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L' IMPATTO ECONOMICO DELLE SPESE MILITARI IN EMILIA ROMAGNA

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Direttore Responsabile Pier Giorgio Franzosi

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1993

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A11i Omfiche Ti lli~ rur SpA Vi~• del F'o11c Om\'clln. 182 -(X) l (H Romn Ottobre I<J<>3


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CENTRO MILITARE DI STUDI STRATEGICI

L'IMPATTO ECONOMICO DELLE SPESE MILITARI IN EMILIA ROMAGNA eli

Alberto Bolognini e Marco Spinedi, Nornisma S.p.A.

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Questa ricerca, che si inserisce nella collana promossa e curata dal Ce.Mi.S.S. approfondendo un aspetto socio-economico di fondamentale importanza Della cor1vivenza fra le Forze Armate, Paese che le esprime e territorio che le ospita, ha nel medesimo tempo almeno tre pregi principali. Essa costituisce innanzitutto un chiaro esempio di come una col laborazione fra Amministrazione della Difesa ed Enti Locali sia destinata sempre a produrre buoni frutti allorché portata avanti nel sincero desiderio delle parti di comprendere i rispettivi problemi e di individuare soluzioni ottimali per entrambe. Si tratta inoltre di uno studio che colma una lacuna grave del settore, non solo perché conduce a risultati probanti ma anche perché sviluppa un metodo e degli strumenti di indagine che precedentemente non esistevano e che in futuro potranno essere applicati con altrettanta efficacia a differenti realtà territoriali nella certezza di poter in breve tempo pervenire a conclusioni altrettanto valide. Il lavoro ha infine mobilitato forze, interessi ed opinioni diverse: la NOMISMA ed il Ce.Mi.S.S. in primo luogo ma poi anche la Regione, i Comuni coinvolti, le Camere di Commercio interessate, I'ERVET, attivando un dibattito a più voci estremamente produttivo non solo in quanto è risultato sincero e sereno ma anche per la risonanza che esso ha saputo suscitare nei mass media e presso l'opinione pubblica. Un esperimento di successo dunque, che sarebbe in futuro opportuno ampliare, affrontando magari temi diversi ma sempre nel medesimo spirito di costruttiva dialettica. U Direttore del Ce.Mi.S.S. Gen. B. Cucchi

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L'IMPATTO ECONOMICO DELLE SPESE MILITARI IN EMILIA ROMAGNA

La presente ricerca, realizzata dalla società di ricerca Nomisma S.p.A., è stata coordinata e diretta dal Don. Marco Spinedi e si è avvalsa dei contributi dei Dr: -Alberto Bolognini - Giovanni Moroni -Giovanni Ceccaroni - Piergiorgio Pallara ln particolare, la suddivisione dei capitoli è la seguente: Sintesi della ricerca- Marco Spinedi Capitolo l - Marco Spinedi Capitolo 2 - Alberto Bolognini Capitolo 3 - Alberto Bolognini Capitolo 4 - Marco Spinedi Capitolo 5 - Alberto Bolognini, Piergiorgio Pallara Capitolo 6 - Marco Spinedi Appendice A - Giovanni Moroni (autore anche della tavola intersettoriale dell'economia dell'Emilia Romagna) Appendice B - Piergiorgio Pallara Appendice C - Piergiorgio Pallara La traduzione della sintesi delJa ricerca è stata curata dalla Drssa Maria Luce Procacci. ll progetto di ricerca iniziale è stato preparato dai Dr Marco Brunelli e Mario Pellucchi. n rapporto è stato commissionato a Nomisma dai seguenti Enti: Ce.Mi.S.S., Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna, Camera di Commercio di Bologna, Camera di Commercio di Ravenna, ERVET. 5


INDICE

pag. PRESENTAZIONE .................................... ....... ....... ........... ... .... ....... ........

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PREFAZIONE ................................................................................... ....... .

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SINTESI DELLA RICERCA ............................. ..... .. ........... .............. .......

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EXECUTIVE SUMMARY ...................................... ..................................

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CAPITOLO l - ALCUNE CONSIDERAZIONI SUL TEMA DELLA DIFESA NELLA TEORIA ECONOMICA, Marco Spinedi 1.1 Premessa ... .... .... ... .... .... .... ... .... .... ... .... ... ... .... . ... ... .... ..... .. .... ... .... ... ... 1.2 Economia e problema militare: un accenno al tema secondo i "padri dell'economia" .................. ................................... 1.3 Le spese militari e l'economia ne ll 'era di Keynes ........................ 1.4 L' economia pubblica ed il bene difesa ........................................... 1.5 L'economia industriale e la industria per la Difesa ........................ 1.6 La spesa militare ed il suo impatto economico sul territorio ................................ ........... ... .... ..... .. .... ... .... .... ... .... .......... CAPITOLO 2 - I MECCANISMI DI SPESA DEL MINISTERO DELLA DIFESA, Alberto Bolognini 2.1 Al curti accertni ali' orgarùzzazione centrale del Ministero della Difesa ............................................................................ .......... 2.2 Gli enti e le istituzioni responsabili della funzione di spesa .............................................. ... ....... ..... .... ... ... .... .... ... .......... 2.3 L'attività contrattuale del Ministero della Difesa .... .... ................... ALLEGATO l - Elenco delle spese eseguibili in economia ex DPR 511211983 n • 939 ...... ... ........ ... ... .... .... .... ... ... .... ... .. .. ... .... .... ... .... ... .... .... .. CAPITOLO 3- LA PRESENZA MILITARE IN EMILIA ROMAGNA, Alberto Bolognini 3.1 Le principali caratteristiche socio-economiche della regione .......

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3.2 Lo sviluppo industriale regionale e la presenza militare: brevi considerazioni storiche ......... ................................................. 3.3 L'attuale presenza di installazioni militari: un'analisi a Livello regionale e provinciale .................. ................................................. 3.4 La presenza del demanio militare e delle servitù militari nella Regione ... .... .... ... .... .... ... .... ..... .. ..... ... ... .... ... .... .... ... .... .... .........

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CAPITOLO 4- L' IMPATTO ECONOMICO DELLE SPESE MILITARI, Marco Spinedi 4. L Alcuni aspetti metodologici ............................................................ 4.2 Le principali caratteristiche della spesa militare in EmiLia Romagna 4.3 I risultati delle analisi con la tavola intersettoriale .........................

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CAPITOLO 5- ANAUSI DEI RISULTATI DELLTNDAGINE CAMPIONARlA SUI CONSUMI DEL PERSONALE MILITARE DI CARRIERA E DEI CADETTI DELL'ACCADEMIA DI MODENA, Alberto Bolognini e Piergiorgio Pal/ara 5 .l Premessa . .... .... ... ... .... .... ... .... ... .... ........ ... .... ... .... .... ... .... .... ... ... .... ..... 5.2 Le principali caratteristiche del campione dei militari di carriera .. .. .... ... ... .... .... ... .... ....... ..... ....... .. .. .. ..... .... .. ..... ...... ............ 5.3 D comportamento di spesa dei militari di carriera .......................... 5.4 Le principali caratteristiche del campione degli accademisti di Modena ....................................... ................................................ 5.5 Il comportamento di spesa degli accademisti ................................. CAPITOLO 6- ANALIS I DEI RISULTATI DELL' INDAGINE CAMPIONARIA SU l CONSUMI DEL PERSONALE MILITARE DI LEVA, Marco Spinedi 6. J Premessa .. ... .... ........ .. ..... ... ... ............ ....... ... .... ........ ... ....... .... ........... 6.2 Le principali caratteristiche del campione dei militari e graduati di truppa .......................................................................................... 6.3 Il comportamento di spesa di graduati e militari di truppa .............

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APPENDICE A - CRITERI DI COSTRUZIONE DELLA TAVOLA INTERSEITORIALE DELL'EMILIA-ROMAGNA PER IL 1990 (TIER- 90), Giovanni Moroni ....................................................................

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APPENDICE B - NOTA TECNICA SUL PIANO DI CAMPIONAMENTO. Piergiorgio Pa/lara

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APPENDICE C- ALLEGATO STATISTICO DALL'INDAGINE CAMPIONARIA, Piergiorgio Paliara .................... ..................................

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APPENDICE D - QUESTIONARI UTILIZZATI NELLE INDAGINI CAMPIONARIE .......................................................................................

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BIBLIOGRAFIA RAGIONATA ........................._. .......................................

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t.

PRESENTAZIONE Nel sostenere il progetto di questo studio di Nomisma per il Centro Militare di Studi Strategici, la Regione Emilia Romagna ha agito sulla base di una convin7ionc precisa: che vi sia, cioè, un deficit di conoscenze da colmare sul rapporto che lega o può legare Forze Armate c teJTitorio in una società cd in un'economia avanzate. come quelle della nostra Regione. Qui, d"allrondc, il fenomeno, anche se rilevante, non ha la dimensione ed il peso relativo che tradizionalmente si riscontra in altre Regioni (penso ad esempio al Friuli Venezia Giulia): ciò lo rende forse più sfuggente sono il profilo quantitativo, ma ci restituisce margini di riflessione e di iniziativa. Colmare il deficit di conoscen.te sul rapporto tra Forze Armate e territorio significa compiere un passo importante affinché tale rapporto evolva verso una fase nuova. Vi è oggi, prima di tutto, un rapporto istituzionale tra Forze Armate, da un lato, c Regione ed Enti Locali, dall'altro, che possiamo giudicare positivamente: un rapporto concreto. che registra numerosi momenti di collaborazione su grandi c piccole questioni. D'altronde, in diverse città dell'Emilia Romagna, vi è una presenza antica e radicata nel tessuto sociale, che costituisce un patrimonio sul quale non è difficile costruire. Questo non significa che non vi siano problemi. TaJora la presenza di instaJIa.tioni militari ha comportato e comporta vincoli e costi per le popolazioni. Una società moderna e matura come quella emiliano romagnola non si nasconde che questo è un doveroso contributo ad esigenze di prontezza e di adeguatezza del sistema di Difesa. A fronte di questo tipo di problemi non c'è alternativa ad uno sfor.to reciproco di comprensione ed alla trasparenza dei componamenti. Questo è il quadro in cui inserire la questione degli impalli economici della presenza militare. Le ricadute economiche non sono e non possono essere un motivo per apprezzare o meno la presenza delle Forze Armate su un territorio: ad esse si chiede il contributo della sicurezza e della difesa e tutto il resto è necessariamente secondario. Tuttavia si tratta di un fenomeno da non sottovalutare ed anzi da valorizzare. Vi sono innanzituno impatti sul reddito e sullo sviluppo economico di alcune aree, ad esempio là dove la presenza militare è o è stata caratterizzata da funzioni produttive o logistiche. Vi sono poi potenzialità da sfruttare. Cito, in primo luogo, quelle di un rapporto più articolato e proficuo con il tessuto produttivo Locale e specie con le piccole e medie imprese. È questo il senso del coinvolgimento in questo progetto della finanziaria regionaJe ERVET, dalla quaJe ci attendiamo, sulla base delle 11


conclusioni della ricerca di Nomisma, l ' iden tific ~ione di possibili iniziative di valorizzazione e qualificazione di questi rapporti. Cito poi le opportunità legate ad una migliore e più razionale localizzazione delle strutture delle Forze Armate (installazioni varie, caserme, allogi del personale), che potrebbero rendere disponibili per usi civili aree significative in diverse città della Regione. Esiste in altri termini un capitale immobiliare, attualmente sottoutilizzato o inadeguato alle finalità delle Forze Armate, che potrebbe - per così dire- essere rimesso in circolo, a tutto vantaggio sia delle Forze Armate sia dell'economia regionale. È questo un terreno sul quale la Regione è disposta ad impegnarsi, nell'ambito delle proprie competenze di programmazione del territorio, per passare celermente dalle analisi alle proposte. Concludo rinnovando l'apprezzamemto della Giunta per il lavoro sin qui svolto ed assicurando la nostra attenzione a tradurre le indicazioni che emergono ed e mergeranno in momenti di collaborazione di progettualità comune con le Forze Armate. Enrico Boselli Presidente della Regione Emilia Romagna

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PREFAZIONE Negli ultimi anni ci è accaduto spesso di studiare le caratteristiche dei mercati di alcune categorie di "beni immateriali", che da un punto di vista economico tendono a qualificarsi per la loro "pervasività" all'interno del s istema produttivo. Si fa riferimento, in particolare, al caso di beni, fra loro molto diversi, quali ad esempio l'arte, la pubblicità, lo sport o, per l'appunto, la Difesa. Da queste prime esperienze ne è scaturito un vero e proprio "filone" di ricerca, che, pur nella diversità dei temi trattati, ha messo in luce come nel nostro sistema economico sia sempre più diffusa una fortissima interdipendenza strutturale fra i diversi settori produttivi, sia nell ' industria che nei servizi. Anche piccole variazioni in una componente esogena della domanda (come ad esempio quella generata dalla spesa pubblica per la Difesa) possono allora influire in maniera significativa sulla struttura produttiva di una regione o addirittura di un intero paese. Il problema che il ricercatore ha di fronte in questo caso è soprattutto di tipo metodologico: è necessario cioè mettere a punto un metodo di lavoro che consenta di individuare e misurare, anche quantitativamente, il livello di interdipendenza che caratterizza un fenomeno. La scelta del metodo non presenta facili soluzioni: basti pensare che l'ideazione della tavola input output di un'economia, a tuttoggi forse l'unico strumento quantitativo di misurazione del fenomeno, risale ai primi decenni di questo secolo e viene ancora utilizzata senza particolari modifiche. Anche nel caso dello studio di Nomisma sull'impatto economico dello sport in Italia, che pure presenta caratteri di particolare originalità, il metodo utilizzato non si discosta molto da quello delle tavole intersettoriali. Il presente studio sull'impatto economico delle spese militari in Emilia Romagna 1 si inserisce in questo filone sul "tema degli impatti" e, per il tipo di metodologia utilizzata, ne costituisce anzi uno degli esempi più "classici", come i numerosi e prestigiosi esempi in letteratura suggeriscono2. L'interesse che lo studio ha suscitato nasce soprattutto da alcune peculiarità che caratterizzano il "bene difesa". I mercati al l'interno dei quali esso

1 La presente ricerca fa parte di un progeno più ampio, ancora in fase di realizzazione, che comprende lo studio delle caraneristiche della presenza e delle spese militari a Bologna e nell" area di Rimini. Cervia e Forll e !"analisi dell'impano economico di una singola installazione militare a Budrio. una piccola cinadina della provincia di Bologna. 2 Come è noto, fra i primi impieghi della tavola input output da parte dell"economista W. Leontief, suo ideatore. vi è stato quello dell"impano della spesa militare sul sistema produttivo degli Stati Uniti.

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viene scambiato presen tano infatti numerose peculiarità. Se dal lato della domanda è possibile individuare con una certa facilità la tipologia dei soggetti coinvolti, l'esercizio risulta molto più complesso se lo si vuole effettuare dal lato dell'offerta. Pur trattandosi, nel caso dlella Difesa, infatti, di un unico bene, ad esso non corrisponde un settore produttivo sostanzialmente omogeneo, e quindi facilmente identificabile, come invece accade per la maggior parte dei prodotti industriali : si pensi, ad esempio, ai prodotti del settore automobilistico, a q uelli della siderurgia o del tessile-abbigliamento, ecc. È necessario, allora, mettere a punto una metodologia appropriata, che tenga conto in particolare della natura "pervasiva" dei fenomeni studiati e ne metta in risalto Le principali caratteristiche di pecu liarità. I risultati dello studio hanno dimostrato come, nel "caso emiliano", la spesa militare nel suo complesso non rappresenti una componente molto rilevante del prodotto interno lordo regionale. Non va tuttavia dimenticato come, per alcune realtà locali e, soprattutto, per alcuni settori produttivi, come nel caso, ad esempio, dei servizi di ristorazione, il fenomeno acquisti dimensioni non trascurabi li, soprattutto sotto il profilo occupazionale. Il fatto che la presenza di un battaglione possa determinare una ricaduta sull'occupazione pari ad oltre un centinaio di addetti costituisce un importantissimo elemento di conoscenza, soprattutto in una fase, come quella attuale, in cui le rilevanti trasformazioni del sistema di Difesa molto probabilmente porteranno in futuro a profonde modifiche nell a dislocazione geografica dei reparti ali' interno del paese. La ricerca ha inoltre permesso di acquisire importanti informazioni sul comportamento di spesa del personale m ilitare che, soprattutto nel caso dei giovani di leva, costituiscono una completa novità nel nostro paese. Ne emerge una figura d i consumatore fortemente influenzato, sia in senso positivo che negativo, dall ' ambiente militare nel quale si trova ad operare e che, nel caso dei militari di leva, beneficia, fenomeno praticamente unico in Europa. di un consistente contributo familiare. Rispetto al caso dello sport o dell'arte, infine, lo studio della spesa militare presenta una specifica, rilevante, caratteristica: quella di fare riferimento ad un serv izio interamente offerto dallo Stato, del quale infatti rappresenta un'importante voce di bilancio. Il continuo aumento del deficit del settore pubblico che ha caratterizzato questi ultimi anni e le gravi conseguenze di carattere economico e finanziario che esso sta determinando su tutto il sistema produttivo del nostro paese rende sempre più urgente e necessario intervenire per razionalizzare e rendere più efficiente la spesa. Da questo punto di vista, la ricerca in oggetto ha un ambizioso obiettivo: quello di costituire un contributo di ri flessione sulla necessità che l' amministrazione pubblica, in tutti i suoi settori ove eroga un servizio, si doti di strumenti idonei di conoscenza e di valuta14 l


zione dell'impatto economico che la propria attivitĂ ha sul sistema produttivo del paese. Ă&#x2C6; un'esigenza da cui uno Stato moderno non può assolutamente prescindere. Prof. Romano Prodi Presidente Comitato Scientifico di Nomisma

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SINTESI DELLA RICERCA L'impatto che le spese per la Difesa o la presenza di un'installazione militare provocano sull'economia di una regione o di un 'area del paese costituisce un aspetto per molti versi inedito della presenza delle Forze Armate sul territorio. In realtà, il trasferimento di un reparto da una regione all'altra, la chiusura di una caserma o, più in generale, una ·decisa riduzione della spesa pubblica per la Difesa possono avere conseguenze economiche non trascurabili, soprattutto se ad essere coinvolte sono aree economicamente arretrate, ove la presenza di un' unità militare o di un ' impresa che lavora nel settore della Difesa spesso costituisce un'importante fonte di redqito. Le preoccupazioni manifestate negli ultimi tempi dalle amministrazioni di alcuni comuni, di fronte alla possibile soppressione od al trasferimento di reparti sono, da questo punto di vista, l'indicazione più evidente di come la vita economka di quei centri, specie se piccoli, possa dipendere in maniera s ignificativa dal "sistema Difesa". Obiettivo principale dello studio è quello di stimare l' impatto economico che le spese del Ministero della Difesa e delle installazioni militari presenti sul territorio regionale per l'acquisto di beni e servizi hanno avuto sul sistema produttivo dell'Emilia Romagna nel 1990. Lo studio rappresenta un'importante novità per il nostro paese, poiché era mancata finora una qualsiasi analisi di questo tema, con l'eccezione di alcune ricerche, limitate però al solo comparto dell ' industria degli armamenti. All'estero, al contrario, l'argomento è stato, soprattutto in passato, oggetto di numerosi studi ed è ora tornato prepotentemente alla ribalta, con il mutare del quadro strategico mondiale dovuto alla fine della guerra fredda e la conseguente necessità di ridefmire il ruolo delle Forze Armate. Per un economista che si interessi degli effetti della spesa pubblica sul sistema territoriale del nostro paese, inoltre, la spesa militare presenta un 'altra interessante caratteristica, quella di possedere una elevata capacità "pervasiva": essa è in grado, cioè, di attivare un ampio spettro di settori produttivi sia neli' industria che nei servizi; per il mantenimento delle truppe e del materiale bellico in dotazione alle Forze Armate, infatti, il Ministero acquista prodotti dai comparti più svariati: dai carburanti ai computers, dalle calzature, divise e beni alimentari ai sistemi d'arma ed ai componenti elettronici più sofisticati. Sebbene l'impatto economico della spesa militare non costituisca per l'Emilia Romagna una componente essenziale della propria economia, l'analisi del "caso emiliano': rappresenta un utile esercizio, in quanto la regione beneficia in modo sostanzialmente equilibrato di ricadute dovute sia all'acquisto centralizzato di beni e servizi sia alla presenza di installazùoni militari sul territorio. Per alcuni settori produttivi, soprattutto nei servizi commerciali e nella ristorazione, e 17


per alcune circoscritte realtà locali, poi, la spesa originata dalla presenza di installazioni militari costituisce un fenomeno non secondario. Fra gli aspetti che maggiormente hailllo impegnato il gruppo di ricerca, il più significativo è senz'altro rappresentato dalla messa a punto di una metodologia appropriata, da utilizzare sia nella fase di raccolta dei dati che in quella di analisi e valutazione dei risultati. Nella fase di raccolta dei dati, i principali problemi metodologici da risolvere hanno riguardato: - la mancanza di una fonte statistica diretta, che permetta di "regionalizzare" le spese della Pubblica Amministrazione; il sistema di rilevazione ed elaborazione dei dati attualmente vigente non prevede infatti la possibilità di riclassificare la spesa dello Stato e dei vari Ministeri in base alle regioni destinatarie dei fondi; si è reso dunque necessario ricostruire voce per voce e capitolo per capitolo l'insieme delle spese ricadenti suU'economia dell'Emilia Romagna, partendo dai singoli contratti di fornitura, cosl come sono registrati presso il Ministero ed i vari comandi territoriali; - la presenza di contratti di subjomitura nell'ambito delle commesse vinte da aziende localizzate in altre regioni del paese. Di essi beneficerebbero soprattutto piccole e medie imprese, notoriamente molto numerose in Emilia Romagna, senza che però i dati disponibili ne registrino l'ammontare; -l'esistenza di una diversa localizzazione geografica fra sede legale e stabilimenti produttivi di un ' impresa. Gli acquisti di beni e servizi effettuati dal Ministero vengono infatti contabilizzati dagli uffici amministrativi competenti con riferimento alla sola sede legale dell'azienda fornitrice, indipendentemente dal fatto che essa svolga la sua attività produttiva nella regione di residenza o meno; - il fatto che i capitoli di bilancio del Ministero della Difesa siano concepiti con finalità diverse da quelle dell'analisi economica, spesso contenendo prodotti fra loro fortemente disomogenei; ciò ha reso necessario un complesso lavoro di riclassificazione e rielaborazione dei dati , teso a riordinare le s ingole voci di spesa secondo lo schema NACE/CLIO utilizzato dall'1STAT. Nella fase di analisi dei dati si è seguito l'approccio metodologico più frequentemente utilizzato in passato in ricerche simili, basato sull' uso di una tavola intersettoriale dell 'economia regionale a 18 branche, ricavata da quella nazionale con il metodo bi-proporzionale di Stone. La tavola è stata utilizzata sia per stimare U prodotto lordo complessivo e identificare i settori produttivi maggiormente attivati dalla spesa militare sia per effettuare alcuni esercizi di simulazione.

l principali risultati della ricerca La presenza di personale militare e civile in Emilia Romagna si colloca intorno al 5% del totale nazionale, un dato che non si discosta molto da quello 18


registrato nelJa maggior parte delle altre regioni italiane. Nel 19901, anno di riferimento della ricerca, erano presenti in regione 15485 militari (di carriera e di leva) e 2753 dipendenti c ivili tra Esercito ed Aeronautica2. Complessivamente, le installazio ni militari regionali ospitavano a quella data 15 reparti operati vi dell'Esercito, 4 dell'Aeronautica, 33 unità territoriali , l base NATO e 6 stabi limenti appartenenti alla cosiddetta "area industriale della Difesa". Per la gestione dei reparti, il pagamento di stipendi c salari del personale militare e civile e l'acquisto di beni e servizi da parte del Ministero, la spesa lorda stimata è stata complessivamente di 561 miliardi circa, che corrispondono ad oltre il 3% del totale delle uscite di cassa del Ministero cd allo 0.6% del P.I.L. (Prodotto Interno Lordo) emi liano romagnolo. Questa cifra non rappresenta però l'ammontare netto di spesa che e.ffeuivamente ricade sull'economia della regione. Ad essa vanno infatti: l) sommati i contributi, stimati in circa 48 miliardi di lire, che le famiglie dei militari di fatto erogano ai giovani in servizio di leva nella regione sottoforma di sussidi3: 2) sottratte le imposte direffe ed indireffe (compresa l' IV A) ed i contributi sociali versati dal Ministero nelle casse dello Stato per conto dci propri dipendenti; 3) sommati i redditi dei convivellfi (mogli, figli e altri) dei militari di carriera. Nel 1990, dunque, il flusso neffo di denaro cbe di fano ricade sull'economia dell'Emilia Romagna equivale ad oltre 435 miliardi; di essi, 93 miliardi circa provengono dalle commesse del Ministero e dci comand i territo riali, mentre i restanti 343 hanno origine dalle spese delle installazioni militari. Considerando il rilievo che il tessuto produttivo dell'E milia Ro magna assume nel complesso dell'economia nazionale, sorprende come la parlc relativa alle commesse industriali costituisca una quota così modesta (me no del 20%) del totale della spesa militare regionale. Nel tentativo di identificare le possibili cause del fenomeno, si è giunti alle seguenti conclusioni, che riguardano:

1 È impanante sottolineare il fano che la ricerca fa riferimento al 1990, in quanto a partire dal 1991 si sono verificati alcuni signficativi spol.tamenti d i reparti e di truppe, che hanno in parte modjficato la presen7..a militare nella regione.

2 L'unica presenza della Marina Militare in regione è rappresentata dal Radar di Avvistamento (MAR IRADAR 505) e dalla Capitaneria di Po110 di Marina di Ravenna . 3 La cifra. che costituisce uno dci risultati più interessanti della ricerca. è stata ca lcolata e laborando le risposte che un can1pionc di graduati e miHtari dj truppa ha fornito nel corso di un"intervista.

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a) la mancanza nella regione sia di insediarnenti industriali di grandi dimensioni\ che di distretti industriali in settori "high tech", come ad esempio quello dell'elettronica, presenti nell'area di Roma; è noto invece come siano proprio le grandi imprese, spesso raggruppate in consorzi, a beneficiare maggiormente di commesse dal Ministero della Difesa. Da questo punto di vista, le caratteristiche del sistema produttivo emiliano romagnolo sembrano poco adatte al tipo di forniture necessarie per la Difesa, anche se la forte specializzazione in beni intermedi , per esempio nei settori della meccanica e dei mezzi di trasporto, può aver favorito il fenomeno della subfomitura di componenti da parte di imprese non necessarianlente specializzate nelle produzioni militari; b) la distanza dai centri decisori di spesa, che si rifletterebbe negativamente sull'ammontare delle commesse industriali direttamente prove nienti da l Ministero. A questo proposito, il caso di Roma e del Lazio rappresenta un esempio significativo di come la localizzazione possa costituire un fattore strategico di rilievo. La presenza congiunta nella capitale del Ministero e di numerosi ed importanti insediamenti militari ha favorito infatti lo sviluppo di un ampio e variegato tessuto di imprese locali specializzate nella fornitura di beni e servizi per la Difesa; c) la mancanza di grandi imprese del settore pubblico che invece in alcuni settori, come ad esempio quello delle telecomunicazioni o della cantieristica navale, costituiscono una sorta di scelta obbligata per il Ministero della Difesa, in quanto rappresentano gli unici grandi fornitori nazionali. La spesa militare netta è stata poi ripartita tra i seaori produttivi destinatari, identificati seguendo la classificazione adottata dall'1ST AT. A beneficiarne sono in primo luogo i servizi vendibili, ed in particolare quelli al commercio, con il 64% della spesa complessiva, mentre l'nndustria manifatturiera e quella delle costruzioni ne assorbono il 22%. Ai comparti dell'agricoltura, dell'agroindustria e dei prodotti energetici va infine il rimanente 14% del totale. Il canale distributivo utilizzato dipende direttamente dal livello dal quale la decisione di spesa è stata presa: tutte le commesse provenienti dal Ministero o dai comandi territoriali e parte degli acquisti di beni e serviz i gestiti in autonomia dalle installazioni militari regionali (circa il 40% del totale) ricadono direttamente sul settore produttivo. La maggior parte delle spese in consumi effeLLuate dal personale militare e civi le residente in regione e una quota non indifferente, intorno al 60%, degli

4 Si consideri, ad esempio, il caso della Liguria, dove la presenza di grandi imprese, come ad esempio I'Oio Melara c la Fincanlieri innuisce no1evolmcme sulle caraneris1ichc della spesa mi li1are nella reg ione.

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acquisti delle installazioni militari ricadono invece sul settore del commercio al minwo o all'ingrosso. Mentre nel caso delle spese del personale militare è più che ragionevole che sia il settore dei servizi vendibili a beneficiarne, il fatto che oltre la metà degli acquisti delle installazioni militari passino attraverso l' intermediazione commerciale costituisce un grave fattore negativo, sia per l'aggravio nei costi che esso determina sia per l' inefficienza dovuta al numero eccessivo dei fornitori. Nel caso delle installazioni è evidentemente molto forte il legame economico con il territorio circostante, che si manifesta nella tendenza a rifornirsi presso un numero molto elevato di ditte ed imprese, nella maggior parte dei casi di piccola e piccolissima dimensione, che talvolta fini scono con il dipendere quas i esclusivamente dai contratti con gli Enti militari stessi. Nella fornitura di beni e serviz i alle Forze Armate operano, infatti, oltre 5 mila aziende con sede legale in Emilia Romagna. La maggior parte di esse appartiene all'industria manifatturiera (1977, pari al 39% del totale), il 30% al settore delle costruzioni e del genio civile, il 28% ai servizi vendibili ed il 3% al comparto dei carburanti e dei prodotti energetici. Il numero molto elevato di imprese, soprattutto nel comparto manifatturiero e delle costruzioni, si riflette negativamente sul valore medio dei contratti, che nel primo caso si aggira intorno ai 50 milioni e nel secondo intorno ai 30. Soltanto nel settore dei carburanti e prodotti energetici, il contratto medio di una fornitura raggiunge i 300 milioni circa. La tavola interseuoriale dell'economia regionale è stata utilizzata in primo luogo per misurare l' impatto delle spese militari sull 'economia della regione attraverso la stima del prodotto lordo complessivo e per identificare i settori produttivi maggiormente attivati ed in secondo luogo per effettuare alcuni esercizi di simulazione. A fronte di una spesa militare di 435.8 miliardi nel 1990, il prodotto lordo stimato corrisponde a 1404.4 miliardi di lire ed i consumi intermedi (genericamente definibili come "indotto") ammontano a 968.6 miliardi, con un coefficiente di attivazione pari perciò al 70% circas. Nel caso dell 'Emilia Romagna, dunque, la spesa militare sembra presentare un 'elevata capacità di attivazione del sistema produttivo locale. Il fenomeno è facilmente interpretabile se si considera da un lato la presenza di un tessuto industriale caratterizzato da un' elevata divisione del lavoro fra le imprese, e dall'altro l'ampio spettro di settori produttivi rappresentati in regione.

5 n coefficiente di attivazione è calcolato come rapporto percentuale fra consumi imermedi e prodono lordo stimato. Quanto più elevato è il valore di tale rapporto, tanto maggiore ri sulta la produzione di beni intermedi resa necessaria per produrre l'ammontare di beni finali richiesti dal senore militare.

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La scomposizione del vettore della spesa militare totale fra spese delle installazioni e commesse all'industria permette di valutare la differente capacità di attivazione dovuta alla diversa composizione settoriale dei due tipi di spesa. Nel caso delle installazioni, a fronte di una spesa di gestione di 343.2 miliardi, il prodotto lordo ammonta a 1122.4 miliardi, mentre !"'indotto" stimato risulta essere di 779.3 miliardi, con un coefficiente di attivazione del69%. Per quanto riguarda le commesse industriali, a fronte di una spesa complessiva di 93 miliardi di lire, l'indotto risulta essere di 189.3 miuardi, mentre il prodotto lordo ammonta a 282 miliardi circa, con un coefficiente di attivazione che in questo caso risulta del 67%. Secondo i risultati dell'indagine, dunque, le installazioni militari presenti in Emilia Romagna tendono ad avere un effetto attivante superiore rispetto a quello delle commesse all'industria gestite dalle Direzioni Generali e dai comandi territoriali. La diversa capacità attivante delle installazioni rispetto a quella delle commesse è stata ulteriormente analizzata in uno degli esercizi di simulazione effettuati con l'aiuto della tavola. Si è a tale proposito ipotizzato che la spesa complessiva generata dal "sistema Difesa" in Emilia Romagna venga destinata esclusivamente o all'acquisto centralizzato di beni e serviz i o al mantenimento di installazioni. Questo esercizio è stato effettuato ripartendo la somma totale di 435.8 miliardi fra i 18 comparti considerati, secondo la distribuzione percentuale per settori che caratterizza la spesa delle ililstallazioni e ripetendo la stessa operazione nel caso delle commesse industriali. I risultati ottenuti contengono alcune interessanti indicazioni: a) se si assumesse che tutta la spesa attuale fosse riaiJocata esclusivamente per gestire le installazioni mili tari, il prodotto lordo complessivo aumenterebbe di oltre 20 miliardi. A livello settoriale, a tale aumento netto corrisponderebbe una riduzione di 33 miliardi circa nell'industria manifatturiera, di 28 miliardi nell'agricoltura e di 7 miliardi circa nel comparto delle costruzioni e genio civile. Nei settori dei servizi vendibili (+78 mil iardi), ed in quello dei combustibili e prodotti energetici (+ IO miliardi) si verificherebbe al contrario un aumento. La ridistribuzione dei "guadagni" e delle "perdite" fra i diversi settori è naturalmente funzione della diversa composizione settoriale che caratterizza le spese delle installazioni militari rispetto alla spesa totale; b) nel caso in cui, invece, l'intera spesa fosse ripartita esclusivamente fra i diversi settori dell'industria, secondo la distribuzione attualmente presente nel caso delle commesse delle Direzioni Generali del Ministero e dei comandi territoriali , il prodotto lordo complessivo diminuirebbe di 77 miliardi circa. I settori più penalizzati sarebbero in primo luogo quelli dei servizi vendibili (-291 miliardi) e dei carburanti e prodotti energetici (-36 miliardi). L' industria manifatturiera beneficierebbe invece di un aumento del prodotto lordo di 122 miliardi, l'agri22


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coltura e l'agroindustria aumenterebbero di 103 miliardi e le costruzioni ed il genio civile di 28 miliardi. Secondo i risultati dell' esercizio, dunque, una ipotetica riallocazione della spesa dovuta ad un aumento del numero di installazioni militari avrebbe un potere attivante sull'economia della regione decisamente superiore rispetto a quello, addirittura negativo, riscontrabile nel caso di una spesa destinata esclusivamente alle commesse industriali.

Alcune considerazioni in merito ai risultati delle indagini campionarie La stima delle ricadute del "s istema Difesa" su ll 'economia dell ' Emilia Romagna ha dimostrato come i consumi del personale militare e civile rappresentino una quota rilevante della spesa militare complessiva. Dei 546 miliardi6 che costituiscono il totale delle spese militari in Emilia Romagna, infatti, 264, pari al 50% circa, vanno a costituire il reddito disponibile del personale militare e civile della Difesa. Di essi, 146 miJiardi circa (55%) rappresentano le retribuzioni e le indennità di servizio al personale militare di carriera, mentre la somma spesa dai graduati e militari di truppa, dai volontari a ferma prolungata e dagli allievi dell ' Accademia di Modena ammonta a 65 miliardi, pari al 25% del totale7. Per conoscere io maggior dettaglio non soltanto il livello e la composizione merceologica ma anche alcuni aspetti qualitativi del comportamento di spesa dei militari residenti in regione, si è ritenuto opportuno effettuare tre indagini campionarie rivolte alla popolazione di ufficiali e sottufficiali, degli accademisti di Modena e dei graduati e militari di truppa. Nel caso degli ufficiali e souufficiali, fra i motivi che maggiormente hanno giustificato l' effettuazione di tale indagine, quello forse più importante riguarda il fatto che, rispetto ad altre categorie professionali del settore pubblico, il militare di carriera gode di alcune importanti agevolazi.oni che di fatto ne aumentano il reddito disponibile. Esse riguardano: -il consumo dei pasti a prezzo ridotto o gratuitamente all'interno dell' installazione militare; - le agevolazioni nel campo della casa, dei trasporti, e della sanità; - la possibilità di trascorrere le ferie o le licenze nei soggiorni militari estivi o invernali; -la possibilità di utilizzare impianti sportivi o altri locali destinati al tempo libero all' interno dell' installazione;

6 Al lordo dell 'IV A. 7 La somma comprende i contributi che i militari di leva ricevono dalle proprie famiglie.

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-l'utilizzo dì un'uniforme per la maggior parte dell'orario di lavoro. In realtà, non sempre il mj)jtare di carriera in Italia si trova nelle condizioni ottimalì per poter beneficiare di tutti i possibili vantaggi legati alla propria condizione. In media, tuttavia, la composizione della spesa del militare dovrebbe risultare (ed effettivamente risulta), "ceteris paribus", significativamente diversa da quella del consumatore "civile", soprattutto per quanto riguarda proprio quelle voci di spesa come, ad esempio, l'abitazione, l'alimentazione, l'abbigliamento, i trasporti, o le ferie, per le quali esistono particolari agevolazioni. Non sempre la possibilità di contenere le spese per i consumi di prima necessità si traduce, comunque, in un effettivo aumento dei risparmi. In molti casi, soprattutto fra i sottufficiali e gli ufficiali più giovani, infatti, il maggior reddito disponibile viene destinato al consumo di beni voluttuari e/o ostentativi come, ad esempio, le auto di grossa cilindrata, l'abbigliamento "firmato", etc. Il militare residente in Emilia Romagna è innanzitutto un militare "stanziale": circa il 70% del campione risiede in regione da oltre 5 anni ed il 50% da oltre lO. La lunga permanenza in regione sembra aver favorito una piena integrazione nel tessuto socio-economico locale. Un argomento di particolare importanza, per le implicazioni che ha sul comportamento di spesa e sul livello di reddito effettivamente disponibile alla fan1iglia del militare, è rappresentato dal tipo di abitazione di cui si dispone. Una parte di rilievo delle famiglie risiede in una casa di proprietà del demanio militare o di un ente pubblico (41% del totale); il 34% è invece proprietario dell'appartamento in cui abita, mentre il 20% è costretto a utilizzare il mercato dell'affitto privato. Se si considera che molto probabilmente anche una parte di quei militari che hanno acquistato un 'abitazione è stata costretta a farlo, data la difficoltà a trovare appartamenti in affitto, se ne può dedurre che una percentuale molto alta di militari di carriera non può di fatto beneficiare dei vantaggi legati all"uso di una casa di proprietà demaniale. L'analisi delle risposte al questionario ha poi evidenziato come siano presenti significative differenze nella composizione della spesa fra "l'universo dei militari'' e le famiglie degli italianiS. Le voci esaminate mostrano infarti diversità statisticamente non casuali per alcune categorie di prodotti quali ad esempio l'affitto, l' abbigliamento, l'arredamento e le spese per la casa, i divertimenti, ecc. Fra i fattori interpretativi che sembrano spiegare un tale comportamento vanno soprattutto ricordati quei "fringe benefits" già citati in precedenza. L' insieme di tali agevolazioni si traduce di fatto in un notevole risparmio su

8 Per la composizione della spesa si è fatto riferimento alla classificazione seguita daii"ISTAT

nel 1989.

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alcune importanti voci di spesa di prima necessità, a fronte del quale i militari di carriera hanno due possibilità: aumentare le spese correnti destinate ad altri beni c scr,izi o i liveW di risparmio. Il questionario appHcato al caso degH Accademisti di Modena9 costituisce una parziale rielaborazionc ed adauamento di quello utilizzato per i graduati e militari di leva. Rispetto al comportamento di spesa dei militari di carriera e soprattutto dei graduati e mi litari di truppa, gli accademisti presentano alcune rilevanti differenze, dovute alle particolari condizioni di vita alle quali sono sottoposti durante il biennio trascorso in Accademia. Le principali riguardano: - la disponibilità di uno stipendio pagato dall'amministrazione militare, che pcrmeue di ridurre sostanzialmente il sussidio familiare di cui invece beneficiano i soldati di leva; - l" ammontare della spesa in beni di consumo, che si presenta più contenuta rispcuo a quella dei soldati di leva, sopraltutto per alcune voci, a seguito della minore durata del periodo della libera uscita giornaliera e del ridotto numero di licenze durante l'anno; - il peso molto maggiore, sempre rispetto ai soldati di leva, delle spese in beni durevoli e di investimento; - il verificarsi di visite in loco dei familiari, delle fidanzate e degli amici, con conseguente ricaduta economica sulle attività alberghiere e commerciali della cinà. Durante i due anni di corso, l" amministrazione militare garantisce agli allievi delr Accademia il vino e l'allog&io. Gli accademisti ricevono inoltre uno stipendio che nel primo anno è di 842 mila lire al mese e nel secondo è pari a 974 mila. Secondo i risultati del questionario, la parte di spesa in consumi degH accademisti che ricade sull'economia dell'Emilia Romagna è pari ad l milione di lire mensili. In media, dunque, gli allievi tendono a spendere più di quanto guadagnano, facendo ricorso sia ai propri risparmi sia, in minor misura, ai contributi provenienti dalla famiglia di origine. Come nel caso degli ufficiali e sottufficiali, la spesa mensile pro capite comprende una parte interna, pari a 173 mila lire circa, che corrisponde all'ammontare di spesa che l'allievo effettua dentro l'Accademia per l'acquisto di giornali, tabacco e per consumi vari alla bouvette, ed una estema, pari a circa 840 mila lire, che viene spesa durante la Libera uscita settimanale, i week-end e le licenze.

9 Nel 1990 l" Accademia di Modena ha ospitato 560 cadetti.

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Per quanto riguarda la composizione per capitoli della spesa esterna, le voci si suddividono in tre grandi categorie, che comprendono le spese m ensili correnti, pari a 540 mila lire (64.5% delia spesa lOtale), la spesa in beni "durevoli", pari a 176 mila (14.5%) e quella in beni di "investimento"IO, che in media, su base mensile, corrisponde a poco più di 121 mila lire. Nell'ambito della spesa mensile corrente, la risrora-;.ione (pizzerie, tratto rie, ristoranti, ecc.), rappresenta la voce più elevata, raccogliendo oltre il 29% de l totale. Segue quella relativa al telefono, con il 12.4%, e, con il 5% circa, rispettivamente, le spese in divertimenti, materiale editoriale e, in un' unica categoria, i prodotti per la toeletta, il barbiere, la lavanderia e l'attività sportiva. li rilievo che i consumi sostenuti dai soldati di leva hanno nell ' ambito della spesa delle installazioni militari ( 14% del to tale) e la completa mancanza di informazioni statistiche ufficiali sull'effettiva entilà e sulla composizione della spesa che essi sostengono durante il servizio costituiscono due fra i principali motivi di interesse dei risultati del questionario sui graduati e militari di rruppa 11 • Secondo i risultati dell'indagine, dei 64 miliardi cui ammonta la spesa annua stimata dei graduati e militari di truppa, solo 17 provengono dalla diaria che il soldato percepisce dall 'anuninistrazione militare, mentre i rimanenti 47 vanno a comporre il cospicuo contributo fan1iliare. ln media, il militare di leva spende mensilmente una somma complessiva di 625 mila lire circa, di cui 152 mila costituite dalla diariat2 e 470 mila, pari al 76% del totale, quale contributo de lla famiglia. Seguendo la suddi visio ne g ià applicata ne l caso degli accademi sti di Modena, le spese dei graduati e militari di truppa sono state classificate in "interne" ed "esterne", distinguendo cioè fra gli acquisti effeuuati all'interno delle installazioni militari e le spese sostenute al di fuori, in occasione della libera uscita, dei permessi o delle licenze. La spesa interna, pari a 86 mila mensili, è complessivamente piuttosto limitata, rappresentando meno del 14% del totale e conferma come l'installazione militare non costituisca un luogo di particolare attrazione per i militari di leva. La spesa esterna, che corrisponde ad oltre 1'86% della spesa mensile totale, ammonta ad una cifra complessiva di 57 miliardi circa, pari a 543 mila lire mcn-

IO Per beni "durevoli" s i intendono capi d'abbigliamento, callaturc. fotogrnlie. articoli militari, etc.; fra i beni d"'invcstimento" sono compresi i radi o-registratori, le borse cd articoli da viaggio, le macchine fotografiche. i meni di trasporto, etc. Il Nel 1990 i graduati c militari di truppa erano in Emilia Romagna 10127 unità, pari al659é del personale militare dell'Aeronautica c dell'Esercito di stan7.a in regione.

12 Tale somma comprende anche le licenze e le indennità di missione.

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sili pro capite. Gli avieri spendono all'esterno di più dei militari dell'Esercito, attestandosi in media sulle 580 mila lire, contro le 520 mila di questi ultimi. Come nel caso degli accademisti, la voce di spesa di maggior rilievo è rappresentata da quella per la risrorazione (pizzerie, trattorie, ccc.), pari al 26% della spesa esterna totale, a conferma di una tendenza ormai nota da parte dci militari di leva a consumare il pasto serale fuori dell'installazione, quando non sono di servizio. È interessante notare come la ristorazione rappresenti la prima voce di spesa per i militari dell'Esercito, mentre sia soltanto terza (dopo le voci " benzina" e "divertimenti") per quelli dell 'Aeronautica. Gli avieri, infatti, spendono una c ifra circa tre volte maggiore di quella dc i soldati per la benzintl, pari a 152 mila lire al mese contro 53 mila. Tale spesa è in buona parte g iustificata dal fatto che il 66% di essi ha dichiarato di aver portato al eguito la propria auto. La voce "diverrimenri ", con 85 mila lire al mese, rappresenta il terzo capitolo di spesa per i militari dj leva. Anche in questo caso, gli avieri spendono una cifra considerevolme nte superiore ( 143 mila lire) rispetto a quella dei militari dell'Esercito (53 mila lire). La spesa relefonica rappresenta la quarta voce di spesa. In media, la cifra impegnata per il te lefono è dj circa 53 mila al mese; in questo caso, però, sono i soldati dell'Esercito a spendere decisamente di più degli avieri (66 mila contro 29 mila lire). Come è ovvio, anche l' uso del telefono risulta direttamente collegato con la distanza dal proprio luogo di residenza.

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EXECUTIVE SUMMARY The impact of defence and military installation expenditures on the economy of a region, or of an area of the country, is rarely taken into account when considering the presence of the Armed Forces on a given territory. Yet the transfer of a unit from one region to another, base closures or, more generally, cuts in the public expenditure for Oefence may have significant economie consequences. The socĂŹal impact is obviously greater when economically backward areas are involved, or where a military contingent, or a finn working in the Defence sector represent an important source of income fora community. Recently, local governments have been deeply concerned about the closure or the transfer of units, as the economie life of these centres, particularly the smaller ones, greatly depends on the "Defence syste~1". This study aims at evaluating the economie impact of the "Defence system" on EmiJia Romagna in 1990. Such an analysis is the first of its kind in Italy, except for some previous studies having focused solely on the armaments industry sector. In contrast, this subject has been studied frequentJy in the past in foreign countries, where it has received even more attention recently, as a consequence both of the changed world strategy after the end of the Cold War and of the urgent need to define a new role for the Armed Forces. For an economist interested in the effects of public payments on the local economies of our country, military expenditures have another important feature: namely the ability to "pervade", starting up a wide range of production sectors, in both industry and services. To maintain troops and military equipment the Ministry of Defence purchases a range of products from different sectors: from fuels to computers, from shoes, uniforms and foodstuffs to weapon systems and sophisticated electronic componems. Even if military expenditures are not essential to the economy of Emilia Romagna, the analysis of the "EmiJian case" is a useful exercise, as the region benefits nevertheless from both the centralized purchase of goods and services and the presence of military establishments in its territory. Moreover, for some productive sectors in certain localities, namely trade services and restaurants, the expenditures linked with the military is by no means a minor phenomenon. The research group has aimed chiefly at defining an adequate methodology to use during both data collection and the analysis and evaluation of results. During data collection, the mai n methodological problems have concerned: - The lack of a direct statistica! source to allocate by region the expenditures of the Public Administration, as the current system of national accounts does not allow the re-classification of Government and Ministries' disbursements 29


according to the regions receiving funds. That is why all military expenctitures related to Emilia Romagna bave been reconstructed by item, starting with single supply contracts, as registered with the Ministry and the territorial headquarters. - The existence of subcontracting in production orders won by companies in other regions. Namely, tbe benefits received by the various small and medium-sized compauies, located in Emilia Romagna, are recognized even if the available data do not indicate their exact number. - The dif.ferent geographicallocations of the registered head office and productive plants of a cornpany. In fact, the Ministry's purchase of goods and services are recorded with reference to the supplying firm's registered office only, without taking into account whether production is carried out in the region of residence or in another. - The Ministry of Defence's budget iremizations do not have the same airns as those of economie analysis and usually include very dissirnilar products. That is why a data re-classification and re-treatment was needed, in order to reclassify the single ex pendi tures according to the N ACE/CLIO scheme used by 1STAT. During data analysis, the same methodology, already used in analogous foreign studies, was utilized, based on an inter-sectorial table of regional economy with 18 branchesl. The rable has been used to evaluate the total gross product, to identify the main production sectors where activation of military expenditures have been responsible, and to carry out some simulations.

The main results of the research Civilian and military personnel in Emilia Romagna account for 5% of the national total, a figure which differs litĂše from other Italian regions. In 19902, the reference year for our researcb, 15,485 soldiers (regular soldiers and conscripts) and 2,753 ci vii employees were in the region, considering both Land and Air Forces3. Regional military bases hosted, in that year, 15 operational units of the Land Forces, 4 of the Air Forces, 33 territorial units, l NATO base and 6 plants, belonging to the so-called " Defence industriai area". The Ministry's assessed gross expenditure, to administer contingents, to pay salaries and wages for military and civiil personnel and to buy goods and ser-

1 Obtained from the national one thanks to Stone' s biproportional method. 2 The refercnce ycar for our research is 1990, as from 199 1 on, many contingem and troop transfcrs took piace, partially changing lhe military prcscncc in the rcgion. 3 Thc on ly prescncc of the Navy in the region is represcmcd by Marina di Ravenna waming radar (MARIRADAR 505) and Harbour Officc.

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vices, amounted to about 561 billion lira, that is more than 3% of the Ministry's total cash disbursements, but a mere 0.6% of Emilia Romagna GDP (Gross Domestic Product). However, this figure does not include the net totaJ income actually concerning the regionaJ economy. lt is, in fact, necessary: l ) to add in the subsidies, of around 48 biilion lira, that relatives pro vide to conscripts to integrate their mean salaries; 2) to subtract direct and indirect taxes (VAT inc luded) and social contributions, the Ministry pays to the Government on behalf of its employees; 3) to add in the revenues of regular soldiers ' cohabitants (wives, children and others). Thus in 1990, the net flow of money concerning Emilia Romagna' s economy amounted to more than 435 billion lira, 93 billion of which comes from the Ministry's and territorial headquarter's orders; the re maining 343 billion lira was derived from disbursements made directly by rnilitary bases. Given the important role that the productive sector of Emilia Romag na plays in the nationaJ economy, it was surprising to find that the share of industriai orders was so low (less than 20%), within the total of regional rnilitary ex pendi tures. In order to understand the causes of this phenomenon, we consider that: a) The region lacks both large industriai p/ants4 and industriai zones in high-tech sectors, such as electronics, like the ones in the area around Rome. On the contrary, it is well known that large companies, often in association, are those more bound to benefit from the Defence Ministry's orders. In this sense, the features of Emilia Romagna's production system are not so well adapted for the supplies needed by Defence, even though the high level of specialization in intermediate goods, such as mechanics and means of transportation, should favour component sub-supply to extemal undertakings specialized in military productions. b) Centres of expenditure decision making a re too distant, which has a negative impact on the number of industriai orders coming directly from the Ministry. The case of Rome and Lazio is a good example of location being a significant strategie factor. In fact, the concurrent presence of the Ministry and important military headquarters in the capitai has favoured the development of a wide and varied network of local firms, specialized in the supply of goods and service for Defence.

4 For example, the case of Liguria, where the presence of big concerns, such as Oto Melara and Fincantieri, greatly innuences regional military expenses.

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c) The lack of large public sector undertakings, which in certain sectors, such as telecommunications or shipyards, are the only large national suppliers and therefore represent a sort of necessary choice for the Defence Ministry. Net military expenditures have been divided among receiving production sectors identified according to 1STAT' s classification. Saleable services, and namely trade ones, benefit most from this situation, with 64% of the total expenditure, while manufacturing and building industry capture 22%. Finally, agriculture, agro-industry and energy products cover the remaining I 4%. The recourse to a military o"r a civilirun distribution channel depends directly on the leve] at which the decision of expenditure is taken. For instance, the production sector benefits directly from ali orders coming from the Ministry and part of goods and services purchases (about 40% of the total) controlled autonomously by the territorial headquarters and regional military bases. In contrast, the whole consumption of military and civilian personnel living in the region as well as a large part, almost 60%, of the military installation's purchases concern retail and wholesale trade. While it is natural that the saleable service sector profits from rnilitary personJ1el spending, it is a cause of concern tbat more than a half of military base purchases is controlled by private trade mediation. This phenomenon may result both in unnecessary increases of costs and in ineffectiveness due to the high number of suppliers involved. In the case of military bases, the eCOiliOmic links with the surrounding territory were found to be very strong, as bases usually buy from a number of small and very small-scale firms and companies, that in some cases directly depend on military bodies. In fact, more than 5,000 .firms having their registered office in Emilia Romagna supply goods and services to the Armed Forces. Most of them belong to the manufacturing industry, 30% to the building and civil engineering sector, 28% to service sector and 3% to the fuel and energy sector. Such a large number of fLrms, above ali in the manufacturing and building sector, has a negative impact on the average value of contracts, which is about 50 mi llion lira, in the fu¡st case, and 30 million in the second. Only in the fuel and energy product sectors does the average supply value amount to about 300 million lira. The regional input-output table has been utilized to measure the impact of military expenditures on the regional economy, evaluating the total gross product, identifying the most active production sectors and subsequently performing some simulation exercises. With a military expenditure of 435.8 lbillion lira in 1990, the assessed gross product amounts to 1404.4 billion lira and intermediate consumption (generally 32


defined as a "multiplier effect") to 968.6 billion lira, with a multiplyi11g coe.fficiellf which is thus equa] 10 about 70%5. In Emilia Romagna, military expenditures have a high multiplier effect in the local production system. This phenomenon ĂŹs easĂŹly explained by an industriai sector having a high work division among firms, o n the one hand, and a wide range of produclion sectors, on the other. The division of the total military expenditure vector in installation expellditures and i11dustry orders allows us to evaluate the different multiplying capacity produced by the different sectorial composition of the two types of expenditure. In the case of installatĂŹons, with a running expenditure of 343.2 billion, the gross product amounts to 1,122.4 billion, while the assessed "multiplier effect" is equal to 779.3 billion, with a mulliplying coefficient of 69%. As for industria] orders, with a total expenditure of 93 billion lira, the multiplier effect is 189.3 billion, while the gross product is about 283 billion, with a multiplying coefficient of 67%. According to the enquiry results, Emilia Romagna's military installations have a multiplier effect which is higher than that of industry orders managed by Head Offices and territorial headquarters. The different multiplying capacity between bases and industry orders has been further analyzed in a simulation done with the table. It has been assumed that the rotai expenditure of the "Defence system" in Emilia Romagna is addressed solely to the centra.lized purchase of goods and services or to the maintenance of bases. This exercise has been performed by sharing the total amount of 435.8 billion amoog the 18 sectors, according to the percentage distribution by sector, as ir is designed by installations expenditures, and repeating the same exercise for industry orders. The results are significant: a) lf we reallocate the whole present expenditure solely to the administralion of rnilitary bases, the total gross product would increase by more than 20 billion lira. At a sectorial level, this should lead to a decrease of about 33 billioo in the manufacturing industry, 28 in agriculture and 7 in building and civil engineering. On the contrary, in the service sector (+78 billion) and in that of fuel and energy products (+l Obillion) there should be an increase. The reallocation of "profits" and "losses" among the different sectors is, of course, a function of the different sectorial composition characterizing military bases disbursements compared with total expenditure.

5 The multiplier coefficient is calculated as a ratio bctween intermediate consumptions and assessed gross product. The higher this ratio, the bigher the production of intermedi ate goods needed to produce the amount of fina! goods demanded by the military sector.

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b) If the whole expenditure is divided solely among different industriai sectors, according to the orders made by the Ministry's Head Offices and territorial headquarters, the total gross product would decrease by about 77 bimon, to the detJiment of the service sector (-291 billions) an d the fuels and energy product (-36 billion) sector. In contrast, manufacturing industry would benefit from a gross product increase of 122 billion, agricolture and agro-industry would increase by 103 biUion and buildings and civil engineers by 28 billion. Therefore, according to the results of this exercise, a supposed reallocation of the expenditure, due to an increase in military installations, would ha ve a multiplier effect on the regional economy greater than that produced by an expenditure entirely devoted to industriai orders, whicb would be negative.

Some remarks on sample inqu.iries results Tbe evaluation of the irnpact of the "Defence system" on Emilia Romagna's economy has shown that consumption by military and civilian personne l account for a large part of the total military expenditure. Out of the 5466 billion lira total military expenditure in Emilia Romagna, 264 billion lira, around 48%, represent the available income of Defence military and civilian personnel. Of the 264 billion, 146 billion (55%) are wages and severance payments for regular soldiers, while the surn spent by ¡c onscripts'. volunteers on prolonged term of service and cadets of the Modena Academy amounts to 65 billion lira, or 25% of the total. In order to better know military perSOJ1nel expenditure levels and consumption patterns when living in the region, three sample inquiries concerning officers and non-commissioned officers, cadets of M odena, and ranks were carryied out. Among the most important reasons j ustifying the enquiry among officers and non-commissioned officers is that with respect to other public sector professional categories regular soldiers benefit from some important concessions, thereby increasing their available income. These concem: - free or discount meals, within the military establishments; - housing, transportation and health benefits; - the possibi lity of spending holidays a nd leaves in military resorts; - the possibility of using sports or other faci lities during free ti me within the military establishments; - the use of an uruforrn for a great part of the working day.

6 Cross of VAT. 1 This su m includes contributi ons conscripts recei ve from thcir fam ilies.

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As a matter of fact, military personnel in ltaly are not always in a situation to benelit from all the advantagcs of their status. Generally, howcver, the composition of military expenditure should prove (and really do) ceteris paribus different from that of "civilian¡¡ consumers, especially as far as housing, food, clothing, transportation or holiday expenditures are conccmcd. The possibility of limiting expenditures for essentials does not always mean increased savings. fn many cases, namely among youngcr non-commissioned officers and officers, in fact, the higher Jevel of available income is devoted 10 non-cssential and/or luxury goods, such as high-powcrcd cars, brand name clothing, etc. Soldiers living in Emilia Romagna are above ali "standing" soldiers: about 70% of lhe sample has been living in the region for over 5 years and 50% for over IO. The long stay in the region ha favoured a complete integration into the local socio-economie community. Particularly irnportant for the consequences it has on the spending behaviour and on the reaJ income of the military family is the problem of housing. Many families live in rnilitary married quarters or in non military public housing (41 % of lhe total); 34% own thc apartment they live in, while 20% ha veto turn to the private rental market. lf we assume that, most likely, pari of the soldiers owning their own flat had been obliged to buy it, due to the difficulty of finding houscs for reni, we can conclude lhat a very high percentage of rcgular soldiers do not in fact benefit from the advantages of military housing property. The analysis of the answers to lhe questionnaire has strcssed the difference in the composition of expenditures between military and ordinary ltalian familicss. Statistically significant differences were found in certain categories of spending, such as rent, clothing, furnishing, household and amusements, etc. Among the factors explaining lhis behaviour, we should remember lhat before fringc benefits, which may represent high savings on some importanl essentials, regular soJdiers have two choices: either increasing current expenses devoted to other goods and services or increasing saving levels. The questionnaire concerning the cadets of the Modena Academy9 is a partial recreation and adaptation of the one used for conscripts and volunteers on prolonged terrn of servi ce. Compared with the spending behaviour of conscript troops, cadets present some differences, because of lhe l ife lhey spend during the two-year period in the Academy. Tbe main differences concern: - the availability of a salary paid by the military administration, and thus a reduction in the family allowance from which conscripts benefit;

8 For the expense composition wc rcferred to ISTAT classification of 1989. 9 In 1990 the Modena Academy had 560 cadetS.

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- consumer goods expenditure which is 1ower than that of conscripts, due to 1ess daily ti me off duty and fewer 1eaves during the year; - the higher proportion of expenditures for durab1e and investment goods with respect to conscripts; - the visits of re1atives, fiancees and friends, with a consequent impact on hotel and other service activities, in the town. During the two years the military administration assures the Academy cadets board and lodging. Cadets receive a montWy salary which amounts to 842,000 lira, in the fust year, and to 974,000 1ira in the second. According to the resu1ts of the questionnaire, cadets' spend.ing in Emilia Romagna amounts to l million lira per month. Generally, cadets tend to spend more money than they earn, using both their own savings and, to a !esser extent, relatives' contributions. Per capita monthly spending includes an internai part of about 173,000 lira, which a cadet spends within the Academy, to buy newspapers, cigarettes and other items, and an extemal part, about 840,000, spent during the weekly periods of free time, week-ends and 1eaves. As regards the extemal spending, it can be divided into three categories: monthly current spending, 540,000 lira (65% of the total expense), spending on durable items, 176,000 lira (14,5%) and personal investmentslO, about 121 ,000 lira per month, on average. Within the monthly current spending, eating out (in pizzerias, trattorias and restaurants) is the largest item, amounting to more than 29% of the total. Telephone calJs rank second (12,4%), foJJowed by amusements, newspapers/ magazines, with 5% each, and finally personal products, barber, laundry ~nd sports. Due to the absolute lack of any previous information on the matter, it is among the main interesting results of the questionnaire among conscripts the relative importance of their consumption within local economie "defence system" (14% of the totaJ)II. The study results indicate that only 17 billion lira, out of the 64 billion constituting their annua! spending, come from the salaries concripts receive from the military administration, while the remaining 47 billion, come from their families.

IO"Durables" are e lothing, shoes. photographs, military items, etc.; ''in vestmems¡¡ include radio, tape-recorders, bags and travel-items. cameras, means o f transportation, etc. Il In 1990 non-commissioned officers and ranks numbered 10, 127, in Emi lia-Romagna. that is 65% of Air and Land Forccs military personnel, stationed in the region.

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t.

Each month a conscript soldier spends about 625,000 lira, 152,000 being the month's pay 12 and 470,000 (or 76% o f the total) his farnily's contribution. Following the method used for Modena cadets, troops' expenses have been divided into " internai" and "external" sections, that is purchases taking piace within the military establishment and expenses made outside, during free time, leave of absence and furloughs. The interna/ expenditures, 86,000 lira per month per capita, is rather limited representing less than 14% of the total. The extemal expenditures, more than 86% of monthly spending, amount to about 57 billions lira, that is to say 543,000 lira per month, per capita. Airmen were found to spe nd outside the establishment more lhan Land Force colleagues, the former with an average of 580,000 lira versus the 520,000 of the latter. !t is important to note that eating out is lhe main expense for Land Forces soldiers, while it is only the third (after petrol and amusements) for Airmen. Airmen spend, in fact, three times lhat of soldiers on petrol, 152,000 lira per month versus 53,000, as 66% of them have their own cars. Amusements, at 85,000 lira per month, is Ăš1e third ranking expense for conscripts. Airmen spend much more ( 143,000 lira) than soldiers (53,000 lira), also in lhis case. Telephone is the fourth expense, with 53,000 lira per monlh, on average. In this case, Land Force soldiers spend much more than airmen (66,000 lira against 29,000 lira). Of course, telephone use, too, depends directly upon the distance from the individuals piace of residence.

12 This sum includes leaves and subsidcnce allowanccs. 37


l.

CAPITOLO l

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUL TEMA DELLA DIFESA NELLA TEORIA ECONOMICA 1.1 PREMESSA L'economista che si accinga a trattare i terni della Difesa è colto da un senso di "disagio", ben riassunto nelle parole di R. Srnith e J. Fontane!, due fra i maggiori esperti europei sull'argomento: "la ricerca economica sulle spese militari non è affatto incoraggiata, ponendosi nel campo del 'male necessario'. Lo status teorico delle spese militari resta embrionario, segnato da giudizi definitivi, spesso enunciati a priori" l. Tale opinione trova ulteriore conferma nel fatto che, malgrado le spese militari ricoprano in genere un peso non secondario nella vita economica di una nazione, trattazioni specifiche sul tema della Difesa sono quasi completamente assenti dai manuali di economia, se non per fugaci accenni, spesso in nota. Allo stato attuale delle conoscenze ben poco di definitivo si può dire su alcuni importanti quesiti che gli stessi economisti della Difesa hanno in varie occasioni sollevato, quali ad esempio: l) È possibile valutare correttamente le spese che un paese effettua per la Difesa naziona.le, in modo da stabilire il costo della sua sicurezza? 2) Quale è il reale impatto delle spese militari sul funzionamento del sistema economico? 3) È possibile identificare i reali confini dell'industria degli armamenti all'interno del sistema produttivo? 4) È possibile valutare in chiave economica il grado di efficienza e di efficacia del sistema difensivo di un paese? La mancanza di una trattazione sistematica non deve comunque trarre in inganno, poiché la letteratura econonùca, fin dalle origini, è molto ricca di spunti analitici e di considerazioni critiche riguardanti l' economia della Difesa. Molti economisti tendono a collocarla però ai margini della scienza economica, seguendo una vecchia tradizione che risale al tempo dei classici. Basti ricordare come sia ancora attuale nel pensiero Liberista la critica del ruolo economico dello Stato, visto come dannosa ingerenza nei meccanismi della

1 Cfr. Fontane! J..Smith R., ''Analysc économique des dépcnses militaires", in Srratt!gique, n· 27 (lll) 1985.

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naturale interazione sociale e causa fra le principali del mancato raggiungimento del massimo "benessere collettivo". La complessità stessa dell ' argomento, ma soprattutto il fatto di trovarsi di fronte ad un bene pubblico, la Difes a, che svolge una fun zione di fatto meta-economica nella società modema2, poi, giustificano in parte la difficoltà dell'economista nel cercare di definire uno schema interpretativo soddisfacente, nel quale poter pienamente collocare il te ma considerato. Mentre nella sua dimensione macroeconomica, dunque, il problema ri mane in sostanza indefinito ed insoluto, in diverse branche dell'economia, come l'economia industriale, l'economia pubblica o l'economia del territorio, la lette ratura contiene interessanti spunti analitic i, anche se le soluzioni p roposte dagli economisti ai singoli problemi posti dalla Difesa risulta no essere ancora in buona parte parziali ed incomplete. Senza avere la pretesa di essere esaustivi sull'argomento, si accennerà in questo capitolo ad alcuni dei te mi più signjficativi che la ricerca economica ha evidenziato nei rapporti fra sistema economico e Difesa .

1.2 ECONOMIA E PROBLEMA MILITARE : UN ACCENNO AL TEMA SECONDO I "PADRI DELL'ECONOMIA" Quel senso di " disagio", efficacemente espresso dai due economisti citati nel paragrafo precedente, si comprende meglio, se si considerano le ragioni che possono spiegare l'atteggiamento di incomprensione, se non addirittura di vera e propria ostilità, che la scienza economica ha mani festato nei confronti del mondo militare nei testi dei primi economisti europe i. L' economia nella sua moderna accezione può essere considerata infatti uno

dei prodotti della cosiddetta "rivoluzione" Hberale che ha attraversato il mondo occidentale nel '700, seguendo un percorso ideale che, trovando i suo i precursori in fil osofi quali Hobbes e Hume, è approdato, attraverso Bentham, aU'opera d i Adam Smith. Questa ri voluzione culturale si accompagna a ll'ascesa di una classe borghese mercanti le ed induslriale antagonista del vecchio ordine aristocratico-feudale, il cui pote re discendeva in buona parte da l contro llo militare dello S tato. L' analisi della società che si sviluppa negli anni successivi te nde a concepì-

2 La Difesa del territorio nazionale rappresema infau i un '"bene" la cui importanza travalica i confini dell'economia. Alla sua piena realizzazione perciò può, almeno in teoria, essere devoluta una quantità di ri sorse fin unziarie ill imitate, indipendcntemcme da c iò che tale azione può provocare sul pi ano economico.

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re la guerra solo come espressione di interessi economici. Ma poiché i motivi che potrebbero giusùficarla sono da considerarsi " illusori" (''la guerra non è mai un affare" scriveva H. Spencer nella seconda metà dell '800), per lo pi~1 legati alla non completa applicazione del principio del libero scambio, la guerra per lo Stato liberale non trova più ragione di esistere e l' istituzione - Esercito viene relegata a puri scopi difensivi, contro società ancora ispirate a principi mercantilistici. Essa sarebbe dunque destinata a scomparire con l'avanzata della "civilizzazione borghese" nel mondo3. L'apparato concettuale e laborato dall'economia c lassica, centrato sulla libertà di scelta e sull'utilità degli individui, non può che assumere lo Stato come entità astratta e si trova sostanzialmente impreparato a considerare le quesùoni auinenti la formazione dello Stato stesso e, naturalme nte, ad inserire in tale ambito r istituzione militare, fulcro della sua stessa csistenza4. La contraddizione in cui ben presto ricade !"'ideologia borghese", una volta giunta al potere, è costituita dal fatto che " lo Stato borghese, per quanto essenzialmente pacifico secondo l'analisi dei suoi ideologi, si trova costretto a conservare un apparato militare, e, quindi a permettere l'autoperpetuazione nel suo seno di valori antiborghesi, antiliberali. antieconomicisti, che nell'Esercito deri-

3 L'utopia liberale di superamento del conOiuo armato trova forse la sua espressione più famosa negli scriui di Sir Norman Angeli all' inizio del secolo. Le guerre si rivelerebbero inutili se: l) tutti i paesi seguissero il liberismo economico e pcnncucsscro la libera circolazione dei capitali: 2) si mantenesse uno scrupoloso rispetto della proprietà privata delle persone non combatte nti e dci paesi neutri; 3) il paese vinto conservasse la sua indipendenza politica ed economica. Queste teorie ebbero un ceno seguito c nel 19 14 il governo decise di trasformare la Banca di Francia in una società privata. aflinché, in caso di invasione. il nemico fosse obbligato a rispcttarla. non potendo i beni dei privati essere considerati prede di guerra. Cfr. N.Angell, ..The great illusion: a study of the relation of military power in nations to their econom ie and social advantage.., New York, 19 10. 4 l valori tipici di un'organizzazione come !"Esercito, così come erano concepiti alcuni secoli fa, essendo il ponato di un'etica aristocratica di origine medievale. risultavano inconciliabili con l' utilitarismo che sta alla base dcll ..'homo oeconomicus''. Come ricorda R. Strassoldo, in Sviluppo regionale e Difesa nazionale, Gorizia. 1972, nell'etica borghese dell'individualismo, del materialismo e dcll'utilitarismo egoista ..se ciò che realmente esiste è il corpo, la materia, allora esiste solo l'individuo: lo scopo della vita diventa così la soddisfazione dei bisogni individuali (c l'economia diventa la scienza per eccellenza): lo scopo della società è la sodd isfazione dei bisogni dci suoi si ngoli membri ; lo Stato è un'organizzazione di servizio ai ciuadin.i. una delle tante istituzioni congegnate ;ùlo scopo di assistere i c iltadini, dalla culla alla tOmba, perché tutti possano godersi tranquillamente la vi ta con il massimo di prosperità c il minimo di soffere nza possibile; e non ha senso morire per esso. Non può non esservi contrasto fra le ragioni dell'individualismo. del benessere e dell'utilizzo delle capacità professionali prevalenti nella società borghese e il culto della disciplina, del sacrificio, dell"unifom1ità e dello spirito di servizio. patrimonio del mondo militare".

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vavano dall'estrazione aristocratica di gran parte degli ufficiali e dalla natura suafim~ione"5. Uno dei principali motivi per cui gli economisti neoclassici banno finito con l'ignorare lo studio dell'economia mj(jtare ha mollo probabilmente origine proprio da tale contraddizione. Fin dal tempo dei classici, la maggior parte della letteratura economica, infatti, non va molto al di là di alcuni spunti e di sommarie considerazioni nei riguardi dei temi della Difesa, e comunque evita di impostare una "teoria generale" suli' argomento. Fra i grandi economisti del passato, Adam Smith è il primo a trattare estesamente dei rapporti fra Difesa ed Economia. Secondo Smith, infatti, stabilito che la Difesa è comunque necessaria e che va delegata allo Stato per la natura intrinsecamente pubblica del bene6, all'economista non resta che occuparsi dei criteri per garantire /'efficien~a della spesa militare. Smith tratta prevalentemente della maggiore convenienza per uno Staro a disporre di un Esercito professionale rispetto alla milizia7, nonché dell'esigenza che le spese militari siano finanziate in base alla capacità contributiva dei cittadini. Una difesa più radicale del punto di vista "borghese" nei confronti dell'istituzione militare si ritrova invece in Ricardo. La spesa militare, ed ancor più la guerra, viene riconosciuta come una sorta di

stessa della

5 Su·assoldo, op. cit. 6 Solo negli ultimi anni si è cercato di dare un inquadrnmento teorico più rigoroso al concetto vagamente inruitivo di servi1io ''intrinsecamente·· pubblico e si è cercato di determinare le condizioni in cui un servizio non deve essere solamentefomito dallo Stato ma deve cs~cre prodo11o dallo Stato. La ragione "economica" dell'esistcr11.a degli eserciti statua li sta nel problema della selezione a''' 'ersa c in quello de l rischio morale presenti nella fornitura del bene "Difesa··. Ne l primo caso la collettività non è in grado di definire per ogni immaginabile stato della natura le caratteristiche del servizio desiderato c teme che l'impresa contraente non sceglierà in ogni caso la caratteristica più favorevole alla collettività. Il secondo caso si verifica quando il controllo delle caratteristiche del prodotto si rivela impossibile, o troppo costoso, rispetto al controllo diretto del processo produttivo. Non esiste in questi casi alcun si~tcma contrattuale che consenta alla collettività di servirsi con vantaggio del settore privato per i scrvi7i desiderati. L'impresa privata 3\TCbbe per contro in questi casi il massimo vantaggio ad operare, ma è appunto il conflitto fra convenienza privata e obiettivi specifici della collenività che impedisce la collaborazione. Per ulteriori approfondimenti si può consu h are G. Brosio, "Perchè esistono le burocrazie pubbliche? Elementi per una teoria positiva dell'organizzazione del seuore pubblico", in Economia Pubblica, 1988. 7 Smith era ben conscio che il problema non si poneva in 1ermini puramente economici: la sicurezza di una nazione dipcndevu anche dalla presenza di spirito mar7ialc nella popolazione, spirito che era difficile inculcare in mancanza di un adeguato esercizio di pratica miliwrc. Lo s1csso autore riconosceva però che un Esercito professionista risultava più efficiente di un Esercito di miliziani (in inglese militinns), perché questi ultimi sono cosLrctti dalle circostanLe ad esercitarsi di meno rimanendo di fano dci civili.

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t.

'"male necessario... anche se dannoso per l'economia in termini di costo-opponurutà, in quanto causa di trasferimenti di capitale e d i risorse umane dalla produzione di beni di pace alla costruzione di beni non solo di per sé inutili, ma anche tesi a distruggere altri beni. Ricardo incentra la sua attenzione su alcuni problemi: l) il finanziamento dei conflitti e della politica militare, proponendo la tassazione come strumento per impedire che la politica bellica della nazione venga decisa soltanto dalla classe politico-militare, ma sia, al contrario, sottoposta al controllo parlamentare; 2) la possibilità che vi possa essere divergenza fra l'insieme degli interessi privati e l'interesse pubblico; 3) il rischio che considerazioni militari legate all'interesse strategico per l'autosuflicienza economica di un paese giustifichino di fatto l'adozione di pol itiche protezionistiche. Il punto massimo della critica degli economisti classici nei confronti dell'istituzione militare viene raggiunto al tempo di Napoleone, dall'opera di J.B.Say. Per questo autore, il danno appenato all'economia dalle spese militari non consiste solo nella diversione delle risorse e nella distruzione di beni in caso di conflitto, ma anche, in un primo tentativo di "contabi lità sociale", nella perd ita del capitale umano misurato come minori redditi per i giovani temporaneamente sottratti agli impieghi civili e come perdita dell'investimento sostenuto per il mantenimento e l" educazione per i morti in battaglia. Da questa impostazione classica sugli effetti della spesa militare sull'economia è derivata tutta una serie di studi centrati sul cancello di costo-opportunità8. Si fa riferimento in questo caso al problema dei possibili utilizzi alternativi delle risorse finanziarie impiegate per la Dife a. Una ipotetica riduzione della spesa militare provocherà allora sia un effeno negativo, dovuto alla riduzione del reddito e dei posti di lavoro legati alla spesa per la Difesa sia un effetto positivo, dovuto alla riallocazione di risorse pubbliche dal bene Difesa ad un altro bene pubblico alternativo, come ad esempio la sanità, l'istruzione, la giustizia o la pubblica amministrazione in genere e alla scomparsa dei costi "sommersi" della coscrizione obbligatoria. È evidente come quello che emerge in questo caso è l'effetto nello che risulta dalla differenza fra il "costo", dovuto alla riduzione (o eliminazione) della spesa militare, ed il "beneficio", dovuto a ll'aumento di spesa pubblica destinata ad altri settori dell'economia.

8 La letlcratura economica sull'argomento è piuHosto vasta e contiene fra l'altro a lcun i stud i di carattere empirico che propongono interessanti solu7ioni metodologiche. Per una esauriente rassegna

della leneratura sull'argomento si può consuharc P. Wallensteen, Experiences in disarmament, Uppsala University. rcpon n.l9, giugno 1978.

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1.3 LE SPESE MILITARI E L'ECONOMIA NELL'ERA DI KEYNES L'idea che le spese militari possano costituire non un freno ma addirittura un aiuto allo sviluppo entra nel pensiero economico solo con J. M. Keynes9. L'ipotesi che il meccanismo del mercato di per sé non possa garantire nel breve periodo la piena occupazione e lo sviluppo rivaluta il ruolo economico dello Stato nelle sue diverse funzioni. Se la spesa pubblica, in presenza di un insufficiente livello di domanda, è necessaria per contrastare il rischio di recessioni, a maggior ragione la spesa militare, che tra le voci di spesa è una delle più qualificate e tra le più stabili nel tempo, acquista un particolare rilievo nel concorrere allo sviluppo di un paese. Al pieno radicamento di questa idea contribuiscono anche le particolari modalità storiche che caratterizzano l'uscita dell'economia americana daJJa grande crisi degli anni trenta. Il collegamento fra aumento della spesa militare, dovuto alla politica di riarmo seguita dal governo degli Stati Uniti, e aumento del benessere, in una sorta di involontario "keynesianesimo'' ante litteram, è troppo evidente per passare inosservato. Con la guerra fredda e le tensioni degli anni del dopoguerra, la spesa militare americana si mantiene elevata, divenendo una componente sempre più importante fra le voci di spesa del bilancio dello Stato lo. Da Keynes in avanti, il dibattito sugli effetti economici della spesa militare si fa più articolato e complesso. Da esso emergono in particolare due diverse impostazioni: quella di scuola keynesiana e quella "neo-classica". Entrambe presentano sul tema delle spese per la Difesa una posizione di fatto contrapposta.

9 In realtà, il fatto che l'economia di guerra, per lo meno nel periodo del connitto, generasse prosperità era già stato cv idcnlinto da Malthus. Dei tre rimedi "naturali" contro la crescita della popolazione: fame, malattie c guerra, solo quest'ultima poneva all'autore infatti il problema di ponarc anche prosperità e crescita economica, riduccndone gli stessi benefici effetti sulla popolazione nel lungo periodo. Malthus risolse 1:1 conlrnddizione. ipo1izz:1ndo che a ques1a cresci1a "anomala" del reddito e quindi della popola1ionc nel periodo di guerra sarebbe comunque seguita una crisi la cui gravità sarebbe stata direttamente proporzionale alla crescita stessa. IO Samuelson arriva a sos1cnere che le principali recessioni post-belliche dell'economia USA possono essere associate a ridu1ioni della spesa mililare, cfr. A.Snmuelson "Growth and stability in 1hc american economy'', in Wickselllectures 1912, Stoccolma. 1962. Piveni nola che "ncll'inlern s1oria degli Slati Uniti degli ullimi 40 anni è impossibile trovare un solo periodo che sia carattcrizznto con1cmpora neamen te da 1assi di disoccupazione relarivamcntc bassi o calami c da spese militari calami, quand'anche misurare rispetto al rcddi1o nazionale. D' allra pane, troviamo che periodi di bassa o decresccme disoccupazione corrispondono a periodi in cui la spesa mili1are swva crescendo più velocememe del rcddi1o." Cfr. M. Pivcni. "Mililary cxpenditure and economie ;malysis: a rcvicw anicle", in Contriblllitms 10 Politiclll Economy, vol. 8. 1989.

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L'economia keynesiana riconosce allo Stato una funzione econonùca importante per garantire la piena occupazione; secondo Io schema neo-classico, invece, le spese militari restano un "male necessario" per l'economia, poiché sottraggono risorse finanziarie all'investimento privato ed in genere al gioco del libero mercato. Obiettivo fondamentale dell'economista neo-classico diventa allora quello di limitare il più possibile taU spese, come del resto la spesa pubblica in generale. Negli anni successivi, il dibattito sull'economia militare si fa più articolato, toccando anche altri temi. È di Galbraith, ad esempio, l'affermazione che la spesa militare sarebbe la forma più avanzata di controllo dell'economia a disposizione della "tecnostruttura" dirigente e che il Pentagono costituirebbe la più grande agenzia di pianificazione economica Il, aH' interno di un sistema che ama definirsi di mercato e afferma di avere la concorrenza come valore fondamentale. Anche il Presidente Eisenhower (un ex-militare!), nel suo famoso discorso d'addio al termine del mandato presidenziale, accenna in termini negativi alla rilevante influenza del "complesso militare-industriale" sull'economia americana 12. L'idea che la spesa militare costituisca una sorta di componente indispensabile nel garantire l'equilibrio del s istema economico viene sostenuta sia da ambienti della destra repubblicana che da circoli della sinistra marxista. D conservatore Weinberger afferma infatti che "poiché i dollari spesi in Difesa vanno alla produzione materiale, creando così posti di lavoro, stimolando gli investimenti, e generando entrate fiscali individuali e societarie, tagliare il bilancio della Difesa è una maniera inefficiente per ridurre il deficit pubblico"l3. D'altra parte, Barane Sweezy, due marxisti "revisionisti"14, vedono nella spesa militare uno degli elementi centrali di un'economia capitalistica, perché, non ponendosi

Il Di fano, si può effeui vamentc constatare come i metodi di pianificazione c di governo tecnocratico dell'economia. sia a li vello macroeconomico (analisi delle interdipendcn7.e seuoriali, contabilità nazionale), che a livello microeconomico (metodi di programmazione aziendale, budgcting, etc.) derivino in gran parte da applicazioni di carauere militare. 12 Si veda a tale proposito The militariuuion of high teclmology. a cura di J. Tirman, Cambridge, Mass., 1984.

13 Tn J. Tinnan, The militarization ... , cit., p.l. 14 L'analisi marxista dei rapponi fra economia e mondo militare si viene definendo con maggiore precisione nell'ambito della teoria leninista dell'imperialismo come stadio terminale del capitalismo. Secondo l'analisi di Lenin, che prende spunto fra l'altro da un testo di Hobson (L 'Imperialismo}, l'istituzione militare rappresenta il braccio armato del capi talismo, strumento d'oppressione di classe c impanante mezzo per la conquista di nuovi mercati quale "disperato antidoto" per attenuare r assiomatica caduta del saggio di profitto. Le gerarchie militari, secondo Leni n, alleandosi con la classe industriale produttrice di materiale bellico darebbero vita a quel "complesso militare industriale" la cui presenza a presidio dello Stato rappresenterebbe la faccia più aggressiva e pericolosa del capitalismo. 45


in concorrenza con beni e servizi fomiti dalreconomia privata, permetterebbe l'assorbimento di quel surplus produttivo necessario al mantenimento di un elevato livello di consumi15. Parafrasando il celebre detto di Von CLausewitz, secondo il quale la guerra non è altro che la prosecuzione della poLitica con altri mezzi, per questi autori si potrebbe sostenere che la spesa militare rappresenta la prosecuzione della politica economica con a ltri mezzi. Negli anni successivi, però, gli avvenimenti storici sembrano mettere in discussione alcune di queste conclusioni. Lo sforzo militare degli Stati Uniti in Vietnarn finisce con il danneggiare, invece che rilanciare, l'economia americana, che incomincia a conoscere il fenomeno della stagnazione. Emerge. poi. con sempre maggiore evidenza come alcuni dei paesi con le migliori performances economiche del dopoguerra, come il Giappone, la Germania Occidentale e l'italia, siano di fano caratterizzati da spese militari molto contenute. Nella crisi generale dell'impostazione keynesiana della politica economica trova spazio la riproposizione aggiornata delle argomentazioni neoclassiche sull 'economia militare eiTeuuata da S. Melman tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80. Secondo questo autore, infatti, l'elevata spesa militare diventa uno dei fattori principali per spiegare la stagflazione e la crisi economica degli anni '70.16 Vale forse la pena di riassumeme brevemente le principali argomentazioni; la spesa militare: - tende a sottrarre risorse all'economia civile, rallentando la crescita della produttività (argomento peraltro già sollevato dagli economisti "classici"); - favorisce la produzione di beni non vendibili sul libero mercato, la cui produzione è spesso organizzata senza un rigoroso comrollo dei costi di produzione e viene comunque finanziata con sussidi pubblici; - determina un aumento del reddito e, auravcrso il moltiplicarore, della domanda aggregata, a cui non corrisponde però un'analoga espansione nell'offerta, favorendo un aumento delle importazioni; -contribuisce ad una generale perdita di competitività nell'intero sistema economico che provoca un ulteriore aumento delle importazioni. La presenza di conclusioni sostanzialmente contrapposte fra le diverse imer-

15 P.i\. Baran, P.M. Swcet.y, Il capirale monopolistico. Sagxio Stilla stmllltra economica e .1·oda/e americana, Einaudi, 1976. 16 Sul rapporto fra eccessiva estens ione degli impegni politico-miliwri degli Stati Uniti in diverse regioni del globo e declino economico si può anche c-onsuharc il teMo di P. Kcnncdy Tlle rise and fa/l oftlle great powers. cd. Random Housc. 1988. che ha acceso un grande dibattito negli Stati Uniti !.UIIa riduzione del bilancio militare.

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pretazioni sorte in merito agli effetti della spesa militare sull'economia sembra suggerire che gli strumenti dell'analisi macroeconomica da soli siano insufficienti a fornire risposte esaurienti e complete sull'argomento. Le ragioni dell'esistenza delle forLe armate restano per definizione meta-economiche, dovendo esse garantire la opravvivenza stessa di una nazione nei confronti di possibili aggres~ori esterni. Come tali esse comunque rientrano fra le funzioni principali di uno Stato moderno, alla stessa stregua della giustizia, della potestà legislativa o dell'amministrazione burocratica centrale. Il tema della spesa militare c dei suoi effetti sull'economia di un paese ha d'altra parte stimolato anche numerose ricerche di economia applicata che, se da un lato hanno fornilo solo risposte parLiali a singoli problemi, dall'altro hanno ottenuto però interessanti risultati. Le aree di ricerca possono essere riportate entro tre campi di specializzazione dell'economia: a) l'economia pubblica cd in generale il concetto di Difesa inteso come bene pubblico; b) l'economia industriale cd il rapporto fra industria e Difesa; c) l'economia del territorio e la misura dell'impallo delle spese per la Difesa sull'economia di un paese o di una regione.

1.4 L'ECONOMIA PUBBLICA ED IL BENE DIFESA Qual è il prodotto delle forze armate? Dal punto di vista economico, la risposta è abbastanza semplice: le forLe armate producono un servizio qualificabile come bene pubblico: la Difesa e la sicurezza del paese contro aggressioni esterne. Un bene pubblico "puro" è quel bene non divisibile e non escludibile, che può soddisfare un"ulteriore unità di consumo a costo marginale zero: una volta fornito, consente quindi di soddisfare più bisogni contemporaneamente, senza che sia possibile o economicamente conveniente escludere coloro che non contribuiscono alla sua produzione. l casi dell'illuminazione stradale o del faro marino, rispeuo ad un qualsiasi prodotto vendibile come il pane, sono gli esempi che vengono solitamente farti per visualizzare immediatamente questo concetto. Il fatto di "consumare" il servizio d'illuminazione pubblica non riduce ad altri la possibilità di fruire dello stesso servi·:.io; soddisfare un'unità incrementale di consumo non costa nulla c non appare francamente conveniente organizzare un sistema di controllo, mirato ad escludere coloro che non contribuiscono al finanziamento del servizio. Ben altro e ovvio è invece il discorso per il pane! Fra tutti i servizi forniti dallo Stato, quello che maggiormente si avvicina alla definizione "accademica" di bene pubblico è proprio il servizio Difesa, il

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cui maggiore o minor grado di " purezza" dipenderebbe secondo alcuni economisti dal tipo di strategia adottata17. Ricondotti all'interno del cosiddetto paradigma neoclassico, i beni pubblici presentano alcune interessanti caratteristiche: -dal lato dell 'offerta, nessuna organizzazione di mercato può produrli spontaneamente, perché nessuno riuscirebbe mai a venderli: il prezzo di mercato non può quindi essere usato per rivelare le preferenze dei consumatori; - dal Jato della domanda, i singoli consumatori, sapendo che il servizio verrebbe comunque fornito, tendono a sottostimarne l'effettiva utilità, per evitare di dover partecipare direttamente al finanziamento, salvo pote r poi assumere, in caso di bisogno, il ruolo del " passeggero clandestino" (il cosiddetto "free rider"). In uno schema di tipo " neo-classico", la soddisfazione del servizio pone dunque seri problemi in termini di raggiungimento di un ottimo paretiano. Se il prezzo non può essere utilizzato come mezzo di trasmissione dell'informazione sui gusti dei consumatori, il meccanismo di rive lazione delle prefere nze dovrebbe essere allora costituito dal voto, o da altro mezzo comunque riconducibile ad esso, assumendo che il politico, una volta eletto, rispetti le indicazioni del suo elettorato e non agisca semplicemente nel proprio interesse, come viene invece generalmente assunto in economia per consumatori e produttori. In termini di rispondenza al le utilità dei consumatori-elettori, tutti i meccanismi di scelta politica si scontrano però con il risultato del teorema di Arrow18, secondo il quale è impossibile ottenere criteri per scelte collettive plurimodali che siano al contempo non contraddittorie ed abbiano alla loro base scelte individuali. Anche se si è generalmenre abituati a parlare nel linguaggio comune di Stato come se fosse un individuo, proprio il teorema di Arrow suggerisce che, a meno di non conferire poteri dittatoriali a qualcuno, non dobbiamo attenderci che lo Stato agisca con lo stesso grado di coerenza e di razionalità di un individuo; né che l' interesse dello Stato rappresenti , in termini di ottimo paretiano, la migliore sommatoria possibile degli interessi dei singoli cittadini'9.

17 Una Difesa convenzionale sarebbe. ad esempio. meno "pura" di una Difesa nucleare. in quanmaggiormeme leg:ua alla localizzazione del servizio (in qucsro caso alla localizzazione delle lrup· pc). Uhcriori compl icazioni sorgono in caso di alleanze. quando il servizio fornilo (e linanzimo) è solo una pane, man ifcsramenre in suflicicnrc, in mancan7..a di inrcgrazioni esrcrnc, a soddisfare il bisogno.

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18 Cfr. K.Arrow. Socio/ choice and individua/ volues, Ncw York, 1963. l9 L'economisra non cessa di porre problemi almilirare: se l'inrcresse dello Sraro non rappresenla migliore combinazione possibile degli inreressi dei ciuadini • .:hi viene realmenrc rapprescnralo dallo Sraro? Per un approfondimenro si può consuhare C. Jcan, "lnrcresse nazionale c polirica di sicu· rezza·· in La guerra nel pensiero politico. F.Angeli 1987.

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Nel caso della spesa militare, la teoria del bene pubblico si rivelerebbe dunque insufficiente a determinare il livello ottimale di spesa, anche in presenza di un ipotetico strumento rivelatore delle vere preferenze dei consumatori. È infatti illegale, nella maggior parte dei paesi, anche per il cittadino finanziatore, acquisire o tentare di acquisire informazioni che consentano una stima delle capacità difensive di uno Stato. Uno degli strumenti più frequentemente utilizzati dagli economisti, nel tentativo di individuare la logica che presiede al processo di assegnazione delle risorse per i servizi pubblici, è rappresentato dalla cosiddetta "analisi della scelta pubblica (public choice analysis)"20_ Secondo tale metodo, si presume che esistano dei "mercati politici", basati sia sull ' interesse individuale sia sullo scambio. l principali soggetti che operano all'interno di questi mercati sono gli elettori, i partiti, le burocrazie e i gruppi d'interesse. Ad essi si possono applicare a lcune ipotesi d i comportamento: 1) le burocrazie e i gruppi d'interesse possiedono l'informazione specializzata, che in genere utilizzano come strumento di pressione con lo scopo di manipolare le politiche pubbliche; 2) i partiti politici mirano alla conquista o alla conservazione del potere. Il loro principale obiettivo è quindi quello di collezionare il maggior numero possibile di voti. Essi sono spinti in genere ad assumere le posizioni dell'elettore mediano; 3) le burocrazie tendono a massimizzare le risorse finanziarie ed umane a loro disposizione. Nel caso della Difesa, si suppone che il governo "acquisti" servizi dal Ministero della Difesa, il quale a sua volta si comporta come un monopolista nella vendita del servizio e nel controllo di tutte le i111formazioni inerenti il servizio - Difesa. A sua volta, il Ministero della Difesa "acquista" servizi dalle tre forze armate, ciascuna delle quali, secondo una logica speculare, cerca di massimizzare le risorse a disposizione e le aree di competenza senza compromettere i "diritti acquisiti consolidati"21 _ Le burocrazie sono ostacolate nella loro ricerca

20 Cfr. A. Buchanan, Liberty, market and the state, ed. Harvester, Londra. 1986. 2l Secondo la scuola della ·•public choice'', di frome alla possibil ità di tagli, le forze armare sono portate a reagire diminuendo gli impiegati civili, economizzando sull 'addestramento, sulle manovre, sui servizi logistici e sulle scorte, evitando se possibile di sacrificare programmi d' armamento. Le preferenze varieranno però a seconda delle Armi: l'Aeronautica preferirà sacrificare personale e aerei da traspono agli aerei da combauimeoto, l'Esercito cercherà in generale di proteggere le sue truppe d'élite, ed i sistemi d'arma più sofisticati , a scapito della logistica e delle scorte. Di fronte alla minaccia di tagli alla spesa pubblica da pane del governo, il ministero nel suo complesso è spinto ad enfatizzare le conseguenze sociali e occupazionali dovute alla cancellazione dei progeui di investimento o alla chiusura delle basi soprattutto se in aree rurali o segnate da forte disoccupazione.

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di risorse finanziarie dai gruppi di pressione ostili (pacifisti, ecologisti, etc.), dal Ministero del Tes oro , dalla Corte dei Conti e dalle Commissioni Parlamentari. Il modello della "public choice", applicato al caso della spesa per la Difesa, porta ad alcune interessanti conclusioni: L) nei sistemi democratici i governi tendono di fatto a favorire i produttori più che i consumatori perché i primi sono detentori dell' informazione e sono singolarmente molto più interessati all'effettuazione della spesa di quanto non lo siano al risparmio i singoli contribuenti; 2) in prossimità delle scadenze elettorali, tutta la spesa pubblica (e quindi anche quella per la Difesa) tende ad aumentare; 3) i sistemi burocratici hanno un' intrinseca tendenza ad autoalimentarsi, grazie alla possibilità di controllare e manipolare l' info rmazione relativa al numero di addetti necessari per il proprio funzionamento.

1.5 L' ECONOMIA INDUSTRIALE E L' INDUSTRIA PER LA DIFESA

L' identificazione del mercato22 della Difesa secondo i criteri dell'economia industriale non presenta, almeno in via di prima approssimazione, difficoltà particolari. Esso s i ide ntifi ca infatti con "tutte quelle attività c he concorro no all 'espletamento del servizio di Difesa (dalla produzione di armi alla formazione delle reclute) ed è caratterizzato dalla presenza di un unico fornitore (lo Stato), da un unico prodotto indifferenziato ne lle sue caratteristiche (la Difesa) e da un numero definito di "acquirenti" (i cittadini di un dato paese)23. Il me rcato della Difesa si caratterizza quindi per la presenza fondamentale dello Stato, che da un lato gestisce in regime di monopolio il servizio pubblico "D ifesa" a beneficio dei c ittad ini , e dall 'altro acquista tutti i fattori produttivi intermedi necessari24 e selezio na ed addestra il "capitale umano": due fattori essenziali per il pieno espletamento del serviz io "Difesa" stesso.

22 In econom ia industriale, quando si parla di "mercato" di un prodolto s i fa in genere riferimento alla domanda, quando si parla di ""seltore"', si fa riferimento all'offerta. 23 Si veda Il rapporto di ricerca su L 'industria italiana degli armamemi, a cura di F. Gobbo. P. Bianchi , N. Bellini c G. Uti li, Quaderni dell a rivista militare n.l4, Roma, 1990. pag. 20 e 21. 24 Fino alla prima guerra mondiale, l""economia" del s istema militare era quasi totalmente auto· sufficiente. limitandos i ad acq ui stare dall'esterno le sole materie prime. Venivano infatti prodotti internamente. oltre alle armi. anche gli articol i di vestiario e molti generi alimenta.ri. come ad esempio il pane.

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Il Ministero, dunque, in Italia come negli altri paesi occidentali, rappresenta uno dei maggiori acquirenti di beni e servizi nell'ambito della Pubblica Amministrazione. Dala la particolare natura dei beni necessari per la Difesa, è naturale quindi che si sia formato nel tempo un comparto industriale specializzato in tali forniture, che in alcuni paesi ha anche raggiunto notevoli dimensioni per fatturato e numero di occupati. Una prima difficoltà sorge tuttavia proprio nella fase di identificazione dei settori coinvolti in questo processo. Molti autori si sono preoccupati infatti di trovare una definizione che individui con chiarezza i confini dell'industria per la Difesa25. Ciascuna di queste definizioni presenta però alcuni limiti. Essi sono dovuti principalmente alla presenza congiunta fra i fornitori del M inistero di tre tipi di imprese: - quelle che producono sistemi d'arma, armamenti o altri beni esclusivamente impiegati per l'attività militare (esplosivi. veicoli da combattimento, mezzi di trasporto speciali , ecc.); -quelle specializzate nella produzione di beni intermedi che possono essere utilizzati sia neLla produzione di armi e sistemi d'arma sia in quella di beni ad uso civile. Tali imprese spesso operano come sub-forn itrici di quelle appartenenti al primo gruppo; - quelle appartenenti ai più diversi settori produttivi (come ad esempio le imprese del comparto tessile, di quello alimentare o di quello delle costruzioni), che forniscono beni '·indifferenziati" al Ministero della Difesa, ma non hanno tale Ministero come unico acquirente, né sono coinvolte direttamente nella produzione di armamenti. La presenza di questi problemi di definizione rende abbastanza complesso identificare il settore produttivo legato alla Difesa con criteri di carattere merceologico. In prima approssimazione, si può ricorrere allora ad una definizione quasi tautologica: l'industria per la Difesa è quella che produce beni per un cliente che è il Ministero della Difesa. Alcuni di essi vengono prodotti su commessa del Ministero stesso, che ne risulta anche l'unico acquirente, come nel caso dei sistemi d'arma e del le armi da guerra in genere. Altri beni (dalle uniformi ai prodotti alimentari, ecc.) vengono acquistati invece dal Ministero sul libero mercato, alla stregua di un qualsiasi altro acquirente. Le imprese coinvolte nella fornitura d i beni e servizi per la Difesa si collocano allora su di una stessa "linea immaginaria" che va dalla massima de-specializzazio-

25 Fra le opere prodone in Italia recentemente si possono citare fra gli altri , L'industria italituw degli annamenti, ci t; S.A. Rossi , Il sistema economico della Difesa, ciclostilato diffuso dal Ministero della Difesa, 1984; M. Piama, G. Perani, L'industria militare in Italia, Ed. Associate, 1991.

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ne alla massima specializzazione, cioè dalla produzione di beni per cui la Difesa è uno dei tanti possibili clienti alla produzione di beni per cui la Difesa è l'unico cliente possibile. In maniera necessariame nte arbitraria, non possedendo criteri certi per tracciare una linea precisa di demarcazione, si definisce allora industria degli armamenti quella che occupa la parte più specializzata di questa linea. Mentre non esistono ricerche di rilievo riguardanti l'analisi delle forniture per la Di fesa con riferime nto a tutto l' arco di be ni e serviz i acquistati dal Ministero, l' industria bellica in senso stretto è stata oggetto di numerosi studi di economia industriale in questi ultimi anni nel nostro paese26. I maggiori sforzi si sono indirizzati rnel tentativo di descriverne la struttura, e stimarne il fatturato e il livello di occupazione raggiunto. La presenza al suo interno di processi produtti vi caratteri zzati da una e levata " pervasività" de i prodotti ha reso però mo lto complessa e difficile l' identificazio ne delle imprese effett ivamente operanti in questo comparto. Soprattutto ne l campo de lla meccanica e de ll 'elettronica, infatti, roo ltissiln e imprese, specialmente di piccola e media dimensione, sono impegnate nella produzione di compo nenti, che di fatto possono essere utilizzati sia nella produz ione di siste mi d'arma sia in quella di beni destinati al mercato c ivile. Da un lato, non è possibile considerare tali imprese alla stessa stregua di una azienda che direttamente progetta e produce armi o sistemi d' arma, dall 'altro è anche vero però che esse contribuiscono no tevolme nte a lla formazio ne de l valo re aggiunto del settore ne l suo complesso27. Un ulteriore fattore che caratterizza l' industria degli armamenti è rappresentato inoltre dalla diversa strullura dei mercati di sbocco delle armi. La tipologia delle imprese presenti nel settore tende a caralterizzarsi infarti in funzione del segmento di mercato in c ui esse operano. Le aziende che producono armi o sistemi d'arma acquistati sui mercati internazio nali da paesi che non possiedono una propria industria degli armamenti (come ad esempio nel caso di molti paesi ancora in via di sviluppo, specialmente nel Medio Orie nte) si trovano ad operare in generale in regime di concorrenza, e devono quindi mantenere un elevato li vello di eflìcienza produttiva per restare sul mercato. Diverso è invece il caso di que lle imprese che, operando in un mercato più ristre tto, come ad esempio q ue llo delle fo rn itu re milita ri per i paesi della NATO, godono dei benefici dovuti ad una cond izione di tipo oligopolistico.

26 Si considerino ad esempio i titoli c itati nella nota 25. 27 In un ~uo recente intervento al convegno "L 'industria degli armamenti:

cri~i del mercato e ragioni della ricon\crsione", tenutosi n Roma il20 e 21 man:o 1991, il prof. P. Leòn ha cfficacemcntc affrontato tale argomento.

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Quelle imprese, poi, che operano esclusivamente o prevalentemente in un mercato regolato dalle commesse pubbliche nazionali godono di ulteriori vantaggi, uno di essi è ad esempio rappresentato dal prezzo, che può essere concordato indipendentemente da quello prevalente sui mercati internazionali. In generale, i livelli di profitto, la dimensione delle imprese ed il tipo di organizzazione aziendale interna tendono a variare a seconda del mercato dove l'impresa si specializza o comunque è maggiormente presente. Due argomenti oggi di estrema attualità, il problema della riconversione produttiva dell'industria militare e le ricadute delle spese militari per la ricerca e sviluppo sulla società civile, sono stati trattati con particolare rilievo ed attenzione anche dagli economisti industriali. Il primo argomento ha suscitato e suscita un particolare interesse, poiché la crisi dell'industria delle armi coinvolge attualmente non soltanto l' Italia, ma l'intera comunità internazionale, compresi i paesi dell'Europa orientale. Alla riduzione e/o riqualificazione nella spesa militare dei governi occidentali, che ha fatto seguito al proseguimento della politica di distensione est-ovest, si è aggiunta infatti la crisi economico-finanziaria di molti paesi in via di sviluppo e di quelli petroliferi del Medio Oriente, ma soprattutto il progressivo disfacimento delle economie dei paesi del Patto di Varsavia. Nel caso dell ' industria militare, per riconversione produttiva si intende generalmente la ricerca di impieghi alternativi in attività civili delle strutture produttive (impianti e macchinari) e delle risorse umane (dai dirigenti agli operai), escludendo evidentemente la totale sparizione delle imprese coinvolte, in quanto ciò implicherebbe una indubbia perdita delle notevoli risorse tecnologiche e di manodopera specializzata ad esse collegate. AJ di là delle dichiarazioni di principio, va però sottolineato come i casi di successo in materia di riconversione, se si eccettua naturalmente quelJi avvenuti in condizioni eccezionali nelle economie dei paesi maggiormente coinvolti nella prima e soprattutto nella seconda guerra mondiale, siano molto limitati28. Naturalmente, il rischio di insuccesso è strettamente legato al settore di appartenenza dell ' impresa coinvolta. Da questo punto di vista, le aziende che producono beni ad alto contenuto tecnologico, come avviene ad esempio nel caso della elettronica, o che operano in settori caratterizzati da un elevato grado di flessibilità produttiva possono trovarsi avvantaggiate rispetto ad altre nella progettazione e nell'attuazione di un programma di riconversione. Il quadro si presenta più complesso, allorché il problema della riconversione si pone non per le singole impre-

28 In Italia, l'unico esempio significativo è rappresentato dalla Piaggio di Pontedera, passata con successo dalla produzione di aerei a quella di ciclomotori.

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se ma per interi distretti industriali, come può essere ad esempio il caso delle imprese presenti intorno ad un arsenale militare, soprattutto se di grandi dimensioni. I l secondo argomento fa riferimento ad una specifica caratteristica dell'industria degli armamenti, rappresentata dall'elevata attività di ricerca e sviluppo presente nel settore, e indirizzata allo studio ed alla progettazione dei nuovi sistemi d'arma. Il problema presenta due aspetti: il primo riguarda il fatto che tale attività venga finanziata attraverso rilevanti sussidi pubblici, e le scelte di indirizzo siano basate esclusivamente su criteri extra-economici, funzionali agli obiettivi politici e militari del paese. Ciò solleva alcune perplessità sulla possibile efficienza economica di tali spese. Il secondo concerne il possibile effetto delle spese per la ricerca militare sulla crescita economica del settore produttivo di un paese, dovuto al reimpiego delle nuove conoscenze tecnologiche in produzioni civili: i cosiddetti "spio-off effects". Secondo l' interpretazione data sull'argomento dal famoso "rapporto da lron Mountain" attribuito all'economista Galbraith29, le spese in ricerca e sviluppo nell ' industria militare giocano un ruolo indispensabile nell'economia di un paese a capitalismo avanzato. Solo con il contributo pubblico infatti un'impresa sarebbe in grado di sopportare il notevole rischio contenuto in tale tipo di investimento. Ulteriori argomentazioni30 si basano su lla particolare velocità con cu i la ricerca militare risolve (e crea) problemi di natura tecnologica, spostandone continuamente la frontiera, ponendo i prodotti e i processi produttivi alla minore distanza possibile da essa e favorendo quindi un rapido riutilizzo di questi ultimi anche ai settori civili. L'interpretazione pos itiva della tesi degli "spin-offs" tecnologici viene ribaltata dall'economista M. Kaldor31. La ricerca militare, oltre a sottrarre fondi a

quella civile, si concentrerebbe infatti su pochi argomenti, ottenendo nùglioramenti marginali delle prestazioni con e normi sprechi di risorse. Ciò causerebbe un sovrainveslimento tecnologico in alcuni settori, indipendentemente dal grado di maturità, dall'autonoma disponibilità di capitali, e dalla capacità produttiva degli stessi. L'economia si troverebbe allora ingiustamente sbilanciata verso quei settori dove più facili sono le ricadute deLle tecnologie belliche, indipendentemente dalle effettive preferenze dei consumatori.

29 Il libro, intitolato Report from lron Momuoin on the possibility ond desirobility of peace c pubblicato a New York nel 1967, uscì anonimo ma fu attribuito a J. Galbraith.

30 Si considerino ad esempio le posizioni di Pivelli nel suo anicolo citato nella nota 3 1 Cfr. M. Kaldor, The baroque arseno/, H ili and Wang, 1981.

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1.6. LA SPESA MILITARE ED IL SUO IMPATTO ECONOMICO SUL TERRITORIO Dalla fine della seconda guerra mondiale. numerosi economisti occidentali si sono occupati del problema della Difesa, affrontando l'argomento con particolare riferimento ai problemi territoriali. Per quanto riguarda l' llalia, la letleratura economica sull ' argomento è piuttosto scarsa32. Ciò sorprende, se si considera come la c lasse politica italiana si sia invece particolarmente interessata al tema delle ricadute regionali della spesa militare, fin dal secolo scorso. Come ricorda Battistelli, infaui , già Nitti agli inizi del '900 scriveva: " in alcuni anni per spese militari straordinarie si sacrificarono somme enormi. L'Esercito era concentrato quasi esclusivamente in poche province ( ... ) erano masse enormi di ricchezza che in questa guisa si spostavano dal Sud al Nord, per la necessità stessa delle cose e per il supre mo obbligo della Difesa (...) gli 8354 milioni assorbiti dalle spese militari dal 1862 al 1896-97 sono stati per circa due te rzi nella valle del Po", e inoltre, "senza abolire di diritto il cantiere di Castellamare e l'arsenale di Napoli, sono stati diminuiti ogni giorno e ogni giorno si tende a ridurre la loro utilità. E ciò non perché siano disadaui, ma perché artificialmente si sono create industrie private in Liguria ed è sol ad esse che si affidano le costruzioni più imponanti"33. Non bisogna dimenticare, ad esempio, che nel corso della loro storia città come La Spezia e Taranto hanno beneficiato in maniera rilevante della presenza di importanti basi della marina militare. Fin dal primo dopoguerra, poi, il governo ha utilizzato le commesse pubbliche come un vero e proprio strumento di politica economica, per favorire lo sviluppo di aree economicamente depresse. Dal 1947 esiste, inoltre, l'istituto della riserva, che obbliga i ministeri , le azie nde autonome e le stesse imprese a partecipazione statale, nonché numerosi altri enti pubblici, a riservare ogn i anno non meno del 30% delle commesse ad aziende localizzate nel Mezzogiorno e ne lle arce depresse del centro-nord. Il Ministero della Difesa non poteva non essere interessato da questo provvedimento, rappresentando una parte importante della

32 Nel noMro paese sono disponibili tre ricerche sull'argomento. La prima, pubblicata dal Ce.Mi.S.S. (Centro Militare di SlUdi Strategici) con il titolo Effeni economici defla spesa defla Difesa in Italia, è stata curata dal prof. M. Grassini; la seconda, di indirizzo soc iologico, s i intito la Sviluppo regionale e Difesa nazionale di R. Strassoldo (si veda in particolare il capitolo su "L'Esercito in Friuli"); la terza. curata da G. Catalano per l' l RES Toscana, si intitola Il sistema economico defla Difesa in Toscana- rapporto 1990, EMF Collana il Melograno, 1991.

33 Cfr. F. Battistelli. Anni: nuovo modello di s1•iluppo?. ed. Einaudi, Torino, 1982. pag. 27 tratto da F. S. Niui. Il bilancio dello Stato dal 1862 al 1896-97. p. 220.

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spesa per l'acquisto di beni e servizi effettuata dalla Pubblica Ammioistraziooe34. Lo scarso interesse che la classe politica italiana ha in generale dimostrato per la ricerca applicata in campo economico probabilmente giustifica tale carenza nell' analisi dell'impatto delle spese militari sull'economia del paese. Negli altri paesi occidentali35, ed in particolare negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nella Repubblica Federale Tedesca, sono invece numerosi gli stud i suJJ'argomento. Le attività di ricerca hanno in molte occasioni preso lo spumo dalle modifiche subite dalla politica di spesa militare dei governi. Negli Stati Uniti, ad esempio, nel corso dell ' ultimo trentennio si è sviluppato un importante filone di studi riguardante l' impatto delle spese militari sull' economia. Negli anni '60 tale filone ha preso spunto dal processo di razionalizzaziooe e di riorganizzazione delle Forze Armate decisa dal Segretario alla Difesa R. McNarnara, negli anni '70 dalla riduzione delle spese militari connesse alla fine della guerra del Yietnam e negli anni '80 dalla politica di riarmo seguita dal presidente R. Reagan. Le pubblicazioni sull'argomento tendono a suddividersi in due grandi filoni: - il primo, più numeroso, riguarda gli effeui delle spese militari sull'industria degli armamenti, con riferimento SÉa all'intero paese sia ad un'area (o regione) più delimitata dello stesso. Fio dagli anni '60, alcuni economisti, fra cui il premio Nobel W. Leontief, hanno affrontato tale argomento con un approccio e mpirico, occupandosi ad esempio dell'impatto economico di una ipotetica riduzione nelle commesse militari sull'economia americana (W . Lcontief ed altri, 1965), o anche, con riferimento ad una regione o stato, su que lla dell'Arizona (R. B. Billings, 1970), del Texas, (S. Thore ed allri, 1984) dell 'area di Los Angeles (R. S. Peterson ed altri, 1964) e di New York (8. Warf e J. Cox, 1988); - il secondo, a cui appartiene per la verità soltanto un numero piuttosto limilato di studi, si riferisce all'impallo economico della presenza di i11stalla:io11i militari in una determinata area geografica. Oltre ai lavori pionieristici dell' O.E.A. (Office of Economie Adjustment), vanno citati in questo campo l'articolo di K. Sasaki sulle spese militari ed il moltiplicatore dell'occupazione nelle isole Hawaii ( 1963), quello di R. A. Erickson sull'impano moltiplicativo di una

34 Nel 1990 è stata inoltre approvata una legge che prevede che il Mini,tero della Difesa riservi alle imprese del posto una quota del 39% degli acquisti di beni c servi1i richiesti dalle esigenze dci repart i insediati nel territorio delle regioni riconosciute maggiormente obcrate dalla presenza militare (legge n.l 04 del 2/5/ 1990}. 35 Per una completa bibliografia ~ull'argomento si può con,uharc K. Hanlcy. N.Hooper. The I'COIIOmics of deje11ce. disarmame111 a11d peace: 011 annotated biblingraph.\'. Edward Elgar. 1990 ed in

panicolare la pane relativa ai ··rcgional impacts··, ove sono elencati 29 titoli fra libri ed anicoli.

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installazione militare nel Wisconsin ( 1977), ma sopratlullo i due studi di D. Greenwood e J. Short di ASIDES (Aberdeen Studies in Defence Economics, 1973) riguardanti le installazioni militari di Moray e di Clyde nel Regno Unito36. I due economisti deu·università di Aberdeen hanno effenuato un lavoro di ricerca molto approfondito ull'argomento, non soltanto dimostrando come una base militare possa anche essere un'importante fonte di anività economica, ma identificando inoltre una serie di indicazioni-guida di carau ere generale da poter utilizzare in seguito anche in altri contesti. Sia il primo che il secondo filone di studi presentano notevoli analogie sul piano metodologico. In entrambi i casi infatti gli strumenti statistici più utilizzati sono le tavole intersettoriali dell'economia (dette anche tavole input-output di W. Lcontief) ed i moltiplicatori keynesiani del reddito e dell'occupazione. L'approccio seguito in questa ricerca per valutare l'impano economico delle spese militari nella regione Emilia Romagna prende spunto proprio da queste indagini empiriche, utilizzando una tavola regionale delle interdipendenze economiche come strumento di analisi.

36 Va rilevato come. soprattutto con riferimento alla creazione o all 'eliminazione di insta llazioni militari c loro conseguente impatto sull'eco nomia del territorio. nella letteratura economica siano disponibili anche numerosi studi ad altri fenomeni, come ad esempio l'apemara di nuove università, l'impatto delle attività ruristiche. o l'installazione di nuovi impianti industriali.

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CAPlTOL02

I MECCANISMI DI SPESA DEL MINISTERO DELLA DIFESA 2.1 ALCUNI ACCENNI ALL' ORGANIZZAZIONE CENTRALE DEL MINISTERO DELLA DIFESA Nell' Italia repubblicana che ha visto costantemente aumentare il numero dei ministeri c il frazionamento de lle competenze, l' istituzione del Ministero della Difesa ha costituito l' unico rilevante caso, in controtendenza, di accorpamento di ministeri separati. Il Ministero nasce infatti nel travagliato periodo della costituente• dall'unione del Ministero della Guerra, esiste nte ne l Regno di Sardegna fin dal 1848, con il Ministero della Marina nato nel 1860 per opera di Cavour e con il Ministero dell'Aeronautica, sorto in periodo fascista. Il Ministero, così unificato, continuò però per lu ngo tempo ad operare, al di là della pura struttura di vertice, come tre organizzazioni separate, distinte e concorrcnti2 sia in termini di attribuzioni di competenze che di ripartiz ione degli stanziamenti. Di fano, l'unificaz io ne non portò dunque ad alcuna razionalizzazionc de l s istema. intesa come realizzazione di economie interne generate daJI'accorpamento di funzioni simili, ma ottenne semplicemente l'effetto di spostare il luogo di soluzione e di composizione dei conflitti fra le varie armi dal Consiglio dei Ministri al Ministero della Difesa stesso. Solo fra il 1965 e il 1966, dopo un primo tentativo infruttuoso, il Governo, su delega del Parlamento, operò la riforma tesa a dare organicità aH' impianto del Ministero. Tale riforma comportò:

l Il Ministero della Difesa venne costituito con il DCPS 4 Febbraio 1947 n• 17 c organizzato con il D.Leg.IO Maggio t947 n•306 dove si d.isponeva soltanto la creazione di un unico gabineno (con organico superiore alla norma) per il Ministro c l'istituzione di un ufficio di scgretariato generale con compiti di coordinamento presso ciascuno dci precedenti Ministeri. l tre Mini\lcri erano stati del resto di fano unificati nel lungo periodo di interinmo di Mussolini. pron-i~oriamente

2 L· esistenza di tre organizzazioni separate all'interno dello stesso Ministero non deve però essere ri1enuto necessariamente un fattore negativo, anche se sull 'argomenlo il diba11i1o è ancora aperto. Secondo alcuni au1ori, infatti, i connini fra i diversi rami delle Forze Armale avrebbero conseguenze positi ve per il manlenimento dell'efficienza. Altri affermano invece che la concorrenza impedirebbe la formazione di un clima di collaborazione fra gli addetti nel superiore ime rcssc nazionale. Per approfondire l'argomento, si può consultare, ad esempio, D.W.Doves, L.R.Chris1ensen Relative efficiency of pttblic and primte firms, o W.A. Niskanen, Burocracy and Represemative Gol'emmem, Aldine, Chigago, 1981.

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-la ristrutJurazione dell'organizzazione centrale, con la cancellazione delle IO direzioni generali per Forza Annata e la creazione di 19 direzioni generali interforze affiancate a 5 uffici centrali con compiti di consulenza; - la ridefinizione delle competenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa e dei Capi di Stato Maggiore delle tre Forze Annate; - la creazione degli Ispettorati Logistici di Forza Armata posti alle direne dipendenze dei Capi di Stato Maggiore e competenti in merito alla distribuzione, conservazione, manutenzio ne e revisione dei materiali approvvigionati dalle DD.GG. competenti per materia e con importanti funzioni di raccordo tra l'organizzazione centrale e l'organizzazione territoriale periferica della Difesa, dovendo indicare alle direzioni generali la ripartizione dei fondi da destinare, a vario titolo, agli Enti periferici territoriali; -la riorganizzazione dell'Ufficio di Gabinetto e delle Segreterie Particolari di Ministro e Sottosegretari; -la ridefinizione delle competenze del Segretario Generale; - la parziale unificazione del sistema di rilevazione e della terminologia contabile. Nei suoi tratti fondamenta li la struttura del Ministero della Difesa da allora non è più mutata. Solo nel 1978, dopo l'approvazione delle leggi promozionali di spesa per le Forze Armate, le competenze di coordinamento del Segretario Generale sono state più propriamente estese a lla politica degli armamenti con la c reazione della fig ura del Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA)3. Questa riforma sembra però aver superato solo parzialmente la resistenza opposta daJla vecchia struttura. Se la riduzione da 30 a 19 direzioni generali (DD.GG.) ha infatti comportato l'effettiva unificazione di diverse direzioni (ad esempio la Direzione di Commissariato, competente su vestiario, viveri e

materiali da caserma, la Direzione della Sanità Militare, la Direzione del Genio e del De manio, competente sulle infrastrutture, la Direzione della Motorizzazione, competente su autoveicol i e carburanti), essa ha anche lasciato direzioni formalmente interforze, ma di fatto distinte per arma, nelle mate-

3 "Questo assetto presenta una serie ragguardevole di problemi. lnnnntitutto esistono gravi carenze di capacità operativa. Il DNA dovrebbe avvalersi dell'ufficio del segretario generale (SO) 'adeguatamente ristrutturato', ma tale ristnatturazionc è avvenuta in modo solo parziale e di fatto ex tra lcgem, in base ad un provvedimento intcmo che ha dato vi ta a 4 rcpani. La sproporzione fra la capacità operativa dell'uffic io del SG/DNA cd i compiti di coordinamento di ben 19 d irezioni generali c 5 uffici centrali e di rappono con gli Stati maggiori è panicolarmente grave e denuncia un difetto d'origine, che vede nel SO/DNA più un compensatore della dispersione dei processi decisionali che un soggetto con fon i capacit?l di decisione e di iniciativa." Cfr. F. Gobbo, P. Bianchi, N. Bellini. G. Utili. L'industria italiana ..... cit.

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rie chiave degli approvvigionamenti dei sistemi d'arma e direzioni espressamente separate nella gestione del personale militare4. La riduzione nel numero delle DD.GG. non ha dunque provocato alcun risparmio in termini di personale addetto, anzi le singole Forze Armate si sono preoccupate di mantenere all'interno di ogni direzione unificata loro rappresentanti con il compito evidente di difendere gli interessi dell'Anna di provenienza (Fig. 2. L). Anche la creazione degli Ispettorati Logistici ha o ttenuto il risultato di ricondurre aJI'intcrno delle singole Forze Armate funzioni precedentemente affidate alle Direzioni Generali, evitando che esse diventassero di competenza delle Direzioni lnterforze.

Ministero e Stati Maggiori L'esistenza all'interno del Ministero delle tre armi, c quindi, in senso lato, di tre burocrazie distinte ed in parte "rivali", non fornisce che una delle importanti chiavi di lettura necessarie per comprenderne l'organizzazione. Al Ministero, struttura burocratico-amministrativa espressione del potere civile e politico, si deve affiancare infatti la decisiva presenza degli Stati Maggiori, organi tecnici ed operativi, espressione della tecnostruttura militare. L'ordinamento attuale5 prevede a tale proposito una suddivisione dei compiti fra l'area tecnico-operativa e l'area tecnico-amministrativa (Fig. 2.2). La prima, affidata agli Stati Maggiori, si occupa della pianificazione operativa, dell'impiego e dell'ordinamento delle Forze Armate, mentre la seconda, coordinata daJ Segretario Generale ed affidata alle Direzioni Generali (organi di " line") c agli Uffici Centrali (organi di "staff') è preposta al soddisfacimento delle esigenze degli organi operativi (Fig. 2.3)6.

4 Qui le direzioni competenti sono addiriuura 4: ben due per l'Esercito cd una ciascuno per Aeronautica e Marina. 5 L'organigramma qui riponato sembra evidenziare una suddivisione gerarchica in tre livelli della SLrullura cemrale del Ministero. Un'osservazione piil attema evidenzia come il secondo livello, rappresentato in campo tecnico3111ministrativo dal S.G.IDNA e in c3111po tecnico-operativo dal Capo di Stato Maggiore della Difesa non ricopra un pieno ruolo di supremazia gerarchica nei confronti, rispettivamente delle direzioni generali e degli Stati Maggiori di Forza Armata, ma rappresenti piuttosto un li vello di coordinamento e di composizione dei conniui posto a "protezione'' della figura del Ministro. Di fatto questi due organi sembrano affiancati e non posti a comando della struttura prcesistente, che vede ancora nella figura del Ministro il superiore gerarchico.

6 Nel complesso equilibrio delle forze fra potere "politico" e potere "militare" all'interno del Ministero le fonune dello Stato Maggiore risalgono al momemo del passaggio della titolaritĂ del

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Fig.2.1 -

,.,..

Dipendenti del Ministero della Difesa Compresi i non vincolati, coloro che pur percependo uno stipendio dallo Slalo, non sono legali ad esso da un regolare rapporlo di lavoro continuativo.

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1967

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1968

l

269.202

a

263 155

l

~

2 59.13

l

~

l

64.251

~

l

271.118

~ 2~ 3.761

l l

l

l

255

260

265

' 270 mlcllala

Ponle: ISTAT, Annuario di slaUallca, annate varie

~ 271.211 l 275

280


Fig. 2.2 L'ORGANlZZAZIONE CENTRALE DEL MINISTERO DELLA DIFESA

GABINETTO DEL MINISTRO

MINISTRO DELLA DIFESA

f.---

l l l l l l l l

SOTTOSEGRET AR DI STATO

+ SEGRETARIO GENERALE DIFESA/DNA

r

-

CAPO SM DIFESA

l

l

l l l l

l l l l

_j_

l l

''

UFFICI CENTRALI

--

..,

l

r_j_

DIFESA

CONSIGLIO SUP. FF. AA.

COMITATO DE l CAPI DI SS. MM.

L_ _

_

l

l

l

l

l

l

+

+

l +

DIREZIONI GENERALI

f..,.

cont r ol l o coordinamento direttiva

CAPO SM AERONAUTI CI

l l

-- _j

--- -,- - -, ·

l

t'

l CAPO SM ESERCITO

l

l

S.M. AERONAUTICA 1ST. LOGISTICI

S.M. ESERCI TO ISP.LOGISTI CO

..,

Organ i consu l tiv i

l

AREA TECNICO - AMMI NI STRATIVA

Fon te : CEMI SS

l l l STATO Ml GGIORE l

----

l

CAPO SM MARINA

l S.M. MARINA ISP. LOGISTICI

AREA TECNI CO-OPERATI VA


Fig. 2.3 "L'AREA TECNICO-AMMINISTRATIVA DEL MINISTERO DEll.A DIFESA

r-------

-------...,

SEGRET. GEN. DIFESA E DIREITORE NAZ. DEGU ARMAMENTI

Raggruppamento autonomo del Ministero Difesa

r

Ufficio di Stato Maggiore del SG/DNA

Capo dell'Ufficio deiSG/DNA

Direzione Amministrazioni Speciali

Centro Doc. Tecnico Scientifico Difesa

Ufficio Affari Generali

!REPARTO

UREPARTO

IV REPARTO

ordinamento e Affari del Pers. Mil. e Civile

Coordinamento Amministrativo

Progr. Finanziaria e Bilancio - Rìc. e Svii.

'----.....---.. . :::======~ ~~~;:::::::;-____J ~.....-_

__

_ _ _ _ _ __ J_jl

DIPEN DENZE conundo _ _ d•coord

FONTE: CEMISS


Gli Stati Maggiori, da puro organo di consulenza e studio sull 'impiego delle Forz.e Armate, quali erano all'inizio del secolo, sono andati col tempo costituendo una sorta di organizzazione parallela a quella ministeriale (Fig. 2.4) lino a vedersi attribuite importanti funzioni anche in campo amministrativo-gestionale: la legge di riforma del 1965 prevede infatti che: " i Capi di Stato Maggiore impartiscono alle competenti Direzioni Generali direttive d'ordine tecnico-militare per la maggior realizzazione dei programmi tecnico-finanziari approvati dal Ministro". Se formalmente allora le Direzioni Generali sono responsabili dell 'amministrazione di quasi tutti i capitoli di spesa, di fatto i fondi contenuti in molti di essi sono affidati a lla gestio ne dei quattro Stati Maggiori (delle tre armi e della Difesa) e del Segretario Generale. Tale procedura è stata rafforzata dalla quotizzazione del bilancio, ovvero dalla predeterminazione delle quote dei singoli capiwli da affidare alle direttive degli Stati Maggiori, che è stata introdotta e mai più abbandonata da una circolare ministeriale del 1967 (mome nto di effetti va entrata in vigore della riforma approvata negli anni precedenti) con lo scopo di rid urre le dispute fra Esercito, Marina ed Aeronautica all'interno delle neonate Direzioni Generali unificate. La tabella 2.1 contiene un esempio di quotizzazione applicata al bilancio preventivo del 1990. L'esistenza di questa ripartizione in quote consente agli Stati Maggiori di disporre della maggior parte dei fondi in base a propri criteri e valutazioni. Alle Direzioni Generali non resta allora che eseguire le direttive da altri emanate7 e occuparsi invece a pieno titolo delle residue competenze in materia di personale e d i servizi. D bilancio uffic iale del Ministero nasconde allora sei bilanci effettivi: uno per l'Esercito, uno per l' Aeronautica, uno per la Marina, uno interforze gestito dallo Stato Maggiore Difesa, uno per l'Arma dei Carabinieri, e, infine, uno com-

Ministero della Guerra da un militare ad un c ivile. Scrivono a questo proposito Rochat e Massobrio:

··y vivaci dibattiti su lle spese militari, le commiss ioni di inchiesta e /a simbolica nomina di 1111 Ministro borghese ... provocarono una trasformazione nei vertic i dell'Esercito. Due decreti del 1906 e del 1908 sanzionarono una nuova prassi, secondo cu i il Capo di Stato Maggiore de ll' Esercito, ... diventava il comandante designato dell'Esercito in caso di guerra e s i contrapponeva come massima amorità tecnica al Ministro, massima autori tà amministrativa. La responsabilità effettiva dell'Esercito fu così divisa tra due persone c due enti rivali (Ministero e Stato Maggiore), aprendo la via ad aspri contrasti. preoccupanti equivoci c vuoti di potere..." Cfr. Rochat G.,Massobrio G., Breve storia deii"Eserci/o iwliano dal/861 al/943, cd. Einaudj 1978 pagg.l54-155. 7 Formalmente diversa è la posizione del Comandtmle Generale dell'Arma dei Carabinieri. Questi può provvedere direttamente, su delega del Ministro, all'amministrazione dci capitoli di spesa assegnati all' Arma con facoltà analoghe a quelle dei Direttori Generali e qujndi può assumere direttamente in proprio impegni sui capitoli.

65


Fig. 2.4- L'ORGANIGRAMMA DI UNO STATO MAGGIORE: LO STATO MAGGIORE ESERCITO

CAPO DI STATO MAGGIORE

ISPETIORATI COMANDI DEI CORPI TECNICI E LOGISTICI

SOTIOCAPO DI STATO MAGGIORE

l"R.EPAR10 (ORGAN!ZZAZONE OEU..E

2"R.EPAR10 3" R.EPAR10 (IMPIOOO DELLE (SIOS) FORZE)

FORZE E PERSONALE)

UfT. hnp. Pcnonale

UfT. Rccluwnenro SUllO e aviiWIIIIC'IIO

t• urr~eio

2° Uffieio

Ufficio Opetazioni

Uff'ICio AddcslrameniO

• R.EPAR'fO.ISPETTORA10

s• R.EPARro

LOGisTico

(AfFARI

ORGANIZZAZIONE OEU..E FÒRZE-LOGISTICA)

OEI'fERAU)

UfT. Anni Munizioni cd Equipaggiamenti

UfT. AlTari Generali

UfT1 Mobili~ Tattica e Suppono Logistieo

Ufr~eio

Ooeume111at.iooe e auivi.. promoziooa1i

..

urr. Otdinammro

3° UfriCiO

UfriCio Regolamenti

UfT. lnfrasrrul!Ute e aweriali dd Genio urr. Trasmissioni e Informatica

Ufficio RiviSta Mlliwe

UlT. Movimenti e Trvsponi

urr.

Coordinamenro Logjsùco

FONTE: CEMJSS

UfriCio Storico

UFACIO GENERALE PlANIFICAZI ONE FINANZIARIA

S=di

Amm.zione


Tab. 2.1 - Ripartizione degli stanziamcnti per enti programmatori con riferimento ai dati prcvisionali del 1990 (quote sul totale) e con esclusione dell'Arma dei Carabinieri

Enti:

SMD

SMA SG\DNA Ouotizzato

TOT

SME

SMM

l

12

3

9

s

30

100

o

19

7

lO

2

38

100

o

o

o

o

4 Costruzioni ar,m i. armamenti, munizioni o 23

31

43

3

100

100

8

5

50

18

84

100

o

52

9

20

9

90

100

7

60

13

18

2

100

100

8 Lavori de.m anio e materiali del genio l 37

9

25

26

98

100

Rubrica SPESE CORRENTI l Servi:r.i generali

2 Personale militare 3 Personale civile

100

S Assistcn:r.a al volo c difesa aerea

3 6 Motorizzazione e combustibili

7 Commissariato

9 SanitĂ

o

47

12

18

23

100

100

l

48

10

24

lS

98

100

24

23

37

4

89

100

10 Provviden:r.e per il personale 11 Servizi speciali 12 Ammodernamento c rinnovamento

1

Fonte: Elaborazioni No.m isma su dati Ministero della Difesa.


posto dalle quote di capitoli affidate alla gestione del SG\DNA. Di questi bilanci solo quello dei Carabinieri emerge in modo palese. La suddivisione degli stanziamenti agli Stati Maggiori delle tre Forze Annate c della Difesa, sostitutiva di quella per forza annata un tempo presentata in sede parlamentare nell'ambito del bilancio di ciascun Ministero, non viene riportata ora in nessun documento ufficiale. Dopo l'approvazione del bilancio generale, il Ministero della Difesa pubblica un documento a circolazione interna, il cosiddetto '"Bilancino··, dove compaiono, per ogni capitolo di spesa, le quote a disposizione dei vari Enti programmatori. La riforma " unificatrice" del 1965 sembra dunque aver contribuito di fatto a svuotare le competenze delle Direzioni Generali, trasferendole in buona parte agli Stati Maggiori. Si può dunque ipotizzare che le spinte provenienti dal basso, tese alla conservazione delle strutture e delle organizzazioni presenti in precedenza, scontrandosi con una generica volontà politica di coordinamento e integrazione delle Forze Armate, si siano invece risolte nella creazione di una pletora di organi centrali competenti a vario titolo sulle stesse materie&, lasciando buona parte dei poteri effettivi in mano agli Stati Maggiori delle singole armi.

L'organizza-:.ione periferica di Esercito e Aeronautica A livello periferico, l'organizzazione della Difesa si struttura differentemente a seconda della Forza Armata. Nell'Esercito, che ha un'organizzazione particolarmente complessa, la struttura operativa si suddivideva fino al 1986 in 3 livelli: la brigata, la divisione e il corpo d'armata. Con la ristrutturazione del 1986 il livello divisionale è stato però soppresso. Nel 1990 l'Esercito Italiano si trovava pertanto articolato in tre Corpi d'Annata e in 25 Brigate. Nell'Aeronautica, al contrario, l'organizzazione è al contempo maggiormente concentrata, mancando la distinzione fra comandi "operativi" e comandi "territoria-

8 Queste impressioni sembrano condi' ise anche dalla Corte dci Conti. che nella Relazione d'Accompagnamento al Rendiconto Generale e Finanz.inrio dello Stato per l'anno 1989 (vol. 2 pag. 220) scrive: "'da tempo si è segnalata fa mancata emana:ione dcii" attesa disciplina \Ui ··vertici militari", per la qua le si sono susseguite varie iniziative lcgi~lativc concernenti anche il riordinamento tfe{{a strilli/Ira miliwre cewmfe della Difesa ed i conne~si aspetti di pianificat.ione finanziaria. Prob lemi che in futuro non lontano richiederanno determinateaa di indirizzi. priorità di scelte c tempestività di decisioni, imposte da e;igcnzc di compatibilità finanziaria e di aggiornamento. anche profondo, delle programma1ioni. da esercitare in un contesto di precise arrribtt:ìoni di C(J/1/fll!ten:a". Fra le ultime iniziative legislative in tal senso va ricordato il disegno di legge ··Amato-Zinone·· presentato nella ultima legislatura.

68


li" e maggionnente integrata, almeno per quanto riguarda i suoi aspetti operativi di Difesa aerea. nella rete di comando NATO. Già da tempo sono caduti infatti in desuetudine i raggruppamenti di repani in Divisioni Aeree o Squadre Aeree e l'organizzazione operativa vede la presenza di poche Aerobrigate e di un gran numero di Stonni direttamente inquadrati alrintcmo delle Regioni Aeree. Mancando la suddivisione in anni, i comandi di scuola sono in numero ridotto e le competenze dei vari corpi c servizi logistici dell' Aeronautica sono riunite alJ' interno di un unico grande Ispettorato Logistico. Di carattere poi prevalentemente civile sono alcune delle attività a cui è preposto l' Ispettorato Telecomunicazioni ed Assistenza al Volo.

2.2 GLI ENTI E LE ISTITUZIONI RESPONSABILI DELLA FUNZIONE DI SPESA L 'organizzazione e l'amministrazione militare si caratterizzano per un aspetto peculiare che non possiede nessun'altra amministrazione dello Stato: iJ fatto di essere concepite per essere pronte ad operare in una condizione eccezionale quale lo stato di guerra. La prima conseguenza rilevante che ne segue riguarda l 'elevato grado di awonomia e di autosufficiew:;a amministrativa concesso ai vari reparti, che è invece sconosciuto ad altri uffici periferici statali. L 'obiettivo riguarda naturalmente la possibilità di provvedere in qualsiasi circostanza al pieno mantenimento degli uomini e dei mezzi. L'amministrazione della Difesa ha quindi potuto valersi, ben più di altre ammini trazioni dello Stato: l) della possibilità di acquistare in proprio materiali che solitamente vengono acq uistati invece in forma centralizzata dal Provveditorato Generale dello Stato presso il Ministero del Tesoro; 2) della facoltà di ricorrere ai cosiddetti ordinatori secondari di spesa9, per quanto in questi ultimi anni questa possibilità sia stata sempre meno sfruttata (Tab. 2 .2).

9 La contabilità dello Stato distingue fm i pagamenti disposti dal ministro c dai dirigenti centrali, O\vcro dai cosiddeni ordinatori principali di spesa c i pagamenLi che gli stcs~i delegano ad altri funtionari periferici dello Stato deni ordinmori secondari di spesa mediante l' emissione di mandati di pagamento tratti su ordini di accreditamento. Il sistema degli ordinatori secondari presenta due inconvenienti princ ipali dal punto di vista del controllo giudiziario: - il controllo sulle spese può essere fatto solo in via successiva in sede di esame dei rendiconti; - il controllo della Con e dei Conti può non riguardare tutti i re ndiconti presentati per espressa autoriuazione della legge sulla contabilità genemle dello Stato.

69


T ab. 2.2- Percentuale di spesa delegata con ordinatori secondari 1985 1986 1987 1988

68,1% 66,3% 65,5% 61,0%

Fonte: Corte dei Conti, Relazione d'accompagnamento, annate varie. Questa quota elevata non dipende solo dal pagamento decentrato degli stipendi: nel 1989, ad esempio, sono state effettuate da parte dei Comandi Territoriali e Periferici gli acquisti di oltre la metà dei viveri e della totalità dei foraggi. L'organizzazione amministrativa del Ministero si ripartisce infatti su 3 livelli : l) al vertice il Ministro (e i Sottosegretari Delegati) e i vari Direi/ori Generali responsabili dei capitoli di spesa loro assegnati. Essi costituiscono il corpo centrale del Ministero della Difesa, alla stessa stregua di ogni altro ministero. 2) l'organizzazione territoriale, legata agli alti comandi periferici ed articolata per l'Esercito ~n comandi di regione mi litare e per l'Aeronautica in comandi di regione aerea, che si occupa delle spese comuni per l' insieme dei reparti presenti nell 'area di giurisdizione. È ad esempio possibile che una regione militare provveda direttamente ad acquistare i carburanti necessari ad assicurare le scorte per tuili i reparti situati nell 'area di giurisdizione: 3) L'organizzazione periferica, composta dai vari Enti militari che provvedono direttamente ai loro pecutiari bisogni o alle spese comunque non centralizzabili. Gli Enti ripartiscorio a loro volta i fondi fra Distaccamenti e Reparti. Ad esempio nell'Esercito i battaglioni solitamente costituiscono, ai fini amministrativi, Distaccamenti delle Brigate di cui fanno parte. La contabilità di tali Distaccamenti verrà poi assunta nella contabilità dell'Ente d'appartenenza diventando indistinguibile.

Il sistema delle contabilità speciali L'organizzazione territoriale e l'organmzzazione periferica, che costituiscono l'organizzazione decentrata della Difesa, sono legate fra loro e con il Ministero dal sistema delle cowabilità speciali (Fig.2.5), istituito dal R.D. 2 Febbraio 1928 n• 263, con l'obiettivo di armonizzare alcune regole interne dell 'amministrazione mil itare IO con la legge di contabilità genera le dello Stato del 1923 e con il relativo regolamento di applicazione emanato nea 1924.

IO Il mc1odo d'ammin islrazione deii'Escrcilo in vigore fino all'inizio del secolo era basalo su l sis1ema delle cosiddcue masse t/i corpo, risalcnle nei suoi principi alle compagnie di vemura. che mal si concil iava con il comrollo parlamcn1are della speso pubblica. Scrivono " wle proposi1o Rochal c Massobrio: .. Neii"Eserci1o iwliano ogni rcggimcn1o o corpo au1onomo amminis1rava una serie di

70


Fig. 2.5 IL SISTEMA DELLE CONTABILITA' SPECIALI

Ministro

r Rag. -- -, Cemr. l dello Stato

_

~

1

L ___ ..J Delega

-,

r --

r

-

-

-

-

spese atipiche

Di.rezioni generali (amministrazione dei capitoli)

-

direttive

r

l'

assegnazioni trimestrali con apertura di cretido da tramutarsi in •••

l

L

_J

- _}

richiesla annuale preventiva di slanZiamenti

~-----W~~~_,

Direzioni amministrative t.erritoriali

con mandati di pagamento su funUonari delegati

l l

lspett ora ti logisti ci

ordinativi di pagamento su terzi per conto degli enti

con1r0Uo per conto deUa Rag.Centr. dello ~lato

Regione Miliwe ordini di pagamento mensili presso le con L speciali

richiesla annuale preventiva di s~anziamenti . 1

L __ _

l

L

...

entrate delle contabilità speciali presso

REPARTI

---

-~

Enti SEZIONI DI TESOR. PROVINCIALI

conto amministrativo Brigata/Reggimento

versamenti mensiti in conianti o aecrediiamento in c.c. postale

richies1a annuale preventiva di slanziamenti -

formazione del bilancio

nussi degli slanziamemi

Distaccamenti

attività di rendiconto

Bauaglione/Gruppo

FONTE: Elaborazione Nomisma


Il testo unico del 1928 ha disposto l'istituzione presso ciascun comando d'armata (oggi comandi di Regione Militare per l'Esercito e comandi di Regione Aerea per l'Aeronautica) di un ufficio di comabilità e di re1·isione (le attuali Direzioni d'Amministrazione), responsabile per: l) la distribu-;.ione dei fondi spettanti a tutti gli Enti militari della circoscrizione, nei li miti, ovviamente, delle assegnazioni fatte dal Ministero in base a ll a riparti zio ne disposta dagli Ispettorati Logistici . G li I spettorati Logistici fo rmu lano a loro volta i piani di distribuzione de i fo ndi sull a base dell e ri ch ieste preventive che arrivano dagli Enti stessi e dai Comandi Territoriali . Questa distribuzione avviene mediante mandati di pagamento tratti presso contabilità speciali. tenute presso le locali sezioni di tesoreria provinciale: su questi uffici di contabilità e di revisione possono essere quindi fatte dal Ministero aperture di credito, da commutarsi in quietanze d'entrata a favore delle contabilità speciali, per una vastissima area di spesa 11 ;

"masse": per il vitto dci soldati. ad esempio, il reggimento riceveva una somma fissa (quota giornaliera moltiplicata per il numero delle presenze) con la quale do, eva provvedere a nutrire gli uomini ri~pettando la tabella ministerialc delle speuanzc quotjdiane. Anche le altre e~igenzc normali del reparto erano coperte da "masse" \peci fiche (generale, vestiario, mensa sottufliciali. cavalli, ospedale, ecc.) nella cui gestione ~i rivelava la capacità del comandante c dci suoi collaboratori: le economie come i passivi realizzati, infatti. ricadevano sulla massa stessa, a \UO \'antaggio o svantaggio. Erano però possibili compen.ra:.ioni fra le di\'e~c masse, su cui poi 11 MiniMero poteva scaricare anche ~pese diverse. Il sistema era as ..ai complesso. consentiva una cena autonomia ai comandanti di corpo ma non li liberava dal controllo superiore..." cfr. G. Rochat. G. Ma.,sobrio. Bre1·e storia dell'Esercito lw/iano da/1861 a/1943, cd. Einaudi, 1978 pag. 77. I l Possono essere trattate mediante le contabilità speciali le ~pese riguardanti : - le retribuzion i c le indcnnit~ di ufficiali, impiegati civili e operai - le retribuzioni c le ~PC'>C di mantenimento di sottufliciali c truppa (p.es. viuo, vestizione, casermaggio, etc.) -il mantenimento c servi t io dci quadrupedi - le spese generali dci corpi - le operazioni di leva - le scuole militari · le manovre cd csereiuuioni -la sanità ·l'Istituto Geografico Militure -gli stabilimenti di reclusione ·i servizi d'artiglieria • i servizi automobilistici · il gen io • il servizio chimico • l'educazione fi~ica c lo sport -gli stabilimenti di commb.,ariato • le liti, gli arbitraggi, i canoni c i fiui.

72


2) la revisione della contabilità eli detti Enti. Gli Enti MLlitari infatti rendono il conto alla propria amministrazione centra le, ma per delega di questa e della Ragioneria Centrale, il ri:-contro viene eseguito dalle Direzioni Territoriali d'Amministrazione che svolgono quindi un riscontro amministrativo per conto del Ministero della Difesa e un riscontro contabile per conto de!Ja Ragioneria Centrale. l rendiconti sono successivamente inviati alla Corte dei Conti per la revisione definitiva; 3) la supervisione di tulla la materia giuridico-amministrativa, infortunistica e contrattuale decentrata. La conciliazio ne delle esigenze di autonomia degli Enti della Difesa con i rigidi principi della Contabil ità di Stato non poteva peraltro non generare una pletorica e caotica attività di rendicontazione verso la Corte dei Conti stessa (Fig. 2.6). Nel 1989 tale attività ha raggiunto la cifra record di c irca 72 rrula rendiconti inviati alla Corte.

Problemi connessi al sistema delle contabilità speciali li sistema delle contabilità speciali ha sollevato numerose perplessità e critiche fra gli esperti del settore. Alcuni hanno sostenuto come questo complesso sistema fosse sl formalmente aderente allo spirito dei principi ispiratori della contabilità di Stato, ma consentisse an che di fatto all'Amministrazione Militare, finanziatrice e controllore di sé stessa a li vello periferico, la reintroduzione del sistema delle massel2 e delle sue arbitrarietà. Altri13 si sono spinti oltre, fino ad ipotizzare che il sistema delle contabilità speciali consenta di fatto l'aggiramento del principio della perenzione amministrativa 14.

12 Vedi nota n•

Il

13 ·'Vi è poi il sistema della contabilità speciale, in base al quale tali contabilità sono intestate a favore delle direzioni d'amministrazione dei vari comandi mil itari territoriali dell'Esercito. Queste somme confluiscono in un unico fondo presso la sezione di tesoreria e perdono completamente la loro individualità rispeno all'originaria impostazione, potendosi perciò utilizzare con assoluta discrezionalità ... Le contabi lità speciali hanno la caraneristica di alterare completamente il sistema del bilancio, e di rendere completamente inapplicabile il principio della cosiddetta perenzione amministrativa." cfr. A.Boldrini, A.D"Aiessio, Esercito e politica in/rafia, Editori Riun iti, 1974. pagg.214-215. 14 Per molte voc i di bilancio, tran ne che per le spese per investimenti o ad esse comunque assimilate come l' acquisto di armamenti, vale il principio per cui le somme amorizzate ma non impegnate in un esercizio vengono portate in economia e non possono essere trasportate neg li esercizi successivi. Queste somme vengono dene perell/i agli effeui amministrativi.

73


...

Fig.2.6 -

Rendiconti pervenuti alla Corte dei Conti da amministrazioni del Ministero della Difesa

l

l

11 67.543

1985

ll 56.16

1986

n52.6' 3

1987

l

1988

Jl

59.673 l

11 71.654

1989

l 50

55

60

l

l

65

70

migliaia

Ponte: Corte del ConU, Relazione d'accompaenamenlo,ann.var.

75


È certamente vero che vi è un potenziale conflitto fra la volontà del Parlamento di predeterminare la composizione della spesa dell'amministrazione e il bisogno dell 'amministrazione stessa di avere un certo grado di libertà. Questa esigenza è riconosciuta a live llo centrale con l'istituzione del fondo a

disposizione per eventuali deficienze dei capitoli relativi alle tre Forze Armate, che ha visto stanziate negli ultimi anni somme attorno ai 40 miliardi. Con questo capitolo, il Parlamento concede all'Amministrazione della Difesa una certa autonomia in modo da adattare nel corso dell'anno la spesa alle necessità contingenti. L'importanza di tale capitolo emerge dal fatto che i prelevamenti per le eventuali deficienze possono effettuarsi a favore della maggior parte dei capitoli iscriui a bilancio ed andare quindi a coprire moltissime delle spese effettuate dal Ministero. A livello periferico. invece, anche senza ipotizzare comportamenti che prima della recente riforma penale potevano essere ricondotti al reato di peculato per distrazione, un indice di questa tens ione può essere ritrovato nella voluta indeterminatezza ed eterogeneità della denominazione di molti capitoli di spesa. È altrettanto vero che l'attività ispettiva di controllo è essenzialmente interna all'amministrazione militare stessals, sembra ndo trascurabile l' operato dell'Ispettorato Generale delle Finanze, unico organo abilitato a svolgere compiti di vigilanza interna extra-gerarchica (Tab. 2.3). Quanto poi al rapporto fra spesa periferica, formazione dei residui passivi e perenzione amministrativa si può osservare che: - il sistema di formulazione delle richieste dal !basso verso l'alto costituisce un potente disincentivo per Enti e Distaccamenti ad effettuare le eventuali economie di spesa, perché queste si tradurrebbero con molta probabilità in minori stanziamenti nell 'esercizio successivo, e ad ammassare le spese nelle ultime settima-

ne dell'anno amminimativo; - il meccanismo per cui l'imputazione ai capitoli avviene spesso quando la spesa è già stata effettuata con ricorso al fondo anticipazioni 16 inverte il consueto rapporto fra dispon ibilità dei fondi e momento di decisione della

15 Tale attività è coordinata e curata dall'ufficio centrale per le ispezioni (ISPEDTFE).

16 Dal fondo a disposizione deve essere tenuto distinto il cosiddc!lo Fondo Scorro. Esso è in falli funzionale al mantenimento del tradizionale sistema delle spese linaJlZiate con anticipazioni e poi reintegrate con l'imputazione agli appositi capi toli. L'obiellivo è in e ntrambi i casi quello d i garantire agli Enti periferici una costante disponibilità di cassa, al line di non intralciare le gestioni in caso di ritardi nella somministrazione dei fondi sui vari capitoli. La funzione dei fondi scorta va però considerata come puramente trllnsitoria.

75


Tab. 2.3 - Altività ispeuiva sugli organismi del Ministero Ispezioni effettuate

2

3

4

327

~91

91 108

o

5

Anno 1986 Esercito Marina Aeronnutica

Totale

693 176 189

101

164 47 7

1058

472

218

690

4

707 133 270

282 37 88

164 51 9

446 88 97

2 3

1100

407

224

631

6

707 133 270

290 43

442 97 68

3

60

152 54 8

1100

393

214

607

5

707 133 270

281 .53 144

146 65 9

427 118 153

4 3

1100

478

220

698

8

44

3

Anno 1987 Esercito Marina Aeronautica

Totale Anno 1988 Esercito Marina Aeronautica Totale

l

1

1

Anno 1989 Esercito Marina Aeronautica

Totale Legcnda: l - Organismi soggetti ad ispezione

2 3 4 5

= Ispezioni dirette

- Ispezioni decentrate - Ispezioni totali • di cui effettuate dali'Isp.Gen. delle Finanze

Fonte: Corte dei Contì, Relazione d'accompagnamcnto... ,ann. var.

l


spesa, ostacolando la formazione dei residui di stanziamento da portare in perenzione.

Le gestioni fuori bilancio Una particolare caratteristica dell'amministrazione periferica della Difesa è costituita dall 'altissimo numero di gestioni fuori bilancio che vi vengono tenute. Esse sono legate alla presenza sul territorio di un grande numero di c ircoli, sale convegno, spacci, sale cinematografiche, case del soldato e foresterie, sprovviste di personal ità giuridica, che operano nell'ambito dell'istituzione militare svolgendo funzioni riconducibili al benessere ed alla ricreazione del personale e movimentano ogni anno un "fatturato" complessivo di circa 350 miliardi (Tab. 2.4). Tab. 2.4 -Rendiconti pervenuti di gestioni fuori bilancio e movimentazione di denaro collegata.

1984 1985 1986 1987 1988

No

Miliardi

2534

180 273 284 300 344

2593 2096 2253 2404

Fome: Corte dei Conti, Relazione d'accompagname111o, ann. var. Tali servizi vengono prevalentemente fomiti grazie a proventi propri derivati dalla vendita di beni acquistati autonomamente in economia, si appoggiano ad infrastrutture demaniali militari e ricevono contributi in denaro da un' apposita Direzione Generale del Ministero della Difesa17. Nel 1990 il Ministero era stato autorizzato a spendere per i capitoli 3206 " Contributi e sovvenzioni in favore di circoli, foresterie e mense mili-

17 La Direzione Generale deUe Provvidenze per il Personale è stata istituita per trattare le materie disposte dalla legge 20 Giugno 1956 nâ&#x20AC;˘612 che autorizzava il Ministero a stanziare contributi a favore di circoli e mense presso Corpi, Enti e Stabilimenti Militari.

77


tari" e 3208 "Contributi e sovvenzioni in favore di circoli e mense aziendali presso corpi, stabilime nti ed enti militari" complessivamente quasi 22 miliardi. Un 'anal isi condotta recentemente dalla Corte dei Conti sulle modalità d'util izzo di queste somme ha evidenziato come questi stanziamenti si lraducano in una pioggia di piccoli interventi . privi io sé di ogni possibile sign ificativo impatto a li vello locale (Fig.2.7 A e B). È da molti anni che la stessa Corte solleva rilievi sulla natura e regolarità di tali gestioni. Nel quadro dei vari tentativi di regolarizzazione dell'attività delle amministrazioni statali, le gestioni fuori bilanc io avrebbero dovuto j nfatti essere abolite fin dal 1978, e questo principio è stato ribadito anche in una legge del 198918, ma nell'ambito della Difesa sono state da allora sempre autorizzate in sede di approvazione del bilanc io preventivo dello Stato. La massa di denaro c he movimentano non sembra peraltro particolarmente significativa dal punto di vista economico né se considerata in un 'ottica nazionale, né in un "ottica regionale (Fig. 2.8).

2.3 L' ATIIVITÀ CONTRATIUALE DEL MINISTERO DELLA DIFESA

L'acquisto di beni e servizi e le modalità comraftuali relative Il funzionamento della macchina militare comporta l'acquisto di un'ingente quantità di beni e servizi: oltre ai mezzi espressamente vocati all'utilizzo bellico. le forze armate si devono infatti rifornire di tutti quei beni che sono normalmente necessari al mantenimento di una comunità civi le . Le forniture agli Enti militari possono quindi essere le più svariate, passan-

do dal caso facilmente immaginabile dei viveri, al mareriale sanitario, dai lavori in muratura al mate riale di cancelleria, dagli strumenti musicali alle prestazioni dei barbieri. Prendendo come riferimento i dati previsionali del 1990 una prima suddivisione merceologica delle somme disponibil ~ per acquisti vedeva il 68, 13% impiegato in "arm i, mate riale bellico e infrastrutture militari", l' li ,02% in '"alimentari, calzature vestiario e tessile", il 9,62% in "casermaggio, equipaggiame nto e attrezzature militari" e infine, il 4,3% in "combustibili , petrolio e derivati, energia elettrica".

IS La legge 26/4/89 n• 155 ha previsto la soppressione delle gestioni fuori bilancio entro il termine di due nn n i dalla sua entrata in vigore.

78


l'ic.2.7A-

-rr..rorlmonU allo cooUoni ruorl bilancio ox cap.3208 o 3208 Anno 1888

~18

.'

<5000

,,,~,'

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l ~66

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<50000

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391

~

340 62

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<500000

~H11

133

rdJ21 >500000

i o

o

o

100

B

Plc.2.7B -

200

300

400

CJ Boncrlclo.rl

Brocazlonl

TraerorlmonU allo ceoUoni ruorl bilancio ex cap.3208 e 3208 Anno 1967

............... <500

-t,~Il 5

l • :>;:,,.,.. ''i

<5000 <50000 <500000 >500000

·Il

195 '·~~

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'""""

258

8 14

; 2 l

o

50

100 t::ll!rccazloni

150

200

CJ Beneficiari

250

300


Fig.2.8 - Acquisti dei circoli e delle mense della Difesa per regione nell'anno 1985

O Ammont..re ta mlUe.rcU di lire

O

Pcrceolu..to â&#x20AC;˘ul lot..te

Fonlo: Censls, Rapporto nnnuale,l987.

l


Non stupisce quindi che ogni anno il Ministero della Difesa impieghi circa metà del proprio bilancio in acquisti di beni e servizi (Tab.2.5)19. Tab. 2.5 importo e quota annuale di spesa destinata all 'acquisto di beni e servizi anno

miliardi

quota

1985

9397

53,2%

1986

10127

54, 1%

1987 1988

10950

52,2%

11246 11578

48,3% 48,0%

1989

Fome: Corte dei Conti. Relazione d'accompagnamento, ann. var. Gl i l 1.578 miliardi impegnati nel 1989 sono stati pari al 54,2% della spesa statale complessiva per l'acquisto di beni e servizi e come ordine di grandezza sono stati circa 4 volte l'ammontare impegnato dal Ministero delle Finanze, il secondo Ministero in ordine di spesa per tale voce20, più del doppio degli acquisti della Sip e poco meno della metà degli acquisti del gruppo Fiat. In realtà, queste c lassifiche sono piuttosto fuorvianti. Tutta la spesa statale si traduce prima o poi o in acquisto di beni e servizi, o in retribuzioni, o in trasferimenti alle famiglie. Nel bilancio dello Stato i dati sono distorti dagli ingenti trasferimenti ad altri enti pubblici. La spesa sanitaria, ad esempio, comporta un forte ammontare di spesa in acquisti di beni e servizi che per essere rilevata richiede indagini ad hoc dipendendo da più e nti decisori autonomi sparsi sul territorio. U dato del Ministero della Difesa è particolarmente s ignificativo non tanto e non solo per il suo ammontare quanto per il fatto di essere centralizzato in un'unica amministrazione. Questo genera a sua volta una particolare reazione

l9 Con •·acquisti di beni e servizi" si fa riferimento alla terminologia adottata dalla Ragioneria dello Stato nel riclassificare le poste del bilancio. Tale definizione non coincide strettamente con quella adottata daii'Istat di "consumi collettivi'' specialmente nel trattare gli acquisti di Commissariato. A rigore anche le categorie X "beni cd opere immobiliari a carico dello Stato" e Xl "beni mobili, macchine cd attrezzature tecnico-scientifiche a carico diretto dello Stato" comprese fra le spese capitali costi tuiscono acquisti di beni c servizi sia pure durevoli, ma sono state trascurate per le somme relativamente modeste coinvolte. 20 DegH oltre 3 mila miliardi impegnati da questo Ministero, poco meno dell a metà viene impiegata per gli aggi corrisposti ai concessionari e rappresenta pertanto l'acquisto di un servizio piunosto atipico.

81


adattativa da parte delle imprese che sembrano apprezzare partjcolarmente la conseguente standardizzazione21. Queste s pese possono essere disposte dai diversi livelli gerarchici del Ministero: iJ Ministro avrebbe ovviamente competenza generale ma si limita in pratica ad amministrare gli acquisti di beni e servizi imputati a capitol i particolari o riservati quali ad esempio il 4001 "spese e concorso in spese inerenti a lavori di infrastrutture connessi con l'applicazione di accordi in data 4 aprile 1949 (Patto Atlantico)". Le direzioni generali si ritrovano pertanto ad amministrare la gran parte degli acquisti di beni e servizi (Tab 2.6). Tab.2.6 - Quota dell 'acquisto di beni e servizi amministrata per direzione generale (dati previsionali 1990) o/o Costarmaereo 28,19 Navalcostarmi 13,78 Commidife l l ,23 Geniodife 10,78 Terram1imuni 10,15 Motordife 9,10 Comando Anna Carabinieri 4,98 Telecomdi fe 4,85 Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero della Difesa . 11 grado di accentramento decisionale delle varie direzioni dipende dalla materia trattata. Se, ad esempio, gli acquisti di armamenti sono rigorosamente centralizzati altrettanto non accade per gli acquisti di viveri (Commidi fe) o per i lavori del

21 Cfr. F. Battistelli, ¡¡Regional and occupationnl <lependcnce on defence contracting in the Rome . area", in L.Paukert, P. Richards, Defence expenditure. industria/ conversion tmd /oca/ employment. Ginevra, 1991, pag 93 e seg.: "Thc deputy director generai of Selenia rnade a nurnber of imeresting points... thc second objection conccmcd the advamag,cs which a lirrn like his could derive from dcaling with one main buycr, i.e. thc Ministry of Dcfcnce. and from the rcsuhing project stability and guaramecd volume of salcs....(hc) stresscd thc main advamagcs of military comracts ovcr civilian oncs, particulary the standardisation, the single decision centrc, the cconomies of scale and thc rcsulting proli tability. He explaincd thm civilian state contracts, c.g. thosc involving salcs of clectro medicai cquiprnent to the Public Heahh Scrvice, suffercd from a lack of standardisation. Purchascs are carricd out by a large number of rcgional or local hcalth uni ts, cach with enough indipendcncc to rnakc it.~ mvn specijicmions and decisions as to the <lmes and terms of delivery. lt was as if cvery military uni t cornmander bought the cannon he likcd bcst".

82


t

Genio (Geniodife) i cui capitoli tenderanno a disperdersi nelle varie contabilità speciali. Nelle materie decentrabili i comandanti territoriali hanno, a loro volta, particolari limiti di spesa, come del resto i comandanti periferici nei casi in cui siano autorizzati a soddisfare le esigenze dei reparti procedendo direuamente ad acquisti invece che effeuuando i consueti prelevamenti di materiali di consumo dai magazzini militari. L'acquisto di beni e serv izi da parte della Difesa non si caratterizza all' interno de li ' Amministrazione dello Stato soltanto sotto l'aspetto qucmtitativo, ma assume una particolare rilevanza anche sotto il profi lo qualirativo per quanto attiene alla sua traduzione in attività contrattuale. Le modalità di contrattazione delle amministrazioni pubbliche sono dettate dalla Legge generale di contabilità dello Stato (LGCS) e dal relativo regolamento d'applicazione (RGCS) rispettivamente del 1923 e del 1924, che ricalcano a loro volta le linee della cosiddetta legge Cambray-Digny del 1869. Tali modalità si ispirano a due principi fondamentali, cui deve sempre essere data preminenza rispetto ad altri aspetti, financo economic i: l'imparzialità del la Pubblica Amministrazione e la massima garanzia contro deviazioni cd appropriazioni private. Questi due principi si trovano espressi innanzitutto ne lla art. 3 de lla LGCS per cui: " i contratti dai quali derivino spese per lo Stato devono essere preceduti da gare", c poi in tutta una serie di controlli preventivi e successivi che hanno notoriamente reso l'operare della pubblica amministrazione lento e farragi noso. Molti economisti12 hanno individuato proprio in questo operare il principale motivo per cui la spesa pubblica ha una scarsa capacità di regolare nel breve periodo e a lini congiunturali la domanda globale: il sistema dci contraili pubblici sarebbe assolutamente disfunzionale alla tempestiva immissione dei denari dello Stato nel momento e nella quantità necessari. Anche l' attività contrauualc della Difesa non si discosta dalla situazione generale. I tempi di approvazione dci contratti sono particolarmente lenti, un periodo ancora più lungo è ovviamente necessario per l'effettuazione dei pagamenti23.

22 Vedi. ad esempio. N. Acocclla, .. Vecchie c nuove finalità della politica degli acquisti pubblici: analisi delle procedure di decisione.., L'Industria. n 4 Ou.-Dic. 1982. 23 Per quanto riguarda specificamente l'area indu~triale della Difesa, .. la direzione generale della motori!L:u:ione ha segnalato che i tempi medi di stipula e regislrn2ione dci controlli sono di 23 mesi per i contratti da souoporre ai pareri preventivi del Consiglio Superiore delle FF.AA. e del Consiglio di St3lO c di 14 mesi per coloro che ne sono esentali. Per quel che riguarda invece uno dei principal i arsenali di Navalcostarmi, quello di Taranto, 1:1 media aritmetica calcolata sull'intervallo Lra l'avvio dell'iter con trauuale ed il ricevimento del decreto d' approvazione del comrauo è stata nel 1988 di 9 mesi per le lavorazioni e di un anno per i materiali nel caso di gare, mentre altri due mesi sono necessari per le tr:lllative direne... Cfr. G. Catalano. "L'efficienza del l'arca industriale de ll a Di fesa". Ricerche delta commissione tecnica per la spesa pubblica, n• 40, Roma. 1989.

83


Dal momento stesso, però, in cui la LGCS e il RGCS sono stati approvati si è messo in moto un vasto processo derogatorio promosso da tutte le varie amministrazioni dello Stato per oltenere particolari regimi di spesa in deroga per le materie di competenza. Nell'amministrazione della Difesa, questo processo è arrivato alla sua mass ima espressione a tal punto che le previsioni della Cambray-Digny si sono invertite e ciò che avrebbe dovuto costituire la norma costituisce eccezione e viceversa. Si ricorda come l'agi re contrattuale dello Stato si articoli in un novero ristretto di modalità: - l'asta pubblica; - la licitazione privata; -l'appalto concorso; - la trattativa privata. Tali modalità costituiscono i cosiddetti comralti formali, sottoposti ad un rigido regime di approvazioni e pareri. Ad essi si aggiungono però gli acquisti di beni e servizi in economia, cioè le opere, gli acquisti c i lavori eseguiti sotto la rcsponsabiJjtà e la direzione dei funzionari dello Stato, con un controllo solo successivo ed eventuale della Corte dei Conti. L'operare in economia dovrebbe costituire un'eccezione al principio generale dell'azione mediante contratto (approvato con le formalità del decreto, secondo le modalità e le condizioni stabilite dalla LCGS e dal RGCS, e sottoposto, ove richiesto, ai pareri preventivi del Consiglio di Stato e del Consiglio Superiore delle Forze Armate), cui si dovrebbe ricorrere in linea di principio solo per particolari ragioni d'urgenza o per la natura del lavoro o della fornitura. Tab. 2.7- Modalità d'acquisto di beni e servi~.i Anno

Acquisti totali

Acquisti in economia

Contratti

% Acquisti in economia

% Contratti

1986

10127

5540

4587

55

45

1987

10950

3126

7824

29

71

1988

11245

3330

7915

30

70

1989

11555

5023

6532

43

57

Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Corte dei Conti A tutti i livell i gerarchici il ministero gode però di un'amplissima autonomia in materia di acquisti in economia (Tab. 2.7), sia per i recenti disposti del DPR 5 Dicembre 1983 n· 939, sia per l'eredità di situazioni giuridiche eteroge84


nee anche molto antiche come quella del Genio, autorizzato fin dal 193224 ad operare in economia quando i lavori riguardano la "sicurezza dello Stato", o quella degli Arsenali e degli Stabilimenti militari il cui regolamento25 prevede diversi casi in cui si può provvedere in economia. L'attività contrattuale normale è vincolata dall 'esistenza dell'A/bo unico dei fornitori ed appaltatori dell'amministrazione della Difesa, tenuto dall ' ufficio centrale per gli allestimenti militari (ALLESDIFE), dove si trovano indicate tutte le ditte ritenute meritevoli di fiducia dall'amministrazione e classificate per: ditte d'importanza nazionale. ditte d'importanza regionale, ditte d ' importanza locale (provinciale). Da questo albo le amministrazioni militari devono attingere per rivolgere gli inviti alle licitazioni private, che, secondo un principio ribadito dal Ministro Zanone nel l 988, dovrebbero rappresentare la modalità standard contrattuale della Difesa. In realtà la modalità contrattuale maggiormente usata è la trCIII(l{iva privata (Tab. 2.8), specie nei capitoli riguardanti l'ammodernamento e il rinnovamento della Difesa date le particolari caratteristiche che presenta il mercato degli annamenti avanzati. Tab. 2.8- Modalità di effettuazione dei contralti (percentuali)

1986 1987 1988 1989

Trattativa privata

Licitazione privata

Appalti concorso

Asta pubblica

63

34 22 29 31

3

o o o o

77

68 66

J

2 3

Fonte: elaborazioni Nomisma su dali Corte dei Conti La Corte dei Conti ha inoltre spesso segnalato un ricorso ritenuto ingiustificato alla trattativa privata anche per i servizi di Commissariato26. Nella generalità dei casi l'Amministrazione individua, però, il contraente dopo aver rivolto un invito a tutte le ditte iscritte all'albo dei fornitori nel settore interessato.

24 R.D. 17/3/32 n' 365. 25 D.P.R. 23/111986 n' 94.

26 E' da segnalare a questo proposìto ìl lungo cammìno del nuovo regolamento unìficato deì servìzì dì Commìssarìato, non ancora approvato dopo una gestazìone durata vari annì.

85


Il margine di discrezionalità dell'amministrazione risulta molto consistente: sommando le spese effelluate in economia con quelle derivanti da trattative private, il Ministero è svincolato dal sistema delle gare formali per circa 1'80% delle somme spese in acquisti di beni e servizi (Tab. 2.9). Tab. 2.9- Sistemi a "trattativa privata" formali o informa/i

1986 1987 1988

78%

1989

81%

83% 83%

Fome: elaborazioni Nomisma su dati Cone dei Conti. L'amministrazione della Difesa potrebbe quindi es ere assunta come prototipo dell'amministrazione ideale per quanto riguarda la scelta e l'uso di strumenti contrauuali agili e flessibili, c per la frequente assenza dci vincoli dci contratti formali. Vanno fatte però alcune precisazioni. Le spese riguardanti l'approvvigionamento dci nuovi sistemi d'anna sono state poste dal 1988 (legge Giacchè27) sotto la diretta lUtela delle commissioni parlamentari Difesa e questo sembra essersi tradotto in una momentanea paralisi dell'attività dell'amministra.lione. Inoltre, all'interno del Ministero sono diffusissimi i capitolati d'oneri, ovvero contratti predefiniti dettagliatamente nelle condizioni merceologiche cd economiche, in cui deve essere determinato, ovviamente, solo il nome del contraente. Riserve da parte della Corte dci Conti sono state sollevate anche sulla prassi28 di far precedere gli acquisti in economia da una gara informale. una sona di licitazione privata interna preventiva. Questo comportamento infatti. in linea teorica. mal si concilierebbe con i presupposti d'urgenza richiesti in genere dagli acquisti in economia stessi, ma sarebbe strumentale alla sostituzione del controllo preventivo continuo della Corte dci Conti con un controllo successivo eventuale. Il comportamento della amministrazione periferica sembra definito da una tensione fra le esigenze di massima elasticità dell'amministrazione quotidiana dci reparti e il rispeuo di un formalismo rigoroso nelle procedure di spesa.

27 La legge Giacchè dal nome del primo firmatario è la legge n• 436 del 4 Onobrc 1988 riguardante le ''Norme per la scmplilic:11iOne c per il controllo delle procedure previMe per gli approvvigionamenti centrali della Difesa". 28 Pra"i per.dtro istitu1ionalinma dapprima in tennini generici nell'an. 56 del DPR 5/6/1976 n· 1076. c poi in forma più specifica con l'an. 5 del DPR 5/1211983 n 939.

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t

ALLEGATO l - Elenco delle spese eseguibili in economia ex DPR 5/12/1983 n • 939 - i lavori destinati a rimanere segreti; - i lavori e le provviste per fronteggiare l'immediato pericolo; - le commesse per cui siano state infruttuosamente esperite i pubblici incanti, le licitazioni e trattative private e non siano dilazionabili; - le spese legate ai primi soccorsi in caso d'infortunio; - i corsi d'addcstramemo professionale; - le provviste, i lavori e le prestazioni indispensabili ad assicurare la necessaria continuità dci servizi: viveri, vestiario, equipaggiamento, casermaggio, combustibili, carbolubrificanti, foraggi , fari e segnalamenti marirtimi , telecomunicazioni, assistenza al volo militare e difesa aerea, leva, arruolamento e reclutamento. manovre esercitazioni e attività di supporto logistico; - le provviste, i lavori e le prestazioni di esclusiva provenienza estera; -gli studi di modelli e prototipi eseguiti dall'amministrazione; - la rimozione di ostacoli alla navigazione aerea e marittima; - le spese per il funzionamento delle sale mediche; - le spese per il funzionamento delle mense di servizio e per l'acquisto dei generi sostitutivi, di miglioramento vitto e di conforto; - le spese relative all'accasermamento, all'igiene dei militari e spese per la pulizia e derattizzazione di infrastrutture e mezzi; - le spese per l'illuminazione, per le utenze telefoniche e per il riscaldamento dei locali, per la fornitura di acqua, luce, gas ed energia elettrica; - le spese per il funzionamento delle carceri; - l'acquisto di generi di cancelleria; - le spese per il benessere del personale; -gli studi di modelli e prototipi eseguiti da privati (con limite di spesa); - gli acquisti per il minuto mantenimento; - le spese per l'educazione fi sica e l' attività sportiva; - l'acquisto, il noleggio, l'installazione, la gestione e manutenzione di impianti di riproduzione, telefonici, telegrafici, radiotelefonici, elettronici, meccanografici, televisivi di amplificazione e diffusione sonora; - l'acquisto e il mantenimento di cani e cavalli: -l'acquisto di attrezzature e materiali per i centri elettronici, radiotelegrafonici, meccanografici, telematici, per i servizi grafici e di microfilmatura; - le spese connesse ai servizi di carattere generale degli enti e dei distaccamenti, nonché le spese legate alla protezione civile.

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t

ALLEGATO l - Elenco delle spese eseguibili in economia ex DPR 5/12/1983 n • 939 - i lavori destinati a rimanere segreti; - i lavori e le provviste per fronteggiare l'immediato pericolo; - le commesse per cui siano state infruttuosamente esperite i pubblici incanti, le licitazioni e trattative private e non siano dilazionabili; - le spese legate ai primi soccorsi in caso d'infortunio; - i corsi d'addcstramemo professionale; - le provviste, i lavori e le prestazioni indispensabili ad assicurare la necessaria continuità dci servizi: viveri, vestiario, equipaggiamento, casermaggio, combustibili, carbolubrificanti, foraggi , fari e segnalamenti marirtimi , telecomunicazioni, assistenza al volo militare e difesa aerea, leva, arruolamento e reclutamento. manovre esercitazioni e attività di supporto logistico; - le provviste, i lavori e le prestazioni di esclusiva provenienza estera; -gli studi di modelli e prototipi eseguiti dall'amministrazione; - la rimozione di ostacoli alla navigazione aerea e marittima; - le spese per il funzionamento delle sale mediche; - le spese per il funzionamento delle mense di servizio e per l'acquisto dei generi sostitutivi, di miglioramento vitto e di conforto; - le spese relative all'accasermamento, all'igiene dei militari e spese per la pulizia e derattizzazione di infrastrutture e mezzi; - le spese per l'illuminazione, per le utenze telefoniche e per il riscaldamento dei locali, per la fornitura di acqua, luce, gas ed energia elettrica; - le spese per il funzionamento delle carceri; - l'acquisto di generi di cancelleria; - le spese per il benessere del personale; -gli studi di modelli e prototipi eseguiti da privati (con limite di spesa); - gli acquisti per il minuto mantenimento; - le spese per l'educazione fi sica e l' attività sportiva; - l'acquisto, il noleggio, l'installazione, la gestione e manutenzione di impianti di riproduzione, telefonici, telegrafici, radiotelefonici, elettronici, meccanografici, televisivi di amplificazione e diffusione sonora; - l'acquisto e il mantenimento di cani e cavalli: -l'acquisto di attrezzature e materiali per i centri elettronici, radiotelegrafonici, meccanografici, telematici, per i servizi grafici e di microfilmatura; - le spese connesse ai servizi di carattere generale degli enti e dei distaccamenti, nonché le spese legate alla protezione civile.

87


t.

CAPITOL03

LA PRESENZA MILITARE IN EMILIA ROMAGNA 3.1 LE PRINCIPALI CARATIERISTICHE SOCIO-ECONOMICHE DELLA REGIONE L'Emilia Romagna si estende su di una superficie di 22. 123 kmq, pari al 7,4% dell'Italia ed aveva nel 1989 una popolazione residente di 3,92 milioni di

abitanti, pari al 6.8% del totale na7ionale. Una tendenza di lungo periodo, che risale all'epoca dell'unità d' Italia, vuole la crescita della popolazione regionale sempre inferiore in media alla crescita na.lionale; oggi. che di crescita non si può più parlare. il tas o di decremento naturale della popolazione è secondo in Italia solo a quello della Liguria. La regione. con un prodotto interno lordo di circa 92 mila miliardi nel 1989. cd un prodotto pro capite di oltre 23 milioni, si inserisce fra le prime in Italia come ricchezza prodotta, contribuendo per 1'8,5% alla formazione del P.I.L. nazionale. A questo risultato ha contribuito in modo particolare un intenso sviluppo industriale, che ha visto l'Emilia Romagna passare da regione meno industrialinata del ord Italia nel 1951 a terza regione industriale italiana. dopo Lombardia e Piemonte, nel 1981, con incrementi del tasso d'industrializzazione sull'ordine del 25% annuo neltrentcnnio. Lo sviluppo industriale della regione non è avvenuto grazie a processi di decentramento della grande industria, come in altre parti del paese, ma ha invece risentito della grande influenza del settore primario. L'altissima fertilità dei suoli spiega esaurientemente le grandi tradizioni agricole locali. Le forme di conduzione agraria prevalenti facevano sì che ancora nel 1951 l'Emilia Romagna mantenesse il suo primato di regione meno accentrata d'Italia, con solo il 54% della popolazione residente in centri urbani. L'industrializzazione dell'ultimo trentennio h a generato un processo di urbanizzazione di notevoli dimen ioni: oltre un terzo della popolazione residente in ca e parse i è trasferita nei centri urbani. senza che però ciò determinasse lo sviluppo di grandi ciuà. A differenza, infatti, delle regioni con sistemi urbani ··monocentrici'". ove è pre. ente una grande area metropolitana centrale che funge da ·'magnete" sulle altre ciuà minori (come accade ad esempio nel caso di Torino, Genova o Milano), l'Emilia Romagna si caraucrizza. al contrario, per il suo sistema policenlrico, non essendo emersa alcuna ciuà che possa esercitare un significativo "effettocalamita" rispetto alle altre (Fig. 3.1 ). L'asse territoriale, che è anche il principale asse di sviluppo, è costituito dalla via Emilia, che tocca tutti i capoluoghi di provincia della regione. ad ecce89


...

Fig.3.1 -

....

c::>

Distribuzione della popolazione fra le province della regione, anno 1988

Popoloxlone residenle (Tololeâ&#x20AC;˘3922742) Den11lo' per Kmq. (Tot.aleâ&#x20AC;˘l77)

Fonte: "l ReddldU e l consumi In llsllo", lsl.Cucllelmo Taellacarnc, F.Aneeli, 1988.


t

zionc di Ferrara e Ravenna. Le tre città di dimensioni maggiori: Bologna, Modena e Parma si collocano al centro di questa direttrice, in un contesto particolarmente denso di poli urbani di livello intermedio, regolarmente intervallati. Ben caratterizzato è il sistema delle città romagnole. allineate lungo la via Emilia e scarsamente differenziate al loro interno fino a Rimini, punto di innesto nella conurbazione costiera. La fascia costiera rappresenta infatti un sistema a sé, dove l'economia turistica ha dato origine ad un '"continuum" urbano, di fatto ininterrotto, da Cervia a Callolica. Le zone di bassa pianura, Ravenna e Ferrara, che sono rimaste in parte ai margini di questo asse di sviluppo, hanno invece registrato, soprallutto nel caso di Ferrara, frequenti periodi di stagnazione economica e di regresso demografico. L'Emilia Romagna si discosta in maniera significativa dalle altre regioni del Nord per quanto riguarda la densità della popolazione: 177 abitanti per kmq, contro una media italiana nel 1989 di 191 abitanti e di 205 per il Centro-Nord. La policentricità dell'asseuo urbano emiliano romagnolo, l'uniforme distribuzione della popolazione sul territorio regionale, c la bassa densità abitativa hanno inciso positivamente sulla vita socio-economica della regione, riducendone o attenuandone le tensioni sul territorio e contribuendo a favorire un'elevata qualità della vita. Questi stessi fattori hanno anche favorito la crescita di un sistema industriale, basato sulla piccola e media industria, che nel corso degli ultimi dieci anni si è carallerizzato per la sua dinamicità, la sua flessibilità e per l'elevato grado di integrazione fra le imprese. L'affermazione di questo ··modello di sviluppo·· ha contribuito ad esaltare le diverse potenzialità locali, favorendo un'elevata specializzazione delle aziende e stimolando la nascita di un settore terziario avanzato, rivolto ai servizi alle imprese.

L'Emilia Romagna oggi

La struttura produttiva dell'Emilia Romagna si carauerizza attualmente per la presenza di un settore agricolo fra i più avanzati nel paese. Èsso rappresenta il 13% circa della produzione lorda vendibiJe nazionale e risulta fortemente integrato con il comparto agro-industriale. Nel settore industriale si registra la presenza di un ampio e variegato tessuto di piccole e medie imprese (il prodouo lordo del settore è pari al 9,7% del P.I.L. industriale nazionale) mentre il terziario, il cui peso percentuale sul prodotto lordo regionale risulta proporzionalmente minore rispetto alla media nazionale, presenta comunque alcuni aspetti di notevole dinamicità e sviluppo, soprattutto per quanto riguarda i nuovi servizi alle imprese. Nel complesso, la buona salute dell'economia regionale si riflette su l livello molto ridotto del tasso di disoccupazione. che nel 1989 era del 5,7%, contro il 91


12, l% a livello nazionale (Fig. 3.2A) '· Non è un caso quindi che l' Emilia Romagna si collochi fra le prime regioni del paese nella graduatoria del valore aggiunto pro capite2; soltanto la Valle d'Aosta, la Liguria e la Lombardia presentano valori più elevati. li dato è tanto più significativo se si pensa che la distribuzione della ricchezza nella regione presenta un elevato grado di omogeneità. Nel 1988, cinque province dell'Emilia Romagna (Bologna, Modena, Parma, Forlì e Reggio Emilia) si collocavano infatti fra le prime 25 province del paese per valore aggiunto pro capite, con circa 20 milioni di lire, mentre la provincia con il reddito più basso, Ferrara, presentava un valore di poco superiore ai 19 milioni (Fig. 3.28). Il valore aggiunto dell ' industria e miliano romagnola era di 30 mila miliardi circa nel 1988, pari al 37,2% del prodorto lordo della reg ione, registrando un ' incidenza più elevata rispetto alla me dia nazionale (35,6%) e in linea con quella del centro nord (38,5%) (Tab.3.l ). Da un punto di vista geografico, il comparto industriale è diffuso in modo abbastanza disomogeneo sul territorio, con punte di oltre il 40% per Modena, Reggio Emilia e Bologna, e valori invece decisamente inferiori nelle province di Forlì e Ravenna. Sul piano settoriale, l'Emilia Romagna presenta una composizione della produzione industriale che si caratterizza SO!Prattutto per la presenza di attività di seconda trasfom1azione. I comparti della meccanica e dei prodotti in metallo rappresentavano nel 1988 oltre il 30% de l valore aggiunto industriale regionale, mentre l' industria alimentare e quella dell'abbig liamento, pur importanti, registravano una quota minore (rispellivamente il 13% e l'l l % del totale). L' industria emiliano romagnola, anche rispetto ad altre regioni limitrofe come il Veneto o la Toscana, si è dunque progressivamente specializzata nella produzione di beni di investimento, a fronte di un declino progressivo di quella dei beni di consumo3. L' industria della regione si caratterizza inoltre per la presenza di importanti fenomeni di decentramento produttivo, diffusi in molti settori, e per l'esistenza di numerosi distretti industriali, specializzati in diverse produzioni (la ceramica a Sassuolo, la mag lieria a Carpi, l' industria a limentare a Parma. ecc.). La notevole dinamicità e la continua ricerca di nuovi sbocchi di mercato trovano un preciso riscontro nell 'elevato g rado di internazionalizzazione ragg iunto da lle imprese emiliano romag no le. La bilancia comme rc iale verso

l Promclcia, Sviluppo, COIIIpetitività e smmurojintm=iaria in Emi/itt Romagna, Bologna. 1990. 2 1s1i1u1o Guglielmo Tagliacarne./ redditi e i cottsumi in/w/w, Roma, luglio 1989. 3 G. Tassinari. Il sistema industriale dell'Emilia .Romagna, Il Mulino, 1986.

92


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Fìc.3.2A -

OccupaU In Bl'IIJUa-Romacna, 1990 To\olo • l7lt000 8 .07" lolo.lo occupall In llo.tla

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Tab. 3.1 COMPOSIZIONE PERCENTUALE DEL VALORE AGGIUNTO AL COSTO DEI FATIORI IN EMILlA ROMAGNA, 1988

Agricoltura Foreste e Pesca

SERVIZI

Industria Commercio Trasponi e Alberghi e ComWlicaz. Pubblici Eserc.

Credito e Assicuraz.

Altri Servizi

TOTALE

SERVIZI NON DESTIN ABILI ALLA VENDITA

Bologna

3.3

40.1

15.1

10.2

4.6

15.4

45.3

11.3

Ferrara

11.1

30.9

21.5

6.7

3.3

â&#x20AC;¢16.3

47.8

10.2

Forli"

7.3

29.9

26.1

6.5

3.3

15.2

51.1

11.7

Modena

4.8

44.7

15.7

6.2

4.4

15.1

41.4

9.1

Panna

4.8

39.1

18.2

7.9

4.9

16.1

47.1

9.0

Piacenza

o. l

32.3

17.2

8.8

4.8

17.3

48.1

13.5

Ravenna

8.5

26.7

21.8

10.1

4.2

17.6

5J7

11.1

Reggio Emih ..

6.9

44.0

15.2

7.2

3.9

14.2

40.5

8.6

EMILIA ROMAGNA

5.9

37.2

18.4

8.1

4.2

15.7

46.4

10.5

Fonte: Elaborazioni Nomisma su dati ISTAT.


l'eMero presenta infatti un elevato saldo positivo: le esportazioni nette (esportazioni meno importazio ni ) rappresentavano ne l 198 8 il 5 ,7% de l prodotto lordo regionale. Negli ultimi anni il quadro complessivame nte positivo de ll ' industria emiliano romagnola si è però in parte offuscato, e la crescita del P.I.L. per abitante ha registrato un a ndamento me no brillante degli anni precedenti , discostandosi negativamente da quello delle altre regioni industriaJjzzate italiane. Ciò ha portato alcuni economisti ad ipotizzare c he il recupero di produttività che la grande industria ha registrato nel corso degli anni ' 80 ed in generale l'aumento de l grado di internazionaJizzazione delle imprese abbiano contribuito a ridurre i margini di competitività della piccola e media impresa. Alcuni dei principali fattori strategici che caratterizzano l'organizzazione produttiva tipica delle piccole e medie imprese. e dei distretti industriali in particolare, come ad esempio l'estrema flessibilità derivante dalla specializzazione per fasi produttive de lle imprese, la rapidità dei flu ssi informativi, ecc., sembrano dunque non essere più suffic ienti a garantire il successo di un '·mode llo'' c he invece aveva registrato impo rtanti risultati economici nel corso degli anni '70 e '80. Nel settore terziario !"Emilia Romagna ha registrato un considerevole sviluppo, soprattullo per quanto riguarda quello re lativo ai serviz i alla produzione, in sintonia con quanto è accaduto nelle altre regioni più avanzate d ' Italia ed in generale nei principali paesi industrializzati. Nel 1988, il terziario rappresentava infatti il 57% del prodotto lordo regio nale; il 18.4% era rappresentato dal commercio, alberghi e pubblici esercizi. l' 8, l% da trasporti e comunicazioni, cd il 4.2% circa d a credito e assicurazioni. È ancora poco sviluppato invece il comparto dei servizi avanzati per le imprese che spesso costringe queste ultime a ri volgersi aJ po lo milanese. Fra i servizi al consumo, il turismo merita una particolare attenzione, per l' importanza che esso riveste, soprauutto nella provincia di Forlì c nel comprensorio di Rimini . Le attività più streuamente legate al turismo contribui scono infau i al 26, 1% de l valore aggiunto nella provincia di Forlì ( 1990). l fenomeni di inquinamento ambientale manifestarisi nel mare Adriatico nel 1989 hanno però evidenziato i limiti di un modello turistico di tipo tradizionale, facendone eme rgere con maggiore c hiarezza alc une g ravi care nze qualitative nelle strutture e la necessità di una loro profonda ristrutturazione4 •

4 Il processo di ristn nturazione sembm essere già avviato: le imprese turistiche, secondo I"UNLON· CAMERE. sono diminuite da 56.690 nel giugno '89 a 55.97 1 nel giugno '90 nella sola provincia di Forlì, mentre alloro interno sono in crescita le società (da 1.763 a 1.829) e d iminuiscono le dine individuali (da 4.241 a 4.001). Aumenta in media la presen7a turistica nei mesi invernali. si accresce il fenomeno del pcndolarismo e cala il peso degli SU'31lieri, che passa dal 35.6% del totale nel 1987 al 20.2% nel 1990.

95


Lo sviluppo del settore terziario sì è ben inserito in un ambiente culturalmente già ricco e vivace. che sì caratterizza fra l'altro per la presenza dì numerose sedi universitarie. Delle otto province della regione, ben quattro hanno proprie Università degli Studi (Bologna, Modena. Parma c Ferrara), una, Piacenza. ha solide tradizioni come sede distaccata dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano c due, Ravenna c Forlì. hanno visto nascere in questi ultimi anni propri corsi universitari. Presso l'Accademia Militare dì Modena. ben inserita in questo dinamico tessuto culturale. l'Esercito forma fin dall'800 i suoi ufficiali di carriera (Fìg.3.3). La crescente terziarizzatione dell'economia ha contribuito alla congestione di Bologna, vincolata da uno dci centri storici più grandi d'Europa, alimentando una sorta dì migrazione ''dì ritorno" dalla città ai paesi della prima e seconda cintura. Questo fenomeno sembra peraltro condiviso, seppure in misura minore. anche da tutti gli altri capoluoghi, con l'eccetione di Modena e di Reggio Emilia che sole continuano ad attrarre popolazione in misura più che compensativa del calo demografico naturale. indice questo forse di una vitalità economica dura a morire. Dal lato dell'impiego delle risorse, i consumi degli emiliano romagnoli rappresentavano nel 1988 il 60.1% del totale del prodotto lordo regionale, un dato che non si discosta di molto da quelli registrati nelle regioni più avan;-ate del paese (Fig.3.4). Per quanto riguarda la composizione dei consumi per gruppi di beni, le differenze più significative, sia rispetto all'Italia che con riferimento al Centro-Nord. sono riscontrabili invece nei consumi alimentari e nella voce •·altri beni c servizi". Con il 20.8% del totale. i consumi alimentari pesano infatti in misura mi nore rispetto all' Italia (24, 1%) ed allo stesso Centro-Nord (22.2%). confermando in tal modo la presenza di un ..effetto riccheua.. nel comportamento di spesa degli abitanti della regione. La spesa relativa alle attività ricreative. agli spettacoli. all'istruzione e alla cultura presenta d'altra pane un valore percentuale superiore. non soltanto a quello nazionale ma anche a quello del Centro-Nord.

3.2 LO SV ILUPPO INDUST RIALE REGIONALE E LA PRESENZA M ILITARE: BREVI CONSIDERAZIONI STORICHE Per il particolare rilievo economico che le comme se pubbliche dell'allora Ministero della Guerra c di quello della Marina hanno acquistato nei primi decenni del secolo in Emilia Romagna. può risultare interessante fare alcuni accenni alla storia economica della regione. Dall'unità d'Italia all'iniLio del nuovo secolo il settore industriale dell'Emilia Romagna ha mantenuto una quota abbil~tanta limitata nell'economia regionale. non regi trando ritmi di sviluppo particolarmente significati' i: gli

96


Flc.3.3 -

Plc.3.4 -

SludenU unlvort1ll.arl lscrilU Facolta' deii'Bmllla-Romacna (1989-90)

Dlalrlbuzlono dol P.I.L. ln Bmllfa-Rom.,..n a, 1888 - loiJid.llro

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addetti censiti nell'industria risultavano essere 253 mila nel 1861 e 266 mila nel 1901, una crescita di appena il 5,1% in 40 anni5. Già nel 1911, però, il settore contava 336 mila addetti, con un tasso d'aumento medio annuo del 3%. Anche se tale crescita è stata in buona parte stimolata dalla domanda proveniente dal settore primario (la lavorazione dei prodotti agricoli e la produzione di macchine per l'agricoltura), non va però dimenticato il ruolo svolto dalle commesse militari e daJJ'attività produttiva, indotta daJJa presenza in regione di importanti impianti appartenenti alla cosiddeua area industriale della Difesa. Tale fenomeno si è presentato in rutto il suo rilievo durante la prima guerra mondiale. In questo periodo, il paese ha conosciuto naturalmente un forte sviluppo di quei settori connessi alla guerra, ed in particolare la siderurgia, la meccanica, la chimica, la gomma e la cantieristica navale; anche l'Emilia Romagna, posta in posizione geograficamente strategica rispetto alla linea del fronte, ha vislO sorgere in questo periodo nuovi nuclei produttivi, in particolare fra Bologna e Reggio Emilia. Nel caso di Bologna6, ad esempio, lo Stabilimento Pirotecnico Statale raggiungeva i 12 mila addetti nel 19 18; l'Arsenale Militare (nell 'area ove attualmente si trova lo STAMOTO), di modeste dimensioni nel periodo pre-bellico, ha assunto durante la guerra circa 6 mila operai. Particolam1cnte attivi nel settore militare risultavano anche il laboratorio per vestiario ed equipaggiamento, la lavanderia militare di Borgo Panigale, l'officina per inscatolamento di carne ed il panificio militare di Casaralta a Bologna. Nello stesso periodo, fra i privati, la fabbrica Calzoni ha cominciato a produrre macchine per la preparazione ed il confezionamento delle cartucce, in collaborazione con la fonderia Parenti, raggiungendo i 480 addetti. mentre le officine Barbieri producevano macchine frigorifere per la fabbricazione di esplosivi, con 266 occupati nel 1916. Molte altre imprese sono sorte nella fase finale della guerra, sia nel settore degli apparecchi elettrici (Montaguti l 916; Pirazzol i 1918: Baroncini c Roncagli 1918, etc.), sia nella meccanica (Babini 1918; Corsini l 918; Da Corte 1919). T ra di esse, la Menarini, la Casara ha c la Minganti riscuoteranno negli anni successivi un discreto successo. Queste nuove iniziative imprenditoriali, che si affermano verso la fine della prima guerra mondiale, non furono comunque in grado di far fronte all'ondata di crisi e di disoccupazione che si manifestò nella regione, così come nel resto del paese, a seguito della cessazione della produzione bellica.

5 G. Tassinari. ci t.

6 Per ulteriori approfondimenti. si consulti R. Znnghcri (a cura di). Bologna. U!tel7.a. 1986.

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La presenza di stabilimenti pubblici della cosiddetta "area industriale della Di fesa'' a Bo logna e a Piacenza e l'esistenza di una domanda diretta di beni e servizi proveniente dall 'allora Ministero della Guerra ha comunque giocato nel lungo periodo un ruolo non trascurabi le nel favorire lo sviluppo dell ' industria regionale. Lavorando per l' industria della Difesa, numerosi operai si sono infatti specializzati , acquisendo preziose conoscenze in vari settori produuivi, come ad esempio la meccanica, che sono state poi effi cacemente disperse sul territorio della regione, fac ilitando la formazione di que ll ' imprenditoria d iffusa che è una delle caratteristiche tipiche del tessuto economico dell 'Emilia Ro magna.

3.3 L'AITUAL E PRESENZ A DI INST ALLAZIONI MILITARI: UN'ANALIS I A LIVELLO REGIONALE E PROVINC IAL E La presenza d i personale milita re c ivile dipe ndente dal Mini ste ro de ll a Difesa in Emilia Romagna si colloca intorno al 5% del totale nazionale, un valore che non si discosta molto da quello registrato nella maggior pan e delle regioni italiane (T ab. 3.2 e 3.3). Le insta llazioni militari dislocate neiJa regio ne appartengono per lo più a reparti del l" Eserc ito e dell'Aeronautica, mentre la Ma rina è quasi del tutto assente?. Nelrambito dell 'Esercito, inoltre, è in corso, fin dal 1990, una pro fonda trasformazio ne della presenza mi litare nella regione. Pe r evitare qualsiasi confusione per q uanto riguarda le installazioni militari preselllti, si è ritenuto comunque di fare riferimento in q uesta sede alla situazione così come si presentava alla fine

del 1990.

Le principali inswllazioni militari dell'Esercito

Fino al 1990, la Brigata Trieste, inquadrata ne l III Corpo d ' Armata, costituiva, con i suo i 4.500 uomini c irca di organico, il rep arto più numeroso presente nella regione . Essa era localizzata prevalentemente sul territorio del comune di Bo logna, con propaggini nei comuni di B udrio, Ozzano ne ll ' Emilia (entrambi in provincia di Bologna), e Forlì. Nell 'ambito de l citato processo d i ri strunurazio ne tuttora in corso nell'Eserc ito, la Brigata Trieste è stata successivamente soppressa ed a lcuni suoi

7 L"unica presenza della Marina Mi !ilare è rappresemma dal Radar di Avvis1amc111o (MA RIRADAR 505) c dalla Capi1ancria di Porto di Marina di Ravenna.

99


Tab. 3.2. Personale del Ministero della Difesa presente per regione anno 1988 (compresi i Carabinieri)

Regioni

Uff.

PIEMONTE VAL D'AOSTA LOMBARDIA LIGURIA TRENTINO A .A. VENETO FRnJLI V.G. EMILIA-ROMAGN/ TOSCANA UMBRIA MARCHE LAZIO ABRUZZO MOLISE CAMPANIA PUGLIA BASll..ICATA CALABRIA SICILIA SARDEGNA

2307 100 1920 1654 969 2916 2691 1484 2785 325 413 10983 856 43 2548 2974 116 266· 1855 978

NORD-OVEST NORD-EST CENTRO MERIDIONE-ISOLE

5981 8060 15405 8737

ITALIA

38183

Sottuff.

4887 254 6720 6336 1982 8928 6333 4793 6237 648 . . 1588 22734 1336 204 9113 12777 ' 380 1382 8240

Truppa

Civili

Totale

29334 1055 24{)51 16595 16061 34079 46350 17568 21843 4552 8033 47586 7286 1145 20808 23312 1790 4974 19547 11519

1197 20 377 1495 1692 713 4440 2901 3564 428 1129 15276 169 61 5789 8081 46 214 2295 2716

37725 1429 33068 26080 20704 46636 59814 26746 34429 5953 11163 96579 9647 1453 38258 47144 2332 6836 31937 ·19824

3089

32747 36503

71035 114058 90445 81950

20627 19141

98302 153900 159224 146331

109483

357488

52603

557757

4611

18197

22036

Fonte: P. Bellucci, D rappono tra le Forze Armate e gli enti locali: i contributi degli insediamenti militari all'economia regionale, Roma, dattiloscritto, 1990.

9746


T ab 3.3 Ripanizione percentuale regionale del personale presente per categoria rapportata alla popolazione anno 1988

Uff.

Sottuf.

Truppa

Civili

Tot.

Pop.Res.

EMn-IA-ROMAGNA TOSCANA UMBRIA MARCHE LAZIO ABRUZZO MOLISE CAMPANIA PUGLIA BASILICATA CALABRIA SICH..IA SARDEGNA

6.0 0.3 5.0 4.3 2.5 7.6 7.0 3.9 7.3 0.9 1.1 28.8 2.2 O. l 6.7 7.8 0.3 0.7 4.9 2.6

4.5 0.2 6.1 5.8 1.8 8.2 5..S 4.4 5.7 0.6 1.5 20.8 1.2 0.2 8.3 11.7 0.3 1.3 7.5 4.2

8.2 0.3 6.7 4.6 4.5 9.5 13.0 4.9 6.1 1.3 2.2 13.3 2.0 0.3 5.8 6.5 0.5 1.4 5.5 3.2

2.3 0.0 0.7 2.8 3.2 3.2 8.4 5.5 6.8 0.8 2.1 29.0 0.3 0.1 11.0 15.4 0.4 4.4 5.2

6.8 0.3 5.9 4.7 3.7 8.4 10.7 4.8 6.2 1.1 2.0 17.3 1.7 0.3 6.9 8.5 0.4 1.2 5.7 3.6

7.6 0.2 15.5 3.0 1.5 7.6 2.1 6.8 6.2 1.4 2.5 9.0 2.2 0.6 10.0 7.0 1.1 3.7 9.0 2.9

NORD-OVEST NORD-EST CENTRO MERDIONE-ISOLE

15.7 21.1 40.3 22.9

16.6 20.1 29.9 33.3

19.9 31.9 25.3 22.9

5.9 18.5 39.2 36.4

17.6 27.6 28.5 26.2

26.4 18.1 21.9 33.7

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

Regione

PIEMONTE VALD"AOSTA LOMBARDIA LIGURIA TRENTINO A.A. VENETO

FRlUU

ITALIA

O. l

Fonte: P. Bellucci, U rappono tta le Forze Armate e gli enti locali: i conaibuti degli insediamenti militari all'economia regionale, Roma, dattiloscritto, 1990.


reparti sono stati trasferiti all'interno deiJa Brigata Friuli, prima localizzata in T oscana. il cui comando ha o ra sede a Bologna. La Brigata Friuli fa parte integrante de lla F. I.R. ( Forza di Intervento Rapido), ovvero di quei reparti dell'Esercito, inquadrati all'interno della Regione Militare Tosco Emiliana, organizzati espressamente per accorrere in brevissimo tempo dovunque si verifichi un 'emergenza militare. Le altre installazioni militari dell 'Esercito presenti in regione sono composte da reparti eterogenei per natura e flllnzioni. Tra di essi spicca la presenza di reparti d ' artiglieria contraerea. s ia di tipo missilistico che di tipo convenzionale. Alle dipendenze del Comando di Aniglieria Contraerea di Padova, sono il 121 " Reggimento Aniglieria Contraerea Leggera di Bologna, con gruppi sparsi fra Bologna. Ferrara c Rimini. e, inquadrato all'interno del 4" Reggimento Artiglieria Missili Contraerei con sede a Mantova, il l Gruppo Artiglieria Missili Contraerei, basato a Ravenna. A Zibell o, in provincia di Panna, si trova inoltre un "sito di lancio" ael 2" Gruppo del4 " Rgt. Missili, di stanza a Mantova. Le altre presenze dell' Esercito in regione sono rappresentate dal Comando e dal 1â&#x20AC;˘ Bauaglione del Reggimento Genio Ferrovieri, di stanza a Castelmaggiorc alle porte di Bologna, con un Distaccame nto a San Pie tro in Casale, e dal Comando e dal 3 â&#x20AC;˘ Battaglione del 2" Reggimento Genio Pontieri. di stanza a Piacenza, unico reparto in regione che dipenda dalla giurisditione della Regione Militare Nord-Est. Un'ulteriore presenza è costituita poi dall'B Reparto Artiglieria Pesante Campale " Marmore" di Modena. Tale reparto deriva direttamente dall'S. Reggimento Artiglieria Campale, sciolto con la riforma del 1986. A Parm a, fino a l 3 1 Di ce mbre 1990, s i trovava il 27l" Squadrone Avia:ione Leggera, appoggiato presso il locale aeroporto, che fa parte del 27" Gruppo Squadroni Aviazione Leggera Esercito "Merc urio" di stanza a Firenze Pereto la. Sempre a Bologna va segnalata infine la presenta della 3" Compagnia

Bersaglieri Atleti. Alcune installazioni minori, no n rilevanti dal punto di vista economico ma significative sul piano militare, dipendono poi dai comandi trasmis ioni regionali c nazionali, come ad esempio a Bologna la 2 " Compagnia del 43" Bauaglione

Trasmissioni "Abetone". Se la dislocazione geografica dei reparti risponde in primo luogo a criteri di ordine strategico militare, il fatto che la maggior parte di essi si trovi ne lle arce urbane, cd in alcuni casi addirittura nei centri stOrici, costituisce un problema che a ffligge le nostre Forze Armate ormai da lungo tempo. 102


t

In una regione dove le necessità operative non pongono alla dislocazione dei reparti vincoli stringentis, l'Esercito è comunque costretto, infatti, ad utilizzare ancora le vecchie infrastrutture, risalenti spesso alla prima metà del secolo. Mentre una locali zzazio ne urbana può essere ben compresa ad esempio per reparti di artiglieria contraerea, specie se leggera. a ltrettanto non si può dire per i battaglioni meccanizzati o per i reparti d'artiglieria campale.

Le installazioni milifClri dei reparti territoriali La localizzazione de i reparti territo ria li dell'Esercito (comandi , uffici, scuole, depositi, ecc.) segue a grandi linee quella dei reparti operativi. In Emilia Romagna non si trova aJcun alto comando territoriale dell'Esercito; l'intero territorio regionale è infatti sotto la g iurisdizione de lla Regione Militare Tosco Emiliana, che ha il proprio comando a Fire nze. A Bologna si trovano il 7" Comando Militare di Zona9, il Distretto Militare Principale. la 6. Dire::.ione del Genio, ed il Comando di Presidio. Presso il Distretto Militare sono dislocati gli organi della leva ed in particolare l'Ufficio Mi/ilare di Leva, il Consiglio di Levcc, il Gruppo Se/e/fori Truppa per le visite ai giovani in chiamata e il Gruppo Se/el/ori Speciale, per le visite di selezione agli aspiranti ufficiali di complemento. Altri distretti provinciali e alcuni organi della leva sono presenti anche a Piacenza, a Forlì e a Modena. Molti di questi però sono in via di soppressione. Fra le scuole spicca l'Accademia Militare di Modena, con il Distaccamento di Sassuolo (MO), mentre ricoprono un' importanza minore la Scuola Allievi Soucif.ficia/i Infermieri di Bologna e il Centro Specialisti Armamento Esercito di Piacenza. Degna di nota è l'assoluta mancan za di Battaglioni AddestTamento Reclute (BAR), che sono invece concentrati nelle Marche, ai confini con la Romagna. Con l'eccezione. peraltro atipica, dell'Accademia, l'Emilia Romagna non è quindi interessata dal cosiddetto "business del giuramento", ovvero dalle grandi manifestazioni con 5-6 mila persone, che si ripetono 9 volte all'anno per l'Eserc ito e 12 per l'Aeronautica, generando interessanti introiti per le economie locali.

8 Non a caso. i due repani che per loro intrinseca natura sono meno conciliabili con un ambienle urbano sono stati decentrali. Ad Ozzano dell'Emilia. dopo un iniziale e brev issimo periodo di stanza a Forll, si trova, fin dal 1961. il 13auaglione Carri della Brigata Trieste. A Budrio, alle porte del paese, si trovano, fin dal 1950. il parco mobile e il repano trasponi della Brigata Trieste. trasformat i nel 1975 in Bauaglionc Logistico. 9 Il Comando Militare di Zona è slalo soppresso nel 1991 e trasformato in 6• Comando Operativo Territoriale.

103


La sanità militarelO è presente con l'Ospedale Militare Principale di Bologna e con il Centro Medico Legale Militare di Piacenza, oltre che con il Consultorio Psicologico collegato alle strutture civili dell'ospedale S. Orsola di Bologna e con la 6° Sezione Disinfezione, sempre a Bologna. A Bologna hanno sede inoltre alcuni reparti logistici dell'Esercito come la 6 • O.R.E. (Officina Riparazioni dell'Esercito, un ente logistico di terzo gradoli), il 2" R.R.A.L.E. (Reparto Riparazioni Aviazione Leggera dell'Esercito), e un distaccamento del r Reparto Rifornimenti, presso il comprensorio militare dei Prati di Caprara. I servizi di Commissariato sono presenti a Bologna con il Magaz::.ino Misto di Casaralta e a Piacenza con un Magazzino Misto di Vestiario ed Equipaggiamentol2.

Le installazioni militari deii'Aeronawica Tutti i reparti dell'Aeronautica Mi litare presenti nella regione sono sotto la diJ·etta giurisdizione della 1• Regione Aerea di Milano, che copre le regioni del Nord d'Italia. A differenza dell'Esercito, l'Aeronautica Militare, che pur è presente in 6 province su 8, è completamente assente nel capoluogo regionale. Potendo godere di infrastrutture generalmente costruite dopo la 2° GueJTa Mondiale e presentando spesso forti vincoli operativi alla localizzazione dei reparti, l'Aeronautica viene a gravare molto meno sui centri urbani. Fra i reparti operativi, gli aeroporti militari costi tuiscono ovviamente le strutture più significative. 11 maggiore è quello di Miramare di Rimini, che ospita il5" Stormo e 1'83" Centro Sar.

lOGli Ospedali Militari sono di tre tipi: - il primo tipo di cui fanno parte i Centri Militari di Medicina Legale. effettua gli accertamenti della leva, quelli di idoneità, valuta le conseguenze degli infortuni di servizio e stila certificati d"invalidità per il personale militare e anche per i dipendenti civili dello Stato; - il secondo tipo comprende g li Ospedali Militari propriamente detti, <mrezzati per curare i casi di malattia più comuni; - ilteno tipo comprende infine i Policlinici Militari, fomiti di una gamma più ampia di reparti spec iali zzmi. l l Nel l" Esercito le riparazioni possono essere effettuate nei casi più semplici direuamcnte dai reparti mediante il cosiddeuo mimllo m(mtenimemo (funzione logistica di l grado), laddove le riparazioni sono più complesse si ricorre o ai baunglioni logistici (enti logistici di z• grado) o alle officine ripara~ioni dell "Esercito O.R.E. (enti logistici di 3•grado). Le grandi riparazioni sono affidate ali" orNI industriale della Difesa intetfol7.e (enti logistici di 4• grado). 12 Gli ahri Deposi ti c Magazzini militari presenti in regione. di minore importanza, sono riportati nella 1abclla inserita in appendice al capitolo.

104


t.

Nell'aeroporto militare di Cervia (provincia di Ravenna) si trova stanziato

rs· Stormo Cacciabombardieri, articolato su di un g ruppo di cacciabombardieri

ricogni tori, il l O1o. Recentemente è stato inoltre ricostituito, presso l'aeroporto di San Damiano (provincia di Piacenza), il so• Srormo, dotato dei nuovi cacciabombardieri a lungo raggio Tornado. Oltre ai reparti in linea di volo, l'Aeronautica è presente con alcune installazioni minori. Inserito nella rete di difesa aerea e dipendente dal l o SOC (Sector Operations Center13) di Monte Ve nda- Abano (PD) è l'l l" Gruppo Radar CRC (Contro! and Reporting Center) di Poggio Renatico (FE), coiJegato all 'aeroporto di Ferrara. A San Mauro Pascoli (FO) si trovano invece gli impianti di ascolto della 2• Squadriglia AES (Analisi ed Elaborazioni Speciali). Tra i servizi di supporto logistico, poi, sono presenti il 2 • Gruppo Manurenzione Autoveicoli, di stanza a Forlì, la Stazione Meteorologica di Ravenna, il 14• Deposito Centrale di Modena, c ui è collegato il Teleposto di Monte Cimone, e il 63" Deposiro Territoriale di Fornovo Val di Taro. La logistica dei carburanti e dei lubrificanti d ell 'Aeronautica, ino ltre, si avvale nel Nord d'Italia di una serie di o leodotti costruiti a cavallo degli anni ·60, noti come rete P.O.L. (Petroleum Oil Lubrificant). Collegate a tale rete sono due raffinerie, gestite fino al 1987 dalla Società Petro lifera Italiana (del gruppo Agip), di cui una si trova a Fornovo (provincia di Parma), lungo il percorso della rete nella Valle del Taro. Il deposito carburanti di Fornovo è appunto collegato alla presenza di questa raffineria che nel 1985 è arrivata a dare lavoro a 222 addetti in un paese che conta poco meno di 6 mila abitanti.

L'area industriale della Difesa

Il deposito di Fornovo non è l' unico caso di simbiosi fra presenza di installazioni militari e attività economiche civili. Altri importanti casi sono collegati alla presenza dei cosiddetti stabilimemi dell'area industriale della Difesa. A Piacenza è localizzato l'Arsenale, dipendente dalla Direzione Generale degli Armamenti e dei Munizionamenti Terrestri (TERRARMIMUNI), che nel 1989 impiegava 792 addetti. Fra le sue attività sono previste la revisione e la manutenzione generale di mortai ed in generale di pezzi d'artiglieria. Sempre a Piacenza si trova anche lo Srabilimemo Veicoli Corazzati (Staveco), con 289

13 l Sector Opcrations Center (SOC) hanno il compito di coord inare la Difesa aerea nazionale e sono a loro volta coordinati. a livello di scacchiere, dall"Air Ddence Operations Cemer (ADOC) basato ad Affi presso Verona. che fa parte deir Air Operations Center di Mans (Belgio) . 105


addetti nel 1989, dipendente dalla Direzione Generale della Motorizzazione (MOTORDIFE). e che opera sui mezzi corazzati del Nord d'Italia 1-t. A Noceto di Parma si trova lo Stabilimento Militare Recuperi e Ripristini (Remumiles), di Terrarmimuni , che svolge attività di manutenzione c anche una modesta attività produttiva ne l campo del munizio namento di missili e razzi. Nel 1989 lo stabilimento occupava 237 addetti su una popolazione locale di circa IO mila abitanti. Bo logna, infine, ospitava fi no al 1990 lo Stabilimemo Autoveicoli da Trasporto (Stavetra) e un altro Stabilimento Veicoli da Combattimento (Stavcco), fusi ora in un unico stabilimento denominato Stabilimemo Materiali della Motorizzazione (Stamoto), alle dipe ndenze di Motordife e destinato a lla manutenzione e revisione dei mezzi ruotati comuni e speciali. Nel 1989 i due stabilimemi davano lavoro a 486 addetti. L'importanza degli stabilimenti dell'area industriale della Difesa è naturalmeme collegata non soltanto al numero di addetti impiegati negli impianti militari, ma anche alla dimensione de ll ' indotto economico che tali impianti hanno creato (Tab.3.4). Gli opifici della Difesa sono soliti subappaltare in fatti una parte rilevante de lle lavorazioni, dando quindi lavoro ad un ampio numero di piccole imprese sate lliti.

Tab. 3.4- Distribu::.ione regionale degli addetti civili dell'area industriale della Difesa % numero Puglia Lazio Liguria Campania E. Romagna Umbria Sicilia Toscana Sardegna Lombardia Piemonte Veneto altre regioni TOTALE

4033 2778 2564 2332 1773 917 904 656 422 397 92 69

o

16937

23,8 16,4 15, 1 13,8 10,5 5,4 5,3 3,9 2,5 2,3 0,5 0,4 0,0 100,0

Fome: G. Cata lano, ·'L'efficienza del.'arca industriale della Difesa", in Ricerche dello commissione tecnica perla spesa pubblica, n. 40, 1989.

14 Per maggiori inforrna,ioni sull'argomento si consulti G. Catal:mo. "L'cfficicnn dell'area industriale della Difesa". Ricerche della commissione tecnica per la spesa pubblica. n. -'0. 19l!9.

106


ALLEGATO: LA PRESENZA MILITARE IN EMJLIA- ROMAGNA

COMANO!

Comando Zona Comando Brigata Comando Presidio s• Dir. Genio Di w etto Militare

REPARTI OPERATIVI ESERCITO

REPARTI AERONAUTICA STABILIMENTI PRODUTTIVI

DEPOSITI E MAGAZZINI

Mag. Comm. ·e· STAMOTO R. E. 2" R. R. A. L E.

37• Btg. Ftr "Ravenna· 40° Btg. Ftr "Bologna• 21• Gr. An. C. "Romagna· Battaglione Loglstlco Xl" Btg. Carri

~O.

t2t• Regg. Art. CJAL. Regg. Genio Ferrovieri 3" Comp. Bersatled

Comando Presidio Distretto Militare

e• Rep. An. Pesante Campale "Marmore·

Direzione Rete P.O.L. Dist. 27• Gr. Squ. ALE "Mercurio"

t4" Deposito Centrale Teleposto Monte Cimone

63• Dep. Territoriale

~ILES

Sito Hawk

l'C

Comando Presidio Distretlo Militare

2• Regg. Genio Ponderi

FE

Comando Presidio t2t• Regg. An. CIAL t2t• F:egg. An. C/Al Sito Hawk

so•

Stormo

t t• Gruppo Radar

t• /4" Gruppo An. Mlssil e• Stormo Contraerei Base Meteorologica

RA

Sito Hawk

FO

Comando Presidio Distretlo Militare

66" Btg. Ftr. · valtellina" s• Stormo t2t• Regg. An. CIAL 83• Centro S.A.R. Sito Hawk

FONTE: Elaborazione Nomisma

2• Gruppo Manutenzione Autoveicoli

Arsenale STAVECO

Mag. Misto Vest. e Equlpag.


(segue)

LA PRESENZA MILITARE IN EMILIA- ROMAGNA

IMPIANTI Dt TELECOMUNICAZIONE E DI"SIGINT"

SANITA'

&:Ul.E

~ Comp. Btg. Trasm. Scuola allievi "Abetone• Sottufficiali Infermieri

BASI USA

Ospedale Militare Prin. Sez. Oialnfezione

s•

Centro Nodale d'Area

Accademia Militare

Centro Specialisti Armamento Esercito

PC

Cemro Medico legale

l aboratorio Ponti eri Oist. a• Big. Ricerca Elettronica"Tonale" ~

Squedriglla AES

FONTE: Elaborazione Nomlsma

7401 st Ammunition Support Squadron


3.4 LA PRESENZA DEL DEMANIO MILITARE E DELLE SERVIT Ù M ILIT ARI NELLA REGIONE L'occupazione militare del territorio si articola su tre livelli: - le aree del Demanio Miliwre vero e proprio, che comprendono le opere espressamemc destinate alla Difesa nazionale, le strade ad uso esclusivo militare, gli aerodromi militari. i campi di tiro a segno e le opere permanenti di Difesa antiaerea; - le aree souoposte al regime dci beni indisponibifiiS, facenti parte del patrimonio complessivo dello Stato c affidate (temporaneamente) in gestione alla Difesa, come le caserme, gli arsenali, le polveriere, le sedi di uffici, depositi, magazzini, stabilimenti, cantieri, laboratori, scuole, accademie, ospedali, infermerie etc.: - le aree private sottoposte a quelle limitazioni (temporanee ma rinnovabili) del diritto di proprietà note come sen•i(IÌ militari, arce solitamente poste in prossimità delle precedenti. Dal secondo dopoguerra, il dibattito sulle servitù militari è stato nel nostro paese molto acceso, tanto da portare a ben due interventi legislativi nel giro degli ultimi 15 anni. Chi si oppone alla presenza di servitù militari ritiene infatti che queste ultime tini!>cano con il costituire un vero e proprio ostacolo allo sviluppo economico di un'area, in quanto esse tendono a precludere la possibilità di localiaare un'attività economica in essa. L'estensione delle servitù militari dipende in maniera determinante dalla presenza o meno di poligoni o di aree addestrative. In linea di principio, le forze armate sono libere di esercirarsi dovunque lo desiderino nell'ambito del terri torio nazionale. come accade anche in altri paesi europei. L'unico limite è costituito dal diritto del proprietario del luogo dove si svolgono le esercitazioni a vedersi rimborsare i danni subiti.

Per limitare il ricorso a tali rimborsi. e comunque per ridurre il più possibile il disagio delle popolazioni coinvolte. da un lato si sono ridone le esercitazioni sul campo ai soli luoghi che potrebbero effettivamente divenire teatro di possibili combattimenti c si è cercato dall'altra di utilizzare il pitl possibile le aree demaniali, soprauutto se scarsamente abitate e comunque lontane da insediamenti industriali. Il fano stesso che l'Emilia Romagna non sia una regione di prima linea contribuisce a spiegare quindi lo scarso assoggenamento a servitù militari del suo territorio (Fig. 3.5). che comunque resta vicino alla media nazionale.

IS Comprendenti a volle beni sonoposti a vincoli storico-aniMici da pane delle So,rintcndcn~:c alle Belle Arti.

109


Fig.3.5 -

O

Estensione delle servitu' militari della Difesa per regione

Etlcnâ&#x20AC;˘lono ln olte.rl (Tot.aloâ&#x20AC;˘I030e4)

Fonte: Ministero della Difesa, 1981.


t.

La regione ospila un poligono permanente, pre so Foce di Reno in provincia di Ra venna, posto su terre no del demanio militare c che copre un'arca di 384 ettari. Le caratte ristiche stesse di questo poligono si prestano bene per una verifica degli effetti di tutela "indiretta" dell'ambiente attribuibili ai poligoni militari. L'altro poligono permanente è il sito di Rio Beccaccci nei pressi di Bologna, sempre di proprietà del demanio militare c che si este nde in un'area di 95 ettari. Altri poligoni occasionali su terreni privati o pane privati e parte comunali sono ai Tre Poggio li (500 ha) sull 'Appennino tosco emiliano, a Rio Ribà (300 ha) a Piaccn7a. a Sass uolo ( 112 ha) per l'addestramento dei cadetti dell'Accademia cd a Ricò (20 ha) nei pressi di Forlì. Aree addcstrative permanenti in terreni del demanio militare sono localiaate ne l sito di Mirone (3.3 ha) e di Palmanova ( 12.3 ha) per i reparti del Genio Ferrovieri di Castelmaggiorc e ad Ozzano Emilia (4 ha) nei pressi della caserma dell' XI Btg. Carri. Arce addcstrative più grandi e ad utilizzo occasionale sono quelle di Monte Cisa (600 ha) presso Villa Minouo nell'Appennino reggiano. lo Scalo Pontieri di Piacenza (1 1.8 ha), il greto del fiume Marccchia ( IO ha) presso Rimini e infine un'arca di circa 55 ha in comune di Poggio Re natico. L'estensione di queste aree non consente cert.amcnte la realizzazione né di esercitazioni particolarmente impegnative né di campi di più giorni. Gli stessi reparti della brigata Trieste devono recarsi per le manovre più impegnati ve preso il poligono permanente di Monte Carpegna (2.548 ha) in provincia di Pesaro o nelle o rm ai tradizionali loca lità addcstrative del Lazio. del Friuli e della Sardegna. Se la pressione sul territorio in termini di aree addcstrative non può certo essere definita gravosa. altrettanto non si può dire in termini di presenza di infrastrutture urbane. Ne:! a confere nza nazionale sulle infrastrutture militari tenuta a Roma il l Oe l'Il novembre 1986 il contrammiraglio Falciai parlava di un patrimonio della Difesa censito in circa 6.300 infrastrutture su di una superfic ie complessiva di 34.665 ettari. Ben 196 di queste infrastrutture si trovavano in regione e 47 di esse venivano ritenute di possibile alienazione, a riprova di u na localizzazione spesso inadeguata alle esigenze dei reparti. Il problema appariva particolarmente grave per il comune di Bologna dove 34 infrastrutture coprono un 'area di 147 ha, contro i JOO ha occupati a Torino, i 74 ha di Palermo e i 66 ha di Firenze.

l Il


t

CAPITOL0 4

L' IMPAITO ECONOMICO DELLE SPESE MILITARI 4.1 ALCUNI AS PETTI METODOLOGICI Nell'espletamento del servizio di Difesa, lo Stato svolge dal punto di vista economico due funzioni : l) acquista i beni e i servizi necessari (sul mercato italiano e su quello internazionale); 2) paga gli stipendi e i salari del personale militare e civile. Per soddisfare il bisogno di Di fesa del paese sono infatti necessari due fattori essenziali: uo mini addestrali allo scopo e mezzi efficienti. Il pieno espletamento del servizio implica inoltre la presenza sul territorio di installa-;.ioni ove il personale vive, si addestra ed i mezzi vengono custoditi, mantenuti in effic ienza ed utilizzati in eserc itazioni secondo le esigenze. Nel nostro paese, la letteratura scie ntifica riguardante le ricadute della spesa mi litare sull 'econo mia è piunosto scarsa, con l'eccezione di a lcune ricerche, limitate però al solo comparto dell' industria degli armamenti !. All 'estero, al co ntrario, l'argomento è stato, soprattutto in passato, oggetto di numerosi studi, ed è ora tornato prepote nte mente a lla ribalta con il mutare de l quadro strategico mondiale dovuto alla fine della guerra fredda ed alla conseguente necessità di ridefinire il ruolo delle Forze Armate. A Jive!Jo regionale, l' intensità de ll ' impano economico sul sistema produtti vo dovuto a lla presenza di installazioni e/o di imprese fornitric i de l Ministero della Difesa dipende principalmente da due compo nenti: l) le esigenze strategiche di Difesa del paese e la conseguente disloca zione geografica delle installazioni militari sul territorio; 2) la presenza o meno di industrie specializzate nella fornitura di materiale bellico e di altri prodotti (alimentare, tessile-abbigliamento, elettronico, ecc.)2.

1 Per eventual i approfondimenti a riguardo s i rimanda all a bibliografia. 2 In uno SIUdio simile. J. Shon individua tre categorie all'intcmo delle quali è possibile classificare la spesa mjlitarc: a) le spese legate alla localizzazione delle truppe; b) quelle rclntivc aj centri di comando cd ai quanier generali: c) quelle relative all'acqu isto di beni c servizi. Nel primo caso. la decisione circa la localizzazione dci rcpani è strettame nte legata a considerazioni di carauere st rategico mili tare; nel secondo caso, entrano in campo princ ipalme nte fattori di tipo socio-politico, come ad esempio il luogo ove ha sede il governo, c he coincide con la capitale del paese: nel terzo caso. infine. la decisione dipende soprattutto da considerazioni di carattere economi co. J. Short, "Defencc spcnding in the U. K. rcgions··. in Regionol Slttdies, Vol. 15, n. 2. 198 1.

113


In alcune regioni del nostro paese, come ad esempio il Friuli-Venezia Giulia o il Veneto, l'impano della spesa militare sul territorio dipende soprattuno dall'esistenza di installazioni, mentre in altre, come la Liguria o il Lazio, è la presenza di imprese fonùtrici della Difesa ad avere un peso preponderante nel complesso delle ricadute sulJ·economia locale. Il caso dell'Emilia Romagna è, da questo punto di vista, particolam1ente significativo, in quanto la regione beneficia in modo sostanzialmente equilibrato di ricadute dovute ad entrambi i fenomeni. Per poter qu·antificare l'ammontare delle spese militari che ricadono sull 'economia dell'Emilia Romagna è necessario in primo luogo identificare i soggetri (individui o istitu-;.ioni) responsabili delle decisioni di spesa. Ne esistono sostanzialmente quattro: l) il primo è rappresentato dallo stesso Ministero della Difesa. ed in particolare dalle 9 Direzioni Generali per le tre Armi. A tali Direzioni fanno capo tutte le spese per l'acquisto di armi. sistemi d'arma e di munizionamento, qualsiasi ne sia l'ammontare3, parte delle spese di commissariato (come ad esempio viveri non deperibili e vestiario), e di quelle relative ai trasporti (acquisto di automezzi c di combustibi li) e quelle destinate alla grande manutenzione delle infrastrutture militari, per tutti i contratti superiori ai 600 milioni 4 • 2) 11 secondo soggetto è impersonato dai diversi co111andi regionali delle Forze Armate (Regioni Militari e Regioni Aeree) cd è responsabile, come nel caso precedente, delle decisioni di spesa riguardanti il commissariato, i trasponi, il settore immobiliare, ccc. (escluse le armi. i sistemi d'arma ed il munizionamento) per commesse inferiori ai 600 milioni. Rispelto al primo soggetto decisionale, il fanore discriminante è dunque rappresentato dall'ammontare assoluto della cifra in questione. 3) Il terzo soggetto è rappresentato dai co111andi dei diversi Enti e Distaccali/enti dell'Esercito e dell'Aeronautica localizzati in Emilia Romagna. Essi effettuano per la maggior parte spese destinate alla gestione corrente del personale ed alla manutenzione ord inaria degli immobili di loro competenza. Si fa riferimento in questo caso a lle spese per l'acquisto di generi alimentari deperibili, a quelle per i servizi in economia (minuto mantenimento, spese straordinarie urgenti, ecc.) ed alle altre voci di spesa di commissariato non gestite a livello centrale. Anche in questo caso, il principale fattore discriminante fra le decisioni di spesa prese presso il comando regionale e quelle prese presso le singole installazioni è legata al valore della somma impegnata.

3 L·acquisto di tali tipi di beni è infaui di esclusiva compctcnl.tt del Mini'>lero. 4 Tale cifra viene aggiornata periodicamente dal Ministero in furuione delrandamento generale dei prcui.

114


t

4) Il quarto soggetto decisionale è costituito dal personale militare di carriera e di le1•a e da quello civile che vive e lavora in Emilia Romagna c che quindi si può ipotizzare consunti tuuo o parte del reddito percepito nel luogo ove presta scrvi.lio. Per integrare ed arricchire i dati statistici resi disponibili dal Ministero deiJa Difesa su questo argomento, sono stati utilizzati tre questionari, distribuiti ad un campione di ufficiali c sottufficiali, di allievi dell'Accademia di Modena e di graduati e militari di truppas. La stima detrimpatto delle spese militari sull 'economia di una regione richiede inoltre la messa a punto di una metodologia appropriata, da utilizzare sia nella fase di raccolta dei dati che in quella dj analisi c valutazione dei risultati. Nella fase di raccolta dei dMi statistici, i principali problemi mctodologici da risolvere hanno riguardato: - la mancanza di una fonte statistica diretta, che permeua di ..regionalizzare" le spese della Pubblica Amministrazione. Il sistema di rilevazionc cd elaborazione dei dati auualmente vigente non prevede infatti la possibilità di ric lassificare la spesa dello Stato e dci vari Ministeri in base alle regioni destinatarie dei fondi: si è reso dunque necessario ricostruire voce per voce c capitolo per capitolo l'insieme delle spese ricadenti su ll 'economia dell'Emilia Romagna, partendo dai singoli contratti di fornitura, cosl come sono registrati presso il Ministero ed i vari comandi territoriali; -la presenza di contraili di sub-fomiwra nell'ambito delle commesse gestite a livello centrale6. Le imprese, soprattutto se di grandi dimensioni, localizzate in altre regioni del paese, vincitrici di gare bandite dal Ministero, possono cioè acquisire alcune delle componenti del prodotto finito tramite contratti di sub-fornitura con piccole e medie imprese dcii" Emilia Romagna, senza che tali "passaggi intermedi" siano registrati nel contratto iniziale7. Utilizzando i soli dati provenienti dal Ministero, quindi, può accadere che le cifre ottenute siano sottostimate rispetto a quelle effettive;

S l capitoli 5 c 6 ripon:mo i principali ri\uhati delle inchieste campionarie. mentre l'appendice D contiene il testo dei t.rc questionari utili71.ati. 6 Il fenomeno. definito in lcueratura ..circuito secondario.. della spesa militare. è stato riscontrato anche in altri paesi. come ad esempio gli Stati Uniti. Si ''eda ad esempio G.J. Kara,ka ...lnterregional flow~ of defencc-spacc awards... in Peau Research Society (lmenuuional) Papers. Vol. V. 1966 e B. Warf c J.C. Cox .. Military prime contracts and taxc~ io the New York metropolitan rcgion: a shortrun analy~is... in Regional Smdies. Vol. 23.3. 1988. Secondo Warf c Cox. negli Stati Uniti il fenomeno pre~cnta un'incidenza molto elevmn: il 50% circa delle commesse militari prescruano infaui contrani di subfomitura.

7 Le eccezioni sono in questo caso rappresentate da quei contraui di fornitura che prevedono clau;.ole di riservatezza dovute al tipo di prodouo (nuovi sistemi d'arma. componerui ad elevato contenuto tecnologico cd innovati,·o, ecc.).

115


- la possibile esistenza di una diversa localizzazione geografica fra sede legale e stabilimenti produttivi di un'impresa. Gli acquisti di beni e servizi effettuati dal Ministero vengono infatti contabilizzati dagli uffici amministrativi competenti con riferimento alla sola sede legale dell'azienda fornitrice, indipendentemente dal fatto che essa svolga la sua attività produttiva nella regione di residenza o menos. Un'impresa con sede legale al di fuori dell'Emilia Romagna potrebbe, cioè, possedere stabilimenti produttivi che operano nel settore della Difesa nella nostra regione, ma il Ministero registrerebbe la spesa effettuata come un' uscita indirizzata alla regione ove l' impresa stessa possiede la propria residenza legale; - la limitata reperibilità di dati in serie storica. Manca cioè la possibilità di calcolare una media delle somme spese in commesse industriali nelJ'arco di più anni (almeno tre) e smorzare quindi i possibili effetti dovuti alle fluttuazioni annuali; - la presenza di possibili discordan ze nelle cifre spese fra dati di competenza e dati di cassa. Tale discordanza può avere due cause. In un primo caso, la differenza fra cassa e competenza è dovuta aJ fatto che ci si riferisce ad un programma di spesa pluriennale, il cui completamento è previsto in un arco di tempo superiore a quello coperto da un singolo esercizio finanziario; nel secondo caso, tale differenza ha origine dall'esistenza di un ritardo nei pagamenti da parte dell'Amministrazione Militare, che determina uno slittamento dell 'ammontare dovuto da un esercizio all'altro. Ciò che all ' inizio dell'anno era previsto come spesa sia di competenza che di cassa, resta solo a competenza per mancanza di fondi, mentre l' effettivo pagamento "slitta", nella migliore delle ipotesi, all'anno successivo. Nell'ambito di questa ricerca, sono stati utilizzati esclusivamente dati di cassa, per coerenza con i dati statistici provenienti da altre fonti. Per quanto riguarda la scelta della metodologia, la letteratura disponibile è piuttosto vasta9. Nella maggior parte delle ricerche sull'argomento sono stati utilizzati due tipi di strumenti d ' analisi: le tavole interseuoriali dell'economia e/o il moltiplicatore di tipo "keynesiano". Entrambi gli strumenti sono particolarmente adatti per valutare l'impatto economico di una variazione nel livello di una variabile (in questo caso, la spesa militare) sul reddito e sull'occupazione di una determinata area geografica. L' uti lizzo della tavola intersettoriale presenta comunque numerosi vantaggi, legati soprattutto al maggior grado di analiticità che essa permette di ottenere.

8 Lo stesso problema si ripresenta anche in altri paesi, come fanno notare per quanto riguarda il Pentagono B. Warf e J. C. Cox in "Mililary prime contracts and ...",cil., pag.242. 9 Per un approfondimento si consulti il paragrafo 1.6 del capitolo l.

116


t

Con il moltiplicatore di tipo keyne. iano, infatti. è possibile studiare soltanto le caratteristiche macroeconomichc di un fenomeno, in quanto il moltiplicatore è in grado di mi!.urame l'ampiezza complessiva. ma non la sua dimensione relativa. La tavola intersettoriale permette di svolgere invece un'analisi molto più approfondita del sistema produttivo. rappresentando di fatto uno schema contabile delle transazioni fra i vari settori produttivi. Grazie alle caratteristiche della tavola è possibile effettuare, ad esempio. una dettagliata ripartizione della spesa oggetto di studio, secondo i diversi comparti dell'economia. Utilizzando i moltiplicatori settoriali, inoltre, la tavola permette di identificare i settori maggiormente attivati dalla spesa militare; attraverso la matrice dci coefficienti tecnici, infatti. è possibile identificare i molteplici rapporti di dipendenza economica esistenti fra i diversi settori industriali c stimare la quantità di beni intermedi domandati da ciascuna indu tria per produrre una determinata quantità di prodotto finale. L'uso della tavola permette di evidenziare. ad esempio, il processo moltiplicativo che 100 lire spese dal Ministero in Emilia Romagna subiscono dal momento in cui vengono incassate da un ipotetico fornitore. Quest'ultimo acquista a sua volta beni intermedi e materie prime da altre industrie e paga salari c stipendi ai propri dipendent i (che a loro volta spendono parte del loro reddito in consumi). Le aJtre industrie a loro volta necessitano di beni intermedi e fattori produttivi che acquistano anch'esse sul mercato, c così via. finchè il processo iterativo non si esaurisce (Grafico 4.1 ). Naturalmente, nel caso specifico dell'Emilia Romagna, in cui i nussi economici interagiscono senza alcuna limitazione con il resto del paese, va tenuto conto del fatto che pane degli acquisti effettuati dalle imprese fornitrici della Difesa possono non ricadere sull'economia locale ma interessare invece le imprese di altre regioni IO.

4.2 LE PRINCIPALI CARATTER ISTICHE DELLA SPESA M ILITARE IN EMILIA ROMAGNA Nel 1990 il Ministero della Difesa ha speso a livello nazionale per il mantenimento della struttura militare c l'acquisto di armi e sistemi d'arma o ltre 18 mila miliardi Il, pari al 4% circa del totale della spesa dello Stato per la Pubblica Amministrazione. Di questi, 562 miliardi rappresentano l'ammontare lordo stimato di spesa per l'acquisto di beni e servizi presso imprese dell'Emilia

IO L'appendice A contiene una breve descrizione della metodologia utilizzata nella costruzione della tavola intersettoriale impiegata in questa ricerca. Il Sono escluse da questa cifr.lle somme destinate all' Am1a dei Carabinieri.

117


...

Graf.4.1 - Spese militari che ricadono sulla economia dell'Emilia Romagna

SPESA PERifERICA

SPESA CENTRALIZZATA

l

l

AequiJU presso

Impruo lnduolrlall e dl tervh.l

l

sUpencli e 1-.le.rt

ecqvt.U preuo lmprtao ln<lu.a\rlali • di ••rvl•l

personale mllll<.re e civile

l

l

l aUpendl o aalotl

aequlaU dJ benl

decU GddeUII delle

tntcnnedl e

Impruo lndiUlriall

materie prlme

l

l

CO!iSl/IIJI'IIIAIJ DI BBIII E SERVnl

l

l

l

11ipendl o oolort

aequloll di bonl lnlermodl o

deell addelll dello tmpr.,• lndu.slrtall

T

COHSUIIJ rt!IAIJ

allpendl e solari

DI Bl:Nl E SEIMZI

deell addelll delle Impruo lndwrlrlall

COIIS\110 f!IIAIJ DI Bl:Nl E SERVIZI

Fonte: elaborazioni Nomisma.

COHSUIII I'IIIAU DI BE!il E SERVI'ZI

malorto prime

l

tlipendl o talar1 do1ll addotti dello lmp~•• lnd~.ttlrlalt

l

COIISUIII I'IIIAIJ DI DE!il E SERVIZI


Romagna e per il pagamento di stipendi e salari del personale militare c civile che ha prestato servi.lio in regione (Fig. 4. 1A). La cifra ammonta al 3.1% circa del totale delle uscite di ca:.sa del Ministero e allo 0.6% del P.I.L. emiliano romagnolo. Dei 562 miliardi. il 58% comprende le retribuzioni lorde del personale militare e civile. il 23% gli acquisti di beni c servizi effclluati dalle installazioni militari (sia dell'Esercito che dell'Aeronautica). il 13.7% le commesse che l'industria emiliano romagnola ha ollenuto per forniture direuamcntc al Ministero cd infine il4.9% le spese dci comandi di Regione Militare (Fig.4.1 B). Per completezza, andrebbe aggiunta alla cifra totale anche una stima dei benefici economici di cui la regione gode a segui to di quegli interventi che i militari svolgono nel corso dell'anno a titolo di protezione civile, come servizi di sorveglianza durante le elezioni politiche e/o rcfcrcndarie. a seguito di calamità naturali, incidenti. ecc. In asscnla di installazioni militari sul territorio, infalli. sarebbe compito dell'ente pubblico locale (comuni. province c regione) fornire tali servizi, con un conseguente aggravio di costi sul bilancio. Nel 1990 i concorsi forniti dalla Regione Militare Tosco-Emiliana sono stati 413, per un totale di 124.523 giornate/uomo e 3.033 giornate/automezzo. Tradurre tali interventi in termini economici. quantificandonc l'effettivo impatto sull 'economia della regione risulta essere però un esercizio piullosto complcs. o e che. soprattutto. esula in parte dallo scopo stesso di tale studio. Per correttezza metOdologica. infatti, ad una valutazione dci benefici dovuti alla presenza delle installazioni militari sul territorio andrebbe infatti abbinata una analoga stima dci costi dovuti alle possibili conseguenze negative che tale presenza determina. La cifra stimata non rappresenta però l'ammontare nello di spesa che effeui\'mnente ricade sull'economia della regione. Vanno infatti: l ) sommati i comributi. valutati in 47.7 miliardi di lire. che di fallo le famiglie dei militari erogano in forma di sussidi ai giovani in servizio di leva nella rcgione 12: 2) sottratte le imposte direue ed indire/le (compresa l' IV A), i cottlribwi sociali versati dal Ministero per conto dei propri dipendenti e la quota di risparmio sul reddito dci dipendenti militari e civili e dei membri delle famiglie dei militari che svolgono un'attività lavorativa:

12 La cifra è stata calcolata sulla base delle risposte che un campione di g.raduali c militari di truppa ha fornito nel compilare un apposito questionario. Le principali conclusioni dell'inchiesta campionaria sono ria.s~unle nel capitolo 6.

119


Flg.4.1A - Composizione della spesa mil itare por tipo di spesa - mlld. d i liro

Emilia-Romagna • 562

Itali a • 16264 Q

AcQUit11 oenl • . ., .

s3~0HOS

"'"':~'}~go"~~·· ···.·.·

Stll)encll e ttlttl 321 4 6 . ....

,... . .....,.,, ,.

St•C~otncll e

Flg.4.1B -

Compos izione della spesa militare eettorl di provenienza - mllc!. 1990

rotaie • 562

Colft'll'lot... lftll e_ R. 121 o

HOS

~----

. ..

Aetf Hl t Olv Mll 021 4

Fonte: elaborazioni Nomlema au dati Mlnletero della Olfeaa.


3) sommati i redditi dei paremi (mogli. figli ed altri conviventi)13 dei militari di carriera residenti in regione. Tali redditi di fatto costituiscono una fonte di spesa di cui beneficia l'economia dell'Emilia Romagna, fino a quando il capofamiglia non deve lasciare la regione per esigenze di servizio l<~. Nel 1990, dunque. il flusso nelfo di denaro che effettivamente ricade sull'economia dell'Emilia Romagna equivale a 435.8 miliardi di lire. A tale spesa corrisponde un numero di "unità di lavoro equivalenti'' IS. pari a circa 9 mila addetti. che si aggiungono quindi agli oltre 18 mila dipendenti del Ministero residenti in regione, per un ammontare complessivo pari ad oltre 27 mila occupati. Dci 9 mila occupati indotti dalla spesa militare, oltre 8.000, pari al 91% circa del totale, sono generati dagli acquisti dci reparti ( 1684), dai consumi del personale militare e civile (5289) e da quello di leva (l 192}, ment re le commesse industriali producono un 'occupazione indotta di 860 addeni. La presenza di installazioni militari sul terri10rio ha dunque un particolare rilievo nel favorire la creazione di posti di lavoro. Ciò dipende principalmente dal minore costo per addetto, rispetto a quello dell'industria, del settore dei serviti, all'interno del quale si riversa la quasi totalità degli acquisti delle installazioni c del personale16. Nel caso dell'Emilia Romagna, poi, a ciò si aggiunge il fatto che. in valore assoluto. la cifra spesa dal Ministero per il mantenimento delle installazioni e del personale militare c civile è molto superiore a quella delle commesse industriali di cui beneficia l'industria. Nella maggior parte dei casi, l'opposizione che spesso le comunità locali manifestano di fronte alla minaccia di chiusura di caserme cd al conseguente trasferimento dei reparti ha origine proprio dagli effetti negativi che tali provvedimenti possono avere sull'occupazione locale. Complessivamente. i dipendenti del Ministero della Difesa rappresentano il 17% circa degli addetti della Pubblica Amministrazione che lavorano nella regio-

l3 Tali redditi sono Mmi >limati sulla ba.sc delle informazioni comcnutc nel questionario sugli ufficiali c sonufficiali. i cui ri\uhati sono riportati c commentali nel Capitolo 5. 14 Si è ipoùu-'!IO ctoè che la famiglia del militare di carriera segua il capofamiglia in ahra locahtà. m caso di traSferimento per motivi di scnuio. In tale e'·entualità. il reddito che viene dunque n mancare ntreconomia della regione non riguarda sohanto quello del militare ma anche quello degli ahri componen[i della famiglia. Nel caso dci dipendenti civili. invece. mancando la possibilità di trasfcrimcnli "d"autoritll" ad ahm sede di lavoro. •i ~ono esclusi gli ahri redditi familiari. 15 La cifra qui riportata costituisce naturalmente una stima. basata sul coMo medio per addcno regi<.trato nell'indu;tria in Emilia Romagna. t6 Memre nel scnore dci sen-i:d al minuto. ad c.cmpio. il costo per addcno si aggira intorno ai 40-50 milioni all'anno. lo \lc~so dato presema un \'alore mollo piÌl elevato nel caso dell'industria.

121


ne (Tab.4.1). Dopo il Ministero per la Pubblica Istruzione, che occupa oltre 70 mila fra insegnanti ed impiegati, la Difesa possiede dunque il maggior numero di dipendenti di stanza in Emilia Romagna.

Tab. 4.1 - l dipendenti dell'Amministrazione pubblica in Emilia Romagna (l) ADDETTI MINISTERI Difesa Finanze Grazia e Giustizia Interni Pubblica Istruzione Altri TOTALE

Numero

%

18.238 5.870 3.018 7.336 70.713 4.386

16,6 5,4 2,8 6,7 64,5 4,0

109.561

100,0

( l) Dm i riferiti al 14 gennaio 1990. Sono compresi i militari di leva, esclusa l'Arma dei Carabinieri.

Nota: I dati riguardanti gli altri ministeri fanno riferimento al 14 gennaio 1987.

Fonte: Elaborazioni Nomisma su dati Regione Militare Tosco Emiliana, Prima Regione Aerea ed IST AT. Fra il personale della Difesa, nell 'Esercito la categoria piÚ rappresentata è naturalmente quella dei militari di leva (56% del totale), seguita dai sottufficiali (22%) e dagli addetti civili (15%); gli ufficiali sono invece il 7% (Fig.4.2A). L'Aeronautica presenta invece una composizione del personale decisamente diversa da quella dell'Esercito, con una netta prevalenza dei sottufficiali (44.7%) rispetto ai graduati e militari di truppa (41.2%), in parte giustificata dalla maggiore necessità di personale tecnico qualificato per la manutenzione e la gestione dell'equipaggiamento mi(jtare (si considerino ad esempio gli aeromobi li, le parti di ricambio ad essi collegate ed i sistemi di appoggio logistico negli aeroporti) (Fig. 4.2B).

Riclass(ficazione delle voci e composizione della spesa per setrori di destinazione L'uso della tavola intersettoriale ha reso necessaria una riclassificazione delle voci di spesa del Min istero della Difesa, pet renderle confrontabili con il tipo di suddivisione per settori della tavola stessa. I capitoli del bilancio della 122


Fig. 4.2A - Gli addetti della difesa in Emilia Romagna- 1990

TOIIIO • 18238

UIIICIIIII

1-360 , .

Fig. 4.28 - Gli addetti alla difesa secondo il corpo dj appartenenLa

~ercllo

• 13143

Aeronounco • 6096

GtOCJ . TrUPPO ecn7 611 .. Grod. a Tfap. 2100

··~,.,

Fonte: olcrboratlonl Nomllma IU Clall Mlnlttoro della DUosa.

123


Difesa sono stati dunque riaggregati secondo uno schema comprendente 18 branche produttive (Tab.4.2). In base a tale riclassificazione, la spesa militare regionale viene ad essere ripartita nei diversi settori produttivi e di servizi secondo le percentuali riportate in Fig.4.3. l servizi vendibili, ed in particolare quelli al commercio, assorbono da soli il 64% del rotaie della spesa. Fra i settori produttivi, l'industria manifatturiera e quella delle costruzioni costituiscono il 22% del totale, mentre ai comparti dell'agricoltura, dell'agroindustria e dei prodoni energetici va il 14% della spesa. Tab. 4.2 - senori produttivi secondo lo schema adouato per l'analisi inpw-outplll

AGRICOLTURA, ALIMENTARI, BEVANDE E TABACCHI PRODOTTI ENERGETICI: -Carburanti c prodotti energetici -Acqua, Energia elettrica ed altri COSTRUZIONI E GENIO CIVILE SERVIZ I VENDIBILI: - Servizi al conm1ercio -Alberghi e pubblici esercizi -Trasporti e comunicazioni -Altri servizi non vendi bili

INDUSTRIA MANIFATTURIERA: -Minerali ferrosi e non ferrosi -Chimica, farmaceutica e gomma - Prodotti in metallo e macchine - Macchine per uffici elettriche ed elcuroniche - Mezzi di tJ·asporro - Tessi le ed abbigliamento - Legno e mobili -Cartotecnica ed editoria - Altre manifatture -Altri servizi non vendibili ALTRI SERVIZI NON VENDIBlLI

li canale commerciale utilizzato dipende dal seuore di origine della spesa stessa: le commesse gestite direuamente dal Ministero o dai Comandi di Regione Militare e parte degli acquisti di beni e servizi gestiti in autonomia dalle installazioni militari (circa il 40% del totale) ricadono direltamente sul sellare produttivo. La maggior parte delle spese in consumi effettuate dal personale militare e civile residente in regione c una quota non indifferente, intorno al 60%, degli acquisti delle installazioni militari ricadono invece sul settore del commercio al minuto o all'ingrosso. Ciò spiega dunque la quota elevata della spesa militare destinata al settore dei servizi vcndibili, fra i quali sono compresi sia i servizi al commercio (all'ingrosso cd al dettaglio), sia quelli alberghieri e di ristorazione (fra i quali i ristoranti, le trattorie, le pizzerie. ecc.). Il fenomeno è reso ancom più evidente se si disaggrega la spesa complessiva nelle sue due componenti principali: quella relativa all'acquisto di fomiture da parte del Ministero o dei Comandi di Regione Militare (di seguito indicata come spesa centrali-:..:ata) e quella legata alla gestione delle in!)tallazioni dell'Esercito c dell' Aeronautica presenti in Emilia Romagna (di seguito indicata come spesa periferica). 124


...

Fig.4.3 -

Composizione della spesa militare settori di destinazione - mlld. lire

Agr.allm.bev.tab.

comb.e prod.ener. lnd.manlfat.

costr.e genio civ. servizi vendlb!ll

serv.non-vendlblll

TOTALE

435.8

o

l 00

200

300

Fonte: elaborazioni Nomlsma su dali Ministero della Difesa.

400

500


La spesa centralizzata per l'acquisto, di beni e se1vizi viene infatti effettuata per oltre il 70% tramite contratti di forni tura con imprese appartenenti all' industria manifatturiera, ed in particolare ai settori dei mezzi di trasporto, dei prodotti in metallo e macchine e delle macchine per ufficio elettriche ed elettronkhe, all'agricoltura e all 'agroindustria (Fig.4.4A). Si tratta soprattuuo di forniture per la costruzione, manutenzione e riparazione di mezzi di trasporto e da combattimento terrestri e navali, di acquisti di prodotti chimici, di esplosivi, di attrezzature sanitarie, ecc. Le commesse pervenute al comparto agro-industriale ed a quello delle costruzioni riguardano rispettivamente forniture di prodotti alimentari non deperibili di vario genere (prodotti in scatola, pasta, ecc.) ed interventi per la costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli immobili demaniali. Il senore dei servizi vendibili, costituito per la maggior parte da quello del commercio al minuto e all'ingrosso, rappresenta invece soltanto il 7% del totale. Tn valore assoluto, la somma complessiva, però, è piuttosto modesta, soprattutto se messa a confronto con il peso relativo che la produzione industriale dell'Emilia Romagna ha sull'intero sistema produttivo nazionale ( IO% circa nel 1988) 17. Nel tentativo di identificare le possibili cause del fenomeno, si è giunti alle seguenti conclusioni, che riguardano: a) l'assenza nella regione sia di insedicmzenti industriali di grandi dimensioni, come ad esempio I'Oto Melara e la Fincantieri in Liguria o le diverse aziende del gruppo FIAT che operano nel settore della Difesa in altre regioni del paese. sia di distretti industriali in settori "high-tech", come ad esempio quello dell'elettronica presente nell 'area di Roma; è noto invece come siano proprio le grandi imprese, spesso raggruppate in consorzi produttivi, a beneficiare maggiormente di commesse dal Ministero della Difesa 18; da questo punto di vista, le caraueristiche del sistema produttivo emiliano romagnolo sembrano dunque poco adatte al tipo di forniture necessarie per la Difesa, anche se l'elevata specializzazione in beni intermedi, per esempio nei settori della meccanica e dei mezzi

17 Sebbene tale somma non contenga né il fatturato all'esponazione delle imprese emiliano romagnole produttrici di armi. sistemi d'anna c di altri prodotti di uso militare né quello dovuto a contratti di subfornitura le cui cifre siano sfuggite a questa indagine. è probabile che il totale complessivo non si modifichi in modo sostanziale. 18 Per maggi ori approfondimenti su ll 'argomento si consultino ad esempio F. Bnttistelli, L. Pauken, "Regional and occupational depcndence on defence con tract ing in the Rome area". Disamwmem and emplayment programme, Working Paper n. 9, ILO. Ginevra. aprile 1988 e F. Gobbo. P. Bianchi, N. Bellini. G. Utili, L 'ind11stria ilaliana degli armamenti. cit.

126


Flq.4.4A - Composizione della spesa militare settori di destinazione mlld. lire 1990

Commesso contrati e oomoncfl pcru. sposa 10101 o • 92.6

Plq.4.4B - Composizione della spesa militare settori di destinazione mlld. lire L990

lnstallcnlonl mllllart spe)() IOIQIO • 343.2

ln<l. monlfo1tur1ero 10.4 '"'

comb.e prod.ener. 17.o 6t.

Agr ..ollm.. bow .• lob. a.e 3'-

•orv. non•vendlblll 3.7 l'i

Pooto: olaboraz:tont Nomtsma su datt Mlntstero della Dlfoaa.


di trasporto, può aver favorito il fenomeno della subfornitura di componenti da parte di imprese non necessariamente specializzate nelle produzioni militari; b) la distanza dai cemri decisori di spesa, che si rifletterebbe negativamente su ll 'am montare delle commesse industriali direttamente provenienti d a l Ministero. A questo proposito. il caso di Roma e del Lazio rappresenta un esempio significativo di come la localizzazione possa costituire un fattore strategico di rilievo. La presenza congiunta nella capitale del Ministero e di numerosi cd importanti insediamcnti militari ha favorito infatti lo svi luppo di un ampio e variegato tessuto di imprese locali specializzate nella fornitura di beni e servizi per la Difesa19; c) la mancan:a di grandi imprese del settore pubblico che invece in alcuni settori, come ad esempio quello delle telecomunica7ioni o della cantieristica navale, costituiscono una sorta di scelta obbliga1a, in quanto rappresentano gli unici grandi fornitori nazionali. Nella gestione delle installa:ioni militari (Fig. 4.48), è il settore dei servizi vendibili, ed in particolare quelli del commercio e della ristorazione, ad assorbire il 79% della spesa, mentre l' industria manifatturiera, quella delle costruzioni , l'agricoltura ed il settore dei combustibili e prodotti energetici raccolgono complessivamente poco piÚ del 20% del totale. Il peso molto elevato del settore dei servizi vendibili è dovuto al fatto che in primo luogo circa il 70% delle ricadute delle installa.lioni militari proviene dai consumi del personale militare e civile e dai loro familiari (Fig. 4.5), ed in secondo luogo il 50% circa degli acquisti di beni e servizi effettuati dalle installazioni stcssc20 (acquisti di generi alimentari freschi, ferramcntcria. materiali edili, ccc.) vengono effettuate tramite contratti di fornitura presso ditte commerciali all'ingrosso o al minuto. Una parte rilevante degli acquisti fatti dalle installazion i direttamente all'industria proviene dagli insediamenti industriali militari presenti in regione. Sia a Bo logna sia soprattutto a Piacenza, la presenza di stabi limenti del la cosiddetta ''Area Industriale della Difesa", le cui funzioni si concentrano soprattutto nella manutenzione c ri paratione di mezzi da trasporto e da combattimento, nella produzione dei relativi pcui di ricambio, e, nel caso dell'Arsenale, nella produ-

19 Un analogo fenomeno si verifica ad esempio in Gran Brcwgna. cd in panicolarc nella tona di Londra, dove sono conccntrmc le principali imprese che operano nel cnmpo della difesa per conto del Ministero. soprnuuuo nel scuorc della Ricerca & Sviluppo per quanto riguarda l'eleuronica cd in quello aerospazia le. Si veda ad esempio C. M. Law, "The defencc \Cctor in British rcgional dcvclopmcm". Geoforum. Vol.l4. n.2. 1983. 20 Compresi gli spacci truppa. c i circoli ufficiali c souufficiali.

128


Fig.4.5 -

L'impatto economico delle installazioni in Emilia-Romagna Setlorl di provenienza speso totale â&#x20AC;˘ 343.2

cons.pe rs.corrlero 110.4 32'1.

cons.odd. civ 38.1 11'1.

cons.pers.levo 54.7 16'1.

IlO 2

Fonte: elaboraz1on1 Nom1sma su dati M1n1stero della D1tesa.

....


zione di pezzi d'artiglieria, munizionamento relativo e di attrezzature di riparazione e collaudo, rappresenta infatti un importante centro catalizzatore per piccole e medie imprese nei settori della meccanica, dell'elettronica ed in quello dei mezzi di trasporto. In generale, comunque, il limitato peso percentuale degli acquisti di beni e servizi sul totale delle spese delle installazioni è una conseguenza diretta del ridotto grado di autonomia amministrativa di cui esse godono. In base alla legislazione vigente, infatti. agli Enti ed ai Distaccamenti è consentito di effettuare acquisti soltanto in un numero piuttosto limitato di settori e comunque per un ammontare alquanto modesto. Una quota considerevole delle derrate alimentari non-deperibili e la quasi totalità dei materiali di commissariato utilizzati all'interno delle installazioni è fornita infatti direttamente dai servizi di sussistenza dell'Esercito e dell'Aeronautica (attraverso i diversi depositi dislocati in tutto il territorio nazionale). L'impatto economico sul territorio circostante dovuto alla presenza di un'istallazionc militare risulta dunque più modesto di quello che potrebbe essere in presenza di una maggiore autonomia di spesa. Si tratterebbe di valutare, però, se le ricadute derivanti dalla presenza di un'istallazione militare in grado di gestire autonomamente i propri acquisti compenserebbero le inevitabili diseconomie di scala che un elevato frazionamento dei contratti di fornitura (ogni installazione finirebbe con avere i propri fornitori di fiducia) verrebbe a determinare. Nella fornitura di beni e servizi acquistati dal Ministero della Difesa a livello centrale cd a livello periferico in EmHia Romagna, operano complessivamente oltre 5 mila imprese. La maggior pa1te di esse appartiene all'industria manifatturiera ( 1977 , pari al 39% del totale). il 30% al settore delle costruzioni c del genio civile, il 28% ai servizi vendibili cd il 3% al comparto dei carburanti c dei prodotti energetici (Fig.4.6). Il numero molto elevato di imprese, soprattutto nel comparto manifatturiero e delle costruzioni, si rincuc sul valore medio dci contratti, che nel primo caso s i aggira intorno ai 50 milioni e nel secondo intorno ai 30. Soltanto nel settore dci carburanti e prodotti energetici, il contratto medio di una fornitura raggiunge i 300 milioni circa. Il dato è però facilmente interpretabile se si considera che in tal caso si tratta generalmente di acquisti di grosse partite di prodotti energetici per il riscaldamento o il funzionamento dei mezzi di trasporto o degli aerei. L'elevata dispersione delle spese per l'acquisto di beni e servizi in un numero così elevato di imprese difficilmente può favorire un'allocazione ottimale delle risorse disponibili, promuovendo un effettivo risparmio di gestione nei costi di fornitura. Una maggiore razionalizzazione delle procedure d'acquisto ed un più razionale utilizzo delle economie di scala, nel rispetto dell'autonomia

130


Fig.4.6-

Imprese fornitrici della difesa settori produttivi

Totale = 5090 uni tĂ

carb .& prod.energ. 159 31);

costr. e genio c. 1549 30$

... FontĂŠ: elaborazioni Nomisma su dati Ministero della Difesa.


gestionale delle singole installazioni, stimolerebbero probabilmente un maggiore contenimento dei costi. Il fenomeno è particolarmente macroscopico proprio nel caso delle installazioni, ove evidentemente è molto forte il legame economico con il territorio circostante. Esso si traduce nella tendenza a rifornirs i presso un numero molto elevato di imprese, nella maggior parte dei casi di piccola o piccolissima dimensione, che talvolta finiscono anche con il dipendere quasi esclusivamente dai contratti con gli Enti militari stessi.

La spesa delle installazioni militari per provincia Le installazioni militari presenti in Emilia Romagna occupano complessivamente oltre 18 mila addetti, fra personale militare e civile (Tab. 4.3). Rispetto alla popolazione residente, gli addetti alla Difesa rappresentano soltanto lo 0.47% del totale, ma la loro distribuzione geografica all'interno della regione risulta piuttosto concentrata. Le province in cui la presenza militare è decisamente più elevata sono infatti Bologna, dove sono localizzate numerose installazioni dell'Esercito, Forlì, che, oltre ad alcuni reparti dell'Esercito è sede anche di importanti installazioni dell'Aeronautica, e Piacenza, sul cui territorio sono localizzate due delle cosiddette "aree industriali della Difesa", l'Arsenale e la STAVECO. Piacenza presenta anche la più elevata "concentrazione" di militari sul territorio, essendo questi ultimi pari all' 1.26% della popolazione totale, seguita da Bologna con lo 0.66%. Al contrario, a Reggio Emilia le installazioni delle Forze Armate sono completamente assenti, mentre Parma e Ferrara registrano una presenza militare molto limitata, con un numero d i addetti alla Difesa che non raggiunge le mille unità, pari in media a meno dello 0.25% del totale della popolazione. La spesa delle installazioni (e le conseguenti ricadute sull'occupazione locale), suddivisa per le varie province, riflette naturalmente la diversa distribuzione territoriale del personale militare, ed in generale la localizzazione dei reparti. Complessivamente, la spesa ammonta a circa 370 miliardi ed è composta per il 72% da stipendi e salari e per il restante 28% da spese di gestione. A livello provinciale, Bologna, con il 32% del totale, ne assorbe la maggior parte, seguono Forlì (21 %) e Piacenza ( 18%), mentre Panna, con il 4%, rappresenta il "fanalino di coda" nella classifica regionale (Fig.4 .7A e 4.7B). Nel caso di Bologna, però, la dimensione stessa della città, l'elevato reddito procapite e la presenza di altri nuclei sociali distinti dal resto della popolazione residente, come ad esempio gli studenti fuori sede dell'università, costituiscono tutti fattori che tendono a ridurre l'impatto, sia sul sistema produttivo sia soprattutto sul tessuto sociale, che la presenza di così tante installazioni militari potreb-

132


l

Tab.4.3 - ADD;rTI (MILITARI E CIVILI) DEL MINISTERO DELLA DIFESA E POPOLAZIONE RESIDENTE IN EMILIA-ROMAGNA

PROVINCE

ADDETTI DELLA DIFESA(1)

POPOLAZIONE RESIDENTE (2)

PERCENTUALE ADDETTIIPOPOU.ZIONE

BOLOGNA

5997

911715

0.66%

FERRARA

824

366323

0.22%

FORLI'

3627

609943

0.59%

MODENA

2067

600120

0.34%

PARMA

537

394603

0.14%

PIACENZA

3400

270147

1.26%

RAVENNA

1786

351530

0.51%

o

417216

0.00%

18238

3921597

0.47%

REGGIO-EMILIA REGIONE

Note: (l) dati del1990 (2) dati del 1989

Fonte: Elaborazioni Nomisma su dati del Ministero della Difesa e dell'ISTAT.


La s pesa delle installazioni in Emilin- Romo:na - Mild. liro 1990

Fie.4.7A -

80 60 40

=

--

20

IL

o

Dolo,na ferrara

l

sposo porsonolo allrc sp es o corr.

72.6 45.9

13 2.9

l

¡- --

) ]

ro ~

ForH'

Modena

50 18

26.3 10.2

-

Pum a Pl aec:nu Ra Yenna

9.7 3.3

55.2 12.3

20.4 12.5

WtUardl di IIN

-

Fic.4.7D -

sposo poreonnlo

O

ollro s pooo corr.

Sposo per inslollozioni mllilnrl province doll'llmilla-Romoeno mild.llro

Fonle: claborulonl Nomilma su dati Wlnl1tero della DJtcsa.


be altrimenti avere in una realtà urbana economicamente meno dinamica e socialmente più omogenea. Nella suddivisione fra spese di gestione e spese per il personale, nel caso di Bologna le due voci tendono ad equilibrarsi (61% le spese per il personale, 39% quelle di gestione). Ciò si giustifica con il fatto che nel capoluogo regionale è presente il numero in assoluto più elevato di singole installazioni rispetto alle altre province: 22. Nelle altre città capoluogo, invece, la spesa per il personale ricopre una quota molto elevata del totale, con i livelli più alti registrati a FetTara c Piacenza (82%) e a Forlì (76%). Mentre, poi, le spese per ufficiali e sottufficiali tendono a distribuirsi abbastanza uniformemente fra le quattro province (Bologna, Forlì, Piacenza e Ravenna) ove è maggiore la presenza di installazioni militari, quelle relative al personale civile sono fortemente concentrate su due soltanto: Piacenza, che assorbe il 51 % circa del totale regionale e Bologna, con il 24.5% (Fig. 4.8). In entrambi i casi, il fenomeno è giustificato dalla presenza degli stabilimenti dell'area industriale della Difesa, ove infatti lavorano la maggior parte degli operai e degli impiegati che dipendono dal Ministero della Difesa in Emilia Romagna. Utilizzando la cifra relativa alla spesa delle installazioni ed ai consumi del personale è possibile giungere ad una stima del numero di posti di lavoro che la presenza militare genera in ciascuna provincia. n dato complessivo che ne emerge riguarda però la sola occupazione generata presso le imprese che effettuano forniture o servizi al sistema difesa, c non tutta l'occupazione attivata dalla spesa stessa nelle fasi successive del processo produnivo2t. Si presuppone infatti che quest'ultima tenda a disperdersi su tutto il territorio regionale, indipendentemente dall'area ove la singola installazione è dislocata. La cifra complessiva di 4.700 unità, relativa agli addetti generati dalla presenza delle installazioni militari, è pertanto circa la metà rispetto a quella stimata per la regione nel suo complesso, pari, come si ricorderà, ad oltre 9.000 addetti. La città con il numero maggiore di addetti è Bologna (circa 1.500), seguita da Forlì (996) c Piacenza (899). Seguono Ravenna con 525 addetti e Modena con 471, mentre Ferrara (210) e Parma (170) presentano i livelli di indotto occupazionale più bassi.

2 t Nell o sti mare l'occupazione indolta du li a presenza delle inswllazioni si è supposto che le imprese forni trici siano loc:lli7.zate nella stessa provincia in cui si trova l'installazione stessa. Va poi aggiunto che nella stima degli occupati manca il dato relativo al numero di addeui generati dalle commesse industriali. per le quali non è stato possibile suddividere la cifra complessiva fra le varie province.

135


...

Fig.4.8 -

Spese per Ufficiali, Sottufficiali e personale civile in Emilia-Romagna

~

U!lieiali e Sollulfieloli (totale 145.6 mlliordl d! lire)

c::::::>

Personale civile (totole 53.2 mlliordi di lire)

Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero della Difesa.


Oltre il 90% degli occupati generati dalla spesa delle installazioni appartiene al settore dci servizi (4.605 unità), cd in particolare a quello del commercio al minuto (3.685). All 'interno di quest'ultimo, il comparto della ristorazionc, con circa il 20% degli occupati, rappresenta il settore più interessato. Supponendo un numero medio di addetti per locale pari a 5-7 unità, se ne può allora dedurre che a Bologna, ad esempio, 30-40 tra pizzerie, trattorie e ristoranti (pari al 5-6% del totale) traggono il proprio reddito dai consumi del personale militare di stanza nella città. Il dato è tanto più signiticativo, anche se probabi lmente inferiore in termini assoluti, per altre città della regione, come ad esempio Modena ( 17 locali), Forlì (22) o Piacenza (20), dove il numero complessivo di dine che lavorano nel settore della ristorazionc è senz'altro minore rispetto a quelle presenti nel capoluogo regionale. Per quanto riguarda, infine, la distribuzione per provincia delle imprese fornitrici della Difesa22, il dato più rilevante è rappresentato dall'elevatissima correlazione esistente fra localizzazione delle imprese c presenza di installazioni militari23. A Bologna, Piacenza c Modena hanno sede infatti oltre il 70% delle aziende (Fig.4.9), mentre a Reggio Emilia, dove non è presente alcuna installazione militare, le imprese fornitrici del Ministero sono soltanto 78, pari al 2% del totale regionale. Il livello di concentrazione gcogralica delle imprese è ancora più elevato, se si considerano soltanto quelle appartenenti ai comparti dcii' industria manifatturiera e delle costruzioni (Fig.4.1 0). In questo caso infatti, circa 1'80% delle imprese manifatturiere ed il 77% di quelle delle costruzioni si trova nelle province di Bologna, Piacenza e Modena, mentre i valori più bassi si registrano a Reggio Emilia, Ravenna e Ferrara.

4.3 I RISULTATI DELLE ANALISI CON LA TAVOLA INTERSETTORIALE La tavola intersettoriale dell'economia regionale è stata utilizzata con un duplice obiettivo:

22 Si fa riferimento in questo caso alte imprese localizzate in Emilia Romagna che hanno lavorato nel corso del 1990 su commessa dci Comandi delle Regioni Militari e delle installazioni presenti nella Regione. 23 L'indice di correlazione fra presenza di installazioni militari e numero di imprese che lavorano per il Ministero delta Difesa per provincia presenta valori mol[O elevati sia che si utiliZ7ino i dati relativi al numero di addetti alta Difesa. sia che si utilizzino quelli relativi al numero di installazioni presenti in ciascuna provincia.

137


Fig. 4.9- Imprese fornitrici del Ministero della Difesa - Prov. dell' Emilia Romagna To tale • 5090 imprese

Forli 495 10%

Regg i o - Emili a 78 2% Ravenna 278 5% Modena 707 14%

P i acenza 1151 23%

Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero della Difesa.

Fig. 4.10 - Imprese forn itrici del Ministero della Difesa- Prov. dell 'Emi lia Romagna

_...Industrio Manifatturiero -Totale lmprese• !664

r=;> Costruzioni

e Genio civile - Tot ale imprese• l549

Fonte: elaborazioni Nomisma su da ti Ministe t·o della Difesa.

138


t

A) misurare l' impano delle spese militari sull'economia regionale. auraverso la stima del proc/ouo lordo complessivo ed identificare quindi i seuori produttivi maggiormente attivati ; B) e ffettuare cinque esercizi di simulazione: l) l' impatto delle sole installazio ni; 2) l' impatto delle sole commesse industriali; 3) l' impatto di un ipotetico "Esercito professionista" : 4) g li e ffetti economici ottcnibili cambiando la destinazione dello stesso ammontare di spesa militare secondo due ipotesi: a) "t una la spesa attuale destinata alle installazioni"; b) "tutta la spesa attuale destinaw alle commesse industriali". In questo caso, la tecnica input-output è particolannente e ffi cace, in quanto non calcola solta nto l' ammo ntare complessivo de ll' impano ma tiene conto anche della diversa composiz ione settoriale collegata a ciascuna specifica destinazione fin ale; 5) l'identificazione dei settori produtt ivi più di rettamente au ivati daJia spesa militare2-t.

L 'impallo economico delle spese militari in Emilia Romagna Utilizzando il vettore della spesa militare fin ale2S, suddivisa ne i 18 settori produtti vi per i quali la tavola è stata costruita, la matrice intersenoriale dell 'eco nomia emiliano ro magnola consente di calcolare l'ammontare dei beni intermedi (gene ricame nte defi ni bi le come "indotto") la cui produzione è necessaria per soddisfare la domanda del settore militare stesso. Sommando i vettori dei beni intermedi e della spesa militare finale si ottie ne infine il prodotto lordo complessivo26.

24 Per cffcnu~rc questo esercizio è necessario modi ficare la strunura de lla matrice dci coefficienti tecnici in modo da isolare cd ut ilizzare sohamo q uei cocffic iellli c he superano una d<~to soglia. Nell'esercizio in questione si sono utilizzati quelli che presentavano valori maggiori di 0.50. 2S Si ricorda come un prodono sia definilo jin(l/e quando non è piìi utilizzato per produrre altri beni ma direttamente dai consumatori, in questo caso dal Ministero della Difesa. l beni imennedi costituiscono invece quell'insieme d i prodotti n loro volta riutiliuati nel processo di produ.tione per prod urre ahri beni. 26 Dal punto di vista matematico. il venorc del prodouo lordo è ouenulo prc-mohi plicando la matrice inversa dci coefficienti tecnici per il vcuore della domanda finale (rappresentata in questo caso dalla spesa militare). Il \'CUOre dei beni intermedi viene calcolato per semplice differenza fra il vcuore del prodouo lordo c quello della domanda finale.

139


A fronte di una spesa militare totale pari nel 1990 a 435.8 miliardi, il prodotto lordo stimato corrisponde a 1404.4 miliardi di lire, mentre i consumi intermedi ammontano a 968.6 miliardi (Fig.4.11 ), con un coefficiente di auivazione pari perciò al 69% circa27. La spesa militare presenta dunque un'elevata capacità di attivazione nei confronti dell'economia emiliano romagnola. La composizione per settori del prodotto lordo stimato presenta una struttura significativamente d iversa da quella del vettore della spesa militare. Nel caso di quest'ultima, infatti, il comparto dei servizi vendibili28 assorbe oltre il 63% della spesa totale, a fronte di una quota pari al solo 35.5% destinata ai settori produttivi. Nel prodotto lordo stimato, invece, i servizi vendibilì rappresentano soltanto il 43% del totale, mentre l' industria manifatturiera con il 20.6%, il comparto dei combustibili e prodotti energetici (16.3%) e quello agricolo-alimentare (11 %) assorbono complessivamente circa il 50% del totale. Il diverso peso percentuale che i settori menzionati, ed in particolare l' industria manifatturiera, hanno sul prodotto lordo, rispetto a quello registrato nel vettore della spesa militare rispecchia, naturalmente, la composizione settoriale della spesa militare stessa, ma, soprattutto, le particolari caratteristiche de lla struttura produttiva dell'Em ilia Romagna. La presenza di un tessuto industriale caratterizzato da un'elevata divisione del lavoro fra le imprese, per la maggior parte dì piccola e media dimensione, e l'ampio spettro di settori produttivi rappresentati in regione29 sono infatti due dei principali fattori ali ' 01igine dell'elevata capacità di attivazione della spesa militare nei confronti dell'industria manifatturiera, per la quale il coefficiente di aLtivazione, pari all'86%, è infatti fra i piLt alti in assoluto. In particolare, i settori maggiormente attivati sono quelli dell 'industria alimentare, dei mezzi dì trasporto, della chimica, farmaceutica e gomma, della cartotecnica ed editoria e del legno e mobi li. Oltre all'industria manifatturiera, presenta un ·elevato coefficiente di attivazione anche il settore dei combustibili e prodotti energetici (92%), che comunque in valore .assoluto non rappresenta un settore particolarmente signi fìcativo nel panorama de!l'industria emi li ano romagnola, e quello dell 'agricoltura e agroindustria (74%). I settori delle costruzioni e genio

27 Si definisce coefficiente di anivazionc il rapporto percentuale fra consum i intermed i e prodot to lordo stimato. Tanto più elevata è questa percentuale, tanto maggiore è il grado di divisione del lavoro esistente fra le imprese e tanto maggiore d iviene perciò la parte del sistema produuivo interessata dal processo di aHivazione stesso. 28 Nel comparto dci servizi vendibil i sono compresi tuui i servizi al commercio (all 'i ngrosso e al dellaglio), g li alberghi e pubblici esercizi (f'ra cui ristoranti, trattorie, pizzerie, ecc.), il settore dci trasporti e comun icazioni e la branca "altri servizi". 29 Sia di beni di consumo che di beni intermedi e di investimento.

140 t


F1g.4.11 -

Impatto delle spese militari in Em111a-Romagna - mild. 11re 1990

spesa militare·

435.8

prodollo lordo •

1404.4 serv. non•vond 3.7

o.a

serv. vond o02 .7 •2

•erv non·vend. 3.7 o.&..

serv vend 277.3

63. 6~

COSlr

0

os

CIV

123 .2

8 .... 1nd . mon 1101

289. 2

20 6'-' COJtr , O Q. CIV... 61 11 . 7"

tnd. monltot . •3.6 IO.OS comb.prod.on. 18.8 c.3s aor .ollm.. tob. Cl .c 9.6S

com b.prod.on 220.1

16.3S aor .. alt m .tob 166 • II.IS

,.. Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero della Difesa.


civile (59%) e quello dei servizi vendibili (54%) registrano invece il coefficiente di attivazione più basso dell' intero sistema. La scomposizione del vettore della spesa mil itare totale fra spese delle installazioni (ch,e si caratterizza per l'elevata quota percentuale destinata al settore dei servizi commerciali) e commesse all'industria (ove invece gli acquisti di beni e servizi vengono effettuati direttamente presso le imprese dei setto1i produttivi dell'industria e dell'agricoltura) permette di valutare la differente capacità di attivazione legata alla diversa composizione settoriale dei due tipi di spesa. Nel caso delle installazioni militari, a fronte di una spesa di gestione di 343.2 miliardi, il prodotto lordo ammonta a 1122.4 miliardi, con un "indotto" stimato in 779.3 miliardi (Fig. 4. 12). Il coefficiente di attivazione è dunque in questo caso del 69,5% e risulta di mezzo punto percentuale superiore a quello calcolato per l'impatto totale. Per quanto riguarda le conunesse industriali, la spesa militare di cui beneficia l'industiia emiliano romagnola è pari a 93 miliardi di lire. L'indotto risulta essere di 189.3 miliardi, mentre il prodotto lordo ammonta a 282 miliardi circa, con un coefficiente di attivazione quindi del 67% (Fig. 4.13). Complessivamente, le installazioni mÌIIitari presenti in Emilia Romagna tendono dunque ad avere un effetto attivante leggermente maggiore di quello delle commesse periferiche. La composizione per settori del prodotto lordo diffeiisce comunque significativamente nei due casi. Quello delle commesse industriali è composto in primo luogo dai settori produttivi dell'industria manifattu.riera e dell'agricoltura (50%), dai combustibili e prodotti energetici (15%) e dal comparto delle costruzioni e genio civile ( 11 o/o), mentre quello dei servizi vendi bili raccoglie soltanto il 24% del totale. Nel prodotto lordo delle installazioni hanno invece maggior peso il settore dei servizi vendibili, che da solo raccoglie il 48% del totale, e quello dei combustibil i e prodotti energetici (17%), mentre aj settori produttivi dell'industria manifatturiera e dell'agricoltura va soltanto il 27% del totale. La diversa capacità attivante delle installazioni rispetto a quella delle commesse è pitl direttamente analizzabile isolando i settori produttivi che effettivamente "guadagnano" o "perdono". A tale risu ltato è possibile giungere ipotizzando che la somma complessiva attualmente spesa dal Ministero della Difesa in Emilia Romagna venga destinata esclusivamente o all'acquisto di beni e servizi o a l mantenimento di installazioni. Questo esercizio viene effettuato ripartendo la somma totale spesa dal Ministero, pari a 435.8 miliardi, fra i 18 comparti considerati, secondo la distribuzione percentuale per settori che caratterizza la spesa delle installazioni e ripetendo la stessa operazione nel caso delle commesse industriali (Fig.4. 14). I risultati ottenuti forniscono alcune interessanti indicazioni: a) se si assumesse che tutta la spesa attuale fosse rialiocata esclusivamente per gestire le installazioni militari, il prodotto lordo complessivo aumenterebbe 142


Fìg.4.12 -

Impatto delle installazioni in Emilia-Romagna - mild. lire 1990

speso mi l Ilare • 343 'l

prodotto lordo • 1122.4 sorv

non~vend .

o 3'S

37

aerv. non-vond. 3.7 l

sorv

sorv vond 47 B$

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vond 270.4 78 ttJ.

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f& 4 l f61

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com b prod o n •6

7~

le& oor .. ollm .. tcb o.otJ. 1013

~

Fonte: elaborazioni Nomisma su datl Mi nistero della DUesa.


,..,

Fig.4.13 -

Impatto delle commesse in Emilia-Romagna - mild. lire 1990

spesa m li Ilare â&#x20AC;˘ 92.6

prodotto lordo ;281.9

serv. vend. bb. 3 23.5%

serv.

coslr. g. ctv . 32.1 11.4%

coslr. e g . ctv. 18.7 20.2fjj 1n d . m an ltat.

87.3 31.0%

lnd. m a n lla l. 33.2 35.0'1. com b .prod. en. 1.2 1.39,

comb.p rod.en. 41.1 14.b'l!.

ogr .â&#x20AC;˘ ol Lm . ,IOb. 32.6 35.2,_

ogr .. a t lm .. tab. 55 10.5%

Fon te: e labo razion i Nom1sma su dati Ministe ro d ella Difesa.


Fig.4.14 -

l settori produttivi che "guagagnano" o "perdono¡ in Emilia Romagna - 1990

miliardi

100

o -100

-200

-300 agr.alim. comb.prod.en. ind.manuf.

costruz.c.

serv.vend.

TOTALE

settori produttivi

D

solo "installazioni"

-

solo "commesseâ&#x20AC;˘ ~

Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero della Difesa.


di oltre 20 miliardi. A livello settoriale, però, a tale aumento netto corrisponderebbe una riduzione di 33 miliardi circa nell'industria manifalturiera, ed in particolare nei settori dei mezzi di trasporto e dei prodoui in metallo e macchine, di 28 miliardi nei prodoui alimentari e dell'agricoltura, c di 7 miliardi circa nel comparto delle costruzioni e genio civile. Nei settori dei servizi vendibili (+78 miliardi) ed in quello dci combustibili e prodotti energetici (+IO miliardi) si verificherebbe al contrario un aumento. La ridistribuzionc dci "guadagni" e delle "perdite" fra i diversi seuori è naturalmente funzione della diversa composizione scttoriale che caratterizza le spese delle installazioni militari rispetto alla spesa totale. Si considerino ad esempio le maggiori spese in consumi dei dipendenti militari e civili delle installazioni, che vanno a ricadere per la maggior parte nei servizi al commercio c nel se11ore degli alberghi e pubblici esercizi e che giustificano quindi i 78 miliardi in più fra i servizi vendibili, o il maggior consumo di combustibili e prodotti energetici necessari alle basi militari per il loro stesso funzionamento, che giustificano i lO miliardi in più nei combustibili; b) nel caso in cui, invece, l'intera spesa fosse ripartita esclusivamente fra i diversi scuori dell 'industria, secondo la distribuzione attualmente presente nel caso delle commesse periferiche, il prodotto lordo complessivo diminuirebbe di 77 miliardi circa. I settori più penalizzati sarebbero in questo caso in primo luogo quelli dei servizi vendibili (-291 miliardi) e dei carburanti e prodotti energetici (-36 miliardi). L'industria manifatturiera beneficierebbe invece di un aumento del prodotto lordo di 122 miliardi, destinati per la maggior parte al senore dei mezzi di trasporto, dei prodoui in metallo e macchine c delle macchine per ufficio elettriche ed eleuronichc; l'agricoltura e l'agroindustria aumenterebbero di 103 miliardi e le costruzioni ed il genio civile di 28 miliardi. Considerando che, al contrario di quello che accade nel caso delle installazioni, per le commesse il primo c più immediato beneficiario è l'industria manifatturiera, è comprensibile

come quest'ultima se ne possa avvantaggiare a discapito del settore dei servizi vendibili e dei prodoui energetici, meno direttamente coinvolti dagli acquisti effettuati dagli organi centrali c regionali del Ministero della Difesa. Secondo i risultati dell'esercizio, dunque, una ipotetica riallocazione della spesa in funzione di un aumento del numero di installazioni militari avrebbe un potere attivante sull'economia della regione decisamente maggiore rispeuo a quello, addirittura negativo, riscontrabile nel caso di una spesa destinata esclusivamente alle commesse industriali. L'impatto economico di 1111 Eserciro professionista rappresenta l'argomento del secondo esercizio. Si è ipotizzato in questo caso che tuili gli attuali militari di leva in servizio nella regione vengano retribuiti con lo stesso compenso attualmente pagato ai V.F.P. (volontari a ferma prolungata), pari a circa l milione 200 mila al mese netti, di cui 900 mila lire destinate alla spesa mensile corrente. La prima conseguenza riguarda naturalmente l'ammontare complessivo della spesa 146


militare delle installazioni attualmente localizzate in Emilia Romagna. La spesa totale aumenterebbe in questo caso di oltre 65 miliardi, che ricadrebbero per intero sul comparto dei servizi vendibili, ed in particolare su quello dei servizi al commercio e degli alberghi e pubblici esercizi. Tale aumento ha origine non soltanto dal nuovo stipendio di cui beneficierebbero gli attuali militari di leva ma anche dalla crescita nei consumi di quelle famiglie emiliano-romagnole, che in questo caso non devono piÚ sussidiare il proprio familiare in servizio di leva nella regione. Rispetto a quello stimato nella situazione attuale, il prodotto lordo finale verrebbe accresciuto di 227 miliardi; i settori che maggiormente beneficierebbero di tale aumento sarebbero quello dei servizi vendibili (+118.3 miliardi), quello dei combustibi li e prodotti energetici (+37 miliardi circa), l'industria manifatturiera con + 36.9 miliardi e l'agro-alimentare, con un aumento di oltre 24 miliardi (Fig. 4.15). L'ultimo esercizio è rivolto ad identificare i settori maggiormente allivati dalla spesa militare. Azzerando tutti i coefficienti della matrice minori di un predeterminato "valore-soglia", identificato in 0.5, vengono di fatto considerati soltanto quei comparti che, nel quadro della struttura produttiva della regione, risultano piÚ "sensibili". l risultati che emergono confermano come il tipo di composizione settoriale che caratterizza il venore della spesa militare favorisca i settori dei servizi vendibili, ed in particolare quelli al commercio, alberghi e pubblici esercizi. Nell'ambito dei comparti produttivi, i settori maggiormente attivati sono quelli dei prodotti in metallo e macchine, l'agricoltura e l'agroindustria, l'abbigliamento ed il comparto dei mezzi di trasporto.

147


...

Impatto 'Esercito professionistaâ&#x20AC;˘ in Emilia-Romagna - mild. 1990

Fig.4.15 -

variazione percentuale rlspelto alla leva altuale

l agr..a11m.,tab.

comb.prod.en.

ind.manitat.

.

l

ll

l l

l

costr.e g.civ.

l

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5

10

l

-

l

:l 15

Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero della D11esa.

20

25


CAPITOL05

ANALISI DEI RISULTATI DELL' INDAGINE CAMPIONARIA SUI CONSUMI DEL PERSONALE MILITARE DI CARRIERA E DEI CADETTI DELL'ACCADEMIA DI MODENA 5. 1 PREMESSA L'analisi delle ricadute del "sistema Difesa" su ll 'economia dell'Emilia Romagna ha dimostrato come i consumi del personale militare e civile rappresentino una quota rilevante della spesa che il Ministero della Difesa effettua nella regione. Dei 545 miliardil che costituiscono il totale delle spese militari in Emilia Romagna, in fatti, 264, pari al 50% circa del totale, rappresentano il reddito disponibile del personale militare e civile della Difesa. Di essi, 146 miliardi circa (55%) sono costituiti da retribuzioni ed indennità di serviz io al personale militare di carriera, mentre 65 miliardi (25%) rap presentano la somma spesa dai graduati e militari di truppa2, volontari a ferma prolungata c allievi dell'Accademia di Modena. Per conoscere in maggior dettaglio non soltanto il li vello, ma anche la composizione merceologica della spesa dei militari residenti in regione3, si è ritenuto opportuno approfondire l'argomento tramite tre indagini campionarie sulla popolazione di ufficiali e sonufficiali, degli accademisti di Modena e dei graduati e militari di truppa4. Mentre il capitolo 6 contiene i principali ris ultati riguardanti l'indagine sul comportamento di s pesa dei militari di leva, in questo capito lo vengono riportati quelli concernenti il comportamento di s pesa degli ufficiali e souuffìciali e degli

accademisti di Modena. Nel caso degli ufficiali e souuffic iali, fra i motivi che maggiormente hanno giustificato l'effettuazione di tale indagine, queUo forse più importante riguarda il fatto che, rispetto ad altre categorie professionali del settore pubblico, il milita-

l Al lordo deii'IVA. 2 La somma comprende i contributi che i militari di leva ricevono dalle proprie famiglie. 3 In formazione necessaria per costruire il veuore della domanda mi litare ca lcolo delrimpauo delle spese mi litari su ll 'economia della regione.

nnaie, utili zzato poi nel

4 L'appendice D contiene il testo dci tre questionari utili zzati per gli ufnciali e souufnciali, i graduati c militari di truppa e gli accademisti di Modena.

149


re di caniera gode eli alcune importanti agevolazioni che di fatto ne aumentano il reddito disponibiJe5. Già nel 1973 D. Greenwood e J. Short, in uno studio sull'impatto economico di una base dell'Aeronautica in Scozia6, avevano identificato 5 diversi tipi di "fringe benefits" da cui il militare di carriera può trarre un importante vantaggio economico. Essi riguardano: -il consumo dei pasti a prezzo ridotto o gratuitamente all'interno dell'installazione militare; - le agevolazioni nel campo della casa, dei trasporti, e della sanità; - la possibilità di trascorrere le ferie o le licenze nei soggiorni militari estivi o invernali; -la possibilità di utilizzare impianti sportivi o altri locali destinati al tempo libero all' interno dell'installazione; - l'utilizzo di un'uniforme per la maggior parte dell'orario di lavoro. Va sottolineato come non sempre il militare di caniera in Italia si trovi nelle condizioni ottimali per poter beneficiare di lutti i possibili vantaggi legati alla propria condizione. In molti casi, ad esempio, non è possibile disporre di un'abitazione di proprietà del demanio militare; potrebbero poi non essere disponibili impianti sportivi o altri locaH per il tempo libero nell'installazione dove si presta servizio; non sempre, infine, chi fa domanda per poter trascorrere le proprie ferie in uno stabi)jmento militare in località mruittime o di montagna riceve una risposta positiva. In media, tuttavia, la composizione della spesa del militare dovrebbe risultare (ed effettivamente risulta), ceteris paribus, significativamente diversa da quella del consumatore "civile", soprattutto per quanto riguarda proprio quelle voci di spesa come, ad esempio, l'abitazione, l'alimentazione, l' abbigliamento, i trasporti e le ferie, per le quali esistono particolari agevolazioni. Non sempre la possibilità di contenere le spese per i consumi eli prima necessità si traduce, comunque, in un effettivo aumento dei risparmi. In molti casi, soprattutto fra i sottufficiali e gli ufficiali più giovani, infatti, il maggior reddito disponibile viene destinato al consumo eli beni voluttuari e/o ostentativi come, acl esempio, te auto di grossa cilindrata, l' abbigliamento "firmato", etc. Il questionario applicato al caso degli Accademisti di Modena costituisce una parziale rielaborazione ed adattamento di quello utilizzato per i graduati e militari di leva.

5 E' per questa ragione che non si è ritenuto opportuno inserire nel campione anche il personale civ ile.

6 D.Grcenwood, J.Short, "Military installations and local cconomics - a case study: the Moray Air Stations", ASIDES, 1973.

150


l

Nel 1990 l'Accademia Militare di Modena, situata al centro della città nell'antico Palazzo Ducale. ospitava 560 cadetti i quali, al termine di un corso biennale di studi, andranno n costituire, una volta superati tutti gli esami, i futuri · quadri dirigenti dell'Esercito. Rispetto al comportamento di spesa dei militari di carriera e soprattutto dei graduati e militari di truppa, gli accademisti presentano alcune rilevanti differenze, dovute alle particolari condizioni di vita alle quali sono souoposti durante il biennio. Le principali riguardano: - la disponibilità di uno stipendio pagato dall'amministraz ione militare, che permette di ridurre sostanzialmente il sussidio familiare di cui invece beneficiano i soldati di leva; - l'ammontare della spesa in beni di consumo, che si presenta più contenuta rispetto a quella dei soldati di leva, soprattutto per alcune voci, a seguito della minore durata del periodo della libera uscita giornaliera c del ridotto numero di licenze durante l'anno; - il peso molto maggiore, sempre rispetto ai soldati di leva, delle spese in beni durevoli e di investimento; - il verificarsi di visite in loco dei familiari, delle fidanzate e degli amici, con conseguente ricaduta economica sulle aLti vità alberghiere c commercial i della città.

5.2 LE PRINCIPALI CARATTER ISTIC HE DEL CAMPIONE DEI MILITARI DI CARRIERA Il campione intervistato si compone di 120 militari di carriera (40 ufficiali e 80 sottufficiali) che svolgono la loro attività in 7 installazioni dell'Esercito e 4 basi dell'Aeronautica localizzate in Emilia Romagna. Il questionario è stato compilato in ciascuna base militare di rettamente dagli uffìciali e sollufficiali selezionati casualmente dai rispettivi comandanti nel periodo luglio-agosto 1991, senza che gli intervistati avessero alcun contatto con gli intcrvistatori (Fig.5.1 ). l militari selezionati hanno un'età media di 34 anni c sono per il 35% celibi. Il campione presenta, da questo punto di vista, alcuni significativi scostamenti rispetto aJI'universo; è accaduto infatti che durante il periodo di compilazione dei questionari molti ufficiali di carriera si trovassero in licenza; ciò ha in parte alterato sia le frequenze di celibi c sposati sia l'età media del campione.

freq uenze osservate frequenze attese

UFFIC IALI Celibi Sposati

SOTTU FFI CI ALI Celibi Sposati

60.00% 73.72%

67.50% 61.20%

40.00% 26.28%

32.50% 38.80%

151


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Il risultato di questo scostamento si è tradotto soprattutto in una sovra-rappresentazione di ufficiali celibi e di complemento rispetto ai valori attesi. Il militare residente io Emilia Romagna è innanzitutto un militare "stanziale": circa il 70% del campione risiede in regione da oltre 5 anni ed il 50% da oltre l O(Fig.5.2). La lunga permanenza in regione sembra aver favorito una piena integrazione nel tessuto socio-economico locale. Lo sta in parte a dimostrare la ridolla percentuale di coloro che hanno presentato recentemente domanda di tmsferimento: secondo i risultati del questionario, infatti, soltanto il 12,5% degli intervistati ha dichiarato di aver presentato tale domanda dal momento di assegnazione a ll 'ultimo reparto. Fra di essi, non è possibile individuare nessun indicatore caratterizzante, né come età, né come stato civile, né come grado o condizione abitativa. Il desiderio di trasferirsi non sembra condizionato quindi da alcun fattore statisticamente rilevante, ma risiede unicamente nelle psicologie e nelle storie individuali. Gli unici valori di mobilità di un certo interesse si sono riscontrati fra gli ufficiali, ma riguardano soltanto una fascia molto rist.retta del personale, vincolata probabilmente da ambizioni di carriera. Malgrado, dunque, il reclutamento di ufficiali e sottufficiali interessi prevalentemente le regioni del Sud ed il Lazio, la spinta a ritornare nelle località di provenienza si manifesta soltanto nell'alto numero di militari (35% del totale) che dichiara di trascorrere i periodi di licenza nelle zone d'origine (Fig.5.3). Le località turistiche dell'Emilia Romagna sembrano invece esercitare una scarsa attrattiva per i militari residenti: solo il 3% vi trascorre abitualmente le ferie, contro un 29% che di solito si reca in località fuori regione, mentre il 33% preferisce restare nella città ove lavora. Molto alta è invece la domanda per usufruire dei soggiorni militari estivi e invernali, ma solo il 18% degli intervistati riesce a goderne. Il 12% del campione, prevalentemente ufficiali, si trova inoltre nella condizione di poter integrare i giorni di licenza con 12 giorni suppletivi per cure termali. Unico fattore che differenzia i militari sposati (65% del totale) dal resto dei residenti è la forte presenza di mogli casalinghe (50%), insegnanti e impiegate (31 o/o). In media con le tendenze della società civile risultano essere invece la quota di parenti conviventi, 0,2 per famiglia, ed il numero medio di figli per coppia (1,3). Un argomento di particolare importanza, per le implicazioni che ha sul comportamento di spesa e sul livello di reddito effettivamente disponibile alla fam iglia del militaJe, è rappresentato dal tipo di abitazione di cui si dispone. La maggior patte delle famiglie risiede in una casa di proprietà del demanio militare o di un ente pubblico (41 o/o del totale); il 34% è invece proprietario dell'appartamento in cui abita, mentre il 20% è costretto a utilizzare il mercato dell'affitto privato 153


,..

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Fig.5.2 -

UU1c1al1 e SottufHciali

Tempo medio di permanenza

60 50 40 30 20

lO

o

1}------f"i~ '1< .~~l

( l anno

l - 3 anni

3 - 5 anni permanenza media

Fonte: elaborazioni Nomlsma su dali campionari.

5- 10

anni

) 10

anni


F1g.5.3 -

L

UU1c1al1 e Sottu1ficial1 luogo preferito per le ferie

ci!IO d 'orlgtne 35'1.

In reg ione 2.5'1.

coso proprio In reg. 333'1.

,., Fonte: elaborazioni Nomlsma su dali campionari.


(Fig.5.4). Se si considera che molto probabilmente anche una parte di quei militari che hanno acquistato un'abitazione è stata costretta a farlo, data la difficoltà a trovare appartamenti in affitto, se ne può dedurre che una percentuale molto alta di militari di carriera non può di fatto beneficiare dei vantaggi legati all'uso di una casa di proprietà demaniale?. Considerando il notevole peso che la spesa per l'abitazione ha in media sul bilancio di una famiglia in Italia (20% dei consumi non alimentari, secondo l'1STAT), va dunque constatato come esista di fatto una netta sperequazione a danno di chi, per i motivi più diversi, non può usufruire di tale agevolazione. La localizzazione dell ' installazione esercita un non trascurabile effetto sui luoghi di residenza. Oltre infatti a coloro che vivono dentro le caserme dell'Esercito o le basi dell'Aeronautica (21 %), elevato è il numero di militari che abitano a meno di 15 minuti dal luogo di servizio (36%); più ridotte invece le percentuali di coloro che risiedono a meno di mezzora (22%) e a meno di 45 minuti (10%). L' Il % degli intervistati è invece costretto a passare un'ora o più su di un mezzo di trasporto per raggiungere il proprio luogo di lavoro (Fig.5.5). L'eccessiva lontananza dalla propria caserma o ufficio e il connesso fenomeno del pendolarismo interprovinciale sembrano essere una delle più sentite cause di malcontento: il 31% degli intervistati che dichiarano di risiedere a l ora o più dal luogo di lavoro ha infatti avanzato domanda di trasferimento. Anche se risiede nelle vicinanze dell'installazione, il militare non rinuncia facilmente all'uso dell'automobile; se infatti il 27% dichiara di recarsi sul luogo di servizio a piedi (compreso ovviamente il 21% che vive all'interno dell ' installazione!), solo il 14% usa i mezzi pubblici, mentre il 59% si serve dell'automobile privata (Fig. 5.6). A ragione di ciò sembra essere per l' Esercito il fatto che le caserme, anche se localizzate all'interno dei centri cittadini, hanno spesso a disposizione ampi spazi che possono essere utilizzati come parcheggio. Per ufficiali e sollufficiali non esisterebbe quindi il disincentivo rappresentato dalla necessità di dover cercare un posteggio nell'area circostante la propria base. Nel caso dell'Aeronautica, invece, la localizzazione delle instaiJazioni in siti relativamente isolati, lontani quindi dai centri abitati e dalle stazioni delle principali linee ferroviarie, di per sé giustifica un uso più accentuato del mezzo privato. Sono numerosi (28% del totale), infine, i miHtari di carriera che usufruisco-

7 Va osservato come la percentuale relativa al numero di militari che usufruiscono di abitazioni del demanio (38%) possa in cffclli essere stato sovrastimato nel campione ri spcuo all'universo, in conseguen1.:1 dell a sovra-rapprcscntazione di sou ufficiali ed ufficiali di complemento celibi c di giovane età a cui si i:: accennato in precedenza. Una stima indireHa di tale percentua le sembrerebbe indicare un valore medio che si aggira in realtà intorno al 28-30%.

156


Flg.5.4 -

UUlclall e Sottu111clal1 Tlpo dl abltazlone

Demonio 38.3<t.

En l e Pu bbllco 2.5<t.

Pr l vo to 20<t. Altro formo 5<t.

Proprleto 34 2<t.

Fonte: elaborazioni Nomlsma sa dati campionari.

...


Flg.5.5 -

Ulllclall e Sottalllclall Distanza dal laogo di lavoro

40

30

20

IO

o O mtnull

Hoo a 16 m.

ttcoo a

so m.

uno a 45 m. uno ad 1 ora o )

dhhlftsa mâ&#x20AC;˘dla

Flg.5.6-

Ulllclall e Sottulllclall

l meni di trasporto piO utlllnatl

AUI0'1'8tiUtO

&e n.

Fon1â&#x20AC;˘: elaboraalon.l Homhma tu datl campton.arl.


t

no, soprattutto nel tragitto dall 'abitazione al luogo di lavoro, di un servizio di trasporto a carico dell'amminisrrcrdone militare, sotto forma di auto di servizio o di autopullman interno.

5.3 lL COMPORTAMENTO DI SPESA DEI MILITARI DI CARRIERA L'analis i delle risposte al questionario ha evidenziato come, a fronte di relribuzioni medie leggermente diverse, non sussistano differenze rilevanti nella composizione della spesa fra il personale delle due armi. In questo, la condizione del militare di carriera sembra dunque essere veramente unificante. Significative risultano invece le diversità nella composizione della spesa fra " l' universo dei militari" e le fantiglie degli italianiS. Le voci esaminate mostrano infatti differenze statisticamente non casuaJi9 per categorie quali l'affitto, l' abbigliamento, l'arredamento e le spese per la casa, i divertimenti e le voci non specificate (Fig. 5.7). Fra i fattori interpretativi che sembrano spiegare un tale componamento di spesa vanno in primo luogo ricordati quei "fringe benefits" già citati in precedenza. L' insieme di tali agevolazioni si traduce di fano in un notevole risparmio su alcune importanti voci di spesa d i prima necessità, a fronte del quale i militari di carriera hanno due possibilità: aumentare le spese correnti destinate ad altri beni e servizi o i livelli di risparmio. Proprio nel tentativo di cogliere il diverso comportamento economico dovuto alla presenza di tali agevolazioni, si sono inseriti nel questionario alcuni quesiti riguardanti la propensione al risparmio e la ripartizione dei consumi fra le diverse voci di spesa, con particolare riferimento alle voci relative all'abitazione. Come è comprensibile, infatti, i due argomenti tendono ad essere strettamente correlali. Dall' interpretazione dei risultati emergono tre disti111e tipologie di militaii di cai-riera: l) la prima tipologia comprende quei militari , generalmente giovani e/o celibi, che presentano una propensione al risparmio molto bassa o nulla (i cosiddetti "forti consumatori"); 2) la seconda tipologia comprende il personale militare sposato residente in alloggi del demanio;

8 Per la composizione della spesa si è fauo riferimento alla c lassificazione seguita daii" ISTAT nel 1989. 9 Un fenomeno è da considerarsi suui.wicamente casuale se l'analisi dei dati quamitativi e/o qualitativi di cui s i dispone, attuata con opportuni test di ipotesi, non consente di riliutarne la casualità, dato un definito livello di probabilità.

159


...

Composizione della spesa

Fig.5.7 -

ii

Campione militari e media nazionale percentuali

30

26

20

15

IO

"6

o Abbi t Campione Media naz.

16.1 9.3

4.8 8.9

28.1 24

4.6 9.4

15.4 12.3

14.7 9. 2

voci di spesa

l

CJcamplone

Fonte: elaborazioni Nomlsma su dati campionari.

~Media

naz.

l

17.8 26.9


t

3) la terza tipologia riguarda infine il personale militare residente in abitazioni private in affitto o in proprietà. Nel primo caso rientrano quei militari, pari al 18% del campione, che affermano di risparmiare poco o nulla della retribuzione percepita. Pur tenendo in debito conto fattori come la difficoltà di rapportare le percezioni individuali ai reali compo11amenti di spesa o "la pigrizia mentale" di alcuni intervistati, il dato non può non colpire, anche perché esso si accompagna ad altre caratteristiche di comportamento, che sembrano individuare un "gruppo sociale" ben definito. Il militare "forte consumatore" è infatti un ufficiale inferiore, generalmente eli complemento, o un sottufficia le celibe, che spesso vive all'interno della base militare ed ha un'età media di 29 anni. La composizione media della spesa in consumi di tale soggetto differisce da quella del campione, soprattutto per quanto rig uarda le spese alimentari (è una persona c he spesso consuma i propri pasti in caserma sia a pranzo sia a cena e spende dunque molto poco per mangiare), e per quelle voci come "abbigliamento", "trasporti", "divertimento" c "spese varie", per le quali vengono impegnate invece cifre nettamente superiori alla media del campione. l livelli di spesa risultano al contrario notevolmente inferiori a quella media per quanto riguarda l'abitazione c le spese per la casa in genere. Il comportamento di spesa a cui si fa riferimento nelle altre due tipologie individuate si caratterizza invece per l'elevata rilcvanza che ha il problema dell'abitazione. Fortissime disparità si ritrovano infatti fra il personale che gode di alloggi di servizio o comunque assegnati dal demanio militare (38%) o da enti pubblici (3%) c coloro che sono costretti a ricorrere al normale mercato degli affitti (20%) o che comunque devono sostenere l'onere di un mutuo per completare l'acquisto di una casa di proprietà (15%). A fronte di una spesa media in affitto pari a14.5% del totale dci consumi per l'intero campione, coloro che cfJellivamcntc vivono in alloggi locaLi sul mercato privato impiegano a tale line oltre il 17% della loro retribuzione. Una percentuale inferiore, ma sempre significativa, pari al 13%, è rappresentata dalla quota per il rimborso dei mutui contratti da coloro che hanno acquistato una abitazione. Al contrario, l'avere una casa in proprietà senza pagare alcun mutuo favori sce di molto la propensione al risparmio: il 52% di coloro che dichiarano di risparmiare fra il lO ed il 15% della loro retribuzione ed il 44% circa di coloro che risparmiano oltre il 15% vivono infaui in case di proprietà. Il livello di propensione al risparmio sembra dunque determinato, in primo luogo, dallo stato civile del soggelto, confermandosi i celibi sotto le armi come "forti consumatori"; ed in secondo luogo, fra gli sposati, dalla condizione abitativa e dal grado. Coloro che risiedono in alloggi demaniali o in abitazioni di proprietà già ammortizzate hanno a disposizione, al di là delle necessità quotidiane, 161


somme non trascurabili, che possono essere alternativamente impiegate in investimenti o in consumi di beni voluttuari. Il questionario conteneva inoltre una serie di domande riguardanti il ruolo dell'installazione militare come possibile "catalizzatore di spesa" per gli esercizi commerciali situati nelle immediate vicinanze. A questo riguardo si è distinto, secondo le consuete categorie del marketing, fra spesa per "commodities" e spesa per "shopping goods". Secondo i risultati dell'indagine, g li acquisti delle cosiddette "commodities", in pratica gli acquisti quotidiani, vengono effeuuati nei pressi della base dal 20% degli intervistati (Fig. 5.8). Si tratta probabilmente di quel 20% composto da sottufficiali celibi e da ufficiali di complemento che vive dentro le caserme e che quindi usa prevalentemente i dintorni dell'installazione come luogo preferito per gli acquisti giornalieri. Per gli a ltri, compresi coloro che probabilmente delegano in tutto od in parte l'incombenza a lle proprie mogli, le vicinanze dell'abitazione sono il luogo preferito (63%). Per i beni ad acquisto meditato (i cosiddetti "shopping goods", ovvero le spese importanti), i centri ciuadini rappresentano ancora un polente fallore di attrazione (38%), specialmente per gli ufficiali; scarsa invece è la preferenza per le periferie e i piccoli centri dell'hinterland ( Il %) (Fig.5.9). Abbastanza sorprendente è la grande confidenza dimostrata nei confronti degli ipermercati e dei centri commerciali, forme di distribuzione a diffusione relativamente recente. L'ipermercato sembra aver ormai sostituito, infaui, il centro ciuadino nel 46% dei casi. Di notevole interesse, infine, è la tendenza a non vivere l'ambiente militare come un"'istituzione totalizzante", trascorrendovi quindi una parte relativamente modesta del proprio tempo libero. Come indicatori si sono utilizzati in questo caso la frequenza ai circoli, l 'wilizzo di impicmti sportivi militari e lc1 percenfliCIIe di spesa mensile ej(elluata all'intemo dell'installazione militare, definita " indice di cattura". Per quanto riguarda lafrequenza ai circoli (al di fuori dell'orario di lavoro), solo il 13% del campione si dichiara frequentatore molto assiduo (almeno 2-3 volte alla settimana); il 9% ne è frequentatore assiduo (almeno l volta alla seuimana), il 12% fa presenza sporadica (meno di 4 volte al mese), ma la gran parte (66%) non li frequenta affallo, o comunque vi entra molto di rado (meno di una volta al mese). Più elevata si presenta invece la percentuale relativa ali' utilizzo di impiawi sportivi militari: il 41% del campione ha infatti dichiarato di effeuuare auività sportiva all ' interno delle installazioni. La possibilità di utilizzare le infrastrutture militari gratuitamente costituisce forse il miglior incentivo per il militare, anche nei casi in cui preferisce non spendere il resto del proprio tempo libero all'interno della base. 162


t.

PjQ.6.8 •

Ulflclall o SolluUiclall

l luoqlll di acquisto di ·commodlllos·

Ylctno oll'ln•tollotloa•

20'

PIQ.M·

UUiclall o Solluutclall l luoqbl dolio ·sbopplnq·

Foat•: elaborcnlool Nomhmo au: doti comploaarL


Complessivamente, comunque, il militare di carriera spende una quota molto limitata del proprio reddito all'interno dell'installazione in cui lavora. Il 72% degli intervistati ha dichiarato infatti di spendere mensilmente meno del 5% dei propri guadagni, il 18% ne spende fra il 5 ed il l 0%, cd il 7% oltre il lO (Fig.5.1 0). La grande maggioranza di quelli che dichiarano di spendere oltre il 5% del proprio reddito all'interno dell'installazione, inoltre, risulta essere celibe, di età media pari a 28 anni, e con un grado non superiore a sottotcnente. Soltanto il 20% circa del personale militare, per lo più giovani sottufficiali e ufficiali di complemento, sembra dunque vivere nel mondo militare "a tempo pieno", rendendo ormai superata quell'ipotesi che voleva il militare in parziale isolamento dal resto della società civile. Al contrario, la tendenza sembrerebbe, almeno in Emilia Romagna, quella di una piena integrazione con il resto della società.

5.4 LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE D EL CAMPIONE DEGLI ACCADEMISTI DI MODENA Nel caso dell'Accademia, il disegno campionario ha previsto il coinvolgimento di 185 allievi, pari al 33% delle presenze, ed ha riguardato soltanto gli iscritti al secondo anno, in quanto quelli del primo, al momento dell'indagine, si trovavano a Modena da non più di una settimana e non erano quindi in grado di rispondere ai principali quesiti del questionario con sufficiente attendibilità. Per gli accademisti, la compilazione è stata lasciata ai singoli allievi, confidando nella chiarezza c nella trasparenza dei quesiti stessi e garantendo in tal modo il completo anonimato c l'assoluta indipendenza di giudizio nella scelta del le risposte. L'allievo del l'Accademia ha in media un'età che si aggira intorno ai 20 anni, (Fig. 5.11 A) proviene da una famiglia relativamente benestante ed è nella maggior parte dei casi di origine centro-meridionale. Il grado di preparazione scolastica, che per necessità di ammissione ai corsi parte dal diploma di scuola superiore, vede il prevalere della maturità scientifica (50.3% dei casi), e di quella tecnica (32.6%); è invece minore il numero di allievi con la maturità classica o con altri titoli (Fig. 5.11 B). Il ceto sociale della famiglia di provenienza è generalmente abbastanza elevato: la percentuale di impiegati, i più rappresentati nel collettivo con il 27.6%, supera di poco quella degli ufficiali c sottufficiali, che insieme raggiungono il 25.5%, mentre è sensibi le l'incidenza di genitori pensionati, in alcuni casi ex militari di carriera (Fig. 5.12A). A differenza dci militari di leva, per i quali si è riscontrata un'alta percentuale di residenti in regione, nel caso degli accademisti solo il 3.9% risiede in 164


Fig.5.10 -

U111ciali e SottuHiciali

Indice di cattura delle installazioni percentuali

80

60

40

20

O v

Iii<

'

¡ v.

meno del 5%

dal 5 al 10%

dal 11 al 15%

% del re dd Ilo

Fonte: elaborazioni Nomlsm11 su dali campionari.

piĂš del 15%


Flg.5.11A

Compiono Cadettl Acondcmln di Modenn Composizione por oto.'

lO anni 1 t.6X

non dJch.Ja.ra. 0.6X ptu• eU Z3 anni 3.3X

21 anni 23.0ll:

Fig.5.11B -

Compiono Cadcttl AccodcmJa di Modcno Composiziono por Ul.o lo di studio

Altro O 3.3ll:

Wal.Ciuslca 26 13.8ll:

bl.Tecnlco 69 32.6ll:

fon\.e: claboutlonl NoJnl•m• •u dali eamplonuJ.


t.

Fia.!U2A -

Campione CadclU Accademia di Modena Compoe!ziono por eluse di provenienza del eo.poramJcUa

Acrlcollorl 2.U

Ali«> 3.0:0:

Dtrl&on\1 8.3"

Fia:.5.12B -

Campiono CadotU Aoondemia di Modena Composizione por cl1>sso di dlsto.nzll

100-200 Km. ?.'N< m~no

dJ 50 Km. 2.11:0:

pha' dJ 1000 Km.

400-000 Km. 43.1"

f"onl•: •1aborntonl Nomhma •u daU camptonu-1.

11.0"


Emilia Romagna. Aperta ai giovani di rutta Italia, l' Accademia vede di fatto prevalere quelli provenienti dal Meridione ed Isole (pari al 49.2% del totale), mentre dalle regioni centrali e settentrionali contribuiscono rispettivamente per il 25.4% e il24.9%. La distanza dalla propria sede di residenza è quindi mediamente piuttosto elevata (591 Km.): il 64% supera i 400 K.m. e di questi il l 7% i l 000; al di sotto dei 200, invece, si trova l' 11% dei casi (Fig. 5.12B). Soltanto il 9.4% degli intervistati ha dichiarato, inoltre, di aver portato con sé un auto od una moto, che viene comunque utilizzata quasi esclusivamente per spostamenti all'interno della città o per brevi gite in regione IO. Il fatto di essere in media molto lontani dalle proprie residenze porta necessariamente gli accademisti a trascorrere gran parte del tempo libero a Modena; se si esclude tuttavia il week-end, durante la settimana le uscite si riducono tutt'al più ad una voltai l e comunque solo nel 74% dei casi, poiché molti non escono neppure . La lunga permanenza all'interno de ll'Accademia durante la settimana è una conseguenza diretta dell 'elevato carico di studio al quale gli allievi sono sottoposti e che richiede, soprattutto ne lle vicinanze degli esami, un impegno costante ed ininterrotto nell 'arco del l' intera giornata. L'unico effettivo momento di distrazio ne è rappresentato così dall'attività sportiva: oltre 1'80% degli intervistati ha dichiarato infatti di praticare uno sport. Moltissimi allievi (97.5% del totale) fanno largo uso degli impianti messi a loro disposiz ione dall 'Accademia, solo il 2.5% degli intervistati fruisce di attrezzature esterne.

5.5 IL COMPORTAMENTO DI SPESA DEGLI ACCADEMISTI Durante i due anni di corso, l'amministraz ione mi litare garantisce agli allievi dell'Accademia il vitto e l'alloggio. Gli accademisti ricevono inoltre uno stipendio che nel primo anno è di 842 mila lire al mese e nel secondo è pari a 974 mila . Secondo i risultati del questionario, invece, la parte di spesa in consumi deg li accademisti che ricade su li 'economia de ll 'Emilia Romagna è pari ad l

IO Durante le licenze. 1'80% degli accadcmisli ha dichi armo di tnilizzarc la ferrovia, abbinala, per i l 22% dci casi ad altri mezzi pubblici e per i l 14% a passaggi oflimi dn amici. Il A differenza dei militari di lrUPl>a, che dispongono di almeno cinque ore di libera usci1a al giorno. gli accadcmis1i del secondo anno hanno a disposizione sohanlo due ore. Ciò nmuralmcntc Jimi1n no1evolmcn1e le loro possibililà di svago al di fuori dell'ambien1e mili1arc.

168


milione di lire mensili12. ln media, dunque, gli allievi tendono a spendere più di quanto guadagnano, facendo dunque ricorso sia ai propri risparmi sia, in minor misura, ai contributi provenienti dalla famiglia di origine (Fig. 5.l3A). L'unica voce per la quale l'aiuto economico della famiglia resta invece indispensabile (anche se tale intervento non è stato direttamente registrato dal questionario) riguarda l'acquisto di autovetture o di motociclette, che il 25% degli intervistati ha effettuato all ' inizio del corso in Accademia, per un investimento medio che si aggirava intorno ai lO milioni. Nella gestione del proprio denaro, il 77% degli allievi fa uso di servizi bancari sotto forma di conti correnti: di essi, 1'80% circa possiede anche la tessera "Bancomat". Il ricorso al servizio postale è invece limitato all '8.3% degli intervistati, mentre il 14.7% non utilizza nessun servizio di intermediazione bancaria (Fig. 5. L3B). La spesa mensile pro capite di L milione di lire comprende una parte interna, pari a 173 mila Lire ci rca, che corrisponde all 'ammontare di spesa che l' allievo effettua all 'interno dell'Accademia per l'acquisto di giornali, tabacco e per consumi vari alla bouvette, ed una esterna, pari a circa 840 mila lire, che viene spesa durante la libera uscita settimanale, i week-end e le licenze (Tab.5.1). L' "indice di cattura" dell'installazione, pari al 17% circa della spesa mensile complessiva, è decisamente più elevato quindi di quello registrato per i graduati e militari di leva (13%). Ciò è probabilmente dovuto al fatto che gli accademisti hanno a disposizione un periodo di libera uscita molto limitato, sia durante i giorni feriali che durante il week-end, e beneficiano molto raramente di licenze e permessi. La Tabella 5.1 riporta anche la composizione per capitoli della spesa esterna degli allievi dell'Accademia. Le voci si suddividono in tre grandi categorie, che comprendono le spese mensili correnti, pari a 540 mila lire (64.5% della spesa totale), la spesa in beni "durevoli", pari a 176 mila (14.5%) e quella in beni di "investimento" 13, che in media, su base mensile, corrisponde a poco più di 121 mila lire. Si fa riferimento a tale proposito ad acquisti che vengono effettuati, nel caso dei beni "durevoli", con una frequenza mensile o al massimo settimanale, e, nel caso dei beni d"'investimento", con scadenza annuale o addirittura, come nel caso dell'automobile, pluriennale.

12 Considerando anche le spese effeuuatc fuori regione, la cifra mensile consumata sale ad un milione e 375 mila. 13 Per beni "durevoli"' si intendono capi d'abbigliamento, calzature, fotOgrafie, articoli militari, etc.; fra i beni d"'investimento·· sono compresi i radio-registratori, le borse ed articoli da viaggio, le macchine fotografiche, i mezzi di trasporto, etc.

169


Fie.~. 13A

-

Campione Cadelti Accademia di Modena Contributi l rlsponnl propri

Rlcovono contributi 4 .3ll

Conblbuti/RIâ&#x20AC;˘porml G.Oll

Non rltpondono 39. 1lt

Flc.~.I3B-

Campione Cadetti Accademia di Modenn Contributi

l rlsporll)l a mezzo di:

Anecno non lrNf l 0 .8ll

t'onte: elabornlonl Nomllma s u daU e¡a mplonarJ.


Tab.5.1 -COMPOSIZIONE PER CAPITOLI DELLA SPESA ESTERNA DEGLI ALLIEVI DELL'ACCADEMIA

---------------------------------TIPO CAPITOLO

: AMMONTARE :

: --------- --------~---------- -------

: <A>

Mensi le cor r en t e

Ristoranti Telefono Divertimenti 1) Altro 2> Editoria Alimentari Tabacchi 3) Trasporti Benzina

ANNUO

MEDIA : MENSILE

----------- :----------------------: 1975964 822911 319887 298502 287671 166034 153228 1~9317

109336

250122 104166 40492 37785 36414 21017 19396 17635 13840

29.8 12. 4 4.8 4.5 4. 3 2.5 2.3 2. 1 1.6

:-----------------------------------:-----------:----------:-----------: 540867 4272849 64.5 TOTALE

:<Bl

---------------------------------------------------:

Beni "durevoli" Vestiario l"o lo "Mi l ilari a" Altro

Beni di "investimento"

4} 5>

971160 107892 242232 74586

122932 13657 30662 94 41

1o. l 1.1 2.5 0.8

6) :

958916

121382

9.9

1369615 6627635 7997250

173369 638941 1012310

17. l 82 . 9 100 .0

:-----------------------------------:-----------:---------:-----------: 1395870 176692 14.5 TOTALE ---------------------------------------------------: :<Cl

:---------------------------------------------------------------------- : Spesa interna Spesa esterna Spesa complessiva

<A+B+Cl

Nole: l l. comprende: discoteche, sale giochi, cinema, spettacoli teatrali, etc. 2>. comprende: toletta, barbiere, lavanderia e sport. 3). si intendono prevalentemente ferroviari. 4). comprende: spese per oggellislica mil ita re. 5). comprende: voci di spesa a risposta libera. 6). comprende: rasoi elettrici, asciugacapelli, walk-man, radio/registratori, televisori portatili, borse ed articoli da viaggio, autovetture, mol o , etc.; beni per la maggior parte acquistali all'inizio del servizio di leva . Come nel caso delle spese in beni "durevoli " , il dato acquisilo su base annua , e ' stato diviso per 7.9 mesi di permanenza media i n regione . !"onte: elaborazioni Nomisma su dali campionari .


Nell'ambito delle spese mensili correnti, la ristorazione (pizzerie, trattorie, ristoranti, ecc.), rappresenta la voce più elevata, raccogliendo oltre il 29% della spesa totale. Segue quella relativa al telefono, con il 12.4%, e, con il 5% circa, rispettivamente, le spese in divertimenti, materiale editoriale e, in un' unica categoria, i prodotti per la toeletta, il barbiere, la lavanderia e l'attività sportiva. Le altre voci di spesa, che comprendono gli alimentari, i tabacchi, i trasporti e la benzina, si aggirano in media intorno al 2% della spesa totale. L'acquisto di beni "durevoli" e d"'investimento" rappresenta un'importante voce di spesa per i giovani accademisti. In entrambi i casi si tratta di prodotti che svolgono la duplice funzione di rrugliorare u~teriormente la condizione di vita all'interno dell'installazione militare e di rappresentare degli "status symbol". Complessivamente, la cifra investita in queste due categorie di prodotti è piuttosto cospicua, superando il mezzo miliardo di lire. Soltanto una parte di essa ricade però sull'economia dell'Emilia Romagna. Nel 62% dei casi, infatti, l'allievo effettua l'acquisto nella propria città di residenza, e ciò accade soprattutto quando si tratta di beni particolarmente costosi. Nell'ambito dei beni "durevoli", i prodotti dell'abbigliamento e delle calzature rappresentano la voce più importante, con il 70% del totale, seguiti dagli articoli militari, pari al 17%, e dalle foto (8%). Fra i beni d'"investimento" rilevante è l'acquisto di mezzi di traspocto, soprattutto automobili, effettuato dal 19% degli intervistati. Sebbene la decisione d'acquisto venga presa proprio in concomitanza con l'inizio del periodo di studi in Accademia, solo la metà degli allievi che hanno acquistato l'auto o la moto la tiene con sé. Mentre nel caso dei soldati di leva, l'acquisto dell'auto è soprattutto giustificato dalla necessità di avere un mezzo di trasporto per recarsi a casa ogniqualvolta è possibìle, e che di solito viene poi rivenduto alla fine del servizio, nel caso degli accademisti, la spesa per l'automobile si configura come un vero e proprio investime/1/o, giustificato dal fatto di avere uno stipendio sicuro e, per il futuro, una buona prospettiva di carriera. La composizione percentuale della spesa esterna degli accademisti di Modena presenta alcune interessanti differenze rispetto a quella dei graduati e militari di truppa (Fig. 5.14). Nell'ambito delle spese correnti, in entrambi i casi la ristorazione rappresenta la voce più importante. Se si considera, però, il numero molto minore di pasti che l'allievo dell'Accademia consuma al di fuori dell'installazione, se ne deduce che quest'ultimo spende per singolo pasto una cifra di gran lunga più elevata di quella spesa dai coscritti. Nel caso del telefono in valore assoluto la cifra impegnata dagli accademisti risulta essere esattamente il doppio di quella spesa per lo stesso scopo dai graduati e militari di truppa. La maggiore distanza dal proprio luogo dì residenza e le minori occasioni di licenza di cui i ragazzi dell' Accademia possono beneficiare in larga parte spiegano il diverso comporlamento di spesa di questi ultimi

172 l


Composizione per eaplt.oll delln. spesa oat.ornll eu base mensile AccadtmiJU Tot.lo•OS8V41

Al\N .,_. c.' "aU IMI4f IU

Mot.z l bonl dUNYOII comprendono l'acqut.Lo di oapt di abbi.&Hamtnto, arUooll mlUt.ul, to\.oJ1'&fto, ot.o.; quelli dl ln•ttUmt:nU. l'aoqubto di .. clucaoaptlll,

rtdto/natttr-at.ort, m aooblno tot.oarat1oho. meni

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Crad.uall

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mUU.arl dJ lruppa

Tot.lo•640747

.... 4•,.._. l41ot ..... . . . . . . . . . . . . . . . . 1'7. . . . . , ..


rispetto ai soldati di leva. U telefono finisce con il rappresentare infatti l'unico mezzo rapido ed efficiente per poter mantenere i contatti con il proprio ambiente d'origine. Per la voce "divertimenti", ma soprattutto per quella "benzina", gli accademisti spendono invece c ifre notevolmente inferiori, non avendo in genere né la possibilità né il tempo necessario sia per frequentare le discoteche o altri luoghi di spettacolo sia per effettuare lunghi e/o frequenti viaggi in auto. Le maggiori differenze nel comportamento di spesa fra accademisti di Modena e militari di leva si presentano comunque nell'ambito degli acquisti dei beni "durevoli" e d"'investimento". Nel primo caso infatti i cadetti dell 'Accademia spendono circa il 15% dei consumi totali, contro soltanto il 2.6% de i militari di leva, per un ammontare complessivo che è 8 volte superiore a quello di questi ultimi. Nel caso dei beni d"'investimento" la differenza, pur non essendo così elevata, è sempre comunque notevole, rappresentando per gli accademisti circa il IO% delle spese mensili totali, contro il5 % di quelle dei militari di truppa. Oltre che tramite il telefono, gli allievi dell'Accademia tendono a mantenere i contatti con i propri cari attraverso le visite periodiche dei parenti, delle fidanzate e degli amici. Di ciò si è cercato di tenere conto nel questionario, con una domanda specifica. Poiché nella maggior parte delle visite gli ospiti dell'allievo hanno fatto uso di servizi alberghieri e di ristorazione, il fenomeno costituisce un ulteriore fattore di ricaduta sull'economia regionale. Complessivamente, si sono presentate 873 occasioni di visita nelle quali gli ospiti dell'allievo hanno fatto ricorso ad alberghi e ristoranti (Fig. 5.15). In o ltre il 60% dei casi, le visite si sono protratte per un periodo di tempo piuttosto lungo, e comunque non inferiore alle 6 notti , per una spesa totale stimata intorno al miliardo di lire14. I seuori produttivi maggiormente coinvolti sono naturalmente que llo alberghiero, quello della ristoi·azione e quello dei servizi commerciali in genere.

14 Le ipotesi considerate sono le seguenti:

a) un costo per notte pari o 50 mila; b) una spesa per ristorazionc pari a 80 mila; c) una spesa generale in beni di consumo c servizi di vario genere pari a 100 mila.

174


Fig.5.15 -

Campione Cadetti Accademia di Modena Numero medio di visite con necessita' di albergazione in funzione delle notti trascorse in Modena

tĂŹno a 5 notti 19 27.57.

l notte 7 10.17.

da 6 a lO notti 30 43.57.

plu' di 10 notti 13 16.67.

~

Fonte: e laborazioni Nomisma su dali campionari.


CAPITOL06

ANALISI DEI RISULTATI DELL' INDAGINE CAMPIONARIA SUI CONSUMI DEL PERSONALE MILITARE DI LEVA 6. l PREMESSA

li rilievo che i consumi sostenuti dai soldati di leva hanno nell'ambito della spesa delle installazioni militari in E milia Romagna ( 14% del totale) e la completa mancanza di informazioni statistiche ufficiali sull 'entità e sulla composizione della spesa che essi sostengono durante il servizio costituiscono due fra i principali motivi di interesse di tale indagine. Nel 1990, i graduati e militari di truppa e rano in Emilia Romagna 10127 unità', pari al 65% del personale mi litare de ll'Aeronautica e dell'Esercito di stanza in regione2. Il fatto di far parte del nostro Esercito in qualità di coscritti fa s1 che la posizione dei graduati e militari di truppa differisca in modo sostanz iale da quella dei rimanenti quadri, non solo per il tipo di ruolo svolto a li ' interno dei singoli reparti, ma soprattutto per il tipo di trattamento economico che ricevono e per l'atteggiamento con il quale si pongono di fronte al serviz io militare. I militari di leva sono infatti ragazzi molto giova ni , che hanno dovuto temporaneamente interrompere le proprie attività di studio o di lavoro per inserirsi in una realtà conosciuta solo attraverso i numerosi luoghi comuni che la circondano. In molti casi, inoltre, essi si trovano alla loro prima esperie nza lontano dalla fam ig lia d'origine e dal proprio ambiente sociaJe3. La natura del servizio di leva, concepito come un servizio obbligatorio da svolgersi in un tempo determinato, a cui farà quindi presto seguito un rapido ritorno nel proprio ambiente sociale, suggerisce due possibili ipotesi interpretati ve: - la presenza di un comportamellfo di spesa profondamente diverso sia da quello dei militari di carriera che dal resto de lla popolazione civile;

l Oltre ai militari di leva erano presenti 671 volontari a ferma prolungata, per la maggior pane volontari allievi ferrovieri. 2 Ai volontari a ferma prolungata (VFP) è stato souoposto un questionario identico a quello utilizzato nel caso dei militari di leva. I risultati per i VFP non sono stati significativamente diversi da quelli dei militari di leva, se non per la spesa mensi le pro capite. pari in questo caso ad oltre 900 mila lire. 3 Per un approfondimento sui temi di caraucrc sociologico riguardanti la condizione del militare di leva si può consultare LA condizione militare in Italia, Vol. 1•: l Militari di leva, a cura di M. Maroua, Quaderni della Rivista Militare n. 5, Roma, 1991. '

177


- una diretta e consistente partecipazione economica al mantenimento del giovane sotto le armi da parte dell'istituzione familiare. contributo delle famig lie è risultato quanto mai rilevante, costituendo più di tre quarti dell'ammontare totale della somma spesa dal militare durante l 'anno.

n

6.2 LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEL CAMPIONE DEI MILITARI E GRADUATI DI TRUPPA Il campione intervistato è composto da 245 militari dì leva, di cui 88 (36%) appartenenti all'Aeronautica e 157 (64%) ala'Esercito, scelti in modo casuale nelle 7 installazioni dell'Esercito e nelle 4 basi dell'Aeronautica utiUzzate anche per l' inchiesta campionaria sugli ufficiali e sotttufficialì di carriera. Per assic urare un elevato tasso di risposta ed una corretta compil azione dei questionari, si è ritenuto opportuno effettuare direttamente le interviste, ricorrendo ad incaricati, il cui compito si è peraltro limitato ad indicaz ioni non vincolanti né distorcenti, relative soltanto a quei quesiti la cui risposta sarebbe stata altrimenti omessa. Si è nel contempo salvaguardata la spontaneità delle risposte, garantendo l'assoluto anonimato degli autori dei s ingo li questionari . Va in primo luogo sottolineato come la maggiore scolarità degli italiani ed il diffuso utilizzo del rinvio per motivi di studio abbiano spostato in avanti l'età media del giovane dì leva, che s i attesta infatti intorno ai 21 anni (22 in Aeronautica), contro i 18-19 previsti dalla legge. Il grado di preparazione scolastica (Fig. 6 .1 A), mediamente elevato, è tendenzialmente uniforme fra le due armi ; assente l'analfabetismo, la licenza elementare incide per il 20%, mentre il 26% dei militari raggiunge il livello medio inferiore ed il 51 % quello medio superiore. La laurea è invece scarsamente rappresentata, a riprova della tendenza dei giovani laureati a prestare servizio in qualità dì uff iciali dì complemento o dì obiettori dì coscienza. Il ceto sociale della famiglia di provenienza, identificato nella professione del capofamiglia, è abbastanza diversificato (Fig. 6.1B): gli operai prevalgono con il 28%, seguiti da imprenditori e commercjanti (16%), impiegati (13%), pensionati (13%) ed artigiani (Il%); sono invece scarsamente rappresentati dirigenti e funzionari (8%), agricoltori (8%) e liberi professionisti (2%). Degna dì nola è la percentuale significativa dì capifamiglia pensionati (13%), a testimonianza del noto fenomeno dì invecchiamento della popolazione. Uniforme il numero di reddiri per nucleo: la maggior parte delle famiglie dì provenienza è mono o bi-reddito; unica eccezione è rappresentata da alcuni soldati che dichiarano addirittura punte dì 5-7 redditi per famiglia o, al contrario, genitori entrambi disoccupati. 178 t


l

Flg.O.IA -

Campiono CrnduaU c Ml!Uarl dJ Truppa Compotlzlono por \llolo dJ slucllo

il LJcenn modJa 103 Z6.&X

Lcnuca lt

3.0"

Q\lalU.profouSon.. 23.0X

Fle.6.1B -

Uoeenso â&#x20AC;¢1emontt.ro 80

n

20.0"

Campiono CradunU o Militari dJ Truppa Composlz.lono por cllliiO dJ provenienza del capofamlclla

Llber1 profusonUU

Z.l" Dttlcenll ?.8"

Arllclanl IO.ell: Fonte: clabora:.lonl Nom.bma n daU campionari.


Oltre 1'80% degli intervistati ha infine dichiarato che prima della partenza per il servizio di leva svolgeva un 'auivirà lavorativa. Di essi, il 77% ritiene di poterla riprendere dopo il congedo, mentre il rimanente 23% sarà cosrrerto a cercarsi una nuova occupazione. L'onere del servizio è pertanto per alcuni piuttosto gravoso: al mancato guadagno di un anno si sommeranno i costi della ricerca di un nuovo lavoro ed il conseguente periodo di disoccupazione frizionale.

6.3 IL COMPORTAMENTO DI SPESA DI GRADUATI E MILITARI DI TRUPPA Secondo i risultati dell'indagine, dei 64 miliardi cui ammonta la spesa annua stimata dei graduati e militari di truppa, solo 17 provengono dalla diaria che il soldato percepisce dall'Amministrazione Militare, mentre i rimanenti 47 vanno a comporre il cospicuo contributo familiare4 . Il dato è tanto più significativo se si considera che, se a livello nazionale si ripresentasse lo stesso risultato, l'ammontare dei trasferimenti che le famiglie italiane effettuerebbero verso i propri cong iunti nel periodo del servizio sarebbe di oltre mille miliardi di tires. In media, il militare di leva spende mensilmente una somma complessiva di 625 mila lire circa, di cui 152 mila costituite dalla diaria6 c 470 mila, pari al 76% del totale, quale contributo della famiglia. In particolare, i soldati dell'Esercito spendono mensilmente 590 mila lire (440 mila lire, pari al 75% del totale, come contributo familiare, e 150 mila di diaria), mentre gli avieri raggiungono oltre 690 mila lire di spesa mensile di cui 534 mila, il 77%, provenienti da casa, e 158 mila dali' Amministrazione M i l itarc. Per la maggior parte dci casi (59% del totale)?, si tratta eli un contributo dircuo, erogato dalla famiglia in occasione dei frequenti rientri a casa, consentiti dalla vicinanza del luogo in cui s i presta servizio; il ricorso a servizi bancari e postali, oltre ad essere di gran lunga più ridotto (26% c 15% rispettivamente)

4 Le famiglie panccipano con una quota del 15% circa alla spesa del per;onnle in regione. 5 Questa ipotesi va però valutata con prudenta: l'indagine è stata condotta infatti in piena stagione estiva, durante la quale sono maggiori le occasioni di spesa, soprattutto per quanto riguarda le voci "divertimenti'' c "trasponi". L'Emilia Romagna, inoltre, è una delle regioni più ricche del nostro paese cd i li velli di reddito c di co nsumo sono di conseguenza molto elevati.

6 Tale somma comprende anche le licenze c le indennità di missione. 7 Solo il 3.7% degli interviMati ha dichiarato di non ricevere alcun contrihuto dalla famiglia (Fig. 6.2A). il che non esclude l'u\o di propri risparmi.

180


l

Flg.6.2A -

Compiono CroduoU c Militari di Truppa ConlrlbuU tamlgllnrl:

Non no rleovono 3 .7l<

No rlรงovono 90.3ll

Flg.6.2B -

Campione Cr11dunU c Milllnrl di Truppn Contributi tnmlgllo.r i a mo:t.zo di:

Dlrollamenlo :w~.n

Pon\.e: elaborulonl Nomfsma

Yaalla pos\.a.ll 14.0l<

tu

daU campionari.


tende a caratterizzare invece i militari che si recano a casa soltanto in occasione di permessi o licenze (Fig. 6.2B). Sul diverso livello di spesa mensile che emerge dai risultati del questionario e che contraddistingue gli avieri dai soldati dell'Esercito sembrano influire soprattutto tre tipi di problemi: il primo riguarda il diverso grado di attuazione raggiunto dal programma di regionalizzazione del servizio8, che, pur essendo ormai significativo in entrambe le armi, è molto più accentuato in Aeronautica. Se per i militari di leva delle due armi la distanza media della caserma dal proprio luogo di residenza è infatti intorno ai 200 Km (Fig. 6.3), l'aviere risulta di gran lunga più vicino del soldato, con 127 Km contro 25l. Il 49% del collettivo degli avieri, inoltre, presta servizio in una base militare che dista in media meno di 50 Km, mentre il 56% dei soldati svolge il proprio servizio in un'installazione distante oltre I 00 Km dal proprio luogo di residenza (Fig. 6.3A e 6.3B). È naturale che la distanza da casa costituisca un elemento di grande importanza nel giustificare il comportamento di spesa del militare. Come emergerà dall'analisi dei risultati, infatti, i giovani che svolgono il servizio militare nella propria regione di residenza, soprattutto nel caso dell'Aeronautica, tendono ad avere una diversa composizione ed un diverso livello della spesa in consumi, rispetto agli altri colleghi meno fortunati. Il secondo aspetto, più complesso, ha origine dal differente tipo di funzioni che i due collettivi svolgono nell'espletare il proprio servizio di leva. Il problema è già stato posto, in un altro contesto, nell'analisi svolta da C.C. Moskos9 sui modelli organizzati vi prevalenti nelle Forze Armate. L'Aeronautica Militare si caratterizzerebbe allora come modello prevalentemente di tipo "professionale", mentre l'Esercito come modello di tipo "istituzionale". Nel caso dell'Aeronautica, cioè, l' aviere si troverebbe a svolgere il proprio servizio in un ambiente di lavoro molto simile a quello del mondo "civile", in un sistema nel quale vige una precisa divisione dei compiti, da svolgersi nell'ambito di un predetenninato orario di lavoro. Di conseguenza, il militare di leva, dopo aver assolto al proprio dovere, può disporre del proprio tempo libero con una certa autonomia'o. Quando la situazione lo consente, ad esempio, il militare è

8 Per programma di regionalizzazione del servizio s i intende la possibilità che i militari di leva hanno di svolgere il servizio militare nella propria regione d'origine, ne i limiti posti dai vincoli strategici di dislocazione geografica delle truppe. 9 Cfr. C.C.Moskos, Tendenze istitu<.ionali e occupazionali nelle Forze Armate, in F. Battistclli, Marte e Mercurio, Milano F.Angeli , 1990. IO Nel caso degli avieri YAM (Vigi lanza Aeronautica Militare), ad esempio, le giornate s i alternano fra periodi di servi zio, periodi di disponibilità c periodi di permesso.

182 l


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ad<lidttum autoc;zzato a ttasoorrete la notte a casa, rienttando nella base solo al momento di riprendere il proprio lavoro. I ragazzi che svolgono il servizio nelle vicinanze della propria residenza (o comunque in un raggio di 50-100 K.m dalla base) hanno allora ampie possibilità e disponibilità di tempo per rimanere in stretti rapporti con il proprio ambiente d'origine. In questo quadro, quindi, non stupisce il fatto che, nel corso dell ' intervista, molti avieri abbiano avuto difficoltà ad identificare le proprie spese " in quanto militari", visto che la maggior parte di esse venivano sostenute "a casa", in un ambiente cioè considerato "civile". n modello di consumo di costoro, se si esclude, per chi è in possesso di un auto, la quota elevata della spesa in benzina dovuta ai frequenti spostamenti, non viene a diffeòre allora sostanzialmente da quello seguito dai propri coetanei ancora studenti o che sono già inseliti nel mondo del lavoro. Decisamente diverso è il clima nell'Esercito, dove i coscritti svolgono in prima persona un ruolo di Forza Annata e no:n un semplice compito a usi liari o Il. Il soldato tende perciò a identificarsi in misura maggiore con il proprio corpo di appartenenza ed è naturale allora che gli risulti più difficile mantenere i comportamenti di consumo che gLi e rano abituali da c ivile, anche se sta svolgendo il proprio servizio militare ne lle vic inanze di casa. n terzo ed ultimo aspetto è direttamente collegato con i problemi re lativi sia alla diversa localizzazione delle installazioni militari sia alle diverse caratteristiche che spesso contraddistinguono le infrastrutture delle due armi. Sia le caserme de li 'Esercito che le basi de LI ' Aeronautica tendono a differire, spesso in maniera sostanziale le une dalle altre, per quanto riguarda la disponibilità interna di servizi, il grado di "accoglie nza" ed il decoro dei locali, ma soprattutto, la localizzazione geografica rispetto ai principali centri urbani della zona o allo stesso centro c ittadino. Èev idente come siano importanti le condizioni de ll'"ambie nte" di lavoro nel motivare il comportamento di spesa de l militare. Chi fa il militare in una installazione di vecch ia concezione, che non offre particolari servizi a l proprio interno ma che, per esempio, è localizzata al centro o nelle immediate vicinanze di una città, avrà un profilo di spesa esterna diverso da quello del collega inserito in un altro tipo di install azione, localizzata, per esempio, in aperta campagna, ma che magari offre al proprio inte rno servizi particolari, come ad esempio la pizzeria, il c inema, gli impianti sportivi, ecc. Sulla base di tali osservazioni, si può allora classificare il comportamento dei militari di leva in base a quattro grandi categorie:

I l Dal punlo di vista strettamente militare. ta le differenza d i ruolo è quan1omeno comprensibile, se si considera il d iverso l ivell o di preparazione professionale che viene richiesto ad un pilota o ad un meccanico di un caccia rispetto a quello necessario per guidare un autoc<ln"O, una j eep o anche un carro armato.

184 l

~


-quelli che prestano servizio nella città in cui risicdono12; -quelli che distano daJia città di residenza circa 50 Km13 per l'Esercito (7080 Km per l'Aeronautica}, o che comunque si trovano ad una distanza che consente di andare a casa pressoché quotidianamente; -quelli che vanno a casa solo in occasione di permessi (massimo "36 ore"); -quelli che vanno a casa solo se in licenza (minimo 48 ore). A ciascuna tipologia di militare tende a corrispondere naturalmente un diverso comportamento di spesa, soprattutto per quanto riguarda alcune voci significative come ad esempio il trasporto, il telefono c la ristorazionc. Seguendo una suddivisione già applicata da Grecnwood e Short 14 , le spese dci graduati e militari di truppa sono state classificate in "interne" cd "esterne", distinguendo cioè fra gli acquisti effettuati all'interno delle installazioni militari e le spese sostenute al di fuori, in occasione della libera uscita, dci permessi o delle Iiccn.lc. Naturalmente, la spesa esterna supera di gran lunga quella interna, anche se il livello assoluto di quest'ultima può variare, in funzione dci servizi disponibili all'interno dell'installazione, c della distanza fra l'installazione stessa ed il più vicino centro urbano o commerciale. Le basi dell'Aeronautica in Emilia Romagna, ad esempio, si trovano generalmente in aree isolate, relativamente lontane dai centri abitati, per ovvie esigenze di sicurezza, trattandosi di aeroporti, depositi, centri di rilevamento radar, etc. Ciò tende a favorire un livello di consumo interno relativamente maggiore, rispetto a quello riscontrato nelle installazioni dell'Esercito. Se è vero, poi, che vi è stato da parte dell'amministrazione militare, soprattutto negli ultimi decenni, un crescente interesse a migliorare il benessere della truppa attraverso investimenti in impianti e servizi da offrire ai militari all'interno delle installazioni, ad esso non ha forse corrisposto un pari sforzo di aggiornamento nei criteri di gestione di tali infrastrutture. È emerso dal questionario, ad esempio, come siano molto poco diffuse, fra la truppa, le informazioni relative sia al numero cd al tipo di servizi disponibili all'interno dell'installazione sia alle modalità del loro utilizzo. Nel caso delle attività sportive, ad esempio, solo un quarto di coloro che praticavano un'attività sportiva prima della leva dichiara di continuare a praricarla anche durante il servi-

12 Che costituiscono il 43% dell'intero campione. 13 "V:~I ore sogl ia'' che si è ri tenu to non sia possibile superare con convenienti

margini di tempo

durante il periodo della libera uscita.

14 D. Grccnwood, J. Shon, "Military installations and local cconomics -a case study: the Moray Air Smions.., ASIDES, 1973. 185


zio militare, malgrado la possibilità sia di utilizzare impianti sportivi ali' interno delle installazioni sia di frequentarne di civili, spesso a condizioni di favore, nel centro urbano più vicinols. n livello dei cosiddetti "indici di cattura" 16, pari al 16% della spesa totale per l'Aeronautica ed al 12% per l'Esercito, conferma la tendenza ad una maggiore spesa interna da parte degli avieri rispetto ai soldati (Tab.6.1). La spesa esterna, che corrisponde all'86% della spesa mensile totale, ammonta ad una cifra complessiva di 57 miliardi circa, pari a 543 mila lire mensili pro capite. Gli avieri spendono all'esterno di più dei militari dell'Esercito, attestandosi in media sulle 580 mila lire, contro le 520 mila di questi ultimi. La voce di spesa di maggior rilievo è rappresentata da quella per la ristorazione (pizzerie, trattorie, ecc.), pari al 26% della spesa esterna totale (30% circa per l'Esercito e 19% circa per l'Aeronautica), a confenna di una tendenza ormai nota da parte dei militari di leva a consumare il pasto serale fuori dell' installazione, quando non sono d i servizio (Tab. 6.2). Su tale comportamento influ isce sia l'orario della libera uscita (18:00-23:00/23:30), sia la necessità, molto sentita da parte dei militari di leva, di allontanarsi appena possibile dalla caserma. È interessante notare come la tistorazione rappresenti la prima voce di spesa per i militari dell'Esercito, mentre sia soltanto terza (dopo le voci "benzina" e "divertimenti") per quel li dell 'Aeronautica. Gli avieri, d'altra parte, spendono una cifra circa tre volte maggiore di quella dei soldati per la benzina, pari a 152 mila lire almese contro 53 mila. Tale spesa è in buona parte giustificata dal fatto che il 66% di essi ha dichiarato di aver portato al seguito la propria auto, utilizzata sia durante la libera uscita sia soprattutto per rientrare nella propria abitazione ogni qual volta se ne crea l'occasione. I militari dell'Esercito hanno al contrario dichiarato di possedere un auto al proprio seguito soltanto nel 33% dei casi, e d'altra parte, trovandosi in media molto più lontano da casa degli avieri, ne fanno un uso molto più limitato e circoscritto. La voce "divertimenti", con 85 mila lire a l mese, rappresenta il terzo capitolo di spesa per i militari di leva. Anche in questo caso, gl i avieri spendono una cifra considerevolmente superiore ( 143 mila lire) d i quella dei militari dell'Esercito (53 mila lire). Tra le forme di divertimento, oltre naturalmente alle discoteche, la cui freq uenza è peraltro limitata ai periodi di licenza o permessi, data

15 Come conseguenza di convenzion i o accordi speciali che l 'au torit à mili tare in molti casi solto· scrive con gli Enri locali. 16 DefiniLi come quota percentuale della spesa effeuuata all' interno dell' install azione ri speuo alla spesa totale.

186


t

Tab.6.1 -AMMONTARE DI SPESA SOST!NUTA DA GRADUATI E MILITARI

DI TRUPPA ED INDICI DI ''CATTURA" DELLA SPESA

A.M.

E.I.

Interna 2) Esterna Totale

1.908 9.998 11.906

5.532 40.259 45.791

8.114 51. 327 59.441

lprocapile <migliaia): Interna Esterna Totale

111337 583299 694636

71449 520010 591459

85809 542794 628603

F.F.A.A.

------------------------------ ----------- :------------:------------: ISpesa annua 1) <miliardi): :----------------------------------------:------------:------------: :Spesa mensile :------------------------------:-----------:------------:------------: 16.0% : 12.1% : 13.7% : l Indici di 'cattura':

Nole: ll. calolala per 10,5 mes1 di permanenza media dei militari in regione escudendo 11 per1odo di addestramento al CAR. 2>. per interno si intende l'ammontare di spesa sostenuto entro l 'installazione militare; per esterno invece quello sostenuto nella localitĂ in cui si colloca l'installazione stessa.

Fonte: elaborazioni Nomisma su dali campionari.


Tab.b.2- COI1POSIZIONE PER CAPITOLI DELLA SPESA ESTERNA DI GRADUATI E 11ILITARI DI TRUPPA

AERONAUTI CA

F.F.A.A.

ESERCITO

----------------------------: ------·-------·-------·------------·------·-----·------·-----·----·-·----------·--: :TIPO

: MEDIA POND.

CAPITOLO

l'lEDI A

•

MEDIA

:----·------·------------------:----------·-------------l-----------------------:-----------·------------: il'!ensi l e :corrente

Ri storanti Benzina Diverti 11ent i l) Telefono Tabacchi 2) Trasporti

137591 25.3 11 1023 19.0 152535 26.0 53273 BB766 16.4 151Bb4 53279 85513 15.8 142BIB 24.5 5.0 66254 5285'1 '1 .7 2'1045 42250 7.B 34045 5.B 46860 28605 5.3 24914 4.3 30bBI 3.7 7159 1.2 27043 Al i~~~entari 2021>9 15500 2.7 17057 Edi tori a 16496 3.0 3) 3.5 !BOlO 3.1 19738 Altro 19116 Sport 1.4 9943 1.7 6445 7704 :-------·--------·---------·--·--:.................................... :................................ :-------·----: -------~-·-: -----------: 93.3 'l 473771 : TOTALE 499169 ll 92.0 ll 544321 :

29.3 10.2 10.2 12.7 9.0 5.9 5.3 3.3 3.B 1.2

--·----·-----: 91.1

l l

---------·-·-------·-------·---------------·--------------------------------------------·-----: :Beni "durevoli • Vestiario Foto "11i litaria" 4)

10929 2057 1839

73.7 13.9 12.4

7017 1455 1700

68.9 14.3 16.8

13129 2395 1915

75.3 13.7 11.0

:-·---------------------------:--·---------1-----------:-----------: -·-----·----·-: --------·---:-----------1 14825 :

TOTALE

100.0 :

10178 :

100 :

17439 :

100 :

-----------·-------------------·-------------·----·------------------------------·-·---------: IBeni di "investimento"

51 :

:Spesa 11ens ile complessiva:

Note:

l ), 2). 3) , 4). 5).

2BBOO :

5427'14

5.3 :

86.3

2BBOO :

58329'1

4.9 :

83.9

2BBOO

i

520010

comprende: di scoteche 1 sale giochi 1 ci n!NIIa 1 spettacol i teatrali 1 etc. si intendono prevalentemente ferroviari. comprende: toletta, barbiere e lavanderi a. c0111prende: spese per oggettistica mi li tare. comprende: rasoi elettrici 1 asciugacapelli 1 walk-man, radio/registratori, televisor i portatil i, borse ed articol i da viaggio, autovetture, moto, etc.; beni per la ttaggior parte acquistati all ' inizio del servizio di leva. Colle nel caso dell e spese in beni 'durevoli " 1 i l dato acquisito su base annua, e' stato diviso per IO ~~~esi di penaanenza ~~~edia in regione.

Fonte: elaborazioni Nomisma su dat i campionari.

5.5 :

87.8


l'incompatibilità d'orario con l'intervallo di libera uscita, sono citate con maggiore frequenza le sale giochi, il cinema, il teatro, ecc. La discoteca certamente rappresenta fra tutti lo svago pitt costoso, non solo per il prezzo d'ingresso, ma anche per le consumazioni ad essa direttamente legate c per la necessità di disporre di un proprio mezzo di trasporto. Anche in questo caso, gli avieri ne sono i più assidui frequentatori, sia perché in possesso di un auto, sia perché usufruiscono più spesso dei soldati dell'Esercito di permessi c/o del cosiddetto "pernotto"l7, che consente loro di essere fuori dalla base militare negli orari di apertura dci locali. Lc1 spesa telefonica rappresenta la quarta voce di spesa. In media, la cifra impegnata per il telefono é di circa 53 mila al mese; in questo caso, però, sono i soldati dell'Esercito a spendere decisamente di più degli avieri (66 mila contro 29 mila lire). Come è ovvio, anche l'uso del telefono risulta direuamente collegato con la distanza dal proprio luogo di residenza. Nell'impossibilità di tornare in famiglia o dalla fidanzata molto spesso, il telefono rappresenta infatti l'unico strumento che permette un rapido collegamento con i propri cari. Alcuni mili tari di leva hanno addirittura dichiarato di spendere per telefonare oltre 200 mila lire al mese! Tra le rimanenti voci di spesa, hanno un certo rilievo quelle relative ai tabacchi, ai trasporti (escludendo l'auto), ai prodoui alimentari c all'editoria. Nel caso dei prodoni alimentari, si tratta in genere di acquisti atti ad integrare o sostituire i pasti effettuati in caserma e, come nel caso della spesa in ristoraLione, sono naturalmente strcuamente correlati alla distanza del militare dalla propria abitazione. Più preoccupante invece il caso della voce ·'tabacco"t8: considerando che soltanto il 46% dei militari di leva fuma. una spesa media di circa 91 mila lire mensili risulta essere piuttosto elevata. Tale livel lo di consumi può probabilmente dipendere sia da una componente di stress, dovuta alla mansione svolta e/o al senso di disagio provato nell'affrontare la realtà stessa del servizio di leva, sia da quel rapporto di emulazione l complicità che inevitabilmente si instaura fra commilitoni. Risulta in media piuuosto contenuta invece la spesa destinata al materiale editoriale (quotidiani, periodici, fumetti. ecc.). che si attesta su valori di poco

17 Termine con cui si fa riferimento alla possibilità di dom1irc nella propria abita.r.ionc quando non si è di servizio nella base c la propriu abitazione è suflicientcmente vicina alla base stessa.

18 Anche se non è stato possibile accertare. per ovvi motivi, la presenza di con;umatori di droghe. è probabile che in alcuni casi alla domanda "quanto spendi in una scuimana per tabacco o altroT qualcuno abbia tenuto conto anche dell'acquisto di ..altri prodoui··. al di fuori delle sigareue.

189


superiori al 3% della spesa mensile totale (soltanto 16.500 lire al mese). Va sottolineato però che il livello della spesa risulta strettamente COITelato con il titolo di studio: laureati e diplomati spendono infatti una cifra significativamente superiore per la carta stampata 19; è in uso fra commilitoni, inoltre, scambiarsi giornali, periodici e soprattutto fumetti, che vengono così letti da più persone, di fatto disincentivandone l'acquisto diretto. n questionario prevedeva inoltre alcune domande riguardanti l'acquisto di beni "durevoli" e "di investimento". Per beni "durevoli" si è fatto in questo caso riferimento ad alcuni tipi di prodotti, come ad esempio calzature, abbigliamento, fotografie o "gadgets" militari, che i soldati di leva sono soliti acquistare una o più volte nell'arco dell'anno di servizio militare. Specialmente nel caso di quei giovani che si trovano a svolgere il proprio servizio in una località distante dalla propria città di residenza, può capitare di dover acquistare qualche capo di abbigliamento civile; è spesso in uso inoltre farsi fare alcune fotografie in divisa o comunque in compagnia dei propri amici e commilitoni (alcuni soldati hanno dichiarato di aver speso oltre 200 mila lire in fotografie!); accade spesso, infine, che il militare acquisti alcuni tipi di "gadgets" da utilizzare sulla divisa d'ordinanza (fazzoletti da collo, distintivi, fregi di vario tipo, ecc.). Per beni d'"investimento" si è fatto invece riferimento ad un insieme di prodotti, quali ad esempio la borsa da viaggio, la radio Hi-Fi, il walk-man, l'asciugacapelli, il rasoio elettrico e, in qualche caso, il televisore portatile, l'automobile o la moto, che vengono di solito acquistati all'inizio del periodo di leva. Sebbene le cifre destinate all'acquisto di tali prodotti siano complessivamente piuttosto considerevoli, l'effettiva ricaduta sull'economia della regione finisce con l'essere alquanto modesta, poiché nella maggior parte dei casi i militari hanno dichiarato di averli acquistati durante il periodo trascorso al BAR (Battaglione Addestramento Reclute) o addirittura nella propria c ittà di residenza, prima di partire per il servizio militare.

19 Rispeuivamcnlc di ! .38.800 e ! .35 mila al mese.

190


t.

APPENDICE A CRITERI DI COSTRUZIONE DELLA TAVOLA INTERSETTORIALE DELL'EMILIA ROMAGNA PER IL 1990 (TIER-90)

La tavola interselloriale dell ' Emilia Romag na per il 1990 (TIER-90) è lo Slrumento mediante il quale si è inteso valutare l'impatto delle spese militari nella regione. Il modello. sviluppato da W. Leontieff negli anni '30, dello delle "interdipendenze selloriali" è stato applicato nella sua versione "statica" cd "aperta" . La tavola intcrinduslriale utilizzata è composta da 18 branche 1, selezionate sulla base del tipo di documentazione statistica disponibile e comunque ritenute sufficienti per un impiego descrillivo della tavola stessa.

Tecniche di cosrru:ione della T/ER-90 La letteratura sull 'argomento in generale suggerisce due tipi di approccio alla costruzione delle tavole di interdipendenza: uno costituito dalle cosiddelle "tecniche dirette", l'altro dalle "tecniche indirette". Le prime si basano sull'impiego di fonti statistiche progettate e realizzate appositamente per la costruzione della tavola stessa, le seconde, invece, si avvalgono dell'impiego di dati statistici già disponibili sul mercato.

l Le 18 industrie dellu Javola regionale sono. nell'ordine: l CARBURANTI E PRODOITI ENERGETICI 2 ACQUA, ENERGIA ELETIRICA, ECC. 3 MINERALI FERROSi E NON FERROSI 4 CHIMICA. FARMACEUTICA. GOMMA E MATERIE PLASTICHE 5 PRODOITI IN METALLO E MACCHINE 6 MACCIIIN E DA UFFICIO, PROD01TI ELEITRICI ED ELEITRONICI 7 MEZZI DI TRASPORTO 8 AGRICOLTURA, ALIMENTARI, BEVANDE E TABACCHI 9 TESSILE, ABBIGLIAMENTO, LAVORAZIONI PELLI, ECC. IO LEGNO E MOBILI Il CARTOTECNICA ED EDITORIA 12 ALTRE MAN IFATTURE 13 COSTRUZIONI E GENIO CIVILE 14SERVIZI DELCOMM ERCIO 15 ALBERGHI E PUBBLICI ESERCIZI I6 TRASPORTI E COMUNICAZIONI 17 ALTRI SERVIZI VENDlB ILI I8 SERVIZI NON VENDIBILI

191


I risultati migliori sono naturalmente ottenibili mediante l'impiego di "tecniche dirette"2; queste contengono però due significativi limiti: richiedono un impiego di risorse, sia umane sia finanziarie, decisamente ingenti e tempi di elaborazione comunque particolarmente lunghi3. In questo caso si è stati quindi costretti a ricorrere alle tecniche ind irette, dove ndo disporne in tempi molto brev i. D 'altra parte, il fatto che la tavola dell'Emilia Romagna sia stata q ui utilizzata esclusivamente in un 'ottica descrittiva de l fenomeno dovrebbe tendere a limitare i possibili "danni" dovuti a l metodo d i costruz ione impiegato. La realizzazione della tavola ha richiesto tre fasi: a) riduzione a 90 delle 92 industrie presenti nella tavola intersettoriale italiana costruita daii'Istat ed aggiornamento temporale al l 988 dei coeflicienti tecnici; · b) riduz ione a 43 industrie de lla tavola nazionale e regionalizzazione dei coefficienti tecnici; c) riduzione a 18 delle industrie della tavola regionale per il 1988 e aggiornamento temporale al 1990 de i coefficie nti tecnici.

Metodo di stima della tavola in terse/loria/e li criterio utilizzato sia per l'aggiornamento temporale, sia per la regionalizzazione dello tavola nazionale, è il metodo bi-proporzionale di Stone, detto anche metodo " RAS"4. In sintesi, tale metodo per essere applicato richiede la sola conoscenza di due elementi, o ltre la matrice de i coefficienti tecnici "A", e cioè i vettori "R" ed "S". Essi vengono impiegati per " pre" e " post" moltiplicare la matrice "A", e contengono le informazioni relative al totale di riga e di colonna della matrice

2 In proposito si può consultare P.Costa, " La regionalizzazione di un modello inpur-output nazionale: una rassegna dell e tecniche", i n Archivio di studi urbcmi e regionali, 3-4, 1973 o C. Filippucci, A. Gardini, ''li modello input-output regionale c alcune considerazioni sul metodo biproporzionale per la sua costruzione", in P. Costa (a cura d i) lmerdipendenze indu.\·tritlli e programmazion e regio· naie, M il ano, F. A ngeli. 1978. 3 La tavola intersettoriale i taliana a 92 ind ustrie. costruita e pubblicata dall' IST A T, rich iede tempi d i elaborazione attua lmente non i nferiori ai cinque: anni. 4 Per indicazioni rela1i ve al metodo RAS si rimanda a:

Department of appl icd econom ics, lnput·OIIffJIII relnrionships 1954-1966, voi.3,''A program for growth'' 1963, London, Chapma n and Hall ; H. Bacharach, Biproporrional Marrices cmd lnput-OLII(JI/1 Clwnge, London, Cambridge Univcrsity Press, 1970; J. l?aeli nk, J. Wae lbrocck. "Etude cmpiriquc sur l'cvolu ti on dc coefficcnts Inpu t-Output", i n Economie Appliq11ée, n• l, 1963.

l O? , ,~


dei coeflicienti oggeno di stima; formalmente si ha: A 1 = R Ao S (l) in cui: - A 1 matrice stimata dei coefficienti tecnici "aggiornati"; - Ao matrice dei coefficienti tecnici originaria; - R ed S vettori trasformati dei totali di A 1. Si può osservare dalla ( l) che la qualità della stima di A 1 dipende innanzitutto dalla stima preliminare di " R" cd "S". Il vettore " R" è determinato dal rap porto: R(i) = TR(i) l l TR(i)o (2) per qualsiasi "i", con i = l ,2, ... , n. in cui: TR(i) è il coefficiente che esprime il totale degli output reimpiegati dall'i-esima industria della tavola, i pedici "O" ed "l" indicano la condizione di riferimento (O realtà di origine, l condizione aggiornata). Jn modo analogo, il vettore "S" è ottenuto come: S(i) = TC(i) l l TC(i)o (3) per qualsiasi "i", con i= 1,2, ... ,n. in cui: TC(i) è il coefficiente che esprime il totale degli inputs intermedi dell'iesima industria, mentre O e l hanno lo stesso significato precedente5.

Gli stimatori Il vettore ''TC 1",che rappresenta l' insieme degli inputs intermedi necessari all' i-esima industria per generare una unità di produzione lorda, è dato dal rapporto: TC1 =Tll1 l PL1 (4) in cui: Tll è il totale degli inputs intermedi dell'i-esima industria considerata, PL è la produzione lorda. Analogamente, il vettore "TR (,rappresenta l' insieme dei reimpieghi o output intermedi, per unità di produzione lorda, ed è definita dal rapporto:

5 Salvo diversa indicazione, il pcdice li'" sia in termini "spaziali'".

··o·• rappresenta la reahà di origine sia in termini "tempora193


in cui: TOI è il totale degli output intermedi dell'industria considerata. Nella prima fase di costruzione della tavola, la produzione lorda PL, gli inputs intermedi TII ed i reimpieghi TOI sono stati determinati come segue: -la produzione lorda nazionale relativa al 1988 è data dall'equazione: PL88 = Tllgg + TIP88

(6)

in cui: TTI è il totale degli inputs intermedi; TIP è il totale degli inputs primari; 88 è l'anno di riferimento. Il vettore "TII" è stato ottenuto impiegando dati IST AT relativi alla struttura dei costi per ogni industria della tavola. Il vettore "TIP", che rappresenta il valore aggiunto conseguito da ogni industria al termine del processo di trasformazione, è stato calcolato utilizzando i dati di contabilità nazionale6. Il vettore "TOI" è derivato dall 'equazione: TOI =PL- DF

(7)

-La domanda finale è stata determinata mediante la relazione: OF88 =[TP88 l IP85 ] DF85 (8) in cui: IP sono le imposte sulla produzione (IV A esclusa)?. La fase di regionalizzazione della tavola è avvenuta invece impiegando sti-

6 Nella stima delle diverse branche della tavola è stata seguita la procedura indicata daii'ISTAT per la costruzione della tavola italiana del 1982. La struuura dei costi intermedi è stata ottenuta, per la maggioranza dei settori della tavola, dall'indagine sulle imprese industriali e commerciali con più di venti addelli. L'impiego dci dati di contabilità nazionale è risultato più complesso. poiché spesso si è dovuto procedere alla suddivisione su più industrie della tavola di aggregati della contabilità. L'algoritmo impiegato per effeuuare questa operazione è: vAt88 = l vAcn 88 l vAcn85J VA135 (l) in cui: VA = valore aggiunto; cn/t =dato riferilo alla tavola interscuoriale oppure alla conwbilità nazionale 85/88 riferimento 1emporale del dmo; l'applicazione della (l) implica l'ipotesi di invarianza della composizione interna del valore aggiunlo delle branche 1ra il 1985 cd il 1988. 7 La suddivisione tra domanda finale c rcimpieghi -TO!- per essere individuata corrcuamcnte deve essere s1ima1a direuamentc tramite la rilevazione di quesla informazione presso gli stessi agenti economici.

11\A

,,...


matori e fonti statistiche diverse daJie precedenti. La produzione lorda regionale è stata stimata mediante lo stimatore: PLr = TIIr + TIPr

(9)

i simboli qui riportati hanno lo stesso significato della (6), "r" denota il riferimento regionale degli aggregati. Per la stima di "TIIr" si è impiegata l'equazione:

in' cui: ADO rappresenta gli addetti, espressi in "unità di lavoro equivalenti"; rln specifica il riferimento al tipo di dato ("r" regionale, "n" nazionale). La stima dell'output intermedio regionale, TOI, è ottenuta imponendo l'ipotesi che il rapporto tra ''TOI" e ''TII" sia uguale sia a livello regionale che nazionale. Formalmente, lo stimatore è: TOlr =[TOin l Tlln1 Tilr (Il) Anche nell'ultima fase di costruzione della tavola si è fatto uso dei dati della contabilità regionale dell'1STAT. In questo terzo stadio la produzione lorda, PL, è stata calcolata mantenendo costante il rapporto "PL/ADD", ovvero: PL90 = [PL88 l ADDss1 ADD 90 (.12) Gli inputs TII e gli outputs TOI intermedi sono dati dalle seguenti relazioni: T11 90 =PL90 - TIP 90 (13) TOI90 = [TOI88 l Trr88] Tn90 ( 14) Nel corso della costruzione del la tavola regionale, il metodo di stima dei coefficienti di ogni industria è stato integrato con "correzioni puramente manuali"S.

Lo stimatore qui usato implica !"ipotesi di invarianza temporale nel rappono tra la domanda finale -DF- ed il livello medio di imposte sulla produzione di ogni industria della tavola. Ammesso che per periodi contenuti ciò sia statisticamente attendibile, tale ipotesi non è suffragata da alcuna considerazione di carattere economico. Infi ne, occorre sottolineare come, nelle scelte dello stimatore "indiretto", si siano privi legiati gli aspetti connessi all a disponibilità di informazioni, in quanto nessun stimatore indiretto presenta un soddisfacente livell o di esplicazione teorica. · 8 Come suggerisce I'ISTAT stessa, in Tavola inrerseltoriale dell'economia iwliana 1982, Collana di informazione n• 22. 1987, pag. 17, al fine di ottenere una maggiore significatività delle stime è possibile utilizzare informazioni '·esterne'' ai processi di stima impiegati, modificando, conseguentemente il valore dei coefficienti.

195


È da sottolineare, per altro, che il numero di coefficienti modificati è stato significativamente inferiore, in termini percentuali, a quello indicato nella analoga esperienza di costruzione della tavola regionale dell' Emilia Romagna per il

19779.

9 C. Fi lippucci, A.Gardini. Lo tavola delle imcrdipendenze scuorìali deii'Emìlìa Romagna, Bologna. Clucb, 1986.

196


APPENDICE E NOTA TECNICA SUL PIANO DI CAMPIONAMENTO

La realizzazione delle tre indagini statistiche utilizzate' nella ricerca ha reso necessario predisporre una appropriata metodologia di campionamento della popolazione di riferimento. Il campione è stato impostato a due stadi: - il primo per quote: la popolazione oggetto di studio è stata cioè selezionata in base alla variabile strutturale "reddito" e "durata del servizio" che differenzia i militari di carriera da quelli di leva, e dai volontari a ferma prolungata (VFP), allo scopo di rilevare possibili differenze nel live llo e nella composizione delle voci di spesa; - il secondo casuale. Le numerosità campionarie di ufficiali & sottufficiali e di militari di truppa & volontari sono state scelte per i due gruppi con un intervallo di confidenza pari al 95%, la seguente tabella contiene le informazioni principali riguardanti il campio ne: N variaz.%

N

T%

n

U/S

89.0.

5358

8.85

120

T/V

-47.1

10127

5.74

283

U/S T/V N T% n

= ufficiali e sottufficiali =truppa e volontari = numerosità della popolazione = errore ammesso = numerosità del campione

Si è ipotizzata una presenza militare complessiva (N) di 15000 unità, un margine d'errore pari (o inferiore) al 5% (T=0.05) ed intervalli di confidenza per le stime del 95% (P=0.95), con un conseguente campione di 375 unità (n=375). Prevedendo di dover escludere dall 'analisi un certo numero di questionari, senza per questo ridurre l'attendibilità dei risultati, si sono considerate 420 unità complessive (n=420, con T=0.47) così suddivise:

l L'appendice D conti ene i testi dci questionari utilizzati.

197


- per Arma e grado: n

E.l A.M

U/S

TN

70 50

157 88

227

m

- per installazione e grado: U/S 611 Dir. Genio 121 • Rgt. Art. Contraerea Rgt. Genio Ferrovieri 4311 Comp. Trasmissioni Btg. Logistica "Friuli" 66• Btg " Valtellina" Distr. Mil. Forll 8• Stormo l l • Gruppo Radar 14• Deposito A.M. 63. Deposito A.M.

T/V

5

15

20

60

IO IO IO IO

38 14 20

38

5

IO

25

50

IO IO

18

5

IO IO

La scelta delle unità da campionare al secondo stadio è stata delegata ai singoli Comandi di Reparto, mentre la compilazione del questionario è stata effettuata dai militari selezionati con l'aiuto degli intervistatori.

198


APPENDICE C ALLEGATO STATISTICO DALL'INDAGINE CAMPIONARIA

N" l · QUADRO RIASSUNTIVO DEl DATI RELA11VI AL QUESJ10NARIO PROPOSTO AD UFFlCIALI E SOTIUFFICIALI

INumerosità. del campoone

1201

%1

l'l cmpo mCdto dt pc:rmanenz.a

!Stato caVI le

8.3 15.0 7.5 19.2 50.0

meno di l anno

Celibi S osati Totale

l -3anni 3 · 5anni 5-!0anni più di l O anni

~ !Distanza dal luog,o di lavoro

Ominuti fino a 15 minuti fino a 30 minuti fino a 45 minuti fino ad l ora c più

%1 20.8 35.9 22.5 10.0 !0.8

IMetto di trase!!rto usato

%1

A piedi Meno pubblico Autovettura

IF~uenu ai circoli

%1

Almeoo 213 volte

13.3

per acttimana

~

Almeno l volta parsc:ttimana

9.2

Meno di 4 volte

11.7

aJ mese Meno di l volta al mese

65.8 l

IAbìtuione eosseduta

%1

!Dove trascorre le lerie

%1 ITraslerimenti richiesti

Demanio Affitto ente pubblico Affitto privato Ptoprietl 43.9% mutuo Altra !orma

100.0

t

si

38.3 2.5 20.0 34.2 5.0

JQQ:!! ICommoditico

%1

lshoeei•&

%1 IAttivìti •!!!!rtivc: l Us.o imelanu miUtari

% 491 40.81

Note: per "commodities .. si intendono gli acquisti quotidiani, per i ..shopping goods" inVtte i beni ad acquisto mòtivato. Fonte: elaborazioni Nomisma su dati campionari.

199


l

N"2 - QUADRO RIASSUNTIVO DEI DATI RELATIVI AL QUESTIONARIO PROPOSTO AI GRADUATI E MILITARI DI TRUPPA

El

~~uaero intervirtmi

Vivono con i genitori

AM 157 155

AM·EI 88 85

2.45 240

Mil ilare:

Oaae di età/età media 18Ami 19Anni :W Ami 21Ami 22Ami 23Ami 24Ami 25Ami 26Ami 27Ami 28Ami

Titolo di studio

licenza elementare Licenza media Qualif.profesrionale Diploma ruperiore laurea

AM·El 13 79

so

31 32 11 3 7 8 9 2 245

21).8

20.8

"

5.3 32.2 21).4 12.7 13.1 4.5 1.2 2.9 3.3 3.7 0.8 100.0

AM·EI 8 103 9 113 12 2.45

El 9 46 38 25 17 4 2 3 4 ·7 2 1ST

"

5.7 29.3 2.4.2 1$.9 10.S 2.5 1.3

3.3 42.0 3.7 46.1 4.9 100.0

20.8 4.5 37.5 13.6 6.8 17.0 8.0

u

6 15 7

4.5 1.3 100.0

l

u

4 4 2

4.5 4.5 2.3

o

·o.o

88

100.0

"

3.8 40.8 3.8 4S.9

"

2 39 3 41 3 88

5.7 100.0

1.2% ·8.2" 10.6"

9.1" ,.2% -5.4" 0.1" ·2.6" ·2.0"

2.2"

1.3%

Vt~t.%

AM 6 64 6 72 9 157

v..." (')

"

4 33

L9 2.5

El

"

AM

2.3 44.3 3.4 46.6 3.4 100.0

(•) 1.5%

·3.6" 0.4" -o.7" 2.3"

.. Lavoro ~~vevmo Wl lavoro Contim1ennno ad averlo

AM·Et 200 153

El

"7U IU

122 95

v..."

AM

"77.9 77.7

78

sa

"7U 88.6

(•)

•10.~1 3.5"


Distanza da casa: Clcse di dirtanza/llledia

AM·EI

206Km.

2SJ.Km.

El

'Jt meno di 20 Km.

20- so Km. so ·100 Km. 100-200 Km. 200· 400 Km. 400 ·800 Km. più di 800 Km.

Cl me di d.irtmza

meno di 20 Km.

20- so Km. S0·100Km. 100· 200 Km. 200· 400 Km. 400. 800Km. più di 800 Km.

Residenti in provincia: Provinci3

38 51 39

so

25 32

lS.S

20.8 15.9 20.4 10.2 13.1

lO

u

245

100.0

AM·EI

22 24 23 33 21 26 8 157

14.0 15.3 14.6 210 13.4 16.6 5.1 100.0

o

l 105

127Ka.

"

18.2 30.7 18.2 19.3 4.5 6.8 2.3 100.0

13 lO 5 14 4

64.7 37.3 39.2 11.8 0.0 10.0 42.9

o

1 47

13 23 14 6 2

59.1

4t7 20.8 58.3 16.7 0.0 12.5 29.9

o o

58

"

8t3 85.2 St9 22.2 7.4 0.0 0.0 65.9

(•) -4.2~

·15.4'-' -3.5~

L7'-' 8.8% 9.1'-' 2.8%

(•)

·22.2" ·43.5'll\ ·31.0" 36.1% 9.3" 0.0" 12.5%

Var.'.'l'.

AM

El

Var.~

Ve."

'Jt

"68.4

AM·EI

16 27 16 17 4 6 2 88

AM

El

26 33 19 20 6

AM

'Jt

(•)

Bologna ~1odena

38 20

Ferrara

11

Ravenna Forlì Reggio nell'Emilia

13 35 12 6

Parma Piacenza

s

140

15.5 8.2 4.5 5.3 14.3 4.9 2.4 2.0 0.6

19 lO 6

50.0

so.o

78

54.5 46.2 57.1 66.7 66.7 100.0 55.7

101 28 48

% 64.3 27.7 30.6

6

20 8 4

s

19 10 . 5' 1 15 4 2 62

50.0 50.0 45.5 53.8 42.9 33.3 33.3 0.0 44.3

53 12 19

% 60.2 22.6 21.6

o

0.0'.'1'. O. O% 9.1'.'1'. ·7.1" 14.3'.'1'. 33.3'.'1'. 33.3" 100.0'.'1'.

Attività sportive·

AM·EI

~Praticaveno attiVità Continueno a preticarle Utilil:zeno imo. militari

154 40 67

Vai-.%

AM

El % 62.9 26.0 27.3

(•)

u11

5.1'.'1'. 9.0%


fllllli&lia: Cl~ac di provenic:nz:a del capofemiglia

AM·EI

Açìcoltori

zo

Operai Impieaati

67

Diri&enti lmprend.Commerc. Lib.Profea.

Arti&iani Pensionati

N" redditi in t.aiglia (')

D.iroccupllll Monoreddito 2 Redditi 3 Redditi 4 Redditi 5 Redditi 6 Redditi T Redditi

Contributi dalla famiglia Ricevono conlnòuti di cui us1111o setvizi b1111cari us1111o vaglia in contanti

"

32

8.3 27.9 13.3

19 39 5 26 32 240

16.3 2.1 10.8 13.3 100.0

1.9

AM·El

43

8 1

o

2 240

AM·EI 236 62 3S 139

547 103

:z

0.8 34.6 42.1 17.9 3.3 0.4 0.0 0.8 100.0

9.0 28.4 10.3

u

13.5

12.9 100.0

50 65

"

(')escluso il militare

Fonte: elaborazioni Nomisma su dati c8111pi0TIIIri.

7.1 27.1 18.8 7.1 18.8 1.2 5.9 14.1 100.0

o

32.3 41.9

33 36 15 l

28

18.1

7 1

4..5 0.6 0.0 1.3 100.0

o 2 15S

33 27 91

565 136

o o o

85

"

85 29

96.:2 21.'9 17.<) 60:3

0.0 38.8 42.4 17.6 L2 0.0

o.o

0.0 100.0

8 48

% 96.6 34.1 9.4 56.5

AM

"...

-~

(')

"

A.\1 151

:Z.O% 13% ·8.5S L3% ·4.K L4% 7.7S

Vw.%

L3

El

·" ...

23 16 6 16 1 5 12 85

14.8 2.6

El % 96.3 26.3 14.8 58.9

(')

' "

"

AM

"

Distanza media per contributo K111 Tipologia contributo AM·EI

l~aglia Setvizi b1111cari

14 44 16 13 23 4 21 20 155

El

2 83 101

Vw.%

AM

El

489 66

"

-

1.3S -6.6% ..0.4% 0.4% 3.3% 0.6% O.K 1.3"

Vnr.% (') ·0.4% ·12.3% 8.5% 3.8%


N"3 - QUADRO RIASSUNTIVO DEI DATI RELATIVI AL QUESTIONARIO PROPOSTO AGU ACCADEMISTI DI MODENA

Militare:: Classe di eU/età media 19 Anni 20Anni 21 Anni 22Anni 23Anni 24Anni 25Anni 26Anni non risponde

Distanza da casa· Classe di distanza/media meno di 20 Km. 20 - 50 Km. 50-100 Km. 100 - 200 Km. 200 - 400 Km. 400 - 800 Km. 800 - 1000 Km. più di 1000 Km.

Totale 21 82 43 28 l l 3

20.6 11.6% 45.3% 23.8% 15.5% 0.6% 0.6% 1.7% l 0.6% l 0.6% 181 100.0%

Totale 591Km. LI% 2 2 1.1% 1 0.6% 14 7.7% 46 25.4% 78 43.1% 18 9.9% 20 11.0%

T'rtolo di studio Maturità classica Maturità scientifica Istituto tecnico Altro non risponde

25 91 59 5 1

13.8% 50.3% 32.6% 2.8% 0.6%

181 100.0%

Dispongono di auto propria . aJ seguito: classe d'adastanza meno di 100 Km. 100-200Km.

200 - 400Km. 400-600Km. 600-SOOKm. 800- 1000 Km. più di 1000 Km.

l

2 6 3 l

1 3

5.9% 11.8% 35.3% 17.6% 5.9% 5.9% 17.6%

17 100.0% 181 100.0%

Provenienu per area R.eottralica Nord di cui io regione Centro Sud e Isole non risponde

45 7 46 89 l

24.9% 3.9% 25.4% 49.2% 0.6%

181 100.0%

Attrività sportiw:: Praticavano attività Continuano a praticarle · Utilizz.ano impianti militari Utilizzano impianti esterni di cui vicini di cui lontani

141 1-20 117 ·3 2 1

77.9% 85.1% 97.5% 2.5% 1.7% 0.8%


Famiglia: Clas3e di provenienza del capo(amiR)ia Agricoltori Operai Impiegati Dirigenti Imprend.Commerc. Lib.Profess. Artigiani Ul!iciali di carriera Sottufficiali di carriera Pensionati Altro

4 8 50 15 12 8 7 22 24 24 7

2.2% 4.4% 27.6% 8.3% 6.6% 4.4% 3.9% 12.2% 13.3% 13.3% 3.9%

181 100.0% Occasioni di visita! famigliari, amici ed affetti penonali 873 749

53.8 46.2

Totale

1622

100.0

Distanza media da casa

Km.

n

!Con uso albergo !Senza uso alkr&o

~ ~an uso albergo

Senza uso albef]l.o

652 391

140 38

Totale

596

178

Fonte: elaborazioni Nomisma su dati campionari.

Contribu1i/Riso.umi Ricevono contributi famigliari Ricorrono a risparmi propri Contributi e rispanni Non rispondono

A mezzo di: Conto corrente proprio Bancomat Assegno non trasferibile Vfglia Contanti

Di3tanza media per contributo e servizio Conto com:nte proprio Bancomat Assegno non tras(eribile Vaglia Contanti

otale 5 93 11 72

!rotaie 20

63 1 9 16

Km. 515 608 880 678 538

% 2.8% 51.4% 6.1% 39.8%

% 18.3% 57.8% 0.9% 8.3% 14.7%

Km. 589 678 538


l

APPENDICE D QUESTIONARI UTILIZZATr NELLE INDAGINI CAMPIONARIE

INDAGINE CONOSCITIVA: UFFICIALI E SOTTUFFICIALI

Parte generale: l) Indicazione del grado _ _ __ 2)età _ _ 3) stato civile:

se ha figli, indicare:

celibe _sposato n. di figli _ _ _ __ numero - - - -- età-- - - - - - tipo di scuola _ _ __ tipo di lavoro _ _ __

4) altri parenti convivono nella vostra famiglia?

se sì, indicare:

numero - - - - - età lavoro _ _ _ _ __ pensionato/a _ _ _ __

5) da quanti anni è in Emilia Romagna? _ l o meno _ da l a 3 _da 3 a 5 _ da 5 a IO _ oltre IO 6) la sua abitazione quanto dista dal posto di lavoro? _O (se all'interno dell'installazione militare) fino a 30 minuti _ fino a 15 minuti _ fino a 45 minuti _ fino ad l ora o più con quale mezzo si reca al posto di lavoro? _con mezzi pubblici (autobus o ferrovia) _ a piedi _ in auto (o con altri mezzi privati) 207


7) ha presentato negli ultimi due anni domanda di trasferimento per motivi di ordine familiare/privato?

SI'

NO

Parte economica: A) parte generale:

l) quante persone in famiglia (escluso lo scrivente) svolgono un'attivitĂ lavorativa o comunque percepiscono un reddito? _coniuge _ altre (nâ&#x20AC;˘: ....) quale attivitĂ svolgono? coniuge altro altro lavoro autonomo pubblico lavoro dipendente: privato ed in particolare: agricoltore artigiana/o commerciante libera/o professionista imprenditrice/tore operaia/o impiegatalo funzionaria/o insegnante dirigente pensionata/o casalinga

2) rispetto al proprio reddito, il contributo percepito dal coniuge risulta: inferiore _ poco inferiore _ uguale _ poco superiore _superiore rispetto al proprio reddito, il contributo percepito dall'altro/i compone/Ile/i dellafamiglia risulta: inferiore _ poco inferiore _ uguale _ poco superiore _ superiore

208


3) quanta parte del reddito familiare viene risparmiato? indicare in% del reddito netto (in busta paga) annuo: _ tra il 5 ed il 9% _ tra il lO ed il 15% _oltre il 15%

4) il tipo di abitazione in cui abita è: _ proprietà del demanio militare; _ in affitto dal Comune o altro ente pubbHco convenzionato; _ in affitto da privato; _ di proprietà; _altre forme (specificare) _ _ _ __ 5) se non. è proprietà del demanio militare, quanta parte del reddito netto (in busta paga) mensile viene spesa per l'affitto della casa? indicare in %

6) se di proprietà, è intestatario di un mutuo per la casa?

SI'

NO

se sì, quale è l'ammontare annuo pagato per la sua estinzione? _ _ _ __

B) Parte relativa ai benefici derivanti dallo status di militari: L) Quanta parte del reddito personale mensile (del solo militare) è spesa all'interno de ll' installazione militare (spacci, mense, circoli uff. e sottuff., impianU sportivi, magazzini di commissariato ed altro)? fino al 5% dal 5 al l 0 % dalll all5% oltreil 15%

2) usufruisce di ristoranti/circoli uff. e sottuff. per pranzi o altro al di fuori dell'orario di lavoro (escludendo i pasti consumati in orari di servizio): almeno 2/3 volte la settimana _almeno l volta la settimana meno di 4 volte almese meno di l volta al mese

3) usufruisce di ùnpianti sportivi interni all'installazione militare? SI' NO 209


se sì: _in alternativa ad impianti esterni? _ insieme ad impianti esterni (stesso sport)? _insieme ad impianti esterni (per altri sport)? con qualefi"equenza? almeno 2/3 volte la settimana almeno l volta la settimana meno di 4 volte al mese meno di l volta al mese 4) quando è in servizio, dove consuma i suoi pasti? _ aJI'interno dell' installazione militare; _ a casa propria; fuori dell'installazione militare 5) durante i periodi di f erie o le festività (Natale, Pasqua, ecc.) di solito si reca: _presso località turistiche all'interno della regione; _ presso località turistiche all 'esterno della regione; _ nella città (fuori regione) d'origine; _ nel proprio luogo di residenza 6) usufruisce di soggiorni estivi/invernali di proprietà della Difesa (o convenzionati)?

SI'

NO

se sì, dove? _ in regione _ fuori region~ tali soggiorni rappresentano quanta parte delle ferie annuali? n. di giorni ...... rispetto a n. di giorni totali ..... .

7) usufruisce di soggiorni termali in stabilimenti militari (o convenzionati) per cure dovute a malattie di servizio?

SI'

NO

se sì , dove? _ in regione _ fuori regione per quanti giorni all ' anno in media? 8) usufruisce di facilita zioni nei trasporti tramite mezzi militari nel percorso lra la propria abitazione ed il posto di lavoro o per altri spostamenti non direttamente legati al servizio?

SI' 210

NO


se sĂŹ, con che frequenza? _ tutti i giorni almeno una volta alla settimana raramente

C) Spese al di fuori dell'ambito militare:

l) per le spese giornaliere o comunque piĂš frequenti, utilizza in genere negozi o altro posti a meno di lO minuti a piedi: _ dall'abitazione dall'installazione militare di che genere di prodoui si tratta (specificare)? 2) per gli altri tipi di spesa (es.: abbigliamento, beni durevoli, ecc.) preferisce: _ il centro della cittĂ ; - la periferia;

_ i grandi magazzini e g li ipermercati ; 3) in media, quallfo del reddito consumato in un mese ricade nelle seguenti categorie (in%)? affitto dell'abitazione prodotti alimentari e bevande abbigliamento e calzature trasporti ed auto tabacco arredamento, mobilio ed altro divertimento e tempo libero altre spese TOTALE CONSUMI

100%

211


INTERVISTA Al SOLDATI E GRADUATI DI TRUPPA

Parte generale: O) Principali dotazioni dell'installazione (menzionare se effellivamente funzionanti): _ macchine automatiche per bevande ed alimenti; _telefoni; _ pizzeria/trattoria a pagamento; _ cinema; _ sala lettura; _ sala musica; _sala TV; _ giornalaio; _ impianti sportivi (anche palestre; ad uso truppa); _ emporio (articoli vari); _ bar- sala giochi; _ parcheggio auto per la truppa l) indicazione del grado _ __

2)etĂ _ __ 3) stato civile:

celibe _ sposato

4) titolo di studio: licenza elementare maturitĂ laurea

licenza media

5) da quanto tempo stai prestando il servizio di leva? n. di mesi: 6) in quale comune sci residente? comune: (provincia di _ _ ) quanto dista dalla caserma dove svolgi i[ servizio?

Km. 7) vivi con i tuoi genitori o parenti?

SI' 2 12

NO


8) quante persone in famiglia percepiscono un reddito? _ padre madre _altre (n•:... ) quali attività svolgono? padre madre lavoro autonomo lavoro dipendente: pubblico privato agricoltore artigiano/a commerciante libero/a professionista imprenditore operaio/a impiegato/a funzionario/a insegnante dirigente pensionato/a casalinga

altro

altro

8) avevi già un lavoro prima di partire per il servizio militare?

SI'

NO

se sl, si trattava di attività: continuatjva saltuaria _di lavoro autonomo _di lavoro dipendente cd in particolare: _ agricoltore _ operaio _ artigiano _impiegato commerciante funzionario _ libero professionista _insegnante _ imprenditore _dirigente potrai tornare a svolgere la stessa attività una volta finito il servizio militare?

SI'

NO

213


La vita sociale durante il servizio militare l) hai portato con te la tua (o dei genitori) automobile (o moto)? SI' NO se sì, quale ne è l'uso più frequente (massimo 2 risposte)? _tutte le sere, per andare in libera uscita; _durante i week-ends, per andare a casa o in gita; _ soltanto in caso di licenze, per andare a casa o in gita; _altro (specificare) _ _ _ _ __ _ dividi le spese di mantenimento con i tuoi compagni?

SI'

NO

2) se non hai un tuo mezzo di trasporto, che mezzi usi con maggiore frequenza durante la libera uscita (massimo 2 risposte)? _ a piedi _ ferrovia; _ altri mezzi pubblici; _taxi; _passaggi in auto o moto di amici

3) se non hai un tuo mezzo di trasporto, che mezzi usi con maggiore frequenza durante le licenze (massimo 2 risposte)? _ferrovia; _ altri mezzi pubblici; _taxi; _ passaggi in auto o moto di amici

4) da civile praticavi uno sport e/o un hobby con continuità?

SI' se sì, di che tipo?

NO

5) frequenti un impianto sportivo nella località dove svolgi il servizio militare? SI' NO se sì, dove? vicino alla caserma lontano dalla caserma utilizzi impianti sportivi mil itari?

SI'

NO

6) nel corso della settinwna (dal Lunedì al venerdì) quante volte esci durante l' orario della libera uscita? 214


7) quando esci, cosa fai (si possono dare pil! di una risposta; nessuna risposta= mai)? ogni tanto sempre spesso passeggio per la cittĂ ceno fuori vado a fare spese vado in sala giochi vado al cinema o teatro vado in discoteca vado in palestra/altri impianti sportivi vado a casa mia, da amici,ecc. altro( ..........) 8) in un mese quante volte esci il sabato e/o la domenica se non vai a casa e non sei di servizio in caserma per tutti e due i giorni? 9) c he cosa fai in queste occasioni (si possono dare piĂš risposte; nessuna risposta =mai)? ogni tanto sempre spesso passeggio per la cittĂ ceno e/o pranzo fuori vado a fare spese vado in sala giochi vado al cinema o teatro vado in discoteca vado in palestra/altri impianti sportivi

vado in gita all'interno della regione vado in gita al di fuori della regione altro( .......... )

215


Parte economica: A) parte generale: l) quanto spendi complessivamente nell'arco di una giornata (dal lunedÏ al venerdÏ) sia in caserma sia durante la libera uscita? meno di 5.000 lire ¡ dalle 5.000 alle 15.000 dalle 15.000 alle 25.000 _oltre le 25.000 2) quanto spendi in media i/ sabato e la domenica se non vai a casa e non sei di

servizio per l' intero periodo? fino a 10.000 da 20.000 a 30.000

da 10.000 a 20.000 o ltre 30.000

3) quanto spendi complessivamente in media al mese? _ meno di l 00.000; _ tra le 100.000 e le 200.000; _tra le 200.000 e le 400.000; _ tra le 400.000 e le 600.000; o ltre le 600.000 4) ricevi dei contributi da casa o utilizzi tuoi risparmi? _ miei risparmi contributi da casa 5) con che frequenza mensile? meno di una volta una volta

entrambi

_ piĂš di una volta

6) in che modo ti arrivano?

_vaglia postale ho un mio conto corrente _ li prendo quando vado a casa

_assegno non trasferibile _ ho un mio "bancomat"

7) quanta parte della tua spesa giornaliera viene effettuata all'interno dell'installazione militare (allo spaccio, al bar, dal giornalaio, in sala giochi, per telefonare, di tabacco o altro)? nessuna _ da 5.000 a 7.500

fino a 2.500 _oltre le 7.500

da 2.500 a 5.000

8) dove effettui in genere i pasti fuori dalla caserma (una risposta sola)? bar _ paninoteca/fast-food _pizzeria trattoria ristorante a casa

216


i locali che frequenti maggiormente sono: _sempre negli stessi posti, in prossimitĂ della caserma; _sempre negli stessi posti. lontano dalla caserma; _ dove mi capita, in prossimitĂ della caserma; _ dove mi capita, lontano dalla caserma; _ dove mi capita 9) dove vai in genere a telefonare? _ all'interno della caserma; _ vicino alla caserma; _ presso la stazione ferroviaria; _ nel centro cittadino; _ nei centri della S IP; _ dove mj capita l O) quanto spendi in 11110 settimana per i seguenti beni e servizi? negozi alimentari trattorie, pizzerie, ecc. per telefonare sale giochi tabacco o altro benzina giornalettj, quotidiani o libri altro (specificare) Il) quanto spendi in 1111 mese per i seguenti benj e servizi ? discoteca, cinema ed altri spettacoli palestra o altro sport lavanderia ferrovia, taxi o autobus barbiere articoli da toletta altro (specificare) 12) quanto hai speso finora per i seguenti beni e servizi? negozi ili gadgets militari abbigliamento e calzature negozi foto altro (specificare) 217


13) hai fatto acquisti di beni di consumo durevole specificatamente per il servizio militare, tipo? dentro la

nella

nella

caserma

tua

cittĂ dove

cittĂ

svolgi il servizio

borsa/altri articoli da viaggio walk-man televisore portatile radio/registratore rasoio elettrico/asciugaeapell i macchina fotografica mezzi di trasporto (moto

oauto)

altro (specificare)

14) quanto hai speso, complessivamente? meno di l 00.000

da l 00.000 a 200.000

da 200.000 a 499.000

da 500.000 ad l milione

oltre l milione.

218


INTERVISTA AGLI ALLIEVI DELL'ACCADEMIA MILITARE DI MODENA

Parre generale: l) Anno di frequenza all'Accademia _ _ 2)età _

_

3) titolo di studio: maturità classica maturità scientifica istituto tecnico _altro, specificare: _ _ _ __ 4) da quanto tempo è in Accademia? n. di mesi: 5) in quaJe comune è residente? comune: (provincia di quanto dista da Modena? Km. _ _ 6) prima di entrare in Accademia, viveva con i Suoi genitori o parenti? SI' NO 7) l'attività del capo-famiglia è: agricoltore artigiano commerciante dirigente funzionario impiegato imprenditore

insegnante libero professionista operaio pensionato sottufficiaJe ufficiale altre

Lc1 vita sociale negli anni dell'Accademia

l) ha portato con sé la Sua automobile (o moto)? SI' NO se sì, quale ne è l'uso più frequente (massimo 2 risposte)? _ tutte le sere, per andare in libera uscita; 219


_durante i week-ends, per andare a casa o in gita; _soltanto in caso di Licenze, per andare a casa o in gita; _ altro (specificare) _ _ _ _ _ __ divide le spese di mantenimento con i S uoi compagni?

SI'

NO

2) se non ha un Suo mezzo di trasporto, che mezzi usa con maggiore frequenza durante la libera uscita (massimo 2 risposte)? _a piedi; _ ferrovia; _ altri mezzi pubblici; _ taxi; _ passaggi in auto o moto di amici 3) se non ha un Suo mezzo di trasporto, che mezzi usa con maggiore frequenza durante le licenze (massimo 2 risposte)? _ ferrovia; _ altri mezzi pubblici; _taxi; _ passaggi in auto o moto di amici 4) prima di entrare in Accademia, praticava uno sport e/o un hobby con continuità?

SI'

NO

se sì, di che tipo? 7) frequenta un impianto spoi:tivo a Modena?

SI'

NO

se sì, dove? vicino all' Accademia lontano dall' Accademia utilizza impianti sportivi in Accademia?

SI'

NO

8) da quando è in Accademia, quante visite ha ricevuto da parte di genitori, parenti o amici? indicare n. in q uante, a Suo giudizio, i Suoi ospiti hanno usufruito di servizi alberghieri? indicare n. per quante notti, in media?

220


9) nel corso della settimana (da/lunedì al venerdì) quante l'orario della libera uscita? _ __

volte esce durante

10) quando esce, cosa fa (si possono dare più di una risposta; nessuna risposta =mai)? ogni tanto spesso sempre passeggio per la città ceno fuori vado a fare spese vado al cinema o teatro svolgo attività sportiva vado a casa da amici, ecc. altro( .......... ) 11) in un mese, quante volte esce il sabato e/o la domenica senon va a casa e non è di servizio in Accademia per tutti e due i giorni? _ _ _ __ 12) che cosa fa in queste occasioni (si possono dare più risposte; nessuna risposta =mai)? ogni tanto sempre spesso passeggio per la città ceno e/o pranzo fuori vado a fare spese vado al cinema o teatro svolgo attività sportiva vado in gita all'interno della regione vado in gita al di fuori della regione altro ( ..........)

Parte economica: l) quanto spende complessivamente nell'arco di una giornata (dal lunedì al venerdì), sia in Accademia sia durante la libera uscita? meno di 5.000 lire dalle 5.000 alle 15.000 dalle 15.000 alle 25.000 oltre le 25.000 221


2) quanto spende in media il sabato e la domenica, se non va a casa e non è di servizio per l'intero periodo? fino a 10.000 _ da 10.000 a 20.000 da 20.000 a 30.000 oltre 30.000 3) quanto spende complessivamente in media al mese? _ meno di 500.000; _ tra le 500.000 e le 800.000; _ tra le 800.000 ed l milione; oltre l milione 4) oltre allo stipendio, riceve contributi da casa o utilizza Suoi risparmi? _ nùei risparmi contributi da casa entrambi 5) con che frequenza mensile? meno di una volta una volta 6) in che modo Le arrivano? _ vaglia postale ho un mio conto corrente _ li prendo quando vado a casa

_ più di una volta

_ assegno non trasferibile _ ho un mio "bancomat"

7) quanta parte della Sua spesa giornaliera viene effettuata all'interno dell'Accademia (alla bouvette, al circolo, dal giornalaio, per telefonare, o altro)? da 2.500 a 5.000 nessuna fino a 2.500 da 5.000 a 7.500 oltre le 7.500 8) che locali frequenta.fì.tori dall'Accademia (massimo due risposte)? caffè _pizzeria trattoria ristorante a casa i locali che frequenta maggiormente sono: _sempre negli stessi posti, in prossimità dell'Accademia; _ sempre negl i stessi posti, lontano dall'Accademia; _dove mi capita, in prossimità dell'Accademia; _ dove mi capita, lontano dall'Accademia; _ dove mi capita 9) dove va in genere a telefonare? _all'interno dell'Accademia; _ vicino all'Accademia; _ presso la stazione ferroviaria; _nel centro cìttadino;

222


_ nei centri della S IP; _dove mi capita l0) quanto spende in una settimana per i seguenti beni eservìzì? negozi alimentari ristoranti, trattorie, ecc. per telefonare tabacco o altro benzina quotidiani, riviste o libri altro (specificare) Il ) quanto spende in tmmese per i seguenti beni e servizi? discoteca o altri locali cinema ed altri spet. attività sportiva lavanderia ferrovia, taxi o autobus barbiere articoli da toletta altro (specificare) 12) quanto ha speso finora per i seguenti beni e servizi? articoli militari abbigliamento e calzature (civile) negozi foto altro (specificare) 13) ha fatto acquisti dì beni di consumo durevole prima di entrare in Accademia o durante il periodo di permanenza? nella a dentro la Modena Accademia Sua città asciugacapelli borsa/altri articoli da viaggio macchina fotografica mezzi di trasporto (moto o auto) radio/registratore 223


rasoio elettrico televisore portatile altro (specificare) 14) quanto ha speso, complessivamente? meno di 100.000 da 200.000 a 499.000 oltre l milione.

224 l

da 100.000 a 200.000 da 500.000 ad l milione


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Collana del «Centro Militare di Studi Strategici» l. 2.

«<l reclutamento in Italia» «Stor ia del ser vizio militare in Italia» dal 1506 al1870, Vol. l 3. dal 1871 al 1918, Vol. II 4. dal l919 al 1943, Vol. III 5. dal 1943 al 1989, Vol. IV 5bis «Storia del servizio militare in Italia - La difesa della Patria» (1945-1991) Vol. V, Tomo I «Pianificazione operativa e sistema di reclutamento» 5tcr «Storia del servizio militare in Italia - La difesa della Patria» (1945-1991) Vol. V, Tomo IT «Servizio militare e servizio civile - Legislazione e statistiche» 6. «Soppressione della leva e costituzione di Forze Armate volontarie» 6a. «Riflessioni sociologiche sul servizio di leva e volontariato» 7. «L' importanza militare dello spazio»

di Autori vari di V. Ilari

di

V. Ilari

di

V. Ilari

di P. Bellucci - A. Gori di M. Marotta - S. Labonia

di C. Buongiorno- S.Abbà - G. Maoli A. Mei - M. Nones -S. Orlandi F. Pacione - F. Stefani 8. «Le idee di "difesa alternativa" ed di F. Calogero - M. De Andreis il ruolo dell'Italia» G. Devoto- P. Farinella 9. «La "policy science" nel controllo di P. Isernia - P. Bellucci -L. Sozzo degli armamenti» M. Carnovale - M. Coccia P. Crescenzi - C. Pelanda IO. «ll futuro della dissuasione nuclea- di S. Silvestri re in Europa» Il. «< movimenti pacifisti ed antinu- di F. Battistelli - P. Isernia cleari in Italia. 1980-1988» P. Crescenzi- A. Graziani A. Montebovi - G. Ombuen S.S. Caparra - C. Presciuttini


12. «L' organizzazione della Ricerca e di P. Bisogno- C. Pelanda - M. Nones Sviluppo nell'ambito della Difesa» S. Rossi- V. Oderda Vol. I «L'organizzazione della Ricerca e di P. Bisogno- C. Pelanda - M. Nones Sviluppo nell'ambito della Difesa» S. Rossi- V. Oderda Vol. II 13. «Sistema di Pianificazione Gene- di G. Mayer - C. Bellinzona rale e Finanziaria ed ottimizzazione N. Gallippi- P. Mearini -P. Menna delle risorse nell'ambito Difesa» 14. «L' industria italiana degli arma- di F. Gobbo - P. Bianchi - N. Bellini menti» G. Utili 15. «La strategia sovietica nel Mediter- di L. Caligaris - K.S. Brower ranco» G. Cornacchia -C. Donnelly J. Sherr- A. Tani - P. Pozzi 16. «Profili di carriera e remunerazio- di ne nell' ambito dell'amministrazione dello Stato»

D. Tria - T. Longhi - A. Cerilli A. Gagnoni - P. Menna

17. «Conversione dell'industria degli di S. Rossi- S. Rolfo- N. Bellini armamenti» 18. «Il trasferimento di tecnologie stra- di S. Rossi- F. Bruni Roccia- A. Politi tcgicamentc critiche» S. Gallucci 19. «Nuove possibili concezioni del mo- di S. Silvestri- V. Ilari- D. Gallino dello difensivo» A. Politi- M. Cremasco 20. «Warfare simulation nel teatro me- di diterraneo»

M. Coccia

21. «La formazione degli Ufficiali dei di Corpi Tecnici»

A. Paoleui - A. D' Amico A. Tucciarone

22. «ISLAM: Problemi e prospettive di politiche per l'Occidente»

R. Aliboni - F. Bacchetti L. Guazzoni - V. Fiorani Piacentini B.M. Scarcia Amoretti

23. «Effetti sull'economia italiana del- di la spesa della Difesa» - Esaurito

A. Pedone- M. Grassini

24. «Atto Unico Europeo e industria di F. Onida - M. Nones - G. Graziola italiana per la Difesa» G.L. Grimaldi- W. Hager- A. Forti G. Viesti 25. «Disarmo, sviluppo c debito» di C. Pelanda


26. «Yugoslavia: realtà e prospettive» di C. Pelanda - G. Meyer - R. Lizzi A. Truzzi - D. Ungaro -T. Moro 27. «Integrazione militare europea» di S. Silvestri 28. «Rappresentanza elettiva dci mili- di G. Caforio - M. Nuciari tari» 29. «Studi strategici c militari nelle di P. Ungari - M. Nones- R. Luraghi V. Ilari università italiane» 30. «Il pensiero militare nel mondo di V. Fiorani- Piacentini musulmano» - Vol. I S.N. «Sintesi del dibattito di sei ricerche del Cemiss del Cemiss» 31. «Costituzione della Difesa e stati di di G. De Vergottini crisi per la difesa nazionale» 32. «Sviluppo, Armamenti, Conflittua- di L. Bonanate- F. Armao- M. Cesa lità» W. Coralluzzo 33. «<l pensiero militare nel mondo di G. Ligios - R. Redaelli musulmano» - Vol. II 34. «La "Condizione militare" in Italia di M. Maroua- M.L. Maniscalco G. Marotta- S. Labonia- V. Di (l militari di leva)» - Vol. I Nicola G. Grossi 35. «Valutazione comparata dei piani di D. Gallino di riordinamento deiJe FF.AA. dei Paesi deiJ' Alleanza Atlantica» 36. «La formazione del dirigente mili- di F. Fontana - F. Stefani - G. Caccamo tare» G. Gasperini 37. «L'obiezione di coscienza al servi- di P. Bellucci- C.M. Redaelli zio militare in Italia» 38. «La "condizione militare" in Italia di G. Marotta (Fenomenologia e problemi di devianza)»- Vol. ffi di S. Cassese- C. D' Orta 39. «La dirigenza militare» S.N. «Atti del Seminario sulla sicurezza del Cemiss-DEG in Mediterraneo» S.N. «Sintesi del modello di difesa» del Cemiss 40. «Diritto internazionale per Ufficia- di N. Ronzitti - M. Gestri li della Marina Militare»


41. «l volontari a ferma prolungata: un ritr.atto sociologico» - Tomo I 42. «Strategia della ricerca internazionalistica» 43. «Rapporto di ricerca su movimenti migratori e sicurezza nazionale» 44. «Rapporto di ricerca su nuove strutture di sicurezza in Europa» 45. «Sistemi di comando e controllo e il loro influsso nella sicurezza italiana»

di

F. Battistelli

di L. Bonanate di G. Sacco di S. Silvestri di P. Policastro

46. «Le minacce dal fuori area contro di R. Al iboni - S. Silvestri - A. Politi il fianco sud della NATO» M. Cremasco - F. Altieri 47. «Approvvigionamento delle mate- di G. Mureddu rie prime e crisi e conflitti nel Mediterranneo» dii A. Politi - E. Valente· F. Cerruti 48. «Lo sviluppo dell' Aeromobilità» M. Lastella 49. «L'impatto economico delle spese dii A. Bolognini - M. Spinedi militari in Emilia Romagna» Nomisma SpA


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