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RIVISTA MILITARE 1860 TOMO I

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. RIVISTA

MILITARE ITALIANA GIOfiNi\LE llm ll,F.

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TORINO , ,t 860 TJPOGRAFIA ED!'l'RIC-E ·G. CASSONE E COMI'. Via

S. Francesco da Paola , N. 9.

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CONSIDEB.A.ZIONI · SUL TlH O '

DELLE ARThU DA I?UOCORIGATE NEL LORO STATO PRESENTE.

PROPOSTA DI UN rrnovo SISTEMA DI PROIETTI ,·

E DI ARMI DA F UOCO PEI\

:r&OI,O DI SA.N ROBERTO

Traduziona dal francese d1 C.... /

I.

Proprietà Letteraria.

Ogniqualvolta si spara un'.arma da fuoco senza·variarnc la carica e la direzione, il proietto pèrcorre tma via diversa. Immaginiamoci che i proietti lanciati dalla stessa arma, nelle medesime condizioni, lascino le loro traccie segmi:"te nello spa2,1ìo ; queste traccie, le quali sono le tra.ieiiorie dei vari proietti, formeranno un fasciò che., partendosi da un punto unico situato al1a. bocca dell'arma, s'allarga mano mano che la distanza. si aumenta. · Egli è ch.iarò cl1e vieppiù cotesto fascio è ristretto, vieppiù sono ravvic·.inaJe verso il centro le traiettorie che


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NUOVO SISTEMA

lo compongono, maggiore è la giustezza dell'arma. che lo I ha fornito. Dato il fascio corrispondehte .ad un'arma da fuoco, la teoria dello probabilità offre il mezw di determinare la giustezza dell'arma stessa, non che la probabilità di colpire · un oggetto cli' figura, cl.i dimensioni e cli posizione date. 9uali sono le cause per cni il proietto gittato da un'arma da fuoco descrive·ad ogni sparo una curva diversa? Queste cause si ponno ordinare in due classi : quelle che dipendono dal tiratore; quelle clie sono inerenti a] l'arma cd al proietto. In generale inclinasi ad attribuire le diversità fra l'uJ10 sparo e l'altro al tiratore; tuttavia, in realtà, gli errori nel puntamento non hanno che picciola parte n elle cagioni dell'irregolarità del tiro . Se gli spostamenti iniziali dovuti all'inabilità del tiratore fossero le sole cagioni delle deviazioni, la deviazione media risulterebbe proporzionale alla distanza. Ma la sperienza dimostra eh~ essa cresce pii'.t rapidamente della distanza, eppcrciò le deviazioni non derivano unicamente dalla falsa direzione impressa al proietto. La sperienza c'indt1ce invincibilmente ad ammettère che ciascun proietto è soggetto, per tutto il corso del suo tra.gitto, all'azione di una certa forza: deviatrice. Egli è necessarib di ben persuadersi di questa verità, mentre le spessé volte essa vien disconosciuta nelle esercitazioni sul tiro, eziandio da uomini speciali. Diffatti ivi si opera sovente, corne se il proietto dovesse infallantemente toccare lo scopo ognora che l'arma è ben puntata. Se un colpo porta troppo basso, allo sparo seguente s' ha ogni cura di aumentarn l~elevazione; se il proietto passa destra del bersaglio , tosto dirigesi l'arma un po' verso la sinistra. Per cotali modi non si fa che aggiungere deUe

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DI P ROIETTI

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deviazioni volontarie a quelle inevitabili provenienti dalla natura stessa dell'arma, epperciò si diminuiscono le probabilità .di colpire lo scopo. Ma qual è dunque· l'origine deUa forza deviatrice, di cui tutti gli sperimenti s~ accordano nel dimostrare l'esistenza? Oggidì è dimostrato che la principale causa• delle irregolarità del tiro è il moto rotatorio; di cui è quasi sempre accompagnato il moto di traslazione dei proietti. Per cao-ione eleo-li urti e eleo-li sfrep·amenti che hanno o o o o luogo nell'anima d0lla canna, il proietto prençle un moto di rotazione , che 1~ fa deviare da qÙelra parte verso la quale muovesi il sub pu.n_to più anteriore. Siccome la direzione e la velocità, di questa rota,zione variano da un c.olpo all'altro, succede che la deviazione ad ogni sparo varia èssa pure cli direzione e di anipiezza. Da ciò che i1 moto rotatorio del proietto è la c.ausa principale delle irregolarità del tiro, ne segu(;! che, onde ottenere dalle d,rmida fuoco una maggior giuste:z.za di tiro, è necessario di applicarsi ad impedire questo moto, od a regolarlo. Di là due distinte categorie di mezzi da adoperarsi per diminuire le deviazioni. Quelli della prima categoria hanno per oggetto di opporsi alla rotazione del proietto; quelli della seconda ten~ono a produrre a nostra volontà una 4eterminat~i rotazione. Questi ultimi mezzi da.ranno certamente luogo a deviazioni, ma in Ull senso determinato, e le quali si riproducono ad ogni colpo. Conviene di ben cfatinguere queste deviazioni permanenti da quelle accidentali che succedono ora nell'un senso, ora nell'altro. Si potrebbero chiamare derivazioni le' prime, estendendo così la significazioile cli questo vocabolo , adottato testé in Francia , per designare le deviazioni pern-1a.ucnti osservate nel tiro delle armi cara.binate.


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DI PROIETTI

NUOVO S lSTE/,f A

Essendo la derivazione detern1Ù1ata ad ogni distanza per mezzo cli preliminari sperimenti, riesce facile dipoi il tenerrn;; conto negli spari 1:1lterjori . Ed an:?i si può fmcbe trascurare nel punta.1nento , porcbè si disponga l'alzo in guisa che la linea di mira ad ogni distanza si scosti dal piano verticale p.assant e, per l'asse dell'arma cli quella quantifa precisa, la. quale misura la deviazione. La pallottola Nessler, che sparasi n elle armi a par eti liscie, appa,rtiene alla pr.ìma categoria dei m ezzi che hann'o per oggett o di sçernare le deviazioni. Con questo proietto non vi ha moto cli rotazione possibile 11elfin!erno della ca1111a; ma nel suo tragitto , neìl'arilL , nulla vi h~ che accerti la direzion~ dell'asse clella pallottola. N0i non ci sofformeremo sui mczz.i che appartengono alla prima categ9ria,, poichò, a nostrn _a vYiso, essi J?-Oll sono che palliativi cli un' cf.licacia assai coÌ1tostabile, e di ctn v,Ilorc di . gran ,lunga inferiore a quelli della seconda categoria. , Il primo. mezzo che si presenta in questa. classe è q uello che consiste nel dare al proielto mi'eccentricità artifizialo, ed a disporre la linea che n e contiene il centr o di gravità ecl il centro cli fig ura costantemente in una medesima posizione nell'anima della canna. Non 'coincidendo il ce1~tro di gravìk'ì, con q uello di figura, no avviene che la carica di polvere imprima al prnietto una rotazi~ne attorno- cli' un asse passante pel centro cli gravitti e perpendic;olare ad urr tei11!po allei linect dei centri cd all'asse dell"arma. n -,rnrso della ro{azione è tale , cbe il centr o· cli fio·ura . e precede il ·centro di gravità. Se il proietto è collocato nelinterno della canna cli modo cbe il è.entro . ' di oO'ravità si trovi sovrapposto al centro cli fig ura e sulla st':!ssa ·verticale, si ottiene una rotazione tale, che il punto anteriore del proietlo si muove dal basso all'alto .. All'incontro, q ua1s1do · il centro di gravità vi è sottoposto al cen~ro di fìg Ltra, la •

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rotazione del pD;nto anteriore si effettua da\l'altb al basso. Nel primo caso, ben si sa come si.avi aumentazione di gittata, mentre havvi diminuzione nel secondo. Il sistema dell'eccentricità, artifiziale è adottato nella Prussia. Esso esige imperios~mente chè la linea dei centri sia sempre' disposta es~ttamente nelta stessa guisa entro all'anima · della canna; che, se tale condizione non viene soddisfatta, le variazioni nel tiro ben 's uccederebbero maggiori, che non co' soliti proietti concentrici. . Ben si può d1:1bitare come si possa sempre adempiere a questa condizione nel tiro di guerra a cagione della precipitazione inevitabile sul campo di b,attaglia. Ad ogni modo nòi crediam o questo sistema di gran lunga inferiore a . quello di cui siamo per discorrere. , Onde oomunicare al proietto una rotazione regolare, s'intagliano delle righe ad elice, nell'inten~.o delle canna, l;"'ighe che il proietto è costretto a seguire, sia dilatandosi , sia per m ezzo di appositi risalti disposti sulla sua superficie. Il proietto, spinto innanzi dall'azione della polvere accesa, oltre al suo moto di traslazione, prende, per l'effetto 4ene righe, una rotazione la di cui velocità dipende dall'inclinazione delle elici per rispetto all'asse della canna. La forma dei proietti, che in prima era sferica, divenne più tardi slungata. Le armi da fuoco rigate , sparate con palle slungate , diedero risultati vantaggiosissimi, specialmente nei p,oligoni. Ma tuttavia nel loro sta,tò attuale esse non sono completamente al coperto da ogni obbiezione, ed in particolare le bocche da fuoco , Noi cominci.eremo per esaminar~.le cause della loro superiorità sulle a,nni ~a fuoco degli altri sistemi; e discuter émo di poi gl'iuconvenienti che èsse ci sembrano 1~resentare.

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NUOVO SISTEMA

principal causa della gnmde precisione delle armi da fuoco rigate che gettano proietti oblunghi risiede nellft stabili~ del moto di rotazione dol proietto, votaz.ione che si effett ua atto.m o l'asse principple det mini·m o . momento di inerzia. Ci si permettano alcune considerazioni sul proposito. -, Ùl,

La m ecc;:.nica insegna chp gli a~sì principali di tm corpo posseggono le proprietà seguenti : ,._ 1 1° L[t r otazione èhe ha luogo attorno l'u'.n o dei tre assi principali di nu corpo, che s'intersecano al suo centro di 6rravità., cont.i:i:ma indefinitamente attorno tale asse, senza cl.te questa reiht abbia, alcun pnnto :fisso, ·supponendo che le forze,' 1G ,1w~li sollecitano il mobile , passino costantem ente pel centro di gi:·avità. Eppcrtanto, se il corpo, oltre fa sua rotazione, ha 1U1 moto di traslazione, l'asse di rotazione rimane fisso- nel corpo e paralJelo a so st~sso nello spazio. . Per.converso, se la rotazione ha cominciato attorno un asse che non sia uno dei tre assi princijx~1i, l'asse di rotazione non saFà ch0 istantaneo, e muter à incessantemente rli posizione nel corpo e di direzione nello sprtzio. 2° Qunwlo• il corpo , per una picc-iola causa: quaJunque estraneai, prende urnt r otazione atton:io un asse . ista.ntaneo cli qualche poco discosto dall'asse principale cui corrisponde il massimo od il minimo momento d'inerz.ia, quest 'asse :istantaneo sene dipa.rte pochissimo, e non prova. che picciolissime oscilJazioni peF',tutta la durata del moto. In ciò consiste la stabitilà della rotazione attorno gli assi principali.del massimo e c~el minimo momento d'inen:ia del corpo. Ma !:a rotazione non è :ugualmente. stabjle per questi due assi . L'asse più st~bile è quello il cui momento d' inerzia magg.iormente clifferisce dal momento medio. Cos~, in un corpo cli rivoluz.ionc in. cui due morµenti di

DI PIIOIE'fT!

inerzia sono eguali , ,non vi ba di stabile che l'asse ili ' rivoluzione. Per queste proprietà degli as'si principali, la direzione dell'asse ,étei proietti allungati è accertata durante il: lor9 . tragitto ncll'Ùia,. L'aumento cli gitt~tta de' nuovi proietti. sta in ciò che per -una rna,ssa eguale esponesi alla, r esistenza dell'aria una m inor superficie. I proietti oblunghi, avendo sotto una medesima sezione trasvér sale una massa ben più considerevole che i proietti sferici, ne risulta cl1e la resistenza che loro oppone l'aria sull'unità di massa è minore di quella provata dai pr0ictti sferici Ora la quantità di cui 1a velocità d'uu proietto è diminuita nell'unità di tempo per gli effetti clel1' aria è precisame1'1te uguale · alla resistenza sull'unità di massa; dunque :i proietti oblunghi debbono perdere meno di loro velocità, ~h~ non i proietti sforici d' ugual calibro ed altresì cbe non qNclli cli ugual peso. Ad esempio : UE. proietto oblungo del peso cli 4 chilogrammi, e del diametro dell'antica palla da 4, prova per parte dell'aria una r esistenza riferita aI'l'unità cli massa, uguale alla metà di quella so.fferta 1dalla palla da· 4, 11011 tenendo c~mto della iliversitit di forma della ' parte anteriore. Ora la r esistenza su di una palla, sferica è proporzionale all'area del suo circolo massi1J10, cioè aL quadàtto del raggio; la massa è proporzionale al volume-, ossia ,al cubo del raggio ; dunque la resistenza dell'aria riferita, all'unità cli li1assa è .in ragione inversa del raggio per una palla sferica. Per conseguenza ,la ')alla, sferica cne proveJ: rcbbe la stessa r esistenza sull'unità di massa, che il pr oietto slungato da 4 avrebbe un raggio dop'pio cli. quello della palla sferica da 4, e sarebbe perciò 8 volte più pesante. Ne consqguc che un proietto oblungo del calibro da 4 e '


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,

del peso di 4 chilogrammi supera la r esistenza de_ll'aria così facilmente, come una palla sferica, da 32 del pesd cli 16 chilogrammi. Di qùi scorgesi l'immenso va11taggio che _offre la forma slungata, vanta.ggìo questo, il quale ben meno dipende dalla maggiore acuità della parte a.nteriore che non dalfa maggiore massa sotto una medesima sezione. Questi sono, i due principali elemènti che costituiscono fa superiorità delle nuove a1~mi rigate che scagliano proietti oblunghi sulle armi liscie.gittanti 1:ìalle sferiche. 'Ma, siccome già l'abbia.mo acce11.natq, le 'nuove ar~ù nel loro stato a,ttuale non vanno esenti da difetti. In primo luogo le arnù da fuoco rigate, in ragione d(llle deboh cariche colle quali si spararlo (il sesto del peso del proietto ed anche meno), danno tiri ben poco radenti; di guisa çhe lo spazio iri cui un fante, un cavaliere può essere colpito è ristrettissimo . Onde fissar m~glio le idee, esaminiamo il tiro del cannone da 4, il ·cui proietto pesa 4 chilogrammi , confrontandolo_col cannone da 8 di campagna, la cli cui palla pesa ugualmente 4 chilogrammi. Per mezzo degli angoli cli caduta _si trovano i seguenti risultati : . ME T R J

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DI S TA N ZE

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300 500 750 1000 1500 2000 2500 3000

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Cann one du 4 rigato carica di J /7 . . . • 156 95 56 Can none da 8 lisoio -

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DI PROIETTI

NUOVO SISTEMA

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L'ispezione ,pi ,questa tabella ci mostra che il cannone rigato ha un tiro meno radente che ff cannon e liscio sino

- alla distanza ~i 750tn , che il contrario succede al di làdi 75Qtn; ma si scoi'ge ad tm tempo la poca prolJabilità che · vi ha di toccare un bersaglio alto di 2m,50 oltre i 150001 col cannone rigato. l Nei _poligoni ove -le distanze sono pèrfettamente conosciute, ove non. può essere incertezz.a.sull'a.lzo da darsi, le armi rigate danno dei risultati favorevolissimi anche a grancli distanze, merc·è la giustezza del loro tiro; ma sul campo cli battaglia, ove le distanze sono d'ordinario male valutate, i risulta.ti debbono essere gran lunga inferiori. In guerra non basta avere un'arma cli una grande giustezza di tiro, cioè un'arma il di cui proietto si discosta poco · dalla traiettoria media, è necessario inoltre, ed in m_odo speciale, che la traiettoria media riesca tèsa, che l'angolo di caduta sia piccolo, di guisa a poter battere un ampfo spa.zio di terreno . Ohe importa, abbia il tiro una grande precisione se il menom.o errore nell'estimazione della distanz::;i, vi fa fallire lo scopo '? Fra tutte le qualità di un'arma da fuoco, quella che in' guerra vuol essere più apprez.zata è incontrastabilmente la qualità di fornire un tiro te~o. E ·sotto questo · rapporto 1c armi rigate attuali lasciano molto a desiderare . Una seconda difficoltà che present~ l'impiego delle nno~e armi da fuoco consiste nel tiro a metragÌia. Loro si diedero bensì delle· scatole a metraglia, ma le pallottole di queste urtando le righe, 11011 ponno Ghe degra:daJ·le , ed al lungo anelare, mettere il pezzo fuori d'uso: Di più, scagliata da debole carica in un cannone di piccolo pàlibro, questa me traglia produce certamente effetti inferio;ri a quelli della me traglia delle antic}:i.e bocche da fuoco , lanciata dalla ca. 1 J n ca del entro un'anima di màggiOT diametro.

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nr PROIETTI

NUOVO S!STIHJA

Questo inconveniente è assai grave, avvegnachè egli è necessario che fortiglieria non sia esposta àd avere i suoi cannonieri moschettati da alcuni bersaglieri nemici, senza poterli sbaragliare col suo tiro a metraglia, la cui a.zione debbe estendersi a maggi:o r distanz'a di pria, dal momento che le carabine.ottennero un aumento di, gittata: e di giustezza nel tiro. Ci si opporrà che vi ha moclo cli rimediare allo sconcio in discorso, adottando, per l'artiglieria cli campagna, bocche d,a fuoco di maggior calibro, per esempio cli un calibro ugmile al cannone da 6; 'ma il proietto, pesando allora 6 chilogrammi; si cadrà p.ell'inconveniente cli acèrescere di metà il peso delle munizioni da guerrn, peso ch'è già. attualmente ben grande. Qui s~ ha l'alternativa o di avere un calibrò troppo piccolo per un impiego efficace della metrag1ia, o di avere un calibro, le cui munizioni sarebbero troppo pesanti. , Si nienò gran rumore sulla potenza di penetrazione dei 'nuovi proietti. Certamente che alle grandi distanze un proietto oblungo ha una penetra'lione maggiore di quella di una palla sferica cli ugual peso, a cagione della minor perdita di velocità che gli fa subire la resistenza dell'aria. È noto che il proietto oblungo del ca.libro da 4, pesante 4 chilogrammi, scagliato con u na velocità cli 370,ù, a 600m, hrl il sopravvento, per rispetto a1la velocità con$ervata, su cli .una palla sferica da 12 (delf peso cli 6. chilogrammi), lanciata colla velo_cità cli L!50m. Ma a questo riguardo importa osseryare che, in generale, non è mai ]a forza cli penetrazi-one che manca alle palle sferiche, quando si sp'ara. c-0ntro le truppe. Ma alle brevi distanze, a quelle clìstanze ove d'ord.i1).ario si batte iu breccia, ove la velocità·iniziale non è ancora, s~nsibilmerite diminuita, i proietti olJlunghi, sca.glrati colla

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carica deff

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• o. meno, non ponno dare quei meclosimi

effetti di penetrazione che i proietti sferici lanciati ~lla e più. QL1esto punto merita ulteriGJri schiaricarica dell' _l_ 3 . ' '

menti. , La teoriri dimostra e ]a sperienza conferma che il volume dell'iri:lp,ressione, o, in altri termini, il voiume del vuoto formato cla,l proie.tto, è proporzionale alla forza viva del proiettq stesso. Ma questa, entro li.miti assai estesi, essendo proporzional~ alla carica, ne consegue che il vuoto, l'incavo fatto è proporzionale al peso della polvere consumata. Questa legge si è verificata per tutte le ~ariche e pei ·diversi mezzi. , Risulta inoltre dalla sperienza che, per aprire una breccia determinata, si necessita a poco presso la stessa quantità, cli polvere , sia che vi si adoperi il cannone ovvero la mina. Appoggiandosi a cosiffatti risultamenti della teoria confermati clal1a sperienza, ci ripugna lo a mmettere che con un semplice cambiamento di forma_. nei proietto 'si poss'a cl..iminuire considerevolmente la quantifa di polvere a impiegarvisi. , Forse i tagli fatti co' proietti oblunghi saranno nn. poco più ristretti, di geli.sa che il vuoto da · praticarsi per aprire una breccia determinata sarù alqimnto minore. Forse la cai-ica interna dei proietti avrà un poc9 più cli efficacia, quando la. si farà agire a mo' di foga.ta, che non :i"?piegandola per comunicare una velocità a,l prnietto. Il Tisultato generale delle numerose sperienze .fatte sino ad oggi coi cannoni lisci, -~i è che abbisognano in media 50 chilogrammi.di polvere p·er ogni metro lineare di br:eccia che debbasi aprire. Noi dul)itiwmo che-si.a. 1oossibile coi cannoni rigati di diminuire alcun che tale quantità cli polve.r@,


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NUOVO SISTEMA

DI PRO rETTf

Prima di abbanètc,,ia.re questo soggetto noi far emo osservare che, pnde st<1hlire un equo confronto fra. i cannoni rigati ed i cannoni "lisci per. rjspetto al tiro in breccia, nop conviene impiegare in questi ultin.1.i cariche le quali d,e termino l.a rotturn. delle pcLlle. Certamente che, se· spa1

. t·1· co11a c,inca . d.e11' reremo 1. .cannom. riga ed- anche 1 " 7 dell' ii del peso del proietto (carica colla quale le granate V

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allungate non sono spezzate), e che ad un tempo impie-ghiamo la carica di

-½- nei cannoni lisci , cli modo a pro-

durne il frangimento con}ro murature dure, certamente, cliciam noi, il vantaggio rin1arrà ai cannoni rigati. Ma tutti sanno che ben si può coi cannoni antichi aprir la bÌ'eccia: . di . co11a canea · - 1 e mmore·. 3

Ad og1}i · modo éi sembra che si sono fondate soverchie . speranze sui ca.unoni rigati, considerati al punto di vista dello aprimento della, breccia. \. · Dalla discussione nella quale siamo entrati relativamente alle difficoltà che offrono le armi da fuoco rigate, risulta che il loro capitale difeÙo è quello·di non fornire un tiro . abbastanza teso. Sot to questo rapporto esse sono inferiori alle armi liscie per le distanze corrispondenti · alla visione distinta. A primo aspetto potrebbesi credere che, a superare queste difficoltà., bastei'ebbe aumentare le cariche di modo ad imprimere ai proietti una maggiore velocità.. Ma a questo prÒposito sorge un fatto inatteso, sul quaie noi chiamiamo l'attenzione del lettore. Secondo le comuni idee che si hanno sulla r esistenza delle armi da .fuoco a rompersi, 'si clqvrebhe credere che ' ' di due armi di ca.libro diverso "e di eguale grossezza, cari-

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cate colla stessa quantità 1i polvere ·e con proietti di ~gual peso, quella il cui calibr; è m inore, debbe presentare 1a ' maggior resistenza. .Ebbene , la sperienza prova tutto al l'opposto, che-quella del minor calibro è la più soggetta a scoppiare. Un fucile di fanteria del calibro di 17,5 millimetri rè siste perfettamente .alla carica di p'r ova' di 28,2 grammi di polv~re; mentre fa carabina del calibro di 12,6 millimetri , la. cui pallottola ha a poco presso lo stesso peso cli quella del fucile, non resiste alla mèdesima carica, malgrado essa abbia una grossezza di metallo assai maggiore. Egli è probabilissimo che un cannone da 8 di campagna trapanato.al calibro da 4 presenter~bbe una minor r esistenza che lo stesso,cannone trapanato al calibro da 8, ogni qual v-olta i due pezzi fossero spa.r ati con uguale carica e con proietti dello stesso peso . Qual è la causa di questo fatto singolare? A noi sembra che sino ~d un certo punto se ne può r ender~-ragitme nel modo seguente. , La rottura del cannone dipende dalla tensione massìma dei gas della polver e. La tensione di questi gaz, nulla al principio çlell'esplosione della carica, si accresce rapidissimamente, e giunge ben presto al suo massimo. Suppon:iamo che questo massimo abbia effetto alloraquando il proietto è spostato di un mezzo calibro, egli è · evidénte che lo spazio occupa,to dai gaz è minore nel cannone del n::iinor calibro, e per conseguenza la densità dei gàz .v i è maggiore. Siccome la tensione cli questi gaz cresce in un. rapporto molto maggiore che la loro densità., lo sforzo massimo dei fluidi elastici sa.rà. molto maggiore nel cannone la cui anima ha un minor diametro. Sussiste la stessa conclusione se, a vece di suppbrre ad uno stesso multiplo del calil)ro il punto corrispondente al massimo di tensione,


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KUOVO SISTEMA.

nl PR0 IE1'Tr

lo si suppones·se ad una distanza ugna.le nei due cannoni che si paragonano. Percb è la massima tensione fosse uguale per ambidue bisognereblJe supporre che il punto ove succede la massima t ensione è distante dal dinanzi del1a carica di •una quantità in ragione inversa del quadrato del ca.libro, ciò che è inammessi.bile.. · Checchè ne sia cli questé.t spiegazione, egli è un fatto che niolti cannoni rigati sono scoppiati nelle sperien·ze fatte in diversi paesi (1). "

Donde si vede che l'aumentazione tlelle cariche a.i cannoni rigatj, per renderne pi:ù 't eso il tiro, non è senza diffìcoltà. Forse sarà,possibile iÌ riuscirv-i cambiando di n1etallo, adottando l'acciaio, il bronzo d'alluminio, ecc. Bisognerebbe esser~ ben -temerario per atillrm,are _che non si riuseirà mai a vince1'.e coteste difficoltà; ma pur conviene di non dissimularsi le obbiezioni che solleva l'impiego dei cannoni ri€·ati. La carabina presenta ad ·u n grado minore i difetti dei cannoni, perciocchè essa non ha mestieri del tiro a metraglia, E) che· le si può dare una grande resistenza comparatame1~te alle bocche cht fuoco. Tutto ci,ò che le manca, a nostro avviso, si è· un tii'o un po' più radente ed un proietto più leggerp.

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(1) I risultali segnc1ili_, fornii.i dalle prove forzale delle bocche da fuoco

<li ferraccio, vcrigono.all':Jppoggio della nostra assen,ioue .

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carica di chilog.' 2 di polvere e chil.

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6,1,, di ferraccio 12,30

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dell'anima

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om,3 1ss ,om,1594 Om,3800 om, I 513

0m,2287 om,.114;1 . Coi: nit.ente_ricerche noi siamo ·persnasi che si tro,;crebbcro molti d i sinuh rtsultal1. - Fi,attauto noi faremo osservare che i mortai e gli obici har_nio grossezze minori ~ pro-ielri pii1 pesanti che i cannoni_che sono spa r ati coHe sless'l canchr; c1?11011pcrtanto css! sono meno di _questi sogzelli a sc~Jll!"1re. Ma le loro anime hauno maggio r diametro, cd a ciò dehb ouo probabilmente tale vantaggio. Noi dcsirlcriamo chiamare .l'at.tenzionc degli artiglieri su l folto paratlosstilc che or abbiamo avvi~ato, del quale è impùrlautc il vèrificacc l'esall'czza.

Grossezza

II. Compresi delle difficoltà che presentano 1 cannoni rigati, e meditando sulle leggi che reggono il moto dei proietti, noi fummo altre volte indotti a proporre un nupvo proietto il quale, se pur male noi non-ci avvisiamo, avrebbe grandi vantaggi. In lilla memoria scritta in lingua italiana e pubblica.t.a a Torino sul principio dell'anno 1857 (1) noi abbiamo proposto un proietto schiacciato e lentiforme gittato da un'<).rrna da fuoco ad anima incurvahi, , In. questo sistema il -proietto è 1,m solido di rivofozione, il cui a-sse polare è minore del diametro equato1·iale , e al qualé vien impressa una rotazione attorno.all'asse polare disposto perpendicolarmente al piano c\i tiro. (1)- Ntw,;o J>rnicllo e ntw vci arma- cl<• .

Turino , 1857.

ANNO V. Voi. I. -

2.

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di PAOLO S AN RQBERTO . -


18

1-UO\'O SISTE~iA

I principali vantaggi di cosiffatto proietto schiacciato sono: 1° Una grande, stabilità nell'asse di rotazione. Diffatti il moto rotatorio, effettuandosi attorno all'asse principale, il quale corrisponde al massimo momento d'inerzia., ne consegue per quest o proietto una maggiore stabilità di quella di un proietto oblungo di ugual peso, la di cui rotazione si compirebbe attorno alrasse del mini~o momento d'inerzia (l). Sotto questo rapporto un proietto di forma schiacciata ha un gran vantaggio su. di un proietto oblungo dello stesso peso. 2° Una resistenza sull'unità di massa minore che per un proietto sferico. Una · palla elissoidea, il di cui asse maggiore è doppio del minore, soffre per parte dell'aria una resistenza, il cui rapporto con quella subita da una sfera di ugual peso è di 1O: 17 (2). Donde risulta che la i:alla ellissoidea si troverà, relativamente alla resistenza dell'aria, nelle medesime condizioni cli tiro che una palla sferica di un peso cinque volte all'incirca maggiore. Acl esempio : un proietto ellissoide del peso di 6 libbre (3 chilogrammi) avrà lo stesso tiro dì una palla sferica di 30 libbre (15 chilogrammi). Se il rapporto dell'asse maggiore al minore fosse 4: 1, la palla ellissoidea avrebbe un tiro uguale a quello di una palla sferica 36 volte 'più pesante. 3° Se la rota~ione impressa al proietto schiacciato è tale che il suo punto più an teriore si mova di basso in alto, la forza sviatrice che la rotaziòne cagiona, viene utilizzata (1) V. per la dimostrazione di qu~sl o prin cipio la n ota B dell'opuscolo succi la lo. (i) \' . pc! calcolo della rcs:slenza la n ota ,I dd l"opusco!o già citalo.

DI PROIE'rTI

19

per accrescere la gittata, e (ciò che è della m.n.ssima importanza) per rendere il t iro più teso. Gli effetti della rotazione per aumentare la gittata sono più. considerevoli di ciò che d'ordina.rio si reputa. Per darne un'idea, noi citeremo alcuni rirnltati delle spericnz: fatte da diverse artiglierie, i quali desumiamo dalla ·ltevue de tech.nologie mil·itaire clu lieutenant-colonel DELOBEL, t. 2, pag. 528 e seguenti. - In questi sperimenti la rotazione dal basso in alto del punto più anteriore del proietto era prodotta per mezzo dell'eccent.ricità e della sovraposizione del centro di gravità a quello di figura.


ANGOLO PROIETTO ,

~

ELEVAZIONE

ROTAZIONE

GITTA'fA

.

di CADUTA ,

Arligl ieria svedese . . .

-

CARICA

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Palla da 6 libbre )I

10

Nulla

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Dal basso in alto

10

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Dal basso in alto

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Dal basso in alto

3,009 ·»

2 libbre ))

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1,012 aunc 1,241

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Artiglieria dell' Annover

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Granata da 24 libbre

2 libbre e 112

588 passi

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j Artiglieria inglese ...

Granata da 10 pollici

15 libbre

28°

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Dal basso in alto

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1,144

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4,650 yards 5,566

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Nola. - Non trattandosi qui che di semplici rupport.i, non s'è fatta la riduzione in metri delle misure dei varii paesi.

1o 27'


DI PROIETTI'

nì qui scorgesi. che il moto rotatorio dal basso in alto genera una forza, il cui effetto è opposto a quello delìa gravità, la qua.le forza non è cìa trascurnrsi, è di cui anzi importa trar partitò per rendere il tiro più .radente e più · teso. Egli è per trarne profitto chè noi diamo al nostro proietto un moto rotatorio dal basso all'alto. Questi sono i . principali vantaggi che offrono la forma schiacciata d0l proietto, e la sua rotazione dal basso al• l'alto. Ben s'intende che per h1nciare un tale proietto , è necessario che la sezione retta dell'anima dell'arma sia della stessa forma che la sezione meridiana del proietto. Così, per esempio, dandosi al proietto la forma di un ellissoid~ schiacciato, la sezione dell'anima dovrà essere ellittica. Ad ugual peso deì proietti, l'area della sezi,one dell'anima delle 111:1ove armi da fuoco non sarà gran cosa minore dell'area corrispondente delle armi antiche. Epperciò, per quanto riflette il tir:o a metraglia, i cannoni ,i sezipne schiacciata saranno in co~1clìzioiµ a presso poco uguali a quelle dei · cannoni a sezione circolare destinati a gittare palle sferiche, e si troveranno in c011dizioni assai migliori che quelii destj,nati a lanciare proietti oblunghi. O1tre a ciò, lo sfoi zo cui le nuove armi debbono resistere., in conseguenw della massima tensi9ne dei gaz della polvere, sarà b en minore dello sforzo rna:è\simo che si prodnce nelle canne a proietti oblurìghi, pel maggior spazio che · le armi ad anima schiacciata. presentano all'espansione dei fluidi eiastici della polvere. , Donde avviene la possibilità d'impiegare cariche uguaìi a quelle impiegate per gittare le palle sferiche, e conseguentemente ottenere grandi .velocità iniziali e traiettorie t ese. A nostro avviso non s'insisterà mai troppo sui vantaggi che risultano dal tiro radente Alcuni artiglieri banno 0


22 NU0\'0 SfSTEllA creduto che fosse un progresso lo applicare al tiro delle armi da fuoco il principio .che . consiste nel produrre la qùantità d'azione desiderata_ e a vincere la .r ~sistenza dell'a,r ia per mezzo dell'accrescimento deila massa e colla diminuzione della velocità. In conseguenza si doppiò il peso a' proietfr e si ridusse alla metà quello della polvere. Per cofal modo si venne ad ottenere un tiro eccessivam ente curvilinèo, si ebbero spari quasi verticali, i quali non toccano che al punto di caduta. . · Questo principio può essere . buonò in alcune particolari cir costanze, quando si tira contro bastimenti _o contro bersagli di una grande estensione a grçi,ndissime distanze .. Ma sul: campo· cli battaglia, lad_d ove debbesi colpire il nemico nel raggio della visiono distinta, là il miglior tiro sarà sempre quello più radente. , I proietti lenticolari •ponno benissimo esser cavi e ricevere una carie.a interna di polvere in modo ad ç1,gire per esplosione. La disposizione quasi anulare in questo caso della materia del proietto sar ~ favorevolissima alla stabil ità dell'asse di rotazione. · Ci rimane a p~rlare del mezzo onde imprimere il moto rotatorio ad un proietto schiacciato. Parecchi ,se ne potrebbeÌ·o immaginare: eccentricità del proietto; righe intagliate nelle· par eti laterali dell'anima, che si farebbero piane, dando al proietto la forma di un diseo munito di alette di zinco sulle sue faccie piane; ecc. Quello che ra v visiamo migliore, sebbene esso presenti diffic@ltà, di costntL.ione maggiori degli altri, è il seguente . . In~rnaginiamoci che, in vece di fare, come d'ordinario, rettilinea l'anima cl~l cannone, la si incurvi aa a,rco -di circolo. Il proietto , in vestito dai gaz della _polvere, . dovendo, a., cagione dell'inèrzia, muoversi in linea r etta, com. . primerà la parete (concava f1el senso della lunghezza) del-

""

T>I l"ROT!Cl'T(

l'anima incurvata ch'esso è costretto a seguire; questa pressione (che dicesi in meccanica (01·za cenh·ifugo) cagionerà uno sfregamento contro la stessa parete, il quale., applicato all'equator e del proietto, gli imprimerà un moto rotatorio attorno all'asse cli figura . . Se volgesi verso il basso la concavità della curva dell'asse dell'anima, è manifesto che il moto rotatorio sarà tale, che la parte a,nteriore del proietto si muoverà dal basso all'alto. ,Anito riguardo alla grande velocità impressa dalla polvere, una incurvatura assai leggera della canna basterà per produrre grandi· velocità cli r otazione. -e:. Ad esempio: un'incurvatura di un raggio -cli 15m in un fucile comunica una rotazione di 167 giri per minuto secondo ad una pallottola -del peso di/25 grammi, della forma di un ellissoide schiacciato, i cui assi sono nel rapporto di .2 : 1. Un' incurvatura_di un raggio cli Sm in llll cannone, imprime m;ia rotazione di 100 giri per secondo ad una palla elissoide <llel peso di 3 chilogrammi,· il cui asse maggiore è doppio del minore (1) . Queste incurvatur e non sono tali da difficoltar troppo il carica.mento dell'arma, nè da esigere un eccessivo a umentò all'alzo. La velocità verticale che rarma acquista per effetto della forza centrifuga -neppur basta a cagionare inconvenienti(lt In riassunto i vantaggi che promette il nostro sistema sono: 1° Grande stabilità dell'asse cli rotazione, epperciò leggere deviazioni laterali; _ 2° Forma del proietto acconcia a superare la r esistenza dell'aria; 3° Usufrutto della forza generata dalla r otazione dal basso in alto della parte anterior~ del proietto; I

(i°). Vedi la not.a D dcÙ'opus,:olo già più volte citato pel modo di c.1I• colare la incurvatura. · ·


2-1

J\UOYO

~rs rn.lL\

4° VelociHL iniziali non minori cli quelle de11c ordinarie bocche da fuoco. Questi t re vantaggi r iuniti permetteranno di ottenere traiettorie tese, e 15er conseguenza uno spazio pericoloso ampi\ssimo. 5° Finalm ente, il tiro a metraglia non meno efficace di quello delle bocche da fuoco ordinarie . Ciò che precede basta senza dubbio per far capire l'idea prima della nosLra proposta. Non è dell'assunto di questo scritto il soffermarci a precisare le dimensioni a darsi ai proietti ed alle armi da fuoco. Egli è .:Lll'atto di un'applicazione ·pratica. che esse si potranno fissare . Un punto importante sul quale dobbiamo insistere _egli è che il p1'.oietto in fo1:i,do alLtnima clebb'essere in conta,t to colla par ete supe1~iore conca.Ya, attesochè, senz&tale precauzione, potrebber o succedere sbattimen ti, i quali impedirebbero nl proietto di acquistare la richiesta rotazione. Si potrà soddisfa:re a questa condizione, facendo i l fon do dell'anima leggermente tron.co conico, o per un altro modo che rialzi il proietto e lo appoggi contro Ja par ete superior e delhrnima., qL~anclo è posto eh contro alla polvere. In quanto al peso dei proietti no.i cr ediamo non débbasi o1trepassare il peso clegh antichi proietti sferici , i quali erano di già abbastanz;a pesanti, nè ridurre le velocità al disotto di qud 1e colle quali questi ernno · gittati. Risponcle1'emo orn brevemente a.lle obl)iezi_o ni che ci fu1:on o fatte da poi la prima pubplicazione delle nostre idee . Ci. si è opposto che l'asse di rotazione del proietto essendo parallelo- all'asse degli orecehioni, ne risulteranno 'de1le deviazioni laterali ogniqualvolta le ruote del . pezzo non saranno di livel10'"'7 le quali deviazioni saranno d'altrettanto maggiori, che la sala si troverà maggiormente inchna,ta all'orizzonte.

25 Noi rispondiamo che ·convie1ie osservare che , malgrado la sua inclinazione , l'asse del proietto si ·trova sempre cornpreso in un piàno perpéndicolare al piano del tiro , per . cui il proietto si presenta ancora cli fianco alla Tesistenza dell'aria e non di piatto , od in altri termini , che il proietto 11rnovesi vento in prora (vent de bont), e non vien deviato lateralmente, come ìl sarebbe una nave dall'olJliquità delle sue vele. La deviazione cagionata da tma · leggera inclinazione dell'asse del proietto, dovuta all'inclinazione della sala delle ruote , non è maggiore dell'errore che si commette. per uguale cagione nel puntar e, errore di cui non s1 fa gran conto nel tiro cli can.1.pagna. Ci s.i obbiettò che il proietto .p artirà, seguendo la · tangente alla curva convessa inferior e dell'anima, andr à ur~ tare contro la curva concava superior e, che lo rifletter!~ all'ingiù , e soffrirà. così uila serie di sbattimenti, senza acquistai-e la r ichiesta r ota.zion·e. Certamente che, se si lascia giungere il proietto contro la parete superiore con una velocità-finita e sotto tm angolo finito , tale effetto potrà succedere; ma se il proietto vien costretto, nel suo collocam·e nto iniziale, ad · appoggiarsi contro la par ete superiore, egli dovrà per necessifa seguirla in virtù della forza centrifnga, che la preme contro cli essa. Se non -fosse che i gaz della polvere 'debbono svilupparsi in uno spazio chiuso, per p1;odurre il lor o effetto., potrcbbesi sopprimere la parete inferiore della canna, avvegnachè basterebbe la superiore per comunica.re al pr oietto il moto cl.i r otazione. Un a.ltro appunto ci \renne fatto, che cioè, se per una causa qualunque,, all'uscir dàlla bocca clellri canna, il piano dell'eqrnitore del proietto non è es.a ttamente nella medesima direzione cleìla Yclocità- del centro cli gravità del Dr rnomTTÌ


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J\l.101'0 ·sJSTEMA

l!l PROIF.l'Tl

proietto, questo non seguirà punto il piano . del tiro, e darà una deviazione. Noi non vediamo come mai il piano dell'equatore del proietto, il quale è costretto e seguire la parte superiore dell'anima da, una forza enorme, qual è la forza centrifuga, potrebbe uscire dal piano di tir•-. , D'altra p,trte identica difficoltà offre il tiro de' proietti. oblunghi; cioè l'asse loro cli rotazione , all'uscita, . può del pari scostarsi alquanto dalla clirezione della velocità iniziale. Se ciò succedesse, non bisogna c,r edere che possa il proietto rovesciarsi. L'asse di rotazione, alquanto scostato dalla normale al piano di tiro , ·pren derà un moto conico, lentissimo, attorno la tangente a.lla traiettoria descritta dal centro di gravità del proietto. - Questo è lo stesso moto conico, cui. va sempre soggetto l'asse di rotazione de' proietti ol)lunghi. Noi dimostrammo in uno scritto di recente pubblicàzione (1) che l' idea la quale· dobbiamo farci del moto dei proietti oblunghi gittati dalle armi da fuoco rigate è la seguente : Il proietto si rivolge intorno al suo ass~ di figura, il quale sta immobile nel suo interno, mentre quest'asse gira lentamente nello spazio ·attorno la tangente alla traiettoria. Noi non ci soffermerenw ad una difficoltà che ci venne fatt.a, perchè fondata su di- un errore. Si è preteso che l'effetto dei gaz della polvere sarà minore sulla superficie posteriore di un proietto schiacçiato , che noJ,1 su quella di un proietto sferico, e che perciò la velocità impressa dovrit essere minore. Ma questi nostri oppositori dimenticano che la pressione dei gaz sovra una superficie qualunque è affatto indipendente dalla sua forma: essa è sempre uguale . a qnella che proverebbe la proiezione di questa superficie su di mi piano.

Finalmente ci si obbiettarono' le grandi difficoltà di costruzione , per ottenere una canna ad un tempo ellittica e curva. Senza punto dissimularci queste difficoltà, noi pensiamo che l'industria:, nel suo stato attuale , supera ostacoli ben altrimenti gravi, e che alloraquando le verrà proposto ._questo problemà, non tarderà a risolverlo. A noi pare che si potì'ebbe cominciare col .trapanare -la canna in linea retta al diametro del massimo cilindro r·e tto che si possa inscrivere neltanima ipcurvata della canna, e poscia allargarne il foro per mezzo di un pialletto, il quale agirebbe longitudinalmente, secondo un arco di circolo. Qualunque sia ,'il vafore che taluni ponno 3:ttribuire a queste obbiezioni, J a sperienza ·sola potrà essere giudice sovrana su tale soggetto. Ma questa sia una sperienza fatta n01 proposito ~i r iuscire : cioè una_sperienza _nella quale · ·non ci prenda lo·scoraggiamento al inenomo ostacolo che s'affacci, nella quale nulla si trascuri per introdurvi, di mano in mano che se ne presenti il caso, quelle modificazioni dalla pratica suggerite. · Non ardiremmo sperare che questo sistema proposto abbia da essere fra _breve tempo eseguito e sperimentato. l';foi ben sappiamo che qualunque novità sembra per lungo tempo un'impossibilità. Alcuni ci diranno stra,va.ga.nti e sognatori; cionçmpcrtanto noi alJb,ia.mo fiducia nell'idea :madre della nostra proposta, per ché essa poggia su prin'cipii teorici incontestabili, e forse · un dl veàà che sarii usùfruttuata. Pria di. finire-, per amor di giustizia, noi dobbiamo soggiungere che, dopo la pubblicazione della nostra proposta nell'anno 1857, ci venne dì sapere dalla Revue del signor Delob~l, già citata, che analoghe proposte, :tuttochè basate

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(1) Studi sullu truid/01:ia. descritta dai proietti ob/1//19/ti , seconda parlc.

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NUOVO $!$TJ;MA

su principii diversi, ma aventi esse pure per 1ì.nale sGopo' un proietto scb.iacci~to, era!lO state fatte in Ip.ghilterra dal sig. vVoolcornbe, ufficiale di sanità dell'esercito britannico, ed ancb..e nel Belgio dal signor cli Puydt, capitano nell'artiglieria belga; in una memoria cli quest'ultimo , ins_erta nella Revue de technologie, t,omo 11, egli scrive a r agione: « Sia questo un esempio di più da aggiungere a tutti quelli che già presen tò la storia delle arti e delle ,':lcieuze rela-_ tivamente all'invenzione reale e sinmltanea di una. stes~a cosa in diversi paesi e da uomini affatto sconosciuti gli uni agli altri » . Il sio:r1or di Pnvdt è il solo che abbia riuscito a fare b " · sperimentar e il suo sistema rlàll'artiglieria. del sno· paese; i _risultati _ch'egli n'ebbe non furono favorevoli, non gil~ per r apporto al tiro, ma in quanto risguarcla. la resistenza dei proietti e del cannone; a r5arer 11ostro non vi ha da stupirsene. Diffatti nel sistema belga il proietto ha la forma di un elisco, il cannone è rettilineo, e 1a r otazione viene generata da una forte eccentricità. Or bene il moto rota- · torio, effettuandosi attorno il centro cli gravità che si trova infuori dell'asse del cannone, dehbe di n ecessità succedere che il proietto, girando, urta violentemente le pareti dell'anima di modo a infranger se stesso ovvero l'·arma; ciò spiega e come numerosi dischi siansi infranti nell'anima e la rottura. cle1 cannone stesso . Alle ultime fatte sperienze, se male non siamo informati, su cinque spari, i quattro primi dischi si spe~zarono ; al quinto colpo, scoppiò il cannone, e venne la~1ciato il proietto ad una distanza prodigi.osa. Sino a t rovato migliore, noi crediamo o}?,e l'incurvamento della canna sia da preferirsi ad ogni altro modo, per conrnnicare il moto rot.a.torio a' proietti: lenticolari. Torino, marzo 1860.

STUDI MILITARI

SULL'ORGANIZZAZIONE DELLE NOSTRE FANTERIE CO ;{ Tt \\" U AZ I,O:u,; .

CAPO IV. VE

:§ 'Il'

I A R il O.

Se il vestiario delle trnppe non interessa le operazioni del campo di battaglia cosl direttamente ed imrr.ediatamente come · l'armamento loro, la sua influenza noir'è perciò meno pJepotente sul valore fisico e morale delle truppe stesse; mentre un buon sistema di vestiario, olti'e alla conservazione fisica ed igienica del soldato, dell'agente princ::ipale di guerra, contribuisce per anco alla morale, ch'è dèlla prima non meno importante. Ed invero, quando il soldato si trova sanamente e bene vestito , quando egli sente cosl, che il goveriip e, la nazione non risparmiano cure e spese pel suo fisico benessere, egli si . affeziona al suo dovere, meno dura gli sembra la sua vita di abnegazione ,e di sagrifizio; egli si mostra grato di tali sollecitudini, eù al giorno della · prova egli pagherà ampiamente il suo ùebito alla patria. Quando invece egli si vede trascurato e


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ST UDI MILITARI

malconr:io, quando egli s'a~corge che lo· si \'UOI sc:hiavo del ùovere senza conforto e compenso, che lo si' con~ider<;1, qual pretta materia di uso e consumo, egli allora si abbrutisce, egl i abborre e maledice le sue cate1:e, agogna con impazienza l'ora ed i mezzi, qualunque siano, di sciogl ierle_, nè il rigor delld pene -militari, nè la voce, nè l'esempio de' capi. gli potranno mai destare quel nobile slancio, fattor di prodigi, e di cui soli motori sono l'amor di patria e quello · della propria bandiera. Abbondano nelle storie mi"litari gli esempi a_comprovare questa filosofica verità. Che ~alevano le raunaticcie fonterie del medio evo, male armate è vero, ma peggio vestite e moralizzate? E non vi volle meno del prodigioso ed incommensurabile genio di Napobone il Grande per attuti re·le giuste recriminazioni de' valorosi soldati, cbe laceri e mal vettovagliati, il direttorio repubblicano di Francia 11:ascurava sugli Appennini liguri, e per far compiere lq~o qu~\l'immortale ed impareggiabile campagna del ·I 796. Sotto a queslo doppio aspetto, esso ramo dell'amministrazione militare ben merita adunque ogni solleciludlne del governo; nè vi ba sagrifìiio che debba sembrar troppo gn~ve ad una nazione, quando dedicato al benessere d~\ propr,io esercito. • - Il 'vestiario del militare debb'essere semplice, comodo, utile, igienico, ragionevolmente economico, di lwngo 11s0, acconcio a tu 'ti i te__i~pi, ed .1miforme ·per .tutti. La semplicità del vestiario consiste nella facilità di confezione, ciò ch'è essenzialissimo, sia i}nche nella foggia, nei colori e negli ornamenti. - Egli importa che tuni gli articoli dell'abbigliamento si possano facilmente, spedi,tamente ed economicamente procacciare e riparare in ogni luogo, epperciò ·debbono farsi di agevole taglio, e con faci l.e e spiccia confezione.. La foggia degli abiti vuol totalmente subordinarsi alla cqmodità ed all'igiene del soldatG; l'eleganza del suo vestire consiste nella pulitezza; egli è il soldato che debbe far bellà l'assisa, e non l'assisa il soldato.

SULL,01\GAK!lZAZIONI<: DELLE NOSTRE FA~TEfil&

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Si sl'ugga110 nelk staffe e negli onwmenti i colori troppo apparenti , aflìnc5è il soldato- non sia troppo fai:;ile bersaglio da lungi , ed è t!uesto più cbe mai Odierna neces3ilà di)'impeuo alle armi di I•rm•cisione. ,. • La comodità· dt>gli abiti è innanzi tulio ~ecessaria, mentre è esse!1zi_ale che il soldato sérbi tutta la libertà -dei movimenti del ~orpo per la rnobilità e sciollezza, che sono qualità pèr esso lui impor~antissimc: llicbiedesi inoltre che il soldato possa con tutta facilità e sped!"tezza vestirsi e spogliarsi. L'ittilità del v·estiario consis!e nel poter riparare il corpo dai rigori della stagìo11e invel·nale, dall'umidità, dai disagi del clima, non cbe dai ·raggi troppo· infuocati del sole estivo, subordinatamente fJl>rÒ alla - condizione di comodità e d'igiene, ~enza cioè intricare 1la -si:;ioltez.za dei movimenti del corpo , e ~enza danneggiare la-sa!u le dt•ll'individuo, o,_troppo coprendogli ti corpo, od iusufTicientp,nwnlc , ovvero usando stoffe insalubri. - Nel vestiario del solda lo nulla ha da e.,seni d' inutile av. yegnaèch~ ogu,i gramma di superfluo pPso . è a. danno 'delJa mobilità. Le vestimenta del soldato debbono aver un prezzo moderato _ t! ragionevolme111e economico per non aggravare . di sove"rchia spesa sia la nazionale finanza, sia la massa individuale. Ciò non pertaulo per un malinteso e dannoso spirito di economia non si scelgano stoffe cattive ~ di breve uso, poicbè olti-e al gravissimo inconvenie-nte d'aver srmpre malconci ri svestili rr)i individui, al fin dei ·conti ne soffre maggior spesa fcrario, n~n che il morale stesso delle truppe, le quali ·per ciò si reputano spregiate e traseurate. Il soJdato debb'esscre vestito per la guerra e non per le parale; ciò ritenga:;i bene, e si esduda assolu_tamente dall'assisa militaie tutto ciò che, senza · precisata utilità, è vano ornamento dispendioso, di noiosa manutenzione, e che in campagna, ond: sbrigarsi d'iuutil peso , il soldato gitta via, a disc~pilo della


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STUUI •l~Ll1'A lll

disciplina e della sua inassa individuale. li soldato .debbe ess~r fiel'O di indossare alle purate ed in pubblico la sua tenuta di .. ' g\1erra, quella stessa cbe a salvaguardi.a della patria egli pres~ntera alle palle nemrche, o ohe da qut>ste gli è già stala nobilitala. - Questa è la vera ambizione del soldato. · Uno debb'es~ere·il vestiario per tutte le stagioni: e per tutti i tempi. La molliplicità delle tenute, oltre all'e.ssere superfll,lamente dispendiosa per la naiione e per gl' individui stessi, aa:v l:>0 Tava lo zaino del soldc1to , che debb'essere il più leggiero ' possibile. . . Lo stesso abito che copre dai freddi del verno·. debbe poter preservare dai dis,1gi de-ll'umid ità, ,~on che riparare dai raggi infocati ,del sole; ·e ctò non è difficilissimo di ottenere colla giudiziosa scelta delle l't91l'e e colla foggia 9egli abiti. L'i6tt-iformità nel vestire mili tare è cosa altrellarrto ·essenziale p'el lato disciplinarlo, cbe pel lato economico cd amministJali,·o. La stessa qoalith di stoll'a per tutti, e per tolti la foggia regolamentare; nori si tolleri mai la menoma particolarità, la menoma alterazione a' prescritti modelli, per evitare le gelosie, lé scioi3cbe gare e ambizioni, le qqali sono sempre esiziali alla disciplina ed agli individui stessi. Tutto militare devè . andar superbo di vestire quella precisa · assisa colla quale la nazio~e ha stabilito distinguere i suo-i difensori. Vediamo ora pe{· le brevi, -se l'aUuale vestiario delle nostre fantèrie soddisfa punto per ponto _a queste essenziali quanto incontestabili co·ndizioui, e quali sono ·1e modifìcaz_ioni che gli si pott·ebbero utilmente a-pporlai:e.

. ,§ 1° FANTERIA DI ·LINEA. Keppy. - L'attuale keppy, è tutt'altro che semplice , poicbè consta di· 16 parti distinte, commesse fra loro stabilmente le une e mobilmente -le altre ; la metà delle qtiali, per lo meno,

SULL,_ORGANTZZAZIONE !)ELLE NOSTRE h'ANTERJE

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.è affollo superflua, ed aggrava di inutile peso il capo del soldato, ciò che debbesi per quanto possibile sfuggire. Qurst'eccesso di peso rende il keppy inco'modo, neppur lo fa utile quanto lo si vorrebbe, avvegnaccbè alla prova ben si riconobbe cb'esso non preserva il capo da un buon colpo di sciabola. La forma. del keppy posteriormente tronéo-conico,; oltre al' ' non riparare completamente dai raggi del sole, ed a facilitare Jo scolo della pioggia nel collo del soldato, lascia questa patte delicatissima d~I corpo affatto scoperta alle sciabolate, se pur non le favorisce guidandovi il taglio dirello ,1I capo. Un allro suo pPggior difetto è qtrnllo di non essere igienico: · il panno ~er<•ggianle, il cnoio dcli' imperiaiC', quello d~lla fascia e quello dr\ carcame, la sua poca capacità intPrna priva d'ogni foro per dare sfogo alla traspirazione del capo, e se vi aggiungi la tela cerala o di caookhoueh ,, rendono cotesta coperta del capo affollo •antigienica ..... e ben lo provano coloro cui toccò portarla n~i forti cnlori e nelle lunghe marcic !: ... Chi sa quante cf'fa lalgie, quanti accessi cerebrali forono cagi0nati dall'attuale k('PPY ! Pl'r la sua .stessa formazione il keppy è di breve durata, e pochi ·giorni di campagna bastano a riclul'lo in uno stato deplorabile ed insenibile. Ed anche in tempo di pace, per• cura cbe vi metta il ~oldato, dopo un nnno, se non è da gittarsi via, vi;iol · ~ssere almeno affollo rirnoiJenrnto ; ciò che, olt,:e allu spesa di pr,ima p:-ovvisla, cb'è già l_)en fo:·te in L. 9 05 (cQmpleto), rela- · tiv,;1mente al lieve uso erl a' suoi inconvenienti, cagiona -ad O{l!lÌ mo,nenlo grave spe~,1 alla massa inrliviclualr. Consultal i i librelli di lotti i solòuli di una compagnia dal 1853 al.18158, cioè di .5 anni (servizio attivo dell,1 clas,-~ ,j 8PS:3 di ,j 1 c~trgoria), noi abbii1lllO dovnlo riconoscere che in media la srrsa indiv idùale dei keppy_montò a L. 27 pei 5 anni, cioè L. 5, · t5 all'anno, ch'è {Jlla~i la nona .parte dell'assegno di -deconto! ANNO\' . Voi. !. -

3


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STUDI MILITARI

A fronté -di simili incontrastabili inconvenienti. del keppy alluale, si risponderà forse non essere possibile il trovare una miglior cope1:ta pel capo del fante? Da lunga pezza è vero,. si stud ia presso tulli gli eserciti Sll questo oggetto di vestiario e3senzialissimo, onùe accoppiarvi la leggerezza, I?- salubrità e l'utilità difensiva, condizioni impor-tantissime, quanto di loro natura discrepanlissime fra loro; e le pili strane forme si sono proposto (fra le quali debbesi annoverare il curioso keppy-cappcllo de'nostri zappatori del genio...!) e sino ad ora non si riuscì a rinvenire l'archetipo perfello. Per quanto rovistiamo tutti gli sciaccò, elmi, kolbaèk; freppy, cappelli, ecc. delle passate e presenti fanterie, uon troviamo per anco quella coperta -del capo che riunisca perfe.ttamente tulle tre le condizioni richieste. '- Cionullameno se ci decidiam9 a trasandare l'una qualunque di. queste tre condizioni, non ci sarà di!Jicile risolvere la quistione, se non finitameìite, meno imperfellamente però, quella trasandando che nieno essenziale fra le altre è da riputarsi. Ed invero, non badandosi alla leggerezza, l'elmo è la eccellente coperta difensiva del capo, mentre non badando sottilmente alla difesa, il moderno keppy di guerra fraucese, merita la preferenia per leggerezza e comodità; e certamente coi metodi attuali di comballere, quest'nllimo è da ritenersi pel minor sconcio. Uu keppy cli feltro raso e flessibile - di color bigio (come il cappollo) - fornito d'ampia e forte visiera piana - di form,, presso che cilindrica ed.alto non più di 0"',1 5 sul sno asse - afforzato alla base, internamente di una doppia di tela greggia, èd esternamente da una bassa fascia di buon ·cuoio vernicialo - portante null'altro ornamento, se non cbe il no-: mero del reo-o-i . 00 mento in 1i:rosse cifre di lana rossa, ed una piccola nappina fissa e rad·ente l'i'mperiale, sulla quale il numero , della compagnia - sotto alla cifra e nella fascia, un forellino mantenuto aperto da nn piccolo cilindro metallico, per la I

V

SULL' ORGAIHZZAZIONE DELLE NOSTRE FANTERIE

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necessaria•circolazione interna dell'aria -- due soggoli di cuoio verniciato - questa sarebbe, a parer nostro, la più acconcia coperta del capo pel fante, soddisfacendo alle due più essenziali condizioni, cbe sono l:l leggerezza e la sanità; provvida l'agilita naturale del nostro fonte alla terza condizioue, ch'è attualménte la meno importante, ed alla quale, come abbiam detto, nemmeno pro\'Vede l'odierno keppy. ., L'importo del proposto keppy non ollrepasserebbe le L. 5, e le spese di consumo e manutenzione sarebbero certamente inferiori a qudle dell'attuale. · Non farà Josì elegante mostra nelle parate'. .... ma serv;ra meglio, ne siamo convinti. . Pei sen·igi di fatica e per le istru!ioni nell'i1itèrno del quartiere, il berretto rece1itemente adottato per la fanteria di linea ci pare conven·ientissimo. . · Cravatta. - Oh! quant.e imprecazioni non fa il soldato, specialmente il novizio, alla rigida cravatta, che lo impala e lo incomoda nei movimenti del collo! E l'attualé cravatta è bambagia a fronie del nostro antico col\arP. alto presso che un decimetro, di forte corame, e fermato da'\argo gancio metallico!... La ·cravatta però è reputala necessaria .per abituar il novizio soldato che vien dall'aria libera de'campi e dalla piena balìa di sè, a tener diritto il capo, c'iò ·ch'è esse1iziale nel portamento mili,tare; mantengasi dunque discretamente alt.a, seco·ndo l'altezza del collo dell'individuo, e per toglie·r~· la molestia della fibbia sul dietro del collo ,· si preferisca abbottonarla o legarla, d'innanzi mediante due linguelle, come oggi usano quasi tutti gli uffiziali dell'eseri.;i!o. , All'apèrtura q'una 'guerra si lasci la cravatta infÌessibile pel fazzoletto di lana. 11 colore scarlallo della cravat.ta, ora fo uso per la fanteria di lin(~a, fa spicuar bene il nero del velluto della goletta; ed ba nn certo buon gnslo, cbe non avea l'antico di color nero,


..

STUDH MLITAIU 36 cionullameno vi ba cbi se ne lamenta, per la grande difficoltà di trovar stoffa di buona tinta, che soUo l'azione del sud,ire non si scolori tingendo la camicia e la pelle. · Tunica. e cappotto. - La tunica di panno turchino, sia nella campagna di 'Crimeà, sia 'in quPs•t;ullimà, venne saviamente lasciata ne' mag~zzeni de'd~p1Jsili, ed il solo cappotto fu l'abito del fante in campo ; 11è vi ha certan1rnte chi· possa ragiooevol. mente criticare questa eccwllente disposizione, per ~ui i/ peso dello zaino del fante ven,iva dimìnuito d'un inutile peso di cbilogrammi 1,600, cbe non è poca cosa. Qnrsto sol fatto condanna la tunica, ch'è ritenuta sconveniente per quel tempo appunto, e per qu~lla frcosta nza che è normale ed obbiettiva pel soldato, la guerra - L'abolimento della tunica dal corredo del fante, oltre ad alleg·gerirlo e semplificarlo , darebbe un'economia inci'ividuale di almeno L. ·1 O, 50 all'anno ; quale economia che rappresenta la 5a parte circa dell'annno dP-conto , troverebbe utilissimo impiego sia nell'adottare miglior quatità di panno pel cappotto e pei pantaloni, sia nel relativo abbreviamenro dell'uso del cappotto. Non av1•pmo · più per le parate e ,pel pubblico passeggio i solclali nostri stecchiti e fasciati in una 'foggia di veslito, insufficiente Iiell'.inverno a riparare dal freddo, so[oéante nella state sia pel suo colore nereggiante, sia per il tagl io sno poco comodo; .mà per ampio compenso .i solt.lati saranno vestili wtilrnente di _on buon cappotto bigio-scuro, di buon panno, che loro lascia liberi tutti i movimenti e l'elastkità del corpo, che loro con-• sente age,)olmeute d[ dormir vestiti, che bl:'ne l,i riparerà ugualmentP- e dai rigori della stagione, n dall'umidità_, e dai raggi infocati del sole , spnza solfocarli '.non essrnrlo cosi aderen te al capo come la tunica), e come tale rite11iamo l'nltimo modello adollato; non saremo più costretti aH'aprirsi di una guerra a riempire ;·info$ame11le magazzini, a b(•nefizio delle tarme, e ad imbroglio della contabilità; avremo una sensibile

SULL'ORGANIZZAZIONE DELLE NOSTRÉ FANTERIE

37

econ.omia a benefizio del!' individuo; ed anche, se vnolsi, dell'erario; e al soltlato in,culcheremo così, naturalmente, cbe~il suo più eleganie vestito è quello ch'egli presenterà od ha di gia p11esentato alle palle 'nemicbe per la difesa de.Ila patria. _ Pantaloni. -: Se sono soddisfacentissimi gl_i attuali pantaloni della nostra fanteria di linea per foggia e colore, no! sono già di certo per la buona qualità della stoffa in generale. L' ingordigia dc'fornitori pPgg_i.ora ogni dì più la qualità del panno, e per poco cbe si prosegua di IJUesto passo, i pantaloni non dureranno ' nè anche un _mese ne' strapazzi del campo. toro si danno assai grassi appalti per aver buone stoffe di lana, e ti danno cotone pessimo! Oggi mai non mancano nazionali fabl}l'icbe di panni, perchè il governo, possa sta.bilire fra loro una equa concorrenza, e sradicare l'esoso monopolio che, approfittandosi del le frette, smercia tutto ciò che può di peggio. . Calzaltwa. - La sécrot de la gu.erre a.st dans. les jambos du so/dal. Prendendo alla lettera. quesl'.im mortule sentQuza , egli è giuocoforza ammettere che la calzatura pel fan.te è il principal,e articolo del suo vestiario. Coll'abito, lacf'ro, col capo mal coperto ed anche nudo, il generoso soldato italicJno marcia e combatte da prode alla voce dei capi,- per amor della patria e per'! 'odore della propria ln1ndiera; ma se la calwtura è inc~rnoda o guast,ì, riesce inntile ogni suo buon volere, impotente a camminare , egli diventa nullo, fìncbè gli si cambi o si riatti la calzatura. Nell'attuale calzatura del fan te noi critichiamo le uose di cuoio, qual i 'insalubri, focomode e dannose alla marcia, nè (,li quell'utilità che loro si ·vuol <lare. - Sono 'insalubri, ,a della cli tutti i medici, perchè tratti>ngrrno In traspira7,io11e dei ·piedi, ch'è così necèssaria ·aver libera ndle lunghe marci e : pnde non avvengil ll0 bolle acquaiole, le quali sono dolorosissime, e finiscono per impiagare i pii,d,i ; - ~ono ioèomodn perebè molestano i liberi rnovimeuti del collo ·d~I piede; - ~ouo danno~e perchè una volta . bagnato · il cuoio s'indurisce e facilrnen!lil


38

STUDI MILJTARI

..,

prodace escoriazioni - non sono della voluta utili.là, perchè non preserv~no i piedi dall'umidità estérna ,. ed anzi han110 il grave sconcio, che essendo una volta umefatte, tarda il cuoio più di ogni _altra stoffa a rasciugarsi. - E questi svantaggi sono così ben sentili, che le uose di cuoio spno in uggia al fante , e 1~ fanteria francese, da cui .ne abbiamò tolto_il mod~lo, si affrettò · a-lasciarle per adottare quelle di tela bianca, le quali noi r4vvisiamo di gran lunga più convenienti, p~rchè di forte tessuto, . . - Ogni fante dovrebbe averne due paia. . In quanto alle scarpe attualmente usate, esse hanno \',inconveniente di essere troppo basse, e pl:)rciò di calzare male il piede e qualche volta di. lacerarlo _alla . caviglia o sopra il tallone. i nostro avviso converrebbe sostituir loro gli stivaletti (broclquù1s) appunlati sul collo _dei piede , alti un decip1etro di dietro, qi robusta ma morbida pelle , di _suola larga ed·a tacco basso e piatto. - Si dovreb_be poi pretendere rigorosamente ·che ogni soldato fosse fornito di una me_zza; dow.ina almeno di pezzuole di tela di lino usata; per avvolgervisi i piedi nelle lunghe marcie, ciò ch'è utilissimo per evitare .le scoriazioni, le contusioni e le bolle. ' '

spu'oRGANIZZAZIONE DELL\s NOSTRE F.fNTER-IR

39'

tra gli uni e gli altri, quasi come ciò ch'è u_tile all'una fanteria noi fosse del pari all'altra, quasi come due morli di vestiario identicamente utili si potessero avere...:· menire si confessa esser così difficil cosa il trovarne la vera utilità! Noi lascieremo, per esempio, nl Lersag\iere il suo vispo e grazioso ' cap/rnllo pennacchialo, ·. che non gl'jncaglia il ma.:. neggio dell'arma, più ·corta di quella portala dal . fonte di linea; r rna . avece della giubba dì pannri, . della tunica e della miserrima mantell ina , che non lo preserva nè qalla pioggia., nè dal freddo, nè dall'umidità del bivacco, gli daremmo, come al fant,e dì linea, un buon cappotto, largo e comodo, ed appena qualche centimetro· meno lungo. S_iècomc poi è un f~tto inconlestabile ,che in campagna aperta si scopre da lungi più fai;:ilmenle un oggello nereggiante , .che non un oggello bigio, e ,siccome i bp,rsaglìeri, di loro essenza tattica, banno il massimo bisogno di celarsi, per quanto possibile, alla vista del nemico, noi opiniamo che anelle pei bersaglieri. si do. v\·ebbe adottare l'alluale bigio del la fanteria di linea. -:-:- Il cappello,, la bulfolteri'a annerita, un color diverso alla golletta ed :alle Véll'ie mostre (che gli daremmo, verde), sarebbero suflicienti :distintivi fra L'una arma e l'allra.

§ 2° BERSAGLI~RI. § 3° VESTIMENTA PEI SERVlZI Dl FATICA . . Ciò che abbiam detto sul vestiàrio della fanteria di linea, valga anche pet' la fanteria leggiera, poicbè ,!)on vi ha di plaÙ-' si bile ragione che gli uì1i siano•. altrimenti vestiti degli altri, mentre alle stesse condizioni vuol strettamcn.te subordinarsi il vestiario d'og,ni specie di fante. Che vi sia una qualche .distinzione nel colore dell'abit_o , ed anche qualche leggiera cd insignificante· variazione nel taglio dell'abito, bene-sta, p·er discernere l'una arma dall'altra, ma sono incompatibili quelle radicali differenze che oggi si osservano

,È indispensabile cbe oltre all'uniforme abbia il fante alcun V<"slilo più leggiero e facilme11te lavabile, pei servizi di fatica, ed anche per cam'biarsi quando gli accade cli ·dover foì' asciugare i suoi _panni inzuppali dalla piogt;ìa soITerta. All'uopo gli è utile l'attuale vesti menta di tela di filo greggia, cioè la veste cd il pantalone di tela. ~ In qualche. eccezionale circostanza di guerra o d'esercizi militari, per le varie istruzioni nell'interno de'qn~rtieri, si potrà anche usare di tale veslirnenla


40

510D{ llILl'l'AIU

nei più forti calori dellà state, disponendo allora il cappotto · arrotolato intorno allo zaino, cd in queslo i paritalbni (li panno. E qui a1iche, se vuolsi, noi vestiremo, per distinzione, i fanti di linea di tela bia\1ca, ed i bersaglieri di lela a picéole ~i'gbe alternate bianche e turchine (comé usaY.ansi testè le uose di traliccio). ' · Vorremmo poi che a' bersaglieri venisse dato n berretto di fatica come ai ra·ntì di linea, guernito di verde, a vece di quel detestabile e _detestati~simo berelluzzo da spe·dale. Non pai-leremo degl i aitri oggetti cbejormano il corredo del fante, - come quelli che hanno una min or importanza dirimpetto a' pi/i csseniiali , di coi abbiamo_accennato, ed i quali d'altronde ci sembrano assai bene intesi, quali sono atltialmeute ·stabiliti, specialmen te dopo le ultim~ mod ificazioni. avvenute. ..:_ Nu.tla di super{ltt-o, ma sol quanto e strettamente necessai'io; questa è la regola: fondame ntale cui vùole r igorosiÌmente subordinarsi l' in ti ero èorredo e 'l'equipaggiamento ciel fante, onde non aggra~ vare oltre l'assoluto bisogno il peso ch't·gli debbe portare, .a scapitò della mobilità delle trnppe, la quale inna1izi_tutto·debbcsi ricercare. Sarebbe igienicamente utilissimo cbe ogni soldato avesse ' ' , con sè almeno ona cintura di Oanella, di quelle cbe furono date in Crimea , e che vennero riconosciute tanto efficaci per pÌ'eservare dai dblori éolici, mantenéudo la normale traspirazione cutanea soll'adome. Gli speccbi seguenti stabiliscono un esatto parallelo f,:a la completa mo1itura attuale del fante, e quella ·modificàta ·secondo

. , le nostre proposte. '-

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SULL'ORGANIZZAZI ONE DELLE NOSTRE FANTERrn

Attuale montura corn11leta

del là.ute di linea. Cappotto -. chilog. Pantaloni di·panuo » Keppy , >) Tunica . >> Giubba di tela . n Panlaloni di tela ìi l<\1r~elto di maglia >l '.2 paia mutande . >> 3 camicie · n Berretto di'fatica . n Uose di cuoio >l 2 paia scarpe n Cravatta >/ '.2 cravuttè a faz- I zolrtto In 2 moccichini . » 2 .Ìsoiugumani _ n Zaì no •

'

2,000

.Q,850 0,4./JO ·1,600

Kcppy .

2,000 0,850 0,200

>)

Giubba cli tela _ )) Pan\aloni di tela . 1> Farsdto di 111,iglia ii 2 paia mutande >> • 0,600 1,200 3· camicie ._ n 0,·1 '1 O BHrelto di fatica . » 0,3 •1I) 2 paia uose "di \eia i) 1,too 2 paià st1 valetti . » 0,050

n »

)) ))

Cappotto chilog. Paillciloni di panno >l

0,4,50

OJ,50 0,6 00 0,500

n

Gavetta ,. Tasca a pane Bnraccia . Tela da tenda e ( piccbetto · Fucile con bc1io-1 nNta (modello

- nlonturà com1,!eta dl'l fante di linea modificata grnsta la dismse profC~[B.

.

)

.2 cravatte a faz0,100 zolelto 0,•100 2 mocl:ichini . 0,200 2 asciugamani . ,1 ,700 , Zaino 0,4,30 Ga\;ett.a 0,200 Tasca a pane 0,200 Uoraecia . Tela- da lenda e 0,850 picchct.li

I

))

)) » ))

0,600

0,500 0,vOO 1,20 0 ·

0;11 O 0,300 -

1,600

1

0, 100 1

0,'100

0,200 1,600 1

»

0,450 0,200 0,200

n

0,800

l>

»

n

4-,550

Fucile con baionetta n

4,550

Cinturino e giberna »

0,830

Cinturino e giberna n Minuti oggPtli di piccolo corredo e fornimenti, ivi compresa la fa- » scia di la1Ìa e le pezzuole pei piedi 6 O cartocci a palla n

0,830

·1860)

.

Miu_u!i oggetti cli ). · piccolo corredo { . . ~ )) e. .f_orm~ent1

0,965

varn 60cartocci(nuovot )}

modello 1860)

~

3,,120

23,385

1,360

3,120

'.21,970


42

Donde si scorge ui1'econòmia di peso di chilogrammi •1,4-15 .

,

,1

risultante dalle proposte modificazioni. cioè più di - del pe~o · ' . 20 che il soldato debbe portaré sul corpo; quale considerevole sgravio sarà a benefizio totale della mobilità.

0

§ -4- VESTIARIO DEGLI UFFIZIALI. Per' l'uffiziale si richiedono due tenute distinte: l'una dL guerra e di manovra, l'altra di pace, per le parate e per la societa. - Mentre la prima vuol scostarsi il meno possibile da quella della truppa, onde l'uffiziale nou sia un punto spiccante di mira a !iro del nemico quando egli si, tro.va in linea; la seconda depbe sollomettersi a qualche principio d'eleganza e di buon gusto, affinchè anche per l'eletta_f~ggià dell'abito (cui la società moderna mette un gran peso!) s'abbia l'uffiziale nella società quel distinto posto ché ivi gli ,assegna il suo grado e la sua condizione. La montura di parata per l'uffiziale di fanteria potrebbe star benissimo quaf è l'atluale gran montura; aggiungeressimo però una banda d'argento (larga 3 centimetri) ai pantaloni. - PEir l'inverno, on soprabito di panno p,ilot turcbiuo, a forma di spencer, ma senza pelliccia, e lungo sino al giqocchio per coloro e.be non sono a ca.vallo, a do,Ppio pello, e con alt.o il bavero, onde poterselo trar sulle orecchie all'occorrenza, sarebbe ' a ' . ' nostro avviso, il bene accetto alla maggior parte degli nffiziali di fanteria, a vece del!' informe bm·nous a cappuccio, che ·tien poco calcio nell'.inverno e troppo nella state, quando lo si usa per ripararsi. dalla pioggia. - Una !eggiera mantellina di buona tela di caoutchouch per le pioggie, ben meglio servirebbe in ogni circostanza dell'attuale burnous, che inzuppandosi d'acqua, dopo prev'ora di vien così pesante, che Più n'ol si può reggere; "

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SULL'ORGANJZZAZIONE DELLE NOSTRE FANTERIE

S'IUDI MILITARI

e d1ordinario nelle marcie si, preferisce ricevere l'acqua di1·ettamente sul corpo. .Un lus~o 1Ùaggiore ·non sarebbe ragion;wo\.mente consentaneo all1'l limitate paghe degli utlìziali; e superfluo d'altronde·. La montura di guerra dovrPbbe , a· nostro avviso; consistere (come il fu in Crimea) in un buon cappotto di panno bigio,· di forma identica a quelli della truppa, ma di stoffa mig,liore e di p~ù acc·urata confezione. - Pantaloni cli panno bigio come la truppa con una banda nera (larga 3 centimèlri).. - Keppy di feltro, come venne proposto, co11 galloni d'argento per la distinzione dei gradi, ovvero il cappello se uffizialì bersaglieri. Bando perciò in campo alle spa\liue d'a1.:gento che•luccicano da · lungi ·e sono incomodissime al bivacco, ed in breve tempo diventano bruttissime. - · Per distinguere i ,;-arii gradi alla distanza che esige il servizio della fanteria (200 o 300<» al più) basteranno benissimo i galloncini ùel. keppy, la banda ne.ra dei pant'aloni, la sciabola, ed--anch~ se vuolsi .il contro-spallina di argento sulle spalle del cappotto, semplice, doppio <1 triplo secondo il grado·. ' All'apÌ·irsi della guerra cessar dovrebbe affatto l'uso della montura di parata, la quale non av1;ebbc per certo da far parte del bagaglio di guerra dell'ullìziale. - E la sua strettissima cassetta potrebbe riempirsi d'oggetti molto pi.ù utili, tale, ·pqr esempio, una buona coperta di lana (catalogna), che pel bivacco troverebbe confortabilissima. .,. (Conlùma) .

\.

c...


45 . animi loro là confidenza di se slessi nell~ circostanze anche le DELL'EDUCAZIONE MILITARE

!es

Qu'on nc·s·s trorn1ie p~s. hQmmes ne ' pet11'cnt et ne c)oil'ent elre <1ue ce, <['on Jes fait lot$<['ils sont cneore jcunes. , I'. ~lussoT.

,

·

n savio Loke, di0e G. G. Rosseau;- dopo laboriose ·fatiche

in istndi e scritti, non .riesd ,1d_ind icarci qnal è .ii miglior metodo a scegliersi per ìw~parare la giovent9 a divenire nomini. Onde poter far calcolo a ben riuscirvi egli è vero che richiedesi per condizione essf'nziaìe una buona complessione, dalla qnale pnò dipendere la forza corporale degli nomini , dipende ben pii.i essenzialmente dalla educazione primitiva che la gioventù riceve. Aci ottenere uomini -dotati di caratter~ energico quali voglionsi a' dì nostri,• esigonsi' in tutte le classi .sociali, e vi0maggiormente nella militare, è mcstierf educare per tempo (:Jd attentamente la gioventu tanto nel fisico cbé· nel morale. ' - Bisognerebbe, per così dire, creare a nuovo la gioventù di tutte le classi col prèpararla ai pericoli', colle falif.he accoppiate [ alla buona scelta di utili cognizioni, atte insieme a destare negli

ma

ed

.

( più difficili della vita. · · , . Sarebbe nece.,sario che la gioventù fosse alml'llO nr.ll'adolescenza sotlratta all'eJuca1,ione famigliare ordinariamen t e ~, buo.na~-11011-cbe. proporzionarne l'esercizi~corporale e le occu-• ~ i me11tali gradatamente col crescere dr\le fol'ze- loro per renclerli agìÌ.i, sani e robuF-li e· far loro al:tiuistare una vigorosa complessione ed a1ssueforli all'agilità cbe più tardi dati loro il vàntaggio, la forza, l'energia per sopportare !e privazioni, i patime11ti ed i lavori i più penosi·. _ (( La piu parte dei parenti, addrtli a lavori è :;.d interessi >> particolari che assorbono tntto il loro tcmp_o e la loro in1fu» stria, non possono avere .nè il tempo, nè i lumi, nè la libertà » necc.-saria per dirigere essi ~tessi l'educ;izione dei foro tigli. n I giovani, destinali a vivere in comunità, hanno bi~ogno di n ricevere le noz;oni generali che devono' loro essere comuni » con tu lii i membri della società, e I' insPgmimento particolare )) relativo alla loro destinazione ed alla sfera in cui trovans_i, a n .meno che un merito e taleµti su 1)eriori non li f::ìcciano sor)) montare i .limiti cli lor condizione per as_cendere in una cl~sse )) più elevala. (< Ma nella più parte dei collrgì,· delle università : drgli sta» bilimenLi consacrati all'educazione, i giovani st'parati <lai loro nparenli, constgnati a mani straniere, vengonc, a!Tidali a maen stri piò o mr.no abili, e qu<isi sPmpre inddferenti al progresso » de.ila massa dei loro discPpoli, e gelosi soltanto di farne di» stiuguere on picco\ nunwro a\pese dPgli altri per fa r valere li se slPssi. C' é sempre una perdita immrnsa di tempo irrepan rabile per gli all ievi, una negl igenza quai i, inPvitabile da >l parte <fogli istitutori, molte par,ti d'istruzione incomplete e >'i difettose nel sis\{'ma d'eJucaz111ne. (< Gli esereizi necPssari .per s,11\uppare e fortific~rr ii corpo, )) la ginnastica , il, 1Juoto, l'equitazione sono quasi interamente


,

46 ..

e

DELL'EDUCAZIONE

I

trascurai.i, non c'è~ne fisica. L'educaziooe·morale si è >) limitata, per lungo tempo a~li~ pratièhe di 1ion tutta la necessaria estensione, e non ha preparat.a la giovenlù alla conon scenza d~i mutui rapporti cbe esistono fr~ gli uomini, ed i n doveri ai quali devoiw adempiere nella società. L'istruzione >i o la parte d'educazion.e relativa alla cultura dello spirito, non )) ba che troppo di so,veute avuto altro scopo che Io studio cl.elle n lingue antiche, che·collega vasi, è vero sotto qualche rapporto, n ma in modo imperfetto e vizioso allo studio della geografia , >i della storia e della mitologia. ,« La logica, le lingue moderne, le scienze naturali e fisiche, )) le scienze matematiche, la. geometria ed il disegno e l'applii> cazione alle arti meccaniche ed alle scienze rend~ in generale n utile e necessario il loro insegnamento; ma sono state o male >) insegnate o totalmente obliate. (< Il progrf1sso dello spirito nmano e delle scienze negli ul-, i> timi secoli, lo stato dei lumi nel nostro esigono dunque da >i gran tempo nuove organizzazioni più vaste e meglio ordinale ,i per l' istrnzione generale. Importanti miglioramenti si effet>i tuarono, sollo gli auspizii e per ord ine dei governi, non solo >> la Francia ma molti Stati d'Europa, la Russia, la Baviera, la. n Prnssia hanno incominciato a perfezionare il sistema delle )) scuole pubbliche (·I). · >l S'occuparono infine d'organizzare ·l'educazione seconçlo IP. n idee più li berali, per modo di dare più nobiltà ed elevazione )> agli ani_ mi, maggior estensione e giustezza agli spiriti, più » forza e vigore ai temperamenti » (2). )>

)>

\

(t ) Sebbene l'autore non menzioni il Belgio, sembra per nitro, per quanto rigu,1eda l'educazione militare, che sia in quello Stato assai bene conccpittt nelle sue scuole militari, i di cui risultati sono, se non alt.ro, almeno ben sodtlisfaeenti. ·c~ì Est.ratto da un Piano cl'eduwzione prntica , di III. A. I. Parigi , seconda edizione.

47 Per raggiungere un certo qual grado dì perfezione nell'educazione .militare, dice /Jfontesqu.ien, sarebbè necessario che si formassero a divenire più che uomini, ciò che fecero gli antichi Romani e Greci con 'lavoro continuo eh.e aumentava loro forze, e 'èon-~izi- cbé davano loro ardire, ciò cbe altro non è che ( unll giusta dispensa delle fol'.ze che si.po's~edono. ,j Il principio d,ell'ed~1_o_~sia dell'arte di formare gli uomini e rend?rl~forl'!_r.wti, consiste intieramenle in questa legge della natura, che è altrésì il primo anello della catena sociale: ' ' {< Nissun uomo può creàre la sua propria felicità se non che n çol contribuire alla felicità altrui. L'interesse personale d'ogni >i individuo c~mponente la società tende naturalmente, e per la » foÌ'za delle cose; confondersi coll'interesse comune n. Questa verità diviene incontestabile per colui che ne attinge le prove nello studio delle circostanze che banrio 'preceduto ed accompagnato la formaziotie della società ne_i periodi successivi di perfezionamento, e ndl'allua!e stato di civilizzazione. L'educazione è, per così dire, la scuola pratica della vita, suo vero scopo, come quello della vita è il perfezionamento fisico, mÒi'alc ed intellettuale dell'uomo, senza del quale non p~ò dars_i vero benessere. Quanlunqt1e tutli gli uomini tendano necessariamente al loro beilcssere-, per riflessione e per istinto, e .qua!]lunque niss_uuo abbiavi che non desideri il proprio benessere, la più parte ignora in che consista il benessere reale, quali siano gli elementi che lo compongono e quali i mezzi per raggiungerlo. La ragione, l'osservazione, l'esperienza sembrano indicare tre ele~enli ess.enziali. e ueces~ari : la forza del coi'}Jo e la salute, MILITARE

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l'elevazione dell'anima. o là moralità, .la cultura dello spirito, ossia l' ù-tmzione. Gli e.duca tori della gioventù devouo attentamente studiarsi di, svariare abiln1e11te i giovani loro affidati : un superfluo riposo e la monotonia delle operazioni od istruzioni quotidiane è il


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DELL'JlDUC.\ZlOJSE

più funesto ostacolo alla buona educazione; e l'istitutore deYe impiegare tutta la sua industria onde e;•itare tali ostacoli. Lo esercitazioni corporali devono l'Ssrre spinte sino al lim ite approssimali\'amente eccPssi·,o e rarantPnte inco11trarlo; variare il genero c~'esercizio corporale con regolare attenzione nel progres~o d1 ciascuno, ,ccondancto l'indinaziooe a ciascuno propria, studiandone at1e11t;1mt'nle lo individuali tendrnze e svPgli.irne l'emulazione reeipro'C'a degli allievi, senza cadere inavvedutamen te ncll'imprndcnza. Il vantaggio fisico cbe dagli esercizi corporali ben direlti si ritrae infl uid1 iliret1amc11te imi morale', e se ne ricaverà col coraggio fisico il coraggio del cuPre. mcntrecbè se ne prepara quello delle facoltà mentali, la ragiono. Il coraggio del cuore, dice Servan, è cosa ben più dovuta all'educazione che a un dono dC'lla natura; è una virtù mascbia ~he ~asce dal senti mento de-I le prQ.QJ~fo~chc fa ~ITrontare ~ / 1 pPncoli e le loro consegueuzC>. << A foro.are giovani per divPnire uomini cl'iirme, clor<'ndo » ohb_ cdire continuamente agli ordi 11i nii litari, devesi prima di » ogni altra cosa, t>d è ciò clw più facil11wn!e trascui'asi, fo r » loro conoscere le lt>ggi e regolamenti cbe reggono l'esPrcito » ciel governo, il cbc deve prcc~derc qualunque altra inclispcn>, sabilr i:;truzionr. « L'obbrdienza alle lt'ggi ed ai capi deve e:;ser rri;a abituale ,, senza ost0ntazionc. L'insubordinaÌioneè il primo, il più grande » di lutti i vizi militari : mette rndiri e si comunica con una >l estrnna rapidità be11 anche urgi i stabilimenti di <·ducaziont!, f'd )) ucqui3 ta forza a mi~ura elle si propaiza. Se comn,ett<'le uri_ 1 ' errore, se lo \'edete commelt<•re, nou ;nclngiatc a poni ri>> paro. Quantunque qursto modo di agire sia per ragi(lll{'\'O» lezza naturale e non meriti lode alcuna , vi guadagnerà gli » animi ;i.

Se volete che le vostre parole parlino al cuore, studiate

40 assiduamente il carattere e le incl inazioni indi riduali de'giovani ; sappiate tullo ciò che si pensa nel vostro stabil imento, senza impiegare il demorc1lizzaute spionaggio per riescil'vi; studiate i giovani nelle loro condizioni pri rnte, ed allorcbè liberi saranno in loro occupazioni, in loro passatempi, in ogni circogtanza insomma della vita, lauto più quando non possano supporre d"esser _oggetto delle vostre osservazioni: poichè riesce difficilissimo , per quanta naturalei,za ,alfettnr si voglia, che essi arrivino a dimostrarsi tali quali sono in tutt~ l' estesa d<'ll'espressione, ~uanclo trovaosi lontani e C'rcdonsi certi ùi non essere osservali e studiati da voi, com e quando vi saranno presenti o sappiano cl i essere osservati. Il confronto clic ne trarrete dallo osservar i giovani nelle opposte loro due· posizioni, che diremo libern, epperò naturale l'u na, e di costrizione l'altra, verrete a discernere il vero dall'illusorio, e giudicare il pi tt prossimamente Ml reale ca_rattere individuale. Quando il giovine s'a\'vedrà di essere apprezzato 11elle sue lrnone qualità di carattere e conosci uto in quelle che tende a nascondervi, o desisterà grado a grado dallo intrapreso calcolnto suo sistema per meno occultarlo, o per addarsi ad altro fors'ancbe più studiato; ma egli è pur mestieri che faccia di voi lo stesso conio, per la instancabile e crescente cm;a vc,stra nell'osservazione, colln quale perseveranza soltanto arriverete a sradicare gradatamente la innata tendcnw che ha la gioventù a celare il men buono del suo carattere., che è l'errore cbe ama illudere piuttosto che seguire una verità cbe lo rimpro,·eri, e che richiede tutta l'atlenzione più minuta in chi è destinalo a dirigere, a co rreggere il carattere coo cercare tali sorgenti tendenze. (( Evitate le occasioni di inimicizie personali, lo quali altro n non sono che il frullo d'inavvcdute parzi,tlità che, per quanto » lievi esse siano, o per quanta cura \'O i impirghiatc nel dar a ) fTLTTA UE

A11"No V. Voi. J. -

1, .


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DELi..'imucAZ!O;m

quelle_altro colore, ~ono le fatali simpatie, o cbe involonla>J rìamente potrebbero_a quelle farvi inclinare, e-dovete sopra >> tutto eyilare. Non sperale di riescire nel celarle all~ gioventù, )> vi troveretP prevenuto: e ve ne sarà indizio l'impressione it spiacevole cagionata nei· più accorti degli alunni, e élurert!le >J grave fatica a cancellarne gli effetti distruttori della discordia; >> ed è_questo uno dei più essenziali obblighi dell'educatore (1 )» , È cosi• Cl'rta che, .se 'i giovani sono avvezzati di buon'ora ;Ila sommessione ed _alla 'obbedienz11 -ragionevole dalla direzione costante dei genitori, che cura abbiano avuto costante perchè il rispcllo sia divenuto famigliare in loro, non vedrassi in loro traccia akuna di violenza nell'obbedire: tale favorèvole con~ueludine 1>

( I) Se la gi_u~Lizia consiste 1wl ctrlto e nell'amore.doll'cs~ere proporzionu1 0allu su~ d1g111ta, .se la dignità dcJl'esser:·,ion può conoscersi nè rispettarsi fu orche da colui che,, abbia la capacità di rli_stinguere il bene subbieUivo dall'ohhictt.ivo, e di prefr.rircqnesto a quello: se tutto ciò richiede to l' idea asl!'atla di bene; ~ 2° la riflessio1H' e il confronto fra l<: diverse specie di bene, ognuno comprende che della giustizia, ossia del bene morale non è c,npacc ~H non quegli che ibbia sviluppate le potenze attive e passive del,! inlcnd1mcnlo, almeno fino a quel grado dte si riehicde per tutte le ·suddette operazioni. ·

In fìloso~a è dio_1ostralo che nessuna potenza si svolge se non è tratta da un conven,enle stimolo. D, I pari la facolià del rillcltere non si svo]<re

che per mc_z~o del linguaggio. Dunque il linguaggio è un mezzo ;1ecessario p~t· ~01·mars1 il conccllo del bene obbiettivo, e iu conseguenza quello della TI~U.

.

•

Vi ha· un bene n:,ornlc ,li cui - l'uomo è · capace per le -semplici forzedel pcrchc la sua ranionc ·1>11ò conosccr·lo, 'e t•" s u a vo Ion t··n pra. la natura. • .. .., t1c~rlo. 111tloc1~ che l'ti"omo conosce per mezzo del lume_della ragione puo essere COlls.1dcralo nella sua propria entità .e perfezione, e come tale anch.-: amato e 1_·1speltato._L:amorc dei figli v~rso i propri geuitori; la 1,icono-. scenzt1 e la grnt.1Lu,line pc, benefizi ricevuti , il rispetto dcll'"ltru· p ' · 1· • • . .. 1 ropr1e a, 11 _soc~ors~ p:estato agl'indigcnt.i, 1rn conJorto dato ad un infelice esimiglrnntt sono certamente morali e, bu'one , e non pt10· negarsi· eh e , _ az1ou1 . 1 uomo ahbia dalla natura la forza di praticarle. Ogni uomo ha, ancbe privo della grazia divina; la liberti, in gcn,erale di pral-tcare quel bene che la ragione gli suggcl'iscc. Però la volontà umana colle proprie '.orze non s'innalza più in su, e- nemmeno può sospettare un altro online d 1 cose,, f(ll,\I è l'o~tl i_nc dc!la giustizia. so_pram,tu rale.

mLIT.\RE

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~he presa avessero nella piu tenern età ri~parmicrà l'oro quasi tutli i gastighi. . Quello che per. l'ord inario costringe a ricorrere a ques ta f'Slremità è la cieca intlolgeuza che ,:cnde quasi incorreggibili i loro difelti,- percbè si è trascurato di mettervi ostacolo nel loro principio. Null_a è pit1 importante del ben discernere gli errori i quali meritano di essere puni ti da quelli che de\'Ollo essere perdonali. ]\fatto nel numero di questi ullin1i quelli cbe si commettono pe,; inavvertenza o per ignoranza, e che non possono essere gi_udièati per effetti della malizia e di una prava intenzione, non essendovi se 11911 quelli che ùipN1dono dalla volontà che ci rendono colpevoli. Nello stesso ordine metto tolti gli errori di leggerezza i quali e dal tem po e dall'età saranno infallibilmente corretti. Vi dovrebbero essere altri castighi, nei quali n.on scorgesi nè prava disposizione di cuore, nè desiderio di scuotere il giogo dell'autorità. ·_ .È gran parte del' merito del direttore il saper proporzionare i castighi per correggere gli allievi, anzi dipende in tutlo dall'industi•ia del maestro, li.solo vizio, a mio parere, che merita on trattamento_severo è l'ostinazione nel male, ma una ostinazione volontaria, dcter- minata e -bèn pa lese. Non si d_e~·e dare questo nome ad errori di leggerezza e <li incostanza, · Soppon·go ehe un allievo vi abbia mentito; se un timor violeÌtto \e l'ha fai.lo cadere, -l'errore è molto minore , e non domtnda che una tenue riprensione. Se è volontario, 'deliberato·: sostenuto con ardimenro, In ciò consiste l'errore ed è nccessar(o il castigo. Un padre <li buon discernimento, dice Seneca, pril'a egli dell'eredità suo figliuolo a cagione cli un p1fo10 errore, per ' <1uanlo grave esser possa? No, senza <luhbio; mcl.te prinia lullo !n uso percbè il giova11e si ravv(\da'e per corrr~crlo,se possibile,


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\IILlTAl!E

UELL' EDUCAZJOI\E

sopra il suo caltivo naturaÌe; e solo quando il tutto è di~pcrato e la sua 1inicnza è ridotta all'estremo viene a tale estrema de. 1. te1·minazione. Dico allrf'tlanlo dell'indocililà e della disobbedienza, qual)do ('\la sfo oslirwtamentc sostenuta e da llll fare di disprezz9 e di ribellione accompagnata. Vi è allra sorta di ostinazione che ' riguardu lo sluJio._c< La >; filosofia c'insegna che '.il sapere si può bramare o per sè o >> qual mezzo di ollenéie qualche altro bene. L'anima nostra » può trarre un dilello dall'attuale meditazione drlla vrrilà, e n può godnrc anche dalla coscienza cli possederla eome una >> ricchrzza ;;pirituale, fonte di altri beni'.<• Questo pr~rò, perqtia~to sia un piaèere.nobilissimo e degno il delle anime grandi e virtuose, èi and1'essn un J)iacere \imitalo >i che non può CO!ili luiré la felicita. Che, se si vorra aspi-rare » non già a notizie reali e delermi_nale, ma alla cogn_ìzio~e in>> delìnita cd inesauribile della verità, eccomi di bel 11110,'(1 ad . » un desiderio inesplc•bile in questa vita1 il quale potrà essere 11 di mano in mano appagato, ma non 1nai reso felice. (< Cbc se poi ci propooiaìno 'il sapere come st1:omento di )) altri beni, questo desiderio riescirà egualmente insaziabile ed· 11 illusorio >J. In molti giova;1i, se l'animo non scorge uir utile reale prnssimo o \'evitare un male, un castigo, od i\ desiclrrio di uu éompènso ai1che pass~ggern che gli sollevi l'animo, cadono, se non ve li c,>slringe la forza·, nella pigrizia, e sè questa di·,iene abituale, n..;tinata, è 11110 rfei pi/1 grandi irnbai·ani dcll 'cduèatorn man,,ggiare tali carJtleri, spi'cialmente se accompagnali cla ' inscn.sihi\ ith e da indifferenza, conie per \'ordinario accddc. Al lora \'educc1lore ha bisogno di tutta la sua prlìdenza e di tutta la sna industria per correggere l'allievo, mescolando forza e dòlceua, le minaccie alle promessr, i ~;istighi alle ricompense. Quando il tutto è stato posto in uso sc11za frullo, si può venire ·

al castigo, ma non renderlo ordinario o qqoli<liano, perchc allora il i·i medio è peggiore del male ( 1 ). << In' generale i giovani di carattere fred do, compassato, mc» todici, a COllCC'Zioni lente, tardivi in risoluzioni , poco cspansi\"i l> di parola, riescono i men facili a gu idare , e pf>r \o più di n poco bnoni risultali , se l'industria dèll'educalore non pen iene >) a modificarne il carattere». Quando il castigo è stato giudicato necessario, vi è tempo r maniera di esercitarlo. Le rnalalli e dell'animo· dimandano di ( 1) L' inlìngardogginc e l'accidia sono in generale accom pagnate dalla menzogna. !,n filosofia c'i11scgna che : « L 'essere intellettual e opera sempre per 1111 ,, fine proporzionalo alla sua opcrnz ion c », L'cssci·c iul ellcttuale obbed isce n cccssnri:,mente a q uesta lcgg<';, pc rc iocchè, se egl i nel sno operare non fosse condo Ilo da 11 na ragione, e questa proporzionala alla nalt, ra s tessa della sua open,zione, o, in a!lre parole, 110n fosse condo tto <l:i un a ragio ne sllflìcientc, il suo ope ra re non s arebbe più inte llclt.uale. Che v uol dire in fot!i operare da· ente intclJdlualc o raziona.le? non vuol d ire se n on scguit·c n ell'operare una ragione, la qua le 1Ìrcceda e diriga l'operazione s tessa. VcÌ·o è che l'essere in.tcllc ttu a!c talora opera ciecamente, cioè fenza ragio ne, o almeno senza una ragione sufficiente Ma in questo caso fgli opcrn piuttosto come semplice rcalilà ,,nzichè come inte lligen za. Così n ell'uomo, e nte mis to di s enso e d 'intclfi.tto, si d an no ,le.Ile nzio11i, !e qnali son o d'fcU untc dal semplice istinto, non sccondato nè dirello da lla ragione , la cpiale sola pnò pr·opors i un fin e. Parimenti è da no.tarsi che, s ebbene tulle le volt.e che l'essere inte lligente opera come I.ate si proponga sempre nna ragion ,sufficienle, non è poi necessario che operi semp re per una ra gione vera c d onesta. lrnsla so lo che operi pe r una ragione ch e egl i o a <l irill o o a torto crede Ycra e snffìcii:nlc. L'operare sempre· per un molivo giusto cd onesto , non srgnendo m,1i nitro che la veri tà, non può appartenere csscnzialmen!.c che all 'EssirnE (MSolulo. L'essere relativo n on ha questa prrrogativa. • Se ne convincano i pc<lago" g ist.i s imu lati crl ·a sistemi , dai qua li non sanno allonlanarsi, {' li dires te » come Giansenisti e il10/.ir1.isti ostinati, e g iudican o non se str.~si in al!l'lli, » ma SCr\l endosj di du e mis ure, imperfetta l'una p(:r sè, .e ,ti 1·icerr.:1!a » perfezione l'altra che per altrui impi cgnno sistem,tticamcnle. Apprcnucz " à bicn connaitrc vo11s - mèm11, expo it.cz bien votrc creur , cl scncz· » vous cn pour connaitre e t j ugcr Ics antrcs. La mèmc ind ulgcncc quc » vous v oùs· co mplaisez cn ,•o us pcr<lonnat à vous-mèmc, cn vous passant


DEI.I,' EDUCAZIO~E

e3serc mrdicatc colla stessa sagacità che quelle del corpo; nulla è più pericoloso per qnesto che un rimedio fuor di proposito e a contrattempo. Il castigo applicato all' isla11t~ dell'errore può inasprire il punito e fargliene commettere dei nuovi col portarlo agli estremi, e bisogna lasciargli tempo a rientrare in sè, prntirsi, co11os_cere il torto suo, e nello stesso tempo la giustizia e la necessità del castigo, e metterlo in i.;tato di trarne partito. u Ciò parrà mas;;ima >) ùifiicilmente conciliabile 11clle numero~e leggere mancanze " si aiscmcnl sur dcs faiblcsscs qu'il ne sont quc dcs t"él'ilablcs maU\·ais " panchunts qui vous fonl étuclil'r le moycn dc hie11 po11\'oir a,,ec tous » Ics soins le plu_s l'l'C hcrcbés arrivcr à dupcr ln société; employcz au " con_l1·a 1'.·c cc tt.c in<!LJl~cncc ~u x (,gords dc la sociélé mernc, et soyez " rnorns 1ntlulgent YIS·U-Yis de vous, p,1rdo1111 cz ò la sociél é , et tachcz » dc micux éludicr cl pcrfccliunn(· r YOus-mè111c pou r ar,·ivcr à réfurmcr " l ps . anlrcs. Sans cela ,•011s auril'7. lé la.l cnl clc condamner YOS proprcs " acl!ons cn cx1geonl ~t voulant apprcndre a11x n11lres à se r ~gler micux " dc VOllS. 1:a1· d_cs prnt1qucs quc vous n'auricz jamais s11 poss&der. ~ Vos d1s illus1ons anrout pcut élrc q11clquc r·elo rd, volrc cx léricur vnus " conscrl'cra pcul elrc cacbé pour quclquc temps ,lans le grand monde, » dans h: lapage et Ics mouvemcnls dc\S grandcs ,,illes, dans dcs ocr:asions ,, cxtraordinuir-cs et morncntanées tles qucllcs vou s saurcz habilemcnt pro" filtcr pour é!Jlouir la socié lé, mais qui ne vous sci-v iront ii ricn au » milie u ùc la jcuncssc du collègr, ne vou~ scrvironl à ricn cn fomille, » et cnfi11 parloul où vo11s rclroul'rcz, que le silcnce et la réflcclion auronl " remplu cé le tap:1ge et le mou,·c111c nt conliuu d cs gramlcs villcs el dcs 'l grands rnouvemcnts •·

• • .. .. . C11r, lous lant quc 11ous som111cs Lyux e11ve1·s nos parei/;, cl lcmpes envcr1 nou.s, 011 se voit d'un a.u.lre oeil q1J'on ne voit son prochain. Le Fabricatcu r Souv.erain

N(lus créa bisacicrs tous dc mù111c manièrc, Tcmt ccu:i; da lcmps pnssé que da temps cl'a11jo1trd·hui, li fil pour nos dt!{mll.s lci poche dc derrièrc Et celle de dcva.nl poiir Ics diJ(riu/s d·autrni. LA JION'fAINE.

L',,sscrc r clalìvo alle p uss;oni.

va so;;gctlo, od almeno ouò andar so"gclto all'errore cd 0 •

mLTT.llll!

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» riforiJili al numero degli alunni; ed in\'ero, se il rettore o cen -

,, sore soli aver dovessero a rivolgere tali illlenle lor cure in si ,, frequenti P. differenti casi, ed in tante disparate inclinazioni e » caratteri svariali mal riescirebbero nello intento loro. Egli è » appunto per ciò mestieri che i rettori l'igilino sui maestri ed )l assistenti, perchè seguano nella ·1oro sfera più ristretta una » sorvegliauza basata sugli stessi prin1:ipii per evitare numerosi ,, castighi ,: . L'alunno non deve miri essere punito con pressione nè con sdegno, specialmente se l'errore che lo riguarda nella sua persoua, come sarebbe una mancanza di rispello o qualche parola offensiva; Socrate si espresse con uno schiavo del quale aveva motivo di lagnarsi : Ti tratterei come lo' meriti se io no11 sentissi di essere i11, collera. Sarebbe da desidenmi che tutte le persone le quali hanno autorità sopra gli altri fossero si mili alle leggi, castigassero senza altera1.ione e senza sdegno e per il solo motivo del bene pubblico e tiella giustizia; la sola ra"gione ha dirillo cli correggere. li castigo tleve essere raro, e perciò deve mellersi tutto in opera perchè sia utile. Fatevi vedere afflitto per vedere d'essere ridollo al castigare vostro malgrado. Evitate i conlrassegn-i ordinarii d'affetto finchè non vediate avere egli bisogno di consola1.ione. Ucnùete il castigo pubblico quando lo giudicherete pos3a essere utile,. tenetelo segreto quando temerete un elfello di troppo grande rossore ; ma fategli sentire d'averlo risponniato. Risonate il rossor pubblico pllr servire di estremo rimedio. Servitevi di altra persoila ragionevole, alla quale il giovane possa aprire il suo animo con maggior libertà, per dirgli ciò che voi non dovete per anche dirgli, perchè lo disponga a ritornare a voi. Non domandate specialmente mai altre sommissioni so non ragionevoli o necessarie. Procurate di fare in modo che egli vi si condann'i da sè, e non resti in voi che il mitigare il castigo che avra accellalo.


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DELL'JWUCAZIONE MILITARE

Ognuno deve sel'vi rsi delle regole generali secondo i bisogni particolari, ma se l'alunno cbe si castiga non è sensibile oè all'onoro nè alla vergognu, bisogna elle il primo castigo impiegalo faccia sopra di esso col dolore una viva e durevole impressione. ( Contin·ua)

G. G.

MARINI.

RIVISTA TECNOLOGICA

CENNI SULLE ARMI DA FUOCO DELL' HìGE Gl'i ERE

C.

ç..

Egli è con vero piacere ed interessamento che noi abbiam letto nelle appendici della Gazzella di Torino ulcuni stud i sulle armi da fuoco rigale, dell'ingegnere C. G. - Il rigorismo tecnico vi troverebbe per le sue critiche qualche improprietà di nomenclatura, e fors'aocbe qualche proposizione non per anco ben pai;sata al fin issimo staccio della balislit:a militare; ad ogni modo però questo ~crilto ri1ostra che l'ingegnere C. G. si occupò seriamente della vitalissima quistione che oggi agita lutti gli uomini dell'arte, ed è certo cosa grata all'esercìto il vedere che anche i civili concittadiui consacrano i loro studi a suo interesse, cd in f!Uestc, senso s'ubbi~ l'ingegnere C. G. (del cui nome


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RIVIS1' A

1' f.C~OLOGICA

duolci n?n conoscere che le iniziali) i più v1v1 nostri i•ìnorazìam_enti ~ nome dell'esercito, e n'abbia p'art~ del pari la G~zzetta di T~r:1·1w cl~e- vi deµicèi le su_e pagine; nè a lon, dispiaccia cbe I~ Rwista vnlitare riporti tale scrillo, apponendovi alcune brevissime note.

del proietto ; la si r idussè poscia ad lz3, indi ad 1J4, ed ora colle armi -rigate si limita fra lzlO ed lz20. Ciò non -si deve ascrivere. al peefezionamento della polvere, giacché da sei secoli essa si . fabb ripà cogli stessi componenti, é quasi nelle identic~e proporzioni, ap15arteneodo all'ordiDario progresso d'ogni industria i miglioramenti ottenuti nella maggiore unifo rmità, compattezza e l uceutez-za dei granelli, n ei processi pil'.1 completi per ottenere e pn1ifica1e il ~alni trò, per calcina re il carbone e per com binare più i-ntimamente lE: tm ti, ' evitando le esplosioni spontanPe. La spiegazione emergetà dall'e.s aìne delle rroprietà della polvere. Essa è u no di quei composti di poca stabilità chimica, i quali pel contatto di un altro coi·po che pròmuova il cambio dellè affinità, si decompongono immediatamente per formare dei n uovi composti più stabili . Tre periocli si posso1io distinguere nella. infiammazione della polvere : ignizione ,' deilagra:·ione ed esplosione; i quali corrispondono, presso a poço, alf azione del calore che promuòve il cambi.o delle affìnità. alla decotJ?posizione ÌD gas ed alla nuova . composizione liquida annunciata dal tuono, che è prodoLto dalle vibrazioni dell'aria, la quale viene repentinamente aà occupare lo spazio rimasto. vuoto per la condensazione dei gas,. La polvere non si accende, come sembra, istantaneamente; il tt-mpo che vi occorre varia secondo la com pressione, la grandezza, la lucentezza dei granelli, e secoodo la superficie esposta alla miccia (1). · Questa qualità distingue la polvere dagli altri composti esplodenti. Il piross_ile, o coton fulmina1ite, i fulminati di mercurio, di argento, ecc . . ecr. , dccon:iponendosi più rapidamente, non lascjano il ternpo necessario perchè il moto s( comunichi a l proit!ttQ, e spezzano· le paréti del ttibo.

• L:1 création des armées fut. tout à la fois . , la cause et le moyen du commen' cemcnl de la civilisation , .

I. PR"ogressi delle ar1nt .da Cuoco. La fabbricazione delle armi da foo?o yer gli t}si di g uerra, se non. ba progredito di pari passo colle industrie laterali e col le sc16rn:P, ha. subito però una serie di lenti e successivi miglioramenti, i quali iDc0raggiano a tentare la ricerca dellà legge _srgui_ta m,l loro _sviluppo, onde applicarla, come criterio, alla, d 1scnss10ne delle _importanti modificazioni che ora stanno operandosi nel materia 1e di guerra . ' ' . Un'arma da fuoco non è cbe un congegno gene;·atore e mod,fic~tore _d~lla forza motrice sviluppata dalla espansione dei · gas, 1~ cm s1 de?omponela polve1·e costituente la carica. QuiDdi, a _pan e ffetto, 11 congegno migliore sarà quello che consumerà mmor quantità di polvere· (1) . · . Non ha niolto si usav:a la carica eguale in , peso alla metil (1~ L~ "_er~ quistione sta in trovaJ'e una polvere da gu erra tale, che sott o un p1ccwl1ss1rno voh~rne fosse capace di una forza uguale a quella sviluppata dal ~'_olume di ~o~ver~, aUualmente usato, affine d 'ottenere una trai<:_lloria l,t prn ~esa J?OSSJ_b ii e. I ale fç>rza va tuttavia limitata dalla necessità di mo- · ~e1·are la ripulsione dell'arma, <h guisa .che il tiratore possa ~opportJrnc I urto, anche do,•csse contin uare dai 50 ai 60 sparì. ·· Ncl_lc_ armi r_igale d'.1~inuendosi il vento del proietto, minore ne riesce la spe_nl1z 10I!c dei gas, c10e-dclla fol'za, per cui se invece si adoprassc la stessa carica che per le arm'. a p: reti liscie di ugual calibro, In ripulsione riuscirebbe maggiore, e 1 urto suo contro In spalla del tiratore sarebbe insopportabile.

(1 ) I tre periodi che si distinguono netl' inlì.immazionc della polvere ·si ponno ridurre a dnc :· accensione e combustione, comprendendo quest'ultima la defla,grnzione e la esplosione quali effetti della combustione stessa e delle proprietà chi111iche della polvere. La più grar,d e quanlWt di gas si sviluppa· Sol.lo l'accensione;. debole ne è·.lo svi! uppo nell'atto délla combustione. li problema tuttora a r·isol versi dalla piroba list.ica consiste in lanciare il corpo piu l~ggi cro p ossibile, c~lla mnggi or g ossibilc cnrica.


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nlVIS'I'.\

Anche gas pro lotti dalla poh·ere, mcs<'olando::-i con cir<'n un decuplo Yolnme d'aria, pro::lucono nn'e~plosionc istan ta ura che d'ordinario nc,n succede che alla bocca dell'arma. ' . Ma qual è la serie dei tempi fra l'jgnizione, la deflagrazione della polvere e la formazione dei nuovi core posti, come agiscano le correnli caloriche ed elettriche che alzano ad una straordinaria potenza la forza della espausione dei gas nella. canna? ~e n 'è di!°cile lo spiegarlo, è evidente però che la diversa 1'ec1proca az10ne e comb\nazione di tante cause deve far variare immensamente gli effetti. T ut1i i tentativi per misurare direttn.mente la forza prodotta dalla polvere, fornirono sìnora risultati tanto di,,ersi che servono soltanto a conferrua.1·e l'esposta induzione. L 'azi911e rccip:oca delle tante cause che pote:-iziano gli effetti della po(Yere, dipende: dalla forma della camera di polvere e da Ila _cHc_ostnnza se essa è disposta nella canna o nel proietto; da.ila chrez10ne e dalla forza del raggio di miccia; dalla quantità <l'aria con c~i si combinano i gas che si svolgono; dal poter _assorbente 1_1 cal~re del metallo della canna; dall"aggio ~ spazio vuoto fra 11 pr01etto e le pareti; dalla disposizione dtlle n_ghe nello armi rigate; dalla lunghezza del tn bo, ecc. Colla _p iù opport~na ~is~siz_ione di questi mezzi si spi~a dunque la progressiva d1mmuz1one. del peso della carica . • Sul principio del secolo scorso l'antica miccia dei fucili di munizione fu surrogata dalla batteria ad acciarino, e verso il 1840 questa si_ 1:'igli~rò colla introduzione del capsul fulmin~nte. ~n ambi 1 casi, assicurando il colpo, si otteneva una d1m1m1z1one della cn.r ica. . Si_ osservi però che tanto l'acciarino, quanto il capsul erano già 111 uso comune nelle armi priyate ben prima cbe fossero accolti di11le armate. . ~è potrcb~~ essere diversamente; l'unifonnità di servigio 0011 lascia al nnhtare che lo studio di un solo modello· mentre l'industria privata nella speculazione trova uno stimolo a variare le fol'trie, a tentare miglioramenti, e fra le mille è più pro ba bile la riuscita. Le armate poi S• no trattenute da motivi di economia, àal

61 timore Lli Ì1H:01 rc•r,J in un miglioramento apparente, dai riguardi dovnti alla duiata, srilidi là e faciliti.I, di riparazioni, u on che dallo spirito <li w cchie abitudini e gloriose tradizioni. Passando all'arti5 lier;a, quasi per due secoli i nteri tillto il progrnsso ~i li1ni tò alla tendenza di maggior unifo1mitit di calibri, affusri, ruote e treni . Ma l'uniformi 1à del materiale non costitui-ce una condizione del progre:sso che ci occnpa, non essendo c.he una proprietà inerente all'impit>go clell'arma. La ca1tucc·a all u ngata, la tendenza all'uso di proietti vuoti, i cannoni alla P aixbans per le f,· rtezl'e e per la marina, la. miccia a polverino fulmina.11te, , •a.rie sper,ie di g ranate eccen· triche e di mitraglia a grandine, il c.innone obice di NapoJeone UJ, formavano, dicci auni sono, qua.si tutlo il cc•rredo del progresso in qu(-sto rau10 i111po.i:tnnti~simo dcll'ar1e della guerra.. Il cannone non trova applicazioni nt>gli usi d('llla vita privata, e le ind nstric non se ne or~cnpa.no; rna non potendosi dedurre i migliornmeuti dalle scarse e Sflf!r-·te esperie111e dei poligoni, unicamente ci derivano dai progr~s,i già esperiti nelle ar mi portatili, con ciliandoli c0Jla. c<,ndit.ione inerente all'impiego del cannone, cioè éolla, ma--siwa. uniformit11. Sc·orsa la prima metà , di qu<:sto secolo, una rivoluzione subrntrò in tutra l'En1opa. ne-I materiale di gr,erra, per l'intrnduzione delle arm i ri.gate, di cui si tratlerìl se~arntameute.

11.

L'impulso che ri r e,·e il proiet.to clalla t>spar,sione del gas nel là direzione dell'a~se dell11. canna gli co11111nica anc-he un movimento rntatorio, quando la canna è costruita in modo da formare una vite femmin:i a lungo pnsso, eull'o cui si 11ggira il proietto •tua l vite m aschia (1) . (1) « Quanrlo il proicll.o non h:, pr11csistcnti risalti (lo clw avvirnc nei fudli rigali), ma che <JUCSIÌ i;li sono prot!c,lli dall" prrssio11c rlci ~as dcl i" polvere, il molo r olaluriu 1,crn ~0111i11 cia :111 c,,;,·rglì gradual111cnlc impn·s,o se non


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TRC,;OLOGTC.~

RIVISTA

Per la legge nota della permanenza dell'asse simm~t(ico di rotazione il p roietto conserva n ella sua corsa il movimento rotatorio in modo che ogni perturbazione istantanea non serve che Q. r istabil; rio. •. Questà legge trovà un esempio nel movunento dei pianeti . nella costanza ,lell'obliquità dèlll'eclittica, n ei bacil i piatti dei giuochi di equil ibrio, trottole, ecc. ' · È pr~sumibile che anche c<,n altri esp edien1i si potrebbe conseguire quel moto rotatorio ; per esempio, con una specie d1 turbm!l nella 1_)1!'\e inferiore della camera di polvere adattata· n~l proietto- stesso, o con alette a forma dì elice, per cui la resistenza stessa ·dell'aria produca il moto rotatorio, 0 finalmente con app1Jsita eccentricità come negli obici. Restano ora da esamin,arsi i movimenti élel proietto attraver.,o l'aria. QLialu_nque si~si l'im pulso comunicato al proietto, la gravità, agendo _rnd1pendentemente_, l'obbliga a seguire in pari tempo le _leggi della libera caduta; prescindendo dagli effetti della r~s1sten_z a dell_'aria , la traiettoria sarebbe una parabola," m entre lasse d1 rota,z10ne, conservandosi sempre paralleìo all'a-;se della canna, form erebbe colla tJ.'aiettoria mi ano-o lo tanto ma~aiore 0 0 quanto più distante dalh bocca. · ~ La ·resistenza poi dell'aria si può ri:enel'e 'decomposta in due forze : l'una che si oppone al moto propulsorio, e l'altra che tend~ a, far rotare '.l pr~ietto oblungo_, sull'asse minore perpendicolare alla trarnttona attorno il suo centro di gravità . . _S_u pposto poi quel proietto pr ivo del mo.v imenio ,divrotazi;ne llltziale attorno l'a_sse longitudinale, la resistenza dell'aria capovolgerebbe il proietto, se non si avesse o con incavi O con s~~nnellature n ella parte posteri.ore, portato il centro di 'gravità pw verso la punta; m questo caso la re~istenza dell'aria ao-endo o s: all_e ultime fasi della trasformazione del proietto stesso , cib p·oco prima d . usc11· dalla .,.,1· efl'ett·1 cornp Iessi· • • canna. 11-Ia chi oserebbe voler dcscri1•ere ,, d1 ~ue az1on1 della polvc·r e in tale momento? ovvero, in tale pensiero, ch i ~rd1re~bc lrarn~ a_l_c una conclusione precisa r clatil'amentc all'inclinazione dell~ rig~e, o~ al_\n el~rn~nti di costruzione per diversi <~alibri, 0 per diverse specie d1 .pro1eth . - E g1~ocoforza perciò rivolgersi alle esperienze n. DE ftOUYROl'.

63

sulla partè inforiore <lel proietto l'obbligherebbe a mantenere l'asse )ongittìdinale n_e lla traiettoria. Ammettendo ora la p_e rm anenza dell'asse di rotazione, la resistenza dell'aria si décomp ,ne, com~· sopra, in ,due forze, l'una si oppone all'impulso, l"altra nqn po·eodo p rev:alere contro l'iriclinazioDe dell'asse l· ermaneùte di rotazione, alza il proietto ·agendo nel seDso contrario alla g ravità, presso a poco come accade nel volo del cervo volante. La t.raieuoria rj.su1ta per tal 1IDodo più pia na (tesa), e maggiore la portata. Per dete'rrninare poi più particolarmente l'effetto della prima componente, la quale, come si è detto, si oppone all'impul~o, . esaminiamo il" proietto in uno degli ultimi staJii della sua corsa, quando l'angolo fra l'asse longitudinale e la traiettoria è quasi retto, e supponiamolo diviso dal piano VPrticale della traiettoria in due parti: in una parte la, rotazione ha luogo nell'istesso senso della ·resistenza dell'aria , . e nell'altra parte in senso inverso, dunque da quella parte maggiore sarà l'effetto della resistenza dell:aria, e quin di il proietto devia dalla. parte do,•e la rotazione succede in aV-nn·i , ossia nel senso delle righe della sezione inferiore longitudinale dell_a canna. A questa deviazione, detta derivazione, si provvede con uµa mira orizzontale . E finalrnent~, se , come quasi sempre accade in pratir:a, il proietto, sia per l' imperfeua. costrnzione, sia per l'aggio, non avesse il centro di gravità nel preèiso asse d_ella canoa, ne conseguirebbe una deviazione più o meno importante . della traie,ttoria, che si riso! \·erebbe in una spirale , mcnlre I·asse di rotazione oscillerebbe mantenendosi paralldo. Osservati , così di volo, gli effetti delle armi da fuoco rigale , nasce come quesito, la. ricerca della miglior costruzione de11e righe, cbe infine noo è 8ltro cl1e la ricerca del:e rnndizioni che ' deve avere una Yite affinc,hè il maschio spinto n ella direzione . longit;dinale dell'asse, acquisti iÌ più rapido moto rotato1io. .La -soluzione dipende : 1° Dall'attrito fri il maschio e la femm ina~ 2° Dalla lunghezza _del passo di v;te; 3°Dalla sporgenza dei denti o vermi, dall:1 loro forma, e numero clell_e spire.


64

I\JVISTA

l'ECIWLOGlCA

Il mate riale per i cannoni o ca.une d~ve avere la maggior elasticità, resistenza e compattezza p ossibile; assorbire poco il calore ed i gas_ che svi_luppano le p,>lveri , ed essere poJsibilmen te leggero. L 'allumio ed il. bronzo d'allurnioio possedooo in grado eminen.te le condizioni esposte; ma la produzione di questo nuovo - metallo è tu ttora cos·, complicata e costosa , che esso · non n'è applicabile. S i. adopera tutto1a la ghisa, il bronzo, l'acciaio fuso, ma il fe;ro battuto e saldato a, tortiglione, tanto pei fucili che pei cannoni , merita certo la prnferenza. R iguardo ai proietti per le a rmi portatili, si adopera il piombo ·scelto di prima ,fusione, che si adatta, e non usa, nè guasta le righe; per le bocche a fuoco, la ghisa.dolce Ficoperta a striscie di cuscinetti di piombo; se il proietto arlzichè di rigl10 è guar-· nito di alette, il zinco e lo stagno; e se la riga,tura è poligonale, una ·IPga di piombo con antimonio ·e l'ottone. • Occorre poi per diminuire l'attrito l'imbrunimento delle pareti i o terne, e T uso abbondante di untumi. Più importante dell'attrito è la lunghezz.a· del pa~so di v ite; m entre quanto più corto, tanto pil'.1 rapida la rotàzioue da c-ui di pende la maggior portata, l'esattezza del tiro e la forza di percussione-. In due armi che avessero simi li t u tti gli elementi, eccetto i l calibro, le . ~l unghezze dei passi sono proporzionali ai calibri; ed ove varia~sero solo i l meta l !o dei proietti, i passi saranno proporziona1i alle radici dei pesi specifici rispettivi; mentre la stabilità e la portata sarebbero in ragione dei p rodotti del calibro del peso specifico. In genere tu tte le condizioni che _facilitano la comunicazione del moto rolatorio del proietto influiscono a d iminuzione d'e lla -l unghezza del passo. In via media si può rilenere che colla cai'ica cli 10 de l peso del proietto, il passo di vite è da 25 a 30 calibri (1).

lz

( l) Quando i proietti da gettarsi da due armi diycrse sono della stessa ·m ateria e dcli~ stessa costruzione, le lunghezze dei p~ssl dcll ll righe sono fra loro come i diametri dei proietti mi!tlcsimi, rnent.rccchè le inclinazioni delle righe saranno pc,·fcUam en t.e simili. . . Quando invece i proietti sono di materia divrrsa, tna di uguali diametri

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R isruardo al n nrnei·o ddlo· sp·re, q u~nto ess0 è maggiore, t~n to~ m inor- sa1·[i h spnrg.. tìza• dei d('n.ti, , e taot0 più. f-acils l'iniziare il moto rotato rio (1) . ' Fra le s variate fonne pussibili di denti. si notano due p rincipali, secondo che la sezione è un qU11dt·ilatero, oppure uu triangolo, sieno o no arrotondati gli .angoli spòrge1iti. I dent i di prima :;pecie si usano e si guastano facilmente , {) rendono tanto più necessaria che n'è più diffi,:ile la politura. I l w•rrr:e ovale a due s,; le spire dPl cannone Lancaster fu abbandonato, perchè non ottiepe una guida si::ura del moto rotatorio. 1 denti a triangolo, come nelle v iti ordinarie, offrono il van-toggio di presentare nella sezione traversale un poligono a faccie piane, quando ne sia opportunamente regolata la sporgenza ed il numero delle spire. Con ciò s'impedisce il .degrado

e d'identica cost.ruzione interna, alloro le lunghrzze dei passi delle r ,ghe stanno fra loro nel rnpporlo di1·etto delle radici quaclrate de' loro prsi SJlC• cifid, e le tangenti del le inclinniou i delle righe iulle gcnerat.rici dctl'uuima st.anno' fra loro nel rapporto inverso di q:ics te stesse radici quadra.Le. Da c.iò risult:mo la ma,sima luughczza del passo delle righe, e la minima lo.ro inclinazione; ma nena detcrminaz iohc di esse quan tità per un'arma da fooc,, h:nvi u'n'altru considerazione di non minore impottunza, e !,la Il a qna l~ dipendono, a\l' inverso,_ la minima lt;ngl1rzza 11':I passo e \;1 massima inclinnionc. Ed in vero egli .è assolut.arnenlc nec,•ssa rio che l'apc'rlurn r!d1\rngolo formalo dalle ;-ighc coli,.• gcncr,drici dell':rnima non superi un certo limite olt.rc cu i i risa11i -clclla snperficic de i pl'Oiètti, pc r 'rnczzo dei qnali ' cs,i imboccano le righe dell'anima, sarcbbpro schiacciali, spezzati o strap• pali dalla !'esistenza che oppnrrchbcro le righe al 11'.oto longiludinn lc. li complesso delle ci rcos tanze che concorrono a produrre il moto rot:1torio -di u n projcllo in un'arma rigata, è così follamcntc comfJlicato, che la t.corill non può foinfrc in proposito che deboli nozioni a clilucìdure lrr proposlaci q uislionè della pitÌ convci1ic11\.c -lunglH'zza del passo e dcli' in~linazionC\ del le r ighe. (I) Il numero delle, righe hn però 1111 limite massimo dipendente csscnzialrncnte da l cali bro dell'arma, il quale no'n si debbo oltrepassa re nelle a1·rni d:i gucrfo per non illcorrcrc nel gr,we sconcio d' indebol ire troppo la ca nn a, cd anche per evitare c)1c il proicllo trnppo non si sfdrmi nel su o percorso nella cnnna, ciò che s,11-cbbc a scapito della giustezza del tiro, Per le armi portatili questo limite venne /ìssulo cb \la spcricnza l! sci righe, Nel nuovo fur,ilc per la nostra fanteria (modello 1860) del calibro di 17111"'5, il numero delle righe ven ne limitalo .a ~ al passo di 2 metri . . •

A·,s o V, Voi, 1. -

:i.


l'ECKOLOGI('--\

RIVIST.1

a cui vanno soggette le parti sporgenti Jelle scannellature della canna; ma -invece ne soffre il proietto, che deve però costruirsi, come si è detto altrove, rli un metallo più duro. · Premes'-e queste nozioni fondan:_ientali sulle armi rigate in genere, si applicano separatamente ai fucili ed ai cannoni rigati, n0n che alle loro parti integranti.

Il 1.

I fucili r-ga.ti, o carabine, si conoscevano molto prima che si scoprisse la legge della permanenza degli assi simmetrici di rotazione su cui si basano; il meraviglioso loro effetto venh•a attribuito unicamente alle minori d:spersioni di gas pel maggior combaciamento del proiètto colle pareti della canna. Le carabine non solo erano già da due secoli in uso ordinario, ma anzi alcuni corpi speciali, come i Tirolesi e gli Svizzeri, le adoperavano anche in guerra; ma perchè lP- palle potessero insinuarsi nelle spire della canna, bisognava caricarle a colpi di martello; le perdite di tempo, le delicate precauzioni occorrenti por la carica rendevano queste armi affatto inservibili per J"infonteria, e tutto al più adatte per cer1i corpi speciali , allora poco numerosi, come i cacciatori, i bersaglieri, i corpi franchi. Intanto l"industria privata giunse ad eliminare questi incomodi. Prima degli esperimenti di Delavigne, Miniè ed altri, si vedeva la possitilità di dilatare la palla nel fondo del fucile colla semplice pressioM della bacr.hettn. Si facilitò in seguito l'operazione ce,l porre un pirone (stelo) stahile nel mezzo del fondo, a:turno di cui si d1spl)neva la polvere della carica, mentre la. palla fonta c~pn:ssa:ner:te vi s"impuntava, in modo che con uu semplice colpo di bacchelta si allargava a sufficienza per iosinua1s;, sortendo, uclle r;ghe .

•

6i

Non si tardò mol to poi 11d accorg.:rsi che l'o:;pansione di gas è una forza motrice , e che può utilizzarsi per dilatare la palla, bastando perciò incavarla nulla parte posteriore, per modo che il gas contenutovi nell"esprnsione rornprirua le pareti del proietto a quelle della canna. Cos\ il proi&t10 acquista, percorrendo le spire, la rotazione sul prop1 io asse , mentre l'espansione si.essa, otturando l'aggio' (•), impedisce le fughe di gas. Il rinomato fucile france~e d'infant/:)ria, che per un secolo e mezzo non aveva patito alcuna innon1zione, fu rigato, e con un proietto di 30 grammi incavato di dietro ha uttenut~ una portata utile di 400 mP,tri, mPntre prima toccava app~na 1 200. La portata massima arriva però ora a 800 metri, ~e~c.h~ vi manchi lo scaonetto di mira per le distanze magg10n dL metri 400. Le cara.bine .dei cacciatori francesi , sia quelle a pirone, sia ad espansione, hanno un proietto che è troppo pes~nte (5~ grammi) per quei corpi leggeri. La loro portata massima è d1 1,200 metri. L'infanteria austriaca fu forn ita al principio dell'anno scorso del miglior fucile rigato ora in uso presso le infanterie _delle armate d'Europa. L'arma in complesso è comoda_, sol_ida e Jeggiera, il calibro ha appena 13 millimetri. La traiett?r1a del proietto è piana e costante. Le grandi strangolat~re _1~ coda del proietto ne facilitano la compressione, per cm 1~12.1and?s1 il moto rotatorio alla base, esso riesce più rapido e più stabile, mentre per la speciale loro forma utilizzano in grado ~aggi~re l'istessa resistenza dell'aria rer rendere più piana. la traiettoria . Le carabine ingle,i, dette alla Enfield, si bas~no_ sul mede• simo principio; con una carica cli 4 1{~ grmnm1_ d1 polvere _a 6 ll'mclinM::ione spingono la palla alla distanza d1 1,200 metil, mentre lo spettro del tiro noo oltrepassa un circolo del diametro di due metri e mezzo. Un altro espediente, in usa nelle industrie priYate per eliminare l'incomodo dell'introduzione forzata della palla, è la carica pel fondo mobile. Quanto danno ne derivi, ove non simo evi:ate anche le più (•) Vento della pal!a.


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l!1VlST.\

'rECNOLOG-IC .l

piccole fughe di gas (1), è tanto difficile d'immaginarselo quanto lo è il formarsi un'idea chiara dei vort ici e degli effetti che ne consegnono fra le mnsse dei gas che si espandono. Se n on si potè fìnora· o!tenere la carica pel fondo mobile eseute affatto da simili in,..onvenieuti, si è riuscito almeno a togliere quelle piccole pel'dite che succedevano per il canaletto del focone. Si unisce un composto fulmimmte alla carica. Una punta mobilo che si inuo,·e a perfetto combaciamento nelle pareli della cannn. lo accende per urto o per frizione, e rientrando nelle pareli per la forza dell'espansione stessa, chiude, come una valvola, 0gni passaggio all'aria ed a i gas. L'infauteria prussiana si fornisce di un'arma presso a pot o costruita secondo i priucipii sn~pos1i. Si carica pel fondo mo• biie, e si nmmiccia il fulminato unito a lla pohere mediante unn punta mobile nelle pareti della canna. - Questo mecc11• nismo permette di semplificare le batterie ordinarie e di rnnderle meno esposte agli urti incastrandole nel calcio stesso. L'unione del fulminato alla carica, fu criticata come oc• ca.sione di pericolose spontanee esplosioni. l'ion occorre pr~rò cbe il fulminato resti sempre attaccato alla carica , bastando pr(•pararue alcune al momento di servir.,ene, e così spari,we il pericolo e si ha il comodo cli e vitare i perditempi in un islante decisivo. Prima di passare all'esame dei ..:annoni rigati, si aggiungono

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alcuni parti,:olari sulla carabina vVhitworth e sul!e armi a p. ù. col pi consecutivi. La carabina Whitworth, prov:ita a Londra n el 1857, è lunga. senza baionetta metri 1,244. Il foro è un esagono inscritto ii\ un circolo del diametro di 13 millimetri. ll pa~so di vite è l un"'o metri 0,50. - Il proietto Lomhacia quasi coll1pletarnente roll~ pareti interne della canna, ed è bngo tre cal ibri; la punta n'è a paralioln, e pesa 28 grammi . La carica è di grammi 3 A 50 d' inclinazione r aggiu nge la distanza di 1,850 meln. A 500 me1ri lo spellro del tiro è un circolo del diametro di

!z2.

metri 0,40 C). ' , . . I replicati tenlativi per ottenere da nna so~a can~a più colpi, mediante consecutiva esplosione di pi ù car1clie disposte nelh~ canna stessa, riuscirono vani sinora, perchè col coot.racolp9 st schiacciava la palla di piombo, e con essa la polver~ preJisposta per la carica successiva. I proietti di metal!o più _d uro non poternno sostd.nire il piombo p erchè gnns1av,100 le r1gbe. _ I successo della carabina ,Vhitworth è tanto piì1 importnnte, in quanto prova che il proietto con qnella specie di rigb~ può esser& di ottone, eliminando le principali difficol~à. che s1 opponevano alla riuscita di quegli importanti tentativi.

IV.

Caiaooni 1•igat1.

(I) Per quanto nccurati tentativi siansi falli , sino a,1 oggi non si è riuscito a polcr cvil t1rc cornplctam~ntc ro sfuggita elci gas rlal lc canne, qunn,l'anche si carichino per In cuhilta, c si cerchi di far il pii, esollo possibile la connessione dcll"npl'r!ura nella culalla per introclun-i la caric:n. fra gli speri• menti f.,lt i,i ,,i poligorii in Tori ri o nel 1856 e 1 F-57 si chhe cu ra di esaminare cariche inlroclnllc per la culalla in una canna che all'uopo aprivas i a ccr11,w·a; ol lrc alln un rl c di <:ann:i chiudcnlc, una lnminclla cli ferro applic.i,·a~i i11l,·rna111cnlc con apposiln co11g,•gno sollo le co11ncssio11i di qnesla, on1lc chiuùr rc il più crmctiranwnlc possibile. Si frappose una cnrla da giuoco fra l:J cannn e cklla luntinctl:l in modo clic conispondcssc alle fessure del la canna slcs,:1 . e ciò mnlgraclo. ,; nsscr'"ò, clopo Io sparo rlrlrarma, che la carta porlnvn impresse delle righe in risalto, sensibili all'occhio cd al tallo, in tnlla la dimensione ,lei I.aglio di canna, prodotto dallo sforzo dei gas, che tendono a sprigionarsi per quella porle appun to della culatta che è 1,iù clcbolc.

Lo scopo dell'artiglieria è specialm_ente la _d~struzi?ne dì ostacoli materiali a differenza delle armi portatili che s1 adoperano unicamente ~ontro esseri animati; non è feTciò il peso del proietto, ina anzitutto la durezza, la_ ~ualifa che determina la caratteristica dell'arma; tutti i tentativi ùunque che datano dal principio d~llo scorso secolo, per l'us:i di proieu_i di . piomb?, beoch è pesanti da l a 3 funti, appartPng(lnO più alla sto11a dei fucili che a q llella. dei cannoni rigati. (") li proietto vi fu t!'>,O00 rotazioni in un minuto.

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'rq;~Ql,OG IC.l

1HV lS1' A

:.,·inlrod11?.ione di questi non era che un:-i consegucn'za della legg_e ~i progresso dei cannon_i, i -cui miglioramenti si operano ad 1m1taz1one di quelli ottenuti nelle a~mi portatili, e nel principio di q 11esto secolo fu già preconizzata dalle 1,rime autorità mili'tari. Riteneva Paixhans' che l'introduzione di tali cannoni no~ solo fosse possibile, ma indispen,abile. · Infatti, q, fronte delle carabine che ottennero · nna precisione· ed una portata m11ggioro degli ordinàri cannoni di campagùa, veniva affatto paralizza ta l'azione di questi' ·. , p~irno cannone r igato si deve al barone W ahrenclotf, pro_pr1eta no delle. fonderia di Aker in Svezia, il quale già nel 1843 ebb: la. felice idea di adoperare pel cannon~ ,rigatò una palla sfenca r1copena da ,in mantello di piombo. · Il tentatirn fu cor_onato di succtss,;i, perchè 11 miglioramento prendeva origine da ll'imi tazione più fedele delle càrabine. · Gravi difficoltà si apponèvano però alla car ica, ed ei dovett~ ab~andonare_ il Fensier~ d'iotrodorre il proietto per 1a bocca, e n correre in vece al fondo, mobile; che in -i ero non è un'idea nuova,- essendo insortà colrinfanzia dell'ar te. Già nel 1423 gl'I • glesi, presso Orléans, avevano cannoni del peso da l 00 a 450 funti , che si caricavano per un fondo mobile assicu rato da cunei. A detta di Pietro Sarti, nel 1621 esistevano in Italia cannoni a braga, che mui1;t1 di camera rnobÙe pesavano 100 funti o libbre. La camera era di bronzo e di ferro, e si assicurara al cttnnone cli ferro baituto con forti cunei di !eano o . Da q-uelle e(òcbe r imote sino al 182·5, in cui Tuker propose i n foodo della culatta un rubi netto, il q nale girandosi apriva il passo alla carica e si . ch iudeva con 1111 altrCl mezzo giro , ~ t11tti i congegni per impedire le fughe così dann1se ;al tiro, 0rano tanto in_iperfetti, che si · dubitò per·fino ,lella possibili !iL di trovare un congegno soddisfacente pel fondo mobi le. ·o ggi si ritorna allo s tudio del meccanismo più ada1to; riescendo a trovarl6, sarc<bbero int:ontestabili i vaui_aggi della carit:a di fondo. Pei cannoni di po; iziooe si abbre via il tempo fra. una SC!lrica e Fallr~, Jempo che oggidì non è minore di un quar to ~·ora.

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La rarica di bocca scopre nelle batterie gli artiglieri, ciocchè è più pericoloso, quanto maggiore la perfezione delle nnove car~bin_e. Inol_tr~ l'iatrodu_zìone del~e r ighe rr udc d1fTìci'. e_. per non due nnp0ss1btlc, la carica dalli! bocca. · . Per -qnrsto motiYo nel m,>clello del cannone rigato frnn ccs<1 si dovette cli rninui1·e il n umero del!e spire, introducendo I(! alcit". L'aggio di queste (Ji un Ìl1illim1;tro circa) e quello tlelìe loro parti smnssa te, genera delle fughe di gas·, dannose al tiro ·e:i alla durata delle ri,a he stesse, e con tutto ciò non si evitano tutti i perditem pi della difficoltà di carica. . Giova dunque uno sguardo critico sui princìpal i c• nae,7ni proposti per la ca rira di fondo, e qualche r ifles;o sullo ~ndi.zioni generali che sembrano prometlerne la rim:.cita. Il fondo del cannone, ossia il pezzo di contracolpo, sostìenc l'azione di una forza eguale a quella che agisce sul proietto, che è però minore di quella che sopportano le pareti del cann~ne in causa della loro maggior surerficie e della loro conformazione concava, che diminuisce la resistenza assoluta del metallo. Non è difficile dunque sìa con cunei sia con , 1 iti assicurare ai corpo del cann~ne il fondo m~bile; la difficoltà sta _nell'assicurarlo in modo da togliere ogni piccolo movimentp, ogni passaggio di gas od -aria. Furono proposti allo scopo a nelli di rame , che dilatandosi pel C!llore generato dalla esplosione, chiudano l'lldito. alle fughe. Si può però arguire a priori che l'espediente il piC1 s;curo sarà quello di far servire all'uopo la s tessa forza prodotta ·dalla espansione dei gas. ·. Questa induzione è giustificata: dalla analogia che passa· fra l'arma e la macchina a vapore. che riuscì solo allorchè tutti i servizi secondarii . potè compiere la stessa forza motrice che es:;a genera; ·d all'esempio degli identici effet ti ottenuti per l'espansioue dei gas, che come si ossmvò nei fucili, dilatando la cavità posterio1·e della palla, pncludono le fu ghe ; e fina lmente dalla rilevata legge di progresso per cui si ada!lano ai cannoni i miglioramenti già e~péri ti nei fucili. , Siccome si tratterà in seguito dei di versi congegn i proposti per la carica del fond o , si riprende il ~lo di questi appunti storici.


1'liC~OI.OCTCA

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Colla din1iuuzione dei calibri, rc,nsegurn:i:a dell'uso dei pro:eui oblunghi, si ottiene mag~in leggerezza dei cannoni, tema. importantissimo specia1mento per l'artiglieria di rampe,. li cannone da 12 con una carica d1 173 imprimeva alla palla la velocità alla bocca di 490 metri, cbe alla distanza d1 50 mP.fri, per la resistenza dell'aria, riducevasi a 462 metri, i quali ap• punto corrispondono alla velocità dell'istesso proietto alla bocca con nn11. carie.i, di 174. Col sncrifizio della port11a di 50 tnetri si allP.ggerirn il cannone e srrviva tHnlo pm le palle piene cho Yuotc. Ecco il cannone obice di Napoleone Il!. Ma dal momento che per l'introduzione dei cannon i rigati il proi11tto si costruì oblungo, l'istesso proiett.:, poteva servire per palla o grana•a., secundo c,be si riempiva di terra o polvere. La terra costituendo 175 <lei peso del proietto, alleggeriva di l 75 il peso delle munizioni e la diffiroltà dei trasporti, e si raggiungeva cosi l'ideale della uniformità. . Jn Yero, l'arliglieria francese colla introduzione dei cannoni rigati rnggiunge comp]P,tamente questo ideale, limitandosi solo a due specie di cal,hri, cioè da 4 (8. 4, 2 millimetri di diametro) per l'artiglieria di campo, e da 12 per l'artiglieria di asse:lio. I proidtti dell'artiglieria di campo pesano da 4 a 6, quel li dell'artiglier·a d'assedio da 24 a 30 chilogrammi . Tutti i proietti S"nO vuoti, e quando o.;comi il tiro a palla si riempiono di sabbia e terra. Le granate si amo1icc.iaoo con 5 o 6 tubetti di ottone ca:icbi di mawrie che possono ardere da 2 a 3 minuti. La costruzione dei cannoni di assedio e di marina è tuttora involta nel più profondo misto10. Si rresume che la cnrica i.i cfft·ttui per un fon 'o mobile, e che la portata sia di 12 cbilomet1i. All'opposto i cannoni rigati da campo, di cui si fece uso nell'nltima guerra, sono csattameute conosciuti io Europa Il modello è proposto da.I generale Treille dc Beaulieu, secoodat0 <la.Ile si;eciali cure e direttive di Napoleone III. Si utilizzò il can none di bronz0 da 4, già. scarta·o dall'arti• glieria per l'insufficienza dcl suo calibro ai bisogni uituali della guerra. Vi s'incaYarono sei righe profonde 5 millimetri, lar'gl1e 16, cogli orli arroto11d,1ti. Si ridusse i l cali bro netto senza

A Cav.11li, ufficiuL g,·ne1'fllC nell 'armata pi<·rnont~se , arpar~ Lione l'onorn dt lla priorità <li ricere;he rnionali e scienti fichu coi cannoni rignti; studii e ricnche che hann0 f\pian::ita la via al:a loro introduzione nelle armate, prima in Franr.ia, ed ora in tutta l'Eur0pa. Qutsto distinto ufficiale colllinciaYa la s..:r:e d.-i fortunati esperimeuti già nel 1846 con uri cannrinri obice dd diamttro di 165 millimetri cho si c,iricavn pd fondo; nel 1847 con un cannone obice del c!i'lmetro di 208 millimetri; e nel 1852 e 1854 con un cannone <li campo d~l di~metro di 95. Egli introrlusse le alette, la mira orizzontale per le derivazioni ed i pro·et1i oblunghi . La conoscenìa dei proietti allungàti cfa ta d,t più secoli. Nel 1627 all'as5eJio di La Rol hello at!operarnno gl'rnglesi delle gronate cilin,Jriche. Nel 1756 Robin, e Hutton nel 1775, focm·ano in Tnghiltl'rra molti rspcrirncnti con ~alle elittiche, cho si ripetevano in Frnncia, a Me·z ed n. L:if1\re IIIE'l 1770. Q•Jal è la forma che dovrebbe aYrrd un corpo pesante moventesi 'rapidt1rneoto nell'aria, per incontrare la rnin•ma res.istenza? La nostra m t·Ì11e ricor1e alle analogie de:l'acqua, alle forme di navi, pesci ed uccelli, ed il buon senso naturale , senza bisogno di- una difficile dim0stiazio1w, ci fa pre•l"nlire la forma e blu nga. L'unico inconveniente di questi proietti è di essere soggetti al le in flnenze dei ,·enti liite1ali. . Da pt·ima si usò nn ri1oietto l11ngo appena una metà più del calibro; si foce -po:,cia sempre più lungo. Un proietto lt,ngo 7 ('ali bri, w n un fort s passo di vite, ha ancora una traiett,,ria costante. Ove si rifletta che come forza distruttrice il proietto non agisce solo in 1'.1gionfJ dell"area ddla ~azione traversale, ma probabilmente di ,t1Jlla la maggior sezione , ·ove si rifletta che la forza clistruttr·ice clPgli organi animali, prodotta da uo proietto obl ungo, è prop0rzionale alla Sila sezione lon<Situdinale, si spiega con1e le w1abine americane di piccolo caliorò , U;éttano così tosto fuor di combattimento il fer ito;· qualità essenziale nellé armi il <lui scopo non è di uccidere, ma di porre l'a vvel'S:nio in i•tato da h.on poter ofi't•nde·e-. I>


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IHV!STA

spire a 85,5 -milÌimetri. La 'lunghezza _totale del cannone, che · era di metri ' 1,4617 , si limitò a me1ri 1,42. L'anima . re;tò lunga metri 1,385, ossia 16 calibi·i. Si alleggerì così il peso del eannooe -da 301, chilogrammi a 237. La carica di pòlvere è di 500 grammi . I/aggio fra le pareti del cannone ed il corp:i del proietto è di 1z2 millimetro, mentre !:aggio fra le a lette ,e le scanne'latnre interne delle pareti del cannon~ è di 1 mill1rnelro. Il proietto è lnngo metri 0,18 (cioè più '1i due calibri); ha sei alette è!i 2.inco alte 17 m illimetri, disposte a scac~o, tre verso la metà del pre;ietto e tre verso la base. Le alette s'ioqastra no a coda di rond ine sul proietto di ghisa. Per evitare il guasto. delle righe, la· parte delle alette del proietto verso cui ha lu_og0 il moto di rotazione, va smussa_ta per circa 8 millimetri. Il passo della vite è di 2 metri. L 'affusto eleo-ante e o leggero. La carica ba luogo rer la bocca. ·L'iutroduzipne dei cannoni rigati oell'_a.r1iglieria inglese fu affidata. al genio di Armstroog, che già nel 1854 aveva istituito a lcuni esp(;!rimeoti~ ed incoraggiato dal successo , p resentav~ nel 1859 aà una Commissione dei risultati tanto soddisfacenti, ch e ricevette immediatamente dal governo l'incarico di dirige;e la fa bbricazi•o ne dei cannoni rigati nella fonderia del R ~gno Unito. La carica si fa pel fondo, ma ìl congegno ba subito frattan to mo~te ·modificazioni. Il' pri mo pensiero era d'incavare n ella parte posteriore del .cannone, ·e pre$so a poco nel si to ove sta 11 focone, un pezzo ,cli _m etallo della llJngbezza della carica, della la rghei ia del· calibro, e profondo sin o all'incontro dell'asse del cannone. Questo pezzo viene sollevato per introdurre la carica, poscia rimesso ed as- · sicurato Golia p ressione di una Yite collocata nel fondo del cann.onfl . Si provvedeva -alla più completa -otturazione con \JUO speciale stramazzo di r am e che dilatavasi col -calore prodotto dall'infiammazione della polvere. ·' In seguito avendo l'esperieffZa dimostrato gl'inconvenieoti e le diffico!tà di sollèrare e rimettete il pezzò mobile, gli fu sostituita uoa v ite a fascia a molte spire, del d iametro alq11a11to maggiore del calibro. · La carica, a cui era annesso un composto fulminante, si ac-

·rcc,OLOG[GA

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cend0va e;on 'una leva che si mnove a pel'fettu èom baciamento

' . nelle p areti del cannone. _ _ Le riahe a guisa. di' quelle delle ca.rabme, seno eseguite lil modo che l'jncavo eguaglia la sporgenza; sono così poco_ pro~ fonde, èirca 203 millimetri, e perciò il nu°:ero delle sp1'.e s i aumenta. In -un cann•me, il coi -diametro 10terno era d1 64 millim etri, si fecero 44 spire. , • _ La J~oghezza del passo coincide con_la lunghezz~ del cannone. Il proietto di gbisa , pieno o vuo to , ~- g uarnito nella p~~te cilindrica. di. due fascie di piombo che s msmuano n elle s1~1 1e, ed otturano )e foghe di 5as meglio delle alette francesi. Il proietto è lungo 3 cali br i. _ . .. . · Il cannone è costruito con o senza amma di acmaio_ fuso '. con spranghe di -ferro battuto saldate e r icoperte da altri s~rati consimili, però dìsposte in direziu~e . opposta; · la costruzione somia]ia alle canoe di fucile a 1ort1gbone. . 0 Il caonone il cui diametro interno è d i 0,05, pesa 226 chiJoa-ramnii. ]I proietto pesa chilogrammi 2 l.7~. 0 con 142 - gr arnmi di _polvere ; _c ioè lz l 8 èirca del p_e so del proietto, coll'elevazione. di g radi 40 26', alla distanza d1 _l ,30Ò met.ri, l'incertezza del 1iro era. cli soli om,29, la forza d,, percussione tale che oltrepa_ssava da parle a par te_ un pe~zo d olm~ dello spessore di ùm,90: - La portata mnss1ma dei cannom ArmSt(ong oltrépassà quella del modello fran c~se (1). .. _ Mentre ]e altre potenze si affri?ltaoo a gara di adottare l u_uo 0 .' l'altro di questi due modelli, la Prussia ha trovato u n ti podi transizione fra i due espo3ti. " . In iriancanza di più es•e1-i part;colari sul risultato degli espe-

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(!) Per meglio stabilire tulla la forza di cui l_in vani~ ~l ca~not'.c-Armstròng~ . · rl·'" l "~ teste 1 ·, pezzi uno re . ' fuso néll•v fucine d, ,voolw1ch, e st;ito. sottoposi • . l' , àlla prova la p iù severa. li _cannone fu caricat_o r,o~ q,rnntc P1_u onm~ _r_,' p olver e la, camera di esso può contel)ere, C v_i SI aggiunse_~lll a grossa _ b,:•~~ . · d'1 fino fcr,·oi· 1·l luogo ti ella palla, 11 tutto_ cqun a lente a cm 1 • c1·1·mrl r1ca 1 • . · I comuni. · C'' nCJUC, ,•olle· fu in <1uesto rnod<> caricalo ,. 11 cannone,11e . cancte cinque volle si fece fooéo; quindi esaminalo attenlamcn_lc_I_ mtcrno de a

canna e sottomessa ai solili mezzi p er comprornrc .la sol,d,.la del '.'1clall~,, si continuò a far fuoco per ben cinquanta .volle; ccssatn I opcra_zionc, n dichiaralo il c,innonc atto a resistere ad ogni pressione ordinaria, sen za poterne palire alcuu danno.


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TEC:-IOUìG l CA

llIVì:;t.1<

rìmenli ch!l sì fanno e si tengono secreti da tutti i governi "E . o. _ur~pa '. possono a~cenn<1rs1 alcune delle principali proposte 1 d1 m,enz on1, le quali o non furono esperi!lìentate, 0 non eb~ bero, ·11 sn?cesso, o non furono sinora introdoue nelle armate. . L esped'.ente a'.lottato dall'an1ericano Castrnan per la carica d, fond_o, e certo_rngegnoso nella sua semplicità teorica, benchè compl1ca to con m granacrai Un perno a V ·Ii e . oo esterni in pr atica e • più grosso ~el calibro ciel cannone, s'invita nelle paret i deÌ fon<l?. ~a vite tanto del maschio che della femm ina è divisa long,tudmalmente. in tre parti a denti e tre piane che s'alterna no._ Sprngendo le parti piani~ del masèhi_o nelle dentate della femmina . d.1 un soIo rnsto d1· c1rconfereo2a · . ,. . , .con un g~ro si svita o s _rnv1_1a 11 f~ndo.' 11 quale poi con un a!tro congegno a guide ed ingranaggi? s''.ntroduce o si _ritirà dalla culatta del cannone. I:I manto d1 p10'. n bo, . proposto da Charrio, per evitare la canea s1 applica ad un proietto obl ~n rro d1 g ]nsa · . .eh fondo, ,. 0 m cava:o nell inlerno dalla parte superiore, e con apertura disposta m ·m odo che· all'atto dell'espansione il gas oonfìando l d. · , O I m anto - 1 p1ombo· , obblighi il proietto a percorrere, sortendo, le spin~.

In un ? puscolo sta_mpato a Monaco, 1860, pre·sso Cotta, su qu~st? prmcip10, sviluppa tutto un piano per la 1ifornia di art1gher1a.

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~a_nnone Whitworth fu esper imentato pubbl icame~te nel prmcipio di · quP.st'an.n o a Londr a, ed è fresca las..memoria dei p~ù dettàgliati pariicolari in proposito (1). Si noti soltanto la ' gran. portata del canooge di 3°, il quale avev~ il passo di vite (1) Vedi lu Rivi~a d'aprile p . p.

corgss1mo , e 1' ingegnosa irÌ<-a della cart'.lCf'ia di metallo, che per l1t forza dell'esponsione slOS$a ingrossarn le pare1i ed otturava le fu ghe di gas. Non si può is titni.re un confronto che fra i due-so1i modelli noti ed esperimentati , cioè fra il caom1n.e rig,Jto fra,ncese ed il cannone inglrse. AJ primo, culpo d'occhio il m •Jdello di campo francese si pr esé.nta ~orn_e uµ ripiPgo, studiato còn molta arte, -per trar profitto dai numerosi f'am1on i di bronzo di 4, i quali, scartati gii'J. da lungu tempo, etano un inutile ing9mbro nE-gli arsecali. Irn•ero, nell'a ttuale progresso delle industrie, non sare.bbe stato certo prescelto per niaterìale del c,anoone il bro11Zo, che per l'elasticità, solidità, leggerezza, assurbirrn:nto cli calore è di gran lunga inferiore all'accia.io fuso ed al ferro battuto. Nell'ultima gu~rra, . a Valr nw, 11 fouo confermò le congetture; dopo alconi colpi vivi, scalda1osi i l metallo, soffrivano talmente le rig'.1e che si dovette rinnnci~re al ti 10 a mitraglia. L'aggio fra il rroietto e le par"'ti fa oscillare oella cutsa 1I proietto; le alette stesse seno una u na specie di ripiego', di transazione nell'applicazione a i cannoni riga li dei vantaggi ottt'cuuti nelle carabine. Come cannone di campo ha i l' difetto cli avere un proietto troppo pesante, e quindi i l g rande inconv,eniente di a urnrnta1:e quasi del doppio i l peso delle m unizion i , rendendo necessarii cos\ inezzi maggio1i di trasporto (circa 40 ,cavalli per pezw), • m&zzi di 0ui si ha sern pre deficienza in guerra. Il moddlo inglese è cert:nnente più conforme alla nota legge di progresso, le nùm~rose spi re rendono più faci le e senza scosse l'inizia1ivrt del nwto rot~ torio; l'o1tur arrwnto è più completo fra le pareti r)ella canna ed il proietto, e la miccia a punta toglifl le fughe di g11s pel focone. Non è certo niente pi(1 facile di ben ·centra lizzare i) proid to rolle alette che colle fascie. 11 rna 1eriBle slesso del c11nnone n1ggiunge il rnassin:10 desjde1:ato di resistt"nza e leggerezza . Il c:on3egno dd fondo pctò è tu ttora imperfetto; la -1r1i nui.ezz·à. d1cllc. riihe esigern spessi ed aLbonclanti lavacii, che in buùùa pa r le sono era rìsparrniati per l'aggi unta di un ·partir.olare· congegno sul geiJeì-e della cilttuccia • a untume di cui si s~rvc '\Vhitwbrth . ~

. Questa propo_sta, inserira nel giornale dell'armata belo-a del 1_856, . ha suscitato molte dis_cussioni, e non si conos~ono i risultat.1 degli esperimenti fatti. · ' Sch'.noelzl, te~ent~-colonneilo nell'artiglieria bavarEse, · ed' ant?re d, parewh1 S()ntti tecnici m ilitari, propone un cannone ngato_con _rnadre:ite ad esagono' che si carica per fa boera . Il proietto e -~urnto d1 sei alette di metallo d1Jro, è incavato e prul'.mgato IU _modo da contenere in una camera apposita tutta la canea.

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Rl\'IST.l

.In. queste conJizioni il cannone inglese è cert,, il modE-llo :111ghore. Dopo 3,000 colpi le righe si ernno conservate intatte, imbrunite e cog li spigoli vivi come se i l cniinone fos~e appena uscito dalla fab brica. . La port~ta, la sorprendeote esattezza di tiro, la g rande forza d1 per?uss10ne,_ per cui u? p roietto da_12 (5,44 chilogrammi) alla chsta:,za d1 730 metri tru passò un t ronco di quercia grosso zm, 70; i~ nna paro!a, il cannone Arn1s1rong possilsde i n un ' grad~ emmente tutte le condizioni che si esigono da un'ar,r.a, ma 11. congegno p·:r la carica di fondo è tuttora tanto imperfetto che s1 dovettero aggiongere degli uperai all'ar tialieTia di questo 0 mo<lello spedita pc!' la guerra in Cina. R i?uardo .~gli altri, modelli proposti e non esperimentati, od esperuncn tah ma non adottati, si può ora colla sc:orla delle leggi esposte, bilanciame gli utili coi vantaggi. proietto ad cs1•ansione di Cbarrin La pe1: iscopo di evitare le d1fficolli\ della carica di fondo, difficoltà che mano a maoo vaou0 restringendo-si in modo che si ha tutta la spl'ranza di eliminarle completamen te. Ta~.to col yrogetto .Whitworth, che con quello p roposto da ~e,hmoelzl, _cioè_ con ~1ghe a foro esagono, essendo il proietto d1 ferro o d1 ghisa, s1 guastano le pareti interne del cann one. Le fugh e di gas non permet tono di utilizzare tutta la forza delrespansione. Gli ultimi esperimenti del cannone \Vhiti,or1h hanno provato, specialmente pei ~annoni di .maggior c-alibro, la lor0 superiorit~ in confronto a l modello Arrnstrong. . L~ proposta d1 Schmoehl , appoggiata agli esperimenti di S1ev1ez nel 1828, cioè d'introdurre la carica in una camera incavata espressamente nel proietto stesso, siccome tende a potenziare gl i effet1i della polvere, aprirebbe una nuoYa via di ~iglioran:enti ove fo~se a pplica ta ai cannoni rigati. Un grave mconwniente però s1 appale,a, cioè la difficoltà d i combinare la forma che dovrebbe avere la camera del p roietto in modo ch e pos;a ser vire tanto pei proietti vuoti, che pieni. . In tntti e due r1uesti ultirui modelli sarebbe desiderabile l'im?iego di ottone per cuscinelli nei punti di contatto colle pareti rnterne del cannone, per .evitare gli u rti ed i conseguenti guasti delle merlesi me.

TECXOLOt; tr A

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V.

Conclus ione.

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Emerge dal fin qui esposto che, tenendo c6nl.ù possibilmente clelle condiziuni inerenti· all'impiego delle armi i o gunra, cioè d"ll"uniforrnità., della leggerezza. e della durata, si adattano nei cannoni i miglioramenti già esperiti nei fncili , ed in qu<cst i quei perfezionamenti che l'uso comune sancisce nelle armi private, le quali migliorano alla loro rnlta collo sviluppo delle industrie e delle scienze laterali. 'Io questo modo tutti i governi d'E uropa. trasformano ora il materiale di guerra; ma intanto l'industria prirnta segna la via di nuvvi progressi . Le recenti carabine ameri<'ar.e , comode e leggere comt, un bastone, portano u·n proietto di pochi gramtn i , il quale arreca però ferite stupefacenti quanto la più pesante palla di munizione. P er l'ingegnosa costruzione dei revolvers si ottengono più colpi consecutivi da una canna sola . Il s uccesso delle righe poligonuli alla vVhi,worih ha elimìminato i principali incnnvenienti che impedivano di ottenere con più cariche p~edisposte nella cann:i, più colpi consecuti,·i, senza storno di rnirn. Il cannone a revolver costruito recentemente da un ingegnere privato a Lipsia e venduto all'Aust,ia, la talista moderna, macchina tremenrla di distruzione ri1rovata que~t'anoo in Francia, e quasi contemporanfiameµte in Ge rmania, mentre occt1par,o il pensiero degli artiglieri, provnoo l'irnport3nza, anch e per l'a rtiglieria, di un'arma a più colpi successiYi. Chiunque ebbe occasione di riflP.ttere sul modo con cu i si operano gli attacchi nelle guerre moderne, non potrebbe disconoscere l'importanza di un'arma che, som1niriistramlo cinque o sei colpi consecutivi, moltiplicasse per pochi iswnti, ma nel m omento decisivo dell'attacc·o, l'efi'ello' dd fuoco di lioea e di batteria .


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RIVIST.~

A Solferino l'artiglieria della Guardia, IJrer1,Jendo pos1z1one · · a 300 metri dall'inimico, ha deciso della giomatn . Ma la. v ittoria s'inizia e non si_ compie a colpi di fuoci,. Per cacciar l'inimico completamente biso<rna occuriare il suo . o posto, bisogna attraversare il terreno intnmedìo. Chi s''lvanza è più esposto, ed a corsa· compi uta si presenta indebolito dalle perdite. Nella misch ia che vi sussegue cessa l'incanto della subordinazione e subentra ;1el solùato ,uo istante di lotta fra l'istinto · de lla propria conservazione ed il motivo che l'induce a battersi, ossia lo s1;irito milit.a rr~. · QL1esto e'1ement.o morale della forza delle armate, che spesso da se solo supem in importanza tutti gli a ltri, per cui un so!d~to v al per dieei, e senza cui dìe ,i non valgç,no un .solo, chpPnde dall'intel ligenza., dalle passioni, dalla confidenza nei capi , ma specialn1C[)te in se s tesso, cioè nell'arma . In_ quell'istanli3 decisivo d i lotta morale, un'arma a c:in~{ue o se1 colpi sarebbe \lU mezzo mirabile per ristabilire l'eqùilibrio scosso dalle perdite sofferte, per aécrescere là confidenza ed i t valore dell'uno, e · lo sgomen10 nell'altro ~fon è già. il nu_mer; dei' n1orti, ma q~1ello dei fuggenti che assicura al più arnmato la vittoria. . Ma le armi a più colpi consecutivi reC'herebbero un gravissi1i10 aumeDto nel costo del materiale -da guerra. .... Un'arnia non è che un meccanis~o, la ' legge del suo progresso n on è che una spec·ie èli quella più o-enerale delle t ' o - maccmne, cioè risparmio di mano d'opera, mediante un tale aumento del capitale ?'impianto da ottenere p~·odotti a minor C05tO. ' , Pos~o . a confro~lo il cons\JmO di danaro, di g iornatr-i d'o pern , d uommi e cav1tlh, che fau n o le armate moderue d'En rr\pa in un secolo , si ottiene per -ogni soldato ucciso o messò fuor di com battimento in guerra, nel dello periodo. franchi circa 300 ooo· cioè giornate d 'uomini 100,000 e 200,000 d i cavalli, ' ' Questo è il momento· economico del' prodotto delle arrni; esso c~ratterizta il v igente sistema militare_dell'Europa, e p rova a~ _ev1denza__la n eeessi_ tà dell'aumento del capita le d'impian!o, c10e della ntorma rad1c_a le del materiale di guerra. ·

81 L'uorno , l'animale il meno provveduto di difese naturali, rinviene in un legno, in una pietra un'arma, pt:r cui diventa l'animale predominante sul globo. Pochi meschini moschetti assicurano alla razza nostra il clominio sull'americana. A Solfel'ino, Francesco Giuseppe confessa d'aver ceduto alla ricchezza dei mezzi ché li furono contrapposti. La qualità delle armi r1a g uerra in uso determina la caratteristica generale della storia e politica dell'epoca.. Il materiale m eccanico del periodo cui andiamo incontro, prepara una nuova face di progresso all'umanità, essendo una garanzia alla civiltà contro l'oppressione della barbarie. Nessun S tato potrà poi conservarsi senza il concorso ed appoggio dei popoli che, , solo in istato libero, sviluppano quelle i;icchezze che colmano glì abissi delle casse di _guerra, spingono le industrie a quel grado elevato che esige la produzione delle armi nuove, e diffondono lo spirito di sacrificio e di gloria, elemento principale in guerra, il quale però non ha base duratura che nella pubblica opinione. Tl::CNOLOGICA

Fonderie, fabbriche d'armi e cantieri namli INGHILTERRA. La fonderia reale di Woolwich ha-fuso, q uesti giorni, il più gràn cannone di bronzo che sia stato fatto iu Jnghilterra. Occorsero dodici tonnellate di m etallo, e la canna misura 20 piedi di lunghezza. Questo gran pezzo. si caricherà per la bocca e si esperimenterà alla scuola di tiro in Shoeburynes. Cento cannoni Arrnstrong, per la marina, sono usciti or ora dalla fonderia e furono tutti sperimentati, Il sig. W. Armstrong si è assunto l' imP.egno di consegnal'e 400 pezzi di cannone prima della fine dell'anno.

- l'tfa1·ineria. - Un comandante della marina reale inglese ha fatto a W ool wich, sul Tamigi , l'esperienza di nuovi segnali marittimi che h a inventato egli stesso. Issa.ti questi segnali sul grand 'albero del Fisgera1·d si cominciarono a far agire, riconoscendovi un g ran progresso sul sistema dei segnali attuali, giacchè AN:-.o V. Voi. I. - 6.


82 RIVISTA questi diYengono inutili in un tempo nebbioso ed oscuro; mentre •~uelli ora in ventati si possono vedere fino a,4 miglia inglesi di distanza, anche con tempo chiuso. Essi sono formati d1 fil di ferro , sono ricoperti di tela nera, esscndochè il nero si disti ngue più faci lmente in mare, pernno da 8 a 10 d1 ilogrammi ciascuno, e si possono piegHre all'occorrenza e riporli; l'accoppiamento di verso di questi segnali riproduce le notizie che si Yogliono eomumcare.

TECNOLOGICA.

AUSTRIA. - Si provò testè un nuovo pezzo d'artiglieria sul genere dei Cilnnoni a i·évolver, costrutto da un ing;•gnere civile austriaco. Questi era già in negoziazione col goYerno russo, il qual0, dicesi, gli avesse offerto 40,000 rubli d'argPnto per la cessione del!' inYenzione. Coll' interrneuo d-el barone V. Rempert, l'imperatore, fatto di ciò comapevole , ordinò l'esperimento di detto cannone e l'acquisto suo, se conveniente.

- Un fucile che si carica cla pe1· se stesso. - Sotto questo titolo, nel!a Mililtir- Zeilirng di Vienna, giugno, noi abbiamo letto l"arti~olo sPguente, firmato cav. AuGus10 or S., capitano i . r.: « Nel nostro secolo in cui tulti gli eserciti 1:1uropei s'occupano innanzi tutto del perfezionamento delle armi da. fuoco, io mì trovo in grado di dare al pubblico mi1itare in generale i più ampi ragguagli su lla recente scoperta d"un cnpitauo dell'esercito austriaco. Già al principio di quest'anno la illilitii?'-Zeitung Cl•n• teneva un artir.olo il quale faceva all11sione nll' iuvenziune di un fucile che si carica da so stesso. - Siccome nn così fallo troYato riuscirebbe di un'incalcolabile utilità, sia al pnnto d_i vista tecnico, sia. a quello economico, e poichè d'altronde la sua acrettazione è perfettamente constéttata, a quanto intendesi, per il fatto di una Commissione istituita da S . M. l'imp1<ratore, certo non senza interessamt::nt0 si avranno akuni pa1t.icolari su questo fucile, e pPrciò qui ne pubblico quelli a mo conosciuti sino ad oggi_• 1° Il fu cile novella mente costrutto non è meno s•Jhdo del fucile ordinario a cappelozzo, ma esso è meno pesante, e preparato per otto colpi sicuri (Dietro le ultime sperienze, esso può essere costrutto perfino a 16 colpi). e 2° Esrn non richiede che 50 grani di polvere per ogni sparo, mentre i l fucile ordinario ne vuole 55, e ciò non ostante ha maggior gittata e giustezza di tiro.

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« 3° L' infecciamento della canna è insignificante, sia che si spari un sol colpo, ov,·ero cento. Venne però impiegata, con qualche perfeziona.meato, la med_esima polvere e la medesima palla compressiva. che precedentemente. • 4° Ogni cartuccia può essere imp:egata 10 a 12 volte, ed è questa un'importante economia, specialmente per gli esercizi a fuoco iQ tempo di pace, anegnacchè ben si sa che col tiro si consuma sempre u n'assai considerel'Olc quantità, di polvere. , 5° p,~r qualunque lempo non si ha da temere che il colpo scatti a Yuoto, quand'anche le cartuccie fossero state io pria nell'acqua. - Hen si capisce l'importanza.di tanto vantaggio pci tem pi piorosi. • 6° Il rinculo e qua:-;i nullo, ciò che, risparmiando le guancic e le spalle dei soldati , INo dà la confidenza neces:=:aria per bene imbcr(:iai-e. « 7° La cclerifa del tiro di quest'arma è cosi prodigiosa , cbe senza precipitazione si ponno eseguire 12 spari per minuto. • 8° La pratica di quest'arma e l'introduzione del suo sistema sono così semplici, clre in brevissimo tempo, ed anche con una sola lezione, le reclute potranno senza grau fatica famigliarizzarsi ·completamente con essa. · • 9° Per quest' in,·enzione grandi mutamPnti necessiterebbe anche la nostra tattica, atteso che tutti i quadrati e le formazioni in massa addi\·errebbèro inutili; una trnppa intrepida, in qual unque sia:oi fot·nrnzione, potrà tranquillamente lasciarsi avvicinare dalla caY:illeria, e rovesciA re poi cavalli e cavalieri prima di adopral' la \;aiC>netta, mandando loro 8 colpi psrfettamente sicuri; perriò non si avrà bisogno che di far useguire un mezzo a ,lest1·a alla 3"- riga. • 10. Una circostanza rassicurantissima di quesl' invenzione si è c1uella di app()ggiarsi su cli un principio t~ 'economia. Tutti gli atti1ah fucili potrebbero con lieve spesa trasformarsi al nuovo sistema, ml:'ntre gli altri sistemi non consentono la trasformazione nè così faci lmente, nè co::;'t economicamente. • Le seguenti partì del fucile attuale spa rirebbero: , a) Il cane attuale, rimpiazzato da un altro congegno assai più leggicro ~ • b) il luminello;


84

'

!\JYrnTA

pronta fabbricazione d'una' granrle quantità di relative munizioni. Non potendo la fabb rica di Amberg, quantunque ingrandita di molto, produrre a sufficienza nel b reve ter mine prefisso, venne gi~rni,sono stipulato un contralto cogli armaioli di Luttich B-er la fabbricazione d'un gran numero di canne rigate, le quali poi vengono in Amberg finite sul sistema Podewil.

c) i cappelloz zi e la loro tasca ;

. , cl) la coda clel vitone _; • e) 1a bacchetta ; • f) i I cava-palle; donde si scorge una notevole semplificazione e diminuzion;. • Il meccanismo del nuovo fuci le essendo un seo-reto &d il o ' privi legio speciale del!' inven tore, il signor capitano pensionato Edmond Pistotn__ik del reggimento Prohaska-Infanterie , qui non possiam darne ulteriori particolari. • L' arte della g1;erra data dall' introduzion-e delle armi da fuoco ,e degli eserciti permanenti-. Ogni secolo v i reca il suo novello t ributo, e siccome tutto var ia e si perfezio na, è g radito il pensa; e che ,da noi uscirà un' imenzione che supererà ogni altra. Il capitano P istotni-k è attualmente occupato, per ord ine superiore, -ad applicare il suo sistema alla pistola di ca·Ì,alleria. • Noi aspettiamo con impazienza il risultato finale di c0sì importante trovato, sperando di vederlo posto in vigore pria che un altro Stato non se ne preYalga >>. Anche noi siamo impazienti• di saper qualche cosa di più su di una scoperta che ha un po' dello stravagante... .. stando ai surriferiti cenni.... . ! ! l SPAGNA. - · Secondo Las Novedades, una delle principali fabbriche della provincia di Guipuzcoa ba presentate al ministero della guerra un'offerta per for~~re in b reve tempo 80, 000 carabine e fucili rigati allo ste~so prezzo delle fabbriche estere , e di qualità supe~·iori a quelle del Belgio e dell'Inghilterra. BAVIERA . - Sotto la direzione della Commipsione consultiva d'artiglieria sono stati fusi e montati nella regia fonderia di Augsburg alcuni cannoni rigati. Fra ,questi cannoni, uno da sei libbre venne provato il 4 aprii~ passato; il risultato fu assai soddisfacente, poichè mentr e i pezzi da 6 libbre d'antico modello hanno una gittata di '100 a 1000 passi, i proietti di questi nuovi rigati ,toccarono la distanza di 4, 000 passi. La giustezza del tiro lascia ancora_quald10_·cosa a desidt:rare, ma con leggiere modificazioni ~i sperano buoni risultati fra br eve.> tempo, anche su questo rigua rdo. Il . ministro della guerra spiega un'attivi_tà straordinaria per l'armamento della fanteria col nuovo fucile P oclewil, e per la

T ECNO LOGICA

( .4llgemei.ne Militar- Zeilung) ,

ITALIA. - Le fonderie dello Stato sono attivate con una sollecitudine straordinaria, nè tarderemo ad aver 600 e più pezzi rigati da campagna. - Uguale attività nelle pol'veriere e nelle :regie fabbriche d'armi , ove si lavora a rigare i fucili per la fanteria di linea. - Alla Veneria si sperirnentanò nuovi modelli di carabine per -decidere della più con veniente a'nostri bersaglieri.

- Il Ministero della g1.1erra ha testè cletermipato che le cartucçie a pallottola pel fucile di fan teria (modello 1860) possono {\ mfezionarsi con 5 grammi cli pulvei·e da fucileria, o grammi 4,65 cli polvere da bersaglieri : che nel tiro della carabina pei bersaglieri (modello 1856-) si adoperi l'nna o l'altra cartuccia, ma sia data la preferenza alla seconda, rimanendo abolita l'attuale: che pei moschetti d'ar tiglieria, dei pontonieri e della regia marineria, a canna rigata, sia adottata la cartuccia di fanteria (modello 1860), riducendone il quantitativo a grammi 4 . Così per la pistola cl'a:i;tiglier ia. e_cavalleria si adoperi la stessa {)/trtuccia, riducendo il quantitativo a grammi 2_, e conservando pei pistoloni della cavalleria (modello 1843) l'attuale cartuc1;ia . Che si.adoperino fino a consumazjone le riserve delle cartuccie esistenti e in uso pel passato; e che finalmente sia sospesa la fabbricazione della polvere cli fucileria, coptinuando quella da cannone e da bersagliere. · - Venne approvata una pistola rigata pella cavalleria e per l'artiglieria . - · Furono fatte alcune modificazioni all'attuale sciabola di cavalleria (modello 1834) ecl ai carabinieri reali a cavallo. -_Il fodero di ferro delle medesime venne rimpiazzato utilm ente da quello d'acciaio per tutte le truppe a cavallo,


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~ blarina. -

!\?VJSTA Tl!:CNOLOG!CA

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Nei giorni 28 e 31 luglio l'artio-lieria, sotto la direzione .d'una Commissione d'uffiziali della regi~ marina , fece gli esperimenti contro le piastre di corazzatura che sj preparano per la decretata ba"tteria gallrggi,1nte. Nel pr0ssìmo fascicolo d'agosto noi offriJ"emo rii nostri lettori il processo verbale dei risultati avnti dalla Comm issione incaricata di tali esperimenti. Nel.venturo mes~ d'agosto la m agnifica pirofregat; ii Duca d·i Genova, che torreggia nel regio cantiere della Foce, verrà lanciata in mare. Le persone perite in cose marittime dicono clìe il lavoro di quel legno fa onore al cav. Mattei regio costruttorb. S11bito dopo, oltre la suddetta fregata blindata, ne verranno incominciate altre due· di grossa portata, le qual.i costeranno circa cinque milioni e mezzo. Le cannoniere ·c urlatone e t>aleslro costrutte ~ Livorno vennero testè rimorchiate in questa dar.5ena, ove riceveranno il loro armamento.

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RIVISTA STATISTICA .

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AUSTRIA. - • Il bilancio della g uerra sottoposto ora al Consiglio dell'Impero, presenta altre cifre oltre quelle contenute nel sommario comunicato, è g ià q ualche tempo, ai m embri del Consiglio. Nella prima comunicazione le spese per forze di terra e dì mare ascendevano a 83 m ilioni di fiorini, ai quali bisognava aggiungere 8 milioni di rendite particolar i, in m odo che la spesa totalè era di 9 1 milioni. Il bilancio , pat·ticolareggiato Ol'à presentato fissa le spese per l'esercito a- 100 miljoni di fiorini, di cui 92 per spese ordinarie e 8 ,per istraordiua rie. • Questa d ifferen~a è spiegata con una nota contenuta nel bilancio, in cui si dice chE>, in considerazione della sÌtuaziooe politica attuale, ci sono tuttavia in Italia e in Ungheria degli effettivi di truppe più numerosi che nelle circostanze ordinarie, ciò che esige un aumento di spese di 12 m ilioni di fiorini, ai quali bisogna aggiungere eventual mente un::i. somma di 1,019,092 fiorini, necessaria al ·m antenimento delle trup pe, del duca di Modt>na. L 'effettivo totale dell'esercitq e cli 384-, 555 uomini con 48,796 cavalli». - Vennero instituiti arcivescovi mili1ari per la su periore di 0 rezione ecclcsin.sticn delle due confessioni (absburga ed elvetica), due ( uno per co• fess ione) in ciascuna delle seguenti stazioni militari: ·v ienna, Verona, Ofentem berg, Praga e Hermannstadt !


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!UVISTA

STA(r!STI C,~

Stato rriaggiore. - L'impèratore_ordinava il_25 aprile alcune variazioni all'organizzazione dello stato maggiore generale, e lo scioglimento del corpo degl'ingegneri geografi. - Secondo tale decisione lo stato maggiore austriaco co11sterà in tempo di pace di:

18 Generali o colonnelli. 14 Tenènti colonnelli. 28' Maggiori. 60 _Capitani di l" · classe . 20 id. di 2"- classe. 60 uffiziali d'altre ,armi comandati.

.

,

In tempo di guerra 1'e:(Jettivo del c,orpo verrà a umentato secondo il bisogno. - Venne pure abolita l'inti-tolazione per essocorpo di Genemlqiwrtiermaistentabs-Cornité, e per contrp si chiamerà semplicemente Generalqu,artiermdisterstabs. - La di rezione desli affari del ·Gorpo si dividerà in l O Uffizio del quar tier mastro generale dell'imperato.re; 2° Directions-burnau. Direzione generale. A quest'ultimo, oltre -alla cura degli affari personali e materiali del corpo, vjene purè affidata l'immediata direzione degli uffici scientifici:, che sono:_

1° Uffizio topografico dell'interno ;

- Flottiglia. - Le barche cannoniere che gli Austriaci stavano costruendo a Peschiera sono state varate ed alcune interamente armate ; sono più grandi deUe nostre e più veloci al corso, ma però non sono cora_zzate. Con questi recenti legni la: forza militare che gli Austriaci hanno sul lago di Garda è maggiore della nostra attuale;· diffatti, mentre noi vi abbiamo sol tanto 5 - cannoniere a elice, armate in totale di 5 cannoni, gli Austriaci hanno 6 cannoniere · a elice portanti dai 4 agli 8 cannoni, in numero 24; un vapore della forza di l 00 cavalli eo~ 4 cannoni ; due vapori m inori della forza comJ_)lessiva di 140 cavalli, armati di 4 pezzi; 4 barche a vele con 2 cannoni ciascuna, cioè ·8 cannoni; 4 zatteroni pel trasporto dei mate- , riali, che ponno all'occorrenza armarsi di 8 pezzi . - In totale l'Austria vi possede i 7 imbarcazioni e 48 pezzi. - Noi speriamo che rion si tarderà a provvedere a cotesta nostra; deficienza, che potrebbe esserci fatalissima, stante la grande importanza strategica del lago di Garda; e diffatti noi sappiamo che a Geno_va nel cantiere del governo ed in quello dei privati costruttori si lavora al~teromente a completare la nostra flottiglia . - Scuola cli m0,1·ina. - In seguito a proposta dell'arèiduca; Ferdinando Massimiliano, l'imperatore ha autorizzato un nuovo sistema d'istruzione, col quale si possono formare buoni uiliziali di marina ·con principii più omogenei all'arte : così in relazionecon questo sistema d'istmzione debb'essere già avviata la for ma zione di un istituto idrografico, nel cui cel'chio d'azionesi do~ vranno comprendere tutte le scienze marittimè in ogni diramazione, non che l'educazione degli allievi è dei cadeUi.

2° id. del!'esterno; · 3° Uffizio tattico della guerra; i 0 Evidcnsbm·eau

Fortificazion'lt. Pei: mezzo di avviso pubblico, nello scorso aprile .ricercavansi in Bolzano e dintorni degli appaltatori per la costruzione di un'op0ra di fortificazione sul confine del Tirolo V(;!rso la Lombar,h a. I punti da fortificarsi sono : Gomagoi al piede dello stradale dello Stelvio; Osanna sul Tonale, la Rocchella, sull'ingresso della valle di Nona, Cadine in val Sarca, Lardaro in val Chiese, Rivn e !Vago sul lago di Garda, · ---- Le costruzioni più importanti sembrano esse quelle di Lai·daro, ed è invero il luogo più importante. Lavorasi pure ccn inàefessi tà sulla frontiera mantovana verso :Po, e speciabnente dintorno a Dor~oforte, in trincieramenti prov-

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visorii. - . Si perfezionano anche a tutta possa le fortificazioni di Verona e quelle di Venezia.

f

- .Fo·r za mar·iltima. - Il personale della maTina austriaca consta cli 6952 uomini, di cui 3 ammiragli, 215 ufiìziali di stato maggiore ed altri, 161 cadetti. e allievi di marina , 199(} marinai, _gli altri dì fanteria di marina appartenenti alle armi speciali. Il numero degli uffiziali . non è per certo in equa proporz,ioneeol numero degli uomini, nè con quello dei legni.


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STATISTICA

RIVISTA

L'armata austriaca numera :

Negli arsenali : 3 fregate 4

co,,,..

12 vapori

In mare:

I

. tutti senza equipaggio. 4 brick 8 scbooners l trabacca · . 1 vascello cli lineà ( unico) 2 fregate a vela l fregata-propeller 1 corvetta~propeller 2 brick-scbooners I trasporti. 6 trabacche I

-

Totale

45

legni fra piccoli e g rossi.

FRANCIA. - . Secondo i l bilancio dell'auno 1861 l'esercito attivo francese consterà di 326,710 uomini e 67 883 cavalli all'interno_ del la Francia ; in Africa, di 65,690 uoi~ini e 15,297 cavalli ; c10è presenterà u n totale di 392,400 uomini e 83, 180 c~val~; pel mantenimento dei quali v-enne approvata la spesa d1 340, 908,'744 lire · .

-:-- Campo di ChéUons. - - Le grandi mano,;re <li Chalons-surMarne, sotto .g li ordini del maresc_{allo duca di Ma..,.enta sono . ' ' o mcornmc1ate 11 mattino dell'll luglio. ll giorno prima tutte le truppe del · campo, in numero di 30,000 uomini assistettero ad un servizio funebré celebrqto pel riposo dell'anima di S . A. I. il principe Gerolamo Napoleone. , Tutta la_ guardia imperiale, si dice, debba re~arvisi fra poco, ed allora 1_spez1onerà il campo f'imper~ tore. - Le truppe destinate a lla spedizione asiatica si tolgono da quelle· di esso cam po.

- J11a-rineria. - Nei cantieri francesi regna sempi·e somma ala~'.1.tà, e speci~lmen1e !n . quelli di Tolone, da cui stanno per uscire due nuovi vascelli, il Castiglione di 100 cannoni ed il Fonlenoy. . - L,1 fregata corazzala Gloi?'e, di cui sì spesso parlossi, fu ,,a. rata i l 9 con p ;eno sucùesso. La costruzione cli questa na~'G rese necessarie curP. straordinari,ll. L o spessor~ della corazza è

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di 12 a 13 centimetri. La Gloi1·e avrà un'unica batteria , la quale sarà composta di 36 cannoni rigati da trenta. La macchina è semplificata, la sua forza è di 900 cavalli. Si i:rede che 500 o 600 u omini basteranno per mon tare la Gloire, che continua del resto il suo armamento. Ma non si è mai trattato , come l'asserirono alcu ni giornali, di far subire al vascello Suffren la prova dell'urto a tutto vapore della fregata cora;zzata la Gloire. Questo esperimento che potrebbe sorridere ad alcune immagin a·zioni arden ti, sar ebbe forse tanto pericoloso pel bastin.1.ento agente cbe pel paziente, giacc_h è _se il vascello potrebbe venir fra,cassato per la violenza deli'urto, da un altro lato la commozione .provat2. dalla macchi na della fregata. potrebbe produ rre spostamenti violenti d i vapore, che sarebbero per cer to assai :pericolosi~ ·- D icesi che il governo abbia commissionato altre due fregate corazzate.

- Stato maggiore . .:__ Il llfoniteu1- uniVM'sel pubblica la seguente relazione del maresciallo Randon, ministro d.e lla guerra, al!' imperatore: Parigi, 28 giugno 1860. Sire, n el 1833 il .corpo d i sta-to maggiore constava di 450 uffieiali, dei quali 160 uffiéiali superiori . Esso dovev \', come di presente, bastare ai bisogni degli Stati maggiori di"7isionari, ed ai lavori e agli studi .topog rafici e geodetici che dipendono dal Deposito della g uerra, al s1)rvizio degli ,ese.rciti e dei campi di esercizio, 1) fornire aiu tanti di campo per le ispezioni generali e pei diversi comandi. La Françia non aveva allora che 2 1 .divisioni militari ; non aveva corpi d'esercito Ol'gaoizzati ali' 1nterno , non ma nteneva in Africa che 30, 000 soldati unica.mente occnpati, per così dire, a tenersi sul littoraìe. ' L'effettivo generale era in med_ia di 300,00q uomini. D 'allora in q ua l'esercito è stato portato al completo normale di 400,000 uomini, il n umero delle divisioni militari fu portato testè a 22; l'Algeria occupa 70,009 uomini con un n umeroso p ersonale di comandanti territor ia li e, nell'immensa sua superficie, molti ufficiali di stato maggiore sono utilmente applicati ad impieghi affatto speciali. All'interno b isognò comporre lo stato maggiore della Guardia im periale, quelli ·di sei grandi co-


1'.J2

RIYl STA

mandi e degli 0serciti d1 Parigi e Lione, e ciononostante il corpo di stato maggiore è rimasto io stesso che nel 1833. Quindi, allorchè sopravviene la guerra, come nel 1854 e nel 1859, questo Corpo, quad'~o- mobile dell'esercito,. già t roppo angusto pel servizio della pace, diviene, per riguardo a'I numero, insufficiente affatto. I l servizio nelle-divisioni si guasta, gli stati maggiori di esercito si formano in modo i ncompleto, g li ufficiali ge nerali mancano . cli aiutanti ai campo , ed è giùocoforza r icorrere a t.re spedienti egualmente cattivi: 1° Aumento temporario del qua<lro pel tempo della gu erra; 2" Collocamento fuori di quadro di alcuni ufficiali i:mp:egati in certe funzioni speciali che p ur sono di spettanza del servizio di stato maggiore; 3° Nomina di ufficiali d'ordinanza presi nei reggimenti , Poi, alla pace, bisogna impor re all'avanzamento una sospens ione penosa e immeritata per r istabilire lo stato normale . . L'insufficienza dell'effettivo del corpo di stato maggiore è dunque un fatto notorio pel tempo di pace e assai più p el tempo di guerra. -L'annessione de'i nuovi lerritorii ceduti a lla Francia sta per rendere questo inconveniente ancora più notevole. Ciò esposto, io penso che preme di accrescere il quadro del corpo cli stato m ,lggiore, e so:n convinto di rimanere ancora al disotto dei v eri bisogi1.i del servizio restringendomi oggi a pregare l'imperatore di rendere permanente il quadro che era stà.to creato temporariam ent~ per la guerra d'Orirnte e per quel1a d'Italia, e che d iverrebb.e i l quadro normale stabilito come segue : 35 colonnelli ) 30 35 luogotenenti colonnelli )[ 30 110 capi di squadrone m luogo di 100 300 capitani . . . 300 100 luogotenenti . 100 To1ale -58_0 Se Voslra Maestà approva queste proposte, la prego. di voler sottoscrivere il disegno di decreto qui unito. Sono, ecc. (Segue il decreto imperiale, datato dello stesso giorno , con cui il quadro nor:malé del Corpo di stato maggiore è stabilito nelle cifre proposte dal m inistro).

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S'l!AT IS'l'[GA

CONFEDERAZIONE GERMANICA (Sta:ti mino-ri) . Nei dintoI·ni di Augusta parlavasi di aprire un campo d'istr uzione di trup pe d'ogni contingèn te federa.le tedesco, composto in parte del 70, 8°, 9° e 10° corpo dell'armata federale, vale a dire di tutti gli Stati tedeschi meno Prussia ed Austria . -'-' Il Wurt~mberg vi manderebbe 2 reggimenti di fanteria, 2 di Gavalleria, 2 di artiglieria ed una com pagnia di pionieri. DANllVIARCA - In aprile il m inistro della marina ha presentala al re una .relazione sopra lo stato della flotta, così pure sullo stato. del cantiere che con essa trovasi in istretta dipen• <lenza, come sulla sua ca.pacità di lavoro, e formul ato una proposta affincbè venga slabilita una Commissione coll'incarico di esa minare il cantiere di Orlog, la sua amministrazione e ca· raci tà d'i lavoro, e di emettere Ull parere'sopra i miglioramenti e cambiamenti cli'e si dovrebbero intraprendere. Questa proposta è stata sancita dal. re nella sednta del Consiglio di. Stato del giorno 31 del mese sc;rso. Secondo questo rapporto _la forza navale principale consiste i_n 240 cannon1. 3 vascelli a vela con . , 290 6 fregate a vela con )) 96 7 corvette a vela con

. '

16 bastimenti in tutto con 626 cannoni. La flo tta a va pore consiste in 2 fregate a 0lice c9n 42 cannoni cli 30 funti e della forza di 300 cavalli; e di 2 corvette a elice cun 12 a 16 pezzi d'a,rtiglieria da 30 funti_ Questi bat1elli sono tutti n novi e robusti; una fregata dello stesso_modello solo alquanto più grande sarà 'varata nel c'orrente_a nno ; una· fregata pésante di 52 c:,nnoni ed una corvetta sono in costruzipne. 11 vascello Skyold (di 27 anni) v ien ricostrutto , in u n .bastimento a -·vapore con 64 cannoni da 30 funti . Alla fine del corrente anno consisterà probabilmente la flotta a, ·vapore in un vascello:. 3 fregate e 3 corvette con 238 cannoni da 30 funti . Oltre cli ~iò vi sono ancora 4 v apori a ruote . La forza difensiva consiste cli 5o' scialuppe cannoniere a remi (:totalmente logore, delle quali 2J sono armate con un cannone a bomba di 60 funti, ed un' cannone girevol~ di 24 funti , e 27 con due pezzi da 24 funti) ; 17 lan ce cannoniere e 3 chiatte cannoniere


94 RIVIST A a elice (delle quali una inservibile, mentre in questo periodo finanziario se rie costruiranDo 4 unove) . A lla flotta di trasporlo appartengono 9 bastimenti di ferro riconosciu ti eccellenti, e se n e costruirnnno pure 4 n el Huovo semestre. SVEZIA (aprile). - L'l p roposta per la fortificazione di Stoko'ma è ormai stata trattata da 1utti qua ttro gli Stati. I borghesi e i paesani hanno ad uDanimitit respin ta la sornma a ciò richiesta dal go1·e1no, mentre la n obihà con 87 '"" ti contro 47, ecl il clero sen7a con !a re i v oti Yota ronCJ per l'ctrprc,vnzione. La cosit' v ieu re i rocessa al Cons;gl10 r inforzato; siccome però i rappresen tanti degli S1a1i b01·ghese e paesano YOlano ad unanimità per il rilh1to, e probabilm ente ambe alcnni rappresentanti dei n ol.iili vo1e1aono cou essi, si crede che diiT-ìci!mente sarà accordata la somma ric:1ie;;ta dal Gov&rno. - Grande campo di rnanovrn a Lovenhielm, ove sono 32 squadroni , 25 bat1aglioni d i fan teria e 16 batterie . PAESI BASSL - Jlfa1·iner ia (mo,1·zo) . •- 11 personale della flotta olimdt'So consta di 1 ammiraglio (nella persona del p rin cipe Fede, ico); 1 luogo,eDe nte ammiraglio, a ven te il supremo comando della flotia, quale carica è ocon1.'ata r!11\ principe Enrico; 2 vice ammirigl 1; 5 cornmorlc,r i; 20 u,pi wni d i mare; 40 luogo1en eD1i capitrni ; 15 luogotenenti di 1a clas~e; 78 luogotene nti di dasso e 67 C'a rld1i Ji ia classe. - L'au,niinis trazione è com posta ri i 87 u ffizia li cd a lcuni irnpi~sati snba'.terni. Il corpo ciei m.•rinai è composto di 44 uffiziali e 1877 fra sott'uffizinli e soldati, dei quali 10 u ffo iali e 1002 fra sottuffiziali e soldati sono a bordo. La f<'Tza effei1iq1 portata dal quad ro di formazione del C'O rpJ dei marinai deYo ascrmdere a 49 uffiziali e '2104 sottumziuli e S(Jlda1i, cpperciò mancano altualruente 5 uiliziali e 227 fra sottu ffìziali e soldat i. Il nav1glio è comp osto di 5 pirofreg/lte, delle quali 3 ila 51 cannoni e 2 da 45 ; 2 corvette a vapore da 19 cannoni; 17 vapori ad elice, dei q nali 4 da 16 e:nnnoni, 3 da 14, 9- da 8 e 1 da 7; 13 cann oniere a vnpore, di cui 11 da 1O e 2 da 8 ca nDoni ; 14 vapori a ruote, dei quali 5 da 8, 5 da 6, 2 da 4 e 2 da 1 cannone; ed inoltre 2 vascelli .:li linea a vela di 2a classe da 74 cannoni ; 3 fregate di 1a classe, delle quali 1 da 54

zi,

95

S1' ATISTICÀ

e 2 da 52 cannoni; 5 fregate di 2 classe da 36 pezzi ed una da 28 ; 4 corvette di l" classe, di r.ui una da 28 e 3 da 26 c~nnoni ; 2 cc-rvette di 2a classe, delle quali una da 20 e l'altra da 12 cannoni; 7 brir k, 4 da 18 can11r n i, 1 dn 14 e i;li altri dqe dà 12; 7 sr·hoon ers brick , di cui 1 da 1 O, G da 6 e da 5 can noni; 4 schoon ers, 3 da 3 e 1 <la 1 cann<5ne; 1 traspo1·to con 10 p zzi; 35 fra grandi e piccole ca nnoniere, n1 ,n che 13 navi da difesa di costa con 5 can noni. Fra questi legm vanno compresi una con etta di } a cl··sse a dispasizione dell'istituto dei cadetti di vV illemsoord , cd un altro vap:>1e a ~oc1·lJ.1ia. q ua l guardiaporlo. Epperta nlo la flotta da udesc numerar p uò 152 legni da g unra a rmati di. 1750 cannoni~ 11

PRUSSIA . - La riorganiw1zionc dell'esercito prussiano è compi uta, e i ,eggim P.u ti hanno ric-ern to la l oro denom inazione secondo le pror incie; laon-le l'e3ero;10 è com posto co.;l: La G uARnu: 4 reggirn,-•nti di g uar die a pie'di, 4 reggimenti di granatieri della guardia, 2 re>gginient i di lamlweh r dei g rana1ie 1i ddla g uar,lia, 1 reg~in 1en to di fucilier i. T otale : 13 reg· girnenti àa tr e battaglioni := 30 battaglioni (aumento 13 battaglioni). . . . . L a L1NEA : 12 reggime nti di granatieri, 60 reg31ment1 rl1 hoea, 32 reggi men ti cli landwdn, 8 b:it 1ag lioni di la mhYohr_ per gli aoti.:hi r1'ggime11 ti n ° 33-40. T otale : 104 re,tgimenll da tre battaglion i, più 8 batwglio11i, cioè 320 hal.lnglio11i (,~m~1e>1~to _10~ battag l·oni), 10 bat1a~lioni di cacciatori, 10 battaglioni p1omen. La CA ,.ALLE RIA: la Gufl.1·clia : l re;g1mento guard e dc1 cor po, 1 reggimeuto d i coraz~ior i, 1 reggi men Lo di 11ssari , 3 reggimenti di lrncieri , 2 1eggim en ti di cl ragrni . Totale : 8 reggimenti = 32 squadroni. I òuc nnoù reggimenti rimpiazzano i due 1·Pggirncn ti della lanrlwehr stati sciolti. - - La Linea: _8 reg: gimenti di corazzieri, 8 reggi11.coti di dragoni , l~ rog~1 ment1 di uss"ri, 12 reggi oieuti d1 lancieri. Totale : 40 regg1ment1_:.;:l6~ sqm1droni . Gli otto nuovi regrrim.,,nti rimpiazzano otto regg imenti o . . della la ndwehr s tati sciolti. - L a Lwndwehr_: 24 reggimenti = 96 s1u ndroni; più 8 squadroni di r iserva. L 'ARTJGL1 En111 :- l'ai tiglieria si com pone di 9 brigate, i n luogo di 9 rerro-imenti, da 12 batterio d i campagna, una di riserva, 00 . . . cioè 116 batterie da 8 pezzi, delle quali 27 armate di cannoo 1 ngat1.


96

RIVIS'rN

=

97

ST .1ns:rrcA

Tutto l'esercito, compresa la landwehr del primo. ban consta per conseguenza di : 113 reg~imenti di fanteria a 3 battaglioni 399 battaglioni, p1q 8 battaglioni 347 battaglioni da mille uomini sulla ba~e di guerra . 347,000 uom101. 10 battaglioni di cacciatori . 10,000 10 pionieri . . 6,000 72 reggimenti ed 8 squadroni di cavalleria 296 squadroni da 150 uomini 44,400 9 brigate d'artiglieria . 27,000 ·' 10 battaglioni treno o 5,0_00

=

=

. Totale per una guerra 439,400 uom1m disponi_biti per e~trarEi in campagna.. In caso di guerra, i regg'.ment! d1 fanteria formano una divisione di deposito per esel'c1tare le reclute; la cavalleria fonba uno sqt>adrone di deposito per regg1mfmto; l'artiglieria conta una divisione per hl'igata per le fortezze ; il secondo han della landwehr conta 96 battaglioni d'un effettivo di circa 80,000 uomini; dirnanierachè la forza _a rmata della Prussia può essere calcolata a 600 000 uomini esercitati e disciplinati. I reggimenti n° 33-40 son~ formati in reggimenti di fucilieri : essi avranno la baionetta-sciabola, e saranno esercitati al servizio di bersaglieri. La Prussia avrà dunque in avvenire 10 battaglioni di cacciatori-carabin ieri 27 battaglioni di fucilieri-bersaglieri, ed i 108 terzi battaglioni e;ualmente fucilieri ed esercitati in modo speciale pel servizio dei bersaglieri. (Da un carteggio della Pe1·severanza) - Venne anche r iordinato il corpo delle intendenze militari, secondo il p ian o generale d'organizzazione militare.

RUSSIA, Piet1·oburgo (aprile). - Discute.vasi vi~amente la questione di ridurre tutti i reggimenti di cavalleria della guardia a due squadroni ciascuno. 1:'are che a bbia dato rbotifl'o a qt1.esto progetto l'esperimento di riduzione di 8 reggimenti corazzieri del cor po separato dalla cavalleria di riserva allo stato de' eosì detti quadri rli reggimento, riducendoli a due squadl'Oni. Q uesto esperimento attuato già da due anni sembra. che sia stato trovato giovevole, poichè ora l'istessa intenzione si manifesta anche per i reggimenti di. cavalleria dellét guardia. Presso nessun'altra

-parte deìl'armala, risultò cosf forte la diffe ~·enz~ì t_r-a, il passa~o ed il prernntc, eome. pr<.' sso i l r·orpo dt·c.a,n1.lle1:ia d1 n ::e,rva, 11 quale ~rovavnsi stabililo nelle colonie .militati di Ore!, TschugnjeJl' e vVassnr ssE·nsk . Sotto il g~verno dell'impera.t.ore Nicolp ·questo corpo segregato .era formato .di 8 l'eggi.menti di cornzzieri, di G squadroni .attivi .e due. di . rise1;va; 4 .re~girµ,e_u ti d'u lani c~i squadroni .attivi e 2 .di . riserva, e 6 reggimenti ca vi~l!en~ d1 riserva, 2 ulani, 2 dragoni, 2 u~sari, ai quah erano u111t1 gh squai] roùi di x:iserva dei citai ti rnggim.cn ti, in tutto ollre 200 sq ua droni ; attualmente di questo corpo non vi sono c:he 16_squadroni assieme, cioè 2-squadroni per ogni regginrnnto di corazzieri come quadri. Possono però prontamente esser portati sul piE:de di " Uerra . l'abliondanz[;t di civàlli 'e dì ca val ieri già. addestrati in ~uelle-;egiori i.-offron·o a.' taJ fhie il materiale necessario. -

:j

S PAGNA . - ·G rancl.i c~str_uzioni nei cantieri e negli ar;enali . . _:_ Molti qost;·ntt9ri ·_ ingles.i v_enn_èio in Ispagna, e sono larga• mente contribuiti. PORTOGALLO. - Veone presen.tato alle cortes un progett0 di legge i'riteso ad a1ìlorizzare un irnprestito di circa 9 mi lioni di frar)chi, destinato a portare l'esercito a 50,000 uomini e a com•-pletaie gli armamenti del pa~se.. Q~e:st~ p~ogetto dispone inoltre che tutti i' cittad1ni dai 20 ai 40 anni che non fauno parte del-J'ese rc[to attivo siano ascritti ad un 1 corpo di riserva; che -non potl'it essei·e chiamato a servir fuori del paese ; gli nomini dai .40 ai 60 anrii fÒnnerauno un .2° corpo d i riser va,, d i cui' non si potrà richiedere i! ·servizio che nell'interno . dei r ispettivi circondari,

°

n·

INGHILTERRA . -,-seguente rapporto ufficiale presentato _ al Parlaiiiento contiene le cifre della l'o rza nume1ica dell'esercito inglese a l 1° corrente, co!npres,1vi la milizia e i volontari:

Eserc-ito 1·egolcwe. ·1, 738 1,317 9,302

Artiglieria reale a caYa.:llo Cavalleria della guardia Cavallel'ia di linea

Da riporto,rsi A NNO \'.

Ynl. I. -

7.

12, 357


98

RirISTA

Riporto Artiglieria reale Genio reale TTeno militare Fanteria della guardia Fanteria di linea (se~vizio effettivo) Corpo militare degli ospedali

,.

Totale

12,%7 14,636 2,089 1,713 6,253 30,542 686 68,276

Depositi. Reggimento nell'interno Reggimenti nelle colonie Reggimenti ,nelle Indie (cavalleria) . (fanteria). Esercito delle Indie cli S. 1\1. .

3,888 9,338 1,317 17,970 1,689

Totale dell'esercito regolare

102,478

1lfilizia e volontari.

Milizia incorporata . . . . Milizia non incorporata (nominale 113,801) effettiva Cavalleria dei yeomen (nominale 17,196) effettiva - . Giubilati arruolati (nominali 16,120) effettivi

15,911 52,899 15,002 15,000

Tot:i.le

98,812 122,367

Volontari, cacciatori e artiglieri .

Totale dei corpi irregolari 221,179 Totale generale 323 657 Le divisioni di volontari constano cli 4 bl'igate ciascuna, della forza di 2,500 uom ini circa. - Nella r.as~egna passala da. S. M. la regina d'InghiltE)rrn al corpo dei volontari, il 23 criuano a 0 Hyde-Park le divisioni erano formate nel modo serruent:: 0 Prima divisione. Cavalleria 143. Ingegneri e guardie della rompaguia d'artigli~ria 666. Brigata d'artiaheria 1 250 · prima br~gata 2,122; seconda brigata 2,517; terza brigala 2'.624: quarta brigata 2,127.

99 · 'Seconclii divisione. P, ima brig~ta 2,407; sèconda briga la 2568; terta b1jga·1a 2,380; qna1:ta brigata 1,486. To!a'e 20,890 . - Sistema militare; cli reclutamento. - Tutti i soldah inglflsi d'ogni, arme e d'ogni .g rado sono vulontari, la cuscri~:one essendo al tutlo fuor i -i:lei loro usi e dt-i loro principii. i\fa le forze stesse della nazione si compongono di t re categorie.• La prima si compone di tutti coloro che s'ingaggiano per un, lungo 11erioclo di anni, e sono sotto ogni riguardo soldati regolari lt disposizione della corona. Sono q 11es1i che costihliscono !'t·sercito regolare. Nella. seconda veugono col(,l'iJ che si. iscrirnno per uu certo nllnwro di mes;, ri pa rtìti s0pra un ce1·t0 numero di auni, in ragrooe d' ur; r~ese in ciascun an::io e che non pos,·ono essere sp/iditi fuori del paese ove sono sta ti arruolati. Questi sorn> q,uelli che · costituiscono la mi lizia. In terzo luogo vengono i vo. lontari, i quali si assumo@ volontariamente l'obbligo di essern presenti per un dato n umero òi ore ·i n ciascuna rnttimana agli esercizi mil itari fino che non abbiano raggiunto un grado eccellente d'istruzionP, e debbono quindi raccogl iersi ne;llc riviste o in altre solenni circostanze. Con questo sistema l'Inghilterra confida. di essere. in sei mesi in grado di leva re in armi, al primo seotùre di guerra, 500,000 uomini, fra i quali le t.rnpre regolari saranno in gius•a prop;rzton~. La sola Inghiltel'ra., non _compresa la Scoz·ia , i l paese di ·Gall.s è l'Irlanda, annow,m 4,500, 000 maschi fra i 18 e i 45 anni atti a prender l',trmi.

SVIZZERA. - Dal resoconto dd dipnrtimeoto militare federale dell'anno 1859 l'esercito sviz7,ero si componeva al 31 dicembre s,.•orso di: 79,089 soldati attivi. 43,227riservà.. 57,41G landvèh r. '

•rotale 179,732 uomini'. ripartiti corne abbiam detto nella Rivista dello scorso giugno. E però da notare che quE-sta cifra esprime soltanto il contiog1::nte che ogni Cantone è tennlo cli som111it: istrnre·alla con:eclerazionP, mentre che i Cuntoui possono fornire assai _di più, ed alcuni per anco il doppio dell'a, s0gno lpgal<.l.


100

Il 1rnovo regolamento della lan d,vehr emanato dal ·Consiglio federa le consta di ~O articoli, e dispone cbe della landwflhr fa.ra nno parte gli uomini tutti sortiti dalla r irnrva, od esuberan ti da questa in quanto a norma degli a rticoli 10 e 11 della legge organica militare -siano ancor teµ uti al servizio. La distrib.u zione nelle d ivers(;') armi è fatta sul piede cli quella della riserva, tutte le prescrizioni sull'organizzazione di questa dovendo essere analogam ente applicate alla laodwehr, salvo poche nìodificazioni. La landwehr adunque comprende genio, artiglier ia, cavalleria,carabinieri, fanterià, e ciascuno passa dalla riserva n ella landwehr n ell'arma a cui a p'partiene. La landw ehr dev'essere a rmata di fuci li del cali'bro fede rale: i carabinieri avrann o carabine possibilmente di ordinanza . ·È fa.coltatiYo ai Cantoni il' determi nare l'abbigliamento militare e l"equip:iggi qmento della landwehr. Gli utensili e i c.orredi dei corpi ecc. sono gli stessi dell'armata foderale e le Felative ordinanze can:t0nali devono essere comun icate al dipa rtimen to militare. Il m ateriale d'artiglie ria dei Cantoni, in quanto non sia applicato al servizio dell'armata federale o della landwehr, . può essere usato dalla confederazione come artiglieria di posizione. Anche ogni altro materiale di difesa dei Cantoni sta a dispo;;izione della confederazione. S).'A T I PONTIFICI. - L'esercito romano a tutto g iugno scorso si c<;>mponeYa come segue, secorld0 un ·documento ufficiale: ::Ministero · 44 uomrn1. Uditorat J militare . 16 S tato maggiore generale 22 • Intendenza , l(j >) Uffiziali d'amministrazione , / 31 Consiglio sanitario . 5 Stato maggiore di Piazza . 48 Jsti tu to doi cadetti . 34 Genda1'meria. - Legione di Roma 2,320 Legione di Urbino . 1,340 Legione delle Marche 1,240 Batlaglie:me sedentari . 799 Reggimento artiglieria (indigeni ed esteri) 893 Corp:l del genio (indigeni) 43

Da riportarsi,

101

ST AT JSTIC A

lilYISTA

6,851

Riporlo t

1° Battaglione cacciatori (indigeni) . 2° Battaglione caéciatori (indigeni) . Battaglione carabinieri (Svizzeri) Battaglione S. Patrizio (Irlandesi) . 1° Battaglione bersaglieri (Austriaci) 2° Battaglione bersaglieri (Austriaci) 3° Battaglione bersaglieri (Aus t.1-iaci) 1° Reggimentò estero (Svizzeri) 2° Rr-ggim ento estero (Svizzeri) . . .. 1" Reggimento di lineJ. (indigeni ed esteri) 2.0 Reggimento·di linea (indigeni) .. Cavallt1·ia.. - Dragoni (indigeni} . Cavalleggeri (Austriaci) . Disciplina_e invalidi (esteri e indigeni) Personale addetto ai profossi di P iazza . Totale

G,851

1,095 1,096. 1,095 791 1,096 1,096 l,096 2,317 2,317 2,314 2,314 322· 145 517 50

J)

I)

l)

24,512 t1omini .

NAPOLI. - A Messina i. bastioni S . Francesco, S . Diego, S. Stefano, S, Carlo e Murernbuy sono stati _armati di cannom rigati dell'uilir:no-rnodello. STATI SARDI. - Fa nteria. - La brigata Savoia, la di cui truppa passò alla . F rancia, ,,enne sostituita colla brigata_ del Re, Ìol'mata da uu cont in o-ente di tutti i reggimenti di fante:n a, conservando i numeri e le insegne dell'antica brigata Savoia d( gloriosa memoria .

- - Artigl-ie1·ia, - Riordinamento del real corpo d'artiglie~ia. - 17 giugno 1860. - L'arma d'artiglieria consterà d'orti innanzi di: a) Un comitato d·' artiglie1_ia; _ b) U:no sta to maggiore d' artiglieri:1, pel serv1z10 d:ognun~ dei 5 comandi territoriali, per quello doi comandi locali e degh stabilimenti~ e) Otto reggi11:1,enti, cioè:

1 cli operai (1 "); 3 di piazza (2°, 30, 4°); 4 di campagna (5°, 6°, 7°, 8°) .


102

RirlS'CA

Jl 1° l'Cggi n;ent;,, quello d'operai consta di : 1 st:ito mag::fore; · 1 b rigala operai cli 3 compagnie maestranza, 3 :irlilì1..icri, l' armaiuol i e 1 dep1.1sit.i; 1 brigata pon1ien di 5 compagnie atti,·e e l di deposito; Uffiziali 75 ; truppa 250.6 . Totale generale 2581. Cavalli e muli 152. -

Ciascun reggimonto di piazza ò composto di:

1 stato maggiore; 3 brigate di 4 compagnie rn luna; 1 co rnpagnia di de1)osi to; Uffiziali- 63 ; truppa 1890. Totale genera1e 1953. Ciascun reggimento ,cl.i. campagn a è co n~o5to d i: 1 stato maggiore; 6 brigate d i 2 ba LtcrÌ.e di battaglia caduna; 1 batteria di deposito; Uffizia li G9; truppa 1966 . Totale generale 2035. Cavalli d i trnppa 1422. 11 solo 5° reggi.mento ha una delle sne brigate a cavallo. U ffoiali 69; truppa 2014. T otale generale 2083. Cavalli di t mppa 152G. -

- Uoa b~ tleria a cavallo è formata di 3 uffiziali, 7 sottuffiziali, 15 caporali, 3 1rom betticri, 2 manisc-aìc-hi, 2 sellai, 45 cannoniel'i di P clos~e, 109 d i classe. In totale 186 uomini e 17 0

za

ca,.alti. - Una batteria cli battaglia consta di 3 ufficiali, 7 solluffizi.ali, 15 capohd i, 3 trombe:tieri, 2· manisca lchi, 2 sellai, 40 cannonieri di l3 clas:;e, 90 di 2"- c:lassc. In totale 162 uomini e 118 ca,1 all i. 'fale forza venne ragguagliata a 6 pezzi per batteria e 15 car ri per le batterie a carnllo, e 17 per quelli d i battaglia. Qualora ai parcl,i di divisione fos;;ero s·ostituite le riserve asse~ gnatc alle batterie stesse, ciascuna batteria dov rebbe riceYere u n aumento di 1 uffizi ale su bul1emo, 2 sergen ti , 43 cannooicl'i. Totale 45 uomirii e 69 cavHlli per le batterie a cavallo; e di I uffiziafo su balie.m o , 2 sergen ti, 48 cannomeri . Totale 50 uomini e 50 ca ralli pc·r quelle di bat:a9lia .

,

STATIST ICA

103

Secondo l'attuale riordinamento l'arma d'artiglieria comprende: 3 Luogotenenii generali ; 8 Maggiori generali ; 16 Colonnelli ; 12 L uogotenenti colonnelli ; 45 Maggiori ; . , 159 Capitan i (ivi compreso l'aiut~nte _magg1~r~ m 1°)_; 346 Uffiziali subalterni (compresi gh ammm1slra tor1);

~ Totale uffiziali. 16,146 T otale truppa. 16,735 T otale generale ~ell'arma, 5, 924 Cavalli di truppa. 20 M uli.

5, 944 T otale cavalli e mulì, _ Dietro tale r iordinamento venne stabilita la circoscrizione dei coman di territoriali della m edesima, quale r isul ta dal seguente q uadro :


UlV!STA

105

Sl';1 1f lST!CA

COM.\ X O I

- - La sede del comitato d'artiglieria contin ua a Timai1orc io Torino.

DIVISIONE

C IR C O N D AR I o

lcrriloriali

fo rmanti

DIPA I\TlllEi'iTO SOT'l'O-DIYISIONI\

li' ,\llTICl,I ERlA IL ' fERn l1'0 1U 0 D l GIU!\ I SOJUUliG

militare

e loro sede '

' FIREi'iZE

GENOVA

TosC.\NA GEXOVA -

CENOYA

Savona - Isola di Sardcg11a

MIL,\NO

e

i\lassa e Carrarn

Alhcngn - C!iiavari Levante - Oncglia - S. Remo -

(p:irlc

di Nizz,1) S,1noet:liA

~hui,:o - Locli - Monza ·- Galla- · rntc - Alihi,1t~grasso .:_ Como - Varese - Lc•ccò - Sondrio PAYIA Lomellina n1u;scrA - èhhni - Brcno - Salò

MILANO l'.HI.I.

- Casliglionc - Verolanuova . Treviglio - Clusone . CnEMONA - Crema - Casalm,1ggiorc

DRllSCTA

Brnc,1M o -

PJACCi'iZ.-\

-1

Iloi~i~~~El~:l~:\:r~~-~::r~ I F:1enza -

TORINO

Vergai.e

Biella -

( ·•• (!lilo,.,;

I ( ,. (p,..,,.,)

( •• ( Bolog,ai

)

Tor.rNo - Aosta -:e- Ivrea- Piocrol_o - Susa - Cuneo - Alb~ - Mondovì - Sol u zzo ÀLESS.INDRJA Acqui - i\st.i Casale - Novi - TOl'tona . - J3ohbio - Vogl1 cra NOY.l.l\,\ -

2o (M ila no) l•(Alcss,tmlri,1)

Ossola -

fo nzn - Valsesia - Vercelli

2.99 Totale uffizi a li. 3914 Totale truppa.

CnE110::,;,t

Piacenza - Pontremoli lllodcn3 - ~liranclola - Pavnllo - Garfagna na - Borgo S. Donino ,- . - Borgo 'faro - Fiorcnznola Hci:;gio - Guuslalla .

P,1n~u -

- Genio. - Venne pnrc riordinalo il corpo reale del genio (17 giugno 1860), costitue11dosi in: Un comitato del genio militare ; Un.o stato maggiore per il servizio delle d irnzioni ; Due reggimenti. di zappatoxi del genio composti cias_cuno ..di Tre battaglioni di 4 compagnie 3 compagnie di deposi.to. Giusta tale riordinamento ta.l~ corpo lrn di forza : ·2 Tenenti generali (nel comitato); 4 Maggi.ori generali (n el cornita10); - 9 Colonnelli; 8 ·Tenenti .colonnelli ; 22 Maggiori ; 88 ·Capi1a1Ìi ; 12;3 Luogotenenti ; 43 Sottotenenti ;

50 (Torino)

To1m10 ALESSANDRIA

l'AYIA

Pal-

( , ;(,\ 1,~o,d,·io)

i'iOYAR.l

I

, 4213 Totale effettivo del corpo. . -:- Vi s'ono inoltre cil"l_q ue circondari i d'ispezione dei comitato _,generale: Piemonte, Lombardia , Emilia, Toscana, Liguria e Sardegna. - 9 _Direzioni dt:·l genio: Alessandria, Brescia, · Panna, Bo~ logna, T ormo, Milano, Genova, Firenze e· Sardegn.a .

- Stato maggiore. - Lavora.si a.I ùordinamento di un ·corso di studii · per gli uffiziali cli fanteria e C(l,valleria presso il corpo Teale di stato maggiore su di una più am1:iia scala, che noi fosse qudlo isti\ui to nel 1851, e proporzionato all'attuale grandezza ed ai bisogni del nuovo esercito. - I frutti portati dall'antica isti.tuzionP, mercè le 11ssidue cure del real corpo, ci sono g~ranti che il novello i:iordinamentò, movendosi in una sfera più ampia, costi rniril.· un vero centro per l'istruzione superiore della scienz:i. militare ad utilità dell'esercito iutiero. L'amor di patria ha portato nelle file un considerévola numero di gio,,ani istrù t.tissimi, i quali pPT la gran parte banno rcrco:si gli studi universitari; qt1osti, dop<> a,·cr p,1ga to alla patria i l tri buto del sangue, poichè


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107

STATISTICA

RIVISTA

wggono cl1e il loro braccio può fra hreYe riuscir di altra e forse ~n ag?ior utilità alla patria stessa, or lo pagheranno volentieri 11 tributo del proprio ingegno; e noi siamo certi di veJer nu~e~osi ed egregi g iovani accorrere a l corso s uddetto, con gra nd1ss1mo Yantaggio dell'eser cito e dello stato m aocriore che n'è J' . , 00 > amma., 1I quale vi troverà a mpio campo a ri.fornue il proprio quadro. . . P er l'a ttuazione di q nesto corso im portantissimo non bastano glt ~ttuali ristr~ttissi_m i locali assegnati all'uffizio del real corpo n ell arsenale d1 T ormo; por cui noi speriamo che in quest'occorrenza verrà impartito a.I real corpo stesso un vasto o comodo locale proporzionalo all:1 nuova sua mole cd alla relativa sua importanza . - Non saranno mai supe,·{1,ue le spese che u nci

nazione f~rà_ p~,· prepararsi bttani ii(!izìali di stato maggiore e p~r. costt_tuirsi im completo archivio cartografico. 1\01 speriamo che il real corpo n on ta rderà a por mano alla continuazione della gran Ca rta dei Reo-i S tati alla scala di - 10

5oouo

e~tondendola alle nuove prov ioci8; questo sarà certo hmghiss imo la voro, ma l'attività beo conosciuta dei capi e gli elementi che attualm~nte pvssiede il real corpo, sia in persona.le che in maten~lc, c1 fan no credere che in pochissimi anni, coll'ampio appoggio _del governo, tale lavoro potrebb'essere compiuto . e n e abbiamo prepotente ed urgen tissimo bisogno. SICILIA. - Attualmen te l'armata siciliana (:;econdo una corrisponden za della Nazione da Palermo, 17) è così costit1lita : . Truppa completaincnte armata, disciplinata e a-ià in campa()'na: 1 • brigata, linea regolare, 4 battagl ioni ; com~ndante G. Nino Bixio; - 2• brigata, id ., id.; comandante G. Medici ; - 3a brig~ta,, i~.,' id_. , comandante G. Cosenz; - 1°, 2°, 3°, 4° battaglioni d1 cacc1a ton dell'Etna , tutti di Sici liani volontari col servizio forzat? d urante la gu~rra; - Una compagnia di cacciatori ge DOY~s1; - l " e 2" batteria d'artiglieria ; - 1° battaglione del genio ; . - U no sq uadronc di g uido; - Due hatta.O'lioni di cacciatori d~llc Alpi scelti ; - 1°"battaglione de' .figltdella libertà, for te eh circa 900 uomini, comandati e formati dall'inglese colonnello Dunnc, e dove vi ha molti esteri. Di 1nesta truppa lo tre brigate, n na sezione d'artiglieria, d ue

compagnie del genio, i quattro battaglioni di caf cia.t.ori dell'Etna stanno Ycrso Siracu,a, Milazzo, ecc.

11-uppa da com.pletarsi in pochi gio1·ni. 4" e 5" briga ta di linea. regolare; - Un reggimen to di Ntvalleria . S'aspetta di F rancia il capitano Vassallo con selle e fornimenti - il reggimento s u à comandato dal sig1wr La Cerda.; - 50, 5°, 70 8° 9° e f 0° cacciatori dell'E tna. ; - 3a e 40. ba tter ie d't1rtigli •·ria . Inoltre YÌ ha 200 gnarJié d'inte rna sicurezza, uno squadrone di compagni d'armi, o i battaglioni dei militi della prima. ca.te• goria g iù bolli. e fo11na1 ì , e eh.o prcs1ano 11 tilissimo scrviziò. C<,n ispondono alla gnardia nazionale rn0bi le e Yestono come la guardia nazionale tos:aua, ·mie a dire colla blouse. U n 12,000 uomini sono accl)rnpati pre~so Catania, e il corpo già condollo da L a l'vfasa è n ell'interno dell'isola. Si è aperto l'arruolamento pel 1° reggimento d'artiglieria da piazza, pel re;zgimento di marina d i cui ora. il soldo è di un franco o t1e centesim i al g iorno; per due battaglioni regolari comancb,ti dai mil ggiori Badia, Bolla e P oncsberg; poi corpo dei carabinieri di S icilia, comandati dal colonnello Cllldcrnri . Si. stanno formando i quadri por un secondo reggimento di cavalleria. e per al tre ba.tterie d ':i rtiglie1 in. Il vo,Lia rio ,ìella trupp a è ol'iginalissimo. Tran ne il genio o l'artio-Iicria, ch e veste come io P iemonte , lo a ltre soldatesche o offrono uno spettacolo cmioso. La linea ha tunica rossa con berret10 rosso e pantalone cli tela cruda. I cacc-iatori delle Alpi hanno tunica rossa con cappdlo alla. calabr~se e piuma n era, e pantnlone n ero I cacciatori dell'Etna b louse caffè scuro, kep·1 f:)SSO e pantalone èli tela _ crnda. I figl i Jc,lla libertà, giacca e p1ntalonc bianco, bl•rrct'a alla sul:otta rossa guernita di bianco. La ca valleria ha t 1111ica rossa. e rivolte blcu, kc pì rosso e ver de con ricami d'argento, o l,u·ghi ~antaloni tu1 chtoi.

c...


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10!) d:1l luogotenente g,·uerale baro11e d'Ansfelrl, direndente dal maRl\"ISTA JJIBLlOGR.lFIC,Ì

resciallo di. l1erwick, il cpialc comanùava io capo l'esercito francese destinato ad operare in Allemngna contro il principe Eugenio. Q11e$l0 asse )io, celebte per l'impottanza della piazza e per le difficol1à in~ontrate, il generale Augoyat ci descrive minutamente.e C'JO ma.no maestra dal suo divirnmento alla capitolazione, che cosl0 46 giorni di Ia,·oro, 2017 fra mor:i e feriti , ai Francesi., fra i quali il maresciallo duca di Derwick (che ebbe tolto il capo da una palla francese, rnèntre egli visitav1.t la trincPa allo scoperto delle retrostanti batterie), e 1058 al presidio tedesco, forte di 4000 uomini e sotto gli ?rdini dd tenente generale , Vutgenau . - A quest'nssedio pre~e parte ira gl'ingcg1wri militari, il famoso Cormontaigne, il quale nell!l sue memorie narra per esteso l'assedio stesso, come tutti gli altri cui prese parte. - Il direttore dei lavori di t1incea fu il celebre Duportal. - La presa di Philippsbom g decise alla, ritirnta il principe Eugc-mo, che prepara.rasi all'attlCCO delle lince di circonvallazione francesi .

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

S1~cc!a(cur Rlililairc - 109me lirraison -

t3 juillet 1860.

- Po1·trails mililai1·es. - .Tloche, JJar U . le cnpitaine de la Barre D uPAHC'Q. - È questo un noYcllo dono alle l,iogi-afie militari deaa bri.osa e facile pènna del capitano Duparcq, il cui ·nome è già beo noto nella letteratura m,ilitarP.

Conslilutions et puissances militafres compm·ées de la France et de l'Anglele1•1·e, par M. C. l\IA1\1·rn, chef d'escadrons aux dra?ons cl~ l'imperatrice (4° article). """" L'egregio scrittore continua 11 suo importante lavoro com1)arativo delle istituzioni militari francesi ed inglesi. - Kel capo 5° egli de,crive assai minutamente l'ordinamento tattico dell'eser, ito inglese in generale. _ Nel capo 6° ne particolareggia l'ordinamento tattico delle fant':'rì.o; nel 7°_quello della ca.-alleria, e nell'8° (che chiude questo suo 4°. art1colu) quello della guardia reale, che si compone di una bng~ta dL_t1:e reggim~nti di fanteria, .e di una brigata di tre Tegg1ment1 d, cavalleria. - Qu esto 4° articolo è piuttosto descrittivo che discussi vo e critico.

- Ap1wç1i historiqiie su1· les fo1·lificalions, les ingénieu1·s, el sur le co,·ps du Génie, par i\f. le colone! AuGOL\T . _: Troisième partie. - Siège de Plnl-ippsùourg. - Philippsbouro- è una

. l . . l l . t> 1ncc;o a. c1tta c,e granducato d1 Ba.don presso il Reno. Oi,ttà fo:-t.e e an_ticamente importantissima per assicurare un punto di passaggio sul Reno a.rl un esercito francese che movesse all'offensiva; e come tale n'll 1734 Ycnirn assediata, dopo la resa di Trnrbach,

- La gne1·1·e cl'llalie de 1859, considérée au poimt de vue de la st?'a,Légie et cle la tactique' par lVJ. F. dc la F RUSTON (3° article). Dal combattimento di MonteLello a!ll:l giornate di Palestl'O, Viazaglio e Coufienza.

, I

- Observations sv,r l'inst1·iiclion el les ,mancettv1·es ·de l'infanterie, par M. le l1eutenant colone! Sonm. - Dopo chiamata l"aueozione ad alcune modificazioni e,iTca all'istrniooe, al \'Csti,friu ed all"educazione del fan te, l'egregio colonnello si forma assai Junga.men:e a. J1scntcre sulle formazio ni tattiche di manovra, sui cambiamenti di fronte, quadrati, ecc. l\leritano speciale riguardo alcune sue proposte sulla formazione dei quad!'ali obliqui sul CP.ntro di ogni battagìiooe. - De l'inslntclion provisoire sur le lrctvail i11rli.vi<luel mise e.n cxéciilion par ordrc de S. E. le Minist1·e cle la Giic1Te


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RIVJSTA

dwns les 1·égimens de cavalerie. - Per ordine del rninislro della guerra venne impartiti ai reggimenti di ca.valieria un'istruzione · provvi~oria sul lavoro di maiìc~g.s1;io individuale, elaboeata alla sc:uola di cavalleria di Sai;1mur, all'oggetto di perféiiouarc l'uomo nell'a~·te di ben dirigere il suo cavallo, di avrnzzare i cavalli a ·dividersi l'uno dall'altro, quàodo CIÒ occorra ed obbedire immedia•àmente ali~ volontà del cavaliere. ' I regola.menti sull'istruzione e sulle eH,luz,oni della c,ivaller:a francese (ed anche d~!h1, nostra) da:1110 larga parte ai movimenti ·d"insieme, e non si occupano abbastanza dell'addestramento isolato sia d81 cavallo che del cavaliere. Sia l'~uo che l'altro si considerano sempre quali elementi inrnpa rab11:i del plotone c dello sqno.drone: e come tali vengonp istratti incastrati sempre ,qella qla. Da ciò succede cl1e ogniqualvolta uno speciale ser,•1z10 chiama il ravaliPre fuori del suo plotone, noi vediamo ben soventi il cavallo far delle granr:li difficoltà (t.alvolta insuperabili) per separarsi dagli altri cavalli, ed il cavalieic d'ordinario esser po·co_p'.id1:one de! .suo ~avallo in ta.le circostanza. E sono (Juesti grav1ss1ru1 sconci,_ che 11 la,•oro di' man_egg_io individuale un po' meglio curato facilmente farii sparire. .. • La faci litit, la r:orrezione del lavoro d'insieme (cosi la Commissione di Saunrnr discute il suo metodo) riposano intieramente sulla ~ung~ r•ratica del lavoro in,fo·idua!e; senia di questo la forza tattica. della cavaller;a rirnnne inerte sot10 la mano dirigente; con questo tale forza può svilnppa;si all'infinito. _ Cosl nella presente istruzione non si è temuto di.far_passare i cavalieri per una serie di rnovirne_oti d1 più in più arditi. Quest.i . esercizi, J)er la loro ste:,sa difficoltà, svil nppano, 1'8ner,~ia deo-li uomini, sveg_liann i. loro istinti guerrieri e d~nno • a1'esercito cavaheri destri, solidi, ardimentosi, in una parola, buoni cavalieri da guerra. Attenend%i ai veri p1,:11cipii e presentandoli ai cavalieri con tale ordine che sia in rapporto col o-rado d'istruzione di già acquistata, nulla vi ba di <iò che ccsti~uisce l'uomo di guerra, che loro non si possa insegnare. 2... Gli uffizial i istrnttori troveranno dunque .nel perfezionamento dell'esercitazione individ uale un sernpre nuovo soggetto alla specialità de' loro studii, e la sod.disfazion•~ di dare ai reggimenti cavalieri clegn 1 di questo nome• .

J.l!ULlOGR,\ FICA 111 Detta istruzioqe prnvvirnria richiama dalla ca.vallt,ria maggior attenzione sul tiro, i.n virtù degli incessanti progressi delle ar01i da fuoco, e su q nesto prop,Jsito lo scrilt.ore di qnesto resocon lo - suggerisce benissimo l'impiego del rcvol ver porto.to a cintola ·cJa Ògni cavaliere. - Q11esto vitalP. arsome'.1to attirerà certamrnte là seria :attenzione dei nostri urlìziali di cavalleria.

Journal des armcs Sl)éllinles et de l'é!at m,tjor. - J Co1rnww. 2i annéc - -1er semestre 1S60 - N. ·I , 2, 3. Fra gli scritti (che tutti si occupano di pirobalistica) di questo 1° semestre 18G0, a nostro avviso meritano speciale ·menzione gli Stu.clii sulla trniettorici che descrivono i proietti oblunghi, del conte PAOLO S. ROBERTO, la prima parte dei quali già si era letta nel fasci~olo di maggio_del Journat des sciences rn:ililaires. In questa seconda parte l'egregio arti.;liere ita li~ino determina: 1° Jl moto ,d(un .Proiello cilind1·ico, il cli cui centro di gmvilà trovasi alla metà dell'asse dota,to d-i un molo 1·otatorio attorno ld stesso asse,, e slanciato nell'aria con una velo~ilà data i.n una direzione qualwnqne; 2° Il moto di wi solido di 1·ivoluzior1e slcmcialo n ell'a,ria avendo 1·icevu:tci ·1,ma grandissima velocità éli rotazione allonw il suo' asse ò fir,urçi; . 30 I.a resislenw dell'a1·ia sv, di 1.ma superficie Ji rivoluzione animata éla un moto di traslazione secondo uria d-irezione qual·un qu.e. In dt.e sue · note egli ' refLHa la teoria che fa cliperidere la dct·ivazione dall'attri to dell'aria, e di~cute la 1·esisl1Ynza obbliqna dell'aria rn di una superficie di rivoluz fone . - Tutte queste essenzialissime quistioni di scif'nza balistica pura . · - Prosegue poi la ,traduzione del col61rnello d'I-Jerbelot del Trattato sulle armi del cavaliere Xylander. - Si leggono inolfrc alcune interessanti spericnze sulla fabbricazione dei cannoni, e quella sul martello-pe~tel)o a bocciuolo cd a molle di Schmerber.


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IU VISTA

Rcmc militllirc·suissc. -

Juiilct, N. 13 e ·l t

ARTICOLI ORIGINALr. Ét-udes sur les c·mion~ rayés (2° articl8). - Sono questi compendiosissimi e semplicissimi cenni intorno ai cannoni rigati, già iniziati nèl 2° numero dello scorso maggio. Vi si accenna la trasformazione del .cannone ordinario al n uovo sistema - Modo di caricare il pezzo col proietto oblungo P~oprietà delle righe - Calcatoio - Proporzioni del!' antico c:annone col nuovo proietto - Metallo per la costmzione dei nuovi cannoni_:_ LmniM llo - Dei proietti eh cannone in generale - Proietti d i metallo tenero. - Proietti di ferro di un sol pezzo - Yantaggio a ritrarsi dalla rotazione del proietto.

--:- Necrologie. - Le prince Jérome Napoléon floncq1a1·te. È ' questa la pi ò estrna biogra6a sinora pubblicata sul test<': defunto principe imperiale; ne parleremo meglio q •iando ne avremo _leito il fine.

La Asmnblea del Ejéreito. - ~fadrid. \

Il giornale spaguuolo chipse con questo fascicolo i l suo quarto anno, e sembra l'ultimo di sua. esistenza letteraria, ccc.; ciò ne aC;cuora poichè vi perde la letteratura miltta.re. Quest'ul1imo fascicolo tratta esclusivamente della continuazione e fine della cam.pagna. d'Italia 1859, e contiene una particolareggiata discussion e .della battaglia di Solferino.-Rispetto a questa, si osserva che gli Austri_açi dovevano manovrare i n un solo esercito, o tutt'al più in due; che in ogni modo però dovevano :mano,,rare con maggior .libertà d'azione e inclipende 1za: lo scrtttore è d'opinione che l'ala destra doveva agire offensivamente, mentre l'ala. manca doveva tenersi sulla. clifen<Siva nelle sue buone e forti posizioni. Gli Austriaci vi difettarono inoltre di accordo e di uni fa di azione u elle mosse. La marcia che preparò la battaglia venne egregiamente eseguita, ma non èi più . Anche presso g li alleati mancava l'unità cli azione nel manovrare, ciò che non poteva essere altrimenti per un corpo di battaglia cotanto esteso_; qui però _i

BIBLIOGtHrlCA

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-singoli generali agirono con maggior i'.l~ip~ndenzq. - La battaglia di Solferino confrontata con alt~e s_1m1l1, ~u molto _sangmnosa, e gli Austriaci vi ebbero molti d1serton _e def1,z_1on'.. l documenti è il rapporto snlla campagna compiono 11 iasc1colo con altre 100 pagine. · Nel meÌlt~e noi mandiamo un mesto addio al confratel~o, gli auguriamo e speriamo di Yederlo tosto risorgere a proseguire ,1ella s•ia splendida carriera.

, Militàr-Zeitung di Vienna. Nel numero del :30 maggio p. p. noi abbiamo letto un arti; olo intitolato: Ulil-ità delle ferrnvie e de·i t,elegrafi in guerra, in cui si tende , a di mostrare cbe questi mezzi di comunicazione n0n banno militarmente tutta quella imp0rtanza che loro si vuole attr ibuire , maggiore però di quella c_h e nulla e rn,g:i ~iva l~r~ vorrebbe dare il signor Streubel. - L'1mpllrtama r er I a1t11al1ta del soggetto c'ìod~sse a qui inserire la wr,i1:ne_ di tale art'.colo e ad aggiungere a lcune nostre brevi oSS( rvaz1oni in propo-;1'.o. ·· , Non vi ha dubbio che Po:nit7., nel sno s ·1itto ben r-onoscrnto in cui egli tratta la quistione delle forra, ie al punto di yista militare, non siasi ed abbia esagerata alqnanto la cosa: - In• vaghitosi de.I sogget}o, e sè_nza aver fatto m ,1i p·~tic:nn~n_te la guerra, egli pu_bb!ica:·à _il su~ libro prima delle g ran,;1__ "P •n enze dei dieci o dod1c1 ulturn anni. Non è men vero che Eonttz ebbe imitatori i quali, , iccome lui, portarono la loro ammirazione per le ferrovie oltre i limiti ragi,'.nevoli. . ,D.altronde è contrario eccesso il. prde,?dere che le f(,rrovie ed i telegrafi non abbiano utilità. di sorta in guerra, e che ·asso• lutamente non se ne debba usare. · , Quest'opinione è propngnata dal sig. Str,,ubdoella sna 0per~ assai estesa e intitolata Difetto attuale di buoni generciltssimi. , L'importanza del contestato soggetto ci ~pms.., a llorn a studia_r profondamente la qnis1iooe e a ~rattar-nr~ __pa1-t cnl:nmP-nte: Gh argomenti dell'autore non sono già seHza 1mp ,rt·1nza, ,ma ~erò non poono giustifica-re la sua condanna assoluta d,J l 1mp1~go miìitare delle ferrovie e· aei .te!Pgrafi. Supponiamo che un eserAN lio V. V oi . 1.

~-

..


ll4

RIVISTA .

cito vòlesse •prescindere da tali mezzi di com unicaziune, es~o potrebb'essere certo che l'esercito nemico se ne preva:r:rebbe traendone ogni maggior vantaggio. • Ma ascoltiamo piuttosto ciò chè .ne dice l'autore su tale a rgomento : · • Non vi ha c·a mpo di battaglia, per poco esteso esso sia, ~ve • si possano 'fra loro collegare tutti i punti importanti strate• gici (A) per mezzo di ferrovie, ed anzi una tale combinazionenou , ..sarebbe possibile. Se avviene per caso che una ferrovia abbia , un'importanza decisa sotto questo rapporto, ciò non può essere » che l'effi;tto del caso (B). Talvolta la direzione d'una fe~rov ia è tale che lo strategico od il tattico uon ne sa che fare. Ep-' perciò è impossibile di fondare ùna buona li))ea d'oi-:erazioni , sul le ferrovie. Bisognerà sempre principalmente at.tenersi, come • sino ad op;gi venne fatto, alle reti delle vie ordinarie nella ». condotta della guerra , . ' •Benissimo! Noi faremo tuttavia osservare che si ricercano le stra~ie_ buone e ben conservate di preferenza alle cat.tive, e cbe perciò ovunque ciò sia fattibile, si utiiizzeranno le ferrovie , avvegnachè una ferrovia, indip endentemente dalla locomozionu a vapore, altro non è che una via carreggiabile in tutta la sua pei-fezione. Le prime ferrovie non ebbero locomo1ive, e se lit macchinf!, a vapore si fosse previamente inventata, probabilmente si sarebbe studiato di utilizzarla sulle strade ordirrarie, e .forse a ciò s i sarebbe riuscito. _ , Il ù umero delle linee ferrate è cos\ ri,;;tretto che un puntu , di cui la base sarebbe pur bene estesa non potrebbe essere , raggiunto da p iù di _d ue di queste linee per volta. Arriva h·e' quente1:ncnte che non si ha che una .sola linea a disposizione. » Se si mettono a pa.ra,gone, i mezzi di trasporto dei q llali ,si , può disporre sopra una linea.di ferrovia cogli immensi .efìerciti , de' nostri tcrnpi,.si troverà ch'esse non son o così grandi cqnrn ' . scm brano a prima v ista; di modo che è. già ben molto se . si •, può o_ttenere il trasporto di dieci mila uomini in un giorno , ed a poca dis_tanza. Sé si tratta poi di trasportare truppe su , lungq -tratto e con artiglieria e caval!eTia, allora. 11 numero, d'. uorn.ini trasp')rtato sarà di molto minore , . · . ,",La,.11o~'tilJa çl,;-i_m e~zi ,d,i trasp?rto è molto più g rànde di qùa.nto

BIDLIOGRAF.ICA 115 l'autorn vuol ammetterla; ciononostante noi conveniamo che Je ferr_ovfe non bastano" per far giungere a desti_naxione, a punti fissi, _delle_masse d'uomini, e ci proponi11mo <l'entra.re più tardi lll sp1egaz10ni su I soggeuo. • Nell'ultima guerra d'I talia il corpo d'armata d: Cbm-Gallas • impiegò 14 giorni da Praga a Verona , passando da Lipsia • e Munich, disponendo di sette treni g iorno e notte ed avendo • speso ogni servizio particolare. • Da tutto ciò e da molte altre os~ervazioni si può conchiudere che : ci distanze anche meclioci·i non si potranno tras-

porto.,re con vantagflio sopra le ferrovie delle truppe prnnte a combattere, quantimque si tmttasse di un trasp01·to C.elcr~, e si. p1iò esser ceri~ che truppe riunite. in co1·pi di e.~ercito arrweranno a destinazione più pre.sto marciando a giornate , . . « Noi siamo persuasi che l'autore troverà io questa osserva-

• • • • •

zione una forte opposizione presso i militari in generale, ma sopratutto poi presso gli amministratori e capi delle ferrovie. Que,<;ti ultimi si appelleranno agl'importanti servigi resi l'anno scorso dalle loro ferrovie, e faranno valere il perfezionamento ~he giornalmente s'introduce collo scopo di aumentare la velocità. dei mezzi di trasporto. - Ma sono p recisamente questi che non si fanno idea di sorta di tt1tto ciò che concerne un'armata, e che s'immaginano, perchè vedono passare a volo d'uccello treni sopra treni, soldati, cannoni, ca,,alli e cassoni, che basti ciò per guernire iu pochi giorni tutti i Iuocrhi che devono divenire il teatro delle operazioni di guerra. Spie;hiamo ciò con un esempio e ammettiamo che due corpi d'esercito considerevoli, muniti di tutti i veicoli e riserve necessarie debbano rendersi per la ferrovia dal punto A al punto B, che è alla distanza di ~O miglia. La strada ferrata dovrà servire esclusi~arnente per 1! trasporto delle trnppe, e perciò sarà di una certa durata, e s~ faranno partire da 7 a 8 treni per ciascun giorno. Se non s1 trattasse che del trasporto di qualche giorno, allora il numero dei treni potrebb'esse re aumentato. - Nel caso concreto ecco qual sarebbe il numero dei treni dei qua.li avremmo biso<>no 0 per il trasporto dei due corpi d'armata: AN!'iO V. Voi. I. - , ..6.


]16

-

!UVJ/11'.\

BJBLIOGRAl'lC.A

Per 66 battaglioni di fanteria e cacciatori 24 sq nadmni caval leria almeno . 20 batterie cl ',irtiglieria · Corpo d'artiglieria di ricambio • Artiglieria di riserva (corpo principale) . . Utrn b rigata d i cavalleriri. d i riserva o. sua a1-tiglieria Ponlonieri, equipaggi da ponte, ccc. . . . • Stato maggiore . Ambulanze, ospedali, medici, ecc. . Dl'agoni e uomini di fanteria attaccati allo Stato magg. • Un battaglion.o del genio e suoi arnesi . . . Carri e oggetti per le riparazioni

Tnun

66 I6 30 6 8

16 5

2 2 2

2 3

Tren i 158 • Di modo che ci vorrebbero circa 160 treni, senza tener conto di tante piccole cose di poca entità. - I due corpi d'esercito con tutto il loro necessario saranno dunqu~ a loro destinazione in un intervallo di 23 giorni ; ora si può ragionevdmente supporre che su una distanza di GO miglia si deve ben trovare una o più strooe della lunghezza di circa 54 miglia, r.he conducano nella direzione del punto di riunione. Se la truppa, mettendosi in ma1·cia, facesse solo tre miglia al gior.no e riposasse il quarto, come era l'antico sistema, ella aniverehbe a sua destinazione poco presso nel medesimo tempo, senza far calcolo che la fanteria si assuefa alla fatica (C). Infine il risultato sarebbe il medesimo. Ma qui ci resta ad ossel'vare che una requisizione prolungata di ferrovie a fa,~ore delle truppe tende a rallentarlo ccl a renderlo più difficile; per quanto abbondanti possano essere le risorse di una strada ferrata, potrà arrinre l'iocon veniente che in un punto vi siano treni su treni, menti-e nell'altro non ve ne sadt punto; potrà accadere ben a.neo che le locomotive soffrano per l'uso continuo, e che si mettano fuori di servizio, e che finalmente il pe1'Sonale, pel servizio troppo pesante, malgrado la buona volonfa, spossato,_ ritardi il servizio stesso. • Noi p4rliamo qui da pratici di cose militari e di ferrovie. E sta diffatti che le società delle ferrovie, per ottenere buoni dividendi per gli azionisti, non tengono al loro servizio che il personale purarnelite necessario; gl'impiegati subalterni, quando

11 '7

l'impresa offre _p0chi vantaggi, si fanno proletari e mangiano, pan .nero guadagnato col sudore del loro viso. Allorchò poi il serv izio esige forze doppie ed anche triple, uon è a sgomentarsi se questo personale vien presto ridotto allo spossamento e soccomba al suo dovere in pochi giorni. E non più si vedon casi di cassieri e macinatori addormentati, dei conduttori di locomotive e altri a m.:ità morti, dogli imballatori ubbriach i; infine dappertutto confusione, negligenza e disordine - È in questo modo pure che un tragitto che si doveva fare in 11 ore, non s i fa più manco in 20, e che 50 vagoni e più possono restare in una stazione da un giorno all'altro senza (~ss<:re scaricati. • Si potrebbero ben scrivere dei rnlurni su questo soggetto e nessun comitato d'amministrazione delle strade !errate saprebbe cambiare la nostra convinzione. << Che la spedizione di tr uppe per le ferrovie divenga difficile allorchè il punto di sorti1a o qualunque punto centrale è minacciato dal n emico o attaccato, si comprende da se mede~iroo, e ci asteniamo perciò d i riportare ciò che l'autore dice a tal r iguardo. • Il trélsporto abituale per mezzo delle ferrovie disabitua le truppe dalla marcia; e questo è un punto essenziale da osservare entrando in campagna. Si può dire, senza tema di esser smenti.ti, che questa maniera di viaggiare, per trappe che sono chiamate a manovrare sul campo di battaglia, è tutto ciò che vi può essere di più funesto e di più svantaggioso. • Qu i noi dobbiamo segnalare un fatto del quale fummo soventi testimonii. Nei trasporti per le fenovie si c1ua poco il soldato. Gli alt nelle stazioni sono troppo corti. Quando si dà il se;;nale per la sortita dai vagoni è fortunato chi primo di-,cende, e che può trovare presso i ristoranti della carne, del pane o della :mppa; • ma il pit1 g ran numero è t 1.dotto a conte::itarsi di cattivo pastic~ eierie, di prosciutto corrotto, di birra acida, del vino di frutta o d'acqua.vita. Nei luoghi di stazione lo scalo da{ vagoni esigo tanto tempo, che soventi arriva pii1 tardi la truppa ne' suoi quartieri, che non dopo una marcia. F requentemente arriva pure che dessa deYe r isalir tosto nelle vetture per continuare la marcia. • Gii1 s'intende in quali disposizioni tali truppe debbano tro~ varsi per In, marcia.

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RI VIS'l'A

• 11 terzo battaglione dei volontari viennc,si dovette fermarsi il 3 luglio 1859, a l'ìabresina per cinque ore consecutive, ond; prendere tempo a caricare le loro uniformi ed i loro zaini che doveano rinviare (essi aveano impiegato 18 ore e mezzo di ferrovia fra Cilly e Nabrcsina). Dopo ciò s'avviarono a piedi per Monfalcone. Q11el giorno pitì della metà del battaalione affranto o ' . dalla fatica, non potè procerler oltre, e cinque nomini caddero morti sulla via. Nelle marcie seguenti questo battaglione avea ripreso un po' più di Yigore, quando giunse a Pordenone, ove la fe rrovia lo trasferì a Verona. Nel breve tragitto che gli rimase dallo scalo al campo, desso battaglione perdette altri tre uomini, e pre:;so che sessanta dovettero trasportarsi agli speda1i. • Non è men vero che sulle ferrovie i grossi corpi di truppe, specialmente, si trovano totalmente sconcertati, e, come dire, sottratti all'azione immediata del loro capo. • L'anno scorso molte persone seppero con piacere che una divisione del corpo di Clam-Gallas era giunta da Verona a Magenta per la ferrovia ancora in tempo a prendere parte alla battaglia che ivi ebbe luogo. Tale divisione era forte rli circa 7,000 uomini. Questo fatto ci fa l'effetto di uno scherzo. Quando trattasi di venirne a colpi decisivi col nemico, tutti i rinforzi che le ferrovie ponnoci sornministrare hanno I?, stessa azione che una goccia d'acqua nel mare. I corpi <l'esercito che cos\ giungono sono affatto smembrati (ed in vero il corpo di Clam-Gallas trovavasi a 23 miglia indietro presso Verona);. le parti che ne sono distaccate vengono facilmente decimate, prima che il grosso delle forze abbia potuto scorgere il nemico. « Siccome noi abbiamo non solo approvato gli argomenti sui quali il nostro scrittore s'appoggia per far risaltare tutti gli svantaggi che presenta l'impiego delle ferrovie nei loro rapporti colla condotta d'una guerra, ma che anzi abbiamo dato loro, se fattibile, una novella forza, si potrebbe credere che ora confermeremo il giudizio già. da noi portato. Ma havvi il giusto mezzo in ogni cosa. • Noi diremo dunque, in ultima analisi, che non è tanto l'impiego delle ferrovie in se stesso ch'è esiziale, quanto invece lo è il modo di tale impiego. Troppo si precipitarono i giudizi, 1Si volle colpire la cosa di slancio senza preYentivo esame, e la

BIDLlOGIUFJC.I

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si è compromessa. in questo senso che si fonda,rbilo le opinioni unicamente e esclusivamente sull'uso delle ferroYie, imece di trovarvi un potente ausilia,rio secondo le circostanze possibili. Se, come l'abbiamo dimostrato, per du{:s corpi d'esercito è più vantaggioso il camminare di concerto all' incontro del nem1co senza adoprar di ferroYia, d'altra parte non può essere cosa indifferente quale strada si prenda q_uando si tratti di. mandare ad un esercito un treno d'assedio, una grossa. artiglieria, una divisione di cavalleria o di qualche battaglione di cacciatori di cui esso può avere stringente bisogno, od anche per inviar nuovi rinforzi a riempire i vuoti avvenuti in un com battimento, o non può esser cosa indifferente in tal caso che le spedizioni giungano molto prima per la ferrovia, che non seguendo la marcia ordinaria. • Epperciò le ferrovie conserveranno sempre la loro importanza per le mosse delle truppe, e basterà saperle giudiziosamente impiegare, e non esci usivarnente, per ottenerne i più grandi servigi. e In quanto a telegrafi, ecco in quali termini il sig. Streubel ne parla: « Neppure i telegrafi sono un pl'ogresso per l'arte • della guerra. Il lo,·o lato svantaggioso è così gmnde agli occhi

, nostri, che noi non sappiamo realmente come conciliare 1.ma • telegrafia alquanto estesa coll'abilità che la condotta d'wW, » guer1·a necessita , . , All'appoggio di tale sua asserzione l'autore segnala la facilità colla quale i telegrafi sono distrutti, l'influenza che gli uragani ne esercitano su di essi, le frequenti malintese, le notizie incomplete e du bbio cui danno luogo, e l'impossibilità eh ottenerne delle precise quando il telegrafo trovasi a porta.ta del nemico. Oltre a ciò l'impiego dei telegrafi richiede un numeroso personale; locchè apmenta per conseguenza la frequenza dei dubbii e dei perigli. • L'autore fa comprendere, con un esempio citato, in cui egli enumera tutte le contrarietà erl i disastri che ponno avvenirne, in quali imbrogli pnò trovarsi un capo d'esercito quanèo egli ricorre a telegrafi; in quale errore egli può cadere, e quale influenza. ciò debba' avere sulla sua decisione quando egli è chiamato a pronunziarsi sul partito da prendersi. - Qnali appositi documenti l'autore riferisce qnanto nccaclcle, che rio,P delle no-


1;.:,v

RIVISTA

tizie date l'una. dopo l"altra da.I telegrafo, e sebbeuc fossero in frequenti contraddizLoni tra loro, diedero luogo ciò nnll~meno al comb,tllimento di ~Iootebello, ed al famoso Tm-ta1·0 di Balaclava. Vi si fa poi ancora osse1·vare che il grnerii~issir~o ~os·1 come il suo stato maggiore sprecano un tempo. prezioso 1 n_ .ricevere, rispondere e spedire leleg1·ammi, i qua~,, per lo p1u sovente sono d i un infimo interesse per l'eserc1.to e per le operazio~i di g1;erra, nè hanno altro scopo fuor queHo di soddisfare alla pubblica curiosità.. Le colonne del nostro giornale non b~sterebbcro se volt>ssimo riprodurre parola per parola quanto 11 nostro autore dice in sul proposito. · " Il telegrafo va dunclue assolu tamente posto da banda; e, noi dobbiamo confe3sarlo, l'autore ha. pienamente ragione sotto molti rapporti, quando e3li rimbrotta l'uso o piuttosto l'abuso del telegrafo, qu,tl sinora si ebbe. . • Tuttavia rosa. precipitatissim3. ed imprudente assa.1 quell~_ sarebbe cli voler privare, in ,in modo assolu t~, lo stato maggior: d'una fra. le più importanti cd utili invenzioni del secolo, per~he gli sconC'i provenienti da un impiego mal rett~ od a sproposito, sL1pcrerebboro di gran lunga. i vantaggi che s100 ad oggi se ne ottennero. « D'altt·onde noi siamo pienamente d'accordo coll'autore circa al giudizio definitivo ch'egli pronunzia, cioè che le ferrovie, aYuto riguardo alla loro ~tilità nellacondotl~d'~n~ guerra, hanno la preem ineoza sui telegrafi, e che quesl1 lllt1ro1, quando male adopra.li, ponuo cagionare danni beo più graYi che non quelle. (A)Qui havvi evidentemente un errore o di stamp.;1, o di ter~inolo<:<ia, · e certamente per cam,po di baUnglia h,i voluto lo scn1tore in~enderc teatro delle operazioni; chè altrimenti non nvrcbbe senso questo periodo. Ed invero i pu~ti_ strategici su di un campo di battao-lia per c1nRnto esteso <'gh sia, sono 1·are volte numeo ' . . ' rosi, ma uno O due tutt'al più, dei quali l'uno, il pree_mmenle, e quello il cui possPsso d:1 luogo a. battaglia, ed è come il, ~entro_ ~1 gravità del campo di battaglia. Non s1rcbbc du~que c?s~ 1~posst: bile, come lo pretenderebbe l, Streubel, che 1 scars1ssmu punti. strategici di un campo di bMtaglia fosse:·o. rilegati ,:ra loro da ferroYic•. ì\la r1ui d'altronde non sta la qmst1one dcli nnportanza

Bllll,JOGll.lFlC',I

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militare delle ferrovie, che tattica non può essere, ma bensì strategica. Nel campo d'azione tattico glt eserciti stanno io presenza l'uno dell'altro 1.. e se non combattono già , la pugna si appicche.rà da un momento all'altro , cpper~iò le ferrov ie sono compromesse dalle offese repentine dei guastahri della parte nemica ; nò quella è l'ora, nè il lùco da ca~icar le trnppe sulle locomotive, ma bensì di dirigerle a piedi sulla miglior via per giungere al punto decisivo. 'Xè certo vi fu mai, nè vi sarà. chi pretenda impiegare le ferrov ie a trasporto delle truppe, dei materiali dì guerra. in- presenza del ne~ico. :Ma sul campo strategico, nelle zone del teatro d'operazioni che si trovano fuori del cannone nemico, pet· le marcia di concentrazione primiti,·a, per i ca.robiamenti repentini di lince d' operazioni o di fronti strategiche, pel trasporlo dei materia li di guerra, pel servi zio delle sussistenze e dC'lle ambulanze, le fermvie hanno un'importama così E'ssenzialo ed oggimai fatta incontestabile dalle esperienze del le ultime guerre. Non è forse col mezzo delle ferrnvie che buon numero delle truppe francesi ed i loro materiali di g uerra giunsero in breve tempo a concentrarsi sulla destra del Po dalle loro remote guernigion i di Francia 9 Non è forse alle ferro,,ie che noi abbiamo dovuto il rc,olare munizionamento • Q e vettovagliamPnto delle truppe lll quest'ultima campagna 'I Non è forse, aiutandosi coll'impiego delle ferrovie, che 1\apoleone riuscì a traslocare in quattro giomi il suo eserci10 dalla d,:stra del Po a mezzo il corso del Ticino per darvi la battaglia. di Magenta? (B) Il pretendere assolutamente che l'importanza militare d'una ferrovia non possa essere che e[etlo _del puro caso, non ò ragionevole, avvognachè non pnò lo scrtltorc tedesco ignorare cl1e nel tracciàmenlo delle grandi linee di ferrov ie la q_uistione d'interesse mi lit.are Yi ha pure la sua parte, se non principale, secondaria almeno, e decisiva molte volte. (C) Non sappiamo intendere come si calcoli un co1woglio per ogni battaglione di fanteria, mentre noi abbiamo più d'una volta veduto caricare s u di un solo convoglio un grosso reggimento di nostra fanteria (2,000 uomini circa). _ Neppure sappi:11no capire come le f0rrovie tedesche a b bi.a11 0 c•osì lenta o scarsa la locomozione, da c<)mpuh1rsi appcua 7 a• 8 con\'Ogli p'r 5iomo


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RI l'ISTA

BIDLIOGRAFICA

ad una distanza di 60 miglia tedesche (450 chilometri circa da percorrersi a ,,e!ocit.à. ordin aria in meno di 10 ore). Stando alle' sperienze av ute e rc,,gistrate presso i nostri uffizi di ferrovia in quest'ulLima guerrn, pel trasporto dei due corpi d'esercito citati ad esempio, noi computiamo tutt'al più 80 convogli, dei quali 1 O partenze e ritorni nelle 24 ore; epperciò i due corpi d'esercito sarebbero a destinazi on e in 8 giorni , senza soverchia precipitazione nelle spedizioni.

ordinava la compilazione di un corso elementare di :;tudi militari; ed infatti un trattato sul tiro, un altro sulle armi da fuoco portatili, un tràttato di topografia, e un'istruzione sulle operazion~ secondarie di guerra, furono poco dopo dati in luce, e quai libri d1 testo adottati nelle varie scuole reggimentali e stabilimenti. Mancava tuttora un trattato elementare di fortificazione, quando il sig. G. G. Corvetto, giovine capitano di stato maggiore addetto per l'insegnamento alla scuo1a militare di fanteria in Inea, sullo scorciò dell'anno passato pubblicava un trattato elementare sulla fortificazione campale, con indefessa cura compilato. 11 cercar di provvedere all'assoluta mancanza di un libro italiano, che potesse senrir di guida a nuovi uffiziali ed a colo ro che si preparano a tale grado por lo studio di questa importante parte dell'arte militare; l'esposizione dei principii con ordine, semplicità e chiarezza fu, a quanto ci pare, lo scopo principale dell'autore, e ben seppe colpire nel segno; avendo egli offerto all'esercito una vera grammatica dell'arte fortificatoria elementare, e tanto per la coordinazione metodica che seppe dare ai varii soggetti trattati, che per la mauiera d'esposizione chiara e precisa, vi si scorge non un giovine maestro ed un novizio scrittore, ma un consumato didattico in dottrina e pratica militare. Vi sarà forse chi rimprovererà ali' autore di essersi troppo stringato sulla parte analitica e dcscrittha delle varie foggia di tracciati , e di aver appena accennato alle varie linee di trincieramenti. :Ma non valgono tali appunti dirimpeltc alla dedica del libro stesso, avvegnachè per gli ufficiali di fanteria è necessario non già di entrare cos'l esattamente Mi penetrali della scienza dell'ingegnere militare , locchè è bisògna speciale del corpo del genio militare, ma di conoscerne soltanto le principali teorie e le più frequenti pratiche del campo. - Ed a tale fine mantenendosi nella precisa cerchia dell'assunto suo, il capitano Corvetto, posti nella prima parte i più essenziali precetti che reggono la scienza fortificatoria, egli insiste specialmente sulla costruzione eflettiva delle opere, sui lavori complementari di difesa acces• sorii, come quelli cui più di frequenti può l'uffiziale di fanteria esser chiamato ad attendere in guerra. Nella seconda parte trattando la fC'rtificazione applicata al terreno; nel capo primo egli accenna di volo, ma quanto basta pel

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Allgcmeiuc ftlilillir-Zcitung. - Darmstadl. •Nei fogli di giugno di questo meritaruente accreditato giornale · fermò particolarmente la nostra attenzione il seguito d'una let-

t.era tecnicci sulla rifo1·ma delt'a1·mamento dell'esercito tedesco fedemle (Technische briefe-iiber rcform und Einigung in der ausriistung des deutschen bun,;iesheeres); il terzo articolo Su r frage otles bundes kr1egsverfassung (Sulla qtiestione delle disposizioni d:i g'l.lerra della confedemzione); il primo articolo semipolitico del n° 25, intitolato: Die offentliche: meinung n od das deutscbe werinteresse (Since1·a opinione sul vei-o inte1·esse tedesco alta clifesa); e cosi puro il primo articolo del n° 26 Zur frage des bundcsfeldherrn (Sulla quistione del comando supremo

dell'esercito dcllrt Confcdemzio11c,J. C' ...

7'rattato elementcire cl·i fo1·tificazione campale acl iiso detta fanteria, di G. G. Convi,;1ro, capitano nel real corpo di stato maggiore; seconda ediziouo approvata dal Ministero della gu erra. - Tcrino , 1860. T ip. G. Cassone e Comp.- L. 6 . Già da grao tempo un sentito vuoto esisteva nella parte bibliografica elementare del nostro esercito; di tanto si accorse S. E. il cessoto ìviinisttO di guerra., signor genornle LarnMmor11, che


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l)IIJLIOGR,I FICA

RI VISTA

~r~tico bisogno, .i l _defilamento grafico delle opere isolate, ed IVI espone ]~ prmmpah mod1ficazioni che al tracciato ed al profilo_può cag1~nare 11 terren~ accidentato. - Nel capo secondo egli . dà alcum cenni Hn portanti sull'impiego in generale ed in particola re dei singoli tracciati delle opere al punto di vista tattico e topogra_fico. E _così egli inizia questo capo secondo, che p_er novi1à. d idattica e pel suo merito intrinseco è degno cli speciale mcnz1onc. • Le opere , la cui costruzione può incum bere " ad un uillciale di fanteria, sono opere sempliçi di tracciato, • e1·ette-sul m omento del bisogno; coi mezzi del luogo ed a > braccia dei soldati del suo distaccamento. Tutto al più si tratterà ~i un tamburo, di un den te, . d'una lunétÌa, d 'nna pie• cola ridotta; il più soventi sono località cli loro natura rrià • alquanto forti, tali caseggiati, piccoli ponti, dighe, ecc., la ~ui • difesa gli è commessa, e di cui gli conviene accresce.re· la resi• stenza coll'aiu to dell'a.r te. Sotto questo punto di vista, lo studio • d1 q uesta importan tissima parte dell'arte della guerra è neces• sar10 all'ufficiale di fanteria; gli- è d 'a ltronde indispensabile • conoscerne le 1eorie e i<~ pratiche principali, sia por saper diri» g_ere_ convenientemen te i suoi attacchi con tro quelle fortifica• z1001 che il nemico puèi opporgli, sia per saper difendere eili• caoem~nte quelle opere, la cui difes,l g li venisse affidata . • Eppert~nto qu~ n_on ragioneremo che dell'impiego deUe opere· • a semplici tracciati, e che appunto per questo trovano in cam• pagna una più freq uente ed utile applicazione ". Quin di discutendo dei caratteri tattici dèlle variespecio d'opere: - • Se è indu bita to che-in massima i l carattere delle fortiGca• zioni è difensivo , non è men vero però che la. difesa si pre• senta sotto due aspetti diversi : la difesa assoluta, inerte e pas• s1va, e_ la difesa at tiva ; quella s i J; m ita a con tendere di piè • fermo 11 posses% del terreno da essa occupato; questa, che clà • campo ai r itorni offensivi, non as petta che il dest ro per p iom• bare colla baionetta sul nemico titubante sotto il fuoco dei » parapetti. , Dei nue sistemi , i l primo, che non può fruttnar m a i • deci~i VMlaggi, è imposto dal la necessità; il secondo, che pro' cace,a talvolta gra,nd i successi, è dalla prudenza dell'arte della • guerra. stessa consigliato. Considera ndo, sott.o questo doppio

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• aspetto tattico , le opere di fo rtificazione, si r iconosce ovvia' mento, alle opere aperte, il ca.rattere difcnsivo attivo, alle chiuse , il difensivo passivo; essendo difficile, qu asi impossibile, coi , mezzi ristretti della fortiGcazione campale di acconciare queste , ultime pei ritorni offensivi. Ma se per questo lato hanno il van• taggio le prime, hanno per contro in generale lo svantaggio , di non. poter dar luogo ad una resistenza ostinata e completa , della posizione, come le opere chiuse · che presentano da ogni . • parte una fronte uguale ali ' attacco • . E particolareggiato l'impiego di ci~sclrna specie d'opero, n on che la disposizione delle varie linee in ciascuna specie di tracciato, egli riassume, n ei po()hi precetti seguenti, le teorie sull'impiego dei varii tracciati campali. • I -pochi precetti che si possono dare sull'applicazione pratica » dei vari i tracciati campali si riassumono, a nostro avviso, n ei , due seguenti : < 1° Senza farsi schiavi dellc ,costruziooi geometriche e com• passate, scostarci il •meno possibile dai precetti teorici, appli• candoli ragionevolroente, per quanto e come meglio lo coosen• tono e lo richieggouo il ter~eno e lo scopo tattico della forti • fìcazione; • 2° Le forme di tracciato più semplici sono le miglior i, perchè • cli più facile spedita e generale applicazione al terreno, perchè , più consentanee ai mezzi ristretti della fort.ifìcaziooe campale. , Meglio vale, è certo, un'opera semplice che può facilmente • compiersi in tempo utile, di un'altra studiatissi ma che corra il , rischio di rimanersi a metà costrutta; • 30 Trarre ogni m iglior parti.lo possibile degli accidenti del • terreno e dei m ezzi disponibi] i per la costruzione e per la difesa; • 4° E sovra.tutto riteogasi bene: essere lct fortificazione ,;hc

ed

'

,i

deve piega1·si al t,wreno, e non il te1·reno allei fortificazione• . Nel capo terzo egli tratta <lei-l'applicazione della fortificazione

alla difesa delle singole località, strette, corsi d'acqua (e qui egli parla estesamente dell'impiego delle inondazioni e dei varii ponti speditivi di guer ra, non che del m odo di distrurli e ripararli), boschi e caseggiati; lq difesa di questi ultim i, come quella che è la -più frequente in guerri;t, vi è trattata ampiamente e completamente, quanto in ninn altro lib1·0 sino ad oggi p ubblicato


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RlV!STA

sulla materia. Alcuni precetti sui progetti dei lavori fortificatorii jn genere c9mpiouo la seconda paJ·te. Ne~!apa1·te,terza si comprendono a lcuni brevi ma succosi precetti sull'attacco e sulla difesa delle opere e delle località fortificate; e l'ufficia,le di fanteria vi trova quanto è necessario in ogni circostanza, e ciò è appunto quanto il bisogno esige. Le tredici tavole intercalate nel libro non sono veramente disegnate con tut~a quella nitide,zza che si potrebbe desiderare, e certo di meglio avrebbe fatto l'autore se si fosse appigliato all'incisione che non alla litografia: ciò che ben sarebbe facesse per la terza edizione, che di buon cuore gli auguriamo prossima, avendo poc'anzi il Ministero della guerra approvato il trattato del capi tano Corvetta per l'arma di fanteria ... .. ; ed anzi a questo proposito ci meravigliò ·come tale approvazione portata da nota ministeriale in data 4 giugno 1860, N. 96, nella quale, dopo aver riconosciuto cor1·isponde-re l'ope1·a allo scopo propostosi dall'auto,·e, di servire cioè all'arma cli fantl¼r-ia, non abbia i I Ministero predetto decisamente classificato il trattato del signor Corvetta fra quelli di. testo, nel corso elementare di studi militari, di cui sopra p·~rlammo, e ciò, trovo, sarebbe, per due principalissime cause, stato con veniente : c}ie cioè compensando m parte le fatiche dell'autore con maggiore smercio, avrebbe il M ini$tero ad un tempo stimolato un maggior numero d'oiliciali a procacciars i questo buono .libro d'arte che loro venne dal signor - Corvet.to dedicato. - A ciò però vi ha a.t1c0t tempo a provvede_re, e per ragione d i utilità , all'esercito e per incoraggiamento ai poveri serittori militari che espongono da una parte soldi e fatica, cercando di giovare iill'esercito mentre dall'altra non sicuri del!' approva,zione, tentennano: e mille volte fo~se si augura.no di non essersi messi all'opera; così si farà cuore ad altri fra gli ufficiali che, portati daJ desiderio di ~crivere, si trattengono, pensaTJdo alle difficoltà delle spese e delrapprovazione ministeriale e dell'ai uto degl i acquirenti, che su questa più che · s u ogni altra raccomandazione si basano. ~oi riassumeremo questo cenno bibliografico col ripetere che per l'ordine, per h materia e pel suo valore intrinseco noi crediamo eccellente il trattato elementare del signor Co.rvetto per (jl)P.gli ufficia li òi fanteria che si applicano al lo stt1rl10 r:lell'ar!e

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13JDI.IOC:RAFICA

fbrtificatoria, non che per le scuole militari _d ello _Stato , ne11e quali potrebbe esser con frut~o adottato q_ual libro ~1 testo. È intanto a ·sperare che 1 autore vorra perseverare nella car. riera letteraria così splendidamente iniziata, e che, seg~endo_ 11 suo esempio·, altri ufficiali vorranno pure provvedere 1 ~serc1to di opere militari' origina1i in nostra favella, essendo·o:ma1 tempo d1. no n esser più costretti a ricorrere al-la stra.mera'filetteratura, ·1 per attingere quelle cognizioni che ad un buon ul CJa e sono indispensabili. . . , . Gli elementi nella nascente arroat'a italiana non fanno a_ c1~ difet'to-; lo spirito d'istruzione _vi r_e gna: c~e il Mimstero a_m:1: incoraggi e ricompensi gli scr1tton m1htar1. ~he, co~e t~t:1 oh altri, banno bisogno di .un movente, e spec:alment_e 1 pr1m1 che più coraggiosi si azzardano ,nell'ardua e sp1~osa _v :a; nè :arde~ remo a veder comparire nella palestra letterana militare b_nlla_nt1 ingegni, che tuttora timidi germogliano per incertezza d1 valido appoggio. · . . . _, E con questo metodo si a,irà il_ r1~asc1ment.o d1 q ue~la famos~ letteratura militare de' nostri ant1ch1 che fu -culla ali europea, gemma questa che i vincitori di Montebello, Palestro e ~~n Martino possono facilmente aggiungere, quale una delle pm splendide alla loro immortale corona l E . G.

Capitano di fardèr·ia.


128 BOLLETTIXO BIBL!OGll AlriCO· T RB!llS"l'RALE

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D'imminente pubblicazione, presso la tipografia editrice di G. Cassone e C. in T orino , [_;a Accola Biblioteca dell'esercito,

BOLLETTINO BIIlLJOGRAFICO-TRUIESTfiALE

ossia raccolta completa dei regolamenti militari ,e de' speciali trattati tecnici e scientifici ad uso degli uffiziali dell'esercito. - Coll'appi-ovazione ciel lllinislero della Gue1-rci. - Divisa in 3 serie ed in J5 volumetti in-32°: -- La l " serie comprenderà.: i varii regolamenti sulle istruzioni ed esercizi delle due fanterie, corredati di tavole litografiche dimostrative. La 2" serie : tu tti i regolamenti e codici. - La 3~ serie: 1 manuale sulle operazioni secondarie della guerra - 1 manuale di topografia militare - 1 manuale· di fortificazione campale - brevi nozioni sul tiro delle armi da fuo00 1 manuale di strategia e tattica elementare.

Anniiafre militafre cle l'empire (rcinçaise pour l'année 1860,

OJ>ere Ualianè.

I C~cciat_o,·i clelle Alpi comandati clal genemle Gvuseppe Ga.. ribaldi nella guerra del 1859 in Italia a· p . e · - Racconto popolare i RANCEsco ~RRAN?, preceduto da alcuni cenni sulla vita d~l ge~erale Gar1_baldJ, scritt~ da lu i stesso. - Un voi. in -18, fi n,nch i 6 . - Milano, !1brer1a Brigola a S. Carlo .

L\Campagna d'Italia _ciel 1859, del barone DE BAZANCOURT. o!. 1, d1sp. 8-12' m-8. Og ni dispensa 25 soldi. Venezia.

publi6 sur lcs documents comrnuniqués par le Ministère de la guerre. - Chez veuve Berger-Levrault et fils, à Pa1·is età Strasbourg.

Soiivenirs d'im ancien militair·e - études pbysiologiq ues, par E. DEcm, in-8, (133 5) Pa.ris, AmyoL Recher·ches sw· le lieu da la bataitle d' Allita en 451, orn6e d' une carte géografì.que et des planches chromolithbgraphiques, par P 1uGNÈ·DEucooRST - in-4, Paris - A. Franck -- fr. 25.

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GttM'r·a d'Italia del 130:9 N · .. 0 w R . • arrazionc politico-m ilitare di . usTow, tradotto dal tedesco. - Venezia, l Voi. L . 6.

il'lémofre sur· les pants métcilliqiws, avcc applications cmx pants

_P~im_i elementi clel tiro delle armi da l'iioco portatili a par·eti liscie e r·igate per G G n,r . I '. alla . 1 ·i· ' · • mARrn r , maggiore scuo a mi itare di fanteria - C Co . .

Réglern.ent sui· le service clu cctrton de 4, myé, cle campagne

1\'o 17 Lez~oni sui

1 Voi. in -8, L. 2, 50.

.

assone e

mp. m Torrno,

in-8, Bruxelles.

militai?'es, par le capi taine Rossmu. (système L a H itte), apprové poi· le Ministère de la guerre le 20 avril 1859 - in-8, Paris et Strasbourg - Veuve BergèrL cvrault et fils libraires éditeurs - 2 fr . (édition iu-32 1 fr.).


130 BOLLETTINO Réglement provisoi?'e siw !es ma,:noewvres cl'une batterie allelée de canons de 4, 1·ayés, de campagne (système La Ritte) in_-18, Paris et Slrasbµrg 70 centesimi.

Mernoirs of majo?·-gcneral. ì'liemorie del maggiò'.· generale sir En' rico Havelock, by JOHN CI.ARK 'M.u,SHA'.I[ - m-8' London ] ':!: scellini, 6 denari. 1'fanual of a1·tillM'Y exerc_ises - . pocket rclitio? (i\fanua le degli

Handbuch fivr clic offezicn de1· f(onigl. Preussischcn Artillerie (Manuale per l'uffiziale della regia artiglieria prussiana). Berlin. Vossische - 5 · Thir. Schieszschule fur àia,infante1·ie (Scuola del tiro per la fanteria), per HèiRNER, sottotenente nell'esercito wurtemberghese al 4° reggimento di fanteria. - Ludwisburg - 5 Gr. Die MilitG11·ische Beredtsamlceit (Eloquenza militare), offerta in discussione ed esempi, da BERNHARD VON BAmlANN, capitano nel 4° battaglione dell' i.nfanteria Sassone. - Dresda, 18~9, Kuntze

'

131

Veuve Bergèr-Levrault et fils -

Opere tedesche.

-OOG~.

D!llLIOGRAF!CO·TRIMl1STR.\.Lli

esercià d'artiglieria_· Alleo , 2 scellini .

edizione tascabile) m-8 , Lcndou, -

Nar-rci-ii've of Events du1·ing the i1ìvasion of Rv.ssia by Napoléori P,onaparle , and the. ret1·eat of the french a-rmy 1812 , by the lule genernl sir RonERT '\"V_,rLS0':-1 (Na rraz10ne de~lt- a-vvemm~_n1_1 {l "'!' ~• invasione di Rus.sia d1 Napoleone Bonaparte,. eRrmrat,1 t!t>il'esercito francese, 1812, per· il fu generale sir OBRRTU. ~ì"r1.soN" , incaricato inglese presso il quartier gene1:1 le pr11:· cipale dell'esercito russo) - in- 8, Londra, Murray -lo scelhm.

.

Die J(dmpfe in Europa in den letztcn 12 Jahren (1848-1859), ein cyclus van Gefechtsb·ilde1·n und biografìschen slcizzen (I combattimenti avvenu'.ti in. Europa in questi ultimi dodici anni. - Un ciclo di quadri di battaglie e di schizzi biografici), per il sig. BrFFORT, luogotenente nei cacciatori, 20° reggimento Wurtemberghese. - Stutt./:sard. Das Militéirische Aufnehmen (Levate topografiche militari), per il c'apib-1no V. WEDELL, con 141 incisioni intercalate nel testo. - Berlino, Mittler. Théorie des Plamzeichnens (Teoria del disegno dei piani), per il capitano S. V. WEDEL~. - Berlino. · Die Refo1·m der heeresve1·fqssung (La rifol'ma della costituzione dell'esercito). - Riflessioni scritte da T&onorw voN B1rnrrnARor. Leipzig. Wirzel.

TAGLIAKO G,u:TAN"O

Gerente.


STUDI MILITARI

SULL'ORGANIZZAZIONE DELLE NOSTRE FANTERIE(·) C OST I ~CAUOSE.

CAPO V.

§ ·t ° Formazione tattica della fanteria di linea. La formazione tattica delle truppe in generale è la base fondamenti.ile della coslitozione organica degli eserciti, poichè spelta ad essa lo utilizzare ed ordinare gli elementi primitivi formandone delle unità compalle, omogenee, forti e ad on teinpo flessibili, le quali possano all'occorrenza agire, o col(•) L'ordine che ci siamo prefissi nell'iniziare questi nostri studi su lle fanterie (vedi fascicolo di maggio p. p.) ci porl.c rcbbc ora n tra ttarne l'a mministrazione e la sussistenza; ma una quislione di questa a~~ai più importante, e che oggi si agita vivamente fra i militari e ne l Comit tilo delle fanterie, quella tlclla formazione tattica del la fonlcria nel nuovo ri ,ml inamento dell'esercito , ci consiglia a dipartirci dall'ordin e propostoci per t•sporrc alcune nostre rugumalc idee intorno alla suddetla formazione tattica .lella fontoria di linea . .\l'\N O

V. Voi. I. -

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STUDI ll!Il.lTAR l

SULL'ORGANIZZAZIONE DELLE NOSTRE FANTERIE

lettivamente combin andosi insieme con facilità ed ordine , od anche separatamente. JI metodo per questa fo rmazione va essenzialmente basato su cond izioni tallicbe e amm inistrative; a quelle va subordinala la co01bi1m,ione degli elementi primitivi pel combattimento; da queste invece dipende la collezione di essi elementi pel loro govel'l1o regolare, economico e disc ipii nare. Dal perfetto accordo dl esse condizioni dipende la bontà e la solidità della formazione tattica delle truppe. Epperciò nelle discussioni di tanto argomento egli è innanzi tutto necessario di ·scindere la qu istione amministrativa dalla . tattica, studiarla separatame,nte con tntla l'attenzione possibile ed in ord ine agli clementi disponibili; giudicare fJuale fra le due debb'avcre il sopravvento per ogni formazione; scegliere con mano franca i più robusti fi li onde conneflere il più solidamente possibile l'una all'a ltra; perciò bisogna disce ndere agli elementi primitivi di formazione, e col processo sintetico risalire quii1d i alla costituzione dellr; unila di forza fondamentali; queste otleuute per ogni arma, rimane la coordinazione delle un ità elemen tari in unità cùmplessive o combinate, di mano in mano maggiori , fincùè si giunga ad 1111 tulio fi nale ordinalo, mobile e potente, alla costituzione definitiva dell'esercito. Quanto non è dunque complicala, dilTicile e delicata la quistione della formazione lattica definiti va di una truppa! - La quistione cùe oggi vivamente si diballe fra noi, da cui dipende il rionJinamento della nostra fan teria di lin('a, e snlla risolu-· zione della quale ben discrepanti sono fin qui le opinioni dei più autorevoli militari nostri. Le numerose quanto svariale proposizioni che si fanno in sul proposito si ponno riassumere alle tre seguenti distinte:

A) Mantenere l'attuale formazione del battaglione di if. com-· pagnie, e del reggimento di 4. bc1ttaglioni attivi ;

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B) Formare il battaglione di 6 compagnie, ed il reggiri1ento di 3 battaglioni attivi; C) Formare il battaglione di 5 compagnie, ed il reggimento di 3 battagl ioni altivi.

In questo ampio canipo di discu:;sioni e d' incertezze non

sara forse foutil opera lo esporre succintamente qnali siano le ragioni che i fau tori di cinse.un sistema pongono innanzi a far prevalere le proprie opinioni ed oppugnare gli opposii sistemi, per quindi provarci a dedurne uno spassionato giudizio, basan· doci per ciò sui rigorosi precetti dell'arte e sulle alluali con{lizioni dell'esercito e del paese. Per tale disamina noi seguiremo il razionale processo di cui sovra, e scindendo la questione tallica dalramministrativa, noi discuteremo in pria la formazione del battaglione, quindi quella del, reggimento.

§ 2° Formazione tattica 1!el battaglione. A) Battaglione di 4. compagnie. - l fautori della formazione del ballaglione di 4. compagnie appoggiano il loro sistema sulle

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seguenti ragioni: ,1 ° Che l'attuale battaglione di 4 compagnie è piì.1 flessibile e mobile che non qu ell i di 5 o 6 compagnie ; che minore essendo il nu!Hero degli elementi cornpoiwnti , meno complicai.a, epperciò pilt maneggievole ne riesce l'orili1rnnza. 2° Il numero di 6 compagnie per ba1tagli une eccede quanto un capo di battilglione è capace di ben comandare e dirigere: in colonna, in marcia in un paPse accidentato, nella mischia , la sua attenzione trovandosi suddivisa fra un numero sovercb io di subordinati , non potrà avere tutta quell'efficacia ch'è ne.cessaria.


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STUDI MILITARI

SULL'ORGANIZZAZIO~E DELLE KOSTRE F!\NTER!E

3° Cile col battaglione a 4, compagnie le colonne d'allacco risultano meno profonde, locchè merita grave considerazione diri111pelto agli attuali perfezionamenti delle armi da fuoco. 4° Che i movimenti successivi riescono più spicciati e facili. 5° Che le formazioni in quadrali ed in masse in difesa si operano più semplicemente e regolarmente. 6° Cbe la formazione del battagli one in 5 compngnie, oltre al non pr.rmettere la formazione delle colonne per divisioni , complicherebbe la simmetria dell'ordinanza in tutte le trasformazioni, la quale richiede essenzialmente che il numero delle sezioni sia pari.

l'iserva interna, senza gruppi esterni di cacciatori cbe trallengbioo i foraggieri nemici e coronino gli angoli del quadrato al momento della carica di cavalleria. Mentre invece formato su 6 compagnie: 1 ° Il battaglione, senza esagerar la forza delle sue suddivisioni, costituisce una forza di già. importante dì per se stessa e snscettibile di" azione indipendente sia nella linea di battaglia, sia qual distaccamento ad un obbiettivo tattico.. 2° Camminando all'auacco o combattendo in linea esso può spiccare o simultaneamente o alternativament.e le sue com. pagnie d'ala in cacciatori, sia per rincacciare i bersaglieri nemici, sia pt>r cop1·ire la propria fronte, sia per proteggere gli intervalli a battaglioni laterali, senza punto perdere il suo valore intrinseco nella linea di battagl ia e nelle evoluzioni di linea, ciò che assolutamente non coosente la formazione su 4 compagnie soltanto. 3° Che negli ai'tacchi del battaglione in linea spiegata, f!uello di 6 compagnie, ponendo in linea le sue 4, del centro, può colle 1e_strcme afforzar le sue ali, formandone due piccole colonne, o doppiando la 2a e la' f ' compagnia, ciò che non saprebbero fare nè il battaglione di 4- comp&gnie nè quello di 5. 4,° Che formando le divisioni, il battaglione di 6 compa.gnie costituisce una colonna d'attacco meno profonda del battagli one di t compagnie, abbastanza consistente e piri consentanea ai precelti della nuova tatlica; mentre il battaglione di '1 4 compagnie formando due sole divisioni perderebbe quella forza d'impulsione e di massa che sono i vantaggi indisprnsabili. <lelle colonne d'allacco. E<l inoltre col battaglion~ di sei compagnie, quando la colonna per divisioni vien formata col centro in tesla•, la sezione di testa rimane composta dell'intiera '.2a divisione naturale, ed è questo un importante vaniaggio. CbP in quanto ai movimenti successivi, oltre a ciò che i mE,tocli della muderna tatt.ica lendono a sfuggirli nelle azioni come

·B) Battaglione di 6 compagnie. - l propugnatori del battaglione di 6 compagnie oppongono al battaglione di 4 compagnie : 1° Che esso non può avere quella consistenza ed impulsione ch'è necessaria all'unità tattica fondamentale, la qna le in talune circostanze può essere chiamata ad agire da sola e decisivamente, a, meno che s'ingrossino le compagnie oltre il limite prescritto pel buon governo e pel facile maneggio delle medesimt~, ciò cbe sarebbe un· danno maggiore. 2° Che il ballagl ione di 4 compagnie, non potendo per la suddella ragione es~ere forte di numero, dopo pochi giorni di campagna, e spr.cialmente poi dopo un fatto d'armi, diventa. così piccolo da perdere ogni suo intrinseco valore. 3° Che il ballaglione di 4 compagnie uon può distaccare la' sua benebè min ima sezione in cacciatori per coprire la sua fronte e le sue ali, non può fornire il bencliè menomo distaccan,en to pel servizio del campo od altro , senza perdere affatto ogni sno valore intriuseco nella linea e nelle evolnzioni di baltaglia. 4° Cbe nelle formazioni in quadrato, il battaglione di 4- compagn ie non può dare che un quad rato c11Tat10 vuoto, senza

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pericolosi, adottando qual fondarl)entale la formazione delle colonne per divisioni, i movimenti successivi in faccia a! nemico riuscirebbero anche più spicciati, che non quelli ilei ballaglione di i compagnie, il quale per le cagioni sovracccnnate non può normalmente formar le sue colonne d'attacco che per comp,1gnie. 5° Che isolato, il battaglione di 6 compagnie potrebbe costituirsi per l'attacco a mo' di un piccolo corpo di battr1glia , mandando la sua compagnia di tesla in cacciatori sulla fronte , formando il grosso dell'attacco con una colonna delle 3 compagnie segaenli, e riserbandoci qual riserva, a fiancheggiatori, le due compagnie di coda. - Combattendo in cacciatori, due compagnie formerebbero la catena, due il so3tegno, e le altre due la riserva; completando cosi di per se solo l'ordine normale che prescrive la Lattica per tale combattimento; nè questa equa ed economica proporzione fra le tre linee dell'ordine spars·o è possibile al battagl ione di 4 o 5 compagnie. , 6° Nella linea di batlagliu, privo per una circostanza qualunque di 2" lioea, il battaglione di 6 compagnie•potrà suddividersi in due colonne di 3 compagnie ciascuna, l'una formando la r)serva all'altra a conveniente distanza. '7° Agli avamposti un battaglione di 6 compagnie distri buisce due compagnie alle gran guardie, due di sostegno, e due di riserva. 8° Di vanguardia, il battaglione di 6 compagnie manda una compagnia all'estrema vanguardia, una incarica del servizio d'esplorazione ai fianchi; le quattro rimanenti formano il grosso dell'avanguardia, che così è forza ancora assai rispettabile. << Cosicchè, concbiudooo i fautori del ballaglione di 6 compagnie, in ogni circostanza, in linea di battaglia, in ordine sparso, isolato, in marcia o d'ar.:ampJsto, la (ormazi'one su. di 6 compagnie permette delle disposizioni pii',, consentanee ai rigorosi precetti della lattica, ed impossibili alla formazione su 4 compagnie n.

]39 C) Battaglione di 5 compagnie. - Fra i due discussi sistemi <li formazione del battaglione, alcuni tentano di propornP un terzo, quello cioè di formare il baltaglione di 5 compagnie; 4 delle quali destinate alle e;voluzioni ed al comba1time1110 in linea; la 5a C$C]usivamcnte deslinaln pel servizio di cacciato ri dinnanzi o su i fian chi ciel proprio battuglione, od in C<Jlonna diclro del medesimo. E veramente questo metodo di formazione, senza a,•ere alcuni dei vantaggi comuni o particolari ai due metodi precedenti, senza n(:ppure spogliarne gli inconvc,nien ti, dei nuovi n~ aggiunge e maggiori; diffotti questo metodo escludendo radicalmente dalla linea di ballaglia la 5a compagnia, e destinandola espressamente al servizio <li truppa leggi era: 1°: imp lica nella costituzione dell'unità tattica fondamentale due specie di fonti, diversi e per la loro speciale destinazione e pel modo di combattere, complicandone così la direzione e la fo rmazione !atticbe ed amministrative, le quali esigono innanzi tutto la rigorosa omogeneità dei componenti; 2°: cogli attuali metodi di guerra nou basta una sola compngnia (cioè il. 1/ 5 della forza del battaglione), incaricala esclusivamente e costantemente al servizio di cacciatori, il qnale sul campo di bauaglia è incessante , è faticosissimo; ma v'è necessario 1/3 ,ti meno della forza totale, e cbe tutte le comp;ignie del battagl ione possano all'occorrenza e per torno attendere a tale servizio; 3°: egli è non meno indispensabile che in talune circostauze del combattimento tutta la forza del ballaglione sia suscettibile di manovrare in ordi11e compatto , in una sola massa omogenea , nè ciò può cousentire il proposto battaglione di 5 compagnie, cioè per ,;ezioni di numero dispari, e composto di trnppe la cui destinazione speciale nel com!Jat1imcnto è organicamente dii·ersa. Per queste ed altre non meno ovvie ragioni (che per brev ità tralasciamo) noi opiniamo che tale proposta non può ragionevolmente entrare nella lizza, ove si combauono le due precedenti. Diremo altrell_anlo e peggio di r1ucll'altra strana idea, da SULL'ORGANIZZAZIONE DRLLE NOSTRE FA!l:TKfl!F.

STUD { MILlT ARI

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STUDI mLITARI

SULL'ORGANIZZAZIONE DELLE NOSTRE F ANTER IE

alcuni messa innanzi, di mantenere il battagl ione di 4 compagnie, ma di formare le compagnie d'ala di 3 pelolloni caduna, l'estremo dei quali destinato all'uffizio di caccil!lori pel proprio mezzo battaglione. - Questi sono mezzi termini e i1on decisivi sistemi, altrettanto speciosi quanto esiziali e sfuggevoli. Prima di provarci a formlllare un nostro giudizio sulla qui• stione, noi ravvisiamo utile di esporre i varii metodi di formazione delle unità tattiche fo ndamentali della fanteria di linea presso i varii Stati europei che hanno maggior grido per le loro istituzioni militari.

ad 8 compagnie, ed ano di deposito, venne per la guerra creato un quarto bauàglione pel quale ciascuno dei 3 battaglioni primitivi fornì due compagnie. AUSTRIA.

§ 3° Pormazione dell'unità tattica fondamMtale della fanteria di linea presso alcuui Stati

l'Jll'0(1ei.

FRANCIA.

Il battaglione di fanteria francese è composto di 8 compagnie, le quali nell'ordine di battaglia prendono la deuominazione di pelottoni, formando così, due a due, 4 divisioni schierale su due righe. - Epperciò tatticamente la formazione del battaglione francese per rispetto al numero delle suddivisioni, corrisponde all'attuale nostro battaglione di 4 compagnie; coll'essenziale differenza però che il battaglione francese per la sua suddivisione amministrativa in otto compagnie riesce più grosso del nostro, ed è normalmente di 952 uomini, me11tre il nostro attuale non potrebbe oltrepassare-i 700 uomini senza smisuratamente ingrossare le compagnie e renderle immaneggievoli come il furono nel ,1848, ed anche nella scorsa campagna. Nella campagna di Crimea, come pure in quest'ultima, al momento della guerra i battaglioni della fanteria di linea francese vennero ridotti a sole 6 compagnie, cosicchè per ogni reggimento composto in tempo di pace di 2 battaglioui attivi

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Il battaglione di campagna della fanteria cli linea consta di 6 compagnie, ed in tempo di guerra conta 4 300 uomini. Questa forza che sarebbe eccessiva per la nostra ordinanza su due righe, non lo è per \'austriaca, la quale è di tre righe. Ogni due compagnie vicine formano una divisione, e ciascuna di queste può essere considerata come' un'unità tattica elementare, ed adoperata come un piccolo battaglione. Ocrnì o compa"'nia 1l .dividesi in 4. squadre, i di cui numeri nelle compagnie dispari corrono dalla destra alla sinistra, e nelle pari dalla sinistra alla destra - In tempo di gucna ogni squadra ha 1 6 file. - La terza riga adoperasi per la fo rmazione dell<:: sezioni di sostegno; la terza riga di 2 squadre ·contigue nella stessa mezza compagnia si doppiéino, formando così per ogni compagnia 2 squadre di sostegno su due righe, epperciò ·un battaglior,e dì 6 compagnie ottiene ·1 2 squadre di so.,legno. Queste s'impiegano special men le pel servizio di bersaglieri · della linea di battaglia, pe.r quello d'esploratori, o quali sostegni del ballaglione spiegato, dietro le ali del medesimo , od anche per rimpiazzare quelle r:ompagnie dei battaglione che venissero distaccate , senza che perciò si abbia da· scemare la fronte del battaglione. PRUSSIA.

Il baltaglione prussiano è composto dì 4- compagnin o di 8 pelott.oni di ,16 file, numerati dalla destra alla sinistra (come uell'alluale nostro battaglione), disposti gli uomini su tre righe ;

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SULL'ORGANJZZAZ!ON E DELL\; NOSTR E FANTERJE

ma quest'ordine non è che per gli esercizi elementari e. per le parate, poichè per combattere la fanteria prussiana si dispone su due rigbe. - Questa terza riga è come presso gli Anstriaci, destinata c1l servizio di bcrsaglic1·i della li nea di battaglia e del proprio battagliflne. Appena il batlagliono entra in azione, la terza riga per ogni compagnia dà un pelottone di cacciatori portante il numero della rispettiva compagnia. - - I due primi pelot.toni si portano in 0olonna dietro l'ala destra, e gli altri due dietro l'ala manca del battaglione spir·gato, quelli colla sinistra e qursti colla destra iu tesla ; cli qui muovono poi al-l'occo rrenza pel servizio di cact:iatori. - Nel l'ordine in colonna i sudde tt.i pelo ttoni si portann con tutta facilità sui fìancbi, in testa 'ed in coda a norma del bisogno.

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serviva pure al combattimento in bersaglieri, avendo a sostegno il pelotlone di granatieri. Dopo le sperienze dell'nltima guerra sia rior~inanr'.osi l'e~ercito secondo i piu mouerni precelli della tall1ca, ne precisamente conosciamo la nuova formazione, cbe però si mantenne di 4 compagnie per battaglione. BELGIO.

1\ battaglione belga è oggidì- formato di 6 compagnie di troppa omogenea. e ordinale su due righe. Il nnovo rPgolamento ('1859) porta due formazioni di battagl ia distinte. La formazione in ordine di ba,ttaglia spiegalo: ne.Ila quale le 6 compt1gnie sono tutte schierate contiguamente le une alle altre e .sulla stessa linea secondo il loro numero progressivo. La formazione in battaglia coi cacciatori dietro le ah: nel la quale la 2•, 3'\ ,V, e 5a compagnia sono spi egate sulla ~te_ssa linea mentre la ,1a e la E? si trovano a circa 20 metrt m' . dietro della rispettiva ala, destinate a sostegno della linea, ~ da fornire i cacciatori sia d' innanzi la fronte, sia negli intervallt fra i battaglioni di una linea. spiegata. Per l'attacco in massa il irnovo regplamento suggerisce la formazione delle colonne doppie, cioè cli 2 compagnie per ogni sezione (ciò che presso IHli dicesi colonna per clivisfrmi). Le colonne composte ciascuna di una compagnia t.rovanò on impiego abituale nel regolamento stesso.

RUSSIA.

NeHa sua forza organica il batta~lione russo comprende 4 compagnie di 2 pelottoni ciascuna. Prima della guerra d'Ori ente la 'I a compagnia ,wevn un pelollone di granaliHi, elle nell'ordi ne di ballaglia si collocava alla destra del ba llaglionc; l'altro pcloltone di caccialori coll ocavasi alla sinistra della linea di ballaglia, cosiccbè la 13 compagnia era sempre divisa sia in colonna sia in ordine di ballaglia, ed i11ol tre fo rrnanclo la colonna di divisioni semplici o rii 2 pelotton i, ogni divisione veniva composta di due pelotl.bni di diverse compagnie. Nel solo caso della colouna doppia col centro in testa (qual è la prediletta formazione di tutti i Russi) le sezioni di tesla e cli coda erano intiere compagnie. - L'ordinanza era allora su 3 righe. Nella terza l'iga d'ogni pelottone, 12 soldati erano esercitati e destinat,i al servizio di cacciatori della linea di battaglia, cioè 96 per battaglione. - Gli altri non venivano esercitati al combattere in ordine sparso. Il peloltone di cacciatori della sinistra 1

SVEZIA.

Secondo il Regolamento ,18118 nPlla fanteria svedese la compagnia è l'unità tattica fondamenta le, come già da lunga pezza era unità amministrativa. I

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STUDI \lll.lTARI

SULL ORGANIZZAZIONE DELLE NOSTRE FANTER IE

La compagnia svedese è composta di 3 pelottoni, dei quali il 3° è destinato a fornire i cacciatori di battagl ia, ed è perciò più forte degli altri due. L'ordine fondamentale è su 2 righe. Il battaglione si compone di 4- compagnie, cioè di 12 peloltoni. In ordine di battaglia i primi e secondi pelo!loni d'ogni compagnia, sono schierati sulla stessa linea e contigui, me11tre i terzi p!lloltoni vanno collocati in colonna dir'tro le rispettive ali del battagl ione a dislanzadi pelollone. In colonna quest i 3 pclottoni · si porlauo indiet ro, o sui fianchi della colonna, secondo gli ord ini del comandante del battaglione. Tatticamente, questo metodo di formazione del batraglione corrisponde numericamente all a formazione di 6 compa?nie, con questa differenza che qui i due pclottoni di ciascùn'ala sono riuniti in uua sola compagnia e sollo gli ordini di un ca pilano, mentre il sistema Sl'edese non presenta questo i111 portan le vantaggio.

Da que-Slu rapido esame sulle rarii for mazioni dell'unità !altica fondamentale presso i principali Stati militari europei noi rileviamo che la formazione del ballag!ione di 6 compagnie è la più comunemente usala. Ed in vero è di 6 compagnie il battaglione di guerra e di manovra della Francia ; è organicamente di 6 compagnie il ballaglione austriaco ed il belga; è pur di 6 compagnie il prussiano sul campo di battaglia, poichè dalla 3a riga si formano 4 peloltoni destinati a sostegno ed al servizio di tro ppa lcggiera del rispellivo ballaglione; è di 12 peloltoni lo svedese, che equivale perciò a 6 compagnie; manovra il ballaglione inglese per ,1 battaglioni di 6 compagoie. Solo il battaglione russo ed il nostro attuale sono a 4 compagnie, con questa essenziale dilforenza però: cbe il russo esseudo ordinalo su 3 righe ba la consisteuza e forza cl'i.mrJulsione necessarie all'unità lattica fondamentale (1000 uomini) (1 ), ed iuollre può prelev,fre in snoi cacciatori della 3a riga, men Ire non si può dire la stes~a cosa Jel nostro battaglione, il quale essendo ordinalo su due righe, ad ugual fronte di ballnglia, ba 1z3 meno di forza che non il russo, nè può togliere i suoi cacciatori se non col diminuire la sua fronlè di ballaglia, o disorganizzm·e la sua·colonna(2). Questo fatto incontrnstabile, èdunquelulloafavore di coloro i quali propongono la formazione del baltaglione di 6 compagn ie, e per certo questo fallo ba da avere un gran peso nella bilancia.

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INGBILTEnnA.

li battaglione di fante ria inglese consta di ,1 2 compagnie aLLive e 2 di deposito ( 1), la cui forza complessiva sale a 1077 uomini. L'ordine fondamentale è. su 2 rigbe (gli Inglesi furono i primi ad adollare questo modo di fo rmazione); le compagnie sono schierale co·nligue le une alle altre, ma nelle evoluzioni si formano all'occorrenza colonne di 1z2 battaglione, ossia di 6 cornpaguie. 1

1

(1) In tempo di g ticrra il numero, delle compagnie per ogni battaglione venne talvolta portato a lii. - Però dei 100 reggimenti di fanteria in-

glese, 611 sono ad t sol battaglione, 25 a 2 battaglioni, cd uno (The Kin.g's 1/oy<tl Rifle Cmps) d'infanteri,1 leggiera a 11 battaglioni.

~

(I) Una compognia russa ba: l capitano, l tenente, 1 alfiere, 3 sottotcncr. ti, 8 solt'ulficiali , H capot2li, ~ t,1111burini , 2 cornette e 230 solcl~ti. {~)-Non vi ha esercito cn t"Opco anche dei minori Stati il cni battaglione di fanteria sia pi ù debole del nosll'o attuale. ~ li lrnllagl ionc olanclcsc è di 11 comp~gnic, m,1 è fori.e di 9 o 18 uomini disposti su 3 righe. - li batt<1glione vurtr,rnbcrgcse è d1 li compagnie, ma forte di 894 uomini su 3 righe. - L'n nnovrcse consla di t, compagnie, ma è forte di 800 uomini. - L'asscse è di 5 compagnie. - Souo di 6 com pagnie i ball(1glioni di fanteria danesi, bavaresi, badesi e svizzeri e cosi p ure i napolitani.


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SULL'ORGANIZZAZIONE D.ltLLE NOSTRE I-',INTERrn

STUDl MILITARI

Ifavvi d'altronde un'altra prepote.nte ragionr, cbe, dipendendo dalla precedente, milita tutta ad appoggio di essa formazione, e cbe: a parer nostro, ba forse da considtrarsi come la più decisi va. Negli scontri pnrziali e distaccali dal centro del l' azione ge~ ilern le, chr, pur numerosi sueccdono in ogni battJgl ia, e specialmen te in qu elle combattute sui nostri terreni, se i nostri battaglioni so no molto più dr boli di quelli del nem ico, siamo costretti, per equ ili brar la partila, di opporre ad ngni ballaglione nemico due nostri e proporzio nalmente secondo la fo rza del distaccamento nemico; e ciò con grave sc,q;i(o del corpo di baltag\ia principale, e ckll' econom ia tattica, ch' è di tulio momento nel comballi menlo, a meno cbe· non si voglia combinare improvvisamente compelcnli distaccamenti, fraziqnando taluna 1rnità tt1tliea fondamentale, ciò che lulli sanno ed'ogn i mnle il peggiore. Né!l l'u llima campagna questa veri tà ci Yenne più di una volta comprovata dui falli. - E quando i bollettini della guerra annunziavano che 8 battaglioni italiani avei.lno sbarngliato 5 battaglioni austriaci, ben vi furono coloro che iron icamente scia mavano ; Bel prodigio cli valore! 8 contro 5! mentre in realtà erano invece 4. contro 5; poicbè due nostri battagl ioni sommavano appena al la forza di un batlaglione austriaco. Questo còmpnto relativo èhe nel calor <lell'azione non fa nno neppur facilmente i pratici, non sanno fare coloro i qualì sono profani all'organizzazione mil itare <lei 2 parli li, o 11911 la vogliono fare i mal igni iolerpreli, e giudicano dai vocaboli. Non per questo noi pretendiamo che l' ordint1nza nostra si debba stringare a qoe.lla del nemico ; no per certo; mt1 però noi sosten iamo e.be le esagerate disc repanze di forza fra i corpi di truppa omonirni dc! i 2 partiti belligeranti non so no convenìenti , e che il danno ne verrà d'ord inario a chi avrà le sne unità tat.tiche fondamentali non abbastanza consistenti. \

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§ 4° ~'letodo di formazione oggi!lì 11iit comenienle.

e

Per queste ragioni incontestabili, perquelle altre surriferite (§ 2° n ), noi siamo iouolti a concbiud ere che la for mazio ne del battaglione su 6 compagnie è la pii1 razionale, e la piit convPnienle agli attuali metodi di comballere; prr essa acquistandn quel grndo di consisteuza, e quegli elementi cli fo rza che gli sono necessari , il bt1llag\ione ottiene quel l'ind ipendenza cl' azione nella linea o fu ori d'e~sa, che è p1·Pgio principale ed essenzia\cJell'unità tattica; per esso il battaglione potrà all' or,correnza (p. e. agendo isolato) frazionarsi in piccole colonne d'a llacco eone orrenti allostt:'sso obbiettivo tauico,od ancheindislaccamenli incaricali di speciali servigi; quali proprie là (oggi indispensabili, chè gli eserciti accettano o portano il combt1llimento in _og!1i specie di terreno, nei boschi, sulle montagne, in ogni luogo comunque intricato purcbè si trovi sulla più breve e direlta via a\l'ohbiellivo della guerra) non può possedere il battaglione di sole 4 compagnie ordinato su 2 righe (come rigoro~amente esigono le armi da fuoco perfezionate) ~ia per la sua inevitabile debolezza numerica sotto così piccinl numero ili suddivisioni, sia per la deficienza di un conveniente 1rnmci:,o di tale sudd ivisione, la qnale lo fa schiavo della linea di batlaglia, o lo rende immancggevole, quando le sue sezioni ingrossassero oltre misu ra. All'estrema opposizione che ci farann o i foDtori degli attuali battaglioni di t compagni e, .questo cioè non essere il lernpo d' innovazioni o mutamenti i quali scornpiµlierebbero l' intiera costituzione r\ell'csercito, oggi che le complicazioni politiche da nn'alba all'altra èi ponno richiamare in campo; a quest'opposizione noi risponderemo: •1 ° Che, se è provata l'ulilifa anzi la necessità della nuova formazione, sarebbe riprovevole e po!rebb'essere fatale ogni indugio, poicbè la necessità tempo e rwn aspetta tempo.

ha


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STIJDI MILITARI S ULL' ORGANlZZ . DELLE NOSTRE FANTERIE

2° Cbe d'altronde siccome l'attuale nostra fanteria di linea è attualmente tutt'altro che omogeneamente ordinata , che cioè molli dei nuovi reggimenti non hanno il numero di battaglioni prescrilti, meglio è certamente lo attuare addirittura la radicale riforma, che non fiire e rifare e trovarsi sempre da capo. 3° Clle i mutamenti rich iesti per questo nnovo e necessario riordinamento per nulla scompiglierebbero la generale costituzione dell'esercito, avvegnacchè verrebbero circoscritti nella sfera amministrativa tli ciascun reggimento di fàuteria e sono di spiccidtissima attuazione, come dimostreremo prossimamente trallando la formazio ne reggimentale ('I). 4.° Che in quanto all'attuale regolamento per gli esercizii e le evoluzioni della fanteria, poche pagine di aggiuntabasterebbero a renderlo applicabile alla p:-oposta formazione (aspettando tempi pili tranquilli per metterlo radicalmente a quell'altezza della moderna lattica, cui, se dobbiamo dirlo francam ente, esso non è del tullo).

PRI)\11 ELEMENTI SUL TIR O.

PER LO STUDIO DELLE ARMI DA FUOCO PORTATILI A PARETI LISCIE E RIGATE

COr(Tl~UAUO~G.

( t) In un prossimo numero, se saremo ancora in tempo utile, rliscuteremo la formazione dei reggimen ti, e chio<lcremo qnes li llOslri studi sul riordinamento della fantc1ia col progetto di un q11a<li·o generale della sua fo rmazione t.a ltica cd amm imstrali va, atten endoci, in quanto alle forze militari della nitzione, ai numeri da noi portati nella tabella tn, copo 1o (fascicolo ,li rnoggio), atlrnti a fonti st.at.islichc sicure, e basati su calcoli incontestabili. Richiam iamo fra(,tant.o l'indulgenza <lrl cortese lettore sulle sconnessioni cd imperfezioni leUcrarie di questi nostri articoli scritti a volo di penna.

Degli alzi. Vengono denominati alzi piccole aste o la.minette graduate che generalmente si collocano sulla culatta della canna, onde poter variare a volontà l'angolo di mil'a, ed allontanare o ravvicinare per tal modo la posizione del punto in bianco. È ora necessario occuparci deì mezzi da impiegare per determina.re l'altezza a classi a questi alzi o traguardi, secondo le distanze da cui si spara. Abbiamo indicata antecedentemente la posizione dell'alzo fisso del fucile cli fanteria, col quale intendiamo operare, e conosciétmo pure la posizione della traiettoria media di detta arma per rapporto alla linea cli mira. Nello stabilfrc i diversi punti su cui devesi dirigere la mira a1J.e varie

c...

r

A~!i:O

V. Voi. l. -

10.


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PRIMI ELEMENTI

S UL TlltO

distanze, talchè si è precedentemente indicato, si supplì coi diversi punti dati sul corpo dell'uomo alla manc,tnza dell'alzo mobile, l'impiego del quale ci permetter ebbe alle diverse distanze di puntare colle stesse regole indicate per la distanza di pimt;n in bianco. Proponiamoci, per esempio, di determinare l'altezza cfa darsi all'alzo del fucile di fanteria per mira.re direttamente sul punto che si vuol colpirn alla distanza di 300m. Si suppone la linea cli mira naturale diretta sul punto O distante dal suolo ad un'alt ezza eguale a quella in cui trovasi il fucile ((ìg . l0a). Figura ·I o,

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La pallottola diretta per mezzo di questa. linea di mira naturale non anclri!, sicuramente a colpire nel punto O, ma bensì in un punto V, che trovasi a.l disotto del punto O di 4:111,05. . Si congiungerà il punto V col punto C, prolungando CV sino all'incontro del prolungament o di AB in K. I due triangoli B CK, CO V sono simili e danno la proporzione CO : B·C :: OV: BJ( ossia x. Per il fucile di fanteria, CB è approssimativamente ugrniìe ad Jm,03, misurato cla.l traguardo al mirino. Avremo adunque, sostituendo a ciascun termine cli essa proporzio11e il suo valore numerico : '300"': Im,03: : 4m,05: X donde a; = Jm,03 X 4m,05 4 01 ,172. 0m 014 30Qm 300m ' ·

=

=

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Aggiungendo quindi questo valore trovato cli x ad AB, • altezza dell'alzo fisso, che possiarn r itenere cli 0m,007, avren10: 0m,007 + 0m,014 = om,021 cioè l'altezza a darsi all'alzo del fucile cli fanteria, per poter mirare direttamente il punto che si vuol colpire alla distanza di 300m. Le linee B {( od OV sono proporzionali e variano in modo analogo : ma l'una di esse, ossia O V esprime in certo modo la curva cleJ1a traiettoria; per una debole curvatma O V sarà molto piccola, ecl all'opposto sarà molto amnentata per una cm·vatura più grana.e. Entrando OV anche come fattor e al numeratore nel valore di B K, diremo che quanto più la traiettoria cl'un'arma tenderà ad avvicinarsi alla linea. r etta, tanto più debole sa,rà, l'alzQ, e che gli alzi o traguardi sar anno per contro tanto più forti, quanto più forte sarà ht curvatLLra. ·so OY fosse nulla , BI( sarebbe anche 1m1la, risultato indicato dal calcolo e dal semplice buon senso. In cotal .modo si opererà per stabilire le regole di mira per le varie distanw , conoscendo i vari abbassamenti od eleva.zioni della traiettoria d'un'arma. ' Lo stesso potre'bbesi effottua're conoscendo l'altezza dell'alzo, col che si potrebbe parimente determinare l'ablxissamento o l'elevazione della traiettoria d'una data arma, della quale si conosca, il traguardo , e determinare lo a,bbassamento o la posizione della traiettoria stessa ctllc varie distanze.

Norme fondamentali a seguirsi nell'eseguire i foochi. Abbiamo ripetutamente detto che le traiettorie reah dei diversi colpi variano tanto a confronto fra loro che fra. la trn,iettoria. medi:1 , dalla, qu,ale si clescm1ono le regole cli


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P Hil\1 1 ELEJIRNT I

mira. Le deviazioni di questa traiettoria stanno però com prese fra certi limiti, e queste devia,,ioni si fanno più sensibili col crescere della distanza. Conoscendo la traiettoria media del fucile, se ue ricavano, come si è già esposto, le regole di mira per convincerci che su di scopi cli superficie ristretta ed a distanza . maggiore di 150m non si clov.mnno più eseguire spari; come sarebbe · pèr esempio su d'un uomo isolato. Ohe anzi in questo caso non si dovrnbbe far fuoco sul medesimo che • alla distanza di. lOOm, onde avere la più presumibile probabilità di colpirlo. Se però si scorgono gruppi'cli quattro o cinque uomini, si potranno azzardare fu ochi sino ai 175m, specialmente poi se trattisi di cavalleria, che offre più ampio bersaglio. Le deviazioni medie delle traiettorie reali col fucile di fanteria francese, il quale non differisce cli molto dal nostro fucile, variano, come già abbiamo detto, fra l m ed 1m,50 alla distanza di 2-10m; e que,,te andrebbero aumentando sempre più coll'accrescere della distanza, lo che esigerebbe una fronte almeno da 4 a 14 file, onde essere cer ti che le deviazioni in senso laterale non sieno causa per mandar fallito un colpo ben clù'etto. Ma queste deviazioni non accadono solta,nto in senso orizzontale, ma ben anco dall'alto al basso e vi!)eversa; e per consegueuza sarà necessario di limitare il fuoco de11a fanteria contro linee schierate alle distanze minori. di 200m soltanto; e contro le colon.ne cli cavalleria e quelle di fanteria di considerevole profondità, si potrà far fuoco con efficacia an che alla clistanrn di 240m, servendosi della linea di mira naturale ordinaria. Alle distanze maggiori cli 240m non si dovrà più, come si è digià avver tito, sparare che contro colonne o masse profonde, qualunque sia la specie dell'arma contro cui si escguisce il fuoeo, ed in tal caso variare la linea di mira coll' impiego del po11ice delht mano sinistra o colla faccia interna del cane.

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153 SUL TIRO 11 tìro coi pistoloni di cavalleria dov1'à essenzialmente esser limita.t o a.i lOOm contro uomini isolati o piccoli gruppi, ed a 180m eont.ro le linee o le masse. Egli è del1a massima importai1,,a che queste regole su1 modo cli. usare del proprio fuoco vengano bene insegnate al soldato , e gliene sia dimostrata l' utilità , affinché , qui)-ndo si trovasse isolato od agisse in cacciatore, sappia Bconomizza.re le sue m unizioni., non sparando mai che, quando vede il nemico a giusta distanza e scoperto, per serbare le sue munizioni per i momenti i più importanti, .e sappia all'occorrenza trattenersi anche dal rispondere al fuoco del nemico, quando giudicherà questo troppo lontano o troppo al coperto, riserbando invece i suoi colpi quanclo fosse a buona poitata od avesse a sparare contro linee o masse che presentino maggior b~rsaglio. L'importanza cli queste regole deve essenzialmente essere ben compresa. dagli uffiziali, ai quali spetta di dirigere i fuochi : questi non devono in campagna esigere che le catene di cacciatori intraprendano un fuoco non interrotto dopo dato un primo segnale, ·a meno che ciascun uomo non scorga innanzi cli sè un numero suffic~ente di avversa1~i che lo obblighino a continuare il suo fuoco. Questi ufficiali devono usare della più grande attenzione in valutare con giustezza le distanze, onde indicarle al soldato e precisargli su quali pmrti convenga concentrare maggiormente i fuochi , raccomandandogli di ben puntare e sparare in modo da non lasciare mai 1e file o le quadriglie sprovviste d'armi cariche. Nei fuochi cli fila e nei fuochi da esegtùrsi dietro un comando, l'uffiziale deve essere sempre penetrato della massima che una scarica a piccoìa distanza produrrà sempre maggior effetto, ment.rechè non sprovvederà i suoi ~olda.ti delle loro munizioni, ciò che snccedere1)be la,sciancloli a lungo continuare i fuochi di fila in lçmtane distanze, e ciò specialmente se avrà a fare contro attacchi di cavalleria;


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sur.

PRIMI ELEMENTI

poiché l'effetto morale prodotto sul nemico non è già in ragione dei colpi che gli si sparnno contro, ma be~si in ragione degli uo1nini che si mettono fuori di combattimento, e d0vrà aver presente che il coraggio nei propri soldati va ordinariamente scemando allorché diminuiscono le munizioni nelle giberne, e tanto pit1 se si trovano discosti dai ca,rri da munizione. In questo genere di fuochi , nei quali pe1· l'ordinario é assai difficile il ben puntare , gli uffici.ali preferiranno e comanderanno sempre il fuoco pa,rallelo al terreno, come il più sicmo ed il più effica:ce. Da, c.iò ne nasce la necessità di esercitare con molta frer1uenza in tempo cli pace la truppa a questo genere di puntamento, affinchè il soldato possa all'occorrenza venire quasi naturalmente alla posizione convenevole.

ElfoHi della polvere nelle armi da fi10co. La polvere infiammandosi nella canna d'lm 'arma qualunque sviluppa una certa quantità cli fluido elastico, che sfugge con violenza dalla, parte nella quale trova minor resistenza, e lle scaccia innanzi di sè il proietto che gli sta opposto. · L'azione della polvere non è istantanea, e quantunque 1 la pallottola impieghi meno cli - - cli secondo a. peréorrere 200

.'

la canna, essa non riceve tutta-via la sua velocità che per gradi successivi. La velocità dei gaz sviluppati dalla polvere è enorme, ed è stata va]utata a, 300m per secondo. Questa gran velocità de.i gaz della, polvere fa st che i primi sviluppati attraversano rapidamente la carica per mozzo deg1i interstizi che esistono fra i granelli ed infiammano questi ultimi. In quanto alla durata della combustione intiera d'ogni granello, quantunque rapidi ssima, essa è di molto più lenta

TIRO

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dell'infia.mma:lione, e dipende déùla consistenza e grossezza di ciascun grano. Da ciò ne ris1.tlta : 1o 1lfodo di battere la carica. - Giacché l'infiammaz.ione si effettua, fra gli interstizi dei granelli, battendo di, troppo una carica , si raNvicineì·armo assai più i granelli fra cli loro; annichilando gli interstiz.i, l'infiammazione riescirà meno rapida, e la velocità ne rimarrà per tal c,~usa climimnta. La carica dovrà a.dunque essere battuta in modo <la. far appoggiar bene i.l proietto sulla polvere, e collocarlo colla medesima regolarità. per ottenere effetti regolari .i.n ogni colpo eseguito in circostanze pari. · 20 Cariche cli polvere det:e1·ioraie. - Qua.udo le cartucce saranno state scosse o portate senza cura nelle gilJerne, il -polverino prodotto dai granelli cli polvere schiacciati annichila gli interstizi., e ue1l'infìan1ma.rsi, a vece di scoppiare, passa in fusione, per cui la velocità del proietto ne sarà climinuita. 3° ·Giacchè i gra.nelli di polvere ahbruciano tanto piC.t rnpidamente quanto minore è la loro grossezza, per c~nseguenza in una data lunghezza di canna s'avrà unama.gg10r quantità cli polvere abbruciata ·ed un 1naggior effetto prodotto sulla palla, quando s'avrà polvere cli grano più piccolo. , Ed è per questa ragione che la polvere più fina da. caccia, a peso eguale élà maggiori velocità. della polvere da fucileria. Il vantaggio è ·t anto più apparente, osservando che l'arma è più corta e la éaric,t pil'.t debole. Polvere umida. La· -polvere inunùdita perde tanto più di sua forza quanto più sarà mnida ; cosicchè i suoi. effetti si riconosco110 inferiori. per tempi umidi che nei caldi ed asciutti. La polvere umida., a vece di sr,oppiare, si discioglie . La velocità della. pallottola in un'arma a percossione dipende : dalla oariw e qu.alilà della polvere, dalla Lunghezza della canna, dalla g1°ossezza e dalla densità del proietto, dalla g,i•andezza del veri.lo della pallollolo.. Nello arm.i a 0


156 PRIMI ELEMl-:NTI pietra focaia dipende inoltre dal diametro del (ocone della canna. Per una hmghezza stabilita di canna e per un proietto conosciuto vi è una carica massima, oltrepassata la quale, le velocità non aumentano più. Questa carica, dietro la formola del generale d'artiglieria Duchemin, è di 38 grammi per il fucile di fanteria francese; essa è minore per le armi più corte. Siccome le velocità aumentano con molta lentezza, impiegando cariche da oltre un teno del peso del proietto a quello del massimo, è a un di presso fissato per principio di ~ai impiegare cariche più forti del terzo. È chiaro che in una. canna piil lunga il mobile rimarrà per maggior tempo assoggettato all'azione acceleratrice dei. gaz, ma oltre un certo limite cli lunghezza, gli sbattimenti o lo sfregamento che la palla subirà compensano l'aumento di velocità. L'esperienia dimostra che vi è poco vantaggio dando più cli 1m od 1m, 10 di hmghezza alla canna d'un fucile. La polvere, sviluppando tanto maggior forza a misura che incontra maggior ostacolo alla sua espansione, ne deriva che più il proietto saT~L pesant e, e più la quantità <li movimento che riceve sarà considerevole. Cosicchè un proietto due volte più pesante d'un altro riceve da una stessa quantità di carica lilla velocità molto più grande della metà di quella che riceve il più leggero. Poe una data carica i proietti i meno dl;)nsi o quelli di diametro più piccolo sono quelli che ricevono maggior velocità; ma il vauta,ggio sparisce appena uscito il proietto dalla canmL , perchè questi subiscono maggior resistenza da parte dell'aria. La carica necessaria per produrre una data velocità cdi tanto più forte quanto il proietto sarà più denso. Le perdite dei gaz, che si effettuano per il vento e per il focone delle armi a selce , climimùscono tanto più le velocità, quanto più grandi saranno queste aperture.

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La velocità inizia.le della pallott9la di fameria è stata ri.trpvata di. 390m(1): ma siccome le cartucce si deteriorano nelle giberne e nei trasporti , !-pecialmente nelle mani dei soldati, si fu perciò che in ogni cartuccia si comprendono ognora due grammi in più della quantità necessaria ad ottenere tale velocità. Repu,lsione. - Una forza non potrebbe agire senza punto di appoggio; succede perciò che il fondo d'una canna è respinto all'indietro con tanto maggi.or energia . quanto più forte sarà la carica. L'azione esercitata sulla canna è proporzionalment e pi.CL grande di quella esercitata sulla palla in causa della sfuggita, dei gaz , e perché il fluido elastico continua a sfuggire allorchè il proietto è di già uscito dalla canna. Questa veloc;ità impressa all'arma clicesi. repulsione dell'arma. Ammettendo però il suddetto aumento propor;,ionale cli velocità dell'arma per le cause suin.di.cate, e conoscendo d'altra parte che la pressione dei gaz si esercita egualmente in tutti i sensi, la fo1y1,a, dalla quale è animata l'arma nello sparo, sarà. eguale a quella da cui è animata la palla : ma siccome l'arma è quasi 200 volte più pesante della palla, così la velocità retrograda è quasi la dugentesima parte <li quell,t della palla, e non può molestare lli troppo il tiratore. Oltre al crescere per rag10ne d'aumento di carica, la repulsione sarà, alt.resi aumentata qualora venga diminuito il peso dell'arma od aumentato il peso del proietto, coni e pure se Yenisse diminuito il vento; e questa diminuzione succede ben anco per il formarsi delle feccie, per cui sa,rà diminuito lo spazio alla sfuggita dei gaz, ed accresciuta, la fona cout.ro la pa1la e la Lavola del Y iione ad un tempo. (1} 390"' colla palla cilindro sferi ca detta Nesslcr, caricata con 6 g rammi di polvere - <li 434 m colla palla antica sferica con carica <li S grammi <li polvere.

•


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PRDH ELEMENTI

Lo feccie aumentano poi anche la repulsa, perchè maggioro sa.r à l'attrito doUa palla contro le pareti dell'arma,. In un'arnla più pesante, uguali lasciando le altre condizioni, la rep1.1lsione verrà diminuita,, giacchè sarebbe una stessa forza applicata a maggior massa. Abbiamo .detto che la velocità di repulsione nel fucile dL 1 fanteria è quasi cli quella della pallottola. La direziono 200 della repulsione è in senso dell'asse della canna, o 1a. spalla ne risentirebbe tutto l'effetto se il calcio del fucile fosse in continuazione di dett'asse;. ma il calcio invece devia con una pendenza; questa piegatura fa sì. che la Jorza cli repulsione si divide in duo, una delle quali, ed è la minore, tenderà a far alquanto sollevm·e la bocca della canna senza essere d'energia tale da pregiudicare la giustezza del tiro, facendola rotare sul punto d'appoggio che si trova nel calcio contro la spalla : l'altra agirà direttarn.e nte contro la spalla e tende a far girare il tirntore da, sinistra a destra e verticalmente in alto . Per tale scomposizione di forze viene diminuita la molestia del rinculo sul tiratore, mentre la forma del calcio facilita i.l puntamento. Per tal rnodò la velocità di repulsione è resa debolissima a confronto di quella della palla, e nel tempo che questa impiega a percorrere la canna l'arma può appena repulsare d'un mezzo calibro. Dal che si conchiude che l'effetto del rinculo non incomincia a far.si sentire che quando la palla è vicina ad w,cire dalla bocca. Se il tiratore avr~L cura di appoggiare fortemente l'arma alli.Lspalla, aggiunge in certo modo il peso del proprio corpo a quello de11'arma; l)er cui l'effetto, della stessa forza, distribuita sopra ,ma maggior massa , sarà minore. E se per contro appoggerà leggermente il fucile contro la spalla o lo terrà da qnesta discosto , il movimento della repulsa produrrà .sulla spalla una percossa dolorosa. La repulsione effettuandosi in direzione rettilinea ed I

SUL TIRO

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opposta. all'impulso del proietto, non può essere causa di sensibili deviazioni nel tiro, ma la ma,ggior influenza nella giustezza dei tiri sta nell'apprensione della percossa che concepisce il nuovo soldato , se gl'istruttori non impiegheranno la maggior possibile cura insegnando loro ad appoggiare fortemente l'arma alla_spa.lla , tenendola bene orizzontale, perchè sta anche regolare la posizione del disotto del calcio rispetto alla spalla stessa; e non faranno inoltre conoscere al soldato che si può benissimo prendere la mira senza appoggia,re troppo la guancia sul calcio, e :::be una pressione anche considerevole può riesci.re di poca o nessuna molestia. al tiratore, mentre, non premendo il calcio alla spalla., ne succede ~Lll'atto dello sparo lma percossa molesta. Si può intanto conchiudere che non si potrebbe ridurre il peso attualo del fucile senza renderne piLt sentita la ripulsione, a meno cli climinuirne la carica, e per conseguenza liL patema dell'arma. Se nel caricare un'arma non si avrà l'avvertenza di far appoggiare la palla sulla polvere, i gaz &.nirnati da una grande velocità quando vengono ad urtarla , per l'iùorzia del proietto tendono, in virtù. della estrema loro elasticità, a rifluire ali' indietro urtando :i 1movi gaz che si sviluppano; l'effetto di quest'urto dei gaz è quello che produce la .rottura delle canne vicino al sito., ove trovasi la palla. Questo pericolo è tanto più probabile quanto più cow;iderevole sa.rà la distanza della pa.lla dalla carica. Le canne possono inoltre rompersi per ostTuzioni operate per causa di. osta.coli o materie anche meno resistenti dei proietti, come stoppacci, fango essiccato, sal)l)ia ed anche neve indurita dal freddo, ccc. Mentre d'altra parte una · canna da fu cile delle nostre fabbriche d'armi resiste al tiro cli 2, 3 , ed anche 4 cttrtucce a palla si tuate le une sulle altre senm intervallo.


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SUL T IRO

PRD!l ELEMENTI

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da getto. Il suo peso (da noi chilog. 4, 460) fissato dalle esigenze del servizio e dail' esperienza, non eccede le forze deali uomini chiamati a far parte dell'armata, ed il suo o· proietto è ~otato d'una gran forza di penetra,.ione aUa distanza considetevole di 400m, semprechè non sieno deteriorate le condi.iioni delle cariche. Si videro vecchi soldati della repul)blica francese e dell'impero bastare a se stessi col solo uso di clett'ctrma nelle circostanze le pii.1 critiche della . guerra , affrontando egualmente gli sforzi delle migliori cavallerie d'Eur-opa e d'Asia. Quali sono adunque le qualità che mancano al fucile da munizione? Una sola, la regolarità dei tiri. Esistono ne1Je condizioni stesse della costruzione e della carica del fucile da munizione degli elementi che rendono la sua gittata irregolare di genere tale che, sparando su di un 'bersaglio situato ad una determin ata distanza , le palle colpiscono in punti assai discosti gli uni dagli altri, anche ammettendo che il fucile sia stato ca.ricato, collocato e sparato in modo identico per ogni colpo, com.e abbiamo già detto. Per riepilogare diremo (1) che a l ~0m la deviazione media è approssimativamente di 0m,60 , e la deviazione estrema di l m,70. Che a. 400m ht deviazione media è di Gm.,56 e la deviazione estrema è di 25m; ciò che indica chiara.mente che il miglior tiratore armato del fLtcile di fanteria non è sicuro di colpire a 15Qm un gruppo cli tre soldati a piedi o di due a cavallo ; e che a 400m non potrebbe essere certo ili.' colpire in una casa di tre piani , anche ammettendo chr pervenisse a sormontare le difficoltà che riguardano il giudicare delle distanze. · Per far immediata.mente conoscere i.n modo praticò il valore cli quest'arma, daremo le seguenti cifre eitratte

G

Cousiderazioni sul fucile da munizione. Il fucile di fanteria, detto fuàle da miiniz:ione, è ancora. al cll d'oggi l'arma delìa maggior parte delle armate eur opee. In quest'istruzione si è accennata la proporzione della quale si dovrebbe poter far calcolo in guerra per approssimativamente dedurne il numero delle perdite degli avversari fuori di combattimento, che si ridurrebbe ad uno per · ogni 10,000 colpi sparati; opinione questa emessa dal generale Delwr e dal colonnello Piobert, chiari entrambi per i loro scritti e cognizionj militari_. Quest'opinione, non che altre più o meno apprezzevoli riguardo ai risLù.taLi ottenuti in guerra col fucil e di fanteria., ci sono pt'ova o che l'arma è ben ca.ttiva, o che in genemle è molto male impiegata. Considerando però d'altra parte che il fucile da munizione è ptessochè da un secolo esclusivamente impiegato per armare la fanteria delle armate europee, che tutte le potenze sono state successivamente indotte ad adottarlo, che tutte l'hann o conservato sino al cll d'oggi dopo averlo messo alla prova ne1le grandi, guerre della Rivoluzione ed Impero, che non fu sensibilmente modificato., quantunque il miglioramento delle armi da guer ra sia un oggetto di costante occupazione per tutti i governi : bisogna pure ammettere che posseda grandi qualità per ottenere la pr efer enza quasi ·esclusiYt•, della .quale è da sì gran tempo l'oggetto. Le qualità indispensabili in un'arma da guerra destinata .al bisogno dell'armamento cli t utta una popolazione, senza .eccezioni di intelligenza negli individui, sono: una estnmia solidità, 1ina estrema sernpl-icità, iin motto facile maneggio. Il fucile da munizione pos,.;iede tutte queste qualità al più alto grado, e colla baionetta questo fucile è arma da asta \

(1) 'fumoux, Instructions théol'iques et vi-atiqucs cl.'artil/c1·ie, pagc 72, 3e èdit.fon. Theoric d.u tfr, 4e leçon.


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P R!Ml l, LEillENTI

dalla Tabella dei risultati ottenuti dall'insieme dei tiratori di St-Omèr nei· fuochi individuali durante gli anni 1846, 1847, 1848, 1849 (1): ·A l00m su d'uno scopo di 2m d'altezza e 0m ,57 di larghezza· si ottenne il 47 p . 010 (2). A 175m su d'uno stesso scopo di medesimo dimensioni si ottenne il 20 p . .010. A 400m su d'uno scopo di 2m d'altezza o 3m,90 di larghezza si ot tenne il 7 p. 010 (3) . Riflettendo alla gran differenza che esiste fra i risultati dei fuochi individuali eseguiti cli piè formo contro un bersaglio situato ad una data distanza, ed i fuochi collettivi esegtliti in guerra fra il fumo e le · èmozioni dei combattimenti ad una chstanza sconosciuta., si vedrà che le giustezze indicato sono insufficienti alle distanze. oltre i l00m , e che nei combattimenti in cacciatori specialmente , nei quali gli uomini si r iparano per qua,nto possibile dietro ostacoli, il soldato non può avere piena confidenza nella giustezza cli sua arma neanco ai 175m. Abbiamo visto che a l00m il numero dei proietti che hanno colpito su d'uno seopo cli zn, d'altezza per 0m,57 di larghezza è cri 47 p . 010. Quest'atm1ontazione consider evole di giustezza alle brevi distanze ed i 1~ochi risultati ottenuti ai 40001 su di una superficie più ampi.a, provano chiaramente che il facile da, munizione è un'arma sufficiente per spara.r e a piccole distanze ecl. insufficiente quando vi.ono sparato a, grandi distanze o contro uomini isolati, arma a temersi allorché trovasi maneggiata da abili truppe esercitato da lungo tempo, e che sanno risparmiare i loro fuochi ; 'di poco conto invece fra le mani di coscritti o soldati poco o nulla esercitati, i quali cercano a rassicurarsi. (J) PANOT, Cours ~ur les (ttmcs ,ì. feu porlativcs, page 174 . (2.) Lo scopo c01-risJlonde alla s nperfìci c occnpata da un uomo

(3) Lo sc,lpo Go rrispondc ~d ia supcrfìcic occupala ùa 7 u t mi11i.

. SUL TIRO

163

sparando a grandi distanze non conosciuto e di nessunissimo utile pur .anco contro l'artigbena a tiro cli mitra.glia (1). Ci sembra con ciò aver bastantemente spiegato i motivi che hanno fatto sino al dì d'oggi preferire il detto fucil e da munizione per la fanteria.

Cause di dtwiazioni dei proietti. Avendo antecedentemente date le nozioni r elative alle ca.r iche e modo di caricare il foc;ile, non che ·degli effetti fisici che succedono coll'infiammarsi della polvere, del movimento dei proietti nell'aria, del movimento di questi nell'interno della canna, ne potremmo dedurre che, per ottenere il grado di regolarità e precisione maggiore possibile, sarebbe necessario di isolare l'arma ed il proietto da tutte le causo di orrori , il che è impossibìle; ma se n~n si possono distruggere queste causo, se ne potranno almeno attenuare e:li effetti. Le cause di erro;i 11oi tiri sono cli d1,1e specie : le une appartengono allo causo naturali stesse, ed è impossibile di sottrarvisi (2); le altre appartengono alle condizioni ÌJ1 cui si trova il tiratore ed a.Ua perfezione clifabbri.c:tzione dell'arma. La. prirn.a condiziono por il buon servizio d'un'arma da guerra si è 1a fa,cilità cli caricarla. Ora l'?ttenere un facile caricamento in un'arma, a bacchetta , richiede necessariamente una differenza sufficiente fra il calibro della palla o {1) On t.ire it milraille pour oblenir dc bons r ésulto ts dc 300 a G00rn; mais l'clTet produit est à son maximum de rioo à 4:30IU (Tm1wux). (2) « È un c,Torc· proveni ente da cattiva intcrprctnionc ùi moli.i t in1" tori , quello cioè che la p(Lltr,, s'alzi dal/ci snn direzione primitiva, nel,,.z•uscire dall.a bocca dell'aTma; ciò che diede origine a questo cfrore si " è che per lo più la forma esterna dell'arma è tale, che• la linea di m irtt " per la quale il tiratore fa passare la v isuale, e secondo la quale si crede » che parta il proietto, è incli nata sull'asse, e prolungala lo tagli a ad una " certa distanza innanzi della boccn. « Da questa posizione relativa della linea di mira e dell'asse , risu lla


164

PRIMI ELEMENTI

SUL TIRO

quello della canna; questa differenza che nel nostro fucil e era di Qm,0012 per la pallottola sfer-ica, _venne r-i.dotta a 0,0009 colle nuove pa11ottol.e Nessl1w. Questa differenza fra il calibro del proietto e quello della canna dicesi ven to delta palla ed è la causa capitale delle irregolarità nel tiro del fucile cli fanteria. Infatti al momento dell'esplosione dei gaz la palla che sta appoggiata liberamente sulla polvere sarà da una parte spinta all'innanzi dall'esplosione, mentre d'altra parte sarà inegualmente ed in diverso senso spinta dai ga,z che si precipitano fra la superficie del proietto stesso e le pareti della cam1a. Secondo che l'azione di questi gaz sarà più forte in alto od al basso, a destra od a sinistra, spingeranno la palla contro la parete opposfa della canna che la respingerà contro l'altra parete; e così di seguito sino a.l momento in cui, uscendo da1la bocca dell'arma, la p~llottola segltirà probabilmente per caupa di questi martellamenti una direzione ben diversa da quella dell'asse della cam1a dirotto verso lo scopo. Oltre questi martellamenti, che sono causa di errori e deviazioni considerevoli nei tiri, ne esiste probabilmente un'altra parimenti importante e più difficile a scorgersi, è sono i movimenti di rotazione frregolare che risultano dall'azione stessa dei gaz su qualche parte della palla. Per meglio comprendere questo movimento della palla, che abbiamo accennato nel parlare della curva descritta.

e

" che la traiettoria , la quale in principio di poco inferiore all'asse , "interseca la linea di mira a p iccola distanza dalla bocca e vi pm:sa sopia " per poi tagliarla una secondn vo lt,, nei punto in bianco. Ora il til'atorc " giudicaudo che l'asse e la lin e a di mira siano la stessa cosa, e scor" gcudo che la palla passa sop ra la linea di mira, ne conchiude erronea" mente ~.hc essa s'innalzi anche sopra l'asse dell'a rma. ' « Pe r colpire in un seguo posto fra le due intersecazioni ora dette , » vuolsi certamente dirigere la linea di mira sotto il segno; ma ciò non • "rlipcllllc da ll'alzars i della palla sopra l'asse, sì bene dal s uo alzarsi sopra » la linea di miro. » . PAOLO D I

s.

165

dal proietto nell'aria, citeremo le parole stesse del_si?,uor Giuseppe fo,- Vatlée, colle quali paragona mgegnos1ssuuamente l'azione çlella polvere sulla, palla a, qµe lla della stecca .da bigliar do che agisce sul1a biglia (1). ~ Se la biglia è urtata lateralmente çlalla stecca, essa riceverà sempre un'impulsione dall'indietro all'innanzi , » ed un altro movimento . contemporaneo che _la fa gi» rare a, snùsa d'una trottola, il quale tnovimento, com~· binato ~ol primo , tendei·à a far descrivere alla bigli[!, » .una linea 01;>blic1ua, od anche uua curva. Lo st;esso sue·" cede nella palla da fucile in una canna liscia; essa riceye » dalla polvere du e differenti movimenti; l'impulso cioè » dall'indietro 'all'innanzi ed tm movimento di rotazione su di lei stessa dètll'alto al basso o dal basso all'alto, da » destra a sinistra o da sinistra a destra, ed in una ~ire» zione obòliqua, secondo che l'urto sarà. effettuato da una » parte o dail'altra. Si capisce che questo movi111ento farà. » inevitabilmente. deviare il proietto secondo il senso n el )) quale girerà f . . Esiste infine lma terza causa di errore: dipendente dalla fabbricazione del proietto stesso : le palle fuse conten gon_o -quasi sempre nell'interno dei vacui i quali sposteranno 11 centro di grnvità e lo impediscono cli coincidere col centro di figura. Questo spostamento del centro di gravità tende geiieralrnente ad esagerare la deviazione prodotta dal movimento, cli rotazione ch e · abJ)ia1no accenn~to . Del resto si può in· modo generale dire che le étrmi da guerra .sono sufficie_n tem<:mte bene fal)bricate da non do~ versi nel tiro t ener · gran conto degli errori provenient1 dal difetto di fabl)ricazioue compa,r ativamente agli altri proveri.ie~ti dalle , c_pndizioni enumerate. In tutte le epoche gli abili tiratori, cacciatori. o guerrit)ri si accorsero prontamente che i di fetti dì giustez;:a.

Runrn:ro. ,\~~o \' __ Vnl. !. - - 1 l.


166

PftD!I P.l,E)!ESTT

delle loro armi era.no da attribuirsi principalmente al vento della palla, per cui ne derivò l'uso generalmente adottato presso i cacciatori di tutte le parti del mondo di servirsi di palle d'un calibro quasi cgtiale a quello della canna, cd avviluppate da un bra.ndello di pelle o t ela che sei·vc a sopprimere i martellamenti del proietto. Con tal mezzo si aumenta singolarmente la giu&iezz,~ <lei tiri, ma si rende l'operazione della carica più luncra, e più difficile, e non può essere perciò utilizzata in guen;. Egli è inoltre da notare che nelle canne a pareti liscie la regolarità del tiro ottenuta con questo procedimento non si conserva che per piccole distanze. Allorcbè si arriva per esempio a 150m, la giustezza dell'arma diviene affatto insufficiente per utilizzai·o l'abilità del tfratore. Questa circostanza sembra provare che i movimenti di rotazione irregolari che allontana.no la palla dallo scopo, possono aver origine ad una certa distanza dalla bocca dell'arma per il solo effetto della resistenza dell'aria, e dalla irregolarità di posizione del centro di graYità del proietto. Si rlovetie adunque ricorrere alle ca,nne a pareti ri()'atc a elice per ottenere tutta la regolaritit del tiro e tutt: la gittata. dell~ quale un'arma da fuoco è suscettibile. (1).

SUL TIRO

16 '7

Ohe·qualunque difetto di esattezza di canna toglie ogni specie di g iustezza dei tiri, come è parimenti causa d'irregolarità qualunque alterazione nelle dimensioni delle mire, che, Yariando l'angolo cli mira, modifichi le gittate. Potrebbe inoltre succedere che la linea di mira non si ' trovasse nel piano verticale che passa per l'asse della canna; allora la lfoea di mira verrebbe ad intersecare il detto piano_ in un senso di a destra od a sinistra; ma come' la palla si. muove nel piano del tiro, allora non colpirebbe più nel punto preso di mira, ma verso un punto laterale, mentre verrebbe anche ugualmente influenzata l'altezza, sebbene di una quàntità. da potersi trascurare. Le supposizioni possono essere relative allo spostamento ed a.ltera;.,,ioui del traguardo, come del mirino, ed eziandio relatiYamente a tutti due~ il che può condurci anche a supporre un piano verticale parallelo a quello del t iro, il quale ne sarebbe allontanato di cosl poco da potervi essere sosLl.Luito senza inconveniente. Nelle a.rmj nuove uscite di fabbrica, queste cause d'errori non esistono. e non è che in seglùLo a degradazioni o riparazioni mal eseguite che possono manifestarsi. •

Prima di parlare dei successivi mezzi adoperati nella ri_cerca per ottenere colle armi da fuoco portatili una maggwre regohtrità di tiri , sar~ necessario soggiungere : (1) Pe_r un·a!'mo cl~ querra non basta una gran giustezza, che cioc i'I suo p~o1clt? si sc?sli. d1 poco dall~ lraictlorin media, ci vuole di più, che la tra1cltor1a media sia lesti, thc I ani;olo di caduta sia piccolo per modo àa poter ballcrc nn grande spazio cli terreno. ' Cosa im~orta. che_ il tiro sia !l'una grande giustezza , se il più piccolo erro_i·c nell apphcoz,?nc_clel\a d1,t:1nza vi fa mancare lo scoeo? D~ \tille le qu?l'.la d1 un arma da fuoco , qu ella che è piu da apprcz•,ars1 111 guerru si e senza cont.racletto la qualità di avere un tiro teso. Or:i sollo lai r:ippo,'lo le attuali armi rigate lasciano molto a clcsiderarl'. . ~ollo la) punto di vista. esse sono inferiori alle armi a pareti liscie pci 111'1 alle d,sl,1111.c che corl'ispo11do110 alla visione distinlll. P AOI.O DI

S.

l\<JBF.I\TO.

,\zioue combiuata delle imperfezioni del proietto e della resistenza dell'aria. Qlrnndo un corpo è lanciato nell'aria, egli prende w J movimento di rotazione attorno a se stesso; il punto attorno al quale si effettua questo movimènto , è il centro di .gravità del corpo . Il movimento di rotazione si effettua attorno acl un nsse che passa per .il centro di gravità. Nei primi tempi dell'adozione delle armi a fuoco por-


168

SUL 'l'IHO

PR Dli ELE)IE.\f1'1

tatilì'. si_provò di servirsene per lanciare delle specie di fr:cc1c . rn ;erro , ~na il movimento irregolare d i questi P_101ett~, c11e colpivano ognora trasversalmente, vi fecp / nnunz,iare, e si adottò esclusi Yamente l'impiego di pa.llc. che por la loro fonna sferica hanno teoricamente il lol'o centro di figura e cli gnwitiL nel m edesimo punto. -Senza. la rcsis.i,e1n:a dell'aria il centro <l.i oaravità <lei c~rpo si muoYci_-e b_b e come se il centro del corpo non girasse; ma nell·ana non è pii:1 lo stesso, per causa della grande resistenza che questo fluido oppone al movimento dei proietti dotati d'una grande velocità. Questa resistenza, che equival_~ ad un di presso 98 volte il peso della pallottola, alhstante in cui ella sorte dalla canna agisc~ su di es~a con tanto più energia, quanto più eccentnco sarà il suo movimento cli rotazione. In altri termini, la resistenza dell'aria sarà tanto più enemi ca. quanto più considerevol_e sarà la massa d'aria spo~ata: In una pallottola perfettamente sferit;a ed omoo-enea il centro di gravitiL coinciderebbe col centro clell: sfera cio~ a dire col centro della superficie del mobile, e resistenza de'.l'aria ~i ridurrebbe aèl un sempli ce sfregame~to; ma siccome l'emisfero anteriore soppoi'terebbe ]a resistenza deWaria, che sarebbe su ta1 parte più arande che non sulla parto opposta., dove l'aria è rarefatta, ~wtiyo per cn i il pro ietto dovrà deviare, gettandosi dalla parte cloy~ proYa meno resisiell7.a; se l'asse di rotazione fos,:0 Yerticale, la palla dovrà gettarsi dalla parte opposta a qu~na verso la qu~le gira; però l'effetto deHo sfregamento stu'a troppo euergico per causa del piccolo diametro della palla. Egli é eùdentc d'altronde che i proietti non potranno essere perfettamente omogenei , epperciò il centro della s~?erficie eJ. il centro della massa o di gravità saranno prn o meno discosti l'uno dall'éLltro. Ora la forza i111pulsiYa che a~isce ~nlla massn e· app1· ~

h:

1:

169

cata al c;eutro di gravità G (fi.;·u-a 11 n), mentre che la l'esistenza dell'aria che agisce imlla superficie del mohile, Figura t J•

\Y---=-,

- -- ----- ~

passa per il centro di fì.gum C; qui si cornprencle che _se questi due centri non coincidono, ne nascerà. ·un mo\'Ìmento di rotazione del centro di figura attorno al centro di gravità., cioè dell,i parte p.i ù leggiora del proietto attorno alla parte più pesante., movimento cLe sarà tanto più rapido, quanto più discosti saranno i due centri fra cli loro., o quanto più grande sarà la l'esistenza dell'aria. Ora tuila somma <l'azione di forze può 1·isolversi in u.na forza unica detta ,·isultante. È chiaro che fra tutte le posizioni diverse cbe può prendere la risultante della resistenza dell'aria in seguito al movimento di rotazione, esso non sarà che a caso se coinciderà colla direzione che seguirà il centro cli graYità. Di ~do\'(> si può conchiudere che, essendo questa forza più o mcuo obbliqua pe1' rapporto al piano del tiro, allontan eri1 più o meno i.i proietto clrt tale piano, e la tra.iettoria sarà umi curYa a doppia curvuiura . Siccome la ,·eloci1.à del proietto Ya diminuendo, mentre <;he la forza deviatrice va sempre aumentando, qnautunque cli grado in grado JJÌÙ piccolo, la,tl·a<;cia orizzontale della traiettoria sarà. la curva concava. Si Yede aclunquc che le ~eviazioni non sono proporzionali alle gittalo, ma che crescono in rapporto maggiore. Quando l'ass~ di rotazione della palla è perpendicolare al piano del tiro, o che il centro di grasità. è situato in questo stesso piauo. il proietto non cleYia. ma la resistenza,


170

PRIMI ELEMENTI

dell'aria acquista il n:1;assimo suo effetto per alterarne 1a gettata, aumentandole quando sarà diretta dal basso .in alto, o cliroinuéndole se sarà in senso contrario . . Esiste una posizione assai distinta nelle palle, e per la quale non vi è movimento cli rotazione, ed è il caso in cui il centro cli gravità si trova nel piano del tiro, e quando il centro di gravità si trova avanti . Conì.e non vi è ,dato per fi.ssare la posizione dell'asse di rotazione AB (1), la resistenza dell'aria iJ1 certi casi può cambiare cli p·osizione l'asse, e darcene uno contrario a quello c~e aveva prima; ,allora arriverà che _il corpo dopo aver deviato in un senso ed essersi allontanato dal 1'>iano del ·tiro, cesserà. di,deviare per un istante per cambiare di1;~zi.one di deviazione, ravvicinandosi al piano del tiro, che potrà venir attraversato se la traiettoria sarà sufficientemente estesa. Il movimento cli rotazione del mobile che abbiamo in dicato, e che ristùta dalla sua costituzione , combinandosi con que1li che risultano dagli urti nella canna , è cç1,usa di fenomeni i più variati, e niente può lasciar p1'esagire i risultati che si otterranno. La resistenza dell'aria essendo la causa delle deviazioni dei proietti , più questa forza sarà considerevole in rapporto al loro peso, e· meno il tiro sarà esatto, giacché la forza deviatrice che agisce sulla superficie sarà la stessa . per tutte le palle dello ·stesso diametr o. Ora se la palla (1) Come scorgesi nella segucnt.c Figura 12•

B' __ __,...---,r--- -;---

SlJL ,T IRO

171

d'·egual volume fosse due volte meno p@santè, la resistenza che pro:verebbe da parte dell'aria all'usciTe della canna sarebbe cli 98 x 2 volte il suo peso, e le deviazioni sa.rebbero 1:hù considerevoli. , Così. pure le palle prova.no tanto più resistenza da parte dell'arirt , o deviano tanto pii.1 quanto più piccolo sarà 11 loro cfoLmetro. Infatti, una palla di un di.a metro due volte minore di quello della palla da fucile non peserebbe clie 1 di questa stessa palla, e la resistenza dell'aria dovuta

8

,

a1 suo peso sarehbe perciò 98 X 8; ma la superficie della palla più piccola è quattro'volte più piccola cli quella dell~ palla da fucile. Dunque l'effetto iniziale della r esistenza . . . . 98 -X 8 dell'aria sulla piccola pallottola sarebbe d1 - -4- =98 X 2• '

· Si vedé adunque che à concli~ioni d'altra pa.rte eguali le pallottole più grosse e le, più dense ., e quelle la cli cui forma è più perfètta, sono quelle colle quali i tiri saranno più· esatti. . · I proietti più piccoli adunque, t utte le proporzioni co11~ servate, proveranno una r esistenza più · considerevole eh quelli d'un grosso diametr0, e la massa d'aria compr essa che respingono innanzi di loro è tanto più allungata , quanto più il loro di,metro sarà piccolo; ma questo corpo, che si r innova ad ogni istante, va soggetto a delle fluttuazioni continue, fluttuazioni che si ef'fèttuano, por così dire, nell'aria stessa fra le ondt1lazioni del fluido, ed avente unà baso tanto più ristretta, .cfuanto più piccolo è il diametro del proietto , base che cambia ella st essa ad ogni istante ·se il mobile ha un movimento di rotazione. Ne risulta da ciò che la traiettoria delle palle è moìto · variabile in sua forma, speci,ilmcnte quando considerevoli saranno le velocità., dalle quali sono animate. Si ili1pecliscé in parte il movimento di rotazione_d' una . palla attraversandola con un chiodo o spillo da fa.legna.me


172

SUL TlHO

della grossezza di 2 milJimetri ed una lunghezza eguale a 3 volte il diametro della palla. Questa punta, che forma una specie di coda, che si colloca dalla parte della pol'i'ere, impedisce al proietto di girare nella canna, e rende i tiri molto più esatti .cli quelli cl.ella palla ordinaria. ~

Agitazione dell'arfa.

-

\

L'agitazio1rn dell'aria, ossia il vento, e,ser cita un'azione ~eviatrice sui proietti , deviazioni ch e si fanno più sens1rnli secondo la forza e la direzione del vento. · .supponendo che l'azione del vento fosse uniforme e soffiasse in _direzione perpendicolare a quella del piano del . tiro, l'effetto prodotto da questo fluido può essere · assimilato all'eftètto d'una forza acceleratrice costante e la traiettoria diverrà, una curva a doppia curvatura., ' cli modo. che le deviazioni crescerebl)ero in un rapporto più grande che le gettate. L'.azione del , vento accresce le deviazioni ancora nello spingere l'estremità della canna, e specialmente se st preme con sforz,o il g rilletto. Cosicché l'esperienza stessa comprova in tali casi essere necessario dirigere i tirL dalla parte che spira il vento di circa I m per la distanza di 3••"' : · · ~a palla non potrà essere deviata soltanto per la clircz1one del vento , ma può altresì essere sollevata od abbassata, secondo che l'azione del vento sarà dal basso o dall'alto, per cui la cli~ezione e l'altezza della palla possono esser e alterate. ' Ciò nullameno -è da notare che molti colpi sembra.no sottrarsi a quest e cause di deviazione. L'instabilità del vento _rende assa.i difficile l'apprezzarne i suoi effetti. .

17S

Variazioni. dl terre.no. Le inegu_a glianze cli terreno fra il tiratore e lo scopo in gannano la vista e diminuiseòno 1a probal)ilità di colpire. Quando l'inclinazione della linea cli mira è molto grande e che lo scopo è a.l di qua del punto in bia nco , è nec_essario puntare al disotto dello s,copo dove si vuol colpire, ed all;)ra la linea di mira ineontrerà, il terreno prima d'incontrare tale scopo ; la, scelta cl,el punto da prendersi di mira in tal casò è assai ~ffi.cile a stabilirsi , specialmente in teneni accidentat i ; ed infatti r ies~ono più esatti e più facili i tiri dal basso all'altp, che dell'alto al basso. Per colpire su cl'unò scopo mobile bisognerà dirigere la mira sul punto in cui si prcsmnerà trovarsi lo scopo allorquando la paJla arriv'erà a lui; è perciò a considerarsi la velocità dello scopo e quella del proietto che si lancia (1) . ( 1) È falso, scrh·e il colonnello d'artiglieria ~ardn, PAOl,O 01 S. UonEll1'0, chiaro per la sua scienza e dot~rina, che /e, dcp1'essioni di lerreno, le va./li, una distesn d'acqua attìi'ino la pallet: onde sparando a. /.rnucrso d{un1t va,llc, al disop1·ct di un'escavazione di te1-1·eno, di un fiume, ecc., per colpfre ·nel segno convicn dai-e nU'm•ma,un'elevctzio1ic '11!afj[f'Ì01'e che in picinu.rn. « È d ifficile lo indovinare d'onde e come si rrno venule sì assurde it\ce ad » impiantarsi ,nel cervello di molte pt'rsone. « Si andrebbe meno lontano dal ve1 o, attribuendo la cagione di tal pre" giudizio ad un errore d'otlic~ che s i comu~ctlc ord ina·riamente quando ~ si stima la distanza per traverso ad una vallé; infaUi le distanze vi pa" iono più brevi che in terreno orizzontale , per modo che pure che il » proietto non arrivi alla stessa distanza che in pianura. ~ Nell'ultima cam pagna di Crimea, dove ùna quantità straordinaria di ,, ,proietti venne profusa, veniva osservalo 1wi borri dei dintorn i di Seha» slopoli ~ formati da frequenti inlcrsccuzioni di te!'reno. un:\ gr"n quanlitit "di p roietl.i, il che f'.ece dire essere una prova 'd ell'attrazione ùc ll e valli . « farm i che scnz~ invocare qoest'attrazione ipotetica si possa spiegare » cola! fatto io un moùo molto più semplice. 'l'ulti i proieW elle cadevano >•.su lle pendici, stante la gra11dc I0l'0 inclinazione , rotolavano al basso e • venivano a riunirsi al fondo del bono, dove dopo un certo tempo se ne » a.mmassava un numero st.rriordinario. r « Per fermo non sarà mai venuto in capo a nissuno di al.tribuire all'altra» zionc delle valli la proprieti1 che le acque hanno d i ri nnirsi nel loro x fondo; eppure il · caso è identico a quello delle palle " · . Del 1'fro, per P AOLO D I, S. l\OllEllT O• •


174

Cause d'erl'ori dipendenti da _impel'izia del-tiratore. .

1

.

.

.

} 75

SUI, TIRO

PRUU ELEMENTI

,

Il p1ù grande ostacolo alla precisione del tiro è la ripulsa dell'arma. Spesse volte il soldato, dopo aver ben mirato, perde la direzione per la scossa che imprime al suo fucile premendo tutto ad un. tratto sul grilletto . · Ora abbiamo detto che la ripulsa non cambiava sensibilmente la direzione del tiro., Le dev.ia.zioni ·che si attribuiscono a questa causa devono adunque essete attribuite alPinabilità del tiratore (1). Lo scopo principal e dell'istru; ione si è cli assuefare il s~dato a far s.cattare l'arma preme~do gradatamente sul grilletto in modo che lo scattar e dell'arma snGceda quasi per sorpresa (Tnmoux:, Théoric clu tir). S'insegna ii"modo di scattar l'arma colle norme · stabilite dal Regolcimcrito (1) Altro pregiudizio, che riesce causa d'irregolarità nei t iri, s i è il credere di talun i che quanto più si calca lu carica, tanto maggiore ne siti l'effetto. « L'operazione di calcare la carica può a'vere due effetti, ti di , compri» mere la polvere, o dì aumentare la resistenza degli ~toppacci. « Ogni Yolla che sì opera sulla polvere non si può che diminuirne gli »effetti, perchè se ne rompono i granelli, i quali in parte si riducono in » polvcraccio. Ora ognuno sa che ia polvere misi.a di poh•craccio iia minor " forza di quella che ne è scevra. " Dunque sotto qucsl.o rispetto, l'operazione di calcare la ~polvere non ,, può essere che dannosa. ~ In· ordine all'azione sullo stoppaccio, la quale tende ad aumentare la ,,, r esistenza alla espansione de i gas, ecco ciò che l'esperienza ci ha ùi" mostrato: « Nei cannoni, cd in generale nei casi in cui la polvere viene adoperata " -i n grand i quantità, gl i stoppacci più o meno resistenti, il maggiore o " minor grado con che sono calcat.i, non e·s ercitano azione sensibile sulla " v~locità impressa alla palla. Dove che nelle armi portatili, ed in gene,, raie nei casi . in cui la polv_erc è adopc_rata in piccole quantità, gli stor" pacci più o, meno ,·esistenti,' cd il modo con che sono stati battuti, hanno , un'influenza notevole sulla velocità comunicata al proietto.. .« La spiegazione di questo risultato si è che la polvere, la cui combu-

pe1· l'esercizio ed evoluzioni della fanter,ia di linea, 1852, seguénclo per quanto possibile alla Scuola stille distanze prima di passare a quella pratica dél tiro, giacchè si capisc,e facilmente_di quanta importanza sia nel tiro la giusta apprezziazione delle medesime,, e sarebl)e d'altronde' impossibile l'applicare efficacemente le regole date pel tiro se non si conosce a quanti !netri o passi si è discosti dallo scopo onde regolare la elevazione della mir a. (, slionc non è punto istautanca, brucia in maggior proporzione prima che il proietto si sia di mollo spostato quanqp incontra un certo ostacolo » alla sua espansione. · « Inoltre l'azione del calcare, riducendo la carica nel suo minimo volume, » aumenta la tensione dei gas. Qucst'clfctlo, che ha un.i gr~ndc influ<'nza » sulla· combustione di una piccola carica, diviene insensibile trattandosi » di una gniode carica, a cagione della gran quantità di calor.ico che se "ne svolge. · · ~ • « Si conchiuda, che, nelle armi piccqle, un calco.mento inteso solo nd n aumentare l'ostacolo a.l l'cspansionc della carica, ed a ridurre la capacità » che occupa, . è utile, ma che diventa dannoso dal momento che possa " stiacciarc la poi vere . . « È superfluo avvertire che la re~istenza opposta alla c,irica non deve » oltrepassare un certo limit:c, perchè. ~ltrimcnti la resistc·nza provata dal » proietto potrebbe alla fine controbilanciare il vantaggi o risultante da'·una " combus~ioue più compiuta: allora si cadrebbe nel\' inconveniente di ,,·scemare la velocità iniziale, ai accrescere J.1 ripulsa, ed anche di far » spezzare l'ai·ma "· Del Tiro, por PAOLO D! S. RonHRTO.

. »

(Continua)

G. G.

MARINI.

Maggio1·e a/I.a scuola mil-itai·e d~ fanteria.


ESPERIEKZE COllI' AR.l. TIV E

Il M-inislero della giwrra, che degnassi ognora pi·endere inleressa;rnentv nlla pubblicazione di queste&Rivista 'Milita.re, si compiacque trasmeUiwci te d·ue Relazioni che· ci facciam p1·1Jmura cl,i ptibblicare. ·

ESPERIENZE . COMPAlltl'lVE SUL TIR O

DI DIVERSE ARMl DÀ FUOCO PORTATILI

Il Ministero della guerra ordinava nel febbrai~ 1860 che ,s'iutra,prendessero esper.i e112;e comparative di tiro su varie qualità d'anni da fuoco, per quindi adottarne _u na definitiva per l'armamento dei bersaglieri. . A tale faie si no,m.i.nò un/apposita Commissione di ufii.cia1i d i vari gr adi. Per tale scopo si formétrono cinque squadre

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dei migliori bersaglieri, e si:' fece la scelta · nella R . sala d'anni di nqve carabine eh sistemi differenti, e se ne pre_ser o dieci d'ogni qualità, eccetto ,delle austriache, delle quali non se ne poterono avere da principio. che sei. Ciò fatto, si procedette all'esperimento per mezzo dell'appoggio fisso alla ch stanza cli l00m, t irando 10 colpi per anna contro un b ersaglio largo 4m ed alto 3, per vedere se tra le anni da impiegarsi alcm1e presentassero un tiro anormale e non in relazione con quello somm.iJJistrato dalle altre dello st esso sistema. Se non che la giornata i1_1 èui s' incominciarono queste prove , essendo molto rigida e conturbata dal vento, si giudicò non potersi far molto caso di un tiro eseguito in tali condizioni.., e J1e_llo scopo cli aver e una maggior precisione nel punta.ment.o, si determinò di fare queste prove col cavalletto. ,Fatte r ipetute per alcune armi, finalmente la Commissione deliberava addì 12 marzo di procedere alle esperienze definitive, i.rnrJicga.ndo 10 armi per ogni qualità. Se ne scartarono- 2 per, ogni specie, quelle cioè il cui tiro era risultato rn.eno esatto : solo_ delle austriache , non essendovene nelle r egie sa.le arrivate delle nuove, si conservm·ono le 6 primitive., il t iro·d0llc-ò quali era sta_to assai regolare. Si stabilì cbe alla dista:nza di 150m si esperimentassero le armi infranota.tc,'tirandole contro un bersag~io largo 4m ecl aJto 3 , cioè : . 1°- Carnbina auslriaw, modello .Lorenz ; spar ata con cart u~cia propria; 2° Carabiiia Dixon, colla sua cartuccia speciale già esper imentata. r1,l tra, volta.:. ;3° Ccirabina, orclùwri_a cla bersaglieri, modello 1856, con rigatura or dinaria e colla sua cartuccia; 4° Carabina cla bersaglieri, modello 1856, con rigatura ordina.ria e colla cartuccia, del fucile da ,fanteria., nuovo · modello 1860 :

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C0M P ARn1vE

ESPERIENZE

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e le ragioni di servizio non consigliando di trattenere costì un numero tanto considerevole di soldati, in seguito alle osservaz,ioni fatte dal comandante il battaglione predetto, , si pensò dalla Commissiono che si potevano egualmE'Ute completare le esperienze con una sola squaclTa cli 30 bersaglieri, e ciò ebbe luogo con ministeriale autorizzazione. Se questa disposizione protrasse un po' più in lungo le nostre operazioni, si otte:r:me però il · vantaggio di avere una squadra composta di puntatori scelti, la quale potè essere egualmente e contemporaneamente impiegata in tutti i t iri d'ogni arma in circostanze pressochè eguali. La Commissione volle assicurarsi dell'esattezza del peso delle polveri e dei proietti, non che delle dimensioni di questi, e prese a caso varie cartuccie dei diversi_modelli, fattone l'esame , trovò che tutte erano in media del peso e delle dimensioni prescritte. Prima cli esperimentare le armi a qualunque distanza per ogni loro specie, si fece sempre un determinato numero di colpi o coÌ cavalletto o coll'appoggio semplice, secondo i quali si stal)ilirono le r egole cli puntamento. Dai tiri' fatti a 150 metri si cleclÙce che a tale distanza le differenti carabine-vanno classificate nel modo seguente: 1° Carabina ordinaria, modello 1856, con cartuccia ordinaria; 2° Cu,rabina aust·riaca; 3° Carabina ord-ina;·ia con rigatura alla francese e cartuccia nuovo modello del fucile cli fanteria 1860; 4° Carabina 01•dina1·ia con rigaturà alla francese e cartuccia dei cacciatori à piedi, nuovo modello ridotta al nostro calibro : 5° Carabina Dixon; 6° Carnbina ordinaria con rigatura ordinaria e cartuccia del fucilo di fanteria nuovo modello 1860. ·o Essendosi osservato nel tiro della carabina Dixon che

5° Carabina da bersaglieri, modello 1856, con rigatura ' . francese e colla éart_uccia nuovo modello francese dei' cacci[ttdri a piedi, ridotta al nostro calibro, secondo il modello portato da Parigi dal capitanò Rossi;, 6° Ccirabina cla be1·saglieri, modello 1856, con ·rigatura alla francese ·e colla cartuccia del fucile di fanteria, nuovo modello 1860. I fucili inglesi, modello En(ield, ,-rennero a quest'epoca eliminati dalle esperienze, per la ragione che, non trovandosi nell'arsenale alcuna 1;rnnizione proveniente dalle fabbriche inglesi, i risultati ottenuti con quella confezionata al nostro laboratorio · bombardieri, erano straordinariamente negativi. Infatti, alla distan,za di l00m, sopra 190 colpi spara.ti contro tìn bersaglio largo 4m ed alto 3 si ebbero appena 112 colpi marcati , notando che es.si erano tutti sparpigliati. Arrogi che in molti di questi fucili sparati con caituccie già costrutte, il caricamento si rendeva difficilispimo dopo 6 o 7 -colpi. Laonde per queste considerazioni, si pensò di eséludere questo fucile dallo esperienze, riservandosi di riprenderlo allorquando l'arrivo di vere munizioni inglesi che si aspettavano clall' Italia centrale consigliass~ro cli ritentarne la prova. . La Commissione stabilì che tanto per la distanza di 15001 quanto per quella di 300m si dovesse fare la m età dei tiri coll'appoggio semplice e metà coll'appoggio doppio . (Venne int~so por appoggio semplice quello comunemente eletto appoggio fisso, cioè quando il puntatore appoggia la mano sinistra contro di un palo e vi colloca l'arma sopra: per appoggio doppio la posizione cli ginocchio). _ _ Per_ la distanza di 150m fo sta~ilito -di fare 20 colpi per c1ascun'~rm_a d'ogni specie, e per quella di 300 , farne 40. . Ìn questo frattempo il battaglione bersaglieri stanziato in questa capitale, avendo ricevuto ordine ·di dislocaz.i.o ne,

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COM PARA Tl VE

RSPERrn;,,z g

la rnmpa escini per molto dal luminello ili modo ad offendere la v ista dei puntatori, e che la t ensione dei gaz sulla, parte posLeriorc di ossa era tale che i capollozzi , spruzzandosi in minutissime fettuccia, queste ,eni,ano a ferire le mani elci punt~tori, i ufiggendosi violentemente in esse, o siccome por l'apprensione cagionata da questi inconvo11ient.i nell'auirno dei medesimi, p oieasi fortemeute dubitare cJ_1 0 iu tali condizioni il puntamento non fosso per riuscire eh tuLta l'esattezza desiderata, la çJommissipnc si occupò di porre riparo a qu esti inconvenienti , ed invitò la regia fabbric~ d'armi di por tarvi rimedio. Questa cambiò dappruna 11 cartello della noce; ma essendosi constatato che neppure c.iò non bastava, venne diminuito il d iametro del l uminollo e fatto tutto cilindrico. Queste successi-ve correzioni portarono un Yan tao-o·io assai considerevole, imperocchè, mentre in tutto qu~:te cm·abine il cane veniva dalla violenza del r inculo sollevnto all~ tac~a. di Ricurezza, ciò non succedette pi ù nella. gouerahtà dt esse, quantunque si verifichi ancora quest'inconveniente in alcuna. Egli è però probahilo che rendendo il mollone dello scatt o nn po' pitr duro, si r i1~cclierobbc completamente a questo difetto. Si passò quindi allesperienza alla distanza di 300 mcfri colle _stesse ar mi impiegate a 150m cd iu dicate più sopra. Scnon chè il Ministero (\eila guerra, avendo con s110 dispaccio del 18 febbraio prescritto di esperimentare l'a.t-. tuale carabina da bersagli.cri model lo 1856, colla nuoYa pallottola francese ridotia alle dimensioni onde adattarla aJ noi:,Lro calibro, •alquant o miuoro clel francese . nonchà cli mettere i11 esperimento n° 10 carabine dcJ sistema. francese dei cacciatori a piedi , allo quali si ora lcyato lo st elo, av7.1te dalla, Francia, sparandole colla ca.rtucda nuovo modello por iato da Parig i dal capitano Rossi , s i aggiunsero queste alle altre già esperimentate alla distanza di 15001 • Ed essendo giimtC' daffHalin centrnle clelle munizioni clrl

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fucile-En(ield fabbricate in Ingh ilterra, si ripigliarono nuovamente gli esperimenti col medesimo, cosicchè alla distanza di 3QQm furono !) le specie d'armi esperimentat e. Si fecero a questa dista.nz.a 40 colpi per ciascLtn'arma . A questa distanza i tiri classificano le carabine nelforcline seguente :. 1° Fi1cile En~-eld; 2° Carnbina aust1·iaca; 3° Cambina Dixon ; 4° Ca1·abina ordinaria, modello 1856, con rigatura alla francese, sparata colla nuova pallottola dei cacciatori a piedi, ridotta al nostro calibro : 5° Carabina ord·ina1·ia con cartuccia ordinaria· • , 66 Carabina ordinciria colla cartuccia, nuovo 'modello dei caccia.Lori a piedi francesi, ridotta al nostro calibro ; 7° Cct?·abina, 01·dinaria con rigatura ordinaria e car. tuccia del f uciJo da fanteria m1ovo modello 1860 ; 8° Ccwabi?ia dei cacciato1·i a piedi, senza stelo, sist ema francese, con cartuccia propria; 9° Ca1·abirza ordina·ria con rigatm a francese e cartuccia nuovo moclello 1860. Si palesa immediatament e come il fucile Enfìclcl lDrende il sopravvento sulJc altre armi, quando venga spara.io colla sua vera cartuccia fabbricata in Inghilterra, superiorità che esso mantiene anche in quasi tutte 1c altre ma,ggiori distanze, come vedremo in appresso. Si sa che la pallottola del fucile En(wld è cilindro-ogivale con un cavo interno, nel quale s·int.rocluce un piccolo tappo : nelle cartuccie che si adoprarono questo tappo era in ferro, mentre in quelle confezionate al nostro laboratorio osso era in legno . Egli è però constatato dal memoriale d'artiglieria inglese, non che èla altri clocwncnti, che il prescritto nell'ar mata si è quello in legno. La Commissione foLt.asi ad esaminare i risultati dei vari tiri a queste due dislanz.e, ossenò che fra tutto le comA NNO

V. Voi I. -

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ESl'Ertl~NZf.:

bi:;rnzioni della ca,rabina modello 1856, sia. con riga,fora progressiva, sia con rigatura costante, impiegando i diversi proietti, quella che aveva sommi:oistrato un miglior risult,ato si era la carabina 'ordina.r ia attuale sparata con cart uccia ordinaria, e la carabina orcliì1arta rigat::i, alla francese sp_i;t,ràta c9lla cartuccia dei cacciatori a piedi ridotta. La prima dà il 63 per 100 : la se.c onda il 64,5 per 100 dei colpi nel bersaglio alla distanza çli 3oora. La differenza essendo così lieve, e per gli altri tiri cogli altri proietti avendosi risultati poco diversi od inferio6 a quelli dell'attuale carabina, per sempliflcare le opem. zioni si stabili di escludere la carabina con rigatura francese dal corso delle esperienze, sulla èonsidera.zioue che, qualora anch'essa avesse presentato un qualche vantaggio, anzichè fa:re la trasformazione da un sistema all'altro di rigatura, si sarebbe data la preferenza ad un'arma affatto nuova delle tre esperimentate, delle quali a questa distanza era già constatata la superiorità del tiro, ed era perciò a 1)res1m1ersi che tale si .sarebbe mantenut~ anche alle · altre maggiori distanz.e. _ Dovendo'si pertànto procedere alle esperi_enze alle xnaggiori dLstanze cli 550 ; 600 ed 800 metri, si principiarono gli esperimenti alla çlistanza cli 600 m etri. _ A qùesta distanza vennero esperimentate le ,armi qlli sotto indicate : 1° Fucile i;glese, modello Enfield; 2° Ca.rabina Dixon; 3° Carabima ai1,slriaca; 4° Carabina onlinaria,, modello 1856, sparata con cartuccia ordinaria; . 5° · La stessa.con ca,rtuccia del fucile da fanteria nuovo modello 1860 ; 6° Carabina sistema francese dei cacciatori a piedi senza stelo. Fu stabilito, che tanto a questa distanza quanto a quella

COMPARAT1VE

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ili sooro venissero sp"!'rati mille colpi per ogni specie di carabin'a contro un bersaglio larg? Sro ed alto 3, facendo ogni carabinç1, 100 colpi cia,;cheduna. In quel momento essendo giunte alle sale d'arm.i altre tarabine austriache., se ne prese il complemento per far 10, eome per le altre, ma, per essersi nel tiro fortuita.niente guastata una canna, si fecero queste ésperienze solamente con 9, e questo è il motivo che non vi h anno che 900 colpi per questa distanza. .. . Le munizioni inglesi essendo molto scarse, non si frcero a questa distanza che 450 colpi-colla carabina Enfield . Siccome della carabiJJa sistemiL francese dei cacciatori .a piedi si era ottenuto alla cbstanza di 300m un medio'G~'issimo tiro., ed' essendosi. osservato che essa manteneva la sua inferiorità, i membri della Commissione, presenti in quel momento al tiro, , ridnss~ro a Q.00 i colpi che si dovevano fare con tale carabina. Pratica.mente questi tiri si fecero nel modo seguente : si esperimentò una· qualità d'a,rmi per giorno, ripartendo i colpi da eseo·Lursi in quattro salve cli' 25 spari successivi o per carabina, dopo i--crt.rn1i esse veniva.no lavate, quindi si riprendeva il tiro. Due salve. venivano fatte nel mattino e due. nella giornata. In tal modo ogni bersagliere non faceva che 50 colpi per giorno e senza a.lc1ma fretta : non si volle oltrepassare questo lllllll.e ro, per impedire che il tremolo della n1ano del puntatore, cagiona.te· per avventuxa. da un numero di spa.ri troppo moltiplicato potesse nuocere all'esattezza del puntamento. Non si sparò più che coll'appoggio semplice, essendosi riconosciuto alle clistanze antececl8nti èhe coll'appoggio doppio si aveva costantemente e con tutte le· armi un tirç,i inferiore. Secondo . i tiri ottenuti a questa distm~za , le a,rmi v'armo èlassificate nell'ordine seguente : 1° Fvcile ingJese, modello B1l(ìdd; 2° C1p•abina, lJìxon;


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ESPER!El'Z:E

3° Carabina at·dinaria, modello 1856, sparata con ca;r·.tuccia del Ifucile da fanteria 1.nuovo modello 1860. 4° Carabina austriaca ; 5° Ca1·a.bina onlinaria con cai,tuccia òrclinaria ; .6° Calabina sistema fmnc~se dei cacéiatori d piedi senza stelo, con cartuccia prop:r:ia. A questa distanza si osserva che nei fucili Enfìeld e nella carabina Dixon i colpi che non vanno nel bersaglio d.e-viano a destra, a sinistra, od in alto, ma' la gittt1fa è quasi sempre buonà, mentre nelle carabine austriache special-• mente, esse cadono a terra in gran quantità a circa 50"' dal bersaglio quasi verticalmente, e si direbbe, con poca velocità r estante. Ciò succede anche per la ca,rahna da bersagli.eri modello 1856, se sparata colla sua cartuccia ordinaria, la quale dà inoltre moltissimi colpi di t ravei'so. Il tiro fatto colla stessa carabina, impiegando la cartuccia del fucile di fanteria nuovo modello 1860 , riSLÙtò molto miglior e, perchè 'l'in,conveniente· indicato sopra non succedeva con questo proietto . Nella stessa guisa si fecer o colle armi indicate le esperienze stabìlite alla d1stanza di 550 e di soom. Alla distanza di 550m, eseguito il punta111ento come per la distanza di 600 metri,,le armi si classificano nel modo seguente: 1° Ftwile Enfìeld ; 2° Ca1·abi na Dix on ; 3° Carabina ordina1·ia con cartuccia ordinaria ; 4° Car abina civ,slriaw; 5° Carabina cfoi cacciatori piedi francesi senza stelo. 6° Cara.bina, 01·dinaria, con cartuccia del fucile çli fanteria nuovo m odello 1860. Alla clistanza di 800 metyi l'ordine è il seguente: 1° Carabina Dixon;

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2° Ftwile Enfìeld; 3° CMabina aùst1·ia.c a;

.çQ~I PARATIVE

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40 Carabina ordinaria: modello 1856., spai·ata con cartuccia del fucile di fanteria nuovo modello 1860; 50 Carabina o,rdi,naria. spar atà con cartuccia ordinaria ; 6° Cambina rigata sistema francese de·i cacciatori a piedi senza stelo ; · 7° Cambina ordinaria con cartuccia dei cacciatori a piedi francesi, ridotta al nostro calibro. . . . A questa distanza avendosi é1vute pronte delle murnz10m fatte colla pallottola nuovo modello dei cacciatori francesi r idotta al nostr o calibrò, si vo11e pur essa esperimenta.re; ma i cattivissimi risi..ùtati ottenuti in confronto agli altri proietti 'e la nessuna regolarità, del tiro fecero sme~tere ~l proposito che si aveva di . riprnndere l'esperienza alla clistanza di 550 e 600m, alle quaJi non. era. ancora stata esperimentata. . . . Nello scopo di conoscere la penetrazione dei chfferent1 proietti a.Ha d.ista,1y.a di 800m, fu collocato dietro _il gran bersaglio un telaio, fonnato di due aste, su CUl erano piantati dei tav.9loni òr:dinari da paiuolo dello .spessore di 5 centimetri. Fra le pallottole En(ield e le frixon alcune 'lo tra:passar:ono perfettament e., altre vi.. si arrestavano, penetrando nel medesimo per 5 o 6 millimetri circa cli più , della loro lunghezza. Le pallottole austriache vi penetrarono per tutta la loro lurrn:hezza. , nessuna passò dall'altra. I d ifferenti proietti sparati colla carabina ordinaria, modello 1856. ed il proietto della carabina francese non h'.1nno più a questa distanza una forza cli penetrazione cbsì. gra_nc\e, essendosi osservato che, se alcuni hanno la forza, d1 penetra.re per la loro parte ogivale nel telaio_, rnolti ~erò cadevano a terra dopo avere urtato contro 11 medesimo. Alla di~tanza cli 550m nello scopo di esaminare le pro- _ babilità cli èolpire, dietro il gran bersaglio vennero _collocati a 25, 50 e 75m altri bersagli della larghezza eh 9m - e dell'altezza di 3. I co1pi raccolti da tutLe le anni sono


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J,:SI'ERIENZB

rappresentati dagli specchi che fanno seguito a questa memoria. Da questi si deduce · come la carabina Dixon: .sia quella, la quale ne raceoglie la maggior quantità, ciò che si può dire egualmente del fucile· Enfielcl. · Dopo eseguiti questi varii tiri , venne fatto un tiro speciale per constatare la possibilità di caricamento con ciascuna. specie d'armi. Da questi si vide che il fucile .Enfìelcl, ancorc,hè sparato colla car tuccia inglese, non_ è più possibile il caricarlo dopo 60 colpi fatti successivamente, dando già difficoltà dopo il 10°. Le carabine Dixon, Lo1·enz e c1uel1a dà bersagliere non presentano veruna clifficoltà; però in q'u a.nto all~ c3trabina austr iaca si nota che, introducendo la bacch'oL.t~1,, dopo il tiro nèlla can.na, essa vi rimane fortemente attacc,ata in fondo, in modo che si può sollevare l'arma stessa, impugi1ando la bacchetta. Lo specchio generale, (C) unito a questo rapporto dà il risultato dei tin alle vario distanze, indicando il numero dei colpi per 100 portati nei bersagli. Esso dà a vedere come il fucile inglese modello Enfìeld e la carabina Dixon siano di' molto superiori alle altre armi esperiu:i.entate. Siccome la carabina Dixon fu già pr0vata in altre esperienze · e che molto se n'è parlato, sarà pregio dell'opera il. riandare all'origine della medesima e spiegare per quali staclii successiv.i cli modificazioni ella ebl)e a passare prima che dal capitan o signor Bozzani, vice direttore della fabbrica d'armi venisse presentata colle dimensioni e forme da noi sperimentate. Questa carabina. fu costrutta, dapprina nella regia fab~ br.ica d'armi secondo le dimensioni date dall'autore colonnello Di~on dell'artiglieria inglese, o direttore della regù1 manifattura d'armi d'Enfield. Il suo ca.lilJro era di millimetri 12,6 con_n° 3 r i.ghe : inclinazione -costante ; passò clell'elice om,99; lunghezza della canna om,9_9, con un

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CO!.lf'AIL11'1YE

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proietto ciliud~o cavo di niill. 12, 4, del' peso di granimi 34 senza scanellatura esterna, appartenente perciò al sistema. dei proietti espansivi. Le pallotto1e erano fatte a compressione~ Nelle prime esperienze intraprese subito si verificò una gran r egolarità di tiro, ma le difficoltà che s'incontrarono furono n el ca.rica.mento dell'arma, lè quali furono supernie, -confezionando una cart1.~ccia apposita, di cui si discorrerà in appresso. -I l capita.up signor Bozzani nella. sua re~~1ono alla direzione clei materiale d'artiglieria fatta sopra le osperìemo comparative di differenti c1uaJità d'armi da esso eseguite per ora.ine ministeriale , esperienze che durarono dal 9 luglio 1858 al 25 gennaio 1859 , dopo di aver parlato d~lle difficoltà incontrate nel caricamento dol(aJ·ma e dei ripieghi impiegati, egli 0J1umera i tentativi fatti nell'in~ tento èh migliorarla., come andiamo citando. « Ma ancora rilnanova a studiarsi, se essa. non-fosso per ~ avventura suscettibile di mod1'ficazioni vantaggiose, come » pnre a vedersi entro qualihmiti lo tolleranze dovevano » star comprese. Nell'a;rma essendosi perduta tutta rego» larifo di tiro quando si diminuì l'inchuazione dello righe, » essendosi confezionato appqsi.tamente una canna co] passo » deU' 'elice di l m , 50 , cioè una volta e meizo quello pro» post~ dall'aÙtor_o, non fu p't-ovata altra variazio:o.o nella » sua inclinaziÒhe : e neppure il numero delle righe parve ~ questione da' agit,1-1,r si, perchè essendo già stato stabilito » dall'autore -nessun motivo Gi occorse di mutarlo. «·Più importante si ra\:visù di stabilire definitivamente » il calibro, e a tal uopo altre d ue canne furono confezionate, ,> hma del calibro cli mill. 11, 5, l'altro cli nlilL 13, 5, ~ allo quali ne fu aggiunta una terza di mill. 12. « Nelle nuove canne il passo doll'elice fu desunto da ~- queÌlo sta.b ilito nell'arma prirnitiv-a, :variandola in p:ro» porzione diretta del calibro; così in quanto ai calibri » fn mei:'5a in provct la l)rogressione di n_ 1ilL · l1,5., 12, )

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COMPARA.T! Vl!

ESPERIENZE

» 12,6 e 13,5. Le pallottole furono pur esse 'adattate, alte, randole tutte · in eguale proporzione colle ~dimensioni » della pallottola Dixon. « I du e calibri estremi _ s omministrarono uno sv;mt aggio » assai grande nella regolarità del tiro : pochissimo invece » e nullo il calibro di mill. 12. Ma siccome, passando da » mill. 12,6 a rnill. 12 la variazione sarebbe piccolissima..,. » e che se ·da una parte si può guadagnare nella legge• reZ'La deJle munizioni , si perde ' dall'altra n ella facilità i, di costnlZione dell'arma, e siccome infine a completare » lo studio del calibro di rnill. 12 si sarebbe dovuto pro» lungare di molto le esperienze , si giudicò miglior partito » di conservare inalterato il primiti,r.o calibro di mill. 12,6 ·• quale fo · proposto dal . colom1éllo Dixon. " Tenendo così il ca.libro già stabilito., se-anche inalterato »· si fosse conservato il proietto, il troppo peso delle mu• nizioni avrebbe potuto dttr luogo ad obbiezioni. Però » esso si ridusse a g rammi 28, raccorciandG solo la hm» ghezza della parte cilindrica e del vano, senza, cambiare » le altre dimensioni, e non osservandosi poscia per que~ito ,, una sensibile diminuzione nella giustezza cli tiro, fu ab»· bandona.to il primitivo _proietto. Si provò in seguito a » dimimlirnc la lunghezza in .modo da ridurne il peso a » grammi 25, ma come parecchi esperimenti concordarono )) n ell'accusare per ciò molto aumentate le deviazioni nel » tiro, la ridnzione n on fu · ravvisata accettabile, Laonde • il peso del proietto fu dcfìuitivamente stabi~ito a gr. 28, » e la fo~ma e dimensioni quali sono indica,te nella fìg. 13, » Tavola VII. , « Quindi :;i studiò entro quali limiti debbansi stabilire ,, in pratica le tolleranze, così pel calibro dell'arma ' cmrn> pel diametro dei proietti,. , ' ' « E siccome per la, regolarità del_ tiro di qualsiasi arma » conviene stabilire entro i più stretti limiti possibili, fu » ammesso che i proietti dovessero anche nel corso del-

, l'òrdinaria fabbricazione, come già si faceva n el corso delle esperienze, formarsi a compressione; la quale opeJ> razi01~e per la semplicità della forma di cui non presenta » alcuna seria difficoltà, ed assicura una quasi assoluta. cgua» glianza nei dia.metri, eguaglianza pressochè impossibite ad , ottenersi ne' pro~etti fatti a fusione. Nè perciò sareblJe » di molto aumentata la spesa di confe7;ione , poichè le , macchine occorrenti sr~rebbero assai semplici, e perciò » non molto dispendiose; e d'altronde si avreblJe una eco» nomia nel persona:le per le collaudazioni, e più. ancora » nella diminuzione ·de' proietti cli rifiuto . « Attenendosi quindi ai proietti fatti a compressione, si » argomentò , prendendo norma dai regolamenti inglef;i , » che tma tolleranza di mill, 0,4 nei diametri sarebbe più » eh; ·sufficiente per garantire: non solo la possibilità di » confezion e, ma eziandio una lJuona cluxata delle matrici. « Quanto poi all'arma, considerando che nel Belgio si . costruiscono armi pel governo inglese fabbricate coi » metodi seguiti in Piem onte e con nessuna tolleranza af-. » fatto nel calibro; il qual rigore, se in sui principii parve • ai fabb1·icanti. assai grave, ora per l'acquistata pratica »_ degli operai è considerato cli pochissimo momento, e » non aumenta ·sensibilmente il valore dell'arma, si pensò » che fissando mill. 0,1 la tolleranza nel calibr o in fab• bricazione, non si esigerebbe al cli là eh quanto in una » ben cliligentata fabbricazione è possibile ottenere. , « Sarebbe dunque necessaria una latitudine di mill. 0,2 " nel vento, entro 'i quali limiti gli effetti balistici del• l'arma si mantengono soddisfacenti, e ciò si è provato< )) nell'arma Dixon varia.udo il diametro del proietto da rnil-- • » limetri 12,2 a miU. 12, in modo cioè da variar e il vento • da millimetri 0,4, già indicato dalle esperienze, come il » minimum a' millim. 0,6, che potrebbe fissarsi come il n maximum in falJbricazione, « Gli esperimenti coi'due diversi ploietti furono eseguiti »

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COMP ARATIVE

ESPERUlNZE

• alla di.stanza di 5ooin, ed i risultati che sono indicati "·negli spec_chi n° 23 e 24, avrfto riguardo alla già. consi» derevole distanza, possono ritenersi .come favorevoli; che • anzi il risultato ottenuto col vento di mill. 0,6 non è » tuttavia così. cattivo da far presumer~ un tiro inefficace » quando l'arma in servizio sh leggermente a,ufientata di » diametro. « Infine si è cercato quale safobbe il t i.ro pii1 sfavorevole » coll'arma· ingrandita cli mili. 0;l pel lungo uso, ossia col » calibro cli m i11. 0,2 maggiore del calibì 0 normale che • costituirebbe la canna .cli rifiuto, e a tar fine invece di » formar la canna cli calibro maggiore, per economia di » t empo si diminuì il diametro dei proietti fino a rnilli» meti·i 11,9 » . Visti a.dunque i favorevoli risultati ottenuti col fu cile En(ielcl e colla carabina Dixon cli gran lunga superiori alle altre armi esperime:r;itat.e nell'esattezza del tiro , la Commissione . si fece ad esaminare se questi bastassero per giudici:fre o l ' LUlO o l'altro sistema il ' pÌLl conveniente a prol?orsi, sia sotto il rapporto di servizio, èome sotto quello di fabbrica:.àon e. Non v'ha c1u bb.io che con queste armi si ha una velocità iniziale grandissima , e per consegue1iza una traiettoria molto radente, oltre a"l vantaggio grandissimo d'avere Ùn m1:nizionamento relativamente leggero . E singolar ç,asa che il fucile Enfìeld scapiti cot,Lnto se sparato con munizioni. nostre : eppure i proietti vengono anche qui fatti per éompr essione dalla fabbrica d'anm: e se la polvere inglese è ne' suoi effetti balistici superiore alla nostra, questa snperiorità, si è pa:règgiata mettendo l'equivalente della nostra polvere, dedotto da ripetuti. esperimenti al pei1.dolo. Egli è p er ò vero che la ~artuccia inglese ò fatta con molta maggior precisione che non la _nostra, e ciò può forse· provenire dalla superi6re qualità · della carta inglese. 0

191

Nel corso delle esperienze si eblJe però agio ·ad osservare, che nei pr.o ietti Enfìeld trovati a terra e specialmente in quelli che ·avevano penetrato nel telaio cGllocato dietro il gran bersaglio· all'oggetto di studiarne la penetrazione, il tappo, il quale era in ferro nelle munizioni: inglesi, non era uscito \lalla, cavità, ed anzi vi s'era inficcato per 1 mill. àlmeno , e ,la dilatazione ne era sussegu,ita in, modo che il preiett o , all'uscire dalla canna, erasi schiacciato in manier a che la sezione fatta con un piano perpenclicolare all'asse nrnggiore sarebbe divenuta un'elisse, mentre per i proietti da noi fabbricàti e muniti d'un semplice tappo in legno, questo non lo accompagna nella gittata., e non si osserva per essi una deformazione t ~,nto sensibile. Supposto impertanto, che si avesse mddo cfi confezionare una cartuccia precisa a quella inglese, si avrel)be un'arma che; oltre ad· avere l'esattezza del tiro, avrebbe · già per sè la sanzione dell'uso , facendo essa parte sin dal 1853 ·dell'armamento dell'E1ser cito della regina Vittoria. Egli ò ver o che alla distanza di 800in questo fucile perde un po' del vantaggio ch e esso mantiene a tutte lo altre distanze sulla cambina Dixon, mettendo solamente il 27 per 100 dei colpi nel bersaglio, laddove la brima ne nì:ette il 36. Egli è però da osservare che per il fucile En(ield, difettandosi d1 munizioni, non si spara.vano che 500 colpi: e potrebbe forse darsi che nelle due ultime sali.re i tiri si sarebbero pareggiati. In quanto alla carabina Dixon si può obbiettar e che queste armi furnno fabbricate solo in n° cli 12 e verosim:i:lin.ènte colla massima precisione, circostanza che pende affatto in loi·ò 1avore. mentre che sia il focjlo E?l (wlcl, sia.n o le carabi~e degli alt~i sistemi furono prese a caso e senza scelta. Inoltre , teoricamente parlando, per· la piccolezza; del calibro cli quest'arma il su.o proietto ·dovrebbe avere; u'n. peso moUo minore: e f!iccome n ell'armamento dei corpi leggiori si deve avere in, mira di al1eggerire loro il più


192

ESPERIENZE

possibile il peso ~el -~un.izionameuto, affinchè essi ne poss~n_o trasportarn 1udivH.lualmentc la maggior quantità possibile, sarebbe a desiderarsi che, se si adottasse lm'arma c~n un calibro piccolissim~ qual è quello della Dixon, ciò che arreca uu'assai grande difficoltà nella fabbricazione ques~o inconveniente debba essere compensato dal van~ tagg10 eh avere un proiotille r elnti.vamento molto più lcn·gero . Ed in vero la carabina svizzera con un calibro di mill. 10,5 ha un proiettile del peso di soli grammi 1(3,G. Partend? da questo principio, il colonnello Ricotti proponeva d1. fo1· confezionare delle pallottole del peso di 20 ~rai~, conservando la stessa carica di prima: ma p_ero e?li avrebbe voluto che si fosse variato in proporzione 11 passo dell'elice, prevedendo che, se si conscrvavn l'attua'.e, il proiettile si sarébbe rotto. ~ullameno non potcnclos1 fare questa variazione al passo delle carabine, furono esperimentati alcuni cli questi proiettili, ed i risultati .ot~enuti con~ermarono i dubbi che si avevano dapprima. S1 nmane poi ancora incerti, se codeste armi fatte con tanta precisi011e, affidate alle mani elci soldati, ed abbando~ate a tutte lo vicissitudini del servizio, no11 a.bbiano a perdere tutta la lor o bontà per cause anche minime delle quali difficilmente talW10 si potrebbe render ra(J'io~e. La diminuzione del calibro cagionata dalla si;ofìnatnm continua delle armi, il contorcimonto delle canne che accade in seFvizi.o potrebbero essere ca.use tali <la renderle a lungo ancla:e inferiori alle attuali. E ne abbiamo una prova nel fucilo Enfielcl, per il quale la'Sola difi'eronza della polvere e del confezionamento della cartu;cia è causa di un tiro cosi di>=paratò. La carabina austriaca modello Lo1·enz non a-vendo nua superiorità rimarchevole sulla nostra o:·clinaria che alle sole distanze cli 150 o 3001i', e trattandosi di dare un nuovo a~'mamento al corpo dei bersaglieri, non pare conye~ientc di adottarla, potendosi dare la preferenza ad uno degli altri

CO,!PARAT IVB

193

sistemi già discussi. In ogni caso bisognerebbe ripetere gli esperimenti della medesima con cartuccie confezionate da noi e colla i;ostra polver e. I ristùtati ottenuti colla carabina dei cacciatori a piedi francesi senza stelo colla pallottola nuovo modello portato da Parigi dal capitano Rossi non furono molto favorevoli. Essi sono poco presso quelli della nostra carabina, tranne alla distanza. di 600m, alla quale il tiro della carabina francese è cli molto inferiore. Ei pare che i Francesi con questa modificazione fatta, sostituon<lo· un proietto espansivo all'antico, non abbiano a,uto altro scopo che quello di togliere lo stelo alle loro carabjne, conservando identiche la rigatura, il ca1 ihro, hi ca.r ica, il peso del proietto ed .i metodi cli puntarnento. Questa carabina sarebbe adunque svantaggiosa, perché, senz:a aumentare l'esattezza del tiro, si aumenterebbe per contro il. peso del munizionamento, già assai considerevole nell'attuale nostro sistfìrna. I tiri fatti colla ca,rahina ordinaria modello 1856 e car tuccia or dinaria non sono cotanto inferiori a quelli degli altri sistemi, che anzi si può dire che questa cal'abina perde pochissimo in confronto della car abina austriaca e della carabina francese: impcrocchè, se alla distanza di 300m il tiro della Cl'lt'ahina Lorenz è superiore, mettendo ossa 1'80 per 100 dei colpi n el bersaglio , mentre por la carabina da l1ersaglieri quesfa pr opor:lionc varia fra il 63 ed il 70, alla distanza cli 600m i tiri si pareggiano, e quanto alla carabina francese, essa è costantemente superiore. Laonde l>en si scorge eomo sia fallace· l 'opinioDe io. valsa nel pubblico ed anche nelJ'armata, l a quale pretende che l'armamento dei nostri bersaglieri sia cosi stra-0rclinariamente inferiore a quello dello altre nazioni, mentre l'esperienza prova che esso non è inferior e a quello deJlc due più grandi potenze militari dell'Europa, quali sono 1a francese e l'austriaca. E se la carabina austriaca ha qualche


194

ES]?ERIENZE

vantaggio sulla nostra, questo può essere compensato dalla ,. buona attitudine climostrata dai nostri bersaglieri al tiro. Non rimaneva adunque alla Commissione.che di fissare la sua scelta sopra l'tmò dei due sistemi Enfwld e Dixon, é quanttmque l'adozione di ·un calibto così. piccolo per la carabi11a Dixon, quan do si vedono i Governi -cl~lle altre 11azioni attenersi piuttosto ai grossi calibri, e specialmente il francese, il quale per le continue guene fatte e per le esperienze sempre continuate in grancle scala, può ritenersi come giudice più competente in tale materia, rendesse la · Oommissiom; titul)ante nella.sua scelta, ella cori venne per ò che sia l'uno che l'altro s.istema potrebbero essere accettati . Ella non crede pertanto che i risultati ottenuti colle tùtime ·esperienze siano tali da peritarla a c~nsigliare al Governo l'adozione d'un sistema anzichè d'un, altro, non trovandosi le carabine esperimentate in eguali condizioni ; epperciò, · in seduta qel 30 aprile, alla quale intervennero tutti i mcn\Jjri componenti la stessa, si prese la seguente delibcrazj,one : Considerando che fra le carabine, modello 1856, con rigatura costante o con rigatura pTogrcssi va, sparate coll'uno o coll'altro proietto, h~ differenza che corre nel tiro è di poc,1 entità, talchè la superiorità somministrata oggi dal l'una potrebbe benissimçi dì.mostrarsi a vantaggio clcll'altra in una seconda esperienza, e non essen dovi utile essenzia1c all'avere piuttosto l'una che l'altra rigatura : Considcra:uq.o che i ris11ltati ottenuti colla carabina austriaca non· sono di molto superiori a quelli ottenuti colla ·carabina attuale dei bersaglieri, avendo di più l'inconveniente di essere più pesante, ciò che è compensato però da Lm minor peso del p1~oiettile e della ca,rica : Considerando che la carabina dei cacciator~ a piedi francesi senza stelo ~e munita d'un proiettile espansi.vo cilindro ogivale del peso di 48 grammi noi1 presenta nel tiro nn compenso al suo considcrevole peso : ·

COIJPARATIVE

195

È di parere unanilne ch e nessuno di questi sist emi possa essere accettato come armamento de.fmitivo cle' bersaglieri. Considerando poi che :il sistema Enfìelcl e la carahna Dixon sono quelli che riuniscon? in loro i mftggiori attributi richiesti per soddisfare al quesito : Considerando· però che per quanto riflette al fucile ~Enfìeld, esso venne esperimentato con .una ca.rtuccia fab bricata in Inghilterra, , laddove con quella fal)bricata ju Piemonte esso som.ministrava cattivissimi risultati: . ' _ / Considerando impertanto, che per portare un giudizio definitivo., se c011.venga di adottar~ un tale sistema per l'armamento dei bersaglieri, ei bisogna che sia provato che gli stessi favorevoli risult~i.ti si ottenga.no quando il fucile sia ridotto a ca.r abina, cioè ne sia diminuita la hmghezza della. canna e che la caituccia sia resa. identica a. quella iriglese per gli. effetti balistici, e superiore a quella per la possibilità del caricamento : . · Considerando che ove tali condizioni fossero riempiute potrebl)c eonvcnire d t adottare tale sistema per la non troppo grave clifficoltà che s'incontrerebbe nella sua costi;uz.ion~ e per la possib ilità che si. ayrebl)e di pro-vveclersene-prontamente all'estero: · . In quanto alla carnbin a Dixon; considerandt> che quelle esperiment ate si trovavano in molto migliori condizioni che non le altre, essendo esse state appositamente confezionate e con tutta precisione, sia anche per la speciale sua cartuceia; CoJ1sideranclo che questa precisione potr ebbe 'difficilmente avverarsi nel corso or clinario di Jal)bricazione, a.tteso la piccolezza del cali.l)r o, e che se quesht non si V!?,rificasse non si saprebbe giudicare se l'esa,ttezza del tiro si conserverebbe cos·1. favorevole: Considerando il vantaggio che si avrebbe con questo sistema di un munizionamento molto più leggero; La Commissione unanime è d'avviso: 1° che nè l'uno nè


196

ESl'E l\lENZE

,

197

COMPARATIVE

l'altro sistema non siano ancora bastantemente studiati, ed in conseguenza ella propone che si fabbrichino o si riducano 400 fucili. Enfield alla lunghezza d'ella canna della carabina attuale dei bersaglieri, .commettendo nello stesso tcrnpo al corpo d'artiglieria rli provvedere alla graduazione degli ahi, essendosi nelle esperienze fatte presi i ya1·ds per metri, e cli perfezionare le ca:rtuccie già fatte ,sul modello inglese in modo da ottenerne gli stessi effetti balistici: cli più si cerchi di correggere l'inconveniente della prima, colla quale il fucile di questo sistema non può più essere caricato dopo 60 colpi : 2° Che si fabbrichino 400 carabine del modellò Dixon secondo le dimen sioni e tolleranze proposte, ma coi metodi, colle vicende e cir costanie ordinarie cli fabbricazione; 3° Ohe vengano in seguito armati due battaglioni di bersaglieri con queste carabine, due compagnie per battaglione con un sistema e dl\e con lUl altro, i quali sotto la direzione del comando superiore di quel corpo le mettano in provit per un tempo indeterminato in tutte le circostanze favor evoli e sfavorevoli che si presentano in servizio. Provvisoriamente però, e come soluzione immediata della questione, r isultando che la carabina attuale dei bers,tglieri, sparata. colla cartuccia nuovo nìodello 1860 del fucile di fanteria, ha un tiro che in massima è qualche poco superiore a quello che si ottiene colla cartuccia orclinaria specialment e a,llE; clistanze di 600 e di 800 metri; Considerando che la sostituzione d'un proiettile all'altro importa con sè una diminuzione ragguardevole nel peso della cartuccia ed una semplificazione nel munizionam~nto , dell'armata, potendo una sola cartuccia bastare per tutto l'esercito; · Considerando che avendosi con questo proietto una traiettoria più tesa, ne nasce che gli altri stabiliti per l'altro proietto non sono più adatti per questo; che però

siccome dalle esperienze fatte si t rova che 1e divisioni attuali corrispondono alle distanze indicate, dimiimite di 50 metri, cosicché trattandosi cli colpire alla distanza di 300m, bisogner ebbe puntare colla tacca a 2-50m, cosa che potrebl)e essere facilmente insegnata al soldato; , Considerando che se con questo proietto si ha una derivazione a destra un'.po' ma,ggiore cli prima., non è però tanto considerevole da poter "1Ssere giudicata qnalc. causa , di g-rossi etrori, per gli errori stessi che si commettono nel giudicar le distcmze a vista; . . La Commissione unanime propone, che al pro10tt1le attuale in uso del peso di gràmmi 45,4' e con granuni 4,2-5 polvere da b ersaglieri venga sostituito quello del fucile cli fanteria nuovo modello 1860 con gr. 4,65 polvere da berSaO'lieri e col peso della pallottola di gr. 33. o

-

-

.

La Commissione si è inoltre occupata ·di quei cambiamenti nella costruzione e n.ella forma esterna che paiono p_iù convenienti al corpo ·d;i bersaglieri, epper ciò e1:1a sug~ gerirel)lJe; che nella fabbricazione delle carabme _Diroon s~ adottino di preferenza. gli alzi del sistema Bozzam a quelli del colonnello Solari. Però, se è possibile, vi tl"overebbe maggior convenie~za ad avere un alzo come quello del fucile En(ìeld. . 20 Ohe esse vengano fabbricate col calciolo più incurvato , in modo che esso venga ad applicarsi più solidamente alla spalla del puntator e , secondo il sistema tedesco, però senza, guancia; . 30 La l)acchetta sia come quella attm~le del mocleflo Dixon ; · 40 La canna le fascette e le altre parti in ferro siano esterna.mente colorite, per r e~1dere meno sensibile 1~ rifl essione dei raggi solari , la quale nuoce al puntamento ed indica al nemico la J)Osizione occupata; 5° Il mirino sia fatto secorido il sistema anstrùLco ;~ ANNO

i

V. Voi. I.

13.

,,


198

ESPERIE~ZE COhlPAR ATI V E

6° Le baionette siiino come quelle del modello ·Dia:on, modello dei zuavi, e col forlero colorito egualmente od anche ricoperte con cuoio. Per completa.re il programma avrebbèsi ancor do\'nto fare 25 spari per cincfue armi d'ogni ,specie, lasciando dopo di ogni periodo raffreddar bene le armi senza lavarle, ma siccome queste esperienze vogliono essere fatte in tempo asciutto, a causa del cattivo tempo esse non poterono farsi che colla c2xabina da bersaglieri e con quella del sistema francese dei cacciatori a piedi (1). Non risulta c:'he vi sia un gran cambiamento nel tiro . Torino, 1° maggio 18(10.

I membri della Commissioue firmati aWorigilwle.

E. Gi111.~sS1N1 , .luogo/e11ente nel corpo dei bPrsag/ieri. l BAVA , capilm10 d'artiglivria, segrelario. l?,HTOI\I, capitano de' bersaglieri. GrnsEPPE Nrnvo, ccipilano rfo' berwglieri. U1coTTJ ,- ll'ncnle colo1111ello del corpo R. cli stcito-maggiore '01< IlELU!l\i, , terwnfo colonnello del 2° rPgyùnento f'anteria. Lu1G1 l Nc 1,s:1 DI S. STEFANO , lencn /e colonnello del ,1° re,qgirne11(0 Grmrntieri rii Sardegna. PEIINOT, cvlo1mello de/, ,1° rcggim.enh frmteria. F. BRIGNOi'iH, maggior generale coma11danle la briaata ·Granatieri di Sardey11a. Pmu11e11~ maggior gmierafo comandau/e la brigatn Savoia, prr.sid<•nle.

(t) Dopo che la Commissione si sciolse si poterono completare qnesli t iri colla Lo,•,m:z, e colla Dixun, c. non risul tò che sinsi r innovato alcllll

incon veniente.

SPECCHI


201

200

}'.Sl'ERIENZE

(A)

PARAGONE

(B )

'fmO ALLA DISTANU DI 300 ~rnTIU

FACENDO 100 COLPI SUCCESS IVI CON CINQUE AR\\11 D'OGNI SPECIE

DELLA CARABINA DA BERSAGLIERI, HODELLO ,J856 . , .

ONDE CON.S1' ,UAltE LA POSS!n!Ll'l'A'

SI'AR,\TA COLLA CARTUGélL\ ORDTNARlA E COLLA CARTUCCIA NUOVO MODELLO DEL FUCILE DA F,rn·hmXA

JJEL CARICMlENTO

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OSSEB VAZIONI

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600 1000 230 23,0

150

200 165 82,5 200 200 100

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284 56,

Ca1~ab i.na Lorcnz

500

178 35 , 6 Non s' inconlr.i difficoltà nel

3

3

Si carica sempre colla massima facilità ~,nchc sin dop\l i 100 colpi. Verso gl i 80 c olp i il tir o s i fa scnsib il mcn lc i t-regolarc.

500

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Cai'ablna Di:llOll

800 1000 119 11 ,9

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DJMENSJON!

l>F.L llERS,IGLIO _____.....,__!.---.

96 Melri

500 157 31/1 500 162 :V2,4

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Bersaglio di due metri quadrali.

SECONDA BSPEllmNZA

I•Rl~IA ESPEl\lENZA.

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caricamento anche dopo i 100 colpi : pe rò vc,·so il 60• coJpo il tiro ,;i fa irregola re molto : una g1\l~ parte vanno a t cl'!'a: e

Gare.bina ,la bersa• gl!eri, mod. 1856 . (;(Hl car tu ccia 01'naria

, 500

probubile che al r..:a.lo d elle, mmnn si formi nn deposito di feccia, poichè la bacchetta v i s ta att.accalu. 104 20, 8 Non

s' i11 r,on l.i'.a · cl ifficnli à :

d opo i GO colpi il tirn di-

,•iene a nche q ui molto irrC'goiare.


202

ESPERI ENZE

(C )

203

COMPARATIVE

RIEPII.OGO GENERALE DI IBI ALLE VARIE_DIS TANZE

.

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DIST.INZA

DI 800 ~IETl1l

con :1ppo~gio con con :11111oggio scmplirccdoppill sern11lirc e doppio ap11oggio semplice semplice

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204

ESPERIENZE

Il Ministero. della guerra con dispaccio del 7 luglio 1860 ordinava che all'oggetto di compiere le esperienze istitrute in questa capitale, onde constata1;e la possibilità di sostituire-; · la. cartucgia dei flfcili modello 1860 a quella attualmente usata coi fucili · Pr élat-llurnand.' venaa o destinato un distac- ~ camento di fanteria di questo presidio alla Veneria Reale per praticare ivi le esperienze sottò la direzione del corn.andante del 39° reggimento fanteria., ,

CO)IPAR ATlVE

205

lREGIA J\1ARINA

Processo verbale della Commissione incaricata tlegli f1s1rnrimenti delle piastre <li cornzzatura.

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,

La Comrnissiòne istituita col dispaccio del 26 luglio 1860dell'Arnmiraglia.to della regia marina , sotto ]a presidenza clell' illustrissimo sig. contrammiraglio·marchese Di Negro direttore generale del regio arsenale, e composta dei signori cav. Marchese capitano cli fregata sotto direttore d'artiglieria , cav. Lampo capita.Bo di fregata, conte DeViry capitano di fregata, cav. Cerruti, e luogotenente di vascello Lampo qual rela.tore della Commissione, si è radunata quest'oggi , 28 luglio 1860, alla batteria bassa casamatta della Cava. , Il signor presidente. data lettura del dispaccio che convocando la Com.missione ordina da espei'.i rsi tre piastre di corazzatura, cli cui i numeri 1 e 2, delle officino des chantie1·s et forges de lct il1éclite'l'm11ée, e la 3a proveniente dalle fabbriche dei sig11ori Chanière et compagnie. Dopo questo, il sig. presidente i11vita il segretario deìla Commissione a legg~re il programma degli esperimenti , che si unisce al presente processo verbale. Il sig . presidente rende informata la Commissione., che la ba.racca di legno è costrutta in maniera. che le piastre

/


206

20'1

-COMPARATI VE

sono precisamente fissa.te siccome a bordo alle batterie galleggianti, e che la porzione di fianco, di bastimento sul quale le piastre sono collocate, è in perfetta dimensione con quelle, che avrà la nostra batterùt galleggiante ordinata in Fraricia. · La Commissione ossen,~ in tùtte le sue part i la costruzione della baracca, la fissazion e delle piastrtl, il modo di puntellamento esterno, e riconosciuto tutto in ordine, si passa· alla veriD.ca della l)occa, da fuòco; cariche e proietti, si misura la, distanza d(;)l cannone al bersaglio, è ritrovata di 12 metri,. il sig. presidente espone essere quella_distanza tale , che tirando il cannone da 40 , · a palla piena, con 2 chilogrammi e 160 di })O]vore, la velocità. r e~idua è Ja medesima che se il cannone fosse a 500 metri e tirasse con 5 chilogrammi di polver è. Dopo di ciò s' incominciarono .gli spari. Dall'esito poi delle esperienze di questa prima raduilanza della Commissione, e;:;sa può rilevare quanto segue : 1° Che la pi~strn num. 1 . clcs for·ges et chan tiers clo la Médilerromée , sebbene proveniente da ferro manipolato con carbone cli coke e di legno, pure meglio resistette all'urto dei proietti; che .la piastra num . 2, la quale costruLta con ferro manipolato a carbone di legna, pure si fessurò di.1gonalmente dopo il primo colpo tirato nelle condizioni espress'"e nel giornale degli esperim enti. 2° Che la pÌastra del num . 1 è al caso di r esistere all'urto dei proietti da 40, poiché dopo 9 colpi., seb l~enc fessu rata e guasta moltissimo, pure non lasciò mai. · tra passar e il proietto· sferico da 40 , tirato contro di ess,1, sotto le condizioni le più svantaggiqse per la sua r esist0nza. 3° Che la fissazione di queste pfrtstre con vi.ti. da legno si è tale, che nell'Llrto dei proietti la vibrazi.one delle molecole cagionata dai successivi scuotimenti, rompe le viti anche nella piastra attigua a quella colpit ,1, come fu dalla ù:immission o r invenuto esister e nella piastra num . 2, per

cui devesi raceoma.nda.re che nella costruzione cli quelle viti s' impieghi del ferro di prima qualità nostrale. 4° Che la_Commissione non pllò riten er e per defniitivi questi esperimenti, non avendosi ancora provate le pia.stro all'effetto dei proietti da 80, per cui opinerebl)e che altre ne fossero somministrate, onde vederne gli effetti compa.ra.tivi di -queste due diver se specie di artiglierie. 5° Finalment e che visto il guasto prodotto da un solo proietto da 40 contro la piastra mun. 2., si sospendessero piqr la giornata.· contro di quella ulteriori esperimenti., per tirarvi contro , martedì p . v ., con un cannone da 89, e progredire le prove ad on lranco contro la piastra ChaHière, che dal presidente venne ordinato di iTiettere :in posizione, impiegando viti da legno ,di miglior qualità delle altre fino ad ora adoperate. Presenzi;wano gli esperimenti, quali p rivati, il sig. generale d'artiglieria cav. Cavalli, ed i] rappresentante delle officine des (orges et chm1lien de la Jlféclitorrnnée. Genova, 28 luglio 1860. Il luogotenente di -va.scelto

relatm·e della Commissione

firmato : C.

Il capitàno di co1·vella firmato: C. CERRUT1. Il capitano di f1·egatci firmato : L. L,DrPo .

L ', MPO .

Il capitano di fregale6 · fì.rmatò: DE-VmY.

lt capitono cli fregata · sotto-direttore cl'artiglierfo firmato: A . .M,rnc1msB.

Il contrammiraglfo, clirel/m'e dell'anenalc {'resiclenle firmato : Q. ])i ~EGRO . Per copia conforme all'originale Genova, 2 agosto 1860 Il · contrammiraglio , direttore dell' arse~iale O. Dr NEGRO.

l


208

SEGUITO DEL PROCESSO VERBALE

bordo; incomincia il fuoco marcando l;esito parziale d'ogni singolo tiro n el qui unito giornale. , Sopportata avendo adunque la piastra Oharrière N° 12 tiri , dei quali 2 a chilogrammi 2 160 polvere '2 a

,

. Sistemata e fissata la piastra del signor Charrière sull,t meml?ratura del. bersaglio, da- presso al num. 1 cles fo1·ges et cha.ntiers, la Commissione, istituita per esperirla ad out·rance, si è Ùove11amente radmiata quest'oggi, e portatasi alla batteria dellà Cava esaminò accuratamente la piastra, ché ritrovò delle dimensioni indicate nel giornale degli esperimenti . TI sig. presidente diede lettura'del ministeriale dispaécio n um.. 1276, uffizio 4°, del 16 luglio, in èui è prescritto di esperire ad oi.t.1·ance la piastra presentata dai s1gno6 Charrière. Espone quindi :il sig. presideÙte al.1a Commissione, ch'egli sarebbe del parere si eseguissero contro questa piastra un egual numero cli tiri, e sotto le 111eclesime circosta,nze di quelli eseguiti contro la piastra n llm. 1, ed avere per tal modo un confronto preciso fra le resistenze di queste due piastre. Che se dopo di questi la piastra resistesse ancora, egli sarebl)c d' inte,nzi.one di progr edire alle sue prove col cannone da 80 fino al totale spezzamento della piastra in disèorso. La Commissione unanime approva. il progetto del suo presidente, 'per cui si passa alla verifica della bocca da fuoco, al1a calibrazione dei proietti ed all'esame delle cariche. Rinvenut a ogni cosa perfettamente a dovere, riscontrato il puntellamento del bersaglio, r imarcala Commissione che la piastra n° 3 è fissata in posizione alquanto favorevole per la sua resistenza rapporto lf) altre due , essendo La me,d esima verso il limite 1aterale di dritta del simulacro del , '

209

COMPARATIVE

ESPERTENZE

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ed una · 2 a 4 , palla sferica da 40 5 3 a 1 a 4 51 • / ed una 2 a 7 25 \ palla sferica da 80 1a Commfssione unanime dichiara, che sebbene lo stato di questa, piastra , dopo i 12 tiri suesposti, sia tale da rcn• derla non più sicura a resistere _lo sforzo dei proietti, perch è in parte fessurata, e~ anch(;:l traforata dall'ultimo tiro, ciò nulladimeno essa ritiene positivamente, che la piastra esperita della composizione oiierta dai sigg . Charrière 1 è di gran lunga migliore delle altre due ·cles (orges et char'iti01·s de lei Med-iterranée, provate nella giornata elci 28 luglio. Rimarca la Commissione, che le fenditure ritrovat e .al termine dei tiri, le sfogliature che si produssero fin o dal cominciamento cli questi, hanno direzioni e forme tali che dinoiano la bontà. del materiale impiegato nella costruzione della piastra esperit a. Rimarctl la Commissione, che la ghisà dei proietti da 40 è molto tenera in confronto di quelli da 80 . -Ritiene fìnalmente la Commissione, che sarebbe utilissima cosa il progredire con altri esperimenti comparativi contro piastre, e verticali ed .inclinate, cli a.mendue le fabbriche. Credette conveniente'la Commissione di esperire un colpo tirato dal cannone -da 80 contro le due... prime piastre, non già per constatare la forza, di queste , ma per verifi~ care l'effetto di si potente a,rtiglieria. Il risultato, che fu quello della totale rot tur a delle piastre più sopm nomi•


210

CO!JPAIUTIVE

211

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nate, la granellatura delle recenti spe,,,zature delle medesime, dimostrano chiaramente, che non potevasi -da esse a.ttendere risultati migliori, per cui la Commissione non avendo •altro da .d iscutere sull'oggetto, il sig. presidente la scioglie per la gion1ata., prorogandola fino a. quando piacerà alla superioTità cli novellamente ' convocarla. Presenziarono agli esperimenti della giornata i signori : Comandante la di.visione di Genova.., conté Bon - Il ....g:enera1e comandante d'artiglieria· territoriale, ca v. MoYRA:\ro - Il genèrale cav. 0AVALLJ - Il l uogotenente co1onnello d'artiglieria., ma;rchese CEvA - Il maggiore d'artiglieria, sig. VmGi r.10 - L'ingegnere capo costruttore navale, cavaliere MATTEr - Il :maggiore del reggimento Real Navi, signor CAHozzr ' - L'ingegnere PAOHTAD .'.__ L'ingegnere cav. ORLANDO - ed i] 1;appresèntante delle forges et chnnliers de la Jlléditen·anéé.. Fatto, letto e chiuso quest'oggi 31 luglio 1860.

Firmalo: O. O:rrn.RuTr •- Firmalo: A . MAUOI-IESE Fi?-rnato: DE-Vm.Y - Firmato : C. L 1LWPO. . Firmalo : L . LAMl'O :e-- Firmato : O. Dr NEGRO. copie. confM'me all'orgiwile Ge?ova, 2 agosto 1860. 1t cont'rammi1·aglio di?'ettore clclt'rr1·tig_lieria - O. D1 N1wno. fl01·

PROGRAMMA PER GLI ESPERIMENTI é:oNrnO

LE PIASTR E DI CORAZZATUR A

Scopo di qLtesti esperimenti egli si è quell o di constatare con tiri successivi, sparati contro ti:e piastre di corazzatura, la loro form, o meglio dire, h~ resistenza ,che offrano collà percussione diretta dei proietti. Nel giornale degli esperimenti sono indicate le dim.ensioni e provenienza delle tre piastre. in cliscorso, così pure il nunicro e climcnsio11e dei perni a viti da legno che le -assicurano al bohlo. _, Le dimensioni del legno formante il bersaglio sono precisamente quelle del fianco di batteria. che deve esserne rivestita, . e furono date dalla Direzione delle Regie Costruzioni navali. Vista la mancanza cli spazio, i] cannone da 40 sarà collocato a 12 metri dal bersaglio , e tirerà con 2,;i ,160 cli polyere da guerra, onde ottenere una velocità residua.corrispondente a 5 chilogrammi di polvere e 500 metri di distanza. Non si stabilisce il numero de.i tiri da eseguirsi., osso sarà relativo àl risultato. , Si tirerà sompro cont!·o lo stesso punto di ogni singola piastra, servendosi all'uopo <li tutti i mezzi cli precisione c-on9sciuti. Ad ogni -tiro la Coxnmissione, per mezzo di uno' de'suoi


212

ESPERIENZE Cù,!PARATIVE

mern.bri , verificherà la carica, mentre procurerà che la introduzione di questa 11el pezzo sia fatta r egola;rmente, cioè · condotta al fondo dell'anima senza rica1carla; ad ogni colpo sa;rit pure rettificata la distanta. Si faranno prima i colpi a palla i-otonda , e' poi si pro.gredirà col cannone ad anima rigata, servendosi cli proietti cilindro-ogivali yuoti ed ott urati . Il peso della pol'Vere cli questi sarà compensato con sc,1,blJia e segatma _cli legno. Ogni proietto verrà pes,tto , -siccome pure la carica e lo stoppaccio. · Ad ogni colpo l'anima sarà pulita accuratamente, ad ogni dieci, .lavata con acqua dolce. Il fuoco sarà appiccato con stoppini d'artifi:tio ·a tempo. Ogni circostanza di t iro vefrà r egistrata nell'apposito giornale tenuto dal segretario della C0mnlissione, che al t ermine ·d'ogni seduta lo rimetterà al presidente. Mancando il presidente , la Commissione sarà presieduta dal sotto-dirett ore d'artiglieria e seguiterà le sue esperienze. Genova, 27 ìuglio 1860. 1.t

PARALI--' ELO FRA Gtl ANTICHI E-D I RECENTI DOMINII ' ' DI S. M:. IL RE D! SARDEGNA

Contrarmnfraglio O. Dr NEGRO.

f -l

Nei prececlentì numerì dì <]Uesto periodico un nostro collaboratore ha fatta la descrizione topografica della Sicilia, paese per ogni manìer-a iwerossnntissimo, e cbe ci l usiughia1no possa un. giorno cadere sotto ìl dominio Sabau1:o; ma che per ora deve seguì re la sort"e delle al'D1i, fra eni si com batte. E sìr-co~ne dei paesi a;_· n uova conq 1, is1a o da lisi spontaneamente al Piemonte, n~nchè cli q uell i cedu ti a1la F ,.anci:i, nessuno ha parla.101 nè offerto dari sta,is ici, così abbiamo credntu di fa ;e cosa grata ai nostri legg itori col darne un sunto, p re sentando nel segucnlc specchio comprJ,rativu la popolazione e superficie degli antichì e recenti dominii di S . M. il Re di Sardegna, a.i quale specchio terranno dietro alcune osservazioni spiegative. ANNO

Y. Voi. l.

H.


SrEccmo coMPAnAnvo della 1101lolazione e della su11crficic degli antichi e dei recenti ,}ominii di S. M. il Re di Sardegna. PAESI ,.\CQUJSTATI ,

DO:\UNU SA.RDl

P,.\RSl CEDlJTl

o datisi spontaneamente al Piemonte, prima dopo la gue·rra del 1859 TOTALE <lclla guerra del 1859 degli nntichi ' .... e dei I I I I "t:l o Od''"' Q~ recenti dominii E a:i .. ~ N CO o ',

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PA I\ALLELO

215

Qm:ntunque un'apposita Commissione di ufficiali di sta to maggiore ed ingegneri stiano tutto;a occupandosi delle linee . dì confìne da st~ibilirsi, tanto fra i nostri Stati e q1:10lli rimasti in I talia all'Aus~ria, quanto di quelli r.edutì alla Franc-ia nel contado dì Nizza, tuttavia s tando ai_détti statistici, che ci venne fatto dì ra<'cogì.iere, possiamo approssimativamente determinare ì lirni1i coll'c~tensione supnrficiale e la. popolazione deUe sin gole provincie, come segue: ' 1° Dominii sardi prìmci della gtierra clel 1859. Questi consisteva'uo nei dominii di termferma ed in que1lì insula,ri della. Sardegna, la cui popolazione e superficie apparifìcono dalle ru bric_he n° ~ e 3 dello _specchio p recedente.

, 2° Pa1•te delle. Lombc.rdici acquistalct dopo lei guerra llet 1859. Agli antichi dominii sì sono poi aggì.unte, dopo la pace di Villa.franca del 12 luglio 185!1, le provincie lombarde (col. 41) conquistqte colle arrni nella gnwra c(,nt ro l'Austria. (l ). PerC'Ìò con atto governativo, n° 3702, del 23 ottobre 1859, il nnovo regno fu diviso clapppi in provincie, circondari, 111andamen ti e comuni; quale apparisce dalle tabelle annesse a detta legge

da pag. 1471 a pag. l 654 inclusivo, cli cui diamo qui il sunto. 3° Prnvincie dell'Emil-ic. datesi al Piemonte. Essendosi ·. poscia date spontarwcime.nte al Piemonte le pro·vincie dell'Emilia, ossiano i c1 uca ti cli Parma, P iacenza e ModE>na colle legazioni di Bologna, Ferrara, ecc. (col. @,'®, ~), queste . furono con R'. Decreto del 27 dicembre 185~, n° 79, ripa rtite ('I) Rigorosarocnt·e parlando devesi d isting uere la parola cn11qu:istata dal la pa1~oln a.cquislo./ci. La prima, secondo il no~tl'o pa1·crc. esprime ci ò che si conq1tisla colle armi, la secon da' ciò che si acqu.isln col dana ro. Ora nclJa passata guerra le al'rni itn linn e unite al le francesi ,:onqy is/cmmo bensì la parte di Lornhard ia s ino al Mintio, mn cooch ius,1 la pace <li Villafrunca, l'imperatore d'Austria cedcvn, non già al r e d i Su re.legna !:;i p r,rlc d i Lombardia conquis tat.a colle armi , ma a Napoléone 11(, che la cedeva poi a Vittorio Emanuele II, colle stesse condizio ni , chicclendo in compenso clcllc spese di' goc,..-a L. 60,000,000 r. lu cessione sucr.essiva della Savoia e del Nizzardo. Perciò I.i pnroln ac'luisla./a semb ra qui convenirsi meglio a_l caso n oslro.


21G

21'7

PA l{ .\ l.t,J,:LO

l'ARALLELO

co,ne gli antichi domir,_ii sardi, in provincie, circonda1i, mandamenti e c-omuni.

P 1escindiamo dallo indicare il pe:sonale addetto a ciascun circonda.rio tanto delle antiche provinoie Sabaude, quanto di quelle della Lombardia, non che le attribuzioni inerenti, potendosi cinesi.e desumer.e dall'anzidet.la legge del 23 ottobre 1859. E per quanto riguarda alle provinc:ie dell'Emilia, la loro circ0scrizione amrninis_t;·ativa, come dal R. Decreto del 27 dicembre 1859,- è la se6 uento :

4° Annessione,delta Toscana. La sola Toscana (col. §), datasi pc,steriormente ai R. Stati, conservò la sua a.u lonomia c·cl il rn ministrazione p ropria, colle denominaiioni cli compart'inìenti, -cancellèrie e comunità,. 5° Paesi cècluti alla Francia. Se col tratta.to 24 ma rzo 1860 non si fossero ceduti alla Francia il duca:o di Savoia ed il contado di-Niiza(col. IO, 11), avrebbe avuto quesio regno una popolazione di circa 12 milioni (col. ®), Q circa 145,000 cbil,m1etl'i qnadrilti di superficie; ma per effetto della cessione irnzidettil, fu ridotto a soli 11,267,438 abilanti, con una s'uperficie di 131,733. 96 chilometri q nadrati. Tanlo le antiche provincie dei R. S tati, quanto le nuove acquist1te furono insignite, coll'anzi.eletta legge 23 ottobre 185P, rli n n governa tor<', di un vice gclYernatore e d'_nn consigho di governo~ Rappresenta il governato re il potere esecutivo di tutta la provincia; mantiene le attribuzioni dell'autorità amministrativa., e prornuo,;e i confli tti ; provvede alla pubblicazione ed all'csecuzÌone delle leggi ; veglia sull'anrlamento di •Lu tte le pubbliche amministrazioni, meno la parte rnilit.irc, e;d in caso d'urgenza fa i provvedimenti indispensabili nei vari rurni di Sl!rvizio; sop,raintende alla pubblica sicurezza,. ha dirilto di disporre della forza pubblica, e di richiedere la forza armata. Esso dipende dal ministro dell'interno, e ne esegDisce le istruzioni.. In di lui assenza od in ,pé!di.mento è rappresentato dal vice-governatore, che eserc-ìta le stesse funzioni attribuite dalle leggi. I generali di divisione, se rivestit i del grado cli luogotenenti generali, avranno la precedenza sui governatori nelle !Ìc1st.e e cerimonie pubbliche; se sa ranno solla.n\o maggiori gene mli , cederanno il passo ai governatori _. ' , Il governatore presiede al consiglio di governo, composto cli un numero di consiglieri non maggiore .di cinque, il quale ha le attribuzioni giùris:l iziona.li commesse dalle leggi, In ogni circondario v'è un intendente, . e nei •capiluogbi di provincrn. l'uffizio d'inten·fonte è esercitato dal vir.e-governatore.

Nelle R. proYincie dell'Emilia vengono costituite le seguenti intendenze generali e di circo?d~ri: ' Intendenza generale

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I'avullo, inteude1mi di circondario Castelnovo d·i Gcwfagnana, intendenza di' circond~rio Mn·a.ndola, intendema di •circondario. R~-GCIO - .

Intendenza generale

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Giwslalta, intendenza di circondario. tihssA - Intendenza generale Pontremol-i, intendenza di circondario. P AlDIA -

IntC:-ncfenza generale

Borgo S. Donnino, intendenza di circondario Borgo 1'a1·0, intendenza di. circondario. PucRNZA -

Intendenza generale

li'irenz-uola, in tùnd~nza. di circondario. Bo1,0GNA -

Intendenza genera.l e

Imola, intendenza cl i circondario Vergato, intendenza d~ circondario . Inteoclenra genera.le •

F ER RARA -

Cento, intenr'lenza di circondario Comacchio ,' intendenza di circondario. RAVit~NA -

Intendenza generale

Fcien:za, intendenz-/di circondari.o Lugo, inteudenza di circonda.rio. Fo11.1,·1 -

Intèndenza generale ·

Cesena, intendenza. · di circonda.l'io R.irn:ini, in Lendpnza di circondario. Riepilogando ora lo cose dette fin qui; rispetto ::illa nuova circoscrizione dt i R. Stati, avrnmo i l segL1 nle quadro: _


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Circosei·izione !lei Regi Stati Sardi. rlci

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1Tnrlno (ci i.là) .. . , \Torillo (circonda rio) :\osla. . . . . . . . .

SUPUH'I Cl&

Piner:Jlo . S11sa (1) . 1,\ lessa111lria \ Ac,1u i . . . Alessaudrl· Li I · · · · ' ., ..... ·}.1eAs .a~n e : Novi . . , Tol'tona

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(2) Alba . . . Cuneo. . . · ·• ... .. Mondovì.

Saluzzo . ' \Novara . Biella . llss o!a . Novara .... ..... . .. ral lanza . ,

Vabes ia .

Vercell i . \ P:j\·i:, (3) .

Bol,bio . . .. · .. .. '/Lomellina

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POPOl AZ-lONII

assoluta

179.6351 461 82,285' 1fì1 ,9 15 1311, 135

:ss,1 \

83,991 135,932 88,400· 147,368 132,7 10

73, 175 60,11,4 17.9.922 122,013 1117,!JSfl 158, 097 190,659 124,540 33,71,:1 61 , l 10 32,215 131,1 25

2,892. 67 3,194 01, 1,115.1 9!, 1 , 535 21 1,395. 701 888. 73 J , 151 22 909. 381 866. ·1 2 71, 7 .IJ9i 665. o~ 1 2, r,?7 7~1 1,0., 6. 0;>1 1,758.45 1,G06. 91, 1 1,288. 001

97 I. fil,

1,1g:~~I

135,913

1s1. ,:i 1,1121. 74 1 1 ,002. 00

31,,9::.9 131,788 t07 ,1,26

1,242. 35 797. 3:,

696.96

--

300 1776

3,333,132

ClllCOND:I.Rl

·-

"'=

" "' ~a

'

33,256. 53

(_I) A\ circondario d i _Susa sarà da- nggiunge rsi ancora la parte d i tc rri• t?i·1_0 g~a spet tnnlc al circondario d.i S. Giovanni di Morian a, cbe nella dcl11111t,az.1one d ella nu ova frontiera verso la Francia r imase al lo Stato; e che dovra lur p~•·tc.,d,cl com une p iù_vic,no dei r1:gii Sta li ; q uindi il manrb me nto e c1rco:1<1,11·10 d1 Susa nu1nc11tera :rn corn d i popoL, zionc e d i supedìcie. (2) Con R_. Decr eto 17 lug lio a nn o corre nte, i ~omuni del mand amento cl i Tc!1da, e?gl_i allr, comuni o frnzi ou i g iù ~µcU:w ti a l cireo11rla1·io di Ni zza, •~e1 qualt, m . at.te.; a cld lrnc.ciam~ nto clcfì11 itivo della fronti era . pcrd11r.1 J_a:nm11~•~_l.rai'.o'.'. e del lo Sl:ilo_. fol'anll ~ inlant.o part~ della provin cia e ciel c 11 _con,l.u 10 d1 c.u11co. l'ec~w ,., abbiamo compreso i ('o niuni di Tenda Briga e,l Isola. ' (3) EcecUo_i l ci reonrlnrio d i Pavia, ,li recente acquist.a to, tut.to il restante d cUa prùvmc1a faceva p i rtc dcg!i ,1nl iuhi dn,ninii rlcllo St,1lo.

lliprwto )Genova .. Albenga . • Chiaval'i . Genova ... .. . .. . . , Lcvnule . 15avo11a . . . Oncglia (l l. Sa11 Remo.

.

~ C,1g liari . . .

Ca.;lint•I ..

Igles ias .. . .... .. Lanusei (2) . Oristano (3) .

\ Sassari . Alghero Sassari . ........ . Nuoro . Ozic ri . Te mpio ·

•

..

SI 24 49 107

138,798

3 ,520.22 2,017 ..491 ~,230. fì9, 3,660. 01,

65,4 24 35, 410 c,1 .698

6

211 21 31, 22

4

9

16

129

9 10 19

•·

10 5 8

6

93

5

87 74

4

Dei ·t ip,n·/cwe

53,60 1 58,029

11~,784

68:>. 6•1

o.I

2 ,004. 1 , l 11. 91,, 3,078. 7 ~ 33.802\ 2,~07. 991 23,569 - 2,·w o . 01 3:\8,999

'!'•"!I .

8 1l/J

·

',

quadrali

33,256 531 926. ~51 68 1. 781 915. fiG 672. 21 I 806·. 291 451. 241

1

., Mi!uuo (4,) . . tod , . . . ~mano . .... ... .. ~lon za . . Ga llarate . , Abbiategrasso

assoluta

~

in clulornclrl

300 1776 3,333,132 31:1,402 60 19 55,582 7 ' 53 1 08, 680 8 28 78.800 6 29 sG:8rn 47 7 5S,'iliO I) 69 62,289 38 8 20

-

..

so

SUP'llFICIS POPOLAZlON~

- - --

i n chi loinclri

q1iadra1 i

'-'

--

... r\'l'('a...

Torino. . . .. . .

Pa,·ia ..

,g.~

-----.- s ~ dei

NUillRRO , ~

I

r11mi11mo

I- rno_v1NGm PROVINCIE

219

PARALT,ELO

P ARALLELO

1:.0.8::,:, 128. 803 97'.925

I

3,000. 00

- - -

1191 2968

5,569,769

65,627 .501

(1) Per Il. Decre to 17 l11gl id anno corrent e, i ci,·con rlari, m andamenti ·e comuni g i1t facenti parl i: del la provincia di Nizza. e noll' compresi nel trai.• · lato 24 marzo scorso , fol'mCl'anno prnuvisorimncute una n oov:1 prov incia, avente pe r capoluogo la· c ill.à di Porto-l\fa<irizio, ~hc sr11·à iu pa,·i te mpo capoluogo di ci rcondario. . Ma siccornc una siffatta ùisposizionc 71rouuisni·ia venne emanata dopo clic a vevamo già s otto i torchi il' presen\c qn ad l'O di ci rcosc,,izionc, così ab biamo lascia lo sussis t(e re q l1i la città d i Oncglia come capo luogo di. circondario. (2 e 3) Nell a nuova ripa1·Lizion_e ciel la S,i rdcgna si sooo un ite, al circo n · dario tli _Lr,nusei; la prnvinciu. so1Jprcssa d'ls ili, cd n qu ello ùi Oristano, quella dl Cugl-icri. La prin,a aveva una superficie di ch ilom. q1iad. ~021. td; la secondo cl i 109 1 50 (4) Mancanc}o di dùÙ statistici positivi su lla es tensione t.crritoriale di•ciascu n circomh\rio , tanto per le provinc ie lomb~rrle, quanto per quelle del · l'Em ilia, siamo stati costrclt.i::, da l'C qui la super !ìcic cornplcssiv:i <leil'intera proviocia, q uale ci venne fotto cli ra ccòglierc dalla rcceute opera sulla Propriclà fond'iar ia del s ig. ministro J.1CINL


220

PARALLELO

ciel

CIRCONDA Hl

-:!: ·=

i~

-

11

'.

l

Crr n ,ona (2) . .

Cremona . ..... . Crema . . ..

..

Sondrio .... ..... ) Sondrio . . .

I

I

Ooi'!l"' (3) .

Bologna .... ..... Imo la . . . . Vergato .. .

4

3

'.

7 1 31,

quadrali

.. ·,

I 198.398i 95,t,(,i2 51 ,0~4

1

I 1 60 ,062 {

GS

6

42

76,560 98,lfl!J

1 3 230 • 160 6 135

216, 71,l) 125,!12 l 111,9:!7

11 3 3

80 35 8 13

~

Cl II CO'.\'DARI

PROVINCIE

I

na, enoa 1

l

I 2,481. oo, • 1,

603 1,1,90 7,1158.'109 85,!)10. 83: 6 6 135,5271 1 7 58.355 2,834.38 2 6 2s,so5

,,

-

5 4 3

(1) Ai ,Inti statistici. desunti d :ill'nnzidetlo autore. sulla superficie ,!rlln antica p1·ovincia hrcsciana, si si.n o qui uggiunli quell i dei quallro ùislrclli slacc,11, dal n nnl ov,mo. cioè d i Casliglio11c rlc lle Slivi ere, Volla, Asola e Ca111H'LO, J}l' I' nna s11pc rfi,:ìe ;ip p 1·ossi mativa di c hilom. quad . 602. ,,3, che ag~i1111 li :ì qC1elli <i<' lln prnvincia b r esciana d i e hilom. quadr : 3078 for mano chil om. qua lr. 361-10. 53. ' (2) ,\Ila sup~ rfìc1e <lell'anlica provincia di C,·cmona si sono angi un lc in 0 p arte le <>sl.c11sio11 i tcrrito,•i;di ,]ci qnatlro rlisl.re lli st.accali dalla pro,·i nci;1 di i\lanton1, cioè Murcaria, Bo zzo lo, Subb iou ctla e Viaùaua . aventi in complesso chi lom q u arl . 1, 3 1. 6J. m c 11 lrc quella rl , r. ,·c mon:i avc•vn so li r.hiloni. qu ud. 1_~36, acn i s'a•~t1inngo11a c liilom . quarl. 587 50 per quella di Cremo , e con c10 uu totale d1 cl11lom. qu,,d. 2255 15. (3) L'cs tension<' t er ritoriale delle pro ,·i ncic clcll'Emilia s i è desunta da una carta topografica eseguila dallo slalo mai;giore austriaco, in cn i <5i sono calco13tc le t avo le r onrn nc a 1000 m etri quadrati c iascu na.

I

,, 10

7

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I 711,~59(

70. 7i7 65,2S'2

1 ,810. 371

I

9 11,

. f\i min i

4

16

10

29

3

16 7

J41 ,805 71). 14 3 3«;;,51,

1,162. 54 I ,~lo9. 67 1 ,073 . 23

11

2!)

f 34 ,9'11

7

18

15,193

1 ,62 1.40 14!!. 7 I

8

20

!)

17 17 9

1113,9% 67,720 38, 7 (i6 53,770

!

. \ Parma I) . . . .. . . norgo ::,an Don nmo. 1Val di Taro . . . . .

.....

s

I

l'i ,1cenza . Piacenza " ...... Fircuzuoln

, rfod cna (2) . . . . . . . Pavn ll n . . . . . . . . e na ....... " · Cusl cln ovo-Garfognuna Mirandola. . . . . .

1, 3

-

s)

quadr3!i

t,

~I0 d

o.

assoluta

5

1

603 41190 7,658,1,0!) 85,91

in chilometri

Foru ..... .. ... ... ) Cesena

,05S. 00

3,508. 151

POPOl,,\?.JONE

--

Ra venna ........ Faenza . Lugo . .

Parma .....

I

260,629 ( 62,4:)8 47 ,675

Riporlo \ F erra ra . . Ferrara ... ...... (enlo . . . Comacchio

2 ,255. 15

I

105 , ~22 1 I

~-= =" . E :àE 8

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\ Forlì .

I

I

sur1rnt:1c1R

dei

~,301 00

- -Da riportare .

NUMt.l'lO

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1

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7

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193 55 58

..

...'.

Casa lmaggiore. lComo . . Como ........ ... Varese . Lecco .

assoluta

'-'

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..

..

I

in ehi lomcfl•i

4 !l1 2!)68 5,56!),7(;!) 65,G27. 50 1 10 I 0:> I 71.0!181 6IJ. lf f, 3 40 51., 2 5:.! 3,6SO. 5' 4 58 5,-,,,.02\ ia,401, 5 3'l 2 21, 51,025

~li'escia {I) . . . . Chi:iri . . . . , . . B lr1•no . . . . . . . I rese a , ........ r·•lò __ . __ . . . C,isl'igl ion e-Sii vere Vcr olanova . . , . ) flergamo. n c1·gamo ...... .. Treviglio 1Cl uson e .

"

:,

E o

POPOl.,\1,ION Il

- - --

11ipo1'to

I

Sllf' F.llF[{:f}•'.

~

Pf\OVINCIE

I

1

•

NUM~:no

j

221

P.l.RALLELO

Da ,·ipol'/are :I .

6,,,806 ( 76 ,340 7G,287

--

703 1,,31

9,055,1,34

1,855 281

'

. 98,!'>1)7 .

()

I

( 1) Pei du cali di Parma, l'iocenzn e Guast alla (ora passato sollo la gi uris dizi one modenese), ha srrvito il Di;:;io11ario yeogmfico riel )loLoSSI a dare, la su p crficic. (2.) l'er le tre provincie ili Modena, l\cggio, Mass t1 e l:arr ara, si è follo un compulo approssimalivo n el val uta re le estensioni t l·r 1·ilorial i, in vis ta c he gli au~ori consultali e le carlc, ,liscorda"ano assaissimo tra lor o da non poter avere dat i esalti. Così Bull i e MAllMOCCUl assegnano al ducato •li Mo dena mig li a gcogr. qnad. 1570 ( pari a chilom. quad. 4775. 91, ), i geografi lclksch i si lim it ano fra i 1,000 cd i 5000 chilom . lJ ll HÙ. Ma sit'co n,c era d a aggiungersi l'antico ,l11 cat o cli Guaslu l la a i 101·0 calco li (di ch i!. 12S. 90) ed it ducato ài Mas5a e Carrara di 15 miglia gcogr . quacl. (chil. 51. 30) aggiuutosi nel 1S29, così abbiamo assegnat o alle tre provincie riunite S577 ehil om. quadr. in m edia.


222

.I

~U:UF. RO

I

dei

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CIRCON DARI

~ROVINCIR

Rci,1,io .. . .. .

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J

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in chilometri quadrati

Nù.llE llO

I

7 3

11

28 8 11

82 21

lii

38 1;2 20 5

, ,

.)S iena. . . An,z,;o .

10

Grosseto . Livorno . ToT,11,R

9

3

6

38

-

- -

820

5oi,s

--

-~ ~

NOME d.,llc PROVINCIE

-·- --~ "',.,"" tlei

-

,.g E"'' ·a e ::, e,

e

t:

1 'l'orino.

5

G, l 2lL Qi3

6 4

1,391. 6:il 3,200

5 Pa\1ia

96,

:1,966, 691

3./149 ,,~ 4,656. 20, 365.8~

11,'207 ,1,3~ 131,733 - -

J I

( ! ) Le popolazion i indica te per In Tosca na sono quelle desunte <lall a statistica del sig. Zuccr,gni-Olan<lini <lei 18511. Lq sn pcd icic fu' desunta d.o lla carta ~.segu ila nel 185f dallo stato m~ggior c austriaco. Così pure i vt11·i

compartimen ti col 110 delle Cm1cel/eric (m11nrlamc11ti) e delle co111unilit. La popol1tziou" dell a Toscana ascendeva già nel 1855 a 1,8 11,,1;66 abitnnti . ·. pc1· cui oggidì è da suppor re siasi nolahilmeutc n1.1 mentut,1. _ _ La della staListica non assegnava alla Toscanà che u11a su perficie di 8 171 m iglia quad. toscane, pari a chilom. 22,.3 115.

4

"" ~

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E o u

SUPllRFlCIE

5:

in ANN01'.4ZIONf ehilo metri quad1·ati

~

..,--< o o ~ "'o "'

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2 Alessa ndr ia . 3 Cuneo .

1

8

e

-

;;:;

77,051\ 32,021 715, ~01 26:'>,:\011 253,032 190. 159 2,2-J ,090 S0,98Ò 86,420

o

~

8,577 . 00

~fossa e Carrara . Pontremoli . . .

· Firenze . . . \Lucca . . . - Pisa (coll"isola d'Elba}

'l'osca'"' ( I ) . .

assolula

70'.\ ~73 1 9 ,0é)5,IJ311 98,567 . 61 13· 31, 110,1, 13 / 59,833 5 12

.. /G uasL:dhi .

Mas~a e Carrara

E u o

llic11ilogo i1cr 1irovincia.

I

SUl'!Sl\Flf:<S

l'OPOI..A:1.IO:iE:

--

Ripn1'lo ..

223 ~

PA RALLELO

P!RALLELO

Novara

6 Genova 7 C:•1gliari .

$ Sassari 9 li ilano. Brescia Bergamo Cremona Curno Sondrio .

1, 5

88 448 1. 103,8114 10,471. 56 Antiche provincie }lii l 637,729 ~,~227. 94 del regno .S:inio, a cu i si ~1g.giu11se(JUclla 60 .2G l 608,021 7,1 19 . 19 di P:wia tli ntlO\'O 5 1 1,t, -;, 5i3,392 6,6~9 . 18 acquisto. 34 284 410,11,6 3 ,7:>8. 66 61 3H 164.:309 5,139. 7i 58 261 36/l,2:/2 13,4?8, l.1li 33 uo 209,90:1 10,802. 76

~

39 1,97

67

6 1,

'7

10 tl 12 13 14

6 26 3 11 3 18 306

15 Rologna .

!l

lo Ferrara .

17 Ravenna. 18 Forlì .

il 17 2411 3 27 525 1 7 so

17 3 12 3 12 3

13

19 Parrna. 3 21 20 Pi;,ccnza' 2 18 21 Modc11:1 ' 21'2-2 Reggio . .. _ . 2 18 ?3 Massa e Carrara. 2 10

,,

21, Fi renze . 25 Lucca 26 Pisajcoll'is. d'Elbi) 27 Siena . .. .. . 28 Arezzo 29 Grosseto 30 Livo m o (Gov~r~,>)

1 28 I 8 1 11 1 11; I 1 l

10

-T O'l'Alll

9 3

5G 19 2-J 39 52 /1 7

63 t,6

23

82 21 :lS 38 42 20 5

89[), 213 l177,610 344.904 3:H . 79 1 454,651 !05,922

3 ,000, 3 ,680, 1, ,301. 2·,2,,5 . ·2.481. 4:058.

370,762 219,687 206,0 18

8,508. 1:, 2,834. ll8 1,8 10 . 37

218,!133

258,:,02 210,134 304 ,251 230,246 109,072 1'15,701 2i'ì5,304 ?53,032 ·190, 159 221,090 80,980 86 ,'120

I

0()

Pm1•i11cit lomllardc

:1c·c1uist:J !e- flopo la 53 gu(}rr:1 del ·1859, :1

00 cu i m:.111c~1 qucl1;1 rl i 15 P::win, irnifo agli an00 11chi domini;. 00

Pi'O\"htr.ic dcll' 1,:milia, il:1tcsi spo11tt111cc aJ Piemonte, cl1e comprcnclono gli cx.1,855. 2~ ducnli i:li Panna. di

4,385, 114 Pinr,nnza_. di Modena · 1,71 1. ·u colle Lcgazionl .

8,577. 00

6, 121, .

06

l ,391. 65 3,200. 9 fì

3 ,966. 3 .t,t,,9. ,, ,65(, 365.

(j LWIC ha 1·ilc11 11to la 69 Sll~I ;)ul OIIOOli~. colle tl"'ntichc circoscl'izioni 48 ln comr•arumenti, in '2Ò cancellerie e in co•

89 muuil~.

'

--

93 820 5046 11 ,207,t,38 13 1,733.

L'e:,;:-grnmh1c.::tto di 'l'o:,c:111a d3.l0Si sponlall('O al Piemonte, il

96

I


224

P ARAU,lì LO

Annotazioni intorno ai Distretti staccali dalla provincia di ~Iantovit ~

z

PllOVINCIE J)tJ HF.GII STATI a cui

_fnr.o no uniti

-

imESCIA... .... .

5UPE1\FICI H

:: E :::,

in tornature

N

• NOME DEI DISTllETTI

-

, 1 V(,lt1......... .. .... ........ 2 Castiu\ionedelleStiYiere 3. Asol,; cou Castelgoffreàv 4. Canneto .. .. ... .. ..... .....

l

::5 ~ ~ ~

mantov~1ne e sue - fraz.i oni j

""

------'I

12484 13006 16812 14485

15,741. 44. 93 f 13,42G. 97. G3 19,789. 77. 83 11,296.21. :33

RIV 1STA:TECNOLOGI CA

(5. Marcaria .. ..... .. . ......... !5051 18,262.35 .'10 )6 Bozzolo ..... .. . .. .. ..... . 14015 7,797. 64. 57 cnEMONA.. . ..... IÌ"' . . · tt,,i. . . . . . . . . . . . . . . s~,.,,~ 4 , 5'>6:04. 01 1. S··,t blnone v v ,.., 8. Viaduna .. .. .... ... ... ••: ·· 20564 1,57.9.GG . 30

I

1

Nome dei Di$lrntti rimasti nella provincia•di Mantom dipc111lenti dall' Austri;1. DISTllETTI

P0)' 0 L A-

Zl0Nll

11- -------- 1. Mantova (l) .... ... . Dcirg<,forte ...... . , .. . Revere ..... ......... . Gon:a1ga .... . ~ .. .. . :. Suzzara E2) .. .. ... .. . Q5tiglia.'... ...... ... . 7. Rov~rbclla, .. 8. S,·r rn ide: ...... .... .. . Aggiumgas-i Peschiera.

2. 3. 4. 5. G.

To1·ALE ... . . .

43494 62i3 15995 22214 8945 9570 7300 15374 1592

A >'VNOTAZIONI

SUP~llFICIE

1

------ ------·11 29,614.90.18 7,875.98. 34 13,524. 14 .03 19,386.87.86 7,619.34.42 9,407.18.77 14,433 .89.85 16,536 .04.00 1,899.51.80

130667 120, 297.89 .25 .

L. DR

B ,IRTOLO hll': IS .

ITALIA. - Fo1·ti(icazioni. - l laYori di forti Gcazione a P izzighettone, che non Jurono mai disconti nua ti da quest' inverno in poi, crescono ognor pi i'.1 di questi giorni tutti all' intorno della piazza . .Il forte staccato presso la Madonna del Roggione è pressochè finito , e sono a un buon punto quelli al èl.i qua e al di là dell'Adda; cosicchè si potrebbero , all'evenienza, gnernire delle rispettive artiglierie. Finiti che siano questi vasti trincierarnenti , Pizzighettone diventa un11 form id,{bile tr,sta di ponte, la qua le, congiungendosi mediante forti staccati, che.sono in vià d_i costruzione, con Piacen:w, rnpre il Mi:hin0se e guarda il Po e l;Adàa. Anche tutte le ampie e nuove for tificazioni di Piacenza e cli Pavia sono a buop. punto, e migliaia di paesan i vi lavorano continuaU1ente. BELGIO. - Al poligono di Brasscbaet vennbro fat te le ultime spe1-icqze del cannone r igato del capita no d'artigli<->ria Heusschen, il di cui sistema sembra riunire tuHì i suf:fragii degli artiglieri belgi.


2_26

RI YIST A

AUSTRIA:. - Un mi.avo ca,nnone. -- Un luog0te11entc nel reggim0nto d'infanteria austriaco, chiamato Heimerle Sclindelka, di gua rnigione a Josephslarlt i o Boemia, . ha i1Jventato un nuovo cannone, che per qnanto rie dicono i pra1ici., supera di gr~n lunga i cannoni Armstrong e vVh:tworth in prec1s1one, portata, fnria., ra pid ità. nel caricarlo. Gli esperimenti fattine diedero importanti risultati, e l'arciduca Alberto avendo, duraote la su~ ultima ispeziooe a ,Josephstadt, veduto il m1ovo cannone . ed ~ D fu cde costrutto . col medesimo siste_ma ' l'incoraggiò a cont1Uuare I suoi espenment1. FM"lificcizioni. - 11 ·governo 1w,;triaco 'continua a spiegare la m&ssirnà s1ttività nel fortiucare la Venezia. Borgoforte venne munito con una· testa .di ponte, cbe debb'essere difesa da quattro forti eretti ~mila sponda destra del Po. - Il gran sistema di fortificazioni fra Borgoforte , Bonadigonda e Busca ldo (cbe rostu'ft almeno 6,000,000 di fiorini) , è gi1t io corso di esecuzicne; 1,200 manuali vi lavorano indefessamente. Per poco che ancor si faccia, i_l quadrilatero diverrà un vasto campo trinciernto. Si fort.i:6rnno pure le coste dell'Adriatico; sta erigendosi un fo.r1ino , su di un'eminenza di un'altezza sorprendente, fra la va.Ile di Muggia e· il Capo <l'Istria. - In. Pula' si lavora. alle opere provvisorie iniziate l'anno scorso, e a due forti più considerevoli. - Lussino Piccolo verrà del pari · fortificato. -- Si aspettano in Pola 200 cannoni, ma pel completo suo ar111amento ne sa1;eb):iero necess_?rii ~oo.: - il bacino del dock sta per essere compiuto. - Alcuni legni da guena sono in disarmo, altri in .crociera sulle coste del l'I;tria , ed altri presso Ancona.. Le opere di Lardaro presso la fron tiera. piemontese sono /;iit :incominciate; costeranno 370,000 fiorini. I la \"Ol'Ì debbono essere compiuti i ~ uri anno. Da. Trento a Lardaro il telegrafo_ è in piena attività. - F inora, pare, si è 1mcora incert i se verrà fortificata. la valle di Ampola. caso affermativo, il distretto di Condine r1usci1·à. in mezzo a tre località. ìortìficate;cio~ fra Lardaro ai confini ,'lei ·distretti di Condino e F ione, la valle di Ampola , 1~ cui difese _chi uderebuero la strada cbe porta a Riva per Val di Ledro, e la Rocca cl'Anfo, .cb'ò in rn~no nostra, ed alla quale si lavora pure attivamente.

,a

TECNOLOGIC,1 .

227

FRANCIA. - - Secondo il Joiwnal des Mines , l'i mp"tatorn app:vovò il modello d'una nuova specie cli barca cannoD iera-, p,er riui ptù non sarebbe nBcessario l'impù,go del vapore; l'a.7io • e di questo essendo rimpiazzata dall'aria calda; di cbe, senza scapito della velocità, permettereb be un r ispnrnio sensibile, tale che estenrlendo 11 nuovo s istema. alla marina i mp<'ria le, si avre bbe un'annua economia cli 8,000, 000 franchi. - Si dice' che l' imperatore abbia ordimta la costrnzione di una' grande quantità di esse carnioniere.


229

RIVIST.l STATISTICA

RIVISTA STATISTICA

lTALIA. - EsERcrro. - Fanle1'ia. - Nel Comitato della fan leria sta discule~dosi il r iordinamento della fanteria di linea. -,- Parlasi con alquanta in sistenza di fo1·ma1e i battaglioni su sci comp,1goie, ed i 1eggimeoti di tre battaglioni. - Per cui in ogui attuale reggimento dovrebbe succedere un aumento di due compagnie. - Si parla altres\ della nomina del ten ente-col0nnello per ogn i reggimento , qual comandante in secondo del corpo, c Spt!cia lrnente iocaricat.o di sorvegliare le istruzioni e l'amministrazione del rcggimen'.o . - 1Je1·saglie·ri. - È in corso di studio 1m n uovo riorrlinameoto del corpo dei. Bersnp;lieri, il quale sarlt proba bilr11ente diviso i11 30 batta;!:lioni attivi e 15 com1ngnie rh deposito. - P r<c:nderetbc la denominn7.ione di cm·po De·rsaglieri Italiani, ripartito in cinque lc~ion i, addP.t te ai grandi comtindi militari. Ci assicurÙno che c<mserveri.l, l'altuale uni forme, eccett ua te alcune modificazioni alle -mantelline e ai pennacch i de:gli ufficiali, non che alle tuniche e mantelline della bassa forza. Stato maggiore. - È uscito regio deereto sul riorcl111ame11to

il

di questo corpo, dal quale rileviamo che d'ora innanzi il medesimo si comporrà di: 9 colonnelli 15 luogotcoe'ìit.i- colonnelli 25 maggiori '75 capi tani 35 luogotenenti. I luogotenenti del corpo reale d&llo stato -maggiore saranno nominati fra i luo501encoti e sottoteneuti allievi della scuola di applicazione dello stesso corpo, conforme alle disposizioni del titolo vm. · Vi saranno 30 luogotenenti o sottotenenti a llievi; questo numero YCrrà co~posto: a) Di _luogotenenti o sottotenenti cli tutte le armi in attiYità di servizio nei cor pi. b) Di sottotenenti prornnienti dalla regia accademia militare · e) _Di sottotenent i provenienti dalle scuole speciali di caYn1~ leria e fanteria. Nessun capitano o luogotenente potrù. d'ora innanzi essere am• messo a far parte del corpo reale dello stato-maggiore se non anà percorso con successo il corso della scuola d 'applica1ione del corpo stesso , e ciò a datare dal primo giugno 1861. L'unifoJ'me degli uffi%.iali del CO I"fJO contiouer1t ad essere quale è attualmente prescrilta. Gli allievi della scuola d'applic1Vione conserveranno, durante il corso, l'un iforme del corpo al quale appartengono. I luogotenenti di stato-maggiore d istaccati presso c9rpi di nitre Armi conlinuerann o a fa r uso dell'nn iforme del corpo. Le paghe e Yantaggi degli uffiziali del corpo reale dello statomaggiore continuerauuo ad essere secondo le tabelle annesse al regio decreto 15 marzo 1860. In occasione poi ·di campagne topografich e e geodetiche, godranno essi del soprassoldo fissato dal rcgro decreto'il5 marzo 1852. I capitani continueranno ad essere di l a e dt classe; i luogotcncn ti cli stato-maggiore saranno metà di 1° e metà di 2" classe. Le paghe loro cd i vantaggi saranno pari a quelli dei luogolf>oenti dell'arma di r:a,·a lleria, ~ecc-udo le tabelle annesse al r 'gio dcl!rcto 1852.

za

ANNO

V. Voi. I. -

15


230

1\IV!$'.l'A

1lla1•ìne1·ia.. - La forza effettiva della nostra marina di guerra è

231

STATISTICA

Gli allievi della scuola d'applicazione, a iit9lo de)le magg10111 spese a cui vanno soggetti pel loro soggiorno alla c~pitale, godranno un soprassoldo annuo di L, 300 per ciascuno. · Il corso della scuola d'applicazione di stato-maggiore sarà di due anni. li numero dei luogotenenti o sottotenenti allievi consterà in totalità di trenta, divisi in due corsi. Quindici di essi saranno annualmente su-erogati e scelti ne! modo seguente: a) Tre fra gli allievi nominati sottotenenti d,opo subìti gli esami delìa regia militare accademia. b) Per gli altri dodici posii di allievi sarà a.perto un concorso tra i quindici primi allievi delle scuole speciali di fanteria e cavalleria nominati sottotenenti, e fra 1;1n pari numero di uffiziali subalterni dell'èsercito iu attività di servizio , i quali facciano domanda di essere amme~si al concorso. Gli ora detti uffiziali subalterni che già ~ervono nell'esercito, non potranno concorrere per l'a.mmessione alla scuola di applir azione se olt repassiao l'età d'anni 26, e se non contino almeno un anno di' servizio nell'arma, alla quale appartengono. Gli nffiziali subalterni· èell'esercito_ che intend0no essere ammessi al conco-rso per la scuola d'applicazione dello stato-maggiore, faranno pervenire le loro domande per v ia gerargica al Ministero della guer.ra per il 1° settembre d'ogni ao no. A tempi più tranquilli venà attuato detto .riordinamento, il quale per ora venne còn a.lt.ro decre't o sospeso. la seguente ,:

Maria .4delaicle avente la· forza di cavalli 800 750 Vit/.orio Emanuele 700 Carlo Alberto 500 · Governolo 500 Costitiiz~one 300 'l'ripoli 250 Jl1alfalamo 200 Jl!onzcimbano 200 Authion Da riportare 4'200 >)

))

Riporto 4200 )) 200 700 150 150 50

Dora . Tanaro Gu.Znat'a Ichnusa Gigl·io Luni . Ardita Veloce , Vinzaglio Con(ìenza JJ'ionlanara Curtatone

40 ¾

40 40 60 60

50 50 Totale forza cavalli 5790

Legni sid cantie1·e. Duca di Genova lllag~nta Varo Più quattro cannornere

cavalli 800 750

300 200

Totale forza cavalli 7840

A questi legni si potrebbe aggiungere la n uova corvetta corazzata, ordinatçt in Francia, della forza di 650 cavalli, l'altra che sarà presto me_s sa ad elice (il Scm Giovanni), la fregata San Michele, cbe avrii una macchina di 800 cavalli, quella del · San Giovanni, che sarà di 600 cavalli. Si aggiungano ancora le clne fregate che saranno .presto sul cantiere, e delle quali si lavorano già i legnami, e che por. teranno macchine della forza di 800 cavalli. FRANCIA. --- Il corpo di spedizione francese per la Siria , sotto gli _ordini del generale d'Hautpoul, è così composto: -Il 16°- battaglione Cacciatori a piedi. Il 5° reggimento di linea (2 bi1..ltaglioni e lo stato maggiore). Il 2° Zuavi (1 battaglione). Il 13° reggimento di liuea (4 baitag\ìoni e lo s tato maggiore). 11 1° '(Js-,ari (1 sqnadrone).


232

RIVISTA

, Due squadro~i del l'eggirneoto Cacciatori d'Africa; uno squadrone del rogg1mento Spahis; una batteria di mont11 n·na del 1° cli artiglieria ; una batteria a cavallo del 1oo d'artiglie,1 a; una squadra della 5a compagoia cli operai; una compagnia del 20 regg1~1wnt? del_ Genio ; l1(1a compagnia del 3° squadrone del t1:eno ~q~,1pagg1, ed un distaccamento di gendarmeria, d'operai cl ammw1straz10ne e d'artiglieria. Queste truppe, aggit:ngcndovi il p ersonale di servizio dei diversi stati u;aggiori, formano un effettivo di 251 ufficiali e 7126 sotto-ufficiali e soldati , e çirca 600 cavalli e m uli. Le misure le_più ada tte per assicura.ce iJ pronto arrivo di queste tn'.ppe ~ 11 loro mantenim ento in quei paesi lontani che sono c,tuam~t1 a pacificare, sono state p rese colle maggiori cure dal] ai11mrn1slraz1one del ia guerra. Il punto d i sbarco è Beiro u th , ove, m questo momento, si stabi lisco un deposito di rnate rinle. Cavalle·rici. - Ai cacciatori a cavallo venne dato il sab1·etache cfogli Usseri. - I moschetti degli squadroni del Treno d'equ ipaggi m 1htar1 stanno rigandosi. GE~lVIA l\ JA. - Ese1·cilo federale . - Hanno luogo in Vislmrg() grandi conferenze militari fra gli Stati che devono fornire il 7°, 8°, 9° e 10° corpo d'armata federale, e questi sono la Baviera che deve forn ire 53,400 uomini 70 corpo '\Viùtem berg 20,933 ( Baden . 15,000 45,226 8° corpo Assia (Granducato) 9,293 Sassonia reale 18,000 , Kurhessen 9,519 / N assovi.a . 9° corpo 5,498 ( 40,341 Sassonia, i tre ducati 4,8891 Luxemburg 2,435, AnnoYer . H>,581 Holstein 5,400 Brauusch weig 3,144 I due Meclern burgo 6,447 47,93$ 10° corpo Oldenburg 3,366 Gli altri piccoli ducati e città. libere 10,000 Uon1ini 186,905

;2.33

STATISTIC;A

1.n quest,t somma non sono comprese le riserve , che sommano ad aftn 100,000 uomini. A questo conferenze la Baviera è rappresentata dal ten entemaresciallo v . der Marck, il vVù rtemberg dal ministro della guerra generale 1Vhiller. la Sassonia reale dal minis t.to della guerra, Baden dal mi nistro della guena, .Meelern burg0 dal tenente-maresciallo Zulow, Nassovia dal tenente-eolon nello ed aiutante di campo del granduca Zimiecki, i l granduca d'Assia ·dal ministro della guerra, gli altri principi sono rure rappresentati dai loro aiutanti o ministri . . Statist-icci Generale. - La Dieta Germanica ha modificato, secondo gli ultimi dati statistici, la matricola federale, ed ora i_onaozi le prestazioni dei va rii Stati federati si faranno in base delle cifrq seguenti : · anime 1. Austria 7,949, 769 2. Prussia 3,560,000 3. Daviera 1,395,462 4. '\Vurtero berg 1,305,351 5. Annover 1,200, 000 6. Sassonia reale 7. Baden 1,200,000 619,500 8. Assia granducale '. 567,868 9. Assia eletto rale 360,000 10. Holstein e Lauen burg 358,000 l'vJeclern bu rgo-Schwerin 11. 302,769 N,assau . · 12. 253,583 13. Lussemburgo e L imbu rgo 220, 718 •, 14. Òldern bu!'go 209,600 15. Brµ nswick 20,1,000 16. Sassonia- \Vcimar 129,800 17. A mburgo 18. Sassonia - Meiuingen-Hild-bom-115, 000 ghauseu 11 1,600 19. Sassonia-Co burgo- Gotha 98, 300 20. Sassonia-A Item burg.o 85,401 21. Anhal t-Dessau-K03then

Da r iportare 20,725,948

,,


234

STATISTICA

RIVISTA

Riporto 29,72-5 , 948 anime 7 1,769 .• 70, 732 53,937 52,205 51,877 48,500 47,850 45,115 40,650 37,046 35, 560 . 22,255 )) 21,000 20, 000 14,500 .5,546

22. Meclemburgo-Strelìtz 23. ' Lippe 24. Schwarzburg-Rudolstadt 25. R euss, ramo cadetto 26. Waldeck 27.' Brema 28. Fran coforte _ 29. Schwarzhurg -Sondhershausen 30. Lubecca . 31 . Anhalt-Beremburgo 32. H.ohenzoller-Sigmaringen ' 33. R euss, ramo primogenito 34. Schomburg-Lippe 35. Assia-Amburgo 36. IIohenzollen-Hechingen 37. Liechtenstein .

..

T otale 30, 364,490 anime R USSIA. - Secondo il censimento _i niziato dopo la guerra d'Oriente, la popolazione deli''impero russo monta a Maschi ~3,655,824 Femmine 35,275,904 Totale 68,931,728 Di questi, 53,426,216 appartengono alla borghesia, o sono contadini e proletari i , dei quali 21,000,000 sono proprietà della ' n obiltà. - La nobiltà e le i;tl tre classi privilegiate contano 900,000 d'an ime. T utti si occupano del 'campo dì Varsavia; non si sa però ancora qua nte truppe vi saranno concenti.·ate ; · probabilmente vi andrann o due corpi d'esercito. - Ciascun corpo consta, quando completo, di 60,000 armati, ma al presente il suo effettivo reale è tutt'a l pit'.l di 30, 000 soldati. AUSTRIA. - Un'ordi oanza i,npet·ia!e del 27 aprile suorso riordina il co?·po degli aintanti (ticliti.tantenco,;ps) come seg ue: Il quadro di q uesto corpò consterà in tempo d i pac0 (fatta eccezione dt-igli aiutanti genera.li di S . M. I., del capo della ca.ucelleria cen trale presso il comando supremo doll'esercito,

235

e deo-\i ufficiali superiori , o dello stato maggiore aiutanti di s. di 9 generali,· con altrettanti colonnelli, 9 tenenti co~ lonoelli, di 18 maggiori, 30 capitani (RiUmeistern) di prima classe, .di 10 di seconda classe , di 17 lenenti in primo fissi, e di 12 comandati a tempo, appartenenti ad altro _corpo di truppa. - Sono abolite la ca rica di luogoten~nte superiore (Oberlie-utenant), ed il corso d 'istruzione per gh a1utant1; ed il corpo consterà d'ora innanzi in parte cli cap\tani dello stato maggiore generale, od io parte di uffiziali subalterni bene isiru tti e di molta ca.pacità. Qne,;ii potranno appartenere a qualunque arma, e verranno nominati dal comandante del corpo. Gli uffiziali subalterni proposti dal comandante del corpo saranno, per prova, man dati a far servizio presso le di visioni del supremo comando dell'esercito e del comando genera.le d i piazza . - Dopo un anno d'impiego, se -saranno creduti atti al servizio del corpo, · cvi saranno accettati definitivamente , i non idonei verranno tosto r irnà.ndati ai corpi - 1n ternµo di gu erra quest~ corpo verrà aumentato. In tempo dì pace i direttori delle ~ivisiooi del comando generale di piazza di Verona _ e Olen avranno il titolo -di ~1.iut,anti g enerali.

M.)


237

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

austriaco), sentendosi p iù debole degli altri, per essere manco assai {)er numero, pel'ciocchò i suoi nemic-i avevauo almeno un terzo più di gen~e che egli, schivava gl'inr,ontri g rossi e 1 paricolosi. Dall'altro i generali della lega (Car lo Emauuele di Savoia generalissimo, il duca di Noaillcs, ch e pei Fr::mcesì aveva dato lo scarnbio al defnnto Villars; lVIonl.,emar po' Spa> ·gnuoli), non si cnravatlo di andare in cerea cli cimenti rische• voli, teuenclo per sicuro e:.he, essendo più forti, potev<1no col solo aggir~csi costriògcre l'avversario , a lasciare le pìannre della Lombardia per cercar salute · nelle aspre montagne del· • Trentino . Effettivamente, fatti per tre o quattro me:;i molti movimenti orn qua, ora là del Po, altrettanto, credo, nocivi a , ch,i a li racconterebbe od udirebbe, che a coloro che gli fa,, ceva...,no, il generale alemanno, bene provveduta Mantova di , munizioni e_di soldati, pei térritorii veniziani passando, si • c~nclnsse a poco a poco nei sicuri r ieetti del T irolo ". In questa campagna 'il solo assedio di ' qualche momento f,1 quello d( Mirandola, a r, erto da' Spagnuoli il 21 luglio sul disegno del francese La Blottière. - Dopo 42 giorni di trincea, essendosi praticata la breccia, dopo un'ostinata e g loriosa difesa, la piazza · si rese. - Poco dopo, ai primi di ottobre, furono sottosr,ritt.i i preliminari di pace .. - Gli anni 1736 e 1737 Yennero dedicati a costru;;ioni· di difesa interna. ·_ Nell'anno 1738 spedizione franuese di 3000 uomini in Corsica, a favore de' Gc1wvesi. Gli anni 1739 e 1740 dedica1 i a perfez.ion,1rnento ddle di[e9e nazionali . »

RIVISTA BIBLIOGRAFICA '

'

Spcctatcur Hilit.aire - i Hlme livraison - 'J 5 aoM 18 GO. Constitution et piiissance mililaires compa1·ées cle la France et de l'Ang!ete1·re, par C. H. -M ,IRTIN, chef d'escadron aux rl ragons B.l8 l' imperatrice (5° a1'ticle) . - Proseguendo l'interessao · tissimo suo _lavoro critico e comparativo, l'egregio scrittore qui ci parla per esteso dell'organizzazione dei corpi dell'artiglieria e del genio inglesi.

- Le dernier siège dc Jlicn·cforicls (Jr article), par E. DE VTLLTERS. -

L'f-lER·

Ne diremo r1ualche cosa a lettura compiuta.

- Aperçii historiqiw SU?' les fo1•/.ifications, les ingénieiws, et stl?' le corps dii G&nie, par le colonel AuooYAT. - (Troi-

· - La gue·rrc d'Ttalie de 1859, consiclérée erti pofnl tic vue de la, stratégie et cle lcb tactirJ1,w, par M . DJJ: L A Frws·roN, col

sième partie, 8° article) . - Vi si narrano le opernzioni del genio nella campagna de11735 in Italia, combattuta per la guen a della successione, da Francia, Sardegna, e Spagna aile,1te, e dall'Austria ,fola dallal :ra; campagna in cui, dice il Dotta« la • guerra andò lenta e piccola . . . . guerra solamente di mosse, , cui gli esperti chiamavano maestrevoli, e di avvisaglie piut' tosto e badalucchi, che di battaglie ... Konigsek (generalissimo

piano della battaglia di Mngcnta. - L'egregio scritture prosegue la sua narrazione analitico-m ilitare, qui narrando il p~s·so del Ticino a Tui'bigo, g li scon1ri ivi avvenuti, fra i qualè si vale specia l menzione l'assalto e la presa. di Robécchetto dai Turcos e le successive mosse e disposizioni degli e,:erciti bclligeran ti' che prepararo110 la sa.n g1Jinosa giornata dì Ivia.genla, i l cui campo di battaglia vi è rninutamente ·descritto .


238

lll V!STA

Observations sur l'instriiclion el les mci-nmtw1·Gs de (infanlerie, pai: M. le lieute • a.nt colonel Sornn (2° 8t de rniel' article). - D iscuiendo sulle evolur.ioni di linea, il chiaro scrittore tattico sostiene cbe oggidì debbesi fare maggior conto dell'o rdine chiuso e delle linee ordinate, poicbè le battaglie non si vincono colle ca!ene dc' bersagliuri , avvegnach è i successi dei bersaglieri in grosse bande, dellt~ . prime cawpagnc della rivoluzione f,ancese vanno devolu ti alla novità di esso modo d i com battere a fronte della. tattica cornp~ssata e rigidissi ma de'rrnmici; ed invero dopo la pr ima campagna i genera1i nemici, essendosi accorti della poca solidi tà di quelle linee combattenti disordinatamente, 01:>posero suoi bersaglieri a bersagli'eri frances i, sostenendoli però cli colonne che ruppe ro le catene cli questi ultimi malgrado l'entusiastico valore de' volontari re pu bblic;ini. - Da: ciò egli • trae quindi argcmirn10 a confutare l'o-pinioric di 1 talun i che sostengono qualmenle il faule possa istrnirsi e fol'm arsi per la guerra in sei settimane, od anch(:, in quindici giorni. • Noslra convinzione, egli scrive, si è che un fa nte non è pro• prio ad entrare in campo ed a n'sistere alle fa.liche se n on " se dopo 18 mesi, ed anzi dopo due anni di servizio, quattro , m esi dei quali passati in · un campo d'istruzione. -- · Per for, D mare il -soldato bisogna cambiare tutlc le sue abitudin i, ioga• gli,)l'dire il suo t~mperarriento, sviluppare le sue forze, abiD tna l'lo ad 1111 altro genere di vita e di v itto, fargli respirare 1> un'altr'ar;ia che la natale; alÌrimen1i, prima di tre mesi, di » 50,000 uomini non ve uè saranno 10,dO sotto le armi, senza , che il fuoco del nemico a bbia con lribu ito a tale , deficienza ... , Il soldato di fri~tt'ria è qudlo cui in camp,1gna toccano lu , maggi(')ri fatiche : dopo una l unga marcia egli corre; ngli a vnrn• posti , i1"n pugna la zappa e, la pala tier innnlzare_ trincernnw nti e stafolire comunicazioni ; di • anzi una piazza da guerra spella • ad esso lo scavare le trincee sotto la direzione degli ufficiali 1 • del genio. - Con soldati dei qttali non ~i. fossero svil uppate • le forze rorrrpe ndoli alle fatiche, il pi ù bello esercito fondo" rebbe ben presto, sirnori1e la neH~ sotto i raggi infuoca.ti del • sole» . R agionando quin,li sull'impiego dellè colonne serrate di batt~glion e 11elle ma.rcie in battaglia, egli rarcornanda l'a.llinrn-

BIBLI OGRAFICA

239

rn'.ento sulla bandiera' e la diretione di marcia, seoia del che . la . linea si disordina e giunge s~l nemico :fluttuante, obbliqua e scomposta. Parla quindi e propugna l'ordine di battaglia mi.sto, il quale consiste nel porr_e in colonna indietro od ai lati delle ali di u na pi.irte di linea. spiega.la uno o due battaglioni in colonna, 1icordanclu in proposito i casi principali in . cui 'venne usato n elle batt.aglie n apoleoniche; al passo del Tagliamento nel 1797, ad Eylau il corpo del maresciallo Augernu, alla battaglia di Fuent.és de Onnoro la brigata che prern il villaggio di P rno -Bello, a. "Waterloo tre brigale della g uardia. •· E conch~ncle questo suo pregievolissi rno scritto con quc~to eccellente c~nsiglio: , Profittiamo dello slancio dei nostri solcfati, ma. senza , abusarne; ,faéciarno la nostra fan teria il più n1c1no\TÌera pos' si bile, che che se oe dica; focmiarno veri solcl,it.i, e sel'i.J.i,1rno , impassibili- riserve, poich è qneste sono che v111c0no le bat• taglie colla., calma della low attitudine , .

- Réglement cl'exrwc-ice et cl,es 1nanceuv1·es cle l'iH(ànlerie belge - Reponse à, l'cirlicle 'inséré clr.m s le Specl,alctir m ililcàre dÙ 15 juin 1860. - Nei fascicol i di febbraio e marzo si ,q:erse una critica sul nuoYo regolamento sugli esercizi e le manovre della fanteria belga ; un articolo del fa.scicolo cli giugno ri,;cnntrava a questa critìca, come ebbe ad· annunziare la nostra rivista bibliografica di giugno stesso; il presente articolo rianima la controversia, che per l'importanza delLirgomento è interessan tissima. - In un prossimo fascicolo esporremo alcun nostro ,;tudio sul discusso soggetto, ,entrando modestamen te nella lizza.

Journal des S(jiences militaires. - !\. 79 - .lnillet. Apergn htstoriq-u.e sur les armes lÌ feu, par M . TEsTARODE (suite). Seguono ·semplicissim i cenni sulle armi rigate iniziate nel fascico lo di ma!6gio.

- Not-ice militai?'e et histon:que sur l'ancienne ville de Larnbcise, par A. C., officier ò' in fanterie. - È questa una notizia stor;ca finora piuttqsto ar0heologica che militare,. la quale , a


Jovrnal des sciences militcii1·es. - La campagne cle Crimée, par AN1r sc11KOF, capitaine à. l'état mn,jor i ru périale russe - 3e partie (s upplement de G. BAUMGARTEr-, lieutenan t r-n _Ir_et nide de cmnp dans l'armée roF.1(-\ saxonne. - Il Lapitano A niisèhkof pubblicava nel 1857 s,,tto i l titolo di CCl'lnpaana cli Crimecb, preziosi clocnmenti ed elabor,1ti studi sulla cànipà,gna suddetta., nè polè per particolari t·iguardi porre l'ultima mano al suo prcgievole lavoro . - Il tenente sassone Bauma:artca , che traduceva dal russo al ted1e$CO lo scritto, pe:isò d1~prov\·eclere a que,;:ta lacuna, giovàndosi all'unpo, com'egli d1çhiara, dei lavori pubblicali nel 1856 sulla campagna · ri i Cri111ea dal genera] rnaggic,re Bogclanowitsch ddlo stato mag- giorc russo, e dobbiamo dirlo., il Ba,umgarten soddisfece egregiamente al suo comp:lo. - Ne renderemo osles:J conto nel ' settembre prossimo.

Journal des armes spécialcs - N.

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- Jnillet et ;1oiìL

1'railé clès armes, par le chevalier XYLA~DER, lradnit pa r lo còlonel d'I-IERBELÒT. - È qnesta l'ultima parte dc:l pregiatissimo lavoro clello Xylander, maggiorle,de\ gPnio ba,rnrese, già ben conosciuto per il suo · 1'ra,ltato cli tattica, e per i suoi Stwli. sulle CJJ)'m i. - ' In q nesto n uovo Trattato su lle a?·mi l' egi-egio scri ttore bavarese, dopo aver pàrln to cl.elle varie s pecie d'arll)i, natta assai estesamente col vero motorio didattico le armi da fuoco, dei va ri loro proietti, delle munizioni relative, non che del loro maneggio. Cornr1ìe quest(, pregievole lavoro una breve notii ia storica. sui recenti progressi e sulle condizi:mi dellé artiglierie dello varie nazioni europee, aggiunta dal t ~aduttore, il colonnello cl'Herbelot.

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- Jllémoires s1,w la dérivati"'an cles JJroiectiles oblongs lancés avec cles a1·mes ?'ayés, par C. MoNoo, mayor aLi corps rnyal d'artillet'ie sarde. - Nel prossimo fascicolo noi speriamo di poter offrire ~i nostri let t.l>ri l'inticra memoria. ·

2-11

UIJlL!OG llAFICA - .

R ff JSTA 240 nostro avviso, troverebbe' miglior post-J nella, -R.~1Jw) ,frchéologique, che non in un giornale cli pmR >'cienza rnilitare qua le il

Journal dc· l'armée bclgl'. - 4, !:i e 6 livr-aison. Cornpi1<si il P1·écis,historiq1,w-0t critiqiw cle la a•ue·n·e en ltalie en ì859', del capiiano V.1-isDEVELDE, l'ifiìciale d'ordinanza di S. M. il re dei Belgi, ed il cni nome è noto nella letteratura. militare pei numerosi suoi scritti. Pubblicheremo un resoconto critico cli questo lavoro, confrontandolo a quello dello svizzero Lecomte e del tedesco R ustow .

Allgcmri11e ~lilitàr-Zcitung. - N. 27 ,-2s, 29 e 30. - Juli. N° 27. - Il principe 1tlessanclro d'Assia a lllontcbello e Solf'e1·ino . - L'Altgemeine Zeitnng d'Augusta, nel sLosupplemento al N° 105 del 14 ,apri le del corrente anno, porta trna pregiE)vole comuninazione dalla Ed-inbt1,rgh Revicw, 11:t quale gara.ntisre n,l principe Alessandro d'Assia la ben meritata riconoscenza per la sua partecipi1zione alla battn,gl ia di Solferino , correggendo co~i l'èsposizioi1e di Ri.istow, il quale, anche nella terr.a edizione della sua Uuerrn ltcil-!cma (pag. 324 e 325), passa sotto ;;j\enzio, coni e nelle precedenti edizioni , il punto importante dell'ingerenza dèl principe. .A questa <'O rrezione noi vogliamo aggi u11gere le rngnenti linee nell'interesse della -verità o dr,! merito, Come è noto , aveva il principe attr11tto A sè in quésta campagna. l'attenzione, dappri ma colla sua comparsa pi,,na cli confidenza e ci rcospetta . quant.nnque non tr0ppo dl'cisiva Montebello. A pagina 164 de\l'acceonàto scritto, passa i l R ustow con u na esposizione superficiale, e aggiungo, riguardo alla su,;seguita promozione del principe, l'osservazione, che per me7.zo di tuli sproporziom,te rico1wpenso attirerà l'Austria bens·1 principi germanici in qmmtità, diffici!n1entc però altrettaÒta iutelligenza geruHlnica ,,ella sua armala., Cont ro di s;iò ci pervenne in questi ginrn,i un em.endamE:nto <la un uffiziak nus tri.;co, j \ qualt nella 1

a

0

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242 RIYI STA brigata del principe, prnse paite al combàttimento di Montebel lo, poscia a Solferino fu feri1,o sì gravemente; che dovelie prendere la_ pensione d·i ritiro; questi si può perciò n ella question~ cons1~erarlo_ com0 un testimonio scevro d'intenissi personali. Lascnu;no mnanzi tutto seguire la 0nte essenziale del racconto , indi un breve con fronto coll'esposizione di Ri:istow. La b1igata del p ri ncipe aypa.rkneva al quinto corpo d'armata (luogotenente-generale Stadion), e comprendeva il battan·lione granatieri, oltre i l 1°, 2° e '3° battagli~n e deÌ 31° reggi~rnnto fanter ia, baro_ne Culo7, (Transilvani), il 4° battaglione del regg nuento cacc1aton cloll'Jrnpcratore (Tirolesi), uno squadrone di Ulani (Croati), ed una batteria. . Il giorno 20 maggio, alle ore 4 di mattina.. varcò la brio-ata e 11 Po sul ponte presso · Vaccarizza (poco lungi da Pavia), traversando la testa di ponte ; st,rada facendo venne rinforzata da un battaglione della forza di quattro comi)agnie dAl rpo·crirneuto . , 1· ,;._, ..,, Vb Zobcl, raggwnse allo oro 2 del pomeriggio Caleababbio, sull'estrema desira degli Austriaci, circa un'ora verrn scttèntrione rlel)a linea principale Casteggio- Montebello, dopo aver lasciato rndietro ( a Brooduzzo) il 3° battaglione Culoz per coprire il fianco . Avanti erasi già ingaggiato un combattimentò accanito , p iccoli cl ràppelli di cavalleria nemica che si mostravano in vicit;anz11 furono tosto respinti, e la briga.ta si mise in marcia in ordine di battaglia sulla strada che fra Casteggio e Montebollo sbocca sulla via ferrata. Avanti ed a càvaliere del11t strada marciavano formati su tre cqlonne di div isioni il 1° bat: taglio:i:i-e Culoz , poscia a , sinistra il battaglione cacciatori Imperatore, a.. destra il ba ttaglione granatieri, più indietro il battaglione Zobel, mentl'e il 2° battaglione Culoz teneva occupalo Calcababbio. Presso l'argin e della s trada fefra ta si venne allo scontro. 11 nemico era favorevolmente situato coi ber_;;aglieri frammezzo a filari d'alberi ; ciò uon ostante il 1° battaglione Culoz ed i éacciatori attaccar'ono con decisa risolutezza e lo respi•nsero oltre l'a1·gine della, ferrovia . Il principe fece tosto , avan zare due pezzi d'ar tiglieria sopra un punto fa,101·evole della strada , ed ordinò egli stesso· il loro collocamento sotto nn vivissimo fuoco dei bersaglie ri nemici. Questo attacco !ib'erò il fianco destro dellH truppe del luogotenente-generale

'

Paurngarten , che si baltev1rno più a sinistra v erso Casteggio. I l nemico sgombrava inn anzi a i cacciatori ed al 1° battaglione Culoz; cercò però in seguito 'd'improvvisamente attaccare la brigata Assi.a a_Montebello sul suo fianco dl•stro. Però il pr incipe, accortosi del pericolo, ' respinse energicamente l'attacco col battaglione granatieri . An~he l'efficacia del collocamento dei due pezzi d'artiglieria non tardò a verificarsi; alcune cascine al di là dell"argine vennero orn ripresq ora perdu te, l'a rgine stesso però fu man tenuto contro t'u tti gli attacchi dai tre battaglioni . La b,igata era l'ultima truppa che combatteva. sul luogo. Solamente dopo l'abbandono di Casteaizio e do1)0 che i l combat. Ov tim&nto sulla sua sinistra era cessato, fece il principe intrn.prendere la ritirata, la quale fu eseguita in buon ordine e senza che il nemico s'arrischiasse d'inseguirla. Il pr incipe rimase indietro in Calcababbio con alcuni ùlaoi sinc'hè furono trasportati gli ultimi feriti, motivo per cui fu salu tato fra le acclamazioni della truppa. La brigata raggi unse di nuovo a 4 ore .di mattina il suo bivacco presso Vaccarizza ; essa fu in moto du rante ventie[uattr 'orc, st~tte circa tre ore in combattimen to, e perdAtte tra morti e fAriti 4 uffiziali e 147 u omini . J1 com battiniento non fu perciò indubitatamente di grande importanza e di sanguinosa intensità , come in generale il fatto cl'arme di lVlontebello non porta, l'impronta di tale carattel'e, però corrispondendo in teramente alle circostanze, ha dato maggior sviluppo a questa .fazione, o Riistow s'inganna a partito non considera,ndola che quale semplice scaramuccia. Egli calcola solamente il 3 per -100 ovvero lj33 degli uomini di perdita; avrebbe però dovuto considerare la perdita solo sui tre bauagfoui che presero parte alla _[azione, allora secondo il suo proprio ragguaglio , avrebbe tro vato che la perdita si-elevava dal 5 al 6 pe1 100, ovveco 1120, 1116 degli uomini, cioè poco meno ad .un dipresso della perdita ordinaria dc.,gli Austriaci nel combattimento, la quale. generalme~te rappresenta la m edia, s 8 si considera, per esempio, che la perdita media dei Francesi a Magenta raggiunsè appena il do_ppio ; la uwggiore però ch e accadde in questa battaglia d~ q1,esta parte, cioè quella del 90° i'eggimen to di linea, raggiunse 'appena tre volte l a eletta proporzione. La superiorità numerica del principe, Rusto,v la considera come tr ir in, g1ac-


244

RlV!STA

cbè egli dice che non gli si trovarono di contro che duo- battaglioni del 91 ° reggimento francese , i qu ali stavano presso Oriola; se ciò fosse stato V8ro , il p ri ncipe avrebbe sem pre avuto solamente la metà di più d' uomini in combattimento cle' suoi avversarii ; però dalla localitit e da t utto 'l'insieme si deve ammettere che i Franresi ·erano pi uttosto in numero rnaggiorn , come infatti i loro ragguagli, sui quali Ri.istow avrà calcolato, pa_rticolarrneute su questo pnnto, non presentano a lcun ~a~o certo. Così pure, come abbiamo veduto, è enoneo che la onc,a ta avesse chiamato in rinforzo il battaglione ZQlJE,l. Si ripete e . . qui ciò çh0 troviamo sovente ~el R11stow, ch'egli t:·oppo conscio di se ste-;so e sedotto da on esame superficiale, g1 ud1ca troppo conivamcnte , senza nn sufficiente e profor.do criterio ; per la qual cosa la scarsezza delle s~e fonti lo scusa in parte; Anche la critica u moristica sopra la promozione del priuc;ipe non può sussistere, almeno nel nostro caso, poichè questa nomina avve11ne per suo turno; del rest.o -vi possono essere abbastanza motivi per tale critica su_ll'arrnata austriaca, ma di c:erto -anche in qnalehe altra armala. Iu gene_rale sembra che Ri.istow s1 s ia lasciato trascinan::: troppo dallo sdegno per qualche esagernzione troppo rilevata su questo com battimento, e nella sua esposizione sia incorso nell'opposto errore. V'è nulla che risulti , dì straordinario, ma Fingerenza del piincipe ha p:enamcntc corri~posto al lo spirito del suo mandato e all"andanicnto della fazione; questo ci sembra ben meritevole di lode , poichè ciò consiste il colpo d'occhio del genera le, il quale tosto nconosrn il carattere speciale del combattimento e v i · agisce conforme1~JCnte. Qui or-a il caso più dell_a pmclenza che dell'tudi tcua, ed in questa inten zione noi troviamo, per esempio, interarnen te _gi ustificata anche la disposizionù dei duo bat~,,-]ioni cbe non p resero parte alla fazione. Il rnmbat.tirnento lil ;enernle portò, senza dubbio, u n caral.tere difettoso, ma di_ciò non è certo da rendersi risponsabile il principe. Non è s1curHmente !l cè>mpìto di questi fogli il ri ntraccinre fatti parziali, come- il sovracèenuato, sino nei più miu,u ti particolari. Questo p,:rò appartiene a llo stesso indi vidu0, il quale poche settimane, dopo con 11n'a.rdita risolui,iono, esrgu1ta ,di su o p ropr1c> mot0 e J,ulla sua propria r isponsabi lità, salvò l'a rma la austnaca da

BiflLIOGRAFIG A 245 p8rdite considerevoli e forse da una· compiuta disfatta.· Cos\ ci racconta la citata esposizion e nel l' Ed·inburg Review, per la quale non ci rimane che i l desiderio ch'essa ,,enga quanto prima completata da par,te austriaca:. Che quest'uomo era figlio di un principe •t edesco, ciò non diminuisce certa\llen te l'importan za di questi fatti. Noi stessi l'anno scorso abbiamo riconosciuto tu tti i motivi, ossèrvato, non senza timore, nè inquietudine , l'ingaggio di tanti principi a posti sì eleva ti di com;ando, giacchè come mediQcre generale, un p rincipe non è certo al suo posto. Se pt;rò il principe è un bravo gen era re, in tal caso tanto è meglio ch'e.gli sia principe. Quanto più facilmente egli vincerà la timidezza e l'avversione della risponsabilità , la quale posa sui nostr i condottier i come un male che .s 'introduce furtÌ\;a-' me1; Le; altret.tanto più facilm en te troverà egli il coraggio pe r le sue proprie imprese. Menzionare tali uomini e ricon oscerli pubblicamente, ciò è il nostrQ doverr , giacchè ess i non $ùno ancora in tale sovrabbondanza nei_ nostri eserciti tedeschi. (Estratto clall' Allgemeine Militèi,1• Zeilwng di Darmsladt, versione di B. P .). ·

in

Se1·vizio p·ralico .degli uf!ìzial-i cli stato-maggiore in campagna, del colonnello · DECKER (versione italian a). 1 voi. in- 12° , G. Cassone.

Torino, 1855 ,

Co,;a è l'i.rffiziale di stato-maggiore? È ad una volta il soldato dotto, innamorato del suo mestiere, -epperò uomo cli mondo, che tntto sacrifica p er il servizio. È al.h:, volte un damerino che riveste q uell'uniforme par far la guerra, per~hè wsì vuole la moda. Questo per la folla che vuol sapere e di poco si contenta. Per il militare, l'uffizia le di stato-maggiore è tu tto in un'arm ata; l'occhio ed il braccio del' genera.le. Il capo di stato-maggiore , ANNO V . Vol. L -

16 .


RIV IST A

secondato da'suoi uffiziali, _tutto sa e tutto vede. Tutto· passa per le sue mani . Confid!:n te del' suo generalP, dalla sua perspicacia· e previdenza dipende ta !volta l'esisten~a della sua divisione. Dal buon a ndameoto ch'egli sa imprimere al servizio dipende l'esattezza nelle o·perazioni, l'assenza di gare e di gelosie fra i corpi, la buona ri putnione che s i_ stabilisce della divisione ·n d 1'arm·1t;;t, e perciò lo spirit0 di corpo che subito nasce e fr utti.fica. Il suo spirito conciliati 1·ò , non privo di fermezza , crea e mariliene _buoni rappor ti colle altre grandi unità di comando. Esatte2:za, minutezw , chiarezza negli ordini l:'d istruzioni sono com di massima importanza, per0hè stabiliscono buona intE>l'l igenza co' capi in feriori e ispirano coofidenza nel generale; -s enti mento c1uesto che ,:, fonte· di tarìli pregievoli risultati, che nulla si deve risparmiare per parte di no capo di stato-maggiore per arrivare ad ottt·nrirlo. · Se si g ua rda ora alla parte importante che compete all'uflì· ziale a i s tato-maggiore nelle mosse, ne' com battimenti, ne'campi, s'i ntende qu anto sia ra r_o 'il troyar r iunite nel medesimo uomo quelle qualità che lo fanno attivo, zelante cun tatto e freddezza, coraggioso con p rudenza, is tr ulto in tutti i rami del mestiere, dai detta.gli più umili e scu ri sino _alh~ maggiori combinazioni della strategia; dall'ordinamento politico-amministrativo di uM provincia ~onqu istata, f\L dibattimenti diplomatici di una convcnzior1e militare. Deve dominare colla rnlonlà le tendenze d~l proprio spirito e cercare di estenderle talmente da poter aclem· piere alle sue fun~ioni con sicurezza. Amare i l soldHto, l'umile gregario; forsi co1Joscere da quella turba di valenti, non buona ad- altro che a vincere, secondo i l detto di un celebre generale, non allontanarsen e, avvicinandolo altrimenti ehe per guirlnrla. Molte verità p(>trà ùdirn Fullìziale d i stato-maggiore e trarne buon' pro per 111aggior van taggio dd servizio. E gnm ,anlagP; io troverà qua ndo doven do guidare LEl l colonna, vrendere il comando d'nn b attaglione, incontrerà buon visò_. e da tutti sarii sFJcondato, non solo perehè così vuole il reg9la.mento , ma ancora. perchè nella s ua persona si confida . Molti autori trattarono l'ardua q uestione del for mula re un quadro completo dell'ordinamento del Corpc, di s ta io-maggiore, del tracciare i doveri del l' nffiziale che a tanto uffi cio si d0stinn ·

247 lo F rancia Thiebault e-Lava.renne, in Germania parecchi , fra cui primeao-ia sicuramente Deck er, e si distinse in ultimo il . 0 0 wurtemberghese Hardegg. Tnt ti vanno concordi per far un ritratto fedele del perfetto u ffìziale di stato-maggiore, rara avis, ma ognuno, secondo l'orclinameoto e il carattere dell'armata,. traccia. un q uadro diverso del servizio, delle relazior,i e delle incumbenze sue . Deck.er mostra la. crea~ione dello ~tato-rnaggiorfl n èll'armata prussiana; -cbe solo prende cor po dopo il 1814 , ed espone le diverse formazioni cui dovette soggiaceré a m isura che crescevano le esigenze dbl servizio, la mobilità dell'eifercito e secondo ancora i progressi dell'arte m ilitart>. Torna utile a noi il paragone chr3 porta dell'ordinamento frAncese col quale il nostro h a- alcuna somiglianza., perchè meglio possiamo ·giudicare del suo· ragionam ento. Le cognizioni, il ca rattere, •il tatto , n ecessari ad un ullìziale, sr•no pu r aggradcYolmen te dimostrali, ·come anche lf: diverse qualità. dello spirito , fra le quali dìchiara pregevolissimo il. biion senso e l'orrore della pedanteria. Percoire quindi rapidamente si , rua dettagliatamente ~ con bell'ordine connesse le diverse incumbenze dell' uffiziale in marcia, al bivacco , negli accantonamenti , per il passaggio e stabilimento di ponti, lo studio delle posiiio'ni (su cui di molto sì ferma), le ricog nizioni, il m odo •di occupa.re militarmente Utlfl città, e finalmente il sistema di devas~azione metodica di un,a zona di tel'!'eno. Alcuno formole (illustrazion i del t r.adutlore, in massima parte) contribuiscono ad accrescere là chiarezza dell'esposizione di alcune particolarità , qnali sarebbero, ad esempio, il tempo d-a impiegarsi riel le m arcie , secondo di verse _ipotesi poggiate su 1l'esperien za e tutte d ipendenti dalle difficol tà della via; dalla stanch ezza crescente, ecc. 'Altri dati sugli accan ton am enti sono pregevoli, e da.ono buone norme per stabilirsi ne'villaggi 'o città senza troppo stancarli , secondo che siamo in paese amico o n emico. Il t raduttore volle conservare l'anonimo , e il SU1) libro i"imaSt' proprietà p ri vata, di cui si vantaggiarono i soli suoi compagoi .. L'in terésse e l'amore che egli , ora a1-r1vato aglt alti gradi m1litati , dimostrò sempre per l'armata lo persuadern nno a non pi.ù tener celato il suo lavoro, a da rgli la: _pubblicità che merita.


24 8

BIBLJOGRAl'ICA

RH' ISTA

Alcune meo,le per levare allo stile qualche teutonica dnrez;,:a, prova della esattezza culla quale si volse il testo in italiano, lo tende rapno piacevole maggiormente, e l'armata iLaliana ),)ggcrà con frutto l'opera di un egregio comandan te di brigata, appartenente nou ha g uarì -al Corpo reale dello stato-maggiore.

B. D .

Storia della terza divisione dell'esercito sardo nella guer rn del 1859, scritta dal capitano CESARE Rov1om. Torino, 1860, l voi. in-12°, con carte topografiche. Se in 0iascunn delle cinque divisioni dell'esercito sardo che presero parte alla g uerra ,:lei 1859 vi fosse staio uno scriUore , come il capitano Rovighi , che avesse· raccolto_tu tti i m ateriali 1·ela tivi alla divisione cui a pparteneva, e !'a tti di pubblica rag ione, noi avremmo a quest'ora la stor ia compita della cam pagna d'Italia dello scorso anno. Ai qua li documenti sarebbero.pure da aggiungersi quelli pubblicati dai Francesi, che hanno diviso con noi gli allori della guerra. r F orse av ranno già a quest'ora i s ingoli capi di stato- maggiore dell'armata depositato negli archivi del real Corpo dello stato• maggiore i documenti , i diarii, le memorie e cartfl relative alle altre quattro divisioni per formarne la storia, che ci lnsingbia 1J10 vedere un giorno pubblicata, com e pu re speriamo un giorno di poter dare alla luce la storia completa dcli' indipeoòeoza d' Italia del 1848 e 1849 con tutti quei documenti rimasti fi nora inediti, e che ci siamo p rocurati da lla. vera fon te. Ma per venire al merito del li brn del sig . Rovighi ci sia pe1·messo innanzi tutto di fare alcune osservazioni . Il militare che legge i soli preliminari di questa storia, senza p0nderare le c(1Se più importa uti ch e ne fanno seg uito, t rova molto su perfluità nelle varie digressioni per sonali, negli incum benti affidati all'uno od all'altro ufficio, coi doveri inerenti a ciascuno, essendo q uesto cose già prescritte dai regolamenti di campagna.

249

Similménte troviamo sup~rflue le indicazioni parziali e 11umeriche degli uomini as;:cnti , di quelli all'osped~le , o che non hanno ancont raggin nto i p roprii corpi, ed altri simili particolari, che meglio si addicono io un rapporto speciale rli co\llpagnia, anzichè in una storia generale, la. quale non rlovrebbe venire int(~rroua da troppi incidenti .che ne perturbano il senso. Ma l'a utore ha credllto, scri vendo, d i fa1·si legg1:,re e comprendere ancheda qllfigli C'Stranei alle armi, perciò non dover sopprimere nulla di ciò che fu las1;iat0 a sua disposizione; e ne fece q uind i ampio corredo nella sua storia, la qua le, ove si vogl ia rig uardare dal lato dei rnolti dettagli, è cer tamente la più con1ple ta fra cp1elle finora pubblicatesi. ' Seguitaodo poi di pi:sso le narra1ioni dei singoli fatti d'armi accaduti nelle giornate cmnpali, IL cui prese par te la terza div isione , noi vi a bbiamo rico~osciu La la verifa rl cl le cose esposte, e tanto per l'~menità dello stile, quanto per la natu ralezza con cui seppe rappresentare i varii quadri commoveotissimi della batta.glia di San Martino con tutti gli ac<:essori e le calamità che vi tennero dietro, non che le descrizioni pa:·h colareggiate doi lnoghi, nulla ha las()iato di che desiderare. Leggendo queste narra¼ioni, coi massacri di quella grande giorn~ta del 24 giug no, noi ci trasportammo col pe nsiero sulla faccia del luogo, compiangendo la. s0rte toccata a quoi va lorosi eroi che perdettero la vita a difesa della patria. - L'aut,Jre porge la bipgra(ia degli uffìziali che perirono in quella guerra, e qnella · dei due genera li, Dumrido Giovanni e i!fallu1·d Filiberto, che ebbero i l coma ndo della terza divisione. T utta l'opera, cog li annessi documenti , è diYisa in otto capi : essa contiene i ritratti dei due generali anzidetti e quattro tnvole, ossiano carte topografiche dei fa tti d'armi di Vinzaglio e di S. Mcwl'i no, e questo in tre fasi distin te . Espone nel 1° capo i preliminari della guerra, la composizione dél!a 3a divisione, un cenno sul gnnerale Durando e sul colon• nello Avogadro di Casanova; i p rovvedimen ti difensivi , l'arrivo de'Francesi, le mosse degl i Aust ric1ci, e tutto ciò che si è operato dalla 30. di visione dalla Scr1Yia al Po. Nel 2° capo - Al Po - espone le mosse della medesima da Alessandria a Valenza; i p rimi s r.ont1·i ct,l nemico; le disposizioni


250 Rl1'1STA clate per non lascia.,e Yittimo nelle innnnrla1.ioni del Po;1a superiorità delle carnbino anstri.aclio sll llo 110-=t re ; i m,,lti- particolari sul servizio degli avamposti ; la par1enrn per Casale; le foetificazioni di qiiesta piazza; l'a()campamento della divisione; lo stato sanitario del le trn pp~; il passnggio del re, ed altr i ordini . Nel 3° capo - Alla Sesia - Scorreria degli Austriaci; danni che questi arrecarono agli abi•anti A loro averi f,a la Sesia erl il T ici no; vicende diver,e di gue rra; pnrtenza della divisìnnc per· Vercelli; fo tto d'ar11 1e a Vinzaglio; utilità delle fortifica zioni di Casale; a tti sconvenienti de,.:;li Austriaci. Nel capo 4° - Dal Ticino a illila"no -- Passaggio del Ticino; battaglia ,di Magenta; a r·ri vo a Milano ed accoglienza fe.stosa nelle terre lombarde fatta al re c>d all'imperatore de'Francesi; viccude diverse acca<lute in <:[11esto tratto rli marcie della dì-Yi:;ione. Nel c;1po 5° - })a J11i/ano al·jHin'.cio - I l genernle Mollard assume i l comando della 3" divisione, ed il generale Dnrimdo, col suo caro di.. slalo-magg;ore, pas~ano alla 1° diYisiooe; n!1ri mu tam on ti nel p!lrsonalE,; biografie del generale Motl,wcl e del 1·enente colonnello lticotti, di lui capo di stato-ma,ggio1'C'; passaggio dell'Adda; del Serio; arrivo a Brescia ; 3<'COf!lie11za fatta dai suoi abitanti; delitti militari; fucilazion i; digrEissiooi personali (superflue); marcia della divisione in avanti ; ntirata pr,·'<'.ipitosa degli Austriaci; passaggio del Chiese; posizioui stratt•giche; esplorazioni; scontro a Pozzolengo; apparecchi per l',iovestimeoto di P escl1iera. Nel cap_o 6° - Battaglia di S. Ma1·lirw - (è questo il c;,p,J pi1ì inlercssaate e m"glio descritto nell'opera) comprende : Le r icogniiioni; descrizione del terreno {assai bene 1>spress1); sroontro r:ol nemico; ritirata delle colonne esploratrici; a rriYo della ùrigatis C11neo; apparecchi per l'assalto; presa delle pc,sizioni; il gennaio Araalcli fe>r ito (moriva poi addì 20 luglio); mo!"te del <'olonnello Beretta ; la brigata Cuneo si ritira ; avanzasi i I ne rn ico; lll 5" di,,isione entra io linea e si prepara all'assalto; riprende le posizioni al nemico; è costretta di nuovo a cederle; entra in linea l,1 brigat.n Pio,3rolo; sue mosse; vicende diverse fra lo alterna r~i di ,corpo Mlla presa delle posizioni; la brigata Aosta piglia parte all'azione; disposizioni per l'a,salto; temporale orrendo che mette .il disordine fra i combatten ti; bellissima manovra d'artiglieria;

251 la battaglia e sue fasi; cariche alla baioneua e della nostra cavalleria; 02cupazione dello alture, acquisto dAlle posir.ioni; villoria òel nostro esercito·; nwrte dei colonnelli Beretta , Cnminati, Balegno, del tenente \l.1rtinott1, d1 i\1almusi e di altri prod i, di cni porge la b1ograGa ; le tnm\Jc; lapide posta sulle medesime. .Nel rapo 7° - ;t S11n Martino - Cenno s11i ft>rlli e morti ; , cure pei feriti; ambulanze; c,spedali; trasporto dei feriti altrove; il re al campo; sepol~ura data ai morti; 1,ietosc cure dei cittadini ve,so i feriti; elogio al corpo sani1ario ccl agli infermieri (interessantissimo per descrizioni Ì'l tutto questo capitolo). Nel capo 8° - Al Mincio -- Parla dcli· investimento cl, Pe- ' schiera ; dt:i pericoli a c ui. si espose il re sotto il tiro della fortezza; pa55aggio del ·Mincio; la 3" e 5" di visione passano sotto gli ordjni del maresciallo rrance~e Baraguay-D'Hillie1s; ce11no su Pesch iera ; concentra111<rn to cli truppe; minaccia degli Austrinci; ordini per respingerli; a rmistizio; messa fu oebre; disposizioni pel ritiro delle truppe dal concentramento sotto Peschiera;..provvcdimenti ammillistrativi; accantonnmenti; rico~ peoso; festa del 15 ugosto a N11poleuno III ; dono di vapori ch'egii fa al nostro re; conclusione. B IBLIOG !LI FICA

DoculrnN·ri. Fanno parte quali documenti: Due ordini del gioruo 7 1;,d 8 ma75gio 1859 - Un articolo dell' Osse1·valorc 1'1·ieslino dd 9 giugno, in c ui accenna al Te Deum cantato dagli Austriaci, chu volsero a sè la vittoria riportata dalle nostre armi a Magenta - La biografia degli uffiziali morti nella gue rra del 1859, cioè: del maggior g&nerale Arnaldi, del co)onnello Caminati, del colonnello Beretta, dd tenente colonnello Balegno, del maggio,·e Solaro , dei c,ipitani. Borgna, Bianchi, P.ipurelli, Pussetto, dei luogotenf>nti Clovio, Ropolo, l\1ar1ino1ti, Carlino, Tamburelli, dei sottotenenti l\folmusi, Giulioi, Perclla - Lctlere del maresciallo francese Daraguoy-D'Hilliexs, B. Anselme, capo di stato-maggiore francese - Q11aLlro dei mez;,;i di trasporto della 3a di'\.isione - Quadro dei processi seguili da condanne ch'ebbcro luogo dal principio della campagna fino all':.mnistizio - Elenco nominativo degli uffiz1ali della 3ii di visione morti o feriti nella cam pagna dèl 1859 - Tabella uumerica delle ·p!il'dite sofferte dalla 3a clivisic,ne in detta rnmpJ3na - Q11adro rlclle razioni


252

RJVISTA

viveri sul piede di guerra, col confronto di q nello d,)' Francesi Elenco dell~ r icompense secondo gli ordin i d'armata dal nurn. 28 al 42 col snpplettivo - Quadro delle malattie in genere e dominanti , delle o_perazion i . chirurgiche e degli entrati ed usciti all'ospedale dal 1° maggio a tutto luglio 1859. - Quadro numerico del maxirn.um e ciel rninimum dei- presen ti ed assenti della ar, divisione dal 1° maggio. /VB. T utte queste tabelle e specchi, non che i piani topografici che vanno congiunli alla storia, nulla lasciano a de~iderare pel' u itidezza e precision e. Sia dunque lode all'autore .

L. DE

,

S TUDI MILITARI

J3,1 R'rOLOM1-:1s .

~ULL'ORGANIZZAZIONE DELLE NOSTRE FANTERIE E RI\A'l'A·- Co1tl\JGB

Nel voi. 11, Anno IV, pag. 17~ di questo Giornale, in luogo di Guibcrlo ,

tlcvcsi leggere Guiberl.

·C ONTIN'UAZlO N.&.

CAPO VJ. § 1° 1ronnaziouc del Rcggimcnlo. TAG LIANO GAETANO

Grwenle.

~~ ln generale il reggimento è una formazio'ne essenzialmente ammin_ist.raliva, la qùale ha riscontro con una specie di costi)> lozione. sociale, animata da uno spirito di patria e di famiglia. « Il colonnello è il capo di questa spècie di città, ne è il n padre, i! 0::agistrato........ )> (MArnIONT, Esprit dos fnstitiitions militaires).... All'autorità, alla direzione ect' alla vigiJ.anza sua è affiJato il governo dèl reggimento in ogni sua parte, servizio , poliiia, disciplina, istruzione ed amministrazione. - Somma è l'importanza di essa carica, siccome numerosi gli obblighi e moltiplicì le doti cbe si richieggono per riuscirvi ; grave è la responsabilità di un comandante di corpo quanto è ampia e

1,

ANNO

V. Voi. I• .....; 17.


254

STUDI MILITAR'!

SULL'ORGANIZZAZIONE DELLE NOSTRE FANTERIE

svariala la sua sfera d'azione, la quale perciò vuol essere razia~ nalmeote limitata. È bensì vero che un esercito , i cui reggimenti siano com- ' · posti di molti ballaglioni, è per l'erario meno costoso di quelloche avesse uguali forze ripartile in un maggior num ero di reggimenti di' pochi battaglioni, allesocbè havvi per quelli economia di stato-maggiore; ed inoltre il vantaggio della comun ità dr vita vanno applicali ad un numero maggi~rc cl'uo1pini. È bens1 vero cbe in, g:eneral'e nei grossi· reggimen li lo· spiri to cli corpo si fa più gagl iardo, a·ppunto perchè maggiore è la potenza complessiva del corpo, perchè un numero rnaggioie d'uomini animati da unanime impulsione,, stretti ad, una bandiera , conconono alla sua riputazione ed alla sua gloria, perchè ciascuno di loro si senle più forte della forza comune, ed è fiero d'appartenere ad un corpo capace di compiere da sè grand i azioni guerresche. Ciò nul\ameno la grossezza del reggimento ba up limite massimo, oltre il quale sarebbe sconvèniente, -sia per le difficoltà del comand? troppo esteso, sia anche per laluui riguardi lattici di grave considerazione. . Difatti sebbene !'azione governativa del capo di corpo debba essere piullosto inipulsiva cbe hoppo immed iata e diretta, aOincbè ciascuno de' gradu,1 ti suoi dipendenti abbia que,lla parte di autorita é di 11esponsabililà che spelta suo grado ed agli obblighi inerenli, tultal'ia egli è incontesiabilrnenle necessario che l'occbio suo possa direttamente penetrare, e penetri le molte volte nei minuti particolari ùell' interno organ ismo <leila macchina, di cui egli è !a forza motrice e la di rettrice ad un tempo, o~de ri conoscere di propria e certa mano che ogni parie funzioni e compia -il' debito suo, onde rilevarne gli sconci ed efficacemente provvedervi. Per quanta alti vita abbiasi un uomo, per quanta perspicacia e capacità, la po lenza, dirigente e motrice banno un limite, siccome ban110 un limite ogni .umana forza e facoltà , limite

al

255

dipèndente dal peso assoluto ,della mass~ da muoversi, relativamente all'intensill\ della forza n;iovente, al suo modo ed a' suoi · mezz] d'µzione. Esagerando la forza del rrggimenlo per spirilo di economia o per ,amor g'eècessiva ce;traliz-zazione, si ottengono effetti rovesci a quelli che la formazione reggimentale si propone; il , suo governo, troppo esteso, diveBta immaneggiabile ad un sol uomo ; troppo lunghi si fanno i fìli, 'perebè quella sola mano ;be li raccoglie possa mantenerli tesi e maneggiare come è necessario, onde ogni parie della macchina funzioni a dovere,, uniformemente ed omogeneamente. Per queste ragioni noi crediamo che la forza di un reggimento 'non debba eccedere i 3000 µomini, affincbè la form azione reggimentale efficacemente ,:iesca allo scopo cui è intesa. Vi S(JflO d'altronde ragioni tattiche per cui tale , . limite non debbasi eccedere. Fra le condiz,ioni cui dcbbe soddisfare un buon sistema di oi·ganizzazione d'esercito bavvi questa essenziale, che le suddivisioni amministrative corrispondano alle talliebe suddivisioni; si ha così il grande vantaggio cbe i soldati si trovano sempre sollo gli ordini dPgli stess~ ca pi, e l'unifcrmità regna costante fra il rPgimc tattico ed il regime amministrativo. Nulla havvi di peggiorP che ' l'essere c_ostrelti per le formazioni tattiche cli guerra -a frazionare le formazioni organiche nel tempo di pace, dal che pl'ovien sempre grave incaglio all'amministrazione e scapito gravis~imo all'unità d'azione ed allo slancio, i quali nascono dallo spi rito di corpo e dalla reciproca fidù cia fra subord inaJi e superiori. Un c(Jlonnel\o in tempo di pace porrà ogni sua più assidua cura, og1ii suo maggiore studio, spenderà l' inliero suo tempo al!' istruzione ed al ben essere de' suoi soldati, a promuovere lo spirito di corpo, a formare un tutto compatto ed omogen~o,,., e quando vien l'ora di cogliere gli allori di queste sue fatiche , ,


256 STUDI !IJLIT ARI per ogni altra guisa i1•renùrnerabili, quando si presenta l'occasione ambita çli provare coi falli, sollo il fuoco del nemico, il valore dei soldati, che a questo scopo egli ba formato .... allora.... gli si frazionerà il suo reggimento ? Tutti gl'inqividui del reggimento, nella comunione del vivere avranrio imparato a_considerarsj come membri di un' inseparabile famiglia, legati da reciproca fiducia e dal debito comune di concorrere tulli al bnon nome ed alla gloria della propria bandiera; ed al tempo della prO'va sarebbero divisi?..... verrebbero sciolti qursli potenti vincoli di commilitoneria? (1). Ad ovviare sì gravi inconvenienti, nella formazione organica del reggimento bisogna aver riguardo a ciò cbe le formazioni tattiche m_aggi_ori possano comporsi d' interi reggimenti. Epperciò .la forza ed il numero dei battaglioni di un reggimento vuol subordinarsi alla forza ed ~l numero dei reg°gimenti nelle brigate e nelle division i. La Divùione è la frazione più essenziale di un esercito ,attivo. Essa è il priino elemento per cui le 3 anni si combinano intimamente fra loro pel combattimento, essa è l'unità' costante e combattente dell'esercito ,1 siccome il battaglione è l'unità elementare <lella lin.ea 'di battaglia. Siccome la forza ed il nu1Mro delle compagnie in un battaglione vanno subordinate, come dimostrammo, alla foimazione tnttica del battaglione stesso, onde esso soddisfi alle condizioni inseparabili di consistenza, di mo-bilità e dì fac ile comando; così su scala maggiore, la forza ed il Illlmero · dei reggimenti in una divisione vanno subordinati alla formazione lattica della divisione stessa. Or bene, la divisione deve formare di per sè come un piccolo esercito, racchiudendone su minori proporzioni Lutli gli elementi costitutivi in personale e in materiale, per poter operare co' suoi propri mezzi, agire isolatamente, muoversi, stanziare,

SULL'ORGANIZZAZION E DELLE NOSTRE FANTERIE

vivere e comballere, e venir prendere facilrµente il posto che le fosse assegnato sul campo.di battaglia; epperciò la divisione, colla giudiziosa combinazione delle tre armi, determinata... e dalla natura del terreno e dalle circostanze di guerra, deve presentare ad un tempo consistenza e mobilità: consistenza per poter agire efficacemente e con indipendenza <l'azione, mobilità per pol€r muoye1·si e manovrare con agilità e sciollezza, per poter così rapidamènte piombare sul nemico, come sfuggirnelo scontro, quando ne sia la· convenienz~. E pertanto i mode_rn i tattici s'accorciano limitando la forza della divisione fra i 12,000 ed i 14,000 combattenti d'ogni arma; minore, la divisione non avrebbe quella potenza d'azione o!Tensiva e difensiva ch'è necessaria al suo scopo tallit:o; maggiore, essa perderebbe quella mobilità ed' unità d'azione cb'è suo pregio principale. Ritenendo che pei nostri paesi la proporzione numerica fra la fa11teria di linea e la forza totale dell'esercito sia 0,6 (1 ), la forza minima della fanteria di linea nella divisione sarebbe di 7200 fanti i la forza massima di 8,400 fanti , ripartita in reggimenti. In quanto al numero dei r,eggimenti nella divisione, siccome l'ordinanza divisionaria richiede la formazione su due linee , esso numero debbe essere pari, 2 o ,i reggimenti. Se i 7200 o gli S4ÒO fanti della divisione fossero ripartiti ' in due soli reggimenti , la forza del reggimento eccederebbe quel limite massimo che gli abbiamo riconosciuto conveniente pel s·uo facile buon gov~rno; epperciò per la fanteria di linea della divisione bisognérà adottare la formazione di t reggim'ènli. Ciascun reggimento risulterebbe così di 1800 a 2,100 com- ' battenti, formato di 3 battaglioni attivi di 600 a 700 uomini. ~1a siccome il passaggio dal piè di pace al piè di guerra, le fatiche dei primi giorni di campo, i primi scontri non tardano il diradare le file, converrà aumentare tale forza, portandola. I

(1) l\Ii si passi rrucslo neologismo.

25'7

{t) Vedi Rivist<'111ilitcirq_, dispensa di maggio 1860, pag. 130.


258

STUDI ~IILITATII

organicamente a 800_uomini almeno per ogni battaglione attiw1, cioè a 2ii00 per reggimento. Oltre .ai ballaglioni nttivi, ogni reggimento di fanteria di linea debbe avere un ·battaglione di deposito, composio di almeno altrellante compagnie qunnti sono i battagl ioni allivi del reggimento, ciascuna delle fjllali pl'0vvede all'istruzione delle reclute ed nlla sistemazione contabi le del corrispondente batta_glione attivo, onde la forza atti va del reggimento sia per quanto possibile sciolta d'ogni incaglio, pronta ad entrar in campo ad ogni mo men lo , e ·ad altro non abbia da intendere che a combattere. · Epperciò il nostro reggimento di 3 battaglioni attivi avrà il suo 'battaglione d.i deposi lo formato ,di 3 compagnie, la cui forz_a dovrebbe • esser quella a poco presso delle compagnie attive, con q,nesta differenza però che nel suo personale debbono essere numerosi e buo[li istrnttori, e che i soldati vanno sc:elti fra coloro che per età avanzata, ferite so(ferte o costituzione fisica, sono meno atti a sostenere le fatiche della guerra. - In tempo di guerra converrà poi doppiare il numero. di esse compagnie, perciocchè doppiandosi le leve, doppiandosi la necessil11 di presto istruirle e farl e atte a rifornire i vuoti che il ' ferro ' nemico farà mano mano nelle file attive, si abbia-pur doppio il personale che a tan ta bisogna debbe attendere. Laonde la formazione orgin ica del nostro reggimento di fanteria sarebbe la seguente : ,

SULr:orrGANIZz,q:loNE DELLE NOSTRE FANTERIE

259

PEL TEMPO DI GUERRA

STATO- MAGGIORE REGGI MENTALL

1 1 1 1 1 1 ·1

1 1

18 1

1 1 1

Colonoello comandante del reggimento Luogotenente colonnello comandante in 2° ( 1). Capitàno aiutante maggiore in ·1 °. Sottotenente portabandiera. Utliziale d'auìi:ninistrazione. Uffiziale del vestiario e bagagli. Tamburino maggiore. Trombettiere maggiore. Capo musica. Musici. Caporale falegname. Armaiuolo. Medico di reggimento. Cappellano.

Totale 31 (1) È indispensabile che in ogni reggimento vi sia un comandante in 20. Noi abliiamo brevemente accennato quanto ampia ed onerosa sia la sfera d'azione del comandante di un reggimento, quante debbono essere le doti di cui egli dcbb'csscre r ifornito, onde compiere .coscienziosamente c bene i propri doveri, onde faci lmente si scorge quanto gli sia necessaria la cooperazione immediata di un'aulol'ità a lui subordinata , ma a tutt i gli altri s uperiore, che lo aiuti nel governo del corpo, cd il quale possa ull'occorrcnza ·assumcrc immed iata mente il comando del reggim ento in sua vece. E questa necessili1 è ancor più sentita in guerra; il colonnello può da un momento all'altro, per ferita o per morte , esser tolto al comand,o ' <lei reggimento, egli è di tutta ne·cessità che subilo vi sia una mano capace e rivest ita d'autorità e di competente gratlo che p renda le redini del . ca-

,\


260

STUDI MILIT ARI

STATO-MAGG IOR E DI UN BAT'fAGLJONE ATTIVO

261

SULL'ORGANIZZAZIONE DE.LLE NOSTRE FAN'I'.ERIE

COMP OSIZION E DI UN A COMPAGNIA AT TI VA.

1 Maggiore Gomandante. ·I 1 1 A

1 1 1 3 1 1 2

Luogotenente aiutante maggiore jn 2°. Sottotenente a disposizione. Furiere maggiore. Furiere d'amministrazione. Caporale maggiore. Caporale d'amministràzione. Caporale tamburino. Caporale trombettiere. Falegnami. Vivandiere. Medico di battaglione. Soldati infermieri (aggregati) (1).

Totale 16 mando e ne abbia tutte le capacità ~ i mèzzi di reggerlo, ciò che yerlarnentc non è sempr e dato alla semplìcc anzianità. • Si può essere buon comandante di battaglione, e riuscir pessimo comandante d i reggimento; sta gr;rndissima la distanza fra i due cò.mpiti. Andremmo per le lunghe vo!Jndo qui enurnertn'O' tulle le ragioni sulla utili tà del rislabilirnento dei luogotcnenli colonnelli comandanti fin 2o di reggimento, ragio ni ,d'altronde che saltano all'occhio d'oggi veggente; cppcrciò questa carica, che per puro spirito d'economia venne nella fanteria nostra soppressa, noi speriamo di veder fra breve rivivere. Nella fanteria francese, nell'austriaca, come in tutte l e altre dc'maggiori eserciti europei, ogni r eggimento ha il suo lu ogotenente colonnello comandante in 2°, ,lestinato a coadiuvare il colonnello in ogni ramo dì sr.rvizio, e specialmente incuinbcnzato di vegliare ali' istruzione ed al l'ammi nisLrazione del corpo, epperciò il luogotenen te colonnello non ha il comando di un batt aglione , come era t estè presso di noi, ma estende la sua vigilanza su tutti ugualmente, e non assume il 'c omando tat.lico diretto che in asscn~a del colonnell o. (1) Sul cam po di li:i.ttaglia sono ind ispensabili per ogni med ico di battagliorw dtte soldati, pratièi e avezzi alle opcl'azioni ehirurgicbc, e capaci di apprestare le prime cure ai feriti, che lo coadiuvino nel suo servizio, il quale sotto al fuoco del, nemico è altrettanto incalzante quanto essenziale; questi due soldati nel t empo' di guerra vo1·rchbero essere tolti dagli infermieri rqilitari ed aggregati ai battaglio'n i <li fant_eria.

·I Capitano. 1 Luogotenente. 2 Sottotenenti. 1 Furiere. 6 Sergenti. ·16 Caporali (dei q~iali uno contabile). 116 Soldati. ' Totale ,1 4.3 Epp·erciò la forza di un battaglione attivo sarebbe la seguente: Stato-maggiore 16 6 compagnie di 1 l3 uomini . 858 Totale 87 4 828 armati di fucile 46 armati dj sciabola, graduati e stato-maggiore, La·forza' attiva del reggimento in piè di gÙel'l'a sarebbe: Stato-maggiore di reggimento 3·1 . 3 ball~ lioni di 8 74 uomini . . 2622

d. r1 e.1 fJUa

)

265l fucile de1. ua'i·1 ) 2,1.84 armati di . , q 169 _graduati e stato- magg10re. COMPOSIZIONE DEL BATTAGLIONB DI DEPOSi'fO.. St.atO•l\Jagg;Iore.

1 Maggiore comandante. 1 Capitano direttore dei conti.

3 Uffiziali d'amministrazione. ·I Uffiziale di massa. 1 Luogotenente aiutante maggiore.

Da ripari.are 7


262

STUDI MILITARI

263

SULL'ORG-ANIZZAZIONE DELLE NOSTRE F ANTERIE

Riporto .. .. 7 1 Furiere maggiore. 3 Sergenti contabili.

PEL TEMPO DI PACE

1 Caporale maggiore.

3 Caporali contabili. 1 Armaiuolo capo. ,t Capo sarto. 1 Capo calzolaio.

1. Sergente tamburino. 1- Sergente trombettiere. 1 Caporale tamburino. 1 Caporale tromb~ttiere. 1 Vivandiere. 1 Medico di batraglione. Totale 2,t, CO I\IPOSIZIONE DI UNA COl\lPAGNIA DI DEPO S I TO.

1 Capitano. 1 Luogotene·nte.

• 2 Sottotenenti. 1 J;uriere della compag<iia. 3 Furieri o sergenti per la tenuta co1itabile del battaglio11e alti\'o corrispondente. 8 Sergenti istrott~ri. 8 Caporali istruttori. 8 Soldati istruttori. 8 Soldati oper~i (calzola·i , sarti, armàiuoli); indeterminato il numero dei soldati ordi1)arii, poicbè fra questi si annovereranno le reclute in corso d'istruzione., e que'soldati del reggimerito non atti al servizio attivo del campo, convalescenti ; feriti, ecc., ecc. Totale 40 personale. fisso.

Non varia lo stato- maggiore di reggin_iento. Lo stato-maggiore del battaglione attivo va diminuito del sottotenen!e a disposizione, di ,t falegname e dei 2 s,oldati infermieri. - Epperciò ridurrebbcsi a 12. La composizione della compagnia sarebbe ,la seguente : 1

1 Capitano. ~ Luogotenente. 2 Sottòte:nenli. 1 Foriere. 4 Sergenti (gli altri in congedo temporario). 8 Caporali id. id. 56 Soldati id. id.

Totale 73 Epperciò il battaglione in tempo di pace risulterebbe di 450 uomi ni, il reggimento di: 1 Stato-maggiore . 31 3 Battaglioni àttivi di 450 1350 1 Battaglione di deposito (forza media) 240 1

1

1

T9t.ale effettivo 162 1 1

L'altuazione del proposto riordinamento non presenta complicazioni difficili o lunghe a superarsi, ,wvegnacbè i mutamenti per esso ricbiesti stanno circoscritti nella sfera a~ministrativa del reggimento stesso. Gli attuali reggimenti constano di 16 compagnie ripartite 'iu 4 battaglioni , formando due nuov~ compagnie per ogni reggimento, e suddividendole risullanti 18 per 3 battaglioni, si avrà il pr0posto. riordinamento reggimentale. - Al maggiore, cbe


264

0

STUDI MIL1TARI SULL'ORGANIZZ. DELLE NOSTRE F A NTERIE

per ogni reggimento verrebbe tolto dal quadro, verrebbe sostituito il tenente colonnello con vantaggio del servizio , e senza scapito per la caniera ad uffiziale superiore. In quanto a' reggimenti d'ultima formazione, che tnllllra difettano di alcuni battaglioni , poicbè bisogna quanto prima compie.tarli, meglio vaìe il completarli' addirillura secondo il nuovo metodo d'organ izzazione ('I). (t) Quando iniziavamo questi noslri slurli sul riordinament o delle fantel'ie non era cosi ·prossima la realizzazione della grande speranza, l'uuificuz ione cl' llulùi, ch'è oggi quasi certezza, mercè le eroiche gcst.a dc' prodi compagni del prodigioso Garibald i, e mercè l' oprn dei nostri commilitoni dell'esercito nell'Uml,Jr ia e nelle Marche; eppereiò ci applicavamo alla r iorganizzazione delle forze m ilitari d'all9ra. Non andrà guari che tali forze suranno doppie; non perciò muteranno i principii sui quali abbii,mo. fissato il nostro ragionamento, ma YaJ'icranno bensì i numeri da noi por• fati nel Capo I; nè per ora ci è possibile di formolarc con soclclisfaccntc precisione quel quadro sinottico generale del riordinamento dell'esercito, che ci eravamo' promessi al principio di questo stesso Capo YI. Nel prossimo fascicolo probabilmente il potremo, prendendo per · base a nostri calcoli 22,000,000 d' Jlaliani ........... ..

PRIMI ELE1\1ENTI SUL TIRO

PER LO STUDI~ DELLE ARMI DA FUOCO PORTATILI A PARETI LlSCIE.E RIGATE

CON"Tl1\"UAUOXE E FlN"E.

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NUOVE ARMI DA FUOCO PORTATILI. , L'idea cli caricare le armi per la Clùatta rilnohta all'epoca dell'invenzione delle armi da fuoco (1338). Quest'idea si è rinnovata a,i nostri giorni. con qtrnlche buon successo; ma le esperienze fatte dall'artiglieria hanno dimostrato che queste armi non avevano il grado di solidità necessario per il servizio cl;:L guerra. I vantaggi riconosciuti nelle armi che si caricano alla ctùatta sono : 1° Ohe il loro caricamento o!fre maggior csattezuL di quello eseguito dalla bocca, cioè che il vento delle pallottole può essere ridotto di molto ed anche annullato ; 2° Ché riesce impossibile al soldato, anche il meno


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PRDII BLE)lllNTI

S UL 'l'!R()

esperto , di mettere più -cariche nel.la caJJJla, come ciò arriva colle anni' ordinarie; 3° Non esigono bacchetta per caricarle, ciò che riesce di gran vantaggio specialmente· per la cavalleria ; 4° La posizione fissa della palla, _che, essendo forzata nella canna, non può cliscenclere per l'effetto della vivace andatura dei •cava.lli allorchè si portano le armi a bocca all'ingiù; 5° La facilità e rapidità, cli caricamento. · l\fa l'esperienza ha provato che qualunque si fossè_ il perfezionatl\ento di meccanismo per chiudere la can ea nilla culatta, siccome l'esplosione della polver~ si effettua nel sito stesso dove si ricongiungono le parti della cmm a,, esse chiudono male e si disgiungono facilmente per il soffio della, carica, prodcicenclo consicler·evoli feccie. Questo stato cli cose si aggrava ancora per la rapidità colla quale queste armi permettoì10 ,di sparare.

ed è a questo movimento di rotazione che si deve attribuire la giustezza dei ~iri. .

Armi a pareti rigate.

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Delle elici. Supp9ni~1110 un_punto sottomesso a due movimenti sulla superficie di: un cilindro, uno d'ascensione parallelo alla direzione clelh generatrice , ed un movimento di rotazione attMno al cilindro parallelo alle basi. Se questi due_ movimenti saranno comunicati in un modo uniforme e continuo,, il punto prenderà un mo,rirnento risultante fra: i due movimenti d ìe agiscono su cli lui, e generr;rà in sno ca:mmino una curva. cli forma particolare che clicesi elice: Coll'aiuto d'una semplicissima costruzione si può rap~ 'presentare la forma dell'elice, conducendo in un dato rettaJ.1golo la diagonale, ed ayvolgendo qujudi il rettangolo in -modo da formare un cilindro; dopo tale trasfigurazione la · diagonale descriverà stù.la superfi cie del cilindro una linea, curva, che ·non sarà altro che un'elice. Appoggiato a quanto veniamo cli dire, è facile scorgere eh~, sviluppando su d'un piano un cilindro, -sul quale sia stato tracciato un,'elice, la base diviene una retta per penq_icolare alle stesse generatrici. Di.cesi passo deltelice la distanza. in linea t etta che sepa,r a due punti i più , ravvicinati cli un'elice su. d'una· ·,;tessa generatrice. La porzione cli curva compresa fra questi due punti, contando in qualche modo la distanza sull'elice, porta il nome di spira. Si può anche dire passo deH'elice l'altezza élel rettangolo che serve a formare il cilindro (figiwa M) . L'inclin?-zioilc dell' elice è A ll l'an0,Yolo formato dalla dia- ,,-- \,., ( \' (- \' .,,,,-· \" ' go~1ale del rettangolo otte\\,, ,:... \ ________.)(-, ___ j nuto dallo sviluppo del ci! \ Ì M / .!D flindro con una delle gene- · -i----=-r-;---13 - i", ; / ; f. . . . ·. . tt : . . \, / ,.' / ,~ ;ratnc1 od uno dei lati del / /,_ / : ./ rettangolo. C 0

Le armi carabinate presentano nell'interno della canna delle rig~tuxe più o meno numerose disposte a spirale •od a elice, più o meno larghe e profonde, e più o meno inclinate per rapporto all'asse. . Queste armi si tirano a palla forzata, affinchè imprimendosi questa nelle rigature o scanalature, si può raffigurare la palla ad una vite, la, dL cui chiocciola, è la canna. La palla uscendo dalla caralJina deve gir are su di lei st essa attorno ad un -asse, che' coincide con qi;iello della canna, e quest~ movimento è più. o meno rapido, secondo la, rm1ggiore o rninore inclinazione dell'elice. y b. Da èiò ne r isulta che la palla esce dalla cara ma gi.ra.nclo attorno ad un asse diretto secondo ht traiettoria ,

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PRl'III ELKr\IENT~,

:B; necessario distinguère il passo dell'elice dalla sua in• <elinazione. Partendo da un punto di un cilindro si possono tracciare due elici sul cilindro stess'o, l'uno da destra a sinistra, l'altro ,da, sinistra a destrà (P ANO'JJ, Cours su1· les arme~ cambinées). Prendiamo per supposto 1111a canna da fucile in ferro d'uno spessore sufficiente, ben ripulita e ben dritta, avente una lunghezza; per esempio, di Im, e che con un mezzo meccanic~ qm1lunque si pratichi un certo nymero , di rigature d'una larghezza e profondità identiche, egualmente distanti le m~e dalle altre, slùla, parete interna della canna ed in modo ch e la superficie intiera sia occupata dai vuoti e ripieni delle rigature e dei loro intervaUi; se queste rigaturn a vece cli essere disposte . parallelamente all'asse deJla canna, girano regolarmente attorno di questo asse in modo che qu elle che cominciano da una parte dell'tLsse ~Llla bocca della canna ., vadano a termina.re alla culatta dalla parte opposta.) questa canna sarà regolarmente rigata a clice, e se ne1la. stessa canna della lunghezz~ cli l m la r igatura avrà fatto un giro iutiero dalla bocca alla culatta, si dirà che il passo deµ' elice è di 1m. Tagliando questa canna a diver se lunghezze, 80, 60, 50 centimetri, si avrebbero delle canne cli 80, 60, 50 centimetri riga.te a elice al passo di l~. "Veniamo cli dire che le canne delle,carabine sono rigate a ehce ; la ltmgb.ezza delle canne, il loro spessore, ed il calibro sono variabili, e varia anche il passo clell'elice; ma si· è la rigatura a elioe che fa acquistare alla ca.rahina le sue qualità speciali, il che costituisce- la sua differenza fondamentale dal fucile, di modo che sotto la considerazione dcli&, giustezza e della cacciata si potrebbe dividere tutte le arn.ù da. fuoco, dalla pistola da tasca sino al cannone d'artiglièric1, in due grandi generi, ~ioè: il genei:e cl.i carabine rigate a elice, ed il gene'tl.e cli-fùcil·i .a pareti li scie (senza rigature),

269 C11ricando una carabina rignta a clicc a palla cli ca1il)ro più forte cli quello della canna, forzando la palla con un calcatorc, questa palla s'incastrerebbe nelle rigature alla bocca della canna .e seguirebbe la loro clirezione di giro :attorno all'asse della canna sotto la spinta cl.ella bacchetta, <>he la farà discendere sino al disopra della po1vcrè. All'istante in cui partirebbe il colpo, questa palla, per uscire da:.lla canna, riprenderà lo stesso Gammino·che aveva fatto per entrarvi, descrivendo cioè dalla culatta alla bocca della canna un giro intero od una fra,,ione di giro su se stessa, e consefverà questo movimento rotatorio attorno al suo ~sse per tutto i l tragitto nell'aria. Se per fissare le idee noi ammcttiamò che il passo dell'clice sia di Im, e che la, pallottola sia animata da una velocità di ·300m per minµto secondo, questa palla nel ' percorrere un tal tra.gitto avrà un movimento di rota,,ione eo9essivamente rapido di 300 giri per minuto secondo. La rapidità cli questo movimento , dì rotazione produrrà due effetti capitali : 1° Fisserà la direzione del' 111ovimeJ.1io della palla, impedendole ogni altro movimento di rotazione iri'egolare; 2° Manterrà costantemente all'innanzi la parte anteriore del proietto, per cui si potrà dare a questa forma anteriore la forma la più conveniente per -vincere la resistenza clell' aria. Abbiamo visto che la resistenza dell'aria è causa delle deviazioni dei proietti. L'effetto cli questo movimento cli rotazione è quello che influisce sulla giustezza dei tiri, ed è tale che senza parla,r e delle nuove armi particolari cli scelti' tdatori privati , si può far conto che colle· antiche carabine a pallottola sferica si arrivava a mettere \) palle su 10 in un bersaglio di 0m,25 di raggio situato alla distanza 150m, e le palle avevano ancora molta giustezza alla distanza di 400m, SUL TIR,0

ANNO V. Voi. I. .....:-1s.

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i

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'

.l'Rim ELEMENTI 270 Le carabi1ie rigate erano adunque porfett~unonto conosciute da oltre 300 anni. ' si videro a Leipzig nel 1498 le prime carabine, quindi perfezionate a Noriml)erg"a nel 1552, 1a di cui teoria eraevidentemente poco conosciuta a quei tempi. Nel xv secolo cacciatori particolari in Alemagna conoscevano e facevano uso cl.i carabine rigate a elice, e se ne s-orvivano abitmllmen'te alla caccia per lfL maggior gittata e per la loro giustezza superior e cl.'a.ssai a guella del fncil.e. La sola di-tp.coltà che presentavano riel carica1:le impedì che fossero adottate per armare dei corpi consi~ derevoli cli truppa. , La quisti.one rirnase adunque a, tal punto per sì gran tempo, finché nel 1828 l'inven:lione del signor Delvigne, ufficiale della Guardia Reale, la -fece entrare in ltna nuova fase feconda cli risultati. · Da piìi anni il signor Del vigne spara-va_ colla carahina caricata col calcat oio, e provò cli pomplificare, rimediando alle difficoltà che presenta.va tal modo 'cli caricare l'arma, evitando cli schiacciare la palla nel forzarla alla bocca clel1a canna, e for zarfa invece sclùacciaudola a1lorchè fosse in fondo alla canna. Ma per conservare all'arma la sua precisione ern necessario che la carica di polvere non fosse altemta nello schia.cciare la palla., ed immaginò cli praticare una camera nel vitone, dandole un calibro pil'.1 piccolo di quc1lo del-· l'anima della canna;_ la polvere veniva così ad essere contenuta nella camera , cli modo che ne risultava fra i due calibri ·un risalto , spianato su cui a.ppoggiassc la p,tllottola e pòtesse 'venir schiacciata. senza premere sulla polvere. Di modo che Ja paJla soffermata da.I r:isalto, cedendo alla pressione della b acchetta,, era obbligata di allargarsi e riempire i v71oti laterali delle scanalature clellai canna., e rimaner vi così forzàta. Il signor Delvigne, proseguendo m sue esperienze per

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SUL 'rIRO

quattro anni consecutivi , modificò anche la forma dei proietti , da.udo loro quella conico-ci.lindrica. Altri prima eh lui fwe,,a.no concepita tale idea ( nota· ricavata dal libro del generale .Pa.ixhans intitolato Costitiizione ~tilitare-cfolla Framcia, pagirnt 225, dove tr ovasi che nel 17ì0 il signor Turpin aveva esperimentata la inçli.cata forma di palla, quindi dal signor Guilon dc Marveau negli anni n, Iv e Ix dell'Impero pure esperimentata ;' proposta nel 1800 dal signor Bocleau ; esperimentata in Russia su di un proietto ellissoide, e che nel 1826 il colonne1lo inglese signor Nisler aveva provata la forma cilinclro-conica-, ma che non fu sufficientemente esperimentata). Poco tempo dopo l'incominciamento dei suoi lavori, il signor Delvigne riconobb e_che la detta forma doveva ottenere i m igliori risultati, e vi si applicò fin dal 1828 in modo notevolissimo (1) . Una serie cli articoli pubblicati cliJ)Oi dal sianorÌ)el vigne ) o coi qu:ali fece apparire l'importanza. delle sue idee, produssero un buon effetto , e furc.mo più tardi apprezza.tè dal Governo per l'applicazione delle ca.r abine rigate in guerra. Nel 1833 e 1834 fm'ouo eseguite in Francia uume_rose esperienze colle anni rigftté nello scopo cli determinare le condizioni le più favorevoli di fabbricazioni e di caricamento delJe carabine caricate con pallottola sferica. · Queste esperienze condussero a risultati soddisfacenti colla creazione di un'arma rigata cla potersi impiegare convenevolmente in guerra, utilizzandone la cacciata sino ai 400m con giustezza s uperiore.di molto a quella del fuc'ile da munizione. Quest'arma venne eletta carabina PonchMra o Poncharr~-Delvigne,·e fu messa in distribuzione ad tÌn battaglione cacciatori creat-o a --titolo cli esperimento nel 1838. l

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(t.) Il sig. Delvigne afferma in un suo articolo inserto nello S1iect1tleu-r mililitiro, 1:i agosto 1843, pag. 808, di aver rimesso al ~linislcro clc\la ,guerra nel 1S28 un fucile a pallòtt.ola conica.


2}2 PRD!l ELEMJ,NT! • Senza dettagliare le modificazioni successive praticate in dette armi dal 1834 al, 1846, tempo iu cui furono i~ altri battaglioni di cacciatori messe .in uso e provate in Algeria , i quali irn:pararono a servirsene in camptwna . b , chremo che queste armi non ricevettero le modificazioni delle quali stiamo per parlare, e che furono incomparabilmente rese superiori a tutte le armi portatili impieaa,te . o smo al di d'oggi in g uerra.

Nel 1843 il sign01· Delvigne fece pubblicare nello Specia.• teiir militai-re del 15 agosto un nuovissimo articolo. molto , ìmporta.nte Sull'impiego e sugli effetti dei proietti cilindro~ conici incavati e stabiliva nel modo più c0mpleto 1° Che i proietti cilindro-conici a;veyano un, vantaggio incontestabile di gittata o giustezza a confrontd degli sferici; 2° Che questi vantaggi erano stati constata.ti dalla esperienza da lui fatta i a Vincenncs nei tiri ai bersriglio, come pure in altre effettuate a Liegi per ordine delle LL. MM. il re deì Belgi e l'imperatore d.{ Russia , nelle quali impiegò due mesi; 3° Ohe nel_c.9tso cli. sue esperienze le sue osservazioni l'avevano condotto alla scoperta essenzi.ale, cioò che nel praticare un incavo pella parte posteriore della pallottola, i gaz sviluppati dalla polvere, precipitandosi nell'incavo, ne allar gano le pareti stesse della palla e la. obbligano acl incastrarsi nelle rigature pratica.te nella canna. L'opinione cli par ecchi autori si è la via che alle modificazioni recenti sulle armi da fuoco porta.tili e che ha condotto a risultati sì straordinari, fu chiaramente indicata. dal sig. Delvigne.

SUL TIRO

· 'Tre sono le cose principali a corn;iclerarsi in un'arma Tigata, èosì scrive il signor Panot (1): 1° La cMica cli polvere; 2° L'inclinazione delle ?'igati.1·e; 3° Il cliametro e la fo?·ma delta palla. Cariw di polvere. - La, carica di polvere d'un'arma è cla.ta dall'esperienza.. La polvere dev'essere in quantità sufficiente ma non soprab boridante. È facile il constatare che · oltre un certo limite, il quale sarà, ben inteso, cliITerente per ciascun sistema d'armi, l'accresciniento di carica infl~isce in male sulla giustezza dei tiri e sulle gittate. Sarà clunc{lfe necessario lo stabilire per ciascun'arma una carica in rapporto col sistema d'armi e col servizio cui è destinata. Inclinazione delle 1·igat~re. - Se· la carica è forte e gli ehci son.o mol~o inclinati, la palla di piombo spinta con graH forza, per la sua maggi.ore duttilità non seguirà la direzione clelle spire; ma si frastaglierà per lacerazioni, scorrendo sugli spigoli delle r igature della canna senza aver acquistato il movimento di rotazione che le si voleva imprimere;· d'altra parte, se le spire sararn10 troppo poco inclinate, la rotazione non avrà più la rapidità necessaria per opporsi. alle diverse cause di deviazione. Con delJoli cariche di polvere si potrà dare delle inclinazioni mo!to forti, mantenendosi la palla molto facilmente nelle rigature : ma ,dlora con certe pallott.oÌe, per es(:Jmpio le sferiche, la velocità ip.iziale divie.n e molto debole, e la penetrazione quasi nulla a distanze anche poco considerevoli. Le pallottole oblunghe per la lorò ferma e loro peso non presenta.nq gli stessi. inconvenienti. Vi è a.dunque, come già si è detto, un rapporto necessario. fra la carica di polvere e l'inclinazione delle rio·a-· o ture. Con forti carichè inclinazioni molto deboli, e per (1) Cllapitrc JT Dcs m·mcs ,cm·abinécs..


~UL TIRO

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l'RDII ELEòlENTI

contro con cariche deboli inclinazioni molto forti di rigature. Oltre all'inclinazione delle rigature, noi avremo ancora ad esaminare: ·· , 1° Lo·ro nn17iM·o; , 2° Lo?·o lci?·ghezza ; 3° Lo1·0 p1·ofondità; 4° Loro forma. Numero clelle rigcttilre.. - In uB.'arma carabin~ta sono nc-

~essar~c almeno due rigature; una riga,tura sola getterebbe Il proietto in .una falsa direzione fin chil suo primo, uscire, dalla l)occa deUa canna; ma oltt e di questo numero di due non è possil)ile indicare altro limite. al n~mero dell~ rigatme. Vi sono delle carabine di lusso che hanno 33 rigat me, e se ne sono costruite di queUe che ne avevano 133. Lnrghezza delte 1·igature. - La. larghezza inflùisce assai per la ,consicl~1:azione del numero di rigature ; egli è chiaro che quanto prn sar)l.nno larghe, meno potra,nuo essere nu~ merose, e che se ne potrà avere invece un numero considerevole se la larghezza. sarà molto piccola; ma in tal caso sarà molto dillicile il conservar l'arma pulita. Si ammette che per un'ann.a da guerra i vuoti, cioè la supe:ficie presa insieme delle rigature devono eguagliare a un cli presso i ripieni, cioè la parte non rigata della canna. P1,of~ndilà, clelle rigatu?'e.- La profondità più conveniente deUe rigaturn non è che un dato d'esperienza. Se 1e rigature sono profonde, le sporgenze sulla palla avra.rnio m1a certa altezza e formeranno in qualche ®odo aeJle alette che, urtando nell'aria, climinuiranno il movimento cli rotazione e la gittata del' proietto, ed· avrebbero inoltre lo svantaggio d'indebolire la canna .e di renderla in poco tempo insufficiente a tal servizio; il forzamento c1ella pallottola sarehbe inoltre n:Ìolto difficile, non potendo la pallottola csscrv;_i forzata che mediante violenti colpi di bacchetta onde penetn.l.rc sino in fondo delle rigature.

. È per altro necessario che la profondità si.a tale che la -:palla possa ricever bene il movimento di rotazione e che anche 1~ feccie trovino facilmente posto per non pregiudicare j ] tiro. La profondifa delle rigature per le armi cara.binate usate in Francia venne fissata dopo il. 1840 e fu10 al 1846 ad un mezzo millim.etro'Fo·rma delle rigature. - Si fecero gran numero d'esperimcmti prima di stabilire· una forma particolare per le ,rigature arrotondate; . esse hamio il vantaggio ,di non lasciare degli spigoli sul}a ~uperficie delia· palla dopo il suo forzamento, e da non poter essere faci1mènte degradate nell'introclune la bacchetta ·nella canna,; esse permettono inolt re di pulire con facilità la canna.

Diametro· e ì'orma della palla. Per il modo di carica.r e i11dic[1to da.I signor Delvigne ed impiegato ne1le carabine da guerra il vento venne lasciato quanto più possibilment e piccolo, fissandolo ad un mezzo millirnetro. Impiegando però pallottole sferiche, nell'atto ddorzarle, l'aderenza del · piombo colle pareti dell'anima del1a canna non si effettua che su d'una piccola parte della superficie del proietto, cosicchè i filetti formati sulla palla non offrono ' um1 forte resistenza .all'azione èlell~ forza di proiezione, e possor1.0 facilmente rompersi anche con piccole ca,riche di . polvere, se non si a.vi: à l'a.vvertcnza di .dare assai poca inclinazione ,1Ue rigature. · Qua.ndq si. faceva direttamente discendere la . palla sul risalto della carnera, e che poi si schiacciava a colpi di bacchetta, lo schiaccia.mento non riesciva ben regolaJ.' e 11lla circonferenza,; il pio111bo cedeva alla pressione d.elhL bac-


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l'Rl.111 ELEMENTI

SUL TIRO

chetta, penetrava anche nella camera; e questa sformazione delia palla pTegiudicava alla giustezza del tiro. Sé invece -d'impiegare p\l,Ilottole sferiche , si farà uso delle nuove pallottole allungate, il forzamento si effettuerà in modo_ molto più efficace, il . proietto presenterà . una gran parte cli sua superficie all'azione delle rigature, l'aderenza del piomlJo .c ontro le pareti dell'anima si effettuerà con maggior energia, ed i filetti formati sulla palla non avranno maggior spessore di quelli formati sulla pallottola, sferica, ma colla~stessa larghezza àvranno urnt lunghezza molto superiore; ed è ciò che in realtà costituisce la maggior resistenza alla lacerazione del proietto. Lo seguenti figure 13, 14 e 15 raì)presentauo le pallottole espcrinfontate dal signor Délvigne avanti il 1843.

Figura ·t 5n

F igura ·t 5-'I.

Il colonnello d'artiglieria francese Ponchan'a aveva ovviato all'inconveniente della penetrazione della pallottola. nella ca.mora, frapponendo nella cartuccja fra la polvere o la, palla un sabot (l) che veniv,t ad applicarsi snll'orifo,io della carnera e regolarizzava lo schiacciamento della palla; ma questo sabot riesciva incomodo nella cartuccia, e correavasi per sopprimerlo . (1) Dischietto in legno del calibro d ella palla , cd alto un mezzo calib1·0-

circa.

2'77

0 na vantaggiosa idea del colonriollo d'artiglieria Thoiivenin fornì il mezzo di cambiar modo di forzamento ed ottenerlo nel centro della palla a vece di quello nella circonferenza, come praticavasi secondo il metodo PoncharraDelvigne col sabot. ' Praticò il signor Thouvenin uno stelo c.iljndrico terminato da una superficie piana, lo stelo avvitato nel contro della tavola del vitone ed in direzione dell'asse cle11acanna; la polvere versata ·veniva a situarsi attor no allo stelo, la palla appoggiava sullo stelo ; tre colpi cli bacchetta bastavano per iscbiacçiare la palla sullo stelo, il quale penetrava leggermente n ella palla dalla parto 01:iposta , rendendone regolare il forzamento. Por mettere quest'idea in pratica e LTarne partito il signo1: Thouvenin s'associò il capitano iUinié, istruttore alla scuola di tiro a Vincennqs. Il signor Minié da tal epoca in poi diede pro;fe della sua attitudine particolare per il tiro, ed in generale per tu€to ciò che tiene al perfezionamento delle armi a fuoco portatili, nel che era stato iniziato dal signor Del vigne; ma, oltre allo conoscenze teoriche, il capitano 111inié possedeva nna grandissima abiUtà pratica come tiratore, ed aiutò efficacemente il colonnello Thouvenin nello stabilire il di lui mQdello cli caralJina ed a ritrovare colle espe~ rienze una forma conveniente di proietto Figura ·I6a cilindr o-conico nel genere di quello -indicato daI sig. Delvigne. La palla primitiva per la carabina a stelo_presentata dai signori Thouvenin e Minié é la qui contro: 17. 2 Il passo clell'elice venne m olto più inelinato, e fo diminuita. la carica cli polvere sino a grammi 4, .20. Il peso della palla fu a.umenlato a grammi 47, 7.


278

, PRIMI ELTlMENT~ '

éarabiua Tbouvenin-~Iinié mocliticata dalla Commissione. L~ carabina Thoimmin-Minié diede dei risultati prodigiosi ed inaspettati; Ja sua precisione sorpassò di molto quanto si era sin allora ottennto dalle armi da guerra ; la gittata fu estesa sino ai 1000 ed anche 1200m., e l'arma fn pr esentata al Governo nel 1844. Si aTrivava infine alfapplica:7'.ione dei principi.i già prima ,proclamati dal signor Del vigne, allorché annÙnziava doversi allungare i proietti, inclinare le clici, dimim1ire le cariche di polve1:e pE]r ottenerne maggiore la gittata e la giustezza. L'arma proposta era in buonissimo condizioni per la guerra, e riuniva alla precisio'ne e lunghezza di cacciata una cartuccia, comoda e cli facile caricamento. · La Commissione r adunata per esaminare la detta cara,b~na vi impiegò due anni: m1 utriziale del più gran merito, " com~nclante allora dell'artiglieria, il signor Taniisié, professore della scuola cli tiro a Vinconnes, ne fu creato relatore, e ne ricapitolò i più minuti dettagli con suo Rapporto manoscritto (1). ' La conclusione pratica di questo rapporto fu l'adozione della carnbi?~ci à tige,· colla quale f~1rono armati i cacciatori ;francesi a piedi. La dillercuza dal modello primitivo presentato dai signod Tb.ou venin e Minié consisteva .specialmente nello allunga,monto delle rigature ed' in un cambiamento importante nella forma della palla. Questa carabina. a stelo 'è la sola delle armi francesi che potreblJe sotto un dato limite venire chiamata ca1·abina Jfinié, avendo egli av11to grandissima parte nella sua presentazione; ma per essere esatti bisogn~rebbe chiamarb carabinct Tho1wc·nin-Minié, modificata dalla Commissione. (t ) Npn pubblicato.

279 Durante iL corso delle -espe1\ enze che la Commissione fece per verificare tutti gli elementi . dei quali abbiamo parlato, il comandante d'artigfo;ria Tamisié risolse duo problemi molto interessanti sulla forma delle pallottole: trovò dapprima teorica.mente quale era il rapporto fra la lunghezza, ·che doveva esister e nelle palle cilindro-coniche fra la parte cilindrica o la parte conica, delle stesse pallottole, e come la lunghezza di ciascuna delle sue parti influisce sulla maggiore o minore stal)ihtà della palla durante i1 suo tragitto no1l'aria; diede in seguito un mezzo estromame~te semplice di correggere le deviazioni che la resistenza clèll'aria pt\ò , causare nel tragitto del proietto : questo mezzo che il caso ne aveva dato l'inclica.zione. si fu di praticare nella parte posteriore del proietto d~lle · profonde sca.na;lature in cir colo perpendicolari ·al suo gnnd'asse. Quando nel suo tragitto la punta del proietto , è _per w1a causa qualunque deviata a destra od a sinistra, all'alto od al basso do1la direzione, la resistenza dell;aria, urtando violentemente stùla sc:malatura, per la gran velocità da cui è animata, tènde colla resistenza a raddrizzarlo e ricondttrl_o sulla direzione primitiva del tiro. Le scanal,a ture nella parte posteri.Ore deila palla fanno l'uffizio delle piume nelle frecce. La palla proposta dalla Commissione aveva tre delle dette scanalature ., le quali influirono vantaggiosamente sulla giustezza de' suoi tiri (1). ' Figura ·t 7(1 La chiarezza e l'intelli,renza sr)ie(rat,e dal o o ~~------; signor Tamisi6 nella, sua relazione del rap~ ' :, porto del1a Commissiono o nella, spiegazione '' I teorica dei fenomen i, clei quali le leggi sono : così interessanti e così cl ifficili a raggi un - ( l'l, 2 :' : gersi, fecern il più grande onore a questo : uffi.ziale, od è probabile ch'egli ayrebbe amSUL 'l'lRO

1

I

(l ) La palloLtola è rDppresontata nelle p1'ccise dimensioni naturali di grr,udczza e proporzioni di parti.


280

J> RHIT ELE1! ENTI

pliato il dominio . della scienza' e dell'applica7,ione e reso il s,uo nome al giorno d'oggi conosciuto dal pubbhco quanto quello degli uomiµi speciali , se jmprevisti avvenimenti non avessero int errotta la sua carrier,a militare (1). Della carabina ·a stelo modilica.ta dalla Commissione francese, chiamata carabina moclello 1846, vennero nel decorrere degli anni 1847 e 184.B armati tutti i battao-J.ioni cli -~ o cacciatori francesi, i qua.li l'hanno conservata sino al dì. d'oggi. È. per altro necessario dì dire quali erano i vantaggi di qu0sta carabina sotto il punto di vista militare, in che cosa consisteva la sua superiorità e sotto q;ali rapporti cm inferiore al fucile da munizione, e ciò faremo in seguito.

Vantaggi e svantaggi della carabina, motlcilo francese 18 46. La caral)ina, :modello francese 1846, pesa 420 grammi in più. del fucile da munizione , pesati entrambi senza la baionetta, e 460 grammi in più colla sciabola-baionetta. (2). La carabina riesce perciò più difficile a tenerla appuntata; lo stelo ne rende più di:flì.cile il ptùimento ; non. si può c)le. clifficilmeute estrarne la carica col cavapalle; la. cartuccia è di costruzione meno facile. e richiede maggior perfezione •di quclla del fucile; il costo della carabina è .cli ciJ:ca 20 franchi maggiore cli quello dèl fucile (3) . Infine, -ed è ciò che importa, la cartuccia del focile porta una palla ,cli gr:a1~mi 26 e gramm.i 9 di polvere, e pesa 36 gramiui com-

,, (1) Il signor comnndantc Tamisié , rappresentante del popolo all'Assemblea legislativa, diede le sue dimissioni ir1 seguito agli avvenime nti del ,dicembre 1851. (2) PANOT, Poirl~ des m·mes françaises . (3) P ,lN01', P.rix du fttsiL complet, (rancs 35, 45. Prix de lei ccirnbine, -envirnn 5!> /nmcs. ·

281 P:'esa la carta: mentre ,quella de,lla carabina con gr. 4, 50 d1 polvere ed_ u~1a palla .cli gr. 47, 50 pesa gr. 53 (1). Questa obb1ez10;ne è una delle più importanti fatte sulla carabina. Si pretese, o con ragione, che fra le mani di soldati di poco estesa istruzione 53 cartucce da fucile·potevano produrre. maggior effetto di 36 cartucce da qarabina. Il fucile si c~ric_a d'~ltronde con maggior facilità e , si sparano_ 5 colp1 cli fucile per 4 colpi di carabina. Dopo aver esposti i difetti dell'arma, è mestieri dirne i vantaggi, che sono immensi. La precisione della carabina riescì superiore a quella del fucile a tutte lo distanze.' La maggior giustezza era tanto più grande quant o più eser,citati elano i , tiratori. . Dai 400 ~ti lOOOm, distanza ·alla quale il tiro del fucile non ha più alcun valore, la çarabina conserva una giustez7,a portentosa (2). Si poteva dire che quest'arma nelle mani d'un abile cacciatore ora infallihlo, pmchè avesse potuto sparare diverso volte sullo stesso oggetto per rettificare il suo tiro, come sarebbe negli attacchi delle fortezze : i fatti ha~rno constatato ,{ Rom~, a. Bomarsund ed a Sebastopoli quanto stiamo esponendo. SUL TIRO

(1) Deve semhrar singobrc il v-crlcrc lanciata dalla carabina ca ricata con una palla di nn peso quasi doppio di quella del fucile, con una carica d, polvere di m?:ù peso, hi palla ad una distanza due volte e mezzo pi ù cons,dcrcvole. C10 accade perchè la palla cili ndro-coni ca della carabina,. TtHrnt_cn_cnclo_ognora lo. punta in ava nti durante tntto il suo. trag itto, pere!~• pocluss,mo dl sua velocila iniziale a ciascuno degli ista nti di suo movimento, mentre la palla del fucile, Ja qual9 è sforica e presen ta mollo 1mgg10l' superficie alla resistenza dell'aria, perde mo llo più rapidamnnle l'enorme vcloc il ù, che le è cornunicata da l)a carica · d i polver e. Cosicchè la palla d.el fuci le fr,1uccse possiede, al suo uscire dalla bocca della cal1na una v_clocilà rnccl ia di t,50m per secondo ( PANOT , pag. 199); e la palla dcli:~ c11 ra L,na una velocità di 312"1 ; eppnre qL1cst.'ultima impiega sensibilmente l o stesso tempo che la palla de l fucile per arrivare a ~OOm cioè a dire• I a qu eslfJ . distanza la sua velo cità è di molto su periore a ' quella della cie palla da fucile. (2) Geuernlc Puixhans, pag. 1;0.


282

PRIMI F.U,!IIENTI

, Ma la traiettoria eri!, troppo poco tesa per utilizzare in campagùa tutta la gittata dell'arma, e siccome bastava un errore di 4pm a 400m, di 25m a 500m e di Sm su ].000m, per~hè la p,illa passasse ad l m al disopra o_d al disotto del centro dello scopo, si poteva prevedere che :a;l cli là cli 400m i cacciatori che tiravano in campagna su cli uno scopo mobile dovevano sprecare. la più gran parte dei loro colpi. La traiettoria del fucile da, munizione sino a 3QQm era più tesa che q nella della carabina,, ed alle più piccole distanze comprese fra J.rn e lQQm poteva esservi vantaggio a servirsi del fucilé, la ·cli c1.li traiettoria può considerarsi qtmsi una linea retta (1), mentrcchè quella della carabina tirata col.1a linea di mira ncilim!-le (senza sollevare · l'alzo), a 15Qm passa a Qm ,40 .al clisopra del punto mirato; alla clista.nza di 75m (2). Il tiratore che non' conosca questa

{1) Vedi la figura 18 qui contro. (2) Un uffiziak generale fra i più distinti del genio militare francese assicurò che all'assedio di Roma, cd :illorchè i lavori erano stati spinti molto vicino alle mura , molti cacciatori a p,iedi, i quali alle grandi distanze s i erano perfettamente servili delle loro. carabine , non snpendo perchè mancavano di col pire alle piccole distanze, cambiar ono le car:1bin1: c on fucili di fanteria, i quali avcvan.o rnaggior giustezza. Q11csLo fatto pon sorprende. La testa d'un uomo non avendo 0m ,30 d'allezz:1, verrà sempre sbagliata col t iro della carabina. avendo uno scostamento rialzato. cl i 0m,1,0. Ora verso il fine degli asseclii i t iratori av\'crsari non si m~strano in· ticramcnlc scoper ti, e .saranno colpili soltanto al momento in cui p rosentano il capo allo scoperto per tirare. Errori s imili non accadono mai colla carabina am ericana, pcrchè !o t raie ttoria è molto tesa. F ra il gran numero èl'cscmpi cl'ubi li tà degli Americani alle piccole distanze, s i può• cilare il seguente~ , Nel corso delle ull-ime guerre civ ili ùcl Nicar agua, che non sono ancora terminate, 5G Amci·icaoi comandati dal colonnello Valkel' combatterono nel la ciU.ù di Hivus coutl'~ 400 uomin i cli ·t roppa del paese; dopo aver ésauritc le loro munizioì1i si erario riparati in una casa , che venne incendiata, e si aprir_ono <1.1 n passaggio colle urmi alla mano. Gli Ameri ca ni perdeUcro 6 uomini, .ed i loro nem ici ne' perdclLcro 70, quasi lutti feriti nel capo.

(Retristci brillanicct, .aprile 1 S5G, png . 272. Ii Nicai·a.91m ccl ·i nuovi flibu.stied).


..

11:aietloria del fucile da munizione e della carabina modello i 846 a tigc. ' Figm f 8~

AB Linea di tiro della carabina. - A C Linea di tiro del fucile. - Av¡ Linea Ji mira comune alle due armi. - A E TI'aieltoria della carabina. - A F 'fraiclloria del fucile. \

'


l'RDI! tLEME!\Tl , 284 particolarità deve necessa.rianlCnte mancare a tale distanza uno scopo poco elevato; ed i soldati francesi non la cDnoseevano, poichè non furono mai esercitati al tiro a 75m. Gl'inconvenienti cli quest'arma a fronte dei gran vantaggi che preseniavà nei tiri, non permettevano ancora di adottarla per t utta l'intiera annata, e si continuarono le ricerche per appro1)riar e le rigat ure al fucile da niunizione. Nel tempo cli questi lavoti apprezzevoli che •s i ·eseguivano in Francia, delle esperiem e probabilmente meno confplete, ma altrettantb interessanti , quantunque sotto spirito diverso, si praticavano all'estero. Non conosciamo i dettagli di queÙe eseguite in Alemagna, quantunque i progressi effettuatisi recentemente in Prussia c'inducano a credere che il ··governo di questa potenza siasi con molta intelligenza occupato di quanto riguarda le ;;irmi rigate. · :Ma in Inghilterra ed in America si ottenner~ scoperte ·vantaggiose fatte da · persone private con perfeziona.menti che ci ' seml)ra conveniente di esporre. In America la quistione della carabina è posata su basi diverse che in Europa. Per gli Americani la ca.r abina non è esclusiva.mente un'arma per il tiro al bersaglio od illla · guerra; tutte le popolazioni delle frontiere che vivono quasi 11ei deserti. e che si trasfàiscono so,rente attraversando gran t ratti, nei quali hanno continua.mente a temere gli attacchi degli Indiani e delle bestie feroc(, abbisognan o d' un'arrna, la quale riunisca ad una gran precisione una grandissima penetrazione, e sia a.rma da caccia e da guerra, i di cni proietti pesino poco, onde poterne r ecare gran quantità; e la traiettoria sia molto tesa anche per le piccole distanze per ,c ausa della poca altezza dello scopo, sul quale il tiratore spara. Per soddisfar ~ a tutte queste condizioni era necessaria · una carabina eh piccolo calibro, ed il cui proietto leggero

285

SUL TIR0

cpmporta.sse . una carica relativamente molto forte di polvere. . Dopo,a:vei- imparato dai Francesi l'impiego dei proietti COJ?.ici, gli Americani, combinando per il piccolo calibro dei proietti l'impiego dell'acciaio fuso nella .fabbricazione delle canne, e le rigature di passo progressivo dalla culatia alla bocca (1), diedero alla palla una forma e peso convenevole · per ott enere dalle loro carabiné Lma giustezza -straordinaria ed una grandissima penetrazione con una tensione prodigiosa di traiettoria per le distanze che non oltrepass?,no . i 300m. La ,figura H)a rappresenta la Figur a 19• .:Pa11a amen cana,, il cui peso è cli 10 grammi. Questit carabina , la quale non può convenire -che a dei tiratol°i scelti, riescirel)be 111olto più micidiale cli quanto può credersi, se i tiratori fossero rip_a,r ati o se sparassero in terreni coperti. La ~arica di quest'arma è ben più ,difn.cile e minuziosa __f!df!'_..., ·cli quella delle carabine da guerra europee , come la sua giustezza è ·superiore alla loro. Essa non potrebbe in alcun caso convenire a delle truppe regolari , ma è ec.cellente per riempire la destinazione d'arma da caccia 0 ·da g Lwrra durante lm1ghé spedizioni, · In !nghilterra si fecero delle es1Jerienze, delle quali non èonosciamo i dettagli ; se ne eseguirono per ordine del governo ed altre :ve~nero i~1trapr ese da persone private; per o~tenerc speciali perfez10uamenti dalle armi rigate. Il signor Lancast'!r perve_n ne a trarre gran partito da lUla carabina, h di cui canna era ovalizzata leggermeiite ad elice.

LJ 0

(1) Ncllc·carabine a stelo attuali si praticarono in Francia d~lle ri.,atur progressive in pro,fondità, vale a dire un poco più profonde alla iulatt: che alla bocca. . G!! Amer icani chiamano rigature progressive in giro quelle, Ja di cui incl1naz10ne _aumeola progressivamente dalla culatta alla bocca, dove arJ'iva -al suo massi~~- Que~to genere di rigature., che d'altronde present.a d11i gran vantaggi 10 ecrll casi, è pochissimo usato in Francia. · A.NNO V. Voi. I. -

19,


286

PR! Nf1 ELEJiIBN1'f

287 Al momento dell'esplosione il culot in virtì1 deJla sua 1eacrerezza è messo in ,movimérito poco prima della palla, 00 1a quale prende il .giro · delle rigature e sorte forzata. Ciò che costituisce la no,1ità, ed il merito di questa palla in riguardo al tiro si è la 1·egolarità e· la giusteiza di forzamento. E sotto il punto cli vista dell'impiego come a:rma da guerra possiede altri vantaggi , come la facilità di estrarre la palla col cavapa11e, e la canna può essere ripulita colla stesséLcomoclità, come se non fosse rigàta. Si può ammettere che il forzamento rie,sce-più regolare, perché non dipende dalht ma.ggiore o minor emozione o precipitazione del soldato .. Questa palla fu presentata al Governo francese nel 1849, il quale ne ordinò l'immeclia.to esperirnento. Furono sparati alcuni milioni' di 01ueste pa;lle, e si osservò qualche difetto di dettaglio nella fabbricazione, specialmente del ci.tot. . Ma questa' palla, eh e rimase in esperi mento sino al dì d'oggi, non venne mai adottata per causa di due difetti capitali: il primo · per il suo p'eso considerevole , _perchè pesava 50 gra1~1rni, cioè due gran-imi e mezzp di più della palla da cacciatori a piedi anch'essa già troppo pesante; ed in seguito perché qualche volta si rompeva nella canna, cosicché disarmava momentaneamente il soldato. Gl'InP-]esi r in1ediarono a tale inconveniente fabbricando o le pa.Uc a ,compressione (emboi.tissage), che riesc_ono così pi ù omogenee é più solide. In Oriente ·essi si-servirono n~i fucili r,igatì di grosso calibro delle palle di 45 grammi -è. cutot compresse; - ed è a queste palle che si può con ragione applicare il nome cli palle Minié. Da due anni circa sì fecero a Vincennes gran numero d'esperimenti per sostituire alla palia piena schiacciata sulla, tige delle pallottole cì culot, 9vvero soltanto incavate, del -peso di 35 grammi, gli effetti delle_quali sono egL1ali ·a quelli della palla à culot cli 50 grammi, ed abbiamo buone · ragioni pe; cr edere che il problema è intieramente risolto. SUL' TIRO

Forzamento Greener 11er mezzo dell'.azione Ilei' gaz della carica di 110\vcre. , Il signor Greener, archibugiere a Birmingham, scoperse nel 1&41, e fors'anche prima di tal epoca, un metodo ingegnoso per forzare la palla coll'a?ione dei ga~ della polvere; hi sua palla era; cqmposta di due parti ineguali in durezza ed in peso alla porzione più d:ura e meno pesante;. essa erà precipitata dall'azione della polvere in un'inca-• vatura convenientemoote r egolati), per tal effetto nell'altra pqrzione del proietto che la. dilata.va, peneiTandola, e la palla usciva forzata. L'idea del signor Gr eener era buona, ma la sua applicazione non fii sufficiente. _ Nel 1849, sia che il signor _Minié avesse conoscenza delle esperienze del signor Greener,_o che le sue idee particolari l'abbiano spinto a dirigere le di lui· ricerche nello stesso senso, il signor Minié presentò la palla à culol (wppel, letto), che superò di molto quella del signor Greener, quant unque basata ~ullo ~tesso principio . .L'importanza o vantaggi di questo genere di pallottola à, culot non è egualmente apprezzata dai vari autori, mentre , una parte di loro ritengono una tale invenzione per ~ · notevole perfozionamento, allorché sia applicato alle arnu da guerra. Fisur:"20, La costruzione di questo proietto è co- :- --~ ---- u,tio·. 1vico-cilindriea con incavo nella parte cil1n-" driea e nel senso del suo asse;- l'.inca-vo è di forma t-ronco-conica; in questo incavo 1 viene collocato un cappelletto o cappel1 ..--_· . lozzo in, ferro . di forma simile a quella clell' incavo in cui viene adattata. La palla- , 011J, 2 , pesa 50 gramnù ed è di calibro inferiore l ,--~--·---------• a. quello della canna (fìg. 20"), è fatta liberamente cliscen· dere al fondo d?lla canna e viene a poggiare snlla polvere,. 1

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288

PRIMI ELEl!,EltTI N

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Del resto dobbiamo confess3.re che le palle à culot od fo-cav-ate ;ono essenzialmente palle dQ, guerra;· quantunque la loro o'iusiezza sia grande, non.conosciamo alcun tiro di o . . precisione ov<:1 l'esperimento abbia condotto aél nnp1eg~re· altl'i proietti che quelli colla palla piena caricata con ca_lepin, Nel.le carabine di piccolo caliMo del fucile da munizione le palle à ci.lot, o soltanto ad incavo, hanno ottenuto risultati anche migliori . e soddisfacentissimi per essere impiegate in guerra, · · _ Mentre si eseguivano ta,li e~peri.menti con delle carabme, un uffrliale francese, il sig. Nessler, il di cui nome è al eh. d'oggi molto conosciuto, raffrontò la questione sotto un altro punto di _vista, facendo semplicemente variare 1~ forma del proietto per aumentare considerevolmente la g1:1stezza e la. aittata del fucile da munizione, s_enza che 's1 fosse o . ' obbligati di rigate le canne e cambiare la fabbncaz10ne della cartuccia. Il signor Nessler r'ic)Scì benissimo nelle _su~ prove; sua palla di forma singolare ; del peso cli 3:> grarnrrn '. lanciata con 5 grammi di polvere, dà alle distanze c~1 200 e 400m dei risultati assolutamente super iori alle palle sferiche; la di lei fi.gura 'è la seguente: Figura , 21 Queste palle sono state provate nella guerrà d'Oriente (1) e sono state assoggettate a numerosi esperimenti ai poligoni, e noi crediamo che, se non si rigassero i fucili, si adotterebbero i detti proietti od altri ana~ ..,.__ _ -----~·----- --#!

•SUL ·TIRO

1qghi; ma dobbiamo anche dire che il fucile rigato tirat,o colla ' palla cilindro-conica è sempre stato superiore al fucile a pareti liscie sparato eolla palla Nesslcr; il talento del quale uffiziale diede prova che si trov~rà un'applicazione -.ancor più utUe nello studio dei p1~oietti l}ppropriati alle .armi a pareti rigate. Ci lusinahiarno d'avere in queste poche pàgine o ' . ristretta la storia dei principali perfeziona.menti arrecati alle a.nni da. fuoco portatili proprie alla guerra 1a trent'anni a questa . parte. Ciò nondimeno questa scorsa non sarebbe completa, se non dicessimo una parola slùle armi che si caricano dalla, culatta e delle armi a pil'.t colpi digià adottate -su d'una a mpia scala da qualche potenza·, ed il di 'cllÌ ù;npiego potrebl_)e essere d'un effetto decisivo in qua.lche circostanza di guerra..

!a

Q Figura 22t1

(1) ·1 Hussi, che sono molto al corrente d i lui.ti gli spèrimenli fatli in Francia, hanno fatto un grande uso a

Sebastopoli della palla Nessler. Ci fu detto che il distinto generale Bizot sia stato' colpito da un:1 palla di questa forma. La palla ad focavo r ussa è del peso di 50 grammi, e la snn figura è la qui contro.

Armi che si cai'kano dalla cnlalta. Le armi che si caricano per la culatta furono da gran t empo messe ad esperimento , ma non ftu'Oilo messe in pratica che da qualche anno in qua. Il fucile Lefaitcheiv.x;, ~l più conosciuto in Francia, riesce vantaggiosissimo alla caccia, ma non possiede le condizioni che adempiono alle esigenze della guerra. Tutti quelli che hanno maneggiato le dette armi sanno ch e possiedono dei vantaggi considerevoli, come la sicurezza pel tiratore, la facilità e la rapidità della cari.c a ed estrazione della medesima, non che il facile pulimento; ma esse richiedono una fabbricazione molto più a.c curata e maggior intelligenza per maneggiarle. · Le armi da gueì'r a le più apprezzévoli da noi conosciute le fra quelle state esperimentate o messe in esercizip, sono carabineprussiane ad ago ed il {i,cifr r/gato delle Centoguardie.


290 J'R!illl ELEMENTl Non è nel limite cli queste .nozioni dare i dettagli tecnici sulla fal)bricazione delle medesimi:\ e diremo soltanto ch çla carabina ad ago, per esempio, può essere caricata con una rapiclità · doppia cli quella del fucile a pareti rigate; che le munizioni pesa~.o ad urr dipresso due volte meno, e che la sua. efftcacia è a un dipresso eguale a ,t utte le. distanze comprese fra i 500m; i suoi vantaggi sono immensi, e se quest'arma vien messa nelle mani di truppe scelte, déve assicurar loro un vantaggio decisivo. Il fuc·ile 1·igatÒ delle Ce,;_to-guanlie inventato sullaclimancla, dell'Imperatore dil signor T1·eville de Beaulieii, c61mmclante dell'artiglieria e direttore clell' officina di precisione al Deposito centrale d'artiglieria, ci sembrò un vero capola.voro per la semplicità di fabbricazione; h sua precisione, la l ungh ezza di gittata, la facilità di carica, la leggerezza cli sue munizioni, la tensione di traiettoria formano un'arma chG sembra dover riescirc incomparabile per tutte le truppe cli fanteria o cli cav::illeria -che sono destinate a fare il servizio cli partigiani , e che possono essere ridotte ad economizzare successivamente lo loro munizioni per con. servare le loro risorse difensive, o prodigarlo per resistere agli attacélli imprevisti cli forze superiori. Tuttavia, non avendo ancora questo fucile ~ubite le prove della guerra., · non si può conferrnare che sia utile di adottarlo. L'inventore del f'ucìle clelle Cento-gnarcLie entrò nella via che bisogna seguire al dì d'oggi por il perfezionamento delle armi portatili. In queste arri:li é necessario che le muniziolli sieno leggere, affinché il soldato possa portarne molte; il tiro deve riescire preciso per utihzzame l' in telligenza, etl esteso perchè possa difendersi. contro' lo artiglierie; la penetra.zione del proietto dev'essere bastantemente forte por poter_ spezzare tutte le armi portatiYC, e la traiettoria tesa., afii.nchè i . piccoli errori cli distanza non poSs[illO molto influire sulla giustezza dei tiri. Non . vi sono che due limit i per la riduzione cli calibro:

~UL T1RO

~91

~ueno delle fecce prodotte nell'accensione della polvere , che potesse influire essenzialmente nei tiri, e quello in cui le ferite prodotte dai proietti fossero insufficienti per arrestare un uomo od un cavallo. In ctuanto alla questione di sapere se convenga meglio -conservare la carica eséguita dalla, bocca per mezzo della baccheU11, , od adottare la ·carica fatta dalla culatta , ne deciderà l'esperienza. Noi pensiamo ch·e a cose d'altronde eguali, questo se~ondo procedimento sarel)be da preferirsi, ma che la semplicità e la solidità delle armi che si fabbriéano al dì. d'oggi, e la conoscenza che si ha del loro buon inipiego, faranno per lungo tempo accordare la .preferenza al carica.ment o co11a bacchetta,. Uno dei prodotti i pilÌ curiosi dell'invenzione americana, in questi ultimi anni si fo le pistole elette 1·epectting pistols, 1·evolvers, Coll's pistols, per la loro proprietà cli. poter fare più spari successivi, inventate dal colonnello americano Colt. Le dette pistole, composte del calcio, canna, acciarino e è4 un tamburo che comprende sei culatte . caricate ed escate, si armano e si disarmano con una sola mano e possono eseguirsi sei scariche successive. Le canne essendo r igaty e le pallottole coniche, ham10 una cacciata · molto esatta e molta penetrazione alla distanza cli ,lOOm. Tutte queste qualità re11dono quest'arma eccellente per'il soldato cli fanteria o cli cavalleria esposto a combattere · i'3olatamente. L'uso delle revolve·rs si è assai rapidamènte diramato · in tutta, l'America,; fLu-ono distribuite a qualche corpo dell'armata americana incaricato della polizia alle fron- tiere contro gl'Indiani e ne ricevette un certo numero anche la marina, che negli al)orclaggi possono riescire molto micidiali.Irifine la revolve1· è l'arma ordinaria lungo le frontiere dal Canaclà al Messico, come pure nelle nuove al)itazioni,


292

P I\I MI E LEMENTI

SUL TIR•

ed usata da tutti coloro che temono di non essere sufficientemente protetti da.lh{ lE!gge. · Dopo la. guerra d'Oriente un buon munero d'uffi.ciali e · di privati si sono provvisti di dette armi con qualche modificazione o perfezionamento, secondo i diversi fabbricatori.

CONCLUSIONE.

'

Ricapitoliamo in poche parole i progressi immeJ1Si com piutisi dopo trent'anni nella via che abbiamo percorso. Tutta la fanteria q'à provvista d'un fucile che per la di lui solidità e semplicità di meccanismo, pel modo cli caricarlo e maneggiarlo era considerato come il tipo delle armi da guerra, ma che il suo valore reale consisteva negli spari a distanze poco considerevoli, ed . il soldato cli fanteria non poteva utilizzare che una piccola parte di sua intelligenza e di sua abilità nel tirò, potendo considerarsi disarmato a fronte dell'artiglieria, anche tdla distanza di gittata di mitraglia. ' Alcùne modificazioni ,,ennero in seguito di assidu~ la.~ vori e, lunghe esperienze a dare al fucile tutto qua:nto gli ,mancava senza variarne la sua forma esterna; si raggiunse col fucile la gittata' del carmone da campagna, ottenendone ad un tempo maggiore giustezza. D'altronde la solidità del fucile, il modo , di maneggiarlo e caricarlo non variarono di molto , e riescì yittorioso nelle prove in campa.gna, con,1e in quelle ai poligoni. A fronte di ta.li progres,;i vi è tma q ctistione che sorge naturale; come, cioè, in un 'armata di 400.,000 uomini, dei quali 250,000 saranno cli fanteria, la Francia ne abbia ap~ pena appena 50,000 armati di carabina o fucile rigato'? (1) ' '

( 1) In Francia i corpi armati di carabina o rii fucile rig3to sono i 20.bat· 'baglìon i di cacciatori a pierli, la fanteria 'della guardia imperiale, i zuavi ci la fanteria di. marina. L'ar t.iglicria ha i moschettoni r igati cd a stelo.

293'

··Quantu\1que la risposta a darsi a tal quistione sia sufficientemente comple·ssiva, 11oi ci studieremo di svolgerla ai nostri lettori. Essa è un'opinione che abbiamo incontrata, in molti ufficiali esperimentrtti e di merito incontestabile. Tutti i p~rfozionamenti aàecati alle armi da guerra, essi dicono, · influiranno molto meno di quanto si creda sulla sorte delle battaglie., poichè per utiliz_zare delle armi di perfezione è mestieri aver soldati sceltr, ed il numero dei soldati ~celti sarà sempre assai pic'colo nelle armate. Il fucile, di fcJ,nteria è molto imperfetto, ne conveniamo, ma è sufficiente per l'uso che se ne fa e per ·la massa di coloro che sono chiamati a maneggiarlo . AblJiate qualche buona truppa scelta 'armata di carabina, pèr certi casi ' particolari della guerra , ricercatene con motta,cura gli uomini destinati a formarla ed .esercit~itela molto; formate t.m'eccellente fanteria cli linea, ma nòn sperate di ritrarne molto maggior utile col perfezionarne le armi. Impiegando molto tempo e spendendo molto dana.r o in esperimenti per arrivare a tale scopo, sarebbe provare' di conòscer poco la gcLerra e la qualità dell'in sieme degli uomini che 1a fanno . Impiegq.te a.dunque bene il vostro tempo ed aspettate ancora,. priim1 di variare in qualche cosar d'un arm~inento- così comodo e così sperimentato com'è l'armamento attuale; un perfezionamento più grande dell'avveì1ire potrebbe insegnarvi come accadde allorchè si aumentò · il calibro ad una parte dei fucili da munizione francesi, che r ischiarono perciò, di perdere più tardi la proprietà d'essere rigati. Dopo d'aver convenuto che quest'opinione è staita di. ufficiali ii1contestabilmente distinti ed esperimentati , ci rincresce dire che noi non siamo con essi d'accordo, e che crediamo di non essere soli n el parer<: èhe siamo per esporre. L'opinione che abbiamo emmciato si applica principal-


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295

PRB!I ELE~JRNTI

SUL TfRO

mente sulla seguente proposizione : La massa dei soldati d.i fanteria non ha l'intelligenza necessa1·ia per iitili:zza-re la giust:ezza e la, portata dellcL ca1·abina. . A ciò , noi risponder~mo che tutto dipende dall'educazione del soldato. ·Si trovano dei buoni [trtiglier i , dei buoni soldati del genio, dei buoni cavalieri, dei buçmi cacciatori a piecli; eppure gli uomini che compongono tutti questi corpi scelti non sono presi che in seguito a.Ha loro costituzione fisica; ·ora noi non crediarn.o che la costituzione fisica possa :influire in qualche modo sul gen ere d'abilità od intelligenza degh uomini. Quelli , fra i. nostri lettori che hanno· delle nozioni cli scherrR<\, o cli cavallerizza, saranno probabilmente del nostro parere allorc~è diremo che· è molto più difficile cli acquistare un certo grado d'abilità in uno di tali esercizii,. che sparare la cara.bina alle diverse distanze; eppme in Francia si mantengono 50,000 uomini di cavalleria in tu10 stato d'istn1zione soclclisfacente, e si trova in ciascun reggimento cle\l'arrna.ta un certo numero d' uomini che tira.ho passabilmente di spada. Se i nòstri uomini non acquistano maggior abilitit nel tiro, ciò dipende da due cose : l'ima si è l'inesattezza del fucile eh munizione, e l'altra che non si fa loro sparaJ'C che cinquanta cartucce per anno, ciò che sarebbe ,tppona il decimo di quanto sarel)be p.ecessario per formare un tiratore cli qualche merito. '· · Aliorchè i nostri. soldati avranno un'arma sulltt, cui precisione possano contare , e che l'abilità al tiro sarà considerata come una delle qualità, essenziali · dei soldati cli fanteria, noi crediamo che s~ trover à in essi tutta l'intelligenza necessaria per servirsi convenevolmente deDa _loro arma. Dicesi di formare con molta cura una fanteria leggiera speciale. Noi lo capiremmo se quest'arma.menta dovesse riescire più pesante o più difficile ad _eseguire, cd a prov-

vederla, che non quella ordinaria delle -altre truppe; ma. quando la fantéi·ia di t utta un'.armata è uniformemente equipaggiata come la nostra., quando mediante una riparazione di cinque lire (l) per fucile si può armare con egual mez7:o tutti i corpi di fanteria,. e renderli capaci a tutti i servizii, ci sembrerebbe clifftcile che si potesse ancora esitar e. · Vi è aneora una considerazione che dovrebbe im pedire ogni incertezza su tal punto. Supponendo che Ìa m assa intiera della fanteria non fosse suffi.cientemente intelli.gente per ritrarre un partito bastantemente considere\,olc dttll.e sue armi, bisogna almeno ammettée che vi è nei reggimenti che la compongono una folla di ele111enti intelligenti. I sottu:ffi.ciali e caporali LD numero di quatt ordici (2) per ogni compagnia, possono considerarsi come truppa, scelta, e che arma.ti d.i carabina, quest'arma acquisterà nelle lor mani tutto il suo valore, e si può arrischiar e arditamente èli dire che nei tiri al di là cli 400m, questi 14 uomini farebbero molto maggi.or danno al newico che 1 non l'intera com1)a0·nia armata cli. foci1c da munizione. o Noi pensiamo adtmque in principio che i=;i dovrebbero rigar e tutti i fucili dell'armata; ' e se ci si cloma.ò.dasse quando bisognerà rigarli? noi risponderemmo c~1é bisogna rigarli al più presto possibile 11er noi, al momento cioè in cLù si sarà convinti dalle esperienze ben esegtùte col fucile da munizione rigato che si ritrae dall'arma in quistione il maggior parLito possibile. Se ci si dicesse d'essere più precisi., noi cr~diamo di poter categ01·icamente r ispondere che in meno di sei mesi una Commissione cl'uffiziaJi istruiti cd intelligenti (come è facile trovarne nell'annata, ed alla quale sareh(1) La rigatura , clic è fo mod ificazione essenziale , non cos,t a c!Ìc L. 0,30

per arma ; l'alzo mobile per regolare il til'O alle diverse distanze costa circa 3 lire (i n Franci ~)-

,

('Z) 8 c:wo,·ali, /i. sergenti , -i furiere, 1 sergente mnggiorc (in Francia).


:296

PltI:\H ELE)1Eli'l'I

SUL TIRO

297

bero consegnati tutti i docuni_enti già raccolti alla scuola del tiro cli VirJcennes, che dovrebbe aver data uu'opinione esatta sulle invenzioni già presentate) potrebbe mediante nuovi esperimenti determinare il limìte ~degli effetti che si potrebl)ero ottenere dal fucile da munizione rigato (1) . Quest'affermazione non sembrerà straordinaria a quelli che _sanno che il peso dell'arma ed il rinculo fissa.no per le cariche di polvere e peso dei riroietti certi limiti che non si possono oltrepassare, e che un gran' munero di esperienze, a1cune dello quali hanno degli__ eccellenti risultatt, f-urono eseguite nei limiti in ClÙ la Commissione dovrebbe necessariamente contenersi nei suoi controlli e n.elle prove. Se è pr~1dente )'aspettare lungo tempo per far~ dei cambiamenti così importanti, come quelh che riguardano l'armamento, è sopra o,gni altra cosa prudente il farli a proposito; i nostri progressi devono immediatamente seguire se non precedere quelli dei nostri vicini, ed è a temere che noi, primi nello vie del perfezionamento, avessimo ad essere gli ultimi in quelle della pratica. Gl'Inglesi, nostri alleati, che noi felicitiamo sincera_n-ìente, hanno annata tutta la loro fanteria con carabine .eccellenti, e sono digià provvisti di pjù milioni di 'cartuccie. La Prussia possiede molte carabihe ad ago di gTandissima rapidità micidiale di tiro; tutta l'aa·mata· ed il landwher :riceveranno presto i fucili rigati .ed introducesi nell'.arti-,glieria l'uso di grosse carabine rigate d'un calibro o di .un peso eccezionale portate da muli. Si sta per dare il. focile rigato a tutta l'armata austriaca.

N'oi dooideriaroo che i nostri soldati siano provvisti di sin:µli armi quanto prima possibile. Se a molte delle nostre popolazioni manca la flemma necessaria al soldato per economizzare i suoi colpi nell'eccitamento dei combattimenti, esse vi suppliscono per contro coll'intelligenza necessaria al soldato per maneggiare le arrui comunque perfezionate, e specialmente nei G01}lbattimenti individuali, ai quali la carabina meglio si presta. Qual é l'influenza che l'adozione generale della carabina esercita sull'avvenire della guerra e sui destirù degli Stati in Europa? Ci vorrebl)e qualclmo più esperimentato cli noi per trattare convenevolmente questa q Lùstione; ma esiste tuttavia qualche conseguenza che si può facilmente prevedere' ed indicare. Egli è a tutta. prima estremamente probal)ile che la fanteria acquisterà maggior importanza che pel passato, poiché avrà sull'artiglieria il vantaggio decisivo di tirare con pari giustezza, ed a distal'.).ze considerevoli su scopo · molto più e13teso (l). L'azione della cavalleria sarà quasi impossibile contro fantoeria combattente di pi_è fermo a causa della distanza enorme dalla quale i ca-valiori dovrebbero incominciare le cariche per non essere troppo danneggiati dai fuochi deJla fanteria, e le ft.mzio11i di esploratori o di partigiani diverranno infinitamente più pericolose per la cavalleria. La marcia attraversando un paese insorto fra abitanti armati di carabine, diretti e sostenuti da truppe regolari, (j.iverrà pressoché impossibile percp.é l'artiglieria e la cavalleria in marcia, non che i convogli, saranno conti-

(1) Ci si r isp~nderii probabilmente çhc la Commissione riel t iro di Vin,cennes ~~istc fott?ra . e che sarebbe inutile di nominarne un'altra. Noi apprezziamo meglio di chicchessia l'altitudine della Commissione del tiro; -ma _ questa Commiss}one, di g ià soprncarica . d\ lavoro, non potrchbc -c~n,acra!·c chc_una piccola parie del suo tempo all'oggetto, che noi pro po · ·m~m_o d1 stud_iare, e che dovrebbe occupare tutto il tempo d'una Com· ,~111ss1one speciale. _

(1) Un solo tirator e isolat.o, facile a nasconders i, t.irerà su d'un pezzo d'arLiglieria a piedi, servilo col suo cassone, i conducenti compresi, da 18 uomini e 12 cavalli ; o se d'artiglic11ia a cavallo, il cui servizio esige 10 cavalli di più. La cartuccia vale L. 0 ,10, ' CÒ il colpo di cannone L. 5, e spesse volte molto di più,

,


298

PRHH EL E~tENTl

nuaniente esposti ad tm fooco micidialissimo in tutte ie occasioni favorevoli alla difensiva, come i passaggi:- di boschi, cléfìlés, villaggi fortificati 'in fretta; ed in questo genere di guerra il contadino, il quale non porta che il suo fucile e le sue mw1iz.i-5mi, e conosce il paese, be_rsa.glia molto facilmente contro la, fanteria cli lin ea, alla quale non resisterebbe in battaglia regolare . . Dl qui ne segue che probabilmente· il numero dei cava.lieri ed artiglieri climinuirà, ma. che si -clo,,rà arreca.re gran cura nella composizione cli qLLesti corpi, ammettendovi uomini yalorosissimi. , molto esercitati e cavalli eccellenti, e <:l are delle anni rigate a tutta la cavalleria leggera. La riduzione dell'effettivo d i. queste ~.r mi t,mto costosc,conclurrà ad una riduzione di bilancio della guerra, del quale tutte le potenze europee hanno il più gi-an bisogno. La guerra o1Iensiva contro i grandi Stati od ,wche , contro Stati piccoli protetti da posizioni naturali o da piazze forti, non potrà farsi che al prezzo dei pièt grandi sagrifizii, e sarà, s,e non sempre, quasi sempre arrestata dalle levate in massci allorché i governi n on avranno più a, temere cli c1rma.r e le popolazioni e di esercitarle étl ma- · neggio della carabina.. Ma nel caso contrario le levate in massa non resisteranno contro l'armamento superiore del nerriico. E questa necessitit dovrà forzata1nente condurre tutte le potenze d'Europa a dividere il loro stato miÌit a.re in due parti : da una parte un~ piccola armata permanente solidissima, benissimo' esercitata. ed abifo in manovrare; clall.'altra. mm numerosa :;trmata cli milizie destinata a iriempire in Lempo cli guerra i. quadri della pr:iÌ.m1., e che dovrà 11rincipalmente saper ben tirare per saper effic,1,- . cement~ servire nella guerra clifonsi va; e crivella.re di palle il ' nernico audaci oso che invadesse il territorio . In quanto a ciò che riguarda il n ostro paese; noi crecliamo di poter dire . che se si v7,1ol favorire il desiderio generale della nazione per le armi, non vi è niente di più tacile

299"

sur, Tl!m

che di fa.rE) in Francia uno sciame cli buoni tiratori senza incomocfare alcuno dalle sue occupa:lioni alJituali e con una spesi frlsigni.G.cante per il tesor o. Considerando infine la cosa sotto .il punto cli. vista il più elevato e le conseguenze probai~ili di tutti i perfezionamenti che abbiamo enumerati, si vedrà ch e mecljante armi q.i tal genere, co.G.d;a te ad un piccolo 11mnero d'uomini molto esercitati , un governo dispotico può più •facilmente in oggi opprimere e contenere le popolazioni, ma che i popoli chiamati a ritrarne realm ente vantaggio sono i popoli liberi., poichè sono i soli pei quali l'c1rma-· mento generale della nazione non arrec,1, ombra al governo. Se si dovesse appoggiare qLlesta proposizione con w1. 1 esempio, ci basterebbe di ricordare che i tre popoli èhe in modo gener ale sono arrivati al più alto grado d'abilità nel 't iro alla carabina sono gli Svizzeri e gli Americani del Nord, popoli liberi per eccellenza, ed i Tirolesi, che in · og11i t empo ebbero fama cli aJiezionatissimi al loro governo. Noi desideriamo vivamente d'aver osser vato in questo lavoro l'or dine e la chiarezza necessaria per interessare i nostri lettori ed esporre loro convenevolment e tanti fatti riuniti in un c1uaclro così ristretto. Noi desideriamo sopratutto che dopo d'aver letto quest'articolo prendan o parte all:òpinione espressa dall'illustre generale Paixhans SLll fucile r igato (1) . · Così questa nuova arma d'invenzione francese non sarà favorevole soltanto alla Franciµ,, ma ben anche a.lla difesa; contro -l'attacco, favor-evole al debole contro il forte, favorevole a.ll'inclipendenza, al buon diritto , alla pace eél ai più cari interessi cli t ut te le na,zioni, che è quanto costituisce il carattere · del vero progresso. (1) Generale PA1x nANS, Conslitution inililaire de ùi Fmit~e, pag. 45.

'G. G.

MARJ.Nl.

.'lfogyiore .a lla scuole, militcir c di f anlcria ..


301

DUE TAVOLE

/

TAVOLA. PRl111A.

/

Per le riduzioni all'orizzonte delle lunghezze, e per . le relative .altezze, calcolate di grado in grado, per ogni 1om di lungfwzza realé della pendenza. 1

DUE TAVOLE

0o

Al

FER IL CALCOLO DELLE RIDUZIONI ALL'ORIZZONTE, . -

11 Oo

I 20u

I

30° · 1 40°

l

j

I I 50°

600

j

700

l I~ . 80~

0o 10.oooo j9.8481 9,39691 S.660~ ,7.f,6011 \6.4~7915.0000,3.4202, 1.7364

DELLE ALTEZZE, E DELLE PENDENZE,

I10: ' l

1° , 9.998519.81~319,33581 s.57 t 7 j'7.547t ,.6.293+.s: s1 j3.255711.5~43 9o

I

2° ! 9.9939 9.7815,9.27181S.4S0517,43Hj6.156614.694713,090211.39171 8°

3°

Sia per la riduzione all'orizzonte delle linee di pendenza, sia per la valutazione delle relative altezze, l'impiego della scala di riduzione all'orizzirnte non dà mai, per le imperfezioni del graficismo, una soddisfacente appros~imazione; il perchè è :Soventi volte necessario rivolgersi al calcolo trjgonometrico ed ,alle tavole logaritmiche. Molte volte può ac.cadere, specialmente ·al militare, o di n.ou aver scco esse tavole, o di aver dimenticato, fra gli altri più frequehti negozi del mestiere, le relative formole lrigonometricbe. Onde ovviare a tali, inconvenienti vennero compilale le segnenli tavolc,le quali permettono a colpo d'occhio, e con brevissimo e façile calcolo , di riuscire alla estimazione suçldeua con discreta approssimazione. Non •è qne~lo, certamente, un trovato; ma per la loro forma e per la semplicità del loro uso , le seg.uenti tavole sono cosa uuova ed utilissima per le ~perazioni topografiche; ecco perchè le pubblichiamo.

I

9.9863 J9.743719.205+~.3867 /7.3135·16.081t} .5399l2.9237!1.2Ìs7i ,o •

l~o 1· 9.9756,9.1 03019.13551$ 2904 !7._;93+ .877914.383712.7564 \ 1.0453160 . 5° , 9.9619\9.6593!9.0631 Js.1915,7.0i11 15, 735814.226:+.5882J0.87l61 5o 6~ ,I 9.9452\9.612618.9879l8,090216.9466 \5.59H+.0674!2.1•19210'.6976i 7•

1,0

I 9.925519.563018:910117.9864 I6.820015.t,464 J3.9~7312.249510.52341·3°

go19.9027\9.5106\8.S29517.880116.691315 ~992,3.7461 ,2.0791,0.3490, 2° . 9,, J 9.876919.455218.74c217.i715\6.5606l 5.1504\3.5~3711.9081 Is.17,,51 1° · 10019.848119.3969]8.660317.6604 !6.1!27915.0000!3.42•+.736/i 1• 0000! o~

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DUE TAVOLE,

303

DUE; TAVOLE

rapporto con 1 O, e per tale rapporto moltiplicando 1\,ltezza tro.-ata nella Tavola per 1Qm _.50tt,o l'angolo d'elevazione proposto, si ottiene la voluta altezza. 2° Esempfo: Sia la lunghezza della pendenza 45m, l'angolo di elev_azione I 3° - Nella casella cbe corrisponde a 1 0° e 1

USO -DELLA TAVOLA 1a 1' Par la riduzioni cTella lwnghez;.e all'orizzonte; 0

1

Dato l'angolo di pendenza, si cerca nella colonna superiore AB la casella che indica le decine co·rnponenli l'angolo dalo , si-, discende quindi nella -colonna AD a cercare 'la casella delle unità dell'angolo dato; nella casella che si trova' nell'intf'l'llO della Tavola, comune alle due colonne delle decine ed u11 ità sovradelle, si ha il 1n1~1ero esprimente in metri la riduzione all'orizzonte di una lunghezza reale di 1 Om sollo· l'angolo di pendenza dato. S!:l poi la lunghezza reale della pendenza è diversa di ,1 oro, si cerca il rapporto suo col ,1O, base della presente Tavola , e per tale rapporto. moTtiplièando la riduzione datà dalla Tavola per ,1 Om sollo lo stessò ango!.o, si. ollien.e la riduzione della proposta lunghezza. 1· Esempio: Sia la lunghezza di pendenza :I 3m,50, l'aù~ golo <li pendenza ·17° - Nella case]fa cbe è comune al 1 0° ecl 0

. .

13,50

al 7O s1 tro\'a 9m,5630. - Il rapporto - - = 1,3;1. -

,

~

o

s·· ·1.

moltiplica 9m,5630 X '1,35 = -1 2m,9·1005 riduzione all'orizzonte di l 3m;50 sotto l'~ngolo proposto di 17°.

z

0

Per la altezza;

Si opera in senso rovescio della Tavola. - Si ccrc~a nella colonna DC la casélla delle decine compon<mti l'angolo d'elevazio ne, nella colonna BC la casella delle unità di dello angolo; la casella cbe comunemente corri~ponde alle due sovradctle, dà l'altezza cercata per una lunghezz~ di pendenza rnirnrala in . 1 om - Se essa lunghezza fosse diversa cli ·1 omsi cerca il•suo

- .

4,5 ,

a 3~ si trova per •1Om :· 2m,2&,95_- Il rnpporto - = 1-,5. · · ,1 O •Moltipl icando '2,m,2495 x 4-,5 = ,1Om,12275, altezza corrispondente alla lunghezza di pendenza ed all'angolo di elevazione proposto. 3°

Quando l'angolo di pendenza è fi·az{onario.

Se l'angolo di pendenza dato contiene dei minuti 'primi, si fa la diIT'ereuza fra il valore trovato nella casella corrispondente alla parte dell'angolo proposto espresso in gradi, ed il va1ore <lèlla casella imrnedialam('cntc infedore. o superiore secondo che si tratta di riduzione all'orizzonte o di altezze. Si divide questa differenl,a per il rapporto fra la parte (razionaria dell'angolo proposto e l'uni là. Sollraendo od aggiungendo qu:sto quoziente, secondo cbe si tratta di 1~iduzione all'orizzonle o cli altezza, al yalore trovato nella casella corrispondente alla parte i.ntera dell'angolo proposto, si avrà così con soddisfacen~e approssimazione la ricluzioné all'oriuonLe, e l'altezza cercata per una lunghezza di pendenza di 1 om, sulla quale poi ·si potrà operare come ai . numeri 1° o 2°, se ne è il caso ('1) . · ( l ) Con questo mcl.odo non si ottiene certamente tulla la precisione che forn ir può il calco lo trigonometrico e l'impiego delle rclati\lC la,-olc logaritmiche; ciò non pCl'Ò per· le operazioni <li Lopografìa, l'approssimazione che si ottiene è suffìcic ntc; ed invero nel 1," esem pio, col calco lo lrigono rn<!lrico si ha la r iduzione al l'orizzonte in 15n> ,4309, c ioè una diITercuza di o.n,001 eia que lla avuta co lla la vo la; 1'111\euio di !•"',2309, cioè una diffe renza minore di 0"',000! da quella avut.a colla tavola. D'altronde poi si potrebbe all'occoucnza costn1rre nna tavola analoga alla presente, cal-

,colat.a .di minuto primo in minuto primo.

·


304

DUE- TAVOLE

3° Esempio: Sia la pendenza 16m, l'angolo di pendenza -15° 20, e vagliasi la relativa riduzione all'orizzo1lle, e l'altezza corrispondente. _ Rid11zione all'orizzonte. -Nella casella di '15° si ba 9.6593 dalla quale togliendo il valore della casella immedjatamente inferiore (di I 6°) 9.6·126 1

, Si ba 0,04-67 diviclasi tale · differenza per 3 (rapporto fra 20' e 1 °) e si ot00167 . . tiene ' = 0,0156; sottraendo questo quoziente da 9.6593 3

si ba 9:6437 - : riduzione all'orizzonte per 1 om di pendenza sotto l'angolo proposto I 5° 20'. ' 16 Ora (secondo il num. ·l) 9-.6437 x - ;: : :. 15,4299. Tale è

,o

la riduzione di nna lunghezza di ·1 6m sotto l'angolo dato. Altezza. -:-- Nella ~Casella ·1 5° ( operando a rovescio della Tavola, come_venne ius,egoalo num. 2) si trova 2.5882, nella snpe- , riore dì 116° si trova 2.756 :4,; 2.7561 - 2.5882 = 0, 1I 682. 0 1689

Dividasi questa differenza per 3, si ba: '

3

,...

= 0;056 1,

ed aggiungasi tale qDoziente a 2.5882, si avrà così: 2.5882 + 0,056 ·I = 2.6 ~-.-i-3, altezza corrispondente alla pendenza di ,J om sollo l'angolo di 15°- 21 '. , Operando ora (come _venne insegnato al num. 2): 2.6443 16

X

.

·305

DUE TAYOLR

.

.

10 = 4..m,2309 altezza cercata.

4° Impiego della Tavola 1a per il calcolo delle pendenze reali, conoscendo l'angolo di pendenza e. la proiezione orizzontale di essa pendenza·, oppu-re l'altezza corr·isponclente.

· Regola ,qenemle. - Dividasi la proiezione orizzontale, e l'altezza data per il valore dell'angolo dato, letto nella. Tavola dal-

r atto in basso, s'è data la proiezione orizzontale, o dal basso in al_to s'è data l'altezza; tale quoziente moltiplicato per 1 O, darà la cercata pendenza. (Ciò vien dimostrato, ricordando che nel t riangolo di pendenza, l'ipotenusa cioè la pendenza è uguale alla base di un triangolo, cioè alla _proiezi9ne orizzontale della pendenza, divisa per il coseno dell'angolo di pendenza , od al-l'alt.ezza divi~a per il seno di esso angolo. - I valori letti nella Tavola dall'alto in basso sono i coseni ' naturali al raggio di 10,000,000, letti dal basso in alto sono i seni naturaU). 4,0 Esempio: Sia la proiezione orizzontale deHa pendenza 12 .9 ·I 0·05, l'angolo di pendenza 17° si avrà per la pen12. 91005 ,<lenza: p = ---- X 1 O = 1 3m,i_so (valore coÌlcordante 9.5630 -perfettamente co I 1° Esempio). 5° Esempio: Sia l'altezza data 1 0.12275, l'angolo di 1.0.12275 --elevazione 1 3°, si avrà per l'altezza: p = ---- X 1O= ,i5m 2.24~15 { valore ,concordante perfettamente .col ;2° Esempio). '

1


30G

. ~07

DUE 'I A v oL·E

DUE TAVOLE'

USO DELLA TAVOLA 2a :5° Pe1· trovare le altezze, conoscendo_l'angolo di pendenza in gradi,

'l'A.WOI;&. SECO~Dcl.

Delle altezza corrispondenti ad ogni angolo di pencleimÌ espresso in gmcfi, la proiezione orizzontale della ]inee di pendenza essendo di ·1 ome viceversa : per trovare le proiezioni orizzontali-delle linee cli mnssi"ma pendenza, cli grado in grado, per ognì ·I o,n di.altezza corrispondea/e, A

I

Oo I

oo

o

I- 10° I

2·00 I 30o I 400 , I 500

.

I

60o

r

700

I

j

I

80°

\n

\ 1.7.63213.G39i o.773518.39101t 1.9175 17.3205121,4,;4s 156.112s\ too

e la lw19hezza del(a pendenza ridotta oll'orizzonlil. , Si cerca nella colonna ·superiore AB l; casella delle decine eompotwnti l'angol.o di pèndenza dato; si discende quindi nella colonna AD sino al1a casella che con~iene le unità semplici-ùe1r angolo dato; nella casella che.si trova nell' interno della Tavola comune alle due precedenti, si ha in metri l'altezza cercata per una lung)1ezza di ,t oru della proiezione orizzon"tale della linea 'Idi massi ma pcndt nza conispondente. Se tale proiezione è diversa di 1Oin, si cerca, i1 rapporto suo con ·1 om, base della Tavola, e per tale rapporto moltiplicandQ l'altezza tro,:ata nèlla 'Tavola, si ottiene l'altezza richiesta. 6° Esempio: Sia la proiezione orizzontale della pendenza q.3m,8(1, l'angolo di .pendenza ·13.0_ - Nella Tavola per 1om di proiezione e per l'angolo proposto, in quella casella che è comnJle 1

1o ,0.1746:1.943Sj3.8386\6.Ò0861 8.6929112.3490,18.0405\29.0421 163.13151 9° 2~ \o.3492\2.125+:.01,03, 6.21187\ 9.;040112.'7994 118.8073130.77681 71.15371

~o

3° ,0.52H l2.3087 14,2"47 l6.1,941l 9 3251113.2.701,]19 f,161132 708:,I 81.4113:">I ,.

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' 10 4,,385. - Si moltiplichi '.zm,3087 X &,m,385 = 1 om,1 '.236, altez.?.a ricercata ('I ). ,j

Il . rapporto ,

(1) Al hisogno, colla sola.Tavola 1• si potrebbero anclie trovare le allez:ro, conoscendo l'angolo r1i pendenza e la lunghezza della pendenza ridai.la all'orizzonte. - .Difalli sia a la lunghezza data ridotta all'orizzonlc, 8 l'angolo d i pendenza, h l'altczzù cercata, trigonometricamente noi ab!Jiamo: . scn. h = a- 'l'ang. 8 = a - - -· coscn. 8 Ora siccome i ·valo~i portali nella· Tavola 1•, letti dall'alto in basso sono i coseni naturali per -u n raggio di 10,000,000, e lcLli dal basso in alto· sono per conseguenza i seni naturali per lo stesso raggio; sostituendo a sen., 8 e coscn. 8 i valori della Tavola per ogni caso pa rticolare, il loro quoziente moltiplicalo per 10m, base-della Tavola, darà l'altezza corrispondente 'a(l una pendenza ridotta all'orizzonte di 10"' di lunghezza ; quale altezza mol-

e

tiplicala (come al N° 1) per..!: , darà l'allczza per ogni valore speciale dt a: · 10 '

( vedi Esempio 8").


308

DUE TAVOLE

6° Pe'I' tmvare la lunghezza reale delle proiezioni orizzontafi delle lùiee di mdssinia pendenza, conoscendo l'angolo di pendenza e l'altezza corrispondente (1 ). · ' Cercando in senso roveseio della Tavola (analogamente at num. 2° sull'impiego della Tavola 13 ) si trova la. proiezione orizzontale corrispondente all'angolo proposto per 1 Om d'altezza. base della Tavola. - Se essa altezza è diversa di 1 Om, si mol• ti plica la proiezione trovata nella Tavola pel rapporto·fra l'altezza • data e 1 Om, e si ba così la· proiezione richiesta. 7° Esempio: Sia l'altezza di 1o.m,1236, l'angolo di pendenza 1 3ò. - Neila casella di 13°, a rovescio della Tavola, si ~rova 43m,3,1 i8, lunghezza della proiezion~ orizzontale corrispondente a 1 om d'altezza sotto)'angolo dato. -1\foltiplieando 1 om 1 ~

43.3148 pelrappo1·to ·

' "= 1.0,1236· siha43m85017. 1O . ',

Altezza riMrcata (2). 8° Esempio: (impiegando la Tavola 1a); Sia 0 13°; a 43m,s5, noi avremo: .. 2.24-95 4.3 8'5 , lt = 10 _ X ~ = 2.3087x 4.385 = 10m,1236. 9 7437 Valote identico a quello trovato al 6° Esempio. ,

=

=

(l) Qués'co metodo è utilissimo per calcolare la lunghezza reale dellcnormali fra due curve orizzontali, non che per determinare le scale di _ pendenza. (2) Gli Esempi Jo e 40, 2° e 50 1 20, 60, 70 e so si aggirano sugli stessi valori onde presentare all'occhio del lettore un'immediata conwrova dei singoli calcoli. - · Aggiungeremo finalmente che colle due seguenti Tavole, . analogamente ;i quanto venne detto al num. 30, si potrà anche far gli oppor-· tuni calcoli nel caso che l'angolo di pendenza fosse dato frazionario.

c ...

STUDI l\1ILITARI SULLA

CAMPAGNA

DEL

1859

RREVE NARRAZIONE

CAMPAGNA D'ITALIA DEL 1859. CONTIN:U.~ZlON~ l. Fl?iB.

I

•

PARTE SECONDA Dalla battaglia di ~taienta alla pace di Villafranca. L'imperatore d'Austria aveva lasciato la sua capitale per prendere il comando della sua armata in Italia, e il 30 maggio si trovava a Verona; tosto ordinava, dopo la notizia della scon. fitta di .Magenta, una ritirata generale delle truppe sul territorio della Venezia. Le guarnigioni dei ducati di Parma, Modena e delle Romagne f'seguivano la loro .ritirata verso Mantova, dal 7 al 12 giugno, nel mentre éhe il generale Giulay, con le sae schiere demora- .


310

STUDI MI LITARI

lizzate da tanti rovesci, riparnva precipitosamente dietro l'Adda e il Chiese, e finalm ente passava solla sinistra del Mincio onde porsj sotto la protezione di Mantova e di Peschiera. Napoleone Hl e Villorio .E manuele entravano trionfanti a Milano il 9 di giogno, prece.cinti il giorno avanti dalla pri ma brigata del mares<.:iallo dui.;a cli ~fogenta che inseguiva il nemico. In qùesto stesso giorno l'ala destra· austriaca era battuta Sll _due punli: a Vaprio dai Piemontesi e a Melegnano dai Francesi. 11 combattimento di Melegnano fu alquanto sanguinoso, e la divisione Ilazaine ebbe molte perdite. Il maresciallo Baraguay- D'll illiers occup<.tva, il 7, San Pietro all'Olmo, e aveva per riserva il corpo del ma resciallo MacMabon. Le truppe di questo maresciallo dovevano passare l'A mbro a S. Giuliano per attacc·are di rovescio il nemico nel mentre che Ilaraguay-D'Ililliers si presenterebbe di fronte alla ' , posizione. li duca di Magenta non incontrava difficol tà nella sua marcia, e polè porsi in eccellente posizione per aspettare l'attacco di fronte. Tra le 5 e le 6 pomericliano ,la 3a divisione del primo corpo, generale Bazainc, incalza\'a vigorosumente il nemico. Una lolla trememla s' impegnava tra i cornballcnti, ma allè ore 9 ,1;2 gli Austriaci, batluli di fionle e minacciati di fianco sulla loro destra , ritiravan3i a Lodi. 94.2 tra morti e fer iti ebbero da lamentare i Francesi; gli Austriaci perdettero circa 1 000 uomini, Il generale Giùseppe Garibaldi, elle in seguito alla villoria di Magenta polè continuare l'avventurosa sua marcia, precedeva sempre l'armala verso la sinistra , lungo le montagne, e giungeva quasi ali' improvviso nella generosa citfa di Ure,cia il 13 giugno, Senza perder tem po nel conceclern riposo alle truppe, slancbe assai per via delle forzate marcie, portava avanti Ja _sua brigata e tentava con , un colpo ardito d' impa-

SULLA CAMPAGNA DEL

18159

311

dronirsi ùel ponte di San Marco sullo stradale da Brescia a Peschiera. JI gr~uerale Urban che an_corn era a~campato a Caprian_o sul fiume Mella, accorgendosi dell'operazione tentala dal comandante de'Cnccialori delle Alpi , protetti sulla loro des\ra da un piccolo distaçca~ento in po~c;izione a Castenedolo, al laccava questo villaggio il ·15 giugno e s' inoltrava ~icino a Ilezz..ile. Ma la divi,;ione Ci,ild ini cbe camminava indietro de'volontari tosto· arrivava anch'essa a llezzate e costringeva il nemico a ritirarsi con la sua sola presenza. li ,18 giugno non v'era pit1 soldato austriaco sulla destra del Mi'ncio. Il 23 le armate alleate erano radunate a levante di Ilrescia, La divi5ione Gialdini con i Cacciatori de:lle Alpi eran? stati distaccati nelle montagne per osservare i passi del Tirolo; il rimanente dell'armata sarda formava la sinistra dell'esercito principale, ed era appoggiala al lago di · Garda tra Lonato , quartiere gene}';i\e del re, e Des·enzano. li centro e la destra constavano clelformata francese; il centro era formato col ,1° corpo a Esente, e il 2° corpo-a Castiglione dclìe Sliviere; la sinistra co.mprendeva il ,i. corpo e le due divisioni di cavalleria di Devaux e Porlouneaux a Carpenedolo, e il corpo di Canro bert, terzo, a Mezz,ine. La gual'dia imperi~le, quale riserva, era divisa tra Mon techial'i, quartier gcn~rale dell'imperatore,, e Castenedolo. , Le truppe comanùale- dal principe Napoleone Bonapnrtc , 5° corpo francese e divisione toscana , aveYano· già 1:aggiunto Piadena con la loro testa di colonna, divisione Autema rre. Le forze austriache contavano non 'meno di 260 mila e non più di 270 mila uomini, ed erano divise i11 otto corpi d'armala e due divisioni di cavalleria, formanti due eserciti. 0


312

STUDI MILITARI

1 ° Esercito_comandato da Wùnpf(en.

2° Corpo 3° )) 9° >i -

Licbtenstein. Scbwarzenberg. Schaaffgoltsche. 11 ° ' >) Veigl di Kriegeslobn. Divis10Ùe di cavalleria Zedwitz.

2° Esel'cito comandato da Scldick. 1° -Corpo 5° n -

Clam-Gallas. Sladion. 7° · » - Zobcl. S n - . Benedeck. , La brigata Reichlin-Meldegg del 6° corpo. I)ivisione di cavalleria, Mensdorf. Il 6° corpo era distaccato nel Tirolo. 0

Il giorno 2·1 giugno il quartier generale dell'imperatore Francesco Giuseppe veniva trasportato da Verona a Villafranca. Le troppe del 1 ° esercito, di cui il quartiere generale era a .Mantova, tenevano le seguenti posjzioni: il 3° corpo a Poz'lolo, il 9° a Goito, 1'1'j a Rovei·bella, il ~0 presso Mantova, e l'vrti• glieria di riserva con la divisione Zedwitz -ira Grezzano e Mazzecane. Le trnppe del 2° esercito, quartier generale a Custozza, · occupavano: S0 corpo con la brigata distaccata del 6° corpo i dintorni di Peschiera, il 5° Salionztl, il 1° Quaderni, il 7~ San ienone, e la di\ isione di cavalleria con l'artiglieria di riserva a Rosegaferro. Il 23 l'armata austriaca riconstituita p~ssava il Mincio sopra quattro punti: a 'Peschiera, ~fonzambano,' Valleggio e Goito , e O

1

SULLA CAMPAGNA DEL

1859

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nella giornata si trovavano 7 corpi in po'sizione con i'.ala destra a- Pozzolengo v~rso il lago di Garda, e l'ala sinistra a Guidozzolo e Castelgoffredo. li 2° corpo era stato destinato per girare la sinistra degli alleati. li piano dell'imperatore <l'Austria, che supponeva ancora l'armala francese sulla de-stra del Chiese; era di attaccare gli alleati divisi da questo fiume. Ordini furono dati percbè il movimento principia5se all'indomani di buon m~ltino; l'ala destra con Benedek in· testa di colonna, seguito dal 5°, 7° e 1° corpo, doveva seguire le vie · dì Lonato e Castiglione delle Stiviere, l'ala sinistra, 3°, 9° e ,1,1 ° corpo doveva marciare per Carpenedolo e Montechiari. Finalmente il 2° corpo doveva osservare l'estrema sinistra ed inquietare la destra de' Francesi. Lo stesso giorno destinato clall; imperatore austriaco pel movimento su Brescia e sul Cbiese,, gli alleati che avevano ignorato il p-ri mo passaggio del Mincio del nemico, ed i suoi movimenti tiella notte del 2 3 al 21,, dovevano marciare avanti in senso paralelÌo al Mincio per riconoscere il terreno. L'ala sinistra, composta di 4 divisioni piemontesi e deÌla divisione di cavalleria di riserva, doveva portarsi nella direzione di Palazzolo e spingere ricognizioni sino sotto Peschiera. Il centro, forse troppo discosto· dall'ala sinistra, e la sinistra erano diretti sù Solferino, Cavriana, Guidizzolo e Medole. 11' movimento doveva principiare alle 2 ùopo la mezzanotte onde evitare l'eccèssi\'O calore, e così due armate, il di cui elfellivo in complesso ascendeva a non meno certamente di t00,000 combattenti, ùovevano urtarsi e ·da1: luogo ad una battaglia di veri giganti, quasi all'improvviso e senza un piano preconcetto sì dall'una cbe dall'altra parte . ., I corpi de' marescialli Baraguay-D'Hilliers e Mac-:Mahon furono i primi ad incontrare il nemico, e poi, ma quasi simultaneamente, la sinistra e la destra principiava; il fuoco, che doyeva durare non meno di sedici ore.


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STUDI MILITARI

Il maresciallo Baraguay-D'Hilliers aveva inc'ontrato il nemico poco dopo uscilo da Castiglione, ma le divisioni Ladmirault e Bi:lzaine cbe marciavano in prima linea l'obbligurono alla ritirala e lo respinsero sino al le falde della collina di Solferino. In questa fo rte posizione, resa ancora più form idabile rlallc disposizioni prese dal nem ico per la dife~a, il ,J O corpo dell'armala francese dovette provare una resislenz'.1 non con\une. Allora le divisi_oni Fon•y e dei volteggiatori della. guardia, generale Camou, rinforz,1ndo l'attacco si slanciarono sul nemico al grido di viva l'imperatore; e l'artiglieria della guardia imperiale, comandata da Le-Doeuf e Scvcli1rges, prendendo posizione a non meno di 300 metri del nem ico lo fu lminava con la mitraglia. Finalmente alle 3 e 1 /2 pomeridiane un ultimo sforzo fu tentato dai Francesi, Camou e Bazaine en tra rono alla baionetta nel villaggio e Forey nel cimitero fo rtificato, e il nemico dovette battere vivamente in ritirala. La seconda colonna del · centro, condotta dal duca di Magenta, incontrava il nemico prima di giungE're alla cascina Marina, un vivo fuoco d'artiglieria s'impt>gnava sul momento, il contegno de' combattenti fu uguale per alclinc ore dall'una e da ll'altr~ parte. Ma l'artiglieri a delle due divisioni cli cavalleria, Devaux e Partouneaux, che fecero delle brillanti cariche, essendo pervenuta a collocarsi sull a destra dei Francesi , batteva di sghembo i ·pezzi nemici, cosicchè questi doveLtero ritirarsi, e alle '.2 t ·1 /2 Mac- Mabon prendeva l'offensiva. Do1)0 questo , primo successo, il generale di division e La. l\follnougc ru diretto tra i villaggi di S. Cassiano e Cavriana, e attaccava il nemico con una delle sue brignte comandata dal generale Lercbvre. Due volle fu sloggiato il nemico e dnc volle rieonqu istò il terreno perduto, e la pngna a,·rebbe dorato ancora ince rta per qualche tempo, ~e il generale &faèqne presentandosi sul fianco del t\emiéo a Cavriana, con in riserva i granatieri ' rlella guardia, brigala Mellinet, non lo avesse costretto a lasciare ~

SULLA CAMPA GNA DE-L

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il terreno. Così alle 5 e ~ /2 il ce!l tro dell'armata alleata aveva battuto completamente, il cenlro clell'armata austriaca. Sulle ali le cose non procedevano con tanta ~clerità , _tanto più sulla sinistra ove le sole truppe italiane dovevano combattere forze del doppio eù anche del triplo superiori. Ma in pocbe ore di più aucbe cofa la vittoria fu assirnrata. All'ala destra il corpo d'armata di Niel era partilo da Carpene-, dolo alle o{c 3 del mattino, a pod1i chilometri da Medole incontrava il nemico e lo fugava con la sia divisione Lnzy Pélisac. Dopo aver superalo questo primo ostacolo, la colonna di Niel alÌ'uscir di Medole si divideva in tre: la divisione di Vinoy a Casanova presso Guidizzolo; la divisione Luzy sn Caresara e Robecco, e la divisione l•ailly metà in riserva e metà tra Casanova e Robecco per unire le due prime divisioni. , Alle 9 del rnattino , nel mentre che Niel si trovava impegnato ass~i bene con il nem ico, giunge~a•Ja lesta di colonna di Canrobcrt, che già aveva fugalo il nemico verso le ore 7 a CastelgoITredo. La divisione Renaolt ·giunta a Medole si congiun~eva a Ceresara col e,0nerale Luzy. Nel mentre le altre -divisioni cli Ca11robert osservavano la destra che poteva e~scrc inquietata dal 2° corpo austriaco. Verso le 3 pomeridiane il maresciallo Canrobert, rassicurato , sulla sua destra, fece appoge,iare la div is)one Renau\L sopra Robecco, e ordinò al generale Trocbu di far av,rnz,.11·e una delle ;;u0 brigate fra Casanova e Baetta, nel punto ove più forte · ferveva la pugna. Rinforzato da Canrobert, il generale Nie\ lanciava su Guidizzolo parte delle div isioni Lazy e lìa ill y. Que5ta .colonna si avanzò sino alle prime case del villaggio, ma fu respinta da forze di molto superiori. Allora il generale _Trochu si avanzb con ona delle sue brigate e cost1·inge,,a il nemico a fuggire, quando scoppiò il famoso uragano che alle ore 5 pomerid iane, mi,se fine alla lottà.. 0


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SULLA 'CA~IPA.G:N A DEL,

STUDI' MILITARI

Alla sinistra, l'esercito italiano otteneva esso pure uno splendido successo contro 1'8° corpo austriaco. Esso si avanzava su Peschiera e Pozzolengo diviso in diverse colonne framezzo le colline, con a destra la prima divisione (Durando), al centro la quinta (Cuccbiari), alla sinistra la terza (Mollard)1·e la seconda (Fanti) quale r~serva. , La prima divisione s'incamminava alle 4 della mattina per la strada di Castello Venzago. In tesla marciavan9 i granatieri di Sardegna, il 3° battaglione bersaglieri, uno squadi-one. de'ca• valleggeri d'Alessandria e alcune sezioni d'artiglieria. La brigata Savoia doveva se~uire la prima colonna tre ore dopo la sua partenza. A mezza strada da Castel Venzago alla Madonna della Sco~ perla le prime troppe del generale Durando incontravano il nemico. Dopo un vivo fuoco di _bersaglieri, il 1° reggimento granatieri attaccava furiosamente il nemico e lo respingeva. Gli Austriaci riprendevano però l'offensiva, ma sop1:aggiunto il 2° reggimento granatieri furono costretti di cedere al vigore dei nuovi assalitori ed alle cariche- dello squadrone de'cavalleggeri d'Alessandria. Malgrado questo successo, le forze nemiche erano troppo preponderanti per rimanere nella conquistata po:sizione, di modo cbe, malgrado la loro bravura, i granatieri decimati dalle batterie austriache dovelt('rO ritirarsi in posizione dielro le cascine Caselli no Nuovo e San Cari/) Vecchio per aspettare la b•tigata Savoia, che giunse soltanto verso il mezzogiorno, cioè dopo che i granatieri avevano già _sostenuto il fuoco per ben 7 ore. _- 11 genèralc Durando, rinforzato dalla brigala Savoia, ordiuava un vigoroso allacco e spingeva· di fronte la brigata granatieri <li Sardegna e il secondo reggimento di Savoia, e di fianco destro del nemico il primo reggimento di quest'ultima brigala. La lotta fu oltremodo sanguinosa e incerta per molto tempo, 1

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n'la al comparire sulle attore di Monte Finuzza la brigata Piemonte condolla dal generale Fanti, il nemico cedette a\ftnl~ la posizione della Madonna della _Scoperta, e si ritirava verso Puz• zo\e11go e Caslellàro: La di visione Fanii, che da prima rra stata tenuta a Lonato quale riserva, ricevette ordine di porl.irsi a Sol fer ino, e p,1rti,'a dal suo campo al l,e 1 ·1 antimeridiane. Dopo un'ora ci rca di marcia fu fatta appoggiare a sinistra per portarsi verso le alti-e divisioni onde rinforwrle; la brigata A9sta a Sun Mari ino per unirsi alla quinta ·divisione e la brigala Piemonte a ~fa<lonrrn della Scoperta per unirsi cou la prima divisio1ie. , Una volta unite le brigale de' granatieri di Sa,rdegna, di Sa.vaia ,e di Piemonte ne prese il comando il ge.ncra\e Lamarrnora, e furono direUe verso Pozzolrngo. Nel mentre cbe la clesti'-a dei Pi<'montesi comba tteva così energicament,e , il centro e la sinistrà principiavano il lùro mo•virnento, verso le ore- cinque anti meridinne, nella direzione cli · •Pozzl lengo: Fu soltanto alle 7 e i /2 cbe ìe ricognizioni spinte dnlh qu:ti'ta e chilla ti> rza divi,,ione incon\raroon il nrm1co. ' I bPrsag\ ir ri d1,ll a quin.ta div isionr fp('<' l'O da prima r~trc1c0dere gli avamposti ne,ni('i, ma. do1·)() <fovl'll! rn CPdere alla forza superiore {lp\• nPmico e ripii•garsi unitamente a u11 baltaglione . <lè\1'1 •I O -rf'ggime11!1), Intanto i ge11Prali Cucdiiari e Mollare\ acceleravano la marcia' dcllc \oro divisioni. Alle ore' \) anlimeridiane la brigata Cuneo drlla terza divisione attaccarn, il nemico nella posizione di San Martino e riusciva ad impad1·1;oirsì di alcun i pezzi, ma la fon.a del nemico era troppa e fu pure obbligala di ripiegarsi. Alle ore ·l O giungcv,1 il grosso de\'\a quinta divisione con , avanti la propria arligli('ria, e tosto si. slauciav~ all'assalto di ' S. Martino. l ballaglioni dcli' •! ·1° reggimento e un battaglione , del 12° s'impadronirono delle posizioni a :iinistra de\\à via 1

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ANNO V. Vol. L -

21.


318

STUD! MIL ITARI

:'IOLLA CAMPAGNA DEL

Lugana, cioè dell~ Chiesa di S:rn Martino. A destra della strada stessa le cascine Armia, Selvetto, Monata, Controcania venivano conquistate da tre batlilglioni del 'I 2°_reggimento e dal 10° battaglione bersaglieri. Ma,· malgrado la loro Lravuh1 , i soldati piemoniesi dovellero ripiPga rsi sul la seconda li nr.a, composta del 5° b,itlaglione bersaglieri e della brigala Acqui. Il 1° rPggi rnenlo di questa brigata, diviso iu due col()nne, prese posizione di fianco a\1:-1 1° reggimento, e con esso r iprendeva, malgrado una viva resistc>nza, San Marlinfl, Gl i Austriaci, ancora ,aumentali di numero, é sostenuti da un;:i batteria di 30 pezzi che fulm inava gl'ltaliani, rito rnarono all'attacco e ripresero per la seconda volta la clli('Sa di s. Martino. La quin~a divi~ione piemontese , troppo dPbole 1 dovette ritirarsi sino a Rivol tella, e si ritirò cedendo il terreno passo per passo, protetta nella sua marcia dal 18° r·eggimento e dal 1 0° baltagl ione -bers,1glicri. , Una parte della terza divisione seguitò la ritirata della quinta divisione. Ma nn'altra parte cont1nuava a tenere la posizione che occupava, con la brigata Pinerolo, vicino alla ferrovia di Peschiera. Questa brigala aveva occupata la ferrovia all'altezza delle Cascine di Drugn oli, il ! 3° in pt'ima linea, il I 4° iri seconda. Alle ore 4 pomeridiane la brigata Aosta giungeva sul campo della terza divisione e prendeva posizirine alla sinistra sotto San Martino ;' la brigala Pinerolo si collocava alla sua destra. Queste disposizioni erano date onde fare un attacco decisivo sopra San l\Iartin o, e un battaglione del 14.-° con 2 compagnie del 2° bersaglieri e una sezione d'artiglieria venivallo incaricati di girare la posizione per Sàn Michele, San Gerolamo, Monte Mano e S. Donino. lu quel momento nc$suoa truppa della quiotà divisione si trovava _in posizione. Però l'an:ivo della brigata Aosta permise al generale Mollare! di fare un nuovo allacc,ii e le case a 01ezza costa della collina furono prese, non però senzà gravi perdile. 1

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31 !ì

La brigata Cuneo aveva segu\to il movimc'nto. La divis ione Coccbiari era E>,;sa pure venula sulla linPa, e IP sue duP brigate si erano poste in pericolosa pn.~izìone afla sini:-lra il, Ila brigala Ao~ta, coll' i11lPnto di girare la de,lra dl'l nt'mirn e <'o,ì m111ac-ciare le sue comunicazioni H•r,,o Ponolt'_ngo. In quP.~lP condi-, zio11i ebbe luogo u11 grande allacco con cinqun bri;~att~ ih una volta , e al nH1me11to opportuno gi11ngc'Vr' Filnl1 COIJ l.t brigata Piemonte all'altezza rii S, ~Lirtìno, e potè con la sua ,11tiglieria prendPre di ro,'f•scio il nPmico. · L'attacco fu lerribilP, alla quin!a divisio11e, alla brigala Aosta 'ed al 14° rPgginrnnlo , non che ai cavallP~gt'ri di ~lonf'crr,llO, che terminarono l'attacco con una brillar11issima Ci1ri1·a, è dovuto in 1{1aggior parte il buon esito di questa ~loriosa giornata a San ~fortino. Gl i Austriaci, balluti su tutta la linea dai Fl'ancrsi e_(Ìagli Italiani, ordinarono ed eseguirono la ritirata verso il Mincio. L'ollavo corpo, battuto a San Martino,. e<l il qu into corpo si ritirarono verso Salionze, e pel' prolPggere la loro, marcia, il generale Benedck f'ccc occupare sino alle 1 O di sera la posizione di Pozzolengo. I Piemontesi accamparono tra .San Martino e Pozzolengo. Al ce11tro hr ritirata fu protelta dal principe ,l'Assia verso Volla, e Jalla brigata Gab\en1. sulle alture di Bosco Scuro. Alle 1 O di sera q;1este posizioni ven ivano evacuale, e la bl'igata ,Gablenz pnssò per Ferri. Il primo e settimo corpo pas,arono 'il ~lincio a Fern ed a Ilorghello. I Francesi accnmparono presso Cavrialla. Alla s111istra la ritirata fu protetta da una~brigata clw rimase a Gnidizzolo sino alle ore 1O di sera. Ma i Francesi non perseguilarono il nemico. All'indomani , 23, tulta l'armata austriaca era sulla sin istra del Mincio. Il quartier generale di Francesco Giuseppe a Villafranca.


320

STUDI MILITARI SULLA CAMPA.GNA DEL

1859

Il 27 l'armala franct:1se pass~va il Mincio senza difficoltà", e l'arm t1la ital·i_a·na:in vestiva Peseh iera. Ma poco dopo l'imperatore de· Fra1ìcesi· mell-eva termine alla guerra con l~ convenzione di Vi llàfranè~. .

J\'oTA. ~ - Nella ballaglia del 24 giugno, che a buon diritto si può chiamare una battaglia da g iganti, la perdita ll<·gli eserci ti hd ligc i-a uli può C,ilt.·o i:11'.si:

Pc,· i Francesi - ufri zi til i: 150 morti , 270 [('l'Ìli; truppa; tra morii e fe rii i 12,000, il1,pC'l',i 3 000. - In lulln 15 ,000 uom in i. fcri l'crn.u11lesi - ufficia li : ij() morti . 167 feri ti; tmppa: 642 morii, 3,403 l'e riti, d i, p1:rsi J;?OII. - 111 lutto 5.500 . . Par yli A11s/1·ia.ci - uffiziali : :JO mort i, 489 ferii.i; truppa: 2,261 morti, 10, I 60 feri ti, S,5vo diSJJcrsi - In tutto 21, 500.

DELL'EDUCAZIONE !IILITARE

•FAUSTINO LENr.rsA

Capitano n,t 2• 1·eggimento G1·aiiatic1·i di Sat'Clegna.

IL Premesso, come fn nel precedente articolo, che generalmente . male riesce l'educazione dei giovani· nelle loro fam igli e, o per ,inscienza , o pPr dìfrtto di mezzi dei grnitori, o mancanza del ternpo devoluto ali' interesse sostanziale della famiglia, sorger· potrebbe clii u confutazione dell'<,~pr)slo adduèPsse : essere invece in generale ogni adun anza cli gioV('nlÌ1 pii1 fe.co11rh1 di male cbe di b1l!le. Le idt•e, i sentimenti ; le passioni sul primo rompere d'i qtH•,lla età accrsa ed int'sperta si congiungono e si fort ificano vicéndel'olmente. Traseri,,·o qui le stesse parole di un celebre autore: (( Una inclinazione rea in, un .allievo iso!at.o sarrbbe slata vinta d,dle altre buone, ma in quel contatto co11111 11e è un'esca che si acéende all'approssimarsi di nna lieve scintilla. Un gesto, una parola, un'occhiata bastano all'effetto. Per una fatai simpatia, e quasi per istinto, conoscC1nsi ,/


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DELL'EDOCAZ!O.NE

e )egansi fra loro i callìvi , e per una serie di seduzioni, talvol!a pressochè imprrcctlibi li ', allacciano i buoni. Allora due vi~; o l' ipocri'.~ia fo rtunata: e la fiamrna tanto più devasta quanto è più nascosta : o Impela alcnn sentore dC'I male: ed ailora cresce ne' caporioni l'attività a far gPnte prr cvnd('re la severità delle · pene colla mnltiplil'ità dc'colpevoli >i. QoPsli due mali sono veramentr tre11H'ndi . Jna a frontr. dello a3serilo ed a con irapposto, non tacrio q11r\la nobi li1-sima emulazione, quello sprone efftraci,;:;imo r·hc i giovani ingrgni acqu ist;ino dalla comnnilà dc•l vivC'rn, rial n~dersi lnlli posti nel medesimo aringo, sotto gli occhi dp' $UfWt'i 11ri che ne contano i passi, ne pPsano g!i avanzamenti; non laccio di quell'illuminarsi, di qut>ll'accendNsi che fanno giov,wili inle ll~lli post! vicendrvolmente a contallo; · son9 'favill e t:lw crr5consi vicPndevo\menle la luce e gli ardori, un'endosi ari un tempo e moltiplicandosi. La nobiltà d'escmpi non apprendPsi che raramente nr•i piccoli consorzi, e rari od inossrrvali sl'u~gnno alla giovenlù per natura irriflessirn. se al rilevarl i non at:co tTe là vigilanza dei genitori, che raran~e,;Le e in sole pocbissirne ore banno con loro .( giòvan i , sia per la cu,:a degli interessi famiglia ri che prr le commerciali occupazio,ni e lavori d'arte o di impieghi dei genitori stessi, e che fo rma la cìas.0 e più numei-osa della società, cd alla quale manca il tempo di un icamente curare' i loro figl iuoli. Di rò che il rompere la volontà propri.a cb~ tulli portiamo viziata dalla nasci ta,· e che il pigliar indole rigida o dolce adagiandl)si ai voleri alrrui, alla obb~dienza assoluta che al sommo grudo d~ve ind ispensabilmente essere insin uata ed immedesimata nei giovani destinali alla carriera delle armi, non ,si.ricava lll'lle palmie abitazion i, dove i genitori os::ino appena • conlraddi rgli e non rarn volLr\ il . giovane diventa caparbiò, insolente e :-pr1,zzanle la f.1rn 1~lia stP~sa. . Di1·ò t:hc il, r1·Pno all'impelo, la durezza, l'arroganza del temperamento, trovano freno negli tilabilimenti di educazione tanto

323 Jler la necessità d'uniformarsi ai compagni cbe per la disciplina dei comandi. Le qua li ragioni giovansi_mirabilmenle cl i ciò che dell'oratore f.orense affermava la meule profonda di G. B. ,Vico « Per lo elle è mPgl io elle si conduca es' educhi tra le· compagnie de' suoi. eguali acc iocdie apprenda il senso comune, norma d'ogni rnrita e prndenza n. Giova ~i_ngo!a rmrnte .~he pa~si l'adnlescrnza nelle vaste città poicliè lo splendore e la n1ag11i[kcnza delle ciltà-splPndidi e magnitìci formano gli animi, e si o~serva ne' massimi felic i.;;simi irnp1ni'i Psscr fiorili i sublimi iugrgn i ed i gentili. Percbè noi siam grandi ,n.ei grnndi avven imenti, e umili negli umili. E il conversare ci>' più culti e liberali della nazione: fornisee la urban ità cd , eleganza d~I discorso; eppPrÒ lo spiri lo, le idee, il linguaggio, il portamento, tutto ciò che è da militare, non lo apprenderà il giovane dalla famiglia dei genilo'r i, ma dalla adunan'là e dalla scuola dei superi,iri. Che anzi dalla famiglia prenderà i tlife!li del secolo, cni la c-0nsuetudine conv(;'rtirà facilmente in natura, e cui i giovani, senza qnasi avvedersene introdurranno nel le scuole e nel comune consorzio ciò che avvertiva Quintiliano auteponendo la pubblica , eduèazione alia dome,stica. (( Ne origina da ciò ,un'assuefazione,' » e col tempo 'Ima tendenza invincibile. Queste cose gli sgraziati , » ùnp~rano prima di conoscere che sono ·vizi.- Trascurati di poi o lfILITAR.E

n

liberi, nqn dalle scuole raccolgono questi mali, ma piuttosto in

» quelle li recano e li disseminano (1) n.

E più fortemente i11sisleva sulla nobile fiamma dell' emulazione, -di cui abbi&ognano le rrienti giovapili per destarsi , acce ndersi e progredi re. (< Egli è mestieri . i·isvegliare la mente dei giovani e dirigerla

)) alla-sublimita ('1) (!) QUINI' . !stil. 1, 6. (1) Qumr., Jstit. 1, 6.

ll .


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325 ·

DELT;1"D tJGAZIONE

MILITARE

Palestra :viva sono gli Istituti, ove oltre agli esempi, gli ammonimenti appropriati a tutti i casi e la voce continua dei superiori .fecondano gli spiriti perennemente. !n ri!">contro i gi ovani nelle famiglie sono come piante che intisichisco no all'ombra, o nel deserto. Piagnncoliino !e madri agiate la loro creatura non rrggere dopo In dukezze della famiglia ad una vila alquanto dur.-a; ed ì padri meno agiati mettono in campo la slrel!eua della ccsa fo:niJiare. Risponderri alle prime, ohe la difficnlta cang1as1 10 ·prova; che se la casa paterna ammollisce gli spiriti, mostrasi la nf'tPs~ilà di affidarlo a più savia Olltrice; che Ad1ille in Sciro ~arebbe ' riescito femm ina e non .espugnatore di città o trionfatore di battagl ie. Ai pacll'i veramente bisognosi rispondono le sovvenzioni dei govrrni o dei benefattori. Non si mangia forse in famig lia? Ebbene pagh ino qnd tanto che loro cosli>rebbero gli alimenti del 6glio ed al sovrappiù provvedano gli stabilimenti colle sovvenzioni benrficbe dei governi che è quanto ra già il nostro, p. e.· nrlla n'gia miliiare accademia di To,:ino, net collegio militare,tl'A~li, in qnello di Racconigi.· Anzi fa meglio: perchè molli sonn ali menta ti del tn ltogrntnitamrnte con vantaggio dl'lli~famigl ie. -Non ignoro le di{lìcnltà di ben discern<'re i bi.~ogni veri dai supposti, e la loro misu ra, ma ciò prova solo la necessità e la sqnìsitezrn delle indagini: e la di!Iicolta delle applicilzioni non toglie la verità' dei pri1wigii. Al tro prri colo ollre alla fatai simpatia dei catti,•i·, e nel congiungersi in ·mal fare, si è che i giovani sogliono stimure k loro indi\'idualità da piri che no·n sono. e credendo stoltamente che ne debba molt iplicare il valore col numero, se non ard iscono impugnare manifestamente -la legge, si sforzano tuttavia di adoperare pretesti per averne esenzioni, piegarla, ed eluderla. Tale di reuo manifestasi più facilmente nelle comunita più

còspicue, nè remoti sariano gli esempi che potremmo addurre, e più nei veterani cbe negli incipìenli, percbè allora aumentano le pretc~nsioni, e col_la stessa natu ra diminuisce la bontà d'an imo e quel la potenza e facili la di obbedie!iza , cbe è il primo f11ndamenlo e decoro di ogn i governo. Dove insorga qul'slo ma,le, pone ~i lrat\o la comunità in uno stato di violenza . I sudd iti non guardan pii1 la legge come nì1a norma salutare, ma come un· vincolo cbe li molesta, e comeindiscreti i superiori cbe ne vegliano l'cseclliione. Che se t:·a i superiori siavi taluno che per l'infame acquisto ùi una mal inte~a popolarità most.rìsi piÌl favorevoh~ a'sudditi in disc~ pìto della legge, costu i gitterebbe il pomo della discordia, e, vern piPtra di scandalo, recberebbc a compimento la mala inclinazione e la scissura. L'esperienza delle comunità fa: concliindere, éssere tre prin cipalmente Je classi dc' giova11i che vi sono raccolti. Gli eminentemente buoni; i buoni o mediocri ; ed i cattivi. Qlie' primi di eccellente natura già fo rtifica la da eCc(,1llenteerlucazionr, fan profitto della disciplina comune, e senza ri~petli um<1ni progrediscono nella virlrr, pure ta luno, di essi, anehe ritenendo nel cuore e nPgli alti la loro virlt1, perdon poi nell'atmosfera infetta che lì circonda que l fiQre che è più della, virtù, pcrcbè è il compimento, la bPltà, la corona della ste!-Sa virtù. I seco11di ho veduto pass,ar sempre più faG ilrnente alle porli dei cattivi, che dei buoni. Ed i terzi indurire, e hdurre quasi a sistema la perversa loro natura. lo avverto clie accenno qui a fatti generali e ometto le eccezioni. Finalmente siccome ogni cosa urnnna è pitÌ incb_inevole a guastarsi che a migliorare, così le comunità. Fa prova la storia tbe ail:une comnnità han dovuto tal - .. \'olla elle stesse, per sussistere, invocare la riforma. Qnal ft'rvoreda primo, qual rinnegamento di sè, qual fede, quali virtù! Gli esempi degli uomiui illustri, dei gran capitani, l'eccellenza delle


326 DELL'EDUCAZIONE ~onstitnzioni, nn patrimonio splendido di avi ta fama non furono ripari sufficienti ali' infrrmità umana. · Che sarà di uno stu olo di gioventù? Comincia la rilassntrzza; ,si comporla da chi dovrebbe eslrrminarla ( cioè dagli accaparratori di popolari là, vera peste la più velenosa d'ogni comunità); diventa una tradizioue, fin ,0 rnenle non si può ,togliere sem,a offender(l e ,·i vol\are lo spi rito della comunità. Questi mali sonç vieppiù fatali p<'r yiò cbe infettan o molte volte la conrnnith e vi serpeggiano senza clamore. Quc'.st.e sono allora come nn' acqua stagnante : la di resti riposata e calma; scuotila, e dà f'clor~. Guai a chi vi presiede se si contenta di guunlare al la snp<'rficic ' Se questi siano scrupoli di mente paurosa, o veri cancri e pesti __çla scuotere le coscienu1 e la vigilanza di cbi govenM, soli puonno dirlo quelli cbe ne furnno a prova ue\la lungà e sollile rifi1'ssione, fra giovani educand i, nè con ciò credono f's?gera rr.. (< È cosa da piangere il vedere tanti poveii fig liuoli rovinati in )1 uno slabilime-nto mal reg~lalo. La coscieuza del direttore si H aggr:lVerà colle mancanze, i vizi, i disordini, le colpe, e culle n pene e la rovina dei gio•Jani a lui affidali n . Le apparenze, gia il dissi, non :issicuran coloro che risponde• ranno a Dio non del l1' apparenze, ma clel!e rnalth. Ma qnesli incom"enienti possunsi san il re ndle co monith, prrchè in quesle si mulano e si rinnovano in_pie1Ìo od in parte secondo cbe occorre. Col finire degli individui finiscono le msali ahiludini. Ali' incontro queste pestt degli an ifni, sincbè dura in piedi il corpo della crìmunità , minacciano di propagare dai provei\.i ai novizi per la comu nanza di vivere e per la forza deg_li esempi . Di mand~rei Ol'a' c,ome rinnovereste una fa°!iglia ove 'i genitori fossero incapaci della educazione. dei loro figliuoli per uno qualsiasi degli impedimenti sucnuncia(i? Concordia , in,telligenza, insinuazione sono i tre elementi es-

l!ILI'fAl\E

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senziali ad ogni governo, ma specialmente le tre medicine alle comunità scadenti e scadute. U11ith cli men le, di falli e di parole nei superiori cli qualonqqe specie o grado essi siano, da una forza alla IPgge, ed acquista snl c.:uore dei giovat'li lale grandezza e tale potenza di autorità cbc Ii soggioga. 6 ,Qur,;la prt'sentasi al lo ro spirito come una forte ciTconfere.nza che li ci rconda , e da cui non vedono uscita. Effetto contrario PrcHlurrl' bbe una sci~.~u ra, un dissupo re. I , Tale diretto scioglie l'integri tà delle comunità più robu3te , le inferme manda in rovina: La disun ione dei ca pi è qLiel m.ile che incide più profondam ente il vivere e l'operare di ogni potenza gove rnativa; perchè mentre da una parte sconforta gli animi dei reggr11ti, o toglie lorn quel la unità cl i scopo 1wlla quale sta la forza del comando ; dall'altra fa perdere 1fres,;o gl i ini'eriori quel dcco!·o, quel rispetto, , quell"aui'r.ola di VPnerazi one St; nz;:t la qu ale il potere morale divenLa una larva od un lud ibrio. L'inlP,lligt•nza è twces;;ari a per indagare i vizi occulti, le loro radici e quasi la loro generuzione, le medìt;inc, la loro qualità, e il modo di applicarie. Ella è sopratulto vi1·tù di un'indole svegliala, penetrante nei cupi recessi dei cuori, 'e frutto di lunga espPrienza e, mista a )) disgustosissime pro.ve, e spesse futiche delle qual i poco o » nul la suolsi tener da alL1'i in conto, sprcialmen te poi dai ge» nil,ori o parenti, cbe le buone mostre faranno fincbè a seconda » del le lor viste cammineran le cose, in compiacen ti accon(li» scen~lenze, ma rizzcransi ostili di bollo appena co ntra 1·iate, o )) meno accondiscendenli •si sarann o pratiche, o se una dder>) mi nazione che colpisca l'alunno che loro appartiene, abbia llll n sol dt;gli infini ti lati guarenlito dal più piccolo appoggio di » ftevolissima scusa. (e Taccio gli appoggi materiali influenti, i quali facilmente


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328

DELL'EDUCAZIONE

premono e schiacciano qualsiasi int1Jlligenza, se le ricchezze o la fortuna non accompagnano i diretlori , · e li rendano da >) tal lato indipendenti. · « Abbiamo pochi esempi di ricchi e benestanti che si adat>) tino ad educare la prole al trui, ciò è chiaro, per cui i direttori » dì comunità avranno, generalmente esponendo, a schermirsi 11 industriosamente anche çla questa influenza, senza sviare dallo >> essenzial loro dovere ». Diflicilmènte chi non sia vi·ssuto in , comunità, scuoprirà i fili di quei lavori occulti che la gioventù trama coo somma avvedutezza. Alla concordia ed all'intelligenza dei superiori aggiungi l'insimv•zione. Dc,bole, precario, infruttoso è ogni goYerno che perde p,~r solo appoggio la forza. La le!Jge parla alla mente, l'insinuazione al cuore: la legge mostra la via, l'insinuazione muove la volontà a percorrerla. La natura ripugna in generale a lnllo ciò che mostra di sforzarla : al contrario s'inrhina dolcemente a cbi la maueg?ia con discretezza e con arte. 11 -prendf' re allrni di fronte colla nnda autorilà_del comando, è un· accrescere \"impeto degli spir~li che rompono l'argine e precip itano. , Scrive Rolin: << Il Rettore di un collegio ne è come l'anima, Jl che nwt.le tuUo in molo, e presi,•de a · tutto. Sopra di esso » ca·de il pensiero di stabilire il buon ordine, di m_antenere la >l disci[.Jlina, di Yegliare in generale sopra gli studi e sopra i • >l costumi. cc C0mprendesi focilmenle ~uanto ~ia difficile il sndilisfarvi » • Modi apparenti di dolcezza sovPrc:hia fanno ocliare dr\ pari che l'aspre-zza .di parole e di modi. E di rin contrn, atti, non ostentati, di cortesia, voce affeUuosa di padre prendono la signoria de.i cuori. La quale signoria sarà fondata e potente. 1° Se i soggetti abbiano per li meriti veri e patenti • dei >i

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32(1

MILITARE I

loro superiori, una stima, un rispetto, una venerazimie, che mostri, starei per dire, una specie di ~n ito'. Se ciò m~ucbi, il resto sarà poeo. 2° Se sian cùnvinti che il loro bene e l'onico loéo bene sta in cima a tutli i pensieri di cbi li governa. 3° Se nel tempo del rimprovero e del castigo vedono ferrnezu di superiore ed affetto di padre, e non mai passione di per~o11a offesa. 4.-° Se i superiori collivioo la scambtevolezza dc>gli affolli col trattare cor1i,se111e11lc, e ·decorosamente coi loro 'inreriori. Qui si può peccare nel piL1 e 1wl meno. Nel più se la troppa famig liJrità togliesse la riverenza: nel meno se gli ,1fon 11i non vt>des~ero n<\ padasseru allrimeuli ai s • peri riri cbe nella scuola o nelle pubbliche funzioni. ]~ necessario a qu<'sli discendere talvolta da queWaltezza ed approssimarsi con <lig11ilà ai loro giovan i : tale prossimità forma i vincoli cbe annodano i cuori. Si temera fors(~ di pcrdrre .in riverenza quanto si guadagna in amore? Foll ia!. .... Un padre nasconderà la sua faccia a'suoi figliuoli per renderla più rispettala? Ciò cbe fa perdere stima sono le leggerezze, le scurrilità·, non mai_il conversare piacevole, ingegnoso, erud i_to, nobil e ed onesto. . Quindi sembrano meno buone quelle comunità in cui la sorveglianza dei giovani è affidata quasi eselusiv?.mente ad altri giovani senza ::he maesiri o superiori di maggiore autorità c_ompa iano se non raramente. fra di loro. « Una delle cose che più contribuiscono a stabiJ iì'e la rep •>) tazione d'un coll~io è l'esaltrzza e la coscienza della disc1jJlina. « Vi sono per verilà molti genitori che risolvono quasi alla >1 cieca sopra l'elezione d'un collegio, ma ve ne sono molti ani i cora che diversamente si guidano · e risg• ardano come il » primo ,e il più essenziale de' loro doveri il procurare una mo-


330 DEL L' EDUCAZION1'i >) rale educazione ai loro figl iuoli, vj mettono .Lulla la loro di . » ligrnza, e tutta la loro applicazione. << Ora q1h•llo che d(:'tPrrnina ~i111 ili grn iJori a fovor rii un col» lrgio, è la cognizione elle han no della buona di8c1j1lina che vi >> regna. . (< Tulla la, cura di un dirrllore è dunque di soddisfare fedeli> mente al proprio dovere senza essere inquieto del successo.

·'

.

Parmi parimente che il buon ordine e la prudenza voles~ero, >> non ricevere ciecamente tutti i postulanti che si prcseotano , >> ma l'informarsi prima bene dei loro costumi, e dei loro ca-» ralleri in sprcial ità quando sono di già un poco avanzilti nel>> l'età ed escono da un altro ,collegio. i< Ma il punto importante e decisivo péJ· la clisciplr.'na è il non >> soffrir mai nel collegio alcun giovane capace di nuocere agli » altri o eol guastarne la moralità, o coll'iuspirar loro uno spirito >> di scontentezza e di ribellione. << 111 questi due casi, non temesi di dirlo per cosa certa, la » regola di cui parlo deve essere inviolabilmente osservatc1. Pe1' >> restarne persuaso basla cambiar oggl'tlo, e domandare a se n stesso se lascierebbesi con altrui un giovane infermo d'una >> malattia contagiosa. « È forse il contagio dei costumi men periglioso? Ha egli » forse consrguenze meno fu neste? n Per licenziarn dalla comuni tà, farmaco violento ma indispcn~ sabil(; alla salute ed alla ,•ila di ogni governo, si tengan , fermi - cjuesli principii già prima en uneiati : O ,j Dislingnere le colpe di fragil ilà sartabili pei lo più da quelle di perfetta malizia che vngl iono il ferro e l'ampulazione. 2° Si licenzi1~0 senza rignarJo' gli incorrrggibili ·corTuttori, 3° La piacevolezza nel ritrnere i colpevoli 11011 è carità ma ingiustizia. <(

MILJTARE 331 Parlando di cotesta man iera, non pretendo che ogni difetto >> considerabile, nè ogni disordine di costumi siano ragioni per >J liberarsi cli un alli evo. « La malattia, come tale, non è ragione di far uscire l'infermo 1> dall'infrrmeria; ma solo quando ell' è èonoscinta pèr conta» giosa e capace d'infellare gli altri. _ (< Cosl soffresi per qtÌalcl1r tempo un allievo, ma quando si >' vede che gli avvisi, le rer~res.,ibni, i gastighì sono inutili, e vi >> è luogo di lomere elle il n:ale si comuniehi, allora l'al lonta» namento e la sepaçazione divèntano di assoluta necessità. _ ,, Co11fr1sso non esservi occasione nella qm{le il direttore abbia >> più bisogno di prudenza e di discernimento che in quella » della quale si fratta, non e' è che la rillessione, e la buona n ispirazione per un savio temperamento a prendersi >>. • ,

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G. G. (Continua)

MARINI.


333 Cannone Reimer·le-Schindelkci. - Iì luogotenente HeimerleSchindelka, del reggimento infanteria austriaco conte Nugent, ha inventato un n uovo cau.none, che dietro l'avviso degli uomini d'arte, sorpassa cli molto in precisione, portata, forza e rapidità di carica, il cannone Armstrong e '\Vb.itworth. Le prove fatte con questo nuovo cannone s~no riuscite benissimo, e l'arc~duca Alberto nella sua ultima ispezione a Josephstadt, avendo veduto il modello del cannone ed i l modello di un -fu_cilc, che l'inventore era presso a fore pe,r il principe stesso, se ne lodò moltissimo. RIVISTA TECNOLOGICA

RIVISTA TECNOLOGICA

'l'M·chi a proietti e cappellozzi. -

L'All~emeine 111ilitiir~

Zeilnng del 7 lu)1lic, scorso co111mPnda i torcl:n a rapp,,\lozzt . e quelli ~ palle, fo bbrir,,iti nelle officine del si.Y:nor 1!_11schba.nm lll • · teste, mnan,z1 · · Ia d.trez1 •·,ne Darmsrndt ., esper1mE•n at1 t .., dell'nrseuale . \ granduc"lè d'A,:sia, e forniti già a molti laboratom Pster1. . . . ' · manvgt4iato · •· so ) u cn1O e< ' n. facilita Il• torr:hio a c~prelluz;.1, "-' a un i . e s<>nza "rossa ra11ca , dà 3000 · a 4000 r::,pp,·1l,1zz1 _ali ora. L_a . " · 1· · · . · ., 100 mi, IDflCC[lltJa ha v1q, o.'e Cinw us10n1, 8 pe~a ~ppencs ' cl11l0°-rarn o il perchè è d1 fa,,.11,~ t ,asport". t' Le al tre ma, chine più gr11ndi pel conio delle p:ille da mosc1ie'_l . - . . .· . ·1 I . r~ d1 due uom n1,_ Pesano e,1rc,1 270 chilo_.i;rarnm1; esigono 1 a,-o <, . l . l' l t l'uno per dar m,toallama1,c 11na, ;, roqna·· l sen'Wlltf> - . ', e for _ · u • li •a macclnna di. sern niscono cirra 2000 p •·o1eLL1 P··r orn • n a L< . . d . . · b in p•·zz1 con1c1 e~1 1 lire costruzione t,wl1a le verg 10 r11 p10m o . P n ·_ . · 1 · la ma,•cht• a " peso che debbe ave.e :j p1·01,· lto, qmn , . _ IJ1 eciso 1 · su,ldet1a dit la v6ll)ta fol'll1a aI prnH,t ·, tO , Iavo1--rndo cvmo ' . co~ 1D lo. a(l'o-iore d1 7 chi cesc:.•10tE>mente <2d c's ig"'n,Jo una t0r za non ni oo · . ., ' . . . . , d' c:.se macc1rne 1 grammi pel ,·omo d1 un protetto. - Il p1ezzo 1 e~ . è assai modico.

Razzi. - A Vienna si fecero delle prove s11 d'una larga scala dei razzi invent_ati da, '\Villiam Hale, che furono diretti dall'_!nventore in persona. Questi raz:à, . particolarmen te quelli del calibro di 12., hanno una portata oriz:wntale com!cl la palla, e raggiungono la mira alla distanza di 5000 pas:,i; essi non hanno bacchetta e girano sul pro-prio asse. L'imperatore o l'arciduca Guglielmo si congratularono col signor I-Iale. Prnielti Afacki. nlosh, - All'epoca in cui_ la guerra tra la Francia e l'Austria era imminente e che qnest'ultirna potenza temeva per 'Venezia, essa nmndò in 'Inghilterra un uffizia le del genio, aiutante di campo dell' ill'iperatore, per a vere un rapporto sopra una formidabile scopert'a di lVIackiotosh, con cui le fortificazioni. sarebbero prese senza il menomo sforzo. 1 Dopo gli esperimenti ~egreti' fatti stille no~tre coste, che riu• scirono perfettamente, quest' uffiziale si è convinto che i l mezzo poteva essere fo.ciimente impiega.to, specialmente per \).tta.ccare. Tali proietti possono essere lanciati sia con carabine come con cannoni. La loro portata è grandissima'. essi bruciano per alcuni minuti, dopo aver raggi unta la mira , con nn' intensità sì grande, cbc l'acqua stessa non può nulla contrn di loro. Chiunque fu in grado di valu tare l'effetto ter, ibile di ci;rnsti proietti adoperati. cou carabina , si è convinto che ness una truppa. potrebbe resistere a uomini armati di simili· mezzi cli à i.sttuzio ne.

Cannoni cl-i bronzo cl'allwninio. - 11 signor Cx-isto:Clo, fabbricatore a Parigi, i l quale impiegò con vantaggio il bronzo d'alluminio, per la sua durezza (lega di 90 parti di rame e 10 d'a lluminio), per le cannelle e per le superficie di fregamento ANìSO V. Voi. l. -

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RIVISTA TEe NOLOGICA

nella costruzione delle ruaccbioe, esperimentò testè questa lega per la fabbricazione· dei cannoni. Il si'g nor Lancast:re, armaiuolo a Lond ra, nell'ann0 1858 si facea accordare una patente per l'impiego del bronzo d'allum,i.nio n ella fabbricazione dei facili e dE:i c,1nnoni; egli p retende che q nesta lega è vantaggiosissima p er i C'an no • i d'ogni gro;;sezza, attesorhè la sua elasticità per pollice quadrato è di libbre iogfosi 9i,000 (cioè chilog . 44, 000), . mentre quella del bronzo non è che di libbre 32,000 (d1ilogrammi 14,515) . PrPndendo per unità il pollice dcl l'mtiglieria bavarese a 676 millimetri quadrati, il primo m~tallo ha una forza di coesione di chilogrammi 46,654, ecl il 9econclo r1i chilogrammi 15,391. Questo 1·i.sulta to è però contraddetto clal signor ~Teber, direttore della fonderia cl'Augsbourg, il quale afferma che il signor Burg a veva trovato in una. prima spcrienza una forza di -coesione di 44, 162 chilogrammi per pollice bavarese g_uadrato di bronzo alluminio, e di chilogrammi 33,9?6, in nn susseguente sperimento . l i signor Weber trovò che 11 polhc0 quadrato del Reco, d'acciaio fuso della fabbrica. Krupp, ha. una forza di cgesioµe di chilogrammi 62,556. Am mettendo che le forze di coesione del bronzo d'alluminio e dell'acciaio fnso sian o uguali, la questione del prezzo darà la preferenza a quest'ultimo metallo, poichè i camioni i~ qcciaio fuso costano un poco meno clt qu(:!]li di bronzo·, mentre i cannoni in bronzo d'alluminio, secondo i calcoli del dottore irlandese Brieo-leb (Giornale Pol-itecnico di Dingle, 1° voi. 1860), . o ' costerebbero una metà più dei éannon i in bronzo di stagno. (Estratto élai Cenni slo1'ici sui cctnnoni 1·igati, di J. Schmoolz).

RIVISTA STATISTICA

ES ERCITO AUSTRIACO (1) GUARDIE.

Kaiserlich-Kònigliche Erste A1·cie1·en-Leibga,'cle. - La guardia del corpo degli Arcieri I. R ., è il primo cor.po ,1ell 'esercito; comandato dal feldmaresciallo \Vratislaw, esso è un icamente comp osto _d'ufiìziali: 1 feldzeugmeister, 5 luogotenenti marescialli, 5 maggiori generali, 4 colonnelli, 5 maggiori, 43 capitani di cavalleria, 16 luogotenemi, e ! Osottotenenti (di cui ora. rnancano 6) . I(aiserliche-1fonigliche Trabanten-Leibgarcle. -- La guardia del corpo dei Trabanti è composta. cli g uffiziali, 14 guardie , 4 tamburini, 13 servienti . . J(aiserlich-Ifonigliçhe Leibgarde-Genda1·merie. - La gendarmeria della guardia fo~ma uno squadrone : 7 uffìzif1li, 14 sotto uffiziali, , 2 trombettic.:ri, 9G gendarmi . Kaim'l·ich-lfon·igliche Bofbu1·gwache. - La I. R. gnardia d'Hofburgo form a una compagni.a a piedi : 6 uffiziali , 25 sotto uffiziali, 4 tamburini e 270 guardie. (1) Essendo occorsa alcuua inesattezza ne l fascicolo ùi maggio, ripor-

.

I

tiaino di bel nuovo la statistica dell'esercito austriaco, quale appare dat lUilitwr-Schemcitismus det dicembre 1S59.


33G

l.llVISTA

FANTERIA.

62 reggi'rnenti di fante1·ia cli linea, composti ciascuno di 4 battaglioni att~vi a 6 compagnie, delle quali una di granatieri, e di 1 battaglione di deposito. 14 reggimenti di fanteria confinaria, composti ciascuno di 2 battaglioni attivi a 6 compagnie, e di un battaglione cli deposito a 4 compagnie; aggiungasi a questa il battaglione del Titl, composto di 6 compagnie. 30 battaglioni di cacciatori d,i campo (feld Jager) distinti con nu. meri prog ressivi; ciascun battaglione ha 4 compagnie , meno i l 7°, 8°, ll 0 , 23°, 24° è 25° che ne hanno 6. - Nel maggio 1859 si formarono il 31° e 32° battaglione caccintori dei volontari viennesi, che prese parte alla giornata cli Solferino. Il reggirn'ento di caccial01'"i tirnlesi composto di 8 battaglioni attivi a 4 compagnie ciascuno, e di 1 di deposito ad Innspruck. CAVALLERIA,

8 reggimenti di corazzieri di 6 squadroni ciascuno. 8 reggimen ti di dàgqnì, parimente a 6 squadroni. ,12 reggimenti di ussari, cui nel ]859 si aggiunsero altri dne reggimenti , il 13° ed il 14° di volontari per la guerra , composti di 8 squadroni per ciascuno. • · 12 reggimenti d'ulani ad 8 squadroni. ARTJGÙERIA.

L'artiglieria di battaglia, rio,rdinata nel 1854, conta 12 reggimenti, composti ciascuno di 14 batterie e di 4 o 5 compagnie da pi.azza, artì:6.zieri er:l operai. - Delle 14 lJatterie di un reggimento, 4 sono da cannoni da 8, 3 da. cannoni da 12, 6 a cavallo con cannoni da 6, ed 1 di obini allungati . Una batteria montata ha circa 180 uomini e 140 cavalli. - Il regg irn"ento dell'artigl-ieria da costa, destinato alla difesa delle coste dell'Adriatico, com prende 3 battaglioni di 5 compagnie ciascuno. Il reggimento dei raccheltieri è composto di 20-batterie, cias~un_a delle quali ha 8 carri a racchette, e cli 3 , c01npagnie a rtifiz1eri.

STATISTICA

TRUPPE

337

TECN I CUE.

Nelle arnii tecniche si compréndono: genio, pwmen e corpo della flottiglia. Le truppe del genio si divid'ono in 12 battaglioni,' 1·iordinat.i. nel 1855; ciascun battaglione consta di 4 compagnie attive, ed· in tempo di guerra ne aggiunge una di deposito. Il corpo dei pionie1·i (impiegati pe r la costruzione d-ei ponti, ·· delle strade campali, 1::d anche pei trincieramenti) forma 6 battaglioni di 4 compagnie ciascuno. - Ciascun battaglione ha 6 piccoli parchi di ponti. Il cm·po della flottiglia, destinato •al seryizio dei legp.i dei laghi clel Danubio, consta di due flottiglie : La flottiglia del Danubio, di 6 compagnie, con stazione a; Pesth. - La flottiglia delle lagune.è d':li laghi, stazione a ,(renezia. CORPO DEL TRENO i\llLITARE.

Il co.rpo del treno è diviso per squadroni di deposito. In tempo di guerra, presso ciascun corpo d'esercito, si crea un comando del treno. - Il quadro di esso corpo comprende oggi : 1 maggiore generale comandante , 1 colonnello, 7 maggiori , 71 capitani, 132 tenenti e 245 -soltotrnenti. ' TIIUPPE DEL CORPO SANITARIO.

Le truppe di sani tà sono composte di 14 compagnie formanti tre ispèzioni. L'ispezione di Vienna ha (3 compagnie, quella di Verona 5, e quella di Pesth 3. Ciascuna ispezione è comandata, da un maggiore. TilUPJ>~: VOLON'l'AUIE ( 11-). ,

24 battaglioni di fanteria, cioè : 3 battaglioni di volontari ;riennesi, formati a Vienna, 6· compagnie. 1 battaglione di volontari del!' Austria Superiore, 6 c•-mpag nic. 1 battaglione di cacciatori volontari boemi, formato a Praga,, di 4 compagnie. ' (1) Queste truppe sono piuttosto costitu ite di nome che di fotto.


338

RIVISTA

I battaglione di tiratori boemi, formato a Praga, di 6 compagnie. 2 battaglioni di tiratori moravi, formati a Bri.im, 6 compagnie. 1 battaglione di tiratori volontari della Gallizia occidentale, formato in Krakovia, di _6, compagnie. 4 battaglioni di fanteria, volontari della Gallizia orientale, di 4 compagnie incompletissime. l battaglione corpo franco dei tiratori di Stiria, 6 compagnie. l battaglione volontari carniolesi, formato a Gotz nel 1859, di 4 compagnie. , I battaglione fanteria di volontari presburghesi, formati a Raab, di 6 compagnie. I batta'glione fanteria di volontari raabesi, di 6 compagnie. 2 battaglioni fanteria volonta11i di Pestb, 6 compagnie. l battaglione fanteria di volontari cassovesi, formato a Cassovia . l battaglione fanteria volo1~tari di Miskolczer, formato a Cassovia, di 6 compagnie. ' ' . l battaglione volontari di Temeswabr, di 4 compagnie. I battaglio;ie volontari dei distretti di 'fbeise e Gross-Kik inda, di 4 compagnie. 1 battaglione di volontari croati slavoni, formato ad Agram, di 4 compagnie. Compagnia dei tiratori vol9ntari di Fiume, formato a F iume. E di 20 squadroni di cavalleria-volontari, formati nel 1859. l reggimento ussari volontaù di_J azygia è ) Koumania (Unghe1·ia) . / (dei quali si formarono 2 divisioni di ussa.ri volont1ri_diDebreczina ( il 13° e 14° ussari. e Haiduk. · . } 2 divisioni di ussari volontari di Zala-Egerszegen. I cli visione di ussari volontari di Arad. I di visione di ussari volontari cli Ketskemet. l divisione di, ussari volontari di Zomb_or-Neusatzer. l divisione ussari volontari di Croati-Slavoni.

339

'STATISTICA

CO~IPAGNm Dl DISCIPLINL\.

6 compagnie di disciplina, create nel 1851, che hanno stanza a Comorn, a Olrnutz, a Mantova, a Temeswar, a Carlsbourg ed a Theresienstadt.

Ouadro num~rico della forza dell'esercito austriaco. SUL 1>Iil DI PACE

SPECIE

W TRUPPA

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62 reggimenti fanteria di l inca 165000

rcggi1J1cnt.1 confinari e battaglioni ciel Till . . . . 38 baLt.aglioni di caccia tori 16 rcggitn. cavalleria tli line~ . 24 reggim. cavalletia lcgglera . Artiglieria .. •.. . . . . .. Tl'eno )lilibrc . 14 compagnie d'infermieri Tn,ppc di polizia . • . . Stilbilimcnli varii Scuole e stato-maggiore.

SUL Plt: Ili GUERR,\

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410000

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56000 . )) 40000 " )) 2.4000 39000 " )) 16000 11,000 18000 16000 50000 40000 )) 52000 1,2000 » 27900 18000 13/ili 54500 113000 1344 6000 J> 14000 » " 27QO 31,00 n )) 19000 19100 » 18000 20600 9500 9500 ))

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-

Totale generale 378100 72000 131,1, 697100 101000 13.4 4 Aggiungansi 2 1, battaglioni di volontari , circa 20 squadròni di ussari volontari

25000 3800

J)

3~00

,, ))

-- -La forza cli guerra _per l',\ nstria sarebbe cli 725900 101;400

))

GENDARMERIA.

Per il serv1,ao della pubblica sicurezza e della polizia vi ha il corpo della gendarmeria, composto di 19 _reggimenti, ed il corpo della guardia militare di polizia .

NB. Quest'elTctt.ivo è diviso in 4 eserciti e 12 corpi d'esercito continuamente costituiti.


340 _

RIVISTA

S1'ATIST!CA 341 3 battaglioni di fanteria leggicra d' Afri0a ad 8 compagnie cad. 2 reggimenti stranieri di 3 battaglioni ciascuno a 8 compa:gnie. 3 reggimenti di til'agl iatori algerini . (tut'cos) di 3 battaglioni a 7 compagnie. 6 compagnie cli. fucilieri di disciplina. 2 compagnie di pionieri di disciplina. 1 compagnia di sòtto-uffiziali .veterani . l compagnia di fucilieri veterani.

ES ERCITO FRANCESE (I) , GUARDIA nIPERIALE.

Squadrone delle cento _guardie a cavallo, creato nel mese di marzo 1854.' 1 reggimento di gendarmeria a piedi, di 2 batlaglioni di 8 compagnie. 1"' Divisiono 2 reggimenti di granqtieri, cfo,scuno di 4 battaglioni di a 6 compagnie. fanteria. 1 reggimento di zuavi di 2 battaglioni a 7 compagnie ciascuno. ~a

Divisione) 4 reggiment\ cli volteggiatori, ciascuno cli 4 battadi

·

glioni a 6 compagnie. l battaglione di cacciatori a piedi di 10 compagnie,

fanteria.

Divisione di. cavalleria.

1 2 l 1 1 1

squadrone di gendarmi a cavallo. reggimenti di corazzieri, ciascuno di 6 squadroni. · reggim. di dl'a.goni dell'imperatrice, di 6 squadroni. reggimento di 1,ancieri di 6 squa'.honi. reggimento di cacciatori di 6 squadroni. reggimento di guide di 6 squadroni.

( l reggimento d'artigl ieria a piedi , di 12 Batterie ) e 1 quadro di deposito. Artiglieria.11 reggnnento · · 1·1.eria · a cavaIlo, d1· 6 batte1·1· e el' artrg e I quadro di deposito. 1 divisione del genio (2 compagnie) . 1 squadrone del t.reno equipaggi , di 4 compagnie. FANTERJA.

102 reggimenti di rauteria di ,linea a 3 battaglioni ciascuno, di 3 comp1-1gnie. 20 battaglioni d i cacciatori a piedi di lÒ compagnie ciascuno. 3 reggimenti di zuavi, cli 3 bat~agfoni di 9 compagnie ciascuno. (1) Al

Jo

fcbbrnio 1860.

l

CAVALLEIUA.

12 reggimenti 2 reggimenti cli carabinieri a 6 squadroni. cavalleria di riserva . IO id. di corazzieri id.

20 reggirmmtt \ 12 reggimenti di dragoni a 6 squadroni . cavalleria di lineà / 8 id.. di lancieri id. 1

23 t·eggùnenti ) 12 r eggimenti di cacciatori a 6 squadron i. 8 id. di uss_a ri id .· cavalleria leggiera 3 id. cli cacciatori d'Africa id. 3 reggimenti di spahis (in Africa) cli 6 squadroni. 10 compagnie di cavalieri da rimonta. AllTJ GLnmu.

5 reggimenti d'artiglieria a piedi, ciascuno di 18 batter ie a

6 pezzi, e 1 quadro di deposito. 1 reggimento d'artiglieria pontieri di 16 compagnie e 1 quadro, di deposito. 7 reggimenti d'artiglieria montata di 15 batterie e .I quadro di deposito. · 4 reggimenti d'artiglieria a cavallo, di 8 batterie ed l · quadrodi deposito. 12 compagnie d'operai d'ardglieria. 2 compagnie d'armaiuoli d'artiglieria (in Algeri). 4 compagnie- di cannonier i veterani (per le coste). !VB. Ogni reggimento d'artiglieria ha un quadro di deposito. GENIO.

3 reggimenti di 2 battaglioni ad 8 compagnie , 7 dell':l quali, di zappatori, ed 1 di minatori. 2 compagnie operai del genio (una a Metz e l'altra in Algeri) . \


342

RIVI STA

343

STATISTICA

TRUPPE n',rnMtNISTRAZIONE.

15 sezioni d'ope1·ai militari d'amministrazione. 4 compagnie d'operai · del corpo degli equipaggi militari. 5 squadroni del t reno di 4 compagnie ciascuno. GSN DAROIERJA.

25 legioni pel serv1Z10 de' dipartimen1i francesi , composte di 3 o 4 compagnie, quanti sono_i dipartimenti dipendenti . 4 compagnie di gendarmeria coloniale. •' 1 legione per l'Africa. Guardia di Parigi di 8 compagnie a pieéli, e 4 squadroni a cavallo. ,

ESERCITO BAVARESE FANTE RIA.

16 reggimenti di. fanteria di linea (3,541 uomini:) a ' 3 battaglioni ciascuno uonnm 56,656 6 battaglioni di cacciatori, di 980 uomini , divisi per compagnie . 5,880 . Riserva e truppe sanitarie . 74,900

.

CAYALLEI\IA.

_8 reggimenti cli 1138 uomini, di 6 squadroni ciascuno Riserva di cavalleria .

•

9,104 14,075

Riassunto numerico dell'esercito attivo francese. UO~IJNI

Fanteria, battaglioni 384 . circa, Cavalleria, squadroni 385 Artiglieria, 244 batterie, 34 compagnie e 19 deposi ti . Genio, battagl ioni 6 Treno-Equipaggi Truppe d'amministrazione Stato-Maggiore ' Gendarmeria della _guardia, scuole militariinvalidi, ecc.

CA.Y.HLI

251 ,000 64,000 34,300 7,700 4,700 7,000 6,510

6,678 1; 116 5,731 11,235

2 reggimenti (3,339 uom.) di 15 batterie ciascuno 1 reggimento d'artig)ieria a cavallo, 4 batterie Treno e operai d'artiglieria Riserva d'artiglieria . ))

GENIO.

l reggimento di 6 compagnie 2 coinpagnie da fortezze Riserva del genio

16,190

Totale crrna 391,400 Delle quali forze sono in Algeria circa 65,690 a Roma 8,500 7,650 nella China '7,377 nella Siria

ARTIGLlERU.

83,000

Totale fuori della Francia 89,217 89,217 Epperciò rimangoilo all'interno 303,183

· Nll . A questi s'aggiungono poi ancora circa 23,000 genda,rmi e' simili. In tempo di guerra tale forza -può essere facilmente duplicata.

1,486 990 1,198

Epperciò la forza sul piè di guerra

è di uomini 189,049

ESERCITO SPAGNUOLO FANTERIA.

Corpo reale degli alabardieri Battaglioni di linea 83 · di, cacciatori 20 d,i nserva 80

uomm,

283

, ,(, 143,742 Ji riportarsi 144,025


344

RIV ISTA

CAVALLERIA.

CO RPO

SANITARI O.

Riporto uomini 144,025 4 reggimenti di 12 di 2 di 1 di

345

STATISTICA.

corazzieri lancieri . cavalleggieri usseri

Riporto uomini 18, 78'7 118

1 compagnia 11, 927 STATO- MAGGIORE.

78

Uffiziali

ARTIGLIERIA,

Totale effeuivo uomini

5 reggimenti a piedi 6 brigate montate G brigale fisse

(•

18,983

9,132 2,000

ESERCITO REGOLARE ITALIA~O.

GENIO.

1 reggimento a 3 battaglioni 14 direzio11i

!•

2,777

•

30,540

GUARDIA CIVILE.

·Gendarmeria, carabinieri, milizia dello Canarie, ecc.

Totale uomini 200, 401

FANTEUTA.

4 reggimenti di granatieri di 4 battaglioni attivi ed 1 di deposito. 52 reggimenti di fanteria di linea <li 4 battaglioni attivi cd 1 di dep. 2·7 battaglioni. altivi di bersaglieri a ,1 compagnie, ccl 1 deposito di 14 compagnie (regio decreto 15 aprile 1860). CAVALLERIA•

.ESERCITO PORTOGI-IBSE FANTEUIA.

I.

18 reggimenti di linea 9 battaglioni di cacciatori

14,543

4 6 6 1

reggim. cavalleria di lin~adi 4 squadroni attivi ed 1 di deposito. reggimenti di lancieri id. id. reggimenti di cavalleggeri id. id. reggimento di guide. id. id. ARTIGLIERIA ( 1 ).

CAVALLERIA,

-2 reggimenti di lancieri

2,362

6 divisioni di cacciatori ARTIGLIE RIA.

1,533

3 reggimenti di 1O batterie ciascuno GT, NIO.

4 reggimenti di campagna, ciascuno di 6 brigate a 2 batterie di 6 rezzi e una di deposito. 3 reggimenti <la piazza, di 3 brigate a 4 compagnie , e di una compagnia di deposito. quella operai di 8 compagnie. 1 reggimento d'operai di 2 brigate id. pontieri di 5compagnie attive ed 1 di deposito.

,l

l battaglio~e, collo stato-maggiore del genio

A 1·ipo1·ta1·si

(1) Riordinala con regio decreto ti giugno 1860. Vedi Rfoisla llilitarc,

foscicolo

I,

anno v.


346

R1''1STA

GEN lO

STATISTICA

(q 10" DiYisione

2 reggimenli di zappatori del genio, di 3 battaglioni ciascuno, a 4 compagnie attive ed 1 di deposito. CORPO D'AOrnIINJSTRAZIONE

l

11-1- Divisione

Stato-maggiore del corpo effettivo 10 compagnie infermieri (260 uomini caduna) del co1710. 6 com pagriie sussistenze (226 uomini cad una) ( truppa 4, 159 1 comp. attendenti e ordinanze(272 uomini) ) uffiziali 104 COHPO DEL TfllìNO D'ARMATA

2°

CORPO D'ESERCLTO

(3).

Stato-maggiore 20 compagnìe attive (di 327 uomini ciascnna e 480 candii) . 2 compagaiedideposito(652uominiciascuna e 960 cavalli) .

3:,. Divisione

fo1·za effettiva. uomini 7, 255 cavalli 10,560

CORL'O DR! CACCIATORI l'RANCHI.

6n Divisione

9~ Divisione

Ordinamento tattico clcli'esercito aUirn. 2ti

Jl,\I\ZO

·ISGO.

1 ° conro n'Esi::ncn o (Generale Ettore De Sonnaz). ( Brigata P iemonte. Aosta. 2n Divisione 2 battaglioni ber.;aglicri. Lancieri d'Aosta.

J

l

(t) Riordinato con regio decreto 17 giugno '1 860. Vedi Rivista iltililW'C itciliuna, fascicolo 1, anno v. (2) Riordinato con regio decreto 6 scllcmbrc 1860. (3) Riordinato con regio decreto 6 settembre I 860.

~

(Generale Alfonso Laman11ora).

Brigata Cuneo. )) Pinerolo. 2 battaglioni bersaglieri. Cavalleggeri di Monferrato.

l Brigata Broscia. Cremona. \ 1

I,

1 battaglione d i 6 .compagnie.

REGIO DRCRl:TO

Brigata Bologna. Reggio. 2 battaglioni bersaglieri. Cavalleggeri Alessandria.

(z).

2 battaglioni bersaglieri. Cavalleggeri di Lodi.

Brigata Pisa. Livorno. 2 battagli.oni bersaglieri. Lancieri di Firenze.

l l

3° conro D' ESERCITO (Generale Gioanni Durando).

5• Divisionc!

Brigata Casale. Brigata Acqui. 2 battaglioni bersaglieri. CavallcggeTi di Saluzzo.

( Brigata Pavia. ) Siena. 8" Divisione ) 2 battaglioni bersaglieri. ( Lancieri di Montebello. ( Brigata Modena. ) Forlì. 12.1 Di visione ) 2 battaglioni bersaglieri. ( Cavalleggeri di Lucca.

347


348

RIVISTA STATISTICA.

4°

conto n'EsERC1ro

r 4" Divisione

7a Divisione

(Gcnemlr Enrico Cialdini).

Brigata Regina. Savona. 2 battaglìòni bersaglieri. Lancieri di Novara.

)

I

~

I

13a Divisione

Brigata Como. Bergamo. 2 battaglioni bersaglieri. Lancieri di Milano.

RIVISTA BIBLIOGR~FICA

Brigata Ferrara. Parma. 2 battaglioni bersaglieri. Lancieri di Vittorio Emanuele.-

1

5° CORPO n'EsER'cÌTo ( Luogotenente generale iliorozzo della Rocca). Brigata granatieri di Sardegna. ' di Lombardia. 2 battaglioni°bersaglicri.

l l

1a Divisione

Brigata Re. , Brigata, Cacciatori. delle Alpi. 1 battaglione bersaglieri.

14" Divisione

Divisione di cavalleria

'

\

l

P iemonte Reale cavalleria. Nizza id. Savoia id . Genova id.

T\7B. Ogni divisione ha una brigata d'artiglicl'ia montata; la divisione di cavalletia ha la brigata a cavallo. - A complemento di alcuni reggimenti di fanteria si vanno formare subito 11 battagl iÒni.

Spectaleur ~lilitaire -- H '1 me livraison - ·l !S septembre 1860., Aperpn 'lllisloriqite

sm·

les fo1·tiffoalions , les ingénieurs ,

et s·ur - le corvs du G&nie, par le colonel AuGOYA1' . - (Troisième partie, 2° artici e) . - Vi sono na.rra te le _operazioni del genio nella guerra della Prnmmat-ica sanzione, fra le quali è

notevole la scala,ta data da' Franco-Sassoqi 1741, cui CaTlo Al,berlo, elettore cli Bavier a, dovette la co:·ona di Boemia.

- Le de-rnicr siège cle Pierrefonds, par M. (2° article). '

É.

oE L'l-lERYIL-

Lmns

- La guerre d' ltalie cle 1859 consicleirée aii point de vuc de lei sl1·ategie et de la tactiqiw, par M. DE LA FrrusTot-r. - Première periocle, ou periode d'attitude autrichienne défensive (suite) . - Battaglia cli ltfagentci. - Fra tutte le relazioni sino ad oggi pubblicate sulla celebre giornata, che coperse di gloria l'esercito francese, e ci diede la Lomfardia, questa· è per certo la più estesa e la meno i mperfetta. Dopo descriLto con soddisfacente precisione il campo cli battaglia, dopo averne accennato i principali tattici caratteri, per rispetto alle posizioni, ANNO

V. Voi. I.- -

23, ,


350

RIVISTA

alle forze ed agli intendimenti tattici e strategici dei due partiti, lo scrittore francese v iene alla particolareggiata esposizione dellai battaglia, questa dividendo, sulle traccie del Rustow, in due pat'ti distin te, quella che precedette e quella che seguì il contr'attacco austriaco. Ogni fase del com.battimento vi è dipinta al vero, o vi è ragiona,to ogni fatto secondo i buoni precetti della tattica . - Alla narrazione succedono alcuni riflessi al doppio pu_u to di vista strategico e tattico sull'insieme delle mosse eseguite dai due eserci~i belligeranti clal 20 maggio al 5 giugno, riflessi che meritano di esser letti con attenzione da chi~mque s i voglia occupare dello stuçlio della campagna 1859, percbè improntati dei bnoui ptincipii dell'arte . Ci -i,orrà però consentire l'egregio . scrittore, alcune nostre spiegazioni sulla sua nota• seguente che noi leggiamo a carte 42. « Il reste beaucoup d'obscurité sur 'fa cause qui a ernpeché • les 4 di visions sardès dG prcndre pa,rf à la bataille dc Ma• genta. Il parait certa.io que le Roi Victor Emrnanuel était · » à Galliate avec le g ros de ses forces , dès le matin du 4 • juin . On -ne peut clone pas s'expliquer le retard demesuré • des divisions Castelbourg e t Cialdini; . Veramente noi non sappiamo trovare tutta qooll'oscurità che l'onorevole scrittore, sulle cause le · quali impedirono alle divisioni nostre di partecipare alla battaglia di Magenta. Ma ·anzi, ce le spiegbiamo perfettamente_coi fatti alla mano. Non ignora l'egregio scrittore, poichè a car te 409 egli stesso lo afierma, che le truppe sarcle nella loro marcia concen trata su Galliate, il ,3 gi ugno, ~oITersero grave ritardo trovando, al1'al tezm di Novara, ingombra la, via dal 4,0 ~orpo francese, per cui esse, siccome i l 3° corpo francese che le precedeva e prima di esse sfilò, ivi dovettero fare l un_ga sosta,, nè g iunsero a Galliate che verso la sera stanche e digiune. La 2" àivisione, chè la prima era destinata al passo del Ticino p resso Turbigo, trova.vasi allo 9 del mattino del 4 in faccia al ponte pronfa al passo; secondo· i concerti presi da S . M. col generale iVIac-Mahon ' in presenza del generale Fanti ·comandante essa div isione, una divisione fran~;se doveva pre~ederc la nostra 2" d ivisione nel passo del ponte in quel mattino, epperciò Fanti ivi sostò aspettando che tale di visione- si presentasse.

DlDLIOGRAFlCA

351

Non v edendola comparire, verso le 9 3[4 Fanti tra.gitta il Ticino colla sua divisione, e la arresta sulla -spondà opposta, aprendo un varco alla sero pro as'peLtata' _divisione ~he non giunse. A vver1ito poco prima del mezzogiorno _c~e 1~ corpo · francese di Mac-Mahon era.si allontanato da Turbigo m direzione di Maoenta ed informato dalle sue ricognizioni che ,l corpo voJant~ del ~eneeale Urban stava in v ici_na posizione fr~ • Lonato, Pozzolo e Sant'Antonino sulla manca d1 Turbigo, Fan_t1 riprende la mossa su Màgenta, secondo 1'0tdine avuto, dmgendosi per Castano, Buscate, !~veruno -~ i\1'ezzene: s6.lat1d~ sempre a b reve distanza dal nem1co, cogh a:vampostl dei qoah successero scaramuccie dei fiàncheggiatori nostri a Lonato e Pozzolo, e sulla piazza d'Inveruno fra una pattuglia di cavalleria nemica e la punta della p.ostra vanguardia. , . . .' L'indugio avvenuto al passo del Ticino della 'il.a _d1VJs1on~, -il suo lento ·procedere, lo che per certo non è unpntab:le al generale Fanti, le avvisa.glie che succedettero nella sua marcia in faccia ad Urban, cagionaro:10 grave ntardo al passo del Ticino per parte della 3" di visione (Durando) , che nol .potè compieie che verso le 12 e 112 meri dia.ne, seb~enè dall'.alba fosse essa sotto le armi e partita. da Galltate. Grnn ta ali altra sponda, un'., fi la d' interminabili _ carr~aggi ingombr_av~ co~: pletamente 11 tratto d1 strada fra 11 T1c~no e_d 11 Nav1gl10 ~a0 _ "'iore strada rialzatissima, e le cui adiacenze laterali d1 ~erre~o frastagliatissimo e pantanoso non sono pratica]:Jil_i; ep_ perciò la 3" d~visione dovette forzata.mente sostare per c1r~::_:~-~;., ore in una zona boschereccia a 150m C1rca_dal ponte snlla sinistra della strada suddetta; verso le 3, la 3• divisione riprese la marcia, ma poco p ri ma del ponte sul Naviglio magg iore, -l'imprecato codaz~o le ingorn bra di bel nuovo la via, e la costri.uo-e ad un'altra •fennata di circa l ora; erano passate le 5 quando r iuscì a Du'rando di entrare a Turbigo, E:d alle 6_e_gli occupa,;a Castano, volgendo · 1a sua fronte _al nord. Questi _mterminabili e disgraziosi intoppi ·alla marcia delle doe prime ' divisioni, impeclir;no assolutamente quella delle s~cc~ssive, cui fn o-iuoco forza "rimanere sull'altra sponda impaz1ent1 d1 non o . . poter volare a dividere gli allori_che c~pwsame~te mietevano s ul campo di Mage~ta i ; 1 aloros1 alleatt. Cw ben vedendo


352

R!VJSTA

il generale Du.rando, e scorgendo come il corpo di Urbari da v ici no minacciasse i ponti di Turbigo, egli non doveva certamente abbandonare tale posizione, lasciando così in bal'ia del n em ico l'unico passo del corpo cli Mac-'ì\fah on in caso di ritirata , e la linea di ritirata stessa~ e1'> percìò egli si decise a prendere la posizione di Casi.ano, fronte al nord, per coprire il passo di Turbigo, tenere in isca cco le forze di U rban, onde non p iombassero alle spalle della 2a divisione. Q1Jesta p rocedeva frattanto con tutta sollecitudine per B L1scate e Irweruno, verso Magenta, secondo gli 6rdini di Mac-Mabon, per coprire il suo fianco sinistrn. Giunta a breve distanza da Mezzene, a quattro chilometri da ì\lfagenta, ove ferveva il combatti mento, la 2" divisione trovasi di bel nuovo la strada , qui vi di sua n atura ristrettissima, ingombra. ta !mente dai bagagli francesi , che a stento ivi puossi sfilare ac: uno per volta . Impaziente di g iungere al fuoco, FanJi getta le sue truppe n ei campi a destra ed a manca della strada, e gravi difficoltà superando a cag ione delle fitte siepi e dei profondi fossi , onde sono quei terreni intersecatissim i , avanza stentatamente per Mercallo. U n battaglione di. Bersaglieri , il 9°, deposti gli zaini in un campo, già e rasi slanciato -al passo cli corsa versò Mercallo, segnl.to a breve distanza da 4 pezzi d'a rtiglieria al t rotto. Questo nostro vanguardo giungeva a lle 6 3[4 pomeridiane al rialzo della ferrovia in l inea colle trnppe francesi , dalle quali v eniva accolto coq clamorosa acclamazioni, mentre determinavasi l'attacco del v illaggio. I quattro pezzi si collocaro110 tosto in batteria a fianco ed a manca cli una batteria fran cese, che i n allora trovavasi aÌlo scoperto da quella parte, mentre i Bersaglieri, abbatten do la caucélla ta della ferrovia su tutto _il loro ,fronte, si slanciarono impetuosamente s u Magenta di concerto coi Francer;i, penelrarono a lla baionetta per le vie di sinistra, e rincacciarono i l nemico da quella parte sino a Corbetta . - Il ri1nanente della. divisione g iungeva fra ttanto all,t ferro via , . mentre ancor ferveva la pug na ei~trn a Magenta, e per ordine del gen erale Mac-Mabou ivi sostava qual appogg~o e riser:a alle tl'uppe dell'attacco, Ecco fatti precisi, i ncontestabili; e m tatto ciò nulla vi ha che· sia oscuro, o possa imputarsi a' gene.rali nostl'i, od alle nostre truppe, le quali, sebbene stanche

e

..

..

353

U!DLIOGRAFICA

da Juughe e intricate m arcie, frenetioarono per non potere corn battel'e accanto a1 prodi soldati di Francia, che c_osì ~enerosamente · versavano il loro sangue per noi! . ... Sta 11 prmcipal brlo in ciò, che per un passo così irnportanle, grosso e SCRbroso, qual fu quello cli Torbigo~ non bas_tava u~ sol pt)nle, ma cluè a.lrneno se ne r ichiedeva.no e sul T1c1110 e sul Nav iglio maggiore; ed in oltre ocèorrevan? n~~erosi- zappatori che nprissero un'altra Yia fra _quei t~rrèm ·a,ffac1h, olt1:e a quell_a che già csiste·rn , ed · eta msufficien10. Forse che. si _sarebbero ,. dovuti .rovesciare n el Ticino,, e nei campi la ter~li, 1 c~r~·1agg1 cbe ba.i ravano il canunrnoi ... o ciò _come venne fatto per 3,curu, sarebbesi certa.men te fatto per t utti , se dai nostri generali rn tempo u tile si fosse creduto i ! loro intervento cos'r prontamente • necessario a Magenta.

_:._ Des invenlìons de 111. Delvigne et cle la parl qi1,'il a prise à l'adoplion des a1·mes dc. juslcsse , par M . N1vui.RE. - v· . 1 s1. .rendono debiti enco.n:i.ii al celebre Delv1gne, a1 cui trova\'. p1• robalist.ici . debbono assai gli attuali progressi delle aTm1 da e"li inventò la s ua nota éarabina a camera f UOCO. Nel 18')7 ,_, v C . pcl forzamento della palla, la q uale venne rigettata dal . orni~ tato dell'al'tiglieria p er la sua breve portata. - NE,] 1829 egl i · 1· ·ICO· le 1)alle esplosive cilindro·coniche alla 11pp · · . . predetta sua fi carabina; più tard i le palle piene della 01edes1111a formp,, e malrne.n te quelle cave, accr escendo così la p:irtata dell._a sua cara-_ bina. Il Del vigne si distinse del pari con parecclu su01 scntti intorno alle armi ed ai proietti.

Jonrnal des sciNl(iCS militaircs. - 1 Oaout. - linaison N.,80. Etudes siw l'armée frança·ise , par A.

C1-1ARPENT1E1<,

officier

d'infanter ie. _ 1. J:àrmée sous lcs èleux preniièrcs 7'rtces. - Sunto storico cl;Ì le origini galliche alla, caduta de' Carlovingi.

- Aperçu hisloriq'ue siw 'les a?·me_s à -fe1i, par lVJ. T~sTA~ (suite). Notizie s toriche sulle_arm1 str11mere,- - SL1lle a rmi caricantesi p~r la culaLta, .sui revoh ors. -- Compie q nesto sunto

RODE


354

RIVISTA

- Etat général cles foiw,s militaires et marilimes de la Chine , pai· T. F. '.VADE et I. P r cARD. (Première partie). Réflexions prelim inai res.

-

355

BIBLIOGRAFICA

stoiiq_o un quadro comparativo delle dimensioni delle armi rigate delle fanterie europee, compilato su dati estr:1tti dal _pregievolissimo ·scritto sulle armi di Gaugler de Gempen. - L'insieme dello scritto del luogotenente sign_or Testarode è buono, poichè egli seppe a ttingere a buone fonti, tali sor.10 il libro dello - Xylandei:, q uello del, Gaugler e · gli altri chè oggi sono numero~issi.mi sulla materia; e tale suo scritto conisponde allo scopo suo che fu quello di riassumere in p oche pagine la stol'ia delle armi da fuoco .

·

Can~pagnes de France 1814 et 1815, par P ièces _justificatives de" la primière partie.

·

·

V1cTOR ,DEYELAY.

- Lettra d'im officie1· d' artillerie qiti donne l'explication théorique d'un (ait signalé pai· Jtl. De Saint-Robert. Siccome questa lettera si riferisce ad nno scritto, di cui il conte di San Robeito consentì la versione alla Rivista militcwe (ved i fascicolo 1, anno v), così noi offriamo ai nostri lettori la traduzione della lettera suddetta. :

deì gaz . nel tiro delle bocche a fuoco . Ad ogni arma di !1;~ghezza e di calibro determina.ti, corrisponde una carica di polvere , la quale dà la tensione rnassirn.a dei . gas; rnercè un_a carica più o meno forte di quella, si ottiene una velocità m1norn, ed una minor tensione, dei gaz. La carica di prova pel. fucile di fanteria di 28gr. Z, non dà la tensione massi ma dei gaz per un'arma di questo calibro, m a bensì la tensione necessaria per far scoppi.are il fucile, attesochè una carica maggiore di 28gl'. 2 sarebbe necessaria per far _scoppiare la °:e, desima arma che- avesse u 1w spessore magg10re, senza variazione di calibro. Epperta.nto si può ammettere che in im'arma di minor calibro, di uguale luughezz,a·, i gaz dovend9 vincere la stP.ssa resistenza, potrebbero raggiungere la medesima tensione, ed anche superarla. Si può del pari ammettere che se si prendono due acmi cl~ diverso calibro, di uguale spessore di metallo, c011 pr01ett1 d1 ugual massa, ·e per carica quella che produce lo scoppio del1'.:uma del minor calibro, i l minor proietto potrà avere. un~. ·velocità uguale a quella del maggiore. Avendo allora i proietti la medesima massa, le azioni dei gaz saranno uguali n ei due casi , e si potrà stabilire l'uguag lianza de\Je forze.

p,. R2

= p' r. R'

2

(1)

Tolone, il 27 giugno 1860.

p essendo la pressione che fa scoppi~ir l'arma del magg ior ca-

Al sig. Direttore clel giornale des S~iences miz-itd-ires. Leggendo i l vostro giomale dello scorso aprile , mi- cadde l'occhio alfa pagina 28 s ulla nota seguente (1), a proposito di un fatto che il conte di San R oberto ivi enunzia : « Noi desideriamo chiamare l'attenzione degli. artiglieri sul fatto paradossale che or abbiamo avvisato, del quale ,è importante il verificare l '('sattezza •. Io crerlo poter dare h dimostrazione teorica di questo fatto, · quanto · rigorosamente è possibile q uan<lo si trattano q ueslioni cosi difficili, e poco conosciute, siccome quella delle pressioni , (1) Vedi Rivista militare di luglio, vol. r, anno v, p~~- 16 , nota,

libro , 4 R questo . calibro, epperoiò r. R2 il circolo massimo sul quale si esercita la pressione dei gaz , p' e R' n.vendq corrispon- , den te signi6caii.one n ell'a\Lra arma. È noto che la p\essione minima di frangimento.in un involucro cilindrico di raggio esterno e inte1:no r-, , e r,' , è:"

Tessendo la tensità. del metallo. Chiamando a lo spessore del metallo., si lu~ 1·-' - r', = a, d'onde r' =a+ r'i, e sostituendo: ~

,

p

= 1' r',a


356

RIVISTA

Dunque si ha nella, prima arma: p

=

T;

(2)

p essendo la pr essione che fa scoppiare la prima arma. La pressione p 1, c4e fa scoppiare la secoudtt arma, sa rebbe anche :

·p I

= T ;,, (3)

Ora portando il valore di p nell'equazione (1), si ricava

, p

R• = p R'• = a 1,·R R',

(

4)

Se si compara p' a p 1 si ottiene: p'

= p 1 R'R

p' è la pressione che si produce nelle ipotèsi precedenti: p I è la pressione di frangimento dell'arma; p' è maggiore di JJ, poichè noi supponiamo R > R', dun que l'arma del minor calib1-0 debbe 1 resistere meno dell'a lti:a. ' Questa_dimostrazione si fonda su ciò che la carica impiegata nell'arma del maggior calibro non raggiunge la tensione massima che la polvere pctò svilu pparv i, n el qual caso esso sarebbe troppo debole per l'a.r::na. del minor calibro, n è più avrebbe tu tto i l suo effetto, e p iù non si potrebbe stabilire l'equazione preliminare. Ho l'onore, ecc. X. Utfìziale d'~.rtiglie1·ia.

Allgemeine ~Iilitar-Zeit.ung. - Dannstadt. , Num. 29. il!Jutamenti avvenuti nell'esercito francese clopo la campagna d'lfolici del 1859. -

Le esperienze della campagna d'Italia d iedero motivo ad introdurre nell'arma ta diversi miglioramen ti, in particolare nella cavalleria, la quale per moltiplici cause p rese pochissima parte a lla guerra. Le risa.ie del Piemonte e la. pian ura lombarda coperta d'alberi fruttiferi, ove le viti s'avvitic-

BIBLIOGRAFICA 357 chiana d~ un gelso all'al tro, resero -i combattimenti di cavalleria quasi impossibili. La cavalleria leggera che vi si trovava avrebbe però potuto rendere proficui servigi coprendo i fianchi e facendo ricognizioni, qualora ques_ta fosse stata all'altezza del suo scopo. Ma in ciò si riconobbero insufficientemente istrutti tanto il cavallo, come il cavaliere; l'istruzione individuale come quella ch e svolge la destrezza e l' intelligen za dell'uomo e d~l cavallo era.si troppo trascprata. Una conseguenza di ciò fu, che i cav~lli erano ta nto avvezzi ad agire in ordine chiuso, che il generale in un momento cli bisogno, con grande stento riusciva a far uscire dai ranghi alcune file. Durante tutta la campagna del 1859 non una r icognizione venne eseguita a dovere per esplora!e i m ovimenti e la forza del net:?icQ.. Gran parte dei com battimenti ve~nero iniziati all'im provvisa e decisi alla cieca . . · La considerazione che il mantenimento della cavalleria non offri va q nell'utilità adeguata alla spesa , sembra aver aperto gli occhi ·a l governo. Il cavallo francese, in generale, è per natura pesante e poco flessibile, dev' essere molto addestrate prima di I poter servirsene per l'attuale impiego della éavalleria leggera. S i è ora intèn ti di montare successivamenté tutta la ca,valleria leggera .con cavalli arabi. I r eggiménti' vanno smontati in Algeria, ove si rimontano e poscia v~ngono rilevati da n uovi reg• gimenti. Tutta la cavalleria, pratica attualmen te un'appendice provvisoria al regolamento cl'esercizio, onde sviluppare l'intelligenza, l'agilità e destrezza d'ogni soldato, e rendere pieghevole e docile il cavallo. In seguito ai nuovi ordinamenti, la seèonda parte· di ogni esercitazione viene impiegata per l'istruzione individuale; questa si fa in p iccoli drappelli. Il éavaliere viene esercitato in campo aperto, ad un dato comando, .ed io ogni momento , a eh- ' sta.ccare il suo cavallo da quello de' suoi compagni , a ca,'.alcare verso un dato punto e sormontare ostacoli, ecc.; in una parola a divenire interamente padrone del proprio cavallo. Allorqi:.ando, gli squadron i si riu niscono per l'esercitazione, i più abili cavalieri formano una squadra scelta, di q neste squadre scelte se ne forma in ogni reggimen to uno squadrone scelto, il quale nella seconda posa dell'esercizio vien particola1·mente..addestrato nell'alta scuola cli maneggio e cavalcare al carosello. Per me_zzo del-


358

RIVISTA

Ì'emulazione così destata, si spera infondere nella cavalleria un nuovo spirito e risvegliarla dal letargo nèl quale languiva. Il regolamento d'esercizio pei Dragoni venne pure modificato per utilizzarli secondo la loro destinazione originaria, cioè tanto a piedi che a cavallo. Sino ad ora il combattere a piedi er a , un esercizio eccezionale. Allorquando questo modo di c0mba.ttere doveva aver luogo, cli 4 drag0ni ne smontavano 3 ; il quarto teneva ol tre i l proprio .cavallo anche quelli degli altri 3. Se questo rice·veva poi l'incarico di tenere il cavallo d'un uf-I-iziale, in allora ne aveva 5 sotto la sua custodia. È facile l'immagi nare quale scompiglio doveva produrre una granata che scoppiasse in questi gruppi 'cii- cavalli. Ora smontano sola.mente le seconde file le altre tengono i cavalli. Gli smontati si formano in ogni squadrone in due squadre , 10 passi innanzi i cavalli, spiegandosi secondo le circostanze in ordine di battaglia chiuso o sparso. Essi sono armati ron fucile di lunghezza ordin,aria e vengono addestrati per essere al'iili ti ratori. Una tale truppa si può portare ~'elocemente ed a ll'improvviso su d'un pùnto minaccialo, servendosi della cavalleria anche su un terreno affatto impraticabile pel' cava.lii. · Si provvede per l'armamento di tutta la cavalleria con anni rigate, frattanto vengono rigate le canne liscie. Tre diversi si- sterni di cariche sono in esperìmento, verrà q uind_i.adottato quello çhe sarà riconosciuto il migliore. Onde in marci,t i cavalli non si possano fìaçca1·e faci lmente, vennero da1e le seguenti nuove d isposizioni: 1° il mantello, che prima era legato sopra la correggia delle pistole vien portato a tracolla (en. sauloir), con ciò si diminuisce il peso del bagaglio; 2° prima di sovì.·apporvi l'a sella, si dovrà giorna.lmente stendere , e legare d iligentemente il fel tro sul dorso del cavallo; 3° duran~e la marcia da un1t tappa ad un'altra determinata non si dovrii più fare vèruna fermat.a troppo lunga. Per la fanteria è indistintamente adottato il fucile rigafo e la pall_a Nessler, cava nella parte posteriore ; questa incavatura ha la forma cli un triangolo eqù'ilatero rientrante colla punta sn~ozzata (1). Nel fucile dei cacciatori è stato tolto lo stelo; la diffi' (J) Come la nuova nostra , vedi Rivista 111ilila1'e di giugno, voi. rv' anno n-, pog. 231,.

359 coltà di tener questa parte 'r ipulita dalla feccia, come la r iconosciuta super-i~rifa nel tiro della palla· Nessler determinò l'abbandono dello stelo. I battaglioni di cacciatori a piedi prima composti di-10 compagnie, fu rono ridotti ad 8. Il regolamento d'esercizio ha subito diversi cambiamenti e , aggiunte; in parte a motivo d'e lla nuova arma a fuoco, iu parte per l'addot.tata formazione in due righe in luogo di tre, e finalmente anche per la formazione nell'ultima campagna dei battaglioni su ,6 cornpagnìe in luogo di q nella regolamentare su 8. Però s_i sente la mancanza di un regolamento d'esercizio che determini questi carn biament( La Commissione per la fanteria è- intenta a trasformare il regolamento del 18_31, il quale serve se01pre cli legge. In generale q ui si lamenta la mancanza della formazione su 3 r ighe nelle disposizioni .contro la cavalleria; queste vengono . ora prese su 2 o su 4 r ighe. Il lato di testa del quadrato è sempre formato sn 4 righe; gli altri lati sono formati su 2, ovvero su _ 4 r ighe. Per norma si tie·ne una compagnia a parte in ordine ·chiuso nell'interno ,del quadrato. In un q1iaclrato formato di 8 compagnie, la 7a compagnia forma la riserva; in un quadrato formato di 2 o più battaglioni consiste la riserva di 2 o più compagnie. Lo scopo di quèsta riserva è di' appoggiare quel punto del quadrato, che abbisognas~e d'un rinforzo, e dopo aver respinto l'attacco della. cavalleria di stendersi in tiragliatori senza indebolire menoma.mente il quadrato stesso. , L'abbigliamento della fanteria è stato modificato; al sciako (keppì) è stato sostituito Llll berretto più piccolo di feltro; la tunica i-accorciata, la cravatta abolita, il capotto scambiato in un largo paletot (criméenne) e adottata la calzat.nra dei zuavi; un fusto di cuoio allacciato da una par te, difende la gamba èalla noce del piede s ino al ginocch io, ove abbraccia i larghi panta• Ioni; q uesti ultimi~però si possono anche portare alla m aniera solita. Umc sciarpa celeste di, cotone è sostituita alla primitiva cravatta cli cuoio. Il vestito fra!;;. delle guardie viene ab~lito ed adottata la tunica, la buffetteria ad armacollo scompare. Tu:tte le parti d'equipaggiamento inutili in campagna sono abolite. Nell'artiglieria si completò il nuo,~o materia.le e vennero de.fiBIBLIOGRAFICA

'


360

RfYlS'l'A

n itivamente adottati come pezzi da campagna i cannoni rigati da 8 e da 12 funti con proie ttili cilindro-conici. Quantunque il sis'..ema adottato ~-asci ancora qualche cosa a desiderare, -l'esper ienza ha però d11nostrato che possiede due proprietà ì)rincipali; leggerezza e d urevolezza. Gli uffìz.iali francesi hanno in ganerale poca confidenza. nei cannoni che si caricano per la culatta', come pezzi di campagna. Da un membro della commissione d'ar tiglieria ud ii in questi giorni fosserzion e che il sistema Engstrom, di tutti qoelli finora esperimentati che si caricano dalla culatta, ha ~ato i rnigliori pratici risultati; parecchie volte provato, venne sempre a bbandonalo, ed ora dev'es'>ere n uovamente esperimentato. Gli attuali cann on i rigati di 4 funti tirano a 3200 metri con grande sicurezza; più in là difficil @~nte si scorge un oggetto ad occh io nudo, 'particolarmente 1n u n combattimento, ove il vaporè ed ìl fnrno della polvere offuscan o l'aria. Prima che si possa giudicare la superiori tà dei capnoni di A1·mst1·ong e Whit1.001·th, devono questi far la prova in una campagn a. In seguito ad u na nuova organizzazione, colla quale il parco d'artiglieria che prima era unito' coll'artiglit'ria a p iedi, viene ora da questa staccato e for mato in un corpo particola re ; l'ar tiglier ia. francese, compresavi quella della guardia, consiste ora cli 28 reggimenti, ossia 198 batter ie, delle quali 50 a piedi, 108 da campagna e 40 a cavallo, tntte ind istin tamente di 6 pezzi, in totale di 1188 cannoni (1) . Questo sistema d'artiglieria ·vien considerato corrispondente acl un'armata di (300;000 u omini, ci fra ch e il governo l~a preso per base calcolando ìt bisogno annuo cli 100,000 per l'armata. e la flotta. Come frutlo clellfl ~sperienze dell'anno 1859, si deve puTe ac·cenilare la ri for ma per il bagaglio degli uffiziali. Secondo il pre·cedente regolamento er a destinato un cavallo o mulo per ti tr'as1,)0rto del bagaglio degli. u ffi,:iali d'ogni compagnia; per il carro dovE:vano provvedervi loro stessi. QL1esto mezzo di, trasporto era :attuabile in Africa, ove le grandi colonne de'bagagli n on hanno g li stessi inconvenienti come nella tanto coltivata Italia. Qui gli :uffiziali si erano tu tti provrnc)uti in ogni compagni a· d i carri ( 1) Questo computo è incsalto . -

Il /radu./lo1,e.

nrnLioGnA FICA

36l

ovunque li ,rintracciavano, e le colonne di carri presentavano una miscellanea cli tutti i passibi li veicoli, fra qu esti si vedevano persino degli omnibiis. Le strade traversate da grandi masse di tru ppe, erano soverchiamente coperte con ·quest'infinità di carri , che paralizzavano i mov1rnenù dell'armata. La gendal'meria aveva grande difficoltà. _a c9ntrollare che ognun o si servisse dei m ezzi di t ra.sporto accordati dal regolamento. È stato attualmente adottato un _carro di nuoYo modello col quale si ottenà un g rnnde risparmio di cavalli e faciliterà il controllo; ogn i battaglione riceverit un carro per bagaglio.a due ruote tirato da due cavrdli, il quale ·conterrà quanto è necessario per gli uffìz1ali di tutto il battaglione. Sollo i l coperchi0 fatto ad arco' e coperto , di cuoio, il carro contiene 15 tende per uffizia!Ì (tenles d'aln·i), delle quali sono calcola.te 1 per un. maggiore o capitano, ovvero · per u ffiziali subalterni . 11 carro stesso cor,_ti-ene 21 cassette per gli effetti deglì uffiziali e 7 marmitte per il capo di battaglione e 1 per gli uffiz:ali d'ogni compagnia. Il èomandante il.reggimento ed· il suo stato-maggiore hanno in comune un simil carro, sul quale, ollre i loro bagagli , si carica la cassa del reggimento, la cancelleria di campagna ed una farmacia pure di campagna.

T AGLIANO GAETANO

Gerente.


INDICE DEL VOLUME I

ANNO V.

) LU~LIQ. Considerazioni sul tiro delle armi da fu_oco rigate nel _loro stato presente. Proposta di un nuovo sistema di proietti e di armi da fuoco Pag. 3 Studi militari sull'organizz_uzior.c delle nostre fantcrie{continucizione) " 29 Dell'educazione militare . . ~ . » 1,11 Rivista tecnologica Uh•ista statistica Rivista bibliografica Bollettino b ib liografico-trimestrale

»

57

»

87

»

108

» 128

Studi militari sull'organizzazione delle nostre fanterie (continuaz ione)'» Primi clementi sul tiro per lo studio delle armi da· fuoco portatili, a pareti liscic e rigale (continuaz i?ne) . . » Esperienze comparative sul tiro di di~crse anni da fuoco portatili . » Regia marina. Processo verbale della Commissione incaricata degli esperimenti tlclle piastre di corazzatura . " S<;guito del processo verbal e . » l'r'ogramma per gli espcrimcnli contro le piastre di co'razzatura » Parallelo fro. gli anticlii cd i recenti dorninii di S. M. il re di Sardegna »

13~

»

225

Rivista tecnologica Uivisla statistica Rivista bibliografica

1'l9 176

225 208 211 213

" 228

· " 236


364

INDICE

SETTEMBRE. /

. Studi militari sull'organizzazione delle nostre fanterie (contir1uaz.) Pag. 253 Primi elementi sul tiro per lo studio delle a rmi da fuoco portatili, a ¡ pareti liseie e rigate (contimwzione e fine) ' " 2G5 Due tavole per il calcolo delle riduzioni all'orizzonte, delle altezze e delle p endenze  300 Studi militari sulla campagna del 1S59. Dreve narrazione della cam1iagna d'Italia del 1859 (continua.zionc e fine) ,, 309 Dell'educazione militare (continu.cizione)  321 Rivista tecnologica Rivista statistica Rivista bib liografica

,, 332 ,, 335 )) 3119


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