-'-RIVUTA
IIILITARE
Direttore Responsabile: Marco Centritto Hanno collaborato per la correzione dei testi: Sara Greggi per il progetto e l'elaborazione grafica: Antonio Dosa Autorizzazione del Tribunale di Roma al n. 944 del registro con decreto 7-649
©2006 Proprietà artistica, letteraria e scientifica riservata
Fotolito e Stampa Società Editrice Imago Media S.r.l. Zona Industriale, loc. Pezza- 81010 Dragoni (CE) Tel. 0823 866710 • e-mail: lnfo@imagomedia.it
SCUOLAINTERF.ORZE PER l:A DIFESA NBC f_' ATTIIIITA' UIJNDUil~UALE
DELLE FUIIZE Allii/IATE ALLA DIFE~A DHIIIIIIIJA, BIULUUIIJA, llADIULUUIDA E NUDLEAIIE IDBIINJ ~UL TEillliTUiliU
2
Convegno interministeriale sulla risposta ad eventi intenzionali o accidentali di natura chimica, biologica e radiologica sul territorio metropolitano. Sintesi del Convegno on il profilarsi del dschio di attacchi tenoristici condotti con l'impiego di aggressivi chimici, biologici, radiologici e nucleari (categorizzali tra le armi di distruzione di massa) l'Unione Europea ha dich iarato, in occasione degli attentati di Mad•·id nel marzo 2004 e di Londra nel luglio scor-
C
\'i là concorsuale che il Min iste-
so, che questo tipo di minaccia riguarda tutti e che nessun Paese può considerarsi immune. Pertanto, l'UE ha sviluppato una strategia a medio e lungo termine articolata su una serie di ob ie lli vi, tra i quali sp iccano non solo le attiv ità di prevenzione ma anche la capacità di gestire le conseguenze di una potenziale azione terroristica condotta con la citata tipologia di ordigni. Proprio su quc Lo secondo aspetto si è incentrato il primo convegno interministeriale. L'attenzione è stata rivo lta all'att i-
rappresentant i dei suddetti Organi e Agenzie dello Stato ha fa,·orito la conoscenza reciproca, consentendo così di tessere contatti e real izzare si nergie per m igl iorare l'efficienza del di spositivo di rispos ta già delineato con apposit i p ian i a li vello centrale e periferico. umerosa s i è rivelata la partecipazione a questo convegno, che ha \'isto riuniti ci•·ca cento qualificati partecipanti, metà dei quali al di fuori delle Forze Armate. Tra le più autorevoli personalità sono da annoverare il Sottosegreta•·io di Stato alla Difesa Se nato-
4
ro della Difesa poteebbe esprimere, unitamente ad ahri Organi dello Stato, nella gestione delle conseguenze i n caso di rilascio accidentale o intenzionale di agenti ch imici, biologici, radiologici c nucleari (CBRN) su l terri to•·io metropoli La no. La partecipazione a l convegno dci
re Rosado Giorgio Costa, l'Onorevole Giuseppe Zamberlcui, il Senatore Angelo Ma1;a Cicolani, il Prefetto Riccardo Compagucci, il Generale di Corpo d'Armata Gaetano Romeo, il Comrammiraglio Luciano Callini, I'Ispellrice Nazionale della CRI Mila Brachetti Peretti. 11 Generale di CoqJO d'Armata Gaetano Romeo, Ispeuore per la Formazione e Specializzazione dell'Esercito, ha aperto il com·egno sottolineando l'innalzamento della percezione della minaccia di attentati chimici, biologici e •·adiologici, augurandosi che dall'emergenza <<lerrorismo>> possano scaturire capacità organizzative, operati\'c c funzionali in grado di migliorare l'attività di prevenzione e risposta alle specifiche ct·isi, souolineando come nel campo BC l'Ltalia ricopra, nell'ambito dell'Unione Ew·opea, un ruolo di assoluto rilievo. 11 Sollosegrelario di Stato alla Di fesa Rosario Giorgio Costa, portando il saluto del Ministro della Difesa e del Presidente del ConsigUo, ha sottolineato come le Fot·ze Armate si preparino, ogni giomo di pitJ, ad assoh'erc i compiti assegnati e acl essere al servizio della colletti\ i là nazionale, delle esigenze e del dvere civile, consapevoli dell'importanza che in campo nazionale r iveste la p•·oblcmatica CBRN. Nella prima sessione del com·egno sono stati esplorati alcuni scenari di riferimento canne i al rischio CBru , già adottati in ambito intemazionalc al fine di testare le capacità di risposta c l'adeguatezza delle risorse messe a disposizione. Rappresentanti elci
,·ad Organi cd Agenzie interessaLe- tra i quali i Mini led dell'Interno, della Salute e della Dife a nonché il Dipartimento della Protezione Civile - hanno illustrato
n10li e ,-esponsabilità in caso di eventi CBR . Iella ua relazione intt·oduttiva, il Generale di Bt·igata Piet· Paolo Lunelli, Comandante della
Scuola ~BC, ha parlato del richio chimico, biologico c radiologico illustrando alcuni possibili scenm·i di •·ifcrimento al fine di pianificare una rispo ta adeguata. Jn particolare, ha evidenziato la necessità di prcfigurare quali potrebbero esse1·e le forme di azione del terrorismo internazionale nei prossimi quindici anni pc•· migliorat·c il dispo ·itivo di prevenzione c di comraslO, il che richiederebbe uno sforzo congiunto delle Istituzioni ci\'ili c militari nonché del privato. Ila altresì evidenziato che la probabilità di un evento terroristico di tipo CBR è generalmente ritenuta bassa, tutta' ia le con ·egucnze sono talmente rilc\·anti da giustificar·c l'allocazione di ri·or ·e per pt·e,•cnire o quantomeno contenere il danno. L'Onorevole Giu eppe Zambedctti, Presidente deii'Jstituto Studi c Ricerche pct·la Protezio-
5
ne e Dilc a Civile non ha esitato ad affermare che in Italia la Difesa Civile è un setwre da troppo tempo trascurato; ha chiatito come nel 1968 il Parlamento si oppose per motivi politico-ideologic i alla sua proposta di mantenere o mogenee cd unite le due facce de lla s tessa medaglia: Protezione Civile c D ifesa Civile . Da a ll ora, la Difesa c ivil e soffre di un vuoto nom1ativo che è necessario colmare. Solo in tale maniera, suggerisce l'Onorevole Zamberletti, potremo affrontare meglio le emergenze, comprese quelle CBRN. È necessario, quindi, dotare il Paese di una normati\'a chiat·a, seria e coraggiosa; è essenziale sapere con certezza chi comanda e, soprattutto, chi gestisce la preparazione di un'iniziativa interforzc. Il Prefetto Riccardo Compagnucci, Direttore Centrale della Dirc!>a Ci\'ile pre!>so il Dipat·t imento Vigili del F uoco, Soccoeso Pubbli co c Difesa Civile del 6
.
Ministero dell'I nte rn o, ha illustrato il ruolo del Di castero in materia di d ife sa c ivi le soffermandosi su lla pianifi caz io n e deJla risposta al terrorismo e su ll e ese rc itazioni, i rapp o rti con l'autorità giud iziaria, le autorità locali, co n la stampa e la popolazione. Ha mpp t·esenlalo anche la necess ità d i «Separare » la Difesa Civi le dall'eve nto c he la rende temporaneamente ri leYante per farla diventare, come ora è per la Protez io ne Civile, un modo di pen sare al quale conformare pianifi c azi one ed aspetti o rganizzativi. U Dottor Marco Musella della Di rezio n e G e ne ral e della PreYenzione Sanitaria del Minis tero della Salute ha evi d enz iat o il ruolo s\'olto dal s uo Mini ste ro nell'elaborazione de lla risposta ad e\'enli CBRN, a sa lvag uardia della salute pubb lica. In pa rticolare, ha illus trato le funz ioni del Centro per il Controllo de lle Malauie e il fondamentale compilo
eli identificazione del rischio e eli attuazione, in otlemperanza alle vigenti disposizioni in mate ria di biote norismo, di specifiche misw·e preventive. Ha, inoltt·e, parlato della necessità di organizzare e incrementare le attività eli intelligence, l'opportuni là eli verificare la corret ta informazione fornila dai media, l' es igenza di programma t·e c preci isporre le risorse strumentali , chimiche e farmaceutiche atte a fronteggiare le emergenze bioterroristiche. Il rappresentante dello Stato Maggiore della Difesa, Capitano eli Vascello Pio Forlani , Capo Ufficio Ricerca e S\·i luppo del IV Reparto, ha operato una valutazione del ri schio nucleare. racliologico, chimico e biologico, sotto il profilo CÌ\"ile e militare. Ha poi sottolineato c he le Forze Armate con tinue1·anno acl assicurare la piena disponibilità ne l fornire risorse alla nazion e, a seconda de i compiti da assolve-
l
re, con l' urgenza che evenli di questo tipo richiedono, mediante la consolidata operatività del le strutture centrali e periferiche di Forza Armata ed inrerforze. Nella seco nda. sessione sono stati mustrali g li aspelli co nce ttuali ed organizzativi dei concorsi delle Forze Armate negli scenali CBRN. L'lngegner Renato Riggio ha illustrato i compili della centrale DC-75 di Montelibretti e le relative prospettive di sviluppo. In seguito, il Dottor Loris Munaro del Dipanimenlo dei Vigil i del Fuoco ha parlato degli ammaestramenti tratti dalle eserci tazion i CBRN effettuate in Italia e ha segnalato l'importanza di disporre piani ai diversi livelli, di svolgere esercitazioni per testare tali p ia ni nelle macra aree d i ComandoControllo e coordinamento, telecomunicazioni , s istema eli risposta, procedure operative, TJjage e gestione della comunicaz ione pubblica. Il suo contributo si è
rivelato ricco di spu nti e di evidenti riferimenti agli eventi di Madrid e d i Lo ndra. Il Colonne llo Roberto Milano ha trattato deJ r uolo del Comando Operativo di vertice I nterforze nella redazione d el piano inlerministeriale contro attacchi terroristi ci di tipo BCR. Ha prosegu ito so ttolin eando l'importanza e il valore della pianificaz ione congi unta e ha presentato il neo costi tuito Centro Operativo Difesa (COD) per la gestione dei concorsi della Difesa in caso di emergenze s ul territorio nazionale. II Te nente Colonnello Fulvio Bellassai e il Capitano Claudio Guarliello, rappresentanti del 7° Reggimento Difesa NBC «Cremona>>, h anno evidenz ialo il particolare ruolo d i questa unità specialistica spiegandone compiti, missioni svolte ed io corso, assetti specialistici e mate1iali. Il Tenente Colonnello Bellassai ha, qui ndi, operato attente considerazioni sui concorsi
richies ti e sLùle primità, mentre il Capitano Guarriel1o si è soffermato sul concorso fom.ilo dalla NATO alla Grecia in occas ione dei giochi olimpici del 2004. L'aspetto relativo a l possib ile impiego di ordigni esplosivi car icali con agenti contaminanti è stato trattato dal Colonnello Roberto Arcioni, Capo del Centro operativo di boni fica della Scuola del Genio . Il ruolo di questo Istituto, in particolare, rigu arda la formazione di militari e civili in questo specifico settore, formazione che assumerà veste inLernazionale a partire dall'anno prossimo . Un interven to del Comandan te della Scuola Inlerforze per la Difesa NBC, Generale di Brigata Pier Paolo Lune ll.i, ha chi uso il convegno trattando delle prospellive d i sviluppo deii'Islilu to nel settore dell'addestramento, tra cu i il nuovo p r ogetto della formazione a distanza .
D 7
APERTURA DEL CONVEGNO INTERVENTO DELL'ISPETTORE LA FORMAZIONE E LA SPECIALIZZAZIONE DELL'ESERCITO, GENERALE DI CORPO D'ARMATA GAETANO ROMEO Gemili Signore e Signori, desid ero innanzitutro esprimere il ringraziamento e il saluto dell'Ispettorato per la Formazione e la Spec ia lizzazione dell'Esercito e della Scuola lnterforze per la Difesa NBC c he oggi ci o norano di ospitare il Convegno sulla lo lla al terrorismo i n ternazionale. Il mio ringrazia mento particolare va a l Sottosegretario di Stato a ll a Di fesa Senatore Costa, a l Senatore Cicolani e a tutte le Auto-
rità c ivili e mi litari sia a li vell o naziona le c he a livello locale c he, con la loro sign ificativa presenza, cosi itu iscono una tangibile testimonianza dell'atten zi one c he da tempo vie ne rivolta alla problcmatica c he è oggetto del Conveg no od ie rno. Il Convegno ha come tema l'attività concorsuale delle Forze Armate a lla d ifesa ch imi ca, biologi ca e nucleare s ul territorio metropolitano, nell 'ambito della lot-
8
ta a l terrorismo internazio na le. Il suo scopo vuole essei-e quello di raccogliere riflessioni , c indicazioni per mig li orare la cooperazione tra i vali compart i dello Stato avvale ndosi de i contributi di qual ifi cati relator i che, fin d'ora, ringrazio p er la disponibilità e la collaborazione offerta. Le problemati che CBRN, oggi pil.1 che mai, sono di viva attualità a ca usa dello scenario mutato in term ini geopoli tici e geotecnologici; tale nuova s ituazione, l'ipresa in modo anche spettacolare dai mass media , ha comportaLo un ge ne rale inna lzamento dell a percezion e de lla minaccia ponandola ne ll a vita di tutti i giorni ed interessa ndo st rati di pop o la z ion e c he, fin o acl ora, so no stati in qualche modo scarsa mente sens ibili all'argomemo. l n questo contesto l'I tal ia, c he da sempre occupa un'area particolarmente cri tica nel Med iterraneo, è chiamala a frontegg iare con sempre m aggiore impegno e determinazione queste forme di minaccia che richiedono una risposta effic ien te ed efficace da parte delle Au torità compe tenti. rn un quadro del genere è molto importante c he le Istituz ion i, deputale alla Difesa Ci vile della collett ività nazionale, s iano realmente in grad o di operare e di interven ire, se ci fosse la necessità, senza dar vita ad allarmismi c he pou·cbbero ri ve lar si co ntroproducenti o addirittLu·a dannos i. Ripren dendo un pensiero d i altri, es primo l'aug uri o ch e l'emergenza terrorismo pos::;a trasformarsi in un fattore di crescita organ izzativa e cu lturale, accelera ndo il processo ve1·::;o un coordinamento ed una cooperazione tra organizzazioni di verse c promuovendo l'elaborazione di una pian ifi caz io ne integra ta per una ges tion e unita ri a de ll e emergenze. L'ap proccio c he le Fo1·ze Arma te possono offrire a lle Tstituzion i civili è quali ta tivamentc e qua nti tati vamente s ign ifi cativo; tra l'a ltro lo tes limo-
nia il ruolo preminente assumo nello specifico settore dalle Forze Armate ital iane che, in ambi to Unione Europea, i sono viste attr i buire là Presidenza del Gruppo di Progetto BC. Concludendo . r ibadisco la speranza che l'a ttività odierna possa esse re for iera di imere santi spunti tesi a migliorare la capacità operativa, organ izzativa e funzionale del Paese nell'attività di prevenzione c risposta alle crisi di matrice terrorist ica. Augurando a tutti voi un buon lavoro, dichiaro aperto il Convegno nazionale c cedo la parola al Sottosegretruio di Stato a lla Difesa Senatore Rosa1·io Co La.
SESSIONE DI APERTURA
INTERVENTO DEL SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA DIFESA, SENATORE ROSARIO GIORGIO COSTA Porto il saluto del Ministro Onorevole Martino e del Preside n Le del Cons igl io Onorevole Berlusconi. Quando le Autol"ità militari , che salu to tutte quante unitamente al1e Autorità civ ili presenti cd al Senatore Cicolani, mi hanno chiesto eli presenziare a questo Convegno, non ho esitalo. La consape,·olezza è che l'im pegno della Scuola lnlerforze pe1·la Di fesa NBC, in questo scL-
torc così delicato e così particolare, è la nuova frontiera dell'impegno delle Forze At·male Italiane verso la azione. Le Forze Armale Italiane s i preparano ogni gio.-no ad assolvere i compili loro assegnali per essere sempre più al serv iz io della collettività nazionale, dell e esigenze e del vivere Ci\·i lc. Ascolterò con intet-essc gli intet-\enLi che si succedet-anno, consape\ole dell'importanza della prob\ematica CBR in ambio nazionale. on mancherò eli •·iponare. m'Un sede dovuta, la concretezza c i suggerimenti che oggi e mergeranno da questa dolta conversazione, poiché l'Autorità Ministcriale è già consapevole dcll'inlportanza dell'impegno delle Forze At·mate in questo settore.
d io logico c nu c leare e relat ivi scenari di pi an if icaz ione nel quadro della lolla al terrorismo internazional e: questo è il contenuto del mio intenrento. Pri ma eli entrare nel vi\'O dell'argomento è necessario inquadrat-e il fenomeno a ll a luce degli LÙtimi avvenimenti. Quando vengono diffusi rapporti d i intelligcncc su possibili attacchi terroris ti c i c'è sempre qualcuno c he se la prende con g li allarm isti. Second o alcuni, paventare la poss ibilità che ordigni chimici o biologici \·engano usati nelle metropolitane. su-
PRIMA SESSIONE
Nella prima sessione del seminario si andrà ad esplorare il rischio chimico, biologico, radiologico e nucleare nonché alcuni scenari di riferimento. Rappresentanti dei vari Organi ed Agenzie interessate - tra i quali i Ministeri de111nterno, della Salute e della Difesa illustreranno ruoli e responsabilità in caso di eventi di questo tipo. Relazione inlrodwli\·a del Generale di Brigala Pier Paolo Lune/li, Comandante della Scuola Jnterfor7.c per la Difesa BC.
IL RISCHIO CHIMICO, BIOLOGICO, RADIOLOGICO, NUCLEARE E SCENARI DI PIANIFICAZIONE NEL QUADRO DELLA LOTTA AL TERRORISMO INTERNAZIONALE Introduzione Rischio ch imico, biologico, ra-
gli autobus e nelle stazioni è soltanto falsa propaganda. Altri, invece, sostengono che, in questo modo, si a li mentano sensazioni di paura c he si trasformano in osti lit à verso part icolari categot-ie di imm igrat i. Altri ancora r itengono c he gli allarmi mirano soltanto a tcrro.-ìzzare, il cbe è p.-oprio c iò c he i ten-oristi vogliono. L' «allarmismo» sta all'«inganno» come !'«allarme>, sta alla <<realtà, . Allarme e allarmismo sono due tcrm i n i dei quali si cogli e la d ifferenza solo
a posteriori, c ioè dopo un alle ntato. Ed è qu i c he spesso la criti ca si inverte, prendendosela con coloro che non hanno lanciato tcmpcsti\'amente l'avvertimento. È certamente difficile distinguere l'inganno dalla reallà, di fronte a minacce diffuse in tempo reale con i moderni mezzi di comunicazione. Decidere come re agi re acl in ti miclazion i dc l genere, che se rese effettive possono paralizzare la norma le vita delle società occidentali, è terreno impervio da esplorare. Persino in assenza di una reale capacità di dare seguito ad un intento criminoso, la sola minaccia provoca sgomento, inqwetudinc, insicurezza cd apprensione nella popolazione. L'Organizzazione Mondiale della San ità stima, in questi casi. un incremento del 30Qo nei ca ·i tlept·cssivi ( 1). I J-ecenti falli di Londra offrono numerose lezioni sul terrodsmo. La prima è che non cesserà. Al Qaeda è stata colpita in Afganistan, dove le sue possibilità di rifugio sono compromesse, i camp i eli addestramento smantellati, l'organizzazione dccimala, il sostegno fin anziar io ostacolato, i leader alla macchia. J guerrigl ieri della jihaud si devono muovere con cit-cospezione in un ambiente più ostile, dove le transazioni finanziarie \'engono monitorizzate, dove cose sempl ici come una chiamata al cellulare, il trasferimento di fondi cd il transito da uno Stato all'altro sono soggetti a un controllo più stretto. È vero, il network del terrore è stato danneggiato, ma i suoi obietti\'i strategici rimangono immutati. La <<Al Qaeda, di oggi, concettualmente, trascende l'organizzazione originale e ispira altre cellule collegate da sottili legami prevalentemente idealo9
gici . In altre parole, la rete terroristica di Osama bi n Laden è riu-
scita a rimodulare la forma organizzativa, da un lato rinunciando a radicarsi in un territorio statuale che poteva essere colpito (come l'Afghanistan, il Sudan ed ora l'Iraq) e dall'altro frammentando la propria influenza su tutt i i continenti. Ryad, Casablanca , Giacarta , lstanbul , Sharm El Sheik, Madrid, Londra e Bali hanno messo a nudo le vulnerabilità delle nostre società. Il Ler..-orismo ha preso di mira ristoranti, hotel, zone turistiche, complessi residenziali, chiese e sinagoghe, strade, bus, tre n i e metropolitane. La determinazione nel comp iere stragi in maniera indiscriminala fa sì che il trasporto pubblico costituisca l'obiettivo ideale. Offre, infatti, comodità di accesso e vie di fuga, la folla garantisce l'anonimità, l'ambiente chiuso esalta gli effetti dell'esplosivo, le conseguenze creano timore nella gente, fondamentale obiellivo dei terroristi . Ma c'è un'altra lezione che avremmo dovuto apprendere già da tempo. Le stragi, per quanto distruttive possano essere, so no sintomi di un virus che, secondo Lou is de Brugu iere (2) magistrato dell'antiterrorismo fran cese, si sta diffondendo in tutto l'Occidente ed è strettamente connesso alla globalizzazione. Nonostante la personihcazione eli Al Qaecla come il peggior male possibile, la sua distruzione non potrà considerarsi una vittoria fino a quando le organizzazioni del terrore continueranno a reclutare fanatici in maggior numero eli quanti siamo in grado eli neutralizzare. Sempre secondo Bruguiere, Al Qaeda rappresenta una minaccia maggiore che nel passato poiché ha attratto numerose reclute, ha riprodotto le sue cellule, ha clelocalizzato i gruppi armati e ha mo] tiplicato le connession i (3), assomigliando sempre più a una rete cibernetica, globali zzata,
lO
frammentata e potente, una sorta di virus della globalizzazione in continua mutazione. Nonostante la forte pressione esercitata s ulla rete del let-rore, a partire dal 2001 gli attacchi vengono portati mediamente ogn i tre mesi, senza tener conto delle attività nelle zone conflilluah quali Kashmir, Palestina, Afghanistan, Caucaso ed Iraq. Fortunatamente la magnitudo di questi at tacchi rende a seguire i modelli precedenti l' 11 settembre, sebbene da allora siano stati contati rnigliaia di vittime e fer iti. Si registrano, inoltre, elevati Hvelli d'ansia e di preoccupazione nel pubblico, soprattutto in seguito agli attentali di Madrid e Londra. Può accadere da noi? È vero che i servizi di sicurezza e di intelligence hanno evitato molti attacchi, ma bisogna sempre consid erare qualche insuccesso. I n Occidente, solo negli ultin"li quattro anni, si possono contare dai 30 a 40 tentativi eli attacch i ter-
roristici sventati dalle Forze dell'Ordine, di cui alme no ollo nel Regno Unito e tre in America. I n realtà, diamo per scontato i successi ma siamo inflessibih in caso di fallimento. Pensa te che in un documento uf-ficiale del cen tro britannico di analisi del terrorismo, diffuso appena un mese prima dell'attentato del luglio scorso, si dich iarava che nessun gruppo, tra quelli noti, possedeva nello stesso tempo s ia le inten zioni sia le capacità di montare un allacco . Purtroppo, sventare otto attacchi è valso molto meno che fallire in uno . Ci troviamo di fronte a un avversario che si adatta alla situazione ed impara dai suoi errori . I terroristi prestano ora molta attenzione alla segretezza delle loro operazioni ed agiscono in piccole cellule sEruLLando i con i d'ombra clell'intelligence. I servizj di sicurezza non possono essere ovunque e, quindi, non sono in grado di registrare tutti i complotti che stanno maturando. Questo è un dato di fatto .
La rete (4) della jihaad copre tutta l'Europa. dalla Polonia al Portogallo, g razie alla diffusione deJJ'islam radicale tra i discendenti degli im.m igrati reclutati per ricostruire il continente dopo la seconda guerra mondiale. Secondo uno studio del Centro Nixon, su un campione di 373 volontari mujabideen, i francesi erano il doppio dei sauditi, i britannici superavano l'insieme eli sudanesi, yemeniti e libanesi. Nel marzo del 2004, quando il capo della polizia londinese dich iarava che un attacco terroristico a Londra era inevitabile, venne scoperto un complotto che comprendeva nove britannici eli origine pachistana e sequestrato mater iale esp losivo in grande quantità. Fino all ' l l marzo 2004 esperti e osservatori internazionali consideravano l'Europa una sorta di retrolerra logistico, ù tilizzato per l'attività eli proselitismo, per organizzare l'invio nell e zone di gue.-ra di militanti muniti di documenti fa lsi e per raccogli ere denaro in supporto alla jihaad. Ora, da retro terra logistico l'Occidente è diventalo campo di battaglia, luogo eli azione dei reduci da Afghanistan, Iraq, Bosnja e Kosovo. Molti sono coloro che hanno lasciato l'Europa per aderire al la guerra santa. I sopravvissuti ritorneranno nel continente con alle spalle un'espelienza tale da far rimpiangere le Brigale Rosse, oppure l'IRA cosi cortese da tel efonare poco prima di un attentato. In Iraq, perfino l' uso delle carcasse di animali morti per nascondere bornbe è considerata una tattica superata. I fabbricanti di ordigni sono arrivati al punto di sostituire pezzi di marc iapiede contenenti con gegni dei quali ci si può accorgere quando ormai è troppo Lardi. Chi è pronto a combattere all'estero, ha dichiarato il Mini stro Giuseppe Pisanu (5), può essere pronto a combattere al l'intern o. Ques ta è un 'altra lezione che ci viene da Madrid e
da Londra. ((L'Europa è per il terrorismo un obiettivo e, al contempo, una base>>, osserva J av ier Solana (6) Alto Commissario per la Politica Estera e di Si c urezza e uropea . Obiettivo perché sono stati attaccati Paesi ew·opei, base perché cellule di Al Qaeda sono stale scope rte nel Regno Un i Lo, Francia, Germania, Italia, Spagna e Belgio. Gli fa eco Gijs de Vries, coordinatore antiterrorismo dell'Unione Europea, il quale descrive l'Europa come parte integrale del Dar al-Harb, il dom inio de lla g uerra. Riguardo all'Italia , En1anuele Spatm·o (7) cita lo sceicco 'U mar Bakrì , pach.istano di origine e residente a L ondra, il qual e avrebbe affermato che « . .. essendo l'Italia un terreno di battaglia per i musulmani nel mondo, eliveniano leciti una serie di obiettivi: le basi americane e della NATO, le ambasciate e le sedi diplomatiche degli Stati Uniti e Gran Bretagna, le sedi degli apparati dello Stato impegnati nella guerra contro l'islam e i musulman i, le caserme, gli Uffici della polizia e dei senrizi segreti>>. I fatti di Londra, purtroppo, ci dicono il contrario.· E questo è un a1lro insegnamento. I tetTOristi seguono la linea di minore resistenza e colpiscono gli obiettivi morb idi, quelli ch e n on s i possono proteggere. Paradossalmente Londra è la capitale che forse sta meglio di tutti : 25 ann i di esperienza con il terrorismo dell 'IRA hanno portato a sviluppare un sofisticato sistema di s icurezza dispiegato in Lulla la capitale , con migliaia di vicleocamere che coprono stazion i, treni, bus, e difici pubblici e privat i. A questo s i aggiunge una popolazione vigile e g uardinga, seconda solo agli israeliani, con alta probabilità di scoprire oggetti sospetti in brevissimo tempo. Pochi sistemi di trasporto urbqno ed interurbano nel mondo sono sotto con trollo come quelli londinesi. Ma
n ess un sistema promette il 100% d i sicu rezza, co me puntualmente si è verificato . L'individ uaz io ne degli obiettivi da parte dei terroristi è molto più faci le oggi di q uanto non lo fosse in passato. La rete in Lernel, per mezzo dei motori eli ricerca, C011sente di otte ne re fotografie e perfino immagini sateJIi Lari dei possibili target. Le ambasciate, dopo i fatti d i Tanzania e Kenja, sono d iventate fortezze e, quindi, obietlìvi duri. Di conseguenza i terroristi si sono indirizzati sui grandi a lberghi che, tra l'altro, sono simboli dell'influenza occiden,tal e in mo lte regioni del mondo . Alto è stato il bilanc io del le vittime : 15 n e l novembre del 2 002 in K enia; 12 ne ll'agosto 2003 all'Hotel Marriot a G iacarta; 34 n e l lug li o
2005 a Sharm ek Sh eikh. Ora anche gli al berghi stanno di ventando fortini nei quali il personale addetto alla s icurezza è cresciuto vertiginosamente. Ed ecco il terrorismo m uoversi verso obiettivi più morbidi, quali i ristora n ti, come è recentemente accaduto a Bali. La protezione dei luoghi pubblic i è difficile proprio p e rch è sono pubblici, ovvero di t utti. Control li p e r ime t rali, check point e restrizioni negli accessi procurer ebbe ro so lo ritardi e si ripe r cuoterebbero s ul costo e sulla qual ità d e l servizio. Chi vuole es tende re a tutti i luog hi pubblici i dispositivi di controllo utilizzati n egli aeroporti, non si rende con to delle enormi dHficoltà e elci costi associati . Inoltre , proteggere un luogo pubblico non previ ene atti di terrorismo poiché non fa altro che spostare il r ischio verso un altro luogo pubblico meno protello. Se si riempiono le stazioni di agenti di polizia e di posti di
control lo, i te rroristi si indirizzeranno verso le file di passeggeri che attendono eli transitare sotto i portali eli sicurezza, oppure nei supermercati e nei centri commerciali. Questo non sig nifica che bisogna perdere ogni speranza e ch e ogni ten ta tivo di proteggere è inutile. Molto è stato fatto dal l' l l settembre, tuttavia molto r iman e an cora da fare . Il controllo degli aeroporti non è sempre efficiente, i porti sono a risc h io, g li aerei cargo sono vulnerabili, le frontiere sono porose, gli stabilimenti ch im ici possono di ventare o biettivi e causare d isas tr i, i reauori n ucleari sono fonte di peric olo , i carri ferrov iari con prodotti ch imki sono bombe in movime nto, la catena alimentare è inclifesa. Quesle sono le principali lamentele. Tali settori richiedono certamente atte nzione, ma Lutti , purtroppo, competono tra loro e con priorità dive rse per accaparrarsi le limitate risorse disponibili. << Quella del terTorismo è una minaccia incombente e prolun gata n el tempO>>, ha recentemen te affermato il Ministro clell'Inlerno Giuseppe Pisanu (8) . Anche le analisi più prucl e n Li accordano a] terrorismo internazionaJe possibilità serie d i turbamento del1a sicurezza pu bblica per almeno altri 15 ann i. Che cosa potrà accadere in un arco eli tempo così lw1go? Il termrismo ha pesantemente influenzato la politica dell' Unione Europea . Un p iano d'azione p e r combattere questo fenome no è s tato messo a punto individuando i punti più vulnerabili (figura 1). Sulla parte sinistra della figma sono indicati i compiti di sicurezza all'interno del1e frontiere UE, 11
.
Compiti di s1curezza in ambito UE All'esterno deii'UE
All'inte rno deii'UE Protez:ione Sorveglfan:r;a ~ili ed controllo lnfrastrutfrontiere e coctc
t·
l
UHici pubblici, stazioni.. Servi:d pubblici Sitl a ri;chlo Porti cd aeroporti
Sorveglianza frontiere di Stato cd UE
l
Sorveglianza coste UE
Protezione rete dei trasporti
Protezione reti di dìs\ributione del cervlzl
Trasporti terrestri
Energia
l
Trasporti via mare c contrasto l in quinamento Trasporti via aerea
Acqua
Prote:done del pubblico
Protezione cltbdini
Protezione del personale "First Altri Hrvi:d l Rnponder• essenziali
Opernlonl l di slcu rn::z:a $U~rmt l!i m\1\\\rl t distnalonc covili di massa c sltl fuori daii'UE Disarmo. verifiche
Verificare monltorizzarc tracclart
Telefoni
Reti Informative
Imposizione delta legge
Sorveglianza
Opera:donl urnanlllrlc Sgombero d'emcrgc1111t connlllonali all'estero
siti
prvduzione c stoc'*ggio
Guhon• delle CriJI
-.omplto trasversale:
Protezione monetaria ed economica
~ ompito Trasversale:
Protezione Nucleare. Biologica. Chimica e Radlologica
~omplto Trasversale:
Comando e controllo. Sicurezza delle comunicazioni, applicazioni spaziall (Es. GPS) sorveglianza (es. satelliti. UAV. sllndardizzazione, interoperabilità
Figura l. l compiti di sicurezza all'interno cd nll'eswmo della UE.
quali la proLezione delle infrastrullurc, delle f1·onliere, la sicurezza elci 1rasporti, delle re l i d i distribuzione dei servizi c del pubblico. SLt ll a pane desLra, invece, sono ripona ti i compiti conne::;si a ll a srera d'azione al di fuori dcii'UE, quali il disarmo, le verifiche su lle at·mi di disn·uzione di massa e le operazioni di sicurcz;t;a a g uida europea . È interessante noLare come que::>te arcè eli inLervenlo, che a lot·o ,·oiLa comprendono ultct·iod ambiti spec ifici, s iano tagliate tra \'t:rsa lmcnte dal noto fallare CBRN (chim ico, biologico, radiologico e nucleare) che ha influenza su c iascuna eli esse. l seltori di intervento sono più di 25 c la grafica illustra molto bene sia la complcs. ità del problema s ia il rischio che gra\'a su lla società occidentale. Di quanta sicurezza abbiamo b isogno per affermare di posscdemc a su fricienza? ln altre parole, come m isurare l'efficacia della s icu rcna? Possiamo stabilire che l'assenza di attacchi è l'unico criterio? Rovesciando i termini. se 12
un Paese non subisce attacchi significa che possiede un'adeguata sicurezza? È diffic ile clan:~ una risposta univoca. Certamente è necessario c laboran:: una SLt·ategia che definisca le t·isorse indispensabili, le priorità nel tempo e iJ ri sc hi o residuo, che va in ogn i caso accclla to . L'allocazione delle risorse ric hiede un'analisi allenta e oggettiva, anche se poi ciò che realmente si fa è il prodollo di compromessi, eli vincoli di bilancio, di proiezioni a breve termine c eli minacce contingenti. Accettare il rischio Il l'ischio, come avremo modo di approfondire, può essere ridotto, ma non cancellato. Gestire il rischio, a l di là delle fo r mule. s i~nifica innanzilutto acccLtarlo. È più facile c hiedere a g ran voce maggiore s icurezza placando le paure della genLe che accogliere questo sem plice concetto. Per fortuna il rischio terrorismo per l'individuo è modesto, se non trascurabile. I dati JSTAT relativi alla cause di morte n el 1998 ci aiuLano a capire (Figura 2). cl 1998 era meno probabile restare vitLima di un auacco tcrrorisLico che essere colpili da un fui-
mine. Questo potrebbe ponare qualcuno a considerare pitl impot·LanLe proteggere il pubb lico dai fulmini piuttosto che dai lCtToristi. Era 1 000 ,·olle più probabile petire in un incidente stradale piuttosto che nel mezzo di ltt1aY.ione terroristica. Se avessimo subito un evento come quello dell'Il seLLembre, la probabilità di essere coinvolti in un attenLato sarebbe comunque u-e \'Oite infetiorc a quella di perire cadendo accidcntalmeme dalle scale (9). on ci sono nemmeno prove che il numero di azioni ten·orisLiche sia in aumemo. J dali del Dipanimento di Stato americano comano una media annuale di 300 incidenti, dal 1998 al 2002, la metà della media della fine anni 80. Questa è una notizia ras icurante per tulli gli indh,idui ma i pttti dati statisLici non ti\'clano le conseguenze emoLivc, sociali, politiche c perfino economiche di un attacco terroristico. L'obictti\ '0 del terrotismo non è solo cauat·e una strage, ma è anche sfruttare la paw·a e il Limore generati nel pubblico per produrre cambiamenti politici. l co::>ti economici non si misurano solo dai danni \'Ìsibili, ma comprendono anche quelli che derivano dalla metamorfosi dci componamenti del pubblico. Pensate alla contrazione dei viaggi aerei dopo 1' l J settem brc, allo spostamento verso mezzi di Lt·asporto d iversi dalla mell·opoli1ana, alla sceha di a lt1·e 1·cgioni dove andare in vacanza, alla semplice paura che genera effetti collaterali i quali incidono su lla produttività. Esaminare olo il numero di viUime e il dschio rclati\'O rispcLto ad altre cause di morte ~ignifica ign01·are il fot·tissimo impatto sociale dj eventi di questo tipo. Tullo questo non basta. l tischi illustrali nella tabella guat·dano al passato e non al futuro. Un attentalo che ha successo richiama imiL alor i, come è accaduto a Londra, aumentando così la Frequenza degli auacchi. Per caLalizzare l'auenzionc mediaLica i Ler-
roristi tendono a incrementare il numero di vittim e co n azion i multiple sincron i zzate, co m e , purtroppo, è accaduto. lnvestire risorse in questo settore diventa, quindi, un imperativo politico. Come è stato eviden ziato dai fatti di Madrid, i teiToristi mirano a destabilizzare la fi ducia dei cittadini verso i1 governo ed è proprio questo rapporto di fiducia che deve essere salvaguarda to. La sicw·ezza dal tetTorismo, inteso come fenom eno . è qualcosa di più della sicurezza dai ten-oristi. Sicurezza dal tenorismo significa non dover soccomber-e a l terrore. Sicurezza dal terrorismo significa essere preparat i, addestrali cd equipaggiati ad affi·ontarlo. Ed essa non s i reali zza solo con muri di cemento, barriere di acciai o o satelli ti , ma piuttosto con una valutazione realistica del pericolo che c o r-riam o un i ta a l coraggio nell'affrontarl o . Anche questo, forse, c i insegna Londra.
n nuovo e l'inaspettato Dopo questa doverosa premessa ent1iamo nel vivo del tema di oggi , spostando l'attenzione s ui possibili schemi di aziòne del ter-
rorismo. In termini di frequenza e probabilità r isulteranno prevalenti le azioni classi che, con modalità e mezzi simin a que1Le del 7 lug lio a Lo ndra. Non è però da esclu dere l'ipotesi che a c cada qualcosa di nuovo ed inaspettato. Javier Sola n a (10) rileva che «i
progressi compiuti dalla biologia sono in g rado di aumentare la potenza degli ordigni biologici negli anni a venire e che attentati con agenti chimici costituiscono una seria possibilità>>. Tullavia, lo scenar io più terri ficante è qu e llo in c ui gruppi teJToristici s i dotano di armi di distruzione d i massa. < <In qucsla ipolesi- prosegu e Sola na - un pkcolo gruppo
sarebbe in grado di infliggere così ingenti danni di cui, in passato, solo gli eserciti sarebbero stati capaci >> . Ques to è forse il lato oscuro del terrorism o. L'Amm irag li o Giampaolo Di Paola (11), Capo di S tato Maggiore de ll a Ojfesa, osserva ch e i trag ici attenta Li d ell' 11 seLLe m bre 2001 e dell ' l l marzo 2004 hanno
Principali cause di morte- ISTAT 1998 Tipo di incidente Terro risme '" trap:>~.lto) Fulmini Incendi e fuoco
n. decessi (98)
Probabilita su base popolazione italiana
7
l : 8.143.000
12
l : 4.750.000
334
l :
170.650
Incident i stradali
7706
l
7.396
Frattu ra arti
7929
l
7. 188
Cadute accidentali
9989
l
5.706
3000
l :
Even to tipo 11 set. , pot~
dimostralo che nessuno Stato può considerarsi al sicuro da un possibile attacco du-eLLo a lla s ua popolazione, a l s u o terri torio e alle su e infrastrutture. Prosegu e sostenendo che un numero sempre maggiore di Paesi sta acquisendo o, potenzialmente, è in grado di acquisire capac ità per condurre attacchi missilistici di tipo non convenzionale. Più l'evento sarà nuovo e inaspettato, p iù sarà rapida la sua immissione nel circuito m ed iat ico, più sti molerà una reazione modi fica n do la percez io n e del pubblico, p iù influenzerà ]a politica e, quindi, la strategia d el governo in carica. Per eventi r il e vanti basta solo qualc he ora. 11 nuovo e l'inaspettato è pr-oprio lo scenario chimico, biologico e radiologico di cui all'acronimo CBR. Alcune domande sor gono sp ontanee. È veros imile che w1 singolo o un organizzazione possano procurars i o produrre armi CBR? Quanto è facile attivare queste anni? E diffondere gli agenti? Con quali conseguenze? Esaminiamo i falli in lelle ratura. A Londra è stato usato esplosivo convenzionale . Gli ottimis ti rilevano che non sono state utilizzate armi eli djstruzione di massa e sostengono ch e i terroristi non hanno bisogno eli ordigni sofisticati poiché preferiscono c iò c h e è pronto all'uso. inoltre, è improbabile che li a bbi a n o perché se li avessero li avrebbero già impiegati. P er gli scettici, invece, la questione delle armi di d istruzione eli massa non è più una questione di «Se accadrà>> ma cli<<quando si m anjfesterà». Il numero di vi ttime del terrori-
19.000
Fonte : ISTAT 2002 dati 1998
Figura 2. Comparazione: delle l'illim c da terrorismo con le <ìltrc cause di morte.
13
smo tipo CBR , d all'inizio degli anni 90, è dell'ordine della ventina (1 2 ), un n um ero molto pii:t basso delle vittime del terrorismo internazionale (13) (725 nel 2002 e 625 n el 2003) . In letteratura sono segnalati du e casi eli organizzazioni che hanno colpito un elevato numero di persone. Il primo, accaduto ne l 1984 n ell'Oregon, riguarda 750 casi di contagio con l'agente tifo (con esito non fatale) da p arte della setta Rajneesh. Il secondo, da collocarsi nei primi anni 90, è coll ega to all' u so di agenti chimici e biologici da parte d ella setta giapponese Aum Shinrinkyo. Dop o aver tentato eli diffondere il bacillo d el botulino, il gruppo
r i fero e che ha provocato sette vittime e 270 ospedali zzati. Un secondo tentativo, quello più noto della metropoHtana di Toki o nel 1995, ha invece causato dodici vitlime e 5 500 ospedalizzali . Numerosi sono i casi minori, tra i quali si annoverano tentativi d i conta minare reti idrich e sia in Europa sia in Nord Ameri ca. Celebre è il caso d ella d iffu s io n e de ll 'agente antrace nel 2001 n egli Stati Un i ti: poch issi me vit lime ma alto effetto me-
Fi!!ura 3 . La sede de lla se lLa ha en;esso nel 1993 g randi quan tità di a ntntcc per mesi, pe r fortuna di lipo non letale per l'uomo.
Sede Aum Shinrikyo Tokio- 1993 (fumo contenente antrace)
sono s tati 1·egistrati tentativi di attacchi contro centrali nucleari . Più numerose sono state le intimidazioni, t ulle pe1· fort una senza seguito, di fare d e tonare arm i nucleari. In ambito radiologico ufficialmente è stato registrato un solo caso, quello J·el a ti vo a ribelli ceceni che hanno parzialmente in terrato una capst!la di cesio 137 in un parco di Mosca. In questo caso, un even to può essere assun lo come esempio d e lle possibili conseguenze di un attacco ad un impi anto nucleare. Si tratta del b e n nolo incidente eli Chernobyl, accaduto nell'aprile del 1986, con centinaia di vittime, d ec in e di migli aia di kmq di area contaminata, centinaia di migliaia di sfol lati. notevole incremento dei tumori e mollo altro ancora. Sia i gov.emi sia le opinioni pubbl iche guardano con preoccupazione crescente l'eventualità che organ izzazioni tetToristiche possano acquisire armi di distruzione di massa. « ... informazioni provenien-
ti da qualibcati circuiti internazionali ci dicono che Al Qaecla sarebbe in grado di impiegare sostanze mol to nocive in azioni ten·oristiche e che dispoJTebbe, a questo fine, di una articolata strultw-a per l'addestramento aJJa produzione, manipolazione ed utilizzo di aggressivi chimico-batteriologici>>.
passò a sviluppare l'antrace, spargen d o il baLterio in un ' area di Tokjo a partire dal 1993 (figura 3). F ortuna vo11 e che entrambi i tentativi falJissero. Per qu anto riguarda l'antrace, la setta non era, infatti, a conoscenza di aver combinato una varietà non tossica, utilizzata per la vaccinazione del bestiame . Non soddisfatta d ei riSLÙtati, è passata, quindi , alla manifattura d el Sarin, un gas nervino che è stato ini zialmente diffuso u tilizzando un a utocarro frigo14
diatico. Il p iù grave incid ente chimico è, invece, avvenu lo in India nel 1984 a B op hal , d ove venne rilasciata n ell 'aria una consistente quantità di isocianato di me ti) e . La nub e toss ica provocò 5 000 vittime e 200 000 colpiti, molti d ei quali con invalidità permanente totale. Pur trattandos i di un incid e nte, l a gravità d egli effetti evidenzia i] potenziale pericolo di un' ipoteti ca diffusione intenzionale. In di verse regioni del mondo
Queste le parole del Ministro dell'Interno, Onorevole Giuseppe Pisanu (14), n el gennaio del 2003 durante un'audizione alla Camera dei Deputati. In base a queste premesse, tratte da cas i co ncre ti , bisog na essere realisti ed assumere che il lrend d e l rischio in campo chimico biologico, radiologico e nucleare s ia in evitabilmente in crescita. Indicatori sono ]e obiellive d iffico ltà nell'acquisire dati di in telligence, l'espansione della pi-oli ferazione nucleare (India, P akistan, Iran e Corea del Nord), la più facile disponibilità di attrezza ture per la produzione agenti CBR in relazione al carat-
tere dual use di queste tecnologie e , infine, la maggiore diffusione del1a conoscenza necessaria a produrle . Particolare inquietudine, come ravvisato da Javi er Solana, desta lo sviluppo della biotecnologia, con la proliferazione di centri d'eccellenza, al pari di quanto è accaduto nel secolo scorso nel campo della fi sica. A questo punto è opportuno ap1ire una fines tra sulla defin.izione di «rischi o» e alcuni ter mini a d esso correlati. Si tratta di un aspetto tecnico che è doveroso affro nta1·e pe r comprendere meglio le dinamich e in atto. nruschio Molteplici so n o le rappresentazioni mat e m a ti c h e d e l r isc hio. Con una formula semplificata il Rischio (R) è d efinito co me prodo tto di due rauori: la probabilità (P) che si verifichi un evento specifico; le conseguenze (C), ovvero la magnitudo degli effetti causati dall'evento. Rischio (R) =[Probabilità evento(P) x Conseguenze (C)]. Nel settore della sicurezza prevale l'utilizzo di una formula più compl ess a (1 5 ), di d e rivazione militare, dove la Probabilità dell'evento (P) è scissa in due componenti: Minaccia (M) e Vulnerabilità (V), a loro vo lta misurate in termiru di probabilità . Rischio CBRN (R) = [Minaccia (M) x Vulnerabilità (V)] x Con seguenze (C). In questa nuova formula: • (R) Rischio è Lm valore, ossia il 1isu;ltato della combinazione della probabilità di w1 evento terroristico e della m agni tu do delle conseguenze. (unità dì misw·a: basso, moderato, alto, estremo); • (M ) Minaccia è la misura della pro babil ità c he uno specifico tipo di attacco CBRN (definito, ad esempi o, in uno scenario) sia p o rtato c o ntro uno obie ttivo (16); • (V) Vulnerabilità ~ la misura della probabilità che i disposilivi di s1curezza , di sorveglianza e di
prevenzione preclisposti per contrastare lo scenario vengano meno, in altre parole falliscano; • (C) Conseguenze rappresenta la misma della magnitudo degli effetti negativi, qualora un attacco abbia successo.
Il rischio è mùlo in assenza di minaccia, oppure quando esiste m inaccia ma non ci sono vuJnerabilità sulle quali applicarla. Quando s ia la Mina ccia sia la Vllinerabilità superano una certa soglia le Conseguen ze possono avere un valore molto alto. Il fattore Minaccia (M) è stTettamenLe connesso a due parametri. In primo lu ogo , la vo lontà di Farne uso, ossia l' intenzione e la motivazione a compiere tali atti. In secondo luogo, l'effettiva capaci tà di utilizzai-e agenti chimici, biologici, radiologici e nucleari, funzione d a w1 lato dell'effettiva disponibilità di ordign i e di mezzi di lancio e dall'altro dell'indispensabile conoscenza tecnica. L'intenzione e la volontà di fare uso di ordigni chim ici, biologici, radiologid e nucleari , congelata nel periodo della Guerra Fredda con lo stntmento della de tenenza e il timore della litorsione, è stata chiaramente espressa in più occasioni da più di una organizzazione terroristica. In proposito, la leadership di A1 Qaeda ha dichiaralo che l'acquisizione di armi non con venzionali è addirittura un «d overe religioso». Gli scen ari possibili sono numerosi. Proviamo a disporne aJctmi in un grafico a dispersione (figura 4). Sull'asse delle ordinate poniamo la probabil ità dell'evento (combinazione di Minaccia e Vulnerabilità). La scala di misura comprende quattro tipologie: improbabile, possibile, emergente, probabile. Sul l'asse delle ascisse
collochiamo le Conseguenze, ovvero la magnitudo degli effetti. La scala di misura deJJe consegtienze include quattro tipizzazioni: basse, moderate, critiche e catastrofiche. Per quanto concerne i.l nuclear e, al momento si può presumere che le organizzazion i terroristiche non possiedano ordigni d i questo tipo e , probabilmente , nemmeno la necessaria esperienza per il loro impiego, anche se non possiamo escludere l'acquisizione di effettive capacità nel futuro prossimo. Le coordinate di questo scenario potrebbero essere: evento al momento improbab il e , con conseguenze catastrofiche e t:J.-end in aumento (verso de l vettore freccia) , i n v irtù d e lla possib ili tà che organizzazioni terroristiche possano venir in posse sso eli arm .i nucleari. Più inquietanti e prossimi appaiono, invece, gli scenari biologico, chimico e radiologico (CBR), nei quali volontà e intenzione sono coniugate da u na capacità che è facilmente acquisìbile. Atti terroristici con l'uso eli agenti CBR sono funzionali ad obiettivi poli tic i. Infatti, le centrali del terrore puntano sugli effetti medialici e sul forte impatto psicologico e sociologico che simili eventi hanno a ] fine di indirizzare le scelte polHiche. I terroristi, per la verità, non hanno bisogno eli produrre agenti chimici e, quindi, attrezzare costosi la bora tori, osserva Louis de Bruguiere (17), un magistrato dell'antiterrorismo h·ancese: «la linea di minore resistenza per i terroristi, e quindi di maggiore vulnerabilità per noi, riguarda stabilimenti e depositi di prodotti chimici>>. Uno scenario prefigura lo squarcio intenzionale di una cisterna fer-
15
roviaria da 90 tonnellate contenente c loro, la cui nube tossica potrebbe interessare una vasta area con moltissime vitt im e. Il numero di graffiti che appaiono su questo tipo di vettori ferroviari rende l'idea della facilità di accesso e, quindi, della loro vulnerabilità. Le coordinate di un incidente eli tal genere potrebbero essere: Evcmo emergente in termini eli Probabilità con Conseguenze critiche. Lo scenario dell'antrace, che ha colpito il sistema postale degli Stati Uniti nel 2001, ha provocato grande panico ma il numero delle vittime è stato limitato. Ciò è stato anche dovuto al fatto che la malattia non è contagiosa. benché la decontaminazione sia un affat·e parLicolarmente complesso. Le conseguenze si limitarono a cinque decessi e 22 contagiati, ma ollt·e 32 000 persone vennero sottoposte a cut·a di antibiotici. Concentrat-si solo sul numet·o delle vittime non rende l'idea della gravità di un evento i cui effetti si ripercuotono a ca tena in forma esponenziale. Uno scenario tipo antrace di poco più ampio di quello del 200 l pt·o,·ochercbbe migliaia di scgnalazioni di pcl"icolo, interventi reiterati dci servizi sanitari, prelievo di una grande quantità di campioni, superlavoro dei labot·a to ri per ]'analis i dci composti in condizioni di sicurt!Zza (18) c l'avvio di centinaia di indagini. Se do,·esse accadere presso un edificio govemativo o la sede eli una multinazionale non s i potrebbe pitt accedere a stanze, computer e documenti; tutti i potenziali contagiali do\Tebbero essere messi in quarantena assieme ai loro \'estiti, chiavi di casa, denaro e carte di credito; i scn izi di emergenza verrebbero mobilitati, le zone pitt pericolose vetTebbero ind ividuate e deli mitate; gli abitanti dell'arca sottovento verrebbero sgomberati; ospedali, pronti soccorso, laboratori, polizia, carabinicti, ,;gili del fuoco \'etTcbbero impegnati a tempo pieno sotLraendoli alla rouline di tutti i 16
giorni. Tem1inata la fase di emergemm bisognerà attendere anche un anno per co mpletare la decontaminazione e dichiarare documemi, stanze c computer liberi da contagio. Se poi i scrviLi di emergenza dovessero subire perdite consistenti bisognerà ricostituirli, con tempi ancora pil.t lungh i, per essere nuovamente pronti a fTontcggiare un'altra minaccia. L'ampia copertura mediatica data all'e,·cnto del 200 l potrebbe attraTTe imitatmi che non si fanno influenzat-e da inibi zioni morali. Trasformare l'agente antrace in arma è al contempo, diiTicile c pericoloso per chi lo maneggia, pe1· cui queslo evento si può considera•·e possibile con conseguen-
Rischio CBRN
1 :z_ ~
m
:;;
...c: =
u :.c o ...eu eu t::
eu 3 > > eu _, .ra
!::: 111 .D u
·u
ra
.D
111 t::
-
oi ....
D..
ve peticolo. A Tokio siamo stati veramente fortunati ma gli errori della setta Aum Shinrinkyo potrebbero trasformarsi in lezioni apprese per tetToristi che volessero 1ipeterc il gesto. La letalità del gas ,·enne. infalli, tidotta dall'eccessi,·a diluiLionc del prodouo e da un sistema eli disseminazione arti!!ianale. È interessante notat·c eh~. nonostante ciò, l'evento di Tokio ha messo in crisi l'intero sistema sanitario nationale, al punto che molli tra i 5 500 colpiti hanno clo\'uto spostm-si fino a 500 km dalla capitale per ottenere il neccssado trattamento sanitario. Lo scenario gas nervino, in ragione delle complessità della filiera di produzione. può Cl.scre considerato possibile,
= (Probabilità X Conseguenze}
r~
cv
~
Esplosivo
o
e-
c:t __.
.,
c1
av:~. ? -?
l
!]
•
Bomba ~
Iii..
ti
sporca
o; o
Biologico ? Influenza
~~enti nervin (es Sarin)
Antrace
n. :-
Cisterna di cloro
]
Bomba • nucleare
Il
BASSE
Il
MODERATE
l
CRITICHE
CA TASTROFICHE
Conseguenze - Magnitudo degli effetti Figura 4. Di<lgramma del rischio.
ze moderate e lrend in aumento sia nel verso della probabilità sia in quello delle conseguenze. Lo scena r io dell'alla cco con agenti chim ici nervini è già in letteratura c, quindi, non s i può escludere a pt·iori. A differenza degli agenti biologici, quelli chimici agiscono subito, l'esposizione può risultare fatale in l 5 minuti ed i ptimi soccorritmi con·ono un gra-
con consegue nze moderato/cri ti che e trend in aumento. Molli concordano sul fatto che l'azione spettacolare sarà più probabilmente con\'enzionalc, con o senza materiale radioattivo. Per quanto riguarda la «bomba sporca>> i pessimist i affct·mano che è solo una questione di tempo, mentre gli ollimisti sostengono che, se da un lato sussistono difficoltà tecniche, dall'altro il danno difficilmente è superiore a quello di una bomba convenzionale ( 19). il clan-
no diretto è ce11ameme !imitaLO, ma quello economico potrebbe essere molto alto in caso di contaminazione estesa. Per il momento il terrorismo mira ad infliggere il massimo danno diretLO. Sarà così anche in futuro? L'evento della «bomba sporca» si può consiclemre possibile, con conseguenze modct-atc c lrend in aumcmo. Come gif:l accennato, lo !'>cenario ordigno c~plosim è, im·ece, piì:t pr·obabile con conseguenze moderato/basse. Ln ullimo scenat·io, noto alle c ronache di questi giorni, 0 la pandemia aviaria da HSN l, potenzialmente de\·astanle quanto In Spagnola del 19 18, il cui pericolo sembra Farsi più concreto quale ultimo alto di un'escalation iniziata nel 1997 e che secondo i pessimisl i s~mbra c~sere fuori controllo ( 20). Qualora i prO\ n!dimenti di son·cglianza ~unitaria presentino soluzioni di continuità c contemporaneamente \·cngano meno le misure di cont~:nimcnto, bisognerà applicare appositi piani di emergenza che indicano come usar·c al meglio le 1isorse a disposi7ione. Questo tema, peraltro, ha anno e sta aYendo una \asta eco sui media internazionali. La pandcmia, che consideriamo un e\·ento accidemalc, \'iene qui inserita a titolo di confronto cd 0 da considerar-si emergente, con conseguenze critiche per alcuni c catastrofiche per altti. Con il rapido "' iluppo della biotecnologia, indicato da Javier Solana, non si può escludere, pet- il futuro, una pandcmia deliberata. Sempre in ambitO ipotesi, potremo collocare su questo grafico altri scenari quali l'introduzione di agenti chimici nel circuito di \·entilazion~.: ~.: condizionamento degl i edifici, un evento mdiologico sim ile a Chcmobyl, l'attacco a un impianto nucleare o a un deposito di scorie radioatti\·e. l'impiego di agenti CBR con maw•-iali incendiati ed esplosi\'i e altl'i ancora. Una \'alta completata la grafica \Cngono subito a!Ja luce gli scenali pi(t pericolosi e quelli più vicini in ordine di tempo, il che ci con-
sen te d i indi vid ua r-e le priorità nell'allocaz io ne delle risorse. Un obiettivo desiderabile potrebbe essere riuscire a ridurTe il rischio trascinando tulli gli e\·enti nel primo quadrante in basso a sinistra (e,·ento improbabile/possibile con conseguenze basse/moderate). Gli scenari, in ogni caso. non si propongono di predire il futuro . Costituiscono, invece, strumenti vali d i per prepa ra rs i al Futuro attraverso l'ind ivid uazionc di fatto ri determ inanti c dci rischi emergenti. Gli scenari, quando sufficientemente dettagliati. consen tono anche di utilizzare gli stessi stn.tmenti di analisi e \alutazione delle catastrofi naturali. Questo tipo di approccio ,·et-so eventi d i bassa probabilità/elevate co nsegucnz~ presenta però per icolosi effe tti co ll aterali. Tnnanzitulto, potrebbe obbligare le autot-ità pol itiche a dedicare risorse eccessive per fronteggiare scenari apocalittici per il solo fallo che possono accadere c per evitare di essere accusati di non a\·er assunto tulle le azioni appropriate. In secondo luogo, es iste il pericolo che alle ipotes i d i base venga attribuito un s ign ifi cato assol uto, come se s i trattasse di fatti reali anziché rare supposizioni ru-bitrat-ie. Lo scopo di questo \'iaggio, attraverso gli scenari, è di illustrare un processo razionale piuttosto che formulat·c previsioni, in dividuare lince di tende nza piuttosto c he creare allarmismo, suggerire provved iment i pe r rid u rre il l'i sch ia a nziché fo rni re ricelle magiche. La gestione e riduzi one
del rischio Per abbattere il Rischio (R) è necessario ri du rre i tt·c fattori che lo compo ngono (figura 5) Oltre
a ll a necessità di sviluppare intclligence ai fin i di co ntrastare il fattore M inaccia (M), è possibi le operare sui fattot·i Vulnerabi lità (V) c Conseguenze (C). Possiamo \'edere questi tre fattoti come una scl'ic di barriere difensive concentr·iche Lra noi (il pubblico) ed il terrotismo. Per an·ivare al pubbl ico, che è il nostro centro eli gra\'ità, è necessario a ttraversarle tutte. Il primo sbanam ento l: la prc\·enzione, che opera preva lentemente sulla minaccia (M). La seconda barriera ha a che fare con la protezione, ed agisce piLt che altro sulla \'ulnerabilità (V). l i tcnr.o sbatTamento è la tiduzione del danno, che controlla il l'attore conseguenze (C ). Il fallare Minaccia (M) può essere c.:ontcnu lo agendo su lle motivazioni e, qu indi, su lle cause del renomeno. piuttosto che sui s intomi. Importante è anche adol!ar~ tutte le misure per evitare c.:ht: armi di distruzione di massa \'engano in possesso di terrmisti. Rilc,·anti ono il controllo degli armamenti c della sicurezza delle tecnologie, la ,·alu taz ione della m inaccia c delle prop rie vu lnerab il ità, l'analisi dc i rischi, la lo tta a li vel lo internaziona le contro la proliferazione e la diffusione di agenti chimici e biologici c lo smantellamento delle re t i terroristiche. Il fallore VulnerabiJità (V) può essere ridouo incrementando la resistenza del sistema, ovve ro agendo con misure preventi ve d i protc:donc fis ica degli ob ie ttivi sensib ili, sonreglianza sa ni taria c rilevamento ambientale, misure d i monitoraggio c di allet1a, con matc•·iali pc1·la protezione individuale c la decontaminazione, con strumenti per la precoce identificazione degli agenti chimici c t-adiologici, attraverso un'accurata pianificazione di contingenza c il 17
riferimento a un efficace sistema di direzione e comrollo. li fattore Conseguenze (C) può esse re abbattuto i ncremcntando la r cs ili cnza del sistcn'H\ con un'accu rata pianiricazionc de lla risposta a questo tipo di even ti. me llcndo in atto specifici piani di contingenza, concentrandosi sulla pt·ontczza della risposta al l'cvento, ·u lla pt-eparazione dl!i (i, ·t re ·ponders. ulle misure di protezione attiva c passiva, ·ulla dispon ibilità di equipaggiamento c materiali per la r ilevazionc, prolezione, decontaminazione, su lFigurtl 5. La gc tione clc.•l ri~c:hio 1.' le t re barriere di prote7.ionc.
· te o tempo eventuali carenze, criticità e disfunzioni (21 ). Il dispositi,·o di risposta, in caso di eventi altamente distn.tltivi, dcve nccessar·iamcntc essct\: intcrministerialc con un'unica autoritù di coordinamento delìnita a pdol"i. «Anche la rcxiproca assistenza .: l'azione col/cu iva sono nello ste ··o tempo un imperati l'O politico e una neccs ·itil pmtica in cao di attentato terrori ·tico»: così recita la Commb ·ione Europea nel documento «Preparazione c gestione delle conseguenze nella lotta al ten·orismo» (22). Le capac ità necessarie per ges tire le conseguenze di at ten tati tcrrodstici po sono, infatti. ccccdet·e quelle del Pac e interessato c, in qucsw
Riduzione del Rischio - 3 linee di difesa [M inaccia (M) x Vulne rabil ità (V)] x Co nseguenze ( C)
-
Prevenzione Protezione
Riduzione Minaccia: ·agire su motivazioni ·Interdire possesso WMD ·Controllo armamenti ·Sicurezza tecnologica ·Controplortferazlone ·Smantellamento reti terrore
Riduzione del danno - > reslllenza sistema · Protezione fisica -Prontezza di risposta ·Sorveglianza sanitaria -capaciti rivelazione ·Strumenti di rilevuione -Capaciti bonlf1ca ·Addestramento -Esercitazion i -Direzione e controllo In · Pianificazione condizioni degradata · Direzione e controllo
· > resiste nza sistema
l'addestt·a m ento del pet·sonale con esercitazioni e simulazioni. Inol tre. un efficien te si:.tema d i direzione e comrollo, in gmdo di assicurare il flusso informativo c decisionale, anche in cond izioni degradate, costituisce fattore e::.senzialc. Le esercitazioni servono a verificare la validità dci piani daborati a ta\·ol ino c a spcl'imcntare una macchina ot-ganiaath·n molto complessa, fa11a di re:.pon:-.abilità decisionali, di risorse umane e tecnologiche altamente soristicate, accert andone nello
18
ca ·o, l'azione colle ttiva può risultare utilissima ma va prcvcnti\'amcnLe preparata c testa ta. Le azion i terroristiche con l'uso di agenti ch imic i, biologici, radiologici c nucleari sono generalmente cons ickratc scenari tipo «\1·orst case», contro i quali erroneamente s i ritiene non esista un'effetti\a capacità di difc~a. Sebbene sia pos:>ibile che azioni di questo tipo possano produtTe gravi conseguenze su personale non prote11o, abbiamo gii\ mc o in lu ce il fallo c he è possibi le
adottare appmpriatc contromi ure in grado di ridurn: le \'ltlnembili tà, mitigare le con:-.cgucnzc, in sostan.t.a ridurre il dunno. Du1.' :-t:cnari tt\\'Ol' ·t e<ISC » sono appar))i :>u lla stampa nn.donale il 12 scllen1brc scorso (23). Si de-.cdn·\ano due uttacchi, il pl'imo nucleat c c il secondo ch im ico con l'usu di ga · ncn in i. Cia cun cenario wnha circost~nziato in Lct·mini di numero di \ itli me, agenzie coin, ohc. danni diretti e indiretti, impallo mcdiatico ed eco n o m i co. Lo scorso 2 ottobt·e un canale televisivo si è cimentato con a ltre ipotesi, citando ronli risctvatc di inte/Jig.~.·ncc. In rea ltà, Lulli questi :>Ccnal'i ::.ono pubblici dallo scorso marzo , da quando sono :.lati crroneanlcntc pubbli cati sul pot·talc dello tato delle Ha\\a\', dh·cnendo così di dominio pt;bblico (24) (figura 6). Tra le qu ind ici tipologie di attacco illustrate, dicci sono nel l'ambito c himi co, biologico, racliologico c nucleare. Molto inter·cssan lc è il fallo che lo scenario n. IO, «L'u ragano)) , presenta numerosi si mi pun ti di contatto con il recente e\Cnto Katrina. L'insieme di quc · ti 15 cenari pcrimetra la gamma delle possibili minacce. compt·esc quelle di eventi natu rali, c consente quindi di awiarc il processo di pianificazione delle capac ità necessarie per prcvt..:nire o !i·onteggiare una gamma di scenari. La pianificazione delle capacità in base agli scenari La pianificazione delle capacità in base agli scenari è un processo razionale abbastanza art icolato che tenterò qui di riassumere per so mmi cap i. Basandoci sui predetti 15 ·ccnari di pianificazione (25) è po:-.sibilc definire i compiti per far fronte alla gamma dei pi'Obabili pericoli chc deri\'ano da ciascun scenario. l compiti comuni a tulli gli :>ccna.-i \Cngono aggt·cgmi (il Triage sanitario, la capacità eli direzione <.' conu·ollo, ad esempio, ·ono il fat lor comu-
ne di tutli gli scenari, mentre la decontaminazione è propria di quelli chimici, biologici , radiologici e nucleari). L'an alisi dettagliata ha portato a individuare circa 1 600 compili dei quali 80 cri tic i, riparti ti nelle citate (( tre barri e r e difensive »: prevenzione, protezi o ne, riduzione de l danno. A c iascun o d e i l 600 c ompi ti viene quindi associa ta una o piLt «Capac ità •> per a ssolverli. Que ll e di maggio r r ilie \·o son o la di rez io ne e il controllo in ambi e n te inlerministeriale, la rapida capacità di rivelaz ione e identifica zione degu age nti noci vi, il triage, la dec o nta minazione e il collega mento con il dispositivo di sicurezza pubblica. Una sintesi non esaustiva elci compiLi critici è illus tra ta in Eigw-a 7 Ciascuna de lle capacità de linea te viene c o nfTontala con i parametri di riferiment o eli ciascuno de i 15 scenari, al fin e di bila nc iare il rischio e giungere a un ordine di priorità. Definite le priorità, s i a llocano le ri sorse finanziari e in una programmazione plurie nnale. Il me todo della pianificazione delle capacità in base agli scenari indica ciò che bisogna fare subito e ciò che può essere dìlazionato, indirizza le esigenze di ricerca e
L'approccio anglosassone: 15 Scenari di Pianificazione 1: Scoppio nucleare
Ordigno Mucleare Anlrac:e aeJ'DIIoiÌZZIIID 3: Scoppio epidemia Influenza pandemica lt: Attacco biologico Pe.ste pneumonìca o bubbonica ~: Attacco chimico Agenti vescicanti &: Attacco chimico Agenti chimici industriali mssici Agente nervina 7:Attacco chimico 8: Attacco chimico flottura intenzionale contenitore di clara 9: Calamità naturale - TerremolD catastrufico 10: Calamità naturale -Uragano catastrufico 11: Attacco radiologico - Dispersione sostanze radiologiche 12: Ordigni esplosivi - Ordigni esplosivi 13: Attacco biologico - Contaminazione alimentare 14: Atlilcco biologico - Epidemie di animali 15: Attacco informatico
;z: Attacco liJologico
~
+ ~ ~ ~ ~ ~
Fonte: Plannlng Scenario s. The Homeland Security Co une il July 2004, WW\'t.globalsecurity.org
sviluppo, può essere preso a base per l'addestramento e le esercitazioni, si può avvalere del supporto della simulazione operativa e consente di individuare gli assetti effet tivamente necessari per la gestione del1'evento. Un sistema
Alcuni com iti critici ... e relative ca acità Pienificazio ne trderoperablldi: comurucaz1on1
Gesliontt medi.aia
Rispollle incidenle CORH e deconlomlmlllone
Atea Preven1ione
Operazioni dlrisposlo ordlgnlesplollM (EllO)
Raccono DIIi e RiiiMizione Mineccoe CondMsJone Dillo ed lnlormarioni AltMii dllnd1gl11t1 onlllerrorisrno RtwllllOno CORNE
*
*
At11 Protezjone AIQIIilll del Rischio
Salute della fauna
animai~
Protezione del pubblico: Ewcunlone eli> proteZione sul pollo Isolamento e Quarantena
Ricerca e So.,corso (SI.R)
*
Informazione del pubblico e dlramnoono 1118rmo Triege etrllllamenlo pr.,.,ntiVo
Offesa e sicurezza agroalimentare
Chirurgia medica
*
lndlglno e Tesi epidemiologici
Dllllrlbuzlone e gellllone rifornlmenll senJiarl
Prepornoone o parle.,lpazion• dttl publ>li"o
Profllusl di mnaa Trllllamonlo sfolllli (RicCM!ro, VItto, Servizi "onneul)
Aru Riçosta Gestione "O n sne" deH'.wento GUIIone Cenlro Dperii!M> di Emergenza Ripartizione delle risorse loglstlcho Gestione NGO e donnloni In denaro SoMe e slcurelll del P" '""""'" impieglllo Sl.,urozu pubbHca
**
Proloziono ambienlale e conlrollo vellorl inleUivt
Proiezione Punti senslbUI
*
sinlilare viene adottato in amb ito Forze Armale per la pianificazione delle forze e per la costituzione eli unità operative organizzate in base al compilo (Task OJ:ganization).
Aree Risposto (continui)
*
Fusione ed Analisi Dilli
Fig ura 6. L'approccio ang losassone: 15 scenari di pianificazione.
Go.tlone delle salme
A rea ripristino condizioni IIIIDZilli V.!utazione e riduzione dei danni
Ripristino "ondizioni di vita
Conclusioni Londra e Katrina s e mbrano due eventi così diversi da rendere difficile w1 accostamento. Eppure entrambi offrono ammaestramenti per coloro che debbono gestire le conseguenze di situazioni catastrofiche. Nel caso di Katlina la pian ifica zione c'era e il fallimento h1 diretta conseguenza di enormi carenze in due se lloli decis jvi: la leadership c la cooperazione tra le varie agenzie interessate. Al. contrario, a Londra le ri-
Ripri.tino economia
Aspetti partlcolarmMte critici in eventi CBRN
Figw--a 7. Alcuni compiti crilici.
19
sorse sono afnuite nei tempi programmati, i feriti sono statj trattati abbastan/.a rapidamente: tutlo o quasi lutto secondo i piani. Questo non significa che i britannici sono hra\'i al commrio degli americani. A Londra erano prcpamti , pro nti al l'emergenza. Con l'eccezione della telefonata di av\Crtimento dell'ultimo minuto, caratteri.... tica dell'IRA, la minaccia era la ..,tessa che il Regno Unito ha dovuto fron tcggiare negli ultimi 30 anni. Su una linea immaginaria ai cui opposti stanno Londra e Katrina, due a\'\'Cnimenti as immetrici per portata c :.cala di grandezza. possiamo tracciare un ipotetico C\ento h.:rroristico con l'uso di mezLi non convenzio nali. La cris i che de t·i\'erebbc da una grande esplo~io ne, combinata con un'emer·gcnza ambientale assim ilabile a. quella JWO\·ocata da un uragano, rende l'idea della dimensione di un l'\"CnLo di questo tipo. Per fortuna si traLLa di una circostanza a bassa probabi lità, per cu i le conseguenze della prossima azione terroristica somiglieranno agli avvenimenti Jondincsi piuuoslo che a quell i di New Orlcans. Ma ciò non durcrt\ all'infinito. Che cosa pott·cbbc succeden~ se il genio, una ,-olta uscito dalla bottiglia. riuscisse a combinare tetTOrisrT\O c mezzi non convenzionali? Mi an io alk conclusioni. Abbiamo acquisito una ::.pccic di immunità da alcune categmie di risc hi: le migliaia d i cadut i sulle strade non ci impressionano pil.t c nemmeno gli incidenti aerei cd i terremoti lùoli dall'Europa. A\ven iment i quali lo 1sunami. l'impiego di gas nervina a Tokio nel 1995, J'amracc a Washington nel 200 l hanno, in\'ece, turbato, sconce rtat o, impress ionato il pubblico. Il nuo,·o, l'inaspettato, questo lato oscuro del terrorismo possono an~re conseguenze imprevedibili c, com u nque, incidono st!mpre su ll a memoria collclli' a della gente. Dobbiamo quindi immaginari.! quali pou·cbbero essere le nuO\c forme di auacco nc:i
20
prossimi 15 anni. arco temporale dal Ministro Pisanu. Per ognuna di queste dobbiamo allenare il dispos itivo di prevenzioni.! c contrasto per· fornirL' una risposta erlìcacc. Tali emergenze non riguardano solo le Istituzioni pubb liche ma a nc he il settore priYato (26). la r icerca, i mass media c il pubblico, la cui fiducia costitubce il centro di gra\·ità da proteggcn:. A tulli spetta il compito di S\ iluppare proccdw·e per gcsti•·e circostanze critiche assicurando la continuità dei serYizi, nonchè predisporre piani che consentano di opera re anche in condizioni degradate. La probabilità di un C\ ento di nntura terroristica con l'uso di agenti chim ici, bio logic i c rncliologici l.· generalmente ritenuta bassa e secondo aJcuni moderata. Tutla\'ia. lt.: potenziali conseguenze sono talmen te tibanti da giustificare l'allocazione di rbor·se per pre,·enirt.: il danno. Definirne il giusto equilibrio è compilo della politica. AD Kron os ha •·cccntcm cn te annunciato la possibili tù, rcraltro smentita daJle autorità, di un possibile attacco con missili terra aria c sostanze velenose ne lla capitale nel period o di Natale. La portata dell'evento è stata giustamente minimizzata. in quunto l'auwre del messaggio potrebbe essere un navigaLOre di internet che monitorizza quanto accade in Europa e deposita comunicati eli dubbia autentic ità. Si tratLcrà c.li allarmismo o di a ll arme? pn~figurato
NOTE (l) Pror. G. Ippolito, «Rbchi ~ pos~i
bili cileni di un cventual~ alll.!ntato con agenti biologici », Alli l>cminario 2003. ( 2) Lou h. dc Bruguiere. da «Fin andai Timt.:~ · 12 set. 2005. (3) Louh dc B111guiere, «BBC Nc\\"S» 30 Scpt. 2005. (-!} Robctt Likcn, «Foreign 1\l'l'airs» Augu-.t - Septcmbcr 2005. (5) Onorevole Giu~eppe Pi-.anu, dichitll"nlione a conclusione del «ComiLCJTOti~tico
tato nazionak pct- l'Ordine c la Sicu-
rcua Pubblila . Roma 27 ~cl. 2005. Ja\icr Solana. Ln'Europa ~icum in un mondo migliore. Strategia Europt>a in mall:ri<l di sintrcz7a », 12 dic. 2003. (7) Emanuele Spataro TL'ITOrismo: Finanzianwnti e ri.~r.:hi in lwlia, <di Gauctlino del ord t::'.st , 3 agu'>lo (6)
200-L
Onorc\olc Giu..,cppc Pisanu dichiarazione a conclusione dd Cumttato nazionale per l'Ordine c la Sicurcaa Pubblica . Rom.1 27 -.et. 2005. (9) Sorgono quindi 'ponl.lllL'C akune domande: in pre~en1a di risor'>c finanziarie. per loro tW!ttra ~car,e, \: meglio impiegarle nd migliorar'-' la ... icl!l-czza ~tradate ( 7 706 'iuinw nel 1998)? Oppun~ per potentiarc 1 di:o.po-;itid antincendio' Oppure per ridurre gli omicidi? (l 0) Jadcr Solana. Jbi,k·m pag 3. (Il) «fl Cancello strategico del Capo di Stato Mnggiorc dcii~\ Difesa , 13 nm cmbrc 200~ dnl -.,i t o internet \\\\\\ .difc..,a.it. ( 12 l Gu!:.tU\ Lindstrom, Protecting Lhc Europ..·<~n Homelamh, Jul~ 2004 pag Il. ( 13) «Paucrnl> of Global Ten·ori-.,m , US State Dcpat·tmem June 2004. ( 14) Audizione dcli'Onorc\Oie Giul>Cppc Pisanu alla Camcr;1 su l terrori.... mo im~rno c imcrna/ionalc tenuta il 27 gennaio 2003. (l 5) «Applying Risl-.-bascd Deci....ion Making Mcthodsffools to U.S. , él\Y Amiten-ol'ism Capabilitie::.». ED 2004. ( 16) \ aluta1ionc della \linaccia: ~lp proccio sistematico per org:ani7/are cd analizzare informat.ioni c.:irca le «intenzioni c le «Capacita» di un ;n-' crsar;o di caul>a.re danni \ alutaLie>rh.' del rischio: approccio ~btcmatico di organ izzare ed ana lizzare inform~\ zioni circa auività potenzialmente pe•·icolose. (17) Loub de Bow·guier\.', da • Financial Times» 12 sct. 2005. ( 18) Nel 200 l sono state ;,oltoposl i ad analisi in condizioni di ..,icurcua t:irca 25 000 campioni di poherc ~olo nelle prime quattro :.ettinH1nc dopo il primo c.:aso. Vedi «1\ntlln:.lx Repon (8)
2003». ( 19) u :-.C\\S Bureau LniH:r~il~ of Illinois», l Julv 2002, Dangcr o{ a Dirf.\
8omb i~ Exaggerated. (20 ) L'argomento è anticipato. tra l'ahro . in «Foreign Affain,». LuglioAgosto 2005. (21) Onorc,·olc Giuseppe Pisanu. dic hi::u-at.ione a conclusione del «Comitato nazionale per l'Ordine c la Sicurc//.a Pubblica», Roma 27 scl. 2005. ( 22} Commissione Europea. documento COM 2004 701 Buxcllcs 24 giugno 2004. (23 ) La Stampa», 12 ~euembre. (24) Dmid Ho,·c. 15 Planning Scl'/1<1rio.... , • The Homeland Securit~· Co uncil , Julv 200-L
(25) Da' id Hove, Lbidcm. (26) Per un approfondimento sul tema \celi: «Prccautions LO minimise ciTccts of a Chl!mical. Biologica]. Radiologica l or uclcar E,·em on Buildings and Lnfrastn.•ctui"C». Ed. 200-f, Ufficio del Plimo Ministm dd Regno Unito.
Relazione del Prelello, Dollor Riccardo Compagnucci, Direllore Centrale della Difesa Cil ·ilc, DipartimenlO Vigili del Fuoco, Soccorso Pubblico e Difesa Cil•ile.
IL RUOLO DEL MINISTERO DELL'INTERNO NEGLI SCENARICBRN
I
l mio compito, oggi, è quello di tentare d i t-endere più ch iaro il ruolo del Ministero dell' lntcr-
no in materi a d i d ifesa civile. Per di fesa c ivile in tend iamo: <<il
"sistema Paese:" che si organizza per garantire la continuità di go\'erno, la sah•aguardia degli interessi vitali dello Stato, la protezione della popola7.ionc, la protezione della capacilfl economica, produttiva, logistica e sociale della Nazione». È co n ques ta definizione e, soprallullo, co n il termine «sistema Paese» c he Lu lle le Ammini su·azioni, Lulli g li Enti, lutto il mondo scientifico e le persone eli buona 'olon tà dc\ ono confrontarsi se intendono parlare di difesa ci,·ìle. Infatti c~sa è tale se è lutto il «Sistema Paese » acl organ izzarsi. Senza leaders, ma con la convinz ione c he è la società ci,·ile, a iuta la d a Il c is l i l u zio n i e d a l mondo scientifico che può ,·eramente vincere una guerra difficile, ma non certo impos ·ibile. Come dicevamo, la difesa ci\'ile è un «Sistema Paese» che si organizza: è per ques to che la responsabilità eli lutti deve e ·sere altrettanto forle e determinata. Purtroppo, per q uanto riguarda b nom1ativa in materia di difesa civi le, siamo in possc~so solo di «indicazioni» d i livello mollo generale che si rintracciano in Yaii «Contesti» ed in particolare: • nel «Manuale Nazionale per la gestione delle crisi » (approYato con Decreto Presidenza Consiglio Ministri 24 marzo I 994); • nel «Manuale precauzionale nazion ale» (npprovato dal Ministro della Di fesa in dala 21 genna io 1998 c che derh·a da quel lo NATO del 1992): • nel Dect·eto Legislati\'O n° 300 (art. 14) del 30 Luglio 1999 «Riforma dell'organizzazione di Governo»; • nel Decreto de l PresidenLe della Repubblica n° 398 del 7 set-
lembrc 200 l c h e con tiene i l «R ego lamento ··eca n te l'organizzazione degli Uffici Centra li di li\'cllo generale d iri genziale del Ministero dell'Interno e do\ 'C, all'art. 6, è istituito il Dipartimento elci Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico c della Difesa, articolato in cli\'ersc Direzioni Centrali, tra cui quella della Difesa Civile e d e lle Politiche d i Protezione Ci vil e. Questo inquadramento nOJ-mativo risulta, chiaramente, troppo scarno. din~i quasi «timoroso ». È come ~e ci i ,·olesse affidare alla oper-ati\·ità del cancello senza toccarnc il contenuto profondo solo altra\er·~o il quale sarcbb~ poi possibile indi\· iduare con chiarezza i \'~lri livell i d ì responsab ilità. Il Mini ·tcro dell'Interno opera con il massimo coord inamento c allraverso l'attività della Commissione lmenninisleriale Tecnica per la Difesa Ci\ile. La Commissione, già pn'\ ista dal «Manuale -azionale per la gestione delle crisi», è stata «istituita )) , di l'allo, con Decreto del Ministro dell'I nterno del 28 settembre 200 l cd è presieduta dal Capo del Dipartimento dei Vigi li del Fuoco del Soccor-so Pubblico della Difesa Civile. È una Commissione complessa, ma di forte valenza inlerministcriale, e l'intenzione è renderla ancora piC1 operativa. È necessario coniugare la «parola)) intcrmi nisteriale a un valore tecnico-operativo fo rte. Intenzione del M i nister-o dell'Imerno è, dunque, non tanto quella di l'ivedere la composizione della Commis ione quanto, in\'CCC, quella di raffo•-za•·c le sue componen Li tecnico-consulti\ e. Vediamo ora i compili della 21
FsertituioJii svolt! negli ul1inù due anni (21l03 - 2005)
Attacco chimico in Luogo Aperto Attacco chimico in Luogo Chiuso Attacco chimico su Natanti Attacco ad Industria Chimica Attacco multiplo con anni coliVtt.zionalì (Milano- Roma)
Il 14
A!tacco radio logico
2
Attacco biologico
l
2 l
2
Totale Fse rtituioJii progranmlaie pe.r il ZOOS
8
Nazionali Provinciali Totale
1.5
A!tacco chimico
Il
Attacco racliolo!Pco
2
Attacco biologico
2
A!tacco con armi convenzionali
2
7
(M!poli- Toni1o)
FsertituioJii inÈmazionali
Effettuate Programmate
suddella Commissione quando opera quale Organo di coordin amento a supporto del Nucleo Politi co Mi litare. lnnanzitullo, la valutazione delle situazioni emergenti e l'attuazione dei provvedimenti esecutivi necessari ad assicu rare il supporto c i,·il e alla dife a del Paese; la pianificazione deiJc misure da adottare in caso di crisi, l'indirizzo ed il coordinamento delle iniziative intraprese dai vari Ministeri ed Enti in attuaz ione delle misure decise dal Cons iglio dci Ministri o dal Comita to Politico SLrategico (Co.P.S. ) cd, infine, la propulsione ed il conu·ollo delle attività cti difesa civile svolte a livello periferico. Sono, indubbiamente, compiti piuttosto ampi, che richiedono un grande sforzo di cooperazione inLeristiluzionale e di professionalità scientifiche e tecniche ben definite. Vediamo ora il ruolo del Ministero de ll'Interno nell'attività di coordinamento e controllo tecnico-operativo partendo dagli slwmenti di cui ci av\·aliamo: • Centrale di Allar·me, comunemente detta D.C. 75, {il numero
22
18
6
identiJica l'anno in cu i è stata creata), che gestisce la rete nazionale per il rilevamento della mdioattività. La Centrale, curata dal Corpo Naziona le dci Vigili del Fuoco, svolge la sua funzione atlraverso l 237 stazioni remote automatiche di misura della r-adioattività dislocate su tutto il tenitotio nazionale. • Sale operative integrate di difea e prorezione civile presso le l 03 Prefell ure, altro «Strumento» di coordinamento e d i controllo territoriale. Stiamo lavo rand o n'l o l to soprattutto alla omogeneizzazione di queste sa le oper·ative. per poi facil itare la loro inte rconnessione con la Centrale di Allar·me che, in futuro, dovrà divenire il co llettore di tutte le informazioni, in mater ia d i d ifesa c ivil e, provenienti dal terri tor.io . In realtà, il Min istero de.li 'In te rno ausp ica una forte ripresa della coJlaborazione con il Ministero della Difesa, non solo per la gestione quotidiana della Centrale di Allarme, ma soprattutto per· attivare s incrgie posilive con le grandi pm fessiona lità oggi pre-
senti nelle For-ze Ar·mme. Quindi l'auspicio l: che la Centrale di Allarme dh·cnti una «casa comune>) di altf\ spl.!cializzazione civile e m ilitare: Ma cosa ha ratto il Ministero dell'Interno in materia di pianificazione e, più in particolare, nella pianificazione di emet·genza che fa riferimento alle attività cti soccorso? Il piano nazionale è il piano generale contro auacchi NBCR, da cui sono derivati i piani discendenti, promossi e redatti da altre Amministrazioni (come quelli del Ministero della Salute e del Min istero delle Infrastrutture e Trasporti). n piano di settore, invece, è il piano specifico del Corpo azionale dei Vigili del Fuoco sempre i n materia BCR. l Piani di livello provinciale sono le l 03 pianificazioni di difesa civile (NBCR) redatte da ogni Prefettura, d'inte a con le altre componenti istitu7. ional i, presenti in provincia. È stato uno sforzo eno rm e di pianjficazione capill are, con un forte coinvolgimento «dal basso». Avremmo potuto, infatti, redigere al Ministero un buon piano di difesa civile c, successivamente , chiedere ai Prefetti di adeguarlo alle singole necessità territoria li. Abbiamo preferito, invece, rivolgerei maggiormente alle esigenze provinciali, un lavoro che sta dando buoni frulli. Abbiamo chiesto, successivamente, alle Prefetture di scrivere i piani con l'aiuto dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, le abbiamo aiutaLe a modificaril e migliorarli in modo tale che ogni pianiricazione fosse un prodotto nato in e per quel territorio. A seguito dell'attività cti pianificazione è stata programmata un'intensa a ttività esercitaliva, come indicato dalle tabelle in alto. È importante analizzare la pianificazione di emergenza in difesa civile, promossa dal Ministro
dell'Interno, in riferimento alle alli,·ità di ordine c sicut·czza pubblica. E~istono, al riguat·do, due documenti fondamentali. Il Piano nazionale pet· la gestione di e\·en ti di natura tetToristica, approvato dal Ministro dell'l nterno con decreto del 6 ma gg io 2004, e il Pi ano di settore del Dipartimento della Pubbli ca SicureY.za in materia NBCR. Inoltre, per migliorare la gestione coot·dinata delle forze in campo durante un'emt!rgcnza. con Decreto del 23 ago to 2005, sono Late appro,·ate le lince gu ida per le attività di gestione dell'emergenza c he vanno ad integrare il Pi ano azionale per la gesli one di eventi di natura terroristica. Il fine di queste lin ee gu ida è, dunque, quello di creare un sistema integrato dell'emergenza c coniugare i p ian i nazionali lBCR al piano nazionale ami terrorismo. Tn particolare, le lince gu ida ric hiamano alcun i aspetti s igniricativi, quali: • l' acquisizione, la \'eicolazione e la valutazione della notizia di un e\·ento; • le modalità con cu i gcs tit·e i problemi di ,;abilità soprallulLO O\'e si ,·crifichi l'In eve nt o multiplo; • i rappot·ti da tenere: •• con l'autorità giudiziaria: a li ve llo di pianiricazionc è, in fatt i, imp ortante a\'crc rappotii continui con la Magi t..atura pe•· gestire in maniera con·eua la parw in\'estigativa; •• con le autorità locali: il Min istro dell'interno ha detto piLt ,·olte che la loua a l ter•·o•·ismo non può non coi nvo lge re il territot·io, atlravet·so gli Enti Locali. on è un caso aver \'i~to, durante le esercitaz ioni, i Sindaci della cillà di Roma c Milano accanto ai Prt!ft!tti (c così sarà anche pc t· N a poi i c Torino). •• con i mezzi di comunicazione di massa: il modello prc-
so a rife rime nl o è quello londinese, c he definirei di «basso profi lo», fin a lizzato ad evitare quell'effello mediatico cui mirano le organi zzazioni tetTot·is tiche. •• con la popolazione: s iamo ancora lontani dall'acquisizione di una capacità co ncreta di dare informazione alla popolaz ione nel m odo «gius to» . Forse non es is te un modo «giu sto», ma dobbi a mo lavorar·c ancora mol-
eleo Po litico Militar e e d i tutl e le trutture dec is ionali e operative del Mini stero clell'lnlerno. Lo ·chema propone anche l'ipotesi di un e\'cnto di mjnore entità, fortemente localizzato, per la gest ione del quale potrebbe non esere necessaria la convocazione del Comitato Politico Strategico, ma so lamente l'attivazion e da parte del Ministro dell 'ln tc rno dell'U nità di Crisi e d ell a Commiss ione l ntenuinisteriale Tecni ca per la Difesa Civile.
EVENTO
t
UNITA' DI CRISI DEL MINISTRO DELL'INTERNO
Art. 6 D L 6.5.2002 n°.83 Presieduta dal Capo della Polizia -Direttore Generale della P.S
D1reZtone e coordlllamento delle operaz1on1 (C P O S P) <C P D C)
Accertare e qualificare la concretezza della minaccia e gestire l'emergenza per gli aspetti Inerenti la tutela deU'ordine e della sicurezza pubblica.
to
perch~
la comunicazione
è un aspcllo fondamentale
s ia nelle l'asi e et·citat i,·e c he nella even tua lità di un attentato. Lo sche ma della l'igura in alto ce r ca di semp lifi care i lh·ell i d'intervento ne ll'ipotesi di un evento particolarmente r ilevante che implicherebbe ·icuramente il coim·olgimc nto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso l'atti vazione del Comitato Politico Strategico e del Nu-
-
Commissione lnterministeriale Tecnica per la Difesa Civile CC.I.T.D.C.) Presieduta dal Capo del Dtpartinento dei Vìg11i del Fuoco,deiSocco~
Pubb~co
e della Difesa Civile
Coordinamento delle attività di difesa civile per tutti quegli aspetti che non attengono aU'ordine e la sicurezza pubblica tecnica s
La prima ha il comp ilo di accertare c qualificare la concretezza della minaccia e gestire l'emerge nza in tutti gli aspetti c he ri guard ano la tutela dell'ordine c della s icu rezza pubblica. La seconda attiva il coordinamento delle operazioni di difesa civile pe r tutti quegli aspetti c he t·iguat·dano la gestione tecnica dei soccot· i. Le lince guida del Ministro identificano poi nella figu ra del Prefetto l'uni co responsabil e s ul tet-ritorio di tulte le allività di s i-
23
curczza e di soccorso. Lo stesso può utilizzare molteplici strumcnli, tra c ui il Comitato Provinciale Ordine c Sicurezza Pubblica c il Comitato Provinciale per la Difesa Civile, e, infine, i C.C.S. nel ca o che l'aspetlo di socco1..o sia forte c prioritario. Vediamo ora meglio la composizione della Unit~• di crisi che è stata i ·tituita con il Decreto Legge del 6 maggio 2002 (an. 6), convertito in legge 22 luglio 2002 no 133. E ·sa è presieduta dal Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica SicUJ·ezza coadiuvato da l Comandante Generale dell'Arma dci Carabinieri, dal Comandante Generale della Guat·dia di Finanza, dal Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccot-so Pubblico e della Difesa Ci\'ilc e dal Direllore del SISDE. L'Unità viene integrata, all'occorrenza, dal Direttore del SISMI, Responsabile del Comando Operati vo di Vertice Interforzc (COl) dello Stato Maggiore della Difesa c da un Rappresentante del Dipartin"!cnto della Protezione Civile. Abbiamo parlato, all'inizio, di una definizione di difesa civile comunemente accellata. In Francia, la difesa e la sicurezza ci\ ile comprende: la difesa militare. la difesa civile, la difesa economica, ed attiene all a ~icu rezza generale della nazione. alla protezione e ·alvaguardia delle istallazioni vitali, alla sah·aguardia delle popolazioni, allo spirito pubblico (che è la ,-olomà di resistenza della popolazione alle conseguenze di un'aggn~ssione) , per comra. tarc atti terroristici con armi com·enzionali e non, atLacch i informatici, agiwzioni c disordini sociali. Come si evince, tale definizione non diiTerisce poi tanto dalla nostra. Tuttavia, «id eolog icamente » i contenuti sono co ll ocati in un quadro di riferimento migliore: la difesa ci' ile, in Francia, è un grande cc omb•·cllo ~ soLLo il quale le varie compont!nti cooperano per la tutela gene24
rale della s icurezz a. l'ordine pubblico, la sakaguardi<l di istituzioni c instal laz ioni, la promuovere di uno spirito nc ll r~ ropolazionc, capace di rcndala elemento atti,·o, e non passi' o, nella gestione di un'emergenza. Que ·to tipo di ''isionc della diresa ci\'ilc è più \'icino alle reali esigenze di un Pa ese moderno. Ecco perché l'aspetto normati\'O da cui era,·amo paniti non è secondario. È \eramentc nece ··ado e lll·gcnte va1·are una norma che riposizioni le singole componenti dell a difesa c ivile c ne stabilisca le ri spell ive responsabilità. In conclusione, la difesa eh ile m t·à un uo più preci ·o connotaLo e una sua «dignità» quando si stacchedt dagli e\'enti che, in qualche modo, l'hanno nel tempo conci izionata. La cliresa civile nella 2:1 Guer-ra mondiale rappresenta\a In sr~ lva guardia delle popolazioni coin\'Olte nell'evento bellico. egli anni 60 è, poi, divenuta la risposta ad C\·en ti di natun1 nuclcnt·e che potenz ialm e nt e potevano scaturire dalla «guerra rrcdda>>. Adesso c'è il terrorismo. Se leghiamo la diresa civile csclusi\'amente alla lotta al terrori ·mo continuiamo, probabilmente, a sba!!liarc. È ~necessario «Separa re» la elil'esa civile dall'evento c he la n:nde temporaneamente rilevante e la dobbiamo u·asfo1·mure in un modo di pensare e, soprattutto, in un modo di essere arfinché il Sistema Paese sia veramente tale e gli aspetti organ izzativi contingenti po sa no discendere non olo dai necessari strumenti di pianificazione ma, soprattullo. dalla consapc\'olezza collctth·a della popolazione.
Relazione del Douor Marco Mu ·ella, Dipartimento di Prt.'\'èn-
/.ione Sanitaria del Ministero della Salute.
IL RUOLO DEL MINISTERO DELLA SALUTE NELLA PREVENZIONE DI ATTENTATI DI NATURA TERRORISTICA
I
n relazione all'auualc situazione intcrnazionak· di cmergen;a per l'e\·entualità di atti ten·oristici. il Ministero della Salute 0 <.:oim olw. insieme ad altri organismi eli go\'erno, nell'claborazion~ della l'isposta, a !>ah aguardia della salute pubblica. L'utilizzo come arma di offc a di agenti di natura biologka, fi sica o chimica è, purtroppo. un even-
to possibile. ma non del tullo imprevedibile. TI Mini ·tct·o della Salute. nella faLtispccic con il Centro per il Controllo de lle Malattie (CCM), espleta un rondamcntalc ruolo nell'identificazione del ri!>chio che un atto si \·erifichi ... ul territorio nazionak c attua ~pecifiche misun! prc\·cnli,·e in ollemperan-
Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie Istituito con legge n.138 del26 maggio 2004 ulnterventi urgenti per fronteggiare situazioni di pericolo per la salute pubblican oruaninato con DM 11uglio 2004 uDisciplina dell'organlzzaz.ione per la prevenzione ed il controllo delle malattien.
za alle vigenti disposizioni in materia di bioteJTorismo. Il piano di emergenza nazionale del settore sanitario è il frutto della co llaborazione di molte strutture e ha il preciso obbiettivo di prevenire con Competenze, Strutture e Capacità il danno, per proteggere la popolazione esposta e assistere i colpiti. T piani di Difesa Civile partono tutti da un piano di Difesa Nazionale che promana dalla Presidenza del Ministro: ogni dicastero
OER
che prevedeva interventi m-genti per fronteggiare si tuazioni di pericolo per la salute pubblica. Questa norma ha trovato attuazione con un decreto ministeriale del primo luglio 2004. Le previsioni di tale decreto toccano diversi settori, q ual i le malattie in-
I.S.S.,
AUSL
I.S.P.E.S.L., I.R.C.C.S.
Agenzie Regionali Società Sctentlfidle
altre strutture di assistenza e di ricerca pubbliche o private
IZS U niversità Sanità mil itare
D1pammentJ di Prevenz1one realizza il suo piano di settore che h·ova poi applicazione in ambito locale: c'è quindi un arnbito locale di Difesa Civile. L'obieuivo specifico è quello di prevenire il danno quando è prevedibilc. proteggere la popolazione esposta ed assistere i colpiLi. La modaliLà di azione si ritrova in un reciproco e continuo scambio di infonnazi on i tra le amministrazioni dello Stato, per realizza1·e banche dati comuni da inserire in rete, realizzando così la comunicazjone tra le vmie amministrazioni. L'unità di crisi del Ministero della Salute attualmente è denominata CCM, ovvero Centro per il Conu·ollo de11e Malattie, quasi si volesse ricreare il CDC (Centre o{ Deséase ConLrol) statunitense. Vi sono rappresentati il Ministero della Salute, con l'Isti tuto Superiore di Sanità, il MiJ1istero della Difesa, con la Sanità miLtare, alcune amministrazioni regionali ed esperti di malallie infellive, sanità pubblica, igiene e sictu·ezza del lavoro. Il Centro a7.ionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie è stato istituito con una legge, la n. 138 del 26 maggio 2004,
fettive e diffusive, la promozione della salute e dei correi Li stili di vita, gl i aspett i collegati all'ambiente e al clima, i vaccini ~ le vaccinazioni, gli incidenti e il bioterr01ismo. r compiti istituzionali del Centro riguardano, in primo luogo, l'analisi dei risc hi per la salute e il coordinamento con le R egioni per i p iani d i sorveglianza e prevenzione attiva dei sistemi nazional i di allerta per fornire una ris posta rapida anche in caso di bioterrorismo. Il Centro promuove. aggiorna e forma e, quindi, tratta anche la Corma:.òone del pe r·sonale. Il Centro si occupa dell'attuazione e delJa verifica dei «pi·ogrammi annuali definiti» e del collegamen lo con al tre realtà istituzionali analoghe, anche in ambito europeo e internazionale. Esaminiamo il Piano di Emergenza Nazionale nel settore sanitario: nella fase iniziale del rischio esso privilegia la sensibilità del sistema a l Ane d i cogliere qualsiasi segnale di tischi.o. Le fasi successive privilegiano, invece, la specific ità al fine di selezionare ed evidenziare gli «eventi reali ».
Soffermiamoci sui rischi del telTorismo, che contemplano minacce di Lipo biologico, radiologico e chimico, concentrando l'a ttenzione sul primo. Al contrario di un attacco chimico, l'eEfello di un attacco biologico si manifesta in maniera subdola, graduale e a distanza eli tempo dall'esposizione. La latenza dipende da vari fattori tra i quali l'agente impiegato ed il periodo d'incubazione, mentre la modalità di diffusione ha una dimensione molto più estesa d i quella relativa ad un a ttacco chimico, soprattutto perché produce effetti che non si lim itano all'area di. dispersione. Gli effetti dipendono, anche in questo caso, dal tipo di agente impiegalo, da ll a modalità con la quale viene diffuso, nonché dal movimento delle persone e dei materiali, e potrebbero manifestarsi in fasi successive, a causa di casi secondari e terziari difficili da individuare. L'ipotesi di una minaccia terroristica d i tipo biologico può essere individuata analizzando le modaliLà con le quali l'azione può essere realizzata con: • diffusione di aerosol di zone affollate, quali ed ifi ci pubb lici , mezzi di trasporto, luoghi d i riunione e persino lu og hi aperti; • azione di sabotaggio. Questi sono esempi che gli «addetti ai lav01i» conoscono benissimo. Prospettiamo ora alcun i possibili scenari che, in ordine decrescente di probabilità, ma crescente in termini di effetto, possono rappresentare una minaccia terroristica: • immettere agenti biologici su l territorio nazionale utilizzando quali veicoli di trasmissione i mezzi di Lraspono, ad esempio le persone o gli oggetti lraspor-
\laccinazione antil·aiolo.
• • • • •
tati da un aereo o da un mezzo ferroviario; contaminare su piccola scala c ibo o fonti idriche; disperdere un agente in ambi enti chiusi di piccole dimension i; 1ilasciare un agente in ambienti cbjusi di maggiori dimensioni; rilasciare in area aperta e da un unko punto un ageme in ambiente urbano; disperdere in area aperta, sopra una vasta superocie urbana, un agente : sicuram ente l'evento più grave.
Si tratta di esempi, ulili a far comprendere come intervenire con le misu1·e pre\·entive finalizzate all'insorgenza della c1isi prima ancora che a controllarne ovviamente l'evoluzione; al riguardo le iniz iative attuate ed allo studio presso i Governi e i Paesi All eati per lo scambio di info,·mazioni c per la slipu la di accordi è fondamentale. Di qu i discende la necessità di
26
organizzare e incrementa1·e le atLi\·ità di intelligence e l'opportunità di ver ificare la con-ella informazione fornita dai media. È necessario inoltre programmare e predisporre le risorse strumentali, chim iche e farmaceutic he atle a fì·onteggiare le emergenze bioterroristiche attraverso l'identiocazione del fabbisogno, la gestione e rotazione dello stockpile in dotazione, l'identi fica7.ione di criteri per la dislocazione logistica degli stock, l'inventari o della produzione e del la distribuzione delle risorse utili a lla difesa. Importanti sono anche la promozione e la valutazione d'iniziative d i ricerca e di sviluppo nello specifico sellorc. Altre misure preventive sono: l'inclividuazione delle strutture sanitarie idonee ad assistere i colpiti, l'iclentiGcazione delle strutture non sanitarie c he possono essere riconvertite e delle s truttm·e preposte alla vigilanza dci prodotli alimentari; il mon itoraggio iniziale e periodico dell'attività del dwll use, l'attuazione in caso di crisi di una profilassi primaria dei rappresentanti
istituzionali e degli operatori pmfessionalmente esposti, l'addestramento e la formazione professionale, la realizzazione di sedi alternative e di strullure protette per lo svolgimento delle attività istituzionali. Prendiamo acl esempio il protocolJo per la segnalazione e la gestione del materiale sospetto per antrace, adottato nel 200 l. Per il materiale che potrebbe essere contaminato alJ'atto del rinvenimento sono attuati procedimenti in grado di garantire un rapido avviso agli organi competenti: dalle Forze delI'O I·dine alle ASL. Queste ultime, in particolare, hanno competenza sui laboratori e possono individuare il materiale. el caso specifico è l'Istituto Zooprofilattico Speri mentale di Foggia ad esse1·e atlTezzato per l'inclividuazione dell'antrace. Un altro esempio eli flusso d'informazioni, già attivato dal Ministero della Salute in caso di evento dannoso, conseguente al l'uso di un agente biologico, ch.imko o fisico, coinvolge a cascata un po' tutti poiché va dal cillad ino al medico per poi giungere a
interessare, per competen za, tutle le stru tture e gli enti coinvolti . I centri eU eccellenza nazio nali per il rischio bi o logico sono le stru llure che supportano il Servizio Sanitario Nazio nale per la valutazion e del 1ischio, l'identificazione di aspetti e condizioni di particolare vulnerabilità e criticità, l'attività diagnostica non di routine. Altri possibili scenari generali possono, infine, essere gli ambienti di vita confinati o semiconfinati, di piccole o grand i d imensioni , e gli ambienti di vi ta aperti, ovviamente con tutte le ripercussioni del caso.
R elazione dell'Onorevole Giusepp e Zamberlell i, President e delJTstituto S tudi e Ricerche per la Protezione e Difesa Civile.
IL PERCORSO DELLA PROTEZIONE CMLE ITALIANA
E IL SUO DIVORZIO DALLA DIFESACMLE a difesa civile è un argomento erro n eamen te trascurato in Italia da troppo tempo. Con molta lealtà e c hiarezza, il Prefetto Compagnucci ha messo in evidenza Lm fondamentale problematico aspe tt o che affligge il settore d ella di fe-
L
sa civile: la fragi lità leg islati va. Infatti, quando egli ha proiettato quella serie di norme d erivate da decreti ministeriali e ati i amm inistrativi, Fra le quali tuttavia non era present e a1cuna l egge che regolasse la m ateria, mi è venuto in mente il percorso della Protezione Civile italiana e il suo divorzio dall a Difesa Ci vile . Nel 1968 il Parlamento nazio nale d ecise di operare una riorgan izzaz ione della Protezion e Civile ed io fui chiamato corne relatore ad occuparmi di questo . Mi accorsi subito che il Parlamento non era orientato a man te nere un i te, come invece accade negli altri Paesi, Protezione e Difesa Civil e, che sono facce di una stessa m edaglia. S e il d isastro eli Ch e rnobyJ fosse s tato
causaLo da un'i.ni zialiva umana, cioè da un'aggressione, e non da un inc id enLe , i l moni toraggio e l'eventuale soccorso sarebbe dip eso dal la Difesa Ci vile . Poich é Chernobyl fu un incidente induslria le, se ne occupò la Protezione Civile. Tuttavia , ci rendiam o conto che, se una diga dovesse collassare a causa eli un attentato opplll·e perc hé parte d e l Len·eno circostante è franato nell'in vaso , le risposte a protez ione della popolazione s arebbero le stesse; di verse sa1·ebbero, in questo caso, le att ivi là di prevenzione, po ic h é di verse s are bbe ro le cause del rischio. Anche la protezione dal r ischio d i aggressione e eli attacco esterno deve essere pensata e rea liz:z.aLa con presupposti diversi, ad esempio, dalla prevenzione antis ismica, p er la quale bastano norme di adeguamen lo e di m essa in sicurezza. Ricordo che, sempre ne l 1968, quando cominciarnmo a dis cutere d ella legge, il Parlamento s i
oppose alla proposta che avevo fatto di mantenere unita ed omogenea l a materi a. Erano tempi diversi e difficili: il Paese e ra profondamente diviso, l'opposizione parlamentare, quando senti va parlare di difesa civile e di NBC, ci veniva a dire: <<Vi stal e preparando alla guerra>> oppLU·e «Sta te preparando il Paese alla gueiTa»; siamo stati costretti, quindi, a slralciare dal progetto di legge la Difesa Civile, la quale rimase così nascosta sotto un tappeto nella Direzione Gen eral e d e l M i n iste1·o degli In tern i, allora titolare della competenza in Protezione Civile. Era una realtà davvero forzosa e, infa tti , le poche esercitazioni che veni van o falle s i svolgevano a livell o di quadri, p oic h é m a i su un giornale sarebbe dovuta u scir e n otizia di un'auivilà di pre pa· razione ad una eventuale aggressione militare . In quegli anni la minaccia non era certamente quella del Lerro l"i smo internazionale, bensì quel la del conflitto est ovest: una minaccia che comportava però in ogni caso il rischio d ell'uso di armi non convenzionali. Ne l 1992 , s ulla ba se d e lle drammatich e es peri e nze d e l Friuli , della Campania e Basilica ta e d egli a llri tragici eventi della seconda metà del secolo scorso, s i cominc iò a ripe ns are l'organizzazione d ella Protezion e Ci v ile. Ma anch e allora, la Difesa Civile rimase immutata. Ho apprezzato l'organigramma presentato dal Prefe tto Com pagnucci, i l quale h a [atto un grande sfo rzo per illu s trare schemati camente i rapporli eli co01·d i nam e nto in e m e rge nza, ma non spiega con chiarezza chi comanda, ch i decide . È un gioco di comitati in cui il livello di comando è pressoché paritario e 27
senza una linea gerarch ica. Non si r iesce a capire se esista e dove sia uno «S tato Maggiore Combi nato» . Compagnucci ha evidenziato il ruolo della Direzione Gen erale d i p u bblica sicurezza e d ella Di rezione Generale della D ifesa Civil e : ma non sarebbe meglio che ce ne fosse uno solo e organico per la Difesa Civile? li resto è dO\·uto a lla mancanza eU norme. Cosa succede se a b b iamo b isogno di poteri legis lativi delega ti e di ord i nanza? Con questo assello, in caso di emergenza, il Min istro dell'In terno e h iede a l P residente del Consiglio d i stendere l'ordinanza e d i firmarla? La Difesa Civi le m i nisteriale, non avendo poteri legislativi delegati, non p uò requisire mezzi, non può spostare i med ic i da u na zon a all'altra, non può prendere provved imenti d rastici in deroga o in contrasto con le legg i vi genti : sono tull i poteri presi·dcnziali che la legge limita - per i m olivi storici che conosciamoalla gestione dei soli disastri nat urali o al massimo causati da «errori» umani. Sicuramente nei momenti drammatici dell'emergenza si può rare e a m melle re t utto; tuttavia non è certo così che si r ispelta la legge. Appare pi ù credib ile e giurid icamente sostènib ile procedere a un ampl iamento dei poteri presiden zial i attuai i, recuperando l'impostazione unificante abbandonata n egl i ann i 70 per una scelta che fu dettata da seri problemi pol itico-ideologic i c non certo da dispu te tecnico-g iuridiche. L a real tà odierna è radical mente camb iata: non si assiste più a una <<confronl::llion» estovest e il clima politico generale considet-a il tenorismo come un n em ico comune. Ptima, in\'ece, il n em ico era visto con occhi divers i da una parte all'al tra della societ~1 politica italiana. Oggi non c'è persona, essendo il Parlamen Lo l'immagine specu lar·e del Paese, che non capisca che da lle m inacce terro r·istiche ci si
28
de\'c di fendere. In quest i a n n i l a Protezione Civile ba fatto una scel ta : la responsabilità è deJ Presidente del Consiglio. Oggi, è un errore dire che non c'è un M in i ~t r o della Protezione Civ ile, poiché è il P residente d el Consiglio ad assolvere que lle f un z io n i c a firmare le ordinanze che da n no operatività a lJa macchi na dell'em c rgcn za. Lo S ta t o Maggiore che si [oTma a ttorno a lla leadership pol itica d eve essere uno S tato Maggiore ln terforze, perché la Protezione Civile e la Di fesa Civil e no n s i posson o gestire per amminis trazioni: esse sono invece «fun z ion i» c he ved ono impegnaLe una p lu r al ità d i am min istrazioni coinvolte in qu anto titolari el i s in gole co mpetenze e singole s p ecializzazion i. S olo uno Stato Magg iore «combinato» delle compo n enti forn isce ri sposte e, in e m e rgenza, avere un punto di com and o chiaro t: in dispensab il e . La P rotezione Civile che conosci a m o l o h a. Non è possibile c h e la D i fesa Civile non lo abbia ed è assu rdo dare questa respo n sabi l ità a un Comitato per l'ord ine e la sicurezza pubblica presso il Viminale sotto la responsab il ità del Capo della Polizia . È necessaria, senza dubbio, a nche la presenza di questo organ ismo, ma esso deve connuir·c insieme ad altre amministrazio ni in uno stato maggiot·e comb inato di ben più ampia portata organ izzati va e sotto un più alto coordi namento . Per ciò che concerne le esercitazioni fatte, ch e in dagano e preparano fatti d i gravissima portata dal ptmto d i vista um ano e politico, va detto ch e esse sono di dimensioni relativamente limitate dal punto di vista tecnico-aperativo. Cosa è u na emergenza, in sostanza? È u n a sproporzio n e tra domanda ed offerta di soccorso . Se ci sono cento feriti e sono disponibili cen to ambulanze, non sussiste emergenza; quando invece ci sono 100 feriti e due ambu-
lanze disponibili e si de,·e trovare il sistema di trasportare tutti gli altri . siamo d i Fronte ad una vera. grave emergenza. ~La crisi sta,· quindi, nella sproporzione tra domanda e offerta di soccorso e per affrontarla è necessalio un sistema capace di trasferire e utilizzare mezzi, oltre che t r·ovare a ltre eventuali soluzioni. Tn tema di Difesa Civile, c ioè in caso d i attacchi portati dall'esterno, l'emergenza che ne deriva porta con sé una sproporzione in più: quella rra qualità dell'offesa e qualità della difesa, cioè la ripologia di contromisure da prendere, che devono essere per questo pat·ticolarmente inno\'ate e potenziate rna, soprattutto, estremamente Aessibili. Ne1l'interessantissima relazione del generale Lunelli è stato citato, tra gli esempi portati, quello d i Bophal. In quel caso sarebbe bastato abbattere la nube toss ica con lanci d'acqua di aerei antincendio per r idurne quasi a zero gli effctli. Quella volta si pagò la mancata pianificazione, perché non esisteva prevenzione in questo senso . Soltanto dopo sono state Lndividuate le contro· misure da adottare. È qui che suben tra il coordinamento con il lavoro di inlclligencc che deve indicare quali siano i rischi maggiori e p iù probabili, perché non è possibile prepararsi a tutto e, quindi, appare corretto prepararsi a lmeno a c iò che l'aggressore è teoricamen te capace di fare. In Iran, durante la prima guerra del Go lfo, andai come consulente poiché il Paese era stato colpito da un pesante terremoto ai confin i del Caspio nel Nord del Paese. La sera si trascorreva nelle ten dopoli, con i pasdaran della rivoluzione che smentivano i timori israeliani eli essere esposti alla minaccia di bombardamenti con armi sporche da parte dell'Iraq. Per gli iraniani, infatti, il rischio era decisamente sopravYalutato, poiché sapevano che in haq non esisteva al momento la tecnologia necessaria per realizzare del-
le testate sporche stabili, in grado di rimanere alliYe fino all'arri\'O sul bersae:lio. È l' intellige';ce a dO\·er dare le indicazioni c le informazioni su ciò che chi mi aggred isce può fare, c anche il Generale Lw1cll i teneva conto dj quesla opportun ità. poiché è principalmente su queste indica7ioni che è necessario preparar..,i. Inoltre non bisogna limitarsi a considerare la sola cnmien/.a di allentati di kamikaze con esplo~i\ i comuni, ma occ<>JTC pen~arc anche a un C\entuale passaggio all'uso di strumenti offcnsi\ i non con\en;ionali, con cui emrano in gioco una serie di clementi problcmatici ulteriori. da quelli relati\'i alla capacità di gestire le contromisun.: a quelli 1iguardami l'en~ntuale gestione di un'operazjonc complcs a, in cui il rapporto con l'opinione pubblica può risultare difficilis::.imo. in quanto lemmi non cun\'enzionali pro\'ocano el'fctti difficili da misurare nella sensibilità comune della popolazione. A mc è capitato di gestire una crisi che per l'Italia era lontana, quella di Chcrnobyl. In quel caso nessuno riusci,·a a capire se i nanocurie facessero bene o male, perché nell'opinione pubblica l'ango eia nei confronti di quello che non si pe1·cepisce subito è terribile cd è facile che mO\' imcnti cmoth ·i possano rendere poco gestibile il rapporto con la popolazione. Essere qui, alla Scuola per la difesa NBC. alla quale ,.a il mio ringraziamento, mi fa pensan.' che quando an·ennc l'esplo~io ne della centrale nucleare di Chcrnobyl la grande collaborazione fra il Corpo azionale dci Vigili del Fuoco, il Centro Studi dei Vigili del Fuoco e il nucleo BC delle Forze Armate, insieme all'aiuto della comunità scientifica, ci permise di gestire in modo sufficientemente sereno il rapporto con la popolazione e di ot·ganizLare un sistema di rilc\'amento e analisi tecnicamente efficace c affidabile. cl caso delle bombe com·enLionali di Londra la preoccupa-
zione delle autorit~l inglesi è stata quella el i evitare un 'esplosione emotiva. La comunicazione e1·a limitata, i numeri di morti c feriti è sempre stato tenuto basso in modo da eviwJ-c panico cd emozione neUa popolazione. Questo discorso può ,·alere in certi casi anche per la Protezione Civi le. Tnfalli, a volte abbiamo a che [are con fenomeni abbastan/.a conosciuti (da secoli e secoli sappiamo, acl esem pio, quali possono essere le conseguenze di un terremoto). ma altre volte ci tro,·iamo a fronteggiare ~ituazioni impre,·edibili (pensiamo a quello che sta accadendo in questi giorni con l'innucnza a\'iai'Ìa). Ci rendiamo conto che l'ignoto ha in sé un Lasso d i aggt·cssività che può rendere estremamente difficile il supcramento di una cdsi. Appare semp re piC1 necessario, dunque, dotare il Paese di una normativa chiara, seria e coraggiosa s~lla materia della Difesa Civile. E necessario, in particolare, sapere con certezza chi comanda e, soprattutto, chi gestisce la preparazione di un'iniziativa inte rforze. Protezione Civi le c Difesa Civile sono due facce della stessa medaglia. In tutli i Paesi del mondo esse sono incise su lla stessa medaglia. Perché questo non awicne in Italia? 1 on è tempo forse di 1iparare all'errore che siamo stati costretti a compiere per necessità politica negli anni 70? Appare ormai giunto il momento, per il nostro Paese, di Logliere da soLLo il Lappcto un argomento c he tulle le a ltre g randi Nazioni hanno affrontato con grande coraggio civile. Dobbiamo farlo nella consapevolezza che la difesa della \'ita clelia popolazione è il bene e l'obietLivo supremo di uno Stato moderno c che la continui tà dell'azione d el «Sistema
Paese» va gara ntita sempre, con lulle le forze c con lutlo l'impegno possibile. Grazie per l'occasione a mc concessa.
Relazione del Capitano di Vascello Pio Forlani, IV R ep;:Jr/o dello Stato Mérggiore della DiFcsn.
L'ATTIVITÀ CONCORSUALE DELLA DIFESA NEGLI SCENARI CBRN SUL TERRITORIO NAZIONALE E RELATIVA CORNICE GIURIDICA
n Rischio nucleare e radiologico La prolil'crazionc nucleare costitu isce problema assa i complesso in quanto la motiYazionc che spinge uno Stato o un gruppo terroristico a dotarsi di armi nucleari non è sempre dconducibile ad un singolo aspello ma è piullosto sintesi di Yari fauori di carattere politico, ideologico, religioso, ccc .. lnclubbiamcntc l'e\'entualc p r·csenza di conll ill i in-
29
terni o tens io ni esiste nti con i Paesi vicini contribuisce a rafforzare la volontà di alcun i Stati di d otarsi di un arsenale nucleare indipendentemente dalla disponibilit à immedi a ta di material e Eissile e dai costi c he una simile impresa comporta. De l resto, la proliferazione delle armi nucleari é desti nata ad allargarsi anche ad altre naz ioni, fi nora non considerate quali potenzial i acquirenti, poiché l'industria nucleare s i sta sviluppando a nc he in Paesi emergenti ed il nume ro di reattori é au menta to in modo considerevole. La c hiave ùi volta per dotars i della capacità nucleare militare va, comunque, sempre ricercata nel possesso di material e Eissile, quale Ltran io arricchito o plutonio. Fin o ra sono state pt·odolle oltre 250 tonneUate di plutonio e più di 2 200 tOnnellate di uranio arricchito per scopi militari. l Paesi Prol iferanti possono ugualm e nte otte ner e una certa capacità nucl ea1·e o, perlomeno, radiologica, sia abbinando esplosivo co nvenzional e a materiale radioall ivo, qua le il Cesio, j] Cob a lto, ecc ., a l fin e di olle ne t·e bombe cosiddc lle «Sporche>>, sia appro ntand o di spos iti vi pass ivi che, opportunamente pos izionati, possono co ntaminar·e un'area o un g ruppo speci rico di persone. Mate rial e a ba sa o media radioattività è . del resro, ampiamente disponibile in tutto il mondo, pe rché oggetto di com m ercia li zzazione p er i suoi impieghi n el settore m ed ico, alimentare, petrolifero, ecc .. Vi sono migliaia di ditte che possiedono una licenza s pec ifica per pwdurre, commerc ia lizzare o smaltire detti prodo tti ed a nnualmente, ne l mo ndo, s i registrano milioni di spedizio ni di material e radioattivo con il conseguente rischio di una loro indebita appropriazione da parte di organizzazioni terrori s li c he e malavitose. Si s uppone, infatti, c he il fenom eno de l traffi co illecito s ia in rapida c resc i la e non destinato a ridursi nell'immed iato futuro. In30
dicativo, in proposito, l'aumento dei casi inl!renti il tra[ugamento di materiale fissile e di rad ioisotopi, spes o sottratti da industrie c la bo ratori eli ricerca.
n Rischio chimico e biologico Le armi biologiche e chimiche config urano una minaccia in cotante crescita, paradossalmente a li mentata dalle scope1te scientifiche nel se ttore fa t·maceut ico c indu triale, nonché dall'ampia disponibilità di precursori, c ioè sos ta nze base per la sintes i degli aggressivi e di appa r-ecch ia ture acquisibi li a nche legalmente ne l libero comme rc io. Attualmente si ritiene che p iLt di 100 Stati s iano in possesso de lle conoscenze c. soprattutto, de lla tecnologia necessa ria alla produzione di agenti per la guerra biologica e chimica. La ricerca, lo svi luppo c la produz ione di agenri biologici e chimici utilizzabili a i fini bellici è tre ttamcntc cot-relata alla disponibilità d i materiale, equipaggiame nto c tecno logia che può avere anche un utilizzo civile nel sellore indus triale e mecUco e, pertanto, comuncmemc de n o minata «dualuse». Le azioni o le organ izzaz ion i c he intendono sviluppare armi biologiche e chimiche non neces itano di per sé di strutture specia lizzate, in quaJ1to gli s tabilime nti industTiali c iviU e i cenl!·i di ricerca possono essere rapidamente e faci lm ente convertiti in strutture idonee alla produzione di aggressivi. È , inoltre, opportuno sottolineare che le capaci tà tecniche r-ichieste per sviluppare un program ma basico di guerra BC, non superano le conosce nze comu nem ente acquisite da uno s LUde m e c he a bbia freque ntalo un corso di s LUdi universitari . ln un contesto già di per sé estremame nte problematico si innestano ulte rio ri preoccupazioni relative a i recenti sviluppi delle tecnolog ie e merge nti e dell'ingegne •·ia genetica. I risultati d i questi studi poll·ebbero consen tire di sviluppare nu ovi agenti patoge ni no n
solo potenzialmente pitl leLali e virulenti degJi esi tenti, ma soprauutlo resistenti alle attua li te rapie med iche di contrasto. Valutazione del Rischio Allo stato dell'arte, la realizzazio ne di una possibile minacc ia CBR è rappresentata principalmente dall'impiego di aggres ivi c himici, biologici e radiologic i in a ttacchi non tradizionali. SeHc ideologiche, rei igio ·e owcro organizzazioni termlistiche di matrice fondamentalista sono indicate tra i potenziaJi utilizzatori d i at-m i in particolare BC. È pensiero comune c he tale ipotesi risulti essere più verosimile r·ispello alla probabili tà di ricorso ad ordign i nucleari (maggiormente util i in funzione di deterrenza), inclusi quelli costruiti in modo artigianale. sebbene vi sia l'evidenza di traffici illeciti di m ateriaJe fissiJ e verso destinata~; non sempre not i. Un possibile attacco/attentmo co nd otto con armi nu c leari •·ic hiederebbe una sincrgia in termini di acquisizione e capac ità di gestire il materiale fiss ile, appos ite s trutttu·e, adeguate tecnologie, inge nti rinan z iamcnt i ed esperti/specia list i del ettore. Di contro, le armi biologiche c c himiche presentano dei vantaggi rispetto ad altre tipo logie di ai·mi, tanto da renderle particolarmente appetibili s ia a rini di deten·enza o di terrorismo, sia per la c rimina lità organ izzata, cerni era essenziale per progctlualità complesse. Le armi biologic he sono facili da produ1-re c difficili da indi viduare, non costano molLO e sono in grado di provocare perdite di vite umane cd ingenri danni economici, in particolare nel sertore dell'aglicoltum e dell'alleva mento de l besliame. Le nuove tecniche di bio tecnologia applicata e di manipolazione gene ti ca, potrebbe ro in o ltre esset·c in grado di creare nuovi superagenli (potenz ia lmente a ncor più letali), sopmttuno res is te nti alle attuali terap ie mediche
~ contrasto. Al momento, la nunaccia più plausibHe è rappresentata dal p ossibile utilizzo di dispositivi chimici improvvisati (ICD) incendiari od esplosivi contenenti veleni o Lossine, nonché prodotti chimici industriali e tossici come cianuro ed arsenico. l probabili obiettivi di eventuali attacchi chimici sono individuabili nei luoghi chiusi e affol lati , quali metropolitane, centri commerciali , aeroporti, ecc .. Gli attacchi conL.-o gli obiettivi civi li (soft Largets) sono i più comuni nell'ondata iniziale deUe operazioni terroristiche; con seguentemente, i gruppi terroristici possono essere in grado di sviluppare la capacità di attaccare le forze di sicurezza interne ed esterne (es. coalizioni di forze multinazionali , ecc .. ), cioè colpir e i cosiddetti «hard targets». In definiti va, occorre realisticamente prendere atto che, finché vi sarà nel mondo un'organizzazione terroristica intenz ionata a porre in esser e stragi ecla tanti , la minacc ia CBRN manterrà sempre la sua potenziale p ericolosità. Le uniche difese reali consistono essenzialmente nell'attività di intelligence preventiva; nella rigida applicazione delle vigenti misure (nazionali ed internazionali) di controllo e con trasto; n e lla capacità di affrontare e gestire le conseguenze di un possibile attentato con agenti CBRN ; nella sperim entazione e coordina mento di ulteriori mis ure per la protezione della popolazione civile; nell'incremento e miglioramento delle attuali mi sure difens ive anti-terroris mo e offens ive di contro-terrorismo, da realizzare attraverso la cooperazione militare.
Relazioni civili e militari Le relazioni civili e militari abbracciano campi d'attività tra loro molto diversi. Jali attività, comunemente definite «di cooperazione», si differenziano non solo
dal punto di vista del quadro normativa, ma anche per le finalità e le Autorità cui sono conferite, per ognj specifico settore, per le responsabilità di pianificazione, direzione e coordinamento . Le relazioni civili e militali che più dir e ttam e nte interessano l'area operativa della D ifesa, sono ri conducibiJj, in campo nazionale a lla «Cooperazione Civile-Militare» (COCIM) e, in ambiente internazional e, alla «Ci vi1 MilitaryCooperation» (CIMIC). Le attività COCIM si fondono a volte con quelle di Difesa Nazionale, c ioè Di fesa Militat-e e Difesa Civile. Le attività CIMIC (funzione militare) costituiscono essenzialmente un potente strumento operativo a disposizione del }::omandante per portare a termi'ne la missione (PSO ) in un ambiente «Fuori Area», quasi sem pre fortemente degradato . Negli ultimi anni le relazioni tra Autorità militari e civili si sono intensificate a causa di due fenomeni concomitanti: l 'aum entata importan za d e ll e operazioni di mantenimento delIa pace nello sp ettro cleiJe missioni assegnate alle F.A. e l'accresciuta visibihtà delle Organizzazioni internazionali e Non Governative (NGO) nelle relazioni internazionali. Il concetto di Difesa del Tenitolio ba assunto il generico significato di «concorsi» delle Forze Armate alle Autor.ità civili, concentrandosi su scenali di crisi in tempo di pace. In pat-ticolare, la trattazione di varie tematiche d'interesse, anche eli altri Enti/Dicasteri estranei al la Difesa, può riguardare l'attività concorsuale (l) delle Forze Armate; la problematica «CBRN>>; aUa Difesa Civile (2); la Protezione Civile (3); la Pianificazione Civile di Emergenza (4); la Cooperazione Civile-Militare (COCIM) (5); la Civil-Mili-
ta1y Co-operation (CIMIC) (6).
La problematica CBRN, nel settore deLle relazioni civili militari, ha assunto una rilevanza particolare. Dopo l'l l settembre 2001, la Presidenza del Consiglio ed il Ministero dell'Interno hanno avviato, a livello centrale e periferico, la preparazione di piani come risposta a possibili attentati terroristici a prevalenza «B» e «C». Le Amministrazioni dello Stato hanno elaborato i pian i. disce ndenti eli rispettiva competenza. Il Comando Operat ivo di vertice In terforze (COI) ha pilotato, in area Interfor ze, la pianificazione per il settore Difesa avvalendosi d e l contributo specialistico della Scuola In Lerforze per la Difesa CBRN, del CISAM, di DIFESAN, ecc.. Alcuni assetti operativi sono già stati dichiarati disponibili nell'ambito dei concorsi alla difesa civile. ll ruolo delle Forze Armate nella Difesa Civile - L'attività concorsuale La Difesa Nazionale, in tesa come l'insi e m e delle attività finalizzate alla piani f ic a z ion e, predisposizione ed attivazione delle m isure necessarie ad assicurare la sopravvivenza de.Ua Nazione ed i l corretto svolgimento dell'attività istit uzionale in condizioni di pace, eli guerra e di crisi o emergenza interna, si articola nelle sue du e componenti di Difesa Militare e Difesa Civile. Per garantire alla Nazione un efficace sistema d i Di fesa Nazionale è necessario che autorità mi litari e civili stabiliscano una migliore conoscenza e reciproca fiducia operativa, attraverso provati meccanismi di cooperazione civile-militare. Un valido sistema di cooperazione civile-militare in grado di 31
amalgamare tutle le Forze de lla Nazione, nel quadro di un costante ìndiriz:r.o pol itico unitario, rappresenta la chiave di un corretto f1.1nz ìonamento del Sis tema Paese, nella s ua efficace d sposta alle situazioni dì e mergenza. Jn tale quadro s ì colloca l'attività di concorso delle Forze Armate a favGre de lla società civile, previsto peraltr·o dall e leggi n. 382/78 «Norme di pdncipio sulla disciplina militm·e», confe rmata dalla legge n. 33 1/2000 «Norme per l'istituzione del serviz io militare professiona le» . Quest'ultima, in particolare, assegna alle For:r.e Armate, tra gli altri, il compito di «concorTere alla salvaguardi a de lle libere is tituzioni e di svolgere compiti specifici in circostanze di pubb)jche calamità ed in altri casi di straordinaria necess ità cd urgenza ». Le Forze Armate, ino ltre, come previsto dal decreto legislativo n. 464/1997, fomi scono conlribuli a lle altre Amministraz ioni dello Stato nei campi d e lla pubblica utilità e della tutela ambientale. Si tratta di concorsi c he le Forze Armate, oltTe alle prioritarie missioni della Difesa, hanno sempr·e fornilo, assicurando un sostegno s ig nificativo e qual i ficalo, talvolta d eter·minante, in termini di uomini, mezzi, mate r-i a li e professionalità specifiche per h·onteggiare situazioni di e me rgenza e di c ris i. In particolare, nel campo d e i compiti specifi c i in circostanze di pubblica ca lamità e in altti casi di stTaordinaria necessità c urgenza, le Forze Armale costitu isco no «Struttura operativa» del Servizio Nazionale dì Protezione Civile (art. lJ d e lla l. 24.02.1992 , n.225). Al Comitato Operati vo della P rotezjone Civile, che si riunisce a seguito della delibera dello «Stato di emerge nza», partecipa, in rappresentanza delle Forze Ar·mate, il Comandante del Comando Operativo di vertice In terfor·zc o suo supplente (Vice Comanda nte/ Capo di Stato Maggior·c dcJ COI). Nello specifico settore della Difesa Civi le, in cui sono annove32
rate tulle quelle attività mirate a frontegg iar·c s ituazioni di emergenza, o crisi general izzata, sotto la responsabilità della Pres idenza del Consig lio d e i Minis tri e del Ministro dell'Interno, le For-ze Armate possono essere chiamate a fornire il loro contributo qualificato con l' impiego di assetti s pec ifici. Nei campi della pubblica utilità e d eiJ a tutela ambie ntale, infalli, la Difesa fornisce il proprio contributo, a 1ichiesta delle Autorità civili, fermi r·estando i compiti is tiLUzionali previsti dalla vigente normativa (an. l della L. 14.11 .2000, n. 331) e l'inter-vento prestato dalle Forze Armate in occasione d e lle calamità naturali, compa tibilmen te con le capacità tecniche del pet·sonale e dei mezz i in d otazio ne, pe r d eterminate attività com prese in un e lenco contenuto nell 'art. .5, c itato D. lgs. 28 nove mbre 1997 n. 464. Tr·a queste, in particolare, assum e importanz a «il rilevamento nucleare, biologico, chimico e l'effettuazione dei relativi intervent i di bonifi ca» (punto «d », c itato art. 5). In materia, per il settore «N» , es is te iJ «Piano nazionale contro le e mergenze radiologiche» de l Dipartimento d ella Protezione Civile d ella Presidenza del Consig li o, o ltre a Lm insieme di procedure consolidate in ambito civi le e mi li tare. Per la Difesa, il Pi ano cljscendente dal predetto documento della Protezione Civile è lo SMD-l-011. Per i settori «B », «C» (ed «R »), la Di fesa ha predispos to , sulla base di una pianificazione interminis te rìal e , uno specifico Piano che definisce capacità esprimi bili , Enti/Comandi interessati, assetti e tempi di prontezza. Per la sosta di navi militari nuclear-i nei porti nazionali previs ti ed attrezzati per l'esigenza (La Spezia, Livorno, Gaeta, Napoli, CasteLlammare di Stabia, La Maddalena, Cagliar·i, Augusta, Taranto, Brindisi e Tries te) la Marina Militare custodisce i Piani di Emergenza c he so no parte integrante eli appositi Piani redalli dalle Autolità di governo e
prescritti dal citato Piano azionale della Protezione Civile . Le altre Fo rze Armate posseggono appositi piani come quelli già citati. Nello specifico sellore, occon·e anche osser.-are che sussistono iniziat i\'e nell'ambito d ell'Unione Europea (già approvate dal Consigl io d'Europa) finalizzate a m ìg l io rare la cooperazione nella prevenzione e limitazione delle conseguenze della minaccia terroristica d i tipo CBRN, soprattullo nei confromi delle popolazioni, anche utilizzando capacità e assetti m ilitari. ln sostanza, si tratta di sviluppare «meccan is mi comunitari» di difesa che sottendano l'opportunità e la necessità di costituire «a priori » dei database di as etti e capacità, anche militari, da destinare a lla gestione di emergenze di questo tipo, analoga me nte a quanto posto in essere dalla NATO c, sempre a livello UE; per· la gestione di e\·cnti calamitosi. Infine, Lra i contributi della Difesa previsti dal legislatore, da citare anche la «consulenza ad Amministrazioni ed e nti in tema di pianificazione ed inte rvento delle Forze Armate in s ituazioni di emergenza nazionale». Infa tti, in ituazioni di emergenza nazionale, il personale d ella Difesa è c hiama to a fornire il proprio contributo in importanti c particolari Organismi quali , ad esempio, il Comitato Politico Strategico (COPS), il Nucleo Po litico Militare (NPM), il Comitato OperatiYo della Protez ione Civile e la Commissione Intennini teriale T ecnica p e r la Difesa Ci vile (CITDC). Conclusioni Le Forze Armate assicureranno e continuer-anno ad assicurare la piena disponibiUtà nel fornire Iisorse e nssctti al Paese, a seconda dei compili specifici da assolvere. con l'urge nza che gli even ti richiedono, mediante la consolidata operatività delle strullurc operative centrali e periferiche, di Forza Armata (single service) ed
interforze QoinL). Tut1avia, è doveroso tener presente che, in conseguenza dell'istituzione del set·vizio militat-e professionale (legge 14 novembre 2000, n. 331) e dell'eliminazione del servizio di leva obbligatorio, le Forze Armate hanno ormai perso la tipica configurazione di «Forze di Manovra» (manovalanza a basso costo) . Quella nata recentemente è una struttura organizzativa specialistica, composta da volontari in ferma breve e in servizio permanente, che tende a privilegiare la qualità. Pertanto, gli interventi da pat-te di unità ed asserti della Difesa saranno essenz ialm ente specialistici e, qualora disponibili, impiegati quale «risorsa limile». Inoltre, a causa dei pressanti e concomitanti impegni operativi delle Forze Atmate «Fuori Area>> e sul territorio nazionale, le attuali disponibilità eli Forze risultano rno1Lo esigue e, quindi, non è possibile «Vù1colarle a priot-i>> per le emergenze nazionali, ad eccezione del pacchetto di risorse
tante intraprendere sono: • la ripartizione delle competenze in materia di pianificazione e di concerto con lo Stato Maggiore Difesa, gli Stati Maggiori di Forza Armala ed il Polo CBRN cJj Rieti (quest'ultimo, in particolare, d ivenuto Cen tTo Interforze per lo sviluppo della dottrina e l'addesnamento CBRN); • il rafforzamento dei rapporti con il Ministero de ll 'In terno nell'ambito della Commissione lnterminister iale Tecn ica per la Difesa Civile (CITDC); • la ricostituzione della rete «N» dello SME affiancando, presso alcuni Centri e Sottoce ntri di t-accolta, nuclei militari ai nu clei civili del Corpo Nazionale de i Vigili del Fuoco. I nuc le i militari dovrebbero essere attivati solo in caso d'emergen-
(l) Le Forze Armale concorrono aUa salvaguardia delle libere istituzion i e svolgono compiti specifici in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità ed urgenza. InoltTe, I'AmmiJ1istrazione Difesa fornisce conlribLiti a lle altre Amministnv.ioni nei campi della pubblica utili là e della tutela ambientale. (2) La Difesa Ci\rile comprende ed interessa un vasto ca mpo di attiv ità (praticamen te tutte le attività civili) ed è divisa in seLlori, come attuato in ambito NATO nel «Civil Emergen cy Planning>> (CEP). La Difesa Civile si r ife•-isce al complesso delle misure da pred isporre e atti vità da compiere per fron teggiare emergenze determinate da un evento naturale. un incidente involontario e casua le oppure da un fatto calamitoso intenziona lmen te provoca to dall 'uomo, da una cris i nazionale c/o internazionale, da un confl itto bellico. (3) È il «quarto setlorc» della Difesa
specialistiche per fronteggiare al-
za, crisi, guerra o esercitazio-
Civile e comprende gli studi, le piani-
Li terroristici di tipo CBRN . In ogni caso, l'impiego delle Forze Armate dovrà essere sempre ri spettoso delle peculiarità proprie delJe Unità militari e della struttuTa gerarchica, secondo modalità proceduraH stabilite dalla Di(esa, lasciando all'Autorità miJitare la defunzione degli asselLi necessari. In tale contesto, occorre evidenziare anche la necessità di poter sempre ottenere per le Forze miJita1i uno «Status» (es.: qualifica cJj Agente di P.S.) adeguato ai compili da assolvere, con l'atlribuzione delle relative risot·se finanziarie. In sostanza, per meglio finalizzare tali interventi concorsuali e conseguire efficaci sinergie , è necessat·io un più stretto coordinamento a livello interminisleriale da parte degli organismi istituzionalmenle preposti alla gestione delle crisi ma, soprallutto, c'è bisogno di unicità di comando, eli]Jlinando le sovrapposizion i di éompetenze. AJLTe iluziative cbe si litiene impor-
ne ed essere co mposti di personale speciahzzato proveniente dalla Scuola Interforze pe 1· la Difesa CBRN , dal Centro Interforze Studi e Applicazioni Milita1i (CISAM) o dal Centro Tecnico Logistico Inlerforze (CETLI); • la costituzione, presso il Comando Operativo di vertice lnter(orze, in caso cL attivazione di nuclei militari d e lla rete «N>>, di una cellula composta con rinforzi di personale proven ienti dagli stessi Enti desi g nabili per l'att ivaz ione dei nucle i m ilitari ed il monitoraggio a livello strategico mili tare del1 e eventuali situazioni di emergenza. Su tal i basi , il circolo virtuoso della pianificazione, della disponibilità e delJa capacità dovrà garan tire, aJ concorso delle Forze Armate, i livelli di efficacia at1esi, a tutela della sicurezza e dell'incolunutà dei cittad ini.
NOTE
ficazio ni c !!li a tti tesi a tutelare l'incolumi tà dèTie persone, dei loro beni, dell'ambiente, nonché del patrimon io nazionale da tutti i peticoli derivanti da calamità naturali, artificial i o in caso di eventi bellici. Nelle interrelazioni Difesa-Protezione Civile, assume particolare rilevanza il Comitato Operativo della Protezione Civile. (4) Consiste nel coordinamento e nella razionalizzazione degli interventi da effettuare in situazio ni di emerge nza, con la disponibilità di personale, di attrezzature e eli mezzi esis tenti nel Le1i itorio preso in considerazione, a lu t.ela della popolazione e dei suoi beni. Essa abbraccia una vasta gam ma di aLLività e in teressi governalivi, quali il mantenimento della vi La socia le ed economica, la protezione delle popolazioni ed il sostegno alla componente militare in cris i e/o in guerra. (5) ln ambito nazionale, abbraccia svariaLi campi d'intervento quali, come detto, i con corsi miJitari. la difesa c ivile e, conseguentemen te, la protezione civile. Per gli aspetti di responsabilità nazionale, coinvolge anche la materia della Pianificazione Civile d 'Emergenza, in a mbi to NATO, in quanto ~npl ica la pjena cooperazione e l'interoperabilità fra le Nazioni, nei 33
settori de i trasporti, dei rifornimenti, de lle comunicazioni e della pro tezione d ella popo.l azione. (6) Nel «Fuori Area >>, si intende la coordinaz io ne e la cooperazione, in supporto alla missione, tra il Comandante e la popolazione c ivile, comprese le a u torità nazionali e locali , le agenzie e le organizzazioni internazionali, governative e no n govemative. La CIMIC, svolta per pervenire alla hormalizzazione del tessuto socioeconom ico di Wl Paese stJ·a niero in cris i, non è pmpriamente un'atLività, ma una prec isa funzione (col1 egamenti, s uppo rto all'ambiente civile, suppo rto a lla Forza).
R elazione del11ngegner R enato Riggi o, Ministero dell'Interno Dipartimento Vigili del Fuoco Soccorso Pubblico e Difesa Chrile.
RUOLO E FUNZIONI DELLA CENTRALE DC-75 DI MONTELffiRETTI La Rete di Rilevamento della Ricaduta Radioattiva La struttura del la Rete NBC nasce in a ltuazione all'art. l della Legge 13 maggio 1961 n. 469, secondo la quale il Ministero de ll'Interno è responsabile della salvaguardia, dell'incolumità dei cittadini e dei loro beni e anche dei pe ri coli derivant i dall'impi ego dell 'energ.ia n ucleare. Tra il 1962
e il 1964 viene realizzata la Rete Civi le Nazionale di Rilevamento della radioattività, gest ita dal Corpo Nazionale dei Vi g ili de l F uo co. Nello s tesso per iodo i Paesi aderenti alla NATO costituiscono la Rete di Osse1-vazione e Controllo NBC. In tale contesto, ne l 1965 le Forze Armate aderiscono alla elaborazion e del piano per la formazione del Cen tro di Controllo Nazionale/Area Comrol Centre che prevede: • un'organizzazione civile (facente capo al Ministero de ll'Interno) per la misurazio ne della radioattività locale, mediante stazioni di rilevamento, e la diffus ione degli allarmi alla popolazione civile; • un a R e te di O sservazione e Co ntrollo NBC miJiLar·e (facente cap o a l Ministero de ll a Di fesa) p er l'osservazione e la segnalazione di eventi «nu c leari >>, ricaduta radioatti va, attacchi biologici e c himici no nché la segnalazione tempestiva a i Comandi Nazionali e NATO, effettuazione d ei calcoli di base pe1· la previsione della ricadu ta radioattiva; diffusione e scam bio di in fo rmazioni relati ve agli attacchi NBC con le Autorità Nazionali e con g li organi N BC delle aree di osservazione acliacenti il te n· i torio italiano. Nel 1984 si costituisce il Centro Nazionale di. Controllo con i nuclei Civile e Militare. In p articolare, la R e te Ci vil e Nazionale diviene r·esponsabil e della misurazione della radioattività locale distlibuita su tutto il territmio nazionale nonc hé della diffusione degli allarmi alla popolazione. La R ete Militare di Osservazione e Controllo NBC assume la responsabilità della localizzazione. La rete nazionale p er il r ilevamento della radioattività La rete nazionale per il .Lilevamento de lla radioatLività, che fa
34
capo alla Cemrale di Allarme DC75 ed è gestita dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, si basa sul rilevamentq in tempo reale di l 237 stazioni "remote automatiche di misura della radioattività dislocate su tutto il terri torio nazionale. Si avvale, inoltre, delle sale operative integrate di difesa civile e prote zione civile presso 103 Prefetture, altro «Strumento» di coordinamento e di con trollo territmiale. La R e te di Ril eva mento della radioattività ha acquisi to nel tempo nuove funzional ità, in ambito sia softwa re s ia hardware, prevedendo la rea li zzazione di un 2° Cen tro Nazionale multiuten te con archi teltu ra clien llservei~ l'estensione di questa architettura al Centr·o Nazionale primario e ai Ce ntri R egionali; l'aggiunta di nuove fu nz ionalità del softtvare e deJJ'hardwaTe dell'intero sistema; il miglioramento delle prestazioni e dell'efficienza del softwa1·e e dell'hardware de l s istema; il miglioramento delle prestazioni della S tazione periferica (SR) e l'implementazione di alcune nuove funzioni. Lo sviluppo del sofltva re per la realizzazione del 2° Centro Nazionale di backup (CNB) prevede la revisione del softt.var·e esistente che sarà adattato in modo da essere conforme ai requis iti di funzionalità del sistem a già ins tallato nel primo Centro Nazionale. Il raddoppio del Ce ntro Nazionale installato presso il Viminale comporta il sistema di backup di questo Centro presso la Centrale di difesa civile DC-75 di Montelibretti. Il nuovo Centro va quindi inserito nella rete di Cen tri già esistenti divenendo di fatto il 18° Centro ovvero il 2° Ce ntro Nazionale. Compito fondamentale di questo centro (CNB) è di predisporre il Ce ntro Nazionale (CN) a sostituire quest'ultimo qualora ven ga declassato nelle sue fun zioni. L o sv iluppo d e l software del CNB è costituito s ulla base di una architettu ra Client!Server che permette un'al-
ta effici enza nel trasferimento delle informazioni nei Database in un ambiente multiuténte. L' introduzione di questo fattore comporta la gestione delia concorrenza per alcune funzionalità quali l'interrogazione ciclica, l'interrogazione manuale, la gestione degli allarmi , dei malfunzionamenti e degli scenari .
zazione, permetterà di connettere i due Centd Nazionali. Estensione della nuova architettura a «CN» e «CR»
La rete di comunicazione La rete di comunicazione è comp osta da Centri c he aggiornano le informazioni r igu ardant i le misure rilevate, allarmi, malfunzionam enti e i dati relativi alla configurazione attual e delle stazioni rem o te e dei Ceno·i stess i. Nel momento in cui il Centro Nazionale di ba ckup (CNB ) diventa Centro Nazionale (CN) primar io, il CNB mantiene tutte le in formazioni p er p ermettere al CN originale di di ventare s ito primario. La rete di comunkazione è basata su linee telefoniche commutate e r ete radjo VHF T ale config urazione sarà prograrnmabil e a seconda delle diverse esigenze e allo scopo di aumentare la flessibilità operativa futura . Il Centro Nazionale di backup (CN'B ) è inserito nella rete dei Centri, come un qualsiasi Centro , per l'aggiornamento del s uo database e, tramite una linea di sincroni z-
La funzionalità della multiutenza, tipica d e U'architettura Client!Senter, verrà estesa al Centro Nazionale primario (CN) e ai Centri Regionali (CR), per i quali sarà previsto il raddoppio delle pcstazioni attuali che permetteram1o di svolgere, indipendente mente, attività gestionali ed applicative. È in progetto anche un miglioramento delle prestazioru del sistema nei programmi, con parti colare attenzione all'applicativo di previsione, al fine di aumen tarne l'efficienza di calcolo o di visualizzazione; inoltre, sono state individuate Je seguenti aree dove aumentare l'efficienza o modiBeare la visuahzzazione grafica: ottimizzazione delle procedure ili calcolo per i problemi di «pennanenza» e di «transito»; previsione scenari e Modelli di dispersione civili; visualizzazione dei reticolati UTM; visualizzazione più razionale dei layers; miglioramento del s islema delle comurucazioni.
R elazione del Dottor Loris Munaro, Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Socc orso Pubblico e deJJa Difesa Civile.
AMMAESTRAMENTI TRATTI DALLE ESERCITAZIONI
CBRN
I
n attesa di una maggiore ch iarezza legislativa sulla Difesa Civile e stilla gestione de lle situazioni di crisi, consegu enti ad attacchi terroristici con impi ego di arm i «Convenzionali e non », ci spostiamo in zona operativa dove si g ioca effetLivamente il successo
Collegamenti con il Centro Regionale
.. Roto Radio dol Corpo Nazlonalo dol
w . F.
o l'insuccesso della par tita. É sul terreno ru «guerra», ovvero sugli interventi operativi reali, che il Corpo Nazionale porta l'esp erienza quoticUana del soccorso tecnico urgente, della rnitigazione del 1ischio antropico. È, quindi, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco che, per primo, sente l'esigenza di tma maggiore integrazione tra i ragionamenti fatti fino ad ora sulla materia. Quando si parla di esercitazioni
35
E:;;tn:iwzione anitcrrorismo <1 Roma.
si dovrebbe padm·c eli pian ificaz io ne e, quindi, le eserc itazioni devono tes tare esclus iva me nte i pian i es is ten ti. Null a s ì improvvisa. Non avere piani vuoi dire no n inte rvenire. Avere due p ian i per lo s tesso scenario è ancot·a peggio. È necessario, da subito, esaminm·c nel de uaglìo gli impianti di pianificazione: di difesa c ivile. di di fesa dal l'ischio antropico, di ri sch io da attentati con impiego di mate riàle es plosivo, (scenari mi ·ti?) ... , sop r·atLutlo per quello c he rig uarda le priorità de lle allivìtà di soccor so. Do bbiamo, quindi, ved e re quanti di no i hann o appreso veramente la lez io ne e ragio nat-e sulla sensibilità c he abbiamo acqtùsito negli ultimi anni sulla materia. Si deve, quindi , partire dall'esis tenza di un Piano azionale eli
difesa da auacch i tct-roristici di tipo nucleare, biologico, ch imico e racliologico, dove viene definito preci amente il ruolo clcllc varie Amminis trazioni. rn eq ue nza, esiste un Pi ano Provinciale di Di fesa Civi le: ogni provincia d'ILalia ne ha predisposto uno. Ques to va aggio rnato continuamente e modu lato con i nuovi scenari c he s i presentctetnno e con i nuovi soggetti che possono inten:enit·e pe t· suppot·tarc meglio l'azione di m itìgazione del rischio. Nel 2004 sono state o rgan izzate una set·ic di eserc itazioni. c inque imernazionalì c o ltre ,·enti sul territorio nazio na le. c l 2005 è s tato riconfcrmato questo lrend, con già 17 ese rc ita z io ni svo lte. Le prossime, programmate entro ques to mese si svolgeranno a 1a poli e a Todno, modulate u uno scenario di gestione di una s ituazione di c ris i conseguen te acl attacchi te tToristic i con impiego di
armi com·enzional i. Come te timon iano gli ultimi c\cnti d i Lo ndra, quando vi è un allentato, come per qualsiasi incidente, leprime informazio ni , magari confuse, non an·ivano dalle sale operati ve delle Amminis traz io ni preposte a l soccorso, ma dal gestore dell'auivi tà. Le prime pet·sone c he o no state \·iste USCil·e dalla mCII'OpOJitana di Londtet, infalli, erano tutte sp01·che di nerofumo c ubito i è pcn alo a un incendio. Per d ieci minuti lo sccna.-io è lato gestito dal responsabile dell'impianto della meu·opolitana c he c redeva s i trattasse d i una semp li ce sospensione dell'alimen tazione dettrìca conseguen te a ll'in cendio . 'essun indicatore faceva prcsumct·e la pre enza di un allentato. magari con la dispcr ione di agent i c himic i «non com·cnz ionali >> , c, pertanto, nes una misura di mon itora&gio è stata p re ·a i n tal senso. Di conseguenza, il giudiz io s ullo scenario deve essere portato il pil.r possibile vicin o al m omento dcll'accaclimento dell'evento e, qu indi, le o perazio ni di soccorso devono part ire con un moni toraggio che prenda in consideraz ione tulli gli scenari c he si pos·ono presentare: «Convenzio nale », «no n COI1\'e nzi o nal e », di «Ordine e s ic urezza pubblica», eli «preve nz ione», eli «Cattura te rroris ti ». L'obi e ui vo è intraprendere, s u ccess iva mente , az io ni «Conserva ti\ C» che co nsidct·a no l'evoluz io ne dello ccnario nella m aggior situazione di 1·i chio pre,·edibilc. Qu a ndo si parla di scenari misti, che compt·cnclo no le s itu azion i di c ui va s tabilita la
LA PIANIFICAZIONE NAZIONALE DI DIFESA ClVI LE PIANO NAZIONALE DI DIFESA DA ATTACCHI TERRORISTICI 01 TIPO BIOLOGICO, CHIMICO. RADIOLOGICO E NUCLEARE
36
PIANO P ROVIN Cl Al E DI DIFESA CMLE ORGANIZZATI PER PIANI DISCENDENTI EIO DI SETTORE
priori Là assoluta delle operazioni, allrimenti s i c•·ea olo confus ione e, soprattutto, si rischia di mettere a re pe ntaglio la s ic ure7.za degli operatori di «contatto)>. L'impi a nto esercitati vo, qu indi , deve metler e in campo le s trutture e i soggelli realmcme co involti c he o no in grado di ris pe ttare l'a lbero dei tempi e la disponibilità delle risorse umane e tecnologiche ch e da \;a sono ne-
Corpo J ;u.ionale dei Vigili del Fuoco in esercitazione.
cessa ri e s ul luogo dell'inte t·vcnto. Nelle esercitazioni s i te nde a comprimere i tempi, pe r es igenze organ izza live, per i mass-mcdia c per r idu1Te il di agio cittad ino; lo s baglio che si fa nella riduzione dei tempi è modiricare anche le procedure pre\·iste nella pianiricazione. ell 'escrcitazione, pertanto, non devono essere as ·o luta mente alterate le procedure previste nel pi ano di riferime nto. Maggiore è il numero di allenamenti ed e ercitaz ion i, maggiore è l'integrazione tra le procedun: nelle varie AmministJ·azioni. Le esercitazioni sono ancora poche, soprattulto con .un impianto di pianificazione evoluto e realistico c he co involge anche la po po lazio-
ne. 11 Corpo azionale dei Vigili del Fuoco raccogli c q uesta esperienza ope•·ativa d'intervento nella quotidianità: bas ti pensare agli inc identi su-adali c he coinvolgono sostanze pericolose. le accadono oltt·e l 00 l'anno, con scenari che interessa no autobotti che trasportano sostanze c himiche ad a lto rischio, in caso di dispersio-
ne, per la popo lazione c per l'ambiente. Nel soccorso presso s trutture industriali abbiamo ogm a nno circa una ventina di interventi a causa di incide nti «non rilevan-
ti», come deFini ti dalla 'd irettiva «Seveso»; q ues ti inciden ti, se no n controllati, possono diven tare pericolos i e avere conseguenze irreversibili s ulla popolazione e sul tetTi torio. Inc ide nti come quello accaduto tre anni [a a Porto Margher a, co n un o sco ppio , avve nuto in pross imità di un deposito interrato, di 40 ton nellate di fosge ne, d im ostra no l'affini tà tra l' inc idente indu s tria le, con djspersione d i sos tanze pericolose, e l'attentat o «n o n convenzionale». Quindi , un incidente provocato da un'azione volontaria può determinare scenari non previs ti dall 'au ua le pianificazione pe•·chè s i possono co involgere conte mpo ra nea men te pill depositi o p iC1 rcatlori d' impianti, con aree di dann o mo lto p iù estese de l prevedib i l c cl"fe t lo << domino » de lla pianificazione vigente. Lo stesso s i può dire sull'u ltimo in cendio a lla raffineria di «Busalla », Ge nova, dove, in pross imi tà dell 'in c ide nte, vi e rano dci depositi eli sosta nze pericolose e l'a utos trada A7, ch e fac ilment e poteva no essc t·e co involti se l'az ione, invece c he inc identa le, rosse stata inte nz io nale. L'atte nzione sull 'impianto d i soccorso, le procedure operative,
Coordinamento a livello "Tattico"
l
Ufficio Territoriale del Governo
Forze di contilltD (115-118-1 13) -1 12-111-1 515-W .UU ... )
4
l
l
l Gest ore del sito "sensibile" j+--
..
Amministrazioni ed Enti di supporto
l+ 37
la miligazione del rischio industriale è stata portata anche nell'impianto di difesa da allacchi terroristici. Il Co rpo Nazion a le dei Vigili del Fuoco si lega s todcamente all'espe ri e nza degli interve nti ordinari come il rilevamento ambientale (CBRN «convenzionale»); il Triage nelle oper azioni di salva taggio/soccorso unitamente alle s trullure sanitar ie d'e mergenza; l'estinzione degli in ce ndi , la ricerca in ambienti difficili, il soccot·so tecnico urgente, il controllo del rischio idrogeologico. Un'esercitazione deve chiatire, infatti, che: • è lo scenario che governa sempre le priorità dell'intervento; • lo scenario predominante s tabilisce la priorità delle azioni; • la priorità cade sulla sicurezza «p rimaria » (sicurezza d eg li operatori di contatto); • bisogna esercitarsi in modo realistico e credibile; è inutile far scendere in ca mpo fi gure, e ntità, procedure di contatto, c he non esistono realmente. In tutti i maggiori incidenti industriali accaduti, la fase ct;lica di messa in s icurezza si ri solve in un'ora, due ore aJ massimo, in ambienti con sostanze e procedure conosciuti. Invece, nel caso di un attentato questo «porto franco» eli contatto tende a diJatarsi. Quindi , senza un giudizio reale e una va lutaz io ne coerente sul rischio presente, s i rischia di fallire con una degenerazion e d ell 'evento . Sbaglia re la procedura di contatto in simili scenari implica non costitui•·e la «Catena di Comando e Controllo» tra il livello operativo e il livello tattico e strategico, s ign ifica, quindi , fallire la missione. L'esercitazione deve mellere in ch iaro che: • l'impianto di pianificazione delle eserci tazioni non è l'impianto di prevenzione degli attentati; • le procedure di «Contatto» sono determinanti pc•· il salvataggio (sta bilizza zio ne), il soccorso (risoluzione) e il ripristino della s ituazione originaria;
38 l
• l'attività di salute pubblica è predominante su ogn i altra attività; • la cdticità nel contatto a seguito di attentati terroristici sono le Forze eli polizia, il 11 8 e il 115. Nell e procedure di «Contatto» deve avet·e la priorità il soccorso tecnico urgente (salvataggio), poi il soccorso sanitario, infine l'ordin e e la s icurezza pubbli ca. Un importa nte supporto è rappresentato dall'attività tecnica di e rogazione dei servizi essenziali di trasporto, fornitura di energia elettrica, acqua e gas. Azion i di comp etenza delle Forze di poUzia possono awenire anche con tempora neamente a lle a ltre azioni (esemp io zonizzazione, indi vidua z ione delle fonti di prova, ecc.) a condizione c he siano pianificate o concordate e compatibili con la s icurezza della scena. Quale scelta fare, per· esempio, se siamo io presenza di un attentato con impiego di un ordigno esplosivo c he nasconde una trappola? Un dispos itivo del ge nere può essere impiegato, infa tti , per disperdere una sostanza radioattiva (bomba sporca) owero una sostanza che dà effetti di toss icità acuta o differita . Le sfortunate persone che entreranno per prime in contatto con Ja sostanza nociva, se non adeguatamen te pro tette, con molta probabilità subiranno, a loro volta, dei danni letali. A Londra, per esempio, è sorto il problema della dispersione delle fibre d'amia nto dalle stru tture coinvolte ne lle esplosioni. Quando si parla di pianificazione e, quindi, anche di esercitazioni , queste devono esser·e predi sposte almeno «a tre mani » (VV.F, 118, Forze di P olizia ed eventualmente a nc he il gesto•·c del s i to cosiddetto «sensi bile»). Gli o bietti vi gen era li di ogn i esercitazione sono la verifica della: • capacità di coord inamento; • effici enza di telecomunicazioni e collegam enti; • risposta del sistema di salvataggio e di soccorso; • validità del sis tema di Comando
e Controllo dell'incidente; • gestione della comu ni cazion e pubblica in emergenza. L'esisLenza, la f01mazione e l'addestramento delle precitate strutture di contatto suJ tctTitorio sono indispensabili per la cintw·azione alla disLanza eli s ic u rezza, per il monitoraggio e per il soccorso recnico c sanitad o. L'esperienza insegna che il gestore dell'attività dove avviene l'incidente sarà, nei minuti iniziali, il coordina tore delfinte rvento. Negli incidenti industriali questo tempo è notevole e si spinge anche oltre l'ora; esiste, infatti, la necessità di me ttere in sicurezza l'impianto e avere la garanzia di approwigionam en to dell'acqua, del vapore, dell'azoto, dell'energia eletttica, di quei servizi che consentono la gestione dell'impianto chimico e che, talvolta, sono forniti da altre s trutture esterne. Da non d ime nticare, inoltre, che in queste s ituazioni le maestranze sono coin volte emotivamente, non sono in grado di interagire in condizione di stress e, talvolta, non sono sufficientemente informate ed addestrate per gestire una determinata emergen za. Da qui la necessità di fare esercitazioni per migliorare la capacità di coordinamento. L'efficienza delle telecomunicazioni e dei collegamenti è un altro fattore determinante per la riuscita tempestiva delle operazioni di soccorso. In attesa del s istema Network Tetra è necessario tispolverare la TLC tradizionale, le radio, gli impianti Eissi, iJ satellitare, i cerca persone, ecc.. La telefonia mobile è troppo vulnerabile, la cellula di interconnessione prossima al luogo dell'incideme, a causa dell'elevato numero di te ntativi di collegame nto, andrà sicuramente in saturazione bloccando ogni trasmissione. È essenziale imparare a gerarchizzare le comunicazioni tra i vari livell i (bronze, silve1~ gold) e definire protocolli s tandard di comunicazione (canali radio ridondanti, linguaggio unico, codici di identificazione, con;dori per i col-
legamenti m1-ùtiscena1i ... ). È importante, inoltre, riconoscere il ruolo cti un Posto Comando Avanzato sullo scenalio occupato dalla qualifica più alta di ogni Amministrazione/Ente che è presente sul «Cratere». Ptimo passo nella fase di salvataggio e soccorso è saper ricono-
INFORMIAMO l GENTILI CLIENTI CHE
VENERDI' 23 SETTEMBRE 2005 ALLE ORE 12.00 È PREVISTA A MILANO CADORNA
UNA ESERCITAZIONE ANTITERRORISMO SARANNO POSSIBILI RITARDI ALLA CIRCOLAZIONE VI CHIEDIAMO DI COLLABORARE CON LE FORZE DELL'ORDINE E IL NOSTRO PERSONALE LA SICUREZZA È UN BENE DI TUm GRAZJE
___
,.,.., .......... .. .
....... a ........ _
scere la sevelità dello scenario dagli indicatmi che pervengono nelle sale operative. Ci si deve chiedere se è un incidente, una caduta di tensione in linea, un attentato o un incidente antropico. In seguito si deve procedere a una zonizzazione conservativa dell'area ed effettuare, poi, il monitoraggio strumentale congiLmtamente alla valutazione della sintomatologia sLùle vittime. Inctividuare la sostanza utilizzata è determinante per la sicurezza dell'area e per iniziare il soccorso con un'aq.eguata terapia sanitalia. Esiste infine il problema del Triage. È impensabile che il medico opeti in zona calda, quindi è assurdo prevedere w1 ctispositivo di protezione cbe non gli consente cti operare secondo gli standard procedurali previsti. La vittima va, però, consegnata alla struttura sanitaria con un livello di contanùnazione basso. La stessa, quindi,
allontanata dal contaminante, va spogliata e va bagnata. Questa operazione va effettuata in zona calda (rossa), successivamente il colpito va consegnato alla struttura sanitaria. Una bassa concentrazione di contaminante SLùJa vittima permette al personale sanitario di usare Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) più leggeri (Categmia ill Equipaggiamento di Tipo 3 - maschera e filtro NBCR ventilato meccatùcamente) facili da usare e indossare anche per un lungo periodo. Non si dimentichi che la decontaminazione è una procedma samtalia. Se l'attentato awiene con dispersione cti gas nervina con una bassa temperatura ambientale, questo comporta, tra l'altro, sull'organismo umano l'effetto d'inibizione del sistema di tennoregolazione corporea, vanificando l'opera della citata decontaminazione «speditiva » e aumentandone di conseguenza il tischio di assideramento. TI Triage di uscita è la procedura di gestione dell'ospedalizzazione. Quando le vittime escono dalla zona dell'incidente e arrivano in ospedale devono 1icevere subito la
dovuta assistenza specialistica e non subire lunghe code di attesa. Dopo l'attentato cti Madlid, invece, la corsa ad una ospedalizzazione generalizzata, senza una preventiva pianificazione della disponibilità dei posti letto nei reparti specialistici, ha compmiato numerosi decessi in quanto molte vittime non sono state tempestivamente assistite. È doveroso pianificare, quindi, la risposta ad una grande affluenza ospedaliera, con la predisposizione di w1 piano (almeno regionale) di ctisponibilità cti posti letto a seguito di sinùli eventi. A Londra sono stati utilizzati gli elicotteri per il traspmto dei medici e delle attrezzatw·e eli suppmto sanitmio al fine della tempestività della costituzione orga1ùca dei Posti Medici Avanzati (PMA) . In caso di un attentato con impiego di agenti «non convenzionali», dopo nn paio d'ore dall'accadimento, le strutture ospedaliere si troverebbero subissate da richieste di soccorso da parte di 1-ma gran numero cti persone, parzialmente contaminate, che hanno abbm1donato incautamente l'area contaminata: persone che dovranno essere
Delimitazione Aree di Rischio.
39
d econ ta min a te ne lla s truttura ospedalicra, c he dovrà pertanto disporre d i li nee d i decontaminaz ione d'emergenza, per evitare di fa t· aumentare il numem delle vittime, così com'è accaduto ai 4 000 contaminati di To kio nell'attenta to del 1995. Nulla, purtroppo, è stato ancora fa llo per la gcs lione de l pan ico a segu ito di tali even ti e n ull a è stato predis pos to pet· il suppo rto ps icolog ico ai famiuari delle \'ittime e al persona le di soccot-so. In conside razio ne della presenza nello stesso scena rio d i più Amministrazio ni , bisogna addestra rs i a utilizzare uno stesso linguaggio: • pia n ifi care sempre una struttura di Gestio ne Co mando e Co ntJ·ollo de ll 'inc idente unifi cata e condi visa sull a sce na (In cident Command Sys tem - ICS ; lncid e nt Ma rw g c m enL S y s tc m IMS; National lncidenl Managem ent Systcm - Nll\!lS ecc.); • pre ved e re un l n cide nt Co m mander (Dire tto re Tecni co dci Soccors i - DTS) (fl essibile nelle priorità c nel te m po); • prevedere un responsabi le per le segue nti fun z io ni: ope ra:r.io n i, logis tica, pianificazione, a mmini s traz io ne/as pe tti finan z iari ( in staff co n l' In cide n l Commander- Dirc lto re T ecnico d e i Soccorsi prevede re che s iano seg uiti i segue nti aspetti: s icurezza d e ll 'a rca, co muni c a z io ne, coUega mc nt i); • costituire un posto di Co ma ndo visibile per evita re de termina te domand e: (Chi è il capo? ... o dov'è il capo?); • Je pr io ri tà o pe ra tive devo no essere condi vise tra i vari Enti cd Amminis trazio ni.
n problema de lla comunicazione p u bblica in ·tato di e me rgenza è un a ltro as petto impor·tantc: Corpo <lzionale dei \lig i/i del Fuoco: csercìt:l/ìone dì a pplicazione de lle p rocedu r e operal ii'C, in ;.unbìen te co n ta mimllo, con aggressi1·ì chimici simulati.
40
• pmvvcd c rc a ll'impiego c a ll'aggio rn a me nto tempes ti vo de ll a comunicazio ne pu bblica dura nte l'em e rge nza (numero de ll e vittime . com portamen ti , in fo rmazion i .. . ); • pre para re pe r quest i e \·cnti la s ta mpa c g li operatori de lla comun icazio ne; • pred ispo rre le linee guida el i ges tio ne de l pa ni co; • prevedere la form az io ne, l'in formazio ne e l'addestrame nto de lla popolaz ione (no n solo delle comparse); • info tma re di non sottova lutare i ri schi seco ndari , acl ese mpio i r ischi a mb ie ntal i co nsegue nti a d un a tt e nt a to (es . ri sc hi o amia nto). Qua l i so no le probl e m at ic he quando si organizzano esercitaz ioni? Ecco un elenco non esaustivo: • le procedure operative d c\'o no essere no te e condid e fi no a l de ttaglio. De\'ono essere testate e vedficate; • le risorse dispo nibili devono c ·set·c a nno ta te, class i fi ca te c agg iornate; • anc he le com parse devo no essere a ddestra te: • p re parare g li osservatori con a ppro priate liste d i contm llo; • esa u amcnte com e l'alt i\·ità di prevenz io ne de l c r imine a nc he l'attività di p ianificazione c ges tio ne dell'emergenza è soggetta a ca mbi a menti ;
• una maggiore nessibil ità del s is tema san ital"io, che tenga conto de ll'eleva to nume ro di villimc c della proba bile contestuali tà degli a ttentati, cost ituì ce aspetto essenziale; • p ian ificazio ne particolareggiata dell'uso del Posto medico A\'anza to (PMA ) e de i p res idi ospcda lic ri; • mig lio re integrazio ne tra pm tocolli opc rati \'i Sa nita ri (regiona li) e modelli nazionali d i Soccorso Tecnico e di Po liz ia; • necessità di testare la re ilie nza de ll'organ izzazione e de l personale per un lungo p eriodo eset·cita li vo (almeno pe t· tre, qu a ttro giorn i); • la lezio ne non è appre ·a finc hé non è pro ,·a ta ( ... mancano i rappo r ti delle eser·c itazion i effettua te ... e no n è ma i stata efFettua ta un'esercitaz io ne, nemme no pc t· Posti d i Com a nd o, c he p t·èveda u no scena ri o d i controllo del t·ischio bio logico a segu ito d i diffusio ne d i un'epidemi a per scopi teJTOris tic i); • introd urre il conceu o d i «Securily>> ne ll e attività «Sensibi li» in a ffini t~l con q uanto previs to ne l trasporto delle merci pericolose (ADR 2005); • predisporre i pian i pe1· la s icut·ezza CB RE integra t i co n qu a nt o previs to d a l DD. LLgs. 626/94 c 334/99; • effettu a re esercita z io ni in presenza d i m icroclima rea listico:
con bassa vis ibili là, elevate temperature, DPI appropriati, luoghi angusti; • organiz:r.are p1·ocedure e impianti m ob ili per la medicina legale (ricomposizione reperti organici, ide ntificazione, assistenza parenti de lle vHLime,...).
IL RUOLO DEL COMANDO OPERATIVO INTERFORZE IN CASO DI EVENTI CBRN
Le esercitazioni sul contTollo del 1ischio CBNRE non servono a nulla, se a monte 11011 c'è un'org~miz zazione, una pian ificazione e un addestramento permanente per ogni componente. on basta solo acquista1·e mate1iali. Occorre prima di tutto investire nelle persone, nella formazione, nell'addestramento piuttosto che nelle altl·ezzat1.tre e, quindi, esercitarsi, esercitarsi, esercitarsi.
guito approvato dall a Presidenza del Consiglio dei Ministri e diramato a tutte le Amministrazioni dello S tato per la successiva elaborazione delle pianifica7.ioni di scendenti d i competenza. In tale quadro, il ruolo del COI è risultato determinante anche in relazione ai s u ccessivi sviluppi cleiJe attività concorsuali sia operative che esercitative. Al riguardo, giova rammen tare che la prima esercitazione intermi n isteriale di Difesa Civile, relat iva a tale lipologia di emergenze, è stata la «Sabina 2002 », organizzata per testare la pianificazione interministeriale proprio presso l'Istituto di formazione che oggi ci ospita. L'appo rto d i pensiero e r.isorse umane, che il COI ha fornito nel tempo a lle vatie Istituzioni dello Stato ne llo specifico settore, ha anche consentito d i tracciare un primo bilancio rela tivo a lle esperienze maturate e a i possi bili correttivi da apportare per migliorare le capacità di pian ificazione nella materia. In sintesi, è ,-isultato eviden te che occorre sempre prevedere tavoli di pianificazione co11giunti/intermin is teria li in cu i
SECONDA SESSIONE
Esercitazione congiunta di Difesa Cilti/e e Dil'esa Mi/ilare.
In conclusione, le esercitazioni hanno successo (e, quindi, anche il dispositivo di soccorso) se: • la pianificazione stabi lisce chi deve esercitare l'azione di comando e di quale struttura dispone; • si conosce la sb.-ategia complessiva deiJe ope1·azioni da effettuare; • viene seguito un pia no d'intervento dettagliato secondo priorità predefinite; • si conoscono le Procedw·e Operative Sta ndard di ogni Ente o Amministrazione che concorre nelle operazio ni ;
I
n tema di d ifesa chimica, biologica, radiologica e nucleare sul territorio nazionale, il Comando Operativo di verUce Interforze (COI), sin dal sette mbre 200 l , ha contli buito alJa elaboraz ione della «P ia ni ficaz ione lnterm inisteriale contro attacch i te rrori s tici di tipo B CR ». Infatt i, il personale del COI ha coordinato il Gt-uppo d i Lavoro interm inisteriale, costituitosi proprio per la redaz ione del citato Piano, in se-
Durante la seconda sessione verranno illustrati i possibili concorsi delle Forze Armate negli scenari individuati, con particolare riferimento alle funzioni del Comando Operativo Interforze, del 7° reggimento NBC e della Scuola interforze per la Difesa NBC. R ela zione del .Colonnello Roberto Milano, Comando Operativo di Vertice Interfoae (COI). 41
uc/eo Decontamina 7.io ne delle Forze Armate della Scu ola NBC.
COMITATO OPERATIVO PROTEZIONE CMLE
CITDC
_l COl -lntertocutore unico
l
COD (di recente costituZione)
l SALA OPERATIVA
l
~ SEZIONE CONCORSI/
L_
EMERO_ ENZE _ _
_
J
l
SEZIONE
AUTORIZZAZIONI E TRASPORTI
In armonia con quanto previsto dall'art.1, 5" comma, della Legge 331 del 2000 e con quanto specificamente indicato dallarticolo 5 del Decreto Legislativo n. 464/97 che sancisce: "L'Am'nlnlstrazione deRa Difesa, fermi restando l compitlislitUZJonali previsti dairarticao 1 della Legge 11 luglio 1978, n.382 (come sosli!Lito dal predetto art.1 della Legge 14.11.2000, n.331) e l'i'ltervento prestato dal e Forze Armate i'l occasione dì calamità natural di cui alla Legge 24 febbraio 1992, n. 225, fornisce, compatibilmente con te c•p•dli tecniche del personale e dei mezzi in dolRione, il proprio contributo nei campi dela pubblica utilità e dela tutela ambìentale. Untervento, a richiesta, è fornito per le seguenti attività: B) campagne antincendi boschivi ed Interventi antincendì anche al di fuori di detta campagna; b) emissioni di dati meteorologici; c) emissioni boll ettini peri odici relativi a rischio-valanghe d) rilevamento nude111e, biologico e chimico ed etrettullzlone del r ellltivi interwnti di bonifia ; e) consulenza ad ammi'listrazioni ed enti in tema di pianificazione e intervento delle Forze Armate i'l situazioni d emergenza nazionale, etc.)".
c iascu n avente causa porta la propria professionalità ed espeIienza. Tale metodologia di lavoro, tra l'altro, consente di instaurare un'efficace conoscenza reciproca, indispensabile pe r meglio risolvere le complesse problematiche via via prese ntatesi ai «pianificatori» del settore. La conoscenza delle rispettive s trutture organizzalive e delle proprie metodologie di lavoro consente, infalli , un'ottiroale risoluzione dei problemi dj coordinamento tra le va1ie Amministrazioni coinvolte nella gestione delle crisi. L'Amministrazione Di fesa, nei confronti delle altre Amministrazioni/Enti/Organismi statali , preposti aJla gestione delle crisi, svilu ppa, in linea generale, un'intensa e qualificata attività concorsuale che riguarda sos tanzialmente la salvaguardia delle libere istituzion i, i compiti specifici in circostanze di pubbliche calamità e, i.n altri casi di straordinaria necessità ed urgenza, i contributi nei campi della pubblica utilità e della tutela ambientale. In tale ambito, l'attività concorsuale viene sempre gestita e coordinata dal COl, che risulta pertanto l'interloculore unico per tutti i concorsi operativi su] territorio nazionale. Proprio per assolvere a tal e compito, di recente, è stato costituito il Centro Operativo della Difesa (COD) che si articola in tre organ is mi: Sala Operativa, Sezione Concorsi/Emergenze, Sezione Autori zzazioni!I'rasp01i.i. In pru·tico lare, è proprio la Sezione Concors i/Emergenze c he coOt·dina le attività/operazioni nazionali , connesse a situazioni di crisi
Area addestratil'a « EX Aeroporto Ciuffelli» della Scu o la lntcrforze per la Difesa uclearc, Biologica e Chimica. Addestramento congiunto Esercito-MaJ"ina Militare.
42
e/o emegenza, c he presuppongono concorsi a caratte re interforze o di particolare rilevanza in campo nazionale (o internazio nale) . P er qua nto concerne, infine, la pianifi cazione discendente d e ll'Amministrazione della Difesa, al pari delle a ltre Amministrazioni dello Stato, si è provveduto, sotto la guida del COI, alla redazione di uno specifi co «Piano di Settore contro attacchi te rTorislici di tipo »BCR». Tale P iano, a cura del predetto COD, dispone per l'impiego di «asse tti s pec ia lis tic i» (unità NBC, esperti NBC, altri concorsi) ne ll'intesa c he tali asselti s iano considerati impiegabili dopo de terminali tempi di approntamento e dietro specifica richiesta delle Autorità competenti (Ministero dell1ntemo - Commissione Inte rminis teriale Tecnica per la Di fesa Civile l Comitato Operativo per la Protezione Civile), a m ente del D. Lgs . n. 464/97. Gli assetti citati - unico caso sono «precettati» per tali tipologie di emer·genze. Il Piano dell'Amministrazione Di fesa prevede, inoltre, de termina te misure che attengono ad attacchi ten·oristici a ll'intemo di infrastrutture militari con l'attuazione di misure e procedure proprie della cate na di Comando e controllo militare naz iona le ed, eventualmente, NATO.
R ela z ione del Ten ente Colonnello Fulvio Bel/assa i, Comandante del I Battaglione, 7° R eggimento Difesa NBC.
IL RUOLO DEL 7° REGGI MENTO PER LA DIFESA
NBC l 7° Reggimento difesa NBC «Cremona» nasce, lo dico soprattutto per iJ personale che non fa parte della .Difesa, il 31 dicembre del 1998. Il 7° Reggim e nto s i relaziona
I
con gli enti della Difesa, rappresentati a questo Convegno: in particolare, con la Scuola, il Centro Interforze Studi e Applicazione Militari (CI SAM), il Centro Tecnico Logistico lnterforze NBC di Civitavecchia (CETLI), il Centro di S tudi d i Sanità e Ve te rinaria d i VilJa Fonseca a Roma. TI 7o R eggimento è un'unità mihtare e, come tale, gh scenari n ei qualj può inserirsi sono q uelli pectùiari alla realtà mi litare e i dschi sono quelli con nessi. In operazioni il 7° Reggimento può essere impiegato in due scenari: il primo è lo scenario così eletto «Articolo 5 » relativo a ca si di guerra, il secondo è quello relativo alle Crisis Response Operations (CRO) c he sono opet·azioni in supporto alla pace (PSO), svolte fuori area. L'Esercito Italiano, come noto, è attualmente impegnato in molte missioni e il 7° Reggime nto d ifesa N B C è presente in tutti i principali teatri operativi. Per q uanto riguarda il concorso militare, il Presidente Zamberletti ha eletto: « ... non mi piace sentir parlare di concorso in un ambito
com e quello delle Forze Armate, io ho bisogno di certezze>>. Le Forze Armate devono però sapere chiaramente q uale è il compito primario e quale il compito di concorso; q uesto, per noi, è pur sempre un compito di concorso, c he svolgiamo attivamente, ma che costituisce comunque un'attività non secondaria e al contempo non precipua . Questa è la tipica situazione di evento nelJa quale il 7° Reggimento ha m olteplici compi li ,ch e gli vengono affi dati di volta in volta specificandol i. L'integrazione interministeriale comporta la colla b orazion e co n altre Forze (non della Difesa) e agenzie. A questo p roposito è importante evidenziare un'altra difficoltà delle Forze prettamente militari: quella di operare in s ituazioni di non certezza, per quanto riguarda il Comando e il Controllo, sostanzialmente gli ordini. In relazione al Piano difesa da attacchi tenoristici di tipo biologico, chimico e radiologico occorre far notar·e quanto conti in un reparlo deU'Esercito la catena di comando. Noi del 7° Reggimen to d ifesa NBC siamo parte eli questa catena. l1 Comando Operativo di vertice lnterforze, quando i nostr i assetti sono disponibili e ne ritiene necessario l'impiego, lo dispone. Abbiamo prestato il nostro serviz io, con assetti di varia natura, in molteplici situazioni, tt·a le quali le più significative sono state: il Summit NATO in Turc hia ne l 2004, la visita in Italia del P residente degli S tati Uniti, l'Fl04 Day. L' impiego è awenuto anche per altri eventi di natura molto diversa tra loro, basti pensare alla firma della Costituzione Europea, alle esequie del Santo Padre, l' Open Day eli Viterbo, manifestazio n e aeronautica con afflu sso di una grandis43
\ BR - Jclcntific:azionc c <::tmpionamcnto eli agt..•nti CBR \ .
s ima quantità di pc•·so nc, s timate in cento mi la. Questi compiti sono svolti d a un Regg imento s truttura to s u due battag lion i, quindi a no malo, sou o il profilo d e ll'organica , ri spe tto a i Reggime nti d e ll'Eserc ito. rl 7 ° Reg giment o , oltre all e rwoprie a llività d'i s tituto, svo lge a nc he un'inte nsa a lli vità di conc c •· t o c o n alt,- i E n t i c c o n l a Sc uo la c he oggi ci ospita. Atti \'ità di s tudio ed acquisiz io ne di nuovi ma te .-iali, tesa a fa r fro nte al le esigen ze ope rati ve , ma a nc he di concorso.!) veicolo di c ui s iam o d o tati è s ta to s tudiato, c acquisito soprattutto , per essere i m ricg alo i n un o sce n a rio d i o pe ra zio ne militare d e l tipo War oCRO. Altri s trum e nti , tec n o log icam e nt e più a\·an za ti c d ci qu a li a ndi a m o fi eri , c i conse nto no di primeggia re in ambito curo pco. ll labo rato ri o m o bil e ca rnpa lc è previs to d a uno STA AG al quale abbiamo aderito nell'ambito de lla ATO Responsc Force ( RF): il 7° Reggime nto a ncora no n ne dispo ne, ma s ta cercando di rcali zzarlo in te mpi rapidi . Il 7° R eggime nt o difesa NBC dal '98 ha indato in teatro l 470
Vt..·icolo blinda to \IBR per In dift..•sa BC in Teatro d 'operazioni.
44
uo mini e d o nne; tuui i princ ipa li tea tri opc •·ati vi in c ui le Fo rze Arma te ita lia ne ·o no s ta te c on o im p iega te: Kosovo. B o ·ni a. l mq , Afg ha nis ta n , co n a s ·e tti a livello plotone o compagnia a seconda d c i va ri teatri. cll'ambito d e ll 'opera zi o ne Antic a Ba bil on ia , in Ira q, il Reggiment o difesa NBC fon1i sce, ino ltre , fo r;cc in ri ser va in pos iz io ne 'cstand by», ma c he e ffe uuano un'ana loga preparaz io ne ris pe tt o a q ue lla d e ll e fo t·;ce imm cs ·c in te atro. Qu e ·to pe t·c hé il lo t·o o ri e ntame nto è quello di es e re i m me ·se in te mpi rido tti. ln parti co lare, c ilo Operation R escrve Fo rces. o ri e ntata all'arca Ba lcanica, Strat egie Rcservc
r
Force, o ri l.!n ta t<Ì a l mondo intero, e an co1·a 01'c r t/w llorizon Forccs c SRF. È po i ragio ne\'o lme ntc ipo tizzabil c il nost•·o im piego ne ll'a mbito d el d ispo -itivo di s ic urezza pt·evis to per i g iochi o limpic i in,·ernali d i To ri no; c i s tiamo p t·epat·a ndo, ma solo il COI potrà d ecide re c e q ua ndo impiegarc i. Pe r q uanto r ig ua rda la 1 ATO Rcsponsc Force, ad c sa pa rtecipe re m o con un ba ttag li o ne multinaziona le ne ll'a mbito del q ua le occupe re m o le po iz io ni più rilevanti . Pe r fat· que to c i an·a li a mo d i m o lte plici a uività a ddc ·tra ti\·e e d i c01· ·i, s ,·o hi sopra llull o a ll a S c uo la Tntc r forzc per la Di fesa 1 BC ma anc he a ll'estero, presso gli e nti e le scuo le dc i Paesi a lleati cd am ic i d a i qua li rite niamo di ave re qu a lcosa d a imparare . Si tra tta di cor s i di va d a na tu ra. «Train a }' o u Fight», è il nostro m od o di agire; cerchia mo di a ddesu·a~·ci a lme no in a mbito \\far a n d Traininig R e pon c, ne ll a m a ni e t·a pi tt fe d e le po · ibile a q u e ll o c he sa rà l' ime r vc nto al q u a le s ia m o c hi a mati. Qu esto c rea , però, un dua lis mo non sempre facile d a gestire per il pe rsona le addestra lo c pc•· c hi lo deve
adele tr-are. Vi è, poi, la nece ·ità, deuata dal progresso tecnologico, di dmanere aggiornati con i materiali e la dotuina anche in modo autonomo. Come ha dello il Generale Lunelli, «il 7° R eggimen to è un 'unità molto particolare c, quindi, deve essere il primo allore dello sviluppo della propria capacità». A tale riguardo il 7° Reggimento ha la pos ibilità di acqubirc materiali spec ifici dal cornmer·cio , co a c he non tutti i Reggimenti pos o no far·e. Un e empio è l'elaboratore VB R. Abbiamo cercato di svilupparne la capacità d'individuare aggressivi di natura molto piC1 ampia, perché quelli inerenli ad uno sccnado di guerra non erano sufricien ti. Questo esempio ·erTe a ouolineare che l'as egnazione ·traordi naria di fo nd i per· noi è la n orma, in quanto di fondi abbiamo sempre bisogno. T nostri obiettivi ·ono il consolidamento delle procedure, l'agg io mam cnto delle procedure tecn ico-operative, di Comando e di Control lo, no nc hé la certezza del dove c come operare . Quest'ultimo a ·pcuo è fondamentale per un'un ità c in am bito inlerministerial e deve essere per·fezionato.
c cose; gli altri que lle per
s truLLur·a incardinala nel Re pa r·to Addestrath·o della Scuola del Genio e costitu isce, a li vello naz ionale, polo di riferimento operativo, addest rati vo e cu ltura le per l'intc r·o settor·e della bonifica da ord ign i esplos ivi. La sua allività principale è addestrare e qualificare gli operator i EOD (l}, ossia gli a rtificieri, e gli operatori JEDD, c ioè gli arli fi c ied a misabo taggio. I primi acquisì cono le abilità per· intervenire sugli o rdig ni regolamentari incsplosi, c he cost illli scono un pericolo immane nte per persone
interv~:
n irc nel le ancor più d iff ic ili si tuazioni di neulralizzazi o n c di ordign i esp los ivi improvvisa ti , note co me attività an tisabotaggio. Succcssivameme, viene effettuato l'acldestr·amento per i miliwri dell'Arma del Genio della spccialiti1 guastatori , de ·ti nati ad occupar ·i della bonifica di a rce c d' itine ra ri minati , nei difl"ercn ti contes ti o perativi. L'allività fo rmativa non è ri volta esc lu s iva me nte al personale dell' Esercito, ma a nche a quello d el le altre Forze A•-matc c d e i Co1-pi Annali dello Sta to. ln particolare , il Centro s i occupa della formazione degli oper-atol"i l EDO (a rtificieri antisabotaggio) per l'A rma dci Carab ini eri c per la Polizia di S tato, deputati a ·volgere tale compito su l territorio 11azior"ltllc. Tutta l'atlività dida ttico-adele ·trativa è svolta secondo gli s ta ndard previsti dagli accordi ATO cd è necessaJ;amente sclett iva, così da consegnare alla particolarissima vi ta professionale clementi in gmclo eli rispondere in sicurezza alle s ituazion i di pericolo cu i sono continuamen te esposti.
R elazione del Colonnello RoberLO Arcioni, Capo Centro Operatil•o di Forza Armala della S cuola del Genio ASPEITI ESPLOSWE ORDNANCE DISPOSAL (EOD) - IEDD IN AMBIENTE NBC
C
ercherò di illust rare breve m e n te qual i so no i compiti affidati alla s truttura che ho l'onore di dirige re e, in particolare, quelli maggiormente attinenti .a l tema oggetto del convegno odierno. Il Centro Op era ti vo di Bonifica è una
45
Bonifica di un ordigno esplosivo.
Attualmen te, in ambito nazionale, la competenza per la bonifica degli ord ig ni contenent i tali ca ri camenti, la gran parte de i quali derivante da situazioni pregresse ri salenti persino alJa prima guen·a mondiale, Attualmente, in ambito nazionale, la è dell'Ente, una volta denominato Stabilimento Militare dei Materiali per la di fesa NBC di Ci vitavecchia, ora Centro Tecnico Logistico Interforze per la Difesa NBC, secondo quanto stabilito dal DPR 16 luglio 1997, n . 289 (« Regolamento recante norme sulla proibizione dello svi luppo, produzione, imm agazzi namento, ed us o delle anni chimiche e loro distruzione»), collega to a lla Convenzione di Parigi del 13 getmaio 1993. I recenti eventi terroristici collegati aiJ'attuale situazione internazionale hanno rafforzato la necess ità d ·i disporre di operatori EOD e lEDO, capaci d'interveni re in frangent i analoghi, non pote ndosi a priori escludere ]'impiego di sostanze nocive del comparto CBRN. Il profi larsi di queste minacce comporta anche J 'esi gem~a di riesaminare la possibilità dell'impiego di ordigni esplosivi caricati con agenti contaminanti; questa even tualità rende indi-
Addestramento al rilevamento.
46
spensab ile l'approfondimento delle metodiche, al fine di poterli trattare in sicurezza, al pari delle munizioni o rdinarie contenenti esclusivamente sostanze esplosive o sostanze incendiarie. Pertanto, è sempre più plaus ibile parlare di minaccia CBRNE, intendendo la possibili tà della dispersione di agent i c himici, bi o logici, radiologici e nucleari p er mezzo di ord igni esplosivi. In un ipotetico Teatro di operazioni all'estero, la mina cc ia CB RN EOD può concretizzarsi, a seconda dei casi, nel ritrovamcn-
to di munizio.ni con tali caricamenti in deposito o, situazione peggiore, nell'imbattersi in munizioni lanciate da un s istema d'arma e giacenti sul terreno inesplose, ma in grado di funzionare in conseguenza di qualsiasi evento successivo. La minaccia CB RN IEDD è ancora più subdo la, perché costituita da ordigni improvvisati di qualsiasi tipo, contenenti sia esplosivi sia sostanze contaminanti. h1 tale articolato contesto gli operatori EOD c JEDD necessitano di un addestramento specifico che conferisca loro, oltre alle abilità già pos cdutc, la capacità di contrastare, efficacemente e in s icurezza, la minaccia derivante da ordigni esplodenti in grado di comportare anche la dispersione di agenti contam inanti; tali capàc ità in ambito NATO \'anno geneticamente sotto il nomedi BCEOD. La competenza acquisita per le esigenze operative dei teatri internaziona li è, di fallo, anc he quella necessaria per affr·ontare situazioni, non più relegabili a mera fantascienza, sul ter·ritorio nazionale, che associno l'impiego di 01·digni espJosi\ri ad agenti con-
tamina nti. Le attività lEDO sul territorio nazionale, come noto, non sono di diretta pertinenza degli operatori dell'Esercito, ma, come già accennato, risultano essere compito precipuo delle Forze dell'Ordine. Tuttavia, è sempre prevedibile, su Iichiesta delle Prefetture, la possibilità di fornire concors i alle Forze di Polizia in situazioni particolari. La formazione o , più propliamente, il completam e n Lo della stessa , con l'acquis iz io ne dell e capacità di cui si è dato a mpio cenno, è affidato al Centro Operativo di Bo nifica mediante l'istituzione di corsi specifi ci, la cui prima edi zio ne sperimentale è stata effeuuata l'anno scorso; la programmazione di routine è, invece, prevista a partire dal prossimo anno, quando sarà ultimato l'approwigionamento d egli equipaggiame nti specifici per svolgere l'intero c iclo addestrativo. Le attività didattiche si dovranno avvalere d e l co ntributo fondam e ntal e fornito dalla
Scuola Interforze per la Difesa Nucleare Biologica Chimica che ci ospita - al fine di acquisire le indispensabili nozioni di base relative agli agenti contaminanti, all'impiego C!legli equipaggiamenti di auto protezione, alla capac ità di entrare, uscire e muoversi in un'area contaminata. La seconda fase s i svilupperà ne l Centro Ope rativo di Bonifica, idoneo a fornire nozioni rig uardanti: • l'identificazione del munizionamento a caricamento chimico; • l'eliminazione, se e quando poss ibile, d e lla minaccia ca usata dalle parti esplodenti; • l'attuazione, quando possibile, de11e procedure per s igillare eventuali perdite di sostanze contaminanti e l' imballaggio delle munizioni per il successivo invio agli Enti d e putati alla bonifica d ei contaminanti; • le eventuali attività di distruzione d el muniziopamento BC, indossand o i part ico lari indumenti protettivi .
Le procedure d'intervento per contrastare efficacem e nte la minaccia sono già previste in ambito NATO ma, più dettagliatamente, costituiscono oggetto di s tudio in sede europea. In tale co ntesto, infatti, la Scu ola del Genio partecipa ai lavori del EU N BC EOD Subgroup, attivo da c irca due anni, c ui partecipano un buon numero di Naz ioni e che ha lo scopo di uni formare dottrina e procedure in materia, con una più e fficace risposta alle s ituazioni sopra espos te.
NOTA ( l) Acronimi di uso più frequente nel settore, mutuati dalla normat iva NATO ratificata anche daJl'Italia, per dare una chiave di lettura anche ai non addetti ai lavori: EOR - Explosive Ordnance Reconnaissance (riconoscimento ordigni esplos ivi); EOD - Esplosive Ordnance Disposal (bonifica da ordigni esplosivi); IEDD- Jmprovised Explosivc De1rice Disposal (bonifica da m-dig ni esplosivi improvvisati); BC EOD - Biologica i/Chemical Explosive Ordnance Disposal (bonifica di ordigni esplosivi a caricamemo c himico/biolog ico) ; IC - In c idenl Commander (Comandante responsabile della gestione dell'incidente).
Relazione del Capitano Claudio Guarriello, Comandante RECCE COY NRFJ del 7° R eggimento Difesa NBC «Cremona>>.
OLIMPIADI DI ATENE: LEZIONI APPRESE
N
ell 'ambito dell e attività concorsuali dell e Forze Armate alla difesa chimica, biologica e nucleare (CBRN), va s icuramente menzionato il
concorso fornito dalla NATO alla Grec ia in occas ione dei Giochi Olimpici 2004.
In quella circostanza abbiamo assistito, per la pdma volta nelJo scenario inte rnazionale, al concorso di un assetto d ella NATO ad uno Stato memb ro della coalizione. Tale altività è stata resa possibile in seguito agli accordi scaturiti dall'Iniziativa di Praga, svoltasi nella Repubblica Ceca ne l novembre 2002 dove la NATO, infatti, al lìne di rimane re al passo con i te mpi e adeguare il proprio dispos itivo all'evolversi d ella minaccia, ha visto riuniti tulti i Paesi membri . Dagli impegni assunti daiJa NATO a Praga nel 2002, tra le diverse misure messe in atto, è emersa l'esigenza di dotare la NATO di un'unità estremamente flessibile e rapida che, con una partecipazione estesa, avrebbe avuto il compito di supportare le tr-uppe NATO nella difesa CBRN e, all'occonenza, intervenire in concorso per la Difesa Nazionale dei Paesi membri. La Repubblica Ceca ha offerto la leadership e, l'anno successivo, h a preso vita il
47
ze c garantendo la poss ib ilità di pote r fro n Leggia re la vas ta gamma d egli scenari ipo tizza bili.
Relazione del Generale di BJi gata. Pier Paolo Lune/li, Comandant e della Scuola. per la Difesa NBC. IL RUOLO DELLA SCUOLA INTERFORZE PER LA DIFESA NBC NELLA FORMAZIONE Introduzione Addcstro.lm c nto del pe rsonale
BC
in Grecia.
battaglion e Mu lti nazional e (Mn CBRN Bn), che vede la partecipazione, oltre c he dell'Italia, anche di allri Paesi (Belgio, Ing hilte tTa, Norvegia, Polonia, Po rtog all o, Romania, Spagna, Turc hia, Ungheria). ln questo contes to e a llo scopo di fronteggiare un'eve ntuale minaccia CBRN durante i Giochi Olimpici, la NATO ha tralto dal Mn CBRN Bn un assetto c he, in conco1·so alle Forze di Difesa nazionale greche, ha fo1·nito w1'adeguata c ornice di sicurezza in caso di eve nti terroristici con armi non convenzionali. I compiti assegnati alla << Ta sk Force», dis locata in Ate ne, sono stati i seguenti: • decontaminazione di personale (ambulante e non); • decontaminazione di veicoli; • decontaminazione di arce e siti; • identifi caz ione e c ampi o namento di agenti CBRN ; • test di conferma per l'idc ntifkazionc di agenti CBR ; • tivelazi o ne e sorveglianza NBC. L'asse tto NATO non aveva la responsabilità diretta d ella gestione degli eventi , che rimaneva di pertinenza naz io nale. La respo nsabilità sul campo è stata assegnata ai Vigili de l Fuoco
48
c he. in caso di e\·enti CBRN, a ttivavano l'lnciden l CommandelfDi r e tl o r e Tec ni co d e i S occo rs i (ICfDTS) il quale po teva pl·ioritariam e nte disporre d eg li a sselli CBRN nazionali e, se rite nuti insuffic ic nli o indisponibili, d el concorso d egli assetti 1 ATO. Su input dell'lncidcnt Comma ndcr/DiJ·ettore Tecnico dei Soccorsi (lCfDTS), le auto rità greche for-mulavano la rich ies ta a l posto Comando avanzato NATO, dislocato in Atene, che aveva il conb-ollo pieno sulle unità CBRN. In seguito a tale ric hiesta c dopo un'opportuna valurazio ne d ella s ituazione potevano essere autorizzati in terventi d eg li assetti della Task Forces del Mn CBRN Bn, sul luogo dell'evento e all e dipende nze dell'Incidenl Comman der, c he assumeva quindi il Controllo TaLti co dell' unità ricevuta i n concorso. Tale organizzazione ha consentito di poter dispon·e di uno strum ento per la difesa CBRN molto ben equipaggiato e addest1·ato, in quanto sintesi delle esperien ze di pill Nazio ni. La struttura di Comando e Controllo messa in atto ha garantito, a ll o s tesso tempo, la pi ena e fficienza d e ll'intero di s pos itivo in quanto, d elineando le singole respon sabilità e compe te n ze, ha consentito eli ollimizza•-e le •isorse, evitando conAitti c riclondan-
La pro ble ma rica connes a con la minaccia chi mica, b io logica. radio logica e nucleare (C BRN) tiveste caratter-e di crescente d rammatica attuaHLà ed oggi, più che in passa to, l'esigen za di un a gg io rna mento cos ta nte d elle procedure e d e lle capacità di interven LO e preve nz io ne sono q ua nto mai fo ndamentali ad ogn i li\'ello di ges tio ne e preven z io n e d e ll e crisi. Ino ltre, con il pro rilars i clelIa minaccia d i attacchi terrorist ici, condotti con l'impiego di aggressivi c himici, biologic i, radiologic i c nucleari (no ti con il termine di «AJ·mi di Dis truz ione di Massa »), I'Unjone Euro pea ha dichiarato, in occasione degli attentati a Madrid e Londra, che ques to tipo di minaccia r iguarda tut-
ti e nessun Paese può considerar si immune. Pertanto, ha sviluppato una strategia di lungo termine articolata su una serie di obie ttivi tra i quali spiccano l'attività di prevenzione e la capacità di gestire le conseguenze di un eve ntuale attacco terroristico condotto con armi di distruzione di massa. ]n questa co rni ce s i inserisce la Scuola Inte rforze per la Di fesa BC, quale primado Istitu to nazionale in grado di seguir-e la problematica anche in campo internazionale, nonché polo di riferimento per la stessa, deputata a speciali zzare il personal e de lle F orze Armate, Polizia, Vigi li del Fu oco, Guardia di Finanza , Capit a n er·ia di P orto, Croce Rossa Italiana, Polizia Locale, Uni ver-s ità ed il person ale che dipe nde dal Sen·izio Di fesa Civile ( Minis tero dell'Interno) c dalla Protez ione Civi le ( Presidenza d e l Co ns ig li o dei Minis tri ). La Sc uola Interforze per la Di fesa BC non può, quindi, es im ersi dal necessa rio aggio rnamento e adattamento della fo rmazi o ne, utili zzan do un m od e llo fac il e da aggiornare nei contenuti ma in grado di des tar·e grande inter esse e fornire piena odd isfazione nell'apprendimento da pat·te dei frequentator-i. L a Sc uola p er la d ifesa NBC Fatti e cifre La Scuola per la difesa NBC è un istituto in c r·escita costante, cos tituito da personale che si melle in gioco, c he esprime inte lli genza, e ntus iasmo, c t·ea li vità, impegno, ma a nche rigore scie ntifico e organ izza ti\·o. Tutti uniti in un proget to di grande a mbi zione, il c ui obiettivo primat·io è creare una c ultura fo rmativa nel se ttor·e della di fesa nucleare, biologica e c himica, in a mbito nazio nal e e internazionale. Si tratta di un Cenu·o di Eccellenza al passo con i tempi. Il personale militare e civile ha contri buito al successo dell'Ist i-
tulo intenre ne ndo direttamente nella didatti ca, nella progettazione, nella consu le nza, nel supporto logistico ed amministrativo. La più grande ricchezza della Sc uola per la difesa NBC ri s iede n el le sue risorse uman e c he hanno saputo conciliare efficac ia ed efficienza, impegnandosi a elaborare grand i idee e a metterle in pratica, facendo coes is tere entus ias mo e r igore, di sponibilità e m e todo.
anni fa (2002) e la mediana cade a metà del 2003. Interessa nte è anche l'indi catore della presenza della componente civile, c he ha visto un sos tanziale inc re mento in seguito agli eventi dell'li settembre. Il dato al 17 ottobre del 2005 vede una partecipazione dell'elemento civile quintuplicata r-is pe tto ai dali del 2000, segno di un parti colare interesse verso il settore della difesa NBC per le impli ca-
Trend frequentatori di corso 1000 -~
900 - r 800 ·~----------------------------
700
300 200 100 o ~---------d--~
1999
2000
2001
~A La Scuola per la difesa NBC ha vis to transitare presso l'Istituto, partendo dal 1999, ben 5 682 frequentatori, di c ui 4 579 appartenenli alle Forze Armate e l l 03 civili proven ie nti da altre amm inistrazioni dello Stato (figura 1). L'andamento, in costan te increme nto, di quest i due indicatori evide nzia come l'attività dell'Is tituto s ia s tata carat terizzata, in ogni sua fase , dal segno positivo. Il lrend appare in cresci ta dal 2002 a oggi, al punto che le cifre riferite al 2005 (J 7 ottobre) sono più che raddoppiate rispetto a tre
2002
2003
2004
2005 ( 17
ott.)
extra FA
Figw-a l. Andamento dei frequentatori militari (azzurro) e civili (gia llo) dal 1999 a / 2005.
zioni inerenti a l contrasto al termrismo internazionale. Tale aspetto, noto con il termine «Homeland Defence», richiede la forma zio ne di per-so nal e proveniente da varie agenzie c he potrebbero esse r e inter essa te ne11a gestione delle conseguenze di p ossibili eventi di natura terroristica con l'impiego di agenti CBRN. Mettendo a fuoco solo il
49
2004 ed il 2005 (figura 2), si può notare da un lato un sen sib ile incremento di frequentatori di Esercito, Mruina ed Aeronautica Militare (in giallo 744 e 791 unità) e dall'altro una notevole espansion e di frequentatori appartenenti agli organ i ed Agenzie deputati all' <<Hom eland Defence>> (da 298 a 400 unità). Una consistente presenza nel 2005 è coperta dalla Polizia di Stato (181 unità), Carabini eri (154), Capitanerie di Porto (29), Guardia di Finanza (6) ASL (7),
riassunte: • l l aule per un totale di 428 posti dotate di tutti i dispositivi didattici necessari all'ottimizzazione deU'apprendimento; • aula multimediale con 20 terminali in rete internet utilizzabile per il progetto formazione a distanza (FAD); • aula simulazione per Posti Comando per l'esecuzione di esercitazioni tipo ro/e play, • laboratori radiologici, chim ici e biologici per la preparazione dei simulanti, attività di ricerca
Homeland Defence - Frequentatori
1
800 700 600
500 400 1300 200 1
I lO~ 2005 (17 ott. )
2004 D EI / MM / AM
• v.d. F.
• ASL-CRI
• cc • cap. Porto O Priv. Master
Figura 2. Distribuzione frequentatori 2004-2005 con aumento della componente Homc:land Dc{ence.
frequentatori di master (3) e d Enti locali (20). È in diminuzione, invece, la partecipazione dei Vigili del Fuoco c he hanno real izzato proprie modalità formative e con i quali sono in atto altre form e di collaborazione. Per il 2006 si prevede l'estensione della partecipazione di personale delle Ferrovie dello Stato, degli Enti locali, di porti ed aeroporti. Le potenzialità della Scuola per la difesa NBC, frutto di un costante impegno maturato negli ultimi cinque anni, sono così 50
• Polizia O G.d. F. • Enti Loc.
-
e spei;mentazione; • capacità di gestire contemporaneamente Cino a 4 tipi di corsi; • palestra attrezzata e campi sportivi polivalenti; • servizio catering con potenzialità di 500 pasti ; • 200 posti letto Truppa e 24 personale femmini le; • 20 posti letto per personale Quadri, che necessità di potenziamento; • un poligono/area addest:rativa NuBiCh (NUcleare, Biologico, CHimico) con 20 scenari/situazioni operative attivabili (figura 3). l n ciascuna delle situazioni operative illustrate in figura si posso-
no costruire scenari di eventi di tipo chimico, biologico c radiologico, consentendo così la realizzazione di un totale di 60 scenal"i sui quali effettuare attività addestrativa e di simulazione. La didattica presso la Scu ola per
la difesa NBC Nel futuro si continueranno a sviluppare corsi con durata di oltre 100 ore, senza considerare la tipologia dei corsi brevi, eventualmente composti da due o tre. moduli di 5 giorni. L'attività formativa dell1stituto si è costantemente ispirata a metodologie interattive, patl:icolarmente consigliate pet· la formazione degli adulti. I corsi sono caratterizzati da una rivalutazione dell'impegno attivo dei discenti, dal tenace riferimento ad obiettivi formativi formulati in rapporto a i bisogni nonché dall'utilizzo sem'pre piCt ampio del lavoro di gruppo. L'acquisizione degli obiettivi di conoscenza troverà, nel tempo, sempre più collocazione nella fase a distanza, mentre il conseguimento degli obiettivi di capacità e delle abiJità verrà realizzato mediante lo studio dei casi (scenru·i tipo antrace, nervina, contaminazione radiologica, ecc.) e role play. In queste due ultime attività sarà valorizzato il vissuto lavorativo dei partecipanti, quale «t·isorsa» per la costruzione del percorso formativo. La presenza di rappresentanti di vat·ie Istituzioni dello Stato consentirà, neUa fase role play, di s imulare le azioni di tisposta in caso di eventi di natura terroristica, giocando ciascuno il proprio ruolo e mettendo in atto interazioni multiple. Va, inCine, sottolineato come la metodologia formativa adouata dalla Scu ola per la difesa NBC verrà adeguata, a partire dal 2006, in ragione di tre elementi significativi: la focalizzazione s ull'aspetto della gestione della risposta ad eventi terroristici; la maggiore estensione del progetto Formazi one a Distanza (FAD); l'introduzione di un sistema di
crediti di qualificazione obbligatorio per gli operatori. Il primo aspett o, che pre nde origine dal Piano di Azione dell' Uni one Europea nella lotta al tenorismo internazionale formalizzato nel 2004, ha comportato la revisione di tulli i cor·si che sono ora inseriti in un catalogo a disposizione degli Enti ed agenzie interessate. Questi , in ragione dei propri bisogni forìTlalivi, potranno scegliere la tipologia di corsi c he pitr s i adatta alle rispettive esigenze. Il programma dci corsi, in sostanza, non ver-rà più imposto a priori ma verrà disegnato in relazione a lle ric hieste d e i committe nti s ulla base del predetto cata logo aggiorna to di anno in anno. n secondo aspetto, ovvero la form azione a distanza (FAD ), avrà uno spazio c un'importanza sem pr·e maggior·i nei p1·ossim i annj, anche in relazione della ri-
duzione d elle disponibilità finanziarie. La FAD consente di contenere la durata della fase residenziale proprio attivando la formazione a dista nza. Me ntre la prima è centrata s u aspet ti pratici (studio dei casi e role play), la seconda mira all'acquisizione delle conosce nze teo ri c he, l e qual i possono esse r e s palmate s u periodi più lun ghi consente ndo un apprendim e nto graduale, più consono agli adul ti. Poiché la frequenza di un corso comporta l'assenza dell'interessato dal posto di lavoro, la l"iduzione della fase residenzia le a vantaggio d i una fase a distanza offi·e ultedoli benefici. Due sono le me todologie di approccio pe1·
Figura 3. Potenzialità del poligono liBiCI!.
AREA AREA TAEOR/EOt> CAMPIONA S TAZI t> I MENTO BONI
EA COMB-4TTIMENTO SOPRA VVIVENZ
CAMERA l>I FIDUCIA MASQ-IERA NBC
la FAD . La prima, denominata FAO off line, impiegherà s upporti tipo CD-rom che possono esse r e utilizzati nel momento scelto dall'utente. Anche in ques ta modal ità è possibile una notevole inte rattività didatlica attraverso percorsi cognitivi razionali ipe rtestuali prefissati, esercizi inseriti e supporti vari . L'approccio dell' e-learning, cioè dell'apprendim ento elettronico. uti1i zza pienamente le possibili Là de ll a multimedialità m edi a nte ipe rtes ti interattivi , basati s u mappe e percorsi cognitivi ra-
At> STRAMENTO INDIVI[)ÒA,LE T'
AREA Al> l> ESTRAM ENTO IN FOGNAT~A
· l PI .ST A .SILE N2ll 0
VASCA PRELIEVO ACQUA m 50 x 15 x 1 ,8
· l .SA.ST · l CAG.SM
• Z PE RCOR.SI NSC
51
A s inistra, sotto e nella pagina a fianco. Esercilazione inlerminiswriale di soccor o a colpiti dé! élgt:nti CBR effctluala presso ii poligono uBiCh della Scuolé! per la difesa BC.
zionali . Il rife.-imento, quindi, non va più fatto ai libri ma ai videogiochi, aiJa televis ione d'intrattenimento, all'edu-lainmenl, un neologismo che deri va da edu -ca tion e da enter-lainment. La prima esperienza s ignificativa di FAD off fine, adottata da lla Scuo la per la d i fesa NBC, rigu arda la rea li zzazione d i u n CD-rom per l'apprendimento delle nozioni di base in materia
52
nucleare, bio logica e chim ica, già in dis tribu zione al personale deiJe Forze Armate. Oltre a rifars i ad un perco1·so didattico ben definito, co nti e n e utilissim e informazioni multimediali, quali presentazion i e videofilmati in lingua italiana e/o inglese per gli approfond imenti de l di scen te. Ne ll'altra meto cl o log ia d i approccio, denominata FAD on line, i contenuti sono accessibili
dire tlamente e co ntinuam e nte da l d iscente che è collega to a ttraverso In ternet. Anc he in ques to caso è possibile c reare vere e proprie classi \·irtuali interatLive c he raccolgono docenti e discenti e c he presuppo ngono la loro contemporanea presenza, anche se in luogh i diversi. Si parla, in quest i casi, dj «modalità s incrona » c he in qualche modo inte nde r iprodurre il modello interattivo dell'aula. È pet·altro possibile in qu es ti sistemi anche una modalità asincrona che fa ricorso esse n z ialmente alla posta e lett ronica. I l di scente, in sos tanza, si collega quando vuole, sca rica qùello che gli se rve ed in via una e-mail (un esercizio cornp il ato, una relazione, un a r ic hi es ta di chiarimento) al docente, il quale legger·à il docu -
me n t o . A partire dal 2006 la Scuola per la difesa BC attivet·à cinque corsi FAD o n fine, a premessa deUa frequenza di cors i in fase residenziale: principi di difesa CBR ; principi e materiali per la protez io n e CBRN; principi e materiali per la bonifica CBRN; il rischio N BCR asimmetrico; documentazione e not·mativa ATO CBR N. Altri corsi di questo lipo seguiranno in base all'esperienza matut·ata. Il terzo aspetto, quello connesso a cred iti di qualificazione, è eli particolare rilevanza se s i considera c he la formazione deve essere permanente, ovvero part e di un processo di aggiornamento continuo. La metodologia individuata pt·e,·cde che i c r edi ti eli qualificazione matUt-ati perdano valore nel tempo (1-2 anni) a meno c he non inten·enga un aggiot·namento. Altro elem en to fon damen ta le da conside rare è la capacità dell'Is tituto di fornire supporto in fr ast ruttura le, orga ni zza tivo e funzionale a reparti in addestra-
mento, naziona li e multinazionali, a Università e centri di s LUdio interessati n ell a problema ti ca, s ia a seminari di lavoro, a team multidisciplinari c he opet-ano in scenari civili e militari. Relatod esterni esperti nei settori di imeresse comple tano il quadro fo rmativo, impresci ndibile nella formazione dello specializzato NBC. Lo sviluppo Futuro dell a Sc uola per la difesa NBC è legato alla possibilità di disporre di profess io nalità proprie in gmdo di promuovere attività forma ti ve, di supporto e di dcerca in modo autonomo nonc hé risorse finanziad e adeguate agl i obieui\"i impos ti. Anche il lavoro in team, d i tipo orizzonta le, c ui fa costanteme nte ricorso I'Is tiluto, s i è rivelato particolarm ente e fortemente motivante pe r i coll aboratori nel raggiungimento degli obietli-
vi e dei r.isultati prefissati. La Scuo la Interforze per la Difesa NBC non ha, quindi, raggiunto il suo punto di arrivo, bensì ha intrapreso un nuo,·o cam mino di aggio rname nto professionale e funziona le finalizzato al romire un prodotto di cr escente qualità in grado di soddisfare s ia esigenze consolidate e sedimentate negli anni s ia nuovi eleme nti c he e mergono, sotto il profilo CBRN , dalle esige nze connesse a !Ja lotta al te rrmismo intemazionale. Ringrazio tulli gli intervenuti che, con la loro presenza, ha nno voluto dare r isalto a questa iniziativa, con l'augudo c he i temi arrrontat i oggi possano trovare approrondimento e soluzione nell'inte resse del Paese. Di c hia ro quindi c hiu so il co nvegno.
53
Sopra. Soccorsi dopo l'attacco terroristico di Londra. A sinistra.
Tende per la clccomaminazione colfcll il'a.
Sotto. Es<.'rcitazione eli soccor Ă’ e decontaminazione dei colpiti da agemi CBR.
54
La protezione individuale tra passato e presente.
55