LA CASERMA COLLEGE IL «PROBLEMA CASERMA»
È ormai da tempo che nell'ambiente nazionale si sente parlare della cosiddetta «caserma college». LaRivista Militare ne ha tratteggiato alcuni lineamenti nel fascicolo «Consuntivo 1986 - Programmazione 1987»; da vari settori della pubblica opinione si levano domande venate di ironia, allorché ci si chiede se le caserme, nel futuro, oltre ad «ospitare le mamme», verranno trasformate in comodi collegi da educande, a scapito del rigore e del rude impegno su cui dovrebbe essere
impostato l'addestramento alle armi del giovane soldato di leva. Sembra arrivato il momento di fare il punto su di un'inizitiva che, in realtà, tende ad individuare e programmare, anche nel settore abitativo, gli scherni di vita del soldato del 2000. Nell'ottobre del 1986, nel corso del l 0 seminario del ciclo «Forze Armate e Società» tenuto presso l'ISTRID, Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, trattando l'argomento «Quale soldato, quale Esercito, quale difesa, quale caserma?», dopo aver delineato il patrimonio infrastrutturale della Forza Armata, le ormai ben
SETTORE OPERATIVO: OFFICINE
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note 500 caserme di diversa tipologia ed età, ha affermato testualmente: «io ritegno che tutte le caserme di cui oggi disPQniamo costituiscano il passato. Il modello di riferimento di oggi e del prossimo futuro - e chiedo scusa per l'uso di un termine straniero che può chiarire il concetto è la "caserma college", cioé quella caserma dove il soldato trovi sì il comfort delle caserme di più recente costruzione, ma dove trovi anche un ambiente nuovo in cui poter vivere ed addestrarsi, addestrarsi intellettualmente, fisicamente, spiritualmente». Da questa constatazione, incon-
trovertibile da qualunque angolazione la si guardi, ha preso il via un' attività di pensiero, di ricerca e di studio progettuale tendente ad individuare il modo con cui materializzarne il contenuto. Gli esempi cui ispirarsi erano molti. Realizzazioni già portate a termine presso altri Eserciti, alleati ed amici; spunti individuabili in campo nazionale, anche se risalenti a tempi passati. Tipiche le soluzioni adottate negli Stati Uniti, ove i vecchi forti della frontiera dell'Ovest hanno costituito il nucleo intorno a cui sono sorte vere e proprie città, capaci di soddi-
sfare le esigenze socio-abitative della popolazione, militare e non, che vi abita e vi opera. La Germania Federale è anch'essa molto avanti nella realizzazione di simili formule abitative-funzionali, pressoché autonome ma non isolate dall'ambiente socio-comunitario civile. In Francia una soluzione del genere, molto avanzata, è stata attuata già nei primi anni '60, allorché venne dato corso al trasferimento dell'Accademia Militare di Saint Cyr dalla vecchia sede parigina a quella attuale, nei pressi della cittadina di Coetquidan, nella regione della Bretagna . Nel nostro Paese non può non es-
sere citata la Città Militare della Cecchignola di Roma, forse il primo tentativo di aggregazione tra moduli abitativi militari e civili, pur separati nettamente tra loro sul piano funzionale; e vanno altresì ricordati i «villaggi azzurri», insediamenti socio-abitativi creati presso le basi aeree dell'Aeronautica Militare, tendenti anch'essi a contemperare le sempre contrastanti esigenze tra la vita «operativa» e la vita di ogni giorno degli uomini in uniforme. Il pensiero conduttore, nell'elaborazione degli schemi della «caserma college», si è però incentrato su di una riflessione di fondo, anche se di
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LA CASERMA COLLEGE per sé elementare: sino ad oggi la vita del cittadino-soldato, del soldato di leva e di quello professionale, si è svolta in tutti i 'l>uoi momenti nel chiuso di un edificio circondato da mura, al quale si accede da un unico varco guardato a vista e nel quale vengono svolte tutte le attività che caratterizzano la giornata del soldato: l'addestramento, il tempo libero, le funzioni fisiologiche della vita, lo svago. T utto tra quattro mura: terreno addestrativo, camerata, mensa, infermeria, sala convegno, campo sportivo, cinema, biblioteca, chiesa. Un'impostazione non facilmente comprensibile per il giovane moderno, quale oggi è prodotto dalla società contemporanea, e non totalmente compensata né dalla possibilità di uscire dalla caserma in abiti borghesi né dalla concessione di più frequenti turni di permesso o di licenza. In sintesi, una considerevole difficoltà, per il cittadino temporaneamente in uniforme, nell'assuefarsi ad un ritmo di vita inusitato e per molti versi incomprensibile per la massa dei giovani, orientati a concetti di funzionalità e di autonomia individuale.
LA FILOSOFIA DELLA «CASERMA COLLEGE» Da qui l'idea di cambiare in senso realistico e contemporaneo lo schema della caserma. Da qui il pensiero di dar vita a complessi infrastrutturali suddivisi in moduli funzionali, rispondenti alle necessità dei differenti momenti della vita del cittadino-soldato e quindi più accettabili, nella logica della loro configurazione, in quanto esigenze militarmente irrinunciabili ma al tempo stesso logicamente accettabili. Moduli funzionali, tra loro interconnessi, articolati su: - un «modulo protetto», costi4
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LA CASERMA COLLEGE tuito da un'AREA OPERATIVA che contiene il settore addestrativo e logistico, ove ospitare armi, mezzi e materiali, ed una Sala Operativa ·Protetta da cui svolgere, in qualunque momento di emergenza ed in assoluta sicurezza, le funzioni di comando e controllo; - un «modulo controllato», comprendente un'AREA ALLOGGIATIVA, idonea a soddisfare le esigenze abitative e di vita di una parte del personale, ossia i militari di leva, il personale volontario a lunga ferma, maschile e femminile, ed i Quadri celibi; - un «modulo aperto», denominato AREA SOCIO-RICREATIVA
area addestrativa esterna
in cui collocare, oltre agli alloggi per i Quadri con famiglia, strutture sportive, edifici per le attività culturali, ricreative e del terziario, queste ultime gestite nella più larga misura possibile da civili e condotte a favore dei militari e delle loro famiglie. Il tutto impostato su schemi di riferimento di base tali da perseguire una progettazione strutturale obiettiva e realistica:
- ubicazione fuori dai centri ur· bani (2 -:- 6 km), là dove la collocazione è più funzionale per le esigenze della Forza Armata e meno vincolante per la comunità civile; - capacità di accogliere un numero base di 1.000 uomini, riparti-
ti orientativamente in 700 -:- 800 militari di truppa, 150 volontari a lunga ferma, 50 -:- 100 donne soldato nonché circa·100 Ufficiali e Sottufficiali, di cui il 50% con famiglia; - sviluppo previsto su un'area di sedime non inferiore ai 20 ettari, comprendente un terreno addestrarivo adeguato alle esigenze primarie dei reparti alloggiati nella caserma. Rispetto a quella tradizionale, quindi, la «caserma college» presenta i seguenti elementi di novità: - una diversa aggregazione degli elementi dell'accasermamento, calibrati per soddisfare le varie fasi della giornata del militare: addestramento, vita individuale, tempo libero;
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PROGETTO DI CASERMA COLLEGE
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- una ripartizione setroriale contrassegnata da adeguate recinzioni e da attività di sorveglianza e controllo a diverso grado di protezione, il cui massimo livello, per i motivi già detti, dovrà essere attribuito all'Area Operativa ed alla sala di comando e controllo in essa contenuta; - la presenza di un servizio volontario femminile; - l'esistenza di una maggiore quantità e qualificazione di volontari a lunga ferma; - la creazione di un'area socioricreativa di collegamento con la comunità civile viciniore, che comprenda: • area polisportiva, in cui inserire campo di calcio, palestra, campi
polivalenti, piscina; • cinema-teatro, biblioteca, sala televisione, discoteca; • elementi commerciali e di servizio, quali negozi, sportelli bancari, uffici postali e telefonici; • edificio di culto; • alloggi per Quadri con famiglia; . • edifici scolastici, nei casi in cui se ne presenti una palese necessità; • aree verdi; - l'assunzione di costi di gestione minori, conseguenti da un' organizzazione più funzionale, e l' adozione di scherni di manutenzione più semplici e meno onerosi, derivati dall'impiego di sistemi tecnologici più controllabili ed omogenei con gli
standard di uso comune nelle «grandi comunità» non militari; - la disponibilità, nell'ambito del «modulo protetto», di strutture addestrati ve che consentano lo svolgimento delle attività pratiche elementari e, per alcuni casi, di un poligono chiuso in galleria da 100 metri a disposizione anche di altri reparti viciniori. Un'ultima caratteristica di differenziazione dal passato, sul piano concettuale, in quanto autonomo nelle sue finalità e nelle sue capacità di conseguirle, può essere inserito nel contesto di caserme già esistenti, per ammodernarle o completarle nella loro funzione. In sintesi il sistema è elastico e
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SETTORE ALLOGGIATIVO: SALA CONVEGNO QUADRI E FORESTERIA
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LA CASERMA COLLEGE flessibile quanto basta per perseguire un futuro moderno e per realizzare l'ammodernamento del presente . In quanto a particolarità architettoniche e costruttive, la «caserma college» si caratterizza per: - largo ricorso all'edilizia industrializzata, con esclusione delle strutture metalliche facilmente degradabili, per tutti i fabbricati destinati alle attività addestrative, logistiche e sportive, mentre per gli edifici adibiti ad alloggiamento sarà pur sempre preferibile la costruzione di tipo tradizionale, anche in funzione dei vincoli antisismici; - netta separazione tra gli alloggiamenti destinati ai volontari ed al
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servizio femminile da quelli dei militari di leva, pur mantenendo analoghe le strutture interne e le cellule abitative; - modularità delle unità alloggiarive: cellule abitative a 6 o 8 posti inserite in casermette di compagnia, articolate su un piano rialzato ed un l 0 e 2° piano; - disponibilità di apparecchi igienico-sanitari e di arredi idonei alle esigenze di un prevedibile futuro: armadi a muro, lampada a muro per ogni posto letto, scrittoio ed altro, pur con le caratteristiche di robustezza e rusticità necessarie per gli ambienti militari; - configurazione architettonica
adeguata alle condizioni ambientali e strutturali della zona in cui la caserma è collocata; - abitazioni per le famiglie dei Quadri inserite in edifici di misura da uno a quattro nuclei familiari, disposti in modo da rispettare l'intimltà e l'autonomia di ciascuno, senza però allentare i pur necessari vincoli societari. Il modo con cui distribuire tutti questi elementi, in un coerente e realistico piano architettonico, è funzione della disponibilità offerta dalle aree di sedime utilizzabili e dalla loro collocazione nel contesto socioabitativo circostante. È addirittura superfluo specifica-
re che, in aree di sedime particolarmente lontane da centri abitati, tutti i moduli previsti dovranno avere la massima estensione e dovranno essere spinti verso la più completa realizzazione. In casi di più favorevole dislocazione topografica la configurazione di alcuni di essi potrà essere ridotta, quando non addirittura eliminata. E ciò configura un altro importante vantaggio fornito dalla flessibilità del sistema. Questa è la configurazione di base della «caserma college» quale è stata «pensata» nei primi momenti della fase concettuale. Per la sua progettazione, sul pia-
no tecnico, lo Stato Maggiore dell'Esercito e la Direzione Generale del Genio si sono rivolti ad un'organizzazione di progettisti nota in campo nazionale ed internazionale e largamente dotata di valida esperienza nello specifico settore, la «Studio Program», che sta progettando, tra l'altro, un complesso accasermamento per unità alleate dislocate in territorio italiano, e che vanta uno stretto collegamento con un nome tra i più prestigiosi nel settore dell' architettura italiana: quello di Pier Luigi Nervi e dei suoi eredi. La «Studio Program» ha dato inizio ad una prima fase di progettazione della «caserma college» ed ha con-
figurato un'impostazione strutturale di base, tendente ad armonizzare le esigenze poste dal «cliente>> con le concrete possibilità di realizzazione offerte dalle tipologie e dalle tecniche moderne, suscettibile per altro di variazioni e di adeguamenti via via che la collaborazione tra «cliente>> ed «architetto» procederà verso il comune obiettivo di dar vita alla caserma del domani per il soldato di domani.
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DEFIIIZIOIE DEGli DBiffiiVI GLI STUDI PROGETTUALI PRELIMINARI La «Studio Program» ha creato un gruppo di lavoro che, sentite le richieste esposte in varie riunioni presso l'Ispettorato del Genio e presso Geniodife, ha elaborato le informazioni esplicative ottenute, ha con· frontato i risultati di questa elaborazione con le proprie esperienze nel settore infrastrutturale specifico ed ha elaborato un primo studio in cui ha configurato: - la rappresentazione grafica delle esigenze (fig.l); - l'elaborazione delle relazioni e degli scambi in rapporto anche alle loro entità dimensionali; - l'identificazione del «Modello» e dei suoi elementi costanti. Ha poi ipotizzato di «calare» il Modello cosl individuato su di una ipotetica area di sedime, verifican· clone, in prima approssimazione, l'a10
dattabilità ad una situazione reale (fig.2). Infine ha predispoto alcune immagini architettoniche delle componenti più significative della «caserma college», per una prima configurazione delle stesse sul piano volumetrico e spaziale. Il lavoro del gruppo si è articolato in passi successivi tendenti a definire gli obiettivi da perseguire eq i parametri da adottare; ad individuare un idoneo schema funzionale di aggregazione e correlazione tra gli elementi del Modello; a definire i percorsi di viabilità interni ed i loro rapporti con l'esterno e con il territorio circostante; a verificarne infine la flessibità. Definjzione dei parametri. Lo schema concettuale del Modello di «caserma college», per assumere carattere reale, deve rispondere a quattro esigenze fondamentali:
- integrazione con il civile e con l'ambiente; - armonizzazione funzionale tra la sua organizzazione d'insieme ed il modello di vita di coloro che lo usano; - estrema flessibilità, per adattarsi alle diverse esigenze dei reparti che deve ospitare; - garanzia di durata nel tempo, sia dei manufatti sia dei fini che con esso si perseguono. E ciò in considerazione del fatto che il miglioramento funzionale del modello di vita deve necessariamente tener conto della dimensione individuale e di quella collettiva, poiché la Caserma vive di entrambe, e che l'organizzazione dell'insieme deve mirare alla armonica e perfetta funzionalità degli organismi costitutivi. Da ciò discendono i parametri da introdurre nello studio per il raggiungimento del Modello: la permeabilità calibrata di un sistema militare di-
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SCHEMA FUNZIONALE DI AGGREGAZIONE ED INTERRELAZIONE
feso; lo studio dell'impatto ambientale; la qualificazione professionale dell'individuo; la possibilità di ritrovare sempre, in ciascuno dei sistemi costitutivi, gli organismi fondamentali del Modello; lo studio ponderato delle funzioni interne e della loro interrelazione; l' ottimizzazione dei percorsi e la massima flessibilità dell'organismo sia all'interno che verso l'esterno, anche in previsione di variazioni della forza accasermata o di diversi impieghi funzionali; infine, il ricorso ad una tecnologia affidabile, modularmente avanzata ma collaudata, che dia rutte le garanzie richieste. Schema funzionale di aggregazione e interrelazione (fig.3). Gli elementi fondamentali da aggregare nell'organismo Caserma sono rappresentati da tre aree a diverso grado di sicurezza, distinte graficamente con tre colori differenti:
rosso per l'area protetta e verde per l'area semplicemente controllata. L'area rossa si identifica quindi con la zona operativa, la gialla con la zona alloggiativa e la verde con quella residenziale e socio-ricreativa. Cerniera per tutte le aree è il sistema Corpo di Guardia-Comando, comprensivo della sala operativa protetta. Nella zona operativa troveranno posto: i parcheggi coperti, le officine, i magazzini, le armerie, le riservette delle munizioni, le aule, il Comando, alcuni poli addestrativi ed il poligono di tiro coperto. Nella zona alloggiativa verranno ubicate le casermette per la truppa, per i Quadri scapoli e per il personale femminile, nonché i servizi generali tra cui mense, sale convegno e circoli ricreativi. Nell'ultima, la zona residenziale e socio-ricreativa, troveranno posto il cinema, le attrezzature sportive, la sala ad uso polivalente, gli alloggi per
le famiglie dei Quadri e tutte le attrezzature di collegamento con la comunità civile viciniore. Aggregazione schematica dei settori (fig .4). Le tre zone, rispettandone ovviamente sempre le interconnessioni funzionali, possono assumere molte diverse configurazioni. Per semplicità viene descritta la più intuitiva, a settori aggregati in linea, già tratteggiata nei primi studi presentati alla conferenza sulle infrastrutture militari:
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settore operativo:
a questo settore accederà ed opererà, osservando tutte le regole di sicurezza e riservatezza adeguate, solamente il personale militare. Al suo interno troveranno collocazione i materiali di armamento e le attrezzature tecnico-operative che per loro natura abbisognano di custodia e controllo, nonché le aule, la zona ad11
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3 j AGGREGAZIONE SCHEMATICA DEl SETTORI destrativa interna e le strutture costituite dal Comando. Come zona filtro tra questo settore e quello alloggiativo si potrà prevedere la piazza d'armi, che verrà a costituire elemen- . to di raccordo funzionale tra i due. Ai margini del settore, ogni qual volta possibile, si svilupperà l'area addestrativa esterna; - settore alloggiativo: vi avrà accesso il personale militare, Quadri e Truppa, nonché l'aliquota di personale civile incaricato di funzioni gestionali o di raccordo con l'esterno. Vi saranno posizionati gli alloggiamenti della truppa e del personale scapolo, le mense di servizio unificate e le strutture ad esse collegate nonché quelle ricreative e sportive, queste ultime con funzioni di mediazione con il settore socioricreativo, anche in previsione del loro utilizzo da parte delle comunità delle famiglie dei Quadri; - settore socio-ricreativo: vi sorgeranno le abitazioni per le famiglie dei Quadri, concepite in versione mono o pluri-familiare, per 12
altro non troppo isolate ma aggregate, ove ve ne sia necessità, ad un complesso di attività terziaria, da affidare essenzialmente a gestione civile, per fronteggiare le normali esigenze di supporto sia delle famiglie sia dell'intera comunità militare. Schema dei percorsi e dei rapporti con l' esterno (fig.5). Tenendo presenti i concetti fin qui esposti e l'aggregazione delineata, il sistema così definito deve essere posto in relazione con uno schema di. viabilità, enucleando dalle zone più protette quelle aree che hanno maggiore relazione e scambio con l'esterno, e collocandole in posizione di barriera-filtro con i settori rosso e giallo. Subito a ridosso di questa zona di mediazione, in coerenza con gli sche- . mi precedenti, deve essere posizionato il principale nodo di scambio viario che, integrato con il corpo di guardia direttamente collegato al Comando, costituirà sempre la cerniera costante e riconoscibile della nuo-
va caserma, quali che siano le varianti dovute alle caratteristiche delle diverse aree di sedime, alla conseguente differente aggregazione degli elementi costitutivi ed alle relative necessità funzionali. La <<cerniera», in virtù della sua posizione, avrà sempre sotto il proprio diretto controllo tutti i punti nevralgici dell'accasermamento. Relazioni del Modello con
il territorio. L'argomento è stato studiato realisticamente, adeguando il Modello teorico ed astratto individuato concettualmente su di un'area di sedime ipotetica, ma rispettando la proporzionalità ponderale tra le sue parti e mantenendo le valenze progettuali individuate nella fase di studio. Sovrapposto al territorio il Modello dovrà garantire un rapporto di continuità e mediazione della sua struttura viaria interna con quella esterna, in modo da relazionare le abitazioni per le famiglie dei Quadri e l'area socio-ricreativa, intesa
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SCHEMA PERCORSI E RAPPORTI CON L'ESTERNO quest'ultima anche come un completamento delle infrastrutture sportivo-culturali già esistenti nelle aree urbane limitrofe. Alla fascia socio-ricreativa, inoltre, verrà assegnato un ruolo di mediazione alla percezione dell'immagine della Caserma, superando cosl il concetto di Caserma perimetrata. La viabilità interna, configurata nel caso in esame come sistema di assi cartesiani, verrà a porre sotto il controllo visivo della cerniera Comando-Corpo di Guardia anche i punti di scambio del sistema con l'esterno. Esempi di flessibilità (fig.6). Come si può vedere nella sequenza dei quattro schemi orientativi presentati, l'estrema flessibilità del Modello è sempre garantita dal far coincidere al centro la cerniera Comando-Corpo di Guardia con il sistema del Cardo e del Decumano della viabilità, che passando pur sempre in questa posizione obbligata vede modificarsi il reciproco rapporto ango-
lare tra i due assi, ma mantiene inalterata la funzione di controllo e di connessione assegnata alla cerniera. Il Comando, nella sua ubicazione cardine tutta all'interno della zona rossa, si pone sempre come elemento volumetrico univoco e predominante, collocato in ascesa architettonica sull'asse entrata-corpo di guardia, quale segno forte, riconoscibile ed individuabile da ogni zona interna ed esterna della caserma.
LE POSSIBI LITÀ DI REALIZZAZIONE NEL FUTURO La consapevolezza che il patrimonio infrastrutturale di cui dispongono le Forze Armate sia nettamente inadeguato ai tempi ed alle esigenze del futuro è da lungo tempo acquisita, ma motivazioni di ordine economico-finanziario non hanno consentito, nel recente passato, di affrontare il problema in forma globale ed organica . Viene pertanto spontaneo chiedersi in quale modo il programma «Ca-
serma college» potrà modificare questa realtà, quante «caserme college>> dovranno essere costruite, quanto costerà ciascuna di esse. È evidente che un programma di ammodernamento di largo respiro, e quindi di grosso impegno, non poteva essere concepito senza il sostegno di uno strumento legislativo speciale, tale da semplificare le procedure realizzative e da assegnare le necessarie risorse finanziarie, contemperando al tempo stesso le esigenze militari con quelle delle comunità civili . La proposta di legge presentata a tal fine dall'On. Botta ed altri, all'esame del Parlamento come «Testo di legge unificata sulla riorganizzazione delle infrastrutture militari», accolta favorevolmente dalla generalità delle forze politiche ed analizzata da tutte le parti interessate nel corso della «Conferenza Nazionale sulle Infrastrutture Militari» del novembre 1986, a causa delle recenti crisi di Governo ha subito una battuta d'arresto proprio in dirittura finale 13
LA CASERMA COLLEGE ®
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ESEMPI DI FLESSIBILITA' DEL MODELLO di approvazione. Il provvedimento, il cui varo non potrà comunque essere rimandato «sine die», fornirà lo strumento legislativo e finanziario necessario per la realizzazone delle «caserme college». Esso, infatti, oltre ad un consistente finanziamento pluriennale per un importo totale di 2.500 miliardi consente all'Amministrazione della Difesa di ricavare risorse integrative allo stanziamento originario attraverso gli introiti derivanti dall'alienazione degli immobili militari dismessi, per lo più situati nel vivo del tessuto urbano dei diversi Comuni d'Italia. Per sostenere l'impegno finanziario, gli Enti locali potranno ricorrere anche a consistenti prestiti statali. La legge prevede infine il superamento di determinati vincoli e procedure consentendo l'adozione dell'istituto dell'appalto in concessione, cui hanno fatto largamente ricorso le Forze dell'Ordine attraverso le ap14
posite leggi di potenziamento. Nonostante l'imprevista battuta d'arresto legislativa, i vertici politicomilitari intendono continuare con determinazione nel perseguire la soluzione del problema, connesso anche con vitali esigenze urbanistiche ed ambientali dei maggiori centri abitati sul territorio nazionale. Per quanto attiene al numero di «caserme college» da costruire, si potrebbe dire che tutti gli accaserma- · menti dell'Esercito, nonché quelli della Marina e dell'Aeronautica, nel quadro delle specifiche esigenze di ciascuna Forza Armata, dovrebbero essere realizzate, nel futuro, su livelli socio-funzionali del tipo «college». Lo scopo del lavoro di studio e di progettazione in corso non è però tanto quello di deCime il numero preciso di costruzioni da realizzare, quanto quello di individuare lince di tendenza e schemi costruttivi moderni e funzionali per un domani molto più prossimo di quanto non si creda
comunemente. Un orientamento sull'impegno da affrontare negli anru a venire può comunque essere tratto dalla necessità di superare con immediatezza una situazione di particolare emergenza oggi esistente per circa una decina di caserme, che devono essere abbandonate e sostituite al più presto per la loro constatata ed irrimediabile obsolescenza funzionale. A ciascuna di esse il modello «college» verrà logicamente applicato in funzione delle possibilità concesse dalle aree di sedime disponibili e dalla loro collocazione nel contesto socio-ambientale in cui sono inserite. Il costo della «caserma college», infine, non può oggi essere configurato con precisione per due motivi di fondo: - gli studi e la progettazione non sono ancora tanto avanzati da poter redigere preventivi di spesa; - i costi individuabili al presen te non possono essere considerati co-
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RELAZIOII DEL MODELLO CDI Il TERRITORIO me una costante per le costruzioni da realizzare in futuro. Si può per altro fondatamente affermare che U prezzo della nuova caserma non differirà di molto, per unità alloggiata, da quello delle costruzioni entrate in servizio di recente, che si aggira sull'ordine dei 25-30 milioni uomo. Questi, in concreto, i parametri legislativi, programmatici ed economici sui quali impostare la realizzazione delle «caserme college» di domani. A prima vista potrebbe sembrare un domani oscuro o molto lontano, ancor più rallentato dalle incertezze della situazione politica. Vi sono peraltro buone ragioni per ritenere che molto possa essere fatto per mantenere vivo il problema, nelle sedi competenti, e per favorirne la soluzione in termini di tempo accettabili, anche se non rapidi come si vorrebbe . Nel frattempo verrà portata avanti
la fase progettuale del programma, intensificando il lavoro coordinato già in atto tra lo Stato Maggiore dell'Esercito, l'Ispettorato dell'Arma del Genio, la Direzione Generale del Genio ed i progettisti della «Studio Program». Allo scopo, da una parte, di definire correttamente le molteplici esigenze strutturali e funzionali che una caserma così concepita pone per le sue stesse dimensioni e per il ruolo del tutto nuovo e diverso che le si vuole assegnare, dall'altra di individuare valide soluzioni architettoniche tendenti ad armonizzare le esigenze delle comunità militari di domani con le concrete possibilità di realizzazione, di economica gestione e di semplice e funzionale manutenzione offerte dalla tecnica moderna. E che Iddio ci aiuti! Gen. D. G ualtiero Stefanon
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1987. So<'ietà Pollgraflca Editrice · Prlnted in ltaly