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LA FORMAZIONE DEGLI UFFICIALI DELL’ESERCITO

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Te11. Ce11. A111o11io Tobaldo, Ispettore per la Fon11a:io11e e la Specìali::a:..ìo11e dell'Esercìlo.

Apertura del Convegno ignore e Signori buon pomeriggio. Desidero esprimere i sentimenti di gratitudine dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione dell'Esercito al Signor Ca po di Stato Maggiore delJ'Esercito, a tutte le Autorità e a tutti i presenti per aver voluto o norare con la loro parteci pazio ne questo incontro. Un particolare aiuto ed un grazie sincero rivolgo ai Magnifici Rettori ed agli illustri Docenti degH Atenei che con noi colla borano alla formazione, alla speciali zzazione, alla professio-

S

nali zzazione degli Ufficiali. Un pensiero riconoscente va alla Città di Torino, che ospita da più di duecentocinquanta anni questa Scuola, culla e custode di una significativa parte della storia del nos tro Esercito. E vengo all'argomento di oggi. Nel mese di novembre del t 996, presso la Scuola di Applicazione s i tenne un Convegn o sul tema "Università ed Istituti Mili Lari: la Formazione del Dirigenle miliLare". Tre giorni che caratterizzarono l'incontro dove si avvicendarono relatori di 7

fa ma e, tra questi , illustri uomini a ppartenenti a l mondo delle Is tituzio ni , a quello della Chiesa, a quell o mcdia lico, a quelIo univers ilario ed a quell o militare. Gli argomenti , Lutti di grande interesse, contornarono in modo il più ampio e completo possibile il quesito eli fondo che era s tato posto il primo giorno dall'allora Ispettore delle Scuole, il Ten. Gen. Roberto Altina, e cioè: l'U[[iciale italian o è in grado di affrontare le s fid e del presente e di fronteggiare le possibili emergenze? Al termine del


Convegno, il sistema complessivo di formazione lisultava essere incompleto e quindi inadeguato. Non emergeva tuttavia un percorso formativo atto a garantire la formazione deJJ'Ufficiale in tutte le sue componenti umane, Cl:Ùturali, tecniche ed ontologiche. Da allora sono passati cinque anni.

nari d'impiego del presente e di fronteggiare le possibili emergenze. Pur nella consapevolezza che ogni organizzazione complessa per muoversi efficacemente deve disporre di un adeguato livello dirigenziale, per limitatezza di tempo abbiamo contenu to l'analisi e la discussione in questa sede alla formazione dell'Ufficiale dalla sua nascita professionale all'abilitazione all'impiego nei Comandi della Forza Armata, c ioè al Corso di Stato Maggiore, introducendo alcuni cenni al R uolo Speciale degli Ufficiali, cioé agli Ufficiali provenien ti da i nuovi Marescialli, di cui probabilmente in futuro si dovrà tener maggiore conto. In continuità di pensiero e di attaccamento alla nostra Istituzione ci farà da moderatore il Ten. Gen. Roberto Altina, che vivamente ringrazio per aver accettato di uscire per un giorno da lla "ausiliaria" e di ritornare tra noi in una struttura, l'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione dell'Esercito, che ha unificato la direzione di tutte ]e Scuole di Formazione e di Specializzazione delle Armi e della Logistica. Struttura che, pur essendo nuova, porta anche l'impronta del suo lavoro d i ex Ispettore delle Scuole. Lo ringrazio e ringrazio tutti per l'attenzione.

La ricerca della strutturazione ottimale delle nostre Scuole non è cessata ed ha portato a risoluzioni decisamente innovative rispetto al passato. Contemporaneamente, nuove realtà sociali, politiche, culturali e di organizzazione della Pubblica Amministrazione, del Ministero della Difesa e delle Forze Armate, di completa ristrutturazione nella forma e nella consistenza dell'Esercito, si sono manifestate. Tutto questo, dopo cinque anni, ci ha indotto a fermarci ancora un momento e n uovamente a chiederci se quanto fin qui fatto è adeguato a mettere l'Ufficiale dell'Esercito italiano in grado cb affrontare tu tti i possibili sce-

Ten. Gen. Antonio Tobaldo 8


Pro{ Giancarlo Pellacaui.

Indirizzo di saluto del Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ignor Capo di Stato S Maggiore dell'Esercito, Autorità,

che sia anche estremamente u tile l'occasione c he ci è data di un conProfessori, Signori fron to ed una rinessione Ufficiali, ho l'onore ili su quello che in questi portat-vi il saluto da parte a nni è s tato fatto. dell'Università di Modena Io mi limito a sottoli e di Reggio Emilia che è neare alcuni punti. tra le prime, assieme a Innanzitutto credo che sia estremamente imporquella di Torino, a dare un contributo alle Scuole tante considerare gli militari. eccellenti risultati ragRingrazio, innanzitutgiunti fino ad ora come to, per l'invito di essere punti di partenza e come presente oggi in questo basi per elaborare nuove Convegno. idee, da tradurre poi in percorsi didattici e forCredo che sia molto importante il tema che mativi per realizzare le nuove professionalità viene affrontato oggi richieste dalla struttura sulla formazione degli militare. Ufficiali dell'Esercito e 9

Altro punto c he desidero evidenziare è la neccessilà di rafforzare i legami tra le Università e le Scuole militari di Formazione, perché insieme sian o i n grado di rispondere alle sfide della con tinua evolu zione, sfide che sono basale suJl'uso della conoscenza e sulle capacità di rinnovarsi continuamente. r: Università di Modena e di Reggio Emilia assicura la sua disponibilità a continuare a lavorare insieme ed a fare in modo che l'attività svolta dagli Atenei negli Isti tuti militari ili Formazione


trovi piena conside razione da parte delle competenti Autorilà governative, anche attraverso le co ncessioni di specifiche risorse per la creazione all'interno delle Scuole militari di un corpo Docente, ch e afferisca stabi lmente ai Corsi di Laurea attivali. Il nostro Ateneo è anche pronto ad impegnarsi per dare respiro interna:.donale a i Cors i c he so no già s tati avviati, pi e nam ente disponib ile per un co nfro nto anche co n quanto viene reali zzato negli a ltri Paesi. Rite ngo c he questa potrebbe essere una prospettiva di grand iss i ma va lenza.

!vlodeua: Accadelltict M ilitare ({ac:citlla fJI"ÌIICipctle).

Siamo anche preparati ad un impegno che garantisca dinam icità ai Corsi finora avv iaLi affinché, ne ll a ri cerca di dnnovamento e di modernizzazione continua, s i possa sempre di più soddisfare quelle che sono le e igenze del comparto militare. Credo che questi ob iett ivi possano cos tituire, aJJa fine dell'incon tro di oggi, temat iche per un futuro Convegno ed un ulteriore approfondimento. R ingrazio lutti p er l'a tte n:do ne cd a ugu ro un buon lavoro. Prof. Giancarlo Pellacani


Pro{ Rinaldo Benolinv.

Indirizzo di saluto del Magnifico Rettore dell'Dniversità degli Studi di Torino a Scuol a di Applicazione di To rino che, con l'Accademi a M il ila re di Mod ena, forma m ilitarmen le i Quadii dell 'Esercito, è alliva da piLt di due seco li e mezzo e ha inciso p rofondamente sull a vi La socia le e civile dell a Cillà: non a caso la sua nasci la è riconducibil e agli a nni in cui nella capitale d el piccolo regno subalpino venne fondata l'Accademia delle Scienze . Entrambe le Istituzioni, destinate a un 'esistenza fulgida e a rinnovarsi sempre con

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g rande e rn cacia, arricchirono cultura, ricerca e formazion e s uperiore di Tori no con strum enti e risulta ti di eleva lo livello, app1·ezza ti e stima ti sul piano nazionale e internazionale. Fra la Ci Ltà e l'ls t i tulo militare si e bbe sempre intesa e armonia, che s i tramutarono in stabile collaborazione, di cui entrambe si o rnaron o e ancora traggono copiosi vantaggi. In tempi più vicini, le relazioni fra le due magg iori Istituzioni dello Stato operanti nella Città, Università ed Esercito, sono diventate 11

piLt intense e costrullive. Fin dagli anni '60 in termini inl'ormaU, quindi a parLire dal 1980 come conseguenza della "nuova" normativa universitaria (D.P.R. 382), a Torino l'Università (coadiuvala dal Politecnico) ha [onùto la to talità della Docenza accademka per i corsi "in terni" alla Scuola dapprima e, dall'inizio degli anni '90, per il conseguim ento d i diverse Lauree nell'Ateneo (in economia, in scienze politiche, in informatica, per un lungo periodo in veterinaria; a esse si sono aggiunte le


Lamee in ingegneria presso il Poli tecnico) . Iniin e, con l'anno accademico 1998-1999 (ma con istituzione dal 1999-2000), è stata la nc ia ta la Law-ea interfacoltà in scienze stra tegiche, che ha visto i primi, numerosi laureatiben 181 -nel luglio 200 l. Con la riforma presente dei corsi e degli insegname nti , c he inlet·essa l'intera Un iversità nazio na le, c con la de fin izione delle Scuo le m ilitari destina te a ll a formazione qua li "Istituzioni universitarie", abbiamo il compito d i far fronte alle mod iric he profonde che in teressano l'intero sistema dell'istruzione superiore. Presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia è partito con questo anno accademico, a i sensi della normativa recente c degli Ordinamenti Di dattici approvati, il primo anno del triennio della Laurea interfacoltà in scienze strategiche r iservato ai militari , mentre presso l'Ateneo torinese vengono continuati e porta ti a compimento nei prossimi due anni- i corsi di Laurea quadriennali in scienze strategiche. È un dato oltremodo significativo che detti corsi sono aperti anche a civHi: in effetti, almeno a Torino, a fianco dei giovani sottotenen ti frequenta nti la Scuola dj Applicazione sono iscritti numerosi "studenti", talora non giovanissimi, che proseguono gli studi in scienze strategiche per scelta personale e privata. Ancora, sempre a Torino, tulti i Docenti ch e compongono il corpo insegnante vengono adesso reclutati in base alle regole un iversitarie e so no, dal presente anno accademico, "gestiti" sul p iano a mminis trativo dalJ'Ateneo torinese, mentre afferiscono al neocostituito organo dj autogoverno del corso di Laurea interfacoltà (il "Consiglio de l corso di studio in

scie nze strategiche"). Ra mme nto c he gli insegnanti apparten gono a ll' incirca per due terzi all'Università eli Torino (e, a ll'interno d'essa, a sette diverse Facoltà), mentre l'altro terzo è costituito da Docenti provenienti da due Facoltà del Politecnico, dalle professioni e dalle carriere dirigenti dello Stato, da i ranghi dell 'Eserci to per alcuni insegnamenti eli Lagli o "m ilita re" ma con valenza unive rs ita ri a. Tulli ins ieme sono ora in grado d i assum ere decisioni a utonom e, all a pari di tutti gli a ltri corsi di Laurea operant i nell'Ateneo. Si pongono attualmente con urgenza a lcun i ardu i problemi da risolvere, con l'affacciarsi di d iverse alternat ive e prospettive di sviluppo . L'Uni versità degli Studi di To l"in o ha inse rito nel nuovo Ordin a me nto Dida llico (Statuto) la Laurea inle rfacoltà in scie nze strategiche, sia quella triennale sia quella specialis tica: quest'ultima verrà attivata "gradualmente", dopo il completamento del primo ciclo triennale. Stante la pressione di una vivace richiesta loca le c nazionale (che invero, n ella scorsa estate, s'è fatta impe riosa), l'Unjversità dovrà preocc uparsi di attivare in pa ra ll elo anche a Torino in tempi rapidi - senza per questo entrare in conn itto con Modena e Reggio Emili a c rispellando appieno le Convenzion i solloscrilleun completo e adeguato corso di studio triennale autonomo, andando oltre l'odierna con fusa situazione dell'a tti vazione in loco di un solo terzo anno, in cui la configurazio ne de lla Docenza e della sua organizzal'.ionc res ta del tullo incerta. Con questa scel ta, l'Università di Torino ha l'ob iettivo di aprirsi ad altre Istituzioni dello Stato (sia no esse centrali o decentrate) c a lla società civiJe e intende 12


rispondere all'impellente e finora inevasa domanda in merilo, be nché previsla ne.i nuovi ordinamenti universilad nazionali e da Ue s lesse Convenzioni sottoscri tle fra le Università interessate e l'Esercito. È un auspicio, n on solo mio ma di tutto .il corpo docen te dell'Università di Torino, che l'Universilà di Modena e eli Reggio Emilia faccia altrettanto e, ad esempio, avvii in parallelo, ove lo ritenga opportuno, un corso dj Laurea specialistica in scienze strategiche. Agg.iungo inol tre ch e, ai sensi ili una nuova norma dello Stalulo dell'Aleneo torinese - invialo da qualche settimana al MIUR per l'approvazione accanlo al ConsigUo del corso di studio in scienze strategiche - costituito lo scorso 1° ottobre - verrà istituito anche un "Consiglio interfacoltà" (formato da delegati delle quattro Facoltà partecipi, ai quali si aggiungeranno rappresentanti dell'Ispettorato p er la Formazione e la Specializzazione dell'Esercito e Docenti e Ufficiali della Scuola di Appli cazione), che potrà svolgere le funzioru eli un vero e proprio Consiglio di Facoltà, come- acl esempio- tutti gli adempimenti relaUvi a ll'a ttribuzione di affidamenti e contratti, a ll a gestione dei .fondi con un bila ncio aulonom o, e cosi vja. In tal modo, a breve termine sarà possibile far riferimento a un sistema unitario e compiuto per l'istruzione uni versitaria nel campo delle scien ze strategiche, che in11uirà. in modo fecondo sull'orga nizzazione degli studi e sulla formazione dei iliscenti. Il che significa che la collaborazione Era Università ed Esercito, l'impegno cuhurale, professionale e form ativo della Docenza (e quindi degli s tudenti/Ufficiali e degli studenti/Civili) saranno accenluati e resi ancor più

Torino, Scuola di Applicazio11e: Statua di Giulio Cesare e storica Campana del Dovere.

funzionali alle necessità del Paese. In specie, cercheranno ili soddisfa re in via ottimale, attTaverso l'approfondimento degli s tudi nelle scienze stl·ategiche (che, rammento, si estendono qui a Torino anch.e a un qualificato Masler e potranno essere arricchiti - è un altro augurio - grazie a uno specifico Dottora le eli ricerca), alle esigenze di elevata professionalità, rich..iesle ai giovani Ufficia1i dell'Esercito e poi, via via, a tutti i Quadri intermedi e superiori. Risponderanno anche positivamente alle dom ande impellenti dell'opinione pubblica e del mondo giovanile, che insieme coniugano interesse scientifico, motivazioni ctùturali e voJontà di preparazione in settori. che, per cause diverse, risultano essere all 'avanguardia nelle nostre società dinamiche e complesse.

Prof. Rinaldo Bertolino 13


Moderatore: Ten. Gen. Roberto Altina.

Avvio dei lavori e presentazione dei relatori Ten. Gen . Anton io alcuneideeinnova~ici Tobaldo, il quale mi ha non hanno avuto vita chiesto di partecipare a facile . Ciò è avvenuto Rettori, Autorità, questo Convegno che, anche nella nos tra Professori, signori come ricordato, rappreIs tituzione lega ta in Ufficiali, a voi tutti i1 mio senta quasi un traguardo a lcun e circostanze a piCt cordiale e sen tito di un lungo ed operoso vecchi concetti, che noi saluto. Non ho alcuna cammino iniziato prodel l'Ispettorato delle di fficol Là a mani festarvi prio in questa sede ne l Scuole ritenemmo supetulta la mia emozione lontano 1996, alla prerati. perch é è la prima volta senza d el Capo eli Stato Nel mio intervento che mi capita di svolgere Maggiore "pro-ternpore" inlroduttivo ele1 la funzione d i moderato- Gen. Bonifazio Incisa eli Convegno d ell996 cos1 re di un incontro. Nel Camerana, che è qui sintetizzavo la necessità contempo, debbo anche oggi e che sentita- di cercare nuove soluzioammettere d'essere lusin- mente saluto. U percorso ni: " ... alla luce di tre elegato per essere qui tra di che abbiamo fatto tutti menti essenziali: il mutavoi. Sono per questo par- insieme non è stato sem- to quadro strategico nelpre agevole. Talvolta, l'ambito del quale l'ItaUa ticolarmente grato al ignor Capo di Stato S Maggiore deiJ 'Esercilo, Magnifici

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sarebbe stata chiamata ad operare, il passaggio dalla tradizionale (orma di reclutamento su base obbligatoria al reclutamento dei volontari ed infine all'evolversi del contesto socio-culturale nel quale l'Ufficiale era chiamato ad agire ed a confrontarsi".

Per quanto mi riguarda, sento l'obbligo in particolare di ringraziare il Magnifico Rellore dell'Università di Modena e di Reggio Emilia, il Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Torino ed il Magnifico Rettore del Politecnico perché, senza

Come prima accennava il Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Torino, anch' io ritengo che molti obiettivi che ci eravamo prefissi siano stati conseguiti. Ma ancora molta strada rimane da fare. Sono, peraltro, convinto che quegli obietlivi siano s tati raggiunti grazie alla tenacia, alJa lungimiranza ed alla determinazione degli Ufficiali dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione, dei Magnifici Rettori delle Univertità e dei loro Professori.

la loro disponibilità, senza la loro comprensione, non avremmo certamento potuto percorrere la strada che abbiamo fallo. Ini ziamo ora la parte viva del nostro Convegno. Cedo, quindi, la parola al Ten. Gen. Antonio Tobaldo ed ai Conferenzieri che affronteranno tematichc specifiche della formazione dell'Ufficiale dell'Esercito italiano. Ten. Gen. Roberto Altina 16


INTERVENTI

Te11. Gen. Amonio Tobaldo.

Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al 2000 D ipercorrerò in Rroaniera molto sintetica l'iter formativo degli Ufficiali del Ruolo Normale (RN) dell'Esercito dagli a nni '50 ad oggi, allo scopo d i lum eggia re un quadro generale che sia di riferimento per collocare e meglio comprendere le successive presen tazioni. Nei primi anni '50, quando, passata la guerra, il funzionamento deli'Accademja e delle altre Scuole militari era ormru a regime, la formazione di base si sviluppava attraverso tre fasi: • biennio dj studi in

Accademia Militare; • biennio dj studi di applicazione; • Corso tecnico-applicativo. Gli scopi degli insegnamenti come si ril eva dal fasci colo dei programmi de ll'Accademia Militare dell'anno 1952, era no tre: • curare la formazione spir·ituale e psicofisica dell 'allievo; • fornire le basi scientifiche necessarie per intendere profondamen te ogni mezzo in dotazione; • fornire le conoscenze applicative aggiornate necessarie per il pronto impiego dell 'Ufficiale. 17

Da un rapido sguardo alle materie insegnate (Allegato "A") appare chiaro l'orientamento, per le Varie Armi ed il Corpo Automobilistico, alle materie scientific he ed in particolare a quelle del biennio di i ngegneria; per i Cara binieri, il Corpo di Amministrazione ed il Corpo dj Sussistenza, alle materie gi uridiche e di scienze politiche, amministrative e di economja e commercio. In prosecuzione il biennio di applicazione prevedeva (Allegato "B"): • studio di materie scientifiche applicative,


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completamento con la Laurea, per tendente a far apprendere ai discenti coloro che l'avessero voluto, dopo delle Armi quanto indispensabile per conoscere profondamente ogni mezzo essere giunti ai reparti. Perché allora ci si è fermati al bienin dotazione e per assolvere, a ragion nio di ingegneria e non si è tentata la veduta, i compiti istituzionali via della Laurea completa, magad dell'Ufficiale; modificando in mani era più incisiva • svolgimento delle materie e delle istruzioni militari, necessarie per condurre i discenti alloro impiego con sufficiente rendimento in reparti delle rispettive Arnù; • svolgimento di materie culturali complementari, di interesse diretto per gli Ufficiali in servizio permanente effettivo (storia militare, geografia m ilitare ... ). Non c 'era al mome nto alcun i n te resse a l riconoscimento giuridico degli studi, interesse che comparirà qualche anno dopo e che porterà da un lato al completamento dei programmi previsti dalla legge per il biennio propedeutico Urzo scorcio della Scuola di Applicazione (Palazzo ex arsenale). della facoltà di ingegneria e dall'altro all'emanazione della legge n . 397/1959 (Allegato "C") l'iter formativo? "per l'equiparazione degli studi comRitengo si possa rispondere: • perché non si considerava pagante piuti presso l'Accademia Militare e le un iter formativo eli base più lungo di Scuole di Applicazione dell'Esercito quattro anni; al biennio propedeutico di ingegneria", a iniziare daJl'anno accademico • perché in quel momento storico era irrinunciabile per tutti gli Ufficiali 1956-57. delle Armi una preparazione di base Perché i mj]jtari hanno chiesto ques ta equiparazione? altamente scientifica; • perché nel lungo dibattito che c'è Ritengo si possa dire perché, a fron te di una società che dimostrava scar- stato sulla possibilità di forn:uu·e conten1poraneamente il professionista sa considerazione per la professione militare e il laureato la risposta è semmilitare, il riconoscimento costituiva, pre stata negativa. da parte eli chi lo concedeva, una d ichiarazione della serietà e della valiPer completezza annoto c he, pariredi là degH studi e si poneva, a l tempo lica mente all'equiparazione del biennio di ingegneria, con la Legge 1095 stesso, come premessa eli successivo 18

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del t 971 è stala riconosciuta anche la validità degli studi cui prima acce nnavo di giurisprudenza, scienze politiche, economia e commercio (Allegato "D"). Nel prosieguo degli am1i, la spinta ad appianare SLÙ piano formale la separatezza tra licenziati dalle Università e licenziati dalle Accademie Militari aumentò e indusse parecchi politici ad interessarsene. ll 26 settembre 1979 (Allegato "E"), d'iniziativa dei deputati Stegagnini ed altri, fu presentata alla Camera d ei Deputati la Proposta di Legge per il "Riconoscimento del Diploma di Laurea in scienze mi li tari e della difesa agli Ufficiali delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato provenienti dalle Accademie Militari" L'iter legislativo parti assai male e si capì subito che sarebbe finito in nulla. La Proposta, unificata con quella di Accame ed altri, fu ripresa in esame il 13 maggio 1982 e rinviata per la discussione al 16 marzo 1983, quando Lutto fin) con 1a "costituzione di un Comitato ristretto che approfondisse la conoscenza degli Istituti militari". (Allegalo "F"). A11che se la Proposta di Legge Stegagnini ed altri non ebb e conclusi.one, tullavia nelle discussioni parlamentari uscirono spunti d i riflessione e annotazioni interessanti i cui effetti sono rilevabili successivamente, fino ai dispositivi legislativi del 1997, quali: • a causa delle esigenze di servizio, pochissimi sono stati gli Ufficiali che hanno avuto la materiale possibilità di terminare presso le Università i corsi di studio, per proprio conto; • gli obiettivi persegui ti dalla Proposta di Legge rappresenterebbero non solo il riconoscimento ufficiale del livello culturale raggiunto dopo 19

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anni di studi, ma contribuire bbero anche all'inserimento concreto della classe dirigente mjJitare nel contesto del Paese; • opportunità che gli Ufficiali entrino "de j ure" a far parte della dirigenza nazionale, con pari diritti delle altre categorie di laureati; • in numerosi altri Paesi europei quanto proposto con la presente Legge è già stato realizzato; • vi sarebbe la possibilità eli assicurare una adeguata sistemazione nella vita civi]e, a livello di mansioni direttive, a coloro che per motivi di salute, a seguito eli infortunio o per motivi personali, dopo aver servito nelle Forze Armate sono costrelti a lasciare il servizio attivo. Di segno contrario, le principali


osservazioni sono state: • inopportunità di soluzioni (''ope legis") che possiedono elementi corporativi; • impressione che dietro la denominazione di scienze militari vi sia una certa nebulosità di contenuti; • preoccupazione per la "nascita" di Istituzioni universitarie, cui sarebbe precluso per legge l'accesso a cittadini non militari; • opportunità di esplorare la strada di un avvicinamento e di una omogeneizzazione dei corsi in questione alle Università italiane evitando la spinta alla separazione. n tempo passa, le società cambiano e cambiano anche le esigenze di formazione e questo vale anche per l'Esercito. Nell978 (Allegato "G") è approvata la legge sulle "Norme di pr incipio sulla disciplina militare" che assegna alle Forze Armate la responsabilità di assicurare la difesa della Patria e di concorrere alla salvaguardia delle libere Istituzioni, nonché al bene della collettività nazionale in caso di pubbliche calamità. Responsabilità che danno ai problemi militari un carattere di globalità. In aggiunta, emergono in quegli anni anche forti carenze dei comandanti nei settori legale, amministrativo, contrattuale e a volte anche nella gestione del personale. Nell'anno 1979, lo Stato Maggiore dell'Esercito concluse uno studio per effetto del quale vennero apportate n umerose innovazioni all'iter formativo dell'Ufficiale in servizio permanente effettivo. Furono individuati il nuovo obiettivo da raggiungere- Ufficiale professionista e dirigente -le aree torrnaùve, le materie d'insegnamento del quadrien-

nio Accademia - Scuola d i Applicazione ed i successivi traguardi da perseguire. Nel 1982, l'Ispettorato delle Scuole e Scuola di Guerra (allora abbinati) presentò allo Stato Maggiore dell'Esercito la verifica di validità. In sostanza, vennero confermati o introdotti i seguenti prowedimenti: • l'unificazione del Corso Superiore di Stato Maggiore per gli Ufficiali delle Armi e per gli Ufficiali dei Corpi Logistici e Tecnico; • l'allineamento a 4 anni della durata del corso formativo di base per tutti gli Ufficiali provenienti dall'Accademia (quindi anche per quelli di Amministrazione e di Sussistenza); • la suddivisione degli insegnamenti in quattro "componenti" fondamentali: tecnico-militare, ginnico-fisica, scientifica e dirigenziale; • il raggiungimento dei seguenti traguardi: •• salvaguardia della "base" scientifico-matematica; •• riconoscimento di singoli esami e non piLt del biennio di ingegneria; •• inserimento delle nuove materie: statistica ed elementi di programmazione, economia politica, diritto costituzionale; •• introduzione di sociologia generale e dell'organizzazione e psicologia generale e militare, aJ posto di governo del personale; •• elevazione a rango un iversitario delle materie: storia, geografia, lingue, organizzazione aziendale, dhitto pubblico e diritto e procedura penale militare, elettrotecnica, eleltronica ed elaborazione automatica dei dati; •• inserimento di due specifiche mater·Ie ::.cien untht: pt:r g\i

Ufficiali dell'Arma del Genio e 20


delle Trasmissioni, con riduzione della componente tecnico-militare; • • fmmazione, in campo tecnicomilitare del: ••• combattente individuale e comandante di squadra pluriarma, al termine del l o anno; ••• comandante di plotone fucilieri

anno, dopo una campagna tattica conclusiva di 3 mesi e mezzo. Con riferimento alle esigenze di conoscenza nei campi tecnico, giuridico, economico, informativo, linguistico e amministrativo e all'opportunità di ricercare indirizzi di studio che, pur mantenendo l'impronta scientifico-matematica di base: • si adattassero di più anche alle diverse propensioni personali; • facessero giungere gli allievi delle Armi ad un limitato numero di esami dalla Laurea, in modo da consentire - con un adeguato incremento di studi e di esami su base volontaria - il conseguimento di questa, fu introdotta la diversificazione degli iter, orientandoli verso gli indirizzi di ingegneria, giurisprudenza ed economia e commercio. A quel punto si trattava di ottenere il riconoscimento di Legge degli esami di livello universitario, mediante varianti alla Legge n. 397/1959 (già variata dal Decreto Ministeriale 27 marzo P'\- •0::':0 1961) per la Laurea in ingegneria ed alla Legge Tolino, Scuola di Applicazione: w1 imem o del Palazzo. n. l 095/1971 per le Lauree in giurisprudenza, meccanizzato e di pattuglia, al scienze politiche, economia e comtermine del 2° anno; mercio. Ciò fu ottenuto con la Legge n. ••• comandante dell'unità elementare del livello plotone dell'Arma o 169/J 990, a decorrere dall'Anno Accademico 1986-1987 (Allegato "H"). Specialità di appartenenza, con Nel 1992 (Allegato 'T'), lo Stato orientamenti sul comando di Maggiore dell 'Esercito, al fine di agecompagnia, al termine del 4° V "'

l o. I"TLAMO

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volare ulteriormente il conseguimento del titolo di Laurea per gli indirizzi di studio a sviluppo quadriennale e l'avvicinamento alla Laurea per il corso di ingegneria, istituì un corso di perfezionamento integrativo (praticamente un 5° anno di corso). Per evitare spreco di tempo e di denaro, furono stabiliti precisi criteri di accesso, quali: • avere già superato il 75% degli

esanu previsti; • aver superato gli esami di sbarramento propedeutici ai successivi insegnamenti; • avere una media superiore a 24/30 nelle materie scientifiche, per l'indirizzo di ingegneria. Era un sistema che premiava i

migliori. Con il crollo del patto di Varsavia nel 1989, il mondo cambia e va, contrariamente agli auspici , verso un periodo di grande instabilità e di lotte etnico-religiose. Cambia anche la società italiana nel suo interno e nella seconda metà degli annj '90 parte la riforma della Pubblica Amministrazione (nota come riforma Bassanini) che, nel testo unko contenuto nel Dlgs n. 165/200 l (Allegato "L"), intitolato "Impiego Pubblico", all'articolo 28 "Accesso alla qualifica di dil;gente", nel definire chi può concorrere per accedervi, prevede la Laurea o qualcosa dj più. È vero che al com ma 7 recita "Restano ferme le vigenti disposizioni in materia di accesso alle qualifiche dirigenzi ali delle carriere diplomatica e prefettizia delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e dei Vigili del Fuoco", ma vale la pena di notare che, tolte le Forze Armate, gli altri sono comunque tutti laureati. I nuovi scenari di vita e politici successivi al 1989 riguardano anche le Forze Annate e in particolare l'Esercito, che si contrae, s i riorganizza, cambia struttura ordinativa e di reclutamento, diventando professionale, cambia la progressione di carriera della catena ili comando con una nuova Legge sullo stato e l'avanzamento degli Ufficiali (il d.l. 30.12.1997 n. 490) (Allegato "M"), che non può risolvere il problema in modo avulso da ciò c he avviene nel resto del settore pubblico e, quindi, pone la Laurea (completa) come necessaria per gli Ufficiali dell'Esercito del Ruolo Normale per progrerure oltre il grado di Capitano. Il d.l. n. 464/1997 (Allegato "N") all'articolo 2 detta le djsposizioni su 22

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come realizzarla, disposizioni che riscontrano le osservazioni fatte dalle Commissioni Parlamentari negli anni 1979-1983 su Ua proposta di Legge per la Laurea in scienze militari, e cioè deve essere una Laurea gestita dalle Università in convenzione con le Accademie e gli Istituti mili tari; quindi una Laurea dello Stato italiano come tutte le altre. Sono nate così, con decreto 12 aprile 2001 (Allegato "O"), le "Classi delle Lauree e delJe Lauree specialistiche universitarie nelle scienze della difesa e della sicurezza", in cui si collocano per l'Esercito la Laurea triennale e la Laurea specialistica in scienze strategiche. Lascio a chi verrà poi l'illustrazione secondo programma e mi soffermo su due quesiti. a. Perché abbiamo concordato di usare la dizione "Laurea e Laurea specialistica in scienze strategiche"? • Perché essendo una Laurea in linea di principio aperta a tutti, sarebbe stato contraddittorio riproporre "Laurea e Laurea specialistica in scienze militari", dizione che già sottintendeva riservata ai militati. • Per evitare confusioni con corsi di Laurea già esistenti. • Per usare una dizione che, comunque, riportasse allo scopo per cui era stata concepita, la Formazione degli Ufficiali. • In senso più ampio, per comprendere l'insieme delle conoscenze e capacità che il laureato deve possedere perché possa procedere alla condotta di attività di gestione e di previsione, all'impiego di risorse umane e mate1ialì, nonché all'utilizzo di adeguati process i metodologici, il tutto finalizzato al conseguimento di un preciso e predefinito risultato, nel

quadro della difesa. b. Come è stato superato il vecchio, annoso problema della contemporanea formazione del laureato e del professionista militare? • Costruendo con gli Atenei una Laurea rispondente alle nostre esigenze. • Prevedendo, nella Laurea, diversificati indirizzi di studio. • Suddividendo gli insegnamenti in moduli, parte svolti da Docenti universitari e pa1ie da Docenti militari. • Utilizzando al meglio i crediti formativi dedicati alle attività applicative, potendo contare per questo anche suJJe Scuole e sui Centri di specialìzzazione dell'Esercito (Allegato "P"). Queste Scuole e Centri hanno perso i compiti dell'addestramento di massa legato a ll'Esercito di leva, si sono drasticamente ridolli nelle dimensioni e ancor più lo saranno, hanno sviluppato e curano a livello internazionale il "know how" nel proprio settore, studiano e producono la normativa d'impiego ai minori livelli e si dedicano alla preparazione specializzata delle componenti professionali della Forza Armata. Dedico ora i pochi minuti che mi rimangono ad altre tre precisazioni: • la formazione di particolari categorie di Ufficiali del Ruolo Normale; • la prosecuzione della formazione oltre il quinquennio AccademiaScuola di Applicazione; • la formazione degli altri comandanti di minori unità. Vi sono categorie di Ufficiali del Ruolo Nom1ale la cui preparazione non rientra negli indirizzi della Laurea in scienze strategiche, perché destinati a impieghi molto specializzati: •• gli Ufficiali medici, veterinari e farmacisti; •• gli Ufficiali del Corpo degli 23


(cioè la dichiarazione di "pronti" dei Comandi e delle unità prima del loro impiego), nuova attività che fa capo alla Scuola di Guerra, da un paio d'anni inviamo Ufficiali e Sottufficiali ad addestrarsi all'estero. E veniamo agli aggiornamenti negli aspetti di preparazione generale. Nel grado di Capitano tutti gli Ufficiali del Ruolo Normale sono chiamati alla frequenza del Corso di Stato Maggiore, corso che negli ultimi due anni ha assunto una nuova configurazione. Viviamo un'epoca in cui l'impiego dell'Esercito avviene in situazioni diverse e in posti diversi con preavvisi anche brevi. La conoscenza delle lingue cosiddette "portanti", prima tra tutte l'inglese, è fondamentale, ma non basta. Dal 27 al 29 febbraio 1995 (Allegato "Q") il Dipartimento degli Affari Umanitari dell'ONU ha tenuto a Ginevra una tavola rotonda sul supporto militare alle operazioni umanitarie, in cui sono state esaminate diverse operazioni già condotte, tra le quali ITALFOR PELLICANO in Albania, e sentite le opinioni di 123 delegazioni nazionali. Nel rapporto finale tra le altre cose si legge: "non è emerso alcun comune punto di vista sul fatto che l'organizzazione militare debba adottare nuove strategie per far fronte ai compiti connessi con le missioni umanitarie. Alcuni hanno riconosciuto il carattere

Ingegneri. Anche la formazione di questi Ufficiali è curata dall'Accademia Militare e dalla Scuola di Applicazione congiuntamente all'Università e al Politecnico cui siamo collegati, naturalmente secondo gli standard di tutti gli altri omonimi laureati italiani. La prosecuzione della formazione oltre il quinquennio di base investe aspetti che possiamo chiamare di comando, di branca e di preparazione generale. Gli Ufficiali chiamati ad attività di comando di battaglione/gruppo, di reggimento, di brigata, in Italia o all'estero, e gli Ufficiali destinati ad operare in specifiche branche nei Comandi (ad esempio capi ufficio personale, operazioni, logistica, cooperazione civile-militare, ecc.) vengono inviati, prima dell'assunzione dell'incarico, alla Scuola di Guerra di Civitavecchia per l'aggiornamento. Per nuove attività, ad esempio controllori e verificatori per la validazione

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di tali missioni come separato dai tradizionali compi ti m ili Lari. Altri esplicitamen te hanno riaffermato i tradizionali compi ti e la loro validità anche per le operazioni umanitarie. Secondo loro, una modifica delle forze militari, per esempio la creazione di componenti umanitarie delle Forze Armate specificamente addestrate ed equipaggiate, non è necessaria". Non vi è dubbio che, date le nostre dimensioni e possibilità, noi non possiamo essere che di quest'ultimo parere; questo significa che dobbiamo preparare i nost1i Ufficiali sia per operazioni connesse alla guerra che per operazioni diverse dalla guerra. Considerata la frammentazione dell'impiego delle forze nelle operazioni umanitarie e quindi l'abbassamento del livello decisionale, molte conoscenze devono scalare verso i gradi minori e devono essere comunque molto più diffuse che in passato; di qui la decisione di ampliare il Corso di Stato Maggiore trasformandolo in Master di zolivello in scienze strategiche e la decisione di avere la collaborazione, per al tri specifici aspetti, di altre Università, come poi sarà illustrato. Infine un cenno alla formaz ione degli altri comandanti di plotone e vice comandanti di compagnia, incarichi paritetici a quelli dei Sottotenenti e Tenenti, e mi riferisco ai nuovi Marescialli. Il nuovo Esercito professionale è un sistema aperto in cui il volontario, anche entrando da soldato semplice, se ha il diploma, la capacità e la volontà di salire, può arrivare fino al vertice (Allegato "R"). La forte selezione e questa possibilità hanno prodotto plotoni fatti totalmente o quasi di diplomati.

Ne è uscita la domanda: quali caratteristiche deve avere il Maresciallo che comanda questi plotoni? Per preparazione al comando, pari tetico al Tenente e con cultura generale possibilmente più elevata dei dipendenti. Così è nata l'esigenza che ha portato ad una specifica Laurea di l o livello in "scienze organizzative e gestionali" (Allegato "S") per i nuovi Marescialli, realizzata con l'Università di Viterbo, sede della Scuola Sottufficiali dell 'Eserci to. Per effetto del sistema aperto cu i facevo cenno, parecchi di questi Marescialli diventeranno poi Ufriciali del Ruolo Speciale e chi ne avrà la capacità potrà anche essere ammesso per concorso al Corso di Stato Maggiore e, se lo supererà, transitare nel Ruolo Normale (Allegato "T"). A quel pu nto, per non essere bloccato nella promozione a Maggiore, dovrà avere la Laurea specialistica. È, questo, un altro problema, in via di soluzione con l'Università di Viterbo. La realizzazione negli ultimi anni di tutta questa serie di progetti non è stata facile. Rivolgo un sincero e cordialissimo ringraziamento ai responsabili politici che, trovandosi nei posti di decis ione, ci hanno capito e ci hanno approvato; ai Magnifici Rettori e ai Professot-i universi tari che hanno fatto con noi tante carte, con tanto lavoro; ai Dirigenti e ai Funzionari del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica che le hanno portate avanti. Nel concreto, senza l'aiuto e Ja reciproca comprensione di tutli non si sarebbe an·ivati in fondo. Vi ringrazio. Ten. Gen . Antonio Tobaldo


Pro( Ci(llt Mario Bravo.

I rapporti e le collaborazioni tra Università e Istituzioni militari ilevo subito una sorta di contraddizione che, fino a tempi abbastanza recenti, ha cara ttcri 7.Zato la formazione degli Ufficiali deJJ'Escrcito. La preparazione ch'essi ricevellero in passato nelle Istituzioni militari fu sempre di livello superiore, assimilabile a quella dei giovan i di pari età ch e conseguivano esperienze, competenze e professionalità presso le Uni versità, ma, per una serie di cause, in alcuni casi agevolmente risconLrabili e in altre di ardua collocazione o identifica-

R

zione, gli studi compiuti presso le Accademie e le Scuole vennero stentatamente e solo parzialmente riconosciuti da] s istema universitario nazionale. Non per una preconcetta avversione delle Università, ma per una nonnativa carente e, occotTe ammetterlo, per una sorta di "sospetto" che, fondato nel corso di una duratura tradizione, animò in senso negativo un a parte del mondo universitario. D'al tro ca nto, tale "sospetto" fu rica mbiato dal persistente richiamo alla "diversità" e all'insindacabile 26

"autonomia", che con tinuativamente contradd is tinse la cultura miliLare, anche nelle sfere meno elevate. Le burocrazie dello Stato. L'anomalia e l'eccellenza della formazione militare Prim a di entrare nel merito del tema, propongo alcune considerazioni d'ordine generale sul rapporto che sussistette tra formazione superiore e universitaria, profess ionalizzazione e accesso alJe "carriere" dello Stato e, piC1 generalmemc, delle Istituzioni pubbli-


che, nazionali, locali e, a partire dagli basti licordare il modello francese ultimi decenni, internazionali. che, con le sue "Scuole Nazionali", In epoche neanche troppo lontane, non solo "prod usse" sempre ft.mzionala formazione e la preparazione del ri di straordinaria efficienza e capaci"burocrate" e del "tecnico", destinati a tà ma anche in grado di aiTecare alto entrare n ei servizi dello Stato e della prestigio a Ua macchina dello Stato. collettività, furono caratterizzate da In Italia, negli ultimi decenni, le una cultura omogenea e ultraspeciali- cose sono radicalmente cambiate e sta, in gen ere "passatista" e scarsastanno mutando. mente aperta alle innovazioni, domiLa trasposizione legislativa dei prinnata dalla monodisciplinarità, così cìpi sanciti dalla Costituzione, la connotabile: nascita delle Regioni a partire dal • una formazione - in tu W i rami1970, l'integrazione ew·opea vieppù prevalentemente teorica e concedente stringente (di cui l'Italia fu ed è protascarsi spazi alla sperimentazione e al gonista sul piano politico), lo sviluppo rapporto con la società; della società civile e l'evoluzione degli • una prevalenza giuridico-positiva, svolgimenti economici, la stessa avente scarne connessioni con scenari n ecessità di conseguire maggiori e pi ù generali e organizzativi; efficaci conoscenze in tutti i campi, • una preparazione univoca e valida l'intemazionalizzazione dei processi sul piano astratto ma di scarsa applisia di crescita sia delle inteiTelazioni cabilità nei settmi tecnici , soprattutto sociali, furono fattori che contribuiroperché sempre legata all'egemone no allo svecchiamento, all'assunzione struttura legale-istituzionale; di alcune convinzioni base e a una nuova cultura dell'impiego statale e • infine, una modesta propensione per l'aggiornamento e l'adeguamen to delle conoscenze alla crescita e alla maturazione dei sa peri. Ciò ha contribuito decisivamente alla repu- · tazione negativa che la classe burocratica, l'impiego pubblico e in genere i collaboratori dello Stato hanno avuto in Italia, lungo i cent'anni seguenti all'Unità nazionale. Come fu verificabile soprattutto nei gradi intermedi ed elevati e specie quando la ft.mzione pubblica venne rafTorino, Scuola di Applicazione: il Pala zzo dell'Arsenale da ww stampa del frontata con quella di 1842 che riporta il progeuo del Capitano Devincenti. a ltri sistemi nazionali; 27


deJla funzione dell'apparato nei confronti del Paese e della Comunità internazionale. Cominciò cioè il cammino di svecchiamento che condusse allo snellimento e in pali tempo alla maggiore agilHà e flessibilità della compagine burocratica, alla percezione che l innovazione" non poteva essere evocata per il Paese senza venir r iprodotta nell'ossatura e nell'impianto base di esso, rappresentato dalle "burocrazie" nelle loro diversificate funzioni. 111

Insomma, lentamente si provvide a modificare- o a cercare di trasformare- la macchina incanutita dello Stato, adeguandola alla dimensione di una società in evoluzione costante e disordinata. Ciò accadde e sta avvenendo, seppure con ritardo, anche negli Enti cui istituzionalmente è demandata la formazione deJJe classi dirigenti, la Scuola superiore e soprattutto l'Università. Non a caso, negli ultimi anni ambedue vissero - e sperimentano- periodi di cocenti discussioni e di profonde riforme. LEsercito- se confron tato con gli altri apparati - rappresentò, specie nei

peliodi più recenti e prima ancora dei legami che lo hanno avvicinato all'Università, un'anomalia. Si trattò invero di un'anomalia che gli studiosi delle burocrazie e dei meccanismi di funzionamento dello Stato giudicano positiva. In epoche connotate da chiusure provincialiste e riduttive, mentre gli altri corpi e corporazioni delle burocrazie si formavano e venivano reclutati in modi sovente tradizionali - e tradizionalmente ,inefficaci - non tanto deferenti verso le consuetudini quanto portatori di bagagli nozionistici formalisti e obsoleti, l'Esercito propose sostanziosi segni di novità culturale. Ciò è iniziato, pur con limiti appariscenti, negli anni della ricostruzione del secondo dopoguerra e della ricostituzione delle Forze Armate, quale strumento della difesa nazionale dello Stato democralico e inserite in un sistema di alleanze internazionali. Sintetizzo quelli che sono i meriti connessi alla diversità della struttura e dell'organizzazione, ovviamente per la sola componente legata alle mie conoscènze e competenze, la formazione. l) :LEsercito, nel quadro del sistema democratico, ha attivato a partire dagli anni '50 una formazione unitaria e compatta, in cui i prevalenti elemen28


"macchine" burocratiche e nella scuola, la formazione ricorrente e la riqualificazione educativo-intellettuale hanno segnato il passo o hanno avuto incrementi tardivi. Queste cause hanno fatto diventare la "macchina Esercito" più pronta a percepire e recepire i cambiamenti, nonostante la complessità dell'organizzazione e, talvolta, anche la farraginosità del sistema logistico. Che tuttavia non ha impedito, agli organi di comando, di intravvedere come la chiave di volta dello snellimento e dell'adeguamento dello "stntmento Esercito" alla società civile passasse soprattutto attraverso il rinnovamento della formazione degli Ufficiali, pur nelJa piena conservazione delle caratterizzazioni professionalizzanti dell'istruzione dapprima e poi deJla carriera n1ilitare. A questa consapevolezza corrispose la pari cognizione dello Stato e dell'istituzione "Università" sull'opportunità di giungere a un accordo educativo, tale da soddisfare le esigenze specifiche del mondo militare e quindi della difesa del Paese e di salvaguardare appieno il modello universitario, consolidato lungo i secoli e conformato alla società civile, politica ed economica. Insieme, divenne evidente l'opportunità di acquisire informazioni e formazione di base e permanente sempre più elevate, legate non solo a situazioni contingenti ma al mondo stesso della ricerca e alla società nel suo complesso. Nacque allora dapprima l'ipotesi del raggiungimento di alcuni obiettivi "formali" (la "Laurea" ai militari e il riconoscimento degli enti formativi dell'Esercito quali organismi di livello universitario); di poi si articolò una fattiva collaborazione, che ha por-

ti tecnico-militari lo tenevano sì in parte distaccato dalla società civile, ma gli garantivano una coesione ignota alle altre strutture dello Stato e la possibilità di modernizzare tecniche e metodiche, in campi relativamente circoscritti ma in modi assai piLl dinamici che in altri ambiti. 2) li rapporto con altri Eserciti nazionaH e nella dimensione sovrannazionale delle Alleanze ha consentito che all'Esercito italiano non veni.s sero mai meno quei termini di confronto e di paragone, che in quasi tutti gli altri Corpi dello Stato sono mancati ovvero hanno avuto effetti oltremodo lenti. 3) :Levoluzione tecnologica e, ancora, il raffronto con altri contesti e organizzazioni, magari più avanzati, hanno fatto sì che gH strumenti - per altro propri della dimensione militare -della formazione ricOlTente e dell'aggiornamento permanente abbiano reso la struttura militare culturalmente superiore ad altri rami della Pubblica Amministrazione, troppo spesso apatici e tardi nell'acquisire nuove conoscenze e ad adattarsi a tempi di rapido cambiamento. Il fatto è oggi riconosciuto: il corpo degli Ufficiali è, in media, più qualificato non solo sul piano delle tecniche legate alle proprie competenze professionali, ma anche in branche ormai diventate patrimonio comune della cultura economica e gestionale di un Paese moderno e sviluppato. Ripropongo solo i due esempi noti delle abilità informatiche e della lingua inglese, che contrassegnano positivamente non solo e soltanto i corsi svolti dai giovani Ufficiali ma tutte le attività di perfezionamento culturale e specifico-professionale del corpo degli Ufficiali nei suoi comparti più aperti e propulsivi. Per contro, nelle altre 29


tato all'unione delle forze per il conseguimento di un obiettivo com une, la Laurea in scienze strategiche; infine, rovesciando le certezze trascorse, si è operato il passaggio dalla "diversità" militare all'intera società, grazie all'apertura ai civili dei corsi dj Laurea ideati.

Una breve cronistoria La separatezza tra la sfera dell'istruzione superiore e quella istituzionale ha connotato la vicenda de11a formazione militare per alcuni decenni, con le Università- fra esse, anche quella di Torino- che riconoscevano con parsimonia gli studi svolti a Modena dagli allievi Ufficiali (ad esempio, per il "biennio" di ingegneria) e raramente - salvo taluni insegnamenti economici - quelli svolti dagli Ufficiali allievi alla Scuola di Applicazione. La vecchia normativa era fo rmulata in termini alquanto oscuri e, in effetti, le Università non fecero mai lo sforzo - né forse potevano farlo - di interpretarla estensivamente. TI Iisultato concreto fu l'esclusione eli gran parte del corpo degli Ufficiali da un rapporto con l'Università e quindi -salvo casi individuali - la non Laurea fu la regola per la maggioranza. Solo col 1980 si ebbe una seria presa in considerazione da parte delle Università dei "cunicula" compiuti negli Istituti militari. Ai sensi di una normativa che ha prodotto importanti cambiamenti nell'obsoleto corpo degli studi superiori (D.P.R. 382/J 980, art.lOS), si è formalizzata e legittimata con criteri accademici e con riconoscimento universitario quella docenza che da tempi lontani era impegnata nelle Accademie Militari, anche se all'esterno sono continuate le difficoltà al riconoscimento degli studi com-

piuti presso le sedi universHarie per il conseguimento della Laurea. Come sovente avviene nel corso della storia, gli avvenimenti e le scelte di alcuni interlocutoti appartenenti alle due sfere istituzionali provocarono conseguenze dirompenti. Richiamo l'esperienza torinese, centrale nel discorso su l rapporto Era Università ed Esercito. Anelando oltre una situazione statica e apparentemente ptiva di sbocchj, dal finire degli annj '80 e avendo come motivo ispiratore la normativa eli avdo dell'ammodernamento e dell'europeizzazione dell'Università, "partita" nel 1989 con le leggi sull"'aulonomia" (L. 189/1989, L. 34111990), si dette avvio a un rapporto di fatto, non retto tanto da accordi formalizzati quanto dal comune consenso e da un'intensa collaborazione, che consentirono a diverse centinaia di giovanj Ufficiali dj laurearsi in varie discipline universitarie, lungo cinque anni di studio, aggiungendo cioè mediamente un anno di impegno (di "perfezionamento") presso l'Università di Tmino ai quattro anni trascorsi negli Istituti militari. Si sono raggiunti gli obiettivi programmati e si è stabi lito un rapporto vigoroso di concorso operativo, originale e fruttuoso fra i l mondo accademico e il corpo militare, e specie Era l'Università e il Comando della Scuola di Applicazione.

L'innovazione. La Laurea in scienze strategiche Bisogna allendere il 1998 (con il D.Leg.vo 464/1997) per un cambiamento radicale. Grazie a esso, in primo luogo, si è sanata la situazione di disagio che, nonostante le comuni attività, aveva accompagnato il rapporto fra il corpo degli Ufficiali 30


dell'Esercito e le Università. Si è quindi proweduto al riconoscimento dovuto - sul piano morale e su quello degli studi effettivamente compiuti - degli studi pregressi presso gli Istituti militari; infine si è inventata la Laurea in scienze strategiche. Con un"'invenzione" che non solo è stata innovativa e ricca di fantasia c ulturale ma ha corrisposto a richieste ed esigenze che venivano dai Comandi intermedi dell'Esercito. È anche l'"inYenzione" c he ha anticipato di qualche anno quella riforma, anch'essa dovuta, dell'intera Università. La normativa, vigente dal 20 gennaio 1998, è stata utilizzata dall'Università di Torino - con piena adesione, successivamente, di quella di Modena e Regg.io Emilia e in accordo con l'Ispettorato delle Scu ole dell'Esercito (poi Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione)- in cooperazione con la torinese e "antica" Scuola di Applicazione e con l'Accademia Militare di Modena. Su questi basi è stata costruita ex novo la Laurea interfacoltà in scienze strategiche. Il corso, quadriennale, è stato istituito grazie al fattivo contributo delle Facoltà torinesi di economia, di giurisprudenza, di scienze M.F. . e di scienze politiche e con la partecipazione di un gruppo consistente di Docenti del Politecnico.

In vi rtù di Convenzioni sottoscritte fTa Università ed Esercito (1998-1999, aggiornate nel 2001), è stato costiluito un operante "Comitato tecnko e programmatore", avente la veste giuridica della Commissione mista UniversitàEserci to, c he, oltreché collaborare col Ministero dell'Università per la formu lazione de i nuovi Ordinamenti

Didattici della riforma per le parti di competenza, ha svolto per un biennio le funzion i di fallo di Consiglio di corso di Laurea (talora anche di Facoltà), provvedendo all'approvazione dei piani della didattica, organizzando gli insegnamenti , disponendo infine di una segreteria studenti e didattica, formulando i calendari delle Lauree (rammento, le prime lauree in scienze strategiche sono state l8 1 nel luglio 2001), seguendo le procedure per la designazione del corpo docente, con i corsi di insegnamento per la Laurea ten uti - come sempre era avvenuto in passato - per i primi due anni, a Mode na, e per gli anni conclu31


sivi a Torino, presso la Scuola di Applicazione. Questa è diventata non solo Istituzione per la formazione militare, ma a nche organo strettamente e formalmente collegato all'Università di Torino: e a entrambe fa capo oggi l'autonomo Consiglio del corso di Laurea, di cui fanno parte tutti i Docentiunivet·sitali, militari, appat·tenenti ad altre istituzioni dello Stato o in alcuni casi alle liberi professioni - che attua lmente sono titolari di insegnamen ti. La Laurea in scienze strategiche- sia secondo il piano "vecchio", quadriennale, sia tenendo conto dei corsi avviati colla riforma, del diploma triennale, cw farà seguito la Laurea specialistica biennale- è inter-e multi disciplinare. Oltre a una serie di materie prettamente "militari" e professionalizzanti, assunte a valenza u niversitaria con i Docenti, esperti e specialisti, riconosciuti formalmente dall'Università, si hanno circa 60 insegnamenti diversificati, che vanno dalla storia alla teoria politica, dalla chimica alla fisica, dall'informatica alle telecomunicazioni, daJla politologia aJJa socio]ogia, dall'economia alla merceologia, dall'antropologia alla geografia politica, dalla scienza delle costruzio ni all'elettronica, dalle lingue (specie l'inglese) alle relazioni internazionali, avviando percorsi e indirizzi diversificati, che coprono i campi "organizzativo", "amministrativo", "tecnico" e soddisfano le esigen ze di preparazione di un Ufficiale compiutamente formato e dinamico, appartenente a un moderno Esercito democratico, chiamato a rispondere a domande diffet·enziate e in un contesto globale di rapporti internaziona li, in cui infine la "difesa del teiTitorìo", accanto a i

valori e a i simbol i tradi zionali, significa anche la protezione materia le e operativa delle popolazioni e dei popoli "in difficoltà". È insomma una Laurea d'avanguardia. Rispecchia la riforma, che noi viviamo con fa tica ma anche con passione e che mira ad adeguare l'Università italiana a quelle dell'Unione Europea. E pone nello stesso tempo le scienze strategiche in posizione avanzata e originale nel contesto europeo: si tratta di Laurea con fini manageriali e di conduzione di uomini e di organizzazioni complesse, sulla base di convinzioni e di conoscenze vaste e articolate e sempre arricchibili. Del modello, improntato alla flessibilità e al dinamismo ma soprattutto a una formazione multi funzionale, si è appropriata l'Università intera, che ha abbandonato gli arcaici e obsoleti schemi retorici ed eruditi per seguire -magari inconsapevolmente -le vie aperte e battute dal programma delle scienze strategiche, ora regolamentare dagli Ordinamenti Didattici compresi nelle classi -riguardanti tutte le FF.AA. e la Guardia di Finanza e, si auspica, in un domani prossimo, anche la Polizia di Stato - delle Lauree e delJe Lauree specialistiche universitarie nelle scienze della difesa e della sic urezza (Decreto interm inisteriale del 12 aprile 2001 , pubblicato sulla G.U. n.136, 5 giugno 2001, suppl.). Rammento che, ai sensi del Decreto, gli obiettivi formativi qualificanti si r iassumono nel fatto che i laureati "specialisti" svolgono "funzioni di comando" in organizzazioni complesse, tipiche di un Esercito moderno, disponibile per la difesa del Paese, intesa nel senso più lato di supporto alla pace. 32


reme che, nelle carriere militari , ebbe e conse rva la ricordata otti ma verifi ca, fornisce, per coloro che hanno appena completato i corsi e per quanti li seguiranno nei prossimi anni , una falsariga che- è un augurio e insieme una speranza- sarà imitata anche in altri settori dell'impi ego pubblico e pone il percorso formativo seguito in Italia dagli Ufficiali dell'Esercito fra i più apprezzati ne l contesto interna ziona le. Per questo, non solo è auspicabile ma dh·enta una necessità, che l'Uni\·ersità degli Studi subalpina, che partecipa tanto auh·amente a lla formazione degli Ufficiali dell'Esercito, provveda ad attivare al più presto, per altre e vitali forze che operano nella società, quei corsi hiennali c he a Torino non erano previsti nella loro compiutezza, ma Tori11o, Swoln di Applicn:io11e: la Torre dell'Orologio. sono diventati impellenti: il c he può a\'\·enire nella Il ciclo di studi quinquennale confipiena ottemperanza degli accordi gura la preparazione de i giovani regolanti la \'iLa degli Atenei di Torino prima "alli e\'i" e poi Ufficiali con il e di Mode na e Reggio Emilia e con la consolidata collaborazione della conseguimento finale dell a Laure a specialistica (aperta anche a i "ch·il i" e Scuola d i Appl icazione. Certamen te, l'Unh·ersirà di Torino è a stude nti "autonomi", già oggi preconsape\·ole delle sue responsabil ità senti). Tuttmia, m entre - a ncora a ed è onorata di offrire fra le sue num·e Torino- si completano i cicli della "La uree" que ll a in sc ienze strategiche, La urea quadriennale a esaurimento, all'anmguardia nell'ambito de i modeldall'anno accademico 2000-200 l è stato m'\·iato il corso pos t-laurea, il li formalivi del personale Master in sc ienze strategiche, ripetuto dell'Amminis trazione Pubblica nazionel presente anno accade m ico. nale e de llo Stato. Un sistema siffatto, ne ll'ambito di Prof. Gian Mario Bravo quella formazione permanente e ricor33


Pro{ Renzo Lamberlini.

La Laurea triennale premessa del mio intervento, desidero fare un ringraziamento e una precisazione. Grazie agli organizzatori di questo Convegno per l'invito rivoltomi e per la consueta impeccabile ospitalità; grazie anche a tutti gli ascoltatori per l'attenzione che si accingono a dedicarmi. Sotto altro aspetto mi corre tuttavia 1'obbligo di avvertire che parlo in questa sede pressoché esclusivamente in virtù del mio ruolo istituzionale di Preside della Facoltà di giurisprudenza dell'Università di Modena e di Reggio Emilia, tenuto conto del

A

fatto che il corso di Laurea oggetto della presente relazione è incardinato presso la Facoltà che rappresento. Va tuttavia chiarito da un lato che tale connessione è esclusivamente di natura amministrativa, trattandosi in realtà di un corso di Laurea interfacoltà; e che, sotto altro profilo - qui entro più nel personale - non ritengo, in piena onestà, di essere il miglior conoscitore di tale corso di Laurea, che come è noto si svolge al di f·uori d ella sede logistica in cui mi trovo a o perare e che quindi, per altro aspetto, meglio - e più concreta34

mente- pob-ebbe essere descritto da chi lavora, e in taluni casi anche vive, in diretto contatto con gli allievi che lo frequentano. Anche le ragioni di cui sopra consigliano quindi un intervento sintetico, finalizzato a tratteggiare quello che definirei Io statuto formale di tale corso. Il corso di Laurea (Allegato) di cui vi parlo trova i suoi più immediati referenti normativi nel D.M. 3 novembre 2000 n. 509, il cosidetto "Decreto madre" sulla realizzazione dell'autonomia didattica degli Atenei, nel D.M.l2 aprile 2001, rela-


ammissione e a prove selettive fissati in conformità al tenore dei bandi emanati dal Ministero della Difesa. Essi risulteranno professionisti dotati di una preparazione culturale caratterizzata da una forte valenza di interdisciplinarità - ma, giova sottolinearlo, di una interdisciplinarità fortemente mirata, fuori da ogni eclettismo di maniera - in campo umanistico,

tivo alla Determinazione delle classi delle Lauree e delle Lauree specialistiche universitarie nelle scienze della difesa e della sicurezza e nelle sue dirette fonti attuative di natura istituzionale-pattizia, nella Convenzione del 22 dicembre 1999 tra l'Ispettorato delle Scuole dell'Esercito, la Scuola di Applicazione di Torino, l'Accademia Militare di Modena, l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, l'Università degli Studi dì Torino e il Politecnico di Torino, e nella Convenzione del 10 luglio 2001 tra i due precedenti Atenei di Torino e di Modena e Reggio Emilia, la Scuola di Applicazione di Torino e l'Accademia Militare di Modena. Derogo solo per un attimo alle esigenze di concisione che mi sono imposto per 1icordare il non facile cammino, che su entrambi i frontiquello della produzione normativa e quello degli accordi di attuazione- è stato necessruio percorrere e che ha visto l'impegno e la dedi zione di numerose Autorità, politiche, militali e accademiche (non tutte owiamente oggi negli stessi ruoli di allora), accomunate, pur nelle fisiologiche divergenze di vedute su questo o que] punto, dalla convinzione di operare non soltanto per un utile fine, ma anche per un risultato - lo dico senza tema di iperbole - di sicura rilevanza storica. Il corso di Laurea in scienze strategiche della Classe l delle Lauree nelle scienze della difesa e della sicurezza, che si pone come naturale evoluzione del precedente corso di Laurea quadr iennale di identica denominazione, è destinato a produrre laureati militaIi e civili, i primi appartenenti alla categoria degli Ufficiali dell'Esercito it aliano e reclutati in base a criteri di

Modena, Accademia Militare: Cortile d'Onore del Palazzo Ducale, sede dell'Istiluto.

socio-politologico, scientifico e tecnologico, e con alle spalle un bagaglio di addestramento teorico-pratico che consentirà loro di operare con incarichi di comando, direzione, gestione e coordinamento negli specifici settori della Forza Armata, della sicurezza interna e esterna, della tutela del territorio nazionale e dei suoi beni (intesi anche come valori), della gestione e direzione di sistemi organizzativi-funzionali non solo di specifico àmbito militare, della tutela degli interessi 35


strategici e economico-finanziari dello rato scritto, redatto sotto la guida di un Docente. Ancora comune, infine, la Stato italiano e dell'Unione Europea. I tre curricula in cui è articolato il distribuzione degli insegnamenti e de i corso- politico-organizzativo, tecnico crediti a disposizione della sede, ove si e amministrativo - trovano sul piano registrano 60 crediti, un terzo quindi dell'ordinamento didattico un comune del totale, per le attività formative facenti capo a esperti militari e incennucleo portante con piena coincidentrate sulle istruzioni teorico-pratiche za di insegnamenti e di crediti formaconnesse all'impiego delle mino ri tivi agli stessi attribLùti nell'ambito delle attività formative caratterizzanti. unità terrestri di li vello squadra in scenari operativi, ris pettivamente: Si differenziano invece nella modulazione dei crediti quanto a lle auività for- A) legati a operazioni tradizionali; mative di base, ove rispetto al la analoga B) diversi dalle operazioni tradizionali; sttllttura dei primi due, il cw-riculum amministrativo registra, coerentemente ai suoi specifici obiettivi, un maggior peso specifico attJibuito ai saperi statistico-economici e giuridici a scapito di quelli matematici e fisico-chimici. Più variato, sempre e solo in termini di crediti formativi Totino, Scuola di Applicn:ìone: vìsìoue prospeuicn del Paln:;:.o. assegnati alle discipline, iJ quaC) legati a operazioni tradizionali con dro delle Atth·ità Affini e Integrati\'e, ove si registra una netta prevalenza, rifelimento a minori unità LetTesui rispetto agli altri due, dell'insegnamendi livello plotone. to matematico e fisico per il curriculum La totalità d ci militari è destinata all'impegno nell'Eserci to italiano e per tecnico, delle scienze storiche per quelgli Ufriciali è obbligatorio il conseguilo politico-organizzativo, delle scienze statistico-economiche e giuridiche, di mento anche d e l diploma di Laurea nuovo, per quello amminis tr-ath·o. specialistica. Quanto ai civili, la destinazione preComune il peso attribuito alle abilità linguistiche e informatic he, in coeren- vedibile è que lla legata al quadro delle za al generale disegno rot-mativo selle- gra ndi organizzazioni nazionali e so all'autonomia didattica ; con"'tme il internazionali di volonta1iato e di peso attribuito alla prova Anale, che assistenza, nonché al settore de lla consiste nella discussione di un eJabo- com unicazione.


In base alla citata Convenzione del 1999, il diploma di Laurea in sdenze strategiche viene rilasciato dall'Università degli Studi di Modena e di Reggio Emilia, che ha la titolarità del corso e alla quale fa capo la sua generale organizzazione. L'Università degli Studi di Torino è c hiamata a assicurare lo svolgimento in Torino degli insegnamenti e degli esami di profitto del ITI anno, nonché di parte della prova finale per il conseguimento del titolo pari a un terzo dei crediti formativi a ciò dedicati, con attività di docenza fortemente integrata in direzione biunivoca tra i due Atenei. Un Comitato di Programmazione e Coordinamento, composto quasi integralmente dalle massime Autorità delle Istituzioni firmatarie della Convenzione del 22 dicembre 1999, provvede all'organizzazione dei corsi di Laurea di primo e di secondo livello in scienze strategiche attraverso programmi di coordinamento didattico pluriennale, ai fini delle esigenze formative degli Ufficiali dell'Esercito italiano. Il 183° corso, che inaugura il nuovo regime didattico, parte sotto i promettenti a uspici legati non solo, in generale, alla consolidata esperienza delle due massime istituzioni educative, anche s ul piano s torico, del territorio modenese (Università e Accademia Militare), nonché del prestigioso Ateneo di Torino, ma anche - con sguardo rivolto al pe1iodo più recente -alla soddisfacente riuscita del corso di Laurea quadriennale in scienze strategiche, che costituisce un pò la prima matrice del nostro. Certo, problemi organizzativi non mancano: persiste da un lato una accentuata lentezza che a volte sfiora la macchinosità nel reclutamento dei Docenti universitari, il quale, come è

noto, aV\riene attraverso gli ordinari meccanismi della L.382/80, modificata (mi limito ai dati nom1ativi di fondo) dalla L.341 /90 e dalla L.4/99: i gradi progressivi della verifica della disponibiHtà interna, del bando di supplenza, del bando di contratto di d ocenza integrativa non appaiono del tutto funzionali alle esigenze di una celere programmazione degH insegnamenti che fa capo agli Istituti militari, un po' spiazzati - mette conto ammetterlo con sincerità - dalla lenta "consecutio temporum" a cui il mondo accademjco è dal canto suo invece più avvezzo. Gli stessi Docenti universitari, molti dei quali già abituati al precedente dh·erso regime del reclutamento in Accademia Militare, non sempre si adeguano con prontezza ai nuovi criteri. Nemmeno appaiono realisticamente impreved ibili, in prospettiva, dif6coltà in ordine alla "cogestione", non del tutto perspicua nella prosa della Convenzione, del m anno di corso, che logisticamente si svolge a Torino. Ma è noto che non esistono inizi faciJi e tanto meno trasformazioniora alludo anche al generale quadro di realizzazione dell'autonomia didattica degli Atenei - che non richiedano sforzi di adattamen lo e talora impegna tive manutenzioni in itinere. Sono dunque sicuro che si tratta di ostacoH superabili; onde, anche in virtù di quanto premesso, è motivo di onore per il mio periodo di Presidenza della Facoltà giuridica d i Modena e Reggio Emilia il coinvolgimento istituzionale in questo grande progetto formativo e per me personalmente l'aver fornito un sia pur minuscola tessera al mosaico di cui ben a ltri, come dicevo, sono stati gli autori.

Prof. Renzo Lambertini 37


Pro/: ssa Simonetta

Ro11chi della Rocca.

La Laurea specialistica l corso di Laurea specialistica in scienze strategiche consta di due anni di studi, che completano il cor·so di Laurea triennale (All ega to). Quale figura professiona le ci si propone di formare con questo u lteriore biennio di studi? La recente riforma universitaria ha .i ntrodotto, e questa è una delle sue caratteristic he innovative, il concetto di "professionali tà" nei corsi di studio: ha cioè richiesto che il disegno di un corso di studi fosse costru ito intorno ad una specifica figura professionale, la cu i fo rmazio-

I

ne giustifichi e motivi il corso stesso. Come in ogni cosa, questa caratteristica può essere giudicata sia in positivo che in negativo: in positivo dal punto di vista dell'inserimen to dei la urea ti nel mondo del lavoro, in negativo se consideriamo che si puo' co1Tere il rischio di non curare abbastanza la formazione di base, per trasmettere solo contenuti di tipo tecnico o applicativo, che più facilmente possono divenire obsoleLi in una società come la nostra, a rapido sviluppo tecnologico. Il corso di studi in scienze strategic he è un ottimo esempio

di come la definizione di "professionalità" possa essere non limitata ad un singolo settore applica tivo, ma possa avere un in teressan te contenuto d i formazione culLurale. Gli obiettivi formativi del corso di Laurea specialistica in scienze strategiche sono in fatti così precisati: "I laureati specialisti sono professionisti, militari e civili, dotati della preparazione culturale (urnan istica, socio-politica, scientifica e tecnologica) c dell'addestramento professionale specialistico adeguati per operare con incarichi di


comando. di pianificazione e di coordinamento , nonché per valutare e ges tire in termini sistemici s ituazioni e organizzazioni complesse, in uno o più dei seguenti settori: • delle unità terrestri della Forza Armata; • della sicurezza interna ed es terna; • della tutela del territorio nazionale e dei suoi beni materiaJi ed immateriali; • della tutela degli interessi s trategici ed economici finan z iari deJlo Stato italiano e dell'Unione europea; • della gestione e direzione di sistem i organizzativi-fu nzional i, anche di carattere no n specificamente mi litare." Qui viene dichiarato in modo esplicito un principio importante, e cioè che per essere in grado di coprire efficientemente incarichi di comando e per gestire situazioni complesse è necessa ri o p ossedere, oltre ad un addestramento profess ionale specifico, una preparazione cultu ra le di base che spazi dalle conoscenze umanistico-sociali a quelle scientifico-tecnologiche. Tale principio s i rifà al mito dell'uomo co mpleto di rinascimentale memoria, c he s i era dimenti cato a ca usa di uno svi luppo de lle scie nze molto frammentato e selloriale. Come s i propone il corso di La u rea specialistica di fornire tale prepara. ? z10ne. In primo luogo occotTe tenere conto del fa tto che il corso specialistico è un a con tinuazione e un completamento del corso triennale. Adottando come unità di m isura il credito (25 ore di lavoro complessivo dello stude nte), come ora ci impone la riforma universitaria, il lavoro per ottenere il titolo di Laurea specialistica vie ne

val utato in 300 crediti, di cui si intende che 180 vengano acquisiti nel corrisponde nte corso trie nnale, a meno di "debiti formativi", che potrebbero obbligare Io studente che non provenga dalla Laurea triennale corrispondente a recuperare alcuni dei contenuti mancanti. Quindi il progetto formativo compre nde La urea e La urea specialistica in sequenza, e la figura professionale finale è il risultato di cinque an ni di preparazione, di cui gli ultimi due, quell i appunto che portano alla Laurea specia listica, sono quelli che più conducono ad una preparazione in settori specifici della conoscenza. Il corso è suddi viso in tre curricula, e cioè politico-organizzativo, amministrativo e tecn ico, e quest'ultim o si divide ulteriorme nte in tre, a seconda che si voglia approfondire il campo della comunicazione e trasmissione piuttosto che queJlo legato alla scienza delle costruzioni, piuttosto c he quello legato a i trasporti. Ma la preparazione culturale di base è presente anche in quest'ultimo periodo di studi, non restando completamente relegata al corso triennale: basti considerare la presen za, p er tutli, indipende ntemente da l curriculum scelto, di insegnam enti co me il diritto internazionale o la sociologia o l'antropologia culturale. Inoltre il r apporto con la conoscenza specialistica è particolare, e merita di esser·e messo in eviden za. Qui parlo soprattutto del c uniculum tecni co, di cui mi sono specificatamente occupata: lo scopo della La urea specialistica non è quello di preparare dei tecnici nel senso più e lementare del te rmine, ma di fotm are delle persone che sappiano usare, cap ire e interpretare la scienza e la tecnologia. Ques to 39


approccio particolare risulta evidente se si esaminano in de ttaglio le diverse materie. Anche all'interno de i corsi specialistici di un singolo curriculum la scelta delle materie non è ristretta all'ambito applicatiYo di interesse, ma si muove su contenuti di confine, che evidenzino i collegamenti con le discipline attigue. Ad esempio nel curriculum tecnico di comunicazione e trasmissione, oltre ai tradizionali contenuti di comunicazioni elettriche, scienze dell'informazione e della trasmissione, sistemi per l'elaborazione dell 'informazione, troYiamo contenuti di chimica e fisica e ricerca operatiYa, che sono giustificati più come portatori di generale conoscenza scientifica che come specifici campi di applicazione. Ma la peculiarità di questo approccio non attiene solo alla scelta delle materie, ma è anche legata alle "modalità" di insegnamento, e questo non si Yede scritto esplicitamente nell'ordinamento didattico, ma era ben presente nelle intenzioni di chi l'ha formulato. Per fornire il tipo di preparazione che ho descritto è necessario che il passaggio di competenze tecniche dai Docenti a i discenti venga accompagnato da collegamenti di tipo generale e da una continua analisi critica. Questa è una grossa sfida anche per i Docenti, che si trovano davanti ad un compito per a lcuni versi nuO\·o, e quindi stimolante. La no\·ità non consiste soltanto in un insegnamento meno settoriale, ma anche nella necessità di collegamenti continui con gli altri insegnamenti, cosa a cui attualmente il professore universitario è poco abituato. Questi aspetti peculiari della Laurea in scienze strategiche, sia nel corso triennale di base che nel suo compie-

tamento specialistico, sono seco ndo me alla base del grande interesse che il corso ha suscitato anche al di fuori dell'ambito specifico militare, per cui era stato inizialmente pensato. Infatti non bisogna di menticare che, pet· quanto non orientato solamente alla carriera militare, il corso è stato disegnato da una commissione mista, Università ed Esercito, sulla base di istanze specifiche sollevate in ambito militare. La mia impressione è che la determinazione di questa figura professionale sia la conseguenza di un grosso la,·oro dell'Esercito nel ripensare sé stesso, nella volontà di adeguare i propri Quadri ai nuovi compiti che alle Forze Armate sono stati assegnati. Infatti tra i possibili a m biti di applicazione per i laureati specialisli in questa classe troviamo ci tali testua lmente: " .. (i laureati specialisti) svolgono funzione di comando, di direzione tecnica, di pianificazione, impiego e coordinamento e di controllo di personale e di mezzi di alto valore tecnologico ed operativo per l'assolvimento di compiti formativi, operativi, logistico-amministrativi e di stud io e di ricerca, relativi alloro livello di competenza funzionale, in molteplici contesti formativi e operativi, interforze e multinazionali. Tali funzioni sono S\·olte anche nell'ambito di missioni inserite nel quadro generale dell e operazioni di supporto alla pace e degli interventi di tutela delle popolazioni, del territorio e dei beni individuali e colle ttivi in caso di cala mità naturali." Compiti come si vede vari e difficili, che richiedono una preparazione complessa e approfondita, e che in qualche misura non coincidono con 40


Toriuo. Scuola di Applicn::Jone: prosperro dell'alllico Arseuale.

questo progetto, Università ed Esercito, verificare come si sia dusciti a disegnare una figura pro fess ionale interessante e stimolante anc he in ambito civile. Visto che stiamo presentando questa nuova Laurea nella sede della Scuola di Applicazione, non dimentic hi a mo che nel corso di Laurea s pecia listi ca, come in quella tri ennal e, per gli studenti racenti parte dell'Ese rcit o ci

la tradizionale visione c he il mondo civile ha della classe militare. Visione che muterà certamente, a fronte di Lm cambiamento così radicale (sperando che la attuale difficile congiuntura internazionale non ne freni il corso). Già l'interesse che questa Laurea ha suscitato presso i civili è un importante indice di un avvicinamento dei due mondi. Ed è una grossa soddisfazione, per entrambe le componenti di 41


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sono anche insegnamenti di contenuto spedAcatamente militare. I Docenti di tali materie sono ovviamente Ufficiali de1l'Eserc.ito. Ma poiché il corso di Laurea è un corso di Laurea dell'U niversità e gli assegnamen ti dei corsi ai Docenti devono essere effettuati all'in terno dell'Universi tà stessa, sarà l'Università che nominerà anche questi Docenti, naturalmente dietro indicazione dell'Esercito. Può semb rare w1 fallo meramente formale, ma in realtà non lo è. La scelta di pdncipio importante effettuata dall'Esercito, di delegare all'Università la rormazione culturale dei suoi Ufriciali, per fornire loro Lma cultura essenzialmente "laica", porta come conseguenza il fatto che, a nc he se solo formal mente, la parte di docenza speciAcatamente militare accetta di farsi nomi nare dall'Università. Una specie di inchino alla cultura che rientra in pieno nella tradizione di cortesia dell'Esercito, e che l'Università apprezza in tutto il suo signifi cato simbolico. La scelta da parte dell'Eserci to di far arrivare aJla Laurea specialistica tutti gli Ufficiali ha naturalmente m olto in flu ito ne ll a progettazione di questi due corsi di Laurea, e in particolare quello de ll a Laurea specialis tica. Scelta coraggiosa, in una situazione in cui l'istituzione della Laurea triennale dà un pieno riconoscimento formale dopo soli tre anni di studi. In effetti sarebbe bas tala la La urea trie nnale per raggiungere lo scopo d i dare un titolo di studio avanzato a tuLti gli Ufficiali delle Forze Armate, e inoltre un titolo che s i chiama "Law-ea". Ma evidentemente gli obiellivi dell'Esercito erano meno forma li, si volevano formare uomini dalla cultura moltepl ice e articolata, e per questo tre anni non bastano certo. Questa

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scelta ha permesso alla Commissione di studi di spostare sulla Laurea spec ia listica molti dei contenuti specifici dei vari curricula e di lasciare spazio, soprattutto nell a Laurea trienn ale, ad una migliore e più vasta preparazione di base. E credo c he questa scelta dell'Esercito a favore di una buona preparazione c ulturale dei suoi Ufficiali sia importante per tutti, perché se in particolari contesti l'Organi zzazione m illtare può anche fare paura, un Esercito i cui Quadri s iano uomini colti non può suscitare a ltro che fiducia. In effetti, la grande importanza ch e l'Ese rcito sta assegnando alla preparazione culturale dei suoi Ufficiali si evidenzia non solo dalla decisione di rarl i arrivare tutti alla Laurea specialistica, ma anche dall'attenzione che sta ponendo alla form azione permane nte. Questo è u n problema su cu i s i pa rla molto anche a li vell o universi ta tio: in fa tti in una società come la nostra, ad a lto sviluppo tecnologico, le conoscenze possono diventare rapidamente obsolete. Nella riforma didattica s i invita l'Università a farsi carico della formazione permanente, sia dando la possibilità dell'iscrizione a singoli corsi, per aggiornare e/o acquisire una conoscenza specirica, sia organizzando corsi di Master avanzati. L'Esercito c i ha in questo preceduto, in quanto sempre ha organizzato period i di .formazione in tu tta la carriera dei su oi Uffi c ia li: ora il programma de1la fo rmazione perm a ne nte si inserisce p ie na mente in questa collaborazione con l'Università, e uno degli aspetti in cui questa si sviluppa è il Master in scienze strategiche.

Prof.ssa Simonetta Ronchi della Rocca


Pro{ Luigi Banana/e.

Master di 2° livello in scienze strategiche

U stJVe e pronte

n~

deJle più tempe- strategiche. Insisto su questo colleapplicazioni de11o spirito gamento, che è nello della riforma dei cicli stesso tempo una distinuniversi tari, il Master in zione, per r ibadire il scienze strategiche, offTe nesso, per un verso, m.a un eccezionale esernpio l'indipendenza, per un di collaborazione tra altro, dei due ambitiper la novità della cosa Istituzion i, l'Esercito e anc01·a non sempre perl'Università, le quali hanno dato prova di feuamente presente a sape r cogliere un'occatulti , specie ne] mondo sione del lutto originale universitario. Per intenper rimodellare e appro- derei , non soltanto un fondire i rapporti che già laureato in scienze straavevano instaurato, a tegiclhe (quinquennale) partire come è noto dalla può direttamente acceriforma del modello di dere al Master, ma formaz ione universitaria chiunque (owiamente, di base che ha portato s ia civile sia militare) anche alla costitu zione abbia un titolo quinquennale (anche non itadel corso di Laurea in terfacoltà in scienze liano) e interesse agli 43

studi che esso propone. È tutt'altro che un dovere forma le - assolvendo il quale sono certo di riferire anche i sentimenti dei colleghi che mi hanno voluto nominare Presidente del Mastcr- testimoniare sub ito la mia ammirazione per la lungimiranza e la sensib ilità che Je Islituzioni militari, e in particolare l'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione dell'Esercito, hanno saputo dimostrare nel cogliere l'opportunità che la nuova legge offriva loro e che essi - pur avendo aperte di fronte a loro anche altre so1uzio-


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Potrei rispondere a queste perplessi-

ni -hanno voluto discutere, dapprima, con noi, e poi realizzare . Non c'è neppure bisogno che ricordi oggi quanto le problematiche politico-strategiche internazio nali siano centrali nell a vita di tutti noi e quindi quan to importante sia la formazione - e non soltanto per i militari, owiamentedi una cultura diffusa capace dianalizzare ed elaborare situazioni sconcertanti q uando non sconvolgenti (come quelle che abbiamo incominciato a vivere alcune settimane or sono) e che potrebbero anche finire per vederci, a nostra volta, coinvolti anche più di quanto non lo siamo ora com e cittadini. Proprio per questo la formazione di una dirigenza militare al massimo livello offerto dalle Istituzioni u n iversitarie di un Paese è una scelta di grande lucidità e senso di responsabilità che testimonia anche la fiducia dimostrata nella scelta d ei propri interlocutori. Certo, non tutto è sempre facile e semplice d a realizzare e chi come me ha partecipato recentemente a un seminario organizzato a Rom a dal Centro Militare di Studi Strategici e dal Centro Universitario di S tudi S trategi c i e I nternaz ionali di Firenze s ugli studi strategici in Italia ha avuto anche modo di percepire l'imbarazzo e lo sconcerto c h e attanaglia- e non soltanto nei circoli militari, ma anche in quelli accademici coloro che si sentono riferire che a prepa rare i gruppi dirigenti dell'Esercito italiano e ad in trodurli nei misteri d ella s icurezza internazionale sono non soltanto Doce nti ed E sperti militari, ma anche e prevalentemente dei Professori universitari che della vita militare non sanno n ull a e m aga ri non ha n no neppure fatto il servizio di leva.

tà m olto facilmente, face ndo osserva-

re che né il mondo militare si è imborghesito, né quello universitario s i è militarizzato, ma che sono le circostanze della vita politica in ternaz ionale che hanno profondamente inciso s ulla natura s tessa della professione militare. Si potrebbe dire, semiseriamente, che mentre un tempo l'impiego delle Forze Arm ate ne l mondo era intermittente, nel senso che per lung hi periodi (specie durante la guerra fredda) esso era fondato pr-evalentemente sull"'allenamento" (per fortuna) piuttosto che non s u ll 'interven to s ul campo, le esigenze politiche e militari de l tempo attuale, dovute a lle trasformazioni del sistema internazionale, fanno sì che esse s i concentrino prevalen temente nelle operazioni di peace-keeping o peace-en(orcemenl , che richiedono per la loro particol are natura (sto parlando delle cosiddette "missionj Petersberg", per intendere i) la capacità di op erare non soltanto con le armi, ma più e piuttosto con la lucidità e la consapevolezza di lavorare a favore della pace sforzandosi di riportare l'ordine in situazioni il più delle volte complicate da problemi economici, sociali, etnici, religios i, densi d i re taggi storici non facili d a cogliere prima ancora che da sciogliere. Varrebbe poi anch e la pena cons iderare come sia estremamente apprezzabile che il mondo militare si sia aperto alla collaborazione con l'Univers ità piuttosto che affidarsi a centri-studi privati, sovente molto meno a u tonomi e indipendenti di quanto non possa essere, appunto, l'Università. Ma osservo piuttosto c he propri o questa innovativa situazione (la cui natura non può essere qui discussa) 44


rilancia quella abusata e ormai un po' vetusta dimensione che è l'interdisciplinarità, e che invece ne l nos tro caso rappresenta la vera e propria c h iave per aprire la porta a lla possibili tà di una formazione complessa, ricca e appunto- interdisciplinare in chi si troverà a dover possedere capacità di operare presso Comandi operativi intermedi o in O rgani di vertice della Forza Armata, sapendo valu tare problemi d i natura socio-economica nonc hé, eventualmente, anche assolvere a

parti, il Corso di Stato Maggiore (di carattere piLt specificamente mi l.itarema inte nd ia moci , tra le materie c i so no ad esemp io il diritto d ei confl itti armati, l'organizzazione aziendale, la storia delle relazioni internazionali o la sociologia dell'organizzazione) e il Corso Pluritematico, più specificamente affidato alla gestione universitaria, e che si ripartisce a sua vo lta in c inqu e moduli, dedicati: all 'ottim izzazione dell e capaci tà gestionali e comunicazionaJi, così comprendendo tanto l'economia aziend a le quanto la specializzazione linguistica; al la so·ategia operativa con riferimento agli aspetti g iuridicois titu zion ali de i confli tt i arm at i; alla geografia p olit ica ed economica e a ll'antropologia cu lturale; alla strategia poli t ica, all'analisi delle tensioni internazionali e a ll'evoluzione delle dottrine della Torino, Scuola di Applicn::.ione: Fisiune del Pnla:::.o "M. O. Sinumi"', sicurezza europea; sede delll r{/Sier in Scie11::e Smuegiche. a ll'economia internazion ale, ai fattori compiti di insegnamento (ho ripreso, dello svi luppo e del so ttosvi lu ppo, a lle seppure non citando direttamente, le istituzioni economiche internazional i. parole dell'art. 4 del Decreto istitutivo Sarebbe interessante approfondire la del Master). descrizione delle tematkhe affrontate È quindi ora il momento che ne all'interno dei singoli moduli, ma ciò indichi le cara tteris tiche dida ttiche ci porterebbe via troppo tempo (avverprin c ipa li (Allegato) che vanno to comunque c he è in corso di prepacomunque ricondotle alla normalizza- razione un o puscolo di presenta zione zio ne operata dalla ormai fa mose d el Master che conterrà maggiori "tabelle ministeriali" a cu i abbiamo informazio ni, curato dal Dipartimento orma i tutti imparato ad ab ituarci pre- di studi politici dell'Università di cisando innanzi tutto la sua struttura Torino, a cui è affidata la gest ione fondamentale che è divisa in due amministrativa del corso- e al quale 45


desidero esprimere pubbli camente l'ammirazione per l'abilità dimostrata nel superare iJ tortuoso c non sempre chiaro cammino ad ostacoli dell'organi zzazione burocratica del corso). M i limito a dcorclare che i cors i, impartiti in collaborazione tra diversi Docenti di varie Facoltà non soltanto torinesi , che si dividono i settori di specializza-

zìone all'interno di ciascun modulo, in ciascuno dci quali il loro interven to può essere meglio mirato e p iù specifico e approfondito, sono affidati a 36 diversi Docenti, 9 dei quali militari, per un tota le di 325 ore di docenza a cui si aggiungono altre 25 o t-e per la presentazione della prova pratica fi nale (al superamento del la quale il frequentatore consegue la cert ificazione di 30 credili formativi universitari che vanno ad aggiungersi, per i militari, ai 30 che essi devono aver· precedentem ente conseguito p er poter essere ammessi al Corso Pluritema tico, mentre per i frequentatori civi li - e n el secondo ciclo abbiamo incominciato ad averne - la certificazione vale per i 30 credi li conseguiti ne l Corso

Pluritematico). A quest'ultimo riguardo, desidero riferire anche del compiacimento con cui ho partecipato agli esami svoltisi a lla fine del primo corso, nell'estate scorsa. Gli esami - lo sappiamo, e dopo tanti anni eli insegnamento possiamo anche dircelo- sono sovente noiosi; ebbene, in quella circostanza, avendo i candidati avuto il compilo el i preparare un piano di operazione per un immaginario (ma tutt'a ltro che inverosimile o improbabile) intervento di peace-keeping su mandato ONU in un paese a sua vol ta inesistente (ma quanti nomi avremmo saputo suggerire!), abbiamo ascoltato e discusso le loro presentazioni tu lle ugual mente serie, consapevoli, attente e minuziose, del tullo esenti da superficialità o insens ibilità per le dimensioni umane, sociali , cultural i e politico-internazionali de ll'inte rvento che in1maginavano el i dover compiere - una professionalità che (vi confesso) mi sono sentito fiero di aver partecipato a formare. Siamo certo a lle prime esperienze e probabilme nte dovremo e pou·emo migliorare l'organizzazione e la selezione delle d iverse tematiche di studio e di diballilo; ma ho già avuto modo, con il secondo c iclo, non soltanto di vedere applicati alcuni miglioramenti organizzativi e didattici discussi ed elaborati d'accordo con l'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione e con i.l Comando della Sc uola di Applicazione, ma anche di ridjsegnare


re la "Scuola di Guerra" non doveva però diventare una scuola di guerra, e non doveva essere il centro in cui ci si prepara alla guerra, la si insegna e in cui si addestrano dei giovani a combatterla. Ebbene, vorrei che alcune parole lisuonassero ben chiare, una volta per tutte, in quest'aula che tante volte ha già accolto i nostri incontri: nessuno di noi - né, professori né, militari - è aman te della guerra, né, abbiamo per missione o per vizio segreto di costruire una cultura di guerra o de1la gueua, né, di formare person e aggressive e violente intenzionate a portare dolore e sofferenza in giro per il mondo. Sia ben chiaro: questo non è lo scopo né, dei giovani frequentatori né, dei loro superiori né, di alcuno di noi. Siamo tutti insieme consapevoli invece dell'importanza di studiare la guerra - in questo senso soltanto la nostra è davvero tma scuola di g·uerra, sulla guerra e non alla guerra, che vogliamo studiare, per capirla, per contrastarla e per giungere un giorno a sostituirla con una cultura di pace e di democrazia. Mai come in questo tempo, abbiamo avuto bisogno di "scuole di guerra", in questo senso, per non }asciarci fuorviare né, da miti ancestrali né, da facili scorciatoie: questo sì che sarebbe un cattivo insegnamento e noi saremmo dei pessimi maestri. Avere la lucidità di guardare in faccia una realtà drammatica, dolorosa, sovente insopportabile non è facile né, piacevole, ma è possibile se si adotta uno spirito scientifico. Se facciamo proprio questo, tutti insieme qtù, non è per blandire alcun bellicismo, ma perché desideriamo profondamente vivere in pace.

alcuni aspetti dei percorsi formativi, invitando anche i colleghi Docenti a svolgere a loro volta un ruolo di propositori di nuove iniziative e di più mirate specializzazioni. Considerazioni analoghe valgono e maggiormente varranno in f·uturo per i frequentatori civili, che si andranno ad aggiungere agli 80 (circa) militari di ogni ciclo. Negli ultimi mesi siamo stati subissati di richieste di informazioni e d i manifestazioni di interesse all'iscrizione: non è soltanto un punto di principio per noi che il corso sia aperto anche ai civili (in quanto Università e universitas), ma anche effettivamente la consapevolezza di poter offrire un percorso formativo che non ha esclusivamente valenze militari e operative e che non ha nel nostro Paese alcun couispettivo. La dimensione strategica non inerisce forse a qualsiasi delle manifestazioni del comportamento umano in società, non Jiguarda tanto le strategie aziendali (a cui nel secondo ciclo, appunto, abbiamo dedicato tm nuovo spazio) quanto quelle politiche, industriaH come commerciali e finanziarie? Non riguarderà poi, inoltre, anche tutte le dimensimu in qualche modo connesse alla gestione della sicurezza, non soltanto inten1azionale, ma anche interna? Mi sia consentita un'ultima riflessione su una questione che mi sta particolarmente a cuore e che coinvolge, in un certo senso, persino l a mia "torinesità" tanto quanto lo spiTito cosmopolitico che mi ha sempre accompagnato. È stato osservato, quando questo Master venne inaugurato e quando anche il Corso dj Stato Maggiore strinse i suoi collegamenti con la Scuola di Applicazione di Torino, che quest'ultima pur avviandosi ad ospita-

Prof. Luigi Bonanate 47


Mngg. Cen. !llauro Del Veccltio.

Gli insegnamenti militari nei corsi di studio Docenti delle I Università degli studi di Modena e di Reggio Emilia c di Torino hanno richiamato gli aspetti qualificanti della Laurea di l o livello e della LauTea special istica in scienze stra tegiche, con ,;ferimento ai contenuti culturali ed alla strutturazione secondo il nuovo ordinamento universi Lario del "3 + 2". Il mio intervento s i prefigge ora di ev idenziare, ancorché in maniera s intetica e per forza di cose schematica, gli elementi che caratterizzano la parte tecnico-professionale dell'iter formath"o degli Ufficiali dell'Esercito,

ossia della componente che specificatamente attiene alle capacità militari espri mibili ne ll'assolvimento della funzione di comandante ai minori live lli. Presenterò, quindi, le cat·atteristiche principali d i questa componente militare dei corsi di studio: • individuandonc, prima, l'articolazione e g li obiettivi; • raffrontandola, poi, con la rimanente parte dell'iter formativo dei g iovani Ufficiali al rine di valutarne l'incidenza; • indicandone, infine, le modalità di svolgimento durante tutto l'arco di

permanenza negli IstitLlli di Fot·mazione. Per quan to attiene all'articolazione degli insegnamenti militari va, innanzitutto, evidenziato che le istruzioni tecn ico- professiona li durante i corsi di studio prc ·so l'Accademia Militare e la Scuola di Applicazione sono collocate nell'ambito dell'ite t· in ma niera da integrarsi con il contemporan eo svo lgimen to delle allività fina li zzate alla formazione culturale dei futuri Quadri della Fot·za Armata. Pet·a ltro, per agevolare l'acquisizione delle capacità tecnico - professio-


nali necessarie per il succesivo impiego presso le unità, si è ritenuto opportuno "ripartire" chiaramente la frequenza dell'Accademia Mililare e della Scuola di Applicazione in periodi da dedicare agli studi universitari o agli approfondimenti di carattere militare ed ai tirocini pratici. In concreto, gli anni accademici non sono più caratterizzati, come avveniva nel passato, dal contemporaneo svolgimento di insegnamenti universitari e di materie militari- commisUone questa che, talvolta, portava a trascurare gli uni a favore degli altri - ma sono suddivisi in moduli successivi, sostanzialmente "omogenei" e rivolti pressoché completamente ad una o all'altra delle due componenti formative. Volendo evidenziare l'andamento generale degli insegnamenti, si può osservare che: • il modulo universitario è collocato all'inizio di ogni anno accademico ed i relativi insegnamenti vanno progressivamente diminuendo fino a scomparire; • i moduli militari sono, viceversa, svolti nella seconda parte dell'anno accademico e trovano il maggiore e più completo svHuppo nel periodo finale, in corrispondenza dei Campi d'Arma. Per quanto attiene agli obiettivi, gli insegnamenti militari nelle Scuole di Formazione sono strettamente collegali alJe funzioni attribuile ai giovani Ufficiali all'atto delJa loro assegnazione ai reparti e, conseguentemente, alle capacità addestrative, operative e di

comando che essi devono essere in grado di esprimere. I cinque anni formativi dell'Accademia Militare e della Scuola di Applicazione sono pertanto finalizzati, sotto l'aspeuo professionale e tecnico, al raggiungimento di un ben preciso risultato finale: la preparazione per assolvere le fl.mzioni di vice comandante di compagnia. Non è certamente un obiettivo di scarso rilievo, considerato che il giovane Ufficiale, uscendo dalle Scuole di Formazione, è chiamato ad assumersi notevoli responsabilità nel campo operativo, deve confrontarsi, presso 1e unità' eli assegnazione, con professionalità consolidale quali sono quelle del personale volontario, spesso già

m<Hiulu uni n-rsitarin _._ modulu mililitrc

collaudato dalla partecipazione a più operazioni "fuori area", deve infine assolvere non semplici funzion i eli comando. n conseguimento della preparazione tecnico-militare adeguata a tale impegno avviene, da parte dei giovani Ufficiali, con gradualità e mediante il 49


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passaggio attraverso tutti i livelli operativi subordinati a quello del vice comandante di compagnia. Innanzitutto, il livello del combattente individuale: del soldato, cioè, in grado di operare nei diversi ambienti naturali ed abilitato ad attivi tà peculiari del combattimento. Poi, il comandante di squadra nelle sue diverse configurazioni (fuciliere, mortaista, contro can·i, ecc.) e nelle diverse cornici operative (ambiente "war" ed ambiente diverso dalla guen-a). Infine, il comandante di plotone con le collegate capaci tà di comando di mjnori unità del livello considerato. La sequenzialità già indicata viene assicurata, prevedendo la formazione: • del combattente e del comandante di squadra, in ambiente "war", durante il 1o anno dell'Accademia Militare;

• del comandante di plotone, in ambiente diverso dalla guerra, durante il 2° anno della Scuola di Applicazione. La qualificazione definitiva per le attribuzioni di vice comandante di compagnia è assicurata, durante il quinto anno dell'iter formativo, anche dalla frequenza di un Corso Tecnico Applicativo sviluppato presso le Scuole d'Arma. Alla luce degli obiettivi da perseguire, ]a stessa durata di cinque anni dell'itel~ che talvolta viene giudicata eccessiva, appare congrua. LUfficiale frequentatore, infatti, partecipa, nel quinquennio dell'Accademia Militare e della Scuola di Applicazione, a momenti formativi intensi, finalizzati ad una preparazione tecnico - militare molto articolata: quella di combattente individuale; del comandante di squadra; del comandante di plotone; del vice comandante di compagnia. Questi obiettivi formalivi sono, tra l'altro, vivificati e valorizzati dall'acquisizione, durante lo stesso periodo, di abilitazioni di notevole valenza, quali la capacità di operare in . ambienti diversificati, l'abilitazione al lancio con il paracadute, la qualificazione di pattugliatore scelto ed altre dello stesso spessore professionale. Non va dimenticato, inoltre, che, a differenza dj quanto avviene per altri componenti della Forza Armata, questa formazione militare deve essere raggiunta, dai sottotenenti del Ruolo Normale, curando, contemporaneamente e con uguale

• dal comandante di squadra, in ambiente diverso dalla guerra, durante il 2° anno dell'Accademia; • del comandante di plotone, in ambiente "war", durante il l o anno applicativo a Tolino;

so


nio formativo iniziale, articolato in due anni presso l'Accademia Militare ed uno presso la Scuola di Applicazione, che termina con il raggiungimento della Laurea di l o livello in scienze strategiche. In tale periodo, la metà dei crediti formativi universitari complessivamente previsti per il conseguimento del suddetto Diploma, ossia 85 intensità, i gravosi impegni di caratte- crediti su 180, è associata non già allo re culturale, che integrano e completa- svolgimento dei pur essenziali insegnamenti a carattere interdisciplinare, no la loro professionalità. Per quantificare la consistenza della che potremmo definire universitari, bensì alla verifica sul terreno degli componente te cnico-professionale apprendimenti teorici ed alla preparanella formazione de gli Ufficiali dell'Esercito italiano ed evidenziare il zione in campo pr atico - applicativo. In sostanza, la metà del tempo che, rapporto tra le diverse componenti nell'arco dei tre anni accademici, è formative- quella culturale e quella dedicato all'obiettivo del riconoscimilitare - si deve necessariamente ricorrere a valori numerici, che posso- mento giuridico degli studi, viene di no talvolta apparire freddi ma senz'al- fatto destinato ad attività addestrative tro danno un'immagine immediata ed ed a tirocini pratici specificatamente rivolti alla sfera tecnica. incontrovertibile della situazione. Ma, jn questa fase formativa presso Nel nostro caso, il parametro di rifel'Accademia Militare e durante il l o rimento più appropriato è il credito anno della Scuola di Applicazione, formativo universitario (indicato non è significativa solo l'elevata incicome CFU e pari a 25 ore di impegno richiesto allo studente), che è in grado denza percentuale della componente pratica e tecnica. di "misurare" l'impegno e la complesMeritano, infatti, la massima attensità delle diverse attività dell'iter forzione anche la notevole valenza promativo. Ebbene, utilizzando il credito forma- fessionale ed il forte contenuto formativo che caratterizzano le attività tivo universitario è possibile evidenziare tre aspetti molto indicativi della addestrative ed i tirocini pratici svolti. Vanno ricordati, al riguardo: consistente incidenza deila componen• la campagna tattica al termine del te formativa a carattere miUtare. n primo aspetto si riferisce al trien- l o anno dell'Accademia Militare, che 51


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di Modena e di Torino e collocate nei moduli didattici a caratterizzazione militare. o U secondo aspetto, che emerge dal raffronto dei -. credi ti universi Lari, è . - ::;..-1.· 1 ·••' ->.' · j. jc ,, . , :· ~ .l~~i;~~?~ ...... .., l " anno Accademia -~ : :.. ..:.....:...Jf - ·· .J~_.j -t.-l.J ...,-:..~) .. riferito agli altri due anni accademici di permanenABILITA GLI ALLIEVI UFFICIALI A za presso la Scuola di Applicazione, quelli che LANCIO CON PARACADUTE consentono il consegu iOPERAZIONI IN AMBIENTE MONTANO mento della Law·ea specialistica. COMANDO DI UNITA' A LIVELLO SQUADRA Anche in questo caso emerge una situazione di forte rilievo della componente tecnico-militare. ha la durata di quasi quattro mesi e Analogamente a] precedente triennio che abilita gli allievi Ufficiali al lancio di studio, infatti, i crediti formativi con i] paracadute, alle operazioni in universitari collegati alla frequenza dei due anni finali della Scuola di ambiente montano, al comando di unità a livello squadra, alle attività Applicazione si ripartiscono in manieaddestrative svolte congiuntamente ra sostanzialmente equilibrata tra con personale ili truppa volontario, insegnamenti teorici a carattere intergià esperto e preparato; disciplinari (60 CFU) ed attività adde• i Campi d'Arma al termine del 2° strative e tirocini pratici (51 CFU). anno di Modena e del l o anno applicaCiò consente di sviluppare, per la tivo a Torino, della durata di oltre esclusiva preparazione tecnico-militare: quattro settimane ciascuno, che conferiscono ai frequentatori la qualificante abilitazione quale "pattugliatore scelto" e ne elevano la capacità quali comandanti di minori unità; • le ulteriori 35 giornate addestrative (12 presso l'Accademia Militare e 23 durante il l o anno della Scuola di Applicazione), pari ad oltre otto settimane lavorative, dedicate aJ]e attività esterne alla sede

TRIENNIO FORMATIVO INIZIALE

Laurea di 1 livello .

ADDESTRAM~EN~T~C_O~-~-E_R_SO_N_AL_E_V_O_L_O_N_T_AR_IO-"' ~

52

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• un ulteriore Campo d'Arma, della delle attività comunque attinenti all'adurata di oltre quattro settimane, a1 rea tecnico-professionale durante i termine del 2° anno applicativo, che percorsi di studio per il conseguimenincrementa la capacità dei giovani to delle Lauree in scienze strategiche. Ufficiali nell'impiego dell e minori Ebbene, il risultato ci offre lo spunto unità; per una significativa constatazione: • periodi di attività pratiche esterne, poco meno del 60% dei crediti formadella durata complessiva di 3 settimativi universitari (160 CFU su 288) è ne, e dedicati alla conoscenza delle associato ad insegnamenti od a tirocini ed addestramenti pratici sicuraarmi e specialità di appartenenza degli Ufficiali frequentatori. mente rivolti ad aspetti militari. n terzo aspetto, indicatore della In realtà, anche questa valutazione, notevole incidenza della componente comunque indicativa di una forte pretecnico-mi! i tare nei corsi formativi, emerge dall'esame dei programmi di studio dell'Accademia Militare e della Scuola di Applicazione. Infatti, non solo le attività pratiche di carattere militare occupano la metà I!X circa dei periodi dell'iter universitario, come ho cercato di evidenziare il precedenza, ma anche una significativa aliquota degli • CFll cnmpuncnlc riscr\':tla ad in~l'l!ll :lllll'Hii n lirncini pratil'i rh n Ili ad aspclli militari stessi insegnamenti inter('Fl : C11111lllliiCIIIC risc nal:l ad :1 llf"i inwgn:lllll'IIIÌ disciplinali, ossia degli apprendimenti teorici per L--------------------------------~ il conseguimento dei Diplomi di Laurea, è in realtà riservata a materie senza degli insegnamenti militari, non di contenuto tecnico-rrillitare, che riesce ancora a configurare esattarivestono vale nza universitaria. mente in tutta la sua ampiezza la Le materie in argomento sono quatnotevole incide n za d ella c ompon entro nel triennio della Laurea di l o livello (arte militare, topografia e carte tecnico-professionale nelle Scuole di Formazione. tografia, sistemi d'arma e logistica Infatti, nei tre anni finali dell'iter, integrata) e due nel biennio della quelli relativi alla frequenza della Laurea specialistica (balistica e teoria e tecnica della circolazione militare). Scuola di Applicazione, i periodi specificatamente destinati al conseguiA questo punto, ricollegando gli aspetti finora esaminati degli insegna- mento dei Diplomi di Laurea, siano menti dell'iter formativo, si può quan- essi con carattere teorico o pratico ed lificare in termini percentuali il "peso" attinenti ad argomenti militari od

Laurea in Scienze Strategiche

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53


essenzialmente Lmiversitari, non esauriscono la totalità del tempo disponibile per le istruzioni. Ne rimane una consistente aliquota, pari al 16% del totale, che non è utilizzata per insegnamen ti comunque attinenti ai corsi di Laurea in scienze strategiche e che, quindi, può essere destinata all'approfondimento di altri signiHcativi aspetti della formazione militare. Parte di questa ulteriore disponibilità è rivolta alla formazione Hsica dei giovani sottotenenti ed all'approfondimento di tematicbe militari complementari, ma ugualmente importanti per i comandanti ai minori livelli. Ma, soprattutto, la parte più significativa consente di sviluppare attività essen zi ali per l'elevazione professionale d egli Ufficiali , quali: • un corso intensivo di lingua straniera della durata di oltre tre mesi, c he prevede anche la frequenza di uno"stage" finale alJ'estero e che consente di elevare notevolmente le loro conoscenze in un settore determinante, quello linguistico; • un periodo di oltre tre mesi presso le Scuole d'Arma per l'approfondimento esclusivamente pratico delJe modalità d'impiego dell'Arma e Specialità di appartenenza; • un "tirocinio pratico" di oltre tre mesi presso i reparti operatiyj e reggimenti addestramento d ei volontari, che assicura una preziosissima presa

d i contatto con la realtà operativa, addestrativa e di vita delle unità. Riguardo agli insegnamenti militari, un aspetto che caratterizza fortemente tali insegnamenti nei corsi di studio e, soprattutto, ne quali fica la

valenza formativa è rappresentato dalle modalità di svolgimento. A differen7.a di quanto aweniva anni addietro, utilizzando al meglio le risorse professionali disponibili nella Forza Armata, la responsabilità d e11a formazione tecnico-professionale dei frequentatori dell'Accadem ia Militare e della Scuola di Applicazione è attribuita quanto più possibile a chi detiene le piLt aggiornate conoscenze delle esigenze operative nei diversi settori d elle attività prettamente militari. I n sostanza, gli addestramenti ed i tirocini pratici più complessi e qualificanti ai fini del futuro impiego dei giovani Ufficiali sono organizzati e condotti da Enti e Strutture della Forza Armata che detengono consolidate esperienze di preparazione del 54


La stessa politica di uti1izzazione delle risorse più appropriate e preparate viene applicata anche per g1i insegnamenti militari a carattere essenzialmente teorico, che [anno parte integrante dell'iter degli studi quali materie a valenza universitaria o che, al di fuori del percorso di Laurea, si prefiggono apprendimenti teorici delle tematiche militari. I Docenti miHta1i, infalti, sono designali dopo una approfondita selezione tra coloro che hanno predisposizione all'insegnamento e sicura padronanza delle tematiche da sviluppare. Al termine della sintetica disamina degli insegnamenti militari nei corsi di studio emergono alcune con statazioni e considerazioni conclusive. Innanzitutto una cons tat azione: l'incidenza della componente miH tare nell'iter formativo degli Ufficiali dell'Esercito italiano, che è finalmente caratterizzato dal riconosc imento giuridico della sua dignità cullurale, è consistente e significativa. D conseguimento dei Diplo mi di Laurea non p en alizza gli aspetti prettam ente militari della formazion e dei giovani Ufficiali. Ciò costituisce motivo di tranquillità, considerato che sono comunque gli insegnarnenli militari quelli che devono consentire agli Ufficiali usciti dalle nostre Scuole di Formazione di assolvere in maniera adeguata i compiti, che caratterizzano i nuovi contesti di

personale. La capacità di operare in ambiente montano trova ampio sviluppo nelle isole addestrative delle unità alpine, l'abilitazione al lancio con il paracadute è conseguita nell'ambito e secon-

do le direttive del Centro addestramento di paracadutismo, l'acquisizione delle capacità di pattugliatore scelto così come quelJe per operare ne1le "peace suppor t operations" o per condurre combattimenti negli abitati sono perseguite presso la Scuola di Fanteria, l'approfondimento dell'impiego delle Varie Armi e Specialità o Corpi Jogistici è svolto dalle diverse Scuole d'Arma. Ciò determina, tra l'altro, iJ frequente, prolungato e proficuo inserimento dei frequentatori degli Istituti di Formazione nella realtà dei reparti operativi e delle Scuole di Specializzazione; un approccio, cioè, alle funzioni di Comandante ed Educatore che saranno di lì a poco le loro plincipali incombenze. 55

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impiego dei reparti operativi. È vero che gli insegnamenti tecnicoprofessionali non sono sufficienti per se stessi a garantire le caratteristiche precipue del militare ed, in particolare, dell'Ufficiale, tanto esse presuppongono qualità non acquisibili con il solo insegnamen~o e non trasmissibili con un rapporto puramente didattico, quali lo spirito di sendzio, Ja coscienza etica, il senso di responsabilità, le so lide motivazioni, eccetera. Ma è altrettanto vero (e la contrapposizione che si manifesta sempre nel dibattito sull'Ufficiale quale Di rigente militare o quale Comandante l'ha continuamente evidenziato) che una soddisfacente preparazione tecnico-professionale e la capacità dei giovani Urriclali di calarsi nella realtà operativa dei. reparti non possono prescjnde-

negli ultimi anni va in senso assolutam ente opposto a qualsiasi limitazione della componente mìlitare dell'iter for-mativo. Da un raffronto tra i programmi a carattere militare vigenti negli anni sessanta e quelli dei nostri giorni (Allegato), infatti, traspare immediatamente l'incremento dei periodi dedicati, durante tutto il percorso formativo dell'Accademia Militare e delJa Scuola di Applicazione, alle materie militari (2750 periodi attuali, a fronte di 1910 nel '60) ed alle attività esterne (2105 periodi alluali rispetto ai 984 nel '60). Volendo entrare più nel dettaglio ed indicare alcuni valori significati vi, si può evidenziare come: • per Je attività sportive siano ora dedicati 624 periodi invece dei 400 previsti nel '60;

Zll!l1

1960

1910

MATERIE MILITARI ATTIVITA' ESTERNE

--

984

A TTIVITA' SPORTIVE

400

INFORMATICA

/Il

LINGUE STRANIERE

2105

-

----

-------

-

190

re dall'armonico e consolidato sviluppo delle attività Iiconducibili proprio agli insegnamenti militari delle Scuole di Formazione. Rivolgendo poi lo sguardo al passalo, emerge che non c'è alcun a riduzione degli insegnamenti militari rispetto a quanto avveniva negli Isti tuti di Formazione alcuni decenni fa, pur se, talvolta e forse un po' superficialmente, questa presunta riduzione viene da alcuni data per certa. Al contrario, la politica perseguita

2750

--

-

t-

624

--

115 1200 -

f -· - - - - - ·

• 115 periodi vengano utilizzati per

la conoscenza dell'informatica, materia prima non presa in considerazione; • per le lingue straniere, a cui venivano riservate una volta 190 ore di lezioni, siano ora destinati o! tre 1200 periodi, mol ti dei quali per stage a ll'estero. Né, in realtà, si poteva operare diversamente (e l'incremento da quattro a cinque anni del periodo formativo lo conferma), considerato che è s6


necessario garantire ai "moderni" gio- appropriate capacità di operare. varu Ufficiali specifiche ed elevate Naturalmente, consapevoli che le qualità professionali, quali la padrosituazioni intemazionali, il quadro nanza delle lingue, la conoscenza strategico ed i compiti della Forza informatica, la capacità di operare in Armata sono in continua evoluzione, ambienti operativi e naturali diversi, la struttura militare e, in particolare, la capacità di assumere la leadership la componente dedicata alla formazioin cond izioni di la rga autonomia. ne, dovranno verificare costantemente Qualità sotto certi aspelli più comla validità e la rispondenza dell'iter plesse di quelle necessarie per operare nell a Forza Armata qualche decennio fa. Infine, una con side razione su lle caratteristiche delle componenti militari dell'iter formativo. Nel 1996, durante un Convegno analogo a quello odierno, svollo sempre qui presso la Scuola di Applicazione, l'Ispe llore delle Scuole "pro-tempore", il Ten. Gen. Roberto Altina, riportava nel suo intervento la testimonianza del Gen. Loi, già comandante del Contingente italiano durante l'operazione in SomaUa, nel1992-J993, in merito alle capacità dimostrate dagli Ufficiali in uscita dalle Scuole di Formazione ed impegnati nella stessa operazione. Altre operaz ioni di supporto alla pace so no avvenute da quel'l'epoca c, probabilmente, i risulTorino, Scuola di llpplicrdo11e: Co111111. Giuseppe tati conseguiti dai nuovi giovani Igna:io Bertola. Come di Exilles, Luogoteue11te Generale Ufficia1i hanno continuato ad l o i ngegnere di S.M., Direi/ore delle R. Scuole 1èoriche e Pratiche di Artiglieria e Forti/ìca:.io11e dal 1739-1755_. _ essere positivi, anche nel confronto con pari grado di altri Eserciti. formativo nel suo complesso ed essere Ebbene, si può, quindi, affermare in grado di modificare, con tempestiche gli insegnamenti militari nei corsi vità ed ogni qualvo1ta necessario, il di studio, così come sono ora configu- percor'SO e gli insegnamenti militari rati, appaiono in grado di dare spesso- per renclerli, in stretto coordinamento re alla professionalità dei futuri con la componente operativa, adeguati alle diverse, nuove esigenze. Quadri de!Ja Forza Armata, integrando e completando la loro formazione Magg. Gen. Ma u ro Del Vecchio culturale con specifiche, complete ed 57


Mngg. Gen. Corrado Poliri.

Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università T

[n passato, il rapporto di coll aborazione tra Speciali zzazione Esercito e Università era incentrato, essen zialmendell 'Esercito ha in atto rapporti di collaborazio- te, su lla formaz ione di ne con undici Università base degli Ufficiali. pe1· lo s\·olgimento di Inte1·essava, cii consecorsi di nostro interesse, guenza, gli Istituti prepotra i quali assumono par- s ti alla specifica m issioticolare dlevanza quell i ne, l'Accademia Militare di natura universitaria e di Modena e la Scuola di AppHcazione di Torino, post universitaria. Gli insegnamenti son o ed alcune Università tra rivolti -ancorché in pro- le quali, principalmen te, porzioni diverse- ad per impegno e rilevanza, Ufficiali, Sottufficiali e quella di Modena e di Volontari; cioè, a tutte le Reggio Emilia, quella di ca tegorie di personale Torino ed iJ Poli tecnico di Torino. dell'Esercito. ' Ispettorato per la

L Formazione e la

ss

Esis tevano, inollre, come al giorno d'oggi, altre forme di collaborazione che, però, impegnavano per lo più singoli Docenti in attività di studio e di ticerca d 'interesse della Forza Armata. Ai giorni nostri il rapporto con il mondo accademico è stato oggello di una profonda evoluzione caratterizzata dai seguenti fatt01i: deciso ampliamento dei settori valutati d'interesse comune; appropriata definizione degli accordi di collaborazione; parti-


termini della collabora1.ione hanno assunto la caratteristica della certezza favorendo, oltretutlo, le necessarie attività di pianificazione e dj AMPLIAMENTO SETTORI D'INTERESSE COMUNE programmazione. Ed in questo nuovo contesto si pone il terzo fattore di FORMALIZZAZIONE DEl RAPPORTI novità nei rapporti con gli Atenei e cioè quello della reciprocità che, nella sostanza, si traduce nell'utilizzo delle strutture didattiche disponibHi sia presso le Università sia presso gli Jstituti militari e, sopratlutcolare e significativa applicazione, nei to, nell'imp iego di Ufficiali quali limiti dovuti, del principio della reciDocenti riconosciuti dalle Università procità. stesse. Un breve esame dei singoli fattori. Il motivo predominante che ha favoPer quanto riguarda il primo dei fat- rito l'intensificazione dei rapporti con le Università è da ricercare, sostantori citati, rilevo che, in questi ultimi cinque anni, i settori d'interesse zialmente, nella necessità avvertita comune sono cresciuti visibilmente ed dalla Forza Armata di procedere, in attengono ai seguenti ambiti: quello tempi rapidi, alla revisione ed all'aggiornamento, non più dilazionabili, tradizionale della formazione eli base del personale che, rispetto al passato, della preparazione del proprio persointeressa non solo gli Ufficiali ma, nale per migliorame, decisamente, le quale novità assoluta, anche i capacità professionali e, quindi, renMarescialli; quello, molto ampio e derlo perfettamente idoneo ad affroncompletamente nuovo, riferito alla tare adeguatamente gli impegni in qualificazione ed al perfezionamento del personale REVISIONE AGGIORNAMENTO PREPARAZIONE PERSONALE militare, da realizzare in precisi momenti della carriera. Per quanto concerne il secondo fattore, quello relativo agli accordi di collaborazione tra Esercito ed GESTIRE RAPIDAMENTE SllUAZION DMiRSE Università, è stato convenuto procedere a!Ja loro forSODDISFARE IMPEGNI IN SENTlRSI PARTE CAMPO NAZIONALE ED ATrriA DI!LLA SOCIETA malizzazione mediante la I~RNAZJONAL E sottoscrizione di Protocolli d'intesa e di specifiche Convenzioni. In tal modo i FATTORl CARATTERIZZAi~TI L'EVOLUZIONE DEI RAPPORTI ESERCITO UNIVERSITÀ

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MODELLO FORNIATIVO

ne di base sia la quaJificazione ed il perfezionamento CRITF.RI del personale militare . Per quanto concerne la !coNTINUI TÀ l formazione di base degli Ufficiali, l'argomento è stato già trattato dai relatori che EQUJUBRIO TRA mi hanno preceduto e che FORM~ONERN~TA PROFESSIONAUTÀ MILITARE ALL'IMPIEGO OPERAnYO hanno illustrato il corso E CULTURA GENERALE degli studi in sc ienze strategiche nelle sue componenti ESIGENZE FORMATIVE univers itarie e prettamente militari. Tratterò, invece, più nel !MOLTE RICONDUCffiiLI ALLE UNIVERSITÀ dettaglio, della formazione di base degli allievi Marescia1li, formazione che costituicampo na7.ionale ed internazionale, a gestire rapidamente situazio ni diverse sce, come già accennato dal Generale Ispettore, un'autentica novità. assumendo consapevolmente le conQuesti allievi, tutti in possesso del nesse responsabilità, ad assolvere iJ diploma di istruzione secondaria di molo che gli compete quale composecondo grado, vengono ammessi aJla nente attivo della società nazionale. li modello formativo elaborato in Scuola So ttufficiali di Viterbo a segu iconsegue nza è caratterizzaLo da prec.i- lo di un concorso s imile a que llo per si criteri di riferimento quali la contil'accesso all'Accademia Militare. nuità, nel tempo, della formazione Come i loro coetanei allievi Ufficia li, anche gli a11ievi Marescialli, al termi"finalizzata all'impiego operativo" ed il giusto equilibrio tra professionalità ne dell'iter formativo, acquisito il militare c cultura generale. grado di Maresciallo, sono destinati Ta le modello, inoltre, in adere nza ad assumere l'in carico di comandante agli obicltivi fissati, definisce le relative esigenze formative molte de!Je quali, a ALLIEVI MARESCIALLI seguito di un'attenta analisi, riconducibili per il loro SIMILI Al TENENTI comple to soddisfacimento PROVENIENTI DALL'ACCADEMIA alla competenza cleUe Università. In tale contesto si pone l'intero quadro d'insieme della collaborazione instauIJ j rata tra Esercito ed Atenei, LAUREA IN ! collaborazione che, ri ch ia"SCIENZE mando la schematizzazione ORGANIZZATIVE . E GESTIONALI" l utilizzata in precedenza, ! comprende sia Ja formazio_____....................................._,__, .........._.. _C, ___ ,_,,,_,., __ ,_,_,F___..Jl

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zionati quali infermieri e sei come tecnici radi o logi. Tutti sono attualme nte iscritti a l relat ivo corso universitario per il co n eguimen lo delJo speci fi co tito lo presso l'Università di Tor Vergata in Roma. Gli altri Marescialli sono giun ti pre so i reparti d'impiego ove la loro preparazione è stata g iudicata a ltamente soddisfacente. I corsi finalizzati alla formazione d i base trovano logico completamento in quegli a ltri cors i ch e, per semplic ità d.i trattazio ne, ho inizialmente denominato d i qualifi cazio ne e di perfezio nam ento. Il primo e più importante di questi corsi è il Ma ter di 2° livello in scienze strateg ic he che il professor Bo nanate ha già illustrato, soprattutto per la parte riferita al Corso Pluritemalico. A questo proposito, desidero solo punlua lizzare c he il Corso Pluritema lico rappresenta un compl em ento del Corso di Stato Maggiore, ma è un complemento indispensabile, perché conferisce agli 80 Capitani , che sono chi amati a frequentarlo, ulteriori capacilà nello studio e nell'analisi di situazioni complesse e nell'applicazione di un'ap propriata ed efficace melo-

di plotone. L'esercizio di questa funzio ne ha consigliato la definizione di un iter specifico che, stud iato d 'intesa con l'Università della Tuscia di Viterbo, ha dato vita ad un corso universitario biennale in "scienze organizzative e gestionali" con attribuzione, a l termine, del relativo Diploma universitado, attualmente in trasformazione in Laurea di l 0 li vello (Allegato "A"). Il corso in questione è stato a ppos itamen te concepito in fun zio ne d ella fi gura professionale c he si intende realizzare. Di conseguen za, i settori del apere oggetto di studio sono stati attentamente individuati in ragione d e l risultato finale desiderato ed il corso è stato strutturato in moduli, sì c he a moduli teorici con·ispondano moduli di natura pratico-applicativa, secondo una logica di ottimizzazione del te mpo dis po nibi1e e di e nfatizzazio ne dei risultati. Gli insegnamenti sono di natura tecnico-militare, scienti fica, sociologica, giuridica, economico-amm ini strativa, politologica, stolico-geografica, linguistica e si legano in sistem a con le attività applicative ed i tirocini pratici appositamen te calibrati agli obiettivi fissati nei vari m omen ti dell'iter form ativo. Nell'anno accademico testé concluso, l'Università deJla Tuscia ha conferito i1 citato diploma universitario ai primi 557 Marescialli c he hanno concluso il previsto ciclo di studi, la ctù durata è stata già estesa da due a tre anni in armonia con la ri fo rma dei cicli universitari. A titolo informativo, dirò che di questi Marescialli, quattordici sono stati sele-

2° LIVELLO IN "SCIENZE STRATEGICHE"

' UNIVERSITÀ DI TORINO 61


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del "peacekeeper". Il corso è frequentato in media da quaranta p ersone ed è strutturato in otto moduli, tra i quali è attribui ta particolare enfasi a quello riguardante i "case studies" relativi alle operazioni condotte dall'Esercito italiano. Struttura analoga è attribuita al Master di l o livello in geopolitica riguardante "politica e sicurezza nel Med iterraneo allargato dal 1945 ad oggi," svolto d'intesa con l'Università di Cassino (Allegato "C"). Lo scopo del corso è quello di completare la preparazione degli Ufficiali che potranno essere ch iamati ad operare in contesti internazionali attraverso una serie di conoscenze e di contenuti finalizzati alla comprensione dei processi che, dalla fine del 2° conflitto mondiale, hanno di volta in volta condizionato il sistema dei rapporti internazionaU e gli scenari politici, economici e strategici nel Med iterra neo. Al corso partecipano circa quaranta frequentatori. Si articola in nove modu li, tra i quali, come per il Masler in peacekeeping, assumono particolare rilievo i "case studies" relativi alle

dologia utile per la soluzione di problemi anche diversi da quelli d'azione, capacità queste indispensabili perché i predetti Ufficiali possano essere impiegati anche presso Comandi di Grande Unità ed altri Organi dell'Esercito. Il momento di verifica e di sintesi delle conoscenze e delle capacità acquisite da parte dei frequentatori è rappresentato dallo sviluppo di un'articolata esercitazione che gli Ufficiali sono chiamati a discutere con i Docenti militari. La formula del Master, prevista nel decreto 3 novembre 1999, nr. 509 "Regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei", si addice in modo particolare al soddisfacimento di es igenze di approfondimento della preparazione del personale militare ed è attiva in altri tre casi. Mi riferisco al Master di l o livello in "peacekeeping and security studies" , al Master in geopolitica ed a quello in relazioni internaziona li. Il Master in peacekeeping è svolto d'intesa con la Facoltà di scienze politiche dell'Università degli Studi "Roma Tre" (All egato "B"). Iniziato come corso di perfezionamento, è stato trasformato in Master proprio per la necessità di giungere ad ulteriori approfondimenti in un settore di così viva attualità. Il corso si prefigge l'obiettivo di approfondire la preparazione del personale della Forza Armata nello specifico setto·re e di sviluppare la "cultura della sicurezza", quale indispensabile patrimonio professionale

1o LIVELLO IN "PEACEKEEPING ANO SECURITY STUDI ES"

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1° LIVELLO IN GEOPOLITICA "POLITICA ESICUREZZA NEL MEDITERRANEO ALLARGATO DAL 1945 AD OGGI"

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operaz ioni co ndo tte da ll'Esercito italiano. li terzo Maste r da me precede nteme nte citato è quello in "rela zioni inte rnaziona li" svolto da lla "St. J ohn's University". Ques to Master, pe r accedere al quale è necessario soddisfare molti requisiti tra cui l'ottima conoscenza della lingua inglese, è riserva to a d un numero limitatissimo di Uffi ci ali , uno - due pe r anno, da destina re in futuro a svolgere le funz ioni di Doce nte presso gli Istituti militari e presso le Università collega te, ovvero ad operare presso Comandi di rango elevato in qu a lità di esperti del settore. Ai Master menziona ti coll ego, per importa nza, il corso di perfez ioname nto in "management della logistica" co ncepito d'intesa con la Facoltà d'ingegneria dell'Università degli Studi "La Sa pienza" (Allegato "D"). Lo scopo de l corso è que llo di con ferire al personale de lla Forza Arma ta le conoscenze necessarie per o pe ra re e gestire un sis tema complesso pe r il

supporto logis tico con pa rticolare riguardo a lla gestione della re te dei dfornimenli ed a ll'attività di mantenime nto . Il corso è artico la to in sei moduli e compre nde sia Io s tudio di me todi e modelii per il supporto delle dec is ioni , s ia la programm azione delle attività, s ia la movime ntazione inte rmodaJe, ecc .. A questo Corso di Perfezionamento partecipano, mediamente, quaranta fre-

quentatori. Tutti i corsi precedente me nte cita li , con esclus ione di quello svolto dalla "St. John's Uni vers ity" presenta no caratte ristic he comuni qua li: la frequenza, aperta agli Ufficiali appartenenti alle altre Forze Arma te ed a i civili, questi ultimi, però, secondo le norme s ta bilite da lle singole Università; la docenza, c he vede impegnali, a fia nco di Docenti univers itari, molti Ufficia li qua li esperti della materia; iJ cos ta nte riferimento a ca si pratici esposti ed anali zzati da Ufficiali

1° LIVELLO IN "RELAZIONI INTERNAZIONALI"

' ,.ST. JQUN'.S UNIVER$ITY


che hanno maturato profonde esperienze in pos izione di assoluto rilievo n elle operazioni condotte fuori del territorio nazionale. Questi corsi, inohre, sviluppano tematiche di specifico interesse della Forza Armata e conferiscono agli Ufficiali le capacità per operare esclusivame nte nell'ambito de11a stessa, se nza mai presentare a ttagli e riferimenti riconducibili al campo interforze, non d i compe tenza dell'lspcllorato. Completa la gamma delle attività formative poste in es ·ere dall'Ispettorato lo svolgime nto di corsi, intensi, di breve durata, quali quelli di comu nicazione mediatica e di comunicazione in terna, elaborati, rispetU vamente, con le Università di Cassino (Allega to "E") e di "Roma Tre" (A llegato "F"). Di notevole intercs c ancora sono i corsi di lingue svo lti a favore degli Ufficiali, dei Sottufficia li , dei Volontari , curati da lla Scuola Lingue Es te re dell'Esercito d'in tesa con

CORSO IN "MANAGEMENT DELLA LOGISTICA"

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l'Università "S. Pio V" di Roma. In questa sede voglio citare ancora l'avanza to s tato degli accordi tra l'Istituto Geografico Militare di Firenze e l'Università di Firenze pe r conferire valore di Maste r a l Corso Superiore di Geografia Milita re c he l'Istitu to svolge nella propria ede. Altrettanto interessanti ono i rapport i es istenti tra il Comando de ll e Truppe Alpine di Bolzano e l'U ni ve rs ità di Torino per una collaborazione nel campo dello s tudio mirato alla difesa del suo lo, a ll a climatologia, alla gc tio ne de ll e ri serve nevose, a lla protezione dalle va langhe. ALTRI CORSI Infine, cito l'u ltima iniziativa in atto tra I'Is pe tto t·ato per la Formazione e la Specializzazionc dell'Eserci to c l'Un ive rs ità degli Studi eli Cass in o per COMUNICAZJONE "INTERNA" la realizzazione di un l '\ [\ F I~S I l corso di Laurea appos itame nte s tudi ato perché po sa comprendere argoCORSI DI UXGUE menti e temi utili anche ai t l\ l" USI l \ .. S. PIO\ '' fini della profc ione mili -


hanno determinato i profondi cambiamenti strutturali e d'impiego di cui l'Esercito è stato oggetto in ISTITUTO UNIVERSITÀ GEOGRAFICO questi ultimi anni. DI FIRENZE MILITARE DI Nella ricerca delle condiFIRENZE zioni migliori per conseguire nel campo della formazione professionale gli obiettivi prefissati, la soluzione di dar vita, d'intesa con le Università, ad appropriati momenti forCORSO SUPERIORE DJ GEOGRAFIA MILITARE mativi, caratterizzati da temi e da tempi di nostra esclusiva definizione, è stata la più logica, semplice ed tare ed aperto a tutti coloro che, Ufficiali, Sottufficiali e Volontari vor- immediata. Con questa soluzione tutte le risorranno, per scelta individuale, migliorare la propria condizione culturale. se di ordine scientifico e culturale di cui le Università sono le grandi depoNell'accordo saranno studiate parsitarie possono essere coerentemente ticolari forme di tutoraggio e mirate iniziative per rendere possibile la fre- utilizzate secondo le nostre esigenze, nel pieno rispetto delle norme uniquenza da parte di studenti che, necessariamente, debbono continua- versitarie ed in perfetta armonia con re a svolgere prioritariamente la loro gli insegnamenti ed i tirocini prettamente militari e con le condizioni attività di professionisti militari. che lo status di militare impone. Il corso di Laurea in "storia e istituzioni dell'Europa contemporanea" potrà prendere l'avRAPPORTI vio il prossimo anno accademico. :' In conclusione, le COMANDO iniziative che UNIVERSITÀ TRUPPE l'Ispettorato per la DEGLI STUDI ALPINE DI Formazione e la ! DI TORINO BOLZANO j Specializzazione ha in atto con le ,...----------::>""-~---·····-···---.! --···--··-··---····---~·, _ ~ Università menzionate rientrano in una strategia della STUDIO E CONTROLLO DELLE VALANGHE formazione del perMETEOMONT sonale che tiene conto delle ragioni e delle cause che

ACCORDI

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Addestramento, rappresentano opzioni formative variamente combinabili secondo le esigenze della Forza Armata. La loro messa in sistema realizza, come ho già anticipato, studiati percorsi formativi che, in aderenza al principio della formazio ne permanente e dell'aggiornamento ricorrente, rispondoA SCELTA INDMDUALE PER MIGLIORAMENTO CONDIZIONE CULTURALE no alle esigenze di qualificazione del Gli aspetti della formazione precepersonale mi litare nei diversi dentemente citati che, ricordo, vanno momenti d'impiego. dalla Laurea in scienze strategiche a i Questo da me tracciato è il quadro, Master ed ai Corsi di sintetico, delle iniziative che Perfezionamento vari, configurano l'Ispettorato per Ja Formazione e la un vero percorso formativo . Speciali zzazione deJJ'Esercito ha in Questo percorso si sviluppa in due atto con le Università italiane. momenti, universitario e post universitario, i cui capisaldi sono rappreMagg. Gen. Corrado Politi sentati, rispettivamente, da l corso eli Laurea e CONCLUSIONI di Laurea speciali stica in scienze PERCORSO FORl\1ATNO l strategiche e daJ Masler eli 2° LAUREA E livello in scienze LAUREA M ASTER strategiche. SPECIALISTICA 2° LIVELLO IN Gli al tri Master IN "SCIENZE precedentemente "SCIENZE STRATEGICHE" illustrati, unitamente ai corsi di ( E-' natura esclusivamente tecnicomilitare svolli MASTER presso i nostri E CORSI Istitu ti e Cenlri TECNICO-M1LITARI di

INIZIATIVE

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Ten. Ge11. Gia11{ranco Ouogalli, Capo di Sta/O Maggiore dell'Esercii o.

Chiusura del Convegno entili signore, gentili ospiti, giovani Ufficiali presenti e colleghi, peccherei di presunzione se volessi aggiungere o leggere una relazione alla fine di questa giornata. Sono presente qui oggi, come quarant'anni fa, quando mettevo piede per la prima volta alla Scuola di Applicazione del Genio, ai tempi del Gen. Barberis, e sono stato ad ascoltare ed imparare quello che si sta facendo e si sta costruendo nell'ambito della Scuola di

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Applicazione per merito di così tanti attori. Il Convegno è stato organizzato in maniera tale da illustrare passo d opo passo gli obiettivi conseguiti in quesli ultimi anni e le prospeltive future. Effettivamente la costruzione di questo convegno è ammirevole e, a partire dalla relazione del Ten. Gen. Antonio Tobaldo, ci ha consentito di proseguire ed ascoltare sempre con costante attenzione tutte le relazioni di altissimo livello che sono state esposte.

Mi complimento perciò con gli organizzatori del Convegno, con llspettorato, con l'Università, con i Relatori per la pregevole attività realizzata. Desidero a questo punto ricordare anche il mio predecessore Gen. Francesco Cervoni, c he fortissimame n te, per usare un termine che usava da queste parti, ha voluto il raggiungimento di questi obiettivi. Ricordo che usci to dalla Scuola di Applicazione come Geniere, Ufficiale del


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Genio, "Ingegnere di Stato", quindi Ingegnere senza Laurea, ero autorizzalo a firmare progetti di altissima complessità, ponti ferroviari, ponti stradali, caserme. Devo dire c he anche LÙlimamente sono stato il Direllore Gene rale del Genio e del Demanio e ho Grmalo co ntra tti per qualche centinaio di mili ardi. Ma nonosta nte il fallo che [ossi autorizza to a firmare progetti come un qualunque Ingegnere dello Stato, allorché aveva luogo il ~~cens im ento", do\·evo riportare, ad esempio, quale litolo di tudio sempre la "maturità scientifica", e questo disagio è stato so[[erto per tantissimo tempo. Quindi, i giovani U[ficia li c he oggi consegu ono il titolo di Laurea devono prende re e re nde re allo che a loro è stato riconosciuto qualcosa che in passato non c'era, nonosta nte la notevo le preparazione con eguita dagli Ufriciali delle precedenti generazio-

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operare in amb ito nazionale ed internazionale ad un livello tale da rendere assolutamente necessario il possesso di una cuJtura e di una professionalità adeguale. Concludo, per sintetizzare quello ch e è em erso oggi, indicando tre parametri di riferimento: • il primo parame tro del giova ne Ufficiale d'oggi deve essere sempre la disciplina militcu-e, che ci carallerizza e che i e lrinseca nel [allo che noi indossiamo l'uni [orme, con lullo ciò che comporla; • il secondo parametro è l'impegno p ersonale, generoso, c he deve essere profuso, non in funz ione personale, bensì a favore dell'isti tu 7.io ne; • il terzo parameb·o è quell o che oggi vi vie ne trasmesso e a nc he ri conosciuto in termini di "titolo": la cultura generale e professionale, ind ispensabile per operare nelJe moderne rea ltà. Quindi Disciplina, Impegno e Cultura: questi sono i parametri che devono contraddistinguere la nostra prore ione di Urricia li deU'Esercito italiano. Grazie per l'a u e nzione.

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Ma quel lo che viene conce so oggi ai giovani Ufficiali evidentemente non rappre enla soltanto un riconosc imento di titolo, ma risponde anche a un'esigenza specifica derivante dalle realtà od ierne, c he ci portano ad

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Intervento del Ten. Gen. Antonio Tobaldo, Ispettore per la Formazione e la Specializzazione dell'Eserciro

Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al 2000

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Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al 2000

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Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al 2000 ALLEGATO "B"

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Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al 2000

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Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al 2000 ALLEGATO "G"

Leae UJ0711971 Nam. 38l (iD Guz. Uftt 21 lqlio, a.l03).

Nonre dl prilldplo n1la dildplilla allltare lllllldtuzloa d.el1a JlappraeDtaua MWtllre. Pftalllbolo La Camera dei dcp\datl ed U Se:uato della Repubblica lwmo approvato; D Preaidect.e dcUa .Repubblica: Promulga la tep::Dio leJF:

Attkolo 1

Le Fone annate sooo 113CIVizio della Reoubblica; ìllcw oniinameJito e la Iom attività si i.llfurmano ai priDclpi collituziooali. Complto iell'Eserclto, del l& MlriDa e dell'Aaooautica 6 utùcurare. in confonniti al muruneato orestato e in obbcdicmza uli ontilli riccMJti. la diS:sa deUa Pldri& e coa::onere aUà aalvapatdia delle libere istituzioni e-al belle deUa collc:tùviù naziooale nei casi di pubblicbc callmiti.

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Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al

2000

ALLEGATO "H"

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~ LEGGE 23 giugno 1990, n. 169 Nonne per il riconoscimento della validitĂ degli studi compiuti dagli ufficiali in servizio pennanente dell'Esercito presso l'Accademia militare, la Scuola ufficiali carabinieri, la Scuola di applicazione e la Scuola trasporti e materi.a li ai llni dell' anunissione ai corsi di diploma e di laurea di talune facoltĂ


Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al 2000 ALLEGATO "I"

o· STATO MAGGlQRE DBLL'BSIRCITO

.... .....,ua.... OGGETTO: Iter formativo degli Ufficial i del RNU. Corso di perfezionamento integrativo.

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(le t . a aegui to in ·a.·), a partire dal 170• Co reo <11 AccadeJDia M111 t an~, i stato 1Sti tui to 11 "Corso <li Perf'er.ion..lllll.n to" al fine dl consentire agli urticial i: Colle noto

- 11 conaetu1eento de l t1 tolo di laurea per gli ind1r1 zzi <11 studio a sviluppo que4riennale;

- l'avvicinamento alla laurea per 11 Corso d'ingegneria. lltl. l . . .l . lA Il.) . "'..... .,;,t,. ~1- ,....iW'i.ii. ..u llrft ..,.a_, ... CC"ff& , . . • ...,~ .

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82

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Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al

2000

ALLEGATO "L"

IMPIEGO PUBBLICO Articolo 28 LGS 165n001 Accesso alla qualifica di dirigente -· .

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Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al ALLEGATO " M"

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N.l4/L

D~ LEGISLAlTVO 30 c!WenÌb~ 1997, o. <4H.

Rio_rdino del reclutamento, dello stato giuridko e dell'avanzamento degli ufficiali, a ·norma deD'utiArticolo 25 (Sottotenenti dell'Esercito) Per i Sottotenenti dei ruoli nonnali, deUe Anni di fanteria, cavalleria,

L

Gli ufficiali di cui al conuna l che non conseguano il diploma di laurea entro l 'armo di inserimento neU' aliquota di valutazione per l 'avanzamento al grado di mag&)ore transitano d'autorità anche in soprannumero nel corrispondente ruolo speciale, ......... ---

2000


Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagl i anni 'so al 2000

ALLEGATO " N"

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Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anill 'so al 2000 ALLEGATO " O"

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DBCRBI'O 2 apio 2001. •

~ clèDe daSid delle l.uiree speàall8tlche UDlvel'llibui.e delle prof'elll011i lléniWit. Dl!iCltBrO 12 apUc lOOl.

DetermlnuloDe delle daMt delle lauree e delle lauree 1peclal11Cfdae UDlverailarie Ddle ldeue della dlltM P. della lieunaL

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Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al 2000

ALLEGATO " P"

lSCUOLE E CENTRI DI SPECIALIZZAZIONE l • Scuola di Fanteria di Cesano • Scuola di Cavalleria di Lecce • Scuola di Artiglieri a di Bracciano • Scuola del Genio di Roma • Scuola delle Trasmissioni e Informatica di Roma • Scuola Trasporti e Materiali di Roma • Scuola di Amministrazione e Commissariato di Maddaloni • Scuola di Sanità e Veterinaria di Roma • Centro Militare Alpino di Aosta • Centro Militare di Paracadutismo d i Pisa • Centro di Addestramento della Cavalleria dell' aria di Viterbo ·Centro per l'Artiglieria controaerel di Sabaudia


Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al 2000 ALLEGATO "Q" UNITED NATIONS DEPARTMENT OF HUMANITARIAN AFFAIRS PROJECT DPR 213/3 MCDA ROUND TABLE ON MILITARY SUPPORT TO HUMANITARIAN OPERATIONS

PALAIS DES NATIONS SALLE XXIV, GENEVA 27 - 28 February 1995

TENTATIVE PROGRAMME

(The timings shown below are intended to provide the opportunity for questions and discussion in each session) Monday 27 Febmary 1995 (The discussion will be devoted to an analysis of the recent evolution of the concept of humanitarian assistance including an assessment of new tasks and requirements an d an analysis of tbe civil-military relationship.) 10.30-10.40: Opening Address - generai introduction and illustration ofpurpose and organization of Round Tab le ( Director, DHA -Geneva) l 0.40-11.40:

Keynote speech- Ops Turquoise - Rwanda (France)

11.40- 12.45: Keynote speech - Ops Uphold democracy - Haiti (USA) 12.45- 14.30: Lunch break 14.30-15.30: Keynote speech - Ops ltalfor Pellicano - Albania (ltaly) l 5.30- 16.45: Presentations by national delegations on the evolving concept of military support to humanitarian operations in the light of individuai expcricnces 16.45- 17.45: Generai discussion

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Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al2ooo ALLEGATO "R "

Possi6ifità ai carriera

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Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al 2ooo ALLEGATO "S"

CLASSE: 15- SCIENZE: POLITICHE: E: DELLE: RELAZIONI INTERNAZIONALI

ORDINAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN SCIENZE ORGANIZZATIVE E GESTIONALI

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Gli Ufficiali delJ'Esercito italiano: la Formazione dagli anni 'so al2ooo

ALLEGATO "T"

Pianificazione dei Concorsi (e dei Corsi) per l'anno 2001 con immissioni in ruolo nell'anno 2002 Tipologia dei Concorsi (Corsi)

N. Posti a concorso

184° Corso Accademia Militare

243

Ruolo speciale delle Varie Anni e aell ' Alma TRAMAT

175

91


l


Intervento del Prof Renzo Lambertini

La Laurea triennale

93


La Laurea triennale ALLEGATO UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMI LIA Classe 1 (Decreto lnterministeriale) delle Lauree nelle Scienze della Difesa e della Sicurezza ORDINAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN SC IENZE STRATEGICHE Corso di Laurea lnterateneo Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA, Università degli Studi di TORINO Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Corso di Laurea lnterfacoltà (Facoltà Scienze Politiche, Giurisprudenza, Economia, Sc ienze M. F. N.)

Trasformazione della laurea quadriennale in Scienze Strategiche. Obiettivi Formativi del corso di studi. l laureati nella Classe delle Lauree nelle Scienze della Difesa e della Sicurezza sono professionisti, militari o civili, dotati della preparazione culturale (umanistica, socio-politologica, scientifica e tecnologica) e dell'addestramento teorico-pratico adeguati per operare con incarichi di comando, di direzione, di gestione e di coordinamento (amministrativo, logistico e tecnico-operativo) nei settori: specifici della Forza Armata; della sicurezza interna ed esterna; della tutela del territorio nazionale e dei suoi beni materiali e immateriali ; della gestione e direzione di sistemi organizzativi-funzionali anche di carattere non specificatamente militare; della tutela degli interessi strategici ed economico finanziari dello Stato italiano e dell'Unione Europea. l laureati militari nella Classe delle Discipline della Difesa e della Sicurezza (Corso di Laurea in Scienze Strategiche) appartengono alla categoria degli Ufficiali dell'Esercito Italiano. Nell'ambito dell'Esercito Italiano, il/la laureato/a del Corso di Laurea svolge, nel rispetto delle attribuzioni e delle competenze proprie dell'Ufficiale, la sua attività professionale presso le Unità operative della Forza Armata. In particolare, egli/ella svolge fun zioni di comando e di direzione connesse all'organizzazione, preparazione e gestione di personale, di mezzi e di materialì specifici , anche di alta valenza tecnica, e alle procedure di carattere logisticoamministrativo per il funzionamento delle strutture militari. La sua attività è svolta in molteplici contesti addestrativi e operativi, relativi anche a missioni inserite nel quadro generale delle operazioni di supporto alla pace e a interventi di tutela delle popolazioni, del territorio e dei beni individuali e collettivi nel caso di calamità naturali. Il Corso di Laurea in Scienze Strategiche è strutturato in tre diversi curricula: Politico Organizzativo, Tecnico e Amministrativo.

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La Laurea triennaJe segue ALLEGATO Requisiti di ammissione ai corsi di studio (D.M. 3/11/1999 n. 509, art. 6, punto 1). Requisito per l'iscrizione al Corso di Laurea è l'essere in possesso del Diploma di Scuola Media Superiore o di altro titolo di studio conseguito all'estero. l criteri di ammissione e le prove di accesso al Corso di studi per i militari sono disposti in conformità alla disciplina contenuta nei bandi di concorso emanati dal Ministero della Difesa per l'ammissione all'Accademia Militare. Per quanto riguarda l'iscrizione dei civili, il Consiglio di Corso di Laurea può definire, anno per anno, test di accesso per verificare i requisiti di ammissione. Ciò awerrà con congruo anticipo in modo da permettere un'opportuna pubblicizzazione. La prova finale consiste nella discussione su di un elaborato scritto, preparato dallo studente sotto la guida di un docente. Trasformazione della laurea quadrlennale in Scienze Strategiche.

ORDINAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA IN SCIENZE STRATEGICHE Corso di Laurea lnterateneo Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA, Università degli Studi di TORINO Università degli Studi d i MODENA E REGGIO EMILIA Corso di Laurea lnterfacoltà (Facoltà Scienze Politiche, Giurisprudenza, Economia, Scienze M. F. N.) J\ct iv et !\

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La Laurea triennale segue ALLEGATO

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La Laurea triennale segue ALLEGATO

Relazione esplicativa sulla consultazione con le organizzazioni locali del mondo della produzione, dei servizi e delle professioni. La Commissione Mista Università - Esercito in accordo con l'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione, la Scuola di Applicazione di Torino e l'Accademia Militare di Modena ha verificato che la laurea è opportunamente destinata alla professionalità militare e di conseguenza è pienamente soddisfacente sia per quanto concerne la formazione degli Ufficiali dell'Esercito sia per quanti vogliano acquisire conoscenze culturali e scientifiche sulle problematiche della Difesa e della Sicurezza.

L'ordinamento del corso di studio stabilirà quali crediti acquisiti saranno riconosciuti validi per un'eventuale prosecuzione degli studi universitari in altri corsi attivati presso l'Ateneo modenese, nonché, sulla base di specifiche convenzioni, presso altre Università.

Coerenza dell'iniziativa con il processo di armonizzazione Europea del Sistema di Istruzione superiore. L'armonizzazione del sistema di istruzione superiore in questa Classe è assicurata dal sistema di Alleanze e dall'impiego multinazionale della Forza Armata in ambito NATO.

lntegrabilità dell'iniziativa nel sistema omogeneo dei cicli universitari di primo, secondo e terzo livello. l crediti ottenuti in questo Corso di Laurea potranno essere riconosciuti validi ai fini dell'ammissione in altre Lauree specialistiche.

Valutazione dell 'organizzazione dei Corsi e delle richieste del mercato del lavoro. La totalità dei militari è destinata a essere impegnata nell'Esercito Italiano e si tratta quindi di impiegati dello Stato che proseguiranno nella carriera. E' prevista per gli Ufficiali l'obbligatorietà del conseguimento anche della Laurea specialistica. Per quanto riguarda i civili o i terzi, il mercato del lavoro di riferimento è quello fornito dalle grandi organizzazioni nazionali ed internazionali di volontariato e di assistenza e per il mondo della comunicazione, mentre per gli studenti stranieri è previsto l'inserimento nelle strutture militari o civili dei singoli Paesi di appartenenza.

Modalità e flessibilità dei percorsi formativi. Gli esami possono essere modularizzati ma potranno esserci esami che riconoscono crediti in più settori diversi.

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La Laurea triennale segue ALLEGATO

allegato ati'Ordillamewo Didauico del Corso di Laurea i11 Sciem.e Strategiche QUAD RO DELLA DISTRIBUZIONE DEl CREDITI A D ISPOS IZ IONE DELLA SEDE (frcquc ut n t ori milita ri) A 1t i vi e l\ formraLivc :

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Intervento della Profssa Simonetta Ronchi della Rocca

La Laurea specialistica

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La Laurea specialistica ALLEGATO

Classe1/S (Decreto lnterministeriale) delle Lauree Specialistiche nelle Scienze della Difesa e della Sicurezza ORDINAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN SCIENZE STRATEGICHE Università degli Studi di TORINO Corso di laurea interfacoltà (Facoltà Scienze Politiche, Giurisprudenza, Economia, Scienze M. F. N.)

Trasformazione della laurea quadriennale in Scienze Strategiche. Obiettivi Formativi qualificanti. l laureati specialisti della classe sono professionisti, militari o civili , dotati della preparazione culturale (umanistica, sociopolitologica , scientifica e tecnologica) e dell'addestramento professionale specialistico adeguati per operare con incarichi di comando, di pianificazione e di coordinamento (amministrativo, logistico e tecnico-operativo), nonché per valutare e gestire in termini sistemici situazioni e organizzazioni complesse, in uno o più dei seguenti settori: - delle unità terrestri della Forza Armata; - della sicurezza interna ed esterna; - della tutela del territorio nazionale e dei suoi beni materiali e immateriali; - della tutela degli interessi strategici ed economici finanziari dello Stato Italiano e dell'Unione Europea; - della gestione e direzione di sistemi organizzativi-funzionali , anche di carattere non specificatamente militare. l laureati specialisti militari della classe appartengono alle categorie deglì Ufficiali dell'Esercito Italiano e svolgono, nel rispetto delle attribuzioni e delle competenze proprie degli Ufficiali e degli altri laureati specialisti della classe, la loro attività professionale presso le unità operative nell'ambito di sistemi o strutture della Forza Armata, oltre che di Comandi e Organismi internazionali e multinazionali. In particolare, svolgono funzione di comando, di direzione tecnica, di pianificazione , impiego e coordinamento e di controllo di personale e di mezzi di alto valore tecnologico ed operativo per l'assolvimento di compiti formativi, operativi , logistico-amministrativi e di studio e ricerca, relativi alloro livello di competenza funzionale, in molteplici contesti formativi e operativi, interforze e multinazionali. Tali funzioni sono svolte anche nell'ambito di missioni inserite nel quadro generale delle operazioni di supporto alla pace e degli interventi di tutela delle popolazioni , del territorio e dei beni individuali e collettivi in caso di calamità naturali. Requisiti di ammissione ai corsi di studio (D.M. 3/11/1999 n. 509, art. 6, punto 1). L'accesso al Corso di Laurea specialistica in Scienze Strategiche avviene direttamente qualora in possesso di Laurea di primo livello. Trasformazione della laurea quadriennale in Scienze Strategiche. 100


La Laurea specialistica

segue ALLEGATO

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La Laurea specialistica segue ALLEGATO

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La Laurea specialistica segue ALLEGATO

Relazione esplicativa sulla consultazione con le organizzazion i locali del mondo della produzione , dei servizi e delle professioni. La Commissione Mista Università - Esercito in accordo con l'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione, la Scuola di Applicazione di Torino e l'Accademia Militare di Modena ha verificato che la laurea è opportunamente destinata alla professionalità militare e di conseguenza è pienamente soddisfacente sia per quanto concerne la formazione degli Ufficiali dell'Esercito sia per quanti vogliono acquisire conoscenze culturali e scientifiche sulle problematiche della Difesa e della Sicurezza. L'ordinamento del corso di studio stabilirà quali crediti acquisiti saranno riconosciuti validi per un'eventuale prosecuzione degli studi universitari in altri corsi attivati presso l'Ateneo torinese, nonché, sulla base di specifiche convenzioni , presso altre Università. Coerenza dell 'iniziativa con il processo di armonizzazione europea del Sistema di Istruzione superiore. L'armonizzazione del sistema di istruzione superiore in questa Classe è assicurata dal sistema di Alleanze e dall'impiego multinazionale della Forza Armata in ambito NATO.

lntegrabilità dell 'iniziativa nel sistema omogeneo dei cicli universitari di primo, secondo e terzo livello. l crediti ottenuti in questo Corso di Laurea specialistica potranno essere riconosciuti validi ai fini dell'ammissione a Corsi di specializzazione.

Valutazione dell'organizzazione dei Corsi e delle richieste del mercato del lavoro. La totalità dei militari è destinata a essere impegnata nell'Esercito Italiano e si tratta quindi di impiegati dello Stato che proseguiranno nella carriera. Per quanto riguarda i civili o i terzi , il mercato del lavoro di riferimento è quello fornito dalle grandi organizzazioni nazionali ed internazionali di volontariato e di assistenza e per il mondo della comunicazione, mentre per gli studenti stranieri è previsto l'inserimento nelle strutture militari o civili dei singoli Paesi di appartenenza.

Modalità e flessibilità dei percorsi formati vi. Gli esami possono essere modularizzati ma potranno esserci esami che riconoscono crediti in più settori diversi.

104


Intervento della Prof Luigi Bonanale

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Livello in scienze strategiche

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Master di 2 ° livello in Scienze Strategiche ALLEGATO

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(Decreto lnterministeriale) delle Lauree Specialistiche nelle Scienze della Difesa e della Sicurezza

ORDINAMENTO DIDATTICO DEL MASTER DI SECONDO LIVELLO IN SCIENZE STRATEGICHE Status normativa. Il Master in Scienze Strategiche è stato attivato nell'a.a. 2000-2001 , a seguito della Convenzione tra l'Università degli studi di Torino e l'Ispettorato delle Scuole dell'Esercito in data 15 febbraio 2000 e al Decreto pettorale n. 851 del 19 luglio 2000. Obiettivi Formativi del co rso d i Master. A seguito e nel quadro dell'attivazione del Corso di Laurea lnterfacoltà in Scienze Strategiche (inserito nella classe delle lauree nelle scienze della Difesa e della sicurezza), è stato attivato il Master in Scienze Strategiche, al quale possono accedere sia studenti civili sia studenti già inseriti nella professione militare, che si propone di portare a più alto livello la preparazione professionale di chi è o sarà addetto alla partecipazione all'elaborazione di scelte strategiche, con particolare riferimento ai problemi dlla sicurezza dello stato, in collegamento con le scelte di politica estera, nel quadro del radicale mutamento di scenario politico-internazionale intervenuto negli anni passati. Dotando i frequentatori di approfondite conoscenze in campo informativo, tecnologico e linguistico, il Master si propone di formare personale civile e militare in grado di operare presso Comandi operativi intermedi e/o in Organi di vertice della Forza armata e/o Comandi terrestri, di valutare problemi di natura socio-economica aventi riflessi sulle operazioni e pianificare le conseguenti azioni, di valutare le operazioni strategiche che in contesto internazionale si pongono a ogni addetto a problemi politici, sociali, economici, giuridici ,geografici, antropologici e culturali, di assolvere compiti di insegnamento e/o coordinamento didattico presso gli Istituti militari di formazione. Il Master è articolato in due semestri, il primo denominato "Corso di Stato Maggiore", il secondo "Corso pluritematico". Requisiti di ammissione al Master. l frequentatori (laureati) provenienti dalle Scuole militari iscritti in base all'indicazione e nel numero comunicato annualmente dall'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione. l frequentatori civili devono essere in possesso del diploma di Laurea ed è loro riservato un numero di posti pari al 30% di quelli militari. La frequenza dei corsi e il superamento dei relativi esami da luogo all'attribuzione di CFU , 30 per ciascun semestre. Attività formati ve. L'organizzazione del Master si adegua al sistema dei CFU , cosicché i singoli moduli sono intesi come frazione di 700 ore di insegnamento (350 per il Corso di Stato maggiore, 350 per il Corso pluritematico) a cui si aggiungono le ore per lo studio e le altre attività formative.ll Corso di Stato Maggiore e quello pluritematico danno luogo all"acquisizione di 30 CFU ciascuno. 106


Master di 2° livello in Scienze Strategiche

segue ALLEGATO

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Master di 2° livello in Scienze Strategiche segue ALLEGATO

Risorse. Tutte le strutture didattiche e i servizi di segreteria sono assicurati dall'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione. Tutte le spese di docenza sono coperte dall'ammontare delle tasse di iscrizione e dai contributi per lo studio, che sono versati dall'Amministrazione della Difesa all'UniversitĂ degli Studi di Torino.

108


Intervento del Magg. Gen. Mauro Del Vecchio

Gli insegnamenti militari nei corsi di studio

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Gli insegna menti militari nei Corsi di Studio ALLEGATO RAFFRONTO TRA PROGRAMMI DI MATERIE TECNICO - PROFESSIONALI

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Intervento del Magg. Gen. Corrado Politi

AttivitĂ formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le UniversitĂ

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Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università ALLEGATO "A"

CORSO DI LAUREA INTERFACOLTÀ IN SCIENZE ORGANIZZATIVE E GESTIONALI Classe delle lauree in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali (n.15)

Obiettivi formativi qualificanti l laureati nel corso di laurea devono: • possedere conoscenze, sia metodologiche che culturali e professionali, caratterizzate da una formazione interdisciplinare nei settori giuridico, economico, politologico, sociale e storico, idonee a valutare e gestire le problematiche pubbliche e private proprie delle società moderne, nonché le politiche delle pari opportunità; • possedere conoscenze interdisciplinari atte a programmare e a realizzare strategie operative complesse; • possedere adeguata padronanza del metodo della ricerca empirica politologica, sociologica, statistica, economica e quantìtativa, nonché del metodo comparativo, specie nelle discipline giuspubblicistiche, che consenta un inserim ento operativo e innovativo nell'impiego pubblico e privato. l laureati della classe svolgeranno attività professionali in diversi ambiti, quali imprese ed organizzazioni private nazionali e multinazionali, amministrazioni, enti, organizzazioni pubbliche nazionali, sovranazionali e internazionali, organizzazioni non governative e del terzo settore. Ai fini indicati, i curricula del corso di laurea in "Scienze organizzative e gestionali": • comprendono in ogni caso attività finalizzate all'acquisizione di conoscenze multidisciplinari nei settori giuridico, economico, politologico, sociologico e storico; • comprendono discipline caratterizzanti finalizzate ad obiettivi formativi specifici con particolare riguardo per la formazione di quadri in enti pubblici di natura militare con competenze di natura gestionale e sociopsicologica nonché con peculiari cognizioni nei settori delle scienze ecogeografiche e della gestione dei sistemi militari complessi ovvero nell'amministrazione e contabilità degli enti pubblici territoriali, pur garantendo l'interdisciplinarità della formazione; • comprendono in ogni caso la conoscenza, in forma scritta e orale, di almeno due lingue dell'Unione Europea, oltre all'italiano, e di abilità informatiche; • prevedono, in relazione a specifici obiettivi di formazione, l'obbligo di attività esterne, quali tirocini e stages formativi presso imprese nazionali e multinazionali, enti ed amministrazioni pubbliche nazionali {militari o territoriali) o internazionali, organizzazioni non governative e del terzo settore. Il tempo riservato allo studio personale o ad altre attività formative di tipo individuale è pari al 70 per cento dell'impegno orario complessivo. Requisiti per l 'accesso Per l'accesso al Corso di Laurea in "Scienze organizzative e gestionali" sono richieste cognizioni nell'ambito culturale generale e l'accertata competenza di base in almeno una lingua straniera dell'Unione europea tra quelle insegnate nel Corso di laurea. Per gli iscritti al curriculum militare il Regolamento didattico del Corso di studi prevederà forme e contenuti di accertamento aggiuntivi rispetto a quelli indicati. Prova finale La prova finale mira all'accertamento, mediante colloquio o altra prova di valutazione determinata dal Regolamento del Corso di studi, della preparazione di base e delle competenze specifiche di tipo linguistico e professionale. Gli accertamenti saranno integrati da valutazioni sulla base del curriculum di ciascun candidato. 112


Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università segue ALLEGATO "A" Classe 15- Scienze politiche e delle relazioni internazionali Corso di Laurea: Scienze Organizzative e Gestionali C.F.U ATTIVITA' FORMATIVE

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Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università ALLEGATO " B" MASTER DI 2° LIVELLO IN " PEACEKEEPING ANO SECURITY STUDIES" 1. GENERALITÀ Il Master in "Peacekeeping e Secutity Studies" trae la ragion d'essere dalla duplice necessità di: • disporre di un bacino di personale dall'elevata "expertise" da impiegare nello specifico settore, in relazione agli impegni internazionali cui è chiamata la Forza Armata; • acquisire la capacità di affrontare, in termini scientifici , il problema del coordinamento e della comunicazione tra personale militare e funzionari delle organizzazioni internazionali presenti nei teatri di crisi.

2. OBIETTIVO FORMATIVO DEL CORSO a. Il predetto Corso si prefigge l'obiettivo di conferire specifica preparazione al personale della Forza Armata, necessaria per operare in modo compiuto ed efficace nelle operazioni afferenti al mantenimento della pace (Peacekeeping Operations), nonché per sviluppare quella cultura della sicurezza, quale indispensabile patrimonio professionale del "peacekeeper". b. Il Corso è strutturato in otto moduli riportati in Allegato " B" . 3. LINEAMENTI ORGANIZZATIVI a. Sede Il Corso si svolge presso la Facoltà di Scienze Politiche dell 'Università degli Studi " ROMA TRE" , sita in Roma, via Corrado SEGRE n. 2 (angolo via Marconi). b. Requisiti per la partecipazione al Corso Gli Ufficiali dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti: • diploma di laurea, senza limitazione di discipline; • ottimi precedenti di servizio (qualifica non inferiore a eccellente negli ultimi tre anni). È auspicabile una buona conoscenza della lingua inglese, necessaria alla comprensione di documenti/pubblicazioni/libri di testo in lingua originale. c. Modalità di svolgimento (1) Il Corso ha una durata di 21 settimane (pari a 21 O ore di lezione). Le attività didattiche comprendono conferenze tenute da collaboratori esterni, civili e militari. Le lezioni sono fissate con cadenza settimanale, nei giorni di mercoledì e giovedì, dalle ore 14.00 alle ore 19.00. (2) Il superamento del Corso dà diritto a 60 Crediti Formativi Universitari (CFU). (3) Gli Ufficiali frequentatori devono partecipare alle lezioni in uniforme di servizio. (4) Al termine del Corso i frequentatori sono sottoposti ad una prova finale che consiste in una discussione, di fronte ad una Commissione, di un elaborato interdisciplinare. (S)AIIa fine del Corso, l'Università rilascia un attestato di frequenza contenente le indicazioni del titolo, i 60 Crediti Formativi Universitari conseguiti, il titolo dell'elaborato presentato dal frequentatore. (6) Il Corso costituisce oggetto di variazione matricolare con la seguente dicitura: «L'Ufficiale ha frequentato il Master in "Peacekeeping e Security Studies" presso l'Università degli Studi "ROMA TRE" nel periodo dal............ al.. ......... , ha discusso l'elaborato dal titolo ........ .... . ........ e ha conseguito 60 Crediti Formativi Universitari" . 114


Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università segue ALLEGATO "B" MASTER DI 2° LIVELLO IN "PEACEKEEPING ANO SECURITY STUDIES" Programma 1o Modulo (2 settimane) Il sistema internazionale evoluzione ed attori 1. Il nuovo ordine internazionale: prove tecniche di egemonia. 2. Il sistema di sicurezza collettiva delle Nazioni Unite. 3. Evoluzione dell'Alleanza Atlantica. 4. L'Europa della sicurezza. 5. L'Ex Unione Sovietica. 6. Struttura e ruolo delle principali Organizzazioni Internazionali. 7. Le organizzazioni non governative. 2° Modulo (3 settimane) Radici dei conflitti e nuove forme di conflittualità

1. Nazionalismi e conflitti multietnici. 2. lslam e radicalismi islamici.

3. Le problematiche della sicurezza: proliferazione nucleare e armi di distruzione di massa. 4. Dinamiche demografiche nelle aree di crisi. 5. Globalizzazione dei mercati e aspetti economici dei conflitti. 6. Sanzioni economiche e diritti umani. (Pausa: 2 settimane) 3° Modulo (2 settimane) Risoluzione dei conflitti. Dialogo, negoziazione e mediazione 1. Tecniche di mediazione. 2. Tecniche di negoziazione e stipulazione di accordi. 3. La transazione. 4. Strategie comunicative e competenze relazionali nelle attività di mediazione. (Pausa: 3 settimane per festività pasquali) 4° Modulo (2 settimane) Aspetti sociologici, psicologici e comunicativi delle Operazioni di Supporto alla Pace 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.

La legittimazione sociale e culturale delle operazioni di Peace-Support. Motivazione e valori dei soldati italiani: le ricerche sul campo. Relazioni di genere nelle operazioni di Supporto alla Pace: esperienze e problematiche. Multinazionalità ed operazioni di supporto alla pace: la brigata italo-slovena-ungherese. La comunicazione pubblica nelle aree di crisi: comunicare l'emergenza. Mass media e conflitti. Stress, stress management. 115


Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università segue ALLEGATO "B"

so Modulo (3 settimane) Diritti umani e assistenza umanitaria 1. Evoluzione del concetto di pace. 2. l diritti umani e il concetto di "ingerenza umanitaria". 3. La condizione dei rifugiati. 4. Gli interventi di assistenza umanitaria. 5. Il ruolo della protezione civile. 6. Crimini internazionali e tribunali penali internazionali.

6° Modulo (3 settimane) Modalità di intervento nelle aree di crisi 1. La diplomazia preventiva. 2. Early warning and early action. 3. L'azione preventiva della società civile. 4. Strumenti e strategie per il peace-making . 5. Le Operazioni di peace-keeping. 6. Case study: il Libano. 7. Il peace-enforcement. 8. Case study: la Somalia. 9. Il fondamento giuridico delle operazion i di peace-keeping. 1O. Status of <<forces agreement>• per le operazioni di peace-keeping . 11 . La struttura di comando e controllo nelle operazioni di pace. (Pausa estiva: 3 mesi)

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Modulo (4 settimane) Nuovi ambiti di intervento delle missioni di peace support 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 1O.

Il peace-building in una strategia di approccio integrato. La cooperazione civili-militari. Il fattore disarmo chiave di successo e di credibilità. Demining in the aftermath of war. La ricostruzione delle strutture amministrative. Monitoraggio elettorale: l'esperienza di un osservatore OSCE. La cooperazione allo sviluppo: gli interventi di supporto econom ico. Il ruolo deii'United Nation Civil Police. Basic conceptional problems and lesson learned of modern peace-keeping operations. Possibili scenari futuri del peace-keeping.

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Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università segue ALLEGATO "B"

8° Modulo (3 settimane) Le aree di crisi presenti e gli scenari futuri 1. La trasformazione strategica del mediterraneo. 2. L'Africa sub-sahariana. 3. Case study: l'Angola. 4. Case study: il Mozambico. 5. l Balcani e l'Europa orientale. 6. Case study: l'Albania. 7. Case study: la Bosnia. 8. Case study: il Kosovo. 9. Le repubbliche ex-sovietiche. 1O. Medio Oriente. 11 . Estremo Oriente. 12. Case study: Timor Est.

Stages di addestramento tecnico-operativo: o tecniche di primo soccorso: igiene e medicina preventiva; o strategie comportamentali in aree di conflitto. Laboratori : attività di lavoro in gruppi per la stesura e la presentazione di un testo. Stages e laboratori avranno svolgimento in luogo e data da definirsi. Per il conseguimento dell' attestato, è necessaria la redazione di un elaborato finale su un argomento da concordare con la direzione del Corso.

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Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università ALLEGATO "C" MASTER DI 1o LIVELLO IN GEOPOLITICA "POLITICA E SICUREZZA NEL MEDITERRANEO ALLARGATO DAL 1945 AD OGGI" 1. GENERALITA' Il corso nasce dall'esigenza di: • qualificare il personale destinato a ricoprire incarichi di insegnamento e di gestione dei Dipartimenti Accademici presso le Scuole di Formazione ed Istituti della Forza Armata; • approfondire le tematiche relative alla pianificazione e al controllo delle operazioni; • preparare il personale militare ad essere impiegato in operazioni o, comunque, da qualificare quale "esperto". 2. OBIETTIVO FORMATIVO DEL CORSO a. Il Master si propone di sviluppare e completare la preparazione tecnico l professionale degli Ufficiali della F.A. che , per vari motivi, dovranno operare con la realtà internazionale, attraverso una serie di conoscenze e di contenuti finalizzati alla comprensione degli articolati processi che, dalla fine del secondo conflitto mondiale, hanno di volta in volta condizionato il sistema dei rapporti internazionali e gli scenari politici, economici e strategici nel Mediterraneo. L'obiettivo è quello di: • fornire al personale militare conoscenze interdisciplinari mirate storico-istituzionali, giuridiche, economiche , etnico-religiose e geografiche; • facilitare la comprensione complessiva degli ambienti e dei contesti "difficili" in cui sono chiamati ad operare, quali attività di peace-keeping, trattative per accordi economici tra Paesi , forme di collaborazione internazionale in materia di sicurezza. lotta alla criminalità. b. Il Corso è strutturato in 9 moduli successivamente riportati. 3. LINEAMENTI ORGANIZZATIVI a. Sede. Il corso si svolge presso l'Università degli Studi di Cassino e presso la Scuola Trasporti e Materiali, Viale dell'Esercito no 102 - ROMA. b. Requisiti per la partecipazione al corso. l frequentatori dovranno avere ottimi precedenti di servizio e maturato, preferibilmente ma non necessariamente, esperienze in ambito internazionale. Altro titolo preferenziale, ma non indispensabile , è dato dal possesso di un titolo di laurea, senza limitazione per quanto riguarda la disciplina. c. Modalità e date di svolgimento. (1) Il corso ha una durata di 21 settimane . Le attività didattiche comprendono: • conferenze tenute da collaboratori esterni, civili e militari; • attività di approfondimento relative alla pianificazione e controllo delle operazioni; • lezioni per personale destinato ad essere impiegato nelle operazioni o, comunque, da qualificare quale "esperto". {2} Le lezioni si tengono due volte la settimana, nei giorni di mercoledì dalle ore 15:00 alle ore 19:00 e il giovedì dalle ore 10:00 alle ore 14:00. 118


Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università segue ALLEGATO "C"

(3) (4) (5) (6) (7)

Il superamento del Corso dà diritto al riconoscimento di 60 Crediti Formativi Universitari (CFU), solo per i frequentatori laureati. Gli Ufficiali frequentatori devono partecipare alle lezioni in uniforme di servizio. Al termine del Corso il suddetto personale è sottoposto ad una prova finale che consiste in una discussione di un elaborato interdisciplinare. L'Università rilascia un attestato contenente le indicazioni del titolo dell'elaborato presentato e gli eventuali crediti formativi universitari conseguiti dai frequentatori laureati. Il Master costituisce oggetto dì variazione matrìcolare con la seguente dicitura: "L'Ufficiale ha frequentato il Master in Geopolitica sulla "Politica e sicurezza nel mediterraneo allargato dal1945 ad oggi" presso l'Università degli Studi di Cassino, nell' Anno Accademico.............., ha presentato e discusso l'elaborato scritto dal titolo

............. ... ...... ,e ha conseguito 60 Crediti Formativi Universitari (*1)".

MASTER DI 1o LIVELLO IN GEOPOLITICA "POLITICA E SICUREZZA NEL MEDITERRANEO ALLARGATO DAL 1945 AD OGGI" 1° MODULO Gli USA in Europa e nel Mediterraneo dal1945 ad oggi: a) il quadro generale: guerra fredda e politica dei blocchi: • il piano Marshall; • Alleanza atlantica e Nato; • da Truman a Kennedy; b) il confronto bipolare nel Mediterraneo e nel Vicino e Medio Oriente; c) la grande distensione e i suoi limiti: • quadro politico e strategico generale; • condizionamenti economici e finanziari del processo di distensione: crisi dell'egemonia USA e ripresa dell'economia europea; • il ruolo deii'Europa:Ostpolitik e ridefinizione della partnership atlantica; d} la politica USA negli anni Ottanta e Novanta. 2° MODULO Gli "altri" soggetti della politica internazionale: a) i problemi della pace e dello sviluppo nei paesi del Mediterraneo allargato: • l'azione internazionale della Chiesa cattolica da Paolo VI a Giovanni Paolo Il; • le iniziative politico-diplomatiche per la pace;

1 Per gli Ufficiali non In possesso del titolo di laurea, dalla variazione viene omessa la frase "... e ha conseguito 60 Crediti Formativi Universitari".

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Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università segue ALLEGATO "C"

• l'impegno per i diritti umani e gli aiuti economici; • l'azione pastorale e il confronto con le altre confessioni religiose; b) le organizzazioni internazionali come soggetti autonomi della politica internazionale: • natura giuridica, struttura e ruolo delle principali organizzazioni (militari, tecniche, economiche, umanitarie); • le organizzazioni non governative.

3o MODULO La valenz:t politica e strategica delle fonti energetiche e delle risorse idriche: • petrolio, gas, altri giacimenti come "regolatori" dei rapporti internazionali nei paesi mediterranei e nelle aree limitrofe; • l'Italia: il problema della sicurezza e della protezione degli approwigionamenti energetici; • l'acqua: i problemi di gestione di una risorsa scarsa e le forme di conflittualità connesse. 4o MODULO Ex-URSS, Europa orientale e vicino Oriente dal1945 ad oggi: a) dall'I mpero sovietico all'era Putin: • I'URSS da Kruscev a Breznev; • l'egemonia sovietica nell'Europa orientale; • Gorbacev e la "Perestroika"; • il 1989, annus terribilis; • la riunificazione delle due Germanie; • il crollo deii'URSS e le ripercussioni nell'area balcanica; • da Eltsin a Putin: la difficile transizione. b) i Balcani e l'Europa orientale "postcomunismo e aree di crisi": • Albania; • Bosnia; • Kosovo; • Macedonia. c) il gendarme dell'Eurasia: la Turchia tra fedeltà occidentale e ambizioni di potenza regionale.

soMODULO Il fattore "Europa" dal Trattato di Roma (1957) all'allargamento a Est dell'Unione Europea: • idea d'Europa e principi federalisti tra le due guerre mondiali; • sistemi politici , economie e progetti europeistici dopo il 1945; • il Trattato di Roma: CEE e EU RATOM; • ristagno e crisi del processo di unificazione; • 1979: le prime elezioni per il Parlamento europeo e l'entrata in vigore dello SME; • il rilancio della costruzione europea dopo il 1985; • Maastricht e l'Atto unico europeo; • I'U.E. oggi: struttura, funzioni , difficoltà, prospettive di allargamento. 120


Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università segue ALLEGATO "C"

s• MODULO l problemi della difesa e della sicurezza: NATO ed Esercito europeo: a) dal fallimento della Comunità Europea di Difesa (CED) all'Esercito europeo; b) la NATO: • evoluzione del concetto strategico dell'alleanza , bilancio e prospettive di allargamento; • il crollo del comunismo: una Nato senza nemico?; • ridefinizione delle funzioni dell'Alleanza; • gli interventi ; • il rapporto con la politica di difesa e di sicurezza dell'Unione europea; • la presidenza Bush: verso un vigile disimpegno?; c) il contributo italiano alla sicurezza e alla stabilità del Mediterraneo nel quadro dell'Alleanza atlantica: • politica estera e politica di difesa; • le operazioni dei contingenti italiani nelle aree di crisi (Albania, Bosnia, Somalia, Kosovo). 7 o MODULO Le conflittualità irrisolte: aspetti storico-diplomatici delle crisi in due aree " difficili": a) le guerre arabo-israeliane;

b) le guerre caucasiche.

a• MODULO Decolonizzazione, scenari geopolitici e dialogo euro-africano nel secondo dopoguerra: a) il processo di decolonizzazione: caratteri generali e politica africana degli Stati europei (in particolare Francia, Gran Bretagna e Italia); b) i conflitti interni e i conflitti esterni di alcuni stati arabi e la loro relazione con la stabil~à e la sicurezza nel Med~erraneo: Marocco, Libia, Algeria, Tunisia, Egitto, Libano Siria, Iraq, Giordania; c) case studies: • tra Mahgreb, Masshrek e Africa sub-sahariana: la difficile geopolitica della Libia di Gheddafi; • la questione eritrea e somala negli equilibri geopolitici del Corno d'Africa; • il ruolo cardine dell'Egitto tra Occidente, Africa e mondo arabo da Nasser a Moubarak; d) i rapporti di cooperazione tra la Comunità Europea (poi U.E.) e l'Africa e il difficile partenariato euromediterraneo.

go MODULO a) Problemi di geografia: • dell'ambiente; • della mobilità spaziale; • politica ed economica. b) Cartografia tematica e sistemi informativi geografici, con riferimento ai contesti spaziali del Mediterraneo allargato. N.B.: Ciascun modulo ha una sua autonomia, pertanto la Direzione del Corso si riserva di distribuire i moduli stessi all' interno dei periodi di didattica previsti e non necessariamente nell'ordine sopra esposto. 121


Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università ALLEGATO "D " CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN "MANAGEMENT DELLA LOGISTICA"

1. GENERALITÀ Il Corso nasce dall'esigenza di: a. disporre di un bacino di personale dall'elevata "expertise" da impiegare negli specifici settori, in relazione anche agli impegni internazionali della Forza Armata; b. acquisire la capacità di affrontare, in termini scientifici, il problema del coordiname(lto e della comunicazione tra personale militare e funzionari delle organizzazioni internazionali presenti nei teatri di crisi. 2. OBIETTIVO FORMATIVO DEL CORSO a. Il predetto Corso si prefigge l'obiettivo di conferire specifica preparazione al personale della Forza Armata, necessaria per operare , pianificare, programmare e gestire un sistema complesso per il supporto logistico, rivolto particolarmente alla rete dei rifornimenti e al mantenimento, a livello strategico - operativo. b. Il Corso è strutturato in sei moduli : • 1o Modulo: metodi e modelli per il supporto delle decisioni; • 2° Modulo: programmazione delle attività; • 3° Modulo: movimentazione intermodale; • 4o Modulo: pianificazione e gestione di sistemi di supporto logistico; • 5° Modulo: logistica in entrata e strategie di approvvigionamento; • 6° Modulo: case studies .

. 3. LINEAMENTI ORGANIZZATIVI a. Sede. Il Corso si svolge presso il Dipartimento di Informatica e Sistemistica dell'Università degli Studi "LA SAPIENZA", distaccato, per la specifica attività, presso le infrastrutture della Scuola Trasporti e Materiali, Viale dell'Esercito no 102 - ROMA. b. Requisiti per l'ammissione al corso. Gli Ufficiali devono essere in possesso dei seguenti requisiti: • diploma di laurea, senza limitazioni di discipline; • ottimi precedenti di servizio (qualifica non inferiore a eccellente negli ultimi tre anni) . E' auspicabile una buona conoscenza della lingua inglese, necessaria alla comprensione di documenti/pubblicazioni/libri di testo in lingua.

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Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università segue ALLEGATO "D"

d. Modalità di svolgimento. (1) Il Corso ha una durata di 15 settimane (pari a 121 ore di lezione). Le attività didattiche comprendono conferenze tenute da collaboratori esterni, civili e militari, esercitazioni pratiche e visite addestrative. (2) Le lezioni sono fissate con cadenza settimanale, nei giorni di lunedì e martedì, dalle ore 15.00 alle ore 19.00. (3) Il superamento del Corso dà diritto al riconoscimento di 20 Crediti Formativi Universitari (CFU). (4) Gli Ufficiali frequentatori devono partecipare alle lezioni in uniforme dì servizio. (5) Al termine del Corso il suddetto personale sarà sottoposto ad una prova finale che consisterà in una discussione di un elaborato interdisciplinare. (6) L'Università rilascerà un attestato di frequenza contenente le indicazioni del titolo, i crediti formativi universitari conseguiti! il titolo dell'elaborato presentato dal frequentatore e l'attribuzione di 20 Crediti Formativi Universitari. (7) Il Corso costituirà oggetto di variazione matricolare con la seguente dicitura: "L'Ufficiale ha frequentato il Corso di Perfezionamento post - lauream in "Management della Logistica" presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi "LA SAPIENZA" di Roma, nell'Anno Accademico .......... .. .. .. .. .., ha presentato e discusso l'elaborato scritto dal titolo ................. ..... .... .... ed ha conseguito 20 Crediti Formativi Universitari".

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Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università ALLEGATO "E"

CORSO DI FORMAZIONE IN "COMUNICAZIONE MEDIATICA" 1. GENERALITÀ Il Corso, che si terrà in collaborazione con l'Università degli Studi di Cassino, è organizzato in funzione dell'esigenza di fornire ai partecipanti specifiche competenze e strumenti per creare e rendere efficaci ed efficienti i processi di comunicazione mediatica ed ' acquisire sufficiente disinvoltura nelle condizioni di impiego. 2. OBIETTIVO FORMATIVO DEL CORSO a. Il predetto Corso si prefigge l'obiettivo di conferire specifica preparazione al personale della Forza Armata, necessaria per conseguire una solida base per la comunicazione , valutando gli ambienti cui essa è diretta, e ad assicurare chiarezza alla comunicazione anche in riferimento ai risultati che si intende conseguire. b. Il Corso prevede: (1) una fase a distanza; (2) una fase residenziale La ripartizione del percorso formativo della fase residenziale è riportata successivamente. 3. LINEAMENTI ORGANIZZATIVI a. Sede. La fase residenziale del Corso si svolge presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Cassino, distaccata- per la specifica attività- presso la Scuola Trasporti e Materiali, Viale dell'Esercito no 102- ROMA - Cecchignola. b. Modalità di svolgimento. (1) Il Corso ha la durata di tre settimane è articolato nel seguente modo: • fase di studio/ apprendimento a distanza della durata di due settimane, che include anche una serie di applicazioni pratiche. La certificazione di questa parte awiene sostenendo il test accluso nel CD Rom del Corso, inviato a cura di ISPEFORMAZIONE; • fase residenziale della durata di una settimana. (2) L'attività didattica prevede: • lezioni dal lunedì al venE?rdì dalle ore 8.00 alle ore 16.30 e il sabato dalle 8.00 alle 12.30; • esercitazioni di comunicazione mediatica; • studio/compilazione di un elaborato di gruppo o individuale assegnato·dal Direttore del Corso.

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Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università segue ALLEGATO "E" (3) Il superamento del Corso dà diritto al riconoscimento di 5 Crediti Formativi Universitari (CFU). (4) Al termine del Corso i frequentatori saranno sottoposti ad una prova finale che consiste in una discussione sull'elaborato interdisciplinare redatto dai vari gruppi di lavoro, di fronte ad una Commissione di docenti. (5) L'Università rilascia, a coloro che avranno superato con successo il Corso, un attestato di frequenza contenente le indicazion i del titolo e i Crediti Formativi Universitari maturati. (6) Il Corso costituirà oggetto di variazione matricolare con la seguente dicitura:

"L'Ufficiale ha frequentato il Corso di Formazione in "Comunicazione Mediatica" presso l'Università degli Studi di Cassino, nel periodo dal............ al...... ....., ha discusso l'elaborato dal titolo ..... ...................... ... e ha maturato n.5 Crediti Formativi Universi tari".

PERCORSO FORMATIVO DELLA FASE RESIDENZIALE 1• MODULO Revisione apprendimento a distanza

Il contesto generale della comunicazione Il messaggio. Il codice del messaggio. La codificazione. La trasmissione. Il disturbo. La ricezione. La decodificazione. L'interpretazi one. La distorsione. La comunicazione interpersonale La presenza della persona. Caratteristiche della comunicazione personale. Il volto e la voce. Il movimento del corpo. L'aspetto estetico. L'espressività. Il controllo e l'espressione delle emozioni. La comunicazione personale di fronte alla videocamera 2• MODULO L'attenzione alla comunicazione Attenzione selettiva. Cultura personale ed attenzione alle comunicazioni. Variabili sociali di genere, educazione ed età. Variabili economiche di reddito ed acquisizione degli strumenti di comunicazione. Le nuove tecnologie (videoregistrazione, computer, internet, web TV, cellulari). 125


Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università segue ALLEGATO "E" La comunicazione unilaterale e bilaterale. Esperimenti di comunicazioni di massa sulle truppe americane nella Ila Guerra Mondiale. Hovland: la comunicazione nei gruppi sociali. Gli opinion leader. L' immagine delle forze armate in t empo di pace La strutturazione dell'immagine per il reclutamento. Differenziazione dei ruoli e spiegazione dei ruoli alla stampa. Il caso del nonnismo. Competenza professionale e lavoro del soldato. La rappresentazione dei valori nazionali. Esercitazioni in comunicazioni di massa La comunicazione per mezzo stampa. Rassegna stampa in un momento di crisi. La formulazione dei comunicati stampa. 3° MODULO La diffusione delle notizie Cosa è una notizia. Notizie buone e notizie cattive. Come gli eventi generano notizie. Le testimonianze. La comunicazione simbolica. Emergere delle notizie dalle voci di strada. Fuga di notizie dalle istituzioni. La costruzione delle notizie da parte del cronista. Notizie allarmanti. Smentita e dominio di notizie allarmanti. Opinione pubblica europea e guerra Indagine sulla opinione pubblica in 7 paesi europei. Atteggiamenti verso la guerra dagli anni '70 al 2000. Struttura degli atteggiamenti attraverso un modello di analisi multivariata. Latenza dei comportamenti sociali ed atteggiamenti di opinione pubblica. Cleavages tra nazioni di ordine economico ed ideologico. Eventi che determinano il cambiamento degli atteggiamenti. Indicatori sociali della tensione tra le nazioni. Le azioni terroriste come catalizzatori. Esercitazioni in comunicazioni di massa. Simulazione di una conferenza stampa. Guerra e film. 4° MODULO La g estione istit uzionale della comunicazione La gestione della comunicazione con reparti distaccati all'estero. L'accoglienza dei giornalisti. l portavoce. 126


Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università segue ALLEGATO "E" Giustificazioni politiche e morali dell'intervento. Precisazioni e chiarificazioni. La solidarietà morale con il nostro impegno in fronte. Natura del materiale da dare alla stampa. La divulgazione giornalistica della natura di operazioni militari. L'aspetto delicato e riservato delle comunicazioni aventi valore strategico. Il "silenzio stampa". l ritardi nella comunicazione di notizie importanti. Il paragone con altre fonti di comunicazione. La gestione del conflitto comunicativo e della "guerra psicologica". La comunicazione dei successi. La comunicazione degli insuccessi. La comunicazione del dolore.

Laboratorio di montaggio audiovisivo Organizzazione di riprese sul campo e raccolta di materiali audiovisivi.

soMODULO Analisi del linguaggio audiovisivo l tempi della cronaca giornalistica audiovisiva. La raccolta delle notizie. Il montaggio. La selezione delle notizie rilevanti. La costruzione delle notizie attraverso servizi giornalistici appositi. Il mestiere del giornalista. Il rapporto tra giornalismo ed Istituzioni militari. La ricerca dell'evento sul campo. Stili di giornalismo di guerra. Giornalismo on line. Trasmissione satellitare. Il network globale. Il punto di vista politico delle reti televisive. La copertura giornalistica di missioni italiane all'estero. Laboratorio di montaggio audiovisivo di video digitali. Organizzazione di un reportage audiovisivo sulla Cecchignola. 6° MODULO Verifiche scritte ed orali Consegna degli attestati di frequenza. Conclusione del corso. Dispense e materiali didattici saranno distribuiti durante il corso.

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Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università ALLEGATO "F"

CORSO DI FORMAZIONE IN "COMUNICAZIONE INTERNA" 1. GENERALITÀ Il Corso nasce dall'esigenza di fornire ai partecipanti specifiche competenze e strumenti per creare e rendere efficaci ed efficienti i processi di comunicazione interna ed interpersonale. 2. OBIETTIVO FORMATIVO DEL CORSO a. Il predetto Corso si prefigge l'obiettivo di conferire specifica preparazione al personale della Forza Armata, necessaria per conseguire una solida base per una comunicazione che , valutando gli ambienti interni ed esterni , assicuri la capacità di produrre messaggi chiari e coerenti rispetto al fine che si intende perseguire. b. Il Corso è strutturato in quattro moduli successivamente riportati. 3. LINEAMENTI ORGANIZZATIVI a. Sede . Il Corso si svolge presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi "Roma Tre", distaccata - per la specifica attività - presso le infrastrutture della Scuola Trasporti e Materiali, Viale dell'Esercito no 102 · ROMA. b. Partecipanti: Ufficiali e Marescialli selezionati per svolgere incarichi di Cte di Compagnia/ Sezione/ Plotone presso la Scuola d'Applicazione, l'Accademia Militare, la Scuola Sottufficiali dell'Esercito. c. Modalità di svolgimento. (1) Il Corso ha una durata di una settimana e prevede: • 16 ore di lezioni frontali; • attività di studio ed esercitazioni predisposte dai docenti. (2) Le lezioni si svolgono dal lunedì al venerdì , dalle ore 09.00 alle ore 16.30; (3) Il superamento del Corso dà diritto al riconoscimento di 3 Crediti Formativi Universitari (CFU) . (4) Al termine del Corso i frequentatori saranno sottoposti ad una prova finale che consiste in una discussione sull'elaborato interdisciplinare redatto dai vari gruppi di lavoro, di fronte ad una Commissione di docenti. (5) L'Università rilascia, a coloro che avranno superato con successo il Corso, un attestato di frequenza contenente le indicazioni del titolo e i crediti formativi universitari maturati. (6) Il Corso costituisce oggetto di variazione matricolare con la seguente dicitura: "L'Ufficiale/l/ Sottufficiale ha frequentato il Corso di "Comunicazione Interna" presso l'Università degli Studi "Roma TRE", nel periodo dal.. .. ... ... .. al... .. ...... , ha discusso l'elaborato dal titolo ....... ........ ......... ed ha conseguito n.3 Crediti Formativi Universitari".

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Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università segue ALLEGATO "F" COMUNICAZIONE INTERNA - MODULI 1° MODULO La comunicazione Interna Obiettivo: formare la consapevolezza che la comunicazione interna è oggi fondamentale per ogni struttura organizzata; approfondire la conoscenza della specificità della comunicazione interna nel mondo militare. Che cosa si intende per comunicazione interna. Organizzazioni complesse e bisogni di comunicazione interna. Le funzioni della comunicazione interna. La comunicazione interna nel mondo militare. l media interni: metodologie di analisi e di sviluppo. 2° MODULO La comunicazione lnterpersonale Obiettivo: familiarizzare i frequentatori alle dinamiche e alle tecniche di una comunicazione interpersonale efficace ed efficiente: rinforzare le capacità oratorie e di ascolto e la sensibilità alla codifica decodifica dei messaggi. Che cosa è la comunicazione interpersonale. Gli ambienti della comunicazione. Il processo di trasmissione del messaggio. La comunicazione verbale e non verbale. L'oratoria. L'ascolto. 3° MODULO La comunicazione nel problem solving e nell'incentivazione Obiettivo: risolvere i problemi ed i conflitti e promuovere le idee attraverso una comunicazione orientata ai risultati. Motivazione e leadership. Comunicare per ottenere risultati. Gestire le situazioni critiche. Gestire le dinamiche dei sottogruppi. Risolvere i problemi e i conflitti. 4° MODULO Mediazione e negoziazione Obiettivo: socializzare alla comunicazione interculturale e ed agli elementi di base della comunicazione nella mediazione e nella negoziazione. La comunicazione interculturale. l principali ostacoli alla comunicazione interculturale. Le regole fondamentali della cultura negoziale. Tecniche di mediazione e di negoziazione. Argomenti e discipline Sociologia della comunicazione. Comunicazione interpersonale. Sociologia dei gruppi. Dinamiche di gruppo. Mediazione e negoziazione. 129


indice

Apertura del Convegno

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(Te n. Gen. Antonio Tobaldo)

Indirizzo di saluto del Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Prof. Giancarlo Pellacani)

9

Indirizzo di saluto del Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Torino (Prof. Rinaldo Bertolino)

11

Avvio dei lavori e presentazione dei relatori

15

(Moderatore: Ten. Gen. Roberto Altina)

Interventi Gli Ufficiali dell'Esercito italiano: la Formazione dagli anni '50 al 2000 (Ten. Gen. Antonio Tobaldo)

17

I rapporti e le collaborazioni tra Università e Istituzioni militari (Prof. Gian Mario Bravo)

26

La Laurea triennale (Prof. Renzo Lambertini)

34

La Laurea specialistica (Prof.ssa Simonetta Ronchi della Rocca)

38

Master di 2° livello in scienze strategiche (Prof. Luigi Bonanate)

43

Gli insegnamenti militari nei corsi di studio (Magg. Gen. Mauro Del Vecchio)

48

Attività formative dell'Ispettorato per la Formazione e la Specializzazione in collaborazione con le Università (Magg. Gen. Corrado Politi)

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indice Dibattito Chiusura del Convegno Intervento del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito (Ten. Gen. Gianfranco Ottogalli)

Allegati

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LA FORMAZIONE DEGLI UFFICIALI DELL’ESERCITO by Biblioteca Militare - Issuu