. lo CONVEGNO EUROPEO
DELlA RIVISTA MILITARE
LA STAMPA MILITARE IN ITALIA
ROMA 31 MAGGIO - 4 GIUGNO 1977
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lo CONVEGNO EUROPEO DELLA RIVISTA MILITARE
LA STAMPA MILITARE IN ITALIA
ROMA 31 MAGGIO - 4 GIUGNO 1977
------------------------------------------------------------T97J TIPOC:RAl'lA REG IONALE - ROMA
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sono i periodici delle Forze Armate, nati e vissuti con :~lterne fortune nel nostro Paese. Cercheremo di valutare, sia pure a grandi linee, il significato della loro presenza nel contesto della stampa militare nazionale. L'argomento merita ampiamente attenzione ove si consideri l'opera appassionata dei tanti ufficiali che hanno sentito il bisogno di uscire dall'anonimato per far conoscere il loro pensiero attraverso le migHaia e o:UgHaia di articoH pubbHcati su quotidiani e periodici militari. Purtroppo non esiste una analisi approfondita e sistematica di questa stampa. Non sono mai state compiute ricerche esaurienti, come è stato fatto per la stampa non militare, in grado di fornire una visione di insieme della ricchezza di espressioni giornalistiche che hanno caratterizzato la cultura e il pensiero delle Forze Armate: la nostra quindi risulterà una panoramica necessariamente limitata. Elencheremo, in primo luogo, le testate dei giornali miHtari pubblicati in Italia dal Risorgimento al 1976, allo scopo di stabilire se la stampa militare sia esistita con continuità, ed in quale misura, oppure sia comparsa solo saltuariamente in determinate occasioni. In secondo luogo valuteremo, per ciascuno dei periodi considerati, il rapporto esistente tra stampa civile e militare, cercando di individuare gli scopi che, di volta in volta, si sono voluti conseguire con la stampa militare. Potremo così raccogliere elementi utili per individuare il significato della produzione editoriale delle Forze Armate nel nostro Paese. In terzo luogo, infine, indicheremo il periodo medio di permanenza degli ufficiali nelle direzioni e redazioni dei giornali miHtari, cercando anche di valutare, sia pure con larga approssimazione, la loro specifica preparazione nel settore giornalistico. Si tratta, in sostanza, di compiere il primo passo verso quell'esame globale della pubbHcistica delle Forze Armate che la Rivista Militare sta promuovendo con la pubblicazione di articoli nella rubrica « PubbHcistica », istituita allo scopo di approfondire la ricerca e l'esame dei problemi nello specifico settore. UMEROSJ
I.
LA STAMPA MILITARE DEL RISORGIMENTO
Le cospirazioni, insurrezioni e guerre che portarono al compimento dell'unità nazionale furono accompagnate da un notevole numero di giornali militari. Le correnti di pensiero predominanti su questa stampa furono due : quella democratica e rivoluzionaria, che predicava l'insurrezione in nome del diritto e faceva leva sulle forze popolari; quella liberale e moderata, che sosteneva la necessità di stringersi attorno al sovrano piemontese paladino dell'Italia di fronte all'Europa. I giornali militari di questo periodo si possono dividere perciò in due categorie: quelli delle forze popolari, in particolare i giornali mazziniani e garibaldini, pubblicati con sacrifici di ogni genere e quelli degli eserciti regolari delle monarchie regnanti, sostenuti dai sovrani. Reazionari e pieni di passione i primi, conservatori i se.condi, questi giornali testimoniano da diversi punti di vista le lotte del Risorgimento e rappresentano la memoria viva di fatti, opinioni e stati d'animo di uno dei periodi più interessanti della storia nazionale. Dall'elenco delle testate pubblicate risultano ben tre quotidiani e numerosi periodici che riportano le cronache degli eserciti della penisola, di corpi volontari e guardie nazionali, in un fervore patriottico senza precedenti. Nell'elenco che segue figurano anche le testate pubblicate fino alla vigilia della prima guerra mondiale. TESTATE PUBBLICATE
A Firenze nel 1846: -
Giornale militare italiano e di varietà (settimanale)
A Venezia nel I 847 : -
La Guardia Nazionale (quotidiano)
A N apoli nel -
I
848 :
La sentinella dell'Esercito (quotidiano)
5 Perzodici vari dello stesso periodo :
-
La gazzetta della Divisione di Cuneo La sentinella (T orino) Il veterano dell'Esercito napoletano L'Araldo deUa Guardia Nazionale dell'Esercito (Napoli) La Guardia Nazionale (Roma) La sentinella dell'Etna (Catania)
Periodici degli amzi successivi:
r851 1852 r8s6 r86o r86r 1862 r862 1863 r 863 1864 r866 r866 1866 1873 1874 1874 1879 r88o r881 1884 1886 r887 r888 1890 1892 1896 1899 1903 rgo6 rgo8 rgo8 JQ09 1909
Giornale di medicina militare Repertorio militare per le milizie toscane Rivista militare Il Garibaldi L'Italia militare L'Esercito illustrato Giornale di artiglieria Giornale del ge~io L'Esercito Annuario dell'Italia militare TI Volontario La guerra Telegrafo delh guerra Il Carabiniere Giornale di artiglieria e genio Il monitore dei Carabinieri italiani Esercito e Marina Esercito italiano La domenica militare Rivista di artiglieria e gemo Rivista dj cavalleria illustrazione militare italiana Giornale di veterinaria militare Italia militare. e marina Rivista di fanteria Armi e progresso Giornale del soldato Pensiero militare Illustrazione militare italiana La fanteri a La nuova rivista dj fanteria La preparazione Memorie storiche militari
6 Giornale dt Medicina Militare. E' il periodico militare che ha il privilegio di essere il più antico d'Italia e fra i più antichi d'Europa. E' conosciuto non soltanto negli ambienti militari, ma anche in quelli scientifici e sanitari. Ha celebrato il centenario di fondazione nel 1951 : iniziò infatti le pubblicazioni settimanali il 28 luglio 185r, un anno dopo la costituzione del Corpo Sanitario Militare, con la testata Giornale dì Medicina Militare del Corpo Sanitario dell'Armata sarda. Nel x86r, con la fusione dei Corpi Sanitari degli altri eserciti degli Stati italiani, modificò la testata in Giornale di Medicina Militare del Corpo Sanitario dell'Armata italiana. L'anno successivo divenne periodico trimestrale. Nel 1885, la separazione delle due carriere di medico militare dell'Esercito e della Marina fece cambiare la testata in Giornale medico del R. Esercito e della R. Marina. Tale comunanza durò .fino al r895 quando, per l'incremento della produzione scientifica dei due Corpi, si ritenne necessaria la produzione di un periodico scientifico esclusivo per la Sanità Militare della Marina. Nacquero così gli Annali di Medicina Navale, mentre il periodico modificava ancora la testata in Giornale Medico del R. Esercito. Nel 1908 riprese il titolo che tutr>ora conserva di Giornale di Medicina Militare. Ha visto passare nelle sue pagine, col riflesso di oltre un secolo di storia. tutte le conquiste della medicina. Quale rassegna di studi e di esperienze di medicina militare, si è andato trasformando allineandosi sempre più con i migliori periodici specializzati italiani e stranieri, attraverso la collaborazione di insignì maestri dell'arte medica. Rivista Militare. La Rivista Militat·e ha vissuto gli anni più memorabili della nostra storia nazionale, partecipando con l'intelletto e la passione dei suoi collaboratori alle vicende del Risorgimento, della prima guerra mondiale e del periodo in cui l'esercito italiano è stato ricostituito, riorganizzato e ristrutturato dopo la seconda guerra mondiale. Il suo passato è degno di considerazione: non v'è ramo dell'arte militare del quale non si sia occupata, non v'è progresso nel campo degli studi del quale essa abbia trascurato di presentare dettagliate informazioni, non v'è argomento dì interesse militare di rilievo che non abbia esaminato e discusso attraverso l'opera di centinaia e centinaia di collaboratori, per la maggior parte 1.1fficiali. Molti di questi cominciarono a scrivere articoli per la Rivista col grado di tenente o capitano, continuando poi a fornire il loro contrjbuto anche ne.i gradi di generale di Divisione e Corpo d'Armata, fino ai vertici dello Stato Maggiore. Alcuni furono anche Sottosegretari di Stato e Ministri. L'imponente messe di articoli pubblicati ha impresso alla Rivista vigorosa vitalità e rappresenta un eccezionale apporto al progresso degli studi militari
7 insieme alla preziosa testimonianza di idee che, talvolta, si sono tradotte m azione portando a soluzione problemi di notevole rilevanza. La storia della Rivista può essere suddivisa in quattro periodi ben caratterizzati: - dal r856 al 1918, cioè dalla fondazione alla fine della prima guerra mondiale, quando la Rivista cessò le pubblicazioni a causa della soppressione della libertà di stampa per quanto riguardava le notizie e gli studi di carattere militare; - dal 1927 al 1933, un periodo invero breve, in cui lo stile e le tradizioni della Rivista mal si conciliavano con il conformismo delle pubblicazioni del regime, con conseguente frequente avvicendarsi di direttori ed impossibilità per i collaboratori di manifestare liberamente il proprio pensiero; - dal 1945 al 1973, periodo in cui la Rivista ha accompagnato fedelmente la rinascita e lo sviluppo del rinnovato esercito italiano; - dal 1974 al 1976, anni in cui la Rivista ha assunto una nuova veste editoriale ed ha esaminato, con maggior approfondimento, i problemi e le istanze che hanno fatto da corollario alla ristrutturazione dell'esercito. Esercito Italiano.
Periodico trisettimanale, subentrò a Esercito il r• gennaio 1880. Nacque in Roma per iniziativa del giornalista Francesco De Luigi , il quale aveva già collaborato a Esercito .acquistandosi fama dj scrittore militare. Prima di darsi al giornalismo fu valoroso combattente nelle guerre per l'indipendenza. La stessa direzione e redazione di Esercito Italiano diede vita, a decorrere dal 4 rucernbre r88r, al settimanale domenicale illustrato, di letteratura militare italiana e straniera, La Domenica militare, che incontrò poca fortuna e visse poco più di un anno. La proprietà della rivista Esercito Italiano passò nel 1906 al figlio Carlo dell'editore, il quale continuò le pubblicazioni fino alla fine del 1921. Col numero del 4 gennaio 1922 la proprietà passò sotto il patronato dell•« Unione Militare ». A partire dal primo numero del 1923, Esercito Italiano prese il titolo di Esercito e Marina e sotto questa insegna ebbe vita fino al r6 aprile 1926. Rivista di A1·tiglieria e Genio.
Nel novembre 1883, per disposizione del Ministro della Guerra, il Giornale di Artiglieria e Genio che si pubblicava già dal 1874 dovette ridurre la sua pubblicazione soltanto alla parte ufficiale. Con la parte << non ufficiale n si diede vita al periodico Rivista di Artiglieria e Genio, mensile. A sua volta,
8 il Giornale di Artiglieria e Genio derivava dalla fusione di due giornali preesistenti, fondati nel r86r, appartenenti a ciascuna delle due Armi. La Rivista di Artiglieria e Genio si pubblicò fino al 1937, poiché a partire dal I 0 gennaio 1938 venne fusa in un unico periodico, con la Rivista di Fanteria, denominato Rassegna di cultura militare. La Rivista di Artiglieria e Genio, fu considerata una delle più importanti pubblicazioni militari.
Rivista di Caualleria. Periodico mensile fondato a Roma nel 1886 e pubblicato fino al 1888. Riprese con maggiore impulso e vigore le pubblicazioni nel 1898, particolarmente nel periodo in cui fu ispettore della cavalleria il principe di Savoia, conte di Torino, che ne trasferì la sede a Pinerolo presso la scuola di applicazione. Visse fino al 1919, sempre sotto la direzione di un ufficiale superiore di cavalleria.
Rit1ista di Fanteria. Periodico mensile fondato in Roma nel 1892 dall'allora capitano di Stato Maggiore Domenico Guerrini e da lui diretto per tutti i dodici anni di vita, fino cioè al dicembre 1904, quando il periodico cessò le pubblicazioni. Nel 1908 venne fondato in Roma il periodico La Fanteria dal maggiore Cristoforo Manfredi. Ebbe poca fortuna a causa del suo spirito polemico e durò soltanto dieci mesi. Nel 1908 venne fondata in Roma La nuova Rivista di Fanteria dal colonnello degli alpini Vittorio Carpi, che ne tenne la direzione fino al 1913. La rivista visse poi ancora un anno e cessò le pubblicazioni nel 1914. Questa rivista concesse larga ospitalità alla libera discussione su tutti gli argomenti che interessavano la fanteria, dalle questioni morali a quelle tattiche.
lllustrazione Militare Italiana. Dapprima quindicinale , poi per decadi quindi settimanale, nacque il gennaio r887 in Milano a cura di Quinto Cenni. Visse per più di una decina di anni e senza dubbio fu, tra le riviste militari illustrate, la migliore; ancora oggi sfogliandone la raccolta si prova un senso di ammirazione, perché si ha l'impressione di rivivere la cronaca dei tempi lontani. Indice del pregio nel quale era tenuto il periodico è la memoria tuttora vivente del suo direttore (morto nel 1917) il quale ba legato il suo nome alla letteratura militare, oltre che come pubblicista anche, e principalmente, come pittore e come disegnatore, specializzatosi in soggetti militari. 1~
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Alla rivista di Quinto Cenni successe nell'aprile 1906 un'altra: Illustra~ zione Militare Italiana, la quale, con la precedente, non ebbe di comtme che il titolo. Essa dapprima fu trimestrale, poi divenne quasi subito mensile; per un breve periodo di tempo fu pure quindicinale. Si successero nella direzione di essa il maggiore Giuseppe Carpinati, il tenente Italo Cbittaro, Luca Cor~ tese e dal 1912, sino alla fine della rivista (dicembre 1920), Vittorio Marano Attanasio. La Preparazione.
Periodico trisettimanale, politico militare fu fondato in Roma nel 1909 dal colonnello Enrico Barone già appartenente allo Stato Maggiore, passato nel rgo6 al giornalismo, dapprima come redattore critico militare del gior~ nale La Tribuna, quindi del Popolo Romano. Il primo numero uscì il 2 febbraio 1909 ed il Barone ne tenne la dire~ zione e la proprietà fino al 13 maggio 1916, quando cedette entrambe al maggiore Egisto Caffarelli Timone. Questi continuò nell'opera del suo pre~ decessore con altrettanta competenza e merito, fino all'agosto 192r, data sotto la quale il periodico cessò le sue pubblicazioni. Armt e Progresso.
Fu fondata in Roma dal capitano Fabio Ranzi, giornalista e scrittore militare di forte vigoria polemica e di vedute piuttosto avanzate, indubbia~ mente di forte ingegno e di vasta cultura. 11 primo numero della rivista uscì il 1 ° gennaio 1896, la sua periodicità avrebbe dovuto essere mensile, ma da quanto è lecito constatare, sfogliando le poche annate della sua esistenza. si rileva che essa, per quanto ricca di buoni studi di carattere politico militare, non incontrò soverclùa fortuna e visse saltuariamente con numeri che si succedettero l'uno all'altro anche ad un semestre di djstanza. Esercito e Paese.
Il Ranzi fu anche fondatore e direttore oltre ad Armi e Progresso di un giornale bisettimanale militare Esercito e Paese. periodico che potrebbe definirsi di opposizione alla stampa militare ufficiale e che è ancora ricor~ dato per la vivacità con la quale trattò talune questioni riflettenti la solu~ zione di problemi militari riguardanti lo stato e la carriera degli ufficiali. Detto perioruco visse solo alcuni anni al principio del secolo in corso. Il programma della rivista venne così presentato nell'editoriale: « Mentre noi ci propo11iamo di attingere alla vita ciuile le idee rinnova~ triei dello spirito militare} non è meno necessario che più larga corrente di
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idee militarz vada a ravvivare la coscienza civile del Paese, onde il problema militare si riveli nella sua realtà di problema nazionale. Un esercito nazionale non può vivere all'altezza della propria missione se non si sente riscaldato dall'affetto del popolo». In particolare, il programma veniva così definito: « 1 . Compiere il rmnovamento delle idee e delle istituzioni militari, già felicemente iniziato, alla stregua dello spirito moderno. 2. Elevare la cultura degli ufficiali affinché questa classe ascenda meglio all'altezza del suo compito sociale. 3· Presentare al Paese l'esercito sotto la nuova luce onde lo irradia la modenza civiltà, affinché si compia, al culto di un ideale comune, il congiun gimwto dell'anima dell'esercito all'anima della nazione ». La rivista ebbe breve esistenza, tra difficoltà dj ogni genere.
LA STAMPA MILITARE DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE La stampa rojlitarc negli anni di guerra è ricca di espressioni giornalistiche ben caratterizzate, pur nel quadro uniforme del giornalismo italiano, quasi tutto impegnato a trattare il tema della guerra in corso. Assumono particolare rilievo i giornali di trincea, oggi difficilissimi a ritrovarsi, tipici esempi d i un giornalismo militare che fu espressione sincera dei sentimenti e delle passioni dei nostri soldati. Si tratta di documenti storici, che rispecchiano lo spirito delle generazioni impegnate al fron te, dove portarono note di ottimismo e di buon umore. La Francia ebbe numerosissirni giornali di trincea, che gli editori parigini Berger- Levrault hanno ristampato in una interessante serie di volumi. Purtroppo non esiste un a raccolta completa dci giornali di trincea italiani ; comunque è possibile constatare che quelli prima di Caporctto sono i più rari , quelli venuti dopo i più interessanti. Meritano considerazione anche i giornali italiani scritti nei campi di concentramento, quelli pubblicati fuori d'[talia ed i giornali di propaganda nemica stampati in italiano con le testate dci nostri ~iornali militari. Nell'elenco che segue figurano le testate pubblicate. TESTATE PUBBLICATE
1916 Il giornale del Soldato I9I6 n Soldato
1918 La gazzetta del mitragliere
1917 Il grigioverde 1918 Dal Paese alle tri ncee
r9r8 Mentre si combatte r9r8 Il prete al campo
1918 Volontà
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Gzornali di trincea: -
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Giornali di reggimento, battaglione. compagnia con periodicità varia Il trentino (il << o,3o 11) La scarica Vittoria Il fante di bastoni Giornale umoristico settimanale La bomba ... a penna La potenza La marmitta Si combatte, si lavora e si ride La cornata La fifa La buffa La tradotta La trincea La ghirba L'Astico Il q Il razzo La voce del Piave L'eco della trincea Savoia! Il Montello Signorsì
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Su e giù La giberna Italia La scintilla Il bollettino del soldato Baionetta La giberna dei lettori Il ragno L'elmetto Il tascapane San Marco Noi La Vittoria Sempre avanti Brigata Acqui Tira Gigi Dalla trincea Cecco Beppe Gazzetta di Monte Crostis La Sanità La Frusta La bomba a mano Il Grappa Le Diable au Cor (giornale bilingue della Divisione << Chasseurs alpins >~)
Giornali pubbhcati nei campi di concentramento: -
L'attesa (Dunaszerdahcly) L'eco del prigioniero (Sigmundsherberg)
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La scintilla (Sigrnundsherberg) Il surrogato (Theresienstadt) La nostra fede (Kisanow)
Giornali Italiani di guerra pubblicati fuori d'Italia: -
Sempre avanti (Francia) La voce di Valona (Albania) La Vojussa (Albania)
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Il corriere dei cacciatori (Libia) Il Ghibli (Tripolitania)
Giomali di propaganda uemù:a imitanti giomali militari italiani: -
Il razzo La lettura in trincea
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Notizie in fascio La tradotta
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- La voce del Piave - L'amico del soldato - La trincea -L'elmetto - Notizie d'oltre Piave - Il cavallo di Frisia - La giberna - Verità - Recentissime - Ultime notizie - Novità mondiali - Il piccolo corriere - Foglietto di notizie - Notiziette - n soldato
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Il corriere di trincea Gazzettino di novità Un po' di tutto Il canestro L'eco d'occidente La verità Sprazzi di luce L'avvenire La Patria Attualità Il coraggio L'ora presente L'indipendente Novità del giorno
LA STAMPA MILITARE NEL DOPOGUERRA La stampa militare apparsa dopo la prima guerra mondiale reca tracce evidenti del profondo turbamento che si produsse negli animi e nelle menti dei reduci dal fronte. Successivamente risentì della progressiva restrizione di libertà a cui non sfuggì il pensiero militare, pur tra una abbondante produzione di periodici. La strumentalizzazione della stampa militare per conseguire fini propagandistici fu causa non ultima della impreparazione con cui le Forze Armate italiane entrarono in guerra. Nell'elenco che segue figurano le testate pubblicate. TESTA TE PUBBLICA TE
L'Universo Bollettino di Geodesia e sc1enze affini 1920 Rassegna dell'Esercito Italiano 1923 Alere Flammam 1923 Esercito e Marina 1923 La cooperazione delle Armi IQ25 Rivista Aeronautica 1926 Le Forze Armate 1926 Rivista di cultura marinara 1926 Bollettino dell'Ufficio Storico 1926 Esercito e Nazione 1928 Bollettino dell'Istituto di Architettura Militare Italiana 1920
1920
13 1934 1934 1935 1935 1937 1938
Rivista dei Carabinieri Reali Rivista di Fanteria Rivista giuridica delle Forze Armate Bollettino dell'Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio Rassegna di cultura militare Rivista militare di medicina veterinaria
L'Universo. Fondato nel 1920, bimestrale poi mensile e quindi ancora bimestrale, è tuttora pubblicato dall 'Istituto Geografico Militare di Firenze e posto sotto la direzione del generale d irettore dell'Istituto. Il periodico è considerato una delle più importanti riviste geografiche illustrate d'Europa. Pubblica studi originali di geografia e cartografia e contiene una ricca bibliografia delle principali pubblicazioni di tutto il mondo.
Alcre Flammam. Iniziò le pubblicazioni mensili il 1° aprile 1923, edito dal Comando Scuola di Guerra, allo scopo principalmente di divulgare le conferenze che si svolgevano nell'Istituto ad opera di spiccate personalità del mondo scientifico torinese e degli ufficiali insegnanti. Ogni fascicolo era completato da un notiziario riflettente l'organizzazione militare italiana e degli altri Statt, con numerose notizie bibliografiche. Cessò le pubblicazioni il 31 dicembre 1926 per disposizione del Comando del Corpo di Stato Maggiore. Le riprese dopo la seconda guerra mondiale nel 1952, acquisendo sempre maggiore prestigio quale palestra di idee sull'arte militare contemporanea. Dal ! gennaio 1976 si è trasformato da bimestrale in semestrale, trattando quasi esclusivamente di cronaca della Scuola, e cedendo la parte cc culturale» alla Rivtsta Militare. 0
Esercito e Naziotze. Periodico mensile, fondato nel marzo 1926, edito dal Ministero della Guerra e succeduto alla Rassegna Militare Italiana. Il programma della rivista fu quello di trattare argomenti che riguardavano: « Storia generale e militare. Ordinametzto dell'esercito. Formazione ed impiego delle varie armi c specialità nella battaglia. Tecnica dci materialt bellici e loro uso. Rifornimmti dei mezzi di vita e di lotta alle forze combattenti. Cenni sulle altre forze armate. Statistica, Economia politica e politica generale. Questioni coloniali. Geografia e topografia. Le belle arti e la guerra. AvvetJimenti politici di attualità. Educazione fisica e sport. Notizie sugli eserciti esteri. Chiarimenti circa l'interpretazione di leggi e di regolamenti militari, a richiesta degli abbonati. Riassunto di quanto si scrive di
importante nelle pritJcipali rit,iste nostrane e straniere. Miscellanea. Bibliografia. In una rubrica speciale è raccolto quanto riguarda la vita degli ufficiali ÙJ congedo». In realtà la rivista si rivelò uno strumento di propaganda del regtme fascista e con esso cessò di esistere. Le Forze Armate. Iniziò le pubblicazioni il 21 aprile 1926, edito dal Ministero della Guerra. Fu bisettimanale, con un programma propagandistico nel quale si legge: « Nel titolo di questo giornale è nettamente precisato un programma. Le Forze Armate dello Stato ai fini della preparazione militare e della guerra sono oggi quattro: Esercito, Marina, Aviazione, Milizia V.S.N . ... ». Cessò le pubblicazioni alla caduta del regime fascista.
Memorie storiche militari. Furono pubblicate dal 1909 al 1914 dall'ufficio storico del Comando del Corpo di Stato Maggiore, con un complesso di 23 fascicoli che rappresentano una preziosa fonte di notizie storico- militari. n programma di lavoro cui sì attennero gli ufficiali compilatori delle memorie fu il seguente, auspicato dal generale Pollio, capo di Stato Maggiore del tempo: « Accade spesso che nel fare studi o ricerche storiche s'incontrino documenti che pur non trovando posto nella trattazione di un avvenimento d'importanza principale, abbiano invece un interesse di curiosità o si prestino ad essere illustrati a parte come episodi secondari. Può anche accadere che, dopo aver compiuto sui documenti disponibili un lavoro organico quale sarebbe la narrazione di un'intiera campagna, altri documenti vengano alla luce, i quali avrebbero, se conosciuti itz tempo, rese opportune varianti o aggiunte al lavoro stesso. Affinché dutlque questo materiale no11 vada disperso, si è pensato di t'accoglierlo in speciali fascicoli, cui si è dato il titolo di Memorie storiche militari. Questt fascicoli, che non saranno pubblicati a data fissa, ma solo di quando tn quando, allorché se ne presenti l'opportunità, accoglieranno anche le notizie, basate esclusivamente su documenti e di natura simile a quelle contet1ute in questo primo fascicolo, che ufficiali volenterosi avessero modo di raccogliere frugando negli archivi dello Stato, dei comuni o dei privati, tanto ricchi in Italia di cose preziose ed Ì11edite. Siccome lo scopo che si prefigge l'Ufficio Storico è quello di diffondere la coltura storica nell'esercito, assegna11do alle proprie pubblicazioni il minimo prezzo possibile, cosl è in debito di dichiarare che fa assegnamento soltanto sulla collaborazione gratuita».
Finita la guerra, la pubblicazione di tali << Memorie )) non fu più ripresa. Ebbe invece vita, con intendimenti analoghi, a partire da] 1° gennaio 1926 il Bollettino dell'Ufficio Storico pubblicazione bimestrale che cessò le pubblicazioni il 5 ottobre 1934, dopo che erano stati pubblicati complessivamente 44 fascicoli. Rassegna dell'Esercito ltaliatzo.
Periodico mensile edito in Roma dallo Stabilimento Poligrafico per l'Amministrazione delia guerra, il suo primo numero fu quello di gennaiofebbraio 1920; sua anima creatrice e suo direttore fin dall'origine e per tutta la durata della sua esistenza fu uno dei nostri più colti generali, Eugenio Barbarich. Programma della rassegna fu di studiare i maggiori problemi militari nel campo storico, scientifico e tecnico, nonché quello di trattare argomenti riflettenti studi geografici, organici e statistici di indole militare. Cessò le sue pubblicazioni alla fine del 1925. Cooperazione delle Armi.
Periodico mensile, fondato nel giugno 1923 dal Comando generale delle Scuole centrali militari di Civitavecchia col seguente programma: « Sviluppare sempre maggiormente nei Quadri dell'esercito un'operosa attiuità intellettuale circa le qttestiotli professiotJali; diffondere sempre più ampiamente quanto si studia e si esperimenta presso le Scuole Centrali; illustrare le principali questioni tattiche e tecniche in istudio da noi ed an'estero' trattando in modo particolare i problemi che riguardano l'impiego delle varie armi, comprese quelle sorte nell'ultima guerra o che i progressi della scienza possono consigliare, per le quali è prevedibile uno sviluppo che, con ogni probabilità, avrà gratzdissima importanza tzel combattimento futt~ro >>. Ad essa collaborarono principalmente gli ufficiali addetti alle Scuole centrali, in qualità di insegnanti ed anche altri specializzatisi negli studi attinenti ai nostri problemi militari. Cessò le sue pubblicazioni il 31 dicembre 1926 per disposizione del Comando del Corpo di Stato Maggiore.
LA STAMPA MILITARE DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE Ogni giorno, sia prima che durante la guerra, i direttori dei giornali militari, come tutti gli altri direttori dei giornali italiani, ricevevano dall'ufficio centrale della Stampa, divenuto poi Ministero della Cultura Popo-
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lare, delle « note di serVIZIO », che impartivano istruzioni sulle notizie da pubblicare. Di queste «note», che sono tra i documenti più significativi nella storia del giornalismo italiano, riportiamo alcuni esempi: «2
settembre 1940.: Tacere sull'argomento della durata della guerra.
8 novembre 1940: A seguito delle direttive impartite stamane dall'Eccellenza il Ministro si invitano i giornali a non pubblicare fino a nuovo ordine corrispondenze delle azioni terrestri sul fronte greco.
13 marzo 1941: Hitler ha annunziato che l'ora della vittoria definitiva sta per scoccare. Per non suscitare impazienza sarà opportutJO usare misura nei titoli. 24 luglio 1941.· Non usare L'espressione guerra -lampo a proposito della guerra in Russia. 12 agosto 1942: Non parlare della guerra -lampo a proposito delle operazioni all'est (ed in genere per m:ssun settore). 2 5 getmaio I 943: Sgombero della T ripolitania: il definirlo un capolavoro di strategia difensiva appare controproducettte.
Grecia ... Non parlare, nell'impostare i servizi, né di rapidità né dt lentezza. Dare anche a questo fronte tm carattere di ordinaria amministrazzone .. . Anche la questione del maltempo va trattata con delicatezza. Rrleuarlo per far 1Jotare le difficoltà incontrate dalle nostre truppe, ma 11011 come andamento stragrande, perché ci si potrebbe domandare per quale ragione è stato scelto proprio questo periodo. Evidentemente ci sono state delle ragiotzi per decide1·e ».
Alla stampa propagandistica del regime fece riscontro un buon numero di periodici militari, pubblicati in Italia e all'estero, prima e dopo l'armistizio del 1943, in particolare con giornali di « prima linea» eredi di quelli « di trincea» della prima guerra mondiale. Si stamparono giornali perfino nei campi di prigionia, ora quasi introvabili. Si conferma cos.ì la tendenza della stampa militare a moltiplicarsi spontaneamente quando le Forze Armate, clùamate alla guerra, diventano espressione ancor più viva e vera del popolo. Di particolare interesse, in questo periodo, la stampa delle Brigate partigiane, che iniziò a trattare interessanti temi di guerriglia e di resistenza popolare e del .relativo addestramento delle unità, a testimonianza della validità di questo tipo di lotta contro un invasore del nostro Paese. Nell'elenco che segue figurano le testate pubblicate.
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TESTATE PUBBLICATE
a. Fino al settembre 1943 : - Fronte (settimanale in rotocalco) - Cronache di guerra - Tradotta libica -L'alpino
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La sentinella Penna nera Dovunque Folgore
b. Dopo l'armistizio : -
Periodici vari: . Italia (novembre 1943, settimanale, edito a Lecce) . La spiga
. Folgore . Torre azzurra . L a 210" Divisione
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Giornali delle Divisioni partigiane cc Italia » e << Garibaldi » nei Ba!cam: . L'unione . Il garibaldino . La nuova meta . La voce del partigiano italiano . La fiamma . U grido della 4" Brigata
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Giornali pubblicati all'estero : . L'Italia, settimanale edito dalla missione di collegamento italiano presso la 't Armata americana in Francia e Germania (1945) per le unità italiane di cooperatori combattenti con gli alleati . Ritorno, settimanale della base italiana di Dubrovnik (Ragusa in Dalmazia), pubblicato dall'8 marzo 1945 al 21 febbraio 1946 . La Voce del Bosco, quindicinale della brigata triestina in Jugoslavia, il cui primo numero uscì il 15 maggio 1944 . Giornali dei reparti italiani combattenti in Jugoslavia che si pubblicarono fin dal 1943 : .. Libertà (nel litorale croato) . . Il nostro giornale . . Lottare . . La nostra lotta
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Giornali sorti nei campi di prigi01zia e regolarmente stampati, divenuti pressoché introvabili.
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Giornali partigiani in Italia:
. n combattente . n partigiano alpino . Il ribelle
. La sentinella garibaldina . La disfida . Liberazione
. Le cinque giornate Il fuori legge n guerrigliero Il guerrigliatore Il volontario S.A.P. n partigiano
18 Giornali italiani della Resistenza in Venezia Giulia- Slouenia: . Il corriere garibaldino, bollettino settimanale della Divisione « Garibaldi - Natisone » Il corriere partigiano, organo delle unità italiane dell'Esercito di Liberazione Nazionale in Slovenia Gioventù, quindicinale del Fronte giovanile della 14" Brigata d'assalto <c Garibaldi- Trieste » . Gioventù in lotta, organo della 2t Brigata italiana << Fontanot » . La voce del bosco, quindicinale e poi settimanale della Brigata d'assalto « Garibaldi - Trieste )) -
Giornali italiani della Resistenza in Istria : . periodici distribuiti fra combattenti dei reparti volontari italiani: .. Radio notizie . . fl notiziario del popolo . . La nostra lotta . . Il nostro giornale .. Le notizie . . La voce del popolo
c. Dopo la liberazione di Roma:
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Italia (settimanale edito dal Ministero della Guerra che si trasformò nel quotidiano Patria con quattro edizioni a Roma, Bari, Firenze e Milano; successivamente si trasformò in Notiziario dell'Esercito e quindi in Corriere Militare che divenne dall'agosto 1948 il giornale unico delle Forze Armate; nel 1~ cambiò la testata in Quadrante).
LA STAMPA MILITARE NEL DOPOGUERRA Anche la stampa militare apparsa dopo la seconda guerra mondiale non sfugge alla grave crisi morale che già aveva caratterizzato il primo dopoguerra. E' rappresentata da pochi periodici, si muove entro angusti limiti e pare rivolgersi quasi esclusivamente ai militari, per quanto non manchino gli sforzi per l'inserimento nel più vasto contesto culturale del Paese. Nell'elenco che segue figurano le testate pubblicate. TESTATE PUBBLICATE
1950 1950 1952 1952 1958
Notiziario politico militare Notiziario scientifico militare Rivista dei Servizi di Commissariato e Amministrativi Notiziario per l'Arma dei Carabinieri Notiziario Stampa dell'Esercito
196o Notiziario dell'Esercito 1961 Bollettini di informazione delle varie Armi (Fanteria, Cavalleria, Artiglieria, Genio, Trasmissioni), dell'Aviazione Leggera e della Scuola ABC.
LA STAMPA DELLA MARINA E DELL'AERONAUTICA La stampa della marina è limitata a poche e prestigiose testate, quali l'ultra centenaria Rivista Marittima. Si può comprendere, dal numero dei giOrnali pubblicati, quanto sia appropriato l'appelJativo di 11 Arma silenziosa » attribuito alla Marina Militare. Ben più sviluppata, invece, la stampa dell'aeronautica, di livello qualitativo di grande rilievo. Negli elenchi che seguono figurano le testate pubblicate. TESTATE DELLA MARJNA
1861 1868 1890 1914 1918 1923 1926
Giornale della Marina Rivista Marittima Italia militare e Marina Rivista Nautica La Marina Italiana - Giornale del Marinaio Esercito e Marina Rivista di cultura marinara
Durante la seconda guerra mondiale: Prore Armate Dopo la seconda guerra mondiale: Notiziario della Marina TESTATE DELL'AERONAUTICA
1884 Il giornale aerostatico 18~ Aeronautica 1904 Bollettino della Società aeronautica 1909 L'Aviatore Italiano 19II Rendiconti degli studi ed esperienze eseguiti nello stabilimento di esperienze e costruzioni aewnautiche del Genio 1917 Notiziario tecnico di aeronautica 1919 La Via Azzurra
20
Nel primo dopoguerra :
1922 1922 1922 1924 1925 1926 1926 1929 1931 1933 1933 1933 1941
L'ala d'Italia Gazzetta dell'Aviazione Rassegna Aeronautica Diritto Aeronautico Rivista Aeronautica Bollettino dell'Aviazione civile e del Traffico aereo Bollettino meteorologico ed aeronautico Le Vie dell'Aria L'Aquilone Atti di Guidonia Rivista di medicina aeronautica Rivista di meteorologia aeronautica Ali di guerra
Dopo l'8 settembre I943 :
1943 Giornale dell'Aviatore (dell'Aeronautica del Sud) 1944 Ali (dell'Aeronautica del Nord) Nel secondo dopoguerra: -
Notiziario di Aeronautica
Rzuista Marittima . Fondata il I" aprile r868 in Firenze, per volontà del ministro contrammiraglio Augusto Riboty, ha celebrato il centenario di fondazione nel 19(58. Rappresenta attualmente uno dei più autorevoli periodici delle Forze Armate. Ebbe, in un certo senso, un predecessore nel periodico Giornale della Marina, fondato a Torino da un funzionario del ministero nel marzo 186r; questo periodico cessò le pubblicazioni dopo qualche tempo per mancanza di collaboratori. Riboty aveva chiaramente compreso che la pubblicazione di un periodico a contenuto culturale- professionale avrebbe contribuito al consolidamento e al progresso di una marina che, avendo soltanto sette anni di vita unitaria ed essendo nata dalla fusione organica di quattro marine diversissime per tradizioni e per mentalità, aveva molto cammino da compiere per conseguire un ità di spirito, di pensiero e di dottrina. La Rivista Marittima ha sempre presentato un ampio panorama degli studi di carattere marittimo, dell'evoluzione della tecnica militare e della situazione delle marine del mondo.
21 Italia militare e M ari11a.
Nel r8go Carlo Voghera assunse la proprietà e la direzione di questo trisettimanale dichiarando, con l'editoriale del primo numero, di propugnare !!li interessi dell'esercito e della marina, con indipendenza e libertà, non disgiunte dal più severo rispetto dovuto alla disciplina. Si succedettero quali redattori noti scrittori militari, tra i quali Cristoforo Manfredi, ufficiale colto e audace polemista, e Michele Carcani noto scrittore militare e valoroso combattente della prima guerra di indi pendenza. Il periodico cessò le pubblicazioni col numero del 1° ottobre rgo8.
Lo MarÌ1la Italiana - Giomale del Marinaio. Quindicinale di otto pagine, iniziò le pubblicazioni il 1" maggio 1918 in Roma. Illustrato da buoni disegni, in prevalenza caricaturali, fu compilato da provetti giornalisti con senso dell'opportunità, del! ~ varietà e soprattu tto dell'intonazione. Esercito e Marina.
Il periodico trisettimanale Esercito Italiano nell'anno 1923 cambiò b testata in Esercito e Marina e sotto questa insegna ebbe vita fino a] 16 aprile
1926. Ri11ista di cultura marmara.
Periodico mensile apparso nel maggio J<)26, illustrato, edito dal Ministero della Marina. Ha pubblicato stud i tecnico- scientifici di indole marinara e saggi storico - geografi ci. Rit11Sta Aeronautica.
lniziò \e pubb\icazioni ne\ \uglio 1925, a poco più di due anni da\\a data di costituzione dell 'Aeronautica Militare come Forza Armata. Fin dal primo numero, la rivista diede avvio al suo programma senza alcuna formalità di presentazione né indicazione programmati ca; non apparve nemmeno il saluto del direttore, che si presentò ai lettori soltanto nel numero di gennaio dell'anno successivo. La Rivista Aeronautica iniziò le pubblicazioni con una significativa messe di articoli e di notiziari, un contenuto di validità tecnico- operativa, una concretezza di studi, d'informazioni e di documentazione che la collocarono subito tra i più autorevoli giornali militari del tempo. A questo stile, fatto di serietà e di impegno professionale, la rivista si è mantenuta fedele per tutti gli anni successivi, documentando e, spesso, anticipando i temi della rapida e multiforme evoluzione dei mezzi, delle dottrine e delJe modalità di impiego dell'Aeronautica Militare. Attualmente
22 la rivista è impegnata nel perseguimento di fini che si compendiano nella formazione e nella diffusione di un pensiero aeronautico, volto soprattutto verso le esigenze del futuro, e perciò rappresenta una palestra di idee, aperta allo studio e alla discussione dei temi vitali dell'Arma. H a celebrato nel luglio 197'; il suo primo cinquantenario. Italia Militare. E' uno dei periodici militari che hanno lasciato maggior ricordo di sé, per l'autorevolezza dei direttori e per la competenza e l'efficacia con cui vennero presentati i temi militari alla pubblica opinione. Fu fondato dopo la proclamazione del Regno ed edito dal Ministero della Guerra, allo scopo di disporre di un periodico che, a complemento della Rivista Militare, trat~ tasse gli argomenti delle Forze Armate e facesse conoscere su di essi il pensiero e le decisioni del Governo e del Ministero della Guerra, rettificando e combattendo le inesattezze e gli attacchi della stampa politica. n primo nu~ mero uscì il 2 agosto r862 e la sua periodicità Eu trisettimanale. Il primo direttore fu Luigi Chiala; gli successe nel r866 Edmondo De Amicis, che da ufficiale aveva combattuto a Custoza e che nel 187r si ritirò dall'esercito per darsi completamente alla letteratura; in questo campo De Amicis si era già affermato con <c La vita militare » dopo aver amato l'esercito ed averlo fatto oggetto della sua arte. La rivista cessò le pubblicazioni nel r886 per decisione del generale Bertolé Viale, Ministro della Guerra.
Esercito. Periodico settimanale, fond ato a Torino nel r863 da Carlo Voghera. Fu stampato in piccolo formato, dapprima con illustrazioni e poi senza. La sua redazione seguì le varie sedi del Ministero della Guerra. Cessò le pubbJicazioni alla fine del 1879·
II.
L'ATTUALE STAMPA DELLE FORZE ARMATE L'attuale stampa delle Forze Armate è rappresentata dalle testate elencate nel quadro di pagina 24, che riporta la situazione esistente alla data del 1° settembre 19]6. Delle testate indicate 12 sono fuori commercio, I è per uso esclusivo di ufficio e 12 sono in vendita. Nel considerare l'attuale produzione editoriale delle Forze Armate non si è tenuto conto dei periodici della Guardia di Finanza e della Polizia e di varie altre riviste specializzate in campo militare. Non si è neppure tenuto conto dei periodici delle Associazioni d'Arma che taluni considerano t<stampa per le Forze Armate>~, ma che, secondo un criterio rigidamente selettivo non possono essere classificati come stampa militare, per non vedere attribuito ai militari un pensiero che appartiene a gruppi che non propriamente fanno parte delle Forze Armate. Tuttavia un cenno particolare merita uno di questi giornali, Il Finanziere, che da 90 anni testimonia della fervida attività delle << Fiamme Gialle >~.
il Finanziere. Il Finanziere ha novant"anni. Venne fondato nel r886 dal dott. Vittorio De Alberti, pubblicista- editore e funzionario del Senato. Aveva come sottotitolo Il Monitore della R. Guardia di Finanza e come finalità quella di sottoporre all'attenzione dell'opinione pubblica e del governo i problemi interessanti l'ordinamento, lo stato giuridico, il reclutamento, il trattamento economico ed ogni altra questione riguardante il Corpo della Guardia di Finanza, costituito cinque anni prima. Il Finanziere ha rappresentato in tanti anni espressione concreta dello spirito di Corpo e della passione comune dei fin~~eri, impegnati dalle Alpi al mare nel compimento del loro gravoso serv1zto. Il giornale ha riflesso le vicende del Corpo per la conquista dell'ordinamento militare e delle stellette, l'ottenimento della Bandiera di guerra e la partecipazione ai conflitti con le forze combattenti. Dal 1957 il periodico viene edito a cura dell'Ufficio Stampa del Comando Generale della Guardia di Finanza.
Temta
l
Modalirà Editore
Periodici ci
1-----------1- -----------------1 L'Amministrazione delln Difesa
l Trimcstrale
Bollettino lnforma?joni Tecniche
Servizio Pubblica Informazione del Ministero dclb Difesa
Fuori commercio
Ministero della Difesa
L. s6oo anno L. 28oo militari
Servizio informazioni della Difesa
Per uso esclusivo d'ufficio
Quindicinale
Quadrante
di acquisto per l'anno 1976
l T rimestrale
l Fuori
Mensile
Ccnuo di documentazione tecnico - scientifica della Difesa
Scmrstralc
Scuola unic;J interfor/.C pesla di(cs:. .\.B.C.
Rassegna dcll 'Arma dci Car:lbinicr i
Bimestrale
Scuola Urficinli elci Carabinieri
L. t500 :tnno L. 300 un numero
Il Carabiniere
Mensile
Com:tndo Generale dell' Arma dci Carabinieri
L. 3800 anno L. ~oo un numero
Bimestt31c
Stato Maggiore Esercito
L. 5000 anno
Comando Scuola di Guerra dell'Esercito
Fuori commercio
Bollettino Scgoalctico di Documentazione Fascicolo N .B.C.
Rivista Militare Alere Flammam
ll
l Scmcstralc
commercio
l Fuori commcrc1o
l Fuori commercio
Esercito Notiziario JlluMraw
Bimestrale
Stato Maggiore Esercito
Rivista Marittima
Mensile
Stato Maggiore Marina
Notiziario della Marina
Mensile
Smto Maggiore Marina
Fuori commercio
Rivista Acronautic:t
Bimestrale
St:tto Maggiore Aeronautica
L. 3500 anno L. 6so un numero
Notiziario di Aviazione
Qundrime.~tralc
Stato
Aeronautica
Fuori commerciu
Selezione Militare Acronautic:t
Aperiodico
Stato Maggiore Aeronautica
Fuori commercio
Sicurcz?.a dd Volo
Bimestrale
Stato
Rh•hta di Medicina Aeronautica c Spazialc
TrimeStr:tle
Scrvi7jo di Sanità dcii'Acronautic:~ Militare
L. 10000 anno
Servizio meteorologico dell' Aeronautic:~
L. 5000 :tnno L. 1250 un numero
Rivista di MetLorologia Acro- Trimesu:~le nautica l
l
~laggiorc
M:~s:giorc
L. 5000 anno
Aeronautica
Fuori commw:io L. 3000 un numero
Scuola di Acrocoopcr.u-.ionc
Annuale
Scuola di Aerocoopcra?.ionc
Fuori commercio
L'Universo
Bimc.tralc
Istituto Geografico Militare
L. ~500 anno L. 1000 un numero
Bollettino di Gcocbia c scien?.e affini
Trimc>tralc
btituw Geografico Militare
L. ~ooo anno L. 1500 un numero
Jlollcuino dell'Istituto storico c di cultura dell'Arma ciel Genio
Scmestralc
Istituto 'torico e di cultur:~ dell'Arma del Genio
Fuori commercio
Rasses:na della Githtizia Militare
Bimestrale
Prucut3 milit:tre generale della Repubblica
L. 6ooo anno L. 3000 un numero
Giornale di Medicina Militare
Bimestrale
Scn·izio Sanità militare
Circolare tecnica del Comando Servizio Vcwri nnrio Militare
Trimcstrale
Servizio Veterinario militare
l
L. 7000 :tnno Fuori commercio
Ogni numero contiene un supplemento, Panorama Tributario, particolarmente apprezzato, anche in ambienti estranei al Corpo, per l'utilità ai fini dell'aggiornamento in materia d'informazione tributaria. A Il Finanziere è stato conferito nel r976 il Diploma di benemerenza per la pubblica finanza.
LA VALIDITA' DI UNA FORMULA Uno dei documenti fondamentali della cultura militare italiana, per gli sviluppi cui ha dato seguito, è rappresentato dal programma iniziale della Rivista Militare. Si possono ritrovare in esso i motivi di longevità della Rivista e della validità di una formula che ancor oggi appare la più equilibrata nel campo delle pubblicazioni militari. In questo programma, pubblicato sul primo numero della Rivista e che riproduciamo integralmente nella veste tipografica originale, i fratelli Mezzacapo affermarono la cc necessità ineuitabt1e » per un esercito di disporre di una pubblicazione periodica, affinché gli uffìciaJi non si astraessero « dal moto degli studi e delle idee posto a fondamento della loro condizione sociale». Essi invitarono tutti gli ufficiali e « le persone dotte di cose militari» a collaborare. Affermarono che la Rivista non doveva essere scritta soltanto dai redattori oppure da un numero ristretto di collaboratori esterni, ma da una pluralità di autori. Invitarono perciò tutti gli ufficiali a servirsi della Rivista per presentare esperienze e proposte di soluzione ai problemi militari attuali. Secondo l'idea dei fondatori, il pensiero militare itaJiano doveva intendersi non ristretto ad una cercrua di ufficiali che rappresentavano il vertice, ma allargato a tutti i componenti dell'esercito. Di conseguenza, anche le idee personali che non coincidevano col pensiero cc ufficiale » dovevano essere accolte e pubblicate, quale espressione del pensiero militare di un determinato periodo e quale testimonianza di esperienze che meritano comunque di essere fatte conoscere. Gli unici limiti posti alla pubblicazione degli articoli furono quelli derivanti daJ rispetto dello stile e della correttezza miLitari, vale a dire l'esclusione « delle questioni politiche, delle polemiche infruttuose e delle discussiotzi personali ». La Rivista si configurò, almeno potenzialmente, come uno strumento prezioso di partecipazione della base militare aJle scelte che il vertice era chlamato a compiere, anche in considerazione della vastità delle materie di prevista trattazione, suddivise in rubriche ben proporzionate tra scienze militari, scientifiche e umanistiche. Fu proprio questo equilibrio tra la parte tecnica e quella umana che caratterizzò la Rivista: accanto alle tradizionali materie tecniche e scientifiche furono previste le seguenti rubriche: etica militare, storia passata e contemporanea, aforismi militari, critica retrospettiva e contemporanea. Essa, pertanto, non solo tenne in dovuto conto l'esi-
genza di una preparazione tecnica e scientifica ma, in un ambiente rigidamente conservatore, spronava alla critica pubblica sulle questioni militari di più rilevante interesse. Le pagine della Rivista Militare dovevano costituire il luogo delle battaglie culturali, dove perplessità e umori si svelavano, mettendo in luce l'autentico carattere della cultura militare del tempo. Secondo il programma dei primi direttori, i fratelli Mezzacapo, la Rivista avrebbe dovuto essere animata da un impegno culturale e da una qualificata responsabilità intellettuale, frutto di studio e di ricerca, attività pressoché sconosciute negli eserciti del loro tempo. In questo settore si rivelarono dei precursori, poiché negli ambi,enti ufficiali si riteneva che la miglior qualità di un comandante fosse la << pratica del mestiere >> e non la cultura, considerata priva di importanza. Un altro punto fondamentale del programma dei fratelli Mezzacapo fu l'attualizzazione delia Rivista. Ogni studio e proposta avrebbero dovuto possedere un legame con la realtà militare del momento. Tra l'altro, istituirono a questo scopo la rubrica « Cronaca militare », per sottolineare ancor più l'esigenza di un effettivo aggancio con l'attualità. La periodicità mensile non contrastava col proposito di attualizzare la Rivista, poiché consentiva con una tempestività accettabile di testimoniare delle esigenze principali dell'esercito e di rispecchiare i problemi, gli entusiasmi , le speranze e le delusioni degli ufficiali dell'epoca. I fratelli Mezzacapo affermarono cbe << il solo merito dell'opera può dar lustro alla Rivista e procacciarle il favore e l'approvazione delle armate nazionali e forestiere >> . Fu questa una facile profezia, poiché le imposizioni dei comandi che si verificarono in seguito per incrementare il numero degli abbonamenti tra gli ufficiali ottennero l'effetto di diminuire il prestigio della Rivista. Essa avrebbe dovuto convincere per merito proprio, non per volontà di altri, non trascurando di valorizzare anche « i sussidi dell'arte grafica>> per risultare più gradita e interessante.
DIVERSE CONCEZIONI SUL RUOLO DELLA STAMPA MILITARE Nel r862 lo Stato Maggiore ritenne necessario ampliare il tradizionale campo d 'azione della stampa militare, affidando ad essa un duplice compito: il primo, rivolto all'interno dell'esercito, inteso a diffondere tra ufficiali di provenienze tanto diverse una dottrina militare uniforme; il secondo, rivolto soprattutto al Paese, tendente a far conoscere il pensiero del Ministero della Guerra sulle questioni di più r ilevante interesse, rettificare le inesattezze e combattere gli attacchi della stampa politica. Si trattò di una svolta importante nel modo di intendere il ruolo della stampa militare, che
allargò il suo campo d'azione verso il mondo esterno ed abbandonò il tradizionale riserbo che caratterizzava le questioni militari. Per raggiungere questi scopi ci si avvalse dell'azione coordinata di due periodici: la Rivista Militare, già affermatasi nella considerazione degli ufficiali, che ebbe il compito di svolgere la sua azione all'interno dell'esercito; il trisettimanale Italia Militare, appositatnente fondato nel 1862, che ebbe il compito di rivolgersi prevalentemente all'esterno dell'organizzazione militare. I due periodici risultarono strettamente legati, avendo come ispiratori e redattori i medesimi ufficiali. Gli argomenti presentati in forma tecnica e divulgativa da uno dei periodici venivano spesso trattati con diversa impostazione anche dall'altro. Nel r876 il coordinamento tra i due giornali venne realizzato in maniera ancor più incisiva, in quanto Nicola Marselli ebbe l'incarico dell'« alta direzione >> di entrambe le pubblicazioni, che conservavano il loro direttore. Il Marselli allargò notevolmente il campo d'azione della stampa militare, chiamando alla collaborazione i più valenti scrittori militari deJ .. l'epoca. Va ricordato che nel 1866 venne nominato direttore dell'Italia Militare Edmondo De Amicis, che vi introdusse con vigoroso splendore di forma la letteratura militare. Diciotto anni dopo, nel x866, il Ministro della Guerra, generale Bertolè Viale, ritenne cessati i motivi per i quali 25 anni prima si pubblicò Italia Militare e ne decretò Ja fine della pubblicazione. Si affermò così quella linea di pensiero, che continuò poi a sopravvivere per molti decenni, secondo la quale la funzione della stampa militare doveva ritenersi prevalentemente rivolta all'interno delle Forze Armate. Cercò di superare questa limitazione il capitano Fabio Ranzi, che fondò in Roma nel r8ç)6 la rivista Armi e Progresso pubblicata fino al 1899; nel 1903 riprese le pubblicazioni con la nuova testata Esercito e Paese. Queste riviste si pubblicarono tra difficoltà di ogni genere, sostenute soltanto dalla vigoria polemica e dalle vedute avanzate del loro fondatore, che trovò ben scarsi appoggi presso le autorità. Il programma e l'azione del Ranzi tendevano a determinare un rinnovamento delle istituzioni militari realizzando un più stretto collegamento tra esercito e Paese, cercando di sollecitare la attiva partecipazione dei cittadini alla soluzione dei problemi militari. Nel periodo precedente la seconda guerra mondiale e fino al termine del conflitto, l'informazione fu trasformata in propaganda e la libertà di giudizio in conformismo. La stampa militare perdette quel consenso da parte del pubblico che si era guadagnato in anni di costruttivo lavoro nel periodo precedente la prima guerra mondiale. Dopo il 1945, a causa del sopravvivere della legislazione del tempo di guerra per quanto concerneva la divulgazione delle notizie militari, venne pressoché paralizzato ogni tentativo di informazione e di dibattito sulla di-
fesa del Paese, al di fuori del controllo della scala gerarchica. La stampa militare risentì n egativamente di questo fatto, limitata come fu entro i rigidi binari di norme che avevano ragion d'essere solo durante il conflitto. In questi ultimi anni, la ristrutturazione delle Forze Armate ha, indirettamente e come fenomeno collaterale, conferito grande impulso alla stampa militare. Questa ha costitillto, per saggisti e giornalisti, la primaria fonte dj informazioni per ricerche e studi nel settore della difesa, quale conseguenza del bisogno della pubblica opinione di approfondire le conoscenze nello specifico settore. Il grande pubblico non conosce ancora la Rivista Militare : ma è un fatto che molti dei temi da essa dibattuti hanno trovato nella stampa quotidiana e periodica iJ veicolo per giungere all'attenzione dei cittadini. Le Autorità militari hanno più volte sostenuto questa necessità dj informare la pubblica opinione, come risulta dalla seguente dich iarazione. << D contributo della stampa nella sua insostituibile funzione di strumento di coesione tra Forze Armate e Paese - è stato particolarmente efficace nel difficile processo di ristrutturazione dell'Esercito. « L'Esercito sta compiendo un grande sforzo di rinnovamento, che merita non solo la comprensione, ma soprattutto il sostegno e la fiducia di tutto il Paese. Sono certo che questo sostegno e questa fiducia saranno tanto maggiori quanto più attento e partecipe sarà il contributo della stampa, per il suo ruolo essenziale nel nostro sistema libero e democratico.
Gcn. Andrea Cucino Capo di Stato Maggiore dell' Esercito »
CONSIDERAZIONI Le not1z1e relative ai giornali militari, presentate in questa relazione, risentono delle frammentarietà delle fonti di informazione esistenti in materia. Il quadro complessivo risulta incompleto, data la varietà e la pluralità delle testate che sono comparse e scomparse in breve volgere di tempo e la difficoltà di trovarne traccia nelle biblioteche e negli archivi. Si è compiuto il primo passo di una ricerca in continuo sviluppo alla quale la Rivista Militare è particolarmente impegnata. Dal lavoro svolto è possibile trarre alcune prime indjcazioni di fondo circa i quesiti iniziali. Si può afferm are, in primo luogo. che nel nostro Paese è sempre esistita, in pace e in guerra, una stampa delle Forze Armate caratterizzata da una precisa individualità per l'appartenenza dei vari scrittori ad una comune tradizione culturale c per il complesso dei temi presentati, connessi al dibattito professionale ed alla informazione militare. Si tratta di una stampa che nel passato ha svoJto un ruolo importante nel campo della pubblica infor-
mazione e dell'anticipazione del futuro: essa merita di essere riordinata e analizzata non solo quale memoria di fatti, opinioni e stati d'animo, ma soprattutto per trarre delle indicazioni valide, in vista di una nuova definizione dei compiti da attribuire alla attuale stampa delle Forze Armate, per lo svolgimento di una più incisiva azione informativa. In secondo luogo è possibile constatare come il numero e la tiratura complessiva dei giornali militari siano andati progressivamente diminuendo nel corso dell'ultimo secolo, mentre i giornali civili hanno avuto, come è noto, un costante e progressivo sviluppo. Ne è derivata una inevitabile emarginazione della stampa militare, confinata all'interno delle caserme ed in circoli chiusi scarsamente comunicanti con l'esterno. In terzo luogo è necessario sottolineare la scomparsa del « giornalista militare», figura che esisteva di fatto in passato, pur non riconosciuta da specifici provvedimenti ordinativi. Inoltre nelle redazioni dei giornali delle Forze Armate il personale è stato avvicendato, negli ultimi 30 anni, con periodi di permanenza medi inferiori ai due anni: troppo brevi per garantire la necessaria continuità e per specializzare nel particolare settore. Gli ufficiali sono stati frequentemente distolti dall'incarico acquisito in campo giornalistico per essere impiegati in tutt'altra branca, con la conseguente dispersione di preziose esperienze. Occorre anche considerare che i direttori, redattori e collaboratori dei giornali delle Forze Armate sono sempre stati, nella quasi totalità, dei militari di professione, con una preparazione in campo giornalistico frutto d i sola passione personale. (Rdazion( del T(n. Col. Pier Giorgio Franzos1).
LA STAMPA MJLITARE IN ITALIA
Le illustrazioni delle pagme seguenti riproducono le testate militari, in gran parte rare ed introvabili, apparse nel nostro Paese dal Risorgimento ad oggi ed esposte nella ÂŤ
Mostra del Centenario della Rivista Mili-
tare Âť tenutasi in Roma nel dicembre 1976.
Il E DI VARIETÀ FlRE..~ZE, A.'\~0
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I FONDATORI DEijiJA RIVISTA MILITARE
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Carlo Voghera
I DIRETTORI DELLA
DAL1856 Dal 1856 al 1918: Carlo e luigi Meuacapo Mariano D'Ayala luigi De Barlolomeis Giovanni Corveno Luigi Mezzacapo Luigi Seismil · Doda Luigi Chiala Oreste Baralieri Tancredi Fogllanl Ludovlco Clsolll Amilcare Strani Luigi Ghersl Amilcare Strani
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1856- 1859 1859- 1860 1860 1860 . 1869 1869 1869 · 1870 1870 . 1876 1876-1885 1886- 1888 1888 - 1904 1904- 1906 1906 1906- 1918
Dal 1927 al 1933: Ambrogio Bollali Enore Bastlco Cesare Manzonl Mario Palonzono Ettore Scala
1927 1927 . 1929 1929 - 1930 1930 . 1931 1931 . 1933
MARIANO D'AVALA
c.t@ 1906
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LUIGI GHERSI
c.t@ 1927
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RIVISTA MILITARE AL1933 ~1870 ~
~ 1 876~
~1888 ~
LUIGI CHIALA
ORESTE BARATIERI
LUDOVICO CISOTTI
~ 1 927~
~ 1 929~
~1931 ~
ETTORE BASTICO
CESARE MANZONI
ETTORE SCALA
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Rivista Militare. 1.. \ \ honte.~~\-ào dd vo\ume
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RI VISTA
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gli articoli dci fratelli Mez-z.acapo pubblicati sulla Ri-i\":>\4 ~\\\.\1\"\"'- .
3. Il frontespizio del « nume-
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ro unico >> pubblicato nel 1906 per il cinquantesimo anniversario della Rivista Militare.
I DIRETTORI DELLA RIVIS <:c@
1945 ~
GIUSEPPE ANGEILINI
ec®1 961
~
STEFANO PAGLIARO
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1949
~
MARCELLO PALMA
ec®1 962
~
MARIO TORSIELLO
MILITARE DAL 1945 AL 1976 ~
1950
®).:>
SIRO BERNABO' ~
1968
®).:>
ENRICO GUIDI
~
1953
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GIUSEPPE MOSCARDELLI ~1974 ~
DIONISIO SEPIELLI
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RIVISTA MILITARE ITAI.IA!>A OL' l MAC'IOIO l!l'n
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(A sim srra). Il fron tespizio dell 'articolo del Capitano G iuseppe Perruccbet.ti pubblicato nella Rivista Militare del maggio 1872, che diede l'a vvio alla costituzio ne delle truppe alpine.
(Sopra). U na pagi na della Rivista Mtli-
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l'd 1876 assunse " l'alta direzione • dc113 Rivis1a Mililar~ e del tri~cttimanalc l1alla Milùar~. che consen•avano il loro dirct· torc, allo ~copo di coordinare strettamente l'nionc dci due periodici. la R1vis111 Mi/ilare, rivolta all'interno dcU'Escrcito. ebbe il compito di diffondere un:1 dottrina uniforme tra ufficiali di provenienze diverse. Il triscttiman:llc Italia Militare. rivolto soprattutto alla pubblica opinione. ft:cc cono~ere il pensiero dd Mini.tcro dell:l Guerra sulle qu~tioni di più rilc\'antc intcrc~sc c fu utilizzato per rettificare le incsattezze e combattere gli attacchi della >tampa p<~litica. l due periodici risultarono strettamente legati, avendo come ispiratori c redattori i mcdc>imi ufficiali. Gli argomenti presentati in forma tecnica e divulgativa da uno di essi venivano spe~so tr:lttati con diversa impo· stazione dall'altro.
Edmondo De Amicis assun~ la direzione di llalia uno dci giornali più autorevoli del tempo per la competenza c l'c[ficacia con cui presentava i temi militari all a pubblica opinione. Dc Amicis, ufficia le di fanteria, combatt~ a Custoza e lasciò l'Esercito nel 1871 per darsi completamente alla letteratura, in cui si era già affermato con il lihro La viw mitildre.
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• alo al ci Ytcka..o acantt apltftlalti e .-ereal, t •••U,.;~no c.llt tol orf'io r ad a si tae.wa Yt ato di tt~la.s ias•o. oli. t iÌora
opi aJCr HkkJ d :.pp1rn 11111 pton . 4.1 p iil tlpt ra lt , . . . c iola a c:rc u l•taal pri•t tiiiCC'tttl, e crH•••o con ten a t"t nima 1111 c trttUJI dtlla Beltcrla BatHIIf. aHI bcna ctrtu u dt Ua Veadt tt& • Vfu oria. Un t oaao • "è r ~e Uut,to. une \tttJU &f alfer~t~a. L'Al~ •urt che l\1 crt.ato 11111 clttl cht è- cuore e c.apltalt d'UIIJia. I"Aiton di 1111« le Òoalre 100tl ac<ocll• l ,orli dullulf ad •• c:ot~plto eU ci•atlda dvUt: liberare &a Patrta t pla<ore U ..._. .<H &rllla dal pÀtilloll •
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Num 6 (ultimo)
Domenica, 8 Dicembre 1918
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Giornali dei prigionieri di guerra.
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Giornali di guerra pubblicati fuori d' Italia.
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per mancanza di inchiostri litografici, che si attendono quanto prima datrltalia, è costretto ad uscire ¡;n Q!Jesto numero, senza illustrazioni. ed in formato ridotto
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(sopra) Il Direttore e la Rdazione della RĂš,ista Militare. (sotto) 11 personale civile addetto alla realizzazione grafica e tipografica della Rir,ista Militare con il Direttore.
IL RUOLO DEL PENSIERO MILITARE. Lo storia degli uomini è stato. do sempre, storia di idee più di quanto non sia stato storia di lotti. In ogni epoca. il pensiero militare si è rivelato valido elemento di affermazione di un popolo. di uno società, di uno cultura. In genere. In tempo di pace. è diffuso lo tendenza o posporre i problemi militari o quelli economici e sociali. Ma. nello realtà di oggi, legami e interazionl tro i diversi settori dello società generale. sempre più stretti e complessi. determinano anche intorno oi problemi dello comunità militare un più spiccato e largo interesse del pubblico. Non si può, Infatti. non riconoscere l'esigenza. che lo stesso problemotieo di uno società intercomuniconte pone. di attribuire uno adeguato collocazione oi problemi dello organizzazione militare. cioè di quello organizzazione che dallo stesso società generale viene espresso e che o questo fornisce non solo garanzia di sicurezza mo anche un sostanziale contributo di rinnovamento e di sviluppo, nel quadro di uno chiaro ed ineliminobile funzione sociale. Nello visione di un mondo in cui ogni opporoto di difeso. oltre che in termini di efficienza. va riguardato anche In relazione al suo rendimento. è indispensabile che il pensiero militare si Inserisco nel più ampio contesto culturale del Paese e do esso recepisco ed in esso immetto
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quelle istanze che appaiono meritevoli di generale attenzione, in un processo di osmosi aperto e generalizzato. Oggi il pensiero militare non può, infatti, essere rappresentato solo dallo speculazione di uno studioso o dallo felice intuizione di qualche esperto o dal delinearsi di concezioni più o meno ampiamente ed autorevolmente condivise. Lo temotico militare investe più che mai sia lo collettività militare, sia i rapporti tra questo e le singole collettività nazionali sia, infine. le relazioni con le collettività internazionali. Deve perciò spoziore dalle discipline morali o quelle scientifiche, porsi In rapporto con lo storiogrofio, lo sociologio e lo psicologia e correlarsi con l'economia, il diritto, là filosofia . Il suo orizzonte si estende, dunque, dall'orte militare allo storia; dall'etico e dal diritto allo medicina, olio chimico, all'elettronico, allo fisico nucleare; dalla politico e dallo economia allo statistico ed allo geografia; dolio ingegneria all'Informatico ed alle pubbliche relazioni; dallo metodologio e dallo pedagogia alle dottrine d'impiego ed alle tecniche orgonizzotive e manageriali; dolio topografia e dolio geodesia alle tecnologie più avanzate. Ma elemento principale della tematica milìtare resto l' « uomo », attraverso Il cui perenne ricambio la società militare si pone al centro di un contesto sociale dinamico e sempre rinnovontesi. traendo perciò motivi, diretti e riflessi, di mutazioni e di evoluzione. Costituisce dunque fondamentale materia dello temotico militare tutto ciò che riguardo lo posizione dei militari. lo loro formazione, il reclutamento e lo ferma. l'avanzamento ed Il trattamento economico, l codici ed l regolamenti. Anche le esercitazioni, le cerimonie, gli usi e le uniformi sono aspetti dello temotica militare in quanto rappresentano, nel loro Insieme, una porte del messaggio attraverso il quale la collettività militare manifesto il proprio volto.
IAPUIU:IIIICAIIUTAB EL'IIIOIMAZIOIE. In ogni moderno strutturo, tutti, dai capi al gregari. hanno bisogno dello collaborazione di altri per adempiere proficuamente l loro compiti, tutti sono lnterdipendenti fra loro. tutti Iniziano, sviluppano e concludono i rapporti interpersonoli. comunicando. Di fronte o questa accresciuta esigenza di comunicazione di una società In cui un discorso politico può avere senso solo quando sia, al 4
tempo stesso. anche sociale, economico, militare. in uno parola, culturale, è necessario mettere - in modo chiaro e selettivo - o profitto di molti l'esperienza, le cognizioni e le idee di competenti e dì studiosi. A questa funzione assolve, nel settore della difeso, la pubblicistico militare che, avvalendosi di opportuni strumenti e metodi, si occupo della trasmissione di determinate t. comunicazioni • . concorrendo cosi al formarsi dell'opinione pubblico, senza peraltro valeria determinare. Sui recettori di queste « comunicazioni 11 - pubblico militare o civile che sia, ciascuno con tutte le differenze specifiche dovute alle diverse forme di educazione, istruzione ed esperienza - lo pubblicistico militare deve esercitare una certa presa, non solo in proporzione al desiderio dei singoli d'essere informati sui problemi militari. ma anche in relazione alla qualità dello comunicazione ed alle tecniche inserite nel processo d'informazione.
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Lo pubblicistlco militare si può configurare. quindi, sotto questo aspetto, come un'attività diretto o soddisfare le esigenze di informazione tecnico- culturale e di aggiornamento professionale; essa deve costruire la sua presenza operando secondo un processo verticale in movimento discendente attraverso il quale il gruppo sociale militare stabilisce relazioni interne ed esterne. Questo flusso d'informazioni non solo consente al personale militare di approfondire e aggiornare Il proprio patrimonio di cognizioni tecnicoprofessionali, mo mira anche a fornire un realistico quadro delle principali questioni e situazioni militari a quanti, in maniera più o meno approfondita, ne sono interessati: dai responsabili della cosa pubblica fino al giovani. L'arricchimento del patrimonio tecnico- professionale di coloro che fanno porte dello società militare è uno dei compiti fondamentali di ogni livello di responsabilità ed è tanto importante do non essere delegabile. Esso non può conseguire da un semplice processo conoscitivo, ma deve estrinsecarsi come vera e proprio cultura di settore, capace di assolvere una funzione formativo. premessa a quell'attività di pensiero che si manifesto nel penetrare nel fondo delle cose, nel trorne alla luce gli elementi operativi e nello studiare validi strumenti adatti o modificare lo realtà organizzata, nei luoghi e nei momenti in cui uno modifica s'impone. per conseguire obiettivi più conformi alle possibilità ed alle esigenze dello società generale. A fianco di questa fondamentale funzione « formativo , si colloca quello non meno impor-
tonte o carattere c Informativo •. rivolto essen· zlolmente od offrire al recettore uno Immagine chiaro ed aggiornato dello temotlco militare del momento in modo do arricchirne lo visuale. modificorne gli schemi di comprensione nei riguardi dei problemi di fondo che via via si pongono e sollecitorne un cosciente apporto di idee. Questo flusso di informazioni agisce in formo mediato, con dinamico lento e con differenziati livelli di acquisizione, ma esercito in ogni coso un certo richiamo al c ragionamento ». olio c meditazione • ed olio c analisi critico », che sono indispensabili presupposti di uno attivo partecipazione.
lA fllllD'ID MIJTAB E lA PAIIDIZIOIIE. Di fronte allo riconosciuto necessitò di un vasto ed articolato processo informativo discendente. si pone l'esigenza dello c partecipazione •. Inteso come processo verticale in movimento ascendente. che miro ad inserire. nel più generale contesto culturale. un contributo di « pensiero originale » dovuto olio riflessione ed allo genialità di uomini di cultura e di oppossionotl. anche esterni all'organizzazione militare. Lo funzione dell'uomo di cultura integrato consiste proprio nell'impegnarsi. sulla base di uno Informazione aggiornato. nello studio di problemi e di situazioni per ricavare un meditato giudizio e suggerire. quindi. quanto può valere o migliorare le conoscenze. le relazioni e le strutture dello società generale e, In particolare, di quella militare. Osservare la realtà da un c punto di visto • , additare ciò che appare negativo e proporre quindi c ipotesi di lavoro • secondo le quali indirizzare un moto, uno svolgimento del c reale »: questo è il senso delio part ecipazione. Occorre infatti ricordare che. in ogni campo dello scibile, il pensiero, pur nella tormentato moturozione e nel non agevole scambio delle idee. finisce per prevalere sul mezzo tecnico anche quando questo è fatto di circuiti preziosi. frutto dello ingegneristica più complessa. Inoltre, quanto più la formazione e lo sviluppo delle Idee si manifestano in aderenza allo realtà storica e sociale, tanto più compiutomente Il loro apporto può divenire elemento determinante del momento evolutivo. Specie quando sono innovative, le idee valide, messe In sistemo. divengono elementi di forza che non ammettono barriere e che non hanno altro armo idoneo o bloccarle o o controbatterie se
non oltre idee più meditate e suffrogote do uno verifico più approfondito. Se il pensiero militare deve avere una sua validità, allo suo formulazione devono concorrere l'economista e l'industriale. Il sociologo e lo storico, Il professionista ed Il tecnico, Il militare e Il pianificatore. Dal contributo originale di pensiero, modesto o eccelso che sia, dallo cosciente assunzione critico del maggiori pro· blemi. lo pubbllclstlco militare viene posto nelle condizioni di stimolare allo partecipazione ed alla attività creativo. Questo partecipazione va vivificato anche attraverso il dibattito delle idee. Un dibattito responsabile e misurato. libero do limiti gerarchici, do convenzionalismi e do timori reverenzioll. Un dibattito di alto livello che può riguardare anche concezioni generali, filosofie e metodi. così come può riferirsi alle evoluzioni, a breve o a lungo scadenza. degli schemi strutturali e delle procedure operative, alia progettazione di nuovi mezzi d'impiego o allo studio di nuove tecniche e forme di approvvigionamento o di quant'altro posso Interessare i numerosi e complessi aspetti dell'organismo militare. In sintesi. un dibattito che va ravvisato sia come veicolo di divulgazione sia come stimolo od uno attività critica c impegnata», necessario per ovviare un c discorso • leale e costruttivo sugli estesi problemi che investono il campo militare. Ben venga, quindi, l'esame c storico • di un fatto o lo valutazione di una novità (ordinativa, legislativa. tecnologica. dottrinale, ecc.) anche se studiata o attuata altrove. ma solo se si tratta di temi che abbiano un senso per noi oggi, cioè di argomenti che riguardino. attualizzino o pro· pongono qualcosa di effettivamente valido, non importo se questo qualcosa sia da criticare o do modificare o da realizzare. Ben venga un dibattito che, attraverso approfondite analisi e ben argomentati giudizi, conferisca « creatività al pensiero militare», un dibattito « professionale • che nullo concedo all'autore superficiale o al lettore distratto. Questo cooperazione intellettuale non potrò non risultare gradita ai vari livelli dello responsabilità funzionale. Vi sono, infatti. compi sul quali si può e si deve discutere. sul quali le idee devono essere liberamente palesate e dibattute, naturalmente o rogion veduta e con cosciente responsabilità. in un'atmosfera di equilibrio fra esigenze ed effettive possibilità e nel rispetto delle tradizioni che sono goronzio di armonico continuità nel pensiero e nell'azione. Chi vuole essere partecipe della vasto tematica che interesso la difesa trova nelle pagine di uno rivista militare il foro elettivo non solo per una corretto informazione o per mantenere vivi fotti e problemi nella continuità di un rigoroso discorso storico - culturale, ma anche per sollecitare Il cosciente parere dei singoli attraverso un libero confronto delle idee. Una pubblicazione periodico militare a sfondo culturale. per lo natura particolare del suo servizio, pone ovviamente in essere uno problematico che afferisce all'organizzazione che le dò vita e, nel contenuto della comunicazione, lo differenzia, senza isolorla, da ogni altro tipo
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di organizzazione dello comunitò nazionale. Non condizionato nell'impostazione editoriale. allargato nello formulo e vivocizzoto nello veste grafico. reso cioè attuale. uno pubblicazione del genere deve potersi inserire nello circolazione del pensiero letterario e scientifico. configurandosi come stampo specializzato. o vasto areo diffusionole. caratterizzato do uno stile che corrispondo all'etico militare. Messo o disposizione anche di enti culturali nazionali ed internazionali, di università e di Istituti scolosticì. uno rivisto militare oltre od accreditare presso il mondo esterno il volto odierno dello società militare. nelle sue componenti di pensiero e di forzo. può certamente contribuire o far sì che lo convivenza dello collettività militare nello società generale risulti più armonico e più integrato. nello costante ricerco di un linguaggio comune e costruttivo. Dionisio Seplefff
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Il C'ritedo rhe de,;e informarP. di ~è la risorge11fe Rivista Militare è quello della, lib ertà di pc1Pficro. AU'orÌfJine delle col1w eh(} hanno falsato la nostra ~doria di 'L'ent i anni f: che hmmo portato la no~tra Patria alla 1·o,;ina è ln restl'izione della libertà, tertibilmentc peli<Jolosa perchè essa estende le sue m rnifWa~ionri a tutti gli as11et ti dell-a 'IJita n.azi<>nale e tutti mortifica ed atrofizza. Alla sua influenza ti.Qil poteva .<Jf11fl!Jire il pensiero militare, che 't'enne comp1·cs8o e m utila,to p1tr tra la vana fio d t ura di utna abbondevole letteratw·n di libri, giornali, dviste, calendari, illtl.strazioni, intonati tutti ad uma nota dom'inante ed imposta . spesso vvoti di ccmten,uto e ptterili nella concezione. I problemi tattici ed orgO;nici fu.ron.Q visti sotto una sola luce, i problemi storici non raramente svisati, talune questioni tecniche di pulsante attualità trattate secondo una valtttazione non realistica dei mezzi e delle possibilità di produzione. N e ccmseguì una. prepa·razione militat·e inadeguata ai propositi bellici, fatta più. di forma che di sostanza, tal<wa impostJata sulla ideologia, cui nella realtà dovevcmo corrispondere delusioni in ognti. cantpo, da quello strategico a quello tecnicor e sforzi sovrumani da parte di comandanti e di gregari .• pet· 80'I1l/1n(J,re tre armi di .<~~confitte e sboccare nella umiliazione det presente.
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Rit•ista Militare
La Ri vh~ta ·M ilitare ·1·iprende dunq·ue 1'ita in un'a·ura di libertà e wole essere perciò non il chiuso recinto del ve-r·bo 1tfficial.e che respinge la critica e tarpa l~ ali alla discussùm.e , bensì il campo aperto dove le idee vengono esposte, attaccate, sostenute, approfondite: 110bilitate tutte dalla elf;vatezza della. forma e dal cavalleresco rispetto per le altruti opinioni. Meglio ancora se dagH articoli della Rivista trarrà spunto l'agitarsi sulla stampa qu,otidiana dei problemi c01tee1·nenti le forze arrnate a ài[fon<le·1·e nel pubblico italiano la troppo ÌfJII()mta materia. rni.ltitare. Accanto al pensiero della rnat·writà è augurabile che trovino la-rgo posto nella Rivista le idee dei giovani e le riflessioni dei non. militari stt- argomenti militari, sia per allonta11are qu,el 1norbo funesto e t requ e11te negl.i C'S~rciti che chia.masi. 1nisoneismo, sia perchè la classe dei giovani si educ/r,i alla meditazione dei ptoble·mi del passato per la esatta visione dei problemi del futm·o; poiohè principalmente nei giovani sono riposte le speranze del riso-rgere della Patria, di cui non ultima espres~ion e è il risorgere delle istituzioni militari. Partioolannente utile e gradita sMà la collaborazione dei patrioti, quali deten tori di un sist ema di guerra che ripot·ta il mondo a forme di lotta di spontaneità popolare tùmse di contenuto, le quali avmwno immancabile 1-ipercusttionf: ~lla mate·ria o-rgamica e tattica del futuro. Nella situazione aU·uale. ncn. è pos~ibile dar vita, accanto alla pt·esMte, ad alt·re t·iviste milita,ri o1t.e pur ebbero un passato glorioso. La Rivista Militare accoglierà pertanto argomenti di ogni natura, dallo storico all'orgcmico, dal tattico al tecnico e ccm.terrà m~a rubrica informativa per la diffusione tra uftìciali e sottufficiali delle cognizioni di attualità. Possa oo11correre la I'Ìmlovata Rivista Milita,.e a dare la
Rivista Militare
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sensazione agli Italia'111i eit agli strcmiet"i ohe la energie dello spirito non sono morte in Ita.U.a, ma che, in una atmosfera ili riacquistata libertà, esse intendono riprendere il loro posto neZ mondo e portare - come é nella traitiziotte - i l loro conft·ibuto al cammino della oWiltà. Il Capo di S. M. dell'Esercito PAOLO BERAROJ
RIVISTA MILITARE ITALIANA .\~~n
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1\i lettori della Rivista ('\\ilitare Italiana,
Sorta dalla fusione, più che dalla soppressione, di due altre Riviste, che, nel dopo guerra, concm·sero notevolmente a riaccendere e ad alimentare la, passione pe1· lo studio delle nostre discipline, Za Rivista J1.ilitar.e Italiana deve la sua vita a una necessità direi quasi fondamentale per la nostra preparazione culturale; alla neces.sità cioè, di raccogliere le troppo disperse energie dei nostri studiosi di cose militari in un minor numero di periodici, per poterle indiriz-zare più agevolmente e con unità di criteri verso la mèta delle nostre fatiche. La grande gue1'1'a ci ha lasciato una 1'icca eredità d'espe1·ienza e un abbondante e prezioso materiale di studio, che dev'essere analizzato, non soltanto per rintraccia1'Vi le linee maestre degli avvenimenti ai quali esso si riferisce, ma, e sopratutto, per attingervi, attravf31/'so il vaglio di cauti ed oculati rrocedimenti, una notevole parte degli elementi necessari per la rielaborazione della nostra dottrina. Una notevole parte e non tutti, perchè una dottrina in formazione, pur tenendo in giusto conto gli insegna-
RIYJSTA )lJLlrAn•; JT.\1.1.\XA
menti del passato, deve principalmente adeguarsi alla 'realtà del presente e alle presurnibili necessità e possibilità dell'avt•eni7'e. Scat'lt7'isce da qttanto ho detto quale somma di diligente e paz-iente laD01'o spetti a coloro che devono stillare e codificare la nostra dottrina, e risulta. del pari, quale notevole contributo possano 1·ecare al lm:oro stesso gli sc1·itti militmi quando siano condotti con piena consapevolezza del fine che si vuol rag{Jiunge1·e e con quell'unità di indi1'izzo, senza della quale l'1tnità di dottrina, anzichè passa1·e nell'ordine dei fatti, resterebbe nel ca.mpo dei concetti e dei desideri. Il Conwndo del Cm·po di Stato .llaggiore. assumendosi il co1npit9 di cura1·e la pubblicazione della Rirista Militare Italiana, non intende, pe1·tanto, di dar vita a un periodicoufficiale o che debba, .comunque, esplicare la. propria attil:ità mantenendosi nel campo di determ·inate opinioni: ma, conscio dell'utilità che i suoi studi posson()tfm"''e dalla libe1·a collaborazione di quanti si interessano dei nostri ·p?'Oblerni militari, vuole soltanto limita1·si a stimolare la collabo1·azione stessa e a indirizzarla, specialm'ente pm· quanto riguarda i soggetti e i metodi, verso fonne di più utile rendimento. Libertà di discussione, adunque, e ospitalità per tutti colm·o che hanno idee sane da espo7'1'e e una fede da affe1'11la7'e, ma non pe1· chi intendesse {a1·e · della Ri·vista campo di inf7'uttuose esposizioni e polemiche. Perchè lu guena.- arte e scienza- è tale fatto che dev'essere preparato con se1·ietà, con meditazione, con metodo. e contenendo la rappresentazione di ciò che può esse1·ci di imponde?·abile nei limiti che circoscrivono una fant~ia sana., nutrita, svolgentesi ai margini della realtà e non nel regno di astratte ed utopistiche originalità.
RIVISTA. MlLlTA.RE lTA.LIA.NA
* Ho finora accennato al contributo che la Rivista M·ilitare Italiana può e deve reca1·e alla preparazione della nost1·a dott1ina. Ma non è suffici~nte che la dottrina compia il suo ciclo di elaborazione e prenda poi co1·po e forma nei regolamenti e nelle ist1'UZioni. Occorre che essa sia diffusa e soratutto che ·penetri, oltrechè nella mente, nello spirito di coloro che devono preparare le nost1·e generazioni a farla trionfare negli eventuali cimenti. E' questo un compito che spetta essenzialmente cùla Scuola e cù Reggimento; ma pe1·chè l'opera di questi enti si svolga a ragion veduta e con efficace rendimento, è necessario che quanto forma materia dei regolamenti e delle ist?'Uzioni abbia una propria letteratura, che ne svi.l uppi e ne illustri le ragioni e i concetti, che renda la·materia stessa .viva, palpitante e più assimilabile, trasferendola, per così dire, dal campo necessariamente generico dei concetti, in quello concreto e pratico dei casi e degli esempi. Le Riviste militari- e, dato il suo caratte1·e, la: Rivista Militare Italiana in particolare- devono adempiere, come del resto hanno fatto findrà; anche questo compito. Ma non basta ancora. Fra gli insegnamenti d'ordine generale, che abbiamo tratto dal grande conflitto, due ve ne sono che meritano la nostra particolare atten~.zione e le nostre più assidue cure. Riguardano essi: uno la necessità di un sempre più vivo e più ampio contatto fra le forze armate e le vive fonti d'energia del Paes,e; l'altro la necessità di creare, fin dal tempo di pace, gli accord'Ji culturali e spirituali più idonei ad assicurare l'impiego coo1·dinato di tutte le forze armate della Nazione.
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RIVISTA lllUTA.BE JT.c\.LIANA
La Ri?.iista 111ilitare Italiana, che, per quanto sia pubblicata a cu1·a del Comando del Corpo di StatoMaggiore, vuole essere palest1·a libe1·a a tutte le forze capaci ·di concorrere a dare sviluppo e armonia alle risorse belliche del Paese, deve pertanto estende1·e anche t~ tali argomenti la propria attività di ricerca, di studio e di com·dinazione. I o confido ahe questo periodico incont1·erà largo favo?·e, oltrechè f1'a gli Ufficiali dell'Esercito e delle altre fm·ze a1·rnate dello Stato, fra tutti coloro che, pu1· esplicando la pmpria attività nel campo civile, seg'uono con. simpatia il movimento degli studi militari. La nuova Rivista non ha soltanto da svolgere un progmm?-ma, che i tempi vogliono più complesso, più sva1'iato, e perciò più arduo dei programmi del passato; ono1'ti,ndosi di un titolo che ha un posto assai degno nella storia della cultura milita1·e italiana, essa ha anche da continUXJ,re una tradizione, che, iniziata dai fratelli Carlo e Luigi Mezzaaapo nel 1856, trasse vigore e dignità d·i vita, per oltre un sessantennio, dall'ope1·a dei nostri migliori ingegni. Perchè possa mantenere fede al suo programma e continuare degnamente tale tradizione essa ha pe1·ciò b·i~ogno di larghezza di aiuti, e cioè della volenterosa e assidua collaborazione di quanti hanno in pregio i nostri problemi di coltura e posseggono vigor d'intelletto e consapevolezza dei propri doveri. liARESCIALLO D'JTALH.
PIETRO BADOGLIO
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