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Direttore Responsabile Pier Giorgio Franzosi ©
Giugno 1990
Propnelà lenerana ar11S11ca e scienlifica riservala
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ripop,r:.1ri<1 Slicca Mario di P. (i •:umma ViHGnm Sav·~l57 • Romu
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GIUSEPPE CAFORIO- MARINA NUCIARI
LA RAPPRESENTANZA MILITARE IN ITALIA
riDRMnA miLITARE
Hanno collaborato: per le ricerche di archivio: FRANCO MILITELLO ALFREDO DONATO per la elaborazione dei dati: FAB RIZIO CASELLI GIOVANNI PIER l
INDICE
SINTESI................................................................ CAPITOLO 1
pag. 9 23
CAPITOLO 2
LA RAPPRESENTANZA DEGLI INTERESSI DEL PERSONALE MILITARE NEL MONDO OCCIDENTALE ................................................................... 2. l. Cenno storico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.2. I motivi della contrapposizione.................. .. 2.3. Alcune posizioni teoriche sul problema . . . . . . . . 2.4. Sviluppo e situazione della rappresentanza in alcuni paesi occidentali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.5. Analisi delle esperienze storiche attraverso il pensiero di autori diversi . . . . . . . . . . . . . .. . .. .. . . .. .. . . 2.6. Abbozzo di un modello empirico della rappresentanza del personale mi.litare in Europa . .. .
26 27 27 32 35 48 56
CAPITOLO 3
NOTE SULLA RAPPRESENTANZA DEGLI INTERESSI NELLE OCCUPAZIONI E PROFESSIONI CIVILI IN ITALIA ....................................................... 3.1. Elementi essenziali di sviluppo del sindacato in Italia . ... ........ ... .. ... . . ... .. . .. ..... ... .. ... .. ... .. .. .. . 3.2. La sindaca lizzazione dei ceti medi. Corporativismo e partecipazione ·.... .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
58 58 62 5
CAPITOLO 4
NASCITA E SVILUPPO DEL SISTEMA RAPPRESENTATIVO NELLE FORZE ARMATE ITALIANE....... 4. l. Fino alle prime elezioni .... .... .. .. ...... .. ......... 4.1. Il successivo sviluppo normativa .. .. .. .. .. .. .. .. ..
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66 68
CA PITOLO 5
NOTA SUL COMMISSARIO PARLAMENTARE PER LE FORZE ARMA TE .... .......... .......... .......... .......... 5.2. Cenno storico .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. . 5.3. Fisionomia dell'istituto .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. . 5.4. Conclusioni............................. . ............... ..
72 72 74 75
CAPITOLO 6
ANDAMENTO DELLE ELEZIONI DELLA R.M. NEL PERIODO 1980-88 .. ........ ... .. .... . ... .. ... .. ... .. ... .. ... .. .....
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CA PITOL O 7
IL CONSI GLIO CENTRALE D I RAPPRESENTANZA . 88 7.1. Dati strutturali. statistici e di funzionamento. 88 7.2. Inchiesta sui membri del COCER in carica mediante interviste . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 135 CA PITO LO 8
NOTA SULLA RAPPRESENTANZA DEL CORPO DEGLI AGENTI DI CUSTODIA ... ..... ..... ... ....... .....
153
8.2. Organizzazione genera le del sistema............. 8.3. Cenni sul funzionamento dell' istiLuto . . ..... .. .. .
154 155
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CAPITOLO 9
MATERIE TRATTATE DALLA RAPPRESENTANZA NEL PERIODO IN ESAME ................................... 157 9. l. Ricorrenze statistiche .. .. . . .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. . 157 9.2. Indagine per campione dei risultati conseguiti dalla RM su alcune materie di competenza . . 172 CAPITOLO IO
LA RAPPRESENTANZA MILITARE E LA PUBBLICA OPINIONE............................................................ 10.2. Frequenza e localizzazione degli articoli .. .. .. . 10.3. Lunghezza e posizionamento degli articoli . . . . 10.4. Contenuto degli articoli.............................. 10.5. Immagine pubblica e immagine istituzionale.. 10.6. Conclusioni...............................................
179 180 184 186 191 198
CAPITOLO Il
I POLITICI E LA RAPPRESENTANZA MILITARE ..... 205 CAPITOLO 12
CONTENZIOSO TRA COCER E AMMINISTRAZIONE DELLA DIFESA.................................................... 208 12.1. Il contenzioso giuridico .. .. .......... ...... .. .. .. .. .. 208 12.2. Le altre tematiche controverse .... .... .... .. .. .... 214 CAPITOLO 13
SONDAGGIO DI OPINIONE SULLA RAPPRESENTANZA MILITARE ............................................... 220 13.2. Aree di ricerca .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. . 240 13.3. Osservazioni conclusive .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. . 251 7
CAPITOLO 14
CONCLUSIONI...................................................... 310 14. l. Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 310 14.2. Aspetti disfunzionali della R.M. . . .. . . . . . . . . . . . . . . 311 14.3. Considerazioni generali sulla fisionomia dell"istituto.. .. . ... .. .. . ........ .. ... .. . .. ..... ..... .. .. . .. ....... .. 317 14.4. Proposte . ... ..... .. . . . .. . .. ... .. .. . . . ..... ..... ..... .. .. ..
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BIBLIOGRAFIA ... ... ... .. ..... ... .. ... . . ..... ..... .. ... ....... .. .. 327
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SINTESI
La ricerca che presentiamo è una ricerca emergente. Non siamo infatti partiti da ipotesi precostituite da verificare, salvo che dalla constatazione - confermataci dalla stessa committenza - che l'istituto della Rappresentanza Militare presentava dei fattori disfunzionali che rendevano opportuno un intervento correttivo. Le successive constatazioni e le relative valutazioni, così come appaiono sintetizzate nel capitolo delle conclusjoni, sono perciò emerse lavoro durante. Abbiamo ritenuto opportuno condurre la ricerca seguendo un approccio multilaterale che ha comportato l'anali.si di diversi settori. Poiché il nostro paese fa parte di un contesto politico-sociale sufficien temente omogeneo, quale è quello del mondo occidentale, pur con le ovvie differenze nazionali, abbiamo affrontato come primo settore di ricerca l'indagine sulle soluzioni adottate dai paesi dell'area citata al problema della rappresentanza degli interessi del personale militare. L'inquadramento nella realtà politico-sociale attuale è proseguito con un breve cenno sulla evoluzione e sulla situazione odierna dei sistemi di rappresentanza de lle categorie lavorative civili in Italia. Il settore specifico della Rappresentanza Militare è stato studiato sotto i seguenti aspetti: a. nascita e sviluppo del sistema rappresentativo nelle Forze Armate italiane; b. analisi statistica del comportamento elettorale nel periodo 1980-88; c. indagine sui membri del Consiglio Centrale di Rappresentanza, sia sotto l'aspetto statistico che attraverso interviste ai delegati in carica; d. indagine statistica e campionaria sull'attività del Cocer; e. indagine sul contenzioso sorto tra Cocer ed Amministrazione della Difesa.
Abbiamo ritenuto inoltre necessario acqms1re informazioni sull 'orientamento della base dei rappresentati attraverso un sondaggio di opinione, realizzato su un campione casuale di tutte le categorie, limitatamente alle tre forze armate. Altri elementi di conoscenza sono stati acquisiti esaminando la diffusione a mezzo stampa delle . notizie e delle problematiche relative alla Rappresentanza Militare , l'atteggiamento del mondo politico, alcune realizzazioni parallele quali la Rappresentanza attuata nel Corpo degli Agenti di Custodia e l'istituto del Commissario Parlamentare per le.Forze Armate. Naturalmente la possibilità concreta di esplorare i settori citati non è stata di eguale ampiezza per ciascuno di essi. Nella Premessa sono citati i settori per i quali si renderebbe opportuna una ulteriore indagine: nei paragrafi che seguono sono invece riportati i principali fattori disfunzionali individuati, le valutazioni e le proposte che ne conseguono.
2. ASPETTI DISFUNZIONALI DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE Scendendo all'esame degli aspetti disfunzionali che emergono con maggiore evidenza dalla ricerca, si rileva innanzitutto un problema di difformità nella natura degli interessi tutelati dalla RM. Esso si manifesta in primo luogo nella dicotomia personale di carriera/personale di leva ed è rilevabile dalle opinioni espresse dalla base dei rappresentanti, sia attraverso l'e risposte date ad una domanda diretta, sia attraverso posizioni che, indirettamente, testimoniano tale dicotomia. Tra queste ultime appaiono significative le differenze nella definizione della RM e nella valutazione del suo operato, nell'atteggiamento verso una sindacalizzazione delle forze armate, nel giudizio sui livelli di informazione interna ed esterna. Ma la ricerca rivela anche differenze oggettive tra queste due l !l
macrocategorie. quali una diversa scala di importan7a attribuita nelle trattazione delle materie di competenza dai delegati del personale di leva rispetto a quelli del personale di carriera. un comportamento elettora le dissimile - soprattutto nella espressione del voto di protesta - una durata del mandato necessariamente diversa. Ta le dicotomia era d'altronde già stata evidenziata. in sede ufficiale. dalla gerarchia. con affermazioni quali: .. 1 problemi del la leva in quanto prestazioni che lo Stato richiede al cittadino non possono essere risolti nelrambito della rappresentanza interna alrorganismo militare ... o elencando tra le disfunzioni una .. Inappropriata valutazione dei problemi della leva ..... che ha condotto .. a considerare i militari in servizio di leva alla stessa stregua di quelli di carriera·· (Audizione del CSMD del 27.2. 1988 in sede di indagine conoscitiva ~resso la Camera dei Deputati). In secondo luogo la ricerca evidenzia una sensibile differenza a ca rattere verticale tra gli interessi e le procedure di tutela per il personale delle forze armate e quello dei corpi armati della Stato (CC e GdF. ma anche Agenti di Custodia. fintanto Che rimangono militarizzari). Essa è rilevabile da una serie di atti posti in essere dai diversi attori della funzione rappresentativa . quali il riconoscimento da. parte dello stesso Ministro della Di fesa della: ·· ... anomalia di una situazione. doye. i sindacati della Polizia di Stato contrattano a nome di una maggioranza esclusa dalla trattativa·· (Comunicato Stampa sull'incontro MinistroCO CER del 26.9 .1 989); o ancora. la direttiva del Ministro dell'epoca ai Coma ndi Generali dei CC e della GdF. volta ad att ribuire loro una funzione di collegamento tra il sindaca to della Polizia di Stato e le sezion i CC e GdF del COCER (lettera datata
2.5.1984). Da parte della R appresentanza si possono citare, a titolo di esempio: una ri'chiesta del COCER CC al Ministro della Difesa, di poter adire direttamente il Ministro dell'In terno ( 16.2.1983); una affermazione del Presiden te del COCER sulla specificità dei problemi derivanti dalle condizioni di vita e di impiego dei Corpi Armati. che debbono raffrontarsi continuamente anche con le
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forze di Polizia non militari (conferenza al CASO del23.5.1990); una delibera del Consiglio Centrale che crea due distinti gruppi di lavoro, uno per le Forze Armate. l'altro per i Corpi Armati di Polizia (Delibera 7.11.1989). Anche da parte della classe politica. infine. si manifestano posizioni fondate sul riconoscimento di questa diversità. Tra di esse si possono citare sia la richiesta al Governo di disciplinare in modo autonomo i Corpi Armati con funzioni di polizia (OdG al Senato n.U/0471 del 14.10. 1987). sia i diversi interventi parlamentari volti a conservare l'automonia rappresentativa del Corpo degli Agenti di Custodia: ancora. si riscontra una più sensibile attenzione della classe politica verso i problemi del personale appartenente ai Corpi Armati. La diversificazione dei Corpi Armati e del loro aspetto rappresentativo emerge anche da una serie di dati statistici sui delegati al COCER. nonché dalle proposte di modifica strutturale avanzate da alcuni membri del COCER in carica nel corso delle interviste. La resistenza (vincente) opposta dal Corpo degli Agenti di Custodia a vedere la loro rappresentanza conglobata nel sistema adottato per il personale militare. testimonia infine anch'essa la rilevanza delle differenze struttura li percepite dai Corpi con funzioni di polizia e l'effetto trainante che su di essi esercita il processo di sindacalizzazione generale delle attività lavorative nel paese. In terzo luogo. la ricerca rivela un altro aspetto differenziale interno, seppur meno marcato. tra le categorie del personale di carriera (rilevabile solo per le tre Forze Armate. poiché emerge in gran parte dal sondaggio di opinione. ad esse limitato). Esso vede innanzitutto delinearsi una diversa figura idealtipica di delegato tra le categorie A e B. Il primo infatti ricopre un grado intermedio nella gerarchia. appartiene ad un ruolo spesso secondario della categoria. non appare tra i più motivati alla carriera, proviene più da enti territoriali che da reparti operativi. Il rappresentante della categoria B. a sua volta. appartiene a fasce di età mediamente più elevate. ricopre perlopiù il grado di 12
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, maresciallo, ha più spesso una provenienza da reparti operat1v1. mostra un maggiore gap culturale positivo rispet.to alla propria base. nulla fa pensare che provenga da settori marginali della categoria. li sondaggio di opinione rivela inoltre orientamenti diversi di singole categorie quali: - una maggiore assenza al voto motivata da delusione sull'operato della RM. per le catt. Be C. - una diversa concezione della Rappresentanza. considerata più spesso un organo interno alla istituzione dalla cat. A. un istituto di natura corporativa dalla cat. B (che appare essere anche più favorevole ad un processo di sindacalizzazione). uno strumento partecipativo. vicino alle più moderne forme di tutela sindacale. dalle catt. C. D ed E. - un giudizio negativo sia sulla forma che sull'operato della RM più marcato per le catt. A e B. rispetto alle restanti.
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Un secondo aspetto disfunzionale che emerge da più parti della ricerca ri~uarda la controversa natura e la stessa struttura della RM. Sono aspetti. che concernono principalmente Il COCER. a causa della assai diversa rilevanza che assume rorgano centrale nei confronti di quelli periferici. sia di base che intermedi. Sulla natura del COCER si fronteggiano. come evidenziato dal Cap. 12 al quale si rinvia per un più completo esame del problema. la concezione che considera il Consiglio Centrale (ma anche la Rappresentanza tutta) come organismo interno alla istituzione militare. avente come interlocutore privilegiato il vertice della gerarchia. e la concezione del COCER come organo a latere. con funzioni di rappresentanza dello stesso vertice militare e con poteri di intrattenere rapporti esterni (con il mondo politico. con la stampa) diretti ed autonomi. Per ciò che concerne la struttura del Consiglio Centrale emergono dalla ricerca sperequazioni nel tasso di rappresentati-
vità per categoria e per forza o corpo armato. non solo. ma anche a ll'i nterno d i singole categorie. Su quest'ulti mo aspetto semb ra meritevole di citazione quanto affermato dal CSM D ne lla audizione presso la Camera dei D e putati d e l 25 . 1.19H9: ··La rapprese ntatività . in presenza di tre gradi di elezion i. è mo lto limitata, perché ciascun componente non rapprese nta i vot i effettivi ma l'organismo di a ppartene nza . È significativo il fatto ch e all'interno del COCER vi sia no pochissimi e lementi d e llo s tato m aggiore. non vi sia alcun e leme nto imbarca to. né sia no presenti i piloti ... R ilievo. quest"ultimo. p untua lmente confe rmato ne lla ricerca da i dati sta tistici relativi ai de lega ti CO CE R nei d iversi m a ndati. Nella stessa occasione il CSMD rilevava che: ··ne lla a ttuale composizio ne la rappresentanza d1 a lcuni corpi è la rgam e nte preva le nte rispetto ag li altri. Esiste un problema di rapporti di forza: non è amm issibile la attt'ibuzione di un ruo lo negozia le ad un organismo fondamentalmente solidaristico nel quale d e te rm inate categorie . sia pure benemerite. so lo perché di sca rsa e ntità num erica possono essere calpestate perchè la rapp resentanza dei carabinieri o de lla guardia Ji finanza essendo la rgamente p revalente - porta avanti le rivend icazio ni delle categorie di apparte ne nza.·· Anche questa affermazione. o ltre ad avere un conferma stati stica nel tasso di rappresentatività delle singole categorie a l Consiglio Centrale. trova una convalida fa t tuale in alcune situaz ioni ve rificatesi durante i lavori de l COCE R . ove il citato atteggiamento so lidaristico sembra ave re portato e ffe ttivam e nte a d e lle s paccature interne a l Cons iglio. Si può portare. come ese mpio recente. il caso de lla d e libera s u lla rich iesta d i un incontro straordinario con il M inis tro de ll a Difesa (De libe ra n. l/O 19/5 de i 6 . LJ .I 9~9). L a struttura del COCER mo ltre. per la sua numerosttà e le conseguenti difficoltà eli riunire i d ue terzi de i de legati previsti per la val id ità delle sessio ni eli lavoro (A rt. 14 del RlRM) . ha reso necessaria una modifica a l RlRM. che ha ridotto il nume ro d i presenze necessario a lla metà più uno dei delegati: ciò config ura la p ossibilità limite di de libe re approvate con il voto favo revo le d i 2 1 d e legati s u 79.
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Una opinione critica sulla struttura degli organi di rappresentanza parte a nche dall'interno del COCE R. il cui attua le presidente afferma che " la composizio ne del COCE R. dci CO IR e dci CO BAR ... sembra concepita per rendere ta li organismi il più possibile dismogenei e per fare esplodere - a tutti i live lli contrasti tra le categorie e. specie a livello centrale. una tendenza al corporativismo.·· (vedi la già citata conferenza al CASD ).
Un terzo aspetto disfunziona le rileva to ne lla rice rca riguarda la difficoltà pe r i delegati di accumulare un patrimonio di esperienze e di competenze adeguato all'esercizio della funzione: questo aspetto è avvertibile soprattutto a livello centrale. ove la complessità e l'a mpiezza delle problematiche richiederebbero risorse cultura li specifiche e capacità di mediazione che non possono essere improvvisate. li fenomeno appa re d'altronde abbastanza conseguente al la normativa vigente che . nel vietare la costituzione di associazioni per la tutela degli interessi del personale. nell'impedire la immediata rieleggibilità dei delegati. ristretti inoltre in un mandato sino al 1989 soltanto biennale. in dubbiamente non fac ilita l'accumulo di esperienze e l'approfondimento cultura le ne llo speci fi co a mbito. È questa una situazione che viene avvertita co n chia rezza da1 membri stessi del COCER: attraverso infatti le interviste effettuate, nel corso della ricerca. ai delegati oggi in carica. la maggioranza degli intervistati esprime un giudizio di inadeguatezza del livello d i preparazione e di espe rienza dei membri del COCER: le ca re nze concrete indicate sono soprattutto una insufficiente conoscenza de lla n o rm a tiva ~ del le procedure. una sca rsa comprensione del ruolo ricoperto, un a modesta capacità d i collega rsi con la base dei rappresentati. La consapevolezza di queste carenze conduce poi gli ~ Ll: ~~ ~ uJL~rvJstati ad avanzare una serie di proposte, che vanno da un emendamento della normativa per el imin are i vincol i che abbiamo più sopra ricordato. ad una azione positiva che faci liti la preparazio ne dei de legati (seminari formativi ed in fo rm ativi pe r i neo-e le tti . costituzione di
un ufficio studi e documentazione a livello centrale). Questa valutazione su lla insufficiente preparazione ed esperienza dei delegati viene espressa in maniera più netta e con maggiore rilevanza statistica dalla base dei rappresentati attraverso il sondaggio di opinione. La maggioranza infatti dei rispondenti di tutte le categorie colloca tale insufficienza al primo posto tra le cause che hanno inciso negativamente sulroperato della Rappresentanza nei suoi dieci ann i di vita.
3. CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA FISIONOMIA DELL'ISTITUTO. Su un piano più generale e di co llocazio ne della funz ione rappresentativa del personale militare nel contesto dei rapporti di lavoro in Italia. abbiamo avanzato l'ipotesi. sostenuta a nche da altri studiosi. che la manifestazione di aggregazione di interessi professionali degli appartenenti alle Forze Armate si possa inquadrare nel più generale processo di sinclacalizzazione di categorie fino a pochi decenni or sono estranee a forme _.... 'Cc>llettive di tutela. SI può osservare inoltre come in Italia il processo storico della acquisizione di forme di tutela del personale militare sia iniziato. come in altri paesi europei, con l'assunzione di funzioni e responsabilità rappresentative da parte di associazioni di categoria, già esistenti o create ad hoc. Questo processo è stato nel nostro paese prevenuto ed interrotto a livello politico con l'adozione di una normativa che ha introdotto forme di rappresentenza non maturate spontaneamente nei diversi ambiti categoriali. In tale realizzazione la naturale conflittualità bipolare tra datore di lavoro e lavoratore appare sostituita da una tripolarità eh~ sembra portare ad un aumento della conflittualità e ad una confusione di ruoli. È questa una valutazione che è stata espressa anche in sede politica ove, ad esempio, il sen. Poli ha sostenuto che "la legge n. 382 del1978 appare il risultato di una med iazione lo
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tra istanze progressiste e concezioni più tradizionaliste. Come tutte le so luzion i di compromesso, però, tale normativa si dimostrò fin dall'origine, in a lcun i suo i aspetti, non del tutto limpida e trasparente". (Atti della Commissione Difesa de l Se nato, sed uta del 20.1 2.1 988) . Opinione questa cond ivisa a nche dalla stampa quotidiana meglio documentata. In effetti la co nfig urazio ne data a lla Rappresentanza Militare da lla legge 382/ 1978 e dal RARM . pur conside ra ndo detto istituto come organo inte rno a lla istituzio ne militare, attribuisce a l Consiglio Ce ntra le facoltà che hanno indubbiamente una q ua lc he rileva nza esterna (possibil ità d i ad ire il Ministro e le Com miss io ni Parlamenta ri) e che sono suscettibili eli produrre situazio ni eli conflitto - e le ha nno di fatto prodotte- con il ve rtice della gerarchia militare. Se si voglio no evitare tali so luzioni dà compro messo, occorre prendere atto che le possibilità concrete di rapprese ntanza degli interessi categoriali del personale militare sembrano, nell'attuale momento storico. ridursi a due: ta li sono infatti le situazioni presenti nei paesi assimilabili a l nostro, ta le è l'esperienza storica del nostro contin ente. La prim a è una rappresentanza esercitata esclus ivamente dal vertice militare, a l quale la c lasse politica riconosce i poteri, gli strument i e le possibilità d i pressione per esercitarla. Così è l'esempio degli USA, de lla G ran Bretagna, della Francia . La seconda consiste ne l pie no riconoscimento della funzione rappresentativa a i delegati e letti da lla base de lle va rie categorie interessate, con attribuzione ad ess i dei poteri e della rilevanza giuridica necessarie. Ta le è l'esempio dei paesi scand inavi. della RFT. dell'Olanda, del Belgio, della Svizzera, dell' Austria. La sce lta tra i due sistemi è una sce lta essenzia lmente politica. e ad essa il socio logo può dare soprattutto un contributo di conoscenza. Se si opta per il primo sistema . sembrano necessari due presupposti : l. la c lasse politica deve essere disposta a dare a l vertice militare q ue i poteri eli influenza e di riconoscimento di un ruolo anche
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contrattuale che non sembrano essergli mai stati attribuiti in Italia in questo dopoguerra. 2. la normativa sulla Rappresentanza deve essere profondamente riformata~ non è infatti concepibile in questa ipotesi che acl essa venga dato. sia pure in modo confuso. un ruolo parzialmente riformata: non è infatti concepibile in questa ipotesi che ad essa venga dato, sia pure in modo confuso. un ruolo parzialmente esterno alla istituzione. La esistenza ed il ruolo della R appresentanza sono, in questa ipotesi, problema interno della gerarchia. che la regola e la impiega nei modi che ritiene più utili. per poi negoziare. essa gerarchia. in prima persona con il potere politico. Se si sceglie il secondo sistema. non s1 può lare a meno d1 tenere conto dell'idealtipo eli rapprese ntanza scaturito dall"esperienza europea: le indicazioni date dalla hase c dai suoi rappresentanti appaiono del resto nel loro insieme in linea con tale modello empirico. La valutazione complessiva dci dati della ricerca permette. per questa ipotesi. di avanzare le proposte che elenchiamo nel paragrafo seguente.
-L PROPOSTE. L e indicazioni e le proposte che seguono scaturiscono natmalmente dalla indivicluazione dei fattori disfunzionali evidenziati nel secondo paragrafo di questo sommario. tengono conto della cornice sistematica sopra evidenziata per una ipotesi di realizzazione di forme di rappresentanza coerenti con il modello europeo e con le linee di tendenza dctrambiro politico sociale del paese. Si sono infine tenute presenti le risposte fornite dalla base a specifici quesiti posti dal gruppo di ricerca nonchè le proposte avanzate dai delegati del COCER in carica durante k intcrvi<;te. :::
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Il primo fattore disfunzionale evidenziato dalla presente ricerca. c cioè la commistione della tute la di interessi eli natura
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pro fo nda me nte dive rsa . re nde, a nostro avviso , essenzia le o pe ra re una pri ma e ra dica le d ivisio ne ne ll a ra ppresenta nza de lle due macroca tego rie in cui si di vide il pe rso na le milita re oggi in se rv iz io, leva e carrie ra. C iò po trebbe essere rea lizzato a ttrave rso la creazio ne di due distinte strutture rappresenta tive . o rganizza te run a pe r la tute la di inte ressi specificame nte professio na li. l'a lt ra pe r la tute la de i diritti de l c itta dino chia ma to te mpo raneame nte a presta re un pubblico servizio . Quest'ul tima . dedicata a l pe rsona le in servizio di leva - ca tt. D e d E -, po tre bbe avere un a ri leva nza esse nzia lme nte inte rna a lla istituz ione . conservando la a ttua le opportunità da ta a i membri di ele tte categorie e le tti a i C OIR . di incontri pe riodici con il M inistro (e che. a l mo me nto, sembra costituire in ce rto qua l modo un duplicato de lla ra pprese ntanza de lla le va presente ne l C OCER). Pe r meglio chiarire il nostro pe nsie ro, dicia mo che la ra ppresenta nza de lle catt. D ed E potre bbe anche conservare gli attua li tre livelli di articolazione, ma con una struttura sua pro pria (come de l re sto a vviene negli altri paesi e urope i che a ttuano fo rme di rapprese ntanza). avente come referente i vari live ll i de lla gera rchia e con l'o ppo rtunità, pe r l'organo centrale . di offrire periodica me nte a l Ministro una visio ne di 111sie me de lle prob lema tiche d i inte resse. U na specifica de fini zio ne de lla stru ttura che pro po nia mo per la ra ppresen ta nza de l perso na le professio na le. compo rta insieme a nc he la co nside razio ne de l seco ndo fa tto re disfunzio na le. re la tivo a lla natura ed a lla com posiz io ne degli o rgani di R apprese nta nza . lnna nzitutto pa re o pportuno c hiede rsi se la struttu ra gene ra le de lla rappresenta nza delle ca tt. A . B e C. debba continua re ad a rtico la rsi su tre live lli . o ppure se può utilme nte esse re ridotta a d ue . uno regio na le e d uno ce ntra le . l proble mi , evidenzia ti ne l corso de ll a ricerca . di collegame nto con la base no nchè q ue llo di rea lizza re più e fficaci moda lità eli propaganda e le ttora le. fa rebbero pro pe nde re pi ù per la seconda so luz io ne . In ogni caso . po ic hè per ele tte categorie assum e un a massima rilevanza l'orga no ce ntra le . rite niamo che su di esso sopra ttutto dovre bbe l ()
operare r azio ne riformatrice. Il procede re nell'analisi del primo fattore disfunzionale evidenzia anche i probe lmi che sorgono da una tutela assemb leare degli interessi di categorie e di corpi diversi. T ali problemi. nonché quelli posti dai differenti tassi di rappresentatività oggi esistenti nell'organo centrale. porrebbero trovare soluzione in una mag[ZIOre autonomia, normativamente attribuita ai gruppi di lavoro i n cui già oggi si divide il COCER . C iò significa dare la possibilità di una trattativa diretta alle singole sezion i di forza o di corpo arm ato, nonchè ai gruppi di lavoro categoria li. per tematiche di esclusivo interesse del corpo o della categoria. In questo quadro la possibilità di armonizzare interessi di gruppo con interessi generali porrebbe essere assicurata dando facoltù di inse rimento nel la trattativa al Comitato di Presidenza dè l CO CE R . maga ri riesam inato nella composizione. Per ass icurare una efficace tutela degli interessi del pcrsoMic. appare necessario attribuire all'organo cen trale un nucleo di poteri effettivi (ricorrentementc richiesti dai diversi Consigli che si sono succeduti nel tempo e proposti sia dalla base dei rappresentati che dai membri del COCE R intervistati). Esso si fonda principalmente su lla attribuzione di una facoltà negozialc da esercitare direttam ente con la naturale controparte istituzionale e cioè con il ministro competente e con le commissioni parlamentari interessate. La tutela degli interessi può inoltre essere consapevolmente esercitata soltanto in presenza di un costante collegamento con la base dci rappresentati (che risulterebbe facilitato anche dalla eventua le riduzione dei livelli di rappresentanza a due ·so ltanto) ed anche con un inse rimento almeno conoscitivo nella più generale società nazionale. Strumenti idonei a questo scopo sembrano essere la realizzazione di una autonoma pubblicazione interna (utile anche al processo formativo e di selezione dei futu ri delegati) c la possibilità- data all'organo centra le come tale- di ad ire l iberamente gli organ i eli informazione pubblica. I problemi co nseguenti alla numerosità de l COCER attua le, già ridotti da ll a divisione de lle rappresentanze tra leva e carriera.
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po trebbe ro trovare so luz io ne a ttrave rso un riesame de tte consiste nze numeriche de i delegati pe r categoria e pe r fo rza a rmata. condo tto ne ll'otti ca d i una possibilità d i negoziazio ne distin ta pe r c iascun gruppo . S ulle ca re nze infine di prepa razio ne e d i fo rmazio ne de i de lega ti. specie a· live llo centra le, già si agire bbe positivame nte offre ndo o p portunità di dibattito e di confro nto sull 'apposita pubb licazione inte rna pro posta . Ad essa pe rò dovre bbe ro esse re aggiunte un a se n e di misure . a nch ·esse spesso fo rmula re come proposte sia da ll a base che da i de lega ti C O C ER inte rvistati . tra te qua li ci se mbra no essere più rilevanti: - la possibilità di immedia ta rie leggibilità de i de legati (eventua lme nte co n il limite di due ma nda ti co nsecuti vi) - il rinnovo a lte rna to, a lme no de l Con siglio Centra le. pe r solo ta me tà de i compo ne nti (fatto re di co ntinuità ) - la realizzazio ne di un Ufficio studi e docume ntazio ne ad uso esclusivo de i me mbri del COCER - il co nfe rim e nto de l ma nda to a i de lega ti COCER come incarico esclusivo - la attuazio ne d i semina ri fo rma tivi ed in fo rma tivi. a cura de l C O CER usce nte . pe r i nuovi e le tti a l Consiglio Ce ntra le .
* :;: :;: Ne l co nclude re questa sin tesi, rite ni am o opportun o me ttere in rili evo come. me ntre i fa tto ri disfunzio na li e me rgono direttame nte a ll'a na lisi de i dati di ricerca e . se ques ta si ritie ne va lida, ha nno q uindi una a tte ndibilità scie ntifica , le proposte sopra ava nza te. e pro do tte pe r specifica richiesta della committe nza . rise nto no inevitab ilme nte di valutaz io ni pe rsona li. D 'a ltro nde è abbastanza a tipico pe r un gruppo di ricerca in ambito socio logico arrivare a lla fo rmulazio ne di vere e pro prie propo ste, ove usua lm e nte ci si fe rm a a d una individuazio ne de i fa tto ri disfunz io na li , lascia ndo a chi ha responsa bilità decisiona li la de te rminazio ne degli inte rve nti co rre ttivi. C i piace conclude re riportando . ne lla sua imme di a tezza e ~ l
semplicità . la osservazione stilata da uno dei rispondenti al sondaggio di opinione. alla quale sentiamo eli poterei pienamente associare: "Spero che le risposte date vi aiutino a risolvere i mol tepl ici problemi dei militari di leva e eli quelli eli carriera. perchè dopo gli studi e le ricerche ci vogliono anche le vere applicazioni per avere un esercito degno della Nazione Italia ... Giugno 1990 Giuseppe Caforio Marina Nuciari
ĂŹĂŹ
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CAPITOLO l
La ricerca che presentiamo è una ricerca emergente. Non siamo infatti partiti da ipotesi precostituite da verificare. salvo che dalla constatazione - confermataci dalla stessa committenza - che l'istituto della Rappresentanza Militare presentava dei fattori disfunzionali che rendevano opportuno un intervento correttivo. Le successive constatazioni e le relative valutazioni. così come appaiono sintetizzate nel capitolo delle conclusioni sono perciò emerse lavoro durante.
Nella conduzione della ricerca abbiamo ritenuto opportuno seguire un approccio multilaterale. che ha comportato l'ana lisi di diversi settori. Poichè il nostro paese fa parte di un contesto politico-sociale sufficientemente omogeneo. quale è quello del mondo occidentale. pur con le ovvie differenze nazionali. abbiamo affrontato come primo settore di ricerca l'indagine sulle soluzioni adottate dai paesi dell'area citata al problema della rappresentanza degli interessi del personale militare. L'inquadramento nella realtà politico-socia le attuale è proseguito con un breve cenno sulla evoluzione e sulla situazione odierna dei sistemi eli rappresentanza delle categorie lavorative civili in Italia. Il settore specifico della Rappresentanza Militare è stato studiato sotto i segue n ti aspetti: a. nascita e sviluppo del sistema rappresentativo nelle 1:-orze Armate italiane; b. analisi statistica del comportamento elettorale nel periodo 1980-88:
c. indagine sui membri del Consiglio Centrale di R apprese ntanza, sia sotto l 'aspetto statistico che attraverso interviste ai de legati in carica; d. indagine statistica e ca mpionaria sull'attività de l Cocer: e. indagine sul contenzioso so rto tra Coccr ed Amministrazione della Difesa. Abbiamo ritenuto inoltre necessario acq uisi re informazioni sull"ori entamento della base dei rapprese ntati attraverso un sondaggio di opinione. realizzato su un campione casuale eli tutte le categorie. limitatamente alle tre forze annate. Altri eleme nti di conoscenza sono stati acq uisiti esa minando la diffusione a mezzo stampa delle notizie e delle problematiche relative alla R appresen tanza Militare. !"atteggiamento del mondo politico. alcune rea lizzazioni parallele quali la Rappresentanza attuata nel Corpo degli Agenti di Custod ia e l"istituto del Comm issa rio Parlamentare per le Forse Armate. N aturalmente la possibilità concreta di esplora re i settori citati non è stata di egua le ampiezza per ciascuno di essi. In particolare. come già si rileva dalla esposizione che precede. non è stato possibile estendere il sondaggio di opi nione ai Corpi con funzioni di polizia (CC c GdF) . mentre questi rappresentano in dubbiamente un ambito che merita di esse re esplorato. anche per meglio focalizzare analogie e differenze tra i problemi rappresenta tivi di detti Co rpi e quellr delle restanti forze armate. Sarebbe ancora auspicabi le e opportuno ottenere un maggior coinvolgimen to dei membri del Consiglio Centrale di R appresentanza in ca rica nella analisi dei problemi sul funzionamento de lla rapprese ntanza stessa. Ancora. per ciò che concerne l"indagine sul COCER. la constatazione di un sensibi le turn-over dei delega ti nei quattro mandati già conclusi, avrebbe reso opportuna una ricerca su lle mo tivazioni di detto fenomeno: purtroppo la ··dead-l ine·· per la consegna del presente studio e la diffìcoltù dì repe rire i delegati dei passati mandati non ci hann o consentito di acquisire anch e tale dato. Così come sembrerebbe uti le poter meglio conosce re i l pensiero de lla parte politica. che sì è resa alquanto latitante nei co nfronti della presente ricerca: probabil-
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mente la conoscenza dei risu ltati eli questa indagine da parte de l mo ndo pol itico italiano può costituire una buo na base eli partenza per suscitarne l 'interesse verso un a eventuale successiva fase di ricerca. Con la consapevolezza dunque che questo studi o non ha. e non può ave re. ca rattere esaustivo. ma ritenendo però che esso possa costituire una buon a base eli conosce nza e eli riflessione. lo presentiamo a •·those in authority" . È infine nostra co nvinzione che esso t anto più potrà contribuire al miglioramento de lla istituzione rappresentativa quanto più la rgamente sa rà d ibattuto e discusso.
CAPITOLO 2 LA RAPPRESENTANZA DEGLI INTERESSI DE L PERSONALE MILITARE NEL MONDO OCCIDENTALE
2.1. CENNO STORICO Sorto e sviluppatosi per primo nei paesi scandinavi. agli inizi del nostro secolo. il fenomeno rappresentativo degli interessi di categoria del personale militare è stato dapprima considerato un fatto privato. tollerato dallo Stato. pur con qualche contrasto iniziale. nel quadro generale delle ampie libertà garantite da quei sistemi di democrazia avanzata; soltanto in un secondo tempo gli organismi sindacali del personale militare hanno cominciato ad essere regolamentari c riconosciuti dallo Stato. in maniera non dissimile dagli altri sindacati di categoria (l). Questo processo nei paesi scandinavi è stato graduale e può considerarsi completato più o meno all'epoca del secondo conflitto mondiale. Ma nello stesso periodo storico la cad uta dei regimi to talitari e la conseguente più ampia democratizzazione dell'Europa Occidentale. la scomparsa della funzione garantistica che alcune forme di governo (monarchia) o regimi (nazismo) esercitavano nei confronti dei professionisti in uniforme. la generale smilitarizzazionc delle singole società nazionali. hanno allargato il problema rappresentativo più o meno a tutti i paesi dell'Europa continentale ove era possibile la libera espressione delle esigenze e delle volontà dei cittadini. In tale situazione. espressione. secondo alcuni (2). di una .. secolarizzazione del mestiere · delle armi ... si è delineata una netta contrapposizione tra tendenze conservatrici. che hanno ritenuto incompatibile con la istituzione mi litare qualsiasi forma
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di sindaca lizzazione del personale. e tendenze innovatrici, che. co n la scomparsa dell'esercito regio o del l'esercito castale. hanno ritenuto possibile e necessa rio un allineamen to di quella militare alle altre professioni ed occupazio ni.
2 .2 . l MOTIVI DELLA CONTRA PPOSI Z IONE Sorgono a questo punto spontanee due domande: perchè so rge e si ge neralizza (più o meno tutti i paesi occidentali. Stati U niti compresi. hanno dovuto affrontare il problema. in questo secondo dopoguerra) una spinta. o quanto meno un interesse. verso forme di tutela autonome degli interessi del personale militare? Perché la rapprese ntanza degli interessi del personale militare viene vista come problema ed incontra particolari opposizioni ?
2.2. l. L A SPINTA ALLA SINDACALIZZAZIONE Si è detto come storicamente la scompa rsa di alcune forme di governo (o regimi) che assolvevano una funzione garantistica nei confronti dei membri professionali delle forze armate sia stata un a delle cause che hanno esteso la spinta sindaca le al di là dei paesi dell'area scandinava. Que~ta affermazione va ora meglio precisata: in rea ltà infatti quello che ha influito più direttamente su tale tendenza sembra essere stato soprattutto la nuova situazio ne in cui il personale militare professionale si è venuto a trova re nella società di appartenenza. È sta to cioè il cambiamento avvenuto in quest'ultima. o. quantomeno il cambiamento di posizioni relative delle diverse componenti all' interno di ogn i si ngola società . che ha prodotto il fe nomeno . L 'aspetto essenziale di questo mutamento è stato . pr quanto qui ci interessa . la perdita di prestigio e di apprezzamento sociale del
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gruppo sociale militare ed il conseguente senso di trustraztone del personale. ··La spin ta verso il sindacalismo··. scrive H arries Jenkins (3). ·· sorge. nelle forze armate come in ogni altra organizzazione. quando il sentimento ge nerale di privazione individuale si trasforma in un forte se nso di privazione co llettiva··. Sul la stessa linea è anche il pensiero di altri autori. quali Philippe Manigart e Lucien Mandevi lle: quest'ultimo scrive (Mandevi lle. 1976 a): ""Il continuo scadimento del livello di vita nella istituzione militare. combinato con la te ndenza generale verso un nuovo tipo di relazioni tra un superiore ed i suoi subordinati. sta cominciando a produrre aspettative nuove tra il personale militare"". Manigart (Manigart. 198-J.) inoltre afferma che ··il processo di sinclaca lizzazione delle forze arm ate si inscrive nella evoluzione generale elci rapporti di lavoro nelle società occidentali. T ale evoluzione è ca ratte rizzata da una maggiore partecipazione dei cittadini. dalla propensione per la difesa dei loro interessi e da una sostituzione di rapporti collettivi di lavoro ai precedenti rapporti individuali ... ·· In conseguenza del mutamento sociale anche i connotati interni del mestiere delle armi sono mutati: esso si è trasformato. scrive David R . Segai (-J.) ""da una vocazione in una occupazione laica"" e ciò a causa di tre mutamenti: ··il mutamento della tecnologia degli arm amenti che. rendendo la popolazione civile vulnerabile come le truppe al fronte. ha socializzato il pericolo in guerra'": i l cambiamento della natura del lavoro del singolo militare. che si è sensibilmente avvicinato al lavoro nell'impresa: infine. terzo. la progressiva accettazione di questa assimilazione da parte dei responsabili della gestione del personale militare. Ancora. secondo H arries Jenkins (5). un altro importante mutamento si è verificato . e cioè ··un cambiamento nelle basi dell'autorità e della disciplina nella istituzione militare. a causa di uno spostamento da sitemi autoritari ad un ricorso sempre più esteso a tecniche di manipolazione. persuasione. conse nso di gruppo··. Un ulteriore aspetto del cambi amento socia le viene individuato da R oge r J. Arango (Arango. 1977) che osserva come la mutata
estrazione sociale degli ufficiali li porti oggi ( 1977) a provenire in misura sempre maggiore da quelle classi o ceti sociali ove vi è già una lunga abitudine alla sindacalizzazione. Che la spinta sindacale sia sorta. in maniera diretta, da un mutamento di posizioni sociali è reso particolarmente evidente dagli esempi, opposti nei risultati, di due paesi ove non vi sono stati cambiamenti istituzionali, il Belgio e la Gran Bretagna. "Prima della la Guerra Mondiale", scrive Victor Werner (Werner 1976), "la professione militare godeva in Belgio di uno status abbastanza invidiabile. Ad ogni livello della gerarchia sociale, le forze armate occupavano una posizione privilegiata"; gli ufficiali formavano una casta, ma anche gli altri ranghi del personale di carriera erano soddisfatti del loro status: "Ad ogni livello gerarchico il personale in servizio permanente era consapevole di appartenere ad una delle più importanti organizzazioni dello Stato, una organizzazione che godeva della più alta considerazione pubblica". Ma anche su un piano concreto, tale personale "godeva di certi privilegi che, a quel tempo, non erano concessi ai lavoratori, quali la stabilità dell'impiego, la gratuità delle cure mediche, la fornitura di vitto e vestiario, ferie pagate ed un trattamento di quiescenza". La situazione, sempre nella testimonianza dello stesso autore, appare profondamente diversa dopo il secondo conflitto mondiale: la carriera delle armi appare soggetta ad una netta perdita di prestigio sociale ed il personale militare "non è più oggetto delle attenzioni e delle preoccupazioni da parte dello stato". Sul piano concreto, "nello stesso tempo il paese gode di una situazione di pieno impiego e le conquiste sociali nel settore de l lavoro industriale sono spettacolari. La posizione materiale del personale militare in servizio permanente diviene, sotto questo aspetto, relativamente meno vantaggiosa". Vi è dunque un cambiamento sociale, che prescinde anche da cambiamenti istituzionali (ma certamente nei paesi ove questi sono avvenuti, non sono stati ininfluenti), muta gli equilibri pre-esistenti, fa scomparire sistemi precedenti di tutela e produce quindi nuove istanze anche in ambHo militare. La spinta sindacale infatti sorge in Belgio (sempre secondo l'autore citato)
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dal fatto che .. in questa società in cambiamento. il personale militare di carriera, che anch'esso lavora per vivere. viene irresistibilmente trascinato lungo la corrente". Un esempio a contrario si ha invece nella situazione inglese. ove. ad una permanenza della forma di governo e del regime. si è accompa~nato. pur in presenza di un mutamento socia le in generale. un sostanziale mantenimento delle posizioni e, soprattutto, delle forme di tutela precedentemente vigenti per il personale militare in servizio permanente. Scrive infatti. a proposito del problema sindacale in Gran Bretagna, G. Han·ies Jenkins (6) che nel suo paese le forze armate hanno '"una particolare relazione con il potere civile. nella quale i diritti ed i privilegi del gruppo sociale dominante sono automaticamente garantiti agli appartenenti alla istituzione militare: in tale relazione non vi è necessità di ricercare una sindacal izzazione che tuteli i diritti politici, sociali cd economici dei membri della organizzazione: essi infatti saranno sempre protetti da quella elitc del potere alla quale la istituzione militare è strettamente collegata". Ma quando parla in generale della situazione europea, anche questo autore rileva come la spinta sindacale nasca, in ambito militare, "dalla percezione che le forze armate, nel confronto con le altre istituzioni della società. hanno perso il loro status precedente ed hanno subito una ingiusta aliquota di privazioni''
(7). Un a ulteriore causa della tendenza a sindacalizzare le forze armate viene da David Cortright (Cortright. 1977 c) individuata. con riferimento alla realtà americana. nella notevole crescita avutasi dopo gli anni '60 della sindacalizzazione del pubblico impiego, crescita che non poteva non avere un effetto trainante anche nei confronti del personale militare. Tuttavia, osserva ancora questo autore. non bisogna neanche dimenticare che la spinta sindacale nelle forze armate non è creata dai sindacati. non sono essi che creano il malcontcnw e le frustrazioni: questi fattori sono insiti nelle quotidiane condizioni di lavoro c dipendono dalla possibi lità o dalla capacità che la catena di
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comando ha di venire incontro e risolve re i problemi de lle diverse categorie di personale. Conferma questa affermazione a nche il sen. Strom Thurmond (6.5), pur contrario ad una introduzione del sindaca lismo ne lle fo rze a rmate, quando percepisce che il problema nasce per le frustrazioni e le disillusioni de l personale militare, create a nche dalla sensazione di esse re stato abba ndo nato dal governo nazionale . Thurmond riporta a questo proposito una relazione _ compilata da l ··Defense Manpowe r Commission " degli Stati Uniti ( 1976) , che recita "Molti appartenenti alle forze arma te si sentono sgomenti e disillusi perchè avvertono di essere trascurati e negletti da pa rte di un governo che manca alla pa rola data; sembra inoltre esservi una significativa carenza di comunicazione tra gli uomini politici e le truppe nelle unità operative.
2.2.2. L A OPPOSIZIONE AD UNA SINDACALIZZAZIONE DELLE FORZE ARMATE
Ma se una convergenza tra istituzio ne militare e società civi le è in a tto ed ha profonda me nte ravvicinato i due ambiti di vita e di lavoro, perchè sorge un problema sindacale per le forze armate, perchè si sv iluppa no sostanziali opposizioni ad un sistema di negoziazion e s indacale per il personale milita re? La motivazione fondamentale va ricercata ne lla specificità della istituzion e milita re, che viene così sintetizzata da David R. Segai (8): ''A causa della unicità della sua funzione sociale- illegittimo ma nageme nt de lla violenza - la istituzion e mi li tare richiede al suo personale un grado di dedizione assa i diverso da quello rich iesto dalle altre mode rne organizzazioni. Il personale militare , a differe nza di quello civile, stab ilisce un contratto di portata illimita ta con il proprio datore di lavoro . Tale persona le infatti non può porre termine al proprio rapporto di lavoro quando vuole; esso è soggetto a spostarsi ed a lavorare in ogni ambiente dove il servizio lo rende necessario ; acl esso è richiesto di
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collocare le esigenze di servizio al di sopra di quelle familiari ed è frequentemente soggetto a lunghi periodi di separazione. Esso è spesso chiamato a svolgere attività di lavoro al di là delle otto ore giornaliere, senza ricevere alcun compenso straordinario; in tempo di guerra poi esso deve affrontare prolungate situazioni di pericolo, e può anche perdere la vita. È evidente come all'uomo su lla linea del fuoco è richiesta una dedizione di natura del tutto diversa da quella rich iesta all'uomo sulla catena di montaggio"'. Molto preciso, ed efficace. nel differenziare il .. lavoro" militare da quello civile è anche Bernhard Boene. in uno studio dedicato peraltro ad un altro tema dì indagine (Boene. 1989). ..La specificità militare", afferma Boene. '·non risiede soltano nel campo dei rischi a cui si suppone il combattente sia assoggettatò. ma anche nei limiti di applicazione della comune razionalità nel combattimento e nella situazione di abituale trasgressione di norme sociali che esso comporta. Ciò implica un partico lare tipo di socializzazione" ... "Malgrado parziali ana logie. anche le emergenze civili non appartengono allo stesso campo del rea le di quelle militari". Un ufficiale. in particolare .. non è un ordinario impiegato pubblico: egli deve rispondere ad una ·chiamata'. fatta di un particolare interesse per le cose militari, dedizione al bene comune. accettazione del rischio della vita. sottomissione ad una serie di obblighi peculiari della professione militare ......
2.3. ALCUNE POSIZIONI TEORICHE SUL PROBLEMA David Segai (9). a seguito di una indagine campionaria. constata come negli USA. in assenza di un sindacato per il personale militare. quest'ultimo abbia un notevole .. misfit" tra la percezione delle caratteristiche del ruolo e la desiderabilità (preferred characteristics) delle stesse, mentre in un analogo campione di forza lavoro civile tale misfit è assai più ridotto. Esaminando i rimedi tentati. Segai afferma che .. qualsiasi cambiamento ottenuto attraverso interventi dall'alto (della istituzione). tuttavia è
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probabile non risolva ma, anzi, incrementi la discrepanza tra le caratteristiche che il personale militare gradirebbe avesse il proprio ruolo e le caratteristiche che invece detto personale pecepisce il ruolo effettivamente ha··. La sindacalizzazione può. secondo Segai, risolvere questo problema, ma essa presenta due pericoli che vanno attentamente esam i nati: il primo è che essa tenda ad estendere la propria i nfluenza anche su aspetti di gestione e di direzione dell'apparato mi li tare: il secondo è che essa comporti una politicizzazione del personale. Gwyn Harries Jenkins (IO) esamina le conseguenze che una sindacalizzazione avrebbe sulla efficienza operativa delle forze armate e ne individua tre fondamentali: l. L a creazione di una struttura di autorità duale. Infatti "dal momento che vi è stato un mu tamento nelle basi della autorità e della disciplina nell"establishment militare ed uno spostamento da un comando autoritario ad un più largo ricorso alla manipolazione, alla persuasione e al consenso di gruppo. una sindaca lizzazione estenderà i confini di questo mutamento; ciò porterà nelle forze armate il pieno effetto della rivoluzione organizzativa che pervade la società contemporanea. creando una struttura dell"autorità duale. modificando le ba!>i tradizionali della subordinazione··. 2. Un forte avvicinamento dello stile di comando militare a quello di direzione civile. I nuovi compiti infatti c la introduzione del sindacalismo richiederanno da parte dei comandanti capacità cd orientamenti sempre più comuni a quelli del manager civi le. 3. Una abdicazione dell'ufficiale alla propria immagine tradizionale. Se infatti l'ufficiale "volesse conservare la propria autoimmagine ed idea dell'onore (militare), allora la introduzione dei sindacati nella istituzione militare creerebbe una situazione di conflitto. con sostanziali conseguenze disfunzionali'". Egli conclude però affermando che. come critica radicale al sistema militare esistente. "la sindacalizzazione delle forze armate può soltanto condurre al risultato di un miglioramento di una situazione altrimenti carente". Secondo Wil l iam Taylor c Rog.er Arango (Taylor e Aran)!O.
1977) molte motivazioni proposte negli U.S.A. pro o contro una sindacalizzazione del personale militare appaiono retoriche e non sufficientemente indagate. Coloro che si pongono su una posizione critica negativa, ad esempio, affermano che una sindacalizzazione porterebbe un degrado della disciplina, una minaccia alla catena gerarchica e, soprattutto, minerebbe la capacità dello strumento militare di adempiere alla missione che gli è affidata. Attraverso una analisi concreta sul campo, questi autori ritengono di poter mettere in luce i vantaggi e gli svantaggi di tale processo. Tra i primi la acquisizione di un maggior senso di sicurezza indivuduale, una valorizzazione della dignità dei singoli, una migliorata comunicazione socia le, una maggiore competitività con le altre occupazioni e professioni nel reclutamento del personale. Gli svantaggi reali si ridurrebbero essenzialmente a due: un pericolo di divisione interna delle unità, per una acquisita conflittualità intercategoriale, un incremento nei costi del personale. Scrive Carlo Jean (Jean, 1981) "Di per sé. la creazione di sindacati determinerebbe inevitabilmente un 'amplificazione della conflittualità; senza quest'ulima i rappresentanti sindacali non avrebbero né prestigio né credibilità. Non ritengo comunque che il più grosso inconveniente. che ne deriverebbe. sarebbe quello di minare la coesione interna ddle Forze armate e la loro capacità operativa. Per forza di cose, i responsabili militari si allineerebbero con le richieste del sindacato, per evitare una disgregazione interna. Si determinerebbe una inaccettabile forza corporativa, che inevitabilmente si contrapporrebbe prima o poi al potere politico. Il pericolo che comporta un sindacato dei militari per la società civile è, a parer mio. mo lto maggiore delle sue implicazioni negative sull'efficienza dell'organismo militare". Sulla stessa linea si può citare l'opinione espressa dal senatore statunitense Thurmond (riportata da David Cortright, saggio citato), che teme una sindacalizzazione possa rinforzare la istituzione militare ed accrescere la sua influenza sulla società generale, diminuendo la capacità di contralo politico. Il problema era stato già trattato dallo stesso Cortright in un altro
saggio (Cortright, 1977 c), dove, da un lato sosteneva che il sindacalismo nelle forze armate contribuirebbe a prevenire ogni loro forma di separatezza verso la società civile, dall 'a ltro osservava come sia stata posta poca attenzione alla possibilità che il sindaca lismo rafforzi sostanzialmente le capacità di influenza della istituzione milita re. Ancora Strom Thurmond (l l) giudica negativamente l'esperienza europea e s i pone l' interrogativo di come risponderebbero in battaglia truppe sindaca lizzate . Tuttavia, per restare aderente alla sua posizione, Thurmond concepisce le forze armate come un corpo separato rispetto a lla società civile, il personale mi litare non assimilabile a lle restanti categorie di forza lavoro, ed avanza infine il timore che una rappresentanza degli interessi del personale mi lita re porterebbe il bilancio delle difesa a livelli inaccettabili.
2.4. SVILUPPO E SITUAZIONE DELLA RAPPRESENTANZA IN ALCUNI PAESI OCCIDENTALi. NOTI Z IE GENERALI Dei paesi di cui si è potuto ave re notizia, hanno sindacati per il personale militare: Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Germania Federale, Svizzera, A ustria, Belgio, Olanda. La associazione sindaca le è vietata in: Inghilterra, U .S.A., Canada, Francia, Portogallo, Turchia, Grecia. Lo sciopero è ammesso soltanto in Austria e in Svezia.
( l ) Svezia Il sindacato militare nacque in Svezia nel 1908. quando i sottufficia li dei va ri circoli reggimentali si dettero convegno a Stoccolma per organizzare il primo loro si ndacato (ma già nel 1907 i marescialli, il cui sindaca to è tuttora separato , avevano
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fondato una loro associazione, il KOF, tuttora esistente). Naturalmente il processo di sindacalizzazione incontrò inizialmente difficoltà ed ostaco li, interni ed esterni, talchè una sindaca lizzazione dei sottufficiali, nella sua accezione completa, può datarsi dal 1918, con la fondazione del POF (Sindacato dei graduati a ferma prolungata e dei S.U. fino al grado di serg. magg.) dell'esercito, a cui i S.U. di marina si uniranno nel 1925. Gli ultimi a sindacalizzarsi furono gl1 ufficiali, con la fondazione del SOF (Sindacato degli ufficiali). che si organizzò a livello nazionale solo nel 1932: la sindaca lizzazione degli ufficiali era stata ritardata da due ordini di motivi, uno interno ed uno esterno. Il motivo interno si sintetizza nel fatto che, essendo gli ufficiali collegati a lla el ite del potere mediante la corona, da un lato sentivano meno la necessità di una tutela sindacale, dall'altro erano frenati da ragioni di prestigio, dalla tradizione militare. Il motivo esterno risiede nella notevole resistenza che la sinistra politica ed i sindacati civi li opposero alla sindacalizzazione degli ufficiali. Attualmente il POF e il KOF sono affiliati ad una grande centrale sindacale civile la TCO (Organizzazione Centrale dei Salariati) mentre il SOF degli ufficiali appartiene alla SACO (Organizzazione Centrale dei Professionisti Svedesi). La percentuale degli aderenti alle organizzazioni sindacali rispetto alla ''popolazione" delle singole categorie è altissima, vicina al lOOo/c . La organizzazione interna è simile per le tre categorie: essa consiste in una assemblea sindacale, ove sono rappresentati, per la categoria, tutte le unità locali e che si riunisce con periodicità diversa secondo le categorie (biennale, triennale); negli intervalli funziona un ufficio esecutivo, che si riunisce ogni qualvolta occorra. l sindacati mi litari di categoria trattano con un apposito ente statale, il SAV (Ente per i Contratti Collettivi) ed hanno i mezzi di pressione sindacale comuni alle organizzazioni civili (compreso lo sciopero). Un'ultima caratteristica di queste associazioni sindacali militari svedesi è data dalle consultazioni internazionali con le corrispondenti associazioni degli altri paesi scandinavi, che ugualmente
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operano in regime di libertà sindacale. Per i militari in servizio di leva esiste una forma di rappresentanza istituzionalizzata a diversi livelli; a livello centrale un "Parlamento" dei soldati di leva si riunisce annualmente. Esiste anche una organizzazione di categoria, nata nel 1970 con il nome di "Sverige Centrale Vernplikstrod" (SCVR). (Fonti: D'Addio, 1989; Brickman, 1976; Sistemi di rappresentanza del personale militare presso alcuni stati esteri", documento di lavoro e laborato da SMD, I Reparto)
(2) Repubblica Federale Tedesca Subito dopo la sua fondazione la Bundeswehr vide nascere (nel luglio 1956), ad opera di un gruppo di militari in serv izio, la Deutsche Bundeswehr-Verband, una associazione diretta a tutelare gli interessi professiona li, sociali ed economici del personale militare. Pur essendo una associazione che tute la gli interessi di categoria e con poteri non indifferenti (tra cui una funzione consultiva obbligatoria per i progetti di legge nelle materie di competenza), la DBwV non si considera un sindacato, soprattutto per il suo disimpegno politico. Le adesioni alla DBwV sono cresciute rapidamente nel tempo: 30.000 membri ne11957, 100.000nel l963, 180.000nel l976,280.000oggi. Poichè l'adesione ai sindacati per il persona le militare è libera, nel 1964 il sindacato dei servizi pubblici. la Oeffenliche Dienste. Transport und Yerkehr (OTV) costituì una sezione dedicata al personale militare e cercò di fare proseliti, dapprima ostacolata dalla gerarchia. Tuttavia, anche quando questi ostaco li furono superati (non senza reazioni, fra le quali le dimissioni di due capi di stato maggiore e di un comandante militare territoria le), la OTV ebbe un modestissimo successo, così che nel 1976 i mi litari iscritti risultarono essere 1.500. contro i 180.000 già segnalati nella DBwV. Le ragioni di queste differenze di successo sono diverse: la pnma è indubbiamente il ritardo con cui la OTY è partita rispetto alla
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concorrente; la seconda è la storica ostilità esistente tra forze armate tedesche e sindacati; la terza l'influsso della gerarch ia militare, diretto a favorire più la DBwV; la quarta l'aspetto egualitario e livellatore del sindacato civile rispetto alla associazione tra militari, dotata indubbiamente eli un certo carattere corporativo; la quinta la differenza dell'interlocutore stata le nei due casi: direttamente l'esecutivo per la DBwV, prevalentemente il legislativo per la OTV. La DBwV si articola su rappresentanze regionali, elette da tutti gli iscritti regione per regione e su una Direzione nazionale, composta da 30 membri, eletti ogni quattro anni nel corso del Congresso dei delegati regionali. Tale Direzione esprime a sua volta una Segreteria nazionale di nove membri. Pur accettando anche personale in congedo, la DBwV è composta prevalentemente da militari di carriera in servizio attivo. Acl esempio, la attuale Segreteria è composta da sette ufficiali e sottufficiali in servizio e da due in congedo. La RFf non ha una forma di rappresentanza di tipo sindacale per il personale di leva, che tuttavia, a partire dal 1969, ha potuto iscriversi alla DBwV; nel 1975, questa associazione aveva tra i propri aderenti 12.600 coscritti. Esistono tuttavia nelle diverse unità, a bordo delle navi ecc. delegati fiduciari (vertauensman) per le varie categorie, che trattano con i comandanti responsabili i problemi a carattere locale (tempo libero, misure assistenziali , qualificazione professionale ecc.). (Fonti: Fleckenstein, 1976 b; "'Sistemi di rappresentanza ... " doc. di lavoro di SMD, I Reparto citato; relazione dell'Addetto Militare Italiano presso la RFT, 1989) .
(3) Belgio Il primo organo di tutela degli interessi di categoria è stato. in Belgio, una associazione di tipo assistenziale, creata da un gruppo di ufficiali nel 1961, la AOSA (Association des Officiers en Service Actif); essa fu preceduta, per l'esattezza. da una
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asso ciazione di sottufficia li , la A MSOB (Alli a nce Mutue lle des Sous-officie r d e Be lgique), nata ne l 1924. p er tras fo rmazio ne di una preced e n te asso ciazio ne , creata. su sca la loca le, quattro a nni prim a . L a AMSOB pe rò era na ta pe r un o bie ttivo preciso e limita to e cioè il riconoscime nto ex legge d e llo sta tus giuridico d e i sottufficial i. L a AOSA nacque sotto fo rma di associazione di tipo assiste nziale perch è un a rticolo d e l regolame nto di disciplina vie tava a l p e rson a le milita re la a pparte ne nza ad associazio ni " che avessero in qualsiasi modo caratte ristiche o te ndenze po litiche" (art. 276). E ssa, n e ll' in tenzione d egli stessi ufficia li fo ndato ri, no n si pose s ubito come un sindacato, be nsì co me una associazione per la "tute la d egli inte ressi mora li e fisici de i suo i membri " . Tuttavi a essa, a ttraverso la pubblicazione di due pe rio dici , "Ma rs" e " Pallas", cominciò a diba tte re a nche pr oblemi di tipo sindacale . d a ndo ino ltre voce pubblica a l corpo ufficia li. in un regime disciplina re che scoraggiava forte me nte i singoli quadri d a l pubblicare articoli che non fossero di tecnica profess ionale . Anzi, nella imminenza delle e lezioni politiche . la AOSA scrisse a lle segrete rie dei partiti chie de ndo il lo ro progra mma p olitico ne i confro nti de l person a le milita re; ta li programmi venne ro p ubblicati s u " M a rs" . con un in vito a i le tto ri a tenerne con to in sed e di vo tazio ni. Di fro nte a queste ed a ltre fo rme d 1 p ress1o ne. il gove rno creò, con D ecre to R ea le del 20 o ttobre 1964. un comita to cons ultivo de lle tre fo rze a rmate . composto d a 42 m e mbri così individua ti: se i di no mina ministe ri a le: dodici scelti d a lla AOSA p e r g li uffi cia li: d o dici pe r i sottufficia li. tratti da lle due associ azioni che e ra no sta te espresse ne l fratte mpo d a questa catego ri a (la RAMSOB e la U PSOB ): dodici pe r i milita ri di truppa a fe rma pro lungata, che avevano a nch 'essi crea to una loro associazio ne (ASCCB ). Al comita to co nsultivo dovevano esse re sottoposti p e r p a re re tutti i provvedime nti norma tivi in fie ri che inte ressava no le posizioni di status del persona le militare profession a le; il pare re non e ra vincolate , m a il Ministro do veva motiva re un s uo eventua le discosta rsi dal p are re espresso (a rt. 18. d e l cita to de cre to).
I principi fondamentali che scaturiscono dal dibattito svoltos i in questo paese a partire da lla seconda metà degli anni '60 - e che poi i nfluiranno sulla successiva elabor azione normativa - appaiono i tre seguenti: - il cittad in o che entra nella istituzione m il itare a qualsiasi titolo non perde la propria caratterist ica di ci ttadino e qu ind i mantiene tutti i diritti civili e politici: - gli organismi rappresentativi del persona le mi li ta re devono svolgere una attività sindacale comp leta e concordare con il governo le decisioni di fondo che riguardano lo status del perso nale rappresentato: - il personale militare deve avere la possibilità di iscrivers i alle grandi centra li si ndaca li naziona li. Nel 1972 le citate associazioni assistenzia li dettero vita a vere e proprie organizzazioni sindaca li. di nome e di fatto: il .. Syndicat Beige cles Officiers" (SBO), il .. Syndicat National des SousOfficiers" (SNS), i l "Syndicat Narional des Mi litaires .. (SNM). che si co ll egarono nella .. Centrale Genera le cles Synd icats Militaires"(CGSM). Due anni dopo. con la legge 19 dicembre 1974, essi ottennero il riconoscimento di un ruolo neg:oziale e. nel 1975. il nuovo regolamento di disciplina (legge 14 gennaio 1975) stabilì il diritto del persona le militare di iscriversi ai partiti pol itici (art. 25) ed ai sindacati (art. 26). La materia infine trovò definitiva regolazione con la leg:)!e 28 gi ugno 1978 ... Statuto sindacale del personale militare de lle t re fore armare ··. La legge, applicabile soltanto in tempo di pace (viene sospesa alla dichiarazione dello stato di guerra). considera ab il itati all a trattativa solta nto quei sindacati che abbiano ottenuto la autorizzazione regia. che cioè si armonizzino al le disposizioni cautelative de lla legge e si facciano conoscere come tali attraverso una registrazione dei loro statuti presso i l ministro del la di fesa (qualcosa di molto simile alla previsione, inattuata. dell'art. 39 della nostra Cost ituzione). La trattat iva avviene sempre a live llo centrale e si sdop pia in due com itati, un "Comitato di trattativa" per il dibattito su disposizioni normat ive generali (disegni di legge o regolamenti fondamental i ) nel quale i -Hl
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delegati sindacali si confrontano direttamente col Minbtro o con un sonoscg.retario delegato: un ··comitato di conccrta7ione .. per i problemi di dettaglio c del quale fanno parte fun/ionari di minore livello. li divieto di esercizio del diritto di sciopero (peraltro sanzionato solo in via disciplinare) appare compensato dalla obbligatorietà della trattativa sugli argomenti previsti dalla legge, e su lla necessità, per il governo. di motivare i l disattcnclimcnto delle proposte sindacali. Nel 1984. a segui to eli fusioni e ristrutturazioni. gli organismi rappresentativi del personale professionale delle for7c armate belghe risultavano essere: la C.G.S.M. (Centrale Générale cles Syndicat~ Militaires). che include rappresentanti di tutte le categorie: il S.N.M. (Syndicat National des Militaire~). che rappresenta i mi litari di truppa a lunga ferma: il .. Syndic ... filiazione clelrU.P.S .O.B. (Union Professionnelle cles Sous-officiers dc Belgique}. e poi inglobato. come sezione. nel S. L. F.P. !S,·ndicnt I ihre dc la Fonction Publique), e che rappresenta soltanto i sottufficia li: il "Gruppo Militare .. della C.C.S.P. (Centrale Chrctienne des Services Publique~). rappresentativo di tutte le categorie: la .. Sezione Militare .. della C.G.S.P. (Centrale Générale des Services Pub liques). anch'essa rappre~entativa di tutte le categorie. Come si vede. pur ncll'intricato less ico del le sigle. due organizzazioni rappresentative sono diretta filiazione delle assoclélzioni di categoria c conservano un carattere corporativo-professionale. due appaiono frutto della estensione della sindacalizzazione dei "crvizi pubblici all'area militare. mentre il quinto. il .. Sync.lic ... si può dire che rappresenti un punto di incontro delle due tendenze. l dati statistici disponibili indicano una preferenza marcata. specie per gli ufficiali. per il primo tipo di organizzazione. O ltre agli organismi sindacal i veri e propri, anche i l Belgio conosce organ i di tutela dci diritti del cittadino alle armi: tale è i l
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··comitato di contatto e di informazione", istituito a livello comando di corpo o di unità autonoma nel 1970, con funzioni c poteri assai simili a quel li dei COBAR italiani. (Fonti: Werner. 1976: Manigart. 19H4: Caforio. ISI7H: Rclaz. del!" Addetto Militare I taliano in Belgio. 24/ IO/ 1984 ). (4) Francia
l primi fermenti verso un a sindaca lizzazione del personale militare sono avvertibili in Francia nella seconda metà degli anni '60. La posizione dell'establishment. sia politico che militare. i: stata sin dall"inizio nettamente contraria ad una sindacalizzazione delle forze armate. per due motivi fondamentali (espressi): in primo luogo essa rischierebbe di vanificare il principio dr neutralità politica della istituzione mi l itare: in secondo luogo essa in ciderebbe negativamente su ll'assetto clisciplin arc esistente. giudicato indispensabile perchè le forze armate possano assolvere il compito loro assegnato. Per fronteggiare comunque la spinta verso una magg•ore tutela degli interessi il governo, su proposta del ministro della difesa dell'epoca, fece approvare con legge (legge 21 novembre 1969 n. 69-1044) la creazione eli un organo consultivo, il "Conseil Superieur de la Fonction Militaire", per la tutela degli interessi degli ufficiali e sottufficiali in servizio permanente. Tale consiglio tuttavia è solo parzialmente rappresentativo: lo è cioè soltanto per il personale in quiescenza che viene rappresentato da delegati eletti dalle associazioni del personale in congedo. I membri che "rappresentano" il personale in servizio vengono scelti dal vertice militare mediante sorteggio. Il sorteggio avviene in due fasi: nella prima vengono estratti i componenti delle Commissioni regionali interforze: nella seconda tra questi componenti vengono estratti i membri del Conseil Superieur: esso è composto da 49 rappresentanti del personale in servizio e da 5 del personale in congedo. l componenti del Conseil Supe•:ieur restano in carica tre anni, ma i sorteggi sono alternati in modo da rinnovare il CSFM per metà ogni 18 mesi.
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Nel 1974 alcun e dimostrazioni pubbliche del personale in servizio di leva ed il tim0re che la protesta si estendesse al personale in servizio permanente, portarono a tre provvedimenti: il primo è stato la creazione di organo di tutela anche per i coscritti, il ·'Consei l Permanent du Service Militaire"; anche questo organo non è rappresentativo, anzi in esso i militari in servizio di leva non compaiono proprio, i suoi membri vengono nominati dal governo e comprendono parlamentari. ufficiali e sottufficiali in servizio ed esperti civili. La sua funzione è assai vicina a quella dell'ombudsman tedesco o scandinavo. 11 secondo provvedimento è stato la creazione di ··commissioni Consultive .. di ufficiali e sottufficiali presso ogni unità. commissioni alle quali il governo. tramite il ··conseil Superieur" citato. ha cominciato (per prassi, non per norma) a sottoporre per parere i disegni di legge concernenti il personale militare. Il terzo, e contingente, provvedimento è stato la sostituzione del ministro della difesa in carica e la nomina di un generale in -;crvizio a sottosegretario di stato per la Difesa. '"Per la prima volta". scrive Lucien Mandeville .. dalla Terza Repubblica. un militare di. carriera diviene membro del governo. e per la prima vol ta. dall'inizio della Quinta Repubblica. un ministro è costretto a dimettersi per la reazione de l perso nale militare ... Quest'ultima conseguenza appare assai singificativa. pcrchè sembra realizzare nuovamente la cooptazione della leadership militare nella elite del potere che guida il paese. L a situazione attuale vede dunque il divieto pe r il persona le militare. sia in servizio permanente che di leva. di iscriversi o di costituire sindacati (art. IO del regolamento di disciplina): un ritorno alla tutela degli interessi professionali del personale da parte della gerarchia; il ricorso al parere consu ltivo di organ i appositi. peraltro assai poco rappresentativi; un certo ricorso. istituzionalizzato. a strutture partecipative (le .. commissioni consu ltive .. delle singole unità). Una curiosità: al personale dei corpi di polizia il diritto alla tutela sindaca le è stato concesso in Francia (come nella vicina Svizzera) fin dal 1948 (legge 28 ottobre 194S): in Belgio invece il personale
della gendarmeria è stato escluso dalla possibilità dt una sindacalizzazione. concessa al persona le militare progressivamente durante gli anni '70. (Fonti: Lucien Mandeville. 1976 a: Caforio. 1973: Sistemi di rappresentanza .... doc. di Lavoro dello SMD. l Reparto. citato: relazione dell'Addetto Militare I taliano in Francia. 19~9).
r5 )Swri Uniti Il dibattito sulla sindacalizzazione del personale militare negli U.S.A. sorge negli anni '70, poichè tale processo viene da molti atteso ..come un corollario al programma di creazione di un esercito professionale .. ( 12). Tale dibattito si sviluppa in pochissimi anni (dal 1973 al 1977). in modo molto intenso ( 13) e poi si riduce bruscamente nel 1977. una volta presa la decisione di non sindacalizzare le forze armate. La conclusione del dibattito viene cosi espressa da Roger Manley (Manley. McNicols. Young. 1977): .. La nostra conclusione è che la sindacalizzazione del personale militare appare proiettata in un futuro di non pochi anni ancora ... Considerando però le tendenze in atto. relativamente a lungo termine. così come la realtà politica ed economica dei probkmi in esame. la direzione dei cambiamenti futuri appare quella eli una qualche forma di rappresentanza del personale militare esterna alla istituzione ... Contribuisce a questa valutazione anche un sondaggio di opinione effettuato tra il personale dell'aeronautica mi litare. sondaggio che rivela come. tra il persona le eli truppa. siano presenti in quasi eguale misura (un terzo circa dei rispondenti per ciascuna) tre diverse posizioni riguardo alla iscrizione ad un sindacato: una favorevole. una incerta ed una contraria. Se si considera che il rateo medio di adesione ai sindacati civili è negli U.S.A. del 60 ~ . un 37 ~ di soldati favorevoli è una misura non elevata. Essa scende poi ancora tra gli ufficial i. ove il rateo è de l 1~ 9( . Una seconda ricerca. su un campione tuttavia non molto
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rappresentativo. compiuta da D. Segai e R. Kramer (Segai e Kramer. 1977 a) su un reparto operativo dell'esercito nel 1977. fornisce dati ancora più significativi : il 14cr soltanto del personale è favorevole ad iscriversi ad un sindacato, mentre il 64% è contrario. La ince rtezza del personale mi litare si unisce a (forse anche la po tenzia) una opposizione del mondo sindaca le: la "Ame rican Fedcrat ion of Govcrnmcnt Employes ... dopo avere. nel IY76. deciso di accogliere anche il personale mili tare tra i suoi aderenti. si esprime poi invece. nel settembre 1977. in modo assai netto (79 C( contro 2 1l1é dei delegati) contro la ipotesi di allargare la propria funzione rappresentativa ai militari in servizio. Il senato cd il congresso degli Stati Uniti votano, nello stesso mese. il divieto per il personale militare di iscriversi ai sindacati. Resta perciò al personale in servizio so lo una forma di tutela degli interessi singoli. quando violati, attraverso "'Uffici reclami ", istituiti presso ogni comando e. in seconda istanza. presso ,... I spettore generale·· di forza armata. (Fonti: McNichols. Manley e Young (eds), 1977: Taylor e altri. 1977: A rango. 1977: Cortright c Th urmond. 1977: Doc. di lavoro di SM D l Reparto citato).
(6) Olanda
Le pri me forme di sindaca lizzazione risa lgono anche in questo paese ad assoc iazioni professionali di categoria che. progressivamente. con il deteriorarsi delle posizioni economico-sociali del personale in se rvizio permanente. hanno assunto anche funzioni di tutela degli interessi. La prima di queste associazioni è datata 1883. la maggior parte sorgono prima della grande guerra. ma solo in tempi più recen ti e. particolarmente dopo il secondo conflitto mondiale. assumono una vera e propria fisionomia sindacale. Le associazioni oggi riconosciute sono 12. ma tra esse ha assunto una partico lare risonanza la .. Vereniginf voor Dienstpl ichtige Militaircn" (VYOM). fondata nel 1966. s1a
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perchè una delle poche associazioni sindacali del personale di leva esistenti nel mondo occidentale, sia per talune sue posizioni e manifestazioni che hanno avuto larga risonanza pubblica ( 14); tuttavia essa sembra essere ora affetta da un trcnd negativo. i suoi iscriti sono passati da 27.000 del 1971 ai 16.000 del 1980. 11 tasso di associazione nelle organizzazioni del personale di carriera invece rimane mediamente assai alto, circa 1'80%- agli inizi degli anni '80. La situazione attuale è caratterizzata da un doppio sistema: il primo, e di gran lunga più importante. tutela gli interessi generali del personale delle diverse categorie. attraverso la azione delle associazioni riconosciute. alle quali è conferita una fisionomia di tipo sindacale; il secondo. costituito nel 1985. tutela gli interessi locali del personale, è organo collaborativo del comandante della unità. prende il nome di "rappresentanza consultiva del personale'' c viene eletto nell'ambito di ogni caserma, nave. aeroporto. l rappresentanti delle associazioni riconosciute. riuniti in una "Commissione consultiva centrale" (trasformazione di una precedente "Commissione di Consultazione Legale". creata nell'intervallo tra le due guerre mondiali) devono essere. per legge. sentiti dal Ministro per llltta la normativa che rientra nei settori di competenza: per i problemi di interesse specifico di una singola forza armata. la commissione si divide in "Commissioni speciali" di forza armata. che operano autonomamente. Per avere propri rappresentanti (due. di regola) nella Commissione Centrale, le associazioni, come si è accennato, debbono essere riconosciute. Il riconoscimento avviene con decreto reale. dopo la constatazione (ministeriale) della sussistenza di alcune condizioni: tra di esse. una certa soglia numerica di iscritti. la notifica del proprio statuto c dell'elenco nominativo sia degli associati che del direttivo, la compatibilità degli scopi c della azione sindacale con gli interessi generali dello Stato. La Commissione Centrale è costituita. oltre che dai rappresentanti delle associazioni. anche da membri della amministrazione. nominati dal Ministro. Essa opera formulando delle "raccomandazioni" scritte al Ministro. sulle materie di competenza: qualora
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il j!overno o il Ministro si discostino dalle raccomandazion i espresse dalla Comm issione, il Ministro è tenuto a motivare la decisione ed illustrarne i motivi al la Commissione. Al di là delle previsioni normative, si è poi sviluppata la prassi di consu ltazio ni informa li dell'esecutivo con i presidenti delle associazioni. Le associazioni possono aderire alle confederazioni sindacali civili, ma tale possibilità viene scarsamente usata. (Fonti: Teitler, 1976; Cortright, 1977 c; Teitler, 1976 b; Olivier e Te itler, 1982; Doc. di lavoro di SMD l R eparto citato; Relazione dell'addetto militare ital iano a Bonn). ( 7) Ausrria
La genesi dei sindacati del personale militare in questo paese deve essere ricercata nella creazione dei soviet dei soldati , dopo la la g ue rra mondiale, eletti nell'ambito di ciascuna unità ed inizialmente aventi anche funzioni di comando. Si trattò, come è evidente . di una importazione dall'URSS, ad opera dei numerosi soldati a ustriaci prigionieri di guerra in quel paese. e poi tornati in patria al termine del conflitto. Con la rifondazione dell'esercito austriaco, la nuova Volkswehr, ad opera del governo socialdemocrat ico. i consigli dei soldati vennero mantenuti e regolamentati, con funz ioni diverse. Le funzioni divennero quelle di proteggere i diritti e gl i interessi del persona le e di diffondere nelle unità lo spirito della nuova repubblica. Secondo questa nuova normativa, ogni compagnia era ch iamata ad eleggere due militari di truppa, ogni battaglione due ufficiali: in ogni stato federale ven iva costituito. con i membri eletti nelle unità di sta nza nello stato, un comitato di rappresentanti: i comitati di tutti gli stat i esprimeva no infine un com itato esecutivo. che trattava direttamente con il ministro. La formazione sindacale del personale avven iva nell'ambito di due distinte organ izzazioni sindaca li (la adesione alle quali era libera). la Militaerverband, sostenuta da l partito socia l democratico, e la Wehrbund. che si dichiarava apolitica. Il sistema attualmente in vigore prevede invece una netta
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tra la tutela degli mrere si del personale di carriera c di quello in servizio di leva. anche se prolungato a domanda. Per gli ufficiali c sottulliciali in spc vigc infatti la piena libertù eli iscrizione alle organ izzazioni sindacali degli impiegati dello Stato. che 1..0no strutturate in modo da tutelare anche gli interessi del pcr~..onalc militare. Per il personale in servizio di leva esiste invece una forma di rappresentanza militare. che però si differenzia ancora al suo interno tra il personale in normale servizio eli leva e quello a ferma prolungata (quest"ultimo può contrarre ferme protratte fino a 15 anni. configurando così un vero e proprio rapporto di impiego. seppure a tempo determinato). l primi infatti eleggono i propri rappresentanti soltanto a livello di compagnia c le loro funzioni ~i esauriscono nel rapporto con il comandante della stessa: la durata elci mandato è variabile. ma comunque sempre inferiore ai 12 mesi. l militari a ferma prolungata (che comprendono anche sottufficiali non ancora in spc cd ufficiali con contratto a termine) hanno invece tre livelli eli rapprescntmwa. uno locale (!"unità di appartenenza). uno intermedio (affiancato agli alti comandi periferici) ed uno centrale. la ··commissione Centrale dci militari a ferma prolungata··. Detta commissione. composta da sette membri. opera a livello del Ministro Federale della Difesa. l rappresentanti di questa categoria restano in carica 3 anni. Nel 1982. sull"esempio olandese e svedese. anche in Austria s1 è costituita una associazione di coscritti. la ··vereininung Demokratischcr So ldaten Ostcrreichs'" (VDSO). (Fonti: Beli jr .. 1977: Relazione dcii" adde tto militare italiano a Vienna).
2.5. ANALISI DELLE ESPERIENZE STORICHE ATTRAVERSO IL PENSIERO DI DIVERSI AUTORI. Il caso aust riaco presenta due particolarit~l interessant i: la prima è che costituisce !"unico esempio di sindacalizzazionc sinora
real izzato in un esercito totalmene a reclutamento volontario. La seconda è che rappresenta, se non eno. l'unico caso di un esercito sindacalizzato che abb ia affrontato situazion i di conflitto. Le situazioni affrontate furono due: un conflitto, seppure limitato, con l'Ungheria, per il territorio di confine denominato Burgeland ( 192 1-1922), che tuttavia, ma lgrado la sua limitatezza. impegnò, nei momenti più caldi, più di un terzo de ll'esercito austriaco. La seconda situazione fu un massiccio inte rvento in ord in e pubbl ico. ne l 1924, contro manifestanti socialdemocratici che avevano preso possesso della città di Vienna, innalzando barricate nelle strade: l'esercito intervenne con una forza di 9600 uomini ed ebbe 31 morti e 170 feriti. Gli aspetti significativi di questi interventi sono. secondo Raymond B e li (Beli, 1977): - malgrado le divisioni ideologiche esistenti allora nel paese (e riflesse anche, all'interno dell'esercito, dai due sindacati contrapposti), non vi è nessun elemento che faccia rilevare una diminuita efficienza dello strume nto milita re: in a mbedue i tipi di intervento anzi l'esercito austriaco sembra essersi comportato assa i bene; - i sindacati, nelle fasi operative citate, non hanno mai interferito nella catena di comando; L'esperienza a ustriaca dimostrerebbe qruindi. secondo l'autore. che "una precisa linea divisoria può essere tracciata tra l'esercizio delle prerogative sindacali e la esecuzione degli ordin i dei comandanti". Queste valutazion i sono condivise da David Cortrig ht (Cortright, 1977 c). il quale, analizzando l'esperienza, ormai storica. del sindacato militare in Svezia e Germania Federale. a lla luce dei timori di una diminuita efficienza de ll'apparato mil itare. afferma ..Sembra ovvio, da quanto detto sui sindacati del persona le di carriera nella Germania Occidenta le e in Svezia, che ta le effetto negativo appa re in esistente". Parzialmente diverso può sembrare l'impatto di una sindacalizzazione su l personale di leva . Cercando q uindi un parametro, che
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consenta di misurare J'ellictenza complessiva delle torze armare in tempo di pace. Cortright lo individua nella convinzione e nella partecipazione con le quali il personale militare svolge la sua missione. nonchè nella conoscenza ed accettazione sociale di tale missione. Esaminando in particolare i soldati in servizio di leva nelle forze armate olandesi (ove l'impatto delle organizzazioni si ndacali di tale personale si è rivel1ato pill marcato). Cortright rileva come. da un lato. i contingenti olandesi impiegati nelle esercitazioni NATO. abbiano ottenuto punteggi di valutazione elevati negli anni immediatamente precedenti (lo studio è del 1977). dall'altro come le dichiarazioni pubbliche degli esponenti sindacali dei coscr'tti dimostrino una seria convinzione della funzione difensiva affidnta ai soldati. Questi poi affermano di ritenere "di rendere più u ··,n ti ngenti di al tri paesi perchè godono di un a maggiore dtt,.. 'ocia le c di una maggiore motivazione individuale". Su una valutazione dell'esperienza olandese si soffermano anche Fritz Oliver e Ger Teitler ( 15). i quali sostengono che l'attività sindacale a favore del personale militare non può in alcun modo essere vista come una erosione della subordinazione o della apoliticità delle forze armate olandesi. Certamente si verifica un cambiamento nello stile militare. una crescente consapevolezza che, oggi. il personale militare di carriera non può ignorare le tattiche dei gruppi di pressione. in concorrenza per la spartizione del budget governativo. . M a questo cambiamento di stile non comporta affallo, secondo gli autori citati. uno scivo lamento da una posizione professionale ad una occupazionale: le azioni poste in essere a tutela degli interessi di categoria testimoniano. al contrario. un senso di responsabilità professionale. che si adegua al mutato contesto sociale del paese. La necessità di un mutamento nello st ile di comando. mutamento che sa rebbe peraltro già in atto per la evoluzione naturale delle società nazionali. è secondo Manigart (Manigart. 1984) connaturata alla introduzione nelle forze armate eli un sis tema rappresentativo degli interessi del personale: il mutamento è. anche
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secondo questo autore, da un ststema a utoritano ad uno partecipa rivo. Allo stato attua le delle cose. si verifica una curiosa coincidenza: tutte le forze armate che ha nno organi di tipo sindacale. od anche soltanto in qualche modo rappresentativi del personale, sono a coscrizione obbligatoria; nessun esercito ad arruolamento totalmente volontario (tranne l'Austria) figura tra di esse. Gwyn Harries Jenkins (H . Jenkins, 1977 b) si pone il problema se vi sia un nesso causale tra i due fatti . La conclusione a cui l'autore arriva. dopo un esame dei vari casi concreti, è che non vi sia un legame diretto tra i due fenomeni : ciò che li porta a coincidere è il fatto che gli eserciti con personale tutto volontario sono quelli di tipo anglosassone, ove il servizio militare nasce e sì sviluppa secondo una assai differente concezione . .. La evidenza pratica ci fa vedere ... scrive Harnes Jenkms .. che possono essere individuati due modelli distinti . Nel primo. quello continentale. le relazioni stabilitesi tra Le istituzioni militari e la cittadinanza hanno creato una specifica cultura politica ne lla quale il servizio mi litare negli eserciti di massa è definito come parte integrante del lo status di cittadino. Ciò fa riconoscere che la istituzionalizzazione della coscrizione dei cittadini è stata una componente essenziale dell'affermarsi dei regimi parlamentari dell'Occidente". Per questa relazione. la protezione dei diritti del cittadino nel l'attività lavorativa. non poteva non estendersi dal settore civile a quello militare: il modello continentale del cittadino-soldato porta dunque ad estendere al soldato i sistemi di tutela propri del cittadino. Dello stesso parere è Ger Teitler (Teitler. 1976 b). il quale. riconoscendo nella Rivoluzione Francese l'origine degli eserciti di massa e della coscrizione obbligatoria. scrive che. con la Rivoluzione ... tutto il popolo fu mobilitato nel nome della Libertà, della Eguaglianza e della Fraternità, abilitando così lo Stato a chiamare (alle armi) tutti i cittadini per difendere e diffondere la Rivoluzione'·. Diversa è la situazione del modello inglese. dove, secondo Harries Jenkins. "i l servizio militare non ha mai assunto la funzione di rappresentare il contrassegno di una piena cittadi51
nanza del singolo. Al contrario in Gran Bretagna. per esempio. si può dire che un inalienabile diritto delrinidividuo è sempre stato quello di non prestare ervizio nelle forze armare ... Ancora. nel modello an2losassonc (od .. insulare ... come lo chiama H arries Jenkins). la tutela dei diritti del personale militare è automaticamente assicurata dalla appartenenza dei quadri ufficiali alla elite dirigente del paese. Roger J. Arango (Arango. 1977) fa invece un'altra interessanre osservazione: i paesi europei che hanno un sindacato del personale militare. ono generalmcne governati da partiti socialdemocratici o laburi ti: il fenomeno perciò deriverebbe dallo stretto collegamento che tali partiti hanno normalmente con il sindacato in genere. Ancora questo autore osserva come !"esperienza concreta abbia dimostrato che non serve proibire per legge le associazioni sindacali del personale militare: il problema verrebbe oltanto spostato nei tempi c nei modi. Se ci si vuole opporre ad una pcnctrazione del sindacalismo tra il personale militare. bisogna agire ulle cause a monte e cioè sia sulle insoddisfazioni materiali del personale. sia sulle loro motivazioni. Per quanto riguarda queste ultime e. in particolare, la realtà americana. Arango sostiene che sarebbe necessario ritornare ad un esercito di leva. motivato non da incentivi economici ma da un sentimento di servizio verso il paese. Secondo Philippe Manigart invece ( Manigart. IYS4) la linea di demarcazione tra paesi che hanno forme di rappresentanza libera cd elettiva del personale militare e paesi che la rifiutano. passa per luoghi causali diversi. che solo in parte ed incidentalmente coincidono con la divi ione tra eserci ti di leva ed C!>crciti fondati sul volontariato. Premcs o infatti che una effettiva rappresentanza degli interessi di categoria ha dovuto sempre essere imposta al vertice militare (che la rifiuta, come cessione di potere). sia dalrinterno - pressione della base - o dall'esterno - pre sione dei partiti politici -. Manigart sostiene che laddovc l'establishment militare gode ancora di una larga autonomia c di un effettivo potere (USA. Gran Bretagna e Francia. ad esempio). il vertice -? .)_
militare ha potuto sinora opporsi a qualsiasi forma di sindacalizzazione delle forze armate: il contrario è avvenuto nei paesi in situazione diversa. Una opinione ricorrente è quella che la parte professionale delle forze armate e quella di leva (ove esista), abbiano e debbano necessariamente avere organi distinti di tutela sindaca le. Scrive, ad esempio. Gerard Perselay (Perselay. 1977) che .. l'esperienza europea è che i coscritti hanno generalmente organizzazioni proprie per rappresentarli. Parte di questa separazione è fondata sulla carenza di una comunità di interessi con il personale di carriera. Ciò ·può essere interpretato nel senso che i coscritti hanno scopi ed interessi differenti, buona parte dei quali non sono relativi al loro. relativamente corto. periodo di servizio militare ... Ancora. David Cortright (Cortright, 1977 c) scrive .. l sindacati militari in Europa mostrano due distinti aspetti: lo svi luppo di associazioni separate per ogni categoria di personale ed una divisione tra sindacalismo del personale professionale e sindacalismo del personale di leva··. Tale differenza di problematiche è puntualizzata anche da Roger J. Arango (Arango. 1977). nonchè da Phillippe Manigart (Manigart. 1984). che puntualizza la diversità dei due fenomeni. Un dato abbastanza costante, che si rileva ove, in una organizzazione sindacalmente libera del personale militare. coesistono associazioni di origine e tipologia tipicamente interne alla istituzione e sezioni o grupp i di sindacati generali dedicati al persona le militare. è la prevalente adesione del personale ai primi (dati significativi in questa direzione si sono trovati soprattutto in Belgio e nella RFT. ma la tendenza è avvertibile anche in Olanda e nei paesi dell'area scandinava). Appare dunque. almeno per ora. vincente una tendenza di tipo corporativo-professionale, dovuta probabilmente alla consapevolezza del personale militare professionale di una reale specificità della istituzione militare. Questo fenomeno è avvertito anche dal mondo sindacale civile. che può di conseguenza porsi anche in posizioni di contrasto con le associazioni rappresentative del tipo citato. Rileva in proposito. ad esempio . Manigart (Manigart
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1984), come la principale motivazione dei sindacati civili in Belgio nel chiedere la libertà sindacale per le forze armate. non fu quella di aumentare il numero dei loro associati. quanto quella di porre fine ad un monopolio di organismi a carattere corporativo, così come erano considerate le associazioni professionali del personale militare. Appare interessante citare. tra le esperienze storiche significative. uno dei pochi sondaggi di opinione effettuati presso forze armate sottoposte ad un processo di si ndacalizzazione. Il sondaggio è stato compiuto dalla AOSA (Association cles Officiers en Service Actif) delle forze armate belghe. nel 1980 (due anni dopo la definitiva regolamentazione della funzione rappresentativa) ed è riportato da Manigart in appendice al saggio più volte citato. L'universo indagato comprende tutti gli ufficiali in servizio: il tasso dei rispondenti è stato del 35* . ma l'appartenenza per grado. provenienza. classe di età ecc. fanno ritenere. secondo l'autore. il campione sufficientemente rappresentativo. l dati più interessanti sono: l. la ripartizione dei rispondenti per appartenenza sindacale: il48 ~ appartiene alla AOSA (associazione rappresentativa di tipo corporativo. come già si è detto): il 3'7é a sindacati intercategoriali civili: i145.5 % non è iscritto a nessun sindacato: 2. la opinione dei rispondenti sulla avvenuta sindacalizzazione del personale militare: 1'82%- ritiene positivo eletto processo riferito alle associazioni di categoria di tipo corporativo. mentre solo il 25.5% esprime lo stesso giudizio sulla possibilità di a·derire ai sindacati civili intercategoriali: 3. la classifica degli obiettivi della funzione rappresentativa. in ordine di importanza: essa è: - la difesa degli interessi morali e professionali: - la difesa degli interessi materiali: - la valorizzazione della professione nei confronti della 54
pubblica opinione: - la informazione dci comandanti sui problemi del personale: - la collaborazione con i comandanti per risolvere tali problemi: - la informazione della opinione pubblica sulla difesa nazionale: - la informazione degli stessi ufficiali: - la difesa degli interessi del personale in quiescenza: - la mediazione tra i comandanti e le altre organizzazioni sindacali: - la partecipazione ad organismi di promo1ionc sociale e culturale. -L Gli strumenti di azione della funzione rappresentativa: essi sono visti principalmente come azione verso la autorità militare. partecipazione· ai comitati previsti dalla normativa. azione attraverso la stampa. interventi nei confronti del potere politico. studi e seminari e conferenze pubbliche sui temi di interesse. Roger Manley ed altri, concludono il già citato studio MlUTARY UNIONIZATION .... affermando che. probabilmente. "qualche forma di sindacalizzazione o. almeno. qualche effettiva forma di rappresentanza degli interessi del personale militare è inevitabile ..... Così come è successo nella industria civile "noi possiamo ora essere testimoni di una inesorabile tendenza verso una rappresentanza del personale militare. che continuerà anche se i parlamenti ritengano che un reale cd attuale pericolo sia associato con una organizzazione del personale militare". Anche per Manigart (Manigart. 1984). "è falso affermare che il sindacalismo sia. per definizione. incompatibile con la missione delle forze armate··: d'altra parte "essendo le forze armate occidentali pensate per difendere la democrazia. sembra logico che esse applichino a se stesse i principi democratici". anche per evitare che una mancata partecipazione al cambiamento sociale porti ad un isolamento della istituzione militare dalla società di appartenenza.
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2.6. ABBOZZO DI UN MODELLO EMPIRICO DELLA RAPPRESENTANZA DEL PERSONALE MILITARE IN EUROPA. l. La rappresentanza è elettiva (eccetto la Francia). 2. La rappresentanza del personale di carriera è distinta da quella del personale di leva. La prima si configura generalmente come rappresentanza di interessi di tipo sindacale. la seconda come tutela di diritti civili e politici (Svezia. Norvegia. Danimarca. RFT. Belgio. Austria. Francia). 3. Esiste di norma un pluralismo di associazioni di rappresentanza. ma spesso il personale. per categoria. si concentra in una sola associazione (RFT. Belgio. Olanda). -L Lo Stato prevede un riconoscimento giuridico per le associazioni rappresentative e richiede loro certe caratteristiche ed adempimenti (Belgio. Olanda). 5. La organizzazione de lla rappresentanza del personale militare si articola normalmente in due (a volte tre) livelli. uno regionale ed uno nazionale (RFT. Be lgio. Olanda. Francia. Svezia. Austria). 6. L"organo rappresentativo a livello nazionale ha particolari poteri e modalità di negoziazione con lo Stato (Svezia. Norvegia. Danimarca. RFT. Beglio. Olanda . Francia). 7. l delegati sono ovunque immediatamente rieleg:g:ibili. 8. Esiste una delimitazione delle materie di competenza dell"organo rappresentativo. L "elenco normalmente comprende: trattamento economico. status del personale. condizioni di lavoro. trattamento pensionistico (Be lgio. Danimarca). 9. Il personale che svolge la runzione sindacale a livello centrale lavora a tempo pieno in tale funzione (Svezia. Belgio. in parte Olanda). IO. Tra i mezzi di pressione sindacale è normalmente escluso lo sciopero (con la eccezione dci paesi scandinavi). Il. Gli organismi rappresentativi si collegano normalmente con !"opinione pubblica mediante comunicati stampa e propri
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organì dì ìnformazìone (Svezia. 1\orvegta. D an 1marca. Belg1o). N me (l) Nei paesi Scandinavi. perch~ in essi per primi si sono S\ iluppa1e forme di democrazia induslriale in ambito civile. Scrive in proposi10 Laurie A . Broedling (B roedling. 1977. pag. 2 1): .. , paesi scandinavi sono ~ lati in prima linea per il movimento di democrazia industriale c le loro industrie sono state le prime ad essere a Ui\ amente coinvolte in esperimenti di c rescente partecipa7ionc operaia... Le loro confcdcnttìoni del la\ oro hanno avuto un grande li,ello di inlluenza nel controllo della legislazione apprO\ata a bene-ficio dci loro rappresentati... (~) Manigart. 1984. pag. 4. (}) H . Jenkins. 1977. pag. 63. (4) Segai. 1977. pag. 3 1-.12. (5) H. Jenkins. 1977. pag. 56. (6) H . Jenkins. 1977. pag. 6H. (7) H.Jenkins.l977pag.6 1. (H) Segai. 1977. pag. 28. (9) Segai. 1977. pag. 45-47. (IO) H. Jenkins. 1977. pag. 69-7'2. (Il) Cortright e Thurmond. 1977. (l~) Introduzione. di William 1 a\lor cd altri (cds). al \Oiumc MILITARY U IONS. citato in bibliografi:t. pag. 9. ( 1.1) Se ne ha una chiara visione uuardando le date della pubblicist ica americana nella bibliografia allegaÌu. ( 14 l Essa ha assunto negli anni '70 una particolare forn. sia per il numero di iscri tti (25.000 nel 1976, circa il 60'k della categoria). sia per la maggiore libcni'l con cui ha potuto mani festare e sostenere le proprie istanze. trattandosi di personale non di carriera. In q uesta veste ha tini1o per avere anche una funzione traente nei confronti delle altre organizzanoni. ( 15) Oher e Teitler 19H2.
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CAPITOLO 3 NOTE SULLA RAPPRESENTANZA DEGLI INTERESSI NELLE OCCUPAZIONI E PROFESS IONI C IVILI IN ITALIA
3.1. ELEMENTI ESSENZIALI DI SVIL UPPO DEL SINDACATO IN ITALIA. La difesa degli interes ·i delle categorie lavoratrici ha avuto nel nostro paese caratteri in parte comuni a quelli di tutte le moderne democrazie industriali c in parte specifici, sia per quanto concerne le forme associative di tutela, i settori produttivi interessati e le modalità di collegamento con corrispondenti partiti sul piano politico. Il sindacalismo italiano è passato. come è noto, attraverso fasi unitarie e fasi di separazione ed anche di contrapposizione di sindacati di diversa matrice ideologica e politica: dal Patto di Roma del 1944. alla scissione della CG IL ( 19~9). alla creazione della CISL ( 1950). alla creazione. di nuovo. dopo l'autunno caldo del 1969. della Federazione unitaria CG IL ClSL e UlL. fino alla successiva nuova sepa razione. Sul piano normativa. il quadro previsto dalla Costituzione della Repubblica per la rappresentanza e la tutela dei lavoratori è rimasto sostanzialmente inattuato: ad un regime che prevedeva un peso dei singoli sindacati proporzionale alla loro effettiva rappre ·entatività ( numero degli iscritti). il mondo politico e sindacale italiano ha preferito un sistema fondato su di una rapprcscnratività presunta ... genero amente conce sa". come scrivono Carinci c Mariucci (Carinci. 1989) .. da parte della controparte pubblica e della stessa giurisprudenza amministrativa ... Così come non è stata attuata. ed è tuttora in via eli attuazione. la regolamcntazione del diritto di sciopero.
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Passando da un piano formale ad uno sostanziale (sempre normativa). è opportuno ricordare che i diritti generali del lavoro sono stati codificati. pr il settore privato. nello Statuto dei Lavoratori nel 1970. e per quello pubblico nella .. Legge Quadro del Pubblico Impiego·· (L. n. 93/ l9R3). Ciò che di peculiare la storia del sindacato presenta in Italia è . come è noto. lo stretto legame con il livello politico, aspetto defin ito anche come ·primato' de lla politica. nel senso dato da Pizzorno di .. . . . capacità· associativa presente in maniera prevalen te. se non quasi unica, in chi ha fatto prima una scelta politica·· come se ..... le forze per un'azione collettiva si possano raccogliere soltanto quando quest'azione si iscrive in un certo orientamento politico. se no. non si raccolgono" (A. Pizzorno, I sindacati nel sisrema politico italiano. in P. Farneti. a cura di. Il sistema politico italiano. il Mulino. Bologna, 1973. p. 120) . Il peso della mediazione politica, effetto della oggettiva debolezza del sindacato dai primi ann i della repubblica fino a tutti gli ann i '50 . mantiene il sindacato in una forma di relativa sudditanza a i partiti. e in particolare a quelli della sinistra. L'accentuata caratteristica 'di classe' del sindacato, e l'ambito politico entro cui anche le rivendicazioni ·economicistiche' si iscrivono. contribuiscono a mantenere la forma sindacale di aggregazione della solidarietà nell'alveo o rigi na rio della classe operaia, escludendo dalla rappresentanza gli interessi di altre categorie di lavoratori che. per la loro collocazione nella strUJttura sociale. vengono assimilate dal sindacato al le classi dominanti e da esse stesse identificate come certamente 'diverse· dai lavoratori manuali. vale a dire i ceti medi impiegatizi. Se il momento di maggiore debolezza contrattuale del sindacato coincide con il momento di maggiore sostegno e radicalizzazione politica da parte della sinist ra. nel corso degli an ni '60 la situazione si rovescia. portando ad un rafforzamento della capacità di lotta e ad una conseguente minore necessità di ·protezione' po litica. vale a dire ad una più certa identità del sindacato. che si distacca. radicalizzandosi, dalla predominanza dei partiti della si nistra i quali, a loro volta . stanno sempre più
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coinvolgendosi nalla politica attiva perdendo così. nei fatti. il ruolo torico di oppo izione (cfr. Pizzorno. ci t.. p. 1-+0 ss.) e la conseguente capacità di mobilitazione conflittuale della base. Nella mutata situazione. il sindacato riesce a dotarsi di sufficiente identità da diventare interlocutore necessario del sistema politico. in quanto capace di aggregare interessi di vasta entità e di controllare nel contempo le manifestazioni di dis enso. La politicizzazione del sindacato e il ruolo fortemente politico assunto come proponente di riforme costituisce il carattere più tipico detrevoluzione del sindacato in italia per tutti gli anni "70. In que to quadro. il !>indacato rende ad inglobare domanda politica di. valenza più generale. proponendosi come punto di riferimento per istan7e che coinvolgono anche altre categorie sociali. o almeno proponendo riforme che riguardano mutamenti in tutti i settori. c per le quali la ·controparte' non è soltanto il potere industriale (controparte tradizionale). ma anche la proprietà fondiario-edilizia (per la riforma della casa) o i grandi medici (per la riforma sanitaria) o certe burocrazie parastatali (cfr. Pizzomo. cit.. p. 1-+.+). L'aumentata forza contrattuale del sindacato e il raggiungimento di grossi obiettivi sul piano delle rivendicazioni salariali (l"inquadramento unico operai-impiegati. ad esempio) viene considerato tra le cause del sorgere di malumori in quelle categorie di lavoratori che. fuori dalla dicotomia classe operaia/proprietà industriale. vedono deperire il proprio ruo lo senza che alcuna delle due parti se ne possa oggettivamente assumere la difesa. I ceti medi impiegatizi. i cosiddetti ·quadri intermedi" e alcune categorie di personale professionalizzato ma dipendente da enti perlopiù pubblici. avvertono quel senso di ·privazione relativa· o di ·decadimento di status· che l'avvicinamento rctributivo tra lavoratori esecutivi c quadri avrebbe causato. conducendo alla formazione di aggregazioni di interessi di tipo sindacale eterogenee rispetto al sindacato operaio, manifesta tesi per la prima volta con la ·marcia dei quarantamila' nell'ottobre 1980 a Torino. Da ricerche espressamente svolte sui quadri Fiat. protagonisti di quella manifestazione. proviene una spiegazione fondatamente
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dive rsa . che imputa il sorgere di solidarietà ·tra i co lletti bianchi' alrind ividu azione di inte ressi specifici. per cui .. Obiettivi d i aumento delle disuguaglianze nella distribuzione del reddito sembrano qui consapevolme nte e razionalmente associati a lla scelta d i un'organizzazione a uto noma di rappresentanza degli interessi. ( ... )I nteressi e ob ie ttivi opposti, più che diversi. a quelli tutelati dalle o rgan izzazioni sindaca li de i lavoratori esecutivi.. (A. Baldissera. La svolta dei quaramamila. Dai quadri Fiatai Cobas. Comunità . Milano. 1988. p. 29). Interessi che si fondano sul riconoscimento della profess ionalità e della responsabi lità ricoperta, e sulle necessità di tutela e rivalutazione del ruolo. L 'evo luzio ne della problematica sindaca le presenta dunque aspetti nuovi, anche se già prese nti in a ltre società . e che sono stati definiti come sindacalizzazione di ceti medi. Per molti aspetti, questa problema tica include l"este nsione di aggregazioni di interessi di tipo sindaca le a lle numerose e differenziate categorie di lavoratori. soprattutto non ma nuali e anche molto professionalizzati, che lo sviluppo del le società ind ustria li ha prodotto. In queste aggregazion i si co llocano le manifestazioni di aggregazioni di interessi professionali de l personale de lle forze a rmate. per le quali in Ital ia si assiste ad un processo che. se da un lato ripercorre analoghi passaggi già emersi in a ltri paesi e urope i, da un a ltro rientra. anche tempora lme nte . nel più gene ra le processo di sindaca lizzazio ne d i categorie fino a pochi decenni fa estranee a forme col le ttive d i espressione de lla solida rie tà . Paralle la e collegata a questa evo luz ione si situa quella che è stata definita come ·crisi de l sindacato· ne lle sue cara tteristiche tipiche di si ndacato dei lavoratori ma nua li del la tradizio ne del movimento operaio. per alcuni dovuta ad una crisi de lla capacità rappresentativa di tutte le categorie di lavoratori (Carinci. cit. ). Sintomo o rmai noto di tale caduta del la rappresentativ ità di base è il proliferare (e la forza) di nuove fo rmazioni spontanee. come i Cobas. 111 particolare in diversi comparti dei servizi_ pubbl ici e privati.
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3.2. LA SINDACALIZZAZIONE DEl CETI MEDI. CORPORATIVISMO E PARTECIPAZIONE. Il processo maggiormente assimilabile alle manifestazioni verso la tute la di interessi collettivi da parte del personale militare è que llo che vede !"estensione di problematichc di tal tipo nelle classi medie, in settori di attività impiegatizie. intellettuali o tecniche. La diffusione di sensibilità collettive da parte dei ·colletti bianchi. è stata da alcuni autori attribuita alla crescente differenziazione socio-strutturale delle società avanzate. che comporta frammentazione di interessi c ·corporativizzazione· necessaria per il riconoscimento e la tutela di ruoli sempre più professionalizzati c sempre meno tutelabili in forma aggregata attraverso le strutture ·tradizionali ' de l sindacato operaio. La spiegazione ·corporativistica', impiegata perlopiù per segnalare la fondamentale differenza esistente tra sindacato tradizionale e i nuovi organismi ·selvaggi' (differenza sotto lineata in prevalenza negli ambienti del sindacato ufficiale), non indica l'emergere di .. fenomeni di collaborazione tra sindacati, imprenditori e stato - a livello aziendale. settoriale o nazionale - che garantiscono in genere ai primi il riconoscimento del monopolio della rappresentanza degli interessi" e neppure ·· ... quelle organizzazioni degli interessi che monopolizzano la produzione di un certo bene o servizio, che ne stabiliscono o contribuiscono a stabi lire il prezzo, che elaborano in modo autonomo i regolamenti interni, che controllano l'accesso di nuovi membri e decidono la distribuzione dell'autorità e del vantaggio". (Baldissera, cit., p. lll). La concezione di corporativismo implicata in questo caso. e dovuta a Sergio Garavini, definisce corporativi quegli interessi ·· ... fondati su una base relativamente ristretta di qualifica professionale. d'azienda, di settore, di comparto (ad esempio, dipendenti delle amministrazioni pubbliche) che impostano la loro azione nei confini di questa base, entro un'ottica limitata, fuori da un'analisi e da una valutazione più a mpia della situazione economica, sociale e politica". (S. Garavin i, Processi di frammentazione e
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nuovo corporativismo, in S. Caruso (a cura di), Corporativismo e stabilità sociale in Italia, Liguori, Napoli, 1980, p. 282) . Anche per Aris Accornero (in La rerziarizzazione del conflitto e i suoi effetti, in G. P. Cella e M. Regini (a cura di). 1l confliuo industriale in Italia, Il Mulino. Liguori. 1985) ··corporativo·· starebbe a significa re "iper-categoriale··. nel senso di un orientamento ·· ... chiaramen te visibi le nella crescita ed aggressività del sindacalismo autonomo, che è tale perchè non ha o non si pone problemi di collegamento intercategoriale fra i lavoratori. per cui gestisce separatamente le varie unilateralità posizionali e si avventura senza problemi in una rappresentanza dimidiata.,. (p. 310).
Si tratta. come nota Baldissera, di concetti in qualche modo arbitrari . in quanto non viene fornito run insieme di criteri di discriminazione fra interessi "ristretti .. e ··più ampi··. tra ottica .. limitata'' e .. complessiva". Ciò che comunque caratterizza questa concezione di corporativismo sembra essere. in ultima analisi. una specie di "indifferenza verso il contesto in cui si opera··. per cui la definizione degli interessi e la loro tutela. oltre che avvenire su base particolaristica, di categoria. si limita alla valutazione delle posizioni e delle sorti della categoria per sè. separata dalle altre categorie, simili o contigue, dalle sorti del settore o dell'istituzione di cu i fa parte, e ancor più da quelle dell'istituzione o del settore nel contesto sociale complessivo. In conclusione. le diversità esistenti tra le aggregazioni di interessi sostenute dal sindacato tradizionale (operaio in altri termini) e quelle su cui si fondano le rivendicazioni dei nuovi gruppi di rappresentanza possono venir espresse dalla diversa ampiezza della so lidarietà, come pure dalla natura della stessa so lidarietà: globale e rivolta a tutti gli appartenenti alla classe dei lavoratori esecutivi, sulla base del riconoscimento e dell'identificazione in interessi e valori comuni nel primo caso: limitata alla singola categoria professionale e strumentale al raggiungimento di scopi pratici di valorizzazione dello specifico particolare. nel caso del sindacalismo 'autonomo'. Nel primo caso si ha un'attenzione maggiore alle condizioni generali del lavoro nel contesto
istituzionale in cui si colloca. tendendo alla partecipazione nelle scelte politiche e gestionali in campo economico sociale. Nel secondo. al contrario, questa prospett iva partecipativa sembra assente (o del tutto accessoria). mentre prevalgono le tematiche ·economicistiche· di difesa e promozione dello status categoriale. Le ragioni profonde di que te diversità sembrano risiedere nella organizzazione e nei meccanismi di una società complessa. in cui le relazioni. le competenze professionali. le realtà sociali. si articolano sempre più in modo da favorire il nascere cd il consolidarsi di corporativismi di varia natura (COBAS. GILDA. ecc.) c forme di egoismo socia le. In questo contesto la confederalità. che punta u un disegno unificante. appare difficile da mantenere: la ba~e sembra non sempre comprendere la scelta concertativa e manifesta sempre più spesso simpatia ad un modello sindacale che alla concertazione sostituisce la vertenzia l ità ed il conflitto. Accanto alla spiegazione fondata sulla natura corporativistica delle rivcndicazioni di specifiche categorie. che vedono crescere la propria privazione relativa e deperire il proprio status. l"analbi dell'evoluzione delle forme di conflitto degli interessi negli anni Ottanta ha prodotto una diversa interpretazione, meno legata al contingente e di portata esplicativa più generale. Si tratta della ·· terziarizzazione del conflitto". che in parte riprende le analisi prima rammentate circa la sindacalizzazione dei ceti medi nelle società avanzate. Il processo consiste (cfr. Tatiana Pipan. Sciopero contro /'wente. La metamorfosi del confliuo industriale, 1989) nel progressivo e crescente passaggio da una conflittualità ·industriale' ad una ·terziaria·. in cui i gruppi in cerca di identità e in fase di costruzione di identità collettive in base a cui avviare processi di scambio i collocano nei settori non industriali delreconomia. nei servizi pubblici e nella burocrazia. oppure in livelli occupazionali non esecutivi (professioni ti impiegati in organizzazioni. come i medici. oppure quadri di medio live llo e tecnici aziendali, oppure ancora categorie in cerca di riconoscimenti professionali. come i macchinisti delle ferrovie. o di riqualificazione e riconquista di un
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prestigio perduto, come gli insegnanti.). L·espressione di solidarietà comuni e la ricerca di forme di tutela c rappresentanza si realizzano in questi gruppi al di fuori. e spesso in contrapposizione, rispetto ai sindacati tradizionali. perchè esprimono comunque interessi di natura troppo eterogenea in confronto a quelli tipici difesi dal sindacato. La crescente importanza di queste categorie, e la richiesta di riconoscimenti, viene fatta risalire all'effettivo peso crescente assunto nella società industriale contemporanea da molti settori di lavoratori dipendenti ma non esecutivi, professionisti e ·colletti bianchi', peso che si esprimerebbe anche nelle nuove forme di aggregazione di interessi e di manifestazione della conflittualità, fondate su richieste di riconoscimento ·della differenza' e non più 'della eguaglianza· nelle condizioni di lavoro.
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CAPITOLO 4 NASCITA E SVILUPPO DEL SISTEMA RAPPRESENTATIVO NELLE FORZE ARMATE ITALIANE
4.1. FINO ALLE PRIME ELEZIONI.
Così come in altri paesi, anche in Italia il primo tentativo di tutelare gli interessi del personale dm carriera nelle forze armate venne effettuato da associazioni professionali di categoria, composte però esclusivamente da personale in congedo (1 ), costituite (o ricostituite) negli anni '50. Fu però alla fine degli anni '60 che alcune tra di esse dettero vita ad una vera e propria associazione con caratteristiche sindacali, I' ANAM (settembre 1969), aperta anche al personale in servizio delle tre forze armate. Tali associazioni condussero le loro battaglie attraverso periodici associativi, quali "Il corriere dell'aviatore", "L'aiutante ufficiale" (che diviene nel 1972 "Il giornale dei militari''), "Il nuovo pensiero militare" . Contemporaneamente si sviluppò sulla stampa militare (le tre riviste di forza armata), soprattutto nei primi anni '70, un intenso dibattito che non riguardava soltanto gli aspetti rappresentativi degli interessi professionali, ma più in generale la democratizzazione delle forze armate. La stampa nazionale si dimostrava in quegli anni generalmente diffidente, cauta, spesso poco informata, qualche volta decisamente contraria a forme di tutela nelle forze armate (2). Nel 1969 fu un ufficiale in servizio a muoversi, l'ammiraglio Marenco, che, attenendosi al regolamento di disciplina vigente, chiese autorizzazione al Ministro per costituire una associazione sindacale tra gli ufficiali di Marina. L'autorizzazione non venne concessa, ma innescò le prime interrogazioni parlamentari (on. Niccolai, poi on. Tocco), una prima proposta di legge (3)
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sull'esercizio dei diritti civili e politici dei cittadini appartenenti alle forze armate - che parlava, per la prima volta, di sindacato per il personale militare -. Ma già nel 1970, il Presidente del Consiglio (all'epoca l'on. Andreotti) aveva sottolineato il disagio del personale militare che, non possedendo un proprio sindacato. non aveva modi di sostenere e di difendere le proprie esigenze rivendicative: ciò poneva la categoria in una posizione di relativa inferiorità che il Parlamento, nella sua sensibilità politica. avrebbe dovuto colmare (4). E fu sempre un parlamentare democristiano, il sen. Ettore Spora, che, il4 Maggio 1973, presentò un disegno di legge. in soli quattro articoli. diretto ad autorizzare il personale militare di carriera ad iscriversi ad associazioni sindacali. Seguì una più articolata proposta di legge di un deputato del MSI, ron. Niccolai. che si era già occupato del tema con una interrogazione parlamentare. Il dibattito parlamentare sulla eventualità di una rappresentanza sindacale del personale militare, si inserisce a questo punto nel più ampio dibattito sulla riforma del regolamento di disciplina, del codice penale militare e sulla eventuale istituzione di un commissario parlamentare per le forze armate (5), in una parola in quella democratizzazione delle forze armate che già aveva formato oggetto del dibattito pubblicistico interno. Ne è espressione il primo disegno di legge presentato dal Governo sul tema (Ministro della Difesa l'on. Lattanzio), il n. 407l 1976 e che, unita mente ad altre due proposte presentate dalle opposizioni (n. 526/1976 e 625/1976) veniva portato all'esame della Commissione Difesa della Camera dei Deputati. in sede referente il 14 ottobre 1976. Nel disegno di legge governativo compariva, per la prima volta, la figura di organi di rappresentanza interni alla istituzione militare (6), così come poi (seppure con alcune modifiche) verranno realizzati dalla vigente normativa. Tale figura , abbastanza atipica rispetto alle altre soluzioni europee, sembrava ispirarsi, in senso lato, al sistema francese, rendendo però i membri dei consigli più rappresentativi, attraverso la sostituzione del sorteggio con un sistema di elezione a tre stadi. 67
11 dibattito parlamentare, per l' argomento che qui interessa, si concentrò soprattutto sul divieto di iscrizione del personale m ilitare ai sindacati: la posizione contraria alla sindacalizzazione della Democrazia Cristiana e degli a ltri partiti di centro trovò le sinistre divise, con i socialisti e i radicali favorevoli ad una libertà sindacale ed i comunisti invece decisamente contrari. Tali posizioni vengono mantenute, in linea di massima, anche nelle votazioni sulla legge, che verrà approvata, in via definitiva, il 21 Giugno 1978, con il voto favorevole di comunisti, democristiani. liberali, repubblicani. socialdemocratici e quello contrario di costituente di destra, demoproletari, missini, radicali. Il PSI , vista accantonata anche la sua proposta relativa al commissario parlamentare, si asterrà. La legge è divenuta esecutiva l'Il Luglio 1978 con il numero 382. La normativa sulla rappresentanza si completò con la emanazione d i un regolamento di attuazione, previsto dall'art. 20 della legge 382/1978, emanato con DPR 4 Novembre 1979 n. 691 e con il titolo "Regolamento di Attuazione de lla Rappresentanza Mi litare" (RARM).
4.2. IL SUCCESSIVO SVILUPPO NORMATIVO Nella primavera del 1980 ebbero luogo le prime elezioni dei membri dei consigli rappresentativi ai vari livel li. Ad organo centrale eletto avrebbe dovuto fare seguito, a norma dell'art. 20 della legge 382/78, un decreto ministeriale che emanasse il regolamen to interno per l'organ izzazione ed il funzionamento della rappresentanza militare e, con temporaneamente, stabilisse le norme di collegamento con i rappresentanti de lle categorie in congedo. Tuttavia, per il contenzioso sorto tra COCER e amministrazione della difesa su detto regolamento, i due decreti uscirono in tempi diversi. Il primo a vedere la luce fu il D.M. 5 Agosto 1982, ··Norme di collegamento della rappresentanza m ilitare con i rappresentanti dei militari delle categorie in 68
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congedo e dei pensionati··. Con esso si stabilisce: - la istituzione di un albo ministeriale delle as ociazioni abilitate a svolgere una funzione rappresentativa nei confronti del personale in congedo (7): - le norme e le modalità per le riunioni congiunte COCER-associazioni: - la audizione annuale da parte del Ministro dei rappresentanti delle associazioni iscritti all'albo. Il ··Regolamento interno per l"organizzazione e il funzionamento della rappresentanza militare·· ha visto invece la luce con D.M. 9 Ottobre 1985 (per il contenzioso in merito. vedasi il capitolo ad esso dedicato). Il RARM ha subito due successive modifiche. La prima, disposta con DPR 30 Ottobre 1984 n. 912. ha mutato il numero e la composizione dei consigli intermedi dell"Esercito e della Guardia di Finanza, per adeguarli alla nuova ripartizione territoriale adottata dalle due forze armate. Assai più sostanziale appare la seconda. disposta con DPR 28 Marzo 1986 n. 136. Essa ha previsto. oltre ad una serie di precisazioni e modifiche organizzative minori.: - la possibilità di modificare il numero e la composizione dei COlR con decreto ministeriale. anzichè presiden1iale: il ricorso ad elezioni straordinarie per reintegrare gli organi di rappresentanza, ove ciò non sia stato possibile con l'ordinario meccanismo del primo dci non eletti: due possibilità di incontro dei COBAR con la base dei rappresentati (uno a metà mandato ed uno al termine . per un rendiconto finale): maggiori possibilità di collegamento e di confronto fra gli organi di rappresentanza ai diversi livelli: una funzione di collegamento dei Comandi Generali dei Carabinieri e della G.d.F. tra le proposte dai sindacati della Polizia di Stato e l"attività delle rispettive sezioni al COCER: la costituzione di COBAR speciali per il personale in servizio all'estero: la abolizione della previsione normativa di una revisione
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biennale del RARM. Nello stesso anno 1986. con una legge dedicata ad un'altra tematica, la legge 24 Dicembre 1986 n. 958 sul servizio militare di leva, venne apportata una mod ifica sostanziale alla precedente normativa, inserendo nel COCER i rappresentanti del personale in servizio di leva. Detti rappresentanti. con mandato semestrale. eletti nella misura di due militari di truppa ed un ufficiale di complemento per ogni forza e corpo mmato, hanno portato il Consiglio Centrale ad una forza comp lessiva di 79 unità. Ancora, tra la normativa che ha inciso sulla rappresentanza militare, si può citare il DPR 18 Luglio 1986, con il quale è stato approvato il nuovo regolamento di disciplina militare, ove prevede tra i comportamenti che possono essere puniti con la consegna di rigore, mancanze commesse nell'esercizio della rappresentanza militare. Il R IRM ha subito, nel periodo in esame, una sola modifica. voluta dal COCER e diretta a snellire il funzionamento dell'organo. Essa ha stabilito infatti che la assemblea dei Consigli di Rappresentanza poteva. in seconda convocazione. considerarsi validamente costituita con la presenza della metà più uno dei componenti il Consiglio. emendando la precedente previsione che richiedeva sempre la presenza dei due terzi dei delegati. La modifica origina dalla delibera n. l del 19.7.1989. trasmessa al Ministro con parere favorevole de l Capo di SMD e sanzionata dal titolare del dicastero con provvedimento datato 15. L.1990. Una modifica sostanziale alla legge 382/78 è stata infine apportata con la approvazione, in Commissione Difesa in sede deliberante, del prolungamento del mandato dei delegati eletti militari di carriera da due a tre anni. Anche questo provvedimento ha tratto origine da una delibera del COCER (delib. n. 6 del 25.1.1989), recepita in uno schema di d.d. l. presentato da l Ministro ·ed approvato in Commissione Difesa del Senato. malgrado il parere sostanzialmente contrario del relatore della proposta, i17.2.1990. Un analogo (come iter) provvedimento di modifica della stessa legge 382/78, volto a consentire al COCER la emanazione diretta 70
t.
di comunicati stampa, presentato anch'esso dal Ministro, è stato poi dallo stesso ritirato di fronte alla opposizione della commisione senatoriale (seduta del 19. 12. 1989).
(l) Ciò trova probabilme nte motivo nelle limitazioni poste dal Regolamento di Disciplina, ed. 1964, alla facoltà d i associarsi per i militari in servi zio. (2) Valga a titolo di esempio quanto scriveva il Corriere della Sera nel scu cmbre 1966: ..Quanto al sindacato militare. i tedeschi dovranno sbarazzarsene di urgenza, nell'interesse loro e del mondo. Non solo il sindacalismo militare non è una garanzia contro il militarismo. ma è rintroduzione al militarismo attra~crso ranarchia militare. Introdotti i sindacati nelle casem1e. sorge subito la collusione tra sindacati c generali demagoghi. specie informe c perniciosa. Poteri incontrollabili hanno la strada aperta al controllo delle forze armate att raverso il sindacalismo militare... (3) Di iniziativa di un gruppo di depu tati del PCI e presentata alla Camera il 2-1 Maggio 1972. (-1) Il 17 Aprile 1970. in sede di dic hia razione di voto sulla fiduci<a al governo. alla Camera dei De putati. (5) Per il commissario parlamentare per le forze armate vcdasi apposito paragrafo. (6) La relazione di maggioranza in proposito recita testualmente: --fornire ai militari organi rappresentativi che fossero in grado di prospettare. ai , ·ari livelli. ai comandi militari. le esigenze. le richieste c in genere il punto di vista del personale militare ... (7) L'elenco delle associazioni iscritte all'albo subirà roi una serie di aggiorname nti con i D.M. 1!10/ 19H3. 25/10/ 19~. 25!11!19X5. 12/5/1986. J!lì J0/1086.
71
CAPITOLO 5
NOTA SUL COMMISSARIO PARLAMENTARE PER LE FORZE ARMATE
Questa nota viene redatta perchè la ipotesi di una istituzione del commissario parlamentare per le Forze Armate si intreccia strettamente con la storia della .nascita normativa della rappresentanza militare e con la sua evo luzone successiva fino al l'attua lità (una proposta di legge in merito è attualmente giacente alla Camera dei Deputati) e viene ritenuta da alcuni (c tra questi i firmatari della proposta citata) come elemento integrante e fors'anche parzialmente compensativo dell'istituto della rappresentanza.
5.2. CENNO STORICO Il primo esempio di un '"defensor civitatis .. si trova neLrambito del diritto romano: l'istituto apparve verso la metà del IV secolo d.C., con la funzione di tutelare gli interessi dei cittadini nei confronti della amministrazione im periale. Le sue attribuzioni investirono sia la giurisdizione civile sia, più limitatamente. quella penale e la esazione fisca le. Nel mondo moderno l'istituto riappare, con una particolare funzione storica contingente, in Svezia, nel 1809 e circa cento anni dopo. nel 1915, trova la sua prima applicazione alle forze armate . Dal suo primitivo scopo di controllo politico del parlamento sull'operato dell'esecutivo, l'istituto si è andato evolvendo come strumento di tutela dei diritti dei singoli di 72
fronte alla Stato. Alla Svezia si sono dapprima allineati i restanti paesi scandinavi e baltici- lo .. ombudsman'" per le forze armate è ~tato introdotto nel 1933 in Finlandia. nel 1952 in Norvegia. nel 1953 in D animarca - c poi. per cause storiche diverse. la Repubblica Federale Tedesca nel 1957. In altri paesi, quali la Gran Bretagna. la Francia e la Nuova Zelanda, esiste un commissario pa rlame ntare, ma dalla sua competenza sono normalmente escl usi - in a lcuni casi per norma. in altri per prassi -gli appartenenti alle forze a rmate. In Italia questo istituto è stato proposto per la prima volta nel 1968 (Senato. proposta di legge n. 269 del scn. Anderlini) . e riprescntato nel 1972 dallo stesso proponente: contemporaneamente un diverso testo di proposta veniva presentato sia al Senato (sen . Brosio. 2-L IO. 1972) che alla Camera (on. Giorno . 19.10.1972). Nessuna di tali proposte a rrivava mai a discussione c la stessa sorte subiva una terza presentazione del sen. Andcrlini nella Vll legisla tura (atto Senato n. 453). La prima discussione sul commisario parlamentare si ebbe invece su una proposta del gruppo parlamentare social ista. nel lu~lio 1977 alla Camera dei Deputati. nel quadro appunto del dibattito sugli a rt icoli della futu ra legge sui principi dedicati alla rappresentanza militare. La proposta socialista venne tuttavia lasciata cadere dalla maggioranza e fu soprattutto per questo motivo che quel partito si astenne nella votazione finale che portò all'approva7ione del testo della legge 382/78. Undici anni dopo, partendo dalla constatazione di una "dubbia funzionalità'" dell'istituto de lla rappresentanza e avvertendo come "irrinunciabile una rifondazione dell'organo rappresentativo". un gruppo di deputati dello stesso partito ha ritenuto "di riproporre all'attenzione del Parlamento tutta quella serie di proposte aggiunti,·c. avanzate durante il dibattito e la discussione sull'approvm:ionc della legge sui principi. che tendevano ad istituire l'ufficio del rappresentante parlamentare'" (Camera, proposta di legge n. 4013. presentata da on. Anton io Testa cd altri il 7 Giu~no 1989).
73
5.3. FISIONOMIA DELL'ISTITUTO La figura dello ··ombudsman" per le forze armate si presenta in maniera sostanzialmente unitaria nei paesi che Io hanno adottato. La fisionomia sommaria c generale dell'istituto ci presenta un funzionario (od un collegio) di nomina parlamentare. ma scelto normalmente al di fuori dei membri del parlamento. e con varie garanzie di indipendenza politica e di competenza amministrativa. I suoi poteri sono principalmente di ispezione e controllo. anche di iniziativa, ma, più spesso. su istanza dci singoli. Le modalità di intervento vengono per lo più dirette ad ottenere che l'Amministrazione ripari da sola i propri errori o disfunzioni: l'ipotesi di intervento parlamentare. e qui ndi politico, a tale scopo è da considerarsi eccezionale. Normale è invece che il Parlamento tragga dal rapporto annuale del commissario valutazioni politiche per giudicare ed indirizzare l'operato del Governo. Qualsiasi militare può presentare ricorsi ed istanze. in modo del tutto informale e il commissario, espletata la sua indagine - per la quale ha ampi poteri di ispezione - e se lo ritiene opportuno. interviene attraverso raccomandazioni (in alcuni ordinamenti anche ammonizioni) dirette alla autorità amministrativa competente. I l commissario può anche, se del caso. mettere in moto i procedimenti disciplinari o della magistratura amministrativa attraverso regolare denuncia, mentre non gli è mai dato di intervenire direttamente per annullare o modificare un atto della Ammin istrazione. Si tratta, come si può vedere. di una magistratura di influe nza. in grado di raggiungere rapidamente ed in modo semplice ed economico soluzioni di equità, dando soddisfazione diretta agli amministrati.
74
l
l
5.4. CONCLUSIONI Dai lineamenti sopra tracciati sembra potersi rilevare che questo istituto non ha molto a che spartire con la funzione rappresentativa degli interessi collettivi di chi presta la propria attività di lavqro nelle forze armate. Esso infatti è diretto alla tutela del singolo che si trovi leso da atti amministrativi impropri o non correttamente applicati; solo molto indirettamente c nella sola occasione della relazione annuale al Parlamento egli può evidenziare fenomeni o situazioni che. partendo dai problemi dei singoli ricorrenti. possano interessare una intera categoria professionale. Egli inoltre non ha alcun potere (almeno negli istituti concreti sinora realizzati) di proposizione normativa e. soprattutto. non è espressione di coloro che prestano la propria opera nelle forze armate, bensì c pur sempre una emanazione del vertice politico. Un a attribuzione a tale istituto della rappresentanza e della tutela degli interessi collettivi degli appartenenti alle forze armate costituirebbe una forma garantistica di tipo paternalistico del tutto desueta ed assai poco conciliabile con la realtà politico-sociale del nostro paese. Non sembra quindi si possa considerare la istituzione di un commissario parlamentare per le forze armate nel quadro complessivo di una .. rifondazione dell"organo rappresentativo·· . Si può probabilmente soltanto dire. in linea assai più generale. che tale istituto potrebbe, unendosi ad una efficace forma di rappresentanza degli interessi collettivi del personale militare, integrare una più completa forma di tutela degli appartenenti alle forze armate.
75
CAPITOLO 6 ANDAMENTO DELLE ELEZIONI DELLA R.M. NEL PERIODO 1980-88 Il nostro esame è qui limitato alle elezioni di primo grado (quelle dei COBAR). perchè essendo le uniche a suffragio universale. soltanto esse possono costituire un indicatore delratteggiamento della base verso l'istituto della Rappresentanza e darci qualche indizio delle sue variazioni ne l tempo. Per lo stesso motivo, ma anche per avere a che fare con periodi di tempo significativi. i dati che seguono sono tratti dalle elezioni generali dei delegati di tutte le categorie, che hanno avuto, come è noto. periodicità biennale. Soltanto un breve raffronto viene fatto con le elezioni semestrali. L 'andamento prcentuale dei votanti per forza armata e corpo armato. nonchè per categoria, è riportato graficamente nelle tabelle da l a 7. Da esse appare una elevatissima percentuale iniziale di votanti (mediamente al di sopra del 95 % ) che poi presenta un trend costantemente calante nelle elezioni successive. Nel rilevare come questo sia un dato fisiologico. caratteristico di ogni gruppo sociale in regime di libertà democratiche. può forse essere significativo un esame disaggregato per forza o corpo armato e per categoria. Tra le diverse forze armate presenta fin dall'inizio il maggior numero di assenti al voto la M.M.: tale dato di minore partecipazione appare costante nel tempo. non solo. ma tale forza armata rivela anche il maggiore gradiente negativo. con un calo percentuale di circa L2 punti nel periodo in esame, a fronte di una diminuzione media di 3 punti (Tab. l). Disaggregando per categoria, si vede come tutte le categorie della MM contribuiscono a questo calo di votanti, ma con dei massimi per la cat. A (circa L7 punti percentuali) e la cat. B (circa 15 punti percentuali) (Tabb. da 3 a 7). L'andamento dei votanti per categoria (Tab. 2) mostra. nel periodo esaminato. una più costante (ed elevata) presenza al
76
l
\Oto del personale di leva: ciò trova una facile spiegazione nella considerazione che il personale delle categorie D cd E presente alle diverse tornate elettorali non è mai lo stesso: esso quindi si presenta ogni volta al voto con rentusiasmo del ncofita. Per ciò che concerne le categorie del personale di carriera il trend discendente è omogeneo c si può considerare, in linea generale e come già detto. abbastanza fi sio logico. Forse più significativo. nelrcsame dei dati statistici sulle cinque elezioni fino ra effettuate per la Rappresentanza. appare randamento dei valori delle schede bianche e nulle (Tabb. da 8 a 1-1-). Tale sembra anche essere ropinione del vertice della Difesa. che. per bocca del ministro pro tempore. on. Lagorio. afferma testualmente: .. le esperienze di due tornate elettorali hanno dimostrato che c·è un'alta partecipazione della base. Tale risultato di rilievo non risulta soltanto dalla mass iccia affluenza a lle urne. ma anche dall'esiguo numero di schede bianche e nulle. la cui esistenza. se fosse consistente (ma non lo è). sarebbe il sin tomo che il corpo elettorale accetta (o subisce) il principio della elezione. ma contesta (o rifiuta) il meccanismo adottato per la Rappresentanza ... (dalrintervcnto del Ministro della Difesa presso la VII Commissione Difesa della Camera. il 16.12. 1980). Il valore medio percentuale delle schede B/N. e cioè quello che. anche sulla falsariga di quanto affermato dal Ministro. siamo portati a considerare un voto di protesta. parte con un indice del 12% nel 1980 (sul qua le pesa se nsibilmellite il 18% espresso dalla cat. E). per arrivare poi ad una cuspide del 18% circa nelle successive elezioni biennali, ove il voto B/N della cat. E. in leggero calo, non appare più essere stato determinante (Tabb. 8 e 9). Disaggregando infatti per categoria vediamo che sono i ottufficiali ed i volontari a presentare la crescita più elevata del voto di protesta. rispcttiamcnte con 15 e 13 punti percentuali. L ·andamento a cuspide del voto di protesta della ca t. C alle elezioni del 1982 non riguarda però i volontari delrE I e della AM (Tabb. Il e 12). Disaggregando poi per forza armata i maggiori gradienti del voto B/ N appartengono alla GdF ed ai CC (circa 12 punti percentuali). Sembra perciò essere il personale di carriera 77
delle categorie subal tcrne ad espri mere la maggiore delusione verso la riuscita delristituto. N egli anni successivi si manifesta un lieve abbassa mento del voto B / N , con andamento alterno per le varie categorie e forze arm ate; tuttavia il voto di pro testa si mantiene su va lori alti e non ritorna piÚ ai dati iniziali. li valore massimo delle schede B/N è raggiunto dai Carabinieri ausiliari nel 1984: il 35 tn (T ab. 14) . U n con fronto con i da ti delle elezioni semestrali (T abb. 15 e 16) prese nta l'i nteressante fenomeno di un sensibile incremento del valore medio del voto B/N nelle elezioni generali biennali. a partire dal 1982: i ricava da ciò J'impre sione che la maggiore riso nanza delle elezioni genera li co tituisca una occa ione di cui. seppure in va ria misura. tutte le categorie approfittano per evidenziare la propria protesta. in fa tti , mentre la pe rcentuale di schede B/N si mantiene. nelle elezioni parziali , quasi sempre ( uniche eccezioni. 2 sem. 1980 c l sem. 198 1) al di sotto del va lore medio del 13.5 % i valori mcd i nelle elezioni generali oscillano sempre tra il 15 c il 17tn . con la sola eccezione della tornata elettorale del 1980 (T ab. 16).
78
l TABELL.A PERCENTUALE
VOTANTX -
100 99 98 97 96 95 94 93 92 91 90 89 88 87 86 85 84 83 82 81 80 1980
MM
F-A-
1984 o
At-4
4
TABELL.A PERCENTUALE VOTANTX -
E
C-A-
RISULTATI TOTAU -
1982 +
El
D
:L
PER
1988
1986
cc
x
GdF
v
TOTALE
2 PER
CATEGORXA
RISULTATI TOTAU -
99 98 97 96 95 94 93 92 91 90 89 88 87 1980 D
Ca t. A
1982 +
Cat. B
1984 o
Cat. C
1986 4
Cat. D
1988
x
Cat. E
TABEL:r....A
PERCENTUALE
VOTANTI -
3
PER
F-A-
E
C-A-
CATEGORIA A .,
98,---------- ---------- ---------------- -- ------------ - . 97 96 95 94 93 92 91 90 89 88 87 86 85
84 83
82 81 80 79 78 77
76
754------------.-----------.------------r-----------; 1980 El
o
•
AM
<>
cc
6
TABEL:r....A
PERCENTUALE
VOTANTI -
1988
1986
198<4
1982 MM
x
GdF
17
TOTALE
4
PER
F -A -
E
C -A -
CATEGORIA 8 -
98 96 94 92 90 88 86 84 82 80 78 76 74 1980 o
El 1
198-4
1982
•
<>
AM
6
1986
cc
x
GdF
1988 17
TOTALE
t TABELLA PERCENTUALE
-
100 99 98 97 96 95 94 93 92 91 90 89 88 87 86 85 84 83 82 81 80 1980
o
El
VOTANTX
MM
PER
F.A.
198-4 x
GdF
TABELLA
6
VOTANTX
PER
F.A.
E
-
C.A.
1986
cc
AM
o
PERCENTUALE
E
CATEGORIA C -
1982 +
5
6
1988 v
TOTALE
C.A.
CATEGORIA O -
99 98 97 96 95 94 93 92 91 90 89 88 87 86 85 84 1980
o
El
1982 +
MM
1986
1984 o
AM
6
cc
x
GdF
1988 v
TOTALE
PERCENTUALE
El
7 PER
-
100 99 98 97 96 95 94 93 92 91 90 89 88 87 86 85 84 83 82 81 80 1980
o
TABELLA VOT.ANTX
1982 +
1984 o
MM
AM
6
TABELLA PERCENTUALE
~.A.
SCHEDE -
E
C.A.
CATEGORIA E -
B/N
1986
cc
x
1988 v
Gdf"
TOTALE
8 PER
F.A.
E
C.A.
RISULTATI TOTALI -
30,---------------------------------------------------~
28 26 24 22 20 18 16 14 12 10 8 6 4
2
o ~------------~------------r-------------~----------~ 1980
o
El
1984
1982 MM
o
AM
Mondotl A CC
1986 x
Gdf"
1988 v
TOTALE
TADELLA PERCENTUALE
SCHEDE -
9
B/N
PER
CATEGORXA
RISULTATI TOTALI -
30 ,---------------------------------------------------, 28 26 24 22 20 18 16 14 12 10 8 6
4
2 0;------------,.-----------~------------r-----------~
1980
o
Cat. A
1982 +
1984
o
Cat. 9
Cat. C
TABELLA PERCENTUALE
SCHEDE -
1988
1986
Cat. E
x
Cat. O
6
:1.0
B/N
PER
F-A-
E
C-A-
CATEGORIA A -
30~--------------------------------------------------~ 28 26 24
22 20 18 16 14 12 10 8 6~--~
4
2 0~~---------,.------------.------------r-----------~
1980
o
El
1982 +
MM
1984 6
1986
cc
x
Cdf'
1988 v
TOTALE
TABJ::T..T..A PERCENTUALE
SCHEDE -
J..J..
B/N
PER
F.A.
E
C.A.
CATEGORIA 8 -
30,---------------------------------------------------28 26 24 22 20 18 16 14 12 10 8 6 4
2
o 4-------------r------------r------------r-----------~ 1980
o
El
1982 +
1984 o
MM
PERCEN TUALE
1986
6
cc
TABELLA
J..2
AM
SCHI::OE
B/N
x
PER
1988
GdF
F.A.
v
E
TO TALE
C.A.
- C ATEGORIA C 30,---------------------------------------------------~
28 26 24
22 20 18 16 14 12 10 8 6 4
2
o 4-------------~----------~----------~r-----------~ 1980
o
El
1984
1982 +
o
AM
6
1986
cc
x
GdF
1988 v
TOTALE
t.
TABELLA PERCE NTUALE
SCH EDE -
l..3
B/N
PER
F.A.
E
C.A.
CA TE GORlA O -
.30 28 26 24 22 20 18 16 14 12 10 8 6 4 2
o 1980
o
El
+
1982 o MM
1984 AM
TABELLA PERCENTUALE
SCHEDE -
40
1988
1986
cc
Il
x
v
GdF
TOTALE
l..4
B/N
PER
F.A.
E
C.A.
CATEGORIA E -
.38 .36 .34 .32 .30 28 26 24 22 20 18 16 14 12 10 1980
o
El
1982 +
MM
198-4 o
AM
A
1986
cc
x
GdF
1988 v
TOTALE
TABELLA
,..
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[Il]
ELEZIONI SEMESTRALI 1980-1988
00 0\
% generale
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% Votanti
votanti
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Media
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93%
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Se... '62
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Se•. '05
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Se•· ' 86
Sem. '67
~':N ·w:-..H Scm. ·aa
TABELLA
~ ~
:1..6
"Schede bianche o nulle
ELEZIONI SEMESTRALI 1980-1988 % generale delle schede B/N
17%
[jj] Medi a
16"
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'
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'80
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Se•. 166
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Se•. '68
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CAPITOLO 7 IL CONSIGLIO D I RAPPRESENTANZA 7.1. DATI STRUTTURALI, STATISTICI E DI FUNZIONAMENTO Si da per nota la struttura generale del sistema rappresentativo militare italiano, che è comunque schematizzata in Tavola l. La composizione del Consiglio Centrale ha subito. nel tempo. due mutamenti: il primo. nelraprilc 1986. volto a dare una diversa rappresentatività ad alcune sezioni di FA o CA. ha portato il COCER da 63 a 66 membri (vedasi Tav. 2): il secondo. nel dicembre 1986. diretto a dare rappresentanza alle categorie del per ·onalc di leva. ha portato il COCER alla numcrositfl attuale di 79 membri. Esaminando il tasso di rappresentatività nella struttura attuale (Tavv. 3a. 3b. 3c). i può rilevare come esso è fortemente differenziato per categoria e per forza armata. In particolare appaiono sovrarappresentati i S. Ten. Cpl. 1· nomina e. tra le FA. Carabinieri e Guardia di Finanza.
* "' * Una indagine statistica condotta sui dati individuali dei membri del COCER nei cinque mandati, consente di fare le seguenti considerazioni. L"originc geografica dci delegati (globalmente considerati nel decennio 1980-90) confrontata con la base dci rappresentati. vede una ottorappre entazione degli originari delrltalia settentrionale cd una corrispettiva sovrarapprescntazione del Sud c delle Isole. sia per categoria (Tav. 4a) che per forza armata (Tav.
4b). La variazione nel tempo. attraverso i cinque mandati. manifesta 88
t
però un trcnd positivo per le provenienze settentrionali cd un trend negativo per quelle meridionali (Tav. 8). Sotto il profi lo del titolo di studio i delegati del COCER presentano un livello di istruzione generale superiore alla media dei rappresentati (Tav. 5f), livello a cui contribuiscono. per ciò che concerne il diploma di laurea. soprattutto le categorie D. A ed E. Disaggregando per forza armata. tra i S. Tcn. Cpl. 1· nomina il maggior numero di delegati in possesso di laurea si trova. nell'ordine, nella GdF, nel la MM e nella AM. Nell'ambito della cat. A i laureati appartengono soprattutto ai delegati dei'AM. dei CC e della MM: nella cat. E sono l'El ed i CC ad avere il maggior numero di delegati in possesso di laurea (Tavv. Sa, 5d e 5e). La linea di tendenza espressa attraverso i cinque mandati (Tav. 9) è 2lobalmente diretta ad un aumento del livello di istruzione posseduto dagli eletti al COCER. Una ripartizione dei delegati per fasce di età fornisce elementi significativi soltanto vista categoria per categoria (Tav. 5g). Il rappresentante tipo per la cat. A si situa in una fascia di età abbastanza elevata (il 73,9% è compreso tra i 36 ed i 50 anni: vedi Tav. 5a) ed è normalmente coniugato. Ancora più elevato appare il livello di età prevalente per il rappresentante tipo della cat. B: il 73.2 % infatti si colloca nella fascia tra i 36 ed i 55 anni, e anch'esso è quasi sempre coniugato (Tav. 5b). Il delegato tipo della ca t. C invece... sono due. Vi è infatti qui una netta differenziazione statistico-anagrafica tra i rappresentanti delle forze armate e quelli dci corpi di polizia: i primi infatti sono compresi nella fascia di età al di sotto dei 25 anni e sono quasi sempre celibi: i secondi si collocano prevalentemente nella fascia di età tra i 31 ed i 50 anni (74.2 ~ per i CC, 79,5 % pr la GdF: vedasi Tav. 5c) e sono per la quasi totalità coniugati. Non fanno storia i rappresentanti della leva, catt. D ed E. tutti al di sotto dei 30 anni e. in larga maggioranza celibi. Considerando la ripartizione per grado dci delegati della cat. A. si nota un addensamento statistico nei gradi intermedi (Capitano Maggiore e Tenentecolonnello. 88.8 ~ del totale: vedasi Tav. 6a): la presenza massima di Generali c Colonnelli si ha nella GdF 89
e nella MM . Nella cat. B i delegati si concentrano ne l grado di maresciallo, ai vari livelli. Una ripartizione per tipo di incarico ricoperto all'atto della elezione vede nei delegati al COCER una maggior presenza, rispetto alla base dei rappresentati degli incarichi tecnici ed una minor presenza di quelli operativi ed addestrativi (Tav. 6f). La linea di tendenza relativa all'incarico, espressa attraverso i cinque mandati, manifesta un trend positivo per i logistici, un trend negativo per i tecnici, margini diversi di oscil lazione per gli altri incarichi (Tav. IO). Una analisi per categoria secondo gli enti di appartenenza, vede una rilevante appartenenza ad enti territoriali per i delegati della cat. A (Tav. 6a), mentre per le restanti categorie la maggioranza degli eletti al COCER proviene, seppure con diverse percentuali. da enti operativi (Tavv. 6b, 6c, 6d, 6e). L'a ndamento per ente di appartenenza nel corso dei cinque mandati presenta una relativa stabilitĂ (Tav. li). Per la cat. A una indagine sui ruoli o corpi militari di appartenenza rivela nei delegati alcune sovrarappresentazioni rispetto alla base (Tav. 7): esse riguardano il Ruolo ad Esaurimento dell'El, il Corpo delle Capitanerie di Porto della MM, il Ruolo Servizi deii'AM. Pare ancora interessante osservare come uno solo dei delegati dell'El fosse , al momento della elezione, in sSM, e soltanto il4% di essi fosse tSG; analogamente nessuno dei delegati della MM risultava imbarcato all'atto della elezione ed anche per I'AM Ea rappresentanza del Ruolo Naviganti appare estremamente bassa. L'andamento secondo i ruoli nei diversi mandati, pur nella forte discontinuitĂ dei valori. dovuta alla modesta numerositĂ del gruppo indagato, conferma le valutazioni sopra esposte (Tav. 12).
*
,, ,,
Esaminando il funzionamento del Consiglio Centrale attraverso i cinque mandati , si nota. per i rappresentanti del personale di carriera. un livello di turn-over variabile da mandato a mandato (Tav. l3a), con oscillazioni del valore medio da un minimo del
90
t.
12'.'t ad un massimo del 33 ~ . Disaggregando per valori di categoria e di forza armata si hanno gli a ndamenti c pressi dalle Tavv. 14 e 15. ove si rileva una punta massima del 20<)c.''r per la cat. B della MM ai2A mandato. Evide nziando il fenomeno a ttraverso l'indice di permanenza in carica dei delegati (T av. 13b), si nota come buona parte di essi non arrivi a portare a termine !"inte ro mandato: un disaggregazione per categoria e per fo rza a rma ta (T avv. 16 c 17) non evidenzia sensibi li differenze. ad eccezione del dato già citato per la cat. B della MM. Focalizzando l'indagine sui presidenti del COCER. si osserva che tre dei quattro mandati conclusi hanno visto alternarsi alla guida del Consiglio tre diversi presidenti nell'arco del bienn io (vedasi elenco a seguire). Dei sei complessivi cambiamenti intervenuti. quattro sono avvenuti per dimissioni volontarie. 1n almeno due casi le dimissioni volontarie sono chiaramente motivate dalla impossibilità di svolgere la funzione di presidente continuando ad assolvere il proprio incarico di servizio. I presidenti del COCER nei quattro mandati conclusi sono stati: l Amandato Ten. Col. G. Monetti (El ) Col. G. Oliva (El) Ten. Col. G. Monetti (E l) 2¡ mandato Amm. Sq. G. Piccioni (MM) C. V. P. Ca ria to (MM) Ten. Col. P. Panichi 3Amandato Gen. B. E. Flaccomio (GdF)
Data di cessazione 16.07.1980 21.01.198 1 15.10.1981 26.06.1982 03.12.1982 06.09.1983 10.07. 198-+
-r mandato Col. G. T osca ni (AM) Col. V. Galiano (GdF) C. F. A. D onato (MM)
08.07.1986 24.06.1987 16.09.1987
Con il trascorrere de i ma ndati si manifesta poi cd a umen ta la tendenza a reite rare l'incarico (Tav. 18): con il 5 mandato infatti 91
si registrano percentuali di reiterazione del S() C:( da parte della cat. B dell"EI e della GdF. nonchè della cat. A detrAM. In tale mandato si hanno anche quattro delegati che risultano eletti per la te rza volta, il massimo consentito dalla normativa in vigore. Esaminando, sempre sotto un profilo statistico. la attività del Co nsiglio Ce ntrale nei quattro mandati già conclusi (Tav. l <J) si può rilevare come. dopo un impegno iniziale assa i sostenuto- sia come numero di sessioni (Tav. 20), come numero di giorni di lavoro (Tav. 21) e come presenza media dei delegati (Tav. 22) -. i evidenzi una diminuzione di attività nei due mandati successivi . eguita però poi da una sensibile ripresa nel ..r mandato. che sembra confermata (non possiamo avere. ovviamente. i dati definitivi) nell"andamento de l Y Rim ane solamente in atto. almeno fino a tutto il 4 mandato. la tendenza ad un calo della presenza media dei de legati alle sessioni del COCE R , causa probabile della recente adozione di una norma ti va che riduce il numero legale dei presenti per la va lidità delle sedute (vedi Cap. -+).
*
:;:
*
D a un punto di vista generale. esistono indubbiamente nella composizione del COCER dei problemi di tasso di rappresentatività. di numerosità di singole categorie e di numerosità complessiva delrorganismo. U n profilo idea ltipico del de legato al COCER. così come può essere costruito sulla base dei dati statistici a disposizione, deve esse re disegnato categoria per categoria, presentando !"insieme del gruppo considerato oltanto pochi dati comuni. che. comunque vale la pena di citare subito, per evitare di ripeterli nell'esame delle singole categorie. Il delegato tipo è dunque meridionale od insulare come origine geografica. ha un livello di istruzione scolastica generale superiore a quella della base che rappresenta. proviene più da incarichi tecnici che operativi. li delegato del la cat. A inolte ricopre un grado intermedio della gerarchi a. non appare tra i più motivati alla carriera (un solo ufficiale sSM e pochi tSG per !"EL nessun ufficiale imbarcato per
92
l
la MM. decisamente sottorappresentati i pi loti per rAM). rivela li ve lli di e tà abbastanza avanzati, in particola re rispetto a l grado coperto. proviene più da enti territoriali che da re parti ope rativi, è coniugato. Il rappresen ta nte al COCER della cat. B si situa in fasce di età a ncora più e levate rispetto alla cat. A, è anch'esso con iugato, ha già raggiunto il grado il maresciallo. ha una maggiore provenienza da reparti operativi, nulla fa pensare c he provenga da settori marginali della categoria. II delegato della cat. C a ppare, come già fatto rilevare, bifronte: il rappresentante de i corpi con funzioni di polizia ha un profilo piuttosto simile a quello appena tracciato pe r il rappresentante dei sottufficia li , me ntre il delegato C delle tre forze arma te si avvici na alla tipologia dei delegati delle categorie della leva, differènziandosene sostanzialmente solo per un più basso livello di sco la rizzazione. Un aspetto comune ai delegati de lle cat. A e B - ma a nche a quelli della C nella loro componente forze di polizia - è una tendenza a lla professionalizzazione della funzione rappresentativa. particolarmente avvertita per gli esponenti dei sottufficiali. Ne so no indici sia la te nde nza a reiterare il mandato, sia gli accord i tra ca ndidati per un suppo rto reciproco a mandati a lte rni (accordi evidenzia ti sia dalla inchiesta sui membri del COCER in carica -vedi Cap. 7.2 -, sia dal sondaggio di opinione- vedi Cap. 13).
93
l
PARTE l
DATI STRUTTURALI DEL COCER
\0
0\
T AVOLA
1.
~
STRUTTURA DEL SISTEMA RAPPRESENTATIVO MILITARE ITALIANO (ANNO 1988)
l
lO COIR ESERCITO
n'
o· 459 roB.U con 3917 CODSi9lieri eletti in npprtsenwza di 217607 ai litari dei quali 14309 di carriera.
n' 7
COI R MARI NA
n' 76 roB.U con 611
consi9lieri elet· ti in rappresentanza di 45061 aili tar i, dei qual i l908S di carriera.
COCER
n ' 3 COIR AERONAUTICA
n' 102 roB.U con 935 consi9lieri eletti in rappresentanza di 45061 ailitari, di cui 19085 dl carriera.
n' 5 COIR CARABINIERI
n' 5 COIR G. FINANZA
n' 56 COBAI con 611
n'16 row con 313
consi9lieri elet· ti in rapprestn· tanza di 9853& aili tar i, dei quali 86890 di carriera.
consi9lieri elet· ti in rappresen· wza di 54538 ailitar i, dei qua li S0317 di carriera.
TAVOLA
2
VARIAZIONI NELLA COMPOSIZIONE DEL COCER COMPOSIZIONE PREVISTA DAL D. P . R. n
691 DEL 04/11/1979
Forza Armata o Corpo Armato El
MM
AM
cc
GdF
(A)
4
2
4
3
2
15
SOTTUFFICIALI(B)
6
2
6
8
4
26
VOLONTARI
2
2
2
lO
6
22
12
6
12
21
12
63
Categorie UFFICIALI
(C)
TOTALE
Totali
COMPOSIZIONE MODIFICATA DAL O. INT. DEL 30/04/86 Forza Armata o Corpo Armato El
MM
AM
cc
GdF
(A)
5
2
4
3
2
16
SOTTUFFICIALI(B)
7
2
5
9
4
27
VOLONTARI
2
2
2
11
6
23
14
6
11
23
12
66
Categorie UFFICIALI
(C)
TOTALE
Totali
COMPOSIZIONE MODIFICATA OALI.A L. n· 958 DEL 24/1 2/86 Forza Armata o Corpo Armato El
MM
AM
cc
GdF
(A)
5
2
4
3
2
16
SOTTUFFICIALI(B)
7
2
5
9
4
27
VOLONTARI
(C)
2
2
2
11
6
23
S . TEN. CPL
(D)
l
l
l
l
l
5
MIL. TRUPPA
(E)
2
2
2
2
-
8
17
9
14
26
13
79
Categorie UFFICIALI
TOTALE
Totali
97
\0
00
TAVOLA
3-A
,.. TASSO DI RAPPRESENTATIVITA' DEL COCER PER CATEGORIA ( * )
Forza Armata o Corpo Armato EI
MM
AM
cc
GdF
(A)
38
48
63
137
127
58
SOTTUFFICIALI(B)
7
16
15
40
24
19
Categorie UFFICIALI
MEDIE
VOLONTARI
{C)
124
72
173
18
19
25
S. TEN . CPL
(D)
65
177
158
469
524
113
MIL. TRUPPA
(E)
l
9
8
17
-
4 ------
(*) (n. delegati l n. base)·lOO . OOO
TAVOLA
3-B
Tasso di rappresentativitĂ del COCER per categoria.
120
100
80
60
40
20 ,..
o
"'"'
Cat. A
Cat. B
Cat. C
Cat. D
TAVOLA
3-C
Tasso di rappresentativitĂ del COCER per Forza Armata .
... .JO
25
20
!5
IO 5
o! v
Il
E.L
M.M.
A.M.
C.C.
G.d.F.
t.
PARTE Il
INDAGINE STATISTICA SUI MEMBRI DEL COCER NEI CINQUE MANDA TI
ol v TAVOLA
....
4-A.
Luogo di nascita per categoria. Confronto con la base.
Cat. A COCER
Base
Cat. B COCER
Base
Cat. c COCER
Base
Cat. D COCER
Base
Cat. E COCER
Base
Media COCER
Base
Italia settentrionale
20.2
22.2
17 .o
ll.2
8.4
11.7
22.9
39.0
35.5
45.3
16.3
24.2
Italia centrale
29.2
35.1
24.2
18.3
18.1
13.0
45.7
35.0
29.0
19.8
24.3
24.7
Italia meridionale
38.2
32.3
37.9
51.1
46.4
52.3
20.0
14.1
21.0
20.9
38.5
35.7
Isole
12.4
9.2
19.6
11.5
24.5
21.8
1.6
1.7
12.9
12.2
19.1
13.9
.
1.3
1.3
1.2
2.5
l.)
2.9
2.5
1.6
1.8
1.7
1.5
Stato estero
Nota: i dati relativi alla base delle cateqorie sono tratti dal sondaggio di opinione
TAVOLA
4-B
Luogo di nascita per Forza Armata. Confronto con la base.
[;[g[;[]J~ COCER
Base
COCER
Base
Italia settentrionale
21.8
29.7
16.1
18.1
15.3
17.4
9.9
I talia centrale
18.0
24.9
15.1
16.2
30.6
3l.9
28.9
Italia meridionale
39.8
31.0
11.9
11.8
37 .l
lO.O
38.8
Isole
19.5
1).0
25.8
21.6
13.7
7.4
21.1
0.8
l. l
1.1
2.)
3.2
1.2
l. l
stato estero
~.
c. c. COCER
e
Base
21.6
. -
27 .o
33.8 14.9 2.1
. -
Media COCER
Base
17.5
24.2
21.1
24.7
38.3
35.7
21.4
1).9
1.1
l.S
- -
:::::: '..;J
Nota: i dati relativi alla base sono tratti dal sondaqqio di opinione. Per quanto riguarda la oolOMa 'Media•, i dati relativi al COCER cotprendono solo i deleqati di E. I., M.M. e U ..
...
T AVOL A
5-A
:t: Dati statistico-anagrafici .
...
CATEGORIA A
El
Classo di
ot~
cc
GdF
Hodia 1.1 10.2
-
7.7
-
-
Dt llalS~
3.8
7.7
20.0
16.7
-
Dt l4 a 1U:oftl
-
18.2 21.6
38 . 5
30.0
16.7
18.2
27.8
18.2
OlHa iSwl
15 . 4
15.4
30 . 0
Dall a SO IMI
53.8
23.1
15 . 0
27.8
45.5
34.1
Cl SI 1 SS c.al
26. 9
-
5 .0
11.1
9.1
12.5
9.1
2.3
-
-
7.7
-
-
O!plou 41 u tviU
53.8
40.0
36.4
38.9
63.6
47.4
Lr.:nl
46.2
60.0
63 . 6
61.1
27.3
51.3
100.0
100.0
80.0
93 . 3
100.0
95.3
20.0
6.7
-
4.7
-
-
-
UceuuiM~t.llt
Llctnta Mdii In!. Dlplou protessiCCII!t
Sta to civile
AM
llt"I>II:.IJ
Oal6 a "w
Titolo di studio
MM
Cmlao;ato
Celibe Scpu./41~./'*"
-
-
-
-
-
-
-
-
9.1
1.3
-
-
TAVOLA
5-B
Dati statistico-anagratici. CATPJGOIUA B
El
Classe di etA
GdF
-
-
Media
-
-
2.9
-
Dlll 1 IO &ca!
5.4
7.1
5.9
12.8
4.8
7.8
Dall a IS lo!Ci
16.2
21.4
29 . 4
4.3
4.8
14.4
Dlli a na:at
21.6
14.3
20.6
23 .4
14.3
20.3
Dl u . 4511111
24.3
14 . 3
17. 6
19.1
9.5
18.3
O& 46 a 10 wl
16.2
21. 4
8.8
17 . 0
28.6
17.0
DI SI 1 SS &111
13.5
14 . 3
1 4. ?
19 . 1
28 . 6
1?.6
DIY a iOa.'al
2.7
4.3
9.5
3.3
-
2.6
7 .1
Ueeu 111111• IJI.
50 . 0
85 . 8
Dlplcu fRI..lwlt
IRta
o
cc
DllttlSal
7.1
Titolo di studio Uceu •1-wa
Stato civile
AH
-
le:io d! !t CII
O!plcu di Mb:rlU
'J•
-
MM
7.9
-
31.6
?.1
7.9
-
a.l'!lbl
70.0
Clllbt
30.0
Sf!IU./difOCI.j\'tdollo
-
100 . 0
-
-
-
0.7 0.7
6.4
14.3
6.0
?2.3
33 . 3
59.?
4.3
4.8
4.5
42.9
12.8
38.1
24.6
-
4.3
9.5
5.2
100.0
91.1
100.0
91.4
5?.1
-
-
8.9
-
8.6
-
-
-
...
TAVOLA
5-C::
o
0\
Dati statistico-anagrafici .
.... CATEGORI A C
Classe di età
EI
KK
AM
lleoodilhuli
74.3
62.5
37.5
Dl lO a l5 IMi
25.7
37 . 5
62.5
OlUaJOw.i Ol li a l! &Mi Olll a 40 IMi OlUa451Mi Ol41a5011111i lll Ila 55 IMI lll 56 a 60 111111
Titolo di studio Ucena al-tua Uceullldla 1111. Dlplou pro!tuior.ale Olplou 41 JablriU l.luru
Stato civile
conluqat4
Ctllbe • •{4!YOrl./l'edooo
cc 1.5 1.5
GdF
Med ia
-
30.0
-
22.7
-
-
-
-
-
16.7
26.5
9.7
-
-
19.7
17.6
9.2
-
-
24.2
5.9
8.7
-
-
6 .1
2.9
2.4
1.5
-
0.5
-
-
-
15 . 2
17.6
7.7
13.6
29 .5
9.2
15.2
22.9
9.3
73.7
52.5
28.6
51.5
42.9
52.8
5.3
5.0
7.1
1.5
2.9
3.6
21.1
42.5
64 . 3
31.8
31.4
34.2
-
-
100.0
-
11.1 88.9
-
100.0
-
95.2
96.6
4.8
-
-
3. 4
71 . 8 27.4
-
TAVOLA
5-D
Dati statistico-anagrafici. CATEGORIA D
El
Classe di
et~
Titolo di studio
Stato civile
AM
cc
Cd P
63.6 36.4
CII !t& li a:AI
16.7
85.7
71.4
50.0
85.7
Dll6 a lO arJI!
83.3
14.3
28.6
50.0
14.3
LlCIIIIlN!Jllll!.
-
-
Olp!CIIl professlocdt
-
-
Lltt~~u
•1-tara
-
-
-
OlpiOI& 41 u tltiU
57.1
1 4. 3
50.0
66.7
!.l'lUI
42.9
85.7
50.0
33.3
ilDil'91tG Ctllbt ~-/4l'flln./'felato
::::i
MK
100.0
-
100.0
-
100.0
-
100 . 0
-
-
100.0
100.0
-
Hedia
35 . 5 64.5
100.0 l
-
,..
c
oc TAVOLA
,...
.5 - E
Dati statistico-anaqratici. CATEGOIUA E
EI
Classe di otb.
Titolo di studio
Stato civile
RIIIO 4ll0 &MI
-
KK
8.3
AM
cc
Media
-
-
1..8
Da N Ili wl
52.6
66.7
57.1
54 . 5
57.1
Dlll IlO IMi
47.4
25.0
42.9
45.5
4l.l
Uce~~u e\eae~~we
-
Uceau •Idi• lcr.
5.3
-
-
13.3
-
?.l
7.0
6.7
-
-
1.8
-
-
Dlplou pcohsslwle
-
Olplou 4l aaturltl
21.1
66.7
44.4
35.7
40.4
Llllfll
73.7
13.3
55.6
57.2
50.9
ll.l
6.5
88.9
93.5
Q)Qioq&to Clllbe
Slflr./di'fOfl,/tt»fo
9.1 90.9
-
100.0
-
100.0
-
-
-
TAVOLA
5-F
Confronto del titolo d i studio per categoria .
Cat . B
Cat. A COCER
Base
COCER
Base
Cat . C COCER
Base
Licenza elementare
.
0.1
6.0
3.2
9.3
1.1
Licenza media inf.
l. l
3.5
59.7
55.7
52.8
53.9
-
2.9
4.S
18.1
3.6
Diploma di maturitĂ
47 .l
70.8
24.6
22.8
Laurea
51.3
22.1
5.2
0.2
Diploma professionale
Cat . D COCER
cat. E
Media COCER
Base
COCER
.
-
4.8
5.3
2.0
Base
Base
.
7.o
38.5
38.1
30.9
17.5
-
2.3
1.8
15.6
2.9
11.4
31.2
27 .l
35.5
58.9
40.1
35.7
34.4
41.9
.
0.4
64.5
38.7
50.9
5.4
19.3
12.4
tw
Mota: i dati relativi alla base sono tratti dal sorxlagqio di opinione
o
\0
.......
TAVOLA
o
70
,..
5 - G
Con fronto dei delegati a.l COCER delle v arie categorie per fasce d'etĂ .
60
p e
Legenda
50
Cat.A
-
Cat. B
-Cat.C -
r
c e
c:J
Cat.D
~Cat. E
40
n t
u
.JO
a
20
IO
of Meno di 20
~ --:;:= ~
i
i
26 - 30
36 - 40
41 - 45
20 - 25
31 - 35
1 4S - 50
51 - 55
56 - 60
TAVOLA
6-A
Dati statistico-militari.
CATEGORIA A
EI Grado l '
cc
-
7.1
-
-
9.1
2.2
-
18.2
9.Ò
GdF
Media
Generale
(o corrisp.J
ColCMello
(o corrlsp.)
11 . 5
14 . 3
5.0
Ten.Col.- KaiJil.(O corrisp.)
73.1
57 . 1
50.0
66 . 7
54.5
61 . 8
l
Capitano
15. 4
21. 4
4 5.0
33.3
18.2
27 . 0
l
Operativo
17. 4
20 . 0
14 . 3
80.0
100.0
32.0
!Dqistico
3 4 .8
30.0
1 4 .3
20 . 0
4.3
10 . 0
14.3
13.0
20 . 0
14 . 3
Tipo di incar ico
(o corrisp.)
Addestntivo !ecnlco Allinlstrativo
Ente di appartenenza (l)
...... ......
AM
MM
8.7
-
-
-
26 . 0
-
-
6.0
-
-
-
-
i
12.0 4.0
an-ocratico
21.7
20.0
42 . 8
Reparto operativo
20.0
9 .1
40 . 0
33.3
50.0
29 .l
Reparto territoriale
68.0
45 . 5
40.0
61.1
10.0
50.6 l
Reparto addestrativo
4.0
9 .1
r.nte Ctiltrale
8.0 -
-
36 .4 ------------
20.0 -···-·····--
------
(l) Per l CC sono stati considerati opentiri ancbe i reparti tmltorhli fino a livello CJt11ppo eotpreso
5.6
4 0.0
20.0
2.5 17.7
l
!
...
TAVOLA tv
...
6-B
CATEGORIA 8
Dati statistico-militari .
EI Grado i
Karesciallo
(o corrlsp.J
83.8
Serqente l!aqq. (o corrisp.)
16 . 2
Serqente
Tipo di incarico
(o corrisp.)
-
l Media
cc
81.8
93 . 3
95 . 2
86.5
-
12.1
4.4
4.8
8.3
-
6.1
2.3
-
1.9
100.0
Operativo
13.2
26 . 7
toqistico
28.9
-
5.3
-
Addestrativo
l
AM
MM
17.6
-
69.2
GdF
13.3
20.4
-
6.7
15.3
-
-
2.0
26.7
30.7
20 . 0
11.2
!ĂŠĂŠnico
15 . 8
40.0
~.uinistrativo
15 . 8
6.6
5.9
Burocratico
21.1
26.7
5.9
15.4
33.3
20.4
Reparto operativo Ente di appartenenza (l)
56.7
3.08
51.9
40.0
38.1
44.9
Reparto ttrritoriale
20.0
61.5
29.6
51.1
23.8
36.8
Reparto addestrativo
23.3
3.7
2.2
28.6
11.0
14 . 8
6.7
9.5
7.4
Ente centrale
-
7.7
70 . 6
( l ) Ptr i CC sono stati considerati operativi lldie i reparti territoriali fino a livello qrappo co~preso
15 . 4
-
!
l l
TAVOLA
6-C!
Dati statistico-militari .
CATEGORIA
c
--
l Tipo di incarico
.......
Il
cc
Il
GdF
Il
Media
21.6
8.3
16.7
33.3
20.0
!Dgistico
7.1
5.8
29.2
66.7
38.1
19.3
-
-
-
66.7
35.3
w inistrativo
2. 4
2.0
&lrocratico
4.8
35.3
4.2
Reparto operativo
80.0
47 . 6
50 . 0
Reparto territoriale
13 . 3
42 . 9
32.1
Reparto addestrativo
6.7
2.4
14 . 3
-
7.1
3.6
Ente centrale
w
Il
AM
19 . 0
Tecnico
-
Il
MM
Operativo
Addestrati VO
Ente di appartenenza (l)
EI
58 . 3
-
( 1 ) Per i cc sono stati considerati operativi arà e 1reparti territoriali fino a livello gruppo co•preso
16 . 7
-
-
l
.
-
9.5
42.7
-
1.3
19.1
16.7
56.3
77.1
60.8
40.6
17.1
31.7
-
5.7
4.5
3.1
-
3.0
...
~
TAVOLA
;.J
6-D
CATEGORIA D
Dati statistico-militari. EI Tipo di incarico
Operativo
71.4
I.oglstico
28.6
Mdestrativo ¡ Tecnico Anillistrati vo Burocratico
Ente di Reparto operativo appartenenza (l) Reparto territoriale Reparto addestrativo Ente centrale
66.7
33.3
-
HM
40 . 0 20.0
20.0 20 . 0
-
AM
cc
25.0
75 . 0
25.0
25.0
50.0 50 . 0
66.7
-
33.3
-
-
50 . 0
(l) Per l cc sono stati considerati operativi anche l reparti tmltorlall fino a livello gruppo COip!tso
-
83.3 16.7
-
-
l
GdF 100 . 0
l Media 54 . 2
-
25 . 0
.,.
-
-
4.2
50.0
50.0
-
4.2
12 . 5 55.0 15.0 25.0 5.0
TAVOLA Dati
6-E
statistico-miliT~ri.
CATEGORIA E BI
Tipo di incarico
Operativo
25.0
I.ogistial
50.0
Addestntivo
-
Tecnial
-
Allinistrativo
-
MM
30.8
46.2
-
AM
cc
12.5
12.5
13.3
37.5
87.5
48.9
12.5
-
-
Media
15.6
22 . 2
&u:ocratial
25.0
23.1
37.5
Rtparto !)pelativo Ente di appartenenza (l)
57.1
44.4
83.3
58.3
58.8
42.9
55 . 6
16.7
41.7
41.2
Reparto tmltoriale Rtparto addestrativo
!nte centnle
-
-
-
-
-
-
~
-
VI
( l) Per 1 O: SOOl stati considerati opentivi lllCbe i reparti territoriali fino a livello gruppo coapreso
o-
TAVOLA
6 - F
"" Confronto del tipo di incarico ricoperto per categoria.
Cat. A
am
Base
Cat. B O)Cfl!
Base
cat . c
am
Base
Cat . D O)Cfll
Base
Cat . E
am
Base
Media
am
Base
Operativo
32.0
36.3
20.4
52.0
20.0
35.8
54.2
)6,8
Il.)
45.7
23.2
42.2
Logistico
26.0
.
15.3
-
19.)
-
25.0
-
48.9
-
23.2
-
6.0
16.6
2.0
8.7
-
32.1
4.2
21.4
-
13.7
1.6
17.0
12.0
15.2
30.7
11.1
42.7
12.8
-
24.7
15.6
u.o
29.2
14.7
4.0
9.4
11.2
a. 1
l. l
t9
4.2
3.9
-
6.)
4.4
7.1
20.0
22.7
20.4
19.7
16.7
14.4
12.5
ll.1
22.2
21.3
18.6
19.0
Addestrativo Tecnico Amministrativo Burocratico
Ilota: i dati relativi alla base delle cat~rie sooo tratti dal sondaqgio di opinione, ove peraltro la do.I!Ma
posta era alquanto diversa e non prevedeva l'incarico loqistico. Il confronto, pertanto, vale solo COle
priu approssiuzione.
TAVOLA
7
Ruolo o corpo militare di appartenenza. Confronto con la base. CATEGORIA A Delegati COCER
Base
Ruolo Normale Unico .. . . .... . .......
46.2 t
47.8 %
Ruolo Speciale Unico .........•••. . .
19.2 t
30.0 %
Ruolo ad Esaurimento . .....•.•......
23.1%
13.0 %
ESERCITO
(l)
Ruolo Servizi Tecnici..... .. .. . . ...
3 .8 %
5.8 %
Ruolo Servizi
7.7 %
4.4 %
MARINA
MILITARE
Corpo di stato Maggiore (2) . ... .. ... 42.8%
42 . 9 %
Corpo di Genio Navale (2) ....... . ... 28.6%
14.3 %
Corpo delle Capitanerie di Porto .. .• 28.6%
9.5 %
Corpo Armi Navali . .......•... .. ... . .
9.5 %
Corpo Sanitario ....... . ...... . ..... .
9.5 %
Corpo di Commissariato . .... .. ..... . .
11.3 %
AERONAUTICA MILITARE Ruolo Naviganti Normale .....•.•• . ...
7.7%
23.2 %
Ruolo Servizi ........... . ........... 76 .9 %
37.7 %
Ruolo ad Esaurimento ..........•..... 15.4%
6.1 %
Ruolo Naviganti Speciale .......•....
4.9 %
Corpo di Commissariato ... ..• .... ....
6.1 %
Corpo genio Areonautico ............ .
17.1 %
Corpo Sanitario ........ ... .........•
4.9 %
(l) Dei quali uno solo (pari al 1.8l) risulta essere in s.S.M. e soltanto 2 (pari al 3.9 l) t.S.G. ( 2) Dei quali nessuno nsulta essere tra il personale ilbarcato
ll7
TAVOLA
.......
.......
00
8
Andamento della composizione COCER secondo il luogo di nascita
,..
nei cinque mandati. 50
4S
40
-
Isole
3$
30
25
20
fS
10
Il
111
Mandati
IV
v
TAVOLA
9
Andamen to della co•posizione COCER secondo il titolo di studio nei cinque mandati. 70
r-ri;~,o ~li. ~i~d·i~r
50
so
CJ 111C1
Ucenza elementare
-
Diploma professionale
-
Diploma dl maturità
.. ···········
Ucenza media inferiore
~Laurea
40
:J()
20
m~~·
-"'.....
06---·
: Il
l
Ili Mandati
••••••••• • • q u
u
~94!1v IV
~
TAVOLA
Andamento della composizione COCER secondo l'incarico ricoperto
>N
o
""
10
al momento del l a elezione nei cinque mandati . 55
····················································································-·······························································
50
[=:J Operativo ~ Loglstico
~
. . Addestrativo ~ Tecnìco
40
2229 Amministrativo -
:JS
Burocratico
:Jt)
25
20
15
IO 5
o 111
Mandati
IV
v
TAVOLA
:L:L
Andamento della c omposizione COCER secondo il reparto di appartenenza noi cinque mandati. lO
lTipo rep;rto) c::J
Operativo
E:lZ) Territoriale
60
-
Addestrativo
-
Ente centrale
so
40
:J(J
2()
10
,., N
o ~--------------~~--------------~--------------~----------------, Il
Ili Mandati
IV
v
TAVOLA
Andamento
.1.2-A
della composizione della cat. A s econdo il ruolo corpo di appartenenza nei cinque mandati.
od
od i l
N N
Dati relati vi all'Eserci to.
,..
IJ(l
! Ruolo
70
l
c:J Ruolo Normale Unico 1¡-' ~l Ruolo Speciala Unico
60
llllil
50
Ruolo ad Esaurimento
-
Ruolo Servizi Tecnici
fiOCa
Ruolo Servizi
40
so 20
IO
o -fSY
, Il
111
Mandati
~
IV
~
v
TAVOLA
~.2 - B
Andamento della composizione della Cat . A secondo il ruol o od il corpo di appartenenza nei cinque mandati.
od
Dati relativi alla Marina Militare.
............................ .................................
60
[.Fi~~i~ 'l''"''"''''''"''''''''''"'''
70
60
50
~
30
20
to
N
w
0 -t, '
... • Il
'-,../
•
Ili
IV
Mandati
i
v
TAVOLA tv ~
...
12-C::
Andamento della composizione della Cat. A secondo il ruolo od il corpo di appartenenza nei cinque mandati.
od
Dati relativi all'Aeronautica Militare. f()()
!iO
$ 1)
CJ
Ruolo Naviganti Nonnale
-
Ruolo Servizi
~ Ruolo ad Esaurimento
71)
60
50
40
:JO
20
10
o Il
Ili Mandati
IV
v
l
PARTE III
DATI SUL FUNZIONAMENTO DEL COCER
N 0\
...
TAVOLA
:1...3-A
PERCENTUALI DI TURN-OVER DEI DELEGATI ELETTI AL CO.CE.R. CON MANDATO BIENNALE
1• Mandato Forza Armata o Corpo Armato
cc
-a - - - Il! - 150 - n E 20 33 13 lO 24 -
GdF
.
MM AM
Media
3• Mandato
4 · Mandato
s• Mandato
cat. cat. ca t. cat. cat. cat. ca t. cat. cat. cat. Ca t. cat. cat. cat. ca t. 'A' '8' 'C' Kedia 'A' '8' •c• Media 'A' ' 8' •c• Media 'A' '8' •c• Media 'A' '8' 'C' Kedia
.
El
Nota:
2· Mandato
7
m 40 200 e 175 17
tm
lO
- - -
18
40
))
33
-
67
.
.
.
. . - -
12
!9
12
20
46
25
))
50
20
•a -
20
40
14
- -
l'IJ
25
-
14
fml
8
a
-
ISO
-
m
75
Gl
-
25
20
El
22
.
13
40
~
))
.
27
17
.
. ~ . . 9 4
.
17
8
50
25
))
))
.
.
li
16
li
Il
29
22
19
4
Le medie che compaiono nella tabella sono ponderate, relativi pesi sono dati dal numero di delegati.
ed i
4
50
25
24
Il
TAVOLA
1 3 - B
I NDICE DI PERMANENZA I N CARICA DEI DELEGATI ELETTI AL CO. CE . R. CON MANDATO BI ENNALE
Forza Arma ta o Corpo Armato
l
l • Ma nda to
l
l
MM
l
l
AM
l
o.75
GdF Media
2 • Mandato
3 • Manda to
l
4 • Mandato
Il 5 • Mandato .1
cat. ca t. ca t. Cat. ca t. cat. ca t. cat. ca t. Cat. ca t. cat. cat. cat. ca t. edia 'A ' 'B' •c• Media 'A' ' B' 'C' Kedia 'A' ' B' •c• Media 'A' 'B' •c• Media 'A' 'B' •c• M
EI
cc
l
.. • •
l l
m 0.40 0.3) m l
0.60
&t
0.83
l
0.86
0.75 0.89 0.77 0.81
l
0.73 0.71
l
l
l
l
0.94 0.90 0.84 0.89
l
l
l
0.8) 0.68 0.80
o. 71
0.67
l
0.)6
l
l
0.91
l
l
o.75 o.75 l
o. 75
l
0.89 l
0.83 0.96
•a
0.83 0.71 0.88 l
l
l
El &..3
0.80 l
l
0.88 i:§ 0.92
0. 40 l
e
0.57
w
0.82
l
l
o. 79
0.85
l
l
0.92 0.96
0.86 0.92
0.67 0.80 0.75 0.75
l
l
0.67 0.80
o. 76
o. 76
m
l
0.80 0.83
o. 71 o.78 o. 75 0.86
l
0.90 0.77 0.82
2!
l
0.84 0.96 0.81 0.88
-------
,.,
-
N
~
Notal : Le medi e che compaiono nel la tabell a sono p onde rat e, relativi pesi s ono dati dal numer o di dele g ati . Nota2 : l = Intero.per i odo d el mandat o
ed i
TAVOLA
J.4
TURN-OVER CATEGORIA PER CATEGORIA
...,
40lll
> o l
t::
..,"='
30lll
:a c;
..,:l
20lll
t::
.
Q Q Q
p..
lOlll Olll 4-------------~----------~------------~----------~
o
Categoria
+
A
Mandato Categoria B T AVOLA
S Mnnd
4 Mand.
3 Mand.
2 Mond.
1 Mond.
o
Categoria C
(CC/CdF)
J.5
TURN- OVER PER FORZA ARM. O CORPO ARM.
3 Mo.nd.
2 Mand. +
MM
o
AM
S Mnnd.
4 Mand.
MANDATO 1>
CC
x
GdF
l.
TAVOLA
:L6
INDICE DJ PERMANENZA PER CATEGORIA
1.20 1.10 1.00 0,90 0.80 0.70 0,60 0,50 0,40 0,30 0,20 0.10 0.00 2 Mand.
Man d.
o
3 Mand. MANDATO Cat. B <>
+
CaLA
TAVOLA
INDICE DI
PER~lANENZA
5 Mand.
4 Mand. Cat. C (CC/GdP) :L7
PER P.A. O C.A.
1.20 1.10 1.00 0,90 0.80 0.70 0,60 0,50 0,40 0.30 0,20 0.10 0,00 l Mand.
o
2 Mand.
El
+
MM
3 Mand. MANDATO <>
AM
5 Mand.
4 Mand. 6
cc
x
Gd.F
TAVOLA
VJ
18
o
PERCENTUALI DI REITERAZIONE DEL MANDATO DEI DELEGATI ELETTI AL CO.CE .R. CON MANDATO BIENNALE
~
Categoria Forza Armata o Corpo Armato
)'
4'
A
s'
Categoria )'
(
B
s·
l
Categoria )'
..
c
ç,
l
TOTALI
Il )'
,.
s'
Kand. l!and. Mand. Media Mand. l!and. l!and. Media Mand. l!and. l!and. Hedia Mand. l!and. l!and. Hedia
EI
17
.
40
17
17
25
so
32
MM
50
.
~ ID la ~
20
22
.
.
-
-
mJ
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40
50
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24
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17
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33
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31
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19
30
25
cc
25
10
26
Nota 1: Le medie che compaiono nella tabella sono ponderate, ed i relativi pesi sono dati dal numero di rappresentanti. Nota 2 : Nel 5 • Mandato quattro rappresentanti risultano eletti per la terza volta: di essi uno è della categoria A, due sono della categoria B, ed uno è della categoria C.
.
TAVOLA
.1.9
ATTIVITA' DEL COCER NEI QUATTRO MANDATI
1• Mand.
2• Mand.
3• Mand.
4• Mand.
20
16
15
23
NUMERO GIORNI DI LAVORO
132
109
90
118
PERCENTUALI MEDIE PRESENZE
79%
68%
73%
NUMERO DELLE SESSIONI
66%
,., ',J.)
TAVOLA
20
VARIAZIONI DEL NUMERO DI SESSIONI NEI QUATTRO MANDATI
25
20
15
lO
5
1• Mand.
..,") ).)_
2• Mand.
3• Mand.
4 • 1-tand .
t
TAVOLA
2:1..
VARI AZIONI DEL NUMERO DI GIORNI DI LAVORO NEI QUATTRO MANDATI
130 120 110 100 90 80
70 60 50
40
30 20 lO 1 • Mand.
2 " Mand.
3" Mand.
4• Mand.
w
.
+>-
TAVOLA
22
VARIAZIONI PERCENTUALI DELLE PRESENZE MEDIE ALLE SESSIONI DI LAVORO 80% 70% 60%
50% 40% 30% 20%
lO% 1' Hand.
2 • Mand.
3 • Mand.
4 • Mand.
t.
7.2. INCHIESTA SUI MEMBRI DEL COCER IN CARICA MEDIANTE INTER VISTE
( l) Procedure Lo SM del Difesa, su richiesta del gruppo di ricerca, ha, con messaggio n. 115/ l/57/285 datato 17 ott. 1989, comunica to al COCER che il gruppo avrebbe effettuato una serie di interviste ai membri del COCER durante una delle successive sessioni di lavoro dell'organo. La Segreteria del COCER , per incarico della Presidenza, ne ha dato comunicato all'assemblea in data 19 ott. (all. B al verbale n. 022/5). Il Direttore della ricerca ha preso successivi co ntatti telefonici con il Presidente del COCER ed è sta to concordato il seguente programma di lavoro: giorno 21 nov. ore 13.00, illustrazione all'assemblea, da parte del Direttore deUa ricerca, delle modalità e dei tempi di effettuazione delle interviste; dal giorno 21 al giorno 28 dello stesso mese, effettuazione delle interviste. Il giorno 21 nov., quando il Direttore della ricerca si è presentato a ll 'assemblea per la illustrazione di cui sopra, si è trovato di fronte ad una dura opposizione, da parte di alcuni membri dell'assemblea stessa, alla effettuazione delle interviste programmate (a lc uni delegati hanno anche asserito che l'assemblea non era stata mai informata). In assenza del Presidente titolare, Col. Di Fuccia, il facente funzione, Ten. Col. Amodio, riteneva che l'assemblea dovesse esprime rsi con una delibe ra in merito c, dopo un'ora ci rca di discussione, ogni decisione veniva rinviata. Questa situazio ne di sta ilo durava sino al giorno 23 nov., quando un nuovo facente funzione di Presidente, Ten. Col. lzzo, decideva che il sottoporsi o meno ad interviste autorizzate dalla autorità militare era libera facoltà dei delegati, per esercitare la quale non e ra necessaria alcuna delibera assembleare. Potevano
così iniziare le interviste, che venivano effettivamente condotte da l 23 a128 nov., con qualche recupero successivo; si sottoponevano ad intervista 13 delegati su 79 effettivi e su circa 50 mediante presenti: il 15,5% degli effettivi, il26% dei presenti. L 'inchiesta è stata condotta mediante interviste strutturate, con domande aperte e chiuse, somminisil:rate verbalmente dalrintervistatore e con registrazione delle risposte sia su nastro che su carta da parte dell'intervistatore; il tempo medio di intervista è stato di 45'.
(2) Osservazioni Appare interessante esaminare la opposizone espressa da taluni delegati alla effettuazione delle interviste, sia per l'effetto frenante che tale opposizone ha avuto verso la massa dei delegati, sia per le motivazioni espresse. Queste motivazioni sono apparse incentrate su una serie di timori: timore che i risultati dell'inchiesta potessero venire strumentalizzati dagli SSMM; timore che attraverso di essa si volesse valutare la operatività e le capacità dell'organo; timore che la accettazione dell'inchiesta si configurasse come accettazione di un ruolo passivo del COCER nei confronti del vertice militare. Ai timori espressi in assemblea debbono essere aggiunti a ltri rappresentati da singoli delegati che hanno avvicinato, fuori assemblea negli intervalli di lavoro , i membri del gruppo di ricerca . Tra questi ultimi interessa nte il timore che il vertice militare. vista la .. ingovem abi lità'' del COCER , si orientasse alla proposizione di una normativa che cambiasse radicalmente la struttura ed il funzio namento dell'attuale organo di rappresentanza: è stata manifestata la paura che gli SSMM volessero promuovere una sorta di "sindacato gia llo" . Coerentemente alcuni delegati hanno espresso l'opinione (che ricorrerà anche nelle interviste) che la normativa vigente sia in se rispondente, ma che le inefficienze e le d isfunzio ni nasca no dall'essere tale no rmativa male interpretata ed applicata dal vertice militare. 136
l
Questi ed altri meno ricorrenti timori espressi sembrano mettere in luce una situazione di conflittualità e di diffidenza tra organo centrale della rappresentanza e SSMM, talché il primo ritenga di non potersi aspettare nulla di buono da iniziative che provengano dal secondo. Rafforza questa opinione una serie nutrita di domande poste da membri dell'assemblea al Direttore della ricerca, volte ad appurare "da quale parte stesse", e la incredulità mostrata verso la naturale risposta di una neutralità scientifica. D a alcuni indicatori è infine ipotizzabile la vigenza di un clima assembleare, ove pochi membri sembrano influire notevolmente sugli orientamenti generali dell'assemblea. Infatti pur avendo espressa la propria opposizione all'inchiesta un numero modesto di delegati (ci rca 8), solo una minoranza dei membri si è poi sottoposta all'intervista; inoltre, pur essendo stata resa nota la effettuazione dell'inchiesta con un mese di anticipo, nel tempo intercorso. secondo quanto ha comunicato telefonicamente il Presidente del COCER al Direttore della ricerca, non si erano manifestate particolari opposizioni; infine un intervistatore ha osservato come a lcuni intervistati sembrassero voler condurre l'intervista frettolosamente ed in modo da non farsi notare.
7.2.2.
VALUTAZIONE DEI RISULTATI
Data la esiguità del campione e la irregolari tà della distribuzione dei rispondenti rispetto a lla composizione dell'organo, dalla presente inchiesta è possibile trarre soltanto delle indicazioni sugli orientamenti presenti nei delegati del COCER, senza alcuna pretesa di rappresenta tività statistica.
* * * (l) Modalità di ingresso e posizione di stato nella Rappresemanza (domande n. 2, 3, 21, 22 del ques1ionario, annesso in copia) L a maggioranza degli intervistati ha ottenuto la convergenza dei 137
consensi, nelle elezioni ai diversi livelli, attraverso le riunioni previste e programmate ed attraverso una serie di contatti, singob ed informali, con gli elettori. Tra le modalità previste, scarso è stato l'uso del volantino. Emergono altresì accordi di reciproco supporto, alternato per i diversi mandati , tra delegati della stessa categoria che tendono a reiterare il mandato. Vi è infine chi indica come fattore concorrente un sostegno da parte della gerarchia. Per ciò che riguarda la posizione di stato, si nota una tendenza generalizzata degli eletti al COCER a conservare gli incarichi ai livelli di base ed intermedio (in percentuale più accentuata quello di base). Si nota inoltre una certa tendenza alla professionalizzazione della Rappresentanza dimostrata dal fatto che tutti gli intervistati (con l'ovvia esclusione del personale in servizio di leva) hanno esercitato la funzione in pitl di un mandato, ed il 40% di essi ha ripetuto l'esperienza a livello COCER. Tutti gli intervistati hanno sempre partecipato alle elezioni.
(2) Opinioni e valutazioni sul sistema elettorale vigente (domande 4,5)
Per ciò che concerne la propaganda, prevale un giudizio di inadeguatezza, o di adeguatezza soltanto parziale (64% degli intervistati) sulle modalità previste e consentite per ottenere il consenso deglC elettori. In particolare viene avvertita l'esigenza di poter disporre di un volantino-programma meno soggetto a vincoli burocratici, nonché di una sua magiore e più tempestiva diffusione. Viene altresì sostenuta la opportunità di estendere la durata delle riunioni previste e di mettere tutto il personale interessato nelle migliori condizioni per parteciparvi. Per ciò che concerne il sistema elettorale vero e proprio , esso viene ritenuto sufficientemente rispondente alle esigenze di rappresentatività. Compaiono però proposte di modifica verso una estensione della elezione a suffragio universale almeno al secondo livello della Rappresentanza e, per alcuni, anche al terzo.
138
(3) Ostacoli e facilitazioni nell'esercizio del mandato (domande n.
6, 7, 8, 9, IO, Il). La maggioranza degli intervistati dichiara di aver goduto di facilitazioni nell'esercizio del mandato; alcuni dichiarano facilitazioni più estese di quelle normativamente previste, quali: - un alleggerimento del peso dell'incarico di servizio; - agevolazioni negli spostamenti per l'esercizio del mandato. Ciononostante vi è una maggioranza di intervistati che dichiara di aver incontrato ostacoli e difficioltà nell'espletamento della funzione rappresentativa. Tra di essi figura al primo posto la difficoltà del documentarsi sulle materie di competenza e sulle normative. Seguono problemi di comunicazione con la base, di tempo disponibile e, per alcun i, di spostamento, nonché di rapporto con i superiori gerarchici.
(4) Giudizi e valutazioni sul funzionamento della Rappresentanza (domande n. 12, 13, 15, 24, 26, 27, 28). La maggioranza degli intervistati ritiene insufficiente il livello di preparazione e competenza dei membri del COCER. Le principali carenze indicate sono una insufficiente conoscenza della normativa e delle procedure, una carenza nella comprensione del ruolo ed una scarsa capacità di collegarsi con la base dei rappresentati. I rimedi che vengono suggeriti sono, in ordine di importanza: - seminari formativi ed informativi per i neo-eletti, ad opera dei delegati del precedente mandato, o, secondo alcuni, organizzati dalla gerarchia; - creazione di un ufficio studi e documentazione a disposizione delCOCER; - rieleggibilità dei delegati e prolungamento del mandato: - attribuzione della funzione rappresentativa, a livello COCER, come incarico esclusivo; 139
- specializzazione tematica dei singoli delegati. Il giudizio complessivo sul funzionamento della Rappresentanza nel decennio 1980-89 evidenzia una prevalente opinione di inadeguatezza rispetto alle esigenze reali, imputabile soprattutto ad una impreparazione ed inesperinza dei membri, nonché ad un disinteresse (per alcuni ostilità) dei vertici militari. Altri fattori disfunzionali che vengono citati sono uno scarso interesse dei vertici politici e della opinione pubblica. H anno altresl influito negativamente, secondo la maggioranza degli intervistati, i vincoli normativi posti all 'esercizio della R appresentanza. Il risultato generale è che l'attività degli organi di Rappresentanza viene da molti giudicata .. saltuaria ed estemporanea··. Per quanto riguarda più specificamente il COCER, gli obiettivi conseguiti sino ad ora vengono però giudicati abbastanza importanti (per alcuni molto importanti), particolarmente nelle seguenti materie: l. trattamento economico 2. status giuridico 3. normativa sulla Rappresentanza 4. continuità di una presenza 5. tutela morale e giuridica del personale. Per raggiungere tali obiettivi le azioni più adeguate, tra quelle effettivamente utilizzate, vengono ritenute, in ordine di importanza: l. gli incontri con il Ministro e le commissioni parlamentari competenti. 2. la divulgazione tramite stampa di problemi e proposte. Ulteriori e più efficaci modalità di azione che vengono suggerite da alcuni intervistati sono: l. il libero accesso ai mass media 2. la ricerca di contatti politici 3. la utilizzazione di tutti i mezzi di pressione a disposizione del sindacato, tranne lo sciopero. 140
t.
(5) Valutazioni e proposte sulla normativa, sulla strullura della Rappresentanza e sull'attività del COCER (domande 11. 16, 17, 18, 19, 20).
(5. 1) Prevale un giudizio di parziale inadeguatezza della normativa in vigore, così come su lla struttura degli organi di Rappresentanza. Le principali proposte di modifica normativa avanzate, sono state: l. liberalizzazione dell'accesso ai mass media; 2. liberalizzazione della comunicazione tra i vari livelli della Rappresentanza; 3. attribuzione al COCER di un ruolo negozia le; 4. rieleggibilità dei delegati; 5. estensione della durata del mandato; 6. estensione del suffragio universale ai diversi stadi elettorali; 7. liberalizzazione del rapporto con gli altri organi istituzionali. Le principali proposte di modifica strutturale avanzate, sono state: l. diversa configurazione numerica del COCER; 2. strutturazione della funzione rappresentativa secondo gli interessi e le caratteristiche specifiche di ogni singola categoria(*); 3. rappresentanza separata per i corpi di polizia (CC e GdF) 4. presidenza elettiva degli o rgani di rappresentanza; 5. strutturazione più funzionale d elle commissioni e dei comitati interni al COCER. (*) Tuttavia ciò non sembra potersi interpretare come tendenza ad una netta separazione strutturale della rappresentanza secondo le categorie, poiché tale ipotesi viene respinta a maggioranza in una domanda specifica. 141
(5.2) Le principali proposte per una agenda di lavoro per il COCER in carica, riguardano i seguenti temi: l. attri buzione di un ruolo negoziale al COCER; 2. miglioramenti economici; 3. contributo alla ridefinizione di una identitĂ militare; 4. riforma del servizio di leva; 5. estensione della durata del mandato; 6. tutela morale del personale; 7. miglioramento della assistenza sanitaria.
(6) Valutazioni sul ruolo sociale della Rappresentanza (domande n. 23, 29, 30). Nei confronti del mondo esterno alla istituzione militare la Rappresentanza viene definita dalla maggioranza degli intervistati come l'organo di partecipazione del personale militare al miglioramento della istituzione e di tutela insieme degli interessi del personale stesso: due ruoli insomma che si fondono in uno. Alcuni rispondenti preferiscono però descriverla come organo interno e collaborativo della catena di comando; soltanto il 15% degli intervistati la definirebbe come il sindacato del personale militare. L 'isolamento di questa posizione trova riscontro nella forte maggioranza di rispondenti che non aderirebbe ad un sindacato vero e proprio, qualora fosse lecito farlo. La minoranza che aderirebbe ad un sindacato inoltre, sarebbe orientata alla costituzione di un sindacato specifico per il personale mi litare.
(7) Valutazioni sulla informazione interna e su quella esterna, relative alla attività della Rappresentanza (domande n. 31, 32). Vi è una larga insoddisfazione sul flusso informativo che raggiunge la base dei rappresentanti ed un giudizio di relativa inadeguatezza sulla informazione esterna fornita dai mass media.
142
t
SCHEDA DI INTERVISTA AI MEMBRI DEL COCER Questionario n . - - - - -
l
2
l . Incarico ricoperto prima dell'elezione al COCER:
3 4
2. Una volta eletto a l COCER, ha conservato gli incarichi nel COlR e nel COBAR di appartenenza? l. No. nessuno 2. Si, al COBAR e non al COIR 3. Si, al COIR e non al COBAR 4. Si, ad entrambi
5
3. Attraverso quali modalitĂ ha ottenuto la convergenza dei consensi degli e lettori per giungere al COCER, lungo i vari livelli?
6
4. Come giudica le modalitĂ attualmente previste per presentarsi come candidato e farsi la relativa propaganda?
7
5. Come giudica il sistema elettorale attualmente previsto dalla normativa?
8
143
6. Per respletamento del suo mandato ha goduto di facilitazioni dai suoi diretti superiori?
l. Si . quelle previste dalla no rmati va. 2. Si, anche piĂš estese di quanto previsto. 3. No. nemmeno quelle previste dalla normativa.
9
7. Se ha risposto 2. alla d.6. di quali facilitazion i in particolare?
IO 8. Se ha risposto 3. alla d.6, con quali motivazioni?
Il
9. Nel corso del suo mandato. ha incontrato difficoltĂ per espletare le sue funzioni? l. NO
2. SI
12
IO. Se si. quali in particolare?
13
Il. Se si, da parte di chi?
14
144
t.
12. Come valuta il grado di competenza e di preparazione dei membri del COCER per lo svolgimento della loro funzione? l. 2. 3. 4.
Perfettamente adeguato. Carente nella comprensione del ruolo ricoperto. Carente nelle conoscenze normative c procedurali. Carente nella capacitĂ di collegamento con la base dei rappresentati. 5. Carente nelle capacitĂ di mediazione e contrattazione. 6. Altro (specificare)
15
13. Se lo ritiene carente (items da 2. a 6). quali provvedimenti riterrebbe opportuni per migliorarlo?
16 17 18 14. Descriva, per favore, la storia di una istanza proposta dal COCER, dalla sua prima ideazione all'esito finale. 15. Ritiene che da l 1980 ad oggi il COCER abbia raggiunto obiettivi: l. Molto importanti 2. Abbastanza importanti 3. Poco importanti 4. Per nulla importanti rispetto ai seguenti temi: l. Normativa sulla Rappresentanza 2. Status giuridico 3. Trattamento economico 4. Trattamento previdenziale 5. Assistenza sanitaria 6. Promozione socio-culturale 7. Tutela morale e giuridica 8. Alloggi 9. Altro (specificare)
19
20 21 22
23 24 25
26 27
145
16. Quali istanze ritiene che il COCER debba avanzare nel corso delrattuale mandato?
28 29 30
17. Quale giudizio esprime sull"attuale normativa della RM?
31
18. Quale giudizio esprime sull"attuale struttura della RM?
32 19. Se ritiene necessari dei cambiamenti nella normativa, che cosa propone? E perchĂŠ?
33 34
35 36
20. Se ritiene necessari dei cambiamenti nella struttura, che cosa propone? E perchĂŠ?
37 38
39 40
146
t
21. Da quando è in servizio, ha partecipato alle votazioni per gli organi della Rappresentanza Militare: l. Sempre 2. Tutte le volte meno una 3. Tutte le volte meno due 4. Tutte le volte meno tre 5. Mai
41
22. Quante volte e in quali mandati è stato eleno?
42 43 23. Se dovesse descrivere la Rappresentanza Militare a persone esterne alle Forze Armate, quale definizione impiegherebbe? l. È l'organo interno all"istituzione militare. collaborativo della catena di comando 2. È l'organo di partecipazione del personale militare al miglioramento dell'istituzione 3. È l'organo che si occupa degli interessi del personanaie militare 4. È il sindacato dei militari 5. Altro (specificare)
44
24. Nei mandati già conclusi. come giudica roperato della Rappresentanza Militare? l. Adeguato alle necessità del personale 2. Insufficiente rispetto alle necessità del personale 3. Adeguato o inadeguato, a seconda del mandato
45
4. Altro (specificare) 25. Se non ha risposto l. alla d. 24, per quale motivo? l. 2. 3. 4. 5.
Impreparazione ed inesperienza dei membri Disinteresse dei vertici militari Disinteresse dei vertici politici Ostilità dei vertici mi litari Disinteresse dell'opinione pubblica
147
(Ordinare in scala riportando nella graduatoria sottoindicata il numero corrispondente al motivo. secondo il livello di impotanza attribuito. Es. . se il motivo l. Impreparazione ed inesperienza... è ritenuto d i livello ((il più importante)~ scrivere l sulla linea (. se il motivo 3. viene subito dopo scrivere 3 sulla linea 2·, e così via). Graduatoria: l
z·
3. 4. 5.
46 47 48 49 50
26. Complessivamente, Le sembri:\ che l'attività degli Organi di Rappresentanza sia stata: (max 3 scelte) l. 2. 3. 4. 5.
Costante e coerente con le esigenze della base Saltuaria ed estemporanea Timorosa di generare scon te nto nei vertici Staccata dalle reali esigenz..: c richieste della base Vincolata da impacci normativi
51
52 53
27. Quali sono. a suo parere, le azioni più adeguate tra quelle effellivamente utilizzate dalla R appresentanza Militare per sostenere le proprie richieste? (max due sce l t~: '
l. Richieste di incontro con il Ministro 2. Richieste di incontri con le Commissioni parlamentari competenti 3. Divulgazione tramite stampa delle richieste presentate dal Cocer 4. Altre (specificare quali)
54 55
28. Quali sono a Suo parere le azioni che dovrebbero venire utilizzate da parte degli Organi di Rappresentanza per sostenere le proprie richieste? (max due forme)
56 57
148
l
29. Qualora possibile, aderirebbe ad un sindacato vero c proprio'? l. Certamente si 2. Probabilmente si 3. Probabilmente no 4. Certamente no 30. Se si. a quale?
58 59
31. È soddisfatto del live llo d i informazione che gli Organi di Rappresentanza forniscono alla base sulle proprie attività ai diversi livelli? l. Pienamente soddisfatto 2. ParLialmente soddisfatto 3. Parzialmente insoddisfatto -L Pienamente insoddisfatto
60
32. Il livello di informazione fornito dai giornali e dalla televisione a ll'o pinione pubblica sulle attività della Rappresentanza Militare le sembra:
l. .., 3. 4.
Perfettamente adel!uato Non completamenÌe adeguato Parzialmente inadeguato Comple tamente inadeguato
61
33. Ritiene che la rappre~entanza degli interessi del personale debba essere esercitata. a livello Cocer. separatamente perogni ca tegoria. salvo che per gl i argomenti di interesse genera le? l. SI
.,
o
62
34. Categoria (rispetto agli O rgani di Rappresentanza, ai sensi dell'art. 3 del R.A.R.M. ): l. A (ufficiali)
.., 3. 4. 5.
B (sottufficiali) C (volontari) D (ufficiali di complemento 1· nomina) E (mi litari e graduati di truppa in servizio di leva)
63
35. Grado----- - - - - - - - -- - - - - - -
(H
36. E t à - - - - - - - - - - - - - - - (anno di nascita)
65
37. Forza Armata/Corpo Armato - - - - - - - - - - -
66
149
38. Comando di appartenenza
67
39. Arma
68
40. Ruolo
69
41. Corpo
70
42. Specialità
71
43. Specializzazione (eventuale)
72
44. Incarico
73
45. Stato g i u r i d i c o - - - - - - - - - - - - - - - - -
74
46. Stato civile: l. Celibe 2. Coniugato 3. Coniugato con figli ancora a carico 4. Vedovo/separato/divorziato
47. Se coniugato. indicare la professione del coniuge: l. 2. 3. 4. 5.
Casalinga Impiegata Insegnante Professionista Lavoro autonomo (commercio. artigianato) 6. Operaia 7. ln pensione 8. Altro
76
48. L'abitazione in cui vive è: (compilare solo se appartenenti alle ca t. A. B. C e D) l. 2. 3. 4.
Demaniale l n affitto Ln proprietà Altro (specificare)
49. Luogo di nascita: Regione: - - - - - - - - - - 1. Capoluogo di regione 2. Capoluogo di provincia 3. Città (da 30.000 ab. e oltre) 4. Villaggio/Paese (al di sotto di 30.000 ab.)
150
77
78
79
50. Area socio-economica di nascita: l. .., 3. 4.
Industriale/centrale l ndustriale/periferica Rurale ava nzata Rurale arretrata
so Quest. 2
51. Luogo di residenza attuale: l. 2. 3. 4.
Regione - - - - - - - -
3
Capoluogo di regione Capoluogo di provincia CittĂ (da 30.000 ab. e oltre) Villaggio/Paese (al di sotto di 30.000 ab.)
5:!. Area socio-economia di residenza attuale: l. 2. 3. 4.
l ndustriale/centrale Industriale/periferica Rurale avanzata Rurale arretrata
5
53. Titolo di studio (ultimo conseguito): l . Licenza elementare 2. Licenza media 6 7 3. Diploma professionale (triennale e simili) 4. MaturitĂ (classica. scientifica. magistrale. tecnica.periti ecc.) 5. Laurea e eventuali specializzazioni 6. Accademia Militare 7. Scuola di Guerra (accademie e scuole di guerra vanno indicate. se del caso. oltre al titolo di studio ultimo conseguito) 54. Professione dci genitori (qualora in pensione specificare la professione precedente): l. 2. 3. 4. 5. 5. 7. 8.
PADRE Affittuario agricolo Artigiano Commerciante Impiegato l ndustriale, imprenditore Insegnante Libero professionista Ufficiale
MADRE
8 9
IO Il
151
9. LO. l l. l2.
l3. l-l. l5. 16.
Sottufficiale ( *) Operaio Piccolo commerciante Professionista dipendente da una Pubblica Amministrazione Professionista dipendente da un'impresa privata Proprietario terricro Casalinga Altro (specificare)
('") Compresi i militari di truppa dell'Arma dci Carabinieri c della Guardia di Finanza.
152
t.
CAPITOLO 8 NOTA SULLA RAPPRESENTAN ZA DEL CORPO DEGLI AGENTI DI CUSTODIA
Questa nota viene redatta sia per completezza di trattazione (gli agenti di custodia costituiscono un corpo militare), sia per alcuni elementi di interesse nelle affinità e nelle difformità che tale rappresentanza mostra rispetto alla più generale Rappresentanza Militare istituita dalla lege 382/1978. Diversa è, ad esempio. la fonte istitutiva, una circolare ministeriale. e la data di costituzione. 1977. che precede la formazione della rappresentanza delle altre forze e corpi atmati. Il livello rappresentativo è qui inizialmente uno soltanto, quello centrale. ma la composizione ed il funzionamento dell'organismo sono indubbiamente influenzati dal sistema previsto poi dalla citata legge 382, all'epoca già in avanzata fase di elaborazione e certamente nota nell'ambito del Ministero di Grazia e Giustizia. Ancora. la rappresentanza degli agenti di custodia si intreccia con la storia della rappresentanza militare in senso lato, per il tentativo, nel 1982. del Ministero di Grazia e Giustizia, di ricomprenderla in quest'ultimo istituto. Degna di osservazione è anche la spinta alla sindacalizzazione espressa dai delegati degli agenti in diversi modi, tra i quali sì possono ricordare il rifiuto ad essere ricompresi nella più generale rappresentanza militare e l'orientamento ad ottenere una assimi lazione, sotto l'aspetto rappre entativo, alla Polizia di Stato.
153
8.2. ORGANIZZAZIONE GENERALE DEL SISTEMA La rappresentanza degli agenti di custodia è stata istituita con la circolare ministeriale n. 2406/4860 in data 4 aprile 1977: le prime elezioni sono state indette per il 27.4. 1977. Tali elezioni erano finalizzate alla costituzione di un ·'Comitato generale di rappresentanza del Corpo degli Agenti di Custodia". La primitiva composizione di tale comitato era così prevista dalla circolare citata: 2 membri per gli ufficiali 9 membri per i sottufficiali 21 membri per le guardie Il mandato era di durata biennale. Successive modifiche hanno portato ad una estensione del mandato a tre anni ed alla seguente composizione del Comitato generale: 2 membri per gli ufficiali lO per i sottufficiali 49 per le guardie. Le modalità di elezione, così come si sono attualmente stabilizzate, sono differenziate per le d iverse categorie. La elezione degli ufficiali awiene in due fasi: nella prima, gli ufficiali del Corpo, riuniti a Roma, formano, con modalità libere , una lista di sette nominativi eleggibili; nella seconda awiene, in unico seggio , la votazione sui nominativi inclusi nella lista. La elezione per i sottufficiali avviene in tre fasi: nella prima vengono designati, in ogni raggruppamento regionale, i delegati, di ciascun istituto che parteciperanno, in una seconda fase, ad una assemblea di raggruppamento, allo scopo di formare, liberamente, la lista dei candidati del raggruppamento stesso. Sempre secondo la stessa ripartizione territoriale si svolge la terza fase, cioè la elezione dei membri del Comitato generale, scelti nelle liste regionali dei candidati. Un sistema analogo viene seguito per la elezione dei rappresentanti delle guardie (con una diversa ripartizione territoriale). 154
t.
Le attribuzioni del Comitato generale, così come sono definite dalla circolare istitutiva, appaiono più indeterminate, ma per ciò stesso più estese, di quelle che la legge 382/ 1978 detta per il COCER. '" Il Comitato generale", recita infatti la circolare, ··espri me pareri su problemi riguardanti lo stato giuridico ed il trattamento economico del personale, sulle condizioni di prestazione del lavoro e sull'orario dello stesso, sugli interventi assistenziali, sul benessere del personale e su quant'altro ritenuto rilevante" (la sottolineatura è nostra). Alla attivtà consultiva è stata poi aggiun ta una facoltà propositiva. Oltre alla rappresentanza centrale a livello nazionale sono inoltre stati successivamente creati, a livello locale, i ··consigli dei delegati di istituto", con funzioni che appaiono abbastanza simili a quelle dei CO BAR.
8.3. CENNI SUL FUNZIONAMENTO DELL"ISTITUTO Come già accennato in premessa, dopo circa quattro anni di funzionamento dell'istituto, si verificò un tentativo, da parte del Ministero d i Grazia e Giustizia, di conglobare anche la funzione rappresentativa degli interessi degli agenti di custodia nel più generale istituto della Rappresentanza Militare previsto dalla legge 382/1978. L'iniziativa prese corpo con uno schema di disegno di legge intitolato '"Estensione al Corpo degli Agenti di Custodia della legge 11.7.1978, n. 382", predisposto dalla Direzione Generale Il. PP. ed inoltrato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con lettera n. 275148/0176 del25.2.1982. La opposizione del Comitato generale fu unanime e risoluta (delibera del 5.5.1982) ed ottenne il risultato di bloccare il progetto. Nello stesso an no 1982, l'iniziativa dei rappresentanti verso una differenziazione del Corpo andò oltre e più volte il Comitato si espresse a favore di una sindaca1izzazione ed una smilitarizzazione della categoria. Così ad esempio , esso scriveva in una lettera aperta consegnata al Ministro in occasione di una 155
conferenza stampa il 7.5. 1982: ··r1 Comitato ... ribadendo le precedenti dichiarazioni programmatiche intese ad ottenere. nel più breve tempo possibile, l'autonomia funzionale ed operativa consona ad un Corpo moderno gradualmente proiettato verso una futura smilitarizzazione e sindaca lizzazio ne ... ", ed ancora, in un'altra occasione (8. Congresso Nazionale Direttori Peniten· ziari), il presidente del Comitato spezzava una lancia a favore della sm ilita rizzazione affenna ndo: --certo una ragione può forse consistere nel carattere militare del Corpo c he non ha permesso la creazione di organismi rapprese ntativi dei suoi componenti capaci di inserirsi tempestivamente e proficuamente nel processo d i rinnovamento". Istanze che trovarono poi anche un'eco in Parlamento, sia con la proposizione e la discussione di un disegno di legge alla fine della IX legislatura, sia con successive interrogazioni parlamentari (qual i quella presentata dal sen. Salvato ed altri, PCI , Atti Senato n. 3/0028, 11.2. 1988). Parallelamente al trascinarsi di una situazione vissuta da lla rappresentanza come insoddisfacente, si verificavano poi episodi, abbastanza sconcertanti come l'annullamento di ben 3.500 voti - quasi un settimo dell'inte ro elettorato - alle ultime e lezion i ( 1987), per inosservanza di procedure elettorali. Pur non essendo scopo di questa nota e ntra re nel dettaglio delle cause e delle dinamiche interne della rappresentanza degU agenti di custodia, riteniamo che da essa si possano trarre i seguenti elementi di valutazione: - sembra manifestarsi una differenziazione sempre più accentuata, negli atteggiamenti del personale, tra corpi armati con funzioni di polizia e la istituzione militare propriamente detta; - l'effetto trainante della sindacalizzazione generale delle attività lavorative nel paese sembra coinvolgere pienamente i sett_ori marginali della istituzione militare.
156
t
CAPITOLO 9
MATERIE TRATIATE DALLA RAPPRESENTANZA NEL PERIODO IN ESAME 9.l. RICORRENZE STATISTICHE L'analisi è stata condotta prevalentemente a livello centrale: essa si è incentrata sulla ricorrenza delle mate rie trattate dal COCER nei quattro mandati biennali conclusi; su quelle che, nello stesso periodo. il COCER ha portato all'anenzione del Ministro competente; sulle tematiche proposte. sempre al Ministro. dai COIR Leva negli incontri semestrali avvenuti nel periodo in esame. I dati statistici, il loro confronto e randamento nel tempo sono esposti nell'allegato A. A livello intermedio è stata effettuata una indagine sommaria su un piccolo campione, soltanto per avere un elemento di confronto con i dati rilevati a livello centrale (Allegato B). Viene infine offerta, per comp letez.z a. in Allegato C. una articolazione per materia relativa alle tematiche trattate dalle Associazioni Combattentistiche e d"Arma negli incontri annuali col Ministro. nel triennio 1986-89. :;c
* *
Dal confronto delle classifiche per frequenza si rileva come vi sia una sostanziale corrispondenza tra le materie che il COCER ha trattato nelle sue sessioni di lavoro e quelle che ha presentato sotto un aspetto problematico o propositivo al Ministro (le tre tematiche più ricorrenti, seppure in diverso o rdine. sono: .. trattamento economico", "status giuridico", .. normativa sulla Rappresentanza Militare"). Ciò sembrerebbe indicare che il COCER ha avuto come sbocco prevalente delle sue attività appunto il Ministro. 157
Dall'esame della stessa tabella si rivelano invece significative differenze con le tematiche portate all'attenzione del Ministro da parte dei rappresentanti la leva. Per essi figura infatti in primo piano e con una rilevante incidenza sul totale (27% ) la tutela morale e giuridica del personale; maggiore importanza assume anche l'assistenza sanitaria (6° posto), mentre il trattamento economico occupa soltanto il4° posto. Per ciò che riguarda le linee di tendenza evidenziate dai grafici, si può rilevare come l'item " normativa sulla rappresentanza" presenti un trend negativo per la trattazione ne lle sessioni di lavoro del COCER, mentre si mantiene elevata come tematica degli incontri che lo stesso ha con il Ministro. In realtà ciò dipende dal fatto che questa voce contiene in sé due realtà differenziate: una è la discussione sulle interpretazioni della normativa, presente soprattutto nei dibattiti interni del COCER interforze ed, ovviamente, decrescente col tempo, l'altra è la proposta di modifiche alla normativa, che viene naturalmente presentata all'organo di governo, e che conosce alterne rilevanze. Altri grafici (in particolare quelli relativi a: .. trattamento previdenziale ., , ··assistenza sanitaria", .. tutela morale e giuridica··, .. alloggi'.) evidenziano una sensibile differenza tra gli interessi ritenuti meritevoli di tutela per il personale di leva, rispetto a quello di carriera. Un confronto della frequenza delle materie trattate a livello centrale con la ricorrenza delle tematiche discusse dai COIR (per campione) vede una coincidenza dell 'interesse per la "normativa sulla Rappresentanza" e per il .. trattamento economico'·, mentre al terzo posto si colloca la .. tutela morale e giuridica": sembra qui evidenziarsi un maggiore i·nflusso, nell'ambito dei COIR, della componente rappresentativa del personale di leva. L'accento che questa componente pone, anche a livello centrale negli incontri col Ministro, sulla tutela di diritti piuttosto che di interessi può essere un significativo indicatore di differenze nella natura della funzione rappresentativa così come viene vissuta dal personale di leva rispetto a quello di carriera. 158
L a .. tutela morale e giuridica¡¡ torna a porsi nel terzetto di testa nella classi fica per frequenza delle materie trattate dall'Associazio ni Combattentistiche e d'Arma ( A li. C). dopo le " Onori ficienze" ed il .. trattamento economico" . Qui probabilmente la esigenze di tutela su un piano morale e normativa discende dal senso di emarginazione che coloro che non sono piÚ in servizio attivo provano sia a livello sociale che professionale (professionale per coloro, la maggioranza, che provengono dal personale di carriera).
159
ALLEGATO A
R ICORRENZA STATISTICA DELLE MATERIE TRATIATE A LIVELLO CENTRALE Articolazione per materia degli argomenti crauati a livello CO. C E. R. intelforze nei quattro mandati biennali conclusi. L'articola7ione è fatta sulla base della legge 382/1978. considerando tultc le materie elencate al-l0 cp'. dell'art. 19 (con-qualche cambio di denominazione a scopo di chiarezza). più. tra quelle elencate al 7° cpv .. le materie che non possano in realtà già considerar..i comprese nella precedente elencazione (in realtà la sola voce aggiunta è "alloggi"); a questo complesso di voci infine si è aggiunto "normativa sulla rappresentanza··. intesa come proposte di modifica o di interpretazione della normativa esistente su l tema. La ricorrenza delle materie è tratta dagli indici dci verbali del COCER, forn iti dalla Segreteria del COCER intcrfor-te. Per quanto attiene alla suddivisione della materia nelle 9 sezioni indi,iduate. essa è soggetta ad un inevitabile fauore di opinabilità: vi sono argomenti che hanno più di una valenza. quali ad esempio provvedimenti a carattere normativo che rientrano contestualmente sia nel campo della tutela sia in quello dello stato giuridico. In questi casi si è inserito l'argomento sotto la , ·oce che appariva preminente: solo eccezionalmente. quando uno specifico argomento appariva rifcribile contestualmente a due diverse materie. lo si è inserito sotto non più di due titoli.
MATERIA
1° Mand. ::!" Mand. 3° Mand. 4° Mand. Totale r, n. C'( c;, cn n. 'k n. n.
n. Nom1ativa su R.M. Status giuridico Tra t t. economico Tratt. prev1dcn1. Ass. sanitana Prom. SOCIOCUit. Tutela Morale c G1Und1ca AIIOI!I!i Variè-
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Articolazione per materia degli argomenti trattati ti livello COCER inte1jorze negli incontri con il Ministro della Difesa nei quattro mandati biennali conclusi. L'artico lazione è la stc~a già adouata per l'analisi dell'auhità del COCI:.R lntcrforzc. Ci si è <I\'Htlsi di alcuni verbali campione per diversi "incontri di lavoro.. c dci "dibattiti aperti" suddivisi come segue: l Il III IV
Mandato: Mandato: Mandato: Mandato:
verbali dcl29/(l4/81, 24/00/82 verbale dcl30/03/~ verbale del 18/09/85 verbale del 13/01/87. 05/05/87. 17/ 12!87. 23.'02/88. 02/06/&> e documento COCER del 13/ 10/87 (non essendo dh.ponibile il verbale del 13/10/87. l'analisi è stata fatta sui contenuti del documento di lavoro approvato per la circostanza daii'A~scm blea del COCER lntcrforzc). Per quanto attiene alla quantizzaz•onc della matena trauata. la "i è dclinitia come segue: - Negli incomri Sl'i!uppati come "incontri di /m·oro··. amaverso l'analisi del documento approvato dal COCER correlato all'intervento del Ministro della Difesa o del Souoscgretario intervenuto per sua delega. - Negli incontri st•iluppati come "dibauiti aperti" ( 13/07/87 c 05/05/87). attr<nerso l'analisi dci singoli interventi correlati all'intervento del Ministro della Difesa o del Souosegretario intervenuto per sua delega. ~IA1 E RIA
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Articola:.ione per materia degli argomenti trauati a liveffo COJR Leva negli incontri periodici (semestrali) lmerforze con il Ministro della Difesa per ciascun mandato biennale del COCER lnterjorze. L'articola1ionc è la stessa già adottata per l'analisi della attività del C'OCER
161
lnterforze. Ci si è avvalsi de1 verbali d1 qumd1ci incontri (dal Ili al XVIII compreso). degli elementi di risposta forniti dai rappresentanti degli Stati Maggiori e dei Comandi Generali per il no incontro. mentre manca materiale relativo al l0 incontro. Per quanto attiene all"analisi ci si è basati sugli stessi principi già adottati per il precedente lavoro sui verbali delle ri u nioni del COCER lnterforze con il Ministro della difesa.
MATERIA
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TABELLA COKPABATIVA PELLE CLASSIFICHE PER fREOQENZA PELLE MATERIE TRATTATE
MATERIA TRATTATA
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Dal CO . CE.R . in generale
Dal CO.CE.R. in incontri col Ministro
CO. I. R. Leva in incontri col Ministro
Normativa sulla Rapp. Mil.
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Status giuridico
2
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3
Trattamento economico
l
3
4
Trattamento previdenziale
6
9
9
Assistenza sanitaria
9
8
6
Promozione socioculturale
8
6
8
Tutela morale e giuridica
4
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Alloggi
6
5
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GRAfi CI RELATIVI ALLE YABI AZIOKI NEL TEMPO DEGLI ABGQKEHTI TBATTATI
LEGENDA Percentuali relative agli argomen t i tra t tati a livello co.cE . R. Interf orze in generale .
Percentuali relative agli argomenti trattati a livello CO.CE . R. Interforze negli incontri con il Ministro della Difesa .
Percentuali relative agli argoment i trattati a livello Leva negli incontri con il Mi n i stro della Difesa.
NORMhTIVA SULLA BAPPR ESENTAHZA
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2• Mand.
3• Mand.
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168
ALLEGATO B
Ricorrenza statisti~ dello uterie trattate a livello COIR neqli incontri con i COBAR collegati. Indagine eu un ca.pione parziale. (caapione costituito dai com - Esercito nel periodo ottobre 1988- aaggio 1989).
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CO. I. R. Materia
trattata
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1,1
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Trattaaento econoaico
169
Allegato C
Articolazione pe r mate ria degli argomenti tra tta ti ne lle riunioni a nnuali dei preside nti delle Associazioni Combattentistiche e d 'Arma negli incontri con il Ministro de lla Difesa (Campione costituito da l trie nnio 1986-88). Arqoaento trattato
1986
1987
1988
Totale
Onorif icienze
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2
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6
Tratta.ento econoa.ico
2
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6
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Tut ela JK>rale e giuridica Funzionaaento Associazioni
2
3
l
Va rie
l
ELENCO ALLEGATO AL D.M. 5 AGOSTO 1982 l. Associazioni munite di riconoscimento giuridico: Gruppo O.t-1.1. (O.~ l. 20/CP- 1989 G.U. 56): Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia (U. '. U.C. I. ): Associazione azionale Carabinie;i: Associazione Nazionale del Fan te; Associazione Nazionale Bersaglieri: Associazione Nazionale GramĂŒtieri di Sardegna; Associazione Nazionale Alpini; Associazione azionale Arma di Cavalle ria; Associazione azionale Artiglieri d"ltalia: Associazione azionale Carristi d'Italia: Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori d" Italia: Associazione azionale Autieri d' Italia: Associazione azionale Paracadutisti d' Italia: Associazione azionale Marinai d" Italia: Associazione Nazionale Arma Aeronautica: Associazione Nazionale Commissariato Militare: Associazione azionale SanitĂ Militare Italiana; Associazione Nazionale Cappellani Militari d" Italia: Associazione Nazionale Amministrazione Militare; Associazione Nazionale Combatte nti della guerra di Liberazione giĂ inquadra ti nei Reparti Regolari delle FF. AA. :
170
l
l
Associazione azionale Finanzieri d'italia: Associazione azionale Veterani e Reduci Garibaldini (D.M . 12/5/86): Federazione Italiana dei Combattenti Alleati (F.I.O.C.A.) (D.M. 30/ 10/86): Associazione Nazionale Ufficiali Provenienti dal Servizio Attivo (A.N.U.P.S.A.) (D.M. 30/ 10/86): ., Associazioni pt"ĂŒI"e di riconoscimento giuridico
Associazione Nazionale Ufficiali di Marina Provenienti dal Servizio Effettivo {A.N.U.M.P.S.E.): Associazione Nazionale Ufficiali Aeronautica (A.N.U.A.): Associazione Nazionale Sottufficiali d'Italia (A. .S.l. ): Unione azione Sottufficiali Italiani in Congedo (U . . S.I.Co.) (D .M. 25/ 11/1985): Associazione azionale Decorati di Medaglia Mauriziana (D.M. :!5/ 11/ 1985): Associazione azionale Sommergibilisti Italiani in Congedo (D.M. l/10/ 1983 G.U. 286): Associazione azionale per i l Conferimento del Titolo di Cavaliere della Patria (D.M. 25/ 10/ 19~).
17 l
9.2. INDAGINE
PER CAMPIONE DEI RISULTATI CONSEGUITI DALLA R. M. SU ALCUNE MATERIE DI COMPETENZA
Di fronte alle numerose affermazioni sulla scarsa utilità od incidenza dell'attività degli organi di rappresentanza sulle condizioni effettive di vita e di lavoro del persona le militare. ci siamo chiesti quanto queste affermazioni trovassero riscontro nella realtà. Abbiamo perciò tentato una indagine campionaria, prendendo un campione cost itu ito da tre provvedimenti normativi ed esaminandoli nel loro processo formativo. con particolare riguardo ad un confronto tra le modifiche e gli emendamenti proposti dall'organo centrale della Rappresentanza Militare ed i testi normativi defin itivamente approvati.
l. Iter del DDL n. 146 .. Norme su l reclutamento. gli organici e l'avanzamento dei sott ufficia li dell'Eserci to, della Marina. dell'Aeronautica e della Guardia di Finanza". presentato il25.5 . 198l dal governo. a. tempi: - preparazione dello schema di dd ! da parte del Ministero della D ifesa; - richiesta di parere al COCER su tale schema : emanazione di un parere sostanzialmente negativo - richiesta di parere al COCER sul DDL da parte del Senato; - primo parere del COCER su l DDL il 16.12.1981 - successivo parere del CO CER su l DDL il 16.2. 1983 - legge 10.5.1983 n. 212 confronto fra il parere definitivo del COCER b. (16 .2. 1983) e il testo della legge. Il COCER propone 8 punti di modifica e cioè: l. art. 34: eljminare la va lutazione per non più di una volta dei sottufficiali giudicati non idonei, 2. art. 38: non lim itare sempre e comunque solo al primo
172
l
t.
terzo dei sottufficiali iscritti in quadro ravanzamento a scelta, 3. art. 44: portare da 5 a 7 anni la permanenza m ausiliaria. -L art. ~5: limitare. per i sottufficiali in ausiliaria. il divieto di assumere impieghi o incarichi retribuiti ai soli casi di enti che abbiano contratti con le F.A., 5. art. 52: specificare nella legge la equivalenza dei tirocini militari con periodi di scolarizzazione negli istituti professionali. 6. art. 67: abrogare l'articolo. lasciando in vigore ravanzamento a scelta per esami ai gradi di maresciallo ordinario e maresciallo maggiore per i sottufficiali dei CC e della GdF, 7. art. 76: estendere i benefici previsti per i sottufficiali detrAM a quelli delle altre FA e CA che si trovino nelle stesse condizioni, 8. tabella C: ridurre alcune delle previste permanenze minime nei vari gradi. Nessuno dei citati emendamenti proposti trova riscontro nel testo della legge 212. I ter della Legge 24 .1 2.1986 n. 58 ..Norme sul servizio militare di leva e sulla ferma di leva prolungata'¡ a. tempi: si parte da un disegno di legge (Atti Senato n. 891 del 18.7. 198~) e dalla lunga serie di proposte presentate piÚ volte negli incontri delle categorie D cd E con il Ministro. b. il confronto qui viene effettuato tra le proposte avanzate nel Xlll incontro con il Ministro dci rappresentanti le cat. D ed E (allegato B al verbale n. 003/~. datato 29.9.1986 del COCER) e testo della legge 958/86 (occorre qui tenere presente che non tutte le proposte erano finalizzate a modificare il disegno di legge): b. l. principali proposte della categoria 0: -:>
l. attribuzione ai S. Ten. 1¡ nomina della 13" mensilità (accolta, art. 32, comma 3) " miglioramento della assistenza sanitaria (non accolta) 3. attribuzione di particolari punteggi utili per i concorsi t
n
pubblici (non accolta) .f. particolare valutazione del servizio quale ufficiale medico (non accol ta) 5. co rresponsione della indennitĂ di rischio (accolta. art. 3:!. comma4) 6. concessione licenze per esami. concorsi ccc. (accolta. an. ::!.f) 7. trattamento economico equiparato ai pari grado in sp (accolta. art. 3:!) 8. rapporto di impiego e stato giuridico (parzialmente accolta. art. 32). b.:!
principali proposte della categoria E: l. ammodernamento delle caserme (accolta. art. .fS)
2. visite mediche piĂš accu rate alrarruolamcnto (parzial. acco lta. art. 4) 3. corresponsione della indennitĂ di rischio (accolta. art. 32. com ma 4) .f. inseri mento dci rappresentanti della leva nel COCER (accolta. art . .f6) 5. agevolazioni per l'inserimento nel mondo del lavoro (parzial. accolta. artt. 14, 18, 19) 6. pari fica della durata del servizio di leva tra le diverse forze armate (accolta. art. 13) 7. trasporto ferroviario gratuito per raggiungere. nelle lice nze. la residenza della famiglia (parzialmente accolta. art. 24) 8. concessione licenze per esami. concor. i ccc. (parzial. accolta. art. 2.f) 9. misure per agevolare la rafferma dci militari in servizio di leva (accolta. art. 5) IO. creazione di un servizio di leva ausiliario per raereonautica militare (non acco lta) Il. modifica delle modalitĂ di riforma per gli omosessuali (non accolta) 12. regionalizzazionc della leva (parz. accolta. art. l. comma 4).
17-J
t
Poiché parte delle proposte delle due categorie si sovrappongono, si possono evidenziare, globalmente, 18 proposte di ffe renti, delle quali 15 risultano in tutto o in parte accolte nel testo della legge ; nel dettaglio si può dire che, per la categoria D appaiono accolte 5 proposte su 8, per la E IOsu 12. 3. Iter del D ecreto L egge 18.3.1987 n. 92 ·'Misure urgenti per la concessione miglioramenti economici al personale militare e per la liquidazione delle pensioni dei dirigenti civili e militari dello Stato e del personale ad essi equiparato. , a. T empi: -
sostituito dal DL 18.7.1 987 n. 189 sostituito e medicato dal DL 18.7.1 987 n. 282 sostituito dal DL 16.9.1987 n. 379 primo rapporto del COCER alla commissione difesa della Camera il 18.3.1987; successiva in tegrazione il 2 1.3.1 987 - delibera n. 5 del COCER datata 18.9.1987 con definitive proposte di emendamenti - legge 14.11.1987 n. 468 "'legge di conversione coordinata con DL 16.9.1987 n. 379". b. Co nfronto fra l'ultima proposta di emendamenti del CO CER ( 18. 7.1 987) e il testo della legge . Il COC ER propone sostanzialmente 2 1 emendamenti, e cioè :
l. creazione di un nono li vello sti pendiale (non acco lto) 2 . diversa ripartizione dei gradi nei livelli (non accolto) 3. inquadramento più favo revole per i sottufficiali che alla data del l. l .1983 erano al primo livello stipendiale (accolto) 4. elimin azione di due commi reca nti limitazioni alla attribuzione dei nuovi importi retributivi. per talune situazioni (non accolto) 5. proposta di conservazione integrale di scatti ed anzianità precedentemente maturati per i marescialli maggiori aiutanti (non accolto) 6. eliminazione delle sperequazioni stipendiali tra personale di pari grado (accolto) 175
7. omogenizzazione stipendiale con le forze di polizia (parzialmente accolto) 8. attribuzione di un assegno funzionale al 19Ac al 29Aanno di servizio per gli ufficiali ed i sottufficia li (parzial mente accolto: so lo per i sottufficiali) 9. aggiunta di una clausola di garanzia percentuale (45 ~ c 65 % ) nei casi di cui sopra (non acco lto) IO. conglobamento nello stipendio della idcnnità integrativa (parzialmente accolto) Il. proposta di un trattamento di quiescenza più favore' o le per il personale cc sato dal servizio dopo il 30.6.1988 (non accolto) 12. idem per le pcn ioni di reversibilità (non accolto) 13. introduzione di un premio di congcdamento per il personale in servizio di leva (non acco lto) 14. estensione della indennità militare al personale in ser vizio di leva (non accolto) 15. estensione della riliquidazione delle pensioni al per onale non dirigente (non accolto) 16. estensione al personale in servizio di leva del trattamento economico previsto per i pari grado in servizio volontario (no n accolto) 17. anticipazione parziale dei benefici economici al 1.1.1987 (non acco lto) 18. introduzione della retribuzione del lavoro straordinario (non accolto) 19. modifica del titolo della legge. per adeguarlo alremendamento n. 15 (non accolto) 20. delegificazione del trattamento economico del personale militare (non accolto) 21 . attribuzione per intero del nuovo trattamento economico al personale che cessa dal servizio per raggi unti limiti di età o per altra causa (parzialmente accolto) Dci 21 emendamen ti. dunque, 6 risultano accolti in tutto o in parte e 15 non accolti . 176
V alutazioni U na prima considerazione è che non si può dire che la azione della Rappresentanza non abbia avuto effettiva incidenza sulla elaborazione normativa: in uno infatti dei tre casi esaminati l' incidenza è apparsa no tevole (Legge 958/ 1986) ed in un secondo quantomeno esistente (L egge 468/ 1987). È però anche vero che nel primo dei tre casi esaminati nessuno degli 8 emendamenti proposti trova accoglimento (Legge 2 12/ 1983) ed una lettura inversa del caso della L. 468 porta a constatare come su 2 1 emendamenti proposti so ltanto 6 risultino accolti, ed alcuni di essi solo parzialmente: una seconda considerazione che sembra dunque doversi fare è che la incidenza citata non appare molto ri leva nte.
177
t
CAPITOLO 10 LA RAPPRESENTANZA MlLlT ARE E LA PUBBLICA OP INIONE Analisi degli articoli apparsi su quotidiani, dei comunicati stampa dell'Amministrazione D~fesa e degli articoli apparsi sulla stampa militare relativi agli Organi di Rappresemanza Militare.
Il materiale su cui si basano le note seguenti è costituito dalla rassegna di articoli di stampa e comunicati raccolti e forniti dal Servizio Pubblica Informazione del Gabinetto del Ministro della Difesa. aventi come oggetto, a vario titolo. gli organi della Rappresentanza Militare. Articoli e comunicati sono ripartiti per anno e si distribuiscono dal 1982 ( 1984 per gli articoli di stampa) al primo semestre del 1989 (momento in cui tali materiali sono stati forniti per la presente ricerca). Il lavoro di an lisi degli articoli di stampa è stato suddiviso indue livelli. corrispondenti ad altrettante sezioni di esposizione: 1] conteggio del numero degli artico li. definizione di una unità di spazio su un quotidiano. la colonna. e determinazione dello spazio dedicato da ciascuna testata all'argomento insieme alla frequenza di ricorrenza dello stesso (in termini generali). anno per anno. 2] scomposizione del contenuto degli articoli in temi. secondo le regole dell'analisi del contenuto. e conteggio della ricorrenza degli stessi temi (a propria volta eventualmente suddivisi in sottotemi) per ciascuna testata e per anno. A fini di maneggevolezza di trattazione e di confronto con i contenuti dei comunicati stampa (provenienti dai Servizi di Pubblica Informazione del Gabinetto del Ministro della Di fesa). i temi sono stati poi riaccorpati sotto etichette più generali. e presentati in forma grafica. 179
IO.~.
FREQUE ZA E LOCALIZZAZIONE DEGLI ARTICOLI. l quotidiani su cui gli articoli sono apparsi sono in totale 19. suddivisi in tre categorie: a J a diffusione nazionale ...................................... N. 5 (La Repubblica. Il Giornale. 11 Giorno. La Stampa. Il Corriere della Sera): b] a diffusione pcrlopiù regionale .......................... N. 8 (Paese Sera. Il Messaggero. li Tempo. La Nazione. Il Tirreno. Il Secolo XIX. Il Gazzettino. 11 Giornale d'Italia): c] a carattere politico .......................................... N. 6 (L'Unità. L'Avanti. Il Manifesto. Il Popolo. La Voce Repubblicana. Il Secolo d 'I ta li a). TOTALE ........................................... N. 19 L'arco di tempo. dal 1984 al 1989. non rispecchia integralmente il periodo di vita della Rappresentanza Militare che inizia quattro anni prima. per cui manca una valutazione dell'eventuale impatto d i tale istituto nei primi momenti del suo funzionamento. Questo tuttavia può. in certa misura. non essere del tutto uno svantaggio. perchè consente di collocare articoli e commenti
entro un contesto di relativa ·:normalità·· eli esistenza. senza il fattore distorsivo costituito dalla novità. Un ulteriore fattore limitativo dell'analisi è costituito dall'impossibilità di valutare pienamente la collocazione degli articoli nel singolo quotidiano. dovuta al fatto che il materiale in analisi è composto da fotocopie de l singolo articolo. con indicazione della testata. della data e della pagina. ma senza la possibilità di valutarne visivame nte la posizione ·relativa· nel contesto della pagina di riferimento. Conside rata separatamcn te per tipi di testata. la totalità degli articoli. senza considerazione della loro lunghezza ma soltanto del numero dei titoli raccolti. è la seguente (Tav. l): 180
t.
TESTATA [diff. llél 7..] IL G IORNALE LA REPUBBLICA IL CORRI ERE della SERA LA STA~ IPA IL G IORNO
19H4
19H5
19H6
19X7
1988
191{9
T.
Il
5
3 3 l
subtotalc
Il
14
3
8
3
l
33
rdiff. reg.] PAESE SERA t-. IESSAGERO IL TEMPO IL T IRRE O IL GAZZE111 O LA 1AZI0t E IL SECOLO XIX IL G IOR ALE D'ITALIA
15
'-Ubtotalc
IX
13
,
l
·'.,
.,
, l ·'
7
IO
13
69
[politici]
L'U ITÀ VOCE REPUBBLIC. L'AVANTI IL MA IFESTO IL SEC. D'ITALIA IL POPOLO
3
i>ubtotalc
TOTALt:.
15
3
~
~
5
19
11
~o
::!6
::!4
1::!1
l>olo i primi 6 mesi.
Come !>i vede. la distribuzione degli articoli è piu ttosto polarizzata su alcune testate. che ricorrono sensibilmen te più di altre. come nel caso di Paese Sera che da solo raccoglie. negli anni. ben 55 artico li. pari al45.5" ( del totale. seguito da Il Giornale che ne totalizza 21. pari al 17.4'k . Considera ndo prima scparatamente le testate per tipo. c poi nell'insieme. una grossolana classifica dell'attenzione data alle questioni della Rappresenranza Militare dà i seguenti risultati:
181
quot. nazionali
quot. regionali
quot. politici
l. Il Giornale ' Repubblica
Paese Sera Messaggero
3. Corriere Sera La Stampa -L Il Giorno
Il Tempo
L'Unità Voce Repubblicana L'Avanti I l Manifesto li Secolo d· Italia Il Popolo
5.
Il Tirreno Il Gazzettino La Nazione Il Secolo lXI Il Giornale d'I talia
Considerando il periodo di tempo dal 1984 al primo semestre del 1989 in mesi e il numero totale dei titoli è possibile calcolare un ·valore medio· eli attenzione per tutto il periodo oggetto di considerazione. come pure un ·valore medio· di attenzione per Ciascun anno.
1984-89 1984 1985 1986 1987 1988 1989
mesi mes1 mesi mesi mesi mesi mesi
66. titoli 121. valore medio 1.8 articoli/mese. 12. 12. 12. 12. 12.
titoli titoli titoli titoli titoli 6. titoli
,L).
valore medio 15. valore medio Il. valore medio 20. valore medio 26. valore medio 2-+. va lore medio
2.1 articoli/mese. 1.3 articoli /mese. 0.9 arricoli/mese. 1.7 articoli/mese. 2. 1 articoli/mese. 4.0 articoli/mese.
Gli anni 198-+. 1988 e 1989 presentano un indice eli attenzione superiore al valore medio. mente il più basso valore è del 19g6. Nel complesso . come si nota anche dalla Tav. l. r attenzione prestata dalla stampa quotidiana. senza per ora distinzioni di tipo di testata. presenta un andamento sinusoidale. partendo da volori pi(t elevati della media. scendendo sensibilmente fino a dimezzarsi per poi risalire ben oltre la media negli ultimi due an ni. Lo stesso tipo di analisi applicato al tipo di testata fornisce i segue n ti risulta ti:
182
t.
Testate nazionali . 19~4-89 19H~
19H5 19H6 19H7 19X8 19X9
mesi mesi mesi mesi mesi mesi mesi
66. 12. 12. 12. 12. 12. 6.
tiwli titoli titoli titoli titoli titoli titoli
34. ..., O. O. lL
valore valore valore valore valore 1~. valore 6. valore
medio medio medio medio medio medio medio
0.5 0.2 0.0 0.0
titoli tilOii titoli titoli titoli titoli titoli
68. IX. 13. 8. 7. IO. 13.
valore va lore valore valore valore valore valore
medio medio medio medio medio medio medio
1.03 articoli/mese. 1.5 articoli/mese. 1.08 0.66 0.58 0.83 :::!. 13
titoli titoli titoli titoli titoli titoli titoli
19. 5. ..., 3. ..., ..., 5.
valore valore valore valore valore val0re valore
medio medio medio medio medio medio medio
0.28 art icoli/ mese. 0.41 articoli/ mese. O. 16 articoli/mese. 0.25 articoli/mese. 0.16 articoli/mese. O. 16 articoli/ mese. (U>J articoli/mese.
articoli/mc!:>C. articoli/mese. articolitme!:>e. articoli/me e. 0.9 articoli/me ¡e. 1.2 articoli/mese. 1.0 articoli/me!.e.
Testate ref!io nali . 19H4-H9 19X4 19H5 19H6 19H7 1988 1989
mesi mesi mesi mesi mesi mesi mesi
66. 12. l :!. 12. 12. 12. 6.
articoli/mese. articoli/mese. articoli/mese. articoli/mese. articoli/ mese.
Testate politiche. 19H4-X9 mesi 19X~ mesi 19H5 mesi 1986 mesi 19H7 mesi 198H mesi 1989 mesi
66. 12. 12. 12. 12. 12. 6.
Dal confronto con i diversi tipi di te rate i può notare una differenziazione interessante: l'andamento dell'attenzione per le testate nazionali mantiene un crescente disinteresse fino al 1987. dove si veri fica un 'inversione di tendenza che rimane costante con un articolo al mese: per le testate regionali. invece. l'interesse inizia con un articolo e mezzo in media al mese 198~. scende ad un articolo ogni due mesi (valore minimo nel 1987) e risa le poi nel 1989 con due articoli al mese: per le testate politiche. il numero degli articoli è sempre relativamente basso. IR3
con una punta miziale nel 1YS4 ed una fin ale del 198Y. Tenendo conto della diversa intensità di apparizione degli articoli. che rimane sempre maggioritaria nel gruppo di testate regionali (ciò principalmen te per la forte presenza di articoli su Paese Sera e per un evidente privilegiamento di quotidiani romani. più vici ni alla sede di emanazione dei comunicati da parte della Rappresen tanza). !"andamento de Il" attenzione della stampa. pur con differenze nei valori assoluti. presenta andamenti simili nei tre tipi di testate. ma con differenze nei tempi: la numerosità degli artico li si concentra dal 1984 al 1<.)85 nelle testate regionali e in quelle politiche. dove decresce sensibilmente nel 1986 e 1987 per riversarsi sulle testate nazionali. che nel 1987 e nel 1988 presentano la maggioranza relativa di articoli. Il 1981). presentando materiali relativi solo al primo semestre. parrebbe segnalare. oltre ad un notevole incremento numerico di artico li in genera le. anche una ripresa della tendenza a preferire le testate regionali (in particolare . sempre Paese Sera). In termini generali. in conclusione. si nota una tedenza delrattenzione della stampa a partire da un·area circoscritta alla zona di presenza degli organi centrali della Rappresentanza (Roma e il Lazio) per spostarsi a live llo nazionale. con un ampliamento. quindi. del livello generale di interesse con cui le tematiche della R appresentaza Militare vengono considerate.
10.3. L UNGHEZZA ARTICOLI.
E
POSIZIONAMENTO
DEGLI
Per la va lutazione dello spazio assegnato agli articoli SI e considerata !"unità di misura della colonna . sempre considerando i quotidiani sia nel loro comp lesso sia separatame nre per tipo Il conteggio dello spazio dedicato da ciascu na testata è calco lato anno per anno. Per il posizionamento di ciascun articolo ci si è dovuti limitare. come ricordato più sopra. alla notazione della pagina in cui !" articolo compare. ove possibile notando anche la ricorrenza
t
della stessa pagina nella stessa testata. a segnalare costanti o variazioni nella valutazione dell"importanza data all"argorncnto. TESTA1 A
1984
1985
1986
IIJX7
19&{
1989 T.
IX 4 ::!
::!8
0.5 l
5
0.5
colonne :
[ diff. nat.l Il G IORI\ALE La REPUBOLICA Il CORR IERE della SERA LA STA~ lP A IL G IORNO
1.5 l
1..5
3.5 ::!4
:-.ubtotalc
36.5
4!\ 6
3.5 5.5
3.5
35
66.5
[ diff. rcg.l PA ESE SERA ~ I ESSAGGE R O IL TE~IPO
IL T IRR E O IL GAZZETIINO LANAZIO E IL SECOLO X I X IL GIOR. ALE o ·n ·A LIA :-.ubtotale
[poli tici] L "UN ITJ\ VOCE REPUBBLIC. L "AVA '1 1
·''
.~5
l t)
5.5
4.5 l
·''
......
......
11.5
0.5 l
5 4.5 ::! 4.5 1.5 05 l
::!6.5
15.1.5
3.5
7.5 6.5
0.5 l 4
0.5
1.5
35.5
J5
IIJ
0.5 l
Il
26.5
2.5
134.5
1.5
·'
7
IL MA IFESTO IL SEC. D"ITALIA IL POPOLO .,ubtotalc
9.5
6.5
TOTALE
47.5
41.5
::!4
JX.5
67
3
H
0.5
5.5
7
3.5.5
.n
2.55.5
A nche per lo spazio dedicato dalle diverse testate va lgono m parte le co nsiderazioni fatte per la numerositit degli anicoli. Primeggia tra 1 quotidiani naziona li Il Giorna le. tra quelli regiona li Paese Sera. mente per i quo tidiani politici. lo spazio
185
magg•ore è fornito in generale da quelli della sinistra. L"Unità. L"A\'anti c I l Manifesto. Per la Voce Repubblicana si noterà anche successivamente. in seguito alranalisi del contenuto. come la gran parte dell"interesse è riservato al periodo in cui Giovanni Spadolini è Ministro della Difesa. con una coincidenza di articoli riguardanti azioni e interventi del ministro. L ·andamento annuale dello spazio dedicato risente. come è ovvio. della ricorrenza degli articoli. Anche in questo caso si nota uno spazio notevolmente superiore dedicato normalmenc dai quotidiani regionali di area romana. rispetto alle testate nazionali o politiche. E si ripete il ·travaso· negli anni 1987 e IY88 dai quotidiani regionali a quelli nazionali. Per quanto riguarda la collocazione degli articoli. molto raramente que ta è nella prima pagina. l soli casi in cui questo avviene sono 3. tutti nel 1989. 2 sulrUnità c l su Paese Sera. c sono relativi i primi due ad una dichiarazione del Coccr di solidarictil allo sciopero generale e al dossier riservato sullo stato deii"Arma dei Carabinieri presentato dal Cocer CC al Ministro Zanonc. c il terzo alla denuncia dci membri del Cocer CC da parte del Comandante Generale deli"Arma a seguito della azione di cui sopra. In tutti gli altri casi. gli articoli sono collocati nelle pagine interne.
IO..+. CONTENUTO DEGLI ARTICOLI. L ·analisi del contenuto è stata condotta scomponendo gli articoli in argomenti monotematici. e contando le ricorrenze degli stessi temi indipendentemente dal numero degli articoli: questo perchè la maggioranza degli articoli. molto spesso più dal tono del comunicato rampa che non delrarticolo giornalistico. contiene diversi argomenti anche eterogenei pur se sempre relativi. a vario titolo. alla Rappresentanza Militare. SucccssivamcrHc. considerata rccccssiva frammentazione tematica. si è provveduto ad un 186
t
naccorpamento. anche per conse ntire un miglior confron to con altre fonti trattate in modo simile. I l primo livello di analisi ha conse nti to di distinguere 18 temi. successivamente ridotti a 5. Considerando le ricorrenze anno per anno. i temi non sono sistematicamente tutti presenti ogni anno. ma presen tano él!!!!regazioni in periodi specifici.
Andamento temi per anno (valori :J~Soluti). .84 ·ss ·s6 ·s7 .88 nume ro: !]boicottaggio. cen~ura da l-i 9 J 3 J parte dei vertici politici e militari
TEMI
.t
:!]difficoltà/crisi del COCER .\]i nformazioni ~u elezioni. funzionamento c proposte
7
6
5
...-
1:!
-i
9
:!9
:!
4
3
15
5
o
-
?)con trasti COCER CC/ Vertici CC 8]i n adegua tezze/ modi fiche normative al R .A. R .M . e R .I.R.f..l.
5
-i
4
9]richiesta della riclcggibilità dci delega ti IO)connessione tra attuazione RM/ Legge sui Princ ipi e ..democnlli7Za7ione delle FF.AA.··
5
9
Il ]coinvolgimento opinione pubblica 12)parallelo tw pubblico impiego/settori civili e status militare
-i
2
::!
33
-i
...
6)divergenza di \Cdutc COCER/ SMD/MD
To t.
3
2
-i) richieste di possibilità di informare !"opinione pubblica 5)1a RM non è un sindacato
2
·s9
2
J
Il
5
5
9
......
3
-i
3
IX
2
2 IO
187
y
13)parallclo positivo tra RM c sindacati l4]"·trattamcnto economico·· come punto qualifica nte per !"attività RM
3
::!
~
15)appoggio richiesto/avu to dalle Commissioni Pari. Difesa
3
IO
3
16]richicsta di un ruo lo negoziale de l Cocer su trattamento economico e carriera
::!
17)inco ntri con il Ministro Di fesa
2
:!
18]il COCE R come ..organo a laterc .. c non interno alla ge ra rchia. TOTALE TEM I l DIVIDUATI PER NUMERO RICORR E ZE
~6
53
16
.., -
Il Il
9
:!6
~
IO
7
IO
:!
3
39
83
6
'27 6
:!()
'257
I temi sopra elencati sono stati raggruppati nei cinque seguenti (Tav. ~): •s.t ·gs ·s6 ·s7 ·gg ·s9 T. TEMI l )difficoltà/ incomprensio n i/ dive rge nze RM /SMD/ MD
14
15
4
6
13
'!.]richieste innovative
9
IO
:!
8
22
3)informazioni su attivi tà/ incontri ministro/e lezioni
7
-'
8
Il
19
7
56
2
5
20
3
~9
8
l)
38
83
-!)rapporti con istituzioni sociali
7
l:!
5)immagine de lla RM (no n è un si ndacato. democrazia nelle FF. AA .. organo a lalCrc).
IO
l:!
-17
53
TOTALE TEMI PER RI CORR ENZE
188
16
9
61
52
39
20
257
t.
Considerate percentualmen te. le ricorrenze dci temi presentano la seguente distribuzione: A ndamento temi per anno ( lrequenze ;w.olute in c r ). .., 4 temi l 3
5
anni
1984 1985 1986 1987 1988 1989 T o t.
5.4 5.8 1.6 2.3 5.0 3.5 23.6
'2.7 4.7 0.8 1.9 7.8
~.7
3.5 3.9 0.8 3.1 8.6
1.5 3. 1 4.3 7.4
0.4 :!0.3
~.7
1. ~
21.7
19.1
3.9 4.7 3.1 3.5 15.~
Calcolando le frequenze dci vari temi in base all'anno . <: possibile confrontare la diversa rilevanza delle varie tcmatiche a seconda del momcmo.
Frequenza temi per ciascun anno. temi
1984
1985
1986
l) '!..)
29.8 19.1 14.9 14.9
28.3 18.9 7.6
21.3
22.6 22.6
25.0 12.5 50.0 125 00.0
100.0
l 00.0
HXJ.O
100.0
3) 4) 5) tol.
1987
1988
1989
15.8
15.7
21.1
28.9
26.5 22.9
13.2
24.1
45.0 5.0 35.0 15.0
21.0
10.8
IXJ.O
100.0
IIXl.O
Il tema più rilevante c più ricorrenrc è quello della segnalazione di difficoltà o incomprensioni o divergenze tra la Rappresen tanza Militare e gli organi di vertice. di so lito lo Stato Maggiore Difesa e più raramente il Ministro. Nei primi due anni queste sono le tematichc maggioritaric. insieme ad affermazioni di ·non essere un sindacato· ed alla sottolineatura dell'affinità del personale militare con altri se ttori del pubblico impiego. che prende anche l'asperto di ricerca di rapporti e di collegamenti con 'la società· civile. Nel 1986 emerge un diverso tema. relativo ad una crescente in formazione sulle attività della RM (riunioni. incontri con il Ministro) insieme al permanere del tema sui dissensi con i vertici. caratteristica che rimane nel 1987 insieme ad articoli che sotto linea no la necessità di inn ovazioni normative e di competen189
za. Il 1988 vede prevalere articoli in cui si richiamano le necessità innovative o le richieste di innovazione presentate dal Cocer. come pure i temi relativi al collegamento ed alla solidarietà con altre istituzioni e gruppi sociali . Infine. nel 1989. sempre limitatamente a l primo semestre. ritorna maggioritaria la rematica del dissenso con i vertici. insieme ad articoli di informazione sulle attività. La considerazione della distribuzione di ciascun tema di anno in anno consente di approfondirne la rilevanza nel tempo. Andamento di ciascun tema negli anni.
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1984 1985 1986 1987 1988 1989
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T o t.
Considerando i temi nel corso del tempo. va notata la permanenza di articoli che trattano di dissidi. contrasti e divergenze di opinione tra la Rappresentanza Militare e i vertici. politici e. più spesso. militari. Aumenta inoltre lo spazio dato ad articoli in cui vengono presentate le richieste e le proposte di innovazioni nella normativa e nelle attribuzioni del Cocer. come pure quelli di informazione e divulgazione dell'attività della Rappresentanza all'opinione pubblica. Anche i collegamenti con altre istituzioni sociali. e in particolare i parallelismi sottoli neati tra la situazione di lavoro del pe rsonale militare e que lla del pubblico impiego. costituiscono un tema che acquista rilevanza sempre maggiore . Stazionario e. almeno per quanto concerne il primo semestre del 1989, in forte diminuzione. lo spazio dedicato a temi relativi all'immagine della Rappresentanza c al suo significato. Complessivamente. sembra affermarsi una tendenza a passare da 190
1
anicoli orientati ad affermazioni di principio ed alla c..klllll/.tùtll: di una identità precisa. verso a rticoli in cui viene sottolineata l"attività propositiva e la volontà innovativa dell"organtsmo di Rapprese ntanza. e in cui prevalgono contenuti di fatto. pragmaticarnente indirizzati all'informazione ed al rafforzamento del legame con la pubblica opinione.
10.5. IMMAGINE PUBBLICA E IMMAGINE ISTITUZIONALE. CONFRONTO TRA CONTENUTI SULLA STAMPA QUOTIDIANA E NOTIZIE DI ORIGINE INTERNA . Si è già menzionata l'impressione rilevata dalla lettura degli articoli ·pubblicati dalla stampa quotidiana. di una notevole ·secchezza· di informazione. Questo punto va approfondito per evitare incomprensioni. In generale lo stile degli articoli. a prescindere dai temi trattati, si mantiene in modo pressocchè costante entro un modulo che si potrebbe definire come tipico dei comunicati stampa: informativo sulla situazione. legato a dati di fatto. spesso estremamente preciso quanto alla speci fi co dei contenuti. povero di commenti. Questo stile è più rilevante negli anicoli apparsi sulla stampa regionale. in particolare su quella di arca romana. evidentemente pill vicina. almeno territoria lmente. alle ista nze della Rapprese ntanza Militare. e più raggiungibile di rettamente dalle necessità di divu lgazione e pubb licità da parte di c lementi vicini a lla RM. C iò può essere dovuto a due fattori: - una rela tiva ·ignoranza· da parte della pubblica opinione. delle tematiche e dei problemi delle forze armate in generale e della RM in particolare, per cui gli articoli si basa no quanto più possibi le su contenuti direttamente provenienti dai soggetti interessati. senza tentativi interpretativi o ·critici' (nel senso di manifestazione di giudizi). e questo deporrebbe a vantaggio dell"onestà intellettuale e professionale delle testate interessate: - un impiego della stampa da parte della RM come strumento di divulgazione c in formazione sia alla pubblica opin ione sia. forse soprattutto. alla propria base. delle tematiche 191
di interesse. nell'impossibilità. in un primo tempo. e nella successiva limitazione di informare liberamente il pubblico e di rendere pubblici i contenuti delle discussioni. delle rivendicazioni e delle conquiste della Rappresentanza stessa. Questa impressione è molto meno avvertibi le negli articoli apparsi sulla stampa nazionale che. rivolti ad un pubblico pil.t esteso. si riservano di informare sulla RM in particolari occasioni di rilevanza o in contesti più generali. Questa impressione è sostenuta dal confronto. temporale e tematico. dei contenuti presenti sulla st ampa quotidiana con quelli dei comunicati stampa veri e propri. quali emessi dall'ufficio SPI del Ministero della Difesa . come pure con quelli degli articoli pubblicati dal Bollertino Informazioni della Difesa.
10.5. l. COMUNICATI STAMPA DELLO SPI. CONTE UTI E FREOUE ZA EL TEMPO. La disponibilità delle notizte stampa fornite dallo SPI del Gabinetto del Ministro della Difesa copre un arco di anni superiore a quello degli articoli sulla stampa quotidiana. dal 1982 al 1989. Per numero di notizie, a prescindere dal contenuto. la frequenza è la seguente (Tav. 3): ~
anno
1982
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1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989*
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T o t.
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6.9 10.3 25.9
3 1.0
* proiezione sulle notizie disponibili relative al primo quadrimcstrc.
La prima impressione è quella eli un ·decollo· della numeros it~l
192
t.
delle notizie dopo il IY86. che nproduce il trend della numerosttà degli articoli sull a stampa. li confronto. infatti. produce la seguente tabella: Confronto numcrositil articoli/comunicati nel tempo anni
Com. SPI c,
1982 1983 191-W 1985 !986
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1989
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1987
" "alorc stimato sui primi sci mesi.
Considerando i contenuti. le tematiche sono state ripartite cercando. ove possibile. una omogeneità con l'analisi del contenuto operata sulla stampa. individuando i seguenti temi e corrispondente ricorrenza: Temi l. "~
3. 4. 5.
6.
orm e sul funzionamento interno Incontri con il Ministro c occasioni celebrative Risultati delle elezioni Discussioni c proposte sulle materie di competenza Informazione c divulgazione sulla Ri\·1 Varie -
( ( 82 /81)
.ì.X .flJ.O
7.6 2-L5 11.3
J.X
L'analisi dei temi trattati dallo SPI. considerati nel loro complesso. presenta due aspe tti interessa nti (Tav. ~): in primo luogo è innegabile una forte tendenza celebrativa dei comunicati stampa . con circa la metà delle ricorrenze riguardanti le attività pubbliche del Ministro; in secondo luogo. suddividendo le ricorrenze tem atiche anno per anno. si rivela una significativa evoluzione. grosso modo simile a quella rilevata più sopra per le 193
tematiche ricorrenti sulla stampa: i comunicati stampa divengono. a partire dal 1986 e con un crescendo negli anni "88 e ¡s9. anche veicolo di divulgazione delle tematichc concretamente dibattute all"interno della Rapprese ntanza stessa (a livello centrale) o durante gli incontri con il Ministro. assumendo dunque sempre piÚ la caratteristica di strumento di informazione e relazione con il pubb lico. Questo intento è confermato anche da alcuni dati singoli: per la prima volta nel 1988 vengono riportate in comunicato alcune lagnanze da parte del COCER. c nelranno successivo viene pubblicato per la prima volta un comunicato a richiesta del COCER. cosa che si ripete di lÏ a poco. Andamento dci temi negli anni (valori assoluti) TEMI
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Come si no ta. esiste una polarizzazione di tematiche. per cui i punti 4. e 5 .. relativi ad informazioni su lle tematiche discusse all"interno della RM e alle attività della Rappresen tanza come tale si presentano e resta no prevalenti negli ultimi anni. dal 1986 al 1989, mentre. come del resto è plausibile. le discussioni sul funzionamento interno, gli incontri con il Ministro e l'informazione sul le elezioni si situano in momenti particolari. oppure sono ricorrenti in quanto eve nti di routine. 195
10.5.2. LA PRESE ZA DELLA RAPPRESEi\TANZA ~IILITARE SUGLI ORGA l DI STAMPA MILITARE. Dati interessanti sono reperibili anche dalla considerazione di articoli e comunicati apparsi su organi di stampa ·interni·. su cui è stata operata un'indagine ad hoc. Nel 1984. a seguito di richieste e pressioni da parte del COCER. il Ministro della Difesa emana una direttiva (datata 2.5.1984 c trasmessa con lettera dello SMD n. 113/2/ O12312/2 17 datata 22.5.1984) con la quale dispone che gli Stati Maggiori ed i Comandi Generali attuino degli spazi. sulle riviste c sui bollenini da loro editi. nei quali siano riportate notizie concernenti l'attività e le deliberazioni della Rappresentanza Militare. I n realtà. fin dal 1981 il Bo llettino Informazioni della Difesa aveva. d'iniziativa. pubblicato noti;!ie redazionali sulla Rappresentanza. e così. più o meno. con le stesse modalità e la stessa frequenza continuerà a fare anche dopo il 1984 (vedi tabella seguente). Analoga iniziativa era stata presa da altri Comandi. e tra queste merita di essere citata quella del Comando Generale della Guardia di Finanza. che apre. nel 1980. una rubrica sulla rappresentanza nella rivista .. Il Finanziere .. e la trasforma nel 1981 in .. La Voce della Rappresentanza Militare ... realizzando con ciò una rubrica non più redazionale. ma gestita e firmata dalla sz. GdF del COCER. Le al tre forze armate danno. a seguito della direttiva del Ministro. disposizioni perchè rubriche apposite vengano aperte su lle pubblicazioni di forza armata- vcdasi ad esempio la risposta data dal CSMM alla delibera n. 4 del verbale 2() del COCER Marina datato 11.7.1984. ove comunica di avere·· ... disposto che idoneo spazio venga riservato su l Notiziario della Marina per periodici resoconti sui pri ncipali argomenti che codesto COCER avrà nel frattempo affrontato .. -: esse tuttavia. anche quando estese e dettagliate (la Rivista Militae. ad esempio. dedicherà ampi spazi a questa tcmatica. fino a pubblicare elci .. Quaderni ..
196
l
ad hoc). resteranno sempre rubriche rcdazionali . anche se . talvolta. riporteranno comunicati emessi dalla Rappresc nwnza. l membri del COCER sembrano avere invece un più diretto accesso ad una pubblicazione indipendente. il Giornale dei Militari, che era nato come organo di stampa del tentato sindacato autonomo del personale militare. il SINAM. La tabell a qui di segu ito considera la frequenza e il contenuto degli artico li sulla Rappresentanza apparsi sul Bollettino Informazioni della Difesa (periodo 198 1-1989). su un tasso di campionamento di 6 numeri in media su 12 per ogni anno. A
MATERIE
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l \IX l l 982 1983 19X-I 1985 1986 1987 1988 1989 T o t.
o tizie redaziona li su incontri. insediamenti. ecc. Discorsi prog.rammatici del Ministro o altre Autorità: diretti ve
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Informazioni sulla attività della RM
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Diballito sulla RM c sulle materie in discu!>sione Allivirù parlamentari sulla RM Totali anno
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Difficile. ed anche di scarso significato. la valutazione dell'andamento nel tempo delle tcmatiche. data la forte diluizione degli articoli e la loro comunque scarsa numerosità. Nel complesso va però notata la forte prevalenza registrata da notizie. per così dire. neutre, come gli incontri e gli insediamenti (il 3-+. 8 ~ del totale) . oppure relative a discorsi e direttive delle AutOrità (il 30.4 ~ ): minoritarie sono invece le notizie 'di contenuto informativo· sia inerenti l'attività della RM sia i dibattiti e le attività parlamentari aventi come oggetto la RM (il 34.8%complessivamente).
197
10.6. CONCLCS/0/\:f.
Come si nota dalla valutazione delle diverse fonti sopra ricordate. esistono alcune differenze nell'immagine che della Rappresentanza Militare viene data da parte dei vari organi di informazione. Dal confronto dell'intensità di apparizione di notizie sugli organi di stampa con quella dei comunicati da parte dello SPI. si vede la netta prevalenza del numero degli articoli rispetto ai comunicati. pur con una concomitanza nell'andamento della numerosità. visibile dalla Tav. 5. Una ulteriore differenza è anche riscontrabile nei contenuti: ricorrente nel tempo per le notizie sulla stampa quotidiana è la presenza di difficoltà o incomprensioni o divergenza di opinioni tra RM e organi di vertice. mentre nei comunicati SPI sono le notizie sugli incontri con il Ministro ad avere la maggiore frequenza. Altra forte differenza è la relativa monotematicità dei comunicati SPl nel corso degli anni. mentre gli articoli a stampa mostrano sempre una notevole varietà di terni. Solo il 1988 rivela per i comunicati SPI una compresenza di tutti i temi trattati nel corso del tempo, e in particolare vede aumentare notevolmente la voce .. competenze della RM" e comparire per la prima volta il tema della "diffusione di fatti oggetto dell'attività della RM··. Questo evidenzia che la stampa quotidiana si basa - e in realtà può basarsi - solo parzialmente sui comunicati dello SPI. fondandosi per il resto su altre fonti informative. I temi relativi all'immagine della Rappresentanza Militare nel le sue diverse sfaccettature. d"altra parte, sono esclusivamente reperibili negli articoli sui quotidiani: essi soltanto si pongono nella condizione di illustrarne l'identità in modo che il pubblico in generale. ma soprattutto la base. riceva messaggi sufficientemente identificanti da innescare e mantenere il sostegno interno e da aumentare la solidarietà colletiva. Tale funzione viene però spesso assolta con connotazioni di parte e con aspetti di incostanza nel tempo e di incompletezza di trattazione. La differenza della gamma di tematiche. trattate dalla stampa e apparse nelle notizie SPI sopra ri levata. sembra tuttavia arre198
nuarsi nel cor o del I V Mandato c nella prima metà del Su lla stessa linea dello SPI si muove la pubblicistica interna all'istituzione. ove pure appare, come s"è notato in precedenza. una prevalenza netta di notizie su insediamenti e incontri. oppure resoconti di discorsi del Ministro o altre autorità . I n complesso. si nota una forte limitazione informativa. evidenziata da l campione ricava to da l Bollettino In formazioni della Difesa. che spicca a confronto con la forte numerosità assoluta. c con un andamento complessivamente in costante progressione. delle notizie fornite dalla stampa quotidiana sulla Rappresentanza Militare.
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CAPITOLO l1 l POLITICI E LA RAPPRESENTA ZA
II LITARE
La creazione dell'istituto della Rappresentanza i\lilitare nella particolare configurazione che esso ha nel nostro paese. è opera del mondo po litico ita l iano il quale. nel recepire le spinte alla sindacal izzazione de l persona le di carriera. ha voluto una forma di rapprese ntanza interna alla istituzione militare (vedi Cap. di egnando qualcosa di completamente diver o rispetto alle precedenti e contemporanee esperienze europee {\'Cdi Cap. 2). Ci è sembrato quindi significativo esaminare quali sono stati l'intercs e c l'attività dci partiti- cioè dci luoghi ovc si formano e si mediano le volontìl politiche - in questo settore. dopo l'approvazione della legge ~H2/ 1978. Una prima ricerca è stata compiuta sulle pubblicazioni. per vedere quali studi. seminari. convegni fossero stati organizzati o patrocinati dalla parte politica nel decennio di vita dell'istituto rappresentativo. Poichè la ricerca è stata senza esito. e ne lla considerazione che ciò poteva dipendere . ia da una nostra carenza di indagine. sia dalla sca rsa pubblicità che '>pcsso 'iene data agli atti dci comcgni. '>i è pensato di interpellare direttamente le segreterie dci parti ti rapprcsemati in Parlamento. impostando una lettera. nel la quale si chiedeva: l. se l'organizzazione de l partito prevedeva un centro studi per le problematichc militari. 2. se il partito aveva. in qualunque modo c qualunque forma. effettuato convegni o c;tudi sulla Rappresentanza Militare. ~- . c il partito aveva. nei dieci anni di vita della rappresentanza. pre entato. in . cdc parlamenrare. proposte di modifica alla legge 38~11978 o al RARi\tl. Su Il segreterie interpellate una ~ola ha ri posto. per dire che le problematichc attinenti al le forze armate venivano trattate da un "D ipa rt imento Problemi dello Stato ... ma che. si no a quel momento (aprile ll)~l)) nc~sun conveg.no o studio era stato
-n.
205
effettuato sulla Rappresentanza Militare. Abbiamo allora tentato di coinvolgere personalmente alcune figure emergenti tra i parlamentari direttamente investiti dei problemi delle Forze Armate e. scegliendo tra i componenti delle Comm issioni Difesa delle due camere. abbiamo inoltrato una seconda lettera. dello stesso tenore. ad un parlamentare per ciscun partito. Questa seconda indagine ha prodotto la risposta degli esponenti di due partiti. su Il: le risposte lllttavia non evidenziavano tudi o ricerche interne. bensì soltanto ani parlamenari in cui quel tal partito era stato in qualche modo partecipe. La constatazione che dunque non embrava esserci stata alcuna attività interna dei singoli partiti. ma solo quella condotta in ambito parlamentare. ha ristretto la nostra indagine sul coinvolgimento del mondo politico nella attuazione della R appresentanza Militare alla ana lisi degli atti parlamentari. Un a prima ricerca è stata condotta sugli atti di sindacato ispettivo delle due camere: essa si è incentrata sul biennio 1987-89. perchè soltanto dal giugno 1987 gli atti parlamentan risultavano inseriti in memoria nel Centro eli calcolo del Parlamento ed era impensabile. nel tempo a disposizione. effettuare una ricerca manuale. Nel periodo indicato. 21 mesi in totale (giugno 1987 - aprile 1989). ono stati individuati :23 atti di sindacato ispettivo sulla Rappresentanza Militare. IO da parte del Senato e 13 da parte della Camera dei Deputati. La suddivisione percentuale secondo il tipo di atto registra il 70 ~ di interrogazioni (equamente suddivise tra interrogazioni a risposta scritta e a rispo~ta orale). il 21 c r di ordini del giorno ed il 9C:r di interpellanze. l presentatori appartengono per il 70 <'r al PCI. per il 17 ~r a OP. per il lJC., al PSL per il ~ cr alla DC. Una suddivi ione per materia vede in testa il sindacato sulla applicazione della normativa sulla rappresentanza. con il ~Hcr delle ricorrenze. seguita. con una medesima percentuale del U lh . dai rapporti con i mezzi di informazione. dalla contrattazione sul trattamento economico. dai problemi relativi alla
206
l
rappresentanza degli Agenti di custodia: compaiono infine i rapporti tra rappresentanza ed enti locali. le modifiche normativc dell"istituto. il problema degli alloggi. tutti con una mede ima percentuale del 4%- . Una seconda indagine è stata condotta sulla normativa di interesse militare prodotta dal Parlamento c dal Governo nei dieci anni di vita della Rappresentanza Militare. Il periodo considerato va dalragosto 1980 al maggio 19X9: la normativa presa in esame comprende leggi. decreti legge. decreti presidenziali. decreti ministeriali. Su ~IO atti normativi di interesse militare prodotti nel periodo in esame. 59 possono essere considerati attinenti alle materie di competenza della Rappresentanza ed altri IO riguardano il funzionamento o la struttu ra della Rappresentanza stessa. Una suddivisione per materia vede le seguenti ricorrenze: Materia Status giuridico Tratt. economico Normativa sulla Rm Tutela morale c giuridica Tratl. previdenziale Assist. san itaria
Percentuale 38 38 14 6 J l
Può essere interessante notare come il Joc;. circa di tale normativa riguardi soltanto i Corpi armati con funzioni di polizia (compresi gli Agenti di Custodia). Ancora. su un piano di interesse politico. sembra valga la pena di citare che una ri oluzione del Parlamento Europeo (approvata il 1.~.4.1984: vedi atti Camera dei Deputati. Doc. XII. n. 38. 1984) e che invitava "tutti gli Stati membri della Comunità europea ad accordare in periodi di pace ai loro militari il diritto di fondare associazioni professionali per la salvaguardia dei loro interessi sociali. di aderirvi e di svolgervi un ruolo attivo .. non sembra avere avuto alcun riscontro nella elaborazione normativa o nel dibattito politico italiano.
CAPITO LO 12 CONTENZIOSO TRA COCER E AMMINISTRAZIONE DELLA DIFESA
Gli argomenti oggetto di controversia tra !"organo centrale della rappresentanza militare e il Capo di Stato Maggiore della Difesa o il Ministro (entrambi ricompresi ne lla dizione .. Amministrazione della Difesa'·), nei dieci anni di esercizio della rappresentanza esaminati in questo studio. sono stati diversi c sarebbe lungo c probabilmente nemmeno molto utile esaminarli lUtti. Qui perciò ci si limiterà a trattare il co ntenzioso che ha riguardato specificamente il nostro tema di ricerca c cioè il funzionamento c la normativa sulla rappresentanza militare. La trattazione è divisa in due parti: nella prima verranno esaminate soltanto quelle controversie che hanno dato luogo ad un contenzioso giuridico vero c proprio. sia stato esso sotto forma di ricorso alla giustizia amministrativa o anche so ltanto eli richiesta ad essa di parere. Nella seconda verrà fatto cenno ad una serie di rcmatiche sulle quali si so no sviluppate altrettante controversie tra COCER ed Amministrazione della Difesa.
12.1. IL CONTENZIOSO GIURIDICO Il primo confronto tra il COCER e !"Amministrazione della Difesa si è sviluppato a partire dal 1983 ed ha riguardato la adozione del regolamento interno per la organizzazione ed il funzionamento della rappresentanza militare. Tale regolamento. il RIRM. doveva. a mente del 3° com ma art. 20 della legge .182/ 1978. essere adottato dal COCER ed emanato successivamente dal Ministro con proprio decreto. Jl Ministro della Difesa 208
l
interpretò la norma come l'esercizio di un indacato di legittimità. e for ·anche di merito. sul testo approvato dall'organo di rappresentanza. e così. quando. atrinizio del 1983. ricevette- per la . econda volta: un primo tentativo era stato fatto dal Con iglio del 1° mandato - il testo del RIRM approvato dal COCER. apportò ad esso una serie sostanziale e piuuosto estesa di modifiche (esse riguardavano 15 articoli su 33). Il COCER contestò l 'esercizio di un tale tipo di sindacato e. per dirimere la controversia, il Ministro richiese. in data 28 Aprile 1983. un parere al Consiglio di Stato. ponendo i seguenti quesiti: t. l'art. 20 della legge 382{1978 consente un sindacato di legittimità sul RIRM da parte del Ministro? ~. in caso affermativo. le modifiche che la Amministrazione della Difesa ha apportato al testo. sono corrette? 3. in caso affermativo. può il Ministro emanare il RlRM così modificato senza rinviarlo al COCER per ulteriore approvazione? La III Sezione del Consiglio eli Stato espresse il proprio pensiero affermando (parere n. 539/83 in data 1-+ Giugno 1983): l. non si poteva ritenere che il legislatore avesse voluto conferire al Ministro un sindacato di lcgittimitil o di merito sul RJ RM: solo quando~ se il COCER fos c uscito dai limiti di competenza propri di un regolamento interno. il Ministro poteva ese rcitare un sindacato di legittimità: ~. tale caso non sembrava ricorrere nella totalit~l degli articoli emendati dalla Amministrazione della Difesa: in ogni caso. i rilievi in tal senso dovevano dal Ministero essere inviati al COCER perchè ne tenesse conto: 3. il Ministro non poteva emanare un testo di regolamento interno diverso da quello adottato dal COCER. Anche il Parlamento si espresse. succes ivamentc (risoluzione del ~6 gennaio 1984). nello stesso sen o. invitando il Ministro ad emanare il RIRM nel testo predisposto dal COCER. Ma l'Amministrazione della Difesa non concordava con quella parte. non trascurabile. dell'articolato clhe tendeva acl attribuire al COCER maggiori spazi di azione di quelli che gli erano stati
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concessi dal RARM. Tali spazi riguardavano. in particolare. tematiche che compaiono più volte come oggetto di contenzioso. quali la presidenza dei consigli dei delegati. la diffusione delle delibere a mezzo stampa. la rilevanza esterna della Rappresentanza Militare. Per questa opposizione della Amm inistrazione il Consiglio di Stato venne attivato una seconda volta dal Ministro (richiesta di parere delr8 Agosto l 984) con la trasmissione dello schema di regolamento approvato dal COCER. accompagnato da una relazione che sindacava gli a rticoli imputati di uscire dai limiti propri ad un regolamento interno. secondo la linea indicata dallo stesso Consiglio di Stato nella sua precedente risoluzione. Questa volta (parere n. 1504/84. de ll ' I l Dicembre 1984) il massimo organo di giustizia amm inistrativa dello Stato concordò con le osservazioni avanzate dalla Amministrazione su diversi artico li ( 12 per l'esattezza) ed il testo ve nne, da ll a stessa. rinviato al COCER per essere emendato. La app rovazione della versione definitiva del RIRM da parte del COCE R avvenne in data 6 Giugno 1985 e la emanazione con D.M. 9 Ottobre 1985.
* * * Il secondo caso di contenzioso si è verificato nel 1987 ed ha riguardato una diversa interpretazione dell'art. 14 del RARM, ove esso stabilisce che .. il delegato più anziano di ciascun organo di rapp resentanza assume l'incarico di presidente". La Amministrazione delle Difesa infatti, equipa rando l'esercizio della carica d i presidente all'esercizio di una funzione di comando, riteneva doversi applicare, a parità di grado. la norma che affida la funzione all ' ufficiale in spe , a prescindere dalla sua a nzianità di grado . li caso concreto si è verificato quando al vertice della sezione aeronautica del COCER si sono trovati due maggiori ed il COCER -AM (fondandosi su una precedente delibe ra di principio emessa dal COCER in assemblea plenaria il26 Giugno 1987) ha deciso di nominare proprio presidente, tra i due. l'ufficiale di complemento, perchè più a nziano nel grado
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(delibera del 9 Lugho 19~7). La nsposta della Amministrazione i concretizzò nell'immediato annullamento della nomina da parte del Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica. e nel contemporaneo annu llamen to. da parre del Capo di Stato Maggiore della Difesa. della delibera 26 Giugno 19~7 del COCER (lettera del 17 Luglio 1987). La q uestione sollevò alcune interrogazioni parlamentari (Camera. n. -1-/00285. presentata dall'on. Gasparotto. PCI. il 16 Luglio 1987: Camera. n. 4/02689. presentata dall'an. Ronchi. OP. il 16 Novembre 1987) ed articoli di stampa ( Paese Se ra. 25 Luglio 1987: li Messaggero. 17 Novembe 1987: Il Giornale. 17 Novembre 1987: Il Giornale dei Militari. 20 Nove mbre 1987). Il COCER-AM decise allora di inoltrare un ricorso al TAR Lazio. il quale. ravvisando evidentemente un ··fumus boni iuris.. nel ricorso. accolse subito la domanda di sospensione del provvedimento impugnato. avanzata in via incidentale dai ricorrenti (ordinanza n. 1306 del 16 Novembre 1987). Il procedimento. per ciò che concerne la decisione sul merito. risultava ancora pendente al 31.12.1989. Esso appariva tuttavia superato nei fatti. non soltanto per la conclusione del IV Mandato. ma anche perchè. prima della fine dello stesso. il maggiore in spe aveva maturato una anzianità superiore a quella del concorrente. Tu ttavia l'intervento della giustizia amministrativa non sembra avere risolto il problema di fondo. che veneva in rea ltà sul de iderio del COCER che presidenza e egreteria dell'organo fossero rese elettive (desiderio evidenziato fin da primi mandati e !,OStenuto anche con interventi parlamentari: vedasi. ad esempio la Mozione n. 1-0013 L presentata da un gru ppo di parlamentari del PDUP nel 1981) e su lla contestuale opposizione della gerarchia a tale richiesta. Le due posizioni infatti si ripresentano immutate du rante la indagine conoscitiva !,UI funzionamento dell'istituto della rappresentanza militare iniziata dalla Camera dei Deputati nel 1988. ove il COCER ripropone la opportunità della elettivit~l degli incarichi ed il Capo di SMD parla eli "richiesta mai cond ivisa dal Ministero della Difesa in quanto 211
contraslante con i principi basilari dell'ordinamento militare. cui gli o rgan i di rappresentanza appa rtengono ...
Una terza occasione di confronto tra COCE R ed Amministrazione della Di fesa è data dalla diversa interpretazione da parte dei due organismi del divieto. sancito all'a rt. 37 de l R ARM. di d ivulgare il conte nuto delle del ibe re del Co nsigl io . La controversia esp lose ne l 1987. quando il COCER decise (de libe ra del 3 Aprile 1987) di consegnare un comu nicato stampa agli organi eli pubblica informazione. Immediato il richiamo del Capo di SMD (lettera del 6 Aprile tesso anno). che tuttavia sembrò venire ignorato dal Consiglio. il qua k il () Aprile successivo. dava m a nda to a l pro prio Comitato di Preside nza di e mettere un altro comunicato sta mpa e. il 6 Maggio. in viava a l Capo di SMD un docume nto a sostegno de lla propria faco ltà di rilasciare com un icati sull"attività svolta. Poichè la controversia si era spostata sul terreno della interpretazione norma tl\a. la Ammin i trazione della Difesa avanzò a questo punto (27 Maggio 1987) un quesito a l Consiglio di Stato. rivolto a conoscere se . in base alla normativa vigente . fosse o meno inib ita agli organi di rapprese nta nza la au tonoma divul~wzione di comunicati stampa. Occorre osservare che il Consiglio di Stato si era in effetti già espresso. sia pure implicitamente. in proposito. quando. nella con troversia su lla emanazione del RIRM . aveva richiesto la soppressione della parte di un articolo (a rt. 20) che parlava delle mod a lità di e manazione di comun icati stampa da parte del COCE R (pa re re n . 1504/84 già cita to). E. infatti , la lil Sezio ne del Consigl io di Stato. con pa re re n. 833/87 del 14 Luglio 1987. confermò il divieto già espresso. La rilevanza del problema tuttavia. evidenziata a nche attraver o a rticoli di stampa (Paese Se ra. 28.1. 1985: ibidem -l.6.1988: ibide m 4. 10.1988) ed inte rventi parlamentari (Camera, Mozione n . 1/001 30. presenta ta da un gruppo di depu ta ti PCl , Maggio 198 1: Ca me ra . inte rrogazione 3/0 1502. presentata da Franco 212
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Russo. OP. il 17 Febbraio 1989) ha poi indotto il Ministro dell"epoca (on. Zanone) ad autorizzare la emissione di comuniIl stampa da parte del COCER. dopo approvaziOne da parte degli organi responsabili della Amministra7ione (lettera del Gabinetto del Ministro del 16 Febbraio 19~9). A tale concessione ha fatto seguito un tentativo di riconoscimento normativo che merita di essere raccontato per la singolaritù del suo svolge rsi. I l tentativo partì con la stesura. da parte del Ministro in carica (on. Martinazzoli. succeduto all"on. Zanone). di uno ~chema di decreto presidenziale che. modificando rart. ~5 del DPR l~ Luglio 1986 n. 5~5 e rart. 37 del RARM. rendeva legittima la emissione di comunicati stampa da parte degli organi di rappresentanza. Su di esso si pronunciò. il21.9.1989. il Consiglio Superiore delle Forze Armate. rendendo noto al Ministro (lettera 1050!796 del 22.9.19~9) che .. A conclusione di un·ampia ed articolata disamina. il Consigl io ha espresso a larga maggioranza parere contrario alla prosecuzione delritcr legislativo del D.P.R. in esame nella sua attuale stesura ... Ciò nonostante il Ministro inoltrava. in data 21.11.1989 (lettera n. 6525 1 D.Vlll.l5). lo schema di decreto al Parlamento. per il parere delle Commission i Difesa. previsto dalla legge (an. 5 c 20 della legge 382/78). L"argomcnto venne trattato dapprima alla Commissione Difesa del Senato. ove il rclatore di maggioranza. scn. (appuzzo. nella seduta del 12. 12. 19~9. parlò contro il provvedimento. chiese un approfondimento dei contenuti cd una audizione dei tre capi di stato maggiore di forza armatél. Il Sottosegretario De Carolis. presente per il tvlini~tro ... considerata la particolarità di una situazione che fa riscontrare roriemamento contrario del relatore su un provvedimento prc.,entato dal Ministro della difesa .. :·. ritenne opportuno optare per una pausa di riflessione. Alla seduta succes i'a. il 19 . 12.1l)~9. il Ministro partecipò di persona cd esordì o tenendo la validità del provvedimento presentato: tuttavia. dopo le repliche di alcuni se natori che si pronunciarono ancora in senso contrario. dichiarò di ··accogliere l"invito del re latore·· c di ritirare il documento in esame. ··riservandosi di va lutare se ripresenrarlo in sqwito··.
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12.2. LE ALTRE TEMATJCHE CONTROVERSE L"oggetto del contendere che salta agli occhi per primo. non tanto sotto un aspetto temporale. quanto per la sua indubbta influenza su tutti i successivi modi di essere e di agire dell"organo centrale della rappresentanza militare. è la sua collocazione nell'ambito della istituzione militare e. di conseguenza. la ~ua rilevanza esterna. Vi è qui una posizione molto netta e decisa del vertice militare, il quale ritiene che il COCER po~sa collocar~i so ltanto nel l'ambito dello Stato Maggiore della Difesa (lettera 113/2/011306/217 datata 23.4.19~7 del Capo di SMD). che es. o ··sia stato istituito come organismo interno e ... che la ~ttuazione in atto non debba essere modificata··. (Audizione del Capo di SMD da parte della comm issione Difesa della Camera il 27. 7. 1988). Più sfumata appa re la posizione del Ministro della Difesa. il quale pur osservando che il COCER non può far parte organicamente dello SMD (incontro con il COCER del 17.12.1987), ritiene che una rilevanza esterna pos~a essergli riconosciuta ma limitatamente alla possibilità di adire il Ministro e le com missioni parlamentari (lettera 1/53277/'2.6.31/77 datata 31.10.1987 del Ministro). Opposta la visione del COCER. espressa in più occasioni. ma particolarmente nella lettera 106/CO.CE.R./ 0301 datata 3.10.1987 ed indirizzata sia al Ministro che al Capo di SMD, ove si afferma che ··resserc il COCER parte del sistema di rappresentanza quale istituto dell'ordinamento militare. non ne comporta ... la collocazione nell'ambito dello Stato Maggiore della Difesa ... ··: infatti ··il COCER è rappresentativo di tutti i militari. inclusi i membri dell'area tecnico-amministrativa e dell"area degli uffici cemrali. nonchè dello stesso Gabinetto del Ministro. strutture esterne all'area tecnico operativa facente capo al Capo di SMD. Per l'insieme di quanto sopra questo Organo si colloca ... a late re rispetto a tutti gli insiemi sopra richiamati. espletando funzioni di rappresentanza anche a favore dei militari ad essi preposti". Conseguenza della divergenza di opinioni sulla collocazione del 21-+
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COCER (sulla quale si registrano anche interrogazioni parlamentari: on. Pollice.D P, Senato 4/0 183-J. in data 29.6.1t)HH) è anche la controversia su chi debba essere il suo interlocutore naturale. Per l'organo centrale della rappresentanza non vi è dubbio che esso debba esssere il Ministro (della Difesa o delle Finanze. secondo i casi ): per valutare questo aspetto infatti. secondo il Consigl io ... norma primaria è quella contenuta nell'art. 9 della legge 382/78 .... là dove è individuata nel Ministro della D ife a l'autorità cui sono comunicati pareri. proposte. richieste formulati dall'Organo .. (lettera 106/CO .CE.R. /030 l datata 3.10.1987). I l contenzioso non resta qui su un piano di dibattito normativa. ma si sposta sul terreno dei fatti. con il COCER che delibera di inoltrare le proprie conclusioni direttamente al Ministro (Del. n. 2 del 25.6.1987) ed il Capo di SMD che dichiara senza effetto la suddetta delibera (lettera 113/2/2689/217 datata 17.7.1987). I l vertice militare appare infatti sin dai primi anni su posizioni contrarie: scrive il Capo di SMD nel 1983 (incontro con il COCER del 16.2.1983) ..è istituzionale che il risultato di tale attività propositiva faccia capo agli organi di comando ... mentre il vertice politico può essere adito solo in seconda istanza. Immutate le posizioni quattro anni dopo. così come appaiono espres e dal Capo di SMD dell'epoca che afferma: .. l'interlocutore naturale del Consiglio è il Capo di SMD al quale devono essere presentate le conclusioni cui perviene l'organo di rappre-
sentanza" (lettera 113/2/0 11306/2 17 darara23.4.1987). Più morbide anche su questo tema le po izioni del Ministro. il quale. pur concordando con il Capo di SMD per la interpretazione normativa. ~tabilisce che le conclusioni del COCER vengano anche inviate per conoscenza al ministro competente (lettera l/9864/2.6.31/88 datata 26.2.1988). e intensifica il ritmo degli incontri diretti. portandoli ad una frequenza bimestrale (lettera L/07315/2.6.31/89 del 14.2. 1989). Tuttavia gli incontri con quello che i~ COCER considera il suo .. interlocutore naturale .. non sembrano sortire gli effetti voluti , visto che in sede di audizione presso la Commissione Difesa della Camera ( 12.5.1988). il 215
r appresentante del Consiglio dichiara che gli inco ntri con il capo del dicastero sono rido tti a ··mera formalità··. perchè i l M inistro rim ane .. avviluppato . nella sua azione politica . dal rapporto con la ge rarchia istituzionale. che ha fatto preva lere i l prop rio pensier o ... V i è controversia anche sui pote ri de l COCER . D opo che una risoluzio ne pa rlamentare (Camera n. 6-00097 . de l I~ . I.IYX~) aveva invitato il Ministro a consultare ··il COCE R sui principali schemi di legge e provvedimenti nelle materie di competenza ·· . il Co nsiglio manifestò la sua de lusione affe rm ando. ge nericamente di se ntirsi spesso scava lcato dal Ministro e dal Parl amento . con par tico lari riferimenti ad alcuni ca i concreti quali rino ltro alla Commissione Di fesa de l Se nato eli un o schema eli D .M. concernente le procedure ed i punteggi pe r r ava nzamento a sce lta degli ufficiali se nza parere dell"o rga no di rapprese ntanza (citato nel resoconto de ll"incontro con il Ministro del 17.1 2. 1987) : o , ancora . la necessità. da pa rte de l CO CE R . di richiede re esplicitamente per esame testi normativi già avviati lungo l"iter eli approvazione (ad es . ri chiesta del testo di un D.L. predisposto sul trattamento economico del perso nale - te legramma del l0.3.1987 -: richiesta del progetto aggiornato della ··legge q uadro .. - incontro con i l Ministro del 23 . ~ . 1988) . Questo senso di esclusione in alcune trat tative sulle materie di interesse trova anche espressio ne nel dibattito parlamentare (vedasi. ad esempio , seduta della Camera del 2:2 .1.1 982 . in te rvenw dell'on. B ar acetti ). Di fatto l'orga no centrale della rapprese ntanza comincia. a partire dalla metà degli anni '80. a chiedere con sempe maggiore insistenza la attri buzione di un ruolo negoziale (vedasi . ad esempio, quanto ripetutamente affermato da pi ù el i un de legato. in occasione delle audizioni presso la Ca mera del 12.5. 1988 e de l 1. 6.1 988) . sostenendo questa richiesta anche co n interrogazioni pa rlamentari (O .d. G. Se nato n. 0/047 1. datato 1-L 10.1 987. Pecchioli e altri. PC I: O. d .G. Ca mera n . 0/3 197 . datato 19 .1 0. 1988, Palmieri e altri. PCI ). Contraria la ge rarchia che. nell 'audizione del Capo eli SMD alla Camera del 25. 1. 19H9 . 2 16
e prime il timore che l"attribuzione del ruolo nego7mlc porti la rappresentanza militare a perseguire .. i propri !>copi con tutti i mezzi necessari ricorrendo. eventualmente. all"opinione pubblica o ai partiti politici. D a ciò deriverebbe un'altra conseguenza che deve essere presa in esame in quanto in base alla normativa vigente le forze mmate devono rimanere apartitiche··. La citazione. a campione. di un cerro numero di tematiche controverse. sembra delineare una contlittualità di fondo tra vertice militare e organo centrale della rappresentanza. e ciò malgrado l'affermazione di un Capo di SMD dci primi anni di esperienza della rappresentanza. che ··la catena gerarchica non è e non può c sere considerata come controparte: se proprio si volesse cercarne una. questa non potrebbe essere che Go,erno c Pa rlamento" (incontro Capo di SMD- COCER del 16.2.19~3). Una indagine. anche qui per campione. dci rapporti COCER gerarchia conferma questa impressione. Da parte della rappresentanza le denunce più precise appaiono nella .. relazione sullo stato della rappresentanza militare .. presentata dal COCER in ede di audizione presso la Camera dei Deputati. il 12.5.198H c nei successivi interventi dei delegati. In essi si legge: .. a dieci anni dali"entrata in vigore della legge ... il COCER !>i \Cdc costretto ad adire il Parlamento per denunciare le pesanti ostruzioni messe in atto dalle burocrazie militari, allo scopo di bloccare lo sviluppo democratico e l'inserimento sociale di militari nel tessuto vivo del paese ..... Le proposte della rapprc entanza militare trovano ancora scarso ascolto o addirittura oppo izionc attiva c/o passiva da parte della struttura gerarchica militare. dal minimo al massimo livello .....I vertici militari si ono sempre opposti al processo di democratizzazione ... abbiamo subito atti autoritari che possono essere visti come il tentativo di trasformare gli istituti della rappresentanza in organi che ricevono ordini dal comando". E ancora nella successiva audizione del 2-L 1.1989. !>i parla di incontri tra delegati del COCER c rappresentanti dello SM D , dai quali .. non è scaturito quell'esito positivo che si augurava ed attendeva. pcrchè COCER e SMD continuano a dare interpretazioni diverse alle regole".
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D a parte de ll a ge ra rchia militare già ne l 1983 il Capo di SMD lame nta .. il co ntinuo e ta lvolta esaspe ra nte richi amo a lla no m1ativa cui si è dovuto ricorrere . a fro nte de lle spinte centrifughe. te nde nti a d o tte nere ciò che la legge no n consente. ma nt fest~tesi ne llo svolgime nto de ll'a ttività pro positiva e co nsultiva .. (i ncontro co n il COC ER de l 16.2.1 983) . Più in esteso il Capo di S MD in ca rica. ne lla a ud iz io ne presso la Ca me ra de i D eputa ti del '27.7.1 988. pa rla d i .. fo rte contrap posizio ne tra i punti di vista de lla ge ra rc hi a e de lla rap prese nta nza ... de nunc ia un a .. insoffere nza degli o rga ni d i rapprese nta nza a d iscute re con le autori tà mili ta ri e , soprattutto. con g li o rga ni d i staff'. accusa la ra pp rese nta nza d i un .. eccess ivo assem blea rismo . o ltre al massima lismo ed a lla ideologizzazio ne de i prob le mi. che si tram utano ne ll'incapacità d i com pre ndere i punti d i vista de lla ge ra rchia ... ·· ed a ncora de nuncia .. l'esaspe ra ta conflittua lità e le tende nz iose esaJ!e razio ni c he traspa iono da a lcuni d ocume nti (C) ind icano . ino ltre, lo sforzo d i oggettivare una de te rmina ta immagine della controparte" . S ulla impostazio ne gene ra le infine dell'azio ne elci delegati, il Capo di SMD afferma che .. la no n accettazio ne dei limiti e de i vincoli imposti da lla legge a ll'esercizio de i diritti individua li , co n una oscillazione incoe rente fra il considerarsi co muni citta dini e d il prete ndere un a specificità de lla propria co ndizio ne di militari. a seconda de lle o ppo rtunità . rapprese nta una inco erenza el i impostazio ne ··. Valutazio ni confe rma te l'a nno successivo (a udizio ne del 25 .1.1 989 ) con affe rm azio ni come : .. Pe r qua nto rigua rda le eve ntua li contrapposizio ni tra la gera rchia e la ra ppresentanza . devo dire che esse sussisto no tu tto ra. e pe rsona lme nte no n sono stato in grad o d i risa na rle . no nosta nte mi stia muove ndo in tal senso da a lme no otto mesi... E. a ncora .. E c iò mi ind uce a pe nsa re che la contrapposizio ne sia a nc he vo lu ta. no n solo inevitabile a ca usa d i idee d ive rse . proprio pe r sminuire la fu nz io ne de lla rappresenta nza . no n più intesa co me colla bora to re. ma come un'e ntità estra nea . la q uale fo rmula pro poste comp le ta me nte ind ipe nde nti rispetto a q uelle ava nzate da ll'a mminst razio ne ·· . T a le con flittua lità. oggetto a nche d i nume rosi inte rventi parla2 18
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mentari (Came ra, Mozione n. 1/00130 del 3.5. lYH l: Camera. interrogazione n. 5/00'277 del 12.11.1987: ibidem n. 3/00858 del 20.6. 1988; ibidem n. 2/00492 del 9.2.1989: ibidem n. 3/01~79. stessa data; ibidem n. 2/00496 del 13.2.1981}: ibidem n. 3/01502 del27.2.1989) sembra in crescita nel più recente periodo. come si può rilevare sia dalle dichiarazioni dello stesso Capo di SMD (audizione del25.1.1989 citata), sia da altri fatti concreti. quali la dura presa di posizione del COCER-CC con il documento inviato il 2.2.1989 a l Ministro, la successiva denuncia dcll'intiera ezione. il successivo 8 febbraio. alla procura militare della Repubblica da parte del Comandante Generale dell'Arma. Nello stesso senso sembra si debba leggere un recentissimo episodio. quando. di fronte ad una protesta. che è apparsa spontanea. della base degli ufficiali e dci sonufficiali per il rinnovo del contratto di lavoro (primi di marzo 1990). il Capo di Stato Maggiore (dell'esercito. ma già designato per la Difesa). ha preso. in un discorso pubblico (Napo li , 5 marzo), decisamente le parti dei protestatari. mentre il COCER si è. anch'esso pubblicamente. d issociato dalla manifestazione di protesta. Sembra qui esse rsi verificata dunque a ncora un a contrapposizione tra ge rarchia e rappresen tanza. ma questa volta a parti rovesciate.
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CAPITOLO 13 SONDAGG IO D I OPINIONE SULLA RAPPRESENTANZA MILI T A RE
13.1.1. L·u !VERSO l DAGATO ED IL CAMPIONI:.. L"univcrso indagato dalla presente ricerca è costituito dal personale militare di ogni grado. categoria e posizione di ~tatus delle tre forze am1ate. Non è ricomprcso il personale militare face nte parte dei corpi con funz ioni di polizia. c cioè Carabinieri e Guardia di Finanza. La esclusione è stata \Oiuta dalla committenza in ragione dei tempi tecnici. che si sarebbero sensibilmente allungati. La esclusione è stata accettata dal gruppo di ricerca. nel la consapevo lezza - emersa d "altronde anche in altri settori della prese n te ricerca - che le tre forze armate costituiscono un universo sufficientemente omogeneo per meritare e richiedere una ricerca a se stante . mentre il personale appartenente alle forze di polizia presenta un insieme di peculiarità ed esigenze che richiedono una indagine. almeno in parte. autonoma: ciò non toglie che il gruppo di ricerca auspichi che anche q uesta ulte riore indagin e possa esse re pianificata cd effettuata. in un tempo successivo. A vendo a che fare con una popolazione piuttosto disomogenea rispetto alla sua partizione in categorie significative per la ricerca ( le categorie in cui è stato sudd iviso da l RA R M il persona le ai fini della Rappresentanza Militare). si è optato per un campionamento stratificato non proporzionale tra le categorie. ma proprorzionale per forza armata all" interno di ciascuna di esse. Te nendo conto delle procedure soli tame nte impiegate. si è determinata la numerosità del cam p ione sulla base dei sq!Ucnti 220
t
para me tri: p robabilità 0,5; inte rva llo d i confidenza del Y5 ' r : p recisio n e ± 5% . Si è così ve ri fica to che la nume rosità da attribuire a c iascun a categori a e ra infe riore a lle -HlO unit~1 : eli consegu e nza si è rite nuto d i puntare su un a a m p iezza cam p io naria d i 400 unità per ciascuna de lle 5 ca tegorie in cui è suddiviso il perso na le. Il ca m p io ne o ttima le è risultato così di 2000 unità . a fro nte di un unive rso di 330.605 unità . Pro ble mi d i costi, di te mpi e di nume rosità de l campio ne d e te rminato, ha nno fa tto opta re per una som m inistrazio ne del q uestio na rio a mezzo posta: ciò a nc he sulla base della conside razio ne ch e c i si rivolgeva ad un a popolazio ne s ufficie n teme nte in forma ta s ulla te m a tica ogge tto d e l sondaggio . T e nuto conto d e i norma li tassi di risposta . si è deciso il raddo ppio d e l numero de i questio na ri d a inv ia re rispetto a lla nume rosità del campio ne rite nuto o ttim a le. ovvia me n te rispettando la ripa rtizione pe r categorie. Trattandosi di un cam p io ne strati ficato . !"est razio ne è stata effettua ta, d a i tre Stati M aggiori. categoria pe r ca tegoria e pe r forza a rma ta . attingendo agli elenchi de l persona le immessi in m e moria n e i ris pe ttivi ce ntri d i elaborazione d at i. sulla base d i un a seque nza di nume ri casua li. fo rn ita da l gruppo d i ricerca. Son o sta ti così invia ti 3992 q uestio na ri. ri pa rtiti come ne ll a ta be lla A 2 a llegata : di essi 2971 (pa ri a l 74% ) sono rie ntrati e ntro la d a ta limite fissata. Tra q uesti. n. 698 sono sta ti restituiti in b ia nco d a i Com a ndi , in q ua nto no n consegna ti agli inte ressati pe r i m o tiv i d i c ui a lla tabe lla B a llegata. D e i 2283 q uestio na ri restituiti d a i destina ta ri . 108 sono risulta ti no n utilizzabili perchè no n co m p ilati ( 105) o com p il ati in modo de l tutto im p roprio (3). Il campio ne utile a i fini d e l sondaggio è risultato q uind i d i 2 175 unità : num e rosità co mplessiva s upe rio re a q ue lla d eside ra ta per un campio ne o ttima le. Di versa è la va lu tazione se si esami na il tasso d i rispo nde nza pe r categori a e pe r forza a rma ta : scorre ndo la tabe lla A 2 a llega ta infa tti si rileva che il tasso el i risposta de lla ca t. C (vo lo nta ri) è sensibilme nte infe rio re a lla numerosità de l cam p io ne d eside ra ta . Tuttavia . co nside ra ndo sia la la r!!hezza con
la qua le era sta ta de te nninata la nume rosità o tt imale de l campio ne pa rticola nne nte per le ca t. C e D (vedasi T ab . A l). sia la na tura de l pe rsona le de lla categoria C pe r le tre fo rze a rmatestatus tra ns itorio per molti: assa i dive rso sa re bbe sta to il d iscorso pe r il pe rsona le dei co rp i d i polizia. no n ricompreso ne l presen te sondaggio - il gru ppo d i ricerca ritie ne che i 276 rispo nde nti de lla categoria C possa no costi tuire u n insie me su fficie nteme nte rapprese nta ntivo a nche d i ta le ca tegoria . L a somministrazio ne de l q uestio na rio è avve nuta con moda lità ta li da assic ura re il segre to sta tistico e da fo rni re a i risponde nti serie ga ra nzie sull"a no nimato de i com pila to ri . Tu ttavia . come si vedrà megli o in sede d i esa me de lle osservazion i stilate da alcu ni rispo nde nti in calce a i q uestiona ri . s i è avve rtto da pa rte d i alcuni un residuo timo re che si volesse e si potesse. attrave rso il q uestio na rio. risa lire a lla ide ntificazio ne del com pilatore. Q uesto timore potre bbe spiega re a nche le 105 schede restituite bianche dagli inte ressat i.
13 .1. 2. IL QUESTIONARIO E IL TR ATI AMENTO DEI DATl. Per il sondaggio è stato predisposto un questionario strutturato a sche ma pe r lo più c hiuso : solo 3 doma nde ape rte su 52 (stampato de l questio nario in a llega to C) . ll q uestio na rio è sta to redatto te nendo co nto di d iversi o rd in i di p roble mi ine re nti la som min istrazio ne e principa lme nte : a . la base della popolazione inte ressa ta a l sondaggio è nume rosa e fo rte me nte di ffe re nzia ta . sia come o rig ine sociocultura le . sia come categorie : b . l'invio tra mite posta e la consegue nte re dazione a utonoma de l questio nario poteva com porta re una sensibile a liquota d i ma ncate restituz io ni. scoraggiame nto di fro nte a lla ma ncata com p re nsio ne de ll 'insie me delle doma nde, possibili tà di e rrori ne lla com p re nsio ne d i singole doma nde . Si è rite nuto di affro nta re q uesti prob le mi limi tando la lung hezza 222
complessiva del questionario. suddivtdendolo 111 due partt. la prima dedicata al sondaggio vero e proprio (33 domande). la seconda a dati statistico-anagrafici. Le domande della prima parte sono state studiate in modo da evitare dubbi o errori di interpretazione e da semplificare le modalità di risposta: solo 3 domande. come già detto sono state lasciate a risposta aperta. L 'esame complessivo dei questionari restituiti compilati ha confermato una buona comprensione delle domande poste. In calce al questionario è stato inserito una spazio dedicato alle "osservazioni": di esso ha fruito il 10.-1- ~ dei rispondenti. I dati dei questionari. dopo la codifica delle risposte e la immissione in calcolatore. sono stati elaborati mediante il calcolo delle frequenze di risposta alle singole domande. sia come freq uenze assolute che disaggregate per forza armata e per categoria. Si è provveduto inoltre ad esplorare ulteriormente l'insieme dei dati attraverso una fitta serie di incroci. riportando in tabelle quelli che sono apparsi significativi (metodo delle frequenze condizionate). La presentazione delle tabelle ed il testo a commento sono stati effettuati - e vengono riportati di seguito - secondo la seguente partizione per aree tcmatiche. aree che rappresentavano gli obiettivi di ricerca: - comportamento elettorale - opi nioni e giudizi sulla Rappresentanza e il suo operato - valutazioni sulle azioni a sostegno delle richieste della Rappresentanza - propensione ad una eve ntuale sindaca lizzazione - va lutazioni su alcune ipotesi di modifica normativa - dati statistico-anagrafici del campione.
223
TABELLA
lv lv .l-
A :J...
RAPPORTO NUMEROSITA ' DEL CAMPIONE - NUHEROSITA' DELL'UNIVERSO PER CATEGORIA E FORZA ARMATA •
...
l cat.
A
l cat.
B
l cat. cl cat.
D
l cat.
E Il TOTALE
campione
460
293
332
570
633
2.288
llniverso
13 .090
27 . 997
3 .222
4.587
168.711
217.607
Pucent.
3.5 t
l.Ot
1 0 .3 t
t
0.4 t
1.1t
Cupione
124
189
327
98
64
802
Onivuso
4 . 308
15 . 497
3 .043
788
21.425
45 . 061
Pucent.
2.9 t
1.2%
10.7 t
t
1.8%
eupione
208
318
123
83
100
832
llnivuso
6.608
34.768
1.133
642
24.786
67.937
Percent.
3.1 t
0.9 t
10.9 t
12.9 t
0.4 t
1.2t
TOTALE CUpione
792
800
782
751
797
3.992
universo
23.736
78.262
7.398
6.017
214.922
330.605
Percent.
3.3 t
1.0%
10.6 t
12.5 t
0.4 t
1.2t
E.I.
K.K .
12 . 4
l
i
A.M.
12 .4
t
0.3
l
TA.BEX...LA.
A.2
CONFRONTO TRA QUESTIONARI INVIATI E QUESTIONARI UTILI PER CATEGORIA E FORZA ARMATA.
E . I.
Cat. A
Cat. B
Inviati
460
293
Utili
314
192
Pere.
M. M.
68.3 t
Inviati
332
570
633
-
2.288
112
208
223
26
1.075
33.7 t
36.5 %
35 . 2 t
327
98
64
95
122
100
40
40
76.6 %
64.6 %
30 . 6 %
Inviati
208
318
123
Utili
113
235
37
Pere.
54.3 %
73.9 %
30.1 %
61.4 %
Inviati
-
-
-
-
Otili
15
36
27
15
Pere.
-
-
-
-
-
792:
800
782
751
537
585
276
314
F.A.
TOTALE Inviati otlli lv 1v v ·,
Cat. E
189
Pere.
S . I.
Cat. D
124
Otili
A. M.
65.5 t
cat. c
Pere.
67.8 \
Note: s .r.c. S . I.F.A.
73.1 t
= Questionari
= Questionari
35.3 t
S . I.C.
6
TOTALE
47.0 \ 802 403
62.5 %
-
83
100
-
832
51
37
8
481
37 .0 %
-
57.8 t
-
-
-
99
216
-
797
-
3.992
324
139
2.175
-
54.5 t
40.8 %
41.8 t
24
40.7 \
50.2 %
~
restituiti senza indicazione di categoria . restituiti senza indicazione di Forza Armata
I...J I...J
...
TABELLA
"'
A 3
PERCENTUALI DI RISPOSTE PER GRADO (Cat . A e B)
Questionari Questionari inviati c ompilati
Grado
Percentuale~ l
GENERALE
(o corrispondente)
16
8
50.0 %
COLONNELLO
(o corrispondente)
55
36
65. 4 %
TEN. COL . O MAGGIORE (o corrisJX)Mente)
272
170
l' 62.5 % Il
CAPITANO
195
115
59.0 %
l l
l
(o corrispondente)
l'
TENENTE O S. TENENTE (o corrispondente)
227
180
79 . 3 % Il
MARESCIALLO
(o corrispondente)
413
24 2
58.5 %
SERGENTE MAGGI ORE
(o corrispondente)
257
167
64.9 %
SERGENTE
(o corrispondente)
191
121
63.4 %
Note: Tabella realizzata su coloro che hanno indicato nel quest ionar io il grado ricoperto.
TABELLA
B
QUESTIONARI RESTITUITI IN BI ANCO DAI COMANDI PERCHE' NON PUTUTI CONSEGNARE AGLI INTERESSATI.
MOTIVI
NUMERO
PERCENTUALI
TRASFERITI
262
37.5 %
CONGEDATI
196
28.1 %
20
2.8 %
140
20.0 %
13
1.8 %
RIFORMATI
9
1.3 %
MISSIONE
30
4.3 %
LICENZA
27
3.8 %
SMARRITE (SCHEDE)
2
0 .3 %
DECEDUTI
l
0.1 %
CONVALESCENZA SCONOSCIUTI PROSCIOLTI
TOTALE
698
100 .0 %
227
ALLEGATO C
ISTRUZ ION I PE R LA CO MPILAZ IONE DEL QUST IONA R IO Il questionario è rigorosamen te anonimo. l dati raccolti sono proteui da segrc10 statistico. e per nessuna ragione verranno utilizzati altrimenti che per gli scopi della ricerca. Si prega di leggere con attenzione q ucstc istruzioni prima di in izia re la compilazione del questionario. orme generali: Le risposte prescclte vanno indicate come segue: per tulle le domande ove non è altrimenti indicato. segnare con una ·x· il numero di codice corrispondente alla risposta prescelta. Esempio: domanda l. se la rispO!-.ta scelta è la numero 5. segnare una ·x· sopra il n. 5 a sinistra della risposta. Ovc non è indicato diversamente. segnare UNA SOLA RISPOSTA per ciascuna domanda. PER ESSUNA RAG IONE SCRIVERE O FA RE SEGNI SUl NUMER I SOTTOSTANT! ALLE LINEE ALLA DESTRA DI CIASCUNA DOMANDA. orme particolari: Per le domande definite ·aperte·. scrivere in poche parole il proprio pensiero sulle righe destinate souo la domanda corrispondente. Domanda 16: ripo rtare il numero corri,pondente al motivo scelto sulla linea relativa al li\ello di importanza a cui :.i vuole collocare quel motivo. partendo dal livello 1° (il primo in ordine di importanza) c andando in ordine decrescen te fino a l livello 5°. Domanda 17: comi! per la precedeme. Domanda 18: segnare con una ·x· il numero Cl. ~. 3. ~- 5) corri~pondente al grado di soddisfazione ( r:nolto. abba~wnn1. ccc.) per cia~cuna materia dal n. l al n. 8. Domande da 34 a~ l: scrivere sulla riga la Domande 47 e
~9:
ri~posta
corrispondente.
non compilare.
Domanda 50: Accademie ~lilitari c Scuole di Guerra vanno indicate. se del caso. oltre <ti titolo di studio ·civile· conseguito per uhimo.
22K
Domanda 51: indicare il compito attualmente S\'Olto (mansione. tipo di attività). Domanda 5::!: indicare i prevalenti tipi di attività svolti dal momento di ingresso nelle Forze Armate. Fino a tre tipi di attività. Domanda 53: segnare sulla linea tratteggiata corrispondente a ciascun genitore i numeri di codice relativo alla professione svolta. Se attualmen te pensionati o defunti. segnare !"attività prevalentemente svolta nel corso della vita attiva. Dove compare la voce ALTRO. se prescelta. specificare la risposta. Eventuali osservazioni saranno molto gradite. Servirsi de li"apposito spazio. Grazie della collaborazione.
229
R ICERCA SUGLI O RGANI DI RAPPRESENTANZA DEL PERSONALE MILITA RE Questionario n.
(non compilare)
2 3
~
5
6
l) Da quando è in servizio. ha partecipato alle votazioni per gli organi della Rappresentanza Militare: l. Sempre 2. T utte le volte me no una 3. Tutte le volte meno due ~. Tutte le volte meno tre 5. Mai
7
2) Se non ha risposto l. alla domanda l .. perché?
l. Non credo a questo tipo di organismo 2. Sono deluso dall'operato della rapprese ntanza militare 3. Ero impossibilitato a partecipare ~. Altri motivi (specificare)
H
3) Si è presentato candidato a livello Cobar in qualche mandato?
l. Si 2. No ~) È stato eletto membro di un Cobar'!
l. Mai .., Si. una volta 3. Si. due volte ~. Si. tre volte
IO
5) Si è candidato a livello di Coir? l. Mai
2. Si. una volta 3. Si. più di una volta 6) È stato eletto a livello Coir?
l. Mai
2. Si. una volta
230
Il
1:!
3. Si. due vol te
.t. Si. tre volte 7 ) Se candidato. come ha svolw la sua campagna eletto ra le?
l. Mediante volantino ,., Ne lle apposite e previste riunioni 3. In altri modi (specificare)
14
8) Le è capita to di sostenere in qualche mod o la candidatura di qualche
collega a live llo Cobar. Coir o Cocer? l. Si No
')
15
9) Se si. come? aperta 16
IO) Se eletto in un Coir. si è dimesso dal Cobar? l. Si 2. No
17
li ) Se dovesse descrivere la Rappresentanza Militare a persone esterne alle Forze Armate. quale definizione impiegherebbe? l. t l'organo interno all'istituzione milita re. collaborativo della catena di comando 2. t l'organo di partecipazione del personale militare al miglioramento dell'istituzione 3. t l'organo che si occupa degli imeressi del personale militare .t. t il sindacato dei milituri 5. Altro (specificare)
18
12) Pensa che i problemi del personale militare vadano affron tati: l. Individualmente. facendo ricorso ai propri Comandanti Dai Comandi militari centrali. di iniziativa. nei confronti dei politici 3. Dai Comandi militari centrali. in collabomzione con In Rapprese ntanza Mi litare ~-
23 1
~-
Dalla Rappresentanza l'vlilitare. nei modi oggi norme S. Rivolgcnsosi a partiti o associazioni
previ~ti
dalle 19
13) Se ha risposto 5. alla domanda 1::! .. eventualmente attraverso quali forme? l. Partecipando alrattività politica di un partito ., Iscrivendosi ad un partito 3. Iscrivendosi ud una associazione sindacale ~- Costituendo umt associazione professionale o
:!Il ~indacalc
spe-
ci fica per il personale militare l~ )
Come valuta la forma di rappresentanza dci mi litari realizzata in Italia? l. 2. 3. -L
Pienamente adeguata Parzialmente adèguata Parzialmente ina(leguata Completamente inadeguata
:! l
15) Nei mandati già conclusi. come giudica l"operato della Rappresentanza Militare? l. Adeguato alle necessità del personale ., Insufficiente rispetto alle necessità del personale 3. Adeguato o inadeguato. a second<t del mandato ~ - A ltro (specificare)
16) Se non ha risposto l. alla domanda 15.. per quale motivo? l. Impreparazione cd incsperienz<t dci membri eletti 2. D isinteresse dei verti ci mi litari 3. Disinteresse dei vertici politici ~- Ostilità dei vertici militari 5. Disinteresse dell"opinione pubblica
:!3
24 25 ::!6 ::!7
(Ordinare in scala riportando nella graduatoria sottoindicata il numero corrispondente al motivo. secondo il livello di importanza attribuito. Es. se il motivo l. Im preparazione cd inesperienza ... è ritenuto di livello 1° (il più importante). scri vere l sulla linea 1°. se il motivo 3. viene subito dopo scrivere 3 sulla linea ::! 0 • c così via). Graduatoria: 1°
20 30 40
so
232
t.
17) Ecco alcune materie oggc11o di tutela da parte degli organismi di rappresentanza. Ordini in scala di importanza le materie solloclcncate: l. Normativa sulla Rapprc~entanza Status giuridico 3. Trattamento economico 4. Tra11amcnto prcvidcnzialc 5. Assistenza sanitaria 6. Promozione socio-culturule 7. Tutela morale e giuridica 8. Alloggi
~8
19
"l
30 31 32
33 34 35
(Ordinare in scala riportando nella graduatoria sottoindicata il numero corrispondente alla materia secondo il livello di importann attribuito. Es. se la materia l. ··Nom1ativa sulla Rappresentanza·· è ritenuta di livello 1° (la più importante). scrivere l sulla linea 1°. se la materia 3. viene subito dopo. allora scrivere 3 sulla linea 2°. e così via). Graduatoria: 1° "')O
18) Considerando la lista precedente. può dire per ci!>cuana materia quanto è soddisfaiiO del modo con cui viene tutelata?
l. Normativa sulla Rappresentanza Status giuridico 3. Trattamen to economico 4. Trattamento previdenziale 5. Assistenza sanitaria 6. Promozione socio-culturale 7. Tutela morale e giuridica ~ 8. A lloggi "l
molto abba- poco per nulla stanza -l 2 3
2
2 2 2 2 1 1
3 3 3 3 3 3 3
non so
36 37
4 4 4
5 5 5 5 5 5
4 4
5 5
42 43
4 -l
38 39
40 41
19) Complessivamente. Le sembra che l"allività degli Organi di Rappresentanza sia stata:
l . Troppo poco incisiva c decisa 2. Giustamente incisiva c decisa 44 3. Troppo insistente c tale da screditare l'immagine dell'istitutuzionc militare
233
-t Nociva nei confronti della disciplina militare e della funzione gerarchica Non so
5.
20) Definirebbe ta le uttività : l. Costante e coerente con le esigenze della base ,., Saltuaria ed estemporanea 3. Timorosa di eenerare scontento nei vertici -t Stacca ca dalle -reali esigenze e richieste della base 5. Vincolata da impacci normativi 2 1) Quali so no, a suo pa rere. le az ioni pill adeguate tra quelle effettiva¡ mente utilizzate dalla Rappresentanza Militare per sostenere le proprie richieste? (max due scelte)
l. Richieste di incontro con il Ministro 2. Richiesre di incontri con le Commissioni parlamentari competenti -'o 3. Divulgazione tramite stampa delle richieste presentate dal Cocer 4. Altre (specificare quali) -'7
22) Quali sono a suo parere le azioni meno adegute alla figura del militare? (max due scelte) l. Richieste di incontro con il Ministro 2. Richieste di incontri con le Commissioni parlamentari competenti -'~ 3. Divulgazione tramite stampa delle richieste presentate dal Cocer -t Altre (specificare quali) -'Y
23) Ha partecipato personalemente a qualcuna di queste azioni'!
1. Si
2. No 3. Non r isponde
50
2-') Se ha risposto No alla domanda precedente. per quale motivo? l. M i è stato impossibile 2. Lo ri tengo contrario alle no rme vigenti 3. Lo ritengo contrario al codice etico
234
51
-1. Per timore di sanzioni 5. A ltro (specificare)
15) Quali sono a suo parere le azioni che dovrebbero venire utilizzate da parte degli Organi di Rappresentanza per sostenere le proprie richieste? (max due fo rme) aperta ---------------------------------------------
52 53 ~6)
Qualora possibile, aderirebbe ad un sindacato vero e proprio? l. Certamen te si 2. Probabilmente si 3. Probabilmente no -1. Certamente no
27) Se si, a quale?
ape rta --------- - - - - - - -- - - - - - - - - - - - - - 55
28) Ăˆ soddisfano del livello di informazione c he la base ottiene sulle
atrivitĂ degli organi di Rappresentanza ai diversi livelli? l . Pienamente soddisfatto .., Parzialmente soddisfatto 3. Parzialmente insoddisfatto 4. Pienamente insoddisfatto
56
29) Il livello di informazione forn ito dai gioranli e dalla televisione all'opinio ne pubblica sulle attivitĂ della Rappresentanza Militare Le sembra : l. .., 3. -1.
Perfettamente adeguato Non completamenĂŒc adeguato Partialmente inadeguato Completamente inadeguato
57
30) Ritie ne che la rappresentanza degli interessi del personale debha
235
essere esercitata. a hvello Cocer. separatamente per ogn• categona. salvo che per gli argomenti di interesse generale'? l. Si 2. No
31) Ritiene che possa essere data al Cocer. per legge. la faco ltà di negoziare le questioni d i interesse del personale? Indic hi n quale delle seguenti ipotesi è favorevole: l. Nessuna funzione negoziale venga attribuita al Cocer 2. Vengano attribuite funzioni negoziali. ma attribuendole esclusivamente ai rappresentanti della categoria interessata (salvo per gli argomenti di carattere generale) 3. -Vengano attribuite- funzioni negoziali. ma distinguendole per il personale in servizio permanente e per il personale in servizio di leva -l. Vengano attribuite funzioni negoziali al Cocer nella sua contigurazione attuale SIJ
32) Ritiene che sarebbe opportuna una modifica della legge attuale che consenta la rielcggibilità dci delegati? Lei è: l. Favorevole 2. Contrario
60
33) Ritiene sia opportuno abolire la norma regolamentare che impedisce al Cocer di emettere direttameme propri comunicati stampa? Lei ritiene che tale norma dovresse essere: l. Conservata 2. Abolita
34) Grado
62
35) Età
63
36) Forza Armata
(H
37) Ruolo
65
38) Stato Giuridico
66
39) Arma
67
-lO) Specialità
6.<;
-H ) Specializzazione
61)
(Eventuale) 2~()
61
42) Categoria (rispetto agli Organi d i Rappresentanza. ai sensi dell'art . .~ de l R. A.M. ):
l. 2. 3. 4. 5.
A (ufficiali) 8 (sonufficiali) C (volontari) D (uffici ali di complemento l'nomina) E (m ilitari graduati di truppa in servizio di leva)
70
43) Stato civile: l. 2. 3. 4.
Celibe Coniugato Coniu!!ato con fi!!li a carico Vcdo;o/ separato/ divorziato
71
44) Se coniugato. indicare la professione del coniuge : l. 2. 3. 4. 5. 6. 7. R.
Casalin!!a lmpiegàta lnse!!nante Professionista L avoro auto nomo (commercio. artigianato) Operaia In pensione Altro (specificare)
T2
45) L'abitazione in cui vive è: (compilare solo se appartenent i alle cat. A. B . C e D) l. , 3. 4.
Demaniale In affitto In proprietà Altro (specificare)
46) Luogo di nascita: l. 2. 3. 4.
73
Regione:
74
Capoluogo eli regione Capoluogo di provincia Città (da 30.000 ab. ed oltre) Villaggio/Paese (a l di sotto di 30.000 ab.)
237
47) Area socio-economica d i n<lSCita: (non compilare) l. 2. 3. .f.
Industriale/centrale Industriale/ periferica R urale avanzata Ru ra le arretrata
48) Luogo di residenza attuale: Regione: l. ..., 3. 4.
Capoluogo di regione Capoluogo di provincia Città (da 30.000 ab. ed o ltre) Villaggio/Paese (<d di sotto di 30.000 ab.)
76
77
78
49) Area socio -economica di residenza attuale : (non compilare) l. 2. 3. 4.
Industriale/centrale Industriale/ periferica Rura le avanzata Ru ra le arretrata
79
50) T itolo d i studio (u ltimo conseguito): l. Licenza elementare ..., Licenza media 3. Diploma professionale (triennale e simili) 80 .f. Mat urità (classica. scientifica. magistrale. tecnica. periti. ecc.) 5. Lau rea ed eventuali specializzazioni ti l 6. Accademia Militare · 7. Scuola di guerra (accademie e~ scuole di guerra vanno indicate. se de l caso. oltre il t itolo di studio ultimo conseguito) 5 1) Attivi ti! eli servizio che svolge attualmente: l. ., 3. .f. 5. 6. 7.
Attivitfl operativa Attività adelestrativa e formativa Attivitìt didattica presso una Scuola Militare 82 Attivitìt burocratica Attività amministrativa e finanziaria Attività di ricerca e studio Attività di collegamento con Forze Armate di altri Paesi ~ 8. Attività informativa 9. Attività specialistica implicante conoscenze professionali eli tipo civile (medicina. informatica. meccanica. elettronica. ecc.) IO. A ltro (specificare)
238
52) Attività svolte da quando è in servizio (fino a tre): I. 2. 3. -L 5. 6. 7.
A u ività operativa Atti vità addestra tiva 83 Atti vità d ida ttica presso una scuola milita re Atli vità b urocratica !W Attività amminist rativa e finanziaria Auività di ricerca e studio 85 Attività di colleeamento con Forze Armate di altri paesi 8. Attivi tà informativa 9. At t ività specialistica implicante conoscenze p rofessionali di ti po civile (medicina. informatica. meccanica. e le llronica. ccc.) IO. Altro (specificare)
53) Professione dci genitori (qualora in pensione :.pccificarc la professione precedente):
PADRE I. , 3. -l. 5. 6. 7. 8. 9. IO. I l. 12. 13. 14. 15.
16.
MADRE
Affilluario agr icolo Artieiano Commerciante Impiegato Industriale imprenditore lnsegnange Li bero p ro fessio nista Ufficiale Sotr uffi ciale (*) Operaio Piccolo commerciante Professionista dipendente da una Pubblica Amministrazione Professionista dipe nde nte da una impresa pr ivata Pro p rie ta ri o te rrie ro Casa linga Altro (specificare)
(*)Compresi i milita ri d i T ruppa de ll":1rma dei Carabin ieri c ddla G uardi a d i F ina nza
239
Osscr"azioni: - -- - - -- -- - -- - -- -- - - - -
13.2. AREE DI RICERCA 13.2. l. A ' A LISI DEL COMPORTA~IE:\TO ELElTORALE Le risultanze del so ndaggio confermano i dati statistici già noti s ull'a lto tasso eli partecipazione alle e lezioni per la R.M . (Tab. la) . Tra coloro che dichiarano di no n ave r mai partecipato ad a lcun a votazione si nota una certa prevalenza delle categorie B c C, in particolare per la M.M. c la A.M. (T ab. lb). Le motivazioni per la mancata partecipazione (Tab. 2a) vertono prevalentemente {68% ) sull'impossibilità di partecipare: circa il 20'* degli assenti al voto però imputa ta le asscn7a a sfiducia o delusione verso l'organismo rappresentativo. La de lusione per l'operato della R .M. appare particolarmente rilevante CT ab. 2bl per i non votanti della categoria B (21.7Cr) e C (23.3'r ). con una particola re accentuazione pe r i sottufficia li clelia M .M. (43.g<fr ). La impossibilità di partecipare motiva invece la maggior pa rte delle assenze a l voto degli ufficiali. sia in s.p. o trattenuti (79.2% ). sia di cpl. in servizio di l· nomina (go_sr, ). Rispetto alla base indagata. il 15<; risulta essersi presentato candidato a livello Cobar. mentre tra g li eletti al Cobar il IJ<:r ~i è presentato candidato ai Coir. Disaggregando questi ultimi per Forza Armata (Tab. 3). si nota una maggior propensione etei rappresentanti della M.M. a candidarsi pe r il livello superiore (quasi il 509( degli e letti COBA R che si sono presentati candidati per il COIR risulta no esse re della M.M.: le percentuali sono invece dei2H%- pe r l'E .I. c ciel:!:! '/( per la A.M. l.
2-W
Una indagine sulle frequenze condizionate (Tab. 4) indica che gli e letti a i COBAR rispecchiano. in linea di massima, la distribuzione per aree geografiche di nascite de lla base dei rispondenti. Essi costitu iscono cioè, per questo aspetto. una rappresentanza fedele della popolazione indagata. Diverso è il discorso per gli eletti ai COIR. ove si nota una netta prevalenza dei nati nell'Italia Meridionale (47.3o/c . contro il 35 % della base). Per questo , come per gli ulteriori dati riguardanti gli e le tti ai COIR. occorre però considerare che il numero di tali delegati rie ntrati casualmente nel campione (il campione era basato su altri aspetti della popolazione indagata) non è sufficientemente ampio da poter escludere una certa arbitrarietà in qualche risultato. Per quanto concerne il titolo di studio. il livello medio degli eletti ai COBAR si presenta più elevato rispetto a quello della base rappresentata (5l.5% con diploma di maturità. rispetto a l 42.5o/c della base; 19.1 %- di laureati. contro ill2.6% della base). Per ciò che concerne gli eletti de lla categoria A appaiono sottorappresentati gli ufficia li che hanno frequentato la Scuola di Guerra (20 % contro il 23, Io/c de lla base ). Tra gli eletti ai COIR del campione nessuno risulta avere rinunciato al contemporaneo incarico al COBAR di appartenenza. Durante la campagna e letto rale la propaganda dei candidati sembra svolgersi prevalentemente nelle apposite riunioni di categoria (78% dei rispondenti). mentre modesto appare l'impiego del volantino (meno dell'I l o/t- ). Soltanto il 18.5 % dei rispondenti dichiara di avere sostenuto in qualche modo la candidatura di un collega. prevalentemente (74,7%) mediante conversazion i in formali con i colleghi: sono presenti però anche casi ne i quali potenziali candidati dirottano il proprio elettorato sul nome di un collega (4.1 % ). fenomeno qualche volta legato alla non immediata rieleggibilità dei delegati (accordi di sostegno reciproco a mandati a lterni. già rilevati in sede di inchiesta sui membri del COCER ). Solo una piccola parte (2.6 % ) d i coloro che ha nno sostenuto la candidatura di un collega. ha collaborato direttamen te con questi nella stesura di 241
un programma, nell"organizzazione della campagna elettorale. ecc.
13.2.2. OPINIONI E GIUDIZI SULLA RAPPRESENTANZA E IL SUO OPERATO. La definizione prevalente che viene data della Rappresentanza (Tab. 5a) è quella di .. organo di partecipazione del personale al miglioramento dell'istituzione .. H2 9(-): segue il 35Gff con la defini7ione di ..orgnno che si occup::~ degli interessi del personale''. mentre circa il ~~ ~ la qualifica come .. organo interno all'istituzione. collaborativo della catena di comando ... Si evidenzia in questa ripartizione percentuale una maggioranza di rispondenti che presenta orientamenti verso una rappresentanza di tipo non corporativo (nel senso di .. ipercategoriale .. : vedasi Cap. 3). ma più simile all"ottica definita .. ampia·· e .. complessiva" dalle confederazioni sindacali civili. Ancora. si può rilevare come le categorie (Tab. 5b) che più si orientano a considerare la Rappresentanza come strumento di partecipazione del personale al miglioramento della istituzione sono la D H9AYr) e la C ed E (entrambi intorno al47% ). Proseguendo in una disaggregazione per categoria si nota nella Cat. A una maggiore percentuale di coloro che valutano la Rappresentanza come organo interno all"istituzione ( 19* circa): nella Cat. B un incremento. rispetto alla media. di coloro che la definiscono come organo di tutela degli interessi del personale. La valutazione sulla forma di· rappresentanza realizzata nel nostro paese appare complessivamente incerta (Tab. 6). con una forte percentuale (5~ % ) che la giudica parzialmente adeguata. seguita da una rilevante aliquota (circa il 20% ) che la giudica parzialmente inadeguata. Tra le due valutazioni estreme invece prevale quella di completa inadeguatezza ( 15% ). su quella di una adeguatezza piena (Il % ). Disaggregando per categoria, il giudizio più favorevole viene espresso dalla ca t. C ( 18.1% di ··pienamente adeguata .. ) e quello meno favorevole dalla cat. A 242
t
(~.3 % di ··pienamente adeguata .. ). Il giudizio sull'operato della Rappresentanza nel suo decennio di vita (Tab. 7) vede preva lere una opinione di insufficienza rispetto alle esigenze (59% ): è da rimarcare che tale valutazione è espressa in modo più sensibile dalle categorie A (67GA- ) e B ( 16% ) che dà giudizio di adeguatezza o inadeguatezza a seconda del mandato. Si può rilevare che la valutazione positiva sull"operato (21 o/r ) trova maggiori consensi rispetto a quel la sulla forma della Rappresentanza (Il %- ). Da entrambe le valutazioni inoltre sembra si possa cogliere una diffusa insoddisfazione sull"istituto. Un'analisi incrociata dimostra uno stretto collegamento tra le due valutazioni espresse dal campione: infatti. circa il 7~ '1( di coloro che giudicano adeguata la forma di rappresentanza realizzata nel nostro paese. giudica positivamente anche il suo operato, mentre 1'81 o/é di coloro che esprimono un giudizio di completa inadeguatezza della forma realizzata. esprime anche un giudizio negativo sull'operato (Tab. 8). Disaggregando per categoria e per F. A. i giudizi negativi sia sulla forma che sull'operato della Rappresentanza (Tab. 9). si rileva come essi appaiono equamente ripartiti per forza armata e maggiormente espressi dalle ca t. B e A (rispettivamente 32 %- e 30% del totale). Scendendo ad una analisi delle cause ddle valutazioni negative sull'operato della R.M. (Tab. 10). si vede come al primo posto venga collocata la .. impreparazione ed inesperienza dei delegati' ', al secondo un .. disinteresse della gerarchia militare verso l'istituto" ed al terzo un .. disinteresse della classe politica ... Scendendo ad un esame delle risposte delle singole categorie. si può osservare come la cat. A ponga particolarmente l'accento anche su una .. ostilità dei vertici militari .. _ al secondo posto tra le cause indicate. Le valutazioni di cui sopra appaiono confermate da una rilevante percentua le del campione (569é ) che giudica .. troppo poco incisiva e decisa·· l'attività degli organi dm rappresentanza: tra le
243
cause vengono indicate. nelrordine. gli impacc1 normat1v1. una saltuarietà nelrazione. un insufficiente collegamento con la base. timori verso la gerarchia (vedasi Tabb. Il . 12 c 13). Per ciò che concerne l'importanza attribuita dai rispondenti alle materie trattate dalla R.M .. in linea generale la scala di rilevanza è la seguente (Tab. 1~): - normativa sulla Rapprescnranza - status giuridico - assistenza sanitaria - trattame nto prcvidenzia le - tutela morale c giuridica - promozione ~ocio-culturale - alloggi. Disaggregando per categoria SI rtuo osservare come la tutela morale e giuridica acquisti una pre minente importanza per la cat. E (primo posto nella sca la) e per la cat. C (secondo posto nella scala). Non si rilevano sensibili scostamenti rispetto alla media generale da parte delle altre categorie. Il grado di soddisfazione relativo ai la tutela concretamente operata dalla R .M. per le singole materie di competenza (Tab. 15) si discosta a lquanto dalla valutazione sulla scala di importanza sopra espressa. In linea generale la scala di soddisfazione è la seguente: - normativa sulla Rappresentanza - assistenza sanitaria - status giurid ico - trattamento previdenziale - trattamento economico - promozione socio-culturale - tutela morale c giuridica - alloggi. È interessante notare lo sca lamento verso il basso della soddisfazione relativa ai risultati ottenuti nel campo del trattamento economico. che si evidenzia maggiormente per le Ca t. A e B. ove scende. per entrambi, dal quinto al sesto posto. Pill soddisfatti appaiono i sottotenenti di Cpl. t • nomina. che collocano il
trattamento economico al terzo posto ne lla scala di soddisfazione.
13.2.3. VALUTAZIONE SULLE AZIO NI A SOSTEGNO DELLE RI¡ CH IESTE DELLA RAPPRESENTANZA. Nonostante la insoddisfazione generalmente espressa sulla forma e sull"operato della R.M .. prevale . tra i rispondenti (Tab. 16a) !"opinione che i problemi del personale debbano venire risolti mediante !"istituto della R apprese nta nza (73 ~ ): solo una minoranza (22 % ) ritiene che di ta li problemi debba ancora l'arsi carico in via esclusiva la gerarchia ed ancor meno (5 ~ ) sono co loro che si rivolgerebbero a partiti o ad associazion i. Per una disaggregazione per forza arm ata e per categoria vedasi la T ab. 16b. Nella valutazione delle tre principali forme di azio ne e ffe ttivamente util izzate dalla R.M. (Tab. 17) "una forte maggiora nza di rispondenti me tte in primo piano gli inco ntri con le Commission i Parlame nta ri e subito dopo gli incontri con il Ministro competente. Molto divisa appare invece la base dei rispondenti nel valutare la divulgazione tramite stampa da parte del Cocer delle diverse azioni e problema tiche: si registra infatti una percentuale del 41%- di favorevoli contro il 51 9f di contrari. Tale divisione trova una certa corrispondenza nell"o rien ta mento espresso dai rispondenti sull"opportuni tà di abol ire la norma che non consente al Cocer di e mettere direttame nte comu nica ti sta mpa. ove un 42 % si dichiara contrario a ll"abolizione ed un 58% favorevo le (Tab . 25a). Una valutazione delle azioni che dovrebbe ro essere rese possibili o concretamente esercitate da parte della R. M. (Tab. 18) vede a l primo posto a ncora gli incontri con le Commissioni Parlamen tari . seguiti da ll a divulgazione a mezzo stampa delle prob lematiche. mentre a l terzo posto i rispondenti richiedono una maggiore incisività e concretezza ne ll'azione degli Organi di Rappresentanza; questa ultima valutazione a ppare una conferma del giudizio.
245
già riportato al paragrafo 2.2. sulla ca renza di incisivi tà nella attivi tà della R.M .. Vengono proposte ancora una più intensa collaborazione con i ve rtici militari. una maggiore frequenza degli incontri con il Ministro ed un più intenso coinvolgimento della base.
13.2.4.
PROPENS IONE AD UNA EVENTU ALE Sli': D ACALIZZAZIO-
NE
L a maggioranza dei rispondenti è con traria ad una ipotesi di sindacalizzazione delle FF.AA. (Tab. 19a). I nfatti. sommando i ··certamente no·· cd i "probabilmente no·· alla domanda .. qualora possibile. ade rirebbe ad un sindacato ve ro e proprio?"" si raggiunge una percentuale complessiva del 6 I c;.. Disaggregando i dati per categoria (Tab. 19b). più favorevoli ad una ipotesi di sindacalizzazione appaiono i sottufficiali. con un 17.6% di .. certamente si .. (media generale 13.-Vr ). e un 26 . .5 ~ r di .. probabilmente sì" (media generale 25 lk ). D isaggregando ancora per forza armata (T ab. 19b). i sottufficiali dell'Esercito appaiono i pi ù favorevo li. con un di "certame nte sr ·. L a categoria che. al con trario . esprime una maggiore ostili tà ad una ipotesi di sindacalizzazione è quella degli ufficiali non di 1° nomina (valore dei "ce rtamente no·· 3 1.3% co ntro il 2-1..70--r di valore medio). con particolare rilevanza per gli ufficiali deii"Esercito, i quali. con un 33 %- di ··Certamente no". si attestano su l valore massimo. Tra coloro che si esprimono favorevolmente. la scelta del tipo di sindacato (Tab. 20) vede al primo posto la creazione di uno specifico sindacato per il personale mil itare (23 Ck ). al secondo una adesione ai sindacati civili esistenti ( 19 ~ ): seguono diverse ipotesi di sindacati civili. ma specificamente orientati ad una tutela degli interessi del personale militare (globalmente pari a circa il 26% ); tra questi ultimi. il 3.l o/c esprim e la propria preferenza verso un sindacato simile a quell o della Polizia di
n cr-
246
Stato. Rilevante la percentuale di coloro che non sì sentono di dare una risposta (20% ). Disaggregando per categoria si rileva come le categorie professionali (B, A e. in misura minore C) appaiono maggiormente o rientate verso la fom1 azìone dì un sindacato militare. rispetto alle categorie di leva. Queste ultime. per contro . manifestano una maggiore propensione verso l'adesione a sindacati civili già esistenti (in buona parte CGIL. CISL e UIL). Un a analisi de lle frequ e nze condizionate relative ai risponde nti e letti ai Cobar rispetto alla base (Tab. 2 1) no n vede sostanziali differenze di o rie ntamento verso l" ipotesi di sindacalizzazione. La situazione muta se si confrontano gli eletti ai Coir: di questi il 62 9é esprime la propria propensione alla adesione ad un sindacato. Può essere interessante citare che dall'inchiesta effe ttua ta su un campion e dei membri del COCER. pur con i limiti già rilevati (vedasì capitolo 7.2). soltanto il 25 ~ degli intervistati aderirebbe ad un sindaca to vero e proprio. Approfondendo l'indagine attraverso una serie di controlli incrociati. si rileva però una dicotomia tra chi si dichiara favorevole ad una ipotesi sindaca le e chi. in concreto. manifesta. ne lle risposte. o rie ntam enti riconducibili ad una tipologia si ndacale . Sembrereb be cioè di trova rsi d i fronte ad una coincidenza so ltanto parzia le tra coloro che potremmo chiamare sindacalisti di nome e coloro che si manifestano sindaca listi di fatto. Ciò appare nella T ab. 22 .. ove si è selezionato il personale che risponde contemporaneamente alle seguenti caratteristiche: - non considera la Rapprese ntanza come un organo interno a lla istituzione militare. - no n ritiene che la tutela degli interessi debba essere operata dalla scala gera rchica, - ritie ne che al COCER debbano essere attribuite funz ioni negozia li . - ritie ne che debba essere a mmessa la rieleggibilità dei de legati. C hiamando . come già de tto. il persona le appartenente a questo 247
insieme .. sindacalista di latto .. (~s. o nun1scc Il .;xc r del campiOne). vediamo che soltanto il -(~c r eli esso appare anche ··sindacalista di nome·· (si dichiara ciot: espressamente favorevole ad un a sindacalizzazione delle forze armate). Disaggregan do i sindacalisti di fatto per forza armata. si vede come il soc-i di essi appartenga alrEsercito: disaggregandoli per categoria. si ha una prevaleQza. nell'ordine. delle categorie B ed
A.
13.2.5.
VALUTAZIO li SU A LCU. 1E I POTESI 01 ~IOOIFICA
'OR-
~IATIVA
L e ipotesi di modifica normativa esaminate dal questionario so no state le seguenti: a. attribuzione al Cocer di una funzione negozia le: b. rieleggibilità dei delegati: c. facoltà per il Cocer di emettere direuamcn te comunica ti stampa: d. esercizio separato per categoria della funzione rapprese ntativa. Una rilevante maggioranza dei rispondenti {91 9r ) è favorevole alla attribuzione di una funzione negozialc al Cocer (Tab. 23a). Disaggregando per categoria (Tab. 2~b) si rileva come la categoria più favorevole sia la B (95Si ). cd in particolare i sottufficia li della M .M. (97.5 ~ ): la categoria meno favorevole appare invece quella degli ufficiali. Cat. A. ( 13% contrari). cd in particolare gli ufficiali della A.M .. dei quali il 19Ck si dichiara contrario. Per ciò che concerne le modalità con le quali eletta funzione negoziate dovrebbe essere esercitata. si rinvia al successivo discorso sul la att ribuzione per ca tegoria della funzione rapprese ntativa. Una forte maggioranza (73 <1r) è ugualmente favorevole alla immed iata rieleggibilità dci delegati (Tab. 2-+): anche in questo caso i so ttufficiali raggiungono il valore massimo con il 779; .
mentre le categorie meno interessate alla modttica normattva appaiono la C e la E. con una media de l 6~ 9f . Come si è già accennato. più diviso appare l'universo dei rispondenri sulla concessione della facoltà al Cocer di adire direttamente gli o rgani di stampa (Tab. 25a): il di favorevoli. disaggregando per categoria (Tab. 25b). vede al di sopra de l valore medio le categorie B. D cd E: disaggregando per fo rza armata però il va lore massimo deì favorevoli è raggiunto dagli ufficiali della M.M. (72.8ci- ): tra gli . favorevoli (.Q C( ). spiccano le categorie C della A.M. (6-LYr ) e dell'E I (62.5r r ). La percentuale generale dei favorevo li alla emanazione dei comunicati stampa da parte del COCER si avvicina sensibilmente a quella (61 <;( ) di co loro che avevano fornito un giudizio eli inadeguatezza sulla informazione data dai mass media sulla Rappresentanza (Tab. 26). Interrogata sull'opportunità che la tutela degli interessi del personale venga esercitata separatamente per ogni categoria (Tab. 27). la base dei rispondenti si esprime con un 6~U C( di favorevo li ed un 31.5cr di contrari. Questo dato viene confermato nelle risposte fornite sulla attribuzione di una funzione negoziale al Cocer (Tab. 2.3). ove solo il 19(k ritiene che tale funzione debba essere esercitata dal Cocer nella sua struttura attuale. metnre il ritiene necessaria una attribuzione o per categoria (.34.5'k ). o distinta tra personale di carriera e personale in servizio di leva (.37.2'k ). Disaggregando per categoria. i più favorevoli ad una tutela separata degli interessi appaiono gli ufficiali (Cat. D. con il 77.7Cr e Cat. A. con un 7o.s c, ): per contro. i più favorevoli a mantenere il sistema attuale appaiono i ottufficiali con un 36. l 'k . L ·orientamento maggioritario espresso verso una tute la separata per categoria e /o gruppi di categorie ci ha indotto a ricercare concordanze e discordanze su alcuni punti salienti del questionario tra il personale di carriera e quello in servizio di leva: esse compaiono nella Tab. 28. Tra queste risultanze si può evidenziare un maggior timore da parte de l pe rsona le d i carriera che la azione della Rappresentanza possa in qualche modo essere
sw:r
nc.r
nociva alla immagine pubblica delle forze <1rmate c all<1 discJphna: il personale di leva appare meno soddisfatto del grado di informazione sulla attività della Rappresentanza fornito alla base (per maggiori particolari sull'argomento vedasi Tab. 29): esso appare inoltre più propenso ad una scissione della funzione rappresentativa tra le due categorie di personale.
13.2.6.
DATI STATISTICO-A 'AGRAFICI SULCAMPIO E.
La richiesta e la successiva elaborazione di questa categoria di dati è stata fatta allo scopo di operare incroci che permettessero sia di caratterizzare certi tipi di risposta in relazione a situazioni di ambiente socioculturale e familiare de i rispondenti. sia di confrontare i dati della base con quelli del personale eletto negli organi della Rappresentanza. Le tabelle contenenti questi dati sono comunque riportate in allegato (Il Parte. dalla Tab. 30 alla 39b): si può notare come esse mostrino anche una buona dispersione delle unità statistiche in tutti i sottoinsiemi considerati. Volendo considerare la generalità del campione. si può rilevare che il 68 % dei rispondenti si situa nella fascia d'età al di sotto dci 31 anni: su questa percentuale incidono fortemente le categorie C, D, ed E. Il 62% del campione è celibe. La provenienza geografica appare così ripartita: Italia settentrionale .................. . ..... 24.2 <:-( Italia centrale ............................... 24. 7c;. Italia meridionale .......................... 35. 7c, Isole ............................................ 13.9c;. Stato estero .................................... 1.5Cf· Il 2-L8% dei rispondenti è nato in un capoluogo di regione. il 19.9% in un capoluogo di provincia. il 20.5% in una città non capoluogo ed il 34.8% in un villaggio o paese. Il titolo di studio ultimo conseguito .appare così ripartito: Licenza elementare .................................... 2. l <ì( 250
t.
Licenza media inferiore ........................... . 3l.2C.t Diploma professionale (triennale e simili) .... 11.5%Maturità (classica. scientifica. tecnica. ecc.) .42.-llk Laurea (ed eventuali specializzazioni) .......... 12.5 ~ L'origine sociale dei rispondenti. valutata sulla base della professione paterna. appare la seguente: · Aff1ttuano · agnco · lo ........................ .4.4 ait Artigiano ....................................... 8.4%Commerciante ................................ 8. l%Impiegato o insegnante .................. 23. 7C.( Industriale o proprietario terriero ...... 6.2<;( Professionista ................................ 11.6lì? Ufficiale o sottufficiale ................... 11.29é Operaio ....................................... 26.3o/c-
13.3. OSSERVAZIONI CONCLUSIVE Tra i punti salienti che emergono dai dati del sondagg1o appare m primo luogo interessante rilevare la presenza di una certa disaffezione verso la Rappresentanza nel comportamento elettorale delle categorie Be C. che presentano le maggiori percentuali di assenza dal voto: tale rilievo trova una conferma nella maggiore percentuale di schede bianche/nulle di ta li categorie nelle diverse elezioni primarie effettuate (vedasi cap. 6). I delegati eletti ai vari livelli presentano. inoltre. un grado di istruzione mediamente superiore a quello della base: anche questa rilevazione. che emerge dal sondaggio soltanto per i COBAR e i COIR. si completa. per il COCER. con i dati statistici sui delegati relativi ai cinque mandati (vedasi cap. 7. l). Un altro aspetto saliente dell'indagine è dato dall'orientamento espresso dalla maggioranza dei rispondenti verso forme rappresentative di tipo non corporativo ma partecipativo. orientamento che si ritrova a nche tra i membri del COCER in carica (vedasi sintesi delle interviste al COCER. cap. 7.2). ~51
Un confronto tra la scala di rilevanza attribuita dal campione alle materie di competenza della Rappresentanza c la frequenza di trattazione effettiva da parte del COCER nei quattro mandati già conclusi (vcdasi cap. 9.1) indica un parziale disallineamento. Infatti mentre il COCER. forse nell'ansia di presentare alla base risultati concreti. ha. sinora. posto in prima linea materie quali il trattamento economico. la base dei rispondenti pare più orientata a fornire alla Rappresentanza gli strumenti normativi idonei a consentirle di operare con efficacia. Dai dati del sondaggio emerge un prcci~o orientamento della base ad attribuire ad una propria Rappresentanza -c non più alla scala gerarchica- la tutela degli interessi professionali. Nella opinione prevalente dunque l'istituto della Rappresentanza seppure imperfetto c suscettibile di modifiche. sembra presentarsi come un punto di non ritorno: opinione che si allinea con la tendenza già rilevata nei paesi europei che hanno attuato forme rappresentative del personale militare (vcdasi cap. 2). La valutazione che la base dci rispondenti da dell'operato concreto degli organi di Rappresent<•nza presenta diverse sfaccettature: esso viene considerato complessivamente inadeguato rispetto alle esigen7e concrete CTab. 7) e troppo poco inci~ivo sulla realtà effettuale (Tab. Il). Come cause vengono prevalentemente indicate la impreparazione c la inesperiel17a dei membri (T ab. IO). i vincoli della normativa vigente. la mancanza eli continuità nell'azione. il timore verso la gerarchia (Tab. IJ). Inoltre gli organi della Rappresentanza ai vnri livelli ven~ono imputati di non mantenere un sufficiente collegamento con la base (Tabb. 12. l H. 29). L ·atteggiamento - prevalentemente contrario - ver~o una ipotesi di sindacalizzazione delle forze armate mette in luce una area di rifiuto nominale più vasta di quella di un rifiuto della funzione concreta che il sindacato svolge nella società attuale. Ciò può trovare sp1egazione nella politicizzazionc che Il smdacato italiano ha avuto in un recente passato c(l anche nella esasperazione di talunc forme eli lotta tuttora praticate. Un ultimo aspetto saliente che emerge dall'analisi del sondag~io
è la netta propensione ad una separazione delle tutela degli interessi tra personale professionale e personale di leva. Anche questo aspetto sembra a llineare le aspettative della base con la realtà delle forze armate che hanno svi luppato forme di rappresentanza degli interessi del personale. Come accennato in Premessa. il questionario prevedeva la possibilità per il compilatore di inserire, in apposito spazio. le sue osse rvazioni. Per aggiungere quindi a l nostro comme nto quello diretto dei rispondenti. ci sembra utile chiudere questo paragrafo riportando una sin tesi di tali osservazioni. Su 2175 questionari utili. 225 (pari a l 10.4ck ) presentano lo spazio dedicato alle ··osservazion i"' riempito in qualche modo significativo . Il maggior numero di osservazion i è dedicato ad apprezzamenti Sl!l sondaggio o sul questionario (n. 106. pari al 47 ~ del totale). Essi appaiono così ripartiti: - apprezzamenti positivi n . ...J.I - apprezzamenti interlocutori n. 39 - apprezzamenti negativi n. l I - timori verso una insufficiente garanzia dell"anonimato n. 15 Seguono le valutazioni e proposte sul funzionarnenro della Rappresentanza. Esse sono 92 . pari al ...J.I C( del totale. ed appaiono così ripartite: - giudizi sostanzialmente positivi sul l"istituto n. 12 - giudizi sostanzialme nte negativi su Il" istituto n. 17 - giudizi su una carenza di informazione interna n. 9 - elencazione di problemi che l"isti tut o dovrebbe risolvere n. 7 - proposte di modifiche dei poteri o de l fu nz ion amento della Rapprese ntanza n. 4 1 (tra di esse 16 auspicano la a ttribuzione di un potere negozia le) - auspici di un maggior interesse della gerarchia verso il funzionamento dell'istituto n. n - varie n. 5 (nota : ne lla elencazione risultano 97 ricorrenze invece di 92. perchè a lcuni risponde nti nelle osservazioni ha nno trattato più di
253
un aspetto) Il terzo gruppo di osservazioni riguarda valutazioni generali sul servizio militare (in partico lare di personale in servizio di leva) c con 2 1 ricorrenze rappresenta il 9.3 %- del totale. N. 6 osservazioni infine. pari al 2.7o/r del totale. riguardano argomenti diversi. Volendo fornire qualche campione .. vivo .. delle osservazioni avanzate riportiamo di seguito alcune di esse nella loro fom1a o riginale. Tra i molti che hanno espresso auspici eli miglioramento dell' istituto riportiamo: ··spero che le risposte date vi aiutino a risolvere i molteplici problemi dei militari di leva e di quelli di carriera. perchè dopo gli studi e le ricerche ci vogliono anche le vere applicazioni per avere un esercito degno della Nazione I talia ... .. ritengo positivo questo sondaggio ,d'opinione. Spero che l'esito finale venga tempestivamente divulgato attraverso gli organi di i nformazione··. Tra coloro che lamentano una carenza di informazione interna: --Je attività svolte dai COIR - COCER non sono ben divulgate o per niente divulgate. Ne consegue che non tutti sanno ciò che si fa o si sta facendo e il loro risultato. Se ne determina quindi uno scarso o nullo interessamento a tutti i livelli. Tantissimi ignorano lo scopo della Rappresentanza ... T ra le numerose proposte avanzare citiamo: .. la R appresentanza Militare dovrebbe: - essere formata da personale preparato c rieleggibile. - avere maggiore possibilità negoziale anche su problematiche di servizio. - programmare secondo un piano nazionale gli obiettivi. - salvaguardare ed applicare la Costituzione Italiana che in alcuni casi la condizione militare non rispecchia e segue. - essere fornita di un sistema di informazione e divulgazione. oltre che di propa!!anda ...
··(a co llegialità delle delibere. utile per gli argomenti di comune interesse . si ri ve la controproduce nte allorchè vengono trattati argomenti di specifico interesse di singo le categorie. Consigli omogenei. formati da rapprese ntanti di singole categorie. eviterebbero richieste strane. risultato di pesanti compromessi. che finiscono per screditare la attivitù della Rapprese ntanza ··.
255
PARTE l
AREE TEMAT fCH E
NOTA SUI CALCOLI USATI PER ALCUNE TABELLE a) PERCENTUlll.I PONQERATE PER FORZA ARMhTè. (Tab lb, 3, 9) Per queste tabelle s i è usato il seguente procedimento : l) E' stato calcolato il rapporto tra i militari dell ' Esercito che hanno rispos to alla domanda cui faceva riferimento la t a bella e quelli delle altre FF. AA. 2) Si è quindi moltiplicato il numero dei militari della Marina e dell'Areonautica per i rispettivi rapporti calcolati al punto l) . 3) Tutte le percentuali sono state quindi calcolate sui dati ottenuti al punto 2) b) GRAQO DI IMPORTANZA (Tab lO)
Per ogni risposta indichiamo con : rl r2 r3 r4 r5
numero numero numero numero numero
dei dei dei dei dei
militari militari militari militari militari
che che che che che
hanno hanno hanno hanno hanno
indicato indicato indicato indicato indicato
il l' posto il 2' posto i l 3. posto i l 4' posto i l s' posto
allora l ' indice di rilevanza per quella risposta è: 5·rl + 4·r2 + 3·r3 + 2·r4 + l·r5 i
rl + r2 + r3 + r4 + r5
257
l c) GRAQO QI IMPORTAtiZA (Tab 14) Per ogni risposta indichiamo con: rl r2 r3 r4 r5 r6 r7 r8
numero numero numero numero numero numero numero numero
dei dei dei dei dei dei dei dei
militari militari militari militari militari militari militari militari
che che che che che che che che
hanno hanno hanno hanno hanno hanno hanno hanno
indicato indicato indicato indicato indicato indicato indicato indicato
il il il il il il il il
1' 2' 3' 4'
posto posto posto posto s' posto 6' posto 7' posto a· posto
allora la scala di importanza per quella risposta è: 8·rl + 7 · r2 + 6·r3 + 5·r4 + 4 · r5 + 3 · r6 +2 · r7 + 1 · r8 s = ---------------------------------------------------------r1 + r2 + r3 + r4 + r5 + r6 + r7 + r8
d) GRADO DI SOQQISFAZION& (Tab 15) Per ogni risposta indichiamo con: rl numero r2 numero r3 = numero r4 numero
dei dei dei dei
militari militari militari militari
che che che che
hanno hanno hanno hanno
indicato indicato indicato indicato
l
"molto" "abbastanza" "poco" "per niente"
Per ogni risposta il grado di soddisfazione è dato da:
g
l·rl + 2·r2 + 3·r3 + 4 · r4 rl + r2 + r3 + r4
258
TABELLA
J...a.
Partecipazione alle elezioni Dati generali
Sempre . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81.1% Tutte le volte meno una ... . 6.5% Tutte le volte meno due ... . 2. 7% Tutte le volte meno tre ... . l . 4% Mai . . . . . . . . . . . . . . . . . · · · · · · · 8. 4%
259
tv
~
~
TABELLA
lb
Suddivisione per categoria e Forza Armata di coloro che dichiarano di non avere mai partecipato alle elezioni (percentuale ponderata)
l E.I. M.M.
l A.M. l TOTALI
Cateqoria A
l
8B 6
Il Il
-
6.5
Il Il
Cateqoria 8 5.2 8.1 14.6 27.9
l
Cateqoria C
Il
Cateqoria D
Il
Cateqoria E
Il
l ~ Il Il Il
Il
Il
8.4
28.0
Il
TOTALI
J:l. 2
3. 6
4. 6
33.3
4.3
6.2
33.5
11.8
Il
25.8
Il
100.0
l l
l l l
TABELLA
2a
Motivazioni di assenza dal voto PERCENTUALE GENERALE DELLE RISPOSTE ·
Sfiducia nell'organismo ..... .... . . . . . . . . . . .... ... ..... 8.3% Delusione sull'operato della Rappresentanza Militare . . ll.9% Impossibilità di partecipare ... ...•... ... ..... ... ... .. 67.9% Altro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ll.9%
26 1
T ABELLA
21::>
Mot i v a z ioni di assenza da l v o t o Distribuzione percentuale delle ri s poste per categoria all'interno di ciascuna Forza Arma ta.
Sfil!uci1 nel l •orqanin o
E. I.
M.M .
TOTALI
h poss!blliU di p~rte<:ipue
litro
C4t. A
5. 4
5.4
81.1
C4t. 8
11.4
1 4 .3
68.6
5.7
C4t. c
18.8
25 . 0
43.8
12.5
8.1
~t.
D
3.8
7.7
76.9
11.5
cat.
e
7.5
7.5
57.5
27.5
C.t. A
15.8
0 .0
78.9
5.3
cat. a
o .o
4 3.8
31.3
25 . 0
C.t. c
0.0
26.3
63.2
10.5
D
o.o
o.o
80.0
20.0
~t.
l
o.o
0.0
75.0
25. 0
~t.
A
o.o
o.o
75.0
25 . 0
C.t. 8
7.7
2 3 .1
65. 4
3. 8
cat . c
0.0
0 .0
1 00.0
0.0
cat. D
0.0
0 .0
100.0
0.0
C.t. l
25.0
o.o
75.0
0.0
C.t. 1
8.3
2.8
79 . 2
9 .7
~t.
8
7.2
21.7
61. 4
9. 6
~ t.
c
7.0
23 . 3
58.1
11 . 6
~ t.
D
4 .9
4.9
80.5
9.8
9. 4
5 .7
62.3
22.6
~t .
A. M.
Delusione su operato I.X.
~ t.
l
Nota: le percen t u a li sono riportate orizzontalment e, per riga.
262
TABELLA
3
Percentuale degli eletti ai COBAR che si sono presentati candidati ai COIR (percentuali ponderate per F.A. )
Il E. I.
~r
M.M. A.M .
TOTALI
~
Il Il
Cateqoria A ]] Cateqoria B 7.9 20.0 3.1 31.0
Il
11
--U J
~
14.8
u
Il Il
1
3.1 22.3
~
Il Il
Categoria C 7. 9 4.7 9.7 22 . 3
Il 11
~
Il Il
Cateqoria D .
Il
Caetqoria B
7. 9
-
10.0
-
6.5
-
24.4
-
IL 11
~
Il IL
TOTALI 28. l
l! r
49.5 22.4 100.0 ~
f-.) 0\
w
T A B E LL.A
4
Ri p artizione deg li elett i COBAR e degl i eletti COIR per a rea geografica di na scita , titolo di studio (militare e civ ile), e confronto con i risu ltati de l l a base.
Eletti a>BAR
Area geografica di nascita
23-9
26.3
24.4
Italia centr.
27.2
10.6
24.6
Italia aerid.
33.7
47.3
35.6
Isole
14 . 2
10 . 5
13.9
l. O
5.3
1.5
100.0
100.0
100.0
TOTALI Lic. eleaentare
1.5
5.0
2.0
Lic. aedia int.
19.6
30.0
31.3
Dipl. profess.
8.3
10.0
11.6
Dipl. aatw:ìU
51.5
35. 0
42.5
19.1
20.0
12.6
100 . 0
100.0
100.0
LaW:t&
TOTALI Titolo di studio militare TOTALI
Base
!tali. sett.
Stato estero
Titolo di studio civile
Elett i ma
Accadeaia Kil.
80.0
-
76.9
se. di eutrra
20.0
-
23.1
100.0
-
100.0
Nota: il numero degli eletti COIR ricompreso nel campione, pur essendo percentualmente superiore al corrispondente valore dell'universo, é di per sè esiguo (21 casi); i dati riportati in tabella presentano quindi un certo grado di arbitrarietà. 26~
TABELLA
Sa
Definizione che viene data della Rappresentanza Militare PERCENTUALE GENERALE DELLE RISPOSTE
Organo interno alla istituzione .............. .... 11.8% Organo di partecipazione del personale . . . ....•... 42.1% Organo di tutela degli interessi del personale ... 35.3% Sindacato del personale militare .............. .. . 5.8% Altro ...................... ... ............... ... . 5. O%
265
TABELLA
5b
Definizione che viene data de1la Rappresentanza Militare Distribuzione percentuale delle risposte per categoria ciascuna Forza Armata.
orqaJ>O Interno
OfqaJ>O
E. I.
TOTALI
dtl persocale
S!nclaato dtl persocdt o!lltart
!llro
21.1
36.0
32.1
2.3
8.4
c:.tt. 8
12.6
32.6
43.7
4.2
6.8
c:.tt. c
13.8
38.5
37.6
7.3
2.8
o
10.7
50.2
31.2
).4
<1.4
c:.tt. E
8.3
49.5
31.2
9.2
1.8
c:.tt. A
19.1
39.4
30.9
4.3
6.4
c:.tt. B
5.9
37.0
44.5
5.0
7.6
c
7.0
53.0
29.0
10.0
l. O
c:.tt. D
12.5
42.5
22.5
17.5
5.0
c:.tt.
A.M.
deqli interessi
c:.tt. A
c:.tt.
M.M.
OfqaJ>O tutela
di
dl'ist!tutione partecipa lione dd personale
all'inter~o
l
c:.tt. r
2.6
)l. 6
47.4
10.5
7.9
c:.tt. l
16.5
40.4
31.2
2.8
9.2
C.t. B
7.4
45. 0
4 0.6
3.1
3.9
C.t. c
2.8
58.3
)).)
5.6
o.o
c:.tt. D
11.8
51.0
25.5
7.8
3.9
c:.tt. r
8.3
47.2
36.1
8.3
0.0
C•t. l
19.4
37.5
32.5
2.7
8.0
Cat, B
8.7
39.3
42.2
4.2
5.6
C.t. c
10.3
47.2
32.8
8.1
1.5
c:.tt. D
11. o
49.4
29.4
6.1
4.2
c:.tt. r
7.3
47.0
33.7
9.8
2.2
Nota: le percentuali sono riportate orizzontalmente, per riga.
266
di
TABELLA
6
Giu dizio sulla forma di Rappresentanza italiana.
l
Pienamente adeguata
] Parzialmente adeguata
l Parzialmente inadeguata l Completamente inadeguata
Il Il ~ ~ ~
cat .
Ă€
Il
8.3 55.8 22.4 13.5 ]
cat. 8
Il
cat. c
Il
13.4 ]]18.1
54.~ ~ 17.6 ~ 14 . 1 ~
cat. D
Cat. B
10.3 i110 . 0
53 . 6
56.3
15.6
22.8
12.7
Il
~
10.6
~ ~ ~
llrorm nl ~~~11.5
50.2 20.6 19.3
Nota: le percentuali sono riportate verticalmente, per colonna. lv Q\ -...1
~ ~ ~
]l
54.1 19.6 14 . 9
~
N
Q\
ex:
TABELLA
w
7
Giudizio sull ' operato della Rappresentanza Militare .
l Adeguato l Inadeguato Adeguato o inadeguato secondo il mandato
l Altro
l
Il
cat. n.
Il
1113 -1 ~
20.2
11 3 2. 5
1
22 . a
67 . o
63•s
11
45 . 1
11
5 2 •4
11
cat.
1.
11
cat. c
Il
cat. o
Jl cat. Il IBB:jl E
1
54 . 9
1
TOTI.LE
l
20 ••
1
59 . o
1
UEULJUUl
Il
5.8
Il
3.l
Il
l.l
Il
4.l
Il
3.6
Il
3. 8
Nota: le percentuali sono riportate verticalmente, per colonna.
TABELLA
8
Giudizio sull 'operato della Rappresentanza Militare suddiviso secondo i giudizi espressi sulla forma della Rappresentanza.
Giudizio
sulla
forma della Rappresentanza
l
~ M~ato
l Pienamente adeguata Parzialmente adeguata o inadeguata Completamente inadeguata
lv
"' \C
~
c::J
l
Giudizio sull'operato
77.7
Inadequato ¡
~
16.8
~
Mequato o ina¡ dequato, secondo il tanda to
4.6
Altro
~
0.8
.
~
c=LJUU ~~~
Nota: le percentuali sono riportate orizzontalmente, per riga.
"'
lv -...l
...
o
TABELLA
9
Distribuzione percentuale per categoria e per Forza Armata dei giudizi di inadeguatezza sia sulla forma che sull ' operato d ella Rappresentanza Militare (percentuali ponderate per Forza Armata) .
l l
E . I. M.M.
A.M .
TOTALE
l
cateqoria A
Il Il l l
10.3
7.5
2.3
9.0
10.9
5.3
10 . 8
13 . 8
2.0
30.1
32.2
9 .6
cateqoria 8
categoria c
Il Il Il Il Il
cateqoria D 6.2
Il
l
categoria E 7 .0
3 .4
4.7
2.7
4.1
12.3
15 . 8
Il Il Il Il
li
roTALE
33 . 3 33.3 33 .4 100 . 0
l
TABELLA
10
CAUSE DI UN GIUDIZIO NEGATIVO SULL'OPERATO DELLA RAPPRESENTANZA GRADO DI IMPORTANZA ATTRIBUITO
3.5 3.0 2.5 2.0
1.5 1.0
0.5 0 •0 f
lv -._j
JL.òU!-Iu.llll-~lu.&.IL
~aEro iresperi~ma ~ JStri
~~TOTALE
e= Di
ll] cat. A
gerarchia
~Cat.
Disintuesse dei p:>litici
B
ll]cat. c
Ostilità della qeruàùa
~Cat.
D
E
...
TABELLA lv -1 lv
J... J...
Giudizio complessivo s ull'attivitĂ degli Organi d i Rappresenta nza
""
Giustazente incisiva
Categoria
l
Nociva alla disciplina .
l!on so
20 . 8
56.9
4.7
6. 2
11.4
B
22 . 1
55.3
5.5
4.5
12 . 6
c
16 . 7
54 . 3
4. 3
1.4
23 . 2
D
22 . 2
57 . 6
1.6
1.3
17 . 4
E
10 . 6
58 . 8
3. 8
3 .4
23 . 4
Il
Il
TOTALE GENERALE
Nociva all' in aqine
A
l Forza Armata
Troppo poco incisiva
l
l
Il
l
E. I.
18 . 6
57 . 2
3 .9
1!. 1!.
13 . 2
58 . 8
4.7
4. 2
19 . 1
A.l!.
26 . 9
53 . 1
2.9
2. 7
1 4. 3
4. 1
16 . 1
~
Nota : le percentuali sono riportate orizzontalmente , per riga .
l
16 . 8
TABELLA
12
Definizione delle attivitĂ degli organismi della Rappresentanza. coerente con la base
Categoria
Saltuaria
IV
.......
VJ
rapacciata dalla nomtiva!l
13.4
26.6
12.4
18.1
29.6
8
17.6
13.0
18.3
19.0
32.0
c
19.6
21.1
19.3
24.8
15.2
D
12.3
32.8
17.2
12 . 7
25.0
E
15.2
24.6
21.7
17.2
21.4
E. I.
15.6
K.K.
A.K.
l
Il
l
23 . 3
17.4
17.0
26.7
10.5
23.0
21.7
22.3
22.5
19.1
20.4
13.8
16.6
30.0
18.3
25.9
l
l
TOTALE GENERALE
Staccata dalla base
A
l Forza Armata
Ti110rosa della qerarcbia
16.3
l
22.3
Il
17.1
l
Nota: le percentuali sono riportate orizzontalmente, per riga.
...
lv -...) ~
TABELLA
....
.1.3
Analisi dei motivi per i quali l'attivitĂ degli organismi di Rappresentanza viene definita come poco incisiva.
l Saltuaria ed 1 estemporanea Timorosa della gerarchia
1 Staccata
dalla base
l Impacciata dalla
normativa
roTA~
lf-cat.
A
r
cat.~Tcat. c- Il cat.
D
Il
~~~ E
l
BBBBEJB
DCJBBEJB BBBBBEJ
~
21 . 9
~
19.6
~
27 . 7
~
31 . 4
~
13 . 5
~
18.0
Nota: le percentuali sono riportate verticalmente, per colonna .
l
TABELLA
1 4
GRADO DI IMPORTAN ZA ATTRIBUITO ALLE MATERIE TRATTATE DALLA RAPPRES ENTANZA MILITARE
6.0 ?;-------------------------------------------------------5.0
4.0 3.0
2.0 1.0 0 .0 .. J1::11•1~1-.,-iU(
JUII•IUJI_,_I~I---Jw!U:I(
Joraativa sulla R.!ppresentdnza 1-J -...J
'J)
~TOTALE
· m
status qiuridico cat. A
Tratwento ecmllico
~1
JQ:II-fWI-"""'1...,___~,..,
'lrattueoto previdenziale Cat. B
J.ss
sanitaria -
ProiOzione socio-oùtmale
Cat. C
~
A11099i
Tutela 10rale
e qiuridi~
Cat. D
rJl!!IJ
Cat. E
l.J -..J
TABELLA
1 5
Q\
... GRADO DI SODDISFAZIONE RELATIVO ALLA TUTELA OPERATA DALLA RAPPRESENTANZA
sulla Rappresentanza
IS:ยงI TOTALE
ecooolico A
~
MILITARE PER LE SINGOLE MATERIE
pretidenziale Cat. B
sanitaria
11111Cat.
socio-culturale C
fS!
10ra e qiuridica Ca t. D
r!/JJ.A
Ca t.
E
TABELLA
16a.
Metodi di risoluzione dei problemi del personale PERCENTUALE GENERALE DELLE RISPOSTE
Trami te la linea di comando ..................... . .......... .. .... 16 . O% Su iniziativa dei vertici militari ............................... 5 . 9% Tramite una collaborazione tra vertici mi l itari e Rappresentanza.4 J . 5% Tramite la Rappresentanza Militare ............................... 29 . 6% Tramite partiti o associazioni ................................... 5 . 0%
,.. lv -....)
-.....!
TABELLA
16b
Me tod i di risoluzione dei problemi del pe r s onale Distribuzione percentuale delle risposte per categoria a ll'interno di ciascuna Forza Armata .
!Tn ite la linea di coaando
E.I .
!Tu itt la 2appresentlllla Mili tare
!Tn ite partiti o associazioni
11.9
52 .1
19.0
6.4
Cat . 8
8. 9
6.8
40 .1
33 . 9
10 .4
c
30.4
3.6
37 . 5
26.8
1.8
Cat. D
10 . 1
5.8
46 . 9
32 . 9
4. 3
Cat. E
31.5
4.5
38 . 3
2 4. 3
1.4
Cat . A
7 4
9.5
54 . 7
21.1
7 .4
Cat. 8
10 . 7
7. 4
43 . 8
33 . 1
5.0
c
23.0
2.0
37 . 0
37.0
l. O
Cat. D
10 . 0
2.5
55 . 0
27 . 5
5.0
cat. E
30 . 0
0.0
40.0
20.0
10 . 0
Cat. A
5.4
8.9
5 0.0
30.4
5 .4
Cat. 8
6.0
2.1
45.1
4 2.1
4.7
c
5.6
2.8
50 . 0
4 1.7
o.o
Cat. D
3.9
2.0
58 . 8
29.4
5.9
Cat. E
37. 1
2.9
28 . 6
25 . 7
5.7
Cat. A
9. 4
10.5
51.6
22.3
6.2
Cat. 8
8.7
5.0
43 . 0
36 . 6
6.7
Cat. c
25 . 5
3.3
38 . 3
31.4
1.5
Cat. D
10 . 5
4 .5
48 . 9
31 . 6
4 .5
Cat. g
30 . 8
3.7
36 . 8
24 .6
4.0
Cat.
TOTALI
Collaborazione t ra vertici t 2appr. Ili!.
10.6
Cat.
A.M.
dei vertici aHi lari
Cat. ,\
Cat.
M.M.
Su iniziativa
o
Nota: le percentuali sono riportate orizzontalmente, per riga.
278
TABELLA
:1..7
Valutazioni sulle azioni utilizzate dalla Rappresentanza per sostenere le proprie richieste.
Il
-.1
-c
Contrari
l
J Incontri con il Ministro
~
46.1
~
29.6
l
il
Il
65.8
Il
20.9
l
~
41.4
~
50 . 9
Incontri con le Comm. Parlam.
1 Divulgazione stampa
lv
favorevilijl
l
TABELLA
18
Azioni che dovrebbero essere intraprese dalla Rappresentanza Militare per sostenere le proprie richieste.
l
TOTALE
l
~t.
A
Cat. 8
~t.
c
~t.
D
Cat. t
Incontri con le Commiss. Parlamentari
18.6
23.3
22.2
17 .7
9.0
13.1
Divulgazione a mezzo stampa
17.6
20.0
16.6
13.3
19.6
18.7
10.3
15.1
20.9
16.9
18.2
13.8
15.1
11.2
10.1
22.2
11.2
12.2
15.6
14.5
12 .0
7.9
6.5
Maggiore coinvolgimento della base
8.6
10.0
10.2
7.0
7.4
7.0
Seguire la via gerarchica
4.6
5.6
2.8
3.2
5.8
6.5
Collegamenti con la classe politica
3.7
4.1
4.8
1.3
4.2
3.3 l
ottenere poteri negozia l i
3.0
2.9
5. 4
2.5
Agire come i sindacati
2.5
3.3
2.3
1.9
Stesse forme attuali
2.4
3.8
1.5
Altre risposte
5.6
5.8
6.5
Maggiore incisività e concretezza nell'azione Piì:t intensa collaborazione con i vertici militari Incontri col Ministro
B
~ 3.2
1.9
3.8
1.6
1.4
3.2
4.7
5.7
Nota: le percentuali superano il 100% perché ai rispondenti data la possibilità di fornire due risposte
280
0.9
era
TABELLA
19a
Adesione ad una ipotesi di sindacalizzazione
PERCENTUALE GENERALE DELLE RISPOSTE
c ertamente sl .• . ......... 13.4\ Probabilmente sl .. . .•.•• . 25 . 0\ Probabilmente no .. . .•..•. J6 . 9\ Certamente no ... .. ....... 24.7\
28 1
l TABELLA
:J..9b
Adesione ad una ipotesi di sindacalizzazione Distribuzione percentuale delle risposte per categoria all'interno di ciascuna Forza Armata.
E. I .
M.M.
A.M.
Certaaente sl
Probabihente si
Probabilaente no
Certn ente no
cat. A
12 . 5
20 . 2
34.3
33.0
cat. 8
22 .0
26.2
29.3
22.5
cat. c
19.6
33.6
29.9
16.8
cat. D
8.2
30.3
47.1
14.4
cat. E
12.0
29.5
36.9
21.7
cat. A
10.6
23.4
38.3
27.7
Cat. 8
17. 2
23.8
29.5
29.5
cat. c
14.0
16.0
41.0
29.0
cat. D
5.0
17.5
57.5
20.0
Cat. B
35.9
17.9
23 . 1
23.1
cat. A
11.5
23.9
35.4
29.2
3 4 .5
25.1
8
12.8
27.7
cat. c
8.1
29. 7
48 . 6
13.5
cat. D
3.9
23.5
47.1
25.5
cat. E
8.3
22 . 2
41.7
27.8
cat. A
11.6
21.5
35.6
31.3
s
17.6
26.5
31.3
24.6
cat. c
16.3
25.6
37.8
20.4
cat. D
7.0
26.4
48.7
17.8
z
14.6
26.3
36.1
23.1
~t.
TOTALI
cat.
cat.
Nota: le percentuali sono riportate orizzontalmente, per riga.
282
TABELLA
20
Tipo di sindacato prcscolto da coloro che si dichiarano tavorevoli ad una sindacalizzazione del personalo.
TOrA!.E
Cat. l
Cat. 8
Cat .
c
Cat. D
Cat. E
Sindac ato militare ad hoc
22 .9
28.2
3 2.8
14. 8
7.5
7 .1
Adesione ai sindacati civili giĂ esistenti (in gran parte CGIL-CISL-UIL)
18.6
13.7
15.3
16.7
24.5
30.0
sindacato specificaroente orientato all'ambiente militare
11.0
6.5
11.9
11.1
1 5 .1
15.7
Sindacato autonomo apolitico
1 0.8
21.8
9.6
5.6
7.5
2.9
Organi dell a R.M.
6.9
2.4
3.4
22.2
Si ndacato simile a quello della P.S.
3.1
4.0
5.1
1.9
-
Nessuno di quelli esistenti
3.1
4.0
2.8
1.9
5.7
1.4
Uno qualsiasi
2.4
2.4
2.3
3.7
5.7
un sindacato per ciascuna categoria di personale
1.4
3.2
l. l
-
-
-
1.4
20.4
13.7
15.8
22.2
Non so, dipende dal programma
12.9
-
34.0
28.6
Nota: le percentuali sono riportate verticalmente, per colonna.
283
TABELLA
21
Confronto degli atteggiamenti verso un'eventuale sindaca lizzazionc del le Forze Armate tra delegati eletti negli Organi di Rappresentanza e la base dei rispondenti (valori percentuali s ui rispettivi universi )
Eletti ai COBAI
5.1
5.8
Iscrivendosi a partiti
6.7
8.9
Iscrivendosi a sindacati
6.7
7.9
38.9
38.4
Un sindacato ailitare
22.1
22.9
Un sind. civile esistente
18.9
10.8
3.2
2.4
Definisce la R. M. come il sindacato dei militari I problemi del personale andrebbero risolti: Aderirebbe, se possibile, ad un sindacato (*) In caso affermativo aderirebbe a:
Base
Sindacato coM quello P.S.
(*) La percentuale sale però al 61,9\ se si analizzano le risposte dei delegati Êletti ai COIR.
284
TABELLA
22
Personale che esprime, c omplessivamente, orientamenti di tipo sindacale (l).
Perc entuale rispetto alla base dei r i spondenti
38.3
Percentuale di detto personale che si dichiara favorevole ad una ipotesi di sindacalizzazione
4 2.3
Sudd i visione per Forza Armata
Suddivisione per categoria
t. l.
50 . 2
u. u.
22.3
A
25.5
a
35.2
c
10 . 9
D
16. 4
t
12.0
27.5
(l) Si è selezionato il personale che: - non considera la R.M. come organo interno alla istituzione militare; - non ritiene la tutela degli i nteressi de bba essere ope r ata dalla scala gerarchi ca; - ritiene debbano negoziali ; - ritiene che debba delegati.
essere attripuite al essere ammessa la
CO.CE . R.
funzioni
r i eleggibilitĂ
dei
285
t-J
..
0::
o-
TABELLA
23a.
Attribuzione di un·a funzione negoziale al COCER ed eventuali modalità PERCENTUALE GENERALE DELLE RISPOSTE Nessuna funzione negoziale ............ 9.3% Attribuzione per categor ia ... .. . ...... J4.5% Attribuzione distinta tra spe e leva .. J7.2% Attribuzione nella struttura attuale .. l8.9%
t
TABELLA
23b
Attribuzione di una funzione ncgoziale al COCER cd eventuali modalitĂ Distribuzione percentuale delle risposte per categoria all'interno di ciascuna Forza Armata.
E.I.
Messuna funzione neqoliale
Attribu1ione per cateqorla
Attribu1ione distinta spe/leva
Attribulione nella struttura attuale
cat. A
12.1
35.4
32.5
20.0
cat. 8
5.9
41.1
35.1
17.8
cat. c
ll. 7
35.9
39.8
12.6
o
9.1
39. 4
35.9
15.7
cat. E
6.7
24.9
51.2
17.2
cat. A
8.6
35.5
35.5
20.4
cat. 8
2.5
33.6
42.9
21.0
cat. c
7.4
34.7
47.4
10.5
o
10.5
26.3
39 . 5
23.7
cat. z
10.8
32.4
54.1
2.7
cat. A
18.9
33.3
27.9
19.8
cat. 8
3.5
39.6
25.7
31.3
cat. c
5.7
42.9
25.7
25.7
cat. D
14 . 0
38.0
30.0
18.0
cat. 2
8.6
25.7
51.4
14.3
cat. A
13.0
34.5
32.6
19.9
cat. 8
5.0
38.8
32.4
23.8
cat. c
9.7
35.7
42.2
12.4
o
9.7
37.1
35.8
17.4
8.3
26.5
50.7
14.6
cat.
M.M.
cat.
A.M.
TOTALI
cat.
cat. !
Nota: le percentuali sono riportate orizzontalmente, per riga.
287
TABELLA
24
orie ntamento c i rca l' abolizione d ella norma c h e non c onsente la r iel egg ibil itĂ dei delegati.
l Forza Armata
Favorevole
288
Contrario
E.I.
72 . 0
28.0
K.K.
74 . 5
25 . 5
A.K.
72 . 2
27 . 8
l
l l
Il
l
Il
Cat egoria
A
72 . 5
27 . 5
,.
B
77 .0
2 3. 0
c
68 . 2
3 1. 8
D
7 3.3
26 . 7
E
68 . 5
31. 5
TOTALE GENERALE
Il Il
72 . 9
Il Il
l
l 27 . 1
l
TABELLA
25a.
Orientamento¡sulla abolizione della norma che non consente al CO.CE.R. di emettere direttamente comunicati stampa PERCENTUALE GENERALE DELLE RISPOSTE contrario .......... 42.0% Favorevole .. . ..... . 58.0%
... t.J
oc
\0
TABELLA
25b
orientamento sulla abolizione della normu che non consente al CO.CE.R. di emettere direttamente comunicati stampa Distribuzione percentuale delle risposte per categoria all'interno di ciascuna Forza Armata. Contrario E.I.
M.H .
A.H.
TOTALI
Favorevole
cat. A
43.6
56.4
cat. s
40.4
59.6
Cat. C
62.5
37. 5¡
cat. D
35.0
65.0
Cat. E
41.3
58.7
cat. A
27.2
72.8
Cat. B
35.7
64.3
cat. c
41.9
58 .1
cat. D
43.2
56 .8
cat. E
44.4
55.6
cat. A
52.8
47.2
cat. B
36.0
64.0
cat. c
64 .7
35.3
cat. D
42.6
57.4
cat. E
26.5
73.5
cat. A
42.5
57.5
Cat. B
38.6
61.4
Cat. c
53.5
46.5
cat. D
37.5
62.5
cat. E
40 .9
59.1
Nota: le percentuali sono riportate orizzontalmente, per riga.
290
TABELLA
26
Adeguatezza dell'informazione sulla Rappresentanza fornita dai mass media.
Il
l l
Adeguata Parzialmente adeguata
l Parzialmente inadeguata l Inadeguata
rorALE
Il
cat. A
Il 8.8 Il
cat. s
Il 9. 2 Il
cat. c
Il 9 Il 1.
cat. o
cat. E
4.4 1 32 • 4 1 25.o 34 .01142.3 29.9 1 35.0 1117 .91117.2 17 .·2 1119.9 18. o 1 17.7 1 43 . o 1 51. 5 40.0 1 28.7 50.21142.91
Il · 6 • 7 Il
6.3
~
tv
\0
TABELLA
27
OpportunitĂ di una tutela degli interessi del personal esercitata separatamente per ogni categoria.
l Forza Armata
Sl
l
l
292
TOTALE GENERALE
No
E. I.
71. o
29.0
K.K.
70 . 2
29.8 '
A.K.
64.0
36.0
l categoria
Il
l
Il
A
70.5
29.5
8
63.9
36 .1
c
66.0
34.0
D
77 .7
22.3
F.
69.)
)0.7
Il Il
68 . 5
Il Il
l
31.5
l l
TABELLA
28
Confronto delle opinioni espresse circa la Rappresentanza Militare tra i ris pondenti di carriera e quelli in servizio di leva (valori percentuali calcolati sui rispettivi universi). Ki litari in ca.rr i era Ki lit. strv. di leva
~
R.M. come organo collaborativo della catena di comando R.M. come sindacato militare
8.0
R.M. sufficientemente adeguata alla funzione Azione della R.M. vista come:
Sufficientemente soddisfatto del livello di informazione che perviene alla base OpportunitĂ di scindere la funzione rappresentativa per categoria h.) \Q
w
Attribuzione al COCER di funzioni negozia li distinte tra pers . di carriera e leva
67.4
63.3
Ciustaaente incisi va
20.5
16 . 3
Kociva i1111aqine F.A.
5.0
2.7
lfociva alla disciplina
4.5
2.4
D
l
l '
47 . 7
66.9
73 .4
34.4
43.3
,.,
I .J
..
-o +--
TABELLA
29
Grado di soddisfazione sull'informazione verso la base.
Il
T<>rALE
Piena soddisfazione
~
Parziale soddisfazione Parziale insoddisfazione Piena insoddisfazione
Il _~~·- A
Il
~t.
9.9
Il
13.2
Il
13.1
7.0
4.5
Il
45.0
~
45 . 3
~
47 . 9 Il 46.9
41.2
4 2 .9 l
~
22 . 3
20.1
Il
19.1
Il
26.6
23.7
J
27.6
26.8
J
Il Il ~2.8 Il
s_IL :]l. Cat.__
~
26.9
21.4 1119 .9 1119 .2
j
Cat.
o-Jr
~L
El:
6.6
l
PARTE Il
DA TI ANAGRAFICO- STATISTICI
f.J
TABELLA
-o
...
30
:J'
Ripartizione per qrado e per età nel grado della base dei rispondenti.
Suddivisione per fascia di età GRADO GENERALE
(o corrispondente)
COLONNELLO
(o corrispondente)
l l
0.4 1.9
le!l) da 20 dal6 da ll da 16 da 41 da 46 da ~l da 56 più di IO a 25 a 30 a35 a 40 a 45 a so ass a60 di 60
l. l-
.
.
.
.
.
25.0
50.0 25.0
-
.
.
2.7
19.4
22J
41.6
5.9 16.5 2U 23.9 11.1
(o corris~ente)
9.0
.
.
.
CAPITANO
(o corrispondente)
6.1
.
.
20.9
JJ.O
27.8
9.6
1.6
TENENTE, S. TENENTE
(o corrispondente)
25.4
7.2
45.7
40.0
2.3
1.l
0.6
1.1
MARESCIALLO
(o corrispondente)
12 . 8
.
.
.
22.0
SERGENTE MAGGIORE
(o corrispoadente)
8.8
.
SERGENTE
(o corrispondente)
8.4
8.9 81.6
8.2
GRADUATO
(o corrispondente)
14.1 14u 52.8
SOLDATO SEMPLICE
(o corrispondente)
51.2 44.9
TEI'I. COL .
l
% dei risp.
1
MAGGIORE
l
Il
12 . 6
l
Il. O
. .
2.)
0.6
J.S
2.6
.
1.1
0.8
.
24.9 17 .o 16.6 12.5
6.6
•
u
0.6
.
.
.
-
0.6
.
.
.
.
.
.
2.2
0.4
0.4
.
.
.
.
-
3.9
.
.
.
.
.
.
.
12.4 6).0 12.1
l
l
TABELLA
3 :1.
Ripartizione per fasce di età e per categoria della base dei rispondenti.
l
Meno di 20 anni
1115 . 9
Tra 20 e 25 anni
l
Il
Tra 26 e 30 anni
Eili 8BHBBB l B l l
Tra 31 e 35 anni Tra 36 e 40 anni
l
Tra 41 e 45 anni
l Tra l l l
46 e 50 anni
Tra 51 e 55 anni Tra 56 e 60 anni Pii) di 60 anni
33.8
cat. 1.
A
9
15 .0
1 18 . 6 11 17 . 7
l
Il Il Il
Il
cat. o
1.31144.611
9.0
46.6
48.2
4 8.6
2.4,141.8
5 .0
cat. s Z6 .3
Il Il
1 22 . 8 11
11.7
cat. c 51 .4
12.7
11.9
0.4
Il Il Il Il
5.8 1113 .5
7.8
o. 4
0.4
Il
0.1
5.5 1112 .9
Il
7.4
4. 7 1111. 2
Il
5.9
3. 5
Il
3.0
0.2
Il
l.
7
Il Il
- Il
Il
1.0
Il Il
- Il
- Il - Il
- Il - Il
cat.
&
--.J
l
-
-
-
-
l ...l
-a
l l l
Il Il
tOTALE
Nota : le percentuali sono riportate verticalmente, per colonna.
l
TABELLA
32
I.J
-c
:x:
stato civile della base dei rispondenti.
~
Forza Armata
c:::J
l
l TOTALE GENERALE
Coniuqato con a carico
Vedovo o separato
f iqli
64.4
23 .3
11.5
0 .9
K.K.
61.3
18 : 6
19.3
0.8
A.M.
53.7
27.7
17.6
1.0
E.I.
Il
l categoria
Coniuqato
l
Il
Il
A
28.7
41.6
28.2
1.5
8
34 . 9
38.8
24.7
1.6
c
95.3
3.3
1.1
0.4
D
95.5
4.5
-
-
E
98.7
0.9
0.3
-
Il Il
62 . 1
Il Il
22.7
Il Il
14.3
Il Il
:
l 0.9
l
Nota: le percentuali sono riportate orizzontalmente, per riga.
TABELLA
33
Professione del coniuge della base dei rispondenti pe r categoria e Forza Armata. --
Forza Armata
Inseqnante Professi o- Lavoro ni sta autono10
Operaia
E.I.
53.4
24.0
12.4
3.4
0.8
1.7
2.3
2.0
K.K.
67.6
16.2
9.5
2.0
3.4
0.7
-
0.7
A.K.
60.2
21.8
9.0
1.4
2.4
2.8
0.9
1.4
A
53.2
22.0
15.6
4.2
1.4
0.3
1.9
1.4
8
65 . 4
19.9
5.9
0.6
2.2
3.7
0.8
1.4
c
55.6
33.3
-
-
23.1
30.8
15.4
E
75.0
25.0
-
-
-
11.1
D
-
2.7
1.7
1.9
1.3
l TOTALE GENERALE
l 58.7
-
l
10 . 6
Altro
l
l 7.7
-
l
l
l 21.4
23.1
PeiiSionata
l ..l ..0
-c
~
hpieqata
l categoria
-
Casalinqa
Nota: le percentuali sono riportate orizzontalmente, per riga.
l 1.6
TABELLA
34a.
Luogo di nascita dei rispondenti per area geografica PERCENTUALE GENERALE DELLE RISPOSTE
Italia settenrionale ......... 24 .2 % Italia centrale ... .. ......... 24. 7% Italia meridionale ...... ..... 35.7% Isole ........................ 13. 9% Stato estero .... ..... . ....... 1.5%
~()()
TL'>.BELL.A
341:>
Luogo di nascita dci rispondenti por arca geografica Distribuzione percentual e delle risposte per categoria all ' interno di ciascuna Forza Armata.
ttdlia settentrionale E. I.
M.H.
A.M .
TOTALI
Not~ :
!talla eentnle
Italia teridionale
Isole
Stato estero
Cbt. A
21.1
33.3
33.7
10 . 0
1.8
Cat. 8
12 . 9
19.4
49 . 4
18 . 2
o.o
cat. c
12 . 0
10.0
50 . 0
26 . 0
2.0
Cat. O
39 .8
33.9
15 . 1
9.1
2.2
Cat. E
52.5
17.7
18 . 2
10 .6
1.0
Cbt. A
31. o
27. 4
32 . 1
8.3
1.2
cat. 8
7.7
8.5
53 . 8
27 . 4
2.6
cat. c
11 . 8
11.8
54 . 8
21.5
o.o
Cat. D
47.1
26 .5
5.9
17 . 6
2.9
cat . t
l:).
2
18.4
28.9
31.6
7.9
Cbl . A
18.3
49.5
28.0
4.3
0 .0
cat. 8
11 . 7
24.0
52 . 0
10 .7
1.5
Cat. c
12.1
J0.3
48. 5
6.1
3.0
cat. o
29.2
45.8
20.8
2.1
2.1
cat. t
43.3
36.7
20 . 0
0.0
o.o
cat. A
22.2
J5.1
32 . 3
9.2
1.3
Cat. B
11.2
18.3
51.8
17 . 5
1.2
Cat. c
11.7
13. o
52 . 3
21.8
1.3
cat.
o
39 . 0
35.0
14 .a
8.7
2.5
cat.
E
45 . 3
19.8
20 . 9
12 . 2
1.8
-
l e percentuali sono riportate orizzontalmente , per. riga .
301
TABELLA
35a
Luogo di nascita dei rispondenti per rilevanza urbana PERCENTUALE GENERALE DELLE RISPOSTE
capoluogo di Regione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24.8% capoluogo di Provincia . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19.9% Città (30.000 ab. ed oltre) ... . ......... 20.5% Villaggio/paese (meno di 30.000 ab) . . ... 34.8%
TAB ELL A
35l:>
Luogo di nasci t a dci ris pondenti per rilevanza urbana Distribuzione percentuale delle risposte per categoria all'interno di ciascuna Forza Armata.
E. I.
C.poluoqo di teqione
capo IUOCJO d1 Provincia
cat. A
29 .4
19.9
17 . 0
33.7
cat. 8
11.7
18.3
22.2
47.8
c
21.4
17.5
24.3
36.9
Cat. D
35 . 7
21.9
14.3
28.1
cat. E
19 . 1
18.1
25.0
37 . 7
cat. A
23.9
34.8
14.1
27.2
cat. 8
12. 6
16.2
23.4
47 . 7
c
21.9
30 . 2
17.7
30.2
cat. D
40.0
37.5
15.0
7.5
cat. E
33 . 3
25.0
27.8
13.9
cat. A
49 . 0
12.2
15.3
23.5
cat. B
19 . 9
11.4
22.9
45.8
c
23.5
1 4. 7
35 . 3
26.5
cat . D
47 . 8
21.7
19.6
10.9
cat.
E
34 . 4
21.9
12.5
31.3
cat. A
32 . 0
21.1
16.4
30.4
cat. 8
1 4. 6
15.0
23.7
46 . 6
cat.
c
21.7
23.7
22.5
32.0
cat.
o
37 . 8
2 4 .0
16.2
22.0
22 . 1
19.3
23.4
35.2
cat.
M.M.
cat.
A.M.
cat .
TOTALI
cat. !
(pl~
Cl tU Ylllaqqiofpaese di 30.000 ab.) (uno di 30.000 ab.)
Nota: le per centuali sono riportate orizzontalmente, per riga.
TABELLA
37a.
Titolo di studio civile dei rispondenti PERCENTUALE GENERALE DELLE RISPOSTE
Licenza elementare .............. ... .... . ....... . . 2.1% Licenza media inferiore ...........•.............. 31.2% Diploma professionale (triennale e simili) . .... .. 11.5% Maturità (classica, scientifica, tecnica etc.) . .. 42.4% Laurea (ed eventuali specializzazioni) .. .. .... . .. 12.5%
TABELLA
37b
Titolo di studio civile de i rispondenti Distribuzione percentuale delle risposte per categoria all'interno di ciascuna Forza Armata
Licenza elementare
E.I.
Laurea
3.4
1.7
75.2
19.7
Cat. B
6.3
57.1
16.9
19.0
0.5
c
1.8
72.7
15.5
10.0
0.0
cat. D
o.o
0.0
1.9
53 . 9
44.2
ca t. r
5.9
42.3
15.9
:ll. 4
4 .5
Cat. A
1. 2
2.4
8.5
51.2
36.6
Cat. B
1.7
59.7
17.6
21.0
0.0
c
0.0
35.4
19.2
4 5.5
o. o
Cat. D
0.0
0.0
o.o
57.9
4 2 .l
Cat. E
2.5
12 . 5
20.0
65.0
0.0
Cat. A
1.1
2.1
o.o
78 . 9
17.9
Cat. B
1.4
51. 4
19.6
27.6
0.0
c
0 .0
37 .1
20.0
42.9
o.o
Cat. D
o. o
o. o
4. 3
76.6
19.1
Cat. E
3.0
36 .4
6.1
36 . 4
18.2
Cat. A
0 .4
3.5
2.9
70.8
22 .4
Cat. B
3.2
55 . 7
18.1
22 .8
0.2
c
1.1
53 . 9
17 . 5
27 . 1
0 .4
Cat. D
o.o
0.0
2. 3
58 . 9
38.7
Cat. E
4.8
38 . 5
15.6
35.7
5.4
Cat.
TOTALI
Diplo~~a
di maturiU
0.0
Cat.
A.M.
Diploma professionale
Cat. A
Cat.
M.M.
Licenza media inferiore
Cat.
·r4l!>;..B E L LA
38
Attività d i servizio della base dei rispondenti per categoria e Forza Armata. - - -- --
--
----- - -
Atti viU Atti viU Attività operativa addestra t. didattica /Coraati•ta
Forza Armata
LJ
41.3
13 . 1
2.7
10.0
7.8
15.7
M.K.
37.7
8.1
16.7
9.4
8.4
11.9
7.9
A.K.
48.8
7.9
3.5
11.4
5.6
15.3
7.4
l
l
l
l
9.4
36.3
11.5
5.1
12.9
9.4
15.2
9.8
B
52.0
6.3
2.4
11.4
8.7
11.1
8.3
c
35.8
10.6
21.5
3.8
4.9
12.8
10.6
D
36.8
16.8
4.6
8.2
3.9
24.7
4.9
E
45 . 7
12.7
1.0
10 . 0
6.3
13.0
11.3
42.2 111.1
Il
Il 5 . 9 Il
9.9
Il Il
l
Il 7.1
Il
14.8
l
~
:::J
l
Il
A
l TOTALE GENERALE
Attività speciaUstica
E.I.
l Categoria
Attività Atti viU burocra- a11uinistr. ti ca e finant.
Nota: le percentuali sono riportate orizzontalmente, per riga.
9.1
TAB E LLA
39 a.
Origine socia le dei rispondenti (professione del padre o, in a ssenza , de lla madre)
PERCENTUALE GENERALE DELLE RISPOSTE Aggregazione per gruppi professionali
Articolazione per singole professioni
Affittuario agricolo ...... .
4.4
Artigiano ........•.........
8.4
Comme rciante . . .......... . . .
8.1
Impiegato o insegnante •.•.. 23.7
Industriale o proprietario terriero .. . . . .
Commerciante .........•..•.....
6.6
Piccolo commerciante ......... .
1.5
~Impiegato ••••.......
. . .. . . .. .. 21.6
Insegnante •...................
2.1
6.2~ Industriale imprenditore ... . . . Proprietario terriero ........ .
1.7 4. 5
Libero professionista ...... . . .
4.2
Professionista dipendente da Pubblica Amministrazione ..... .
3.5
Professionista dipendente da una impresa privata •.•...•....
3.9
Professionista . . .... . .. . .. .
Ufficiale o sottufficiale .. 11.2
Operaio .................... 23.6
~Ufficiale .....•..
• ...... . .. . ..
3.9
Sottufficiale •.... . .. .. . . . .. ..
7.3
t
TABELLA
391:>
Origine sociale dei rispondenti (professione del padre o, in a ssenza , della madre) Distribuzione percentuale delle risposte per categoria all'interno di ciascuna categoria.
Affltt. Artiqiano aqrlcolo E. I .
M. M.
TOTALI
llpieqato/ lndustr. o Professio¡ Ufficiale/ Operaio inseqnante prop. terr. nlsta sottuff .le
cat. A
1.6
6.9
?.?
28.?
5.?
14.2
23.9
11.3
cat. 8
8.8
12.2
6.8
14.9
8.8
5.4
8.1
35.1
cat. c
12.0
10.8
6.0
12.0
4.8
12.0
2.4
39.8
cat. D
1.2
4.8
10.2
38.0
6.0
1? . 5
11.4
10.8
cat. B
4.9
14.1
6.5
14.1
8.1
10.8
1.6
40.0
cat. A
1.2
2.4
9.8
34.1
3.?
14.6
19.5
14.6
cat. 8
13.9
9.9
?.9
25 .?
4.0
2.0
5.0
31.?
cat. c
1.3
2.5
11.3
21.3
2.5
12.5
10.0
38.8
cat. D
o.o
3.2
12.9
38.?
6.5
16.1
12.9
9.?
e
2.9
5.9
11.8
41.2
o.o
5.9
11.8
20.6
cat. A
3.9
4 .9
6.8
23.3
6.8
12.6
22.3
19.4
cat. a
2.6
ll.l
6.8
17.9
7.4
9.5
8.9
35.8
cat. c
13.8
13.8
3.4
17.2
3.4
13.8
6.9
2?.6
cat. D
2.1
8.5
6. 4
36.2
0.0
21.3
10.6
14.9
cat. B
o.o
11.5
15.4
19 .2
11 . 5
23.1
11.5
7.7
cat. A
2.5
5.5
8.0
28.4
5.5
13.6
22.5
14 .l
e
?.3
10.8
6.9
19.4
7.3
6.7
7.6
33 . 9
cat. c
7.0
7.5
7.5
18 . 3
3.8
11.7
5.6
38.5
cat. A.M.
Couer¡ cl ante
cat.
cat. D
1.2
5.5
9.8
37.3
5.1
17.6
11.4
12.2
e
4.2
12.6
9.2
17 . 6
8.0
11.5
4.2
32.6
cat.
Nota: le percentuali sono riportate orizz,ontalmente, per riga. J()l)
CAPITOLO 14 CONCLUSI ON I
1-t l. INTRODUZI ONE Il presuppo to da cui questa ricerca è partita è l'ipotesi di una diffusa insoddisfazione sul funzionamento della Rappresentanza così come è attualmente configurata. Esso è fornito implicitamente dalla stessa attribuzione da parte della committenza di un incarico di ricerca. vo lta ad individuare i fattori disfunzionali dell'istitu to. nonché dalla ul teriore speci fica richiesta di arrivare a proposte per un miglioramento dell'istituto. Ciò sembra testimoniare come il vertice militare non ritenga sufficiente qualche picco lo aggiustamento interno. bensì un ve ro c proprio rinnovamento de l l'istituto della Rappresentanza. forse una sorta di "rifondazione ... come proposto da un gruppo parlamenta re ( l ). L o svolgimento del la ricerca ha evidenziato inoltre come tale insoddisfazione fosse condivisa - seppurc per motivi diversi - da tutte le parti interessate. I nsoddisfatto è il vertice m ilitare. oltre che per quanto già de tto nei capit oli che precedono. per dichiarazione esplicita di chi è chiamato a rapprcsenta rlo (2). I nsoddisfatti sono i delegati eletti. sia a livello centrale (3) . che periferico ( ..+). ma insoddisfatta è anche la base (5). sia per esiguità dei risultati. che per la caren;ra di informazione interna. I nsoddisfatto appare infine lo stesso mondo politico. il quale. seppure p ill attento ad altri ordin i eli problemi . ha disposto cd iniziato. fin da l 1988. una indagine conoscitiva che tarda a compiersi ed a giun!!crc a delle conclu!>ioni (6 ). Nel solco di tali insocld isfazioni si sono svi luppate le distanze c talora le contrapposizion i tra i vari attori della funzione
310
rappresentantiva. Si è creato. ed è au mentato nel tempo. un contenzioso tra i vertici militari cd il massimo livello della R appresentanza: entrambi sembrano essersi posti nei ruo li di pa rte e contropa rte per la tutela degli interessi del personale. ruoli non previsti dalla legge istitutiva. nna nemmeno rispondenti alla logica delle cose. Le istanze della Rappresentanza richiedono infatti. alm eno a livello cen trale. quasi sempre un intervento del potere politico. nella sua duplice veste di vertice dell'esecutivo e di detentore della potestà legislativa. In tale situazione di delega del contraddittorio a parti che non hanno. in realtà. il potere eli risolvere i contrasti e eli affrontare i problemi con strumenti idonei a incidere sulle realtà effettuali. si ri vela tutta l'inanità del dibattito sresso c delle energie spese per sostenerlo. Questa genera lizzata insoddisfazione ha portato nel tempo. e nel succedersi dei mandati. a fenomeni di disaffezione. testimoniati. tra l'altro. sia dall'andamento delle successive tornate elettorali (vedi Cap. 5. ). sia da un parziale disimpegno dall'esercizio attivo della Rappresentanza della parte migliore della categoria traente della istituzione. gli ufficiali di carriera (vedi Cap. 7. l.). sia dalle frequenti dimissioni di membri del Consiglio Centrale ed m particolare di presidenti di largo prestigio c eli grado elevato.
1~.2. ASPETTI DISFUNZIONAL I DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE.
Scendendo all'esame degli aspetti disfunzionali che emergono con maggiore evidenza dalla ricerca. si rileva innanzitutto un problema di difformità nella natura degli interessi tutelati dalla
RM. Esso si manifesta in primo luogo nella dicotomia personale di carriera/personale di leva ed è rilevabile dalle opinioni espresse dalla base dei rappresentati (vedi Cap. 13.2. ). sia attraverso le risposte date ad una domanda diretta. sia attraverso posizioni 311
che. indirettamente. testimonJano ralc dicotomw. 'l ra quest~ ultime appaiono significative le differenze nella definizione della RM e nella valutazione del suo operato. nelratte~!!iamento verso una sindacalizzazione delle forze armate. nel giudizio sui livelli di informazione interna ed esterna. Ma la ricerca rivela anche differenze oggettive tra queste due macrocategorie. quali una diversa scala di importanza attribuita nella trattazione delle materie di competenze dai delegati de l personale di leva rispetto a quelli del personale di carriera (vedi Cap. 9.1 ). un comportamento elettorale dissimile - soprattutto nella espressione del voto di protesta (vedi Cap. 5) -. una durata del madato necessariamente diversa. Tale dicotomia era d'altronde già stata evidenziata. in sede ufficiale. dalla gerarchia. con affermazioni quali: .. , problemi della leva in quanto prestazioni che lo Stato richiede al cittadino non possono essere risolti nelrambito della rappresentanza interna all'organismo militare··. o elencando tra le disfunzioni una "Inappropriata valutazione dei problemi della leva ..... che ha condotto "a considerare i militari in servizio eli leva alla stessa stregua di quelli eli carriera" (Audizione del CSMD de l ?.7.'2. IYHH in sede di indagine conoscitiva presso la Camera dei Deputati l. In secondo luogo la ricerca evidenzia una sensibile differenza a carattere verticale tra gli interessi e le procedure di tutela per il pe rsonale del le forze armate c que llo dci corpi armati dello Stato (CC e GdF. ma anche Agenti eli Custodia. fintanto che rimangono militarizzati). Essa è rilcvabile da una serie di atti posti in essere dai diversi attori della funzione rapprcsentantiva. qua li il riconoscimento da parte dello stesso Ministro della Difesa della: ..... anomalia di una situazione. dove. i sindacati della Polizia di Stato contrattano a nome di una maggioranza esclusa dalla trattativa·· (Comunicato Stampa sull'incontro MinistroCOCER del 26.9. 1Y89): o ancora. la direttiva del Ministro dell'epoca ai Comandi Generali dei CC e della GdF. volta ad attribuire loro una funzione di collegamento tra il sindacato della Po lizia di Stato e le sezioni CC e GdF del COCER (lettera datata 2.5.1984). 312
Da parte della Rappresentanza si possono citare. a titolo di esempio: una richiesta del COCER CC al Ministro clelia Difesa di poter adire direttamente il Ministro dell'I nterno ( 16.2. 1983 ): una affermazione ciel Presidente del COCER sulla specificità dei problemi derivanti dalle condizioni di vita e di impiego dei Corpi Armati, che debbono raffrontarsi continuamente anche con le forze di Polizia non militari (conferenza al CASO del 23.5. 1990): una delibera del Consiglio Centrale che crea due distinti gruppi di lavoro. uno per le Forze Armate. l'altro per i Corpi Armati di Polizia (D elibera 7.11.1989). Anche da parte della classe politica. infine. si manifestano posizioni fondate sul riconoscimento di questa diversità. Tra di esse si possono citare sia la richiesta al Governo di disciplinare in modo autonomo i Corpi Armati con funzioni di Polizia (OdG al Senato n. 0/0471 del 14. IO. 1987). sia i diversi interventi parlamentari volti a conservare l'autonomia rappresentativa del Corpo degli Agenti di Custodia (vedi Cap. 8): ancora. si riscontra una pitl sensibile attenzione della classe po litica verso i problemi del personale appartenente ai Corpi Armati (vedi Cap. 11 ). La diversificazione dei Corpi Armati e del loro aspetto rappresentativo emerge anche da una serie di dati statistici sui delegati al COCER (vedi Cap. 7. l.). nonché dalle proposte di modifica struttura le avanzate da alcun i membri del COCER in carica nel corso delle interviste (vedi Cap. 7.2. ). La resistenza (vincente) opposta dal Corpo degli Agenti di Custodia a vedere la loro rappresentanza conglobata nel sistema adottato per il personale militare. testimonia infine anch'essa la rilevanza delle differenze strutturali percepite dai Corpi con funzioni eli polizia e l'effetto trainante che su di essi esercita il processo di sindacalizzazione generale delle attività lavorative nel paese (vedi Cap. 8). In terzo luogo. la ricerca rivela un altro aspetto differenziale interno. seppur meno marcato. tra le categorie del personale di carriera (rileva bile solo per le tre Forze Armate. poichè emerge in gran parte dal sondaggio di opinione. ad esse limitato l. Esso
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vede innanzitutto delinearsi una diversa tigura idealtip1ca cii delegato tra le categorie A e B. Il primo infatti ricopre un grado intermedio nella gerarchia, appartiene ad un ruolo spesso secondario della categoria. non appare tra i più motivati a ll a carriera. proviene più da enti territoriali che da reparti operativi. Il rappresentante della categoria B. a sua volta. appartiene a fasce di età mediamente pil! elevate. ricopre perlopiù il grado di maresciallo, ha più spesso una provenienza da reparti operativi. mostra un maggiore gap cu lturale positivo rispetto al la propria base, nul la fa pensa re che provenga da settori margina li della categoria (vedi Cap. 7. l.). Il sondaggio di opinione rivela inoltre orienamenti diversi di singole categorie quali: - una maggiore assenza al voto motivata da delusione sulroperato della RM. per le catt. Be C. - una d iversa concezione della Rappresentanza. considerata più spesso un organo interno alla istituzione dalla cat. A. un istituto di natura corporativa dalla cat. B (che appare essere anche più favorevole ad un processo di sindacalizzazione). uno strumento partecipativo. vicino alle più moderne forme di tutela sindacale. dal le catt. C. D ed E. - un giudizio negativo sia sulla forma che sulroperato della RM più marcato per le catt. A e B. rispetto alle restanti.
Un secondo aspetto disfunzionale che emerge da più parti della ricerca riguarda la controversa natura e la stessa struttura della RM. Sono aspetti. questi. che concernono principalmente il COCER. a causa della assai diversa rilevanza che assume l'organo centrale nei confronti di quelli periferici. sia di base che intermedi. Sulla natura del COCER si fronteggiano. come evidenziato dal Cap. 12 al quale si rinvia per un più completo esame del problema. la concezione che considera il Consiglio Centra le (ma anche la Rappresentanza tutta) come organismo interno alla 314
tstnuzto ne militare. avente come mterlocutore privtlegiato il vertice della ge rarchia. e la concezione de l COCER come organo a late re. con funzioni eli rappresentanza dello stesso vertice militare e con poteri di intrattenere rapporti esterni (con il mondo politico. con la stampa) diretti ed autonomi. Per ciò che concerne la struttura del Consig lio Ce ntrale emergono dalla ricerca spereq uazioni nel tasso eli rappresentatività pe r categoria e per forza o corpo ·a rmato. non so lo . ma anche all'interno di singo le categorie. Su quest'ultimo aspeno semb ra meritevole eli citazione quanto affermato dal CSMD nella audizione presso la Camera dei Deputati del 25. l. 1989: .. la rappresentatività. in presenza di tre gradi eli elezion i . è molto limitata perchè ciascun componente non rappresenta i voti effettivi ma l"organismo eli appa rtenenza. È significativo il fatto che alrinterno del COCER vi siano pochissimi element i de llo stato maggiore. non vi sia alcun elemento imbarcato. nè siano presenti i piloti ... Rilievo . quest'ultimo. puntualmente confermato nella ricerca dai dati statistici relat ivi ai delegati COCER nei diversi mandati (vedi Cap. 7.1. ). Nella stessa occas ione il CSMD rilevava che: .. nella attua le composizione la rappresenta nza di alcuni corpi è largamente prevalente rispetto agl i altri. Esiste un problema eli rapporti di forza: non è ammissibi le la attribuzione eli un ruolo negoziale ad un organismo fo ndamentalme nte sol idaristico nel quale determinate categorie. sia pure benemerite. solo perchè eli sca rsa entità numerica possono essere calpestate perchè la rapprese ntanza dei carabinieri o della guardia di finanza - essendo largamente prevalente - porta avanti le rivenclicazioni delle categorie eli appartenenza··. A nche questa affermazione. oltre acl avere una conferma statistica ne l tasso di rapprese ntatività del le singo le categorie al Consiglio Centrale. trova una conva lida fa ttuale in alcune situazioni verificatesi durante i lavori del COCER. ove il citato atteggiame nto solidarist ico sembra avere portato effetivame nte a delle spaccature interne al Consiglio. Si può portare. come ese mpio recente. il caso della del ibera sul la richiesta di un incontro straordinario con il M inistro della Difesa (D elibera n. 1/(ll<J/5 del 6.9. 1<JH9) 315
(7). La struttura del COCER inoltre. per la sua numerosità e le conseguenti difficoltà di riunire i due terzi dei delegati previsti per la validità delle sessioni di lavoro (Art. 14 del RIRM). ha reso necessaria una modifica al RIRM . che ha ridotto il numero di presenze necessario alla metà più uno dei delegati (vedi Cap. 4): ciò configura la possibilità limi te di delibere approvate con i l voto favorevole di 2 l delegati su 79. Un a opinione critica sulla struttura degli organi di rappresentanza parte anche dall'interno del COCER. il cui attuale presidente afferma che ··Ja composizione del COCER. dei COIR e dei CO BAR. .. sembra concepita per rendere tali organismi il più possibile disomogenei e per fare esplodere - a tutti 1 livelli ~..:ontrasti tra le categorie e. specie a livello centrale. una tendenza al corporativismo··. (vedi la già citata conferenza al C ASD ).
Un terzo aspetto disfunzionale rilevato nella ricerca riguarda la difficoltà per i delegati di accumulare un patrimonio di esperienze e di competenze adeguato all"esercizio della tunz1one: questo aspetto è avvertibile soprattutto a livello centrale. ove la complessività e rampiezza delle problematiche richiederebbero risorse culturali specifiche e capncitù di mediazione che non possono essere improvvisate. li fenomeno appare d"altronde abbastanza conseguente alla normativa vigente che. nel vietare la costituzione di associazion i per la tutela degli interessi del pe rsona le. netrimpedire la immediata rieleggibilita dei delegati. ristretti inoltre in un mandato sino al IYHY soltanto biennale. indubbiamente non facilita !"accumulo di e~pericnzc e !"approfondimento culturale nello spec1fico ambito. È questa una situazione che viene avvertita con ch1arezza dai membri stessi del COCER: attraverso infatti le interviste effertuate. nel corso della ricerca. m delegati oggi 1n carica (vedi Cap. 7.1) la maggioranza degli intervistati esprime un giudizio di in adeguatezza del livello eli preparazione c di esperienza dei membri del COCER: le carenze concrete inclicme sono soprat-
tutto una insufficiente conoscenza della normativa c delle procedure. una scarsa comprensione del ruolo ricoperto. una modesta capacità di collegarsi con la base dei rappresentati. La consapevolezza di queste carenze conduce poi gli stessi intervistati ad avanzare una serie di proposte. che vanno da un emendamento della normativa per eliminare i vincoli che abbiamo più sopra ricordato. ad una azione positiva che faciliti la preparazione dei delegati (seminari formativi ed informativi per i neo-eletti. costituzione di un ufficio studi e documentazione a livello centrale). Questa valutazione sulla insufficiente preparazione ed esperienza dei delegati viene espressa in maniera più netta e con maggiore rilevanza statistica dalla base dei rappresentanti attraverso il sondaggio di opinione (vedi Cap. 13.2. ). La maggioranza infatti dei rispondenti di tutte le categorie colloca tale insufficienza al primo posto tra le cause che hanno inciso negativamente sull'operato della Rappresentanza nei suoi dieci anni di vita.
14.3. CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA FISIONOMIA DELL'ISTITUTO.
Su un piano più generale e di collocazione della funzione rappresentativa del personale militare nel contesto dei rapporti di lavoro in Italia, abbiamo già avanzato l'ipotesi (vedi Cap. 3l. sostenuta anche da altri studiosi (vedi Cap. 2.:2.1. ). che la manifestazione di aggregazione di interessi professionali degli appartenenti alle Forze Armate si possa inquadrare nel più generale processo di sindacalizzazione di categorie fino a pochi decenni or sono estranee a forme collettive di tutela. Si può osservare inoltre come in Italia il processo storico della acquisizione di forme di tutela del personale militare sia iniziato. come in altri paesi europei. con l assunziOne d1 tunzioni e responsabilità rappresentative da parte di associazioni di categona. già esistenti o create acl hoc. Questo processo è stato nel ~17
nostro paese prevenuto ed interrotto a livello politico con !"adozione di una normativa che ha introdotto forme di rappresentanza non maturate spontaneamente nei diversi ambiti categoriali. In tale real izzazione la naturale conflittualità bipolare tra datore di lavoro e lavoratore appare sostituita da una tripolarità che sembra portare ad un aumento della conflittualità (vedi Cap. 12) e ad una confusione di ruoli. È questa una valutazione che è stata espressa anche in sede politica ove. ad esempio. il sen. Poli ha sostenuto che .. la legge n. 382 del 1978 appa ri il risu ltato di una mediazione tra istanze progressiste e concezioni più tradizionali ste. Come tutte le soluzioni di comp romes~o. però. tale normativa si dimostrò fin dalrorigine . 1n alcu ni suoi aspetti. non del tutto limpida e trasparente .. (Atti de lla Cnmmissione Diksa del Senato. seduta del 20. 12.19XK). Opinione questa condivisa anche dalla stampa quotidiana meglio documentata( !-: ). In effetti la configurazione data alla Rappresentanza i'vli litare dalla legge 38~11978 c dal RARM. pur considerando eletto istituto come organo interno alla istituzione militare. attribuisce al Consiglio Centrale facol tà che hanno indubbiamente una qualche rilevanza esterna (possibilità di adire il Ministro c le Commissioni Parlament ari) e che sono suscettibili eli produrre situ azioni di conflitto- c le hanno di fatt o prodotre - con il venice della gera rchia militare. Se si vogliono evitare tali soluzioni di compromesso. occorre prendere atto che le possibilità concrete di rappresentanza degli intercs. i categoriali del personale militare '-tCrnbrano. nell'attuale momento storico. ridursi a due: tali sono infatri le situazioni prese nti nei paesi assimilabili al nostro . tale è !"espe rienza storica del nostro continente. L a prima è una rappresentanza esercitata esclu ivamentc dal vert ice militare. al quale la classe politica riconosce i poteri. gli s:rumenti e le pos ibilitil eli pressione per esercitarla . Cos1 0 l'esempio degli USA. della Gran Bretagna. della Franc ia. La seco nda consiste nel pieno ricon osci mento della fun%1one rappresentativa ai delegati elen i dalla base del le varie categorie
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interessate, con attribuzione ad essi dci poteri e della rilevanza giuridica necessaria. Tale è !"esempio dei paesi sca ndi navi. del la RFT, dell'Olanda, de l Be lgio. de lla Svizzera, dell'Austria. L a scelta tra i due sistemi è una sce lta esse nzialmente po litica. e ad essa il socio logo può dare soprattutto un contributo eli conoscenza. Se si opta per il primo sistema. sembrano necessari due presupposti: l. la classe politica deve essere disposta a dare al vertice militare quei poteri di in fluenza e di riconoscimento di un ruolo anche contrattuale che non sembrano essergli mai stati attribuiti in Ita lia in questo dopoguerra. 2. la norm ativa sulla Rapprese ntanza deve esse re profondamente riformata; non è infatti concepibile in questa ipotesi che acl essa venga data. sia pure in modo confuso. un ruolo parzialmente esterno a lla istituzione. La esistenza ed il ruolo de lla Rappresentanza sono. in questa ipotesi. problema interno della ge ra rchia . che la regola e la impiega ne i modi che ritiene più utili. per poi negoziare, essa gerarchia. in prima persona con il potere politico. Se si sceglie il secondo sistema. non si può fare a meno di tenere con to dell 'idealtipo di rappresentanza scaturito dall"esperienza europea: le indicazioni date dalla base e dai suoi rappresentanti appaiono del resto nel loro insieme in lin ea con tale mode llo empirico.· La valutazione complessiva dei dati della ricerca permette. per questa ipotesi. di avanzare le proposte che ele nchiamo ne l paragrafo seguente. 14.4. PROPOSTE Le indicazioni e le proposte che seguono scaturiscono natura lmente dalla individuazione dei fattori disfunzionali evidenziati nel secondo paragrafo di questo capitolo. tengono conto della cornice siste matica sopra evidenziata per una ipotesi di rea lizzazione di t'orme di rappresentanza coere nti con il modello europeo 319
e con le linee di tendenza dell'ambito politico sociale del pac~c . Si sono infine tenute presenti le risposte fornite dalla ha~e a specifici quesiti posti dal gruppo di ricerca nonchè le proposte avanzate dai delegati del COCER in carica durante le interviste.
Il primo fattore disfunzionale evidenziato dalla presente ricerca. e cioè la commistione della tutela di interessi di natura profondamente diversa. rende. a nostro avvi o. essenziale operare una prima e radicale divisione della rappresentanza nelle due macrocategorie in cu1 s1 d1v1dc: 11 pcr...ona lc mlll{are ogg1 1n servizio. carriera e leva. Ciò potrebbe C!->~cre rca litl.a to attraverso la creazione eli due distinte strutture rappresentative . organizzate l'una per la tutela di intere!.si !->pccificamcntc profes~ionali. l'altra per la tutela di diritti del cittadino chiamato temporaneamente a prestare un pubblico servizio. Oucst'ullima. dedicata al personale in servizio di leva- catt. D cd E-. potrchbe avere una rilevanza essenzialmente interna alla istituzione. con!'>crvanclo la attuale opportunità data ai membri eli delle categorie eletti a1 COIR. di incontri periodici con il Ministro (e che . al momento. sembra costituire in certo qual modo un duplicato delh1 rappresentanza della leva presente nel COCER l. Per meglio chiari re il nostro pens1ero. diciamo che la rappresentanza delle catt. D ed E potrebbe anche conservare gli attua li tre livelli di articolazione. ma con una struttura propria (come del resto avviene negli altri paesi europei che auuano forme di rappresentanza). avente come rcf'crente i vari livelli della gerarchia e con l'opportunità. per l'organo centrale. di offrire periodicamente al Ministro una visione di insieme delle problematiche di interesse. Un a specifica definizione della struttura che proponwmo per la rappresentanza del personale professionale. comporta insieme anche la considerazione del secondo fattore disfunzionale. relativo alla natura cd alla composizione degli orga ni di Rappresentanza.
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lnnanzitutto pare opportuno chiedersi se la struttura generale della rappresentanza delle catt. A. B e C. debba continuare acl articolarsi su tre livelli. oppure se può utilmente essere ridotta a due. uno regionale ed uno centrale. l problemi. evidenziati nel corso della ricerca. di collegamento con la base nonchè quello di realizzare più efficaci modalità di propaganda elettorale. farebbero propendere più per la seconda so luzione. In ogni caso . poichè per dette categorie assume una massima rilevanza l'organo centrale. riteniamo che su di esso soprattutto dovrebbe operare razione riformatrice. Il procedere nell'analisi del primo fattore disfunzionale evidenzia anche i problemi che sorgono da una tutela assembleare degli interessi di categorie e di corpi diversi. Tali problemi. nonchè quelli posti dai differenti tassi di rappresentatività oggi esistenti nell'organo centrale potrebbero trovare soluzione in una maggiore autonomia. normativamente attribuita ai gruppi di lavoro in cui già oggi si divide il COCER. Ciò significa dare la possibilità di una trattativa diretta alle singole sezioni di forza o eli corpo armato. nonchè ai gruppi di lavoro categoriali. per tematiche di esclusivo interesse del corpo o della categoria. In questo quadro la possibilità di armonizzare interessi di gruppo con interessi generali potrebbe essere assicurata dando facoltà di inserimento nella trattativa al Comitato di Presidenza del COCER. magari riesaminato nella composizione. Per assicurare una efficace tutela degli interessi del personale. appare necessario attribuire all'organo centrale un nucleo di poteri effettivi (ricorrentemente richiesti dai diversi Consigli che si sono succeduti nel tempo e proposti sia dalla base dei' rappresentati che dai membri del COCER intervistati). Esso si fo nda principalmente sulla attribuzione di una facoltà negoziate da esercitare direttamente con la naturale controparte istituzionale, e cioè con il ministro competente e con le commissioni parlamentari interessate. La tutela degli interessi può inoltre essere consapevolemente soltanto in presenza di un costante collegamento con la base dei rappresentati (che risulterebbe facilitato anche dalla eventuale 321
riduzione dei livelli di rappresentanza a due soltanto 1 ed anche con un inserimento almeno conoscitivo nella pill generale società nazionale. Strumenti idonei a questo scopo sembrano essere la real izzazione di una autonoma pubblicazione interna (uti le anche al processo formativo e di selezione dei futuri delegati) e la possibi lità - data a ll'organo centrale come tale - di adi re liberamente gl i organi di informazione pubblica. l problemi conseguenti alla nume rosità del COCER attuale. già ridotti dalla divisione delle rappresentanze tra leva e carriera. potrebbero trovare soluzione attraverso un riesame delle consistenze numeriche dei delegati per categoria e per forza armata. condotto nell'ottica di una possibilità di negoziazione distinta per ciascun gruppo. Sulle carenze infine di preparazione e di formazione dei delegati. specie a live llo centra le. già si agirebbe positivamente offrendo opportunità di dibattito e di confronto sull'apposita pubblicazione interna proposta. Ad esso però dovrebbero essere aggiunte una serie di misure. anch·esse spesso formulate come proposte sia dalla base che dai delegati COCER intervistati. tra le quali ci sembrano essere pill rilevanti: - la possibilità di immediata r1eleggibilità dei delegati (eventualmente con il limite eli due mandati consecutivi) - rinnovo alternato. almeno del Consiglio Centra le. per solo la metà dei componenti (fattore di continuità) - la realizzazione eli un Ufficio studi e documentazione ad uso esclusivo dei membri del COCER - il conferimento ciel mandato ai delegati COCER come incarico esclusivo - la attuazione eli seminari formativi ed informativi. a cura ciel COCER uscente. per i nuovi eletti al Consiglio Centrale.
Nel concludere il presente rapporto. riteniamo opportuno mettere in ri lievo come. mentre i fattori disfunzionali emergono direttamente dall'ana lisi dei dati di ricerca e. se questa si ritiene
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valida. hanno quindi una attendibilità scientifica. le proposte sopra avanzate. e prodotte per specifica richiesta della committe nza. risentono inevi tabi lmente d i valutazioni personali . D"a ltronde è abbastanza atipico per un gruppo di ricerca in ambito sociologico arrivare alla formulazione di vere e proprie proposte. ove usualmente ci si ferma ad una individuazione dei fattori disfunziona li. lasciando a chi ha responsabilità decisionali la dete rminazione degli interventi correttivi. Ci piace concludere riportando. nella sua immediatezza e semplicità. la osservazione stilata da uno dei rispondenti al sondaggio di opinione. alla quale sentiamo di poterei pienamente associare: .. Spero che le risposte date vi aiutino a risolvere i mo lteplici problemi de i mil itari di leva e di quelli di carriera. pe rchè dopo gli studi e le ricerche ci vogliono anche le vere applicazioni per avere un esercito de!!no della Nazione Italia··.
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NOTE (l) Vedasi la proposta di legge n. ~O 13. presentata a lla Camera dei Deputati il 7.6. 1989 da un grup po di parla me nta ri socia listi. ove si afferma: "E irrin unciabile una rifondazione dell'organo rappresentativo: occorre in definitiva il riconoscimento di personalità giuridica all'istituto della rappresentanza ... ·· (2) Vedi ad esempio quanto affermato dal CSMD nell'audizione pres~o la Camera dci Deputati il27.7.1988: "Nessuno pitl di voi. signori commissan. si~ resoconto de ll'insoddisfazione per i risultati conseguiti in <JUCti dieci anni di attivi tà della rappresentanza" ... "Sta di fatto che la frustruzione esiste cd è condivisa dalla gerarchia perchè gli e ffetti della rappresentanza non sono -.tati rilevanti nè corrispondenti alle aspellative". (3) Nel Cap. 12 sono riportate a lcune dichiarazioni ufficia li del COCER c:hc evidenziano difficoltà ed insoddisfazione nel tunzionamcnto del sistema rappresentativo vigente. Ad esse SI possono aggiungere recenti affermazioni del Presidente del COCER in carica. in una contcrenza tenuta al CASO. 11 23.5.1990. ove si esprimono: - insoddisfazione sulla no rma tiva: " L 'est.cn~o re di questo Regolamento CRA RM) sembra essersi infatti preoccupato eli ottenere un solo- risultato: burocratinare al massimo l'intero sistema di Rappresentanza per rendcrnc difficile. se non impossibile. il funzionamento cd imbrigliare. in ogni cm.o. i Consigli - di qualsiasi livello - per far si che non potessero essere in grado di opera re o che. comunque. avessero vita ditficile anche solo per poter sopravvivere!": - insoddisfazione sulla struttura: "La Rappresentanza Militare soffre intatti <h ricorrenti crisi per problemi di rappresentativitil c <h ·peso· di cia~cuna Sezione c categoria. spesso accentuati dalla frammentazione delle categorie 1n pii1 ruoh con interc!>si dive rsi e speso contrastanti.": - insoddisfazione del rapporto con la gerarchia: "Il COCER ha sempc v1~10 nello Stato Maggiore Difesa il principale o!'tacolo alla sua auivitil cd ha a~'unto nei conffonti dello stesso un atteggiamento di ~o~pctto e d1ffidenza !>empre p1u marcato ... (.f) Vedi. a titolo di esempio. affermazioni come: ..... ~i è sentita la nece~sitù di denunziare. attraverso questo documento. la profonda ~fiducm di tu Ila la categoria B della RMTE per l'ine~l!>tcntc tlus~o informati' o COCER- COIRCOBAR" c. più oltre: "Ancora una volta i rappresentanti dc1 Souufficmh dcii<~ RMTE non possono non riconoscere che él quasi d ieci anni da ll 'ent rata 1n vigore de lla legge wl lc Rappresenta nze Mi litari si ha l' impressione che tali organi non !.Ono ancora compiutamente funzionali" IAnnC!>~O alla Delibera n. 7 del COIR RMTE del 16.~.1990) o dcc1sioni come ltuclle '""unte dallo 'tc""o organo con l<l delibera n. 2. allegata al \Crhalc n. ~,lJo. <.tc.,,a data: "quc,to COI R ... delibera di appoggiare la completa ~liduc:m nei contronti dei delegati della categoria E de l COCER/ESERCITO il t·ui operato non è in gructo d1 tutelare gli interessi de lla categoria".
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(5) La base dei ra ppresenta ti ma nifesta infa tti un a tteggiame nto c ritico sia in manie ra dire tta - a tt ra ve rso il sondaggio di o pinio ne-. sia in man ie ra indire ttacon il compo rta me nto e le tto ra le-. Ne l sondaggio di opinio ne viene c hiarame nte espresso un giud izio di inadegua tezza. al meno parziale. sulla forma dell'istituto ed una valu tazione di insufficienza sull'operato. Nella analisi del comportamento e le ttorale l'aume nto delle percentuali de lle schede bianche e nulle dopo la pri ma consultazione. sembra esprimere. usando le ~tesse parole del Ministro de lla d ifesa in carica a ll'epoca de l pri mo ma nda to. "un sintomo che il corpo e le tto ra le accetta (o s ubisce ) il principio de lla e lezio ne . ma contesta (o rifiuta ) il meccanismo a do tta to per la rapprese nta nza" (vedi Cap. 1\). (6) Il mondo politico italiano inoltre. quando si e~prime. o esprime un -.en~o di perplessità d i fron te a lla rea le funzionahtit" della Rap presentanza \te~sa parlando di "dubbia funzionalità" de ll'istituto (vedi Cap. 5) - o~· limua ad effe ttua re una azio ne di contro llo sulla ap plicazione della no rmativa. tn1mitc l'esercizio de l sindaca to ispetti vo da pa rte del Parlame nto (vedi Cap. li l. (7) Ove t ra le ragio ni porta te da i delega ti de lle categorie A c B. messe 111 minoranza. per motivare il loro voto cont rario. figurano affermazioni come: - la de libera è " provocatoria nella prioritit delle motivazioni indicate pcrche crea in seno al COCER una spaccatura politica coinvolgendo in particolare i de legati neo-ele tti de lla leva che ve ngono dcmagogicame nte attratti nella spira le politica da lla q uale il COCER deve rima nere cstru neo .. - la delibera at tua una "st rumentalizzazionc di a lcu ni avvenimen ti recen ti per accaparrarsi il consenso dci militari di leva ai fini di una ~uccessiva gestione dei loro voti a sostegno d i altre tesi .. - la de libera pare d iretta a "destabi lizza re l'Assemblea se non addirit tu ra per invogl ia re perniciose spaccature fra categorie che. in q uesto part icola re c delicato mome nto. sono assolutame nte da evitare" ... c che il non avere il COCE R ··ravvisato analoga esigenza in altre circo:.tanzc ancor più gravi ed eclata nti. appare con tutta evidenza come un atteggiamento pregno di demagogia c politicamente non lungimirante". (!{) Vedi . ad esempio. l'articolo "L'uffic•a le c hiede rbpc tto ... sul IL SOLI:.- 2-l ORE H Ma rzo 1990.
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