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ESERCITO PROGETTO 2000 n.4

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Estratto dal n. 4 / 98 di

Lllll7RIVInA miLITARE Direttore responsabile:

Giovanni Cerbo Autorizzazione del Ttlbunalo di AOfna tll n 944 dol 1&g-I$110CO!l d OCIOIO 7•6·49

Fotolito Stt1d1o Lodo/l Sud Swmpa Slllgral,ca srl Rom.•


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L?LWRIVInA miLITARE


ESERCITO PROGETTO 2000

IL GENIO di lvan Felice Resce ,·:e Mario Ruggiero 'analisi degli scenari operativi moderni e di quelli verosimi lmente prevedibili ne l breve e medio termine te nde a conferm a re la frequenza dell'ingaggio in o perazioni dive rse dalla guerra (OOTW), ed in particolare in quelle d i Sostegno della Pace. Sull'orizzonte più lontano (o ltre i l O ann i), pers iste rà l'impegno conc re to alla gestion e preventiva e re mota di s ituazioni di cris i, quale ipotesi primari a, ma non si possono escludere impegD i

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operativi di maggiore intensità, compresi quelli in conflitti di tipo tradizionale contro awersari con capacità sostanzia lmente pari tetic he a quelle co nseguibili dal lo s trumento militare nazionale. Approfondiment i specifici, condolli anche in co ntesti internazio nali, tendono a qual ificare gli sccnal"i attuali ed ancor più quelli ipolizzabili per il futuro s ulla base di tre cara tteri: l'ince rtezza, la complessità, la sensibilità; ca ratteri che consen tono di individua-

re, seppure in termini generali, le sfide c he l'Esercito dovrà affrontare nel futuro e quindi le capacità operative da consegu ire. In tale prospetriva, la versatilità operativa sembra essere la chiave del va nt agg io compet iti vo nei con fron ti dell'ipotetico awersario e dunque del successo in operazioni. Tra i fattori che concotTOno a persegu ire tale vct·satilità vanno s icuramente annoverati la professionalizzazione del personale, l'esaltazion e tecnologica

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delle capacità esistenti e di quelle di prevedibile sviluppo. Per quel che riguarda la funzione operativa combat support, ed in particolare i compiti tipici del Genio, i nuovi scenari confermano quali campi di impiego fondamentali quelli connessi con la mobilità delle proprie forze, la conlromobilità nei confronti delle forze awersarie, la protezione ed il supporto generale a favore di Comandi ed unità. Con riferimento alle operazioni di peace supporl (PSO), alle citate attività che da sempre hanno caratterizzato l'impiego del Genio si sono aggiunte esigenze nuove che rientrano nella categoria delle utility repaires, generalmente sviluppate nell'ambito delle operazioni civili-militari (CMO), a sostegno diretto della missione affidata alla forza di intervento. Il Genio, inoltre, costituisce la componente di maggiore valenza operativa per gli interventi in caso di calamità, nell'ambito delle missioni «presenza e sorveglianza». Peraltro, non si può escludere che questa tipologia di intervento, essenzialmente di natura tecnica, possa interessare non solo il territorio nazionale ma anche teatri esterni. In questa sede, contrariamente a quanto proposto negli articoli pubblicati su questa Rivista e relativi ad altre funziqnì operative, non viene prospettata una classificazione dei compiti in relazione alle diverse tipologie di operazioni perché sotto il profilo esecutivo emergono notevoli simil itudini tra le diverse condizioni di impiego, anche se è opportuno, sottolineare anche le differenze di atteggiamento e comportamento, che debbono contraddistinguere l'approccio ai contesti operativi. Appare più produttivo, invece, esaminare nel dettaglio le attività derivanti dai compiti general i, per sottolineare gli elementi di novità emergenti, che impongono una ve1ifica sia delle strutture sia

dei procedimenti dì impiego delle unità del Genio.

Mezzi del Genio del Contingente itaLiano di IFOR durante i lavori di riattamento della viabilità.

LA MOBILITÀ Le Forze di manovra debbono disporre di adeguata libertà di azione nel teatro operativo, per realizzare sia la concentrazione degli sforzi sia il rapido schieramento e la rottura del contatto. La libertà d i movimento e, più in generale, la capacità in termini di mobilità possono compensare l'eventuale inferiorità quantitativa dello strumento. La mobilità costituisce una caratteristica intrinseca delle unità ed è conferita dalla tipologia di veicolo di cui sono dotate. Ma, a prescindere dalle capacità proprie delle unità, il terreno, le forze awersarie e le condizioni meteorologiche sono elementi con dizionanti la mobilità in zona di operazioni. In questa prospettiva, va vista l'attività a favore della mobilità, tipica delle unità del Genio, la cui efficacia è in stretta relazione con: • la conoscenza delle tipologie dei possibil i ostacoli riscontrabili; ,. il tipo di schieramento/articola-

zione tattica delle uni tà del Genio; • l'aggiornamento tempestivo della carta della situazione con specifico rifer imento agli ostacoli; • la disponibilità di mezzi e procedure di impiego efficaci. In concreto, il mantenimento della mobilità si ,-ealizza atlraverso le attività eU seguito riportate. Superamento di interruzioni

Si tratta di un'attività che assume caratteristiche differenziate a seconda che sia ind.irizzata a favore delle unità operative o del supporto logistico. Nel primo caso la tempestività dell'in tervento fa premio sull'accuratezza della realizzazione, anche perché i veicoli interessati al superamento dell'interru zione possiedono elevata mobilità fuori strada. i n linea di massima, quindi, l'attività è limitata all'aggiramento della stessa interruzione con lavori di movimento terra. In caso di necessità, il superamento 7


Carro gittapo11te derit·ato dal carro «Leopanl» ed equipaggiato co11 un ponte a due trcn·ate sovrapposte.

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awiene con l'impiego di carri gittaponte o di ponti in lega leggera . Il ripristino di interruzioni a favore del sostegno logistico richiede, invece, interventi tecnicj più consistenti e qualifìcati e, conseguentemente, l'impiego dj materiali da ponte che consentano di realizzare manufatti di lunghezza e portata adeguate rispettivamente all'interruzione ed ai veicoli che debbono transitarvi. Superamento di corsi d'acqua inguadabili

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Si tratta di un'attività che viene effettuata con l'impiego di materiale da ponte di «eqwpaggio» su corsi d'acqua mediante appoggi galleggianti. I materiali più qualificanti e moderni nello· specifico settore sono in dotazione alla specialità pontieri; specialità prevalentemente destinata a garantire la viabilità sui grandi fiumi nazionali, primo fra tutti il Po. GU interventi sono caratterizzati da un'accentuata fisionomia tecnica perché normalmente collocati lontani da una minaccia concreta e diretta. Nei moderni scenari, la proiezione di contingenti nazionali in teatri <<fuori area», in operazioni di Sostegno della Pace, anche in regioni geografiche attraversate

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da corsi d'acqua inguadabili, può richiedere un contributo di capacità operative anche nello specifico settore. Ma l'eventuale intervento sarebbe tutt'altro che sicuro. Il corso d'acqua non sarebbe conosciuto come lo sono il Po e gli altri fiumi nazionali, mentre i fondali e le sponde potrebbero essere minati. In tale ottica, l'unità andrà riconfigurata su capacità specialistiche, con una struttura, una connotazione operativa ed una cultura aggiornate sulla base della nuova realtà da fronteggiare. Operazioni contro ostacolo

Si tratta di una delle attività classiche delle unità del Genio, ed in primo luogo dei guastatori, che sono indirizzate prioritariamente all'ostacolo minato. Esse s i concretizzano tradizionalmente nel rilevamento e nel forzamento (breaching). Termini, questi, che si riferiscono essenzialmente ad uno scenario di tipo classico con un ostacolo minato continuo e, in una certa misura, schematico. Il forzamento prevede l'ampio •·icorso a materiale esplosivo, di tipo nonnale o autopropulso, senza limitazioni riferite agli eventuali danni collaterali. Uno scenario come qu e llo sommaria-

mente descritto difficilmente potrà concretizzarsi in un futuro prossimo, anche se non si può escludere in maniera definitiva in prospettiva più lontana. L'ostacolo minato che si incontra normalmente nei teatri operativi moderni è più imprevedibile, è privo di regole, è più difficile da localizzare, è diffuso anche in aree urbanizzate ed abitate ed è decisamente più subdolo per l'ampio ricorso a l trappo lam ento ed alla improvvisazione. Il suo superamento, quindi, non può essere realizzato con metodologie tradizionali, quanto piuttosto con una sistematica bonifica, realizzata da personale altamente specializzato e dotato di materiali e mezzi anche robotizzati. r:esigenza che più frequentemente potrà o dovrà essere soddisfatta nelle PSO è generalmente riferita alla «apertura di itinerari)) (route clearance) destinati al transito di unità o di convogli umanitari. In casi particolari, l'attività può comprendere la bonifica di intere aree per lo schieramento di Comandi ed unità (area clearance). Mantenimento della via bilità ordinaria È un'altra delle attività di tipo tradizionale, che comporta la monitorizzazione della situazione viaria, la predisposizione di aggiramenti delle opere d'arte più critiche, da attivare in caso di demolizione, il potenziamento della rete viaria e la sua costante manutenzione. L'attività richiede unità dotate di una gamma di mezzi differenziata per potenza e tipologia, per graduare gli interventi in ragione della situazione e dell'urgenza. Sul territorio nazionale il soddi-


Cotll'(}~lio ciel Gè11io Ferro1•ieri utiliz';.alò p e1' il ripris ti110 di linee e scali {w-rOI'ÙIJ'i.

sfacimento delle esigenze potrà essere ass ic urato anche con il concorso di organismi c ivili. Appr·ontamenlo, ripristino e

gestione di linee e scali ferrovia-ti L'esigenza di concor r ere al mantenimen to/potenziamen to di reti ferroviarie va assumendo una dimensione nuova, non più limitata a contingenze nazionali ma estesa anché alle operazioni «fuori area». In questo contesto, essa costituisce tra l'altro una attività di grande visibil ità ed effetto che può avere un peso notevole sull'esito della missione nel suo complesso. Naturalmente lo scenario eli impiego muta profondamente rispetto a quello tradizionale. Da una situazione relativamente sicura, caratterizzante l'ambiente nazionale, si passa ad una che può presentare rischi concreti, derivanti dal variegato mosaico della conAittualità presente in teatro. In tale ottica, l'intervento nello specifico settore conserva la sua connotazione tecnica ma va assumendo anche una caratterizzazione decisamente più tattica. Le unità del Genio, inoltre, forniscono un q_ualificato supporto all'aggiornamento del patrimonio cartografico relativamente alla viabilità. LA CONTROMOBILI!l'À

Le attività connesse con la contromobilità hanno lo scopo di ostacolare la manovra dell'avversario e !imi tarne la li bertà di azione. Esse, quindi, si riferiscono quasi esclusivamente a conflitti tradizionali e si concretizzano nella realizzazione di ostacoli

che possono essere raggruppati nelle seguenti categorie: • ostacolo attivo; • demolizioni; • ostacoli passivi. Nei moderni scenari, anche di tipo simmetrico, la contromobi-

lità va quasi integralmente ripensata, stante la cultura che va consolidandos i sopraU uuo nelle società occidentali e che pretende un maggiore rispetto per la vita, l'ambiente, le cose. Con riferimento all'ostacolo attivo, va considerata la «messa al bando» delle armi inumane, tra le quali le mine contro personale, alla quale l'Italia ha aderito predisponendo uno strumento legislati vo c he va ben oltre il dettato di Ottawa, che limita il cUvieto alle sole mine antiuomo non r ilevabili magneticamente. I.:ostacolo minato va dunque riprogettato sul piano concettuale ptima ancora che su que)Jo tecnico. Studi e dibattiti in atto, in campo sia nazionale sia internazionale, non hanno ancora prodotto elementi di 1iferime nto concreti. Di certo, l'ostacolo attivo del futuro dov,rà essere indirizzato solo contro la mobilità su mezzo e va predisposto per una semplice e sicw·a bonifica una volta che ha assolto la sua funzione. Bastano questi due elementi per

evidenziare il cambio c ulturale che va realizzato, visto che generazioni di militari hanno progettato campi minati e si sono adde~tratì a po?arli, pensando a come conferire lo;-o il massimo potere impeditivo, attraverso la non rilevabilità, ·1 trappolamento, ecc.. Per quel che concerne le demolizioni, occorre evidenziare come i piani di ritardo concèpi li pe r la difesa a nord-est d,ella Penisola non sono più ipoli/,.zabili in un eve ntuale conflitto, a meno che non siano in gioco interessi naziona li vitali. In ogn i caso, le demolizioni vanno attuate con critet·i selettivi, ricercando la loro efficacia nella te mpes tività, nell'accuratezza e nella integrazione in seno a ll a manovra piuttosto che nel numero di interruzioni da attuare. L'ostacolo passivo rappresenta una componente della con tromobilità che può bilanciare la minore efficacia dell'ostacolo attivo e de lle demolizioni, facendo ricorso alla tecnologia applicata a naterial e esplodente a ridotto im patto ambientale e soprattu tto alle armi ~on letali. LI\. PROTEZIONE Le attività afferenti la protezio-


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Motocompressore «Mattei».

ne sono indirizzate prevalen temente a l personale, ai Comandi, a i centri trasmissioni e, in seconda priorità, a lle a rmi ed ai materiali. Sopratlutto ne i conflitti simmetric i la protezione include normalmente misure di inganno. La protezione va ricercata, in primo luogo, con mis ure e provvedimenti adottati direttamente dagli inte ressati a i quali risale la responsabili tà di salvaguardare la propria sopravvivenza . Il Ge nio in tale quadro fornirà un concorso, nei Umili delle risorse e delle priorità defi nite dai Comandanti ai vari livelli ordinativi. li concorso, comunque, dovrà essere concentrato sulle a ttività che ric hiedono, per la loro esecuzione, mezzi ed equipaggiamenti particolari , lasciando alle altre Armi l'esecuzione delle restanti attività. In concreto, le attività de l Genio nel settore della protezione cons is tono: • nella progettazione e realizzazione della fortificazione campale; attività che assume una valenza particolare nella realizzazione dei check point e dei PC/opere collettive nelle operazioni di peace keeping; • nella realizzazione di strutture

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collettive; • n e ll'assiste nza a m asch eramento, mimetizzazione ed inganno; • nel riattamento di edifici destinati ad apprestamenti dife nsivi protetti. In caso di operazione di lunga durata, gli interventi del genio possono proseguire per aggiungere condizioni di comfort alla semplice protezione. IL SUPPORTO ALLO SCHIERAMENTO

Il supporto allo schieramento comprende tutte quelle attività finalizzate a ll 'approntamento di strutture ed all'esercizio di a ttrezzature necessarie per il sostegno delle operazion i militari nel teatro. In tale ottica, le attività sono indirizzate a: • infrastrutture logistiche e viabilità logistica e tecnico-tattica; • infrastrutture portuali ed aeroportuali di specifico interesse della Forza di intervento; • sistemi di reperimento, potabilizzazione e distribuzione idrica; • produzione e distribuzione di energia elettrica a basso voi-

taggio; • condotte POL di limitata portata e lunghezza. Si tratta di attività che richiedono una larga disponibilità di personale specializzato ed una dotazione di mezzi e materiali ad alto contenuto tecnologico. Peraltro, la maggior parte de lle attività sono indirizza te al persona le. In tale prospettiva, è necessario garantire il rispetto di precise norme di legge in materia antinfortunistica che investono direnamente la responsabili tà di Comandanti e tecnici. In sostanza, a nche in questo campo, si passa da un ambiente «campale», nel quale lo scopo primario era quello di garantire una funzionalità a carattere esclusivamente operativo, ad un ambiente in cui i contenuti tecnici assumono una valenza primaria. Un aspetto non trascurabi le è poi quello della sicurezza degli operatori. ~i mpiego del Genio in situazioni conOittuali di tipo asimmetrico, nelle quali non si identifica chiaramente il «nemico» da cui difendersi ma tutti gli attori presenti in zona di operazione costituiscono una minaccia potenziale, implica la necessità che i mezzi messi in campo siano del tipo protetto. Quello del supporto allo schieramento è un settore in cui il Genio non può coprire integralmente la ga mma de lle possibili es igenze. In tale prospettiva, è spesso necessario o utile ricorrere aJie risorse civili. Le modalità attuative dei provvedimenti, tra le quali le eventuali convenzioni con organizzazioni ed enti pubblici e privati , debbono essere preventivamente definite su l piano concettuale cd organizzativo. Utility Repairs e Disas ter Relief Si tratta di una gamma di attività com prese tra quelle già esaminate. Que ll o che muta sono gli

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Complesso di ,,.;,·ellm;ioue ctmrpale.

scopi. le circostanze e, conseguentemente, le modalità di sviluppo. Modalità che dovranno essere oggetto di approfondimento a livello Scuola ed unità. IL GENlO IN OPERAZIONI

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L'impiego del Genio s ia in conflitti tradizionali s ia in operazioni diverse dalla guerra è dunque finalizzato allo sviluppo delle medesime missioni fondamentali: mobilità, contromobi lità, protezione e supporto allo schieramento. Le attività che rientrano nelle operazioni c ivili-militari (Utility Repairs) ed in quelle a favore di popolazioni in caso di calamità (Disaster Relief) sono, nella sostanza, assimilabili alle precedenti. A contraddistinguere le modalità esecutive sono essenzialmente la presenza di una minaccia concreta da cui difendersi e la tempestività di intervento richiesta. I princìpi fondamentali a i quali deve ispirarsi l'impiego del Ge nio - s tretla m c nt c correlati con le esigenze di economicità e versatilità operativa - sono quelli di seguito riportati.

m entare di impiego, identificabile, in relazione alla specialità, nel plotone o nella compagnia. Priorità degli interventi La mole di esigenze da fronteggiare, inoltre, impo ne la defini zione delle priorità da attribuire a ciascuna esigenza. La defini zione delle priorità è una competenza specifica dei Comandanti, ma il «geniere» costituisce un consulente qualificato per concorrere a definirle. Integrazione con la manovra

Task Force La variegata gamma di attività che normalmente contraddistingue l'impiego del Genio nelle moderne operazioni e l'esigenza di assemblare le forze secondo criteri di assoluta economicità impongono , anche per la componente Genio, di operare secondo il principio della task force. L'applicazione del principio richiede la preventiva definizione dei moduli che caratterizzano le capacità specialistiche necessarie a comporre la tas k force e riferibili sia al modulo elementare (squadra e/o nucleo) sia all'unità ele-

Il Genio, come de tto, concorre allo sviluppo della funzione «Combat support». In tale ottica, le sue attività d e bbono essere completamente integrate con la manovra delle forze e del fuoco. Normalmente, però, tali attività richiedono tempi di esecu zione relativamente lunghi se correlati con le esigenze di tempestività di intervento richieste in alcune fasi delle operazioni. L'efficacia degli interventi va quindi rice rcata nel lanc iare in anticipo, tutte le volte che è poss ibil e, le attività d el Genio rispetto a quelle delle altre componenti

funzionali. Aderenza del supporto logistico La realizzazione dei compiti affidati al Genio può avere un impatto logistico elevatissimo poi c hé essi ric hiedono, di norma, la movimentazione e la disponibilità di quantitativi elevati d i matetiali. Capillarità deJ Comando e Controllo Le unità del Genio operano normalmente in spazi molto ampi della zona di operazioni. È indi spe nsabi le, pertanto, che la s truttura C2 assicuri continuità al Ousso delle informazioni, sia verlica le sia orizzontale, perché l'a ttività di Comando e soprattutto quella di Controllo non patiscano soluzioni di continuità. Ricorso alle risorse locali La normale carenza di possibilità in relazione alle esigenze impone di fare ampio ricorso alle risorse locali. Le capacità operative del Genio La tipologia di unità Genio, de11

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Carro pioniere S ll scafo <<Li!opard» equipaggiato per le attid tà del GeniQ sul campo eli battaglia.

stinate ad assolvere le missioni di competen;.a, è funzione dei seguenti due fattori : • fascia della zona di operazioni in cui sono chiamate ad operare le unità; • livello di specializzazione ri chiesto nell'assolvimento dei compiti. Sulla base dei due fattori emerge un a prima differenziazione tra: • unità che operano nel contesto della m anov~:a e, qu~ndi, a diretto contatto con le unità <<combat», che assolvono essenzialmente compiti di aderenza ovvero di supporto diretto; • unità cJ1e operano a favore de llo sviluppo dell'operazione nel suo complesso e c he assolvono compiti connessi con il supporto generale.

Mililm'Ì i i alimti d el coiiiÙtf:ellfe JFOR ripara110 mta li11i!a /è rnJI'iari'a ;, l er-

rilorin bosniru.:o.

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n supporto diretto è di competenza di unità strutturate, equipaggiate ed addestrate per operare in aree di << rischio» sia in operazioni di guerra classica sia in quelle di <<peace support». La lot-o a zione cteve essere contraddistinta , inoltre, da tempestivHà

e, in talune circostanze, da spregiudicatezza. Si tratta di unità guastatori che, in prospettiva,-vedranno accentuate le caratteristiche aprevalente conten uto tattico, in quanto ad esse saranno destinati equ ipaggiamenti caratterizzati da accentuata mobilità, buona protezione - comprese le macchine movimento terra - ed immediato impiego. Più complessa ed articolata è la componente Genio di Suppo to Generale. Le specialità c1assichc appartenenti a questa categoria sono costituile dai pionieri, dai ferrovieri e dai pontieri. I pionieri costituiscono La specialità che abbraccia oggi la più variegata gamma di competenze: dalla viabilità logistica all'ostacolo, dagli interventi inf•-astruLturali a quelli in caso di calamità . A questi compit i tradizionali si sono aggiunti oggi quelli relativi al reperimento/produzione e distribuzione delle risorse idriche ed elettriche, con conseguente acquisizione di mezzi ed attrezzature non eccezionalmente complesse ma cbe richiedono

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Souuf[icia/e del Genio dumnte le

vpera:,ioni di bonifica dalle mine e ordigni esplosivi del ten·itorio della e.1: Jugos/m >ia.

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conoscenze tecnologiche speci6che e supporto logistico adeguato. Si tratta di materiali attualm ente distribuiti alla quasi totalità delle unità ma che, in prospettiva, appare opportuno accentrare proprio per garantirne un mantenimento ed un impiego efficace. Un aspetto, per certi versi, nuovo, è costituito dagli interve nti richiesti al Genio, con sempre maggiore fTequenza, su infrastrutture per l'alloggiamento delle truppe e sugli scali portuali ed aeroportuali. Anche in questo caso è richiesta una particolare competenza tecnica. In tale prospettiva, potrebbe emergere l'opportunità di neonfigurare uno dei Reggimenti pionieri di proiezione su due battaglioni, il primo dedicato al reperimento/produzione e distribuzione di risorse id r ich e e d elettriche ed i1 secondo al ripristino e mantenimento di itinerari ed infrastrutture. La com pone nte ferrovieri d es tinata all'approntamento/ri pristino e gestione di linee e infrastrutture feiToviarie - risponde efficacem e nte sia ad esigenze nazionali sia a quelle «fuori area». Eventuali modesti adeguamenti possono riguardare la acquisizione di materiali campaH per l'allestimento di scali ferroviati temporanei ed il ripristino rapido di linee danneggiate. La specialità pontieri è quella che richiede una riconfigurazione più accentuata sia per effetto dell'ammodernamento del parco materiali (sta passando dalla classe 60 al PFM che impone di per sé la revisione degli organici) sia e sopt·attutto perché le modalità di superamento dei corsi d'acqua inguadabili sono profondamente mutate. L'eventua.lità di dover operare

in situazioni critiche derivanti dai condizionamenti naturali (alluvioni, piene, ecc .) o artificiali (sponde e fondali minati) è tutt'altro che remota. In tale ottica, la specialità dovrà acquisire una più marcata connotazione operativa, con capacità autonome nei settori della ricognizione e bonifica del corso d'acqua e della organizzazione e gestion e dell'area interessata, attraverso sia una diversa articolazione del reparto sia il conferimento di capacità specifiche, prima fra tutte quella relativa alla ricognizione e bonifica di fondali.

LA BONIFICA ORDIGNI ESPLOSIVI La capacità di bonifica di ordigni esplosivi è stata conseguita quasi spontaneamente presso il «polo Genio» in conseguenza dell'impiego di nuclei di «esperti» praticamente in quasi tutti i teatri operativi interessati da

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eventi bellici più o meno cruenti. OggiJ la Forza Armata vanta un'esperienza quasi unica ed una capacità che si colloca decisamente tl·a quelle di eccellenza e che si riv la quanto mai pJ:""eziosa nei moderni scenari, non solo per l'indispensabile supporto a favore del contingente nazionale ma anche per il concorso alla formazione ed istruzione del personale locale destinato alla bonifica di aree minate. Oltre a questa capacità, che viene definita operativa in quanto strettamente connessa con lo sviluppo di vere e proprie operazioni militari, la Forza Armata ha sviluppato nel tempo anche quella indirizzata alla bonifica del territorio nazionale da ordigni risalenti ai passati conflitti. P er la boni6ca del territorio, a l .momento, esistono due distinte organizzazioni: • una, facente capo alle Direzioni Genio militare, destinata all a rimozione/distruzione di mine e ordigni sepolti;


Tab. l SPECIFICHE NATO

BREVETTO PROPOSTO

ATTnnTÀ DASVOLGERE

Explosive Ordnance Reconnaissance (Ricognizione ordigni esplosivi - EOR)

EOR

Riconoscime nto ordigni e messa allo scoperto

Explosive Ordnance Disposal (Riroozione/distmzione ordigni esplosivi- EOD)

EOD 1° livello EOD 2° livello EOD 3° livello

Bonifica di o rdigni regolamen tari noti Bonifica di ordigni regolamentari di ogni tipo Bonifica di ordigni regolamentari di ogni tipo a caricamen to speciale

lED - Improvised Explosive Devi ce (Ordigni esplosivi di circos ta n7.a)

lEO

Bonifica di ordigni di circostanza o imp rovvisati

SUB

SUB

Interventi subacq uei

IC- lncident Commander

IC

Compiti direttivi per la soluzion e degli • incidenti EOD»

EOR - Explosive Ordnance Reconnaissance

EOR

Personale BOE d elle unità Genio di p roiezione e reazione

EOD - Explosive Ordnan ce Disposal

EOD l 0 livello EOD 2° livello EOD 3° livello

Tutti gli artificieri d elle unità della Forza Armata Nuclei BOE d elle unità d el Genio Nuclei p resso i Reggimenti NBC

lED - Improvised Explosive Device

lED

Nuclei BOE presso le unità Genio delle forze di proiezione e reazione

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SUB

Nu clei ricognizione del Reggimen to pontieri

IC - Incid ent Commander

IC

Ufficiali de l Genio d elle unità di proiezione

Tab.2

• l'altra, facente capo ai CERI MANT, destinata alla .-imozione/distruzione di ordigni affioranti diversi dalle mine. Tale organizzazione, funzionale alle esigenze del secondo dopoguerra, per la massiccia presenza d i ordigni sul territor io nazionale, r isu lta r idondante rispet to all e es igenze attuali dell a Forza Armata . Per quan to dello, il settore della bonifica da ordigni esplosivi della Forza Armata va dorganizzato sulla base dei seguenti princìpi: • e conomicità nell'impiego d i personale, strutture, materiali c mezzi, med iante la fusione de ll e r isorse d isponibil i e la loro gest io ne con crite ri o d i u nitarietà, per rea li zza r e una r iqua li ficazione delle ca14

pacità; • flessibilità, basata sulla formazione unificata del personale su standards comuni task oriented; • progressività e priorità, nella formazione del personale e nel processo di ristrullurazione; • rigore nel controllo periodico degli standards operativi e nell'utilizzazione dell e esperienze maturate. In proposito «il Polo Genio» ha elaborato un progetto che mira ad adeguare le capacità della Forza Armata alle specifiche NATO. Sulla base di tale progetto, tutto il personale della Forza Armata dovrà acquisire una elevata «Sen sibilità » al perico lo der ivante da ordigni esplosivi. Tali capac ità vanno

perseguite attraverso uno specifico addestramento condotto con l'ausilio di personale altamente specializzato. Per il personale addetto alla bonifica vera e propria, si individuano le capacità riepilogate nella tabella l. Le capacità vanno concentrate presso le unità della Forza Armata come riepilogato nella tabella 2. La formazione del personale addetto alla bonifica da ordigni esplosivi è accentrata presso il Centro Operativo di Bonifica di Forza Armata - COB. Il COB svolge un'importantissima funzione nel campo dell'istruzione/addestramento attraverso la formaz ione/qua lificazione di specialisti ed il contro!-


maria debbono scatu rire, ai livelli interessati, gli approfondimenti di carattere dottrinale ed orga ni zzativo dei procedimenti d'impiego e della logistica. Una considerazione particolare merita l'approvvigionamento dei materiali. I tempi che normalmente caratterizzano gli approwigionamenti militari suggeriscono di contenere i quantitativi di materiali da acquisire per ciascuna generazione. In sostanza sarebbe opportuno far partire co n temporaneamente i programmi di acquisizione e quelli di ricerca e sviluppo relativi all'ammodernamento del parco degli stessi materiali.

lo periodico di efficienza operativa. IL GENIO NEI PACCHETII DI CAPACITÀ

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Come dovrebbe essere emerso dal pur rapido excursus sulle esigenze di supporto, sulla tipologia di attività e sulle capacità necessarie, le unità del Genio concorrono allo sviluppo dell'intera gamma delle tipologie di operazioni . In tale ottica, sono necessariamente presenti in tutti i pacchetti di capacità, secondo lo schema predisposto in Fig. l. Ulteriori approfondimenti dovranno valutare l'opportunità d'inserire una pedina (a livello compagnia) del Reggimento pontieri (corsi d'acqua inguadabili) nel pacchetto di proiezione, alimentandola naturalmente con personale volontario. Il primo approccio relativo alle unità del Genio ha voluto solo focalizzare gli aspetti innovativi di maggiore rilevanza che afferiscono all'Arma. Dalle prime risultanze della disamina necessariamente som -

LINEE EVOLUTIVE

La variabilità d egli scenari e delle esigenze operative ad essi correlate r ichiedono l'attivazione di un ciclo continuo di pianificazione per l'adeguamento tempestivo di s istemi, di procedimenti di impiego e di strutture ordinative. In tale prospettiva, esigenze di varianti da apportare a lla struttura generale, appena disegnata con lo studio

IL GENIO NEI PACCHETTI DI CAPACITÀFig.t

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PROIEZIONE PRESENZA E SORVEGLIANZA

sui pacchetti di ca p ac ità, p otrebbero già emergere in sede di e laborazione del progetto esecutivo teso a dare concretezza all'assetto delineato. Le capacità es primibili dalle un i tà de l G en i o, co m e tu t t e quelle del combat support, sono prioritariamente sviluppate a favore delle forze di manovra. Esse vanno quindi p•·ogettate, conseguite e distribuite in ragione delle finalità cui sono indirizzate e delle esigenze della «funzione combat» . Le esp~rienze che la Forza Armata sta maturando nelle operazioni sul territorio nazionale e a l d i fuori di esso forn iscono indicazioni precis e in tal senso. Alcune capacità a modesto contenuto tecnico e s p ecialistico, quali ad ese mpio quelle relative al movimento terre con mezzi meccanici, sono fortemente «richieste» soprattutto per esigenze connesse con la protezione. Queste capacità, qu ind i, possono in prospettiva essere decentrate permanentemente al le uni tà non del Genio. Altre capacità - quali ad ese mpio la racco lta, potabili zzazione e distribuzione de ll 'acqua, la bonifica ordigni es plosivi, il r ipristino delle viabil ità su grandi fiumi, ecc. - vanno viceversa ul teriormente accentrate per favorirne la <<Crescita » sia nel settore tecnologico sia in quello della specializzazione. Tali capacità vanno quindi s trutturate pe r moduli di capacità specialistiche compiute, operativamente impiegabili in relazione allo scenario di riferimento, secondo il principio della task organization .

D ~, Brigadier Generale, Capo Ufficio Pianificazione presso lo Stato Maggiore dell'Esercito ,·,~'Tenente Colonnello, in servizo p resso l'Ufficio Pianiftcazione dello Stato Maggiore dell'Esercito

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di Rocco Panunzi -~~ e Gualtiero De Cieco *

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RUOLO D ELL'ARTIGLIERIA

la disponibilità di un'ampia gamma di sistemi di artiglie ria terrestre per soddisfare esigenze diversificate di supporto di f;uoco indiretto (interventi dì aderenza o in profondità, areali o di precisione, ecc.). Secondo la dottrina NATO ]e unità di artiglieria terres tre sono inserite nell'area del «combat support>> ed articolate, in relazione ai compiti, nelle due famiglie classiche del supporto generale e del supporto diretto in grado, compless ivamente, di assicurare il supporto di f-uoco indiretto fino a profondità di 100-150 chilometri dalla li nea di contatto. Le componenti supporto generale e supporto diretto, normalmente collegate a detenninati livelli d'impiego tattico e tatticooperativo, sono tra loro integrate attraverso l'organizzazione di comando e controllo per il supporto di fuoco, al fine di garantire il tempestivo travaso di potenzialità, in relazione alla situazione e

NELLE OPERAZIONI

alle esigem:e da soddisfare.

el quadro dei prowedimenti di rist.-utturazione della Forza Armata noti complessivamente con la denominazione di «Esercito Progetto 2000», lo Stato Maggiore deli'Esen;ito ha in corso studi relativi alla Clefinizione del ruolo dell'artiglietia terrestre negli scenari operativi futuri e allo svUuppo di programmi di ammodernamento, nel settore specifico, in linea con la filosofia dei <<pacchetti di capacità operative», già presentata in precedenti articoli pubblicati dalla «Rivista Militare». In tal senso, il presente articolo si propone dì attivare un dibattito costruttivo su concetti e progetti più dettagliatamente illustrati nel documento «I pacchettj. di capacità operative - L'artiglieria terrestre» recentemente diramato dallo Stato Maggiore dell'Esercito.

N

Gli alluali scenari operativi, conseguenti alla scomparsa di una minaccia tradizionale, non hanno affatto affievolito il ruolo dell'artiglieria terrestre quale componente fondamentale nella condotta de lle operazioni. È opportuno evidenziare come l'arti glieria terrestre - armonicamente st1·utturata nell e sue component i essenziali: acquisizione obiettivi; comando e controllo; sistemi d 'arma; supporto tecnico e supporto logistico - concorra a conferire allo strumento mili tare la credibilità indispensabile pe1· esercitare quel potere di dissuasione che r·appresenta uno dei fa ttori determinanti della prevenzione/gestione delle crisi che possono minacciai-e gli interessi nazionali e dell'Alleanza.

L'artiglieria nelle ope razioni di gue rra La c ondotta di operazioni a media-a lta intensità presuppone

Le artiglierie terrestri di supporto generale sviluppano prioritariamente il supporto di fuoco a favore della Grande Unità complessa. Esse sono impiegate unitariamcntc c con direzione accentrata nell'ambito di formazioni complesse (Brigate o Raggruppamenti di artiglieria) per battere con fuoco a massa e concentrato obie llivì particolarmente sensibili del dispositivo avversa rio (nodi C3I , schieramenti di artiglieria, forze di m;:\novra in afflusso, dispositivi logistici, ecc.) nel quadro d e ll e operazioni in profondità. È appena il caso di sottolineare che quanto più efficace è il supporto di fuoco in profondità tan to meno cruente saranno poi le operazioni a contatto, c ioè quelle che decidono l'esito dell'operazione nel suo complesso. L'artiglieria di supporto generale comprende normalmente unità dotate de i sistemi a più lungo braccio sia monotu bo (cannoni/obici) s ia pl u rìtubo (lanciarazzi multipli)/rampe

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missili S/S. Queste u ltime costituiscono la risorsa più qualificante dell'artigl ieria di supporto generale. Al r igu ardo, l'esperienza della g uerra de l Gol [o, tipico caso d i conflitto a media intensità, ha evide nziato che le unità dotate dj lanciarazzi multipli e missili tatticj S/S convenzionali possono assum ere u n r uolo decis ivo per l'esito delle operazioni non più !imitabile alla sola fu nzione operativa «combat su pport» . Il campo d'azione de ll'artiglieria terrestre va esteso, oltre che alla funzione RSTA (Reconne issance, SurveilJance and Ta.rgetAcqu isition - Ricognizione, Sorveglian za e Acquisizione Obiettivi) alla quale contribuisce con i propri assetti preposti alla sorveglianza del campo di battaglia ed acquisizione obiettivi, anche a lla funzione operativa <<combat» sviluppata autonomamente mediantè la manovra del fuoco in profondità con interventi s ia areali che di precisione. Le uni tà d i artiglieria a più lungo braccio e maggior potenza e precis ione possono quindi in fluenzare in maniera detemlinante l'esHo delle operazion i in profond ità, ind ipendentemente dal le attività di combattimento sviluppate dalle forze di manovra

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terrestri impegnaLe prevalentemente nelle operazioni a contatto. Ciò presuppone la disponibilità di idoneo munizionamento antipersonale/anlimezzo a saturaz.ione d'area e/o di prec is ione (guidato) per l'ingaggio di obiellivi particolari, di efficaci strumenti di sorveglianza e acquisizione obiettivi in profondità e di procedure automatizzate di analisi ed assegnazione degli obiettivi (rargetiog). In prospettiva, in relazione aUa maggiore capacità di fuoco e gittata dei sistemi d'arma delle unità di Arma Base per ingaggiare obiettivi nella fascia del campo di battagUa da O a 5 chilometri, l'impiego più pagante den'artiglieria terrestre sarà quello della condotta delJe operaz ioni in profondità attraverso l'esecuzione di veri e propri strike o incursioni, utilizzando con maggiore flessibilità e libertà d'azione sia la manovra degli schieramenti sia la manovra delle traiettorie in un amb iente operativo reso più dinamico dal diradamento dei d ispositivi e dalla non linearità dell'area della battaglia. Nel breve-roedio termine, comunque, manterranno una certa importanza anche le artiglierie terrestri nel ruolo di supporto dir

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retto in relazione alla scarsa disponibilità di unità aeromobili (elicotteri da combattimento e d'attacco) che potrebbero sosti tuirle nel ruolo di supporto di fuoco ravvicinato alle forze di manovra. Esse operano normalmente a livello di Reggimento di artiglieria, eventualmente rinforzato, a favore della Grande Unità elementare (Brigata) per sostenere l'azione delle forze di manovra fino a 10-15 chilometri dalla linea di contatto, in aderenza di tempo e spazio, contro le forze nemiche che più direttamente e con maggiore pericolosità impegnano il proprio dispositivo prevalentemente nel quadro delle operazioni a contatto. L'artiglieria di supporto diretto sarà costituita ancora per i prossimi 10-15 anni da unità dotate di sistemi d'arma monotu bo (cannoni/obici e mortai pesanti), aventi caralleristiche di mobilità tattica e pt·otezione commisurate a quelle delle forze di m ~mo­ vra da supportare. !.!artiglieria n elle operazioni di sostegno della pace Nell'ambito delle operazioni di sostegno della pace, con particolare riferimento alle operazioni di peace keeping, il ntolo dello stntmento militare è quello di concorrere aJia composizione di una situazione conflittuale presente in u,n'a'rea di crisi, in ottemperanza ad un preciso mandato ricevuto delle organizzazioni sovranazionali (ONU, OSCE, ecc.). Per garantire il rispetto di tale mandato, le Regole di Ingaggio (RoE) definite per la missione prevedono, in genere, il ricorso all'uso della forza da realizzarsi comunque a livello minimo, il che non significa necessariamente basso, in t·elazione alla situazione contingente da fronteggiare. Jn tale ottica l'artiglieria assume un ruolo di grande rilevanza soprattutto in ch iave di dissuasione, perseguita attraverso l'as-

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soluta visibilità degli schieramenti e lo sviluppo d i un erficacc addestramento c he p uò assumere anche la fisionomia di altività d imostrativa. In caso di impiego, tuttavia, l'azione di fuoco deve 1·endcrc minima la possibilità che siano arrecati danni collaterali a persone o a cose. In proposito, \'a sottolineato come e\'entuali danni inattesi, a prescindere da considerazioni di ordine etico e morale, potrebbero risultare pregiud izievoli per l'intero esito della missione. In tale prospettiva, l'intervento dell'artiglieria deve essere carattelizzato da una chiara selettività dell'obiettivo e da assoluta precisione del tiro. Tali risultati possono essere perseguiti solo attraverso un'accurata predisposizione degli interventi ed il controllo diretto del fuoco da parte di osservatori avanzati in grado di monotorizzare e trasmettere dati in «tempo reale» su gli obiettivi da battere. In questa tipologia di operazioni, le unità di artiglieria monotubo, caratterizzate da elevata Oessibilità d'impiego, possono operare anche a livello sezione obici/mortai con propri posti comando e nuclei di osservazione orientati a favore, permettendo così una distribuzione più ampia e quindi una migliore protezione alle propl'ie truppe sul te1Teno. Il fattore deterrente nei confronti di possibili fazioni ostili, e rassicurante nei con rron ti delle truppe amiche, è in tal modo più ampiamente determinato. In futuro, i prevedibi li sviluppi tecnologici nel settore del supporto tecnico dell'artiglieria terrestre derivanti dall'impiego diffuso di calcolatori meteobalistici, navigatori inerziali, sistemi GPS, orientatori giroscopici, ecc., consentiranno anche l'impiego di singoli lanciatori/pezzi isolati per effettuare interventi così detti «Chirurgici» con munizionamento «intelligente» ovvero guidato per tutta la durata o nel tratto fi-

Fig. 1

COLLOCAZIONE ORGANICA DELLE UNITÀ DI ARTIGLIERIA TERRESTRE

xxxx COMA'IOO FOTER

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RCPT. A. TER.

XXX/XX COMANDO OPERATI VO !Jio'TERMEDIO

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le. o. s.

naie della traiettoria (munizionamento a guida laser, missili guidati a fibra ottica, ecc.) p er ingaggiare a nc he obiettivi collocati in prossimità o a ll'interno di aree densamente urbanizzate. Inoltre, nell'ambito delle operazioni di PSOs le unità di artiglieria terrestre, con la propria rete di osservatori in sistema con le risorse delle unità di sorveglianza e acquisizione obiettivi (sistemi di vis ione diu rna/notturna, radar per la sorveglianza del campo d i battaglia, radar con trofuoco, apparati fonotelemetric i, ecc.) concorrono ad incrementare le capacità della Forza di Intervento di monitorizzare il rispetto degli accordi sottoscritti dalle parti in conflitto segnalando tempestivamente eventuali violazioni degli accordi stessi.

ORGANIZZAZIONE DELLE UNITÀ DI ARTIGLIERIA TERRESTRE NELI.:>>ESERCITO PROGEITO 2000» I n relazione al ruolo dell'artiglielia terrestre e al più generale contesto della nuova struttu ra delle Forze O perative, lo Stato Maggiore dell'Eserc ito ha a dottato una sol uz ione ordinativa per

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soddisfare le d iverse esigenze di supporto di fuoco a i vari livell i ordinativi bil a nciando le esigenze di accentramento delle risorse, ove poss ibile , con qu e lle di mantenimento de lla «cultura interarma» per lo svilu ppo delle attività di cooperazione Arma Base-Artiglieria all' interno dell e Brigate. La soluzione ordinativa adottata (Fig. l ) prevede di accentrare le un ità di ar·tigli eria a p iù lungo bracc io (uni tà la ncia razzi m ulti p li ) c le unità d i artig lieria me notubo per il ruolo di su pporto generale (in futuro to ta lmente o parzia lmente sostit u ibil i con unità missili s/s g uida ti a fibra ottica) in un R aggruppamento artiglie1·ia terrestre alle d ipendenze del Comando delle FOTER e d i mantenere in ciascuna B r igata l'a ttuale com pone nte di a rti glieria a livell o Reggimento per il ru o lo d i supporto di retto. A li ve ll o Comand o Oper ativo Intermedio (COI) non sono previste unità di artiglieria organ ic he. Tu ttavia, è allo studio l'opportuf1ità di costituire un C.O.S.F. (Centro Operativo per il S upporto di Fuoco) che è l'elemento di C2 per la gestio ne del fuoco dell'art iglieria terres tre c controaerei e pe r c o ordina re

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Fig. 2

STRUTTURA ORGANICA TIPO DI RGT. DI ARTIGLIERIA TERRESTRE

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I:ARTIGLIERIA TERRESTRE NEl PACCHEm DI CAPACITÀ

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OPERATIVE

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l:oo:s.l l'impiego di tutte le sorgenti di fuoco- tCtTCStri, aeree e navali nell'area di rcsponsabilìtà della Grande' Unità. Il C.O.S.F può essere autonomo o cellula d e l MAI N, nel Posto Comando del COI, e deve poter gestire, di volta in volta, le unità di artiglieria eventualmente assegnate dal Comando Raggruppamento artiglieria terrestre de lle FOTER o aggregate dalle Brigate, secondo il principio de ll a «task organi zation», per dare un itari età alla manovra del fuoco a livello Corpo d'Armata/ Divisione. Pe r quanto concerne la s truttura organica del Reggimento di artiglieria (Fig. 2), sarà' mantenuto l'attuale ord inamento con il gruppo di artiglieria terrestre su tre baueri e con sistemi d'arma omogenei. Tale soluzione s i attaglia al le normali esigenze de ll'addes trame nto e de l o ·tcg no tecnico-logislico de lle unità in tempo di pace . In operazioni, in relazione alle capacità operative da esprimct·e, sarà possibile cast i tu ire su l pri nei pio della «task o t·ga ni za ti on» Reggime nti di artiglieria co n g ruppi ad hoc su 3-4 batte ri e dotale di sistem i d'arma anch e differenziati (per 20

sto comando, per accrescerne la flessibilità d'impiego tecnicò-tattico. .•

ese mpio mix di mortai da 120 mm/obici da 155 mm per operaz ioni a bassa intensità o semeventi da 155 mm/lanciarazzi o l a n c iarazzi/rampe miss i1i per operazioni a media-alta intensità). Inoltre, è allo studio la poss ibilità di a dottare l'articolazione della batteria mortai/obici/lanciarazzi su 2 sezioni, ciascuna su 3/4 pezzi/lanciatori e relativo po-

Lo strumento militare delineato dal modello «Eserc ito Progetto 2000 » s i basa, in s intes i, sul concetto de ll e capacità operalive reali da e~ primere secondo i princìpi fondamentali di modularità della struttura e di economicità delle formazioni. A tal fine, le forze sono state s uddi vise secondo quattro «pacc hett i» (Fig. 3), in relazione alle prioritari e opzioni d' im p iego: • pacchetto «Forze di proiezione» per le operazioni << fuori area)) essenzialmente connesse con le operazioni per il sostegno della pace (PSOs); • pacc hetto «Forze di reazione», destinate a ll e IRF e a ll e R RF della NATO per la gestione di crisi in aree di contingenza della ATO; • pacchetlo <<Forze per la presenza e ~ orveglian za», per le op eraz ioni connesse con la

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Fig. 3

I PACCHETTI DI FORZE

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DIFESA


presenza e sorveglianza, m a in grado, all'emergenza, di concorrere a l sodd isfac i me n Lo delle esigenze «fuori· area» c di «difesa comu ne»; • pacchetto «Forze di difeSa», comprenden ti le forze dci suddetti pacchelli, gli organi di Comando destinati ad impiegarle ed i restanti Supporti. In tale quadro, nell'ambito dei diversi pacchetti (Fig. 4) le unità di artiglieria terrestre assolvono specifici ruoli e compiti di seguito illustrati.

LE UNITÀ DI ARTIGLIERIA TERRESTRE NEl PACCHETTI DI FORZE

DIFESA ,...JIL., ita>< L ICf,

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Pacchetto «Forze di proiezione»

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ell'ambito delle forze di proiezione, il possibile ruolo dell'artiglieria terrestre è quello di incrementare le capacità deterrenti di una Forza d'Intervento nazion a le/multinazionale, a umentando la capacità di reazione immediata a lungo pggio e di protezione del proprio dispos itivo sul terreno in caso di deterioramento delle situazioni conOittuali, sempre possibile, stante l'instabilità c l'incertezza che caratterizzano questo tipo di interventi. In base all'attuale Concetto operat ivo dell'Esercito, l'entità massima delle forze nazionali di previsto impiego è in ogni caso non superiore a una Di vis io ne con due Brigate. In caso di interventi prolungati le unità di artiglieria vanno ruotate su base quadrimestrale al pa1· i delle unità di fanteria. Per inte rventi a li vello Brigata, sulla base dell 'esperienza acquisita in recenti operazioni di PSOs, è prevista la disponibilità in Teatro di Operazioni di una batteria di artigliel"ia s u 6/8 pezz i, preferibilmente con materiali ad alto valore deterrente (u nità di artiglieria semovente di calib,-o 155 mm compatibilmente con l'ambiente operativo), e d i altre due batterie f-uori Teatro per le rotazioni. Per interventi di ampiezza maggiore, a li vello

Division e/Forza d' intervento a guida nazional,e è da prevedere, come es igenza massima, la disponibilità in Teatro di un Reggimento di artiglieria e di a ltri due Reggimenti fuori Teatro per le rotazioni. In tale quadro, le unità di artig lieTia del pacchetto saranno costituite da quattro R egg imenti di artiglieria in organico a ll e Brigate facenti parte de l re lativo pacchetto di forze . ln una prospettiva a lungo termin e, tale pacchetto di forze dov rà dispor,-e a nc he di unità di artiglieria armate del missile g uidato a fibra ottica «Polife mo» idoneo ad effeltuare «inte rve nti c hirurgici» a grande g ittala.

Per taJi esige11Ze, in aderenza agli impegni sottoscritti in ambito ARR C, sono da prevedere un Reggimento di artiglieria in supporto diretto pe r c iascuna Brigata e d a l meno 1-2 R eggimenti di artiglieria con sistem i a lungo braccio (missili e/o lancia razzi), tratti dal Raggruppamento artiglieria te rrestre de lle POTER, per l'esigenza di su pporto gene ral e d ell a 3 8 Dìv i s~o n e Italiana frameiVOrk . S i tratta di un'esigenza tota le di 6-7 R eggime nU di artigl ieria, di cu i due già appartenenli a l pacch e tto d i proiez ione, che devono Svil u ppare anche attività addestrative finalizzate ::1 proced imenti d'impiego operaUvo c lassici.

Pacchetto «Forze di reazione»

P acchetto «Forze per la presenza e smveglianza»

I compiti prioritari delle Forze di reazione si inquadrano nel contesto de lle attività di prevenzion e/gestio ne de lle crisi o di combattimento vere e propl'ie condotte dalla NATO nell'ambito di ope,·azioni art. 5 (area di t·esponsabilll.à ACE) o non art. 5 (operazioni di peace keeping!e11{orceme111 «fuori area» di responsabilità ACE).

Le unità di artiglieda terres tre inserite in qu es to pacc hetto (5 Reggimenti più uno <<q ua dro>>), oltre a sviluppare le a tti vità addestrative d'Anna sul territorio nazionale ai fini dell'acquis izione delle capacità operative peculiari, in conformità con l'obiettivo di preparazione de llo s tr umento militare previsto da ll'atti-


vità di presenza avanzata, partecipano alle operazioni di concorso alla salvaguardia delle libere Istituzioni, a l mantenimento dell'ordine pubblico e al bene della collettività nazionale, sviluppando attività addestrative ed operative comuni anche alle a ltre unità delle varie Armi appartenenti a lle Brigate in cui sono inserite organicamente.

Reggimenti di artiglieria inquadrati in tutte le Brigate e i Reggimenti alle dipendenze del Comando Raggruppamento artiglieria terrestre per un totale di 1617 Reggimenti in quanto l'esigenza prioritaria di difesa del territorio nazionale assorbirebbe automaticamente tutte le risorse previste nei precedenti tre pacchetti di forze.

Pacchetto «Forze di Difesa»

GU SVILUPPI DEL «SISTEMA Le Forze di Difesa comprendono tutte le unità nonché gli organi di Comando e i restanti supporti destinati a garantire, nel contesto interforze e internazionale, la s icurezza del Paese in primo luogo mediante la dissuasione ottenuta con uno strumento militare credibile e come ultima risorsa tramite la difesa diretta del te1-ritorio. In tale ottica, per quanto concerne l'artiglieria terrestre, il pacchetto comprende i

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ARTIGLIERIA»

La capacità operativa delle unità di artiglieria terrestre è strettamente interconnessa e dipendente dalle prestazioni fornite dai materiali tecnologicamente avanzati presenti nei seguenti sottosistemi dedicati nell'ambito del «Sistema Artiglieria»: • armi e munizioni; • sorveglia n za del campo di battaglia ed acqu is izione obiettivi;

• automazione del tiro e comando e controiJo; • supporto tecnico; • sostegno logistico.

Anni e munizioni Per quanto concerne l'introduzione in servizio di nuovi sistemi d'arma, la Forza Armata ha da tempo individuato in ambito multinazionle i materiali per soddisfare le proprie esigenze di ammodernamento. Al momento i principali programmi in fase di R/S (Ricerca e Sviluppo) e A!R (Ammodernamento e Rinnovamento) sono indirizzati all'introduzione in servizio di un mortaio rigato da 120 mm, di un obice ultraleggero (peso inferiore a 4 tonnellate) da 155/39 a traino meccanico, del semovente PZH 2000 ( 155/52), del missile tattico S/S ATACMS e del sistema missilistico guidato a fibra ottica «Polifemo».


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In relazione ai tempi connessi con le alluali prospettive di sviluppo dei vari programmi si può prevedere, di massima; che: • a breve termine (1998-2002), sia possibile introdur1e in servizio un mortaio rigato da 120 mm per· equipaggiare i Reggimenti di artiglier-ia della Brigata paracadutisti «Folgore» c della costituenda Brigata acromobile «Friuli»; • a medio termine (2003-2007), sia possibile introdun·c in servizio l'obice ultra leggero da l 55/39 per· equipaggiare i Reggimenti di artiglieria delle Brigate alpine ed eventualmente della ,Brigata di cavalleria, sostituir-e il semovente M l 09L con l'obice semoventc PZH 2000 da 155/52 nelle Brigate •' meccanizzate/corazzatc inserite nei pacchetti di proiezione/reazione, procedere alla riconrigur·azione di parte dei Janciatori del Reggimento MLRS per l'impiego anche del missile tattico SIS ATACMS; • a lungo tcr·mine (2008-20 12), ::,ia po:.sibilc introdurre in scr,·izio il sistema missilistico S/S g.ui lato a fibra ottica << Polifcmo>> per· equipaggiare 1-2 Reggimenti di artigli eria di su pporto generale alle dipendenze del Comando Raggmppamcn to artiglieria terrestre delle FOTER. Parallelamente si procederà alla sostituzione del materiale M 109L con materiale FH-70 nelle Brigate meccanizzate di prevista trasformazione in Bri gate blindate c a ll ' introduz ione in serv izio d i munizionam cnto a gittata cd efficacia incrementate. Pertanto, il parco dei mezzi di • lancio così definito, sarà carallcrizzato, negli anni post 20 l O, da un opportuno dosaggio tra ar·tiglicria monotubo, sistemi lanciarazzi multipli e missili S/S guidati consentendo alle unità di artiglicr·ia di assoh-ere con ncssibilità comp iti di supporto generale c supporto dirello ne l conte-

sto s ia di operazioni di guerra che di sostegno della pace (PSO). Sorveglianza del campo di battaglia ed acquisizione obiettivi La com ponente «Sorveglianza del campo di battaglia ed acquisizione obiettivi» del «Sistema Artiglieria» dovrà consentire l'agevole ricorso ad ~a manovra del fuoco integrata ed efficace, caratterizzata dall a possibilità d i impi egare contemporaneamente tutti i siste-

mi d'arma, con rapide concentrazioni di potenza alle massime gittate, nonché la sa turazion e di a rce di interesse operat ivo. Per tal e scopo, i progra mmi nel lo specifico scuorc mirano a ll'introduzione in servizio di mezzi c sensori diversificati, quali: • tc legoniomc LI·i laser c laser IRT;

• appar~Hi fonotelemetrici; • radar di sorveglianza e acquisizione obiettivi; • droncs c min i RPV; • radar di sorveglianza cl iportat i;

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J.

• radar contmfuoco, atti ad ass icurare la copertura delle zone di responsabilità operativa, acqu is ire ob iettivi in profondità, raccogliere ed elaborare dati informativi in tempo reale, diffondere le informazioni ed un quadro di s ituazione globa le, contro ll are gli effetti del fuoco. De i menzionati materiali sono già in servizio i telcgoniometri laser e sono stati awiati i programmi per l'acquisizione del radar di sorveglianza cd acquisizione obiettivi, dei drones, del radar eliportato e del radar controfuoco. Tali materiali saranno approvvigionati nell 'ambito del programma CATR IN/SORAO, che sarà operativo entro i primi anni 2000. Circa i sistem i mini RPV, sono in corso aLLività tese a rivitalizzare il sistema «Mirach 20», in attesa dell'introd uzi one in servizio de l << Mirach 26>) c de l drone a lun ga portata «M i rac h 150»,

mentre il sistema radar cliportato <<Creso» è in corso di valutaz ione, insieme con l'omologo francese <<Horizon».

ni dovute ad un sofuvare rigido e datato, nonché ad un hardware decisamente superato.

Supporto tecnico Automazione del tiro e comando e controllo Il sistema SAGAT, per l'automazione delle funzioni tecnico-tattiche del gruppo di artiglieria terrestre, rappresenta il cardine gestionale dell'intero «Sistema Artiglieria». Il SAGAT consta di una serie di elaboratori e sistemi di comunicazione, in grado di correlare tra loro l'osservazione ed il controllo del fuoco, l'elaborazione dei dati di tiro, il coordinamento delle unità di tiro, il controllo della situazione operativa, tattica e logistica. Recentemente è stato riclaborato un requisito volto a ottimizzar·e il sistema già in serv izio, per renderlo idoneo a sodd isfare le esigenze del Reggime nto M LRS, e per eliminare le note limitazio-

Riguarda mezzi e materiali utilizzati per: • il rilevamento topografico; • il rilevamento meteorologico.

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Rilevamento topografico Il rilevamento topografico sarà sempre più affidato ai sistemi di determinazione della posizione e navigazione, da distribuire in maniera capillare. A tal fine sono stati awiati programmi specifici che porteranno, entro la fine del 1999, all'introduzione in servizio di navigatori inerLiali laser, integrati con GPS , con precisione de ll'ordine di 5-1 O metri, da distribuire ai gruppi di artiglieria ed a lle unità mortai. I n futuro gli stessi sistemi, migliorati, potranno essere installati

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direttamente sulle artiglierie, in modo che le stesse possano provvedere io proprio alla preparazione topografica. Rilevamento meteorologico

I.:acquisizione dei dati meteorologici, la loro correlazione e la successiva diffusione io tempi •-istretti, attraverso l'utilizzazione dei messaggi formattati, risulta fondamentale per la corretta valutazione tecnico-tattica. Per l'artiglieria terrestre, la prevista introduzione del munizionamento intelligente e di quello a gittata ed efficacia incrementata, impone sviluppi nel campo delle misurazioni e delle previsioni meteorologiche. È ormai indispensabile la disponibilità di dati meteorologici aggiornati in tempo reale per potere intervenire d'efficacia fin dalla prima salva. A tal fine è stato awiato il programma di acquisizione di sistemi di radiosondaggio con radiosonde munite di antenne GPS, di radiogoniometro e di calcolatore per la rapida elaborazione dei dati atmosferici, utilizzabili in tempo reale dal sistema di automazione SAGAT e, in futuro, da tutti i sistemi di sorveglianza. Sostegno Logistico

Il riordinamento su base reggimentale e la continua evoluzione tecnologica dei sistemi d'arma, dei mezzi e dei materiali, hanno imposto continui adattamenti all'organizzazione logistica preposta al sostegno delle unità di artiglieria. Di particolare rilevanza sono i temi connessi con il manteni mento, l'acquisizione della ricambistica e d il rifornimento munizioni, che sono ormai affrontati in un'ottica tesa a garantire la standardizzazione e l'interoperabilità delle parti dei materiali. In tale quadro, sono stati innescati processi adattivi tesi ad ot-

timizzare la funzionalità della catena logistica. CONCLUSIONI

Nell'ambito dei scenari operativi odierni, caratterizzati nelle situazioni più estreme da operazioni interforze tridimensionali condotte in maniera continuativa, l'artiglieria terrestre continuerà ad assolvere un ruolo centrale per il supporto di fuoco alle forze terrestri di•-ettamente quale componente del «combat support» o indirettamente quale vera e propria componente «combat» nello sviluppo di operazioni in profondità. I.:artiglieria terrestre, che fino a qualche anno fa s i ident ificava principalmente con la risorsa sistemi di lancio e mun izionamento, ha ormai assunto la configurazione di «Sistema» integrato di mezzi, materiali e procedure. L'artigli eria terrestre dovrà, quindi, incrementare il rendimento e l'efficacia dei propri interventi mediante un costante aggiornamento delle procedure d'impiego tecnico-tattiche che s i avvalgano compiutamente delle innovazioni e dei progressi realizzati dal «Sistema Artiglieria» nei settori del comando e controllo, dell'acqLùsi-

zione obiettivi, dei sistemi d'arma, della direzione e controllo del fuoco automatizzati e del sostegno logistico. Un impiego efficace dell'artiglieria terrestre corrisponde quindi allo sviluppo e alla disponibilità in maniera bilanciata di tutte le componenti del «Sistema Artiglie ria>> poiché le carenze in un qualunque settore inficiano irrimediabilmen te l'efficacia de ll'intero sistema. ln particolare, l'ottimizzazione del trinomio «acquisizione obiettivi, comando e controllo, fuoco>> e l'adozione di sistem i d'arma e di munizionamento con prestazioni m igliorate, conferisce alla manovra del fuoco sviluppata dall'artiglieria terrestre un tasso di qualità superiore e di conseg uenza un ruolo accresciuto rispetto al semplice imp iego dell'artiglieria «a massa» del passato contro obiettivi prevalentemente statici e a stretto contatto delle truppe amiche.

D -:: Colonnello, Capo Ufficio Anni e Munizioni

presso lo Stato Maggiore dell'Esercito '""' Tenente Colonnello,

in servizio presso l' Uffìcio Pianificazione

dello Stato Maggiore dell'Esercito

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Finito di stampare nel luglio 1998


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