Direttore responsabile: Giovanni Cerbo Autorizzazione del Tribunale di Roma al n.944 del reg~&tro con decreto 7-6-49
C2001
ProprietĂ ar1lsllca, letterarie e eclenUflca rl1ervata
Raduno Interassodativo
a.ssociazioni Nazionali Combattentistiche e d'Arma
Gorizia
15-16 Settembre 2001
Premessa
Assoarma (Consiglio Nazionale Permanente delle Associazioni d'Arma) decise, a suo tempo, di organizzare un raduno interassociativo per celebrare il 140° anniversario della proclamazione dell'Unità d'Italia (Parlamento piemontese; Torino 1861). Accogliendo poi l'invito del Sindaco di Gorizia a partecipare alla manifestazione, il 16.9.2001, in occasione del millenario della fondazione della città e delle due liberazioni (8.8.1916 e 16.9.1947) che l'hanno riunita all'Italia, Assoarma ha deciso d i tenere in tale data, a Gorizia, il previsto r'dduno interassociativo.
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Manifesto affisso a Gorizia
Le Associazioni Combattentistiche e d'Anna celebrano nell'italianissima Gorizia il loro primo raduno na.zionale interassociativo per ricordare il 14(}0 anniversario della proclamazione dell'Unità d'Italia: centoquaranta anni di storia, di saaifìd, di eroismi non sempre dall'esito fortunato ma comunque colmi di impegno e dedizione, accenruati da carenza di mezzi e disponibilità. Esse porgono il loro saluto al pluridecormo Gonf~ilone del Comune, alle Amministrazioni locali ed alla cittadinanza. Rivolgono un riverente pensiero ai soldati che, in queste terre e per queste terre, hanno combattuto ed hanno ve!'St'ltO il loro sangue nel corso della l' guerra mondiale; ai militari, patrioti e cittadini che, nel corso della 2• guerra mondiale, hanno strenuamente difeso, spesso con il sacrificio della vita, l'italianità di Gorizia. Con la loro presenza le Associazioni intendono esaltare gli eventi storici di questa città: il millenario della sua fondazione e la sua epopea secolare, culminata nel ritomo all'Italia 1'8/8/1916 e il 16/9/ 1947. Traendo ispirazione da queste ideali coincidenze e tenendo ben presente che loro scopo primario è la difesa dell'Unità della Patria e dell'onore della Bandiera, le Associazioni si propongono di dar vita ad un rinnovato movimento c:ulrumJe - e rivolgono un grato, deferente pensiero al Capo dello Stato che ne è il detenninato ispiratore - inteso a promuovere la riscoperta del senso della Patria, del dovere e del rispetto delle traclizioni. Invitano rutti i cittadini a confluire in un unitario sentimento di amor patrio che produca una positiva incidenza sulla civica formazione delle generazioni più giovani.
I Presidenti delle Associazioni GORlZIA 15/ 16 SETTEMBRE 2001
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La dttà di Gorizia
Fu nel 1001 che Gori zia apparve per la prima volta in un documento con il quale l 'imperatore Ottone III clonava al Patriarca di Aquil eia l a metà d el Castello di Salcano (Silicanum) e della località ( Villa) d i Gorizia e l e sue terre. In seguito, il no me e le vicende eli Gorizia ricado no p er tutto un secolo nell'oblio . Il possesso clelia contea rimase, in ogni caso, d istinto da quello del Friuli per entrare nella sfera d egli Eppenstein, auto revol e casata, che l a tenne fino al 1090. D all 'inizio d el secolo XII, fu sede per quattro secol i d ei conti eli Gori zia. Ma inarclo, si curo capostipite di questa dinastia, portava g ià il tito lo di conte. Con il conte Enrico Il, ·he fu signo re dei terri tori d a Padova alla fro ntiera , roa ta, dalla Pisteria Tiro lese alla punta cleli'Istria, la casata comi tale raggiunse il culmine della sua potenza ed autorità. Egli concesse a Gori zia, che. già godeva dal 1210 del diritto eli mercato settimanale, i privi legi eli c ittà, conferendo le un'amministrazio ne auto no ma (1307). La sua mo rte segnò l 'inizio del lento declino d ella potenza dei conti gori ziani. La dinastia si estinse con la mo rte d el conte Leonard o (1500) , la contea passò q uindi ai sovrani d 'A ustria della casa d 'Asburgo che sembrava dover ga rantire una più effi cace pro tezio ne conrro gli assa lti dei confinanti veneziani. L' imperatore introdusse notevoli ca mbiamenti costituendo gli "Stati Provinciali" corpo razio ne composta d al clero , d ai patri zi, dalle gastal die, dai cittadini e da lle comunità 4
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d ei contadini. Gli attriti tra rlmpero e la Serenissima sfociaro no in una guerra che scoppiò nel 1508. l veneziani, in tre g io rni d'assedio costrinsero il capitano im peria le alla resa . Dopo sol o tredici mesi di occupazio ne - durante i quali, tunavia, i veneziani completaro no o pere d i fortificazio ne della rocca con l 'erezio ne della pod erosa cinta m uraria- la .lega del Camabrai ( d icembre 1508) assicura agli Asburgo il defini tivo dominio su Gorizia. Il Seicento rap p resenta per Gori zia il secol o dell 'assesta mento, dell'equilibrio politico e cultura le più che del ri assetto econo mico e social e che verrà avviato nel corso d el Settecento durante il qual e la città poté god ere d i quello che fu forse il più lungo periodo d i pace della sua storia. In particolare, grazie alla politica illuminata e ri formatrice d i Maria Teresa. Gorizia conobbe un fio rente sviluppo sia sociale che econo mico, la popo lazi one aumentò, fu incrementata l 'istruzio ne pubblica, si sviluppò l'agricol tura , l a sericol tura, vennero impiantate nuove fabbriche. Nel marzo d el 1797 il generale Bonaparte. a capo delle truppe francesi, fece il suo ingresso a Go rizia dove istituì un governo provvisori o ma, g ià d ue mesi do po, le truppe nemiche abbandonaro no il paese e gli austriaci v i entraro no con grand e gio ia d ella p opo lazio ne. Dopo un'a ltra br eve parentesi francese, il 18 13 segna il ri torn o definiti vo d ell 'Austria. li lungo periodo di pace che seguì, permise alla città di dedicarsi al suo GORIZIA 15/16 SffiE!~BRE 2001
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sviluppo interno . el 1836 l 'esiliato re di Fran cia Carlo X giunse a Gorizia dove vo leva curarsi dal colera . Morì poco tempo dopo e fu sepolto nella chiesa del convento dei fran cescani a Castagnavizza alla periferia della città. La costituzio ne del 1861 d ichiarava la contea principesca di Go rizia e Gradisca parte integrante della monarchia asburgica. In questo perio do si svilupparono le industrie, venne costruita l a nuova linea ferro viaria TriesteUdine, molto vivace fu in quei decenni l 'impegno dei movimenti culturali e po litici; nacque una nuova classe bo rg hese. Gori zia divenne pure centro turistico e di cura tanto da m eritarsi l 'appeiJativo di "Nizza dell'Austria" . Nel 1850 nacque il "G io rnal e di Gorizia" che per primo osò battersi contro l 'Impero per la difesa d ell'italianità dì Go rizia. Nonostante l e sever e repressioni austriache la lotta po litica si fece sempre più intensa fino a quando, col nuo vo secolo l 'Impero Asburgico giunse alla cri si final e. Nel 1915 l 'Ita lia entrò nel conflitto mo ndiale contro l 'Austria. La cinà divenne campo di banaglia e subì gravissimi danni d urante gli innumerevoli bombardamenti da entrambe l e parti. Nel 1918 con il rito rn o definiti vo delle truppe i taliane, la città fu d efiniti va mente liberata e cominciò l 'opera di ricostruzio ne che rigu ardò anche il castello. La tragedia della seconda guerra mo ndia le, che travolse anche queste terre, comportò per Gorizia gravi conseguenze quando, il confine italo-jugoslavo tagliò in due il suo antico territo rio priva ndo la città d 'un entro terra ad essa complementare. Oggi Gori zi a è una città che ha saputo superare d iffidenze e rancori reciproci e recuperare una forma di collaborazio ne fra diversi gruppi etnici che hanno da semp re composto un singol are tessuto umano ed una storia unica. Quest'anno la città festeggia il millenario della Sua fondazione e l 'anniversario delle Sue libera zio ni che consentirono la Sua rìunificazìone all'Italia. Le date di questi eventi sono: 8 agosto 1916 e 16 settembre 1947. 6
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Il Gonfalo ne della città di Gori zia è decorato d i due Medaglie d 'o ro al Vale r Militare, le cui motivazio ni sono le seguenti:
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Alla Città di Gorizia
è concessa la Medt:lglia d'Oro
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Richiamando un progetto allo studio sin dal 1977, il 24 maggio del l 'J79 i Presidenti di 9 Associazioni riuniti in Roma, delibemno di unirsi in confederazione con lo scopo precipuo di armonizzare e ooordinare le loro forze al fine di partecipare alla vita attiva della Nazione e svolgere un altissimo compito nel aunpo mornle per il consolidamento delle libere istituzioni e dei prindpi dei11()CI<Uici in confomùtà della Caslituzione, rivolgenda>i in parti<:olare aUe nuove genemzioni che sono la speranza di domani, per contribuire al raggiungimento di una sicura pace tra i popoli e per fennare la corsa agli armamenti. Per il raggiungimento di queste finalità, le Associazioni aderenti conservano la propria assoluta autonomia organiv..ativa, finan.zi.1ria e patrimoniale per svolgere i rispettivi impegni statuta1i. In date successive aderiscono alla Confederazione altre 9 Associazioni. In nome degli insopprimibili valori che le accomunano le Associa7Joni Combattentistiche aderenti alla Confedera7Jone hanno dato vita ad una serie di iniziative a livello locale, nazioru~e ed intemazjonaJe volte a rialfennare la v-.ilidità dei più alti ideali deiJa nostra dviltà, a dare un serio contributo alla salvaguardia deiJa pace, al c:onsolidamento deUe istituzioni democratiche, al rafforzamento di sempre più intense e proficue relazioni fm gli ex combattenti di nmo il mondo. L'awerùta eSigenza di rendere più incisivo il ruolo delle Associazioni Combattentistiche in tutto il territorio ha co~igliato la costintZione di Comitati Provindali deiJa Confederazione in ogni dttà capoluogo <li provincia con sc..-'Cie presso I'A<JSOCiazione provinciale del Presidente di turno in carica per tre anni riconfermabili. In sintesi può affermarsi che la Confederazione fra le Associazioni Combattentistiche italiane, sorta ncl 1'!79, negli anni tragid del terrorismo, si è mobilitata a difesa clello Stato e dei suoi ordinamenti; ha operato attivamente per reclamare l'awio <li una politica di ferme7.7.a e di intr.msigenza contro l'eversione e per sollecitare iniziative concrete atte a favorire il disanno e la di'ìtensione. Ha proseguito la sua attività dando sempre maggiore impulso all'azione e alle iniziative promoose per il consolidamento cleiJa pace e delle i'ìtin1zioni democratiche e a quelle volte ad affrontare con i giovani, con l'opinione pubblica, con le forze politiche e sociali i problemi della lotta alla criminalità, alla violenza, aU'ingiLL'ltizia sociale. Successivamente, con legge 14 luglio 1993, n. 248, il Parlamento ha affidato alla Confederazione, appositamente eretta in Comitato
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nazionale, il compito di programmare e coordinare di <.oocerto oon i Ministeri della Difesa, della Pubblica Istruzione e dei Beni Culturali, rune le celebrazioni del 5()0 anniversario della Re.istenza e della Guerra di Liberazione. Tra le più significative manifestazioni rioordiamo: • la commemorazione della Battaglia di Porta S. Paolo a Roma, tenutasi 1'8 settembre 1993; • quella della Battaglia di Mignano Montelungo, tenutasi nel dicembre 1993; • l'omaggio ai Martiri delle Foose Ardeatine, a Roma, nel marzo 1994;
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la cerimonia del 4 maggio 1995, in Campidoglio, con la partecipazione di delegazioni di ex combattenti di rutti i Paesi impegnati nel 'l!' Conflitto mondiale, per celebrare la fme delle a,tilità.
L'attività svolta dal Comitato nell'arco del trie.nnio 1993/1995 ha riscosso tale consenso e plauso da parte delle Istin.IZioni rune eia indture i parlamentari di lllltO lo schieramento politico a prendere l'iniziativa di un disegno di legge che prorogasse i compiti del Comitato nazionale anche per la celebrazione del 5()0 anniversario della Repubbtica e della C'Uta Costiruzionale. Con legge 20 maggio 1997 n. 134 è stato quindi istin.tito il Comitato nazionale per le Celebrazioni del Cinquantennale della Repubblica e della Costiruzione. Tra le irtiziative più rilevanti ricordiamo: • il conferimento della M.O. al V.M. alla memoria della "portatrice carnica" Maria Plozner Mentii, dell'onobre 1997, alla Presenza del Capo dello Stato; • l'omaggio ai Padli CostiLuenti, del dicembre 1997, a Palazzo Giustiniani, a Roma per celebrare il termine dei proficui lavori dell'A'>Semblea Costiruente; • la manifesta7jone ..l giovani e la Costiruzione", del gennaio 1998, al Palazzo del.lo Sport di Roma, con la presenza di oltre 5.000 sn.rdenti ed allievi delle Accademie militari, unitamente ai rappresentanti del mondo combattenti'itico e delle massime Autorità dello Stato. Si evince, quindi, dal presente promemoria, quanto le più importanti manifesta7joni sopra rirordate din1ostrino l'utilità e l'importanza dell'attività della Confederazione Italiana tra le Associaziorti Oxnbattentistiche ed il suo ruolo nella società. GORIZIA 15/16 SETTEMBRE 2001
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Gruppo
delle Medaglie d'Oro al Valor Militare d'Italia
La Medaglia d'Oro al Valor Militare, venne istituita dal Re Carlo Alberto di Savoia, con Regio Viglietto del 26 marzo 1833 per premiare... "le azioni di segnalato valore che avranno luogo nelle nostre armate". L'articolo 6 del Regio Viglietto precisa che:... "sebbene l'istituzione d i detto distintivo d'onore sia specialmente direua a ricompensare le azioni di valore che possono aver luogo in tempo eli guerra nelle fazioni contro il nemico, no n perciò escludiamo Noi eli potervi aspirare
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anche in piena pace con quelle altre di veramente segnalato coraggio che praticate fossero dai nostri militari, nel periodo di un servizio a cui trovinsi comandati, secondo la natura dell'Arma propria in cui servono". A seguito della concessione della Medaglia d 'O ro al Valor Militare - alla memoria - al Soldato Ignoto ed alla traslazione della Sua Salma a Roma, fu deciso che la scorta d'onore lungo tutto il tragitto romano e il trasporto "a spalla" della bara sulla Scalinata dell'Altare della Patria sino al Sacello per la tumulazione, fossero effettuati dai Decorati di Medaglia d'Oro al V.M.
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Fu quello l'episodio che fece scaturire nei sessantasei decorati la volo ntĂ di costituirsi in Associazione. Era iJ 1923 e l'anno successivo la stessa assunse il nome di "Gruppo delle Medaglie d 'Oro al Valor Militare d 'Italia", eretto in Ente Mor-<1le con R.D. del 16 dicembre 1927, n.1858.
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ll gruppo delle Medaglie d'Oro al Valor Militare d'Italia, ha sede in Roma - Via dell'Amba Aradam n.14/ c - e si prefigge i seguenti scopi: • riunire con fraterno vincolo di solidarietà i decorati della più alta ricompensa al Y.M., perchè mantenendo viva la tradizione della gloria italiana siano di esempio e di incitamento per n1tti ad operare per il bene della Patria; • assistere i decorati ed i congiunti dei decorati deceduti; • raccogliere e curare in un proprio Museo cimeli, ricordi, fotogr-afie ed in genere quando altro possa legarsi al ricordo della vita e delle gesta delle Medaglie d'Oro al Y.M. d'Italia. (Il Museo è in via di attuazione con il contributo fmanziario e materiale da pa1t e delle Forze Armate e delle Associazioni partigiane); • promuovere al centro ed alla periferia le cerimonie eli ricordo e di esaltazione della Medaglia d'Oro al VaJor Militare. (Cerimonie all'Altare della Patria, Sacrario eli Redipuglia, Sacrario Oltremare di Bari, Giuramenti in forma solenne presso Accademie e Scuole Militari, Cerimonie presso Scuole pubbliche di ogni ordine e grado). Lo Statuto del Gruppo' prevede che sono "soci effettiv i eli diritto" i Decorati viventi e "d'o nore" quelli deceduti, unitamente alle Città ed alle Unità delle Forze Armate decorate. Inoltre i Decomti deceduti sono mppresemati da una persona di famiglia mentre le città e le Unità delle Forze Armate, 12
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rispettivamente, dal Sindaco e dal loro Comandante. Il Consiglio Direttivo del Gruppo è costituito da : - Presidente - un Consigliere Segretari o - tre Consiglieri Il Consiglio rimane in carica tre anni e provvede all'attuazio ne degli scopi sociàli, avvalendosi della collaborazione delle Medaglie d'Oro che risiedono alla periferia per coordinare l'azione da svolgere nelle regioni o farsi rappresentare a cerim onie ed altre pubbliche manifestazioni. MEDAGLI E D'ORO AL VALOR MILITARE CONCESSE DAL 1834 AL 2001 Individuali Milite Ignoto l Disperso Ignoto l Internato Ignoto l '"alla memoria" 1971(•) '"a viventi" 419 (ancora in vita 42)
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Bandiere acl Armi, Unità e Corpi 155(') a Provincie, Città e Comuni 63 (")
(•) comprese 21 a stranieri c••) comprese 7 a stranieri O compresa l a straniera (") compresa l a straniera
00184 ROMA - Via dell'Amba Araclam, 14/c Tel. o6n7.20.59.47 - Fax o6n7.26.I 4.50 Linea Militare: Tel. 3/ 5533 - Fax 4735/ 5533. GORIZlA 15/16 SffiEMBRE 2001
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Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra
Costituitasi spontaneamente in Milano nell'aprile 1917, mentre infuriava cru enta la prima guerra mondiale, l'Associazione, sin dalla fondazione, persegue, in quanto stabilito nell'art. l dello Statuto sociale, finalità: • di ordine ideale. morale e patriottico, in quanto volte a promuovere, nel ricordo del dovere compiuto per la Patria e nell'auspicio della eliminazione delle • guerre, ogni iniziativa diretta al consolidamento della Pace, della coopemzione e dell'amicizia tm gli Stati, nonché allo sviluppo del civile, giusto e democratico progresso del popolo italiano; • in ordine mppresenrativo, nel senso che l'Associazione attende 14
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allo studio dei particolari problemi che riguardano i mutilati e gli invalidi di guerra, in relazione alle loro peculiari esigenze, promuovendo e svolgendo, anche attraverso iniziative parlamenLari, ogni possibile azione a difesa degli interessi morali e materiali degli stessi. L'A.N.M.I.G. conta oggi oltre 150.000 mutilati ed invalidi di guerra, tutelati ed organizzati presso 350 Sezioni, ubicate nelle maggiori città , 220 sottosezioni e oltre 2.000 Fiduciariati aventi sede in altrettanti comuni, ed è
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presente anche all'Estero con propri Fiduciariati. L'Associazione è autonoma e indipendente da qualsiasi partito o fora politica ed ha la rappresentanza esclusiva della categoria, è presente, per legge, con propri rappresentanti, negli Enti e nelle Commissioni che trattano i problemi degli invalidi di guerra. L'A.N.M.I.G. è stata fra le fondatrici, sin dal 1950, della Federazione Mondiale degli ex Combattenti (FMAC), organismo aderente all'O.N. U., che annovera organizzazioni in runo il mondo in rappresentanza di oltre 20 milioni di ex combanenti, invalidi e vinime della guerra. Dal 1979 l'Associazione ha promosso la costituzione della Confederazione fr-a le Associazioni Combauentistiche italiane alla quale aderiscono 19 organizzazioni. La Confederazione è nata anche nell'avvc11ita esigenza dei decorati al V.M., dei partigiani, degli ex combattenti, delle viuime della guerra e del dovere eli un
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rafforLamemo delle istituzioni repubblicane in nome degli ideali eli libertà e eli democrazia per i quali essi combatterono, nonchè dal proposito di recare un concreto contributo alla causa della Pace tra i popoli in uno spirito di amicizia e di costruttiva cooperazione. Gelosa custode di un immenso patrimonio di valo ri, di ideali e di testimonianze, acquisito nel corso dei suoi 84 anni di vita, l 'Associazione non intende che esso venga disperso quando, per l'inarrestabile ava nzare degli anni i protagonistj eli così qualificanti pagine di stori a italiana non ci saranno più. Pertanto è stato deciso di costituire una Fondazione con il compito di tramandare alle giovani generazioni questa preziosa eredità ideale, iniziativa alla quale non può mancar e approvazione e sostegno in quanto si propone la memoria storica eli lotte, di sacrifìci e di conquiste che hanno consentito all'Iralia di crescere nella libertà, nella democrazia e nella giustizia sociale.
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Associazione italiana Ciechi di Guerra
L'Associazione Italiana Ciechi di Gerra, fondata il 23 maggio 1979, riconosciuta giuridicamente con il D.P.R. n.26 del 31 gennaio 1984, trae origine da un movimento dei ciechi eli guerra sorto spontaneamente ad Abano Terme nel 1966, rappresenta e tutela, per statuto gli interessi morali e materiali dei ciechi di guerra e per servizio militare, dei ciechj per causa di servizio militare svolto in tempo di pace, dei cittaclinj che hanno perso la vita a causa di esplosivi lasciati incustocJjti in occasione di esercitazioni militari, nonchè i lo ro familiari. Anche tutti gli altri grandi invalidi di guerra e per servizio militare trovano grande considerazione aU'interno deUa nostra Associazione, come testimonia la loro ampia
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adesione in qualità di soci sostenitori. Lo Stato Italiano riconosce agli invalidi sopra menzionati il diritto al risarcimento del danno subito all'integrità fisica. L'associazione promuove iniziative a livello locale, nazionale ed internazionale, mirate al sostegno della pace, nel rifiuto di ogni ideologia ed ogni movimemo che facciano ricorso alla guerra ed alla violenza o le propugnino quali mezzi leciti o giustificabili per la soluzione di contlitti ideologici, sociali, politici. Esplica inoltre la sua azione a salvaguardia dei beni culturali ed ambientali. L"Associazione promuove progetti finalizzati al recupero morale e materiale dei fratelli ciechi di guerra di quei Paesi del Terzo Mondo, che non sono in grado di provvedervi autonomamente. L'Associazione è membro attivo del I.K.K. ("Imernational Congress of the WarBiinded") della quale ricopre, sin dalla sua costituzione, cariche di . presidenza; I'I.K.K. opera allo scopo di affermare presso i diversi governi nazionali la necessità di favorire il dialogo tra i popoli, quale metodo per risolvere le controversie internazionali. Nell'ultimo meeting, svoltosi a Brighton, nel senembre 2000, a cui hanno partecipato le associazioni dei ciechi di guerra di Italia, Canada, Filippine, Finlandia, Francia, Inghilterra, Germania, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Ungheria c USA, è stata con forza ribadita la messa al bando delle armi nucleari, chimiche e biologiche e la necessità di proseguire nel disarmo globale, ancorchè, contemperato con le esigenze della difesa nazionale e GORIZIA 15/16 SETTEMBRE 2001
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dell'eventuale panecipazione a missioni di pace sono l'egida deii'ONU. Potranno così trovare concreta attuazione gli ideali di pace e di solidarietà con le vittime della violenza cui i ciechi di guerra e p er servizio militare hanno vincolato la presenza della associazione includendoli tra gli obienivi starutari. Ideali che essi hanno sempre richiamato in tutte le secli nazionali e internazionali. Attraverso la sua Sede Centrale e undici Consigli regionali o Interregionali interloquisce costantemente con il Governo, il Parlam enro, le Regioni e le Amministrazioni locali a tutela dei diriui dei ciechi di guerra e per la promozione di iniziative eli valenza social e. Per l'attuazione dei fini sopra esposti: • promuove lo studio e la ricerca medico-legale su gli effeni aggravanti delle invalidità aggiuntive alla cecità; • istruisce e segue per conto degli iscritti tutte le pratiche relative ai problemi pensionistici curando allo scopo i collegamenti con il Ministero del Tesoro e le diverse Sezioni della Corte dei Co nti; • prescnzia a tune le manifestazioni commemorative militari e civili a conferma della propria vocazione ad operare per una società rispettosa dei valori umani; • ricerca tra gli studenti universitari e nell'ambito eli organizzazioni giovanili, giovani disposti ad
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adempiere il servi zio di leva con funzione di accompagnatore militare, istruendo allo scopo le relative pratiche presso i diversi enti a ciò preposti; invia ad ogni socio il periodico trimestrale "L'Incontro", in edizione stampara e in versione parl ata, due periodici su audiocassetta "L'Incontro Magazine" e " L'Incontro parlato", il prim o a contenuto prevalentemente culturale ed informativo il secondo destinato allo scambio di idee, al confronto tra i soci, nonchè, documentazione varia (in stampa Braille o registrata su audiocassette) inerente particolari argomenti di interesse categoriale; organizza iniziative turistiche e cultur-<~ li con l'adozione di criteri ed ausili tecnici specitìci per non vedenti; fornisce, attraverso proprie strutture adeguatamente dotate eli strumentazioni elenroniche e informatiche costantemente aggiornate con nuovi prodotti di avanzata tecnologia, informazioni di vario ge.nere, riproduzioni su floppy-disk di opere culn1rali destinate alla lettura e aUa consultazione da parte dei soci; ricerca in campo nazionale ed internazionale prodotti utili per l 'autonomia dei non vedenti curandone la conoscenza ed il loro utiHzzo mediante incontri di gruppo ed individuali presso le sedi dell'Associazione o presso il domicilio dei soci.
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Istituto
deliiNastro Azzurr0 fra decorati al Valor Militare
L'lstiluto del Nastro Azzurro fra decorati al Valor militare fu costituito il 26 marzo 1923. La data eli costituzione dell'Istituto volle <m che ricordare che, 90 anni prima, con Regio Viglielto 26 marzo 1833, Carlo Alberto istituiva la medaglia d'oro e la medaglia d'argento at VaJor Militare. L'Istituto, eretto in Ente Morale con R.D. 31 maggio 1928, n.1308, è apolitico ed apartitico, e si propone in base alle norme statutarie eli: a) nobilitare il segno del valore, richiedendo ai propri associati la rigida osservanza delle leggi dell'onore e del dovere in ogni ano della loro vita privata e pubblica; b) affermare ed esaltare con l'esempio e con le opere eli propaganda, il valore e le virtÚ militari italiane, diffonclcnclo, 22
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particolarmente nei giovani, la coscienza dei doveri verso la Patria: c) ravvivare il ricordo degli eroismi compiuti, anche mediante pellegrinaggi ai luoghi dove piĂš rifulse il valore ilaliano; cl) assistere gli iscritti e nuelarc gli interessi morali e materiali della categoria. Possono far parte dell'lstinJto coloro che, avendo ottenuto per atti di valore una ricompensa al Valore Militare, non abbiano successivamente compiuto azioni indegne o tenuto
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riprovevole comportamento e siano venuti meno alle leggi dell'onore militare, della morale o ai doveri verso la Patria. L'attività e l'ordinamento dell'Istituto furono regolati, in un primo momento, da uno schema di Statuto provvisorio, sostituito poi da quello approvato con R.D. 1308 del 31.5.1928. Lo statuto fu successivamente modificato fino acl arrivare a quello anualmente in vigore approvato con Decreto del Presidente della Repubblka n. 825 del 17 settembre 1984. Malgr&clo gli eventi politico-militari successivi all'8 senembre 1943, l'Istituto non fu mai sciolto e la sua vita non subì interruzione, pur essendo avvenuta una certa dispersione dei soci. L'Istituto fu riorganiu_ato nel dopoguerra, adeguando le norme statutarie allo nuova forma istituzionale, fermo restando le sue finalità essenzialmente di ordine morale e la sua assoluta apoliticità. DaJJa sua istituzione, ad oggi, hanno chiesto ed onenuto l'Iscrizione al astro Azzurro oltre 87.000 decorati al Valor Militare. Con Regie Patenti 29 marzo 1928, in applicazione al R.D. 17 novembre 1927 fu riconosciuto all'Istituto del astro Azzurro cd ai suoi soci il dirino di far uso di un Emblema Araldico. Con successive Regi<.: Parenti 16 gennaio 1936 in applicazione al R.D. 19 dicembre 1935, tale diritto fu esteso anche ai soci dell'Istituto decorali di Croce di Guerra al Valor Militare. L'Istituto si articola in 94 Federazioni Provinciali, 310 Sezioni e 135 Gruppi. Sono Soci d'onore dell'Istituto numerosi Reparti delle FF.AA., la cui bandicm è stata decorata con medaglie al Valor Militare, nonché 162 Comuni, di cui 52 decorati eli Medaglia d'Oro al Valor Militare. ei suoi quasi 72 anni di vira, l'Istituto, mantenendo fede ai suoi principi srarutari, ha svolto un'opera di altissimo valore spirituale, morale c sociale, per affermare quei principi eli amor di Patria che sono alla base della vita di ogni Popolo. Innumerevoli sono le iniziative di car-,mere patriottico promosse dall'Istituto: Raduni di ex combattenti 24
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inaugurazione di monumenti ai Caduti - donazione di Targhe alle Accademie e alle Scuole Militari - donazione di Bandiere azionali alle Scuole e acl altri Enti - viaggi di studenti, fmanziati dall'Istituto per visitare le zone più significative, dove rifulse il valore dei combanenti italiani in rune le gt1erre e nella Resistenza - intitolazione di Scuole ed aule scolastiche al nome di Caduti in guerra, ecc.. Accanto a questa attività patrionica, l'Istin•to svolge un'attività di carattere sociale, prestando assistenza soprattutto di carattere morale ai suoi iscritti, per la maggior parte ex combattenti anziani, disseminati in rutta l'Italia. Numerose sono le pratiche di carattere burocraticoamministrativo che ogni anno vanno a buon fine mercè l'interessamento della Presidenza Nazionale del Sodalizio e numerose sono le proposte di legge che vengono formulate a fovore degli ex combattenti, ed in pa•ticolare dei decorati al Valor Militare, leggi che vengono successivamente presentate in Parl amento da Deputati o Senatori. L'Istiruto del Nastro Azzurro svolge, inoltre, un'attività eli car attere culrurale promuovendo, sorto il suo patronato, la pubblicazione eli libri eli carattere storico-militare, e curando la stampa degli "Albi d'Oro" che raccolgono i nominativi e le motivazioni di nme le medaglie al Valor Militare concesse ai combattenti eli rutte le guerre, in n•tte le Provincie d'Italia. Trattasi di un'opera ruttora in corso, di notevole valore sociale e morale, frutto di pazienti ricerche che si spera di poter estendere e rutte le provincie italiane. Pubblica, infme, il Periodico "il Nastro Azzurro", che ha il preciso scopo eli diffondere la rievocazione delle glorie militari e dell'eroismo del soldato italiano, il culto della Patria. GORIZIA 15/16 SETTEMBRE 2001
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Associazione Nazionale Combattenti e Reduci
La nostra Associazione, con le sue innumerevoli manifestazioni patriottiche, crea sempre meraviglia in una parte dell'opinione pubblica, che erroneamente ritiene che dopo tanti anni dalla fine della seconda guerra mondiale di ex combattenti in vita non ce ne siano piĂš! Ed invece fortunatamente noi ci siamo ancora e siamo in tanti e con noi ancora centinaia di Cavalieri d i Vittorio Veneto e Ragazzi del '99 oramai tutti centenari.
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Ci siamo ancora per dare testimonianza di gratitudine aUa memoria dei tanti fratelli Caduti, dimenticati anche da quelli che per il sacrificio di questi fratelli hanno ritrovato un'Italia libera , democratica ed unitaria. Ci siamo ancora per esprimere solidarietà alle nostre Forze Armate, ovunque impegnate quali custodi delle nostre libertà costituzionali. Ci siamo ancora per esprimere ringraziamenti a tutte le Forze dell'Ordine, che ogni giorno mettono a rischio la loro vita contro la criminalità per dare sicurezza ai concittadini. Ci siamo ancora, e soprattutto, per essere di esempio e di riferimento per le nuove generazioni, perché rileggano quelle pagine di storia Patria, che sono state per tutti i Combattenti di tutte le guerre un riferimento di amor di Patria -e di solidarietà nazionale. Abbiamo ripreso il discorso con i giovani ed è nostra intenzione non farlo interrompere percbé essi, responsabili dell'avvenire della nostra Patria, conoscano i sacrifici e gli eroismi di quanti hanno
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operato per ridare all'Italia la speranza di un domani migliore. Siamo un'Associazione senza eredi che con la scomparsa dell'ultimo combattente ammainerà le sue bandiere, ma fin ché ci sarà vita non ci arrenderemo. L'età di ognuno di noi con i relativi "acciacchi" non ci scor.tggia né blocca il nostro cammino, che è stato e resterà un cammino di pace, di solidarieuì c di giustizia. l l
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Associazione Nazionale Combattenti Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti Regolari delle Forze Armate
Un gruppo di militari che avevano combattuto nei reparti regolari delle Forze Amate dall'8 Settembre 1943 al Maggio 1945, pensarono che non si poteva lasciar disperdere quel patrimonio di amicizia e di solidarietĂ che si era formato tra gU uomini che, assieme, avevano affrontato tanti pericoli e tanti sacrifici in tempo di guerra. Erano anche fortemente convinti che era necessario e doveroso avviare e sviluppare ogni iniziativa perchĂŠ il contributo daro dalle Forze Armate regolari alla Liberazione dell'Italia dal nazifascismo fosse ben documentato, fatto conoscere e tramandato ai giovani delle nuove generazioni In questo spiriro e con questa ferma motivazione fu costituita, con arto del 29 ottobre 1963, la "Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione
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inquadrati nei Reparti Regolari delle Forze Armate!", ANCFARGL. L'Associazione stessa ottenne riconoscimento giuridico con Drecreto del Presidente della Repubblica n. 648 del 23 giugno 1964. Lo Statuto dell'Associazione si propone i seguenti principali obiettivi: a) mantenere vivo il culto dell'ideale di Patria e la memori a dei Combattenti inquadrati nei reparti regolari delle Forze Armate, caduti nella Guerra di Liberazio ne; b) custodire ed esaltare il patrimonio spirituale rappresentato dalle azioni gloriose compiute dai reparti regolari delle Forze Armate nella Guerra di Liberazione, c) sviluppare i sentimenti di solidarietà e di fraternità fra i soci, stabilire e consolidare rapporti di fraterna cordialità fra i soci ed i miJitari delle Forze Armate in servizio e in congedo ; d) sviluppare rapporti di cord ialità fra i soci propri e quelli eli altre Associazioni d'Arma e Combattentistiche, e) assistere moralmente e materialnente i soci e le loro famiglie; O favorire la preparazione spirituale e culturale dei soci mediante conferenze, pubblicazioni, manifestazioni celebrative nazionali e locali.
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Gli Organi Sociali dello Stan•to sono: - Presidenza Nazionale, - Consiglio Nazionale, - Comitato Centrale, - Collegio dei Sindaci, - Sezioni e Sonosezioni - attualmente sono 56, delle quali tre in Australia (Sidney, Melbourne ed Adelaide). Una Sezione è costinlita da ufficiali che hanno prestato servizio di collegam ento con le Unità Alleate, (lralian Intelligence Liaison Officers, LLL. Os). La Presidenza Nazionale attua le delibere del Consiglio Nazionale e del Comitato Centrale. È responsabile dei rapporti con le Autorità civili e militari. Sensibile alle proposte dalle Sezioni, programma le manifestazioni e le attività cultura li e sociali a livello nazionale e regionale. La programmazione ed i bilanci debbono essere discussi ed approvati dal Consiglio Nazionale. Le Sezioni operano in piena autonomia e possono richiedere contributi alla Presidenza Nazionale per specifiche iniziative.
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Per salvaguardare e valorizzare - sul piano cleLia ricerca, dello studio e della divulgazione - la . _,... --~-0...0-·memoria storica della •. ..._Q_"""'• .. ...,.... panecipazio ne delle Forze ..... ...... .,_..,._, .... .__. --·--~ ..,... . Armate alla Guerra di _.....,.......,..._ Liberazione, è stata ..... ••<-•••• costituita la Fondazione _._..,__...._.. ..__ "Le Forze Armate nella -. ,. Gue rra eli Liberazione 1943-1945" che si propone: a) l'istituzione ed il mante nime nto di un Museo; b) la formazione e la conservazio ne eli un archivio d i docume ntazione storica; c) la realizzazione di seminari eli studio, conferenze, etc.; d) lo svolgimento di attività editoriali e radiotelc;:visive; e) l'istituzione di pre mi e eli borse eli studio destinate ai giovani. Obiettivo fondamenta le dell'Associazione, in tutte le sue attività, è quello di docume ntare e fare conoscere la panecipazione delle Forze Annate Italiane - oltre 500.000 Combattenti, con 87.000 Caduti - ne lla Guerra di Liberazio ne in Italia ed all'estero. Particolare attenzione è data aUa sensibilizzazio ne dei giovani, interessandob a questa realtà storica. Per lo ro sono organizzati inco ntri, ne lle scuole e nei centri culturali, con la diffusione di libri ed opuscoli. Vengono anche proiettate videocassette che evide nziano i fatti storici ne ll'assoluto rispetto della verità. Frequenti sono le visite ai cimiteri militari italiani ed aUeati. Ogni a nno celebrazioni imponenti sono o rganizzate a Montelungo e ad Anzio, per ricordare i Caduti italiani ed Alleati che hanno sacrificata la loro giovane vita per ridare all'Italia ed all'Europa Libe nà e Democrazia. L'Associazione pubblica un proprio periodico "Il Secondo llisorgirnento d'Italia", pubblica, inoltre, numerosi volumi su fatti bellici ed argomenti storici.
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Associazione Nazionale Redud dalla Prigionia, dall'Internamento e dalla Guerra di Liberazione
L'Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall'lnteramento e dalla Guerr& di Liberazione (Al'ffiP), Ente Mor&le per Decreto Presidenziale 30 maggio 1949, Ente Nazionale con Finalit:à Assistenziali D.M. 10.09.1962, ha sede legale in Roma, via Sforza n.4 e sede operativa in Via Statilia n.7. L'ANRP è un'organizzazione a caranere nazionale, senza fini di lucro, indipendente da qualsiasi parte politica, interesse economico e credo religioso. Essa ha rappresentato dal dopoguemt ad oggi il maggior numero di Reduci (militari e civili) da tutti i campi di prigionia, di internamento e dalla guerra eli liberazione, ne ha risolto i ' roblemi e n.telato gli interessi. 'ssociazione riveste uno specifico n.1olo nella promozione ·Lla cultura della pace ed incentra la prop1ia azione al fme di: .,J partecipare anivamente all'affermazione eli un'Italia democratiC'& , in cui, nel rispeno delle leggi e delleistituzioni, tutti i cinadini collaborino al bene della collettività;
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b) mantenere neiJa Società un dialogo che sappia, sul piano dei valori um~mi e sociali, offrire alla Comunità un serio appo11o di ricerca, di riconquista, di approfondimento per lo sviluppo e il miglioramento dei rapporti Lrd le Genti. L'ANUP si adopera, a tutti i livelli associativi, quale anello di raccordo tra monùo militare e Società civile ed in ogni utile iniziativa tesa a: l ) promuovere una coerente azione di promozione sociale e culrumle, favorendo la pace nell'interesse dell'Italia, mantenendo relazioni internazionali anche anraverso gli iwliani all'estero e, in modo particolare, agendo anraverso la Confederation l nternationale cles Anciens Prisonniers de Guerre (ClAPG) con sede a Parigi, organizzazione non governativa al Consiglio Economico e sociale delle Nazioni Unite ed al Consiglio d'Europa - Statuto B - ; 2) svolgere attività eli educazione e eli promozione dei diritti umani, sostenendo l'indivisibilità e l'interdipendenza di tutti i diritti degli uomini. Oggi la presenza dell'A RP è affidata su tutto il territorio nazionale, a schiere ancora cospicue - sia pure via via decrescenti nel numero - eli oltre 30.000 soci, sostenitori e donatori, distribuiti in 169 Sezioni comunali o nuclei di base, raggruppati in 13 Confederazioni regionali o interregionali, 46 Feclemzioni provinciali o circondariali, 4 Federazioni all'estero (Fmncia, Inghilterra, Argentina ed AuStralia). L'ANRP promuove e coordina una ricca ed assai cliversilìcata serie di manifestazioni ed iniziative che vengono curate dal Centro studi, documentazione e ricerca, dalJa Società italiana di storia delle prigionie militari, dal Dipartimento cultura, arte e spettacolo e dal Dipartimento affari sociali ed umanitari - organi tecnici dell'Associazione. Cura una collana che ha già edito 45 titoli su temi specifici di grande interesse storico e culturale e pubblica il mensile associativo "rassegna" (22° anno della nuova serie) con un target mirato di oltre 30.000 lettori. Il periodico, anento alle problematich e del momento e attivo partecipe della vita GORIZIA 15/ 16 SETTEMBRE 2001
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contemporanea costiruisce l o strumento più efficace e penetrante eli cui dispone rAssodazione, non solo per 1 legami interni tra sede centrale, organizzazione periferiche e soci, ma anche, e soprattutto, per la funzione svolta di "confronto su fatti ed opinioni". V~ciazione, nel proprio ruolo •assistenziale", ha avanzato èd avanza, con grande dignità e senso di equilibrio, richieste credibili, su temi quali la previdenza e Cassistenza. In modo parurolare, sono state affrontate, con ogni utile azione compatibile ai propri compiti sururari. le 81"&'rnd rivendicaziooi: l ) la questione reladva ai risarcimenti per gli ex lavoratori coatti italiani in Gelmani,a, a segujto della Legge della Repubb~ Federale Tedesca. In tale ambito l'ANRP è stata chiamala ad assumere il ruolo di Coordinatore degli enti, associazioni e paaonati italiani a tutela degli interessi degli ex deportati ed intemari (militari e civili) it dlani vittime del nazismo. Inoltre coordina e promuove ogni utile intervento teso a favorire gli aventi diritto promuovendo ogni utile azione, a livello nazionale ed internazionale per rutelare il loro diritto al risarcimento; 2) il riconoscimento dei risarcimenti agli ex POW lavoratori negli USA, attivandosi in una serie di ricerche sia in territorio italiano che americano, stilando un primo elenco di potenziali beneficiari. t. - anche questo - un modo eli concepire la funzione di un'Associazione come la ANRP, che si richiama al passato, ma intende collegarsi al presente ed ai bisogni dell'uomo. Inoltre l'Associazione, nell'ambito dei suoi fini, ha realizzato la " Bandiera più lunga del mondo'' che dispiegata il 10 gennaio 1999, a Roma, dal Colosseo al Campidoglio, con i suoi 7.536 mq di superficie (lunghezza mt. 1.570 e larghezza mt. 4.80), iscritta nei Guinness dei Primati, è stata riproposta a ew York, l' Il ottobre 1999. nel corso della trtldizionale parata del "Columbus Day" (300.000 spettawri) e il 5 novembre 2000, in una sfilata durata quasi 4 ore, a Buenos Aires, dalla sede dell'Ambasciata Italiana fino a piazza Italia, con la partecipazione di oltre 30.000 connazionali residenti. 36 ----~---
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Infine I'ANRP cura il presùgioso riconoscimento interforze '·Icaro··, istituito nel 1975 con il patrociJ1io del Capo di Stato Maggiore della Difesa che ogni anno viene consegnato, in una solenne cerimonia, alla presenza del Presidente della Repubblica e delle massime autorità. Con Esso si vuole offrire un pubblico, tangibile segno di riconoscimento a quel militare o reparto che si è distinto "per eccezionali doti eli ardimento", o per ··ammirevole spirito di sacrificio'' o per ;,solidarietà umana" o per ··elevatissimo senso del dovere", quale raccordo tra Forze Armme c Società Civile. L'Associazione, nello sforzo di comprendere l'evoluzione dei tempi, si è prefissa in questi ultimi anni, di reinterpretare il suo ruolo, ritenendo che non potesse essere confinato nel culto, fine a se stesso, di un "reducismo .. che esaurisse la sua presenza nel rito delle 1icorrenze celebrative, che non incide in alcun modo nella società e che, in pa1ticolare, non ha presa alcuna sulle nuove generazioni. l Reduci sono stati e sono un . patrimonio morale e culturale dell'Italia che possono trasferire ai giovani la storia recente della nostre~ Patria, soprarruno tramandando, in maniera viva e diretta, i valori della libertà, della dignità e della democrazia. l Reduci, quasi nmi ottamenni, sono desiderosi che il ru olo e la valenza deii'ANRP non scompaia con loro, ma che nei prossimi anni si trasformi sempre più in una organizzazione operativa per le attività di pace e per le iniziative umanitarie nelle crisi internazionali, coinvolgendo i gi ovani a cui l 'Associazione gradualmente verrà affidata, con il compito di conservare la memoria auraverso la coopera zione, il peace-keeping, il peacebuilcling, e la lotta contro le nuove prigionie per poter continuare a spe rc~re e fornire apponi rilevanti in settori di alta val enza sociale, per il rafforzamento del ··senso dello Stato~ e l'affermazione delia stessa "cultura clelia legalità", qual e punto di riferimento alto, concreto e visibile per La migliore saldatura tra le generazioni, valorizzando adeguatamente un patrimonio di rutto ri spetto; un patrimonio di lealtà e di dedizione al Paese, in nome di ideali che vanno ben al di là degli stessi comuni interessi. GORIZIA 15/16 SETTEMBRE 2001
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Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
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L'associazione !azionale Partigiani d'Italia (ANPI) è stata costituita a Roma nel 1944, quando ancora il ord Italia era sotto l'occupazione nazifascisw, dai volontari che avevano partecipato alla guerra part igiana nelle regioni del centro. Dopo l<t liberazione di tutto il tcrriwrio nazionale essa si estese in tutto il Paese: anche al sud, dove gli episodi di resistenza erano stati sporadici. ma dalle cui regioni provenivano molti dei partigiani che avevano fano parte delle formazioni del centro-nord e all 'estero (Jugoslavia, Albania, Grecia, Francia). Intanto,
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il 5 aprile del 1945, essa era stata eretta in Ente morale (Decrew Luogotenenziale n. 224 del 5 aprile 1945). I suoi scopi - codificati dallo Statuto associativo - sono: a) riunire in associazione tutti coloro che hanno partecipato in azione personale diretta alla guemt partigiana contro il nazifascismo, per la liberazione d'Italia, e tutti coloro che, lottando contro i nazifascisti, hanno contribuito a ridare al nostro paese la libertà e a favorire un regime di democrazia, al fine eli impedire il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e di assolutismo; b) valorizzare in campo nazionale ed internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall'azione dei partigiani e degli antifascisti, glorificare i Caduti e perpentarne la memoria; c) far valere e difendere il diritto acquisito dei partigiani di partecipare allo sviluppo morale e materiale del Paese; d) tutelare l'onore e il nome partigiano contro ogni forma di vilipendio o di speculazione; e) mantenere vincoli eli fratellanza tra partigiani italiani e partigiani di altri paesi; O adott~ re forme di assistenza atte a recare aiuti materiali e morali ai soci, alle famiglie dei Caduti e di coloro che hanno sofferto nella lotta contro il fascismo; g) promuovere studi intesi a mettere in rilievo l'impottanza della guerra partigiana ai fini del riscatto del Paese e della riconquista della libertà; h) promuovere eventuali iniziative eli lavoro, educaziòne e qualificazione professionale. che si propongano fmi di progresso clemocmtico della società; i) battersi affinché i principi informatori della guerra eli liberazione divengano elementi essenziali nella formazione delle giovani generazioni; l) concorrere alla piena attuazione, nelle leggi e nel costume, della Costituzione Italiana, fruuo della Guerra eli Liberazione in assoluta fedeltà allo spirito che ne ha dettalO gli articoli; m) dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento 40
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della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro pill alta espressione. L'Associazione è organizzata in Comitati provinciali e regionali, Sezioni comunali, mandamentali e di qua1tiere, Circoli. e fanno parte pa1tigiani, patrioti, benemeriti della guerra di liberazione; militari che hanno preso parte alla guerra di liberazione nei reparti delle Forze Armate; quanti durante la guerra di liberazione siano stati incarcerati o deportati nei campi eli sterminio, o eli internamento per attività politiche o per motivi razziali o perchÊ, essendo militari, intern ati, non abbiano aderito alla -repubblica sociale italiana o a formazioni armate tedesche. Sono soci d'onore dell'ANPI i familiari dei Caduti nella guerra eli liberazione e eli coloro che, come prigionieri politici o razziali o vittime di rappresaglie o come ostaggi o perseguitati politici o razziali, furono ,internati dai nazifascisrj o comunque siano deceduti in seguito a ferite o malattie riportate durante la guerra di l iberazione. L'ANPI pubblica dal 1952 "PATRIA indipendente", con frequenza mensile, il cui sottotitolo è "periodico della Resistenza e degli ex combattenti".
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Federazione Italiana Volontari della LibertĂ
Immediatamente dopo la fine della gu erra, con la l iberazione eli tutto i l terri torio nazionale, i Partigiani che avevano operato nel Nord-Italia si son o iscritti, in gn1n p arte, nell'associazione Nazionale Partigiani d'Italia, (ANPJ), costituita il 5 aprile 1945 nel Centro Italia, subito dopo la Liberazione del Lazio, deli'Umbria e della Tosca na. All'ANPI confluirono, p ertanto, i Partigiani che avevano combattuto nelle fo rmazioni "Garibaldi", "Giustizia e LibertĂ ", "Autonome", "Cattoliche" e "Matteotti". Lo Statuto clell'ANPI - pur rivolgendosi a Combanenti eli diverse ideologie p olitiche, religiose ed ideologiche -
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chiedeva di porsi al servizio dello tato, nato dalla ncsistenza e fo ndato sui principi di LibertĂ , di Giustizia c di Progresso. Tra l a fin e del 1946 ed il 1947 si costituiro no sponta nea mente in va ri e regioni e provincie del Nord e Cemro-llalia delle associazioni di liberi Partigiani, che dc~iscro di agire autonoma mente per concorrere allo stabilimento in Italia della Democrazia di matrice occidentale, fondata su una pluralitĂ di Liberi partiti. 11 22 marzo 1948, nei locali dell 'Istituto S.Carlo di Milano, fu redatto l'atto costitutivo della Federazione Italiana Volontari della LibertĂ ( FIVL). 11 medesimo fu souoscriuo dalle souoelencate associazioni partigiane: "Associazione Partigiani Autonomi della Lo mbardia"; "Associazione 13rigate del Popolo'' - Milano;. "Associazione Haggn1ppamento Divisioni A. Di Dio" Alta Lombardia; ''Associazione Partigiani Autonomi del Piemonte" Torino; "Associazione Partigiani della Val d'Aosta" - Aosta;
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"Associazione Partigianj Osoppo-friul i" - Udine; "Associazione Liberi Partigiani Emiliani" - Parma, Reggio Emilia; "Associazione Partigiaru Autonomi Liguri" - Savona; "Associazione Partigiaru del Circolo Bisagno" Genova; "Associazione Garibaldini Indipendenti'' - Imperia; "Associazione f iamme Verdi" - Brescia; "Associazione Vo lontari della Libertà del Veneto'' Padova, Belluno, Venezia, Veron a, Vicenza, Treviso, Rovigo; "Associazione Partigiani Jtal ianj eli Tri este e di Gorizia" - Trieste; "Associazione parugiaru Cristianj" - Milano, Roma; "Associazione Liberi Patrio ti Umbro-Sabinf ' Teram o; "Associazione Volontari della Libertà della Campania'' - Napoli; "Unio ne Autonoma Partigiani Sardi" - Cagl iari; "Associazione Raggruppamento Autonomo Paciano" Voghera, Pavia; "Associazione Partigiani Ignazio Vian'' - Cuneo; "Assoèiazione Toscana Volontari clelia libertà" Firenze, Lucca; "Associazione Volo nta ri della Libertà Val d'Arda" Piacenza; "Associazione Fronte Militare Resistenza" - Roma; "Associazione Forze Armate Gue!T'd di Liberaziorre" Milano, Roma; "Associazio ne Superstiti e Familiari Caduti clelia D ivisione Acqui" - Milano; "Associazione Partigiani all'Estero" - Milano, Padova; Nell'April e del 1948, la FTVL, con Decreto del Presidente della Repubblica n.430 ufficial mente ri conosciuta Ente Morale, ha eletto Presidente: il Generale Raffaele Cardona già Com andante del Corpo Volontari della Libertà Alta-l.ta lia. L'attività clelia Federazione Italiana Volonrari della Libertà è coordi nata dalle Associazioni federate, nello 44
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spirito dei propri staruti che mai contrastano con lo Statuto della Federazione. L'a rt. 2 del medesimo stabilisce che l '~1des ione alla Federazione deve essere deliberata dagli organi componenti delle singole associazione a norma dei rispettivi staruti. L'art.3 dichiara che la FI VL è politica, ma non partitica . Compito fondamentale della Federazione è la salvaguardia dello spirito della Resistenza, valo rizzanclone il patrimonio morale, mantenendo fede agli ideal.i d i Ind ipendenza, di Libertà, di Democrazia, di Giustizia e eli Civiltà, propugnari nella Lotta di Liberazione azionale. La Federazione pubblica il proprio periodico ·'Autonom.i" . Inoltre ha pubblicato numerosi srudi su argomenti storici e politici.
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Federazione italiana Assodazioni Partigiane
Dopo la liberazione tutti i Partigiani avevano aderito acl un'unica Associazione: l 'Associazione Nazionale Partigiani d'ltalia, ANPl, retta da un Consiglio composto da rappresentanti delle varie formazioni che avevano operato in tempo di guerra (Brigate Garibaldi, Giustizia e LibertĂ , Autonome, del Popolo o Cattoliche, Matteotti, Mazzini). Ma giĂ al primo Congresso Nazionale, a Roma nel 1947, esplodevano le contraddizioni fra le diverse motivazioni che avevano ispirato la partecipazione aUa Guerra di Liberazione: sostanzialmente fra quelli che
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volevano una I talia libera in un regime democratico parlamentare e la scelta dell'Occidente, e quelli che volevano anche qualcosa di più, una modifica radica le dello Stato, anche con mezzi decisi, e lo schieramento con I'URSS ed i regimi comunisti che si estendevano a tutti i Paesi dell'Est con il supporto dell'Armata Rossa. Daii'ANPI, per primi, uscirono i Catto lici e gli Autonomi che costituirono la Federazione Italiana Volontari della Libertà, FJVl. La Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane, FIAP, è stata costituita il 9 gennaio 1949 con la partecipazione di gruppi ed associazioni partigiane, circa dodicimila veterani della Resistenza, già iscritti aii'ANPI, di cui non condividevano l'o rientamento politico, giudicato troppo fil o-sovietico. Alla FIAP fu riconosciuta personalità giuridica con Decreto del Presidente della Repubblica, datato 20 novembre 1963. Vi aderiro no Partigiani delle Formazioni: Giustizia e Libertà (Partito d'Azione); Maneorti (Partito Socialista e Socialdemocratico);
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Mazzini (Partito Repubblicano e Liberale) e anche Partigiani che avevano militato nelle Formazioni Garibaldi. Attorno a Parri si strinsero eminenti personalità dell'antifascismo e della Resistenza. Ricordiamo: Alonzi, Aniasi, Biondo, Calamandrei, Codignola, Enriques Agnoletti, Gasparotto, Greppi, Spini, Ragghianti, Valiani, Vassalli, le Medaglie d'Oro al Valor Militare Pietro Ferraro e Giotto Ciardi e molti altri. La stesura dello Statuto, approvato formalmente, con Decreto del 3 aprile 1996, fu attenta e laboriosa. Parri chiese ed ottenne che la prima frase dello Statuto fosse ben chiara ed impegnativa: "il requisito dei nostri iscritti deve essere la moralità nella vita pubblica e privata. Noi dobbiamo avere una sola legge: quella della verità e della giustizia". L'Associazione elesse Presidente Ferruccio ParTi per acclamazione e Vice-Presidenti il Colonnello Alonzi ed il Comandante delle Divisioni Osoppo Candido Grassi (Verdi). Il conte Michele Bellavitis fu nominato Segretario. 48
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Scopo primario della FlAP è di conservare vivo lo spirito e gli ideali di verità e di giustizia della Resistenza da trasmettere alle nuove generazioni con rigorosa indipendenza dai partiti politici. La FlAP, inoltre, si oppone ad ogni tentativo di riproporre soluzioni fasciste o antidemocratiche. Dà il massimo risalto, con convegni e pubblicazioni, alla stori a dell'Antifascismo e della Resistenza. Organi sociali dello Statuto sono: la Presidenza, eletta dal Congresso; la Giunta Esecutiva o Direzione 1azionale, eletta dal Congresso; il Consiglio Federale, composto dai rappresentanti di tutte le Associazioni federate; il Collegio dei Probiviri ed i Revisori dei conti. Il Congresso Nazionale si tiene ogni 4-5 anni. Fino ad oggi sono stati tenuti 10 Congressi in varie città d'Italia. Il più recente, nell'ottobre 1999, a Salice Terme di Voghera (Pavia). Nell'occasione, fu celebrato il. 50° anniversario della fondazione della FlAP. Nello spirito dello Stan•to la FIAP ha organizzato, a volte con il concorso di altri Enti od Associazioni, importanti convegni nazionali ed internazionali. Giova ricordare quello di Bologna nell'aprile 1987, sul tema "/Britannici e la Lotta di Liberaz ione in Italia " (N. 1 Speclal Fo1·ce and Italian Resistance), e quello di Venezia nell 'ottobre 1994, sul tema
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"Gli America ni e la Guerra di Liberazione in Italia ", ''Office of Strategie Se1vice (O.S.S.) e la Resistenza italiana". Nell'occasione la partecipazione dei Veterani del S.O.E. inglese e deii'O.S.S. americano furono determinanti per la pubblicazione di due volumi giustamente considerati "punto di riferimento sulla storia delle relazioni fra la Resistenza e gli Alleati durante la Guerra di Liberazione". La FIAP pubblica la rivista "Lettera ai Compagni" ed ha pubblicato una cinquantina di libri di argomenti storici e politici, che costituiscono una notevole biblioteca. GORIZIA 15/16 SElTEMBRE 2001
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Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra
Ente Moral e cui per legge è attribuita la rappresentanza esclusiva c la tutela dci Congiunti dei Militari, dei Partigiani e Militarizzati Caduti e Dispersi in guerra, in difesa delle lstituzieni Democratiche e della Pace e di quelli comunque deceduti nel compimento del dovere. L'Associazione Nazionale tra le famiglie dci Caduti in Guerra (A.N.F.C.D.G.) è l'Ente che in Italia - a seguito di specifiche disposizioni di legge - svolge compiti di rappresentanza, protezione e tutela nei riguardi dei congiunti (genitori, vedove, orfani, collaterali) dei militari, partigiani, militarizzati Caduti c Dispersi in guerra e per causa d i guerra nonché dei militari invalidi c mutiJati di guerra qualunque sia la causa del loro decesso e di colo ro che in servizio nelle For;::e Armate hanno perduto la vita nel compimento del dovere (servi zio di leva, lotta ad ogni fo rma di eversione e terrorismo, nell'espletamento di missioni in nome e per conto deHc
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Organizzazioni internazionali alle quali l'Italia aderisce). Costituita nel 19 17 venne eretta in ente morale nel 1924 e successivamente compresa ufficialmente tra gli enti pubblici eli notevole rili evo nazionale per essere po i trasformata in ente morale eli diritto privato nel 1979. L'Associazione persegu e- senza fini di I,ucro- finalità istj tuzionali indicate nello statuto social~ (iJ testo vigente è stato approvato con Decreto del Ministro della Difesa del 25/ 3/ 1992) tra cui operano, in particolare le seguenti: • mantenere vivo il ricordo dei Caduti promuovendo cerimonie ed onoranze; • operare per la cooperazione, la distensione e la pace; • concorrere alla cura e al decoro dei cimiteri eli guerra in Italia e all'estero; • contribuire alla formazione e al rafforzamento della coscienza civile e democratica degli italiani e in specie dei giovani partecipando alla risoluzi<?ne dei problemi sociali del Paese; • sviluppare rapporti fraterni con le Forze Armate e con i Corpi che tutelano l'ordine pubblico; • interessarsi del collocamento al lavoro dei soci e della costituzione e fun zionamento di Case di Soggiorno agevolando il movimento turistico e ricreativo delle categorie rappresentate; • intervenire presso i pubblici poteri 'e~li enti pubblici e privati a sostegno dei diritti dei propri aderenti anche d'intesa con le forze pubbliche e sociali, le
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organizzazioni sindacali dei lavoratori e le altre Associazioni di categoria; • cooperare con gli organi governativi per il rimpatrio da tutti i territori stranieri dei Resti Mortali dei Caduti e dei militari deceduti nei campi di prigionia e dì internamento. La funzione eli tutela nei riguardi delle ca tegorie rappresentate si concretizza nei seguenti servizi: • assistenza per nme le istanze volte ad ottenere la concessione di trattamento pensionìstico indiretto e di reversibilità, dì trattamenti accessori (assegno eli maggiorazione, 13" mensilità, ecc.); • assistenza per i ricorsi in materia eli pensioni di guerra al Ministero del Tesoro ed a!Ja Co1te dei Conti; • informazioni e sostegno relativamente aJ collocamento obbligatorio a favore delle categorie protette (orfani e vedove di guerra, figli dei grandi invalidi); • assistenza e informazione sui benefici previdenziali a favore delle vedove ed orfani di guerra (leggi recanti benefici combattentistici e ai dipendenti pubblici, privati e lavoratori autonomi); • assistenza e informazioni in materia di trattamenti pensionistici diretti e indiretti erogati dall'l NPS e di benetìci economici spettanti ai soggetti po1tatori di handicap c/ o invalidi civili; • presenza con propri rappresentanti in Commissioni (Commissioni mediche per le pensioni eli guen-a, 52
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Comitato liquidazione per le pensioni di guerra, Commissio ni preposte al collocamento obbligatorio ecc.); • pro mozione e proposizione - per il tramite de i competenti Organi istituzionali - eli provvedimenti legislativi e a mnùnistrativi al fine eli e levare l~ condizioni mo rali e mate rial i de lle categorie rappresentate; • pubblicazione eli una rivista informativa dal titolo "TI Presente" che viene inviata graruitamente agli associati che deside rano riceverla. L'A. .F.C.D.G. svolge la propria attività anche in campo internazionale partecipando alle iniziative della F.M.A.C. (Fede razione Mondiale ex Combattenti e Vittime eli guen-a) a lla quale aderisce tìn dal 1955 e nel cui ambito rappresenta i congiunti dei Caduti italiani e mantie ne rappo ni di fraterna collaborazione con le analoghe Associazioni di vittim e di gue n·a dei Paesi europei e di diversi altri Stati. L'impegno dell'Associazione per la pace e la fraternità dei popoli si concretizza anche nello svolgimento dell'annuale celebrazione della "Gio rnata Nazionale del Ricordo dei Caduti e Dispersi in Guerra" e nella organizzazione di pellegrinaggi e d i solenni cerimonie che si svolgono, con l'intervento di Delegazioni straniere, presso il Monumento e retto sul Colle di Medea (Gorizia) denominato "Ara Pacis Mundi" e nei più impo1tanti Sacrari militari (Redipuglia, Bari, Monte Grappa ecc.). GORIZIA 15/ 16 SffiEMBRE 2001
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Il Consiglio Permanente delle Associazioni d'Arma (Assoarma) è stato costituito con ano notarile, il 4 gennaio 1999, per trasformazione del precedente Comitato di Coordinamento delle Associazioni d'Arma. Tale costituzione era stata awiata dal Ministro dell'epoca, On. Andreana, con l'intento di creare un ente, il Consiglio, in grado di esprimere ai vertici istituzionali, per mezzo del suo Presidente, il parere unitario di tutte le Associazioni sui problemi di loro inte resse. Oggi fanno parte del Consiglio 25 Associazioni Complessivamente esse rappresentano quasi un milione di iscritti e Assoarma auspica che altri sodalizi, in possesso dei requisiti richiesti, chiedano di farne parte, accentuandone così la sua rappresentanza. Il Consiglio ha, in sintesi, i seguenti scopi comuni a tutte le Associazioni aderenti: • difesa dell'unità della Patria e dell'onore della Bandiera; • esaltazione dei valori e delle tradizioni delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato; • divulgazione della conoscenza dei loro compiti ed impegni; • concorso alla crescita morale e civile del Paese, partecipando alle attività sociali e umanitarie, con particolare atte nzione al servizio di protezione civile; • attivazione di iniziative miranti alla tutela morale· e materiale degli iscritti; • coordinamento delJe attività delle Associazioni, nel rispetto della loro autonomia e dei loro statuti. Il Consiglio , che è organo collegiale, si awale per il suo funzionamento di una Giunta esecutiva di cui nomina i membri. La Giunta comprende il Presidente, il Vicepresidente e cinque membri ed è costituita in modo che in essa siano sempre rappresentate le quattro Forze Armate e la Guardia eli Finanza. In periferia, a livello locale, si stanno costin•endo Consigli Regionali, Provinciali e Comunali.
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Essi hanno fisionomia analoga a quella del Consiglio Nazionale, ne hanno gli stessi scopi conservando proprie autonomie organizzative ed amministrative. Per trattare specifici problemi il Consiglio ha nominato quattro commissioni. La prima commissione ha elaborato lo statuto e, quando questo sarà stato definitivamente approvato, provvederà alla stesura del suo Regolamento di att uazione. La seconda commissione tratta il problema del contributo di volo ntariato che le Associazioru possono dare alla Protezione Civile in alcuru specifici settori ed in tutte le fasi: previsione; prevenzione; soccorso; superamento dell'emergenza. La sospensio ne della leva, infatti, ha lasciato un vu oto nell 'o rganizzazione della Protezione Civile; le FFAA ed in particolare l 'Esercito, non potranno più fo rrure, in caso di gravi calamità naturali, quel cospicuo contriburo di personale e mezzi che è stato determinante p er il soccorso delle po polazio ni nei terremo ti del Friuli e della Campania-Basilicata. La terza commissione si è occupata di leva e professionismo, giungendo alla conclusione dell'opportuna sospensione della leva in tempo di p ace, data la situazione internazionale che, profo ndamente mutata con la caduta del muro di BerHno, non rende più necessarie FFAA di grande entità ma richiede uno stmmento militare in grado di affrontare impegnativi compiti anche fuori dal territorio nazionale. Del resto la leva era già praticamente morta con l'approvazione eli una obiezione di coscienza quale diriuo soggettivo, con i notevolissimi vantaggi previsti per i giovani che si dichiaravano obiettori di coscienza risperro a col oro che prestavano servizio di leva. La quarta commissione, infine, studia le modalità di funzionamento e di amministrazione dei circoli di Presidio con riferin1ento, in particolare, alla partecipazione del personale in congedo. GORIZIA 15/16 smEM8RE 2001
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Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia
L'Unione Nazionale Uffici ali in Congedo d'Italia (U.N .U.C.L) è l 'Associazi one degli Ufficiali che sono appartenuti, con qualsiasi grado, alle Forze Armate e ai Corpi Armati dello Stato, che intendono mantenersi uniti per continuare a servire meglio l o Stato in ogni modo e in ogni tempo. L'U.N.U .C.l. è stata costituita con regio decreto 9 dicembre 1926 n. 2352, convertito il 12 febbrai o 1928 nella legge del 261. Gli scopi indicati dalla legge istitutiva e daiJo statuto possono· essere così sintetizzati: • tutelare il prestigio degli Uffi ciali in congedo e mantenere vivo l 'attaccamento alle Forze Armate ed ai Corpi di appartenenza. • rappresentare e sostenere g li imeressi degli iscritti presso i competenti o rgani; • aggiornare la preparazione professionale degli iscritti curandone gli aspetti culturali , l'addestramento, l 'attività fisica e sportiva; • promuovere la coesio ne tra i soci e rinsaldare i vincoli con gli Uffìciali in servizio, favorendone l 'inserimento nel contesto sociale. È apolitica e accoglie gli Ufficia li dell 'Esercito, della Marina, dell'Aereonautica, dei Carabinieri, dei Corpi Armati, della Croce Rossa I taliana e del Sovrano O rdine di Mal ta, no nché i Cappellani militari nel ruo lo ausiliari o e deUa riserva. 56
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Ne possono far parte in qualità di "Amici " , i familiari degli Ufficiali e color o che condividono valori e finalità dell 'Associazio ne. L'iscrizio ne all'U.N .U.C.l. è gratuita p er gli Ufficiali che cessano dal servi zio perman ente, dalla ferma o rafferma e per quelli eli complemento al termin e del servi zio di prima no mina. La consegna della tessera valida solo per l'a nno solare cui si riferisce, è effettuata per il tramite di Reparti m ilitari che hanno in for za gli Ufficiali all'atto del congeclamento. Per gli anni successi vi l 'iscrizio ne è rinn ovabile mediante il versamento della quota annuale.
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La tessera valida anche come documento d'identità, p ermette eli panecipare a tutte le manifestazioni o rganizzate su tutto il territorio nazion ale ed a ri cevere la Rivista "U . . U.C. I. " edita dalla Presidenza Nazionale. Le Sezio ni U.N.U.C.I. coordinate da lle Circoscri zioni Regio nali dipendenti dalla Presidenza azion ale con sede in Roma, a11uano i compiti istituzio nali o rganizzando, d'intesa con le AutOrità Militari, um1 serie eli anività eli carattere culturale, addestrativo, e spo rti ve tese acl aggio rnare e sviluppare le conoscenze tecnico militari e le p ossi bi lità operative del p ersonale in congedo e sviluppano un'ampia gamma di attività sociali. L'U . .U.C.J. è parte integrante dell 'orga nizzazione imernazional e C.I.O. R. (Conjédé ration Jnteralliée d es Qfficiers Réserve) e della C.I.O.M.H. CCo1~(édération fnleralliée Officiers Medicaux de Reserve) sotto egida ATO.
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L' U.N.U.C.I. o rganizza l e seguenti attivià aperte agli iscrirti: • riunioni aclclestrative, conferenze e riunio ni su argomenti di attualità; • partecipazione ed esercitazioni e visite a Comandi, Accademie, scuo le, Unità ed installazioni delle Forze Armate, a basi e Unità Navali; • visite a Industrie e Istituti con preferenza p er quelli di interesse militare; • competizio ni sportive prevalentemente nelle discipline che hanno attin en za con l 'attività militare quali ga re eli pattuglia, di tiro, di o rientamento, di sci, di nuoto; • iniziative a carattere sociale p er amalgamare i soci con i colleghi in servizio e con i familiari. L'Unione ha un'ampia diffusione nel terriwrio sul quale conta, o ltre alla Presidenza, 16 Delegazioni Regionali, 195 Sezioni, 233 Nuclei. Dispone eli 67 sedi di proprietà e di un'albergo in Chianciano, riservato agli iscrini e ai loro familiari. GORIZIA 15/16 SETTEMBRE 2001
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Associazione Nazionale Carabinieri ·,
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Nell'aprile 1885, il Parlamento dell'ancora giovane Regno d'Italia eliminò il divieto di associazionismo tra militari in congedo. In
conse~:,'tlenza
di ciò. alcuni carabinieri, residenti a Milano,
lasciarono il servizio per raggiunti limiti eli età, per rifo nna o altro. ravvisando l'esigenza di costituire un organismo associativo finalizzato a rinsaldare i vincoli d i attaccamento all'Arma e a fornire un aiuto concreto a chi si trovava in difficoltà. Si giunse così al 1° Marzo 1886, quando a Milano fu costituita •l'Associazione del Mutuo Soccorso tra congedati e pensionati dei Carabinieri Reali·. Nella sua forn1ulazio ne o rigimlle lo Statuto prevedeva tra l'altro: •
sussidiare i soci ammalati; interessarsi al fine di procurare lavoro o impiego ai soci disoccupati; onorare i soci che decedono; prendere parte a rurre le cerimonie o feste che esahan o la fede e la grandezza della Patria e delle Istituzioni; tenere il massimo contatto e la massima cordial ità con le altre Associazioni;
•
mantenersi estranei da attività politiche.
Principi questi che ri troviamo costamememe san citi nei vari statuti che si sono succecluti nel corso degli anni. L'iniziativa milanese suscitò subito grande interesse e negli anni s~1ccessivi vennero costituite le sezioni di Monza, Gallarate, Como, Varese e legnano; il 1905 vide l'inaugurazione delle sezioni di Cremona, Pisto ia, Vicenza, Reggio Emilia, Roma e successiva mente in nma Italia. TI primo conOitto mondiale cementò ulteriormente i vincoli di ca meratismo tra i <.-arabinieri i quali, una volw in congedo, s'impegnavano per l'unificazione delle va rie Associazioni locali in
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un·unicJ Fondazione 'azionale. Così il 21 c il 22 no,•embre 1925 si svolge a lloma presso il teatro Argentina il primo Convegno della "A-;sociazione Carabinieri d'Italia in Pensione·. La paneciP"JZione al secondo conflitto mondiale di tanti carabinieri richiamati, rinsaldò i già stretti legami tra Anna in servizio e in congedo c questo pose le premesse per la trasformazione del sodalizio in un'Associazione che rapprcscntasst: ambedue le compo nenti. Si giunge così al 1956 quando. con decreto del Presidente della Repubblica, n. 1286 del 25 luglio 1956, viene approvato il nuo,·o Staruto Organico della "Associazione azionale Carabinieri"; il Regolamento d'esecuzione viene approvato con D. 29 magg.i o 1957. Il sodalizio è oggi costituito da:
•
1.619 sezioni nel territorio nazionale;
•
18 sezioni all'estero: Canada (Momrc:1l, Ottawa, Toromo, Vancouver. Calgary), Brasile (San Paolo), Unaguay (Montevideo), Argentina (Buenos Aires, Rosario), Australia (Adelaide, Peath, Sydney, Melbourne), Gran
Bretag~a
(Londra),
USA ( 1ew York), San Marino, Francia (Parigi), Belgio (Bruxelles); •
circa 200.000 iscritti (di cui circa 1000 all'estero), in congedo
•
&l organiu.azioni di volontariato costituite nell'ambito delle
daii'AI11la o familiari simpatizzanti; sezioni coordinate tra loro dalla "Federazione provinciale delle o.v. ANC e per il tramite
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oltre 115.000 carabinieri in servizio (il Comandame Generale dell'Arma a norma dell'art. l dello statuto, è presidente onorario dell'Associazione).
Le cariche sociali sono rune elettive, gratuite e vengono assunte su base volontaristica. An.raverso la rivista Mensile "Le Fiamme d'Argento", inviata gratuitamente ai soci, vengono fornite notizie di carattere generale, cu lturale, professionale, storico e di atmalità. Nelle pagine di "Vita Associativa" vengono formalizzate le decisioni della Presidenza e del ConsigHo Nazionale e illustr<tti gli aspetti p iC• salienti dell'attività svolta dalle sezioni. Ai tradizionali scopi associativi negli ul timi <mni si sono aggiunti: impiego sociale nelle varie forme del volontariato; iniziative nel campo culturale, ricreativo e sportivo (convegni, raduni, tornei); corsi di fonmtzione e qualitìcazione al ftne di facilitare l'ingresso nel men:aro del lavoro, anche mediante "un'archivio informatizzato''
per la domanda e l'offerta di lavoro. Accordi di
collaborazione con "Confartigianato", "Imprenditorialità Giovanile S.P.A'', "Associazione Nazionale Educatori Benemerite", "Eurispes". L'oganizzazione è stata affìdma ali'IFOS: Istituto di Formazione e Orientamemo Sociale, costituito nell'ambito della Presidenza Nazionale (progressivameme, l'attività verrà decentrata ai vari i'spenorari regionali). 1ell'ottica
culturale si inserisce ''l'Università dei saggi - Ft<tnco
Ro mano" nata d<J un'idea del defunto omonimo Generale dell'Arma. Si tratta eli un centro d1e: riunisce i Carabinieri ultra
65 i quali, durante appositi stages,
con l'assistenza di personale qualificato, possono menere in forma scritta le esperienze maturate nel corso della loro <."arriem professionale (storie, aneddmi, racconti, poesie, ecc.) da tramandare alle giovani generazioni; •
si propone di tener viva e approfondire la sto ria dell'Arma e
la memoria dei suo i eroi Caduti. Nel 1993 è stato SOLtoscrino un protocollo d'intesa con il Ministero dei Beni Culturali per la costituzione di gntppi di volomari per la vigilanza dei muse, così sono nati i VVM cile rappresentano ormai un'importante realtà un po' dovunque nel paese. Il loro impiego è testimoniato dal confer tenro dell'ANC nel 1997, del "diploma di medaglia d'oro ai ben~~riti della scuola della cultum e dell'<trte" da parte del Presidente della ~~pubblica. Altro protocollo d 'intesa è
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:.1:110 :.iglato nel
1994 con il sott()S(.·gn:t::lrio alla Protezione Civile per
l:t vigilanza c l'allenamento contro gli incendi I>O:><:hivi, esteso, negli anni sut't't..'•;sivi anche a compiti operativi nella prevenzione e nel c:ontcnimcnto dci danni per evt:nti naturali o t-ausati dall'uomo. Gra~Jc alla fatti,rJ opera dei volontari, all 'A 'C
è stato assegnato il 1°
premio 1.:dizione 1994 del "Premio Eurorx :o Ambiente" Globo D'Oro con la sq~uente mOLiVL~zione: "Per l'azione di prevenzione c allert::tmento incendi boschivi nelle sette regioni a rL~chio del territorio nazionale (Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Toscana, Liguria, & u'tlegna). Ulteriore qualificante impegno a livello nazio nale,
è :.1:110 assunto a giugno 1997 daii'ANC con il
~linistero
dell'Ambiente, per una metodica e continuati\"J ricognizione del territorio c per st:gnalare ai
udei Operati\'i & :ologid dei Carabinieri
ogni ~itua7Jone o evento di rischio ambicntnlt:. Innumerevoli sono poi gli :lt't:ordi stipulati con le amminbtrazioni IOC!Ii per la pn)le~jom:
civile, la vigilanza all'esterno delle scuole e nei parchi
pubblici o in occasione di eventi particolari, la vigilanza all'interno di corsie ospt:dalicrc, l 'assistenza ai port::ttori di handicap, ~~~ziani, minori, persone in stato di bisogno, il servizio ambulanze, nuclei spek.'Ologi c cinolìli, et:c .. La molteplice :tttività ~volta nell'ambito del volontariato ha meritato la concessione dt pant: del Ministero della Difesa di un'anestato di pubblica Benemercn7~ · per l'altro impit:go sociale profuso sul territorio na?Jonale d tl
1993 al 1995". Sul piano
operati,·o degno di nota è l'impiego profuso dai \'Oiontari della p.c. nel 1997-1998 in occasione del terrcm01o in Umbria e Marche, nel
1998 per l 'alluvione di Samo, (Campania), nel 1999 a seguito dell'emcrgcw.a Kosovo, sia in Albania sia in territorio metropolitano, nel 2000 in occasione del Giubileo e delle alluvioni in Calabria. In tema assistenziale, alla riduniva fo nnula del sussidio in denaro, sono :.teti aggiunti alcuni "servizi" dircui a soddL~fare giuste esigenze dei soci: :Lssicumzione per spese rned.ico-chintrgic:hc c ricoveri (volontaria); a.ssicura7Jone infortuni per i soci che ricoprono incarid1i istituzionali (volontaria); •
assicura7jone per morte o invalidità pcnnaneme (200h ) dcriYJnte da attività e.xuaprofessionale (automaticamente estesa a tutti i soci in regola con la quota sociale); previdenza integmtiva (volontaria):
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~•convenzioni" con alberghi, nego~.i , case di cura, ccc. (esiste
un apposito opuscolo illustrativo).
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Associazione Nazionale del Fante
L'Associazione del Fame venne costituita a Milano il 7 luglio 1920 per iniziati va del Tenente cpl. del 3JO Fanteri a "Siena" Giuseppe Fomana, pluridecoratO nella prima guerra mondiale e Caduto, poi, nel 1943 sul Fronte Russo. In massa risposero i reduci della guerra 1915-1918 all'appello lo ro ri volto il 24 maggio 1920 dal Tenenre Fomana. La prima Sezione fu inaugurata a Milan o il 24 onobre 1920 ed il 30 novembre 1921 fu pubblicato il primo numero del Gio rnale dell 'Associazione "Il Fante d'Italia" . Ben presro si costituirono Sezioni in turri i capoluoghi d'Italia, ed in moltissimi Comuni con l'alta finalitĂ di promuovere cerimonie 64
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patriouiche, manifestazioni eli carattere militare ed o pere assistenziali a favore dei Reduci e dei Fanti in congedo. Il 24 maggio 1934 si svolse a Ro ma, con la partecipazione di circa 15.000 associati, il primo raduno Naziomlle, dal quale scaturĂŹ la decisione eli cambiare no me all'Associazio ne in "Reggimento Fanti d'Italia" . Con tale denominazione ottenne il primo riconoscimento giuridico il 13 maggio 1943. el periodo 1940-1 948 l 'attivitĂ associativa venne sospesa per i noti eventi bellici, durante i quali la
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sede della Presidenza Nazio nale in Milano subì gravissimi danni, con la d ispersio ne dell 'intero Archivio, a seguito eli un bombardam ento Aereo. Tali sconvo lgimenti uniti alle avversità dell'immediato dopoguerra non incisero sulla vitalità clell"ideale associativo. Infani nel 1946 a Roma e nel 1948 a Milano venne ricostituito il sodalizio che ri assunse l'amica denominazione di Associazione azionale del Fante, rinnovando la fondamentale azione di amor di Patria e di venerazio ne per la memo ri a dei Caduti da tramandare alle futu re genera zioni. Con Decreto l O Settembre 1959 fu rinnovato il riconoscimento della personalità giuridica e fu inserita tra gli Enti sottoposti alla v igilanza del M inistero della D ifesa. Da allo ra il sodalizio ha registrato un grandioso sviluppo in runa la azione; si sono costituire più di duemila sezio ni; sono stati tenuti 25 Raduni azionali e 18 Congressi. li vecchio Statuto è stato aggiornato per adeguarlo alla evolu zione dei tempi. Una componente benemerita deii'Associzione è rappresemata dalle Patronesse che svolgono una notevole azione assistenziale e di solidarietà. Tra le innumerevoli anività promosse ed attuate daii"Associazione " azionale del Fante, meritano di essere ricordate: .nnuale pellegrinaggio al Sacrario di Redipuglia, l 'erezione di Monumenti al Fante a apoli. Torino, Gorizia ed a Cesano· di Roma, nel complesso della scuola di Fanteria, la colloca7.ione sul colle di S. Elia, vecchio cimitero degli lnvitti, della ·'Colonia di Aqu ilea" in memori a dei Combattenti di tutte le guerre '·senza distinzio ne di tempi e di fo rtune". L'Associazione aziona le del Fante fa parte del 66
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Consiglio 1 aziona le Permanente delll! Associazioni d'Arma, fin dalla Costituzione e ne persegue con determin azione le finalità di inseriment o nella società civile e militare con un ru olo utile alle istituzioni ed ai Soci stessi, nel campo della protezione civile, nella formazione professionale d i volontari , per facilitarne l'immissione nel mondo del lavoro, nella soluzione delle problematiche militari e nel favorire l'accrescimento della sensibilità del popolo verso l'eredità di va lori che hanno lasciato i Caduti per l' Italia. "O O RARE 1 CADUTI OPERANDO PER l VIVI": è questo il detto programmatico che spicca nella testata del giornale associativo. imbolo eccelso dell'Associazio ne è il Medagliere azionale che raccoglie 2 Croci dell'O rdine Militare di Savoia e 86 Medaglie al V.M. conferite ai Reggimenti e 665 Medaglie d'oro al V.M . conferite ai singoli Fanti. La Presidenza azionale, la Giunta ed il Consiglio azionale hanno sede in Milano via Tonate 10cap. 20125 Tel: 02 67075069http/ / www.esercito.difesa.it/storia/ AN F. htm. La Rappresentanza della Presidenza nella Ca pitale ha sedl! in Roma Via Sfo rza 3/ a - cap. 00184 - Tel. 06 47355532.
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Associazione Nazionale Marinai d'Italia
Sul finire dell'800 e nei primi anni del '900 i fermenti patriottici, politici e sociali che caratterizzaro no il passaggio tra i due secoli, non tardarono a coinvolgere anche quanti avevano servito l'Italia nella Regia Marina; questi cominciarono ad avvertire la necessità eli associarsi in o rganismi per meglio sostenere il proprio credo ideale e per una più attenta difesa degli interessi, anche materiali, che da questo derivavano. Sorsero ovunque unioni, confederazioni, società, assa i spesso a carattere locale, ma talvolta anche a carattere naz iona l ~, ispirate a vari e ragion i d'essere. La prima tra esse, costituita esclusivamente da Marinai ·he avevano "servito senza macchia nella Regia Marina•·, fondò nel 1895 a Torino con il nome di '·Società ,Jl itari congedati dalla Regia Marina". el suo ano costitutivo del l 0 gennaio 1896, si definiva Società di Mutuo Soccorso e -di questa peculiare realtà associativa aveva i primi scopi. Questi, - ancorché modificati una prima volra il 31 marzo 1900 e po i il 9 marzo 1912 restarono pressoché immutali sinché tutti gli iscritti qualche anno più tardi confluirono in un nuovo organismo appena costituito . Infatti nel 1911, grazie all'inizialiva pro pugnatrice dell'allo ra Sorronocchiere in congedo Ruggero 68
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Bertola , era nata a Milano, con la denominazione .. Unione Marinara Italiana·· - U.M.I., la prima Associazione con scopi statutari pressoché uguau agli odierni . el comunicato che informava dell'evento la stampa, si leggeva infatti: Si è costituita, con sede a Milano, una Società tra i Militari in congedo ed in servizio attivo appartenenti alla Regia Marina, senza distinzione di grado e di categori a, con il no me Unione Marinara Ital iana U.M. I. La società si prefigge di cementare i vincoli di fratellanza fra i componenti la medesima, tenere vivo il ricordo dei compagni caduti in guerra, eli rendere onore al coraggio civile e militare di tuni coloro che se ne rendessero meritevoli. Di indire gite, feste e conferenze allo scopo di far conoscere ed apprezzare al nostro popolo quanto sia grand e il va lore e la forza della nostra Marina Militare. La prima pietra era stata posta: il ..Comunicato" conren eva in sinresi quanto più tardi sarebbe stato riportaw in app osito Statuto. L'opera di proselitismo si estese r-apidamente su tutto il territorio nazionale diffondendo il credo di base della Associazione: il progresso morale e sociale può essere conseguito solo nel rispetto pieno del principio solenne dell'appartenenza eli rutti gli Italiani ad una Patria comune. Con questo spirito , I'U.M.I. visse a fianco della Marin a i gra ndi awenimenti che scuoteva no la Nazione, la preparazione e la partecipazione al primo Conflitto Mondiale e le complesse vicende sociali e politiche del dopoguerra; in seguito, passati gli anni di maggiore crisi. J'U.M.I. si sviluppò ulreriormenre e dal suo .. Programma" iniziale derivò un prin1o tentativo di ·'Regolamento" a livello nazionale. GORIZIA 15/16 SffiEMBRE 2001
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L'U.M.I. con Regio Decreto del 18 ottobre 1934, si modificò in "Associazione d 'Arma Gmppi Marinai d'Italia", anche per meglio tener conto dell'avvenuta moltiplicazione sia nelle città interne sia in quelle di mare e soprattutto al Sud dei Gmppi che la componevano. Negli anni '50 con l'avvio dell'ammodernamento della Forza Armata i Gmppi Marinai d'Italia presero nuovo vigore, a tutela degli ideali di fondo comuni tra il Personale in servizio e quello già posto in congedo dalla Marina Militare. Con Decreto Presidenziale del 23 marzo 1954, le Disposizioni di Legge e Regolamenti succedutisi nel tempo vennero riuniti e aggiornati in uno ·'Statuto" che delineava un nuovo asseno della Associazione: questa assumeva la definitiva denom inazione di ·'Associazione Nazionale Marinai d'Italia'· (A.N.M.I.). L'Associazione, apolitica e senza fini di lucro, e la libera unione di coloro che sono appartenuti o appartengono, senza distinzione eli grado, alla Marina Militare e che, consapevoli dei propri doveri verso la. Patria, intendono mantenersi uniti per meglio servirla in ogni tempo. Gli scopi che I'A.N.M.I. si propone sono stabiliti all 'Art. 2 dello Statuto. L'Associ~tzione considera nei suoi ranghi Lutti i cittadini eli nazionalità italiana, anche se residemi all·estero, che servono od hanno servito la Patria con fedeltà ed ' onore nella Marina Militare o in guerra nella Marina Mercantile. l Soci, a seconda dei requisiti posseduti, sono iscritti in una delle categorie stabilite al Titolo 11 dello Statuto. L'elemento di base dell'Associazione è il Gruppo. T Gruppi sono a loro volta riuniti in Delegazioni Regionali (Delegazioni azionali per i Gmppi all'Estero). Lo Statuto, al Titolo III, stabilisce la stm nura organizzativa e gli O rgani c Cariche Sociali (centrali e periferiche) dell'Associazione, definendone i compiti, le responsabilità e le relazioni funzionali. 70
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Fr.t le anivirà che l'A. .M. I. svolge, in accordo c con il coordinamento della Marina Militare, in aggiunta a quelle sociali, tendenti a raffo rzare la coesiom: interna Lra i Soci e a souolinear e b loro pa1tecipativa presenza in eventi di rilievo della vita nazionale e cittadina, vi sono: • organizazionc di Mostre/ Concorsi di Pittum , 1\l odellismo, Filatelia, Fotogr<.~fìa per studenti su soggetti ed argomenti di camnere militare-navalemarinaro; • inaugumzioni di Monumenti, Cippi, Lapidi ai Cacluri del M are; • o fferta da pa1te di Gruppi A. t .M. l. delle Bandiere di Combattimento alle Unirà di nuova costruzione della Marina Militare; • partecipazione ai vari delle Unità di nuova costruzio ne; • o rganizzazione, presso i Gruppi m etropolitani ed esteri, eli cerimonie '·patriottiche" (commemorazione Caduti del M are, Sa nta Barbara, Fesm della Marina , Pellegrinaggi a Sacrari nazionali cd esteri, ecc.); • partecipazione di mppresentanze deii'A.N.M.I. a rune le manifestazio ni p atriottich e a caranere nazionale e locale, indette dal Ministero Difesa e dagli Stati Maggiori delle Forze Armate. Da ricordare inoltre l'attività svolta dall'Associazione nell'ambito dejla Confederazione Marittima Internazionale (C.M.I.), della quale l'A. 1.M.I. è membro sin dal 1980, assiem e alle Associazioni similari di Austria, Belgio, Francia, Germania ed Olanda. L'A.N.M.I. pubblica mensilmente per tutti i Soci il periodico intitolato "MARINAI D 'lTALlA", che costituisce il legame ideale tra i Marinai in servizio ed in congedo, grazie al quale essi tra l 'altro sono tenuti al corrente dell'attivita dei Gruppi e deii'A.N.M.I. in generale e vengono aggiornati sulle prohlem atiche tecnico-militari che riguardano la Marina. GORIZIA 15/16 SETTEMBRE 2001
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Associazione Nazionale Arma Aeronautica
L¡Associazione Arma Aero nautica, costituita in To rino il 29 Febbraio 1952, eretta in Ente Morale con Decreto del Presiden1c della Repubblica del 13 Maggio 1955 n. 575, ha la sede centrale in Ro ma. L'Associa;~i on e è patriouica ed apolitica c si propone, in sintesi, di mantenere vivo il culto della P:uria. esaltare e custodire le glorie e le tradizioni aviatorie. crescere i vincoli di solidarietà tra tutti gli Associati c. infine, collabo rare con le Istituzioni civili e mili1ari dello taro ,
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oltre che con le altre Associazioni d'Arma consorelle. In seno ad essa è istituito il Centro Studi Militari Aeronautici , che hu lo scopo di incentivare le conoscenze aero nautiche nazionali ed internazionali e di orientare i giova ni verso !"Aeronautica MiliLare e le uuività aerospaziali in genere. L'Associazione è form ata da circa 36.000 Soci prevalentem ente costituiti da personale in servizio o in conged o dell'Aeronautica Militare, di ogni grado e specialità. Possono essere iscriui , in qualità di Soci aggregati, anche coloro che opcm no o hanno operato in attività aeron autiche non militari, o che hanno particolare interessi per gli stlldi aeronautici ed aerospaziali. L'Associazione Arma Aeronautica è presente su tutto il ter-rit ori o nazionale con circa 250 Sezioni c con altrettanti uclei e dispone anche eli numerose Sezioni all'Estero, nelle città di Melbourne, Sidney, Adelaide, ew .York, \XIashington, San Antonio, Toronto, Montreal, Hamilton, Buenos Aires. Mar del Plata, San Paolo e Parigi.
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Essa ha in ano accordi di gemellaggio con l' Air Force Association (USA), con il Deutschet Luftwaffenring (RFf) e con le Associations Nationales cles Officiers et Sous Officiers de Reserve de I'ArmÊe de L.Air (Francia), con le quali ha regolari scambi di visite e riunioni eli lavoro annuali. L'Associazione Arma Aeronautica, inoltre, ha avviato contatti con le similari Associazioni Aeronautiche di altri Paesi europei, intesi ad allargare tali accordi di cooperazione ed a giungere alla costituzione di una organica rete associativa aviatoria a carattere continentale. L'Associazione è retta da un Presidente Nazio nale e da un Consiglio Direttivo Nazionale, e prende le proprie decisioni nell'Assemblea Generale dei Soci. convocata annualmente. Le Sezioni, a lo ro volta, sono dotate eli ana loghi organi territoriali. L'Ordinamento del Sodalizio è completato dal Collegio azionale dei Revisori dei Conti, dal Collegio nazionale dei Probiviri, dalla Segreteria Generale e dalla Direzione Amministrativa.
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Le cariche social i sono eletti ve, vengono rinnovate ogni triennio e, per Statuto, sono attribuite esclusivamente ai Soci che prestano o che abbiano prestato servizio nell 'Aeronautica Militare. Le attività del Sodalizio si articolano in vari Raduni a canmere nazionale, interregionale e regionale, cui si aggiunge un ampio spettro di manifestazioni e cerimonie commem orative eli rilevanza locale, per un totale di oltre 300 eventi all'anno. A tali attività partecipano le Autorità religiose, civili e militari e la cittadinanza estern a. Particolare attenzione viene rivolta al mondo della cultura e, soprattutto, della Scuola, con l'avvio di iniziative mirate in particolaJ·e a sensibilizzare i giovani - attraverso convegni, conferenze e dibattiti - su problematiche di varia attualità, ma anche su temi più specifìcatamente connessi con la realtà militare ed aeronautica nazionale, come l'arru olamemo femminile ed il volontariato. L'Associazione Arma Aeronautica, infine, è p arte integrante del Consiglio Perm anente delle Associazioni d'Anna (ASSOARMA), ed è p osta sotto la sorveglianza del Ministero della Difesa.
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Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna
La nascita de li'Associzio ne ex Granatie ri (così la de nominazio ne inizia le) risale agli inizi de l 1911 a Milano, per iniziativa pe rsonale de l Comm. Enrico Ton·ani, fondato re eli alcu ne impo rtanti industrie ne l setto re cerealistico, il q uale g ià g ranatie re della 7• Compagnia del l o Raggime nto Gra natie ri d i Sardegna
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cominciò a gettare le basi del Sodalizio raccogliendo i Granatieri che avevano prestato servizio nei due Reggimenti Granatieri, perché continuassero nella vita civile a coltivare, in fraternità eli spirito, quelle amicizie e simpatie cameralistiche acquistate in guerra o sui campi eli battaglia. La costituzione ufficiale dell'Associazione awenne il 14 Aprile 1912, con una Assemblea tenuta presso la "Casa del Soldato" in via della Signori a, nel corso della quale venne anche consacrata la Bandiera Sociale. La prima sede dell'Associazione fu posta da l fondatore Torranj in un locale del proprio palazzo, sito a Milano in via del Vivaio, 24 sul quale fece decorare in grafite le fìamme con i numeri dei due Reggimenti. n Sodalizio cominciò a prendere sempre più forma specialmente con la massiccia affluenza dei reduci della Brigata tornati alla vita civile dopo le cru ente e gloriose vicende della l Guerra Mondiale_. Sotto la guida e lo stimolo della Sezione Centrale eli Milano, (questa infatti era la qualifica attribuita all'Associazione di Milano) furono costituite le seguenti Sezioni: Vicenza, giugno-ottobre 1921 - Verona nel 1923 Busto Arsizio nel marzo 1924 - Trieste, 15 giugno 1924 - Legnano, giugno 1924 - Vercelli, settembre 1924- Lecco, 14 febbraio 1925 - Napoli nel 1922 e licostituita nell'agosto 1925 - Venezia, 1925 Roma, nell'ottobre 1925 Cremona, 25 aprile 1925 Cagliali, 18 settembre 1926Pordenone nel 1926 Forlì nel 1926 - Saronno GORIZIA 15/16 SETTEMBRE 2001
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nel 1926 - Padova, ottobre 1926 - Udine, aprile 26 e ricostituita nel mano 1927- Como. 9 gennaio 1927. che si aggiunsero quelle autonome di Torino (1913) - Firenze (1916) - Genova, 1922. Nel corso del Congresso di Genova, nell'aprile 1927, si convenne di dare all'Associazione una dirigenza a carattere nazionale e venne istituito, un "Comitato Centra le~ che inquadrò l'Associazione su base militare trasformanclola in 4° Reggimenro A. .G. che in seguito divenne II Brigata Granatieri in congedo. 'ello stesso anno la Presidenza azionale venne portata a Roma. Solo nel secondo
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dopoguerra al Sodalizio si attribuì la qualifica di Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna nell'attuale configurazione e si diede l'avvio alla stampa di un giornale nazionale dalla resrara "TI Granatiere" che si pubblica tuttora. Il 16 onobre 1954 , con D.P.R. n. 1279, fu riconosciuta la personalità giuridica del Sodalizio. L'Associazione anicolata in 16 Centri Regionali, 65 Cemri Provinciali, 182 Sezioni distribuite su quasi rutto il territorio nazionale, è apolitica ed ha i seguenti scopi: • conservare e r-afforzare tra i Granatieri in congedo i sentimenti eli fraternità e di solidarietà che, nati dall'adempimento del comune dovere verso la Patria, Aanno sempre costituito particolare ca ratteristica del Corpo; • mantenere desto nello spirito dei Granatieri in congedo, e nella coscienza di tutti gli italiani, il ricordo delle glo rie trisecolari dei Granatieri di Sardegna, mediante cerimonie, commemorazioni, conferenze e . pubblicazioni diverse; • assistere moralmente e materialmente i Soci bisognosi e le loro famiglie. L'Associazione inoltre, svolge attività per gli arru olamenti dei volontari nei reparti della Specialità e fornisce la '·Guardia d'Onore" al museo storico. Possono iscriversi all'Associazione, in qualità di Soci Onorari, tutti coloro che hanno appartenuto o appartengono al Corpo.
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Associazione Nazionale Bersaglieri
I primi nuclei dell'odierna Associazione Nazionale Bersaglieri sorsero a Torin o nel 1886, nel Cinquantenario della fondazione del Corpo, e nel 1887, rispettivamente con le denominazioni eli "Comizio Veterani Bersaglieri" e di "SocietĂ di Mutuo Soccorso ex Bersagliet:i". Nel 1890 si fusero, assumendo la nuova denominazione di "Associazio ne Generale ex Bersaglieri con Mutuo soccorso e Cassa di Previdenza". Successivamente si costituĂŹ in Milano, nel 1889, la "Luciano Manara", cui fecero seguito numerose altre Associazioni sim ilari in tutla Italia. Gran parte eli esse confluirono nel 1921 nella " Federazione azio na le Bersaglieri". TI 30 giugno 1924 , in 80
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occasione di un grande Raduno azionale di Bersaglieri a Bologna, nacque la "Associazione azionale Bersaglieri'', che nel 1938 mutò la denom inazione in "Reggimento Bersaglieri d'Italia Alessandro La Mannora". Dopo le sfortunate vicende del 2° Conflitto Mondiale, l'Associazione, pur lra mille comprensibili difficoltà, venne ricostituita nel l 945, per opera dei Bersaglieri in congedo, che riuscirono, con tenace cd appassionata volont.à, a superare ogni ostacolo.
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Oggi I'A. t .B. è una realtà che può comare su o ltre 40.000 soci, con una struttura diffusa su tutto il territorio nazionale e all'estero, articolata su tre Presidenze Interregio nali (Nord, Centro e Sud), 18 Presidenze Regionali, 89 Presidenze Provinciali e ben 733 Sezioni, di cui 20 all'estero . Le tìna)jrà·deiJ'Associazione, nel rispeno dei valori cui volle ispirarci il Fondatore, possono essere così sinteùzzate: • mantenere e propagandare l'amore per la Patri a; • custodire le tradizioni del Corpo ed esaltarne lo Spirito come stile di vita; • rafforzare i vincoli eli solidarietà e eli ca meratismo tra i Bersaglieri in congedo e quelli alle armi; • promuovere l'elevazione spirituale, cultu rale e l'educazione fisico-sportiva dei soci; • assistere moralmente e materia lmente i soci ed i loro familiari; • diffondere la cultura della sol iclari erà, dell'assistenza e del volontariato. az
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Q ueste fin alità vengono perseguite attraverso i Raduni , in occasio ne dei qu ali giova ni , meno. giovani e Bersaglieri alle armi si danno con vegn o nelle città d 'Italia e confro ntano le lo ro esperi enze di vita militare, rin verd iscon o i l oro ri cordi e fratern izza no con l a p opolazion e locale. Ma i Haduni no n bastano! L'A. .B. , infatti, organizza e partecipa a manifestazio ni patriottiche ed a gare sp orti ve, a carattere nazionale, regio nale e local e, e concorre con attività di volonta riato ed o pere di sostegno ed assisten za, al conseguimento eli final ità umanitari e anche all 'estero . L'Associazio n e 1 azional e Bersaglieri si avvale in ol tre, della stampa Cremisi, costituita dal p eri odico n azion ale "Fiamma Cremisi " e da numerosi p eriodici a diffusion e local e. Oggi esiste anche un sito internet wW\v.bersaglieri.net che sta riscuotendo un lusinghiero successo in Italia ed all'estero. GORIZIA 15/16 SETTEMBRE 2001
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Associazione Nazionale Alpini
Quando, al termine della prima guerra mo ndiale. gli alpini tornarono a casa nacque l'idea di una associazione che continuasse la fr.a tellanza d'armj cementata negli ~1nni durissimi della guerra. CosĂŹ, 1'8 luglio 19 19, un gruppo di reduci costituĂŹ I 'As~oc iazi on e Nazionale Alpini con sede a Milano presso l 'Associazione capomastri; e fu l 'i nizio eli una lunga, l unghissima marcia. Tra i fonclarori c'era Arturo Andrcolctti, l'ideatore della prima riunione dei reduci, che. negli anni successivi fu figurc1 determinante nell'Associazione. L'ANA trova la sua prima sede stabile in ga lleri~i Vitto rio Emanuele: su un balconcino viene esposto permanentemente il Tricolore. Nel settembre del 1920 viene o rganizzata la prima Adunata nazio nale suli'Ortigara, dove una colonna mozza con inciso il motto "Per non dimenticare" ricorda e simboleggia il sacrificio dei battaglioni alpini su quella montagna, sacra a tutte le penne nere. A quel primo appuntamento ne seguono altri venti per giungere sino al giugno 1940, a Torino: il secondo 84
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connitto mondiale è alle pone, parecchi alpini sfùano con la canolina preceno infilata nel cappeUo. egli anni durissimi della guerra e dell'immt!diato dopoguerra. che videro la Associazione vivere in un regime pressoché di clandestinità, l'Associazione risorge. ell"aprile del 1947, ricompare anche il giornale "L'Alpino··, anch'esso nato nel 1919. ell 'ottobre del 1948 si svolge a Bassano del Grappa la prima adunata del dopo guerra: indimenticabile. l veci della guerrd vittoriosa riconoscono che le "penne nere" reduci da una guerra sfonunata avevano compiuto il loro dovere fìno in fondo: gli alpini dell'Albania e della Russia emno in sintonia con gli alpini del Monte Nero e deii'Ortigam. l raduni si susseguono, le file si infittiscono, l'Associazione è vitalissima. Oggi l'A A ha in parte perso la sua caratteristica di associazione combattentistica, conservando tu~tavia intatto lo spirito iniziale che viene espresso con il termine di '"alpinità"', e che racchiude i valo ri che sono alla base dell"essere alpino: rispetto per le istituzioni, alto senso morale, memoria delle tradizioni, rispeno e tutela del territorio e. sopratruuo, solidarietà. L'Associazione, oltre al mensile ""L'Alpino"" (380 mila copie spedite per abbonamento) pubblica un centinaio di testate sezionali e di gruppo. A conferma deiJa costante adesione al proprio motto ·'Ricordare i morti aiutando i vivi", l'Associazione ha costruit o , in due anni (1992/ 1993) di lavoro volontario dei propri soci, un asiJo per 120 bambini nella cinà di Rossosch. La scelta del Consiglio direttivo nazionale cadde su quella cirtà proprio perché in essa. durame la campagna di Russia 1942/ 1943 ebbe sede il comando del Corpo d'Armata alpino. Dal banco eli prova della ricostruzione del Friuli (1976) dopo il devastante terremoto, gli interventi della protezione civile deii 'ANA in caso di ca lamità sono stati innumerevoli: in lrpinia (1984), in Valtellina ('87), in Armenia ('89) dove gli alpini hanno effettuato ben 32500 giornate-lavoro lasciando sul posto l 'ospedale GORIZIA 15/16 SETTEMBRE 2001
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da campo dell'A A, ri costruito poi in Italia. E poi dopo le alluvioni in Piemonte ('94) e in Versilia ("96). e per il terremoto in Umbria e nelle Marche (16.850 giornate-lavo ro), con intervento del ricostruito ospedale da campo impiegato come ospeda le di presidio per migliaia di terremotati. E p oi l'intervento per l'alluvione a Sarno, la partecipazione alla Missione Arcobaleno, con l'allestimento delle tendopoli a Kukes, al Campo delle Regioni di Valona e con !"ospedale da campo dell'A 1A. donato all'Albania secondo un accordo con il governo italiano e oggi completamente r icostruito e dotato di apparecchiature ed equipaggiamemi modernissimi. Infine l'intervento in Dordogna dopo le tempeste eli vento, e quelli piĂš recenti dell'alluvione in Valle d'Aosta (12500 giornate-lavoro) e in Liguria, a Ceri ana (706 giornate-lavoro). Oggi la Protezione civile cleli'ANA conta 12000 volontari , organi zzati in quattro raggruppamenti: i volomari alpini compiono periodicamente esercitazioni per gar<~ntire sempre il massimo dell'efficienza dei vari nuclei op~rativi. Ma no n sono mai esercitazioni fini a se
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stesse, perché sono sempre finalizzate al recupero del territorio o alla salvaguardia del patrimonio storico di pa<::si e vallate c all'addestramento del personale eli intervento, che deve saper interagirc con altre forze di protezione civile. Oltre a questa attività "istituzionale··, gli alpini dell'ANi\ svolgono un numero infinito di interventi. Gli oltre 300000 iscritti. suddivisi in 80 sezioni c 4 182 gruppi, ai quali vanno aggiunte le 31 sezioni all'estero con 119 gruppi, intervengono lungo tutto l'arco dell'anno con attività sociali, assistenziali, di solidarietà. L'A A ritiene, come è emerso anche recentemente in un convegno di costituzionalisti all'Università '·La apienza~ eli Roma , che la legge che ha "sospeso" la leva eludendo l'articolo 52 della Costituzione ("La difesa della Patria è sacro dovere del cirradino") sia stata varata senza un esame approfondito c senza una discussione adeguata sulle finalità delle nostre .Forze Armate, in particolare dell'Esercito. Per questo I'ANA ritiene che il servizio di leva non sia ··una tassa .. , ma ancora un sacro dovere, nonché il proseguimento di quella scuola di valori che maturano un giovane e ne garantiscono il suo ingresso nella società come cittadino esemplare. Alle 207 medaglie d'Oro al V.M. vanno aggiume 115 medaglie d'Oro al V.M. conferite ad alpini operanti in reparti non di tmppe eli montagna. Il Labaro nazionale è inoltre fregiato di 2 medaglie d'Oro al Merito Civile per le operazioni di soccorso prestate alle popolazioni del Friuli (1976/77) e del Piemonte (1994), della medaglia eli Benemerenza per gli interventi a favore delle popolazioni disastrate dal terremoto deii'Trpinia e Lucania (1980/ 81 ); della medaglia di Bronzo al Merito Civile per il contributo fornito alle popolazioni colpite dagli eventi alluvionali in Valtellina (estate 1987) e da quelli sismici in Armenia (1989). In rotaie, dunque, 322 medaglie d'Oro al V.M. - 2 medaglie d'Oro al merito civile - Una medaglia eli Benemerenza e una medaglia eli Bronzo al Merito Civile. GORIZIA 15/16 SrntMBRE 2001
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L'Associazione Naziomtle Carristi d'Jratia, la grande famiglia di cui fanno patte tutti coloro che in passato indossarono l'uniforme carrisla, fllticolata su Regioni, Province e Sezioni in Italia e all'estero, ha lo scopo di mamenere imani, e allo stesso livello di calore e di orgogliosa consapevolezza i vincoli di solidariet?t e amicizia esistenti trd carristi in setvizio e carristi in congedo; gli uni e gli altri, tessuto della medesima trama. La Presidenza Nazionale, le Presidenze Regionali e Provinciali svolgono un'opera appassionata e intesa a
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curare lo spirito. dei carristi in congedo, in particolare i giovani, mantenendo desti nel cuore di ciascuno la devozione alla Patria, l'amore per la Specialità e la fede negli stessi ideali che ne hanno animata razione durante il periodo in armi, al fine di serbare alla società cittadini onesti ed operosi, po1tatori convinti eli vimì civiche e fedeli alle istituzioni dello Stato. Alla base dell'Associazione c'è la' Sezione, organo vitale ed operativo che ha nel suo Presidente il motore propulsore di tutta l'attività elci Soci. per i quali promuove nelle migliori forme l'assistenza mora le, culturale c ricreativa, awalcndosi della collaborazione del Consiglio Sezionate di scelta elettiva. È la Sezione che costituisce la cerniera portante tra i componenti della Specialità attiva ed i carristi in congedo. L'Associazione azionale Carristi d'Italia è stata costituita uflkialmente il 19 maggio 1952, in Roma, con atto notarile, rcgolarizzando la sua esistenza di fatto, che risaliva al 1947. quando, per merito soprattutto del Generale Valentino Babini, l'Associazione aveva mosso i primi passi. 90
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Il 2- dicembre 1952 deceduto il Generale 13abini. l'incmico di rinnovare le fìle dei carristi in congedo passava al nuovo Presidente. Il primo Congresso azionale ebbe luogo nel 1957. Con ogni mezzo, grazie all(:he alla collalxmnione dci ricostituiti reparti can·isti, veniva riccrcua l'adesione dci gio\'ani. Nel giugno 1958. usciva il primo numero della Rivisla dell'Associazione "Il Carrista d'Italia" e nel 1959 si svolgeva , a Napoli, il primo Raduno Nazionale. 1cl 1961, in Torino, si teneva il secondo !{aduno 1azionale. In seguito furono svolte le seguenti manifestazioni: 3° Haduno Nazionale (Oologna J%3): 4° Raduno Nazionale (Novara 1%6): 2 pellegrinaggi ad El Alamcin; 1° Raduno 'azionale Reduci deii'"Ariete''. Il 29 settembre I%9 si svolse a Verona il 5° Raduno Nazionale. Nel 1972 si teneva a Pordenone il 6° naduno 1 azionale, cui seguiva. nel 1975. il 7° di Firenze c 1'8°. nel 1978. a Milano. Nel 1981. a No,·am. si svolgeva il 9° Raduno 'azionale. 1 d 1986 è stato realizz:uo il Museo Storico dei Carristi. in piazi'..:t S. Croce in Gentsalemme. e sono stati effettuati i seguenti Raduni 1 azionali: 10° a Roma nel 1986; 11 ° acl Aviano nd 1987; 12° a Caserta nel 1990: 13° a El Alamein il 25 ottobre 1992. in occtsionc del 50° anniversario della glorios.-. battaglia. Il 14° Raduno è stato celebrato a Lecce il 1° ottobre 1995, in occasione del 68° annivers~trio della costituzione della Specialità. Il 15° incontro 'azionale "li Raduno del 70° Annjversario della Specialità.. si è tenuto nei giorni 28 e 29 giugno 1997 a Spilimbergo - Tauriano. nel Friuli, cuore dei l{cparti carri della Brigata Corazzata Ariete. Il 16° Raduno 1 azionale si è tenuto nel 1999 a Modena nei giorni 29 e 30 maggio. Il 17° Raduno azionale si terrà nel 2001 a Pordenone nei giorni 29 e 30 settembre. GORIZIA 15/ 16 SETTL..,BRE 2001
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Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia
L'Associazione ~\'aziona le Parac:adutisti d'Ital ia (A.N.P.d'l.) nasce l'Il gennaio '46 come ente morale ed il suo statuto indica fin da allora 9 scopi fondamentali riconducibili ai seguenti essenziali: fedeltà alla patria, glorificazione dei Caduti, esaltazione della gloria della Specialità; raffo rzamento dei vincoli di fratellanza; mantenimento dei necessari collegamento con le F.A. c con gli enti interessat.i alla anività paracadutisrica; crfcuuazioni di corsi per aspiranti paracadutisti, di esercitazioni e manifestazioni tese alla diffusione del paracadutismo; assistenza. in ogni forma possibile ai soci. Lo sranuo· quindi configura un'Associazione che raccoglie in sé 2 anime: quella "sLatica", tradizionale, storica, culturale e cdebrmiva. propria anche delle
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Associazioni d'Arma consorelle e quella ·'dinamica" tesa all'esercizio e alla diffusione del paracadutismo propria, in esclusiva deii'A.M.P.d'I.. Gli aspetti storici e celebrativi sono riconducibili al valore dimostr.tto in gue::rra dai parac:adutisti - che costituisce fondamentale elemento per l'Associazione che ne perpetua il culto e contribuisce insieme alle Unità in armi, a salvaguardarne il rispetto - espresso dalla attribuzione di: • n. 9 Ordini Militari d'Italia (o eli Savoia); • n. 70 M.O.V.M . (48 alla memoria e 22 ai viventi); • n. 410 M.A.V.M. (128 alla memoria e 282 ai viventi); • n. 417 M.B.V.M. (53 alla memoria e 364 ai viventi); • 465 Croci di Guerra al V.M. ( 11 alla memoria e 454 ai viventi). Gli effetti relativi aiJa diffusione e all'esercizio del paracadutismo sono riconducibili all'attività lancistica che l'Associazione gestisce per fìni militari, e per tanto sotto il controllo dell'Ispettorato dell'Esercito per la · Formazione e la Specializzazione: • i corsi per la diffusione del paracadutismo tra i giovani (abilitazione al làncio con paracadute emisferico automatico e qualificazione al lancio con la tecnica della caduta libera); • le esercitazioni di pratica aviolancistica (lanci di allenamento con paracadute emisferico automatico e/ o acl ape.rtura comandata). L'Amministrazione Difesa concorre allo svolgimento delle succitate attività mettendo a disposizione il personale, i mezzi e i materiali. L"A.N.P.d'I. organizza tramite personale qualificato del Centro Addestramento Paracadutisti Militare, corsi di abilitazione al lancio allo scopo di addestrMe gli allievi ai lanci con paracadute automatico in dotazione alle aviotruppe. Per lo svolgimento di tale att.ività l'A. .P.d'I. si avvale di sue Scuole 1azionali di Paracadutismo (attualmente 12), gestite automaticamente dalle sezioni che ne hanno chiesto la costuituzione. In tale quadro è significativa da sempre anche la presenza femminile: sono oltre 300 l e donne in attività lancistica. GORIZIA 15/16 SETTEMBRE 2001
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Sono organi dell'A.I .P.d'l.: l) l'Assemblea Nazionale; 2) il presidente Nazionale; 3) il Consiglio Nazionale: 4) la Giunta Esecutiva Anzionale 5) il Consiglio Nazionale dei Sindaci revisori; 6) il Collegio azionale dei Probiviri: 7) la Commissione Tecnica azionale; 8) il Gruppo eli Zona; 9) le Sezioni; l 0) la Scuola Nazionale eli Paracadutismo. Sono attualmente operative l 22 Sezioni. che coprono tutto il territorio nazionale, coordinate da 8 Consiglieri Regionali. !l 23 ottobre si celebra la festa della Specialità, nella ricorrenza della Battaglia eli El Alamein. Pau·ona dell 'A. 1.P.cl'l. è S. Gemma Galgani. che si celebra il 16 maggio. Oue ··Anime·· e una sola Associazione, nella quale sono coniugate l'esperienza e la saggezza degli anziani con l'cntusiamo c la deLCrminazionc dei giovani e che, al fianco ed insieme alle Unità in Armi. o nora la Patria Italia.
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Associazione Nazionale Lagunari Truppe Anfibie
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L'associazione. alla quale possono aderire come soci o rdinari coloro che hanno prestato o prestano servizio militare nei repalti lagunari, e come Soci aggregati tutti quelli che ne condividono valori e motivazioni. è srata costituita in Venezia il 15 ouobre 1983. Essa si propone i seguenti scopi: • tutelare gli interessi morali c materiali degli associali: • mantenere vive tradizioni e storia dei Lagunari, nonché il culto della Palria; • Consolidare i vincoli di fratellanza fra vecchi<.: c nuove leve: • conco'rrcre, nel quadro del volontariato, alla Protezio ne Civile, con particolare riguardo all'arca lagunare c del Polesine.
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AII'A.L.T.A. venh·a riconosciuta la personalità giuridica il 17 giugno 1985 con Decreto Presidenziale n° 550. L'Associazione, che raccoglie circa cinquemila Soci, conta oggi rrentacinquc Sezioni, presenti a Homa , in Emilia Homagna, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. L'Associazione si è particolarmente distinta nell'assistenza nei confronti degli Istituti di portatori di h:mdicap quali il "Gris" di Mogliano Veneto, ··Piccolo Rifugio" e ··c asa del Girasole" di San Donà d i Piave, "Casa Hossa" di Fossalta di Piave, negli ultimi anni essa ha notevolmente incrementato la propria allività nel campo sociale sviluppando il ettore della Protezione Civile. Per questo essa ha dato assistenza ad alcuni Comuni del Polesine nella redazione dei lo ro Piani di Emergenza (poiché protezione Civile è prima d i tuno prevenzione e programmazione) ed ha costituito delle squadre di Protezione Civile per poter intcrveni_re anche nella fase eli emergenza. L"impegno profuso è stmo premiato con l'iscrizione nel Hcgistro del Volomariato della Regione Veneto awenuta con delibera di Giunta del 12 febbraio 1997, mentre un armo dopo aweniva I"Lo;crizione nell'elenco delle organizzazioni del Volontariato del Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
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Per essere in grado di poter svolgere attività di soccorso l'Associazione effettua, periodicamente, delle esercitazioni di Protezione Civile da sola o congiuntamente ad altre formazioni. Q uesto le ha consentito di essere impiegata per l'emergenza, a fine ottobre 2000 in occasione della piena del Po ed a metà novembre in occasione di quella successiva dell'Adige. La sera del 18 ottobre 2000, il Dipartimento Protezione Civile della Regione Veneto ha allertato I'A.L.T.A., convocando i responsabili della Protezione Civile dell'Associazione nell' ~ Unità di crisi" della Regione ed impartendo le direttive per !"impegno dei Volontari, dalle prime o re dell'indomani 19 ottobre. Due squadre della Sezione di Rosolina (RO) poste alle dipendenze degli Organi periferici del Magistrato alle Acque, con due AR 76 dell'Associazione si sono alternate, in rurni di quattro ore, nella sorveglianza degli argini e nel moniroraggio del livello del fiume a Po rto Viro e Porto Tolle. A monte dei Lagunari erano dislocate altre formazioni di Protezione Civile. I Lagunari, inoltre, avevano il compito di individuare la presenza di "fontanazzi" ed in quest'ultima attività essi si sono distinti séoprendone, anche a distanza dagli argini, sfuggiti ad un primo esame. Il giorno 20, poiché si stava verificando una sintazione di crisi nella zona del Delta, lungo il Po' di Maistra (dove gli argini hanno
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minore consistenza del resto del fiume), il Dipartimento Protezio ne Civile disponeva il presidio della zona di Scannarello ed il rafforzamento del dispositivo iniziale deli'A.L.T.A .. Le squadre della Sezione di Rosolina venivano cosĂŹ rinfo rzate da squadre provenienti da San DonĂ di Piave e Riviera di Brenta (che si attendavano a Scannarello) e veniva fatto affluire un terzo fuoristrada dell'Associazione. L'allarme cessava il giorno 23 ottobre con ri entro dei Lagunari alle loro Sezioni. L'A.L.T.A. veniva allertata ancora domenica 19 ottobre 2000, su disposizione della Prefettura di Rovigo, quale predisposizione per il passaggio dell'onda di piena dell'Adige e la successiva verifica della tenuta degli argini durante il deflusso della piena. Quest'ultima esigenza si protr-deva per diversi giorni a causa del perdurare delle piogge intense in Trentina, nel bacino del fiume. All'intervento sull'Adige prendevano pane soltarlto i Volontari delle squadre di Rosolina, impiegati questa volta nella difesa diretta delle loro case. lnoltre, l'A.L.T.A. ha costituito un centro Promozione Arruolamenti Volontari nell'Esercito per svolgere la propria pane in questo momento di epocali cambiamenti dello stmmemo militare chiamato a rispondere alle nuove esigenze di sicurezza e difesa.
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Associazione Nazionale Arma di Cavalleria
Ăˆ un¡associazione istituzionale, riconosciuta dal Ministero della Diresa, apolitica e senza fini eli lucro, alla quale possono appanenere sia coloro che prestano o hanno prestato servizio nell'Arma di Cavalleria e nelle sue specialitĂ , sia coloro che si sentono ad essa legati da sentimenti di attaccamento c simpatia . Gli scopi dell'Associazione sono:
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diffusione dci scntimemi d'amore c fedeltà alla Patria, sintesi dci valori che hanno costituito e mantengono unita la nazione; • culto delle glo rie ( militari ed equestri) dell'Arma; • csahazione dello spirito e delle tradizioni del cavaliere - antico difensore dci pil:1 deboli. comggioso, generoso. rispettoso della sensibilir:ì altrui (qualità apprese dall'amico r.1pporto con il C'.Jvallo) espressione di un modo di vita e di un auegiamemto spirituale che hanno per unica meta il bene nazionale; • assistenza mora le c materi ale dei soci c delle loro famiglie, anche auraverso un continuo, fraterno c..ontano con le Unità c gli Enti dell'Arma. Auività dell'Associazione sono: • organizza manifestazioni patriottiche e culturali su temi istituzionali: • promuove auivit;ì inerenti alla stori a dell 'Arma e dei suoi più no ti e valo rosi uo mini; • tutela le tradizioni militari ed equestri dell'Arma. nel quadro di una visione moderna ed aggiornata: • organizza anività sportive, prevalentemente in collaborazione con enti militari; • promuove auività assistenziali e benefìche con priorità alle categorie più deboli: • fornisce ai soci servizi a condizioni particolarmente convenienti; • avvia iniziath·e ed interventi che facilitino il reinserimento nel mondo del Ja,·oro elci miliwri al termine della ferma; • costituisce punto di contatto tra l'ambiente militare e quello civi le, curando la reciproca informazione e facilitandone i rapporti; • pubblica la "Rivista di Cavalleri a'', m ensile di cultura, di studio, di informazione e di aggiornamento; • gestisce. attraverso il Priorato. il Tempio Sacrario della Cavalleria di Voghera. depositario delle memorie dell'Arma; L'Associazione opera a livello n azionale, disponendo eli una struttura che comprende 17 sedi regionali e 80 sezioni provinciali. GORIZIA 15/16 SETTENBRE 2001
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Qualsiasi informazione in merito può essere aninta visitando il sito Internet: www.assocavalleria.it o rivolgendosi direnamenre a: Presidenza Nazionale: Via Damiata, 5 - 00192 Roma Tel. 06.36001797 (0900-1300); Rivista di Cavalleria: Borgo Albizi, 15 - 50122 Firenze Tel. 055.2479631. Per associarsi è opportuno contattare le sedi dell'Associazione, o visitare il sito Internet www.assocavalleria.it. La quota annuale per associarsi può essere versata sul c/c postale n. 15576002, precisando le proprie generalità e recapito. Gli associati possono usufruire dei seguenti servizi e convenzioni: Zuritel: è il servizio telefonico di assicurc~zione auto del Gruppo Zurigo che, operando solo attraverso una speciale convenzione, riserva esclusive condizioni di prezzo e di servizi. Si potdì, in tal modo, usufruire di tariffe estremamenre vanraggiose a fronte delle più ampie coperture che potranno essere personalizzate secondo le proprie esigenze, sempre con sensibile risparmio· economico. Con una semplice telefonata al n11 verde gratllito 800.247.247, o cliccando sul sito Internet www.assocavalleria.it, si potrà avere un preventivo gratuito.
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Associazione Nazionale Artiglieri d'Italia
Il nuo vo Stemma Araldico fu adouato dopo la Seconda Guerra Mondiale per effeuo della trasformazione istituzio nale dello Stato. Gli elem emi di blasonatum souo lineano: • l'amica stori a dell'Arma mppresenrata dalle tlandiere degli Eserciti preunitari ( 1750 - 1800); • la glori a militare materializzata dalle ricompense al valore mi litare concesse alla Bandiera dcii"Arm a; • il legame indissolubile deii"Associazione con l'Artiglieria testjmoniato dal dominante fregio dell'Arma. Lo Scudo Sanniti<:o troncato in due part i rappresema: • affiancate nel primo ter-..:o le Bandiere d·ordinanza
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di Battaglione e del Corpo Reale d'Artiglieria a fiancheggiare la Colonnella del 1700 modificata all'epoca di Vinorio Emanuele Ili 0773-96) in "Colonnella del Corpo Reale d'Artiglieria" con r aggiunta dell 'aquila nera spiegata in volo eli quattro campi anumati da tre lingue convergenti al centro eli colore uguale alla fodera cle!J'uniforme e le zampe poggiate su due cannoni incrociati; • nei due rimanenti terzi la Bandiera d 'Ordinanza del Battaglione Reale d'Attiglieria (1739). Il fregio dominante è quello stabilito per l'Arma di Artiglieria; due bocche da fuoco in decusse poste dietro la Medusa, sormontate da una granada a due manici prorompente fiamma a destra. Tre Nastri per lato, 5 azzurri ed l rosso e azzurro, indicanti le ricompense al Valo re Militare concesse alla Bandiera dell'Arma, si dipartono dallo scudo . Due cartigli dorati con estremità bifide riponano la scritta "Associazione 1 azionale Artiglieri d'Italia'' ed il morro dell'Artiglieria "Sempre ed Ovu nque". Il Medagliere dell'Arma d 'Aniglieria è custodito dalla Presidenza azionale dell'Associazione. Esso raccoglie le Decorazioni e le Medaglie d'Oro al V.M. concesse ai Repani di Artiglieria.
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Ricompense alle Unità: 16 Medaglie d'Oro. Ricopense individuali: 298 "Ordine Militare d'Italia" (già di Savoia); 236 Medaglie d'Oro; 25 Medaglie d 'Argento; 28 Medaglie di Bronzo; 20 Croci al Valore Militare. Sorta il 23 giugno 1923, a cinque anni di distanza dalla fine della l" guerra mondiale con il nome di Associazione S. Barbara, raggiunse ben presto dimensioni nazionali con un gran numero d i sezioni e di iscrini sparsi per tutta la penisola. Con la mutata denominazione in quella eli " Reggimento Damiano Chiesa" (assunto in onore del martire roveretano, tenente d'artiglieria) l 'Associazione, forte nel 1940 di ben 40.000 iscritti affrontò i duri anni eli guerra . I dolorosi avvenimenti del settembre 43 travolsero come tante altre istituzioni anche la nostra Associazione che nel frattempo, a seguito eli rivolgimenti politici aveva assunto la denominazione di Associazione Arma ci'Artigliéria. Nel 1945, in un rinnovato clima democratico, l'associazione riprese la propria attività, riunendo tutti quegli artiglieri che, reduci dai campi di battagl ia e di prigionia non volevano rinnegare quei valori di Patria e di Dovere per cu i tanto si erano sacrif icati. Nel 1950 le sezioni ricostntite erano già 41 per arrivare nel giro di cinque anni a 141. Nel 1952 l'Associazione per così dire "si rifonclò" anraverso un atto notarile con un ordinamento altamente democratico assumendo la denominazione eli Associazione Nazionale Altiglieri d'Italia che tunora consetva. Nel successivo 1953 il Presidente della Repubblica con decreto n. 647 del 30 maggio le riconosceva la qualifica di Eme Morale, con propria personalità giuridica approvandone lo Statuto Sociale successivamente modificato, sempre con Decreto del Presidente della Repubblica n. 335 del 19 marzo 1959, e, del tuno, recentemente con decreto n. 136 del 25 luglio 1987. •
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È organizzata per statuto, in Delegazioni Regionali, Sezio ni Provinciali e Comunali, con cariche sociali liberamente elette. L'Associazione, secondo i più recenti rilevamenti, conta o ltre quattrocentocinquanta sezioni, di cui sei all'estero, e circa venticinquemila soci. Il suo o rgano ufficiale e il periodjco "L'Artigliere··. L'Associazione si propone di: • mantenere e diffondere il culto dell'ideale di Patria; • esaltare le glorie e rradizioru dell'Artiglieria Italiana; • conservare ed incrementare la fraternità cl'arrru fra rutti gli Artiglieri in servizio ed in congedo; • rappresentare nel quadro stabilito dalle leggi, i militari in congedo dell'Arma di Artiglieria per tutelare gli interessi morali e materiali; • concorrere, nei limiti delle proprie possibilità, ad operazioni di soccorso in caso di pubblica calamità; • promuovere attività assistenziali, formative, . educative, culturali e ricreative a beneficio dei Soci e delle loro famiglie. L'Associazione è articolata in: • Presidenza azionale; • Commissione Nazionale dei Probiviri; • Consiglio Nazionale; • Delegazioni Regionali; • Sezioru Provinciali (e in fase sperimentale la costituzione delle Federazioni Provinciali); • ezioni Comunali.
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Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori
ANGE7:· una Associazio ne d'Anna e di volonrariato per la Protezione Civile e per interventi umanitari anche all'estero, aperta a tutti coloro che hanno prestato o prestano servizio in reparti ed organi del Genio e delle Trasmissioni ed a quelli che, persone o collettività, ritengo no di identificarsi nei suoi valori ideali ed intendono concorrere al conseguimento delle sue finalità. L tssociazione ha personalità giuridica, è apattitica e senza fin ì di lucro ed ha lo scopo di mantenere vivo il senso di. solidari età tra i militari in congedo e quelli in servizio, nel culto dell'ideale della Patria e nella esaltazio ne dei valori e delle tradizion i del Genio e delle Trasmissio ni, un tempo unite in una sola Arma dell'Esercito. • f suoi valori e le sue lrctdiz ioni: si fondano
nella storia dell'ingegneria militare, nelle glo rie delle unità dell'Arma in tutte le guerre combattute dall'Esercito Italiano , dal Risorgirnenro alla Guerra eli Liberazio ne. Sì basano però anche sulle imponenti realizzazioni di 108
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ingegneria attuate durante varie campagne di guerra ed in pace nel contributo allo sviluppo tt:cnico-scientifico dell'Italia dato da alcune eminenri p ersonalità di scienziati che h anno militato nell'Arma originaria. Un no me per tutti: Guglielmo Marconi, Uffi ciale del Genio. Per le loro capacità combattentistiche e tecniche il Genio e le Trasmissioni sono essenziali in guerra, ma sono indispensabili anche in pace e p er opere di pace, come dimostrano i tanti interventi di soccorso p er la salvezza e la sopravvivenza di p opolazioni colpite da gra vi calamità naturali e la partecipazione a missioni di pace ed umanitarie anche per conto eli organizzazioni internazionali ( ATO, UE, O U ) .
L ·;mpegno deli'ANGET nella Protezione Civile e per interventi umanitari: come forza di volontariato scaturisce propri o dalla convinzione che la cap acità e le esperienze acquisite dai Soci durante il Servizi o Militare p ossono essere proficuamente uti l i zzar~ in attività eli concorso al Servizio Nazionale della Protezione civile. in applicazione della Legge 225192 sul Servizio stesso e 266191 sul Volomariato. lei struttura orgcmizzativa deli'ANGET: si articola in Presidenza Nazionale, Delegazioni Regionali e Sezioni distribuite su tuno il territorio nazio nale e comprende anche: • i Gruppi di Specialità d'Arma, che hanno lo scopo di m antenere vivi i vincoli e le tradizioni connesse all'appartenenza acl una sp ecialità, o ad un determ inato reparto, o ente del Genio e delle Trasmissioni. Quelli attualmente esistenti a livello nazionale sono : Guastatori, Pontieri, Ferrovieri , Radioperatori, Genieri e Trasmettitori Alpini; • i Gruppi di Protezione Civile, che costituiscono entità operative di volontariato di diversa con sistenza ed impiego, in relazione alle risorse locali disponibili , p er concorrere alle anività del Servizio Nazionale eli Protezione Civile nell'ambito delle Amministrazioni pubbliche (Comuni, Province, Regioni) nella cui pianificazione sono inseriti. Detti organismi mantengono inoltre contatti con le GORlZIA 15/16 SETTEMBRE 2001
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Autorità Militari territoriali e le unità del Genio e delle Trasmissioni, per eventuali collaborazioni ed integrazioni con le attività di Protezione Civile svolte dalle Forze Armate. In questo quadro operano il Gruppo ACTOPROCfV, elemento di collegamento con l 'Università di Roma, e il Gruppo ANGET HDIG, che opera in ambito ONU per lo smjnamento umanitario. L'Associazione nacque all'indomani della prima guerra mondiale. La sua denominazione era Associazione Nazionale dell'Arma del Genio (ANAG) e dal 1931 diede vita ad un periodico mensile intitolato "Santa Barbara··. U suo primo Presidente fu il Gener'àle Borgani, illustre storico militare, fondatore del Museo storico del Genio, che sollecitò anche il monumento all'Arma inaugurato a Roma nel 1925 in Castel Sant'Angelo e trasferito successivamente in Piazza Maresciallo Giardino. Nel 1934 l'Associazione prese il nome di Reggimento Genio "Mario Fiore··. Ciò voleva significare, la continuità del servizio del cittadino verso la Patria, dalla ferma di leva fino a tutto il lungo periodo del congedo. I tragici evenri che dal 1940 al 1945 sconvolsero con l 'Euro pa il mondo, ed in particolare la nostra penisola, posero fine alla vita del reggimento, ma non a quella dell'Associazione che ritrovò in alcuni gruppi autonomi a Napoli, a Venezia, a Milano, a Ro ma, la più genuina missione di mantenere vive le tradizioni dell'Arma e lo spirito di fratellanza fra coloro che ne avevano fatto parte in guerra come in pace. Rinato il Paese dopo il travaglio della Resistenza e della Liberazione, rimarginate le più gravi ferite e ricomposte nelle più ordinate strutture le 110
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Forze Armate, il Generale jacoe cominciò l'opera di coord inamento dei gruppi sparsi, in cui lo spirito sano dell'Associazione era mantenuto intatto . TI Generale Tirelli , succedutogli, riuscì ad indire nel 1953, presso il Rgr. Genio Pontieri, un imponente convegno 1azionale da cui, nel 1954, doveva sorgere l'Associazione azionale Genieri e Trasmenitori d'Italia (ANGET). Lo stesso Generale Ti relli venne acclamato Presidente Nazionale. Nel 1965 fu realizzato a Monterosi di Viterbo un sacrario a ricordo del sacrificio del Sottotenente del Genio Ettore Rosso, dei 4 genieri e dei 2 cavalleggeri che con lui si sacrificarono il 9 settembre 1943, per sbarrare il passo ad una colo nna tedesca in marcia verso Roma. Un tono panicolare venne dato, nel 1968, al raduno di Vinorio Veneto in occasione del cinquantenario de ll~1 Vittoria. Nel 1971 la Marina Militare si dorava eli una nuova unità a cui fu imposto il nome "Geniere" che già aveva contraddistinto un precedente cacciatorpediniere. L'ANGET offrì la Bandiera di combattimento. Sul cofano il motto "Per omnia asperrima ~ racchiuso tra lo stemma della Marina Militare ed il fregio del Genio. Nel 1973 si tenne un grande raduno Nazionale per celebrare il centenario della nascita di Guglielmo Marconi. Intanto il Genio e le Trasmissioni guadagnavano prestigio per i concorsi forniti nel corso delle calamità nazionali e neiJ'associazione la prima iniziativa completa fu l 'istituzione dj un gruppo di raruoperatori volontari. Con una convenzione con il Dipanimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri 0995), all'ANGET venivano riconosciuti gli obiettivi statutari, e relativi compiti, in tale settore, no nché la particolare qualificazione tecnica nel campo dell'ingegneria civile e delle telecomunicazioni. La pubblicazione sul otiziario nazionale (n° l e 2 del '96) del "Manuale - Guida sul Servizio Nazionale della Protezione Civile per i Soci ANGET" ri scuoteva grande apprezzamento da ogni parte. Per informazioni: angetpresideoza@libero.it. GORIZIA 15/16 SEliD\BRE 2001
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Associazione Nazionale Aviazione dell'Eserdto
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L'Associ azione azionale Aviazione dell' Esercito è stata costituita il 2 maggio 1983; ha ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica il 16 settembre 1999 ed ha sede in Viterbo, via San Pietro 72 e sede sussidiaria in Roma, via Gariba ldi, 3. L'Associazione è patriottica , apolitica ed apartitica.
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Possono essere Soci tutti coloro che, con qualsiasi gr ado ed in qualsiasi categoria abbiano appartenuto o
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appanengono all'Aviazione deii"Esercito/ Cavalleria deii"Aria ,,gli ufficiali Q.A. dell'Esercito ed altri secondo quanto stabilito dallo staruto. Attualmente l'Associazione conw l J 20 soci Il Presidente Nazionale è affiancato da 6 Con iglieri Naziona li. di cui 2 sono vicepresidcnt i. L'Associazione si anicola in ezioni e luclci. Attualmen1c le Sezioni costituite sono sci c coprono l'intero territorio nnio nale.
Il periodico dell'Associazione
è "Il Basco Azzurro" che esce bimestralmente. 114
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Associazione Nazionale Commissariato Militare
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L'Associazione venne costituita, a norma dell'an. 12 del Cod. Civ., nell'anno 1959, con riconoscimento della personalità giuridica, sancito con P.R. del 20-12-1962 n. 205 1, come si evince dallo Statuto organico e da l relativo Hegolamento di esecuzione. Il principale artefice della sua fondazione fu il Ten. Generale com. Ugo Lanclolfi, Capo del Corpo de li"epoca. Lo Statuto sociale segna le linee direttrici delle attività associative, le form e procedurali e le modalit<ì concrete, attinenti alla o rganizzazione ed al funzionamento degli o rgani cenrrali e periferici, in cui si articola, nonchè alla migliore attuazione delle finalità patriottiche, morali, spirituali! culturali e sociali, eli elevatissimo rilievo, espressa mente elencate anche nei otiziari Sociali. Su tale scia conrinua a svolgersi la vita associativa, esa ltante nelle molteplici manifestazioru realizzate e nelle altrettante numerosissime testimonianze e panecipazio ni poste in essere durame il lungo tempo trascorso, le benemerenze acquisite in pace ed in guerra, con riferimento specifico alle decorazioni c.:oncesse sia ali.: Bandiera, da poco unific.:<tta con quella di Ammin isa:> zione (l Ordine Mii itare d'Italia, GORIZIA 15/16 SETTEMBRE 2001
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l Medaglia d'Oro al merito civile, l Medaglia d'Argento al V.M., 2 Croci al V.M., l Medaglia di Bro nzo al valore dell'Esercito, 2 Croci d'Argento al merito dell'Esercito, l Croce di Bronzo al merito dell'Esercito), che ai singoli (3 Medaglie d'Oro al V.M. alla memoria, 45 Medaglie d'Argento, 101 di Bronzo, 144 Croci di guerra e tanti altri riconoscimenti non disgiunti da ricompense in encomi solenni, in promozioni ed avanzamenti, in trasferimenti S. P. E. , etc .. l vessilli in dotazione, Medagliere e Bandiera, a livello nazionale sono custoditi nella sede della Presidenza Nazionale, mentre presso le Delegazioni e Sezioni periferiche esistono dotazioni di Bandiere e Labari. L'ordinamento prevede la predetta Presidenza ubicata in Viale Pretoriano n. 7/ 0 , te!. 0647354297 ed enti periferici come specificato di seguito . 11 Delegazioni Regionali Piemonte con Sezione Provinciale di Torino inglobata; Liguria con Sezione Provinciale di Genova inglobata; Sezione Provinciale di Savona; Lombardia con Sezione Provinciale di Milano inglobata; Friuli Venezia Giulia con Sezi one Provinciale di Trieste i nglobata; Veneto Sezione Provinciale di Verona; Sezione Provinciale di Vicenza.
L'andamento del numero dei soci ha registrato nel tempo una curva discendente, accentuatasi nell'ultimo decennio. Attualmente la platea sociale si compone eli circa 1.500 soci. Tale sfavorevole profilo statistico ha avuto, purtroppo, ripercussioni negative sull'entità del contributo straord inario ministeriale, che dai 14 milioni concessi negli ultimi anni, si è ridotto prima a 11 milioni e, per l 'esercizio del 2000, addirittu ra a 6 milioni circa. Le risorse disponibili, invero in misura francescana, sono costituite dai proventi annuali del tesseramento e dalle ablazioni di pari modesta entità ; talchè l'impiego delle stesse, in ordin e all'organizzazione cd al funzionamento eli questa presidenza e degli organi dipendenti, viene posto in essere con assai oculata parsimonia. 118
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L'attività del oclalizio, sempre piu compartecipe per la valorizzazione costante ed assidua delle nobili ftnalità associative, prima accennate, si compend ia in molteplici testimonianze oltremodo significative (Raduni nazio nali, interregio nali, regionali e provinciali, Pellegrinaggi ai Sacrari nazionali ed esteri , interventi alle piu salienti ceiebrazioni militari religiose e civili, manifestazioni frequenti a carattere culturale ed artistico, assistenza amorevole ai soci amma lati, bisognosi e via dicendo). Viene curata, con particolare diligenza e spirito di servizio, la pubblicazione annuale eli una rivista, avente periitolo: ·'Rivista dell'Associazio ne 1azio nale del Commissa riato dell"Esercito". È da evidenziarsi. infine, con nosu·a profonda fierezza e giustificato orgoglio, l'eccezionale onore riservatoci sorprendenremente dalle ripetute. altissime presenze dell'ex Presidente della Repubblica, senatore a. vita Oscar Luigi Scalfaro, più che insigne consocio, quale Ufficiale commissario cpl. in congedo, avvenute negli ultimi tempi, prima in occasione della Festa del Corpo svoltasi nella caserma "Gandin" di Roma il 26-9-1992, e poi nelle cerimonie religiose in o nore dei Caduti, organizzate direttamente da quest'Associazione e celebrate annualmente nella Chiesa di S. Caterina a Largo Magnanapoli. Ne è da sortacere il privilegio, alu·ettanto eccezionale, della mirabi le ed inestimabile :menzione del Santo Padre, estern ara ripetutamenre, tramite la Segreteria eli Stato del Vaticano con benedizioni apostoliche. Per brevità eli esposizione si omettono le citazioni eli altrettante benemerenze, attestate da prerogative ed affermazioni di notevole spessore. GORIZIA 15/ 16 SEITEr~BRE 2001
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Associazione Nazionale Amministrazione Militare
L'Associazione (A.N.AM.Ml.) costituita nel 1973 da un gruppo eli ufficiali del Corpo eli Amministrazione dell'Esercito, ha avuto il riconoscimento della personalità giuridica con D .P.R. n. 554, in data 29 luglio 1974, che ha anche approvato lo Statuto Sociale. Essa ha sede in Ro ma, via XX Settembre n. 123. Le finalità dell'Associazione sono: • tenere vivo tra i soci l'amor eli Patria; • cuswclire ed esaltare il culto della memoria, delle opere e dell'azione degli appartenenti al Corpo d i Ammmistrazione;
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verificare lo spirito di Corpo ed i vincoli di solidarietà tra tutti i soci in servizio ed in congedo; sviluppare rapporti di cordialità con le altre Associazioni Combanenristiche, d 'Arma e eli specialità delle FF.AA.; tendere alla elevazione spirituale e culturale dei soci; onorare gli appartenenti al Corpo eli Amministrazione grandi invalidi per ferite o infermità riportate in guerra no nché i genitori, le vedove e i figli maggiorenni dei caduti in guerra e dei decorati al valore militare, alla memoria; considerare benemeriti colo ro che si siano distinti per pa~ticolari prestazio ni a favore dell'Associazione o per spiccati e riconosciuti servi zi resi al Corpo; considerare Soci ordinari coloro che siano appartenuti o appartengono al Corpo;
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L'organizzazio ne dell'Associazione è costituita da: • congresso nazio nale; • consiglio nazionale; • presidenza nazionale; • collegio dei probiviri, di tre membri;
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delegazioni regionali: - Nord-est, con sede a Padova ; - Nord-ovest, con sede a Torino; - Tosco Emiliana, con sede a Firenze; - Centrale, con sede a Roma; - Meridionale, con sede a 1 apoli ; sezioni provinciali, con un numero di iscritti non inferi ore a 15; collegio dei sindaci, di tre membri;
TI Congresso Nazionale: • discute sull'arti vità svolta dal Consiglio azionale; • delibei·a a maggioranza dei presenti sull'indirizzo generale dell'Associa zio ne; • delibera con la maggioranza statuita nell'ultimo comma dell'alt. 21 del codice civ ile, sull'eventuale scioglimento dell'Associazione e su lla devoluzione del relativo patrimonio; • si pronuncia su turte le questioni che il Consiglio Nazionale abbia ritenuto di mettere all 'ordine del giorno . Il Consiglio Nazionale, convocato da l Presideme Nazio nale, almeno una volta l'anno, è costituito da: • presidente nazionale; • due vice-presidenti nazionali; • tre soci residenti a Roma; • segretario genera le senza clirirto al voto; • amministratore genera le senza diritto al voro. 122
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Il Consiglio Nazionale, organo deliberativo e consultivo dell'Associazione, stabilisce le linee programmatiche per l'attivitĂ dei vari organi dell'Associazione. Delibera sulle modifiche da apportare allo Statuto Sociale ed approva il bilancio consuntivo , nonchĂŠ il rendiconto generale.
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Associazione Nazionale Autieri d'Italia
Al termine del primo conflitto m o ndiale, nel 1918, un gruppo di red uci automobilisti , sp inti dal desiderio eli ritrova rsi , promosse l 'iniziativa di costituire una Associazione eli Automobilisti in congedo. TI Com itato promoto re si costituì a Mi lano ed i vi , nel 1921, venne fondata !"Associazione 1 aziona le Aucomobilisti in conged o (A.N.A.C.) . Il successo dell 'iniziativa fu eviden ziato dal sorgere eli altre Sezio ni in Genova, Venezia, Ro ma, Biella, M oden a, Po ntedera, Pisa e Pesa ro . L"Associazione ino ltre si inserì nella v ita n azio nale con valide proposte ed iniziative interessa ndosi , in particolare, alle attiv ità m otoristich e. Tra le iniziative più impo nanri: promosse l 'aboli zio n e dei passaggi a livello in custoditi, sostenne la necessità eli migliorare i collega menti, con l ' istituzione di au col inee collega te al le tramvie e l'o rga nizzazion e del serv izio delle auto pubbliche. acque anche il g io rn ale 124
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''L'Automobilista .. , che ebbe b rillante vira e battagliera cro naca per molt i anni e che iniziò una assidua ca mpagna per ottenere la costituzione, nell'ambito d ell 'Eser cito , d el Corpo Automobilistico, g ià da allo ra ritenu to, con mirabile preveggenza , el emento fondamentale dell a guerra meccanizzata. Il 20 settembre 1935 il Diretto ri o del Rea ! Automobile Club d ' Italia ( R.A.C.I .) d eliberò l'istituzio ne di una nuova categoria el i soci, gli Autieri in congedo, inquadrati nei propri g ruppi provinciali. Sorsero così i .. G ruppi Autieri in conged o" e si chiuse, dopo 14 ann i di attività intensa , proficua ed apprezzata, il primo ciclo eli esistenza cleli 'A.N.A.C .. Il 2 settembre 1940 i Gruppi Autieri vennero trasformati in ''Autoraggruppamento Emanu ele Filiberto Duca d'Aosta" con sede in Milano e sorsero .. Autogruppi '' in tulte le sedi del R.t\.C.I., comprese quelle della Libia. dell'Africa O ri enta le e eli Rod i. La seconda guerra mo ndiale disperse i compo nenti degli Autogruppi ma già nel 1946, sempre in M ilano, si posero le basi per l a rinascita dell'A.N.A.C .. Il 23 m~1ggio 1948 l'esistenza dell'A.N.A.C. venne perfezionata con atto pubblico. el franempo a Ro ma, il 12 maggio 1951 , sotto la Presidenza del General e G iuseppe Papi, ven ne costitu ita ("·'Associazione Autieri d'Ita lia'' (A.A.I.) . Il 17 febbraio 1952 le due Associazioni. nel corso eli una riuni o ne tenurasi a Bologna, decisero di fondersi e d i po rtare la Sede azi onale a Roma, assumendo l a denominazione di '·Associazione azional e Autieri d 'Italia .. (A.N .A .L). Il 12 febbraio 1954 fu ottenuta l 'autori zznio ne a pubblicare .. L'Autiere" ed il 20 d icembre dello stesso anno, con decreta del Presidenre della Hepubbl ica, si ebbe il riconoscim ento della personalità giuridica nonchè l'approvazio ne dello Sta turo. GORIZIA 15/16 SETIEMBRE 2001
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Dalla sua costituzione l 'A.N.A.I. è sempre stata attiva e partecipe delle vicende della vita nazionale al solo scopo di dare attuazione alle finalità statutarie che possono riassumersi in: • tenere vive, nell'amore e nella fedeltà alla Patria, le glorie e le tradizioni del Corpo Automobilistico dell'Esercito, dal 1998 Arma dei Trasporti e Materiali. • custodire ed onorare il ricordo degli Autieri caduti nell'adempimento del dovere; • riunire spiritualmente in un unico organismo gli Autieri di ogni grado, in congedo ed in servizio, cementandone i vincoli di solidarietà e cameratismo; • partecipare attivamente alle manifestazioni della vita na:cio nale nelle quali vengano esaltati sia i valori morali posti alla base delle finalità dell'Associazione sia l 'amore della Patria; • svolgere, in ambito locale, regionale e nazionale attività che abbiano per oggetto: - il superamento di difficoltà materiali e moraJi della collettività; - il Voiontariato per la protezione civile; - la sicurez7.a stradale; -l'addestramento motoristico. Oggi l 'A~ ciazione, che.è apartitica ed apolitica, ha oltre 100 Sezioni sul territorio nazionale, una rappresentanza negli Stati Uniti e soci va ri in Europa e nel Sud America per un torale di circa 12.000 iscritti , tra Autieri in congedo ed in servizio. Dalla costituzione I'A.I .A.I. effettua raduni nazionali degli associati, con cadenza per lo più biennale. ono stati effettuati finora 20 raduni nazionali; l 'ultimo si è tenuto a Salsomaggiore nei giorni 2-4 giugno 2000. Il prossimo, X:XJ, già in fase organizzativa, si svolgerà a Ch ianciano nei giorni 17 - 19 maggio 2002. Possono far pane dell'Associazione, quali soci: • o rdin ari, coloro che siano appartenuti od appartengano ad Enti e Reparti del Corpo
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Automobilistico od, attualmente, dell'Arma dei Trasporti e Materi ali dell'Esercito; • amici degli Autieri, i familiari dei soci nonch.è i cittadini che vogliano attesta re la lo ro compartecipazio ne agli ideali ed agli scopi dell'Associazione. La struLrura o rganizzativa deii'A.N.A.I. si articola in: • Presidenza Nazionale; • Assemblea Nazionale; • Consiglio Direttivo Nazionale, nell' ambito del quale è previsto un Comitato d i Presidenza; • Collegio Nazio nale dei Revisori dei Conti; • Collegio Nazionale dei Probiviri; • Del egati Regionali; • Sezio ni, distribuite su nm o il territori o nazio nale. L'Associazione pubblica, trimestralmente, il periodico "L'Autiere''. La Redazione, che ha sede in v ia Sforza n. 4 - 00184 Roma p uò essere contattata al .nu mero tel./ fax 06.48.84.523. Per informazio ni e contatti con la struttura o rganizzativa dell'A. I.A. I.: Presidenza raziona le e Segreteria Generale- via Sforza. 4 - 00184 Roma - Tel. 06.47.41.638/ 47.35.56.42 - rel./fax 06.48.84.523 e-ma i l :a utieri@tisca li ner.i t.
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Associazione Nazionale Ufficiali Tecnici dell'Esercito Italiano
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Il giorno 2 giugno 1989 un gruppo di ufficiali del Corpo Tecnico dell'Esercito, diede vita al "Comitato Promotore" per la costituzione dell 'Associazione Nazionale Ufficiali Tecnici dell'Esercito Italiano (A. .U.T.E.I.) . 11 10 gennaio 1992 il Ministro della Difesa, con proprio D.M. in pari data. sanzionava il riconoscimento gitu·idico dell'Associazione. Le insegne dell'A . .U.T.E.L, come previsto dallo Srmuto, sono costituite da: • Bandiera azio nale Tricolore; • Labaro Sociale.
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La struttura comprende, oltre la Sede azionale, Gruppi Locali dislocati nelle città ove più alta è la presenza di soci. Anualmente i Gruppi Locali sono dislocati nelle seguenti sedi: Torino, La Spezia, Pisa, Firenze, Bologna, Civitavecchia e Ro ma.
l soci effcnivi dcll'A.N.U.T.E.I. sono gli Ufficiali in servizio ed in congedo, in spe e di complemento, provenienti : • dai preesistemi Servizi Tecnici dell'Esercito, sciolti in data l 0 settembre 1980 (Servizio Tecnico di Artiglieria, della Mororizzazione, Chimico Fisico, del Genio, delle Trasmissioni. Geografico); • dal Corpo Tecnico dell"Esercito, costituito in data 2 settembre 1980 (ora Corpo degli I ngegneri); • dal Corpo degli Ingegneri dell'Esercito, denominazione assunta in data l gennaio 1998. • Funziona ri dei ruoli Tecnici della Difesa. Le attività dcii'A.N.U.T.E.I discendono dai compiti fissati dallo Statuto dell'Associazione. 130
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Fra questi spiccano in particolare le "attività culturali a carattere tecnico-scientifico", re ndenti a: • tenere vivi i rapporti inte rgenerazionali tra i soci; • valorizzare il prestigio e le funzioni de lla componente tecnica de ll'Esercito; • fornire fattivi contributi eli pensiero ai Decisori Istituzionali; • alimentare scambi eli idee con l'Industria c ivile del settore e la Stampa specializzata L'A. J.U.T.E.I., inoltre, quale membro del Consiglio Nazionale Pe rmanente delle Associazioni d'Arma (ASSOARMA), partecipa attivamente all'espletamento congiunto di talune attività inte rassociative. GORIZIA 15/ 16 SETTEMBRE 2001
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Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia
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I primi fermenti associativi dei fin anzieri in congedo si manifestaro no all'inizio del secolo scorso, quando gruppi di ex militari del Corpo residenti nella stessa località sentiro no spontaneamente il bisogno di ritrovarsi ancora insieme per rinsaldare i vincoli di cameratismo che li avevano uniti durante il servizio attivo per sostenersi ed aiutarsi a vicenda a superare le difficoltà della vita. Nel 1906 a ·apoli fu costituita un'Associazione Federale dei " Finanzieri Italiani'" e contemporaneamente a Luino (VA) fu costituito un'analogo organismo, negli anni a seguire in altre città italiane nacquero altri organismi eli ex finanzieri in congedo. L'Associazione Iazio nale Finanzieri d'Italia nasce ufficialmente nel ' corso del 1928 con il nome eli "Associazione Nazionale Militare della Regia Guard ia eli Finanza in Congedo" ed ebbe il riconoscimento u fficiale ed eretta in Ente Morale con Regio Decreto 11 marzo 1929, n. 377. Dopo l'approvazione dello statuto ebbe luogo nel 1929 la prima elezione delle cariche sociali cenrrali: risultò così eletto alla carica eli Presidente Nazionale il generale Domenico O livo, valoroso combattente, primo Comandante della Legione di Trento, nel 1918 e appassionato GORIZIA 15/16 SffiEMBRE 2001
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cultore della stori a del Corpo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale l'Associazione assunse la denominazione eli "Associazione Nazionale Finanzieri in Congedo" e nel 1948 constava di 106 Sezioni e 7.500 Soci. Con lo statuto approvato con D.P.R. 10 gennaio 1962, furono ammessi, fra i propri soci, anche i militari del servizio attivo, fino ad allora esclusi; poco tempo dopo, per deliberazione del Consiglio azionale l'Associazione prese l 'attuale denominazione di "Associazione azionale Finanzieri d'Italia". Organo Ufficiale dell'Associazione è il periodico "Fiamme Gialle·• fondato nel 1986. Attualmente l'Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia, è articolata in 270 Sezioni sparse in tutto il territorio nazionale e alrestero e conta circa 30.000 soci. La Presidenza Nazionale ha sede in via Alberto Caroncini, 19 - 00197 Roma, dove si trova anche la Direzione del Periodico "Fiamme Gialle" .
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Lo statuto attualme nte in vigore è stato approvato con D.M. 27 ottobre 1994. U Preside nte Nazionale è coadiuvato da tre Vice Preside nti Nazionali (due res identi a Ro ma e uno fuori Roma), ono Consiglieri Nazionali (reside nti a Roma), dal Segretario Generale (scelto tra gli otto Consiglie ri di Roma) e da 13 Consiglieri di estrazione Regio nale (in rappresentanza delle Sezioni sparse sul te rrito rio nazionale). GORIZIA 15/ 16 SETTEMBRE 2001
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Associazione Nazi onaLe
della Polizia di Stato
L'Associazione azionale della Polizia di cato (A.i'\.P.S.) è diretta derivazione dell'Associazione azionale Guardie di Pubblica Sicurezza, eretta in Ente Morale con Decreto del Presidente della Repubblica n.820 del 7 Ottobre 1970. L'attuai<! <.k:no minazione venne, ope legis, assunta Ln confonnit:ì appunto, della Legge n. 121 del 1° April e 1981, che, con la demilitarizzazione del Corpo delle
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Gua rdie di P.S., diede vita alla Polizia di Stato. Dal 20 Marzo del corrente anno è Associazione d'Arma: da tale data, infarti, decorre la riammissione dell'Associazione al Consiglio aziona le. La sede Centrale deii'A.N.P.S è in Roma, Via Statilia 30. L'iscrizione è, ovviamente, di tipo volontaristico. L'Associazio ne riunisce non solo il personale della Polizia in pensione, ma, altresì, quello in servizio arri vo nonché i cittadini italiani d'ambo i sessi che, possedendo i requisiti civili e morali necessari, ne fa ccia no richiesta. l Soci dell'A. .P.S. si distinguono in "effettivi", Mberremeriti'', ··onorari", "simpatizzanti". Tra i oci O norari sono, per statuto, il Capo e il Vice Capo della Polizia, i Prefetti e i Questori in sede, le Medaglie d 'Oro al V.M. e al V.C. della Po lizia di Stato e i Grandi Inva lidi di guerra o per servizio pure appartenenti all'Amministrazione della Pubblica. Sicurezza.
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AN.P.S.
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L'A.N.P.S. è retta da un Presidente nazionale, assistito da due Vice Presidenti, da un Segretario Generale e da un gruppo di Consiglieri nazionali, tutti di elezione a termini statutari. Essa conta attualmente sul territorio italiano centocinquanta Sezioni Una Sezione è attivissima in Toronto (Canada). Tutte le Sezioni intrattengono rapporti di schiena cordialità con le Associazioni consorelle e, insieme con queste , partecipano, con rappresentanze e Ban diera, a manifestazioni e cerimonie ufficiali. Finalità dell'A.N.P.S.: creare e mantenere sempre integro promuovendo le più varie iniziative, un legame di solidarietà tra gli iscritti e, in particolare, alimentare, con 138
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la parola e con l'esempio, per trasmetterla alle nuove leve, la fiamma dell'ultrasecolare dedizione della Polizia alla Patria e alle Istituzioni. Espressione visiva di tale passato è il Medagliere, inalienabile patrimonio di onore e d i gloria, che con la Bandiera Tricolore l'Associazione è fiera di custodire nella sede della Presidenza azionale. L'A. .P.S. è idealmente e fattivamente collegata, per mezzo delle Sezioni, con le Questure attraverso un'apprezzata collaborazione di supporto e, mediante iniziative a carattere culturale sociale e civico, in primis con il mondo della scuola. A tal riguardo, per la favorevole eco ovunque suscitata nell'opinione pubblica, s i ritiene doveroso segnalare la consegna in forma solenne, presenti scolaresche e docenti, a istituti elementari, medie, superiori della Bandiera Nazionale. A cura deli'A.N.P.S. è edito il periodico "Fiamme D'Oro", che viene inviato a tutti i Soci in corrispettivo della loro iscrizione all'Associazione. Trovano spazio sulle s ue pagine, sempre aperte da un articolo di fo ndo su remi di interesse generale, articoli su argomenti di attualità, di storia, anche riguardante la Polizia , d i d iritto e a carattere i· professionale nonché ampi servizi e notiziari illusmiti sulla vita delle Sezioni. GORIZIA 15/16 SffiEMBRE 2001
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Associazione Nazionale Cappellani Militari
Il servizio di Assistenza Spirituale alle For.le Armate. ufficialmente costituito, ha raggiunto, l 'l l marzo scorso. i 75 anni di vita. Tre quarti di secolo percorsi da una storia intensa, fatta di sacrificio, di ideali veri e soprattutto di autentico servizio all'uomo impegnato nella difficile vita militare. Ăˆ una storia, peraltro, non immune da periodi di incomprensione, di cont1itti di competenza e talvolta addirittura di diffidenza fra le Istituzioni civili e quelle religiose che dovevano ,!arantire l 'assistenza spirituale al personale delle Fo rze Armate. ~icordi , questi ultimi, che fanno p arte di un )assato ormai lontano e che conferiscono, ad ogni •odo, ulteriori meriti alla presen za dei nostri ppellani Militari.
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È bene precisare. a questo punto, che la data dell'l l marzo 1926 segna soltanto l'uflìcializzazione di un servizio che in realtà già esisteva da molto tempo. Nel 1859 erano quaranta i Cappellani, allora chiamati "'Direuori di spirito", che assistevano i reggimenti di Fortezza , le Accademie e le Scuole Militari. Nel 1865 i ranghi del Clero castrense contavano ben 189 membri, con un'organizzazione abbastanza radicata e ramificata nei vari Corpi. Dopo quella data venne però il buio, un lasso di tempo, che durò alcuni decenni, durante il quale venne eliminata ogni traccia di Assistenza Spirituale. TI clima di laicità della nuova Italia riunita sono la corona di Casa Savoia e l 'anticlericalismo espresso dalla massoneria penetrata in ogni ambiente politico e miliwre, avevano bandito ogni funzione istituziona lizzata del clero all'intern o dell'Esercito del Hegno d'Italia. Tutti i Cappellani furono così congedati e la situazione non subì ulteriori modifiche fino al primo conflitto mondiale. In occasione delle guerre coloniali, in Eritrea nel 1896 e in Libia nel 1911. i soldati italiani non avrebbero goduto di alcun co nfo rto religioso se non fosse stato per l'opera volontaria dei Padri Cappuccini in missione in quei luoghi. La contraddizione più evidente stava nel fano che lo Stato rinunciava alla funzione sacerdot~de nelle file del proprio Esercito, ma al contempo rendeva soggetto agli obblighi di leva tutto il clero, seminaristi compresi. La svolta si ebbe nel 1915, anno d"inizio della Grande Guerr.t, grazie ad una circolare del Generale Cardona: fra i 10000 sacerdoti chiamati alle armi una parte. su scelta discrezionale dei Distretti, venne assegnata per l'Assistenza Spirituale agli ospedali da campo e a tutte le unità operative delle Forze Armate. Fu una decisione affrenata ed effettuata senza alcun crit erio organizzativo, causa l'improvvisazione e la perdurante assenza di raccordi fra Stato e Chiesa provocata dalla "qLtestione romana··. GORIZIA 15/16 SffiEMBRE 2001
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A superare le conùngenze di segno negativo contribuirono l 'opera intelligente di esponenti eli spicco del mondo ecclesiale e la consapevolezza assunta dalle gerarchie militari dell'effettivo ru olo svolto dai Cappellani. La loro presenza fra i soldati. in quei quattro lunghi anni di sofferenze vissute al fronte, si dimostrò fondamentale sotto il profilo umano e psicologico. Il sacerdote viveva con la truppa , nel fango delle trincee, portando a tutti il conforto della Parola eli Cristo, vicino all'uo mo anche nell'immane tragedia della guerra. E quanta sia stata la condivisione del pericolo e del do lore lo elice il numero dei Caduti 93 Cappellani su 2070, e delle decorazioni al merito ricevtlle, ben 546. Terminato il conflitto. sembrò ripetersi la sto ria eli qualche çlecennio prima: i Cappellani vennero smobilitati e, ancora una volta, per loro sembrò non esserci più posto fra i soldati una volla finita l'emergenza. L'esperienza vissuta al fronte fra il 1915 e 1918 aveva però lasciato un segno profondo, a tal punto che non apparve più procrastinabile l'organi zzazione di un servizio di Assistenza Spiritua'le istituzionalizzato. Le trattative non furono esenti da problemi ma alla fine 1'11 marzo 1926, venne il sospirato accordo per dotare le Forze Armate di un Servizio Spirituale sancito giuridicamente anche per il tempo di pace. Vennero poi la Guerra d'Africa, la Guerra di Spagna ed il secondo devastante conflitto mondiale. l Cappellani Militari confermarono ancora una volta il loro eroismo, il loro attaccamento alla Patria e ai soldati. Furono 183 i Caduti sul campo di battaglia, periti quasi sempre nell'atto di aiutare e di soccorrere i soldati affidati alle loro cure.
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In questi 75 anni s'è percorso molto cammino nel creare sintonia tra le esigenze del Servizio Assistenza Spirituale ed il desiderio, per tale Servizio, del crisma di un riconoscimento giuridico da pane dello StalO. Nel giugno del 1961 è stato raggiunto in questo senso un a ltro imponante traguardo con l'entrata in vigore della legge 512, che può considerarsi la pietra mi liare dell'o rdinamento giu ridico dei Cappellani Militari. Que lla legge, infani, ha dato ulte riore dignità alla presenza dei Sacerdoti Cattolici fra i g iovani in servizio di leva e tra i militari di professione. Un a ltro a uto revole riconoscimento, infine , è venuto dalla Costituzione Apostolica "Spirituali militum curae" del 21 aprile 1986 di Giovanni Paolo II. el ricordare il 75° anniversario della c reazio ne ufficia le del Servizio Assistenza Spirituale delle Forze Armate, il nostro pensiero non può non anda re a tutti i Cappellani che in q uesto lungo periodo hanno testimoniatp coere nza all'autentica legge evangelica della carità. Il loro esempio è ancora quanto mai attuale: ricordarli, dunque, no n ha nulla a che fare con la nostalgia, è piuttosto espressio ne vera eli riconosce nza per il lavoro svolto con tanta dedizione. Scriveva mo ns. Pietro Santini, grande cappellano Militare, per lunghi anni Presidente dell'Associazione Nazionale Cappellani Militari d 'Italia: "Il solco che più di seimila sacerdoti, con o sen za stellette, sino ad oggi hanno tracciato, vivendo tra i soldati no n per mestiere, ma per vocazione del cielo, è un solco - specialme nte per i pionie ri - la cui terra si amalgama ad umiliazioni oggi impensabili, sudo ri e fatiche in1possibili, sangue ed immolazioni". Possiamo noi oggi dimenticare il loro insegnamento e, qualora lo facessimo, quale immagine potremmo presentare del loro servizio (nel senso più ampio ed evangelico del termine), quale biglietto da visita? Dobbiamo tornare alle sorgenti, per scoprire e valorizzare, nel patrimonio, quelle doti di fondazione che consentirono lo sviluppo ed il co nsolidamento della nostra Istituzione! GORIZIA 15/16 SETTEMBRE 2001
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Associazione Nazionale
della SanitĂ Militare Italiana
Con atto pubblico del 23 dicembre 1954 n. 74645 di repertorio viene costituita con sede in Roma, presso l'Ospedale MiJitare del "Celio" (S. Ten . Medico Medaglia d'Oro Friggeri AttiJio), l'Associazione azionale della Sanita Militare Italiana. Successivamente con decreto del Presidente della Repubblica in data 20 marzo 1958 n. 484 e su proposta del Ministro della Difesa viene riconoscima la personalita giuridica dell'Associazione Nazionale della Sanira Militare Italiana e ne viene approvato il relativo sraruro organico.
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A1 Ministro della Difesa è devoluta l'alta sorveglianza sull'Associazione stessa al fin e di assicurare che la sua attività ed il suo indirizzo siano conformi alle direttive generali del governo. Le caratteristiche e le finalità deii'A.N.S.M.I. sono le seguenti: • l 'Associazione e apolitica; • l 'Associazione si propone quanto segue: a) tener vivo fra i soci l'ideale e l'amor di Patri a; b) custodire ed esaltare il culto e le memorie della nobile tradizione di pietà fraterna, dedizione, sacrificio ed eroismo della Sanita Militare in guerra ed in pace; c) vivificare lo spirito di corpo, promuovere e cementare i vincol i di solidari età fra tutti i soci in servizio ed in congedo , sviluppa re i rapporti di cordialità fra gli appartenenti alla Sanità Mi litare ed i soci delle altre associazioni d 'anna; d) tendere alla elevazione spirituale e culturale, all'assistenza morale e nei limiti del possibile materiale dei soci;
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e) curare la collaborazione e tendere all'aggiornamento professionale fra i soci in servizio ed in congedo in rappo rto all'evoluzione scientifica, al progresso tecnico ed al perfezionamento dei mezzi strumemali ed organizzativi. Possono far pane dell'Associazione tutti coloro che abbiano appartemtto o appartengano alla Sanità MiJjtare dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, nonché i genito ri, le vedove ed i fìgli degli appartenenti a dette Sanità Militari caduti in guerra. on possono essere soci coloro che siano venuti meno aUe leggi dell'onore. L'organizzazione nazio nale, con relativa articolazione territori ale dell'Associazione, tende acl essere costintita come segue: a) Presidenza Nazionale; b) Consiglio azionale; c) Delegazioni Regionali; d) Sezioni Provinciali; e) Eventuali Sonosezioru.
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La Presidenza Nazional e, con sede in Homa, è costituita da: a) Presidente Nazionale; b) tre Vice Presidenti Nazionali appartenenti rispettivamente a ciascuna Sanità Militare; c) Segretario Generale; d) Ammi nistratore Generale; e) Presidente della Commissione razio nale eli Disciplina. Il Consiglio Nazionale si compone: • del Presidente azionale; • dei tre Vice Presidenti Nazionali; • di cinque soci residenti in Homa, non facenti parte del Consiglio della Sezione di detta città; • del Direttore Generale della Sanità Militare in carica; • dei Delegati Regionali; • del Segretario Generale senza diritto a voto; • dell'Amministratore Generale senza diritto a voto . Il Consiglio Nazio nale è presieduto dal Presidente Nazional e. Il Congresso azionale è l'o rgano sovran o dell'Associazione e norm almente si aduna ogni tre anni.
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Associazione Nazionale Uffidali provenienti dal servizio attivo
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La "SocietĂ fra gli Ufficiali pensionati del Regno d'Italia" riconosciuta fin da l 1895 con l 'istituzione del distintivo sociale e !"approvazione dello statuto, fu elena a Ente morale con R.D. n. 189 del 23 Maggio 1899; da essa ebbe origine la nostra attuale Associazione. L'ano costitutivo dell'Associazione azionale Ufficiali provenienti dal servizio attivo, (ANUPSA) porta la data del 3 febbraio 1948. Una frase signifĂŹcativa dello Statuto sociaJe ne delinea gli scopi principali: "La fĂŹamma che per oltre un centennio
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ha sorretto il nostro animo non può e non deve spegnersi. Appare pertanto evidente la necessità di organizzarsi sia per alimentare la fiamma sia per garantire i nostri interessi presso le Autorità Militari sia per valorizzare le nostre capacità lavorative in ogni campo". Il 31 luglio 1948 uscì il primo "Notiziario interno" che
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nel gennaio 1958 cambiò veste e titolo tramutandosi in "Tradizione Militare". Da quel primo numero, "Tradizione Militare" ha continuato a svolgere una sempre piu apprezzata attivil.à sociale, difendendo i valori delle nostre tradizioni, dando voce al pensiero dei Soci ed informando in merito a tutte le iniziative che l'Associazione attua in favore degli Ufficiali che hanno lasciato il servizio. Attività rivolte, in particolare, alla difesa dei diritti giuridico-amministrativi dei Soci (delle vedove e degli eredi) proprio nel momento piu delicato della vita, quando, lasciato il servizio attivo, viene meno il sostegno delJe Istituzioni. I successi ottenuti sono stati fino ad ora notevoli e il numero dei Soci è in continuo aumento.
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Unione Nazionale Sottuffidali in Congedo d'Italia
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Sebbene costituiti in categoria nel 1911, i Sotrufficiali hanno potuto riunirsi in associazioni di categoria solo dopo la fine della seconda guerra mondiale. Dato il forte sentimento di distinzione fra appartenenti alle singole Forze Armate le prime Associazioni furono di Forza Annata, Fra queste Associazionj si fece strada molto presto la convinzione che solo l'unione d i tutti i Sottufficiali in un solo organismo associativo avrebbe potuto ben rappresentare la categoria.
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Vi furono molti tentativi in questa direzione e, finalmente, nel.1985 tre delle quattro Associazioni Sottuffìciali allora esistenti si fusero nell'attuale U.N.S.I.Co (Unione azionale Sorrufficiali Italiani in Congedo). el 1985 non aderì all'unificazione l'A. . .1. (Associazione azionale ottuffìciali d'Italia). I rapporti con detta Associazione sono ortimi e si spera di giungere alla definitiva unificazione. L'U. . .I.Co fin dalla sua costituzione, si è dotata di un proprio "Statuto" approvato con D.P.R. c del relativo "Regolamento" di attuazione approvato dai Delegati di tutte le Sezioni riuniti in Congresso ordinario. Lo "Statuto'' fissa i principi sui quali l'Unione è fondata e le sue caraneristiche generali: il " Regolamento" disciplina concretamente e nel denaglio ogni anività associativa. L'Unione: • è democratica: tutti i soci hanno gli stessi diritti e doveri, le cariche sociali sono elenive, le decisioni sono sempre adottate collegialmente dagli organismi 154
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a ciò deputati, non esiste gerarchia di gradi, esiste solo una gerarchia di funzioni; è apolitica: l 'Unione non prende posizione in nessun modo nelle competizioni politiche. I Soci, naturalmente, sono singolarmente liberi di appartenere a questo o a quel partito; non persegue fin alità di lucro . Le cariche sono volontarie, elettive e gratuite. Le spese sostenute dai Soci nell'eserci zio di deterninate funzioni associative sono rimborsabili, in tutto o in pa1te, in relazione alle disponibilità di bilancio; l'organo supremo eli propulsione e di controllo, àove si assumono rune le decisioni per la vita dell'Unione, è il Congresso dei Delegati eli tune le Sezioni. Esso si riunisce entro 1' 11 del mese di marzo di ogni anno, persegue, fra altre, le seguenti finalità: a) culto dell'amor patrio; b) n1tela degli interessi della categoria; e) collaborazione con rutre le Associazioni Combattentistiche e d'Arma; d) sn1dio della storia patria e, in essa, dell'apporto dei Sonufficali; favorisce, fra i pro pri iscritti, l'iscri zione ad Associazioni di volontariato e collabora essa stessa, nella misura possibile, alla soluzione dei problemi sociali; e) favo risce, in campo internazionale, relazioni con le similari Associazioni di Sottufficiali.
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Associazione Nazionale Uffidali della Marina Militare provenienti dal servizio effettivo
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La sigla sembra misteriosa ed é difficile a pronunciarsi. In realtà non cela alcunché di strano. Si tratta della Associazione Naziona le Ufficiali eli Marina provenienti dal Servizio Effettivo. L'articolo 3 del suo Statuto ne delinea lo scopo che é quello eli: • mantenere e sviluppare i vincoli eli solidarietà tra gli associati e con gli altri Uffi ciali, in servizio ed in pensione, di tutte le FF.AA.; • tutelare gli interessi morali e materiali dei soci, armonizzandoli con quelli degli Ufficia li in servizio e in pensione di tutte le
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Per raggiungere i suo i fini, l'Associazione, aggiorna i soci, Uffi ciali in pensione e lo ro vedove. sulle questioni a carattere genera!e eli loro interesse e svo lge o pera di consulenza ed assisstenza a difesa dei loro diritti. Appare quindi evidente come l'A. N.U.M.P.S.E sia di grande utilità pC!r gli Ufficia li che, ;wendo lasciato il · ::IVizio ;;i trovant> nella posizion! di "pensionato" con ruu . i problemi connessi e con le eventuali aspettative che possono derivare. Allo stato attuale la predetta Associazione è un'utile punto d'incontro , di discussione, di tutela e di rappresentanza del personale in pensione. Per esso , l"A.N.U.M.P.S.E GORIZIA 15/16 SffiEMBRE 2001
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può sviscerare le problematiche, farle proprie ed agire, anche a livelli più alti, per la loro più favorevole soluzione. L'Associazione, che fra l 'altro svolge la sua opera in contatto con analoghe associzioni dell'Esercito e dell'Aeronautica, ha la sede centrale in Roma, Via Sforza, 8 Tel. 06 474661 e rete Marina 44429 e sedi periferiche in numerose altre città quali La Spezia, Livorno , Messina , Milano, Taranto, Torino, Trieste, Yenezia e Napoli.
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Opera Nazionale per i Caduti senza Croce
Un gruppo di Ufficiali e Sonou fficiali italiani reduci dal fronte russo dove avevano operato per 25 mesi dal maggio 194 1 al luglio 1943 con r u fficio Trasporti Italiano Collegamento per assicurare la regolarita del servi zio ferroviari o miliwre con propri Distaccamenti, Comandi militari di stazione, Commissariati eli scarico, ubicati quest'ultimi acl immediato ridosso delle prime linee di combattimento, dà vita nel settembre 1952 alla pill minuscola delle associazioni combattentistiche: la Unione Nazionale Reduci deii'U.T.I.C. Per iniziativa del suo Presidente, rallom capitano di fanteria Vincenzo Palmieri. si costituisce nel suo seno un Comitato Onoran ze ai Caduti italiani su tutti i fronti eli combattimento. Caduti, le cui Spoglie momlli non em stato possibile rt:cuperare sui campi eli batLaglia e dari per "dispersi". Al fìnc eli dar loro tributo di ri conoscente affetto con una sia pur simbolica sepoltura e trarli fuori, in tal ' degno modo, dall'oblìo in cui la cecità politica, sia pure involontariamente, li aveva tenuti. Essendo nel frattempo entrati a far parte della minuscola Unione reduci dai fronti di guerra d'Africa, della Balcania. della Sicilia, Congiunti di Caduti. la Unione Nazionale Heduci deii'U.T.I.C. si sciolse nel giugno l 955 per rifondersi in un Comitato Nazionale per il Tempio voti vo ai Caduti st:nza Croce, Comitato costilllitosi poi in Associazione Nazionale per i Caduti senza Croce il 17 dicembre 1961 con atto n. 12741, e, successivamente, aggiornando il proprio Statuto, a Opera t azionale per i Caduti senza Croce, nei Congressi nazionali del 2-12-1967 160
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c del 14-3-1981 , mantenendo inalterata la propria caratteristica di Ente strellameme tlpolitico e apcmilico. Fra le principali fìnalità sancite nello Statuto sociale emergono le seguenti: a) Dare una simbolica ma reale scpoltum, senza ceneri ma solo nei nomi. ai 145000 Soldati Marinai Aviatori d'Italia ovunque caduti per la Palria, c che, per non essersi potute recuperare le loro Spoglie mo1tali, non sono ricordati ed onorati nei vari Sacrari, Ossari, Mausolei. riquadri cimiteriali: b ) dare vita ad un -c entro di sintesi e documentazione storic-.t" che curi. in seno ali" Opera, la scelta, la pubblicazione. la divulgazione di opere letterarie, lavori teatrali, fùm. pitture, sculture di serena ed obbicttiva propaganda patriottica. Il fìne di cui al comma a) è stato raggiunto con il varo della Legge n. 3 1 del 20 febbraio 198 1 (Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 55 del 25-2- 1981) approvata alla unanimità da tutti i gmppi politici parlamentari al • enato ed alla Camera, per cui il Sacmrio eli Monte Zurrone in Roccaraso ( voluto c creato dalla costante ,·olomà realizzatrice del nostro Ente) è equiparato a ruui gli effetti ai cimiteri di guerra. Il fìnc eli cui al comma b), è stato mggiunto con la costituzione del Centro di Documentazione Storica, votata all 'unanimità dall'Assemblea Generale dei Delegati in data 24 Marzo 1996. Per noi l'insegnamemo che promana dalle forti schiere dei Caduti per la Patria è fatto di vita c d"amore che va oltre il dolore, e, nel ricordo non giubilato dal pianto ma sorretto dalla lacrima della speranza. incunea nei cuori la eternità di vita dei Morti. Anche questo vuole l'Opera azionale per i Caduti senza Croce e lo vuole soprattutto per le giovani generazioni, per quelle che non conobbero il bauere delle ore al tragico GORIZIA 15 116 SETTEMBRE 2001
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quadrante della guerra (e che Iddio le preseiVi da così tremenda jattura!). Per i giovani, ai quali va pur deno che da audacia, eroismo, coraggio, altruismo sorsero risvolti di purezza spirituale così da ribadire, nella buona e nell'avversa sorte, la volontà di forza e grandezza morale del nostro Popolo. Sei mai stato sui millesettecento metri dell'abmzzese Monte Zurrone, in Roccaraso, a porgere un fiore, a dire una preghiera per i Caduti senza Croce? No? Vacci! Sarà l'aria purissima di monte, sar.ì l'effluvio di aromatiche erbe ed il profumo dolcemente selvaggio del bosco; sarà forse quel ritrovarsi, inem1e con te stesso fra la travolgeme possanza delle montagne, ai piedi de!Ja grande Croce del Sacrario, ma quel che certo è che a Monte Zurrone si sprigiona quel fluido misterioso ed imenso che avvicina nel colloquio etereo due vite: la tua, materia lizzata nella presenza dell'IO e quella incorporea del congiunto o dell'amico o del commilitone scomparsi. Retolica, sogno, illusione? Pensala come vuoi, ma è sensibilizzazione spirituale che solo il credente può entro se stesso avvertire. Ed è per questo che a Roccaraso, al Sacrario dei Caduti senza Croce, si viene ogni anno a porgere ur1 fiore, a sussurrare una preghiere~. E gli anziani vanno cedendo il passo ai giovani, e sempre più nel tempo il ricambio si accentua, mentre i messaggi incisi nella pietra del monte parlano al tuo cuore, e la Croce agli Scomparsi
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dice: "fratelti che in lontane terre cadeste - o netr azzunitĂ marina v'inabissaste - per tenere fede alle ferree leggi dell'onore militare - e negleua sepolrum senza il segno del martirio del Cristo aveste - i vostri Volti qui tornano - nel divino abbmccio del Redenrore - all'ombm della Croce nel cui segno, da bimbi, vi svegliaste alla Vita". Oltre al Sacmrio di Monte Zurrone - unico ed ufficialmente riconosciuto Cimitero eli guemt che ricorda ed onorn tutti quei Caduti in term, sul mare, nel cielo, i cui Resti mortali sono andati per sempre perduti (quelli che una volta erano chiamati ~dispersi~), - l'Opera 'azionale per i Caduti senza Croce, auraverso le proprie Delegazioni, ha realizzato in memoria dei Caduti senza Croce, le seguenti opere: a Trieste - l'Altare maggiore nella cripta del grandioso Tempio mariano di Monte Grisa, sul Carso triestino, con lo stupendo Cristo crocifisso, insigne opera d'arte dello scultore Mascherini; . a Genova - nell'area del ..Monumentale" di Staglieno -, l'artistico Altare domin ato dalla bronzea presenza del Cristo crocefisso su invisibile Croce, pregevole opern dello scultore G. B. Semino; ed ancora Cappeltine, Altari, marmi commemorativi e strade intitolate ai Caduti senza Croce a Roma - Sassuolo - Verona - i mperia - Savona - Prnro di Firenze - Palermo - Napoli Catania - Venezia Mestre - Modena - Genova - Albisola Superiore - Bergamo - Caserta - Cremona - San Severino Marche - San Marcello Pistoiese - San Dona di Piave Chiavari - Maneggia di Meolo - Noventa di Piave Marghern - Caorera di Vas - Palestrina - Monasternce Marina -Sant'Anna di Valdieri- Udine. Altre iniziative sono in corso, ruue volte a rendere sempre piu vivo il ricordo dei FrateUi caduti e che non ebbero conforto di sepolrura nota. Al Sacrario di Monte Zurrone si accede percorrendo in auto una moderna, ottima strada panoramica o salendo i 137 gradini di una scalea monumental e lungo la quale si snodano le 14 stazioni della "Via Cntcis del martirio del Cristo e del Fante". Alla p assione di Nostro Signore si associa cosĂŹ il tributo di sangue offerto alla Patria dalle Forze di terra, del mare, dell'aria. GORIZIA 15/16 SETIDIBRE 2001
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Indice
Premessa
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Ma nifesto affisso a Gori zia
3
La cittĂ d i Gori zia
4
CONFEDERAZIONE ITALIANA FRA LE ASSOCIAZIONI COMBATTENTISTICHE E PARTIGIANE
8
Gr uppo delle Medaglie d 'O ro al Valor M ilitare d 'l ta lia
10
Associazio ne azi on al e fra M u tilati e Inva lid i d i Gu erra
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Associ azio ne I ta lian a Ciechi d i G uerra
18
l stituro del ¡'Nastro Azzur ro" fra decorati al Va lor Mil itare
22
Associazio n e Nazio n ale Combattenti e Reduci
26
Associazio n e aziona le Combattenti Gu erra d i Liberazione inq uadrati nei Reparti Regolari delle Forze Ar mate
30
Associazion e Nazio n ale Redu ci dalla Prigio nia, dall'Intern am ento e dalla Gu erra eli Liberazio ne
34
Associazio ne
38
azion ale Par tigiani d'Italia
Federazione Italiana Volontari della LibertĂ
42
Federazione Italiana Associazioni Panigiane
46
Associazione azionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra
50
ASSO~
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Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia
56
A ssociazione
azionale Carabinieri
60
Associazione
'azionale del Fante
64
Associazione
azionale Marinai d 'Italia
68
Associazione Associazione di Sardegna
1azionale
Arma Aeronautica
72
azionale Granatieri
76
Associazione Naziona le Bersaglieri
80
Associazione Nazionale Alpini
84
Associazione
88
azionale Carristi d 'Italia
Associazione Naziona le Paracadutisti d 'Italia Associazione 1azionale Lagunari Truppe Anfibie
92 •
96
Associazione
azionale Arma di Cavalleria
100
Associazione
azionale Artiglieri d 'Italia
104
Associazione Nazionale Genieri e Trasmeuitori
l 08
Associazione Nazionale Aviazione dell'Esercito
112
Associazione Nazionale Commissariato Militare
116
Associazione Nazionale Amministrazione Militare
120
Associazione Nazionale Autieri d 'Italia
l 24
Associazione Nazionale Ufficiali Tecnici dell'Esercito Italiano
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Associazione Nazio nale Finanzieri d 'Italia
132
Associazione Naziona le della Polizia di Stato
136
Associazione Nazionale Cap pellani Militari
140
Associazione Nazionale della SanitĂ Militare haliana
144
Associazi one Nazionale Uffici ali provenienti dal Servizio Attivo
148
Unione Nazionale Sottufficiali in Congedo d ' Italia
152
Associazione Nazionale Ufficiali della Marina Militare provenienti dal Servizio Effettivo
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Opera
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azio nale per i Caduti senza Croce
Finito di stampare nel mese di agosto 200 1 d alla Foto lito Moggio- Ro ma