non può avere una durata « economica » Inferiore alla precedente. Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito rileva, Inoltre, che oggi Il gettito annuale dei giovani idonei al servizio militare è superiore alle esigenze (pari a circa 300.000 unità, corrispondenti al 70% delle disponibilità attuali) In quanto è In atto il graduale assorbimento di un'intera classe di leva, resasi esuberante per effetto dell'anticipo, al 19° anno di età, della chiamata alle armi. A partire dal 1981 viceversa - quando tale assorbi-
XIV
mento sarà completato - il gettito annuo degli idonei assumerà un valore di poco superiore all'attuale fabbisogno, ma comunque inferiore al numero dei militari da chiamare alle armi nel caso in cui venisse ridotta la durata della ferma di leva. Il Generale Rambaldi quindi, dichiarato che in materia di poligoni l'Esercito cerca di ridurre al minimo compatibile con le esigenze dell'addestramento il disagio recato alle popolazioni Interessate, passa a fornire alcune risposte puntuali a quesiti posti. , Chiarisce quindi che all'origine della scelta di due sistemi di radar diversi per l'Aeronautica e l'Esercito sono le diverse esigenze delle due Forze Arma· te (la prima Infatti ha il problema della difesa di punti fissi e la seconda di quella di unità assai mobili); che per gli ele· vatissimi cos~i solo gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica hanno In dotazione sistemi di difesa antimissili; che il programma di sostituzione delle armi portatili è previsto per gli anni '90; che, a parte gli indubbi benefici ricavati sul piano dello sviluppo di nuove tecnologie, ritiene comunque valida .l'Industria nazionale del settore della difesa; che già al bilancio per il 1978 è allegata una proposta di programma, mentre quello definitivo sarà presentato al Parlamènto nel termini previsti dalla legge; che le vigenti procedure contrattuali sono assolutamente inadeguate e che occorrerà modificare le norme sulla contabilità dello Stato e la materia dei controlli sul contratti; che solo oggi esistono le condizioni per porre mano ad un provvedimento interforze in materia di programmazione militare in ordine al quale ribadisce il proprio parere favorevole; che per assolvere adeguatamente Il compito affidato all'Esercito in caso di calamità naturali occorre predisporre una adeguata normativa che codifichi le modalità di intervento ed inoltre dotare alcuni reparti di attrezzature bivalenti oltre che sviluppare un adeguato programma di esercitazioni ad hoc. Conclude rilevando, in materia di eliminazioni di sprechi e di spese superflue, che dopo la ristrutturazione dell'Esercito di campagna è in corso la ristrutturazione della parte territoriale, che presenta però non facili problemi per remore di ordine politico e sociale. Ciò deve indurre ad uno sforzo maggipre al fine di sopprimere doppioni, accelerare procedure, snellire il settore addestrativo tenendo conto, nel lungo periodo, della esigenza di spostare nelle regioni meridionali tutte quelle strutture ed attività non immediatamente collegate con le esigenze delle unità operative schierate quasi esclusivamente nelle regioni settentrionali. Il Presidente Accame. infi ne, dichiara conclusa l'audizione del Generale Rambaldi dopo averlo ringraziato anche a nome della Commissione per l'apporto dato ai lavori di quest'ultima.