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BIMESTRALE Direttore responsabile Pier Giorgio Franzosl Direzione e Redazione VIa di S. Marco, 8 00186 Roma Tel. 47357373. Ammlnlatrazlone Sezione di amministrazione dello Stato Maggiore dell'Esercito, VIa xx Settembre, 123/A • Ronia.
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ÂŤ .. . e le tradizioni del Collegio Militare degnamente continuano sempre ininterrotte, poichĂŠ la rinomanza del Collegio nacque dalla solida preparazione scientifica, dal profondo e vivace spirito di educazione militare che pare aleggi nelle vetuste mura>> (Senatore Del Carretto, sindaco di Napoli, 24 novembre
1910).
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Dall'alto della collina di Pizzo falcone, nel cuore di Napoli, sul lembo estremo dell'amico Monte Echia, il vecchio e rosso maniero della «Nunziatella», dopo due secoli di storia, conserva ancora intatte le testimonianze della sua solida tradizione. Certo, da quel lontano 18 novembre 1787, quando cominciarono presso la Reale Accademia Militare, allogata nell'ex convento dei Gesuiti della «Nunziatella>>, i corsi ufficiali, il panorama è mutato e il selvaggio splendore della costa a picco sul mare è stato ormai divorato dall' urbanesimo dilagante. Di questo procedere del tempo la «Nunziatella» non è stato muto testimone, bensi parte viva e presente, allarmato protagonista di trasformazioni che hanno profondamente inciso nella storia della città e del Paese. La nascita ufficiale della «Nunziatella» risale a118 novembre 1787, ma bisogna dire che fin dall'arrivo di Carlo.di Borbone a Na-
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poli, nel1734, era stata avvertita l'esigenza profonda di creare strutture militari in grado di sostenere il trono e di corrispondere alle attese di una città, Napoli appunto, che sembrava rifiorire nel clima di rinnovamento della cultura illuministica. Certo, l' «Accademia dei Guarda Stendardi», il primo degli istituti militari napoletani, fondato nel 1735, sembra essere un troppo lontano progenitore della «Nunziatella»; di sicuro, la radice va individuata in quel «Real Battaglione Ferdinando» che, organizzato nel 1772 e allogato negli edifici siri a Piazza Plebiscito, in-
A sinistra.
Allievi della Scuola Militare «NunziateUa».
Sotto. Veduta della collina di Pizzo/a/eone su cui è situat<J la Scuola Militare «Nunziatella».
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NUOVO PIANO Dl BDOCAZIONR
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CHE DIO IEMPI.E FELICITI.
globa in sé la «Reale Accademia Militare» (1769) e viene trasformato, nel 1774, nella «Reale Accademia Militare». Ma un altro tassello si aggiunge alla complessa vicenda che porta alla nascita della «Nunziatella»: l'opera di Giuseppe Parisi, Ufficiale del Regno, vera mente ideatrice di un nuovo progetto educativo (1). Dopo lunghi viaggi all'estero, e particolarmente a Vienna, il Parisi raccoglie preziose informazioni sulle Scuole Militari europee e relaziona minuziosamente a Ferdinando IV. Ormai i tempi per la realizzazione di un moderno istituto militare, capace di competere con le migliori Accademie degli altri Paesi, sono maturati; con decreto del28 maggio 1787 l'ammiraglio John Acton, Ministro della Guerra e della Marina del Regno di Napoli, informa il generale Francesco Pignatelli, governatore della Scuola Militare, che il convento dei Gesuiti posto sulla collina di Pizzofalcone, accanto alla chiesa detta della «N unziatella» (2), viene assegnato, come sede, alla Reale Accademia Militare. I corsi hanno inizio il 18 novembre del 1787. L' ordinamenco della Scuola, preparato dal Parisi (3), prevede che ai giovani allievi venga impartito un insegnamento basato su grammatica, aritmetica, latino, fra ncese, disegno; dopo le prime sette classi, gli allievi sono assegnati ai corpi di fanteria, artiglieria, genio, cavalleria e il corso di studi prosegue per un altro anno su basi differenziate. Con la ginnastica, il nuoto, la scherma, il ballo, con le eserIn alto.
Giuseppe Parisi, Ufficiale del Regno, la mente ideatrice di rm nuovo progetto educativo per l'allora «Reale Accademia
N A P O L l MDCCLXXIX. MELLA ITAIU&I.IA- ..-•• , ..
Militare». A sinistra.
Il nuovo progetto educativo ideato da Giuseppe Parisi.
ra onestà intellettuale, che non ha mai più abbandonato le mura dell'Istituto. Ferdinando IV vuole che questo intento educativo sia inciso a chiare lettere sull'ingresso principale del Collegio nel 1788: citazioni militari che si svolgono nel fortino di Vigliena, nella zona portuale, gli allievi, come il Parisi voleva, educano mente, spirito e corpo: entrati fanciulli dai 9 ai 12 anni ne escono uomini ed ufficiali. C'è parso opportuno soffermarci sul periodo iniziale di vita della «Nunziatella» non solo per ribadire l'alto grado di professionalità del Collegio ma anche per sottolineare come quella prima, mirabile fusione di valori militari e di attività didattiche abbia costituito la radice di un particolare spirito, ricco di generosità e di schiet-
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Questa Accademia perché nell'arte della guerra e degli ornati costumi la militare gioventù ottimamente ammaestrata cresca a gloria e sicurezza dello Stato Ferdinando IV con regale mdgnificenza fondò l'anno di suo regno XXIX. Ferdinando IV guarda alla «Nunziatella» con compiaciuto orgoglio e da quei giovani si aspetta sostegno e fedeltà. Ma i fatti di lì a poco, smentiscono le sue attese: nel 1799 un gruppo di patrioti napoletani dà
vita alla Repubblica Partenopea, gli allievi della «Nunziatella» si schierano con quel manipolo di intellettuali ed aristocratici giacobini che costringe il Re alla fuga e che per circa sei mesi sogna una impossibile libertà (4) .
Il Re, tornato a Napoli nel luglio del 1799, sopprime quella Accademia che, amata con un paterno afferro, l'aveva tradito nel momento della verifica; solo per pietà concede che un gruppo di orfani continui a risiedere nei locali dell'Istituto. In quel momento storico si distinsero, allievi della «Nunziatella», Guglie!-
L 'interno della chiesa detta della «Nunziatella•> accanto a/14 quale è situata la Scuo/4 Militare.
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mo Pepe e Carlo Lauberg, ma l'Accademia annovera tra le sue fila già uomini come Francesco MacDonald, Florestano Pepe, Pietro Colletta e Luigi Blanch. Solo nel 1804 viene concesso ai giovani esterni di frequentare di nuovo la Scuola, anticipo di quella rinascita che sarebbe maturata ne11806. dopo l'arrivo dei francesi a Napoli. Non tanto con Giuseppe Bonaparte, quanto con Gioacchino Murat, la «Nunziatella», che assume nel1811 la denominazione di «Scuola Reale Politecnica e Militare», conosce il rinverdire di antichi splendori e riA sinistra. Re Ferdi11a11do IV, jo11datore della «Reale Accademia Militare», poi dive11uta Scuola Militare «Nunziatella». Sotto.
Allievi dell'allora «Reale Accademia Militare».
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Accademia di Fanteria e Cavalleria - Allievo In grande tenuta (Cavalleria) Accademia di Fanteria e Cavalleria - Allievo In piccola tenuta (Cavalleria) Accademia di Fanteria e Cavalleria - Alli evo In cappotto (Cava ll eria) Accademia di Fanteria e Cavalleria - Allievo In tenuta di marcia in tela (Cavalleria) Accademia di Artiglieria e Genio - Allievo In grande tenuta Accademia di Artiglieria e Genio - Allievo In tenuta d i marcia Accademia di Artiglieria e Genio - Allievo In piccola tenuta. Accademia di Fanteria e Cavalleria - Tenuta di marcia Accademia di Sanità - Allievo in grande tenuta
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Accademia Accademia Accademia Accadem ia
di Sanità di Sanità Militare di Mi litare di
16 Coiregfo · M irn~re. 17 Collegio M ilita re 18 Collegio Militare 19- 20 Personale di
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piccola tenuta cappotto Allievo In grande tenuta Allievo in p iccola tenuta
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percorre i fasti dei suoi primi anni di vita. Con la Restaurazione del 1815 i Borboni tornano a Napoli e la «Nunziarella» attraversa un periodo di incertezze sul piano educativo e didattico; solo nel1823 si torna all'antico, recuperando l'ordinamento del Parisi: l'Istituto, divenuto «Collegio Militare» alla «Nunziatella>>, viene considerato la più importante istituzione militare del Reame. Gli anni più belli e gloriosi della «Nunziatella» sono però quelli che precedono il1848; uno spirito di libertà circola tra i suoi giovani allievi e infiamma di amor patrio i loro animi. Maestri dei nuovi ideali di patria sono, sul finire degli anni Trenta, Mariano D' Ajala e Francesco De Sanctis, che alla «Nunziatella» vengono a svolgere la loro attività di docenti. D' Ajala (5), che era stato allievo del Collegio, dal183 7 vi insegna balistica e geometria descrittiva; De Sanctis (6), nel 1839, vi entra come maestro di grammatica per interessamento di Basilio Puoti, che in quegli anni ricopriva presso la «Nunziatella» l'incarico di Ispettore agli Studi (7). Essi svecchiano le rigide, tradizionali forme di insegnamento ed educano le giovani menti al culto della grandezza del passato, in modo da far meglio risaltare le oppressive condizioni del presente. Agli inizi quell'insegnamento liberale non trova eccessive opposizioni, soprattutto per la protezione che al D' Ajala assicura il generale Filangieri, direttore generale dell' Artiglieria e del Genio; in seguito, però Fer-
In alto.
Guglielmo Pepe, uno degli allievi più famosi della Scuola Militare. A destra.
Francesco De Sanctis fu uno dei primi docenti della « Reale Accademia Militare».
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dinandò II scopre alcuni scritti «sovversivi» del D'Ajala e ne decreta l'espulsione dal Collegio. Che il D'Ajala rassegni, invece, con grande dignità, le dimissioni dal grado militare è gesto che interessa solo la sua biografia personale; giova invece annotare che di n a pochi anni, dopo il fallimento dei moti liberali del '48, il De Sanctis ed altri docenti sono decisamente allontanati sotto l'accusa di aver ispirato sentimenti patriottici. In quegli anni, tra le mura della <<Nunziatella», si formano uomini come Nicola Marselli, Carlo Pisacane, Biagio De Benedictis, Giuseppe Ferrarelli, i fratelli Luigi e Carlo Mezzacapo, futuri fondatori a Torino della «Rivista Militare», ed Enrico Cosenz, Cape di Stato Maggiore dell'Esercito dopo l'Unità. Dopo qualche anno, nel1855, il Collegio è costretto all'esilio nella cittadina di Maddaloni, vicino Napoli, per sottrarlo a possibili influenze libertarie
conseguenti alla pericolosa situazione politica che si era determinata a Napoli. Il periodo di decentramento terminò nel1859, quando gli spiriti risorgimentali trovarono la grande occasione della seconda guerra di indipendenza. Negli anni dopo l'Unità d'Italia il Collegio assume la funzione di preparare gli allievi per l' Accademia Militare di Torino e per la Scuola Militare di Modena, con risultati sempre di alto prestigio. Gli anni del dopo Unità furono difficili per tutti, soprattutto per le strutture militari operanti al Sud. L'assetto nazionale postunitario, in un panorama irto di difficoltà, comportò trasformazioni ed adeguamenti; al processo di piemontesizzazione non sfuggì la «Nunziatella», in palese crisi di identità, essendo i quadri delle forze militari educati e formati nelle Accademie del Nord. Il numero degli iscritti cala così in maniera drastica e negli anni '70 viene ripetutamente sostenuto in Parla-
mento il progetto di abolizione del glorioso Istituto. li deputato Mariano D' Ajala, ex allievo e docente, fu tra i più strenui difensori dell'idea che il Collegio Militare dovesse continuare a svolgere la propria opera e riuscl nell'intento di garantirne la sopravvivenza. Superata la bufera, la «Nunziatella» risale la china e negli anni '80 rinnova strutture e metodi di studio e riacquista funzioni e prestigio, come dimostra la frequenza dal 1881 al 1884 di Vittorio Emanuele, figlio del re Umberto I.
La sala dove sono comeruati i cimeli della Scuola Militare.
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Anche il futuro grande economista Enrico Barone è allievo in questi anni. Nel1887 viene celebrato il primo centenario e nella «Rivista Militare Italiana» il Ferrarelli scrive che una simile occasione va considerata una festa nazionale avendo il Collegio preparato numerosi ufficiali per la difesa della causa italiana (8). Passato indenne attraverso la grave crisi di fine secolo, determinata soprattutto dal crollo di Adua e dalla crisi di tutte le strutture militari, il Collegio conosce, dal 1908 in poi, momenti di vigorosa rinascita per quella che il Castronuovo definisce la <<grande riforma». Abolito il vincolo obbligante del passaggio automatico alle Accademie, gli allievi hanno solo l'onere di contrarre l'arruolamento volontario che consente però di evitare il servizio militare. Sono istituiti tre corsi basati su due indirizzi di studi: quello classico e quello tecnico. Successivamente, nel 1913, viene aggiunta una sezione di liceo moderno, e la fama del Collegio cresce ancora. In quegli anni danno prestigio all'Istituto illustri docenti, dallatinista Marco Galdi, il matematico Vincenzo Fiore e l'italianista Floriano Del Secolo, allo storico Nino Cortese. La Grande Guerra vede mobilitata tutta la Scuola e gli allievi dell'ultimo anno raggiungono il fronte dopo un breve periodo di addestramento. I nomi dei 125 caduti ex-allievi della «Nunziatella» sono ancora incisi nel masso del monte Grappa che
In alto. Allievi durante una lezione nell'aula di tecnica.
A destra. Tl masso del monte Grappa, all'ingresso della Scuola, porta incisi i nomi dei 125 ex·allievi della «Nunziatella» caduti durante la Grande Guerra.
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campeggia nell'ingresso della Scuola. Quando il Comandante del Collegio, Col. Umberto Crema, volle celebrare quei caduti, il 21 aprile del 1920, il discorso commemorativo fu tenuto dal prof. Luigi Russo, docente del Collegio, uno dei più grandi critici ed uomini di cultura della nostra recente storia letteraria. Nel periodo tra le due guerre la «Nunziatella» continua la propria opera e nel 19 3 7, con cerimonia particolarmente fastosa, celebra il 150° Anniversario della fondazione· alla presenza del re Vittorio Emanuele III. In seguito divampano i bagliori della seconda guerra mondiale e la «Nunziatella» subisce, nel1943, l'umiliazione del trasloco a Benevento, sopporta con fierezza la presenza di invasori ed alleati, ricuce le proprie ferite e non fa mai mancare, pur in tanto disagio, l'insegnamento agli allievi che dal 1944 in poi ricominciano a frequentare i locali del vecchio convento di Pizzofalcone. Il resto è storia di oggi: dal195 3 in poi il Collegio ha ricevuto la denominazione di «Scuola Militare Nunziatella» ed ha continuato a conservare intatti il vigore e lo spirito delle tradizioni. Ciò le ha consentito di rimanere saldamente vincolata ai suoi principi anche quando più forte soffiava la bufera della contestazione. Perciò, strettissimo è il legame tra la Scuola
e tutti coloro che si sono formati tra le sue mura; a rinsaldare i vincoli di affettuosa fratellanza tra gli ex-allievi provvede l'Associazione Nazionale «Nunziatella», costituitasi nel1950, che conta, ovunque, sezioni ed iscritti, «anziani» o <<cappelloni)> che siano. In nome del motto «Preparo alla vita ed alle armi» la gloriosa Scuola va avanti e forgia nuove intelligenze, consacra nuovi ardori agli ideali di Patria e di serena convivenza civile. E siamo all'oggi: raggiunto il traguardo dei 200 anni, la «Nunziatella» guarda al futuro ed è pronta a tenersi al passo con i tempi; ma sa anche che la linfa vitale della tradizione va mantenuta integra, pur con gli adeguamenti necessari, nel ciclico procedere del tempo. E sul vecchio si innesta il nuovo, senza stridore e la «Nunziatella» continua ad essere una meta ambita, una aspirazione per i giovani di età tra i 15 e i 17 anni che abbandonano la serena tranquillità della vita in fami-
glia per scegliere una strada irta di sacrifici ma anche di grandi soddisfazioni. A confortarli nell'ardua impresa c'è la lunga schiera di ex-allievi famosi e di docenti illustri, da Pisacane a Mariano D' Ajala, da Cosenz a De Sanctis, da Pollio e Marselli a Luigi Russo e Nino Cortese, nonché illabaro, attribuito alla Scuola nel 1936, che si fregia di 36 medaglie
d'oro, 35 alla memoria ed una vivente, il Capitano dei Carabinieri Rosario Ajosa. La preparazione degli allievi, curata da insegnanti civili e da quadri militari, è continuamente adeguata alle trasformazioni della società attraverso frequenti contatti con i più qualificati ambienti culturali; pertanto la partecipazione a conferenze e dibattiti, le visite a biblioteche, musei ed a centri di particolare.rilevanza storico-artistica (Pompei, Ercolano, ecd, nonché la presenza ad importanti manifestazioni musicali che il San Carlo e la RAI organizzano, rientrano nelle finalità dell'accrescimento delle capacità intellettuali e del perfezionamento culturale degli allievi, i quali si misurano anche con ambienti in cui il decoro della persona e la dignità del comportamento assumono particolare rilievo. A tale fine i giovani allievi partecipano a cerimonie celebrative e si recano
In alto. Allievi durante m1a lezione nell'aula delle scienze. A destra. Conferenza presso l'aula magna della Scuola Militare.
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in rappresentanza presso Accademie o Caserme in occasione di ricorrenze e di celebrazioni annuali delle varie armi. Inoltre, periodicamente, la Scuola organizza dibattiti e conferenze ed ospita le voci più autorevoli del panorama culturale italiano. La preparazione degli allievi è completata da una intensa attività ginnicosportiva e dal normale addestramento militare; infine è anche curata la partecipazione ad attività sportive che risultino più congeniali alle attitudini dei singoli. Equitazione, judo, nuoto, vela, scherma e sci vengono praticati in maniera proficua, tanto che spesso gli allievi sono in grado di partecipare a gare di buon livello tecnico. Un sano spirito competitivo caratterizza, inoltre, i tornei interni; gli allievi prendono parte, spesso con ottimi piazzamenti, ai campionati studenteschi provinciali e nazionali; la formazione viene completata, alla fine di ogni anno di studio, da un campo estivo durante il quale i giovani hanno la possibilità di addestrarsi ad attività militari di maggiore rilievo sperimentando dal vivo le conoscenze teoriche acquisite. In tal modo si consolidano la capacità di convivenza e il senso di amicizia, e l'emulazione non è mai desiderio di sterile preminenza. Nella sua giornata, fitta di impegni, l'allievo misura le proprie forze in rapporto agli obblighi, razionalizza l'uso del tempo, si fortifica nelle responsabilità ed impara cosa significhi senso del dovere. E quando ognuno lascia la Scuola sa già che non potrà coprire di oblio i tre anni trascorsi nelle vecchie mura perché l'ultimo vuoto dei cortili deserti lo inseguirà come grido lacerante della memoria e dentro gli si affolleranno le voci di quanti ha conosciuto, e il loro suono supererà tutti i muri di silenzio. Perché questo significa essere al-
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lievo della «Nunziatella»; saper sempre leggere quanto si è scritto negli anni della giovinezza. Da ex allievo del174° Corso, che, impaurito ed impavido nello stesso tempo, varcò lo storico portone della Scuola Militare «Nunziatella» nel 1961, mi ritrovo oggi a parlare delle memorie di questo istituto in una storica ricorrenza.
Sopra. Allievi durante una lezione nell'aula di disegno.
Sotto. La scherma è rma delle tante attività sportive praticate nella Scuola.
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Ora, alle soglie del200° anno dalla sua fondazione, come docente aggiungo i preziosi sali dell'educazione nelle menti dei giovani allievi e trovo motivo per consuntivi e conferme di oltre 25 anni di attaccamento a questa Scuola Militare. La mia storia personale è entrata in punta di piedi nei bagliori dei 200 anni di vita e la scia luminosa di quella esperienza resta come un segnale della coscienza continuamente acceso. Oggi, io ho tesori di eredità, l'amicizia, soprattutto, e in più il ricordo scolpito di quei tre decisivi anni; tutto è servito a non farmi mai sentire il vuoto dell'incertezza nel momento delle scelte. Ho chiare le parole e gli ammonimenti perché, come tutti, imparai ad ascoltare; e so che i canti che a sera, dalle finestre, dedicavamo alla città addormentata non erano il sogno del recluso ma un inno alla libertà interiore che a poco a poco edificavamo. Ho appreso tantissime cose, ma quello che mi è più penetrato nell'animo e nella mente è un radicato senso del dovere, unito al rispetto per la propria e l'altrui dignità. Grazie, maniero rosso!
Prof. Cesare Azan
In alto. Allievi in una fase adJestrativa presso un poligono militare di liro. A sinistra. Allievi durante una gtlra di nuoto.
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NOTE
(l) Giuseppe Parisi, lucano, studiò a Napoli giurisprudenza e matematica; inviaw all'estero dal 1781 al 1785, ricoprì i più alti incarichi militari fino ad essere nominato Minimo della Guerra nel1820. Morì nell831. Fra le sue amicizie quelle del ministro austriaco Kaunitz e dell'imperatore Giuseppe II. Cfr. S. Castronuovo, Storia della «Nunziatella», F. Fiorentino editore, Napoli 1970,
p. 49 e sgg .. (2) La chiesa era stata fondata, alla fine dell500, da donn'Anna Mendoza, marche-
A destra e in basso.
A/ermi momenti di una cerimonia di giuramento degli allievi della «Nunziatella».
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sa della Valle; donata successivamente ai Gesuiti, essa subì profonde trasformazioni a~ opera di Ferdinando Sanfelice nel 1736. E una struttura barocca arricchita dal bnroccheno, ha una sola navata e quattro cappelle laterali. Arricchita da marmi policromi e dorature, la Chiesa vanta un altare maggiore caratterizzato al centro da un globo di lapislazzuli e, ai lati, da coppie di angeli del Sammart ino. Tra le opere di pittura meritano di essere segnalate quelle del De Mura, sulla volta, e quelle del Mazzante sull'altare. (3) Si tratta dell'«Ordinanza per la Regal Accademia Militare>>, pubblicata dalla Stamperia Regale nel 1798; è un documento che indica conoscenze profonde della psicologia e dei bisogni dci giovani. Se ne veda ora la ristampa anastatica curata nel 197 3 da M. Teresa e Gabriele Benincasa in occasione del Ter-.ro Raduno Nazionale ex allievi «Nunziatella». Insieme all'ordinanza è stato ristampato il «Nuovo piano di educazione del Real Collegio alla «Nunziatella», pubblicato dalla Stamperia Regale nel 1779, che conteneva i regolamenti del Collegio allogato nel convento di Pizzofalcone prima dell'arrivo della Rea! Accademia Militare. (4) Nel 1982 la «Nunziatella» ha contribuito all'organizzazione della Mostra Documentaria sulla Repubblica Napoletana del 1799 promossa dall'Istituto Italiano per gli studi Filosofici che opera a Napoli, nel Palazzo Serra di Cassano. Lo scopo era quello di ricordare il contributo dato a quella tragica esperienza. Oltre agli allievi caduti, van-
no ricordati due docenti della Scuola, Pasquale Baffi e F. Saverio Granata. (5) Mariano D' Ajala era nato a Messina nel 1808; allievo della «Nunziatella», ne uscì nel 1829. Fu Ministro della Guerra in Toscana e intendente della provincia dell'Aquila nel 1848. Deputato alla Camera napoletana c poi Senatore del Regno tra i banchi della Sinistra. Scrisse molte opere; la più significativa è «Vite de' più celebri capitani e soldati napoletani», Napoli 1877. Morì a Napoli nel 1877. (6) Sugli anni della giovinezza del De Sanctis c sul suo rapporto con Napoli c la «Nunziatclla>> si veda, oltre alla fondamentale F. De Sanctis, la giovinezza, a cura di G. Savarcse, Torino 1961, E. Cione, F. De Sanctis, dalla «Nunzi:uella» a Castel dell'Ovo, Napoli 1932, ristampato nel 1982 in occasione del IV Raduno Nazionale degli exallievi «Nunziatclla>>. (7) Basilio Puoti (1782-1847), maestro di purismo, fu famoso per la Scuola che guidò a Napoli dal 1825 alla morte. In essa si riunivano alunni per discutere testi classici o per leggere proprie composizioni critiche. Non erano rari i casi d i visite importanti durante le lezioni, come ci racconta il De Sanctis, che incontrò il Leopardi proprio nella scuola del Puoti. Per i rapport i del Puoti con la «Nunziatella>> cfr. E. Cione, De Sanctis, dalla «Nunziatella>> a Castel dell'Ovo, cit., pagina 16 c sgg.. (8) Giuseppe Ferrarelli (1831-1921) fu allievo della «Nunziatella» negli anni 1846-
1850. Allievo prima c poi amico del Dc Sanctis, ne curò la pubblicazione degli scritti politici. Scrisse «Il Collegio Militare di Napoli», 1887 poi inserito in «Memorie militari del Mezzogiorno d'Italia>>, Laterza, Bari, 1911, pubblicato per interessamento di suo nipote, Benedetto Croce, che volle così onorare gli ottanta anni dell'amato parente. Uno schizzo psicologico c biografico del Fcrrarelli, molto piacevole e in tessuto di ricordi personali, è quello di Luigi Russo, G. Ferrarelli, in, «Belfagor», maggio 1960.
Gara di equitazione. L 'equitazione, insieme alle altre discipline sportive, fa parte dell'iter addestrativo dell'allievo.
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N~ll 'arco dei tre anni liceali gli Allievi svolgono una intens a
atth¡ità ginnico-sportiva che tende, soprattutto, a solle citare un leale spirito di emulazione, che infonda in essi uno stile pi vita t'd un'adeguata impronta morale. Vengono praticate sia le discipline tipiche della tradizione militare, quali la scherma, l'equitazione, la difesa persona.l e, sia quelle altre, individuali o di squadra, come l'atletica leggera, il nuoto , lo sci, la pallacancstro, la pallamano, la pallavolo etc., particolarmente valide per la formazione del fisi c o e d e l carattere dei giovani Allievi. Al t e rmine dell'anno scolastico vengono organizzati nella Sc uola , p e r ogni sport, coanbattuti ed appassionati "ludi s portivi". Gli Allievi che emergono partecipano poi ai c ampionati stude nteschi ed alle competizioni organizzate annualmente in ambito militare.
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••Ne l ricevere lo spadino, ti impegni a c u s todire gelos ame nte i ' 'alori morali e s pirituali del nos tro I s tituto e ad e s altare le lin"lpide tra dizioni d e lla nos tra Scuola. Se qui s e i ve nuto p e r naturale impulso d e lla tua giovine zza e d esiderio di onore n"li lita a·e, a ccettalo e dife ndilo d egname nte". C on quest e ~uggestive parole l'Allie vo "Anziano" c onsegna n e lle m a ni d e l " Cappellone " lo s padino, c h e rappre s e nta il c omple t a m e nto d e lla fig ura di Allie vo della Sc uola Militare N unz iate lla e d il s uo ingresso ufficiale nella schiera di Coloro c h e h a nno t estimoniato c on i fatti la fe d e ltà alle Tradiz ioni d e ll' Is tituto. Egli lo m e tte rà al s uo fi a n c o e d in que lla lama vedrà un s imbolo: que llo d e lla Patria e que llo d e lla " N unziate lla".
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.. oi Anziani, proseguendo nelle tradizioni di questa Scuola Militare, vi con egniamo la «Stecca-.-. simbolo c testimonianza del pa saggio dei nostri corsi. Accettatela con l'impegno di custodirla gelosamente per poter org.ogliosamente affermare: «Sono un Anziano della Scuola Militare Nunziatclla»" !. Così a v'\ iene, tra gli H Anziani" e gli Allievi del 2 ° anno il passaggio della ''Stecca", antico e strano oggetto che si usava un tempo per lucidare i bottoni argentei delle uniformi. I giovani Allievi nel ricevere la "Stecca" si impegnano a conservarla gelosamente, a custodirla nel rispetto delle migliori tradizioni e ad assumere con coscienza il ruolo di Anziani, che significa esempio di fedeltà ad una promessa fatta e di accettazione delle regole dell'etica militare.
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E giunge anche il giorno più atteso, la festa più tradizionale, il ballo del Mak 1r 100. Professori, Ufficiali, Personalità, Genitori ed Allievi si ritrovano tutti accomunati dallo stesso spirito di corpo e dall'amore per la "Nunziatella", ma i protagonisti sono sempre loro: gli Allievi Anziani, che appaiono baldi e felici, ma che fanno trasparire la loro commozione e, perché no, la loro malinconia. Fra breve dovranno lasciare la Scuola, diventeranno degli "Ex", ma ~aranno pronti a tornare appena la ''Nunziatella" li chiamerà, così come è scritto n el ritornello della loro canzone:
OMak 1f Noi ce ne andrem fra cento dì Ma i nostri cuori non potranno Mai scordar Mak 1T E se un dì La Nunziatella chiamerà Noi Ex Allievi tutti uniti Tornere01o qua.
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Il Prof. Cesare A:tan ha frequentato la Scuola Militare Nun:tiatella, conseguendo la marurità das· sica nell' anno scolastico 1963-'64. Si è laureato in lettere, presso l'università agli Studi di Napoli, discutendo una tesi di filologia classica. È titolare della cattedra di italiano e latino nel liceo classico della Nunziatella.