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ESERCITO PROGETTO 2000 n.2

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Estratto dal n. 2/ 98 di

Lil.ll7RIVInA miLITARE Direttore responsabile: Giovanni Cerbo Aulorluozlone del Trib<lnolo di Roma el n, 044 del regiSI:I'O con dOCIOtO 7•8-49.

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uOORIVInA miLITARE


IL COMANDO E CON ZIONI

di lvan Felice Resce ,·:

a funzione Comando e Controllo costituisce ~l tessuto connetLivo di ogni complesso di forze, sia esso strutturato in formazione sta17dard sia assemblato, come più sovente avviene negli scenari attualì, secondo il principio della task organiz,ation. È attraverso il Comando e Controllo, infatti, che le

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diverse capacità operative vengono impiegate in modo armonico per esprimere le sinergie indispensabili all'assolvimento deJla missione assegnata. I contesti nei quali si svolgono le moderne operazioni, prevalentemente mu ltinazionali ed interforze, esaltano la funzione in argomento. Nelle formazioni standards di previsto impiego in scenari na7,.ionali il Comando è Controllo veniva normalmente esercitato in maniera quasi istin-

tiva. Esso si fondava su consolidati rapporti personali tra Comandanti e subordinati e su procedure, che potremmo definire come «fatte in casa» , la cui efficacia era garantita dalla sperimentazione quotidiana. Va da sé che nell'impiego dei complessi di [OI-ze multinazionali ed ioterforze occorra invece puntare su relazioni chiare tra Comandanti e subordinati e su pmcedure sLandardizzate, riconosciute ed applicate in ambiLo multinazionale.


Comando e Controllo (l) sono due termini che costituiscono parti integranti della funzione finalizzata all'esercizio della autorità, da parte di un Comandante, su un complesso di forze assegnate per una specifica missione. Semplificando le definizioni NATO riportate nel riquadro, possia,mo dire che il Comando è il processo attraverso il quale il Comandante assume le sue decisioni e trasmette le sue intenzioni ai propri subordinati mentre il Controllo è il processo attraverso il quale lo stesso Comandante, assistito dal suo staff, dirige e coordina le attività delle forze a lui assegnate. Il Comando comprende i concetti di autorità, di responsabilità e di dovere di agire. I.:autorità implica l'esercizio del <<potere» ed il diritto di pretendere «Obbedienza». Parte di essa è normalmente delegata ai subordinati, i quali sono a loro volta investiti della responsabilità riferita al grado di autorità ad essi delegata, senza che, con questo, la responsabilità del Comandante delegante venga minimamente intaccata. La responsabilità è un concetto unico. Essa è propria dei singoli individui e anche quando è condivisa tra più persone la responsabilità di ciascuna di esse rimane integra. Il dovere di agire sintetizza i concetti di autorità e responsabilità e implica il <<rendere conto)> (accountability) delle proprie azioni a chi ha conferito l'autorità. Il Controllo va inteso soprattutto come verifica dei piani, delle direttive e degli ordini diramati, per poter dare risposta alle seguenti domande fondamentaH: • sono comprensibili; • sono fattibili; • sono eseguiti in maniera adeguata; • sono efficaci, ossia, sono idonei a conseguire il risultato voluto. Costituisce, dunque, uno strumento indispensabile per la dire-

zione ed il coordinamento delle attività . Il termine va quindi svuotato di ogni significato riferito al fiscalismo. Esso viene esercitato utilizzando misure procedurali e misure positive. Le misure procedurali sono quelle stabilite p,reventivamente e che riguardano i limiti di settore, le linee per il controllo del fuoco, le regole di ingaggio, ecc .. Quelle positive costituiscono le misure più significative in quanto applicate in maniera diretta in fase esecutiva. La loro applicazione richiede personale in possesso di conoscenze approfondite e di esperienza collaudata ma soprattutto di tecnologie sofisticate ed innovative - nel campo dell'elettroQica, dell'automazione, dell'informatica, deJle comunicazioni satellitari - fi~alizzate alla osservazione, al rilevamento, alla elaborazione e trasmissione di dati informativi in tempo reale. D Comando e Controllo è esercitato in tutte le condizion i: pace, crisi, conflitto, operazioni diverse dalla guerra. Indubbiamente, le condizioni più difficili sono rappresentate da quelle conflittuali normalmente caratterizzate da incertezza e da rischio permanente. Una azione di Comando efficace deve basarsi su tre parametri fondamentali: attività decisionale tempestiva, perfetta comprensione degli intenti del Comandante sovraordinato, chiara responsabilità da parte dei subordinati di operare in relazione a quegli intenti. In sostanza, il Comando deve essere finalizzato all'assolvimento della missione (2), sia essa di carattere addestrativo sia essa

di carattere operativo. J.:applicazione del concetto del comando finalizzato alla missione richiede uno stile di comando teso a promuovere il decentramento dell'autorità, la libertà d'azione e l'iniziativa. Il punto chiave del concetto è il rapporto tra Comandante e subordinati: • il Comandante: •• impartisce gli ordini in maniera da assicurare che i propri subordinati com prendano le sue intenzioni, la missione da assolvere ed il contesto nel quale essa si svolge; •• esplicita in maniera chiara quali risultati devono essere conseguiti e il motivo per il quale essi vanno conseguiti; •• alloca le risorse necessarie per assolvere la missione assegnata; • • impiega misure di controllo minime, salvaguardando la libertà d'azione dei subordinati. • i subordinati decidono, nell'ambito della propria libertà d'azione e dell'autorità ad essi delegata, come meglio assolvere la missione assegnata. Il concetto di <<Comando in funzione della missione», per poter essere applicato efficacemente in operazioni. va sperimentato nella quotidianità. Esso si fonda su alcuni princìpi fondamentali, quali: • l'unità degli sforzi, da perseguire attraverso il coinvolgimento convinto e partecipe di tutti gli <<attori»; • il decentramento dell'autorità, per garantire il rispetto delle competenze di ciascun Comandante;

COMANDO: autorità attribuita ad un Comandante per la direzione, il coordinamento ed il controllo di forze militari (AAP- 6). CONTROLLO: autorità esercitata da un. Comandante su una parte delle attività o strutture subordinate, normalmente non sotto il suo comando, che comporta la responsabilità di attuare ordini e direttive (AAP- 6). 7


Fig.1

SCHEMA TIPO DI UN COMANDO DEL LIVELLO OPERATIVO

JC LCC NCC ACC SOCC

-

Joint Command Land Component Command Navy Component Command AJr Component Command - - - - - - - . Coordlnation Speclal Operatlons Component Command Command

• la fiducia reciproca tra Comandanti e subordinati; • la comprensione e la condivisione degli intenti, degli ordini e delle rispettive esigenze; • la tempestività delle decisioni. L'applicazione del conèetto di «Comando in funzione della missione» non deve, tuttavia, costituire un dogma. Esso va adattato alla situazione contingente anche in relazione allo stile di comando di ciascun Comandante ed alla conoscenza che egli ha dei propri subordinati. IL MODELLO TEORICO Quella del Comando e Controllo costituisce, dunque, una delle funzioni più complesse e sofisticate. Si è ritenuto opportuno, quindi, descriverla attraverso la presentazione di un modello teorico riferito ad una generica operazione per poi approfondire gli ele m e nti concettuali con riferime nto a casi concreti. Livelli di responsabilità Le operazioni militari traggono

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origine da una decisione del vertice politico che riconosce in tale modalità d' interve nto il mezzo più idoneo per perseguire un o specifico obiettivo, generalmente connesso con la sicurezza nazionale e/o deiJ'Alleanza. È il vertice politico, quindi , che, con la consulenza tecnica di quello militare, formula un mandato e lo affida ad un Comandante dell 'Operazione il quale, sotto il profilo militare, ne diventa l'unico responsabile. Naturalmente, allo stesso Comandante vengono assegnate le risorse e l'autorità di comando per poterle impiegare. Qu es t' ultimo delega una parte della autorità ai Comandanti subordinati, ciascuno dei quali diventa responsabile di una compone nte o di un settore specifico. La condotta di una operazione investe quindi tre livelli di responsabilità: strategico, operativo e tattico. Il livello stra tegico s i colloca al vertice politico militare nazionale o dell'Alleanza. A questo livello - come de tto - viene configurato il mandato, vengono definite le risorse c viene conferita ad

un Comandante, appositamente designato, l'autorità e la respon sabilità di assolvere j) mandato stesso. Il livello operativo, specificatamente militare e generalm ente interforze (Joint), costituisce la conness ione vi tale tra l'obiettivo politico-strategico e l'impiego delle forze. È a questo livello, infatti , che il mandato politico s i traduce in obiettivi militari e che l'operazione viene concepita, organizzata e condotta con visione unitaria. Il livello tattico è normalmente di s ingola Forza Armata (Single Service). A questo livello l'operazione viene condotta per componente o per settore di responsabilità. I tre livelli non sono distinti da confini netti, né sono associati a co mandi di rango pred efi nito . Una a ttività sarà del livello strategico, operativo o tattico s ull a base degli effetti che essa produce nei confronti della operazione. Quello che si può affermare con certezza è che il livello operativo coincide con il com ando c ui verrà affidata la direzione dell'operazione nel suo complesso (Comando dell'Operazio ne) . Tale comando (Fig. l ) avrà normalm ente una struttura Joint sulla quale sono innestati i Com.ponent Comm.and di singola Forza Armata. Cate na di Comando e Controllo I live lli di responsabilità definisco n o nel loro complesso la catena, o stru ttura, di Coma ndo e Co ntrollo che costituisce una connotazione specifica di ciascuna operazio ne, in quanto viene di segnata in relazione alla tipologia, al contesto, allo scenario dell'operazione stessa. La defi ni zione della catena di Comando e Cont.rolJo - che cos tituisce uno dei provvedime nti fondam e ntali p e r avviare un a operazione militare - presuppone il rispetto di sempli ci ma im-

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portanti regole. In primo luogo, le linee di comando debbono essere snell e, pre\'edendo solo i livelli di comando che conferiscono un proprio «valore aggiunto» al processo decisiona le . Vanno evitate, cioè, strutture nelle quali s i realizzino rapporti get·archici «uno a uno» privi di demoltiplica. Altro elemento fondamentale è l'ampiezza del controllo che va Stretta m ente commisurata a lle reali capacità di gestione di un comando: in linea di massima, non più di 5/6 pedine. Autorità di Comando

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Se il livello di responsabilità (strategico, operativo e tattico) si riferisce alle competenze nella condotta delle operazioni l'autorità di comando (Srarus of Commalld) si riferisce alle forze asse- • gnate. legata ad un Comandante di asAl riguardo, l'Alleanza ha codisegnare compiti alle forze poste ficato le seguenti autorità di cosotto il suo comando per l'asmando (3) c he indicano, appunsolvimento della missione asseto, lo status del Comandante nei gnata da un'autorità del livello con fronti delle forze assegnate superiore; per la specifica missione: • Controllo Tattico: direzione e • Comando Operativo: autorità controllo dettagliati e genera lconferita ad un Comandante mente limitati nello spazio, di per assegnare missioni o com movime nti e manovre necessari piti ai Comandan ti s ubordinati, per l'assolvimen to delle missioschierare unità, riassegnare le ni o dei compiti assegnati. forze, mantenere o delegare il Controllo Operativo e/o Tattico Organizzazione di Comando e qualora necessario. Non inclu- Controllo de responsab ilità di carattere logistico ed amministra6vo; Ciascun Comandante per eser• Controllo Operativo: autorità citare la s ua funzione ha la nedelegata ad un Comandante di cessità di una specifica «organizdirigere le forze assegnate per zazione di Comando e Controll'assolvim ento di specifi c h e lo». In senso generale, una «orgamissioni o compiti con limiti di nizzazione» è d efinita come l'inte mpo, di spazio e di funzioni sieme di due o p iù p ersone che da esplicare, schierare le unità, lavorano in m a niera coordinata mantenere o d e legare il Conper perseguire un ob iettivo cotrollo Tattico delle forze. Non mune. In senso militare, una orimplica l'autorità di impiegare ga nizzazione pre disposta per componenti d e ll e forze asse- supportare l'esercizio del Comang nate per l'assolvimento di do e Controllo comprende: compiti /miss i o ni diversi da • personale, costituito dallo stesquelli assegnati; so Comandante, dallo Sta({, da• Comando Tattico: autorità d egli Ufficiali di Collegamento ed

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eventuali assistenti specialisti; • procedUJ::e standardizzate, tra le quali q u e lle relative a l processo decisionale, alla compilazione e diramazione di òrd ini, direttive, piani; • un Sistem a Automatizzato di Comando e Controllo e di Comunicazione e Informazione (C3I); • un quartier generale, prepos to al sostegno logistico-amministrativo, a lla sicurezza e d al la protezione del Comand ante e del su o Staff telemento foca le deJ Comando e Controllo è il Comandante. Dalla sua competenza, dal suo carattere, dalla s ua iniziativa, dalle sue capacità di ispjrare fiducia, di amalgamare e coinvolgere gli uomini e le unità dipende in gran p arte l'esito di una missione. A lui risalgono l'autorità e la responsabilità di impiegare le risorse assegnate ed è lui che risponde al Comandante sovraordinato, ed in ultima analisi al Paese, d ei risultati che ha conseguito. l.o staff, a presci ndere d a l live llo di comando, ha due ruoli pdncipali: assistere il Comandante,

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supportare le unità. Il primo dovere dello staff è quello di informare, consigliare ed assistere il Comandante nella sua attività decisionale. I n questo delicatissimo ruolo, lo staff incentra la sua attività sui due principali aspetti del controllo: il coordinamento e la monitorizzazione. Per quanto concerne il coordinamento, lo staff supporta il Comandante raccogliendo, processando, analizzando e presentando informazioni in maniera da agevolare il Comandante nel selezionare la linea d'azione più efficace. Lo staff è quindi responsabile della pianificazione, della stesura e della diffusione delle misure di controllo, normalmente diramate sotto forma di ordini. Per qu anto riguarda la monitorizzazione , normalmente svolta in contemporanea con il coordinamento, lo staff svolge un ruolo essenziale nel dinamico meccanismo di feedback necessario alla tempestiva attività decisionale finalizzata ad adeguare gli ordini al mutare della situazione. Funzione important e dello staff è anche quella di supportare le formazioni e unità subordi-

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nate. La loro capacità di sopravvivenza, addestramento e combattimento dip ende in misura considerevole dalle azioni dello staff del loro Comando superiore « ... lo staff deve essere il servitore delle truppe, e ciò significa che un buon Ufficiale di staff deve servire il suo Comandante e le truppe rimanendo anonimo>> (4) . L'efficienza di un Comando dipende dalla capacità dello staff di lavorare in maniera tempestiva, efficiente e cooperativa. Lo staff non deve tenere per sé le informazioni disponibili. È precisa responsabilità dello staff assicurarsi che tutte le informazioni di rilievo siano ritrasmesse tempestivamente a tutti coloro che hanno necessità di sapere,

ossia, le unità di pari livello e subordinate. Un altro elemento fondamentale del Comando e Controllo è costituito dalle procedure. Una qualsiasi operazione si sviluppa attraverso tre fasi principali: concettuale, organizzativa ed esecutiva. Peraltro, una volta che una operazione viene lanciata, le tre fasi sono reiterate nel tempo in relazione allo sviluppo della fase esecutiva ed al mutare della situazioné. Il momento più qualificante della fase concettuale è la decisione. Assumere decisioni costituisce la prerogativa fondamentale del Comandante e scaturisce da un insieme di attività e di interazioni tra il Comandante ed il suo staff che va sotto il nome di processo decisionale. Il processo viene avviato all'inizio dell'operazione ed assume una connotazione ciclica in fase condotta. Nella circostanza, esso deve combinare in maniera armonica lo sviluppo delle operazioni correnti con la pianificazione di quelle future. Il tempo disponibile per addivenire ad una decisone esecutiva costituisce un elemento fondamentale del processo. Normalmente, quanto più fluida è la situazione e più basso è il livello di responsabilità del Comandante interessato tanto più ridotti sono i tempi disponibili. Appare quindi evidente quanto sia importante disporre di un «metodo» stan-

IL METODO PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMIOPERATnnCOMPRENDE • l'analisi della missione o del compito;

• la valutazione dei fattori di situazione; • la individuazione delle «linee di azione proprie» (LAP) ipotizzabili ed il raffronto con le «possibilità di azione del nemico» (PAN); • la decisione del Comandante che viene espressa in un sintetico ma preciso «concetto d'azione» o «disegno di manovra».


dardi~zato

ma c he, allo stesso tempo, sia caratterizzato da accentuata nessibilità per poterlo adattare a tutte le condizioni d i impiego. Il m etodo , in sostanza , rappresenta un procedimento logico-sistemati co, una gu ida per lo studio di problemi complessi. La decisione del Comandante avvia la fase organizzativa. La decisione, cioè, viene trasformata in, d irettive, ordi ni e pia ni. Il documento base è «l'ordine di ope r azion e ». Si tratla di un documento standard izzato che contiene tutti gli elementi per lo sviluppo di una operazione. Esso è articolato in 5 parti più allegati riferiti alle informazioni , all'impiego del fuoco , del genio, ecc.. Caratteristiche essenziali di un ordine sono la chiarezza e la tempestività . Condizione indispensabile per un'efficace azione di comando è quella di garantire che la più piccola delle unità ed il singolo individuo ricevano o•·dini chiari ed in tempo utile per avviar e l'attività di rispettiva com petenza. È appena il caso di sottolineare che uno de i prerequis iti della interoperabilità tra Comandi di diversa nazionalità o Forza Armata è costi tuito dalla disponibilità di procedure s tandardizzate. I siste mi C31 (Comando Controllo, Comunicazione, Informazione) soddisfano esigenze irri nunciabili ne i contesti operativi, ove il vantaggio informativo, su ll 'avversario o sull'ambiente, costituisce condizione essenziale per il s uccesso . Il sistema C3I della Forza Armata si compone del SIACCON (S istema Automatizzato d i Comando e Controllo) e del CATRIN (Sistema Campale di Trasmissioni Integrate). Il SIACCON è destinato a supportare la funzione con particolare riferime nto:

I DOCUMENTI DEL C2 (AAP- 6 NATO) DIRETTIVA: fonna di comunicazione scritta con la quale si trasmettono istruzioni generali o che dispone l'esecuzione di un'azione ben definita. ORDINE: comunicazione scritta o orale con la quale il Comandante trasmette ai propri subordinati i suoi intendimenti. PIANO: è un termine utilizzato in luogo di «Ordine» nella pianificazione secondo ipotesi di intervento. Un piano di operazione può essere reso esecutivo ad un certo tempo o su ordine. ORDINE DI OPERAZIONE (STANAG 2014): l Situazione: • forze nemiche; • forze amiche; 2 Compito (di chi impartisce un ordine); 3 Esecuzione (che deve comprendere): • il concetto d'azione; • la composizione ed articolazione delle forze con i relativi compiti; 4 Organizzazione logistica; 5 Organizzazione di comando. • al Coma ndo: fornire supporto a l processo decisionale, diramar·e gli o•·din i re lativi con adeguate rapidità ed affidabilità; • al Controllo: evidenziare lo scos tamento tra risultati sperati e quel li raggiunt i. Il Software realizzato nel SIACCON si articola in cinque moduli: • il Modulo Data Base, che comprende, tra gli a ltri, gli organici e le dotazion i del le unità impegnate nella specifica operazione; • il Modulo Messaggistica, desti nato a ll a gestione de i messaggi, formatta ti secondo standard utilizzati in ambito internazionale. La gestione include l'utilizzazione del contenuto di un messaggio per l'aggiornamen to automatizzato de lla situazione; • il Modulo Cartografico contenente la manipolazione della cartografia digitale, con strume n ti quali lo zoom, il panning, il calcolo delle distanze,

il disegno del profilo altimetrico; • il Modulo di supporto a l Comando e Controllo conse nte la presentazione della carta della s ituazione, riportando le unità amiche e nemiche, la geometr ia de l campo d i battag l ia, ecc.; • il Modulo di supporto a lla Pianifica zione Interattiva che permette la manipolazione de ll a cop ia «p r ivata>> di ogni cellu la per formu lare ipotesi e richiedere al sistema valutazioni relative alla fattibilità ed all'efficacia delle ipotesi individuate . L'architettUI·a del Sistema prevede il Centro Analisi e Selezione delle Informazioni (CASI), il Centro di F u sione (C F ) ed il Centro Decisionale (CD). Il CASI si articola in sette a ree f unziona1i ciascuna articolata in cellule così come riportato nello schema generale di Fig. 2. Nell'am bito del SIACCON, il Colloquio tra Operatore e Sistema awiene utilizzando la meto11


'fo. 4

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- Unità di combattimento - Unità di S upporto P icologico - Forze Speciali

• Unità delle trasmissioni - Unità di Comando e Controllo

Unità logistiche Organi addetti al COCIM Organi addetti alle Plbbliche Informazioni

- Unità genio -Unità AVES - Unità di artiglieria e/a -Collegamento unità A. - Unità SOATCC ~

.,.

s.,prr•:

Collegamenti all'interno del PC (ogni Area F. è anche collegata con tutte 1e altre) Collegamenti all'esterno del PC

dologia delle icone funzionali e delle finestre. L'u tente è in relazione con du e a m bienti diversi ancorché strettam ente integrati: quello della messaggistica e quello grafico o della presentazione/pianificazione. Il SIACCON, nel su o insieme, ha le caratteristiche di up «Sjstema distribuito» costituito da p iù LAN (Local Area Nel) riferite a ciascun Posto Comando ( P C) collegate tra loro in rete geografica (Wider Areà N et - WAN) . Tutti gli utenti collegati alla LAN possono condividere i dati di situazione elaborati ed aggiornati dai respon sabili delle varie cellule. IJ CATRIN è costituito da un insieme d i sensori , sistemi dj elaborazione e mezzi delle trasmission i. Esso è articolato in tre sottosistemi: • una rete trasmissiva di. base di tipo areale, integrata, a tecn ica digitale e ad alta affidabi-

lità e sopravvivenza (denominata SOTRIN) che comprende centrali di vario tipo, sistemi di radio centrale, termjoali di radio mobile, ponti radio di varia portata, sistemi di supervisione a vari livelli, multiplex e cifranti; • un s iste ma per l'acquisizione delle informazioni (SORAO) necessarie per deli n eare il quadro della sJtuazione nemica ai fini dj un rapido processo decisionale e per consentire l'impiego ottimale delle risorse di fuoco disponibili (artiglierie a maggiore gittata). Comprende diversi tipi di sensori aerei (Drones, MRP V e CRESO) e terrestri (Radat· controfuoco, Radar di sorveglianza del campo d i battaglia, Telegoniometri laser all'IRT) ed una organizzazione inforo1aUca (la rete dei Centri di Correlazione Dati) progettata per elabot·are le informazioni e generare Ja si-

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-Unità di artiglieria terrestre -Unità fuoco aereo e navale (eventuale)

Organi di Staff Capacità Operative SIACCON

tuazione dell'avversario; • un sistema per l'impiego coordinato d ei m ezzi ch e utilizzano lo spazio aereo (SOATCC) sovrastante l'area di operazioni in grado di soddisfare le esigenze di gestione e controllo dello spazio aereo, l'esercizio del C2 delle unità di artiglieria c<;mtraerea e dell'AVES, la diffusione dell'allarme aereo. È costituito da rada1~ un Centro di Ripo to, centri calcolo ai vari livelli. U Sistema C3I della Forza Armata deve poter «colloquiare» con quelli dei principaU partners. A tale esigenza risponde il Quadrilaterallnteroperability Program (QIP ), che tramite modulo software (gateway), garantisce la interfacciabilità del SIACCON con analoghi sistemi di Francia, Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti d'America. L'ultima, ma non meno importante, componente di una orga-


nizzazione di Comando e Controllo è il Quartier Generale. Esso è costituito dall'insieme del personale, dei mezzi e dei materiali destinati al supporto logistico-amministrativo di Lutto il Comando e deve essere strutturato in modo da garantirne la proiettabilità fuori sede.

ATTUALE STRUTTURA MILITARE NATO NEL SUD EUROPA

COMANDANTE ALLEATO IN EUROPA (SACEUR)

STRUTTURE DI COMANDO E CONTROLLO NAZIONALI ED INTERNAZIONALI Gli elementi concettuali ed organizzativi fin qui esposti trovano concreta applicazione nelle strutture di Comando e Controllo nazionali ed internazionali. Pl"ima di presentare la nuovà struttura del)a Forza Armata si ritiene opportuno sottolineare gli elementi qualificanti di quelle relati,·e alle principali organizzazioni internazionali che hanno costituito uno dei riferimenti per la soluzione nazionale.

Struttura di Comando e Controllo della NATO

"

L'attuale struttura miÌitare della ATO (Fig. 3) è finalizzata alla condotta di operazioni militari. sulla base dell'articolo 5 (5) del Trattato, in Teatri Operativi predefiniti. In essa si indiYiduano tutti g)j elementi presentati con il modello teodco. In primo luogo i livelli di responsabilità: • il livello politico-strategico rappresentato dal Norrh Atlantic Council c he si avvale della consulenza del lvtililary Comlllillee per le decisioni in campo militare; • j( livello operativo le cui responsabilità so~o suddivise tra SHAPE e i Major NATO Commanders (MNC); • il li,·ello tattico, normalmente indi,•iduabilc nei Principal Subordinate Commanders (PSC) e su b PSC. L'Autorità di coma do da al-

COMLANDSOUTH

COMNAVSOUTH

tribuire ai Comandanti Militari NATO va stabilita con un procedimento case by case in sede di pianificazione. In linea generale, il comando delle operazioni è affidato al SACEUR, il quale all'atto del ToA assume il comando operati,·o sulle forze messe a disposizione dalle Nazioni. Il controllo opet-alivo è delegato ai vari Major Subordinate Commander (MSC) è così di seguito as appropriate. Tale struttura, pienamente val ida nel periodo della contrapposizione dci blocchi, si è però mostrata non del tutto idonea in ~·e l azione alle sfide del dopo bipolarismo. Infatti , a seguito dell'adozione del nuovo concetto strategico, fondato sulJa prevenzione attiva, e dell'impegno NATO a condurre anche operazioni «non art. 5» (6), l'Alleanza ha sentito il bisogno di costituire un Comando pro iettabile (il Corpo d'Armata di Reazione Rapida). Successivamente, ha avviato uno studio specifico (Long Term Study - NLTS), teso ad attivare un processo di trasformazi ne che portet·à in breve tempo ad adottare una soluzione s i-

COMLANDSOUTHEAST

mile a quella schematizzata in Fig. 4. Ma l'aspetto di maggiore rilevanza d ello studio è costituito dal concetto di Combined Joint Task Force (CJTF), teso a creare le condizioni per costituire e proiettare all'emergenza un Comando (CJ TF HQ ), multinazionale ed interforze, in grado di assum ere responsabilità del livello operativo per la condotta di operazioni di peace support. Le strutture permanenti, infatti , sono essenzialmente statichc e non proiettab ili in quanto strutturate per la pianificazione e condotta delle operazion i nell e l"ispettive aree di responsabi li tà. Con il CJTF, la NATO ha inteso dotarsi della capacità, a livello Comandi Regionali, di realizzare: • un più fless ibil e e rapido sc hieramento di fù rze graz ie alla disponibilità di un Comando «pro iettabile» di adeguato livello; • la integrazione nel sistema di Comando e Controllo Al le a t o di Unità di Nazioni aderenti alla Partnership {or Peace. Il CJTF (HQ) si costituisce per

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Fig. 4

tenere un rapporto transatlantico stab ile e sicuro.

POSSIBILE FUTURA ORGANIZZAZIONE DE/ COMANDI MILTTARI NATO DEL SUD EUROPA

Il Comando e Controllo della UEO

LIVELLO POLITICO

LIVELLO OPERATIVO

FORZE NAZIONALI l MUL T/NAZIONALI

LIVELLO TATTIC 0 ( )

Navy Component Command. (00 ) Alr Component Command.

PROCESSO DI COSTITUZIONE DI UN CJTF HQ CRISI

CONDIZIONI DI NORMALITÀ

Costituzione

Esecuzione

xxxxx

Il

n

- - --t l NUCLEUSSTAFF ~ NUCt.EUS STAFF IJl-f M~~ES Jl DACJ1 ACJ9 + SPECIAL ST /IFF

DA CJ1 A CJ9 + SPECIAI.STAFF

-

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SUPPORT

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COMANDO NATO INVITA (PARENTHQ) SEDE STANZIALE

1

"-i ~ ~~ STAFF l l UGMEHTA110N l l

-- ---~ l

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2 --"

J

SUPPORT

SUPPORT

SUPPORT

:: l

PROVENIENTI DA ALTRI COMANDI NATO E DALLE NAZIONI l

xxx STAFF DACJ1 ACJ9 + SPECIAL STAFF

2

SUPPORT CJTF HQ

-------- PRESSO SEDE STANZIALE PARENT HQ OWERO IN ZONA DI OPERAZIONE

«filiazione» (Fig. 5) d a un Comando NATO già in vita e che assume la de nominazione di parent Head quarter ed imple mentato con augmentiees dis ponibili da allri Comandi nazionali e NATO. Il CJTF può essere attivato anche per operazioni a guida UEO, su ll a bas e d e l prin cipio delle «Strutture separabi li ma non separate». 14

Fig. 5

ZONA DI OPERAZIONE

In proposito, un cenno particomerita l'iniziativa, tutta continentale, della Identità di Sicurezza e Di fesa Europea (European Security and Defence Identity - ES DI). Il ruolo eme rgente in_ ambito Alleato de lla ESDI vuole testimoniare concretamente l'assunzione da parte degli europei di maggiori responsabilità nel setlore della difesa, affermando, nel conte mpo, l'esigenza di manlan:~

Dal punto di vista militare, la UEO opera in aderenza ai contenuti degli «Accordi di P etersberg» c he definiscono gli <<scenari» entro cui l'organizzazione stessa potrebbe essere chiamata ad intervenire . Per la condotta delle operazioni, la UEO dispone al momento solo del livel1o politico-strategico costituito dal proprio Consiglio. Per la struttul-a militare si avvale di Comandi (nazionali o multinazionali) esistenti. In tale prospettiva, il docu mento UEO CM (93) - 7 parte I prevede di attivare: • un Comando dell'Operazione, non schierabile nel Teatro, con il Comandante dell'Operazione; • un Comando della F orza , schierato nel Teatro di Operazioni, cop iJ Comandante della Forza. U documento UEO non indica chiaramente lo starus di Autorità attribuito ai due Comandanti, che dovrà essere de fini t o i n relazione al caso di impiego. Tuttavi a, dalla lettura del documento si evince che, nella generalità dei casi, al Comandante dell'Operazione verrà attribuito il Comando Operativo (OPCOM) mentre al Comandante della Forza \!errà attribuito i1 Controllo Operativo ( OPCO T) . A sua volta il Comandante della Forza pot1-à delegare as appropriate il TACOM/TACON alle forze nazionali/multinazionali che le varie Nazioni avranno assegnato alla UEO per la specifica esigenza. Organizzazione di Comando e Controllo dell'ONU Anche l' O U come la UE O non dispone di una struttur·a m ilitare in vita. el le operazioni souo comando ONU (7) il Co-


mando dell'Operazione è detenuto dal Consiglio di Sicurezza che lo esercita per il tramite del Segretario Generale. Questi si awale, quale organo di Staff, del Dipartimento per le Peace Keeping Operations (DPKO). Al Comandante militare in Teatro, che viene nominato di volta in volta, viene assegnato, di norma, l'OPCON. Le esperienze fin qui maturate hanno posto in evidenza come uno dei punti deboli delle operazioni sotto comando ONU è costituito proprio dal Comando e Controllo. Il processo decisionale da attivare in fase condotta risulta assai complesso e macchinoso nelle circostanze in cu i, a causa di evoluzioni non previste della situazione in Teatro, occorra apportare modifiche ai compiti e/o agli schieramenti. In fatti, in questi casi (Fig. 6) , il Comandante del Contingente ONU deve interpellare il Segretario Generale il quale, a sua volta, ne fa partecipe il Consiglio di Sicurezza. Questo ultimo, dopo a\'er consult~to tutti i Paesi che contribuiscono con truppe all'operazione stessa, assume le sue decisioni e le comunica al Segretario Generale c he, finalmente, le rende note al Comandante militare in Teatro. In Bosnia il problema del Comando e Controllo è stato risolto affidando la responsabilità dell'operazione ad una organizzazione regional e quale la NATO. Una organizzazione dotata , cioè, di una efficiente e «rodata>> organizzazione di Comando e Controllo e di procedure standardizzate. Anche in questo caso, tuttavia, le Nazioni contributrici, per moti vazioni socio-politiche, non hanno potuto rinunciare al controllo sui propri contingenti. In tale prospetti,·a, al Comandante in Teatro è stata conferita una autodtà sulle forze corrispondente al Controllo Operativo. Una de-

M-• • Fig. 7 SISTEMA DI RELAZIONE TRA AUTORITA NAZIONAU E COMANDANTI DELLE FORZE D'INTERVENTO MULnNAZJONAU

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lega che potrebbe risultare insufficiente in caso di emergenza. È per questo motivo che l'ItaJia, .forte dell'es perie nza r;naturata nelle preced e nti operazioni, ha designato un Ufficiale Coordinatore Rappresentante dell'Autorità Nazionale (UCRAN) e del suo Deputato (DUCRAN). Ta li Ufficiali Generali non hanno Autorità di comando s ul

contingente nazionale ma sono affiancati al Comandante d e lla Forza di Pace e al Comandante di Settore all'interno del quale opera il Con tingente itali ano (Fig. 7) .. La soluzione ha conseguito il duplice scopo di garantire alle Autorità italiane una supervisione sull'esercizio dell'OPCON entro i 1imiti previsti (aderenza al

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mandato) c di costituire, all'em ergenza, u n canale preferenzia le e diretto di collegamento con la Nazione per far fronte, con maggiore tempesti\'ità ed efficacia, alle esigenze di adeguamen to d i ordini e schieramento a l m u tare dell a s ituazione rispetto alla missione originaria. La soluzione è stata ritenuta valida anche dal Portogallo che l' h a adottata per la propria unità inse ri ta ne l Contingente italiano. Comandi multinaz iona li

Per comp letezza di trattazione, si ritiene opportuno fare un cenno ai Comandi multinazionali ai quali la Forza Armata partecipa. ACE Mobile Force ( LANl> ) HQ : fa parte del le Immediate Reaction Force (IRF) ed è un Comando assimilabile a quello di una Brigata. Ha una struttura permanente cost ituita su base mu ltinaziQna le. È i n grado d i gestire 6-7 g•·uppi tattici messi a

disposizione dalle azioni (per l'Italia contingente «Cuneense»). Dal punto di vista del Comando e Controllo la forza è posta sotto OPCOM del SACEUR. A CE Rapid R ea c tion Forc e (ARRC) : costituisce l'inizio del «nuovo corso» delle strutture multinazionali. Si basa su un ex Comando di Corpo d'Armata britannico (British Army on the Rhine - BAOR) che è stato «multi nazionalizzato» con l'inserimento nella struttura di personale proveniente da l l Nazioni (8). Altre tre Nazioni (Francia, Spagna c Norvegia) sono presenti con osservatori. L'AR RC HO è un Comando di Corpo d'Armata in grado di esercitare il Comando e Controllo sui supporti diretti di Corpo d'At·mata e su un massimo di 4 Divisioni da trarre, di volta in volta (a seconda della missione), dalle 10 formazioni divisionali messe a disposizione dalle azioni. Il Corpo d'Armata è posto sotto Comando Operativo di SACEUR. Il contributo italiano all'iniziativa

consiste in: • circa 20 Ufficiali/Sottufficiali inseriti nel HQ. La carica più rappresentativa è quella d i Vice Comandante; • un Comando Divisione Framelmrk (9) e cinque Brigate di cui 2 inserite nella Divisione Framework italiana, l nella Divisione Frame111ork britannica, l nella Divisione Multinazionale Sud (da costituire) e l quale Grande Unità esplorante di supporto diretto a l Corpo d'Armata; • altre unità di supporto tra cui si citano: l Reggimento Genio pionieri e l Reggimento Artiglieria controaerei. EURO F OR : è un Comando che nasce da una iniziati\'a politico-militare lanciata nel 1993 da tre Paesi (Francia, l talia, Spagoa) cui si è aggiunto successivamente il Portogallo. Si tratta di un Comando del livello Divisione permanentemente costituito a Firenze, teso anche a rafforzare l'Iniziativa Europea di Sicurezza e Difesa (ESDI). Le forze sono rese disponibili al momento dell'impiego sulla base della formula 011 cali (forze pronte su chiamata). Le «missioni tipo» che possono essere assegnate a questo Comando coprono l'intera gamma degli in~ ten·enti ipotizzabili sulla base della nuova strategia occidentale della gestione delle crisi. EUROFOR si pone dunque come una Grande Unità terrestre del livello Divisione che, in ambito UEO, può costituire, in alternativa: • il Comando dell'Operazione; • il Comando della Forza; • il Comando di componente terrestre o di settore di intervento. Struttura di Comando e Controllo d e ll'Esercito Italiano

Uno dci provvedimenti più quali[icanti che hanno interessato lo Strumento militare terre-

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stre è stato quello relativo alla riconfigurazione della strutlura di Comando e Controllo nel suo complesso. Gli obiettivi posti a base della riconfigurazionc (Fig. 8 ) erano essenzialmente due: • ridurre l'ampiez za del controllo, attraverso il ridimensionamento del numero dei Comandi/Enti direttamente dipendenti dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito (da 22 a 4 più 3 Regioni Militari di prevista evoluzione in senso interforze); • individuare chiaramente i responsabili d'area per ciascuna componente al fine di conferire unitarietà di indirizzo alle funzioni cui ciascuna componente è dedicata. In questa sede la disamina della nuova struttura sarà limitata alle due componenti che concorrono, in maniera diretta, allo sviluppo delle operazioni militari: quella operativa e quella logistica. Per quel che concerne la componente operativa, la Forza At·mata ha sentito l'esigenza di dotarsi di capacità, nello specifico settore, non più limitate alle esigenze connesse con il territorio nazionale. I crescenti impegni in operazioni di supporto alla pace e la spinta integrazione di formazioni nazionali in comples i di fot·ze multinazionali, non solo ATO, hanno richiesto una revisione di tutte le funzioni operative e, conseguentemente, delle capacità di Comando c Controllo. Questo nella consapevolezza che un ruolo partecipe nei consessi internazionali, al quale l'ltalia legittimamente aspira, discende soprattulto dal contributo di idee, di capacità di Comando, di forze credibili per· qualità e quantità. In tale pro pettiva, la struttura di comando della componente operati\'a è stata ridisegnata per conferire ai Comandi accentuate caratterisliche di proiettabi lità ed espand ibilità per condurre,

CAPO DI SME

COMFOTER

sul territorio nazionale o al di fuori di esso, operazioni, anche interforze e multinazionali, nei ruoli di: • Comando della Forza, nelle circostanze in cui l'Italia assuma il ruolo di lead n ation; • Comando di settore in contesti multinazionali, non solo NATO, s ia per operazioni di s upporto della pace sia operazioni di tipo simmetrico a media ed alta intensità; • Comando delle Operazioni, su delega del Capo di Stato Maggiore della Difesa, in caso di operazioni nazionali a dominante terrestre. A questi requ is iti, c più in generale alla fi lo sofia dci «p acchetti di capacità>> ( l 0), rispon de la struttura di Comando e Controllo della componente operativa (Fig. 9). Il COM F OTER e tutti i Comandi ad esso subordinati costituiscono la catena di Comando e Controllo di base per la condotLa di operazioni su larga scala connesse con la difesa in caso di

minaccia o di aggressione diretta contro il territorio nazionale. Il Comando Forze di Proiezion e (COMFO P) è destinato prioritariamente a lle operazioni fuori del territorio nazionale. Si tratla di un Comando caratterizzato da accentuata versatilità operati va, assolutamente proiettabil e e già parzialmente multinaz ionale attraverso la integrazione in posizione di staff di alcuni Ufficiali portoghesi. Esso inquadra, in guarnig ione, le Brigate del «pacchetto di proi ezio ne» mentre in operazione può assumere diverse co nfigurazioni le più importanti delle quali sono: • Corna n do de l livel lo Corpo d'Arm ata, espandibile in senso multinazionale ed interforze, per essere impiegato quale «Comando della Forza >> di proiezione nel caso l'Italia venga .designata quale lead nation, come nel caso dell'operazione «Alba>>; • Comando del livello Divis ione, espandib il e in senso mu ltinazio na le, per essere impiegato,

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alle dipendenze del Vice Comandante del FOP, quale 3a Divisione italiana dell'ARRe ovvero quale Comando di settore in un contesto multinazionale anche diverso da quelJo NATO. In entrambi i casi, il COMFOTER assume il ruolo di Mounting Headquarter (1 1). Il Comando Truppe Alpine (COMTA) inquadra tutte le unità alpine ed è potenz ialmente di proiezione per essere impiegato, in sostituzione del COMFOP in caso di cjcli operaUvj superiori a 6 mesi . I due Comandi Forze di Difesa (l o e 2° COMFOD) inquadrano in g u arn igione anche alcune unità dei pacchetti di proiezione e reazione e sono prioritariamente destinati alle operazioni connesse con la presenza e sorveglianza. Infine, il Comando dei Supporti inquadra tutti i supporti tatt ici c logistici del COMFOTER. Esso garantisce unitarietà di indirizzo all'approntamento delle unità ed il loro coordinamento in caso di impiego. Tra le attività più qualificanti c'è sicurame nte quella relativa alla assunzione della piena responsabilità delJa «logistica di aderenza» (12), con particolare riferimento agli impegni fuori del territorio nazionale di contingenti italiani. Anche la struttura di Comando e Controllo della componente logjstica della Forza Armata dedicata a l sostegno dello strumento- è stata integralmente r;idefinita. Tutta la cqmponente fa capo all'Ispettorato Log~stico dal quale dipendono due Comandi d'Area (Area Logistica Nord ed Area L ogistica Sud). Per il sostegno delle forze eventua lm ente proiettate fuori del territorio nazionale, il Comando Area Lo gistica Sud assumerà una specifica configurazione che consentirà di assolvere efficacemente anche il ruolo di lead

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Fig. 10 POSSIBILE FUTURA ORGANflZAZfONE Df COMANDO E CONTROLLO NAZIONALE

UVELLO POUllCO/ STRAlEGICO

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!vERTICE POLmCO/MILITARE

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l CapodiSMD

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UVELLO TATllCO

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Comando dell'Operazione

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IN AllERHAllVA

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UVELLO OPERAllVO

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COMAHOO INlERMEDIO DI F.A. (RlCONFlGURA 10 JOINl)

Comando della Forza

COMANDO INlERMEDIO DI F.A. (RlCONFlGURA10 JOINl)

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nation, per la gestione delle attività logistiche nei confronti di a ltre Nazioni. Il Comando e Controllo nazionale in operazioni l problema del Comando e Controllo in operazioni può essere esaminato solo con riferimento al contesto interforze. A seguito della recente approvazione della legge sui Vertici, le Forze Armate itali ane disporranno: • di un Comando Operativo Interforze (COI) in grado di assolvere le funzioni di Comando dell'Operazione; • dei Comandi de11e Forze di singola componente aventi il compito principale di approntare e preparare le r ispettive forze e di assolvere, quando necessario, il ruolo di Component Comm.and ovvero di Supporting Command; • dei Comandi Intermedi di singola Forza Armata, in grado di assolvere, previa riconfigurazione all'occorrenza in termini interforze, il ruolo di «Comando della Forza». In sostanza, per le operazionj nazionali, il Capo di Stato Maggiore della Di fesa (Fig. 10), a se-

conda delle circostanze, potrebbe avvalersi quale Comando dell'Operazione in Patria: • del Comando Operativo Interforze (COI), di prossima costituzione; • ovvero dei Comandi Operativi di Forza Armata (per operazioni a predom inante connotazione di singola componente). Il Comando della Forza nel Teatro verrebbe assicurato da un Comando intermedio di Forza Armata riconfigurato Joint per l'esigenza.

CONCLUSIONI La panoramica proposta ha inteso toccare gli aspetti essenziali della funzione «Comando e Controllo >>, evidenziandone sia la valenza ai fini delle operazioni sia la complessità. Valenza e complessità che sono enfatizzate dai contesti (interforze e multinazionali) e dagli scenari (prevalentemente remoti) nei quali le operazioni moderne oggi si sviluppano. Le capacità disponibili nello specifico settore concorrono a d,efinire in misura determinante il ruolo che la Forza Armata può rivestire nei contesti nazionali e soprattutto inter-


nazionali. A poco o a nulla servirebbero capacità di eccellenza relative alle diverse funzio ni operative non comp letate da quelle relat ive al Comando e Controllo. In tale prospettiva, occorre promuovere una c rescita armonica d i tutte le componenti c he lo sviluppo della funzione richiede. Ci s i riferisce in primo luogo al personale (Comandanti ed organ i di staff), ai sistemi automatizzati, basati su tecnologie di avanguardia nei settori delle comunicazion i satelli tari, dell'informatica, dell'elettronica, ecc .. Ma a lla base di tutto è indispensabile una dottrina aggiornata ed ind irizzata da un lato allo «stile di Comando» dall'altro alle procedure di lavor o nell'ambito degli staff, armonizzate con quelle utilizzate nei contesti operativi odierni . Ed è in questa prospettiva che va letto questo articolo che, come gli altri, si pone come primo obiettivo quello di attivare un dibattito che consenta di raccogliere quei contributi di pensiero che qualificano i concetti dottrinali sviluppati in ambito Forza Armata.

D Generale di Brigata, Capo Uf!ìcio Pianifìca~ione dello Stato Maggiore dell'Esercito

NOTE •

( l ) Alcune dottrine, tra cui quella a nglosassone, parlano esclus ivamente del Comando in quanto considerano il Controllo come una delle sue componenti. (2) La dottrina inglese usa l'espressione mission commm1d. (3) La ATO prevede che in ambito nazionale, ed in assenza di operazioni militari, ai Comandanti è attribuito il «Comando Pieno», definito come l'autorità e la responsabilità attribuita ad un Ufficiale di dare ordini ai suoi subordinati.

Esso copre tutti gli aspetti sia in campo operativo che amministrativo e si applica solo nel contesto nazionale. Il termine comando, quando usato in campo internazionale, implica un minor grado di autori tà rispeuo a quando è utilizzato in campo nazionale. c consegue che un Comanda nte NATO non può detenere il comando pieno sulle forze a lui assegnate, ciò in quanto le Nazioni, nell'assegnare le forze a lla NATO, concedono solo il comando e il controllo oper·ativo. (4) Espressione attribu ita a l Gener·alc Montgo mery. (S) L'a rticolo 5 del Trattato del Nord Atlantico stabi lisce i casi in cui la NATO interviene militarmente. (6) Sono definite operazioni << non art. 5», le operazioni condotte fuor i area NATO. (7) Le Nazioni Unite prevedono a nche operazioni: • «Sotto mandato ONU», delegando la pianificazione, l'organizzazione e la condotta dell'operazione ad un'altra Organ izzazione Internazionale (caso Bosnia); • «Sotto egida ON U», nei casi in cui il Consiglio di Sicurezza invita i Paesi membri a mettere in

pratica i mezzi più opportuni per «COStringere» uno Stato ad accettare una sua risoluzione (caso guelTa del Golfo). (8) Le Nazioni che hanno firmato il Mo U per la cost itu zi o ne dell'ARRe sono: Belgio, Canada, Danimarca, Ge1·mania, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Olanda, Portoga llo, Stati Uniti e Turchia. (9) Con la dizione Comando Divisione Framework viene inteso un Comando Divisione la cui intelaiatura di base (70% ciJ·ca) viene fornita da una Nazione g_u ida che si assume anche l'onere d el suo funzionamento. ( l O) Vèdasi gli articoli della stessa collana pubblicati nel no l /98 della «Rivista Militare» . ( Il ) Il term ine Mounting Headquarter si riferisce ad un Comando c he, operando dalla pro pri a sede stanziale, svolge funz ioni di sta{{ ed esecutive a favore di un complesso di forze destinate ad operare «fuori area». (12) L'organizzazione logisti ca dell'Esercito, abbandonato il concetto degli anelli , si articola in due fasce: la logistica di aderenza, propria delle unità, e quella di sostegno che fa capo all'Is pettorato Logistico.

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di Pier Paolo Lunelli -::

~N ella notle di martedì 29 gennaio 199 1, dieci giorni • 1

dopo l'iniz~o della campagna aerea di «D esert Storm», Saddam Hussejn lanciò un al-


tacco terrestre riuscendo a conquistare l'abitato di Al Khafji (l) lungo la costa orientale dell'Arabia Saudita. Il Join t Su.rvelliance Target Artack Radar S y ste m (JSTARS), sistema radar aeroportato in grado di fornire in tempo reale la situazione terrestre amica e nemica, monitorizzava l'operazione rilevando che

Ra penetrazione era condotta dall'avanguardia di una forza pari ad almeno due,Divisioni. Le unitĂ irachene, bloccate dalle forze terrestri a contatto (US Marines e fanteria saudita) sostenute da centinaia di sortite aeree che disarticolavano il secondo scaglione, perdevano la capacitĂ di alimentare la batta-

glia e furono respinte, mentre la cittĂ venne Iiconquistata il giorno successivo. L'impiego del 1STARS ha dato risposta ad un grande interrogativo, ovvero come monitorizzare in tempo reale obiettivi mobili sul campo di battaglia traendo indicazioni sulle intenzioni dell'avversario. Tali informazioni,

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Fig. l

INFORMATION DOMINANCE

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Primary lntellìgence Requirements (Pffi) lntellìgence Cycle

SITUATIONAL AWARENESS

- Common Picture Data base, Brìefings Conference calls, Videoconference Reporting (Sìtrep, Logrep....) Digitalìzed Battlefield System

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combinate con l'uso del potere aereo, mettono infatti il Comandante awersario di fronte a due scelte: fermarsi o manovrare; ma in ambedue i casi, avendo perso l'iniziativa e la sorpresa, aumentano le probabilità di subire comunque la sconfitta. Que sto lavorò è centrato su due temi: • il dominio dell'informazione nel campo di b attaglia, sul come guadagnarlo e mantenerlo; • introduzione sul Battlefield Visua1ìzation Concept (2) e le sue relazioni con il processo decisionale. Il significato in lingua dei termini può essere trovatd nel glossario. ...

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IL DOMINIO DELL'INFORMAZIONE DEL CAMPO DI BATTAGLIA ED IL BATTLEFIELD VISUALIZATION CONCEPT

Il dominio d ell'informazione sul campo di battaglia, del quale «Desert Storm» costituisce l'esempio classico, fa parte del cosiddetto Battlefield Visualization Concept. Battlefield Visualizatì'on

è un processo attraverso il quale il Comandante: • sviluppa una chiara conoscenza circa la situazione presente posta in relazione al nemico ed all'ambiente; • individua il desiderato end state (3) che rappresenta l'assolvimento della sua missione; • visualizza la sequenza delle attività per condurre le proprie forze dalla situazione presente all'end state. In sostanza, si può affermare che un Comandante possiede il dominio dell'informazione quando domina la propria situazione, quella relativa al nemico ed all'ambiente, e nel con tempo riesce a intravedere in questo contesto l'end state . Due sono gli aspetti essenziali del Battlefield Vtsualizatìon . Il primo, come già detto, riguarda la conoscenza della sit u azione presente relativa alle forze amiche e nemiche. Tale conoscenza non si riferisce solo alla comprensione dei piani e/o ordini diramati dal proprio Comandante, alla dislocazione spaziale delle forze a mich e e nemich e, al loro live1lo di efficienza operativa e a fattori ambientali,

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ma comprende anche fattori umani quali fatica, morale e sistema decisionale di entrambe le forze. Il secondo aspetto riguarda invece l'abilità di vedere ed interiorizzare la relazione dinamica tra le forze opposte, owero come il Comandante può guidare le forze stesse attraverso una sequenza di attività che collega la situazione presente all'end state. Il Battlefield Visualization comprende q uindi attività quali il prevedere le mosse del nemico e pianificare adeguate contromosse oltre ad elementi temporali che suggeriscono quando 'modificare la gravitazione, quando modificare le priorità, quando rinforzare e quando richiedere rinforzi, quando rompere il contatto ed altro ancora . I.:Information Dominance ovvero il dominio dell'informazione, s i basa su quattro pietre d'angolo: command and contro[ warfare, intelligence, situational awareness e information systems . La relazione logica tra i singoli elementi è illustrata in Fig. l. Command and Contro! Warfare (C2W) La capacità di esercitare il Comando e Controllo costituisce premessa per il successo di un'operazione militare. Sensori, tecnologia in supporto al processo decisionale, data base, sistemi informativi e d i comunicazione sono elernenti fonda wentali di un sistema di Comando-Controllo, mentre l'ordinato flusso delle j nformazioni attraverso le reti realizza l'efficienza del sistema. Un sistema di Comando-Controllo comprende personale, mezzi e procedure che dipartono e confluiscono in nodi. Tali nodi sono elementi critici del sistema in quanto la loro distruzione degrada la capacità di esercitare il Comando-Controllo e, quindi, di


condurre operazioni militari. Ad esempio, la disponibilità dell'Airbome Warning and Contro[ SyS! em (AWACS) e del JSTARS mi gliorano rispettivamente le capacità dei mezzi di difesa aerea e di sorveglianza del dispositivo terrestre nemico. Di converso, essi costituiscono nodi critici da salvaguardare e proteggere. Il Command and Contro[ Warfare (C2W) (4) consiste nell'uso integrato di operations security ( OPSEC) , military deception, psychological operations (PSYOPS), electronic warfare e phisical destruction integrate e sostenute da intelligence allo scopo di (Fig.

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PHISICAL DESTRUCTION

SECURITY

OPERATIONS

ELECTRONIC WARFARE

ALL SOURCE INTELLIGENCE ANO COMMUNICATIONS INFORMATION SYSTEMS

2):

• negare ai nemico l'accesso all'informazione; • influenzare, degradare o distru ggere la sua capacità di esercì tare il Comando e Controllo; • prote~gere la propria capacità di Comando e Controllo contro analoghe azioni condotte dall'avversario. In particolare: • le Operations Security (OPSEC) tendono a negare al nemico l'accesso alle informazioni; • la Military Deception ha lo scopo di ingannare l'avversario manipolando e distorcendo le informazioni in suo possesso; • le Psychological Operations (PSYOPS) agiscono sull'elemento umano incid e ndo su l morale e sulla volontà di combattere del nemico. I media sono da considerarsi mezz i per condurre PSYOPS; • l' Electronic Warfare (EW) mira a degradare l'efficienza dei sistemi radar e di comunicazione dell'avversario; • la Physical Destruction è diretta contro nodi critici del sistema di Comando e Cont r o llo del nemico , quali comandi, centri trasmissioni, ecc.; • il ruolo dell'Intelligence, invece, è quello di concorrere ad individuare i predetti nodi critici

WS : Wl!AI'ON SYSTEM F-~M: E!. I!CTRON IC SURVEL MEASURES ECM: hLI:.CTRONIC COUN'ffiR Ml!ASURES

del sistema di Coman,do Controllo avversario e nel contempo a valutare l'efficacia deU'intera attività C2W. Il concetto operativo del Generale Schwarzkopf nell'operazione « Desert Storm» fornisce un classico esempio applicativo di quanto detto (5). Lo sforzo princ ipale veniva condotto dal Vli Corpo d'Armata sul fianco sinistro direttamente in territorio iracheno al fine di distruggere la Guardia Repubblicana. La decisione di muovere tale Corpo d'Armata nella sua staging area

doveva avvenire solo dopo aver lanciato la ca mpagna aerea, la quale aveva lo scopo di attaccare il sistema di comando e controllo (C2W e Phisical destruction), di incidere sul morale (PSYOPS), di conquistare e mantenere la superiorità aerea anche con azioni d ì guerra elettronica (EW) e dì interdi r e la capacità nemica di condurre intelligence per scoprire dove e guando sarebbe stato esercitato lo sforzo principale (OPSEC). La defini zione di C2W identifica due areè di azione e quindi due diffe renti processi di pian ifi-

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Fig. 4

Fusione delle Informazioni

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NATIONAL INTELLIGENGE CELLS COLLEGATE VIA SATELLITE

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.., JSTARS STAZIONE TERRA

INTERPRETAZIONE FOTOGRAFIE

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mezzi letali (hard kill) ; • valutare gli effetti dell'azione sull'intera operazione (A S SESS); • riprendere il ciclo.

ESMRILEVATORI

Il secondo processo di pianificazione, dì natura difensiva, tende ad identificare i nodi c ri t ici del sistema dì Comando e Controllo amico, ad analizzarne le vulnerabilità e a fornire linee di azione per la loro protezione.

.. GUERRA

TRUPPE SUL TERRENO QUALI SORGENTI

Inte lligen ce

DI INFORMAZIONI ~ ~

~~ Fig. 5

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DISSEMINARE ~ • Dlatrlbulre lntel lnfo al Comandi auparlore e aubordlnatl. • Conalderare esigenze di lntelllgence dal baBSO. • Iniziare nuovamente Il ciclo.

essere un'attività coordinala ad

• Quali aono l Prlorlty lntetlllgtt nc•• Requlrementa (PIR)? • Quali risorse lntel sono disponibili? • Come si puo' dare rlaposta al PIR indicati dal Comandante?

! PROCESSARE ~ • Trasfonnare lnfonnazlonl In lntelllgence. • Rielaborare gli obblettivi. • Analizzare la situazione.

•tar"'"""p, cazjone. Il pr~mo, di natura offensiva, è denominato Command and Contro! Warfare Targeting, i] quale opera nel qvadro del TargeL Engagement Cycle. Esso mira a (Fig. 3): • determinare quali obiett~vi attaccare in (·unzione del concetto operativo del Comandante (DECIDE); • iden tificare i nodi critici del si stema di Comando e Contr61lò nemico (DETECT); • analizzare la loro vulnerabilità

I:Intelligence è la seconda pietra d'angolo dell'Jnfornration Dom.inance. Essa è una risorsa preziosa che va utilizzata dal Comandante individuando in ordine di priorità i cosiddetti Primary lntelligence R equirements (PIR) (6) i quali, a loro volta, indirizzano le operazioni dì raccolta. L'lntelligence deve

• Assegnare i tasks. • Raccogliere info sul combattimento. • Fornire supporto al TARGETING. • Rifocalizzare la raccolta , se necessario.

e la loro importanza ai finì dell'esercizio del Comando e Controllo; • stilare Jlordine di priorità di attacco dei nodi stessi (target lisl); • determinare gli effetti desiderati su ogni nodo; • colpire i nodi critici (DELIVER) con mezzi non letali (soft kill) quali ad esempio Suppressio11 Enemy Air Defence (SEAD), Electronic Counter Measures (ECM), oppure con

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ogni livello di comando e pertanto tutte le agenzie interessate sono rappresentate in una All Source Celi, ovvero cellula di fusione delle informazioni. La Fig. 4 illustra, a livello Corpo d'Armata o Land Com.ponent Commander, l'attività di fusione di informazioni originate dal JSTARS e relativa stazione a terra, dalla TACRECCE e velivoli non pilotati, AIR RECCE, dalla attività di guerra elettronica condotta con Electronic Survelliance Measures (ESM), dai Comandi superiori e subordinati, dalle truppe sul terreno, dalle Nationallntelligence Cells (NICs) collegate via satellite ecc.. È da sottolineare il fatto che un singolo evento può essere riportato da sorgenti diverse in tempi diversi, a seconda del numero di passaggi lungo la catena di Comando-Controllo e del sistema dì riporto (tempo rea1e1 periodico, casuale). Prima dell'avvento del JSTARS la fusione delle informa~ioni dava spesso risullati nebulosi. Le

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sorgenti indicate in Fi g. 4 poss iedono infatti una o più delle segu enti limitazioni: le condizioni di buio o scarsa visibilità degradano sensibilmente l'efficacia della maggior parte dei sistemi; nessuna di esse è in grado di rilevare obiettivi mobili su vaste a ree dell'ordine di 300x300 chilometri; l'anal isi delle informazioni richiede tempi dell'ordine di ore, ed in laluni casi giorn i. L'impiego del JSTARS ha quindi migliorato se nsi bilm e nte la capacità di condurre la cosidde tta Reconnaissance, Intelligence, Survelliance and Target Acquisition (RISTA) (7) le cui componenti sono: • Area Survelliance, per la raccolta di informazioni sul p otenziale avversario; • Recormaissance in Depth, che forn isce informazioni su aree non battibili dal fuoco diretto; • Combat Reconnaissance, per le esige n ze informative delle unità a contatto con il nemico; • Target Acquisition, inteso co me processo che fornisce informazioni sulla posizione delle forze nem ic he con un'accuratezza tale da consentirne la neutrali zzaz ion e o la distruzione utilizzaJ1do un processo analogo a quello già illu stra to in Fig. 3. L'impi ego coordi nato delle risorse di Imelligence, ivi compreso il JSTARS, forn isce quindi al Comandante la possibilità di visualizzare in tempo reale il movimento delle forze amiche e nemiche in una vasta area, anche in condizioni di scarsa visibi li tà. Per quanto attiene al processo in formativo, esso si svolge secondo il ciclo illustrato in Fig. 5. Il Comandante determina i suoi Primary I n telligence Requiremenls (PIR), lo staf( (8) individua le risorse più adatte all o scopo le quali a loro volta hanno il compito di raccogliere i dati necessa t·i. Qu est i vengono poi

Situational Awareness & Common Pietore PIANI.ORDINI

SllVAliONE

DAJCOMANOI

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SllVAZJONE~ NEMICA ~

Integrazione Verticale ed Orizzontale

PIANI.ORD!l'l Al COMANDI INFERIORI

pr ocessati, trasformati in Imelligence, e quindi di sse minati a tutti gli utenti. S i tuational awareness e relazioni con il processo decisionale

•

Situational Awareness, ovvero consapevolezza della s itua7.ione, è la terza pietra angolare del cosiddetto !nformalion Dominan ce. Essa fornisce al Comandante risposte suUa d islocazione dell e forze amiche e nemi c h e, s u lla loro attività, sul loro status, sul la capacità di assolvere la missione assegnata, sullo sta to dei riforn imenti, ecc.. Una chiara Situational Awareness (Fig. 6) consente ai Comandanti di condividere un quadm di situazione del tipo near realtime (9), ovvero quasi in tempo reale. Tale quadro d'ins ieme deri va dalla cosiddetta common piclure, proveniente da inform azioni inserite in numerosi dala base condivisi m ediante l' integrazione verticale (tra i dive rs i livelli di comando anche in quadro interforze) ed orizzontale (all'interno di un comando e tra agenzie di pari livello anche interforze).

È importante sottolineare che i predetti data base fanno parte integrante, come ~ell'esempio in figura, di sei sistemi operativi: interforze (o Joinl), lntelligence, difesa aerea, manovra, fuoco e logistica. La common piclure comprende inform az ioni provenienti da: pia ni e/o ordini del comando supe riore; rapporti dai comandi infe riori; s ituazione presente relativa alle forze amiche, nemic he, all'alllbiente; ele menti non imp eg nati in combattimento ( l O) quali rifugiati, prigioni e ri di g ue rra, otganizzazioni non milita.-i ; stato delle risorse; Recognized Ground and Air Picture ( l l ) e così via. Tali e lementi di situazione, processati dallo staff (G 1-G2-G3G4-FSE Fire Support Elem.ent), conducono alla valutazione della s ituazione (staff estima/es) e qui ndi Situational Awareness da parte del Comandante, producono decisioni , ordini ed az ioni c he interve ngono a modificare i vari data ·base interforze, ln~elli­ gence, difesa aerea, manovra , fuoco e logi s lica m e ttendoli a disposizione dei Comandanti a i vari livelli. La commo11 picture, c he come

25


già detto tende a visualizzare la situazione presente, viene realizzata attraverso altri strumenti quali l'utilizzo di rapporti scritti (SITREP, INTELRE P, LOGR EP, ecc.), riunioni mattutine e seraU (Update Conference Calls), rese facili per l'impiego di presentazioni del tipo Power Point durante il collegamento in videoconferenza o telefonico tra i Comandanti, riunioni di gruppi di lavoro quali il Comm.and Group, il Joint Targeting Group, il Corps Planning Team, il Crisis Management Team, il Media Perception Team, Joint Air Defence Group, ecc. Situational Awareness e Common Picture sono parte inlegrante del processo decis ionale il cui mode llo è riporla to i n Fig. 7. Tale model1o, il quale si basa sul presupposto che azzurro e verde conducano un ana logo processo decisionale, può essere

IL DOMINIO DELL'INFORMAZIONE IN BOSNIA-ERZEGOVINA Nell'operazione «Joint Endeavour» si è fatto ampio uso di sistemi d'arma non letali, quali SEAD, PSYOPS e media. La forza multinazionale infatti, pur possedendone le capacità , non ha mai impiegato sistemi d'arma letali. Le parti in lotta (Former Warring Factions FWF) erano stupite dalla qualità e quantità delle informazioni disponibili a livello coalizione. Tali informazioni sono spesso state utilizzate per prevenire atti ostili e forzare i contendenti nel binario del processo di pace. Nel campo del Command and Contro! Warfare (C2W) si è teso ad ottenere la cooperazione delle parti in lotta favorendo la loro capacità di esercitare il comando e controllo anziché distruggerla. La gestione dei media, che è parte delle PSYOPS, si è rivelata un moltiplicatore di forza. Stazioni radio e televisive diffondevano informazioni sui campi minati , sul contenuto del Trattato di Pace mentre un giornale gratuito informava settimanalmente la popolazione sui progressi ottenuti (Figg. A e B). Di converso, il fatto che numerosi giornalisti televisivi e della carta stampata richiedevano informazioni direttamente ai militari della forza di pace ed altri avevano accesso ad alcune aree dei comandi ha costituito un rischio per le Secwity Operations (OPSEC). L'esercizio deU'Intelligence, considerato il carattere multinazionale deU'Qperazione, ha. richiesto un notevole sforzo per reali7;Zare una

STAZIONI RADIO IN BOSNIA ERZEGOVINA

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rete infonnativa in grado di consentire la condivisione delle infonnazioni raccolte con sistemi spesso non interoperabili tra loro. Inoltre, attività sulle parti in lotta sono state raccolte utilizzando varie risorse quali le forze sul campo, assetti dell'lntelligence, ricognizioni sulla zona di separazione attuate con velivoli ad ala fissa e rotante, forze di manovra, A WACS e JSTARS, operazioni psicologiche, affari civili, International Police Task Force, Forze speciali e Joint Military Commissions (JMCs). Per quanto riguarda l'aspetto Situational Awareness, questo interessava non solo l'Implementation Force (IFOR) ma anche le parti in lotta (Former Waning Factions -FWF). L 'utilizzo di rapporti formattati di situazione, piani, ordini, briefings, sessioni in videoconferenza e conferenze mattutine e serali ha consentito l'aggiornamento quasi in tempo reale dei Comandanti ad ogni livello. Da non trascurare l'impiego di numerosi interpreti che ha consentito di compilare la mappa riportante decine di migliaia di campi minati distribuiti su tutto il territorio della Bosnia-Erzegovina. Infine, il settore dei sistemi infonnativi si è rivelato un grande successo. n sistema infonnativo della NATO, denominato CRONOS e composto da Wide Area Networks (WANs) connesse a nurnerose Local Area Networks (LANs) ha consentito il rapido, efficiente e sicuro passaggio delle infonnazioni tramite un servizio di posta elettronica basato sulla tecnologia Microsoft Migliaia di utenti hanno avuto la possibilità di scambiare dati, informazioni, documenti, data base e immagini realizzando una vera integrazione orizzontale e verticale del sistema infonnativo.

cosi spiegato: • il Comandante, elemento cardine del p•·ocesso di Comando e Controllo, osserva l'ambiente (ut ili zzando sensori, sistem i informativi e rapporti provenienti dai Comandanti subordinati) al fine di raccogliere dati sulla situazione delle forze nemiche ed amiche. Questi vengono tra loro co1-relati, fusi e rappresentati nella cosiddetta Common Picture, la quale fornisce l'immagine dello spazio della battaglia condivisa a tutti i livelli di comando. Il processo informativo gioca qui un ruolo primario sulla capacita di orientamento del decisore; • a mezzo di un processo cognitivo il Comandan t e orienta quindi se stesso formando un'immagine mentale della s ituazione presente, trasformando i dati e le informazioni in valutazioni, deduzioni e as-

DISTRIBUZIONE HERALD OF PEACE

Fig. B

SERBIA

114.000 copie a settimana in tre lingue •

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CROATO

24.000

BOSNIACO

41.000

SERBO

49.000

TOTALE

114.000

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MONTE NEGRO

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Fig. 7

DECISION MAKING-EXECUTION CYCLEMODEL

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sumptions. Al termine della attjvità di orientamento egli reali zza la compre nsione dello spazio d ella battaglia, ovvero il situational awareness. Tal e fase è la chiave di volta del processo decisionale in quanto influenza le modalità con eu i egli osserva, decide ed agisce; • il Comandante quindi decide la Hnea di a zione e manifesta le sue intenzioni che vengono trasformate dallo staff in piani e/o ordini. • infi ne, nella fase Act il Comandante interagisce con il processo decisional e del ne mico, moni torizza 1'esecuzione. dell' azione sul campo di battaglia, osserva i risultati ed il ciclo r iprende.

n mode llo appe n a illustrato isp ira le seguenti cons iderazioni: • il ciclo decisionale è un processo continuo nel quale tutte le fasi sono presenti ad ogni livello di comando. Ciasc un Comandante, in fatti, raccoglierà informazioni , sviluppe rà il situationa l awareness e pianificherà le operazioni future me ntre conduce l'ope razione;

• i Com a nd anti a ciascun livello

debbono aver c hi aramente co mpreso le intenzioni e gli ordini del proprio Comandante, al fine di evitare frizioni ed inconsapevolmente «remare contro» . Il back brief è un o strumento che consente a ciascun Comandante di velificare che i propri subordinati abbiano compreso i suoi ordini; • sebbene i cicli decisionali dei Comand a nti azzurro e verde condividano lo stesso spaziotempo, essi non sono tra loro sincronizzati, per ovvie ragioni; • la capacità di imprimere ritmo alle operazioni ha tre componenti: la velocità delle decisioni; la velocità di esecuzione; la velocità con la quale le fo rze sono in gra do di passare da un'attività ad un'altra. Tale capacità cost itui sce fattore di successo, neJ sen so che una m aggi ore ve loc i tà d e l ciclo In formazio ne-Decisione-Azione in ca mpo azzurro ge nera confu s ione in ca mpo verde ralle ntandone la capacità deci siona le e con du cen d o lo a ll a sco nfitta . Liddc ll Hart co m mentò così l'invasione tedesca

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della Francia nel 1940: « ... l'azione condotta dalle unità corazzate tedesche paralizzò gli Stati Maggiori francesi ... al punto che gli ordini venivano diramati quando erano già superati dalla situazione, spesso con oltre ventiquattro ore di ritardo ... Ciò produsse panico, portò alla paralisi ed alla perdita della capacità di resistere ... » . La digitalizzazione del Campo di Battaglia ridurrà iJ gap tra la near real-time e la real-time picture, quest'ultima per il momento operativa solo nel campo della difesa aerea . Un Comandante di battaglione can-i, ad esempio, potrà disporre in tempo reale della situazione relativa alle munizioni e carburante eli ciascuno dei propri mezzi c nel contempo seguire il loro movimento attraverso ostacoli e campi minat i rappresentati su un videoterminale. Sistemi Informativi (Information Sy stems)

I Sistemi Informativi (Information Systems), quarta pietra angolare dell'!nformation Dominance, rappresentano il sistema nervoso che lega tra loro Command and Contro[ Warfare, Intelligence e Situational Awareness come già illustrato in Fig. l. E ssi consentono di attuare il coord inamento quasi in tempo reale su tutta l'area delle operazioni ed estenderlo, virtualmente, anc he al di fuori di essa . La tecnologia dell'era dell'informazione migliora notevolmente la capac ità di visualizzare, anticipare e rispondere prontamente e correttamente a nuove situazioni. In particolare, l'utilizzo di sistemi in format ivi del tipo Wide Area NetiVorks (WANs) c Local Area Net 1vorks (LA s) associato a specific i prodotti softiVare, ha un im patto positivo nelle seguenti attività:


GLOSSARIO BATILEFIE LD VISUALIZATION CONCEPT n ballle{ìeld visua/ìzation concept, ovvero concetto d i visua lizzazione de l campo d i battaglia, descrive il modo con cui dovrebbe essere esercitata l'auività di comando non solo io operazicni belliche ma anche in qucUe di su pporto aJla pace. Secondo tale concetto il Comandante, che comunque manliene un ruolo di primo piano, utilizza s istemi informativi a i fi ni di miglior·arc la comprcn:.ionc (situational awareness) d i ciò che avviene sul campo d i baLLaglia. di ridurre i margini di incertezza c di rischio cd infine di trasmettere rap idamente le sue intenzioni e g li ordini. Il campo d'a pplicazio ne, pur essendo specificamente riferito allivello Brigata e superiore, s i estende a tuui i livelli d i comando. L'In{onnation Dominance è parte integrante di questo concetto. E ND STATE L'end state viene dcrinito come lo s tato o la s it uazio ne c he deve essere raggiunto per cons ide rare il connitto terminato o risolto. Esempi d i end state a livello operativo sono: la libe razio ne de l Ku wait ne ll'ope razio ne «Dcscrt Storm»; l'aver creato un ambien te favorevo le nel qua le le Nazio ni Unite e le o rgani zzazio ni no n governa ti ve possono ass umere la piena responsabilità d i condo tta delle operazio ni di sostegno umanitario ne ll'ope razio ne «Resta re Ho pc» in So malia; l'essere riusciti ad ottenere- entro 12 mesi - la cessazio ne delle os tilità, il ritiro delle forze da lla zo na di sepa razio ne cd il r itiro delle forze appartene nti a Nazio ni estere ne ll'operazio ne «Jo,int Endea vourn in Bosnia-Erzegovina . JSTARS (Joim Su111el/iance Target Acquisition Radar System ) È un s istema acropor·ta to per la sor veglia nza degli o bie ttivi mo bili a bassa velocità (carri, veicoli, elicotteri). Esso comprende due clementi t ra lor·o complementari: un s is tema aeropor tato (Ah·borne RadarSys1em ), insta llato su piattaforma Boeing 707, ed una stazione a terra (Ground Station Module). Le informazioni radar ed i messaggi tra i prede tti elementi vengono tras messi via dala link utilizzando il Joint Tactical l n{ormation Dist ribution System (JTIDS) c he li immette nel s is te ma di Co mando e Controllo delle forze aeree, utilizzato, tra l'altro, anche dall'AWACS. Entrambi i Comandanti delle forze aeree e terrestri, così come il Comandante operativo, possono monitorizzare o biettivi fissi e mobili facilitando le attività di targeting e gestio ne de l campo di battaglia. LEAD NATION Lead Nation è una azione che si assume la responsabilità di fornire sostegno logistico a fone multinazio na li. PIR {pronuncia pi-ai-ar) Primary lntelligence Requiremems. l PIRs sono la pane nemica dei Commander's Criticai ln(orrnarion Requiremems (CCIR). Con essi il Comandante de finisce: c he cosa egli vuole sapere (imelligence required), perché, enu·o quanto tempo ed infine come (tipologia del for mato e metodo per ottenerlo). Sebbene la definizione si avvicini al concetto Elementi Essenziali d'I nformazione, in quest'ultimo tuttavia manca l'elemento priorità. RAP (Recognized Air Picwre) e RGP (Recogni:.ed Ground Picwre) La Recogni:ed Air Picwre, denominata usualmente RAP è il risul tato della fusione delle informazioni provenienti da diverse piattaforme radar terrestri e/o aeroportate. Ad esempio, su un videotcrmina le a livello Divisio ne o Br·igata è possibile disporre della situazione aerea in tempo reale, con c hiare indicazioni sui velivoli amici (chi sono, dove sono, cosa fanno). La Recognized Gr01md Picture (RGP) fornisce le stesse informazioni per o biettivi mobili appa rtene nti alle fo rze te rrestri amiche e nemiche. È possibile, ad esempio, vedere u na colo nna di carri in movimento cosl come un'autocolo nna di rifo rnime nti. Solo il JSTARS dispone di questa capacità su aree delle dimens io ni di 300x300 c hilometri. Nell'immedia to futuro vedrà la luce la Recognized Air Grou11d Pie/Lire (RASP) ovvero l'integrazione tra le prede tte RAP c la RG P. L'avvento de lla RASP consentirà ai Coma ndanti te rrestre cd aereo di vedere ciascuno la s ituazio ne in te mpo reale dell'altro. ROLE SPECIALIZATION. Si parla d i Role Specia/ization , ovvero specializzazio ne de i ruo li, qua ndo una Nazio ne s i assume la responsa bilità di fornire sostegno logistico d i fo r·ze multinazio na li in uno specifico campo, ad esempio quello sani tario a live llo Role 3. SITUAZIONE REAL-TIME e NEAR REAL-TIME Una s ituazione real-time deri va da lla disponibilità di dati in te mpo reale. Esempi sono la Recognized Air PicLUre fomita da radar tcn·estri ed aer·oponati (AWACS) oppure la Recog11ized Ground Picwre fo rnita invece da s is te mi tipo il JSTARS. Una situazione near real-I ime deriva invece da lla fusione di d a ti provenie nli da fo nti di ~e rse qua li ra pporti (SITREPs, INTELREPs, LOGREPs ... ), fotografie aeree ecc .. Tale processo d i fusio ne, che ric hiede un certo te mpo, produce quindi una s ituazione vicina al te mpo reale (near real-time). STAFF Con il termine di sraff si intende lo Stato Maggiore di un Coma ndo. TARGETING U Targeting è un pt·ocesso attraverso il quale s i individua no gli obiettivi ne mici c s i sceglie il miglior sis te ma per la lo ro neutralizzazione o distruzione. Tale processo rigua rda principa lmente tre aspe tti: • la selezione degli obiettivi nemici, in funzio ne della loro importa nza a i soli fini del successo de lla missio ne assegnata; • la scelta del s istema più adatto per ri levarl i ed a ttaccarli no n solo con mezzi le ta li ma a nc he con mezzi no n le tali, quali ad esempio SEAD (Suppression Enemy Air Defence), campagna d'infonnazio ne (fn{omlatioll Cam paign); • il risulta to da conseguire in termi ni di d istntzione, ritardo dell'azio ne ne mica o limitazione de lla sua libe t·tà di azione. Per spicgar·e le modalità di scelta degli obiettivi nemici s i prenda in cons iderazione l'esempio c he segue. La disponibilità nemica di uni tà del Genio pontieri è certamente u n o bie ttivo ad alto valore intrinseco qua ndo nel concetto d'a zione dell'avversario è previsto il superamento d i un corso d'acqua. Ma se nel nostro concetto operativo s i prevede di lasciare che il nemico lo attraversi pe t· poi contrattaccarlo durante una fase critica de lla s ua a zio ne, ebbene in ta l caso l'unità de l Genio pontieri nemica non è per noi un o biettivo pagante, pur ma ntenendo un alto valore intrinseco. GPS (Globa/ Positioning System) è un sis tema composto da: • un s istema d i 20 sate lliti geostazio nari che coprono tutta la superfic ie te rrestre; • un'attrezza tu ra a terra in grado di ricever·c i da ti da almeno tre dei predeui satelliti e de te rminare le coordinate del punto d i s tazio ne con una precisione c he vatia da 5 me tri a 100-300 metri; COMMUNICATION ZONE zona delle comunica zioni. NATIONAL SUPPORT ELEMENT Sono clementi che ha nno il compito di sos tenere una forza schierata in un teatro d iverso dalla madrepatria. Essi operano nor·malme nte pr·esso i Sea Ports o{ Desembarkalions (SEAPODs ) e/o g li Air Ports o{ Desembarkations (APODs).

•


• schieramento della forza (deployment). È già disponibile un software denominato AD AM S (Allied Deployment and Movement System) in grado di produ rre l'itinerario per i materiali e per il personale. Esso consente, premendo u n pulsante, di stampare un doc u mento del tipo «i nvia il radar 111 dal battaglione X della Brigata Y via ferrovia il giorno D+S da Milano a Napoli, per essere caricato sulla nave Z che dopo due giorni di navigazione arriverà al porto W il D+ 8». Inoltre, per i containe1·s dotati di Global Positioning System (GP S) è possibile monitorizzare costantemente la loro dislocazione con un errore di 5 metri; • logistica, in quanto realizza l'uso efficiente di risorse scarse consentendo di identificare e rispondere prontamente alle esigenze de l campo d i battaglia . Considerevoli risparmi possono essere realizzati altuando i princìpi di Lead Na.tion ( 12) e Role Specialization (13), anche se ciò a volte comporta una riduzione dell'autorità nazionale in campo logistico; • condotta delle operazioni, in quanto consente l'aggiornamento immediato della situazione, l'inoltro rapido dei rapporti, la disponibilità ai livelli interessati della Recognized Air Picture e della Recognized Ground Picture, la pianificazione e monitorizzazione delle operazioni aeree e così via. In Fig. 8 è riportato un sistema informativo analogo ad Internet che collega tra loro Comandanti a livello strategico (Strategie Commander), operativo (Operational Commander) e tattico nelle loro componenti terrestre, aerea e marittima, la Zona delle Comunicazioni (Communications Zone) e gli E lementi per il supporto Nazionale (National Sup-

NETWORKS (LANs & WANs) STRATEGIC COMMANDER WAN

OPERATIONAL COMMANDER WAN

(CAOCs)LAN

LAND COMMANDER

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LAN: Lo<al Are.a Network. WAN: Wide Area Network

porl Elements) che operano nei Sea Ports of Desembarkation (SEAPODs) e Airports o{ Desembark.ation (APODs). L'altra faccia della medaglia è che alla proliferazione di sistemi informativi è associato un analogo incremento delle esigenze in termini di sistemi trasmissivi e frequenze . Le esigenze del campo di battaglia impongono la realizzazione di reti infomJative ad alto grado di sicurezza, collegamenti via satellite, l'adozione di sistemi C4 e relative LANs rischierabili e possibilmente senza fili di connessione, l'eliminazione dei colli di bottiglia (14) e la disponibilità di adeguate misure di protezione contro i virus informatici (15). Inoltre, lo staff dovrebbe utilizzare lo stesso software anche per le attività di guarnigione al fine di facilitarne l'impiego in operazioni. Idealmente, il personale impiegato in un Teatro dovrebbe arrivare sul posto, fare il cosiddetto plug in -letteralmente «attaccare la spina» - ed ottenere un'immediata connessione con gli utenti desiderati. In Fig. 9 sono illustrate sia l'ar-

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COMBINED AIR OPERA110NS CENTREs

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chitettura di base che le funzioni di un sistema informativo per la gestione delle operazioni terrestri. Ciascuna Nazione ha sviluppato propri sistemi informativi e di Comando e Controllo, dotati però di scarsa interoperabilità non solo sul piano interfor:z.e nazionale ma anche su quello multinazionale. Tra i più noti, in ambito aeroterrestre, sono da annoverare: • per la pianificazione e monitorizzazione dell'impiego delle forze aeree due sono i principali sistemi: il Contingency Theater Air Planning System (CTAPS) e l'li'Lterim Combined-AirOperalion -Centre Capability (ICC). Mentre il primo è adottato dagli Stati Uniti d'A111erica, il secondo è in corso di implementazione in tutti i l>aesi NATO europei; • per il Comando e Controllo delle forze terrestri ciascuna Nazione ha H suo sistema informativo. La via statunitense passa per l'Anny Battle Command System (ABCS), il quale possiede una certa interoperabilità interforze mentre il Regno Unito dispone dell'Jntegrated ARRC


..... Fig. 9

Architettura di un Sistema Informativo per Forze Terrestri Gestione ed Amministrazione dei data base Amminis traaone della Sic urcl2ll Amministrazione della Rete Supporti Mu lt imedìali Simula zioni operath·e Office Automation Gestione Messaggi Gestione dei File

\ OI[)I'r:azicmi del gen io Sostegno Sanita rio Difesa cont roaerei Affari civili

Valutuione del Terreno Pianifica.done m o\ imento autocolonne Stato dei rifornimenti e dei materiali

Jnformation System \ IARRCISS) in uso presso il Comando del Corpo d'Armata di Reazione Rapida di ACE (ARRC). La via italiana, peraltro nota, è rappresentata dal Sistema Informativo Automatizzato Comando e Controllo SIACCON le cui funzioni dovrebbero essere quelle indicate in Fig. 9. Per la gestione dei sistemi contraerei terrestri e dello spazio aereo del Corpo d'Armata sono da annoverare il SOATCC italiano, l'Air Defence Command lnformation System (ADCIS) in dotazione ad ARRC e molti altri ancora; • per l'esercizio del ComandoControllo a livello interforze, la NATO dispone di un sistema denominato CRONOS il quale è in grado di realizza1·e facilmente le connessioni illustrate in Fig. 7; • infine, nel campo della difesa aerea integrata, risulta peraltro noto il NATO Integrated Air Defence System (NATINADS).

missione in Bosnia-Erzegovina, ultimo esempio di una lu nga serie di crisi trasformatesi in conflitto guerreggiato, sottolinea la necessità di disporre di Intelligence, sistemi informativi e di Comando e Controllo con i relativi mezzi di telecomunicazione. Senza tali elementi ch iave viene meno non solo la capacità di gestire efficacemente le crisi ma anche la possibilità di schierare le forze necessarie in tempo uti le per prevenire pericolose escalat ions. In tale quadro, il dominio dell'informazione nelle aree a rischio s in dal tempo di pace e la capacità di mantenerlo in caso di impiego della forza costituisce un importante elemento a disposizione dei d~cision.s makers.

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* Tenente Colonnello, Capo Sezione Difesa Aerea presso il Corpo d'Armata di Reazione Rapida di ACE

CONCLUSIONI

Lo slogan Vigilante is the price of freedom è tuttora valido. La

NOTE ( l ) Generale S chwarzkopf, <<lt does not take a hero», Bantam Books pagi-

na 526 e segg.; Generale Merril Mc· peak, Capo di Stato Maggiore delle Forze Aeree durante l'operazione «Desert Storm» ar1icoli vad. (2) Balllefìeld visualization concept, TRADOC Pam 525-70. (3) L' «End State» viene definito come lo stato o la situazione che deve essere raggiunto per considerare il connitto terminato o dsolto. Alcuni esempi sono indicati nel glossario. (4) JCS MOP 30 marzo 1993. (5) Generai Schwarzkop(, <<lt docs nottakc a hero», Bantam Books pagina 473 c segg.. (6) I Primary Intelligence Requirements (PlRs) sono la por-zione nemi· ca dei Conimander's Critica/ ln{ormation Requirements (CCIR). (7) ATP 35 pag 2-23. (8) Con il termine di staff si intende lo Stato Maggiore di un Comando. (9) Una situazione real-time deriva dalla disponibilità di dati in tempo reale. Per ulteriod informazioni si rimanda al glossario. (10) La presenza di elementi non impegnati in attività ostili, denominati non combatants, e la loro attività può condizionare il processo decisionale. (11) La Recognized Air Picture, denominata usualmente RAP, altri non è che il risultato della fusione delle informazioni provenienti da diverse piattaforme radar terrestri e/o aeroportate. Per ulteriori informazioni si rimanda al glossario. ( 12) Lead Nation è una Nazione che si assume la responsabilità di fornire sostegno logistico a forze multinazionali. (13) Si parla di Role Specializatio11 quando una Nazione si assume la responsabilità di fornire sostegno logistico di forze multinazionaJi in uno specifico campo, ad esempio quello sanitario a livello Role 3. (l 4) I colli di bottiglia di un sistema informativo sono s trozzature sulle autostrade informatiche che provocano code c quindi ritardi nella trasmissione delle informazioni. (15) Nei sistemi informatici distribui· ti la trasmissione di virus è notevolmente facilitata dal collegamento in rete. L'immissione di un virus su uno dei terminali può contagiare l'intera rete in breve tempo e, a volte, rendere il sistema inutilizzabile per ore. La disponibilità di sistemi antivirus aggiornati è pertanto indispensabile.

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Finito di stampare nel marzo 1998


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