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ESERCITO PROGETTO 2000 n.6

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Estratto

dal n. 6/ 98 di

alDRIVInA miLITARE Direttore responsa bile : Giovanni Cerbo Auton:n.n:•one del Tri>unalo di Roma al n. 944 del registro oon decreto 7-6-49

Fotolito: Studio Loelo/1 Sue! Stampa: Stilgralìca srl· Roma


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PREMESSA Gli an ico li della r·accolta «Esercito Pr·ogetto 2000» hanno ,·oluto fornir·c una visione panoramica degli assetti progettati per lo strumento militare terrestre nonché delle sue principali com pone nti funzionali. È stato presentato, in particolare, un modello di Esercito dinamico, da adeguare, perfezio nare, aggiornare, in relazione al modificarsi dci parametri di base: gli scena r·i, i contesti o p era tivi e cooper·a tivi, le risor·se, la tecnolog ia. Lo s trume nto di adeguamento del modello è costi tuito dal ciclo di pianificazione (Fig. l ) formalmente avviato nella prima\'era del 1997. Tuttavia, se il modello è dinamico, gli obiettivi da perseguire sono chiaramente defini ti . Il pr·imo, quello generale, si prefigge di trasformare l'Esercito da sempli ce strumento difensivo - costruito per garantire una dissuasione credibile nel contesto dell'Alleanza - in un sistema dinamico capace di assolvere le missioni pill diversificate e complesse dci moderni scenari. Il sistema di relazioni internaziona li cara tterizzante il mondo post bipolar·c vede, infa tti, le Forze Armate in genere e l'Eserci to in particolare svo lgere un ruolo da protagon is ta attivo, a sostegno diretto della politica di sicurezza naziona le ed internazionale, per il contr-ollo pr·eventivo e remoto della conflittualità . In tale contesto, la gamma delle opzioni di impiego delle forze si presenta assai diver·sificata. Gli scenari operativi assumono caratteristiche di crescente complessità. Inoltre, il teatro di o perazione si è spostato dal territorio nazionale per proiettarsi quasi esclusivame nte a l di fuori di esso. Infine, i contesti di impiego sono sempre pill interforze e multina zio nali, n o n so lo r·istretti a ll'ambito alleato. L'Eserci to mode rno deve dunque co nfrontars i quotidiana-

m ente con realtà operative nuove e con contes ti se m pr·c più multinazionali zzati. Deve quindi proporsi quale partnct· qualificato ed affida bile, esprimendo cap acità operative piename nte integrate ne ll e sue componenti e garantendo l'integrabilità fl essibile di su e aliquote coerenti in task-forces, normalme nte joint c combined. Dall'obiettivo ge nerale d isce nd e quello specifico rife rito alla sua componente operativa c c he s i concreta ne ll e s trutturazioni d elle forze per ••pacchetti di capacità». I PACCHEITI DI CAPACITÀ I «Pacchetti di Capacità» nascono con l'intento di riconfigurare l'Esercito s ulla base d e ll e esigenze operative emergenti. Si tratta nella sostanza di un nuovo s istema di pi ani fi cazion e delle forze, che segna il passaggio dall'impostazione fondata sulla minaccia a quella incentrata sulle capacità. Se in passato la pianificaz ione d ell e forze te nd eva a mantenere lo strumento coerente e d efficace ri s pe tto ad un a specifica e ben configurata con-

tingcnza o perativa, con i Pacc he tti il suo scopo è divenuto que llo di costruire, in un quadro pr·edctcrminato di risorse disponibili, un complesso di capacità, flessibile e versatile, idoneo a sos te nere le diversificate es igenze di sicurezza della Nazione e della collettività internazionale di cui essa è partecipe . I Pacche tti si fondano su due princ ipi fondamentali : quello della economicità tattica, organizzativa e finanziaria delle formazioni e quello, che della economicità costituisce presupposto essenzial~, della modularità della struttura. In particolare, il Progetto tende a far confl uire sinergicamente tutte le risorse disponibili verso obiettivi corrispondenti a specifiche capacità concrete (gli obiettivi parziali), tra loro coerenti e componibili, realizzando così, su o ri zzonti di progetto di breve, medio e lungo termine, il disegno complessivo della Forza Armata, con progressività, ma per sistemi parziali compiuti ed impiegabili operati vam e nte in ogni fase di sviluppo del programma. I «Pacche tti di Capacità» costitui scono , in sostanza, i macroobiettivi che l'Esercito si è prefis-

PIANIFICAZIONE SU IPOTESI DIINfERVENTO

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PIANIFICAZIONE DI CONTINGENZA espreuioae ed ulilizDiioae

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salo in corrispondenza d e ll e grandi m issioni ad esso assegnate islituzionalmentc. Il P acch e tto

di Ca pacità p er la Proiezione comprende le forze destinate ad assolvere i compiti di sicurezza dinamica oltre confine nelle operazioni di supporto della pace e di gestione deJJe crisi. Il Pacch etto di Capacità p er la Reazione è costituito, in conformità agli impegn i assunti a suo te mpo dall'Italia nel contesto interalleato, da lle unità preposte a d assicurare la dissuasione secondo la nuova s trategia NATO fondata sul mantenimento di livelli di operatività differenziata per funzione assolta (Forze di Reazione, Foàe Principa li per la Di fesa, Rinforzi) c su lla capacità di immediata con tmconccn trazione del le forze a più e leva la prontezza di impi ego (Forze di Reazione). La si milarità de i compili c delle strutture e soprattutto la necess ità di dcercare la massima economia in ogni setto •·e fanno sì che i due pacchetti l'isu ltino parz ia lm ente sovrapp ost i (a lcune unità appartengono ad cn u·ambi) c tendano a divenirlo completamente in prospettiva futura, quando sarà ausp ica bilm e nte

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possibile co nta re su p1u consis te nti disponibilità di personale volontario. Il terzo Pacchetto riguarda le Capacità per il Controllo d el Territorio Nazionale e racchiude le forze, completamente alimentate con personale di leva, e le lisorse d estinate a ll a sorveglianza dei confini, delle coste e dello spazio aereo, all'inte rvento in occasione di pubbliche calamità, a l concorso alle Forze dell'Ordine ed alle Istituzioni dello Stato, alla preparazione ed all'approntamento delle capacità stesse per l'impiego. Un ullimo insieme eli capacità, il Pacch e tto Difesa, comprende le strutture di comando e controllo ed i supporti tattici e logistici indispensabili per raccordare ed impiegare unilariame nte lo strumento terrestre nel suo complesso, ne ll'ipotesi di un conflitto su lat·ga scala; ipotesi che, ancorc hé a l momento attuale appaia poco probabile, non può essere definitivamente abbandonata. Per poter defini•·e sotto il profilo qualitativo i Pacchetti, s i è proceduto a scomporre le operazioni in serite ne i divc•·s i scenari ipotizzabili ne lle a ttività primari e c he esse richiedono, perve-

nendo così aJJa definizione delle funzioni op erative, le cui categorie di base sono, come è nolo, la funzione comba t , la combat support, l'in telligence, la combat service support. Una funzione che rappresenta il tessuto connettivo di tutte le alt1=e, che potremmo defi nil-e la s u per fu nzion e , è quella di comando e controllo. Essa rappresen ta l'intelligenza, quale ins ieme integ•·ato di conoscenza e di crea tivi tà razio nale, del s is tema Esercito. Da l punto di vista quantitativo, ogni componente funz ionale eli capacità è stata poi suddivisa in moduli, ossia unità, organizzate secondo canoni standard. Attravc•·so l'aggregazione delle funzioni pu moduli, secondo opportune combinazioni dellalc dalle diverse opzionj di impiego, pre-pianificatc o contingenti, si ottengono complessi di capaci tà coerenti finalizzate a lle operazioni. Ciascun modulo corrisponde a predefinite cap acità operative elementari ed è corredato dalle rispettive modalità per l'impiego, la connessa pianificazione standard. Come nei noti giochi per ragazzi da una serie limitata di pezzi standard molto sempli ci è possibile ottenere una gamma assai ampia di costruzioni complesse e profondamente diver ificate, così dalla combinazione ad hoc dei moduli operativi elementari si perviene con automatismo ed efficacia a lla formazione della task-force pit:• idonea alla specifica missione di volta in volta assegnata. Il sistema descritto, la cui reali zzaz ione richiede un o sfo•·zo riorganizzativo notevole, con tribuisce a conferire all'Eserc ito Oessibilità c versatilità e leva te; pc•· rifa•·ci ai principi gu ida già definiti, esso concorre a definire l'integrab ilità dello strumento tCITCSlrC. Nel co ntesto dei pacchetti di capacità, l'obiettivo più i m rr.ed ia-


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Cp. Comando e Supporto Logistico

to e qualificante è quello di approntare nel medio termine un complesso di forze almeno del livello divisionale, anche e soprattutto in vista del rilancio definitivo dell'Unione Europea nel settore della politica di sicurezza: per l'Europa, almeno una Divisione italiana!

I MODULI OPERATIVI

La definizione dei pacchctli di capacità c delle sue componenti funzionali ha portato alla individuazione, come detto, di un modello dinamico dello strumento militare. Il passaggio success ivo della pianificazione è quello eli riconfigurare i moduli operativi delle divet·sc componenti funzionali (forze eli manovra, supporto al combattimento, suppot·to logistico, ecc .), sulla base eli due pat·ametri essenziali: la integrazione interna e la integrabilità nei complessi di forze stmtturati per l'impiego. Per dat·e senso compiuto a queste due espressioni apparentemente semplici, va osservato come le strutture operative joint e conzbined, normalmente impiegate nei moclemi scenari, esprimano effetti sinergici t·ispetto a

dispositivi single service e single Nation, ma solo se le componenti sono tra loro compatibili ed integrabili. Ove queste condizioni non vengano rispettate, l'impiego di formazioni joint e colllbi11ed pott·ebbe penalizzare anziché esaltare l'efficacia complessiva del dispositivo. Di qui emerge in sostanza la necessità di garantire l'integrabilità dello strumento tet-restre nazionale nel suo complesso e nelle sue diverse configuraz ioni parziali . Con questi presupposti, è stato avviato il lavoro di pianificazione del 1998, incentrato, come eletto, sul processo di revisione dei moduli operativi delle diverse componenti funzionali.

LE FORZE DI MANOVRA

Per le forze di manovra, i riferimenti di progettazione sono stati gli scenari, che pt·opongono opzioni di impiego molto diversificate ma con un denominatore comune: il diradamento dei dispositivi. In tale pt·ospettiva, le forze eli manovra sono impiegate eli norma pet· isole operative anche molto distanti tra loro (Fig. 2). Quello appena e\·idenziato rap-

presenta solo uno dci parametd per la definizione dei moduli operativi. Insieme agli altt·i esso fornisce però indicazioni che fanno convergere verso soluzioni caratterizzate da flessibilità di impiego, leadership diffusa, coesione interna, integrabilità nell'ambito dci sistem i operativi costituenti le task fòrces per l'impiego. La soluzione individuata, tullot·a in fase di verifica, è costituita dalla strutturazione del Reggimento su un maggiot· numero di pedine più contenute nelle dimensioni rispetto a quelle attuali. Per rispondere poi ad un altro requisito fondamentale, costituito dalla proiettabilità in scenari di impiego sul territorio nazionale o a l di fuori eli esso, lo schema ordinativo disegnato per le forze eli manovra assume una fisionomia a «frattura prestabilita». Il reparto alla sede (Fig. 3), ancorché essenziale nelle dimensioni, è strutturato per assumere la responsabilità completa della gestione dell'infrastruttura e dei servizi ad essa collegati, svinco lando il Comandate proiettato da competenze legate a lla sede stanziale. LE UNITÀ ESPLORANTI

Anche per le unità esploranti, il processo di riconfigurazione dei moduli operativi è paJtito dall'analisi degli scenari (peace suppor! operation ed ingaggi operativi acl alta intensita) e dalle relative funzioni principali: • esplorazione, nelle sue forme più rilevanti (by s tealth e by force); • contmllo eli itinerari e/o di zone estese; • scorta convogli; • acquisizione p1·eventiva di punti o di aree; • attività tipiche del peace keeping, a s imilitudine delle forze eli manovra. I.:attività di pianificazione si incentt·a sulle modalità di integrazione delle diverse componenti 9


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(blindo pesanti, blindo leggere, motocicli, ccc.) in <<sistemi esplor·anti» cocr·cnti con la funzione da assolvere, realizzati secondo uno schema a matrice (Fig. 4). Si possono, quindi, dedurre i moduli base necessari per ciascun sistema, definendone altt·esì car·attedstiche e dimensioni. I sistemi esploranti debbono essere integrabili, nel contesto della funzione RSTA (Reconnaissance, Intelligence, Target Acquisition), con le capacità fornite da altr·e unità (AVES, SORAO, ecc.).

L'ARTIGLIERIA TERRESTRE L'artiglieria è forse la componente funzionale che meglio si pr·esta alla esplicitazione del concetto di «sistema» al quale si ispir·a gran par·te del lavoro di pianificazione indir·izzato alla pmgcttazione delle for-ze. L'artiglicl"ia, anche nei moderni scenari, si conferma componente essenziale della «manovra». Se questa affer·mazione appar·e assolutamente evidente per quel che concer·nc le operazioni ad alla intensità, potr·cbbc far· sorgere qualche perplessità se riferita alle PSO. Basta però far·e rifel"imcnto

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a quelli che sono i requisiti essenziali per il successo nella specifica tipologia di operazioni (consenso delle parti, imparzialità c credibilità della forza di intervento), per fare emergere in tutta la sua valenza il ruolo dell'artiglieria, anche in termini di semplice presenza deterrente. I n ogni caso, l'impiego della moder-na artiglieria è caratterizzato da: • tempestività, in quanto il dinamismo dell'azione rende assolutamente inutili interTenti tardi\'i; • precisione, per colpire gli obiettivi prefissati, r·ealizzare economie di munizioni, perseguire la sicurezza degli schieramenti (spara c sparisci) ed infine per· evitare effetti collaterali, assolutamente inaccettabili sopr-attutto nelle PSO; • efficacia del tiro, per r·ealizzarc gli effetti voluti in relazione alla tipologia di obiettivo. Per risponder·c contemporaneamente a tali requisiti fondamentali è necessario stnlttur·are l'ar·tiglieria come sistema (Fig. 5). Un sistema che garantisca la esatta individuazione degli obiettivi; l'inoltro immediato ed in condizioni di sicurezza della l"ichiesta di

intervento; l'attivazione in tempo reale della catena di comando e controllo; la tempestiva, precisa ed efficace erogazione del fuoco. La ricer·ca dell'assetto più efficace del sistema artiglier-ia costituisce l'obiettivo principale degli approfondimenti in corso.

IL GENIO Per la componente genio, sr e dovuto seguire un approccio metodologico diverso. Non è infatti agevole applicare il concetto di sistema ad una componente che abbraccia una gamma di compiti molto ampia e che, di conseguenza, comporta una altrettanto ampia gamma di unità specialistiche. I concetti di base sono stati dunque la flessibilità organizzati,.a ai fini dell'impiego (strutturazione per moduli) e la spinta specializzazione (o plw·ispecializzazione) delle capacità. La sintesi di tali presupposti concettuali è stata individuata in due punti fonda me n tal i: • l'accentramento delle «capacità» a livello Reggimento; solo due Bl'igatc, per esigenze connesse con la peculiare specialità (B. «Folgore>>) o con la situazione gcogr·afica (B. «Sassari»), manten·anno la componente genio a livello compagnia; • l'articolazione dei Reggimenti stessi in due categorie, dedicate r-ispettivamente al supporto diretto cd al supporto generale delle forze di manovra. Il Reggimento, infatti, costituisce un livello ordinativo in grado di garantire efficacemente sia l'approntamento sia una adeguata azione di Comando c Controllo per l'impiego coordinato delle stesse capacità. Le due categor;e di unità (suppor"to generale e suppor·to dir·etto) si differenziano sia per le capacità specialistiche sia per il loro impiego. A maggiore connotazione tattica le unità di supporto diretto; più spiccatamente tecniche le caratteristiche


del ~uppo1·to generale . Sotto il pmfilo dell'impiego, i Reggimenti di supporto diretto sono in grado di generare anche due st1·utture di comando c conu·ollo per la «gestione» coordinata c compiuta di capacità modulari assemblate in relazione allo scenario di J·iferimento. l Reggimenti di supporto generale, invece, pur predisposti per operare unita1·iamente, costituiscono in genere serbatoi eli capacità specialistiche da inserire a ragion veduta nell'ambito eli taskf(Jrce di supporto di1·etto (Fig. 6). La stmttur-a così concepita risponde all'csigcn7.a eli assicura1·e a ciascuna Bl"igata impegnata in operazione, sia di peace suppor! sia di tipo com·enzionale, una stmttura eli comando e controllo del livello battaglione per l'impiego com·clinato delle capacità specialistiche, sia tattiche sia tecniche, indispensabili per supportare efficacemente le forze di mano\'l"a.

SISTEMA ARTIGLIERIA

LA LOGISTICA DI ADERENZA

A fattor comune, sono state ri,·istc le capacità dci Reggimenti dedicate al supporto logistico, allocate nella compagnia comando e supporto logistico (l'attuale denominazione è «compagnia comando <.: servizi»). La nuO\·a logistica di Reggimento è affidata a specialisti di setto1·e, che gesliscono con visione unitaria c coordinata tutte le attivitù che sottendono alla specifica branca c ne rispondono in toto al Comandante dell'unità . La compagnia comando e supporto logistico si articola quindi in un'aliquota C3 (Comando, Controllo e Comunicazione) ed in una aliquota supporto logistico, incentrata su tre component i specialistiche (sanità, commissariato, trasporti e matedali), affidate ad alt1·ettanti responsabil i in possesso di specifiche competenze ed abilità . La logistica del Reggimento è stata inquacl1·ata nel contesto

Strutture di task force per

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Fig. 6

SUPPORTO DIRETTO

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Serbatoi di capacità '>pecialisticye

111 SUPPORTO GENERALE

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più genera le della logistica d i aderenza (l). Gli obiettivi dello studio erano quelli di: • adeguare il supporto logistico nel suo complesso alle esigenze derivanti dalle moderne operazioni; • semplificare ed ottimizzare le .-isorse nell'ottica di un equilibrio, anche quantitativo, tra le diverse componenti funzionali; • rendere pienamente compati bile lo strumento, il dispositivo e le procedure nazionali con quelle NATO. Lo studio costituisce un sviluppo sul piano realizzavo del concetto logistico di riferimento elaborato nel contesto dei Pacchetti di Capacità (2). L'analisi delle più recenti esperienze operative (lezioni apprese) aveva posto in evidenza talune carenze del suppm·to logistico, che possono essere sommariamente riferite a : • una residua gt·av i taz ione a Nord-Est della <<mentalità» e delle risorse disponibili; • una certa discontinuità funziO·nale tra Fascia di Sostegno e Fascia di Aderenza; • un rendimento inferiore alle aspettat ive, a fronte di una 12

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considet·evole onerosità complessiva del sistema logistico. Il nuovo concetto logistico intendeva fornire risposte coerenti all'esigenza di rirnodellare uno strumento che ancora risentiva della statica configurazione ancorata al territorio nazionale e ad una minaccia predefinita, per dargli una impostazione decisamente orientata alla proiezione ed al supporto di forze in operazioni oltre confine. Il concetto segna anche il passaggio da una logistica incentrata sulle richieste, con onerosi ed inutilizzati ammassamenti di materiali e capacità, ad una logistica incentrata sulla pianificazione preventiva e sullo sviluppo delle attività da parte di organ i centralizzati a favore dell'utente. Gli e lementi cardine del concetto sono: • la costituzione della Grande Base , destinata a sostenere la proiezione oltre confine delle Forze e la loro alimentazione in operazioni; • l'Organizzazione di Comando e Controllo, che costituisce la vera essenza dei meccanismi di funzionamento della Grande Base e della Logistica di Aderenza in Zona d'O perazioni,

fondata sull'accentramento del controllo e della gestione delle risorse; • la Programmazione delle Attività Logistiche, incentrata sulla responsabilità logistica del Comando sovraordinato, in un'accezione innovativa del principio della logistica a domicilio, e sull o sviluppo di interventi essenzialmente preventivi; • la Specializzazione degli Organi Logistici, che rappresenta, nel contempo, presupposto ed obiettivo del concetto; la complessità dell'organizzazione di supporto ed i costi del suo spiegamento impongono infatti una accentuata professionalizzazione di uomini ed unità destinati a l funzionamento della logistica a tutti i livelli. In prospettiva, una potenzialità di grande rilievo del concetto logistico elaborato è quella di porre in grado la Forza Armata di assumere nei confronti delle altre Nazioni partecipanti ad un'operazione multinazionale, il ruolo di lead Nation per la gestione delle attività logistiche di supporto . Tale promettente direttrice di sviluppo è suggerita dalla piena compatibilità del concetto con la dottrina logistica NATO, dalla prevista ubicazione della Grande Base e dalle possibilità concrete che offrono, anche in un contesto operativo multinazionale, le specifiche modalità di gestione (delle capacità e delle risorse Jogistiche) individuate nel quadro della nuova organizzazione di comando e controllo. Lo sviluppo sul piano concreto del concetto logistico di riferimento ha portato alla integrazione delle capacità logistiche in veri e propri «Sistemi logistici», ossia, i n complessi organizzati di procedure, personale, mezzi e risorse finalizzati a supportare specifiche missioni. Analizzati i sistemi, è stato possibile definire le capacità logistiche da garanti-


ESIGENZE/ALLOCAZIONE DELLE CAPACITÀ

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moduli abitativi

CONTRATTI

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re ai diversi livelli ordinativi, così come sommariamente riepilogato nella tabella sopra t·ipot-tata. Un passaggio essenziale per la identificazione delle capacità è stata la definizione dei cardini organizzativi sui quali si incentra la logistica di aderenza: • orientamento alle operazioni: la logistica di aderenza è prevalentemente otientata alle operazioni. Nelle sedi stanziali va pt-ivilegiato il dcorso a beni e servizi disponibili sul mercato

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(vettovagliamento, manteni mento dei mezzi e delle infrastnttturc, ccc.); • accentramento delle capacità: rappresenta la risposta alla progt·essiva contrazione dello strumento operativo, nell'ottica di perseguire l'equilibrio funzionale tra le diverse componenti; • modularità e specializzazione degli organi: costituisce premessa indispensabile per l'attuazione del concetto di task organization e consente di atta-

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gliare con precisione- senza lacune né ridondanze - lo strumento all'esigenza operativa; • coincidenza della responsabilità con le competenze tecniche e disponibilità delle risorse necessarie: si tt·atta di restituire ai Comandanti il ruolo e la lib~t·tà di azione pet· assolvere il compito istituzionale, ossia quello di approntare ed impiegare lo strumento loro affidato; • flessibilità e semplicità d elle procedure: la variegata gamma 13


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Fig. 7

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di impegni opemtivi c la impossib ili tà d i ded icare riso•·sc spec ifi c he a ciascuno di essi impongono l'ad ozione d i proccdun: f'l css ibili, i n g ra d o d i adeg ua rs i con semplic ità a lle s ituazio ni con tingenti. Riepilogati così i cardini organizzati,·i della logistica di aderenza, è stato disegnato lo stmmento logistico ai vari li,·elli, schcmatizzato per b locchi funziona li così come •·iportato nella fig. 7.

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sostanzialmente immutate, pur se riorganizzate cd in taluni settori potenziate (sanità, mantenimento), cambiamenti sign ifica ti vi sono previsti ai live ll i s u perior i. La Brigata mantiene o potenzia le capacità di comando c contmllo della logistica, ma .-iduce gli o•·gani esccu ti\'i a quelli dedicati alla gest ione dci rifornimenti cd al setto re trasponi, raggruppandoli nel Reggimento comando c suppo1·to logistico (g ià •·cparto comando c support i ta t t ic i) . Le capac i tà csccut i\·c «SOtlra ttc» a ll a Br igata sono accentrate a lin: llo Comando Ope-

rati\'o Intermedio e

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TER. Lungo il filone della profcssiona l i zzazionc/spcci al i zzazio ne del la logist ica viene i m ·ecc sostanzialmente potenziata la presenza ndlc unità a tutli i li\'\.: lli di personale dei Corpi Tecnici c Logistici, anche al fine di assiCLu·arc un adeguato supporto ai Comandanti, S\ incolandoli dalla esecuzione delle atti\'ità tccnicoamministrati,·o-contabili di gest ionc. l n t a le q uacl ro, non meno significativo è s tato il processo di revisione delle procedure atti-


nenti a i settori della ammrnrsu·azionc, del vettovagliamcn lo, del mantenimento di mezzi c sis tem i, dello ammodernamento c gestione del parco infras truttu re. Si tratta di attività essenzialmente di natura log is ti ca ma con r-isvolti cruciali sulla capacità o pe r a ti va comp lessiva. Il processo, c he si muove nel contesto normativo vigente, ha comc obie ttivi la s e mplificazione e l'efficacia, anche attraverso la a ll ocazio ne delle responsabilità là dove esistono le competenze c le capacità per assumerle. 11 supporto su l territorio nazionale è garantito da un numero ridotto di formazion i logistiche, accorpate in ent i per il rifor·nimento e in poli s pecializzati per· il mantenimento, con compe te nza areale, integrati attraverso un s istema di Comando e Controllo totalmente informatizza to. Con le capacità così de-

finite, vengono attivati i s istem i logistici per il sopporto delle operazioni. LE PROSPETTIVE DE LLA PIANIFICAZIONE Con queste brevi note si è voluto fornire una quadro generale degli obiettivi di pianificazione r·elativi alle attività in corso. Essi sono indirizzati a lla concretizzazione di quanto pianificato ne l 1997 e, soprattutto, alla messa a punto de l «Sistem a Esercito» , nella sua nuova configurazione di strumento integrato ed integrabile. In tale pros pettiva, definiti i moduli oper·ativi e verificatane la coerenza interna, vanno dcercati e perseguiti gli equi libri funz ionali e quantitativi tra le diverse componenti funzionali nonché la loro integrazione negli aggregati operativi plul'ifunzione. Il passo

successivo sar·à quello di conferire agl i «aggr·cgati>> così ottenu ti , nazionali c s ingle service, la connotazione di piena intcgrabilità in task-force joinl e combil1ed. Obie ttivo primario d e l 1999 è quello di mettere a punto un'organizzazione in grado di indir-i zzare c sostenc r·e la Forza Armata lungo la strada della piena intcgrabilità intcrforze c multinazionale. È stata quindi awiata la elaborazione d i un progetto specifico per la cos tituzione di un'Autorità per la Dottrin a, lo Sviluppo, le Procedure e l'Addestramento (una sorta di TRADOC), alla quale far·anno capo unitaria mente la r·esponsabi lità dei settori indicati, nonché quella rclati\·a alla Ricer·ca Opei·ativa appl icata ed alla Simulazione a supporto della pianificazione c delle decisioni. Contestualmente dovrà essere riconfigurata tutta la componen-

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,-calizzati,·o. I risultati saranno funzione non solo delle risot·se dispon ibili ma anche della possibilità di superare taluni \'incoli e condizionamenti che conferiscono al momento rigidità al <<Sistema Esercito» . Uno fra tutti: le pmccclurc eli approvYigionamento dei sistemi, ancora tmppo lunghe c macchinose. CONCLUSIONI

te scolastico addestrativa, con il d u plice obiettivo della efficacia a i fini della fo rmazione del personale e de lla sostenibili tà, in relazione alle t·isot·se ed alle dimension i della componente operath·a di cui costituisce il suppot·to più q ua lificato. In particola t·e, l'Autorità avrebbe il compito di sistcmatizzare il processo di generazione dei requisiti fondamentali delle fot·ze terrestri -le capacità - nei diversi a mbi enti operativi e cooperativi. Il processo, da condurre negli opportuni consessi internazionali, prende avvio con la definizione degli scenari; segue l'elaborazione dc i concetti operativi. Si passa quind i a lla sperimcntazione dci concetti in ambiente addestrativo, \'it·tuale c reale, cd in ambiente operativo, attivando cd alimentando, con quest'u ltimo passo, il cosiddetto Ciclo de lle Lezioni Ap pre se. L'ultima fase del processo, che peraltm ha carattere ciclico contin uo cd auto-correggente, consiste nell a defini z ione dci requisiti de ll e forze riferiti alla sei an.:e fondamentali di qualificazione della Fot·za Armata (l'uomo, la dottrina, la leadership, i materiali, l'o rga nizzazione delle forze, l'addes tramento).

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L'Autorità in questione t·apprescnterchbc inoltre il punto focale di un siste m a di ve rifica e va lidaz io n e d e lle cap aci tà e delle unità a premessa della loro omologazionc organica c della stessa immissione in operazioni. Gli obiettivi di fondo, relati,·i a lla integrazione interna ed a lla integrabilità dello strumento nei contesti multinazionale ed interforze, chiaramente indi,·iduati sul piano concettuale ed organizzativo, richiedono peraltro ancora notc\·oli sforzi sul piano

Con l'a\Yio del processo eli pianificazione si è definiti\'amcnte superato l'ot·icntamento concettuale legato alla così detta <<soglia eli Gorizia». La sicurezza elci singoli Stati si sposta dal l'istretto ambito nazionale a quello colletti\'0, in piena sintonia con la globalizzazione che interessa 01·mai tutti i settori eli interesse delle moderne società. Questa nuo,-a prospettha pone le Forze Armate, e quindi l'Esercito, di fronte ad una nuova e più ampia responsabilità: propocsi quale partnet- affidabile e qualificato nel contesto multinazionale ed intcrforze. In questa prospetti,·a si inquadra uno degli obictti,·i specifici dei pacchetti di capacità: una <<Divisio n e per l'E uropa)} Il


significato di questa espressione va ben oltre i tem1ini qualitativi e quantitativi che il termine Divi sione pOJ-ta a definire. Si tralla in realtà di acquisire la capacità di pt-oiettare un complesso di forze, configurato in relazione al compito ed allo scenario ed articolato su un Comando del livello Divisione, due Brigate ed i supporti tattici e logistici essenziali, garantendone la sostenibilità in caso di operazioni di lunga durata. In sostanza, occon·e fomire contributi paritetici, per qualità e quantità, rispetto ai principali partrzers europei, per condividet-e su un piano di pari dignità le responsabilità ed i vantaggi della sicurezza comune. Mutuando uno slogan di un efficace spot pubblicitario, si può affermare che il processo di pianificazione deve trasfonnare un Esercito Grande in un Grande Esercito . Un Esercito strutturato per la detelTenza, con capacità potenziali da completare all'insorgere dell'emergenza attraverso un macchinoso processo di mobilitazione, deve dar vita ad uno strumento pronto all'impiego reale, sulla base di cicli opet·ativi anche di lunga durata. Il complesso di fot·ze da predi sporre deve, in sostanza, consentire l'alternanza di più contingen-

ti attagliati all'esigenza e tutti perfettamente integrabili in formazioni multinazionali ed interforze. Nel quadro complessivo deli neato, ad una sostanziale chiarezza di intenti e di obiettivi si contrappone inevitabilmente l'incertezza degli esiti . Si innesta a questo punto il criterio della progressività •-ealizzativa di capacità compiute e pronte pe•- l'impiego, insito ne ll a organizzazione per pacchetti di capacità della componente operativa .

Su tali basi, l'Esercito I taliano dispone oggi d i una effettiva capacità di proiezione, per impieghi fuo.-i area, di u n complesso divisionale su due B t-igate, con possibili tà di rotazione parziale . Per quanto è oggi prevedibile, l'obiettivo pacchetto di proiezione e quello ad esso correlato della Grande Base logistica - che assicureranno la sostenibilità dell o sforzo pet· p iù cicli operativi attraverso la rotazione delle forze potranno essere pienamente consegu iti entro il 2000.

o

,., Brigadier Generale, Capo Gruppo di Lavoro SME Moduli Operativi post-2000 NOTE. (l) La Logistica di Aderenza comprende gli organi inseriti direttamente nella componente operativa. In ambito multinazionale assume la denom inazione di Combat Service Support. La Logistica di Sostegno è costituita dalla organizzazione Jogistica facente capo all'fspellore Logistico. In ambito internazionale assume normalmente la denom inazione di Strategie Supp ort. (2) Vedi in proposito l'at·ticolo del Ten. Col. Sauro Baistrocchi pubblicato SLÙ n° 5 della presente raccolta.

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18


e note 'iulle quali 'ii incentr-a il pt·eM:nte la\om sono tratte dagli studi in corso in ambito Stato Maggiore c.kii'Esercito cd hanno lo scopo di delineare, con rifel"imento ad ipotesi di scenalio post-20 l O, alcune possibili direttrici di appmfondìmcnto per lo s\i luppo delle forze terrestri nazionali nel lungo pedodo. Dopo alcuni cenni sulla pat·tc analitica del problema, sat·anno illustrate le principali conclusioni cui si è sin qui pern:nuti, fermo restando che molti degli clementi di seguito indicati sono tuttOJ·a a Ji,·cllo di semplici spunti di riOessione.

L

ELEMENTI TRAITI DALLO STUDIO NATO LAND OPERATIONS 2020

SCENARIO l • forze contrapposte pressoché paritetiche • proiezione di cask-fon:c interfom: e combinate • limitala consistenza delle forze, ritmo elevato, ampi spazi • campo di battaglia non lineare • complesse tecnologie applicate • combattimenti in ambiente urbanizzato • pesanti oneri sul singolo mi.litare a tutti i livelli

ULTERIORI CONCLUSIONI • possibilità di scenari diversi da quelli individuati • la struttura delle forze deve essere caratterizzata da capacità versatili • ~necessario puntare sulla combinazione/fusione di molte tecnologie, in quanto non appare possibile individuare una singola tecnologia risolutiva.

Fil(. l

SCENARIO l • avversarlo: forza irregolare • l'avversarlo adotta tattica, organizzazione, strategia di comando e motivazioni non convenzionali • l'avversario può dispone settorialmente di capacitA tccnologicamcntc aVIIll2llle • campo di battaglia esteso e non lineare • diversificazione degli obiettivi • sovrapposiziooe e confusione tra i livelli tattico, operativo c strategico

CAPACITÀ FUNZIONALI DELLE FORZE • manovro

• supporto di fuoco • protez.iooc • controllo dello s~ elcUrornagnetico • comando e controllo • informazione ed intclligence • sostcnibilità • proiettabilità

GLI S CENARI

Gli scenari ipotizzatì in prospettiva dì lungo tet·minc, sui cui presupposti non è qui possibile soffermat·sì, tendono nella sostanza a com ergere, nella maggiot· patic degli studi in corso in ambito nazionale ed intemazìonalc, su tre principali tipologie di con Il ìttual ità: • conOitlo com·cnzionalc tra fot·ze con capacità sostan7ialmente patitetìchc; • conllitto asimmetrico tra forze con gradi di capacitù \'ari c dìn~rsificatì;

• operazioni dìvez·se dalla guctTa (OOTW) cd in particolare operazioni di supporto della pace. In materia, molte delle conclusioni cui è sin qui pctTenuto lo studio ATO La11d Operatio11s 2020, riportate sommariamente in fig. l, sono sostanzialmente condi\·isibi l i. In tale quadz·o, alcuni degli aspetti che meglio sembmno carattedzzarc i nuo\'Ì scenal'i di impiego sono i seguenti: • prevalente c persistente ricorso alla gestione prc,·cntì\·a e remota delle nisì con l'impiego di formazioni multina7ìonali ed intcrforzc di entità rclatinlmcnte limitata in operazioni al di fuori dci confini nazionali;

• molteplicità, multifom1ità ed impre,·edibilità delle possibili opzioni operative; • probabile asimmetricità dei contendenti; • incidenza dell'ambiente urbanizzato; • non linearità cd estensione, a fronte delle forze impiegate, della zona di responsabi lità assegnata; • plw·ìdimensionalità del campo di battaglia, che comprende non solo la terza dimensione estesa, lo spazio, ma anche l'ambiente cleltromagnctico; • interconnessioni c so\'l·apposizionì tJ·a ì li\'cllì tattico, opcrati\'O c strategico, i contorni dei quali tendono a sfumare c ad assumet·e anch'essi cat·attct·i di non lincarìtà, soprattutto in fase condolta; • rilic,·o crescente del singolo combattente, che tende a configurarsi come piattaforma operatint indi\iduale; • \'incoli e condizionamenti deri,·antì dall'opinione pubblica, dai nza55 111edia e dal potere politico, anche con riferimento alla sah·aguardia dell'ambiente naturale; • fondamentale impotianza della logistica, il cui 1·uolo tende ad estendersi ben al di là delle tra-

dìzionali att•·ibuzìoni . Gli clementi indicati configurano però linee dì tendenza evolutive da ritenere realisticamcn te probab ili soltanto perché cstrapolabili da dati oggettivi di situa-

zione correnti. Dunque, nonostante il Mondo Occidentale molto possa fare affinché la realtà del futuro confermi le p•·e,·isioni, è necessario essere ben consape\'oli che gli attuali scenari gcostratcgìci, a dìiTcrcnza dì quelli statici del passato, sono carallct·izzati da d i namic i t~l cd aleatorietà elevate. E\·cnti inattesi, quali quelli ìnten·enuti nell'ultimo decennio, possono scon\'olgcre le ipotesi formulate cd invalidarc le soluzioni individuate. In tale quadro, lo Stato Maggiore dcii'Eset·cito tende a qual ificare gli scenat·i di impiego del futuro, sopra sommariamente indicati, sulla base di tre ca•·attcr i: l'incertezza, la co mplessità, la sensibilità; caraltct; che, seppurc in termini genct·alì, descz·i,·ono efficacemente le difficoltà insìtc nelle sfide c he l'Esercito dovrà affrontm·e nel futuro. D'altra parte, sul fronte delle disponibilità, a dispetto delle molteplici e multifot·mi ipotesi formulabili dal lato delle esigenze, il pianificatore mi lita t-e i taliano 19


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le forze, l'approccio predominante in ambito occidentale individua nel possesso della supe riorità tecnologica il principa le vantaggio competitivo a livello strategico rispetto ai potenziali avversari. Il mantenimento e, se possibile, l'allargamento del gap tecnologico oggi esistente costituiscono i presupposti per poter esercitare un'efficace deterrenza e, se necessario, uti lizzare con successo la forza, anche contro Nazioni o gruppi d i Nazioni in grado di mettere in campo formazion i quantitativamente sover-chianti, rispetto al potenziale umano numericamente limitato, in tem1ini relativi, dell'Occidente. Gli studi in corso in ambito NATO, Land Operatio11s 2020, paiono riflettere sostanzialmente tale impostazione. Non si può dunque disconoscere che il contenuto tecnologico costituisca un fattore destinato a

caratterizzare lo strumento na-

non può contare su ampi margini di manovra . Il prevedibile andamento delle risorse disponibili prospetta, infatti, una consistente r iduzione dei livell i organici ed una sostanziaJe stabilità in termini reali delle assegnazioni di bilancio . In tale quadrò, assume particolare rilievo la possibilità di una progressiva anemìzzazione nel breve-med io periodo della componente di leva, peraJtro già oggi impiegabile operativamente con molle limitazioni. Tra i numerosi condizionamenti, è interessante considerare inoltre la significativa componente inerziale, endogena alla attuale struttura organizzativa della For-za Armata, che si manifesta sul piano concreto soprattutto come frattura concettuale tra presente e futuro. La cont inuità dinamica,

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sul piano logico e programmatico, del sentiero di sviluppo dei concetti e delle strutture appare invece presupposto ineludibile per una efficace pianificazione delle forze. In ogni istante storico considerato lungo il sentiero eli sviluppo, la struttura dell'Eserci to dovrebbe infatti configurare il conseguimento eli uno specifico obiettivo compiuto eli pian ificazione/programmazione, in grado di esprimere un definito complesso eli capacità operative integrate e sinergiche, tendenzialmente adeguate a far fronte alle esigenze con-enti. IL VANTAGGIO COMPETITIVO

Sul piano della definizione dei fattori chiave per lo svi luppo del-

zionale del futuro . Allargando lo sguardo ad orizzonti concettualmente più ampi, si è indotti però a ritenere che la ricerca dei possibili vantaggi competitivi passi innanzitutto attraverso un'innovazione di tipo strutturale e solo in seconda istanza attraverso quella tecnologica, essendo quest'ultima necessariamente asservita a specifiche esigenze della struttura, anche in considerazione dei costi, spesso molto elevati. che la sua implementazione comporta. È utj)e inoltre evidenziare che, nel contesto indicato, al termine struttura deve essere attribuito un significato molto ampio di tipo s islemico e non semplicemente organizzativo. Una struttura è un'entità finalizzata, costituita da uomini, dotati di concetti e procedure relazionali e di ausili di lavoro. I:innovazione strutturale consiste quindi nella definizione di idonei conce tti organizzativi, ma ha come presupposto ineludibile il potenziame nto qualita-


tivo de lla componente umana. IL PROCESSO LOGICO P ER L'INDIVIDUAZIONE DEL SENTIERO DI SVILUPPO In sostanza, l'approccio di pianificazione delle fon~e agli scenati del futuro che l'Esercito Italiano sta esplorando ha come obietùvo generale la massimizzazionc dell'efficacia di uno strumento militare di modeste dimensioni quantitative nei confronti di esigenze opct·ative complesse, prevedibili solo in parte c comunque vadabili nel tempo e nello spazio. Detto obictti\'O generale è disaggregato in obiettivi parziali con esso coerenti, compiuti dal punto di vista operativo ed opportunamente collocati in prospettiva temporale. A loro volta, gli obietti\'i parziali sono espt·essi in termini di capacità da acquisire. A questo punto del t·agionamento, però, la lineare semplicità della precedente proposizione pare irl'imediabilmcntc destinata ad infrangersi contro la realtà. Infatti, considerati gli scenari di impiego, i caratteri che qualificano gli stessi - l'incertezza, la complessità, la sensibilità - cd i condizionamenti imposti dalle risorse disponibili c dalle farraginose procedut·e amministrative per la loro utilizzazione, il problema dell'acquisizione di capacità sembm davvero privo di soluzioni in grado di garantire un accettabile valore atleso di efficacia/costo. Il supc t·amcnto dell'ostacolo può essere agevolato dal seguente pt·oce so ragionativo: • uno strumento intcllcllivamente e strutturalmente versatile, ossia capace di configurat·si rapidamente pet· esigenze diverse, è superiot·e in linea di principio ad un Esercito che pt·cdisponga una gamma anche ampia ma fissa di opzioni d i impiego; • l'otlin1izzazionc del rendimento in fase di prepamzione cd il successo in operazioni dipendono

essenzialmente dall'intelligenza della slrutlura nel suo complesso, ossia da ll a capaci Là della struttura stessa di preparat·c c governare con t-azionaJilà c finalismo isùtuzionale le attività che è chiamata, di volta in volta, a condurre; • la massimizzazione dell'intelligenza della struttura si ottiene perseguendo dinamicamente, da una parte, l'integrazione delle capacità esecutive, essenzialmente specializzate e riferite ai mezzi ed ai relativi opct-atori, c, dall'altra, il sinergismo a tutti i livelli delle capacità cr·eativc, tipicamente ed esclusivamente umane; • esiste du nque una core capability, una supercapacità, che precede e sovrasta tutte le altre. Si tratta della capacità d ello strume nto

di modificare il proprio assetto funzio nale ed operativo a seconda della specifica e sige nza da fronteggiare; • la supcrcapacità deve essere acquisita pt·iot·itariamente, in quanto essa soltanto è in grado di garantire la crescita deiJa Forza Armata. La supercapacità si persegue essenzialmente attraverso l'innovazione strutturale, intendendo con struttura l'insieme degli uomini e delle regole che disciplinano le attività individuali c di gruppo. In termini più strettamente militari, la supet·capacità corrisponde aJJa supcrfun;:.ione di comando e contt·ollo generalizzata, ossia estesa sia all'impiego in operazioni sia a lle attività di preparazione delle forze; • la formu la organizzativa genera-

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le che meglio risponde ai fini indicati è la matrice 0\Yero, in termini e\'oluti\i, la rete, in quanto esalta la nessibilità task-oriellted della stntttut·a, gat-antisce l'impiego ottimalc delle risorse specializzate c stimola la versati lità c la creatività della componente umana. Essa impone una cle,·ata qualificazione della componente umana cd implica la modularità della struttura a tutti i li\'clli.

STRUTIURA A RET E- ESEMPLIFICAZIONE

• • • • • •

LE STRUTTURE A RETE

Le strutture organizzative a rete, come la stessa dcnomina:'.ione evidenzia, sono rappn:sentabi li (fig. 2) da un numero anche elevato di nodi intcrconnessi da maglie. In generale, i nodi (punti di utcnza) non sono preventi\'amente ordinati secondo una prefissata gcra.·chia rclazionale, che invece é definita dinamicamcl''llc in funzione dello specifico compito da assolven:. Le strutture in argomento tendono a mutuat·c le caratteristiche proprie delle t·cti di disttibuzione di energia elettrica, delle telecomunicazioni od informatiche, ossia l'ubiqu ità c la t·evcrsibil ità. Il carattere de ll 'ubiquità consiste nella possibilità di utilizzare

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Fig. 2

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L.cgeodu:

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informn~iono

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comrollo

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elemento ompe8Jl"IO ckmcnto non ìmpe8Jl"IO

in ciascun nodo della rete tutta !'<<energia» disponibile nell'intera struttura. La struttura non é quindi localizzata, ma distribuila nello spazio in una serie di punti potenzialmente equicapaci, né localizzabile sul piano delle vulnerabilità. Il carattere della revet·sibilità consiste non solo nella possibi-

liti1 di ordinm·e clinamican1ente i nodi, ma anche nel fallo che l'uso corrente dcll'enet-gia non intacca il potenziale complcssi,·amente disponibile, che 'iene ricostituito con continuità dalla rete stessa. L<<energia» delle stnttturc organizzati\·c a rete é costituita da due tipologie fondamentali di 1·isorse: l'informazione ed il controllo. Mentn~ l'informazione (risorsa di pianificazione e programmazione concJi,·isa) é di massima costantemente disponibile in tutti i nodi, il controllo (autorità di esecuzione) é rilasciato c.li \OIta in ,·olta secondo una logica task orie11ted. Attrm·erso il rilascio di gradi di controllo sulla rete sono definiti gli ordinamenti relazionali gerarchici dci nodi. La struttura a rete é spesso \'ista riduttivamente in termini di sistema tecnologico assen ito ad un'entità organizzati\ a comunque ordinata o\'\·ero niente affatto ordinata. I n realtà, le effettive poten:tialità del concetto emergono soltanto dalla sua piena applit:azio-


LE RAGI ONI DELLA INTEGRAZI ONE STRUTTURALE Sl RATEGIA IMI'LICITA DELLA COMPONEJ\'TE STRU"ITURALE MALFA"

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In fig. 3, una semplice escmpli(kazionc del gioco mostra come i soggetti A c B, componenti attivi di una ipotetica struttura, pur potenzialmente in condizioni di integt'are i propri sfoni e conseguire il r·isultato ottimo dal punto di vista «sOciale>> (istituzionale), possano essct·c «naturalmente» indotti ad operare per scopi settoriali, finendo pet· ottenere il risultato meno vantaggioso, tra i quattro possibili nel la esempi i ficazione, per la struttura nel suo complesso.

··sr:wo" non ha convenienza ad integrare

SPUNTI APPLICATM

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ST RATECIA DEL VERTICE STRUlìURALE

• cosrruire cd adeguare la struuum per favorire l'integrozione • inecntivare i successi di struttura. piuttosro che quelli di componente • fissare misure organizzative specifiche

........

ne ai princìpi di funzionamento dell'entità organizzativa stessa. L'organizzazione a matrice/rete consente di gestire dinamicamente situazioni complesse c caratterizzate da incertezza e variabilità e, nel contempo, di ottimizzare l'impiego di r·isorse scarse. Essa, tuttavia, può esser·e gover-nabile con difficoltà, soprattutto in rapporto alle esigenze, tip icamente militat·i, della fine gerarchica . Al fine di garantire alla struttlll·a il grado d i integrazione ed il sinergismo necessari, rendendola governabi le sulla base di •·egole ordinatrici semplici, quali il «principio di competenza>> od il <<principio di eccezione>>, idonee a liberare il vertice responsabile da onerosi interventi di coordinamento d iretto nei conft·onti del livello sottostante, è poss ibile sovrapporre al la rete ed integrar-e nella stessa una serie d i strumenti organizzativi, già consolidati dal punto di vis ta teorico, idonei a focalizzare le attività condotte su predeterminati obiettivi istituzionali.

A titolo d i esempio, la Teoria dei Giochi propone, tra gli altri, il gioco <<non cooperativo>> noto come <<dilemma del prigioniero». Il gioco consente eli ident ificare ed analizzare i problemi di aggregazione «sociale>> non cooperaliva e, in molti casi, di individuare i provvedimenti correttivi da assumere.

L'esame eli un possibile modello di Esercito del futui'O, tracciato peraltro, almeno in parte, lungo le lince di sviluppo degli attuali Pacchetti di Capacità, può dare un'idea esemplificativa delle potenzialità e dei modi applicativi della su perca paci tà. L'ORGANIZZAZI ONE DI VERTICE (progetto parzialmente realiu~to) Inquadriamo innanzitutto la Forza Armata nel contesto interforze.

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•••·..... ORGANIZZAZIONE GENERALE DI COMANDO E CONTROLLO

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LEGENDA: comando organico comando per l' impiego

Fig.4

STRUTIURA OBIETIIVO

STRUTIURA ATIUALE

CAPOSMD (OPCOM)

JTF

JTf

Come evidenziato in fig. 4 (struttura attuale), le forze ten·estri, disegnate dallo Stato Maggiore dell'Esercito, sono approntate c gestite dal Comandante delle Fot·zc (COMFOT). Per l'impiego, \·cngono trasfet·ite al C.O.T., Comando Operativo Jnterforze, attraverso il quale il Capo di Stato Maggio1·e della Difesa eset·cita il Comando Operativo (OPCOM) in operazioni; quindi, organizzate in Joil11 Tctsk Force (JTF) eventualmente combi11ed, sono poste alle dipendenze di un Comandante della Fot7.a (COMFOR), cui di norma è affidato il Controllo Opct·ativo (OPCON) in zona d'operazioni. La struttura obiettivo mostra le potenzialità dell'integr-azione in rete del vertice intcrforze e va letta tenendo a riferimento le carattel"istichc e le capacità sopra illustrate di tale schema organizzativo. 24


La struttura generale dell'Esercito comprende l'Organizzazione di Ve1·tice e l'Organizzazione delle Forze, che realizzano le nccessat·ie capacità di comando ed esecutive (fig. 5). Il Comandante della Forza Armata è il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito. Egli si avvale di una capacità di comando concentrata, che costituisce il punto sorgente della line gerat·chica delle forze in fase di p1·eparazione ed app•·ontamento e si localizza nell'Organizzazione di Vertice, sia con lo Stato Maggiore dell'Esercito, in termini di capacità evolutiva, ossia di studio e pianificazione, sia con il Comando delle Forze, per quel che concerne l'esecuzione dei programmi e la gestione delle unità. I.:Organizzazione delle Forze è invece strutturata su una capacità di comando di tipo distribuito, attestata su un solo livello interarma precostituito, la grande unità complessa, e su moduli di livello reggimento aggregati con criteri funzionali in Centri per la preparazione e l'approntamento. La fig. 6 evidenzia le due figw-e ch iave dell'Organizzazione di Vertice, il Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito ed il Comandante delle Forze, posti 1ispettivamente a capo dello Stato Maggiore dell'Esercito e del Comando Forze. Il Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito è responsabile della pianificazione delle forze, che fi nalizza acl obiettivi che configu rino capacità operative compi ute . In tale quadro, egli delinea altresì la pianificazione operativa di base a livello di moduli funzionali, così da poter procedere alla valutazione, alla programmazione ed alla allocazione preventiva delle risorse in un contesto dinamico ed integrato, che tenga conto sia dei fabbisogni connessi con la costruzione delle forze sia di que ll i relativi all' impi ego dei singoli moduli funzio nali destinati a comporle in operazioni. I n sostanza, anch e la pianificazione operativa, come le forze, è predì-

Fig. S

STRUTTURA GENERALE DELL'ESERCITO

CAPO OJ SME LOBO (lF.STlONAt.l·

LUUO f VOI .lrrtVO

VERTI CE CAI'ACITÀ DI COMANDO CONCEt•nRATA

l s.t..••.....uo l

COMANDO FORZI!

SM E

Capacità

di comando Capacità

esecu1ivo CAPACITÀ DI COMANDO DISTRIBUITA UN ICO LIVELLO: CDO G.U. COMPLESSA

fORZE:

MODULI FUNZION ALI : LIVELLO REGGIM ENTO

sposta in term ini modulati, ciascun modulo essendo coerentemente componibile con altri a formare un piano, così come i moduli di forze sono componibili

a formare la task force. In questo modo si intende conferire alla pianificazione operativa la versatilità necessaria a far fronte a contingenze che s i Fig. 6

IL VERTICE DELL' ESERCITO

CAPO DI SME L.OOO EVOLUTIVO

LOBO GeSTIONALE

VER+ ICE

CAPACITÀ DI COMANDO CONCENTRATA

l

Salo di contrOllo

l

Comandante Fonc

Sottocapo SME

COMANDO FORZE

SME

Organizzazione ed esecuzione della pianifica2.ionc

l l l l

Pianificazione delle fone per obiettivi operativi

Pianificazione operativa per moduli funzionali

l l

FORZE

25


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Fig. 7

STRUTTURE O RGANIZZATI VE

COMAN DO t"ORZE

S;\1E CAPACI fÀ GENERALI !: Ftr.-IZIO!SAU

CAPACITÀ FUNZIONALI

FORZt:II' IAI>I C 0 \IPO'IE"'Tl DI FOR/.A MODllLAKI

sulla spinta degli eventi, in tempi t·istrctti cd in termini solo pat·zialmcnte pre,·edibili. Il Comandante delle Forze dà esecuzione ai programmi dello Stato Maggiore dell'Esercito, utilizzando le risorse assegnate, ed è a ltresì responsabile della gestione dell' intero s t rumen to terrestt·e. Egli è, in particolare, incaricato

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La fig. 7 esemplifica Je stnilture or·ganizzative adottate per il venice e per le forze.

MODULO 0 1 PIANIFICAZIONE RISORSE 0 1 MODULO

di compon·e la pianificazione modulare in piani di contingenza per le esercitazioni ed all'atto dell'emergenza. In sostanza, il Comando delle Forze è la struttura attraverso la quale il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito esercita il comando organico o comando pieno sulla Forza Armata.

LE FORZE IN SEDE STANZIALE (progetto a llo studio)

Le Forze in sede stanzialc sono organizzate, come già accennato, per capacità funzionali. I Comand i di grande unità complessa, formazione a geometda variabi le in grado di condurre operazioni in tutti i tipi di scenario indi\riduati: • sono costituiti dai soli Stati Maggioti, organizzati in moduli, c dai relativi sistemi di comando e controllo programmati per l'impiego in modalità di simulazione; • non hanno forze alle proprie dipendenze organiche. Ne assumono il Comando al ToA nazionale in operazioni od in esercitazione; • sono in grado di dar vita al COMFOR di una JTF a prevalenza terrestre, eventualmente combined, operando sia unitariamente sia distaccando propri moduli presso i Comandi delle unità dipendenti ovvero presso il COMFOR di altra Nazione, in ruolo guida (framework), o di altt·a Forza Armata, in caso di missioni (o fasi dell'operazione) a preva lenza navale od aeronautica. I Comandi di grande unità complessa dipendono dal Comando delle Forze. Le attività addestrative da essi svolte a livello di staff· sono impostate e coordinate dal Centro per la Dottrina e l'Addestramento (organo del tipo TRADOC), sulla base delle direttive emanate al riguardo daJ Vertice della Fot7.a Armata. La cat·atteristica di modularità deiJa stn.tttura organizzativa dello strumento ten·estre potrebbe trovare pie na t·calizzazione intorno al 20 l O. Si tratta di una delle conseguenze più rilevanti deU'applicazio-


LE FORZE IN SEDE STANZIALE

EJ G.U. cpls.

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x

G .U. cpls.

x

x

D D ne dei principi enunciati e segna il superamento definitivo della attuale logica organizzativa impostata sul concetto dei Pacchetti di Capacità per macra-missione (Pmiezione, Reazione, Controllo del Territorio). Con la transizione al concetto di fonnazioni multipwpose interamente componibili in strutture a rete, si chiude anche l'epoca delle gmndi unità ad ordinamento precostituito per arma e specialità (alpini, bersaglie1·i, espl01·azione, corazzata, rneccanizzata, ecc.). Arma e specialità caratterizzeranno infatti esclusivamente le componenti funzionali, collocandosi ad un livello ordinativo comparabile all'attuale Reggimento. In questo modo, analogamente a quanto già indicato per la pianificazione opemtiva, si intende confeJire alle forze la versatilità necessaria a far fronte a contingenze

G.U. cpls.

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D D che si sviluppino, sulla spinta degli e\·enti, in tempi ristretti ed in termini solo parzialmente prevedibil i. Come indicato in fig. 8, le componenti funzionali sono inquadrate alle dipendenze eli Comandi Addestrat ivi (Centri Addestrativi) d'arma o speciali tà, organi demoltiplicatori della li11e organica facente capo al Comando Forze, privi eli attribuzioni di natura operativa ma responsabi li della pl·eparazione e clell'appmntamento dei moduli per l'impiego, anche ai fini della predisposizione dei blocchi per la rotazione in Teatro in caso di operazioni di lunga dw·ata.

IL SISTEMA SCOLASTICO-ADDESTRATIVO (progetto allo studio) [J

complesso della Scuola d i

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COMANDI/CENTRI ADDESTRATI VI

Guerra, de ll e Scuole di Fo r mazione e de i Centri Addestrat ivi costituisce il Sistema ScolasticoAddestrativo dell a Forza Armata, che fa capo al citato TRADOC. L:integrazione del Sistema ScoJastico-Addestrativo e del S istema delle Forze Operative dov1·ebbe garanti re a l sapere mil itare la capacità di evolvere dinam icamente in aderenza agl i scenari di impiego. Il Sistema Addestrativo, attraverso le unità d ipendenti, sarebbe infatti direttamente partec i pe delle lezioni da queste apprese, a tutti i livelli, in operazioni. La diversificazione organizzativa tra i due sistemi, accettabile in un contesto di quasi-staticità dottrinale, quale quello degli ultimi 50 anni, finisce infatti, in una situazione fortemente evolutiva come quella attuale, per marginalizzare ed impoverire la funzio ne

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addestrativa, segnandone l'insanabile separazione dalla funzione operativa, che dovrebbe invece sostenere ed a limentare.

LE FORZE IN OPERAZJONI

Fig. 9

ZONA DI RESPONSABILrTÀ

LE OPERAZIONI A LIVELLO DIVISIONALE (progetto a llo studio ) I n operazioni la JTF su base grande un ità comp lessa opera unitariamente ovvero per isole di conrlittualità (fig. 9), se il campo di battaglia ha andamento non lineare o in caso di operazioni di suppot·to della pace. In particolare, in quest'ultima eventualità, ad ogni isola di connittua lità viene assegnata una task force commisurata qualitativamcntc e quantitativamente, per moduli funziona li, agli specifici compili da assolvere. Il Comando task force di ciascuna isola è costituito da un modttlo grande unità, distaccalo da l Comando di grande unità complessa, da uno o più moduli Comando di rgt. d'arma base e da uno o più moduli Comando di rgt. di supporto tattico. Il COMFOR, ovvero il Comando della grande un ità complessa, opera secondo il concetto della capacità d i comando distribuita in rete, che prevede:

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COMANDO O.U.q>ls c.pc;tidiolriboi.. Esneb:io~

ZONA DI RESPONSABILITÀ

• l'articolazione del Comando in un nucleo di supporto al Comandante ed in più moduli completi (ad esempio, Gl, G2, G3, G4, ccc.); • la realizzazione di un Posto Comando unico, distribuito sul territorio, essendo i diversi moduli componenti dislocati presso ciascuna isola ed affiancati ai Comandi di task force, ma integrato virtualmente in rete di tipo INTRANET (carattere di ub iquità);

• la disponibilità, presso ciascun terminale d'isola del Sistema C4J di supporto, di una replicazione completa del1e risot·se so{tJVare e hardJVare del Comando stesso, aggiornate in rete in tempo reale (disponibilità dell'informazione); • la condotta delle operazioni integrate da parte del master (attJibuzione del controllo), coincidente con il nucleo di supporto al Comandante, posizionato di volta in volta presso il terminale d'isola sulla quale gravita la manovra (carattere di reversibilità). Il concetto delineato, che costituisce al momento soltanto un modello teorico di riferimento da approfondire e sperimentare, dovrebbe presentare i seguenti vantaggi principali: • garantire la massima probabilità di sopravviven7.a al COMFOR, senza la necessità di costituire Comandi di sostituzione. La capacità di comando e controllo costituisce risorsa primaria ai fini del successo in operazioni e dunque rappresenta una vulnerabilità di rilevanza critica, soprattutto in un contesto, quale quello futmo, di rischi crescenti nel settore C2 1varfàre;


• minimizzare gli one1i in tc1·m ini di personale e di supporti al Comando (logistica, sicure1.za, amministrazione, ecc.), nonché delle dsorse necessarie in gene1·alc, attraverso la trasparenza delle stesse lispetto a ciascun nodo e la capacità di designazione dinamica del contro llo; • consent ire la miglio1·e integrazione della manovra, intesa come impiego s inergico delle risorse, sopraltutto in s ituazio ni di tipo non lineare; • pem1ette1·e al Comandante della grande unità complessa (livello operativo) di esercitare le sue fun zioni unificanti, anche sul pia no della sensibilità alla situazione tattica e del govemo diretto del personale in ope1·azioni, in maniera naturale e creativa, consentendogli di pos izionarsi vicino alla <<linea del fuoco», anche nei momenti critici, senza

I"Ìnunciare alla piena capacità di comando e controllo; • garanti1·e l'ade renza dello sia/T del Comando della grande unità complessa e delle capac ità C4I che esso detiene a c iascuna delle formazion i dipendenti, anche in fase condotta; • favorire l'integ1·azione di complessi di forze di al tra Nazione nella grande unità complessa fimneiVork, grazie appunto al dis tacco dei citati moduli di comando. LA LOGISTICA (progetto in corso di parziale realizzazione, già argomento di precedente più ampio articolo)

Negli ultimi anni, sop1·attutto a segu ito delle più recenti esperienze operative, la Log istica è stata oggetto di un s ig nifi ca tivo p1·o-

cesso di semplificazione e razionai izzazione. li conce tto log is tico di riferi mento, approvato a ll a fine del 1997 e in corso di g raduale realizzazione, segna il passaggio ad una logistica modulare, decisamente orientata a lla proiezione ed al supporto di forze in opel·azioni oltre confine ed incentrata sulla pianificazione p1·eve ntiva e s ull o svi luppo delle attività da pa1·te di organi centralizzati, dipendenti organicamen te da un organo di comando tecnico, ma operanti sotto il controllo operativo dci Comandanti de lle formazioni tattiche sostenute. Il concetto pre\·ede, in particolare, la Jio1·ganizzazione delle tisorse logistiche disponibili secondo il modello della G1·ande Base, destinata a sostenere la pmiezione oltJ·e confine delle Forze e la loro alimentazione in ope1·azioni di sup-

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Fig. IO

GESTIONE DELLE RISORSE SOSTEGNO

ADERENZA

ADERLOG SEZIONE CONTROLLO OPERATIVO

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SEZIONE CONTROLLO TATTICO

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porto della pace e di gestione di cr-isi ed a costituire la struttura di interfaccia tra la Logistica di Sostegno, operante sul tel-ritorio nazionale sotto la responsabilità dell'Ispettore Logistico, e la Logistica di Aderenza in Teatro, competenza del Comandante delle Forze. La Grande Base avrebbe, in un primo tempo, carattere essenzialmente «virtuale», essendo realizzata attraverso l'accentramento del controllo di risorse e capacità distribuite su una vasta area dell'Italia meridionale. Successivamente potrebbe configurarsi anche in termini fisici, a l fine di sfl-uttare al massimo le econom ie di scala derivanti dalla conccn-

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trazione dei materiali e dei mezzi e di ott imi zzare il rendimento delle unità di supporto. Il secondo punto fermo del concetto consiste nella peculiare O rganizzazione di Comando e Controllo, che costituisce la vera essenza dei meccanismi di funzionamento della Gr-ande Base c de lla Logistica di Aderenza in Zona d'Operazioni c consente l'accentramento del controllo e della gestione eli risorse c capacità ed una r-azionale Programmazione delle Attività Logistiche, incentrata sulla responsabilità logistica del Comando sovraordinato a quello che conduce le operazioni in Teatro, in un'accezione

innovativa del principio della logistica a domicilio, e sullo sviluppo di interventi essenzialmente pre\·entivi. La Specializzazione degli Organi Logistici consente, infine, di far fronte efficacemente alla complessità dell'organizzazione d i supporto ed ai costi del suo spiegamento, attraverso l'accentuata professionalizzazione di uomini ed unità destinati al funzionamento della logistica a tutti i Livelli . Il concetto logistico eli r-iferi mento consente alla Forza Armata di assumere, se necessario, il ruolo di leacl Nation per la gestione delle attività logistiche eli suppor-to nei confronti eli altre Nazioni partecipanti ad un'operazione multinazionale. Capacità logistichc organiche minime sono allocate al solo livello r-eggimento. Gli organi logistici esecutivi dell'Ader-enza sono accentrati a livello grande unità complessa ed organizzati su moduli specialistici (mantenimento, trasporti, ecc.) componibili in task forces ed in grado di integrare gli elementi, sempre moclulari, rilasciati di volta in volta dal Sostegno. Il supporto sul ter-ritorio nazionale è garantito da un numero ridotto di for-mazion i logistiche del Sostegno, accorpate in enti polifunzional i ed in poli specializzati con competenza areale, integrati attraverso un sistema di Comando e Controllo totalmente informatizzato. Il disegno della logistica in operazioni, caratterizzato da flessibilità e da dinamicità elevate, riflette i lineamenti delle operazioni non lineari. Esso prevede: • la trasparenza e la visibilità cl elle capacità e delle risorse logistichc disponibili c di quelle necessarie, dalla Madre Patria alle zone eli ingaggio, presupposti per il massimo rendimento del supporto; • la superiorità della mobi lità tattica su quella logistica e quindi la necessità di svincola-


Fig. Il

IMPIEGO DELLE RISORSE LOGISTICHE IN TEATRO

CONCLUSIONI

(1)0f'lliNOI....... I

TEATRO

TEATRO

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SE1JONE CONlltOI.LO TATTICO

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Moduli logi$tici soandard mono o pluri·risorsc

re l'azione dei complessi di forze dall'onere e dall'attrito derivanti dal t r ascinamento del pr opl"io supporto; • la piani ficazione dinamica di meeting points tra forze e relativi supporti in «isole di ricondizionamento», mutevoli e flessibili a seconda della situazione in atto, ove si svolgono con attrezzature campali le attività di rifornimento, sostituzione di mezzi in efficienti, riconfigurazione delle forze, ecc.; • il controllo centralizzato in rete chiusa ed in tempo reale delle «isole», ove sono localizzate le disponibilità, e delle forze, ove sono localizzate le esigenze, en-

zazione/impiego delle risorse stesse in Zona d'Operazioni.

trambe in continuo movimento ed entrambe reciprocamente e costan temente trasparenti, per poter programmare «Strada fa cendo» la dislocazione del meeting point e le attività da con durre in esso con automatismo ed efficienza, al momento di un incontro che, per non trasformarsi in occasione di vulnerabilità, dovrà necessariamente essere «fugace e segreto» . Nelle figg. l O e 11, sono rappresentati gli schemi illustrativi delle strutture a rete ipotizzare rispettivamente per la gestione delle risorse nell'ambito della Grande Base e d egli organi logistici dell'Aderenza in Teatro e per l'utiliz-

In conclusione, i risultati degli studi e delle ricerche sin qui condotti hanno fatto maturare il convincimento che la rincorsa di scenad caratterizzati da ripetute c non sempre prevedibili mutazioni non è produttiva né compatibile con la realtà istituzionale dell'Esercito. Sarebbe necessal'io rovesciare l'ot-dine di causalità scenaricapacità, ma questa è ipotetica prerogativa del solo livello politico. Da parte militare, soprattutto in presenza di scarse disponibilità di lisorse, è necessario gravitare sulla supercapacità, che consiste nella capacità di adattare tempestivamente la configurazione dello strumento alle mutevoli esigenze, con l'obiettivo di massiminare l'efficacia dello strumento stesso, attraverso la finalizzazione di tutte le risorse disponibili ven;o l' impiego operativo, in sede sia di pianificazione e costituzione delle forze sia di p ian ificazione e condotta delle operazioni. Ferma t·estando la necessità di un eccezionale salto qualitativo per quel che concerne la qual ità della componente umana, il problema, come si è visto, potrebbe essere affrontato e risolto, in prospettiva, a livello di stmtlura, laddove per struttura si intenda però un insieme modulare complesso di uomini e di regole t·elazionali tra eli ess i, orclinabile di nam icamente sulla base della missione da assolver·e. La struttura a rete sembra rappresentare il modello o rgan izzativa più idoneo a realizzare la supercapacità.

D ;, Tenente Colonnello, Capo Sezione presso l'Ufficio Pianificazione dello Stato Maggiore dell'Esercito

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Finito di stampare n el novembre 1998 ¡


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