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GLI INFORTUNI NELL'ESERCITO, IL PROBLEMA DELLA DROGA, LA SITUAZIONE NELLE CASERME

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PERIODICO DELL'ESÉRCITO FONDATO NEL 1856

Quaderno

.r).4/1985 'LIRE2.000

Gli infortuni nell'Esercito

ba situazione delle caserme

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~ E.M.P.A. ~

~&B!J ~~ Associazione Europea della Stampa Militare L'Associazione Europea del!a Stampa Militare ha lo scopo di promuovere la conoscenza degli eserciti europei, particolarmente per quanto riguarda l'aspetto culturale.

SOCI DELL'EMPA (European Military Press Association) BELGIO

AUSTRIA • • •

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osterreichische Militarische Zeitschrift Der Soldat Truppendienst Spind .

OLANDA • • •

Legerkoerier Militaire Spectator Nederlands Militaire Geneesk.undig Tijdschrift

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Forum de la Force Terrestre

GRAN BRETAGNA • •

RUSI Soldier

• vox

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Wehrausbildung in Wort und Bild Truppenpraxis Wehrwissenschaftliche Rundschau Soldat und Technik Marine Rundschau Kampftruppen Ari

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SPAGNA

REPUBBLICA FED. DI GERMANIA •

ITALIA

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Ejercito

Rivista Militare Rivista Marittima Rivista Aeronautica Quadrante Il Carabiniere Rassegna dell'Arma dei Carabinieri

SVIZZERA • • • • •

Schweizer Soldat Notre Armée de Milice Rivista militare della Svizzera italiana Allgemeine Schweizerische Militarzeitschrift Der Fourier


Quaderno N. 4/1985

INDICE

della Rivista Militare periodico bimestrale di informazione e aggiornamento p rofessionale dell'Esercito fondato nel 1856.

La Riv ista Mi litare ha lo scopo di estendere cd agçiiornarc la preparaz ione tecnico - professiona le degli UffiCi<l li e Sot· tutiiciali deff'Eserc ito. A liii fine. costituisce organo di diffusione del pensiero militare e palestro d1 studio e di dibattito. La Rivista vuole altresì fa r conoscere alla pubblica opin ione l' Esercito ed i temi di interesse mi li tare, svi luppando argomenti di ,.ittualità tecnica e scienti fica .

European Military Press Assoc iation

RIVISTA MILITARE

2 3

Presentazione Circolari del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito

!illlf) Direttore responsabile: Pie r Giorgio Franzosi. Redattore Capo: Giovanni Cerbo T elefono 47 3 5 3 078 .

Direzione e Redazione: Via d i S. M arco, 8 00186 Roma T e l. 4 7 3533 7 2 • 4 7 3 55 192.

Introduzione

Amministrazione:

11 12

Gli infortuni nell'Esercito

Se zione di Am m in istra zione d el lo St at o Magg iore del l'Esercito.

Gli Ospedali :Vlilitari

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La situazione delle caserme

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Stampa:

gia«h'7ttf !,\HOIJI~.;.

Spedizione: In abbona m ento p osta le G ruppo IV· 7 0%. Costo del fasc icolo:

Li t. 2.000 Il fasc ic olo p u ò essere r ich ie sto versan d o !"im porto su l c/ c posta le n . 22521009 inte st ato a SME Ufficio Rivista Milita re • Sezione d i A m m in istrazione • Via XX Settembre 123/ A - Roma . Autorizza zion e de l Tribuna l e d i Rom a a l n. 944 del Reg istro, con decreto 7-6-1949.

Il 1>rohlema della droga

©

1985

Proprietà letteraria artistica e sc ientifica riservata. Associato all'USPI Unione Stampa Period ica Italiana

lS

Norme di collaborazione: la collnboraz 1onc è aperta a tutti . La Rivista Mi lita re, per garantire a l massimo l'obiettiv ità dell'informazione. lascia ampia libertà di trat tazione aI suo, co llal.;or.i tor i, arnche se no 11 semI>re ne può condividere le opin iori i. Gli scr itti. ined iti ed esenti dn vincoli edi toria li. r ivestono la direttta responsabi lità delrAutore. rispecch iandone le ,dcc persona li. Gl i ortico li dovranno contenere un pensiero orig in,1 le, non dovranno superare le 10 cartelle dattiloscritte. Con il ricevimen to del compenso l'Autore cede 11 di ritto esclusivo di rJtif17.wzionc cfel l' opera su ll e pubblicaz ioni de lla Rivista Milita re e su i per iodici clell'E.M.P.A. tEuropean Mi li tary r ress A:ssociat1onj . Ogni Autore è invi t,JtO a r.orredare l' articolo di

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di

unitamente ad

il diritto di modificare il titolo degli ar ticoli e


PRESENTAZIONE Il prnjoso poten'l.jale umano che il Paese mette a disposi'l.jone delle Po~ Armate deve essere oggetto di cure costanti da parte dei Comandanti di ogni livello, in una prospettiva che consenta di conciliare le esigenze insopprimibili di ordine istituzionale ed il rigoroso rispetto di ogni possibile precauzione perchè, sempre e comunque, sia dato a tutti di operare nelle migliori condizioni di sicurezza. Obiettivo qualificante del nostro impegno è accanto al perseguimento della massima efficien~ - la tutela della integrità fisica e morale dei Quadri e della massa dei giovani chiamati ad adempiere gli obblighi di leva. Verità elementare - questa - che non avrebbe bisogno di essere ricordata, se di tanto in tanto voci discordi non si levassero per eviden'l.jare lacune, caren7-! o disatten'l.joni, proprio nello specifico settore, mettendo sotto accusa - più che gli eventuali singoli responsabili l'Organiz7i1-7.jone nel suo complesso, quasi ad eviden'l.jare una contrapposi'l.jone di interessi tra Comandanti e gregari. Ebbene, tale contrapposi'l.jone non esiste, unico essendo l'interesse della nostra Istitu'l.jone: assolvere con dignità i compiti assegnati, alla luce del dettato costitu'l.jonale, con sentito spirito di servi'l.jo, ponendo al centro del sistema non l'astratta visione di una efficien7i1- fine a se stessa, bensì la valoriz~'l.jone degli apporti consapevoli di una pluralità di soggetti in un contesto che garantisca lo scrupoloso rispetto della persona umana, la saggia commisura'l.jone degli sfor7.j alle concrete possibilità dei singoli e delle strutture in cui sono inseriti, le migliori condi7.joni di vita e di attività, sen7i1- disagi, sacrifici e rischi inutili. Nonostante gli sfor7.j compiuti, non sempre tutto va come vorremmo. Non abbiamo nulla da nascondere, aperti come siamo ad un confronto sulla base di dati accertati, sen7i1- disconoscere, peraltro, che le eventuali caren7-! nell'a7.jone di comando che qua e là possono emergere dall'esame di fatti ed evq1ti incresciosi non chiamano in causa la validità della imposta7.jone organiz7i1-tiva e di controllo del sistema in quanto tale. 5ono caren7-! che vanno perseguite e che perseguiamo. I problemi sollevati non appartengono all'ambito delle ''attività di routine''. Tutt'altro! Incidono sul giudi7.jo stesso relativo alla fun'l.jone formativa della vita militare e, quindi, sull'immagine delle Po~ Armate. Sensibile a tali problemi, ho ritenuto di dovere intervenire in prima persona, in più di una occasione, facendo conoscere il mio pensiero. Penso che valga la pena sottoporlo, ancora una volta, all'atten'l.jone dei lettori della "Rivista Militare". Il Ca

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di Stato Maggiore dell'Esercito

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Diramazione estesa sino a livello btg.!gr. e unità equivalente.

STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO Prot. N.

451/094/1610

Allegati N. OGGETTO:

00100 Roma,

1 marzo 1982

Azione di comando ed assistenza morale.

Al COMANDI MILITARI TERRITORIALI DI REGIONE Al COMANDI DI CORPO D'ARMATA ALL'ISPETTORATO DELLE SCUOLE-SCUOLA DI GUERRA AGLI !SPETTO RA TI DELLE ARMI ALL'ISPETTORATO DELLE TRASMISSIONI ALL'ISPETTORATO DELL'AVIAZIONE LEGGERA DELL'ESERCITO AL COMANDO MILITARE DELLA SARDEGNA AL COMANDO DELL'ARTIGLIERIA CONTROAEREI DELL'ESERCITO AL COMANDO DEL CORPO TECNICO DELL'ESERCITO Al COMANDI DEI CORPI LOGISTICI AL COMANDO DEI TRASPORTI E MATERIALI DELL'ESERCITO AL COMANDO DEI MATERIALI DEL L'ALE

LOROSEDI LORO SEDI CIVITAVECCHIA LOROSEDI ROMA ROMA CAGLIARI PADOVA ROMA LORO SEDI ROMA ROMA

e, per conoscenza: AL COMANDO DELLE FORZE TERRESTRI ALLEATE SUD EUROPA AL COMANDO GENERALE DELL'ARMA DEI CARABINIERI

VERONA ROMA

1. La salvaguardia dell'incolumità fisica dei dipendenti costituisce preciso dovere di ogni Comandante. L'affermazione - che taluno potrà ritenere ovvia - ha un significato che va bene al di là dello stretto ambito funzionale, per coinvolgere l'essenza stessa dell'intera azione di comando, in tutti i suoi aspetti, in tutte le sue manifestazioni ed in tutte le sue componenti. Il richiamo, infatti, non interessa soltanto le iniziative e le misure volte ad eliminare o, quanto meno, a contrarre drasticamente le possibilità di incidenti, ma impegna coloro che hanno il privilegio di guidare altri uomini a seguirne - con vigile cura - ogni vicenda nel(impiego, nell'attività e nella vita di ogni giorno, per capire atteggiamenti e sentimenti, attitudini e stati d'animo e percepire in tempo eventuali indizi di smarrimento, che possano tradursi in depressione psichica e costituire, quindi, causa scatenante per decisioni fatali. Si tenga presente, al riguardo, che i giovani di oggi rispecchiano, in maniera emblematica, i turbamenti ed i mali che affliggono la società del nostro tempo . . Nonostante l'età - o forse proprio a motivo della loro età - hanno, anche loro, tanti problemi o ritengono, quanto meno, di averli: frustrazioni familiari e disimpegno, disadaitamento e demotivazioni, ansie - più o meno represse - e noia, paura delle responsabilità ed incertezze del futuro, illusione di rivivere rifugiandosi nella droga e tendenze devianti sul piano sessuale.

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2. A vent'anni, però, nessuna ragione - per quanto grave - può spingere a rinunciare alla vita. A vent'anni non si può e non si deve morire. Eppure, i casi di suicidio di giovani alle armi non sono infrequenti e lasciano in noi un senso di amarezza e di sgomento. Ci chiediamo, allora, se abbiamo fatto compiutamente quello ché era nelle nostre possibilità per soccorrere chi aveva bisogno di assistenza e di aiuto perchè, ritrovando fiduda in sè stesso, potesse ancora credere nella vita. 3. L'inchiesta svolta a seguito del suicidio di un soldato in·servizio di leva ha messo in luce che il militare aveva tenuto sempre condotta irreprensibile sotto il profilo disciplinare, ma non era riuscito ad inserirsi nell'ambiente del reparto ed era rimasto praticamente isolato, nonostante i numerosi tentativi di "avvicinamento" compiuti dai commilitoni. Non sussistendo argomentazioni valide per spiegare, in qualche modo, il gesto insano, è logico pensare che il dramma del giovane sia maturato nella sua volontaria emarginazione dal mondo circostante e dalla comunità nella quale non era riuscito ad identificarsi. E' altrettanto logico chiamare in causa i responsabili della catena di comando - quelli che avrebbero dovuto essere vicini per preciso obbligo istituzionale - per sapere se mai hanno avuto percezione delle obiettive difficoltà del dipendente e se sono intervenuti in qualche modo per facilitarne il superamento. Nella comprensione dei complessi problemi interiori, però, meglio ancora dei Comandanti possono e debbono operare i Cappellani militari, la cui alta missione - pur se staccata dagli aspetti contingenti del!' azione di comando - si inquadra in un contesto unitario più ampio, al cui centro sta l'uomo con la sua personalità da rispettare e valorizzare, sostenere e difendere, in ogni istante ed in ogni luogo, in servizio e fuori servizio. Anche i più deboli - soprattutto i più deboli - ai Cappellani si rivolgono, nei momenti di abbattimento e di sconforto, per avere un dialogo e sollecitare, se pure inconsciamente, comprensione e conforto. Per questo, i Comandanti devono avvertire la validità di un rapporto - quello appunto con i Cappellani dei reparti - che, collocandosi al di sopra della stessa struttura gerarchica, può risultare ricco di prospettive favorevoli nell'interesse dei singoli componenti della grande famiglia del 'Esercito, dei reparti e della comunità militare nel suo complesso. 4. Nell'assoluta distinziorie dei ruoli, con approccio diverso e con modalità di intervento nettamente differenziate, Comandanti e Cappellani devono tendere concordemente ad un fine comune: fornire ai più deboli la necessaria assistenza morale, perchè possano superare agevolmente angoscie e timori, perplessità e turbamenti e, riconquistando coraggio, guardare con sicurezza e speranza ali' avvenire. Impresa assai nobile-questa - i cui effetti ricadono sull'intera compagine, rafforzandone il tono spirituale, che è fattore essenziale del/' efficienza. So di avere scritto cose già note, ma ho ritenuto di non potere esimermi dal farlo per ribadire che ad esse credo - e credo profondamente - e per sottolineare che ad esse vorrei che credessero anche i più giovani. 1 Confido nell'opera che i Comandanti vorranno svolgere per rendere partecipi i collaboratori dei livelli dipendenti del mio pensiero e delle mie aspettative.

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LA PREVENZIONE DELLE TOSSICO-DIPENDENZE

1. Il dovere di tutelare l'incolumità fisica dei dipendenti, attraverso uno piu vigile azione

do parte dei Comandanti ed una piu sensibile assistenza morale da parte dei Cappellani militari, è stato già oggetto di una mia specifica direttiva (n. 451/094/1610 in doto 1 marzo 1982). Desidero oro porre l'accento su un altro argomento che, pur riconducibile allo stessa problematica, presenta aspetti particolarmente preoccupanti ai quali è necessario rivolgere lo massima attenzione. Mi riferisco alle tossicodipendenze e, in particolcre. allo soggezione alla droga. Il consumo di drogo, che si va estendendo sempre piu alle fasce giovanili, rappresenta una crescente potenziale minaccio allo coesione dei reparti ed allo loro efficienza, incidendo, quindi, sulla stessa prontezza operativa della Forza Armata. La prevenzione delle tossicodipendenze, pertanto, oltre a costituire un preciso dovere sociale, risponde cmche a specifiche esigenze istituzionali. Di conseguenza, non si può e non si deve soggiacere all'incombente minaccia come ad un male inevitabile. È una sfida che deve essere affrontata! È questo un imperativo che coinvolge l'intera organizzazione militare e, in primo luogo, i Comandanti di ogni livello, i Dirigenti dei Servizi Sanitari ed i Cappellani militari. 2. Negli anni recenti sono stati condotti notevoli sforzi per individuare la migliore strategia

contro la diffusione della droga nello collettività militare ed è perciò possibile trarre dalle molteplici esperienze fatte concrete indicazioni. Sia per il fatto che l'iniziazione alla droga avviene in età sempre piu giovanile e sia perchè i comportamenti di fondo si creano con gradualità nell'infanzia e nell'adolescenza, i giovani di leva generalmente posseggono già uno loro personale risposto alle suggestioni dello droga. Affrontando realisticamente il problema, non si può, tuttavia, disconoscere che l'ingres-. so nello vita militare comporti maggiori rischi di propagazione dell'uso della droga. Ciò trova motivo nella necessaria aggregazione di giovani di eterogenea estrazione, nell'impatto che subiscono - specialmente i più carenti di educazione civico o emotivamente piu instabili, in particolar modo nei primissimi giorni del servizio di leva - e, infine, nella vita di gruppo, che facilita la dissimulazione dell'uso di droghe ed il proselitismo attivo. Sarebbe, comunque. errato abbandonarsi ad un ingiustificato pessimismo. Esistono, infatti, nello stesso vita militare, piu che in qualsivoglia altra comunità, provvidenziali «anticorpi» atti a contenere il diffondersi del fenomeno e ad affrontarlo positivamente. 3. Nel quadro delineato, gli obiettivi da perseguire, devono essere credibili, ben delimitati e posti in relazione sia al breve arco di tempo connesso con la durata della levo, sfo ai

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compiti istituzionali della Forza Armata. In definitiva, tali obiettivi si configurano nell'individuazione e progressiva riduzione del margine di rischio al quale è sottoposto il giovane chiamato alle armi e nell'azione di sostegno - la piu precoce possibile - nei confronti di coloro che, per labile struttura caratteriale, piu sono esposti a possibili fenomeni di «iniziazione». La preparazione professionale di base degli Ufficiali e ·dei Sottufficiali verrà, quindi, integrata inserendo nei programmi elementi di conoscenza del problema del disadattamento giovanile e delle tossicodipendenze. Destinati a vivere a stretto contatto con i militari di leva, i Quadri devono essere preparati ad affrontare i problemi giovanili posti dall'attuale società ed a cogliere tempestivamente, attraverso la conoscenza approfondita dei dipendenti, ogni loro motivo di turbamento o difficoltà d'inserimento nella collettività militare. Gli Enti territoriali e di reclutamento destinati ad instaurare il «primo contatto» con i giovani di leva, dovranno essere sempre in grado di fornire risposte precise ed esaurienti ai legittimi interrogativi di chi" si affaccia ad un mondo sconosciuto. Ciò, oltre a costituire un corretto modello di comportamento, contribuirà a fornire un'immagine realistica della vita.militare capace di attenuare i comprensibili stati d'ansia altrimenti forieri di possibili disadattamenti. I Comandanti a tutti i livelli sono chiamati a creare un ambiente in cui prevalga un fermo atteggiamento di repulsione contro l'uso di droghe quale conseguenza spontanea di una scelta libera e maturato nell'ambito del reparto. Uno stato psicologico positivo, quindi, che discenda dalla consapevolezza dei compiti singoli e collettivi, da una disciplina sostanziale oltre che formale, dall'impegno in attività fisiche multiformi intese ad assorbire la naturale esuberanza giovanile individuale e di gruppo. All'opera dei Comandanti, partecipino fattivamente· anche in questo campo - i Dirigenti dei Servizi Sanitari ed i Cappellani militari. affinchè l'unità degli intenti possa facilitare lo sviluppo di un ambiente sereno, forte ed attivo. Per meglio coordinare e stimolare le iniziative nel campo della prevenzione e contro il disadattamento giovanile in genere, è allo studio la costituzione di organismi particolari aventi il compito di stimolare la collaborazione di tutti per la riduzione di fattori di rischio. Le iniziative in questo senso già sviluppate in alcune Gra.ndi Unità hanno dato risultati positivi. · ll Comando del Corpo di Sanità porrà, infine, in essere ogni iniziativa per accentuare la preparazione specifica degli Ufficiali medici e sensibilizzare i Quadri, in atteso di poter estendere a tutte le Regioni Militari la _costituzione di Consultori Psicologici sul modello di quello positivamente sperimentato a Verona e già attuato presso altri Ospedali Militari.

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4. La lotta contro il fenomeno della diffusione della droga non è, certamente, nè facile nè agevole. L'Esercito può e deve parteciparvi, nell'ambito delle competenze istituzionali. in maniera efficace, credibile e concreta. La consapevolezza che soprattutto l'atmosfera del piccolo gruppo, in cui il giovane vive la sua esperienza militare, può contribuire a creare o eliminare i rischi di avvicinamento alle droghe, deve stimolare quotidianamente la nostra azione in ragione della responsabilità che, anche in questo settore, a tutti i livelli - fino al militare di leva anziano nei confronti della recluta - dobbiamo assumere. S'impone, pertanto, che venga dato il giusto rilievo ad un sano spirito di reparto e di cameratismo, ossia alla solidarietà di tutti verso il singolo in stato di difficoltà. Confido nell'opera responsabile di tutti - Ufficiali, Sottufficiali, graduati e militari di truppa - affinchè prevalga la ragione ed il morbo che insidio la salute mentale di taluni nostri giovani sia estirpato.

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PREVENZIONE INCIDENTI Sul tema degli incidenti si è scritto tanto da riempire volumi. Non pretendo, quindi, di essere originale nè di dare direttive ed ordini che non siano stati oggetto di trattazione da parte dei miei predecessori. Nonostante tutto, gli incidenti si ripetono e - quel che è grave ed inammissibile - le inchieste che ad essi seguono mettono monotonamente in evidenza ca,·enzc e lacune che risalgono sempre ai responsabili della catena di comando ai vari livelli. Ciò è avvenuto anche jJer un recente incidente mortale, accaduto nel corso di una istruzione di pilotaggio su mezzi cingolati, dal quale prendo lo spunto per questo ennesimo tentativo. E' certamente pleonastico ricordarvi che è necessario: - conoscere, rispettare e far rispettare la normativa vigente in tutti i suoi aspetti; - adottare, con oculatezza, tutte le mism·c di sicurezza che solo le specifiche condizioni di tempo e di luogo-proprie di ogni situazione- possono, di volta in volta, deuare; - procedere all'accurata organizzazione delle attività - anche di quelle che, erroneamente, possono essere considerate di scontata "routine" - per conseguire il massimo dell'efficacia addestrativa in un quadro di assoluta sicurezza. Non è pleonastico, però, che io ponga l'accento sulla esigenza fondamentale del co11trollo, aspetto essenziale del comando, da assicurare - sempre e dovunque - attraverso una adeguata articolazione delle responsabilitù e la rigorosa standardizzazione delle p,·ocedurc. Per risultare efficace, il controllo deve essere costante, continuo, capillare, con finalità correttive in sede di prevenzione piuttosto che fiscali in sede di repressione. Diventa, così, metodo ed insegnamento. Anche chi sta più in alto abbia la compiacenza di scendere, di tanto in tanto, dal suo piedistallo per accertarsi di persona, senza formalità e senza periodicità, de/l'andamento delle cose, anche di quelle minute che, in apparenza, non danno gloria e, per norma, competono ad altri. Accertamenti del genere hanno anche una funzione dissuasiva ed inducono coloro che, per specifica consegna, devono controllare, a farlo con scrupolo e serietà. Confido nell'opera delle SS.LL. perchè queste mie note abbiano la massima diffusione e trovino convinta applicazione da parte di tutti, tenendo ben presente che è preciso dovere di ogni Comandante assicurare, in ogni circostanza, l'integrità fisica del personale dipendente.

O DI SM DELL'ESERCITO

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INCIDENTI CON ARMI DA FUOCO - 1. Sugli incidenti d'arma da fuoco si è scritto tanto, a più riprese e con monotona ripetitività, nell'intento di sensibilizzare i responsabili ai vari livelli sulla assoluta necessità del rigoroso rispetto di norme e procedure, ben chiare ed inequivocabili, ai fini della doverosa tutela della incolumità fisica del personale.

Anche in questo campo, quindi, il mio odierno intervento non 110 carattere di originalità e me ne dolgo. Proprio perchè spinto dai fatti, anche se a malincuore, mi sono deciso di ritornare sull'argomento per richiamare taluni principi - che pur dovrebbero essere patrimonio di tutti - e ribadire che in questo settore non si possono, anzi non si devono, ammettere carenze e disfunzioni. Dal momento che queste, nonostante tutto, emergono ed in forma assai preoccupante, ho motivo di mettere in dubbio l'efficacia della stessa azione dicomando. 2. L'incremento abnorme nel numero degli incidenti d 'arma da fuoco - per gran parte nel corso dei servizi di guardia o di altre attività funzionali - non ha giustificazione alcuna. E' indice condannevole di impreparazione e di rilassamento ed impone di intervenire sul piano preventivo ancor più che su quella repressivo.

L'esame della dinamica de.i singoli episodi oggetto di inchiesta pone in luce, senza possibilità di equivoco, che nella maggioranza dei .c asi i militari coinvolti denunciano una assai scarsa dimesticliezza con l'uso delle armi in dotazione e non rispettano scrupolosamente le regole previste, forse anche perchè non le conoscono . . 3. L'obiettivo qualificante della operatività deve essere perseguito, con continuità e con metodo, in un quadro di sicurezza che tuteli anche l'incolumità del personale.

Da qui l'importanza prioritaria di una attività addestrativa specifica, finalizzata cioè alla particolare problematica, volta a far sì che le armi siano perfettamente conosciute da tutti ed a tutti i livelli, nelle loro possibilità e nel loro impiego, negli aspetti tecnici non meno che in quelli tattici ed operativi, perchè nulla sia lasciato al caso ed all'improvvisazione. Tale attività, da considerare prioritaria, comprende: - l'istruzione sulle armi (montaggio e smontaggio, impiego, custodia e manutenzione); - l'indottrinamento sulle disposizioni che regolano i vari servizi in cui è prevista la disponibilità di un dato armamento;

- la preparazione .delle guardie.

Sarebbe assai mortificante per voi e per me se vi intrattenessi sui provvedimenti da adottare nei tre distinti settori. Si tratta di provvedimenti noti - anzi arcinoti - ai meno giovani, un tempo applicati con «pignolesca» pedanteria, senza aggiunte nè varianti, solo che, per un certo «andazzo» di

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difficile interpretazione, hanno subito progressivamente l'effetto della desuetudine, per cui oggi pochi soltanto se ne ricordano. E' giunta l'ora di riprendere le posizioni perdute anche in questo campo, attribuendo al relativo addestramento il rilievo che merita. E ne merita molto. Desidero, però, aggiungere che l'impegno addestrativo sarebbe scarsamente redditizio qualora non fosse sorretto dal metodo e vivificato dall'emulazione.

La diffusione di un elevato spirito emulativo, in modo particolare, è fattore incrementale dell'efficienza, in quanto stimola la partecipazione, esalta l'organizzazione, mette al bando ogni indizio di deplorevole «pressapochismo». 4. Tutto questo comunque non basto: ho detto e ripeto che il comando è anche - e soprattutto -controllo. Mi riferisco al controllo delle diverse attività funzionali. Nelle più varie forme; esso - soltanto esso - dà la misura del grado di assimilazione e del livello di applicazione delle norme, delle direttive e delle disposizioni che regolano ogni momento della vita dei nostri reparti. Il controllo è dovere primario di quanti - per grado o per incarico - sono preposti a specifiche funzioni, ma non esime dall'intervento, correttivo o repressivo, tutti gli altri comunque inseriti nella catena gerarchica, perchè inadempienze e disfunzioni siano tempestivamente e drasticamente eliminate.

5. Nulla di nuovo, come vedete, se non il richiamo al passato - quello vero, fatto di serietà di impegno e di costanza di applicazione - per confermare la nostra validità e la nostra efficienza. Confido nell'opera delle SS.LL. ai fini dell'adozione di ogni iniziativa che valga a correggere una linea di tendenza cl1e ritengo assai pregiudizievole per il buon nome dell'Esercito.

PO DI SM DELL'ESERCITO

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INTRODUZIONE Nel presente Quaderno vengono esaminati gli infortuni riguardanti gli appartenenti all'Esercito, il problema della droga, la situa'ljone degli ospedali militari e delle caserme. Si tratta di aspetti della vita militare che, direttamente o indirettamente, mettono in luce situa'ljoni di turbamento e disagio tali da incidere sul morale dei nostri giovani soldati. Per quanto riguarda gli infortuni, i dati presentati sono riferiti soltanto ali' Esercito con esclusione dei Carabinieri, poichè i compiti dell'Arma si discostano notevolmente dal contesto operativo generale dell'Esercito. Invece i dati forniti sul problema della droga sono riferiti alle tre For'l,! Armate; infatti, il personale sul quale è stato condotto il rilevamento è stato solo in parte incorporato nell'Esercito, poichè gli iscritti nella leva di terra entrano a far parte anche dell'Aeronautica e quelli della leva di mare possono transitare nelle altre For'l,! Armate. L'esame degli infortuni è stato inquadrato nella situa'ljone in cui operano e si addestrano i nostri soldati. È da rilevare che, data l'atipicità delle attività svolte, non è possibile confrontare le evenien7.t infortunistiche della vita militare con quanto avviene nella vita civile. I motivi sono due. Primo: l'Istat non ha a disposi'ljone i dati relativi alla mortalità dei giovani in età compresa fra i 18 e i 2o anni. Secondo: i militari di leva sono sottoposti ad una visita medica psicofisica che dovrebbe garantire l'esclusione dal serviljo dei giovani affetti da imperfe'ljoni. Per avere un termine di paragone attendibile nella quantifica'ljone del fenomeno si è fatto riferimento a quanto avviene negli Eserciti di altri Paesi. Riguardo alla droga l'Esercito ha recepito questa problematica del Paese, del quale è opportuno sottolinearlo - le For'l,! Armate sono l'espressione. Oltre ad inquadrare il fenomeno "droga" si è presentato un esame statistico per eviden'ljare il contributo offerto dalla Sanità dell'Esercito nel campo della lotta a questo male della società; contributo che si lega al costante impegno per la tutela della salute fisica e psichica dei giovani alle armi sviluppato ali'interno delle strutture sanitarie militari, delle quali sono stati illustrati i compiti e tratteggiati gli attuali problemi infrastrutturali efun'ljonali. · Gli ospedali militari e le caserme dovrebbero offrire un complesso di servi'lj adeguati allo standard na1Jonale. La situa'ljone attuale e' stata esaminata allo scopo di eviden'ljare le attuali caren7.t, individuare i correttivi per eliminarle e realiz7tlre gli indispensabili miglioramenti. L'esame dei problemi condotto in questo fascicolo vuole essere un contributo alt' informa'ljone del cittadino e dei giovani che si apprestano a svolgere il serviljo di leva. In questa prospettiva si è ritenuto opportuno affrontare quelle tematiche che talvolta vengono presentate con scarsa obiettività, al fine di eliminare alcuni pregiudi'lj spesso derivanti dalla scarsità delle informa'ljoni disponibili.

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Il nostro è un esercito di popolo formato da 20.415 ufficiali, 29.500 sottufficiali e 221.390 militari di leva, che ogni mese si avvicendano nei reparti. Ai giovani in servizio di leva vengono imposti oneri rilevanti, quali l'allontanamento dai luoghi di residenza e .dagli interessi sociali ed affettivi, con l'abbandono temporaneo del lavoro e degli studi. Questi giovani incontrano difficoltà psicologiche di inserimento sia nell'ambiente militare, che non conoscono, sia in quello civile nelle località in cui svolgono il servizio, dove le strutture comunali non prevedono, nella quasi totalità dei casi, alcun genere di accoglienza. Ricevono una paga molto modesta e talvolta, per necessità delle singole caserme, vengono sottoutilizzati in incarichi non gratificanti o inferiori alla qualificazione culturale e tecnicoprofessionale posseduta. Ai militari di carriera, che hanno il compito di inquadrarli, vengono imposti non minori oneri e vincoli, quali la disponibilità assoluta e continua nel servizio, senza limiti di tempo e di orario, responsabilità ammiAistrative e penali connesse al comando· delle unità ed alla gestione di costosi equipaggiamenti e sistemi d'arma, una estrema mobilità di lavoro e di sede, con alta frequenza di trasferimenti. Questa comunità di 271.000 uomini opera neI!e nostre Divisioni meccanizzate e corazzate, nelle Brigate alpine, paracadutisti, di fanteria motorizzata e corazzata, nei supporti tattici e logistici, nelle officine, depositi, scuole, nei Comandi ed enti territoriali. Ogni giorno maneggia armi e munizioni, impiega mezzi di ogni genere, opera e si addestra nel rispetto delle regole della «condizione militare», assai diverse da quelle di ogni altra condizione. Questi uomini impiegano, di giorno e di notte, migliaia di mezzi corazza ti e meccanizzati, automezzi di ogni genere, artiglierie terrestri e contraeree, sistemi missilistici ed armi controcarri, velivoli ed elicotteri dell'aviazione leggera, armi individuali e di reparto, materiali e mezzi del genio e delle trasmissioni. Svolgono esercitazioni diurne e notturne, in bianco ed a fuoco, di squadra, di plotone, di compagnia e di gruppo tattico. Ogni anno più di 20.000 alpini si muovono· in alta montagna;- nelle

TIPOLOGIA DEGLI INFORTUNI NELL'ESERCITO

Esaminando quanto è accaduto negli ultimi tre anni, è possibile effettuare la seguente classificazione degli infortuni nell'Esercito: - violenza contro se stessi; - cause naturali; - infortuni connessi all'impiego di mezzi, materiali, ecc.; - incidenti d'arma da fuoco; - incidenti di volo; - cause non configurabili in uno dei tipi sopra indicati. Come si vede, si tratta di una vasta gamma di incidenti nella quale sono compresi quasi tutti i tipi di infortunio che normalmente si verificano, in maggiore o minore misura, nella vita civile. INCIDENTI IN SERVIZIO E FUORI SERVIZIO

condizioni stagionali ed ambientali più diverse, percorrendo lungo sentieri, mulattiere e vie attrezzate circa 45.000 chilometri, pari al giro del mondo, superando dislivelli di 200 volte l'altezza dell'Everest. Quando si svolgono attività di questo genere è fatale che si verifichi un certo numero di incidenti. È un punto di onore di ogni comandante prendere ogni precauzione antinfortunistica e sensibilizzare il personale per renderlo attento e consapevole dei rischi connessi con l'attività operativa ed addestrativa. Tutto questo può contribuire efficacemente ad abbassare il livello degli infortuni, ma non può obiettivamente garantire di sopprimerlo del tutto. Lo scopo di queste note è di esaminare il doloroso problema degli infortuni nell'Esercito cercando di descriverlo e di quantificarlo nell'assoluto rispetto di una informazione obiettiva. Certamente questo esame va inquadrato nella situazione psicologica, spirituale e materiale in cui operano e si addestrano i nostri soldati, non trascurando di osservare quanto avviene in altri eserciti e nella vita civile, per avere tennini di paragone nel quantificare il fenomeno .

Per una corretta valutazione degli infortuni nei quali viene coinvolto personale militare, tuttavia, non si può prescindere dalla distinzione fra gli incidenti che si verificano «in servizio» e quelli che accadono invece « fuori servizio» (anch'essi considera ti nelle statistiche). Perchè, se per i primi è possibile addebitarne le cause alla «vita militare» - ed è anche possibile per gli organi responsabili porre in atto ogni pensabile azione cautelativa e di prevenzione - per i secondi, che si verificano in luoghi non militari o a bordo di mezzi privati e che riguardano soggetti in libera uscita, in permesso o in licenza, è quanto meno discutibile volerne collegare le cause al fatto di appartenere all'Esercito. Come si può, per esempio, fare rientrare nella casistica degli infortuni militari gli incidenti automobilistici «fuori servizio» nei quali è coinvolto personale il quale, ancorché «militare», si trova a svolgere attività private che nulla hanno a che fare con il servizio? Chiaramente, in quest'ultimo caso si tratta di comuni cittadini che quasi sempre vestono l'abito borghese e che - come peraltro sancito, nella legge di principio sulla disciplina militare - sono del tutto liberi delle proprie azioni e dei propri comp9rtamenti e sfuggono all'azione di prevenzione svolta dai Comandi. Ebbene, se si considerano i dati della tabella 1-, dove sono riportati i totali dei

13


Tabella 1

QUADRO GOMPLESSIVO DEI MILITARI DI TRUPPA DELL'ESERCITO DECEDUTI FUORI SERVIZIO PER INFORTUNI NEGLI ANNI 1982-1983-1984

CAUSE

1982

Suicidio

1983 4

1984 1

41

47

7

8

62

53

8 56

6 1 48

Cause naturali

QUADRO COMPLESSIVO DEI MILITARI DI TRUPPA DELL'ESERCITO DECEDUTI IN SERVIZIO PER INFORTUNI NEGLI ANNI 1982-1983-1984

CAUSE

1982

1983

1984

2

5 ,-

3

4

1

4

10

6

6

2

5

1

4 2

1

2

8 6

4 3

29

27

4

27

;.QUADRO COMPLESSIVO DEI MILITARI DI TRUPPA DELL'ESERCITO DECEDUTI NEGLI ANNI 1982-1983-1984 ANNO

1982 27 62 89

14

1983

219 53 82

1984 27 56 83

mi litari deceduti ne tr Esercito per infortunio negl i anni dal l 982 al 1984. suddivisi «i n servizio» e «fu ori servizio» si possono trarre le seguen ti considerazion i: - i decessi per incide nti automobilistici, cause naturali. incidenti di vo lo e pe r cause no n catalogabili ne lla ca-. sistica descritta nelle tabe lle sono avvenuti per r82.05S{ fuori se rvizio e per il 17.95¼· in servizio : - i decessi fuo ri se rvizio sono com- · plessivamcnte il 67 .32ck co ntro il 32 .68'k di quelli avvenuti in servizio : - la maggior parte dei decessi è avvenuta per incide nti automo bilistici fuo ri se rvizio pari al 53 ,5% dei decessi complessivame nte c.: o nsiderati : - il numero dei suicidi ha avuto un andamento analm!O nel 1982 e I 9KJ (8-9 casi) ed è di'rninuito sostanzialmente nel J 984 (4 casi) con una media di 7 suicidi per anno . Dai dati esposti dalle tabe lle 2 e 3 rife rite a ufficiali e sottufficiali ed ai dati complessivi si possono trarre le seguenti considerazio ni per q uanto riguarda l'arco di tempo dal 1982 al 19K4:

· decessi hanno riguarda to IX uffic i"" pari al 6% . 36 sottufficia li pari al l .;'·-;, e 254 militari pari atr82 % : - i decessi degli ufficial i sono avvenuti per il 44.5'7c in servizio e per il 55.5 % fuo ri servizio: - i decessi dei sottufficiali per il 38.9% sono avvenuti in servizio e per iI 61. l o/e fuori servizio : - i decessi dei militari sono avven uti pe r il 32 .6811c in scr\"izio e per il 67 .32'1/i: fuori servizio : - gli incide nti d i volo in servizio hanno interessato 7 ufficiali e sottufficiali ~ nessun mili ta re cli tru ppa me ntre gli infortuni esercitazio ne durante hanno inte ressato 6 ufficiali e sottufficial i pari al 42.85 % cd 8 militari di truppa pari al 57. 15Sf. : - complessivamente in servizio sono deceduti 8 ufficiali. 1-1 sottufficiali ed 83 mili tari.


INCIDENTI AUTOMOBJ.LISTICl I militari de ll'Esercito deceduti per incidenti a utomobilistici a vvenuti negli ultimi 3 anni per motivi di servizio sono 22, come risul ta dalla tabella 1. con una media di 7,333 all'anno . Rappor tando questo dato al totale de lla popolazio ne milita re che ha operato in ciascun anno, la perce nt uale dei deceduti è pari a llo 0.0027% , c ioè 2 ,7 morti ogni 100.000 militari. Elem enti significa tivi per una corretta va lutazio ne di q uesto numero possono deriva re dal confronto de i da ti disponibili relativi all'entità de l fe nomeno nella vita civile. U no sguardo a lle statistiche fa scopr ire come il numero degli inciden ti mortali in ambito mili tare sia e normemente meno rile vante che in a mbito c ivile. Infatti, secondo i da ti uffi cia li , il nume ro dei morti sulle strade italiane ne ll 'anno 1983 è stato di 13,4 ogni 100.000 abitanti (fonte ISTAT) . me ntre per i m ilitar i è stato di 2,7 ogn i 100.000 appartene nti all'Esercito .

INFORTUNI DA ARMA DA FUOCO Per questo tipo di infort uni l'entità del fenomeno nella vita militare non può essere raffro ntata a q uella della vita civile . Sempre co n r ife rimento agli ultim i 3 anni, la perce ntuale media complessiva de lle perdite nell'Esercito (num ero degli infortunati sul totale de lla popolazione militare) è stata di 9,6 morti ogni a nno, pari allo 0,0034% . c ioè 3,4 mo rti ogni 100.000 milita ri. I decessi a vven uti dura nte lo svo lgimento di servizi armati sono stati pari a l 55 , 19%, q uelli d urante le esercitazioni pari al 3,44% e que lli avvemni in ci rcosta nze diverse co rrispondo no a l 41,37% .

SUICIDI U n disco rso a parte me ritano i suicidi. Il gesto s uicida, in generale , può essere conside rato come la reazione estrema a d un prolungato stato di frustrazio ne ed è sintomatico, in ogni caso, di una profonda crisi interiore presupponendo un lungo deco rso e una psiche fondamenta lmente debole . L'analisi delle cause dei suicidi che si verificano in am bito m ilitare risulta

Tabella 2

-

QUADRO COMPLESSIVO OEGLI UFFICIALI E SOTTUFFICIALI DELL'ESERCITO DECEDUTI FUORI SERVIZIO PER INFORTUNI NEGLI ANNI 1982-1983-1984 1982

1983

1

1 3

Incidenti automobilistici

5

9

5

Altr%,cause·

5

1 14

2

CAUSE Suicidio Cause naturali

TOTALE

11

1984

I,

7

QUADRO COMPLESSIVO DEGLI UFFICIALI E SOTTUFFICIALI DELL'ESERCITO DECEDUTI IN SERVIZIO PER INFORTUNI NEGLI ANNI 1982-1983-1984 1982

CAUSE Suicidio

1983

1984

3 1

Cause naturali Incidenti automobilistici

1

Incidenti connessi all'impiego di m~zzi, ma1eri~li, ecc.-: o m eserc1taz1one o altro

2

1

1

'

3

1

Incidenti d'arma da fuoco: o in esercitazione o durante il servizio armato o altro Incidenti di volo

1 1 1

2

7

4

4

Altre cause TOTALE

11

IL'!

QUADRO COMPLESSIVO DEGLI UFFICIALI E SOTTUFFICIALI DELL'ESERCITO DEGEDUTI NEGLI ANNI 1982-1983-1984

~

1982

1983

1984

Totale in servizio

7

11

Totale fuori servizio

11

4 14

TOTALE GENERALE

18

18

18

ANNO

7

15


1982

1983

6 5

10 3

11

13 36

pertanto estremamente difficile. Di certo, tuttavia, si può affermare che sarebbe forse parziale farle risalire «sic et simpliciter» alla vita militare in quanto tale. Questa, semmai, può offrire lo «spunto» finale, il motivo scatenante che provoca il crollo di un sistema già profondamente minato ed in equilibrio sicuramente precario. A conforto di questa tesi parlano le cifre. La percentuale dei decessi per suicidio nell'Esercito risulta, sempre con riferimento agli ultimi 3 anni, largamente al di sotto della media nazionale. Infatti, nell'arco degli ultimi tre

16

anni, i suicidi sono stati nell'Esercito 26 con una media di 8,6 ogni anno, pari a 3,1 ogni 100.000 militari. La percentuale nazionale è di 5,2 suicidi ogni 100.000 abitanti. Il confronto con gli eserciti stranieri può avvenire soltanto suUa base delle notizie di fonte giornalistica di cui si dispone, non esistendo una documentazione ufficiale di riferimento. Di particolare interesse al riguardo è un articolo pubblicato su Military Review dell'ottobre 1978, nel quale l'Autore sostiene che i suicidi nelle

1984 6

1982

,,, 1983

62

53

6 12

27

29 82

89

27 83

254

Forze Amiate sovietiche avrebbero un'incidenza annua di almeno 58 individui ogni 100.000 unità e interesserebbero nella stessa misura giovani reclute alle prime esperienze di caserma e soldati anziani già da tempo inseriti nella vita militare. Nelle Forze Armate americane per le quali nell'articolo in questione non sono riportati dati numerici - i suicidi riguarderebbero, invece, essenzialmente le reclute e si manifesterebbero negli individui più deboli come forma di reazione al primo impatto con la vita militare .


Nell'anno 1982 si sono avuti nelle Forze Armate della Repubblica Federale di Germania circa 900 casi di tentato suicidio, con 119 morti. Nello stesso anno, nelle Forze Armate francesi si sono avuti 2.310 casi di tentato suicidio, con 109 morti. Mentre nell'Esercito italiano si sono avuti 12 suicidi ridotti a IO nel 1983 ed a 4 nel 1984. CO:\CLuSIONI Tra le tante considerazioni che suggeriscono i dati sopraesposti meritano particolare rilievo le seguenti: I. La maggior parte dei decessi avvenuti ne ll'Esercito negli ultimi tre anni riguarda gli incidenti automobilistici verificatisi fuo ri serviz io . 2. li numero dei suicidi è inkriore a quello della media nazionale e decisamente in fer iore a quello di altri Paesi quali rUnione Sovietica. la Repubblica Federale di Germania e la Fran cia. Inoltre è andato progressivamente rlim inuendo negli ultimi due anni.

3. I decessi avvenuti in servizio. durante le esercitazioni. hanno riguardato p ufficiali e sottufficiali e 8 militari di truppa mentre quelli di volo hanno interessato 7 ufficiali e sottuffi..:iali e nessun militare di truppa. Non si può · quindi affermare che nell'Esercito muoiono soltanto soldati. In definitiva. il numero degli incidenti in ambito civile - di gran lunga superiore a quello rilevabile nell'Esercito - dimostra come il fenomeno degli infortuni militari non si ponga in termini drammatici. Quando si lavora, si fa addestramento, s i opera, si svolgono insomma attività materiali. è fatale che si verifichi un certo numero di incidenti. Le precauzioni; le iniziative antinfortunistiche. la sensibilizzazione del personale assumono grande rilevanza in quanto consentono di abbassare a livelli minimi l'entità del fenomeno, ma non possono sopprimerlo del tut to. Se queste considerazioni sono valide in generale. a maggior ragione lo sono per un organismo articolato e

complesso come l'Esercito che. per 1·assolvimento dei suoi compiti elci tempo di pace, deve svolge re una gamma di attività estremamente va;ta e differenziata. , muovendo un gran numero di mezzi. percorrendo ogni anno milioni e milioni di chilometri, agendo in condizioni ambienta li diverse, spesso difficili (di giorno e di notte. con il gelo o con il sole. in pianura. in montagna. sui fium i. in volo) impiegando mezzi sofisticati e complessi e materiali che comportano di per se stessi un elevato rischio intrinseco (esplosivi, armi . ecc.). La disamina del fenomeno contenuta in queste note consente d i affermare che il doloroso problema degli infortuni - oggetto di costante attenzione eia parte degli organi responsabili - non assume nell'Esercito proporzioni allarmanti. Tuttavia il dovere cli tutelare l'incolumità fisica dei d ipe nden ti e di assicurare loro una costante assistenza morale deve essere sempre tenuto ben presente da ogni Comandante nell'affrontare i problemi dei giovani posti dalla attuale società.

17


IL PROBLEMA DELLA

DROGA La Costituzione italiana sancisce il principio che le Forze Armate sono un servizio dello Stato che ha lo scopo non solo di conseguire la sicurezza del popolo italiano e garantire la difesa della Patria, ma anche di concorrere alla tutela della libertà e al bene della collettività nazionale. Per l'assolvimento di tali compiti, le Forze Armate recepiscono intimamente le problematiche reali del Paese, del quale sono l'espressione, e sono chiamate a svolgere una adeguata funzione sociale per il suo progresso morale, culturale e materiale. Il contributo offerto in questo campo dalla Sanità del/'Esercito si identifica nella proposta di una nuova produzione teorica e pratica che passa attraverso nuovi criteri di identificazione e di valorizzazione del materiale umano e, ricollegandosi a una concezione del sapere aliena da superati paternalismi, si articola attraverso la ricomposizione delle storie individuali, tentando di ridimensionare la crisi dove c'è e aiutando il civile a vivere positivamente l'impatto con la nuova realtà militare con la quale deve misurarsi, stimolandone l'integra zione e la maturazione sociale. In quest'ambito va visto il costante impegno per la tutela della salute fisica e psichica dei giovani alle armi, e l'instaurazione, di concerto con i Quadri di Comando delle Forze Armate, di una lotta attiva contro i pericoli del disadattamento e della tossicodipendenza. Questa lotta viene attuata mediante l'adozione di un complesso di misure che fanno parte di una strategia globale, in continuo divenire, affinando nel tempo sia la conoscenza e le mutazioni deÌ fenomeni, sia gli strumenti e i mezzi di intervento.

La strategia della lotta alle tossicodipendenze che è già in atto sistematicamente nell'Esercito da oltre nove anni, viene articolata in un momento di carattere preventivo e uno di carattere diagnostico-terapeutico. L'attività preventiva, che è stata privilegiata in senso cronologico e nella importanza, viene inquadrata in un più vasto disegno di formazione e di educazione sanitaria, volto a favorire il processo di maturazione del singolo e della collettività e ad ampliare il patrimonio conoscitivo del militare senza enfatizzare il problema droga e senza lasciarsi esorcizzare da esso. Gli interventi nella specifica materia prevedono: -

18

un'attività formativa dei Quadri

ufficiali medici, sia effettivi che di complemento, mediante periodi di indottrinamento specifico che vengono tenuti durante i corsi di applicazione e quelli degli allievi ufficiali di complemento; - un'attività informativa per i Quadri di comando mediante conferenze-dibattito a carattere illustrativo e per i militari di leva mediante lezioni, distribuzione di opuscoli e proiezione di films opportunamente predisposti allo scopo; - un'attività di consulenza, mediante la istituzione di appositi consultori psicologici nell'ambito di alcuni ospedali militari. A seguito degli ottimi risultati raggiunti nella fase sperimentale dal consultorio istituito presso l'Ospedale Militare di Verona

agli inizi ·d el 1980, il programma di sviluppo ne prevede la costituzione di altri sei. Da poco sono entrati in funzione quelli di Padova e di Bologna. Sul piano terapeutico è in fase di realizzazione presso l'Ospèdale Militare di Verona il primo dei Reparti di Tossicologia clinica e di terapia intensiva che sono stati previsti in numero di uno per ogni Comando Militare Territoriale. Il Reparto di Tossicologia assolve le sue funzioni in un contesto preminente di valorizzazione dei rapporti interpersonali perchè al di là della raccolta e lettura dei dati tecnici, obiettivo del Reparto stesso è l'aggancio del giovane a interventi di sostegno psicologico.


.....IIJ_.,

La costante opera di informazione sanitaria deve tendere a creare un ambiente in cui tutti si sentano responsabili della salute collettiva.

IL RAPPORTO TRA MEDICO E PAZIENTE IL servizio di leva si inserisce in un delicato periodq della vita affettiva del giovane. Generalmente coincide con un momento di crisi esistenziale in cui si sta realizzando il passaggio da una condizione di dipendenza dai modelli di vita della famiglia e della scuola, ad una puntigliosa ricerca. in ogni situazione, dei modelli alternativi, sia nel gruppo dei coetanei come nel mondo del lavoro, della politica, della religione e dell'ambiente esterno in generale. E' un'età ~ella quale vengono posti i fondamenti della vita adulta, in cui .aumentano le responsabilità sia economiche che sociali, maturano le scelte sessuali. si procede insomma verso la conquista dell'autonomia individuale. Già di per se stessa quindi è un'età di crisi, in cui numerose sono spesso le circo-

stanze traumatizzanti a cui si sommano, nel caso particolare del servizio di leva, grossi impegni emotivi: la novità dell'ambiente, l'eterogeneità dei . componenti del nuovo nucleo, l'assoggettamento a nuove ritualità coatte. la disponibilità ad orari prefissati. la disciplina militare. ecc .. Tutti questi primi impatti mettono in gioco dinamiche molto arcaiche, riattivano vissuti di separazione e relazioni con fli ttuali con l'immagine paterna, rievocata dalle gerarchie militari. Si ripresentano le vecchie dinamiche familiari, i timori e le gelosie con i fratelli, attivate dalle relazioni con i nuovi compagni. Tali situazioni possono rappresentare il substrato, nei soggetti predisposti, all'insorgere di turbe dell'emotività, insonnia, disordini psicosomatici, disadattamento, ecc .. Ma accanto alle dinamiche intrapsichiche ed interpersonali che possono rendere proble-

lii' matico l'inserimento nella comunità militare, altre se ne pongono in base all'immagine ed al significato che alcuni giovani hanno già maturato nei confronti delle istituzioni. Immagine che peraltro viene vista filtrata dalla lente degli affetti ·e delle dinamiche intrapsichiche, più che per l'effettiva realtà storica e sociale. Può allora accadere. specié nei soggetti a struttura personologica più fragile, che tali conflittualità trovino nella patologia da somati?zazione una via preferenziale d'espressione. Ciò accade perché essa offre il maggior « guadagno secondario » in quanto tende alla cosiddetta medicalizzazione nel tentativo di esp licitare (ai fin,i di ovvi vantaggi medico-legali) una condizione di sofferenza non altrimenti comunicabile per incapacità alla v~rbalizzazione delle reazioni emotive. Spesso, inoltre, il sintomo somatico viene valorizzato, in modo più o meno cosciente, più semplicemente, come mod_alità per esprimere il proprio disagio e l'aggressività nei confronti dell'autorità. Altri canali in cui si esprimono le conflittualità sopradescritte sono i sintomi psiconevrotici, il comportamento vandalico, l'assunzione di sostanze stupefacenti e più in generale le molteplici espressioni del disadattamento giovanile. E' opportuno però ricordare che se è vero che la disciplina e le regole connesse con la vita militare mobilizzano dinamiche di adattamento ed interferiscono con gli abituali meccanismi di difesa, attuati dal giovane per mascherare e contenere substrutture patologiche di personalità, p_ o rtandolo ad assu-

19


La terapia di gruppo permette ai giovani di confrontare problematiche generalmente comuni.

mere posizioni psicodinamiche più regredite, è altrettanto vero che la vita in collettività militare ha insiti anche fattori correttivi e protettivi e può offrire valide stimolazioni per una crescita maturativa. In quest'ambito ed al fi ne di garantire lo stato di salute, modernamente inteso come benessere fisico, psichico, sociale e spirituale, il medico militare giuoca un ruolo fondamentale. A questo punto, però, proporre dei modelli comportamentali e delle regole pratiche çla seguire appare del tutto in ut ile se alla persona che le deve attuare sfugge il « senso dell'uomo» e manca della capacità di un

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approccio autentico con l'uomo. Infatti non basta l'i ntel ligenza , l'attitudine effettiva alla propria arte, è necessaria una attitudine

superiore che collochi il medico da uomo innanzi ad un altro uomo bisognoso del suo aiuto e del suo servizio.


Nel 1980, per sopperire alla necessità di disporre di informazioni più specifiche sulla diffusione del fenomeno «droga» nella popolazione in servizio militare, la Direzione Generale Sanità Militare ha istituito un particolare modello di rilevazione in sostituzione della normale scheda nosologica compilata dagli enti sanitari per qualsiasi rico vero. La compilazione di detto modello è stata anche estesa agli iscritti di leva. Seppur limitate ad un particolare settore della popolazione maschile itallana, dette rilevazioni , benché in fase sperimentale, hanno permes.s o di ottenere dati quantitativi su alcune caratteristiche della diffusione della droga tra i giovani. Le indagini han-

no inoltre confermato come la tossicodipendenza allegata o accertata sia rilevata dall'organizzazione sanitaria militare, nella maggior parte dei casi. L'aspetto statistico è fondamentale per sviluppare _una politica concreta di mediciTab. 1 La tabella riporta per ciascun ente sanitario militare i moduli ricevuti e, con riferimento all'ultima dimissione effettuata nel corso del 1984, i casi riscontrati suddivisi a loro volta secondo il tipo di diagnosi e la categoria di appartenenza. È inoltre indicato il numero dei provvedimenti di riforma. Tali dati sono riferiti alle tre Forze Armate.

na preventiva e sociale e, in questo senso, si ritiene che i dati raccolti ed elaborati dalla Difesa potranno fornire utili indicazioni ai responsabili ed a coloro che si interessano della gestione del settore della salute pubblica. Per una corretta interpretazione dei risultati otten1,1ti con queste prime elaborazioni, specie per quanto riguarda la diagnosi, si ritiene opportuno fornire alcune precisazioni sul fenomeno della tossicomania. Secondo la definizione dell'organizzazione mondiale della sanità, la "tossicomania" è uno stato di intossicazione cronica, dannoso all'individuo ed alla società, provocato dal consumo ripetuto di droga naturale o

TABELLA 1

1984 LA TOSSICODIPENDENZA NELLE FORZE ARMATE ULTIMA VISITA PER FARMACODIPENDENZA NEL 1984

ENTE SANITARIO (1)

. .

.... .

.

MILANO GENOVA ROMA PADOVA BARI CHIETI TORINO UDINE BOLOGNA PIACENZA PERUGIA CAGLIARI LA SPEZIA TARANTO VERONA TRIESTE PALERMO CATANZARO CASERTA BOLZANO FIRENZE NAPOLI MESSINA ALTRI

TOTALE

MODULI RICEVUTI

CASI

(2)

DIAGNOSI ALLEGATA ~CCERTATA NON RISC. O ALTRA

1600 639 449 404 353 349 279 260 238 201 153 151 138 136 130 88 80 78 68 61 48 48 37 27

884 215 256 230 201 251 191 134 200 124 75 106 104 94 75 39 53 39 19 29 35 32 27 19

259 109 130 80 106 86 55 94 69 67 26 22 78 49 35 33 28 19 17 19 24 17 9 11

585 36 85 106 90 113 52 12 131 37 37 79 16 45 25 6 25 8 2 8 11 11 15 6

40 70 40 44 5 52 84 28

6015

3432

1442

1542

RIFORME

CATEGORIA DI APPARTENENZA ISCRITTI INCORPORATI LEVA LEVA VOLONTARI

208 53

4 3 2

601 40 97 107 98 156 64 20 161 47 37 77 13 46 30 7 27 13 2 12 10 14 15 7

448

1701

20 12 5 10,

-

15

--

12

2

-

-

-

676 162 255 204 201 233 190 114 141 83 75 106 89 93 55 35 47 32 19 29 34 17 22 19

-

497

2931

4

-

26

18

20 59 41

-

15 1 20 4 6 6

--

1 14 5

1

-1 -

-

--

-

1

1

-

NOTE (1)

Gli enti Sanitari Militari indicati con: • sono centri medico-legali dell'esercito, • • sono ospedali della marina. Gli enti non contrassegnati sono ospedali dell'esercito. La voce altri si riferisce ad enti con basso numero di dimissioni.

(2)

Per una corretta interpretazione dei dati riportati nella colonna è opportuno puntualizzare che uno stesso soggetto può, nel corso dell'anno, essere dimesso da più enti. Ciò avviene, per esempio, quando al termine della licenza di convalescenza, il militare si ripresenta all'H.M. più vicino alla località di residenza, anziché all'ospedale che gli aveva dato tale licenza.

21


TABELLA 2

Tab. 2

1984 RIPARTIZIONE DEI SOGGETTI TOSSICODIPENDENTI TRA LE FORZE ARMA TE

Nelle tabelle sono riportati i dati rela tivi alla ripartizione dei tossicodipendenti fra le tre Forze Armate ed i dati relativi alle riforme per tossicodipendenza.

CATEGORIA ISCRITTI INC. LEVA VOLONTARI

sintetica. L'uso sporadico a scopo voluttuario non costituisce tossicomania, anche se è molto pericoloso perchè il passaggio dall'uso sporadico a quello abituale è In genere fa. cile e graduale. La tossicomania include la dipendenza e la

•

•

•

Per "tossicodipendenza accertata" quella per la quale è stata accertata la dipendenza fisica o psichica o entrambe;

•

•

22

Per "tossicodipendenza allegata" quella per la quale non c'è tossicodipendenza fisica, e quella psichica non è stata accertata con sicurezza (è probabile l'abuso, o comunque un uso, continuo o sporadico); I riformati per tossicodipendenza allegata sono risultati dalla rilevazione di schede sulle quali era riportata non la diagnosi di tossicomania (art. 28/B), ma quella di personalità abnorme o psicopatica (art. 28/A) o quella di sindrome psiconevrotica (art. 29); Per "Infermità allegata ma non riscontrata'' la mancanza di dipendenza fisica o psichica, Il solo rilevamento di uso occasionale e voluttuario o addirittura l'Ipotesi di simulazione (Infatti è possibile, come la simulazione di qualsiasi altra Infermità, la simulazione di tossicodipendenza per raggiungere il medesimo risultato: l'esonero dal servizio militare di leva).

497 2931

207

4

3056

4

169

207

3432

(1) . Si rammenta che, per quanto riguarda gli iscritti, l'aeronautica rientra nella leva di terra, indicata nella tabella sotto la voce esercito.

1984 RIFORME PER TOSSICODIPENDENZA NELLE FORZE ARMA TE (1)

L'abuso è l'uso eccessivo, continuo o sporadico di una droga, incompatibile o Improprio rispetto all'uso medico accettato; La dipendenza psichica è il desiderio intenso ed il prolungamento coatto dell'abuso per ottenere la ripetizione dell'effetto desiderato; La dipendenza fisica è la condizione di adattamento che si manifesta con una Intensa sofferenza fisica quando la somministrazione viene sospesa; L'assuefazione è la necessità dell'aumento progressivo della dose per mantenere Il medesimo effetto della droga.

In relazione ai dati rilevati si deve allora intendere:

16 153

NOTA

La "dipendenza" è la risultante della interazione fra organismo e droga, caratterizzata da reazioni comportamentali e di altro genere che comprendono sempre la coazione a consumare droga In modo continuativo o periodico per esperire gli effetti psichici ed a volte per evitare Il disagio della sua privazione. (E l'Incapacità a svolgere la propria attività quotidiana senza l' introduzione della sostanza tossica). Una persona può essere dipendente d a più di una droga. Può verificarsi tossicodipendenza senza assuefazione. In particolare:

•

481 (1) 2571

TOTALE

assuefazione.

•

ESERCITO MARINA AERONAUTICA TOTALE

ESERCITO

MARINA

AERONAUTICA

1516

83

102

NOTA (1) I dati sono stati ricavati per interpolazione.

TABELLA 3 1984 TOSSICODIPENDENZA NELLE FORZE ARMATE (1) CATEGORIA

ULTIMA DIAGNOSI ACCERTATA (2) ALLEGATA (3) ALTRO RIFORME RIFORME

TOTALE RIFORME

ISCRITTI INC. LEVA VOLONTARI

315 1226 1

( 314) (1207) ( 1)

116 1324 2

(24) (154) ( 1)

66 381 1

497 2931 4

( 338) (1361) ( 2)

TOTALE

1542

(1522)

1442

(179)

448

3432

(1701)

NOTE

(1)

(2) (3)

Per una corretta interpretazione dei dati è opportuno sottolineare che nella tabella è riportata la ripartizione dei 3432 soggetti secondo la categoria di appartenenza e la diagnosi relativa all'ultima dimissione avvenuta nel corso del 1984 con le rispettive riforme. Uno stesso soggetto può essere già stato dimesso In anni precedenti e/o venir dimesso anche in anni successivi (salvo il caso di riforma), entrando quindi a far parte di diverse situazioni annuali concernenti l'ultimo ricovero avvenuto nell'anno solare Interessato, dato che, per esempio, il servizio militare di leva ha durata di un anno per l'esercito e l'aeronautica e 18 mesi per la marina. Per tossicodipendenza accertata si intende quella per la quale è stata accertata la dipendenza fisica o psichica od entrambe. La tossicodipendenza psichica non è stata accertata con sicurezza, (è probabile l'abuso o comunque un uso continuo e sporadico). I riformati per tossicodipendenza allegata sono risultati dalla rilevazione di schede sulle quali era riportata la diagnosi di personalità abnorme o psicopatica (art. 28/A).


TABELLA 4 1984 MILITARI DI LEVA INCORPORATI E RIFORMATI PER TOSSICODIPENDENZA ACCERTATA DISTANZA TRA MESE DI INCORPORAMENTO E MESE DI PRIMO RICOVERO

MILITARI DI LEVA INCORPORATI E RIFORMATI NEL 1984 CASI o/o

Tab. 3

Nella tabella 3 è riportata la ripartizione dei 3432 soggetti tossicodipendenti in base alla catego ria di appartenenza e la diagnosi avuta nell'ult{ma visita presso le strutture sanitarie militari E da rilevare che, mentre per la tossicodipendenza accertata praticamente tutti i soggetti sono stati riformati, per la tossicodipendenza allegata solo il 20% circa ha ollenuto la riforma . Tab. 4

Nella tabella 4 sono riportati i dati relativi ai militari di leva incorporati nel 1984 e riformati per tossicodipendenza accertata nel corso dell'anno secondo la distanza Ira il mese di incorporamento e quello di primo ricovero con diagnosi di dimissione legata al fenomeno della tossicomania. La tabella evidenzia ad esempio che 1'81,32% dei soggetti riformati per tossicodipendenza accertata sono stati individuati o hanno dichiarato la loro farmacodipendenza entro il secondo mese nominale da quello di incorporamento (579 casi su 712). Dai dati riportati nella tabella è chiaramente rilevabile che il fenomeno della tossicodipendenza è la trasposizione in ambito militare di una situazione che esiste a monte in ambito civile. Tab. 5 Nella tabella 5 sono riportati i tipi di droga maggiormente usati in base alle dichia razioni rese dai riforma_ti per tossicodipendenza accertata nel 1984. E da rilevare che i mi/ilari considerati sono in parte iscritti alle liste di leva ed in parte già incorporati. Le percentuali si riferiscono, rispettivamente, a 307 iscritti e 1.200 incorporati per i quali il dato è disponibile.

Nel corso del 1984 sono state segnalate 6015 dimissioni per diagnosi legata alfenomeno della tossicodipendenza, che hanno comportato provvedimenti medico legali (licenza di convalescenza, riposo, ecc.). Tali dimissioni si riferiscono a 3432 soggetti, dei quali 497 sono iscritti di leva, 2931 sono incorporati in servizio di leva e 4 sono incorporati in servizio volontario. Nel 1984 i militari di leva riformati per tossicodipendenza accertata sono stati 1207, di tali soggetti lo 0,42% ha dichiarato di essere analfabeta, il 29, 16% di possedere la licenza elementare, il 60,81 o/o il diploma di scuola media inferiore ed ii 9,03% quello di scuola media superiore. Lo O, 17 è laureato ed il 0,41 non ha voluto specificare il titolo di studio. Riguardo alla situazione penale è emerso che i soggetti con precedenti penali sono stati il 35,05%, quelli incensurati il 59, 15% e per il rimanente 5,80% non si è potuto disporre dei dati. Per quanto riguarda la distribuzione regionale a grandi linee il 28,67% dei soggetti

STESSO MESE MESE SUCCESSIVO 2 MESE SUCC. 3 MESE SUCC. 4 MESE SUCC. 5 MESE SUCC. 6 MESE SUCC. 7 MESE SUCC. 8 MESE SUCC. 9 MESE SUCC. 1 O MESE SUCC. 11 MESE SUCC.

379 123 77 47 39 23 12 6 3

TOTALE

712

53, 23 17,28 10,81 6,60 5,48 3,23 1,69 0,84 0,42 0,42

3

TABELLA 5 1984 TIPI DI DROGA MAGGIORMENTE USATI DAI MILITARI DELLE 3 FORZE ARMA TE RIFORMATI PER TOSSICODIPENDENZA ACCERTATA TIPO DI DROGA

EROINA MARIJUANA - HASHISH COCAINA AL TAi SED. IPN. TRAN. OLIO DI HASHISH ANFETAMINE ALLUCINOGENI METADONE LEGALE OPPIO O DERIVATI MORFINA BARBITURICI

risulta nato in Lombardia, segue una fascia fra il 10,52% ed il 6,88% che comprende Puglia, Veneto, Emilia Romagna, in un ulteriore fascia fra il 5,05% ed il 0,99% sono comprese le restanti regioni. I soggetti tossicodipendenti sono risultati residenti per il 35,38% in Lombardia, segue una fascia fra il 10,77% ed il 7,95% che comprende Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Puglia; In un'ulteriore fascia fra il 5,05% ed il 0,99% sono comprese le restanti region i. Questi dati sottolineano la particolare gravità del fenomeno nella Lombardia. È interessante inoltre vedere quale sia l'età di prima assunzione della droga secondo la dichiarazione rilasciata dai soggetti. Il 28,34% ha dichiarato di aver assunto la droga per la prima volta a 14 anni, il 23, 78% a 15; il 15,64% a 16 anni; il 10,42% a 17 anni e il 3,91% a 18 anni. Ci sono soggetti che hanno dichiarato di aver iniziato a drogarsi a 13 e persino 12 anni.

ISCRITTI DI LEVA CASI o/o 293 147 98 40 51 42 44 44 36 33 27

95,44 47,88 31,92 13,03 16,6 1 13,68 14,33 14,33 11,73 10,75 8,79

INCORPORATI DI LEVA CASI o/o 11 50 986 614 589 571 371 355 258 255 230 184

95,83 82,17 51,17 49,08 47,58 30,92 29,58 2 1,50 21,25 19,1 7 15,33

Nell'età in cui la massa dei giovani entra in caserma (19-20 anni) la prima assunzione di droga ha visto coinvolti rispettivamente lo 0,33% e lo 0,65% dei soggetti esaminati. Emerge quindi ancora una volta che il fenomeno droga è la trasposizione in ambito militare di una situazione già esistente in ambito civile.

Le tavole statistiche pubblicate sono siate elaborate dalla Direzione Generale della Sanità Mi· filare sulla base dei moduli ricevuti dagli ospe· dati e dai centri medico-legali dell'esercito, da gli ospedali e infermerie autonome della marina e dagli istituti medico-lega/i della aeronautica, relativi a dimissioni effettuate nell'anno 1984.

23


I CONSULTORI PSICOLOGICI

24

I Consultori Psicologici presso gli Ospedali Militari sono degli ambulatori dove vengono avviati giovani di leva . che presentano gravi problemi di di sadattamento alla vita militare, stati di malessere psichico collegati o meno all'uso di sostanze stupefacenti. Si tratta di centri di consultazione dove non vengono perseguiti dei provvedimenti medico - legali (che sono di competenza dei Direttori degli Ospedali Militari) ma dove, in assoluta riservatezza, vengono im postati dei colloqui, individuali o di gruppo, finalizzati al sostegno psico - terapeutico. L'appuntamento presso il Consultorio viene fissato telefonicamente da parte del Dirigente il Servizio Sanitario, il quale ha cura di redigere, inoltre, una breve lettera in cui spiega il perchĂŠ della richiesta di consulenza e, al tempo stesso, specifica quanto richiede con l'intervento specialistico. Gli operatori del Consultorio, dopo aver intervistato per una o piĂš sedute ed, eventualmente, dopo aver sottoposto a tests personologici il soggetto, riferiscono in modo sollecito e per iscritto riguardo alle indicazioni diagnostiche o terapeutiche emerse. Qualora se ne ravvisi l'opportunitĂ , vi sia una reale motivazione del soggetto e la patologia sia tale da far prevedere. una remissione del


utenza dei consultori

psicologici militari quadro cli.nico a breve term ine, vengono programmati dei colloqui con finalità di sostegno psicologico, generalmente a frequenza settimanale. Se invece .il quadro clinico emerso sia tale da contemplare la non idoneità al servizio di leva, gli operatori del Consu ltorio consigliano il ricovero in reparto osservazione dell'Ospedale Militare affinché vengano presi i provvedimenti medico - legali del caso e prospettano l'affidamento del soggetto ad idonea Comunità terapeutica . · I Consultori. inoltre, attra verso una costante .col laborazione con gli Ufficiali medici delle Infermerie degli Enti e Reparti dislocati nel proprio bacino di utenza, promuovono sia varie iniziative a carattere di .igiene mentale finalizzate a favorire un sempre miglior adattamento, ad ogni livello, nella collettività militare, sia attività di ricerca scientifica nei settori del la psichiatria e psicologia militare. Soprattutto vengono impostati studi epidemiologici sui fattori di rischio, sui gradienti di vicinanza alle droghe e sui fattori correttivi al disa dattamento. Infine va ricordata anche 'l'attiv ità di consulenza che viene svolta per i reparti di cura dell'Ospedale Mi litare o Centro Medico Lega le Militare in cui sono inseriti.

caserma

e.m.l. consultorio

Psicologico

. ospeda e

25


L'informazione sugli effetti delle ÂŤdrogheÂť deve inserirsi nel piĂš ampio contesto del/' istruzione

sanitaria,

evitando

enfatizzazioni del problema.

inopportune


LIISTRUZIONE SANITARIA SUGLI EFFETTI DELLE DROGHE

e nicotina)

"


LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE PREVENZIONE PRIMARIA

Sos1c9no psicologico appropri ato

Eduetitione sanitaria

Rnpp0rl 0 medico - pa ziente

Miglioramento delle situazioni psicologiche

a ll' intemo dei g,·u ppi ristretti

Informazioni specifiche sulle droghe, nel qu;.'ldro dell'istruzione s.-mitaria

RESPONSABILITA' DELLA PREVENZIONE ANTIDROGA

Concorso all'azione di sostegno pslcologieo

PREVENZIONE PRIMARIA

PRIMARIA

TERZIARIA

•

0

DI COMANDO DEGLI ORGANI SANITARI

Gli Organi di Comando sono impegnati a pieno carico nella PREVENZIONE PRIMARIA e SECONDARIA del fenomeno delle tossicodipendenze; la PREVENZIONE TERZIARIA è, invece, compito esclusivo degli Organi sanitari. 28

PREVENZIONE SECONDARIA


responsabilità della prevenzione anti ·droga

3 1

2 secondaria primaria

La prevenzione primaria ha per scopo la riduzione dei fattori di rischio di avvicinamento alla droga. Il principale di ta li fattori, nell'ambiente mi'litare così come in quello civ ile, è il disadattamento giovanile. Og ni sforzo deve , qu in di, essere teso a far sì che il giovane non solo si adatti, ma più ancora si integri nella collettività mi litare. Fare prevenzione primaria significa du nque evitare, quanto più poss ibile, che l'inizio della vita mi litare costituisca un evento tra umatico. Fondamentale, a questo livello, è l'opera svolta dai Quadri di Coma ndo: il riuscire ad instaurare un buon rapporto interpersona le con il giovane alle armi permette allo stesso una più partecipe collaborazione nel lo svolgimento del proprio servizio; il suo benessere psico - fisico accresce anche la sua operatività. Gli Organi san itari partecipano al la prevenzione primaria istruendo i giovani sugli effetti del le « droghe » nell'ambito dei programmi di ed ucazione sani taria.

Per prevenzione secondaria si intende prendersi cura di un malessere psichico g·ià instau ratosi, molto spesso indipendentemente dall'ingresso nella collettività militare, in un giovane che ha portato con sé, in caserma, i propri problemi quoti dian i. Il sostegno psicologico nei confronti degli elementi più fragili, dei « disadattati », di coloro che hanno un disturbo di natura psicolog ica, costituisce il card ine della prevenzione secondaria del fenomeno delle tossicodipendenze. I Centri di Coordinamento di Supporto Psicologico hanno, tra gli altri, il compito di va lutare le modalità di risoluzione del le problematiche di cu i sono portatori i soldati. Ma, più in generale, larga parte della prevenzione secondaria investe i Quadri di Comando. Gli Organi sanitari partecipano attraverso l'approfondimento personologico e l'eventuale presa in carico psicoterapeutico di quei giovani che, per la natura dei loro disturbi, i Centri avranno ritenuto opportuno avv iare presso i Consu ltori Psicologici.

terziaria

La prevenzione terziaria , cioè il recupero vero e proprio dei soggetti che fanno già uso di sostanze stupefacenti, è compito escl usivo degli Organi sanitari. L'elenco delle imperfezioni e delle infermità che sono causa di non idoneità al servizio mili tare - D.P.R. del 28 maggio 1964, n. 496 - prevede, all'art. 28 b, che il tossicomane sia giudicato non idoneo, dopo osservazione in Ospedale Mil itare. In ogni caso, per i g iovani dichiarati non idonei al servizio mil itare incond izionato, in quanto tossicodipendenti, oltre alle previste segnalazioni di legge ai Centri Medici di Assistenza Sociale, si provvede, qualora l'interessato ne faccia specifica rich iesta, a prendere contatti con le Comunità terapeutiche che offrono le maggiori garanzie per il recupero del giovane. Qua lora il comportamento tossicofilo non sottenda una grave forma di nevrosi, tale da rendere il militare non idoneo al servizio, i Consultori Psicologici si fanno carico di fornire il supporto psicoterapeutico che, se da una parte genera lmente permette al giovane di terminare il servizio mi litare in condizione di equ·ilibrio psico - fisico, dall'altra spesso è in grado di modificare l'atteggiamento del soggetto nei . confronti della «droga» . Ciò in un'opera più vasta di ristrutturazione di personalità genera lmente fragili.

29


li nostro Esercito dispone attualmente di 24 stabilimenti sanitari dei quali due sono ospedali militari principali. 8 di tipo A, 5 di tipo B. 6 centri medico - legali, mentre per altri 3 stabilimenti (Alessandria, Trieste, Perugia). il cui assetto ordinativo è tuttora in discussione, il Comando di Sanità ha proposto la trasformazione in Centri Medico Legali. Esistono, inoltre, gli Stabilimenti balneo - termali di Ischia e Acqui. La disponibilità complessiva è di 10.000 posti - letto, di cui 6.000 per le esigenze di cura e 4.000 per quelle connesse con l'attivi tà medico - legale dell'osservazione. Per quanto concerne le infra-

30

strutture, molti stabilimenti sanitari sono ubicati in vecchi ex conventi che risalgono ad un periodo che va dalla metà del Xlii secolo alla metà del XVIII secolo. Il resto è rappresentato da immobili costruiti nel secolo scorso e tra le poche costruzioni che sono state edificate nel corso di questo secolo la più recente ha già raggiunto i cinquanta anni di vita. Tuttavia si può affermare che, grazie ai rifacimenti e alle continue opere di riattamento e potenziamento, le strutture nel loro complesso, se confrontate con molti complessi ospedalieri civili che lasciano alquanto a desiderare non solo per la vetustà ma anche per la scarsa manuten-


zione, si possono ritenere certamente soddisfacenti per gli scopi per { quali furono costituite anche se non dotate dei vantaggi e delle comodità corrispondenti ai canoni dell'edilizia ospedaliera moderna. Non costituisce, invece, un problema l'acquisizione e il rinnovamento delle attrezzature e delle strumentazioni necessarie per il funzionamento degli stabilimenti sanitari. Specie nel campo della ricerca diagnostica strumentale e di laboratorio, le apparecchiature degli ospedali militari tengono benissimo il confronto con quelle in uso negli altri ospedali. Va detto, inoltre, che nella programmazione degli acquisti si tiene in giusta considerazione la possibilità di utilizzazione economica del materiale perché non si possa dire che sono state acquisite apparecchiature che nessuno sarà poi capace di utilizzare. Si può, pertanto, affermare a ragione che le attrezzature che sono impiegate negli stabilimenti sanitari militari sono all'altezza dell'evoluzione tecnologica e adeguate alle prestazioni che gli stabilimenti stessi sono chiamati a tornire.

Agli Ospedali Militari sono affidate mansioni di pronto soccorso, curative, medico - legali, preventive e profilattiche, di diagnosi ambulatoriale, di riabilitazione. Un compito di particolare importanza è quello di rifornimento e supporto logistico delle numerosissime infermerie di Corpo, oltre 500, che gravitano nelle zone ove hanno sede gli ospedali stessi e che hanno un continuo rapporto « feed - back » con gli ospedali,. specialmente per gli accertamenti diagnostici ambulatoriali. Sotto tale aspetto essi possono essere considerati anche dei veri « day - hospitals » in costante attività d'impiego. Un'analisi della distribuzione dei maggiori reparti operativi del nostro Esercito rapportato al numero, alla potenzialità e alla dislocazione degli Ospedali Militari dimostra la palese aderenza di questi ultimi· all'Esercito di campagna . Questo stretto collegamento costituisce un fattore molto importante e impone all'organizzazione sanitaria militare l'obbligo di assicurare quel le caratteristiche di flessi bilità per adempiere ai compiti per i quali istituziona lmente è chiamata ad operare.

SCHEMA ORDINATIVO DEGLI STABILIMENTI MILITARI Neurologico

Medicina

Serviti

Otorinolaringoi{ltrlco

logistici

Stomatologico·

Dermoccltico

Chirur'9iO è Ortopedia

Servizi

amministrativi

Commissione medica ospedaliera

POSTI LETTO: 900

CONFIGURAZIONE TIPO

Reparto osservazione

Collegio medico interno

Commissione

Reparto

medica ospedaliera

osservazione

POSTI LETTO: 561

per i dipendenti civili dello Stato

Otorinolaringoiatrico

Collegio medico

lriterno Commissione med ica · ospedalier9 per i dipendenti civili

j

dello Stato.

~

I

OSPEDALE

.....

MILITARE

TIPO A SI dlfferentia da quelJo tipo principale per il numero di posti letto, 600 lnveçe di 900 é per la ridotta potenzialità di alcuni reparti di cura .

OSPEDALE MILITARE TIPO B

.....

Si d ifferenzia da quello Tipo A per il numero di posti letto,

300 invece di 600 e per la ridotta potenzialità di alcuni repanl di cura.

31


.....,...,

BACINI DI UTENZA DEGLI STABILIMENTI SANITARI DELLE REGIONI MILITARI NORD - OVEST E NORD - EST

MEDICINA SOCIALE, PREVENTIVA E LEGALE

L'attività che la Sanità Mil itare svolge in campo sociale, preventivo, medico - lega le e di concorso in particolari emergenze conferma quanto essa sia intimamente integrata nel tessuto della Nazione. L'importante ruolo che la Sanità esercita nel campo della medicina socia le inizia infatti con il reclutamento, allorché vengono effettuate presso i consigli di leva e presso gl i stabilimenti san itari militari, le rilevazioni di tutti quei parametri biometrici e clinici atti a scegliere il contigente di uomini idonei alle arm i. I dati che le Forze Armate istituzionalmente raccolgono per i compiti di selezione e classi ficazione del personale mi litare costituiscono una fonte inesauribile di materiale che può essere utilizzato anche dag li ambienti sanitari civili per scopi conoscitivi e metodologici. La Sa nità dell'Esercito è in grado di eseguire un primo sistematico « screening » di massa sui g iovani di sesso masch ile da i cu i risultati possono partire infinite correlazioni interessanti il campo della medicina socia le e preventiva. Nel momento in cui una legge organica regolamenta tutto il settore sa nitario con l'istituzione di un servizio sanitario esteso capillarmente a tutti i cittad ini, si rende necessaria l'adozione di un nuovo rapporto di collaborazione tra autorità civili e militari per far sì che le orga nizzazioni sanitarie civili e militari possano intervenire compiutamente a difesa dell'integrità delle popolazioni e della salute dei cittadini. Il Servizio Sanitario Nazionale che gestisce la tutela della sa lute pubblica non potrà prescindere dalla presenza dei servizi propri della Sanità Militare, specie per ciò che rigua rda il campo della medici na preventiva. Infatti, il filtro costituito dal sottoporre a visita medica tutta la popolazione maschi le per l'accertamento dell'idoneità o meno al servizio militare, costituisce un vero e proprio « screen ing » di massa che non si esaurisce all'atto dell'arruolamento ma si completa con le visite di incorporamento e con quel le periodiche qu ind icinali. Certo. questa attività non è priva di limitazioni e deficienze, ma emerge la necessità di potenziarla con una migliore organizzazione, più idonee strutture, mezzi diagnostici moderni, estendendo la ril evazione dei dati a numerose altre informazioni, qua li ad esempio la determinazione del gruppo sanguigno, la valutazione dei parametri bio - umorali sul siero del sangue, e per restare nel campo più vicino alle nostre funzioni , la definizione costituzionalistica dei soggetti. Questo lavoro, infatti, può postu lare, tra l'altro, implicazioni di carattere operativo ed ergonomico

32

El

·s

•s •

HM (PRINCIPALE) HM (DI TIPO A) HM (DI TIPO B)

~

CENTRO MEDICO LEGALE

~IIIIIIIIIIC

HM (IN TRASFORMAZIONE)

............

che possono avere una grossa ril evanza ai fini degli approvvigionamenti mi litari (taglie dell e uniformi, presidi vari, ecc.). ma al di là di questi parametri « tecnolog ici », anche quelli antropoiogici puri danno a ricerche di questo tipo tutti i crismi della validità scientifica. L'enorme massa di dati sanitari quotidianamente raccolta dagli organi di reclutamento e filtrata presso i gabinetti specialistici degl i ospedali e dei centri medico legali militari, viene oggi utilizzata solo per i fini istituzional i delle Forze Armatè . Ogni cittad ino maschio visitato alla leva potrebbe essere, invece, caratterizzato da un profilo sani-


_,.

~

RICOVERO GENERALE

U

RICOVE'RO SPECIALISTICO

..

SETTORE MEDICO LEGALE

tario di base, che lo inquadri sotto il profilo costituzionalistico, genetico , fisiologico e patologico, e lo accompagni, con l'iscrizione dei dati sul libretto sanitario previsto da lla riforma , nell'u lter iore evoluzione della vita, sia a scopo preventivo che curativo. I dati raccolti dal le visite di leva potrebbero perciò fornire tutte le informazioni necessarie alla completezza della situazione sani. taria dell' individuo; quelle anagrafico - social i ed anam nestiche riguardanti il passato, quelle auxo costituzional istiche riferite al presente, quelle medico - preventive e terapeutiche che partendo dal passato possono ipotecare per il megl io il futuro.

E' da rilevare che la Sanità dell'Esercito fin da l 1976, prima ancora quindi della pubblicazione della legge sulla Riforma Sanitaria, propose al la Direzione Generale del la Sanità Mil itare l'adozione di una « scheda sanitaria » da impiantare all'atto del la visita di leva. La proposta si andò purtroppo insabbiando per le lungaggini burocrat iche dell'iter che coinvolgeva altre Direzioni Generali ed altri Ministeri. A questo punto il Comando di Sanità dell'Esercito con il benestare dello Stato Maggiore decise di studiare e quindi di adottare, nell'ambito della Forza Armata e prevedendone l'impianto al momento dell'incorporamento. un modello di libretto sanitario che, oltre a risultare d'indubbio vantaggio per il singolo e per la col lettività. potesse anche servire di esempio e di sprone agli organ i competenti ai quali è devoluta la responsabilità della tutela del la salute pubblica. Nel contesto della med icina sociale vanno anche raggruppate altre attività di prevenzione. quali le operazioni di immunoprofi lassi, l'informazione in materia di educazione sanitaria intesa a creare nei giovani un processo maturativo al diritto al la salute del singolo e della collettività, nonché le iniziative intraprese e da intraprendere nel campo della lotta contro il disadattamento e la droga. Momenti essenziali per l'impostazione di una tale politica preventiva sono gli stabi limenti sanitari dell'Esercito i quali operano, sempre in stretto rapporto con gl i interessi della comunità nazionale, anche nel campo della med icina legale. per l'accertamento della idoneità e della dipendenza da causa di servizio di infermità o les ion i a fini pensionistici e risarcitivi. Dato abbastanza significativo è che tale attività viene svolta nei confronti di dipendenti di Enti stata li, parastatali, regiona li, comunali e anche privati. assorbendo la magg ior parte del lavoro dei col legi medici ospedalieri.

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33


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QUADERNO 1/85 Interventi di: • S. S. Giovanni Paolo Il • Gen. Umberto Cappuzzo • Padre Agostino Trapè Articoli di: • Gaetano Bonicelli • Giovanni Varesio • Tommaso Tassinari • Francesco Alba • Aldo Parisio

Il fascicolo può essere richiesto alla Rivista Militare Via di San Marco, 8 - 00186 Roma, previo versamento di L. 3.000 sul c/c postale n. 22521009 intestato a SME Rivista Militare - Sezione di Amministrazione - Via XX Settembre, 123/A - 00187 Roma.

QUADERNO 2/85 Disegni di Quinto Cenni: • Dragoni del!' Emilia • Reali Carabinieri • Cavalleggieri Toscani • Dragoni Pontifici • Scuola Normale di Cavalleria • Lancieri di Vittorio Emanuele li • Lancieri di Novara • Cavalleggieri di Aosta • Guide • Lancieri di Firenze • Cavalleggieri di Lucca • Nizza Cavalleria • Cavalleggieri di Monferrato • Cavalleggieri di Vicenza • Cavalleggieri Umberto I • Cavalleggieri di Saluzzo Il fascicolo può essere richiesto alla Rivista Militare Via di San Marco, 8 - 00186 Roma, previo versamento di L. 10.000 sul c/c postale n. 22521009 intestato a SME Rivista Militare - Sezione di Amministrazione - Via XX Settembre, 123/A - 00187 Roma.


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QUADERNO 3/85

PRIMO NUMERO DELLA RIVISTA MILITARE

«International Conflictuality from 1945 to 1983», by Franco Alberto Casadio.

Torino 1856

Summary: • Preface by the Chief of Staff of ltalian Army, Gen. Umberto Cappuzzo • Introduction by the Inspector of Schools and Commandant of the War College, Gen. Ciro Di Martino • The Method for the Analysis of Conflicts • World Conflictuality in the period 1945-1982.

li fascicolo può essere richiesto alla Rivista Militare Via di San Marco, 8 - 00186 Roma, previo versamento di L. 10.000 sul c/c postale n. 22521009 intestato a SME Rivista Militare - Sezione di Amministrazione - Via XX Settembre, 123/A - 00187 Roma.

• EdìLoriale di Carlo e Luigi Mezzacapo • Studi Militari sull'Italia • Esposizione del nuovo sistema d'artiglieria da campo • ·critica • Statistica · • Bibliografia • Cartografia • Miscellanea Il fascicolo può essere richiesto alla Rivista Militare Via di San Marco, 8 · 00186 Roma, previo versamento di L. 10.000 sul c/c postale n. 22521009 intestato a SME Rivista Militare - Sezione di Amministrazione - Via XX Settembre, 123/A - 00187 Roma.


Q uando si parla de i problemi delle Forze A rmate si è portati, innanzitutto. a pre ndere in esame la compone nte «materiali» in q ua nto è fuori du bbio che arma me nti, mezzi, equipaggia menti e scorte, esprimono al p iù a lto grad o e nel modo pi ù significativo la capacità operativa d i . uno strume nto militare. fi no a d esse re ass un ti co me parametri fondamentali della «credibi lità» com plessiva dello s trumento stesso . La cred ibilità è , in fatt i, la risultante d i pi ù fatto ri tra i q uali il consenso soc ia le ha un rilievo determinante . Un co nse nso sociale che in tempo cli pace poggia . in buona m isura - nè

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può essere d iversamente - sulle cond izioni cli vita e sul trattamento de l soldato. E ciò vale particolarme nte per un Esercito di leva - q uale è il nostro do ve il cittad ino, chiamato a co mpiere un dovere costituzio nale senza avere nulla più che un compenso simbolico, giustamente pretende d i avere, perlomeno, un livello cli vita d ignitoso e non sensibilmente d iverso da quello del contesto civile da cu i proviene . Da q ui ia grande importanza che anche la componente «infrastrutture» riveste a l fine d i una aute ntica efficienza de lla Forza Annata. Le

caserme sono. per un intèrO anno. le case dei nostri giovani d i leva e devono poter offrire ad essi - sia pure con un cri terio di rigorosa a uste ritù e di sobrietà - un complesso di serviz i che sia adegua to allo sta nda rd naziona le e che costituisca. q uind i. va lida premessa ad una att ività ce rto im pegnativa e faticosa . ma svolta con se nso d i benesse re. Gran parte delle nostre caserme sono vecchie ma. soprattutto . no n sono a datte all"uso che se ne deve fare . tenuto conto che in esse vie ne svolta a nc he una intensa a ttività di carattere d idattico-addestrativo. Ed a maggior ragione oggi che le aree


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acldestrative esterne sono sempre me no dispo nibi li. Quindi l'esigenza di poter avere un complesso di caserme rispondenti alle esigenze discende da tre ord ini di motivi altrettanto importanti: - il primo, quello di inserire il giovane in un ambiente confortevo le e sano, non sostanzialmente diverso da q uello di provenienza ed in grado d i offrirgli le strutture necessarie per un impiego inte lligente del tempo libero (a q uesto proposito si consideri che molti dei nostri Reparti sono dislocati in piccoli centri abitati e che anche nelle maggiori città i mil itari di leva non han no molte occasioni di inserimento nella vita e nell'ambiente loca li); - il secondo. quello di o rganizzare un sistema didattico-addestrativo razionale e moderno q uanto acl au le, impia nti sportivi ed aree attrezzate. E ciò anche in vista di una consistente diffusione, nel prossimo futuro. dei cosiclcletti «simulatori» di gu ida e d i · tiro, con conseguente ne~essità di impia nti «acl hoc»: - il terzo, quello di disporre di appositi locali per il parcheggio e la conservazio ne cli mezzi ed armamenti spesso mo lto costosi e di delicata manutenzione . Merita. inoltre, di essere citato come motivo suppleme ntare. ma non per questo secondario - il problema dL dare una sistemazione dignitosa ai Quadri più giovani in servizio continuativo (soprattutto i Sottufficiali celibi all'i nizio de lla carriera) che attualmente. nella gran parte . vengono a ll oggiati in camere non solo prive di servizi. ma spesso addirittura ricavate in ambienti di diversa destinazione. con ris ultati cli evide nte precarietà. con poco spazio disponibile e non pochi problemi cli convivenza. Il tutto a scap ito cli quel po' di «privacy» che è i nclispe nsabile presupposto di sereni1,\e di soddisfazione nel servizio. In sintesi. a fronte di un considerevole svil uppo in chiave sociale e tecno logica. la Forza Annata segna ancora il passo - in modo preoccupante - per qua nto riguarda le infrastrut ture . che sono ancora que lle di una società e cli un Esercito ispirati ad un sistema di vita che ormai è soltanto il ricordo di un non invidiabile passa to. I tempi sono cambiati ed è doverosq progredire anche in questo settore vita le per la credibilità dell'Esercito.

PIATIAFORMA INFRASTRUTTURALE

CASERME

500

EPOCA DI COSTRUZIONE

STATO D'USO

I ZO% I pdma del 1900 70% I t900-1945

150

Jrn%1rlopo il 1945

150

200

I Idonee I Accettabili

Iinadeguate

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I programmi ci sono ma sono mancate , finora , le risorse per realizzarli . Contrariamente a quanto, talora, viene adombrato nella stampa, noi militari non abbiamo, infatti , di certo il desiderio o la volontà - nè la responsabilità - di porre i giovani alle armi in condizioni di imbarazzo e di disagio. La piattaforma infrastrutturale disponibile è costituita, per la parte più significativa, da 1.500 immobili un terzo dei quali (500 circa), di primaria importanza, sono caserme di varie dimensioni e tipo, sedi di unità operative. Tali caserme sono state costruite in epoche diverse; in particolare la data di realizzazione del 90% di esse è anteriore al secondo conflitto mondiale e , per alcune (circa un quinto del to~X tale), risale addirittura ai secoli scorsi. Si tratta di un patrimonio vastissimo che prese nta gravi carenze sul piano qualitativo poichè non meno d i 150 caserme, sulle 500 disponibili, non sono più idonee a soddisfare le esigenze di vita dei reparti in esse Alcuni momenti di vita quotidiana all'interno Sotto: la consegna delle armi all'inizio dell'attiospitati . delle caserme. · vità addestrativa. Le cause specifiche di tale situazio- Sopra: la pulizia personale nei locali igienici. A destra: nella sala convegno durante il tempo libero. ne sono da ricercarsi principalmente: - nella vetustà degli immobili; - nella tipologia .delle costruzioni originariamente strutturate per assolvere compiti tutt'altro che militari; - nella ubicazione delle infrastrutture stesse che, data la loro origine, fanno ormai parte dei centri storici urbani ·con evidenti disagi sia per la cittadinanza sia per i reparti stessi. In merito, è illuminante il fatto che ancora oggi sono utilizzati , quali casenn e, immobili costruiti per altre esigenze, adattati per accogliere reparti di fanteria o cavalleria e, successivamente , trasformati per soddisfare le necessità dei moderni reparti mec_c anizzati e corazzati. Inoltre, la situazione di precarietà anzidetta deriva dalla stasi nel rinnovamento del settore infrastrutturale verificatosi nell'ultimo ventennio cioè proprio negli anni di più intenso sviluppo economico e sociale. Purtroppo l'attività riguardante le infrastrutture è tra le più onerose a causa del costante divario tra le esigenze da soddisfare e le possibilità di carattere finanziario che ne consentono a malapena la manutenzione. Di conseguenza la situazione infrastrutturale della Forza Armata è estremamente carente e il parco infrastrutturale è costituito per la quasi

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totalità da immobi li superati. soprat- abitativi. tutto a causa della loro età. largal servizi igienici - e lemento strettamente s uperiore ai cinquanta an ni mente connesso con le camerate che sono la vita media convenziona- sono anche \.'ss i obsoleti. quantitatile di una caserma. Questa carenza si vamente carenti e non più idonei a manifesta in modo macroscopico in soddisfa re quel minimo di. igiene che ciascuna delle loro compone nti ; in- oggi caratterizza qualsiasi abitaziofatt i per la parte alloggia tiva fa situa- ne, da quella più povera a quella del zione è tale che - pu r con le contra- ceto medio-borghese. Al militare. in. zioni avute a seguito della ristruttura- fatti. non è possibile. nel la maggiozione de l 1975 - non si è ancora riu- ranza dei casi. di uti lizzare quotidiasciti ad ottenere una sistemazione a namente la doccia. monoposto per tutti i reparti. La caE - anche se in mo lte caserme si è renza d i spazi è ulteriormente aggra- riusciti a realizzare. sempre medianvata dalla necessità di aver dovuto te faticosi ed onerosi adattamenti , incrementare le d imensioni degli ar- qua lche punto doccia presso i locali madietti. al fine di consentire a cia- igienici - occorre ancora utilizzare imscuno di conservare quegli indu- pianti centra lizzati, costringendo i mimenti non militari che possono esse- li tari ad attraversare i cortili della care indossati nelle ore di libera uscita. serma . con ogni condizione meteo. a causa dei noti provvedimenti di legAnche per i complessi cucinage . G li impianti di riscaldamento so- refettorio. pur se notevolissimi sono no stati realizzati solo ove imposto da stati gli sforzi in questo settore - dove co ndizioni climatiche particolarmen- l'iniziativa de i singoli Comandanti ha te rigide: per difficoltà di bilancio non cercato di rendere il più gradevole e è stato possibile estende re questi im- funzionale possibile l'ambiente ove p iant i a tutta la Pen isola anche se gli confezionare e consumare pasti - le stessi sono ormai indispensabili . te- carenze restano pur sempre notevoli . nuto conto degl i attuali standars ove si conside ri che la costruzione

«ex novo» di un pad iglione cucinarefettorio per .un hattaglione (circa mille uom ini) rnmport,1oneri dell'ordine di 1.2-2 mi liard i. Situazione altrettanto carente è que lla riguardante la disponibilitù di aree ove poter sviluppare gli addestramenti e leme ntari non a fuoco e le attività ginnico-sportive. In una società ove ogni famigli a avvia i propri · fig li sin dalla più giovane età alla pratica di una attività sport iva. l'Esercito si presenta con la impossibilità d i offri re a questi stessi ragazzi. orma i divenuti so ldati. delle palestre e dei campi sportivi dove poter continuare a migliorare la loro preparazione fisico-sportiva che è po i essa stessa l'e lemento condizionante dell'efficienza de l si ngolo combattente. La sicurezza delle caserme è ancora in molti casi care nte e . poichè non si è stati in grado di estendere a tutte le caserme gli impia nti di sicurezza ed antintrusio ne che le tecnologie del mome nto offrono copiosi ma a prezzi mo lto elevati . per assicurare la stessa è anco ra oggi necessario distoglie re grosse aÌiquote di

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personale dalla attività addestrntiva per impiegarli in servizi di vigilanza e di guardia. La noia conseguente a tale impiego porta, in a lcuni ~asi. airesasperazione psico logica de l singo lo con conseguenze estremamente spiacevo li , La ubicazione del la maggior parte degli immobili militari . infine . è tale da ~renderli insopportabili a l coi1testo cittadino e d impossibili alla vita quotidiana dei reparti. A ta l proposito. basti soltanto pensare alla caserma « Ruffo». a Roma su lla via Tiburtina o al «Fo rte di Pietralata». entrambi sede di reparti che ha nno in dotazione a lcune decine di mezzi cingolati e ruotati. per rendersi fac ilmente conto cli quanta fatica occorra per poter uscire dalle caserme per raggiungere le zone di addestramento ed a quale e q ua nto disagio sia soggetta la popolazione del luogo.

MOTIVI DI INADEGUATEZZA

VETUSTÀ

TIPOLOGIA

' \. Di queste situazioni ce ne sono moltissime. In questo difficilissimo ed insopUBICAZIONE portabile contesto - seppure con le note limitatissime risorse cli bilancio q ualcosa pur tuttavia è stato fatto per cercare di migliorare lo stato de lle cose. ma si è trattato quasi esclusivamente di trasformazioni di vecchie -;cuclerie in camerate . di vecchi ca- tanto a seguito d i pecu liari provvedi- poichè, oltre a prevede re lo stanziapa nnoni in cucine-refettori e cosi via. me nti legislativi che prevedano un fi- mento .di 2.500 miliardi, seppure scaL ·intera Brigata corazzata «Curtato- nanziamento «ad hoc» e la possibi lità glionati in 20 a nni, sanziona l'autofine,> è sistemata nella caserma «Babi- cli sfruttare co nvenientemente il patri- nanziamento del programma di rinni» di BELLINZAGO. che altro non monio immobiliare attualmente novamento immobiliare proprio me era che un insieme cli capannoni indu- disponibi le . diante l'alienazione degli immobili striali avuti in «eredità» al termine del Sfruttame nto che può avvenire so- non pi ù idonei alle esigenze militari. l1 conflitto mondiale e che adesso si lo attraverso una nuova legge idonea È da notare infine, l'estre mo periprese nta no come camerate. refettori a consentire a lla Difesa cli alienare i colo che s i correrebbe se si lasciasse ecc .. propri im mobili e cli impiegare il rica- inalterato l'attuale stato di cose. Il dePurtroppo. la sostituzione con vato per la realizzazio ne cli nuove in- grado degli immobili potrebbe giunnuove costruzioni di almeno 150 de l- frastrutture rispondenti alle esigenze gere a un punto di irreversit?.ilità tale le caserme esistenti. alle quali si è attuali. Come noto, con la normativa da determi nare un calo di efficienza fat to inizia lmente riferimento. no n è vigente ciò non è possibile in q ua nto globale della Forza A rmata inaccetrealizzabile in tempi brevi con le nor- le risorse rea lizzate mediante vendita tabile e insopportabile ai fini della sua mali assegnazioni d i bilancio laddove a terzi di immobili dello Stato devono stessa sopravvive nza. si consideri, ad esempio, che l'edifi- affluire al Ministero del Tesoro che le Il rinnovamento de l parco infracazione di una sola caserma per un immette tra le «e ntrate» generali del- strutturale oggi si impone con la mebattaglione comporta un onere di lo Stato e nessuna ricaduta si verifi- desima intensità di quello degli armaspesa pari a circa 25 miliardi . ca per l'Amministrazione che perde il me nti, costituendo esso stesso una Nè peraltro è ipotizzabile di risol- bene in uso. delle componenti determinanti !"effivere il problema ricorrendo escl usi- Siffatta situazione impone di provve- cie nza operativa globale dello «Struvamente a lle permute in quanto gli dere a l potenziamento infrastruttura- mento». Ciò è tanto più vero ove si altissimi costi delle nuove costruzioni le attingendo esclusivamente alle di- consideri l'ormai acquisita esigenza costituiscono una remora alla possi- spo nibilità de l Bilancio ordinario, le di e levare tale efficienza anche e sobilità di accede re a simili negozi da quali. come precede ntemente indi- prattutto nei riguardi delle condizioni parte degli Enti pubblici . cato. non consentono neppure l'ap- cli vita e di benessere de l personale . Risµlta pertanto evidente che il ra- proccio iniziale al pro blema . come ribadito, tra l'altro. dalla legge dicale rinnova me nto del parco infraLa p.d.l. «Botta», invece. supera n. 382 «Norme di principio sulla Dis trutturale potrà essere attuato sol- brillantemente tale aspetto ostativo sciplina Militare» .

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GLI INFORTUNI NELL'ESERCITO, IL PROBLEMA DELLA DROGA, LA SITUAZIONE NELLE CASERME by Biblioteca Militare - Issuu