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SPORT E ADDESTRAMENTO

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CoOl-dinamento editoriale: Luigino Cerbo Revisione dei lesti: Annarita Laurenzi Grafica: Claudio Angelini

l~ l Direttore Responsabile M arco Ciampini Š

2010

ProprietĂ letteraria artistica e scientifica riservata

Stampa e allestimento: Grafica Pontina


Indice

Presentazione ......................................................................................... 1

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Esercito e Sport ...................................................................................... 2

l Campionati Sciistici delle Truppe Alpine (Ca.STA): una nicchia d'eccellenza a livello internazionale ....................................................... 26

Intervista al Generale di Corpo d'Armata Armando Novelli, Comandante delle Forze Operative Terrestri ......................................... 28

Intervista al Colonnello Paolo Pavano, responsabile delle attivitĂ sportive dello Stato Maggiore dell'Esercito ............................................. 3 7


Presentazione La pubblicazione del fascicolo speciale «Sport e Addestramento» risponde all'intento di diffondere un chiaro messaggio circa l 'attenzione che l'Esercito riserva alla pratica sportiva, da sempre componente essenziale della disciplina e della preparazione del militare. Le capacità di forza e resistenza fisica del «soldato» rivestono ancora oggi un ruolo di primo piano per l'assolvimento dei compiti affidati alle Forze Armate. Lo sport, infatti, rappresenta lo strumento più efficace per il raggiungimento di quell'equilibrio psico-fisico che è sicuro fattore di successo per chi, come il militare, deve affrontare impegnative fasi di formazione culturale e professionale ed è chiamato poi ad operare al limite delle proprie capacità ed in situazioni di alto rischio. L'attività sportiva nelle Forze Armate risponde, dunque, alla necessità di conseguire precisi obiettivi, che impongono la realizzazione delle più sicure condizioni di impiego del soldato, anche attraverso l'esaltazione delle sue qualità psico-fisiche. l Comandanti di ogni tempo hanno ricercato la più spinta applicazione di questo concetto, guardando al militare ed allo sport come a due realtà armonicamente integrate. Il Generale La Marmora, ad esempio, non si stancava di ripetere ai suoi Bersaglieri «ginnastica fino alla frenesia». L'abitudine alla disciplina e al rigore, la cura del corpo e la conoscenza delle proprie potenzialità, il miglioramento delle capacità re/azionali con i compagni e gli avversari, pur nel gioco, sono istanze educative comuni sia all'atleta che al soldato. Lo sport diviene così strumento di un'autentica introspezione spirituale e primo passo per il proficuo e puntuale autocontrollo del singolo. In sintesi, l'attività sportiva riveste certamente un'importante funzione pedagogica, idonea a travasare nei giovani la capacità di gestire al meglio le proprie potenzialità e ad insegnare loro a «perdere senza considerarsi perdenti» o a <(Vincere senza cadere in esaltazioni illusorie», secondo canoni formativi cui ogni buon educatore fa riferimento. Infine, nonostante la sempre più spinta sofisticazione tecnologica raggiunta dagli esercì. ti moderni, sono fermamente convinto che la centralità dell'uomo si conferma quale vero «motore» dello strumento militare. In quest'ottica, assume particolare rilevanza la preparazione fisica, che resta senza dubbio uno dei fattori più importanti per il conseguimento dei più alti livelli di efficienza e sicurezza del singolo e dell'intera Forza Armata.

IL SOTTOCAPO DI SM DELL'ESERCITO (Gen. C.A. Carlo Gibellina)


L'eserc izio de lla «professione militare» richiede qualità psico- fisiche che, unitamente alle conoscenze professionali, possano conse ntire al personale, a tutti i livelli, di esprimere le capac ità operative necessarie per assolvere i pecul iari compiti affidati alle Forze Armate anche in condizioni estreme. L'educazione fisica rappresenta un indispe nsabil e strumento nell'addestramento del soldato per elevarne le doti di resisten za, forza e velocità in relazione alle moderne esigenze operative ed all'impiego di nuove arm i ed equipaggiamenti. Il combattente deve essere in grado di muoversi, soprawivere e combattere nelle più disparate condiz ioni di impiego. Con il sovraccari co dell'equipaggiamento, in situazione di avverse condizioni meteo, nello sbarco da un mezzo o nel superamento di un ostaco lo. Tale situazione è spesso aggravata dall'impiego in condizioni psicofis iche di elevato «Stress». Prestanza fisica del soldato ed arte militare si sono dimostrate indissolubi lmente legate, tanto che lo studio delle procedure tecnicotattiche e di t utti i problemi ad esse inerent i è subordinato ad un condizionamento fisico di base che nessun mezzo, anche il più sofisticato può sostituire. L'addestramento dovrà assicurare lo sviluppo armonico d i queste ed altre caratteristiche, giacché dall'equilibrio di tali componenti scaturisce il soggetto adatto agli impieghi nei modern i scenari. Resistenza, forza e velocità rappresentano, quindi, le qualità fisiche di base che un

add estrame nto mirato dovrà · porre come obiettivo di mig lioramento. Il programma di allenamento dovrà quindi tener conto dello specifico impiego del personale per creare la gi usta miscela di quantità ed intensità dell'esercizio, tale da poter incrementare tutte e tre le qualità andando ad intervenire in maniera mirata per enfatizzarne una o più a seconda della specifica esigenza. Non è infatti ipotizzabile l'impiego di personale in possesso di elevate capacità nel trasportare pesi rilevanti, ma con scarse doti di endurance o, viceversa un combattente dalle spiccate doti di resistenza, ma che mal sopporta il sovraccarico dell'arma o dell'equipaggiamento. Pertanto, i mezzi da impiegare per il miglio ramento di dette qualità devono essere diversificati e non prevedere il solo permanere negl i spazi chiusi di una palestra o di una piscina, oppure, di contro, dedicarsi esclusivamente a jogging o bicicletta. Con il soldato professionista si è aperta una pagina nuova nell'ambito dello sport militare. In maniera più convinta, l'organizzazione ha investito sullo sport come risorsa per garantire la piena efficienza del personale. Ancora più che nel passato, si va consoli dando da un lato la convinzione che dall'attività fisica giungano stimoli in grado di rin saldare lo spirito di corpo, stimolare il carattere, l'autodisciplina e lo spirito di sacrificio; dall 'altro la conferma che l'attività fisica concorra a garantire l'efficienza psico- motoria necessaria al corretto e sicu ro svolgimento di attività addestrative ed


operative sempre più compresse ed impegnative. Per restare in te ma di muta menti, non si possono certo ignorare quelli che sono parallelamen te avvenuti nel sis tema sportivo italiano. Accanto ad elementi indub biamente positivi legati al cambiamento, il settore ha dovuto affrontare il progress ivo e preoccupante indeboli ment o della prioritaria funzio ne educativa e sociale dello sport a fro nte dell 'abnorme sviluppo della sua dimensione economica ed impre nditoriale. L'Esercito può essere una ri sorsa importante nel support are la f un zione educativa de ll o sport re ndendo dispon ibili le prop rie capacità e potenzialità e, non ultimo, il proprio sistema di va lori, Acq ui sisce, così, un ulteriore cre dito per rappresenta re e ottenere r isposte per le nuove esigenze di formazione sportiva per il personale militare. La svolta prof essional e ha in fatti avuto , tra le altre conseguenze, anche quella di radicare il soldato al la realtà sociale in cui opera, eliminando il senso di «provvisorietà» che nel passat o aveva caratt erizzato il soldato di leva. Il giovane volontario profe ssionista vuole oggi essere in serit o con com pletezza nel la rea ltà locale ch e lo ospita e da essa si attend e anche rispo ste mirat e ai diversi bisogni che definis con o la qualità della vita, non ultimo l'attivit à sportiva. Campionati Europei 2009 in Croazia.

Squadra femminile di atletica leggera vincitrice del Trofeo «Top Challenge».

Bisogno che viene confermato dal progressivo e rapido incremento dell'attività sportiva tra i militari. Con semp re maggiore frequenza , infatti, ved iamo soldati dell'Esercito impegnati in associazi oni sportive dilettantistiche come atleti dilettanti o tecn ici sportivi, specialmente nel sett ore giovanile. Tale «bisogno di sport» deve però trovare nell'Istituzione militare e nell'Organizzazione sportiva nazionale due forti elementi propulsivi. L'Esercito sta facendo la sua parte: ricerca aperture e contatti con tutti i soggetti impegnati nel settore, piccoli e grandi, primi fra tutti le Federazioni sportive e le società civili. Questa continua ricerca di sinergie ha come motivo principale quello di vole r rendere sempre più agevole ed efficace la pratica sportiva. Anche nei riguardi dello sport d'eccellenza, in parte legato agli aspetti spettacolari e comunicativi , l'Esercito ha tutti i numeri per proporsi con un ruolo da protagonista. Con la fine della leva possiamo dire che ha avuto termine il lungo periodo durante il quale l' Esercito è stato temporaneo «custode» del patrimonio agoni stico nazionale. Si è aperta una nuova epoca: quella che vede la Forza Armata impegnata per divenire protagonista nel ristretto e difficile ambito dello sport d'eccellenza. Sul piano operativo tale volontà si


è concretizzata nel l'istituzione di una nuova figu ra professionale, quella dell'atleta militare al quale viene affidato il compito di rappresentare la Nazione e la Forza Armata nelle principali competizion i internazionali e che al termine della carriera agonistica lo vedrà artefice nella formazione del personale militare, in quanto diverrà un bacino privilegiato dove attingere per formare gli istruttori di educazione fisica da reimpiegare a seguito della sanzione di decadimento tecnico.

CENTRI SPORTIVI DELL'ESERC ITO Lo sport d'eccellenza nell'Esercito è prati cato in larga parte da militari di truppa e sottufficiali, con incarico di «atleta militare», che vengono reclutati annualmente con specifici bandi di concorso ad hoc (D.P.R. n. l l 3 del 19 aprile 2005). Ad oggi sono 240 unità distribuite, in base alla disciplina sportiva praticata, tra: · Centro Sportivo Olimpico dell'Esercito di Roma (sport olimpici); · Reparto Attività Sportive di Courmayeur (sport invernali); ·Centro Militare di Equitazione di Montelibretti (sport equestri); ·Sezione di Paracadutismo del Centro Addestramento Paracadutisti di Pisa; · 2" Rgt. Genio Pontieri di Piacenza (moto nautica); · Scuola di Cavalleria (Pentathlon Militare): competizioni del Consiglio Internazionale de llo Sport Militare (CISM). Tenuto conto delle peculiarità del settore e al fine di esercitare con maggiore efficacia e unicità di visione le problematiche afferenti allo sviluppo dello sport militare, è stato istituito un apposito collegamento tecn ico tra i centri e lo SME (Reparto Impiego delle Forze - Ufficio Addestramento). In tale contesto, il Capo Sez. Attività Sportiva ha assunto la presidenza dei centri sportivi che concorrono alla pre parazione degli atleti inseriti nei program mi olimpici.

La caserma «Perenni» di Courmayeur, sede del Reparto Attività Sportive.

CENTRO SPORTIVO OLIMPICO DELL'ESERCITO (CSOE) Nato ufficialmente nel 1997, ha origini molto più datate che risalgono, infatti, alla «l • Compagnia Speciale Bersaglieri Atleti » di Roma che prenderà poi la configurazione di «Battaglione Atleti», con il compito di inquadrare nel suo ambito tutti i militari con precedenti sportivi di livello nazionale e internazionale dell'Esercito, compresi quelli dei reparti atleti al momento ancora in vita nelle sedi di Napoli e Bologna (Il e 111 Compagnia Speciale Bersaglieri Atleti). Un Centro che, oltre ad assolvere le funzioni conferite al battaglione atleti, .doveva svolgere anche i compiti didattici-formativi della storica SMEF di Orvieto. Il l O luglio 2000, il battaglione atleti veniva trasformato in Centro di Addestramento Ginnico- Sportivo dell'Esercito (CAGSE) e successivamente, nel 2007, a seguito della riorganizzazione del comparto sportivo dell'Esercito assumeva la nuova denominazione di Centro Sportivo Olimpico del l'Esercito. A far data dal 3 agosto 2009, con la riorganizzazione del comparto scolastico, il Centro è passato alle dipendenze del Reparto Impiego delle Forze dello SME. Ubicato nella Caserma «Silvano Abba» (città militare Cecchignola- Roma), è dotato di moderni e funzionali impianti sportivi.


Le discipline praticate sono principalmente quelle olimpiche: atletica leggera, nuoto, scherma, sport da combattimento, tiro a segno, tiro a volo, pentathlon moderno, cicli smo, ginnastica, triathlon, lotta, pugilato, pesistica e orienteering. Ad oggi il Centro può vantare circa 140 atleti, dei quali molti inseriti in squadre nazionali. Attività agonistica A seguito della politica di reclutamento degli atleti di eccellenza, iniziata nel 2005, il Centro ha effettuato l'atteso salto di qualità, ponendosi allo stesso livello delle altre Forze Armate / Corpi Armati dello Stato. Infatti, le stagioni agonistiche 2006 / 2008 e il primo semestre 2009 sono stati un crescendo di risultati di assoluto rilievo in ambito nazionale ed internazionale. In particolare: · nel 2006 sono stati vinti: 28 Campionati Italiani Assoluti nelle discipline dell'atletica leggera (n. 9), del nuoto (n. 3), del judo (n. l ), del karate (n. l), del taekwondo (n. 8), del pugilato (n. 3), tiro a segno (n. 2) e nel sollevamento pesi (n. l). In particolare, ha visto laurearsi Campioni del Mondo il Caporale VFPl Luigi Busà nel karate, il Caporale VFP4 Alessia Pieretti nel pentathlon moderno; sono stati conseguiti tre record nazionali : primato italiano nella 4x800 m con il Caporale VFB Elisa Cusma, il Caporale VFP4 Loredana Di Grazia, il Caporale VFB Alexia Oberstolz e il Caporale

VFP4 Sara Palmas, primato italiano nel tiro a segno carabina l O m con il Caporal Maggiore VFB Diego Cacciapuoti, primato italiano nel decathlon con il Caporal Maggiore VFB Silvia Mazzilli. Inoltre, la Sezione Pugilato del Centro Sportivo Esercito è stata insignita della Stel la di Bronzo al Merito Sportivo dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C. O.N.I.). · nel 2007 sono stati vinti: 46 Campionati Italiani Assoluti nelle discipline dell'atletica leggera (n. 13), del nuoto / tuffi (n. 7), del judo (n. l), del karate (n. 2), della lotta (n. 4), del taekwondo (n. 6), del pentathlon moderno (n. 2), della scherma (n . l), del pugilato (n. 3), tiro a segno (n. 3), nel tiro a volo (n. 3) e nella gin nastica (n. l). In parti colare, ha visto laurearsi Campione del Mondo il Caporal Maggiore VFP4 Arianna Peri Ili nel tiro a volo (fossa olimpica a squadre). Sono stati conseguiti 3 record nazionali : nel tiro a volo con il Caporale VFP4 Diana Bacosi, nell'atletica leggera con il Caporale VFP4 Elena Romagnolo (3000 siepi), nel tiro a segno con il Caporale VFP4 Federica Grassi (arma libera 3 posizioni). · nel 2008 sono stati vinti: 43 Campionati Italiani Assoluti nelle discipline dell'atletica leggera (n. 15), del nuoto / tuffi (n. 9), del judo (n. 2), del karate (n. l), della lotta (n. 2), del taekwondo (n. 6), del pentathlon Il Centro Sportivo Olimpico dell'Esercito di Roma Cecchignola.

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moderno (n. l ), del sollevamento pesi (n. 2), del pugilato (n. 3), tiro a segno (n. l), nel tiro a volo (n. 3) e nella ginnastica (n.l ). In particolare, ha visto laurearsi Campione Europeo nella 25 Km di fondo il l o Caporal Maggiore VS P Valeria Cleri nel nuoto/ fondo (2 5 km) e vincere nello stesso anno la l O Km nella Coppa del Mondo. Sono stati conseguiti l record europeo nel nuoto con il Caporale VFP4 Flavia Zoccari (4x200 m stile libero) e 7 record nazionali: nel tiro a segno con il l o Caporal Maggiore VFB Barbara Alviti (carabina a 300 m) e con il CaporalMaggiore VFP4 Niccolò Campriani (carabina a l O m), nell'atletica leggera con il l o CaporalMaggiore VFB Eli sa Cusm a (800 m), con il Caporal Maggiore VFP4 Anita Pistone (4xl 00 m) e il Caporal Maggiore VFP4 Elena Romagnolo (3000 siepi), nel Sollevamento pesi con il Caporale VFP4 Vito Dellino (categoria 56 kg) e nel nuoto con il l o Caporal Maggiore VFB Paolo Villa (4xl 00 m misti). Esaltante è stata la conquista, per la prima volta, del Trofeo «Top Challenge» da parte della rappresentativa femminile di atlet ica leggera che con questo risultato parteciperà alla coppa campioni del 2009. · Nel l o semestre 2009 la stag ione si è aperta sotto i migliori auspici confermando la Elisa Cusma, specialista del mezzofondo.

Valeria Cleri, campione del monda· 2009 - 25 km fondo.

cre scita in termini di risultati e la partecipazione di numerosi atleti dell'Esercito agli eventi agonistici con la rappresentativa nazionale. In particolare, negli importanti appuntamenti a livello internazionale ha ottenuto i seguenti risultati : · Campionati Europei a Squadre di atletica leggera (Portogallo- Leira): medaglia d'argento con il Caporale VFP4 Marta Milani e il Caporale Anita Pi stone nella staffetta 4x400 e 4xl 00 e medaglia di bronzo per il l o Caporal Maggiore VSP Elisa Cusma e il l o Caporal Maggiore VFB Daniele Meucci nella corsa piana l 500 m e 3000 m; ·Campionati Europei di tiro a segno: medaglia di argento e di bronzo per il Sergente Maggiore Giuseppe Giordano nella specialità pistola m 50 (a livello squadra) e il l " Caporal Maggiore Riccardo Mazzetti nella prova della Pi st ola Automatica (PA); ·Campionati europei di tuffi (Torino): medaglia d'oro per il Caporal Maggiore VFP4 Francesca Dallapè nella specialità sincro 3 m; · Campionati mondiali di nuoto (Roma): una medaglia d'oro e una di bronzo conqui state dal l o Caporal Maggiore VSP Vale rio Cleri e dal Caporale VFP4 Martina Grimaldi nella specialità fondo Km 25 e Km l O e una medaglia d'argento al Caporal Maggiore VFP4 Francesca Dallapè nella specialità sincro 3 m;


·Campionati mondiali universitari (Pe chino) ; due medaglie d'oro nella specialità Cl O e Cl O a squadre per il 1· Caporal Maggiore VFP4 Nicolò Campriani. IL CSOE ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 L'evento di altissimo livello internazionale che ha caratterizzato l'attività sportiva del 2008 è stato la XXIX edizione dei Giochi Olimpici estivi Pechino 2008, svoltasi nel mese di agosto, alla quale l'Esercito ha partecipato con una rappresentativa di 20 atleti (appartenenti a l O discipline), facendo registrare un incremento notevole rispetto ai 2 partecipanti della Forza Armata alla prece dente edizione svoltasi ad Atene nel 2004. Tra i risultati conseguiti dai nostri atleti, risalta in maniera assoluta la medaglia d'argento conquistata dal Caporale VFP4 Mauro Sarmiento nel taekwondo (categoria 78 kg). Tale piazzamento è da considerarsi storico, in quanto è il primo conquistato dal Centro Sportivo Olimpico dell'Esercito da quando annovera tra le proprie fila personale atleta reclutato con specifici bandi di concorso. Inoltre, di prestigio sono da considerare i tre quarti posti conquistati dal: · Caporale VFP4 Veronica Calabrese nel taekwondo (categoria 59 Kg); · l o Caporal Maggiore VSP Vale rio Cleri nella l O km di nuoto di fondo (prima maratona olimpica della storia); · Caporale VFP4 Flavia Zoccari nella staffetta 4x200 m stile libero (con il conseguimento del record europeo di specialità). Infine, si evidenziano le prestazioni dei seguenti atleti che hanno conquistato la finale olimpica: · Caporal Maggiore VFP4 Elena Romagnolo, prima atleta nella storia dell'at letica leggera italiana a partecipare alla finale dei 3000

Campionati Italiani di mountain bike.

siepi classificandosi all' l l o posto e ottenendo il record nazionale della specialità (con il tempo di 9'27"48); · Caporal Maggiore VFP4 Frances ca Oallapè e Caporale VFP4 Noemi Batki nei tuffi (specialità t rampolino da 3 m sincro); · l o Caporal Maggiore VFB Filippo Campioli nel salto in alto; · Caporal Maggiore VFP4 Niccolò Campriani nel tiro a segno (specialità carabina a l O metri).

RISlJ LT ATI CONSEGliiTI DAGLI ATLETI DEL CENTRO $POR1iJ VO ESERCJTO ANNO 2008 COl\IPETIZIONE

\riocht < >lunptct Campilll1<1ti l\ fnnd tali Coppa dd i\ londo Camptonatt I::nropet

Totale gl' n~ ra le

MEDAG LIE D' ORO

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•

l\tlEDAGLIE DIBRONZO

TOTAL E MEDAGLIE


REPARTO ATTIVITÀ SPORTIVE DI COURMAYEUR La storia della Sezione Sport Inverna l i del Centro Sportivo dell'Esercito Italiano è strettamente legata a quella della Scuola Militare Centrale di Alpinismo, nata il 9 gennaio 1934 con i l compito d i preparare i Quadri destinati ad addestrare e guidare le Truppe Alpine. Nello stesso anno nasce il nucleo preolimpico, con l'incarico di preparare la rappresentativa italiana che parteciperà alla IV edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Garmisch ne l l 936. La clamoro sa v ittoria conseguita in quell'occasione dalla pattuglia italiana costituita dal Capitano Sil vestri , dal Sergente Perenni, dall'Alpino Scilligo e dall'Alpino Sertorelli suscita stupore ed entusiasmo. Nello stesso anno si costituisce il Nucleo Pattuglie Sci Veloci Alpine con sede a Breuil Cervinia. Il 22 agosto 1948 la Scuola Militare Centrale di Alpinismo è ricostituita con la nuova denominazio ne di Scuo la Militare Alpina ed i l 1· gennaio 1950 vede la luce a Courmayeur i l Nucleo Sci Agonismo. Il 1· feb braio 1960 quest'ultimo si scioglie per Campionati Italiani assoluti di scherma - Foligno.

Francesca Dallapè e Noemi Batki - tuffatrici (specialità trampolino da 3 m sincro). ·

dare origine al 1· Ploton e Speciale Atleti - Sezione Sci del Centro Sportivo Eserc ito. Dal 1961 al 1975 sono nume rosi i successi. Tra i tanti bisogna certamente ricordare quelli del Sergente Livio Stuffer e del Sergente Gianfranco Stella, protagonisti del fondo italiano. La stagione agonistica 1978 - 1979 porta alla ribalta internazionale il giovane Sergente d i Gressoney Leonardo Davi d , nel 1986 i Sergenti Pramotton e Tonazzi conquistano i primi due posti nello slalom gigante di Coppa del Mondo di Adelboden e nella stag ione successiva il Sergente Maggiore Pra motton vince lo slalom gigante del Sestriere e della Vàl Badia conferman dosi come uno dei più forti atleti italiani della specialità. Nella specialità dello sci nordico il giovane Sergente Marco Albarello, già brillantissimo protagoni sta della staffetta azzurra medaglia d'argento a Seefeld ne l 1985, nel 1987 conquista il titolo di Campione del Mondo nella l 5 Km di Obersdorf e da que l momento diventerà un indiscusso protagonista dello sport azzurro. Dal 1·gennaio 1993, con l'affiliazione alla F.I.S.G. (Federazione Italiana Sport Gh iacc io) assume la nuova denominazione di Centro Sportivo Esercito Se zio ne Sport l n ve rnal i.


L' organizzaz ione attuale Il Reparto Attività Sportive di Courmayeur (Caserma Perenn i) del Centro Addestramento Alpino di Aosta si basa essenzialmente su un Dipartimento agoni stico nell'ambito del quale opera la Sezione Sport Invernali, responsabile della preparazio ne degli atleti di tutte le specialità dello sci alpino e di fondo, dello slittino, del pattinaggio velocità pista lunga e corta (short track) , dello sky cross e skeleton, del biathlon, del winter triathlon, dello snow board, del salto e della combinata nordica. La Sezione Sci Alpinistica è responsabile della pianificazione, organizzazione e conduzione di tutti i corsi sciistici, alpinistici e di specializzazione in montagna a favore non solo delle Truppe alpine, ma anche di altre F.A .. Alle dipendenze di quest'ultima Sezione opera il Gruppo Militare di Alta Montagna, responsabile di tutte le attività alpinistiche di eccellenza. Il Gruppo, negli anni, ha realizzato numerose ed impegnative spedizioni alpinistiche internazionali che hanno contri buito in modo determinante ad aumentare la fama ed il prestigio del reparto negli ambienti della montagna e dello sport: 1973 Everest, 1991 Cotopaxi , 1993 Pick Nilkant, Huyana Potosi, Il Umani, 1994 Broad Peak, 1995 Gasherbrum , 1997 Mont S. Elia Alaska, 1998 Mera Peak e parete di Tang Nang, 2001 Daul aghiri, 2003 Annapurna, 2004 Everest, K2, 2005 Fitz Roy, 2007 Monte Vision Antartide e 2009 Mount Mc Kinley. Katia e Mara Zini, vincitrici della medaglia di bronzo alle Olimpiadi invernali Torino 2006 (short track).

Magda Genuin, atleta dello sci di fondo.

l successi sportivi Numerose e prestigiose le affermazioni degli atleti del Centro Sportivo Esercito nelle principali competizioni internazionali. Da ricordare quelle ai Giochi Olimpici Invernali di Albertville (1992), Lillehammer (1994) e Nagano (1998) dell'Aiutante Marco Albarello (l medaglia d'oro, l d'argento e 3 di bronzo nello sci nordico), la medaglia d 'argento del Sergente Gianfranco Martin nella gara di combinata alpina ad Albertville, i successi del Sergente Mirko Vuillermin (l medaglia d'oro e l d'argento nel pattinaggio - specialità short track) ai Giochi Olimpici Invernali di Lillehammer, il titolo mondiale conseguito nel 1995 dal Sergente Maggiore Patrick Favre nel biathlon sulla distanza dei 20 Km. Il Maresciallo Capo Anton Blasbichler conquista nello slittino su pista naturale 4 Coppe del Mondo ed il titolo mondiale nel 2005, mentre il Caporal Maggiore Patrick Gruber nello slittino su pista artificiale vince la Coppa del Mondo nel 2005 . La stagione agonistica 2006 della Sezione Sport Invernali del Centro Sportivo Esercito è stata caratterizzata dallo storico appuntamento sportivo rappresentato dalla


XX edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino. L'importantissimo evento ha caratterizzato tutta la preparazione e l'attività delle varie squadre nazionali nel le quali erano inseriti i nostri atleti e tecnici , peraltro impegnati sia nelle gare previste dai calendari internazionali di Coppa del Mondo, di Coppa Europa e nei Campionati Mondiali di alcune discipl ine. Otto tecnici e quattordici atleti presenti ai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 e la conquista di due medaglie di bronzo da parte del Caporal Maggiore Katia e del Caporal Maggiore Mara Zini sono il concreto risultato deg li sforzi prodotti negli ult imi anni , caratterizzati da un' illtensa attività sportiva ed organizzativa. l nostri tecnici hanno tutti ricoperto incarichi di primissimo piano e grande responsabilità all ' interno della Federazione Italiana Sport Invernali, contribuendo alle affermazioni della rappresentativa italiana in ambito internazionale. Nello stesso anno sono stati conqui stati i titoli mondiali nello sci alpinismo con i Caporal Maggiori Dennis Brunod e Manfred Rei chegger e il Caporale Gloriana Pellissier. La stagione 2007 - 2008 ha visto la Sezione Sport Invernali del Centro Sportivo Esercito vincere la graduatoria nazionale di merito della Federazione Italiana Sport Invernali, davanti ai principali Gruppi Sportivi Militari e Nazionali di Stato e a tutte le altre socie t à sportive che animano il mondo italiano degli sport invernali. Inoltre, 2 Coppe del Mondo Assolute nello sci alpinismo, l 5 podi in Coppa del Mondo nelle specialità di interesse , l Coppa Europa assoluta nello sci alpino in slalom gigante, 4 medaglie alle Universiadi di Torìno, 9 medaglie ai Campionati Europei in varie specialità, l 5 titoli italiani assolu ti e ben 3 5 medaglie nei vari campionati italiani sono i numeri che hanno confermato la validità delle scelte tecniche effettuate con i vari tecnici responsabil i di settore. Anche nella stagione 2008 - 2009 gli atleti dell'Esercito hanno confermato il ruo lo di pnm1ssimo piano in ambito nazio-

naie ed internazionale. Tra i protagonisti della Coppa del Mondo nello slalom speciale bisogna senz'altro ricordare il Caporal Maggiore Giuliano Razzoli, capace di ottenere due podi in Coppa del Mondo a Kranjka Gora (Siovenia) e Zagabria (Croazia), e il Caporal Maggiore Scelto Nicole Gius, con un podio in slalom speciale a Zagabri a, che hanno dimostrato di posse dere ampi margini di cresc ita tali da far pensare a un futuro pieno di affermazioni. Nello sci di fondo , il Caporal Maggiore Magda Genuin si è proposta come una delle migliori sprinter azzurre cogliendo ben 3 podi in Coppa del Mondo; .una ulteriore conferma è venuta dal Caporal Maggiore Capo Fabio Pasini che si è candidato tra i più fort i fondisti in prospettiva futura. Un altro risultato di rilievo è venuto dalla con quista della Coppa del Mondo di slittino su pista artificiale doppio da parte del Caporal Maggiore Scelto Patrick Gruber che in coppia con il Carabiniere Cristian Oberstolz forma uno degli equipaggi più forti al mondo, veri campioni di riferimento in questa disciplina tanto spettacolare ed avvincente. Nello sci alpinismo ancora una volta il Caporal Maggiore Capo Manfred Reichegger si conferma a livello mondiale con due primi posti in Coppa del Mondo e

Giuliano Razzoli, sciatore alpino specialista dello slalom speciale.


nella XVII edizione del Trofeo «Mezzalama» insieme al Caporal Maggiore Denis Trento e al Caporale Matteo Eydallin con quistano definitivamente il prestigioso e storico trofeo. Anche nel biathlon, disci plina tanto vicina alle tradizioni alpine, gli atleti hanno ben figurato nelle principali compe tizioni nazionali ed internazionali, dimostrando di poter raggiungere in prospetti va futura risultati di rilievo anche in cons iderazione della giovane età degli atleti. In conclusione, 3 Coppe del Mondo assolute (s littino - sci alpinismo - sci erba), 3 medaglie ai Campionati Mondiali, 5 medaglie ai Campionati Europei, 32 podi in gare di Coppa del Mondo con 14 vittorie, l O podi in gare di Coppa Europa, l 6 titoli italiani nelle varie specialità e ben 34 atleti che hanno rappresentato l'Italia ai Campionati Mondiali ed Europei pongono il Centro Sportivo dell'Esercito quale riferimento nel panorama sportivo nazionale.

La cavalla «Oriana», montata dal 1" Caporal Maggiore Filippo Martini di Cigala al Campionato del Mondo dei cavalli di 5 anni.

IL CENTRO MILITARE DI EQUITAZIONE Il Centro Militare di Equitazione è il Centro Sportivo di Forza Armata deputato alla pratica degli sport equestri. È ubicato nel comune di Montelibretti, 3 5 Km a nord della Capitale, e si estende per circa 540 ettari. Le principali infrastrutture di cui dispone sono la villa settecentesca di Montemaggiore, che ospita il Comando del Centro e la Caserma «Millevoi», sede della componente agonistica ed addestrativa. È, inoltre, dotato di impianti sportivi sia per il cross-country che per il salto ostacoli. Il Centro è depositario e custode delle tradizioni che storicamente hanno avvicinato il mondo militare a quello degli sport equestri. Le prime, ma anche le più presti -


giose affermazioni in campo internazionale sono, infatti, state conseguite da atleti in uniforme ed anche l'attuale denominazione è solo l'ultima di un costante processo di rinnovamento dello strumento militare dedicato al settore. Nel 1949 viene costituito a Montelibretti il Centro Preolimpico Ippico Militare (CEPI M), che nel l 969 assumerà la denominazione di Scuola Militare di Equitazione. Sono questi gli anni più floridi per il movimento equestre militare che vedrà propri rappre sentanti ricoprire le più alte cariche dirigenziali in seno alla Federazione Italiana Sport Equestri e riscuotere i successi più prestigiosi sui campi di gara di tutto il mondo. Nel 1993 si ricostituisce come Scuola di Cavalleria e nel 1998 viene denominato Raggruppamento Addestrativo R.S.T.A., aggiungendo alla componente equestre anche quella formativa e addestrativa rivolta ai Quadri e agli equipaggi che ope rano su veicoli ruotati e blindati in conte sti operativi.

La disciplina sportiva equestre del «completo».

L'organizzazione attuale Oggi il Centro è tornato a dedicarsi esclusivamente al settore equestre, nelle sue componenti formativa e agonistica. Opera, in sostanza, come una «filiera» nella quale i l cavallo nasce, viene alleva Il CaporalMaggiore Roberto Cristofoletti.

to, addestrato ed impiegato fino al termine della propria carriera. Parimenti viene formato il personale di settore che svolge sia l'attività di mantenimento e cura dei quadrupedi, sia quella a conno tazione agonistica. Per tali scopi il Centro è articolato in un Comando, un Reparto Agonistico Addestrativo e una componente logi stica. Nello specifico troviamo un nucleo all evatoriale sperimentale d'eccellenza, ideato per la produz ione di soggetti a spiccate caratteristiche sportive. Tale entità integra l'allevamento del cavallo «sella i tal i ano», condotto presso i l Centro Militare Veterinario di Grosseto, deputato all'alimentazione del Centro. La sezione puledri cura l'ammansimento, la doma e l'inserimento dei quadrupedi nel circuito di valorizzazione cavalli giovani, promosso dalla Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) e dall'Unione Nazionale Incremento Razze Equine (UNIRE). È il momento, questo, in cui i soggetti vengono vagliati per il successi vo avviamento alla pratica sportiva o destinati ad altre funzioni in relazione alle proprie qualità e attitudini. Il Centro, infatti, è responsabile anche dell'alimen tazion e di cavalli per l'intera organizz azione equestre di Forza Armata che, in


maniera capillare, è presente sul territorio nazionale tramite i Centri Ippici M i l i t ari. L'individuazione delle caratteristiche dei cava lli consente di inserirli nella compo nente formativa, rappresentata dalla sezione corsi, e nella componente agonistica afferente alle sezioni completo e salto ostacoli per la partecipazione ad eventi sportivi di livello nazionale ed internazionale. Per quanto attiene al personale, il Centro svolge la sua funzione formativa attraverso l'organizzazione di corsi di abilitazione e perfezionamento per cavai ieri ed operatori di settore, anche in ambito federale attraverso opportuni accordi. La funzione agonistica, storicamente demandata ad Ufficiali e Sottufficiali, da qualche anno è affidata anche a volontari di truppa ad incarico atleta arruolati con concorso dedicato. Presso il Centro, o distaccati nelle proprie sedi tecniche , attualmente operano l 5 atleti ripartiti fra le discipline del sa lto ostacoli, concorso completo ed endurance . Tali atleti montano sia cavai -

Il 7• Caporal Maggiore Roberto Riga ne/li.

li dello Stato che cavali i privati per i quali

è consentita la scuderizzazione presso la struttura militare, proprio allo scopo di favorire la continuità agonistica del binomio già formato precedentemente ali' arruolamento. l risultati sportivi

Il 7· CaporalMaggiore Emiliano Portale.

Il mondo dell'equitazione d'eccellenza si muove verso una sempre più decisa specializzazione e professionalizzazione. Il ristretto numero dei cavalieri del circuito europeo / mondiale è formato infatti da personale che ha fatto dell'equitazione una professione a tutti gli effetti. Questo tipo di atleta attira, quindi, sponsor di elevato livello disposti a investire ingenti somme in cavalli, attrezzature, compensi allo scopo di poter essere rappresentati in un ambiente socio-economico prestigioso dalle cospicue possibilità finanziarie. Si può, quindi, ben comprendere quali siano le oggettive difficoltà di creare in ambito Forza Armata campioni di livello internazionale e come, al contrario, sia quasi impossi bile rinunciare all'arruolamento di cavalieri già affermati se si vuole una costante presen za dell'Esercito nei consessi equestri più prestigiosi, specie nell'attuale contingenza caratterizzata da una generale riduzione dei finanziamenti da destinare al comparto. Strategia questa già da tempo adottata dalle altre F.A. e Corpi Armati dello Stato. L'attuale indirizzo dell'equitazione militare, limitatamente al settore di vertice, sta puntando comunque a creare e selezionare un ristretto numero di cavalieri, nati e professionalmente cresciuti presso il Centro Militare di


particolare due prodotti dell'allevamento di F.A., le cavalle Ombra e Oriana, hanno conseguito risultati di rilievo nelle categorie 4, 5 e 6 anni del circuito FISE- UNIRE tanto da prevedere in futuro un loro inserimento in contesti agonistici di assoluto prestigio; · Endurance: ultima disciplina, in ordine di arrivo, nella Forza Armata. Vive dei successi di atleti distaccati che conseguono risultati di prestigio in campo nazionale. Primo fra tutti il l o Caporal Maggiore Jacopo Di Matteo, terzo class ificato al Campionato Italiano Assoluto dello scorso anno.

SEZIONE DI PARACADUTISMO

Campionati italiani assoluti.

Equitazione, in grado di poter competere, se dotati di adeguati cavall i, a livello internazionale. Il Centro compete oggi con tre squadre agonistiche che concorrono nelle seguenti discipline: ·Concorso Completo di Equitazione : i volontari Alice Berteli, Emiliano Portale e Roberto Riganelli al comando del Capitano Andrea Mezzaroba ne rappresentano l'ossatura attorno alla quale altri cavalieri completano l'organigramma di una delle squadre che, nel le categorie giovanili, ha consegu ito svariati successi in campo nazionale ed internazionale. In particolare, Alice Berteli, nel triennio 2005-2007, ha vinto la medaglia d'arge nto al Car:npionato Italiano Assoluto; ·Salto Ostacoli: il Maggiore Francesco Guarducci è· responsabile della sezione nell'ambito della quale il l o Caporal Maggiore Roberto Cristofoletti, il Caporal Maggiore Chiara Arrighetti e il Caporal Maggiore Linda Bratomi, partecipano a competizioni di livello nazionale e internazionale nelle quali si sono agg iudicati alcune vittorie nelle categorie Gran Premio. Tali atleti operano presso i loro circoli ippici di provenienza. La squadra è completata da una componente interna al Centro che fa capo al l o Caporal Maggiore Filippo Martini di Cigala e ad altri atleti particolarmente impegnati nella valorizzazione dei cavalli giovani. In

Tra le discipline sportive dell'Esercito una delle più attive è quella del paracadutismo. Il Centro che segue la formazione sportiva degli atleti è la Sezione Paracadutismo del Centro Addestramento Paracadutisti di Pisa, costituitasi ufficialmente nel 1973. Attual mente la sezione è composta da un capo Sezione, uno staff tecnico con personale La disciplina dell'Esercito.

di

paracadutismo

sportivo


che opera in qualità di allenatore nelle varie discipline, dal nucleo atleti, da uno staff logistico addetto all'approvvigionamento, al mantenimento e alla manutenzione dei materiali d'aviolancio e da uno staff funzio nale che cura i contatti con l'esterno. Il nucleo atleti è addestrato nelle discipline classiche che comprendono la precisione in atterraggio e lo stile e nelle formazioni in caduta libera, in quanto partecipa alle com petizioni in ambito nazionale, a quelle del

Scafo da competizione nelle attività interna zionali.

circuito delle «World Cup Series» e al Campionato mondiale militare (CISM). La sezione vanta un palmarès invidiabile. Infatti, in oltre quarant'anni di attività, ha conquistato numerosissimi successi in ambito nazionale ed internazionale nelle discipline classiche. In particolare, due titoli Mondiali Assoluti individuali nella specialità «precisione in atterraggio» (1996, 1 998), quattro titoli Mòndiali Militari (1974 - 19901994 - 1 999) e tre titoli Mondiali Assoluti nella specialità precisione in atterraggio a squadre (1994, 1998, 2004). L'intensa attività di lanci (circa 8- 9 mila l'anno), unitamente al rapporto di scambio e confronto con l'«élite» del paracadutismo internazionale, ha consentito al Reparto Corsi del Centro Addestramento Paracadu tismo di migliorare sia la tecnica che la didattica, a vantaggio del personale militare della Brigata «Folgore» e della F.A .. Scafo da competizione - catamarano classe F1 000, motorizzato Selva 4 Cilindri 1000 cc.


Scafo da competiZIOne modello DS 700, motorizzato Mercury da 700 cc, utilizzato nei primi anni '60. Questo scafo era chiamato in gergo "Paperine ".

2· REGGIMENTO GENIO PONTIERI

La fucina di atleti militari nella disciplina motonautica è la Sezione Motonautica del Centro Sportivo Esercito. Nata nel l 9 57, ha sede a Piacenza, presso la Caserma «Nicolai», che ospita il 2" Reggimento Genio Pontieri. Numerosi i risultati ottenuti dagli Ufficia l i e Sottufficiali che si dedicano a questa difficile disciplina sportiva. Con gl i anni 60 iniziano le prime affermazioni dei piloti della sezione motonautica conseguendo un titolo europeo e un mondiale nel la classe runabouts e nel campionato del mondo d~lle l O miglia. Le attività prose guono durante gli anni 70, 80 e 90 con la conquista di numerosissime vitt orie in campo nazionale. Con la riorganizzazio ne dell'intero comparto sportivo del la F.A., la dipendenza tecnica da llo SME e specifici finanziamenti sulle attività del la sezione intensifica le partecipazion i al le competizioni europee e mondiali nella classe 0 / 250, OSY 400 e 0/350 . Nel 2002 il Maresciallo Zuddas conquista per la prima volta il titolo mondiale nella Scafo da competiZione (idroplano) OSY/ 400 utilizzato dal Sergente Maggiore Salvatore Chiuri per la partecipazione al Campionato Italiano dell'anno 2003.

Scafo da competizione classe DU 700. Ha partecipato ai raids Pavia-Venezia durante gli anni '60- '70. L 'equipaggio era composto dal pilota e da un meccanico.

classe 0 / 250 e nel 2004 la medagl ia d'argento nel campionato europeo classe 0 /3 50. Nel 2003 entra a far parte dell a Sezione il Sergente Chiuri come nuovo pilota della classe OSY 400 che mostra subito di possedere qualità tecn iche tali da portarlo a conquistare, nel 2007, la medaglia d'oro ai campionati europei nella classe 0 /1 25 e una medaglia d'argento ai campionati mondiali nella clas se 0 / 250. Nel 2008 i portaco lori dell'Esercito disputano una brillante sta-


gione con la medagl ia d'oro nel campionato del mondo ed europeo nella classe 0 / 125 con un nuovo pilota, il Caporal Maggiore Marsala, la medaglia d'argento e la medaglia di bronzo al campionato mondiale ed europeo nella classe 0 / 250 e 0 / 350 con il Sergente Maggiore Chiuri. Tali risultati testimoniano il livello quali tativo raggiunto dai piloti del reggi mento che con i loro successi hanno consentito di diffondere una positiva immagine dell'Esercito in ambito nazionale e internazionale.

r

SCUOLA DI CAVALLERIA (PENTATHLON MILITARE)

Il pentathlon militare risale al 25 giugno 1949, quando il Col. Luigi Lombardo (addetto militare presso l'Ambasciata di Italia a Parigi), accoglie la richiesta formulata dall'allora Presidente del CISM Capitano Debrus di inserire la disciplina

Pentathlon militare.

sportiva militare nelle competiz ioni mondiali militari. Le origini in Italia risalgono al 1951 quanto presso la Scuola Militare di Educazione Fisica di Orvieto (SMEF) v e n n e c osti t l.Jii t a u n a r apprese n t a t i v a militare che partecipò alle manifestazioni organ izzate dal CISM dal 1951 al 1973, ottenendo risultati di rilievo nelle singole specialità . In particolare, il Maresciallo Cappiello detiene a tutt ' oggi il record mondiale di corsa campestre sugli 8 chilometri (24' e 24") stabilito ai mondiali militari del 1970. Nel 1991, con la soppressione della SMEF, il pentathlon militare viene collo cato presso i l Centro Addestramento Ginnico Sportivo dell'Esercito (Roma Cecchig nola). Nel 2005, a seguito della riorganizzazio ne del comparto sportivo dell'Esercito,


l RAPPORTI FORZE ARMATE- CONI Fin dall'inizio degli anni cinquanta l'organizzazione sportiva nazionale ha percepito la necessità di una comunione di intenti fra la componente civile, rappresentata dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e quella militare che , per tradizion i e risu ltati conseguiti , è stata da sem pre considerata fondamentale per il sostegno al patrimonio agonistico del Paese. Un decisivo passo in avanti verso la formali zzazione di speci fici acco rdi di collaborazione si è avuto con l'ingresso dell 'Italia nel Consiglio Internazionale d ello Sport Militare (CISM). La ratifica di un accordo che proiettasse gli sforzi verso un obiet tivo comune la si deve alla volon tà di Giulio Onesti , storica figura dello sport italiano, pre sidente del CONI dal 1946 al 1978 e membro del CIO fino alla sua scomparsa nel 1981 . Il 27 febbraio 1954 veniva stipulata una convenzione tra CONI e Forze Armate contenente la «formulazione di reciproci impe~ni intesi ad integrare le singole operosità per la meta comune di migliorare il rendimento atletico della gioventù ch iamata alle armi ed anche a potenziare la rappresentanza sportiva della Patria». Tale accordo era rivolto sia ad un quadro di miglioramento della condizione motoria di base dei giovani italiani chiamati alle armi (in quegli anni la coscrizione era obbligatoria), sia all 'elevazio ne del rendimento delle rappresentative nazionali impegnate nelle manifestazioni sportive di maggior prestigio. Da allora ne sono discesi altri rinnovati per quadrienn io in un 'ottica di agonismo programmatico legata ai cicli olimpici. Il documento in vigore oggi è stato sottoscritto il 3 ottobre 2007 dal Presidente del CONI Gianni Petrucci e dal Ministro della Difesa Giovanni Parisi, sotto la forma del Protocollo d'intesa. In base ad esso i l CONI si impegna a: · assicurare l'affiliazione dei Gruppi Sportivi delle Forze Armate alle Federazioni Sportive Nazionali; · concorrere alla realizzazione degli impianti sportivi delle Forze Armate ; · facilitare con interventi tecnici e finanziari l 'attuazione dei programmi sportivi degli atleti delle Forze Armate ; · favorire la formazione di istruttori sportivi e di dirigenti dei gruppi militari; · cooperare alla realizzazione di manifestazioni sportive militari. Compiti delle Forze Armate sono: · gestire i Centri Sportivi con part icolare riferimento agli sport ol imp ici, favore ndone l'uti lizzo anche da parte di atleti civi li ; · consentire l'impiego nei centri e ne lle manifestazioni sportive organizzate dalle Forze Armate di personale tecnico distaccato dal CONI e/ o dalle Federazioni Sportive Nazionali riconosciute; · contribuire, con i propri concors i, all'organizzazione ed allo svolgimento di manifestazioni sportive promosse dal CONI e dalle Federazioni Sportive Nazionali; · favorire iniziative promozionali che avvicinino i giovani all'attività sportiva; · consentire l'alloggiamento di rappresentative sportive in proprie strutture. Il Protocollo prevede, inoltre, di definire specifici accordi quadriennali per regolare gli interventi in materia di impianti sportivi. Con questo ulteriore documento (quello in vigore è stato sottoscritto il 20 aprile 2005), il CONI finanzia la costruzione di nuovi impianti che vengono ceduti alle Forze Armate ed il cui utilizzo viene regolato da convenz ioni in corso con i Comitati Provinciali del CONI. Queste forme di accordo, in un'ottica di riduzione della spesa , appaiono oggi determinanti per il sostegno dello sport militare. Il criterio di ripartizione dei fondi del CO NI tiene conto di: · risultati agonistici conseguiti; · numero di atleti di interesse federale arruo lati ; · numero delle discipline sportive praticate ; · numero di concorsi assicurati.


tale disciplina viene trasferita presso la Scuola di Cavalleria di Lecce, in quanto dotata di attrezzature idonee allo svolgi mento degli allenamenti programmati. In tale contesto v iene costituita una rappresentativa femminile, coordinata dal Maggiore Trono, attuale Presidente della Commissione Sportiva del Pentathlon militare. Notevoli sono stati i risultati ottenuti dagli atleti dell'Esercito nelle 5 discipline in ambito internazionale. Vanno ricordati il secondo posto ottenuto a livello staffetta, per soli 95 centesimi di secondo dalla Lituania, ai Campionati Europei svoltisi a Monaco di Baviera (Germania) ne l 2007 e le due medaglie d'argento vinte a livello squadra allo «Eurocup Lecce 2008» e al XLVII Campionato Nordico svoltosi in Danimarca (Holstebro), nonchè la medaglia di bronzo al Campionato Regionale svoltosi in Lettonia (Riga) nel 2008. CONCLUSIONI l risultati conseguiti negli ultimi anni sono frutto di una attenta riorganizzazione del comparto sportivo della Forza Armata e rendono conto dello straordinario contri buto che l'Esercito fornisce allo sport. Oggi più che mai, la F.A. è in condizione di man tenere alto il prestigio nel quadro sportivo nazionale e internazionale, potendo contare su un complesso di forze che compren de uom ini preparati e mezzi, materiali, strutture e servizi di prim'ordine. L'educazione sportiva nella F.A. risponde oggi a precisi obiettivi istituzionali e sociali relativi sia alla preparazione fisica di base sia all'attività agonistica ai vari livelli. Ma l' obiettivo primario resta la preparazione del singolo, che deve essere portata alla perfezione con il concorso di un'attività motoria che esalti le qualità individuali del soldato. Esercito e sport sono due realtà che devono integrarsi in modo armonico e costruttivo. Il soldato e l'atleta devono possedere requisiti fisici identici, arricchiti da una condizione di forma completa, in grado di dare una risposta efficace a quanto richiesto. Tale situazione pone le opportune premes se per l'inserimento in modo permanente dell'Esercito tra le organizzazioni guida dello sport nazionale. Gli obiettivi che l'Esercito si è posto, nell'ambito del settore specifico, sono ambiziosi e si devono svi luppare anche mediante un'azione sinergi -

Daniele Meucci durante i Campionati Mondiali di Berlino 2009.

ca con le Federazioni sportive nazionali che possono guardare con sicurezza all ' Esercito come ad un'Istituzione ricettiva, pronta a contribuire al rilancio dello sport italiano ai livelli che per tradizione e capacità agoni stica competono all'Italia. Punto di forza di un nuovo protagonismo dell'Esercito nel settore sportivo è proprio l'atleta militare che , agli occhi dei suoi coe tanei non in uniforme, deve rappresentare un esempio di lealtà sportiva, di spirito di sacrificio e di volontà. In questo modo il movimento sportivo militare potrà fornire il proprio significativo contributo all ' interno de lla Forza Armata per il consolidamento del senso di appartenenza e all'esterno fungendo da stimolo per l'attività sportiva di massa mediante la diffusione di una coscienza sportiva. Questo impegno è finalizzato , sulla scia d i Pechino 2008, al prossimo obiettivo di indiscusso prestigio: rappresentare l'Italia e l'Esercito alle prossime Olimpiadi invernali di Vancouver del 20 l O e ai Giochi Olimpici di Londra del 2012. Si tratterà di un nuovo banco di prova per confermare l'efficacia e l'efficienza della nuova politica dell'Esercito nel comparto sportivo.


Il CONSIGLIO INTERNAZIONALE DELLO SPORT MILITARE (CISM) Come cita il suo statuto, i l CISM è un organismo apolitico e no - profit, il cui scopo è quello di «sviluppare relazion i amichevoli tra le Forze Armate delle nazioni aderenti, promuovendone l'educazione fisica e le attività sportive, fornendo mutua assistenza tecn ica, supportando le nazioni meno privilegia te nel nome dell ' amicizia e della solida rietà e contribuendo allo sforzo internazionale per la pace universale». Ben si intende, quindi, che s i tratta di una struttura veramente •unica ne l suo genere, nella quale lo sport mili t are è visto come un pilastro fondamentale dello sport internazionale e de ll a pace universale. le origini le origini risalgono alla fine della l a Guerra Mondiale quando il Generale americano «Biack jack» Pershing ebbe l' idea di portare a livello internaz iona le le competizioni sportive militari. Nell'estate del 19~ 9 ajoinville, nei sob borghi di Parigi, furono così organizza ti i Primi Giochi lnteralleati . La giornata inaugurale, il 28 luglio, coincise con la firma del Trattato di pace nella vicina Nuoto ad ostacoli - Campionati Europei C!SM in Austria.

Versailles e, per celebrare il momento storico, le gare si fermarono per alcun i minuti. Più di l 500 atleti appartenenti a 18 nazioni in rappresentanza dei cinque continenti si misurarono in 24 differenti discipline, di fronte ad un pubblico tanto entusiasta quanto ammirato . In segui t o, un'i n te n sa attività sporti va, svoltasi in diverse città, ebbe il suo cul mine a Berlino nel settembre del 1946. In questa occasione erano già presenti alcuni ufficiali che avrebbero avuto un ruolo significativo nella storia del CISM come il Generale joseph McNarney e il Capitano Debrus. Il primo (Comandante in capo delle Forze Alleate in Europa) avvertì la necessità di amalgamare con maggiore compattezza il suo milione di uomini, attraverso la ricerca di uno strumento che potesse agevolare i l superamento delle difficoltà linguisti che e culturali ed accomunare con ideali pacifici l'imponente mosaico di truppe. Riportò quindi alla ribalta il Consiglio dello sport delle Forze A lleate (CSFA), creato dopo la Prima guerra dal Generale Pershing e il Capit ano Debrus divenne il primo presidente del Consiglio Internazionale dello sport militare (1948-1953). Nel 1947 a seguito delle divergenze politiche in Europ a, la Russia ed altri Paesi orientali si ritirarono dall'organizzazione. Di conseguenza anche l'Inghilterra e l'America ne seguirono l'esempio, sicchè il CSFA si disintegrò rapidamente. Ma alcune nazioni (Belg io, Da n i marca, Francia, Lussemburgo e Olanda), che avevano i n tu ito eh iaramente quale influenza po tesse avere lo sport per rendere unite le Forze Armate nel mondo in un'atmosfera di amicizia e di reciproco aiuto, si rifiutarono di abbandonare l'idea originaria e organ izzarono uno sto r ico i n contro a Nizza ne l febbraio del l 948, per formare un'associazione internazio naie permane n te degli sport mi litari. Il Consiglio Interna-


zionale dello Sport Militare (CISM), in una veste moderna e responsabile nei suo i f ermi intendimenti pacifici, iniziava nel l 949 i suoi lavori con la collabora zione di sole cinque nazioni fino a rag giungere, nel corso dei suoi 58 anni di vita, una solida schiera di 131 Paesi. Nell o stesso anno entrò a far parte del CISM anche l' Italia, dopo che alle cinque nazioni fondatrici si erano già aggiunte Svezia e Turchi a. Nonostante i Paesi fondatori fossero solo europei, essi avevano senza dubbio in m ente un progetto globale. Campionati Mondiali Militari CISM di Ti ro (Svezia 2008).

L'universalità del CISM comincro a cre scere concretamente, sviluppandosi poi i n maniera esponenziale grazie alla conduzione illuminata dei Presidenti e dei Segretari Generali dei primi anni. Nel 1950 furono l' Argentina e l ' Egitto ad unirsi alle nazioni europee , mentre nel 1951 fu la volta degli Stati Uniti d'America. L'anno seguente l ' organ izzazione vide l'ingresso dell ' Iraq, del Libano, del Pakistan e della Siria. L'affiliazione delle nazioni conobbe da quel momento un ritmo costante che continua ancora. Gli stravolgi m e n ti po l itici della fine degli anni '80 ed in particolare la caduta del Muro di Berlino offrirono improvvisamente nuovo slancio all'espansione del CISM. Nello spa-

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zio di appena quattro anni (1991-1995) ben 31 nuove nazioni aderirono al l 'organizzazione. Tale rapido progresso portò quindi al tanto agognato ricono scimento del CISM da parte de l Comitato Olimpico Internazionale (CIO). La Guerra Fredda e la nascita de ii'SKDA - un'organizzazione sportiva mi l itare parallela, alla quale aderi rono le nazioni appartenenti al Patto d i Varsav ia negarono per lungo tempo all ' o r ganizzazione uno status realmente universale , fortemente agognato e necessa r io per ottenere il riconoscimento ufficiale del CIO. Lo sport mil itare si dotò, in questo modo, di uno strumento che, oltre al grande valore simbolico, appartiene oggi a pieno titolo al r istretto novero delle competizioni sportive internazionali di più elevato contenuto tecnico ed agonistico.

responsabile del coordinamento dell e attività regionali e face nte ca p o al rispettivo vicepresidente cont in enta le. Ogni nazione, a sua volta, d es ig na un Ufficiale che mantiene i contatti con l' assemblea generale. In Italia tale i ncarico è ricoperto da l Capo de ll 'Uff ici o Sport del s· Reparto dello Stato Maggiore della Difesa che effettua la p rogrammazione dell'attività CISM e coordina la partecipazione delle rappre sen tative militari interforze ai v ari Campionati internazionali co n i l contri buto degli Stati Maggiori dell'Es ercito , della Marina, dell' A eronau ti ca e d e i Comandi Generali della Finanza e d ei Carabinieri. Il Quartier Generale del CISM si t r ova a Bruxelles ed è gesti t o da l Seg ret ario Generale, da cui dipe ndono g li o rg ani di staff.

Struttu ra organ izzat iva

Il CISM e le organizzazioni inte rnazionali

Il CISM , nell ' ambito di un processo di crescita e di sviluppo continuo teso a raggiungere una piena ed assoluta effi cienza e funzionalità, si è dotato di una struttura organizzativa sneila, raz ionale e moderna. La suprema autorità è costi tuita dall 'Assemblea Generale, composta dai delegati delle varie nazioni membro, che si riunisce almeno una volta all'anno ed a cui sono devolute le decisioni stra tegiche . AU'Assemblea Generale, che li elegge, rispondono il Presidente ed il Segretario Generale, che restano in car ica quattro anni e possono essere rie letti. C'è poi un Comitato Esecutivo, organo istituzionale eletto con mandato quadriennale dall 'Assemblea Generale dei Delegati dei Paesi Membri e composto dal Presidente del CISM, dai 4 vicepresi denti (Europa, Africa, Asia, Americhe) e da l O membri a cui è affidata la direzione politica. Organi di supporto so no i Comitati Tecnici a cui sono affidat e la gestione de i regolament i e la p rogram mazione dei calenda r i agonistic i di ciascuna disciplina sportiva . Ad alcune Commissioni sono affidate le funzioni per la trattazione di materie specifiche quali: regolamenti, pianificazione, sport, solidarietà, medicina sport iva, f i nanze, «donne nel CISM», disciplina, appello. Gli stati appartenenti al CISM sono orga nizzati in aree geografiche, ognuna con un Ufficio d i Collegamento Regionale

Lo sport e la solidarietà sono i du e pi lastri dell'organizzaz ione, sui q ual i sono basate le numerosissime attiv ità mon diali e regionali che occupano circa 300 giorni dell'anno sotto l'eg ida d el motto «Amicizia attraverso lo Sport» . Il CISM è diventato orma i un interloc utore privi legiato del mondo sport iv o intern azio nale ed è un vettore essenz iale per lo sviluppo della pratica dell'ed ucazion e fisica della g ioventù mo n d iale e dello sport per tutti. Ma esso g ioca un ruolo altrettanto impo rta nte n eli ' all enarne nto della «élite» sportiva del mond o intero. Il CISM ha da tempo avviato un a stretta il e proficua collabora z i on e con Comitato Oli m pico l nt ernaz ion ale (CIO), con i Comi t at i Olim pic i nazi onal i così come con tu tt e le Fede ra zio ni e Isti tuzioni sportive mondiali. Il Pre sidente del CIS M è, tra l'altro, me m br o de Ila Fondazione Internazional e per la T r egua Olimpica, istituita dal CIO con lo scopo di promuovere la pace e la comprensio ne umana attraverso la ri affer maz ione dell'ideale olimpico, ch e prevedeva la cessazion e delle o stili t à durante i l periodo di svolgimento d elle Ol impiad i. Vero pioniere della sol idari età sp ortiva internazionale, il CISM mette in ope r a dei progetti in collab orazion e con i l CIO, I'UN ESCO e con isti tuzi o ni come la Comunità Europea . Un alt ro obiettivo ambiziosissimo, vagh eggi at o a lungo


Discipline sportive e partecipazione italiana

Campionati Mondiali Militari di pentathlon in Turchia (Ankara).

nel passato e poi perseguito negli ultimi tempi con tenacia, si è alla fine realizza to il 22 gennaio 2007 quando nella «Conference Room» numero uno del Palazzo delle Nazioni Unite, il Comitato delle NGO ha approvato all'unanimità il riconoscimento ufficiale del Consiglio Internazionale dello Sport Militare (CISM) come Organizzazione non Governativa con Speciale Status Consultivo. Tale obiettivo, in primo luogo, produrrà degli effetti positivi per il CISM in quanto lo spo rt militare verrà inserito nelle attività di partenariato quali le operazioni di pace delle Nazioni Unite. Al riguardo, i Paesi del CISM stanno già sviluppando belle iniziative nell'ambito dei loro con tingenti militari presenti nelle zone di crisi e dirette alle popolazioni locali, soprattutto ai bambini. Un programma coordinato con altri organismi consenti rebbe di valorizzare meglio le risorse e di evitare sovrapposizioni. In secondo luogo, viene offerta al CISM la possibilità di essere rappresentato in via permanen te o occasionale nelle sedi ONU del mondo.

la

Sono attualmente 24 gli sport in seno al CISM oggetto di Campionati del Mond o, continentali e regional i, scelti t ra quelli più popolari (calcio, palla canestro, pallavolo, pallamano , ciclismo, boxe, vela, triathlon, lotta, golf e • taekwondo ) e comprendenti quelli più congeniali per l 'addestram ento mili tare (pentathlo n aeronau tico, pentathlon militare, pentathlon navale, paraca dutismo, tiro, sci , equitazione , scherma, nuoto , orientamento, judo, paracadutismo e atletica leg gera). Inoltre , parte delle discipline sportive vengo no inserite nei programmi dei Giochi Mondiali Mi litari. Si tratta di vere e proprie Olimpiadi militari organizzate ogni quattro anni. Le quattro precedenti edi zioni sono state organizzate nel 1995 a Roma per celebrare i 50 anni dalla fine della 2• Guerra Mondiale e dalla ratifica della Carta dell'GNU. In amb1to sporti vo non esisteva modo migliore per celebrare queste r icorrenze che chia mare a raccolta 4200 atleti militari di ben 86 paesi, affinché si confrontasse ro nel più autentico spirito olimpico e lanciassero così un forte messaggio di pace e di solidarietà ; nel 1999 a Zagabria (Croazia), nel 2003 a Catania e nel 2007 nella città di Hiderab ad (India). La qu~nta edizione si terrà nel 2011 in Brasile e verrà organizzata nella città di Rio de Janeiro. Il CISM annovera fra i suoi atleti nume rosi campioni mondiali e continentali che si fanno onore in tutte le competi z ioni civ i l i e che parte ci p ano regolarmente agli avvenimenti sportivi internazionali. Da notare, infatti, che gran parte degli atleti sono soldati e fanno parte di strutture sportive militari, che spesso sono le sole in grado di garan tire, a chi voglia dedicarsi allo sport in maniera professionale, concrete ed adeguate possibilità di crescita e risul tati conseguenti. In Italia, le rappresen -


Campionati del Mondo CISM di atletica legge ra 2009, in Bulgaria.

tative militari che partecipano alle atti vità CISM sono composte da atleti dei gruppi sportivi militari dell'Esercito, Mari n a, Aeronauti ca, Carabinieri e Guardia di Finanza. L'Italia, all ineandosi con le nazioni fondatrici , ha dato sin dall'inizio dimostrazione di essere in piena sinto n ia con l ' essenza di questa b enemerita organizzazione. Le rappresentative interforze stanno contribuendo validamente all'afferma zione del CISM sia a livello agonistico che dirigenziale . Partecipaz io n e dell'Ese r cito A seguito della politica di reclutamen to degli atleti di eccellenza, l'Esercito per la prima volta sta contribuendo in maniera determinante alla conquista di piazzamenti di assoluto ri l ievo nelle varie competizioni a live ll o internazionale. In particolare, nella 4 a edizione dei Giochi Mondiali Militari in India ( 2007) ha potuto schierare, nell'ambito della delegazione interforze (composta da 95 militari), una rappresentativa di 48 tra atleti e tec nici, conquistando 15 delle 2 9 medaglie.

Conclusione Il CISM, grazie alla sua efficiente e funzio nale struttura organizzativa, forte di un'esperienza ormai consolidata e di un ruolo internazionale unanimemente rico nosciutogli, può guardare al domani co n fiducia ed entusiasmo. La costante cresci ta dell'organismo in termini di adesione e di partecipazione costituisce senza dubbio un segnale confortante e foriero di nuovi successi. Numerosi i progetti già avviati, alcuni dei quali ambiziosi, tra cui vale la pena di ricordare la co st ituz ione di un «CISM Village» in occasion e dei Giochi Olimpici di Pechino 2008. Obbiettivi strategici , inoltre, rimangono quello dell'allargamento ad altre nazioni simbolo non ancora aderen t i, e la costituzione di centri sportivi di svi luppo graz ie ai q uali dare concretezza al progetto di «Partnersh ip for Development» e favorire la crescita dello sport nelle nazioni più bisognose. Il CISM è, quindi, un'organizzazione in costante progresso, al passo con i tempi e capace di partecipare attivamente al processo evolutivo dello sport mo ndiale.


l CA.STA: UNA NICCHIA D'ECCELLENZA A LIVELLO INTERNAZIONALE

l Campionati Sciistici delle Truppe Alpine (Ca.STA) nacquero nel 1931 , allorché lo SME decise di organi zzare una manifestazione scii stica militare che consentisse, in un con fronto agonistico tra i migliori sciatori addestrati dalle unità alpine, una periodica valutazione dei progressi conseguiti in questo campo . La prima ed izione fu organizzata dall'Ispettorato delle Truppe Alpine al Passo del Tonale dal 6 al l O marzo 1931, con il nome di Gare lnterreggimentali di Sci delle Truppe Alpine (CISTA). l Campionati, pur con diverse denominazioni ed interruzioni imposte dagli eventi bellici e dalle esigenze operative, hanno assunto interesse e prestigio crescenti. Dal l 979 hanno acquisito una dimensione internazionale con la partecipazione dei «soldati della montagna» di Paesi amici ed alleati. l Ca.STA, che avevano luogo annualmente in località sciistiche diverse dell'arco alpino, dal l 99 8 si svolgono nell a splendida cornice dell'Alta Pusteria, nei territori dei Comuni di Dobbiaco, San Candido e Sesto. La manifestazione si articola in una serie di competizioni sportive e di eventi collaterali a sfondo socioculturale. Le competizioni sportive prevedono attuai mente: ·Trofeo FIS «Comando Truppe Alpine»: disputato tra gli atleti in possesso di punteggio FIS, italiani e non, con due gare di

slalom speciale maschile ed una gara di sci alpi nismo; · T rofeo internazionale «dell'Amicizia»: disputato tra le rappresentative dei Centri sportivi degli Eserciti di Paesi Amici ed Alleati e dell'Associazione Nazionale Alpini. L'edizione 2009 ha visto !a partecipazione di oltre 300 atleti di Argentina, Cile, Croazia, Fyrom, Germania, Polon ia, Libano, Romania, Slovenia, Spagna, Stati Uniti ed Italia (rappresentata dagli atleti del Centro Sportivo Esercito di Courmayeur). Prevede gare di Sci Alpinismo, Fondo (15 km maschile / l O km femminile), Team Sprint Fondo, Slalom Gigante e Pattuglia (2 5 km con tiro) ; ·Cam pionato Italiano dell'Esercito di sci: competiz ione .aperta a tutti gli Ufficiali, Sottufficiali e militari di truppa dell'Esercito con le gare di Fondo e Tiro (15 km maschile/l O km femminile), Sci Alpinismo e Slalom Gigante; · Trofeo «Medaglie d'Oro Alpine»: disputato tra le rapprese ntative di tutti i Comandi e le unità che fanno parte delle Truppe Alpine. Prevede lo svolgimento delle gare dei plotoni (9 prove in 3 giorni), Team Sprint Fondo e di Pattuglia (25 km con tiro) ; · Gara dei Plotoni: prova «regina» dei Ca.STA, che vede espresse al meglio le qualità alpinistiche e tecnico-militari dei partecipanti. È disputata da plotoni composti da l Comandante e 14 uomini / donne apparte-


nenti ai reggimenti della Forza Armata e delle rappresentative straniere. Per la prima volta, lo scorso anno, hanno preso parte alla competizione due plotoni composti da soli militari donna. La competizione si articola nelle seguenti prove: · movimento di regolarità su terreni vari di circa 25 km ; · tiro individuale; · lancio di precisione della bomba a mano; · slalom a cronometro su pista di circa 1.000 m; ·gara a cronometro di circa 5 km; · gara a cronometro di l 0/1 5 km ; · topografia; · ricerca travolto da valanga; · staffetta cronometrata di circa 800 m. Ad ogni prova viene assegnato un punteggio che concorre alla formazione della classifica per il Trofeo «Ten. M.O. Silvano Buffa». Per i partecipanti stranieri è, invece, in palio l' «lnternational Mountain Troops Trophy». Gli eventi collaterali richiamano una folta schiera di spettatori, coinvolgendoli in un clima festoso e amichevole. Prevedono di norma la cerimonia di apertura, concerti delle fanfare delle Brigate «Julia» e «Taurinense», serata culturale, lancio di alpini paracadutisti, fiaccolata e cerimonia di chiusura. Con l'assegnazione dei trofei , lo spegnimento del tripode e l'ammainabandiera si concludono Campionati Sciistici delle Truppe Alpine .

Intervento del Generale di Corpo d 'Armata Fabrizio Castagnetti, allora Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, ai Ca.STA 2009.

Il sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Guido Crosetto, seguito dal Gen. C.A. Armando Novelli, Comandante delle Forze Operative Terrestri, durante la cerimonia di apertura dei Ca.STA 2009.


l NTERVISTA AL GENERA LE DI CORPO D'ARMATA ARMANDO NOVELLI, COMANDANTE DELLE FORZE OPERATIVE TERRESTRI (a cura del Colonnello Marco Ciampini Di rettore di «Rivista Militare») Signor Generale, l 'Al t a Pu steria ha ospi tato la 61 . edizi one dei Camp io nati Sciistici delle Truppe alpine. l Ca.STA coniugano ed esaltano i dive r si aspetti degli alpin i quali la profess ionalità, la conoscenza dell'am biente mo ntano e lo spirito di co rpo. Cosa rappre sentano i Ca.STA per gli alpini? l Campionati Sciistici delle Truppe Alpine coniugano in maniera perfetta addestra mento, professionalità e collegamento con l'ambiente, che sono alla base dell'esistenza degli alpini. Il termine «Campionato» tradisce il vero significato dei Ca.STA (denominazione assunta nel 7977), in q uanto i valori sportivi ne individ uano solo una delle peculiarità . Il loro scopo primario è, infatti, la verifica del livello addestrativo raggiunto dai reparti al termine dell'attività invernale, con particolare riguardo alla capacità di sopravvivenza, mobilità e operatività in ambiente innevato, e non sono solo un Il Generale di Corpo d'Armata Armando Novelli durante la premiazione finale del «Trofeo Buffa».

momento di competizione agonistica. Le gare mettono, comunque, in evidenza individualità di alto livello; fra le «penne nere» non pochi sono i classificati F/51 e l'agonismo è una molla fondamentale per formare il combattente individuale e ren der/o capace di operare nelle più avverse condizioni ambientali, per esaltare lo spirito di Corpo delle unità e per stimola re l'emulazione che nasce inevitabilmen te tra i reparti.

Sig no r Gen er al e, i Ca.STA so no una «combin az ione» d'impegno perso nale, tecniche spo rtive e preparazione f isica. Qual è la sua opi nio ne su l rapporto Esercito - Sport? l Ca .STA sono anche un modo per esalta re l o sport militare, che fornisce un con tributo essenziale alla formazione del soldato, sia dal punto di vista psico fisico sia da quello professionale. La preparazione fisica, oltre ad essere un preciso dovere per tutti noi, anche per una questione d'immagine verso la socie tà, fornisce al soldato le capacità di ese guire con rapidità e vigore i movimenti dell'istruzione addestrativa, mettendo/o in grado di superare agevolmente e senza affanno gli ostacoli che gli si possono presentare sul terreno. Per un Comandante, inoltre, la pratica dello


sport è anche un fatto etico dovendo essere di esempio per i propri uomini. Assistendo alle gare appare evidente come esse costituiscano anche uno dei mezzi, forse il più efficace, per rafforza re la coesione dei reparti attraverso l'im pegno comune. La vittoria non è soltanto affermazione individuale, ma il risultato di uno sforzo collettivo. Dal l 979 partecipano at leti di altri Eserciti, rappresentanti di Paesi am ici ed alleati. Quale significato acquista questa presenza? •

l Ca.STA sono sicuramente l 'immagine di un Esercito oramai abituato ad operare, da anni senza problemi, in diversificati La gara di pattuglia (San Candido, 6 febbraio 2009).

contesti multinazionali dove è necessario dimostrare professionalità, competenza, serietà e capacità d'instaurare proficui rapporti, e non solo di servizio, tra militari di F.A. diverse. Quest'anno sono stati circa l .200 (uomini e donne) gli atleti che hanno preso parte ai Campionati: tra essi molti provenienti da undici nazioni amiche ed alleate, vale a dire l'Argentina, il Cile, la Croazia, il Libano, la Germania, Fyrom , la Polonia , la Romania, la Slovenia, la Spagna, gli Stati Uniti ed alcuni anche dai Comandi NATO ARRC ed NRDC - ITA. Tutto ciò ha contribuito ad esaltare l'importanza <<}oint e combined» della com petizione. La presenza internazionale testimonia il riconoscimento di un evento che nel corso degli anni ha saputo incrementare, in misura sempre maggiore, la sua valenza sportiva e di specialità, ma che rap presenta anche l'evidente apprezzamento


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internazionale delle qualità delle nostre Truppe alpine. È giusto che i media considerino i Ca.STA un' «Olimpiade Militare Invernale». Cambiamo argomento. Approntare uno Strumento Operativo Terrestre flessibile, ad elevata prontezza, tecnologicamente avanzato e facilmente interoperabile in contesti in te rforze e multinazionali. Come sta affrontand o questa «Sfida» il Comando delle Forze Operative T errestri? La missione del Comando delle Forze Operative Terrestri è di preparare le forze: assicurare che Comandi e reparti siano, in ogni momento, pronti ad essere proiettati là dove è necessario, che siano addestrati e motivati, che abbiano il giu sto equipaggiamento, che dispongano di un adeguato supporto logistico. La consistente riduzione delle risorse destinate, già da oggi, alla Difesa ci impone di affrontare il problema con un approccio innovativo che tenga conto

Slalom speciale FIS (San Candido, 3 febbra io 2009).

delle professionalità acqws1te, evitando ripetitività, un approccio che fissi obiettivi precisi da raggiungere , che definisca le priorità e che elimini l'accessorio. Il COMFOTER sta facendo tutto questo, partendo dal «basso», promuovendo analisi accurate dei costi delle varie attività, utilizzando aree addestrative vicine alle caserme e focalizzando ogni attenzione sull'approntamento dei contingenti, che rimane il nostro obiettivo primario. Non è sempre facile, ma i risultati che stiamo ottenendo sono ancora confortanti: sono grato ai miei collaboratori ed a tutti i soldati delle FOTER per quanto fanno. Operazioni in contesti internazionali ed inte ra lleati, operazioni sul territorio nazionale («Strade Pulite» e «Strade Sicure»), significa no rapidità e flessibilità


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In alto: Biathlon - Campionato Militare Esercito

Italiano (San Candido, 3 febbraio 2009).

In basso: Slalom Gigante - Trofeo dell'Amicizia (San

Candido, 6 febbraio 2009).


d' intervento della Forza Armata. Com'è cambiata l' immagine dell'Eserc ito nei confronti della collettività?

Il 7• giorno della gara dei Plotoni (Alta Pusteria 4 febbraio 2009).

Il comportamento quotidiano di tutti i militari nella vita sociale, negli sposta menti in uniforme e nei rapporti con i «vicini di casa», è il primo «biglietto da visita» della Forza Armata, che si conferma strumento flessibile, moderno ed indispensabile per il mantenimento della sicurezza e della visibilità del Paese in ambito nazionale ed internazionale. L 'immagine è ulteriormente migliorata con le Operazioni «Strade Sicure» e «Strade Pulite» che hanno mostrato un 'organizzazione capace, in brevissimo tempo, d'intervenire in delicati settori, qua li la tutela dell'ordine pubblico e la salute della collettività e di fornire un valido, ed a volte insostituibile, ausilio all'operato degli organi istituzionalmente preposti. Questi interventi, capillari sul territorio, ha nn o fatto percepire ai cittadini il con tribu to che il soldato può fornire anche in se t t ori diversi da quelli dell'impiego pri mario. Il risultato è ampiamente positivo.

Ne sono una palese testimonianza gli innumerevoli attestati di stima ed apprezzamento formulati dalle Autorità locali (Sindaci) dagli organi istituzionali responsabili del settore (Prefetti, Questori) e dai comuni cittadini, i quali hanno prontamente riconosciuto l 'essen z ial ità e l'efficacia del supporto fornito dai militari. Secondo Lei la montagna è ancora necessaria per l'addestram ento del soldato?

La montagna rappresenta per tutti noi militari, e non solo per gli alpini, una severa palestra di vita, dove si allenano qualità fisiche e si perfezionano conoscenze tecniche ma, soprattutto, dove si coltivano valori e virtù quali l'umiltà, la lea l tà, l'amicizia e lo spirito di sacrificio. È un ambiente dove gli equipaggiamenti ed i mezzi non forniscono le prestazioni previste, dove la logistica incide pesante-


mente sull'organizzazione delle attività e sulla dimensione delle forze e dove ven gono esaltate le capaci tà del militare pre parato. La montagna, poi, non sviluppa solo le qualità personali di un soldato che deve saper contare sulle proprie capacità, ma esalta anche le potenzialità di un team, di qualunque dimensioni esso sia, renden do/o capace di muovere in piena auto no mia per lunghi periodi ed in grado di affrontare con consapevolezza ed efficienza ogni momento di crisi. Essa migliora le doti di equilibrio e di coordinamento dei movimenti del gruppo, ne incrementa la resistenza, •abituandolo a sopportare le fatiche e le privazion i caratteristiche delle operazioni. l Comandanti ai minori livelli, infine, si Il 1· giorno della gara dei plotoni (Alta Pusteria, 4 febbraio 2009).

abituano ad agire con iniziativa e flessibilità e a prendere rapide decisioni di fronte a sviluppi improvvisi di situazione. Per questo il Comando delle Forze Operative Terrestri ha deciso di aprire le sedi alpine anche agli altri reparti di fanteria leggera della Forza Armata, avvicinandoli a questo ambiente severo e difficile, che è estremamente formativo . L'espe ri enza maturata «fuori area» e la cooperazione con Eserciti di altre nazioni sta apportando cambiamenti sign ificativi al modo di addestrarsi degli alpini e più i n generale delle Forze Operative Terrestri?

Decisamente sì. Le nostre truppe hanno dato prova concreta sul terreno della loro professionalità, sapendo agire con sicura competenza in contesti sensibilmente diversi, che hanno richiesto non comuni


Cerimonia di apertura (San Candido, 7• febbraio 2009).

capacità d'integrazione in organizzazioni interforze ed internazionali ed uno stretto coordinamento con le forze di polizia. Le molteplici esperienze a livello interna zionale, che in misura sempre maggiore ci coinvolgono, non solo offrono una pre ziosa opportunità di accrescimento di una professionalità pluridimensionale ed in continua evoluzione, ma consentono anche di maturare esperienze utilissime che, tradotte in «lessons learned», rap presentano un significativo contributo all'iter addestrativo per tutti Comandi e le unità delle FOTER.

comunità di Dobbiaco, San Candido e Sesto, nostri generosi ospiti ininterrotta mente dal 7998. La collocazione temporale della manife stazione, scelta di comune accordo con i tre Comuni, collocata ormai ogni anno nello stesso periodo (fine gennaio inizio febbraio) ha consentito di svilup pare con le comunità locali un proficuo rapporto. Le manifestaztoni, sia sportive sia d'in trattenimento a sfondo socio-culturale, costituiscono un interessante richiamo e sono sempre più numerosi i turisti che scelgono la vacanza in concomitanza con la nostra manifestazione. La settimana nella quale si svolgono i Campionati registra, infatti, un sensibile incremento della presenza turistica nella Valle, pari a circa 7O. 000 persone in più.

Ritornando ai Ca.STA, qual è il rapporto con le Autorità locali?

l Ca.STA sono oramai un appuntamento fisso della stagione sportiva invernale per il comprensorio dell'Alta Pusteria con le

Concludiamo con i Ca.STA. Un rapido bilancio ed un messaggio a tutti gli atleti che hanno partecipato a questa manifestazione.


In alto: Cara sci - alpinistica in Candido, 3 febbraio 2009). In basso: 3 " giorno - Cara dei Plotoni - la Team Sprint (6 febbraio 2009).


Una sosta durante la gara dei Plotoni.

Anche quest'anno i Campionati Sciistici delle Truppe alpine hanno messo in evidenza la preparazione delle truppe da montagna di diversi Paesi ed ancora una volta gli alpini hanno dimostrato di essere all'altezza della loro fama. Questo evento è stato sicuramente un «test» molto impegnativo non solo per l 'alto numero di uomini e donne impegnati nelle gare, ma anche per l'elevato sforzo organizzativo e di coordinamento posto in essere dal Comando delle Truppe Alpine per realizzare le strutture di supporto tecnico-logistico. Alla Cara dei Plotoni, prova considerata la più «militare» tra tutte, hanno partecipato le formazioni di tutti i reparti alpini e di 3 rappresentanze straniere (Germania, Spagna e Polonia) con personale che ha dimostrato un particolare agonismo e spirito competitivo che trovo emblematico di questa edizione. l 2 plotoni composti esclusivamente da alpini donne hanno dato una grande dimo-

strazione di compattezza, spirito di sacrificio e determinazione nel portare a termine tutte le prove di questa storica gara. A loro va un complimento particolare. La vittoria è andata al plotone del s· reggimento di Vipiteno (Bz). Al mio plauso per loro voglio unire anche quello per i Paracadutisti del 4 • reggimento «Ranger» di Bolzano, che si sono aggiudicati il «Trofeo Medaglie d'Oro Alpine», e per il Centro Addestramento Alpino di Aosta, vincitore davanti a Romania e Stati Uniti del «Trofeo dell'Amicizia»,•particolarmente significativo proprio per il senso che i numerosi atleti intervenuti hanno saputo dare alla competizione. Per quanto ho visto ed apprezzato, posso sicuramente affermare che anche la 6 t edizione dei Ca.STA è stata capace di coinvolgere tutti i partecipanti in maniera totale. Non posso, quindi, che ringraziare tutti gli atleti, uomini e donne, per il grande entu siasmo che hanno messo in mostra fin dal giorno dell'inaugurazione. Mi auguro di ritrovar/i con la stessa carica e con lo stesso spirito nell'edizione del

2070.


INTERVISTA AL COLONNELLO PAOLO PAVANO, RESPONSABILE DELLE ATTIVITÀ SPORTIVE DELLO STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO (a cura del Colonnello Marco Ciampini Direttore di «Rivista Militare»)

L'Esercito è una struttura vitale che vive in mezzo alla gente e per la gente, partecipando a tutte le attività della società civile, t ra le quali assume particolare rilevanza quella sportiva. Può illustrarci perché è importante la sua presenza nel mondo sportivo? Qual è il significato sociale di tale partecipazione? A premessa appare necessaria una rapida riflessione sui mutamenti occorsi alla Forza Armata in questo lasso di tempo, primo fra tutti il passaggio dalla leva al professionismo che ha imposto un deciso cambio di prospettiva, indirizzando la Forza Armata verso una maggiore interazione con gli altri settori della società italiana. Questo maggiore dinamismo Un momento dell 'intervista.

non riguarda solo il tradizionale campo della sicurezza e della difesa ma si apre anche ad altri settori. In tale contesto è quindi naturale che la F. A. ricerchi ogni possibile sinergia con quelle Istituzioni ed organizzazioni, comprese quelle sportive, in grado di concorrere, in un 'ottica di piena collaborazione. Il definitivo affermarsi del soldato professionista apre quindi una pagina nuova anche nell'ambito dello sport militare. Lo sport, come sappiamo, è anche uno straordinario veicolo informativo. Qualsiasi rotocalco, sia esso stampato o televisivo, anche non specialistico, dedica una rubrica, un approfondimento o un articolo al mondo dello sport. Ritengo che il successo mediatico, di livello planetario, legato a questa attività dipenda dal peso dei valori morali e di crescita che è in grado di diffondere servendosi di un linguaggio, quello motorio, di facile interpretazione e di sicuro appeal, specie tra le giovani generazioni cui dovremmo sempre guardare quali consegnatarie future della nostra società. L'Esercito, già da qualche anno si è allineato a questa visione, legandosi sempre di più all'ambiente civile ed utilizzando proprio lo sport quale mezzo per la promozione della propria immagine. Potremmo dire che sta uti-


lizzando il linguaggio onnicomprensivo dello sport per dialogare con la società esterna e farle scoprire tutto quel patrimonio di valori socialmente rilevanti che gli sono propri, ma che molto spesso sono rimasti legati a stereotipi della vita militare percepiti quali obsoleti e vincolanti. Gli atleti «con le stellette» conseguono risultati di grande rilievo in diverse discipline sportive. Può delineare brevemente alcuni dei principali risultati raggiunti? Quale tipo di preparazione consente di conseguirli?

Farei riferimento all'ultimo quadriennio trascorso, da quando è stato approvato dalle S.A. la nuova riorganizzazione del comparto sportivo della F.A. che ha awicinato l'Esercito al mondo sportivo cosiddetto d 'èlite. Ebbene, in questi pochi anni, la Forza Armata ha portato propri atleti a partecipare ai XX Giochi Olimpici Invernali di Torino, vincendo due medaglie di bronzo e, solo due anni dopo, a rappresentare il Paese a Pechino, sede delle XXIX Olimpiadi dell'era moderna, con ben 20 atleti iscritti in 8 discipline diverse e dei quali uno è tornato con l'argento al collo. Ecco, questi sono i risultati più eclatanti, ma

Campionato italiano di cross.

ormai possiamo affermare che in qualsiasi consesso di livello internazionale, l'Esercito è presente con i propri rappresentanti. Inoltre, ai Campionati del Mondo di nuoto, svolti negli impianti del Foro ftalico a Roma, l'Esercito ha «piazzato» tre atleti sul podio, e di questi uno è tutto d 'oro. In generale io farei riferimento ad un intero movimento che è in crescita e questo dipende essenzialmente dall'aver operato con un progetto pilota. Oggi, nello sport come nella vita, non si può sperare di essere competitivi improwisando. La preparazione che consente di ottenere tali risultati è owiamente severa. Una grossa opportunità è stata offerta dal Decreto che ha consentito di arruolare direttamente quali volontari in ferma prefissata di 4 anni atleti in attività considerati «di interesse nazionale» e dalle nuove forme di collaborazione intraprese con le Federazioni nazionali, che hanno reso più agevole ed efficace la pratica sportiva. La ricetta del successo è semplice: chiarezza di intenti, lavoro a progetto e motivazione degli atleti che scendono sui campi di gara. Certo, anche l'investimento finanziario ha la sua importanza.


L'attività sportiva e fisica in senso più generale è da sempre abbinata alla preparazione di un buon soldato, tesa al conseguimento del benessere psico- fisico e delle particolari attitudini necessarie per svolgere questa gravosa ed impegnativa attività, sia sul territorio nazionale sia soprattutto nei Teatri operativi esteri dove l'Esercito è sempre più spesso impiegato e dove tale tipo di preparazione è a dir poco vitale. Può darci una visione chiara e concreta del come e perché la pratica sportiva e fi sica in generale risultano così determinanti per il mestiere di soldato o, come si dovrebbe più esattamente dire, «per la missione» che i nostri militari svolgono quotidianamente? • La storia insegna che gli Eserciti più efficienti erano formati da professionisti ben addestrati. Pe r esercitare la professione, o la missione come dice lei, negli ambienti operativi moderni è necessario possedere qualità psico - fisiche e una capacità d i A ttività di Biathlon.

concentrazione a livelli costantemen te elevati; pertanto, diventa necessario rag giungere standard fisici e menta li di tutto rispetto . L 'attività fisica, intesa come educazione motoria e quella sportiva, di t ipo più performante, sono tra i mezzi privil egiati per conseguire questi scopi. Forza e resistenza, anche combinate fra loro, sono le capacità fisiche maggior m en t e interessate ad un programma di lavoro che ne consenta il conseguimen to d i un livello minimo da mantenere o co nso lidare con l'esercizio. Fondamentale è ricorrere sempre a personale qualificato e non improvvisare nei dosaggi dei carichi di la voro. La pratica sportiva, specie nelle discip line di squadra , è, invece indicata per affi nare quella percezione di un ob iettivo condiviso dal team di lavoro ed aiuta a sviluppare quelle dinamiche di gruppo così vicine ai contesti opera t i vi cu i si è fatto riferimento . Non ultimo il fattore uma no che conn ota sempre chi proviene da un 'espe r ienza nel mondo dello sport.


Francesca Dallapè.

Insomma, le discipline aerobiche sono sicura mente quelle più allenanti per un militare. Accanto a queste si può sviluppare la forza muscolare attraverso eserciz i di potenzia mento a carico naturale e con sovrappesi senza, tuttavia, la necessità di appesantire inutilmente le masse muscolari. Pertanto, l'incidenza di una preparazione fisica nell'economia più generale dell'addestramento militare è senza dubbio notevole. A · similitudine di quanto awiene con altre attività formative ed addestrative, direi che un livello di base deve essere obiettivo di tutti mentre l'affinamento delle capacità dipende dall'impiego e dagli incarichi di assegnazione.

Come ritiene che l' at tiv ità adde strativasportiva condotta in comune possa migliorare lo «spirito di corpo» e il benessere morale e psichico di una unità militare?

Al di là della preparazione sportiva di tipo agonistico richiesta agli atleti dell'Esercito e che consente, insieme all'impiego dei singoli, i ri sultati prima ricordati, qual è secondo lei il tipo di ginnastica che deve praticare un buon soldato per essere pronto ad adempiere ai propri compit i? Quale deve esserne il peso nell'attività addestrativa? Le attività più «paganti» per migliorare la condizione fisica del target soldato professionista sono certamente quelle di tipo aerobico (corsa, nuoto, ciclismo, sci di fondo), caratterizzate da un esercizio lento e protratto nel tempo che si realizza con pochi mezzi e, soprattutto, riduce il rischio di incorrere in infortuni. In effetti le attività svolte di tipo aerobico si traducono in un miglior apporto di ossigeno e nutrimenti ai tessuti, riduzione della frequenza cardiaca a riposo e con il risultato che il cuore non si affatica. Riduzione della pressione arteriosa, aumento del metabolismo e quindi minore rischio di problemi di obesità, diminuzione della fatica e aumento della resistenza. Tutto ciò comporta di riflesso effetti benefici sulla psiche.

Semplicemente per il fatto che la vita in comunità determina la condivisione di problemi e la ricerca di soluzioni comuni nell'ambito di un gruppo. Lo «Spirito di corpo» in questo funziona come una dinamica sociale, laddove la stessa vita in comunità può rappresentare un problema, principalmente perché va regolata e comporta la riorganizzazione delle proprie esigenze personali. Dopo l'empasse dei primi momenti, però, il gruppo diventa solido, coeso e tendente ad un obiettivo comune ed il singolo si ritrova e riconosce nella comunità. L 'unione fa la forza, in sostanza. Questo lo insegnano le squadre sportive, ma, come accennato in precedenza, è un patrimonio tipico della struttura organizzativa militare.

In conclusione, che cosa si sentirebbe di dire, in tutta franchezza, agli atleti del nostro Esercito e a tutti i militari, giovani e meno giovani, che quotidianamente si addestrano, anche fisicamente, per svolgere il proprio compito? Direi loro di credere sempre in ciò che fanno e di continuare a coltivare le loro aspirazioni, a nutrire i loro sogni e di porsi costantemente degli obiettivi. In fin dei conti la vita non è sempre semplice. Il vivere le esperienze quotidiane, aiuta a migliorare noi stessi ed il nostro rapporto con gli altri. In questa visione, lo sport è una parabola eccezionale dell'esistenza umana.


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