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l presente opuscolo si propone lo scopo di PaloriZZIJre i Musei I storici della Forza Armata, poco frequentati dal personale militare eforse del tutto sconosciuti al pubblico esterno. Eppure essi raccolgono 11ive testimonianze del valore di molte generazioni di italiani i quali, lungo un arco di traiettoria che racchiude tutta la nostra storia) hanno contribuito) fino alPestrema sacrificio) alla nascita della Nazione italiana e alla sua crescita sociale) culturale e democratica. Un patrimonio di memorie e di tradizioni che merita di essere conosciuto e riaffermato per la riscoperta di wenti ancora presenti nelle azioni di oggi, per la valoriZZIIzione della cultura militare quale woluzione della ci11iltà umana e per il rafforzamento dello straordinaeio legame che unisce PEsercito alla società civile: la storia non è cenere al vento; i popoli che dimenticano il loro passato corrono il rischio di incontrar/o di nUOPo. Q}usta ':guida», nel suo rigore sintetico, non ha pretese storiagrafiche e documentaristiche, -volendo fare premio solo alla RiJilità e praticità di consultazione, a beneficio di coloro i quali) anche nel corso di un itinerario turistico, pogliano awicinarsi alla comprensione retrospetti11a di una temperie di fatti che si richiamano alla travagliata epopea delle Armi e Specialità del nostro Esercito.
Museo storico dell'Accademia Militare l Museo storico dell'Accademia Militare è sito all'interno del Palazzo dei Duchi d'Este, attuale sede dell'Istituto di formazione degli Ufficiali dell'Esercito.
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La costruzione del Palazzo venne iniziata, per volontà del duca Francesco l d'Este, sotto la direzione dell'architetto Bartolomeo Avanzini nel 1635; la facciata si impone per unità estetica c per soluzioni originali, in particolare per l:1 semplice cd imponente torre centrale, non consueta nelle costruzioni dell'epoca, nella quale le grandi finestre, il balcone ' c le colonne che lo sostengono formano un insieme armonioso c coerente. Dal portone centrale, un 1 tempo ornato da pregevoli bronzi, si accede all'atrio, trasformato nd 1929 in Lapidario su disegno di Arturo Prati, ovc sono incisi su marmo i nomi dci 7 81 1 Ufficiali 1 ex allievi dell 'Accademia Militarc 1 caduti nelle guerre per I'Unit:ì, l'Indipendenza c la Liberazione.
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Dall'atrio si accede al Corrile d'Onore, il più grande del Palazzo, scenario delle principali cerimonie militari dd l'Accademia; cinqueccmcsco nell'impronta, quadrangolare nella forma, è delimitato da due ordini di archi sovrapposti, cadenzati da colonne ~ lcscn~; in alto, a furc da coronamento, una balaustra in marmo. Dal cortile si raggiung~ lo Scalonc d'Onore, realizzazione cstr~mamcnte ratEnata e di grande eftètto, iniziata nel 1678 c completata ncll685; si sviluppa su sci
rampe imerrottc da quattro pianerottoli sui quali si aprono nicclùe con starue. Dallo Scalonc si accede al Loggiato, che circonda sui quattro lati il Cortile d'Onore c che conduce alle sale dell'ala occidentale c agli antichi appartamenti ducali. L'appartamento dci Principi occupa l'ala occidentale cd è composto da una serie di sale impreziosite da soffitti decorati, mentre quello pri\'310 duCJ!c è situato nel corpo dell'antico castello di Obizzo IL Il \'Ccchio appartamento è costituito da \'arie sale con prege,•oli sotlìtti a cassettoni, stucchi c cuoi sbalzati; vi si ,tcccdc dall'angolo nord-est del Loggiato cd è sede del Museo Storico. H Museo tì.1 inaugurato il 4 giugno 1905 c dedicalO al ricordo degli Ufficiali ex allic\'i delle Accademie Militari caduti in guerra; è swo riaperto nel 1988 dopo un meticoloso lavoro di riordino. Esso è dislocato su un arrio, sette sale di esposizione cd un.t s.tla adibit.l a Sacrario. Il materi.tlc esposto, di notC\'Oie nlcnza, comprende documentazione storita, come Decreti, Regie Patenti c Regolamenti, unitamcntc a ricordi c cimeli di ex allievi caduti nelle guerre del Risorgimcmo c di Libia, nel primo contlitro mondiak c nella guerra d'Africa, c anche armi indi\'idu.ùi c di rcp:mo, armi
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Il Museo di trova all'Interno dall'Accademia Militare, può 88881'8 VISitato durante la nttm11111 da _... organiZZati, prevla rlchlelta scritta idl'illlta al Comando Accademia Militare, Plana Roma, 15 41100 Modena. È stata stipUlata una convenzione con 11 Comune di Modena elle preveda la ~ ti VISita . . . nella giOrnata t1 domalllca mattila, prtlllllando contatti con 1111i:10 1l'iSIII:o 11111 canu. stesso • Modena T-. VIa Scudarl, 8 tal. 059.208888; oppure con IAT, Plana Grlnla, 17 tiiL ~.
nemiche, uniformi cd equipaggiamenti. In centro città, 11eUc vicinanze del palazzo estense, è consigliata la visita al Duomo del XII secolo, dedicato a San Geminiano, uno dei m1gliori esempi di architettura romanica in Italia, con la poderosa torre campanaria in marmo, alta 88 metri, denominata "Grurlandina" per la ghirlanda bronzea della sua banderuola.
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Museo storico dell'Arma dei Carabinieri 'idea di un Museo L storico dell'Arma risale ai primi decenni del
1908 suUa Rivista Militare Italiana. Fu so!tamo ncll920 che si ebbero le prime forme concrete di attuazione di quella i11iziak lontana idea che l'ingente n:taggio di valore venuto aU'Arma, con la sua partecipazione alla Grande Guerra 1915-1918, rese nuovamente attuale imponendosi per una più sollecita realizzazione. li Comandante Gt:neralc del rcmpo, Carlo Perirei di Rorcto, fu il primo a dare disposizioni ufficiali perché fossero cercati ovunque c raccolti presso la Legione allievi in Roma cimeli, documenti c ricordi. Tale opera di ricaca venne proseguita alacremente anche nel periodo in cui fu a capo dell'Arma il generale Giacomo Ponzio, ed iJ1fìne, auspice il successore, generale Enrico di San Marzano, il Museo, già organizzato di fano, ebbe pieno ricono cimento giuridico con il Regio Decreto n. 2495 del 3 dicembre 1925, costituito come ente morale con un capitale iniziale di Lit. 51 000. Negli anni seguenti al 1925 c molte furono le iniziative attuate per conseguire migliori risultati nella ricerca di materiale
secolo, e se ne fece assertore l'allora caQitanO Vittorio Gorini con un suo appassionato studio, pubblicato nel
lluseo stm·il'o dell'.h·mit dei fal'ilbiniel'i srorico e, così pure, per devare le risorse finanziarie dell'ente, onde affi-ontare il difficile problema della sistemazione definitiva, in una degna sede propria, deU'istituro. Ad un caloroso appello loro rivolto i militari dell'Arma, di ogni grado, in servizio c in congedo, risposero generosamente. 1\d essi si uniroJ10 enti pubblici e privati, personalità cd ammiratori deii'Tsrituzionc che, con il concorso finanziario dell'allora Ministero della Guerra c l'opera diretta del Genio Militare, ne determinarono la realizzazione. Uprogetto dell'archiretto Scipione Tadolini consiste nell:! trasformazione prcs· soché completa di un piccolo edificio demaniale, in origine modesta cosrruzionc sorta ad uso privato, assegnato alla Scuola Allievi Ufficiali Carabinieri Reali nel 1906, c, dal 1925, destinato ad accogliere la prima formazione embrionale del Museo.
Atnmlmcnte l'edificio, il cui ingresso principale si apre nella Piazza del Risorgimento, si presenta solido cd austero, cui conferiscono vigore le lince leggermente oblique delle pareti, il magnifico rivestimento in pietra sperone sino al secondo piano, gli elementi integrari\"i. in uavcrùno c marmi, la bianca inquadranm1 delle fìnesrrc c il ricco port<tle classico del pur moderno disegno. Olrre a varie migliaia di cimeli esposti in 52 vetrine metalliche a grandi cristalli c•di tre diverse grandezze, il Museo possiede 200 opere d'arte quasi n1ttc costituite da dipinti ad olio; dispone inoltre di 300 elementi minori fi-n disegni originali, acquerelli, tcmpcrc c bozzetti; di circa 40 riproduzioni c fucsimili nonché dell'imponente complesso di circa 6000 fotogrnfic. Figurano poi tra gli oggcrti esposti, eire,\
350 documenti originali di particolare valore, mentre il grosso della documentazione,
in centinaia di cartelle, è conscr\'ato con anti(hi rcgol,um:nti c pubblicazioni presso I'Archi\'iO ronco c la Biblioteca, entrambi 'in1ati nei locali del secondo piano. Il pcrcon.o C\positi\O \ero e proprio è sottc>linc:tiO, lungo tutto il suo smlgimcnto, da una duplice banda rossa sulla moquctrt" blu del p.n'imcnto, che 'uole essere un chiaro ritèrimento all'uniforme dci Carabinieri.
11.1888881). Puì IIIIPI VIIIIIID 111111 IIIPII, ncltn O llllll,lllllniUO 1111ta 8111Pva• llll'lldDIIcllllt
Jni.lia al primo piano, O\'C è illusrr.uo il
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periodo che \'a dalla fondazione dell'Arma, 1814, .1lla Seconda Guerra mondiale, 19391945. Prosegue al piano terra con il periodo che \'a dal secondo dopoguerra a oggi, arricl•hiw da diversi argomenti a soggetto quali i reparti speciali, l'editoria, lo sport ccc. Per f.worire nel \'Ìsitatorc una più agevole lettura del percorso espositivo c un più immediato riscontro del significatO di ogni pezzo, è stata realizzata nel 1985 la sala multi,·isione, nella quale un complesso di sedici proiettori ,·isu.ilizza in quindici minuti circa l 000 diapositi\'C che oflrono una panoramica, sintetica ma completa, della storia dell'Arma. TI ~lusco dell'Arma dci Carabinieri è nelle immediate adi.Kcnzc della Città del Vaticano, O\'C possono essere ,·isitare innumcrc,·oli opere d'arte, cd è a bre,·e distanza da Castel S.Angclo.
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Museo storico della Fant e ria 'idea di costituire un L Museo della Fanteria Italiana che testimoniasse la storia
recente c più vivo era nell'animo degli italianj il ricordo delle della Grande Guerra, quando più gesta c dci sacrifit:i compiuti dalla Fanteria in quel conflitto. Ma, mentre si diffondevano e si attuavano negli anni successivi pregevoli iniziative intese a ricordare, con la creazione di monumenti c di musei, le glorie e di alcune specialità, come i Bersaglieri ed i Granatieri, tmUa venne amtato per ricordare la Fanteria nel suo insieme. Furono i Reggimenti dell'Arma a prendere l'iniziativa di costituire, presso le rispettive caserme, piccoli sacrari nei quali raccogliere le testimonianze delle gloriose nadizioni; ma le disnuzioni conseguenti alla guerra 194045 cancellarono o dispersero quasi rutti i cimeli raccolti. •cl l 948 lo Stato Maggiore dell'Esercito affidò al generale Edoardo Scala l'incarico di raccogliere il materiale ancora reperibile per costituire il tanto atteso Museo della Fanteria. Alle difficoltà di repcrirc cimeli sufficienti a testimoniare l'opera svolta nei secoli
gloriosa dell'Arma sorse alla fine
to,\htSllO sf oriro tMia Frmfrl'iil \luwi Slnriri dt•III~~rril o\IU\t'i \t nl'il i tMilwn-itu \htwi Sluriri liri dalle fanterie italiane, cd a giustificare, conseguentemente, la creazione di un apposito Museo, si aggiunsero le ine,·itabili ditlìcoltà di ordine burocratico e finanziario c, soprattutto, l'impossibilità di rcpcrirc in Roma, sede nawralc del Museo, i locali idonei ad ospitare la nobile Istituzione con il necessario decoro. 1 cll956, nel lasciare la carica al suo successore, generale Attilio Bruno, il generale Scala riuscì ad ottenere il decreto di erezione del Museo in Ente morale. Il nuovo Direttore propose cd ottenne, quale sede del Museo, l'edificio che per lunghi anni aveva ospimo il Comando del Reggimento Granatieri di S.1rdegna nell'arca di Santa Croce in Gerusalemme. Con il valido appoggio delle autorità militari c dci ministri della Dilèsa dell'epoca, si pronide a recingere l'edificio includcndmi il grande parco prospiciente nonché alcuni maestosi ruderi dcll':mtico "Pal.tuo Scssoriano", presumibile dimora della madre dcll'imperarorc Costantino - IV secolo d.C. - c ad ammodernare gradualmente lo stabile. L'I l novembre I959 il Museo fu inaugurato dal Presidente della Repubblica, on. Giovanni Gronchi, alla presenza delle bandiere dci Rcggimcmi di Fanteria. Il 28 giugno 1986 è divenuto Ente di Forza
Armata inquadrato organicamente nella Scuola di Fanteria di Cesano di Roma. Ristrutturato nel 1990, esso è artit.:OIato su tre senori portanti- Armi, Bandiere cd Uniformi- ed è organizzato su una Direzione, la Biblioteca con Archivio Storico, il Sacrario, 35 sale csposith•e c 5 gallerie ed androni. l reparti csposiri'i riflettono: l'e,·oluzionc storica della Fanteria, il Risorgimento, le
Specialità dell'Arma, le Specialità Coloniali, l" c 2" Guerra !'vlondialc, la Guerra di Liberazione, le Guerre Coloniali, i Corpi di Spedizione, l'Armeria, Drappelle c Stemmi araldici delle Unità di Fanteria, Bandiere di Guerra c Mcdaglieri. Il patrimonio d'Onore del Museo è costituito da cimeli, documenti c ricordi provenienti da donnioni o da acquisti, c da pitture, disegni, sculture ecc. Tra le molrt: opere d'arte figura la statua marmorca del "Partente" dello scultore B. Poidimani, posta al piano terra presso l'ingtcsso, e l'imponente gruppo in bronzo, che raftìgura il Redentore sulla Croce nell'atto di piegarsi a sorreggere due tànti morenti, opera dello scultore Edmondo Furlan, costiruente il Sacrario cretto a ricordo dci Caduti dell'Arma. Nelle immediate \~cinanze del Museo, oltre al Museo dei Granatieri, è visitabi.lc la Basilica di S. Croce in Gerusalemme, nell'omonima piazza, una delle più insignì della cristianità per antichità di fondazione e per le reliquie vencrarevi. A breve distanza, è consigliabile una visita alla Basilica di S. Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, con il severo complesso del Palazzo, c alla Scala Santa.
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Granatieri
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"Ferdinando di Sa\'Oia" in Roma c propose che in queUa sede ,·cnisscro raccolti cimeli, documenti e dati storici allo scopo di "perpetuare: le glorie c le tradizioni dcUa Brigara Granatieri". L'ini7jath'a ottenne ampie adesioni cd il piccolo Museo, anche grazie all'appoggio dcUa t"ll.Sa regnante, cominciò subito un'imens.1 atti,;r:} di recupcro c promozione delle illustri tradizioni dci "Bianchi Alanuri". Già all'epoca della Guerra di Libia (191 l}, tutta,ia, la quantità c 1:! qualid dci nl.ltcriali storici raccolti er.t t.llc <b imporre l'esigenza di una loro sistemazione in una nuo\'a c più idonea M:dc. Tale necessità ,·cnira sancita uflìcialmcme negli atti del Museo, in un 'erba!c del 3 luglio 1912, nel quale ~i indica\'a, quale pos~ibilc ubicazionc, la Cascnn.1 "Umberto l" in Piazza .mta Croce in Gerusalemme,,, Rom.1. L':wvcmo della Prima Guerra Mondiale impose, però, di rinvi,1re il
nacque il5 marzo 1903, allorché una rappresentanza di Ufficiali dei due Reggimenti si riunì nella Sala dei Ricordi Storici della Caserma
progwo. Alla fine del confliHo, per interc~samento del Consiglio del
Museo, il Comune di Roma assegnò un'arca in Piazza Santa Croce in Gerusalemme perché vi sorgesse la nuova sede cd il 3 giugno 1922, alla presenza di Vittorio Emanuele III, venne posta la prima pietra dell'edificio. Edificato da maestranze costituire per la maggior parte da Granatieri volontari e con il dctcmùnantc contributo economico dci Granatieri di nuta Italia, iJ Museo venne inaugurato, alla presenza dci regnanti di casa Saroia, il 3 giugno del 1924, 265° anno dell'istituzione del Corpo. Scampato nel luglio del 1943 al bombardan1cnto del 1icino scalo t~rrmiario di San Lorenzo, nel 1986 il patrimonio del Museo dei Gmnaticri, come quello degli alrri Musei delle Forze Armare, è stato devoluto, con dccrcro del Presidente della Repubblica, al Ministero della Difcs.1 cd 11:1 assumo lo statuto di Reparto
della Brigata Mcccanizzara "Granatieri di Sardegna". Ricd1issimo di cimeli storici di ogni epoca c pro,•cnicnz.l, il materiale raccolto è esposto in 15 sale comcncnti amù italiane c straniere, rotografic risalenti in gran parre alla Grande Guerra, moti,·aziorli di ~ledaglic d'Oro al \"alor ~lilitarc assegnate ai Granatieri, planimetrie dei principali luoghi 01·e combarrcrono i vari reparti, bandiere cd oggetti personali donati dai nù~tari stessi •o dalle fiuniglic. ln una delle sale è stato inoltre realizzato il Sacrario dci Granatieri, sulle l"Ui pareti sono incisi a cararrcri d'oro i nomi di oltre 8 500 l"aduti di nme le guerre. L'itinerario di esposizione M:guc i periodi storici più intensamente '~ssuti a partire dall659, ,mno in· cui nasce la specialità dci Granatieri, fino al 1848, all870, per prose· guirc poi nei ricordi storici
delle guerre coloniali di Erittea, 1896, e Libia, 1911-1912; la Sala d'Armi raccoglie in larga parte esemplari di armi sotttatte al nemico nel corso della Prima Guerra mondiale per passare poi ai ricordi dedicati alle campagne di Albania, Grecia c Iugoslavia. L'itinerruio prosegue nella sala riservata ai ricordi sto1ici della Guerra di Spagna, 1936-39, e Iugosla,~a, 1941-43, e, successivamente, nella Sala dd Consiglio, ove si riuniva inizialmente il Consiglio Direttivo del Museo. Segue, alla sinistra dello scalone che conduce al piano supe1iore, la sala dei ricordi storici dedicati alla partecipazione dci Granàticri alla Guerra di Liberazione. Raggiunto il primo piano, si passa nel Salone d'Onore O\'C vengono ricordati i regnati della casa Savoia, sostenitori della specialità dei Granatieri sin dalla sua costinJzione. Due sale dedicate alla Guerra iralo-ctiopica, una Sala di ricordi storici vari, quella dedicata al tenente Gtùdo Z:lnctti c quella dedicata alle vetuste bandiere di guerra dci Granatieri concludono la visita. Per la varietà dei documenti storici conservati, il Museo Storico dci Granatieri rappresenta un ,·alido ptmto di riferimento per quanti desiderano conoscere le vicende di questo antico e glorioso Corpo.
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Museo l Corpo dei Bersaglieri nasce I ufficialmente, in forza di un Regio Viglietto, il18 giugno
Bersaglieri
Da lì in poi la bartaglia della Ccrnaia c, quindi, il 20 cttcmbre 1870, allorché le colonne d'attacco dd Regio E cn:iw Italiano, con in testa i Bersaglieri, irrompono ,mr.wcrso la Breccia di Porta Pia c rra,·olgono gli Zu:wi Pontifici. L'ideatore del Museo ti1 l'Ispettore dci Bersaglieri Edoardo Tcstafochi; la raccolta dci cimeli fu poi portata avanti dal suo successore, gencr.llc Bruti, fino all895, dara di soppressione dell' lspcrtor.uo. L'opera dd riordino dci cimeli tu continuata dal Comand.mte dd 3° Reggimento, colonnello Butturini, daJ 1902 all907, configurandoli in apposim Ente. ll lv1usco Storico dci Bmaglicri ''enne inaugur.tto dal re Vittorio Emanuele Ill il18 giugno 1904, presso la Caserma "La 1\larmora" in Trasrcvcrc. Un momento ~ignificatiro dci primi passi del ~lusco si ebbe quando, già ricono~iuto con Regio Decreto del 16 maggio
1836 ed lia il suo "battesimo del fuoco" 1'8 aprile 1848 nella battaglia di Goito durante la Prima Guerra d'Indipendenza.
\hJSl'O sf III'ĂŒI'O dt'i llei'SilglitWĂŒ 1909, riscosse l'onore di custodire le decorazioni al valore collettivo guadagnate dai reparti Bersaglieri. Ai cimeli raccolti dai Reggimenti si aggiunsero quelli della SocietĂ di Mutuo Soccorso tra Bersaglieri, che costituiva il primo nucleo dell'Associazione d'Arma, poi inaugurata nel l 925. Il Museo, assurto nel fTa.rtempo al rango di Ente Morale con il Regio Decreto del 27 dicembre 1921, ''enne trasferito -
per una inmizione del Commissario Straordinario, generale Martinengo di Villa gana - nei locali di Porta Pia. 11 Comu11e di Roma mise a disposizione i locali nel 1931 c il 18 settembre 1932 avvenne l'inaugurazione, in concomitanza con quella del monumento al Bersagliere nella piazza antistante. Passando sotto il grande arco dd la Porta esterna del Vespignani si entra nel cortile interno del Museo ove sono collocati
i busti in bronzo dci più illustri rappresentanti dd Corpo, unitamente al monumento ad Enrico Toti, il più romano U<l i bersaglieti , volontario per voca7jone. Dal lato nord del cortile si accede ai locali interni in cui sono esposti i cimeli cd i ricordi relativi alla istituzione e all'evoluzione del Corpo, seguendo il fi lo logico delle vicende alle quali parteciparono reparti di bersaglieri. Al piano tCJTeno sono ubic:.1ti: 1:.1 salctta La Marmora, il S:.1lonc d'Onore ed il Sacrario. ella salett:.l La Marmora, sotto il busto del Fondatore, sono esposte due cambine, con fiaschetta per polvere " misurazione auromatic:.1 per il rapido caricamento, da lui ideate prima del 1836; uno dci due modelli fu adottato nel 1839 quale armamenro di base per i primi reparti di bersaglieri . Nel Salone d'Onore tra i diversi preziosi cimeli c'è la Proposizione originale, uno scritto di pugno da L:.1 Marmora per ottenere dal re Carlo Alberto la costintzione del Corpo, documento che è alla r3dice di tutta la sua successiva e gloriosa \~Cend:.l . Jl pianterreno si conclude con il Sacrario dedic:.1t0 agli oltre centomil:.1 Caduti per la Patria; la Sala, al cui centro è esposta la sciabola che La Marmora impugllò 1'8 aprile 1848 a Goito, ha nella parete di !Tonte un ritratto
:.1d olio del Fond:.1torc affiancatO da due gr:.1ndi tccbc contenenti le med:.1glie :.1! valore collettivo assegnate ai reparti bersaglieri dal 1848 ad oggi. ci locali del primo piano sono esposti i cimeli, le documentazioni ed i ricordi relativi alle campagne del Risorgimento, dal l 848 all866, taluni di estremo interesse storico c documentario, quali uniformi armi da fuoco e armi bianche personali fi no ai ricordi delle c:.1mpagne contro il brig:mtaggio nelle province meridionali dopo il l 860. li piano superiore dcl laro sud dell'edificio è dedicato, con le sue tre ampie S3lc, alle c:.1mpagne coloniali, dal primo sbarco dci bersaglieri a M.:.1ssaua, il 5 febbraio 1885, ai combattimenti di Agordat (1890 e 1893) c di Cassala (1894), :.11la battaglia di Adua (1896), alla spedizione in Cim (1900), alle opmzioni per 1:.1 conquista di Libia e del Dodecanneso (191 l -1913), alla conquista dell'AtTica Orientale (19351936)·. li piano interiore, primo piano del lato sud, è dedicato alla 13 Guerra Mondiale (1915-1918): targhe, fotografie, gagliardetti di reparto, statue celebrative, ritratti c medaglicri di comandanti e bersaglieri semplici, armi it:.1li:.1 ne ed austriache e, tra queste, la mitragliatrice che fàlciò,
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.\ltJst•o st ori l'o dt• i Ht•J·saglit•ri alle ore 16 del 4 novembre 1918 al Quadrivio di Paradiso, il diciannovem1e sottotenente Alberto Riva di Vìllasanta ed i suoi bersaglieri, ultimi Caduti della guerra. Alla 2a Guerra Mondiale ( 1940-1945) è dedicato il pianterreno dd)ato sud. Sono qui raccolti ed esposti i cimeli e gli oggetti relath~ ai numerosi teatri operativi nei quali i bersaglieri combatterono con tanto valore c sacrificio nella buona e nella avversa forttula. TI Museo affianca, alle SLlC strutture espositive, una biblioteca cd un archivio storico, i quali detengono rispettivamente volumi ed opuscoli rari c di edizione esaurita ç documenti originali di coloro i qu:~li militarono, in anni lontani, nel Corpo, che ci tramand:~no la testimonianza dello spirito, delle modalità di addc tramcnto c dell 'impiego dci suoi primi reparti. Porta Pia è una delle vie di accesso ricavnta sulle antiche mura Aureliane, le mura urbane del pe1iodo classico. Esse sono tu1 capolavoro di architettura mili1tare, avviato dall'imperatore Aureliano nell'anno 271, rimasto in efficienza grazie alla cura costante dci papi per ben sedici secoli. Percorrendo le mura lungo il Corso d'IraUa si giunge a Porta Pinciana e di lì a Villa Borghese.
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Museo storico nazionale degli Alpini Tl Museo storico nazionale .ldegli Alpini è insediato in un imponente scenario naturale, in cresta alla rocca del Doss Trento (o "Verruca"1 che domina con i suoi 115 m. di quota la città di Trento.
La rocca ospitò importanti inscdia·
menti w11ani preistorici e già con l'imperatore Augusto, ma particolarmente durante le invasioni bar· bariche, ebbe funzione di accam· pamento fortificato delle genti che venivano m:m mano insediandosi ai margini della pi:lna dell'Adige. Della dliesa paleocristiana, d1c sorgeva sulla parte più alta dd dosso e di cui è rimasta la tmccia pe1imetm· le, venne alla luce un mos;uco assai interessante. Durante il dominio austriaco, la ''Verruca" fuccva pane della piazzaforte di Trento cd era stata adattata a poh·cricra militare. Ncl l 921 dal Demanio militare passò in prop1ietà al Comune di Trento. Nel luglio 1916, il Presidente del Consiglio dci Ministri, Paolo Bosclli, propose al Parlamento d1e fosse cretto un Monumento nazionale a Cesare Battisti a Trento. d l92 1 il progetto di legge fu approvato e ncll935, su disegno dell'architetto Ettore Fagioli, il Mausoleo battistiano venne portaro a tennine. Costruito rutto in pietm o·ent:im, ilmomm1ento è composto di tre parti: il basamento, alto 5 meni, le colonne, 12 metri, c la tmbca.zionc, alta 3 metri; nel cenn·o la grande ara di porlìdo di Paveneggio c, sotto,
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il vasto ipogco dO\'C sono la romba c il busto dell'Eroe, opera dello scultore tremino Fozzcr. L'idea che accanro al1\ lausolco battistiano sorgesse un museo nazionale del Corpo degli Alpini si deve alla Legione Trentina, Associazione dci volontari tn:ntini nella guerra 1915-18, c la proposta per la sua attuazione li1 accolta dal GO\'Crno nel 1938. Più tardi, nel 1940, alcuni eminenti architeni presentarono un progcno, comprendente il Museo, che prcwdcra la costruzione sulla "Verruca" di un grandioso compiCSMl monumenralc di opere durarun:, nC\'OC:lntC il "castnun" romano, il quale aHebbc celebrato nel tempo le gesta delle truppe da mont.1g11a d'Italia: l' ..Acropoli Alpina". Non potendosi pit'1 pensare, ruttavia, nei dillìcili .mni del dopobruerra .ùla rcalizza7jonc dd ~:.rrandc monumcntale '\-astmm", per l'.1lti ~imo costo dcll'opem, venne lhisa la c~trutione del solo Mu~o, quale primo nucleo del complesso ddl'Acropoli Alpina, resa possibile dal generoso contributo finanzimio delle Auto1irà
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regionali e dalla cessione, da parre del Comune di Tremo, della ex polveriera :mstriaca da adattarSi a sede del Mu~o. TI 15 marzo 1958, ù1 occasione dell'adunata dell'Associazione Nazionale Alpini a Trento, fu inaugurata uffici:ùmcnrc la costmzionc. All'entrata del ~luseo, due cannoni: il fumoso c glorioso 65/17 da montagna, che accompagnò le azioni degli Alpini nella gucm1 '15· '18 c il 75/13 assegnato all'Artiglieria da montagna dopo la Prima GucrraJ\Iondialc. All'inrcmo, nella grande sala, nelle ono nic· chic perimetrali, è raccolta in sintetiche rassegne la d<X."llmcntazionc della storia del Corpo degli Alpini, dalla sua fondazione .1i giorni nostri; mentre cimeli, pubblicationi c materiale illustrativo c inrcgratim \'mio l>ono esposti nelle vetrine del centro. Sulla parere d'entrata, i grandi ritratti del generale Gimcppe Pcrrucchcrti, id<.::uorc del Corpo, c di Cesare B.misti; la bandiera austriaca che un tempo svcnrol,wa ~ulla "Verruca" di Trento c il ,\lcdaglicrc dd gcncmlc Giuseppe Adami. Egli, già coma11damc del 5° reggimento nella Campagna di Russia, fu uno dci \'.Ùorosi protagonisti llclla battaglia di ~ikolajc" k.1. Commi'-<,'l!Ìo prima c Presidente poi della fomhtione Acropoli Alpina,,; dedicò tutta la sua inrdligcnte c appassionm mivit:i, spccialmcmc per la creazione dcl ,\lu\Co, fino alla
morte, avvenura il 3l luglio 1964. Sulla parete di fronte il pannello raffigurante "La morte del Capitano", del conrc Paolo Caccia Dominioni, con parole tratte dalla motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Milirarc alla memoria dd capitano Giuseppe Grandi del Battaglione Tirano del 5°, caduto in Russia. Negli angoli gli stendardi dci reparti alpini c il busto dc "l'Alpino". Trofei di armi c riproduzioni delle varie uniformi dalla fondazione del Corpo ad oggi, sono esposti sui pilasoi tra le singole nicchie. Nella saletta, all'entrata dd Museo, le uniformi c il materiale di equipaggiamentO. tn un bre\'e rialzo sul piano della sala, illuminato dai \-ani aperti sullo sfondo del bosco, il Sacrario delle t.lcdaglic d'Oro delle truppe alpine. Nel mezzo, LUl gran masso roccioso del Monte Grappa; alle pareti, i nomi dci decorati delle guerre dal1896 al 1945 incisi su grandi lastre di marmo bianco; sopra, nrtt'imorno, la significativa c suggesti· \'a rappresentazione dei luoghi che furono testimoni delle gesta di guerra degli alpini, anch'essa opera del conte Caccia Dominioni. In centro città~ consigliabile risitarc il Duomo, in stile romanico lombardo, sede del Concilio dell545, il Palazz.o J>rctorio, la torre ci,·ica e le case Rclla, coperte di affreschi allegorici del À'VTII secolo.
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Museo storico dell'Arma di Cavalleria l Museo storico I dell'Arma di Cavalleria ha sede nell'antica Caserma
el 1849, dopo la Battaglia di . ovara, l'abdicazione di Carlo Alberto e la salita al trono di Vittorio Emanuele li, nell'ambito della ristrutturazione dell'Esercito, l'allora Ministro della Guerra, Alfonso La Marmora, decise di trasferire la Scuola di Equitazione, istituita da Carlo Felice nel 1823 alla Venaria Reale, nella cinà di Pinerolo, con il nuovo nome di Scuola di Cavalleria . Ciò, secondo la memoria del Gcnernle Montù, "per la mirezza del clima, l'abbon danza delle acque c dci foraggi, la salubrità delle terre ed al fine di aumentare la distanza da Torino che, spe· cialmente per la gioventù, costituiva un centro di attrazione pericolosa". E a Pinerolo la Scuola rimasc sino allo scioglimento, avvenuto nel 1943. Su istanza del Consiglio Nazionale della
"Principe Amedeo", ora "Generale Fenulli", eretta per volere ed a spese della Città di Pinerolo a partire dall845.
Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, fu istituito nella sede di Pinerolo, alla fllle dell96l, il Museo dell'Arma. Ricevuta dal }>residente della Repubblica personalità giuridica, fu inaugurato ed aperto al pubblico ormai trent'anni orsono, nell'ottobre del 1968. Oggi il Museo dipende dalla Scuola dj Cavalleria. .Particolarità del Museo è che quasi nulla di ciò che vi è custodito appartiene all'Amministrazione della Difesa, neppure la Caserma, che come si diceva dinanzi, è di proprier:ì della città cd alla quale viene pagato un affitto simbolico di poche lire l'anno. Tutti i materiali esposti, infatti, sono stati donati, nel tempo, da Ufficiali, Sottuffìciali , Militari ed estimatOI·i dell'Arma. La vasta esposizione di cimeli, che di giorno in giorno si arricchisce grazie a nuove donazioni , lo rcnoe uno tra i più ricchi musei d'Arma in Europa; le ulti me in ordine di tempo riguardano i cimeli già del Circolo Ufficiali del Reggimento Lancieri di Virtorio Emanuele II ed un lascito da parre della vedova di un ex militare di leva
dci Lancicri di ~ovara. Al piano terra, oltre le grandi lapidi monumcntali riportanti i nomi degli Ufficiali, gi~ frequentatori dell'Istituto, caduti nelle Guerre Risorgimentali, nelle Campagne Coloniali c durante la Grande Guerra, si trovano il Sacrario, O\'C sono raccolte le fotografie degli UftĂŹciali decorati di Medaglia d'Oro, cd una esposizione di carri, carriaggi, carrozze, selle.:, gualdrappe. Al primo pi.mo si trO\'ano Stendardi, Bandiere, bronzi, argenti, quadri, stampe, fotografie, decorazioni cd una ricca collezione di uniformi relative al periodo che corre tra l'inizio delle Guerre per il Risorgimento cd i giorni nostri. Jl secondo piano interessa le Campagne Coloniali c le due Guerre Mondiali. In una delle sue gallerie si trovano, infine, una raccoltJ di armi bianche e da fuoco, indigene cd europee. Si accede ai piani attraverso lo Scalonc d'Onore, dove sono stati col locati una serie di Jou./ard, realizzati dai Circoli Ufficiali dci Reggimenti, cd una collezione di fotografie che, affidata al J\luseo dall'Amministrazione della
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·lluseo sto1·ir:o deiL\I'IIIil di fantlh~1·in Città, racconta per immagini la vita della Scuola . In sintesi, il visitatore attento può scegl iere tra vari itinerari: - l'evoluzione dell'uniforme italiana di Cavalleria, dal 1861 ai giorni nostri,
attraverso l'esame di centinaia di fotografie antiche, corredate da ricche didascalie, disposte su ben 14 tavoli espositivi; - le uniformi, i copricapi, gli accessori, dall'Unità d'Italia ad oggi, illu-
strati attraverso la riproduzione di copie originali dei Giornali Militari; - le Medaglie, le Decorazioni c gli Ordini Cavallereschi di cui furono insigniti pitl frequentemente gli Ufficiali italiani dell'Armata Sarda prima c del Regio Esercito poi. Il Polo Culturale, costituito da una Biblioteca Antica e da una Biblioteca del Cavallo, enrrambc dotate di rare opere del seicento, settecento e ottOcento, completa il Museo. Interessante la Fototeca, nella quale è riunita la documentazione fotdgrafìca che narra la vita della Scuola: parte di essa è stata prodotta da un antico studio di Pinerolo, ancora oggi esistente. Il Museo, molto frequentato da scolaresche c gruppi organizzati, non solo piemontesi, ospita spesso comitive di stranieri, c ciò a dimostrazione di quanto la Scuola di Cavalleria sia conosciuta all'estero. Al centro della città vecchia si può visitare il Duomo, di tipica impronta piemontese, dalla struttura gotica quattrocentesca, e la Collezione Civica d'Arte a palazzo Vittone, situato nella centrale piazza Vittorio Veneto.
1Ila 18118 a ,__ (lO) In vii IMiti, 6. la VIsita pas.-..... elfatllalllllll-'1 gllrlt
· _... a.colllli 8 gloVIIIIì: dala ore 08.00 1118 11.30 8 dall814.00 all818.11; · ~-ID 8 ......a: dalleiiN 08.0011811.80. Vlllllln lll'llftiiVIPII poaaoo aaare 8nettuall prevlo canllttD Clllllllhllane daiMIIB (tel. 01!1.387818).
Museo nazionale dell'Arma di Artiglieria l progetto di costruzione di I un Museo di Artiglieria in Torino risale all73l. In tale
sono la sua presidenza un Congresso per csamiJlarc varie questioni riguardanti il servizio dell'Artiglieria c per concretare i provvedimenti da sottoporre alla sovrana decisione. Il Congresso · inoltrò al re diverse proposte, tra cui quelle per la costituzione di un vero c proprio ~ lusco di Artiglieria, come di seguito riportato: "Finalmente che \'engano formati tutti li Modelli c Mostre per ogni categoria c Robe d'Artiglieria cui apporvi sopra i Biglietti da conservarsi il nmo scparatamcnte con buon ordine in una stanza dell'Arsenale". 11 re Carlo Emanuele III, con proplia determinazione dcll8 aprile 1731, dava disposi~:ione al marchese Foschie1i affinché desse esecuzione alle proposte. Nasceva così, in alcune sale del Regio Arsenale, oggi Scuob d'Applicazione d'Arma, il Museo d'Artiglieria. Il l 0 dicembre 1752 fu istituita 1:1 Direzione del Museo c del Laboratorio Mineralogico, che renne disperso durante la dominazione francese.
anno Carlo Emanuele ID, re di Sardegna, dava ordine al maresciallo di Rebhinder di riunire
Nel l842, su proposta del Comandante del Corpo Reale di Artigticria, maggior generale Vincenzo Morelli di Popolo, fu ricostiruiro col proposito di raccoglicrvi i modelli relativi ad armi porTatili nn ionali ed estere,
artiglierie, materiali da ponte, modelli di artifizi da guerra, munizio1ù, attrezzi e macchine da laboratorio, bombardieri e fabbri che da polvere. Fu nominato Direttore il capitano d'Artiglieria Annibale Avogadro di Valdengo, fino al l846. Nell861, divenuto Museo nazionale d'Artiglieria, fu posto sotto la direzione del capitano d'Artiglieria
Angelo Angclucci, appassionato sn1dioso e valente scrittore militare, che conser\'Ò la carica fino al 1885. :"\cl 1893 il Comune di Torino cedette in comodato all'amministrazione Militare il !\!astio della Cittadella, unico elemento superstite della tòrtificazio· ne voluta nel 1564 da Emanuele Filiberto, allo scopo di assegnare una autonoma c ~re· stigiosa collocazione al J\1useo di Artiglieria; nella nuo\',\ sede, lo stesso anno awenne l'inaugura.lionc. Il i\ lusco dispone di cimt l l mila reperti che, partendo dalla preistoria, giungono ai tempi moderni. Essi sono suddi,isi in di,·erse categorie: .trtiglierie e relati,; acces· sori, modelli \'ari, munilionamemo, armi portatili lunghe, armi portatili corte, piastre a ruota, a p1ctra fè>caia c luminello, inneschi cd accessori per .1rmi antiche, armi bianche, b:mdicrc, trotèi \'ari, medaglie c quadri. Sono presenti, inoltre, armi preistoriche in pietra c cimeli archeologici. Tra i più impor-
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tanti reperti i annO\·erJno: un'ascia bipenne ri~.tlentc circa al 3 000 a.C., un "elmo apulo" risalcnre al lV secolo a.C., un "fàlconeno con la gioia di bocca 100morfu" dd XV ~ecolo, un "organo man~co da 13 canne" del XVl I secolo, una "pistola corta a fucile monrara a stiletto", una "bombardella" in ferro b:muto pro\'enicntc dal Castello di 1\ilorro del XIV secolo, artiglieria pit'J antic3 presente al 1\lusco, cd altri. :\cl corso degli anni il ~lusco si è notC\'Olmente arricchito di nuO\'Ì materiali, tanto da rendere necessario l'ampliamento dell'area csposith·a; quindi le artiglierie dal :\.\'r al :\'VITI secolo e qu,tsi tutti gli altri reperti sono custoditi nel Mastio, mentre quelle del XIX c XX secolo cd altri pochi cimeli sono allocati in una sede distaccata, presso una infrastruttura militare dismessa, già ~!agazzino Artiglieria c Difesa Chimica, sira in \'ia Bologna 190; contesmalmente le poche sale del Mastio lasciate libere sono srare destinare ad ospitare mostre tematichc. Xci pressi del ~luseo, è consigliabile la \'ÌSita all'armonioso complesso urbanistico di piazza San Carlo, nonché al Palazzo dell'Accademia delle Scienze, eretto nel :A'VU secolo, che ospita tre musei, tnl i quali il notissimo Museo Egizio.
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Istituto storico e di ctÙtura dell'Anna del Genio l
uando,ncll870,RornafU estituita alla sua missione Trent'anni dopo, il generale Luigi di eap e dello Stato italiano, la Dllnlnd de La Penne riusò a vinMole Adriana, o Castel Sant'Angelo, cere la battaglia intesa a restituire eretta nel II secolo d.C., era all'insigne monumento il suo antiridotta alla misera condizione di co splendore per isùruin~ il accasermamento e di carcere. "Museo delle armi", con l'aiuto del Ministero della Pubblica Istruzione. l lavori iniziarono nel 1901, ma non fu possibile realizzare la seconda aspirazione di Durand de La Penne poiché, già nell893, era stato costinrito in Torino il Museo stOrico nazionale di Artiglieria, sistemato come Museo delle armi. Fu così stabilito di creare il Museo dell'Ingegneria Militare Italiana, destinazione che ben si adattava all'imponente monumento ovc, nel corso dci secoli, avevano lavorato valenti ingegneri militari come Nicolò di Pien·o Lambcrti di Arezzo, Antonio da Todi, il Rossellino, Baccio Pontclli, Antonio da SangaUo, Michelangelo Buonarroti c tanti alni insignì macsni. 1113 febbr~1io 1906, il Museo venne in:mgurJto alla presenza del Sovrano con una solenne cerimonia, cd il suo successo fir grande ed immediato;
Istituto storil'o t~ di ruH m·;t dtlll'.\rnm del f~cnio il pubblico affluiva numeroso e l'Arma del Genio ne trasse grande prestigio. Nel 191 1, per solennizzare il cinquantesimo anniversario di Roma Capitale, fìtrono indette in Castel S. Angelo grandi mostre retrospettive ed in tale occasione, per acquisire spazio utile, fìt deciso di trasferire il Museo nelle "casermette di Urbano VIII", situate entro la cinta pentagonale bastionata del castcUo. TI museo assunse così la nuova denontinazionc di "Museo Storico del Genio Militare" e la sua esistenza fi.t ufficialmente riconosciuta con il Regio Decreto del 5 febbraio 1911. Dopo la Grande Guerra si ebbe il più grande incremento di materiali, modelli, plastici c fotografie, relati\~ aUe azioni c alle attività dci reparti c specialità, tanto da divenire meta di visitatori iUusoi, tra cui il re di Danimarca c il re del Belgio. In quel tempo, gran parte dcll'attivit:ì del Museo fu dedicata al ticonoscimento c aUa classificazione dci nume.rosissimi disegni di fortificazioni c di fubbricati militari raccolti. Ciò suggen al generale Borgatti, Direttore del Museo, di costituire, in seno a questo, l' "Istintro di Architetnu':l Militare Italiana", ufficialmente costimito ncll927, il quale tiscossc subito largo consenso, principalmente tra gli smdiosi. L'anno 1933 fu importante nella stotia del Museo c deli'Istintto; infutti il
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5 aptile venne a mancare il generale Borgatti c, nello stesso :umo, le autolità dell'epoca decisero di sistemare a parco pubblico la zona che circondava CJStel S. Angelo e, quindi, demolire le casermette dì Urbano VIU e tra· sfcrire il Museo e l'Istituto ad altra sede. Ncll934, con decreto del 28 giugno, venne s:u1cita la costituzione dell'IstitutO stoiico c di culn1ra dell'Arma del Genio, con la fusione dci due precedenti organismi cultu· rali, prevedendo per il nuovo istin1to una pro· p1ia e definitiva sede progettata ad hoc, la cui arca venne individuata sul Lungotevere della Vittoria, dove Jisiede arn~almente. All'inizio dell939, lo stato dci lavo1i per· mise di occupare i plimi locali e n·asportare tutto ilmate1iak. Purtroppo, la lunga c sfor· tu nata guerra già iniziata non consenò di completare l'edificio nelle lifiniture e, se essa lo risparmiò dagli immani danni che sconvol· scro il nostro terlitoiio, così non fu per i dis· sesti strutturali che lo colpirono sensibilmcn· te, dovuti in parte alla natura del scdime c in parte alla eccessiva ccleiità di costruzione. r cl maggio 1944 assunse l'incaiico di Direttore il generale Steràno Degiani, il quale operò, tra l'altro, affinché fossero approvati il nuovo statuto dcll'TSCAG ed il relativo Regolamento che, mcora oggi, disciplinano le attività dell'lstimto. Gli successe, nell953,
Istituto stm·irn t• di rultum dt•ll'.\nniltM t;t•nin nella carica il generale Tirclli che può essere considerato a buon diritto l'autore, attento e scrupoloso del ripristino, in 28 anni di atti,~tà, delle caratteristiche che, a suo tempo, il gcn. Borgatti aveva roluw c realizzato. Oggi l'Istituto dipende dal Ministero della Difesa tramite la Scuola del Genio. Il Museo srorico dell'Arma del Genio occupa tutto il pianterreno dell'edificio, circa -UOO mq. di superficie, cd ha il compito di testimoniare l'intima connessione che è sempre esistita tra Società ci,ile c Genio milirue in wtti i can1pi dell'ingegneria c dell'architettura. Preceduto da due Sale d'Onore, in cui f.mno spicco i cù11cli del tenente del Genio Camillo Benso conte di Cavour c del generale rcdcrico !VlcnabrL':l, scienziato c Primo Ministro, il Museo è di,iso in due grandi settori: il primo riguarda il Genio in nme le sue specialità, quelle del tempo di pace, quelle che si tòrmano in tempo di guerra c quelle che si sono tanro evolute nel tempo da di\·enire addirittura autonome come l'Aeronautica Militare, il Corpo Automobilbtiw, il Scnizio Chimico Militare c le Trasmissioni. Il secondo settore è dedicato al Genio Mili tare nelle ''arie guerre che si sono succedute dal Regno di Sardcgru allo Stato italiano, ~ino .1 tutro il Secondo Contlino mondiale.
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Il 'isitatore trO\',t, lungo il percorso, una vastissima documentazione che testimonia l'importanza degli aspetti temici e storici dci reperti. Così è per l'ampia panoramica di ponti stradali regolamentari e di circostanz.1 per il superamcnro rapido di inremrzioni; ponti galleggianti tra cui fu spicco ill60/l4, proragonist.t di epici tòl7.Jmenti di fiumi, quali il Pia'e o il Dnepr in Russia. ~leritano attenzione i Dirigibilisti c gli Aerostieri che con i loro !Tagili mezzi preannunciano l'Aeronautica. Dopo il salone riguardante le Colonie, un grande Sacrario dedicato a rutti i Caduti, con un'Ara don.HJ d.1 tutti gli Ufficiali del Genio. Seguono le sale dedicate alle C<lfll · pagne di guem cd ai loro cimeli, ad iniziare dalla Repubblica Romana dd 1848-'49, per continuare con la Campagna di Crimea, 1855 '56 c con l'Assedio di Gaeta, 1860-'61, O\"C spiccano le grandi opere o~idionali del generale ~lenabrca cd i primi cannoni rigati del generale Ca\'alli. Segue un 'ampia c:mcllata documentale dci mezzi di trasmissione, dai segnali a fuochi dell'epoca omcric.1, all'impiego dci colombi viaggiatori, ai meui ottici sempre più pertèzionati c quindi dal telegrafo, alla radio c .11 suo geniale in\'cntorc, Guglielmo ~larconi, c.tpitano del Genio c ai suoi rim·
luzionari apparecchi. Al primo piano trova collocazione il Museo storico dell'Architettura Militare che, con dovizia di plastici c modelli, illustra la storia dcll'architctrura militare italiana ed europea, a cominciare dai castellieri preistorici ai nuraghi sardi, per continuare con le fortificazioni romane, i castelli medioevali , i forti dalle varie epoche sino ad oggi. Chiude la visita il S:tlonc Giulio Cesare, dedicato al "Primo Grande Geniere" della storia. L'area ovc sorge il museo appartiene al quartiere della Vittoria che costituisce, con Pratit una delle più unitarie espansioni della Roma moderna, consentendo così una visione panoramica sulle architetture di maggior interesse eseguite nella capitale tra ill890 c il 1935.
BMuao ha 18118 In ROIDI, l.ungotavara dalla VIttoria, 81. La Dlrazlaaa è aperta nel giorni larlaft, dana ara 08.80 alla 1uo (11811at1 ano 11111.80). LIIIIB 1111111 1111111111 nel 8b'lll Il M't8li, IIIOVIII allbltD, dala ora 08.80 ala 12.30. I:Arclllllllbll'tco a la BIIIDtiC8 11110 _.a 1111111111!'11 di U'1lll, IIB'C8IId eglovld, dalla ora 08.45 11111.46 adala n18.15 11116.16. Plr vta1t1 In lini ad arll'lllvarll, ì Bag'la prllllllllre accordi con la Dlrazlooa dall'lllltlto (tal. 08.8725448 · 08.4786870818148).
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Museo storico della Motorizzazione Militare TI Museo storico della .lMotorizzazione Militare, sorto nell'anno 1955 per iniziativa del Capo del Corpo Automobilistico in carica,
costimisce l'unica mostra esistente in Italia dei veicoli che hanno caratterizzato un secolo · di Mororizzazione Militare. Ha come fine primario quello • di raccogliere e conservare il materiale tecnico storico della Motorizzazione Militare- oltre ad altri materiali del Genio, dell'Artiglieria, delle Trasmissioni -e custodire cimeli c ricordi delle gesta compiute in pace cd in guerra. T:~ li testimonianze tànno del Museo il principale depositario dci valori spirituali cd etici delle tradizioni del Corpo c di quanti sono stati protagonisti della sua vicenda centenaria. I mezzi conservati, alcuni rarissimi, oltre alla funzione che li ha identificati in passato, testimoniano le tappe di quella cvolliZionc tecnica c tecnologica del mezzo meccanico, che ha promosso la crescita della nostra società. Inserito prcccdentcmcntc in spazi espositivi estremamente limimti, nel 1991 è stato trasferito nell'attuale sede, dopo il rccu-
alla "Medaglia d'Oro Arturo Mercanti" nel quale sono ubicati la Direzione, una biblioteca-archivio con dati e schede tecniche riferiti a molti mezzi a motore in affidamento all'Esercito, dalle origini ai nostri giorni, nonché materiale fotografico e documentale, una grande carta murale riportante la manovra dinamica attuata dal
Generale Cadorna nel Tremino, nell'anno 1916, caratterizzata dal primo massiccio impiego del trasporto automobilistico. Oltre ad alcuni carri a traino animale del '14 c del '16, il Museo annovera pezzi di grande valore ed importanza storica, come gli autocarri Fiat 18 BL, Fiat 15 Ter e Spa 38, nonché due aerei leggeri Piper 'L 18 pero delle infrastrutture prcesistenti, in un'arca di circa 50 mila mq, molto articolata, con ampi viali, estese zone nel verde c volumi con struttura a "sched", tipica dci primi del secolo, un tempo utilizzati per attività didattiche della Scuola della Motorizzazione Militare. Nel complesso sono presenti più di trecento unità tra automobili cd autocarri civili e militari d'epoca, sessanta tra mezzi cingolati, blindati c corazzati, c sessanta motocicli d'epoca. Tra i sci padiglioni espositivi è da evidenziare quello intitolato
e L 21 B, una Fiat 501 Torpcdo, un carro veloce L3, un carro M 15-42 e un carro P 40, una rarissima autoblinda Lancia Astura Lince dd 1942, un autocarro Spa Dovunque 35, una Fiat 513 modello 4 del 191 O, utiJjzzata da Vittorio Ema,nuelc III per gli sposrarncnti sul fronte della l a Guerra Mondiale, e la famosissima autoambulanza del film "Addio alle Armi", Fiat tipo 2 dcll910. La località della Cecchjgnola è situata nella periferia sud dì Roma, a breve distanza dal quartiere deii'Eur ove è visitabilc il Museo della Civiltà Romana, il Palazzo della Civiltà del Lavoro c la chiesa dei Santi Pietro e Paolo.
1 .._ Ila Ilde aiiiiRCecclllpla VIali diii'&8I'CIID, 170. LI Vllfll POSSOAO IISIPI IHIUUilB IISaRlB 8 Il domlllllca,
dalle OPI 8,00 1118 OPI 12,00. Il Museo può assere visitata, altresì, dal lunedì al venerdì prnlo appuntamento da concordare con la Dlrlllona (tal.l8.5011885).
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Museo storico della 3a Armata l palazzo in cui ha sede il Museo è conosciuto anche all'estero, soprattutto come casa di Pietro Bembo.
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li prof. Oliviero Ronchi, in un suo prezioso libretto, racconra che nel l 750 Charlcs Cochin,
incisore prediletto di Luigi X\' c precettore di Francesco dc Poisson, fratello di madame Pompadour, dopo aver visitato Padm·a, citò il palazzo nelle sue memorie con \~Va ammirazione. In effetti b costruzione risale al 1400, allorché nacque come "Casa Bon Romeo", c ncll512 fu proprietà di Bernardo Forre braccio, condottiero della Serenissima. Il Bembo si interessò a questo p:~ lazzo tìn dal 1522 c riuscì a comperarlo nel 1527 f:~cendolo divenire centro di cultura c ritrovo dci migliori ingegni padovani. Morto il Bembo nel 1547, il palazzo passò come dote alla figlia, la quale sposò un Grandenigo. Sempre per via di successione, nel 1815 furono proprietari i Farsetti c nel 1847, intìne, il palazzo fu acquistato dal duca Silvestro Camerini, con il cui nome è n1nora conosciuto il palazzo. cl 1952 vi prc~e sede il Comando operativo designato della
3a Armata, omon.imo della celebre 3a Armata del l915-l8, che visse per 20 , anni e fu sciolto poi nel 1972; in quell'anno subentrò il Comando dell'Artiglieria
Conrroacrei dell'Esercito, tuttora presente, che ha il compitO di gestire il Museo della 3a Armata. Il Museo possiede una collezione di musiche della guerra del ' 15/ 18, che vengono diffuse in sottofondo nel corso della visita, per rendere più interessante la visione dci preziosi cimeli stOrici contcnu-
ti al suo interno. Sono, inoltre, visionabili quattro documentari cinematografici storico-militari autentici, composti da scene girate suJ terreno dci combattimenti, di varia durata ed argomento; uno di questi, oltre ad essere di eccezionale interesse, è anche molto raro. D Museo è dotato, altresì, di una ricca doCLLmentazionc fotografica e di reperti e cimeli della la Guerra Mondiale, con specifico riferimento al settore di responsabilità della 3a Armata, il Carso c il basso Piave. All'atto della sua costituzione, av\•enuta a partire dal 1956, il Museo fu particolarmente avvantaggiato dall 'offerta di una collezione di documenti, reperti e cimeli, provenienti dal patrimonio del segretario personale in guerra del duca D'Aosta; il generale Nino Villasanta. Scopo del Museo è rendere omaggio ai Caduti, offrire documentazione agli studiosi, parlare così ai cittadini di una pagina gloriosa della storia patria, affinché ne traggano le migliori ispirazioni.
Padova era già un centro importante sotto l'impero romano; nel cuore della citrà, le piazze ridenti, cinte da portici, tànno un singolare contrasto con le strade strette ed austere. Le principali opere, che si consigliano di vedere, sono la Cappella degli Scrovegni, eretra nel 1303, la Basilica del Santo, il Palazzo della Ragione c la piazza dei Signori, con il Palazzo del Capitano.
uMuseo Ila 1ada a Padova, In via Altlaata, 68 · Palazzo c.fti. ArlcbleSia, la v111ta IIIIÒ 111181'8 ~ a CUI'II dal 1181'18111118 llllltlrB addattD. La vlllta IUIIIDIID 81111'1 eiiBibllta dal lunedì Il viiiiBI'dì, t1a11a .... 08.QO alla ore 18.80, anBlbato al glomlfBitlvl, diii 111'1 08.00 ala Wl 12.110. Per 8CiliPdl CIMI La llll'8zlollll, IICCOI're111181on•'l al a. 048.8203480.
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SOMMARIO Premessa........................................................ pag. 3 Museo storico dell'Accademia Militare ............ pag. 4 Museo storico dell'Arma dei Carabinieri.......... pag. 8 Museo storico della Fanteria............................ pag. 12 Museo storico dei Granatieri ........................... pag. 16 Museo storico dei Bersaglieri........................... pag. 20 Museo storico nazionale degli Alpini.............. pag. 26 Museo storico dell'Arma di Cavalleria..............pag. 30 Museo nazionale dell'Arma di Artiglieria........ pag. 36 Istituto storico e di aĂštura dell'Arma del Genio.. pag. 40 Museo storico della Motorizzazione Militare ... pag. 46 Museo storico della 3a Armata......................... pag. 50