Skip to main content

SEI ZAMPE. STORIA DELLE UNITA' CINOFOLE DELLE FORZE ARMATE

Page 1

Paola Ducci è medico veterinario e scrittrice. Ha collaborato con le reti RAI e Mediaset come autrice e sceneggiatrice e per la MG Kinder Division per la realizzazione di cartoons destinati al mercato degli home video. Ăˆ autrice e co­ produttrice di web series nel 2016, docente di corsi di scrittura per immagini, laboratori di scrittura creativa, sceneggiatura e di letteratura di genere (giallo& noir). Ha pubblicato due raccolte di racconti nel 2008 e un romanzo nel 2010. Attualmente collabora come editor per l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa.


STATO MAGGIORE DELLA DIFESA UFFICIO STORICO

PAOL A Ducc1

*

*

STORIA DELLE UNITÀ CINOFILE DELLE FORZE ARMATE ITALIANE


PROPRIETÀ LETTERARIA

tutti i diritti riservati: ½etata anche la riproduzione parziale senza autorizzazione © 2019 • Ministero della Difesa

Ufficio Storico del V Reparto dello Stato Maggiore della Difesa Salita S. Nicola da Tolentino, J/B - Roma quinto.segrstorico@smd difesa. it

ISBN: 9788898185382

Copia esclusa dalla vendita


3

" ... la gioia d'esser cane e d'esser uomo tramutata in un solo animale che cammina muovendo sei zampe e una coda intrisa di rugiada". Pablo Neruda "Il naso di un cane è un prodigio di ingegneria e ci ricorda che là fuori esiste un mondo che non ci sarà mai dato di conoscere, almeno non come esseri umani". Roger Caras "Non si vuole nemmeno pensare di fare un monumento al cane, non ne ha bisogno. Il cane è il monumento di sé stesso". Gen. Gian Franco Giannelli


'


Ai miei genitori


'


7

PRESENTAZIONE

ragli argomenti che l'Ufficio Storico della Difesa ha trattato negli ultimi anni mancava un approfondimento su ll 'impiego degli animali nei contesti militari, un argomento, quando si pensi solo agli equini e al loro ruolo negli eventi bellici di cui (costellata la storia, spesso ingiustamente trascurato. Con grande piacere ho colto dunque l'occasione di pubblicare l'interessante lavoro della dott.ssa Ducci, corredato oltretutto da un eccellente e vasto corredo iconografico messo a disposizione dalle unità cinofile delle diverse Forze Armate. Fra i pregi deJ volume c'è anche quello di essere realmente un approccio interforze ad un settore che Esercito, Marina,Aeronautica e Carabinieri, ciascuno a proprio modo, hanno affrontato ed interpretato in modo peculiare ma sempre co_n eccellenti risultati. II testo, si può ben sperare, attirerà l'interesse tanto degli appassionati di cose militari che degli amanti degli animali, curiosi di scoprire i procedimenti e le dinamiche etologiche che sottendono al successo delle complesse attività delle unità cinofile, la cui attività ha avuto negli ultimi anni un netto incremento nei più svariati settori dove il cane si dimostra un assetto pregiato, versatile ed affidabile nonostante l'avanzare irrefrenabile della tecnologia. Con questa pubblicazione J'Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa ha voluto infatti rendere soprattutto un doveroso omaggio ai cani impiegati nell'ambito militare e alla sensibilità di chi gli impiega ogni giorno in attività complesse e spesso rischiose, confermando l'affinità e la antica ed intramontabile consuetudine fra l'uomo e il suo miglior antico da cui il titolo del volume "Sei Zampe". Non mi resta che augurare a tutti una buona lettura.

F

Capitano cli Vascello Michele SPEZZANO Capo dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa


UN

LEGAME ANTICO


''


11

Il luogo migliore dove seppellire un bravo cane è il cuore del suo padrone. Ben Hur Lampman

Per capire l'enorme risorsa in amhito militare e in amhito civile del binomio cinofilo, risorsa altamente specialistica e specializzata, e l'altissima professionalità della sua organizzazione, dovremo prima di tutto introdurre i motivi ontogenetici, sociali e di elevata capacità socio cognitiva caratteristici della specie canina. Solo così potremo comprendere come si crea un binomio altamente qual(ficato e un rapporto indissolubile, unico nel suo genere . Tutto ha inizio con un legame antico, perché, come in tuue Le cose, la storia ci insegna il presente.


'


13

i legame fra uomo e cane è storia davvero remota e ne abbiamo raccolto nel tempo numerose testimonianze. In ambito miliare i cani sono stati usati per combattere a fianco dell'uomo fin dalle epoche più lontane. Le loro mansioni si sono fatte via via più speciahzzate con il passare del tempo: cani da attacco, cani esploratori, cani portaordini, cani da traino, cani da soccorso per i feriti, cani per sorvegliare i prigionieri, cani anti mina e anti esplosivo. Migliaia cli cani hanno sacrificato la loro vita per difendere, proteggere, aiutare il loro compagno umano, hanno condiviso con lui fatiche e privazioni, rischi e paura, il freddo e la fame solo per tener fede a quel patto di fratellanza suggellato centomila anni fa. La nanazione delle vicende e cieli ' importanza ciel legame fra _uomo e cane sono moltissime e incredibili sono Je storie di cani che hanno compiuto gesta eroiche, ben al di là di quello che potrebbe essere definito "addestramento", per salvare vite umané. Anche oggi, nonostante tecnologie moderne e strumenti avanzati, i cani sono ancora necessari durante i conflitti bellici. Una specializzazione unica quella che può sviluppare il cane, perché parliamo di un rapporto e di una empatia che è fenomeno pressoché esclusivo, quello fra l'essere umano e il cane. Questo animale è infatti integrato nella società umana da più tempo di qualsiasi altra specie animale: si riteneva che l'origine del cane e il processo di addomesticazione infatti avessero inizio con buone probabilità almeno 15.000 anni fa. Grazie ai progressi scientifici degli ultimi anni, in particolare nel campo del DNA e della datazione molecolare, nel 1997, usando il DNA mitocondriale (mtDNA) che viene trasmesso per linea materna, alcuni studiosi (Savolainen et al) giunsero alla conclusione che i cani moderni si siano evoluti dai lupi più di 15.000 anni fa. Anche la più antica testimonianza archeologica (datazione al carbonio C 14 ) fa risalire a 14.000 anni fa la comparsa del cane.

I


14 - -- - - - 'S~E~l=ZAM ~~ PE=·~~=o=ru~A=DE=LL=E~U~Nrr~A~C=,N=O=FIL=E~DE=LL=E~Fo=~=E~A~==~~E=lm=u~AN=E' - - - - - Secondo questi studi risulterebbe che l'uomo ha iniziato a domesticare il lupo tra i 10.000 e i 32.000 anni fa, in qualche sperduta regione del Sud-Est asiatico. Già da qualche anno or sono, da quando cioè sì erano avviati studi in tal senso, si riteneva che la prima domesticazione del lupo grigio avesse avuto luogo proprio nel Sud-Est Asiatico. Altre pubblicazioni scientifiche avrebbero contraddetto questa ipotesi nel corso degli anni, ma nessuna di queste prendeva in considerazione e studiato cani provenienti dalla Cina o da altre parti del Sud-Est Asiatico. Nel corso di questa nuova ricerca è stato sequenziato il genoma di dodici lupi grigi, ventisette cani autoctoni provenienti da Asia e Africa (che rappresentano una via di mezzo tra il lupo e il moderno cane domestico) e di diciannove diverse razze diffuse in varie parti del mondo. "Così abbiamo scoperto che i cani del Sud-Est Asiatico si distinguono dagli animali di ogni altra popolazione, hanno la diversità genetica più alta e sono geneticamente più Vicini al lupo" (Savolainen, 1997).

Ulisse e Argo


UN LEGAME ANTICO

Nel 2002 ulteriori indagini hanno constatato che le prime razze di cani domestici hanno avuto origine in Asia orientale e una nuova datazione tramite mtDNA (DNA mitocondriale) ha fatto risalire la loro comparsa a circa 40 .000 anni fa. In seguito, con lo studio della sequenza dell'intero genoma di cinquantotto animali tra cani e lupi, si sono messe in luce due diverse fasi della domesticazione del cane: la prima ha avuto inizio in Cina circa 33.000 anni fa, mentre la seconda si colloca 18.000 anni dopo, quando il cane si è diffuso in tutto il mondo ed è definitivamente diventato la specie animale più a stretto contatto e in profonda relazione con l'uomo. Nonostante la prima domesticazione sia probabilmente avvenuta in Cina, i cani non hanno iniziato a diffondersi sul pianeta che solo più recentemente , intorno a 15 .000 anni fa. Solo allora, infatti, le migrazioni li avrebbero portati fuori dal Sud-Est Asiatico in direzione dell'Africa e del Medio Oriente, fino a quando , circa 10.000 anni fa, sono arrivati anche in Europa, dando inizio al moderno assortimento di razze canine che tutti conosciamo. Ciò implica che questi primi cani primitivi asiatici siano rimasti in isolamento in Asia orientale per un lungo periodo di tempo prima della loro diffusione nel resto de] mondo. "La storia del cane sembrerebbe aver avuto inizio già trentatremila anni.fa, ma sappiamo ancora poco del percorso che l'ha portato a diventare l'animale domestico che conosciamo, quello che ha cominciato a diffondersi nel mondo J5 .000 anni fa " 1 The origin and evolution ofthe domestic dog remains a controversia/ questionfor the scientific community, with basic aspects such as the piace and date of origin, and the number of times dogs were domesticated, open to dispute. Using who/e genome sequences fi·om a tota! of 58 canids (12 gray wolves, 27 primitive dogs jiwn Asia and ,-ifrica, and a col!ection o.f 19 diverse breed5from across the world), we.find that dogs fi'om southem East Asia have signifi-

15


16

SEI

ZAMPE.

STORIA DELLE UNITÀ CINOFILE DELLE foRZE ARMATI ITALIANE

Cane do guerra assiro

Verso la fine del secolo scorso alcuni studiosi che si occupano di cognizione animale si sono interessati con metodo scientifico allo studio della capacità relazionale del cane e allo studio delle sue capacità socio cognitive, determinando un costante aumento di pubblicazioni su questo argomento . Per gli scienziati, infatti , il cane è un buon modello per lo studio della cognizione sociale: la ragione di questo grande interesse è dato dal fatto che questo animale sembra abbia grande abilità nella comprensione del comportamento sociale e, specificatamente, della comunicazione sociale umana. In particolare, l'aspetto più singolare che proviene da questi due decenni di studi sull'argomento è che tale capacità sia, contrariamento a quello che si cantly higher genetic diversity compared to other populations, andare the most basai group relating to gray wolves, indicating an ancient origin of domestic dogs in southern East Asia 33 000 years ago. Around 15 000 years ago, a subset of ancestral dogs started migrating to the Middle East, Aji-ica and Europe, arriving in Europe at about i O000 years ago. One ofthe out o/Asia lineages a/so migra/ed back lo the east, creating a series of admixed populations with the endemie Asian lineages in northern China before migrating to the New Wor/d. For the.first time, our study unravels an extraordinary journey that the domestic dog has trave/ed 011 earth. Savolainen et al. Ceil Rcscrch , 1997-2016).


U N LEGAME ANTICO

Alessa ndro e Perito s. .Alessandro ero così a ffezionalo a Peritas che, quando l'a nimale morì d uranle lo compagno in oriente, g li intitolò uno c ittà, Alessandria Perita s

poteva ritenere in passato, più svìluppata nel cane che nei primati non umani, come ad esempio lo scimpanzé. Le spiegazioni di questo che ormai sembra essere un dato di fatto assodato dall'osservazione scientifica sono per lo più due , che però non convincono appieno. Una teoria esprime il concetto che il cane possieda questa unica e irripetibile capacità di legame con l'umano, capacità fatta di riconoscimento dei segnali e di capacità di inviarne a sua volta, a causa di una sorta di sovraesposizione al rapporto con l'uomo che è propria di questa specie come di nessun'altra. E' come se si fosse attuata

17


18 ________,S~E~IZ~A~M .:.:.:-, PE~-~Sr~o~ruA'-'-"" DE~LL~E~Li~N1T~A~C~1N~O~F1L~E~DE~LL~E~~~~~E~A~~~'A~T~ E~lffi~Ll~AN~E' - -- - --

Diogene inconlra Alessandro

una sorta di "acculturazione" dovuta alla possibilità di impara.re dal! 'uomo a causa del lungo e inusuale contatto della specie canina con la specie umana - e molto più rispetto ai primati non umani, teoria simile a quella proposta da Cali e Tommasello (1996) per giustifica.re le inusuali capàcità di problem solving mostrati dagli scimpanzé allevati da persone. Questa ipotesi propone che l'abilità a comprendere i segnali comunicativi umani si possa modificare nel corso della vita del cane e quinci.i possa aumentare con l'aumentare dell'esposizione ali ' uomo. D'altra parte questa teoria non viene però confermata da osservazioni scientifiche successive. Altri studi hanno dimostrato infatti che diversi gruppi di cuccioli di età differenti non variavano la loro capacità di leggere i segnali comunicativi umani nonostante il rapporto con l'essere umano fosse più lungo temporalmente. Uno studio di Hare et al. (2002) , rigorosamente organizzato secondo il metodo scientifico , ha paragonato cuccioli esposti a


19

UN LEGM\E ANTICO

minor contatto con l'uomo e cresciuti prevalentemente con il resto della cucciolata a cuccioli normalmente socializzati con l'uomo , dimostrando che non vi sono differenze sostanziali tra i due gruppi nella capacità di comprensione dei segnali umani. Sembrerebbe quindi una capacità davvero innata, quella del cane e non decisamente modificabile dall'esposizione all'uomo, manaturalmente non significa che non possa esserci un apprendimento durante il corso della vita, se soprattutto questo è sottoposto ad addestramento che modifichi e migliori le capacità di questa specie in compiti socio cognitivi. Una seconda teoria fa riferimento alle origini del cane. Questo nasce da un 'unica specie, il lupo o Canis lupus e si ritiene che il cane sia derivato da questo attraverso multeplici processi cli addomesticazione di diverse popolazioni di lupi. Come abbiamo già visto, la comparazione del DNA mitocondriale in un campione di cani proveniente da tutto il mondo suggerisce che l'iniziale evento di domesticazione possa essere avvenuto in Asia, in particolare i lupi della Cina che sono più docili rispetto a quelli americani ed europei. Questi potrebbero essere stati ripetutamente addomesticati in una serie di località sparse nell'Asia orientale. I lupi sono animali altamente sociali, vivono in branchi e utilizzana forme di comunicazione complessa e ritualizzata, le "f dinamiche sociali del branco e il tipo di caccia utilizzata dai lupi esigono alti livelli cli cognizione delle dinamiche comportamentali, sia tra i componenti del branco che delle prede - definita questa "intelligenza sociale". Questo potrebbe spiegare le capacità osservate nei loro discendenti, i cani, appunto. Ma allora dovremmo trovare le stesse capacità anche nei lupi . Invece questi non sembrano particolarmente abili nella comprensione dei gesti referenziali umani, mostrandosi piuttosto molto più simili ai primati che ai loro cugini.

J

La differenza sostanziale parrebbe stare proprio nella capacità di interazione con l'uomo. I lupi si sono dimostrati molto abili nella risoluzione dei problemi (problem solving) senza implicazioni sociali con le persone, talvolta anche più dei cani. La differenza sembra invece risieSta tua romana oggi a l "British lv\useum" raffigurante un Molosso dell'Epiro, ro zzo can ino o cui sarebbe oppartenulo Perilos


20

SEI ZAMPE. S TORIA DELLE UNITÀ CINOFILE DELLE foRZE ARMATE ITALIANE

Il filosofo Dioge~e è sempre raffigurato con un eone, simbolo di povertà e libertà, e con un lanterna , simbolo dello ricerca dello verità fra le tenebre dell' ig noranzo


UN LEGAME ANTICO

dere proprio nel diverso modo di relazionarsi con le persone, quindi nella componente sociale della comunicazione intere intraspecifica. I lupi infatti dimostrano meno abilità nella comprensione dei gesti referenziali umani. Studi relativi alla capacità di comprensione del pointing (puntamento) vedono i cani capaci di comprendere segnali semplici ma anche molto complessi e articolati di pointing, mentre i lupi dimostravano di essere recettivi per lo più al pointing più semplice. I cani sembrano essere quindi maggiormente modellati, sia in termini evolutivi che ontogenetici, a guardare le persone molto più dei lupi e questa particolarissima caratteristica sembra abbia costituito le basi per lo sviluppo del sistema di comunicazione cane-uomo. E qui arriviamo alla terza teoria, la più accreditata. L' ipotesi più corroborata è quella che asserisce che il cane abbia ereditato dal lupo le sue capacità socio cognitive intraspecifiche, quindi innate, e che queste si siano evolute in funzione di un maggiore comprensione nella relazione con l'uomo durante e grazie ai processi di domesticazione i quali, oltre a modificare le capacità e caratteristiche morfologiche del cane, avrebbe anche modellato le sue capacità cognitive. Inoltre, nei millenni trascorsi in cui si è attuato il processo di domesticaz.ione, è ragionevole ritenere che siano stati scelti , da parte dell'essere umano addomesticatore, quei soggetti più docili e meno timorosi nei confronti del contatto con l'uomo e quindi si ipotizza ragionevolmente che le particolari abilità socio cognitive del cane siano sopraggiunte come una sorta di sottoprodotto o forse inizialmente come una sorta di "effetto collaterale" della Lo stesso imperato re Federico Il di Svevio co mpose un trottoio, il De Arie Veno ndi cu m ovibus, in cui spiegavo l'utilizzo e l'oddestromento dei falconi, mo a nche dei cavalli e dei co ni do_coccia

21


22 _ _ ___

___,S~E~IZ~A~M.:..!!..!PE~ - ~~~O~ RIA ~D ~E~LL~EUN~ ~ IT~A~C~ ,N~O~ FIL~E~DE~LL~ E~Fo~~~E~A~™~ A ~T[~ [~M~Ll~AN~E_ _ __

_

_

selezione verso comportamenti più miti nei confronti dell'uomo durante i.I processo di domesticazione. Alla base della comparsa della capacità socio cognitive del cane vi sarebbe una serie di cambiamenti nella risposta emozionale al contatto con l'essere umano , come una minore paura e una minore aggressività, risultato questo del processo di domesticazione. Questa teoria, definita della "reattività emotiva", ad oggi la più accreditata, identifica la spiegazione della inconfutabile capacità di comunicazione e di interazione sociale del cane nella selezione di soggetti per comportamenti meno aggressivi (o comunque preferiti in termini di docilità) che avrebbero conseguentemente originato comportamenti sociali più specializzati. La selezione per una minore reattività emotiva ( soggetti più docili, meno timorosi, più fidu ciosi) deve aver prodotto nel tempo una serie di soggetti , una vera e propria linea di sangue, con capacità interattive nei confronti delle persone simili a quelle che questi soggetti usavano con i co-specifici. La teoria prevede due fasi distinte: Ja prima selezione basata sulla minore reattività emotiva e la seconda selezione, diretta esclusivamente per le abilità socio-cognitive. Tuttavia questa evoluzione , ipotizzando che sia avvenuta, non avrebbe mai potuto essere possibile senza la iniziale selezione sui sistemi che controllano la reattività emotiva. Attualmente, grazie ai recentissimi progressi nel campo della biologia molecolare , è stato possibile realizzare e rendere pubblica (Parker, 2004) la prima sequenza genomica ciel DNA canino fornendo così una inestimabile risorsa per studiare, da un punto di vista esclusivamente genetico, le più di quattrocento razze canine (Parker et al. 2005). Le analisi del DNA mitocondriale sono state utilizzate per chiarire la relazione fra il lupo e il cane domestico: ciò ha permesso la definizione di gruppi di razze , mostrando come la relazione genetica fra queste si correli anche con somiglianze morfologiche e di origine geografica comune. Le analisi genetiche confermano inoltre come le barriere create dalla selezione delle razze abbiano portato a un forte isolamento genetico, dimostrando così che le moderne razze canine costituiscono distinte unità genetiche. A questo punto sono state definite le relazioni fra le razze ed è stato costituito un albero filogenetico avente come base di partenza campioni genetici di lupo. Parker et al hanno dimostrato che sono quattordici le razze canine che risultano più antiche rispetto a tutte le altre e che hanno avuto origine in Asia e in Africa. Le razze rimanenti formano un grande gruppo cli cani moderni che si presume avere origini europee. Utilizzando campioni di lupo grigio come radice e utilizzando il mtDNA


U N LEGAME ANTICO

Cave Conem dei mosaici di Pompei era no i coni do guard ia delle ville po irizie

come marcatore molecolare, H.G. Parker insieme a un altro gruppo di ricerca indipendente, analizzando quattrocentoquattrodici cani di ottantacinque razze diverse , ha evidenziato come la separazione genetica più profonda dal lupo abbia originato quattro gruppi di razze, cosiddette "Primitive". Il primo gruppo comprende le razze Spitz asiatiche, (Shar-pei, Shtba-inu, Chow-chow e Akita-inu), il Basenj, successivamente altre due razze nordiche anche queste di tipo Spitz, (Siberian Husky e Alaskan Malamute) e infine due razze dj Levrieri medio orientali (Saluki e Afghan). Da questi quattro gruppi di razze si sono poi sviluppate tutte le altre. Successivamente furono identificate le razze più moderne, suddividendole in gruppi fra loro simili e ottenendo altri raggruppamenti: Pastori, Caccia e Molossoidi. Ma il primo raggruppamento, quello delle razze Primitive, è geneticamente il più definito e filogeneticamente più vicino al lupo. Certamente gli studi non si sono fennati qui. Conosciamo infatti un nuovo albero genealogico dei cani che riguarda oltre centosessanta razze. In un lavoro pubblicato su "Cell Reports" (H. Parker, E.A.Ostrander 2017), gli scienziati hanno esaminato i genomi dì milletrecentoquarantasei cani per creare una delle mappe più diversificate prodotte finora tracciando i rap-

23


24 ____ _

__,S=E~IZ=A~M-'-"-'PE=·=Sr=o=ruAc:..=DE=LL~t=U=Nrr=A~C=1N=O=F1L~E= DE=LL~E~Fo~~=E~A=~=1A=rr~l=~=u=AN=E_ _ _ _ __

porti fra le varie razze. La mappa mostra i tipi di cani che sono stati incrociati per creare le razze moderne e rivela che i cani selezionati per eseguire compiti simili - per esempio i cani da lavoro e da pastore - non condividono necessariamente le stesse origini. L' analisi suggerisce come un antico tipo di cane potrebbe essere giunto nelle Americhe con l'essere umano addirittura migliaia di anni prima dell'arrivo cli Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo. Questo nuovo studio potrebbe sorprendere proprietari e allevatori abituati a raggruppare i cani in certe categorie. Si ritiene infatti, enoneamente, che tutti i cani appartenenti a uno specifico gruppo Anche lo dea greco d ello coccio, Diano, di lavoro siano imparentati, ma gli è spesso raffigura to con un eo ne, un veloce levriero do coccio che avrà molto fortuna studi dicono il contrario (Parker, nell'iconog rafia occidentale 2017). Quando in passato i genetisti cercavano di mappare i lignaggi dei cani da pastore, non riuscivano a farlo con precisione proprio perché queste razze sono emerse attraverso una selezione che è avvenuta più volte nel tempo e in molti luoghi diversi.

"Le qualità che si vorrebbero in un cane che lavora con.mandrie di bovini sono diverse da quelle utili con le capre di montagna, che sono ancora diverse da quelle per le pecore e così via" .2 La maggior parte delle razze relative al lavoro di cui sopra deriva da gruppi di cani che hanno avuto origine in Europa e in Asia. Ma i cani domestici arrivarono nelle Americhe migliaia di anni fa, quando gruppi di persone attraversarono il ponte di terra di Bering che collegava Alaska e Siberia. Questi cani del Nuovo Mondo successivamente scomparvero con l'arrivo dei cani europei e asiatici. I ricercatori hanno cercato l'eredità genetica di questi antichi cani nel DNA delle razze americane moderne, ma finora ne 2

E. Ostrander Ce/I Reports 11° 4 2017


UN LEGANIE ANTICO

hanno trovato poche tracce. Il modo in cui due razze sudamericane , il Cane nudo peruviano e lo Xoloitzcuintle, sono affiancate nell'albero genealogico ha suggerito agli scie nziati che quegli animal i possano condividere geni che non si trovano in nessun altra razza analizzata. Si ritiene che quei geni potrebbero provenire dai cani che erano già presenti nelle Americhe prima del l'arrivo di Colombo. Si reputa inoltre che le razze canine abbjano subito due grandi periodi di diversificazione: migliaia di anni fa i cani furono selezionati per le loro capacità, mentre alcune centjnaia di ann i fa gli animali furo no allevati per i loro tratti fi sici.

A differenza che nel mondo arabo, in quello persiano i ca ni hanno un ruolo accettato, legato, a ncoro una voha, alla coccia

"Non avremmo mai potuto trovare qualcosa di simile per le mucche o i gatti. Questo intenso tipo di in.croci deliberati è stato fatto solo con. i cani" 1 Come già accennato entrambe le specie - lupo e cane - vivono in gruppi fam iliari assai stabili, più o meno numerosi e mostrano de.Ile tendenze gregarie con una certa organizzazione sociale e attivi tà coordinate. Come si crea questa organizzazione gerarchica? La vita sociale ali 'interno del gruppo prevede dei costi e dei benefici per i soggetti che ne fanno parte, ma non sono equamente distribuiti. Quindi, allo scopo di mantenere la coesione sociale e i vantaggi che il gruppo e la vita d i gruppo comporta, si sono affermati dei meccanismi volti a regolare l'accesso e la distribuzione delle risorse disponibili, ad aumentare la tolleranza verso i cospecifi ci della stesso gruppo e quindi a ridurre i costi legati all' inevitabile competizione . Questa organizzazione , come si evi nce anche solo intuitivamente, è altamente specializzata. Fra questi meccanismi di controJlo e cli regolamentazione ci sono le rela3

Cit. R .Wayne National Geografie 201 2

25


26

- - --

-

-

~S~ El~Z~A~M~P~E~ - ~~~o~ruA~D~E~LL~E~U~Nrr~A~C~1N~'o~n~ LE~D~EL~LE~F~o~1~~ E~A~~~,A~ TE~l~~~Ll~AN~E_ _ _ _ _ _

N ella mitologia g reco il eo ne è anche il guordiono del mondo infero Il mastino Cerbero, con tre leste, è incarica to d i impedire che vi sia passaggio no n autorizzato fro vita e morie

zioni di dominanza, determinate da un lato dagli incontri agonistici - includendo sia le interazioni aggressive sia i comportamenti di sottomissione - e dall'altro dai compo1tamenti affiliativi, permettendo così una classificazione/definizione gerarchica di ogni individuo all'interno ciel gruppo. Pur esistendo molte altre forme di relazione sociale, ad esempio l'attaccamento e il gioco, "la gerarchia è l'eleniento fondamentale della coesione e del buonjìuizionamento del gruppo sociale canino: essa si basa sull'accesso a determinati privilegi che costituiscono quindi le prerogative del doniinante, ha una funzione stabilizzante e permette di limitare i conflitti tra i membri dello stesso gruppo grazie all'intervento del leader che regola le interazione tra i cospecifici che gli sono subordinati "4 La gerarchia all'interno di un gruppo prevede distinzione fra maschi e femmine: al vertice di queste due categorie vi sono i rispettivi soggetti/cani a?fa, ovvero quelli di rango più elevato , (dominanti), seguiti dai beta e così via fino al cane omega, cli rango inferiore. Tuttavia, nelle organizzazioni sociali più complesse, cioè quando sono presenti nel gruppo soggetti non 4

J.M . PACKARD " Wolfbehavior: reproductive, social and intelligent" The University ofChicago Press 2003


U N LEGAME A NTICO

Il Medioevo è il secolo dei boschi e della caccia, che divenlo lo sporl dello nobiltà guerriero .

imparentati fra di loro oppure più coppie riproduttrici , è possibile delineare chi aramente un ' unica gerarchia nella quale i maschi dominano anche sulle femmi ne . Diversi fattori sembrano influenzare la posizione gerarchica sia dei maschi che delle femmine all'interno del gruppo: prima cli tutto l'età , ma anche l'esperienza e le dimensioni corporee. Soggetti più grandi hanno così la possibilità di uscire vincitori dalle competizioni. La gerarchia si evince anche dalla posizione dei soggetti all'interno del gruppo: gli individui dominanti si posizionano più spesso al centro, quelli di medio rango si posizionano verso la periferia del branco mentre i soggetti di rango più basso cercano la vicinanza fra di loro e con le loro madri. Anche la propensione di alcuni soggetti a gestire le attività del gruppo, soprattutto durante gli spostamenti , è strettamente associata alla dominanza sociale . Una volta che l'ordine gerarchico è costituito, lo status sociale viene mantenuto per mezzo di manifestazioni ritualizzate cli comportamenti , sia agonistici - che non necessariamente implicano elementi di aggressività - che affiliativi . Fra i comportamenti agonistici dobbiamo distinguere le situazioni di non competizione da quelle competitive . Fra le prime ci sono atteggiamenti come la postura del corpo , della coda - ad esempio coda bassa, testa bassa e così via,

27


28

SE.I

ZAMPE.. STO RIA PELLE UNITÀ CINOFILE PELLE foRZE

ARMATE ITALIANE

oppure attraverso la manifestazione attiva della sottomissione, cioè per esempio leccando il muso del dominante come riconoscimento del reciproco status sociale. Mentre invece, in presenza di elementi di forte competizione, l' agonismo si gioca esclusivamente sull 'accesso e utilizzo delle risorse (cibo, accoppiamento) e tutto ciò può stimolare l'aumento dell'aggressività. Anche l'età è un fattore importante: nella competizione per l'accesso alle risorse genesiche (riproduzione) e di sopravvivenza, la presenza cli giovani intorno a uno/due anni di età spinge verso un allontanamento di questi dal gruppo stesso. Questi sogSan Rocco, il sonio dei viogg iolori e dei vagabondi, getti andranno a costituire con muore, secondo l'agiografia, in seguito ad una risso femmine della stessa età un senza che nessuno, tranne un eone, lo assisto. nuovo nucleo in cui stabilire la propria dominanza. Nello specifico caso cieli' accoppimnento all'interno del gruppo sociale, possiamo distinguere l'organizzazione dei lupi da quella dei cani. Nel primo caso , i lupi maschi a(fa hanno la priorità di accesso alle femmine per l'accoppiamento ed escludono i subordinati; n~l secondo caso la riproduzione dei cani subordinati non viene soppressa dall'aggressività del maschio a{fa, come invece avviene nei branchi di lupi. Si spiega così, in parte, la diminuzione di presenza di soggetti giovani nei branchi di lupi. Anche i comportamenti affiliativi si ritiene abbiano lo scopo di mantenere la coesione del gruppo. Fra questi segnaliamo le posture di pacificazione, tipiche dei cuccioli nei confronti degli adulti parentali, legati ovviamente alle cure di maternage; la prossimità fisica, soprattutto verso un soggetto di rango più alto; scodinzolare; rimanere in contatto passivo. Naturalmente la presenza di atteggiamenti amichevoli potrebbe anche essere il risultato di molteplici fattori fra cui le preferenze individuali o le relazioni di parentela. Inoltre, il ruolo degli individui subordinati appare fondamentale nel

---~


U N LEGAME ANTICO

mantenere relazioni sociali fra i cani in quanto, con la semplice manifestazione di atteggiamenti amichevoli e quindi pacifici, un cane può riconoscere un più alto status sociale di un cospecifico inibendone così l'aggressività. In conclusione, all'interno di un gruppo sociale sia esso formato da lupi che da cani, si osservano interazioni sia di natura competitiva che cooperativa, perché l'equilibrio sociale di un cane poggia sul fatto di appartenere a un gruppo che è organizzato secondo regole precise e impegnato in numerose attività che permettono di allacciare relazioni di verse con i cospecifici. Il rapporto tra l'uomo e il cane è quindi antico e duraturo. Il cancelliere Ono von Bismark andavo fiero II tipo di legame speciale che dei suoi Dobermann, e delestova g li altri cani si forma è possibile che abbia persino una base genetica. Si è scoperto infatti che alcuni gruppi di geni dell'uomo e del cane - compresi quelli legati alla dieta e alla digestione, a processi neurologici e ad alcune malattie guaii l'epilessia - si sono evoluti parallelamente nel corso cli migliaia di anni. La causa sarebbe da ricercare nel fatto che abbiamo a lungo condiviso gli stessi ambienti. Considerando come la domesticazione sia spesso associata a un grande aumento di densità di popolaiione e a condizioni di vita 'affollate', possiamo ipotizzare che questi ambienti 'sfavorevoli' abbiano esercitato la pressione selettiva necessaria a guidare le modifiche genetiche di entrambe le specie. Da un punto di vista antropologico, definiamo questa condizione umana quell a che identifica raggruppamenti più evoluti e più "abitati" rispetto a quella dei cacciatori - raccoglitori, perlopiù piccoli gruppi nomadi , quando cioè l' attività umana da nomade si trasforma in stanziale e si intraprendono le attività di semina e raccolto. Vivere in condizioni di affollamento con gli esseri umani potrebbe aver avvantaggiato i cani meno aggressivi, selezionando così gli individui più docili che avrebbero dato origine ai cani.

29


30

SE,J

ZAMPE,. STORIA DELLE UNITÀ CINOFILE DELLE FoRZ.E ARMATE

h'A LIANE

I co ni erano do sempre o ssoc ioti oll'ambiente militare, mo solo dal Settecento iniziarono fu per /v\ustoche, il eone che seguì l'Arma to napoleonico in Russia nel 1812 e che venne decorato.

od essere ufficialmente odolto ti dai regg imenti, come

Come abbiamo già visto, è probabile che la domesticazione sia iniziata già 32.000 anni fa, ben prima rispetto a stime precedenti, che collocavano la domesticazione tra i 15.000 e i 16.000 anni fa. Si ipotizp inoltre che la domesticazione del cane abbia avuto inizio nel Sud-est Asiatico , piuttosto che in Medio Oriente, come immaginato in precedenza. Il cane domestico, proprio per la sua millenaria interazione con l'uomo, ha sviluppato delle capacità articolate e altamente specialistiche di interazione, non presenti in altre specie animali e comunque difformi da quelle presenti, seppur simili , nel lupo: da una parte la capacità cli comprendere la comunicazione umana e dall'altra il possesso di una strumentazione "empatica" tale da riuscire, tramite specifici comportamenti, ad entrare in relazione sociale con l'uomo. Sono tre i fattori che hanno contribuito allo sviluppo di queste specificità: la discendenza dal lupo con·il quale, come abbiamo già visto, condivide un corredo genetico e un'organizzazione sociale che gli ha permesso lo svilup-


UN LEGAME ANTICO

N ell'ambienle conladino degli Sto li Unili i co ni erano compagni inseparab ili dei co nlodini e dei mandria ni. Dura nle lo Guerra di Secessione quasi tutti i reggimenti, del nord e del sud, avevano delle mosco lle

po di capacità di cooperazione e quella di istituire legami sociali st.abili, e queste caratteristiche genetiche probabilmente hanno favorito lo sviluppo di abilità cognitive finalizzate a interpretare e predire le azioni dell'uomo; in secondo luogo i cani sono stati nei secoli selezionati, durante il processo di domesticazione, per specifici ruoli - soprattutto per la caccia, questo nei primi gruppi umani che si sono formati, definiti cacciatori- raccoglitori, e come cani da pastore nei successivi periodi in cui le attività di agricoltura stanziale presero il sopravvento, (gruppi antropologicamente più specializzati cioè più stanziali, organizzati in società meno primitive di agricoltori e allevatori) e che richiedevano una spiccata intelligenza sociale; in ultimo, la vicinanza con l'uomo, che dura da millenni e può aver provocato la manifestazione di certi comportamenti, unita a una preferenza umana che ha probabilmente spinto verso la selezione di soggetti più docili e più recettivi. A costituire e costruire questo solido legame interspecifico uomo-cane

31


32 __________,S=E~IZ=A~M-'-"-'PE=· =~=o=ruA:..:..=DE=LL~E=U=Nrr=A~C=1N=o=F1L=E=oE=LL=E~fu=~=E~A=RMA=T~E=lm=u~AN=E'-----intervengono influenze genetiche ed effetti formali o fenotipici della domesticazione. Questo legame speciale fra esseri umani e cani sembra essere nato in seguito all'evoluzione del lupo in cane domestico, avvenuta durante il Paleolitico. Il cane è stato la prima specie animale ad essere addomesticata dagli esseri umani, ma risulta piuttosto difficile ripercorrere questo processo in quanto non è possibile differenziare i lupi addomesticati dai primi cani domestici. Nel 1914 fu scoperta una tomba a Oberkassel, un sobborgo di Bonn, in Germania. Al suo interno furono rinvenuIl re di Prussia Federico il G rande era un noto miso nlro· i resti di un cucciolo di cane, ti po e misogino. Si dicevo che nel suo palozzo di Sans precisamente una mandibola , di Souci i soli esseri fem minili fossero le sue levriere, g li unici di cui si fidava un uomo e di una donna , oltre a una grande quantità di oggetti decorati realizzati a partire da corna, ossa e denti, risalenti certamente al tardo Paleolitico, ovvero a circa quattordicimila anni fa. Si tratta della più antica tomba in cui esseri umani e cani sono sepolti insieme e che fornisce alcune delle più antiche evidenze di domesticazione . Ad oggi questo è il più antico reperto di cane domestico morfologicamente ben definito. In quel periodo gli uomini vivevano esclusiyamente di caccia e raccolta di frutti selvatici e occasionalmente dei proventi' della pesca (popolazioni di cacciatori raccoglitori). Nel rimanere in prossimità degli esseri umani, come abbiamo detto non ancora presso insediamenti stanziali ma piuttosto nomadi, i primi lupi opportunisti furono in grado agevolmente cli recuperare prede ferite e quindi di ottenere un pasto facile; è probabile che , dal quel momento in poi, alcuni branchi di lupi abbiano cominciato ad affiancare gli uomi1ù nelle spedizioni cli caccia interagendo progressivamente con questi e aiutandoli a localizzare e identificare le prede. E ' verosimile inoltre che, col trascorrere del tempo, questo tipo di attività opportunistica da parte ciel lupo sia stata usata dall'uomo a suo vantaggio per essere aiutato nella caccia; dobbiamo infatti ricordare che, antropologicamente e eia un


U N LEGAME ANTICO

Il eone assume un ruolo nell'immaginario culturale occidentale. N ello Divina Commedia è ouspicoto l'arrivo in Italia di un "vellro", owero di nobile levriero do coccio, che allon1onerò le belve feroci dello tirannide e dello discordia; nel Decomerone di Boccaccio, i coni hanno spesso ruoli meno lieti

punto di vista nutrizionale, la caccia è necessaria all 'approvvigionamento di proteine animali ed è più speci alistica rispetto all'approvvigionamento di piccolissime prede/cibo come possono essere insetti, lombrichi e simili. La caccia risponde quindi a un bisogno primario di rifornimento nutrizionale. Questa opportunità di farsi affiancare da un lupo per la ricerca delle prede/ cibo ha probabilmente spinto l' uomo ad operare una selezione fra i soggetti a sua disposizione, già predisposti alla vicinanza con l' uomo, dunque più socievoli, meno aggressivi, scegliendo quei lupi con una più spiccata "intel ligenza sociale", caratteristica, questa, essenziale per la cooperazione . In questo modo l'opportunismo si trasforma in mutualismo. Nell'arco di migliaia di anni questo debole legame mutualistico diede origine a una nicchia ecologica nuova, in cui la maggior parte dei lupi addomesticati cominciò a riprodursi in stretta vicinanza con l'uomo e subì di conseguenza una serie di modificazioni morfologiche e genetiche (fenotipiche e genotipiche) che trasformarono gradualmente il lupo in quello che oggi viene definito cane domestico. Oltre a questo, un altro aspetto che ha permesso l' avvicinamento fra le due specie è quello di avere in comune una struttura sociaJe basata suJla gerarchia dinamica, gerarchia che si instaura fra soggetti dom inanti e sottomessi e costantemente consapevoli del loro

33


34

SEI ZAMPE. S TORIA DELLE U NITÀ CINOFILE DELLE foRZE ARMATE ITALIANE

1939 Tre co ni di rozzo A iredole Terrier, addestrali dal Colonnello E H Richord son, indossono specia li maschere a ntigas in un ca nile a Surrey, in Inghilterra.

reciproco status. Sebbene esistano molte altre specie animali i cui membri del gruppo sociale in cui vivono dipendono da un leader, la loro struttura sociale complessiva non ricalca esattamente guella degli esseri umani, come invece nel lupo. La domesticazione ha influenzato profondamente lo stile di vita e il comportamento del cane, modificandone nel tempo anche le caratteristiche morfologiche, fisiologiche e genetiche, selezionando così via via caratteristiche sempre più in linea con la relazione interspecifica umana. L'abilità del cane di comprendere la comunicazione umana si sarebbe quindi evoluta attraverso questo lunghissimo processo. Questo spiega perché, nonostante tali capacità siano presenti anche nel lupo , siano comunque così altamente sviluppate e specializzate solo nel cane. Da alcuni studi, soprattutto di Miklosi et al. (2003) , alcuni cani e lupi ugualmente socializzati sono stati messi a confronto ed è emerso un dato significativo: il cane è in grado di "leggere il volto delle persone" e di utilizzare le informazioni contenute in questo scambio per raggiungere Jo scopo richiesto, mentre il lupo non ne sarebbe in grado. Secondo l'Autore, questa sarebbe una "semplice spiegazione per mo-


UN LEGAME ANTICO

L'uso delle moscot!e si ripelè o nche durante le guerre mondiali, q uando però l' uso d ei can i ero volto a nche ollo guardia, alla ricerca dei dispersi e a l lrasporto d i piccoli co richi in montagno

tivare una grande differenza" dovuta proprio al processo di domesticazione. Il cane è quindi una specie che si è adattata a una nuova nicchia ecologica sviluppando flessibilità nell'acquisire informazioni attraverso una relazione sociale di tipo eterospecifico. La domesticazione ha inoltre determinato un formidabile cambiamento rivolto verso un aumento della docilità e della dipendenza affettiva nei confronti dell'uomo. Infatti, mentre i lupi stabiliscono un legame con l'uomo in assenza di conspecifici adulti o se ne sono impauriti, il cane instaura subito un legame affettivo preferendolo a quello con i conspecifici, se gli viene data l'opportunità di scegliere. La domesticazione, riducendo l'inclinazione alla fuga, ha aumentato la motivazione a cercare il contatto con l' uomo. Nonostante i lupi possano essere addomesticati e socializzati, non raggiungono in alcun modo lo stesso livello di reattività sociale e affettiva posseduto dalla maggior parte dei cani domestici . Tutte queste caratteristiche così individuate, le elevate capacità socio cognitive e comunicative, la grande capacità e tendenza innata a cooperare, l'essere in grado di stabilire forti legami sociali, intensi e durevoli, e legami affettivi, la possibilità di stabilire cooperazione e

35


36 _____ ____,S=E~l=ZA~Mc.:..:!..-'PE=·~~=o=ru~A=DE=LL=E=U=N'=m~C='N=O~F'L=E=DE=LL=E~Fo=~=E~A~~~~M ~ ~E~~ =LI~AN=E~ - -- -mutualismo altamente interattivo, fanno del cane una specie unica in grado di collaborare con l'uomo in attività di alta specialità, in ambito civile e, nel nostro intento, in ambito mi litare, come la ricerca di esplosivi, la ricerca fra macerie, attività di salvataggio, di ricerca in ambito medico legale, di guardia e attività di sorveglianza. Anche se perlopiù oggigiorno il cane viene identificato come animale d 'affezione, è ormai acclarata per l'uomo la sua capacità, insita in questo rapporto , di alleviare disturbi organici e psicologici - pensiamo alla pet therapy con bambini autistici o per adulti affetti da disturbi della personalità - ma anche nei casi di depressione , ipertensione, stress e così via. Inoltre, le sue elevate capacità cognitive permettono al cane cli poter discriminare comandi verbali diversi, eseguire esercizi di obbedienza e di ritrovare oggetti attraverso un appropriato e reiterato comando verbale. Non solo, il cane è in grado di interpretare come indicatori dell'oggetto nascosto o da trovare il punta.re il dito o il brace.io (pointing), i cenni della testa e le inclinazioni del corpo da parte dell'addestratore e , nel momento in cui non riesce nell'intento , è in grado di segnalare la difficoltà con lo sguardo. Inoltre è acclarato che vi siano differenze di abilità e di risposta a.i comandi e alle indicazioni verbali e non verbali, se queste sono fatte dal padrone/addestratore/conducente o da un estraneo. Il legame che si crea con l'umano di riferimento fa sì che le indicazioni abbiano per il cane una valenza diversa se effettuate dal padrone/ addestratore/conducente o da altri. Questo è spiegabile solo attraverso il legame di attaccamento , caratterizzato dal senso di sicurezza, fiducia e conforto nei confronti dell'uomo/padrone e della capacità del cane di identificarlo c0me la sua "base sicura", da cui allontanarsi per esplorare e a cui ritorna.re in caso di bisogno. Questo rappresenta un ulteriore beneficio che il cane riceve dall'uomo e che serve a rinforzare il legame e il lavoro eventualmente da svolgere con lui, e in questo senso si spiega la


UN LEGM1E Ai'ITICO

Coni adibiti ol trasporlo

necessità di mantenere la prossimità con questo (e si spiegano altresì anche tutte le manifestazioni di stress in caso di separazione) nella costruzione, come vedremo in seguito, della f.ormazione del binomio conducente-cane in cui, nelle nostre Forze Armate, questo binomio si stabi lisce e rimane indissolubile una volta che viene formato. Questo legame viene però influenzato da vari fattori, s.ia genetici che ambientali. Una giusta socializzazione durante le prime cinque/dodici settimane di vita è fondamentale per Ja corretta interazione con l'uomo: è infatti in questo periodo che il cane impara meglio ad interagire con le persone e altre specie animali (socializzazione secondaria interspecifica) e a riconoscere la sua appartenenza al gruppo in cui il proprietario/addestratore viene identificato come il soggetto di rango più alto , nei confronti ciel quale mantiene e manifesta un comportamento cli sottomissione. Va inoltre aggiunto senza tema di smentita che la qualità ciel rapporto affettivo che si istaura con il proprietario gioca un ruolo di primo piano in molte situazioni cli convivenza e di cooperazione.

37


I CANI

E LA GUERRA


~,


( CANI [ LA GUERRA

razie alle caratteristiche peculiari e alle capacità socio-cognitive che abbiamo visto, i cani hanno realizzato un grande lavoro dicooperazione con l'uomo, sia in ambito civil.e che in ambito militare. La definizione di "cane soldato" è un termine che identifica cani addestrati per la guerra, o più specificatamente, cani addestrati per attività specialistiche in teatri di guerra. Naturalmente queste attività si sono perfezionate nel tempo man mano che evolvevano le conoscenze scientifiche e tecnologiche in ambito militare e , in concomitanza, gli studi scientifici sulle peculiarità cognitive del cane: dai cani utilizzati come esploratori, come portaordini, come cani da traino per approvvigionamenti o per il soccorso dei feriti siamo passati a cani addestrati all'attacco e alla sorveglianza di punti sensibili e di prigionieri e poi, via via , verso l'approccio professionale nell'utilizzo dei cani anti mina e anti esplosivo, su esplosivi interrati, cani che hanno l'addestramento necessario per muoversi su qualunque terreno e in diversi -· ambienti e , in alcuni paesi, abilitati all'aviolancio.

G

L'impiego dei cani in ruoli prettamente combattenti ha fine nel XV secolo con la diffusione della polvere da sparo e la fine della guerra di cavalleria, per poi scomparire del tutto intorno al XIX secolo, con il rapido sviluppo delle armi da fuoco. La scelta di trarre vantaggio in corso di battaglia dalle particolari attitudini del cane era già presente in epoca greca e romana. 11 cane ha ricoperto fin dall'antichità il ruolo di combattente , perlomeno fino a quando l'uomo è rimasto vulnerabile alle sue zanne . Considerando la difficoltà per questo animale di distinguere il nemico in combattimento, il suo utilizzo fu presto trasformato in collaborazione. Nel corso dei secoli gli uomini crearono per loro armature coperte da lame o punte affilate , in modo che divenissero armi mortali , collari borchiati e corazze di cuoio ricoperte di sostanze infiamma-

41


42

SEI ZAMPE,. STORIA DELLE UNITA CINOFILE DELLE FORZE A RMATE ITALIANE

bili. Dell'impiego dei cani come complemento dei servizi ausiliari di guerra, infatti, se ne trovano cenni nelle cronache militari di Atene e di Roma. Molti storici come Erodoto , Polibio, Plutarco forniscono nei loro scritti numerosi esempi di impiego cli cani combattenti nell'antichità, in alcuni casi dotati solo delle loro caratteristiche naturali, altre volte con l'aiuto di armi o mezzi speciali. "I cavalli sono molto leggeri e molto veloci e corrono per gli uomini; il cane è animoso e combattivo ma veglia sull'uomo"5 "Sono capaci di ricordare il cammino percorso per quanto lungo possa essere Tranne l'uomo nessun altro essere vivente è dotato di mernoria migliore" 6

Non sappiamo con precisione da quando i cani cominciarono effettivamente ad essere usati in battaglia, ma è molto probabile che già dal 4000 a.e. vennero utilizzati in modo puntuale e non estemporaneo. Gli egizi li detenevano da parecchio tempo, probabilmente già dal V millennio a.C., ma non abbiamo contezza di quando precisamente siano stati utilizzati per la guerra. Abbiamo dei reperti in tal senso: disegni che si sono conservati a partire dal 2100 a.e., quando il re Hammurabi fornisce ai suoi soldati i "cani da guerra". Nel 490 a.e., per la battaglia di Maratona, un cane da guerra viene immortalato su un muro dipinto. Nel 101 a.e. nella battaglia di Vercelli, enormi mastini condotti da donne difendono i confini della città. Nel 50 d .C. Roma conquista la Britannia anche grazie a giganteschi cani combattenti chiamati Pugnaces Britanniae - molto probabilmente molossi - che vennero portati fuori dall'impero per essere integrati negli eserciti romani. Il concetto di rendere più funzionale la presenza dei cani negli eserciti e in battaglia prese forma più precisamente intorno al 1500, quando il cane cominciò ad essere impiegato sia nella difesa che nell 'attacco e anche per trasportare materiale incendiario tra le linee nemiche, oltre a contribuire al servizio di esplorazione e sicurezza. Inizia quindi, in maniera organizzata e sistematica, il periodo in cui l'utilizzo del cane diventa ausilio in battaglia e, 5 6

Plutarco "Opere Morali". "Wnera quamvis longa meminere/Nec nulli praeter hominem m.emoria maior" Plinio il Vecchio "In naturalis Historia"


) CANI E LA GUERRA

Coni dei co nquislodores. Furono verosimilmenle d iscendenti del /\1\olosso Romano impo rtali da l Reg no di Castiglia quei Moslini o cui nel 14 94 Cristoforo Colombo fece rico rso conlro g li lndios del N uovo Mondo

come vedremo più avanti, un ausilio sempre più specialistico. Nel 1525, per esempio, Enrico VIII esportò ben quattrocento Bull Mastijf per supportare la Spagna e Carlo V durante il conflitto franco spagnolo. Nel 1580 Elisabetta I invia ben ottocento cani da combattimento per fermare la ribellione cli Desmond. È più documentato il ricorso al cane in guerra in epoca napoleonica, dove il cane rappresentava non solo un mero strumento per portare materiale incendiario nelle fila nemiche, ma anche per supportare il servizio di esplorazione. Nel 1799 infatti Napoleone decise di riorganizzare il suo esercito schierando un gran numero cli cani da combattimento dinanzi a questo. Ed è infatti francese Moustache, il cane che fu decorato per aver contribuito ad evitare che la bandiera del suo reggimento cadesse in mano nemica durante la battaglia di Austerlitz . A partire dai primi dell' 800 molti eserciti intuirono e intensificarono J'osservazione e Ja sperimentazione dell'uso dei cani da guerra per tentarne impieghi diversi e in molteplici settori come l'esplorazione, la sicurezza e il sussidio alle sentinelle nei collegamenti e nella ricerca e raccolta dei feriti , ma soprattutto nei trasporti a slitta e a soma. Fra la fine dell'800 e l'inizio del secolo successivo apparvero sulla Rivista di Artiglieria e Genio e sulla Rivista Militare Italiana numerosi articoli che testimoniavano le applicazioni

43


44

- - - -- - - =S=El~Z~A=M=P=E.~S~ro=ru=A~DE=LL=E~U=Nrr=A~C=1N=oF=1L~ED=E=LL=Ef=o=~=E~A=™=~=E_ _ _ _ __ _

dell'uso dei cani in guerra. Nel 1893 venne riportata la notizia dell'organizzazione in Germania di una "scuola" di addestramento e impiego dei cani presso i battaglioni lager Schutzen (Cacciatori e Tiratori). Sulle stesse riviste comparivano nel 1885 e 1887 articoli sulle prove di utilità dei cani per il rifornimento di munizioni di fanteria avvenute in Russia e Germania mentre, nel 1913 , si evidenziarono proficui impieghi dei cani delle truppe inglesi nella guerra anglo boera e di sperimentazione, nei Paesi Bassi, dell'utilizzo di cani per il traino di mitragliatrici nonché la costituzione, sempre in Germania, di una società per lo studio dell'impiego del cane nel servizio sanitario in guerra. Queste stesse nazioni cominciarono anche a selezionare razze diverse per caratteristiche sia fisiche che comportamentali peculiari, come la Poitou in Francia e la Pomerania in Germania. E infatti, nel 1884 l'esercito tedesco organizza la prima scuola militare per l'addestramento di cani militari. All'inizio del secolo successivo, precisamente nel 1904, la Russia imperiale utilizza cani adibendoli al servizio sanitario e di soccorso durante la guerra russo giapponese, cani peraltro addestrati da un militare inglese , il colonnello Richarclson, che poco più tardi creò la primaArmy Dog School in Inghilterra, proprio agli inizi della Grande Guerra. Nel Regio Esercito l'utilizzo dei cani in corso di conflitto fu oggetto di studio almeno dal 1893, anno in cui furono condotte sperimentazioni in tal il G enerale Codorno durante un g iro d i ispezione ai coni dello Brigato Sassari


[ CANI E LA GUERRA

In oddesirornen!o, d uro nle lo Primo Guerra Mondiale

senso, inizialmente presso il 7° Reggimento Bersaglieri e il 71 ° Reggimento Fanteria, a cui seguirono ulteriori prove effettuate presso il 6° e 36° Reggimento Fanteria. Nel 1900 vennero utilizzati cani da pastore per la guardia di alcuni forti della piazza di Verona e Rivoli Ceraino. Nel J902 divenne operativa a Bologna la "brigata cani", destinata alla sorveglianza del locale Laboratorio Pirotecnico alle dipendenze della direzione lavori del genio. Nello stesso anno a Porta Furba, a Roma , si costituì un canile militare dove si allevavano e si addestravano cani di razza Pastore Scozzese per la guardia ai forti della capitale. Durante la guerra italo-turca per l'occupazione della Libia furono assegnati al Regio Esercito, cioè alle truppe del corpo di occupazione, alcuni cani da guerra appartenenti alla regia Guardia di Finanza, precedentemente impiegati alla frontiera alpina. Questo perché il Regio Esercito non possedeva alcuna organizzazione attiva in questo senso e il Comando di Corpo di Stato Maggiore era contrario all'idea dell'impiego dei cani. Fu il Corpo di spedizione in Libia a mostrarsi possibilista: "[ ... ) qualche cane, in consegna permanente ai corpi, potrebbe prestare utile servizio, specie nelle trincee, prevenendo le sorprese, segnalando l'avanzata degli arabi. " 7

7

Foglio n. 7 I 8 del 19 novembre I 911 del comando di corpo di spedizione in Tripolitania e Cirenaica: "Cani d a guena"

45


46

- - --

- -~S~El~Z~A~M~P~E~-~Sr~o~ruAC!..!C!DE~LL~E~U~ N~1m~C~1~ NO~F~ 1LE~D ~EL~L~EF ~o~~~E~A~~~,A ~T~ E~l~~L~1A~NE' -- - - - -

La decisione favorevole all'invio dei cani in Libia arrivò il 27 dicembre 1910 da parte del Comando di Corpo di Stato Maggiore: "[. . .]questo coniando è del parere di.fare un esperimento a Tripoli con un numero di cani che potrebbe fissarsi intorno ai 20" 8

Il 1 dicembre 1911 il Comando del Corpo di Stato Maggiore decise di elevare a cento il numero di cani destinati in territorio libico, da raccogliere in Sardegna a cura del comando della Divisione Militare di Cagliari. L'esercito decise di acquistare dei cani di razza sarda o fonnese " .. .canidi Fonni, vigili sui monti Deserti al passo dei rapinatori: Pugnace razza implacabile, pronti Sempre all'assalto, conte l'aura lievi, Seguaci come l'ombra, negli orrori delle notti ventose, tra le nevi, .. ."9

1

quindi cani da pastore , per addestrarli al servizio di sorveglianza, esplorazione, vedetta, trasporto messaggi e munizioni nonché ricerca dei feriti. Questi cani provenienti dalla Sardegna venivano utilizzati in loco per la guardia, come cani da pastore e per la caccia al cinghiale. Diremo oggi che la specializzazione era quella che attiene al gruppo dei cani da pastore e da caccia. " [ .. .] è statafaua presente la convenienza di servirsi, per concorrere al servizio di guardia alle trincee per quello di perlustrazione, di cani sardi, cani cosiddetti d a pastore, che vengono impiegati nell'isola sia come cani cl a guardia per i greggi sia per la caccia grossa. " 10

L' 11 dicembre dello stesso anno al comando della divisione militare di Cagliari fu data disposizione da parte dello Stato Maggiore di trovare volontari, per lo più pastori, appartenente al Nuorese Ogliastra e ~ugodiro disposti a partire per la Libia in modo da poter affidare ad ognuno di loro la conduzione di quattro o cinque cani. Lo scopo era quello di formare un drappello di un centinaio di cani sardi . Altri venti cani furono recuperati presso il canile presidiario di Roma e inviati in Tripolitania a cura dell' 82° Reggimento di fanteria. Nel gennaio 1912 si trovavano in Libia circa centoquaranta cani con un centinaio di addetti suddivisi in cinque drappelli. Il Comando di Stato 8 Ibidem 9 S. Satta "Cani da bauaglia" in "Canti" 1909 10 Foglio n.5051 del 1° dicembrel911 del Reparto Operazioni-Ufficio Coloniale: "Cani sardi per la libia"


47

] CANI E LA GUERRA

-

... In Africa Setten trionale d ura nte la Secondo Guerra Mondia le

..

...

Maggiore decise quindi di distribuirne nei vari presidi cleJla Libia, in particolare per il ser vizio di guardia , fra Bengasi, Tripoli, Boms, Dema e Tobruk. Nel marzo successivo il Comando di Corpo cli Stato Maggiore richiese al corpo di spedizione in Libia un primo resoconto dettagliato sull'impiego pratico dei cani al fronte. Tutti i presidi, meno quello cli Homs, si espressero in senso favorevole rispetto all'utilità di questi animali. "ll 25 }gli animali[ giunsero a Ain-Zara e furono subito distribuiti a coppie nei posti più importanti fuori dalle trincee, a contatto quasi immediato delle vedette. Essi poterono fin dall'inizio rendere buon.i servigi, vigilando con la calma necessaria per non dare inutili allarmi. Spesso di notte grossi cani arabi randagi si avvicinavano al campo in cerca di alimento e cionondimeno o cani da guardia non furono distratti nel loro servizio. Anzi, con il loro abbaiare avvertirono l'avvicinarsi di persong anche da punti relativamente lontani, cosi pure quando nottetempo si ebbero attacchi dal nemico, i cani diedero sempre preventivo avviso" .11

La guerra di Libia offrì quindi la possibilità di verificare sul campo le aspettative e l'investimento di coloro che avevano creduto nella possibilità di impiegare i cani in guerra. Nel corso del conflitto i cani vennero utilizzati non solo come servizio di guardia, ma anche come ricerca dei feriti, portatori di notizie e messaggi e nella vigilanza degli avamposti . I risultati sembrarono soddisfare la maggior parte dei reparti ai quali i cani furono assegnati. Infatti alcuni mesi più tardi i comandi delle varie postazioni espressero apprezzamento per il lavoro del binomio in attività. Ma, nonostante le verifiche 11 Relazione del Comando del Co11)0 di Amrnta Speciale- 1° Divisione del 30gennaio 1912

"impiego dei cani da guerra"


48 ___ ____S=E=l~Z~A~M~P~E-~S~ro=ru~A~DE=LL=E~U=N=~~C=1N='O=F1=LE~D=EL=LE~Fo~ ~=E~A~ru=MA~T=E_ _ _ __

_ _

delle attività sul campo fossero tutte positive- eccetto che per il presidio di Homs - , alla fine del conflitto l'esperimento non ebbe seguito e , concluse le operazioni, il Comando di Corpo di Stato Maggiore lasciò decadere ogni interesse per i cani da guena. Così, allo scoppio della Grande Guerra non esisteva nel Regio Esercito che un solo canile presidiario con sede a Bologna e con un numero esiguo di animali di razza perlopiù da pastore e cani lupo. Durante il periodo della neutralità s1 nnnovarono gli esperimenti sull'utilizzo dei cani, soprattutto orientando le osservazioni verso il loro impiego sussidiario 0

In q uesta immagine e nelle seguenti : coni do trasporlo ulilizzali durante lo Primo G uerra /v\ondiale


I CANI E LA GUERRA

come trasporto di munizioni e viveri in montagna. "Accidentalità di terreno, terreno rotto, guadi anche profondi, canali ed anche fiumi , terreni montuosi, percorsi quotidiani di oltre 50km salite e discese forti, non furono mai di serio ostacolo durante gli esperimenti, specialmente per il cane di razza pastore italiano, l'addestramento non richiede che una quindicina di giorni. Il carretto studiato [per il trasporto] soddisfa alle esigenze del servizio e non è costoso; si completerà per un caricamento di accessori". 12 12 Foglio n.30 del 27 giugno 1915 della Direzione canile militare presidiario di Bologna:"Impiego dei cani per il rifornimento cartucce"

I

49


50

- -- - --

=S=El~Z=AM-"-'-"P~E~-~~~o~ruA:..:..=DE~LL~E~U~N~1TA~C=1=NO~F~ 1LE~D~EL~L~EF ~o~~~E~A~M ='A=rr=-= l~=L=1A=NE'------

Nel gemrnio 1915 il Comando del 6° Corpo di Armata incaricò la direzione del canile presidiario di Bologna di sperimentare i cani per il traino di casse di cartucce e le prove si conclusero positivamente nel giugno dello stesso anno. Nel luglio 1915 il Comando supremo, accogliendo le proposte del comandante del 6° Corpo di Armata, autorizzò la 2° Armata a valutare l'offerta da parte di un privato, il cav. Giovanni Corti, circa l'acquisto di alcuni elementi di razze diverse, quali il Collie, la razza San Bernardo e Maremmano, molto adatti ai luoghi teatro del conflitto. Si scelse di ricorrere al canile miliare di Bologna per la fornitura di una trentina di cani da pastore come trasportatori di cartucce e in questo stesso luogo venne svolto l'addestramento necessario. Il drappello di cani da guerra con i conducenti che provenivano dal 3° Reggimento artiglieria giunse quindi in linea il 20 settembre 1915 e fu assegnato al 35° Reggimento fanteria. La relazione della Commissione ripo1tava che: [.. . ]sebbene la carrelleua sia costruita espressamente per il trasporto di casse regolamentari delle cartucce si è creduto con.veniente estendere l 'esperimento al trasporto di ogni genere (acqua,filo di ferro, attrezzi, barili, scudi metallici ecc ... ) e non solamente sopra mulattiere o sentieri di varia pendenza, ma altresì sopra terreno vario con passaggio di ostacoli


I CANI E LA GUERRA

e anche sopra terreno acquitrinoso. Tutti gli esperimenti fatti hanno dato ottilni risultati. I cani si sono dimostrati docili e volenterosi e il materiale molto resistente.[ .. .] 13

Visti i risultati positivi, 1'anno successivo il 6° Corpo di Armata decise di estendere l'addestramento anche al trasporto a salma pur se per brevi tratti nelle zone battute dal fuoco nemico. [ .. .]indubbiamente i cani possono giungere più al coperto sino in prossimità della prima linea che non i muli, il loro mantenùnento è di pochissimo costo [. . .}14

Il ricorso ai cani da trasporto presso i reparti di fanteria presentava molti vantaggi rispetto alle tradizionali salmerie o carrette da battaglione trainate da cavalli o da muli. Si pensò quindi al cane come animale da tnùno per complemento di queste altre due specie animali. [... ]ad ogni mulo è adibito un conducente, se il servizio invece è disimpe13 Foglio di trasmissione del verbale della relazione della Commissione del Servizio Veterinario a cura del Comandante della Brigata Pistoia -settembre 1915 14 Foglio di trasmissione del verbale della relazione della Commissione del Servizio Veterinario a cura del Comandante della Brigata "Pistoia" - gennaio 1916

51


52

- - -- --~S~El~Z~A~M ~P~E~· ~sr~o~ruA"'--"'DE~LL=E~U~Nrr~A ~C~1N~·o~n~ LE~D~EL~LE~f~o~Rz=E~A~~'V=IAJE ~l~ffi~L1~AN~'E'--- - -- -

gnato dal cane un conducente può anche valere per due cani [. .. J per il mulo i canuninamenti che adducono alle trincee occorre che sian.o ampie profondi e selciati [. . .] sul terreno d'azione si è constatato che i muli si spaventano in modo superlativo allo scoppio dei proiettili dell 'artiglieria [ .. .] i cani invece si sono mostrati indifferenti agli scoppi e rimangono tranquilli anche se feriti, né si rifiutano come i muli alle cure{ ... ]';

Gli esperimenti e l'addestramento continuarono anche sul campo di battaglia e si riscontrarono risultati positivi anche per altri utilizzi, che vedremo più avanti, come nel servizio di esplorazione e sicurezza, nel sussidio alle vedette e alle sentinelle; non bisogna dimenticare la loro fondamentale utilità nella ricerca e raccolta dei feriti sul campo di battaglia. L'impiego maggiore è stato soprattutto per il trasporto a soma presso i reparti di fanteria, trasporto considerato migliore rispetto al tradizionale utilizzo ciel mulo da soma. Il Comando supremo, inoltre, ordinò alla direzione del canile cli Bologna cl i condurre u lteriori prove con i cani per il trasporto a nuoto e per la trasmissione di ordini. Risultò infine che il trasporto a soma con un apposito 15 Relazione della Direzione del Canile militare presidiario di Bologna allegata al Foglio n. 11del 25 febbra-

io 1916


I CANI

E LA G UERRA

castello collocato sulla groppa era possibile, mentre l'utilizzo dei cani per il trasporto di ordini risultava invece troppo difficile da realizzare a causa del lungo periodo di addestramento che questa attività avrebbe necessitato . Furono così costituiti vari gruppi di cani per il traino e altri per il someggio. Fu preferito il traino (massimo consentito quattordici chili) per motivi lo_gistici: permetteva naturalmente una maggiore quantità di materiale trasportato. Nel corso della guerra fu posta da parte dell'intendenza particolare attenzione alle norme di comportamento dei conduttori di cani. La direttiva fu emanata sotto forma di circolare a tutte le Armate: "occorre che il conducente sia affezionato agli animali e che essi siano ubbidienli alla voce. In tal caso si può ottenere che un solo conducente guidi due carrettini. I cani possono fare servizio con riposo di un giorno per settimana. Come canile è st~fficiente una baracca occasionale di legno con uno slrato di paglia da rinnovare frequentemente . Razione tipo per i cani assoggeuaii a forte lavoro può considerarsi la seguente: pane 700gr carne 180gr pasta o riso JOOgr alquanto caffè col latte. Praticamente sarà sufficiente nella maggioranza dei casi una razione di 700 gr di pan.e con rimasugli di cucina. Due volte a settimana si potrà distribuire carne cruda o rifiuti di macellazione crudi convenientemente puliti. Oc-

53


54

- -

- - --

~ S~ E~l~Z~A~M~P~E~-~~~o~ru~A~DE~L~Lt~U~N~1T~A~C~,N~O~F1L~E~D~ EL~LE~f~o~~~E~A~RM ~~ AT~E~l~~L~ 1A~N~E_ _ __

_

_

corre farli disinfettare frequentante anche durante il lavoro , e lene re in permanenza acqua pulita nel canile. " 16

A Milano venne costituito un apposito comitato che promosse l' addestramento per svariati usi militari del "cane da trincea" , di età non inferiore a dieci mesi e non superiore ai tre anni e nel luglio l 916 la 1° Armata chiese cani per il traino di slitte. [. ..] i quali potrebbero essere opportunamente adoperali nelle regioni dell'Adamello Ortlet e in Val Cedec [. ..]siccome il rendimento dei portatori alle grandi altiludini non può che essere scarso, men.ire colle slitte trainate da cani si polrebbe raggiungere un. discreto carico utile, sarebbe certamente grande il vantaggio che con tale messo si realiz.zerebbç_F

E infatti larghissimo fu il loro uso in tal senso. Il servizio cli trasporto attraverso l'utilizzo dei cani ottenne ottimi risultati soprattutto nelle zone innevate in alta montagna. [ . .. ]il cane cammina con molla facilità sulla neve, anche dopo forti nevicate, accede su qualsiasi terreno anche rotto, accidentato e privo di strade [. ..ps

Utilizzati quindi per il trasporto munizioni e di viveri entro i camminamenti fino alle trincee e sull'Adamel lo per trasporto con slitta durante il periodo invernale, l'Intendenza diramò una circolare sui cani eia guerra che ne discipl inava l'impiego, attraverso norme principali a cui dovevano attenersi i conduttori per badare agli animali e sfruttarne al massimo le capacità. "I cani da slitta furono impiegati in modo massiccio a partire dal 1915 sui ghiacciai del fronte Ortles Cevedalefino a costituire un vero e proprio reparto che superò le 250 unità. Le slitte usate sui ghiacciai presentavano un sistema di traino "tipo troika" ed erano trascinate da tr'e cani affiancati. Il servizio giornaliero prevedeva un minimo di tre viaggi. I cani da slitta non si frmnavano neppure durante le tormente: ricoperti di ghiaccioli su tutto il corpo, sferzati cl al nevischio, procedevano con le code basse verso un paesaggio quasi polare" 19

16 F. CAPPELLANO "L'impiego dei cani nella Grande Guerra" 17 Foglio n.29231 del I 6 luglio I 9 I 6 dell'Intendenza della I O Annata: "Richiesta di cani per il traino di si itte" 18 Ibidem 19 A. MARCHISIO "Alli III Convegno Nazionale di Storia della Medicina Veterinaria" 2000


I CANI E LA GUERRA

Alla fi ne del 1916 i cani che erano al fronte raggiungevano i quattrocentosettantotto soggetti con sedici carrette, centoottantadue bastelli per il trasporto a soma e centodieci slitte . Ma a seguito di una rivalutazione dell'economia d'uso del cane in guena da parte del Comando Supremo, che ne lamentava la minore resistenza, l'inferiore rendimento e la maggiore necessità di cure speciali e la frequenza dì casi di rabbia, decise che l'utilizzo dei cani dovesse: "assumere più che altro il carattere di un largo esperimento dal quale si potrà trarre norme per l'avvenire" .20

E quindi negli anni successivi 1917 e 1918 non vennero effettuate altre sperimentazioni né l'utilizzo dei cani fu esteso ad altre zone del fronte. 20 Fogli n.57254 e n.57396 del 18 dicembre 1916 del Comando Supremo- Ufficio Ordinamento e Mobilitazione: "Cani da guerra per servizio trasporto"

Primo Guerra Mondiale . Cane porlo·ordini veloce, con oltimo memoria e poco tendenza all'abbaio ecco le carotterisliche dei coni portaord ini. I coni sceg lievano sempre la linea retlo che collegavo d ue punti e quando il Quartier Genera le si sposlava, i ca ni si assuefacevano velocemente o l nuovo perco rso non perdendo l'orientamento neanche in caso di nebbia o notle, a l contrario dei piccioni viaggiolori.

55


56

SEI ZAMPE. STORIA DELLE UNITÀ CINOFILE DELLE FORZE ARMATE ITALIANE

"[Ma]fonda,nentale fu l 'opera di rifornimento idrico ai militari italiani operanti in prima linea sul Carso. Qui, l 'assoluta mancanza di acqua costituiva per il soldato al fronte una costante preoccupazione. Jl rifornùnento idrico soprattutto nei punti più esposti del fronte, non sempre poteva essere effettuato di giorno. Per questo ,notivo, i soldati delle trincee più avanzate rimanevano rannicchiati per tutto il giorno delle loro postazioni sotto il sole ardente sperando di essere r(/orniti, perlomeno di notte, del prezioso liquido indispensabile per la loro sopravvivenza" 21

Secondo l'inviato al fronte del Corriere della Sera, il giornalista Luigi Barzini, questa era l 'attività e la presenza dei cani in trincea: "[ ...]verso la linea estrema della nostra occupazione, verso gli inca.!!zminamenti coperti, si ode spesso un lieto abbaiare di cani, come se la caccia si svolgesse nel dedalo delle trincee, e per i sentieri scavati nella terra vanno e vengono strani equipaggi che ricordano certe carrettelle dei contadini .fiamminghi . Sono piccoli veicoli che dei cani robusti, volenterosi, di quei cani da gregge e da pagliaio, bastardi, grossi e vellosi, trascinano ansimando, la lingua penzoloni, con una vivacità consapevole nello sguardo dolce, com.e se comprendessero l'importanza e l'urgenza del lavoro. Un conducente accompagna due o tre cani, li incoraggia, li chiama per nome poi proseguono . . . da soli! Giunti alla trincea le brave bestie si accucciano fra le stanghe dei loro carrettini, col petto affannato e arruffato sotto il finimento di cuoio, e guardano i soldati attenti, il muso di traverso, le orecchie sollevate, la coda agitata .. . aspettano la carezza. In qualche settimana gli intelligenti animali hanno imparato, conoscono al strada. Il frastuono del combattimento non li spaventa e vanno al fuoco come veteranif "n

La Grande Guerra evidenziò un ulteriore impiego dei cani negli altri eserciti oltre a quelli già ampiamente descritti, cioè l'impiego per Ja ricerca dei feriti sul campo di battaglia. Già nel 1913 sul settiman~le di divulgazione scientifica "Umschau" Max Emil Freidrich von Stephanifs scrisse dell 'impiego dei cani per la ricerca dei feriti sui campi di battaglia . Va da sé che il cane durante la ricerca deve essere libero da ogni costrizione: ogni equipaggiamento, persino il collare,fa rischiare che il cane rimanga ùnpigliato durante le ricerche fra i cespugli. Ogni proposta di equipaggiare il cane da sanità con vesti riportanti la Croce Rossa, borracce , pacchi da 1nedicazione, libretti per messaggi, campanelli o addirittura lanterne sono prive di valore per il buon lavoro del!' animale se non addirittura pericoloso. Il cane della sanità non deve fare altro che 2 1 A. MARCH1SIO "Atti Ili Convegno Nazionale di Storia della Medicina Veterinaria" 2000 22 A. MARCHISIO "Atti 111 Convegno Nazionale di Storia della Medicina Veterinaria" 2000


57

I CANI E LA GUERAA

'à • I

V ' J\ ~

l

~

i

t1

Coni addeslroti

q_l traino di correltelle

i

1',I

trovare, trovare i più rapidameme possibile così che il.ferito possa ottenere l'aiuto e le cure necessarie. " ZJ

I cani vennero addestrati anche alla ricerca e segnalazione dei luoghi dove giacevano i feriti. Durante i combattimenti i soldati si riparavano dove possibile e quindi, per sfuggire al fuoco nemico, erano costretti a 1ifugiarsi, anche feriti, in luoghi di diffi cile recupero. L'enorme utilità dell'impiego dei cani nella ricerca dei feriti non ha pùì bisogno di essere dimostrata. Non passò giorno dacché l'immane Guerra insanguinò l'Europa, che i giornali di tutte le nazioni non parlassero con un senso di gratitudine e di ammirazione dei preziosi servigi resi dai sagaci collaboratori a quattro zampe delle Compagnie della Sanità. Nella guerra moderna il soldato combatte quasi sempre in ordine sparso, spesso a terra, cercando, come è suo dovere di coprirsi valendosi di tutti i ripari che il terreno presenta: le fosse, le buche, le rocce sporgenti, i muriccioli, il folto degli alberi, le macchie, i cespugli: ogni sterpo cela una palpitante vita minacciata. Se è colpito, quello stesso schermo che lo nasconde al nemico lo nasconde alle ricerche dei portaferiti della Sanità f. ..} la ricerca dei feriti, irta cli pericoli, che aumentavano in ragione del!' estensione del terreno da esplorare e della difficoltà che si opponeva

23 R. TODERO "Ca11i e soldati nella prima guerra mondiale··. Gaspari 20 I l


58

SE.I ZAMPE.. STORIA DELLE LiNrrA CINOFILE

DELLE fORZE A RMATt

all'esplorazione, è resa anche più ardua dal fatto che essa deve farsi quasi sempre di notte. Come è possibile, per quanto sia grande lo zelo, che essa non riesca quasi necessariamente sommaria? Non bastano l'amore, la pietà, il coraggio e l'abnegazione: queste nobili e sante virtù umane devono essere messe al servizio di doti più primitive e cioè la squisitezza dei sensi di cui l'uomo grandemente difetta in confronto di molti altri

-

•p


I CANI E LA GU~RRA

animali. La superiorità del cane sull'uomo in questo Lavoro è evidente. il suo udito e principalmente il suo olfatto sono centomila volte superiori a quelle dell'uomo; guidato infallibilmente da essi, il cane investiga rapidissimo molto terreno e al terreno è assai vicino, cosicché anche la vista, che dei suoi sensi è il meno acuto, riesce, in effetti, specie di notte, superiore in lui assai a quella dell'uomo. Si deve aggiungere l'incredibile intuizione di cui dà prova con l'esercizio il cane cercatore, l'infa/libili-

59


60

- - - - -- ~S~E~ l ~Z~A~M~P~E~.S~T~O~ruA'-'--"'DE~LL~E~U~N~ l~~·~c~,N~OF ~IL~E~DE~L~LE~F~o ~ ~E~A~™~A~T~E~h~~L~ IA~NE::__ __

_ __

là con la quale coglie alla prùna gli aspetti particolari dei luoghi deve sa per istinto e per esperienza che la ricerca può essere fruttuosa! ... Le razze più indicate sono: vari tipi di cane da pastore: il collie (pastore scozzese) i cani-lupo (particolarmente il pastore belga) il cane della Brie, il pastore bergamasco o dell'Alta Italia e anche l'Airedale- terrier e il Dobermann- Pinscher. Il cane sanitario deve accompagnare i barellanti e la sua funzione è quella di cercare attorno al conduttore, in un raggio dai 100 ai 200 metri e comincia al momento in cui il nwnero dei feriti diminuisce e aumenta la difjìcoltà a cercarli. Questa ricerca si deve fare di notte perché solo col favore della notte si produce un po' di tregua. Si deve fare senza lumi visibili perché ogni punto luminoso attira il fuoco del nemico. Si deve infme f are in silenzio perché il nemico è sempre vicino e il rumore attira l'attenzione delle pattuglie d'avamposto. il cane ha p,arecchi mezzi di prevenire il padrone del risultato della ricerca: se il risultato è negativo, l 'attitudine del cane non lascia alcun dubbio: deve, se non è richiamato, proseguire la ricerca; se invece il cane ha trovato un ferito, ha a propria disposizione due mezzi per attirare l'attenzione del conduttore: far ritorno al suo padrone portandogli un oggetto appartenente al ferito o semplicemente far ritorno al padrone e, con la sua attitudine, abbaiamento soffocato o altro segno,fargli capire che la ricerca è stata fruttuosa e condurlo alferito. 2'

Sia con il primo sistema che con il secondo, nel momento in cui il cane segnalava, questo veniva messo al guinzaglio e così poteva condurre il conducente presso il ferito . Con entrambi i metodi di ricerca risultava fondamentale un addestramento che oggi definiremmo ad alto grado cli specializzazione e comunque molto intenso, perché era fondamentale che il cane ritrovasse un oggetto che fosse realmente di proprietà ciel ferito. La testimonianza cli un soldato cli Mans che fu ferito il 2 novembre 1915 è particolarmente toccante: Ero stato colpito al braccio da una scheggia, una pallottola nella mandibola ed una sciabolata aveva affettato parte del mio scalpo~ Ero mezzo sepolto tra i cadaveri di molli dei. miei amici quando sentii qualcosa di umido toccare la mia fronte. Un cane sanitario mi stava leccando il viso. Nonostante le mia gravi ferite riuscii a tiranni su un poco. Sapevo che i cani sanitai erano addestrati a riportare gli elmetti dei soldati feriti al campo ma io avevo perso il mio. Il cane esitava e io dissi " vai, ragazzo, vai a cercare aiuto". Egli capì e ripartì verso il campo. Fu così insistente nell'abbaiare e nel tirare i loro capotti che attirò l'attenzione di due barellieri. Essi lo seguirono mentre li conduceva da me e mi salvò la vita. " 25

24 A. MARCHISIO "Atti V Convegno Nazionale di Storia della Medicina vetrinaria"2007 25 Ibidem


I CANI

E LA GUERRA

Nella Grande Guerra il numero di cani impiegati sia dagli eserciti dell 'Intesa che dagli imperi centrali fu davvero imponente. Da parte tedesca raggiuse la cifra di 30.000 unità e da parte francese di 20.000. I tedeschi e j francesi adottarono persino maschere antigas ad uso dei cani per difenderli dal le inalazioni tossiche. Naturalmente va certo segnalato la natura di conforto e di affezione che i cani rappresentavano per i soldati in trincea , molti dei quali amati e considerati come mascottes delle loro unità. Se durante la Grande Guerra l'uso dei cani fu esteso e articolato, nell' immediato dopoguerra l'esperienza maturata ne·1 nostro Paese andò in gran parte persa in seguito alla chiusura prima del canile militare di Milano nel 1919 e in seguito di quello più antico a Bologna. Solamente intorno agli aru1i '30 si tornò a considerare il ricorso al cane durante operazioni belliche. Si costituì quindi ad Udine il "Centro Militare Cani da Guerra" per lo studio , l'organizzazione e il rifornimento di animali del servizio cinofilo per le esigenze di tutto l'Esercito. Il Centro era formato da un comando , una sezione di allevamento , una di addestramento , da due sezioni Esercito fanteria e una sezione Esercito truppe speciali. Riguardo ali ' impiego dei cani da utilizzare nei servizi di collegamento, fu emanata nel 1934 un'istruzione provvisoria a cura del Centro Militare Cani da guerra, resa poi definitiva nel 1936 dal Comando di Corpo di Stato Maggiore. ''Varii impieghi può avere il cane da guerra, ma per ottenere pratici risultali conviene specializwrne il compito, e per questo viene limitato, nel modo più tassativo, al pùì wile ed imporrante, al servizio di collegamen-

61


62

SEI ZAMPE. STORIA DELLE U NITA C INOFILE DELLE foRZE ARMATE ITALIANE

l.,

Fro nte dell'Adamello cani da slitta


I CANI

63

E LA GUERRA

10: come porta messaggi e come guida. Il cane da guerra in collegamento non deve essere impiegato in altri servizi: guardia, vedeua difesa, ricerca feriti ecc .., servizi che richiedono differente addestramenlo e che sono in antitesi con il servizio di collegamento. " 16

Secondo gli esperti del servizio veterinario mil itare, in virtù delle sue particolari qualità: [. ..] buona costituzione, scheletrica e robustezza per sopportare fatiche e intemperie e sviluppare velocita; buon olfatto, atti111dine a eseguire seriamente il servizio; temperamento non aggressivo ma neppure timido; capacità. di affezionarsi all'istruttore e a dijfida re degli estranei[ .. .

r

Il cane più adeguato ai servizi di collegamento risultava essere il cane di razza Pastore Tedesco. Erano da escludere per tali attività le razze da caccia, per l'innato istinto di questi cani a distrarsi dai percorsi obbligati . Si trovarono quindi varie forme di impiego legate a questa specificità: nelle esplorazioni , specie se fatte dalla fanteria, soprattutto in zone e con terreni difficili all'accesso dell 'uomo a cavallo; con gli elementi di sicurezza in marcia, esattamente fra colonne in marcia, anche qui quando le condizioni di accesso e percorribilità del terreno risultavano impervie; nelle marce notturne, quando l'oscurità rendeva difficile l'orientamento anche a guide esperte; con gli elementi di sicurezza in stazione , quindi fra posti di sorveglianza o di sbarramento; nell 'azione offensiva e difensiva.

26 "istruzione su cani da guerra per il servizio di collegame11to ". Ministero della Difesa IO settembre 1936 27 Ibidem


64

- - - - - -= SE=I~Z~A~M~P~E~.S~r~o~ R1A~ D ~E=LL~E~ U~N1~~ ~C=1N ~O~F1~LE~D~EL~LE~F~o~~~E~A~1w~,A~n~l~m~u~AN~ E'-- - - - -

I cani venivano allevati e addestrati nel Centro militare di Udine posto alle dipendenze del 9° Corpo di Armata e facente capo al Servizio Ippico Veterinario del Ministero della Guerra. Qui, presso la sezione allevamento, erano custoditi sia i soggetti destinati alla riproduzione sia i cuccioli. L'allevamento era destinato esclusivamente alle necessità organiche con una rigorosa selezione dei soggetti più idonei al tipo di attività di collegamento. I soggetti meno adatti venivano destinati ad attività meno impegnative, come la guardia delle opere di fortificazione e dei depositi munizioni. Una cura particolare veniva posta nella selezione del personale da affiancare ai cani, che doveva essere "volontario, di buon carattere, capace di leggere e scrivere e senza precedenti politici e penali". 28 '~

Questo personale era inoltre esentato da attività di fatica e doveva essere esclusivamente formato al servizio di portaordini e di segnalazione, per sostituire eventualmente i cani nel caso questi non fossero disponibili. I segni distintivi del personale del Centro Militare cani da guerra era il numero "XI" applicato al trofeo del berretto, la sigla "C.C.G." alle contro spalline e il distintivo con una testa di cane su scudetto di panno rosso al braccio sinistro. I cani dovevano rimanere sempre con il loro istruttore e per nessun motivo potevano essere affidati ad altri e nessuno al di fuori dell'istruttore poteva toccarli, dargli da mangiare o cbiamadi. "Il servizio di collegamento a mezzo del cane è basato sul principio dell'andare e venire del cane stesso ci a un punto all'altro dove si trovano il suo istruttore e l'aiuto istruttore, senza curarsi della presenza di estranei. per ottenere questo è condizione indispensabile che i cani vengano impiegati esclusivamente dal personale specializzato che li ha in consegna, personale che in assenza dei cani deve provvede,:._e esso stesso al collegam.ento. affinché i cani si abituino a riconoscere ed obbedire unicamente ai loro istruttori necessita che all 'infuori di detto personale NESSUNO, qualunque sia il grado o le funzioni, avvicini, chiami, tocchi e molto meno dia da mangiare ai cani da guerra. " 29

Ad ogni cane era inoltre affidata in dotazione una serie di oggetti a lui destinati: un collare di catena a scorsoio, un collare con astuccio porta messaggi, un guinzaglio di cuoio, una catena, la museruola, un recipiente per il 28 Circolari del "Giornale lvfilitare" n.653 del 1934 e n.629 del 1936 29 "fslruzione su cani da guerra per il servizio di collegamento"- M inistero della Difesa 1° settembre 1936


_ _ __

_ __

_ __

_

_ __ J'--'C"-'AN ~ I E LA GUERRA

cibo e per l'acqua, una taschetta da governo contenente brusche e striglie e il libretto di servizio. Su disposizione dello Stato Maggiore , al Comando del 9° Corpo d'Armata di Udine spettava l' assegnazione dei cani alle unità richiedenti , ma le mute potevano essere inviate anche presso altri corpi d'armata durante le esercitazioni estive e le escursioni invernali. r cani da guerra nella funzion e di col legamento non potevano essere utilizzati per altri servizi quali la guardia, la vedetta, la difesa e la ricerca dei ferit i in campo poiché queste attività richiedevano sistemi di addestramento molto diversi rispetto al primo. L'unità normale di impiego era costituita da quattro cani e altrettanti istruttori e aiuto istruttori. Il raggio d' azione poteva essere "a vista" se non superava i due chilometri oppure su "traccia artificiale" per distanze fino a sette chilometri. "E' necessario impiegare i cani secondo le loro necessità ed il loro addestramento e non mai f orzarne l'impiego se non in seguito a graduale progressivo allenamento. R ichiedere al cane solo ciò che può fare, pretendendo di più vuol dire non ottenere neppure ciò che può fare. Il cane capisce il comando e la parola, solo quando la voce e il ges10 del suo is1ruttore corrispondono ad un movimento ad un esercizio che gi è stato insegnato e /atto ripetere numerose volte, sia pure in condizioni diverse . Per questo per attuare un collegamento [o un servizio di guida] si deve

65


66 _ _ _ _ _

_,S~E~IZ~A ~M =.., PE~-~Sr~o~R1,~ ~~DE~LL~ E~U~Nrr~ A~C~1N~O~FIL~E~Dt~LL~E~~~~ ~E~A~M~\A~rr~l~M~Ll~AN~E_

_ __ __

procedere nel preciso modo che si è usato per insegnarglielo" ,o

Si lavorava soprattutto su traccia odorosa, prolungandone l'attività se il percorso di collegamento superava i sei/sette chilometri. Ogni muta di cani aveva assegnato a questo scopo quattro recipienti con contagocce per stabilire la traccia odorosa, un recipiente metallico per soluzione di traccia odorosa e uno per cuocere il cibo. L'impiego delle Unità Cinofile durante la Seconda Guerra Mondiale fu meno esteso rispetto alla Grande Guerra, sia per lo sviluppo della tecnologia soprattutto in ambito telecomunicazioni e trasmissioni, sia per la assoluta differenza di tipologia cli conflitto, non più statico e di posizione come il precedente ma altamente dinamico. Vennero però impiegate come staffette per il trasporto di ordini e notizie e furono usate per miglioranh collegamenti alla frontiera egiziana in Marmarica e anche nel settore alpino in Italia, per il pattugliamento della zona orientale. Nell' agosto del 1940, dopo l'intervento in guerra dell'Italia e l'apertura delle ostilità contro gli inglesi in Africa settentrionale, da Udine vennero messe a disposizione le ultime due mute di pastori tedeschi richieste che furono inviate in Libia orientale: poiché le rilevazioni delle attività furono positive, ne seguirono altre ventidue. Ma dalle rilevazioni successive sul loro utilizzo e rendimento dalla piazzaforte di Tobruk si rendeva noto che i cani avevano dato prove insufficienti per via della scarsa razione a loro destinata, ma che avevano avuto prestazioni ottimali e di resistenza in situazioni climatiche estreme, soprattutto durante le tempeste di ghibli che rendevano assolutamente insufficiente la visibilità. Il loro utilizzo è documentato anche sul fronte greco-albanese da parte dei reparti sciatori: in quel particolare contesto, l'impiego dei cani su terreni innevati e in climi artici fu scelto allo scopo di economizzare il personale: si ricorreva quindi ai cani per il traino di armi, munizioni, viveri e feriti . Per il tipo particolare di attività da svolgere e in condizioni climatiche così estreme , il cane doveva essere di costituzione robusta e particolarmente resistente al freddo: perciò i soggetti destinati a questo impiego venivano scelti fra gli esemplari di razza Eschimese, Terranova, Siberiana e lappone . I cani , in queste condizioni, venivano allenati a compiere brevi tratti, circa venti chilometri, senza la pausa per il pasto. Il numero di soggetti destinati al traino era rapportato al peso da trainare ma, generalmente, non poteva superare il peso di ogni esemplare che formava la muta. Nei casi in cui la neve impediva il

30 Ibidem


I CANI E LA GUtRAA

traino , i militari sciatori preparavano la pista per permettere la percorribilità della slitta ed era inoltre loro dovere affiancare i cani nel caso in cui il loro numero fosse inferiore a quello necessario o su percorsi pa1ticolarmente difficili, posizion andosi ai lati della slitta. Su percorsi ghiacciati le zampe dei cani dovevano essere sempre protette con pellicce o tessuti in modo che ne fosse impedito il congelamento o il ferimento. Le unità cinofile quindi risposero alle esigenze del nuovo conflitto bellico, esigenze che erano state modifi cate dalle nuove tecnologie e da una più moderna attitudine alla guerra forn endo un servizio sempre più specializzato. Nel secondo dopoguena l'Esercito italiano continuò ad usare i cani nei servizi di guardia e sorveglianza a installazioni e depositi munizioni e solo in seguito si è cominciato a definire l'uso del cane come ottimo ausilio - e successivamente come vero protagonista - nel soccorso e recupero di vittime di infortuni in seguito a caduta di slavine o valanghe, nel ritrovamento di dispersi durante terremoti e altre calamità naturali. Ed è ancora essenziale il loro uso nella ricerca di dispersi, salvataggio in acqua, ricerca cli ordigni esplosivi e di sostanze stupefacenti .

67


UNITÀ CINOFILE DEtt'Esrncrro ITALIANO

"Le capacità che i cani militari apportano al combattimento non possono essere replicate dall 'uomo o dalle macchine. Comunque lo si misuri, il loro rendimento supera in prestazioni qualunque strumento che si trovi nella nostra disponibilità. Il nostro Esercito, e le nostre Forze Armate sarebbero negligenti se non investissero in questa risorsa di incredibile valore".

ono le parole ciel generale statunitense David H. Petraeus del 2008. Questa citazione mette in evidenza quanto importanti siano per un Paese le capacità cinofile delle proprie Forze Armate e anche l' importanza dei programmi destinati a garantirne lo sviluppo e l'aggiornamento. Nell'ultimo quindicennio l'Esercito italiano ha impiegato costantemente assetti cinofili in attività tattiche di stabilizzazione dei teatri operativi all'estero, come in Iraq , Kosovo, Afghanistan e Libano, attraverso la ricerca e segnalazione di ordigni esplosivi improvvisati o di mine. Attualmente la minaccia terroristica in atto e i rischi a questa connessa in ambito europeo induce a valutare l'impiego di binomi cinofili dell'Esercito anche in operazioni di Homeland Security. In relazione infatti a situazioni come le sopracitate, la Forza Armata può contare su capacità cinofile specialistiche, i Patrol EDD (Patrol Explosive Detection Dog), che sono addestrati per implementare i livelli di sicurezza e vigilanza di obbiettivi sensibili. Il binomio possiede efficaci capacità di difesa e di attacco "non letale". L'udito e l'olfatto altamente specialistici rappresentano uno strumento operativo versatile ed estremamente efficace, in grado in questo modo di affiancare ed elevare i livelli di Force Protection delle unità in una vasta gamma di attività operative. Sono infatti addestrati a svolgere numerosi compiti di supporto alle unità combat, come la ricerca, l' inseguimento e l'immobilizzazione di elementi ostili in aree aperte e urbanizzate, sono di supporto neJle operazioni di controllo della folla, sono in grado di ricercare e segnala.re la presenza di armi, munizioni ed esplosivi occultati e non interrati. L'Esercito italiano dispone inoltre dei nuclei cinofili specializzati EDD (Explosive Detection Dog) e i nuclei MDD (Mine Detection Dog), che vengono impiegati nella cosiddetta "lotta all'ordigno": i primi per la ricerca di ordigni esplosivi occultati in superficie o all'interno di opere stradali e

S

71


72

SEI ZAMPE. STORIA DELLE U NITÀ C INOFILE DELLE foRZ.E A RMATE ITALIANE

ferroviarie, ma anche in edifici e mezzi di trasporto. I secondi per la ricerca di mine e altri ordigni esplosivi inte1Tati . L'organizzazione cinofila specialistica dell'Esercito si è costituita nel 2002. Tutta la componente di formazione, dall'allevamento dei cuccioli alla parte aclclestrativa e operativa, è raggruppata a Grosseto, in un reparto un,i,c o nel suo genere, il Gruppo Cinofilo, inserito nell'ambito del Centro Miiitare Veterinario (CEMIVET) . Il CEMIVET, con i suoi cinquecentosettantacinque et.,,.., tari di terreno e storicamente preposto ali ' allevamento ciel cavallo, oggi rappresenta il centro di eccellenza che fornisce al reparto cinofilo il necessario supporto sia logistico che tecnico. Il Centro consente di svolgere quotidianamente le molteplici attività addestrative che attengono alla formazione dell'unità cinofila. Nel 1870 un Regio Decreto di Vittorio Emanuele II lo costituiva come deposito di cavalli con il compito cli allevarli per le esigenze dell'Esercito, in circa 5000 ettari, poi ridotti fra le due gueITe . Negli anni '20 dello scorso secolo ha acquisito anche la funzione cli Centro rifornimento muli, attività mantenuta fino alla fine degli anni '80 poiché negli anni '90 viene persa l'operatività dei muli ~ il Centro viene ridotto a seicento ettari, con funzione cli allevamento di soli cavalli e cani, nonché di produzione foraggera per i cavalli anche per altri Enti delle Forze Armate. Dagli anni '70 alla fine del secolo scorso il CEMIVET ha assicurato la produzione e il rifornimento di cani da guardia a tutta la Forza Annata. Nel 1996, anno cli acquisizione dell'attuale denominazione, ha ereditato la gestione della Scuola cli Mascalcia dell'Esercito. Dal 2002 il Centro inizia l'allevamento dei cani e l'addestramento delle unità cinofile dell'Esercito Italiano destinate all'impiego nei Teatri Operativi. Attualmente i principali settori di attività del Centro Mi litare Veterinario sono:


UNITA CINOFILE DELL' ESERCITO ITALIANO

l'approvvigionamento, la produzione, l'ammansimento, il primo addestramento e il rifornimento di cavalli e di cani per le esigenze della F.A.; il concorso alla formazione e all'aggiornamento tecnico-professionale degli Ufficiali veterinari e dei Sottufficiali e Militari di truppa con specializzazioni o incarichi di pertinenza veterinaria; le attività di ricerca e studio di interesse del Servizio Veterinario , su indirizzo del! ' organo direttivo centrale; la gestione dell 'azienda agraria, finalizzata al mantenimento dei cavalli. Presso il Centro Militare Veterinario è dislocata e posta alle dipendenze del Vice Comandante la Scuola di Mascalcia Militare, cui sono devoluti i seguenti compiti: formazione tecnica e aggiornamento professionale dei Sottufficiali maniscalchi e dei militari di truppa con incarico "aiuto-maniscalco"; formazione professionale dei maniscalchi civili, su richiesta di organizzazioni pubbliche o private e previa autorizzazione delle competenti Autorità Militari, secondo le modalità stabilite dalle norme amministrative vigenti. Il Gruppo Cinofilo è organicamente inserito nel Centro Militare Veterinario . Il Gruppo nasce il I O Luglio del 2002 ed è un reparto a livello ordinativo Il Centro M ilitare Velerinario d i G rosseio .

73


74

. · r

- - - - - ~S=E~IZ=A~M ~P ~E~· = s ~= o= ruA~D ~E= LL~E= UN=rr=A~C=,N=Of=IL~E= DE=LL~E~W=~=E~A=~='A=TE ~l~ffi=Ll= AN=E_ _ _ _ __

'

'

Panoramica dei campi addestrativi del C entro /V1ilito re Velerinorio d i G rosselo.

di battaglione, alimentato prevalentemente da militari che hanno superato una severa selezione. I nuclei cinofili dell 'Esercito sono uno strumento operativo che costituisce, per i nostri militari impiegati in Patria ed all'estero , un sofisticato sensore in grado di rilevare la presenza di qualsiasi tipo di sostanza esplosiva occultata, garantendo elevati livelli di protezione. I compiti principali del Gruppo Cinofilo sono: allevamento del cane di interesse militare; - promozione, ricerca, selezione e addestramento del personale destinato ad operare nel settore (istruttori e operatori cinofili); - impiego nei principali Teatri Operativi di riferimento per le Forze Armate italiane (Afghanistan, Libano, Libia); - ricerca e studio nello specifico settore, in collaborazione con Enti nazionali e Forze Armate di Paesi Alleati e Amici. Le attuali capacità cinofile sono costituite da binomi specializzati: - MDD (Mine Detectìon Dog) , addestrato alla ricerca e segnalazione di ordigni esplosivi interrati; - EDO (Explosive Detectìon Dog) , addestrato alla ricerca e segnalazione di


75

UNITA CINOFILE DELL' ESERCITO ITALIANO

'I-,<--------",........................____

.....,..,,..;;.;..:........;.i..,i,,à..;~;..,,;r.,,._._ ...

......l,_..:..Oi,U

Cenlro Milita re Veterinario di Grosselo. Addestramenlo

esplosivi, anni e munizioni in superficie; PADD (Patrol Explosive Detection Dog) , addestrato alla ricerca, segnalazione ed arresto di personale ostile ed all'occorrenza ricerca e segnalazione di esplosivi, armi e munizioni in superfice. Dal 2012 il Centro Militare Veterinario collabora con l'Ospedale Humanitas di Castellanza (MI) per la diagnosi precoce del cancro alla prostata con l'ausilio dell'olfatto canino. Il cane, infatti, è in grado di percepire le s ostanze volatili specifiche rilasciate dai tumori, anche in minime concentrazioni. Questi composti vengono prodotti dal cancro stesso e sono presenti anche nelle urine delle persone colpite dalla malattia. Attualmente tutta la filiera - dall 'allevamento alla qualificazione in operatività - è concentrata all'interno del Centro, compresi i riproduttori per i quali sono state recentemente selezionate alcune linee di sangue. I cuccioli nascono all 'interno del l'allevamento del CEMIVET e proseguono qui il loro percorso formativo. Le razze utilizzate sono Pastore Tedesco e Pastore Belga Malinois, poiché l'esperienza permette di affermare che queste due razze, per le caratteristiche di controllo, resistenza e sicurezza - seppur con alcune caratteristiche di temperamento diverse e peculiari - sono quelle che meglio si adattano e rispondono alle metodiche addestrative utilizzate, soprattutto


76 ______,S~E~IZ~A~M..!..!!...!PE=· ~Sé~o~ruAc:.= DE~LL~E~ U~ Nrr~A~C~1N~ 'O~ F1L~E~oE~LL~E~~~R~ ZE~A~ru~MA~T~El~ffi~Ll~AN~E_ _ _ _ __ alla tipologia di servizio e di compito a cui sono destinati. Vedremo in seguito come le due razze si differenziano rispetto ad alcuni aspetti di reattività e di apprendimento. Secondo un criterio di attitudine sono state testate anche razze diverse, quali Dobermann., Rottweiler e Labrador Retriever, destinati soprattutto alla sicurezza e alla sorveglianza, ma per alcune caratteristiche di razza, quali la minore longevità e la mjnore resistenza a fattori ambientali a volte estremi, sono stati esdusi. All'interno del Centro Militare Veterinario il percorso che porterà alla formazione del binomio cane/conducente è completo. I cuccioli nascono in un'area dedicata all'allevamento dove vengono costantemente monitorati da militari in possesso di specifico background attitudinale e professionale. Le attività di allevamento durano un anno. I cuccioli vengono abituati alla costante presenza umana , manipolati e sottoposti a tutte le soffecitazioni che possiamo trovare in ambiente operativo, per poter sviluppare in loro una sorta di indifferenza a stimoli ambientali e situazionali tipici dei contesti di futuro impiego. La cucciolata, durante il periodo cli accrescimento, viene sottoposta a due controlli: il primo è un test di valutazione psico-attitudinale del cucciolo al lavoro condotto alla sesta settimana (maschi) e alla settima (femmine), il secondo è un controllo medico veterinario, intorno ai sei mesi di età, per verificare la regolarità di accrescimento; il successivo controllo viene effettuato a un anno: questa è la vera selezione, con nuovo controllo medico e test per verifica.re il possesso dei necessari requisiti sanitari e attitudinali. Vengono eseguite prove cinotec1ùche ( prove che sollecitano i cani sotto diversi aspetti, sia intellettive che psicologiche) per verificare se sia stato realizzato tutto il percorso formativo di addestramento, percorso che è standardizzato e calibrato sulle funzioni che i cani andranno a svolgere. Se la verifica è positiva i soggetti possono essere selezionati per l'abbinamento col conducente e andare così a formare il binomio. Nella formazione del binomio la componente umana è sostanziale e fondata su empatia e inscindibilità, caratteristi~ ca quest'ultima peculiare del sistema di addestramento/selezione delle unità dell'Esercito. La selezione del personale destinato al binomio viene fatta a livello nazionale e i futuri operatori cinofili provengono da genio o fanteria. Il terzo aspetto importante ciel binomio cinofilo è la sua specificità addestrati va: i cani infatti potranno lavorare in "teleolfatto" oppure in "megaolfatto" definito EDD (Explosive Detection Dog) oppure MDD (Mine Detection. Dog) e non vi è al.cuna possibilità di interscambio. Vedremo più avanti cosa si intende e che specificità comporta.


UNITA CINOFILE DELL' [SEllCITO ITA LIANO

Cenlro M ilitare Velerinorio di G rosseto. "G iovani reclute"

I soggetti che superano la selezione vengono trasferiti nella "compagnia addestrativa" e in questa fase viene formato il binomio conducente/cane. Le nuove unità iniziano quindi il Corso di addestramento della durata di circa un anno , sotto la supervisione di istruttori cinofili esperti. Dopo la formazione del binomio e sviluppo della necessaria empatia e affinità fra la componente umana e quella canina, si prosegue con le fasi successive di specializzazione e "qualificazione combat" . Il Corso ha termine con una ulteriore validazione operativa che serve a verificare il raggiungimento degli standard richiesti. I binomi che superano il Corso vengono avviati ad una delle due Compagnie operative del gruppo cinofilo. I binomi operativi , a seconda della specializzazione , vengono inquadrati o nella compagnia cinofila del genio o in quella della fanteria. Riguardo alle capacità olfattive canine, dobbiamo necessariamente aprire una piccola parentes.i esplicativa. Durante il lavoro per cui il cane viene addestrato, questi utilizza essenzialmente un solo strumento: il suo olfatto . Le capacità olfattive del cane si basano fisiologicamente sulla presenza di una mucosa olfattiva che è di circa cinquanta cm2 , contro i cinque cm2 nell'uomo, e con un epitelio olfattivo molto esteso all 'interno della canna nasale, epitelio dotato di circa trecento milioni di recettori olfattivi - per fare lo stesso paragone, l'uomo ne possiede solo sei milioni. Parallelamente, la corteccia olfat-

77


78 ____ _

___,S~E~l=ZA~M~PE~.~~~o~ru~A~DE~LL~E~U~Nl~ ~ ~c~,N ~O~FIL~E~DE~LL~E~Fo~~~E~A~™=M~E~IM~L~IAN~E'---- --

-

tiva canina occupa circa il 12,5% del cervello del cane mentre quella umana ne ricopre appena il 1% . La capacità olfattiva del cane, quindi, è centinaia di volte superiore rispetto a quella dell'uomo perché riesce a percepire odori che un uomo non avverte neanche minimamente. Superiore, però, non è solo la capacità olfattiva ma soprattutto la sensibilità e pertanto la "capacità discriminatoria". Un cane riesce a distinguere due odori così come noi essere umani siamo in grado di distinguere due sfumature di colore molto prossime. Quindi non solo le caratteristiche quantitative ma anche quelle qualitative rendono il tartido (così definito il naso del cane) un congegno davvero straordinario. Basti pensare che la particolare architettura anatomica fa sì che l'aria espirata e quella inspirata seguano percorsi diversi per evitare reciproche contaminazioni: l'aria nasale espirata viene convogliata lateralmente a ogni narice rispetto a quella inspirata, che viene invece convogliata al centro. La canna nasale .inoltre è strutturata in modo da percepire odoranti a diversa volatilità. Per quanto riguarda la capacità del cane di seguire le tracce, questa è dovuta al fatto che ogni narice canina è deputata alla percezione di una distinta regione spaziale (la destra e la sinistra) per cui il cane localizza immediatamente la provenienza diyn odore e modifica continuamente la direzione del suo percorso di ricerca in base a questo (ricerca a zig zag). In buone condizioni ambientali un cane riesce a identificare odori depositati fino a sei settimane prima, specialmente nelle ore serali. Quando il cane effettua un lavoro cli ricerca ha a disposizione due elementi inerenti l'odore, l'effiuvio e la traccia, e normalmente sfrutta quello che dei due gli offre maggiori garanzie, vuoi per intensità vuoi per attitudine specifica del cane. Il cane da traccia, a differenza ciel cane da ricerca, necessita di condizioni particolari per essere impiegato con successo. Ha prima di tutto necessità di discriminare l'odore dell'oggetto cercato rispetto ad altri odori, (pensiamo ad esempio ai cani da ricerca su macerie, o da valanga , che devono discriminare l'odore delle vittime da quello dei soccorritori), quindi richiede ;.i.

..... .


UNrr,\ CINOFILE DtLL' ESERCITO ITALIANO

un addestramento specifico. Inoltre non è in grado di lavorare se le condizioni metereologiche o altri fattori hanno distrutto le prove fisiche o chimiche (la traccia). Per di più, la reazione di un cane singolo può influenzare negativamente l'intera traccia. L'area di ricerca, poi , deve essere liberata da possibili odori simili e, soprattutto, deve essere stabilito un esatto punto di partenza o deve essere comunque individuata una traccia certa. La traccia olfattiva si ha quando ad esempio una persona si muove e questi odori vengono peJ·cepiti dal cane: se però questa traccia viene lasciata in un luogo "sporco" dal punto di vista olfattivo, questa si confonde con tutti gli altri odori - magari di altre tracce - e non è più utìlizzabile. Molto diverso è se questa traccia viene lasciata in un ambiente neutro (ricerca di esplosivo in ambiente come terreno , mezzi di trasporto, muri, pareti, ecc.) cioè senza odori simili, in una sorta di ambiente che si definisce "ambiente olfattivo vergine". Considerando che la traccia è normalmente composta da una parte vegetale, - cioè tutti quegli odori originati dal tipo di terreno e dall 'erba - e una componente umana o chimica - costituita cioè da quegli stessi odori che formano l'effluvio (molecole odorose in sospensione) - capiamo come sia più specifico e specializzato il lavoro che compie l 'olfatto del cane sulla componente chimica di un particolare elemento che compone un esplosivo.

79


80

- - -- - -=S~E~IZ =A ~M .=-, PE~·~Sr~o~ruA'-'-"-' DE= LL=E=U=N1= rA~C=1N=O=FIL=E=DE=LL=E~fo~~~E~A~~~1=An"--'-"lm~L~ 1AN~F.'---- --

Il cane da ricerca, invece, non necessita di annusare una traccia né di averne una, non richiede un punto di partenza certo ed è quindi in genere più efficace di un cane da traccia. Inizia la sua battuta senza necessità di punto di riferimento o di partenza e continua il suo lavoro fino alla localizzazione dell'oggetto. Entra, cioè, nel "cono di odore" che lo porterà dritto ali' oggetto (persona o esplosivo). Ma che cosa è il ceno di odore (o cono o?fattivo)? Le molecole odorose in sospensione, siano esse biologiche o chimiche, formano una sorta di scia assai leggera, capace di rimanere sospesa nell'aria per un peBase di Shomo, sede del Comando del Settore riodo di tempo che varia in base Ovesl di UNIFIL anche alle condizioni climatiche, prima di depositarsi al suolo. Queste molecole odorose in sospensione vanno a formare quello che viene definito e.ffiuvio . Questo prende più comunemente il nome di cono d'odore o cono olfattivo , dall a forma geometrica che più si avvicina alla distribuzione di questo odore in presenza di un pur esile alìto di vento . L'odore è trasportato dall'aria in questo cono il cui vertice si trova in corrispondenza della sua sorgente e tende ad allagarsi con l'aumentare della distanza . L'odore è più intenso in vicinanza della fpnte dell'effluvio (esplosivo, disperso e quant'altro) e si di luisce allontanandosi dal punto di origine. Se casualmente qualche particella odorosa è in aria anche lontano dalla sua origine, le straordinarie capacità olfattive del cane permettono il suo riconoscimento . Un cane addestrato, una volta entrato nel cono, procede a zig zag per poter individuare la sorgente cli odore più intensa da seguire per raggiungere l'oggetto della ricerca. Per "fiuto" si intende la capacità di intercettare e distinguere le emanazioni odorose provenienti da terra, con una modello di respirazione regolare strutturato in una serie di una/tre annusate accompagnata da una serie di tre/ sette sniffate. Il comportamento di fiuto è controllato dagli organi settali nasali. I cani con questa caratteristica sono definiti cani a megaolfatto.


UNITA CINOFILE Dtlt'[SERCITO ITALIANO

Ro ppresenlozione grafica

del cono olfoltivo

Con "olfatto" invece si intende la capacità di saper intercettare e discernere le emanazioni odorose disperse nell'aria. Il cane esercita l'olfatto inalando grandi masse di aria e per questo sono adatti cani a teleolfatto. Esempio evidente il Pointer che, dovendo intercettare un volatile, annusa le impronte olfattive nell' aria ispirando a fondo, favorito dall'ottimo sviluppo dei seni frontali. A questo infatti concorrono i suoi assi cranio-facciali convergenti che facilitano l'orientamento del naso verso l'alto: intercettando in questo caso non la traccia ma l'effluvio, il cane a teleolfatto si addentra nel cono olfattivo sempre più intensamente fino ad arrivare alla sua origine. Il fiuto invece viene effettuato inalando piccole masse di aria provenienti da terra e , come dicevamo , per questo sono adatti i cani a megaolfatto. Tipici per questa attitudine sono i segugi i quali, dovendo intercettare un animale selvatico che vive a terra, camminano con circospezione esamrnando le tracce odorose lasciate al suolo. Le inalazioni sono più frequenti e meno ampie e infatti i seni frontali in queste razze non sono molto sviluppati: gli assi cranio-frontali sono divergenti e inclinano il naso verso te1w. I cani a teleolfatto intercettano le particelle in aria come fossero telescopi, i cani a megaolfatto quelle lasciate a terra come se usassero un microscopio. Nelle attività di ricerca esplosivi (ma anche nei cani eia maceria o da valanga) non vengono generalmente usa.ti cani dalle caratteristiche olfattive così esasperate come i cani da caccia. Per cui i cani destinati a queste attività, perlopiù razze da pastore o retriver, potranno essere addestrati ad utilizzare, a

e

81


82

SEI ZAMPE. STORIA DELLE

UNITA C INOFILE DELLE FORZE ARMATE ITALIANE

IL CONO DI ODORE

L'odore è trasportato dal vento .in un cono, il cui vertice si trova in corrispondenza della sua sorgente, la persona, e tende ad allargarsi con l'aumentare della distanza. Le frecce rappresentano il percorso compiuto dal cane per raggiungere il disperso.

• -+

seconda del soggetto, del tipo di addestramento e della situazione, sia il teleolfatto che il megaolfatto. Ma, una volta addestrato in una modalità, quel soggetto lavorerà sempre in quella modalità e non nell'altra. Questo rende ovviamente Cane 00 PSM più specialistico il tipo di ricerca. Altro discorso è la scelta dei soggetti destinati ali' addestramento per la ricerca di cadaveri. Servono per questa attività soggetti che abbiano un'ottima capacità olfattiva e discriminatoria a livello chimico e che lavorino seguendo traccia a terra, quindi in megaolfatto: per questo scopo vengono infatti spesso usati i Segugi o i Bloodhound. Naturalmente la razza influepza molto questa capacità olfattiva. Esistono infatti razze a teleolfatto e razze a megaolfatto. Considerando che i molossoidi e le razze che hanno un setto nasale piuttosto corto e schiacciato hanno una minore capacità olfattiva, i cani da caccia, da pastore, - e fra quelli da caccia, maggiormente quelli da ferma ma non solo hanno un olfatto quasi telescopico e sono in grado di identificare la preda da molto lontano attraverso il cono olfattivo. Quindi annusano l'aria di questo immaginario cono inspirandone grandi quantità e raggiungendo il punto di origine dell'odore, che corrisponde al punto in cui l'intensità dell'odore è massima. I cani da megaolfatto (i Bloodhound per esempio) effettuano la ricerca naso a terra attraverso annusate brevi e ritmiche, alla ricerca delle particelle olfattive nel terreno. Questa razza, - come i Segugi - ha una forma


UNITA CINOFILE DELL'ESERCITO ITALIANO

Un bel diseg no dedicalo a i co ni della Croce Rosso dura nte la Prima G uerra Mondiale

peculiare della testa e una dimensione delle orecchie tale da permettere cli convogliare l'odore verso il naso. Inoltre, i seni frontali di queste razze sono molto più piccoli rispetto alle razze eia ferma e necessitano quindi di piccole e frequenti immissioni cli aria. Nella composizione ciel binomio che formerà la futura unità cinofila, quindi, se il cane è selezionato e addestrato per lavorare in teleolfatto lavorerà sempre in questa modalità e così per l'addestramento in megaolfatto: questo è una parte fondamentale del processo formativo cieli 'unità cinofila dell'Esercito. I cuccioli cli circa un mese vengono introdotti in ambienti che pres-entano tutta una serie di stimoli diversificati. Qui i cani vengono abituati a sollecitazioni costanti sia ambientali che sonore e alla presenza dell'essere umano. Dalla prima alla terza settimana vivono in un habitat che è una sorta di sala parto in cui la madre li allatta e li accudisce, quindi in presenza di odore conosciuto (quello della madre) e stimoli e suoni controllati. Segue poi un corridoio esterno in cui continua ad essere presente la madre ma, insieme a questa, sono presenti odori nuovi insieme a oggetti e suoni sconosciuti. Poiché dalla quinta settimana i cuccioli cominciano ad essere dei buoni esploratori, nell'ambiente a loro dedicato sono previsti oggetti/ostacolo con funzione cli palestra e di esplorazione per consentire il corretto sviluppo delle funzioni psico-motorie dei soggetti. In questo periodo cominciano anche gli spostamenti al cli fuori del Centro e, in un box specifico, i cani vengono abituati alle attività cli problem solving. Ma è clall 'ottava settimana che si ha

83


84

- - - - -- ~S=El~Z=A=M~P~E~·=S,=o=ruA"'--"-'DE=LL=E~U~N~ 1TA~C =1~ NO~F1=LE ~D ~EL=LE ~F ~o=~=E~A=™=A=n"-'-"l~=L= 'A~NE'---- - - -

Cenlro tv\ilitore Veterinario di G rosseto. I cuccioli si oddesirono gioca ndo

più chiaro quale sarà il vero temperamento di ognuno dei soggetti, poiché in questo periodo di vita avranno già l'imprinting degli ambienti e dei rumori anche esterni, (elicotteri, natanti, treni, mezzi pubblici) , e tutto questo prima del completamento del piano vaccinale.

' funzionali, cioè I cuccioli vengono "allenati" in vere e proprie palestre ambienti in cui sono presenti esercizi sotto forma di sollecitazioni ed è quindi possibile , già molto precocemente , osservare quali siano le doti caratteriali del cane, di curiosità e intraprendenza, docilità e possessività: gli esercizi attraverso oggetti/ostacolo in ambienti così stimolanti servono a rafforzare le capacità cognitive e socio cognitive dei soggetti. Quando un cane presenta un temperamento timoroso o insicuro o, addirittura, mette in evidenza delle fobie, ambienti così conformati ne permettono il riconoscimento precoce: consentono una valutazione caratteriale obiettiva orientando le valutazioni e gli indirizzi di selezione, valutazioni e selezioni che possono arrivare ad escludere alcuni soggetti dal processo formativo. Questa evenienza accade raramente poiché alla base del processo di addestramento c 'è una selezione


UNITÀ CINOFILE m :LL'EsERCITO ITALIANO

Centro M iliiore Velerinorio di Grosseto. In addestramento

della cucciolata che è sì genetica e morfologica, ma anche ambientale . Il principio è quello di non modificare le capacità del cane ma di organizzargli nella maniera più funzionale possibile l'ambiente circostante, ambiente in cui vengono inseriti stimoli, gli stessi che potrebbe trovare nel futuro lavoro e che riproporranno quindi i rumori tipici dell'ambiente operativo: lo sparo, lo scoppio , l'aria proveniente dall'alto e dal basso attraverso appositi ventilatori, suoni di diversa origine e rumori anche di tipo naturale o metereologici, quali i temporali. I cuccioli vengono sottoposti a tutta questa sorta cli sollecitazioni diversificate soprattutto durante il pasto, sfruttando in questo modo la loro capacità di apprendimento associativo: stimolo negativo (rumore) contemporaneo all'assunzione del cibo, che è invece stimolo positivo. La presenza rassicurante della madre , anche lei abituata a questi stimoli e quindi con un bassissimo grado di reattività, permette ai cuccioli di imparare a gestire con tranquillità situazioni di stress. I cuccioli fino a cinquanta giorni non reagiscono alla paura e, grazie a questa sorta di esercizio ripetuto, imparano che i rumori associati al cibo sono positivi e superabili. Dopo la settima

85


86

SEI Z AMPE. STORIA

DELLE UNITA CINOFILE DELLE foRZE

ARMATE ITALIANE

settimana Ja palestra diviene più impegnativa con la presenza, nell'ambiente dedicato a questo periodo formativo, di materiali diversi quindi con "disturbi" sotto forma di macerie, che permettono iJ contatto con teITeni sconnessi e materiali di diversa natura in aggiunta agli stimoli sonori e tattili e con la presenza del cibo distribuito fra i vari ostacoli. Questo tipo di contatto sensoriale con superfici , materiali e terreni diversi serve naturalmente anche a sviluppare la sensor.ialità dei polpastrelli. Dopo il sesto mese i cuccioli vengono introdotti in ambienti più articolati: queste zone specializzate sono palestre attrezzate con i classici strumenti di Agility e Mobility (discipline sportive cinofile che prevedono una serie di attrezzi che i cani devono imparare a superare e a percorrere, quali tubi, tunnel, piani inclinati e basculanti, grate, copertoni e così via). Queste attività permettono di esercitare e migliorare le capacità motorie del cane: qui viene privilegiato il vero e proprio allenamento fisico sotto forma cli gioco - ad esempio con una pallina che viene nascosta fra i copertoni e che i cuccioloni devono imparare a recuperare. In questa fase quindi il cane viene messo di :fronte a difficoltà diversificate, preludio all 'addestramento vero e proprio. In altri ambienti dedicati sono presenti fattori cli stimolo ancora diversi, quali cassettine di recupero del!' oggetto/gioco, che può essere anche cibo , oppure pavimenti costituiti con materiali che producono rumore quando vengono calpestati e che servono per l'esercizio della concentrazione e per allenare a non distrarsi durante il lavoro. Nella vita civile non vi è alcuna necessità di istruire i cani ad associare la ricerca cieli ' oggetto desiderato con la necessità intrinseca di muoversi su terreni instabili che generano rumore: questo si rende necessario solo quando è collegato alla rieducazione o perché il soggetto deve raggi,ungere un certo tipo di performance attraverso stimoli ripetuti durante il gioco/allenamento . Invece nel Centro queste attività su terreni impervi sono finalizzate ad educare i cani a lavorare in un ambiente che fin da subi'I to deve riprodu1Te il più possibile quello operativo. Maggiormente diversifi-

ALLEVAMENTO

DEL PAS10RE TEDESCO DEU~ ESERC\10 lTAUANO 4.


UNITÀ CINOFILE DELL'ESERCITO ITALIANO

cate e naturali sono le "palestre" e meglio riproducono le diversità dei Teatri Operativi , poiché ambienti con queste finalità non possono ovviamente essere standardizzati. Proprio per questo motivo, gli attrezzi sono sostituiti frequentemente: infatti i materiali si impregnano degli odori dei vari soggetti e, poiché questo in ambiente operativo reale non avviene, potrebbe derivarne un difetto di apprendimento. In questa fase della vita dei soggetti comincia anche una preparazione fondamentale , cioè quella di rispondere al comando "cerca" attraverso le sue ripetute. Il primo "cerca" prevede una tensione applicata sul soggetto che a un determinato momento viene interrotta: nell'istante in cui si interrompe ]a trazione, si esprime il comando e il cane va sulla preda, - preda sotto forma naturalmente di cibo o di gioco come la pallina, la corda e così via. Ripetendo l'esercizio , il cane impara ad associare l'attività con la voce, cioè con il comando dell'operatore, fino a quando collegherà che allentare la pressione equivale al comando verbale di "cerca" e quindi lo identificherà come invito/ invio ad andare sul la preda. In questo modo ripetuto e costante, chiamato "ripetute" appunto, quel "cerca" diventerà per il cane un vero e proprio ordine. Da quest'ultimo ambiente i soggetti escono con le caratteristiche che potenzialmente lo definiranno un cane militare. A un anno di età i cani vengono sottoposti a un test di idoneità e a una verifica sanitaria: i soggetti che superano la selezione entrnno nel percorso di addestramento vero e proprio che li formerà alla funzione a cui sono destina-

87


88 ___ _ _

__,S~E~IZ ~ AMC!!.!..!~PE~.~Sr~o~ruA"--""DE~LL~E~U~ N1r~A~C~1N~O~F1L~E~DE~ LL~E~ Fo~~~E~A~AA~1A ~T~E l~~~Ll~AN~E_ _ __ __

ti e nel quale avverrà la formazione del binomio cinofilo. Per quanto invece riguarda la selezione dei conducenti , questa prevede la valutazione dell'attitudine psichica del personale volontario, prove fisiche e un test a cui seguirà un colloquio e un tirocinio di due settimane sviluppato in sede e in presenza dei cani, i quali avranno una tipologia specifica e non saranno quelli che poi verranno scelti per l'abbinamento. Con il tirocinio viene definito esattamente il numero degli operatori da avviare al corso per la formazione dei binomi . Per guanto riguarda il tipo di abb,inamento, attualmente il Centro Militare Veterinario è orientato ad associare i cani del proprio allevamento a corsisti che arrivano dalle selezioni esterne e, viceversa, a destinare i soggetti acquistati ad operatori esperti che hanno già concluso un ciclo operativo con un altro cane. In questo modo si vuole verificare se sia più funzionale questo approccio rispetto all'avere eterogenia, sia ciel campionario umano che di quello canino, come è accaduto in precedenza. Inoltre c'è da aggiungere che tutti i cani appartenenti al Centro non sono sterilizzati, in modo che possano essere inseriti nella filiera riproduttiva per linea di sangue e quindi selezionare riproduttori direttamente in sede, rendendo così il Gruppo Cinofilo ancora più autonomo . Una volta effettuata la selezione umana e quel]a canina, il percorso si è


U NITÀ C L'IOflLE OCLL' E.SfRCJTO ITALIANO

...............~~- 'tl

{'~

--

'-:Ì .

--

C entro /v1ililore Veterinario di G rosseto: oddestromenlo Unità cinofilo Po trol EDD ricerco e immobilizzazione di personale ostile

completato e può iniziare il Corso che durerà d.ieci mesi. In questo sistema il cane è adottato a tutti gli effetti e quindi entra in :famiglia da subito. Il corso si svolge per un totale di quarantatré settimane ed è suddiviso in tre fasi. La prima fase della durata di quattordici settimane ha per obietti vo la formazione del binomio (attraverso prove per creare l'abbinamento migliore) e ha lo scopo di creare un rapporto empatico fra i componenti l' unità . In questo stadio è presente la Compagnia Cinofila Addestrati va. Negli ambienti destinati agli allenamenti ritroviamo ancora varie situazioni di stimolo come abbiamo spiegato in precedenza, ma abbiamo anche la presenza del personale che ha appena iniziato il corso e gli operatori che lo hanno concluso. Questi sono campi addestrativi con una vera e propria situazione a lloggiativa per gli operatori: la potremmo definire una zona divisa fra attività di gioco e di lavoro. A l contempo si inizia la selezione del personale attraverso il tirocinio e, alla fine di questo, viene definito esattamente quanti operatori si possono ottenere e quanti binomi.All'interno del Centro in generale si ottengono c inque operatori che avranno a disposizione per la formazione ciel binomio/unità cinofila tutti i cani della struttura , raggiungendo così un Corso interamente formato e gestito dall'Esercito, fin dall'inizio della selezione dei cuccioli.

89


90

- -

- - -----=-S= El~Z~A~M~P=E.~S=ro=~~A=DE=LL~t =U=Nrr=A~C=1N= OF=1LE~D=EL=LE~f~o= ~= EA ~ RMA ~ rr= - - - - - - -

In questa fase del Corso , in addestramento si testano le capacità aggressive/predatorie del cane e si forma il binomio. Il binomio si stabilisce attraverso le opzioni uomo/donna e maschio/femmina e si decidono le due specialità da sviluppare, cioè il MDD in megaolfatto e il PEDD in teleolfatto (PATROL EDD). Ma come realizzare l'abbinamento migliore fra elemento umano e canino? Il principio discriminante è il bilanciamento dei temperamenti dell'una e dell'altra componente il binomio. E' cioè fondamentale capire, nel più breve tempo possibile, le caratteristiche di temperamento dell'uomo e del cane, che tipo di energia predatoria ha il soggetto identificato per quel binomio (per esempio attraverso il gioco). Un cane di temperamento spiccato viene subito identificato dalla postura, dal portamento della coda o dell'orecchio. Questo soggetto verrà affidato a una persona dall' indole tranquilla, così che questa sua caratteristica di personalità vada a mitigare il tempe-


UNITÀ C INOFILE DELL'ESERCITO ITALIANO

ramento di quel cane che evidentemente non ha bisogno di essere incitato ma piuttosto di essere controllato. E così al contrario, un cane dal temperamento tranquillo venà affidato a un conducente piuttosto energico: queste dinamiche, e le relative scelte, seguono evidentemente la logica del bilanciamento all'interno di un binomio in cui i due elementi che lo formano devono in qualche modo completarsi ed equilibrarsi l 'un l'altro. Per un cane addestrato alla ricerca di esplosivo, le caratteristiche necessarie e comunque auspicabili devono essere una buona capacità predatoria ma anche un ottimo autocontrollo, dove per autocontrollo si intende la capacità in toto del cane, da una parte legata al suo temperamento e quindi innata (cioè relativa a quel soggetto) e dall' altra legata all'addestramento effettuato su di lui. In definitiva, il soggetto deve avere o riuscire a mantenere in situazioni operative anche estreme, un arousal medio. Il termine "arousal" è entrato in cinofilia da pochi anni (prima si definiva più semplicemente "temperamen-

91


92

SE.I ZAMPE.. STORIA DELLE UNITA CINOFILE DELLE foRZE ARMATE ITALIANE

to", "reattività" o semplicemente "livello di eccitazione"), ma è diventato ormai di uso comune in medicina veterinaria comportamentalistica e fra gli addetti ai lavori, cioè fra gli educatori e gli addestratori cinofili. In psicologia umana per "arousal" si intende un "picco" di eccitazione, ma anche il livello di eccitazione, o per meglio dire il livello di " attivazione emozionale". In cinofilia il termine viene utilizzato solo attraverso il suo secondo significato, e quindi si parla di arousal alto, medio o basso, che indicherebbero diversi stati emozionali che gradualmente vanno dall'apatia (arousal bassissimo) all'eccitazione sfrenata e incontrollata (arousal altissimo). È opinione comune, ed è auspicabile, che l' arousal del soggetto in selezione e in addestramento sia medio e che vada quindi stimolato nèi soggetti apatici e contenuto in quelli molto eccitabili, attivi o addirittura iperattivi. Uno stato di arousal intermedio (definito "stato di calma") è sinonimo di benessere per il cane e solo in questa condizione l'animale ha il giusto li vello di attenzione e concentrazione, ovvero è nelle condizioni migliori per apprendere. Di conseguenza possiamo affermare che l'autocontrollo relativo all 'arousal innato ciel soggetto si possa e si debba allenare, sia in un verso che nell 'altro. Un esercizio a questo scopo è proprio quello che viene effettuato in corso di addestramento, esercizio destinato all'apprendimento della "segnalazione" attraverso il comando "cerca" e con una pallina come oggetto da segnalare. Durante l'esercizio il soggetto innalzerà fisiologicamente il proprio arousal in presenza


0

U NITA CINOFILE OELL ESERCITO ITALIANO

Addestramento su pislo attraverso

la

Iroccio di odo re

della pallina (che è il segnale di gioco) . E proprio durante la fase di eccitazione gli verrà insegnato a segnalare, ma contemporaneamente anche a fermarsi attraverso il rinf~rzo positivo (cioè un premio quando segnala e si ferma , un premio quando si siede) - e dove per premio intendiamo sia del cibo sia una gratificazione, gestuale o vocale, da parte dell'addestratore/conducente. Attraverso questa modalità il cane in addestramento impara a controllare il proprio arousal e quindi a non toccare l'oggetto di ricerca ma solo a segnalarlo: questa attività è propedeutica alla gestione del! 'autocontrollo e alla fu.tura segnalazione dell' ordigno in sede operativa senza contatto con l'ordigno stesso. Attraverso il lavoro svolto con soggetti di diversa razza, si è osservato che il Pastore Tedesco è di indole più tranquìlla e in grado di controllare il proprio arousal piuttosto rapidamente, mentre il Pastore Belga Malinois lavora sempre in uno stato che potremmo impropriamente definire border line, cioè in un costante stato di eccitazione/reattività piuttosto alto. Questa razza è più resistente rispetto ali' altra, ha inoltre una maggiore velocità di reazione ma ha un arousal mediamente alto sul qu::ùe, appunto , bisogna intervenire con addestramento mirato. Sono inoltre importanti in questa fase, anche per la gestione dell 'arousal alto , gli esercizi di ragionamento e non quelli di istinto. I cani devono essere addestrati al problem solving (risoluzione del problema) poiché, quando saranno in attività, potranno lavorare anche a distanza ed in relativa autonomia .

93


94

SEI ZAMPE. STORIA DELLE UNITÃ&#x20AC; CINOFILE DELLE foRZE ARMATE ITALIANE

Binomio genio guoslolo ri


95

UNITÀ CINOFILE DELL'E.SERCITO ITALIANO

In questa fase il comando "vieni" ancora non è stato istruito perché si attende che si formi il binomio: questa è una scelta precisa e caratteristica peculiare che attiene all'unità cinofila del! 'Esercito che forma le proprie unità lavorando sull'inscindibilità del binomio. Si ritiene infatti che, formando un rapporto esclusivo e inscindibile all'interno del binomio, si riescono anche a colmare lacune diverse o problematiche legate a particolari situazioni ambientali . Per esempio in ambiente operativo quali regioni desertiche, le alte temperature rendono il cane meno recettivo e meno disponibile e di conseguenza meno motivato a lavorare: ed è proprio qui infatti che interviene la forza di quel rapporto inscindibile che l'Eser) . f,'"t.~ . cito Italiano ha scelto di istituire nel percorso di formazione delle Fondamentale nel binomio cinofilo è il "contatto visivo'' sue UC: il cane lavora perché è il "suo" leader che glielo chiede. Lavorerà quindi per compiacerlo anche in condizioni climatiche e ambientali estreme, proprio in virtù di quel rapporto esclusivo che solo i cani riescono a stabilire con l'essere umano e che trova qui la sua manifestazione più puntuale. Una volta costruito il rapporto empatico all'interno del binomio cinofilo, seguono una serie di attività di addestramento volte all'ottenimento dell'obbedienza. In questa fase si lavora sull'attenzione, dapprima in presenza di guinzaglio , grazie al quale il cane è più controllabile e poi, man mano che il controllo dell'operatore aumenta , si raggiunge il traguardo che è naturalmente quello di riuscire a svilupp,ue una serie di attività senza il guinzaglio. Qui si procede soprattutto con esercizi di obbedienza di base, con ordini statici ("terra", "resta", condotta), in presenza di stimoli esterni (rumori di varia natura, presenza di altri cani in movimento e così via). Si utilizza il metodo A


96 _____

__,S=E~IZ=A~M -'-"-' PE=·= S= ro=ruA"--"-' DE=LL=E=U=Nrr=A~C=1N=o=F1L=E=DE=LL=E~ fu=~=E~A~AA=\= Arr=-=IM=L~1AN=E~ - - - - -

e

clicker training attraverso l'utilizzo di uno strumento, il clicker appunto, che emette un suono particolare. Ad ogni ordine che dobbiamo allenare corrisponde il suono del clicker: al suono segue quindi una ricompensa, sotto forma di cibo, come rinforzo positivo . Quando il cane ha imparato ad associare l'ordine al suono dello strumento, a cui segue gratificazione come rinforzo positivo, si passerà all'uso della mano o del braccio e in seguito, procedendo con l'addestramento, il premio sotto forma di cibo sarà usato in modo volutamente casuale oppure scegliendo di premiare il soggetto in un rapporto percentuale fisso o variabile rispetto ai risultati positivi da lui ottenuti o anche usando una serie di target già fissati in precedenza: per esempio, se l'addestramento è di condotta (in movimento al piede del conducente) , si decide di istruire la ricompensa dopo tre svolte andate a buon fine, ma solo a sinistra. Questa modalità è molto utile perché serve a disorientare il cane: essendo un animale molto schematico, le attività di disorientamento lo allenano a rompere i propri modelli cli riferimento che sono , per natura, piuttosto rigidi. La seconda fase del corso dura dodici settimane e prevede la formazione del cane in abbinamento con la sostanza esplosiva che il soggetto andrà a verificare /cercare._Questo tipo di addestramento presume la ricerca di esplosivo con indirizzo verso uno spot all ' interno del quale è occultata una pallina oppure una sostanza inerte. Il cane in allenamento si muove verso lo spot su segnale dell'operatore che lo indica sia con la postura che con la voce. Durante la ricerca il cane continua a fare quelle associazioni che ha impa-


U NITÀ C INOFILE DELL'ESERCITO ITALIANO

rato e per cui è stato addestrato e che gli consentono di ritrovare l'oggetto desiderato. L'allenamento prevede in sequenza dapprima l'utilizzo di spot con pallina, in seguito di inerte: contemporaneamente, l'ordine sarà vocale e prevederà inizialmente il contatto fisico col cane, previo controllo visivo da parte ciel conducente, poi vi sarà indicazione solo con la postura. Il contatto visivo fra i due membri del binomio è fondamentale poiché lo scopo è la segnalazione silenziosa dello spot e l'immediata seduta da parte del cane dopo il riconoscimento (c.d. "segnalazione passiva"). Il cane in questo ambito fa le stesse associazioni che gl i permettono cli trovare la preda, in questo caso la pallina o l'inerte, senza spreco di risorse energetiche, considerando che talvolta i Teatri Operativi sono in paesi ad alte temperature. In questa fase verrà applicata la tecnica del pointing, cioè il puntamento (indicazione) col corpo e col braccio. Il cane è un sensore cli ordigni affioranti i quali, poiché banno lo scopo di ledere fisicamente, sono posizionati generalmente in superficie. Il lavoro in megaolfatto (quindi su traccia), come abbiamo visto in precedenza, si svolge a terra alla ricerca di sostanze esplosive interrate e il cane lavora strettamente vincolato al conducente. In questa terza e ultima fase del Corso , attraverso scenari operativi ricostruiti nelle aree addestrative interne ed esterne al Centro, si svolgono esercitazioni su spot in modalità on leash oppure ofl leash , cioè vincolato (al guinzaglio) o libero, su terreno o verso mezzi di trasporto o edifici la cui ricostruzione è all'interno di zone idonee della struttura. So-

97


98 _____

___,S=E~IZ=A ~M -'-"-' PE=·=S,=o=ruA"-= DE=LL=E=U=NIT=A~C=1N=o= F1L=E=DE=LL=E~Fo=~=E~A=~='A=T~E=l~=u~AN=E'------

• l{~ no aree addestrative in cui ,.

? vengono simulate diverse

situazioni operative: per la ricerca su traccia sono riprodotti terreni di varia natura e di varia orografia, quali piste bianche in sabbia o in ghiaia, ma anche in asfalto poiché è su asfalto che si muovono le autocolonne. In questo modo, attraverso il sensore-cane, si simula una vera e propria ricognizione cli tipo speci fico. Nell'attività su traccia il cane, strettamente vincolato al suo conducente, 'è al guinzaglio e lavora alla ricerca di ordigni. In corso di addestramento si utilizza come spot un elemento contenuto nella chimica degli esplosivi , per esempio il nitrato, che è uno dei componenti della gamma cli sostanze cli cui è costituito un ordigno. Questo è il motivo per cui un cane addestrato alla ricerca ciel nitrato (o di altro elemento) è altamente specializzato, perché , come abbiamo visto in precedenza, riesce a distinguere, discriminare e seguire la traccia chimica specifica isolandola da tutta una serie di altre tracce, naturali o chimiche anch'esse, che non sono un caratteristico componente di esplosivo. Naturalmente la pe,formance del binomio sarà condizionata da alcuni fattorÌ: ~arà minore se l'ordigno, e quindi la traccia, è confezionato in involucro piuttosto che lasciato esposto nel terreno. Inoltre, la potenza olfattiva della traccia dipenderà anche dal tempo intercorso dal momento della posa al momento della ricerca e anche dalle condizioni metereologiche, per esempio se il terreno è bagnato o meno: nel primo caso la traccia sarà meno persistente e forte. Al contrario, l'effluvio è potenziato in presenza cli alti tassi di umidità atmosferica. Questi sono tutti elementi che possono influenzare il buon esito del lavoro. Altro addestramento , diverso rispetto al precedente, è quello che prende in considerazione, in uno scenario operativo, la situazione potenziale di minaccia dì autobomba oppure la ricerca su infrastruttura, per esempio su


UNITA CINOFILE DELL'EstRCITO ITALIANO

parete o su muro esterno, ma anche la simulazione di controllo all'accesso, nel caso, ad esempio, di arrivo di autocarri con gli approvvigionamenti. In questo tipo di simulazione il personale a bordo viene fatto scendere e il mezzo rimane così a disposizione del "sensore" cane, il quale effettua la sua ricerca, previo controllo visivo dell'operatore che ne canalizza il lavoro. In questo caso il tipo di attività sarà in teleolfatto, quindi sfruttando il cono olfattivo presente nell'aria e in campo aperto e si utilizzerà sia la modalità non vincolata sia quella vincolata, a seconda della situazione contingente e su scelta dell'operatore. L'attività condotta "a distanza" in particolare dimostra chiaramente l'altissimo livello d.i competenza e di cooperazione del binomio e ci fa capire anche il livello di capacità di controllo dell'operatore, basata non solo sul legame simbiotico dei due elementi del] 'unità - e che passa attraverso il contatto vocale e gestuale - ma soprattutto attraverso il contatto visivo fra·i due componenti il binomio. In questa simulazione il cane ha la capacità non solo di trovare, ma anche di segnalare il punto preciso in cui si trova l'ordigno e di comunicarlo al suo conducente attraverso lo sguardo. Qui infatti l'operatore rimane a distanza di sicurezza e la ricerca è a totale appannaggio del cane, ma il legame del binomio mantiene l'interazione necessaria attraverso l' invio, la segnalazione e il richiamo. La simulazione "ojf leash" è altamente rappresentativa dell'elevatissima qualità del lavoro svolto durante tutto il percorso di formazione dell'unità cinofila. Infine, è necessario aggiungere che ogni fase prevede un suo proprio e specifico esame fina le , propedeutico alla fase successiva. Alla fine del Corso il binomio viene sottoposto a un esame generale che permette di ottenere la qualifica combat. Ma, per essere impiegata realmente in Teatro Operativo, l'unità necessita di una ulteriore validazione. Si tratta di una verifica

99


100 _______,$""["-']Z:,A_,,M.!.!!....!P[=·.::,_ST""O"'RIA"-""' DE"" LL:!:.. E .:,: Li:;:_, NIT~Àc.,:: C;:!!: 1N~O!.!!F IL:!:..E

.!:'.!OE:!:!LL:!:..E~.Fo""RZ""E:...cA.:.elWc:,IAc,,.:r"-E' ITA""Ll""' -" AN.!SE_ _ __ __

Addeslrarnenlo cong iunto unità cinofile e incursori

aggiuntiva del binomio prima dell'invio all'estero. Questo viene effettuato nel periodo definito "approntamento" e consiste in una serie di attività funzionali, vincolate esclusivamente alla missione specifica che si andrà a condurre in un dato Teatro Operativo a supporto del contingente nazionale/ multinazionale di riferimento . In fase di approntamento si correggono eventuali errori comportamentali o vizi legati spesso alla inattività operativa o a una riduzione fisiologica dell 'allenamento, errori che si manifestano sotto forma di minore concentrazione , di perdita di alcuni ordini, cli una diminuita attenzione nei confronti del conducente. Si ripropongono quindi quelle situazioni di training e quelle procedure destinate a impieghi specifici al fine di testare la rispondenza del binomio, naturalmente in aggiunta all'addestramento riservato alla componente umana e a tutte le necessa~ie verifiche di carattere sanitario e veterinario. Tutti i cani del binomio, prima di partire per la missione all'estero, vengono per così dire "allenati" nuovamente insieme al proprio conducente, il cui rapporto nel tempo può essersi "rilassato". In questo modo si rinnova la leadership: questo momento è una sorta di "ritiro" sportivo il cui scopo è ottenere il massimo della concentrazione e il massimo dell'unione e della cooperazione all' interno del binomio. Il cane termina le sue attività operative entro i dieci anni di vita: questa è una scelta precisa cli rispetto etologico verso la risorsa. La gestione dell'uscita dal servizio attivo avviene attraverso il provvedimento di riforma che consente l'alienazione del soggetto, cioè l'esclusione dal carico amministra-


UNITA C INO FILE DELL' ESERCITO ITALIANO

tivo dell'Ente con la donazione ciel cane che viene fatta, nella quasi totalità dei casi, al conducente che l'ha gestito per tutta la sua carriera. Il conducente sarà autorizzato a condurlo presso la propria abitazione dopo l'orario di servizio, continuando così a gestirne il rapporto in un ambiente domestico e familiare . Diversamente, il cane viene messo a disposizione di altre Forze Armate dello Stato o anche del privato cittadino che faccia richiesta di adozione e che dimostri di possedere le caratteristiche e i requisiti di moralità, di ambiente idoneo e che si impegni a non usare il cane a scopi riproduttivi . Questo per quanto riguarda il percorso di una delle due componenti del binomio. L'operatore, invece, potrà scegliere di continuare ]a sua funzione: in questo caso gli verrà assegnato un secondo cane con il quale ricomincerà una fase di addestramento, non più di quarantatré settimane, naturalmente, ma un Corso di trenta settimane al termine del quale riprenderà il ciclo secondo le medesime modalità già descritte.

Un esempio di pointing

101


â&#x20AC;¢.


UNITÃ&#x20AC; CINOFILE DELLA

MARINA MILITARE ITALIAf

~~,,..~

~

51


UNITA 0 NOAU DELLA MARINA M ILITARE ITALIANA

D

urante la tradizionale sfilata in occasione della Festa .d ella Repubblica del 2 giugno 20 18 , per la prima volta la Compagnia mista del le Specialità della Marina Militare ha visto la presenza di sei unità cinofile , segnando davanti al pubblico il simbolico ingresso della capacità cinofi la tra le specialità operative della Forza Armata. Le unità cinofile della Marina sono un assetto specialistico alle dipendenze della Brigata Marina San Marco e sono composte da otto binomi (conduttore e cane) e da tre militari responsabili, insieme ai conduttori, dell'addestramento dei cani. Aci oggi, quindi, possiamo dire che l' acquisizione della capacità cinofila nella Brigata Maiina San Marco ha potenziato le capacità di difesa delle installazioni e di Force Protection. In particolare, i cani della Mari na possono svolgere diverse funzioni: - concorso alla vigilanza di siti sensibili della Forza Armata, nell'ambito della Force Protection; - ricerca e segnalazione, sempre nell'ambito della Force Protection, di eventuale personale estraneo/ostile introdotto ali ' interno cli installazion i militari e a bordo di unità navali. Una volta individuato il soggetto, il cane è allenato per segnalare ma anche per stabilire con l'ostile l' impatto fisico: ha quindi la capacità e l'addestramento necessario per immobili zzare con il morso; - ricerca e segnalazione di sostanze esplosive, ordigni esplosivi improvvisati , trappole esplosive, munizioni e armi all ' interno e all'esterno cli infrastrutture, su veicoli e a bordo di unità navali. La capacità anti esplosivo è stata recentemente acquisita grazie alla partecipazione di quattro unità al Corso per cani da pattugliamento anti esplosivo (Patrol EDD), svolto presso l'Istituto Ispettori della Polizia di Stato di Nettuno. Qui ha sede .i I Centro A I levamento e Addestramento Cani di Polizia (CAACP), la scuola nazionale presso la quale vengono istruiti e addestrati

105


106

SEI ZAMPE. STORIA

DELLE UNITA CINOFILE DELLE FoRZE

ARMATI.

ITALIANE

gli uomini e i cani che costituiscono le Unità Cinofile della Polizia di Stato. Nei sei mesi di intensa attività formativa le unità cinofile della Brigata Marina San Marco hanno imparato a ricercare gli esplosivi , anni e munizioni in superficie, ottenendo ottimi risultati durante Supporli oddeslrotivi tutte le fasi selettive del Corso. Durante la stessa formazione sono stati abilitati al maneggio di manufatti esplosivi anche due operatori, definiti figuranti, i quali saranno, insieme ai conduttori , responsabili dell'addestramento dei cani. L'impiego di questa nuova capacità è stato sperimentato durante l'esercitazione Mare Aperto 2018. Lo scenario dell'evento addestrativo ha previsto l'intercettazione di navi sospettate di trasportare armi e munizioni. Le navi mercantili, simulate dalla nave Levanzo e dalla Tirso, sono 'state perquisite nel porto di Augusta dai cani dell'unità cinofila. L'esplosivo nascosto in vari punti sulle due navi è stato individuato in tempi rapidissimi, evidenziando il buon livello di addestramento ricevuto. Inoltre , sempre durante l' esercitazione , i cani della Brigata Marina San Marco sono stati impiegati per la difesa della base aerea della Marina Militare di Catania nella ricerca di ordigni esplosivi improvvisati su veicoli, nelle aree comuni e nei locali adibiti allo stoccaggio di materiali sensibili e pattugliandone il perimetro alla ricerca di intrusi. Il primo impiego operativo per le unità cinofile sarà in Libia , al seguito dei Fucilieri del l O Reggimento San Marco, dove dovranno concorrere alla


UNrTÀ CINOFILE DELLA MARINA MtLrTARE ITALIANA

vigilanza della base di Misurata, rafforzando il dispositivo di Force Protection nel controllo dei mezzi in jngresso ai cancelli , con compiti di ricerca di esplosivo e di armi. Il Centro Allevamento e Addestramento Cani di Polizia (CAACP) è collocato nell'ambito del complesso struttunùe dell'Istituto per Sovrintendenti e di Perfezionamento per Ispettori di Nettuno. L'impostazione del Servizio Cinofili della Polizia risale al periodo immediatamen te successivo alla 1° Guerra Mondia le, quando ve nne costituito il Centro Addestramento Cani di Polizia. li primo impiego dei cani nei servizi di polizia , del quale si ebbe grande risalto nella cronaca dell'epoca, fu il 10 giugno 1924 in occasione delle ricerche del Addestromenlo per lo ricerca e il controllo d i persone ostili con contatto fisico cadavere dell'On. Giacomo M atteotti, condotte con l'ausilio di cani di razza Segugio italiano . Visti i 1isultati incoraggianti, alcuni esemplari di Pastore Tedesco vennero acquistati in Germania e successivamente fatti riprodtme nell'allevamento di Postumia (ex territorio italiano, attualmente in Slovenia) , per poi essere utilizzati principalmente dai Commissariati di fro ntiera nell'attività di repressione dell'immigrazione clandestina e del contrabbando lungo tutto l'arco alpino. Al termine del secondo conflitto mondiale, quei soggetti sfuggiti alle razzie delle truppe tedesche in ritirata furono concentrati presso la Scuola Ufficiali e Sottufficiali di P. S. di Roma e , subito dopo, trasferiti prima a Fabrica di Roma e poi, intorno al 1947 , nell'attuale e definitiva sede di Nettuno. L'attività di a llevame nto, inizialmente privilegiata per consentire il necessario ripopolamento del parco quadrupedi, venne ben presto distinta dall'addestramento a causa delle notevoli difficoltà cli convivenza tra cuccioli e cani adulti: il repentino propagarsi di epidemie di cimurro costrinse a trasfe rire il Centro Addestramento nella località cli Rocca di Papa, nei Colli Albani. L'attività del Servizio Cinofili risultò così suddivisa in due settori: un Centro Allevamento con sede a Nettuno e un Centro Addestramento con sede

107


108 ___ ____,S:'.!:E~IZ~A~M.!!!...!PE.,_._,,,,Sr,.::ao~RJA~ DE:!:!LL:!:..E~U!!!N1t!.!èA~C::!!:.1N~O!.!! F1L:!:..E.!:'.!DE±!LLe!<.E~Fo""RZ""'E'-'A""RM""A "'r"-E !l TA .!!~Ll:AN é!!,::t E_

_

_ _ __

a Rocca di Papa. Nel 1955 il Centro Addestramento venne soppresso a causa di problemi di natura amministrativa e il complesso delle attività fu riunito definitivamente presso l 'al !ora Scuola Allievi Guardie di P. S. di Nettuno, poi divenuta Scuola Sottufficiali e, in seguito alla riforma del 1981, presso l'attuale Istituto per Sovrintendenti e di Perfezionamento per Ispettori. II Centro Allevamento e Addestramento Cani di Polizia (CAACP) provvede a tutta una serie di attività: - formazione e aggiornamento delle unità cinofile del.la Polizia di Stato; - coordinamento tecnico-addestrativo delle attività condotte dai Distaccamenti periferici dislocati sul territorio nazionale; - concorso nell 'esecuzione dei servizi di specialità di particolare ri Iievo tecnico-operativo; - selezione tecnica dei cani eia destinare ai servizi di polizia, verifica periodica della relativa idoneità e, in concorso con il competente Servizio Logistico del Dipartimento della P. S ., l'attuazione cieli.a procedura di riforma al termine del servizio; - complesso delle attività di rappresentanza e di informazione sul servizio cinofili; - cooperazione e scambio di infom1azioni con analoghi organismi nazionali e internazionali in materia di addestramento impiego dei cani nei · servizi di polizia.


U NITA CINOFILE DELLA MARINA MILITARE ITALIANA

109


11 o

_____

___,S""E"--' I Z.,,A ..!!M .!.!!...! PE::.:.. • .::e.ST,..,,,O:,o,;RJAc,_D,,,E:,:, LL"'-E_,,,_U,!.!!NI'T-"Àc.,C,!C1 N,_,. O,.:: FIL"'E .!<! DEe:,LL:.e.E.,_,fO,c::RZo:,E:..!.A.,,,RMc:.,AC!!.T"E '"" TA.,,e ll'-'! AN .,_. E_

_

_ _ __

Nell'ambito della struttura organica del Centro è costituita una speciale Sezione Addestramento composta da Istruttori Cinofili specializzati nei vari Settori di attività: la qualifica di Istruttore Cinofilo si consegue attraverso la frequenza di appositi Corsi svolti sia in Italia sia all'estero presso i più qualificati e analoghi centri di istruzione di Forze di Polizia o militari. La frequenza del Corso è riservata a personale che abbia svolto servizio in qualità di Conduttore Cinofilo con elevato rendimento per almeno sette anni e che sia in possesso, oltre a un comprovato patrimonio tecnico-professionale, di specifiche attitudini all'insegnamento. Una volta conseguita la qualifica professionale, l'iter formativo degli Istruttori prosegue senza'.·soluzione di continuità fino al termine della carriera mediante il costante aggiornamento, la frequenza di stages addestrativi e di specifici Corsi in ambito sia nazionale che internazionale. La qualifica di Conduttore Cinofilo nei vari Settori di attività si consegue al termine di appositi Corsi di specializzazione della durata variabile dai quattro ai sei mesi: l'aspirante conduttore cinofilo, oltre a un ottimo stato disciplinare di servizio , deve possedere specifici requisiti fisici e psicoattitudinali, tra i quali assume un aspetto determinante non solo la passione e l'attaccamento all'animale, ma anche la propensione al lavoro con il cane: pazienza, tenacia, perseveranza e grande equilibrio psichico. Prestanza e resistenza fisica completano il quadro del cinofilo ideale e costituiscono elementi essenziali per l'instaurarsi del corretto e produttivo rapporto tra uomo e cane. Le tecniche di addestramento dei cani di Polizia variano in base alla specifica tipologia dei servizi ai quali gli animali vengono destinati. Queste specificità sono accomunate eia una metodologia che in termini etologici, come


UNITÀ CINOFILE DELLA MARINA M ILITARE ITALIANA

abbiamo già visto precedentemente, viene definita "condizionamento operante ": il cane, cioè, impara a strutturare la risposta desiderata dal proprio conduttore sulla base di uno stimolo e sull' aspettativa di una ricompensa. In altri tem1ini, il condizionamento operante altro non è che la reazione a uno stimolo in attesa di una ricompensa ed è proprio questo a influenzare il comportamento del cane. In questo modo la memoria associativa lo induce a ripropon-e i comportamenti premiati e ad astenersi da quelli che, a] contrario, generano indifferenza o riprovazione da parte del conduttore. E' il concetto già espresso del "rinforzo positivo" che si materializza, durante l'addestramento, in un premio (sotto forma di cibo o di gioco) a seguito della risposta positiva e desiderata a un comando da parte del conduttore. Durante l'addestramento, oltre all 'affetto per il conduttore, a motivare il cane è sempre il gioco. Fanno eccezione solo i cani anti esplosivo, per i quali la motivazione principale è il cibo. Le attività di impiego del cane nei servizi di polizia sono nei settori della prevenzione generale e tutela dell'Ordine Pubblico, nel soccorso pubblico, nel settore antidroga e anti esplosivo. Per i cani destinati all'attività di ricerca degli esplosivi , la selezione si basa per lo più sul temperamento: in linea di massima il cane anti esplosivo non ha una grande stazza, ha un carattere molto pacato e non entra mai in compe-

111


[ 12 _ _ _ ____,S""E."-1,,.,ZA'-"M~PE.><.:.._,,_ST.c:,Oeo,Rlc,_A,c,DE,,.,LL,.s.E.,,U"-"Nl.:.cTA:....:C::.!!IN.:.,:0:,..:,FIL:::.E.,cOE::,::LL,:::.E..:..;FO,c:R::,ZE:...! ' A..e:R=MAT.=.. E "-" ITA .:,: L,:.: IA:.:., NE,...__ __ __ tizione con gli altri cani. Deve poter mangiare cibo secco che, oJtre ad essere la ricompensa alla sua attività, è anche l 'unìca forma di alimentazione che gli verrà somministrata. I cani di gran fiuto e voracità sono quindi l'ideale per questo tipo di servizio. L'addestramento iniziale si basa sul gioco della ruota e serve per addestrare il cane alla discriminazione degli odori. Questo gioco funziona come una giostrina che gira, fissata sul terreno, i cui raggi hanno all'estremità dei contenitori con sostanze impregnate di odori molto forti cosiddetti "distrattori", come quello di pasta di acciughe , dentifricio, shampoo o cibo in genere. Questi odori considerati "negativi" vengono mescolati con quelli "positivi": circa venti sostanze base utiJizzate per la preparazione di ordigni esplosivi. Con la combinazione di queste sostanze si possono creare fino a diciannovemila ordigni. Se il cane fiuta l'esplosivo mentre la ruota gira, si siede e aspetta la sua ricompensa: le crocchette di cibo. E questo , per il conduttore, è il segnale che qualcosa non va. Il cane viene alimentato durante l'addestramento con circa cento/centoventi razioni di croccantini al giorno che, in termini tecnici, vengono definite "ripetute" e sono elargite ad ogni ritrovamento. Il "condizionamento operante" in questo caso associa l'esplosivo con il cibo. La stessa prova viene ripetuta anche in prossimità di un muro per abituare il cane a fiutare a diverse altezze. Questo metodo di addestramento è lo stesso utilizzato dall'agenzia governativa americana che si occupa di antiterrorismo, armi da fuoco ed esplosivi, l'A(l(Bureau of Alcohol, Tabacco, Firearms and Explosive). Tra le razze canine, il Labrador è considerato il "naso" per eccellenza, per la sua capacità olfattiva rispetto agli esplosivi. Riesce a intercettarne infatti anche minime quantità nascoste


U NITÀ CINOflL[ DELLA M ARINA M1LffA=llt-" I T=AL"'-IA= NA " ----

-

-

-

-

-

-

-

nei posti più reconditi: è come avere sempre a portata di mano un sofisticato laboratorio portatile. Ed è per questo che gli agenti americani clell 'A~/, che si occupano di rinvenire ordigni, hanno coniato lo slogan: "lt's time to cali the Lab!" (è arrivato il momento di chiamare "the Lab") dove Lab ha proprio il doppio senso cli Labrador e laboratorio. Per quanto riguarda la prevenzione, tutela , ordine pubblico e polizia giudiziaria, ai cani impiegati in servizi di questa natura è richiesta una tempra molto forte e un carattere dominante. Inoltre, nella selezione iniziale, è bene che dimostrino sì temperamento ma che siano anche di buona indole, perché è importante che sappiano mantenere freddezza e distacco anche nelle situazioni più critiche, viste le tipologie di impiego. Sono cani con carattere volitivo e con un buon grado di autocontrollo. Sono impegnati nel! ' ispezione ciel territorio e in attività dove è importante mantenere sangue freddo e obbedienza al condultore. Purtroppo ìl loro servizio in polizia è il meno duraturo, al massimo otto - nove ann i, perché si svolge spesso tra la folla, al freddo, sotto la pioggia e in situazioni piuttosto critiche. Alcuni cani in servizio di ordine pubblico perdono l'udito per l'esplosione di bombe carta allo stadio o svi luppano fobie provocate da sassaiole nelle manifestazioni . I cani im-

113


1 14 _________,S<..:E:.:...IZ:,A...!!M..:..:.:....: PE:..:.·..:e.ST=O=RIA:..:..=DE=LL=E=U=NIT=A'-'C=IN= 'O.,_,,fllc.e.E=DE=LL=E-'-'fo =RZ=E'-'-A-"'Ri=MA =T=[ = 'TA=Ll"AN -"c;.:'E' - - -- - - -

pegnati in servizi di polizia giudiziaria che spesso sono chiamati durante le operazioni di controllo del territorio a saltare nelle auto possono presentare, a lungo andare, problemi agli arti posteriori. Anche il cane antidroga deve avere un temperamento attivo, però associato ad un alto grado di possessività e questo aspetto deve essere mantenuto, durante il gioco/addestramento, n~i confronti della pallina o del fantoccio con il quale si allena. Alla base dell'addestramento dei cani che svolgono servizio antidroga c'è il gioco e l'odore viene associato al divertimento. A differenza del cane anti esplosivo, che deve sedersi quando fiuta qualche ordigno, il cane antidroga, in presenza di sostanze stupefacenti, scava animosamente fino a scovarle anche se sono nascoste nei posti più impensati, come serbatoi di benzina o assi di trasmissione dei Tir. L'imprinting è lo stesso del!' addestramento anti esplosivo e le sostanze stupefacenti usate per abituare il cane sono cinque: all'inizio hashish e marijuana, successivamente anche ecstasy, eroina e cocaina. La droga, utilizzata in minimi quantità, viene chiusa in un sacchetto di tela fitta e poi inserita in una pallina o in un altro gioco per il cane (spot). Questi oggetti-gioco vengono poi nascosti nei posti più reconditi, come la carrozzeria e i sedili delle autovetture o dentro mo~ili, ma il divertimento per il cane sarà proprio questo, cioè impiegare tutte le sue energie per scovarle. La conquista della pallina ad ogni costo è per il cane un gioco ma è anche il modo per rendere felice il suo conduttore. È opportuno evidenziare che nessun cane può sniffare o mangiare queste sostanze: la salute del cane rimane sempre la priorità. I cani per la ricerca e il soccorso pubblico devono essere addestrati al contatto degli arti e dei polpastrelli con terreni accidentati e di diversa natura. Dovranno essere infatti abituati a camminare molto e sui terreni più impervi e non devono avere quindi una grossa stazza. Inoltre, il cane selezionato e destinato a questa attività, viene addestrato alla ricerca in teleolfatto


UNrrA CINOFILE DELLA MARINA MILITARE ITALIANA

- attraverso il fiuto del "cono olfattivo" in aria e non a terra - per individuare l' odore umano, riuscendo in questo modo a discriminare tutte le altre particelle di odore che sono presenti nel luogo della ricerca. Come abbiamo precedentemente spiegato, la tecnica ciel "cono d'odore" è fondamentale in questo tipo cli ricerca perché il ca:ne arriva ad annusare l'odore umano all'interno di un raggio in aria a forma di cono. Il cane deve essere molto motivato nella ricerca perché lungo il percorso potrebbe essere distratto da altri odori, come quello di cibo, funghi , frutti o l'odore di altri animal i se, per esempio, si trova in un bosco. La determinazione è motivata dalla gratificazione del suo conduttore quando riesce nell'impresa . Il cane per la ricerca e il soccorso pubblico lavora molto d 'istinto e in forte cooperazione con il conduttore. Le razze impegnate in questo servizio devono poter camminare per ore sui terreni diversi come sulla sabbia, nei boschi o in mezzo alle macerie . Per questo motivo i cani devono essere lasciati liberi e possono essere localizzati dal conduttore soltanto attraverso un campanellino che hanno attaccato al collo. Spesso, nella ricerca di latitanti, di vittime di sequestri o di persone disperse o sepolte sotto neve o macerie, i cani possono essere anche calati a doppia corda con il conduttore nei dirupi o in luoghi difficilmente accessibili. La buona riuscita di queste imprese dipende molto dall 'affiatamento della coppia. Mai come in questo caso è importante il concetto di "unità". I cani impegnati nel soccorso pubblico non devono avere una grossa stazza, ma è

115


1 16 _ _ _ ______,S"-"E"-1.Z.,Ac.,,M_,_,,._,PE:..:.,,::.ST,.,,Oe::,RIAc,_,::,DE""LL:::.E.:::oU!.::NIT.:.:,:Àc...:C:.::.IN:,:eO:..:,:FIL:::,f..::,DE:.::, ·LL:::, f. .,_, FO :::cR,::: ZE;..:.A.!"I\J\,'-!!1A C!!T.e... E !!!I TA-"" Ll"-"!\Nc:,E ' - - - - --

-

necessario che siano agili. I Pastori Tedeschi o i Border Collies sono le razze di elezione per questo tipo di operatività. In realtà, la chiave di lettura cli ogni genere di addestramento del cane di Polizia risiede sostanzialmente nel reciproco rapporto di affezione che lega l'uomo al cane e che costituisce i I catalizzatore imprescindibile di qualsiasi obiettivo formativo. E ' inoltre fondamentale la verifica delle compatibilità tra uomo e cane nel corso della fase iniziale di costituzione dell'unità cinofila. La selezione dei cani da destinare all'impiego operativo viene effettuata da una apposita Commissione nominata dal Dipartimento della P. S., presieduta da un Prefetto e composta, tra gli altri, dal Dirigente del CAACP e da un Medico Veterinario. Considerazioni di carattere economico e gestionale hanno 12rogressivamente portato a riconsiderare negativamente l'opportunità di condurre una autonoma attività di allevamento: attualmente i soggetti selezionati provengono esclusivamente da allevamenti italiani o esteri (Paesi Bassi e dell'Europa centro-orientale) e possiedono un'età oscillante tra un minimo di dodici e un massimo di trentasei mesi; a parità dì condizioni vengono preferiti animali cli sesso maschile, questo allo scopo di facilitare le condizioni di gestione dei canili nei periodi di estro delle femmine. Per quanto attiene alle razze adottate, genericamente comprese nella classificazione cinologica ufficiale delle razze da utilità e lavoro, al Pastore Tedesco spetta il primo posto per numero di esemplari nell' attuale dotazione organica, segue poi il Labrador per l' impiego nell'attività di ricerca cli sostanze stupefacenti, armi ed esplosivi, il Pastore Belga-Malinois e alcuni esemplari di Rottweiler, Spaniels, Jack Russe! Terriers . Recentemente sono stati condotti, con ottimi risultati, esperimenti di addestramento in specifici ambiti di impiego di cani meticci, recuperati presso strutture cli ricovero e di ' assistenza pubblica. La scelta della razza viene effettuata sulla base di valutazioni imposte da stringenti criteri cli specializzazione funzionale, legati alla presenza rilevante di caratteri etologici prevalenti che sono indispensabili allo svolgimento della particolare attività di servizio alla quale il cane verrà destinato . I cani vengono pertanto esaminati sia dal punto di vista morfologico e sanitario sia dal punto di vista psico-attitudinale e in seguito sottoposti ad un rigoroso protocollo di sele:lione consistente in esami clinici, radiografie e visite mediche per quanto riguarda la parte sanitaria e a una serie di prove cli capacità, finalizzate alla verifica della sussistenza dei requisiti psichici caratteriali necessari allo svolgimento delle future mansioni. I soggetti approvati,


UNITÀ CINOFILE DELLA MARINA MILITARE I TALIANA

Sfilo mento unitò cinofile dello Mori no Militore duronle lo Festo dello Repubblico del 20 18

dopo un periodo precauzionale di osservazione sanitaria, vengono affidati ad un Istruttore del Centro che ne valuta le attitudini e le propensioni individuali nonché i peculiari aspetti caratteriali in fun zione della compatibilità con l'~ùlievo conduttore al quale l'animale verrà successivamente affidato per la frequenza del corso di qualifica zione. Accertata la reciproca compatibili tà psico-caratteriale ed emotiva, il cane viene definitivamente assegnato al proprio conduttore, unitamente al quale, ottenuta l'abilitazione all 'impiego operativo al termine del corso, formerà l'Unità Cinofila e sarà destinato allo svolgimento dei servizi presso i Distaccamenti periferici operanti sull'intero territorio nazionale . L'impiego delle unità cinofile costituisce un validissimo e insostituibile au silio nello svolgimento dei servizi di polizia quali servizi cli prevenzione generale e cli controllo del te1Titorio , pattugliamenti a piedi, interventi in occasione di reati, vigil anza ad obiettivi sensibili, ricerca e individuazione di ordigni esplosivi, controllo , inseguimento e fermo di persone sospette o pericolose, ma anche nei servizi a tutela dell'ordine pubblico quali manifestazioni sportive , convegni, raduni, concerti . E anche nei servizi di polizia giudiziaria, come attività di contrasto al traffico cli stupefacenti, armi ed esplosivi, ricerca di latitanti e cli persone pericolose datesi alla fu ga, ricerca di oggetti utilizzati o comunque connessi alla commissione di reati e nei servizi di

117


l 18 ________::S:..=Ec:...;IZ::.:A..::.M.:..:.:....:PE::.:..• .:::.ST:.:,:O""RI,.~.:..;D:::.::Eo:::Llc:..E=UN'"'"IT:.:..:À-"C""IN:,:.Of:.:,:IL'"-E::.: DE=Lla:. E ,.._, Fo=RZ =E...,_ A=M=\A-"'TE=...,l=TA= Ll=AN=E_ _ _ _ __ ricerca e soccorso di persone smarrite in superficie o disperse sotto valanga. Il Centro dispone di una Infermeria attrezzata con due sale medicazione alla quale è preposto personale infermieristico appositamente qualificato che copre l'intero arco delle esigenze giornaliere; un Veterinario esterno a contratto assicura, su base regolare, lo svolgimento cli tutta l'attività medica necessaria alla tutela de]la salute dei cani. Gli interventi veterinari statisticamente di maggior rilievo si riassumono soprattutto in traumi a carico delle articolazioni, problematiche afferenti all'apparato dentario, ingestione accidentale di corpi estranei e altre sintomatologie legate alle particolari tipologie di impiego operativo. L'alimentazione comprende mangime secco nelle varietà di composizione maggiormente indicate in relazione alle condizioni soggettive (razza, età, sesso, specifica attività lavorativa, condizioni climatiche, ecc.) di ciascun cane e che viene integrata secondo 9ecessità e sotto il consueto controllo del Veterinario da alimenti sussidiari composti vitaminici. Ciascun conduttore cinofilo viene inoltre abilitato, nell'ambito del rispettivo corso di qualificazione, all'esecuzione delle operazioni di primo soccorso necessarie a limitare l'insorgere delle emergenze sanitarie più comunemente verificabili nel corso di operazioni di servizio. Inoltre tutti i cani cli Polizia sono regolarmente sottoposti a un rigido protocollo di profilassi contro le malattie infettive più comuni oltre alla quotidiana ispezione ad opera deJ conduttore. I cani sono oggetto di periodici e mirati trattamenti profilattici contro le parassitosi esterne e interne. La durata media della vita operativa del cane di polizia si aggira generalmente intorno agli otto-nove anni; al compimento dei dieci anni i cani, pur non manifestando evidenti anomalie, vengono precauzionalmente ritirati dal servizio attivo. Di conseguenza, i cani vengono riformati e ceduti in adozione ai conduttori assegnatari che ne facciano richiesta o , in via subordinata, a privati richiedenti o associazioni in possesso di rigorosi requisiti soggettivi e che siano in grado di fornire le più ampie garanzie di provvedere al migliore mantenimento degli animali. Da alcuni anni la Polizia di Stato, prima e unica amministrazione pubblica ad operare in tal senso, ha consentito una deroga al vigente regolamento interno per consentire ai conduttori di portare il cane assegnato con sé nel tempo libero, anche al di fuori dell'ordinaria attività di servizio. Inoltre, a riprova di quanto sia fondamentale e insostituibile questo aspetto affettivo, al termine del servizio i cani non vengono più, come nel passato, offerti all 'asta, ma ceduti gratuitamente al conduttore che vanta un vero e proprio diritto di prelazione nella cessione del cane dichiai·ato non più idoneo ai servizi.

o


LiNITÃ&#x20AC; CINOFILE DELLA M ARINA MILITARE ITALIANA

119


UNITÃ&#x20AC; CINOFILE DELL'AERONAUTICA

MILITARE ITALIANA

I

{

I


Binomio opero nte od Hero l


U NITÀ CINOFILE DELL'AERONAUTICA MILITARE ITALIANA

Il Centro Cinofili dell' Aeronautica Militare

I

1 Centro Cinofili dell ' Aeronautica Militare costituisce il "polo di riferimento" del la Forza Armata per tutte le questioni attinenti alla ci nofilia militare. I l Centro rende clisponib.ili le unità cinofile operative per .l'impiego nelle OFCN (Operazioni Fuori dai Confi ni Nazionali) e per le esigenze sul territorio nazionale. Si occupa della form azione degli operatori cinofili e dell' addestramento dei cani per la ricerca cli esplosivi (Explosive Detection Dog - EDD) a supporto delle unità Force Protection, sia in teITitorio nazionale che fuori dai confini nazionali, questo per dare risposta alla sempre più crescente domanda di sicurezza a protezione di obiettivi sensibili. In particolare si occupa dell ' organizzazione e della gestione dei corsi per Operatori Cinofili AM , dell'elaborazione della normativa tecnica e operativa , della selezione del personale da avviare ai corsi di specializzazione, dell 'acquisto dei cani, nonché della valutazione e della certificazione delle capacità operative di tutte le Unità Cinofile dell' AM. 11 Centro , inoltre, effettua attività di studio e sperimentazione per il costante aggiornamento dei programmi di insegnamento/addestramento e delle tecniche/tattiche d'impiego delle unità cinofile sia sul territorio nazionale sia nel contesto delle OFCN; provvede ad individuare i materiali più idonei al soddisfacimento delle diverse esigenze operative e al coordinamento deile attività a livello nazionale/internazionale che prevedono l' impiego delle unità cinofile dei RROO (Reparti Operativi).

123


I 24 ________,S""E."1--Z,::,A-"M..:.!!...!PE.:::..• .::cS,"'O""-RJA'-'--"'oE""LL"'-E-""U'-"N1T'À'-" -"C:!!.1N""o'-"nL"'-E.,,,oE,,,,LL"'-E.,_,fo""RZ"-'E'-'-A-"'RM'-"'A'-T""-E I,_,,.rA.,.,Ll'-" AN-"' 'E_ _ _ _ __

La Storia La nascita del Centro Cinofili dell ' AM s'inserisce nel contesto della complessiva rivisitazione dell'organizzazione "Force Protection" di Forza Armata, avviata nel 2003 e culminata nella costituzione della 1° Brigata Aerea Operazioni Speciali. Viene istituito sperimentalmente nel 2006 sulla base di un progetto del Comando Squadra Aerea, il Centro Cinofili dell'AM si è inizialmente occupato degli studi e dell.e sperimentazioni necessari a definire l'inserimento in FA di unità cinofile dedicate ad attività di Force Protection. In seguito a specifici accordi con l'Esercito Italiano,~ in particolare grazie ali.a coll.aborazione del Centro Militare Veterinario (CEMIVET), è stata avviata la formazione delle prime unità dell'Aeronautica che sono state diplomate nel giugno del 2006. Un secondo ed un terzo Corso , sempre presso il CEMIVET, venivano organizzati negli anni 2006 e 2007 mentre, contestualmente, il Centro Cinofili predisponeva le basi per consentire alla FA cli provvedere alla formazione delle proprie unità in completa autonomia. Nel novembre dello stesso anno, al termine di un ' intensa attività di studio, ricerche, sperimentazioni e coordinamento, il Centro Cinofili clava inizio al primo Corso Riqualifica Unità Cinofile dell.'AM (RUCAM) destinato a finalizzare alle specificità dell' AM le capacità operative conseguite in seno all'Esercito.


UNITÀ CINOFILE DtLL' AERO NA1.Il1CA MILITARE ITALIANA

Po inting

Considerati i buoni risultati raggiunti, nel 2008 veniva organizzato un secondo corso RUCAM, che tra l'altro determinava la maturazione delle esperienze necessarie affinché la FA potesse procedere in autonomia alla formazione delle unità cinofile neces.sarie alle proprie esigenze. Nel frattempo , nell'aprile del 2009 lo Stato Maggiore dell'Aeronautica disponeva l'impiego operativo delle unità cinofile in Afghanistan nel contesto dell'Operazione ISAF e, nel mese di gi ugno dello stesso anno, i primi binomi dell' Aeronautica venivano schierati presso la base di Herat nel sud ciel Paese. Nel mese di aprile del 2010, dopo la selezione degli uomini e degli animali, prendeva l'avvio il primo corso dell'Aeronautica Militare per Operatori Cinofili (1 ° C.A.M.O.C .) e pochi mesi dopo , il IO luglio del 20 IO, lo Stato Maggiore dell'Aeronautica sanciva la defi nitiva costituzione del Centro Cinofili, emanandone le prime Tabelle Ordinati ve Organiche e ponendolo alle dirette dipendenze del Comandante della l" Brigata Aerea Operazioni Speciali. Oggi il Centro dipende gerarchicamente dal 16° Stormo Protezione delle Forze di Martina Franca. Le unità cinofile, insieme ai Fucilieri clell' Aria, hanno maturato esperienza operativa sia nel teatro afghano sia in ambito nazionale, dove hanno svolto attività di sicurezza e difesa in occasione dei Grandi Eventi organizzati a partire dal 2007.

125


26

- - - - - - - ~S~E~IZ~A ~Mc=._PE~.~s~m~ru~A~D~EL~LE~U~N~IT~A~C~IN~Of~IL~ED~E~U~E~ro~~~E~A~™"-"!.!.~~E_ __ __ __

Le attività Il Centro, costituito a Grosseto nel 2006, ha coerentemente e correttamente interpretato l'accresciuta .richiesta di sicurezza da parte di molti Reparti della Forza Armata e, nel quadro dell'attuale sistema geo politico e delle minacce di possibili attacchi terroristici, si è posto al centro dell'attenzione con il lavoro di unità cinofile K9 anti esplosivo, diventando così polo di riferimento per professionalità e competenza in un settore sempre più delicato, vitale e strategico per l'Aeronautica Militare. Considerati un eccellente "moltiplicatore di forze", le unità cinofile vengono impiegate in moltissimi eventi nazionali di elevata visibilità e importanza e forniscono un essenziale contributo nelle missioni fuori dai confini nazionali, più delicate e complesse, svolte nell'ambito delle attività di sicurezza. La formazione delle unità cinofile K9, particolarmente importante e delicata, prevede un iter cli selezione dei candidati per l'acquisizione della qualifica di operatore cinofilo, una fase di tirocinio e un corso articolato in fasi e moduli addestrativi con esami a sbarramento della durata complessiva di undici mesi circa, che mutua dal percorso di addestramento descrittoCprecedentemente per quanto riguarda le Unità Cinofile dell'Esercito. Durante tutto il corso uomo e cane imparano a diventare unità coese, raggiungendo un livello di empatia straordinario che permette loro di capirsi con un semplice


UNITÀ CINOFILE DELL'AERONAUTICA MILITARE I TALIANA

sguardo. Recenti novità hanno interessato le selezioni per operatore cinofilo, permettendo la partecipazione alle selezioni di personale non in servizio permanente. Il Centro Cinofili, inoltre, provvede direttamente alla selezione e all'addestramento dei cani attraverso l'applicazione di una stretta selezione per la scelta della razza, del carattere e delle doti complessive dell'animale, necessarie al lavoro delicato di ricerca degli esplosivi. Attualmente le unità cinofile dell'Aeronautica Militare sono impiegate a supporto dell'Esercito Italiano presso la base di Mosul, Iraq, a difesa de]l'omonima Diga. Nel contesto della cooperazione internazionale, il Centro Cinofili nel 2015 e nel 2016 ha effettuato una attività di scambio di expertise (competenze) con Je unità cinofile degli Emirati Arabi Uniti, in merito alla protezione ,..~-egli aeroporti e a]le tecniche e tattiche ~ d'impiego degli assetti K9. ~\ Lo studio e la ricerca che il persanale del Centro Cinofili effettua in ambito cinofilo è in continua

1}

127


28

- --

- - -~S= [ l~Z=A~M ~P~[~- ~ ~o~ruA" -= DE~LL=E~U~N1=~~C =1N=O =F1=LE~D~EL~LE ~ F~o~~=E~A~~~A =T~ El=~=u~AN=E~ - - - - -

..

!

evoluzione e questo ha la finalità di studiare nuovi metodi addestrativi e tecniche d'impiego sempre più efficaci. Inoltre, in counter ied,3' il Centro coopera in stretta collaborazione con il Reparto Armamento del Centro Sperimentale Volo di Pratica dì Mare, al fine di studiare la composizione degli innumerevoli esplosivi .impiegati. ' Il Centro Cinofili è inserito all'interno del Comando delle Forze dì Supporto e Speciali, nell'ambito della 1° Brigata Aerea Operazioni Speciali. Dal 22 settembre 2014 il Reparto dipende gerarchicamente dal 16° Stormo il quale, oltre ai propri compiti d'istituto, rende disponibili i Fucilieri dell'Aria per la formazione di pacchetti cli expertise sicurezza per attività operative congiunte e nelle esercitazioni programmate del settore Forze di Supporto alle operazioni speciali. 3 1 lotta agli ordigni esplosivi improvvisati


UNITA CINOFILE DELL'AERONAUTICA M ILITARE I TALIANA

La formazione delle nuove Unità Cinofile E.DD La durata del corso è di circa dieci mesi ed è articolata in fas i e periodi: nella prima fase si propone l'obiettivo di iniziare a costruire il rapporto uomo-cane. In questa fase 1' addestramento è mirato a costituire il legame alla base del binomio, quindi la coesione fra conducente e cane. La seconda fase si propone l'obiettivo fin ale di creare l' unità cinofila impiegabile operativamente nella ricerca di sostanze esplosive . Abbiamo tre tipi di Moduli addestrativi : Modu lo Basico, Modulo Operativo, On the Job Traini ng . Nei moduli addestrativi si applicano i seguenti concetti metodologici: la costruzione e la gerarchizzazione del rapporto , l' attività improntata come un gioco, il rinforzo pos itivo e la punizione negativa, l'abbinamento con l'odore da ricercare e la successiva costruzione dell'attività operativa. Do-

129


30

- - --

-

~S=E~lZ=A~M~PE~.~~~o=ruA~DE=LL~E~U~N1r~A~C=1N=O~ F1L=E~DE=LL=E~Fo~~=E~A~™~A~T~E~lm=u~AN~E_ _ __ __

po ìl conseguimento della qualifica, l'unità deve costantemente lavonue per mantenere e migliorare la capacità attraverso specifici moduli addestrativi: - Attività fisica; - Addestramento al tiro reale; - Attività EDD; Addestramento congiunto con Fucilieri dell'Aria; - Addestramento congiunto con TEDD (acronimo che sta per "Improvised Explosive Device Disposal", cioè rimozione ordigni esplosivi improvvisati); - Addestramento all'elitrasporto.


U NITĂ&#x20AC; CINOFILE DELL'AERO NAUTICA MILITARE ITALIANA

Principali contributi forniti dalle UC cieli' Aeronautica - Operazioni Fuori dai Confini Nazionali (OFCN F.S .B. Forward Support Base), eseguite negli ultimi otto anni: Herat e Mosul; - Contributi in termini di sicurezza in occasione di eventi di particolare risalto mediatico; - AttivitĂ di cooperazione internazionale; - Esercitazione NATO/Interforze Supporto ai corsi SEFRI (modulo Sopravvivenza, Evasione, Fuga, Resistenza all'Intenogatorio); - Partecipazione a esercitazioni nazionali ed eventi addestrativi del comparto Operazioni Speciali.

131


UNITÃ&#x20AC; CINOFILE DELL'ARMA DEI CARABINIERI


Addestramento o l soccorso alpino


UNnA C1NOFIL[ D[LL' ARi,1A DEI CARABINIERI

1 Servizio Cinofili dell' Arma dei Carabinieri è stato istituito a titolo sperimentale nel 1950 presso la caserma Balclissera, attuale sede del Comando Legione Carabinieri Toscana, pe( l'addestramento di tre unità cinofile con cani di razza Pastore Tedesco da impiegare a supporto dell'Anna territoriale, nell'attività di polizia giudiziaria, ricerca e soccorso. Nel 195 1, a seguito di un fatto di cronaca noto ali' epoca e accaduto a Reggello - un prete aggredito e colpito da arma da fuoco da parte di alcuni malviventi - si decìse di impiegare e usare queste unità addestrate, le quali identificarono ben presto la traccia e permisero la cattura dei malviventi che furono rapidamente assicurati alla giustizia. Da parte della popolazione e delle Istituzioni la reazione all'episodio e alla sua soluzione fu chiara: diveniva necessario creare una unità cinofila permanente. Visto il successo delle prime operazioni portate a termine dalle unità cinofile, il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri decise di estendere la specializzazione a tutto il territorio nazionale e per questo, il 9 giugno 1956, è nato appunto il Centro Carabinieri Cinofili a Castello (Fi), con la finalità di provvedere alla formazione di unità cinofi le con cani di diverse razze: Pastori Tedeschi, Labrador e Bloodhound.

I

135


36 _ _ _ ___,S~E~IZ~A~M=..,PE~-~~~-o~ruA~ D~E~LL~E~UN~1T~A~C~,N~O~F1L~E~DE~LL~E~Fo~~~E~A~RMA=TE~l~~ ~L1~AN~'E_ __

_ __

Addes!ro mento su "muro"

Il Servizio Cinofili dell'Arma conta di: - un "Centro cinofili", con sede in Firenze, che ha compiti addestrati vi ed è posto alle dipendenze del Vice Comandante della Legione Carabinieri "Toscana"; ventidue nuclei cinofili distribuiti sul territorio nazionale e dipendenti dai reparti territoriali ove sono ubicati; - una squadra cinofili per il Nucleo Carabinieri di Castelporz.iano posto alle dipendenze del Repaito Carabinieri Presidenza della Repubblica; - unità presso la stazione Carabinieri Aeroporto MI-Linate e la Compagnia CC Aeroporti RM-Fiumicino, nonché unità presso taluni reparti del Comando Aeronautica Militare e del Comando Marina Militare . Come abbiamo già visto in precedenza, la domanda alla quale è importante rispondere, in relazione a.I buon esito dell'addestramento rispetto alle funzioni che il cane andrà a compiere, non è quella che si riferisce a come ottenere obbedienza a determinati comandi da parte del cane, ma piuttosto quella su quale sia la molla principale, la gratificazione necessaria, che permetta al cane di operare secondo lo scopo per il quale viene allenato. Anche


137

0

UNITA CINOFILE DELL ARMA DEI CARABINIERI

,,,.s,.1

FOGLIO MATRICOLARE

. . ...." ....... ...,.... ., ... 11

I,~'

-u. ....

,~ . .

,All,·, .,vwr- .., J/_.,.

'-""',,.,~

.••~ .,·

CG6

mJ

--

...

Cl,64

r..w

, ..... fl, "Si:fa!ò6cl0nt-, ...,,,,...,,,,;,..!Yi o/1/l ,l~ri,,t,, , E11~

Foglio motricolore fine a nni '70

qui il binomio conduttore-cane è inscindibile ed è la conditio sine qua non l' addestramento non andrà a buon fine. L'affiatamento e la comp.lementarietà fra i due componenti il binomio deve essere totale. E ' solo attraverso questo rapporto che il cane sarà motivato al lavoro, soprattutto in condizioni operative a volte molto impegnative e stressanti. Cani particolarmente dotati di istinto predatorio come i Labrador (istinto che si manifesta nei comportamenti ludici, cioè quello che viene comunemente definito gioco) , vengono gratificati alla fine delle loro ricerche olfattive con una esaltazione del gioco stesso, attraverso una ricompensa ludica , cioè la pallina o un manicotto da addentare che ha l'odore della sostanza che viene ricercata. Con cani piuttosto voraci potrà invece essere adottato il cibo come ricompensa. Ma la gratificazione più efficace è quella da pa1te del conduttore: una lode o un gesto fisico di affetto. Il cane viene valutato in base alle potenzialità che può offrire ai servizi nei quali viene impiegato. Non tutti i cani hanno le stesse c,U"atteristiche, sia soggettive che legate alla razza , come abbiamo precedentemente visto . E'


38 ______ ,S~E~IZ~A~ M.!.!!..!PE~. ~ST~o~ruA"--'<'DE~LL~.E~U~Nrr~A~C~1N~o~F1L~E~DE~LL~E~Fo~R~,E~A~M~1A~rr~ l~~~u~AN~E_ __

_

_

_

necessario quindi valutare prima di tutto gli istinti che dominano il carattere del cane, anche qui con una attenzione specifica riguardo sia alla razza che al soggetto in osservazione. In genere, il Pastore Tedesco è una razza molto duttile, sia per il livello cli aggressività che di vigilanza, quindi sono ottimamente impiegati in servizi di ordine pubblico , in servizi di utilità come la ricerca di sostanze stupefacenti, di esplosivi e ann i. Altre razze più propense al gioco, quello che tecnicamente viene de.finito quindi "istinto predatorio", come il Labrador, sono più adatte all'addestramento destinato alla ricerca di stupefacenti, mentre la razza Bloodhound, proprio per la sua propensione genetica a seguire le tracce umane - un vero e proprio "cacciatore di sangue"- viene impiegata nella ricerca di persone scomparse.' A,ttraverso un "testimone di odore", che può essere un oggetto appartenuto alla persona da ricercare oppure un capello - ma talvolta anche solo una impronta nel terreno - e un comando, i cani memorizzano l 'odore e partono in perlustrazione della zona, seguendo la traccia a terra (megaolfatto). Il binomio impegnato in attività di questo tipo può percorrere anche dieci chilometri: in questi casi la ricerca è organizzata per staffetta, che si darà il cambio per non affaticare l'unità di volta in volta impiegata. La fondamentale relazione empatica e cli fiducia fra i due componenti del binomio è particolarmente evidente in alcune situazioni estreme di ricerca e salvataggio, per esempio in caso di incendio in cui è necessario po1Te in


0

U NITÃ&#x20AC; UNORLE 0Cll ARMA Da UAASIMERI

Un Bloodhound, il "cacciatore di sangue"

139


40

- -- ------=S=E~ IZ=A~M-=--=PE=·=Sr~o~ruA:.:..= DE~LL~E=U~Nrr~A~C=,N= 'O=F'L=E=DE=LL=E~Fo=~~E~A~~~'A~T~ El~m~u~AN~E_ _ __ _ _

salvo vite umane. Se il cane non è stato addestrato ad affrontare un pericolo dì questo tipo non potrà sostenerlo in ambiente operativo. A questo addestramento si perviene non solo con l'allenamento attraverso il gioco (per esempio il salto attraverso barriere infuocate), ma soprattutto attraverso la coo nursery degli anni '60 struzione di un rapporto empatico cl i tìèlu_cia assoluta con il conduttore. Solo questo altissimo grado dì "fede" nel proprio conduttore permette al cane dì affrontare una paura così ancestrale come quella del fuoco o di controllare il proprio impulso aggressivo nei confronti, per esempio, di un malvivente che deve solo essere bloccato, ma non attaccato. Questi risultati sono la dimostrazione della professionalità dell'addestramento e del raggiungimento dì un legame, all'interno del binomio, che non è solo altamente collaborativo ma assolutamente affettivo. Presso il Centro si svolgono tutti i corsi dì formazione cinofila nei vari settori di impiego: antidroga, anti esplosivo , da ricerca di persona (in superficie e pistaggìo), da soccorso alpino, da ordine pubblico, da ricerca


0

U NrrA CiNOflLt DELL AllMA DEI CARABINIERI

141

molecolare - attività, questa, allo stato sperimentale, che viene svolta mediante ]' impiego di cani appartenenti alla razza Bloodhound - , in attività di soccorso in aree sensibili e in tutte quelle operazioni in cui tale intervento viene ritenuto di valido supporto. Al Centro vengono form ate anche unità cinofile per diverse Forze Armate e di Polizia, nazionali e straniere. Il cane viene valutato e selezionato in base alle potenzialità che può offrire per i risultati di servizio nei quali viene impiegato. Un altissimo livello di addestramento caratterizza l' impiego dei Carabinieri conduttori e dei cani, che in circa cinquant'anni di attività ha registrato innumerevoli e preziosi risultati nel campo della Polizia giudiziaria, accanto ai molti episodi di soccorso e di assistenza che hanno trovato risalto nella st,unpa nazionale . Unità cinofile speciali formano i Nuclei Carabinieri conduttori di cani antidroga e quelli destinati al soccorso alpino. In sintesi i compiti affidati alle Unità del Centro Carabinieri Cinofili: localizzare e seguire le tracce dei malviventi anche sul fiu to di oggetti o capi di vestiario; ispezionare boschi, località impervie e casolari isolati nel corso di battute e rastrellamenti; inseguire e bloccare soggetti in fuga; - cooperare alla sicurezza dei reparti dell 'Arma impegnati in particolari condizioni ambientali, nonché ai posti di blocco stradali, alla vigilanza degli Istituti di pena, a particolari servizi di scorta valori.

Binomio oddeslroto all'ovioloncio

F


42

- - -- -- ~S~E~l~Z~A~M~P~E~¡~sr~o~ruA~DE~L~LE~U~N~'~~ ¡ ~c~ ,N~ O~ flL;E~D~EL~LE~f~o~~~E~A~RMA=T~E~l~~L~IA~N=----E_ _ _ _ _ _

Box per il trasporto in Tea tri O perolivi

Le unitĂ cinofile, secondo le caratteristiche dei cani, sono impiegate in operazioni di polizia giudiziaria, al fine di: localizzare e seguire tracce di malviventi; segnalare la presenza di persone nascoste o di indiziati di reato; rintracciare oggetti e/o indumenti occultati; fornire indicazioni, sulla base di oggetti e/o indumenti rinvenuti sul luogo ove sia stato commesso un reato , circa l'eventuale partecipazione al fatto di persone sospette; localizzare esplosivi e armi occultati. Sono inoltre adoperate nei servizi preventivi per: segnalare la presenza cli persone nascoste; inseguire e bloccare soggetti in fuga; ispezionare boschi, zone impervie, casolari isolati, anfratti, grotte , etc ., nel corso di battute e rastrellamenti attuati per la cattura di latitanti; garantire la sicurezza di unitĂ che agiscono in particolari condizioni ambientali; azioni di supporto .


UNITÀ CiNOt-lLE DELL' ARJvlA DEI CARABINIERI

Vengono anche impiegate in operazioni di soccorso, per: - ricercare persone travolte da valanghe o da slavine; tale compito é affidato, in particolare, alle unità cinofile che operano a supporto del Centro Carabinieri Addestramento Alpino e presso alcune stazioni ove sono dislocate dette unità; - ricercare persone sepolte da macerie, in caso di pubbliche calamità (terremoti, esplosioni, etc ..). L'addestramento dei cani viene impartito e mantenuto senza so.luzione di continuità sino a quando, per raggiungimento di età o per problematiche mediche che ne limitino l'idoneità, i soggetti verranno trasferiti ad attività "di guardia" e, in seguito, cesseranno il servizio. A fine carriera restano per lo più con il conduttore che li ha cresciuti. Le condizioni ottimali di salute dei cani, oggetto cli costante accertamento sanitario, sono curate attraverso la più razionale alternanza del lavoro e del riposo, la minuziosa igiene del corpo e del ricovero e soprattutto attraverso l' attenzione alla loro alimentazione, rigorosamente dosata, a seconda che si tratti di cane di polizia o da guardia. Per quanto riguarda i mezzi utilizzati per trasportare le unità cinofile, occorre sottolineare che la prerogativa principale di questi è quella di garantire il benessere e l'efficienza delle unità durante tutti gli spostamenti per cui, nell'allestimento del veicolo, viene particolarmente curata la tipologia del materiale utilizzato affinché fornisca massimo comfort e sicurezza. Il cane deve poter viaggiare in un box temperato e asciutto a prescindere dalle situazioni meteorologiche esterne. L'attenzione e la cura posta in tal senso è necessaria perché i mezzi devono garantire interventi in rapidità e sicurezza sia in zone urbane che impervie e con ogni situazione esterna, avversa o meno.

143


Nello pagina a Fianco : ca ne da g uerra francese impiegalo nel trasporto di messaggi do uno staffetta in molociclello al quorlier generale


145 APPENDICE

Esercito Francese Nell'Esercito francese il settore cinofilo riveste grande importanza. L'addestramento viene condotto presso il CFC (Centro Formazione Cino.fila) de] 17° Gruppo di artiglieria, un reparto dell'esercito a vocazione interforze, posto sotto il comando delle CFT (Comando Forze Terrestri). Un altro importante reparto è il 132° Battaglione cinofilo dell'esercito, che concorre alleforce protection delle unità impiegate fuori del territorio nazionale. La componente cinofila delle operazioni speciali è posto sotto il controllo del Comando per le Operazioni Speciali, (Commendement des Operations Spéciales). Il Conducente cinofilo è un militare brevettato "commando" e i binomi sono integrati nei gruppi d'azione .speciale, in grado cli operare in ambiente ostile e in condizioni di isolamento. I cani delle Forze Speciali sono addestrati iJer l'aviolancio oltre alle varie forme di inserzionen, possono partecipare a operazioni anfibie e posseggono buona mobilità in montagna. I binomi sono impiegati inoltre a supportare missioni di ricognizione in ambiente ostile, come operazioni per la liberazione cli ostaggi e per operazione di acquisizione dei cosiddetti HVT (High Value Target). 32 L'infiltrazione è una tattica mili tare che consiste nell'introclL1zione di unità all'interno di un territorio controllato dal nemico allo scopo di effettuarvi operazioni m ilitari. L'infiltrazione rappresenta quindi "un mezzo" per creare il presupposto di poter eseguire "lo scopo" . Esistono svariate metodologie di infiltrazione così comi;\ sono varie le tipo logie di missione che s i possono compiere dietro le linee nemiche all' interno del)e zone occupate dall'avversario. Tale operazione eseguita dall'elicottero o dagli elicotteri verrebbe classificata come inserzione, particolarmente ne l caso di presa a terra all'interno di territorio controllato dall'av versario da parte di reparti numericamente esigui come generalmente sono quelli composti da operatori FS/ FOS


i6

-

- - --

-----'S""E.... .l = Z AM ~"'"' PE,=· -=ST =O=RI~ A= DE=LL= E~U~N1~rA~C= 1N=o~r1L=E=DE=LL=E~fo=RZ=E'-'-A-"-RN'""1' AT-=-E "" '""ITA-"'L"""'IAN'"'"'E' - - -- -- -

Unità cinofile inglesi in Afghanistan

Esercito Inglese L'organizzazione cinofila dell'Esercito inglese fonda la sua struttura sul Centro di eccellenza per la formazione dei binomi, l'Anima[ Defence Center e sul 1° Reggimento cinofilo, composto , da trecento milìtarì fra ufficiali, sottufficiali, truppa e da circa duecento cani. Il Centro è in grado di esprimere assetti cinofili utilizzabili come supporto alle unità operative nella lotta contro il terrorismo e nella ricerca IEDs. I binomi cinofili vengono impiegati soprattutto all'estero con il compito di verificare strade, edifici e veicoli, nonché svolgere operazioni per la sicurezza e vigilanza di istallazioni33 • I cani della UK SOFT (Special Operations Forces Team) sono stati impiegati soprattutto nell'ambito dell'operazione "lraqi Freedom" in Iraq e per i vari HVT ( High Value Target) presenti nello stesso teatro operativo. 33 caserme o edifici militari


APPENDICE

Addestramento presso il centro dell'eserc ito ted esco o Ulmen.

Esercito Tedesco Accanto alla organizzazione cinofila destinata alle operazioni convenzionali, l'Esercito tedesco ha sviluppato una componente destinata alle Operazioni Speciali, in grado di supportare i reparti posti alle dipendenze del Comando Operazioni Speciali, il KSK (Kommando SpezialkrÊifte). Nel 2008 si è avviato un progetto per la creazione di un distaccamento cinofilo per le Forze Speciali con sede a Calw. I binomi, addestrati anche all'aviolancio, vengono utilizzati per la ricerca e la cattura di soggetti ostili, per l'attività di irruzione all'interno di edifici occupati da soggetti ostili e per la ricerca di esplosivi, armi e munizioni.

147


18 - - - -- - =S=El~Z~A~M=P~E~-~Sr~o~ ruA~D~E=LL~t~U~N1~TA~C=•N=O=F1~LE~D~EL~LE~f~o~1tz~t~A~~~~A~n~l=~~u~AN=E~- _ _ __ _ _

Un Jagdko mmando a ustriaco che si lancia do

l 0 .000 p iedi con un cane

Esercito Austriaco Gli austriaci dispongono di una consolidata organizzazione cinofila, anche questa comprensiva di una componente dedicata alle esigenze delle Forze Speciali. Per la precisione i nuclei attivi e impiegati sono i·1Jagdkommando e l'unità FS del Bundesheer. Questi vengono impiegati con- funzioni di sensore in compiti di preaUertamento, per prevenire imboscate , per la ricerca e l'inseguimento di fuggitivi e per la ricerca di armi, munizioni ed esplosivi. La formazione delle Unità Cinofile viene effettuata presso il Militarhundezentrum come binomio dual purpose, cioè per la ricerca di esplosivi e per la difesa. Un ulteriore addestramento perviene alla formazione cli binomi per il pistaggio e per attività di antiterrorismo.

Nella pagina o fianco coni in serviz io presso i Novy SEALs. Uno dei membri dell'unità SEALs che rin lrocciò Osorna Bin Loden fu un belga /v'lcd inois di nome Cairo .


APPENDICE

Esercito USA Le Special Forces americane attribuiscono un ruolo fondamentale alle capacità di supporto del cane e investono su programmi di formazione definiti Multi Purpose, integrabili con assetti di Forze Speci::ùi. I binomi multipurpose devono essere in grado di bonificare un'area con attività di "scovo", segnalare presenza di armi ed esplosivi, indicare a distanza persone nascoste per prevenire imboscate, se- ..guire una pista da una traccia di una o più persone su diverse superfici . I cani multi purpose sono addestrati per potersi muovere in qualunque ambiente, sono abilitati all'aviolancio anche in alta quota: in questo caso al cane viene fornito un corpetto protettivo e un'apposita maschera di ossigeno. Operano normalmente con telecamere a infrarossi night sighP1 e vengono guidati con speciali sistemi di comunicazione a distanza. I cani dei Navy SEALs 35 per esempio sono di razza belga Malinois: la razza Malinois è simile al Pastore Tedesco, ma più piccola e leggera e sono quindi considerati migliori per il lancio in tandem con il paracadute e per le operazioni di discesa in corda doppia, tecniche spesso utilizzate dalle squadre SEALs. I cani SEALs sono equipaggiati anche di speciali apparecchiature chiamate "Storm K9", per la visione notturna con funzionalità ad infrarossi per consentire all'operatore collegato in remoto di identificare figure umane, anche attraverso il cemento, grazie al calore emesso. 34 vis ione notturna 35 acronimo per Sea Air and La11d

149


io _ _ _ _ _

__,See,:E:!...IZ,::,A :...:,M = .PE . ,,,.,. • .:=.ST,..,.o""ruA"--"'DE:,:,LL"'-E-""U'-"NIT !'-' A,_, C:::,. 1N :,:,: O ,._,,Fllc.e.. E-"!DE e,eLL"'E -'-'fo,c::RZ::::, E:...c A.!!: RNlA = T=El'-'!TA .!!eLl""'AN"" ' E_

_

_

_

_

_

Esercito Israeliano L'Unità Cinofila dell'Esercito israeliano, fondata nel 1939, è una delle unità più altamente specializzate e qualificate della IDF (Israel Defense Forces). La sede dell'unità è presso Modi ' in, vicino Tel Aviv, all'interno della base militare che ospita anche il Centro di formazione per tiratori scelti. La componente operativa si chiama Oketz36 ed è organizzata in modo che i binomi ottengano dall' addestramento un' elevatissima specializzazione: ricerca IEDs, PATROL EDD , rilevamento e attacco di elementi ostili durante il controllo del territorio, irruzione in interni in corso di operazioni Cani dello IDF in oddestra menlo di antiterrorismo. Durante queste operazioni i cani sono equipaggiati di una telecamera posta a Jivello del garrese, telecamera che permette una rapida verifica degli ambienti durante l'irruzione. Vengono inoltre impiegati per la ricerca e il soccorso di persone in caso di incidenti e calamità naturali. All'interno della base dell'Unità Oketz, a testimonianza del valore che gli israeliani attribuiscono al cane per la sicurezza del proprio Paese , è stato realizzato un cimitero per i cani militari deceduti in operazioni o in servizio. 36 in ebraico il significato è pungiglio11e

M ilìtari dell'unità O ketz


151


,2

SEI

ZAMPE. STORIA OE.l.l.t UNITA U NOFILE OELil FORZE ARMATE

ITALIANE

Soldato e eone con maschero ontigos


153 C ONCLUSIONI

I termine della stesura di questo libro mi sono accorta di aver speso davvero molte parole per ripercorrere COITettamente e in modo appassionato la storia di un rapporto così speciale come quello fra l' uomo e il cane ma, forse, non ne ho colto l'essenza più profonda. Affido quindi questo compito alle parole del Gen. Gian Franco Giannelli , che ci racconta brevemente quello che fin qui io ho solamente spiegato:

A

"Per chiudere: Fidere e fides sono due parole Latine (verbo e sostantivo) che non è neanche il caso di tradurre; da esse, in italiano, tante altre . Fede, fedele , fedeltà, fidanza, .fidato, fidente, fiducia , fiducioso e giù ancora tante altre, e poi colonne e colonne di vocabolario che vogliono spiegare e ricondurre ad un unico concetto . Un concetto asciutto di sicurezza, che sa di bucato, di cosa eh.e dura nel tempo. Ne è nato persino un nome emblematico anche troppo ovvio: FIDO. Questi pensieri credo possano fare degna corona -con le riflessioni che ne derivano-ad una storia giovane di settantotto anni fa. La storia di un cane e due carabinieri. IL GIORNALE del 19 ottobre 1992, fra le lettere al direttore ne presenta una scritta dal signor Alfredo Tonelli di Ovada (A L). "Tarda primavera del 1941, Elasson (Tessaglia) al termine della campagna di Grecia, alcuni carabinieri trovano ricovero per la notte in una scuola dirotta e abbandonata; uno si corica, gli altri fuori per servizio. Un rumore sveglia il dormiente ( cosa vuoi dormire quando il tuo materasso è una coperta da campo piegata in due?) è poco più cli un fruscio che suscita allarme e, quindi, timore perché rivela l'avvicinarsi di un grosso cane, incurante delle grida


SEI ZAMPE. STORIA DELLE UNITÀ CINOFILE DELLE FORZE ARMATE ITALIANE

di chi tenta di scacciarlo. Ma agita la coda, e quando un cane agita la coda ha già aperto un dialogo mimico che esige sempre e solamente risposta positiva. Come andrà a finire, se non con il cane acciambellato accanto all'uomo e la coda a protezione del naso! E quando più tardi entra un altro carabiniere per il proprio turno di riposo, il cane - oram.a i padrone del luogo e della situazione- sente il dovere di dimostrarsi guardiano contro quello che, per lui, è un intruso. Il Tonelli lo j1·ena e lo tranquillizza, quindi i tre - il cane e i due carabinieri- si sistemano vicini per il resto della notte scambiandosi .fiati, calore, sicurezza. Quel cane non avrà scaldato solamente membra giovani anche se grippate da stanchezza e freddo, m.a anche due cuori, due memorie, due fantasie . E lafantasia, si sa, va sempre lontano, specie se la durezza del giaciglio fa tardare il sonno e fa pensare a casa. Le case, è risaputo, sono fatte dì mattoni e tegole, ma non tutti sempre pensano che sono fatte di quel che c'è dentro: amore, ansie e felicità, ricordi e speranze . Quei due carabinieri, simbolo di fedeltà alla bandiera e dì un giuramento fatto carne, da un cane che non poteva capire il loro linguaggio perché aveva studiato solo il greco hanno avuto in terra straniera tutto quello che il cane dà sempre all'uomo: sé stesso ." 37

~i.WC

..__,d;t,..~

,t' .

~ ..., '. ~~..:

larga commemorativa per il cane Jimmy, d eceduto dopo o ltre dieci anni di servizio, a causa d i un malore, in Libano

37 G.F. GIANNELLI "Cani e Soldati" Ed. Cinque 1998


155 BIBLIOGRAFIA

G. F. GIA1\1NELLI "Cani e Soldati" Edizioni Cinque 1998 M. SAPORITI "Gli animali e la guerra" SMD- Ufficio storico 2010 R. TODERO "Cani e soldati nella Prima Guerra Mondiale" Gaspari Editore 201 1 F. CAPPELLANO "L 'impiego dei cani nella Grande Guerra" SMD- Ufficio storico 20 10? U. GAETA "Le capacità cinofile dell'Esercito italiano" Rivista Militare 11°3 2015 U. GAETA " Le capacità cinofile dell 'Esercito italiano: prospeuive di sviluppo in un'0 11 ica inte1forze" Rivista mil itare n°6 20 l 5 A. MARCHJSIO "Atti Ili Convegno Nazionale di Storia della Medicina Veterinaria" Grosseto 2000 A. MARCHISIO "Atti V Convegno Nazionale di Storia della Medicina vetrinaria"2007

E.EI.BESFELDT "/ fondamenti dell'etologia" Adelphi 1995 M.V.FOX "Behavior of Wolves, Dogs and related Canids" 1-larber and Row 1971 J. CLUTTON-BROCK "Origins of the dog: domestication a11d early history" Cambridge University Press 1995 J. CLUTTON-BROCK "A natural history of domesticated mammals" Cambridge University Press 1999 R. COPPINGER, L.COPPINGER " Dogs: a startling new understanding of canine origin, behavior and evolution" The University of Chicago Press 200 l S. COREN "Capire il linguaggio dei cani" Franco Muzzio Editore 2003 P.C. LEE "Socia! structure and evolution" Cambridge University Press 1994 A. MIKLOS1 "A simply reasonfor a big dijf'f!rence: wolves don't look back a, humans but dogs do" Current Biology n°13 2003 G.NOBIS "The oldest domestic dog lived 14,000 years ago" Umshau n°7 1979 K.L.OVERALL "La clinica comportamentale del cane e del gatto" CG Edizioni Medico Scientifiche 200 I J.M. PACKARD "Wolf behavior: reproductive, social a,ul intelligent" The University of Chicago Press 2003 O.R .PETERSON, A.K.JACOBS, T.D. DRUMMER "Leadership behavior in relation to clominance and reproductive status in grey wolves" Canadian Jour-

nal of Zoology 2002


i6 ________,S~E~IZ~A~M=..,PE~·~Sr~O~R1Ac.:..=DE~LL~E~U~Nrr~A~C~1N~O~F1L~E~DE~LL~E~fo~RZ~E~A~RJ1,~\A~n~ l~~~Ll~AN~E_ __

_ __

J .TOPAL, A.MIKLOSI, V. CSANYI "Dog-human relationship af/ects problem. solving ability in the dog" Anthrozoos n° 1O 1997 J.TOPAL, A.MIKLOSI "Attachment behavior in dogs ( Canis familiaris ): a new application of Ainsworth '.ç strange situation test" Journal of Comparative Psychology n°112 1998 C.AGUGGHINI, V.BEGHELLI et AA.VV " Fisiologia degli animali domestici con elementi di etologia" UTET R.NICKEL, A.SCHUMMER "Trattato di anatomia degli animali domestici IV" Casa Editrice Ambrosiana, Milano

K. RAMIREZ "Animai training, successful animai management trough positive reinforcement" J .G .Shedd Aquarium 1999 P.F. GASPARETTO "Il mio cane" Edizioni PIEMME 2004 K . LORENZ "L'anello di Re Salomone" Adelphi XIX edizione 2003 A . MIKLOSI, K. SOPROI\11 "A comparative analysis of animals' understanding of the human pointing gesture" Animai Cognition 11°9 2006 B. OSTHAUS , S. LEA" Training influe nee problem solving abilities in dogs" BSAS conference 2003 H.G.PARKER et AA.VV. "Gene tic structure of the pure bred dome stie dog" Science 11°304 2004 K.RIEDEL, J.SCHUMANN et AA .VY. "The early onthogeny of human-dog communication" Animai behavior n°75 2008 N .R. DOREY et AA.VV. "When do the domestic dogs (Can.is familiaris) start to understanding human pointing? the role of onthogeny in the development of interspecies communication" Anima! Behavior 11° 79 2010 M. GACSI et AA.VV. "Effects of selection for cooperation and attention in dogs" B.B.F. 2009 B . HARE ET AA.VV. "The domestication of socia! cognition in dogs" Science n° 298 2002


157 RINGRAZIAMENTI

Q

uando si giunge al termine della scrittura cli un libro e ci si volge a guardare indietro, ci si accorge del contributo dato eia molte persone, alle quali desidero esprimere qui la mia gratitudine.

Il primo ringraziamento va al Comandante cli SanitĂ e Veterinaria, Maggior Generale Antonio Battistini , al Comandante del Cemivet col. Simone Siena ed al Vicecomandante Col. Mario Pietro Marchisio che hanno dimostrato grande entusiasmo e interesse verso questo lavoro. Un ringraziamento speciale al Ten. Col. Gabriele Bosi , Comandante del Gruppo Cinofilo. Si ringrazia il Ten. Col. Roberto Villani , Comandante del Centro Cinofili dell'Aeronautica Militare. Un ringraziamento sentito va all ' Ufficio storico di SMD , al Capo Ufficio C.V. Michele Spezzano e al C.F. Fabio Serra e al dott. Piero Crociani per il prezioso supporto. Un meritato ringraziamento anche ad Antonio Nacca per il suo supporto tecnico . Esprimo la mia gratitudin al Col. Filippo Cappellano (Uffic io Storico di SME), ai C.F. Leonardo Merlini e Claudio Rizza (Ufficio Storico di SMM), al Col. Gerardo Cervone (Ufficio Storico di SMA) ed al Ten. Col Flavio Carbone (Ufficio Storico del Comando Generale dei Carabinieri) per la documentazione fornita. Un ringraziamento speciale e tutta la mia riconoscenza va al Ten . Col. Gianluca Ficano, che ha percorso con me la strada verso la stesura di questo testo , fornen domi la possibilitĂ di accedere alla documentazione necessaria, dandomi validissimo e insostitu ibile ausilio e infine editando il mio testo e collaborando alla ricerca storica e bibliografica.


''


159 INDICE

pag.

7

Un legame antico

"

9

I cani e la guerra

"

39

Unità cinofila dell'Esercito Italiano

"

69

Unità Cinofi la della Marina Militare Italiana

"

103

Unità Cinofila dell'Aeronautica Militare Italiana

"

121

Unità Cinofila dell'Arma dei Carabinieri

"

133

Esercito Francese

"

145

Esercito Inglese

"

146

Esercito Tedesco

"

147

Esercito Austriaco

"

148

Esercito USA

"

149

Esercito Israeliano

"

150

Conclusioni

"

153

Bibliografia

"

155

Ringraziamenti

"

157

Presentazione

Appendice


Stampa: NADIR Mrn1,, info@nadirmedia.it


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook