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LA CASA MILITARE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

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L'espressione «Casa Militare» potrebbe oggi facilmente ingenerare incomprensioni ed equivoci; per molti potrebbe addirittura risultare priva di concreto significato in quanto riferibile soltanto ad un passato decisamente lontano. In realtà, si tratta di una Istituzione ancora attuale che percorre ininterrottamente gli ultimi quattro secoli della storia d'Italia; la sua funzione è stata sempre riconosciuta e si è realizzata nella forma di una costante presenza militare presso il più alto vertice dello Stato. (_Jui, per facilità di esposizione, con •la denominazione «Casa Militare» - ancorché comparsa per la prima volta in un regio decreto del 16 gennaìo 1871 - si intende genericamente il ~omplesso delle cariche e delle strutture militari organicamente preposte al servizio presso la Suprema Autorità dello Stato, in continuità con 1' epoca premonarchica del Ducato piemontese e con il periodo del Regno sabaudo. La non agevole ricerca di un filo conduttore nella evoluzione storica di questa Istituzione - dedicata alla persona del Sovrano prima e del Presidente della Repubblica poi costituisce lo scopo primario delle presenti note.

DALLE ORIGINI AL 1848 Sul piano generale la «Casa Militare» rinviene i suoi naturali precedenti storici nelle milizie medioevali adibite alla difesa ed alla sicurezza dei Sovrani, delle loro famiglie e delle dimore residenziali. Re, Principi e Signori disponevano di truppe personali nettamente distinte dall'organizzazione degli Eserciti, non di rado provviste di insegne ed uniformi proprie. Erano ·costituite da comandanti e gregari severamente selezionati, sottoposti a particolari norme disciplinari, orIn copertina Sottu/ficiak in tenum di gran gala a cavallo - 1899. A destra. Archibugiere, Guardia della Porm - 1713.

dinative ed amministrative in relazione alla delicatezza dei compiti ad essi affidati. Se ne ha un significativo esempi~ nella compagine armata esistente presso la Corte savoiarda dell'ultimo Medioevo. Seppure l'esiguità delle fonti d'epoca prerinascimentale consenta soltanto riferimenti generici, questi sono tuttavia sufficienti a delineare un quadro realistico della struttura militare affiancata alla Corte piemontese, vera antenata della «Casa Militare>>.

Gli armati preposti alla difesa della persona e della residenza del Capo dello Stato erano tratti con atto d'imperio dalla nobiltà e dalle truppe delle Signorie sottoposte. Riscontri storici certi al riguardo si trovano nel Corpo degli Alabardieri di Amedeo V il Grande (1285 1323), nelle «guardie di palazzo» delle diverse dimore residenziali di Aimone il Pacifico (1329-1343) e negli «arcieri a cavallo» del Conte Amedeo VII (1383-1391). Anche Amedeo VIII (1391-1440) disponeva di un reparto di «arcieri a cavai-


Archibugiere, Guardia della Porta - 1775.

lo» per la tu tela della propria persona, che divenne molto più consistente all'epoca del Duca Ludovico (1451-1465) , promotore dell'elevazione del fasto e della raffinatezza della Corte savoiarda. Si ha altres) notizia che durante la reggenza di Jolanda di Savoia esisteva una guardia di «arcieri permanenti» che, per particolari esigenze, veniva saltuariamente rinforzata con contingenti dei castelli dipendenti; un esempio questo, tra l'altro, della ormai consolidata potestà

assoluta del Monarca sull'apparato militare dell'intera comunità statale. Non ci sono notizie comprovate sull'adozione di particolari uniformi da parte dei componenti di queste truppe scelte, ma lo si può arguire dal fatto che all'epoca di Carlo III (1504-1553) gli «arcieri della guardia>> ostentavano una stola di colore argento recante sul davanti e sul tergo la Croce di Savoia in seta azzurra. È al Duca Emanuele Filiberto di

Savoia (1554-1580) che va ascritto il merito di aver conferito un primo assetto permanente alla Casa Militare, con norme organizzative e amministrative destinate a costituire la base di ogni successiva configurazione dell'istituto. Notizie risalenti al 1557 docu .... mentano l'esistenza di una «compagnia archibugieri a cavallo», formata da nobili e da arcieri, con funzioni di guardia personale del Duca. Nel 1566 il reparto si arricchl di una «compagnia di gentiluomini d'arme di Sua Altezza», in cui confluirono esclusivamente elementi della nobiltà sottoposta. Allo scopo di consolidare l'amicizia tra la Casa di Savoia ed i cattolici elvetici, nel 1579 al contingente si aggiunse una «compagnia degli svizzeri», ma già in precedenza le relazioni con la Francia erano state rafforzate con la costituzione (1573) di una «compagnia d'uomini d'arme francesi del Serenissimo Principe», finanziata dallo stesso Re di Francia. La Casa Militare, cosl composta, oltre ad assolvere compiti di sicurezza e difesa, assicurava anche i servizi d'onore e di rappresentanza in tutte le cerimoni~ ufficiali, comprese quelle per la presentazione delle credenziali degli Ambasciatori ed il loro commiato. Per quanto attiene all'uniforme, è documentato che le guardie personali del Duca sovrapponevano all' armatura una casacca azzurra, ._. mentre gli arcieri indossavano a tracolla una sciarpa azzurra con frangia d'oro. I gentiluomini d 'arme di Sua Altezza, in segno di distinzione, vestivano armature dorate e casacche di velluto nero guarnite da passamani di seta dorata. Tra le armi in dotazione avevano anche l'archibugio da fuoco (focile) , la cui adozione denotava una precisa volontà di conferire a quelle truppe speciali un'elevata efficienza. Durante il Ducato di Carlo Emanuele I (1580-1630) venne per la prima volta istituita la carica di


Guardia del Corpo - 1816.

«aiutante di campo», nel 1629; poco si sa delle funzioni connesse, anche se verosimilmente la funzione primaria doveva essere quella propria di colui che «aiutava>> il sovrano sul «campo di battaglia». Peraltro, come risulta da un elenco degli «aiutanti» dell'epoca, non tutti i prescelti erano militari. Il lungo periodo comprendente la reggenza di Maria Giovanna di Nemours e la sovranità di Vittorio Amedeo II (1675-1730) segna un " momento particolarmente significativo nella storia della Casa Militare, sia pe~ché ad essa si apportano innovazioni anticipatrici di assetti destinati a durare nelle linee generali fino al1831 sia in relazione alla trasformazione del Ducato di Savoia in Regno vero e proprio allorquando, nel 1713, Vittorio Amedeo II assume il titolo di Re di Sicilia, cambiandolo sei anni dopo in quello di Re di Sardegna. La nuova impostazione della Casa Militare prende avvio nel 1685. Viene redatto in quell'anno un progetto per la costituzione di una «compagnia di Corazzieri», che si rnserisce in una riorganizzazione delle truppe a disposizione del Sovrano. Il «progetto» («Projet pour établir une compagnie de Courassiers») è probabilmente il primo documento organico pervenuto recante le linee generali della costituzione di un reparto di «corazze» e può essere considerato un diretto precedente storico degli attuali <<Corazzieri» Guardie della Repubblica. Questo reparto ed altri tre analoghi (Corazze di Sua Altezza Reale, Corazze di Madama Reale e Gentiluomini Arcieri) erano congiuntamente designati come «guardie del corpo». Tutti i componenti erano montati e indossavano un'identica uniforme. Al termine di una prima fase di riordinamento la Casa Militare risultò articolata su: quattro compagnie «guardie del corpo», una compagnia «guardie della porta» e una «compagnia di Svizzeri».

Successivamente, nel 1693, si formò una nuova compagnia «dragoni guardiacaccia» con compiti di vigilanza delle tenute del Sovrano. Qualche anno più tardi si aggiunse una compagnia «guardie del corpo» composta esclusivamente di personale proveniente dalla Sicilia, in relazione alla sovranità sull'isola assunta nel 1713 da Vittorio Amedeo II. Allorché il Sovrano cedette i possedimenti siciliani alla Spagna, scambiandoli con il dominio della

Sardegna (1719), i Quadri ed i Gregari di questo reparto furono rimpiazzati da elementi sardi e piemontesi, integrati però dai siciliani che optarono per la permanenza nell'unità. Prima dell'abdicazione del Sovrano (1730), la denominazione «guardie della porta» venne modificata in quella di «archibugieri guardie della porta» e fu istituita una compagnia di alabardieri addetta alla persona del Vicerè di Sardegna. Di rilievo appare il fatto che il


Trombettiere delle Guardie del Corpo 1833.

Re, per salv~guardare l'autonomia cedere alle guardie del corpo soltandella Casa Militare, aveva disposto to elementi di «statura la più vanche i Generali dell'Esercito non po- taggiosa possibile»; disposizione tevano emanare ordini alle «guardie questa che si è protratta nel tempo del corpo» della Casa Militare, fino all'epoca attuale, per quanto tranne ovviamente quando queste riguarda il reclutamento dei Caraagivano congiuntamente con i re- binieri Guardie della Repubblica. parti della Forza Armata. Per quanto attiene agli Aiùtanti di Sotto il Regno di Carlo Emanue- Campo - carica ormai conferita le III (1730-1773) la Casa Militare esclusivamente a militari - essi non subì significative modificazioni erano impiegati frequentemente in organiche e strutturali. Di qualche . un non ben definito «servizio segreinteresse può risultare un provvedi- to del Re», come appare da ineccemento del17 3 7 che stabili di far ac- pibili documenti del 1746.

Le funzioni degli Aiutanti . di Campo del Re accrebbero sensibilmente di importanza durante il Regno di Vittorio Amedeo III (17731796). Anche se scarse sono le fonti documentali, sulla base dì atti di nomina e riconoscimenti agli Ufficiali chiamati a ricoprire l'incarico,. si può dedurre che esso comportava notevoli privilegi e responsabilità di varia natura. Di fatto la carica acquisl una fisionomia di istituto permanente pur se le attribuzioni del destinatario restarono genericamente racchiuse nella locuzione <<per eseguire ... le incombenze che il J3.e stimerà di dargli». E di particolare interesse la menzione, mai in precedenza usata, nel 1793, della carica di <<Primo Aiutante di Campo», che presuppone analogo impiego di altri Ufficiali sui quali il designato aveva preminenza, come si conferma in alcuni decreti reali con i quali si nominavano a tale funzione gentiluomini (militari) distinti per valentia, capacità e segnalati meriti. Ancora in questo caso alla carica non corrispondevano compiti codificati, ma quel)i che il Re intendeva di conferire. E certo comunque che l'insignito agiva alla diretta dipendenza del Sovrano, come specifica un regio decreto del1871 dove si legge.che il Primo Aiutante di Campo di S.M. «riceverà e diramerà gli ordini· Nostri per tutto quanto riflette la casa militare... la quale dipende direttamente da lui». La carica poteva essere coperta anche a titolo onorifico, con eventuali possibilità per il designato di essere chiamato a svolgere l'effettivo servizio. Sotto i Re Carlo Emanuele IV e Vittorio Emanuele I (1796-1821) non si ebbero che modesti mutamenti nell'organizzazione e nella composizione della Casa Militare. Sono tuttavia rimarchevoli alcune notizie attinte da varie fonti che contribuiscono a delineare taluni aspetti e caratteristiche funzionali dell'apparato militare destinato alla


Ufficiale degli Alabardieri Guardie del Reale Palazzo in Sardegna - 1846.

persona del Sovrano ed a quella dei suoi familiari. Per quanto attiene agli Aiutanti di Campo non esisteva una previsione organica che ne stabilisse il numero massimo, in quanto era facoltà del Monarca nominarne quanti ritenesse necessario. Essi erano coadiuvati da Ufficiali di Ordinanza (o «Ordinanze» propriamente dette) che prima di assumere servizio dovevano presentarsi al Primo Aiutante di Campo per riceverè particolari disposizioni. L'Ufficiale di Ordinanza svolgeva compiti di coadiutore dell'Aiutante di Campo, quali àd esempio la trasmissione di-· retta degli . ordini sul tamburo del Re ai vari settori del «Palazzo», l'assistenza al Sovrano per le minute esigenze attinenti alla sfera militare o il materiale controllo delle attività che si svolgevano nelle anticamere dell'ufficio reale. Il Primo Aiutante di Campo presumibilmente assolveva anche le funzioni di «consigliere» del Re per tutte le questioni inerenti la sfera militare. Se ne trae ragionevole deduzione da uno scritto del Marchese Pes di Villamarina, che rivestl quella carica nella Corte di Vittorio Emanuele I. Circa le uniformi, norme emanate nel 1817 stabilivano che tutti i componenti della «Casa Militare» dovevano fregiarsi di uguali segni distintivi, costituiti da catenelle ricamate sui paramani ed alamari sovrapposti al colletto. Riguardo ai reparti armati, si ha notizia che durante la permanenza dragoni guardiacaccia» dapprima della Corte in Sardegna - ivi tra- furono soppresse e poco dopo ricosferitasi a seguito delle vicende sto- stituite. Nel1814, quando Vittorio Emariche che condussero il Piemonte sotto il dominio francese - gli nuele I tornò a Torino, a seguito «alabardieri guardie del Vicerè» fu- della restaurazione conseguente alle rono trasformati in «compagnia di note vicende che culminarono con alabardieri reali» e nel contempo fu l'abbandono del Piemonte da parte creata una «compagnia sarda delle dei Francesi, le guardie del corpo guardie del corpo». In tempi suc- vennero riorganizzate su: una comcessivi venne sciolta la «compagnia pagnia (savoiarda) con bandoliera guardia svizzera» mentre le due azzurra, chiamata <<dei gentiluomicompagnie degli «archibugieri guar- ni arcieri guardie del corpo»; una die della porta» e la «compagnia compagnia (piemontese) con han-

doliera rossa; una compagnia (sarda) con bandoliera bianca; una compagnia (genovese) con bandoliera gialla. Fu anche costituito uno Stato Maggiore delle compagnie, presieduto da un Comandante, il quale oltre a svolgere un'effettiva azione disciplinare e amministrativa, curava l'organizzazione dei servizi, mentre i Capitani delle singole Compagnie avevano il compito di assistere a turno il Re e di trasmettere gli ordini sovrani allo Stato Maggiore.


Guardia del Reale Palazzo- 1847.

In sede stanziale un'aliquota della compagnia guardie doveva a turno giornaliero «occupare costantemente, sotto gli ordini di un Sottufficiale, la sala a ciò destinata nel Palazzo», nella quale doveva essere esposta l'insegna del reparto (fino al 27 marzo 1848, allorquando tut: te le Forze Armate del Regno adottarono il tricolore, essa consisteva in un drappo di colore rosso) . In caso di assenza del Sovrano il vessillo non doveva essere alzato. Per quanto riguarda la compagnia «guardie del reale palazzo», è documentato che ad essa furono ammessi elementi dell'Esercito e della Marina e che a tutti i militari semplici fu conferito il grado di Sergente a partire dal 12 maggio 1832. Il16 marzo 1833la sua denominazione venne mutata in «guardie reali del palazzo» e, quale segno distintivo, i componenti indossarono una bandoliera di colore azzurro mentre i militari della compagnia «alabardieri guardie del reale palazzo» in Sardegna adottarono la spada in aggiunta all'alabarda. Per quanto attiene infine i «dragoni guardiacaccia>>, il reparto, che riceveva disposizioni dal «Gran Cacciatore di S.M.», ebbd'incarico di vigilare anche sulla tenuta di Racconigi. DAL 1848 ALL'AVVENTO DELLA REPUBBLICA

Anche durante i Regni di Carlo Felice (1821-1831) e di Carlo Alberto, fino al 1848, l'ordinamento della Casa Militare subì poche variazioni. Nel 1831 esso prevedeva quattro reparti: guardie del corpo, guardie del reale palazzo, alabardieri guardie del reale palazzo in Sardegna e dragoni guardacaccia. Nel reparto guardie del corpo erano presenti elementi tratti da Brigate di Fanteria, da Reggimenti di Cavalleria e di Artiglieria,· da reparti del Genio, dal Battaglione

Reali Navi, dai Cavalleggeri di Sardegna e dai Carabinieri. Significativa appare la decretazione del maggio 1836, che prescriveva la partecipazione dell'Arma dei Carabinieri Reali ai servizi d'onore per il Re ed i suoi familiari, con specifico riguardo alla difesa del Palazzo reale; un provvedimento questo che sanzionava una funzione rimasta da allora sempre riconosciuta ai militari dell'Arma e an'cora oggi assicurata dai Carabinieri Guardie della Repubblica.

A seguito della promulgazione dello «Statuto Albertino» la Casa Militare entrò a far parte della Real Casa (in precedenza era strutturata come organismo separato e a sé stante) per cui le cariche di Aiutante di Campo e di Ufficiale d'Ordinanza vennero comprese nella gerarchia ufficiale della Corte. Per rendere quest'ultima «più conforme all'indole delle libere e popolari istituzioni felicemente instaurate», con Regio Decreto 24 gennaio 1849 fu avviato un pro-


Carabiniere Reale a cavallo - 1868.

gressivo riordinamento della Casa Reale . Ne risultò, per quanto di interesse, che al Re furono assegnati un Primo Aiutante di Gampo, otto Aiutanti di Campo (Ufficiali Generali) e otto Ufficiali d'Ordinanza (Ufficiali Superiori). li Primo Aiutante di Campo, direttamente dipendente dal Sovrano, aveva giurisdizione su tutti gli affari militari, mentre per quelli civili e politici in generale la competenza risaliva al Ministro della Real Casa. Ciascun Aiutante di Campo osservava un turno di servizio di un mese,· unitamente a due Ufficiali d'Ordinan~a; i tre accompagnavano il Re in tu t ti i suoi movimenti sia all'interno sia all'esterno della residenza reale, assolvendo anche i compiti in precedenza spettanti al Primo Scudiero - figura derivata da quella medioevale dello scudiero, giovane nobile addetto alla persona del Cavaliere - che comportavano la costante assistenza al Sovrano per tutte le esigenze personali attinenti alla sfera militare, in termini di armamento, insegne reali, cavalli, uniformi, fregi, vessillo ed altro. L'anno successivo Vittorio Emanuele II (1849-1878) limitò a quattro i suoi Aiutanti di Campo. Più tardi decretò che essi continuavano ad essere compresi nel numero dei Generali in servizio permanente effettivo e potevano esercitare un comando anche durante l'assolvimento del loro incarico presso il Sovrano. Nel 1862, mentre veniva istituita la carica di Primo Ufficiale d 'Ordinanza, a livello Colonnello, si costitul la Casa Militare di · s.A.R. il Principe Umberto (Principe ereditario), su un Primo Aiutante di Campo, due Aiutanti di Campo e quattro Ufficiali d' Ordinanza. Nel 1865 e nel 1866 vennero rispettivamente istituite le Case Militari del Principe Amedeo Duca d'Aosta e del Principe Eugenio di Savoia-Carignano con composizione abbastanza simile a quella previ-

sta per l'erede al Trono. Anche il Principe Tommaso, Duca di Genova, ebbe a disposizione una propria Casa Militare nel 1872 (al compimento del18° anno d'età) analoga a quella degli altri Principi. Nell'anno precedente, 1871, la Casa Militare del Re, rimasta sempre separata ed autonoma rispetto a quelle dei Principi, si era trasferita da Firenze a Roma, conservando tutte le funzioni e gli organici previsti. Per ridurre progressivamente la

sua consistenza - a quel tempo ragguardevole - fu disposto che non dovessero essere ripianate tutte le vacanze create per varie cause e venne stabilito che la durata delle cariche di Aiutante di Campo e di Ufficiale d'Ordinanza non dovesse superare quattro anni Per quanto attiene ai reparti armati della Casa Militare furono avviate sin dall'inizio del periodo <<Albertino» numerose varianti ordinative che portarono nel 1867 ad un assetto organico piuttosto dilferen-


Carabiniere Reale, Guardia del Corpo di S.M.- 1870.

te da quello tradizionale e più simi- tendenza, ormai consolidata in un lare a quello delle unità dell'Eserci- arco di oltre trent'anni, che trovò ulteriore conferma in un ordine del to del tempo. In quello stesso anno la compa- Ministro della guerra, datato 7 febgnia guardie di Torino, per motivi braio 1868, emanato per concentranon ben definibili, venne soppressa re a Firenze ottanta Carabinieri a e i suoi compiti furono devoluti in cavallo destinati a compiti di scorta minima parte alla «compagnia guar- d'onore a S.A.R. la Principessa die reali del palazzo» e in prevalen- Margherita di Savoia, andata sposa za ad aliquote di Carabinieri forni- al Principe Umberto. In breve, lo te da unità dell'Arma stanziate nel- squadrone cosl formato, dotato di la città. La decisione di inserire .elmi e corazze, rimase definitivamassivamente i Carabinieri nei re- mente assegnato come guardia per parti guardie del corpo seguiva una le residenze reali in Firenze.

Il reparto assunse poi varie denominazioni: <<Corazzieri», «Guardie d'Onore di S.M.», «Carabinieri Reali Guardie del Corpo di S.M.», «Drappello Guardie di S.M.». Esso era alle dirette dipendenze del Primo Aiutante di Campo del Re al fi-. ni dell'impiego e dell'addestramento, mentre la disciplina e l'amministrazione erano curate dalla Legione Carabinieri di Firenze. Dopo il trasferimento dei Reali a Roma, queste ultime incombenze furono assunte dalla Legione Carabinieri di stanza nella Capitale. Sotto il Regno di Umberto I (1878-1900) la Casa Militare fu interessata ad una progressiva dilatazione di compiti e funzioni, percepibile anche dalla elevazione della dignità dei titoli e delle denominazioni distintive attribuite ai vertici della struttura. Del resto già dal 1860, in segno di distinzione esteriore, agli Aiutanti di Campo ed agli Ufficiali d'Ordinanza era stato concesso di ornare il bavero della giacca e del pastrano con stellette a sei punte in metallo dorato per i Generali ed argentato per gli altri Ufficiali, recanti nel mezzo la cifra Reale o del Principe a cui erano addetti. Il monogramma era in argento per i Generali e d'~ro per Ufficiali Superiori e Inferiori. La punta superiore di ogni stelletta era sormontata da una corona Reale (in oro per le cariche effettive e in argento per le onorarie), con le quat.. tro strisce della base smaltate di rosso scarlatto. Come si vede si trattava di distintivi dal quali sono parzialmente derivati quelli, oggi in uso, costituiti da stellette con sovrapposta la cifra della Repubblica sormontata da una corona turrita. Con decreto 31 marzo 1881 il Primo Aiutante di Campo ebbe la denominazione di «Primo Aiutante di Campo Generale di Sua Maestà». Da tempo egli aveva assunto la totale responsabilità della sicurezza dei Palazzi e dei Castelli reali, sicché ne consegulla potestà di im-


Corazziere in uniforme da campo · 1876.

partire ordini a tutti i contingenti militari in servizio permanente o temporaneo presso la residenza del Sovrano ed i pertinenti comprensori. Nel 1879 venne ampliato l'organico delle guardie del corpo (5 ufficiali, 12 sottufficiali e 88 truppa), unico reparto armato rimasto nell'ordinamento della Casa Militare, che successivamente prese la denominazione di «Squadrone Carabi-.. nieri Guardie del Re». Infatti per quanto riguarda gli altri rel?arti, le compagnie guardie reali del palazzo erano già state disciolte il l 0 . febbraio 1870, mentre molto tempo prima aveva subito la stessa sorte la ·«compagnia dragoni guardiacaccia», probabilmente in conseguenza di una diversa organizzazione del servizio di caccia facente capo al «Gran Cacciatore». Dopo ulteriori lievi aggiustamenti, nell'ultimo scorcio del secolo la Casa Militare raggiunse una fisionomia ordinativa destinata, in pratica, a rimanere pressoché invariata per oltre quattro decenni, lungo tutto il primo e secondo dopoguerra, fino alla conclusione del periodo monarchico. Nel 1940 la sua struttura, nell'ambito della Rea! Casa, si presentava infatti ancora articolata su un Primo Aiutante di Campo Generale (Gen. D.), due Aiutanti di Campo Generali (Gen. B. o D.) e cinque Aiutanti di Campo (Ufficiali Superiori). Secondo tale ordinamento il Primo Aiutante di Campo Generale, grande carica di corte quale capo .della Casa Militare, riceveva e diramava gli ordini sovrani ad essa attinenti; aveva la direzione dei servizi per la sicurezza delle Persone Reali e alle dipendenze lo Squadrone Carabinieri Guardie del Re, l'Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza presso la Rea! Casa, nonché qualsiasi reparto armato in servizio temporaneo nelle residenze Reali. Egli prendeva gli ordini da S.M. in

merito sia alle domande di udienze di sudditi italiani sia alle domande di udienze private che il Prefetto di Palazzo gli trasmetteva e riguardanti Addetti Militari, Navali ed Aeronautici presso Ambasciate e Legazioni Estere accreditate presso la Reale e Imperiale Corte, e provvedeva alle relative comunicazioni. Inoltre, previ accordi con i Ministri della guerra, della Marina e della Aeronautica, proponeva a S.M. il Re e Imperatore la nomina degli Aiutanti di Campo Generali e degli

Aiutanti di Campo componenti la Casa Militare. In caso di assenza o di impedimento veniva sostituito dall' Aiutante di Campo Generale di servizio mensile il quale alloggiava nel Palazzo del Quirinale per essere costantemente reperibile. L'altro Aiutante di Campo Generale di sottoservizio svolgeva missioni nell'interno del Regno e delle Colonie nonché particolari compiti d'onore nella stessa residenza del Sovrano. I cinque Aiutanti di Campo era-


Trombettiere in tenuta di gran gala - 1876.

della dotazione immobiliare e mobiliare della corona, egli esercitava le funzioni di Segretario di S.M. il Re e Imperatore avendo alla sua diretta dipendenza il Ministero della . Real Casa. Come si vede un ordinamento, quello della Real Casa dell'epoca, nel cui ambito era realizzato il principio di assicurare un collegamento diretto, attraverso la Casa Militare, tra Forze Armate e Comandante Supremo, ponendo in essere una particolare linea di rapporti distinta da tutte le altre linee ideali che, nell'immediata prossimità del massimo vertice dello Stato, convergevano nel capo della Casa Civile. Un principio - peraltro disatteso negli ordinamenti della Casa Militare dopo il 1946 - che trovava la sua giustificazione nel fatto che l'organismo militare era chiamato ad assolvere un compito eminentemente tecnico e specializzato, che rendeva inopportuno qualsiasi tramite non militare. LA «CASA MILITARE» DEL PRE SIDENTE DELLA REPUBBLICA

no quindlcinalmente riparnn m turni di servizio, sottoservizio e a disposizione e svolgevano tutti i compiti che venivano loro affidati dall'Aiutante di Campo Generale di servizio o direttamente dal Re in qualunque località del Regno e all'estero. Nell'espletamento delle sue funzioni il Capo della Casa Militare dipendeva, come si è detto, direttamente dal Sovrano pur essendo sottoposto, come tutto il personale della Real Casa, tanto in via ammi-

nistrativa quanto in via disciplinare al Ministro della Casa di S.M. il Re, prima grande carica di corte. Il Ministro era capo della Casa Civile che comprendeva il Prefetto di Palazzo (con lo stesso rango del Primo Aiutante Generale di Campo), gli alti funzionari di Corte quali il Grande Scudiere, il Gran Cacciatore, il Gran Maestro delle cerimonie e il Cappellano Maggiore, nonché altri funzionari. Interprete della volontà sovrana e rappresentante legale di S.M. per la gestione

All'avvento della Repubblica, il Capo Provvisorio dello Stato disponeva di una Casa Militare composta da un Generale di Brigata, Capo ,. della Casa, tre Aiutanti di Campo (Ufficiali Superiori, uno per Forza Armata) e due Ufficiali Addetti. Le principali attribuzioni del Capo della Casa consistevano: nel tenere al corrente il Capo Provvisorio dello Stato sulle essenziali questioni militari, specie in relazione alle loro connessioni con la situazione internazionale, nel mantenere il contatto con i Ministeri militari e gli Stati Maggiori e nel sovraintendere ai servizi militari d'onore e di sicurezza della Presidenza. Ma di D a poco tale configurazio-


Corazziere in

tenuUl

di mezza gala - 1876.

ne organico-funzionale venne radicalmente modificata. La legge 9 agosto 1948, n. 1077, istitul infatti il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica nel quale furono inquadrati tutti gli Uffici e Servizi del multiforme apparato presidenziale, ponendolo alle dirette dipendenze del Segretario Generale, erede, per ._ molti versi, della preesistente figu ra del Ministro della Real Casa. La tradizionale denominazione di Casa Militare con decreto del 9 novembre 1948 diventò «Ufficio del Consigliere Militare», e conseguentemente l'incarico di Primo Aiutante di Campo Generale si mutò in «Consigliere Militare del Presidente della Repubblica» mentre gli Aiutanti di Campo diventarono <<Consiglieri Militari Aggiunti del Presidente della Repubblica». L'espressione Casa Militare fu ufficialmente abbandonata, pur continuando a permanere ben viva nell'uso corrente. Di non trascurabile rilievo è il fatto che, con il suo inglobamento nel Segretariato Generale, la Casa Militare perse quella singolare caratteristica distintiva di organo specializzato e indipendente a diretta disposizione del Capo dello Stato per l'esercizio della sua prerogativa costituzionale di Comandante Supremo delle Forze Armate. L'Istituto, ormai ufficialmente denominato «Ufficio del Consiglie- struttura della Casa Militare, dire Militare», era composto dal pendevano dal Segretario Generale <<Consigliere Militare» (rango di a cui risaliva anche la competenza Generale a tre stelle) da tre «Consi- per i servizi preordinati alla sicurezglieri Militari aggiunti» per l'Eser- za della persona del Presidente e cito, la Marina e l'Aeronautica delle sue residenze. (grado di Colonnello) dal ComanPeraltro lo Squadrone Carabiniedante dell'Aereo Presidenziale (Uf- ri Guardie, per ciò che riguardava i ficiale Inferiore) e da un Ufficiale servizi d'onore e per la disciplina, addetto alla Segreteria (Ufficiale continuava a dipendere dal ConsiInferiore). gliere Militare, dal quale altresl diLo Squadrone Carabinieri Guar- pendevano direttamente i reparti die e l'Ispettorato Generale di Pub- che le Forze Armate fornivano blica Sicurezza, scorporati dalla giornalmente per la guardia d 'onore

al Palazzo del Quirinale. Nell'ottobre del 1949 la dizione «Ufficio del Consigliere Militare» venne modificata in «Ufficio Affari Militari»; nel febbraio del 1957 il termine «Ufficio» diventò <<Servizio» fino ali' ottobre 1985 allorquando entrò in vigore l'attuale denominazione di «Ufficio per gli Affari Militari». Questa alternanza tra Ufficio e Servizio può forse trovare una spiegazione nel fatto che nel corso degli anni ci fu una diversa propensione a considerare preva-


Corazziere in tenuta di gran gala - 1876.

lenti i compiti di «staff» ovvero quelli tecnico-logistici affidati alla struttura. Rispetto alla situazione appena delineata un'innovazione significativa per l'Ufficio, che continueremo senza alcuna forzatura a chiamare Casa Militare, si ebbe nel dicembre 1980 con il D.P. n. 45. Con questo provvedimento, infatti, sia l'impiego che il coordinamento dei reparti incaricati dei servizi di sicurezza per la persona del Presidente e delle residenze furono

devoluti al Consigliere Militare. Oltre al Comando Carabinieri Guardie e all'Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza operava il Nucleo Carabinieri Presidenziale, una unità che assolveva tra l'altro compiti di di.fesa esterna del Quirinale e concorreva ai servizi di scorta del Presidente, conservando l'inquadramento amministrativo nell'ambito della Legione di Roma. . Due anni più tardi però, con il D.P. n. 71 del 10 gennaio 1982, questa duplice funzione del «Consi-

gliere Militare» venne limitata al solo coordinamento dei tre reparti, riportando in tal modo a più modeste proporzioni le competenze residue del Capo della Casa Militare. La tradizionale figura del Primo . Aiutante di Campo Generale, alla quale erano associati compiti di alto prestigio di carattere anche simbolico e rappresentativo, era ormai in molta parte solo un lontano ricordo e ciò veniva, del resto, confermato anche formalmente dal D.P. 4 luglio 1985, nel quale esplicitamente si precisava che tutti i consiglieri tecnici del Presidente della Repubblica dipendevano direttamente dal Segretario Generale. A questo punto il D.P. n. 9 del 30 ottobre 1985 segna un momento di ripresa per quanto attiene all'ampiezza e allivello dei compiti e delle attribuzioni della Casa Militare. Ancorché per delega del Segretario Generale, il Consigliere Militare riassume la sovraintendenza funzionale e d'impiego del Comando Carabinieri Guardie e viene disciplinarmente sovraordinato sia al Comandante dei Carabinieri Guardie sia al Comandante del Nucleo Carabinieri Presiden.ziale (il Nucleo è ora organicamente inserito insieme con l'Ufficio Presidènziale della Polizia di Stato nella Sovrintendenza Centrale dei Servizi di Sicurezza, istituita due mesi prima). Inoltre le tradizionali cariche di -. «Aiutante Generale di Campo» e di <<Aiutante di Campo» vengono ripristinate ed abbinate rispettivamente a quelle di Consigliere Militare e di Consigliere Militare Aggiunto del Presidente della Repubblica, secondo le denominazioni rimaste in vigore fino al riordinamento del 1990, a cui si accennerà tra poco. Questa situazione ordinativa e funzionale viene ratificata con l'approvazione da parte del Presidente della Repubblica di specifiche tabelle organiche il 9 agosto 1988, che danno conto di una strut-


Corazziere in tenuta da campo · 1876.

tura potenziata nella sua composizione (è compreso anche un Centro di Comunicazioni e Informazioni distaccato dal Ministero della Difesa) e nelle sue capacità tecnicooperative. Nell'aprile del 1990 la situazione subisce una nuova modificazione in quanto la delega del Segretario Generale concessa al <<Consigliere Militare» per la sovraintendenza funzionale e d'impiego del ._ Comando Carabinieri Guardie viene limitata esclusivamente alla direzione dei servizi d'onore, di rappresentanza e di polizia militare. Ciò sopr;mutto in relazione ai contenuti della legge l 0 aprile 1981 n. 121 in materia di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, in base ai quali viene ravvisata la necessità di assicurare una direzione unitaria ai servizi preordinati alla protezione del Presidente della Repubblica e alla sorveglianza delle sue residenze, affidando alla Sovraintendenza Centrale dei Servizi di Sicurezza del Segretariato la direzione funzionale e l'impiego di tutto il personale della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri comunque in servizio presso il Quirinale. Ma è con il D.P. del 28 settembre 1990 che l'ordinamento della Casa Militare subisce la più significativa riconfigurazione degli ultimi decenni. Tra l'altro viene ripristinata ufficialmente la denominazione tradizionale di «Casa Militare» che, si legge all'art. 11 del provvedimento, «costituisce la rappresentanza simbolica delle Forze Armate della Repubblica presso il Presiden• te della Repubblica cui l'art. 87 della Costituzione conferisce il comando delle Forze Armate e la presidenza del Consiglio Supremo di Difesa». Il nuovo ordinamento della Casa Militare - a cui viene concesso un proprio stemma araldico - è centrato sul «Consigliere Militare»,Capo della Casa e Primo Aiutante di

Campo del Presidente della Repubblica (rango di Generale), un «Consigliere Militare Aggiunto» e Aiutante di Campo del Presidente della Repubblica (Ufficiale Generale o Superiore) e tre «Assistenti Militari» del Presidente della Repubblica e Aiutanti di Campo di Forza Armata (Ufficiali Superiori) tutti prescelti dall'Alta Autorità; l'ordinamento comprende oltre all'Ufficio per gli Affari Militari, il Reggimento Carabinieri Guardie della Repubblica (derivato dalla ristruttura-

zione del Comando Carabinieri Guardie del Presidente della Repubblica), il Centro per le Comunicazioni della Difesa (ricostituito con decreto del Ministro della Difesa del 6 aprile 1990) e la Guardia d'Onore. I n questo quadro di situazione riferito ormai al presente, i compiti e le attribuzioni che la vigente recentissima norma tiva affida al Capo · della Casa Militare si possono cosl di seguito sintetizzare. Il Consigliere Militare assiste


Corazziere in grande tenuta - 1876.

l'Alta Autorità nell'esercizio delle attribuzioni ad essa conferite dalla Costituzione nelle materie che attengono in generale alle Forze Armate, alla difesa nazionale ed alla sicurezza militare. Esplica tale funzione avvalendosi del Consigliere Militare Aggiunto, degli Assistenti Militari, specie per i problemi attinenti alla rispettiva Forza Armata, e dell'Ufficio per gli Affari Militari, operando in collaborazione con gli altri Uffici e Servizi competenti del Segretariato. Può assistere il Presidente della

Repubblica nelle sedute del Consiglio Supremo di Difesa, assicura le relazioni con il Segretario di questo organismo nonché con il Ministero della Difesa e con gli Uffici e Servizi degli altri Ministeri interessati; dirige, coordina e controlla le attività per l'elaborazione di studi, ricerche, analisi e valutazioni su argomenti militari e civili di interesse della difesa e della sicurezza nazionale ed ha la direzione di tutti i servizi militari di onore e di rappresentanza sia del Reggimento Carabinieri Guardie della Repubblica

sia della Guardia d'Onore, attività quest'ultima che svolge in coordinazione con quelle delle Autorità civili responsabili dei servizi di protezione, sicurezza e presidio del Palazzo del Quirinale e delle residenze anche temporanee del Capo dello Stato. Sul piano dell'assistenza tecnicomilitare ed ai fini del Cerimoniale, egli assolve alle funzioni di Primo Aiutante di Campo del Presidente della Repubblica mentre le funzioni di Aiutante di Campo sono esercitate, agli ordini dell'Alta Autorità, dal Consigliere Militare Aggiunto, dagli Assistenti Militari e dal Comandante del Reggimento Carabinieri Guardie. Si tratta, come si intuisce, di compiti e funzioni di grande impegno e alto profilo professionale che acquistano tutta la loro incisiva rilevanza considerando che essi danno concretezza a quella complessa attività informativa, preventiva e corrente, che deve essere resa disponibile al più alto vertice dello Stato, e i cui contenuti sono lucidamente esposti nella relazione conclusiva della Commissione di esperti - detta «Paladin» - incaricata di esaminare nel 1988 la disciplina dei poteri di comando sulle Forze Arma~. . Un'attività che è volta ad assicurare al Capo dello Stato - in quanto costituzionalmente preposto al Comando delle Forze Armate, ancorché privo del potere di impiego • delle stesse spettante al Governo sotto il controllo del Parlamento un'adeguata, corrente e specifica conoscenza relativamente a tutto ciò che riguarda l'impiego operativo dei reparti e delle unità, sia dentro i confini nazionali che fuori e, più in generale, su tutto ciò che può avere riflessi sulla politica di difesa e sicurezza del Paese. Trattasi, in definitiva, di compiti e attribuzioni i cui contorni si ritrovano sostanzialmente ripetuti seppure in differenti misure e contesti ordinativi e istituzionali -


Corazziere in tenuta giornaliera - 1876.

nelle normative riguardanti le Case Militari di altri Paesi dell'Occidente retti da democrazie parlamentari. Ad esempio, in Portogallo il Consigliere Militare del Presidente della Repubblica - Capo delle Forze Armate, con rango di Generale a tre stelle, oltre ad esperire le funzioni di consulente per le materie militari assolve anche quella di Segretario del Consiglio Supremo della Difesa, presieduto dallo stesso ... Presidente. Non dissimile appare la configurazione ordinativa della carica di Consigliere Militare in Austria dove, peraltro, ad essa risale anche la responsabilità della sicurezza del Presidente e . dell'organizzazione delle visite di Stato effettuate all'estero o ricevute. La Casa Militare in Francia risente del particolare rilievo che la politica della difesa assume in quel Paese. Le funzioni di Consigliere Militare sono di fatto esplicate dal Capo di uno Stato Maggiore particolare interforze che ha il compito di assistere e tenere informato il Presidente in merito a tutte le questioni che hanno attinenza con la difesa del Paese. Peraltro il Consigliere Militare segue e studia i problemi militari generali, particolarmente quelli strategici; redige i progetti di decisione del Presidente in materia di difesa; mantiene stretta collaborazione con il Ministro della Difesa, in particolare per ciò che concerne nomine e promozioni degli ufficiali superiori per le quali il Presidente è direttamente competente; .12repara l'ordine del giorno dei Consigli di Difesa, cui partecipa a titolo consultivo; rappresenta il Presidente in tutte le riunioni interessanti la difesa. Negli Stati Uniti, infine, - dove il Presidente assolve ad un tempo le funzioni di Capo dello Stato e di Primo Ministro e dove le attribuzioni di Comandante Supremo hanno un valore ben definito - la Ca-

sa Bianca ha nel suo ambito un vero e proprio Stato Maggiore, composto da civili e militari, del quale fa parte un Ufficio Esecutivo incaricato del collegamento con le autorità militari centrali, mentre un Generale, Vice Assistente del Presidente, assicura il collegamento con il Congresso .

CONCLUSIONE Partendo dalle milizie medioevali impiegate per la difesa e la sicu-

rezza dei Sovrani e delle loro dimore, attraverso quattro secoli di storia e quarant'anni di vita repubblicana, siamo giunti all'attuale configurazione organica e ordinativa di quella particolare struttura, funzionante presso la più Alta Magistratura dello Stato, denominata Casa Militare. Per un così lungo arco di tempo essa ha espresso (ed ancora oggi esprime) una realtà incontrovertibile, che ha trovato costante ispirazione e fondamento nei diversi ordinamenti statuali: quella di costi-


Corazziere in tenuta estiva - 1876.

tuire un collegamento permanente e privilegiato tra le Forze Armate ed il loro Comandante Supremo. In virtù di tale peculiarità, il ruolo svolto dalla Casa Militare- anche al di là dei compiti ad essa attribuiti, che per la verità oggi rivelano un salto di qualità rispetto al passato tale da compensare vantaggiosamente in termini di efficienza e professionalità qualche perdita di smalto e di prestigio, legati magari a funzioni di carattere prevalentemente simbolico - conserva immutata la sua intrinseca e stimolante validità. Tutto ciò rende la Casa Militare un unico, alto punto di riferime nto e di confluenza morale che è, nello stesso tempo, rappresentativo della perenne fedeltà alle Istituzioni espressa dall'intera compagine militare direttamente al Presidente della Repubblica, garante e custode degli irrinunciabili valori che sostanziano e vivificano l'unità e le certezze civili della Nazione. Geo . Domenico Tria Te n. Col. An tonio Angelini

BIBLIOGRAFIA U presente studio si basa per gran parte sull'opera di ilio Jori «La Casa Militare alla Corte dei Savoia, Roma 1928», dalla quale sono stati desunti riferimeni tratti dai seguenti testi: Brancaccio, L'Esercito del Vecchio Piemonte - Gli ordinamenti, Parte I, Roma, 1923 e Parte II, Roma, 1925; Lang, Dalle Guardie del Corpo allo Squadrone Carabinieri-Guardie del Re, 1557· 1914. Brevi cenni storici. Genova, 1914; Costa de Beauregard, Mèmoires historique sur kJ maìson royale de Sovoie, Torino, 1986; Cibrario, Origini e progressi delle istituzio· ni delkJ Monarchia di Savoia (senza data); Gaboto, Lo Stato Sabaudo da Amedeo VIII ad Emanuele Filiberto, Torino, 1895; Ricotti, Storia delkJ Monarchia piemontese (senza data); Saluzzo, Storia militare del Piemonte (senza data); Duboin, Raccolta delle leggi (senza data);

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Massari, Vita e Regno di Vittorio Emanuele II (senza data). La ricerca di Ilio Jori ha altresì tenuto conto della documentazione esistente presso l'Archivio di Stato e del Giornale Militare. Per quanto attiene alle vicende della Casa Militare dal1946 all'epoca attuale, i riferimenti sono stati tratti dai documenti informativi e normativi custoditi presso l'Ufficio per gli Affari Militari.


'ritaria in Europa Con l'Alto Patronato del Presidenre della Repubblica

TERZA EDIZIONE 1991


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LA CASA MILITARE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA by Biblioteca Militare - Issuu