«Ripercorrerò in maniera molto sintetica l'iter formativo degli Ufficiali del ruolo normale
dotazione; • fornire le conoscenze applicative aggiornate necessarie per il pronto impiego dell'Ufficiale. Da un rapido sguardo alle materie insegnate a ppare chiaro l'orientamen to, per le
(RN) dell 'Esercito dagli anni 50 ad oggi, allo scopo di lurneggiare un quadro generale che sia di riferimento per collocare c meglio comprendere le successive presentazioni. ACCADEMIA MILITARE - Varie Armi Nei primi anni 50, quando, passata la Taulcu e Tau.:a e Organico Fnrufìca.zKmc climpale guerra, il f-unzionaTtnl m ento Automobllauno dell'Accademia e tnflnnt\rm.dt Get>mear11 p.d delle altre Scuole Ft<k:a militari era ormai a Me<.-cllnk:J nllkm.tlc regime, la formazioObegnn l.mrua l..lngua lngle-< e1 n e di base si svilupGlllnaSik:a pava allraverso tre Equ11u10ne Equ11u•1ne fasi: l'llsoloao e ldoenna l<aruliOne e I<JObmenu ISinwone fd"""lc c r<&olomenu • biennio di studi ISiruwno fantena Atkksuarncnto c:undoua rnotoc~ell in Accademia I\H\IZJonr an 1ghena J<:truzioni f1mtcr~:L IMruzkJnl genoo pklni<rl btru7ionc CIIVI&IIcrU1 Milita re; l\lna1.Jom gentO cu Uegnm~nll lsoruzlnnl anlglltrl• • bi ennio di studi A di<pe~Silione per campo •utunn;ole IMruzlonl genkl di Applicazione; lstnwon1 Tolaleooe 941 A per ampe1 pnmo•·enlc • corso tecnico Totaleooe applicativo. Gli scop i degli insegnamenti, come si rileva dal fascicolo dci programmi dell'Accademia Militare dell'anno 1952, erano tre: • curare la formazione spirituale c psicofisica dell'allievo; • fornire le basi scientifi che necessarie per intendere profondamente ogni mezzo in Org~nk:u
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varie Armi e Corpo a utomobilis ti co, alle mate ri e scientifi c he ed in particola re a quelle del bie n nio d'Ingegneria; pe r i Ca'ra bi n ieri, Amm in is traz.ione c Suss is te nza, a lle ma te ri e giurid ic he e Scie nze Po liti c he, Arnminis tt-ativc c di Econo mi a e Comme rc io .
ogni mezzo in dotazi one c per assolvere, a ragion veduta, i compiti is tituziona li dell' Uffi ciale; • svolgim ento delle ma terie c delle is trui'.io ni milita ri , necessarie per condurre i discen ti al l01·o impiego con surfi ciente re ndime nto in
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re parti dell e ri spe ttive AI-m i; • svolgime nto di ma te rie culturali complem entari , di in teresse d irello per gli Urficiali i n s pe (storia militare, geografia militare ... ). Non c'è al momento alcun
In prosecuzione, il biennio di Applicazione preved eva: • s tudio di ma te rie scie ntific he applicative, te ndente a far a ppre nde re ai di scenti delle Armi qua nto indi spensabile per conoscere profondamente 3
interesse al riconoscimento giuridico degli studi, interesse che compa1irà qualche anno dopo e che porterà da. un lato al completamento dei programmi previsti dalla legge per il biennio propedeutìco
Perché i militari hanno chiesto questa equiparazione? Ritengo si possa dire perché, a h-onte di una società che dimostrava scarsa considerazione per la professione militare, H riconoscimento costituiva, da parte di chi lo concedeva, una dichiarazione della serietà e -+-- - - , della validità degli studi e si poneva, al tempo stesso, come premessa di successivo completamento con la laLU-ea, per coloro che l'avessero voluto, dopo giunti ai reparti . Perché allora ci si è fermati al biennjo di Ingegneria e non si è tentata la via della laurea completa, magari modificando in maniera più incisiva l'iter for:......-t=-~-' mativo? Ritengo si possa rispondere: • perché non si cons1derava pagante un iter della Facoltà di Ingegneria e formativo di base più lungo di dall'altro all'emanazione della quattro anni; Legge n. 39711959 "per l'equi• perché in quel momento parazione degli studi c9mpiu- storico era irrinunciabile per ti presso l'Accademia Militare tutti gli Ufficiali delle Armi e le Scuole di Applicazione una preparazione di base al,t adelJ'Esercito al biennio prope- mente scien tifica; deutico di Ingegneria", a ini• perché nel lungo diballito :.dare dall'anno accademico che c'è Sl<;llO sulla possibilità 1956-57. di formare contemporanea4
mente il professionista militare c il laureato la risposta è sempre stata no. ~cr completezza annoto che, pariteticamentc all'equiparazione del biennio di Ingegneria, con la Legge t 095 del 1971 è stata riconosciuta anche la validità degli s tudi cui prima accennavo di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economia c Commercio. Nel prosieguo degli an ni la spinta ad appianare su l piano formale la separatezza tra licenziati dalle Università e licenziati dalle Accademie Militari aumentò c indusse parecchi politici ad intcrcssarsene. li 26 settembre t 979, d'ini:.dativa dei deputali Stcgagnini ed altri, fu presentata a ll a Camera dei Deputati la proposta di legge per il "riconoscimento del diploma di laurea in Scienze Militari e della Difesa agli Ufficiali delle Fon~.e Armate c dci Corpi Armati dello Stato pmvenienti dalle Accademie Militari". Ci ter legislativo partì assai male e si capì sub ito che sarebbe finito in nulla. La proposta, unificata con quella di Accamc cd altti, fu ripresa in esame il 13 maggio 1982 e rinviata per la discussione al16 marzo 1983, quan-
do tutto finì con la "costituzione di un comitato ristretto c he approfondisse la conoscem~a degli Istituti Militari". Anche se la proposta di legge Stcgagnini ed altri non ebbe conclusione, tuttavia neJJe discussioni parlamentari
uscirono spunti di riflessione e annotazioni interessanti i cui effetti sono lilevabili successivamente, fino ai dispositivi legislativi del1997, quali: • a causa delle esigenze di
• vi sarebbe la possibilità di assicurare una adeguata sistemazione ne ll a vita civile, a livell o di mansioni direllive, a coloro che per motivi di salute, a seguito di infortunio o per molivi personali, dopo aver servito nelle Forze Armate sono costretti a lasciare il servizio a ttivo. Di segno contrario le principali osservazioni sono state: • inopportunità di so luzion i (ope legis) che possiedono elementi corporativi; • impressione che dietro la denominazione di Scienze Militari vi sia una certa nebulosità di contenuti; • preoccupazione per Istituzioni Un ivers itarie cui sarebbe precluso per legge l'accesso a cittad ini non mili tari; • opportun ità di esplorare la strada di un avvicinamento cd una omogeneizzazione dei corsi in questione alle Università italiane evitando la spinta a ll a separazione. Il tempo passa, le società cambiano c cambiano anche le esigenze di formazione equesto vale anche per l'Esercito . Nel 1978 è approvata la legge sulle "norme di principio sulla Disciplina Militare" che assegna a lle Forze Armate la responsabilità d i assicurare la difesa della Patria e di concon·e rc alla sa lvaguardia delle
servizio, pochissimi sono stati gli Ufficiali che hanno avuto la materiale possibilità di terminare presso le università i corsi di studio, per proprio conto; • gli obiettivi perseguiti dalla proposta di legge rappresenterebbero non solo il riconoscimcn to ufficiale del livello culturale raggiunto dopo anni di studi, ma contribuirebbero anche a ll'inserimento concreto della classe dirigente militare nel contesto del Paese; • opportunità c he gli Ufficiali e ntrino de jure a far parlc della dirigenza nazionale, con pari diritti delle a ltre categorie di laureati; • in numerosi altri paesi europei quanto proposto con la presente legge è già stato •·ealizzato; 6
libere istituzioni nonché al bene della collettività nazionale in caso di pubbliche calamità. Responsabilità che danno ai problemi militari un caratlcre di globa lità.
quadricnnio AccademiaApplicazione ed i successivi traguardi da perseguire. Nel 1982 l'Ispettorato delle Scuole c ScuoJa di Gucn·a (a llora abbinati) presentò aJlo Stato Maggiore dell'Esercito la veririca di va lidità. In sostanza vennero confermati o introLou• 11/0?11971 No111.. 381 dotli i seguenti prov(lo Gaz:z. Ult. 21 lu,lio, r>.lOl~ vedimenti: Norme di prindpio ••Il• dbclpliu milito re :d l>lltu&lono dtlla lùppreaontuu Milito r.. • l'unificazione del P m mbolo Corso Superiore di La Camera d<• ckputaiJ <d il Ser>Oto della Repubbhca hanno approvato. Il ""'•d<nte d<lla Stato Maggiore per Rcpubbhc:o: Promulplo ,.s.,.ntelcsse gli Ufficiali delle Armi e per gli Arti<olo l Ufficiali dei Corpi Le Fom: amate sono aJ,.mZJO d<lla Reoubbhca. Il loro onhnamento eta loro anJVJ!A Logistki e Tecnico; 10formano Il pnnclptc:ostllunortah Comptto Jcli'Esercllo. d<llo Manna e d<II"Aeronautoeo ~ •«,wrarc.. in ennrcum~i uram(Rto pre!t!~Tct.c in obbed •enza au:li ordini riecvuu_la dì resa • l'allineamento a4 delia Patri• e concorrere alla salvasulldaa delle libere il!H.Woni e al bene della collctuvi!A IW'JOnalc nclea.s1a1 pubt)hchc cala.rmtl. ann i della durata del Corso Formativo di
.
11
In aggiunta, emergono in quegli anni anche forti carenze dci Comandanti nei sctlori legale, amm inistra tivo, contrattuale c a volte anche nella gestione del personale. Nell'anno 1979, Io Stato Maggiore dell'Esercito concluse uno studio per effello del quale vennero apportate num erose innovazioni all'iter formativo dell'Ufficiale in spe. Furono individuati il nuovo obiettivo da raggiungereUfficiale professionista e dirigente - le aree formative, le materie d'insegnamento del
base pet· tutti gli Urficiali provenienti dall'Accademia (quindi anche per Amministrazione c Sussistenza); • la suddivisione dcgl i inse7
Psicologia Generale e Militare, al posto di Governo del Personale; •• elevazione a rango universitario delle materie: Storia, Geografia, Lingue, Organizzazione Aziendale, Diri tto Pu bblico e Diritto e Procedura Penale Militare, Elettrotecnica, Elettronica ed Elaborazione automatica dei dati; •• inserimento di due specifiche materie scientifiche per gli Ufficiali del Genio e delle Trasmissioni, con riduzione della componente tecnicognamenti in quallro "componenti'' fondamentali : tecnico-mililare, ginnico-fisica, scientifica e dirigenziale; • il raggiungimento dei seguenti traguardi: •• salvaguardia della "base" sci enti ficomatematica; •• riconoscimento di singoli esami c non più del biennio di Ingegneria; • • inseri mento delle nuove materie: Statistica ed Elementi eli Programmazione, Economia Politica, Dirillo Costituzionale; •• introduzione di Sociologia Generale e dell'Organizza;done e
militare; •• formazione, in campo tecnico-m ili tare del : •• • combattente indivi·clua!e e Comandante di squaqra pludarma, al term ine del Jo anno; 8
••• Comandante di plotone fucilieri mcccanizzato e di pattuglia, t~ l termine del 2° anno; ••• Comandt~ntc dell'unità elementare del livello plotone dell'arma o specialità di appartencn.1.a, con orientamenti sul comando di compagnia, al termine del 4° anno, dopo una • campagna tallica conclusiva di 3 mesi c mezzo. Con riferimento alle esigenze di conoscenza nei campi tecnico, giuridico, economico, informativo, linguistico c amministrativo c all'opportunità di ricercare indirizzi di studio che, put· mantenendo l'impronta scientifico-matematica di base: • si adattassero di più anche alle diverse propensioni personali;
• facessero giungere gli allievi delle Armi ad un limitato numero di esami dalla laurea, in modo da consentire- con un adeguato incremento di studi c di esami su base volontaria - il conseguimento di questa, fu introdotta la diversificazione degli iter oricntandoli verso gli indirizzi di: • • 1ngcgncria; •• Giurisprudenza; •• Economia e Commercio. A quel punto si trattava di ottenere il dconoscimento di legge degli esami di livello universitario, mediante varianti alla Legge n. 397/1959 (già vruiata dal Decreto Ministeriale 27 mar;:o 1961) per la laurea in Ingegnetia ed alla Legge n. l 095/1971 per le lauree in Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economia c Commercio. Ciò fu ollenuto con la Legge n. 169/1990, a decorrere dall'anno accademico 19861987.
Nel 1992 lo Stato Maggiore dell'Esercilo, al fine di agevolare ulteriormente il consegui mento del titolo di laurea per gli 9
indirizzi di studio a sviluppo quadriennale e l'awicinamento alla laurea per il Corso di Ingegneria, istituì un corso di perfezionamento integra ti vo (praticamente un 5° anno di corso). Per evitare spreco di tempo e di denaro furono stabiliti precisi criteri di accesso, quali: • avere già superato il 75% degli esami previsti; • aver superato gli esami di sbarramento propedeulici ai successivi insegnamenti; • avere una media superiore a 24/30 nelle materie scientifiche, per l'indirizzo di Ingegneria. Era un sistema che preniiava i m igliori . Con il crollo del Patto di Varsavia nel 1989 il mondo cambia e va, contrariamente agli auspici, verso un periodo di grande instabilità e di lotte etnico-religiose. Cambia anche la società italiana nel suo interno e nella 2" metà degli anni '90 parte la riforma della Pubblica Amministrazione (nota come l'iforma Bassanini) chE; nel testo unico contenuto nel DLGS n. 165/200 l , inUtolato "impiego pubbli co", all'articolo 28 "accesso a ll a qual ifica di dirigente", nel definire chi può concorrere per accedervi,
prevede la laurea o qualcosa di più. È vero che al comma 7 recita "restano ferme le vigent i disposizioni in materia eli accesso al le qualifiche dirigenziali delle carriere diplomatica e pre[ettizia, dell e Forze di Polizia, delle Forze Armate e dei Vigili del Fuoco", ma val la pena di notare che, tolte le Forze Amiate, gli altri sono comunque tutti laureati. I nuovi scenari di vita e politici successivi al 1989 riguardano anche le Forze Al-male e in particolare l'Esercito, che si contrae, si riorganizza, cambia struttura ordinativa e di reclutamento diventando professionale, cambia la progressione di carriera dell a catena di comando con una nuova legge su llo stato e l'a'vanzamento degli UWciali (il D.L. 30.1 2.1 997 n. 490) che non può 'r isolvere il problema IO
in modo avulso da ciò che awicne nel resto del settore pubblico c quindi pone la laurea (completa) come necessa-
quindi una laurea dello Stato italiano come tutte le altre. Sono nate così, con decreto 12 aprile 200 l , le "classi delle la uree c delle lauree specia li st iche universitarie . .... "'G.o.:t-1• li,,.... , ,.. • St.. nelle Scienze della ~ Difesa c della Sicurcz~a", in cu i si colGAZZETrA locano per l'Esercito la DELLA RBPUBBLIO.A ITALIAN A laurea lriennale e la lauRem. • lJ lf•u-'t 199:8 ~~ "'~ l M!I~I\'It 11~1-Qfl rea spec ialistica in an.•o;.. N. 14/l, Scienze Strategiche. DECRFTO l FOISI.ATIVO lO diC<mbl< 1997, o 490. Lascio a chi verrà poi Riordi no del reclul:tmcnto, dello s tato gi uridico e l'illustraz ione secondo dell'avanzamento degli urfi cia li, a ·norma dell' artiprogramma e m i so(fcrArticolo 25 (S o n o tcncnu deii ' E., erc u o) mo su due quesiti: Ptr i Sottotenmti d t i ruoli normali. dtllt Armi di rante.ria. • perché abbiamo conc•molloria ........ cordalo di usare la di ~ i o .... .... nc "laurea e laurea speGli ufficiali di cui al comma l che non conseguano il diploma dl cia listica in Scienze laurea e ntro l'anno di in_~rlmt'nto nell'aliquota di volulllZione per l'avunznmento al grado di mn~:~lore tran~ltuno d'uutorltll anche in Strategiche"? soprunnurnero nel corrisponde nte ruolo s p« lule, ......... •• perché, essendo una la urea in linea di princiria per gli Urficia li lffi · J"""C:--" dell'Esercito del ruolo normale per progredire oltre il grado di Capitano. Il D.L. n. 46411997 all'articoDBLLA REPUBBIJOA ITALIANA .. IA • TC. lo 2 detta le d i sposi~ion i su _,...._.._, ......... __ ..._.....__,_ ...,. come realizzarla, disposizioni che riscontrano le osservazio,. ni fatte dalle commissioni MINI STERO DELL'UN IVERSITÀ E DELLA parlamentari negli a nni 1979RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA 1983 sulla proposta di legge DECRETO lljlnk lOOt per la laurea in Scienze Dttermlnnlont delle classi delle laur.., universitarie delle prorwlonl sanitarie. Militari, e cioè dev'essere una DECRETO lopnk t laurea gestita dalle Università Oetermlnnlont delle classi delle laur.., spedalistkhe unh·ersltorie delle proressìooi sani tori e. in convenzione con le DECRETO thp>lclOOt Accademie e Istituti Militari;
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Determinauone delle classi delle lour.., e delle lauree spedalistk he universitarie nelle scienu della difesa t della $icurtn.:ll.
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adeguati processi metodologici, il tu tto finalizzato al conseguimento di un preciso e predefinito risultato, nel quadro della di Fesa. • come è stato superato il vecchio, annoso problema della con temporanea formazione del laureato e del professionista militare? Costruendo con gli Atenei una laurea Iispondente alle nostre esigenze; prevedendo, nella laurea, diversificati indirizzi di studio; suddividendo gli insegnamenti in moduli, parte svolti da docenti universitari e parte da docenti militari; utilizzando al meglio i crediti formativi dedicati alle attività applicative, potendo contare per questo anche sulle Scuole e Centri di specializzazione dell'Esercito. QLieste Scuole e Centri hanno perso i compi Li dell'addestramento di massa legato all'Esercì to di leva, si sono drasticamente ridotti nelle • dimensioni e ancor più lo saranno, hanno sviluppato e curano a livello internazionale il know-how ne l proprio setlore, studiano e producono la normativa d'impiego ai minori livelli e s i dedicano alla preparazione special iu.ata dellè componenti professionali della Forza Annata. Dedico ora i pochi minuti
pio aperta a tutti, sarebbe stato contraddittori o r ìpropone "in Scienze Militari", dizione che già sottintendeva riservata ai militari;
•• per evitare confusioni con corsi di Jaw-ea già esistent..i; •• per usare una dizione che, comunque, riportasse allo scopo pet- cui era stata concepita, la formazione degli Ufficiali; •• in senso più ampio, per comprendere l'insieme delle conoscenze e capacità che il laureato deve possedere perché possa procedere alla condolla di attivi là di gestione e di previsione, all'impiego di risorse umane e materiali, nonché a1J'utWzzo di 12
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congiuntamente a lle • Scuola di Cavalleria di Lecce Un ivers ità e al • Scuola di Artig lieria di Bracciano Politecnico cui • Scu61a del Genio di Roma siamo co llega• Scuola delle Trasmissioni e Informatica di Roma li, natura lmen• Scuola Trasporti e Materiali di Roma te secondo gli • Scuola di Amministrazione e Commissariato dì Maddaloni s tandard d i • Scuola di Sanità e Veterinaria di Roma lulli gli a ltri • Centro Militare Alpino di Aosta omon im i la u• Centro Militare di Paracadutismo di Pisa rea ti ila liani. • Centro dì Addestramento della Cavalleria dell' aria di Viterbo La prosecu• Centro per l'Artiglieria Controaerei di Sab audia zione dell a formazione oltre il quinquenn io che mi rimangono ad ahre tre di base inves te aspelli che prec isazioni: • la formazione di particolari categorie d i Ufficiali del ruolo normale; • la prosecuzione della formazione oltre il quinquenn io Accademia - Applicazione; • la formazione degli altri Comandanti di m inor-i unità. Vi sono ca tegorie di Ufficiali del ruolo normale la cui preparazione non rientra negli indirizzi della laurea in Scienze Strategiche, perché destinati a impiegh i molto specializzati: • gli Ufficiali medici, veterinari e farmacisti; • gli Ufficiali del Corpo degli ingegneri. possiamo chiamare di coma nAnche la formazione di que- do, di b ranca e di p reparazione generale. sti Uffic iali è curata dall'Accademia Militare e Gli Ufficiali chiama li ad dalla Scuola di Applicazione attività d i comando di • Scuola di Fanteria di Cesano
.
13
inviamo Ufficiali c Sotlufficiali ad addestrarsi all'estero. E veniamo agi i aggiornamenli negli aspelli di preparazione generale. Nel grado diCapitanotutligli Ufriciali del ruolo normale sono chiamali alla frequenza del Corso di Stato Maggiore, corso che negli ultimi due anni ha assunto una nuova configurazione. Viviamo un'epoca in cui l'impiego dell'Esercito avviene in situazioni diverse c in posli diversi con preavvisi anche brevi. La conoscenza delle lingue cosiddclle "portanti",
Batlagl ione/Gruppo, di Reggimento, di Brigata, in Italia o all'estero, e gli Ufficiali destinali ad operare in specifiche branche nei Comandi (ad esempio capi ufficio personale, operazioni, Iogistica, cooperazione civile-militare, ecc.) vengono inviati, prima dell'assunzione dell'incarico, alla Scuola di Guerra di Civitavecchia per l'aggiornamento. Per nuove attività, ad esemp io Controllori c Verificatori per la validazione (cioè la dichiarazione di "pronti" dei Comandi c delle Unità prima del loro impiego), nuova attività che fa capo alla Scuola eli Guerra, da un paio d'anni
prima tra tutte l'inglese, è fondamentale, ma non basta. · Dal 27 al 29 febbraio 1995 il Dipartimento degli AlTari Umanitari cleii'ONU ha tenuto 14
a Ginevra una Tavola Rotonda Alcuni hanno riconosciuto il sul supporto militare alle ope- carattere di tali missioni come separ·ato dai tradizionarazioni umanitarie, in cui sono state esaminate diverse li compili mi li tari. Altri esp lioperazioni già condotte, tra le citamente hanno riaffermato i quali Italfo1· Pellicano in tradizionali compiti e la loro Albania, e sentite le opinioni validità anche per le operaziodi 123 delega:l.ioni nazionali. ni umanitarie. Secondo loro, una modifi ca Nel rapporto finale tra le delle forze militari, per escmaltre cose si legge: "non è emerso alcun comu ne There was no common approach detectable as to how punto di yjsta sul far the military must adopt new strategies, etc., to cope fatto che l'organizwith tasks related to humanitarian missions. Some zazione mililare recognized the character of such missions as being debba adottare separate from traditional mi1itary tasks. Others nuove strategie per explicitly reaffirmed the traditional tasks and their far fronte ai comusefulness in humanitarian operations. In their view, pili connessi co n an adaptation of military forces, for example to create le missioni umaninew specially trained and equipped humanitarian tarie. components of the armed forces, is not necessary.
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nelle operazioni umanitarie e quindi l'abbassamento del livello decisionale, molte conoscenze devono scalare verso i gradi minori e devono essere comunque molto più diffuse che in passato; di qui la decisione di ampliare il corso di Stato Maggiore trasformandolo in Master di 2° li vello in Scienze Strategiche e la decisione di avere la collaboraf..ione, per altri specifici aspetti, di altre Università, come poi sarà illustrato. In fine un cenno alla forma-
pio la creazione di componenti umanitarie delle Forze Armate specificamente addestrate ed equipaggiate, non è necessaria" . Non vi è dubbio che, date le nostre dimensioni e possibilità, noi non possiamo essere che di quest'ultimo parere; questo s ignifica che dobbiamo preparare i nostri Ufriciali sia per operazioni connesse alla guerra che per operazioni diverse dalla guerra. Considerata la frammentazione dell'impiego delle forze 16
ORDINAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA lN SCfENZ'E ORGANlZZATlVE E GESTIONALI CFU
Auh•ilà
rormatlve: pi Base
Ambii i ~L';c iphnan
Vincolajl dalla classe
Senori scicminco-disciplinnri
Discipline statistiche. giuridiche e metodologlche
ICSitl9 Istituzione di dirìttn Pubblico INF/11 1 Informatica
7
Di5Cipllne llngul"ichc
J..LIN/12 Lingua e traduzione - lingua ingle<e
8
J..LIN/07 LiJlgu:o e traduziOne - lingua spagnola
8
TIli,
dell'Università
7
L-LI N /(14 Lingua e traduzione - lingua fronctsc
zione degli altri comandanti di plotone e vice comandanti di compagnia, incarichi paritetici a quelH dei Sottotenenti e Tenenti, e mi rifelisco ai nuovi Marescialli. Il nuovo Esercito professionale è un sistema aperto in cui il volontario, anche entrando da soldato semplice, se ha H diploma, la capacità e la volontà di salire, può arrivare fino al vertice. La forte selezione e questa possibilità hanno prodotto plotoni fatti totalmente o quasi di diplomati. Ne è uscita la domanda: come è opportuno che s ia il Maresciallo che
A, ~isçr~ZIQ!le
TOI. CFU
(Minimi da D.M.)
14 30 16
comanda questi plotoni? Per preparazione al comando, paritetico al Tenente e con cultura generale possibilmente più elevata dei dipendenti. Così è nata l'esigenza che ha portato ad una specifica laurea di l o livello in "Scienze Organizzative e Gestionali" per i nuovi Marescialli, rea)izzata con l'Università di Viterbo, sede della Scuola Sottufficiali
17
PIAt\ITF ICAZION E DEl CONCORSI ( E DEI CORSI) PER L'At'INO 2001 CO ' IMM lSSTONT l N RUOLO NELL'ANNO 2002
Tipologia dei Concorsi (Corsi)
N. Posti a concorso
184° Corso Accademia Militare
243
Ruolo speciale delle Varie Armi e dell'Arma T RAMAT
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dell'Esercito . Pe r effetto del sistema aperto cui facevo cenno, parecchi di quesli Marescialli diventeranno poi Ufficiali del ruolo speciale e chi ne avrà la capacità, potrà anche essere an1messo per concorso al corso di Stato. Maggiore e, se lo supererà, trans iterà nel ruolo normale.
A quel punto, per non essere bloccalo nella promozione a Maggiore, dovrà avere la laurea specia listica. È un allro problema, in via di soluzione con l'Universilà di Vi terbo. Chiudo con un ringraziamento. La realizzazione negli ullimi anni di tutla questa serie
di progetti non è slala facil e. Rivolgo un sincero e cor-
dialissimo ringraziamento ai responsabilĂŹ politici ch e trovandosi nei posti di decisione ci hanno capilo e ci hanno approva lo ; ai Magnifici Retlori e ai professori universitari che hanno fatto con noi tante carte con lanto lavoro, ai dirigenti e ai h.mzionari del Ministero dell'UniversitĂ e de1la Ricerca Scien lifica e Tecnologica che le hanno portate avanti. Nel concreto, senza l'aiuto e la reciproca comprensione di tutti non si sarebbe anivati in fondo . Vi ringrazio.