Direttore responsabile: Giovanni Cerbo Autorizzazione del Tribunale di Roma al n.944 del registro con decreto 7-6-49
@2001 ProprietĂ artistica, letteraria e scientifica riMrvata
Pane 1 IL QUADRO DI RIFIHIMENTO ED l CONCETTI GUIDA la risposta deii'Esercno alle Sfide del XXI secolo In un Mondo c he, a giudicare dalla portata degli eventi susseguitisi con ritmo incalzante in quest'ultimo decennio, appare ormai caratterizzato da un dinamis mo evolutivo senza precedenti nella storia dell'Umanità, il problema fondamentale di ogni grande organizzazione politica, sociale od economica consiste nell'interpretare dinamicamente il presente per potersi preparare ad affrontare, come soggetto attivo, il futuro. Nel nuovo contes to ambientale la corre tta risoluzione di tale problema è condizione generale di sopravvivenza prima ancora che di sviluppo. In particolare, pe r i responsabili di uno strumento militare, essa rappresenta imperativo immanente ed ineludibile, nella ricerca della massima funzionalità interna dell'organizzazione, ma soprattutto nella costante verifica della sua rispondenza alla dimensione etica esterna; dimensione, quest'ultima, che si misura in termini di responsabilità rivestita nei confronti della società della quale lo strumento militare stesso è espressione istituzionale. Lo strumento militare è chiamato infatti a fornire il bene pubblico primario della sicurezza, non solo garantendo direttamente, all'emergenza, la difesa della sovranità del territorio italiano e di quelli delle Nazioni alleate, ma anche, in situazioni che oserei definire di "normalità", quale quella attuale, contribuendo, se necessario con l'uso delle armi, alla costruzione ed al mantenimento di un'affidabile piattaforma di stabilità e d'ordine a livello internazionale sulla quale sia possibile edificare lo sviluppo eco-
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nomi co e sociale dell a colle ttività . Quals iasi tentati vo di lettura evolu tiva dei possibili scenari geos trategici futur i, in prosp ettiva pluridimensionale poli tica, sociale, econo mica e militare, con forta l'analis ta con l'iderttifj cazion e di un numero rela tivam ente con sistente di dati certi. Qu ando si tenta p erò di compor re i dati acquisiti in un q uadro d'assiem e coerente, s i scopre inevitabilmente, non sen za qualche a pprens ione, che il r assicu rante de term inism o dell'ana lisi sfuma, qu asi inaspettata mente, in una sintesi di scon certante incertezza. Nel mo ndo in cui vivia mo, il globalis mo uni ficante s i confronta quotidia namente con un disgregatorio localism o • ...Nel mondO In col VIVIamo. Il UIObalpar ticolar is ta; lo sviluppo smo unmcante Si confrOnta quotidianaaccelera to costituisce fonte di mente con an diSGreoatorto 1oca1sa1o P1111C01arts1a..•• ben essere crescente, m a è diso mogeneo e ca usa di sempre maggiori squilibr i; la conoscenza è semp re p iù s trumen to di progresso e di ricchezza per l'umanità, ma fin isce per divenire m ezzo di segregazion e sociale ed econ omica; la tecnologia, rassicurante panacea della superiorità occidentale e del mondo moderno, è pronta a dissolversi al primo black-ou t.. .. Quelle cui h o fa tto cenno sono soltanto alcune delle prosp ettive secondo le quali i princip ali elem enti propulsivi della società moderna - le cer tezze- si trasformano, soprattutto se lascia ti intera gire, in rischi crescenti di m alessere e di conflittualità per la s tessa - le incertezze. Credo sia agevole cogliere la difficoltà di esprim ere i m ille mutevoli elem enti di s ituazione e le loro complesse interazioni in un quadro con creto e significativo di risch i effettivi e p o tenziali per la sicu rezza della società e derivarne poi le capaci tà m ilitari n ecessarie a farvi fr onte. Eppure, per qua nto arduo possa a pparire, ques to è il compito primario dei responsabili delle Forze Ar mate, che, è bene chiarirlo una volta per tutte, dipendono d alle Au torità di Governo e so no essi s tessi par te attiva dell'Esecutivo. Anzi cos tituiscono is tituzionalmente la com ponente dell'E secutivo respons abile della corretta soluzione tecnica
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del problema della sicu rezza. Ancor più critica per il pianificatore militare è la capaci tà di tradurre le risultan ze dell'analisi in principi dottrinali, con cetti di impiego, strutture e procedure sui quali poter impostare prima una coerente trasformazione e poi u n'effi cace preparazione delle forze. D'altra parte, molteplici sono i soggetti attivi che animano il quadro generale sommariamente delineato. • ...l'Esercito Italiano è pienamente conL'Organizzazione delle Nazioni sapevole del proprio ruoiD presente e Unite, l'Unione Europea, la potenziale ed in uuesli anni ha prudono NATO, la UEO, lo Stato e le uno stono concettuale e rtorganlzzatiVo di Forze Armate nazionali stesse notevoli proporzioni...• n e cos tituiscono esempi s ignifi cativi di specifico interesse. Seppure in diverse proporzioni, in forma diretta od indiretta, dal lato delle esigenze da soddisfare o da quello delle risorse a disposizione, tutti incidono sul requisito operativo e sull'ingegnerizzazione dello strumento terrestre nazionale. L'Esercito Italiano è pienamente consapevole del proprio ruolo presente e potenziale ed in questi anni ha prodotto uno sforzo concettuale e riorganizzativo di notevoli proporzioni. Nonostante la molta strada percorsa, tuttavia, il cammino è tutt'altro che compiuto. In primo luogo, vi è l'esigenza di individuare il carattere di fondo delle nuove capacità da acquisire. È necessario ricavare una formula risolutiva in grado di individuare l'obiettivo generale e di interpretare, guidare ed armonizzare i diversificati sforzi indirizzati a conseguirlo. Tale formula, che rappresenta la sintesi razionale della risposta concettuale ed organizzativa dell'Esercito Italiano alle sfide del XXI secolo, è racchiusa nel titolo di queste mie riflessioni: l'Esercito come strumen to terrestre integrato ed integra bile. Tale espressione è di semplicità ed immediatezza soltanto apparenti. Possiede infatti una valenza interpretativa ed una forza costruttiva di potenzialità certamente rilevanti. Essa si riferisce innanzitutto all'organizzazione interna
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dell'Esercito: le singole componenti funzionali danno vita ad uno strumento coerente, unitario ed efficiente- questa è l'integrazione - ma, nello stesso tempo, dette componenti possono essere aggregate in formazio ni m inori, altrettanto coerenti e compatte e, in aggiunta, efficaci rispetto alla miss ione assegnata - questa è, invece, I'integrabilità. Ma la formula esplica i suoi effetti anche verso l'esterno del sistema Esercito. I:integrazione stretta e permanente negli ambiti multinazionali ed interforze di riferimento diviene infatti una co ndizione di vita e di funzionamento s tandard dell'in tera F.A., che tuttavia, nel contempo, è in grado di generare formazioni operative integrabili, di volta in vo lta, nei diversi specifici contesti di impiego. Più sinteticamente potremmo affermare che la funzionalità interna - l'efficienza - dipende dal grado di integrazione, mentre la capacità d i far fronte alle responsabilità verso l'esternol'efficacia -dipende dalla integrabilità. La portata dei principi di integrazione ed integrabililà va dunque ben al di là dello slogan o del motivo di fondo. Tali principi costituiscono infatti i termini d i riferimento del processo di riconfigurazione della Forza Armata.
Gli scenari operativi di riferimento e la loro evoluzione Il quarantennio di contrapposizione bipolare in Europa ha visto l'Esercito I talia no, come peraltro quelli di gran parte delle Nazioni NATO, impegnato a predisporre una difesa credibile ed efficace contro una minaccia chiaramente definita per provenienza, direzione ed intensità. Gli eventi dell'ultimo decennio, pur allontanando decisamente la prospettiva di un conflitto su larga scala in Europa Occidentale, hanno reso molto più complesso ed instabile il
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quadro delle relazioni internazionali. Di pari passo con la crescente globalizzazione della politica, dell'economia, dell'informazione e di certi problemi sociali o forse proprio in ragione di tali fattori, si sono andate stabilendo di fatto le condizioni geostrategiche per un controllo preventivo ed essenzialmente remoto della conflittualità latente ed effettiva. Superato il concetto della difesa statica, è venuta dunque prendendo forma e consistenza, in se1;1o alle Nazioni Unite ed all'Alleanza Atlantica e nell'ambito della nascente Unione Europea, una politica comune di sicurezza dinami ca, proiettata essenzialmente al di fuori dei confini nazionali, nelle aree ove insorgano, all'interno di uno Stato o fra Stati, situazioni di crisi politica, sociale od economica suscettibili di spiralizzazione conflittuale e di es tensione ai territori limitrofi ovvero in grado di incidere sugli interessi generali di sviluppo economico e di progresso sociale. La tendenza delineata appare così consolidata da indùrre ad azzardare la previsione che, se il Mondo Occidentale saprà mantenere con fermezza un dispositivo militare di dissuasione in grado di scoraggiare eventuali aggressioni dirette, le odierne operazioni multinazionali di supporto della pace e di gestione delle crisi, seppure con trasformazioni e forse con punte conflittuali, possano rappresentare, in embrion e, il Modello di Controllo della Conflittualità del Futum Prevedibile. In tale quadro, l'impiego delle Forze Armate Italiane ed in particolare di quelle terrestri, strumento militare primario del peace keeping, ha assunto una valenza ben più signifjcativa rispetto agli anni della Guerra Fredda. Se nel passato l'Esercito Italiano e ra attore comprimario, impegnato in un settore marginale, mentre i destini dell'Occidente venivano decisi nel grande Teatro cenlro-
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europeo, oggi esso, già precursore in Somalia e Mozambico della moderna strategia del peace keeping ed espressione di uno Stato situato al centro della grande area di instabilità balcànico-mediterranea, di più immediato interesse per l'Europa, è chiamato a recitare un ruolo crescente, potenzialmente di protagonista, nella nuova politica di sicurezza comune, affermandosi anche quale principale punto di riferimento per i Paesi dell'area che aspirano ad accedere all'Alleanza o, più semplicemente, a rafforzare la cooperazione m·ilitare e gli in terscambi tecnico-addestrativi con essa. Si 'tratta di un'opportunità forse irripetibile che non deve essere lasciata cadere, perché un impegno coraggioso in tale contesto non solo porterebbe avanti i valori del diritto internazionale e dei diritti umani che l'Italia ed il suo Esercito hanno sempre strenuamente difeso nel consesso delle Nazioni e sul terreno delle ormai numerose operazioni condotte, ma anche perché tale impegno sarebbe direttamente funzionale alla crescita politica, sociale ed economica della Nazione in campo internazionale ed all'allontanamento dei rischi connessi con preoccupanti e potenzialmente dirompenti fenomeni, quali l'immigrazione di massa o la diffusione dell'islamismo estremista. In tale prospettiva, l'Esercito, se nel lungo termine resta un produttore di forze addestrate per la dissuasione, diviene, sul fronte del controllo multinazionale della conflittualità oltre confine, uno strumento che dovrà essere in grado di esprimere con breve preavviso capacità operative reali, anche di combattimento, se necessario, commisurate ad un ruolo dell'Italia maggiormente partecipe delle decisioni nel consesso internazionale, nella consapevolezza tuttavia che tale ruolo in campo militare può discendere soltanto da contributi di idee e di forze credibili per quantità e qualità.
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Le esperie nze degli ultimi anni h anno dimostrato infatti che, nelle operazioni di supporto d ella pace, come a i fini p iù generali della deterrenza e della tradi zionale difesa nei confronti di ogni potenziale aggressore, se il com.bal approach può non di rado risu ltare controproducente, la combat capability è sempre indispensabile. L'Esercito Italiano, dunque, cambia e conseguentemente deve crescere. Cambia perché da semplice strumento di guerra difensivo -costruito per non essere impiegato (è il p rincipio della dissuasione)- acquisisce un ben più qualificante e remunerativo ruolo di promozione politica, economica e sociale - i tre parametri ch e definiscono oggi il con ce tto di sicurezza in ambito internazionale. È un servizio nuovo quello che l'Esercito, con le altre Forze Armate, fornisce a lla Nazione, quale organismo propulsivo della nuova strategia dell'Alleanza Atlantica e nucleo di aggregazione delle nascenti capacità operative dell'Iniziativa Europea di Sicurezza e Difesa. L'Esercito cambia perché diviene soggetto attivo, dinamico, capace di interpretare ed esprimere i tempi, in grado d i garantire, seppure per ora s u scala ridotta, l'affidabilità della lead-Nation. Si tramuta in strumento reale della soc ie tà moderna e dalla società viene impiegato. Gratifica gli investimenti che richiede con un prodotto utile e controllabile nell'impegno delle decine di missioni assolte. Di conseguenza, l'Esercito deve crescere. Deve crescere perché, proprio in ragione di questo profondo cambiam~nlo di ruolo, è chiamato a maturare professionalmente sul piano individuale e su quello dell'organizzazione; deve sviluppare nuove capacità operative; deve garantire un determinato elevato rendimento nell o spazio della mu ltinazionalità e d e i Teatri oltre con fin e, quale componente terrestre del vettore tridimensionale interforze. Lungo questa direttrice di crescita qualitativa, l'Esercito I taliano è consapevole che una piena integrazione in ambito interforze, interalleato e multinazionale si persegue sia attraverso la identità degli intenti, c he si dimostra con la messa in campo di capacità operative reali, sia co n la comu nanza del ling uaggio delle strutture, c he s i realizza con la
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standardizzazione della dottrina e delle procedure operative. La F.A. si prefigge allora l'obiettivo di approntare nel medio termine un complesso di forze almeno del livello division·a le, integrato in tutte le sue componenti ed integrabile nei diversi contesti di impiego, anche e soprattu tto in vista del rilancio definitivo dell'Unione Europea nel settore della politica di sicurez:la: per l'Europa, a lmeno una Divisione Italiana! Questi sono dunque, per sommi capi, gli intenti e le motivazio<mi di fondo. La s trada che conduce ad attribuire a ll e forze capacHà operative conseguenti è però mollo lunga e, ovviamente, com incia dall'analisi degli scenari di impiego. Gli sce nari ipotizzati in prospettiva di medio-lungo termine, sui cui presupposti non mi soffermo, tendono nella sostanza a convergere, nella maggior parte degli studi in corso in ambito nazionale ed internazionale, su tre principali tipologie di confl ittualità: - conflitto convenzionale tra forze con capacità sostanzialmente paritetiche; -conflitto asimm etrico tra forze con gradi di capacità vari e divera ... Più complesse e dinamiche divengono le lnterconnessionl e le sovrapposizionl tra l liVelli tattico, operativo e strategico, alimentate dai condilionamentl derivanti dall'opinione pubblica e dalla politi-
ca..... sificati; - operazioni diverse dalla guerra (OOTW) ed in particolare operazioni di supporto della pace. Le tipologie indicate, che affondano senza dubbio le loro radici nella realtà odierna, sfumano una nell'altra e si sovrappongono nel tempo e nello spazio. Esse tuttavia manifestano significative caratteristiche generali in comune, che
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consentono dì isola•-e alcun i interessant i ind irizzi di pianificazione. Tra questi, sembra evidente la persisten te tendenza alla gestio ne preventiva e remota delle crisi, con l'impiego di formazioni mu ltinazionali ed interforze d i entità relativamente limitata in operazion i al di fuori dei confini nazionali. Si accentua la asimmetricità dei contendenti. I.:ambiente operativo tende sempre più ad estendersi , ad includere nuove d imensioni di confronto lo spazio elettromagnetico, ad .....nsingolo combanente è sempre più esempioe ad ass umere caratteri lmponante e costoso: tende a configurardi spiccata non li neari tà. si come Planatorma operaUva IndiVIduaI.:ambiente ope rativo va inoltre 1e...... progressivamente urbanizzandosi. Più complesse e dinamiche divengono le interconnession i e le sovrapposizioni tra i livel1i lattico, operativo e strategico, alimentate dai cond izionamen ti derivanti da ll 'op inione pu bbli ca e dalla politica, anche con r iferimento alla salvaguardia dell'ambiente naturale cd a lla possibile esplos ione della dimensione umanitaria della conOittualità. I contorni delle competenze e delle responsabilità tendono a sfumare c ad assumere anch'essi spiccati caratteri di non lineariLà. Il singolo combaucnte è sempre p iù impo rtante e costoso; tende a configurarsi come piattaforma operativa ind ividuale. La logistica, il cui ruolo va estendendosi ben a l di là dei tradizionali seltori di competenza, è destinata a divenire decis iva per il successo in operazioni. Nel quad ro delineato, il ricorso alla tecno logia sembra essenziale per garantire il mantenimento di un rassicurante gap nei confronti dci potenziali avversari c la membership
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del club dell'Occidente. Considerati i costi, si tratta tuttavia di cap ire dove è piC1 produtlivo gravitare con le limitate risorse finanziarie disponibili. È .indubbio che gli elementi indicati configurano semplicemente possibili linee di tendenza evolutive realistiche, ma direttamente estrapolabili dal quadro di situazione generale dei nostri giorni. Mutuando l'espressione dalla scienza economica, si potrebbe dire che s.i tratta eli aspettative adattive e non eli aspettative razionali. Questo è un elemento di debolezza. Ciò che conferisce, tuttavia, alle ipotesi formulate un'accettabile affidabilità per il pia~ificatore militare è la considerazione eli quanto il Mondo Occidentale può fare perché la realtà del futuro confermi le previsioni. Sarà però comunque necessario tenere sotto attento controllo gli sviluppi effettivi dei prossimi anni, definendo ed attivando opportuni indicatori di scostamento. Nel loro complesso, glì elementi sopra elencati inducono in ogni caso a qualificare gli scenari di impiego del futuro sulla base eli tre caratteri: l'incertezza, la ·c omplessità, la sensibilità; caratteri che ind ividuano efficacemente, seppure in termini generali, le sCide che l'Esercito dovrà affrontare e dunque le esigenze da soddisfare. Per tradurre le esigenze in capacità operative da sviluppare, ossia in obiettivi significativi, dal punto di vista tecnicomilitare, da porre a base della pianificazione dello strumento terrestre del f-uturo, è necessario considerare che il prevedibile andamento delle risorse disponibili prospetta una consistente riduzione dei livelli organici ed una sostanziale stabilità in termini reali delle assegnazioni di bilancio. I n tale quadro, assume rilievo l'ipotesi di una progressiva anemizzazione ne l breve-medio periodo della componente di leva, peraltro già oggi impiegabile operativamente con molte limitazioni. È inoltre assolutamente necessario eliminare al più presto la fTattura prima concettuale e conseguentemente di pianificazione e programmazione finanziaria, che tende inevitabilmente a crears i tra presen te e futuro, manifestando inaccettabili effetti di attrito nei confronti sia del cambiamento sia
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della crescita qualitativa. È necessario stabilire un collegamento immediato - etico, logico e programmatico - tra l'Esercito di oggi e quello di domani. Poste queste premesse, rileviamo che dai fattori generali che qualificano gli scenad di impiego - incertezza, complessità e sensibilità dal lato delle esigenze; risorse limitate, da quello delle dis ponibilità - è possibile passare alle capaci tà da sviluppare, proprio attraverso l'applica zione dei concetti di in tegrazione e di integrabililà, già più volte richiamati. Per quanto concerne il concetto di integrazione, infatti, 1'ottimizzazione d el rendimento in fase di preparazi one ed il successo in operazioni dipendono essenzialmente da lla conoscenza e dall'intelligenza che la struttura nel suo complesso possiede, ossia dalla s ua coerenza interna; in altri termini, dalla capacità della struttura stessa di governare con razionalità e fina lìsmo istitu zionale le attività ch e conduce attraverso la conoscenza di cui dispone. D'altra parte, la massimizzazione dell'intelligen za della struttura si otti e ne p ersegu endo l'integrazione sinergica di capacità esecutive essenzialme nte specializzate e riferite a i mezzi e di capacità creative tipicamente umane. Il concetto di integra bilità trova invece espressione costruttiva nel princ ipio ch e un Esercito intellettivamente fl essibile e s trutturalme nte versatile, ossia capace di configurarsi rapidamente dal punto di vista mentale e da qu ello materiale per esigenze diverse, è superiore in linea di principio ad un Eserci to che predisponga una gamma a nche a mpia ma fissa di • opzioni di impi ego. Gli Indicatori del processo evolutivo
Sulla scorta dei concetti di integraz ion e e di integrabilità, è possibile a ll ora de finire gli indicatori del processo evolutivo della F.A .. Essi sono: - il grado di intelligenza innovativa, c he si estrinseca nella ri cerca e sviluppo unitaria non dei m ateria li e
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dei mezzi, ma delle idee e dei concetli realizzativi; - la capacità di tenere il passo della crescita della professionalità e della tecnologia, strum enti attuativi delle idee e pre-
suppos li per l' integrazione tecnico-militare in amb ito inleralleato. È a questo li vello c he si applica, a l servizio delle idee e dei conce tti innovativi, la ricerca e sv iluppo indiri zzata alla formazione ed all'addestramento del personale, da una parte, ed a lla realizzazione dei materiali, dei mezzi e dei s istemi, dall'altra; - il grado di inlelligenza tl.pplicativa da parte del sistema Esercito dei concetti, per mezzo degli uomini e dei materiali ché cos tituiscono la F.A .. Anche a l livello dell'impiego delle risorse- e non solo nell'area dell'innovazione - s i localiz« .. .1 Pacchetti traducono. a livello dì pianificazione delle fone, le esluenze di zano pertanto essenziali Integrazione e di inteurabllltà dello strucapaci tà di com ando e conmento..... trollo dell'organizzazione. Gli indicatori enunciati fissano dunque i requisiti di base della F. A.. Essi non vanno però visti come passi distinti di un processo s trettamente gerarchico-sequenziale, ma in combinazione dinamica. La loro vitalità dipende infatti dalla sinergica integrazione degli effetti ch e producono. Per esemplificare, l'intelligenza appli cativa assolve un ruolo essenziale nei confronti dell'intelligenza innovativa attraverso le esperienze operative acquisite sul campo. D'altra parte, la conquista tecnologica, piuttosto che realizzare un concetto, può a vol te fornire lo spunto per l'e laborazione di una nuova idea. le funzioni e le capacità operative nel Paccheni di Capacità
I "Pacchetti di Capacità" nascono con l'in tento di riconfigurare l'Esercito sulla base delle esigenze operative emergenti. Si tratta nella sostanza di un nuovo sistema di pianificazione delle forze, che segna il passaggio dall'impostazione fondata sulla minaccia a quella incentrata sulle capacità. Se in passato la pianificazione del1 e fo rze tendeva a manten ere lo strumento coere nte ed efficace rispetto ad una specifica e
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ben configurata contingenza operativa, con i Pacchetti il suo scopo è divenuto quello di costruire, in un quadro predeterminato di risorse disponibili, un complesso di capacità, flessibile e versatile, idoneo a sostenere le diversificate esigenu ... Si trana nella sostanza di un nuovo ze di sicurezza della Nazione e sistema di pianificazione delle forze. che della collettività internazionale segna 11 passaggio dall'impostazione di cui essa è partecipe. fondata sulla minaccia a quella incentraI Pacchetti traducono, a livelta sulle capacità..... lo di pianificazione delle forze, le esigenze di integrazione e di integrabilità dello strumento. In questo contesto, la prima esigenza conduce all'economicità tattica, organizzativa e finanziaria delle formazioni, mentre la seconda impone la modularità della struttura. In particolare, il Progetto tende a far confluire sinergicamente tutte le risorse disponibili verso obiettivi corrispondenti a specifiche capacità concrete (gli obiettivi parziali), tra loro coerenti e componibili, realizzando così, su orizzonti di progetto di breve, medio e lungo termine, il disegno complessivo della Forza Armata, con progressività, ma per sistemi parziali compiuti ed impiegabili operativamente in ogni fase di sviluppo del programma. I "Pacchetti di Capacità" costituiscono, in sostanza, i macraobiettivi che l'Esercito si è prefissato in corrispondenza delle grandi missioni ad esso assegnate istituzionalmente. Il Pacchetto di Capacità per la Proiezione comprende le forze destinate ad assolvere i compili di sicurezza dinamica oltre confine nelle operazioni di supporto della pace e di gestione de1le crisi. Il Pacchetto di Capacità per la Reazione è costituito, in conformità agli impegni assunti a suo tempo dall'Italia nel contesto intera)]eato, dalle unità preposte ad ass icurare
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la dissuasione secondo la nuova strategia NATO fondala sul mantenimento di livelLi di operativHà differenziata per funzione assolta (Forze di Reazione, Forze Principalì per la Difesa, Rinforzi) e sulla capacità di immediata contro-concen'trazione delle forze a più elevala prontezza di impiego (Forze di Reazione). La similarità dei compiti e delle strutlure e sopra tlutlo la necess ità di ricercare la massima economia in ogni settore fanno sì che i due pacchetti risultino parzialmente sovrapposti (alcune unità appartengono ad entrambi) e tendano a divenirlo completamente in prospettiva futura, quando sarà aw~picabilmente possibile contare su più consistenti disponib.ilità di perso nale volontario. II terzo Pacchetto riguarda le Capacità per il Controllo del Territorio Nazionale e racchiude le forze, completamente alimentate con personale di leva, e le risorse destinate alla sorveglianza d ei confini, delle coste e delJo spazio aereo, all'intervento in occasione di pubbliche calamità, al concorso alle Forze dell'Ordine ed alle Istituzioni dello Stato, alla preparazione ed all'approntamento .delle capacità stesse per l'impi ego. Un ultimo insi eme di capacità, il Pacchetto Difesa, comprende le strutture di comando e controllo ed i supporti tattici e logistici indispensabili per raccordare ed impiegare unitariamente lo s trumento terrestre nel suo complesso, nell'ipotesi di un conilitto su larga scala; ipotesi che, ancorché al momento atluale appaia poco probabile, non può essere definitivamente abbandonata. Per poter definire sotto il profilo qualitativo i Pacche tti, si è proceduto a scomporre le operazioni inserite nei d iversi scenari ipotizzabili nèlle attività primarie che esse richiedono, pervenendo così alla definizione delle funzioni operative, le cui categorie di base sono, come è noto, la funzione combat, la combat support, l'in lelligence, la combat service support. Una funzione atipica, direi la superfu nzione, è quell a di comando e controllo . Essa rappresenta l'intelligenza, quale insieme integrato di conoscenza e di creatività razionale, del sistema Esercito.
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Dal punto di vista quantitativo, ogni componente funzionale di capacità è stata poi suddivisa i n moduli, os sia unità, ove po ss ibile organizzate secondo canoni standard. Attraverso l'aggregazione delle funzioni per moduli, secondo opportune com bi nazioni dettate dalle d iverse opzion i di imp iego, pre-pian ificate o contingenti, si o ttengono complessi di capacità coerenti finalizzate alle operazioni. In maniera del tutto analoga sarà impostata la pianificazione operativa, c he, come la piani ficaz ione delle forze, dovrà soddisfare stringenti requisiti di prontezza e di affidabilità. Così come le fo rze si compongo no rapidamente in task-forces per acco1·pamento di opportuni moduli standard, i piani di approntamento, condizionamento e proiez io ne di q ueste ultime si costrui scono aggregando i moduli di p ianificazione standard corrispo ndenti alle unità operative e di supporto utilizzate. Ciascun modulo corrisponde a predefinite capaci tà operative elementari ed è corredato dalle rispe ttive modalità per l'impiego, la connessa pianificazione s tandard. Come nei noti giochi per ragazzi da una serie limitata di pezzi standard m olto semplici è possibile o ttenere una gamma assai ampia di cost ruzioni complesse e profondamen te diversificate, così dalla combinaz ione ad hoc dei moduli operativi eleme ntari si perviene con automatismo ed efficacia a ll a formazione d ella tas kforce più id o nea a lla s pecifica mi ssione di vo lta in volta assegnata. Il sistema descritto, la c ui rea li zzazio ne richiede uno sforzo riorganizza ti vo notevole, contrib uisce a conferire all'Esercito fl ess ibilità e versatil ità e levate; per rifarci ai principi gu ida g ià d e finiti , esso con corr e a d efinire l'integrab ili tà dello strume nto terrestre.
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Il modello di propulsione Le multiformi caratteristiche dei futuri scenari , ma, in qua1che misura, anche di quelli a ttuali, ed il carico di incertezza e sen sibilità che essi sembrano recare danno già la netta sensazione d ella sfida etica, organizzativa e tecnica che l'Esercito sta affrontando . Per cogliere l'ampiezza e la complessita delle capacità operative ch e caratterizzano le forze terrestri dei nostri tempi, é su fficiente abbozzarne una breve raffigurazione pittorico-funzionale. L'Esercito moderno si esprime attraverso l'integrazione permanente di tutte le sue componenti e l'integrabilità flessibile di sue aliquote coerenti in task-forces, costi tu i te di uomini e tecnologie con il fine di assolvere compiti pianificati o contingenti. Sulla base di tali compiti, uomini motivati ed addestrati alla professionalita impiegano tecnologie sofisticate ed innovative, nel campo della meccanica, dell'elettronica, dell'automazione, dell'informatica e delle comunicazioni satellitari, applicate in particolare ai settori funzionali del comando e controllo, della capacita d'urto e protezione dei mezzi cingolati e blindati, della potenza del fuoco ch irurgico ad effetto controllato dell'artiglieria e dei missili cruise, dell'esplorazione degli spazi terrestri ed aerei integrati con il trinomio veicolo terrestre elicottero - radar. È poi evidente che la complessità intrinseca dello strumento tende ad una considerevole accentuazione quando, come di norma accade, le strutture sono chiamate ad operare in contesti interforze e multinazionali.
..... uomini motiVati ed addestrati alla professionaltta Impiegano tecnologie sofisticate ed innovatiVe, nel campo della meccanica, dell'elenronlca, dell'automazione, dell'Informatica e delle comunicaZioni satellltari...•
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Una struttura operativa joint e combined esprim e, almeno in teoria, effetti sinergici rispetto a dispositivi single service e single Nation. Ma gli effetti moltiplicativi del rendimento sono diretta funzione del grado di integrabilità delle componenti. Se non vi è integrabilità o se il grado delJa stessa è insufficiente, non resta che impiegare le componenti interessate in maniera strettamente indipendente, se non si vuole penalizzare, anziché esaltare l'efficacia complessiva del dispositivo. Di qui emerge in sostanza la necessità di garantire l'integrabilità dello strumento terrestre nazionale nel suo complesso e nelle sue diverse configurazioni parziali. Il criterio di riferimento, a tal proposito, è semplice da enunciare; più difficile da realizzare. Si tratta di negoziare e concordare un livello minimo di standardizzazione della dottrina, dei materiali e delle procedure, idoneo a garantire un grado di integrabilità ad operare insieme sinergicamente. Tale livello minimo si consegue unificando gli interfaccia, ossia rendendo identiche le "prese" reali e virtuali di connessione tra un'unità e l'altra. È chiaro che nei contesti standardizzati NATO u ...Ritengo quello dell'lntegrabllità e UEO la possibilità di lntertorze e multinazionale un senore disporre di dottrina e di chiave delle operazioni di oggi e del procedure già consolidafuturo ...• te e concordate a priori costituisce un grosso vantaggio di partenza, • peraltro, devo constatare, non ancora pienamente sfruttato dalla F.A .. In ambienti operativi diversi, oggi ricorrenti, le difficoltà di integrazione possono tuttavia risultare insormontabili. Ritengo quello dell'integrabilità interforze e multinazionale un settore chiave delle operazioni di oggi e del futuro . Per gravitarvi opportunamente, ho disposto la stesura di un progetto per la costitu?.ione di un'AutorHà per la Dottrina, Jè Procedure e l'Addestramento, una sorta di TRADOC italiano, tanto per intenderei, cui farebbe capo unitariamente la responsabilità dei settori indicati, nonché quella relativa alla
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Ricerca Operativa applicata ed a1Ja Simulazione a supporto delle decisioni e della pianificazione. Detta Autorità e l'Agenzia da costituire alle sue dipendenze, che real izzerebbero il modello di propu lsione dell'Esercito, risulterebbero comunque dalla aggregazione e dalla riorganizzazione di risorse oggi operanti nell'ambito degli Ispe ttorati delle Armi e delle Scuole e potrebbero essere loca lizzate presso l'attuale Scuola di Guerra in Civitavecchia. In particolare, l'Autorità avrebbe il compito di sistematizzare il processo di generazione dei requisiti fondamentali delle forze terrestri - le capacità - nei diversi ambienti operativi e cooperativi. Il processo, da condurre negli oppol"luni consessi internazionali, prende avvio con la definizione degli scenari; segue l'elaborazione dei concetti operativi. Si passa quindi alla sperimentazione dei concetti in ambiente addestrativo, virtuale e reale, ed in ambiente operativo, attivando ed alimentando, con quest'ultimo passo, il cosiddetto Ciclo delle Lezion i Apprese. L'ultim a fase del processo, che peraltro ha carattere c icli co continuo ed autocorrcggente, consiste nella definizione dei requisiti delle forze riferiti alla sei aree fondamentali di qualificazione della F.A. (l'uomo, la dottrina, la leadership, i materiali, l'organizzazione delle forze, l'addestramento). L'Autorità in questione rappresenterebbe inoltre il punto focale di un sistema di verifica e validazione delle capacità e delle unità a premessa della loro omologazione organica e della stessa immiss ione in operazioni. 19
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L'ORGANIUAZIONE ELE FORZE la Struttura Oruanizzativa generale dell'Esercito Nella prima parte della mia presentazione, ho delineato il quadro generale di riferimento de1la F.A., l'ambiente in cui vive, muove ed opera l'Esercito, tratteggiandone il ruolo, l'impostazione concettuale ed organizzativa e le prospettive di sviluppo. Possiamo ora dare uno rapido sguardo alla struttura organizzativa generale della F.A. ed alle principali trasformazioni di recente intervenute. In tale panoramica, necessariamente di carattere sommario, mi soffermerò soltanto su alcuni aspetti innovativi, che ritengo di particolare valenza lungo la difficile direttrice concettuale prospettata. Essi concernono, in particolare, la formazione del personale, le Forze Operative, la Logistica e la superfunzione del Comando e Controllo. Il Capo di SM dell'Esercito rappresenta ora il Vertice unico della Forza Armata. Secondo quanto sancito dalla Legge su Vertici, egli: - detiene ed esercita il comando pieno sull'Esercito; - risponde al Capo di SM del1a Difesa; -è responsabile della preparazione e dell'approntamento delle forze terrestri; - è responsabile del supporto logistico delle forze stesse; -può assumere il comando operativo, su delega del Capo di SM della Difesa, in operazioni a carattere prevalenteQ1ente terrestre. Al Capo di SME rispondono direttamente i responsabili delle diverse aree operative e funzionali ed in particolare: - il Comandante delle Forze Operative Terrestri;
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l'Ispettore Logistico; l'Ispettore delle Scuole; l'Ispettore delle Armi; i Comandanti di R egione Militare; -'n Sottocapo di SM dell'Esercito. L'Organizzazione Centrale dell'Esercito comprende: - lo SME, ridimensionato nella struttura e diretto dai Sottocapo di SM dell'Esercito, con compiti di studio, ricerca, sviluppo ed indirizzo generale della F.A.; - l'Ispettorato Logistico, incaricato di gestire unitariamente i rifornimenti, i trasporti ed il mantenimento dei materiali e det mezzi, mediante un'organizzazione di tipo specialistico per "poli", sulla base delle priorità fissate dal Comandante delle Forze Operative ed approvate dal Capo di SME; - l'Ispettorato de11e Scuole, alle cui dipendenze sono poste le Scuole dedicate alla formazione di Ufficiali, Sottufficiali e Volontari in Servizio Permanente; - l'Ispettorato delle Armi, dal quale dipendono i ViceIspettorati d'Arma e tutte le Scuole d'Arma destinate alla qualificazione e spedalizzazione dei Quadri e del personale. Nell'ambito dell'Organizzazione Territoriale, orientata a divenire inter"...All'Organizzazione Scolastica comforze, i Comandi di R egione Militare, petono la formazione del personale in ridotti di numero e riconfigurati, non servizio permanente eHellivo e la uualificazione/speciallzzazione del personale svolgono più funzioni operative né di tuili i gradi...• logistiche e costituiscono organi di decentramento amministrativo, con competenze nei settori della leva, del reclutamento, della mobilitazione, dell'amministrazione e della sanità. All'Organizzazione Scolastica competono la formazione del personale in servizio permanente effettivo e la qualificazione/specializzazione del personale di tutti i gradi. L'Organizzazione TecnicoAddestrativa è volta alla formazione iniziale del militare di truppa ed è costituita da E nti Addestramento
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Reclute, differe nziati per il personale vo lontario (compreso quello femminile) e qu ello di leva . Essi prowedono all'incorporazione, alla vestizione ed ai controlli sanitari su tutto il personale, nonch é all'addestramento di base, al fine di avviare i volontari ai reparti o perativi e/o alle Scuole, dove svolgeranno il success ivo addestramento di speciali zzazione.
la formaZione del personale Il capitale umano ha cos tituito, costituisce e sempre più costituirà in pros pettiva la risorsa centrale della F.A .. La sua piena valorizzazion e rappresenta dunque obiettivo condizionante lo sviluppo di qualsiasi strategia innovativa, in risposta alle sfide de l presente e del futuro, a partire da quelle proposte da i nuovi sce nari e proced iment i di impiego delle forze. Il nuovo concetto formativo ed addestrativo con ferisce co ntinuità agli ite r, tracciando percorsi di qualificazione, specializzazione e professionalizzazio ne idonei a dare al personale le conoscenze e le abilità indispensabi li al sap er fare. In altre parole, il militare di ogni grado deve in pri mo luogo apprendere per poter fare, piuttosto che apprendere sempl icemente per sapere. Coerentemente è stato awiato un processo di revisione de l se ttore, incentra to ora, come già .....Il mllllare di ogni grado deve In accennato, s ull 'Ispettorato delle primo luogo apprendere per poler fare. Scuole, preposto a ll a formazioptunosro che apprendere sempllcemenle ne di base, e su ii'Ispellorato per sapere..... delle Armi, responsabile della qual ificazione/specializzazione. La nuova impostazione si basa su ll e ca pac ità formative richieste dai nuovi scenari, inclu se quelJe rela tive alle operazio ni diverse dall a guerra, a lla
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emergente dottrina RSTA, ecc., sull'accorp ame nto di fun:doni similari, su una più ampia ed intensa cooperazione in ambito multinazionale, con la proiezione di capacità di eccell e nza, come quelle reali zzate nel settore della Bonifica di Ordigni Esp losi~i. L'iter, a carallere polif-unzionale, si sviluppa con continuità, secondo il principio d ella formaz.ione permanente, attraverso momenti di qualificazione, di specializzazione e di profess ionali zzazione, che, in successione di tempo, precedono le tappe fondamentali d'impiego del personale. In sostanza, si tende a realizzare una più su·etta integrazione fra apprendimento ed impiego, garantendo una continua osmosi tra la s truttu ra scolaslico-addestraliva e le a ltre componenti . Le esperienze operative e logistiche acquisite sul campo vengono travasate a caldo nelle Scuole e negli Istituti di formazione, allraverso cicli di seminari condotti direttamente da chi tali esperienze ha maturato. Questa è l'attua le impostazione del Ciclo delle Lezioni Apprese, già sostanzia lmente funzionale alle esigenze della F.A .. Nel settore in argomento, un fi lone di sviluppo di particolare importanza riguarda la formazione dei Jeaders. La polverizzazione dei dispositivi e la diffusione capillare delle informazioni n ei moderni scenari operativi tendono infatti a moltiplicare i punti ed i momenti decisionali di elevata valenza in zona di impiego, sopratlutto a i m inori livelli. Si tralla della cosiddetta Jeadership diffusa, che, pur awalendosi in prospettiva di sistemi evoluti di controllo in rete chiusa, richiede la disponibilità di personale a ltamente qualificato, professionalmente e caratterialmente pronto a decidere. La formazione della maggior parte degli Ufficiali dell'Esercito avviene p resso l'Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Torino. Essa tende a conferire a ll'Ufficiale le capacità militari fondamentali per assolvere con efficacia i compiti iniziali della carriera. La professionali tà militare è integrata da un a preparazione a carattere universitario. La qualificazione è diretta ad acquisire le capacità necessarie per l'assolvimento degli incarichi fino a l grado di
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Capitano ed è conferiita presso le Scuole d'Arma, di Specialità e dei Corpi Logistici. Con la frequenza dei Corsi di Stato Maggiore presso le Scuole di Guerra nazionali ed internazionali, la specializzazione pone il personale in grado di operare nell'ambito dei Comandi. Infine, la fase di professionalizzazione, che interessa l'aliquota di Ufficiali destinata ad incarichi dirigenziali, viene condotta presso l'Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze, approfondita attraverso la frequenza dei Corsi degli Istituti Militari Interforze dei principali Eserciti stranieri ed eventualmente completata presso l'Istituto Alti Studi della Difesa e/o analoghi Istituti nazionali ed internazionali. La categoria dei Sottufficiali è stata completamente ristrutturata, con l'istituzione di ruoli differenziati. Il ruolo Marescialli è reclu tato direttamente dal mondo civile, tra i giovani in possesso di diploma di Scuola Media Superiore, ovvero dai Sergenti e dai Volontari in Servizio Permanente. Il personale di questo ruolo, fino al grado di Maresciallo Capo, è destinato prevalentemente a funzioni di Comando o ad incarichi che richiedono continuità di impiego ed elevata specializzazione. Raggiunto il grado di Aiutante, svolge funzioni che implicano un maggiore livello di responsabilità e realizza il raccordo tra gli Ufficiali ed il resto d el personale. TI ruolo Sergenti, invece, è alimentato esclusivamente dai Volontari in Servizio Permanente, personale già in possesso di elevata esperienza in campo operativo. Esso è destinato principalmente alle aree di impiego denominate operatore di sistema e riparatore di sistema. I Volontari, impiegati essenzialmente nelle Forze di Proiezione, sono distinti in due categorie: - Volontari in Ferma Breve (3 anni), per i quali sono previsti a ddestramento basico iniziale presso i Reggimenti Addestramento Volontari, addestramento di speciali zzazione alle Scuole d'Arma, completamento dell'addestramento e · mantenimento dell'operatività nelle unità di impiego; -Volontari in Servizio Permanente, reclutati tra quelli in Ferma Breve. Per essi, stante l'esperien za triennale acquisì-
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La, l'iter prevede il perfezionamento, l'aggiornamen to ed eventua lme nte la riqualificazione. Per i militari di Leva, il cui servizio obbli gatorio h a attualmente, come è n oto, la durata di 10 mesi, il processo addestraUvo si sviluppa per fasi formative successive che coprono l'intero periodo della ferma. Si tratta di "moduli addestra ti vi", di durata va1·iabile, da svolger e secondo precise priorità in relazione a lle opzioni di impiego. Riprendendo, dopo questa breve disamina tecnica, il tema del personale nel suo complesso, .....Regola numero uno: IJ miUtare è valutato in base ai risultati che ottiene. Regola numero due: il militare è gratificato soltanto se i risultati che ottiene sono funzionali al successo dell'organinazione di cui è pane.....
vorrei toccare due aspetti di fondo, cui ho ritenuto di riservare qualche specifica riflessione. Il primo punto riguarda la nuova dimensione c ulturale e professionale che sempre più è destinato ad assumer e il settore. Formazione ed addestramento devono infatti tendere a sviluppare, a tutti i livelli pur se in misura proporzionale al grado rivestito, la capacità dell'individuo di operare qual e soggetto attivo e coop'erativo in ambienti diversificati e dinamici, nazionali ed inter nazionali, in modo da persegu ire il proprio successo personale soltanto in quanto effetto riconosciuto del contributo fornito al conseguimento dell'ottimo sociale, ossia degli obiettivi del gruppo, dell'i stituzione della quale il soggetto fa parte. Il conce tto si compendia in due regole molto semplici. Regola numero uno: il militare è valutato in base ai risultati che ottiene.
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Regola numero due: il militare è gratificato soltanto se i risultati che ottiene sono funzionali al s uccesso dell'organizzazione di cui è parte. Questo è in sostanza il fondamento applicativo dei principi di integrazione e di integrabilità per il personale. Il secondo aspetto è invece quello, fond amentale e strettamente connesso con il primo, della motivazione . La motivazione scaturisce dalla convinzione, dall'entusiasmo, dalla passione. È il force multiplie r dell'essere umano e, a maggior ragione, d ell'essere militare. La motivazione ci consente di fare ciò che mai avremmo creduto di riuscire a fare . Credo fermamente nei valori morali e negli ideali. La motivazione ha però anche delle radki razionali e forse sono le più solide, le più affidabili, perché affondano nella ragione piuttosto che nella emozione. La motivazione ideale dà la forza per combattere. La mo tivazione razionale - quella del professionista - dà la capacità di vincere . "· ..La motivazione Ideale dà la forza per combanere. La motivazione razionale - quella del professionista - dà la capacità di vincere.....
Come si costruisce dunque neJI'uomo la m otivazione razionale? La risposta è sempli ce; la soluzione diffici le e faticosa. L'organizzazione militare è una macchina efficiente che fornisce un servizio utìle alla società e professionahnente qualificante. Ogni uomo che ne fa parte deve sentirs i ed essere un professionista; è chiamato a fornire la propria expertise, a far muovere correttamente l'in granaggio di cui è
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responsabi le, del quale co nosce perfe tlame nte il funzioname nto cd è pertanto in grado di apprezzare l'importanza. Se tradisse le a llese, se non riuscisse a far girare opportunamente la propria ruota, la macchina potre bbe fermarsi. Non è vero che tutti sono utili ma nessuno è necessario. È vero invece che ogni singolo uomo dell'organizzazion e è indisp e nsabile. Ogni uomo ha uno s pecifico obie tlivo da raggiungere. Rido ndan ze umane n o n so no accellabili.
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Le Forze Operative I.:Orga nizzazione d .i Comando e Controllo delle Forze Operative si articola su: - Co mando del1 e Forze Operative Terres tri , COMFOTER, in grado d i ges tire la globa lità delle forze operative terres tri , garante ndo s ia l'appro ntamento d elle forze sia l'ese rcizio delle funzioni C2, in operazioni lanci heavy, sul territorio naziona le o es tero, quale Comando delle Operazion i. Esso è inoltre responsabile- pe r l'intero te rritorio naziona le- della pianifi cazione e dell a condotta delle operazioni di co ntrollo e difesa del territorio sinora precipue allribuzioni dci Comandi di RM; - Comando delle Forze di Proiez io ne, COMFOP, espand ibile in senso interforze e multinazional e c proiettabi lc in un Teatro es terno al territorio nazionale, qual e Comando dell a Forza, oppure quale Comando di livell o divisionale; - Comando delle Truppe Alpine, COMTA, potenzialmente proiettabile ed espandibile, in grado di avvicendare il COMFOP in Teatro in caso di interventi prolunga ti e/o di concorrere ad alimentarlo; - due Comandi F orze di Difesa, COMFOD, in grado di soddisfare le esigenze operative connesse con il territorio nazio nal e (funzione "presenza e sorveglianza"). Alle dipendenze de i citali Comandi o perano le Forze Operative, organizzate in Brigate c reggimenti di vari a tipologia e configurazione, e le unità della cosiddetta Logistica di Adere nza, destinate a l supporto d ire tlo delle formazioni impegnate in zona di impiego.
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In particolare, dal Comandante delle Forze Operative Terrestri dipende il Comandante per il Supporto, responsabile del coordinamento e controllo dei Supporti Operativi e Logistici della F.A., inquadrati nel Comando dell'Artiglieria controaerei, nel Comando dell'Aviazione dell'Esercito, nei Comandi di Raggruppamento Artiglieria e Genio, nel Comando del Supporto Logistico e nel Comando C4I. Dalle missioni assegnate alle forze e dunque dalla organizzazione delle stesse nei pacchetti di proiezione/reazione, da una parte, e di controllo del territorio, dall'altra, scaturisce la caratterizzazione organica delle unità, soprattutto per quel che concerne i mezzi ed i materiali in dotazione, il personale di truppa volontario o di leva assegnato nonché le priorità attribuite in alcuni programmi di potenziamento. Circa gli aspetti che più specificamente attengono all'impiego delle forze, ai cui fini impostazione e procedimenti vanno assumendo sempre maggiore complessilà sia a livello organizzativo sia in fase di esecuzione, è di interesse in questa sede illustrare brevemente due scelte concettuali operate dall'Esercito per far fronte alle esigenze derivanti dalJe OJ!>erazioni oltre confine ed in particolare dalla differenziazione di missioni e scenari, dal comando e controllo in ambito multinazionale, dalla composizione joint e combined delle formazioni anche ai minori livelli, dalla durata nel tempo degli impegni operativi. Si tratta dell'applicazione generalizzata del noto principio della task force e di quello, meno conosciuto ma altrettanto significativo, della "strullura portante uninazionale", la cosiddetta framework Nation, che, in campo logistico, è meglio noto come concetto della lead Nation. Come agevolmente intuibile sulla scorta delle considerazio-
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ni già espresse e come ri sulterà evid e nte dalle argomentazioni che forn irò al rigua rdo, lask force e [ramework Nation costitu iscono formule or·ganizzative fondamentali per l'integrabi lità delle forze. Mentre di fronte a lla minaccia ed a l sellore d'impiego ben noti del passato era possibile s trutturare .le forze in complessi orga nic i precos tiluiti cd addestrali preventivamcntc a d un determinato compito, oggi le unità, oss ia le capacità operative, seppure raggruppa te in formazioni sta ndard nelle sedi stanzia ti per ragioni amministrative c disciplinari, possono essere opportunamente assiemate soltanto all'atto c sulla • base dell'esigenza, secondo il principio della tas k force e • ...task force e framework Nailon sollo la responsabilità di uno cosUtuiscono formule oruanluanve fonspecifico Comando nazionale damentali per l'integrabìlità delle ovvero multinazionale. fone...• È evide nte che l'a pplicazione generali zzata di principio impli ca, tra l'altro, un'ecceziona"lc fl essibilità dei s ingoli moduli e della organizzazione responsabile del loro addes tramento. Alla so luzione task force concorre il problema del sostegno nel tempo dell'impegno operativo. Nei con flitti tradizionali ad alta intensità, un'unità in difesa, ad esempio una Briga ta, esaurisce la propria capacità operativa annullando quella dell'uni tà nemica in attacco del livello superiore, la Divis ione. Devono quindi essere spese n ella difesa tante Brigate quante sono le Division i in attacco. Nelle operazioni di peacekeeping, nei conflitti a bassa inte ns ità e nelle stesse operazioni di concorso alle Forze d ell'Ordine sul territorio nazionale, l'approccio è co mpleta-
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mente diverso. Le operazioni hanno in genere lunga durata e non comportano lo scontro armato totale con un nemico. Anzi molto spesso H nemico non è neppure id entificabile. L'unità impiegata dunque non si esaurisce, ma si logora. Essa può essere reimpiegata, ma solo a dis tanza di tempo. Ciò implica che, ad esempio, un'ope razio ne che richieda l'impegno di una Brigata per un anno, com porta la dispon ibilità di 3 Bdga te d a alternare in turni di 4 mesi. È eviden te c he le difficoltà di articolazione e di amalgama proprie di quals iasi task force si accentuano decisa.....le operazioni hanno in genere mente quando essa abbia, lunga durata e non componano lo come oggi accade ne lla scontro armato totale con un nemico. quasi totalità dei cas i, comAnzi molto spesso Il nemico non è neppos izion e multinazionale pure Identificabile. L'unità impiegata e/o interforze. Tali difficoldunque non si esaurisce, ma si louotà si traducono essen zia lra ..... me nte in problemi di comando e controllo oltre che di su pporto reci proéo. Ai fini de ll a formazione per ]'impi ego di Comandi ed unità multinazionali, dall e numerose analisi co nd otte e dalle esperienze s in qui maturate, è em ersa c hia ram e nte la opportunità di utilizzare strutture consolidate su base nazionale o NATO -le cos iddette fra m ework nation e framework organization- da multinazio nali zzare parzialmente all'atto dell'esigenza. Tali strutture, infalti, mantengono in generale una buona coesione dal p unto di vista d el comando e con trollo e ga rantiscono, nel con te mpo , un'orga nizzazion e di supporto unitaria ed e ffi cace. Il principio della s truttura portante uninazionale, la cosidde tta frarnework, può c deve essere appl ica to a tutti i livelli gerarchici in c ui si a rticola l'ordiname nto ta tti co della forza impi ega ta, la task force, ma assume particolare valenza a livel lo G.U. co mplessa (Divisione o Corpo d'Armata) e Brigata. Ese mplific hi amo il modell o per una divisional task force. La Nazione, o mcgl io la F.A. nazionale, c he assume il ruolo guida nella costituzio ne dell a formazione combined, fornisce:
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-l'organizzazione di comando c control lo d i G.U. complessa (il COMFOP per l'Esercito), predisposta per il completamento multin az io na le dello staff; - il siste ma C4I a li ve llo divisionale; - uno o più moduli Brigade task forccs ; - un complesso coerente di supp orti taltici, predisposto per il completamento; - la str uttura portante della logistica, a nch'essa predisposta per il completame nto multinazionale. Questo è in essenza il ruolo della lead Na ti on in campo logistico. A loro vo lta, le contributing Nations forniscono: - specifici elementi di staff; - un modulo Brigade task force; -eventuali m odu li di supporto tatt ico a livell o divisionale; -un modu lo di supporto logistico. Come ho già dello, la struttura può essere replicata a livello B1igata e reggimento, anche nell'ambito della medesima formazione divisionale. In estrema sintesi, la framework Nation fornisce la struttura portante della task fo rce ed alcuni moduli operativi chiave. Le contributing Nations connettono i propri moduli operativi alla framework, ch e garantisce loro l'a ffidabilità di una visione unita ri a cd equilibrata de ll e a ltività, un interfaccia tecnico e procedurale comune ed una certa gamma di servizi standard preventivamente con cordati. A ciascun li vello di comando multinazionale così configurato si localizza l'au torità di con trollo operativo sulle forze allocate e sulla condotta dell'operazione nell'ambito dell'Ordine d'Operazioni, dell'area di respo nsab ilità e delle Regole di Ingaggio fissate.
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la looistica Negli ultimi a nni la Logistica è s ta ta ogge tto di un signific a tivo processo di semplificazione e razio na li zzazione. Tuttavia, sopra ttutto a seguito delle pi ù rece nti esperien ze o pe rative, sono e me rse a lcune riJ cvanti carenze rigua rdo ad una res idua gravitazione a Nord-Es t dell a "me n talità" e dell e risorse disp o nibili e a d alcune disco ntin u ità f-u n ziona li tr a Fascia di Sos tegno e Fascia di Aderenza. Lo s tesso supporto dire tto delle forze ha o fferto in qua lche caso un re ndimento infe riore alle asp e tta tive, a fronte di una cons id er evole oneros ità complessiva d e l s istema logis tico, me ntre restano t uttora aperti i probl e mi derivanti da lla macchinos ità della regolame ntazione tecn ico-amminis tra tiva vigen te, r isp etto a lle concrete es igen ze dell'azione d i comando . Il concetto log istico d i riferimento e laborato nel con testo de i Pacch e tti di Ca paci tà sposta la gravitazione dalla statica configurazio ne a nco ra ta a l tetT ito rio n aziona le e a d una min accia predefinita a d un a impos tazio ne decisame nte ori e nta ta a lla proiezione ed a l supporto di fo rze in operazioni o ltre confine. Il conce tto segna a nc he il passaggio da una logistica ince ntra ta sull e richies te, con onerosi ed inutili zzati a mmassa me nti dì ma terial i e capac ità, ad una logis tica in ce~ trata s ulla pi a nifi cazione preventi va e lo sviluppo genera li zzato delle a ttività da pa rte di orga ni cen t ra li zzati a favore dell 'ute nte . Esso prevede, in parti cola re, la riorga ni zzaz io ne delle risorse logis tic he d is ponibili secondo il modello di una Gra nde Base, des tina ta a sos te ne re la proiezione oltre confine delle Fo rze e la loro a lime n tazio ne in o perazioni di s upporto dell a pace e di gestio ne di c ri s i ed a costituit·e la s truttura di inte rfacc ia tra la Logisti ca di Sos tegno sul territorio nazionale e la Logis li ca di Ad ere nza in Zo na d'Operazio ni.
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La Grande Base avre bbe, in un prim o te mpo, caratte re essen zialm e nte "virtua le", essendo realizzata attr ave rso l'accentrame nto del contro llo di risorse e capacità dis tribuite su una· vasta area de ll'Italia Meridionale. Successiva m ente p otrebbe configura rsi a nche in termini fis ici, al fine di sfruttare al m assimo le economie di sca la deriva nti d alla con centrazione d ei ma teria li e dei mezzi (già presenti pe raltr o n el breve pe riodo) e d i otti mizzar e il re ndime nto delle unità di supporto . Il secondo punto fe rm o de l concetto consiste nelJ:Organi zzazione di Comando e Controllo, ch e cos tituisce la ve ra essenza dei mecca nismi d i fun zion a me nto de ll a .....la complessità dell'organizzazione Grande Base e d ella Logis ti ca di suppono ed i costi del suo spiegadi Ade re n za in Zona mento Impongono Infatti una accentuata professionaliuazione di uomini ed unità d'Operazioni e consente l'acdestinali al funzionamento della loglslica cen tramento d el controllo e a tutti 1nvelli ...• della gestione di risorse e capacità ed una razionale Progra mm azion e delle Attività Logis lic he, in centrata su lla res ponsabili tà logis tica de l Comando sovraordinato, in un'accezion e innovativa del principio della logistic a a domicilio, e su llo sviluppo di interventi essen zia lm e nte p reventivi. Infine, la Specializzazione degli Orga ni Logis tici ra ppresenta, n el conte mpo, presupposto ed obie ttivo del con ce tto . La compless ità de ll'organizza zione di supporto ed i cos ti de l s uo spiegame n to impongon o infatti una accentua ta professiona lizzazione di uomini ed unità des tina ti a l fun zionamento della logis tica a tu tti i livelli. Sulla conoscenza tecnica degli organi specia lizzati va tuttavia previsto il costante e robusto innesto de l contributo di esp eri en ze concr ete ch e provie ne dalle attività operative. In prospettiva, una p o te nzialità d i gra nde rili evo del conce tto logistico ela borato è quella di porre in grado la F.A. di assumere nei con fro nti delle altre Na zio ni pa rtecipanti ad un'operazione multinazionale, il ruolo di lead Na tion pe r la gestione delle a ttività logis tiche di supporto. Tale pr ome tte nte direttrice di sviluppo è s uggerita da lla pien a compatibilità
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del concetto con la dottrina logistica NATO, dalla prevista ubicazione della Grande Base e dalle possibilità concrete che offrono, anche in un contesto operativo multinazionale, le specifiche modalità di gestione (delle capacità e delle risorse logistiche) individuate nel quadro della nuova organizzazione di comando e controllo. Qualora le veri fi che in corso a l riguardo confermassero tale possibilità, il Comando di Gestione della Logistica Multinazionale potrebbe costituire di per sé un pacchetto di capacità compiuto della F.A., di valenza del tutto peculiare, non solo tecnico-militare. Per quel che concerne le capacità logis tiche da conferire alle Forze Operative, restano, pur se sostanz ialmente riorganizzate, le risorse del reggimento, mentre cambiamenti significativi sono previsti ai livelli superiori. La Brigata perde gli organi logistici esecutivi di cui disponeva (battaglione logistico c reparto di sanità), che sono accentrati previa riorganizzazione in senso specialistico (battaglioni mantenimento, battaglioni trasporti, ecc.) a livello Comando Oper·ativo Intermedio. Lungo il filone della professionalizzazione/specializzazione della logistica viene invece sostanzialmente garant ita la presenza negli organici delle unità a tutti i live lli di personale dei Corpi Tecnici c Logistic i, anche al fine di assicurare un adeguato supporto ai Comandanti, svin colandoli dalla esecuzione delle attività tecnico-amministrativo-contabili di gestione. Il supporto sul territorio nazionale è ga rant ito da un numero ridotto di formazioni logistichc, accorpate in enti polifunzionali ed in poli specializzati con competenza areale, integrali attraverso un sistema di Comando e Controllo totalmente informatizzato. Il disegno della logistica in operazioni, c he qui merita un
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seppure sommario cenno specifico, riflette i lineamenti delle operazioni non lineari ed è caratterizzato da flessibilità e da dinamicità elevate. I punti maggiormente qualificanti sembrano al momento essere: - la trasparenza e la visibilità delle capacità e delle risorse logistiche disponibili e di que1le necessarie, dalla Madre Patria alle zone di ingaggio, presupposti per il massimo rendimento del supporto; - ]a superiorità della mobilità tattica su quella logistica e quindi la necessità di svincolare l'azione dei complessi di • forze dall'onere e dall'attrito derivanti dal trascinamento "...Per quel che concerne le capacilà del proprio supporto; logisliche da conferire alle Forze - la pianificazione dinamica Operative, restano. por se sostanzial· mente riorganiuate, le risorse del regdi meeting points tra forze e gimento, mentre cambiamenti significarelativi supporti in "isole di tivi sono previsti allivelli superiori...u ricondizionamento", mutevoli e flessibili a seconda della situazione in atto, ove si svolgono con attrezzature campali le attività di rifornimento, sostituzione di mezzi inefficienli, riconfigurazione delle forze, ecc.; - il controllo centralizzato in rete chiusa ed in tempo reale delle "isole", ove sono localizzate le disponibilità, e delle forze, ove sono localizzate le esigenze, entrambe in continuo movimento ed entrambe reciprocamente e costantemente trasparenti, per poter programmare "strada facendo" la dislocazione del meeting point e le attività da condurre in esso con automatismo ed efficienza, al momento di un incontro, che, per non trasformarsi in occasione di vulnerabilità, dovrà necessariamente essere "fugace e segreto".
La superfunzione: il Comando e Controllo Prima di concludere, voglio ancora proporre un'annotazione su quello che ritengo possa costituire il vero vantaggio competitivo dello strumento terrestre nazionale di oggi, ma soprattutto del futuro.
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Si tratta, come forse è già emerso dalla presentazione, di quella che ho definito superfunzione, della capacità di comando e controllo. Il conflitto è, in primo luogo, caos, confusione, incertezza, paura. Il successo appartiene a quello tra i contendenti che « ... Il conflino è, in primo luogo, caos, meglio riesce a contenere e con- confusione. Incertezza. paura. 11 suctrollare l'entropia delle proprie cesso appartìene a quello tra 1contenforze sul campo di battaglia, denti che meglio riesce a contenere e conrronare l'entropia delle proprie forze ossia a chi dispone della più sul campo di battaglia..... efficace capacità di comando e controllo. Tale capacità si esprime attraverso l'armonica e dinamica combinazione di due componenti, entrambe necessarie: la componente sistematica e la componente creativa. La prima trae sostanza essenzialmente dalla tecnologia dei sistemi C4I. La seconda è invece incorporata nella qualità del fattore umano. Entrambe costituiscono risorse preziose e costosissime, il cui impiego deve dunque essere accentrato in pochi poli di gravitazione. La soluzione è scontata: è necessario costituire pochi Stati Maggiori e Comandi, dotarli di un'organizzazione innovativa in termini di flessibilità, alimentarli con i migliori Ufficiali, sostenerli gravitando su di essi con il più qualificato ed avanzato supporto tecnologico. A mio avviso, infatti - e gli indicatori del processo evolutivo, come si è visto, puntano senz'altro in questa direzione - è proprio l'intelligenza . incorporata nello strumento, attrave:so l'armonica combinazione della conoscenza e della creatività dei
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Comandanti e degli Stati Maggiori, che assicura forma e sostanza ai concetti di integrazione e di integrabilità.
Conclusioni A fronte della inefficace politica di distribuzione a pioggia delle risorse adottata nel passato, l'applicazione del criterio della progressività realizzativa di capacità compiute e pronte per l'impiego - gli obiettivi di operatività - insito nell'impostazione per ·Pacchetti di Capacità, consente oggi all'Esercito Italiano di disporre: - di una effettiva capacità di proiezione, per l'impiego oltre confine di forze pari ad un complesso divisionale su due Brigate, peraltro ancora senza possibilità di rotazione, ovvero, in alternativa, di forze pari a due complessi di livello Brigata impegnati contemporaneamente in Teatri distinti, con possibilità di ruotare i comandi e parzialmente le forze; - di formazioni su personale di leva, per le operazioni di controllo del territorio nazionale. L'Esercito è quindi già una realtà operativa, sia pure in divenire, uno strumento della Nazione, al servizio della Nazione e, per suo tramite, della Comunità Internazionale, nelle sue diverse e complementari espressioni. I programmi di attuazione dei Pacchetti di Capacità, veri e propri progetti realizzativi e di riconfigurazione dello strumento, prevedono, sulla base dei flussi di risorse al momento preventivabili, il conseguimento dell'obiettivo Pacchetto di Proiezione e di quello ad esso correlato della Grande Base e della Logistica di Aderenza entro il 2002. Alla luce delle capacità disponibili, il gap che tuttora sussiste rispetto alle esigenze complessive resta p eraltro considerevole, per quel che concerne sia lo svolgimento delle missioni operative contingenti sia il soddisfacimento degli impegni di deterrenza, addestrativi e di interscambio assunti in ambito multinazionale, ONU ed interalleato, tra i quali non ultimo è quello della preparazione ad un eventuale e sempre possibile situazione conflittuale. Il divario esigenze/disponibilità oggi esistente sembra ten-
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denzialmente destinato ad accentuarsi. Ciò appare piÚ evidente se, come ho tentato di fare insieme a voi, proi ettiamo la sagom a dell'Esercito attuale sulla immagine che esso dovrebbe assumere in un futuro, in fondo non troppo discosto nel tempo. La formula uno st rumento terrestre integrato e d integrabile, sulla quale si sono in gran parte incentrate le mie odierne riflessioni, rappresenta la sintesi razionale della risposta con cettuale ed organizzativa dell'Esercito Italiano alle sfide del XXI secolo. La su a applicazione scientifica a lla F.A. dovrebbe consentire di eliminare finalmente ogni inutile ridondanza mentale e strutturale ancora esistente e, nel contempo, dovrebbe rendere trasparenti nelle ragioni ed affidabili nelle quantità le vere esigenze dello strumento terrestre nazionale.
Il motivo di fon do "integrato ed integrabile" sembra foneticamente riecheggiare quello che suona come "non separato, ma separabile", da qualche anno in uso in ambito NATO e ESDI, proprio per indicare un concetto in qualche misura analogo, quello della scomponibilità costruttiva degli assetti • .. .Il motivo di tondo "integrato ed lntealleati a sostegno dell'Iniziativa urablle" sembra foneucamente rlecheoEuropea. uiare queuo che suona come "non separaLa differenza nella scelta dei to, ma separablle", da qualche anno in termini però, consentitemi di uso In ambito NATO..... concludere con una battuta, è davvèr o sostanziale. La NATO, ponendo l'accento sulla separazione, evidenzia, suo malgrado, la discontinuità e la differenza ed esprime il concetto al negativo; mostra, magari involontariamente, il rovescio della medaglia. L'Esercito Italiano, rimarcando l'integrazione, gioca invece le sue carte sulla continuità e sull'unitarietà, esprime il concetto in positivo e, della stessa m edaglia, mostra forse la faccia p iù promettente. ·
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