ANNO
XLVII
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RIVISTA. MILITARE ITALI Ar,N A
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DISPENSA
X. - 16 OT'fOBifÉ 1902
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lYJ ROMA
VOGH E RA EN R ICO TI P0GRA F0· EOIT01\E
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1709
IL GENERALE ENRICO COSENZ NA'l'O A GAE'l'A
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GEN':'!AlO
1820,
M0lt'1 '0 A ROMA IL
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2 SET'l'EMBHE 1898
'l'oma6ù Carlyle 1;hiaana eroi « cofor o che ~ons id 0rano la «v ita, come cosa di. seiria, i ntensa, tragica. import.a,n za,, elle « s0:ffrono e godono nella, costante preoCCUJpazione del Jovere « e cleUa. rcsponsa~ilità » . Giuseppe ~fa.zz.ini dice jnvece che gli croL « sono gl'interpreti de,l pens ie i-o naz ionu.Je, l a si ntesi « non la sorgente. de.I co\1cetto tLmano· » . Le cl.ci.e defini zioni sono d iverse, m.a S·Ì. accorda-110 pie-n a.rn011te q uwudo, passarn:lo dall'ast,raLto ai con (;rflk>, la storiH, cleve giudica.re uomini come K n.rico Cose;nz. Irn.perocchè Emfoo Ooscnz d.e,l più alto sentimento del d.overc comr.. ùLttadino, come sol cl'ato, come generale, fece lo scopo della s11a, nobilissima . esistenza; Hella. su11 gra.ncl'.anirna .egl i lum.inosH-mente sintetizzò l'a,nima, del popolo nostro 1n0.·11.a secouda metà del secolo sc;orso, e tutta l a operosi5sima sna, v ita egli dedieò alla grande:na cl'ILalia . Gli epiteti di prode soldato o(l esverto r;0mlottiero, ù.i dottissimo scrittor e rnilitm:o, cl L abile capo d i stato, maggiore, cli profo ndo conoscitore degli 1.101nini e. d.eJl e cose, d i modello di v ir~ù cittadine sono insufficienti a ritrarre fedelmente que·l r a,n i ma i mpareggia,bile. Uondni di t,al fatta nob ihtano, la nazione· a cLti appariengono, il loro grande esempio diven ta pai;ri inon io cornune, le loro memorie sono il patrimon io- della g iovine Italia. « L'Italia n on l'ho fatta io ·- esclama.va con La su.a voce « tonante Giuseppe Garibald i 1'11 aprile 1882 a.i profes,:;ori « dell'unive1,s ità eh Pal ermo che gli rendevan o omaggio (i)
Conferenza tenuta per incarico del Comitato pel monumento da erigergli ,1 Napo li :
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il iS rnaggio !902 nella sala liel Liceo Musicale di Bologna, il 31 agosto 1902 ne lla sala ciel Palazzo i\lunicipale di Piazza Armerina. '· ~ ( )- ·· --..:. r~
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1710
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1711
IL GE NERALE ENRICO COSEN Z
li, B,EN ERALlt ENRIQO COSENZ
come non la fece Ca;vour, nè Mazzini. nè 'Vittori o }:ma« 1~uele'. l'I~alia l'ahb:iam.o fatta, Ul1 po' tu i.t i, ma principalmente « 1 Itaha tu fatta dal popolo italiano». Il g iudizio ò profond_o, . TYHt· per ,popolo 11011 si deve intendere la coHettività. degh Italiani, sibbenc i miJJe e mille eroi che h anno creato la terza Hali a, che han.no vissuto i gi.orni del le sconfitte. e delle viLtorie quando la p atria, forte dei suoi diritti, mr.more delle sue glori~, sorgeva, per ronquista,re libertà e indi pendenza. L a stona del nosl;ro risorgimento non è che ht, serie de_ll_e .loro biogra.fro per quasi un secolo cli tifa,n iche, lotte negli esili: nelle car.cen, nei carnpi d i. batta.glia, nelle note diplomatiche e nelh11gone parlamentare. TuUo ciò che costi tuisce l'Ital ia nostra ò opem loro, ò il r isultato materia le, l'incnJ:naziono dei loro pen sieri e deJle loro oper e. Il senti.monto che ci dovm10 desta.re t~l i eroi non deve, essere cli steri.le compianto nè cli sompb ce, r i conoscenza ; u n .tributo ~ssa i più grande dobbiamo offrir loro, imitandone gli esemp1 e lo opere. }1 ?ult~ pe! nostri er oi dev'essere la, tra~cond~nte n ostra amrfllraz10n e, per loro, si che non alberghi m noi alcun sentimento più noQ,i+e di questa. anunir azione che a tutte le ore anima l a. nostra v ita. Nel culto degl i eroi s ta l 'ind isknttibilo base della, gra.11dezza. delle n azion i ; <:ssò è come un eten10 djarnante cl'immenI,o valore che nessuno ei può r apire, ,ma cho bisogna con servare religiosamente ; esso è la rocca superstite in mezzo a qu a.lsiasi precipi.toso ruinaro : il solo punto fisso. della perigliosa nostra navigazione, senza fondo a.ltrimentL e senza lido. Nei tempi d i scetticismo in cui viviamo è necessario r itemp:rnre lo spirito a.Ile p iù pu're sorgenti delJ a. vita. naz.i onale, alle sante memorie nostre, ricordando .quanto scrisse Vin- ' cenzo Giober ti : « Le niemorié d'Itali.a. contengono le sue spe« ranze. » . E qua,ndo la storia de·1 nosLro risorgimento sarà profondan1ente stu di.ala, e con ser en it.~t d'animo insegnata., cesser à la leggenda dello stellone e sapremo e amn:1irenimo quell'im.:menso tesoro di virtù che albergò nell'a,nimo dei hmti generosi che, sacrifJ.eando se stessi · aHa pa,t rif~, ne resero possibile l a redenzione.
J~ voi, Bolo.g nesi, a.veto ben :rieordato cib, quam lo nel manifesto pei: con~rnemòraziòne del 50° anniversario dell'8 agosto scriveste : « ... è doveroso, è opportuno ed ,è buono ehe « in codesto· tempo d'igna.via, cli d isag~, d'in:qu inamenti si ri« desti il culto d i ·g uelle sante idealità»; e lo r i cordate ancor.a oggi che .siete q 11 i accorsi per eom1nemora ~·e lUl gr.an de, 'un dotto, un « modesto eroo ·taciturno », Enrico Cosenz, una grnnitica fi gura cl'Italtano, un' prode soldato della patria chr. come leone si getta n ella. m ischia,, << m ia delle. più pure glorie• « del nosiro risorgimento » èomo lo chi.amb G,aribalcli 110! m:arzo 1862 a 'ro~-ino ~ 1mo stratega, geniale, uno scrittore mag.istr·ale di co.se: militari , il pri.mo capo di sta.to maggiore del nostro esercito, che tra.scorso la hU1ga. e gloriosa sua vita .or nel ·si lenzio· fecondo degli studi, or fra. i clamori tragici del ca,rnpo d i batthgli a, or nella ~avia p:repa,razionc clell'eser·citc:·. per le future grarndi lotte <Cloll' 1:wverurn. I l suo corpo -~ ferreo, la sua mente vigorosa, b s uk1 opera. dotta., eroica, egli consa c;rò aU'i de alo .,cli ·ren dere u n·a, Ji.bera e irancle la patria; e il suo nome è scritto. 1:1 caratter i d'oro nel gran libro della storia. , Ma egli è q uasi jgno.to o mal noto alla. ,gente, a cansa della. ·sua irnmeinsa .modestia., per la quale non pa.rlav,a mai di_sè, nè tollerttva che altri rie parlasse, firmava. i suoi. splendidi stml i di cri tica militar e ,colle sue semplici iniz iali, e, giu mo a.l so~nmò clegù onori, nd . 1890, a;1 Re e.Ilei vollo fregiarlo del Collare. dell'f}.nmi.nziata, so1 preso disse .ch e nulla aycva. fat to .Per meritarsi t anto onore t . . Sorg.e quindi la ùecessità, di « popol ~dzza.re quel Grande,», come mi scriveva. il s ignor colòn n ello Salrudin o, membro del èomi t:;ito ese.cuti vo pe/erigergli un. mo1;umento nazi'Ona l~ a · Napoli, nel darmi l'onorifi.co e d i:ffic.ile inc:a-rico di tenere la presente conforenza. In.ver:0, le stiblimi virtù del Cosen ,, non
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sonopatrimonio soltanto di Gaeta, sua città, natale, ma del' l'Italia tutta, non di.:ii milita,ri solo, ·ma d'ogni ordine di cittadini. Jl; fra le città d'Italia in c 1.1i c1uest'ami.o s i rende on.ore ad 1tnric~ Cosenz, Bologna _non deve essere second a a nessuna, non so.lo pe:rehe in questo. g riutde centro intellettuale vibra
4. I
1712
lL .G'E ~ERA LE ENRl CO ùOSJ.; ~z
tforte ]' l'animo clelht 11azirn1e, ma. anche l)erclie~ · ···1a :;··t' oi·i: ", Cl,..t ac_ u1a. bolognese . i n Vtlri 1rn nti s1 · colleo·a · colla , . . .. ··· , · . ::;; .(, \··t· ,1.a. t 1·1 osenz. ]oste voi: .o _B olognesi, clic nel ma-ggio 1848 assistest.e al.lo s1_ra,z 10 .dell'ammo del giovi ne 1;e1rnnte d'artiglieria , fremeutE> cl i sd1élgno contro .il· ·fedifrtwo · J1w · ma.va , o F erdìJ1a11 · · · . .clo - , e110 ne le ti·uppe_ n~poJetano spedite a combat.1:ere Ja · PJ.'imH- nnstr,1 g uerra d'rnd1pendeuza. .
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« Il :Pepe raccols_ e in ' pia,121'1, Sa.n l',Btrònio lB truppe -eccita,n:clol: a. p assare 1l I 'o : cli là l'oncYl'e, di qua la verqoc;nci _ « ~gh d,is~e. -- Quando,_ a l comaudo, tre volte r ipetut·o, pl'e« ::;e~tat a·, m, no.ss11no 1·1spose l'l un a b,1.Ucr ia- iniziò la. riti-<< rata, u:n te.nente f1Jcco1-.~e Aer impedirlo, ma g li artiglieri « lo obbJ ,garnno ad. a.llo11ta:na,rsi. Qu-el rene.nte era Cosenz, la '' batte.ria., Ia sua » (l ). ,(V. J1ota. [) . · In ·S,1.le<lla, clrammatk~a, lol·.ta, degn a. ÙGllJa, pe,ll;J)ft <.i i mw Sh ctk espeare, tra 1.'onor militare e J'onore d'Haha, 1ra. il dovere, rlcJ. soldato e quello del cittadino, ogLi trovò presso di voi conforto alle s ue pene, calda, rsorta.1/,ione a. porta.{·e il sno forte b'.·acc,o e la. vasta sua me11èe a, difesa. della, risorta. rcpu bb.lica, di San ,\,[arco. Ed egli acc:orse, Jì.dnGioso neU'a;vvenire cl eJ lt~ patria, col h t cosciem;a Sff1·e na deJ. compiu to dovel'e. . E non lo fa sciaste solo coi suoi generosi compagni cl1e sub~r?no /a stessa. sorte : lo a-ùcompagnasto n ella orribiJe pugna eh 1\i(estre, durante l'asseri.io d i Vene½ia: c1ua.nclo eo·] i e1·,,. <·tl.. l 'avanguardia d elle truppe d 'a,t ta.eco e accanto a. Jrù comba.tte vano iìerarn.ente i p rocl i Bolognesi gn.idatt Lh1. F elice Orsini e da. CaJ.·l.o :Big nami; e, compa.gno p ietoso Et tutti, Ugo Ba.ss i,_ tmima crist ianl:'i.nwn te ir,alian,1, cl1e JJOr ,inuni n istntre i conforti .della. religioi1e a i moren ti, si espose colla sereni tà· tt·un ,1postolo a, tutti i perigli della, batta.g lia. ..__1:,o aveste di 1wovo qui fra, voi, q uando, dopo Lt pace d i V11.la.franca, egli, col gnu.lo d.i colonnello, fo destina.to al eoma.ndo del la brigata. l!'errara di 1.rnova formazi one... che eoli o· stesso dovette organizzare cogl'i elenfei'i.ti. volontari forniLi' dalle r·olonne mobi/,i clelle ,ltomagne. Ma p r esto dovette l a«
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(i) V. Commemorazione di ENRICO COSENz lett3 il 23 ma; zo 1902 nella grande sala del Liceo Vittorio EmanuP.le a_Napoli, eta Ra traele De Cesare, membro del Comit~to per il, monumento.
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IL GENERAJ,E ENRICO COSENZ
1713-
s r;ja.n ~i _per ;aecor.re:ce nella terra, dei Vesprj ,.1 porlare il suo, forte a.iu to a Gariba,ldi. ]i; Ft,ncor,a una volta egli r itornò fra vo i a com.a ,1,clare la clivisio1rn mili ca.re d al 1866 a l 1870; e (lei. glorioso soldato am111:i:raste .la mente e-lettissim a , il carattere ai lama,ntino, l a mo,d esti a ra.ra, l'affabilità dei modi. Ma n uovamente egli vi abbandonò, qna.ndo .la, :fìd.uc ia del R-e lo chiamò a l. comando di. una dille di vis ion i destin a.te ad a,p rirc r sup~rar e Ja. breccia di P orta J?i,a . ·Mal potrei :ria,ssmnere oggi in brevi oorrni u na v.ita elle per t,an ti W,0li .si raccomanda a ll'a.mmira.zione ·n ostra; l imi terò qu indi il mio dire aJl'esposizione. dei period i ·p iù importanti <li essa , e poichè .a. ragione :fu detto ciJe E.nrico Oose11z si può paragona.r e a.glt er'oi d i. P lutar co, la p arola di P l ntar.co o queJla d i. 'l'ac;ito potrebbe soltan to r i tmrre a:1 v jvo la figur.a che r im.trnà lun gamente presen te alle gen era,½io,ri fu ture. V oi sar ete sorpresi, signore e signori, nol vedere m e così piccolo chiamafo a riéorda.re a vvenimenti così grand i , e· giudi0c her ete insuffic.iento l a m ia. disadorna pa.r'ola, non rafforzata dall'autorità. g rande dell'ingegno, a :ra.mmenta.r l 'opera- del Oosenz, nel.la qual.e l'eloquemrn. dei fa tti pror ompe alta. o nobile, domin a ecl agita i euor i. ~fa Ja relig ione delht patria domanda pi suoi seg1.rnei pi 1'.L vi va la fede che :non. granèle la dotti:i;na, ed a:utorevo]e fa voce, e i fatti che io esporrò bri.llano d i ·r,an ta. lu.c.e nell a, stori a c he non d run anda111.o, per ·intima _virtù loro, nè a r ti:Azi di rettorica, :nè s1n aglia.nti colori d i ta.v olozza or atoria; sono g r andi per sò e solo chiedono l a :fede ehe li illumin i. ]!J con in t.enso :cimore io mi sono ded.icat0 -it questo stL1.dio, o ~1tte.nendorn i a{l una esposizione ,semplice e chi.ara ce,r cl1erò d i r iuscire efficace sull' an imo vostro, come faccio, perdonale i l paragone, qua,n do p arlo a.i m iei solda-t i, convinto - come ' clice .il Coscnz stesso i n una delle ta n te mi;issime .auree e h<3 hanno i:l,rricchito i nostr L regolamenti - che « l 'efficac ia n on ; può :n wncar:e q u ando il capita.no pa•r]i a.L cuore, vibri i1.lta «nelle. sue parole. I.a not a cle·1 senti.mento» (1) . (O Vedi n.• H del Negolamenfo cli sei·viz:io i nterno p fl' la {Ctnteria .
1714
• IL GP-NERAL lè ENRICO l'OSE~Z
Esi::mpio, n u ovo nella Rtoria d'Italia.! l pi ù prod i :6.gJi di Na,poJ1 accorron o a .difendere l a libertà di Vène,z ia. SulJ'aJtar€• della patria it,atk ana, « per genio di ve1x,. gloria. « osa.rio, s:ficla~·e l e sven ture dell'esil i.o» (1) e coi forti figli della, l ag1.nrn impegnano quella lol;ta me,rnora:nda che.fece meravigliare il mon do, degna cli :6.gLtra,r e, tra le più belle e.. oforiose operaz ion i di g uerra. nelle. quali lo storie er~i che cÌ~lle due nobili città s i fondono in una, solà. . · · All'affetto iler la pat ri.a, alJa ctovozione profonda cl~l d; vcre, ,a.l completo sacrificio di se stesso, J:Bnrico Cosenz jn:spirò l a, sua grande op~ra che ne11a difesa. di Venezia ono l'ù il nome d'It alia. · . I ii. tu tti i .fatti cl'anno segnalossi sempre é dovml!cJue qu.el g iovan e uffi ciale cl'artiglier.ia « pallido,, magro, alto· d'ella. per« sona, dall'ampia fronte J)erennewu~ntP- _pensosa,, c;he da. quei « dì consegnò il suo nome a lJa storia» (2) . ::s{ei grandi e cruenti cime.nt.i della lunga tenacissima cli- · fe.sa,. Enri co Oosen z diè mille prove d i profondo s a:Perr.-, d'intelligente ardimen to, di calma impertur ba,b i·le. Mai un istante abbandonò il suo posto di pericolo, .co{·se sempre ovo più mieidiale era, l a lotta.; più. diffi cile Ja. vittoria. A-11i.ma. forte, neille terribili. prove della guerra, compiè sfor.z i fiHmdi.ti, !pro_d~gi memorandi,. degni degli (:).roi. leg gen~ cla.n •ih Grecut e eh Roma. Calmo, i rnpassi!bile, i n mezzo al grand in ai-e dei proietti, f.ra le rovine dell'assedio, co~. indomabile. valore combattè il secolare n emico d 'ltaJ_ia, e sali presto :ir: g1:a·nde fama, ,sì che a Ju i venne1·0 affida.ti gl'i~ca.ricl~i pi t'L chffic1li (3), le, missioni più ·cleli.cate. Ne fa. fed e il suo rapido ,avanza,mento. ' Il 22 ottobre 1848, alla sod.ita clel CavalÌino., e.di o . r.icevetf;e il batJtesimo del fuoco e. col colonnello Ul]oa divise· gli onori d ella g iorna.ta . HJ Dalla lettera. ciel geDera.le Guglielmo Pepe, comandante le truppe napoletane ali a mu nicipalità d1 Venez ia, 29 agosto 48~9. , · . , ' (2) Generale PEooTTI, La 1'-r ibtma, 2 ottobre {898·. (3J Venne prescelto per l' insegnamento ai nuovi ufl1cia.li d'artiglieria..
IL GENERALE ENRICO COSE~Z
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1715
Il feli ce esi to de1l combatLirnento invogliò itl· tentare una sortita di maggiore imporrn.nza, contro :.\.festre occupaia da, 3000 Auscria.ci, e il 27 ottobre Enrico ·cosenz fu alJa testa <deUe trnppc cl 'attacco e mostrò .sommo v,;1 lore. .\. )rm:ghcra, dovo comandò l'artiglieria del fronte <.l'.:1Lrncco, fa ::;ua. vitè;~ fu in cont inuo pericolo, lm1to che i[ colomrnllo U.lloa,· sno cou wnda.nto, clwotto ordiJ1a-rgli p er i;;critto di non far si arnmaz;;:are, chè il suo posto doveva es: ere alla batteria llon. agli avim1posti, e gli chiese la « pro« messa scii tta che ubbidi rebbe agli ordini ed a-i su ggerimenti ,, tldl'amico affezionatissimo» (1) . Xei g iorni 71i tregua fu ins1 anc,abiJe onlinatore di truppe, istrnttore degli a.:rLiglieri, <.hreLtoro dei l avori di r iattarnenl·o dei para,petti, di ripa.r azione del matewia.Jc, pron ro, sempre a prestare nuoYe resistenze, n nove difese, nuovi contra.ttacchi. Degno- comanda nte cl i quei prodi. che con ta:nto valore d ifrscro Venezia. e <lei quaJi è impossibile i·iconla,rc 1.u tl,i gli alti cli coraggio, di sangue freddo e di rrauqllillo cÙsprezzo dcll,1 modo, in guollo terribili giornate n elle quali Ven ezia mvstrò qua,n to possa la risoluziono, il con1ggio e l a costan za italiana ! n .:.I: maggio J.8±9 fu aper to il fooco .llagli A.ustriac.i, :i q uali in otto ore h1 nciaro110 5000 pro ieitil i. :;\'e,l rapporto del ·colon nello1 U lloa su quella g io1:nata si legge. : «Fra i feriti << n on posso in tralas ciat·e, il ci:tpita.no Cosenz, il qtrnlc, bcnchè « preso dalla febbre, diresse l 'ai:Liglieria del fron te d'attacco « con ,incomparabile valore. e, quantunque infermo e ferito, « n on volle g i,amma i ritira:rs i » . ·hlarghcra, dopo a,ver p i LI. .volte rosp i n to. att acchi forn1iclabili, cagionan do graù pcrd ite al ,,emi co, d i ,·enne un mucchio di .rovine. 'l'utto all'intorn o erano devastaz ioni, panipett i. sconvolti, .affusti ::ifracellaCi, cannoni smontal i, tutti )oi-cli di sangue degli artiglieri. P ochi e scarsi poterono alfi.ne essere i suoi col pi, m a. t ntt i fnrnno tira.i i c·cJ1 t ètnUoirR,bile .precis ione. Si combaUeva per l 'onore! ' (I J
C<)lor, ncllo S ALA Oi l(O, Pungolo Parlamentare; 24-25 dicemb ri! ·190 1.
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UJ.sN.l!aUL E ENRICO COSENZ IL GEN ERA l, E ENRICO COSENZ
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l i.nea cli d ifesa, dove Venezia. comba.ttè fino agli estr emi, };nrjco Oosenz comandò la ·batteria detta. ,« del « Piazza.l e o cli Sant'An tonio », r imasta celebr e n€gli ·annali. di Ve11 ezia e d'Itali a. lHtO Vd
« T anto era. l'amor dei: Voneziaui per essa. che allegri si mostr ava.n o q u ando Lu on,a,v a, m.esti e sospettosi qua ndo pe.r « qualche fftornen to taceva. Come - cli. persona. a-m ala la. ,cu i « voce si dj stinguo .i n mezzo a mille, così il popolo riconosceva « jJ suono clel cann on e di S. Antoni o fra il rom bo continu o « di cento a r tiglier ie. «
« S . An'toni o divenne p-1->i Venez.i.a-ni parte di. Jor o ,s tessi, l'lmico amico che ,mcora l i proteggesse. ,La batteria r isp on« cl.eva con incr edibi.le ener g iti, al fuoco superior e riel nemico. «Era. una sp a.ventc vole 'fest,a! » (1) . Kella- :notte dal o aJ. 7 fogl io gli Aust:r.ia e;j_ pe,n~t-rar ono d i sor pr esa nel for ie, ,ass-a.ltaron o furiosa.m.ente i cannonieri e i lavor ato1·j, li sci abola;rono e li dispersero . .Jfu u n momento teni bi.l:e ! Il Cosenz ca.Imo chiamò i riJ1for zi, j II breve fo a lla testa dei pochi soldati che potè raccoglier e, con indi c ibile a.r etor e si avventò .s u i nem ic·i, 1:esistè cl.isp eratan1.en re, u ccise o lanciò gli Aus tr.i a ci oHre i parapetti lleUa l agw1 a, affrontò in u na J.ott a accani ta a cmpo a, corpo l'u.fil·c i,ttle che cornan:clnv a gli a,sisa:litori e lo at.torrò, r ima.se fo-r ito a lla g uancia,, ebbe salva la. vilia elfi un ca,cci'a.tor e del S il e che lo liberò dai J1emi,cj cho lo a,ccerd1i avan o, r.i•cnpor ò l a batteria e s~dvò Vone:;; i.a cl1e per oi;to serttimrune a:ncor a. potè prolungar e l'er oica di fesa. «
Nel rappoi-to che egl i fc r e doll~i sor presa, n ou. parlò deUa oper a .sua, i n q ueHa notte memora.nda., ed il genernJe, J:>epe a.1 p.roposito scr isse : « Oosenz, il qua le ò tanto mocl.e,sto guan to « va-lor oso, tace che egli con du sse gJi assitlitor i, essendo stato « p:r:evonuto cla,l l:enente P er azzi, o com ba! tendo corpo a co1,po « con un u fficia le anstriaco .ricevò sul volto un coJr,o cli scia<< bok1, e fu questa l a. quarta fer.il'a. che ebbe nel br eve periodo « di rl.ue m esi all'incirca. >, (2).
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1717
Ii. .L3 g ingno 1849 s'in iziò il bombanlamenlo e ca ddero in Venezia, ,dopo lo secoli cli esis tenza i prim i pr oieti.i n emic i.. Bombo e g ranate, a ci nque o sei per volta. t ra cciavano tmft pdrabola di ,fooc:o nel cielo, e si mi li a sin is tre meteore si a-bbat:i.evano nei qua;d;ie ri più es posl;i, mentre lo palle :infuocate cadovam> poco lun g i .chlla pia;i;z'a S . Mar co. · i\{a,r~i{·c gl ori(}si ssima, della d ura prova, l'infolice regin a clell'Aclriai:.ico su hì un orren do strazio ; eppure volle a ncora « resistere ad ogni e-osto», fu10 all'ultimo tozzo cli. pan e cla. divider e. t r a :i snoi :fig i.i; fino a ll'ultimo colpo d i cannone da mandare un estr emo salu to d'irn.placab i le odio a llo str.an iero oppressor e. Erojca. p azzia, pa r i a qu ella d 'A.sprom.onte, cli Sar n icc -e eh Mcntana,; 1r1a esse crearon o la, neces,s,ità, cli compier e l'op era. cominc iata da Carlo Albor t.o. . N'ell'ilclclio cii Napoletan,i che Guglielmo :Pepe in dirizzò ai s uoi compagn i prirni1 dì prencloro J>er la- ter 7,a. volt.a la via dell'esilio; l'i n:felice con dottiero non si. as!.onrì.e da l d ire : « V 1;1 « Jo ros iss ini e er ano tutte le m iliz ie, le quali sostennero a,m« m ir abilmenle la Ve:n~ ia , ma voi pr imi in mezzo a tanto va« lore » . Magni fica pagi na deUa storia, di N11,poli scritta- col sanguP sui terr a,pi.eni della la g m1a ven eta,!...
E m ico Cosenz i1 on si l r1sciò piegar e dal l'avversa, fort una. ·Per (ljeci ann i. nobi.l me.nte sosten ne l 'esilio-, la s olitudine, ht povertà (L) ; ncll' esilio m a nten ne salda la volontà che fu l a , rad.ice del suo ca:ra,tter e, m.aJ.1.tenne salda la, fede immacol ata · n ei d<~st ini d'Italia, la spernn½a di ritorna.r e a comb atter ~ . n11ov-e· e p iù gran di batta glie. Kon p er null a _M a.ni n il J 3 }~g~sto 1849 a.veva clet!o : « Noi ah biamo seimmato ; fru t lera 11 « seri.10 gettato su bu on terreno» . L a :riscossa delle genti i tali che 110n poteva rn a,n ca;re !
i (l. ) RAOAELLI, .La storia <lell'assedio di l'enezia nei 1848-49.
(2) Casi d' Italia negli anni 11147-48-49.
·
(il Visse in modes ta ed onorata ristrettezza, bastandogli il tenue asseg_no della sua famigl ia residente in Napoli. A Genova diede lezioni per procurarsi un esistenza meno <li:;agiata.
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IL G·E NERALl<: l<}~RICO COSENZ
1l nostro eroe si. recò in l l l1 sicuro a.silo in terra italian a . p :ri ma a, GenovR, poi a. 'rorino, dove la. b,mdiel'a .tricolore; nor~ er a stata, 1ipiegata. e l'idea nazien aJ.e era stafa a ccolta da u n popolo for te e ·eta un Re, gafantuomo ; al Piemonte~ eransi r ivolte le speranze dei ,patriotci pel' Ja. ripresa e l'at1: uazio11.e del programma i1aii ona.Je. }:ran o ancor a tempi in cui da molti si sprezzava J.'is Lruzione o ,si dicev.a che l'ign o ranto Bhtcker vi nse il. grande N apoleo11 e. Non così ,la. pensava Enric.o Cosenz, spirito eminentemente moderno. Non potendo ser vi:rei l'Italia col braccio col ti \'Ò la mente, pr,evedendo futuri grandi des tini. Non poLendo fare la guerra h~ studiò sui tratta.ti, e n on volle ;eircoscrivere i I. suo ,sa.pere a.Ho questioni inerenti aJ l. 'ar ma. s ua, ma, ei;tese il ca mpo dell e sue i.nves·t igazion i <~ de.I.le sue, 1neditazioni a tutta l'arte deJla guerra., !lOn solo ne]] e astraz iò~1i dei Jil::n:i di te:;to, !111.a an.c:he e sopratut to nel.L'esame i n telligente delle ope1:azioni miJita:r i dello guerre più celebri, specie di ,1uelle napoleon iche, nall'·indagine, paziente, nell'analisi minu ta, n ella sintes i elevata. L'avvenire· rivelò ]a. vasta. clotfrina. delJ'uomo che, durante .il lunget es ilio, nelle profonde mccli tazion i dell'arte della. gnerl'a, prerpa.ravasi degnamon:te agl i a.Hi. coman d i (.l) . · Lo :;vilu ppo .delle qualiià int0lle lL 11a,li nou ue arreS'tò gli imp t1 lsi del cu:ore,·lo studioso credò se,mpre d 'avere una g l'ahde miss ione da. cornpiere : l'adempimento 'lld propl'io dovere ;iì come soJ!dato che come cittadin o; così quando n el 1854 .a Genova :;wppiò :il col era, egli ttbba.ndon ò ,s uh ito i prediletti libri, e, con1e il padr"e, ,s uo n el J 837 a PaJermo, decli c.ossi .alle p:i etose cure dei colpiti da;[ fatale. morbo, felice di re,nclersi u tile alla e it.tà. che, lo ospitava e di avere m1 a di strazione n ella. t risfo7,7,a dell'esilio. Gl i studi non gli l asdarono perdere di mira che bisognaNa pr epaxare .i nuovi eventi a cui anda.:re incontro per conseg11ire l a redenz ione della patria. 1
(I) In Genova, coi fratelli Menacap·o, tenne agli emigrati una serie di conferenze di arte militare. Pre parava cosi l'avvenire
171f!
IL GEJ:-tERALE ENRICO COSENZ
l
I
Nella. prima:ve-ra del 1856 i p aJ:tigiaJ1i cl i :M:urat er ano più da temei·e clw i retrivi_e .i repubblica.ni, ed enmo murcittisti quasi tutti i Napoletani staJ1ziati in P iemonte. I chssenzienti -acce.si d'ira· c;ontro il ;nuovo pretendente a.l t rono cli Na;poli, _focero fiera e, 1n ina,ociosa protesta, C tra- Ì protesta.nti O italianissimi, come per celia veniw u10 all01_.a, d etti da.i murattisti, t:rova.va.n si Co~ei.1z, Pisacan e, Nieoteni, De Sa,ndis, trentacinque in t uffo, ch e diehiaran.closL eontra,ri a }furat s i eleva,va.no al con ceitto u nir,arfo ·dell.'Ita:iia avvenire, inb:avveclu to l]a uomini come il Se!Jemùrini e lo Spa,venta. u rlle prigi.oni borboniehe, :8nri·co Oosen z ç,ornprese ehe, tramontato déì nit ivamenio il. concelito federal e del 1848, b nuova guer:rn Ll' indipenllenztt, avrebbe inevitabilme'n.te condotto _al concetto unitario, e ch e lo sçiiti ti.elle provincio meridi.onali _e,r ~no ind~.ss~~ubilm_onte leaate alle settentrion ali; cliwmtò crumd1 uno dei p 1u cald i sost:uitori dell'idea unitaria. e, tenacemente combatiè con tro le diffiden ze e gli ostacoli ch e gli si opponevano. . . Affio'l ia.tosi fwla S ocietù Na.ziona.le fu t rn .i p ii1 e:flica,ci coll abon;-0ri di Pallavicin o e La ] ?a.r ina per l a. d Lffusione degli scritti e s tampa.ti rivoh17.iomtri :ne.I Reg110 d.elle Due S~ci.l.~e e per la. costituzione. dei necessari Com itat i ne ll e prov~nc1e n.1.erid i on ali. t · . . _ _ . Instan cabil e nella propa.ganda, avv1so 1 mezzi cl1e dovev ano ·condurre aJla crisi; .sperò n el Piemonte,, ma. n on credette che in t o.tto bisogna,'3Se aBpetta,r e la. spinta cla.J. governo T'or.in o. Alh t :nuova d ell' a.rcli t·o tentàtivo- dell'eroico B enhvegna a Cor]e.mie, E nrico Cosenz credet te gilmto il momento cli. agire, o in compagnia -cli' 'rommasèo, I11.te1'<1ona.to, Gern:~Hi, Va.di, l\fordin .i e La Masa corse da PaUavicino per inv1tarlo ·« con « calde,pa.cole a spa,lleggia.r e la rivoluzione italian a di S ic.ili a . « coll'au to1:.ità clel suo nome» . QuesLi si comm6sse, non seppe · r esistere, o, « pos~e cede co:nclizioni s uggeritegli cl.alla P:·n~ « clenza,», J)romise, il conco1\so e, foce ]arga offerta. . E~ ~gl_1 s, d edi cò con at'dore e fede somma. a .prnp_a rare una ,arcbtissrma spedizione che CÌl'CO'S[anze politiche impec}Ìl'?l:O i ilm~, quattro a1mi dopo, alt~·i u omini, in ci1:coscanze, politiche fav~·t·e.~01 1, prepa.rn.roi10 ed attuarono la leggendaria spedizione p_m mille,
di
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I L CEXERALE ENRICO COS F;:n
cogli stess i. concetl i e pJi stess.i mezzi adoperati cla-1 Cosen7.. Udite! L'lJ giugno 1856 epJi scrisse al :Pa.lla:vicino ( l) : « Ecco « quaa.110 mi Yiene asl-ienrato da fonte .s icura e da vari altri « eanal i, e;ioè che la p,nte meridionale è disposta a. .muoversi, «qual.ora.non fosse a.ffat,co 1'.Lefic1ente di armi. Cerio mm fuvvi « mai oppor tlmitù miglLore tli que:,ta, essendoci l'approvazione « di hmi. i pntriotti itàlim1i, a, qualsiasi partito ap 1 H:i,rtengono. « Qualora poi si potos<se in trodurre a.rrni o. ciò c-he t~ meglio, « un poderoso ~rnmero d i a,r ma.ti, non ò da. d.ubitarsi che il « paese tosto non insorga,» . E prosegue clicenrlo che st1rebbe ~1ecessario l'a,p poggio dell'Inghilterra, che abbisognerebbero due va.pori, che Ga.riba.lcli sarebbe caldo promolore deJrimpresa riì:iromettcnclosi moJto di lla r iuscita. e che occorrerebbero dai 200 tii HOO rnila frnn(:]1 i ; assi·cura. intìno che jl paese sarebbe ·ren,lmente. disposto ad agi.re. · I n una. successi va Jettera a.J. medesimo (2) i:ornò a, pa,rJare dei « mezzi :ne.cessari J:ig11ardo al 8l/O progetto che presentava « rnoHe probabilità, d i riuscita. .. » ; cli.co essere convinto che « ormai in I talia Hon vi ,sia p iit cfo·ergenza. cl'opinioni... iJ pro« .gra,n1.mf:~ è n~lla parola, unifica-z.ione, :perehù neJlo stato at« luale non ci :può .esse,1,e u.n ifìcazionc so no1t col Piemonte». J;Inghilten:a. rispose « cho per ora., per tahme circostanze « sopr.:wvenuJe era. da sostare, ma. che .si pl'cparassero in tutlo. « che non tardi si 1)otrobbe .sicuramente fan» . E inlmnto il goMroso ·ci mento del Ben&ivegna. sc i~1.gura:tamonto ,,oni ,·a so.ffoca,to nel sa:ngue ! Nuove ist~1nze lli ai uli giu1l:,ero -a t Jh 1lla,vicino da :Parigi, con lcL1era di Gerolamo UJJ.oa, .i 1.t data. 22 giugno J.856 (3) : « I liberali napoletan i egli scrisse - si son 1~1<\ssi d 'ac« co1\:lo sulla. scelta. degl' in dividui da comporre n.ll'estero un « comitato, che, t~bbia per m issioHo solta.n.to cli provocare e « dirigere l'agitazione e ffll che, occorrendo, la r ivoluz ione, mot-
(I) MA1N~:nr. -
U, GENER,ALE ENRICO COSENZ
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tendo d 'accordo ecl in comunicazione fra lo:i:o ]e, vari e ci t.tà Llello Stato. Questo Comitato sii,,de ora. iu '.l'orino r si. com« pone dei co-sLiLu½ionali: Scialoia., Del li.e, :Mancùii, :Uassari, « LoOJ.>arcli. e Tu [)put i ; e cl.ei clomocra:ti ci : Zu:ppet.tEt . Oosenz e « P,i sacane... Oosenz mi :;crive cli pregar Maniu pc.r chl~ m i « diriga a. voi onde ottenerù quafoho mezzo per a.iu k,i"t;o :il moto <<rivoluzionar.io e, l'agi ta.zione, .poli.t,ica. i n NaJJoh. E, avettdo « io fatta, leggere fa lot.tern di Cosenz a i\fan in, questi mi ha « :faUo osssrva:re che voi ce.damente :non Vll'J.Tete contribuire « che per qneJlo che stimate l d;ile seco11.do l a vostra cosc:ien,:;a politiea e mi h a, consigliato cli scrivervi» . « Agi ta.zione non è possibilo fare ne] fa pa.rre meri.dionale « scriveva in quel tompo Coscnz a Pa.Lla.v.ie,ino - · porchò colà « non ci po;;.sono · essere se non :i due ter.rn:ir1i t~GL.rem i : o ,,;t.~~to « attuale o piena, rivolta >-' . Pisaca ne e poe,hi compagni, .insofferenti di .indug i, cfocisero la rivolta i mmediata. e salparono per Sapri. Cosenz, spfrito equihbra.tù, non approvò .la specl iziono canto temennia, reputò l'i,mpre:;a fal lita a-nrhe pr ima che si. tenta-sse e non ne ·volle condi\·:iclere la responsabilità ; tanto più che era prnparata, d a. eJrnncnti puri Jnazzinian i, cl.ai qua li egli politica.monte, dissentiva. Lo s r&<sso Garibaldi, ii }[edici e tanti altri esiliati non .approvarono la specli;;,ione. Cosen z rima,sEJJa, ~l'orii;o (1) a dedicars i. con la.voro ,se.1npre più · inten so a,lla r:i scossa, jtalia11 a che eia tami a n:ni sogna.v a e che gli setnbrava, in1m inent.e, e per la quale - quando, scoppiò L1 gu erra cli OriJ1w.a. ~ all'Inglrilten'a. che, altamente a,p prezzanclono il va.loro e l 'ingegno, gli. offrì p romuro~a il comando <Li u.n reggimento, rispose con un cortese ritìuto, 0reclendo che Ja. sort e gli av:rebhe p resto concesso di. co1i1batreife d i nuovo per la pa.tria. « «
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Nell'immiùenza della guo.rra del 1859, Cavour volle che a fianco dell'e,s0rcito regolare ·sorgesse ùn esercito cl.i Yolontari capit?>nato da. Garibalcli, e chia.mb t1 Torino tutti gli uomini
!Jpistolario tra Daniele Alaniil e Gior{)iO f'allcivicino, pag. &00·401.
(2) MAJNl!RI , Opera citata, pag.•39i-399. (3> Mrn,;1rn1, Opera cilal3, pag. 3i9.
(Il Dove coal>itava con la sorella Luisa, moglie dell'illustre scier,ziato Rani1cle Piria cne aveva combattuto a Ctut'atone e che era stato nom inato professore di qnella Universili1.
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IL G B;NERALE ENR!OO COSENZ
di l:uo1rn volontà, disposti a. 1.irendcre le armi per ,la. causa n az~onak Il corpo fu c hiama.ho Cciccia,to·ri de/.le Alpi. J)a ognt . terra d'Italia accorsero gli a,nimosi a s tri ngersi intorn o alla bandier a Tt cilici e Vittorio Eniùnnele. ._ « lli:rezionè e· !.'or ganizzazione del eo rpo - scr,i.sse Gari« ba~cl I n ell.e sue Memorie ciutob-iog mfìclw (pag. 278) _ fu «· afiìdata al genern,l e Oia1dini. Di Clmeo ebbe il comando <<" Oosen z, d i Savig:liano Medici, a mbi egregi uffi\}iali che for« ma_ r on v il l O e il 2° .reggim.ènto, ba,se etl. orgog1lio dei Caccia« tori ddle A lpi » .
La
Il 16 ma1·zo il generale Oi a.ldi.n i scrisse al Oosenz : « La. bella e ben meritata fama. m ilitare della. S . V. I. e la « no?ile le~l_ t à del d i Lei caratt-ere m i sono ga,r anti ch'ella sa« pra nel drnnnp:gn o _clell'a.ffida,tole comando corrispondere pi·c« namen te a l.l a :fiducia de.I. govc1T10 (1) cd alla aspettaz.ione d i « _CJ LU}n~i ama.no la causa che propugnia.mo » . Il 20 mar;r,o E nr1 c? Coscnz ft~ 1101?:i na.to luogcitene n.te colonnello- in qu el magm~co _corpo 1 cw quadri furono principalmen te scelti fra i glor~os1 . a,v anzi ,d i Venezia e di Rom a., :fr a à. profughi che dieci anm pnma, a,v evano fecond'ato- co l. lor o sangue .I.e t,erre cl'Ifalia. « Comandan ti in sott'ordine erano Sa.echi, B ixio, Bron« zetti, De Gi:is toforis, Oail'oli, ecc... t utti nomi n oti 0 , che lo «diverran no· fra poco. Dissomiua,ti fra. le nle, un vivaio di « stu c~~nt i, :li medici, di avvocati, di poeti, eh 1,>atrizi, il :6.orc << delh ntelhgenza, del ouore e del valoro italiai.1 0 » (2) . Enrico Cosom1, sin da, principio conferm ò la. bella. fa.ma a,cquistatasi stùl.a lagun a. wmeba. L'organ .iz;,:azion e del suo nw~!mcn.t~ pot_è .cfosi per:fo~ta, e d urante t utta k ~ can»pagna J ca,cc-1alon d iede rnagm:fica provi~ cli sè. Soniprc .cn.Jmo, ardito, · i nfatica-b ile, so.reno n el : giudizio, p r onto nel.le dec,i·s ioni - virtù proprio dei grandi condoUieri - egli corse i laghi e le prnalpi lombardo pugnando valorosamente, no~ indietreggi.anelò nmi. A. Gariba.ldi seppe is,pimre l?· massima fiducia, e il duce l o r ichiese spesso di consj.gli, e, as·sentandosi, pi(1 volte gl i l asciò if comando cle,l corpo:
il
(f) Cavou r lo aveva gia prescelto pel comando di u n regg. cacciato ri. (V.
Lett,re edite f il inedite. di Carnitlo Cavimr. Volume Hl, pagg. 44 e 45). (2) Gu1mzoNI, La' v i la ài Gar ibaldi.
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I L GENERALE EN!HCO COSENZ
CHIA LA
' .
>
Al com.battimento del pon te di Ca.sa.le diè nuova prova d'intrepicle-zza. ; al passaggio del Tiòno f renò le impru denze clei JVolo11 t a;f'i ; a. VaJ·osc decise dol1a giornat.a pi.orn.ba.ndo sul :fi~nco degli Auslri ac i che ave.vano, a t taccato con furore il. l\fod ici e stavano per schiacciarlo ; a S. Fermo con d ue sole co_m pagnie sostenne l'aJa. destrn e costrinse 11 némico che avaJ1zava a :ret rocedern ; ,solo, a co1p.i d,i. scia.hola., rovesc:i.ò in uno scosce 11clirnento clu.e cacciatori austr ia.ci apposmti _e ,H'ma,ti d i :Eueile ; nella .fallita sor'presa contr o il forte di La-v<'\110· t.rovossi a lla r etroguardia, esposto a i tiri. del forte e dei legni del lago, r iima.se in coda e con ealma ed ene:rgi.a. sostenne l a ritirata.; a Seri a.te comandò l'intero corpo. }\{a, i L pit'.t glo1~ioso di que~ comb'abtirnenl i, l a più con tmsta.ta d i queUc vittorie av\renne ,a. T:re Ponti, presso Oa,steneclolo, il 15 giu g no. « .n 1° r eggimeinto c he er 1:1; stato atta.ccato - nfi;rra. Gariba.J.d i ~< - condotl:o da i prorli colonnel li Oosenz e- 'l' éir r aveva. respinto « il nemico con molta bra vura,, ma, sopraffatto era stato ob« bliga,to cli battere in riti raita. I l nemko allora. ·incalzò da « ogni parte; J1rn Enrico Cosen z fo j mperbnbahilc e splen dido « idi. cal ma i11 mezzo al gran din a.r delle palle, egli appar,len evn « a l] a scuola (li coloro ch e per difendersi a ttttccano ; r istabilì « l'ordine tra le su.e file scompigli ate, inc,itò a virtù gu:errier ct « i g iovani i o-lda.t i , ,alla testa di 900 uomini 11e atta,ecò 7000 e « a rrestò il nemico .incalzante s.ino a. che, sopra,ggiunti i riu« :forzi, il maresciallo U rban fu costretto a r ei.roccdere, im . « precando a Garibaldi e a, Cosenz che c hia,rnò entrambi i « fìg li del chci·i;olo >-' . L a pace chi Villafranca arrestò i,mprovvisamonte il corso deUe vit tor ie nosl;re e ÌJJJerrnppe l a guerra, fo:dunal,a . E nrico Cose,117, accettò cli ser vire n ell'eser cito r egola;re.
Ma i l suo destino lo spingeva. a. cose maggiori : l'Italia 11011 era eompiuta ! Il programma. n ni ta.rio- a.v eva. accoH.o a.trorno a, sè gFan padc dei patriotti deJle provinòe meri.dionali, obbedienti aU,a par ol a d'ordine che veniva loro da Torin o. Il tei;r eno era pronto, il momen to opportuno, convoni.va. agire.
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I L GE NERAL E E NRICO OOSE NZ
IL GE~'E RALE ENRICO COSENZ
E i mille, duce Garibaldi, salparono da Quarto su due pirosccif,, e coll'appoggio cleU'lnghilterra., come aveva prevbto il. Cosenz. Il go,v ern o cli. ~'ori.no assecondò l' impresa, ma volendo la sua- responsabili tà picnaménte al coperto, n on potè con cedere d i lasciare il servizio ,a gh ufficia.li. dell'ese1,ci to regolare come CoseJJ z e Sacch i :_ che volevano par tire con Ga.ribakti. e il duce stesso li consigliò a n on abbandona-re, le truppe d i cui avevt1no :il comando ( ! ) , Egh poi a.veva. h i,s ogno cl i Iasciare dietro cli ::;è un a si cura .retrogrLard ia, operosa, :nel raccogliere, le forze necoss,arie a soccorrerlo, a. isti i;uire nelle di verse provirwie nume.rosi wmi t,i,ti per provvedere i rinforzi di uomini, d'armi e di denari da inviare in S icil ia.: nessm10 era più ,adatto a ciò dej. d ue su oi cx-colonnelli dei Cacciatori. delle Al pi, e, pa.itendo, affidò a Med ici ,il com.anelò della seconda spedizione., .1. Cosenz deHa te:r½a ; Oa.vour aipprovò (2). . . Il 27 maggio le llirn.i ssion i del Cosenz furono a,coectaLe, cc! eo li fu seguito da mol ti uffi0ia li della brigata Ferrar a, an. su01 o;clini, che vol:l~ro essere so.oi com1pagni. ne,ll'a,rclua impre6a e costi tuire la maggior pa,r te dei. q uadri della terza, sp~lizione: Prim a di pa.rti:re, prevedçn.do irn.m ineute la rovma, Li.et Borboni e l'm~iiicazione d'Italia. sotto la, mon arch ia. di Savoia, diresse un. nobilìs,simo proclama rivolu½ionario ai sooi antichi conipagn i cli collegio e d'armf>, coi qua.li aveva « le medesimo « ttspirazion i e gli stessi i ntenti, lo stesso· c~o~ore 1~1 a.~'tcl la:a « il loro euore » . In esso lamentò che per dochc1 arrn , .L'esermto .na,poletano fos•se stato destin a to a. soffocare nel sangue l e volto 0 lo slancio na~ion aJe., òeco s1rumento dell'arte irt vrnliss ima di chi govema, e l.i esortò a st.endm·e arnica Ja mano al p r imo che i ncontrassero, t~ ;:;al varr:l il n~me l~·ap~,l?tan.o,. a · · ì·o. · t 1~· ·a 'Ll ll oO'J"JClo eh· oOJOH~· .Cl ve-. 1nsoro·ere pe!'c·1te· « a.'[rnenn ·una .. « n is: da loro, da cu i fh1ora 110 11 ci erano venuti che, gnda dt
ri-
«
doloTe » (3). (t ) ,\ le uni però. iusofrereuti d' indugi, disertarono e partirono coi ~ille: '2) comuoic;ziooi fattomi pérsonalmente per iscritto dal genera e Turi·,
Da
co lla prima spedizione. · • (3) Prof. F. Gl!A-R DIONli:, il genei·ale Bnrico Cosenz, pag, 43 e 4~.
h ti e e par
1725 J~a terza, spedizione, for te di mille e duecen to uomini, par U da Genova e il 6 luglio sharcò a Pal ermo, in tèmpo per essere rior,clinata a Ter mini e r eoa1·si in fretta, con Ga,riha}cli a soccorrere effica.cemente Med.i.ci, dopo chè il combattimento d i Coriolo, contro il generale napoletano B oseo, prolu deva aUa. b a.tta.glia. di Milazzo ,a vvenuta t:re giorni dopo. All a vigilia, dolla battaglia Enrico Cosen z fu da Gariba.Idi n omina:to m aggior genera.le, comandall!te la J.6~ divisione. All'alba del 20 luglio i .garibaldini pr esero lo armi per attacca.re il generale Bosco nella, forte posizione, eh Milazzo, difesa da molte .truppe e"da un coni.andante valoroso. Medici comandò l'ala sinistra., Malenchini la destra, Cooon z la risorva. La battaglia ~i iniziò aJle 5, i J)rimi a:ttacchi furon o re1spi11t<.i, Cosenz a,ccor se prontamen te coi rin forzi, la, lotta frL sosten uta fino a mozzogiom o, riguada.g11ossi il terreno palmo a paJmo a pr ezzo di preziosissime, vite; ma. l'esi to fu indeciso. Al]e, 12 Bosco contr a.lfacco o la situazione si fece gmvissima,; le tru ppe regie .sovra.stavan o molto di numero le garibaldino. Garibaldi ordinò ,a l\foclici e Cosenz di ra,ccogliere o rjorclina.re i volonta,ri per 1n·epaJ:are un nuovo e cledsivo attacco. I gari balclini avanzarono con impeto, irTesistib.ile, soffrendo. molte e dolorosissime perdìte. Gaiti baJdi si gettò a ca1)0. fitto n e.lla. pugna e combattè a ,cori:>~ a corpo contro una. ·ca,r ica. cl-i .cavalleria napoletana, a Medi•ci caclde mor to il ea;vallo, Cosenz fu ferito, ma tosto si rialzò (-era l'ima.sto stordito da una palla fredda che lo a.ve.va colpito al collo) e tornò a corniba.tbern v icino al Dittatore con più accanimento, cli prima, sempre for:rno al suo posto, sempre di esempio insuperab:ile a:i suoi in una pugna orribile. Il 'I'iin n a:r:rn cbe « in mezzo allo scros'c.iare delle palle si to« glieva colla massima freddezza le lenti appann ate on de ri« plùirle » (1). Si com:battè sin o alle, 17, fu1al mente il nemico fu me..sso in fuga, e Garibaldi entrò la ser a. vittol'.ioso in Milazzo. L a Siciha fu perdu ta per sempre poi Bo1'boni. L a marc.ia v ittoriosa, di Ga.ribalai non poteva arrestarsi al di qua del F,a ro, essa doveva. seguire la. sua ·cor sa, fat ale fino a.Ila cadu ta, del trono borbonico. (i ; Ua una lettera pri vata inedita.
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AN!'iO HVJI.
1726
IL GENERALE ENRICO OOSEN Z
L'attraversata, dello stretto sot.to gli occhi della Aotta napoletana e francese, e I.o sb~trco sulla costa, calabra occupata da numerose truppe borboniche, eraDo operazion i militari molto difficili. Le sorprese, gli a.llarm1, gli assalti aJla s,picci obta n on e1\ano 1:iusciti. ·che a sta,ncare il nemico, a costringerlo a marcie continu a,te., e dividerne le forze, a con.fonderne le idee. Finalmente, il maWno del 20 agosto B ixi o, partito la n otre prima da T,aon nin a con 4000 uomin i sbarcò a. Melito e il 21 Reggio fo. presa d'assalto. · La d ivisione Cosenz, radunata al. Fa.ro, teni,a,va quas i 0~~1i giorno il passaggio cli qualche drappdlo, :finchè nella n otte . dal 21 al 22 agosto, Oose.nz, imbarcati 800 uomin i HL una flottigli:a., prese terra presso Villa S . Giovanni, eomfrattò a Sela no e i:i.éscì. alle spalle dollc trnppe napoletane, tagli.aindo loro la ri.Ùr·ata . .F u acc01·gimento sommo, lampo di genio. che condusse in breve alla decisione. Avvenuto lo sba.rco, Cosenz occupò le alture tra Scilla e Bagna.r a dalle qua.li avrebbe pot uto piombare sulle forze che, ra.ocolte a 1fon.t0leone, veni,ssero a congiungersi .coli.e truppe del genera.le Briganti, che erano a gua.rdia della costa,. BrigaJ.1ti, stretto cla Garibaldi da u;na parte e da Coseuz clall'a,l tra, s.conc.e:rt.ato dalla subi taneità de,i loro movimenti, impossibili tai.o cli rice:v.ere rinforzi, sen ato fra le alte montagne, e, il mare, si arre.5e a, discrezione, e, novemUa uomini ricchi cl'artiglier~e, protetti da batterie. d't1oqua e di terra ftbbassarono le armi dinanzi a, seimila fi.libustie1·i, eome li chiamava Francesco II. Cominciò lo sfacelo delle 1:nt:ppe borboniche, · che J.\apidamente si diffuse colla celerità spaventosa ,di u na progressiva dissoluzion e. A vanguarclia dell'esercito ga:r ibaklino, la divisione Cosenz iniziò la mareia trionfale verso Na.poli. A Soveria-Mannelli,. il 30 ao·osto, 15,000 bo1·bon ici. agli ol'dini del ma,resciaUo Ghio, dopo ;ambi ate poche fuci.J.ate, si arresero, e l'ultima, resistenza, scomparve. Il 31 agosto Garibaldi, accorn.pagna.to clal Cosenz e da aJlcune guide o JH1ecechLto dalla rivoluzion ç., partì iu vettura_ diretto a Napo li. L'esercito regio si ritirò per occupa,re la l mea
IL GENERALE ENRICO COSENZ
L
1727 del V0ltu~ìlo, Francesco II abbandonò N a.poli per Gaeta, e. a mezzog1orno del 7 setten:rbre il Dit;tatore, sempre in compagnia del Coser:i.z, salutato freneticamen te da.l popolo r isorto a_nuova vita, entrò in Napoli senza truppe e senza apparecch i cl.1. guerra, m.entre i soldati borbonici di presidio, stupefatti cli tanto delirio u,niversale, gl i presentavano le anni !
Il tenente Enrico Cosen7. dopo dodici a nni di esilio. mille cimenti e mille. sofferenze sop'!)orta.te con costanza cd e~·oismo insuperabi li, r iei1t.rò in Rapoli vittorioso comandante d i divisione,, accanto a Garibaldi trionfa.toi-e, circonfuso da un' aure.ola di glorja, festeggiato, da un'intera popolazione. Ma sì formicla.bili evviva non lo inebbr:iarono; sempre sereno in mezzo a tanto delirio di popolo, sempre modesto in tanta gloria, non fn immemore dei .suoi doveri verso i suoi. cari. Egli era firn:JJ1i1ente aecanto alla sua diletta. madre che a.vev~~ sempre avu to speciale predilezion e per lui, ed · era cla lu.i ricambiata di ten erissimo affetto (1), a i riverenza. illim itata. e corse alla1 sua-vecchia casa tan to desia ta a,cl a.bbra,cciare chi per lunghi tormentosi an ni avc,v a sotiertQ mille, angosce e privazi?n i, chi a veva t remato per la vita del diletto Enrico (2). Ma, dopo •tante fatiche, non gli fu da:to: a-nco l· r iposa.re nella dolce quiete domestica; il su o dove.re di cittadino e cli soldato lo ricondusse nel turbino rivoluzionario pcl' portare a compi.mento la gra:ncle opera,. Il giorno stesso in cni giunso in Kapoli, Ga.riha.ldi emanò un decreto col quale, n el minfotero presicù:u to da L iborio Rom ano, Oosenz fu nominato m i.n.i stro d.e'lla gu~r.ra. L o sue doti, il ,suo prestigio, la necessità di organizzare presto i'n mezzo ad un gra:n dismdine l'ese.r cifo che potesse (IJ •· ... Era veramente mirahilc e commovente l' affetto che Cosenz a,•cva per la madre•. (Lettera della Ouchessa ll\vaschieri al co lonnello Saladino del 6 marzo !902. (2) I sentimenti del generale verso\ i suoi genitori si rilevano dalla seguente lettera da lui diretta. alla sorella Sig. Piria da Firenze. • Carissima sorella Eloisa, ti ringrai io tanto tanto del caro e "entile dono ché 'mi hai màndato dei rit.ratti dei nostri cari genitori. Il regalo 6 deg;o del tuo all'ettuoso cuore che mi dà tulto che ne resta di quei cari nostri genitori .....
1728
I L GENERAL E ENRICO COSENZ
fronteggiare le cliffìcolUt sopravvenute, lo inclfoav,a,no a quell 'alto nffic.io; ed egli. accettò a malincu ore, per a,lto sentimento di disciplina, non avrebbe mai volu to abbanclona,r e il coman do delle truppe. Còmpito a ssai gr,ave il- suo, da cui dipendeva i n gran parte la possibi.!ità di raccogliere i frutti cli t ante fat iche, cl i tante vittor.ie. :F'ra le difficoltà d'ogni genere, aggravate dall'imperversare delle violenti passioni. delle, qu ali era. a.gita.ta .:-J'a,poli nel settembre 'GO, occon·eva la poten za, del suo non comune ingegno, l 'inflessibilità do1 su o carattere, l'ine,s auribilo sua attività, )'invidiabile sua calma, per. organi.zzaa:e in breve i molti e svariati serviz i del :ramo guerra o provvedere particolarmente a He anni e alle mw1izioni, tanto necessaJ:ie in quei momenti. Bgli 1ninis.tro del]a, guerra a 40 anni, !nei mo.rnenti in cui si dovevano, decidere le sorti di mezza Italia, con un esercito rivoluzionario sprovvisto di tutto, ehe dove,va,s i condurre alla vittoria tre settimane clopo aJ Volturno, ! Il l° ottobre la. divisione Cosenz, agli ordin i del· gene1,al0 :M:ilbitz, occupava. .Santa Jt:aria-San Taamn aro. :Per più cli mezza giornat.ft i volontari furono perdenti, ma bisogna.va vincere, e a forza, J.i ,costanza, non di sperando giamma,i, per vennr.ro ,a scoJ1figgere il n emico; e, ,a.Ila, sera. il genera.le S irto1'i teJegrafava al min istro della guerra a, Na,p oli : « Abbiamo vinto « su tu tt<a la linea». (V. nota II) . Ga,:riba1cli, div isando di passa.r e .il Volturno con una gran p arte delle sue forze, doveva cingere, d'a,sseclio Capua,, e fra i generali garibaldini nessun o era, più atto del glo'.l:ioso difen sore cli Venezia, a spingere efficacemente le operazioni d'assedio. Per l'opera, sua a,thvissima e intell igenhssima,; il 26 ottobre, giorno :in cui Garibaldi e Vittorio E man uele s'incontra.rono ;presso Tea.no·, la. sor te di Capua er a clec,isa.
IL GENER AL E E NR ICO COSENZ
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Con temporaneamente agli avvenimenti testò narrati, l'opera del Oosenz si esplicò efficacissima nella, sol uzione cle,l difficile problema dell ·annessione del regno delle Du~ Sicilie. Il 4 settembre, dm·ante la ma,r cia. su Napoli, Ga.ribalcli. ricevette a Fortino, presso Sapri, il comandante de,U1a flotta sicilian a Piola,, mandato -espressamenl:e da De'pt·etis, prodittatore a, P alermo, pe,r sollecitare Garibaldi a, d:ecretare l'annessione immed iata, srm a. di che, era. impossibile r istabilire, l'ordine e, riorga.n izzare l a, S icilia. Garibaldi chiamò a consiglio Cosenz e Tiir r, il cui parere fu per l'annessione. Il generale r imase per plesso, e dopo alcuni istanti di riflessione dettò al su o segretario Basso questa risposta,: « Fa,te l'annessione « quando vorrete » . Ma, in quel momento sopraggiunse Bertani e ·disse, : « Bacla te, genera-le, cli non fa.re l'interesse cli Napo« leone e cli Ca,v ou r » . Queste parole sconcertarono il Dittatore, · il qua.le poco dopo gli rispose : « Avete ragione», e soppresse la. lettera. J?iol a ripartì. senza nulla ottenere (1) . . Quest'episodio fu il prodromo delle, grand i lotte fra i partiti rumoreggi anti a. Napoli, che per due mesi scatenarono violenti pa,s ~on i attorno a Garibaldi, seminarono clisco.rclie irl'econciliabili, produssero pericoli gra.vissuni. Fu questo il rnomento storico più eccelso per le popolazioni rn.ericliona.li e per l'epopea garibaldina. Da, gue,l problema,, l a cui impor f.anza sovra,s t,a.va a, tutti gli aJ.tri e l a, cui soluzione non ammetteva rita1,di, poteva. dipendere l a pace o la guerra, l'un ità della nazione o il dis.facimento della grand'opera. M,azzin i, Alber to Mario, Cattaneo, Bertani, C1'ispi, it cui faceva capo una turba d'interessati a, contirruare nello scompiglio, av endo tenaciss.i mo ·il propos ito di, non concedere a Casa Savoia, 1m pa.lmo delle terre conquistate, o almeno impedire l' annesGione incondiziona.ta, avrebbero• coinvolto Gariba,l,di,
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V . PEcon1N1- ~I ANZON1, Stor ia della 15• Divis ione
f>i Sicilia e Napoli.
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1729
T ii.ri· n ella cmnpagna del 1860
1730
II, GENERALE ENRICO COSENZ
s~ Giorgio Pa,llavi,0ino, Ra.ffaele Oon forL i, E nrico Co:senz. colla, l oro ir.remov1ibile fermezza nella bontà de,lla, causa eh~ pr'.Jpugnavau~o, non fo13:sern 1fosciti ad ·a rre.starlo nel pe,riglioso ,carnm:m.o. (V. nota III). L':illu minato Gonsiglio di 1rn uomo come E nrico Cosenz che non si l asc~a.va. ma,i trascinare dalle cieche p,assioni, ra.ffo,rzato da1 · mn·ab1le equilibrio delle su e doti, daJla. salda fermezza dell~ sue con vinzioni, dall'assolu,to disinteresse, a,s sai valse a rafforzare nell'animo di Garibaldi il con ootto unitario sotto gli anspid della gloriosa, monarchia di Sa.v oia,. e indurlo alla pru.denza quando l'audacia sarebbe, stata faital; all'Italia. Ciò non fa meraviglia, se si.. pensa che Garibaldi aveva. di lui l a, ,rnaissima s,tima, e l'amava com'egl:i solevft .ama.r é i va1oros:i. Dopo, Milazzo il Dittatore aspettava, favorevole. ocoasione per mostr a,r gli tut.to l'animo su o, e durante la marcia su Napoli, Gar ibaldi, informato cli c;iò the avveniva neLI a, capi tale dcl regno, ebbe a d ire : « L'uomo che, vorrni vedern aNa, <desta cli Na,poli è Oosen z » (1) . . . Nella. grande, agitazione che co1trmovova Napoli. e l'Italia intera, Enrico Cosenz comprese i gravissimi p.orj çoli cui. la patria andava, incontro, seguendo :una politica, ,più c:.h e ardimentosa, folle, che, a.vrebbe condotta l 'Italia. ad una disastro.sa guerra o avrebbe comp1~ornessa la, gr:and'opera na.½ional e costata tanti sac.rifici e. tanto sangne. Fu perciò caldo pa:rtigiano d€lla politica, della prudenza,, che e,ra, quella, segu ìta. a Torino ; e Oam.iUo Ca,vo1:ir, :fidando· noll'abihtà e nen a saggezza d i. lui, 1'11 .se,btembre, scrisse da 'l'orino al general e Fanti : « Il gene« rale Garihaldi arriva,ndo a, Napoli diede all'ammiraglio Peo.·« sano il comando dell:a flot.ta e rovesc.iò il comitato, mazzi« niano che · si ora già costituito, sost:it u.endovi un. gov0rn o « composto in gTan pa.r te cli uomini degni della sua fi.chrnia.. « Ciò ,s ombra doversi a ttribuire a! generale Cosen7. il quale « pare sia riuscito a far pre,va,lere, almeno, per poco, tempo, « presso il _Dittatoi·e, idee e tenclenze meno ;:;ovve,rsive » (2).
(i) Affermazione del sig. Giacomo Oddo Buonafede (uno <M Mille). (2) CHIALA,
Opera cilata,·vol. VJ, pag. 594.
I L GENERA LE ENRICO COSENZ
1731
Il 29 otto,bre Enrico, Coseùz fu nomin ato hwo·otenente . o oo-enerale nell'-e.ser oito i taliano e comamlante della divisione mi, l ita:t·e di Napoli. Chiusasi la storia deJ reg~10 dei Borboni cli :Ya;p oli cominciò qu ella dell'Itaha, pei!: Ja terza, ,:01ta risorta.
Il pe1.riod.o eroico del nostro risoi:giineJ1to è fo1i to. Enrico Cosenz soldato della rivo,luzione, tma delle maggio,r i illustl"a~ zioni ,dell'epopea, garibaldina, della. quale fu tanra. lu ce, e fanta gl<?ria, comprese ch e l'era della rivoluzione era, fo;ii ta, che, ,al periodo ,di guerra e r ovina delle istituzioni passate n on più rispondenti al progresso· del vi vere civile, dove,v a :necessa1iame11te su oceéle,r e un pe1·.ioclo di pace, cli r iordin amento della vita i taliana o di. riedificazione sulle basi <.leUe isti tuzioni n u ovo ; ed egli :non fo più. il solcktto clisobb'eéliente al fedifrago B orbone, ma. jl sol dato mòcleUo insupe,r ato di disci.p~ina ~l Re Gal antuomo ; n on il condottiero de] le lcgioni ganba.ldme, ma :il. cli vis ion~rio deU'ese:1:cito regolare. :Yolla trasforma.zione peirò egli perdette pa.r te della sua in dividualità : col u i che ne l '56, affigliato a.lla Societù nazionale, aveva cercafo o:rgrrnizzare u na sped izion e par i a quella dei Mille, nel '6J), dopo che, il suo sogn o si ei·a J:ealizzato, divenne uno dei generali in sottorcli.n.e del n uovo regn o it alia,n o. ::\1:a la, fortuna nostra volle ch'egli nn gio:mo sa,lisse. al più aJto coman do, clell'e.sorc;ito, ed ,a,ll ora riclLpe1:ò piena e completa b sua in diviclualitù e llhuninò col suo carattere e col suo :i!nto;lletto ··,cli tanta viviicla l u cci le no&tre. is.tituzionii milita.rii, che l 'opert~ 'Stra dovrà, &crivm·si a ca.r attc,ri d'oro n ella storia deJl'eserciito nostro. J
Conumdante ]a 6a di vis ione nel 'G6, nel la, fatùle g iornata di Cu,sto.z a fu lasciato lontano dal campo di battaglia. E quando, nel secondo periodo cli quella campag1Ja, il gene:rale Cialdini sentì il bisogno cli m an dare rinforzi aUa divisione Medici e.h o por la Val Sugana tenclev,a a. :rrento, la scelta cadde nece.ssariamonte sulla 6" divisione,. Il Cosen7, con bene
1732
I L GE:KERALE ENRICO OOSEN Z
IL GENERAJ:,E ENRICO COSENZ
11;a1:cie forzate ".'i a,ecorse per por.tare effiea,ce a;iuto al foatello d arme, come glielo ave,va portato nei 0oforni 0o·lorio~i c1 1· V . • e lVGla.zzo. · are:,e · · · ::;
~ M~ •~a ,_p1~onta tregua 1<> arrestò a Borgo Val Sugana. il 1 a'?o,sto, s~nza neppur comba,ttere, e tris.te e pensoso ricalcò la via del ntorno. · Nel . '70, fi<luciosi si volse-ro .a, lui g:l1' so·ua"'d ·_ . . o e · 1· e·"I ecr1·1 a-,Sll!l'l.Se 11 . comando clel,l'll" divisione abtiva presso il co~.po di oss~rvaz1one nell'Italia ceni;rnl~, prescelto a. quell'onori:fi.oo incarico del. generalo Oadorrna, e destina.tovi dal ministero « con « grande s~dd!sfazione del comandante, del corpo» (1), essendo bene rnrl1cato « per una n:ìissione che a-ltamente riclÌie~< dev~ somma, prud~~a., in ispecie nei rappo-r ti eolle potenze « estere che tenevansL m generale sulla riserva., e ne-i r a,p porti « collo stesso governo pont ificio» (1 ). · All'J.1" divisione fu destina.to per e-entro del suo fronte di atGacco Po>rta Salara. A.per ta la breccia., la colom1a di destra della divisione Mazò e quella di siriis,tr~ della divisione Oo.senz_mos_sero all'assalto. Enri co Cosenz, fatto piede a, terra, las01a,f;o 11 oavallo, seguìto da tm gruppo di ufficiali. fu visto tra, i · primi superare 1'o_:,ta.colo, imperturbab~lmente sereno come a Marghera, a ~l're Ponti, a Milazzo. Oe,ssata la sua missione, il gener a-le Caiclo,r na, nell'eloo·i.o rivolto alle truppe santi l'obbl igo di di-chi arare : « E ' dov:re « l'accennare il contegno del generaJe Cosenz, che sofferente « httto-ra per la sua caduta cla caViallo, non solo r:i:pre.se il co« mando nel corso delle opeoc·azioni milita.ri, ma anche entrato « i~1 Ro~1a, non s·i ritirò per cur a,rsi, se non dop~, a.ver pre.., « stat;o 11 suo concorso ne-i momenti difficili, e dopo assicurati « ed avvia.ti tutti i isorvizi » (1) . Così finirono le guen'.e, per la redenzione d'Italia., ed Enrico Cosenz finì di combattere, poichè « dopo ltm.ghe prove di « espiazione - conie disse Vittorio Emanuele inauguia11:do l'XI « legisla.turn del Parlam.ento - l'Itaha veniv.a res tituita a se « stessa ed a Roma» . .L ·
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RAFfAt:LII: CAoORNA,
La liberazione ài Roma .
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1733
'I'acquero le armi e s1 m1ziò un periodo nella vita del Cosenz nel qua.l e egli doveva innalzare un nuovo e più grande monumento di sè, non più nel campo di ba.ttaglia,, cC?me condottiero agli on:lini di. Pepe, cli Garibaldi o d i Ca,clorna, nè nel campo politico come validissi rno cooperato1·e cli Giorgi.o Pallavicino, di Giusepp0 La Farina, o di Ca.mil io Cavour, ma in quello deHa scienza milifare, dove po~è regnare sovrano incootrastafo per urta.nime •consenso del nostro mondo mili.ba-r e dm r,everente s'.ind1:i.nò davanti a. tainto valore e a tanta dottrina (1), e rese ·sempre il. J)ÌÙ devoto omaggio a.Ua virtù chiariesi-mà di quel Jor,t,e e impareggia.bi:le cara,tte,re. Nei più elevati uffici, neHe missioni più delicate, nogli studi più laboriosi egli ~ecl icò l'opera sua, saga.ce, coscienziosa, genia:le. L a sua parola, parca, ma sempre densa, di penstero, fu r accol ta quasi c~me tm oracolo. In mezzo a tanta stima, elevato a. tanti onori, egli conservò sempre la delicatezza cli sentire cl1e accompagnava la sua forte tmnprn, la bontà in.finita dell'animo, la s·quisitezza dei modi. Più volte invitato {t.d assumere i·l po-tere governat ivo, non volle mai accettare per l'indole sua. supremamente-modesta, (2) e, pe-rchè mal s'ada,ttavf1 la schiettezza del suo caratt,e,re alle e~igen~e della. poEtica, la soren.i.tà dell'animo suoalle t Llrbole.nti lotte parlamentari. Soldato per eccellenza, non volle l asciaxe, il maneggio della spada, per quello delle carte del porta,fQgli o di un ministro.
Qua.nclo nell'82 si volle per la. prima. volta non! inare un. capo dello stato maggiore dell'esercito, che fosse, al tempo stesso comandante. il corpo cli stato magg.io;re, l'individuo che più degna.mente d'ogni a1tro potesse coprire la. suprema carica ({) Il generale Pianell parlando del Cose,nz so leva dire • il dotto Enrico • . (2) Vedi Nota IV, A La Marmora che gli offrì i l portafoglio della marina rispose • non saper distin· guere la prora dalla poppa delle navi ». (Da alcuni manoscritti su fogli volanti posseduti dal gener:1!0 llfazzitelli).
1734
IL GENERALE ENRICO COSE:SZ
m ilitare 01·a Enr ico Cosenz, ccl C'gli fu 11ornina,to col plauso uni,·e:rsale in Italia e all'&i:ero. Assu mendo l'a.ltissimo ufficio nulla o quasi tr ovò degli elementi che possono giova.ro al comanda.nlc in capo prr la condotta della, guon:a, ed egli tutto doYolto cronrc, a turto tloYetto provvedere. undici anni rimase a quel posto nel qua.le ~ompì un « ht,·or o così grande, così arduo o complesso che co« stitui sce il pi.ù grande o sole11 no titolo tli al t issi ma, benernc« remm » (1) che a lui de,·ono rcserci to e la patria. Egli ideò o compilò quel dolicalo· e immenso lavoro relai ivo alla mobilitazione, sonza del quale nel momento del po1·icolo resorcilo non potrebbe co.stiu1irsi in brcrn sul piede d i guerra, nè schierarsi per la d ifo1-a. élella patria. A. chi consideri l'immensa mole degli eserciti odierni, i mille servizi a cui b isogn a, provveclore, i L colossale mov.imeuto fr l'rovi ario dovuto a.l r icbiamo delle classi in congedo e, allo schiei-amento delresercito nella zona cradunata, può ben cousideraro quale l avor o ,s1ia necessa,r io per tu tto p reclisporre, sino i p iù piccoli particolari del servizio, perchò la mobilitazione si compia nel minimo, numero cli giorn i possibile; condizione CJuesut di Yitale imporLanza perchè le operazioni. cli guerra possano avere probabili Lh cli successo. E in. altro campo, ancora più impor tante, egli r ivolse l a, sua attiYità. A. contatto degli uomini e delle cose, vissuto nelle t,enebre, del d ispotismo bor bonico c. a.l la. lu co cJ ella li.berrà. d 'Italia, conoùoo profondamente i tempi nei qua~i ,'isso, comprese quali radicali mutazioni organiche cd educa ti Ye erano necessario alle nostre istituzioni mi li tari, e si propose di attuarle. Con entusiasmo giovanile, coll fcùe cli apostolo, mise mtta l 'an inH:i, suf~, tutto il suo ,ml?ere, .il suo più eleva to son Lirn.ento Llel dovere per trasformare l'e-ercito nostr o come i l<'mpi richiedevano e come l'alto suo ufficio e l'illimitata fiducia che egli ispirava glielo rese possib ile. Non fu soll.anto l 'ottimo consigliere, ma il maestro ascoltato, l' ispira.tore pron•ido delle r iforme ncoossarie alla, nostr a eduoa.zione ed isLru:done militar e; e i frutti delle suo profonde meditazioni e della, sua
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IL GgNERALE E NRI CO OO SE NZ
1735
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ltwga. e fortuuata esperienza egli crndus;;c in 11na ~crio di rcgolantC'nti pubblicati incorno al 1891-92 (1) : p r0'/.1os1ss1me disposiiioni cd i;;truzionì che nncora oggi e per molli anni ancora formeranno il 11ostro vang<'lo e -ono quanto di piì1 moderno, d i più geniale o di più a r monico con. l' intl ol<' nostra vi può essere per ciò che riguarda rcccellenza delristruzione e c1ell'f>dttcazione del JJoslro esercito. Regolamenti che hmmo dato cn.rattere e spi rito a ll 'aziono m ili tare e mornle dello nostre trHppe, dipendente dalla vigorosa pcrsonalirù cli Enri co Gosenz c he 1'1% ropa mili la,ro altame,i"ie ammira e grandemente st ima. Soffi.o potente d i J1J()tlern iih chr, pcnctrmhlo con g iovmlile ir!'uenza nelle cadenti caserme d'IU1lia. h.1 potuto scuolerc ed abbattere in bre,·e prrgiudizi <'<l usanze amiche, 1-ì che l'cducazim1e m ilita.r 0 e morn lc de) n ostro sùldato si ò <.:ompletnmcn te murnta . Il Reuolame11to d'esercizi per la fante ria daHa prima a.U'tùl ima, parola è improntato ad un nobile spirilo di modernità o di progresso. J,n brcvitit clC'llc ferme, l'aumcntam mole degli. esen,izi, la m ul t iformC\ qualitìt di clementi che il paeso fornisce. ln difficoltà di creare buoni graduai i. raccresciuto sent iwenl.o ind ivicl11 ale, lo sviluppo ne ll 11 coltnra cfog li uffici a.li, i nuovi cleluenti del ,·i ver ci \'ilo che -;ouo penetra ei nell'eserito, ci hanno obbligato a ;:;rm t?lifìcare ,,i1h> ,1gli estremi limiti <l<'l poss ibilC' le- 11oslrc istr uzioni C' indotto a qlwl mc.1110,-rare S<'mplic(>.. -scc\To d·ogni rigiclisnio, rhe i• rr,;senza del rombat!i rnr nco oclie.1.110. Le i\-orme genemli per la divisione <li fanteria. quando Yennero pu hblical<' per Ja, prima volta nrlr83, dcsrnrono un senso rn 1c1 11imo d i viva sodd isfazione nel l'e,;rrcirn. T 11 quelle pagin e semplici, precise si ammiraYa la gr.-tnd io;;ittt cld Ja,·oro intelJC'ituale rhe il Co;;enz nvevèl dovulo com11icre per tradurre in prescrizioni rego lamentari i grandi ammaestramenti della st\wia mil i1are, per evitare i 11 avven ire gli errori ripetu ta.men te c,\Jl1mcssi, per inculca.r e agli ufficinli la fede nella Yitloria.
(t ) Por tano la firma del ministro al potere, ma egli li ispi rò e li scrisse. (V. nota V).
Hl Generale PsooTT1, l a ·1rib1ma, 2 ottobre t 89S. 'li
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IL GENERALE ENRICO COSEXZ
I L GENERALE mrn.100 OOSENZ
X cl 1"80 esse. di('(lero luogo alle X orme generali per l'impiego del~e fre M·1ni nel combatt'iniento, che veirnero l)Oi completa.te e ristampate ncll'87 e nel 91. I n esso il principio dell'iniziativa e doll'offonsiva è stato applicato fino allo scrupolo, traspare da. orni linea ne costit uisce .lo spirito informalor0. Non si dett:no dog~, non si suggeriscono panacee, non si vuole la cieca uniformità di ved nte. nmm0rtesi che « l'iniziat'.iva. è virtù cli coloro eh<' hanno « fiducia in se stessi » . Ma la, guerra non si combatie solo a. colpi di fucil e e di <·annone, uò il successo arride solo per le savie disposizioni del comandante o per gli li ppropria li ordirti. del com.ba ti imento. Una grande forza mora.le è necessaria per conse!!llire 0 la. vit(orfa, sern:a di essa tutti gl1i a.lt.ri clementi di forza sono vani, oggi che la disciplina è più che mai necessari a a ma,nlcnere la coesione nelle masse immen :o di nrma.t,i facili a, disciogliersi per gli efl'etli micidialissimi delle armi odierne e pel difrtto <li quello spirito milita.re che s<"'mpre più cede' il pùsto ad lllD esagerato indi,·i,lt1ali.smo. Ln gran(tc riform:t si è invero compiuta non per virtù d'u.u uomo 1-olo, ma per ,irtù di molti uomini nuo,·i che introdussero 01ell' esercì to quell' aurn <li progresso mornle che emana.va dalla società odierna; ma Enrico Cosonz ne ha aYuta J'ispiraziono geniale, i regola.menti cho egli stesso compilò o feco compilare hanno divinato il futmo, precorso i tem.pi. E oggi, a dista11za di dicci an11i, è do,·eroso constatare chC' gli scopi cui miraYano i suoi aurei regolamenti son.o quasi completamento raggiunti, od il noslro soldato ò cfo·entat-0 ad u11 tempo ciò che fa società moderna richiede: un forte difensore della patria <'d im eletto cittadino italiano, il più resistente cemento fra le diverse regioni nostre divise per tanti secoli di servitù e di cli.spoli ·mo, la, migliore a.rna,lgama, per formare di tauLi svariati elementi un tutto omogeneo, compatto, indistruttibile: la nuova coscienzu nazionalo italiana. Così gli alti di un tal nomo sono ripetuti nella vita e nelle azioni nostre, le sue stesse parole ,·ìvouo e div~ntano fatti.
Dopo le campagne na:poleoniche (1) r1uelle llcl 186G e del 1870-71 furono per lui oggetto cli studi profondi, di ammaestramenti J:>re;1,iosi; e i fructi delle sue severo indarrini delle critiche acute, dei giudizi equanimi egli pubb licò nolla Rivistli ì.llilitare, illuminando con uno sprazzo cl i vivicla luce quegli avvenim.cnti che d iedero a ll 'Europa un nuovo assetto politico e profontlarnente mutarono gli ord ir~ame11ti. militari e i L modo cli combattere. Per le anali si minuto le siJ1tesi elevate di quegli avvenimenti, per la chiarezza dello stile e dell'esposizione, por la frase piana e l a robustezza dei concett i, E nric.o Cosenz è da annovernrs i fra i più grand i scrittori m iJitari di ogni tempo, degno di far parte di queJla eletta scbirra di autori a cui appartiene :.\fontecuccol i, Iomi11 i, Clau sewi1 z, Hohcnlohe. ecc. Nessuno dopo di lui ha, proùotto di più e di m0glio, e an cor oggi, dopo trem'an11 i, quegli scritti sono sempr0 freschi, quasi ancora palpitanli cl'attua'lith e sembrano compilati ieri, mentre invece videro la luce aìl'indomani di quegli aYvenimenti che l'a,ulore anatomizza. con la mento lucida dello scienziato, colla mano sictrra dell'operatore esper to, i11Yecchiato sui campi <li baUaglia e. n ello studio diuturno, profondo, coscienzioso. ('V.' note VI e VII).· Lo studio critico s1ùla cam1)ag:na del 18GG apre la magnifica serie. E sso fu tosto giudicato dalla stampa nazion ale od estera « l'opera più sostanziale e notevole su quella ca.mpagna » . Era l'epoca, in cn i il mondo - contrariamente alle previsioni - awva ,isto trionfare le armi pnissia'11e in Boemia e sconfiggere qnolle, italiane a. Cu stoza e Lissa, ne era rimasto meravigliato e cerca,va l<' calL';e remote e vi,cine che aycvano cotrllot to a, queU'ùrntteso l'istrlfa.to . @.gli ,stu cl iò le cause, p e,r cui un E\Scrci to può e dc,•e vi ncC're o ne applicò l'indagine a]Ja Prnssia; st nxl iò l' 01,dinnmenfo milita;re italiano per veLle:rc ciò cl1e conviene modificare, correggere, non :::co1n-olgere. ~
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Ml li suo libro prediletto era La corrispomte11za ài Napoteo11e, che egli chiamava la miniera, che are1·a studiato ' proro ndameote durante l'esilio e che seguitaYa sempre a sl u~iare e a consu ltare.
P~gino francho e pieno d i osser rnzioni, do,·o la scienza « teorica, della guer ra. accoppiata a]la sever"i analis i. della « prnlica-, g i m1gc con dccltlzi oni d'un rigore matematico a con« cl~1sioni . cru~1'eYidenza palpabile, seguendo quella forma d i « st_d~ cosi ch Lar a, così. prnn1a, che si aggrap1Hi ai falti O va. « dmtta a,l lo scopo, s0nza. 1ierroettersi ale L m omi:u1tc-'nto, senz~i « perdersi in nessun episodio. in nessuna idea a<:<"ei;soria » (1). Dallo studio della, storia fatto colla coscienza ispirata. clall'ai~1or cli pat ria, clnlla tristo csperie11za delle patito sventure, egli n1ol r itrarre utili insegna.m enti pel' l'avven ire, e le sue indagin i 1-iYolge alla ricerca. degli « errori nei quali siamo « sempre caduti nel le campngne di guerra del '-13, '49, "6G, « '_9G » . Nei Cento temi di tattica egli espone il suo pen siero., e . 11 manoscri~to, wtrora inecl ito, lascia all'archi ,·io del corpo tl1 stato maggiore. « Ce rtamente q ueslc troppo paaine e c hiac. o « c1J1er e - dice nella profazio 110 - scriUc senza n essuna abi« liU1, senza st ile, se ,·eclessero la luco nessuno le leO'O'erebbe 00 « :;cmm cadere in un profondo sonno per la noia subita ! I n « ,queste lungh e pagine vi sono molte verità, ma si è axuLo il « tori o di troppo ripeterle per desiderio ù' imprimerle ne lla « mente; aflinchè per l'aYTenirc n on si cada negli stessi errori « elc i passato ! Se quoll.e poche verità ver o fossero stiiLo da, noi « raccolte o -s,·iluppa10 nel passftto, probabilmenio molti mi« nori infortuni U\Temmo incontrati e sofferti in oO'Uerra e « qualche vic loria avi·rbbe cornnata hi uostm cnm band:iem! « e b poverfl, nostra 1,i putaziom~ ,milit-a.ro ! senza cli c ho sì vi ve « un ,·ita a swnto e i;em:a considerazione nel mondo! ! Un po' « di gloria m ilìrn.re è n ecessaria per tutt i e per tutto !... » Fu questo il suo testamento! (V. nota VIII).
IL GE~H,R..ALE E~RICO COSE '.\"Z
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faro spl 0nclente cli ,·ivissirn o l1ice cb0 ilhunina a sè d'intorno LuUa l 'ai,mosfera. 11 corso tlc lta, sua, vi ta restfl. come un durev olo monumento della potenza. del rarnttcre, de lla n obiltà del sentimento pat.riot t ico, dell'energia clei forti figli d 'Ifalia . La sun opera s i prolunga. e s i perp0tua coll'esempio dol cloY<'re viri l111ento compiu to, col ricord u 1lella sua nobile vita che ci ritempra e ci eleYa . Le ,snblimi .virLi'L c lic foceo:o cli lu i non solo nn eroe mn. a.nche nn saggio, egli pose a. servizio di <1t101la santa ca.usa d'Italia per la c1ua]e strenuamente combattè e ,·in.se. Il suo amore por lti patria fn ardoo.te e mai si s:pens0, la sua fede nei foturi gran dì desi,ini d 'ILalia, m a i vacillò, o ancho n ei momenti cli sconforto nazionale egli sperò « nel risorgimento della. patri a « nostra, CJ.Uale Lt,·cva immaginato » (1) . E quando un triste g ior no cl.i ma,r zocl,a ll'Africf~fata log iunse noti11ia d'una n uova sr onfìtta delle arnii italianr, il glorioso vegliardo ama r amente ne pianse, e « se dopo morto - egli oscla.mò con Yoce « pr ofetica - toccttsse una g r:.1ndc v ittori:c1 agli Italinui , sar à « impossibile che così lìeba notizia 11 0n mi ridesti ne.l 111Lo se« polcro in un snss1ùto cli g ioia » . Il morto eroe ci contin ua fl, parla re dalla sua tomba e la sua voce fa vibrarn fortomen le i. nosLri cuori ; ht l nce drl suo spirito continua ad espandersi sopra le nuoYe generaz ioni e r:ior ta 101·0 l'eco lonLana d'ima par ol a di conforLo per le patite sventure, d'una. .di fede nena futu.ru, grandez;1,a della patria
nostra, Si che tu vegli spi ri to su lei Men tre perfezion di tempi vegna (2) .
Q.11ando l'Ilalia do vosso ancor a. impugnare le armi, t· t conforti l'a11gurio che sorgano nomini come Enrico Cosenz ai quali affì.clare con nnìrno sereno le n osLro soni...
·:·····:·
Il :3 settembre 1898 ù giorno di c01,cJoglio e di lutto profondo per la patria. L'eroe, clopo avei· fatto rivi vere il genio cli quei capitani cl1e resero ìl11tstre il nome i tal iano, è morto. ~[n, gli sopravvivono i suoi pensieri e le sur, n:-1ioni, luminoso meteore delle nostre istituzioni militari. Egli è come un ( t i V. Ri'vi slti Ml(itare,
1739
AXTONJNO Q.\5' 0 INO t:a))ilano d'artiglieria.
(I) Dalla lettera al Bonghi del settem bre 1895, riportata dal Cuardione nella conrerenia sul generale tenuta a Palerm o 11 :1• dicembre :1.901. · 12) c·Anou~c r, l'et monumento a Dante a 1'rento.
13ibllog ralla, ~867.
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I L G ENERALJ!~ ENRICO C0SENZ
1740
I L GE NERAL E ENRICO COSENZ
guerra cl'indipenclenza con tro l'Austria !» E cco la n ecessità, l'urgenza d'una spedizione sul ba.ss o Po; preludio di vita nuova italiana, arra a1l'unità ita.liana avvenire! Il 7 aprile il re fu cost retto a dichiarare che « intendeva di con correre alla g uerra d'indipendenza con tutte le forze di t ena e di mare, cogli ars enali e coi tesori della nazione ». l\fa all' ardore del proclama fece grave contrasto la lentezza clei preparativi, e quanclo gl' infìngiment i non furono più possibili, F erdinando II decise la partenza di 16;000 uomini affidandone il comando al prode generale Guglielmo P e pe, ritornato allora in patria dopo 17 anni di esilio. Il tenente Cosenz part ecipò alla spedizione e iniziò mezzo secolo di vita operosissima coinciden te col perioclo eroico del nos tro risor gimento nel quale l'alto ideale cli Dante e Machia velli diventò cos cienza delle genti italiche, e col periodo seguente di riordin amento delJo Stato e dell'esercito, inteso a dare s alde11za alle nuove con quiste ed a preparare la fo1·za milita re necessaria alla futura grandezza · d' Italia. Ma il f5 maggio una feroce reazione a Napoli s pense la libertà conc~ssa quando il popolo minaccia.va la reggia, F erdinando II r ichiamò il corpo di s pedizione quando giunse a Bologna, e in quel ment re Daniele Manin chiedeva ripet utamente s occorsi di uomini e di armi per mantenere · in vita il risorto leone di San Marco.
NOTE. I.
La gioventù <li Cosenz e l'ambiente napoletano prima del 18 48.
Nato il 12 gennaio 1.820 a Gaeta da L uigi - valoroso generale del genio negli eserciti di Napoleone I - e da Antonia P iria - donna d'alto sentire e d'ani mo forte - ebbe nella casa paterna la m igliore scnola per formare quel carattere che è la forza più potente del mondo morale, e nel collegio della Nuuziatella la migliore educazione per destare nell'animo suo quel forte sentimento del dovere che compendia la più alta idea della perfezione della vita e quel vivissimo amor di patria - una delle cause eclucatl'ici del coraggio - che fu sempre la sua passione dominante. Sempre st udioso e d'ingegno pronto e vers atile fu tra i migliori allievi di quel collegio nel quale si gittarono le fondament a di q uella somma educazione militare che all'esercito i taliano diecle uomi ni come Cosenz, Pianell; i f ratelli Mezza.capo, Marselli e ta nti altri. Nominato primo tenente d'artigliera il 4 ottobre 184'.I:, al reggimento si distinse s ubito fra i s uoi camerati per le doti morali ed int eliettuali, si che fu subito considerato uno dei più promettenti fra gli ufficial i napolitani. Ma i n quell'esercito senza spiriti militari e senza fede, nel cui cuore non bat te va il cuore del popolo, fra soldati oziosi ed umiliati, in un ambiente nel quale non era pe11etrato un soffio di vita moderna,, il · giovane tenente d'artiglieria formava uno strano contrasto. Egli apparteneva alla schiera di quegl i eletti ufficiali che, sinceramente e pr ofonda.mente affezionati alla carriera militare e al loro paese, nel loro animo nutrivano la nobile ma vaga ambizione d'un progresso avvenire che li togliesse dalla nullaggine in cui l'esercito era cadu to ed aspiravano ad una serie di radica.li riforme che aprissero la via ad un avveni re migliore. L a posizione geografica del regno, l'indole pacifica del sovrano, la politica estera dello Stato molto remissiva, fecero sì·che l' esercito considerasse la g uerra più u n'eventualità d.a causare anzichè un gran fatto al quale bisognava costantemente tenersi pront i. E quando nulla faceva presagire la possibilità di una g ueua, la g uerra venne e n on sola, ma in compa.gnia della rivoluzione. Sulla pia.zza echegg iò i mprovvisamente un formida bile grido di popolo : « Guerra! g~1ena col Piemonte, cogli al tri S tati d'Italia !
1741
II. - Coscnz alla battng·lia clel Yolturno. Questo telegramma ri1)ortato dal P ecorini-Manzoni (V. op. cita ta) il fatto eh~ la divisione Cos enz (16"1 d ura nte la battaglia era t imasta agli ordini del generale l\filbitz, ci fece n as cere il dubbio che il Cosenz non avesse preso parte alla battagl(a del Volturno e che fosse rimasto a; Napoli ove la sua presenza era necessaria per chè gli elementi sovvet·sivi cercavano tutto s convolgere e la reazione tentava minacciosamente d'alza re il ca110, mentre una disfatta avrebbe potuto ricondurre a Napoli il Borbone, e a t utela dell'orcline nella ca pitale non vi era che la sola g uardia na zionale su cui nessnno avrebbe potuto avere phì aùtorit,à cli Cosenz. Informazioni assunte in proposito hauno pt'ocm:ato le seguen ti lettere ehe qui volontieri riproduciamo e che s ono dirette al colonnello Saladino. Il generale Longo, che coma ndò l'artiglieria dell' esercito meridionale il giorno della battaglia, scrive in data 4 marzo 1902: << Il Cosem; se ne s tava sempre al ministero a Napoli e poco si vecleva al ca mpo ove il generale ìvfil bitz l' aveva surrogato nel coma ndo clella divisione prima da lui comandata, si 1·ecò al cam;po n elle ore pomerié
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1742
IL GENERALE ENRICO COSENZ
IL GENER.H,E EXRICO COSEXZ
diane del 1° ottobre, vi restò qualche ternpo, ne 1·iparti e vi tornò il di
lui t.o ccava dare - reclamavano la sua presenza in un pos to più che in un altro. La presente versione concorda con quanto ha affermato ver bal mente il generale Assanti che comandava in quel giorno una brigata e fu compagno d'armi di Cosenz nel 184B e nel 1860.
seguente, restando come di ragione al seguito di Garibaldi senza esercitare comauclo, uè menar t r uppe a l combattimento :.. Da una lettera del colonnello d' Ayala, che prese parte alla battaglia ed è :f:ìglio d i Mariano, comandante la gu:1rdia nazionale di Napoli a.l 1° ottobre, in data 5 mar1.o 1902 si rileva : « Cosenz prese parte alla battag lia del l '' ed anche a l combattimento del 2 ottobre al seguito, perchè ministro delhi guerra di Garibaldi. Entrambi per ferrovia partirono da Napoli nelle prime ore del l' ·ottobre e vi fecero ritorno la sera del 2. L'assenza per due giorni dalhi capitale per reca rs i al campo di ba,t tagli°a tanto ad essa vicino e riunito colla ferrovia, mi par cosa natural issima pel generale in capo e pel ministro della g uena; .il quale come persona rappresentava pure il consigliere scientifico di Gal'ibaJdi. Nè il telegramma di Sir tori citato dal Pecorini può, perchè diretto al minis tro della g uerra, info·mare il fatto e costituire una contraddizione, perchè quella è la for mula ufficiale degl i indirizzi cli l etter e e telegrammi al ministero. « Il comando clella 16" divisione, Cosenz, come di ·diritto, l'aveva l asciato perchè nominato il 7 settembre ministro. « Aci. ogni modo ho visto in questi giorni gli originali (scl'itti entrambi di proprio pugno di Cosenz) dei d.ue biglietti (senza da ta ed. indicazione della località di partenza) citati a,i §§ 353 e 354 cfolle Me1norie di mio padre )>, _ Nelle Memorie di ll[ariano D'Ayala e del siio tempo pubblica te dal figlio Michelangelo, si trova, a proposito del 1° ottobre e della l)arte che v i ebbe in Napoli il cl' Ay ala, la seguent e notizia: « La sera gli giunse dal ca1npo una l ettera del minis tro Cosenz che d iceva: ....Sarebbe necessario rassicurar e l 'opinione pubblica nel mentre si pensa a provvedere alle offes e. Perciò mi dirigo a lei quale comandante l a guardia nazional e ». E un telegramma da Caserta clelle 6,40 pomer. soggiungeva : « A scans o di false notizie, Maddaloni, Caserta e S. Maria sono in potere nostro. :Molti calabresi d isertori ed altri volontari s i portano in Napoli: fermateli onde impedire falsi allarmi ,,. Poco dopo, nel medesimo li bro è det to che l a sera del 1° ottobre il d' Aya la ebbe un colloquio col Cosenz e col Sittori · pei provvedimen ti da·p1·enclere in d ifesa di Napoli, in caso di sconfitta nel s uc· cessivo giorno 2 . Infine, il Della Torre (uno dei Mille) affer ma · che il « Cosenz ha collaborato con Garibaldi al ·piano di bat taglia del 1° ottobre ». · S i può quindi ritenere che, se per forr.a maggiore egli non potè essere materialmente a capo della s ua divisione, si trovò J)resente alla battaglia nello s tato maggiore di Garibaldi e che fu a Capua, a Caserta, (i, Napoli, secondochè le circostanze - per le disposizioni che a
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III. - Cosem: 111i11istro. Da una lettera del generaJe Longo (1) al colonnello Saladino in dl\la 4 marzo 1902 si rileva: « L'azione d i Cosenz come minis t ro fu gra ndi,;sima : non di ordinatore d i eserciti nè d i emanatore di circolari e s imili; ma d'uomo attivissimo e fermissimo, tanto che quei 18 o 20 mi la 1.10mini che s tavano .con Garibaldi di tutto mancanti. in· una indic ibile confusione, poterono combattere e vincere for7,e 'maggiori l)rovviste d'artiglieria e cavalleria (e si doveva combattere nel piano fra Capna e Napoli), senza cava lleria e con a rtiglierie di vecchi cannoni di marina, con affust i che solo potevano armare trinceramenti, eccetto pochi pezzi da montagna, mentre le artiglierie da campagna che len ta.mente procedeva.no dall'est re1.na Calabria, la sera del 27 settembre non erano anivate col primo scaglione che a Nocera. Ma più della sua. opera milita.r e, del Cosenz dev'essere ricordata nei casi ·di Napoli del 1860, l'opera sua di ministro politico, di gran patriota. Egli, secondato invero dal generale Giacomo Medici, appoggiò energic}tmen te l'opera del prod ittatore Giorgio Pallavicino, e potette cosi . l'opera di Cavour, auspice il gran re Yittorio E manuele II, venir porta.ta ~ compimento, fatto cioè i l gra.n passo che rese possibile l'unità. d'ìtalia. »
IY. - Coseuz 1101110 1>olitico. Fu clepntato per cinque successive legislature e poscia nominato -senatore del Hegno il 7 novembre 1872. AssidtlO alle sedutl:l, non facondo oratore, i ntervenne con grande autorità e senno nelle più gravi discussioni del bilancio della guerra, del qua le fu spesso relatore, e in tutte le leggi d'indole militare portò il contributo dei suoi alti e severi concetti: « Assiduo fino allo scrupolo, modesto in tutti gli atti s uoi, riverito ed amato dai ( l) Caldo patriola, de,-oto e fedele amico del Cosenz,
ru lerilo il {
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ottobre .. . 3p-
pena uscito dalle galere l>orbo nichP! Per la sua condo tta in quel giorno meritò la -r roce di ull1ciale d i Savob.
colleg hi, posto naturalmente di fuori e al disopra di gualunq ue partito » (1). Fermo nell' iclea che per far g rande l'Italia occorreva far for te l'esercito nazionale, non ri tenne mai convenient.e la distinzione élel nostro assetto militare in offensivo e difensivo finchè la guerra fosse possibile, e nulla concedette mai all'opportunismo parlamentare, mai consenti che s'indebolisse l'es~rcito a ·beneficio d~ll' espans ione milit are coloniale.
IL GENERAJ,~~ E NRICO COSB~Z
VII. -
V. - Reg·olameuti milit ari llel Cosenz. Regolamento di es ercizi per la fanteria. Regolamento di eserci1.i per la cavalleria. Regolamento di servizio interno per la fanteria. Regolamento di servizio interno per la cavalleria. Regolamento di servizio in guerra. Norme generali per l'impiego delle tre armi nel combattimento.
VI. -
Scritti <lèl Cosen:i;.
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Alcune osservazioni s ulla campagna cli Boemia tra P russiani e<l Anglo-Sassoni nel 18G6. - Pirenze, Ed. Botta, 1867.
R ivista rnilita1·e: Note sulla s toria della campagna del 18G6 ; luglio-agosto 1869, maggio-giugno-luglio-agosto 1870. · Note sulla campagna del 1870 ; luglio-agosto 1869, maggio-giugnoluglio-agosto 18'70. Note raccolte durante una rapida escursione in Al~azia e Lo1·en1. nel settembre 18'72 : ì\Teissenbm·g, vVorth, Spicheren, Borny, Mars-laTour; dicembre 18'72, gennaio-f'ebbraio-ma rzo aprile 18'73. Note sulle operazioni militari nel nord della Francia nel 1870-1871 ;dicembre 1874. ~fote sopra alcuni particolari della ba ttaglia di Gravelotte-St. Privat; ottobre-novem bre-dicem.bl'e 1875. Estens ione, dens ità e profondità degli ordini di combattimento; aprile 1876. Cartucce ecf a ttrezzi porta tili da t rincee; maggio 1881. La difesa del ponte della Laguna in Yenezia nel g:iugno-agostò 18!9;. Diari - .Rivista storica del r isorgimento italiano, vol. Il, 'l'orino 1897, Giornale dell'assedi.o di Venezia; Barbarich. 0
(i)
Dalla commemorazio ne fatta dal presiden te del Senato il i8 novembre J.898.
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1745
Intorno alla . battaglia cli Gr11:velotte.
Fra le gran/ii bat taglie combattutesi nella, s econda metà del secolo 'Scorso, quella che maggiormente attfrò l'attenzione s ua e della quale -egli feée un magistrale studio cr itico - vero capolavoro del genere è la battaglia di Gravelotte-St. Priva.t clel 18 agosto 1870. Ci piace riportame qualche brano. « È s peciallnente nell'esa,minare la direzione a.ella g uerra, dei grandi ·capitani che conviene portare quell' ampiez·ta di giudizio me rcè la quale si possono e si debbono mettere a calcolo tutte quelle considerazioni materiali e morali che sono all'altezza delle circostanze, e che possono fare interpretare il loro operato con maggior la rghezza ·di vedute ». All'esame dell'attacco del corpo d'arma.ta della g uardia prussia na contro St. P rivat egli dedica le sue più belle pagine, e scrive : « L'at·tacco isolato e frontale dato dalla guardia prussiana a St. Privat non .armonizza con le direttive date per la battaglia, e mancò di opportunità, mancò di preparazione, m ancò di opJJortLmo spiegamento, fu preci pitato e non contemporaneo, non fu sostenuto da artiglieria, fu intrapreso da troppo lungi, fu poco sviluppato, quindi poco profondo >>. ìlfa egli sa bene che « del senno di poi ne son piene le fosse .» e, non volendosi dar l'aria di Catone, modestamente soggiunge : « Veramente, ,:i, ,cons idera re le cose dopo .avvenute, i.I che è ~oHo ma molto difierente che guardarle nelle circosta nze d1 luogo, d1 tempo e di casi in cui avvennero, pare che va ri error i si sieno commessi nell'ordinai-e l'attacco del corpo dell11, guardia. Sappia mo bene che altro -è giudicare - ammésso pure che si giudichi bene - di fatti ben conosciuti in tutto il loro s viluppo, circostanze e condizioni di entrambe le parti avverse, ed al tro è doversi decidere nel mome nto cleÌl'azione, prontamente, e il più spesso con cri teri molto dubbi sullo :stato delle cose, sui· bisogni imminenti. dei corpi combattent.i a lato, per cui sovente da una cannonata più o meno vivace, da un nembo di polve1·e più o meno denso, dalla ritirata o dall'avanzarsi ·di irnclei di tr uppa, dal tacere dell'.avversa artiglieria, ecc., bisogna ·decidersi a fare o non fare una data operazione. Però se non si osservassero e discmtessero gli avvenimenti militari, ne verrebbe quasi la inutilità della scienza e storia militare. << Percùè uno non abbia fatto neppure la millesima parte di quanto ·operaxono i Prussia.ni nelle guerre del 66 e 70-71, non è ques ta una r ag ione pe1· precluderci di studiare i fatti di g uerra ed esaminarli con tutta la libertà e franchezza possibile. Quelli che differentemente con-
1747
IL GENERALE E NR I CO COSEN Z
IL GE NERALE ENR ICO COSE NZ
eludono, vogliono, ci pare, velare piuttosto la ioro inerzia o il loropoco amore per la scienza della guerra, trincerandosi dietro tali ar-, gomenti, la cui vacuità ce lo di mostrarono gli stessi Prussiani, oggi maestri in cose di guerra. Infatti prima delle guerre del 64 e 66 quell'esercito era fra gli eserciti eùropei quello che aveva fatto meno la g uerra, e nondimeno si era così ben preparatp con lo s t udio, con la discussione, colla critica militare e con le esercitazioni delle grandi manovre, d 1e quando scese in campo agì cos:' sicuramente e cos:l maestrevol men te da fare meravigliare tutti. »
..... Disporre di molte forze e non poterle adoperare, l)erchè spa,rpaglia,te, va,le lo s tesso che non averle. Non è agire da s;i.vio ! Così facemmo noi sempre, in tutte le poche guerre da che siamo costituiti in nazione. ..... I mediocri capitani attribuiscono la perdita della battaglia alla più o meno solidità delle tru ppe, anzichè alla loro incapacità.. Tutti così!. ... ..... Manta di riforme dell'ordinamento dell'esercito. L'ordinamen to dell'es~rcito bisogna toccarlo il meno possibile. Ma ciò che importa è cli provvedere a educarlo sempre meglio assiduamente! ..... Il generale Moltke non è il vincitore delle °Qattaglie, ma è la t es ta che indirizza le armate tedesche in modo da assicurare loro la vittoria. ..... Nell'inseguimento temtce si raccolgono i frutti della \1attaglia guadagnata. ..... L'attacco cli fianco oltre quello frontale è una n ecessità..... L'attacco di fianco quasi sempre riesce ».
1746
VI.JI. -
Dai « Cento temi di tattfoa, ».
Riportiamo qualcuna delle massime principali in essi svol ti : « La guerra è un fatto della più al ta, impor tanza, per chè da essa dipende l'essere o non essere di uno Stato; perciò essa ha bisogno assoluto di una direzione unic:L e un còncorso di forze cospirant i ·allo s tesso scopo e nello stesso tempo: « Se invece, come sempre abbiamo fatto per lo passato, in iziamo allo stesso tempo e miriamo a parecchi obbiettivi da combattere, s1)arpagliamo le nostre forze non solo, ma ognuna di esse agirà secondo un pensiero parziale di chi la dirige. Quindi è molto proba,bile che s i sarà più o meno battuti, uno alla volta. Così avvenn e nel 1848 contro un nemico il quale quantunque scoi,so · per le rivolte di Milano, cli Vienna e per quelle d'Ungheria, nondimeno avendo esso agito con un solo indirizzo alla volta riuscì vittorioso a Milano, a Vienna ed in Ungheria. « ....'. Perchè è sempre la concorrenza delle forze dirette ad uno scopo. nello stesso tempo, la ragione della vittoria in campo e da per tutto. Gli enciclopedici non hanno mai fatto progredire la scienza, perltroppo abbracciare tutte le ::,cienzeJ ! « ..... Nelle guerre nelle quali l'Italia ha voluto fare da sè ci è sempre mancato un genera.le in capo di un qualche valore. » Assa,i interessante la critica che egli fa de.Ila nostra guerra d'Africa. « Sproporzione grandissima di forz e, avvedutezza n emico, sua organizzazione molto migliorata dall'88, obbligano ogni massima pnid_e nza per non compromettere esito finale vigilando per trarre profitto ogni suo errore. » Così t elegrafa.va il Baratieri con giudizio, ma poi agì in senso opposto! attaccando il l\:lenelich ! Il detto schermistico « chi para muore, chi attacca vive» non èapplicabile nella g uerra africa.na; ove il n emico è grandemente s uperiore in forze nè ha buone ar tiglierie. Perciò non sa assalire i campi. t rincerati.
,lii.
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1748
IL GENERALE CONTE GIUSEPPE PI ANELL
IN MEMORI A.
I. I,.idea tli onurare Cul1Li che, per uen :2!.i u11ni, te:n u.<' i.l rnmando del corpo <l'armata cli Verona e dedicò ~utto sò stesso nel l'esercizio delle alte funzioni dell'ufficio suo, profondendo nell'edu cazione delle truppe, nol v igoroso ed esemplare addestramento dei q LLadri, .qLtella .forza, sti.molatricc e suggc.:;.tiYa nell'inflessibile, culto del t1overe, per cui. di venne scuola di elette e rigide virtù m ilita,r i il corpo d 'armata, di Verona e glorioso ed insuperato lraeslro il suo illustre comandante, sorse sponLanea Lra gli ufficiali <lel presidio di Verona, fino dal fobbtàio del 1001. -~ codesta idoa, cui si trattò sùbito eh dar vita con q uolla sern.pli!citù di forme che rivela i 11 sieme, tena1cia e.I i propositi <' <l elica,tezza dai 1,e11timcnli, non mancò l'aiuto della munificenza di . '. J\I. il Re, il concorso di S. E . il :Ministro della, gucm:a, e l'a,ppog,gio, in Larga 111i·sura, degli uflì.ciali degli altri COTpi d'armala, in attività cli ser\"izio ed in congedo che, riconlernli delle passate rel 11:1.ioni d i dipendenza, volloro rendere s ingol are rrjbuto di omaggio a lla, me1noria del generale illustre. « Ho letto, proprio di questi giorni -- scriveva encomiando « la. beill n. ,idea. jl l:e.nente gener ale A.ppcl ius, gii\ ca po cli stato « maggiore del gener ale rianell, al colonnello Lérici, presi« clente del comitato promotore dol r icordo - Hna r accolta, di I « lettere del generale Pianell; e ma i mc ne fu L) itL viva e più
..
Il genernle Conte
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GrusE PPE SALV A'l'OHE PIA NEL L.
(L GENERALE 00-:{T E GIUSEPP E .l:'lANELl,
174\::l
p1·csen te la. forte, l a maschia e veramente m iliLare P?rsonaJiLà. su a. OnJ ·so.rge l 'ictea cli un rieorclo ,t lui. Sotto cuUi i « rapporLi , egl i meric.a d i esse,re ricorda to, ecl i 11. speeial modo « a, Vcrona, ove, per 26 ann i, egli clodicò tutto sè ste&so, con « que JJ.a i-a.r a forza, d'ani:mo, en er,g ia e ,sen so .i nsu perabile del « dovere' che possedeva., all'incremento 1rulita.re, alb istru· « zion.e cd educazione dell'esercito italiano. « Venera-re la sua memo·r i a., vuol dire a.mare l'esercfto e « hi patria, o provare d 10 la ricon.osccìJza pùl,p,.ita 11ei t;Uuri « di chi ebbe la ventura d i conoscerlo; ed. in questo senso, « l 'anima sua e,sultedt nel veder.si r i èorcbto. Jfu u n bello e « nobil.e pensiero il loro, che a me prONtcciò un se11so cli ver a, « con sol azi cne » . E S. E . il tenente generaJ.e (Jttolcn ghi, al]ortt co.rn.a.ndan.te del XII corpo cl'ar.mata, aderiva. ~t codesta. idea. con le seguenti p arolo : « Un ricordo tanto n1er.itato, .il CfLrnle si tratUt ora cli eri« gerc, do vrà a.tte-stare a i present,i ed a i. ven turi, i,l n o&tro c;u lro « per colu i ch e personificò, con tanta fennezz,a cli cara.ttere, « lo migliori virtù :m ili.tari » . Con questi au spi cì ,sorse il r icordo a,l gener ale J?ian.ell.. Esso doveva er.igersi 111 piazza {l'A.nni, in testimonianza, della gratitudine dei J.solclati del passato, in pegno cli quelli. de.L presente e doH' <1,Yv0nire, ·di seguire le lraccc della foni,:,;si 1na scuota; seno11c,J1è il sindaco cli Verona, rammentan.do che il gener·aie P.iancll. ebbe l'onore <lella, cittaclina,n za veronese, in segno cli gratitLldine pel generoso sla.ncio con c ui egl i, a, capo dei suoi solcla,tii, la sovvenne nei trisrti gi.orn i cJell' :inmid,tz,ione clel settembre 1882, ch iese ect ottenne cJie il :ri cordo sorgesse dentro allo m ura cittaièline. · Il ricol'Clo, :in nembro d i Sant'An:1.b rogio Veronese, sormontato dalla Stel l a d'Italia., misura circa 11 rnetTi , e constt1 Lli un obeh seo cli tipo egizio, poggiante sovra 1m plin to qu acl:r.1angolare, con basa.monto e due g radini. Sovra al plin to sp icca un medaglione di br onzo, fll'SO ,dalla regia fonderi,l eh 'l'orino, recante in altori.li.evo l 'effigie del gen.ernle, opera dello scultore Bel1i, p r ofessore a li a U.. Accarde,rn,ia A lbertina. di. '.L'orino. Alla. base deH'opera sono i~1fì.sse quattro targh e cli brorn:o, «
«
175()
IL GENRHAL,E CO~TE GIUSEl;'PE PIANELL
1.L GESERAT,l~ CONTE GIUSEPP]~ PIANELL
1751
« Ho fede che rima,uga imper ituro lo spontaneo ricambic,
con le segnenti 1scùite, che commemoranu )e virtt'1 m il itari ecivili cle,l gcmorale Pianc11 : ·
il ricordo cl.i. carità e di frate.Uanza tra il popolo cli questa città e coloro i qnali, per dovere del loro ufficio, « convivono con e,sso; e come pm-tecipa.n o a.I le su e letizie, .così « non ·si ritraggono quan do· giunge pe,r lui l 'or.a, infelice. Per « ,ciò, queis.ta j1 s,c;rizione è, per me,, ,il segno della unione per« folta eid jn dissolubile tra l 'Esercd,o .e l a Na,,ione » (1) . Il 16 settembre u. s., giorno precedente alla cerimoui a ina.ug 1uale clel ri1cordo ail geueraJ.e Pi1a nell, i.l coformeJJo .cav. Luigi 1:\.madasi, comandatni.e del G5° reggimento fan+rri.a., tenne la confècrenza, ohe segue, sulla. vita mil.i.ta;i:e dell' iJ h 1,stre generale, n ei locali de,J. Circolo 1,:[ilitare di Veron a., alla presenza cl.egli ufficiali dcl presidio, o cli q uelli clelle br1gate « Acq1Li » e « Sic.ili a, », di passaggi o per l a detta. città.
« di' a.ffeW, «
Lato Est (davanti al ricordo):, ,ìL GENERALE
i;lHX l~LL
-
PER 01:NQUF: L 'CJ:STRI -
D.\N'.l.'E IL COH.PO J/.u:t:\:U T A DI VERO NA :\fC)JJ
COMAN-
GLI 1:1,'FI CL\J,I
r.
Lato Sud (sin istro) : · .\. ::\[o N½,\:\iBANO -
lL XXIV GIUC NO '.\ LOCOCL1."VJ. .....:_ COMBATTE'.
CON OXOR}; DELLE ARM I ITAL I .\NE.
LMo Ovest (destro) : P E R GH,\ T J'l.'UDINE DI POPOLO -
CIT'.l'.\DINO V ]{ l10NESE -
IL
xx
P tWCL.\.:\L\.'l'O -
BEXl~M JèlUTO,
SE'l''l'J<'. M.BRE xl.DOOOLXXXn .
IL
Lato Nord : N l~LLA JN0Xl).\.½I0NE -
V.1rnoN.\ -
-
DI
IL
HIFU L SE -
DEI. 8ET TE:\1HRE ?IIDCCCLX:\ X 11
suo
GR.\.NDE ANIJ\rn -
- ·
DJ' CIT'J'ADI NO·
so,:,D.,To.
.
dal colorm elto cm,. Lu101 AMADASJ.
•
Qu.attro cannoni da 12, i n g hi.M, ad av,mcarica, congiunti' da u na. catena f01·m ano ban"'i.er a attorno a.l ricordo marmoreo. Il d isegno ,e pro@etto cli. codb,,to rito1-clo, dal.l e linee, cla..ssi.cho modeste e severe, sono o,p 0rn l odat a del tonenre, Gartano Uva., deUa direzione del genio militare cli Verona. :B'elic0 ed opportuna fu la ·scelta della data po:r la cer.i- · monia, in auglLra.le, dc,l 17 sr.rfornhre, o. s. A venti · anni d·a. qucsta.,-la piena dell'Adige raggilrngeva il suo colmo, per Clli scg11al a.v ansi l e citta.èli ne virtù del gen era.le P ja.nel l, c-0mpag 11e adegu,ate delle mi lil,arj; e nell'anno Sltsse,guente, all a. medesima. dal;i;~, scopriva.si s ul ma,stio di Oaste,lvecchio, l'a11tica rocca degli Scaligeri, la lapido cli bronw ivi mùra,ta in 01mre dell'Ese(rcito ohe, sotto la guida. del genea:aJe J?ianeJ I s'acglLÌstò, n e U'i~1 fìerire di. quella grande calami tà c:iJttadina,, rn.emora.bili t itoli. aHa gratitud ine deHa, cit tà eh Verona. Belle furono le pa.rnle che il generale Pianell pronunziò in quella circostanza ; ed è opportuno rievocacle, oggicl..ì.
.
Discorso pronunciato il i6 settembre i90Z al Circolo Mìlitare di Verona
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:Mi chelangelo volendo personi:fi.care :il «Pensiero» nor1 creò, dal rtia.i:mo un 1joeta, u n a\·l,i sta od un. fi losofo, ma il suo gran genio vi d iede le forme, cl.el g iovano gu.erriern, che trist€ e bello languidamente posa, prosso l a tom:btt, di Lorenzo dei Mechci. Quella gra.nd0, immortalo oper a. che :il mondo· intero amm ira. a P irenze nella nuova sagres tia dolla chiesa, San Lorenzo, è la t raduzione cristiana dcll'a nticf~ a.Hegoria fa. qua.le vu ol e che Minenr:a, la. dea della, saggezza, s.ia usci ta. dal cervèllo cli Giove· con l a ma~o arma.ta, cli spada; l a fronte cinta da. olmo guerriero. Come l'istinto lo disse ai popoli, così il.. genio disse a, Michelangelo che fra tanti gloriosi eroi cJ0l pensjero, che devoti al loro culto ill:ns,t:mno 1m secolo od nn l)aese, 'i.l so]da.to d i l1~tti i secol i, cli tutti i paesi ne è sempre ed ovunque il difonsore, l'apostolo, il rnart.ire. (i} Giorna le l' A,·ena., !.i·lS seucmiJr<l t883
11.
0
257.
1752
I L.GE.s'E RALE CO.NTE G!USEPPE PT AN!!:LI ,
E' nell a ooscienz,~ 1miana che il pens iero abbia bi.sogn o del sostegno della forza. Gl'ispira.ti da.J l. 'ic.lea cristiana, i votati a l. cul w di Dio a.r. rnar,on o la. mano che doveva, proteggere l'opera. del ]oro pe:nsiero. Il cliYino marino di Michelangelo è 'una ri velazione : esso · e.i dice che per v irtù del soldato I'uma.ilità svolge i l suo carn.rnino ascensionale, i nnalzando i grandi monumenti del pen' siero, e dà al solcla,to la più n obile, la. più pura espress ione della civiltà cristiana : i l, sac1·ificio. S-e ,{falla tomba di J,orenzo Je' l\i[ecli-ci muoviamo iu mesco pellegrinaggio a San M:in ia,to, e riverenti c'inohinia.mo innanzi al tumulo che r ~1cchi ude la s·alma del generaJe, Pianell noi vedremo, simili a quelle, h1,mpa{le solitarie e discoste, che n ell'ombra del tempio espa,nclono la. medesima, luce da.van ti a.cl immagin i. sacre, germogliare gli stessi con ceLti, svolgersi le s Les:se a,rmon io che per· l'idealità del solcl..-ttp provammo n el santuario dei nostri cuori dinanz i all' immortale o·p era di }ii-chelangelo. Nel cirni tero di San i\ rin i,ato, in quell'amb ie11te d i mer.norie antiche, di rimpianti · costanti, di Hma-i-ezzo soffo ca.te e d i ten erezze contenute, la tomba del generale I'ian cll ci r ico,rda come lo studio, la meditazione, la virtù, il camtt,ere, il coraggio, l'amor di patria del :.;oldato abbiano redenta. l'Italia, assicurnto ad ossfh lo svolgersi progressivo cleHe, attitudini del suo genio ed a,per ta ampia fede n ell'a,vven.ire o nei. destini. a ou i è serbata. Que:Llil, sa,cra tomba ci dico a.n cora cor.o.e fra le v ici,ss.itu-. clini doloroso della patria nostra I.o spiri.to del soldato abbia. p1ieservato l'anima, l'intelligenza, il cu ore della nostr a naz ione ; come qu esto spirito sia stato il fo.oco che h a temprati g l'Ital iani , b fiamma- celeste cho ha. pu r ificato J.'atmosfcra della vita .morale. Il Pianell a,c-coppia,ndo, i du e estren1-r predi let,ti ,daJ. Byron, la. dolcezza dell'.i:mimo 0 l'energia del ]eone. fu sprone e fascino delle più subi.i mi v irtù m ihtari , <1nello virtù che fanno r iflettere lo storico, med ita,re, il :filosofo. che cHmno ispirazione al poeta, -speran~a ~1,1.J' u.onw cli St.ato·, sicur~za allo famiglie, orgoglio alla, p atria.
Ricordo al generale Conte
G 1us1,;ri>E 8.ALV.A'l'ORE P rANELL.
IL GEXP.R.ALl<:; CON'J 'E Gl USKPPJ~ PillSELL
L
1 iòi:>
Nel rj.anclarn la. vi ta. del Pìanèll noi spaziamo n el per icxlo storjco, jtaJia.no, da cui è ancora Jonb1na l'aurora dell'imparziaJità, della g iust iz ia,; ma che però è il più heUo nonostante gli error i, i lutti che cinsero 'la. fronte d'Itn..li:a eh.ma aureola cli martil'io, maitir io che è esso stesso u n a redenzione. In que,s to periodo, che inonda la mente e l'a;ni mo nostro cli ri cordi e cli affe_U,i, il P j1:rnel1, con l a sua ju flessihiJe figura di l ottatore, gigaJ1t.eggia fra le lJiù aspre difficoltà, e dopo, prove ell olocausti c:rncleli potè col suo fort.iss,irno carattere meri tani il sor.l'.iso deJ.la gloria imperitur a.. L 'opera, magistral e Lei (,:n e di iin 1·egno dell'onorevole De Ocsa.ro ci dà un'idea chÌJara clella situa.zione altamente clnunmat·ica, co:rn:e egli l a, definisce in una lettera a me diretta., in cui. s i trovò il Pianoll; ed il ..\·f arselli nel g ioiello cli letteraturn e cli verità mi Italfoni dei Mezzog_iomo ci d ipinge n1aestrevolmente, l'ambiente che clet,er.minò la conclottF.~ cleil Pianel.l ; ma. è speciaJ1nento n elle leLtere pubbli:cate. dalla vedova, del gl orioso, estinto per onor are la memoria. del compa.gno della sua vi ta., che r ifo'lge s magliante la, purezza a,dama,n tina del car attere del J?janeH. S.e quelle lettere, simili alle pioggie di prima.vern, ch e rin verdiscono pian i.· e clivi, dànno vita ad un 1mpor tante periodo storico, e se 1.n esse son o resi con un profumo di v"irgil:iana poesia. i moment i. dell',e,sisLenza d0l Pia,n elJ , non contengono però tutti. i dOClLmen.t i. rel a.tivi agli. a.vveni m.enti che prepararono il nuovo regno o nei quali il Pianell c.bbc non ult irna paJ:te. Non tarderà, spero, il iernpo· in c ui a nche quei documenti, e specia1monte una rq.mnoria. se.ri tta. cl a.llo stesso gene1·a;Le, sarani10 a conoscenza cli cut ii, ed a.llo.m. il ;:;o le della ver ilit diracland0 l a nebbia i n cui an corn si av,·olge quel periodo d i. vita italì.ana, fa.r~t 111,a.ggiorrnente, rispJ.onder,e, por lo sue ecooJ.se virtù, Ja. pe.rso.na1i tà del Fia.neH, e pi.ù in tonso, più vivo sa.rà per lui l'arn.ore e h t vei1orazione degli Italiani, i quali giustamente apprezzeranno l fb sua natura generosa, i.l . valore, del nob ile, grande sacrificio deJ suo volontario esilio.
1'154.
I L GIJ: SlèHà Ll, CO S 'fl,; GIUSEl:'PJt J! [ANE LL
I L GEXEHALE COSTE GIUSEPPF. P!AN IH,L
,;, ,:, ,:•
In una modesta casetta di' Mom,a 1nba,110 posta presso il ponte sul Mincio leggesi : QU I XEJ', XXIV C::C uGNO MDCCCLXVI MEN'.rrm SI COMB;\:T'J'EVA PER L'I'I'AUA A VILLA.F R:\ 'NC:\., A CusTOZA, suL '.l.'IONJ~, A )foNTE VENTO
rrJ
cm:mnALE
GIUSEPPE SA LVATORE CONTE ]? IANE LL, COM!\ NDAN'l'E LA P OSTO A
n
DIVl'S l'ONE
11':U,IANA
i\fONZ11irn,rno
AD OSSl,RVA.RE VERSO J?ESCJIIEHA CON GE~IALE IXTUIT O MARZIALB
E FELI C}; AUD [ MEN TO TR \ CI':r°'rò H, }frNOIO CON PAH'l'J~ DELLA SUA Tfa'. UJ?PA E R ESPINSE L'AL A DESTJ;1A NEMICA GJ.\ ' SOVEUCHIAXTE SULLA VTA DI VAJ,J, GGIÒ
Quest'.iscrizione non onora sol amente il generale P ianell, ma onora, l 'Italia.
Essa ci dice ehe l'antic::1 intelligenza strategica per la quale l'Italia., come r icorda, il J?errarelli. (l ), p rovvedeva. i migliori generali d 'Europa., cd a causa, della qu a.le Ca.d o V disse ch e u n esercito cloveva avere. 'testa itaiicinci, non ò ancor spenta, e l'azione del P ia.nell a, :Mon zambano ne è un saggio. Tanto più scintillan te è quel r àggio cl'jn telligenza strategica, quando ,si pensi alla séconcla,ria m issione che doveva ,compiere il Pianell, osservare Peschiera, e quando si ricordi110 le crudeli ama rczze da cui era in quei giom.i torturato l' a,nimo suo. Ignoti ed ignobili sobillatori lo perseguita.rono con a troci ca1unnie, eon sangu.inose diffamazion i, e,cl una stampa inqualifica,hile pochi giorn.i. prima che si aprissero le ostilità, pubblicò, a meglio prepa,r,a,re lo .spirito italiano per quella guer ra -d i red enziohe, fal se notizie che d a.vm10 per arrestato il P ianell (! ) Nuova A ntol og ici, fascicolo iG settemb re !.901.
per pretesi a.ccordi col nemico di arrendersi .alla, pr ima circo.stanza c;on la sua d ivisione. (~ueU'a,mbiento d i ril?ugnantc sospcuo che l'attor niava, .quelle ·segrete ambascie stra,ppriJ:ono ~1 l u i, che aveva alto e geloso sentimento d'ollore, gridi cli dolore che il suo cuore .angosciato rende l:011 .sincer a. e commovente eloquenza nella lettera scritta da Crema il :30 maggio all a moglie. « Comprenderai ,che quanèlo si tra.t.ta. di masse, non si de« vono a loro attribuire, coscienza, giudizi ponder at i, cogni« zion ~ reale delle cose, ma passioni cieche, giudizi subita,nei « ed infondati, azioni violente. Comprendera i che si pu ò fin « da ora, essere r,orti che, se. mai gualclle rovescio avvenga) « o qualche momento difficile sorga, qu alu.nque possa ess0.re ·« '1a condotta, dei cap i, ad essi .s 'i mputeran no i risuUati, e pm:« ticolarmen.te e clirettainente, a coloro che furono g ià denun« zia.ti come ca,pa.ci cli traclire, il loro dovere. ·· ··· ·· ··· ·· ······· · ·· ···· · ····· ···· ·· ·· ··· ··· · ·· ··· ··· · ··· ···· · ··· ·· ··· ·· ····· « Oorn.pr.e.n derai che in si ffatta, conclizi one mor ale non vi ò forza di uomo che possa sostenersi e sfidare l.':avvie-nire, senza « a.,·ére t~na cli quelle temp:re fatte per do.m_inare, se:uza. essere « d ota.te cli una su periori tà. d'ingegno, cli dottrina, cli espc« r icnza, da polersi imporre con la. grandezza dei propri con« cet(;i e dello proprie .a½ioni ; ma in vece chi ha proprio tanfo, <-< CJlla.nto ba$Jia p 0r andare confuso c011 la. nied.iocriUt dei più, « devi capire ehe rin:ia:rrà schiaicici ato da.1 peso di. queste così « grnvi diflìcoltà . B ciò ancor a s arebbe poco : ma la fatalità «è .caduta su di u n ll(Hho deil la. m i1~t tempra, del m io carattere, '« del m io sentire. « In me il pensioro solo che uomini a.l mondo J.ubitarono «una volta, un istante solo-, dell'i:nfogrÙà del rnio ·car attere, «deJ:la rettitudine J.e1i miei i nten J.imenti , della probità cleJlc~ « .rn ie aziom, h a d istrutto l a mia esislenza.; sono se1 anni che ·« ho tma vi tft effimera : l'uomo esterno si sforza. di essere pa,r i << agli altri uo:min i, ,cor ea rnostr aJ:s i a. liv-ello della, sua posi« ½Ì on e, sicuro cle,l suo avvenire ; rn:a l'uomo interno ò roso « eontiln1..amente clal più profondo dolore per l'ingiustizia, de] · monèlo. « . .. . . . non .ho liber tà ,cli spirito, nè fov :a, d i azione.
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H, GE::S~:RA LE co::,;TE GlUSEPPE l'L\XELf,
« C011 un ,mimo MÙenl e di veril~t, Lli JcalU1, Lli onestù,, eol euo1·c p ieno di senLimenti genero ·i, con le più elevate a-:pi« razioni, mi Yeggo trascinato a poco a poco a<l una fine. non « Yit111:>erevok in s0 ,.tessa, ma forse tale nel g iu dizio degli « ll!>l 11Ì ll i! « Quando mi sono rroYalo dirimpetfo atl ostacoli graYi, ho « sempre cerraio d i rintracciare la Yeritù, e di scoprire con « tutl(I le forze dell'intelligenza quale fo-s<' la Yin più con« forme• all'onore e fil doYcre, e per qu e::;111 mi .;0110 drciso. « So ho errato, non ne h o c.:olpa ... · « •\. Yrei potuto ta.ccre per non ;tngustiarti con le mie tri« bol1tzioni, m.a Yoglio che Yi sia un essere al mon<lo, ch0 mi « co11osca e nri giudir,hi per quello ch'io sono. «)Ii potranno mancare i lumi, mi potranno mancare ]e « forilc . ma l'c1 n.in10 mio non potrà ma.i .rna:cchiarsi di colpe « Yolg.n·i, <' l'essere C'he lo d<'vi sapere sei t u ... » . All<' torLurc morali si uniYano le sofferenze fisicl1e. « Quando mi veggo, rillo~LO a sofferenze contim1e - seri« \·crn ,,lla rnoglir - quando setùo nurnMl"llli cts..;olutamcnte « le forzo i111lispen::llhili, non pos!;o d1c deplor;U"c la m ia con« diilionc. Jel'i lio dovuto chia,mare il medico ... 11111 sfo in piedi, « laYoro, Yndo aYa11 Li .. . « Vorrei aYere tanto di. forze, che bastassr ti farmi u ccidern « in adempimento <lel mio dovere. « ... <lebbo soffrire, fingere. senza un amico, senza un11 per« sonll di conosccn½,t vicino n me! » . Bel in. altra. letlern. del 4 giugno :,;e rive: « 'J'lltti coloro che mi. circondano. mi dimostrano rispetto « e deferenza : chi sa. poi conw Ja pensino, e quanto loro « piaccia tli essere comandati dèl un generale bisirnttato per « tutta I 1alia in modo così indeccnto! » . Noi la s uu situazione terril.>i lmrnlt' rlifiicilo traevn, [orz,t, oltrechò dalla, sua coscienza. dall ,1 rc1ssegnazionc cristic1na. « Il nostro Di,ino Redentore fu cftlunnfol o. insnlLMo. bef« fo,1·o·i.ato g iu<licaLo con cieco· furol'e da u11 JJopolo stollo ed ~t, ' « insè\110, e poi confilLò in croco ! Ed io, misero, Yonei sottrarmi « alln mia sorte ? Sia fatta q11indi b iliYi11a Yolonfa ! àndrò, « dunque, anmti ::empre con rassegnazioue ... » .
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IL GENERALE CO)l'l'E GIUSEPPE PIANELL
175T
}fo., sci·jve il F erra.relli, la dea, Nemesi , severa., g iusta., è la vera musa <lolla storia. Pianell morit.aYa cli essere glorificato nella, guerra del 186G, e l o fu. Dalla, fone tempra del suo carattere, e da,l suo gemo strategico seppe trarre au,c:la.ce energia o folico ispirazione per sorreggere a. }.fonzao:nbano, ·con div-i na.t rice iniziat iva e g1·ande Yalore, l o sorti dell'esercito e dell'Italia. ~on mancan o nella storia militare di tutti gli esorciti splendidi esemp'i. di ardite :inizi at.ive, di eleva.ti sen timenti di responsabilità. Nella recente guerrn anglo-boora~ che, anche n ell a su·a. agonia, ha dato fremiti di indomita :fierezza, noi tu tti a,mmirammo il generalo inglese White che dopo ]a. sconfitta subita a Lomban l,s-Kop telegra.fò al su o govern o : « I o ,s tesso a.Yevo stabilito il piano che finì col presente cli« sasrro. Io solo ne sono il rcspon sa.b ile. Nessun .biasimo può « colpire Je truppe, l e quali si condussero spleindidamente, pur « trovando insosten ibiìe la posizione» . Questo telegramma, come ossc1·va,i n el m io, opuscolo La, clisciplina, deUe intelligenze sul ca..nipo di ba,tta,gl'ia,, onora n on mono l'esemplare ca,r attere del generale, quanto la nazione che con. la sua superiori tà morafo sa, ~e.nera.re ne' suoi figli tale mirnbi1e ,sentimento cl i responsa.b ilit.\. Ben diverse er ano le condizioni nostre nel 1866. Se l'azione <li Monza.m bano non fosse s ta.ta coron a.ta da.l s.uccesso, quE1l e fine spetta,Vit al geuc-rale I>ia.nell, vilmento calunniato e sospeUato cl i t radimento? Forse la fucilazione, certo il vituperio·! E' perciò che la sua. provYidenziale iniziativa assorge al sacro olocausto della vita, e, più della Yita,, dell'onore ed acquista. un vaJore oho non ha. ra,ffron.to nella, storia militare. Per lui quindi la, nostra ammirazione si eleva oltre ogni cori fine . Il s1matore Ulderico L evi, ,che nel 186G fa brilla.nte, valoroso ufficiale del 1° squadrone del roggimento Guido, il quale insieme a.l 2° squadrone dello stesso reggimen to, costituì l a sola ca,v aHeri a ag li ordi ni del Pianell fino a tutto il 25 g iu0 1-
A NNO XL\'11,
1758
IL GENERALE CON'l'E GIUSEPl'E PIANELL
IL GENERALI<:: CON'.l'E GIUSEPPE PL\ NEL L
gno, nel su.o diario fedele ed interessançe di quei giorni, d iario tuttora inedi to, ma che, associandomi al desiderio già espresso dall'onorevole De Ce.sa.re, -spero venga presto pubblicato, ci ritrae il generale Pia,nell. quando serio, taciturno, · infaticabile, provvei'clendo a tutto ed a tutti dando ordin i, ~ -LLOv,e per . · l\fonzambano alla. testa della sua co-lonna. Cmnmovente è l 'incontro sulla strada di Monzam bano del Pianell col genera.l e, Cerale, che ferito si. solleva, dal carro ove era traspor tato :pe.r salutm:e il Pianell co.:t grido : « Viva « il Re! » . Splendido è i l Pianell sul suo beil ca.val~lo sa.uro, quando giunto . al ponte di Monubmban.o sorve,gfot egli stesso, con quclla calma. che è la, virtù dei forGi; i l. passaggio dell~ cava-ller.ia, ed ordù1.a al 1 ° squa,d:rnne Guide cli carica,re il nemico per impedirgli d'impadronirsi d.el ponte, ecl egli impassibile · attende sotto il gr,a ndina,r e de,i. proiettili l'arrivo del rostb della, s ua. colonn a. Eroico è il'Piane.n, che f1JSsanclo la morte come l'·a,quril-a fu'3sa il sole, irnperten:ito rimane bersaglio del nemico ed ordina a.l 5° reggimento fanteria, comandato daJ. 001lonnello P.atc;,i, cli passare ra.pidamente il ponte con in testa la handier~ spiegata, mirabilB rievocazione dei. crociati lomba.r-di. Sempre sotto gli oochi dBl Piano.li. muove -a ri:o.ca,lzo del 5° fanteria, il colonneillo Carchi-dio- col suo 32° reggimento a cui avevi:b fatt.o. deporre gli zaini; l'a.r tiglieria apre il fuoco, · la cava.Jlel'ia, ritorna a caricare e si svolge quell'avve.n.turato episod.io, a tutti noto, che valse in quella disg:rn.zia.tissima giornata, sf.rondab:.ice e chstruggitrice cli ta.nte r i.p,utazion i, . ., ad el.eyaJ:e, repe.nte e splendid_a., l a fama. del Piao.1ell e che gli pose sul petto la eroe.e cli Gran.d'Ufficiale dell'Ordine Milita,re di Savoia. E pensa:t'e che l'aspide dell'invidia fu tanto baldanzoso ed ignorante da incolpa.r e il Pi:a,n ell d'indisciplina., perchè con pa,r te della -su!a divisionè era ac-corso al cannone, invece di meccanicamente attene-r si aU' o-rdine ricev1.lto cli osservai-e Peschiera! « :Bene ;;:;ta, scrive il Lampe-.rtico, .che sul ponte di M:onzam« bano l'a.ffètto della vedova abbia posto un.a, la,pide d ina,n zi « a. cui la nazione si inchina con a,n imo r.ive,r ente ».
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« Il 24 giugno u n. uomo d'ono,r e, non poteva fare diversamente da quello c-he feci, -s crivev:a il generale a.I'la contessa « su a moglie, foci il mio dovere, ma ho fatto forse meglio 0 « più 11ei giorni seguenti» . E davvero l'intelligenza,, l'energia, l'operosità del Pia.nell furono posto a ben. difficile prova quando esausto di forze clovè il 25 giugno a,ssumere il comando del I° corpo d'armata, coniando che coperto da,i. lutti cli una disfatia pareva retaggio d'immcnsi dolori, più che pegno d i ridenti spera;i120. MEt quell'uomo eccez.ionaJ.e, nato per dominare ecl imporre, seppe in poco tempo riordinare quel corpo, d'arma.ta.: eleva:·ne lo spirito e r.ende-r.lo fidu cioso e· forte per a.ffrontar~ 11 nemico: Questa forza dominatrice egli Ja. tmev.a dalla -sicurezza d.1 se stesso-. Alle acerbe calunnie che ìo colpirono fece eoo, è vero, l a trislezza dello spirito -s uo; ma f,Ll la t-ristezza del leone, fu quell'ombra. -che talvolta, si aclckn sEi nei cuori nati alle grandi op-e're e da, wi presto brilla la. l uce. Egli, sent endo _l' anehto cle,l propri.o ,cuore, esplor.a.ndo la propria coscienza, non clisverò m.ai d,i sè, e col SL~o c~ra.ttere cl' azion e e tenace seppe ripor tare la p:iù bella v1ttona dell 'uomo, l a, v ittoria della volontà. Il mattino del 25 g iugno ebbe un. istante di sgomento mortale; come egli sc,r ive, qua,ndo-clall' a.lto di Vol t,a vide tntt.e le straclo completa.mente ingombre con carriaggi d'og11i genere e scorse 1'imp0rssibilità di nmovea:e le ,ai:tiglierie, ma, seppe vincer-e se stesso. Ordinò che fosse immecliatarnente sgombrata la st:rada :fino al Borghertto per il passaggio dell'arl; iglieria, facendo, gettare i. e.ani cl.elle sussistenze nei fossati laterali, e poche oro dopo le posizioni erano prese, 1.e trnppe a posto, il peri.colo scongi.m,ato. M:a quelle posizioni d i Vol ta ch'egli &i senti va cli difendere con tro forze De.miche anche doppie, dovè po_co dopo- abbandonar1e per ordini superiori.
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IL GENERALE CONTE GIUSEPPE P ÌANELL
IL GENERALE CONTE GIUSEPPE PlANEL L
Al pensiero di rubbandonare la Prussia alleata per avere po·i il Veneto •come premio della manoab fede, si ribeHa l'onesta anima del Pia.nelJ., il qua.le scrive : « Io non posso che consiglia.re di salvare l'onore innanzi « tutto e ad ogni ,costo, e perciò agire di concerto · con la « Pru.ssia ; noi non possiamo avvantaggiarci delle sue vittorie « e pianta.rla. lì.)) . Ed in altro giorno soggiunge : « E i patti con la Prussia? « e l'onore? Lascia.re che 140,000 A.ustriaci daH'I,ta.lia, va« daJ.10 a piombare sui :Prussiani, sui nostri a.llea;t i, delle « cui vittorie noi raccoglieremo il frut.to? Ce la insimumo, ce « la impongono, ce la. suggeriscono quesl;a, pace ; ma. no, pace « o guerra per entrambi» . Come lampeggia. in queste lettere la. sua indole schietta e sever a d'uomo d'onore, che non sa. rassegnarsi all'idea di una pace ingimiosa., che anela di morire sul campo di ba,ttaglia e di suggellare .col sangùe l'tmità italia.ri.a ! Il Pianell ass LLnse cava.llerescamentc la difosa. cli La Mar. mora, e prevedeva che il paese, dimenticando, in un giorno gli. eminenti servigi da lui resi. per tanti anni, lo avrebbe attaccato con furore, e scrive; « Nessuno può riuscire sempre « e bene». Le pi-ove, più lusinghiere di de.ferenza che r iceveva. il Pi.aneU non lo fecero uscire dal riserbo che si era .imposto, perchè ocliava di mette1:si innanzi e di sembrnre di voler fare d,a sapiente o da indagatore, e gli. fao<,w:a ribrezzo che si potesse attribuirgih altro senbifillent-0 se non quello, clif;intcre.ss,atissi.mo di amore cleJ. bene comune. Sua gi:a.n de e giusta soddisfazione era il vedere che le truppe. a' stLOÌ orclini, ·sentendosi governate, e,ra.no contente. · T ale sodclisfazione proveniva dalla sicura coscienza di fwere in Ì iochi gior.ni, coÙa sua. tena.ce volontà e ferrea. energia, reso disciplina.to e forte il suo corpo d'armata. E,cl era l'uonio che parlando ml g iorno delle difficoltà della go.erra col generale De ;Benedri.ctis, pa(lre dEill'illustre generai.e che col ca;l"attere, con l'ingegno, co1 valore ha onor ato le armi jtaliane e che fortuna.tamenfo tut.tora vive a, Firenze"i:n meritato riposo, disse: « Un reggimento lo comando bene, ma « quanto· al resto nulla potrei gar.antire » .
Gl~e~e sa.nguinava il cuore. « Non saprò mai dirti, scrive « d~ Pieve. ~elmo~~' con qu.aJe ,pena abbandonai VoH,a dopo « gh sforzi ma.u:d1t1 che feci per riorga.nizzar110 la, difesa! .». Da.! la stessa lett,era in ,c ui scrive che « l'opemzione cliffic.ile « d1 abba.ndonare una posizione innanzi al nemico. fu con « ~otta a termi.ne col mas:simo 01~cline, .silenzio e regola,rità », spira., come da un fio.i-e il p.rofumo, la squisitezza della sua ani~a gei~ti~e, so~vemente affettuosa., come è sempre quella degh uomini forti. « Mentre uno spetta.colo orribile, · scrive « all'amatissima sua conso,rte, ·Si presentava a,gh occhi miei, « e 1~ morte mi svolazza,ya d'intorno, da.Ha, tua penna sca« tunva.no spontanei. i sentir.nenti buoni e nobili. dell'anima «•tua! e così oggi ho a,vuto le 1ag,rime agli occhi e la tenerezza « nel cuore, in que.sto cuore che mi par,e va fosse, o·ià divenuto « di bronzo, vedendo con indifferenza spira-re glt uomini fra « to1'.menti strazianti, o spirare per la fatica e la fame» . Così sentivaJ10 qrn~gli uomini destinati ad affrontare sul campo i nemici della patria.. . Scorrendo le pagine del dia,rio del senatore Lev.i, pagine vibranti di since1jtà giovanile ,e dì sobrietà manzoniana, traspa.r o ,come gra<latame,n:te accresceva intorno fd Pianell la fiducia. dell'esercito e come si concentra.va, in lui. la speranzà di b1tti di riiarsi del 24 giugno. Ed alla rivincita dell'esercito italiar10 era. rivolta, l'anima del P ia,nell. « Tutto si accomoderà certamente, seri veva il . 27 giugno. « Il danno fo1almenta si riduce a poche divisioni scomposte « che si ricomporranno subito. Speriamo che la lezione ci « torni a profitto » . Era impa,ziente d'avanza.re, fremeva. all'klea di. rima.nere inoperoso mentre Cialdini opera.va. Era la, gr:a.n voce, della c-0scienza d'Italia che si ripercuoteva nell'anima sua., la quale mossa da.1 sentimento d.ell'onore e da.ll.'ideale per l'indipendenza trovava in quella guerl'.a sorgente cl.'ino:ffabile, jnfinito pia,cere. Mentre da questa speranza ritraevft quella, soavità c.l1e lo compensav.a di tanti dolori, sopraggiunse la notizia che l'Austria aveva ceduto il Venefo .alla F rancia.
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IL GENERALE CONTE GIUSEPPE PIANJ<:LL
IL GENERALE COXTE GIUSEPPE l'IANELL
Egh _po~ depl~rnva sopra.tutto che il linguaggio intemper ato de1 g10rnah, col proc]amare asini tutti i aenerali minasse, '1a. disciphna dell'esercito, rendesse ùnpo:Sibile J.~, riscossa, a cui era diretto ogni sforzo. Ben .a~tro, co:t~tegn~ ~':eva assunto verso di lui la stampa : da,l crucifige deUa vig1ha. e ra passata aH'qscinna.; ma. il J?i,ane]~ ?ohil.mente sdegrJ:a.va quella femminea volubilità, quegli a~:1c1 della, venl,ura. che ora inneggiavano al solda.to 0o·ià tanto :v1lipeso. · « Le lodi di Napoli_mi addoforan.o, scrive. alla rn.oglie, c'è « un volgo che preferisco a,vere n emico, anzichè amico» . . La no?ile sua anima disprezzava gli a:mmira.tori. di un g10rno, rweroava gl,i aooci per la viiit. Qu&>to, soldato, che h a un entusiasmo per ogni o·mil1:de.z,:a u~ _sorriiso per ogni gentileczza .umana, sentì alt:am:nte l'ami~ ClZ)~,' pe,r cl_ 1i Ve,r amente me,rita;v:a questo sacro nome,, ed è perc1? _che l·a:co~:~ò a pochissimi . « Credo a.i m iei pochissimi « am: c1, ed a: miei antichi ed oscuri d ipenden ti, che sono sta.ti « sp~ttatori .~.elle a.zi.oni della mia vita~ ~cl hanno di,sprezzato « gh a,tta0ch1 contro di me. Codesti gene1·osi non li climenti« cherò ma.i » Quale soave ·profumo cl'a,miciz:ia e.bbe per .il o·e-ne,rale. Giacorn.o Lo~1go, l'amico fedele clìe seppe .comprend~re il sno, carattere, 11 -suo cuore! .Al venerato generale, Longo, all'eroe che con calma stoica e co1t_f~~e inconcussa nell'a,s tro Sabaudo soffrì per 12 anni 1~ ?rr1b1h pene delle galere borboniche, e pe:r 'i l quale il rnar:t.mo _non eb'~ irnport~nza. pe,r se stesso, ma. per il prern.editato, rnunolars1 ,ad e&so pel tr:i.onfo d'un altro idea.le ofono-a ·t .. . ' ::, ::,< gnul1 o 11 n ve,rent.e saluto, l' a.ugurio sincero de,11' anima d i chi. ha il culto delle memm"ie sa.ere, cli chi sente venerazione per coloro che largamente contribuirono alla nostra r edenzione.
Con pari concetto religioso il Pia,n elJ a ttribuiva. a.Ua Divina Provvidenza il conforto che dopo tanti acerbi dolori sollevava H suo cuore e quello, dei suoi cari, e la Provvidenza egli ringraziav.;1 .con l'elevato sentimento cli rei igionc che, non consisteva. nella forma, esteriore, ma che viveva nel santuario clell'aJ.limft sua, che si manifesta:v-a con l a virtù cl.ei suoi costumi. lfaggiori soddisfazioni non tardarono a circondare questa gramlc figtrra di. solda.to c. di cittadino, e prima d'ogni ftltra flr'la, ·destinaz ione al çomando del dipartimemo di Verona che egli il 21 ottobre 1866 partecipò al.la moglie con un a lettera da, ~ui tr aspare Ja sua. contentez,,a per cruel comando distintissimo, importantissimo, vastissimo, i.n1;idfo.tissi.1110 che molto l usingavti il suo amor proprio. Se il 24 giugno, e più ancora, nei g iorni che segtùrono, il P ianeil dimostrò le p iù eminenti qualità di 'cond,ottiero, frutto dei perseveranti -s tndi con i quali edu cò la sua intelligenza strategica., vivendo spiri tualm ente tra i graJ1:di maest,ri di guerra; noi 25 anni che fo Yigile sentinella, a, Verona si rivelò il miglior educa tore cli milizia cli quest'ultimo mez7,o se.colo, come scrisse l'onorevole De Cesare. Io non dirò della vita,laborfosa, del Pia,n ell a Verona, neJ.J a città cbe egli ianto a.mò, che d ivenne quasi la sua- patr.ia adottiiva, da. cui ebbe Jc maggiori consiodcrazioni, che gli creò u na. :Specie, di 1·oycmté morale che fu la consola.zione dei suoi ultimi an11i. Al g01nernle Pò.aneJ.l, :.:~ questo nobile,, ,splendido ese-rnpio pe,r tutti di sublimi virtù, io reco il riverente omaggio di riconoscenza della. ge,neraziono, cho entrando nella vita. presente ebbe per primo lezioni le opere sue e clhe ha. sco]pHo nel. cuore 1.a .su.a. santa memoria.. Dopo la campagna. del 1866, ove si ebbero eroici episodi commisti a deplorevoli inaUività., il P ianeJl fu auda,ce, ma fortuna.to, e benemerito araldo· cli quel maggior 1ncremento nell'esercito all' istn1zione deUa mente, all' educazione negli anim i, che gradatamente ci portò agli attuali nostri regoLamenti, dai quali esa'l,a un profumo di v·irtù militari ehe con:f.o1ita. €id a nima. E così doveva. essere in uno spirito come quelJo del P ianell an-elan.te ai ,s ereni orizzonti, alle suipn ~rne al1ezze deil.la Patria.
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Bossuet col suo sguardo· cl'.aquìla, conside,ranclo l'universo e ·guardando la storia. diceva.: « Les ncl'tions s'agitent, rnais «
Dieu les nièhe
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.. ,.. LT,,;1~1<;1,ALE OONTE GIUSEPPE PIANELL
Il PianeU coll. la sua forza intellettiva comprese che un eser cito risente sempre, più o meno, del maJ.e dell'epoca su.a, e dopo, il 1866, la solerte opera, di lui ,fu diretta ad impedire che nell'esercito si propagassero le recrimina.zi:oni retrospett.ive · e dilani.a.tr.ici ed i calcoli egois·tici che seguirono quella guerra. Volle ohe fosse con:servata elevata la fede nella grandezza. della forza morale dell'esercito mediante una forte di,sciplina che fosse non mezzo cli dominazione, ma mezzo di educàzione : la sant.a disciplina, basata. sul cuore umano. · P erciò la saluta-re azione educatrice del Pianerl si rna.nifestò con u'n a d.i'sciplina costa.ntemente all'aJ.tBzza. dell'istruzione tendente ad impedire cho si atrofizzassero le co:rcle così. armonioso del soldato italiano. Egli. fo rigoroso, ma giusto, perchè nessuno meglio di lui comprendeva -come l'ingiustizia, offendendo dei preziosi interassi, degli amor proprii rispetta.bili, formi quei muti dolori che riel si-lenzio della rassegnazione, producono l'indifferenza, e lo scoraggia.mento e preparano il terreno aU'i.ndisciplina. Sublime nell'arte cli conoscere il cu9re 1.unano, egli coltivò lo spirito di corpo come si coltiva nn fiore, generando in tal modo quel fuoco sacro che è la solida base dell'ordine e della disciplina, e che è jgnorato da coloro che confondono· lo spirito cl' indipendenza con la dignità del carattere. La dignità del ca.r attere consiste assai più nel comanda,r e a -se stessi che nel fare obbedire gli altri, men.tre lo spirito d'indipendenza sopporta con pena ogni vincolo, specialmente quello del dovere. Fu detto che H Pianell feèe del soldato un c1,utomaj no, egli volle l'ord~ne; e furono· gli ordina:t:i •reggimenti cleit stw corpo d'a,r.rnata che sembra-rono al volgo ignorante tante macchine, perohè per l'ignora,n;te tutto qucUo che si vota aH'obbeclienza, alla abnegazione, al ,sa,c rifkio ò una ma,ochina. Se gli auti-militaristi ed i tribuni del -cia,1fatailismo filantropico dicendo che, il :Piane,11 vol:eva il soJda.to antonia, credettero, di dare a questa parola l'idea dell'inerzia individuale, a loro risponde pei' tutti l a nobile città di Verona., fra. lo cui IDlll'.a vigoreggiano ancor a le antiche virtù, e ,che ha uomin:i o 'fatti che onorano uri. secolo.
IL GENERALE CONTE GIUSEPPE PIANELL
1765
Verona, prima di gettare con ciclopico a,rclimento contro le ire clell' A.dige le attuali nrnra protettrici, vide animosi ed ·imperterriti i soldati. educati cbl Pianell sfida.re, in nobilè gara, la morte pe:r stra,ppare le vittime ai vortici clell'impe·tuosa~ irresistihile :6.u,ma.:t1:a che nel settembre 1882 tutto a,bba.ttè e travolse per le vie della città.. . .In quelle ore, assai più tristi_ di quelle del ca.rapo di ba,ttaglia,, unanime fu il grido d'entusiasmo che sa,lu.fò il santo eroismo. In quel grido v'era l'accento a-ppassionato della. madre_ che stringev:a al cuore il figlio ridatole daJ. valore del soldato, v'-era, il pensiero e la gioia dell'ita-lia.no, che da quel va.lore traeva sicuro auspicio per l'avvenire deB:a Patria. Vic-ino a quei giovani soldati. e;ro,i la fronte del Pianell s i ·inchinava, :il suo -cume.gioiva. A.LL'ESERCI'l'O
ONORB E SPERANZA
D' ITALIA
NELLA TERRJBILE PIENA D'ADIGE DA XVI A XX SE'l''l'EMBRE
MDCCCLXXXII
CO~ ENTUSIASMO -D'Al!'PJ<':'J.'T O 1
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SALVO' EROl:CAMEN'l'J<s VERONA
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DA PIU' GRANDE SVEN'l'UHA . ·
Così Verona ewmò la SUfL riconoscenza nella hèpide che spicca sul mastio di Oastelvecchio, e volle il generaJ.e Pianell suo citta,clino onorario·. , E S. 1L Umberto I , che era, acco1'">Ò· sul hlog,o della. :sventura., telegr·a;fò da Mor~uL al genera.le, Pianell : « Liet issimo delle affettuose dimostra0ioni fa.Ue all'èse11cito « ed a, lei, earo generale, ,che, come sempre, seppe in quelle « dolorose circostanze infonde re i:n, così alto, grado le doti che « meglio contribuiscono a. far meri:ta,1·e all'eser cito l'estima-<, zione e la. riconosce-n za del .paese, la, prego a, voler ·esser~ in« terprete dei miei, sentimenti cli. vivissima riconos'c.enùi. verso « la deputaziO'Jle, esprimendole, i mri.gliori voti che faccio per « codesta città ,e,olpiita da così grave disastro,».
IJ, GENER ALE CONTE GIUSEPPE PIANEL·1, 1766 Con ragione . il prorfessore Gaa:b ini espimenclo al generale Pia.nell l a, gratitudine del popolo veronese, disse, : , « L'eser cito ci ha salvati ,da un disastro, ohe pao:eva dovesse « ·e,:,sere sen za. limiti, l 'esercito ci custodi•sco il vessillo della « libe.rtà,; nessl\n voto potrà quindi essetr più cara e sacro ai « Veron esi di quello ehe si compen dia jn queste pa.rnlo : Viva « l'esercito nazionale! » . Filosofi. e sapienti, antirnilitarìst:.i e 1ribu11i, salutato .il soldato che il cuore del generale Pianel I educ-~-va., · che l a, sua mente dirigeva., e ch'egli era, orgoglioso di far vedere a.gli ami·ci ed ai nemici del la Patria !
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Il più gra,nde poeta inglese, Byron, a:veva l'a.bitlldine,. ·per motteJ:sr in vena, di a,p rire un l i.bro quaJ.un,que,, il primo che gli capitava sotto man.o. ,Qualche e-osa cli simile avveniva al Pia.nell i..l qua.lo 11011 • sa;peva v.ivere ,s enza libri. , , . « Ti raccomando i miei libri,· - sc1iveva. ailla moglie « mi sono pxoprio necessa,ri; riporta.n.l i la Bibbia, Dan te, ecc. ». Talora òrobre cli malinconia turba.rono il suo spirito, m a la sua. grandiosa na,tura che lo r ichiamava ai grandiosi pensieri, t,rovava conforto in Dani·e, e studiando la, Dì-d:nci Com,meclia sentì solleva.re lo spirito da quelle visioni p rofonde. E con Dante predilegeva Virgilio, e Sakespea,re che volenti,e.1i leggeva ad aJ.La voce commovenélo gli ud:itori, mentre aitre vol te prornoveva. la pi.ù schietta ilari tà leggend o viva,ci · corome<:lie francesi, o le 'Satire del O.in sti ed i. sonetti dia.lottali del Belli. . A Sennione sul Gard~t recitò i versi di Cat ullo. Quest'uomo, ·vero tipo d'ateniese anti.co, innamorato della idea genia.le, sensibilissimo ad ogni finezza intellettuale e pronto a.Ua lotta, ringr aziava. Iddi.o, perchè, diceva, n on aveva fatto di lui lin uomo d'ingegno, ma gli aveva dato un po' di giudizio; e di'sse un giorno al F errarelli, d istinto, valoroso ufficiale ed egr egio scrittore (li cose milit.a.ri, che pel soldato la vera pe1J1na è la ·Spada..
IL GENERALE CONTE GIUSEPPE l'lAN,ll: L L
1767
I ntanto egli nei momenti difficili della sua esistenza, s1 nconcihava con la speranza, con la vita. scrivendo aJ.la amata sposa~ a.lla ,conforta,tric-0 de' snoi dolori, alla fonte pietosa che con le lacri me temprò in lui le ire del mondo ; e con quelle lettere famigliari, amorevolme,nte r iunite, ed ora fortunatamente pubblica.te, egli, inoonsa,pevol:rnente,, diede al1'Jtalia un libro potente, la, cu i forza suggestiva, non potrà essere senza benefici 1-isultati. Quanto si a.p prende da quello lettor e, le qua.li, fra l'eco a.ngoscioso del tempo che fri esse si riper cuote, rivelano il suo forte cara.ttere, la sua, virtù d'uomo, l'indole sua. schietta e severa! « Leggendo.le, tutti gli Italiani, - ,s eri ve il Forra.ralli « vcdra;nno, colla ùcibita, precisione, cbe cosa, è un galantuomo,; « parecchi letterati osserveta;nno,, non senza, u tilità, come si « -scrive, quando si pensi a, ciò che si deve sc1iverc, anzichè « aH'applause> clel lettore ; i politici e gli storici vedranno « guanto si debbano ricercare e ri'Spettare i fatti, che, sono il « fonda.mento della. polritica sana, deilla. poJitica vera ; tut,ti gli « lufì.ci,ali vcdram10 le virlù milita,ri, ricordate, non cou g1'a« ciale e pedantc,sco dommàtismo, ma .con l a ~1aturalezza « p ropria. cli chi le .ha cap·ite dil.J.'adolescenza. e :tJraticf~te in · « tutta l a ;vita» . In questJ libro di memorie vissute e soffe1·te, il 1?ia.nell appare scrutatore. profondo, moralista, austero, filO'Sofo -sa,piente. In lui evv.i il mìrnbifo equilibrio della mente, e dell'animo, equilibrio che lo . r ene.le, a,ncho n ej mon:ienti più difficili, padrone, domina,t ore in.flessibiJe 'della sua esisfonzft, che g li fa t.rova,re la' forza nella calma., la meri ta.ta. grandezza. nella. sua coscienza . Questo so)d,ato·, -c'h e, ,per il _sokla.to viveva, e che, l a vita militare assorbiva, n on era invasato, da esclusivismi di cirsta. La sua natura. ricçhissima, vagheggiava <:on larghezza cl'1tlee ùn completo rinnovamento della vita nazionale,. Nella lettera .scritta, da Torino il 27 ·se~terobre 1865 dopo essere stafo a Milano ed aver visit.a.ta l a, GaJle,r ia allora: in costruzione, si. rivela. tino spirito moderno. I nneggia a11'j1liziativa che deve produrre la 1isurrezione economica del nostro
1768
1769
IL OE)<ER ALE CONTE GIUSEPPE l>I ANIJ:LL
IL GE );ERALE CO~ TE GIUSEPPE PIANELL
pMse, dice che gl'Italiani don-ebbero emanciparsi dal capitale ~traniero e pers ua_dersi che « oiò cl1e glTnglcsi. ccl i Fran« cast vengono a fare in cn sa nostra lo potrem rno fa.re noi « stoosi impiegando i ca,pita,li nostri, i quali stanno nasco,;li « e languiscono per l'ignoranza e l'inerzia generale e per man« oanza di fede» . Xel raggiungimento del benessere delle popolazioni faceva consistere il principal~ doYcre del Gornrno, e mentre riconosceva clte non si potrà mai clistn1g.gere una minoranza torbida cd 0,ma.nte di novità, riteneva che per impedirlo di nuocere era inclispcnsa1bile al Governo acquistare raffetto della gra.nde maggioranza, camminare col mondo perchè non ò possibile restare eternamente sLa7.ionaJ:i. « Bisoana dare un leo « gittimo sfogo alle forze vitali della società, sotto pen a ohi) « reagiscano occultamente e finahneinte st,raripino » . E' l'a.ura dei tempi che aleggia intorno a questo illuminato conservatore, che nel breve ,periodo chr fu depulato di ~apoli appa,rtonne alla d~tr a. modera.La,. ?ifa la vita, politica non era per lui . Lasciò perciò quell'arringo per concentrare tutta la sua attività nell'esercito, rinsa.ldarne la compagine, elevarne la educazione e l'istrnzione, compierne, l'affra.lellamenro col popolo. E come egli Yi 5ia riuscito lo scri,·e con mirabili paÌ·olc il generale Corsi, che fu suo intelligente ccl a[ezionaco coadiuvn.tore. « Nes'Suno dei nost.ri capi . militari scriYe il Corsi - fu « più avveduto, più operoso e più autorevole di lui; nessuno « neppuro fuoli d'Ita.lia, oso dirlo, ebbe maggior cura. della « educazione tecnica e morale delle truppe, nò più forte il « culto del dowire, dell'ordine e della. disciplina. s.pinto, potrei « quasi dire all'eccesso, ottima guarentigia di felici successi « per lo scopo della milizia regolare. Il suo corpo (l'armala « era tenuto in concetto cli scuola e modello: e non sola men le « per le cose di pura forma. Vi si senti va lUl, gagliardo spirito « animatore, che con Yigore istintivo e con profonda conYin« ziono contrastava del pari alle innovnzioni pe1turbatrici ed « agl i adagiamenti snerva.nti, modera·tore delle febbrilii:à gio-
Yanili, aYYe1·so, irosameme av,·erso agli scetticismi, nemico alle senili a,pa,tio » . Queste pa.role dell'illustre generale Corsi ci dimos·tranò c-0111e il Pianell abbia a,ltameute operato per dare all'arto della guerra quel la potenza intellettfra, che presso di noi era smar ri'ta, fra. hmgLtori ata.vici, e come sia ci.a lui cleriva;to tuLto lo s1Jirito che, informa i nostr i attuali regol amenti. Da, chi, se non da lui, ripete le origini quel riconoscimento della, nostra taltica formale che ci ha portati ai metodi presenti della, condotta delle trnppe i ll guen:a? ·Chi più cli lui con J.'esempio insuperato, con la, parola. dell'insegnamento, con la cura amorosa ha eleYato a Yero p1incipio di guerra, quello spirito di rnsponsal>ilità basè del conH~11.do odiorno, e eh.e mentre è quasi fo nte cli vqluttà pci caratteri forti, è •schia,cciante, pei cloboli, nei qua-li. }Jaralizza qualunque azione vigoro::;a? E le fortificazioni di Verona, di t.utto il Veneto, 11011 sono forse 0hian1 testimonianza. della. perenne cura del solda.to e de]l 'ii ali ano per la difesa della .Patria; n on ra.p,prese11!-ano esse il traYaglio infatica,rn della mente, ù1 lotta, sempro e non domata, mai, fra le esigenze milita,ri, la, potcnzia1iià :fìnanzja;ria. della nazione, i bisogni commerci a:li cd indljl.ski.ali di. queste nobi li pl'ovincie? Con ragione il Jlarselli per lui compose la. seguente iscrizione : «
« .aperto
•
I
coNTE
Gr usm:>.J:'E
s.\L\'. \TORE PuNELL
TEXENTE GEXEIULE
ALL'Es1mmTo ED ,,r.r,A P .\.TRIA DEDICÒ ,TU'l"J'O SF. STE SSO NEI, Vl VO !SENTil\!ENTO DEL DOVERE AT'rlNSE :\!A.I SEMPRE FORZA E COXSIGLIO
IL XXIV GI UONO '.\IDCCCLX\'I A l\:fo'XZAMBAXO CON ARJ).I TA E l) I VI NA.'.rRICE INIZIATIVA
P,\SSÒ lL JirncIO EU .IBRESTÒ UJ SCHIEHE NEMTOJIE 0
cp.H.\ND.lNTE ll. CORPO D ARMATA A VERONA
FU S.F~N'TLNELT,A. VIOJ 1,1,; E SOLERTE
DELLA DIFESA D'l 'J'A'LIA. CllE VOLU: DEGNA:.\l};)<J'E PREP.UUTA
IL GEXERALE CONTE GIUSEPPE PIANELL
1770
IL GE:XERALE CO~TE GIUSEPPE PIAXEI, L
. _L a sua- infiammata parola sapeva ,trasfondere nei subordm~!;i j _sentim en f;i. più gonco:osi, .un'cnt.us iasti,ca devozione pN' ~a .Pa~na e per il Re. ed a maggion ncm o dimostrare conH' 11 seni1mento patriottico Yibrasse sempre nel Pianell ricordo le commos~c parole c~e il 3 gennaio ]886 rivoJ so agli uffi.cia,Ji .qua,ll(lo gh fu .conferita la, medaglia maurizia.na : «_Sono !e virtù militari che costituiscono gli eser citi : senza « eh esse il m1 mC'ro dei com ba,ctenti, i 'efficacia delle armi i « miglio_ ri concepimenti strategici, non possono condurre alln « conqu1·sta. Lo .is torie cli t utti i tempi e le recenLi 0o·Lleno no « forni scono amp io prow. « .\clopcratc,·i. dunque, con tutte le Yostro forze ad infon_« clero nelle n ostre giovani truppe il culto delle miliLari v irtù. « Inse~n at~ loro c-ome la rassegnazione alle ma,ggiori faLi« cho e d 1sag1 , la brayura fino al sacritizio della vita., l'attac« e-amento _a,l~a. yropria bandiera. rosserva-ziono della più ri« gorosa d1sc1phnn, la fiducia noi capi , formano <l i un' acco1t11, « cli u omint tm. potente esercito. · « ~ell'addilaxe ad esse il nostr o Augusto Sovrano come « loro capo 'Supremo, fate che imparino a conoscere questo « splendido_es~mp i~ d_i ogn i più nobile virtù : sappiano quan!.o « ele~ato sia: in h~, .11 sentimento cleil <lovere, d i. qttale alme« g_az1one. d1 quali sacrifizi egli sia capace, quanto pr ofontlo « I-amor .suo per la Patria com une, quali tesori cli affetto e «cli . CH-l'ità l"a,nimo suo racchiuda. Parla.te a.i vositri soldati « \lol~a Pat-r ia n°:5tra, di questa Italia risorta, clopo tanti se« coli, a, 1rnova vita e composta a. nazione a.ttraverso inuume« reYoli Yicendç, n prezzo cl"infìniLi sacrifiz1. Dito loro come « dobbiamo ono11a re, senrj re, amaro qu<'sta. nostra, Patriu, di« lotta,,_ che sobbonc g iova.nC\ ancor a, ·11a saputo a.fferroarst in« nanz1 al mondo. e prendere il posto dovu to fra le, nazioni « c ivili ed è promettitrice di pr ospero a,yyenire » . Sante p arolo cho è dover oso oggi r,on.trapporro a.ll'ins ana pro.p aganda contro l'esercito, tendentC\ ad uccidere la fede ad abbassare i pil'.t alti ideali al liYello delle YO}O'ari, micidiali aspirazioni dei parti1i o delle sette, che sono i ;a.pitali n emici clella vcriti1, della. giustizia, della _liberli1, del pc11sioro !
1771
S. )I. la R egina )[ai-gberita dopo aYer letto quel suo discor.so pubblicato clall'. ltalia, Militare ·scrisso alln contessa Pia-· ndll qussta lebLera : « H o letlto nell'Italia Militare le belle e nobili pa,role c.lc!tte « dal generaJ.C'> agli ufficiali l'altro g iorno. Sono wra.monte << d,egne cli hti, e mi foccro· provftrc que,l senso di piacere mo« rale cho clànno tu tti i sentimenl i bolli ed os pressi bene ! « Lo d ica, la prego, nl genera.le da, parte mia con tutto ciò « di affettuoso che lei sa che io penso verso di lui! » . Di par i affetto lo· amarono il Re Galantuomo che g li diede l ti maggior j nsogna cl.cl valore, l a croce d i gr-and'u:fficiale dell"Ordine milit.è1re cli Savoia. -c he nel 1871 lo 11om inò se,na1orc, ed il l agrimaro R e 1;mberto, clic volle egli stesso rs di cembre 1885 al Quirinale eonsegnargli l a mech1g lia Mauriziana, che il 5 giugno 1887 g li conferì il Colla,r e tlolltt SS. Annunziàla e cho sulla, 'Sua tomba. a San )[iniato pose la corona con l'i scrizione : « U.inberto I all'amico genera]<' Pia.nell » . :-: :-::.:
· ~el 1887, na,rrn rgo P esci. esseudo S. )l. T_;'m berto a Yer on..t por lo manovre d" Rssedio, anelò a. fa.r v isita nlla. conte::;sa. .Pia:n.e.ll , ed ~venclo osservalo cl1è la stn.nza. del gene1·ale non era illUJIUna.ta, d isse che il generaie non vi doveva, star molto bene. - .Vi s!o da vent'anni e ormai mi trovo benissimo - risposo il genera,le J?iancll. Maestà, soggiunse la conlessa - que::;te mL1ra c· i hanno ,·isto inYecchiare. - L'.invecchiaJ:e n on dev·esscrc spiacevol e - replicò il Re - - quand o s 'invecch ia, come il gonera.le P ianell, circonda/ti dalla -s tima ò 11a1l'affetto clell'eso.rcito e della, nazione. 1~ come allora Re, C'sorcito e 11azione rivolO'evano sul Pianell o gli sguardi fid enti, rosì oggi noi amrn irian,o l 'opera. s ua com.0 s i a,mmirn l 'a·stro ch0 b L"illa in cit\lo . , Un elemento, lm prE'zioso ekmcnto della vita italiana si spense con lui, che nobilmente impersonava le più elevate v irtù de l .soldato, in 1H1,n2 i alle qunli l a, 11ostrn. c-sistenza, rimpicciohsce. -1
IL GEXERALE CONTE GIUSEPPE PIANELL
17'72
IL GENERALE CO~TE CdUSEPPE PUXELL
Egli fu grande ·p er la vigoria doll'anima, per il vasto ingegno, per la fiamma inestinguibile d'amor patrio, e l'età che fu sua tramanda a noi sonora eco di lui e della sua vita. Il monumento al generale Pianell, elio riconoscenza ed a.ffetto erigono in Vei·ona, cenLro della, sua grande attività, più che un .com.penso ai suoi scrYigi, ò un monumen.to por noi;· perchò ci inclica la via, del dovere o ci illsegna come l'uomo, anche nella sventnra, riesca ad elovarsi con la sua grandezza al di sopra dello grandezze della fortuna. P ossa, l'avvenire dell'Italia, nostra trovnre noi degni di lui!
III. Il 17 setLembro, alle ore 9, sul piazza.le del gia,rcUno denominato « Jolanda » presso a.lla stm~iono ferroviaria di Porta Nuova., fu scoperto il ricordo a,l genorale P iancn. Era.no presenti : S. E. il lenento genera.le Gobbo, comanda.nte il V co11)0 d'annata, in rappresentanza di S. 1'L il Re e di. S. E. il Mini,stro della. guerra; il tenente genorale conte D'Oncieu do la Batie, senatore del regno, cl10 nel 1866 fu il primo capo di. slato niaggiore dell'a.llora Grnn comando dol dipa,rtimenLo milita,ro di Verona, agl.i ordini del ge~:wra~e Pia11101l; S. E. il tenente gonerale Besozz1, comandante 11 IX corpo d'armat-a., capo di stato maggiore del corpo d'a.r mata di Vero11.a all'epoca 'dell'inondazione nel soLtembre 1882; .il tenente n-enorale Di Bocca.rd, ispettore degli alpini, già capitano di ;tato maggiore presso lo stesso coma.udo dal 1876 al 18~1; il tenente generale Mazzilelli, comandante della divisione militare {li Perugia, già maggio·r e di stato maggiore acldetLo al comando del corpo d'armata di Verona, dal 188:1: al 188G ì i tenenti generali Radicati, ,co,nanclante della div1sione di Padon1, e Bisesti, comandante della divisiono roilit.aro di Verona ; i .maggiori generali Rossi, della riserva, Crema, Nava, ~farini e Podra.zzoli rispettiva.mente comandanti delle brigate ·«_Sicilia», «Acqui », «Valtellina» e comandante di arLiglieria del 1II e I.V corpo d'a.iwata.
1773
Delle autorilù. poliLic,he o civil i, presenziavano a.lla cerimonia il sindaco cli Vorona, comm. Guglielmi, con una rappresentanza del consiglio, cciniù.nale, il profoUo ca,v. Dal.Jari, il presidente della deputa.zione provincia.le comm. Dorigo, il presidente del consiglio provinciale, ca-v. A.vr();)e, il presidente del triblmale ciw. SalYatori, l'on. conte ~iniscalchi-Eri½zo, depurato al Parlamento, hn-tenden te ·c1i finanza. ca:\r. Uustorgi, ed il marchese Ludovico di Canossa, c-011sigliere provincia.lo. J)'?i parenti della. famiglia l?ianell, ora.no presenti il maggiol'C genera.le nella riserva Reghini comm. Lu.igi otl il ma,rche::;e A.zzol ini-)Ialaspini, alliev·o della scuola militare cli )fodeno., ·nepoti ontr-amb~ a.l generalo Pianell. Un battaglione cli fanteria, con bandiera o musica, e drappelli in rnpprose11Lanza cleUo altre ,armi, co11)i o riparti. cli stanza in Verona, rcndenmo gli onori milita.1·i, formando quadrato attorno al ricordo. Alle 9 preciso, il colon.nello comm. F elice Lérici, presidente del -comitato promotore, presi gLi ordini da S. E. il tenente generalo Gobbo, diede il 1%'gnalo che si scopra il ~-icordo. T1·ascorsi a.lctmi istanti dal momento -solerme, .1 l generale Gobbo annunziò ai presenti che S. M. il Ro gli ~weva conferito l"alto 0110re cli rappresentada alla, cerimonia inauguralo, e clte ~- E . il )iini.stro della gllel'rn gli ~veva, pme affidato talo incarico, esprimendo il suo ramm~nco, per non })Otervi as-s istere cli persona. [ndi appresso, il colonnello Lérici pronun~iò il scguen Ie discorso : «
Signori!
« Nei primi mesi dell'anno decol'ISo sorse, fra ufficiali di « questo presidio, l'idea, cli un r.icorclo i.n ~norc, dol compi.a~1to « o·e.nernle Piauell, che fu cbmanclante cli quc-séo corpo cl a-r« ~na.ta per oltre cinque J ustrj , qui lasciando orme così pro« fonde del .suo comando e clella sua previdente premura, _ per'. « oo-11.i ramo di servizio, cho oggi ancora pare il suo spirito o « aleggi fra, noi. . . . « E noi, ufficiali, abbia.mo voluto sciogliere un debno d1 n« conoscente venerazione ve11So chi fu nostro sommo maestro
Ù'! -
Al'il'iO XLVII.
l '{ '{4:
IL GENERALE CONTE GIUSEPPE l?J,\_,\ELL
IL GEXERALE CONTE GIUSEPPE PIAN'll:LL
al pubbli co·, il :1I.inistero ùella guerra concedeva l'a.u torizza7,ion.e cli innalzarlo, invece .che in p iaz7,a cl'Anni, in questo « luogo, che, pur essendo tuttora demaniale, è destinalo a « p1:1bblico passeggio. · « Noi abbiamo a.Uamenle apprezzato il deliC'aLo pensiero « manifestato dal signor Sindaco, al quale sia.mo grati di q1,1e« sta nuova esp'l:essione cli omaggio clelh1 città d i Verona alla « memoria dell'illustre generale Pianell; e siamo perciò lieti « di poter oggi a.ffi.dare questo r.icordo alla cura c.loi Veronesi, « qui degnamente rappresentati daJl'e,grc,gio signor Sinda1 co, « al qual.e il c-01nitato ha ora l'onore di consegnare, ufficial« mente, il ricordo ste~so » .
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nelle :militari discipline, che d imostrò sempre intelligen!o ed impareggiabile attività in tutte le cose che appartenevano « all'alto suo ufficio, o che fu rigido e costante inspiratore di « quell'elev:ato sentimento dol dovere, di cui egli cl iede mira« bile esempio. « :Yon occorre a Yoi, nè a me spetta dire delle virlù mili« tari del generale r ianell; siamo a.ncota in molti ufficiali che ~< l'a bbiamo conosciuto ed ammirato. Non dirò quindi della « parte splendida che il generale J?ianell ebbe nella giornata « cJ.el 2,1 giugno 1866 : no parla, la sto1fa, a noi tutti per.fotf.< tamonte nota. Neppure dirò dell'azione energica da lui spie« gala durame la disastmSfl, inonda>11ione del settembre .1882; « è rmcor vivo qui il r icordo di giorni così ca.lamitosi per Ve« rona. che, riconoscente, il generale Piancll, allora, accJamò « suo benemerito cittadino. « L'idea adunquo cli un ricordo in onore del genera.le J?ia« nell non poteYa che trovare favore fra noi : cosicchè, effi.« cacemenLe a,ppoggiata. cl[~ S. E. il gen eralo conto Del Mayno, « comandante ·allora del V corpo d'armata, venne approvala « dal llinistero della guerra. « Costitu ì. tosi ;pertanto, in Verona, il con1itato dei coman« danti di corpo, da me presieduto pe.r solo titolo d'anzianità, « prima sua cura. fu di raccogliere offertr, senza ricorrere a « sottoscrizione pubblica, nè a pubblicilii; bensì limitando << l'appello alla famiglia. militare. « Grazie al cospicuo concorso di S . .M. i1l Re, Augusto Ca1po « dell'Esercito, che volle a,sisociarsi al tributo di onoranze al «· generale Pianell, a quello del Ministero della guerra, ed alle « offerte pervenute -d ai cori.1a.ndi, corpi, direzioni e, dagli uf.fìk<·c.iali ed cx-ufficiali dell'esercito, il éomitato si tro\·ò in grado « di poter concretare il progetto del ricordo, che non doYern « essere un n1011u n:icnto, J1el ,senso, assoluto del.la pa.rola; ma k< opera più modesta, più isem plicc, di caratLero es<.;lu,-;ivamente « militare, e come ta.lo sorgere jn luogo militare. « Sem.on chè, il signor ,Sindaco d i. qw::.1stf1 città, sec011dato « clall'on. conte ::ìfiniscalcbi (che efficacemente propugnò la « e1'€zione del monumento), avene.lo espresso il desiderio che « il ricordo al generale Pianell avesse a. sorgere in ,sito aperto
1775
Subito dopo il comm. Gugliclmi, Sindaco di Yerona, così. prese a parlare : «
Eccellenze. Signol'i!
« Nello, ..secluta del 22 se~lembre 1882, .il consiglio comunal e, appena uscito dal terrore della minac.ciantc sventura, per « unanime, consenso proclamava l'illushissimo generalo Pia« nell suo cittad ino onorario. Con ·questa manifestazione, << il consiglio comunale riconosceva l'opera gagliarda ecl intel« ligenle del comandaù1tc del presidio, che tanto ha concorso « a .salva,r ! Verona dall'imma11e svenltrra. « DieciannoYe anni fa, in queslo stesso giorno, ancbo al« ]ora., qua.le rappresentante, dolla a.mmini,stra7,ione comunale. « in conco1·so doll' autor ilà ed in presenza dell'illustrissimo « Generalo, del presidio e fra il plauso di tutto il p~polo, inau« guravtt la lapide di l.)ronzo, murata a Castelvecchio, a pe« renne riconoscente ricordo dell'eroico esercito cho aveva sal« vata Verona. « E mi comp iaccio di vedere qui. oggi, pre·scnte, un il.lustro -<< ufficiale ouperiore del lampo, il quale pure, coll'opera pronta « ed intelligente concorse a risparmia.r e Verona da maggiore « sventura (1) . «
(i) Il generale Besozzi, oggi comandante il corpo d'armata di noma, era capo di stato maggiore del corpo d'armata di Verona,. nel -t8S2.
1776
JL GE:-i:ER.AbE CONTE GIUS EPPE PIANELL
Ond'è cne io, s.icuro interprete de.i sentimenti della' grande « maggioranza. ve,r so· i su oi figli più eletti, 11011. posso non com« piacermi di questo ricordo marmoreo, che, con nobile pen« siero, l 'esercito· h a. voluto dedicare ad un cittadino ono1'a.1~io « veronese, verso il quale è ancora. viva la memore ricono« ,s cenza. « La, storia. non si cancella; e sol che sì senta la, carità pel « nat.ìo loco, essa fa com.pia,cere del tributo d'onore che ad un « cittadino illustre veronese oggi vien reso. « Egli è con que.sti sentiment i cli grato animo, che io mi « onoro cli accettarne la consegna; tran.quillo 11elle, t radi11ioni << di ,ci,·•iità e cortese ospitalit'à che, in Verona, non souo an« ,cm:a 1 s.pente » . Segui indi appresso la. rogazione dell'a.tw nota.rile cli consegna, del ri.conlo a.Ue autorità cittadine, tra il colonnello Léricì, preisidcnte del comitato promotore, ed il Sindaco, commendatore Guglielmi . «
IL GE NERALlI CON'.rE GIUSEPPE PIAXELL
1777
Raccogliere quegli scritti sig1lifica rispondere ad tm dovore di coscienza, soddisfare a,d lm intimo desiderio di. rendero più piene, complete e .memorande le on oranze rese al gener ale :P ia.n.elL · Prima. tra tutti, la pa,rola di. S. M . il Re Vittorio Emanuele III : l° Telegramma : «
«
Genera-le Go'bbo, coma,ncla.nte il V corpo cl'a.nna.ta,
« La, prego· cli rappresenta.:mli all'i naug ura½ione del r icordo al eompianto generale P ia,nell.
« VITTORIO E MANUE LE» .
2° - Il Ministro della guerra, S . E. il ,tenen te generale Ot.i;olEmghi, così g-iusti;Aca:va. la \Sua. assenza. : «
«
li. S . :E. il genera.le Gobbo,
Spiacente di non poter, come a.vrei desiderato, assistere
alilo scoprimento del ricordo destinato a ricordm:·e le elette « virtù civi,li e m ilit·ari. dell'illu.sta:e Gene;rn,le Piane11, prego « l'E. V. eh volermi 11a,ppresenfa,re, e d:L scusare la mia, invo«
Cosi si ,svolse la cerimonia. inaugurale del ricordo al genen.1 le Pianell, cli u~1~1, semplicità toccante. sole1rne, che rivelò o-rande culto a.Ila memoria cli colui che si. volle onora. re, alta o . ammirazione per l a fort issima di lui opera educaitnce, fresca e vio-orosa l'eredità eleo-li aSfetti che circonda tuttorà. l'opera o o del venerato ma.estro. E questa coscìeni::a e questa ccrte1/,za, _si confe1:ma e si rin~ salda, oltro c.l10 dall'omaggio de i presenti, per la parola degh assenti . Sono, le più spicca.le personalità dell'ese,rcito, a,nti.c hi commilitoni, fid i coad iutori nell'opera educatrice intellettuale e mora-le del «Generale » così cletlo pe,r antonomasia., che rivolgon~ a, lui il loro pensiero :n.ell'a,1to che se ne consacra_ la memoria in un ricordo mannoreo. Essi intendono conferma.re con l o scritto, non potendolo di presenza, o pcrchè impediti da doveri d'ufficio o dalla grave età, che a.ssa.i pit'L larga, ampi,a e :feconda è la cerchia. cle,i de.voti l on:ta.ni_ al.l'opera. __de,l Generale Pianell, in confronto di quella <lei convenuu a rem:lere omaggio, cli person a, atto,mo a.I ricordo.
« <<
lontaJ:ia assenza preaso i pa,renti che presenziasse.ro a.Ha funzione f .
Segu.on.o le altre ade,s ioni, dirette a S . E . il ge,nera-lo Gobbo, al colonnello Lérici, nel presente ordine : 3° - S . E . il sottosegretario cli Stato per la guerra, maggior gener ale comm . Bona.ventura, Zaùelli. : « Dole.n te, cl.i non pot01· intervenire, perchè qui trattenuto da impegni d'ufficio, a.11'.ina.ugurazione del r icordo. a.l com<,. pianto gcnemle ,P i anell, fissai-a per il giorr10 17 corrente, « porgo all'E. V. i miei ringrazia.men.t.i per il cortese in vito « che si compia.eque cli rivolgermi ».
«
4° - Il generaJe Cortese, per in.carico- di S . E . il genera.le Saletta ctw . 'l'ancrecli, capo di. ,s fato rnagg iore dell'esercito : «
« S . E . ù generale Saletta., ca.po di st-a.to magg iore doll'esercito, cui comun icai l'·i nvi to d i. a;ssis1;ere a,ll'inaugnra1.ione
1778
IL GENERALE CONTE GIUSEPP.l<J P IANELr..,
del ricordo al genera.le P ianell, mi dà l'in carico di signifìaJl'E. V. che, t:wvandosi a.Il'estero, n on potrà assistere « alla. cer.imonia. n ella qua.l e, inaugi.tranclosi .. un ricordo al « compianto generale Pianell, si dà vita ad un progetto al « qua1e egli cooperò con t uUa l'anìma ».
IL GENERALE CO:-lTE GWSEPPE PIANELL
«
9° -
1779
Il teneni;e genera.l e Còrsi nobile Carlo :
« .care
. 5° - S. E . iil tenente gen eo:alre Del Mayno, conte Luclun o, comandante del IV co1;po d'armata.: «
I'
« Riconoscente, ringrazio E. V. dopp.io invito·, spiacen te non poter aissistere a.Ila cerimonia».
6° - S. E . il tenente, genera-le Pedotti comm. Ettore. comandante il II corpo d 'armata, : · · « R ingraziando vivamente cortese ù1Vito assistere aUa irnmgurazione r icm·do al genera.le Pianell, sono mol to dispia« cente n on pote1:lo accogliere, doveri cli servizio lrattenenclonÌi « ques·ta sede ». ·
«
Ool01mello Lérioi,
« Memore e commosso, assistoJ col pensiero alhna,u gur azione del monumento a.l prode, saggio ed j t1tegro generale « Pia.nell ».
<;
10° ~ Il tenente genetaJe De Beneclictis comm. Bi·agio: «
Ool01mello Lérici,
« RiJ1grazio del co,1:tese av,v iso, ma :impedito recarmi ·costà., a,ssisterò, in; ispirito, a1bna.ugurazione del ricordo mar.mo« teo i:nnalzato . alle grandi ·virt-ù mili tari del genera.le Pia« nell; in.compreso, dal vol go, ma, onoral:o dalla Patria e da1« l'Ese,r cito ».
«
«
11° - Il tenente gen er ale· Incisa. cli Camerana ma.r chese Alberto, comanclai1te l a d ivision e militare cli Ba:ri :
7° - S. E. i'l tene11te gene,r n,le Lamber.ti, nobile 1\fario, coman da.n te l 'XI corpo cl' armata, : «
Genm•aJe Gobbo,
Pregati raippresentarm:i, come crederaii, alla ,solenn e ceri« ~onia inaugurale odiern a, dolente n on poter t1,tte,sta.re, ma-g« g:iom1ente, ,con l a, preisenza., il culto gratitudine· costa.n,t·e« mente professata, ilh1st:re caro maestro, genera.le conte Pi a.<< nell » . 1
«
«
«
Colonnello Lérici,
« R agj.oni di servizio i:rripeden clomi tecarmi ina;ngurazio1~0 ricordo amato, illustre generale, prego lei r a,p presentanm, e tenerm:i présente, in. ispirito, solenne cerimonia, ».
«
8° ~ Il ten ente generaJe Perrucchetti comm. Giuseppe, comandante della. divis:ione milita.re cli Milano: «
Colonnello Lérici,
Avevo tu·t to disposto per frova,1m1 i all'inaugurazione del « ricordo al generale P ian ell, di ,cui serbo me.moria caa:a e · « venerata., avendo servito aà su:oi ordini, dal 1867 al 1869; « ed anche più tardi 'S perimentato le a,lte qua1iUt di quell'im« pareggiabile uomo. Ma :impegni di .servizio mi tra.Uengono, « e con. molto dispiacer.e ii p rego cli scusare la. mia ·assenz,a »·. «
12° -
•Il venerando patriota, genera.le Giacomo Longo :
« Cofonnello Lérici, « Con g-rancle d ispiacere, per l a mia gr ave età.. . non posso a:ssiste:re. alla, ceri monia,. Però la. prego cli dire a. tu èti coloro « cui potesse intei·essa-re, che se io, per il motivo espost?, ~ebbo, « .con mio grande. rammarico, rimmzia,re a trovarmi eh per« so11'a ]?l'esente, sarò col cuore e col lJensiero presen te, :io forse « tra il più vecchio dei vetera.ni doll'esercito, alla .solen ne in au« 01.uazione del 17, ili mezzo all'ocliema gioventù mili tar e « ~he ci ha su ccocluto, e 'ohe si accoglierà n e,l giardino, « J o« l a11cla ». per onorare la memoria clel mi.o vecch io amico di ~< infanzia, del comp agno d'armi della, mia giovinooza, del « mio superiore costà, in Verona, n el 1869 e clel m io collega, << infine, al Senato del Regno, per ben J6 a1mi ». «
1780
· ANELL IL GENERALE CONTE GIUSEPPE PI
.· . 13~ ~ Il gener~,lc, Dal ·v e1tme conte Luchino, già, magg101e eh stato magg10re del corpo d'armata d~ Verona tra. il 1876 ed il 1877: · '
I )
«
Colonnello Lérici ' <~ Mi ~u~le forte cli non intervenfre, personalmonte, a lla. ce« :·1.mon1~ 1na.u gurnle, ÌO ch'ebbi l'onore e la for tuna, .cli esseirc « 1mmed1a_tarnen te agli. ordini del generaJe Pianell, pe:i· oltre « due anrn, come sotto-capo cli ,s tato ma.craiore. « Memore cli ciò che ho impa.ra.to da Lui, La preo-o di an« n?v~ra.rm_-i ~ra coloro che han no pla,vclito alla n~bile ini« zrnt\ va d1 ricordare Colui che noi chiamavano, pe·r antonQ-« mas,1,a, 1.l Genern-le, ed i ctLi inseg.namen!·i rimarranno im« pressi in me, ifochè avrò vita » .
la memoria del generale conte P ianell, a, volermi tener prein ispirito, quale vete,ra.no ed ammiratore del compianto gener~l e ».
17° - Il Circolo de.gli uf-fieialì a. riposo ed in congedo di 'l'orino :
.
· «
« Il Circolo u:fficiali a riposo ed in r.,ongeclo cl i Torir~o, che· ebbe ad annoverare qua.lo .suo socio fondatore .I ' illustre ge« nera.le conte Salvàtore Piane11, informato clelle onoranze che « si tr ibuta,no, di questi giorni, allo s h~sso, in Vorona., con la « inaugurazione clL un monumento a. perenne cli Lui ricordo, « si associa agli uffici~.li d i. codesto presidio ed alle autorità « tU:tte, e plaude a.Ue elette onor a,n ze » .
18° - Il tenente genera-le M:erzlyak nob. LlLigi: «
« Essendomi impossibile d i recarmi costi per i.I 17 corrente, prego la di Lei coitesia di volermi rappresenta-re alla. so« lem'lo ina.u gurazione del ricordo 111:armoreo in onore del com« pian to Generale P ianell; inau.gura.zioné alla qua.le io ass~sto « col c11ore, spia,cento cli non presenziarla».
>
.
. « Kel ring~·a.ziarc l a S. V. per il co-rtese inv.i to, fattomi, mi «e . g_r ato aS'.s•1 curarJ.a. che mi associo agli t1fficiali del presidio << cl, Verona, ed, alle au torità, civili o milita.l"i tutte, come facoio « plauso alle onor anze che vengono tributate a1 mio-antico ge« nera.le» .
16° - Il Lenente genera.le Ci valieri-I n.viziE~ti di lfasio conte Anni ha.le : «
ColonnBllo . Léri ci,
~< R iconoscente
« sidente,
al gentile invito, La pregò, signoi presivoler c.omunica,r e ai colleghi che onora.no cloma.ni
'
'
J.9° - Il tei1ente generaJe comm. Giu lio Vassalli :
'
Colonnello Léric.i,
«
Colonnello Léri.ci,
«
J5° - Il tenente genera.le i\fornzzo dell a Rocca. cornm. Oo-
sta,n tino :
Colonnello Lérici,
«
14° - Il maggioi: generale comm. Va:J.entino Ohi-a.fa : « Colonnello Léri ci, :~ Impedito _cli reearmi cli pei·sona, assisterò co·l pensiero al« 1 mauguraz10ne del monumento al generale Pian ell. donde « le gen?1~a~ioni, p:res~n~i 0 _ f utu:·e, trarranno gli m1sp.i~i 0 gli « ~sernp1 d1 quello v,rtu eh Clll quell'Uomo· fu modello pm·« fotto » . • .
1781
« sente, «
«
'
IL GENIDRALE CONTE GIUSEPPE PIA::SEL L
«
Colonnello Lérici,'
P:renclerò ti1tta via, in. ispirito, vi va. pa.i'to ane solenni 0110 ,, ranze che saranno tributa.te aU'illustre genera,le Pianell, « sot.to ~ cui ordini mi onoro d i aver ,sc,r vito, per moilti mmi, « il mio Paese» .
. .«
Inviarono inoltre adesioni al.la cerimonia,, e g iustitlioazioui. per non pot.e,r assistere di persona., o infine si fecero ra,pprepresentare alla meélesima, : S. E . i1 tenente genera.le Ponzio-Va.glia, ministro della Real Ca,sa ; S. E . il tenente generaile Valles, comandante il I corpo · d'~nnàta.;
1782
, 1783
I L GENERAL E CONTE GIUSEPPE PIANELL
S . E . il tenente genE1ra.le R acagni; prooidento del Tribunale su1)remo di guen't!-' e marina ; S. E . il tenente generale Fecià di. Cosstito, comandante il III corpo cl' a.:rmata,; S,· E . H tenente generale Sismondo, comandante 0O'enerale dell' a.:rma dei camhinier:i reali · ' S. E . :il tenente generale :JfaJnoni d'Intigna.no, coman·danle il VI corpo d'annata; S. E. il tenente generale marchese Dnrancl de la P enne ispettore generale del genio; , ' Il tenente gonera.le :Wfang ia.ga.lli , ispettore delle arrn i. e dei maforiaJi dm corpi; Il 'tenente generale Avogadr o di Quinto, ispettore del· l'arma di cavalleria ; Il maggior genel'ale Coop comm. Gibva.nni, ispettore delle .costr uzioni del genio; Il tenente genera.le, in posizione a,tlsilia,ria, marchese .A.fan de Rivera,; · Il tenente genera,l e Boetti ; il ma.ggio,r gene11ale Feder.i:ci ; il · maggiore generaJ.e Costantini, comandante la briaata 0 « Puglie » ; 11 colonnello La.pi, comanda.nte il 19° reggimento fanteria; iJ ca,pita;no di cavalleFia G'iangia,como Felissent, O"ià . ufficiale d'ord<ilianza de~ generale PianeU, ed autore. di ~a sua biografia. Cosl ebbe largo tribu to cli onoranze, climos.trazione di affett~ tra i forti ed i buoni, testimonianza di perenne gra;titudme a'.ffi.clata ad un ricordo ma.rmoreo, il generale Pianell,
che clechcò le migliori for;&e della mente ,è dal cL10re, ne.lla educazione dell'esercito nostro, e tralasciò il nobile ufficio solo aHora che~< smontò da cwvallo e scese nella tomba».
DA WEISSEMBURG ASEDAN NEL 1870 '"" STUDIO SULLA CONDOTTA D E LLE TRUPPE
Premessa. .Su.Ha guen:a del 1870 tanto s'è scJ: itto, tfl,nto s'è .s~ud iato, che a tal'uJ1ò potrebbe a pr.im a gitmfo, sembrare un, :fuor d'opera
•
il ritornare sopra, wn argomen to, ,cosi ,di,se,usso e, che formò, pe.r così dire, il fonda,m ento dei nostri scuèli militari. Jtppure esso è un campo inesa,urihile di osserva.zioni, e val e, a mio avviso, lf~ pena di esam.ina,re se nella, meritata a.mmitazione che quei meo:norandi fatti - ver amente, di poemci degnissimi e d'istoria - ha1m o destato, non si sia sotto qualche aspetto tra.scorso· tan t'oltre, ehe taluni difetti (dei· qu.ali ninna opera umana va esente, per quanto. ammirand a.) non furon posti in suflìcient~ iuce, e se ancor es-si imitat.i, potrebbero per avventur,a condurre a conseguenze fatali nelle g11erre a:vvenire. I successi, specialmente quando, come nel 1870, furono .stra.ordinari , colpiscono l 'im.n1t}ginazione degli uom ini Kl allora quegli a;vvenimenti lom appariscono attra.verso ad un prisma che fa, l O·l 'O· sembrare, tutto, corome,ncle,vole, tutto perfetto; e ta,l une volte non i-stanno essi a clo,rnandarsi in quanta parte i ·successi furono. ottenuti a cagione ed in quant~~ parte malg1·ado ·quello che si feco. 'rutto sembrn ottenu to lt ccigione; cl'oode n asce la ,smani a di :i:mita,re in: tu tte. le cose, il vincitore, del qua.le si continuan o talvolta a seg11ire i metodi in.che quando egli li ha .abban.donati, e le circostan ze hanno resa l'imi'tazione meno opportuna. In.t en_clo perciò di es&1Jninaxe la-. prima parèe di questa guerra, che è l a più istruttiva (poichè troppo cliverne erano 1nella seconda parte le condizioni dei due avversa,ri), più spe-
1784
DA W E I SSE:MB URG A SÉD.A.N NEL DA W E IS$Ei)1BUR G A SÉDAN NEL
1870
1870
1785
grandi . E vi ceversa, i ·' l'ecleschi ottenner o così sp len.dicli risultat i per chè, pur ma ntenendo potentB lo spirito di colle.tci vi tà cli cui son o d a ria.tuta Ja ~·ga mentB dotati , sepper o svilu ppa re quello in dividuale, fin{). a-1. punto da p a,s sa rn be,rrn.n che il giusto segno, · come si vedrà in seguito : tn-le, e t anta. è la potenza. dell'edu cazione per corr eggere i na.tu.:rali d ifotli d i un popo:lo, qua.ndo 'c1a m1 forte organismo di St·ato essa pu ò esser promossa.!· Questa impor tan te question e si connette s trettamen te con quella dell'iniziativa dei sottoposti, iJer ]a quaJe si son versa t i fiumi d'inchiostro·; poichè è mediante la medesima che l'individualismo si manifesta, o se essa. pecca, tan to pc,r eccesso quanto per d ifetto, vien compromessa l'un ità. cl' a.zione. A ren der questa pi ena. ed in tera., sarebb e necessario- che la volon tà del capo potesse pròpagarsi istanta.n ca.mente aì sottoposti, in quella guisa in cui il coniamla.n te cli un a nave clall a tor.re d i coma:n.do manifosta l a. -sua. ai vari orga,n i della, stessa n ave, ai qu ali pereiò l'in izi ativa, n on ppò essete ccmcessa che in debole 1nis ura. E siccome i10lle guerre terrestri ciò non ·è possibile a cagione dello spazi"o su cui si svolgon o e del tem po che r ich10cl0 l a, tr asmissione dogli ordin i (duran te. il qua.le la sit u azione qua.le er a in tra.vedUJt a dal comandante può . variare), così è necessnrio che i coma,ndanti subord ina.ti manifesti no un ce/ to grado d'iniziativ a. I n virt ù cli questa peTÒ i cli-pendenti posson o per erroneo g iu dizio c,sser-e in:clotii. ad agire in ur1 modo non confor me agli inten dimen ti del comandan te; quindi sotto questo aspetto ess:a è c..erta.men,te m1 male. ~arei perci ò tenta to di clefo1ire b nizi a.l;i va, u n 1na.le nec_essano, s~ ricm. tèm.~s,i di ur,tar t roppo i n ervi. .a coloro che m fa t to di. in-Ìziativa fa,ei,'lmente scambi a no il mee;zo col fine, quasichò éssa, p otesse esse.:r: fine a, sè stess·a, o n oi1. piuttosto m~ se~plice mezzo, sebbene nece;s•sa1·io, per t encle,r semqwe possibi le d 1. tradiirre in q,tto la 'DOlontù del coma,ndante supremo. Ma questa s l:eesa, definizione n e comprende i limi.ti, che n on pos.s_ono nell'uno o nell'altro · sen so oltrepassarsi senza, pregi~1ch care .la volon là. cli chi coman da. :Epperciò è di loro inizi ai.iva che i dipen den t i debbono provveder e all'esecuzione di tubti_quei partic,olari - e cli questi soli ~ cui non pu ò g iun gere 11 com an.-
cia.lrnente sotto il punto di vista. cl~l coor <liname.nto delle mosse, deWinsieme n elle, azion.i. tat.ti.cl1e ; vocle:re se quèsto· siasi o'UenULo,, ed in ca.so negativo qua.li ne furono le cagioni, e so ora, possibile ottooe-Ì'l o, e con quali mezzi. Se. non prendo a,b, baglio, questo studio dovrebb'essere pa.r t icolarmentc _utile a noi, che cla.lla. batba.gJia di Santa I.IL1cia a queitla. d'A.dlla, ed in particolar modo n el 1866, non è p recisamente sotto il rigua.rdo dell'unità cli comando e dell'insieme dolle mosse dei grandi e dei piccoli reparti, che a,b biamo bri,Ua.to di maggior luco ! Epperciò parmi -s ia. questo ·il fine cui dobbiamo con cura speci a-lo jnclirizzare la. :nostra educa,zione milita.re, imperciocchò è ovvio che gli errori nei particolari. non a.r recano serie conseguenze qu ando l'insieme cleUo mosse è coordina to ad un fine, nel tempo e nello spazio ; ed in quellR. voce se quest-a. a rmonia d:i sforzi man ca, vane riescono le virtù indi :viclua,li conlro un nem ico, sia imrc che di qu esto sia più sca,rso, ma che manovri compatto e r isoluto. In una. pa,rol a anche nell'arte m ilita,re lo spirito indi1iiclua/;e non deve tornare a, detrimento cli quello collettico, ma. svilupparsi in modo che ad esso rim anga subordinato. A.nche in questo caso solo dall'annonicò· cornponimemo aei due elementi contrar i può sorgere la perfezion e. Ed essenclo noi, popoF merid ionali, a, differenza dei nordici, 1ìaturalmonte scarsi del secondo (1) e, ricchi del ·priroo, quello clobbiarno studiar ci di sviluppare e. questo cli contenere. F u precisamente per a.v ere sa,puto controbila n ciare l 'individu alismo di cui va ricca ]a noslra gente, col principio d'au t orità che emanando dall o Stato si cl iffondeva per i ~nui ra.mi della compagine socia-le, che i Romani diventa,r on o così (i) Questo eccesso di individualismo gia l'aveva notato quattro secoli or sono rìiccolc) ·Mach iavell i, nella rorma che allora assumeva, laddove, rivolgendosi nel Principe (Cap. _XXVI) al magnìfico Lorenzo, cosi scriveva: • .. . Qui e virtù grande nelle , membra, quando ella non mancasse ne' capi. Specchiatevi nelli duelli e nei congressi , dc' pochi, quanto gli 11.aliani siano superiori con le rorze, con la destrezza, con l'io• g~no. Ma cdme si viene agli eserciti, non compariscono: o tutto procede dalla de• bolezza de' capi; perehè quo.Ili che sanno, non sono ubbidienti ; ~d a ciascuno par , sapere, non ci essendo llno a qui _sorto alcuno che si sia rilevato tanto per virtù e • per fortuna, che gli altri cedino. Di qui nasce che in tanto tempo, in tante guerre , fall e nei passati venti anni, quando gli è sullo 1m esei·~ilo tt,tio italiano, ae1111>re ha
, fatto mala prova... •.
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1786
DA WEISSEMBUJ?.G
A
SÉDAN NEL
1870
dante di .grado supedore sM.za perdere cli vis-ba il concetto dir ettivo, cui i dipendenti debbono strettamente informaa:e i _loro atti particolari; ed è inoltre lodevole atto d'iniziativa l'.agire ~1ei casi ùnprevisti ccl il di'lungarsi a.nche dagli ordini r.1cevuti, ma ne.i soli casi in cui la sirtua.zionè essendo va,r iata da quella su cui il comandanto si. era basato per in.i.partire gli stessi ordini, non v'è tempo cli attenderne o di. richiederne dei nuovi. Il comandante in sott'orcline deve però sempre porsi il quos~to : in ba,se a,l concetto clirettivo clel comandcmte si1r periore, quale scil'ebbe presumibilment e la sua intenzione qualo1·c1, della nuova situcizione egli fosse eclotto i Entro a qu.esl;i limiti l'iniziativa è adunquo da in coraggia.r si grandemente ; a11~h se questi limiti si oltrepa ·sano, nessun comandante superiore può fare ~tfficla.mento di condurre la gLtena, nel modo cla lui voluto· (1) . · E' su questi criteri ch'io cercherò cli fonda.r e i miei giudizi; e se a.pparirà che anche, in .qMll'ese:rcito, tedesco così bene organizzato e nel quale dominava ut1 così alto sp ir ito di camer·atismo e di solidarietà., dove i servizi di stato maggiore funzionava.no così regola.rmente, molle volle quell'unità d'a,zione è mancata, anche quando, come nel 18 agosto, si tr attava cli balltaglia prevista e preclisposi.a, chiaro emergerà quanto essa s.i·a all',atto pratico difficile ad otLenersì; epperciò quanto sia necessario di in,clirizzare gli sforzi di . tutti per :raggiungerla. Nella prefazone alla Stol'ia clella gu.e rm fra,nco-germanica del maresciallo )foltke, sta scritto : « Ciò che si pubblica « in una sto1fa d i. guerra è sempre a.pparocchia.to dopo H «successo ; ma è un dovere d i pietà e di arnO:t' patrio, il non. « clistrnggere ce1:ti prestigi cl1e collegano lo vittorie del1a « nostra armata a, detenninat.i personaggi». {{) Lo stesso von der Goltz che nel suo classico libro: La Nazione a1·mata, dedica delle bellissime pagine ali' iniziativa, ammetto implicitamente che nel !SiO si e ec~ed nto, quando dice: < 1\. l'avenir le combat sera. mieux préparé, ori aura davantage couscieuce du but, , on cngagera la lutte avec plus do soin, les trois armes agiront a·vec pl1is d'e11semble « et de cohésion, et I' on amènera la décision en jet.1nt simultanéme11t sur le champ , de bataillo toutes les forc es dispo1iibles » (pag. 320 dell'ed iiione francese). Ora se il contrario accadde nel l87Ò, é appunto per eccesso <J' iniziativa dei comandanti in sott'ordine. La questione sta tutta nel determinarne i giusti limiti.
DA WEtSSEMBURG A SÉDAN NEL
1870
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Sebbene queste parole lascino inten dere cho vi son dei prestigi che potrebbero essere distrutti, non :io posso miri,ne a questo scopo per deliberato proposito; ma, meno legalo a certi rigu:a,rcli, esaminerò· oon onesta libertà. di spiriito i successivi atti ·c1i quella guerr a, col' solo intendimento cl i tl'ai.·n<l qualche utile ammaestram011.i;o. Laonde non è amo,,· di fac;ile critica che 1ni mosse e che mi fa pcwlare, bens.ì il desiderio di corutribuire, per quanto posso, ad ottenere nelle mosse tattiche quell'unità d'azione che reputo sovra ogni altra cosa necessaria,, sembrandomi che assai più di una, clisquis:izione teorica giovi a rtale scopo l'osarne di quella grande gnerra che fu. l'ultima .comba,ttuta nelle condi~ ioni normali. cli quelle cho per avventura si combatlerànno nel centro e nell'occidente cl'Elu-opa. Fa,ooio notare .infine ohe, purn t\Ssenclomi proposto principalmente cli prendere in esame le azioni fattiche, mi è d't1opo pr€,metterc ad esse alcune considerazioni sulle situazioni strategiche che le hanno preccchtte e sulle rnarcie che h a.nno condotto le armate su i campi cli batt1o1glia, porchò è solamente da questo esame che emergo il concett-o con cui le -singole battaglie vennero impegnale. Nel corso· cli questo la.voro mi appoggierò suUa n arr azione della g11erra fatta dal grnnde stato m~giore tedesco (1) . E' be.nsì vero che dopo d'allor a molti scrittori, specialmente francesi e tedesclt, h;~nno porta,to slùl'a.rgomento nuova. luce della quale io dovrei .tener conto se intendessi fare tm. -lavoro analitico e polemi'co, se volessi .in una, parola rifa.re la ·storia completa e, per quant-0 possibile esatta anche nei par ticola.ri., de11a o:uorra del J 870. Ma tale non essendo il mio scopo, o n:1iratrdo io invece uni camente a desumere- clalle ·iJrnncli linee ge~ercil-i deJle vrnje batiaglie'.. alcune con~lusion~ pratic~e sulla condotta, delle fruppe, nelhntento preCJpuo cli ottenere il necessario insieme ne1le mosse dei grandi reparti, a me basta (eù. anzi è vantaggioso, evitando così di complica.re . inutilmente il Lavoro con dissertazioni cric.i.che pe:r stab ilire la Yerit'à sn f,a;t,t,i ·c1'orcli11c seconda,rio) d i riferirmi aHa, re(I) La guerra fl'anco -gel'mcinica del 1870- 71, compilata dalla sezione storica del granrte stato maggiore.
DA W.EISSE.MBURG A SEDAN NEL Hf(U
1788
DA WEI SSEM130RG A SÉDA~ NEL
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lazio110 uffi ciale predetta, ne,Ua qua.le le: gra.ncli l ince sono ma.gistralmentc disegnate. Anzi, così facendo, se. ma.i mi accadrà, di rilevare errori, o fatti che ;:i, me pn.ian ta-l i, sarb cer to di rjmanere piuttoslo al ùisotlo che a l disopra, del rnro, prendendo a guida una relazione ufficiale che J1a, sempre tendenza ad attenuarli. E ciò vanà, ·io ,spero, a dimostrare ancor più cho non <' a scopo cli critica ch'io scriYo.
8Cll!ERAMENTO TEDESCO
(1) .
La regione del Pt1Jatinato, scelta per radunata dell'eserciro teclcsco, alla (1ualc aFflui".'ano sei li nee ferroviario indipendenti, era la più opportuna, sia dal punto di vista. difensivo, sia cl A> quc'llo offensivo. Difatt.i : a) Di/ ens+va . - Lo schieramento Lra la .Mosella ed il Reno (tra 'l1rier e J,andau), a,ppoggiato alle viazzc tli Saarlouis e La.ndau in prim a linea, ed n c1uello del Reno tra Koblenz e :hlannhcim in sc-coru:la linea (e tra queste, specialmente a ::\fa.gonza, clw domina il confluente del :Meno col R.eno) copriYèi diretlamenlc- il cuore della Germania. e presenta.va il vantaggio della, posiziono interna rispetto alle duo masse f.ranocsi che per la necessiLà di 11na. pronta adunata, date le condizioni della, rete ferròYiaria, si doveva.no riunire a llJetz od a SLn~sburgo, rimanend o sepa rate clai Vosgi. Quello schieramento rendeva in paa:i tempo possibi'le la difesa indiretta. del basso, e dell'alto Ren,o, potCJ1do i ~r eclepchi dal P ala.tinato varcare la bassa :Yfosella e sboccare s1ù fianco dell"esercito francese che si fosse dircuo Ycrso la. fortissima linea del basso Reno; oppure, risa.le11 clo il Reno prr l'tma o per l'altra sponda, getta11si contro il fianco sinistro dei Francesi che Jo varcassero a ~Iaxatt od a monte pe1· i nvadeirc la, Oormanif~ meridionale. · b) Off en.siva. - La base immediata d'operaz ione dei Jhancosi. si trovava. specialmente. nelle due, gru.ndi fortezze di (I) Vedasi la Cllrta d'insieme 1). iO o Io Schizzo n. L NB. Le carte citato son semp re quelle annesse alla relazione ufficiale del grande stato maggiore tedesco.
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1789
Stra,ss,burgo e dì Metz; l 'obbiettivo fin a.le tedesco era Parigi. A nord di Metz, tra. la fortezza ecl il confine, in quel brevo spazio di 35 chilometri, padroneggi-ato an~he daJ.la fortezza di Thionville, non em possibile varcare la Mosella con tutto, rèsercito riunito. Era pertanto necessario di passare questo fiume a sud di Metz, vo,le.ndo, - come ·si doveva - conservare le forzo riunite. 11enuto perciò conto dello spazio occupato dai Vosgi, e che non si poteva attraversa_1:e ~t~es~i a sud di Sa.verne senza e.stendersi troppo nel tratto pm ch:ffic1le cleUa catena (che è appunto quello a stia. di Saverne), ne deriv,a va come J1ecessada con seguenza che le tre armate dovevano d·arsi conveano sulla linea :M:osellarhlemtho colla destra scaglionata ~ dietro di fronte a Metz e colla sinistra estrema estesa al .più fino a. Lunév,ille. P-er raggiUJ1gere questo fronte, il piimo schiera.mento adottato era il più ~m·eni_ente: potendo la. 1• armata da Trie1' porta.rsi su Sa.a.rloms, e eh qui frontega.iare :lfetz · la 2• arma.ta sboccare dalla Saar tra Volklingcn b ' • e Saargemflnù; 'la 3" armata, dopo di. avere attraversa.lo 1 Vosgi, sboccare pure dallfli Saar lra Saargomiind e Saarburg. So si supponevano i l!°'rancesi riunì.Li tra la Saar e la M?~ella la 1• e la 2:,, armata non dovevano, sboccare dalla. media se non quando la 3• arma,ta fosse porvemua sull'alta Saa.r: ed :intanto que1le c.lovsva.n o mantenere, una. forte posizione difensiva su quel corso e.l'acqua. Se intanto i Ftancesi si gettavano in ma.ssa sulla 3• a.rmata mentre questt1 attraver,s ava i Vosgi, allora la_1~ e la 2~ armata erano in misura di cader 1:>ro sul fianco sm1stro. Se i Francesi effettuavano invece il concentramento di tutto il loro esercito verso il Reno, come dapprima si te~eva, 1~ 3• armata, forte di quasi 200,000 u omini, era in misura dt tratlenerli cli front~ sulla linea. della Lautcr, oppure più addietro tr a Landau o Gennershoim, mentre la 1" e la 2• a.r mata, mascherando l\fotz pa,sserebbero i Vosg i. tra Bitsch 0 Savem: ed attaccherebbero i Frnncesi sul fianco sinistro, addossandoli a:l Reno. Che se :finalmente (come difa.tti avvenne), i Francesi fossero divisi in due masse, in Alsazia ed in Lorena, la 3a armata,
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ANNO XLVII.
DA WEISSEMBUR G A SÉDAN NEL
prima di porta.J.'.SÌ sulla :2\fosella., doveva. ha.ttere la. mass,a francese che si trovava in Alsazia. . ~~r .'socldisf~.i·e a ~utti questi còmpiti, ed anche perchò la m1z1ativa dell offensiva. apparteneva ,a lla. 3a armata,, questa doveva. a.vere una forza mo1lto considerevole. E difott.i essa venne Sltl principio composta di 150,000 uom ini, por tati· il 7 agosto a 180,000 coll'arrivo del 6° corpo. Nel caso di una irruzione al di là dellEt Saar tu tte le forze fra.ncesi. g ià concentra.te in Lorena, la 2a ar:mat.a, appoggiata alle forti posizioni del P alatinato Ba.v a.rese, avova forze sufficienti (sei corpi, po'l:tati poi a sebto coll'ar,r ivo del 2° COlìpo) per trattenerli da fronte, mentre la l" airmata no avwbbe minacciato il fianco ·s inistro e la 3" armafa per l',a.l ta Sa.ar sarebbe caduta loro a.He spalle. Si conclude aclunque che lo schieramento str a.tegico dell'esercito tedesco è sf,ato, il più adatto, per soddisfare a.ne va.rie oventnalità dife.nsive ed offensive che si potevano presenta.r e. SCHIEl'lAMENTO
FRANCESE.
La politica insanamente ·aggressiva~ mentre si clisponèva cli un assetto, milita.r e uguale, ,solo a, poco più di metà d i. quello del nem ico ed assai più lentamente mobilitabile, rendeva, necessario uno schieramento che permettesso cli pa.ssare il più ra.pidamente aU'offosa ,s ul territorio nemico, mentre invece si sarebbe, dal solo punto cli 1Jista-.militare, imposto· m10 schiera,mento clifensi vo ad una oorfa. distanza cla:Na frontiera. Posto il problema in questi termini, lo scl1iera.mento doveva essere quello che il sistema. f~rrovia,rio permettesse, d i eseguire· con maggior r apidità, s·a.lvo acl effettuare poscia quegli .sposiamenti con marcie ordinar-io, che fossero richiesti claJ concetto offensivo a,doLta,to. E così le forze francesi vennero a r.isultare t.ipa.rtite in èlue gruppi, di cui uno maggiore 'in Lorena ed uno minore in A.1sazia,. Date quel!le premesse,, non era possibile fare diversar mente. Anche vole11clo VftrCfil'D il Reno a Ma,xau col grosso dell'esercito, come s'era. a tutta prima clivi,s a,to, si faceva più
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presto a trasportare 150,000 uo1J11in i in Lorena, avviandoli poi veDso l'A.lsazia per ,sfa·acle ordina;rie, non essendo ,possibile di eiseguire d irettamente il .loro traspOJ:·t o in fe1wo,vj,a verso l 'A.hsazia., dove già affluivano il 1° ed il 7° corpo, d 1e ingombravano le scarse femo;vie. Una volta effettuato ta,l e ,s chieramento, ed essendo J.'offen,s iva imf.>0ssibile, si:a per la. grande inferiorità numerica, sia pei pericoli cui s'andava nelle singole ev.entll'alità incontro (eventualità e pericdli già es·aminati nel discorrere dello schieramento tedesco), così i Francesi furono tosto ridotti aJla, difensiva - difensiva che si sarebbe presentat.a, in condizioni più favorevoli, specialmente sotto il punto di. vista mor a.Je, se la politica aggressiva non avesse vieta.to di eseguire fin dal principio uno schieramento difensivo più indietro, sulla Mosella,. Incomi:noia aclunque sin dall'inizio della gCLerra., quello ,striclenl:e con trasto tra la politi car e le esigenze _militari, che doveva durare fu10 a. Sédan ! E' solo nel caso in cui la. sproporzione delle, foTze fosse stata meno rilGvante che sarebbe stata discutibile l'opportunità dello sc.h ieramento ideato. In quesfo caso, nel mentre il minor nucleo si sarebbe mantenuto sulla difensiva in A.1s·azia, retrocedendo, se occorreva: lentamente, da \Veisseimburg verso Sa·verne, il nucleo maggiore con una. e~1ergica offensiva dalla Sa.ar avr~bb0 d.ovuto ricacciare il nemjco noi monti del P alatinato; dopocli.chè, prendendo_ con trna. parte delle forze una buona posizione difensiva verso Hombu:rg a:llo sbocco delle élue, sole strade di cui clisponeva la 2'' a,r mata tedesca, per J{,à-iiSers,lautem e per Ousel, coil.la ritJ11a.nente rpa,:rte, poteva da Zweib1iicken oadere in A.lsazi,a sul front-e W eissemburg-Land.au in concorso coll'a.r mata di A.lsa,zi.a. Data :invece la sproporzione esistente delle forze, i•l partito più con:veniente s,a rebbe stato oertamente quello cli schiera.r~ tutto int€ro l'eser cito fr.ancese sulla, 1fosel1a tra. le fortezze d1 i\fotz e cli Toul, prepar aJ.1clo 1mo sbocco offensivo a:l centro della linea. a , Pon t-à-:Mousson , e quivi logorare l'esercito nemico se si . ostinava in aUacchi frontal i, o ma.nov:rare contro i suoi fianchi se avosse mira.to a passare la Mosella. più a valle o più a monte, cogliendolo mentre fosse stato diviso.
.LIA W.J:!W:lSl~MDURG A SlmAN NEL
18ìQ DA WEISSEMBURG .A.
SPIEGAMENTO DELLA
1° E 2" .-'u,,,,, ~iV.'T.·\
SULLA
SA.AR (1) .
I . - La, posizione della 1a aJ:mata presso '1.'holey il 4 ed il 5 agosto apparB ail quanto anìschi,ata,, poi ch~ -se i Fmncesi f~sser_o _s·boccati in mass1a da Saarbriicken, avrebbero in quei g10n11 mcon t.ra.to 3 soli COl'.pi .tedeschi (7°, 8° e 4°, quest'ultimo della 2· aJ:mata) . E' vero che in questo ca.so · il comando: supremo, a.veva ordinato la ritirata della l" a.r ma.t a S LL Baumholder per concorrere, insien1e alla. 2" arma.ta ,a d una battagli-a s:1lla L auter. Ma, oltrechè sa-rebbe stato un gra:ve inconvemente, sopratutto dal punto di vista morale, questo ritrarsi per una quar,antina, di chilome,t;ri della. l" 9.rmata. all'esordio cl.ella campagna., .si da\ra i:~i Fra.ncesi il possesso incÒntrnstato ~ei i1odi stradali c~i S. Wendel, di Neunkirch@ e di HombUTg, 11 quale possesso h metteva in ottime oondjzioni per oppor.si al successivo .sbocco della, 1"' e della 2• annal;a da;i monti del PaIa,tinato. Il còmpito della 1a. armata er a doppio, cioè: non compromettersi isolata prima della sua congiunzione colla 2"' a.r mata· e faci1ita.re lo sbo_cco di quest~t dai :monti del Palatinato. Ripiegando la 1" armata verso Baumholder l,a, si metteva certa.mente in diretta cong.iunzione colla 2"', ma non se ne facilitava lo ,sbocco dai monti del Palatinato · anzi si ren' deva difficile il successivo sbocco d3lla stes,s a 1" arm·ata. Paxe che ,si potesse, soddisfare a, quesl;e due oppo.ste esigenze facendo pren:cleJ:e J)Osizione a,l la 1• annata sulla linea, del Theel-Prims col cenko a Lebach, ,col1a cl:esfra -coperta dalla fortezza di Saarlouis: Essa si sa;rebbe così trov.afa sul fianco degli sbocchi della 2" arm,ata, ed in forte posizione, per attacca.re la qua,le i France.si avrebbero dovuto eseguire una gm nde -conversione a sinistra., prestando il fìa.nco destro a,l 3° cm1)0, che il 4 agosto si trovava gHt con una divisione a vYa,l dma.r e coll'altra a 0-usel, ed al 4° corpo che nello gtes-so giorno era giunto colla testa a Konig.sbrnchhof e colla, ·coda a Muhlbac.h. IÙoltre, da què'lla linea del rl'heel-P rims la 1" armata si tfarebbe trovata (!)
Vedasi lo Schizzo n. 3.
SÉDAN
N EL
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1793
in misruÙL di S'boc.ca..re prontamente da Sa.aa·louis (che era il ,suo sbocco naturale d:alla Saa.r) quando la 2.. armata sarebbe sboccata. dal frnn:be Volklingen-Saargemi.incl. La posizione presso Tholoy ebbe infrne il grave inconveniente di fai'. com.penetra.re le linee éli ma.rcia della :ta e della 2" arma.ta tra S. \Ven:clel e Neunlcir chen. II. - Lo spostamento ordinato dal generale .Ste-irm1etz l a sera del 5 non è cedamente da approvar,si, o non. fn approvato (1). Egli incolonna, il 7° ,e 1'8° corpo collo teste ì:t Guichenhach ed a Fischbach, su due strade convergenti su Saarbru cken, ed. a soili 10 chilornel,ri cla questo punto, per il quale doveva poi sboccarn la 2.. a.rm,ata; quindi egli si sposta, dapprima a, destra dalla linea S. Wenclel-Neunkirche,n. per non confondere le ·s ue linee di marcia con quelle della 2.. armata, e dopo, ,br~ve marcia ritorna 1:1d intralciarle verso· Saarbrucken ! E gli, ripeto, doveva oonersi. in misura di sboccare d~ Sa,a rlo1lis e da. Volklingen, la.sciando liberi. alla 2a armata glt (·l) n pensiero dominante del generale Mo llke appare chiaramente dalle sue lettere del 4 aaosto al generale Blumen thal, capo di stato maggiore della lii armai.a, ed al generai~ Steinmetz. Esso cosi si riassume: fare entrare in linea simultaneamente le tre armate nella battaglia decisiva - far sostenere l'attacco frontale della Il armata dall'offensi'!ll della· Jll armata. con tro il llanco deslro francese e da quell~ ~ella I armata contro il fianco sinistro nemico. E per da r tempo alla I[[ armata d1 avanzare ecl alla n di effettuare il suo spiep-amento strategico sulla Snar, il generale Moltke scriveva esp licitamerll e :il generale Steinmetz : Non si ha l ' int.m zione dt ·v arcare la Saar pi·ima, del 9 a!JOSio·(volume I della Co1·rispond1,mce milit,1in du, ìlfa1·escial de ,1/oltl,e, documento n. 103). · Nella. lettera del 5 agosto, ore 6 ant.. {documento n. i05) il irenerale Moltke dice esplicitamente al generale Steinmctz che • le rqle pr6vu pour l_a fre a.rmée consiste en , une attaque tout il. fait décisi,•e contre le flanc gauche de I·ennemr. , E lo s~esso giorno a mezzogiorno, così gli scriveva da Magonza : • .... Le 7' aofit la I•• armee, a « laquelle, sur ordre de Sa Majesté a été completétement alTecté le ~re _(<orps (Dirkenfeld) • se mcttra en mouvement par Ies routes de Lebach-Sarrelour3 et d lllmgen-Vo lklrngen. « Tout en evitant d'attirer inutilment t'attentiO,i, elle s'approchera assez de la Sarre , pour ètre prète il. franch ir cette riviere à parLir <lu 9 aoùt entre Sarrelouis ~t Voi• klingen at à prendre éventuellement l' olTensive contre le nane gauche de I adver. . . • saire que la u• armée aborderait de front • .
, sa !lfajesté se rése,·ve expnssément de donne,· les or<!Tes 11o·u,r l'executlon de cette , opération, car la manièrc de l'entamer et la direction il lui doanez dòpenden t de la
• tournure que les événements aurout prise alors il. la m• arméo •. Non è quindi a stupire se col ~uccessivo progetto di lettera. senza dat.~, ma proba· bilmente dell' s a.aosto (documento n, 125) il Re esprimesse a.I gcuel'ale Sternmet.z la. 0 sua complet,t disa pprovazione per la direzione di Guichenhach e di Fischbach _dat~ alle sue colonne, che lo portò poi acl iropegnal'e inopportunamente la ])attaglia di Spicheren.
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DA WE1SSÉill3URG ,\ SEDAN NEL
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s?oc?hi a. sucl, a comincia.re da, Sa.arb:ri.icken. Le sue disposiz10ru non potevano ,condurre che ad un frammischiamento colla 2• armata) come infatti avvenne il giorno dopo. Il genera.le Steinmetz è però in parto scusabile perchè, come dice la relazione ufficiale tede,goa (pa..g. 1±5) ,quantlo die<le quegli ordini .nella. sea:a <le.1 5, non conoscev.h i divisaJ11ent~ del coma.udo supremo, che dipendeta,no da ciò che sa1·ebbe <ivoenuto (1) . Qui apparirebbe alquamo manchevole razione del comando supremo·. E' verissimo (come è doLto, nellAi s,tessa pag. 145) che in quel frangente, quando v'era da aspettarsi ogni giorno qualche gran fatlo decisivo, convenisse guidare dall'a-11,o con prcc.isi comandi le mosse dei grandi 0011)1 dell'eser cito; ma. ciò non impediva che il comando supremo manifestasse in tempo jl suo pensiero a, gra.n di linee nelle p1foc:ipa.li eventualità, che poteva;no verificarsi, e special.mente in quella che era, la p iù probabile del passaggio .offensiYo della Saar, per effettuare il qua.le era, necess,nio indi ca.re so;,.1rntutto gli sbocchi clolle singdfo armate. In og,ni modo il generale Steinmelz è solo in parte scusabile, poichè la, reto stradale condu cendo necessari amcnt.e la 2• armata sulla Saar t.ra Saargemlind o Volklingen od almeno tra SaargemUnd e Saa.rbrucke:n, è évidente che anche senza L'esplicita indica.zione del comando supremo·, egli doveva, lasciar libero il passo di Saa.rbri.icken alla 2' armata. m. - I n ogni caso, quando si era, deciso di far sboccare la 2A a,r mata dai mon t,i del Palatinato, era necessario di fa.re affrettare il più possibile questo movimento, allo scopo cli diminuire la durata della crisi risultante da,l fatto cJrn quat~ tro corpi (4°, guardia, 9° e 12°) doveva.no sfilare per una sola st,rada, lunga 35 chilometri tra Kaiserslautern ed H omburg. Ora (pur non lonendo conto che la guardia il g iorno 4 fece una marcia molto brcvo, recandosi da Di.irkheim a Frankenstein e R amsen) si consideri che quando la sera del
(0 Questi divisamenti erano in verità chiaramente inrticati nella citala lettera del generale Moltke al generale St.einmet.z; ma questa ora datata dtl Magonza il 6 agosto a mezzogiorno, e perciò non poteva essere arri vata a destinazione nella sera stessa di quei giorno,
DA WEJSSEMBURG A SÉDAN NEL
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4 agosto si prese l a. decisione cli far sboccare la 2° arma.ta da.i monti del Palatinato : ci) il 4° corpo già era giunto tra Jfonigsbrnchhof e 1Ci.ihlbach; b) la guardia si trovava perciò in testa del movimento a 55 .chilometr i (ossia a 18 ore, compresi due grandi aH) da. Homburg. Inoltre la. profondità dei 1re· corpi d'armata, (guardia, 9° e 12") a, 7 ore pe,r ciascuno, compresi i pr.imi scaglioni dei traini, ed aggiungendo una distanza cli 2 ore tra corpo o corpo, era di. 25 ore. Risulta. quindi che la du.rat'a totale del movimento doveva. ossere cli 43 o-re. Quindi la, se,r a del 6 (secondo gi01no), awcbbe forse potuto arrivare presso Homburg la coda del 9° corpo, e ]a. testa. del J 2° corpo avrebbe potuto trova1'.Si. verso Mùhlbach, :mentre non vi si trovò che la sera del 7. Il movimento avrebbe quindi forse potuto es'ere accelerato di tm giom o, softoponendo bensl le i;n l!ppe ad m10 sfor~o eccezionale, sforzo che si .poteva però richiedere a lle t,ruppc m un ,Periodo di crisi come {1uesto, in ,cui .si tratiaYa di far s?~cca.re quattro, corpi d'armata per u.na soln, s,tracla,, ·qu~s.1 in presenza del nemico. Si noti. e.ho il movin1ento era fa01lita,to dalla ferrovia che correva para.llelamente alla s1rada. fino ad Homburg. . IV. - Che al quinto e sesto giorno di mobilHazionc si av€6se n el gran quartier gener aJle tedesco la terna che i Francesi irrompesserro a. massa dalla Saa.r senza atten'de,re i loro corn;plementi e che perciò si ritraessero le leste .di tappa ferrovia.rie dietro i mo11l,i del P,ai1a,tinato, lo si. con1pr o:ncle. Ma a i. primi di agosto, quando già la l3' armata poteva occupm:e una forte posizione sul nanco sinistro dei Francesi, e ln. 3" armata stava per penetrare in Alsazfa,, tale irruzione etra diventata poco probabile, tconuto conto sovrat1itto della sproporzione numerica dei due eserciti. Ciò dimostra in ogni modo, quanto fosse gra:nclo la preoccupazione concepita per Ja. difficoltà d i sboccare con qua.ttro corpi per una sola, strada,; e perciò, qual va-lore abbia ora ~ etz nello mani dei Tedeschi (indi pendentemente da oa.ni altra considerazion e) per il fatto che allontana . e copre l a linea della Saar dalla frontiera . ::{on si comprende
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però come quella s:tess'a preoccupazione non abbia suo·o·erito di erigere qu a.lche forte cli sbarramento verso Neunkircl!n ed Homburg. Poche opere al ripa.i·o da un assa,lto di vi.v a forza avrebbero a.ssicura.to lo· spiegamento delli:i 2;,. a.rr.o.ata tra quei due punJi, e protetto sulla. siinisfra lo spiegamento, della 1_a armata, già coperto sulla destra, dalla, fortezza cli Saarlou is. . . Qual differenza fr_a. l'es·trema prudenza dei primi giorni di quella gr?.nde g uerra, coll'audacia di Gravelotte, dove s i combatte la baUaglia deci-siva colle spalle rivolte alla. Francia ! Deve essere oggetto cli profonda mediti;.zione la valuta~ zione_delle forze mora.J.:i: il gr ande prestigio dell'e.sercito francese rnfonde negli avversa.ri, pur così superiori in numero e cosr abiln~ente condotti, una prudenza ootrem:a, nelle prime · mosise. Po~, n~ano a ma.no che colle scon,fitte qu'el prestigio decresce, l'ardire aumenta, :finchè inspira atti ben.si profondamente meditati, ·ma. a,udaci. Se non si tien con to cli. questi elementi momli, non si comprende la. guerra. Come spiega.mi, ad esempio, l'-auda.cissima marcia del P1incipe Eugenio nel 1706, il quale rimon tando, la destra del P o, ooa sfila.r e a breve distanza da, un esercito fraillcese più nmneroso·, i,l quale alla sua vÒ-lta non ardisce di attacearlo? e poscia aggira,'attorno a. Torino i F ra.ncesi anche, qu.i più numerosi, ed osa dar lo,ro baU,a glia colla ;B'ra.ncia a.Ue spalle, e con un esercito, meno n:fonèroso ? C OMBATTii.\fEN'J.'O DI \Ji!EIS SE:MBURG
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Alle 8 ½ ent.ra in a.zione la 4" cli.visione bavarese, la, quale ~i logora durante due ore in ostinati atta cchi contro 'Weissembm g prima che arrivino le altre colonn e : le sue batterie prendono posizione a così breve (hsita.nza daÙe mura che, son presto costrette a ·r itirar,:,i a nord cli rSch weige:n. 1 Alle 10 /2 en tra in azione ad Altenstadt la diviisioné éli testa del 5° corpo, o successiva.mente sulle pendici orientali del Geiss·b erg la, divisione di testa clel.1'11° corpo. Sono a.dunque t.:re divi.isi.oni con 17 batterie òhe entrano in azione contro una (i) Vedasi i l Piano n. i.
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piccola divisione fr ance.se mnnita di tr,e ba.tterie, la quaJei resiste per ben sei ore, dallo 8 ¼ aJle 2 1/z !Il va.lore delle truppe essendo uguale cl' ambo le part,i, non si può attribuire una cosi lunga resi-stemm che alla.· sconnessione, alla, manoauza d'insieme degli atti dell'attacco. Non risult~i che il coma.ndo d-eil'a;rma,ta (gim1to :fin da.ne 9 1/ 1 ,s ull'aJJn:rn ad est cli. Schweigen) abbia d-ato ist.ruzioni sull'incliriz~o del comba.ttimento, all'irufuori di quello di acceùerare la maa<cia al 5° ed 11° corpo (pagina. 169 clè"lfa, relazione, ufficia.le) . E ppure la situazione era molto chia;ra, e gli ordini da da.rsi pote,r.ano essere, per esempio, i seguenti : a) la LJ:4 divisione bava.rese prenda posizione a ll'altezza di Sch,veigen ed assalti vVeissemburg, rna soilo quando lei 9~ divi.f,,iane (5° cm1)0) abbici occupato illtenstadt; b) la 9a divisione si, spieghi col centro ad AHenstaclt, obbiettivo il Geissbe1·g, colla sinistr a per Gut leitho.f ; rniioverèi da illtenstadt qiia·ndo scorgerà, sulla sinistra, la 21• div isione (ll° corpo) enfrata in azione verso la ferrov ia; e) la, 21• divisione (ll° corpo), sboccando, da Schleithal si. spieghi sulla ferrovia co11-~ sinistra verso Rieclseltz-Oberdor:f; attacchi colla destra. il Geiss bcrg in con corso col 5° corpo, e ~o avvolga calla. sin istr a, da sud per la. valle cle,l Seltzba,ch; d) la · 3~ divisione bavarese, e la 10" divisione accelerino la mar cia per rinca.lza.re la 4• bavarese e la 9";, e) la 22"' diviJsion~ si por ti verso, R ieclseltz e vi occupi. una, buona, posizione fronte a. sud, a, cavallo cleUa gr ande str a.da di Hagenau. · I n tale od altro· modo le mosse, delle varie colonne sarebberò state coordinate, e l'attacco sarebbe r.i nscito simultaneo, con direzione a sinistra., e s:i sarebbe ottenuto lo stesso r.isultato, almeno neUo, -stesso tempo, 111,a con minore disordine e con perdite ass'a i più lievi. . . . Da parte francese, c'è più cla -ammira.re il valore con cu1 f ~ difes a la posizione, che l'ordine d a.to a.lla, divisione Douay d 1 sostenersi nella medesima, Se si ritenev,a di doverla difendere, dove:va e,ssere occupata con tutto il corpo d'armata. I n caso cont.raJ:io doveva, e;s,serc tosto sgombrata., an zi neppure
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occupa.ta con mùnt~:ra divis~~ne : per so1:~~glia~ oi:Ìtie,ra, b~stava !a ca.valle.ria,, ·a. l :pm sostenuta da gua.lche riparto th fanter.r a. Re.Iativament.e alle disposizioni date dal comando della 3a arma~a la, sem del 4, dopo il comba,ttim.en to (pa.g. 185 delb r:iaz1~ne), vuolsi ·osseir vmie che se v i era.no relativaanente alla s1tua,z10ne clell'a.vversa,rio in quel momento, i dubbi cli cui p arla la reilazione· uf.ficfale, non vi era .che da, a.vanz,a re con risoluzione: ·COI grosso de,lle, forze appoao-iato ai monti sul fì .d bb a.neo " .estro. Poichè, se il nemico colà si trovava; il grosso· delle forze l o avrebbe atta,ccato cli fronte, rnenti,e, altre colonne pel pie.d e :d.e,i mo,nti ne avrebbe avviluppato il fi,anco cl~s,Lro, come a v'Veissemburg. Se invece il nemico a'ves,s e 0Tav,1tato verso Sulz suHà grande ,stra.da di Strasbmgo, l a, ~nis cra, lo a.v rebbe fronteggiato, appoggiandosi al piede de.i monti, mentre la, destra. conver gendo a, .sinistra e, puntando da Lemb~ch ver~o Worth ne avrebbe avviluppa,ta l a si ni,s<tra, minacciando d1 aclclo.ssa,rl o a1 Reno. In ogn i modo lo disposizioni date_l~ ,sera. clel 4 pel 5 soddisfano bene a questa, cloppfo eventuahta. Le OlSServ.azioni ora fatte sembrano ta.nto · vere che l 'o:rdine dato daHa_3" a.rmJita n e.Ila sera del 5 pel 6 e,ra ins1~1rato al conce!;i;o di restringere, l'armata, verso destra; ed il :M·aresciallo J\fa,c-:Mahon aveva d:aù canto su o l'internzi~ne la ,s era cle:I. 4 (pag. 195) d i l a.ncia:nsi da.H a sua posizione sui fiat1co cleU'. avvea:sario so questi proseguisse il suo movimento ver.so su d. M:ovnvIENTI DEI FRANCESI DAL
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ne mantiene il collegamènto. Per manten er e tale collegamento non era necessario un corpo d'armata,; così. fawenclo non si. otteneva altro risultato che di perdere un corpo nel giorno di una battaglia,, sia, .sulfa Sa.a,r , sia. sulla Sauer. Il collegamento tra i due gruppi lo, si ,sar.ebbe trovafo innanzi ,nell'offensiva., e indietro su11.a :M:osella in,,caso di ritirata, L a. posizione di Bitsch pel 5° corpo presentava, lUl ,solo ·vantaggio : quello cl~ copi;ire il 1° corpo i n posizione .sulla Sauer contro un aggiramento, pe1: pa,r te cli truppe che muovessero da Zweibrticken e cli~ Pirrna.sens. Ma questo era poco probabile, perchè era natui1ale che ,truppe nemiche giunte a Zwcib1iicken ,avessero per obbiettivo la S a,a r verso Saa.rgemiincl. E ciò è tanto vero che lo stesso ma,r esciallo :i\foc-Mahon si preoccupò . pochissimo cli quel.l'a.ggiramento, poichè aveva, d:ivisa.to, muovendo in offensiva il 7 cla · '\Vorth, di . farvi con.correre il 5° corpo da B.itsch su Lembach . Ciò posto, e poichè · il 5° corpo era. stato giustamente collocato ,a lla dipendenza, clel m arescia,llo Ma,c-MaJ1011, p an :} che sarebbe stato molto meglio di riunirlo il ,Più rapidamente pos-sibi:le al 1 ° corpo per fargli prender p ai-te ànch.e ad mm ,b attaglia difen:sii.va, ch e n essm10 poteva esclude.re pel 6 agosto. f
BATTAGLIA
DI
\VoR'.m: (l) .
I. - Lo disposizioni date l a sera del 5 dal com ando: della 3" armata, por raccogliere meglio l'arm:at.a a.ppa,io'no bene adatte al% .situaziQlne. Pare però che 1'11° corpo a,vrebbl:} potuto l)rommziare di pii~ la s ua conversione a, destra e portarsi più innanzi, per esempio a \Va-lburg, a.ssicm·a,ndosi cli ·quei pa;ssi della, Sauer e coprendoli. Così pure. il 2° corpo bavarese poteva, concent,rarsì tutto tra., La.ngensulzbach e MattstaJ'l , e{l esservi .sostitui to, da.l 1° ba;varese ·a Lemba:ch; il. quale pot~va con lilla divisione gua,rclare La strada di Bitsch e coll'a:ltra appoggiare il 2° corpo, bava.r ese. Que\Ste disposizioni pare che a.vr ebbero megl io assicurato le successive operazioni _nella triplice evE,ntuali tà cli faJ.· fronte ad un a.tta,cco fran-
AGOSTO.
Continuano a riS'entirsi della faJ.sa p osizione in cui si trovano : politica ·aggressiva. ed imposisi bil.ità mjlitare cli traduilà in atto. Quindi, n on potendo ancla,re innanzi e non volendo _retrocedere .sulla Jyfo;eua, Timangono dove si trovano, orgamzzanclovi la difensiva,, ,sia sulla •Sa.ar, sia- sulla Sauer. I Vosgi d:ivid.ono i .Francesi in du e masse cli.sti nte. e fra le due il 5° corpo situato a Bit..scp., qua;s:i. sulla, cresta ~lei Vosgì, (I) Vedasi lo Schizr.o n. 3.
(I) Vedasi il Piano n. 2.
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:~se, di att~._cc~.r~ e:l avvil~ppare pe~· lo due a:li (vis ta la i:,_r~nde supe11011ta clt forze) 1 Francesi se ri ma,n essero in 0 _ .s1z10110 s ulle altm-e di Froeschviller, cli inseo·ui_rli se si 1 0 J:avaJ.1.0.
ifr-
.~I. ~ -L a po;c,i~ione di :~i'rooochwiller fu bene occupata dai. Fr. ance;:,1.. Essa e molto forte frontalm"nte clebole SU 1·.1a Sl·" , n~st.ra,. dove le ?J.tm·e dominanti. e boscose agevolano l'avvio:marsa. del _nen~1co. Le due princip:ali linee di ritirata e-.ra.uo le st.:1:ade eh Reiclrshoffen. e -di Ha.guenau. L' atta.eco doveva permo:~ndere ~ trn~ere ,a ba~a. i F rancesi di fronte col 5° corpo, ed av.1lup~ar1I coi B:avares1 a nord e coll'l1° corpo ed i v'iTurt~mb~rg~es: _a, ~ud, ,t agliando loro le &nddette due linee princip'.111 di_:·1~ir~ta. Per questo avviluppa.mento da sud la dir ez10ne ?ia m chcata per W alburg su l\forsbronn ecl' Eberbach ei\a la più adatta; m a in pari tempo '.il corpo Wercler avrerbbo dorvu:to puntare il più lungi possibile · stùla strada cli Haguenau. . III. -:- Il oombatt.iniento del1e '7 del mattino ,a Worth fu 1~oppo:rtuname.nte impegna.to dal comandante dell'avaiwu.ardel 5° co11)0._ E' un~ injziativa non giustificata quella cli LUl :com~nclante m .sott·ordme che senza una grave e sicura ra.gwne impegna un combattimento, il qua.le può trascinare, poco a po~, oontro la volontà del comandante supremo, tutte le tn:11:Pe m una batta-glia; e .ciò specialmente quando i clu:e ·eserci.ti sono a contatto. ·
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-~d. ogni modo questo combattimento, ed .anche qù.ello di G~illiltett furono t ronca.ti. Chi impegnò veramente la battagli~ fa il gen~ra.~e ~artm~.rm, coma.nclaa1te del 2° corpo bav.arnse. Fu egh grnst1fìcab1le? Egli av,ev,n. l'ordine di cadere per_ :M:attstall colla 4" divisione s1ù fianco sinistro de.i Fran•ces1 se qiiesti passa·va,no off(Jlnsivamente la Saiier. Egli attaecò qucindo sentì vitace il cannone ·ve1·so lilìorth. Ma chi o'li disse che ,quel c:annoneggia.m.ento e~·a conseguenza di. un'offensiv~1 francese? E non sa-peva egli che il comancl:a.nte della. 3• armata, non voleva attaccare che il 7? Par0 adunque ch'eo-li cl?~esse assicur arsi d i qua.nto accadeva verso, \Vorth, pril~.a d1 m1pegna.re a fon,clo il suo· corpo d'armata. Rel dubbio eo-li poteva intanto far occupar.e i l villaggio di Nehwilier e schie-
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rare la ±" clivjsione fuori della po?'tafo del canno,ne, in modo da poter cadére, occorrendo, s:olle aJ.ture cli Froschwiller, avvHuppanclole da ovesl., ma giammai attacca.re così alla ciectt igrroran do 1a. reale ,si tuabion e. Se così iwesse a.gito, -a vrebbe potuto fac.ilmente disimpegmaJ.·si e riprendere Ja, primitiv,a po.sizione 1c;e n e era il ca.so ; e se invece avesse dovu to realmente attaecare, avreb,be proceduto in nan:li senza pe,r dit.a di tempo avendo già tutte le truppe alla. mano e schiera.te. Che accadde in.vece? La brigata, di t.esta, forte d i s-oli 4 battaglioni si mosse alle 8 '/1 da Langensulzbach e giunse dopo aver attra.versato il bosco, a 300 p assi dalla posizioitle nemica, dove, trovanclosi di fronte a forze molto superiori, dovette sch:ierarsi su una sola linea . L'altra, brigata mosse U!ll'ora, dopo da Langensulzbach e in·olu11gò .la, fronte clell'.al t:rn brigata giù logorata , ·Così alle AO un a. sola schiera. cli 10 biattaglioni (compresi i due provenienti cla.lla. J<uhbrùcke) fronteggia.va la, posizione fran cese,, avendo due soli. battaglioni in riserva a, Langeih5ulzba,ch; l'a1la sinistr:a fra-n cme sopra.vanzava l a destra. bavarese e Nehw:il]er e,n~ tu.ttora 00cupato da m1a compa,g11ia fra;ncese ; ·così l'attacc,o bavarese era puramente, frontale, anzi avviluppato, jn.vece cli esse,r e avviluppante. In tal modo la batta.glia eJ:a. impeg,nata, e, maJe impegnata, perchè :iii. ritrarsene in quella. .situa,zione, :non poteva condnrre (comé clif.a.tti avvenne) cho a.Ua disorga,n izzaziorn~ della 4" clivi,sione, bavarese. Conseguenza di tutto· ciò fu l'equivoco cle.lforclia1e perve11uto alle 10 '/, di sospendere il comibattimento, quando le truppe erano tutt,e impegnate e frammis,chia.te, ordine seguìto un'ora dopo cla1l'avviso del comandante del 6° corpo che avrebbe a,ssaltato le aJ.tme di Worth ecl invita.va i c~rpi laterali acl ·appoggiarlo ; ma, i n quel momento le truppe si erano quasi tutte disimpegna.te dal combattime;nto e .si stavano ri traiendo con :rp.olto clisord.ine a. ;Langensulzbach. Ciò stante il generale Hartmann decide di riprendere. l a. pugn a ed. ordina ,a{l una briga.t.a della 3a divisione di av.anz:a1,si da Lemhach; ma prima. che questa sia giunta, la bat taglia è termfo1,a ta. Laonde, l'a'2ione del 2° corpo biwa1"ese, pe:r: l'insieTne di queste circostanze, fu nulla.
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1L 1° ·corpo, ba,vm·ese enti:ò in azione coUa sola d ivisione 'cli testa nell'ultima fase della battaglia. Anc.he, ,questa ,si e.samì in assalti frontali, nè avrebbe potuto fare, altrimenti, visba 1.a, direzione da cu i proveniva,. Questa divisione concorse a.ll'f1,ssaJto fìn:a:le di Froeschwiller qua.n:do i :Francesi premuti dal 5° cor1)0 e sovratutto dall'U O inwminciavano· a cedere i l ter,:eno ; 1na ben si può dire che per sè sol~b quella divis ione non avrebbe essà pu:rn ottenuto .a.lcun risultato. IV. - Poco dopo le 10 l'artigtlieriia del 5° corpo, in concorso con 4 batterie dell'J.1° ha ridotto a.l silenzio l'a.rtiglieria . fra,n,ce.se e dirige i suoi fuochi contrn la; fo.nteria. I n quel momento, giacchè il generale Kircl1bac.h intendev.a di dar e l'assalto alle .a lture di Froeschwiller e di E ls·asshauisen ' eoli b avTelJbe dovuto già tener disposte le sue fanterie nella formazione colla quale avr·ebber.o poi simtiltanea,11iente var cato la Saue.1• ed a.ttacca.to le alture, per eseli1pìo con tre briga.te schierate per a,la tra Oberdorf e Goers:dorf, ed lrna in r iser va. Le tre brjgate avrebbero c1ovuto conte11iporaneam,ente giungere alla Sauer, .sta,b:ili1"visi fortemente, pre:parafrvi numerosi mezzi di pass·aggio colle trwppe del genio e cogli zappatori di fan teda, e poscia inizia.re !l'attacco contempon1,neo delle a.itu·r e, con clirezion,e a sinist1'Cl., qi,,a,ndo l'.11° co1·po tosse ent·rato in azione verso lfllorsb1'onn. Ed invece' il generale Kirchbach ammas,sa la fanteria del 5° corpo in più linee su una fronte di un .chilometro, ed ordina ai so·li qucitt1'o battciglioni ancor dicsponibili dell'a.vanguar'dia di impadronirsi di ·wo.rth e di risalire in clue. coilonn.e dista.nf;i oltre tm chilometro l'una da.ll'altra. le alture di Elsassihause.n ! L',attacco naturalmente fallisce alle 11 1/ . le tnlppe, ,sono rigettate in disordine sulla, Satwr su una. fron te di :Ùue chilometri tra Worth e Spa,chbach. Allora, si fa. avanzare la 19,, brigatit,, fa, qua,l e si incastra, neUa 20" così disordinata ed i,ncom.inci!a a;lla sua. volta. 1ma serie cli attacchi slegati, i quallÌ., na.turalmen te, tutti falliscono, frnchè alle 12 ¼, in seguito a.i con trassalti francesi la situazione a.ppare moJto minacciosa. Allora il generale 'Kirchbach,· nell'assenza del comando cli a'l"lncita (ore 12 ¼) assume la responsa.bilità di ordinare l'at-
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tacco decisivo, e manda. l'invito a,i. corpi faterali <li appoggiarlo. La 9" di.visione si. inca,s tra allora nella 10• già così logora e tutti insie:m.e fram::unischiati procedono nelle ore pGmeo:iclian e alJ' attacco delle a1ture. V. ~ L'll corpo che doveva. tra.sfe1ir.si a.cl HolschlocJ.1, strada faccmdo sente a tuonare il cannone, ve1,so W01th e proseg11e su Giinstet.t e Spachbach, ,e -so.lo colla. ,sinistra su niforsbTOnn. L'attacco doveva J}ercit'> riuscire in gran parte frontaJe. Ciò :non. .sarebbe accaduto se :il comando d'annata, ne1le disposizioni date hi sera del 5, invece di ordinar.e all'11° corpo il brevissimo tragit.to fino ad I-Ièilsc;hloch, avesse disposto perchè si recasse verso ·walburg, almeno coLl'ava.nguarclia, impadrnnendosi dei pass.i della Sauer, ed accenna,ndo :fin d'allora. ,ehe tale ordine veniv,a dato nell'intendimento di cadere sul :fì.anco deUe posizioni francesi pal p iede delle aHure. In tal ,caso, 1'11° corpo, conos·cenclo il eone.etto del comando d'a,r mata, invece d_i gravi.tare su Gùnstett si sarebbe. portato, su Diirrenbach e si sarebbe spiegato col centro verso Mo11sbronn, ooll:a. sinistra nella va.Ile deU'Eberbach e colla dostr'.a di fronte all'altura clell'Albrecht.shauserhof, L'attacco cosl diretto·, ed esegui to si11iu~tanecimente, lt spiegamento i1,ltima,to, con direzicme a sinistra 1Jerso i'cila. civviluppante, sarebb0 stato molto più decisivo, appoggia.te come doveva essere dal 5° ·corpo che av.r ebbe v~rcato la Sauer q_Ha.nclo civesse sentito 1,'11° corpo fortemente impegna,to. Invece., appena. hb brigata d 'avanguardia giunge tra Giinstett e Spachbach, si esaurisce anch'essa ·i tl atl;acchi slegati, ~enza. attendere l'arrivo deile ,aJtrn truppe del corpo cl':armata, i quali attacchi so.no naì.uralmenlo respinti. Non è che più tardi assq,i ohe l'J lQ corpo entra, tutto .in azione, sostenuto da.lla divi,sione wu.rtemberghese, ma allora. solo gli ultimi r eparti arri vati J1annù con.sistenzà., perchè tutti 1gli a,l.tri sono esauriti da s uccessivi attacc hi slega.ti, frarruni.s chiati e sciolti su una sola linea di fuoco senza a.le.un J,egame, tattico, Si com.prende che così debba accacl.oro nelle ultime fa.si cli um.a battaglia, quando enLrano .i n azione le ri,serve; ma appunto percà1è il g11ave incon.venionte è in parte inevitabile, bisognn, ritarclarJ.o quanto è possibile, ed a tal uopo non vi è aUro O
J.OV'al:
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mezzo all'infuori di uno schiera.mento regolare nel periodo preparatorio della battaglia, p1"ima di entrare nel raggio di a.zio ne della fucileria. Così si è sempre fatto pe.L ·pasisa.to, e le nuove a-rmi non hanno in:fluenza su ciò che accade fuori del loro i-aggio d'azione. VI. - Ma il più gravo appuinto che si possa fare ai Tedeschi .i,1 questa battaglia-, in cui essi riuscirono vincitori solo per la grande prevalenza delle forze o la superiorità tecnic~ della loro artiglieria, parmi debba rivolgersi al comando d1 armata. Esso non voleva .d ar bat!;aglli-a che i~ 7 e sapeva il 5 che il nerbo delle forza frances i a,ccampa:va attorno a Froeschwiller e che i loro avamposti erano a stretto conta.tto con quelli del 5° coi·po che si trovava al centro dell'armaL~. Dun que il quarLior generale dell'armata dovova essere stabilito presso iJ 5° co11>0, non più indi etro di Prouscb:dorf: da quel punto a,vrebbe potuto venire continuamente informalo di quanto accadeva a.gli avamposti, ed impedire cho .in seguito a<l inizia,t.ive male intese di comandanti jn sott'ordine, si aocendesso la baittarrlkt contro la volontà del comando supremo. Nao p.oleone bivaccava, per lo più .tra le sue i.ruppe la vigilia cli lLna battaglia. . Invece cosa fa .il coman.<lo deJ.1a 30, mma.ta? Sta.bi>l.isco il s110 quartier generale a Sulz ad oltre lO chilomoL-6 da \:Vorth; nel ma.ttino del 6 sente tuonare il cannone e ma,nda un magoforo di stato maggiore ad informa,r si di ciò che accade; invia ~rdinc di .sospen:dere il combattimento, il quale orcliJ.1e, giungendo 1in'ora dopo, poteva trova.1·e una 1situazione cambiata e quindi riuscire inopporttmo. E finalmente ,giunge un'ora dopo mezzogiomo sul campo di battaglia, quando già il generale Kirchbach era stato co,stretlio dagli avvenimenti a ,sostituirs,i ail. comando supremo ais:sente, ordinando al 5° corpo l'attacco decisivo, ed invitando i {:Orpi laterali ad .appoggiarlo! A.lm~no si fosse recato sul oampo di battaglia. al primo tuonare mtooso de,l -cannone, chG ·avrebbe in tal caso potuto, giunge.re prima delle 9, in ;tempo cioè per sospenclere il combatti~tento del 6° corpo. A. quell'ora la 4a div-i.5ione bava1·ese sta.va 1mpeo-rn:1,ndosi fortemente; .ma era minor male lascia.r questa al~uanto ,compromessa: cho impegnare in condizioni sfavore.voli
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una battaglia la quale per giungere a buon esito 1·ichiese lo sforzo intonso di circa 100,000 uooni:ll'i contro 40,000 ? po:co più! e ciò a cagione della gra.ndo sconnessione cle1le moss€.', cho si poteva evitare. Si scorgo da ciò che precede quanto grande sia l'influenza che eserr:cita la ,scelta dolle locaJità ove stabilire i quartieri o-enerali, swlla condotta delle truppe, e oome si,a necessario, ;er non lasciar.si sfuggir queste di mano, di sta,bilire i qua.rtieri generali molto innanzi, quando i due eserciti avversa1"i sono a, conLalito. Nella situazione di fatto in cui si trovaYano a. quell'ora. le t111ppe, cioè al tocco, gli ordini dati per coordinarne 1~ mosse e condurre a :fine la batta.glia, erano i soli conwnient1. BA'.l."l'AGLIA 01 SrrOHEREK
(1) .
I. - Come già osservai altra volta, gli ordini dati la sera del 5 pel 6 dal comanclo della, 1"' armata., avviavano il 7° ecl 8° oorpo su Sa,arb1iicken, dove doveva sboccare la 2• a~·mata. Quei due corpi dovevano giungere coUe loro teste n spettivamenLe a Guichenbach e Fischbach. l/8° corpo e.se~~ bensì l'ordino ricevuto, mft il coma,ncb nte-del 7° coipo orclmo invece che la 13" divisionc si recasse col grosso a Pi:ittlingen e colla testa a. Wolklingen, e la 14° col grosso a Guichenbach e l'.avanguardia presso Saarbrucken. L'aver spin ta cosi innamai. la 14"' divisione fu la prima ca:usci che condu:sso alla battaglia. E qui domando per incidenza: Dal comando delila_ l" armata vennero la sera- del 5 telegrafate, al gran qua-rtiere ge~ nera.le in :ùfao-onza. le disposizioni date pel 6? Non pa-re, perchè quelle cli;posizioni essendo, come già s'è ,·eduto, in assoluto contrasto coltle intenzioni del comando supremo, questo avrebbe evidentenienLe dato tosto degli ordini per farle modifica.re, 0 q~anto meno per impedirne lo eventuali fun este conseguenze. Mi sembra bensì cho essendo le due armate a contatto tra di loro e col nemico, il comando supremo av1.·ebbe 1
O) Vedasì H4 -
n Piano
ANNO XLVII.
n. 3.
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fa.tto bono a tr aspor tare il suo c1u.artier geueralc presso a1;Jo medesime, per esompio ii Neunkirchen, cl'onde, a contatto colle due armato, aYrebbe poluto facilmente guidarlo, lasciando maggior libertà aJla. 3(\ armata che er a iso,l al,a e loma,na. Il oo.mandante della 14a d1.vis.io111e (generalo v. Kamecke) conosce strada facondo che le posizioni nemiche a sud di Saarbrii.cken sono sgombre e che si vedono pocho truppe più in là tra Dxathzug o Jo Stift~wald. Chiede, al coma.ncla.nto del 7° corpo (gen . v. ½a,strow) se deve passare la Saa.r ed impadr onirsi di quelle alture prima che il nemic-0 lo rioccupi, e questi a:ispondo (pag. 27G) che operi conie megiio crede ! Gl:i era chmque inclifferente che la metà delle sue forze operasse in un modo piuttosto che in un altro, a11che a costo di trascinare l'altra metà in una. b a.ttag1lfa da lui forso non voluta, e certamente non r ichiesta dalla situazione gener a.le ? Il genern1e v. Kamecke adunque, .autorizzato ad agire come meglio crede, alle 11 '/2 ha proso posiz ione colla brigata di tesla della sua divisione sulile alture Lra, la. piazza d'armi c<l il Winter-Berg, a sud di Saar brilcken. Il generale v. Goeben (comandante 1'8° corpo), che si trovava per caiso a Saarbrii.cken, promettei! suo a ppoggio e manda l'ordine di faro avanzare, (J_tiante 1riù truppe è possibile dei' suo co11)0, cioè hltta la, 16" divisione, la quale intanto era già, stata messa in marcia di moto proprio dal suo coman'clante, a i primi colpi di cmmoine. IL comandante della 9" brigata di fanteria cho formava la colo1ma cli destra della 5'' clivisione (3° corpo) e si appres.sa,-a a Dudweiler, or dina, pure di moto vrop rio, cl i proseguire su Saarbrucken, sembranclogii che l'avanza,re isolato della .14°' divisione non sia cibbastanza sicuro. Anche il gener ale Alvensleben (comau<lanto del 3° corpo) decide di porta.r e in giornata ,a, Saarbrii.cken quante più truppe gli tosse possibile o manda i. re'Lat ivi ordini a tu Lla la 5a divisione. l!'inalmenle il generale Yon Za.strow quando sa che H generale von Kamecke passa la Saar, trova convenicmt,e, di portarvi fatto il suo corpo, ,ed il gener alo Steinmetz, comanclanLe cleil'la 1a a,rma,t a, approva, per punire iL ne1nico della sua negligenza! Così anche la 13" divisione avanza su VoJklingen. e ViTehrclon. · In tal guisa, contro i'intenzione del comando s11,ivremo dell'esercito, che giustamente intendorn cli effettuare lo spiega1
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men to di tutte intere la 1" e la 2"' armaLa 1sulla Saar, pr.ima cli procedere ad att i offensivi, e che .aveva interesse a trattenere i Francesi su quel fi.umo per poterli poi rigetta.r e verso nord manovrando per la ·sinistra da SaargemUnd, sta per impegnarsi una battaglia, alla cieca per par te cli quattr~ divisioni prussiane (computando anche la 13a), contro quali forze francesi ? chi lo sapeva fra Lutti. quelli ohe così si p1;ecipitavcino vorso Saa;ebrli.cken. ed oltre ? A. pag. 283 della Rela.zione quasi si loda che le deliberazioni cli proprio moto dei cap i deHe truppe di prima linea precorressero agli ordini superiori ; e si <leve a questa cfrcostanza, soggiua.1.g e la Relazione, se la 14a divisione fu soccorsa tardi ma a tem.po. E ' senza dubbio a.lta.mento lodevole questo fuoco sacro, questo spirito ùi inizia,ti va dei comandanti in. soWoraine che li spinge ad accorre\· tc.;to ai cannone, qu ando fa, battaglia, è in, pegnata; ma affi.nchè questa iniziativa non diventi un'ar ma pericolosa, ~ necossa,rio· che appunto chi por primo spar a il cannone, ch1 impogn a una battaglia, lo faccia a r agion veduta o sia pe~fettamente conscio della gran~ responsabilità cho .assumo; 111 una p~,r ola egli elevo esser certo, che così f~ cendo aS'secon~a le io.tenzioni del corn·a.nclo supl'omo. A.gendo m moclo· contrario la guerra è condotta a caso, o meglio diventa un caos, e 1e op_cr azioni proce<jono acl arbitrio di tutii. Ora le assecon1ava, m quosto caso 'il gener ale v. Karnecke quoJle in~ nzi.oni del comando ,supremo ? Ko, evidentemente le contranava, per lo ragioni già esposte. . _ Ma, 'S i. può obbiettare, al gro1.ora.le v . Kamecko P:;emev.A> ~1 impadronirsi clehle alture a sL~cl di Saa1;bri.i cken, pnma che 11 nemico troYasse forse opporLuno di rioccuparle (pag. 276) . Ed è facile replica.r e : ci.ò che poteva desiderare il comando ~upromo era eh~ il nemico fosse lrnttenulo ,s ulla Saar per lasciar tempo cli compiere lo spiegamento d<'lla, 2~ armata e poter poi manovrare conLro il fra.neo destro ~r ance~o;_..se adunq~e :iii. nemico rioccupava lo .aJ.ture a sud di Saarb1u?ke11 , da, _a segno cli !llon volersi allontanare dalla Sa.ar ed agiva propno secondo l 'jnteresse del comando supremo tedesco ; non conveniva per ciò disturbarlo. . . . Ohe .se poi al generale v. Kamecke fosse sorto 11 ~ubb10, viste le poche forze che il nemic-0 pareva aver lascialo ad
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occupare le alture di Spicheren, che questi fosse in ritirata 8 che convenisse attaccarne là supposta retrog uardia per trattcmerlo, doveYa farlo i,n modo da assicui·arsi a guisa di ricognizione offensiYa che realmente non v-i fosse che una retroguardia, pronto però a disimpegnar.si se si fosse .ad un tratto ,t rovato di fronte a forze notevolmente superiori. Sotto questo aspetto possono essere considera.te op1)ortune nel fatto lo prime disposizioni dai.o dal generale Y. Kamccke, non già che fossero state date coll'intendimonLo sopraindica.to, poichè il suo, scopo è rivelato a pag. 284, dove ò detto che. « a « cagione della breve distanza. delle piccole alture della sinistra « della Saar clai _passi del fiume, appciriua necessario per la « sie1nezza di questi ultimi sta.bilirsi più innanzi e scacciare « dcille lo1·0 posizioni dominanti le trUP[Je nemiche, apparen«
temente poco numerose... » .
Difatti. sulla piazza d'armi e siù ReppertsbeTg vengono coHocati una batteria. o d ue baHaglioni in riserv~a; due battaglioni vengono maa1dati a destra per Drat.hzug sul fianco sinistro della posizione francese di Spicheren, ed altri due per lo Stiftswalcl contro il fianco destro francese. Queste disposizioni sarebbero sta.fa assai opportune se si fosse inteso di fare una ricognizione of(rmsiva, poicl1è due colonne er a.no avvia.te contro i nane.bi della posiziono nemica, quindi meglio in grado di determinarne l'estensione e l 'occupazione,· e Jacilo sarebbe stato il disimpegnarle se, dopo avere adempiuto, il loro còmpi to a.vessero riconosciulo di trovarsi fronte di forze molto superiori; poichè in tal caso avrebbero potuto facilmente ripiegare siùle primitive ,a.ltme, già occupato da, una batteria o da due bat,bagtl.ioni di ri,s erva. E cooì avrebbero dOYLlto fare al più tardi alle 2, quando conlro •l a, brigata d'a.vanguu·di.a d ella 14a di\risiO'lle erano già entrate in azione sei batterie ed una divisione e mezza francese. hla poichè invece si intencZe1;ci in ogni modo di aUcicccire, che dire di quelle disposizioni, colle quali si invia.no contro quello forti •a lture duo colonne, ciascuna di due soli battaglioni o separate da un intervallo cli circa 2500 metri, mentre i due battaglioni dì riserva rimangono a 2000 metri dal Rotherberg, mentre l ',a,Ura, briga.la della divisione era. a1J1cora lontana?
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Il generale v. Kamecke adunquo, dopo di a vere constatato la presenza <li ra.gg,ttardevoli forze francesi, invece· di far ritrarre dalla pugna i ,quaLta:o battaglioni già i1ilpegna.ti, tra il tocco e le due, fa entra.re ,in azione anche i due battaglioni .cli riserva, avviandoli aU'assalto del Rotherbero-. Alle 3 sono sei baLcaglioni ehe combattono hmgo un front; di tre chHometri e mezzo! (Vedi lo schizzo a pag. 295) . Alla stessa ora sopraggiunge la 284 brigata, le cui truppe si frammischiano sulla destr a. oon quelle della 27\ la quale aveva già frammischi,a ti i suoi battaglioni e reggimenti. Questo frammi schiamento aumenta più tardi, quando arrivano la 5"' e la lG3 divisione sul campo dì battaglia; per cui tutti gli ordirrù tattici va1mo sciolti, confondendosi reparti appart~nenti ,a corpi d'armata e ad armate diverse. In quella situazione era naturale, anzi necessario che cosi ,accadesse, pernhò · le truppe fresche giungendo dì mano in ma.no, era d'uopo che fossero a.vviate a Sipizzico laddove le vicende del combattimonto rendevano più utilo il loro co;n.corso. Ma la cau.sa prima st~ tutta nel modo con cui la. battaglia venne impegnata dalla bngata d'avanguardia della 14" divisione. Se la battarrlia o ci'ò malgmdo, fu vinta, lo si dove al valore, alfa pertinacia spiegata dai Prussia.ni ecl alla, grande su periorità della loro artiglieria, i11 quantità, qualità ed impiego tattico, cosa quest'ultima. che trasparo ad ogni passo della Relazione ufficiale, dove è messo in eyidenza che k poche batterie francesi erano ;prontamente messe al silenzio e obo efficacissimi riusciv:ano -i tiri delle batterie prussiano conLro le opposto fanterie. Ma se la vittoria fu ugualmente ottenuta, ciò avvenne a prezzo di molto sangue o contrariando i progetti del comando snpromo, ed inoltre correndo grave 1·isohio di .sconfitta, per poco che il 3° corpo francese aYesse sostenuto i,L 2°. Quindi tali metodi non solo non sono da erigere a regola -come a molti, in seguito agli strepitosi successi tedeschi, è parso si dovesse fa.re, ma ·sono, a mio avviso da bandire. Non posso perciò concordare colla Considerazione finale stampata a pag. 342 e seguenti, la quale sembra scritta allo scopo di accomodare tutto après coup come soventi accade alle relazioni ufficiali. Dobbi,a mo perciò a mio ·a.vviso accet-
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tare con molte riser,,e i principh che emergono da quella Consideraz'ione finale, .i. ,q uali, se applical;i in modo troppo assoluto, potrebbero rius cire pericolosj quando si avesse di fronte un nemico più numeroso e .sovratutLo più :ilntraprenclentc eh quello d1e ,avevano i 'l'ed,esc.h i nel 1870. La. Re<lazione difatti, dopo a.ver eletto che imo appigliarsi
delle prime fruppe al neniico, conclusse acl atti risoititfoi Nox nrvrsATI z5el 6 cigosto, soggiunge, poco dopo che però 9.uesto
procedere co·rrisvose a,nche agl·i intendimenti dei ccipi sup1·emi, e che lo a'oa.nzarn. del genemle v . K.am.eclce non cittrave1·sò alcuna disposizione suveriore verchè fu diretto contro nemico che stcvoa allontanandosi. Ma no, che non ,s tava a.:ffa,tto ,alilontana:ndosi. E' Lutta qui la questione. Se si fosse rea1mente allont_a.nato, jl generale v . Kamecke poteva benissimo a-ttac. carne la retrogua.i·clia, correndo poco rischio. Ma se invece il nemico .stava ferino, il rischio era grande ed il riswltaLo sLrategico nullo, sta:ntcchè il nemico già faceva. ciò che il comando supremo desiderava. Ora, si trattava precisameni.e, prinici di lnnciarsi a fondo alla ciecci, di conoscere la forza e le intenzioni del .nemico, e quindi si doveva opera.re in guisa da pote1\si facilmente svincolare ,se il neJnico già agiva di. moto 1Jroprio ,secondo le intenzioni de1 ooman1clo suprnmo. La Relazione ,soggiunge che l' arrna,ta clel Reno, civ11,ta notizici dell' ésito clella bcitta.g lia di W orth, lei mat-ti.na clel 7 si
sarebbe ritirata anche senza essere cissaiita, ed in tal ca.so ella civrebbe probabilniente toccato lo, M.oseUa, senzci aver prima patito la scon(i.tta di uno de-i suoi corpi. Tutto ciò è verissimo, sebbene anche questa sia un'osservazione après couv, poichè anche la. ba.ttaglia di Worth non era preveduta pel giorno 6. Non si può fondare un mg.ionament.o su ciò che nel fatto è accaduto, qua.udo tanti elementi favorevoli e non prevedibili ha11it10 contribuito a render possibile i:1 fatto stesso; m ~i anche ammettendo questo modo di 1,agiouare, si deve, considerru.·e che la. sconfitta, cli Spicheren non fn dec.isiva come quella di W orth, e difatt.i la. -stessa Relazione ammette a, pag. 340 che non incaizando i Prussiani, questi m.ovim,enti (çli ritirata) pote1·01io essere eseg·ùiti con bcistante ordine. Ciò malgrado tm notevole in:fl.u\sso mora.lo ebibo questa, vittoria, sebibene anche
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la sempJ.ice r itirata vers0< la }[osella av1·ebbe bas-tato a. deprimere gli :Spù·iti francesi, !Specia.lmente .dopo l a. sconfitta. di vVor th. }fa l 'indiscutibile vantaggio ottenuto è tale da compensare i g.t·avi rischi incontrati ? P ercJ1è non si dimentichi che la sconfitta fu prodotta. dal fatto che il 2° corpo fu lasciato soil:o a com!battere,. Ma, per poco, che il marescia.llo Bazaine avesse, fatto .accon·ere i rinforzi promessi a1 generale Fro-s-sard :fin dalle ore a ntimeridiane, per 1)000 che i com:andanti delle divisioni del 3° corpo· a.vessero dato prov,a di spirito d'inizia.tiva nell'accorrere ,a l cannone, in vee.e. cli attendere ordini, o di esaurirsi, com.e f.e.ce il generale Ca.stagny in inutili mare.i.e e controrn.aroi.e, i Pr'U'ssiani sa,rebbero ·s tati precipita.t i nella. Saar; ed aHora i Pr°ancesi avrebbero compensato con 1.ma vittoria il disastro di \Vorth, e pt:u: iniziando· nel gioro.10 7 la ritirnta sulla Mooella, l'avrebber o effettuata, cogli spiriti alti. E ' adun que, a mio avviso, m1 -enore di logica (che non è altro che il celebre po•st hoc, e1·go propter hoc) il voler trarre tma illa,zione assoluta, dagli avvenimenti qu ali si sono, r ealrnante ,svolti, come se non avessero potuto svolgersi diversamente. Le buone ragioni debbono valere per se stesse e non perchè si siaJ.10 mo-stra.te ta.li in seguito agli errori altrui; se no si ha non già l.a verità, ma la pa,rvenza ingan na-tr.LC(l della, verità. II. - P oche osservazioni sulla, par te francese. Al comando supremo francese si presen tava.1:i-G tre evenh1ahtà : a) offensiva. aJ. di là della Sa.a.r ; b) d ifensiva sulla Saar; e) r itira.t a, sulla Mo,:,ella. Nei primi dlL0 ca·si i quattro corpi c.he .si trovavan o in Lorena.• clovewmo venire r aao-ruppati su breve spazio presso la bb . Saar; nel terzo caso ripiega,r e senz'altro sul.la. M?se.Ua. Invece li vedia.m.o-rimanere fermi e disseminati ,su quasi tutto lo spa,zio compreso tra i. d ue corsi d'acqu a,: tra. Sa.arbru.cken1 e GJourcelles Chaussy, cioè tra il 2° corpo e la gua.rdia imperiale corrono 45 c-hilometr i in linea retta, di profondità, e, circa 40 tra. l'~strema destra a Saargemi.i.ncl e, l'estll'ema sinistra a Teterchen. E' evidente che da. questa dislocazionB non è possibile procede.r e ad una offensiva in massa, oltre alla .Saar, nè far
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fronto ,acl un at tacco improvviso contro il corpo di t <:t S b"k I e_aa . _aa,r. ruc e1~. n quest\~ltìmo caso il solo 3° corpo si trovava m misura d.L soste~ere. 11 2°, ma appena, quattro ore dopo ricevuto l'orclme le -smgole sue divisioni potevano o-ii.mo-ere da S. l~~-0ld;, da Mru:icnthal, da Puttelauge e da Saarg:mii;d sulle pos1z1om occupate dal 2° corpo. Inoltre, la divisione Lorencez del 4° corpo che si trovava. tra Varsbera 0 Porcelette 0 ,se non _Pote:'a ~iung,ere i,n tempo proprii:~mente sul campo di b.at~agl~a. d1 Sp1che~·en, era ,in misura, in 4 ore O poc-0 piu, d1 10~ais1 a_Ludwe1ler, dove ,av.rebbe paralizzato lo truppe pruesiane che (come fece la 13" divisione), da Volklingen potevano. cadere verso Forbach sul fianco sinistro del 2° -corpo. Se qu06ti soccorsi erano insufficienti co!lltro l 'irrompere in massa della 1• e della ,2a armata da,Ua .Sasa,r, bastavano co11tro le teste di colonna. di quelle armato che Bi mostrassero di qua d~l fiume, purchè accorressero senza perdita di tempo in caso eh un attacco che dO'vevci essere preveclt1to. Invece· non so~o non si ~à.no.10 ~is?osizi~ni in pre-visione di una battaglia, ma, , qu.e~ta mco,~mciata, 11 maresoiaUo Bazaine ;promette ? e~~1 ~e1 soccorsi, ma nel fatto nessuno si muove cli propria 1mz1at!_v:a al tuonare del ca.i.111one, o se pur lo fa si esa.urisce, come :iii. generale Oa~ta?ny, jn inutili andirivieni. Non si potrebbe abbastanza b1a-s11nare questa condotta, affatto OOJ.ltraria. allo ·spirito che animava i Prussiani. Ma che dire di questi che sul fondamento cli un tal fatto che era imprevedibile, _erigono il pri<rid pio che ,le prime truppe si apviglino ai nemico pel' conclurre ad att'i risolutivi non dfoisati dal comando supremo ~ :i\fARc1A DELLA
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ARMATA DA
ED ALLA
Won'.ra:
ALLA.
SAAn
Mo SELLA (1) .
. I. -: La Refazione ufficia.le, -che è così ricca di minuti particolan nella descrizione dei comba,ttimenti, lo è poco in quella delle oper-a.zioni <logistiche, c,he pur sa,rebbe,ro, cosl in(I) Vedasi lo Schizzo n. 4.
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t€-ressa.nti a studia.r e, specialmente questa eseg,u ita attraverso il difficile ten:eno dei Vosgi, dove pur si. incontrava.no gli ostacoli di quattro piccole forte-zze (Bitsch, Lfohtenberg, Liitzelstein e Pfalzbui-g) che sbarrava.no le principa-li stmcle. Occorrerebbe invero : ci) di àvere uno schizzo dove fosse1'0 esattamente tra-ceia.te le str ade seguite. da tutte le colonn0, coll'indicazione della lunghezza delle tappe 'Percorse da ci,asclllla di esse; b) conoscere la natura delle singole ,s trade ; · e) sapere quali erano le linee cli collega.mento che in caso (ii incontro col nemico avrebbero permesso di riunire l'armata i:n una data direzione ; d) finalmente quali disposizioni pTecise furon date riguardo al vettovagliamento ecl al carreggio·. A. questo riguardo si ,sa .che aii soldati furon. distribuite prima di. iniziare la marcia tre ra.zioni di viveri ,d,i -riserv,a, e che i traini dovevano seguire a due giornate e non entrare nei monti se, ·non quando h~ truppe li avessero valicati. Ma s.'intende parlare di t utti i traini, o di qual parte? Debbo peir.ciò limitare le )mie considerazioni ,a11a indie.a~ zioni niolto generiche ecl allo schizzo. contenuto a pag. 353 deHa Relazione. Si decluc~ quindi .che b ma,rcia durò quattro giorni (8, 9, _1 0 ed l1 agosto) e che il 12 fu compiuto lo schiernmento s1ùla. Saar elei corpi dell'ala destr a che ~er ano rimasti indietro. Furono adoperate sei sti-ade,, delle quali le due più a sihistra furono segnite dai due eorpi. pru'ssiani (5° ed 1I°), la 2• e la 3a. (dalla destra) dai due corpi bavaresi, quella cli estrema destra dalla 12"' :divisione e la 4", al centro, dalla divisione wurtenrberghese. Anzi 1'11° corpo, aU' estrema sinistr a, si servì nel tratto tra. Hattma,tt e Mittelbronn di una ,settima strada,, ma,rciando su due colonne. L'aver potuto di,sporre di ,sette strade su così breNe fronte, e la facilità ,con .cui . furono girate le forte.zze, prova che la catena dei Vosgj è un ostacolo di poco r ilievo; ma prova a:ltresì che-si seppero molto bene utilizzare le ris01'.Se <:li cui si disponeva. Primi~ di in iziare la, matc.ia, il giomo 7, la 3" armata. si ,trovav,a raggruppaba su breve s,pazio tra Nie<le,rbronn e
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Worth. Sulla Saar, dopo la marcia la si trova schierata su ri,s tretto fronte. di 13 ,chilometri tra Fenestrange e S aarburg, colla sola 12~ diyisi-One distacca.ta 11 chilometri più a nord, a Saarunion . A mezza. mai·cia il fronte dell'armata assume il massimo allarga.mento di 38 ch ilometri tra. S chorbach (a notd di Bitsch) e Saverne, fronte tutt'altro che eccessivo per 1ma grossa armata che va.lica una catena., sia pu re di ha-ssie montagne. La tota.le, distanza per corsa ò in medi a di 50 chilometri in Linea retta tra. Reichshoffon e Beètborn. Valutandola molto grossola1tamente da 90 a 100 chilometri sullo sviiluppo st1'livdale, si ,avrebbe per 4 giorni un medio peircono giornaliero da 18 a. 20 chilometri, il quale non è piccola cosa, tenuto con to della natura della maggior pa:rte di quelle strade, che dovevano essere piuttosto difficili, specialmente quando si dovettero girare le fo~·tezze, e della convenienz~t cli non occttpare nelle fermato una t rop1)0 grande profondità, che, sarebbe sta,ta dam1osa in· caso d'incon.tro c-01 nenùco. I n complesso a.dun que è una bella marcia, che meriterebbe m10 studio p ar ticola.reggiato. Degni di nota sono poi gli ordini molto laconici ma chiari pervenuLi i l 10 agosto da.l ,comando .s upremo. II. - La 3a m~ma.ta proseguo il 13 verso rl fronte Meurthe~:[Òsella. ove gil:mge il 15 coi due cor pi prussia.ni, i qu a.li hanno riposato il 12 sulla SaaJ.·, m entr e i due corpi bava.resi .prosegnono ,senza soggiorno, ma giungono il 15 ad una piccola t,a1)1)a dietr o agli altri due. Il fronte cli schiera.mento che il 12 era di 13 ~hilom.etri. tlia FenestraJ.1ge e Saarbnrg (eccetto, la, 13" d ivisiooe che si trovava. più a n-0rcl a Sa1aru!l'lion) , si a.na~:ga ·di nuovo a 28 chilometri tra Dienze e Blamont; indi si rest.r:ingo a 20 chìlon}etri tra ~foyenvi.c. e L1mévi 1le, per ria.llargarsi n uovamente •il 16 a 26 chilometri tra Nancy e Bayon: in media, ha l'estensione di :i.:ma ta.ppa. Fino alla. f.route :M:oyenvic-Luinéville l'-a rma;ta, marcia dap p rima, su 5 stra'de, po,i ,su 4, e.cl arriva !Su é1uella fronte contro corpi d 'armata. (2° b avat1.·ese, 5° ed 11°) e l a. divisione wi.lrtemberghese inia linea, ed il 1° corpo bavarese e l a 12a divi1
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sion e in secon ùa l i1Jea, a dis ta.n za cli 10 a. 20 chilometri dalla · prima. linea. Da qu eHa, fronte alla successi va Nancy-Bayon le .s trade si ridu cono a tre e l a. di visione wtirtemberghese che fino allora,. a.veva avu to una. stl\a<la indipendente, avanza, in coda, al 5° corpo. Il 16 .agosto l'a.rmata è schierata..con tre co,rp i in prima, lin ea (2° bavarese, 5° ed 11 °) tr a N an cy e Bayon (26 chi!lometri), un cor1)0 in 2• linea. (1°. ba.v arese) a. J 2 chilome_t1~i die~ro il centro. la div isione wi.irtemberghese :in mia pos1z10ne m term edia, fra le due lince, e la. 12a divisione più a dest ra e 6 chil ometri I)iù in dietro. In una. giornata quasi tut.ta l 'ar ma.ta può es.sere r iun ita arwhe aJle ali. L'J.1 ° corpo, che è qu ello che ha fatto più strada., ha pe.:r-. · corso in tre gi.orni almeno, 80 chilometri. AVAÌ\ZA'l'A
DELL A
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2a
ARMATA
DALLA SAAR ALL A MosELL A
(1).
I. - Qu i si tr atta n on gi à di un semplice spostamento logistko, ma di una marcia in man ovra di fronte a.l 1~emico. L'8 acrosto la P armat a r i:rp.a,ne ferma t.ra Sa,arbruclrnn e Vollclin;en. L a 2° armata finisce cli s',bocca.re da.i mont.i del Pa.la.tinato.• cogli uHimi due. cor pi (il 9° eJCl il 12°) che si tro:vano ,a Be~hach ed Homburg, mentre il 3° cor po ,si t rova a :Forbaéh, il 10° a Saargemi.incl , ed il 4° è shito spinto a · Rohr b ach e' L orenzen , sostenuto datb g-ua,rdia a Gr. Rederching per precludere l a strada alle truppe · del maresc~all~ Màc MaJ1on credu te in ritirata su Bitsch dopo l a h a.ttagha eh Wort:h. Son o a<lunque. in totale .sette cor pi in .p11irna lin ea s1tl}a Saar, su .un fronte d:i quasi 40 chilometri e du~ i11 riserva di etro il cenl,r o ed a oirca 26 ·chilometri ~la11 mecle.s,imo. Inolt r e il 2° corpo incomin cia .a ,sbar,care a Neunki11che11. . Il comando supr emo persiste ,nel con cetto di ass~hre l'.eser~ cito francese. cli L or-ena (supposto forte di 5 corpi, ossia,.,~1 200,000 uomin i), da, fron te. e sul fìanrn de1Stro (p ag . 3, I) (I) Vedasi lo Schizzo n. 4.
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che sono sgnerniti i passi della MoseHa a monte. Si decide perciò, che la 2" arn1aita affretti !'·a vanzata delle sue teste, per assicur.arsi il possesso della Mosella e che colla sua d~stra a,ppoggi la 1" a:rmata contro eventuale atta.eco francese. Il 13 agosto l a l" armata p rende posizione su:lla Nied francese col 1° e 7° corpo in prima linea e, 1'8° corpo a .rincailzo dell'ala des~ra. I( 9°, rincalzato dal 12° ed il 3° sono in misura di:appoggia-re, la 1"' .an:nata. D ietro· ,a d essi giunge i•l 2° ~1 S. A vold. Il 10° si impadronisce colla divisione di testa di :];ont-à-:i\1Iousson, e la gutw:·dia ed il 4° co11po (avendo questo ultimo, percorso una tappa d i 30 chilometri misurati in iinea retta), sono ancora indietro a sini,s tra. Se i Fra.ncesi volessero nel ,s eguente giorno 14 gettausi in massa, sui trn coa.,pi d~lla 1~ armata, questa potre):>be €'.&seo:·e ,s occorsa in gio,rna.ta da a.litri quattro cor:pi d ella 2" a11nat.a (3°, 9°, 12° e 2°); i 'recle.schl avrebbero quindi ancora. '1a prava.lenza numerica ; se, così non fosse, i Fran cesi ,a ttacoando da. fronte e sul :fi.anco destro la l" ar mata, poti<ebbero, in caso, di snccesso, staccare i T-edesohi dalle linee di ritira.ta di Sa,arlouis e cl:i .Saa,r britcken, . rigettandoli sull'alita Saa,l' e, sui Vosgi. Ora incomincierebbero le d iffi.coltà se si avesse a che fare con un nemico ardito ed intraprendente, perchè dovendosi mantenere la l" armata a siretto coI\tatto, coll'-a vversario, il passaggio deilla Mo:sella della 2" -armata produrrebbe una d:ivi-sione delle forze; basterebbe a.llora che il nemico, quando disponesse di forze solo superiori a.lla met à dell'esercito tedesco, si gettasse da Metz in massa ,conti<o i Tedeschi, per l'una o per l 'altra riva del fiume, perchè questi corressero rischio cli rimanere disfatti. Era perciò necessa.r io di sostenere la ·1" armata. coll'ala destr a della 2". ifa se allora i Francesi, assicurati a.Ile spalle dailla for oozza., si gettavano in: ma,s sa, sui pr imi corpi che passavano la Mosella? Il 14 agosto l a, J.<!- ,a.rmata rimane ferma. Il 3°, 12° e 9° corpo si &po.stano verso o,veist, presentando t r a Pagn.y les Goin e Béchy una . fronte di .12 chilornetri quasi pempen:dicolare a que:l:la· dslla 1"' armata ; per ,c:ui l a 1" armata e- l' a,la, destra deHa 2a ,si proteggono vicendevolmente, ed i Ftancesi non possOillo attaccare un'annata ·s enza espor.si ad aittacco di fianco dal-
tenendo per ciò indietro la 1" arma.ta all'a;la destra e convergendo a destra colla 2•. In quel momento si crede che i Fra.ncesi si stiano ritir a.ndo verso Metz. · H 9 agosto la 1• armata ed i corpi di l" linea, della 2" effettuano idei pi,ccoli spostamenti, ed i due, corpi cli seconda linea continuano a serrare sulla, testa. Il 10 ,agosto sei corpi (1°, 7°, 3°, 10°, guardia e 4°) si trnvano in prima linea su un fronte di 40 chilometri tra Creuzwa:ld e Saarunion; 1'8° co11po ò ad jmonediato rin:calzo de,11' ala de.stra. elcl il 9° e 12° in ,seconda .linea ,a 16 o 18 chilometri dietro il centro. Risulta in questo gi~m o che il nemioo ha presa posiziono dietro la Nied francese. Avveno·ono o oaravi inconve. nienti (pa0a . 386) di incrocio di cofonne e· di carria,aai che 00 l non sarebbero accaduti se la 1"' armata non fosse nei giorni precedenti penetra.ta tra le linee di marcia della 2~ axmata.. Il 10 tu tti i corpi hanno eseguito una piccola marcia. L'll agosto la 1• a-rmata sta ferma. La 2~ a,rmata avanza di una p iccola tappa ~oi suoi quatt.r~ corpi di l)rima, linea tra Fau,l quemont ed H arskitchen; dimoclochè la fronte deHe due. armate assume ·una forma a. cuneo col 3° corpo al vertice a F aulquemont, ed ha uno6viluppo di quasi 5ò chilometri. Non si comprende pcrchè si ~ia lasciata così indietro l'ala sinistra che e,ra desr;inata, a,d eseguire lma -con v-e11Sione a. destra,. 11 9° ed il 12° corpo sono i.n sEl'Conda linea a I1'or,baoh ed a Saargemi.i.nd a 12 e 18 chilometri dietro la ,p rima linea. Il 3° 001,po è perciò molto esposto, se i Francesi muovono offensiva.mente ed in massa, daHa Nied. Il 12 tutti i co11)i fanno uJ1a breve tappa (meno la g ~lardia che la fa, lunghissima) e 1e due armate vengono a ,djsporsi con ,c inque corpi . in 1" linea (1°, 7°, 3°, 10°, -glmrdi a) su una fronte di soli 30 chilometri, e q11attro corpi (8°, 9°, 12° e 4°) in seconda,,linea a di,~fanza crescente dalla destra da 5 . a 18 chilometri. Sii a.ocentua pm,ciò molto i n questo .giorno 'la ,conve1,sione a destra ,delle due a-rmalie, 1per effetto <le11a quale ,il 4° corpo che era in prima lii1ea all'estJ:ema ala ma-i·cia.nte, .si trova ora in seconda ùinea. Dallo esplorazioni cli cavalleria risulta che H nemico ha a,bbandonato 1aNied e, ripicg,a tli bel nuovo verso-:M:etz, che ha ancor a forze rileva.nti a leva.n te di questa fortezza e
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!'altra. Col 2° corpo che giunge in. quel giorno a Faulquemont, sono ancora sette corpi ohe potrebbero entrare in azione 1101111 oofornata del 15, in caso cli attacco clei Francesi. IL .10° c01J)O giunge tuLto a Pont-à-:;\Iousson ed oltre, la. guardia occupa colla divisione di lesta Dieulonard, e dicrro ad essi il 4° corpo anivn. ad Armancourt, a 17 chilometri in lineci retta da Dieulonar<l; souo pertanto tre corpi che nella giornata del I 0 po. trebbero entrare in aziono sulla sinistra della Mosella; ma se i lì'rancesi attaccano in massa il 3° corpo a Pont-à-Uousson, non vi sono oho due ~orpi per ,sostenerlo, ed uno ,(il 4°) il quasi lontano 30 chilo1netri. Pcrchè il 4° corpo, che si trovava il 13 a Chateau Salins fu in,·iato il J4 ad Armancourt e non a Norn.ény, dove avrebbe potuto arrivare con una tappa di 30 chilometri o si sa,rebbo lrovato a mono di 20 chilometri da Pont-ii Mousson? Forse por essere a più breve portata, da, Dieulonard, cloYO potorn ripiegare il 3° corpo se attaccato? :ila Pont-à-l\fousson ora un punto troppo importante per non essere cliifeso ad ogni costo, una volta occupato! E' bensì vero che risulta ai Todes·chi cho i Francesi si trovano presso Metz, anzi nel pomoriggio combattono a Colombey-~ouiHy; ma questa babtaglia 'non ora pwvedibilo qua~do il 13 . si_diedero le disposizioni pol 14; e <l'altr a parte se 1 Fra,nces Ls1 fossero copcrli colla maggior parto della loro cavaUeri~ vers? .sud stùla sinistra della :liosella (essendo essa oramai quasi mutilo isulla destra), i 'l'edcschi non avrebbero potuto essere infol'mati in ,quel giorno sulle vere posizioni dei Fran cesi . II. - Il 14 agosto, quando la 2• armata ò giunta coi due corpi di sinistra, sulla Mosella, la 3• armata ha appena ragO'iunto jl fronte l\foyenvic-Lunéville, e la. -sna destr a (2° corpo bavarese) si trova a lVI.oyetwic a 37 chilometri in linea retta da Dioulonard, dove è collocata l'eslrema sinislra della 2• armata (o-uardia), ossia a duo buone giornate di marcia. ConsidcraL:. l'enorme prevalenza numerica dell'esercito tedesco, l'accerchiamento clell'osernito francese attorno a Metz avre~be potuto essere fatto molto più al sicuro tr attenendo la ~aggior pa.rte della 2a armata sulla desLra della )Iosella .a nncal~o dell a l", e portando la. 3a a,rmata, il 10° co~·p?, la g~u1rdia ed il 4° corpo (in totale 7 ' /, corpi) sulla, sM11str a eh quel fiume. 1\fa a questo si obbietta :
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a) il movimento complessivo d'acc.orchiamento avrebbe .subìto un riLa1,do di tro giorni, ed in questo frattempo, e te111uto e-onto della gnwo minaccia prodoUti dal. p assag:gio della, 3' armata sulla :sinistra. del fiume, i JJ'rancesi avrebbero molto probaibilmonte sollecilata, la ritirata Yerso Ohalons e Parigi ; b) l'incertezza, la, nessuna abilità :funora dimostrata dal condo·ttiero dell'eserciLo francese, i .s intomi di sfiducia, di. indi:sciplina e di demoralizzazione che in esso si erano manifestati, e che erano noti al comando supremo tedesco, in.fine la notevole prevalenza numerica dei ~~oclesohi, pur facendo astrazione dalla 3n a rmata, ed il loro alto spirito, .specialmente dopo le vittorie cli Wortl1 e cli Spicheren, davano quasi sicuro affidamento di vittoria, anche adoperando le sole dne p1ime armate, mentre la 3" armata potevi:i, essere spinta direttamente su. Chàlons per cliss ipaJ.'Vi il nuovo esercito fran cese che colà si stava concentrando ed organizzando (1°, 5°, 7° e 12° corpo) . In og1.1i modo bisognava tentaro di arrestare _, e subi"to l'esorcito fra:ucese nolla ·sua ;ritiraLa, e possibilmenfo tagliargli lo linee cli ritirata su Parigi, salvo poi, se fosse necessario, quando .questo primo risultato fosse stato oltenuto, di far concorrere anche una pa.rte della 3" a,r mata nel una batta.gha decisiva presso Motz. Que l primo od impor tante l'isultaLo non poteva. essere ottcnulo che colht P e 2• armata che gi.it si trovavano in vicinan11a. di Metz. Era, perciò mia di quelle situazioni .in cni .si d oveva osare, per quanto l'osare esponesse a certi ri s'chi, e specialmente in. quel c~tso in cui, oltre ,a l vanta 00 o-o-io del numero se no avevano tanti altri d'ordine morale, senza dei quali non ò possibile comprendere La guerra che è ,questi.on.e psicologic~t ancor p.i.ù che di com.passo o cli orologio. L 'avero rap idamente intuito tutto ciò ed avervi da.ta iJ?ronta esecuzione è merito grande del maresciallo Moltke che ha cosi dimostrato di possedere ]e vere qualità del grande uomo di guerra. riassunle neil_suo motto·: erst wagen, daiin
wagen.
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.Come si disse precedentemente, .le consider:a.z ioni politiche sovrastando .a quelle militari, l'esercito francese della Lorena aveva n on ·sofo. effettuato 1a sua adunata sulla Saar anzichè sulla ::\fosella, ma non aveva saputo ritrl),l·sene a tempo, ripiegando ·su quest'ultimo fiume, qua.n,clo la ritirata era resa necessaria dall'irrompere con forze così prevalen ti della 1a e della 2"' armata. dai monti del Palatina.bo, e della 3" i n Alsazia. In seguito alle battaglie cli ·worth e di Spicheren, la. ritirata essendosi resa inevita,bile,, il comando sup1·emo dell'ese~:cito francese poteva prendere ,t re pairtiti : a) r accogliere i quattro corpi che già si trovavano in Lorena ed il 6° corpo proveniente da Chalons, in una. forte posizione dinanzi a Metz e dietro l a, Nied france.se · b) ripiegare sulila·Mosella per manovrare a ' cavallo del ;fhune ~oll'appoggio del campo Lrincerato, di Metz ; e) rii)iega.re su Chalonrs per 1mir,s,i ai quattro corpi che quivi si stavano concentrando (1°, 5°, 7° e 12°) e ma,nov-ra.re in Ohampagna con una massa di olfre 300,000 uomini, oppme continuare l a ritirata su Parigi. Il primo pa.r tito, 01'.a da escludersi perchè la posizione stùila. ~ied t rovandosi dinanzi a :M:etz, l'esercito non riceveva appoggio dalla fortezui che in caso cli ritirata. ; ma in' una ba,ttagli a ca.rapale, senza poter ricevere alcun sussidio da,i ca.n!l1oni della. fortezza, avrebbe dovuto combattere con 200,000 uomini al più, i 300,000 della 1n e 2~ armata, i quali l 'avrebbero a,ttacca.to da fronte ed avviluppato sul fianco destro, e probwbilmente sbaragliato. Il terzo partito sa,r ebbe stato certame,nte il più ,sicuro, perchè avi-ebbe permesso di rim1ire in una. sola massa tu tto l'esei10:ito francese, iJ quaJe avrebbe forse potuto manovrare coo successo, coll'appoggio del grande campo trincerato di Pa(!)
Yeclasi lo Schizzo n. 4.
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rigi. r.u faìti i ±80,000 uomin i dell'ese rcito tedesco, assottiglia.ti per vrn, {hri nunwros i distaccamenti d1e e,r an necessari. per g uardare le fortez½e ecl oc0upa:re i l territorio, n on si può credere che sarebbero r iusciti a. r inchiu,dere i n queU,1 gran fortezza ol.tre a ;300,000 uomini. elle ma.novrassero con ab,i l ità 0, con vigore a, cavallo de:11.a Senn a e• della. Marna, men tre, altri esercìti sa.rebbel'o sorti, como ,so1·sero di. [)Oi, sulla Loil'Et., nel Nol'd ~ n ell.'Ovost . .::\fa. questa, solu zione non er a acce.ttabiJe _por le stesse ragioni. po.litiche Cil1e, fow a llora, avevano inspirato gli aéti della guerra,. Come avi:ehbe d ifatti potuto il v acilJa.uto impero riconclurro sotto P.:tr igi senza. ,l ve 1.· v ri m ~~ affront ata una grnn de ba,l,1;agl ia. can1pafo, qnegli. eserciti che ernno stati C{>SÌ rapida rnenfo trnsportati alle frou tioro al gri do cli : à, Berlin, Be1·Z.in 'I Ed inoHre presentava. questa. soluzioJ)e il grave i nconveniente di dover cecle,rc, ail. nemico senza combattere lo 1wovinc ie più ricdie e [)iù pairioUiclrn del.la l!'rnncia. R i mane".a. il se-condo p artito, ,1s.sa i. più pc~r icoloso del terzo, n1.:1, ch e non mancava. d.i evcn l;1rn.l iUt ùworevol i, ulmono contro l a 1" o Li 2" armata, quando si fossero accelenbti i prerJarativi fosse stato in o01.·aclo di attidell'esercito eh Ch àlons e C[Uesto . rare .:i se\ <:> d i pa e::d i7,;;;,are Ja 3a tbrrnata tedesca. Ma allora bisogna va prendere risohttamente l a decis ione di dislocare l'esercito at torno a }l.fetz, a, cavallo della ì\foseHa, in modo da poter lo rapidamente concentra.r e sull'una o suH'alt.ra riva. per p iombare p·oi uniti <~ col 11wssimo 1Jiç101·e sulle fra.zioni dell'e.se1·cito t0drsco c-he avr0bboro necessariamen te dovuto· d i.vidersi n el passare il :fiu n1e. In tali condi½ioni 200,000 Fran. ce,:;i avrebboro pot.u to ù ve,r é la supe1:iorità numerica su un ·campo di ba,ttaglia sul q uale n on. incon tr assero cho una, partE1 dei 300,000 Tedeschi dç,lla .l'' e della 2,, .atm~i ta. Nò era. clif:fìcde riunire t t1tto l.'ese,reiio :francosn in uua notte, su. una sol a riva, del fi nme (sup,roneùdo elle fosse stnto diviso, met.\ per 1Jatte), poicM i due ponti e.si:slenti ed i due che fm·on gettali sulla, ::Vlosella permettevano il passaggio di 100,000 uon-iini in, poche ore. Be 6i esamin à:no le ,clis1ooazioni ,su cce,ssive cle,H'osercito tedesco, si ,s,c;orge che l'oo131,ci to franceseìSa,rehbe stato notevolmente superiore ai 'l'edeschi sull a sin istra della Uosella
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nei giorni 14, 15 e J.G, e sulla destra del fiume nel gio.1:110 15 e nei su ccessivi, a lmeno dei corpi che S'L Lrovavano al'la sua portata, poic,hè contro un attacco frontale ed avviluppante l'ala. destra della, 1"' !armata, i 'l'e<leschi non avn~b~ero potulo opporre in q1,1el giorno 15 oltre a.i tre, corpi. di questa armata, che il 9° ed il 12°, ossia, 150,000 u omLni. al più. Se fatto suHa destra del fi u me, l 'attacco sarebbe stato p i.ù decisivo, pojchè i n caso di successo avrebbe condotto l'esercito· francese sulle vi.e di comunicaz,ione dell'avver saJ:·io. Con qu este cons iderazioni vien confo11nato il prin cipio napoleonico (1.), secondo il qu a:le i fium i. s i. difendono occupando coll'eserci to delle taste di. ponte sulla: r iva. 1ivolta, a.I nemi co, d,alle guaJi sia possibile irrompere conho lo stesso nemico che tenti il passa,gg10 del frmne, nel momento in cuì si t rova diviso tra le d.ue rive. Questa. massim:a è applicabile. 1iaturalmente quando non vi. si a, una. spropor~ione eccèssiva di forze a danno del difensore. e ,quando i punti fort ificati della linea, fluv iale a.bbian o potuto oosero in preceden za così la.rgamen te a.ppròvvjgionati, che possano servire eh base d'operazione per un cerio temp_o all'esercito che ad essi si appoggia, anche, se l:e sue comru11cazioni. col rnti·ostantc pa,ese s~ano momcnta.ne,a,mente j11,te,r rotte. ~l'aJ i. condizionL si verifica;rono neil 1813 pe r l 'eseroito francese quando. N'a.poleone organizzò la ·su a. b a.se d'operazione sull':Elba, ma non si verifrcavtmo invece n el.la me:cl.eisima misurn, per gli stessi F r a1ncesi nel 1870 sulla MoseJ.la, ; J)er la q1ra.l cosa sarebbe ,s tafo peo.· essi molto megli o se, avessero wroe g ià si di·sse, r~piegato su Ohalons e Parigi. Checchè n e •si a., se i F rancesi pe1isist.evan o nel voler rimanere s tù1a. Mosella, non potevano farlo che alla, condizione cb manovrare con v igore nel senso iwceinn afo ; ed essi nol fecero. Anz.i, continu arono a regol a.rsi colla, solita in cer tezza, non ,avendo alcun chseg110 chiaro e prestabilito. Pri.rna ripicga1:0110 su ifotz, poi si riavanza.rono per occupa.r e una posizione Sl1ll.a, Nied, che. tosto abbandon arono per r itirarsi. nuovamente s u :òietz, d'onde avrebbero volu to poi proseguire stl Venl ttn; ma, attaccati il 14 si lasciarono tn,tteuere a feva.nte 1
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deHa fortezza., poi iniziarono così. ' lentament.e la. ritirata. che · furon o attaccati. il 16 agosto cla.l D0 c:orpo a Vionville ed ivi , a rre.st,aiti, fi~1chè i l. soprav;ven:i1~e degli altri corpi permise ai . ·Tedeschi cli r igeLtarli nella fortezza colh ~ battaglia. del 18, {li a.ccerchiarli e di. ridurli poi a ca.pi tolare ! :SATTAOLlA
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CoLOMB1w-Kouu,LY
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I. - Il comando supremo tedesco alle 9 pom. del 1 3 ago.sto onh na che la .1.a arm.citci rimcinga domcini 14 agosto nella sua posizione lungo la Nied f rancese, e 1nedicinte cwangiuirdie .spinte inncinzi OSSERYI se il nemico si ritù-i oppure a:/Jltnzi al- , l'attacco. - Osservare non sig1lifrca. attaccare, e se qu esto avesse voluto, l 'ordine. del comando su premo avrebbe soggiunto : se i.i nem ico si ri.tfra, lo si. attcicc hi per trattenerlo suUci clest'l'Ci clellci MoseUa, 1nentre lei 2• arnùitci pcissci sullci sinistra clel fiw'ne. Il generale v . Stein.metz giudicò, e con ragione, esseùzi a.1mBnte difensivo il còmpito a.fil.datogli (pag. 419), t.ranne il -caso eh una punta verso ,s ud. L'idea cli un à.ttacco frontale ',contro le rna,sse nerni c,he sch ierate sotto '1a protezione dei loro fort i, n on gli venne nemmeno in mente, ed in conseguenza emanò tll) ordine alle. 2 '/, ant. del 14 col quale prescriv-eva al.le singole pcirti deJla. P armata che per quel g iorno stessero ferme . .Al genera1e v. cler Goltz, comandante. J.a, brigata .d.'a.vanguarclia. del 7° corpo, essendo parso fuori cli dubbio <la. Laquenexy dove s i. trov}wa, che i Francesi sgombr assero le loro posizioni davanti fh Metz rctroc.ed.endo su qu ella fortezza, credette inveco . di dover tosto 011erare, e risolvette di stw zn-oz;rio moto (d.ice la rel a,z ione u ffi·oiaJe) di avan zarsi: ne cl~tte avviso alla 13". e 14' cliv+sione e ch iese anche al 1 ° corpo, ed · alla, 1• divisione eh cavalleria che lo sostei1essern nella sua avan zata. Come s i .vede, égl i si. era sostitu ito oompletamen te al comandante dell.'arma,ta ! Ora è egli leci to t.u tt<J <iiò? Può l'inizia.ti va, cli un comandante in sott'orcline spingersi. fino ·a. questo punto ?
(I) Lettera. di Napoleone I al viceré Eugenio, del 15 rn ar1.o i813. (1) Veda.si il Piano n.
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L'iniziativa deve sempre svolgersi n el senso del JJ0l1Siero del comando sup<'ri ore, <1um1clo non e:$sendovi or.clini precis i per quc.l dato cc1so, la s it u azio1rn cli fatto aP1n1risce di:Jfcrento <..ht quella che risuHm·a allo .stesso comando supe1'.iore nel momento in . cui d iede i su oi 01:ch:ni. .A.llo,r a il comtmdantc in sot.t' ordine, riforen<losi al concetto gonera,.le dr] comando Sllpe:riore, J.o a,ppli,ca d i su1a i n iziativ.a alla, nuO\·a :,;itnc1zione di fatto . )iel caso con creto, ora sorra una, ,s,it11azio11e n uova, che, il comanda 11 te supremo nou aYesse pot uro prevede.re? No, perchè di fro 11 te al la ia èU'll'l.aLa, il nemico non potò-va, fare 0!rn tre cose, c ioè attaccare, o r irnaner formo o ritinwsi. Ora, J1el primo e-a-so bisognavft necess·ahammHe sosten orsi n<'lle posizion i occupate lungo la Xied. Perciò l'oril ino di. O.~sen;ci r e il J1el11ico non poteva rife rirsi e.ho a:J secondo. ed al ierzo caso. L'aver pertanto voluto attaccare, trapas:-;ava l<' in1enzioni. del comnndo supremo, c-hiart1111e11te manifestate. . Questo in purn iesi LI ir-;cil) l'i.nare. Che se ora si considera ht situazione in sè strssa, è foor <li cln b'hio cho in CJ LteUa s ituazione genera lo i ntC'L'essa.n 1 (J i, trattenere i l nemico d inanzi 11, lietz, allo scopo di dar tempo alla 2• arma.ta, cl.i dgg in ulo sulla sinistra. della, Mosella. ::\fo l'app~ezzamento d! q11esta. .sitna,:ion e generale no.ii era. cli competenza di un semp] ice comandèmle di brigala tl'avangua rcli'a, ma. clel comando supremo ocl a lmeno del comançlo d'armata. che si, tl'ou1,u1, J)Ol' O lontano. Bensì si può tliro che tra gl i a.vamposti ed il conMndo d'armata, dovevano esser e stabiliti rnpidissirn i mezzi <li informazione, a.ffìnchè qucst\1ltimo fossE' in g rado· cli ~1pprezzare continuamente fa r eale situazione Ji fatto H dare d isposizioni in cousogucnza . E' qLLesta 1ina :nuova, conferma della già '1imostra.ta, convcni.em~a, di stabi.l irP molto innanz i i qu~1rt ieù ·generali, «1uando ci si trnrn H cont.;1tto col n em ico. In reiìltà la :-;itua,1,i on0- fo apprezzaltt dai singoli c-omanc.lanb nei. mocli i più d ifferenti. Jl genèmle Y. dor Go ltz alle 3 1/ 2 dec ide ,senz'altro d i aUa·ccarr, non ;-;olo. ma. invita .i e;orpi laterali. ,lÙ a,p poggia.rlo. Jl genera I.e v. ½a.stro11·, coman Llan ti:, del 7° corpo d'a.rmata, non giudica conveniente~ un serio ttt -
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campo cli battaglia por.,o dopo le 5, V<'cle c:hc queÌl a ò 1111 n, grave pug na cla. non potersi troncar e t~ la spi.nge ùmainì s110 11wLgniclo. Il_generale, v . Steinmet½ manda a lle i5 uffi.ciali sn va.ri punti del campo di battaglia, a. portar l'or d ine · cli tronca.re :iJ cmn:battimen to ; ma · poi, persuadendosi che nella, si-. t uazionc d i q nel momento no n. pllò fare d.i versa.mente, spinge anch' ogl i nuove truppe nella pug na. Oh che s pecie d' in iziai iva. è dunque qu ella di un comandan te cli brigata, c he d i j_)roprio moto, e con tro l 'evidente intenzione del coman do supremo e dei ·c oman danti d i a,rm.a.ta e di corpo d'armata, accende lilla grossa battaglia d i cui , nella, sua modost,a sfera. <Cl'azione, non è in grado d i. apJJr ezzare tutte lo r.ons,cg uenze? J?er chè ò bensì vero, come g ià si disse, che, era vantaggioso trattenere i Praucesi suUa, destr a della 1\fo&'Jla; ma ciò non era, seuza pericoli. B asta infatti dar-e uno sguardo sullo .schizzo n. 4 alla situazi9n e dei T edeschi nel giorno 15, per veaere che contro 1:m eventuale a ttacco di tuti;a. l a l\]a.ssa J elle forze frances i contro il fronte ed .il fianco destro del la l" arma.ta., i 'l'edesch i. n on erano :in grndo cl i oppo.rre, oUre -·a.i' fre corpi cl i questa, ar.màta, c he il 9° ecl il 2° corpo, ossia forze inferiori, e che. una sconfitta · della l 3 annata, men tre la 2• aveva in buona parte varca.lo la Mosella, avrobbe arrecato le p:~1 gi;a.vi consegu enze. Dunque, se .il n emico len t.a-.
mente si ritirava, rimLllziando a quella pericolos·a- manovra, .n on mi p a.re fosse i·I caso di ·tcmra.r lo -troppo a tra,ttene1:s i. J1;' hen,sì. ver o che con tro u n nemico i:n'hlnobi,io e che fino tt quel momento si era dimos tra.to Ìn ca,p ace, d i ardite inizia.liive, t.utw si poteva i1x'ipm1emente osare; ma chi aS$Ìcura,va che n,vrebbe ùOnt.in ua.to a m a,n tenersi tale ? e poi, ripeto, non s pett ava. ad 'LUl comm1:cl anfo LI i. brigata. di giucli ca,r o o decide.re. ]~ ciò è tanto vero cl10 la ,st.essa r el azione uffic iale, cosi inclino perfino a, prnpo'.s itt; de]]a. ba.t.ta.glia di Spi·cher en a gi11stificare gli a,ttti di. in iziB,tiva dei comandant i. .i'n sott'ordine, nella Consiclernzione finale .( pa,g. 459) fa m ol,te r iserve suH'opportunità del] 'inizi'.ati va, cll;l ge,nera1e .v. der Golb:. Se il comanclmite d 'arm ata avesse giu dicato di dover cer·ca.r e di tratten ere i l<'ran cési su.Ila, destra della Mosella., po:f,eva, fa,rlo ·senza, impegnarsi a fondo. Basta.va a·ll.'nopo che
tacco in cl ire:r,ione delhl fortezza.; ma. quando giunge sul )
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spingesse innanzi le sue avangnardi.e e passa,sse la ~ ied con parte delle, sue forze (lasciando le a.ltro in posiz ione sulla desii-a della Nied) e con molta artiglieria., la qua,Jc avrebbC\, potuto cannoneggiare da lungi le posizioni n emiche\ e simulare un attacco con forze consìderevoh, attacco che poteva essere fac ilm.enie troncato dalla 11otte sopì·avveniente. II. ~ Invece d i regolarsi in tal guisa, noi vediamo al soli to i 'I'edesohi accorrere precip itosi d'ogni la.to, a,l primo colpo di cannone; e cos.ì. anche quesl;a vol ta le truppe g iun -, gono alla sp.icciolata, Slll campo di battaglia, si confondono e si fra.mm.ischian<? sciogl iendo tut.ti gli ordini tatlici. E ppure se v'era caso in cui fosse faoiJe consel'va re .i legami ta.ttici, eni questo, quando. le singole pa.r ti dell'armata mlwvevan o. <.ht uno schier amen to giù etfottu ato s11. una posizione, situa.ta. a pochi chilomefri di distanza ! Non è .a mi·;~ conoscenza. che nell'epoca napoleonica., pur così grandiosa i)er alti fatti guerreschi, siami impeg11ate battaglie in modo così confuso e d i,sordfoato. J?erfìno a. Friedland, che fn battaglia del tutto improvvisata., Na.poleono alle 11 coordina g{i atti dei singoli corpi d'armata., in modo che essi nel periodo clecisivo ·a giscnno, con tutta l'tmità ù\1zione elle si può desidera.re in 1.rna baUagha, preparata. Nè si di.ca, che son le, nuove armi cherichiedono questo modo di co.inba.ttere. Le armi .rnoclernc, :im:pongono ordini sottili, ma, non h anno influenza. alcuna, sulle di$posi:1,ion i che si dà.nno fuori dellci loro p01'tata eflìcace. E siccome nello svolgersi del com.battimen to il frammischia-. mento dei ·riparti diventa in pa,rfo inevita.bile e con esso il disordine, così convien riclurxe questo al minimo, e ciò non si può fare che mediante saggie disposizioni prelim inari al com.battimento. Questa fa.se prepa,rat.oria. aoqui sta per ciò. la, rn.assma in1portanza., ed 1.1, bene osercitarvi i capi dovrebbero tendere le manovre del ternpo d i paee ; tanto p iù che i:n c1nesta fase la manovra non può flegenoraa:e in atti irrazionali~ come facilmente accade, in quella su ccessiva, del con.1.battimento simuia,to, a cagione deJ.l'assenza de.i proiettili. III. - Relativamente ai ]Tr ancesi poco d irò per non ripetere cose in gran parte già dette. 1.\nche questa volt~ si rnanifosta. tntta l'incertezza della loro condotta,. Non vi erano. cho tre partiti da prendere :
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ci) att.,i,c care i 'l'edeschi sulla, destr,1, della Mosella; b) a.ttaccarli sulla sinistra del fiume ; e) ritixarsi su Ohalons e Sll Pm·igi.
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Qu t1hmque. partito si scegJi.c.sse, non poteva: riuscire ch,1 aUa condizione di. operare con tutte le /orze riunite e colla massima ra:p iclità e vigore. Il comando supremo avCVèt scelto fin dal giorno 13 il cerzo pa,rtito, deliberando di ripie.gare . su Verclun. :Ma allora e1:a, necessario di iniziare s1.ib'ito la, r.it1rarn co,lle colonne, ca:i:reg,g10 e colle tru ppe riroa,ste sul'la sinis t.rn della Mosella, ritrar~·o tosto i corpi che si trovavano sulla, destra entro la, c~rclua dei forti, ed iniziare il pa:ssaggio dei ponti appena, foss~ro state libere le d.ue straclo che pe1· :Nfars-la-~rou i- o per Bney conducono alla, :Mosa, n onchè quella intermedia. per Aman\·it lerf.; e Conflans. Se il movimento fosse staco iH izi "t,to subito n.eUa sera del 13, la coda deH'esercito avrebbe dovuto sfilare pe.r 11:CarsJla-'l'our n e1la serata del 15 al più tardi.. . Invece a m eLà giornata, cle,I 14, quattro corpi ~1 ti:ovano ancorn .sulla destra delLa nfose:{lb ed in gmn parto fuon della, cerchia dei forti . A.Ile 3 1 / , si pronunciti il primo a ttacco del o·enerale v. der Ooltz, a tra!,1enere il qua le bastava una, ret roguardia, a Colombey, a così breve distanza dai forti, mentre le rimanel,;lt i trll'ppc si sarebbero ritira,ll> ne,H' interno cl~l campo .trincerato. ln quella 1vece entrano .succe::;s1\·~1:nient: 1,n azione cinque divisioni francesi o quelle dell e ah, gw, avviate ai ponti, r itonrn,n o indiotrn. :M:a, aJmeno, si fossero con enero·Lca e gene.calo .controffensiva, getta,te :in. massti );UllC< poclte forze piussiane accorrenti ,;11la, spicciolata ! .eh~ inv:'co n o~1 si pronunciaa.w che parziaJ.i a,tti comroffensiv1, s1 1~.se,1a che 11 ne,n1i•co iii affer nti snUa sinistra delFavva.Uamen to d1 Col.ombey e che a notte rim,a nga pruclrone cle1 oarnpo eh ba,ttag\1 ~ , ! ~nt anto m1,c.lte la g iornata del 14 è a.nclata p01x:Luta. pea: l"~ rilinata; s.i gi nn.gerù. in tempo ad effettuarla, p1,ima che hb 2~ ~.rmata piombi sul fia,nco cloll'oserci.to in r it,i rab,1, verso b, ]).{osa, ? Dav~1ero che d i fronte a<l un condot,tiero cho ,in cota1 guisa nuineggiava, nn .fiorente e glorioso e.serc.ito, o rirl'.laneva •i·~obile contro i colpi ccl i. pericolosi movimenti del,l 'avversano, tutfo si poteva imptmementc osare!
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l. - li prin10 ordino dato il l.J. dal comn:11do supr<>m,, peJ .I;:;, a,lle. G poni., qu,uHlo non era nncor noto l'es ito dol 1,ì ba!!_agl ia d i Colombe_v-Nouilly, pre cri\·e~·a. tlw j tre corpi de.Jl·flla de-ira della 2a Mmnfa, (3°, 9° <' 12°) dovessero solta.1110 far rnnssa su li n test a, e i I 2~ prosegui r0 ad avanzarsi. Si 1•rn dunque a11c~1:a. t1 C'on ragione, preoccupati dell'c\·cntnnl itiì <.li 11:no sbocro offè11siYo dr ll'e;:;rr ci(o francese ro11tro hl p nrmarn, ccl in tal raso rinrnnr\·ano S<'ntpre disponibili s<'ttl:' c-0rpi p<'r fard fronte. Gli altri tre ('Orpi (10°, gua.rdia o I n) dovrvm10, secondo gl i ord ini già tln,!i dal co1na,ndo dc]J,1 2• ,1-rmatn., trovarsi la serèl d0J 15 sulla Mose1ll ,1 otl al d i lii . tra J->ont-à-:\Iow,,;on e :.\Iarbnche. CtuCtilo <lispo:-izioni pronu10 che .::,;(' i Prancosi il\·ess<'ro pt>rsistito a leile1:si in n1assn sulla de.s'trA, <lc.lhi Mose]J,~, .so1to 111 protezione' dei .e;a,rn foni de i. fol'I i, i 'l'C'<k:ch i 110ll ìlncbùero osnto di diminuire Jc, forze (sdtc corpi) la.scia.te clinallzi a loro. J11 taJ caso i lro ('Orpi a,uebbC'rn bensì vnt1ca.Lo l a .HoscJJa, rna a. 25 chilomet.ri alme,110 dalla fort-ezzn, <' non. avreb ber o polnto ad essa n.v-vicinai:si seJ1Z.a cr,rrerc ri:;chio che i Francesi piomoassero loro a<ldo:-so c·on forze molto superiori . Ycrifìcau<.losi titws!a ewulua1 iU1, c11wlla. 1.;ioè che i Fra11c<·:-:i fossero rimasi i in massa. s111la, dest.rn cklla ~1:m;cll11, o volendo far paR ·are gran parte della 2" -arma[a. su.Jh1, i; iuisfra etc,( fiunw, :;i p0Lenu10 prenden• due paniti: a) st,rù1gerc da, presso la, fortf'zr.a sulla. riva destra t'Oi sett e corpi che vi I rnvava uo, fort ilic:a rc le posi,,io11 i che l'nttorniawmo, e poscia . lasricl.JLdovi soli c-inque corpi. ri11forzart' cogli altri due i tre che gi~t m·evan rnggiunto la.•\[osclla, e> con questi cinqu<' corpi riuniti ma11onc1rc suUn sinistra dC'I 1i.u1 1 e; · b) sposcare poco a- poco la. 1" nrnrnta a sud Ili .Jietz, finchè appoggiasso la sinistra alla :.'llosel la, e dei quattro corpi (I) Vedas i lo Schizzo n. 4.
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dcli' ala destra della :?" armarn (8°. !) 12° e 2°) tenerne due a rincalzo del la ll' arnrnin e due :-u ll a. :.\:[osella. pronti a r i11forr.<1 re la. mecle.:; ima- o ad n11ir.si ai tre corpi (10", gua1tli1~ p 4°) che già erano passati sulla sinistra. Di'! (11t0sf.a disloc·nziono si sarebbe poi passati prima ad interCt>tt ,lrc le I i,we di comu,1i caz ionc d i }ietz coll a.Mosa, e poscia ad irhcslire la piazza anche s LLlln ·riva dosl;rn . l\fa. l'oper azione sarebb0 sempre st.ata piena cli pericoli, di fronte n forze. nC'rniche altrimenti condotte, per('hè. nel menlre cin<[Lle> corpi sulla !-;ini:-tra della ]Y[osoll.a si s1.uebbero 11vanzati per tagliarn Jc com1rnic11r. ion i colla l\fo.sa, -l'e:;erc iLo frnnccse, sboccando i 11 massa d n ~·letz. pOto\·a. piombare sui nwdesiroi, oppm·c sui ci nqu0 d) e erano rimasti sulla destra . 'l'utt.o cièi clirnostrt1, cn111c ial.i 01,iera.zioni , in presenza eh 1111 osrrnito abi.l rnente o \'ÌgorosarnrntCI condotto, sisR.110 molto pericolose, se non si cli.::,;pone di fornt-' ;1Jmono doppie. Nel casù concreto, quan tunque la superiorità delle fol'Ze non fo~s0 èhe ~Lella proporzione cli. I rn a due (astraendo ,mn1prn d,d ln B" arma.ta), la pr'f'ecclente i ncmta co ndotta. clell'csorrito h-;1n cese, ' i successi ottenuti, la accertata ri ri rata dei b'ran(:.('.si dopo la sc.:onfitta dol I+, aurorir.za rnno il comando ,mpromo tedesco a, proceclerr. ron fì.dmt0 1:isolu! czzn . Non si poteva pe l' Yero dire escJmlr,o che i Frn11c;esi dopo d i essersi rilirnti sul la riv,l sinistr& ripa sassero sulla destra, per riprendere l'offcnsiYa : 111.t :una e.osi. cne,.rgic,1 risoluzione ('ra oramai diY<'ntat,1 molto i 111 proba,bi·le. E difalli, nel mattjno del 15, dopod1è il Mma.rtdo supren10 recksco fu informalo d<'lla batragl ia del 1 +. modifieò gli ordini prececleJllemente dati o presrris,;e che ]a l" armafa. t1ppoggia.t.a drt'I r1° corpo conse,r 1)as1,e i·l campo di batta.gli a. Fu. perciò dato l'ordine di rioccupare il ca.rnpo· di baltaglin a.bbandotùi.lo ln sera preccdoote, e mentre tale ordine era gii1 in rorso di C'Secuzione, fo disclelto. Quest i ordini e co11tr'vrdi'll i, combi nHIi co l lo spoota.ment.o d r{l' 8° cnil·po vc,r.su l'ontoyOmy, furnn ca.nsa. cli incrocia.mouti. di colonne e di ritardr che si sareblmro fol'S<' potu .. milm"('. perchè! non si ril'i\ce .a <:omprendc,r r cn11. q1wl,le intencl imcnt0 si vol<'S::;e rioccupare il cnn1.l?o di lrntl;aglia, mrnfre ]'unica cosa ,r lte interesi,;nva er a qur]la di ma::;cherare la fortezza . 0
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Alla, 2• armata furon dati due ordini successivi. JI. primo, giltnto la. mattina del 16 a P ont-à-":\fomson, prescrivova. che il 3° c01·po ·rimanesse intamto cii.sv onib-ile, e soggi ungeva : Preme i nseguire suUci stra,cla Metz-Verclmi. Qncst'or d:ine era eslrernameni.e vago. 'J.'rn, M'ètz e Vcr<lLm corrono 50 c;hilometl"i ·in lineci retta. Verso qua.lo tratto d i. quest.a, st.racla si giudicava. opportuno di colpiJ."c ? e con ,quali forze? :Pnnni pcrci.ò che occorresse preci.saro n n po' meglio come si dovesso inseguire, cioè con quali corpi ccl i n qual e direzione. lniperocchè 110n bi.sog11a dimenticare che si a.ve,,a di. fronte un c;;ercito di quasi 200,000 ùominì, solo parzialmenf;e intaccato in due dei suoi corpi, in due combatt.imenf.i. tut,t'a.Jtro che decisivi, :-;peciaJmente quello del l LJ:, e che si trattava perciò non g ii'.t di ùisegitirlo, ma di bcitte1·/o. Lasciando tantf~ liberfa ai cornandaJtti <l'armata., chi può assicura.re cho essi interpretino ben.o l a ,sitn a.z ione come la. in.torp~·eta ii conrnndo supremo? Se no' ebbe la pÙ>va. nolla cli.spersione della, 2" armata i,l g .iorno 16, a ,ca,giou e della qu aile, poco mancò clie il 3° corpo Timanesse sconfitto ti, Vion villei o Jo sarobbo stH Lo certamente se i F rancesi avcssem ma novrato in quel g iorno col n ecesa rio vigore. .Ll secondo or di ne fu spedi to a lle 11 a.ntimericlia.no dall'al.tur;l di :Flanville (sul campo cii balta.glia del 1+.). Dopo avere avvertito che i Francesi ricacci ati in Metz pr obahihnente stavano gii.t ritirandosi su Verùun, avvertiva che : fotti e tre i c:o rpi dell'cilci destra (.3° 9° e 12°) stcinno orn <i /,i bem disposizione cli c:otesto coincindo, o che il 12° er~1 giit . in 1narcia su ~omény . Bi tratt,·wa adnnque di e ffeUnaro i L passaggio della Mosella con tutta la. 2~ a.rmab+, e di eseguire una grande con.versiomi, a, destra, per tc1gliaro poss ibilme:11to i lhancesì dalla ) fosa, ed a.nc;he ora nessnnt~ clisposizio-ne ora da.ta i n. proposito. L'at tuazione del con cfllto (o n eppure qu esto ben e specificato), era interamenle lasci ata al comando della 2° a:r11H1,ta i anzi , non gli. ent neppur presc,ri tto cli passare, l a ~[osel.La, con tu,ttci l'annata., perchè l'or dino non en 1; vera,me.ntc tale, ma scm])'licern.ente UJl. n,vviso, col qn a l e. gli si pa r tecipava. che da. quel momento tutti i ('Orpi clell'nrmata erano a. sua disposi;done. Perciò a me sembra che l'impulso d<>I co~
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rnaJ1do sup~·emo sulle opera zioni, sia stal;o in questa cir costanza troppo scarso e che esso avrebbe dovu to imprimere n:n indirizzo 1m po' p:i ù preci.so alla 2" armata. (ch e era d i gran lunga la più n umer osa) in una così import ante operazione in vicin anza del nemico. Se n o vider o difatti l.e, conseguen:1.eil giomo dopo. II. - Sta nte. il tr,mpo perduto in conseguenza della battaglia. del 14, i. F n mcesi non a vevan o potu to- ricominciare l a loro ri.tira.ta che nel m a.ttino del lo, e l a sen1 dello stesso g iorno, aveva,n r aggiunto l e · pos izioni indi.cate c1'a.llo schizzo n . 4. La testa della co.J.onna. Ji sinistra. a.vr.ebbe certamente potuto spingers i più ·in l à, oltre Ma,rs-Ja-'I'our i m a., dopo i r itardi verifì cafi ,s i, i :fra.ncesi n on votevano più l usingarsi cli pote,r ,compiere tra.n qlliUamente l a. loro r i tirnfa per l a. strada di Verchw, e quindi non potevan o a1lungare, sover chiaxnente la. colon n a su crueUa strada senza. coprirla. con un forte clistaccamento a, sud, il cliè essi non erano p iù evidente.mente 1-11. grado di fare. Rimanevan lo:ro an cora due r artiti da prend0rc : i) prosegu ire l a ritir•ata. per le strade J.i Confia,n s e . di Briey e copr.irla occu pa ndo Lma forte posi zione fronte t~ sud tra, Rezonv:ille e ::\faJ:'.s-l a-'l'om:; , b) schiep ré tutto l'esercito fronte a. SUll per a.t,t.aeea.r e in massa. i corpi_pru.ssianì che già e.ra,11 p a,ssati sulla riva sini-stra. Adottan do il pri m.o partito, il grosso deH'esercito poteva tosto recarsi . a<l occupa:re una for te posizione s1ù l'Orm~ tra Briey e Confla:ns, sulla qua.le, si sa.rebbe poi ripiegato il co-rpo lascif1to su ll a .stra,da di Verdun e coprire quella, ritirata.. Successiva.mante, l 'esercito avrèbbc pot uto p rosegui re verso i pass i ti.ella. Mos a a v.alle di Verdo.n, indi per l a valle dell'Ais1ie su.
:Parigi . Il seeonclo p,u:tito poteva lascia r spera re dei su ccessi, aJ.111eno con tro i c01·pi pru,ssiani più .avanzati, in seguito. ai quali. · si sarebbe potuto continuare con ordin e. l a ritirata, utih zzando a;nc,ho la strad a d iretta, di Verclun. . Qualunque l)erò cli questi due, 1)art.it,.i si aclott a,sse, doveva esser m esso, sUJbito •ad esecuzione con r isolt,tezza, fin d alle
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pri111e ore dC'I giorno J li. (~uando 1w!lo ste::;::,o giorno il cnn1'.orn· l_uonò vrrso Je 9 ,;til le allul'O di 'i 'ionvi·llC', il grosso tlelJ csc1·c1to fl.vrrl>he· già cl oVlilo csi'etc i;ch ieralo offcnsivanwntC' frome a. ud. oppurn irunusi giù in ritirata Yorso lii Jint·H cleJrOrnC': la <tt1nl cosn 11011 era difficile, ,s e in\·0rc• di ,l\'YÌHlTi i co rpi in Jungile <:olonnc per le. .u o0l10 strade, essi avesscn1 al ll'HYC'rsaro in forma:e1ioni a1mn.1afìsatc quell.(' sgombr r cnmpag11C'. come poi fecero i Tedeschi il 18 agosto. I FrantC'i'i non feC'ero nt· fnna nl• !"nitra cosa e' :-i prepnrnrono cofìi ln sconfitta cli Vio11vil1C'-:i\l ars-la 'J.'our. Ji, 1G
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T,(• ,/i retti·re <'111a11ai c ,tllr ore (i'/, por11ericli nne del 15 dal c-ornanch) ·uprr1110 tede,;c-o per le mo..;sr <l,t ·cguirsi il JG dnlln ]' ti dalla 2' ar111ata, si possono co,;l riassumere,: a) la 1~ nrniat,11, lnsc- i 1wovvi.so i:ia.rncnte un cor[JO a. Colltcrl I<':,; e sposi i gli altri due ad ows1 tra. Arry C\ Pom111{·rieux ìcra la )Iosclla e la Seille); b) liberti\ c1·azion<' la più completa alln 2" annat.1 per ·una riyorosa oflenF;i,u, con t11tti i, mezzi cli.~J)()ni/Ji/.i contro te
strade da .lletz a r erd11n per Pr(>!Jne e per l~tain (2) . , Si i11izia aclm1<1ue lo spostamento d<:'lla 1a armata a. sini~tra wrso la Mosclln. r si :<pingr la i?" Hrn1ata contro le strndo da. ìvfeb: a \Tcrduù: rnn. senzn irtdicai·e nc•n111teno i l imi ti lu l<.'rnli cli quella Yigorosa offensiva confrn il ltmgo (rnlto 100 d1iloni<>rri in linea retta) dn :;.\lctz a \ 'crclun . La Qi armaut essendo la soh <:Ile 11el giorno l.G potesse pres111nibilmenlo ven i re a conia.no col nemi<:ci, paro a ,T0bbo dovu lo l'ioever0 dal comando supremo ordilli più prec·isi th<' mrglio ne indicassero le intenzioni. ))a quello diretf.ivo appHr0 ohe in fl,l tel momc11 ro m1lln si conosccni di ('Onercto i;n1lln dislocnzione clrll'cs<>rcilo francc:,;e : lo si sapeYa pPr<> in ricirata e la :,• di\·isio1H· di can1lleri~ Schizzo 11 • .i, e la Carla d' insieme o. i. (~l Uocumenlv 11. tG3 della <:orl"ispon<lem:a militare «et ma,·esciallo .1/oltke, voi. (t ) Vedasi l o
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1833
:l\"OYa consi111ato nel pomrriggio del 15 che 11011 «Yt'Yll oltrepassato colla sw1, testa YionYillo. Tcm1t1J eo11ti) l'l ,e le vie cli ri Limta d i cui 11oteva d isporre n on Prano cho t r~, e co11 siclenl t,J. l 'entitù, deillc for½o elle per esse doYovano ::;fìhtre. 1,on era presumibile che 11n11111e for::ì(' qualche t·iirnrco) la re:;ta, ilcll.'eserci I.o potesse nol giorno I (i oltre-p.:hsa.re Fresne en Woc.vre. P er consegu C1nzn, pu ntn ndo colb si nisr.1·a dcl lu. 2a tirmata contro Frèsnc rn "\Voevrr o colla dcsirn, Ycrsò "\ lars-la 'I'our, St. poce,·a e:,;,;ere pr<.'ssochè certi di pocer colpire in pieno n_auco l"e::;erc iro francese\ o lli imp0dirgli d i proseguire la rittrntn. sn Vr:n lun, nel <·,flso che. l'nn'S'Sl' rf'n.lrnc11tP e soll ocitnll Wnte conl inuaLa nel g iorno Hi. IYc1,ltroncf0. 11011 si poten1 pumaro colla. sinistra. pil'.t ad 0ccicl0nto di Fresues. son7.tt cad0r0 sulh l\ ro,-a a mont elli Venl 1111. Ohò se invocc, i Fra~1cesi non ::;i fosSN'1l 111oi;s i d.al lCI lmo posiz ioni (l p l l5, od. è~V'CSsero i'.el 16 _proseguito la ritirata Jentameure, fa :J" arm.-1.ta, 11n11ndo fosse grnnta presso al fro11te Fresne en "\rocnc-lfars-la-Tour. poleva. esegu ire un a. ctJ-11\'C' L"siono a, dc-stra per tag liare ,ii i''ran~ ce,;i tutte le strnde Yer,;o hl, ) losèt, mm.tre b .l" annata. avrebbe varcato la lfo,;ella con d ne coq)i almeno Yero ~oYéa.nt . ~cl ca:;o infine i11 c11i i Fnmcesi si fos~ero ripiegati ve1·so rorne, la :2" armatit d.n l fronte .b'rcsne rn ViToevre-lvfars-la-Tonr, poteva. sollc,c iimncntc prosC'guire Yer;;o i L front(• Etain -Couffons, passando l"Ome nel suo corso superiore, cerc,1ndo ùi spingere i J•'rancesi c-ontro la froni irra brlgn . I n ~utl'.i o I L"<' i casi 0s;tm inati In. d ireziono JTrèsne on \Voe\'l'C-1Ia,rs-)ar'l'our ern. adunqne Jtt p iù indi\'U.bl, ( 1); ma bisognaYa a,·yinn·i l"inten1 nrmatn : Msì suo-o·rriYa, la situa½ione r cosi prescri,·ent il rnmauclo supremo °;:1rorcline tlol !;j a ,;erA. ·che dicMa, Ili opernre con tu.Ue fo / o,-,,:,e disponib'ili. Data 'In d isposizione d0 i corpi ln sei:;l <i <'J 15, il 10° corpo, seguHo <lalla guardia. potcYa premlrre la stra{la di Frèsne cn \Voene; il 3° corpo, .seguito da l 9° cliriger:;i ..;u )fars-la-Tour (partendo più t.i:u:<Ji pei: <'la:r modo a l. 10° noqio d i 1enc•r "i a.Ila st0~sa, aliezzn rd al 8° d i rao·o-i.uno-er'lo) :,. il -1 ° cor1)0 !)Ol <'Vèt' 00 O
(I) Come si vede, in questo come in tutti gli altri casi, io cerco di ragionare non gìa cot senno del poi, ma sui soli elementi che potevano in quel dato m omento essere conosciu ti.
J,A.JV-X
DA W E ISSEMDURG A SÉDAN NEL
1870
;~a-pure med~a.nte uno sforzo, giungere al meno colla te~ta a .I. hiaucourt; 1J 12° olDr cpassare Pont -à ~M:ousson, ed il 2° rirriva.r e verso 111, S.eille, presso Vemy. Consider'a.ta la distanza che clo~ova no percorrere i singoli corp i, 110n era possibile che nella g1.omata. del 16 ·si impegna..sse verso Fresne en \Voevre altro che q ualche combattimento cl' ava11gu m:d'ia. Il ,solo 3° corpo era in mfau.ra di impegnarsi seriamente verso Vionville-Mar,<:;- la-'J.'our; ma. appunto perciò osso doveva, esservi a.vvia.to più tardi, perchò e.osi faèendo· poteva essere sostenuto dal 9° cor~o che marciav·a in coda., e da.110°, il qu ale da 'l'hiaucour t, da, Sa-~nt-Benoirt e da 1iVoeL er11, 1fare 1n gra<lo, appoggiando a destra, cli recar.si direttamente sul ca.mpo cli ·battaglia. Sono adunque tre corpi che potevano entra.re in .azione il. giorno 16 (3°, 9° e J0°) . Il 17 ago.sto vi si poteva.no aggiungere. anche il 4°, il 12° e la gua.rdia,, oltre a.l 7° ed 8° -<:orpo deJla. l" armata, ed il 18 anche .il 2° eorpo. La g iornata p iù perjcolosa. essendo a-clu.nque queUa del 16, dovendosi riienero possibile che i li1rances i per effettua.r e con ca.Ima la xitirat-a. si gettassero prima in massa contro . Le teste deHa. 2• .arma.ta, si doveva, faro ogni sforzo (pur ipunta,ndo energicamente contro jl più rnHe accennato tratto della strada 1(etz·verclun), per riuniresop,Fa un ca,mpo cl.i battaglia verso Marsla-'l'our, la. maggior possibile quantiti.t di fon :e, che, come abbia.mo visto, era cli tre ·corpi, e farvi arriva.re le rimanenti nel ,giorno succe,ssivo. 'l'nttociò non eni n e1}pure senza. grave pericolo, perchè se i F ran cesi si gettavano energicamente in · rn.assa contro i su ddetti t re corpi, potevano .averne ragione il . .giorno 16, e ba.ttere ·poi i'1 g iorno 17 gli a.l tri corpi man mano ·Che a.rrivavano. :iVL:t se si voleva. arrestare i Francesi nella loro ritirata, bisognava pur puntare :fin dal giorno 16 contro la str ada :M:etz-Verdun, ed il mod.o meno pericoloso, di fa.do, ern quello cli farvi ,c-0ncorr~re quasi nello stesso tempo tuU t e t.re i corpi che potovano en tra.re in a.zione in quel g iorno, nonchè una parte almeno ,clcH' 8° corpo ; i qllali, se pr~muti -energicamente cla fo,rze, .superiori, a.vrebbero trova.t-0 dapprima u.na discreta posizione verso Oha.mbley ,tra /1 vaUon e di Gorze e ti.' Rtang de Lacha,u&Sée, e poi una posiz;ione migliore lungo il R1rpt dc )facl, tira. rrhiueomt ccl Arna.vi lle, ove si sarebb&ro r iuniti. a lla gua.1:d ia, a.1 4:0 , 7°, 8° e J2° C01('pO .
DA WEI8SEMBURG A S};D.AN XEL l.870
1835
Vediamo ora se le disposizioni date dal comando della. 2• armat a soddisfaceva.no a questo con cetto. TI'. ccole jn succinto : a) 1.m v igoroso a.tto offensivo contro la st:rnda di Verd.1.111 doveva e&sere prouuneiato dal 3° ,corpo iv-orso V.ionville e :Marsla-Tou.r e daJ 10° ,co1ipo ver-so s:iai·nt-Hla.irc e )ia.izeray (ad e.st di Fr&sne Bn Woevn) ; b) gli altri corpi dovevano continuare la marcia cl ritto ad ovest verso la Mosa., e fu disposto che : i l 12° corpo dovesse ammassarsi ad ovest di Pont-à-)fou:sson ; :il coi·po della, guardia. avanzars i a Bernéconrt (strada d:i Com:rne.rcy); il 4° corpo giungere a les Sa.ioora.1s (strada cli 'l'oul); il 9° corpo proc,edere fino ,1 Si.Jlegny per ,seguire poi nel. giorno successivo il 3° &u. Gorze, ed il 2° cory>o g iungere colla testa a Bnchy. :B'inaJmente alle d i visioni a,vanzate d i ca.v alJ.e.ria. f.u. commesso d i prender cogTùzione delle strade conx:ln:cen I:~ aUa Mosa e dei passi cli ,quooto fium e da ] )ie,u a Com1ncrcy nel conce.tto c'l11s l'a.rmata d ovesso po.i valersene. Quin di, in .complesso, con 'd ue corpi s i doveva attaccare l à massa dell'esercito francese, che non era. s ta.lo :fino allora, che parzialmente ,sconfit.to :in due cloi suoi eo1·pi. ~l're COTJ..li ven ivano avviati. in direzione divergente verso la, Mos11. Uno (il 9°) non dove.va percorrere che pochi chilometri fino a Sille- . .gny, e l'ultif1o (il 2°) rimaneva fuori del rnmpo d'azione, molto indietro a BtLcl1y . Quindi, cli,s·p ersione ,c:oropleta. della 2• a1;mata, già separata dalla, P e dalla, 3" ! e eiò mentre i France;;i era,no riuni ti iu una. sola ma.ssa rrn Metz e Ma.rsla.-Tour ! (Conti-mia) . L U IGI 0.A.DORNA inaggio r genen1le çomandante la br igata Pistoi a
IL NUOVO REGOLAllEX'rO D 1ESER01Zl1 ECO.
1886
§ 41. -
Nuovo 1·egolamento.
IL NUOVO REGOLAMENTO DI ESERCIZI
410. Per l'esecuzione dell'assalto della compagnia servono di norma le stesse· prescrizioni date pel plotone. 411. Se la compagnia combatte inquadr ata, l'ordine per l'assalto sarà emanato di regola da un comandante più eleyato; solo q ua~do circostanze particolarmente favo;evoli fanno appari re manHestamente vantaggioso un irrompere all'assalto in modo ind ipendente, il comandante di compagnia l'ordinerà di propria iniziativa. È di particolare importanza per il successo la cooperazione concorde di tutte le parti. Epperò, anche e specialmente nell'azione i s o I a ta della compagnia, cura di tutti i CO· mandanti di plotone de,e essere di procurare che l'assalto si eseguisca, così come l'attacco generale, nel modo progettato dal comandante di compagnia: solo momenti affatto fa. vorevoli che sarebbe una manifesta neglìgenza. non utilizzara possono giustifica re l'assalto di singoli plotoni effettuato di propria iniziati va. 412. Giunto il momento per l'a.seti.lto, il comandante di compagnia di regola designa - se la compag nia combatte isolata - quella parte di essa che deve appoggiare dalla sua posizione l'assalto col fuoco, e fa avanzare la riserva ancora esiEltent.e verso la parte della catena destinata alla esecuzione dell'as· aalto. Sittoeto la riserva siasi rav v1c1nat.a. alla ca.tona, fa suonare il se.
PER LE TRUPPE A PIEDI DELL'ESERCITO AUSTRO·UKGARl CO
C1111Un11a:io11e -
\"eài dìspell$a
r,11
l. Il fuoco della compagnia in ord ine chiuso deve aver luogo ora sempre per plotone; secondo il V. R. tale prescri· zione non era tassativa , perchè diceva di regola. 2. In conformità di ciò che il N. R. dice alla lettera a} del § 27 circa gli elementi che costituiscono la direzione del fuoco, il comandante di compagnia deve ora, quando occorra, oltrechè indicare il bersaglio, l'alzo e la specie di fuoco, al· tresì designare il punto di mira, il concentramento, ovvero la distribuzione del fuoco con tro il bersaglio. E quanto al numero degli alzi, non se ne ammettono ora che al massimo due (vedi punto 308), mentre il V. R. ne ammetteva 3; ed i due alzi, dall'esempio citato al punto 404, si deduce debbano essere di 200 m. diversi ·uno dall'alt ro. :3. È stato abolito il fuoco su quattro righe. 4. È ammesso in certe circostanze d i fare eseguire il fuoco da un solo plotone in catena, allo scopo di accertare la distanza stimata (Einschiessen), e fare sparare poi gli altri con alzo più esatto. Se si ricor da che il fuoco a salve viene eseguito esclusivamente dal plotone in ordine chiuso (punto 317), il fuoco per stimare la distanza che dovrà eseguire il plotone in catena non potrà essere che a volontà; quindi il N. R. viene ad ammettere che per la stima della distanza può usarsi non solo il fuoco a salve (vedi punto 309) ma anche, sebbene in certe circostanze solamente, il fuoco a volontà.
tl6 •f
ANNO XLVII.
1837
Assalto.
Vecchio regolamento. S61. L'assal to ha luogo al CO· mando del comandante di compagnia se egl i si t rova sulla catena; diversamente ba luogo per impulso di quel comandante di plotone, che ritiene favorevole il momento per penetrare nella posizione nemica (pun ti .281 e 528). Gli altri plotoni che si t rovano in catena devono subito seguire; la riserva di compagnia deve essere, per quanto ò possibile, rapidamente condotta avanti per appoggiare l'assalto. S62. Nell' a s sa I t o se con cl o un piano pr es tabil ito il coma.ndante di compag nia informa i comandanti di plotone delle sue intenzioni; - designa il settore da a ttacca.re ed eventualmente quel plotone che non deve muovere cogli a ltri all'assalto, ma appoggiare questo eseguendo il fuoco dalla sua posizione; - fa inastare la baionetta e conduce poi le riservo avanti al passo d i corsa; i t rompettieri ed i tamburini devono s uonare sempre il passo di corsa, a partire da! momento in cui non possa più essere sottratto alla vista dell'av, ersario il movimento dell'assalto (punto 529). Giunto a circa 30 passi dietro la catena egli fa dare il segnale :
Assalto! che fa suonare durante la marcia incessantemente. 1 comandanti di plotone che si trovano io catena si comportano a seconda del !>Unto 281.
-
1838
I L NUOVO REGOLAME NTO D'ESE RCIZI
gnale Assalto! ·e comanda: Cessare° il f uoco ! - Assalto! - I trom bett ieri e i tam burini suonano incessantemente assalto, la riserva trascina in avanti la catena e assume la direzione. Nel r imanente la esecuzione dell'assalt o e il modo di agire dopo essere penetl·ati nella posizione nemica hanno luogo come pel plotone. La parte r imasta a far fuoco non de~e seg.u ire la compagnia se non quando. questa sia penetrata nella' posizione dell'avversario. 413. Se duran te l'ass alto ha luogo un contrassalto nemico, converrà resping er lo a prendo subito il fuoco. Se il contrassalto è diretto contro la propria ala, eserciterà par ticolare influenza l'intervent o di una riserva ancora esistent e. § 42. - Ritirata.
414. Circa la ritirata valgono anche per hL compagnia i p rincipi stabiliti nel § 29. In una ritirata comandata, la riserva di compagnia ancora esistent e devesi spiegare rapidamente in una posizione, possibilmente di fianco, in modo da poter facilitare la ritirata della catena mediante fuoco vigoroso.
La risel'Va assume la direzione. Al comando: .Elu1·rak I del comandante di compagnia, tutti si gettano sopra il nemico r ipetendo ad alta voce quel grido. 363. Se l'assalto riesce, devesi continuare !~avanzata fino a che il nemico che cede possa essere bersag liato, indi si ristabilisce l'ordine, s'inizia l 'ulteriore inseg uimento ed eventualmente si occupala posizione (punto 532). Se l'assalto non riesce, la catena e la r iserva t orna.no indietro - nelle esercitazioni ciò deve avvenire al passo ed in perfetto ordine. La. fermata e l'adunata avvengono, a seconda della situazione del combattimento, o dietro il più vicino riparo sotto la protezione di altri re- . parti, ovvero a ll'infuori del fuoco efficace del nemico. 536. Se si deve interro mP e r e i I c o m. b a t t i m e n t o a nc o r a p r i m a c h e e s s o. s i a s i de e i so e debba.si iniziare la ritirata, sarà per lo più conveniente rimandare anzitutto le riserve indiet ro, e far prendere, possibilmente da un lato della linea di ritirata, una formazione adat ta per accogliere le truppe an tistanti. Queste poi seguono, a seconda delle circostanze, o simultaneamente o a poco a poco, in modo da non impedirsi l'un l'altra l'uso delle armi. Durante la ritirata non devono mai essere prese posizioni intermedie allo scopo di difesa s o 1 am en t e temporanea; la ritirata deve invece continuare fino 'a quella linea, donde sia.si in grado di effett uare nuovamente ostinata resistenza.
PER L E T.RUPPE A PIEDI DELL'ESE R CITO AUSTRO-UNGA RICO
)
1839
Dal parallelo tra il punto 361 del V. R. e il punto 311 del nuovo emerge . che, mentre prima la facoltà per un co. ·m andante di plotone di poter iniziare .a suo giudizio l'assalto dipendeva dal non trovarsi sulla catena il comandante di compagnia, ed in ciò non facevasi distinzione alcuna se la compagnia era inquadrata od isolata, adesso questa distinzione resulta abbastanza spiccata dai punti 411 e 412, e ad un comandante di plotone è riservata solo in casi eccezionalissimi la facoltà di determinare l'assalto di propria iniziativa, specie considerando che il comandante di compagnia, non assumendo più il comando diretto del sosteg no quando questo deve avanzare per appogg.iare l'assalto (come prescriveva il punto 362 .del V. R.) è meno di prima distratto da quanto avviene sul fronte in quei supremi momenti. L'ora.detta facoltà è limitata altresì pei comandanti di compagnia inquadrata; tuttavia non può dirsi eh.e perda con ciò valore quanto il N_ R. alla 2• alinea del punto 575, ripetendo testualmente · le . parole del vecchio al punto 528, dice al rig uardo; e cioè che« Siccome i comandanti di truppe « che si trovano nella linea più avanzata sono in grado « meglio d'ogni altro di scorgere gli effetti del proprio fuoco « e di approfittare rapidamente di tutti i vantaggi della si« tuazione ~él momento, <?OSÌ l'impulso per la esecuzione del« l'assalto può anche partire da essi. In allora essi agisçono « sulla propria responsabilità; gli altri comandanti' interven· -« gono tosto per appoggiare>>. Quanto alla prescrizione che nell'assalto di una compagnia isolata una parte di questa debba appoggiare col fuoco . l'avanzata della rimanente, e solo muovere innanzi quando gli assalitori sieno · penetrati nella posizione nemica, null'altro abbiamo da aggiungere alle considerazioni esposte alla fine del § 39. Questo modo di agire, che prima ~ra solo eventuale ed è ora divenuto normale (in der Regel), rappresenta un sistema che crediamo riprovevole essenzialmente per la forza che si toglie all'urto, e nella grande generalità dei casi per il pericolo ·che quelli che sparano da formo colpiscano i propri compagni che muovono. Siffatta prescrizione completa le carat-
H:SftU
lL NUOVO REGOLAMENTO D'E-SEROIZl
teristiche del combattimento offensivo, quale resulta dal N. R., le quali possonsi così riassumere: tendenza affrettata in avanti durante la fase di preparazione dell' assalto anche a · risc];iio di compromettere la condizione dell'unità di comando e l'accordo tra i vari plotoni (facoltà concessa ad un plotone di determinare l'avanzata anche senza il comando del comandante di compagnia) ; appoggio col fuoco durante l'assalto anche a costo di .scemare forza all'urto : in altri _termini, v'è forse troppo slancio prima, troppa prudenza dopo. Quanto alla ?"itirata comandata cui si accenna al punto 414, essa è definita al punto 335, ed a meno che non esistano speciali condizioni di terreno par ticolarmente favorevoli, presuppone che la compagnia non si trovi .ancora nella zona più afficace del fuoco nemico, .diversamente le perdite non potrebbero non essere assai considerevoli. In tali circostanie è ammissibile fare assegnamento sopra di un sostegno per eseguirla. Le poche nor me del punto 414 richiamano alla memoria quelle dei punti 335, 336 e 337 nuovi aggiunti, nonche la l " alinea del pu,nto 586 che vedremo in' seguit o. § 43. -
Difesa contro un attacco di cavalleria.
Nuovo R egolamento.
Veccltt'o .Regoltimento.
415. Per eseguire il fuoco devons i impiegare solamente parti di compagnia della entità richiesta dalle forze della cavalleria nemica, ment re il resto di essa continua, se possibile, ad attendere al còmpito primitivo. 41G. Il comandante di compagnia deve tenere alla mano una parte di questa in modo tale da poterla impiegare contro attacchi inopinati di successivi scaglioni di cavalleria. 41'1. Quando è da aspettarsi un attacco della cavalleria elle trovasi nelle vicinanze, il movimento della compagnia deve essere, per quanto
364. L'app1·ossimarsi di cavalleria nemica deve essere annunziat-0 dal comandante di compagnia o di quel plotone che ne ba scorto pel primo lo apparire. La catena si comporta come si è detto pel plotone. 365. La riserva di compagnia deve essere disposta in una formazione favorevole pel fuoco a salve sl tosto che la cavalleria s'iasi avvicinata a circa 500 passi.
PER LE '.l'lWPPE A PIEDI DELL'ESERCITO AUSTRO-UNG:Al'HOO
1841
è fattibile, continuato, assumendo
tali formazioni, ovvero raggruppando le sue singole parti in tal modo da potere rapidamente. eseguire il fuoco. 418. Del res to per la difesa contro un attacco di cavalleria, valgono le prescrizioni contenute nel § 30.
§ 44. -
Radunata della catena.
Nuovo Regolamf.nto.
Vecchio Regolamento.
419. La radunata dei plotoni che si trovano in catena, ha · luogo a seconda delle disposizioni del comandante la compagnia·.
366. La radu nata dei plotoni che si trovano in catena, ha luogo presso la riserva di compagnia, ovvero a seconda delle disposizioni del co mandante la compagnia.
*** .Anché nel modo di respingere un attacco di cavalleria il nuovo regolamento ·fornisce maggiori direttive i:m:ffici.enti a bene orientare il comanaante di compagnia nella maggior parte dei casi. Da esse traspaiono due concetti che il vecchio non accennava affatto·; la convenienza di non distrarre per la esecuzione del fuoco che solQ quanto è necessario della . compagnia in proporzione dell'entità dell'attacco, e la predi. sposizione in vista di attacchi inopinati di successivi scaglioni . di cavalleria che trovasi in vicinanza. Indi senza ripetersi il regolamento nuovo richiama le prescrizioni dei punti dal 338 al 341 che si riferiscono al plotone, e dai quali, come si è visto, emerge che il fuoco dovrà in massima iniziarsi non prima che la cavalleria siasi avvicinata a 600 passi nel caso di attacco diretto, ovvero anc.h e a distanze maggiori quando trattisi di respingere, attacchi diretti c(!)ntro altri reparti. (Gontimw) . SANTANGELO FELICE maggiore di fanteria.
1842
LETTERATURA ,l\ULI'l'ARE ,
LETTERA TURA MILIT AJiE NICCOLÒ MACHIAVELLI PA'l,RIOTTA E SCRIT'l'ORE .MILITARE
I. Affievolitosi nel 1300 il genio itaJiano, a.I clùfo cle,ll'arte subentra quello deUa iin'itaziòne. Al chimerico pensiero della restau1,az,ione dell'imtico 1mpero romano, il medio e.vo associa, per spontanea evoluzione delle menti, il sentimento cl'ammiraiione per i grandi nomi dell'antichità. La venuta in Italia dei r.etor:i o gra,mmaèici greci che Eugenfo ·IV chiamava a concilio nel 1439 in Firenze e l'osp:ita;tità che, a1 crollare dell'Impero bizantino, quest,a accordava. ai profughi di Oost.a.ntinopoli, va.lsero ·a t'afforzare quel sentimento che nella. invenzione della stampa,, mirabilmente d i:ffusas.L .in It.a.lia, trovò nuovo e potente mezzo d'espansion e. Se a, tutto que.sto, aggiungia,ruo le condizioni politiche del 400, se :ricor diamo come ai comuni suJbentrassero le signorie, come le forti passioni, le illi:o:iitato speranze, svanis:sero nell'a,ccasciamento dell'impotenza, non ci mera.viglieremo se, i dotti ita.lia,ni, astraendo dalla, l'ealtà de.Ha esistenza, rivolgesséro l'attività loro a.Ilo studio dell'antica. :filosofia, evocandone pace e conforto. Non più creazione quindi, ma, oome s'è detto·, imitaz;ione, e, nello . ,studio del passato : e.ruclizione. Nè questo è un male ! In scuofo,, in accademie, si ieccita. fra le dottrine di Plafone e le a,ristotelfohe quella discussione, quella benefica, lotta, che schiuderit la via alla critica ed alla .scienza sperimenta.le, v:antoi ed onore d'Italia. nostra.. L'a11te progredisc.e, e, nei nomi cli 'riziano, Leonardo da, Vinci, JV[ichelangelo, fa grande quel 500 a lustro
1843
del q~al<e a.neo nella vita. letteraria,· 1'.ifulgono Bembo e Pa:ruta, Botero, Ariosto, Oastiglioni, Caro, Tasso·, ]?orzio, insigni ,scritt ori non più della sola Toscana ma d'ItJalia tutta. I/a.rte milita;r:e noil poteva sottra.rsi a questa. universalità di progre.sso. Così, nel eulto clell'anhco, risorge essa pure pe.r . opem sopraitutto del Ma:chi.avelli, che ,a i Greci ed ai Romani attinge i suoi precetti volendo n:azionali lo milizie, prodamando l'ecceUenza delle f ante1ie sulle altre armi, sostenendo l'impiego delle fortificazioni, .studiando gli aJloggia.menti, ed in modo specia.le richiama.nclo all'a,ntico gli 011clini milita.r i nei ,q nali con saggia misura riesw a concilia;re l a :f.alangitica alla. fo11na legion aJ.·e. Giovanni de' Mediei ·aèlot.ta queisti o,r clini e ne ha. buoni offotti, tanto che è lecito chioclerci, se risparmia.to a Governolo, non a.vrebbei egli nell'a,pplioazione di quelli orclin;i, a.ffermwto .il progresso dell'm-te milita.r e nostra, senza :attendere l' ama;i:·o insegna;me:n.to· dagli ul t,ra.montani. I dolorosi ca.si della, patr:ia :nostra dovevano di necessità, ,s pingere la cultura,, l'erudizione dol 500 allo studio delle istituzioni politiche e milita.r i. Una gran :figura, di letterato, il :M:achia.velli, personifica questa. erudizione.
•
n.
Nella1storia dell'arte nùli.ta,r e jl secolo xv appartiene a que] periodo evolutivo dell'arte della go.e rra ehe si prolunga nel secolo .successivo, e hmgo il quale, questa. va, man mano piegandosi. a.i princ:ip:1 che l'inspira,no nei gjor.ni nostri. Col dege11etaJ:.e degli elementi, Chiesa., Lr.opero, Comune, a ttorno a.i qna,l i si. svolgo la vita del medio <!No, nell'associarsi della maggior parte delJe popolazioni, la soci.età va, modificandosi per avvi.arsi aJla costituzione cle.Jl'evo moderno, caratt,er.izzato daU'a.ffermarsi de1J.a, potestà regia, ch,e, pur avuta ra,gi.one del :feudalismo,, non .a.ncora l'ha completamente domo. E, col muta.r e conseguente, delle civili istituzioni, vediamo trasformarsi le istituzioni militari. La mo:n.arch:ia, a tenere in freno il feudalismo cli cui non . poteva disfarsi ad un traitto, chia.mava) in suo socco,rso, i co-
1844
LE'l'TERA'.L'URA 1\flLIT.\RE
LETTERATURA. . MILITARE
rrmmi,_ conta:va :.Sll truppe -mer cenarie, ma, ,a tu tela sua. doveva pur g1ovar:.s1 eh quelle milizie nazionali che vediamo {·.isorge . r t . . re presso g_ 1 s rame1:1, ove a1)punto prima si manifesta il movim~nto d·a.ggrogaz10ne, che agevola lo sta:bilirsi della monarcht~·· E' p~r tal ragione che troviamo .fusi negli eserciti di quei_ t~mp1, ~li avanzi del feudalismo, rappresental,i daUe ger~:,,:'. d·~m~e,_1 comun_i c~lle fanterie che, quantunqtte in propo1~1oru 1mmme, commmano ad impiega.re le a,rmi da fuoco. e~, m~e, la monarchia rappresentata, sia cla,gli. elementi na~ z10nah ·che, con un ritorno, non completo ancora., aJl'a.ntico, ess~ reclutava nello Stato, sia dalle a.ssoldate truppe mercenarie. Quest~ per.. la. composizione degli eserciti. d'oltre Alpi. Quanto a no1, cm mancava l 'uomo che sapesse giovarsi della tencl:1:z~. dei tempi'. i vari S tati pensavano a- sè. Non potendo le m1hz1e ·c omunali a.cl altro servire che all'inunecliata difesa del_ ca~1,panile, continuammo a subire, dapprima, le compagnie cli ventura. sfraniere, po.i, quelle italiano cho o·i,\ avevano fai.lo la loro appa,rizione sullo scorcio, del soo~lo xnr. Quest-e per qualità, ma sopratutto per l'a ttitudine cli diversi condottieri, da Alberico cli BaJ:biano a Braccio e Sforza, segnano certo ad onore nostro, un progresso dell'arte del combat~ere, . ma, 1:on riuscirono cli vantaggio all'Italia perchè i ca.p1tam che 11 va.loro e l'ahilità condussero a.l principa,to, solo badando al proprio tornaconto, non seppero -assurgere al concetto di patria. I parziali -tentativi fa.tti per ri:alzare le fanterio nazionali restarono senz'-e:ffotto, per ~ui, pur nel secolo seguente, vediamo l'Italia funestata dalle condotte. L e armi da fuoco andavano perfezionandosi. Contm di esse ·a .~ut.!ia prima, si tentò resistere. La gente d'arme si tese ancor prn pesante cli ciò che non fosse, spinta forse alla resistenza. più ohe d'altro, <:lall'intet&sse dei capitani, · i quali, come a.f~ forma il Machi,avelli, con spese minori di qucUe che avrebbe necessitato tm grosso nucleo cli fanti, tenevano tanti cavaJ.li che b~stassero a mantenerli fr1 fa.ma, ed a pag,a re i quali er ano suffle.tenti le ifoanze d'uno qualunque degli m ati, che, ciechi, non volevano comprendere come, con ·poche truppe proprie ed a piedi, a.vrobber o avuto ragione d'uno qualunque di quei· ,metcena,r i.
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Erano macchine non più cava.lieri, che pretendevano affronta.re schioppetti ed archibugi. Però, poco a poco, gli uomini d'•a rme dovranno riconoscere l'jmpotenza loro,. e l.a fa.uteria andrà rialzandosi, montre che<, dopo ~ver àtterrate le mura., il cannono verrà affermando la Slui. potenza sul cwmpo di batta.glia,. E nell'attacco o nella difesa, delle fortezze, le a,r tiglieri-e che, a.I pr incipio del .secolo xv erano tonute nello stesso conto cli qàeUc cla corda., acquistera.nno nella seconda, metà, perfeziona.te sopratutto da ingegneri i talia-ni, la supremazia cho ad esse spetta, talohè i vecchi mezzi ossidionali si può dire che cadr anno in completo abbandono. Per tal modo alla. fine del secolo xvr. specialmente dopo For_novo, Ravom1a, ?vfarignano, Pavia., San Quin tino, Arques, Neuport, l'arte milita.r e vedtà, coll'impiego cli nuovi ·mòzzi cli guerra., chiuso il periodo di sua evoluzione. Riportandoci ora a quanto r jgU:arcla l'Italia ricordiamo che poche erano lo fanterie in confron to a.i cavalli. I fanti si 1·iuniva.no in bandioro. Loro arm i, rotelle,, targhe, roncho· o partigi:ane, troppo leggere tutte ,contro la cavalleria, o balestre, nell'uso delle qua.li gli Italiani, s'erano ac_.quista ti rinomanza fin dal 1200. Con un armamento simile era assicura.ta la prova,lenza dei cavalier.i. ConLro quesl;i clove,va.no, più tardi, giova.r e picca e sch:ioppètto-. J?er intanto i pochi fant i che entrav-ano nell'a composizione clegli eserciti, erano destinati al servizio di marrai tLOli, a gua.r die, a difesa ccl .assedio delle piazze, a custoclia, degli accam pamenti. Nè, a mi bo-lioraJ:C le sorti dello fa.ntorie.' valeva. il loro modo di forma.rsi pel combattimento. Lo d istinzioni che pur mantenov:anst' ù.'a.v:angua.rd:i:a, battaglia e ,ret1·o§'l.~arcli:a,, tLcl altro non servivano ohe per le disposizioni negli alloggia,roonti. In Ù1a,r cia,, quei r eparti, era.no tenuti l'uno così cliista.nto dall'altro,, che non potev,a,no, se a Ltacca.ti, s0S1tenersi. Alla pttgna si presenta la, fanteria, o ·su cli una estosa fronte, e la mancanza di profondiHt l a, rendo debole, o su più schiern, ma talmente disposte l'un·a dietrn l'altra che la prima t1~avolg0 nella. stia ifuo·a., ~e .sconfitta,, le retrostanti. · b La, <:lavaJleria, che s'arrolava por lance, era armat a d"1 pesanti lancie, stocchi e mazze ; mia porzione (la, rrieno stimata) /
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LETTERATURA MILITARE
di baJ:e:tre e, a.nohe nelle :ara1~i dife~1sive, a.rmata più a.Ila leg- · gera, visto che doveva combattere da lunge. P er 1~enderoi conto d_ella manovrabilità, della celerità di una tale ca.vallerj:a, pensrnmo alla, pesan te sua, annatura; a llo sv.iluppo che si richiedeva nena -corpora.tura, cle•i cava.Ili e che, ogni uomo cl'arme, oltre a:l s110, clo:veva porta.r e due cavaJli di riserva.. Se a (1uesto a.ggiungia,mo. le attitudini delle fonte1i e, il D'Onere cl~ reclutamento della milizJa, e gl'interess,i dei concl;ttieri, c1 ren,clcremo conto ·che le. guerre ;si facessero « grosse e ~< cor te » come scrisse il Po,rzio nella congi.ura dei baroni del . r egno di Na.p oli contro F erdinando I. Nelle bo·uen e d'a ssed10, attaccanrt:e e difensore, .clura.nt-e la notte, non si distur ba.v ano e nei placidi sonni riposa.v ano delle fat1che della, giornata. P er contro, formaz ioni ed .a,rn1-amento·, r-endeva.1io lun o·hi i combattimen ti. Gli uomini d'a,r me coperti come erano, ;on potevano vcn.ire uccisi, e quando la stanchezza. deil combattere gli a:veva. v inti, a.1101\a s' a-rrenclevano, co,sicchè nello, innocuo scambio cli botte quei combattimenti a~sume,v.ano aspetto di ese1~cizi, tornei qualsiasi. Alla. batta,gli·a. di Zagonarn (1424) tra le genti di Firenze o quelle del due-a di l\filano, neUa rotta toccata dai l)rirni e che ebbe un'eco di spavento in tu;tta, l'Italia, mo1irono· tre soli cavalieri a,ffoga.ti nel fa~1igo. Nel 1440 ,a d Anghiari, in una, zuffa dlu·ata circa 24 ore, morì un solo uomo cl'anne calpestato dal ca,val!o. ehe l'aveva balzato, a tena (1) . Bolo, verso h~ fì.ne del secolo, alcuni · f ant.i vengono a;r:rnati cli .schioppetto da cui prendono nome, ma il loro· impiego, sia per Ja qualità deH'.arma, sia per la. poca istr uzione di chi doveva maneggia:d a, non poteva, a,ver a zione dec:i<Siva. Venezia nel 1490, adotta,, come narra. il Bembo « quelle certe ca.une di « ferro già in uso in Germania» a vece della, ·9ale.stn~, « quali « cam1e, pa,llottolei di pi.orobo, per impeto di fuoco, con gran « forza mandavano fuori ». . . L'-artiglie1'ia, che andava rn.a.n mano migliorando dal punto di vista tecnico, non ò l)erò, nean che verso la, fine del secolo, (i) Questi dati sono desunti dal Macchiavelli. Taluni scrittori affermano ch 'egli esager,tsse in essi per m~glio combattere le compagnie di ventura. Sta· però che il Gu icciardini afferma come, prima di Foroovo, mori1•ano pochissimi uomini in un fatto d'armi.
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LETTEH,àT URl\. .l\{ILITARE
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impiegata, sa.ggiamenl;e nel campo tattico (Fornovo informi) , ta-1chè lo s tesso lV[achiaveUi . ,confermato ne,l suo pensiero dai ,primi esperimenti del secolo xv1 se no mostra. poco entusiasta, quantunque comprenda. subito come, contro di essa s'a.b bia, a combattere : to~to cioè « occupcwlr.1, » pe,r averne ragione. Tale era lo sta.to delle ·aa.·mi. i !ialia.ne nella gio'Veintù de1 Ma.chiave-1li. Disgraziatamente, perchè .a, dam10 no&tro·, l'inizio del xvn secolo colle invasioni di Francesi, Spagnuoli, Tedeschi e di Svizoori, doveva dare .a,ll',art0 rnil.itare nuovo impulso, ed a quelbngegno, jl meizzo di appafosarsi in una delle molteplici sue manifestaa;ioni.
III. Prima di pa;rlare deUe sue opere è bene r ammenta:r e tahme date ecl ,accennan~, sul Ma.chiavelli, quel tanto -che valga a collegare h1 sua esistenza coll',a mbiente in cui vi.':lso. Nacque in F irenze il 3 maggfo 1469 cl.a, illustre, ma decaduta famirglia- e s'obbe quell'educazione che i mezzi e ]a. tendenza, al classici,s:mo comportavano. A.n1messo- nel '94 nella seconda, .cancelleria del comune, al 19 giugno ''98 fu, a prefetenza di altri aspir.a:~ti, non solo nominato cancelliere .in e,.<,sa, ma ,a nche segreta.rio dei Dieci di libertà o di pa,ce, 111antene11dosi d.i. poi in quelli uffici per tutto quel for tm1oso e tta.va.gliato :periodo ohe, in 15 iumi, addusse la repubblica eh Firenze, alla caduta. Prestò i migliori sorvizi a,l la. pa~ria, sempre neU'intento di afforzarb (pe11cbè pot-e8se intor:no a sè a-ccogliere gli ai1t1'.i Stati italiani), ·s:i a, ne,i con.sigli della repubbbca, siia nelle commissioni e legazioni che., fuori de.I tenitorio :fiorentino; lo posero· a conta.Uo con principi e condottiei·i, coll'imperatore e col re cli Franc,i.a,. Nel 1512, a 1 r itorno dei Me.dici, fu ,in noven1bre, con tre successivi decreti, caeicia.to· dai pubblici u:ffi.zi, ebbe inibito l'accesso al pa.la.zzo deilla Signoria e veline relegato per un. anno nel territotio, deUa.. repubblica. Sospettato d'aver preso parte,, come, 11011 .:5em'bra, clifflc:ile, alla congiura di Capponi e Boscoli fu arresta.to nel 1513 e pul' dovette sopportare a.lcuni tratti di corda.
LET'J:ER..A:TURA MILITAR.E
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LETTERATURA ,MILITARE
Ritenu:to innocenle, e fatto libero, ti-ovò nello studio sollievo alla mesCYhi11a .su.a esistenza. Insensibilmente andò accostandosi ai. Medici. Ebbe ancora è1ualche cleriso1io 1nca,rico, ma da Clemente VII,· quello onorifico, d i scrivere le Storie fiorentine. Sempre saldo nei suoi propositi, nella dedica, che ad esse fa precedere, perora presso jJ ponte:fic-e la difesa della patria contro lo straniero, roercè milizie n az ionali, e, se non gli fu dato cli raggilmgere l'inte11to ottenne almeno che, fosse creato il magistmt-0 dei cinque procuratori delle :Y.fota., di cui venne eletto cancelliere, ufficiò nel quale stese la-relazione della vi,sita fatta per fortifica.r e Firenze contro le minaccie degli imperiali. Ricacciati i :;)foclici nel 1527 sperava il ?\fachi:avelli riavere l'ufficio di seg1'etario dei Dieci, ma per i sospetti che ingen:e:rava il suo riavviònarnento a quella famiglia si vide posposto ·al F r ancesco Tanugi. Fu questo smacco, dolorosa ferita all'animo .suo.· Dodici giorni dopo, il 22 giugno, egli spirava / chiedendo conforto alla religione nel.suo tr apasso, e lasciando aUa famiglia, ma6simo dei tesori, il retaggio d'una vita, illibata, dedita tuttt1 a.l bene dell'Italia nostra, Le opere sue minori, scritti politici ed altri, occasionati dagli incarichi ricevuti, videro la luce nel tempo :in cui egli ,s erviva la repubblica; le maggiori comparvero più tardi, e ,sono dovute alle sue· disgrazie. Nel 1513 compì il Principe mentre i Discorsi sulle Deche di Tito Livio, che fii fermarono alla prima, condusse a termine più: tardi. Nel 1520 pu bblicò l a Vitci di Cast'rttcc·io Castnwani, nel '21 i Lib1i cleU'a1te della gue,·ra, e mentre attendeva alla compilazione delle Sto'i·ie fiorentine, :incarna.va lal co1nmecli a ita.liana della, 'JY[a,ndragola e della Ciizia, dalla prima ben lungi per merito artistico. Di tahme sue opere politiche, e delle altre mino•r i in prosa ci dispensiamo parlare, per quanto vengano a confermare la versatilità del suo ingeg110 e a mostrarcelo attento osservatore e conoscitore perfetto degli uomini. Informino i ritratti ed i d iscorsi sulle cose di Fra.i.1rcia e dell'A.lernagna, che ci di; pingono quei due paesi con qi.lei color i stessi con cui ci s[ a,ppailesa.no oggidi.
I V. Dota.to d'una ·specialeJacolt:'.1 aJ,similatrice che gli facilitò la perfetta, conoscenza della. storia. precedente i tempi suoi, dotato d'un profondo spilito ·a.na.liti.co e d'una mente in sommo grado riflessiva, tanto che ci meraviglia 'come Humboldt non l'a,bbia accoppiato a Colombo, nella eccezione, ch'egli (bontà sua,) fa .a, noi ItaliaJ.1i, quando ci taccia cli poca. r iflessività, il . Machiavelli non pot0va., come scrittore, non imprimere sta~ bile .orma nella storia della patria, letteratura,, mentre, come uomo politico, coi' germi da lui getta.ti a{l incremento dell'esistenza no&t:r:a, in tutte le sue ma,nifcstazioni, si face:và creatore cli qu:e:Ha ,scienza, di St.a.to la quale, se non potò dare frutti immeclia,i i, diveniva. norma, sicura a chi volesse, assicurarci queJl' esistenza. • 'l'rascinato dalla, tendenza del secolo c.he lo vide nascere allo studio dell'antichità, egli non v1.1ole che tale studio a,bbia a riescire sterile, v-ano ,sforzo cli una, mente. indecisa o paurosa, ma, per contro, ch'esso· tenda :ad 1mo scopo pr:atico, a qua.lche cosa. di concreto. E a, qual miglioro c-0ncetto se non a, quello di patria., J)Oteva inspira.mi l'opera del Machiavelli? La storia,, c~me, egli ci protesta ad ogni piè sospinto, è ] a. maestra. .sua,, a. le,i s'inspira, a, lei chiede con~glio, ' in l~i trova .a11,silio nei cimenti del pensiero, nelle lotte, d~lla, vita. E nella sua opera, procede impavido. La santità d~llo scopo che 's i prefigge, il fine cui tende, gli fanno, gradite contrarietà, soffer enze, dolori. P rova d:i questo abbiamo nella; serenità . clell'a,nimo ,suo, pur mantenuta nelle traversie cl'lma -vit.a travaglia,t.a in mille g.·uise. E qua;i1do da.ll'mni:le ritiro di Strada presso Sa;n. Ca~c;ia.no, lo vediamo rivolgersi all'amico suo, Fran-cesco Vettori, narrare in tetmini così. semplici, colla 1Ji.ù spon.ta,nea nat,ura.lezza., il tenore dell'e,sistenza la p:iù tranquilla, e -quando, leggia.rt10 le lettere così intima·me.nte a;ffettuose ohe a lui :rivolgono monna ~fa1~i.etta,, -sua çonsòrte, ecl i figli, noi stentiamo a, credere che chi li riceve, chi scrive in quel modo, sia colui che fu ta.11to viiipeso, sia colui che insegnava, a, po-
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LE'l"l'ElM.T URA. .MILITARE'
LET'l'ERATUTIA ì\HL!TARE
poli .e ~overni :il :rriodo con cui abbiano a proceclere, ·perchè la m1ss10.n·~, loro ~ssegnata, riesca., nel suo svolgimento., consona agli mteresst doll'u,manità coi quali viene ad accomunaa.·si il bene sommo della patria. · Mosso dal ·Sentimento, che è gtùda ad ogni sua azione, scriv:ndo solo pe~· raggiungere uno scopo, non occupandosi di piacere, l\fachiavelli dà un n uovo caraUero alla letteratura nostra. e 1~ opore S1le traggono vita da qu:el sentimento. Così, ~11ui.ndo egli riflette alla tristezza dei tempi supi, quando vede mfiacchirsi gl'ingegni, spegnersi. il senso cli libertà, sma.n-irsi nel ma.l costume, il pensiel'o, il carattere ita.liano : quando attorno, a, .sè, non scorge ,che il vuoto mor.ale, e prnsente il h:isto avvenire di quell'Italia che nel 1512 ha fatto- et:figiare nell'ufficio dei Dieci, jn tempi nei quali il nome d'Italia. era uo. mito, egli non s'abbandona a sterili rimpianti . ·rn quella · stessa selva tr iste e ..pauros1a ove Dan te ha, bisoo·no di una b g11i.cla, egli non si smarrisco, e s'a,cconci,a a trovar modo che i mah clolla, p,a,tria. cospirino·, pur, hmgo la più tortuosa, via, al bene suo. Ci dieno Alessandro VI o il V'a.lentino, l'unità d'Ita,l ia,; questa. per tal via, sàrà riscattata. dallo straniero, ed a.Uora tutte le sue forze realizze:r:anno il sogno d<J medio · evo, le ridaranno h1 gi:andezza romana. Non è in potere suo !1.llufare la soc.ietà, e, se i tempi non sono propizi a' magnanimi, a' geinero,si sensi, se, papato o impero, ùon hanno sa1)11:to farci liberi, se, è follia, lo sperare in una confederazione tra i diversi Stati, mossi da così opposti interoosi, se, manca :il princi.pe1 saggiot ed a ccorto, che voglia tm rre a, sè il.restante deilla penisola, ben venga, il principe slea,le, forte, pur col t r adimento, colle arti p iù inique. E sso, an:esterà .l'ItaJia sulla via del precipizio che sta per ingoia.d a. Il P1·incipe è la manife.sta,zione d'un tale concetto. D~to u11 nobilo fine ·c1) l'i?dividuo spa,r isce davanti all'interesse universa.le e tutti i mezzi son buoni che ad esso ci adducono.
(i) • li fine del ~Iacchia velli soverchia per la sublim ita sua tutte le speranze più • ardenti, tutti i sogni più audaci degli Italiani d'allora •. · CARLO SEGRÈ: Guiccia.rdini (Nuova antologia, febbl'aio !897).
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Ottenuto l'intento, creato lo Stato, occorre governarlo con leggi che 110 a~sicurino lo sviluppo· che gli dieno forza, che restituiscano all'Italia l"antiC!) suo potere. Non ò qui., luogo seguire il ì\ifachia.v elli nei . ra,g;ioname:nti s11:C?"i, nella dimostrazione dei principi ch'egli, aJferJna costituire la virtù degli Sta.ti. Fusione in una; sola delle tre form e del princi.pato·, dell'a,ristocrazia, della democra.zia,, badando che quella. non degeneri in una d i .queste, e rÙornan dola, ai s,uoi principì quando accenni a fuorviare. A. ·sos,tegno d'm1 simile Stato, atmr proprio, milizie nazionali e un forte ordinamento milita.re. Tali sono i concetti che sviluppano i suoi Discorsi sulla prinui deca. di Tito Livio, dei qua,l i è pur pregio l'accenno a quella teoria dei ricorsi storici che il Vico doveva, più tardi, illust1ia.:re nella Scienzci Nuova. A. di.fes·a de,lla paLria, dello·S tato, a sosteg110 delle leggi, occon·ono soldati. « I principali fondamenti che abbia.no, tutti « gli Stati - dic.'egli - così nuovi come vecchi, o misti, sono « le buone leggi e le buone a,r:m r e, dove sono buono a rmi con« viene, che siano buone leggi. E ' per questo che, il l\fachiavell;i , kamutato in ma.estro di arte militare scrive j). suo libro, Dell'arte della guerra. Per giudicarlo :in questa sua nuova ma,nifestazionei, occorre però leggere purt\ le due provvis.ioni (una, per Ja. fanteria, l'altr a per le mili zie a cava.Jlo) per istituire milizie nazionaJ.i nella !repubblica, fiorentina. ; acoompago.arlo nelle opere sue; seg11irlo nelle .corrispondenze tutte che tenne quaJe, segretario dei Dieci, nelle legazioni e commissioni varie che ehbe a. sostenere lorquando·, la lunga guerra clj. Pisa., la ribellione d i Are,zzo, le :i;nsiclie clei. principi vicini, tormentavano quella repubblica di Firenze a' cui danni s'aggiungeva.no l'irrequietezza della Francia, le mina,ccie, cli Ma&similia;o.o, le tendenze bellicose di Giuli.o -clella Rovete·. A.neo rrel Prinàpe, nelle Storie, nei Discorsi, man ma.no che gliène ,ca.p ita il destro, egli affronta questo o quel problema militare, e, senipre ,con argomenti desm1ti dall'esame della sl:ori.a, o di quanto avviene .sotto gli occhi suoi, atriva a conclusioni ohe, 'all'infuori della mubabilità dei moozi, l'arte militare mocle1~rn m:antiene sempre quali suoi principi.
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LE'l'TERA'l'UR.i ~IlLl TARE
LETTER.A'l'URà ~IILI'1'ARE
aJ.1ma.ta. a:U.a romana, con spada corta. e scudo, un terzo alla t.eclesca, con picche cd un sesto '(veliti) a.rinato· a.lla leggera con ,schioppetti, baleslire, partigiane, e rotelle. Viene, nel libro 3°, a paragonare la falange e la. legione a cui si mostra propenso, e fa descrivere a Fabrizio Uolo,rn1a una giornata campa.le, sostenendo che quanto meglio ò a,rmato un esercito e quanto ha gli ordirti suoi più serrati e più for ti, tanto è più sicuro. Nel libro 4° parla, della seella, delle posizioni, degli stratagemmi di guerra, e clel come s'abbia a provvedere, alle contingenze di tlll'a, gioma,ta. Nel 5° parla dol modo di ma,r ciare sicuri, dando, fra gli a.Itri questo consiglio che : qua,ndo si debba ordinare di rit:irnrsi in presenz~ del nemico, lo si faccia· con voci che non si possano interpreta.re sinistramente. E ' la. parola, riti1,ata abolita nd nostro regolamento· d'esercizi, e nei nostri ordini di ·combattimento. Vuole stabiliti crli spia.natoi:.i (zappatori) per og1Ji ba.ttaglia, i quali nelfe marce ;precedano, ma, che, al momento dell'azione si battano. Il sistema degJi alloggi.a.menti ch'egli vuol fortificati come ,quelli dei Roma.ni, è materia, del libro 6° dove pmo troviamo copia grandissima di precetti tutt'affa.tto :moderni. Nel libro 7° pa,rla delle fortificazioni, ed accenna, a.i ca.ri1pi trincerati, ai. perni di ma.novrn., o, finalmente, insistondo, sulla. creazione di milizie cittadine, e sulla adozione elci sistemi da lui proposti « io vi 'a,ffermo - dice - che quaLunque di q'Uelli che
V. Comincia. nell'ilrte della g'Uerm a dire come : « Il fine cli chi vu:ol far,e guerra è potere combattere con og11i jnimi co alla « cam.pagna e pote1:e vincere una, giornata»·. P oi dimostrato che quelli che « volon.ta.ri milita.i10 non sono dei migliori >> a.ggim1ge como a,bbiano a. scieglie1;si i soldati: « Gli uomini d~b« bono avere occhi vivi e lieti, il collo Dervoso, potto l aJ:go·, le « ·bra.ccia. muscolose, le dita lunghi;.', poco vWltl'e, i :A.anchi ro« tondi, le gambe ed il piede asciutto. Soldato a,gile o forto « sono due cose che in tm soldato si cer,c ano sopra t utte le « altre. Debbesi sopratutt-0 riguardare ai costumi, che in lui « sia onestà ,e vèrgogna, altrimenti si elegge 1m istn1mento di « sca,ndolo ed tm principio di corruzione, percbè non sia al« cuno cho creda cho nell'educazione disonesta e nell'animo « brutto possa ca.pere alcuna virtù che ,s ia in alcuna pa.rte « lode~;ole » . A. questi criteri e sopratutto ai. mol".aJi, dovrebbe provvedersi, di certo ogg.i, meglio che non faccia la nostra legge di reclutamento. E questi soldati devono essere cittadini, occon·ono milizie na,ziona,l i. Le compagnie di ven~ura sono dannose ta.nto a noi come ai nerrù c·i. E' debole la lhancia, quantu.nque abbia buoni ordini civ.ili, e, Venezia,, pur così assÒluta, è debole, perchè assoldano milizie sti~aniere. · · Detto della distribuzione degli uomini o sostenuto che' se un esercito cammina, e alloggia e combatte ordinatamcntè e praticamente, il cavitcino ne riporta l'onor siw ancora che la giornata avesse non buono fine , passa, nel libro 2° a consigliare sulla scelta. 'delle armi e sugli esercizi a pra,tica,r si da.l soldato : g:innastioa., maneggio delle a.rn1i, formazioni.. La gin. nastica deve consistere nella corsa per far l'uomo veloce, nél salto pe1~ renderlo destro, nel porta1·e armi e vesi per renderlo forte ed a.tto ad urtare e ,sostenere l'impeto del nemico. Sostione quivi, come nei Dfacorsi, che, nerbo degli eserciti, sono, le fanterie, verità questa che (s'è già visto) i n aJlora, nessuno voleva ·ammettere. .Su 6000 fanti che costituirebbero il suo ba.tta.gli.one, divi.so in dieci ba,ttaglie, vorrebbe la. metà,, «
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oggi tengono Stati in Ita,Lia, primo entrerèi per qiiestci via, sia pYinui che cilcwn aitro, signore di questa vrovincia » . La quale Italia egli a.ggitmge : « l)!à;re nata per risuscita.r e le, cose « morte. come si è visto della P oesia, della Pittura e della « «
« Scultl].ra » . · Nè ma.l s'a,ppose. Emanuele Filiberto, che nelle guerre di F,iaaulra,, aveva rialza~;o il pr estigi.o dcJla ·Corona,, e che, nel pensiero della patria, espresso nelle parole : « Io voglio vivere « e morire italiano » svela.va la nobiltà dell'a.nimo suo, fece ri.sorgere l'Italia, nel Piemonte, mercè le milizie ch'egli creava con editto del 24 gennaio 1566. Quelle milizie, che rispondevano al concetto del :Machia.vern, furono il nocciolo dell'esercito che doveva, neÙ'a.vvenire, preconizza.te da Da.nte, dopo a,ver fatto del Pjemonte un'Ha,l ia. vivente .ciua,ildo l a; grande H7 -
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ANNO XLVJI,
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LEl'TEUATURA. ,:MILI'l'ARE
Italia non era che un nome, compiere l'tmità no.stra e procacciare ai successori del loro istiLutore la sovranità nazionale.
VI. Sintomo dei temp i, della morte del Machiavelli, s tando alle afforma.zioni del Varchi, si rallcgrm;o110 i buoni ed i tristi; por contro le opere sue furono argome11to delle più acre censme e dello maggiori lodi. Oggimai, però per quanto le ment.i s'affa.tichino sempre nel giudica.re quelle opere con sicura. coscionza, la critica ha assolto Fuorn.o, il quale pur peccando dello umane cleboiezzo nella Yita priYata., non cessò, come uomo pubbJico, d'essere probo ed integro. :'l[odesto, tanto che egli. n on parlava mai d i. sò perchò ciò -gli « sarebbe sGal;o carico», zelante nel di~impegno degli uffici afftc.latigli, a ben compiere i quali oltre che dal Yalore del suo ingegno, ern spinto dal vivo amor patrio, eg li. no1L potova essere malvagio. Un u omo ch e :in rnozzo al.le rna"ggior.i sventm·p, a,ccasciato sotto il p€1So clegl'i1Lforttmi cho lo colpiscono, n on perde la fedo, nell'idea madre clélle sue opere e dei suoi scritti, il bene della ItaJia, costituita in nazione unitci ed indipendente, e che noll'un'iversale corrnzione, si 1nantie,nc v.irtuoso, non può essere il maestro dei tirannj, non Io scettico cho Laluni ci volloro dipingere, mettendo solo in rilieYo taluni suoi concetti, talune sue massime, anzichè coordinarle al tutto delle opcire sue. Machiavelli., 1~uomo che dal scnfononto d i. pu-bria;, dal la, sua redenzione, attendeva la reclenzione del carattere italiano, non pote,·a essere che onesto, ed onesto si conservò sempre. ~on un'azione gli viene rimproverata cho fosso indegna di lui e, pm nella d isgrazia, conservando vive ·amicizie si'ebbo dagl~ ,avversa,ri non pochi attesta.ti di slima. Se, nelle sue oporc egli può manifestare talun concetto che sembri repugnare al senso del buono e del giusto, non dia.moglien'e colpa, egli ci fa un.ai pittura dei tem·pi suoi, Lristi in. Halia corno al di fuori. A. coloro che nel suo avvicinarsi ai Medici videro una colpa degli ultimi anni, ricorderemo che, Uachiavelli morendo po:Vero, provò di non esser,e sta.to compro. I tempi, lui vivo, non
pe1,misero che venisse rnttamente giucli~ato. Voleva egli l'Italia redenta, dalle « crudeltà ed insolonzie barbare», e spera,·a che (qualunque si fosse) , Lorenzo de' ::M:edi_ ci s'accingesse, .~ auell'impresa,, percltè non sapeva, « qu a,l mm tempo fusse prn « atto » ad essa. Ohi <lubiti d'un tal sentimento, legga l'invocazione con cui si chiude i I 1>,-incipe, e ricordi che più lardi, }.facliia.volli riusci va, quasi, a galvan izzare la mento v~cilla.nte. cli Ole~ mento VII che per tm istante, dopo Pavia, penso opporsi all'Impero. Per queslo iscanie, il Machiavelli di1~enticaY~ il l ucro che avrebbe potulo derivargli dal le suo Storie (iorentwe. Nell'apparente evoluzione dell'animo, egli s i mantenne fedele ai suoi principi, non tracliYa. il proprio iclea:lc., Quanto poi aJla Yirttì politica, alle teorie sue _c~e vollero rimovarsi O'iova Don dimentica.r e che .se la morahLa non era .t ' o . 1. ~ • 1· deo·'li u omin i de' Sta.ti. i La,I ia.ni, nei .Loto s1s\Ì\:)m1 e t goI)reo·io e o . · l verno, la politica degli altri Stati d'Europru, nspon~ eva a quei criteri cui s'i11formò l'opera di Lui~ XI e cl~ Ferdmando il Cattoli co, quanlunque diretta, ad ass1curar0 1 bono dell~ Sta.to. J)el re~to, Lodovico il Moro, aveva appreso l'a,rte rh aoverno alla Corte cli Francia, c. nelle ,·oue di Alessandro Lenzol O del figlio Valentino, scorreva sangue spngnuolo. Il Maucau·lay non h a. tenuto, ben presento tutto q~esto e . qu~nclo ci parla, a proposito del Machiavelli, nei suoi Saggi ~i let~ teratura e.li una moralità italia1rn diversa da quella degh altn popoli d''Europa, ci richiama collo stesso senso di ri~elliorn~ 'al ricordo d'a.Jt,rn ·accusa mo,ssa.ci qua,ncl.o le sconfitte di Francia modc,rna olt re c-he ad altre ctrnse, voleans.i dovLLte alla conuzionc. itafouia. Per buona. sode a tale a.ccusa, non s'aggi1rnse quella del nostro lusso, in tal caso avremmo 1~o~ut~, ad esempio, ricordare, di qua:1Jl,o dm1no·, ':!Otto _e.ntra.mb1 _1 n ~ spetti, furono causa il duca cl' t\.tone col ~egu1to ~uo, a1 CLLL mali esempi, Firenze, dovette qtLel germe eh perver[1mento che i contati i commerciali tanto valsero a fecondare. . Se ta1u.n. vizio, se. animo non retto, potessero .rimpr?v~rar~L a,l }.fachi.avelli, nulla vi sarebbe che dovesse rn.erav1gharc~. 1[a per quanto rigidi censori, abbiano frugato nella sua eststenza, a,ltro non poleron o ri nl.racciarvi se non qualche pec-
ca,t uccio venia.le. :"Non .saremo ce.rto noi, figlj del secolo xrx eh~ vorre1~1; so~shcare s:1_ll'~nchùgen~a. ad u:sargli. S tanno pe; lm, la sa tira pien a del pru fine umorismo, con cui, nella. Mandr_agola, ,s ferza i vizi d\ma società che n on gli è dato d i miglwrare; 1 elevatezza, la santità. del concetto ohe o·li servì di guida.. in ~gn i azione e che meglio non s·apremo. e;primere, se n oi~ ~~porta.n el? le s~esse parole sue « Ono·ra.re ~ premiare• la « vncu, non d1spreg·rnre la povertà, stimare :i modi e o-li or« dini della, discip lin a militare, costrin ger e i cittadin i ad :mare « l'un . l'a.ltro, _a vivere. senza sètte, a .stimare meno il priva.to « che 11 pubblico» . (L1bro I° Arte militare) . , ~1f:e1?"?ghiamo la~ostra. coscienza e domandia.mole se questo . e . 1 Htd1nzzo che 1101 seguia.mo, se a quei precetti risponda il v1vere delle masse, jnspirato, solo· all'egoismo c;li quell'Io fa.tale, a cui dobbiamo l'apa.t ica :indifferenza colla c1ua.le i l)iù . tono, a. tu tto quan to rattrista. la 110,stra vita, pubblica., ' be-' a~si:s m1:1teso quand? ciò .non urbi cogli. interessi loro, personali. L'egoismo del R masc1mento svanì nell'a.ff0rma.r si deo·li Stati e n ella Riforma ,; dove ci a:ddu.rrà quello cle,i giorn i.°i1ost.ri ? !.. .
LE'l"l'ER.ATURA .lvU LITAUE
1857
che è l'ideale di ::Vfachiavelli; negli ordini m ilit.a,ri : ai precetti ch'egli seppo così strenu amente sostenere cogli scritti e colla azionè, an che quando, in mezzo alle tra.va.gliato condizioni di politica interna di F i1:enze, vedova avversata l'istituzion e delle milizie che, perfetto commissario cli leva, .aveva personalmente arruolato nel Mugello ed :in Casentino, da. ostili pa.rtiti politici e sopra.tu.tt.o da quelli che lamentavano le ingenti spese, e che a.gli incerti spiriti facevano balena,re, nel du ce di esse, il futlu·o tir,am10. La mostra. del febbra:io 1506 nella p ia,zza Signmia segnava il risveglio delle armi cittadine, ed ecci tav.a forse, nel :i\fachiavelli un profetico ,s orriso, quello stesso sorriso che allieta. ii volto suo nel qu adro dell'Ussi, ov'egli è rappresentato in atto cli rimi ra.re una ca.r ta d'I talia.· ilifaclriavelli era profeta, quando a.ffe.rma.va che tu tto qtw,n to avvenne in Italia dal 1434 al '94, a.p rendone cli nuovo· a.i. barbari· ht via., l'avrebbe ritornata nella servitù. Lo attestano i secoli delle straniero prepondera.:nz,e. E come se, nell'in tuizione sua profon da, volesse pte.mun irc.i contro un. pericolo fu turn, contro una m inaccia. remota, egli, nel capitolo VIII dei Dis,corsi sulla, p1·im.a Deca, ci. parla dell'a,v anzare degli Sciti. cacciati dai lo:ro paesi d'oncle: « sono forzati uscire avendo « molte cos'e che gli cacciano e nessuna, che gli 1:itenga » e .si domanda. ·se ll.fag11a, ed Un:gheria varranno sempre a trat.teìne:rli, giustificando co.s ì i timori di. coloro che, ben a. r agione veggono i Russi tnwolt.i da 'l 'a,rta;ri e Mongoli, agitarsi, in un lontano .avvenire, a.i confini dell'Europa, d'occidente. Se per l'avvenire della patria, se negli a:vvenimenti ·politici, il Machiavelli predisse il vero, noi~ meno inspira.to profeta -egli fu per tutto quanto riguarda l'arte milita;re ; nè poteva essere diversamen te aven do richiama.ta la gLterra alle sue immu ta.bili origin i. :Per ta.l 1:agione i principi da. lui proclamati sono principi d'impronta tutta moderna.. Non possiamo ac, <lompagp.a.rlo, chè troppo lungo sarebbe, in tutta la via che egli ne vien tracciando. j\fa ,s offermandoci a talune delle sue idee ricordiamo ch 'egli dopo aver a.ffem1.a,to 0011. lo stesso criterio dei giorni nostri, cui spetti il comando supi·emo dell'eser cito, con acc.oncie pa:rol0 élioo dell'in iziativa e della re-
VII. Il professore Arturo Gra,f in un a sua recente conferenza sull.a Modemità di Dante, affermava, che « Ogni grande in « gegno, ha come due facce; una che guarda con occhio pro« fondo entro i secoli pa.ssati, l'~ltra, eh.e mira. con occhio, di« vinatore n ei secoli venturi, e simili ingegni sanno scrivere « ope:r~ che precorrono i secoli e che, più che dai contempo« r an.e1 , s ono comprese da.i posteri ». E :i\if achia.v elli tan to stu dioso de.} passato, e che all'e,sperionza propria seppe aggiungere quella degli a.ntichi, precorre in.vero i tempi suoi. Dota.to d'uno spiri to di penetrazione acutissimo, pel quale giudica infa.lla.ntem'e nte di u omin i e cli cose, egli, da ,quello studio e dei tempi su oi , profetizza l'av.venire,. L'unità della pa.tria nostra si compì, com'egli aveva divinato, cioè, quando, rinuncia.nclo ad ogn i diversa aspir azione, noi ebbimo ricor,so, ;in politica,: a quol reggimen to misto
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LET'l'El'l.\'CUR.\ .MILITARE
1858
LETTEIU'l'UR.~ ~IL11'.\RE
sponsabilità, e richiama a.Jle nostre menti l 'aureo opu·scoletto pubbli cato ,'ml 1·ig uardo dall'a.r ciduca, Alberto dopo la, campagna del '66, la cui traduzione dobbiamo a quel valoroso che fu il generale AYoga<lro <li Casa.no,·a . E qui, poichò la mater.ia ne sospinge, ci sia permessa mm. digressione su d't1J1 gtaYe argomento ohe deve preoccupare la. mente d'ogni onesto cittadino qualunque sia la condizione sociale. Il nosLro Statuto all'articolo o sta.uilisce che, il Re (capo suptcmo dello Si;ato) comr-tnda. le forzo di terra e di ma.r e. E questo ò logico ! . Però iJ saYio principio cosi proclamato troYa forse la sua sanziono nelle altre leggi dello Stato ? Coroe. provvedono quesio a ·;quo.11'u:nità, a quelb ,conLinuità d'ind irizzo senza· la qua,le sarebbe follia sperare nella Vittoria scopo unico dell'esistenza nosLra? Allo sl ato a.ttuflle delle cose chi sar.\ il respoira,bile, su c~hi potrà addossarsi )a, r esponsabilitlt tlolla soluiione di quel dramma, tremendo ch'è la guerra? « La più grave responsabi« littt c.he può ricadere sopra un uomo ò corta.mente quella clel « gen erale cl,e sia posto nl coma.11 do supremo cl 'nn esercito « dalla cui vittori1a o dalla cll i scon fitta dipendo non solamente « la, sorte delle centinaia cli migliaia d'uomini ohe lo eompon« gono, ma. eziandio quellA, della patria per .lunghi anni « fors~. anche clc,11 A. sua esislcnza per s0mpre - c]('.ll a fortuna o « della rovin a doi suoi abitanti. Chi è mai colu i il quale di « buon grado o leggermencc s i assumerebbe la piena rcspon« sabilità di essero la causa morale di quella terTibile giuo« cata di dadi che è la, gucr:ra o soltai1Lo la r espo11S'abilità cli « qualcuna deJle sue peripe?.'i.e ? Chi ò colui che vorreobe com« pm:ire innanzi all'Etemo Giudice coperto in questa guisa « del sangue d i tante migliaia d'uomini?... ». Pensiamo a questo verità ! Pensiamo al coma.nclo dell'esercito sia, esso in campagna assunto dal sovrano o da, aUri in nome Sllo. Continuando, si pronuncia, il ::\facbiavelli, per la piona indipendenza del condottiero e quindi per la sua responsabilità,, quando dice che al potere contra.le non deve ri·s ervarsi che ]a dichiarazione di guerra e la conferma delle paci, perchè se
1859
di quel potere facciano pur parte uomini espert:i delle cure di ()'nerra « infiniti errori si fanno J1on essendo m sul luogo e ; non sapendo in:finiti particolari cl)e sono necessa,r i sa,pere « a voler consigliare bene». Occorre a, quel condottiero : « animo libero o spedito e senza « altri estrinsechi rispetti, nel piglia,r e i pfl,rt-iti ». I pr ecetti i;ei qua,li. Bisrn ark limitava. lo pretese c~eUt~ <?"er~ mania,, dopo le vittorie del '70, a quei soli twc1:esmme~~1 eh territorio, che yaJessoro a rendere le suo fronneTe militar~ mente sicure ]l.facchia-vclli concrcln in questa, scncen7.a : gh ' ' « uomini formo questo errorEJ cho non sa11110 porre tern:~~.e « alle sporanze loro, e, in sn quel,le fondandosi, senza ir11su« rarsi altrimenh, roYinano » . Tutte le :massime sue, rcla.t.ive nll'affetLo che devo acquistarsi .il superiore, possono r iassu111orsi nelle segt~e'.1ti :. Il ca,~ pitano deve es.sere a.ma.lo, perchò « in quc!li eserciti 1101 quali « non ò affezione yerso di quello per ch1 e combattono, che « o1i faccia, diventare Rnoi partigiani, non mai vi potrù essere « anta vi L't ll che basr,i fì resistero ad lm nemico un poco vir« luoso. E sol' amore della pafria ù causato dalla natura, ql~ello « del capirnno dalla Yirtù più che da nessun n_ltro. ~e1~efic10 ». A voler vincere. una giornata,, dice ·il Macluave.lh, o necessario « far l'esercito confidente .i n fra loro e con il capitano», e che questi s'adopri in modo che, nei pericoli, quello lo segua e lo acoompa.gni. . , Tutta. l a campagna a,ustriacn, nella guerra de'. 186G. o .condannata nel brano seauente del B7° Lib ro clei Discorsi, dove, < o l' ' parlando del capitano, così esprimesi. « Qu~lo . che g 1 puo, « torre l'animo .ò cominciare a penlere, e pero si debbo gua,r« cla.r e dallo zuffe pi cco]e, e non le perrnetteri.~ se no:1 co~ gr an« chssimo vantaggio, é con certa spera,n?.1:1 cli v~ttoria: non « debbe far impresa cli guardare passi doYe non possa tener <1: tutto l'esercito suo» . Senza erigerci a, giudici (chè sarebbe i-rriverenza,), pensiamo allo stato d'animo del generale Beneclek alla vim.lia di Sadowa quando, clinanzi a sè, vedev:a sfilare, IJer i/radunata, i;1ùl'.Elba, ì battuti suo~. c?1:Pi crarm~,t~, e doma,nchamoci quale piega avrebbe, dall 1111210 suo, pre;:,o .quella campagna,, qualora egli avesse saputo o potuto, tener presenti i saggi ammoni:rrient-i cho contengono questo parole.
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Lk:TTER A.'.t'UHA MILITARE ·
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I principì delle guerre di fortezza che il :Wfachiavelli ci espone sono di tinta tutta moderna.. Il capitano, egli dice : « non debbe gu ardar terre se non quelle che perdendole, di « necessità ne segui sse la rovina sua, e, quelle che guarda, « or dina,rsi in modo e con le guardie: cli esse e con l'eser cito « che trattandosi dell'espugnazione di esse ei. possa adopra,re « t,utto le forze sue; le altre debbe lasciare jndifese. P er chè « ogni voHa che si perde. una cosa che s'abbandoni e l'eser cito « sia ancora, insieme e' non si perde la riputazione della. guerra « nè 1a speranza di vincerla ». Il concetto che informava la con.versione.a destra dell'esercito tedesco, il 26 agosto del 1870, è da lui affermato, quando scrive che scopo della .guert a. è la dist1uzio110 dell'ese1·cito nemico il quale « si doma con lo scorrerie e c-011 le giorna,te non « colle ossidioni >>. La guerra dev'essere offensiva non difens.iVè1. Con uno spirito di modernità tutto speciale, sostiene l'assalto, ·an che in _presenza delle armi da fuoco, dicendo che i pericoli c-h'esse cretu10 non sonò molto maggiori di quelli cli una volta perchè « non mancavano a.nelle in quel tempo, a « chi difendeva le terre, ~ose da trarre, le quo.li, se non er a.no « sì furioso, faoovano, quanto· aJl'a.nunazzare gli uomini si« mjl i effetti ». E poi ancor a : <, chi vuol fa re un ~ercito buono « gli conviene, con esercizi o finti o veri. assuefare gli uomini :<< ad accosta):si ,a l n emico e venir, con lui al menar delle spade « ed a pigliarsi per il petto » . E ' qu:esta l'espressione dello :Spi rito offensivo, rnppresentato an che oggidì da.Ila baionetta, la soluzione del problema che a.cl o.gni ;in:igliorameilto delle anni si è proposto l'aJ:te militare·, e ohe specialmente nell'adozione delle armi a retrocari,ca suscitò tan te controversie. In pace gli esercizi a cui si. debbono assuefare le truppe sono: 1° Le adunate (« mett.er.si. pron ta.mente insieme e per far « quest-0 conviene ogni giorno ed in tm giorno più volt.e or« dinar e l'eser cito e disorclin,arlo· » ) , §§ 73-74 del Regolamento di se1"vìzfo interno. 2° Le ma,rcie., § 31 del re,gola.ment-0 predetto.
'.~ETTBRATU RA. .MILIT AR.E
1861
3° E ser cizi cli combattimento. 'P er in ctùca.re Ja. necessità di questi, e pe1' precisarne lo scopo come, fa .il n . l cl.e.Ua prefa.zion.e a,l nostro Regolamento cl'ese rciz'Ì·, il :Machiavelli sostiene che déve un ·eser cito impar are « a maneggiarsi in quel « modo che s.i ha dippoi a maneggiare ne.Ha giornata in modo « che a ciascuno ogni cosa fosse 11ota e fami gliare, il ohe, con « la, pratica, e con la. famiglia,rità, si conduce prestissim.a-. '« mente ». · Nelle vi cissitudini del cOilnbattimeilto i1 jyfachia:velli, tre secoli e mezzo prima, a;pprova il con tegno della Gua.rdia a , Sai~1t~Privat, quando scrive : « 1~acle. volte accade che il vin« citore pordib assai dei suoi s oldat.i pel'chè dèi. vincitori. ne << muore nella zu ffa non nella fttga, e nell'ardore del combat« tere ,quando ·g li uomin i hanno volto 11 viso l'uno a.ll'altro « ne cade pochi » . Non . s'informano forse a questo concetto i §§ 219-220 del nosfro Regolam,ento cl'e.serc'izi? P ar.la ·delle guerre cli mon tagn a as sai difficili, biasima le guerre a cordone, deplora le guerre d'invern o. Questioni .di mora.le. e d'ordine materiale che oggidì trovarono la loro 1;a.nzione nei va.ri nosfri regolamenti, sono da, lui trattati con una competenza senza pari: E lo -spirito cli quei regolamenti per quanto ha tratto alla, prepa,r azione, alla guerra, ed I, chi clev,e condurla, è espresso nelle seguenti due sentenm. « 'l'utta l'industria che si usà nel.la disciplin a milita.re, si « usa per essere ordinato a fare m1a giorna,ta col suo nemico .<< perchè questo è il fu1e al quale ha ad ire un ca,p it ano ». << Ohi sa. ·bene presen tare un a giorn a.ta, gli aJtri errori che « facè.sse 11.ei maneggi della guerra sa.rebbero sopporta.bili, ma « ohi ma.nca d:i questa disciplina. aà.1.cora, che, negli. al tri par·« ticolari valesse a&Sfti, non condurrà. mai una g-uen-a, aid «onore ». E a ben presentare questa. gio:m ata affer ma il Machiavelli · ess-ere errore somirio lo ,spiegamento L'>'l ti estese fronti. La teorica del combattimento in profondità è stuellata sotto ogni aspetto tanto da trnvare, pur coHe armi moderne, piena applica,zione nelle istituzioni nostre. « Un a, sola cosa, vi ricordo (egli ag« giunge) ohe ma,i voi non ordiniate eser cito in modo che chi 1
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1862
LET-T.ERA.TUJU .MILIT.\RE IiET'l'ERA'l'URA MILl'.l'ARE
comlmtte dinan z.i non possa essere sosten uto cla .J·1· · f r . . . quo . 1 c11e « sono ~)os 1 e 1 e11etro, pcrche c]11 fa questo errore, rende la « m_~g~10r part~ d~l suo eserci to inutile e se riscontra alcuna « vnt.u non: puo vmoere » . «
. ~iancheggiamento e clifesa vic~a, nelle piazze da guerra, pas~o ~adenzalo err~neam.ente attnbuito a Maurizio di Sassoma, 1_1 fiancheggiamento delle colonne in marcia son tutte cose ch'egli consiglia. ·
·.. E. per tern:rinaro qu~.sto suc~in to, esame si lasci" cho sia qui r1c~1dato _come, per c10 che nguarda_ l'impiego della cavallen:a, egh vo.lesse gli appieélàmonti dei cavalie1i armati di scruoppetto_, vo~ess~ corno prescrfre il Regolamento d'esercizi, che cavalli e fantt manovrassero ins ieme. perchè questi vi .pre.ndessero confidenza,. . Con ~acitiana clizione, egli definisce l'aYanscoperla della cava.llon a, cosJ. esprimendosi : « I cavaJli so,10 utihssimi a « fa_ r e scoperte, a correre e guastare il paese nemico. a tenere « tribolato ed _infestato l'esercito cli quello O in 8{ 1u e· a,1."l.n i « sempre e ad impedirgli le vettovaglie». Per esser br~vi, qu~ ci arrestfamo sull'argomento quanturnque possa affermarsi c)1e uno studio compl~to della materia sarebbe tema opportunissimo. . Ci pa;·c _a :l o~ .modo che, pm· quanto siam venuti e.sponcndo, s abbrn a niener provato come, pur nelle cose di !merra 1~ ope1:o del Mach-i avelli sieno improntate a quel mirabil~ sens; eh ·antiveggenza che ò dote propria del vero oo·onio e do1u·bano cli · , qmn troYar posto fra i moderni trattati d'arte militare. Per app1:ezznd e nella pienezza del loro valore 110:n. astragga lo stuchoso, dall'epoca remota e dall'ambiente, fo cui scii"\leva l'autore.
VITI. Da1:3-te che. dà vita, alla lingua e crea la letteratura italiana fatto~·1 P?ten ti di nae.ionalità, è ben degno dell'uni versalo cult; a lm tributato, e, certo, per noi Italiani è titolo d'oraoa11·0 ] ·1 ' o l:> anc~ :e 1 monumento che, non ha gua,ri, venne ,a lui eretto in Trento. Senza, volei· istituire ,confronti, ma, solo per vicmme)
1863
glio dar. ri,salto alla figura del MachiaveJli, crediamo sia qui ancora. il oaso di esaminare l'opera di quei due Grandi nella manHestazione d'un sentimento, éhe i n sommo grado, ebboro c-0mune : il bene della patria . · Entrambi prendono parte alla. vita pLLbblica. L'uno cl'essi però, trascinato dai parti ti, dalle passioni dcl tempo, si trova immischiato nello loro lotle, a moYente dello quali se sta, l'idea della pa.tria, questa è ben r emota. L'altro serve la repu bblica fiorentina, ma lavorando alla sua grandezza, Ycde in fondo a questa, il bene cl'ItaJ ia, la sua unità. Sogna. H Dante per la redenzione ù'It.alia l'impero d'Augusto; ,M achiavelli, più pratico, crede che l'Italia possa farne a mono, e che essa. abbia, in sò gli. clementi p~x· costituirsi in Stato possente. Sarebbe perciò bastato, come abbiamo vi.sto affermare, pur dal Bal bo, che gli Si,ati ita.liani avessero voluto accordarsi in quell'intento, o che uno cli essi, colla forza, si fosse imposto agli altri . Il non averlo faUo cardò il compi-mento della nostra in dipendenza, e questa non r aggiungemmo se non quando, come voleva il 1\Iachiavelli, s'ebbe l'unità. Coi ))regiuclizi d.ell'evo che lo v.ido nascer-e, Dante è sgomento all'idea dell'inferno, vuole da esso ritrarre i suoi contemporanei e quando, per tal modo, no a,vrà mutato i cosLumi, sa11anno sa,mhe, egli afferma, lo piaghe della. p atriu. Machiavelli, s'è cl.otto, di ciò non si preoccupa; yeuga lo S tato, venga l'Italia ,c on mezzo qualsiasi, e sia pure cli gente pe,r versa. Redenti da.Ho straniero, lo Stato s'imporrà per la stessa, essenza sua, od, a mono d i, negare ogni civile progresso, i costumi muternnno nella necessità di mantenerlo, nel sen tim:onto della conscrvaz ione. Machiavolli, infine, col voler risorto .Ìe m i.lizie ci Ltadine, col far rifioriro le istituzioni militari, prepam aJ.la patria le armi •che lo occorreranno. E, per concludere, D anle e J(achiavclli sono entrambi pensatori, entrambi ama.no li:~ patria., ma l'uno è poeta., l'a1tro è, sopratùtto, polit ico, e, quando questi vide ht luce H concetto patrio di Da.nte s'andava smarrendo. Egli lo fece suo e provò come fosso attuabile, non solo nella. realtà del mondo in cui visse, ma ancbe in quella dei tempi nei quali, dopo tant'·a nni noi potemmo vederlo trionfare.
1864
LETTERATURA
MILI1'ARE
Per le ragioni che precedono riteniamo possa affermarsi che s_e nel monumento a Dante, s'è pur vohit.o accennare a:l sen~ timento della unità nostra, ad esso, in Trento, od altrove, ma sop1'.atutto qui in Italia, un altro, dovrebbe far riscontro. de· dicato ·al Segretario fiorentino. C~munque sia, ·eleviamogli un monumento n ei noshi. cuori, studiando l'open~ sue, così ricche d'ammaestramenti , inspir ando le nostre azioni, inculcando nel popolo quell'affetto alla pakia che fu guida ad og1li ,s ua azione, e cl!).. cui soltanto attende l'Italia il compimento delle sue sorti. E nelle ore tristi, e se lo sconfor to ne assalO'a, r ivolofam· o b I O• a lui le menti nostre. _Egli, nena fede ai destini delb patria, ci. darà consigli.o, r avviver à le energie di noi tutti, contro la a,paitia, contro l'egoismo dominante, che potrebbero mettere a repentaglio l'avvenire cl'Ita,lia, quell'avvenire che dev'essere s}ancio al pensiero, palpito del nostro cuore, se non vogliamo che vt1da sperduta l'opera dei. generosi fattoli della unità italiana, nello spegnersi di quella fiamma d'cmwre per l'Italia una che è luce e vanto del nost.ro risorgimento.
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NOTE BIBLIOGRAFICHE
Am.ÙaNO ALBERTI, tenente del genio. La battaglia del- ,; l'Assietta . .(Il i9 luglio del 1147). - Note e documenti, con pt·efazione di DOMENICO GuERRINI, maggiore di fanteria. - Torino, Francesco Casanova, editore, 1902. Il libro del tenente Alberti entra nell'arringa della stampa militare sotto il .p iù favorevole auspicio, presentato, com' è, e raccomandato dal maggiore Guerrini : sicura guarentigia del suo pregio. E quali siano la ragione e· lo scopo della nuova pubblicazione ce lo dice nettamente, esplicitamente il Guerrini stesso nella sua bella prefazione. « Il fatto dell' Assietta, egli scrive, è universalmente noto anèhe ai solo mezzanamente colti... Ma così, come di solito è narrato e quindi noto, il fatto dell'Assietta non è storicamente vero! Principiando dagli scrittori, non pochi, che nella operazione male condotta dal cavaliere di Belle-Isle attraverso l'alpe del Monginevro hanno voluto vedere l'azione principale della campagna del 1747 in Italia, e finendo cogli scrittori, tutti, che via via, l'uno sulla fede dell'altro, hanno create e accreditate ~ via via ampliate le leggende della disobbedienza -del conte Paolo Novarina di San Sebastiano al comando del Bricherasio e della ingratitudine del Re Carlo Emanuele III, verso il sublime disobbeditore, e, della dolorosa morte del glorioso vero vincitore, la quale neanche fu sufficiente a spegnere l' ira nemica che visse oltre il rògo e contese al San Sebastiano perfino ·le onoranze funebri - ness~no v' ha che abbia discorso del fatto dell' Assietta, narrandolo quale veramente fu.
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NOTE nrn1 ,TOGRAFJ:0IIE
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« Così prin01pia ora a narrarlo in questo libro il tenente Alberti ». E ffettivamente qui non e m giuoco l'andamento, diremo così, della battaglia; si tratta essenzialmente di distruggere la leggenda della disobbedienza del conte Novarina accolta e diffusa dalla maggior parte degli storici che narrarono quel fatto. E altro punto importantissimo da chiarire riflette l'asserita ingratitudine del Re Carlo Emanuele III -verso il dì San Sebastiano, (1) fatto che sar ebbt:l stato una conseguenza della battaglia dell'Assietta, ma non è in stretta relazione coll' azione militare svoltasi in quella giornata campale. P unti storici, pertanto, da mettere in chiaro, di massima importanza, perchè macchiano la memoria di un valoroso soldato, il Novarina, e di quella grande figura di <Re che fu Carlo Emanuele III, e che spiegano compiutamente la ragione e lo scopo del libro, ed insieme il favore col quale lo presenta il Guerrini. ·
Come bene dice l' Al berti, egli non ha fatto, ma in vece . ha distrutto un lavoro negativo. Egli ha preso per base la parte positiva esistente da un pezzo, ossia « la relazione lasciataci dai vincitori dell' Assietta, scritta dal conte Priocca, alla quale purtroppo non venne sinora prestata la dovuta fede »; e questa relazione -egli riporta per intero. In detta relazione, scritta dall'altipiano dell'Assietta prima del 26 luglio e quindi che fu letta da tutti i generali che ·erano all'Assietta, non vi è alcun cenno intorno ad un ordine inviato dal comandante conte di Bricherasio al San Sebastiano di abbandonare i trinceramenti dell' Assietta e (I) L'Alborti, nella prefazione, ha. parole roven ti per il De Amicis poi noto suo bozzetto: • La marchesa. di Spigno• , e giunge a dire; , a noi ne l Dc Amicis pure che più che l'assurdo stori~o non si possa scusare l'assurdo morale • . Certo e doloroso toccar con mano che il Oe Ami cis ha aceolto cosi facilmente una leggenda, come con inconfutabili documenti dimostra l'autore.
1867
portarsi al Grand Serin seriament9 minacoi~to all' ult~m~ ora dalla colonna del tenente generale de V1llemur. V1 ~ detto solo questo, dopo aver riferito dei continui disperati assalti all' Assietta del Belle-Isle - che vi incontrò la morte « Croira-t-on qu'après ces avantages nous nous soyons va v~rs les s.e pt heures près du moment de devoir abandonner un poste qui avait couté tant d' illustres vies à nos ennemis? L a poudre commençait à nous man~uer et les ar1:11es étaient presque toutes hors d'état de servir. Les gren~t1er s continuaient à se battre, mais c'était plus à coup de p1erres que ·de fusils. D'.ailleurs une nouvelle attaque d'une pl_us grande consequence (l'attacco della posizione del Grand Senn'. dominante quella dell' Assietta e che, se caduta nelle mani del nemico, avrebbe tagliato la ritirata su Fenestrell~) attirait l'attention de nos généraux et les a presque engag~s à céder ce terrain si vaillament disputé par les deux partis pour se conserver la conservat~on ~e l'autre ». Il Dabormida (1) il quale scrisse 11 solo - e ben noto maggiore studio italiano sulla battaglia dell'As~ietta, ~ccolse una versione affatto differente da quella del Priocca, rispetto alla crisi finale della giornata. . . Il Dabormida adunque scrive: p reoccupato 11 conte _di Bricherasio del rumore della lotta impegnata. al Grand Senn,
(t) Premette l'Alberti che le narrazioni della battaglia dcll'Assielta non presentano tra loro difTercnze notevoli altro che nell'episodio relativo ;11 rifiuto del conto ~1 San Sebastiano di ritirarsi dalla. Testa dcll'Assietta. Biporta poi 1~ (larole dello stes,o ~~rlello. batta,,J1a b01.m1'da 1· 1 qual e afferma • che por quanto rigual'(la .glt . ultnm momenti I· parziali • d Il' As ·etta si è ridotLi a sce.Nliere fra lo varie versioni tultc P u o men 0 · · 1i8 Dab~~mida _ 0 sono sue p;role - procurò quinci~ di avvicinarsi U più che foss~ possibile alla verita • paragonand o accuratamente 11 rapp~_rto_ ~c'.ale ,dol conte d_ p · ·e colle Memorie manoscritte del Lcmpo e colle narraz1on1, m , enta assai soro \11e di essa si trovano negli scri tti del Saluzzo, <Iel Costa, di Beaurcgard e del
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Cnrutti. • . · d Io b ·c1 Osserva per ciò 1· Alberti: • Si comprende quindi co me 1~ ra~conto e. ~ o~m1 a sia stato la conseguenia logica della diversa jmport.anza attr1 b~1t.~ alle v_a~1e , ers1on1. ,. Ora la leLLura elci documenti che il l)abormida ebbe a propria d1~pos1z1one e quella di qualche altro pubblicato o trovato dopo il 48i7, sem~rano convrncore chc"~?n er~ allora sempre possibile attribuire il giusto valoru alle s1~gole ronlt. • E so.,,,i~ngc · • Non crediamo quindi di fare cosa irriverente alla memoria dc.I valoro~o ~ d_oto d Ad~a cercando di esporre gli clementi che abbiamo potuto raccogliere,. affincht ti letto~e 1~ una questione t.tnto complessa e delicata possa formarsi una opm1one sua propr a.
NOTl•; DI:Rl',IOGlMFICJm
vi accorse di persona « la.soia.udo ordine al maggior generale Aloiati di ripiegare in quella direzione .colle truppe ohe occupavano la Testa dell' Assietta e l'altipiano, qualora i Francesi continuassero a spingere con energia i loro attacchi. Arrivato al Grand Serin (temendo di poterne conservare il possesso di fronte ai numerosi battaglioni del Villemur), egli mandò ordine all' Alciati di sgombrare l' Assietta e di venire a raggiungerlo al Grand Serin. » Ricevuto quest'ordine il generaleAlciati « si avviò al Gra.nd Serin con tntte le truppe che non erano impegnate in quel momento, ma lasciò indietro il conte di San Sebastiano colle frazioni dei vari battaglioni che avevano preso parte alla lotta alla Testa dell' Assietta e sul fianco occidentale dell'altipiano. Quali istruzioni il generale Alciati impartisse al conte di San Sebastiano è cosa che i contemporanei non ci hanno tramandato » (1). Respinto un secondo attacco del Villemur e questi apparecchiandosi a tentarne un terzo con tutte le sue forze il ' conte di Bricherasio « rinnovò l'ordine al San Sebastiano di venirlo a raggiungere. » « Prima di ottemperare a questo secondo ordine, il conte di San Sebastiano, che persisteva a ritenere pericoloso l'abbandono dell' Assietta, si credette in obbligo di rappresentare al generale in capo gli inconvenienti che dalla sua esecuzione sar ebbero risultati... « Non convinto di queste osservazioni il conte di Bricherasio mandò al conte di San Sebastiano per la. terza volta. l'ordine perentorio, e da. quanto pare per iscritto, di sgombrare immediatamente l' Assietta, ma quando quest'ordine giunse a destinazione non sarebbe più ·stato possibile eseguirlo. »
(i ) Soggiunge però, che merita di essere notato, che il Beaurcgard dice esplicitamente in uoa Nota ai suoi ,1/émoires: • il genen,le Alciatì o il conte di Snn Sebastiano erano concordi nel parere che i trinceramenti dell'Assieltn non si doYessero sgombrare se non in seguito ad ornino scritto. •
NOTE BIBLI()GR.IFJ CllE
1869
« In faccia al nemico, egli - il di San Sebastiano disse ai suoi soldati, non possiamo volgere le spalle (1) e <}Ueste sue parole forono accolte con entusiasmo dai difensori della battaglia, ecc. » La versione pertanto del Dabormida rappresenta ciò che il compianto generale ha ritenuto maggiormente si accostasse alla verità fra le disparate versioni da lui prese in attenta disamina, ma il fatto è ch'egli accettò per vero il rifiuto di obbedienza, replicatosi per ben tre volte, del conte di San Sebastiano al suo comandante conte di Bricherasio di ritirarsi dalla Testa dell'Assietta e di accorrere in di lui soccorso al Grand Serin. In conseguenza, parrebbe che il còmpito dell' Alberti dovesse limitarsi alla confutazione dell'esposizione Dabormida. Ed effettivamente è così; senonohè per ciò fare, egli fu costretto all'esame dello fonti consultate dal Dabormida. e di quelle altre ritrovate rovistando fra gli archivi o venute in luce dopo la pubblicazione dell'opera del Dabormida,. Non si può invero non ammirare la cura, senza alcun risparmio di fatiche, posta dall' autore per riuscire, fram~e~zo a tante notizie monche, contradditorie ed anche parziali, a sceverare la verità. Non solo egli analizza le non poche opere di scrittori nostri e stranieri i quali hanno descritto il fatto dell'Assietta, ma negli Archivi dello Stato di Guerra e Marina di Torino, nell'Archivio dell' Ordin; Mauriziano, nei manoscritti della Biblioteca reale di Torino (Materie militari} è andato alla ricerca di quanti documenti potessero giovargli a stabilire la verità storica. Ci siamo sopra alquanto dilungati per presentare al lettore i vari termini della tesi dell' Al berti e dimostrarne . . ' ms1eme,· la singolare importanza. Ora, invece, essendo impossibile, senza scrivere altro libro, accennare anche sommariamente ai numerosi documenti riportati dal.l'autore, allo !'lSame fattone e alle singole deduzioni trattene, ci è giuoco-
(i) Queste sono p,tro le do! C3ru Lti.
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(Nota dell"a ut1,1·1•).
1870
XOTE DI BLlO(;fl.\l'JCIIJ~ XOTE l.lIBLIOGll.\ 1-'ICJI E
forza. restringerci 9. dire soltanto delle conclusioni a cui viene l'Alberl;i. Per quanlio ha tratto alla disobbedienza del conte di San Sebastiano bisogna. convenire che l'autore nulla ha lasciato d'intentato per scoprire la verita. Le fatte investigazioni, le sagaci considerazioni svolte, se fanno fede dell' impegno preso nella disamina del quesito e nel la ricerca di quanto potesse valere a chiarirlo, non riescono per altl'o a confutare in modo esauriente il grave appunto in discussione; dimoslirano sì, i molti punti intorno a quella battaglia rimasti finora oscuri ma non li rischiarano del tutto - e probabilmente non si arriverà. mai a tanto -; principiano soltanto a gettare un po' di luce. L' Al berti ammette siccome razionale e suggerita da retto senso militare che il conte di Bricherasio, impensierito dolla grave piega che assumeva no le cose al Grand Serin, chiamasse a sè le truppe dell'Assietta; ma dichiara che effettivamente uon le chiamò, e ne trova una prova and1e nel fotto che nessuno dei battaglioni austr iaci la-sciò .il piano dell'Assietta e non vi accorse nemmeno il battaglione Colloredo « che :;econdo quello che un testimonio oculare ebbe a dire all'Imperatore Giuseppe II (1) non avrebbe sparato una cartuccia. » « No, conchiude l'A.lberti, i fatti appariscono chiari dalle fonti storiche che ci sono rimaste. Il conte di San Sebastiano lasciato verso le sette, dopo la morte di Belle-Isle alla '1.1est,a dell'Assietta dall'Alciatì, ricevette in seguito da costui rordìne di provvedere a rìtirar:;i ordinatamente. « Stando adunqne a quello che i documenti attualmente conosciuti ci dicono, occorre notare che l'ordine lasciava al San Sebastiano la più larga facoltà. circa il modo e il tempo dell'esecuzione e sopratutto non gli ingiunge,·a di r ecarsi subito al Grancl Serin.
1871
« Fu merito del San Sebastiano d'aver giudicato che non -era conveniente ritirarsi subito dalla T esta dell' Assietta, ma occorre anche convenire che la dubbiosa situazione sua circa l'opportunità. del momento di ritirarsi fu di breve durata, poichè ogni motivo di fare un passo indietro cessava quando g li arrivarono i soccorsi del Colloredo. « Cadono quindi tutte le considerazioni sulla convenienza dell'iniziati va del San Sebastiano (1) di rimanere all' A.ssietta malgrado l'ordinEl di accorrere al Grand Serin, poichò della. verità di esso non c'è prova alcuna; anzi le giustificazioni della mossa dell'Alcìati ohe si trovano in tutti i principali documenti, sembrano escluder e che mai dal Grand Serin siano partite domande di soccorso. « Da questo al triplice ordine di sgombrare immediatamente l'Assietta anche colla fuga ed al triplice rifiuto corre la solita distanza che vi ha dalla realtà al dramma. « Ed è qui il luogo di notare che solo nella narrazione del Dabormida è dotto che il conte Bricherasio mandò tre volte l'ordine di ritirata; ciò sarebbe avvenuto una sola. volta secondo i.l Saluzzo, due a detta del Malines e del Carutti, ed incerti sono t ra l'uno e il due il Denina e il Costa di Beauregard ». Francamente parlando, ci pare che l'affermazione delrautore non dovrebbe essere molto lontana dal vero, perchè, al postu tto, g iova aver presento che il Novarina non era che tenente colonnello e comandava nella giornata clell'Assietta un battagliono e mezzo di Guardie e sul posto vi era il maggior generale Alci(';ti. P erò non sì può n on osservar e che, sebbene a n ostro parere, assai plausi.bile, l'affermazione dell'autore non poggia su prove; è una semplice affermazione come quella degli scrittori che affermarono la disobbedienza. Ha pertanto ragione, e le mille volte ragione, il Guer· rioi allorchè scrive che nessuno ha narrato il fatto dell'Assietta quale veramente fu . E noi vogliamo ancora osservare
(1) Nella , i.si ta che Giuse1,pe Il , il Uuc.1 di Savoia di\'!'nuto J)oi \"il torio Amedro 111 o il l)u~a ,11 Ch iablesc rcc0 ro al c,unpo di battaglia nel giug no {iG!l. Il testi monio on>· lare e li mag;cio rc signor PPrron dello n1ili1ie. (Dcillr,. not,i n. 5 est,rall,a dolfo 1/ibt. /leale. ~l i,rcllonca, voi. 10:!J
(l) A propo,ilo di questa in iiia tiva !'aut.o ro espo ne considerazio ni :1,sai rr<';c ,,·o'i. r.
1872
1873 .
XOTE DIBLlOGR.\FIQflE
:N'01' 1,: BIBLrOGL'lAPICHB
che vi erano presenti, oltre il c0nte di Bricherasio tenentegenerale e comandante in capo -- dal giugno 1747 - delle truppe piemontesi riunite nelle valli di Susa e Fenestrelle per la difesa della frontiera, il maggior generale Alciati,. il colonnello Martinengo e il maggior generale austriaco. Colloredo, superiori tutti del conte di San Sebastiano . Forse ove si riuscisse a determinare qual parte hanno preso questi ultimi alla battaglia, ne verrebbe qualche spiraglio di luce anche sul dibattuto quesito della disobbedienza del Novarina. Comunque, qualche passo avanti al riguardo si è fatto coll'attuale studio dell' Alberti e non si può non tenerne, conto. Più fortunato fu l'autore riguardo all'appunto di ingratitudine mosso al Re .- messo innanzi pel primo dal De Malines, accolto poi da tutti gli scrittori fiuo al De Amicis,. eccetto il Saluzzo - chè i non pochi documenti rintracciat i - patenti regie - e riportati integralmente nel loro testo mettono anzi in rilievo quanto il Re apprezzasse e come avesse saputo ricompènsare la condotta militare del conte di San Sebastiano. Il regio viglietto del 27 novembre 1747 - pochi mesi adunque dopo il fatto dell' Assietta - che gli. accorda la Croce di Giustizia e una· pensione di lire mili&. per le sue vir tù militari dimostrate « insustinendis Gallispano1·um agressibus iisque totidem repellendis in rn,emorabilì. confl·ictum ad Assietensem colle; la patente 7 settembr~ 1767 per le ricompense dell'Assietta (non ancora stata pubblicata· e ricavata dall'Archivio doll' Ordine Mauriziano) la quale gli conferisce la commenda sub titulo S.';Antoni Pataviniensis olim in Famiilia Castelli, ecc. ed altre lire 1122 sicchè in totale ebbe il San Sebastiano per l'Assietta una pensione di 21~2 lire; e finalmente quella del 27 settembre 1756 per la nomina del San Sebastiano a comandante il reggimento (provinciale) Aosta e l'altra del 14 gennaio 1761 per la sua promozione a brigadiere di fanteria sono docnmenti tali da distruggere compiu tamente la leggenda della. ingratit udine del Re verso il San Sebastiano.
I due documenti, anzi, che qui sotto riportiamo ( l ) sono sicura prova, come benissimo dice l' Alberti, che un trasferimento ad un reggimento provinciale non nocque alla car1'iers del San Sebastiano, e che quattordici anni dopo la giornata dell'Assietta il Re ricordava con lode singolare la parte .avuta dal San Sebasliano. ~
(i) Sti miamo op portuno ri port,tre qui que, li due ul timi documenti, perché sono rti •quelli, che, come volgarmente, ma e.sp1·essivamente, si usa rl ìre, taglia no hi testa .al toro. -
Patente per la nomina del San Sebastiano a conu:i.ndante il reggimento Aosta.
... Siccome co;,;li avanwmen li e cogli effetti <lelle nostre grazie che il co nte Paol<• Novarina di San Sebastiano, colonnello di fanteria e tenonte colonnello del !leggimento delle Gnardie, ha consegu ito dalla nostra beneticeurn palesato abbiamo quanto ci riescano grati i suoi sen•izi, nei <1ualì ha saputo distingttersi co ll \tccu rato impieg,o dei suoi talenti e con partico lare fermezza ne' fatti d'armi rego!ata da un savio discernimento ; così nell'aderire ai <li luì desideri prendiamo al tresi motivo a ctiroos trargli la propensione che abbi;tmo per lP. dì iui convenienze nominando lo colonnello del reggimento provinciale d' Aosta invece del conte Massettì passato in quello ,li Piemonte. (Arch ivio dì Guerra). Vena ria Beale, 2i setternrlre rn,G. l'lltente per la 7womozione <i brigadiei·e di fanteria.. CARLO EMANu ,:u, i.:cc.
li dist.into valore, sperimen tato intendimen to e zelo vegliante 11er il nostro Beai ;servizio che ìl conte Paolo No varina cli San Sebastiano
colonnello del f\~gimento provinciale (l'Aosta, ci ha comp rovato ne' successivi impieghi sta ti da lui coperti, e che con si ngolare sua lode e nostra speciale soddisfazione, lla palesalo 111 tutte le occasioni e particolarmente alla memorr,bìl dircsa dei Trincel'amenti dell'Assictt.a, dopo d'avergli meritati diver,i co ntrassegni della graziosa propensione co n cui rimiriamo i Il i lui servigi, e' invitan o pur anche a Jlromnoverlo in ·oggi alla carica di Brig:idiere di Fanteria nel.le nostre armate. Quindi è che pe r le pre·sent.i di nostra scienza, ecc. Torino, H gennaio 176! . ·. (Archivio dì Stato di Torino, Scz. Iv Patenti).
Resterebbe a dire dell'ultima osservazione del Maliues .·che al Novarina non furono dopo la morte r esi gli onori militari. Probabilmente « se il fatto avvenn e - osserva l.'Alberti - potrebbe darsi, a parere di persona che conosce la storia di quei tempi, che lo si debba ad espressa volontà ·del San Sebastiano » e ricorda che « di tre generali collari dell'Annunziata morti nel 1748-49, due furono per loro di s posizione testamentaria sepolti senza pompa alcuna)).
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NOTI•! Hl UL I OC:H.\l'JC IIE
XOTE DIHI.TOC:R.\l-'JC'lIE
La leggenda, adunque, a questo proposito, è compiutamente sfatata; la verità storica, è t utta favorevole a R e Carlo, risplende della più. viva luce ; e ciò per merito del tenente Alberti e di coloro che lo incoraggiarono ed aiutarono nel difficile suo studio. Ci congratuliamo pertanto col tenente Alberti pel suo bel lavoro che speriamo piacerà senza dubbio a quanti s' interessano della nostra atoria militare, e per la sua passione a studi così seri ed irti di difficoltà, pei quali occorrono non solo lunghe cure e fatiche, ma singolare attitudine, coltura estesa e savio discernimento. E non vogliamo terminare la recensione senza accennare nuovamente alla prefazione d el maggiore Guerrini che vorremmo letta da molti, non tanto per le recise sue affermazioni circa il fatto dell' Assietta, quanto per le belle, giuste ed opportune parole con cui ci ammonisce che abbiamo bisogno e anche dovere d'imparare a. conoscere la nostra storia, non studiandola come di solito si è usato fin gui, nelle fonti di mano forastiera, ma andando a, scoprirla nella polvere dei nostri archivi, tenendoci « paghi di intendere alla documentazione del vero storico ». Concetto sacrosanto, cui noi militari specialmente abbiamo il dovere d i far plauso e di adoperarci, al possibile. a tradurlo in atto.
coni. Così la presente edizione e pel testo e per le figur e, ha raggiunto uno sviluppo doppio della prima, prova manifesta, da un lato, che le cognizioni al riguardo aumentano con strao1·dinatia. rapidità, e dall'altro che gli autori pongono ogni impegno per tenere al corrente la loro interessante pubblicazione. Oggidì le esperienze di telegrafia senza filo non hanno più per esclusivo oggetto di stabilire dei réco,·ds di distanza. Il mondo scientifico intende ora, con studio sistematico dei differenti organi a determinare la teoria dei fenomeni o quanto meno a stabilire razionali ipotesi in accordo coi r isultati ottenuti. E il libro dei signori B_o ulanger e Ferrié, nella nuova edizione, espone, appunto, nella maniera la più. completa possibile, lo stato attuale della telegrafia senza filo, e fa conoscere i risultati ottennti. in Francia dagli autori stessi e quelli realizzati all'estero. Poichè il Boulanger e il Ferrio si sono interamente dedicati alla. telegmfi.a senza filo, t endendo a gareggiare col Marconi, si capisce ch'13ssi pur sforzandosi d'esser imparziali, scr ivono spesso e volontieri sotto il punto di vista francese. Comunque è libro interessente, non solo pei tecnici, ma per ogni persona colta la quale voglia sapere della grande se;operta del Marconi e degli esperimenti che al p1·oposito si fanno all'estero.
J O I '±
)
J. BouLANGEn, chef de bataiilon dt1 Génie, et G. FERRIÉ, capitaine du Génie. - La Télégr aphie sans fil et les ondes électriques. - 4° édition, augmentée et mise à jour. Un volume in-Sù de 190 pages, avec 67 figures, broché; 3 fr. - Paris, Berger-Levrault et C.ie , éditeurs, 1902. Il libro in due anni e mezzo dalla prima edizione è pervenuto alla quarta. Questo solo fatto fa prova del p regio dell'opera dei due ufficiali del genio francesi, i quali, dediti essi stessi allo studio della telegrafi.a senza fi lo, si hanno prefisso per iscopo di render conto dei progressi che man mano vanno verificandosi nell'importante scoperta del J\far,
O.
lieut.-colonel de l'artillet'ie bavaroise à, clisp. La traction mécanique et ses applications à la guerre. Traduit de l'aìlemand, avec autorisation do l'auteur par G . BooENHOttST, cap.'-com.' d'art.;• belg. 46 illsutrations. Paris, Chapelot et C.<; Bruxelles, Falk, fils, 1902. LAYRJZ,
Oramai non vi è alcuno nei grandi eserciti europei il quale non ammetta l'importanza dell'applicazione in guerra della trazione meccanica in rimpiazzo della animale. Coi CO· lossali es~rciti odierni sarà tale il movimento sulle retrovie
1876
KO'r}: BCBLIOGRAl:'ICIIE
che non saranno mai sufficienti i mezzi di trasporto specialmente sul territorio nemico; ed è appunto sulle r etrovie che si intende usare principalmente la trazione meccanica. Il quesito si può dire essere all'ordine del giorno da quasi un mezzo ,secolo poichè nel 1854 gli Inglesi fecero uso della macchina a trazione sistema BoydeH durante la guerra di Crimea, ma non è stato mai risolto prevalenç:lo nei lunghi periodi di pace le ragioni d'economia. Il tenente colonnello Layriz, già favorevolmente noto ai lettori della Rivista per altri consimili e pregiati suoi lavori, da qualche anno si è dedicato allo studio dal punto di vista militare dell'importante questio{1e, e nel presente lavoro egli rende conto dei vari sistemi di trazione meccanica, ne analizza, talvolta raffrontandoli, i vantaggi e gli inconvenienti più o meno notevoli e fornisce particolareggiate informazio"ni sugli esperimenti fatti , compresi quelli eseguiti in Italia. Oggidì si trovan di fronte gli automobili elettrici e le macchine a vapore stradali. Il Layriz, pur apprezzando l'automobile, il quale può prestare utilissimi servizi come mezzo d i trasporto, non lo crede tuttavia adatto ad essere impiegato come trattore di colonne di pesanti carri e ne espone le ragioni. Egli, come il nostro tenente colonnello Mirandoli, è un convinto partigiano della locomitiva stradale e segnatamente di quella sistema Fowler. A quest'uopo egli annovera e narra diffusamente gli espe· rimenti con macchine stradali (15 macchine la maggior parte sistema Fowler, furono spedite nel novembre 1899, e altre locomotive e vagoni furono spediti più tardi dalla ditta Fowler) testè compiuti da parte degli Inglesi .nella guerra del 'rran svaal; esperimenti che effettiva.mente sono assai rimarchevoli. Le macchine stradali infatti vi sarebbero state ·impiegate .su vasta scala nei disparati servizi: per trasporto di feriti, per trasporto d'acqua, per trasporto d'artiglieria di grosso calibro ed ancora quali macchine blindate per la trazione di t reni · pure blindati e perfino per l'abbattimento degli alberi, senza dire della loro utilizzazione nella costruzione o riattamento
NOTE BIJ3LJ:OORAFICHE
1877
di ferrovie, nel passaggio di :fiumi, ove i carri trainati dai buoi restavano impantanati, ecc. In conseguenza lord Roberts, a. detta dell'autore, nel s~o rapporto al Governo sul servizio dei trasporti, av_rebbe d1-chiarato « che la trazione animale è stata vantaggiosamente completata da quella delle locomotive stradali per le oper_a~ zioni di guerra e che codeste macchine hanno reso serv1z1 realmente importanti nei centri d'operazione di Cape-Town, e poi a Kimberley, Johannesburg e P_retoria »: . Assai interessanti sono pure le ultime pagme del libro, nelle quali si parla a lungo di macchine a vapore trasf?rmabili in automobili e provviste d'una ruota generatrice che per mezzo di correggie trasmette il movimento di rotazione a una dinamo per ottenere l'illuminazione elettrica da servire in campagna. . . Allo stato attuale delle cose ci sembra che, per 1 serv1z1 sulle retrovie, non abbia torto il Layriz di insistere nel ri-chiamare l'attenzione del militare sull'impiego della locomotiva stradale, e in particolar modo di quelle sistema Fo:"ler dtL lui caldamente patrocinate. Evidentemente la quest10ne militare è giustamente connessa con quella tecnica. . . I più recenti esperimenti compiuti attestano, s~condo la dimostrazione ~ell'autore, a favore della locomot1 va stradale; ma chi può dire quali sorprese sta per ammanirci_ l'elettri~ cismo colle stupefacenti scoperte che vanno realizzandosi ogni gionio? . . Il libro del Layriz ha, pertanto, un grande mento: di far conoscere in modo veramente egregio lo stato presente della questione e. di richiamare l'attenzione sulla medesima. Li traduzione fattane dal signor capitano Bode~horst con molta. cura faciliterà la diffusione del pregevole lavoro, mettendo in grado d'approfittarne anche coloro i quali non conoscono la lino-ua tedesca. I numerosi disegni intercalati nel testo , sono riusciti _assai bene e porgono chiara idea delle varie :nacchine e degli sva· riati usi cui furono adibite. ·
1878
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NOTE TIInf,IOGR.U'l CHE
gnor Kron, tenda a rimuovere od almeno ad attenuare tali difficoltà. Non vi è dubbio, a nostro giudizio, che manualetti del genere di questo del Kron, cui, forse, sia dato un maggiore sviluppo, e specie se scritti da penna militare, dovrebbero in una certa misura rispondére al lamentato bisogno. Frat tanto l'opuscolo del Kron potrebbe con sicuro vantaggio essere usufruito dai no~tri graduati di truppa, e perciò lo segnaliamo ai reggimenti.
R. KRoN, docteur ès lettres, professeur agrégé. - Le Petit Soldat. Manuel des pr incipales institutions militai, ·es et Guide pi·atique en pays ennerni. - Karlsruhe (Bacie) J. Bielefeld, éditeur. Osserviamo, anzitutto, affinchè il lettore non sia tratto in errore dal titolo in francese che è lavoro d'autore tedesco e compilato per l'esercito tedesco. L'opuscolo s'indirizza specialmente agli allievi delle scuole militari ed insieme a tutti gli ufficiali desiderosi di perfezionarsi nella lingua francese per quel tanto ch'essa s'applica alle istituzioni militari. A raggiungere lo scopo prefissosi l'autore ha diviso il volumetto in due parti. Nella prima avendo preso a prototipo degli eserciti odierni il francese - così esprime il Kron - espone in lingua francese i principali dati sul suo ordinamento, sulla mobilitazione, sugli ufficiali, sulte decorazioni, sulle uniformi e oggetti d'equipaggiamento e ipfine sull'armamento ed istruzione militare. La parte seconda, per contro, vorrebbe essere una speciedi manuale da servire al soldato e all'ufficiale tedesco in Francia, nelle varie circostanze in cui può trovarsi. Il Kron cioè, ha compilato, in francese ben s'intende, una r accorta di èlomande, fra quelle che più comunemente può occorrere d'indirizzare, in guerra, al borghese o alle autorità, per avere informazioni sulle strade, sul nemico, nel presentarsi àd un municipio, ad una s tazione, nel caso di requisiz10ni, ecc. Il libro in sè stesso è proprio poca cosà; valevole forse- per gli allievi delle scuole militari, per l'ufficiale ci sembra non abbia alcun valore, ma l'intenzione è ottima. I n via generale, non si tiene conto sufficiente delle enormi difficoltà, forzatamente derivanti in paese nemico dall'ignoranza della ling ua dell'avversario, onde ci pare doveroso lodare ed _incoraggiare ogni tentativo il quale, come l'attuale del si-
1879
K um,, Major im Grossen Generalstabe. -
Bonapartes Erster Feldzug 179 6, der Ausganspunkt moderner Kriegfiihrung. Mit fi Uebersichtsskizzen und 10 Textskizzen. (la p ,'ima campagna di Bonapm·te 1.7 96 punto iniziale della condotta clella guei·i ·a moder na). Con 5 schizzi d'insieme e 10 schizzi nel testo. - Berlin, 1902, Verlag von R. E i-
sensehmidt.
I
L'autore premette che il primo incitamento a scrivere il presente libro_lo ebbe dall'eccellente opera dei signori Krebs e Moris sullfo campagne delle Alpi durant~ la Rivoluzione francese. La stessa· e altre nuove pubblicazioni francesi e piemontesi fornirono ricco materiale per rischiarare lo svol.gimento fino ad ora poco conosciute, della campagna del 1796; mancavano, però, notizie particolarizzate e sicure della parte sostenutavi dagli Austriaci. Rivoltosi alla Direzione del!' Archivio di guerra di Vienna, l'in allora suo direttore, tenente generale von "\Vetzer, pose a disposizione dell'autore il ricco materiale di queU'archi vio. Questo abbiamo detto imbito per dimostrare al lettore la particolare importanza di questo nuovo studio sulla campagna del 1796, poichè il maggior e Kuhl, pel primo, per la compilazione del medesimo ebbe la fortuna di disporre dei molti documenti degli archivi di Francia che le recenti ottime pubblicazioni dello stato maggiore vanno rendendo di
1880
~O'l'E BIJ3f,I0GR.U'l(..;III::
pubblica ragione e di quelli ancora dell·Archivio di Vienna, affatto sconosciuti fino ad ora. Innumerevoli sono, come è noto, i libri su quella campagna, ma la maggior parte di essi sono basati, per difett~ di documenti, sulla na1'razione fattane da Napoleone ne1 M.émoires, narrazidne che va accorta. con riserva, specie per quanto ha tratto ai particolari. L'opera, quindi, del maggiore Kuhl ha un immenso vantaggio sulle precedenti, perchè ' . basata sopra dooumenti inconfutabili - almeno debbons1 ritenere tali - dei due partiti - sicchè è dato nutrire fondata speranza ch'essa rappresent,i, fino al giorno d'oggi, la storia la più completa e, ciò che. più importa, la più vera che sia stata scritta di quella campagna. Noi vorremmo fare una recensione particolareggiata del rimarchevole libro, ma ogni pagina di esso si può dire contenga qualche cosa di nuovo, onde dovremmo dilungarci oltre ~isura. Ci limitiamo pertanto a rilevare qualche particolare. •
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ll
Come è detto nel titolo dell'opera, l'autore considera questa campagna come il punto di partenza della condotta di guerra moderna. La manovra di Montenotte - perchè è quella che riassume tutta la campagna fino alla pace di Cherasco presa a disamina dall'autore - la manovra di Montenotte, ripetiamo, segna, secondo il Kuhl e come, del 1:esto, è nni ver~ sa.Lmente ammesso, il momento in cui cessa la guerra d1 manovra del secolo xvm e principia. la gue1·ra cli cli~t;·u :;ione. La campagna del 1796 costi tuisce, quindi, un termine di confine nella storia della g uerra, ma non basta all'autore l'ammetterlo o il segnalarlo; egli· vuole dimostrarlo. Dedicato il primo capitolo alla descrizione del teatro di guerra e alle condizioni politiche dell'Italia, nei seguenti due lunghi capitoli che costituiscono quasi la metà _del libro, il Kuhl esamina minutamente l'ordinamento militare e la tattica dell' esercito francese e sommariamente accenna a
:,_on:
DrBLIOCR.WICJIE
1881
quello degli eserciti piemontese ed austriaco, e riassume poi le campagne precedenti dal 1792 al 1795 combattute sulle Alpi. Così coll'analisi dell'ordinamento e della tattica e dei singoli progetti compilati da Bonaparte per una campagna contro l'Italia, mette in evidenza il fondamentale cambiamento che sta per verificarsi nell'arte della guerra. A propositc, di quei progetti il Kuhl osserva essere una leggenda che Napoleone abbia nel 1795 compilato un piano di guerra che sarebbe quello da. lui poi tra.dotto in atto nel 1796. E ::osi pure nota che i quattro progetti di operazione del 1795 contenuti nella Coì'J·espondance sotto i numeri 49, 50, 52, 53 e eh' egli riporta per intero o per brani e diligentt,mente discute, non furono affatto spediti al baenerale Kellerrnann comandante l' armata d'Italia, ma non furono se non progetti e tali rimasero. Ciò non toglie non siano meritevoli di attenzione; non è da credere, egli dice, contengano pensieri del tutto nuovi nè che tutti siano proprio di Napoleone. « Quando, però, ciò si verifica, il pensiero di Bonaparte si eleva improvviso ed immediato, il suo genio appare nello splendore di cni la leggenda s' industria di circondarlo ». « Così, fra l' àltro, assolutamente nuovo è il concetto sull' ùnpodanza della linea di ope1 ·azione Savona-Alta1·e con cui si minacciano le divergenti comunicazioni degli alleati e si ottiene ln. loro separazioue. Della divisione si approfitterà per schiacciar e il Piemonte prima che possa. essere compiuta la lotta coll'Austria ». E questo pensiero e l'altro che l'Austria va colpita al cuore, avanzando concentrica.mente su Vienna da.Il' Italia e dal Reno, sono di Napoleone ed iusieme al complesso dei vari progetti rivelano qualcosa di gran lunga superiore al sno tempo; co~tituiscouo il concetto della guerra mod~rna cli distruzione di cui Napoleone è il creatore e il più completo rappresentante ».
18S2
1883
N OTE Dl!lLl OC:fl.\.PICllE
NOTE 13lBLI0GR,.\ l:'I0HE
Diremo ora brevemente del noto proclama d'Albenga, e dei piani di guerra dei d ue partiti. Nel marzo 1796 l'armata d'Italia, nel momento in cui .B onaparte veniva ad assumerne il comando, versava nelle più tristi condizioni. Ancora alla vigilia delle ostilità, malgrado le cure e l'energia d i Bonaparte per riordinare le truppe e i vari servizi, lettere d i Massena, dell' Augereau, del L aharpe richiedono scarpe, fucili e effetti di vestiario perehè migliaia dei loro soldati n e sono sprovvisti, ed att estano che mancano per la maggior par te i mezzi di sporto, di denaro, e qualche generale, perfino, non ha cavalli e dovrà marciare a piedi. Il proclama d'Albenga, inserito da Napoleone nella sua Guei-re d' llalie, -- fino a questi ultimi t empi non mai messo in dubbio e però dagli uni portato alle stelle, come dal Clausewitz e da altri, per contro, severamente criticato per la sua intonazione q uasichè s'indirizzasse a ladroni e saccheggiatori - il proclama d'Al benga, se fosse stato pronunziato, in definitivo, avrebbe risposto alla realtà della situazione, ma, secondo il Kuhl, non fu mai pronunzi~to e non è se non una semplice leggenda (1). Il 4 aprile in A lbenga, visitando un r eggimento di r ecente for mazione Bonapar te chiamò a rapporto g li ufficiali e realmente pronunziò un d iscorso che è quello rifer ito dal Pelleport, ivi presente, e che nulla ha a che fare con quello dettato poi a Sant' Elena per le sue Nlémo;•ie, non tanto pei pensieri espressivi quanto per l'intonazione. S tampato, il proclama, nella Correspondance, passò nella Storia mentre
non era che leggenda. « Bonaparte, conclude l'autore, nell'ordine del giorno del 29 marzo, veramente emanato, parla -soltant,o della repubblica, della libertà e sovratutto della disciplina che ·è il nerbo dell'arma ta. Bonaparte esternò la sua soçldisfazione per il deciso proponim'3nto di v incer e, manifestato dalle truppe. In r ealtà Bonaparte parlò adnnque .a' suoi soldati in tono più sempl{ce e più nobile »; versione, questa del Kuhl, che ci convince compiutamente. Circa i piani di guerra vuol essere n otato ~be, a detta del Kuhl, non g li fu dato trovare alcuna traccia nei documenti .austriaci a conferma della diffusa opinione che il Consiglio di guerra di Vienna dirigesse le operazioni militari. Vi sono soltanto lettere dell'Imperatore che approvano il piano stabilito dal generale in capo Beaulieu ed altre che lo spronano a1l'offensiva, poichè rimanendo sulla difensiva non si possono conseguire decisi vi risultati. Malgrado le lunghe trattative non fo mai possibile di venire ad un pieno accordo fra il comandante austriaco e il piemontese, ·e adottare un piano di gnerra comune. Il Re del Piemonte avrebbe v oluto che le truppe austriache passassero .al suo comando, al che s'oppose sempre la Corte di Vienna. Al momento in cui il Beaulieu iniziò la sua mossa offensiva -esisteva solo J n semplice accordo di vedute fra il Beaulieu e il Colli, comandante dei Piemontesi, accordo and~1to subito a fascio per la manovra di Bonaparte. . La fo rza dell 'armata d'Italia, secondo l'autore tedesco e press'a poco in correlazione a quan to scriveva Napoleone· al Direttorio, e che non è conforme a ciò che dettò a S . Elena, ascendeva in cifra rotonda a 60,000 uomini dei quali disponibili per l'annata d' Italia 41,100 (lr Con questa armata « bisognava andare avanti o indietro, perchè dove stava non poteva più vivere » (Corr. XXIX); d i ripiegare non era da tener parola, ma avanzare in quale direzione?
tra-
(I) li maggiore Gucrrini, nella l livi sta di fanteria, ha testé Jluhblicato un pregcl'ole studio sull o stesso argomento, l'enendo alla stessa co nclusio ne del Kuhl. Parecchi pu nti, però, trattati e clal Guorrini e rla l Kult l - verbigmzia le co ndizioni dell"armata fr,1ncese all'arri1•0 di Bonaparte i suoi rapporti coi generali, ecc., sono presentati sollo uu aspetto affatto difTe rcuw. Himpiangiamo 1>crciò che il Guerrini non abb ia po llll.O disporre cl~! libro del Kuh l, a mncltè, in omagg io alla ve1;itil storica di cui è appassio n,,to cul tore, o g li riuscisse cl i confu tare l'esposto del Kuhl o modificasse il proprio.
(I) Divisione t.aharpe, S600; Mcynier, 9500; Au::;ereau, IO,lOO; Séruri er, 9500; L' e 2• divisione di cavalleria 3400 .
1
1884
::von:;
NOTE BIBLIOGRAFICHE
13IBL100.R,IJ.'ICHE
Il Kuhl consacra molte pagine intorno alle idee di N,ipol~on e espresse nella lettera. al Direttorio, e nella nota Memoria del 19 gennaio 1795, e r itiene di essere nel vero, assicur~ndo_ che Bonaparte, nell'assumere il comanao dell'armata d'Italia, era deciso a iniziare la campagna con im atl.acco cont,:o i Piemontesi pe1· la 'V ia piu b,·eve, pdma che gli A-ust,·iaci si mocessero clai lOi'O quat'lie,·i d'inverno. ~el caso si &inng~sse troppo tardi e gli Austriaci si fossero g ià avvicina~i ai Piemontesi, dovevasi ottenere la loro separazione colla manovra già suggerita ne' suoi P,·ogetti. Imprevisto, però si presentò un terzo caso. Gli Austriaci si posero in marcia, non per riunirsi ai Piemontesi, e si diressero sopra Genova, Voltri, Sassello, Montenotte e De&o, nella intanzione di serrare più tardi sull'ala destra per 1: strada Acqui-Dego. L'attacco deciso contro l'ala sinistra de&li Austriaci non li avrebbe più costretti a indietreggiare, : però Bonaparte prontamente si decise ad attaccare con forze riu nite l'ala destra austriaca a Montenotte e Dego. Non si tratt~va ~iù di separare i due alleati, bensì di. manovrare per hnee interne al :fine di battere separatamente i due avversari che erano divisi. L'ordine di operazione, compilato da Berthier, colla data dell'll aprile - e modello del genere - rivela chiaramente il ~roposito di Bonaparte: « mentre Laharpc attacca l'avversano sul fronte, Massena avanza contro il suo fianco e le sue spalle . Augereau presso Cairo sta pronto per attaccare verso i due lati contro i P ittmontesi e contro gli Austriaci. La sua avanzata esige speciali misure di precauzione, poichè lo conduce a passare assai vicino ai posti avan:r.ati piemontesi. A Sérurier incombe di tmttenere Colli, sen za esporsi con un attacco isolato ad una disfatta. Il quartier generale si porta ad Altare, nel centro fra Austriaci e Piemontesi. » Quest'ordine in cui sono dettagliate le mosse da compiersi dalle si?gole divisioni_ è a ragione ammirato dal Kuhl, il quale ricorda quanto m proposito scrisse il Thiébault: che Napoleone con esso « vin~eva non solo gli Austriaci ma an che i generali della propria armata. »
Col libro del Kuhl è detta l'ultima parola sulla prima fase della campagna del 1796? Lo stesso autore non lo pret ende perchè invita chi abbia a.Itri documenti a comunicarglieli per rivedere e modificare quanto egli ha scritto. Frattanto, così come è, ci pare l'opera più completa intorno a quella memorabile campagna. Ce ne pr'omette la continuazione, tostochè abbia riunito i necessari documenti di parta francese: vanga presto perchè è certo ch'essa. ~arà, come il libro attuale, un prezioso regalo per gli studiosi della storia militare. B.D.
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RIVI STA DEI P ERIODICI
RIVISrrA DEI PERIODICI
Rivista di fanteria.
Anno XI, fascicolo VIII, 3 1 agosto ,1902. 1
La disciplina che scende. - A scanso d'equ ivoci l'autOi'e avvertH che per disciplina che seende intende quella che costituisce il dovere dei superiori verso gli inferiori . .U delicato argomento _limitato però ai rapporti della disciplina coll'istruzione e col servizio interno, è svolto con franch ezza ed insieme con garbo. Forse fatti specifi!)i si considerano come generali, forse a talun rilievo si dà un' importanza alquant6 esagerata, ma vi son pur dette delle vere e fondamental i verità spesso trascurate. L'articolo - che ci spiace non ci sia dato di riassumere - ha sicuramente un pregio singolare per cruesti due fatti eapitali : l'uno: percliè e un osanna alla sa lda -disciplina e in alto e in basso; l'altro: perchè è un caldo e vibrato appello alla fermezza del carattere. A. im1;niagine e somiglianza dell'esercito svizzero.- È un abile memento • ai nostri enciclopedici gazzettieri ed a taluni dei nostri sapientissimi po: lilicanti, i quali vanno dicendo che il solo buon rimedio ai malanni nostri italiani è da cercare in una coraggiosa riforma della istituzione militare » e cioè nella diminuzione di 1,m centinaio di milioni nella spesa dei bilanci militari e nell'adottare l'istituzione mil itare svizzera. Nello stesso si dimostra : che costoro non conoscono neanche di vista l'esercito svizzero; che ' adottando quell'ordinamento dovremmo ,pendere di più di qua~to si spende adesso e clie con cento milioni di risparmio sulle spese militari c'è poi da fare assai poco. Alla Svizzera, per la sua posizione geografica e politica conviene que ll'ordinamento, a noi invece per le stesse ragioni, con. viene quello che abbiamo. Tutte sacrosante verità queste, esposte dall'articol ista; e però sarelibe un gran bene se l'articolo fosse riprodotto o riassunto dalle gazzette del paese ben pensanti coine fece la P<J,tria. Perchè è importante d'illumi-
.&.UV1
nare, non coloro cui :;'indirizza lo scrittore che tutte queste cose s,ùrno a menadito come noi, ma il paese, credenzooe, che presta fede ai loro discorsi. Pe1· la futnra legge sugli 1t(ficiali. - Lo studi o non tien conto di r1uello che già esiste; considera quello che dovrebbe esistere perchè tutta la materia pertinente agli ufficiali fosse bene convenicut9 al carnttere, alla.natura e al modo di essere delle odierne istituzioni militari. Suppone si voglia creare un esercito del tipo dei nostri e si studi uua buona legge sugli ufficiali. Lo studio com prende tre partì: dell'ordinamento, del reclutamento e dell'avanzamento. In questo articolo si discorre dell'ordinamento. Ne riassumiamo brevemente le idee principali: L'esercito è ripartito in truppe mobi li e truppe territoriali. Le mobili sono in parte sotto le armi , in parte in congedo; queste u!time destinale a completare l'esercito nel caso di guerra ed a formare di sana pianta unità permanenti non esistenti nel tempo di pace. Le territoriali « che debbono presidiare il territorio contro le offese nemiche e per l'ordine interno, in pace sono, mai , ch iamate alle armi ». Si avranno quindi tre categorie di ufficiali: gl i auivi (una parte in congedo), i terntoriali (tutti in congedo), gl: ausiliari ptii servizi, parte io servizio, parte iu congedo . Il reggimento di fanteria, e per anal ogia quelli delle altre armi sarebbe così ordinalo: ,1 colonnello da chiamarsi Ca7Jo, 1 tenente colonnello, ad lat1is del capo da chiamarsi col,rnnel lo, 3 maggiori comandanti dei battaglioni, •17 ca~itani, tre dei quali ad latiis dei maggiori, 12 tE:nen ti ad latus dei comandanti le compagnie, 2,i sottotenenti. Si avrebbe così un comandante per ogni unità - reggimento, battaglione, com pagaia, plotone -e per ogni comandante un sostituendo nel comando. Notiamo che tutti o parte di questi sostituendi del tempo di pace passono i_o guerra ad assumere il comando del reggimento, dei battaglioni e delle compagJ?ie della milizia mobile. La proposta ci pare buona quando miri a determinare le funzioni degli ufficiali in soprannumero nei reggimenti , ma porta con sè l'iuco1weniente - e grave - di abituare ad un ordinamento differente da quel lo della i,uerra, mentre, se fosse possibile - ma non lo è - è in guerra che sarebbe logico ed opportuno l'avere un sos~ituendo per le unità più importanti. È lavoro serio, che promette, e ne aspettiamo con curios ità la continuazione.
1888
IUVI STA DEl l'ER IODICI RIVISTA DEI PERIODICI
Rivista di cavalleria.
Anno V, fascicolo X, ottobre ,1902..
Iniziativa, pel tenente colonnello E. MossoLI.N. - È pregevole scritto nel quale si lamenta che l'iniziativa di cui tanto si discorre e s1 scrive, non sia 11ncora entrala nel nostro sangue. Hiferendosi ad un articolo del co lonnell o Bianchi d'Adda - Regolamenti e ·manovre di cavalleria, pubblicato nel fascicolo di agosto della Rivista, - in cui era ricordata le necessità di rronrnovere l'ioiziativa non a parole ma a fatt i egradatamente d'impartirla dap pri ma nel reggimento e di esigerne poi la esplicazione nelle grandi manovre e nelle speciali esercitalion i dell'arma , il Mossol in esamina arpunto quel concetto. A suo parere le grand i manovre hanno carnltere d'un esame e non possono quindi permettere lunghe ed ardite iniziative a chi vi partecipa. E l'osservazione al lo stato presente delle cose è giustissima . Le grandi manovre, però, potrebbero es,ere ricondotte al loro vero carauere, non di es:ime, ma di istruzione per la truppa e per gli ufficiali fino ai gradi pi ù elevati. Del resto anche col sistema attuale esrn potreb bero essere di valido sprooe all'iniziati va , qua ndo fosse ben noto che del la dimostrazione della stessa sarebbe tenuto massimo conto. Nelle istruzion i reggimentali, per contro, la scuola d'iniziativa potrebbe essere impartita, teori c.~mente e praticamente, in modo progressivo e razionale ; ma anche qui si presenta qualche difficoltà p~r ragioni di ambiente ; ragioni che l'autore esamina con garbo. La scuola d'iniziativa è però ind ispensabi le; occorre che superiori ed inferio ri si conoscan bene reciprocamente : occorre in sostanza - conchiud e egregiamente il. Mossolin - ottenere l'affiatamento e la disciplina delle intelligenze, perchè in fine, l'iniziativa, quella almeno che occorro nelle contingenr.e della vita militare, consiste nello e.seguire o inte1·pretare - con criterio s' intende - la 'IJOlon !d del supe1"'iore. Sembra un paradosso, ma non è. Impressioni di paesaggio. (Continuazione), pel capitano G. BERA proposito della difesa locale ossia della preparazione del terreno nei riguardi militari, il Bertelli discorre con retto senso pratico delle indicazioni che dovrebbero portllr le strade, delle piccole spese manuali per riattamento di strade, di sbocchi , di ponti, di mulattiere e sentieri devolute ai comuni, dei lavori stradali e di fortificazioni occ.a-
TELLI. -
'
1889
sionali ecc. In conclusione l'autore, accenna con competenza a lievi correttivi allo stHo di fatto di brevi traui di spazio, onde sfruttarli completamente nel loro valore Lallico, senza spese, senza quasi la voro. Sarebbe un riordinamento topogralìco « da compiersi in precedenza ad una totale revisione cartografica, !:i quale non potrebbe essere più lungamente rimandata al poi » .
Il cavallo e lo spirito cavai/eristico nell'artiglieria di campagna, pel capitano d'artiglieria E. MALVANL - Idee e ragioni ottime con cui si propugna un iudirizzo più caval leristico nell'istruzione degli urlìc.iali di arti glieria, coo che si otterrebbe anche una miglior cura dei cavalli. Cose di ippica e di sport. Eqtiitazione, per KARL Gn1so. - Ricorò:i l'articolo sul Concorso dì Torino del generale Sanirana testò pubblicato dalla Rivista, e ne divide completa meo1e le idee « L'eqttitazione dice benissimo lo scritlore - in maneggio, in piaz;:;a d'anni, in campagna, fo caccia, in .?uerra, 'mi, 11are s'ia sempre la stessa, e mi pare ancora che tale 1'imanga. , E vorrebbe, come già propose il capitano rari ni, si istituissero delle c:,ccie nei reggimenti e che nei concorsi ippici l'ufficiale monta,-se colla scia bola alla rnaoo. Brave ma pregevole scrittura colla quale, ancora una volta, si melle in sodo che non ,•i è e non vi può essere che uua scuola sola di equitazione. Jmpressioni di Corsica (Continunione) pel capitano dei bersaglieri Ds Rossi. - Anche '{uesto secondo articolo è scritto con brio e presenta parecchio ìnterèsse . Un po' d'ogni cosa . Conversazioni, per P. B. - Yi si discorre del numero dei corpi d'armata, dei cappellani militari e della coudizionc economica degli uflìciali. È un lavoretto lcggioro, ma è scritto bene e si legge volontìeri. A proposito della corsa Bruxelles-Ostenda, per X. - Ricord:ite a1cu ne delle principali ragioni espresse nel l'~rticolo Gare eq11est1·i, inserto nel fascicolo della Rioista nel novembre 1898, e preludenti olla esclusione nel nostro rogolamcoto per le corse delle gare di resisteoza , è poi brevemente esposta la cronaca della e.orsa Bruxelles-Ostenda. L'articolista termina col dire - e ci pare con tutta ragione - : « Sport milit:ire si, e su più vasta scala possibi le ma che i:(iovi al militare e non sia un massacro di caval li ». La Sicilia. ippica, pel generalo I. Gu,mA. - (Continuazione). Bibliografie - Notizie estere.
1890
RIVIST.1. DEl PERI0l)!CI BffIST.1 DEI PERIODICI
Rivista di a rtiglieria e genio.
XIX annata, volu,me III, settembre 1fJ02 .
Per .Francesco Di Giorgio 1'1artini (con ·1 t:i ,,oll! ). - Il '17 agosto testè scorso fa inaugurato in Siena il busto di Francesco Di Giorgio !\fortini che quella genti le e co lta città ha voloto erigere per solenn izzare la ricorrenza del IV centenario della morte di quel suo illustre cittadino, onore e vanto dell'arte italiana. La so lenne inaugurazione, promossa dal Circolo artistico senese, ebbe luogo alla presenza delle autorità civili e militari e di numerose rappresentanze, e si com piè con un app laud ito discorso del tenente colonnello del genio cav. Enrico Hocchi. In esso, riportato qui per e,te~o, maestrevolmeo te è ritratta una delle più belJP. fi gure di artis111, cli arcl1itctlo e di ingegnere militare, che illustrarono la gloriosa epoca del rinascimento italiano con opere formanti tutt'ora oggetto cl i studio e di ammirazione. Geniali ed erudite sono le parole del Rocchi, e assai bene ispirata fu la Direzione della Ritista nell'accoglierle. Schiz::i pan01·amici miliUiri (con 18 Gg.), per ST. - Lo scrillore mette io rilievo l'importanza degli schizzi panoramici dal punto di vista mil itare e discorre del modo con cui eseguirli. Egli dice « che la pratica di l31i disegni è tutt'altro che difficile, purcbè s'in~i5ta molto sulla parsimonia dei tratti ; tracciando soltanto quelli che lHrnno un valore rappresentntivo, i progressi sar,inno rapid i e facili •. ~oi segnaliamo la bella e interessante scrittura; e rallegrandocene coll'anonimo autore, ci auguriamo che i nostri ufficiali si dedichino n simili esercizi e li cousicleriòo, come pur vorrebbe lo stesso autore, come uu novello sport, senza dubbio assai vantaggioso al la loro istruzione. Importanza dei zappatori del genio presso gli eserciti moderni, pel tenente colonnel lo del genio S1'ACCAMEl,A. - Da taluno si va manifestando l'idea che la specialità zappatori del genio abbia perduto della primi ti va importanza, affermando che alla fortificazione improvvisata provvedono le truppe di fa:Jteria e chi.: gl i specia li lavori d'assedio non sono ormai più necessari, perchè tulio si risolve colla loua delle artiglierie. l zappatori del gemo, liberandosi da codesti ormai inuti li far-
1891
delli, potrebbero quindi dedicarsi ad apprendere altre istruzioni più proficue ed utili. li teuente colonnello Spaccamela, con molta padronanza della materia, insorge, in qnest.i pregevole scrittura, contro siffatte idee, e dimostra, ricordando anche remoti e recentissimi esempi storici e le anali,ghe istituzioni de~li altri grandi esercizi europei, che gli zappatori del g~nio sono non oeccssMi ma imlispensabili. . Se si vole:;se seguire l'asempio degli eserciti austriaco e tedesco, ed i consigli de' più reputati scrittori, sarebbe molto desiderabile che aumentassimo le nostre compagnie zappatori, nello intento di assegnare ad ogni corpo d'armata una brigata di zappatori di almeno tre compagnie, due, nddette, iJorne al presen te, alle due dirisioni cli f::inler ia e l'altra alle truppe suppletive. ' 1~ noi siamo del suo parern.
Le mitragliatrici nttova anna di guerra campale, pel tenente d'artiglieria B ENCIVENGA. - È so_ggetto di attualità ed è svolto assai bene. Il Ilencive:iga esamina le precipue quali tà delle mitragliatrici che sooo la potenza e la mobilità e mette in rilievo che esse rappreseuta no uo'nrma nuova, di cui gli P.serciti non possono ormai fare a meno. Egli dice che la mitragli3trice dev'essere in grado cli seguire qualunque truppa cd in qualunque terreno; deve poter seguire la cavalleria al ga loppo io una brughiera e troppe alpine sulla montagna. E ciò non è difficile ottenere adottando une mit1:agliatricc che possa essere someggiata e trasportata a spalla. Ma il Ilenci venga non crede opportuno che le mitr.igliatrici siano asseonate alla fanteria o alla cavalleria come è stabilito in Germania, o Russia, Inghilterra o Svizzera. A suo pnrcre esse debbono dipendere dai grandi comandi, di divisione o di corpo d'armata, secondochò suggerirà J'csperieuza, e volta per volta es;ere asse~nate all'una o all'altra arma secondo il bisogno. L'.iutore stesso ammetLe di non aver inteso co11 questi brevi cenni di a_vcr trattato a fondo l'importnnte argo mento. Tuttavia è doveroso riconoscere ch'egli ha accenuato a quasi tulli i lati del quesito, ed espresso qualche idea originale sul loro impiego, e che il suo ottimo studio porge campo alla più proficua discussione. La tattfoa odierna secondo il Calwell. - B un esame onalitico e tal· volta traduzione del libro 'l't1ttica odierna del maggiore inglese CALWELL pubblicato nel ,f 900, e nel quale l'autore espone le deduzioni tattiche
1892
IU\'ISTA DEI PERIODICI
1893
RIVIST,'I. DEI PERIODICI
suggeritegli dalla guerra sud-africana cui aveva preso parte per circa un anno. È lavoro interessant1ss1mo, il quale illumina il vivo dibattito tattico del giorno d'oggi.
Rivista marittima.
Anno XXXY. fascico lo VH, luglio 11902.
ll 'llice ammiragb'o Gior,anni 1Jfagnaghi. - Il 21 gi ugno u. s. cessava di vivere in Roma il vice· amm iraglio Gio. Daui~ta Magoaghi, e la Rivista riporta qui i discorsi pronnnciati all a Camera dei deputati in commemorazione dell'illustre estinto. Lii difesa m obile costiera, per O. DoNAMICo . - Allo stato nuuale della questiono non sembra possibile - o l'egregio autore ne dice le ragioni - innalzare un qualsiasi ordinamento costiero sui sottomarini, pur ammetlenclo siano in grado di offrire un qualche contributo nella dife$a costiera. Bisogna ord_inare la difesa torpediniera escludendo il sistema asettori e facendo assegnamento sulla coordinazione di forti nuclei torpedinieri per il dominio di un piccolo teatro . di guerra o per una speciale zona di un grande ti,atro mari ttimo. Il Bonamico studia minutamente i nostri bacini idrografici per determinare, in via generale, le varie zone e stazioni da a-ssegnarsi alle flottiglie torpediniere e coteste zone potrebbero essere le seguenti: 1a Alto Tirreno; 2a Basso Tirreno; 3• Golfo di Taranto ed adiacenze; 4.a Zona di Messina. 5a Golfo di Venezia fino ad Ancona; 68 Basso Adriatico. Delle attuali centodieci torpediniere, una sessantina, le più veJloci. poti·ebhero utilizzarsi per le stazioni a piccolo raggio e pel servizio delle piazze da guerra. Occorrer!lbbe costruire "6 scolte (in luogo delle controtorpediniere) e una sessanti1rn di nuoye torpediniere. Questo rinnovamento del·naviglio torpediniero importerebbe una spesa di 43 milioni, dei qnali 27 per le nuove torpediniere e 16 per le scolte. In conclusione il Bonamico ritiene che è possibile risolvere il proplema difensivo delle nostre coste con limitate forze per la feli ce strut-
tura dei no:mi bacini idrografici, quando però si abbia ben fisso in mente che tale risultato può soltanto conseguirsi alie seguenti condizioni: ,1o Rinuncinre alla illusione di tutelare le città indifese con elemen ti localizzati; 20 Rinunciare al sistema difensivo a settori che conduce ad inevitabili disastri ; 30 Attuare un sistema costiero a grandi zone, abbracci:mti possibilmente tulio un teatro d'operazione; /~o Sistemare poche sto1.ioni protette e capaci di guarantire il còmpito delle fl ottigl ie; · 5° Scegliere tipi di tor pediniere e di fl olle adegu11ti alle esigen1.e delle zone in cui dovranno operare; G• n inunr:iare al metodo di coord inare e subordinare la funzion e costiera delle torp!}diniore a quella di squadra distinguendo in modo assoluto le due funzioni; 7° Consi derare l'~zione difensiva delle flotti glie indispensa bilè ad uo u1ile ed efficoce impiego della fl otta. È superfluo rilevare la singolare importanza di questa nuova scrittura del Bonamico.
Sulla mppo!ta debolezza marittima dell'Inghilterra, per G. F Az10 . - L'autore dimostra colla scorta di molti dati uffìcioli che e la forza viva dell'armata britannic3 risulta su per giù oqnivalenle o quella delle quattro maggiori potenze marittime ; Francia, Russia, Germ;:inia e Stati Uniti ; » o però ritiene non esservi da temere che manchino ali' Inghilterra i mezzi per mantenere inalternta ancora por qualche secolo (?j la sua su perioriLà marillima. A parere, dell'egregio scrittore, il massimo pericolo por l'Ingbilterra non sta nella Duplice nè nella Triplice europea , ma negli Stati Uniti d'America . La na'Diga;:;ione interna in ·relazione agli alti·i mezzi di trasporto. - L'autore, sig. CAMil,LO SUPINO, term ina questo suo bellissimo studio, di cui rrià abbiamo riferito intorno alla prima parte. ~ou riassumibi le, se non ~stcmdendosi oltre misura, poichè le dense considerazioni posano sui dati riportali, richiamiamo l'attenzione dei uostri ìettori sulla bella ed istruttiva scr ittura.
1894
RIVI S'J:A DET PERIODICI
RivIS'l'A DE I P ERIODICI
1895
La marcia attraverso le terre lavorate non sarà utilizzata che durante ii combattimento e soltanto eccezionalmente durante le marce; essa stanca troppo gli uomini e gli c1nimali. Quando il combattimento appaia imminente, si trasformerà la marcia di guerra in marcia di combattimento, diminuendo il più possibile la lunghezza délle colonne . Nfalgrado si trovi avanti la cavalleria divisionale, nesw na trup pa dovrà av,anzare nella zona pericolosa senza essere rischiarata a distanza della fanteria . L'attacco non deve aprire il fuoco che al più tardi possiJJile e soltanto quando si riterrà ch'esso non puo più progredire. Sotto il fuoco del nemico, la fanteria può avanzare soltanto quando sia appoggiata dall'aniglieria. Colla potcoza della nuova artiglieria, ogni truppa la quale si faccia vedere in formaz ione compatta è esposta ad una distruzione rapida e completa. Non si attaccc1 più percorrendo vasti terreni scoperti, ecceuo im pos·sibilità assoluta di fa re altri men ti. Le mosse in avanti precedenti l'azione decisiva saranno lente; hisogntirà utilizzare il più possibile gli ostacoli coprenti per sfuggire alla vista del nemico ; ciò che obbligherà a fare dei ,giri e rigiri. I terreni scoperti sa ranno atLra versati da piccole frm: ioni e velocemente. Ciascuno di qnesti movimenti arrecherà disordine nell'unità ; i capi avranno cura di ricostituirle per averle bene alla mano nel momento decisi\' O. I tiratori dovranno trar profitto d'ogni ri paro, ma si eviterà l'aderenza degli uomini a codesti ripari; se non ne esi~tono, si coricheranno, ma il più piccolo riparo è prefe ribile. ' I l concentramento dei fu ochi sul punto ch e si vuule attaccare è una delle condizioni essenzia li del ~uccesso. La nuova guerra vuole l'indipendenza delle unità, si potrebbe anche dire dei piccoli ri parti; cosi un riparto potrà in un dalO momento, approullare d'una lacunc1 che possa presentare la linea nemica per andare ad occupare una posizione, la quale servirà di punto d'appoggi@ e faciliterà la marcia in avanti di tu tta la linea. Spetta allora ai riparti retrostanti d'a ppoggiare rapidamente quel. successo per completarlo. È pertanto oltremodo necessario che il capo di un'unità sorvegli le mos$e e i progressi delle unità vicine. Il tiro dell'odierna ar1igli~ria si eseguisce sovratutto per raffiche; la fanteria ha quindi per dovere di sfilare rapidamente e con tutti i m~zzi
France militaire. i'{. 5577 del 17 settembre ·1902.
L'autorevole gazzetta francese sopra notata riporta per esteso una nota· che il oenera le Pédoya comandante il ,J6° corpo d' armata ha inviato o . l 1' ·1,1 aocrosto ai capi sollo i suoi ordini, contenente varie raccomao c azioni e prescrizioni per le al lora imm inenti grandi manovre. . Crediamo far cosa gradita ai nostri lettori riproducendola integralmente, avvertendo che il ·16° corpo d'armata fo parte dell'Ispezione del generale De Negrier di cui questa nota rispecchia in parte le note idee da lui esposte nella Remie de.s deux 1lfondes. Ciò che prova che le sue parole non foron.o gettate al ven to. Ecco la nota : Il generale comandante iI 16° corpo d'annata, richiama l'attenzione dei 0rrenerali e dei ca.pi di co rpo sull' importanza tattica delle prescrizioni s-eguenti, le quali, d' altronde, nou modifk :rno in nu lla quelle dei regolamenti delle varie armi : Si dovranno evitare gli ammassamenti i quali rallentano i movimenti e impongono alle truppe una fatica inutile. Nei movimenti offensivi l'avanguardia non dovrà lasciarsi fermare da forze inferiori, talvolta pure da un velo; essa dovrà spingersi avanti e se si trova in presenza di forze superiori che non può sperare di respingere, scieglierà una buona posizione difensiva o alcuni ponti d'appoggio, vi s; istallerà solidamen te, per dare il tempo al generale comandante le truppe di prendere una decisione. Essa non deve adunque impegnarsi a fondo. se non dietro l'ordine del comandante )a colonm, ordine . che non può tardare di arrivarle, se questo uflìciale generale marci col l'avanguardia o in vicinanza. Le numerose strade éhe solcano il terreno di manovra del ·I 902 permetteranno tal volta alle divisioni, :,llorchè saranno entra te nella sfera d'azione del nemico, di marciare per colonne di brigata ; è quesJo nu vantaggio di cui esse dovranno c1pprofittare, ma le brigate dovranno sempre essere in grado di portarsi mtllunlmente .soccorso nel caso di attacco. I capi di colonna banno per dovere assolu to di assicurarsi che i loro fianchi siano protetti. Le guardie fi ancheggianti ricorderanno che esse costituiscono elementi di protezione e che in nessun caso esse hanno un còm pito offensivo. 1
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lU Vl:S'l 'A D .lsI PEIU01J.L<J!
1896
R I VI STA DE I P E RIODICI
durante la raffica, per riprendere vivamente la marcia tostochè sia passata. Durante il combattimento, nessuna truppa deve stare in riposo com· pleto, essa deve essere tenuta in una posizione di aspettativa e sempre pronta a combattere. . Il capo di qualunque truppa in posizione di aspettativa deve studiare tutte le eventualità che potrebbero prodursi, far riconoscere il più lontano possibile le strade e direzion i che queste eventualità potrebbero condurlo a faroe uso. Si eviteranno cosi, nel momento della esecuzione, indecisioni, perdite di tempo e fatiche inutili. I comanci11Uti delle riserve debbono seguire attentamente le fas i del combattimento, onde giudicare del momento opportuno per eseguire un coutrattacco, prendendo la direzione per la quale esso possa produrre il più uti le elTetto. Il capo dirigente un attacco dà le direzioni, determina chiaramente oli obietti vi di ciascuna unità, poi lascia .fare. Da quel momento il suo "' . compito consiste nell' invigilare al la convergenza degl i sforzi; senza quesu1 convergenza non si avrà alcun ris·ultat.o serio. Per ottenerla è della massim:i necessità che vi sia un legame inrimo, non solo ·fra le unità, grosse ,o piccole, ma ancora fra gli elementi d'armi differenti. A questo uopo, il capo dev'esstire informato sulle diffico ltà di. marcia che incontrino taluni elementi, per poter far accelerare o rallentare l'andatura degli altri. Bisogna perciò che i càpi siano in ogni momento tenuti al cor· rente della situazione tattict• e della posizione non solo delle loro truppe ma anche delle truppe vicine. Per questo scopo non debbono risparmiare le corse degli officiali di stato maggiore, degli aiutanti maggiori, dei cavalieri e dei bi<:icl isti. Le truppe già impegnate, vedendo soltanto la propria situazione, sono troppo soventi portate a chiedere rinforzi; i comandan ti delle riserve non debbono ottemperare a quelle domande senza uu ordine del capo dal quale dipendono. D'altronde, non converrà impegnare le riserve cbe co lla più estrenH prudenza, poiché bisogna tener conto delle sorprese che può procurare il nemico. È l'impiego del le riserve nel. momento opportuno che, di solito, assicurerà il successo. Quando una truppa di rinforzo giungerà sulla linea di combattimento, il primo dovere del suo capo è di re:;arsi pre~so il capo, della truppa in contatto, per informarsi sulla situazione tattica del momento. Nel periodo dell'attacco che precede l'assa lto, le truppe si fermeranno il meno possibi le per tirare; non si tratta, in quel momento, di metter fuor i combattimento un maggiore o minor numero di nemici ma di rag-
giungere l'avversario per cacciarlo dalla posizione. Bisogna dunque agire vigorosamente : gli attacchi scuciti e senza vigore fa lliscono sempre, il nemico avendo il tempo di far avanzare le sue riserve. L'nssalto sarà condotto con grande slancio, è la carica della fa nteria ; bisogna che tutte le truppe le quali si trovimo prossi me all 'attacco decisivo tendano a farlo riuscire o fallire, secondochè appartenga no all'attacco o alla difesa ; tutto il resto è, in quel momento, secondario. Il combattimento condurrà forzat.amente, sopratutto nei momenti difficili, :il frammischiamento delle Ullltà. Per poter continuare l'azione è dovere essenziale dei capi di ristabilire l'ordine il più presto possibi le e di ricostituire le unità. È assolutamente indispensabile che il comandante delle truppe sappia sempre ove si trova e ciò che fa la cavalleria d'esplorazione, circostanze di guerra avendo potuto forzare il comandante di quella cnvalleria a modifica re gli ordini ricevuti. Il comandante della cavalleria d'esplorazione si terrà adu~que in continua relazione èol comandante delle truppe, per mezzo dei biciclisti , se è possibile. È espressamente raccomandato alla cavalleria d'esplorazione di non cercare il combattimento. Il combattimento noo dev'essere per ess:i se non un mezzo di ·continuare l'esplorazione. Informare, ecco il suo còmpito essenziale. La cavalleria divisionale non deve credere che la sua missione sia terminata quando cominci il combattimento di fanteria; essa deve riunirsi in quel momento,. pur continuando il suo servizio di sicurezza, ed essere pronta ad approfittare d' un errore del nemico od a partecipare all a cril final e e all'inseguimento . L'artiglieria eviterà di agire in piccole frazioni; non andrà mai ad occupare nna -posizione di batieria senz:i far si rischiarare ; finalmen te aprirà il fuoco di sorpresa e simultaneamente. Infine, l'azione combinata delle tre armi è . un:i necessità del ,combattimento; è pertanto indispensabile che il capo di un' arma sia tenuto al corrente dei movimenti e della missione delle due altre. Firmato:
P.ÉDOYA,
È sicuramente superfluo richiamare' l' attenzione sull'importanza di questo documento. Le deduzioni tattiche della guerra anglo-boera in una certa misura s'impongono; poichè I' eflicacia e. gittata dei fuochi, di cni ora, grazie a quella guerra, interamente ci si rende conto, saranno in Europa di gran lunga assai maggiori di !Juello che furono nel Transwaal, per la
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HIVIS'rA DEI PERIOD101
RIVISTA DEI PERI ODICI .
euorme massa di cannoni - cui si aggi ungeranno anche le mitragl iatrici - di cui dispongono gli eserciti europei. Le recenti pubb licazion i francesi dei generali De Negrier e Kessler, . e le tedesc!,e - principalmente quelle dell'anoni mo ufficiale ch e fece la campagna coi Hoeri - Ilei heft del settembre "901 del Jlilitèir Wochenblatt - e del tenente colonn.e ilo von Lindenau, sono vivamente ed aspramente combattute, ma· frattanto buona parte delle idee espresse in quei libri furono esperimenta te nelle grandi manovre esegui te qu~st'anrio e in Francia e in Germania. La nota del generale Pédoya offre · ricca materia alla più proficua discussione dei più importanti problemi tattici d'attualità. International Revue iiber die gesammten Armeen und Flotten. ,
An nata zOa, settem bre •I 902. Su pplemento n.
,1,2
e Beiheft 3:2.
Il fascicolo çontiene, come al solito, notizie e informazioni sugli eserciti esteri; il supplemento (in francese) riporta tradotti articoli del Mili.Ldr Woch,mblatt. - Armate di mercenari e armale nazi:ona.l-i, peltenente generale von BoousLAWSKI e La protezione delle strade ferrate - uu articolo con disegni estratto dall a Marine Rundschau sullè placche di b{indaggio l(rupp all'esposizione d'i Di.isseldorf 1902, e finalmente una nota sull'acc'idente d'artiglieria a bordo del 'Vascello vnglese «Jl1ars», per J. GASTNER, ricavata dal n. •15 de lla gazzetta Stahlund .Eisen, de l ,1° agosto scorso. La nostra att.enz.iooe, però, è richiamata da l 32° Beiheft, intieramente dedicato al nostro esercito. L'esercito italiano. La rinnovazione della.Triplice al le aoia offr~ allo scri"ttore· occasione propizia di parlare delle nostre cose militari, al fine di porgere un' idea abbastanza esatt.a sull'odierno esercito ita liano. Egli osserva però che fauno difetto al suo studio i partico lari, ma ritiene cbe la sua esposizione sarà sufficiente a fornire un concetto complesso del nostro ordinamento militare. Il gua io invece sta proprio qu i, che l'articolista · non si è tenuto aHe linee generali, ha voluto entrare in parti.colari ed esporre , considerazioni; e così è caduto in un ammasso di inesattezze e di .errori. Probabilmente l'autore non conosce a fondo la lingua italiana e si è giovato di fon ti estere, .e così è av venuto che ma lgrado l'impegno
posto, e che è appariscente , nello studio del terna, e un ben accentuato sentimento di simpatia per l'Italia, non gli è certo riuscito di raggiungere lo scopo pretissosi . Egli ha voluto spiegare il nostro sistema di reclu tamento e di mobilitazione e proprio non ne ba azzeccata una di giusta , onde viene alla conclusione che gli uomini 'in congedo per la maggior parte rientrano ai loro reggimenti nel caso di guerra. Egli ri leva gli inconvenienti di vario genere derivanti dal cambio delle guaruigioni , ed osserva che le autorità competenti se ne rendono ragione, ma che tale sistema s' impoue : per sca~biare fra i corpi le stanze mig!iori e le più cattive ; per il servizio più pesante, specie nell'Italia del Sud e nella C:impagna (?), addossato ad alcun i corpi per combattere il brigantaggio (?) e che inoltre, reca danno alla loro istruzione; e infine per imped ire che i soldati non prendano troppa famil iarilà cogli abiLanti della città. Valga ancora in proposito qua nto segue : Le leggi militari app1·ovate dal Parlamento nella scorsa estate sono ricordate come fossero ancora allo sta to di progetto ; l'armamento del· l'artiglieria è all'ordine del giorno ed è solo quest·ionc di tempo e di denriro; I' !talia conta formare nel caso di guerra tre armale, i cu i comandanti giù fissati sono i due generali fratelli Pelloux e il generale l\iirri ; si parla a lungo del metodo d' istrnzione per le reclu te della scuola di Parma e fra l'altro vi è detto che esso ,. impone maggiori esigenze all'intelligenza degli ufficiali e perciò a tal uno riesce incomodo , ; nel deposno di Persano, sopra proposta dell'ispettore delle rimonte (?), fu riunito un grande numero di cavalle ecc. e quando si sarà formata una sulliciente razza, « stalloni, cavalle-madri e puledri saranno ripartiti fra gl i allevatori di cavalli per promuovere l'amore all'allevam~nto del materiale cava ll i di servizio; la rimonta lascia molto a de· siderare da molti anni (ma sewa migl iorando ogni anno!) ; negli uffìci dello stato maggiore dell'esercito (del comando del corpo?) sono impiegati 360 ufficia li; la fa nteria è armata col fucile Maulicher- Ca rcano model lo ,t 89L Le compagnie di fan:eria hanno due sottufficiali, gli squa~roni 8; l'avanzamento ha luogo a scelta, perchè per ogni grado si debbono subire esami ; nel caso di guerra si può far conto immediato sopra ci'r,xi 296 banagliooi, H ,i- squadroni e 207 batterie, ~2~2 pezzi e 60 comp~gnie di trupp~ tecniche, ecc. Ora questi studi hanno valore solo 'luando siano esatti, tanto più che i dati necessari e precisi sono tutti di pubblica r.igione, Qui invece non vi è pagina che· non contenga notizie esatte, in parte inesatte, interamente errate.
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UJUI
RIVISTA Dl1I J>EJlIODICI
Gli alpini italiani ed i Chasseurs a.lpins fr~nces~. ~ Lo_ scrittor~ intenderebbe instituire un ralfronto fra I nostri alp1n1 ed 1 francesi « truppe chiamate io una guerr:1 fra Fran~ia ed Italia a r'a~pres_ enta~e una parie straordina ri amente importante sia nella guerra d1fens1va sia in quella offensiva». . Nel fa tto e1,Ji si limita a render conto, molto bene, diffusamente e con parole di viv~ encomio, della nostra istituzione. Rileviamo un errore sto~ rico e 11eografìi;o (che ci riesce incomprensibi le).• Il trattato di pace di Villafr:nca (?), scrive l'autore tedesco, pel quale l'Italia ottenne la Lombardia, le rubò l'Alta Savoia, il Chiablese e Faucigni, e una parte dello attuale diparti mento di Nizza fino al Varo. . •.. .. Con questi scambii la Francia divenne padrona d~lla ~1agg1or parte dei cul mini delle Alpi C:ozie e Graje e così anche domrnatrice delle più importanti strade e ferrovie che dalla Lomba rdia condnco_no v~rso ovest. Da lla parte francese varie strade conducono ali~ fron 1_1e_ra italiana; da lla parte italiana invece quasi llllte le strade dmgeot1s1 verso ovest fanno capo a Torino; ~I che facilita l'invasione francese e rende difli cile la mo bi litazione ital iana dei corpi d'armata del nord (?) » . Beo a ragione, conclude infin e, Re Umberto diceva: « i difensori delle Alpi sono il nostro bai nardo più ~ic~iro ». . . . . , La Francia isti tuì i suoi Alpini a smuglianz!l degl_1 1tal1an1. L autore dà brevi e sommari cenn i intorno al loro ordinamen to e termin·a col dire e· sere assa i diffi cile oiudicare se debbasi accorda re la preferenza agli al~ italiani od ai francesi. l!> · pini Tuttavia egli si schiera da_l~a parte c1 eg_r1 italiani, perchè in generale essi hanno una corporatura pm robusta ~e1 francesi, sono più disciplinati, pel loro reclutamento hanno maggior pratica della montagna ed ha nno inoltre la superiorità numerica. . oc In O"ni modo è fuori dubbio, così egli conclud~, che ambedu~ gh avversar~ colla loro natura alpinn, pratici delln montagna, abituati alle intemperie, e combattendo per la patria e pel proprio foco lare, saranno un pericoloso avversario d'ogni invasione nemica ». Il. D. ~
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Per ta Direzione Lo n ovrco 018.0TTI Gol<mnello Il . d ., inco,.ictuo
D E MARCHI CARLO,
gerente.
IL REGOLAMENTO DISTRUZIONE 1
E DI SERVIZIO l NTERNO PER LA FANTERIA
Io !llon ,so se gli altri eserciti posseggono un. quid sim,ile del nostro Regolam,ento d'ist1·uzione e di se1·-vizio interno. Nè la hoti;/;i,a gioverebbe a.i miei fi•n i. Daippoichè o in AUJstria, in Frwno:ia,, in Geumaill.'ia quel lrbro esiste e poggia suHe stesse basi del nostro - ed io dovrei in tal caso scrivere in aUrett;am,tJe lmgue, quanti gli .e,serc.iti ed i loro costumi: o es.iste ed è diverso dal nostro - ed io dovo:ei, pBr raig~onar cli noi e per noi, p1iendermi a guida quella cert~t legge di natura, nazionale, che deve essere ragione prima di qua1siasi legge, di qu:als-iasi atto cli Gove.11110. DaJ 1866 in poi, fra le razze la.tine, e per cause compJrsse, quella leg,ge sovraina non fu sempre osse'.I.Ta.ta. nel.le riforme, .specialmente ~litari. Fu una gara alla perfezione assoluta da o~tenersi cli colpo : si volle il progresso bell'e fatto ·: si credette CJhe bastasse raccogliere i.u una legge i brani migliori de.i oapol,a,voffi clommanti aJl'estero per raggiungerli e magaJ:0i sopravainzaril.i. E ·spesso, dopo breve esperienza, turbaimenti. o ana.cronism:i essemdo·si ,mamMestati irnesorabilmeJ1Jte, si dovette dare a:na10chiiila indietro· su leggi med:ie, o tornare adidir,ittura ·allo antico. Riconoscendosi, così sempre esatta Ja risposta di Solone : « :io non driedi o,ttime leggi, m a le miglfori ·che ai. mieii tempi si potesse dare ,iJn. Atene». • . Io, dunque, nell'analizzare il no:stro Regolamento di se1·vizio intenw, lascerò in' santa pace la statistica comparata e i 1ri.g.nardi intennazionali. La mia prosa perderà di colore ma potrà seguire la d,i ritta via - ossia 1a più brove. {20 -
A NNO JtLVI(.
.1902
IL REGOLAM~N'rO D' I STRUZIONE
Verso il 1870 p r e&so d i noi l 'iistruzione d elle t ruppe er,a globrue. La Piaz21a d 'a111n,i, iPalesta:a U111i:oa·: le altre eser<Citazioni, a cc€Ssorie. Delle faco1tà inteillettive del so·lda:t.o una sol~ era rtormentos:a.mente -colòiva,ta : l,a memoria . I sei voli.u ni della « Pi-eicol a biblri.oteca deJ,l'es~11cà.to » costituivano il ,capita:le tecni co necessario ·e-sufficiente per l'ufficiale. Non e1•a penu,1ii:a fr.a n oj cli uomini chiaroveggenti e atti ahle 1,ifo111ne. Menbr,e suUe aJte regiioni deil -com.am.d o br,iUava.no u omin i di guerra d i a1to valore, nelle casea·me e nei gradi :rrrim.ori della gerar.chia fJ10i 1ù,c011diaim.o ottimi uffici.a,Li, di l arga .coltw:a acquista ta sui b anchi delle univers.ità e ricchi di esperienza, racc-olta sui campi di battagha o neille lun ghe e penose guerriglie del Mezzogiorno. Ma l a routine e alcun i pregiudiziri di . oasta parnlizzav:wno qtualsiasi inizii.atJiv,a. }Tuo1,i dei ram.ghi, :iitl qum-tiere ,si sonnecchiava. Sopra ttltl;0, ma.ncani nelle drussi dir1gan.ti la compaigiin,e inteil:1e0tua1e. La 1ifioritui"a. di hbri d'ogn i. sogg,etto e, d'ognii fo1':Inato, emersa dalle guerre tedesche del periodo conitempora.neo, fu com-e l ' aurora del r1na,s cimento della letteratur a militare, che irradiò ben presto anche i regolamenti. Nel 1869 il generale Ci.aldini, in 'l Ul dowmento ufficiale rimasto ooleibre, ,scr.uSlse p aigine stupende mtorno all'educazi,one ed all':i.&truzione delle truppe, ed al va.lo-re intrinseco delle Pia,z ze d'armi. I oamp!Ì. cli 6 e dà. 3 me&i che ebbeir' luogo· negli ar1ni su:oce.s.sivi, e le gra,ndi mam.OI\TJ:e che li seguirono, furono la scu ola d 'a:ppli cazi0111e liveil!latr1ce, nella qui d.e, pe,r urna parte g'li uffiCi,'l/li poterono rimoderrna.re. ed aiocre.scere :il l oro appam,naggi'O dii conosoonze profosso.onali; ,e per l'altra si t raociarono i confini delle Piazze d'armi e del .suo regola.mento, ,e si ,determinò • :iJl contenuto degli altri liJbri regoJal:or:i. deil comarn:d.o t ani,co 1111el suo ese11c·izio fra le truppe, .slll1la cao:-ta, con i ,g111a.clri. I n così. fatto ,ambiente, l'istruzio.tie delle truppe ed i suoi · provvedimen ti non potevano p iù tenersi ristretti, come erano. ed in forma. dogmatica nei relativi capitoli del Regolamento
E DI SERV1ZI0 INTERNO PEIL LA. l!'ANTERIA
1903
<li disciplina,. E nel .1874, a,ppnmto la P a,r te 3" del R egolaimento :del 1859 à.ndò a fomnaire um. 1ibro a -s è1 che ebbe il t itolo di Begolamento d'istruzione e cli servizio interno ~ del quale la l?a~t.e 1 • occupa.v.a,si esC'lu-sivamente dell'isLruzione di se-rvizio ,dà. caiSeirma. Nel 1885 e nel 1892 comparvero due nuove ,ecliz.ioni.
......... La Parte l" poco o nulla dice- dell'istruzione degli ufficiali : :nè può dire clippiù, ,aJ.le ese1ìcit,a.zi0ùli va.rie degh uffici.ali provvedendo sipeciali 1iegolam0nti oorrela,tiv i·. Qu alche - cosa potrebbe dire iJlltor.no a1He conferenze o letture m..ilit,a r i ; ma si l imita a farne cenno nell'elenco generale. Le 1sl1uzfonii che dovono impart irsi. alla massa deJ,La truppa (N. 25) sono 11 - escJu\Se quelle c'La speciiaJi.sti. Alle 11 con.viene aggiunger.e : le coinfea."0l1ze morali : il Coclice Penale; il .Regolamento cli. disciplina ed allegabi ; .le cornferenze a,gra.rie : le Istruzio~i pratiche suUe o,rtigl'ierie d'assedio dove ce n 'è ; .le e,sercii.tazioni p1,eparatorie aJL~ manovre di can1pa,gma (circobre min isteriale 27 mtirzo 1900 n . 1821 lettera. e) . Ed ,ometto dii. ,con....c:idera.re Ia, sto1,i,a d.el reggimento·, i n ormi dei supmfori, i segnali di tromba, le cornpeteu1ze. Per l a maggior pante- cli codesti caipi:toli dell' en cido,pedia mi.li.tare es.isLono regolamenti a,ppositi. A. quello d'istru.<!ione in ,gmere spettcr0bbe ,adunque,. di del;erm.inare, il dosamento anmuale: determinare cioè, per quei caipito1i il coeffi.icient.e ,d 'irnportao.iz,a e hi progroosione nel p1'Ìmo e n.ei s,u,c,ces.sivi anni eh ferma - progreas.i.one ne;cessa.r i a per evitare sovrapposizioni, fra;mm1e0hiamenti, ripetizioni e omissioni. A.lcuni esempi: rr coefficiente ·d 'importam:a delJe e,~oluzionj rego1am.1ein ta1,i in ]?,iiazz,a, cl'armri dovrebbe e,sisere alto, oggi più che mai.. Il m!l1nov1·iitr belJJ.8 in o<ticline· chiuso dà a.gli oc.ohi ed aHa mente, anohe deti. po:ofani, quewl':impressione forte e sa.lut,are di mas,s a e di compattezza - ,c.he è l a ris ultante di tre forze - salda 'disciplina : persevera.nza : buoni quadri. E per l a, ·guerra, i t.att i,ci più sc.,a,poigli•a.~i vorramno c.o,rJr.~entfre che mai come oggi, e 1
1904
IL lU!:GOJ, AMEN'.CO D ' I S'l'RUZI ONE
E DI SKRVIZIO INTERNO PER LA FAN'l'ERIA
p er ihJomani, è ne;cessa,rio m anovra,rc, celeri e compatti e per luncYhe ore su. quelle oer te dist.ese di diecine di cJ.tiJometri quao drati, ta1nto clm'ICLeggi a,te 'd al sol e, che si ohi1amano campi cli battaglia. Or beine, : questo coc:ffici:ento delle evoluzi oni _in ordine chiwso non lo isi trova nel hbro: lo si trova bensì nel
base a.gli assegni. E ssi dovrebbero - e lo si fa in gener e ~ .deternunare non solta1I1to il corso d 'is i,r uzioiJle a i,e,rwjni del N . 24, ma, aJtrosì, le e1_Poche, le modalità e lo ,stesso q11an.titaitivo c~i. truppe da mam.d a(rsi an,nual,me:nte ci tiri coHeUivi .od aHe ma.n ov.l·e di. oa.mpag~rn. E dopo ciò, che cosa d m m1e vera,inente utile della. P arte 1.. .del nosl;ro Libro? Un elenco, non completo. Il N .. 33 deve sopprimersi. Il N. 28 - ne p::1rlammo già :_ ,p otrcbb~ formare ,oggetto di 1111a ch·col are d i. massima. Il N . 31 è materia cli special-e Rego.larnento che esiste. Il .N. 82 può esser ripartito; come tanti altri lo sono, fra i regolamenti . varii d'istrnzioni teo1·ico-pratiche. Il N. 28 fa parte integrante del R,egolarnento sull'avanzamento. Il N . 24 e, il N . 26 sono Begolam.ento .di serviz'io territ01'iale. Il N. 27 non è m ateria da regolamento.
R,egolamento di esercizii. Il N. 25 del Regolamento di ser'Vizio ·~ntemo r e.gie tr a l a. ginffraet,i,c a - ma nOln n e defo11isce il s·ig nicf:ìcaLo rmode11no. Qualche cosa è ,stata aggiunta con l'Atto 44 del 1900 - il q1ta.le non Ò· che il •ria;ssunto dell'apposito R ego1amBnio. . A.Ua .sil;essa istrnzioa1.e delle redu te il nostro libro no11 dediio a cJ:J.e poche r ighe. Nè potÌ'eibbbe essere di.versameillt.e, sia perchè queli'isiTtL~io1n0 è nvwlxwoile neU'iniz,io, n e11a. durata, e lo fu. sempre anche n ei metodi : sia {Pe11chè tutti i r egolamenti di jstruzione, dedican o speciali capitoli alle reclu te. Quf•.sLe l'acunc, ed altre ,coa.igencri, non. 15000 omi1ssio1n,i: som. if~. forza deille cose. Daroa l'enorme dispari tà di clima, di rcon:fìg1n azione, cl.i ,col tru:a agnlil.fa, di. dislooa,zi01t1e deHe trnppe nm è possibile, sri.monetr:ia di pmcecLimenli : pon è po&sihile deberminare in 'LUl regolamento un .ico un programma sintetico . delle istr.uzioni buono per tut!,i. V'infiuilsice, altresì, l'epooo d€i1Ja chiama.ta, ao.111u,ale della 1da.sse, di l ev,a. In ak,o oe regi.on.i ed ill1 aJcu[lle annra.te, l a s cuo}a di tiro pou.rà e1S$0re eseg uita 11el tempo o 0011 b dm.·ata clesi'Clembili, nei dintom1i delle guar:nigi0i11i, ,p aPal'lela.ment.e a lle aJ.tre esel'loiha,ziioni. In altre colllverrà, fatalmente, ahlon!:.ruturtsi pe1,iodi'ca,mrute da11'e ·guarnigioni non a;p pena, l':.iJSt<mzion e delle reolute sarà compiuta per svilu1ppa;re, tutte di 15eiguito, le 0s1:nicit;azion.ò. ,cli tiro ànnua1li. In a.l,eune r egion i ed in ,a lcune armate l e ese;rcitazioni prepar atorie ·aJle mamiovre 'di. ,cam:upagna (cù1colarn suddetta.) potralino compierni nelle g u arnigioni o nei. dintorni, e la durata dei tiri coJ1ettivri. ohe rpotl.'ebbe esser ridotta, sa,rà breve. Al trovè la per:mainenz.a. ,délQe truppe ai tiri coHettivi dovr à, e · C<Xll sposa 1ncm lieve, protra.r1Sii. di qua,nl;o oocorre per cO'O'.l.piere queNe esercifo,z ioni. E ai tiri collettivi le trwppe si r echeranno qlti por reggimenti, là per brigate. Giucli1oi IJJ'ati.irn11i ·d ei prooodim an.~i d'ist.rnziorne :oeille grandi linee possono e devono essere i comam.d ani i territor;i.aJi - in 1
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Il L ibro 2°, Servi,r,io interno -- è., in genere, buono ed è, ,evidentemente, necessario - se non ohe diJeci arn1i· di espe.rien z,a. possano a.vor suiggc,rito qual.che ritooco . Il Regolamento cli servizio interno si eleva s opra. tutti i suo,i co111temiporar110i por lo spirito sc,lti.ettmnen te liberale o democr,at.i(co, che l o aniJI1.a. Ba,sit.i , p er conv,im1c0rsene, paTagonarlo a l Regolamento d' anim,inistraziorie, imr ~empio. Il r i•'>petto e la ~utola. delle pe;t~son.e fo sp int o fio.1 dove p oteva/Ilo coOC1.sent.hlìl.o, le o:1ecessità, inelutt,abili d,ello istar,o m ili1;are. n:fa, per ra:ggiungeire, codesto ideale .si dovè, necessaria.monte, restringere 1a s.fera. d'azione del colonn eJ,lo, e largheggia.re in con:ee.ssnooi ·che, qua e là, non sembrano aiJtuabili. Con.<ieguenza logica del N. 9, a.lin ea 2°, è il N . 21 il quale tlice, f:ra a.ltro, ,c h,e, i coma.nda.11.ti di compagnia debbono es,sere abit.uati a vaile1isi dell'oiPer,a. deri. sottuffiòali in sosti tuz ione coogli ufficiali. Un u omo cli buon.a votlontà sulle pagine stesse di qu es.t a Ri?ìista (Anno 1900, dispensa VII) dimostrò me.- · ·diante a lcuni dati statist.i.ci, ·che i r eggi.menti idi faùlteria, pu'l.· ri10<>amoote d ota.ti dii. sottufficiali, non. lo sono cli sergenti di goveQno. Il furiere non ha fuciile e moin è ahba~ta,n za di,s,po1
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E DI SERVIZIO INTERNO PER LA J;'AN'l'ERlA _
IL REGOLAMl<~N'l'O D' 1STRUZIONE
n.iibile in ak,1mi giorni del me.se per le iskuzioni. Qui l a sproporzione dei mezzi oom. il fune a,p pare tanto maggiore ove si cons:idori la prezio,s,a, diohiarazione _Gontenuta nel N . 7 e nel N. 20, aliùlea 1° del Re,golamelllto mec).esim.o. Il prome1,ter ,l ungo non p are buona regola ,cli gove(rno. Altra conseguenza, logica del N. 9 è il N . 46 (corrispondente a.I N. 45 del Regolamento di servizio interno per la cavalleria), per ,quail'lto riguaJ:da il servizio piochet,to. Un comoodiam:te di reggimento, ;per $peci aJri ne;cei&qità. di sc,rvizio o dri. :cura d',a;nime potrebbe essere obbli.gato a comandaire, tra.nsilo11iai111:e1nte, m1 uffici,a;le di piochetto :fi.sso in ,caserme ove 00110 aJlogi>a.tei meno d i 4 ,coocnp.agnie. Ciò, 1 secondo . il Regolamenit-0, n on deve cli niassimct avv1enire. Quali ,rotrebbero essere le conseguenze rhs'Cip1ill1ari detl'iXJJtor1pr etazione forzaLa dì queil;le due p arole? Amirnes&a l a neces,sità, che pare in:disculibile, di un uffio.iaJe di p i ochetto nelle cwserme, ove mccogliiesi 1m .certo numero di unità., si lasci iniziat iva .al ,colonneUo che ne ha diritto ,come gli a,ltri - di regola.r e quel ,s ervjzio. Il sic 'volo sic jubeo mm è pi t\ che un 1ii0011do di cose e di t empi tiis.ti . E tutti sj;aano ,s incera.mente conv~int,i che .le funziorrli militari nan 1sono a dis.po,gizione cli chi è ohiaroato ail ese11ciiJarle. E così pure s.i lasci al colonnello la facoltà di dete,raÙ11a,re, illon soltanto nel numero e n1el1la, composizri.one,, ma :suJHa stoos,a opportunità, di esilstanza, i ,drappelli di fatica (pane, 'leg111;a, casermaggio, guardia scuderie, ecc.). Ne deriverebbe, fra a1tro, e,conom.ia di pe11:san,ale nei &ervizi,i mamua.li ft vantaggio delle istruzioni. •:,~·-:·,
Una delle prn importanti riforme ·contenute ncl Regolamento del 1892 è la creazione del comandao:1:te di casérma, ufficiale superiore, iÌill luogo deJ tra.clizionaJe capitam.o d'ispezione. Il vecchio aforisma « la spesa fatta e éol trombetitiere dì gua11d:ia, il reg,gimernto va» è oggi po:co meno che un tratto di
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1Spfrito. Lo furrizimi g10mal1tere, e ro.eU'unità di tempo, della vita di lm r eggimento sono oggi assai comphcate. E da questo puinto di v.i sta il comaindcinte di caserma rivestito dalle fu.nziO'Jli in'd icale al N. 45 fu ll!na vm,a, provvidenza peir i~ servi.zio e J)er il colon.nello. Ma, in prntica? Il Regolamento (N. 49) suppone :i;l ca1so che riJ reiggirme111to si,a tutto r iuni,to in 1 ll!t1a c.aserma,. Mi ,s i concederà, cbe questo oa,so non è il più frequente fra, noi - almeno ,per quanto rigua,rda l a fanteria d i hnea., i be,rs,agJieri, gli iLlpini - e che e1Sso è il meno :frequente a diri ltura., pe:r le trnppe dislocate nelle province meriidio1t1ali. :E allora dov'è i'l ,rirnni,aggio? ,S i a,vrwnno 2, 3, 4 co- . man,clanti di caserma, cli grado diver,so, che non han fra loro n,prporti gernr.chici nella loro spec.iale funzione: ossia .si sarebbero ap;pesao:1bte, coH'a11Lmenta,rle r,roppo, le arti,co,l-azion.i. ·Ma., :fermiamoci pure a.l caso più favorevole: caserma 1mica - reggimento un.uto al deposi to - comandante di caserma il tenente colonnello rel.atore del Consiglio. Si può pretendere, urnanamonte, cb codesto fuinzional'ÌO, che co.n eguale irn·t€lltsità si dedichi, ,a tut.te l'ore, o per tutto l'anno, alle svariattc rn:ain,sion;i fisse ,de;l,lia sutt caa:icft'a:m.mirnustra.ti'v_a e a queillle, i•n ,pair(e doterrn:i•n ate e in pa.i"te, irn1pl'<wedibili, dii coma,ndante · ,d,i oa;sen:na? Che se poi i l <:ùm aintlante di c,asorma e il reihitore del ,Ccms igli<i> son due peliSO!l'le cl~stinte, i pole:ni del primo, in qU'a;nto tooc,ano la :finatm:a, sono pJat-0illici - il minuto ma:ntem!ll€rrito per .esempio. Al rairncio prnvve.ae apposita Oommis- · sione, il cui presiden te non può a meno di riconoscere per suo ispiTa:toa:e il ,coilo:nneHo. La clisc,i1p lina o l'i'strnzione son affare del comandante, di ba.ttaglione. Che costt rimane a1 e-0:mandan1:te di caserma? La vigilanza sull'ufficiale di picchetto, e sull'esecuzione dell'orario - vigilanza che r ichiede l a. presenza frequente, se non continua, in quartie.re,, d i ·,gior.110, cli sera., ,cli notte. Siamo giusiti : è ,p reiender troppo da un uffi.ciaJe sU1periore che ha, altresì, comando di battaglione. In alcuni 0asi, a.dunque, l a caTica di comandante di caserma sarà pur ame:nte on oraria, in altri quel funzionario potrà essere quel che ,suol dir.si un gerente responsabile. Un ritorno •a,l capitano d ' ispezione - .)Jer turno - parrebbe, ,adumque, oppo1'ibu1no. H numero di o~pitani cli oUli oggi ,i 1
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IL REGOLil(ENTO D' ISTROZIONE
reggim01t1LIÌ. di fam,ie,r ia dispor~gono ooil.1sent.e di non a,ggnavaòi troppo ool nuovo faticoso .servizio. Il 1oa1pitaa:1.0 d'i,s pezione .potrebbe, per un hreye 1:)criodo di tempo - u rua sebtima,na - dediica,l.lsi, an che oggi, intensamente aJl'uffic;io di trait d'tinion fra jl ,c-0,l on01ell.o e l'orario, inteso, questo, nel ,s uo significato più comprensivo. E nelle contingenze irrqmwisite, tanto f:eequent'i ,egli potrebbe -trasmettere prontamente ed -efficacemente gli ordini del colonnalfo -· speci a.lmente ,se ,si ,credes&e op,portuno, che nel corso ctalla g;io·r nat,a almeno tma delle istruzioni e clelle operazioni i.on teme - · il p agamento del soldo p. e. - si eseguissero a un'or a. e,guaJo rper tuti.li e .a.Ua presenza di un ufficiatle. E gli potrebbe, icon g\li uifici.iali subaltem:i. di. servizio aooorn.ipag:Diare i g rossi r eipar~i del reggimento ohe v anno in piazza d'armi o ad altre eseroibaziom.i esterne. Il capi.bano d'iispezione fwnzionere1b be, per forza di lo0ge, anche, a i. campi, ai t iri collettivi, d1nau1te le marce; oircootanz.e, quesLc, n elle qua,Ll l'.attu.aJe comandante, di caserma spari1sce. Esso, i nfine - e qui 1n.o,n mi preoeicu.po che di una qu is1tion1e cli forma - riceverebbe, al mattino, sulù.a porta del qu,a;l.'t;iore il cofo111nello, ohe corro rischio, og,gi , dii esser 1foevuto dal caporale d i gu.ardria
o da nes.sruno.
Ciò premesso - su1l Libro 2° - e co11:side1·aru:lo: ,oho i N . 34, 50, 76 a.li.n100. 1° si potrebbero soppr.in1er,e pe11ohè superflui ; i l N. 49 per le mgio11i esposte ; i N. 77, 78, 93, 94 e i N. fra il 106 e il 112 p e1iohè mateiiia o ritagli del regolamento di servizio torritoòale, cli disci:pl.im,a, .di servizio iill gu01'1'a o di · !Servizio in mar cia ; dando maggior caratter-e di s olen11ità, ,come si usa in tutti gh ree.miti di Em-opa, al distaoco de.Ha guar:dia, il Libro 2° può rimane([' qual'è. Ma le poche pagme restanti - e .che sii potrebbero utilmen te conde111Sare dippiù -dovrebbero proprio oostitui.a:e un l ib~:o a sè ? Per afiirnità di mate.ria a me pare .ohe, po1lr e.bbero ~sise,r e - a mag,gior .r.agio:ne p . e. che non quello ;suU.a ,cornceissio1ne de.gli attenJde11.1ti un rulleg,aùo del Regolamento di disciplina.
E DI SERVl:610 INTERNO PER LA ll'AN'l'ERIA
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~ ella con;a. cli dev0asta.z iono attraverso a,l H,egolamento di istnizione e d·i servizio interno, noi abbiarn.o fin qui ri6parmì,t1to ~l ca.pitolo « I:ux:Liriizzo .giene-ralo » . .l.!;s,so, infat.ti, contieitle iil !l,)Olli5ÌOI'O Ùl~i.u:no clci:l'a.utore. J.!j a bl.Ji c.1,mo profer,i(,o di r i,sea:varlo ,per 1.a :fune. Quella d.el 1892 n.o.n fu uJJ.1a n uo\r.a edizion<> ri ve<luLa o corretta, : fu una tra-s fonnazione ab imis. Poic.hè, menLro .i regolame;nti del 1874 e del 1885 ebbero car,at tere r egolamenGare nel ,sco.1so r i.strntto do1la parol a., ,qil.d lo d el 1892 fu legge or.ganiioa cli primo ordine : come si vade nei primi 22 nu:rncri. Cotesta mebamo1;fosi m~a, ,a:n.ziiutto, n.ecoosa.r,i,a? I pm:itii oardilJlaJ,.i del Regolciuiento del servizio interno sono : l" U n 'aiccurnta edll!c.azio'.lle momle delle truppe mediante l'esempio, la. parola, frequente, la ou,ra indefessa del benosse.re del solda.to è 1principjo sommo ,eh govomo; 2° L'ini½i1at.iva 11ei gi,aicti minori, ,i llumin,at,a da thlla lar ga co1tu.m deve esse.re assidua.mente sviJ.upp.aLa e scrupol osamente rispettata .cl.ari. &upcri.ori ; 3° Il principio del comando deve essere temperato dal r.ispetito ge.l oso rlelle, .p rerogative dei g r adi m inor.i. Ogn,i. infoazione a qu<;}sta massima è violazione della disci,plina dall'alto in bas.so. Or bene. : il Regolamento di disciplina ai §§ 33 e 234 Loooa delJl•a nee1~ssiLà di rn™.1, liwga ,ooltlu·a negli ufficiali. Al § 4 1 l'aiocomaind.a esphci,tamente l a sollccitudillle paterna dei &"Llpe1,iori verso i] so]dato. Ai §§ 9G, 208, 231, 267 dà uJ superio.re H dover.c di non in Viadere l e attr:ibuziorii doi gradi mitnori e <li utilizzarne, sviluppandole, le aittitudini. E se ·dal Regolamento di disciplina d.ol 1872 1si risale a quel.io del 1859, che cos,a di più elevia-to, di più moderno, cli più prooiso poteva ma.i des,idera.11Sri. del N. 268 jn materta di iniziativa e èLi liberl;à d'.azi011ie, e del N. 23 in materia cli norme di tr.atto ver.so gli ìme1iiori ? . Il Regolamento cli dis civlina, è oosì chiamato pe,r la forna dii tradi½iono di alclme parole. Nel fatto, esso è un Codice, erl
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IL REGOLAMENTO D' ISTRUZlONE
è iJ Oodice, maissimo de,l.J..a morale mi,l ii;aa:e. Esso è il sofo cus,tode autoil.1izzato dei poteri che· le leggi d'oTdinametnto assegU'JJa,no f~i va.rii gria.cti <l~Jl.a, gera-0:ohia; .e oontiene, magfatr-aJmerute forrrn:ul1at:i, ~ principi,i forudamentali di governo del personale, educa,zione e istruz:io.nle _,comprese. Poitevasi, ad u111 00:rto 1mnto, dubitare che l'appliioa,zi.one di quei pri.umip,ii fossequa e là merw ,che perfetta, per deviirnioni pro.dotte da mal vole,ne di pochi, .d a tSJCiarsa capaait à di podussimi, da eccesso di zelo Idi a1ltri. Ma, peirchè tutti arvessero a rie:ntr aJ.· neill'ovile, non ei1a nwcessaria una nuova legge. Un commernto baistava. E la magnifica circola.re Ri.ootti - 1° aprile 1872 - « Li·bertà d'a,zione, inizia.tiv-a dei •coma,m:la:nti di corpo, cli ba,ttaglioni.3, di •compagn.i,a » ne aveva d•a to l'esempio sul Giornale Militare. N,esstLIJ'l. maile c.he il .Regolamento di ser,vizio interno del 1892 volesse rerncl!ere più sole:rnne, la sua operf~ di r isanrune111to ·col l'ipete:re in epigrafe i prirncipii fonid!amen tali che eratno in vigore presso cli noi da olJf;re 40 arrmi. Ma, daJ. comple.sso organi,co ed arnnomco cli ip.rincipi:i che iJ. B,egolcrniento di disciplina aveva formul1atà o.nirando aicl un tempo a.i diritti deùl'uomo ,ed aJle necessità del-1' esercito, il Regolamento cli servizio interno alcuni ne st:raJ.ciò, da.udo ad esso, per i ,suoi fini p1.n· lodeivoìli, iutk~l'eisterrnsri.one unilaterale e la port,ata che gli occonevano per poter vivere di v,i ia prop1·ia. E-ra inevita,b:ile un for~amemfo e0oessivo, s,e, n on una conitiraff azione, di quei principii con darrmo, possibile, deJla stessa economia domestica. Il nuovo fobro volle mir.a.r e aUo svi,luppo delle coscienze o detHe ratt<l.t'Uklini i11lcliv:idu.aili. :Em però nec.e<ssario ohe provvooeisse con eguaile. .imltensità aJ.la cosoienza ed aH'attitudine coìl'1e-Uiva nai reggimenti - del:La quale. ii res,po.1.11sabile fu, è . e sarà oompre un ·so.lo - il ,colonnello. Il § 205 dei Regolamento di disciplina ha oara,ttetre sta,t utario. Il caso limite del non interv8nto del coilormeiHo, salvo oasi 1p11evisti., neiHe istruzioni <leHa truppa (art&colo 2° rul:inea 2°, airLfoolo 3° a.linea 2°)., può essere un aUo ili ;protesta, espresso o mal dissimulato dei suoi d:ipendcroti. La dkhiar.azi:one eepl1ioifa, co~l'tenuta, nel N. 6, che, l'azione del coJ.onnellùo non dove esernita.rsi dirntt,alJilete suMe oompa-
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gnie, oltre all'essere Ì.1!11a ripefo,.ione ripetuLa dal lo steStso eoincetto, non tiEI.Oe fo11se il debito conto de.Ila brevità delle forme. Oggii !11()11 s.i ha il tompo cli ripetere, le istru:,,,ioni tainto quauto occor.:rc,, come vorrebbe il N. 19, il qua.l e conti0ltle un'evi<l<.>nte confa-~ièl,dizione, fra il l O e jJ 2° a1linea. Nella, sua logica rigorosa 11 Regolamento trae clal N. 6 la oonseguenztt del :N. 101 a.linea 3°. Or bene, qua,le influenza polrebbe eseroita,re cotesto ail!im:ea su.il funzjonauncm.to <lolla vita quoticliain,a de'.l 1\~0·0-iot:i manie, •eo:nsumo d i kig1rna. coinpre1So ? Vero è bene che (lUel N. :101, come Lam i a.Itri congeneri. - e stà in ciò il difetto caratteri-stico del . Libro - è leiUera, morta.. Senza akun -d.ubb:io nes:i11:rn. comandante di ,reggimento può um.a,namc.nte paiSBaìL'Si delila. coHabora.zione dci suo.i ufficiaili su1pe.riori, anche, e s1JeciaJmen-te, nell'isLntire la sua truppa. Ma la fiducia,mon s'im:pone. D'altra pa,de la catena di cote6te deflogazioni .è troppo lunga. Il ,capitano (N. 25) dove lascia.r e agli uffimaJi cd ai graduaiti couvenienio libertà d'a,zione nello svolgere le, istruzioni ad essi Mfì.clate. Qui l 'ecrosso di fine pa.11mi evidente. Chi .iistrni,sco, eh.i ne r rspontle, cli gr.az,i.a? Le maggiorità di batt.agdiorre, ohe in origine ca11rSistevruno ,in 1.m regi,s(,ro ed un ru.oJ.i,no ed ogg.i son clive<n,ta,te un bureau, a,vev.atno allontar1c1,to abbaistanza .il ,colonrnello dai suoi ,c apitani pe1'.chè il 1~1ovo R egolamento gli ordinasse di non intervenire presso le compagnie ohe fo ca:si ecce--6iorna1li e ad epoche fisse. · Eppurn il .colonnello deve, pera,ltro, conosce,re e gi.ud:iica,r e anche i suoi ufficiuli inferiori. Dal con-te.sto cli tutta la parte :prescr:ittiv-a. dell'indirizzo gene11a,l e, una sola concJu1S1icme •emerge n etta e spàcoata : il Regoiamento ai ser'Vizio interno ò fatto per tTLtte lo perfezioni uanane : perseve.ra,n za, compresa. .r, .,..,.
-Volentieri sorvolo sul:la vex<,ta quaestio delùa. i1uzi.ativa (N. 3) e mi fermo a co11JSidera.re, più sipoci.almente i,l N, 3: « tL'llO scoipo si può 1~agig:·itmgero in parecchi modi». A. coo'lfe1•ma1 il N. 49 ,d ell'Istruzione per le ese1·citazioni cli coniba,ttimento, quale fu modifi caito dall'Atto 87 del 1895,
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1913
IL REGOLAMENTO O'lS'l'.RUZIO~E
dice: « poi,chè uno stesso còmpi f,o si può eseguir.e t11guaJ.inen,Le bene in modi assai differenti, quello prescelto daU'infe1·iorc, purchè sja razionale, mon dc\·e e.%ero ceiIBurato da ohi fa la cri,ti,ca ·qua1nd'a11Jc he 0.10n sia conformo al modo che si sa,rc,l.Jbc preforito » . E' lo spunt-0 melodico del libero ~aine. Cote$ta tliohiaraziono non aggiunge, foi:se, consi1si e111za e credito a.Ila c.rilic.:l slorica; a queilfa. specialmen,Le che isi affanna a,ttorno alle scoimtic. Ma nei r ig ua.r di della tattica del tempo di. pa,ce può andare. Quoll.-t d;i,chitwazione, infatti, ò ·colta nel rosaio delle grandi frasi. Oltre di che - per la sle.5sa intona~ionc pietosa - può ne ll e 01,i,t.i cho essere il proemio idi UJ11a sent~tz.1 anche capi~ale. In ogni caso lascia il tempo ,che trova. ..\fa queJl::i, s tel:;sa did1iarazione è, proprio, in ch iiave !l'H-,1 Regolamento di serr-izio interno, ohe J1a così strette attincn7.o con la disciplina intima e quotidiana delle, 1ntppe,? Si ali.e,nui, si 1una,nizz i fin che ,si vogti a iJ !tego/.amento di discipiina militare, l'abrogazione completa del credo quia absu,r dum non sar ù, ma.i nè poss ibi1lc, nò sa.lu.Ln1.·e. Un.'educ.aziono degli uffi ciali e della truppa, che fosse reaJmcnte concordata fra regola,1 1wnti. vari i, sul concetto del /a.scia.r fare potrebbe, ncl g io1'1.,.ù dol g iudiz io inappe.Ua,bile,· (;\<:,.:;ere fra le p iccole ca-11Sc dei. grandi errori. L'aforisma di cui tratta.si ed altri congeneri non tlovroùbero uscire dai tn1itta1,i. ),r,a caso mai ,si. volesse proprio i ncastrarli in regolamenti, miglior partito sarebbe raccogli,e1,li in un regol amento scritto per uso esclusivo delht1ttorità. E così pure ai trattati converrebbe affidare l a discussione <3 rnuga11i lo sl;esso e n:un1ci,ato dei N . 7 o 22. con;,nm,,,) dei ~ . 'i è ormai ne,l rango delle Yerità assiomatiche, clic Ì"tll\)11<1 e so110 fr11, gli 01u1.nnn€lll.tii p refrr ìti <loll e op01:e, magg10ri dc,1l a letforat,u11a militare contcmpora.nea. E il :::{. 22 che aocenn.a a,l lii>to animo è a,ppunf.o ml.a fra le più bell e e l e meglio .ispirnt<' concc¼ioni che noi nmirniriamo nei Salmi di David.
boa·L t, paiss~01o·irundo un ~giò1,110 . con un, suo < oo Il am~co gi·nc,. tempo e SL fermo. tempo, co:'1 e 1,1 r·a , · . m"'·10 la noi o, 1.HL rn una ·= · fa·lce, e n c1l',altra . 1 oro . 1og10.. n l ' 1-.~ c1· all'an1ico . « io credo che noi a,bbiamo distrur,to ~au 1sse , · 11' . molio cose acloperainilo Ja falce n:a non gtun-a~n\lo a .. o:.~"-1f' •
1, 1rai
..· ·ae l'imma(Yine del ,rin,), v1 o
l ogio » . Se s·i g1.w.rc~a ailla fo.l,ce, s1 dovrebbe n.vero il co:a~1~ di sopp;:rimcre alcune travi maost~·e del Regol àtnent? di .dis~i . ··s0 Sl. guai·d"1<0 all'or·oloo·io s.1 dovrebbero, .a . m10 creclme, piina. b · . . . , abroaare molte parti del Regolamento di istruzion~ e di sei vizi.oc interno. 11n,nco a dirlo, io sono per l'orologio. TEODORO DE CU)IlS .
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)
L'AR'l'I GLIJtlHA DA CAMPAGNA, ECC.
1914
,gnanza veniva piu,titosfo da' gmdi info1fori delLa gerarchi:a , i qu,aJl.i 110111 avevarno compresa la felice ispii1azione c.he verriv,a d,a.11',aJ.to (1) . Oggi, a quas,i v'e'niti ann i cli cliJstainza, il tenente Segre ci ripete, sotto altra. forma e ri.ferendosi speciahnenle aJJ.' aJ.·!igilieria, q LLOlilo che, :iil Perrnt0d1eitt,i di,cev.a aJ.•lora por tuU,e le armi. Anzi, i! tenente Segre si ~c,pi·n ge più a,vwnti, a,c.cermrundo qtt~vsi. ad l'una i10!S'Llffrci0nza de' nostri reo·olameJ.1.ti . . o tatt1c.t e muovendo il dubbio che, in faLto d'irnlJ.)ie,go d 'arti,glie1,.iJa, la nos,tm cl0:tt.i:ina tattùioa, uffici,a le .s ia, in difotLo. Dal coTUrO!llfo delle nostro re.gola.menta.r i nonme d'impiego con lo scritto del. t.on~m1te Segre, v,edrellllo fino a qual pwn,t,o s.iano fondati quell'appun to e ,quel dubbio; .ffia iniai~to facciamo nota.re -001 P errwcche,Lti che, se effe~tiva.mente la nostra cloUrina ta,tt.ioa uffocia,lo ,oi por.ta1S1se a segTuire, cieca.mento norme d'impiego cho aJtri eserciti haillll10 d.oooUo in base a con.dizioni topogm±ì.che mol1to diverse dalle nostre, « a.rJ.·i.schwremrno di « trovaroi, al momento del bisogno, non sole _poco a.bili a « manovnirc 110111a ma.ggior parte de' nos,tri tenemi, mia que.l « che è peggio, non t.rovcremo mai terreno ad-atto per appli·« ,care . ciò che avrnm1:no imparato» . E noi vogliamo S:J:ìera.re che l a giuistissima osse1,v.a.z,ione. fa.i,ta daJ. genermle Perru.coheitti verutri. aooi fa non s~a anà:ata perduta; runzi, nutri armo fì:ducia che :iin que.sLi venti am1i:i la nostr:a dottrina. taUioa ufficiale non s,ùa rima\Slba ta1mente indiet-ro da e.spore.i ai gra,vi perr,ùc-Oili cui il P eri"U,cchet.ti aocernnaY.a. Oiò premesso o prima di procc.dcre all'es;ame che cJ. sia.mo pro.post.o di fare, cre.chMrlo necessario di s,tabilire net.tamienle le condizioni del te1U1e110 netl q tiaJ.e c.recLi,amo che il tonante Segie impponga svolgersi il com,bai,timonto della sua, brigata m:ista. Evidewliemeinte, s0 sri fta ast1.1a.zione de] regno vegetale, i terreni piiaini si possano cla..ssificare, 1ispetto aJle operazioni mili.tari, jn tre categonie : a.) terreni nei quaJ.i le tre amni possano mam.ovra,re anche ft1:0ri delle stmde; 1
L'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA NELLE PIANURE F ORT E MENTE COPERTE
Rece1rnte.rne:ru~ m1 egregi.o co1loga., il tenente Segi:e, pubblica.wt un pregevole st,udio su:l com.ba.ttimento ,d i 1ma b1~iga.ta rnistJa (1) , ,con ì',e,vii.dente i,ntenzione di potert'l ·s ta,biilire ~uove regole o no1rme d'impiego, deil1J:a,rtig:Liffi1.a da campo nelle pianure fo11l,'?mente coper~. · Sebbene questo ·argorn.ento fosse stato g ià ampiaJ:nente traclato c1al sig.11or maggiore Guarducci nella Rivista d'cirtigl,ieria (2) , pure, le non poche cliis,c,uSBioni cui ha dato occa,s,ione la comparsa del cim1'1one a tiro ra,pido nell'armamen to de.J.la, arti,glieriia. c,ampal() conferisce, allo studio del tenente Segre, 0a1 a,ttere di attua,l i,tà. E l,a conside11a,.z icxne che in It:a,Lia i tierrnni m1it!i e scopeirti costitiuiscono ima iia,ra, eccezioùe dà allo sludio deil predet.to uffkiale uma :i:mport.anza che 1wn p uò , sifug~iro ,al1a ri:fioosi.on,e di coloro che si oc01.1pano del'l'.impiego de:He V\a,ò e armi n0l combattimento. Abbia.mo quindi c1:eduto utile di esaminare lo studio del tenente Segre e di~cu.tere taluna delle proposte che egli ha fatto e delle i.c{ee che vi ha manifesta.te. 1
Il g'ffi'Lem,1e P.errucc.hebti, nel 188,. 1:, quaill.d'e,ra, se no.n an d iamo erna!ti, colonneJilo di stato maggiore, notava e 1ameni.avà h ripuigu1ttw1Za a mat11ov1,a,re nei ten:en.i oscuri ed ins,idi01si , deHa nostra pia.,n,u ra; ma egli aVV'ffi'Ui\r.a che ta,l e r i,pu(Il Note Sitll' impie9u del/' ,,rti(llieria nelle pi•m-ure. (,wtr.m.ente coJJe1·te. - 1/ivista <l',1,·tigliei·i c, e Genio, l!ingno i90i. (2) Impi ego d ell'arli9lie1·ÌIJ. nei te1·r e11i pia.ni , (rasl(iglia;i e cop erti - Rivi $la d'A r li!Jliei-i a e genio, vo l l 11, .inno i 896.
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1915
(!) P1rnnucc11ETr1. -
u,. difesa dello Sta to.
1916
b) t0n-ein:i nei qua1i foo:ri de,U,e, strade non possono manov1,are ,c.h0 le sole ao:mi a piedi; · e) t,e:n:eni ohe, solo di tratto in trc'1Jfo, permet,tono fuori dalle stra.de l,a ma.nowa delile sole amni a p~edi. 'l'ene1n;do po,i co11;to del r.e,g110 v_cgetwle, a, ogn,una di queste tre categor.ie si può associare, un soprasuolo più o meno coperto ed oscuro per l,a, pa'elSe.nz,a di siepi, a,lbe1·i o c-0~ture. Non. possiamo dire ·Se .le pimrnre italiane a,p par tengano in massima. parte. ad una, p i1:uttostocb è a.ll'a,lt1,a delle categorie sue.Velette; sembra :però c:he più gen.erniLman,t e si trovino terrellli deUe- 0aitegonie a) e b), abbast ,a,nza co.perti. Il maig giore Gnardu:cci, n ello studio cdato, corisg,idorò « quelle zo:ne l)Ìanegg:iirunti for~ate da, potenti depositi cli teir« J:em.o l,avoratj.vo, r,01,tiv:ato iwoonsamente a cereaJi e p.i,aitl!te « tesisiLi, guernit i clii hrnghi :fiLa,ri di alberi da frutto e da ap<< poggio, pe.r.oors;i nel senso longitud:i11:ale da fhuni profondi, « rotti ed ini.e:rse.cati da ca.Mi.li, da fo&,;;i di irrigazione e di « s<Colo-, cl,a a11gi,111i, ,da strado in :ri a:lzo ... che permettono, seb«
Nl!:LLE PIANURE FORTEMEN'l'E COPERTE
L'AR'.L'IGLIERT.A. DA 0Al\1PAGNA
bene con di(fì.coltà, il movimento fuori clel'le stracle » . Con-
siderò cioè terrcrr1ti che :fi:sicaill1~nt e pa,rl,ecirpmw cli quelli dehla oat:egori,a a.) e di quelJi deJla 0atego,1fa b) e che sono. abb as'LaJ1za coperti·: sono, insomma, ten:eni sui quali il movimento è anioora possiibile, e possi bile è an che il mrunovrare e combatter-e deille varie a;run;i. Il tenente Sagre, i:Lweoe, cori.sidera u,n te•r reno speciale, buio come 1a notite, intrfoato e rohto, ohe limita i l movimeilli:o aHe sole strncle. E,oco come egli stesso lo descrive : « pi anure, ove· « ,si ha coHivazione assai intenea e fra:staighat a, a1be,rntura « ,a1ia. e proforncla, fossi e ooo,aJi numerosi ed intnioa.ti, siepi, « lll'LlJ:etti ed argirn01H a(l ogni pmgso, c.asic:inali spa.rni in:nu« me:revoli e, bo1~g,l11 a,sisa.i frequent i, dove il movj,m ento ;i ri« ,Slt.retto alle strade ed. il caimpo di vista non è quasi mai più « esteso di oonto o duecento metri ... » (1) . 'reriien i cli questa iSpec.ie sii. tl'o,r:ano effetitiv.am~rnoo in quaJ·c.he regione' d'LtaJia, rcorrne p . e,s . tra il bais.so Mincio e il M:ella, ma n on c110cli:amo,
si'a/110.
COiSÌ freq r~enti e nt nn~ro:si da c-0stituire l a regol a ; anzi oniliamo che costi~uisciano l'eocezione. . Ora se la p,r·a,hca,bilità. del WLT€illO è, come insegna il colon nello A.llason, u;na condizione necessari.a all'impiego dell'art:ùglri,eria, come si può p ar1are cleùJ'èimpiego di quest'arma nel ternmo die;scr'i:tito da,l ,tffi1ente Segre ? 1 t;ern:eni di quest a specie son.o cornsiider,ati da tuwi i pratici, a1ti,glieri e non artigheri, non solo come poco o purito favo1·,evoli aJl'impi,ego dell' ar. ti.glier:i'a , ma anche come poco propizi aI combattimenix:l delJe ail:tre armi : « oosi, dice il Peuker, parlan do cli quèisti terreni, « posson o esse.re u:t,iaizzat,i sol tanto da piccole, e ben cùiretite « colonne di ;f anter:i1a. Ivi ra;l'Liglieria p erde la sua mob.ilità. e « la sua eff1tc,a,cia. . . » (1). E il capitano Von Horba.r,oh : « Il « terreno coperto in ooi la viisibilità fa clifetito app,a,rtiene piwt« tosto aHa fanteria : quest'!a1~ma vi re;nidedi. maggiori servizi « d.i quel ,che vi possa. ;reru:le.re l',a,rt.iglieria. C:i,a.scu:n a (li queste « a,r,:rni ha il suo t.errDno cl' azione e bisogn a t,e,ne1111c conto· ne.l1a « costituz ione, E\oc... » (2) . P er potere quindi pai:la,rn di impiego cl'ai,~i.gUeria. e di.soutere qua1che idea :ma,1ù.festata dail teinen-te Sogre, supporremo ohe il terreno cle•l qUJale egli ,si. è ocou,JYato sia uu terremo del.J..a caitegor:i1<q; e) fortemente copetrto. La prima :i:dea che il tenente Segre ci p,rnsenta è quella che ri,g:uaida l'assegnazione cli a,1;!:àglie;ri,a all';ava.n,gua:r,dia,. ConsiJderan:JJClo che l 'av.ail1!gm,a,11clia., se esiiste, sarà. infe1:ioo:e al battagh one; che non S!a,rebbe quasi mai poosibile trovar po,s to per mettere Ì!l1 batte.ria s,ei pezzi con que:l1a c0le:rà,t à che oocor.r e; peir:chè g-ene11a.lme:nie si ,~arà 11idotto a va,lersi solta,nto delle stràde s,u1le qu,a1i si ma11cia; ohe ino1i:,1•e fozione cLi ques·La, a r tiglie,r.ia, d'ia.vangnru:dfa sarebbe essenzialm.ente azione cli metraglia o di shrapnel aille m inime clis.ta;nze, l 'A. no1n crede 1lè con.veniente, nè necessario di darle u n a. batte;.ria, ai sei pezzi : « aU'aviainguardift sa:r:ebbei dunque da astse,g:na;r,s;i ll!t1!a sezione; « e tia,l vol ta pofo:ebbe arliche bastare un pezzo solo ... Ma, evi1'ratloto di tattica applicat11. hnpiego delt' artigtieri a n?l combattimento, (vecli, Deutsche ffeeres Zeitung del principio del !897) . (I\ PKUKER. -
(2) V. Ho1rn AN:-. v ~N liiiRDACH -
(I) Paf(. 358, IO:;!. c.
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ANNO XLVII ,
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L' ARTIGLH;RIA DA C.A MPAGNA
de:ntemente, l'uS1arn :ù1 pezzo in questo modo (come, oTosso << fuoile) è sprncarlo ; per avere azione su,bi,ta di me:b.J.~o1iia « n on v'è Usogno di un.o stmmento ,così potml!te com'è il ~no~ « d emo ,cannone da oampagrua : b astano l e meti.,aiglfatr.ici ,., Non solo l ' A. trova ,che basta0;0 le metr.agli:a.tirici; ma trova t,a.nto convenienite sootiii:uùre queste a.Tmi al ·Ca'D.non e, che non esita a proporre l 'rus1Segnazione di una sezion e di metrao'lia0 k ici alla brigata mi.sta pe' b isogni dell'avanguardia, pur arnme.tten<lo che« speoiiaJi condizioni cli terreno poss,ano talvolta « consigliare di impiegare a:nohe ca.nmon i in prim.a linea ,. . Non discuti amo swUa co11iverJJie.r1 4a o meno di sost.iJuire le metraigJia,tri,ci ,ai oanm.oni; ma notiarno ohe in ciò il tenmte Segre non fa che una proposta : quella di allontanare il cannone da un sito dove egli lo ritiene presisoohè in,uti1e,. Anche ~uanido ~ocenna ~llo poss~b:ihtà cli dovere im'[)'iegaa·e sezio:rni 11Sohte d.1 cannom., non .dice cose ohe 1a nos!tra dottrina. taL.tiica non arnrrnetta. L'A.. poi conio1'i,a la ,propo.st,a di impie.o·,are metmgliatr.i,ci e sezioni :isol ate clii. oann001.i con 1m ese~pio traiti.o dalJa campaigrna dii. '70. Que,9t-0 esemipio è cl€1Q110 della aMx,nz:ionie del l ebtore ; perohè mostra, anzi1tiutto, ohe tenenre Segre, dopo a,;er lamentato che la nostra d.oilt,l'ina ta,tti,ca sia q,uasi ,e&c:111J5,1,namente fo11.d1ata. suHe cornsog1.venze che si t.ras,sero da1l'irripiego deill 'artiglicr<ia ne,lla oampagn,a franco-tedesca, deriva ?Ja qu~sfo m edesima campai,,,ana la su;a prnposta. Inoilt;re., qucll',esemp10 prova..che 'l'edes 0hi e Francefil si t.rovarom.o a .combatoore in teneri.i difficihssàrni e · che ciò mal grado non pensar0010 a sta.bilire suri l oro re:golia.menti ricette speciali d'impiego deU'a,r tigli,eria in' quei teJ.\l.'eni. Lo avere i rrecleischi in~pj,egaito anche, a sezioni la loro a,r tiglieri.a, maJ.g:a~lo ~h~ l a _loro dott:l'ina taihl,ic,a u.:ffic,ùale si basaese sul prJnmp1~ d i_ m~i:ncgare, fin.1 da.U'in:izio del comba1lt111nenrto forti p roP?rz1om cL1 qu ell'amna., prova pe,r lo meno che le speciali r1cetl;e e:ra:no perfettaimen;te iruutili. . fil tenente Segre potrà obie;ttare ohe fri. Italia i terreni fortemente coperti costitui,scono quella regola che nel teatro di gu.e.r:1a _fraJ.1J~o-tooe.s,ca e,r,a co'Stituita da terreni. scope,r ti; ma se c1 r1,cordiamo qua;11:to aibbia,111 detto so:pra a questo sog -
NE L LE PIANURE FOR'fEMENT E COPERTE
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1919
.gebto, si veda:à ohe l'obi.ezio:ne n on avrebbe mol to fonc1a.menfo. E pea:ò 1810 i:l nostro regol1amanto per lo i:rn.piego deilile tre armi nCY.tl dà 1'.iicetite specia1i per il oaso contempl ato dail tenente Sagre, n on è un ma:J.e ; e può essea.-e a;niche m1 bene,. Nel •oa;so speo~a:le con1$idernrt,o dJal tenente Seg,re, le nor me <late ai §§ 10 e 13 deil regola.menLo (1) pe-r qu,a.nto coruceme l'àm;piego de,ll'ariti,glieria debbono essere modifioate a s-ecom:1a di (l:Ucl ,che e detto a proposit o d.ei combattimenti. nei bo&chi ti nei tetreni !ortemente copexti. (pag. 62 del regol am'ffillto). Non sarebbe c~1faaneilite deiio:icn~a del reo-01,amem,lo se un uno ' ficiaile, trovam:lo.si in terreno fo1•tenwnte coperto, impiegasse l',aa:t1ghi.eria oomie pe1r jl ,ca;so n oron•ale, pres-ca:ivono i §§ 10 e 13. Tu,t,to al più , la nostra dot trin a l;artti,ca polrebbe far veTui.re a:ll a, men te qu,a;nlto dicono i. §§ 79 e 81 deHe N orme per l'impiego delle tre cirrrl'i : « .. . l 'art1gliro:ia no:u ha azione, pe11chè « le marnoan o i ,campi. dJÌ turo e jpePchè spingendosi preS15-o << l 'aV1aruguardia si esporrebbe... » (§ 79) (1) e« ...i campi di « t iTo .son o r:i!sfa:eU,i; e quindi l 'aziom.e deH',rnr:tigLieria non « 1ùoooe e:ffi:oace .se non a co1tcùi.ziorlB- ohe ossa.... dir.i~a i1 l suo ,~ fuoco s1{ abitati visrhili per l'eisistenza di alti oaseggiaiti o « -oarn.panili, oppure le sia possibile pe'I: mezzo di OS\%'Kv,ato1,i « ,clù r1c,goJ.1are .jl tiro cseg11~to con puni:Jamento indiretto » (§ 81) (1). tE rico1idarndoisi ciò a ne~un uffi,ci,ale clotab di qTuaddte ser.JJSo taittfoo potrebbe venire in mente, di acloperaire l'arti.gli01ia del gro.<OIBo per mas,cl1ern,re aJ morn\8nto cli c1i.si deil1a brigata mista impegm:a1ta nel modo accennato d al Segre. E perciò, q1tan1do questi. d,i.ce : « Nel combabtimento ncnnaJ.e « esso (il mom0nto di •crisi) iSi masehera col fuoco cleWarti«.gheria; ma qui non pa.n?, po1SSib-ilè farlo· » non di'Oe, ci sembra, cosa ,che non J'Ìf-,,nH,i evidente ; nè dico cosa diversa dalle no,mne rcigòlarnenlta.ri, come pare e<gli il11te,nde, dire qu,arnd.o a.gigiuo1ge << o alme1no·. D()ll1. pare gene1,aJ.mente pos,s ibile im,pe« gn1are l'artiglieri,a così come in.dioano p . eiS. l,e nostre norme « g8'.11era.li ... » e ci,t,a il § 13, mettendolo a oonfrornto col § 10. Scrive poi il Segre, dopo ,aver pa:oipoSJto cli far ma,scherare col (,I) Norme {Jenerali d' impiego delle t,1·e armi ecc.
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L'ARTIGLIERIA DA CAMPAGN A
fuoco deHe metragliarr ic i i1 momento d i cJ:isi della. brigata: « Ma. nm1 certo è questo il pooS<".mte sostegno d'a.rtigil.ieo.fa, cui « La fo,ntmfa ha ben 1clii't·itto di pretender e ; e c;ho, d,el resto, « le si deve 0,1,amai poiter dare, visto che dietro 10 soti:ili linee « g ià im1)eigna,te v i. s.ono ber sagli co:nve;n.ierÌ:ti, i nudei cli fan« te1':i:a ,avvemar ia c,he in ordine ra10colrto si prnpar ano a por« tami a.vanti . )La. deci&am€0'.1ìe, le n ostre, b a,tterie non po« t;remo itn1pegnai1:le nel modo c.he le nostre- j,str uzi<Yn i. indican o « come nor111Ja1e ... » . Certa,mm'Jlte, chciam10 noi, che l'a,11tigliér:iia. [1m1 si dovrà ,i n quei!. caso specia,le Ìùl1piegar0 con i soli crit0d del § l3 ; ma cpn questi c.riterì combi-nrut~ con quelli che iT1Jdioa. il § 81. V0cl.i'emo del rcsfo fra breve qwaJ.i si ailio i cr iteri :rnwvi sug.geOC'iiti l1aU'a,ut ore. Iu,ta:.nto credia.:rno u hile combattere un pregi,u dizio, secondo noi p0ricoloso, cfrca l 'aiuto che l',a:Pbiglier ia può e deve dar.e a.lla fon!te1,ia :in certi casi specia,li. Noi. s-a'.ppiam.o che« .t'artig,li!or~a n on h a, che uno scoipo ,solo : « queillo ,d i appo@gia11e ad ogni costo, · ma.te:ri,ailme1rute e mo:ra1« mente., l a fanteria in tutti .i sUJccoosi,vi pe1iiodi del com« battimento ... » (1). Ciò è vero ed è giusto solamente per il 0aso generale e per qu e,i ca,si pa;rtico1a ri i:11 cui l'.a.1-ltiglieri-a, pu ò es,p:hcare b sua ~iiione; ma non nel oaso da noi cou1si.ide·:rarto. Noi crediamo ohe l o ISlta;bilir e come . regola gene.rale v alevole per tut ti i cam quainito gius,tamen:te dice il K essler pel c a so n o1'lffiale, l))OS\Sa con durre a p er ì,coJos~ illusion i e a,d amari diJs:illlg,a;rnni. La farniter.ria deve sapere che V'Ì ·s on o te.r'.renii nei quaJ.i deve far da sè, senza bisogno della, musioa, :invero pOco melodiosa., del nuovo cannone,. I Ntpi devono esser c.onvinti. che, ogni qualvolta n on può esis,ter e per con<liziorui spec.ia.li deil hen:.e,no lo,lta cl'artiglri.eria., rest•a come prima e m igliore
cond'izione per la riuscit a dell'attacco qtieUa di acquìstare sul punto decisivo la superiorità del. fu oco di fucileria. Essi dov11wn,;no sempre r:i,con:da1,s·i che« chi sa meglio ed a sup posto « ,dri.rig,01,e la violem.ta tempesta d i questo fuoco, colui avr à, « o:gg'i!dì, ~{t, m aggior e probabihtà di su·c,cesso » (2) . E quando
t.,.,, nr mi ecc,, 4902.
(I) <ìenerale J! F.ssr,11 11 .. - T,1l/.ir,11 d.r /1, (2) Go r, T7.. - /,a conàotin d ..Ua 1111erra .
NELLE PIANURE :F.ORTEMENTE COPERTE
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.di qweil.11() santnmo co111vi1nrri e cli c,rues,to si J'.-i,cordeParrmo, l a fanlmi.a non a.spett1:1:rà, invano quel potenfo itiuto ohe l' a.r tigli e1,ia rin certi c,asi 0oomrnnque r ari) nor1 le potrà da.re; l'a r tiglieria n on sprech erà irnu.ti1meo.1-te l a propr ia ener gia cli com.ba ttimento e le u,nità m iste sa.r•a1J.mo sempr e ,costituite in qu~l m odo r az,ico.1.al,e che solo permette di ottenere, se · non il suc·0€l&'SO, ,cer taimen ,te il massimo rondimento dalle varie a1111i. Nei!. ca.so a,chunque stJiudiato dal ten en te S ogre, l a fanteria , anzichè pretoode.re i:l fuoco p0.1$.Sente de:ll ' a.r tiglie1i ,a , dov1rebbe ricor dar si quel lo ·che il M ais sa seri vova nella sua « T atti ca a,pphcata » : « 01eigli imJ)ecliti caro.pi delle, no,<:1tre, valli, n on d i <~ r aid.o capiiter à di dover preipa.r are i~ comba,ttimon to, al priin« cipci.o, ,senza i:J. co1rHoorso d al caruno:ne ·qualor,a l'ar tiglieo:i a « non riesc.a a trovaJ:'0 posizioini a daitto CJhe per piccoli r-e<< pa1-ti sulle str.alde e 1ungo argini o canali ed a così breve « portata clall'a vve,rsario da esse,r ne fortemente molestato » e appr ofitkundo della. rel·ativa iù'lco1um.iità che 'la natma d0l soprnsu:olo e ,del L<~i:reno le ,assi,oura., dovrebbe spirn,ger si a rditamente avanti per auu·rvar0 a quella p os izione pri10icipaJe d.e;i fuoc;hi r wpi.di e deòsivi dalla, g'.unJ.'e p llÒ e.spl.icar e tu tta la sua potenQ,a. Detto ciò, r itorni amo all'im.1ipiego d'a r ti,glieri,a qu.aa1Jdo già 1a brigata nt iskt, si. è impegnat a . Il tenente Sog:te, :ti1corda.te le <hfficohà de1l'a.van z ata, l a poo.uTia. d i spazio peir mettere iln battea:ia. e i per icoli d i spingere ,av:anti stùl'es.tr0rn a line,a di fant:eria l e IJ.at.t-er ie dal g,roSl.5o, propone di fa1~~e restaxe indi etro, dove lo spazio n on è così deficiea1{e, doYe la. siou•re½za è maig.gio1:e, e ,d i dove il tir o r isulter à pitt eft'ka:ce, per,cJ1ò l:e batterie sa.rarrmo più a lla m ano e i g r uppi più raccolti. « Così, egl i soggiung<~, ,si dov"'l.·à . « faJ:e il poco a,c•cetto t iro al d isopria <l0lle prop1fo Lr U:p.pe... « .:M:a, più a.ncom che t ii-o al d iisopra dalle propr i.e trurppc, .oc« ,correrà ben r ass'egniao.·tSi a fare l'unico t i'l'o indirett o, a zone, « 1·egolato sv.lla carta , seconclo indicazioni soltanto probabili « circa i be·rscigli dei battere. T utte cose q u-este cJ:ie secondo }e « presemM n ostre isfo:uziorni si clovTebbero r iitcin.er e affatto ec« ceizion a li ; e che i.in fari:it,i potra nno esser tali ne' t0rrein~. a,m'_?i
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L'AR'l'IGL1ERIA DA CAl\,U'AGNA
NELLE PIANURE FO'RTEMEN'.l'E COPERTE
scapea.,ti, ma non certo n e' casi - pur così t1-s1J.ali da. noi « - che a.clesso andiamo esaminando» (1) . Già il ni.aggiore Guardu,cci aveva ,espresso il parer e di non impegnare - in quei terreni frastagliali e cope1~ti da lui' consideiiati . - tutta l'artiglieria frn d,a,ll'<iniz'io; e clò ooselnzialmentc « per non lim.itarni aJ:la sol a azione frontaile che è « qitre,Ua, mien o effiMce e pex non privarsi della po:Ssi-bjlità cli « tini obhqu-i. da punti ,che, sol o l'u l1terio.re svih ùppo del com« batt~m~to potrà indi,ciar e ». Più ta1\di, i:l nuovo regola.mento di manovra clell'1fi.11·~iiglie,l'i·a c1a ciampagna frarn•cese ha, generalizzruto i,l prin,cipio c.ollo stabilire ' come, noo:ma d'impi~go la .seguente : « A vere, costantemente a disposizione il più gran « 1nu.mero possibile di bwt.te.r.ie pronte ad entra,re in azione, ma « non impcgna;i·ne dappriinieirpio che i l numero giudi.oato suffi« ciernle per otJt~oere, nel m:.i111iimo tempo, il r:i,sn1lta.t o v oluto in « r el a,z icme aJl'esten,sio111e del fronte da battere» . ,(§ 620 Re. golarnento di 1ncmovre, ecc.). Il far rimanere in po,sizio!llfi. retr ostanti le, batterie del grosso, può .sembra.r e quindi e r iuscire conrveni.ente anohe nel Ga,SO· considerato d a l Segre; ma non è eosa che esca. dall'àmbito deilla nostra clott:t;"ina tattica, nè cosa che i n ostri re,golaimenti tatti,ci irppediscano di fa.re.. I nostri regol ar.menti non escludono la possibilit à, e talvoJ.ta; la nece,ssità e 1a ·convelnieìn.za, di ·fare il tiro al d:isop,r a di truppe amiche; e, in ,quanto al tiro indiretto, esso è, non solo · anirrne;sso, ma aJ.1JcJm consri.gE:ato dai reigoiameTuti ogni volta che s,ar à neceffiario di Ìllllpiega,r lo. · ({ue1Io che i rego[amein•ti ritengon.o come ·COS·a essmz·iaJe, è forne l'es€icuziom.e deJ tiiro intlfo:~to a zone; e in ciò crediamo che ,e,ss,i non abbiano torto. Il tooente Seigre forne imtPTes.siona,i:o dal fatto, che una battèria di 4 pezzi a tiro xapido come le mode11ne baiit,e1ie fa:amcesi può, in 4 mÌll1JU<ti cli fuoco, corpr iTe con centomila paH0tt:c un rettangolo di 150 metri di fronte per 800 metri di profondità, propone che le batterie deJ grosso fa,coiam.o tiro irnd:iretto
a zone regokute s,u:11a oao:·~a secondo in clioazioni soltanto probab:i;li oir<Ca i be,rsagfti da b attere. . Non )Sappiamo se iJ tene11te Segre pro,pan:g,a questa spcoie d-i ti'l-o ·so,ltau1to nel c,aiso ec.cez-ionale di terreno da Jui colll5iclei'aito; ma possiamo llomam:Lawci, i,n o~ni oa.so, sie sa.a prudente fare un viro d'm:tiglieria in baise a iinidica.zioni soltanto probabili circa 1a poSlizione del bersaglio da baitt.ere. L '.A.., qua111do cliDe « ma se nom si b.anmo . iniorrniaizioni op« portlune, noa1· potrà. ma.i spemrsi di poter fare, un faro che « giusfa,fùohi le m.unizJi..om che, .si cornruma1110 » moska d i conoscere tut,tie le difficol tà di eseguire il tiro da lu i v agheggiato; ma èiò nond.i,m.eno lo propone come i;iro norma;le, <leU'arfaglie1-ia de,ll:a bri,ga,t,a 1n i.sfa, C.()(J.Il,batJten te, in que,i tcr1'eni. J~' vero che egli a;ggi'rnoge·: « Essooz;i,a,Jmente, per fate Ulll « tale tiro, oltre a buone ca,rte a scala convcmienie, oocoil-rono « oppo.rtun i mc,{;odi di i:Jiro, sqtùsito senso tattico, e bruone un« dfoaz.ion i » . In qu,anto alle indrùcaz:ioni forni•te da apposite piatluglie, evidentemente, non ci iS'a,:rà moilito c1a fida1:si speclialmente nei terreni ,considerati daJ:l' A . L3 buo;rre, oar,te pCJltranno riuscire di qualche aiuto, ma non assicure,ra,nno certat.IXJ&nt-e le bu.ome inx:lioazion,i ; queHe indioa,ziioni cJ.1e pure occorrono se si vuole . . fare u .0.-1 tuo. effi.cruce. · Jin un aì'ti.colo .del A{ilftiir~ W ochenblatt ).ii:portalt,o claHa Rfoistci d'ar1:iglieria e genio e dovfllto a.Ila pen;n.a cli um. ufficiale molto ·com;peitente, abibii.àmo letto, a questo p r oposito, qua.nito segue : « Ho avu.to O!COa&:ione di. r:iileva,r e qua;nto si.a dif« ficile di trova.re eisaittame1I1te sulla carta l a p01sizione del ne« ·rnico ... Di due uffici,a li, mtraimhi molto aibili nella lettu ra « delle car te, U1110 giudicò, v aJeTudosi deH.a ca1,ta, l a cl.istanza « dell'a1,tigl,ie11.i,a n emiicà di 4000 metri, l'altro, cihe er.a deù. ~ partito opposto, la stimò collo st0ss.o mezw cli 3000 metri e « il b:erisaglio si trova;v,a a 3400 metri» (1). Se uffioiiali pmùidssi>.mi, molto a.bili nella letJtnra deille carte e dotati di squisito senso tatti,co possono dare indicazion i tanto
« ,e
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U) SBGRE, log. Citata pag. 368.
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(t) V. illiscellane<i llella f/iv ista d' artiglieria, ottobre t 892.
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erronee ci1•ca 1a distanza, quali i11Jdicazioni &i potr,a.11110 pretanJdere ci1,ca 1~ dirnzi()lne del tiro dal..le pat,t uglic c,hc per veù.en :i il bersaglio dovTarmo necessariamente alloncana,rsi di molto dalle ·batter ie in un 1:,e.rreno nel qua,le, secondo j Lte.n en te S egre, nan è ,ros.sihile vedere altre a poohe decine di metri '? Si noh' che in quesfa sipecie di tiro la d irezime da dare ai pezzi è molto più ~n11porfante della conoscei.10a della c1istanza . Noi aibbiw:mo poLuto veder e che, solamente per iiL fatto dli un te.1.Teno fcmtemoote aacidenbato ma n iente affatto oocnro, abilissimi e provett~ comandanti di b::~ttenia, eseguarndo tirn a puntamento diretto contro ben;agli a gra'/'l)de distanza sono riusciti fUl aggi n.stare il tiro su 1mnti ohe cli,sta,v a.nio da .lOOO ci 1500 m,etri dal be1·sagli.o che ess'Ì, 'ookvano colpire. E ciò baster é bbc a giustificare la. grno.de prutlenz~. dei n0stri r egolamonr.i quando aocenm,ano al tiro a. zone; e giustifica, la, pooa fiducia. che mol tissi1ni ufficiali d i a rtiglieria. nutrono p er qu&sta specie, dJi. tiro, della, quaile il tenente Seg,r e si mootra oo.sì. cai1do pro,p'Ugnatore. Nei terreni è011:siderati dall'A.. « l 'o:s,c-m i<tà do« vuta alla folta. od alta a lberatura. è t a.J.e da r en der e Ìll[)OS« si.bile, am10he claJ.le più aJbe torri o oa,mpa;rùl.i , lo scoprire « ffiftlO a tiro d,i ,canno1n.,e le mosse e l e posizioni deù. nemico... « quaJ.'Cl1e voltia l'albembwrla è così :fitr,a che solo co.Uo el.e« vansi ,da. un _migJ:iiaio di metri. è dato scorger e d is cr etamente « quanto av,v:iene nella sottostante pian'Urn a 2 o 3 c.b:ifoonet.ri « :di cliet:a nza... » (1) . QuaiJci. indicazioni dunqu e si potra;rnno pretendere dalle pat.tuglie d i arli glieria. pe'I.· quanto concerno l'esecuzi cxne del tiro ,a zone? : Il magg1io:J:e Gua1rlmcci, per vi:n cere le difficoltà che derivan o dallè manca1I1ze di domirnio e cla l1a ascuriti1. del sopra.suolo, p r opon eva hm;pi,ego di. pallon i fren ati; e sa r à ques,ta discutibile, ma .è propoi,ta con creta. Il tenente Segre in:veoo p arla. di oppottuni metodi di tiro, ma 1ron cliice qua.li essi s~a.Ill(). · Per quel:lo che a bbiamo cle~to, possiamo ,dm1Jque coruc.luclere che i1 t iro prop0'.%0 dal Se,g1"€ sare1b be essenzia,lmente basa;to su lle i:ndica.zioni tutt' altrn che huo,n e e insuflicientem ente
( l) P BIIRUCCH&TTJ, -
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NELLE PIANURE .F ORTIDMEN TE OOPF.::&TlI
L'ARTI GLrnRr.A. DA CA111PAGNA
.a1ppi·os5iwate che si potrebbero avere circt1 1a pooizi,om,e del beirsa,g.lio, e sruill e i[lduzioni , più o meno ra~io11iali, ohe si potrebbero formu1are in ba;se, a, quelle indicazioni. Ma un tiro d'rurtigliel1ia, speci~~lrnei:n te un tiro inid:iretbo, e specia1nrnote un t,i ro ail disopra di truppe _rumiiche, non si può e non si deve, a nostro mod€isto av;vi,so, e.segui1°e ,i,n. base a induzioni, coro11111que r,aziona,li , fa..tte su indi cazioni in,c,erte e poco attc,n·dibil:i èoo:ne quelile ,ohe si possono raic cogJ.i.e,ro n ei terreni oscuni fo10(Nt considerali. Nella, preiparazione del t iro non si pllÒ, senza gravissimi inconv-enieITT!ti, SL'Lpplire colla fantasia e colla · immaginazione a l.Ila i,gmor.anza dei d·ati che sono inchspens-abili . Ed in eiò cr~d-i aimo c-he il tenernte Seg.ro vorrà esser e pien•annente d'aocordo co1t1 . no{ I n ogni modo, faclciia.mo notaa:e _che se una brutte1,ia a tiro 1:a,p:iJdo· d i 4 pez7,i. può ispt~rgere, in 4', c..entomila pallet ie .su u:i1:a zona profo:rnda 800 metri e larga J 50 metri, essa dovrà, per fa1,e criò, siparare circa 400 proietti; il e lle vuol d.frc c[1e in meno d'urn quarto· d'ora eiss.a àvTà esamnto t,utt.o il &uo munfafonamen.to ! rn s·aa:à. quin di lec:ifo clomancl::111si se sia c-0nveniente utiliz½are in questo modo il moèl.eruio ma,.l eria,le da campagn a.; (~ lecito d.oma.nclar,si, pensando a,l tanto inutile ·quanto enorme spreco di nmniz~on { 00correr1t e per fare quel ti:ro, se l'ap.p oggio mat eriale e moralie c he si spererebbe di poter da.re .in t a l m odo al1a propr ia fante.ria. non sia, per avvan:tmr a, largamente d i:sh·ubto dalla. poss~biilit à di C',ol pise tn11ppe amiche .e dallo in co:r,aggi·at1nento ohe 0011:,a,nrnnte :n.e rit:r:a1m:ibb.e il n0mico nel 00111sita;i;a1·e C',h e potrebbe, qua,s i i:rnp'llnBmente, avanzare dtmam.te e maJ.gr.a,do il t.iro cleHa n ostra .apbi:gli e,r.i a. Ora, se i princ-ipì ohe r egolano l'impie.go <l i un'arma s i fon, ,da.no sulle proprieti\ cara,tteristic-he d i quest'·a,r ma. ; .se, come ,di ce il chiaro Aui;ore dell'Impiego dell'artiglieria in guerrn, « 1a iPropriet:\ fmnclaanem!fJa,le cle]il'art1ig lieriia, q uella. che la cli,< sitlingue, daJle a1litte aJ.~mi. combattenti, è l a possibilit,à che « essa ha (li offendere ber.sa.gli anin1:a,tì d aUe .più grandi. di« !Stanze», (1) qual m a;i regol a d'imp(iego r aziona.l e d'atti-
Le ài{ese àello Stato. {I) A1.qsO/\ . -
Impiego à'orliglierie1.
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:XELUJ: PIANURE FORT·EMKNTE COPERTE
L'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA
glieri,a è ma.i passibilie ~tabihre neil ca.so·cornsider-ato claJ Seg1:e,. claJ momento che quest'arma non può effi C'!acemente preparare l'a,tta,oco, a;prire la strada, alla propria fan teria? _ :M:-a non so~o _es!Stt non può compiere questa, che è la- sua pr:inC'ipa,l e D11SS1011e, questa -ohe giustifica la necessità e l'utilità di un'a.rti,g-lier.ia cla campo; ma non può nem:meno efficacemenw a.ccom~,a gna1:, aH',assa,1lD h~ propria fan teria, giaochè le trwppe 11enucl1e pm av,an.1zate s1 trove1,a11no t-a.lmente protette dai tronchi, (ta.Ue froncli, claJle basse colture, che sar à molto difficile colpi11le; e qlra1IJJdo qu~He con1incer,airnno a vecl01,si l'.art.ig) ieri.a clov1~é~bc tirai:e a me.traglia, cosa che non po~rebbe far~ per 1a VJ,C,141an2'a del1le due fanterie avver:Sarie. - - Tulto dunque cospira a dirmostr.aTe che i terreni cons,idera,ti dal tene:n·~e Segr.e nan sono !errenù. adatti all' impiego dell'art,i glieria. LA., dopo avere 1m;pegnatfb la, sua brio·aha mista con le m.itl-ttgliatrici sulfa linea. di comba,tfament; della fant:eifa e tre o quaittro ba,t:terie di aannoni c,he fanlno tiro indiretto a zone da posizioni re,trnstanti, dice : « ben presto il combatti<< mento tenderà alla risoluzione e quasi certamente si .aè« Cf'Jtl•treTà at.tomo ad una looaJ. ità ... continuare il tiro mdi-· « retto, a, zone, non è più possibile. Non resterà che- avanzare « più che po&sibi·l e; ed impegnru.,si sulla linea di fuoco della « :fiam,teria... » . '.E così il. ten0inte Seg:re, quaru:l.o le sue batterie av1,anno proba.bi.:hnente esaurit..o il loro munizfon ameo:i,to nel poco ef.6.oaice tiro :i.'.t11d:iretto ,a zon'e, le v•uole spinger.e innanzi per le strade . che devooo · neceiSsa1·i,amenfo essere occupate claIJ1a propria, fanteria, e pretende da, esse c.he vadano a fare· l'ultjmo ed ~nutiJ€ S'~tcrindo : que:lilo de:lle mute, del personale e dei pezzi « ~e,rtamen,te, clic~ l'A.., le perdite sara.nno grandi e l'effi« 0ac1a, sarà li:m:itat,a. peiicbè i pezzi vermnno impiegati come « gi·~.s~i ,f ucili a pkwla diist.anz,a,: ma tu tJto ciò è sempre pre« fen,b1le al ta1cere, al resta.r e inoiperos~ ». Si vede che a.nche egli, fi ma.linouòre, quasi costretto cl-a 1ma imperios,a neces:s~tà, pretenderebbe que,l sac,rificio dali'artigil~eriia; ma, poco dopo aver eletto 0.iò, do.po aver' detto che non è opportuno sacrificare le proprie energie di combatti1
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mento, egli soggiunge : « occorre con.lz½a;re. i IJezzi per potersi « d:i&porre, senza tro])pe perdite, sulla, linea di. ,combattimento ». Già noi. a,bbia.mo fatto notare, .cl1c, prnb.abilmenbe nel mon1{)n..to ohe sLiamo co11lSiide1,aJ1,cl0 le batterie rion a.vrnnno più mn.n::izioni ; rria., aJ1che· avendone, qual tiro effi.ca,ce a tempo si potrebbe fare'? QuaJi effetti più inten si cli quelli oU:.erùbili co.lle mi>t11aghatric.i, si potranno S!per.arc ch~lle poche metrnglie che le batterie potrebbero lanciare? 1fa oltre a ,ciò e prima di ciò, crede l 'A.., ehe le btVbterie potrebbero giungere nolla linea di combaUo.me,rnto della, fa<nter:ia.? Egli JJI"Opone di corazz,are l pé<zzi; ma gli scudi, se, r:i.pa1'.a110 una s,cama .aliquota del pert;Onale qwanclo i pozzi sono già in batteria, non certo ri:!?arano semre.nti. con<lucen1.i e cavalli qua,111d.o· le ba,tterie s.i recano, da.Lla p~s1izione re;t,roiStaffl;te suilla linea di fuoco; e noi crediam10 t;he, dumarnte questo 111.ovimerut-0, le perdite inflitte dalla fanteria e d,aJle mibra,glùatrici nemiche sar an<no talme-rnte forLi, che l'a,vau1zaita, delle bi:uher;1e rima.rrà un ÌlllRLttuoso, sanguinoso e cle.moralizz.a111te tentabivo. Il § 623 del servizio in guerra dell'es~rcito tedesco ,così si esprime trattando degl i e~etti del fuoco di fucileria contro a.r tiglieria : « al d:iisotto di 1000 metri, « un'artiglieria. aJlo s,coperto pere.le in poco tempo i.utta, La sua « moibilità, e a 300-400 metri non. 1mò nemmeno condur via gli « ,a,va;n tre:nii:~». L'jclea, clominia111te i:n. tutito lo stuidio è.lel tene;nte Segre è ohe l'airt'.igliieria debba seimpre, costarntementte a1)poggi·are m.oralmepite e mate-riailmeo.1te la, fanteria; ma, questa, come a,b biamo pr~ce<l@ic@enit-e fatito not a:rc, è idea giusta e raziona.l e :6.n(;hè le ·Candizionri. di terreno perme;tt1e11anno l'impiego di. queJ.l'amna; e questò è lio:.o.it,ato, da,111.a difficoltà di movimento e dal1a cliffic~ltà cli vk,:ùhilirtà; c1.iffìçoltà che in c.e-rti terreni. si mutano in :iIDi[)O&sib:ilìità. Uno di que,sti cai&i. d.'imposs:iJhiliià ,ci sembra quello co-mu:r1-i.,c.aito d atl tcn:entc Segre, che de.I resto c,:tei&i,a;mo caiso abba1Stanz,a. r a,:ro, malgrado ohe :in lta(lia noo · a-bbii'anno i ten-en:i mo1to f,avorovoih ·aH'impicgo deiH'a,r tiglieria. Seguitàndo a pa.r lare d.elJ.'a1tigheria della brigata miista, l' A. d.ice che, ar.,cisa 1'.a.zion0, .il vincitore « spingerà cBlere« mente a:va1 11ti aJcune ba.tt-e.:rie per aipr.ire nuovamente il fuoco
NELLE l'IANU:U.l, FORTEMKN'.l'E COPERTE
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L'ARTI GLIERIA DA CAMP AGNA 0
a zone ap untmnerrLo inùiretfo regolato sulla caT,ta » melltre alcune ba1terie con.iLi.nucranno a controbattere l'artiglieria « ::wvcrsa1ria, uno ad obbligar1a a 1i.it.irarsi defuùtiva,mcrne... » . P er (1uel che abhiam10 detto poc'a,nzi, non C(rediam o pos,sibile quel mo\-iro.cnto di aYanzaLa; nè, potondolo oseguire, crediamo che le ba1,terie a vraamo sufficienti 1nrumizioni per faro l'inseglùmenfo col li ro a zone. . Piuttosto, crcdiia:mo u tile l'a rLigh C'ri1a i,11 una cvent;uà-le r itirata.; quando però, im~ce <li farle sprecare mwuzion~ in un t iro a z@o d i probfo,ma,tica. eflk,aicia, si sia tenuta in u;n.a di quelle posizio11i che i .l!ì:a,n cesi chiamano d i sonìeglianzct (in baittcria, a.l cope1,to clelJa vi,sLa del nemico e pro111 ta ad aprire riJ. fooco) o in una di qlll('lle che i r'rancem chiamano posizione d'attcs ci (a,r.an troni atta'.ocati a i pezzi; e q uesti al cope11to della ,·i:-ta e in prossimi!~ dei posti ove probabilmente <lovra;n1uo moL:t,er,s,i frt babteri•a) . Xci !ierreni mollo difficili, noi riteniamo che, se si creJo possibi,lc e conven:icnito la p l'esemzi:t dc Ll'ar!iglieria, c.ssa debba impiegarsi e-on molla circospezione, tenomlola come 1·iserna. att-iw e poderosa nelle mani clei cap'i. E in quanlo a,i bei miraggi e a1le non poche illu1sii.oni che può liw so rge-re l,a g1,ancle rapid ità di tiro ciel nuovo cannone a tiro rapido 1ipo fnm~se. bi,::;ognerò. sempre .ricorùn.rs,i che, se e:,;so m11ngia (come clivcva 1111 auto11e francese) i ber,sagli, ditol'a pC'rù il suo nmnizion.aniento; che, se in certi monionti deve esser prodigo cli mll!nizioni, nella maggior parte de' casi deve csserr a,Yaro. La facol!à olte le mode,rne bat~crie a Ciro rapido han,no <li potere, in brevis~mo tem,po, coprire cli pallottol<~ una. grande zona cli tèn1eno, non de'\l'A farci d imen ticare che la condizione principale 1){',r l"artigli()ria è a.des.5o, come è R•ta,la scrnprr, que,ll a, di a,vr re 11n l,i.rn ben 01;/:ien ;al'o e uen pwtta"to . Colpire sicu.ramenco, non agire con precipitazione : ecco hLlm c,hr d.evre, a,11cJ1e ogg,i, cl ornirn.t-re ne{l.a rn0ntc dell' ari 1gliere : pcrchè essa ò quella che sol n, può cou<l1.i.rre a utiili risulta,t.i ne l tiro ddJ'm·tigli'eriia. K noto c.he. in Francia, sp0cia.lmente, sono spm1ta1e col cannone u tiro r,apiclo m oHe illusioni ci1~a, la, rnpi<lità di l',iro « «
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iJ modo di u tiLizzaJ.·l1t1. Oiò malgrado, il recente regola.monto
d.i manoYra c1eL1·-artio-lic1·ia da campagna fra,ncese, dopo avore :~cotdaibo cl1ic <, per ~;.tn:e parL iLo d.ella SU l:1 ra1)id.i,tà d'azio~e, 1 « rartio]ieTia campale de\'e procedere a w[ales improY\T·ie, « corle~ v iole1nlo cil~c tolgu'llo a,Ll'avvcr,;a1·io la su"1i Ubertà J.',a« zione e facilit"'i110 rullo a1,mi sorelle la conqu.ista <l.el terxeno « il cui possesso ecc.» (§ 018), ttvverle d i « ··cegh e,r~ sempr~ « obiettfoi, nettoinente definiti e ùi preferenza quel-11 rhc s1 « opponigo110 più irnmodù1:tao.ne11te e più eff'ioa.ce:ment1'l aHa « marcia, deHa famcria, » . :Ke i lNrcni da noi cou,:;it.loraiti, ch i ost.t~cola 111agg,iormcnte la ma,rc:i1a. ùelkt fantC'ria. è, atnziitutto, il terreno \:Olle sue accille11t,d ità e ~ollù sua, Ycge<tazione, e, poi, il fuoco clolla -fuciler ia e delle mitr,1@li1:1,trici del 11emico. I~ abbiamo visto ohe cosa 1può foTe rartiglimu.a per vincere t,~i o.c;L~co~i. . <l. Ri,a1ssu rn endo, dunque, le no1,;tre o,:;sorv.azil.011 1, cred iamo 1 polcr conidudere eh<', anchf' prl caso spec.ièlle .ùi do,·ere. impieo-aro a11ti r•lieri•t1 nr,i 1on eni. for1e:11w.n,te coperti, non oc.Ct01Tono :peci ali rfcetitr d'impiiego; e chr la nost.ra tloHrina tal.cic_a .u~.ei ~k' 11.0 11 Ìl1'CC' p jJ'a , per rn1JJ a e i n 11,€f;l:Hll1 t;::tSO, la, san,,t J·lll½ l'a tiva dei <'<1pi, memrr i 11ostri regola.menti cornpr::1do'.10. iwJle lo,ro pagi11 e, ll' m ig.li ori e più ~ornp lc.cc noa:me chm.p1,cgo clel.l'anna. Lo pro,postr cleil tC'nento Segre, eecett,lrnfo quelle ,leHo .impieoo delle metraglia.i.riri, no.n implicano nuove norme .o regol; d 'iITTlJ)iego deRa,r tig1lieri,a, com1presu quelle c~cl t iro a zooc a, puntamento indii'etto tegolato sulla cail:t~ . S1 p'.*r~bbe ritenere cori.1e u na novi,tà l' imq,,irgo, si,stemaitico, eh qucr,,t'u11!:un.1 a, specie cli tiro; 111 a allora bisognerà ri<:'°~·c.~a.rsi _quanrn_ abbiamo de~t;o cil'oa l'ublità pw L'ira e lo, po&s tb1tl1 ta cli es0g1urlo. . Crediamo più uJilo che la fanteria si abitui alfidea_cl'.e, _m cor~i terreni es.s,a, non deve a,spet.tare l 'a,i.uto clell'ar.t1giJ.Jona, nè morn,lf' 11ii materiale, percl1è q11ell'a,rma non p11ò ivi 11tilm0nte impiegarsi e pc,rc.l~è ~dlor a ,essa, la fan~ori~, P?Ò ~ar t11tto da sè. Croclianno più ntiJc rhe la f,mlena si i1b1tu.1 ~ questa idea a111zicliè all'altra che in ogni circostanza. 1'a.ritlgliori1a deve appoggiaxb la f,an 1eria, spingendoh1, avanti anche
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L 'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA ECC.
col solo rombo del ca.nnone. E ciò pur essendo conv:im.ti che, semrpa:e qu.a rwlo sarà poss~bile, l'1azi()lne dell'artigJieriia s,arà più ohe mai deci,siva.; pur es.sondo convinti ohe in molti ca.si l'azione dell'artiglieria sarà indispensabile alla fanl-0ria. Noi ammetti.amo a-rwhe elle si possano pre,sentai:e cas,i in cui J'artig1lioria diventa l'ar:rna principale del oampo cli battaglia; ma ricordandoci che il principale ID<'ZZO d'azione di quest'arma è i,l fooco e clie il suo impiego di.pende molti&simo d.aiHa naAAl(ra del tenooo sul quia1le è oh~a.mata ad agire, dobbiamo pu1ie ammettere che in cerLi casi volerla imJ)'icgare ad ~ni co lo ;mò corri,spornc.le.re, più che ad una necessità, all'idea dii
r
DA WEISSEMBURG ASÉDAN NEL 1870 S T U DIO SU L LA CO NDO T TA DELLE T RUPPE
a
volie11la inutilme;rnte saicrifi:cail.'e. Jl moderno cawone da campa,gnQ conlfei-isoe all'artigliori,a una potenza SJt.raordinari a, cloc.ilsiva; ma, afilnchè quiesta ulti,ma. possa dare j,l ma-ssimo rendimento, bis omnodt, oggi più cho mai, sape11la adoperare corno deve essere. PAPPALAR DO
V.
z.
tenente cl'artiglie1·ia 12• regg. da cmnpagua.
eConti 11iu1zione -
Vedi dis1m1sa XJ
A spiegazione di questo f a,llo che appare ak,1ua11Lo scnmo, com·iene ricordare i due ord ini pervenuti a.I comando della 2" armata d al ce.man do supremo nd g iorno 15 . Il p r imo cli cova : Il 1° ed il 7° corpo ieri sera con aspro com battimento caccia-
rono su ìll etz 7Joderoi;e forze nemiche... Preme
INSEGUIRE
su.Ua
.strada Metz-Verdu.n. Ed il secondo, spedito alle 11 ant. d i quel giorno, incomin ciava con queste parole: 1 l•'1·ancesi 1·incacciati affatto in Jletz probabil1nente stanno già ritirandosi su. Verdun . Il comanda.nte della, 2a armata deve aver creduto che i F'raucesi fossero stati sconfitti in mqdo decisivo, 0 che due cor pi bastassero per inseguirli mentre stavano ritirandosi su Verdun . :1fa, anche indipendentemente dnl fatto che alle 6.30 pome,r idia.ne di qu ello stesso gio r,no fu spedito un terzo ordine (quello cioè di cui ho già fallo cenno) che prescriveva una Yigorosa offensiva con tutto le forze disponibili, contro la sira.da Metz-Vonlu.n, il quale ordine avrnbbe dovuto- eiliminare quahmque clrLbbio, io osser vo: a,) anzitutto quel probabilmente contenuto nel secondo ordine, doveva. far rileva.re al comanclo della 2a a.r mata che la !'.\tirata. dei :F'ra ncesi non ora cer ta; b) se il 1° cd il 7° corpo aveYano bastato n ricacciare su Metz forze nemiche sia pu.re voderose, non polova trattarsi d i
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DA WEISSEMBURG A S}JDAN NEL
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tuLto l 'eserc;ito francese, il quàle, a così. breve portata, dal cannone dei forti, potevti aver giudicato opportuno di ritra.rsi entro la cerc11ia, elci medesimi; o se davvero vi era. stato ri-. cacc;iato, non poteva · trattarsi di sconfit ta decisiva., avendo lrovato a brevissima distanza dal cani.po cli b~ttaglia. l'appoggio clei fort, i st,e,ssi ; e) la 5" divÌiSionc ci.i <;ava.llori,a (pag. 475) fì.n dalle 2 pomeridiane del 15 si trovava riunita con 34 squadroni a sud di Mars-larTom, dove rima,sero la notte a, stretto contatto coJ nem ico, che non oltrepassò Vionville. 'l'utLe .qn%1:e circostanze e ragionamcnt,i parmi avrebbert> dovuto fa.re accorto il comanido. della 2" armata di due fatti di capitale im.portan,1a , cioè che jJ. ,nemico non poteva. avere ancora subìt.a UJia sconfitta decisiva e che colla sua tesl·,a non aveva a.n cora oltre,pa.ss.afo Vionvillo, nella r itira.la vo:oso la ifosa. Ammessi qucsli due .fatti, r.arrni ,e,vijclente l'opportu:n ità cleJl'ordinc dato da,l comando sui:n·emo, seeondo il qualti la 2" a.pma-ta a;vrebbe dovuto ei;;soro inviata. con tutte le fo1 ·ze cl·ispon·ib'iU, ed accele;rando lo mosse, sul fronte 'JTresnc en ì.Voc'n·o-:Mars-la-'J'our. J~ se lo istesso comando ,supremo fosso entrato ~n qua.lc he, ma.ggio,r parti.cola.re, meglio precisando la, Jirezione da imprin,1ersi ai corpi, sarebbe, stato a. rnio avviso ancor meglio. I ·gra.ndi ca.pitrmi sono so:mmairnoote rari ; i .'I'eclesohi ebbero la ventura di possederne uno netl 1870, ma. la storia non ci h f\ ancora, narrato cli un esercito che abbia conte:m1Joranea.mente avuto più di m1 astro cli prima. grandezza. Ed io non scorgo che in. questa ciroostanza cli. capitale importan za, il comanda.nte della 2a annata. abbia regolalo i suoi a tl;i .su r1uel seve,ro processo d'ind11,1ione, rn~l quale era sommo K apoleone, mediante il quale delle ·v ario ipotesi che si posson fare sui movimenti dell' av"Versario si scarta.no man ma.n o quelle che 10 informazioni che su cli lui penongono fanno escludere, :fin chè si riducono acl una. sola . li''i no a questo momento, clo1lo il qna.Je si può :manovrare eon pien a sicurezza, le mosse devono essere di sposte in modo che soddisfi.nel., per qua,nlo possibile, ni vari c,1.si. Se aùunquc, il comando su~ premo, appunto JìC-rc;,hè: era. rn.ppresentato da. un gnind'uo:mo d1
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gt1er1:a, vedeva più chiaro in qu.el.J'intricata .situazione, (1), io non mi so pe11Suadere,perf-hè per amo[· di brevità negli ordini, e per timore di viobre l':indipendenza del comando della 2• armata, dovesse aistenersà. dal dare a questa quelle più pr~ci.se indicazi•oni éhe :in quel caso erano necessarie. mce la .Tefazione uffi.cia:Ie (pag. 484:) che supponendo che
non si potesse più coglie1·e l'armata, francese sulla MoseUa, spemvasi raggiungerla almeno s·ull'aitro fiume. Le precedenti considerazioni stan~o a dimostrare, che .s i doveva escludere quella ·supposizione; e po:i, com.e raggiungere i Francesi sulla Mosa che essi a,;1:ebbe:ro varoato a Veridun (for tificata) ed a valle, mentre i Tedeschi era.no indirizzati verso il tratto a mOJlOO tra D ieue e Oommercy ? Ed infine, gli ordini già rifo'riti, emanati alle. 6 l/2 pomeridiane del 15 da.I comando suima vigorosa, ))remo' .inaiu.rwevano b o ' .ofiìensiva contro le strade cla Metz a Verdiin per F'1·esnes e per Etain, ma non parlavano affatto di. una marcia sulh Mosa a monte cli Verdun, e ,t anto meno cli dividere la 2• armata (già se'parata dalla 1" e dalla 13"). fra due còsl divergenti obbiettivi, in presenza dell'esercito francese ancor a perfettamente in grado di dar battaglia, come lo dimostrò nei giorni seguenti ! Anzi, la . vigorosa offensiv.a, implicava chej si dovesse avvia.r e in quella
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(I) Che il genera le Molt.ke vecte.sse assai riù chiaro del comando della li armata 1<> dimostra anche la corrispondenza pas;,:itasi il giorno i6 tra lui ed il gene ral e v. Stie~le capo di stato maggiore di quell'armata. Questi (Documento n. !7! della Corrispvndenza 1n,ilità1·e del maresciallo 1lfoltke), ancora alle 2 pomeridiane quando il 3° co rpo teneva testa da quattro ore a quasi tutto I' es~rcito frances11, sempre persuaso che i t grosso dei Francesi si trovasse ir\ piena ritira ta sulla Mosa, persisteva a ri tenere op-: por tnno che mentre il 30, go e i.o• cori10 si portavano a nord, gli altri quattro ?orpt prosegnissero tt·anquillamente verso la Jlfnrn tra Bonnonco1trt e C~mmercy .. Eri •l generale Mollke ri spondeva alle 8 pomeridiane (Documento o. 172); • A mon avr, r1'Jeter « ,•ers le nor<l les fo rce, principales de l'ennemi qui abandonnen t Metz, est chose dé• cisive pour le rèsull.at rle la campai:ne ..... Ce n'cst que Jorsque ce but capit,tl sera , atteint que les 1• et JI• armées pourront S (! séparer pour continuer la marche vers " l'ouest..... Il n'y a qu'un intérèt secon:laire à att.cindre rap idement la Meuse..... • . Nel mentre qursta letter:i fa ferie della grande perspi cacia di qne l somm o no.mo d'. guerra, non posso a meno di provare una certa meraviglia come, vedcorlo e:d1 cosi chiar·o in quella intricata siL!)azione, e potendo dare J egli ordini, si sia limitato ad esprimere un avviso. Davvero elle, con tutto il rispetto dovuto ad un taDt'uomo, oso esprimere il pensiero che mi pare eccessiva la sua preoccupazione di invadere le attribuzioni del comando d'armata. 122 -
ANNO
x1.,•u.
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direzione wlmeno il grosso della 2• ai'mata., e non gi·à due soli corpi. In conclusion~, nel mattino del 1G assistiamo a questo curioso spettaoolo, che l'esercito francese di Lornna è riunito e non ,s a approfiti;are della sua riunione, ment1<e l'ese-rcito te- '" desco, già sepa:rato tra le sue tre ar.m.ate, di.s perde ancora la 2a annata, ·Che è la sola a c~mtatto del nemico ; e rna:lgr a.do la violazione, del principi:o fondamen tale della. guerra,. vince per un comple,sso cli circostanze che ora verran no esami:m~te.
B ATTAGLIA DI VIONVILLE- ÌliARS -L A-TO U R
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j l nemico avrebbe trova.to una buona posizione per paralizzare la controffensiva francese. Tra VionviJle invee.e e Mar sla--'l'our si trovavano appigli meno favo·revoli alla d ifesa, ma .condizioni controffensivo migliori, perchè i Prussia,ni non avrebbero trova,to buone_ posizioni che molto più indietro, prima verso Ch,1,mbley, po,i, e più specialmente, hrngo i.I Rupt de J\{acl. Da questo sta.to di cose emergeva spontaneo il. concetto cli occupare coll'ala sinistra una buona. posizione difensiva ,sull'a.lt,ipia;no di Re,mnviLle e servirsene d i pm1to d'appoggio per passare SLtHa destra ad- m1a energica con tro:ffesa colla maggi.or parte cleillDforze dalla fronte Vionville-J\!fars-laTour. Questo concetto tatl;ico, si trovava in perfetta armonia .col cOil;tceUo .stra.tegico, essendochè, se si voleva proseguire la ritirata verso la :òilosa., su Verd1m od a valle, 01·a, necessa.r io ricacciare la sinistra, nemica (che era la pjl'.1 m.iJ11acciosa rispetto aLl e vie d i r iCira,l;a), lung i dalla. via rnaesr,ra, JYietzVerd.un, e non era :in veee gran m.ale se la pro-pria sinistra, dovendo· cedere alquanto, veniva a volgere le spalle, anzichè il :6.ao.1co a.Ile suddette strade di ritirata. fosomma si sarebbe in taJ. guisa effeLmato 11;11 ca.mbia,nnento di fronte a, sini str~ che avrebbe disposto l'ersernito su una fronte qu asi perpcn.d1colare alle proprie comuni.ca.zioni. Che fa i'[\vcce il maresciallo Baza.ine,? P rende prima .po, sizi one tra Vionville ed il Bois de Vionvillo con parie del 2° .e, del 3° corpo, e fino a mezzogiorno entrano in azione poco più di tre divisioni francesi, muovendo a pa-i'Ziali atti controffensivi che vengono rintuzzati sovratuilo dal fo.oco clell'arti.glieria prussiana. Egli twcum ula imponenti riser~e, tra Rezonville e Griwelotte, perchò teme che, avamrn,ndo il nemico con.t:ro Ja. sua sinis1:ra., lo seip tri da Meitz. :Ma, se aveva intr~preso la. ritiraw , era JYt:ire cvll'intenclimento di s&p~rMsi_ cla Metz, ed allo'ra cosa gli importa va di esserne, separato nel cor so d~lla batl aglia? J,; se non voleva, scparars~ne, pe~chò stava abbandonanclo quella fo.dezza , invece di servirsene come perno per manÒ,;Ta.re a. cavid lo della )J:osella? Dal mo~1e.nt.o -che voleva ripiegare sulla :i\fosa ed oltre, non d?veva mvece' -.temeJ·e eh percl.1::re quelJe vie di rit ir a,ta o cli essere ngettato neHa
(1) .
I . - Pra le due sol uzioni. razion ali cli cui abbi amo prccedentemènte parlato, c,he si ,presenta.va.no nel mattino de1 16 all'esercito francese (ripiegare cioè tosto, sulla linea dell'Orne, oppure gettarsi r isolutamen te in massa contro le teste del.la . 2• armata), i.l genera:lissimo francese ne scelse... una. terza, quella cioè di continuare tranqHillam,ente la r iti.r ata. verso la llfosa, ritardando fino al mezzogiorno la partenza dagli accampai:uenti (segna.ti in rosso sulJo schizzo n. 4) per attenù.ere J.e tre divisioni che tuttora si twvavano nellà valle della Mosella ! Ne cleri vò che l'esercito fo attaccato ne.Il e sue posizioni, prima dalla 5" e 6.. divisione di cavalleria e poi dal 3° corpo. Volendo prosegui re la ritira.ta, ern, necessario di liberarsi anzitutto deL corpi che si ave,vano a fron te e cli r igettarli verso .s ud. Era d'uopo pertanto éli a.gire risoluta.monte prima, che i meclesimi potessero essere rinforza.ti. In qua.l modo? · L'a,1t~pù1:no di Rezonville offre una bu.ona po:sizione fronte a sud a.lii,~ te1Sta, dei vaJJoni che si r iuni,s;cono verso Gorze ; ma da quell a parte vi ha un ten:imo poco adatto alla controff'e.sa. sia perchè essendo, molto ro-tto e boscoso non favorisce la. manovra delle grosse masse, sia, perchò tra il- Bois de Gau mont e Gorze, sulla destra del burrone che ha origine a F la.vigny, ·
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Vedasi la Ca rta d' insieme n . i ed il Piano n. 5A e 5B.
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fortezza? Bisogna adunque concludere cha egli non aveva al c1m concetto chii:!:ro, e così. si sp iegano le cont inue, indecisioni e le conseguenti lentezze. Nol pomeriggio entra in azione· su Ila destra anche la rimanente parto del 6° corpo fra.n~se e divisioni de,l 3° e 4· corpo, con, evidente scopo offensivo contro la sinistra. prussiana. ,.A.niva bensi in buon p1mto la 20a cli visiono prussia.na a rinforzo dell'esausta sinistra del 3° corpo; ma, cosa avrebbe essa potuto, contro l'energico irrompere cl i paxccchie divisioni francesi? Eppure l'attacco di queste si smorza dopo breve tempo, in seguito aH\uto di pochi battaglioni freschi! E perchè ? Perchè la maggior cura del maresciallo Bazaine è sempre pei: la sua ala sinistra, dove egli si trova; e, preoccupato quasi u:ntcamente di non essete separato da Metz,_ manda _al maresciallo Loboeuf (comanda11to del 3° corpo) 11 semplice ordine de ma·intenir fortern ent la. sua posizione, d'accordo col 6° corpo! Si c~rn p1·endo quindi come quest'ordine si.a basta.to per paralizzare tutta l'offensiva, francese dalla parte in c11i es·s a sa.rebbo riuscita più e:!ncace; e così" la lotta si è nel suo complesso risolta. in una,-ba.ttaglia difen 9iva, pur ~isponendo di forze cli g-ran lunga superiori a quelle del nerrnco. II. - Esaminiamo or a ciò che ·accadde dalla parte prussiana,. Si èveduto prececlentem~nte che sarebbe stato consigliab:ile che entrassero in azione il giorno 16 sulla fronte l!"'resne en Woevre-1\fars-la.-'l'our il 10°, jl 3° ed il 9a corpo e che il l 0° ed il 3° corpo g.iungessero quasi contemporanea.mente sull e strade Metz-Verdun. ·Tenendo poi. presente : a) che il 3° corpo si trovava presso Novéa.nt sulla Mosella, e disponeva, di due ,strade per raggiungere l'alLipiano tra lfars-la-Tour e Vionvil]e; b) elle il 10° corpo era colla divisione di · testa a Thia,u'cou·r t e con quella di coda. a Pont-à,-1\i(ousson; e) ohe il 9° corpo si trovava. presso Verny, a circa 13 chilometri dal pon to di Novéant, si. poteva prescrivere ad un dipresso : che il 10° corpo muovesse alle 5 da ~Phiaucomt; il 3° corpo .s u due colonne alle 7 da Novéant ed il 19° corpo alle 6 da Verny. Se il 3° ,corpo· non avesse incontrato il ne~
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ro.ico (cosa molto improbabile per le r agioni già es,postè)',-' .avrebbe, occorrendo, soccorso il 10° corpo per la strada di Mars-la-Tour. Se invece incontra.sse, come incon trò., tenace re.sistenza, poteva venire appoggiato dal 9° co11)0, che. sare.b be giunto ,rerso mezzogiorno colla siia testa sul campo di battaglia, ed almeno dalla divisione di coda del 10° èorpo che vi. sarebbe pervenuta d a Thia.ucour.t o da Saint-Bènoit ; e ciò oonza tener conto clell' 8° corpo che si trovava pure a por~ tata. 'iTooiamo ora cosa accadde. La 6adivirs,ione (3° corpo) _muove .alle 5 da .A.maville (a sud di Novéant) per la strada di Anville e Bruxières ve,rso J\fa11s-la.-Tour. La 5• divisione parte <la Novéant alle 7 ¼ per la strada di Gorze verso Vionville. Il 9° corpo non muove che alle 4 ¼ pomeri<~.iane colla. sola 25a divisione da Corny sulla MoseHa verso Gorze ed il campo di baittaglia, e vi si rectt solo in seguito a,l divampare della battaglia ed al conseguente ordine ricevuto dal comando dell'armata. La 19&d ivisione par te da Thiaucourt solo aJ.le 7 (ossia due ore dopo la G• che aveva via più breve da percorrere per 'giuocwere alla strada Metz-Verdun). La 20~ divisione fi.nalo . mente non giunge che all' 11 '/ a '.l'hiaucom,t suo obbiettivo (pag. 536) dopo aver percorso ·solo 15 chilometri e vi mette gli avamposti, lascia,ndo che la 19" divisione avvii sola a Sai.nt-Hilaire, mentre si aveva in mira un a energica offensiva anòhe, da quella parte ! Dall'insieme di queste disposizioni, le qua.li ii.velarn.o indubbiamente un eone.etto non troppo chiaro della ·Situazione, P, come necessaria conseguenza un deficiente cool'dinamento delle mosse delle gr andi u.nità, doveva risultare, · come risultò di. fatto, che incontrandosi il nemico con forze rilevanti sulle vie di marcia del 3° corpo, questo ne dovesse sostenern l'u rto da sè solo per gran parte della giornata. E difatti la 20"' divisione ,non giu.n ge ohe alle 4 sul -campo di ba.ttaglia, sul qua.le il 3° corpo combatte strenua. mente da sei ore. e non è che alla stessa. ora che la 38" brigata (19". divisio~1e) muove da Suzemont ve1~so Mars-la-Tour, mentre.è iSoltanto ver.so l'irn.bruni:L'e che entran o in azione sull a destra la 16" divisione (8° corpo) e i.a 2o~ (9° corpo) . Se ciò 2
si
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mal?rado i. Tedeschi 1~escono a conservare il campo di bai;-
ta.gha, lo s1 deve a,s cnvere essenzialmente : a) ~111~, ferre,~ cost~nza con. cui il 3° co11?0 combatte, a costo de,1 pm gravi sacnfizi ; · . b) a.I poco slanc.io impresso àU'offensiva. francese dell'ala d.es~ra, preoccupato com'er a il maresciallo Ba-zaine della. sua film.stra, per non essere separato da Metz; · e) .a.Jla. ?rande supe;tfori tà d0ll'a1tiglie.ria tedesca, che è messa m nlrnvo ad ogni pag ina cleUa reil azione ufficiale la qua~e .artiglieria colla sua, gr,a,n:dis!S ima efficaci,a rintuz.z a i ~uccess1v1 ma parziali contrassali;i francesi; d) finalmente, . al saggio ed efficacissimo impiego della nu:~erosa cavallen,a prussia,n a p1:esente sul campo cli battaglia. . ~ ut:o ciò c<mt~:ibuì a portar rimedi; alle deficienti clispoS1z1om del comando delJ'arma.ta, ma non toglie che esse fo::;-. s.ero tali. Nè si dicà che u;n ritardo di due orn ne,Ua partenza del (3° corpo dalla J\lfosella avrebbe favorito la ritirata dei :V:ra.ncesi. Se voless i argomenta.r e col senno del poi, potrei due che i Francesi non avevano intenzione di mu.overe cbe· aJ mezzogiorn.o'del 16; ma tal modo di ra,giona.r e sarebbe il1~gico. :Mi limiterò perta.nto ad ossorva,r e che due ore per una nlevante massa cli trixppe,, qual:e era quella dell'esercito francese, la ctri testa sarebbe ~tata fermata dal 10° cor po quaJora. avesse proseguito verso Verdun,· non era.n g1.•ain cosa, e cheesse potevano venire guadag11a t,e, dalla 5~ e 6" d ivisione di ca,- · valleria gH~ saggi,an1ent0 impegna.te colle loro batterie fin dalk 9 '/,.; arnzi, non potendosi in quel giorno, fare, enl.rare in az.i one più di _tre corpi (3°, 10° e 9°) e potendosi solo ripromettere· coi medesimi cli arrestare l'esercito francese in ritirata, non già. d i. batterlo, ed importando per contro di non farsi bat~ te11e, era vaJ.1taggioso d i impegnare più tar di una possibile batta.gli a con forze .iJnferiòri, per poterl a protrarre iin~ a ,sera senza perder terreno. Noto infrne di passata che è questa la seconda .volta. in cui il principe Federico CarJo poco mancò compromettesse le· saggie disposizioni del comando supremo, poichè già nel 1866.
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egli sboccava così lentaJnente colla 1 a armata dai monti di Lusazia, che la riunione delle due armate p.rnssiane non av- , veniva che sul campo di battaglia di Ronigratz, anzichè verso Gitschin, com'era. sttito clivisato dal comando supremo; dimodochè dipeso solo da.lla lentezza dogli Austriaci se essi non si gettarono successi va,IQ-en te sulle due masse ancor separate. I!I. - Passando ora ai particolari della battaglia, da parte tedesca, rileverò che la 5'' divisione ò entrata. coi suoi vari :riparti successivamente in azione; . ma. ciò, si spiega in questo ca:so, colla necessità, quando gim1se coJla testa. a Gorze, d i. afformarsi · tosto sui vari sproni che separano i pro.fondi a vva.llamenti situati a nord cli quel paese, dai quali si do\;eva.no prendere le mosse IJCr l'ulteriore offens iva verso Rezonvi:lle. · Qualora si fosse saputo che si avev~1 a fronte l'intero eser cito fra.n~ese, sarebbe st~1lo più prudente di spiegare tutta h1 clivisi.one in buona posi7.ione difensiva sulla destra del :vallone che atiraver::iando il Bois de Gaumont scende a Gorzc, ed att-endere colà per pa.ssare all'offensiva ehe, si fosse 5ipiegata la 6' divisione sLdla sinist.ra e che fossero sopravvenute altre truy;pe da tergo; ma que] rnpi<lo' e successivo, passaggio all'o:ffe:nsi va in quel. dHfì.cilo ed insidioso· terreno dell'ala destra,, si spiega coJla convinzione che ,non si avesse a che faro che con una- retrogua,r'Clia francese. Snlla sinistra la 6~ d ivisione è dapprirott avviata su J arn.y per tagliare cil nemico ogni via di scampo verso O'vest (paghia 501), il che dimostra quale idea. si facessero nel 3° corpo della. situazione dei Francesi; _poi, visla avvia.ta la batta.glia . ~ulla destra dalla. 5a. div:i-sione, ed occmpati ùal nemico Vionvillc e F lavigny, essa fa fronte ad est, e, ])l'ima di ~rnpegnarsi, èffettua lill regolare schieramento per ala di ·b rigata. E ' questa la· prima volta che ciò acca.de in questa guerra. Successiva.mente lo condfaioni ed il prolungarsi della lotta conducono ad' un inovHabilo · fra.m:misch:iamento delle unità tatti. che, ma, si cerca di riordinarlo alla meglio dur·arite le pause che fa.nno seguito ai contrassalti francesi, respinti per opera l?O· vra.tutto deJlc potenti linee di .artiglieria.
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.UA WE I SSli:MB URG A SÉDAN Nfò:L
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DA WEISSE'.\lBURG A SÉD AN NEL
La 20" cli visione giunge in buon punto a.lle 4. a ristorare la pugna sulla sinisLra; essa perde in breve i legami tattici nolle boscaglie di 1'rouville, ma trattiene il nemico sovorchiante, che è sovratutto trallenuto dagli ordini clel comando supremo francese. Dopo le 5 la 38' brigata, già spiegata a nord-est di Mar;; la-'l'our, e quasi esausta dalla lunghissima marcia, ;vicJte spinta all'attacco delle alture cli BruYille, occupate da forze soverchianti, ed è quasi distrutta! E con quale scopo? A. qùell'ora i Tedeschi dovevano essore persuasi cli trovarsi a fronte di qua-si tutlo l'esercito francese. Potevano essi ripromettersi di batterlo colle sole forze che avevano al.la. mano? No, evidentemente, era già molto se non ne uscivano essi stessi battuti! Parmi ùovesse bastar loro di tratteneTlo in quel giorno per poterlo battere all'indoma.ni al sopraggiungere degli a,Uri corpi d'armata. Ma per ottenere oiò era necessaria una così disperata offonsiva, che -si protrasse fino a notte fatLa, ancho all'ala destra, con sforzi scom1.<.'6si, quan.do giunse,ro man mano sul campo di battagl ia la lG"' e la 25° divisione? Non pa,ro; bastava all'uopo mantenersi a stretto contatto coi Francesi, conserva,re le posizioni tenute tutto il giorno a !Prezzo di tanti sacrifizi . Eppure anche aJle 8 di ser a il pl'inci,pe li~ed.eri,co Ca,rlo ordina un attacco generale contro Rezonville, attacco che va naturalmente a vuoto, dopo aver prodotto una nuova ed inutile ecat,ombe! 0
IL 17 AGOSTO (1) .
I . - Ancora nel pomedggio del 16 il comando <lolla 2J armata (pa.g. 586) era fermo nell'ipotesi d'un semplice scontro contro una gran frazione dell'esercito francese, che intendeva ricacciare verso nord coi tre corpi più vicini (10°, 3°, 9°), intantochè la sinisti-a dell'armata avrebbe dovuto pr oseguire verso la Mosa. Ma. il generale v. Moltke, giunto nel (t J Vedasi lo Schizzo n. 4 e la Carta d' insiemo
11.
i.
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pomeriggio col gran quartier genera.le a .P ont-à Mousson, ved.e come aJ. solito più chiaro f~ttnwerso alle noti½ie p ervenute, e maJJ.<la i ,seguenti ord.ini : A.l 12° cor po perchò muova alle OTe 3 <lel 17 per 'rhiaucourt verso Mars-lG-Tour; -al generale Steinmetz peucl1è passi ne,l mattino ùel 17 la MoseUa verso Comy ,ed 'A.i-ry in coda aJ ~) 0 corpo. Con :uno scrit to esplicativo aggiunto a q11e.st'tùtimo ordine, il ge-!'ernlo v. Moltke accenna ve1· .la prima. volta all'idea di ta.gliare al nem.ico le comunicaz ioni · ,con Chalons, caccia,nclolo verso nord (pag. 587) . Finalmente alla. sera. del 16 il principe li'ederico Carlo, aspettandosi che le masse francesi rnani(,e.stamente e di gran -lunga soverchia.nti (pag. 588) avrebbero nel mattino seguente nuo·va.rnente tentcito di 1-i,aprirsi la via verso ovest, e scorgendo la necessiLà cli trar nuove truppe sul campo dì battagl ia per sostenere le truppe spossa.te, om.ana i seguenti ordini tra le 10 e le 11 : Il 9° corpo si raccolga allo spuntar del g iorno sulle a:lturo a. nord di Gorzc, a soslegno dell' ala destra; il 12° co1,po, muovendo n ella notte, si rechi per Thia.UJcou.rt a , l'f ars-la-'rour dietro il J.0° corpo ; la guamclin per Beney e ·Chambley si rechi pure a i\fars-la-Tour sulla sinistra del 12° corpo; i t 2° corpo si avanzi su Pont-à-l\fouss9n ed il 4° ,che era troppo lontano pe,r giungere in terupo, ,prosegua vorso la Mosa :fin presso a Boucq. Non vi ò nulla da o'Sservare su queste disposizioni emanate si a dal comando suprenio, sia dal comando della 2• armat~, che erano imperiosamente r ichieste dalla neoessità ~.i iii-unire, i cor.pi dispersi nel giomo precedente o nel modo PlU imprudenti:, di fronte all'esercito fra~.1:cese, S011%a. ~he fosse in alcun modo r i.sul.Lato che questo si trovasse frazionato od in pic.na ritirata. Solo osservo che non vedo la con:en~enza ,d i A-ver fatto proseguire il 4° ,corpo (fatto a~anzare_1l ~1orn~ precedente verso 'l'oul) in .direzione della :Mosa, ~01che, i0os1 isolato com'era, in quella d,irezione a nulla serviva, mentre se si fosse recato anoh'esso vorso n.otd, a Thiaucourt od a P agny, · avrebbe· po~uto essere adoperato n.el giorno 18 e. p.ei seguenti. . . Gli ordini dati sono sa~giamento prevenuL1 da1 coman-
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DA W.EISSE)IBUR G A SEDAN NEL 1870
D A WEI SSE:V!BUR.G .A SÈDAN
danti in sott'o·rcline (ed è questa lodevole iniziati va) , speci a,1mente .a J. 12° corpo ed. alla guardia; che son o a:p punto i più · lontam, m modo che hanno pronta esecuzione fin dal cuor edella .notte. Cosiccbè, a mezzogiorno il StLpr emo comm.1do tedesco ha. sette corpi e tre divisioni di cavalleria sotto ;maJ_1.o o t,a nto vicini da poter fare /Sicuro aissegnamento .sull a loro coopernzione i11 ca,so di nuova. ba,btaglia. Ma non avendo il nemico atta.cca.to, ed i 1'edeschi avendo deliberato ·di m.uovere
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cur0zza J i Stl medesimo che aveva manife.sta.ta in così scansa misura, 'il giorJJ o prima qua:nd0 le circo.st anze erano· ;m;eno gravi . S.i aggiunga che l'éoula,mento della, batta.glfo cwea f a,tto sup porre al, geneml-is.frnio {'l'a.ncese rli civere a.mito a f ronte f,o·rze per lo meno pari a,lle sue, e che lei do11w,n i i Tedeschi gii am·ebbe'l'O oppe>sto . f01·ze assoluta,rnente s,uperiori (pag ina, 593). Si com_prcndc colti.e, con ta.l e persuasione i1 marescia.ll o B azaine non si sent isse in grado cli ricom inciare l a. battaglia. Esclu so pertanto questo partito ne rimanevano a.i Fran cesi a ltri tre : ci) continua.re la ritirata verso la }[osa, ripiegando in taJ1to nel più ·breve i;e,mpo possi bile, l'esercito clietTO l a. linea. d~ll'Ome. b) rinuncian do alla riti.ra.ta sulla M:osa,, appoggi are le spalle, a l campo trincerato di Metz e mediante una conver sione indietro l't desr,ra, prender e una. forte, posizione tra. l a Moselht e l'Orno, da Rozerieulles a, Saint-Privat l a j\fontagne, pGr combattervi una ba.ttaglia decisiva; .. . .c) r ipir,ga,r e senz.'altro sul campo trincerato e sboccan-· done per la destra, della Mose'lla, battere ]e forze tedosche ancora rimaste, .su quella sponda, ecl occupando l e alture che fìanolrnggi ano l a destra del fiume, interce.Ua.re ai Tedeschi. le lom lin ee ~li ritirata. . . Se il pii.mo partito era ,gi à preferibile quando per .la lontanruna dell'esercito tedesco poteva essere messo ad esecu::r.ione coHa necessari a c,a lma, non .lo ern più quando, dopo l a battaglia del 16, jl maresci allo ;Bazaine r:iteriev~ ~li tro:1 arsi a stretto con.tatto con forze n emi ch e moHo, super10n. Egh aveva bensì tuttora aJ)erte le clue strade 1:ier Etain eper -~rieyi c?me osserva l a r el azione ,11fficia]e a pag. 593 ; ma la ntira,ta- cli un così grosso esercito avrebbe richiesto a lmeno due gior:ni, se si voleva raccoglierlo. d ietro l'Orne, incol onnandolo per quelle due ·.stra{le. La r itirata doveva essere eseguita n ella n otte, aJfìn chè nel ma.ttirn) del sopravveniente giorno 17 g ià si trovasse presso l 'Orne, còHa coda a. qualche c.h ilome~ro dalle ~~ ·Sizion.i tedesche; era necessa1.·io all'uopo eh eseguire rn,a, nt,1r afa con for mazioni amma.ssat.€, attra:vei·,so a.lla campagna, ·la
r1,ll'attacco con t·ut.te le for.ze wiite il giorno 18, j'ciceva m.estie1·i fra,ttanto procw·a re che lei mossci di fia,nco iniziata colla r annata non traesse nella. giornata clel 17 :a,cl im s·erfo combattimento DI CUI SECONDO LE ESPERIENZE PATTE NON POT EA (pag. 600). In tal .senso furon o dati ordini ver.so il m~zzogi.orno al genera.l e Stein met.z. ;E così si sentiva, :6.na.lmente Ja necessità di meglio icli.scip1inare l 'azione dei comandanti :in sott'ordine. II. - Se i France.sj, dopo di essersi riordinati nella n otte, avessero nelle prime ore del mattino del 17 preso l'offensiya. colla loro a.la destra, tenendo forteni.ente sùlla loro sinistra l'altipiano cli Rezonville che era, r iniasto in poter l<)ro, non , r'ha. di:~bbio che avrebbero- r igettato :indietro gli esausti avanzi del ]O" corpo, pr ima che il 12° corpo e la. guar di a gi'nnges.ser o sul campo cli baUagli,a,. Ai Tedeschi dovevano giungere bensì per tempo rile'v:a,nti r inf9rzi aU'aJ..a destra, del 7°, 8° e 9° corpo, rna ·q uesti non poteva,r,o far sentir e il lor~ peso che attaccaJ1 do peir lm terreno mo I to rotto, boscoso, difficile·, le fo.rt:i posizioni di Re1,on.ville o .cli Oravelotte, che i Fran ceisi 120-· tevano pur tenere lunghe orè con forze relativamente deboli, fìnchè battu ta l'aJa. sinistra tedesca., a.vessero potut{) rivolgere parte de lle for ze clelfa .loro .afa destr a, contro Ja. destr a tetelS'ca, la. quale non 1si sa1~ehbe trovata su un letto cl i rose, con · forti · posizioni di fronrte e la }l,fosella a breve distanza a.llespa.He. }\fa questo partito r icJ1iede,v a un a chiara vis ione della situ aa:i.on e ed. e.strema ra,picli,Ui {) v igore d'esecuzione; e se il rnarescia.llo Bazaine non ave.v a. sa,puto ,dar p:ro-va d•i .queiste· quaJifa i l g iorno 16, non si può pr e.te,nderc, ehe gli ,si fosse, cl."tm tf::ttfo nella n otte ris,;egliata. quella. ,chia:roveggenza., quella. siPREVEDERSI LA PORTATA
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DA WEISSEMBURG A S:ÉJDAN NEL
DA WEISSEllfBU.R.G A SE DAN NEL
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qu-al cosa, se effetl;uata, di n otte e subito dopo 1«" b·a tt,ag11a, . . .avrebb . e p~odott~ Dio sa qu.al confusione! Si a.o-gim . a che 1· O fiducia r101 ca 1 11 t 1g . : P e ne e . ruppe era s cossa, che era nee,essaria nfom~re le truppe di munizioni, che queste non avevan~ che "'· che ·t · · secoloro vettovaglie . . . . per un sol oòiomo, "' · 1 .ra.1111 erano tutti stati ammassati sulla strada da Gravelotte alla .M:osella, che n'era ingo~.br~ (pag. 594). Si comprende adunque c~1:1e tutte queste ,ragiom sconsigliaissero dal continuare una ntirata che s arebbe molto probabilmente degenera ta in disastro. Il_ secondo part ito a.veva senza dubbio dei vantaggi. Il ma.tesc~a.l!o Baza.ine avrebbe da,to battaglia colla fortezza ,(che c,ost1tu_1va allora la sua base d'operazione) alle spalle, mentre l _esercito tedesco volgendo le spa,lle alla F rancia aveva. r inunz1~to al~e sue eomunicazioni. Laonde, la vittoria sarebbe riuscita pe~ F~·ancesi molto più decisiva che pei Tudeschi. :M:a se, anz,che la spei:ata vittoria, i Francesi avessero subito ~ma scon~tl;a, qua.li ne sa,r ebbero state le conseguenze ? che ~ Francesi sarebbero stati _rigettati iù. disordine nella fortezza e che non sarebbero più stati in oTado di mano;rare per pa,recchi giorn1, durnnte i quali i 'l~escbi ve li avrebbero accerchiati ed investiti. E' bensì vero ,.che il maresciallo · ~ aza:ine .si ~i p~·o~etteva di aspettar l'assalto in um.a posiz~on: _d a lm ,gm~l'.cata. i:n~spugnabile; ma, oltrechè le posizioni mespugnab1lt non esistono, anche se tali ve fossero ' . e quasi sempre possibile di para.lizz.arne l'a.zione controffon-' isiva sulla fronte con una parte delle forze, e!d aggira.:rne i iì~nch:i. Nel . caso concreto la ì)osizione oocupata dal marese1allo Baza.111e era., non già inespugnabile, ma for te sul fronte, molto e-stesa e debole al fianco destro, dove non ri ceveva nessun a.ppoggio dalla fortezza,. , Esaminia-mo ora il ter:w partito. Il marescia-llo Bazaine non volle iiimovare la battagli a il 17 per chè si attendeva. che i Tedes,c hj gli cwrebbe1·0 (in quel giorno) opposto forrze ,a.ssolutamente sov erchicint-i (pag. 593). Egli doveva dunque essere convin to ohe. aveva. di fronte ,a lmeno .la massima parte della, 1" e della 2" armata tede,s cà,. Laonde, egli avrebbe dovu to
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neéeis_sariam:ente presumere che sboooando da Meiz per .la destr a. della M:oseUa, non avr ebbe potuto trova;r e ,sulla destra del fiume che forze di gran lunga inferiori aJ.le .sue, ,che avrebbe facilmente soverchiate. Se a.dunque egli si fosse rapidamente portato a.d occupare con tutte le forze disponibili le alture lungo la destra, della MoseiJa tra Pont-à-Tut:ous.son ed A.11s ,.sur Moselle (15 chilometri), cosa avrebbero fatto i Tedeschi ? E vidontem.ente a.vrebbc~r o dovuto c~.rca.r·e, di r:iaprir,si tos.co le comunicazioni in te11cettate, e non sarebbe sta.to fac.ile· pioblema que,Uo di forzare, il ,:passaggio de.Ila 1\foseHa, aifaccan.do formidabili posizioni di là dal fiume. Essi si sa,r ebborq. trovati colle for1.1e bernsi riunite, come già le ·aveva.no prima di effettuare il passaggio della, i\fosella, ma fn situazione, molto peggiorata, perchè privi delle proprie comunicazion,i, men.tr e i Fra.ncesi a.vevano la prop:r.ia base nella fortezza. Nella quasi impossibilità di forzare da fronte il p a-ssaggio del :fiume iri. q:uel tratto, essi sarnbbero .forse stati costretti di risalire la Mosella con gn,m parte delle loro forze, o meglio ancora di ri•chiamaro Ja 3• armata (cho il 19 giungeva sulla Mosa cm corpi di 1" linea) sulla destra della 1\fose,lla, pc-r stringere da quella pari:e l'esercito, francese e costringer lo a. rifogi~1r si nel campo trincen ito. M:a ciò avrebbe :imposto una notevole perdri.ta cli tc:m;o, del qua,le avrebbe aippro:6.ttato ~'esercito francese che si stava intanto organizza,ndo presso Ch~lons. I mperoochè, quale er a il 1problema che doveva, in quel momento propo11si. il marnsciaillo Bazaine? N\ùl'a.ltro d 1e questo a, mio avviso : Quaie è il partito migliore 1rnr ,.enclere più dif!ic·ile al nèmico di rinchiir.clenni nei campo trincerato c(i Metz, allo scopo cli attirare su cli me pel J>'iù lungo . te·mpo possibile lei massirna quantità di /orze nemiche, e dar così tempo aU'ese1·cito che si sta 01·gcinizzando a Chalons d·i entrare in azione. Posto il problerna in tali te,r:rnin:i, parmi non vi dovesse esser dubbio ,suUa. con.vewienza di adotta,rn iJ terzo pa.r tito evitan do una ba.ttaglia decisivft, sulla .sinistra della liosella, la, quale non pre1Senh~Vè• moUa ·p:mba,b ilità, cli vittoria contro forze tanto soverchia,nti , men.t re, se perduta, si sa.re.bbe stab tosto rfo chitusi nel campo trin,cera.to; ed in tale caso •potevano ba1
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sta,re al nemico forze inferiori. a.i totale della 1" e 2' armata per ma,ntenere l'assedio, e<l avviare le \Superflue a rincalzo della 3~ axmata contro l'eseroito di. Ohalons. Il maresciallo Baza,ine preferì il secondo pa1tito e pochi giorni dopo era rinchiuso in :Metz per non più uscirne che prigioniero coll'inie.ro suo esercito; e l'eseroito eh Chalons avendo dovuto fronteggiare non solo ]a, 3' arma.ta, ma anche l'armala della :i\Iosa, tratta dopo la vi.tto·ria, di Gravel.otte dalla 2• arm.a/;a, era costretto, 15 g ior:ni do1)0, a cmpitol,aro a Sécla,n !
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ACOSTO _:_ BA1"1'ACf,IA DI GRAVELOT'l'E ( ] ) ,
I. - Nel giorno 17 cessa il contatto col nemico sul fronte della 2a armata. La divisione di ca,v alloria sassone trova sgombra, la strnda di E tain, e passa la- notte dal 17 ·al 18 presso la me<.lP.sima, a :Parfonllrupt. Sul fronte della medesima armai a il1 vece, il contatto col nemico è strettissimo, specia,l mente d inanzi. al 7° corpo, il quale constata che quello occL1pa con , forzo ragguardevoli il Point, du J our, Rozerioulles e St. Ruffi.n. Da queste in:formazio1ù si poteva dedurre, come cos.a molto p1·obabile, che i Prancesi si fossero ritira.ti in direzione di J\fot,z, tanto più se si riflette· che Je strade- che loro rin1anevano libere a nord d i quella di Etaio erano insuClì cienti. per far sfìlare prestamente un grosso esercito. Però questa ritirat~. verso nord noo. si poteva ancora escludere in modo assoluto, ed è quindi ben nat.urale che le <l.isposi7.i.oni pel 18 siano sta.te dato nella doppia ipqlesi cli fronteggiare il nemico, sia. che quesf;i. si fosse ritirato verso nord, sia, cl~e a,vesse r.ipiegato su J'ifotz. Si sarebbe clovnto mandare qualche squ.a.drono almeno · fino a Briey; imperocchò, dato che anche questa strada fosso stata trovata sgombra., si poteva. escludere in rnocl.o assolu to una ritirata vorso nord (2) . (Il Vedasi la Carta d'insieme n. i ed il Piano 6 A e G 8.
li servizio di esplorazione si mostrò senza dubbio in q ucsto im1>ortan te caso deliciente, e si trova la isrru!ti"a spiegazione di questo fatto nrllo se;;uenti parole del (2)
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Fin dalle ore, 2 pom. del 17 il comando supremo emanava dall'altura, cli F.JiJ,vigny gli ordi!l1.i per l'inclomani (pa,g. 603), secondo i quali la 2a· armata, a,ssecondata suJ.la destra dal1'8° corpo, doveva muovere alle 5 del matti no ed avanzarsi a scaalioni colla sinistra. inna-nzi tra i rivi d'Yron e di Gorze, o mentre il 7° corpo doveva da principio assicm·a.re la. manovra deUa 2a armata. contro le eventua.l'i impÌ'-ese, del nemico dalla parte di :M:etz. L'otdine soggim1geva, che le deter,n~iua~i.oni ulteriori dipendorebbcro daJ oontegnOJ dell'avve,r-sa.no. I,or-cline 11:on scende a particolari su ciò che si farebbe vt>.ri:fìcandosi ciascuna delle due iRotesi sovmccenna.te; ma ciò a,Tà natm-alrne.nte formato oggetto dei colloqui t.ra il _comando supremo ,ecl :il comando, della 2" armata nel ma~,l;in~ del 1 '., di cui ò cenno a. pa.g. G04. Cer to si ò che q1;':lst·ordme corri-sponde perfotta.men~e aJla situazione cd è ~m classico esempio di 1na.novra esegui ta <fo un grosso esormto. Anc,he quando fosse stata precedentern0nte accorta.t.a la n ùova p~si7,io1~e :realmente assunta, dal l'ese.rcito francese sul fronte Rozeneull.esDon couri;, -per -offettuaa:e con tutt~) l'c:)se,rcito un qualto di ~on~ versione a dest.J:a, era d'uopo· di ,procedere prima, a scaghom colla sinistra innanzi fino a J arny. e, ciò a.llo scopo cli non cadere sul fronte della, posizione nemica con un giro troppo _·
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geoerale Von del Goltz (Condotla degti &erciti, pag. 45) che in quel tcmi,o era addetto . . . . . . .. ,lllo stato maggiore della 2• arma la. « 11 fatto ch'e ai 1.7 11go,to, giorno intermerlio fra le b,tttaghe d1 V1on1•1!1e e S11nt-Pr'.,at, • il "t'"n qu·utier "enerale e il comando della 2• armata non· soltan to conl cnrono sul_le t> '~ o • alture di li"' lavigny , ma ri masero insieme, in interrottame~te fì,no a l po1~_er 1'~rr .,,n1Oi PS81' ; .' citò un ' iolluenz,t capitale. Il Re e .Moll.ke dove1•ano farsi ce rtamente 11fenrc ,i 1 oce , quanto era accaduto e quale fosse in qiwl momento la posizi.one delle truppe eh.e • fronteggiavano il nemico. Però dopo _ciascno~ dei due co mandi a~reh_be clov:!o tm: • nare a lrworare per suo conto. Ma poiche n rnasero ·11n1t1, e gh stati mao.,1ori s1 , framm ischiarono a luogo, tlil.te le persone che in quei momenti avrebbero oov.ut~ • lavorare ne furono distolte (la clomancle e ri,po;;te. l,o seainlJievole raccon~o <li fatti • e congetture 'Jlni natu ral mento per incatenare tutti. il, tem1~0. passo scnz a vvede1· , sene. Jnvolon t,triaroent,: nel comando dell,, 2• armata s1 radico 11 se_nt1mento che, • trovandosi sul posto il gran quartier generale, tut.to d O'{(lSse dal .medesuno .emanare_; , meoi.r~ che questo, alfo sua vol ta, ammetteva. che Jc necessarie <11sposmo111 per 11 , campo di batta"1ia s pettassero al primo. E cosi un comando calcolava su l'altro, e • la notte venne ; rima che si dessero ordini posi ti vi. Si sp reco moltJ tempo nel per• correre a cavallo il campo di bat 1a~lia. e .interroga re ufficiali e ~llldat1 feriti_, f·ad· • dove sarebbe stato ·meglio dedicarlo a wn',enei·gica l'icognizione a.ella postzione o: nemica a • •
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WEISSEM.BU:RG A SÉD.A.N Nl<)T,
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· sti~tto, che avrebbe reso difficili gli avvolgime11ti del suo :fianco destro. '11ru1to più perciò si doveva manovrare in tal modo qu ando non era stata an cora esclus,a la ritimta di una parte almeno delle forze nemiche verso nord. Dati questi ordini, n comando supremo r.itoi;1.a a Pon t-àÌ\fousson, e a dir vero non si comprende come in una così impor tan te situazione egli s i sia tenuto 16 chilometri ,in linea Tett~ dietro l'esercito, così lontanÒ dagli avvisi che poteva.no contmuamente pervenii1e. Napoleone in un simile oaso· avrebbe certamente bivaccato tra le sue truppe. Alle 4 po~ . d a Pontà.-Mousson, rispondendo ad obbie,z ioni rivoltegli dal generale v. Steinmetz., il generale v. l\foltke esprime molfo chiaramente il su o ·concetto colle seguenti pa.role : Se a1Jvcwisca che .l'eser-
cito nemico s·i ·tipieghi S'!.L Metz, faremo una conversione a dest-ra-; e poi, a.Ue 0 del mattino del 18, il generale v. Steinmetz riceve lettera dal gener ale v. :Moltke che espressam.ente p'l'eSC'l'ive pel 7° corpo iin contegno temporeggiante (pag. 613). Ecco aclunque ,la prima volta :in questa campagn a che U10.'a grande ba.t ta.glia si :impegna con un con cetto ben determinato,. eon ,m1ità di vedute e quind i con perfotto insieme al suo ini;,,io ira i 1s:ingoli c0rpi d0ll'ese1;cito. E difatti, di lù (cioè da.ll'a.ltu:ra di Plavigny dove giuÌ1se alle 6. a:nt. del 18 il comando supremo - così dice la Relazione iiffi cia,le a pag. 612) - le dite armate
tedesche /urano guidate .con unità' d'imm.edicito comando per qucinto erci necessario, ed a :1nant&ner contimta la comiinicazione coi co1rwridi ·di quelle, furnno spediti ufficiali supe?"iori di stcito maggiore coU'incctrico di riferire imrnediatamente al grcm quartie·re ge1i'eràle d'ogni cosa cli rilie·w . Vedremo 0.ra. se questa unità .d'a.zione eh.e si prqponeva il comando supremo, sia poi stafa offettivamonte mantenut,a nel corso della bat;ta.glia. II. - La direzi.òne generale della mossa in avanti essendo a sinistra, il coma,n do della l" armata col 7° c·orpo che si trovava. all'estrema destra, . doveva per prirna cosa aspetta.re c_he l'azione si svolgess1e sulla sinistra (pag. 615) . Analogamen te 1'8" COl])O, che si era. intan to ve:rso le 8 a,mmassato. presso Rozonville (e che era s tato tenuto agli ·o rdini diretti del comando supremo), si trovava pronto da quella posizione-
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~cl. a.vanza1~si sia verso est, se l'avversarjo c,r a formo in posizione da quella parte, sia verso nord, se quegli si ritirava;: il che consonava colle direttive genera.li sopra riferite. Le disposizion i date dal comando· della 2" armata e che a noi :interessa di particolarmente esamina.re, s.i riassumono come segue : . a) muovendo dailla sbradti d i Vercltu1, il 12° corpo da Mars-la-'l'our, l a, guan.ba più a destra., ed il 9° co1;po tra Vionville e Rezonville, dovevano, av.a,nzando a scaglioni coUa sinistra innanzi, raggitmgere la strada di Eta.i.n rispettivamente a J ar:ny, a Doncourt e a Caulre Perrne : b) il 10° corpo· a. sin ìstra ~ il 3; a destra, dovevano segu;ire in seconda linea nei due interva,l li tra j tr e corpi di l" linea; c) i singoli corpi ,doveva.no avan½are a. :rn.asse di divisione, coll'artiglieria ,cli co1ipo tra, le divisioni; d) r aggi unta dai corpi di prima lin ea la .strada di :Etain, si sarebbero dati altri. ordini secondo i ca,si. . E ssendosi i.l comando supremo confermato nelle prime ore ciel mattiJ10 nella ,conv in zione che il. nerbo delle forze nem iche si fosse ritr a.tto su. ]\1:etz e che la sua ala · destra dovesse tro1Jarsi, ci un di presso, ad Jlmandllers (pag. 618), e non sem-
brandogli pp·ciò più necessario il largo giro· dell'ala, sinistra primci com.anelato, invia a dire verso le 8 aJ. comando della 2.. a,r':mata a Vion.ville che se quel conoott:.o nel procedere più oltre si confe1·rna1ia, la 1" armata avrebbe assalito la fronte· e il 9° corpo l'ala dest·rn dell'avversa.rio, mentre il corpo della g?-ardia avrebbe costituito la riserva, e gli a.Uri co1·pi sarebbero rimasti in aspetto. Qui, a dir vero, vien fatto cli domlùlldare: come, si poteva creclore cl1e un esercito valutato a ben più di 100,000 uomin i potesse occupa,r e una fronte di poco più cli cinque ch.i lornetri tra Rozierieulle.s ed A ma,nvil lers, sen3a alcun appoggio, efficace all'ala destra. verso questo punt,o? E se 113 cos·e ve:rament-e così stavano, n on era opportuno, in vece 'di attaccare il nemico con soli quattro corpi (7°, 8°, 9° e gua,rdia) , di avviluppare la destr a. n emica cogli altri tre (3°, 10° e 12°)? e ciò tanto più considerando che quell'av1!3 -
ANNO XLVII,
DA 'WEISSEMBUR.G ,\ SEDAN NEL 1870 1850 viso partendo a lle 8 d:al comando sup~emo, ~on pote,~a giun·ge,re ai corpi che, assai dopo, e quelh d1 p!nrna 11:nea, dall_e 9 in poi, già sta vano serrando sulla testa ai ~uogh1 ,loro_des~gnati sulla str ada di Etain. In. conse~uenza d.1 ~uell avvis_o 1~ p rinci:pe Federico Carl~ mamla orclme _ a q~e1 tr: c~rp1. eh prima linea di. arrestarsi sulla._st_ra.da d1 Etam, ed 11 9 .~rp~ sulla d.estra si forma allora e st dispone a cavallo dellf1 strada maestra, prendendo posizione colla divisione di t~sta contro Verneville. Ciò accade alle 9, men tre 1'8° corpo s1 trova t r.a Rezonville e Villers-a,ux-Bois, il 1.2° si ,s ta r iirnendo a, J arn.y, la guardia sbocca da :Ma.rs-la-1'our, il .3° ~orpo è a V~?n".1Ue ed il 100 muove da 'l'rouville. L a guardut s1 ,trov.a perc10 cmca un'ora, 0 mezzo indietro, il ,che non .sarebbe ·accrudu to se la s1 fosse fatta sbo0care in -massci verso le 6 a nord cli Mars-laTour dietro la, 23"' di.visione che ne sboccava, in 1·n.a.ssa allB 5 ¼,' e prima della 24' che seguiva in colonna cl) mar cia e ohe poteva pei,ciò ,amma:ssaJ:si mentre l a g iia-~·,cli~ avrebbe att.raversaita la .sua linea di marcia. .Del resto, pmche la guardia si trova.va a, sinistra del 12° corpo, era. più semplice ~ssai avvia.d a a J arny, rinum:ia.ndo a tenerla, in mezzo: aJ.l ~ hnea cli battaglia, con sidera-½i.one questa a,s sai seconchm a, ns~e~to · alla convenienza, di non ritardare il movimento jn avanti; rn tal caso ,si sarebbo reca.tor a Doncomll: il 12° corpo (1). Il comando supremo essendosi intanto, dopo molte _informa,½ioni contradditorie, confermato· ne,l ,concetto che 11 ne1 mico stesse formo nelle sue posizioni., emamwa alle 10 ~2 le direttive alla 2 3 arma.ta riferite, a, pag. 623 della Relazione ufficiale, nel.l e quali, clopo di aNor,e accenn a:to che s_i a1~gomentava che il nemico intep:desse tener fermo, trn Point-~u-Jou.r e Montigny-ia-Grange, esprimeva, l'avviso d1e conven:sse avviare il J2° corpo e la. gu ardia verso Batilly pe~· r~~gmngeo:e il nemic.o presso Sainte-Mari1H1u x-Ohenes se s1 ritirasse su
(l.l A.nelle il marescial lo Mol tke nella sua 01Jera sn lla guerra fran ,,o-~eru1 anica, _r, ebbe ori.lmato che il Ila "r. · ,"'9., ::i-c,·t·ve ·• • Poiché il co ·manrlo s uperi ore cie l la 2• ar111a1a ' · l · · t ~ un corpo, quan tunque stesse a destra, avesse a form_a.re I cstre1mi a a s1111s r. , , sensibile ritardo fu causato da ll'incrociarsi delle rl ne linee dt marcia. Ap~eu: ,t l~ e _9 • il passaggio riel Sasson i per Maes -la-Tour er:1 fi nito, e ap pena, all ora. pote se,,011 e ti ;, corpo della g uardia •.
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Briey, od a,ttaccarlo dalla, par te cl'A.manvillers se .stesse formo sulle alture. Ed af:fi.nchè l'attacco deUe due armate riusoisse con temporaneo, si stabiliva che 'prima d i cominci.are l'attacco, la 1"' armata dovesse aspettare che la 2a armata si fosse tanto inol trata sulla sinisl;ra da poter coo,pera,re con lei. Queste nuove direttive moclifì.oar.to e molto in meglio le prescrizioni emanate alle ore 8 . Solo si osserva : a) che a quell'oì:a si sarebbe dovuto conoscere· con precisione se i l nemico ·si sta.va ritirando verso nord, oppure se rimaneva fermo nelle sue posizioni, ed in quest'ultimo caso -dove a,p pogg,iava fa destra. Questi d ltbbi avrebbero potuto es-. Si3re risolti nello p1'.ime ore del ma.ttino (giacchè ciò non era .sta.to fatl;o nel g ioimo precedente) coll'invio cli -c avalleria ,s ul fron te A.manv.illers-Br ioy; b) non conoscendosi dovo il nemico ap1)oggia,va la destrit, -e :neHa supposizione che essa si trova.sse ad Ama:nviJiers, non potendosi però escludere che si protendesse più a nord verso l'Orne, occorreva dare una direzione ai corpi ·cl.ella gua11dia e 12° che soclchsfaces.se a.i vari casi. Orà la direzione di B atillv per la, gua,r dia andava bene, perch\3 ]a, conduceva a SainteMarie-aux-CMne e Sa,int-Priva.t ad aggiJ:aro il fianco destro nemico. Ma non potendosi esdudore che il 110mico a,v e.s se proteso i I. suo rfì.anco destro fino ~~ Saint-Pr.i va.t, la guardi a, sa- , rebbe in questo, caso, venu ta, a.cl urta,re contro la. sua ala destra.; laonde,, cooveniva, tooero il 12° corpo scaglion ato, indietro ed a, sinistr a,, :i.n modo che .potesse -all'occorrenza spiegarsi presso le stesse rive de ll'Orne; la. qual cosa e,ra. facili ssima ad ~seguirsi senza perdere rnaggio,r tempo, muovendo il 12° corpo da J arny, mentre la,.g uardia prendeva. 10 mosse più sulla çlestra, da Doncourt. So.lo verso le 11 il ,comando della 2"' annata si pe.rsuade •che il nerbo delle forze nemi che si tr ova, ancor a ' ad est, davanti ·a, Metz, qua.nrlo gli pc,r vengono le n uove cl.iret,~ive del comando supTerno; e ciò ment:.r e il 12° corpo è già. da due ore fermo colla divi sione- di testa a J arny ! 1\fo era poi. necessaria quesl,11, lunga, ferma,ta, per .c.h iar"ire i a, situazion0 ? Non mi pare; imJ)eroèchè se ariche· una pa,r te dello forze frances i fosse sfug1
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gita verso nord, nsll'im11ossibilità, di raggiungerla. n miglior pa,rtito era qudlo di. lanciare ib. quella direzione Ja divisione di ca,v alleria sassone peI' assicurars.i che, non ritonl~tsse indietro, e .1rnnbre con tutta la 2" arrna.ta COJ1tro il fronte· Amanvillers-Ro:ncourt, ma senza perdita di tempo; se qualcl1e corpo fosse sfuggito verso nord quelli d 1e fossero rimas,i,i dinanzi a. Metz, a.vrnhbero più facilmen te potuto essere sconfitti ed avviluppati. Noto· inoltre che ·se si continuava., come pare, a temere che i Fra.ncesi sfuggissero verso nord, a. maggior ragione si sarebbe do,vuto il più ra.pida,mente possibile puntar.e su Sainte-:M:arie-a.ux-Chene,s per in·tei:cetr.arvi la. str ada di' Briey ; per,ciò Ja gua1·dia, p~rtendo per tempo, eomei si disse, avrebbe dovuto giungervi alle 11 a,l più r;a:r:cli. Qua.I differenza colla rapidità fulminea,. del I.e concee.ioni napoleoniche, .colla sicurezza del suo g iudizio, cui succede così rapida l'esecuzione.! Non oredo che il grande capitano SL sa.rebbe arresta.i-O due o tre ore indeciso sulla diagonale formata da.Ila strada di E tain ! Rimaneva ancor dopo le, J.1 l'i11certezza. sull'estensione della linea :ncmjca, ,s ul puntG cioè dove si trovava l'estrema sua. d~strn. Ma il miglior mezzo di v,e,11i:m.e jn chiaro non era. qtrnllo ap,prmto di avviare i corpi, preceduti da forti avanguaTdie e da cava.lle:ria, nella direzione indicata? Giungono allora informazioni che la,scia,no, sospetta.re, che la. clestra. francese si estenda frno a Saint-Priva.t, ed. il princi,pe Federico Ca1)lo dà mwvi ordini alle 11 11, per coordin are i mo,vimenti dei va-ri corpi in qui.Ile muta.te circostanze, ordini che cosi si riassumono (pag. 626) : a,) il 9° t.OJ.1)0 ritardi il suo attacco ·SU la, F'olie sino a che la guardia possa concorrervi da in1anville.rs; · b) la guardia .si avanzi per Ve:rneville, g iri, se, lo può, per Habon:ville, e quindi per Ama,nvillers assalti l'ala clesti·a :ném.ica. insieme al 9° corpo; e) il 12° si a,v anzi per Sa.inte.-Ma,rie-aux-Ohenes, ma,ncbndo· cavalleria verso ovest e fino alla. Mosella. (solo, a, metà del giorno, l8 viene invial·fb la cavalleria vènso la, Mosell a!) ; d) Il 10° ed il 3° co1·po segu.a.no in 2"' linea, q11ello su . Sain t-Ai] , questo su Verneville.
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11:a, io osservo ancora. : Se si conosceva la presenza dei Francesi a Saint-P rivat, avviando il 12° corpo a Sain te-MarieHabouvine, e quindi per Amanvillers assa.lti l'ala de.stra ).lC· mico. E poi, perchè far piega.r e la guardia su,Y.erneville, per farle poi attaccare A.m~nvillers per Habouville? Non era meglio ma.ndare la guardia '.por Bfttilly a Sainte-Marie-auxChènes, come aveva ordfruito il comando supremo, e tenere il J 2° corpo scagliona.te alquanto a sinistra di ess·a ? A mezzogiorno incomincia il cannoneggiamento del 9° corpo ed il comando supremo crede, da F1avigny, dove si t;rova, già a,vviat,o il clivisato attacco avvolgent.e. A prevenire però che la 1~ arm ata ·s'impegni prematuramente, avvei-te il generale Steinmet.z che quel comba.ttimento n on richiede l'attacco generale della l"' armat a, o che ,questa n on deve 1nostrar 1nasse di truppa, m a soltanto, se il caso lo voglia, ·adoprar l'artiglieria per avviare l'attacco che avve1-rà. poi. Inso,mina la . 1' a.rmata ave.va un còmpito, t.empo~·eggian te, men,fre la 2a UJ:"mata doveva a,tta,ecare il nemico da fronte e cla fianco,, cor1cetto questo che era .il p iù opportuno in quella, situazione. Al tocco il 12° corpo muove da Jarny collà 24:" d ivisione diretta per BatilJy a Sainte.-M:arie-aux Ohenes e la 23a divisione (la cui avanguardia. segue le due rive clell'Orne) più sulla sinis-t1ra verso il Bois-da-Ponty. La g11ardia muove (a mezzogiorno, a quan1to pare) colla 2" divi sione diretta a Verneville e la J:- per J ouaville 0d H abouville; ma verso il tocco es·senclo giunti i r apporti che constatano la presenza dei F rance-si verso Sa,int-Pr:ivai;, e dimostrano quindi che, la estensione del fronte. nemico è magigiore cli quella fo10 a quel momento <)redu.ta, il comandodella, 2'' annata. accenna a,n che alla 2"divisione deUa ·guardia (la. quale per recaa:si a Ven.1eville aveva · appoggiato su .Saint-1\farcea) la direzion~ cli Habouville, ove :<:i vol~e pertanto tutto il corpo cl'atma.ta. Vedasi quan,ti tasteggiamenJi e perdite eh tempo, furono cagion a,te .dal non .avere subito, intraveduta la giusta direzione di Sa,i nt-Prì:vat péI corpo della gua1iclia., e, quella. ancor più a sinistra pel 12° corpo! Ed intanto il 9° coq)o si era fodemente impegnato -e' comb~tteva. solo da. un;ora! E mi pare che non . dovesse e9' '
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sere cosa troppo difficile il determina.r e fin dal princ1p10 quelle diree;ioni, perchè esse soddisfacevano a tutti i oasi. Difatti, i;ma dell~ due : o i Prnnce,si a.ppoggia,vano la destr a, a<l Amanvillers, oppure più a nord. Nel prim0 caso,, dando a1la guardia per direzione generalo Saint-P rivà.t, giunta essa, a Sainte-}.![a,1'.iera,UJì'.-Chènes, avrèbbe constata.te la preci.sa posizione della destra. francese e l'a;vrebbe avviluppata, mentre .il 12° corpo cbe marciava scaglionato indietro a sinistra, avrebbe, appoggjando a destra, seguìto a sostegno della guardia. Nel secondo caso la ,gu ardia avrebbe ur tato cli fronte l'aJa destm francese ecl il 12° co11)0 l'avi-ebbe avvolta. Insomma, nvn .si sbaglia, :mi pare, quando ci si t.rov.ft in simile dubbio, se si . gira a,l la.rgo, specialmente qua,ndo si manovra con così grosse unità, poichè è facile, ca,mmin facendo, quando si riesce a han preic.isare la situazione di fatto, di rest·1·ingere il g·iro, se c,iò è opportuno, men.tre è difficiliss.ii.xw allargarlo quando si: è giunti a breve distanza dal nemico; e non. ci si può per lo più rimediare ,che qon una marcia di :fianco, cosa sempre pericolosa. III. - Esa.miniamo ora a grandi tratti l'anda.rnento della. batt;aglia, per dedurne qu[tlche consièlerazione. Il concetto, fondamenta.le della. battaglia era quello dj temporeggiare .coU'ala destra e col· centro per dar tempo all.'aJ.a siriistra, di attacca.re · ed a.vvolgere l'ala destra francese. In relazione a questo concetto, era necessario,: a) che il grosso delle forze gravitasse vetso la sinistra, ,che e,ra l 'a,la o:ffenmva.;. b) che la. destra ecl il centro si stabilissero su una buona posizione difon.s iva a breve clisJanza dalla posizione nemica-; in tal gui:sa., nel mentre si sarebbe paralizza.ta. l'eventua.l e controffensiva francese, si sarebbe, rnedia.nte quella vicina minaccia, <listoH,o :i Francesi 1.lallo sgu.ernire lo loro posizioni ·p er porta.i· soccorso all'ala destra che si voleva avv?lgere. Lo posiz.ioni occupai.e in origine da,l 9° corpo- al centro, e · da,11'8° e 7° all'ala destra., dal Bois-cle-la.-Ousse per Verneville a Gr avelotte, lungo la linea. del .i\fance,, sodd.isfa.ceva:o,o perfetta- . mente a tale scopo. Esse etano fortissime, pe~·chè coperte clalfa
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, 1)ro.fo.n.da, valle del J\fance, permetteva.no ;:;u tutto il fronte, (ec.cetta:ato il tratto co1·1"i.spondente al Bois-de-Genivaux) l'effi.cace impiego d'a.r tiglieria a distanza eh 2000 a. 2500 metri ,daHe po1Sizio1ni france.si, e quindi riesoivano molto .rni,n.aociose coniiiro le medesime. Sulla desti:a, copa:ivano l' aHi:piano di Rezonville pel quf~le doveva, giungere il 2° corpo, ed erano ,corrnp,letate sull'estre-rna de,st.ra claJ Bo.is-cle-Vaux e da.lle altrtre ,di Vaux, la cui occupa,zione, se non incli-spensabi,l e, e:m ittile per s,tldare la difesa alla Mosella e per minacciare l'est;rema sinistra francese. Per q11anto riflette ].u, distribuzione delle for;r,e, no,i troviamo dLle co1'.pi (7" ,ed 8°) all'ala destra, dove, verso le, 5 giunge pure il 2° corpo. Un corpo (il 9°) a,l centro, appoggiato da un corp.o (il 3°) in seconda linea - due corpi (gua.rdia. e 12°) alla s1ni•stra - ed infine un altro corpo (il 10°) in seconda linea, tra il centro e l'ala sirùstra. Ora, tenuto conto eh.e a mezzogiorno, quando s'impegnò la battaglia, il 2° corpo era tuttavia lontano, e che oltre alle alture çli l\falmaison e, di Gra.velotte, •oonvfillÌva occupare il bosco e, le alture- di Vaux, due corpi (7° ecl 8°) per l' aJ.a destra erano wia, for,1a convenient~. Per il centro era anche conveniente. il destinarvi un corpo, 11 quale pe,rò avrebbe potuto estendere la sua, oc-cupazione daJ Bois-deGenivaux ~ l I:fobou villo (3 chilorneti"i. di fronte) col r,.entro appoggiato al forte punt.o cli. Verneville. Rima,neva.no in p1:i:m[;b linea ed aJl'ala si11istra, la guardia, che poteva estende,r s 1. da HabouviHe a Sainte-J\fa1"i.e-a ux-CMnes compreso, su un fronte di: 3 chilometri, ecl il 12° corpo più 1:1 nord, v-er-so l'Orne, in misura rd i eseguire :i·l movimento avvolgente. I dne co1,pi c~i seconda linea avrebbero potuto · essere spostati vei"so nord, 11 3° ad ovest di Habouville ed il 10° a, nowl-ovest di Sain.te-J\lforie-a,ux-Chencs. Non essendovi bi·sogno cli rincalzo all'a.l a destra. crHt situata in posizione fortiss ima, ed appoggiata dal s0p;a;veniente 2° corpo, il ]0° sarebbe st ato al trettanJto, in misura di appoggia.:re il 9~ da Ha.bouvilJ e (tanto più ,che l 'occupazione ava.nzata del Bois-cle-l a,-Ousse copi"i.va. la retrostaiilte posizione di Ve,rneville), cla-1 qu al punto ·sosteneva pure lagu a11di•a ; ed il 10° -cor1)0 .da quella posizione di riserva presso
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l'Orne, avrebbe seguìto nell'attacco avvolgente il 12°. Non caLcolando il Bois-.cle-Vaux, il fronte di l1 chilometri dal Boisdes-Og:nons aJ.l'Orne, non era certo ec.c.essivo per un esercit-0 di otto ,corpi d'armata. Siccome però il comando supremo tedesco riteneva che la destra france,se non s'estendesse oltre A.manvillers, si -comprendo come il grosso delle forze non avesse gravitato verso sin~stm quanto sa.r ebbe stato necessario. :Ma, nel dubbio, se a vesso eseguito· i.l movini.enfo di convei~siion.e con largo g iro, l'avrebbe poi facilmente: ristretto (come già s'è mservato) se durante il medesimo ciò ristùtava opportuno; mentre è assai più difficile albrgarlo se viene a, ri1Sultare stretto, come il fatto lo dimostrò ampiamente. Si scorge quindi di qua.le importanza, sia l'ùnpostazione. dì un ordiné di battaglia, le disposizioni generali cioè che si dànno prima di entrare a por ta.ta di ca,1mone, per la distribuzione e direzione delle forze, poicM agli erl'or.i commessi in quell'importante periodo di. preparazione difficilmente si rimedia ; ed in vece, se la batta.glia è bene impostata nelle sue linee generali, gli errori commessi nei particola,ri dai coman danti .in sott'ordine non ese1'.citano troppo seria influenza sull'andamento generale degli avvenimenti. E difatti quale fu la conseguenza. dell'avere eseguito troppo stretta la ,convers·ione? Che l'aggir amento da nord di tutta. la linea frances~, che era sta,to di visa.to dal comando supremo, fu e.seguito claUa, sola 48.. brigata, ed anche questo per iniziativa del comandanfo del corpo s.assone. .P er cui., verso le 4:, dopo i pa.rziali attacchi andati a vuoto del 9° corpo, questo a.ttende per la11.cia,r:si all'attacco deci'sivo di. Amanvillers che la gu ardi'a muova, contro SaintPrivat; la ·guarclia alla sua vo,l ta attende che entri in azione sulla. sua sinistra il 12° corpo, i cui att-i iilte.rio1·i dove.vano _ dipende.re dai progressi della colonna aggirante, e. segnatamente della 48"' brigata, perocchè me.dia,nte qiielli soitanto potevasi, e.ffettiiare. ·i l divisato av·volgim.einto deU'ala destra ne.mica (pag. 692) . E siccome.fino a notte tutt·i gli attacchi decisivi tentati con tro il fronte dell'esercito fnHtcese, sia dalla 1' a,rmatti, si a daJ. 9° corpo, ,s ia dalla g,ua11dia, ancla,rono a vuoto, così si ·può afferma.re; che la battaglia, fu vinta. sovra-
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tutto per effetto di una brigata aggiran.t.e, a. paralizzare la -quale sarebbe ba,s ta.~ ampia,mente l'a.rrivo in tempo della div.iision,e della guardia, francese inviata. troppo tardi a rinfor.za.re la destra; e ciò a vvenne malgrado la. notevole superiorità numeric.a dell'esercito tedesco e la prevalenza, in quantità e -q ualità della sua a.r tiglieria, che sempre e dovunque r iduceva al .silenzio .l.'a;diglier ia francese ! Quanto .accadde in questa grande battaglia prova la, gra.ve ,difficoltà <legli a.tta,cchi frontali dopochè sono entr ate in u.so le nuove armi da fuoco, difficoltà che furono ancor più fortemente prova;te nella guerra turco-russa e lo ,sa,ranno rn,aggiormente nell'avvenire, quando si sperimenteranno su vasta scaJ.a. i fucili a, ripetizione ed i cannoni a. tiro rapido. Le stesse cause che rendono così maJ.a,g evole l'atta-eco frontale, fanno sì che riesce altrettaJ1.to difficile la controffensiva contro l'at-.taçcan:te che occupi una, buona posizione, d i fronte a. quella del difensore ; IJer cui si giungerà inevita,bilmente ad un più . la1;go impiego dì attacchi su.i fianchi e ad una m.aggiore estensione dei fronti d.L ba;tta.glia, senza con ciò a ccrescere ii pe.ricolo di venire sfondati nel contro, come accadde a.i Russi :alla ba.tta,glia di AtL5teditz. Anche 1a. reoen.te guen a nell'Africa. Australe ha prova.to che, speciaJ.men:te in terreno scoperto, gli ~ttacchi frontali degli Inglesi., anche se eseguiti wn forze notevolmente superiori, a;nclavano generalmente a "VtJ.oto contro le sottili e rade lin.ee dei Boeri (1) . IV. - Scendia;mo ora a qua.lch~ maggiore pa.rticolare sul1',azione, dei ,singoli corpi d ' arma.ta.. Il 9° corpo, giungendo poco prima. di mezzogiorno colla testa a Verneville, non ha ancora r icevuto l'ordine del comando d'armata, spedito alle U 1 / 2 , di ritàrdare, il suo attacco su la. Folie sino a, che la guardia. poss:a concorrervi da A.mµ,nvillers, e non ha ricevuto che, lm prece.clente 01<cline, inviafo .alle ore 10, d'a1ia,nza,1·si verso V e.rne.,1Jille e. la, Forlie., E NEL CASO :F OSSE COLA' L'A LA DESTRA DEL N:~:MICO, av1,iar la batta(l) Sono istruttive a qu esto riguardo le Considerazioni militari. salta guen·a nel- -, l'Africa Aust,:az-. (Trarlu·l ione ciel corpo di stato magg iore rial IJeiheftzam Militar l'ochenblatt, fascicolo Vili, 1901).
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glici con un gran f'uoco d'artiglieria, (rag. 624). Il generaJe:M:anstein, coma,nda.nte del 9° corpo·, pure avenclo ricevuto un avviso dalla cavalleria che ~egn al a;va h1 presenza cli truppe · francesi a Sain t-Priva.t, . crede, di avere a. fronte ad A.ma,nvillers l a destra nemi ca, ie, di potc.rla sorprendere, e ,;wn volendo
per nessun conto la.çcicirs·i sfuggire il vantaggio di so1·p·1·enclere il nemico, r.lelib.era d'assalirlo subito e v·igoroscimente (pagina 633) . Sia pure) che il nemico fosse visibiZrnente 'in t?'ascnmnte 1·iposo (pag. 633) ; ma da Verneville ad A.manviller& vi ,sono 3 'I~ chilometri in linea r etta, ed il generale v. Man-
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stein non aveva alla. mano ohe l'avl:).ng~u1rdia deHa 18"' divisione. Come poteva, egli lusingarsi con tali -truppe e da tale distam,a. di sorprendere e di assalire vigorosamen'te il nemico f Difatti questo corr~ all'aimi al primo col po di cann one, occupa le posizioni già design a.t e, e la ,sorpresa non ha, luog0. Ma intanto il generale Y . :iVfanstein, senza ottenern risultato .alcuno, violando 1'01~dine esplicito del coman do d'armata, impegna poco a poco quasi t u tta la 18(\, divisione, l a cui testa giunge a Vernev.ille alle 12 '/.,, mette subito in azione n ove ba,iterie a wsì bnwe distanza dal nemico ed in così pe,r icol os:,lJ posizione, che dopo du.e o,re di fuoco .sono quasi distrutte; poi, tra la. una e le du.e, ore fa entrare in azione nel Bois-de-la-Cusse, su lla. ,sinistra., tutta l a division e as,si.a11:a . Quando, alle 2 gli giunge il seeondo ordine clel comando d'a.rmata c·be gli prescrive di a i;tacca1:e cli ,concerto. colla o·ua;rclia l'alà de"' che q-uell'ala strn nemica, avertelo egli gièi scorto chiararnente stendevasi molto [Yiù in là cli 1-b nanviUers, s':rrnA EGLI PURE
per guanto gliel consentivano le circostanze in cui si tro1;a'va (pa.g. 644) . Ma .era
INGl•:G'.\lAT O DI P ORTARSI PIU' A NORD ,
troppo tardi ! Ormai si er a egli troppo e prematuramente impegn.ato 'Sttl fron te ! A.llc. 3 1/z entra110 in azione presso Vern evi.lle sei batterie, del 3° co,rpo, d igu isa,chè l'a,rtigl ieria prussiana riaequista. ta.le sovercli ia.117.a che le opposte batterie nemi che a poco a poco ,s on ridotto a.fratto al silenzio. Ciò malgra,do i 'Tedeschi si accontentarono di mantenersi nelle posi-
zioni sino allora conqu-istate, pm·chè, oltre a mancare anche a loro i.n prima linea t?·uppe fresche per prosegi1i-re l'attacco,
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dovea.no anzi tutto, con/01·11i,e ai disegn·i del conic11ndo suv·renio, ciszJettare lei mossd clel co rpo di sinù;tra per L'civvo•lgim.e,nto cleU'estesa f1·onte nemica (pag,. 664).' :M:a per aspettarla si logora.v a i ntanto tu t to, il corpo d'armata che si trovava a così stretto contatto col nomico ! Cos·ì s,tanclo le cose, la /cvnteria cessò di combatte-re su tutt'i i_punti., e cla.Ue 4 '!z in poi anche l'cirtiglieria tedescci non ti-rò più che occcisionalm.ente, qiicmdo cioè le si oflrioa qiicilche buon. berscigLio (ptLg. '664) ; e ciò avv,eniva, .lmèlcisamento quando·, avvicina;ndosi il momBnto de.1l'anaeco sulla. ·si.n.isl,ra, .era più neces,s a,rio cli attira.re, sopra cli sè l' Eittenzione. del nemico ! Verso le 5 '/2 il genernle v . Manstein ·scorgendo, :masse di fan teria. della gu,arclia avan zarsi da S a..in t-A.il su S a-int-.Pri vaL, comanda ·alla 3a brigata della gu.a.:rdia, c.Ji'ern sLata mossa agli 01,dini cli hù, di spingersi da HabotLvill o ver:;o 1\.manvillers, e fa a,ppoggiare quell't~,t tacco ùal 9° eor,p o. L'a.ttacco dopo perdite enormi w1 ancora a vuoto, e g.li EtssaJitori 1·i0scono a rnaJ.d, pena. a sostenersi sul terreno . conquistato. Non è che a notte fo~ta, <.1nanclo, in seguito ailci caduta di Saint-Privat, i l •.l:0 corpo fran.cese inizia l a ritirata, 0he i Pru,s sia,ni ric,scono a prender possesso di Aman villers. E così il prematuro t1tt,1cco della guardia trasc.ina innanzi ed imll;ilpiénto an che il 9° co·r po ! Passiamo•o:rn al corpo della guardia. Presa cognizione dell 'aa:1damento· della pugna presso il 9° corp o, il principe Fed erico Carl o ordina. ·al corpo della, guardia cli meU-.ore a di&po- . sizione del 9° u na. brigafa, e,d f1 ta.l fine vièn destin at,a l a 3" b11igata ad .Hobouville; ordina pure al corpo della gu,H·ùia
di non im.pegnMe la /cinte1·ici se non qiicinclo tosse certo deil.a efficace cÒozJeraz-ione del 12° corpo, già avviato versSo Sainte}.f arie e Moineville (pag. 66'7) . .tì.lle 3 i Sa,ssoni si trovano ancor a all'altezza. cli BaJ illy, mentre fin dalle 12 "/4 la 1a clivi~ sione della guardia giunge colla testa, d.' avang1.rnr{lia, a su d di H abouville. Il c.oma.nda;nte Lli questa. d ivisione (genornle v. Pape), esa.mina.ta la, posizione e vedc,ndo, impossibile di a.rrir.s~ la via .verso Am.run.viller.s, come cl~1ppTima era stato indica,to, quando si c1·edeva che e.olà ,s 'appoggiasse l a destra fra;ncese, decide cli prosegtùre .su Sainte-Maa.·ie, che attacca e
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pren~e dopo le 2 ½ ; per cui, dopo un lungo, giro, protetto bens1 su lla d estra da numerosa aJ:tiglie1ia, l a. l"' divisione della gLlardia, è 00stretta, per avanzare su .S a,inte-M:arie, a, sfila.re per tre chilometri a par tire da, Habouville, suJ naJ1 co della pr~~i.pal() posi~i:one fran cese, men tre a vrebbe potuto .rervemrv1 m modo pm sicuro e con più breve tragitto da J~oncourt, dove ,si trovava. L a 2,i. divisione della guardia gwnge v,e,r so le 4 co.lla 3a brjgata.. a<l H a.bouyille e, colla 4"' a S ain t-Ail. Alle 5, tra il Bois-de-la-Cusse ed i boschi ad est <li Auboné, sono in linea 180 cannoni dci corpi 9°, !ruardi.a e 12°, 1:a,rti.g1ie,ria fra:n.cese cli gra,n lunga ·inferi~re cli ~umero (pag. 694:) è quasi affatto ammutoli!;a., ed il coma,ndante del corpo della guardia,, dal.là. stazione dove s'era posto a sud di Saint-Ail (oss ia ,all'estrema. destl·a, ·delle tre brio·ate ohe Oo·li reo · stavanò) ·vedendo truppe francesi mover dei Ronco1.1:1t verso
Baint-Privat e nel tem,z)o stesso spiegata cli là da Sainte-Marie . unei lunga ·iineci d'artiglieric&tedesca, e giudicando da tcili indizi imminente l.'arrfoo della colonnci aggircinte clei Sassoni, c1·edette non cloi;·e'l'e indiigiMe più oit1·e a.d avanza1·si, se pu·r 1,olei;c~si ·venire eid 11,n atto clecis'ivo prima che ca.desse il gio~·no che già declinava.. P&rciò,. OTTEN U'. ro L 'ASSEi\"SO Dl~L COMANDANTE DELL',rnMA'.l'A, rnanclò ai suoi dtw com.andanti di d'i:visione l'ordine cli procede1·e eill'attacco delle posizioni nèm.iche (pagina, 773) . Il generale: v . Budritski in via aJ.le, 5 la. 4• brigata, ne lla. pr escritta.gli direzione d i Jerusalem, ma. i l generale 11. Pape che da Sainte-MMie, dove si t1·ova, a-veva veduto assai più da vicino lo svolgimento del, 12° co11;0, fa ~ssen1a1·e che la coilonna aggfrante spicca.ta cla q-uelw verso nord non è anc~ra edle viste e che 8enza l'azione p1·epm-atori1:1, cleU'artigliena non em elci ci.spettci1·si buon esito da,l clitfìcile a,tta,cco frontale. .cont,ro quel 'Gillaggio di Saint-P·,i ·na,t che somigliava ad ~.na fortezzn (pa.g. 773-74) . 1\fa essénclo nel. frattémpl:) i ncominciate le mosso della 4a br.igata, fu mantenuto l'o1·cline dato. 1
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L'esi.t~ del classico a ttacco fu quello che tuf; ti sanno; ossia che, 1 Prussi ani, pu:r .spie,gaùdo u no s tra(mdinario v'a.Iore e perdendo 6000 uomini in breve te·mpo, n on. riuscirono ad avv icina.11s i a Sa.int-P rivat, e clovettero sostare mantenendo
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qMJla parte d i terremo chei avevano conquistato, fino a, che sul far della no,tte, quando i Sassoni ebbero conquistato Roncourt, questi li aiuta,r ono nelhùtimo attacco di Saiint-Privat, avvolgendolo da nord. A obi si deve ascrivere quella eroica ma inutile ea.rJ1 e,:6cirni? Al coma,n da.nte, del 001110 della guardia, mi pa,rn, al qua'.le essendo sti:ita. sta,bilit a la clfrez ione a s inistra, f> dovendo perciò regola-re, 1a si:~a, mossa su quella dei Sassoni, a.v reb be dovuto rim anere egli i n persona, a.l i'estrema aJa sini:stni <lol. suo corpo cl'arma:ta,, a contatlo coi Sassoni, per bene nsscrvarr!e le rr~osse. Se così avesse fatto, avrebbe veduto ciò che vide il generaJ.e v . Pape da Sa.ime-1\faTie, e 11011 avrebbe ordina.to que.l pre,n iaturo a.ssalto, d i i mpossibile r iuscita . Nè si può alleg,u"e a. scusa, come sembra, fare la. Rela,zi.one uffici ale, che il g ior no -declinava, perchè non è questa una ragione per ordinare una cosa cli cui non sia prevedibile un buon ·esito; tan t'è vero, che pur non essendo quell'attacco riusc,ii.o, la posizione francese fu forzata, ugualmente a. notte fatta quando fu assicun,ito il concorso del corpo sassone. Ed osservo infin e, <.;h,e b direzione g<~nc.ralc essen do a sin istra. sni Sassoni, anche il corpo della, gu a·~·dia ·avrebbe dovuto fissa re ·alle su e brigate la.dil<ezion e su11a, bri gaLa d i .sin istra ; se così si fosse fatto, :n.on sa;i:ebbe, pa.rti.ta, mezz'ora pri:rna, la 4" brigata rfo,lla r{estra, l a. quaJ. cosa impedì di cont1·oma.nclare l'orcline d'attacco qua,nclo il genf)'rale v . Pape ne fece, rilevare l 'illJ.opportun ità; e ciò senza, bener conto che la mossa della 4" brigata, trascinò sulla dcstrn que l la della 3" cla J.labouville e d i tu tto il 9° c01vo. }Lcl il comandante, d 'aJ:m ai;a prima cli accordare senz'altro l'a.c;;sen:so a. quell'attacco non doveva -assicurarsi a qual punto fossero giunti i Sassoni? Se annh'egli, an.zi chè r ecarsi or qua or là pel carnpo di battaglia, si fossetenuto presso i S assoni sui quali 91·0,1.litav1t lei direzione generale del rnovirnenl;o, avrebbe potuto mandare alla guardia I:ord'ine d'attacco nel mo:me:nto bhe liii stesso a,v1-eboo giudicato opportuno. Se non '111.'ingarmo parmj clie così. c-0nvenga regolarsi, per tenero le trll ppe, in pugno e coordina.re, le mosse dei vari corpi durante tma battaglia. Questi fatti meLtono a m io avviso in pi-ena luc.e la grande .i rrAuenza cbe esercita sullo
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svolgimento delle batt.aglie l a scelta del luoo·o dove si sta,biliscono per dirigerle i coman di supremi ed i ~ornandanti dell e grandi unità. L'ordine emanato alle 11 1/z dal comando della 2"' armata prescriveva al coma,ndan.te de.l 12° corpo d i. ava.11.z,arsi soltanto a. Sair\te-Marie pe:· i1:tarvi. pronto a sostenere il. 9° corpo e la gua;rcha. )fa., C.:ìnanto per le informazioni pervenute claJ.~,a _cavaHeria. che anch.0'. Ron.coud era occupato dai Francesi, 11 comandante c10·1 12° corpo divisò cli smi iniziat'iva di ava.n;r.ar.si da ovest e :nord su B:oncourt par av\;o]gervi l'ala destra nemic,a, tenendo,la, in tanto a bada di fronte. Ecco a,dlm9ue, una in iziativa bene -intesa, e che corrispondeva perfettamente a.l concetto generaJe d'attacco sta.bi I ito dal co~an do supremo !. Eg1i ordina. pertanto alle 2 che l a 47" brigata s i a.vanzi _s u Sainte-lVJar.ie, la 2B• divisione s'avv:ii per Coinville verso Roncourt e l a 48• brigata rimanga in riserva a nord cli Batilly (ipag. 676). Si noti c.he la 23a ciivisione, in graz ia del tempo ,perduto, s.i. trovava ancora colht 45• brigata al Bois~cleJ?onty e colla :lG"' a Jarny. Alle R '/2, dopochè l'artiglieria cl·ella. 24" div isione, appoggiata da,J.l'.art.iglieria. cli corpo, ha bombardalo S ainte-:òfa,rie, questo villaggio è preso dalla l"' d iv isione do'lb guardi a, e dalla 47" brigata che.·si frammi~chiauo,. R io.rdinai;e, le truppe, poco dopo la 47a brigata, ad insaputa del corrwnclante cfolla. divisione, muove per suo conto all'a~ta.cco di Roncourt, senza essere ar,poggi..ata dai corpi latorah e l 'attacco natur'àlmente fallisce. Poco prima delle 4 il comandante del 12° corpo, dubitando che le posizioni del nemi co ,si ·estendano oltre Ronoourt, mette · a. cli,sposizione del comanda,n to della 2B" divi:siono anch,e la 4:ga brigata, coU'or-
cline di girare colle S'tte truppe più a no1·d, pe1·chè vera.mente civvenisse il divisato a'ovolgimento (pa,g. 688) ed a queste truppe a,vvolgenti si. unisce l a, d ivisione di cavalleria sassone. Il comandante della 2B" divisiori.e ordina aUora alia 4ga. brigata che p1~osegua nella va.lJ.e dell'Orne ,si no a pari cli .Joeuf e Montois e _s'avanzi p~l-. ,quest'ultiÌt10 villaggio su H,on court i a lJ a 45" bnga,ta ( che in.tanto aveva varcato il burronEì ad est di A.uboné) di. a;v:Emza,r si <l.a ovest contro Roncourt, tostochè
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la 48" entrerà in a,zio1ie da no'rd, ed a l la, t.J:6" brigata di rimanere in riserva a disposizione (pag. 691) . Queste disposizioni sono molto ben intese; le mosse delle singole briga:tc sono ben coo1•dinate per combina.re, l'attaoco froota-le con quello avvolgen te, é pa.rmi pereiò di poter afferma-re che questo corpo tl'a;rmata fu :il meglio condotto in qu.esta battagl ia. Non è .quindi da meravigliare se la mossa ottiene p.ieno succ-esso. Solo si potrebbe osserva1~e che il comandante del corpo d'armata si ,è l asciato s.fugg:ire il eomamlo che nel fatto fu es0rcitato dal eomandanl;e d.ella 23" divisione; poichè, ·trova,ndosi dcilla parte .cleU' rittacco decisivo tre del1o sue qu att.ro brigate; là pare dovesse essere il suo posto. Ve1•so le 6 '/, Ro11e0mt , solo clébolrnente tonuta cb una rotroguardia francese, cade in potere dei S~tssoni, e verso le 8 Sair1t-.l?rivat, bat tuto da ovest .dn,ll'arli glier.i a della g uardia e eia, nord da 84 pezzi dol 12" oorpo, cacle esso pure in potere dellft guardia ,e dri. ·S a.ssoni che l'assalw,no da ogni lato. Dopo Sa,int-Privat cade più tardi Arn anvillors 1:ima,sto p,r ivo d'appoggio da nord, e cot1 questo vil'laggio J.'i.11 tera posizione c.o,;ì tenacemente difostt dai .~'ran,ces.i. Vediamo i nfino cosa acoaclova, all'ala destra, dove combattevaùlo il 7° ecl 8° corpo. 'J.'ra le 10' o le 11 il 7° corpo si trova . ammassato a .sud di Gravc.Jotte, t~d ecoozione di cinque batr.a.gli.oni.' che son penetra.ti nel Bois-de-Vau.,,;: e dell a 26a briga.t~t che è sta.ta s tenuta a disposizione ad Aì-s-sur-Moselle. Alla stessa ora J.' 8° corpo si era, a.mrnassato tra Rezonvillo e, Vi llers-au-Bois. Ramrnenl;o che .secondo le dire1,tive del comando su,pr0mo inviate all~ 10 1/ 2 , l a l" armata doveva fltspotta,re che la 2" aumata si fosse d i iia.n.to inoltrata sulla s111.ist.ra da poleT cooperaro con lei; ·e che Et mezzo.giorno lo ·stesso comando supremo, t(dendo l'i n eomi:nc:iat.o cannoneggian1ento presso il ,9° eorpo, a preve,i~ ire che l a l" armala s'impegnasse 'pr,ema.tura.,mente avvertiva e,he ,questa non dovesse m.ostrm· masse di
t1'uppa, .rna sol-tant,o, se il caso lo voglia, adopmr /,'artiglie1'ia pe1· o,vvia1'e i'attacco, che a'l)i,errà, poi. Quest'ultimo avviso giunge aJ. generale, 1Ste,i nmetz verso il tocco. Sen onchè alle 12 1/2 :il coma.nclanle dell' 8° corpo udendo le cam1onate e le fuc.ilate · che amrnnziaiVano il principio dell a pugna presso
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il !"1° co1vo, foce avan7,are l a 1. 5a divisione ad occu pare Grave-lotte. Eo_co adu nque che l'attacco prematuro de.l 9° corpo sta per trasemare a;nzi tempo nella, battaglia tutta l a 1" .armata. Ed anche qui osservo che, la direzione. generale dell'at,tacco, es_sl~ndo verso .sinistra,, il gener.ale v. S teinmet,, avrebbe meglio guidata l '·azione se, si. fosse co.llocato 1;ersònàlmente sulb si11;istra deJla, sua acrmata, ossia presso l' S0 corpo; se cosi a.ve,sso fatto, rìcevendo al tocco l 'avviso sopracennato del c-0mando supremo, a,vrebbe ancor a. poLmo sospende(re l'avanzata da Grave.lotte, della 15• divisione, .l a quale non si ora mossa. che aJlo 12 '/ ~ da Rozonvillc. Che se si osserva,sso che l ' go corpo era st.ato tenuto a dirntta, disposizione del comando .su premo, risponclerc,i che aJlora,. toccava a questo cli invi are contemporaneamente ciuell'avviso, a.lla 1" armat,a ed all' S0 corpo. La Re,laz ione, ufficiale, J1011 chiarisce bene l a, dipendeinza clirntta cli questo coq)o in quel momento .. 11 fatto sta eh.e tra le 12 3j. ed i,l tooco si fa entran, in aziono la ma.o-crior pail-te delle a,roo . tiglierie del 7° ed go corpo ; e :6.n qu i non v'è nulla cl.i con trari o agli intendimenti. è l'ordine dato alla 15• divisione d i av:anza.re nella, va.lfa del Mance, con. u11 a, brigata hmgo, la strada maestra e coll'altrn verso il Bois do Geniva,u x, nel mentre il generale Steinmotz orclina a.l 7° corpo di tenere aJ coperto ]e fante rie, secondo le in tem: ioni del comando supremo ; sconcordanza questa che lascierebbe suppo-rre, che di queste, inten½ioni l' S0 corpo non a.bb ia, a;vuto comurijca.zion e da .alcuno. La 16" d iv ision e è inranto tenu ta in aspe! to a -sud-ovest cli Gra- , voloLte, ' l'm il tocco, e le 3 si svolge nelle boscaglie della, valle del :Mance un comba.ttimento confuso e disordinato col quale le varie unit-à de.Ha 15• div ision e, dopo di. esse,r si frammischiate in mi Ile g uise ed avor subìto gravissime perrlitc, s.i rendono padrone cli Sa-int-Hnbert e dell'or]o delle bo.scaglie verso esl'. 'Ju tto c.iò non è in armonia col còmpito temporeggi.ante aissegnato a.'l'l.'al a destra dell'ose,r cito; ma si comprende an cora eome a que,sta, i rnporta sse cli impadron irsi dei punti avanzati della. prin cipale posizione nemica., per poter po,i più fa-
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cilmente ,s<boocare. nell'ora dell'atta.eco èlepisivo col grosso delle forze da, que,l difficile. burrone della, valle del· Mance. Ma ùg·uaJ~, giTtsti~cazione parmi non possa avere il generale il quale, poco, dopo le 3, cre.<1€ndo di scoraere v. Ste111J11etz, . o
v,n grancle sconq-ua,sso in queUci parte deU'esercito frcm cese che là stavci d:i contro cilla 1" a,,r11uitcL, delibe ravci di tare un 1,igoroso sforzo confro /,li f1·onte ed il fianJco sinistro deU'a·vver-
sa,1·-ic1 (pa,g . 727). Anzit,uUo è mol to facile ca,d ere in inganno 'n el giudicare le condizioni e, le in tenzioni del n emico, e parmi n:or.i. sì_a leci to BU dati. TD.olto incerti di violare esplicite dispos1z1om del comando supremo, tanto p:iù che questo si. trovava poco _lontano, e pereiò poco tempo ci voleva per inte1Togarlo. Era moltre poco presumibile che i F r aneesi si trova,s,sero così sconquassa.ti , dacchò non era stata ti eppure int,accata la forti:s~m ~t l?ro posizione principale, nè ciò sarebbe sta.to possibile, non essendo fino a, quel momento en trata, in a.'.6io.ne che una, sola clivisiùne tedescft. (~nell'attacco in.fine era inutile poichè l a manovra. svolgendosi tutta. s ulla, si~1istra deffese:r~ cito, er a più che sufficiente a.ll'a,la destra lo spiegamento di tutte le a,rtiglierie, col grosso delle fanterie in rise11bo, pronte a. la.nci.a11si a.ll'attacco, ,sotto l a protezione della 15" cli~isione già padron a dei punti avanzati della posizione nemica,, al.lo scopo cli in~pedire ai Francesi. di sgu emire la medesima per portarsi in S0CC011SO della loro, a.là destri~. 1fa se, malgr ado tutte queste considerazioni, si volova proprio tenta.re, queisto pericoloso ed i nutile assalto, e.ra d'uopo farvi' concorrere con movimento simultaneo, frontale ed avvolgente, tutte J.e .fantier:ie del 7° ed go COl'J>(J d'a,r ma.ta. Che fa i.nve,ce il generale Steinmetz? Ordina alla 1a .di.visione ca.valleria di avanza,:i;-si. pe-r Ja grande strada (inoaissata ocl in r.il ievo, e· la sola, pratica.b ile alle a,rmi ,a, cava.Ho) oltre la stretta, stradale, ed ,alla 26• brigata., ohe si trovava. -ad A11s, cli avviarsi a Va.ux ; e tuttociò perchè s-uppone·oasi il nemico retrocedente su, Metz .' In. quel momento anche 1'8" corpo fa entr aire in l inea l a 31" brigata. ., . aenerale.v. Zast.row v.i ao·o·iunae El come se c10 non bastasse, 11 ' . . '-' 00 O l ord111e alle hattene del 7° corpo di avanzai:si ol tre all a suddetta stretta per anda,rni ad appostare sulle scoperte pendici, l24 -
ANNO XLVII .
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battute dall'efficaci,ssimo fuoco d i fucileria nemico! (pag. 728i come se dalle loro posizioni presso Gyavelotte quelle batterie non avessero pott~to ba.ttere in- modo molto effi cace (a distanza di 1800 metri), a,nzi più effi.caice, le alture di P oint-duJour che formavano la chiave delle posizioni nemiche da qu~lla p ar te! E' più :facile immaginare •che de.seri ve,r e l' enorme 'ingombro ooe quella calca cli cavalli e di art.iglierie deve aver prodotto in quella lunga. -s tretta, coll'unico risulta.to di determinare la iinmediata riti.r a.ta della divi sione di cava l. leria e la quaisi totale d istruzione delle 4 batterie che sole i·iesc.irono aù aprire il fuoco! Alle 6 t uU,e le t ruppe della l '' armata sono fuse, frammischiitte ed esauste nella, valle del j\fance, a.cl eccezione della 32" brigata che sola rimane disponibile ; ma verso le 6, all' approssimarsi del 2° ,Qorpo, anohe quest'ultima brigata vien fatta. avanzare. nella fatale valle. Il 2° corpo era., per i.ni:,,iati va del suo comandante, pa,rtito da Pont-à-Mowsson due ore prima dell'ora prescrittagli, cioè a.Ile 2 . del mattino. Alle 5 1/z poro . la 3" d ivisione si trova · ammassata presso Rerzonville, e vi giunge la testa della 4a·divisi.one. In quel nfomen(:o la 3a divisione e l'artiglier ia di cor po vengono fatte avanzare a suél di Gr ave.lotte, dove giun.ge un'ora dopo anche l a 4"' di.visione. 1'utl.o il 2° corpo è ora a, di.sposizione ·del cori1andante della, l" annR.ta. Siiccom.e già ca-
deva il giorno, parve aU01·a conveniente rinvigorire le~ pugna .anche contro l'ala finistra nemica che dovevasi c1·edere già moUo sconq-uassata; per lo che S . lVI. il Re 0'1·dinò al generale v . Stein.m etz di nw.overe tiitte le truppe ancor dis1Jonibiii contro le alture di Point-du-J our (pag. 754). Allora, dopo le 7, tutte Je tru ppe clisponibih del 7° ed 8° corpo, appoggiate dalla 3" d ivisione, ed in seguito· anche dalla, 4", muovono all'a;ssa.lto. Succede, a quanto si può declurre dalla Relazione ufficia.le, una grandissima. confusione in qucll'angu1sta stretta. qel :vra.nce, re<;a, più grave dal sop ravyeuire'di tani€, truppe· cl:1e a stento riescono a, spirgm·si, e dalla cadonte notte. Insomma, .anche quest'assalto non ri e!Sce e• le 'truppe mettono gli avam-
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posti su lle pend ici delle alture del Point~du-J our (1). E d anche ora si domand::~ : a quale scopo quel nuovo assalto·, i he questa volta ,er a ordil1ato dallo· stesso 0omanclante supremo ~ Dovrni ri petere le c,onsiderazioni già fatte. In conolusione, da I. toeco a notte fatta., noi assistiamo all'afa destr a ad wrn, sequela d i atliacohi. frontali, ne.i ,quali su ristretto e d ifficile l,er:reno ,si esauriscono tre corpi cl' armata senza r iescire nell'intento, mentre ba,stava ma,n.Lenere una. posizione minacciosa. a stretto contatto col nemico. 'l'a.nto è vero ciò che dico, che quanttmque nessuno degli i.nnumerevoli attacchi eseguiti con tro tiitto .il fronte della posizione fr ancese sia riwsc.ito, la mede.sima cade a, notte f.atta in seguito alla presa, di Sai nt-l?riva.t per effetto dell'avvolgimento da nord! Che l' esercito tedosco abbia. dato prov,a di. eroica br avur a, niu:no potdt ·negare,, ma si ·potrà fors'anche. ammclitcro che molto di que,l sangue poteva essere risparmiato ! V. - Ed ora, poche ossei:vazioni sulla. parte francese. Pr€1So il part ito di cornbmtere una battaglia. decisiva ad -Occidente di }fotz, non v'ha. dubbio che la sceHa posizione fu bene occupata e teona,cemen te difesa. IL fron te Roz-er.ieullesRoncourt era. proporzionato a.Ua, forza. disponibile. Il :fianco sinistro era for temente appoggiato alle ripide pendici che scendono a.Ua ~Io.sen a e protetto dai retrostan ti for ti cli Plappevil.le e cli Sa;int-QtLeni;in. Il fianco destro era più in aria, epperciò dietro di questo .avrnbbe dovuto esse.re: coll ocata, la riserva gen01\ale. L'averla, invece collocata. dietro la sinistra, presso il forte. di. P la,ppevillc, pa.1~mi sia, l'unico gra.ve ·errore commesso, ma cosi grave che lrasse seco Ja. perdita della ba.ttaglia, poichè è facile pr esumere che se la guardia imperiale si fosse trovata vicino a Saint-P rivat, anohe l'avvolgimento del 12° corpo sarebbe a n.dato a vuoto. S i aggi.unga che sulla sinirstra. il vallone del :1ifance dinan,..;i a,l fronte rendeva diffì.(i ) Il marcs.ciallo Moltke nell;;. già citat.,i opera scrive a pag. 56, discorrendo del! ' in· terYento del 2• corpo : , Veramente sarebbe stato più giusto se il capo di st.ato mag . • giore dell'arenata ivi presente non l'avesse permesso in un'ora cosi avanzata cli sera. • Un nerbo di tniP1le, intatto del tutto, JJO l<iva riuscire assai prezioso nel giorno se· • guente, mentre quella sera ern difficil e prol'ocare ancora uno slancio decis ivo,.
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e ile la controffesa, l,a qna le incontra vn minori difficoltà sulla destra . 'I'utto quind i suggeri.va cl i ma,ntenero sulla, sin-istra fa di fesa passi va., e snl Ia, destra m11a, d ifesa manovr ata, per la quale. però occorrevano molte fonie. Pare che il rua.res('iallo Bazaine abbi a tenuto le risene. <liet,ro la sin is tra, perch<'· non lo n.v<'va a,l.Jbandonato In preoccupav.ione d i essére sta.ccato da 1ieL;,. Ma non si comprende questa prooccupazio11e, da,ppoichè· la, suit sinistra era così efticacemenle proteLta clai forti, che in ca.so di ritirara, questi a.v rebbero spa;,zato le abbandonate alLu l'e tiiict .Poi11 t-clu-Jour ed .A.ma;nv illcrs, e nèssuno a vrebbe potuto impediro a i Francesi cli ritirarsi in Metz, tmr pa,ssH11do a nord ùcl forte cli Plappc,·ille, quando fossero sLate forteme11tc renute I.e tilture ira AmanviJl ers e Ron.C'OUl't. So eon lm a, pi i, opporhma dispos i,1,io:r10 de.llo r i.scive i Frances i fossero riusciti a re.spingere l'attacco 0ont,L·o la loro ala deslrn, che sarebbe acca<.luto '! Ammettendo pui-o che la battagli a potesse ricominci aro all'indomani, Ja. Relaziono umcialo osserva f~ pa.g. 81'7 che, i corpi die av&oano sosten'uto la
lotta emno P1rnssocFIE' sfiniti, mci sui 1ninf'i capitali della posizione r,'erano ancora riserve, le qucdi o nulla o poco aveano sofferto ed era110 plimte, occorrendo, ci proseguire la doman e con nuovi ritti decisivi i 'vatitnggi sino a,i,lora. ottenuti. Queste r iservo consislevano nel 3° o 10° corpo già molto sconquassali dalla battaglia del 16 cd in truppe del 2° corpo. Se si tie11 co nto però che LUlli i cin que corpi che avevano combattuto in prima lin ea erano pressochè sfi,nili, che i T edeschi avevano perduto 20,000 uomini, mentre i Francesi non ne avevano perduto che 13,000, che questi u Ltimi, essendo rimasti sulla, difensiva, dovevano essere molto mono ·s tanchi, o che nolla notte s i sarebber o abbondantcmenle riforniti d i n1.on:i:r.i oni, è lecito arguire che una. nuova battaglia nel rn avrebbe avute minori probabilità in fawore dei Te<l0Sclù di quelle che si avev an o i! 1.8. I n c,1.so d' in s uccesso non avrebbero potuto far al b-o c.lie ricon g iun~e,rsi colla 3a arma.ta, che i I 19 g iungeva sulla l\fosà. coi corpi di prima linea, per dare una nuo,·a baltagl in, sulla sinistra della ) [osella, oppme pm· ripassare con ossa il fiume.
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VI. - Da queste uUime eventualità i 'redeschi non si son o trovafa tropro lontan i, come si è veduto, l gra,n di s uccessi coprono co·1 loro manto pietoso, gli. enor i clie si commetton o nella guerra. Ma l' uomo sereno ccl imparziale non ùeve lasciarsi abbagliare dai medesimi, e, pur ammirandoli, studia, 110n foss'alLro per comuno is truzione, se la vi.ola.zione in. qualche parte dei grandi principii della guerra non avrebbe per avventura potuto tramutarli in grandi disastri. Ora, quali sono quesLi grandi. principii? 'l'e-nere le forze riunite; nei
giorno deita ba,tt,a,glili decisiva, / arvi conco1·rere tutte le forze; battere colle forze ri'Uni'te le parti d'ivi.se deU'esercito nemico. Ora, i Francesi erano divisi in due grandi masse, una attorno a Metz cd un.a che si stava concentrando a Chalons, le quali ùi·stavano l 'una. dall'aJr.r.a, 120 chilometri in linea retta. I Tedeschi invoco il giorno 18 hanno la quas i tor,àlitit dello lor o forze tra la, )[osa e la Mosella, ma son divisi in duo grandi masse; la 1• e la 2• armata- fronteggiano l'esercito francese presso :Mctz, l a 3" nrm.ata avanz.=i, vo11so l a :Mosa e si trnva un paio d t ta,ppe più a sud. L a 1"' e la 2" armata soverchiaJ.10 sensibilmente in numero la massa, francese ùi MeLl!.; e<l i Tedeschi, ritenendo di poterla battere senza j I concorso della a• arma.ta etl an che senza il concorso del 1° e ,del 4° corpo d.Lstaccati dalle dLLe pri n1c a r mate, non r i tm i::;cono in mia massa l'in'tero esercito per non perdere il vantaggio di lanciare contompora.noo.mentc la 3& H,rmata..:rnll'altra massa francese di Ohalons. Pan ni rna11 ifesto clJO c.:;s i vio l,uio in tal, rllodo un pl'incipio, rna Yincono ug ua lmente e tutti a.pplaudono. Vin 00no però per poco, e solo perchè con una cattint disposizione delle risene i Fnrn.ccsi 110n si .r.rovano in. forze sul'ùeienti al.l'ala min,aeciata . Si può c,s ser certi che se, J.c eose foSRt' l'O and ato diversamente, gli stessi adoralori de l ..;ucces:-;o, avrebbero g ridato cr1tcifige inveoo di osanna, e si sa rebbero affrettati a porre in luce le trn_-;grcssioni d(li gr andi p1~ncipii! Non v · ha dubbio che .i 'J}er.1esch i dovevano cou. l a 1" e ~" m:n1a,l t~, che uvovano a,lla m.ano, arrc·SliHe subilo i ~"rancesi n<'lla loro ritirata verso la i\fosa. e con una suC'cessiva conwrsione a destra ragliar loro tuti,e le 1i11 ce d i riLirala verso ovc;,;i 0 nord-ovcsl.. nfa ciò fa.lto , e
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la 1" e 2" a,:rmftta, ~wendo occ.upato Lra, Gra.velotte e, b ba.ssa Orno una. forte posizione di fron te ai l!'rm1oesi -che jmpod.issc lo.ro di sfugg ir e, nulla togheva che ritardassero di mi g iorno o du.e la ba.tta,glia cleci,s iva :in i:i,Ltesa dell'a.rrivo ahneno clclL1 pa:rto più v iciML della, 3" a.rmata. Anche noi nel 1866 a,b biamo, diviso l'esercito ù1 d ue ma,sso ciascuna delle quali ern superiore aH'esercito nemico, e con ;questtL clisp06izione si sar ebbero ottenuti sem;a dubbio ma,ggiori vantaggi st.rategici dopo la vittoria, c-r eduta certa. So questa si fosse otte:n.uta, iutti avrebbero ammirato la §apienza profonda, nella condotta della gu erra. A.vendo :invece subìto una scon:fit.ta si gridò il cn,icifige, e, con rngio:ne, pare a' me, perchè la violazione del prin cipio della ·massa 1"i-unitct ebbe effettivamente luogo. VII. - La H.ela.zione tdfic.i.a,l e a. pag. 831 mette g iusta.mente in rilievo l'influenza grande c-h e esercitò sulle vittorie tedesche l'artiglieria, sia pel suo :rn·aggior valore tecni co, sia, per la pr evalenza nume,r ica, sùt per l'impiego a massa; a.l quale vanliaggio non corrispose i n ugual misura pei Fran,cesi quc.llo del .miglior fucile, poichè (dice la Relazione ufficiale a pagina, 832)) in pa,recchi casi fu pa/.ese per la,. f cinte.ria il vanta.ggio cli poter ti·rare a distanze molto gra.ndi, ma d'altro canto 1Jiclesi altresì, segnatamente nelle fazioni cli(ensive che ebbe ci sos,tenere in seguito la f ante1·ia, come il 1nassim.o effetto della, 1noschette1·ici s'libbia dalle bre1ji clistanze. Eppure, malgraçlo la effici1cissima. preparazione coll'artiglieria, in nessun punto, nella. ba.ttaglia del 18, r iuscirono gli attacc.lti frontaJi. Se il valore d i queU\m na, nei due eserciti fosso stato uguale, ben si può asser:ire che assai più d iffici.l.e sarebbe stato colle sole forze, della 1" e della 2;' armata di venire a ca,po, in campo aperto, dell'eser cito francese di Motz. La, ste,ssa R elazione a. pag. 830 fa poi molte eloquenti wnsiclera~i01li per temperare l'inizi.a.ti va dei.· comandanti ·in sottordine, ,ed io non r itornerò certamente sull'argomento, dopo di averne così diffusamente ed a. più ripreso discorso. · ( Continua) . LUIGI C.ADO:R~A ma.ggior gener ate c1mandante l a b·r igata Pisloia.
STRATEGfA E CAVALLI ALL'INIZIO DELLA GUERRA TURCO-RUSSA NEL 1877-78
Cnnlin·u azi o1w
e fìne. - Vedi dispensa I X
Fatto saliente di tutta codesta prima serie d i occupazione rimane sempre la presa del ponte di Barboche. Fn il generalè S kobeleff che, alla testa della sua divisione di esploratori, ebbe l'ardno incarico d i portarsi a marcie for. zate su quel punto importantissimo. Nella mattina del 23 aprile 1877, a Leowa, passò il Pruth e l'indomani dopo un tragitto di oltre too chilometri giungeva a Barboche di cui si impadroniva 8enza incontrare ostacoli. L'avanguardia di Skobeleff (29° reggimento cosacchi). era agli ordini ~ i un energico ed intelligentissimo ufficiale: il colon nello Strukoff. Questi alle 3 antimeridiane del 24 aprile uscì da Kubei alla testa di 6 sotrii e. Nel giorno stesso, per le ore 16 40, con 4 di dette sotnie si arrestava a l ponte di Barboche apprestandovisi a difesa e proiettava le altre 2 su Braila che venne da esse occupata nel mattino susseguente. La distanza separante Braila da Kubei è di 82 chilometri còperti dai Cosacchi in 9. ore di marcia effettiva, diffalcando. le quattro buone ore assorbite dal pa'ilsaggio del Pruth operato col mezzo di zattere. N ou si ebbe a deplorare nessun ritardatario. P erciò la cavalleria russa ha il diritto di ricordare orgogliosa questa sua operazione inizial~. Il movimento · cel ere da essa eseg~ito costituisce bella prova di allenamento su
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di un terreno reso faticosissimo e pantanoso dalle pioggia, allagato d'ambo i lati delle strade. L'occupazione del ponte di Barboche rimarrà tra i fatti .di guerra che maggiormente onorano la previggenza del comando , in capo russo· nella guerra del 1877-78. Neppure ·a i Rumeni era sfuggita ]a convenienza che offriva ai Turchi la presa del ponte di Barboche e ne avevano ad ogni buon fine coperti gli accessi con robusti movimenti di terra. Strukoff mise in batteria dietro d i essi i cannoni dell'artiglieria a cavallo e ben presto, per mezzo della ferrovia, giunsero e furono piazzati i grossi pezzi d'assedio. Con attività febbrile di pari passo si stabiliva lo sbarramento subacqueo alla foce del Sereth e nel letto del Danubio mentre si lanciavano su di essi delle piccole cannoniere, appositamente smontate, caricate, scaricate, ricomposte e messe in acqua. Le truppe russe affluivano intanto numerose sull'altopiano di Tsiglina e, senza accordarsi nessuna tregua, trasformavano detta zona in un campo trincerato entro il lasso di 48 ore. Opere iri terra di grande estensione, batterie armate con cannoni di grosso calibro resero in breve la posizione inespugnabile, La flottigl ia turca, giunta pres~o Galatz, riceveva istruzioni per distruggere il ponte di Barboohe e la dinamite all'uopo necessaria. L'ordine di mandare ad effetto detta impresa non le venne ricapitato che il 25 aprile ed i Russi già si er1:1.no rafforzati sul punto occupato. Quando i monitors di Hobart Pascià apparvero in vista del ponte, nella mattina del 25, furono salutati dai primi col pi di cannone ohe sieno s.tati tirati dal momento dello scoppio de le ostilità. Co:itretta a virare di bòrdo, la flottiglia turca andò a r ifugiarsi sotto la protezione de la fortezza di Matchin.
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1Jngheni- Yassy-Roman- Focsani-Plojesti-Bukarest e Besta,ma0k-Galatz-Slobodsia-Bukarest. La ferrovia si addimostrò assolutamente al disotto delle esigenze i~poste dalla .situazione e non le riuscì di fornire che un massimo di sei treni al g iorno coi guali si provvedeva tutt'al più il trasporto di un solo reggimento di fanteria di linea. Perciò possiamo dire, senza tema di esagerare, che il lentissimo spiegamento strategico dell'esercito del Granduca Nicola è stato eseguito completamente per via ordinaria, con grande fatica de le truppe. Il morale elevatissimo. e la salda disciplina de l'esercito superarono brillantemente l'ardua prova di un bimestre di marcie continue attraverso la Rumenia allagata. Ma vere fatiche di Ercole procurò il trasporto degli svariatissimi materiali (1). · Da le lettere di un distinto ufficiale del genio russo' stralciamo in proposito i seguenti ricordi mercè i quali si presenta eloquentissimo commento de la poco lieta oon·dizione fatta al servizio trasporti nel periodo iniziale de la campagna: « La prima parte dello spiega'mento russo si eseguì al più -« presto possibile, ove non si vogliano d imenticare le diffi·« coltà inc\ lcolabili sormontate per operare il concentramento, ·« in seguito alle pessime condizioni de le strade rumene ed « alle intemperie eccezionali de la stagione. « Nei mesi di aprile e di maggio il cattivo tempo regna (< sempre sovrano in Rumenia, .ma nell'anno 1877 le pioggie -« risultaron0 davvero eccezionalmente copiose, guastando le ·« strade già malissimo tenute e determinando lo straripa·« mento dei :fiumi' colle relative asportazioni di quasi tutti i <( ponti. « Il differente scar.tamento delle ferrovie russe rispetto a << quelle rumene, necessitando il trasbordo generale alla fron-
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Mentre i Cosacchi, con tanto successo, rintuzzavano gli attacchi diretti. qontro il ponte di Barboche, il grosso dell'esercito russo penetrava in Rumenia seguendo, le d irettrici
·ul Lo s1>iegamento strategico dell'esercito russo lungo il Danubio richiese per la sua -completa effettuazione 65 giorni di tempo a datare .dall i 2~ apri le i!l cui i primi scaglioni l'aticarono il Prnlh.
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« tiera, contribuì enormemente al ritardo ne l'arrivo ,dei ma« teriali (1 l.
« Per farsene una idea esatta bisogna sapere che dovetter&
«- far capo ad Ungheni
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cinque treni al giorno. Ben poco come vedesi, ma non riuscì neppur-e possibile di farli sempre circolare regolarmente. Ad onta de l'eseguità quasi ridicola del n umero dei convogli , la cattiva costruzione de le ferrovie r nmene non resse a quello , che per essa era un tormento t roppo straordinario e la trazione cui diede luogo il trasporto delle truppe russe :fini per degradare le rotaie. · . Quasi tutti codesti atr,riti fossero insufficienti, l' indomani stesso del giorno in cµi i primi Cosacchi .varcavano il Pruth, tutti i fiumi strariparono, 500 case di K ie"' furono inondate e Krementchug intiera copen a dalle acque. La furia della ... corrente asportò i ponti della ferrovia stabiliti in dette città, e le due linee ~he pongono Kicheneff in comunieazione con la Russia trovaro~si intercettate per alcuni giorni. Il ministro della guerra generale Miliutine a veva atteso con singolare interèssamento a la completa riorganizzazione del corpo e del materiale dei pontieri, giungendo perfino a riunire l'occorrente pel gittamento di 200 ponti. Eppure non bastò c1,i bisogni 1 Il Pruth, il quale normalment~ misura dai 30 lti 40 metri di l~rghezza, presso Leowa ai primi di maggio 1877 ne 11,veva 4 chilometri. Sarebbe stato follia imprendere il gittarrìento · dei ponti in ~ondizioni simili percui le truppe dovettero molte volte fare lunghe soste in,,olontarie. Da Ungheni a Jassy, a più r iprese, la ferrovia restò sommersa per l'estensione di una ventina di chilometri. Le ondate _riuscivano taimente im,Petuosé da travolgere tutti i lavori iualzati ne l'intento di proteggere la, stazione di J assy, che mancò poco veniss~ asportata da la furia de le acgue. Pareva qu·asi i treni corressero su la superficie di un lago. Tante contrarietà. dovevano pregiudicare il trasporto e l'arrivo in linea di tutto il complesso e pesantissimo materiale indispensabile a la prepa,razione del passaggio del Danubio: scialuppe a vapore, artiglierie di assedio, equipaggi da ponte.
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tutte le merci .che si spediv~no in Ru-
« menia, onde allogarle sopra altri treni. Figuratevi u n mi.« serabile villaggio nel quale occorra procedere al carico ed « allo scarico di tutti i bagagli de l'esercito del Danubio e « non avrete giammai che un pallido concetto della confu« sione che vi ha dominato per lo spazio di due mesi. Giun« bO'evano senza interruzione e si accatastavano caoticament e: . « materiali da ponte, carri di ambulanza, cannoni di grosso « calibro, proiettiii, cordami, viveri, munizioni, scialuppe << smontate, àncore, ospedali da campo. « Lentissimo riusciva l'esodo di codesti arrivi fantastica« mente enormi. La ferrovia che attraversa il principato di « Rumenia nel senso de la sua lunghezza maggior~ descri« vendo una serie di zig-zag, di utilità molto discutibile, era « malissimo esercì tata. Non.. riuscì possibile neppure di sfrut« tarne la potenzialità., malgrado i lodevoli sforzi delle truppe « del genio onde raggiungere qi;iella velocità che 'si poteva. - « legittimamente presupporre . « La compagnia rumena possedeva scarsi vagoni e pochis« sime locomot ive. Se ne erano fatte spedire in gran fretta « da l'Austria e da la Germania grazie alle reiterate insistenze « del Ministero della guerra russo. Non mancò neppure la « nota comica, dovendosi le predett e macchine trasportare in « pezzi sui vagoni imperiali sino ad Ungheni, dove parecchi « battaglioni del genio erano esclusivamente adibiti aì.Joro <( scarico, nonchè ricomposizione ed allogamento su le rotaie « rumene. Codesto lavoro improbo dovette far 'maledii:e di « tutto cuore a la Russia quei pochi centimetri di più imposti « dai troppo zelanti slavofili al proprio scartamento » . Con tali provvedimenti eroici si potè a stento far partire (!) t e rerro vic russe hanno le guide o rotaie maggiormente ~car tate delle altre di Europa ed il materiale non poteva, nella g uerra del i877, srrvi re cbe nell'interno del!' impero. Adesso si è ovviato. a .delto inconveniente ·con l' aggiun la di una coppia (lr. fusi alle sale dei vagoni.
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Nella Relazione del Granduca Nicola si legge : ... Dal giorno 24 . aprile all' 8 di maggio 1877 5 '/ , divi« sioni di fanteria varcarono le frontiere de la Rumenia: 9", , « 11·, 14·, 32'', 33" .e parte della 12°. « Quattro di esse, quelle dell' VIII corpo (9' e 14") e quasi « tutto l' XI corpo (11" e 32') si ammassarono su la linea < Galatz-Bra'ila. < Contemporaneamente la ~agggio; parte del XII corpo « (33" divisione e parte de la 12") fù scaglioi;,.ata al nord di « Tekuch. · « Il concentramento di due intieri corpi di a1·mata nei din« toY'ni di Galatz e di Brai'la costituisce il momento più im« portante di questa 'f)Y'ima fase de lo schieramento strategico. « A datare da questo istante fu impossibile pei Turchi il ten« tare la controffensiva in Valacchia per Galatz. >> • Le conclusioni di quest'ultimo capoverso debbono giustificare presso il lettore una serie di spigolaturè sui do cumenti ufficiali che a tuttit prima può essere apparsa inutile e prolissa. 1° L'enumerazione delle difficoltà incontrate dai Russi e de le conseguenti loro lentezze fa emergére quanto tempo sia rimasto a disposizione del comando turco per agire controffensivamente. Portandosi risoluto sulla sinistra del Danubio avrebbe minacciato il fianco e le comuni;azioni del ~emico raggiungendo lo scopo di alfontanare la data del suo passaggio in B ulgaria. 2° Le preoccupazioni del Granduca Nicola sono manifestate ripetutamente nei ' brani dei suoi rapporti. Da essi appare come anche prima della dichiarazione di guerra il colpo di mano sul ponte di Barboche fosse premeditato con cura, destinandovi ufficiali · e reparti di cavalleria che godevano la fiducia personale del comandante ili capo (1). (! )
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3° Avere affrettato l'entrata in Rumenia delle colonne rnsse, precipitando addirittura la marcia de la cavalleria Skobeleff, prova l'ottimo servizio infoi:mazioni fornito dagli squadroni dei Cosacchi disseminati lungo la fron tiera. 4° I fll:tti luminosamente dimostrano poter sortire effetti di incalcolabile conseguenza il guadagno di poche ore nelle prime operazioni di una campagna. Lo spiegarsi dell'ala sinistra russa, a. schermo della con versione generale verso il Danubio operata dall'intiero esercito, è reso possibile ed ordinato grazie alla celerità fulminea d i poche sotnie di Cosacchi guidate con audacia intelligente. Un po' più di preoccupazione pei propri cavalli, un po' meno di fuoco sacro nel loro comandante e la flottiglia ottomana, giungendo prima sull'obbiettivo, avrebbe rotto, assieme alle pile del ponte di Barboche, molte uova nel paniere dello stato maggiore russo. 5° Ricordiamo tuttora con ammirazione la cat tura de la flotta olandese operata dagli usseri d i Pichegru durante la campagna di Olà.uda (1795). Ma se, nella strabiliante impresa, la cavalleria repubblicana ebbe il ghiaccio cortese complice necessario, la natura cospirò invece ai danni degli squadroni russi galoppanti verso Barboche, ove tendevano contemporaneamente a tutto vapore navi moderne nella pienezza dei lo~o mezzi offensivi. Laonde,dovendo P\'Onunciarci per un confron to, non esitiamo a dar la palma ai Cosacchi · del colonnello Strukoff.
CAPI'roLo TEazo. La cavalleria russa si spiega lungo il Danubio. Nel tempo istesso che la d ivisione di cavalleria Skobeleff copriva in modo così opportuno l'ala sinistra russa, pe;no della conversione generale, altri squadroni trottavano frettolosi innanzi al centro ed alla destra de la fronte . . Urgeva davvero raggi~ngere al più presto la sponda sinistra del Danubio, onde osservare e sventare i tentativi dei
Il Granduca Nicola era l'isr>ettoro generale della cavalleria russa.
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Turchi di porre il piede sul territorio rumeno. Grazie all'energia ed all'allenamento di tutti i corpi di truppa l'occupazione della linea designata era un fatto compiuto addì 20 maggio 1877. Per tale data, un cordone ininterrotto di avamposti partiva da Kilia alla foce del Danubio, risalendolo sino a Turnu-1\fagurelli, 600 chilometri più iL monte. Il comando in capo de l'esercito russo non imitò in questa occasione guanto Abdul-Kerim aveva predisposto sulla riva bulo-ara col suo debole velo di Circassi e di Zaptié. Questo, b . . . sprovvisto com'era dell'appoggio efficace d1 altre armi, riusciva impotente ad arrestare un passaggio operato da forze r ilevanti. Si volle invece che gli avamposti russi potessero vedere e coprire, intendendosi con ciò mascherare ai 'l'urchi, i punti d i ammassamento del grosso de l'esercito e ·l'opposizione mat.eriale e sollecita a qualunque accenno di traversata dell'ostacolo separante i due avversari. Come ogn un vede, questo doppio scopo r ichiedeva una p1·ima linea di osservazione continua, la quale abbracciasse l'intiera fronte e allo indietro una seconda linea cli nuclei intervallati, pronta ad accorrere ed a rintuzzare le offese preannunciate dalla cavalleria, esplorante. . Data la grande e legittima premura del Granduca Nicola di porsi a contatto del gran fiume su tutti i punti del proprio schieramento, ne derivava che la costituzione del sistema di avamposti attraversasse due fasi d istinte. Nell11 prima si veggono i reggimenti di cavalleria, giunti il 20 maggio 187'7, distendersi lungo il Danubio per formare il 1Jelo di ossei·vazione. Tra il 24 ed il 26 de l'istesso mese assistiamo all'arrivo dei 1mclei più importanti che debbono disporsi a rincalzo e costituire la linea cli resistenza. Questo per quanto ha rapporto alla profondità. Nel senso de la fi·onte poi, era evidente dover la gra:1de estens~one di 600 chilometri imporre suddividerla in zone. Esse s1 trovarono nettamente differenziate dal corso degli affluenti di sinistra del Danubio che, assieme a quest'ultimo, fornirono tanti settori distinti da affidare ai grandi reparti de l'arma di cavalleria.
ALL'INIZTO DE!,LA GUERRA TURCO-RUSSA NltL
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Risalendo da K ilia trova vasi da.pprima lungo la linea di osservazione . il 29° reggimento cosacchi (aggregato a11' XI oorpo d'armata) vigilando il tratto compreso fra K ilia e Gura J alo~nitza. · Il paese da codesta ultima località insino ad Oltenitza venne battuto da l'avanguardla de l'lla divisione di cavalleria acquartierata a Kalarassi. Da Oltenitza al lago Grecillo la sorveglianza spettava al 31° regg imento cosacchi, aggregato alla 32" divisione d i fanteria. La divisione di cavalleria del Caucaso, che aveva fissa to -il proprio quartier generale a Giurgewo, dovette occuparsi del terreno fra il lago Grecillo e la Wède. Restò assegnata la zona racchiusa tra i fi umi vVède ed Olta a l' 8" d iv isione di cavalleria, il cui quartier generale fu stabilito in 'l'urun-Magurelli. · Qnattro o ·cinque giorni dopo che questo velo d i osservazione r iusciva completato lungo il corso . del Danubio, ven nero raggiunti i prestabiliti obbiett,ivi da le truppe destinate qual:i riserve dei nuclei di cavaìleria. Esse comprendevano : 1° Riserva della cavalleria fra .lCilia e Gu1·a-Jalomnitza: J;ue ~rigate di fanteria dell'XI corpo a Borlat; 2° Riserva della cavalleria fra Gura-Jalomnitza ecl Oftenitza: Il grosso (3 reggimenti) dell' 11• divisione di caval:l.eria a J alomnitza; 3° Riserva clella cavalleria ti·a Oltenitza ecl i l lago G1·edllo: La 32" di visione di fanteria fra Budesti e Fratesti; 4° Riserva della cavalle1·ia tra il lago Grecillo e la Wède : La fanteria e l'artiglieria del corpo degli esploratori di Skobeleff a Denza : La 12• divisione di cavalleria a Koputzeni; Una brigata della 14" divisione di fanteria a Fra.testi; 5° Riser·va della cavalle1·ia tra: li), Wède e l' Olta: Una brio·ata d i Cosacchi del Don ad Aloxandria. t:>
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S'.rRA'l'EGIA E CAVALLI
. N ~i. rap~orti · u~ciali dello stato maggiore russo si ponem rilievo l accurata scelta e dislocazione delle truppe di r incalzo,_ fac~nd_o _co~ molti dettagli apprezzare per ciascun settor~ ·l cnten ispiranti la composizione dei nuclei e la destinaz10ne de le loro sedi. . Così, ad esempio, tutto sembrava indicare le sotnie della. 1~• divisione di cavalleria dislocate a J alomnitza come destmate ad agire verso la Dobrutscia, meritre esse ricevettero effettivamente tutt'altra zona di operazioni. S i ebbe cura che i corpi d'armata VIII ed :X.I non risultassero, nello schieramento per ala, a l'indietro delle corri~pondenti divisioni di cavalleria, bensì in settori diversi onde indurre il nemico in errati apprezzamenti. 'l'ra il lago <!r~ci_llo ed il :fiume Olta si contavano quattro aggr u_Ppat?-enti d1 forza abbastanza rilevante perchè ciascuno cl.1 e~s1 venis~e ritenuto avanguardia di unità superiori. . Sdfatte misure paralizzavano le informazioni che l'att ivo spionaggio poteva recare al quartier generale di Abdul Kerim Pascià, riguardanti i primi reparti scacrlionati luncro il Dab' ~ b b nu_ 10, !~Ce~dol_e anzi concorrere a porre sopra falsa stra.da le m,~uz10m_ ~~1 .Tu~chi . . Costoro restarono, per conseguenza, ne 11m~os~1bil1t~ d1 ~ttmgere notizie esatte su qua::.:to preparavas1 dietro, 11 r esistente sipario che si stendeva innanzi al concentramento de le truppe del Granduca Nicola. :Sa prolungata .marcia delle colonne a ttraverso la Rumenia la grandiosa conversione a .sinistra, perno a Galatz e Barbo~he operata dall'i~tiero esercito e lo spiegamento strategico sull~ fron te danubiana poterono effettuarsi con ordine e con sicurezza senza che il nemico ne fosse edotto, mercè l'azione energica ed illuminata delle divisioni di cav~lleria. . La cavalleri~ russ~ rag~iunse in modo egregio lo scopo di mascherare 1 movimenti preparatorii de l'esercito durante ~l difficile periodo che costituì quasi il prologo della campagna proprìamente detta. L'ispettore generale veri.ne ripagato ad usura de le scrupolose cure prodigate durante la pa~~ ond~ colti v~re l'intelligenza dei comandanti, lo spirit 0, e 1 1struz10ne dei reparti dell'arma.
ALL' INIZIO DELLA. GU€RRA '1.'URCO·RUSSA NEI,
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Ove paragonassimo la maniera di presentarsi in lizza de la cavalleria · russa all'impiego de l'arma fattone nel 1870 dai Tedeschi, d ovremmo convenire eh~ durante l' inizio della ·campagna i Cosacchi ebbero condotta._ strat egi.ca molto più opportuna degli ulani. Pur troppo, mentre questi ultimi corressero i loro errori, imparando a perfeziomirsi strada fa,cendo, non mantennero i primi tut to il pr ogramma d i !:! plendide promesse r acchiuso ne le operazioni magistrali che avevano accompagna to e protetto lo spiegamento dell'eser cito russo. Queste vorrebbero essere pertanto minutamente sviscerate nei loro dettagli s~ l'incalzare degli eventi non imponesse tener d ietro agli arditi galQppi degli squadroni moscoviti. Mentre stavamo qui d issertando essi hanno infatti passato il Danubio ed i piccoli e resistenti cavalli della steppa, nitrendo allegramente, invitano ,anche noi a trasportare l'attenzione -nella Bulgaria, nuovo campo aperto alle pugne gloriose e feconde.
CAPITOLO
Qua1:i:ro.
~La cavalleria russa nella Dobrutscia. Compiuto il vast o movimento di conversione a sinistra ' ' dell' iutier o esercito russo, investito completamente il Danubio lungo la sponda settentrionale da Viddino a Kilia, mascherat i gli ammassamenti principali mercè il sistema di avamposti già descritto, il prologo della g uerra era esaurito e le operazioni cruente non potevan o più oltre tardare. Due ostacoli importantissimi si paravano innanzi all' invasore; il largo fiume da attraversare ed il quadrilatero bulgar o: In base a. codesta doppia considerazione vennero risoluti due passaggi, effettuabili con due masse di forza molto di versa, corrispondenti ad una dimosl?'·azione nella Do brutscia affidata ad un distaccamento, e ad uno sforzo p rincipale da operarsi mercè~il rimanente dell'esercito ad ovest del quadrilatero. Non si può dàvvero esimersi dall'apprezzare altà!25 - ANNO XLVII ,
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STRATEGIA E OAVAT,LI
mente codesta dete1'.minazione, mediante la quale si evitavano g li inconvenienti presentati dalle differenti zone di operazioni rivolgendoli invece abilmente in propr io vantaggio. Era infatti indispensabile provvedere alla sicurezza delle comunicazioni dell'esercito con la base prima di avanzare · dalla destra e dal centro. L'ala sinistra russa non era in caso di trascurare la funzione minacciosa esercitata dal triangolo Matchin- Tuldscha-Isatscha, epperò doveva risultare abbastanza forte onde poter assumere atteggiamento energico nella Dobrutscia settentrionale e distender la mano sulle dette piazze di guerra. Scongiurato in tal modo il pericolo di essere tagliati fuori: . si doveva proseguire nel successo accennando a .possibili attacchi contro il lato nord-est del quadrilatero, cioè verso Varna e Silistria. Tale contegno, potendo far ,sempre ritenere che il distaccamento d~l Basso Danubio divenisse, da un momento a ll'altro, l'avanguardia di un'armata all'improvviso sopraggiunta, influì per tutta la durata della guerra su l'animo dei generali ottomani che tennero successivamente il comimdo in capo. L'esercito del quadrilatero anche sotto Mehemed A.li Pascià, che pure' era buonissimo manovriero, non potè mai esegùire una controf. fensiva a fondo sopra Tiruova o Bjela perchè la presenza del corpo russo Zimmermann nella Dobrutscia non gli fece osare di sguernire i forti presidi di Silistria e d i Varna. La. suddivisione in due masse e la composizione di queste corrispondevano egregiamente agli scopi da raggiungere e che si possono riassumere: 1° Evitare di andarsi a cacciare in mezzo al quadrilatero bulgaro, epperciò aggiramento del medesimo operato col grosso dell'esercito; . 2° Conquista del triangolo Matchin-Tuldsci~-Isats(:Ìa affidata ad un forte distaccamento, incaricato di rintuzzare la controffensiva nemica verso le proprie comunicazioni, impedendo di essere girati alla propria· volta; 3° Porre l'esercito turco del quadrilatero fra due minacce onde non fargli operare con fiducia il totale a~massamento delle forze sul fronte Rutsciuck-Schumla.
ALL' INIZIO DELL A GU!l:RRA '.rORCO-RUSSA NEL
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In generale non si è resa dagli storici la dovuta giustizia a la funzione paralizzatrice esercitata <lalla presenza del generale Zimmermann nella Dobrntscifl.. Eppure essa cagionò una profonda depressione mora)e nel comando in capo avversario che vide riuscir vana l'opera della fl.ott,1glia corazzata giusto sul Basso Danubio in cui stazionava a preferenza, Codesta prima parte delle decisioni dello stato maggiore russo lo onora grandemente, sostenendo con vantaggio il. paragone di . quelle prese dai belligeranti a l'inizio delle precedenti guerre del 1866 e del 1870. Invit i~mo per conto nostro g li studiosi a meditare il piano d i guerra italiano in cui pure entravano come elementi il fronte fluviale da superare, due masse di attacco, un quadrilatero di fortezze col quale fare i conti. Quello poi che deve obbligarci all'attenzione profonda è il constatare come alle .sagge disposizioni strategiche preliminari corrisponda fedelmente l' i mpiegu ,fecondo della cavalleria, laddove l'inerzia o gli errori del1' arma rispecchiano sempre le colpe del comando in capo ed influiscono singolarmente sull'esito complessivo delle operaz1om.
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Vadiamoli adesso ali' opera· i valorosi Cosacchi. N ell' istessa guisa che erano stati i primi a Barboche ed a Brai:la non attesero neppure lo abbassarsi delle a cque a.I livello normale per attraversare il Danubio. Imbarcatisi a Bra'ila sopra semplici zattere traghettarono occupando su la sponda destra il villaggio d i Ghetket ove piazzarono due batterie da campagna dietro spalleggiamenti da loro· innalzati coll'abituale &.lacrità. Riparate da tale fortificazione improvvisata, le truppe del genio poterono lavorare t ranquillamente alla costruzione di un ponte gettato nel contempQ da le due sponde e mist1rante la lunghezza di 900 metri quando fu t erminato. Stante la presenza del presidio turco di Matchin (a soli 12 chilometri da Braila) non si. poteva neppur pensare ad
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STRA'rEGIA F. CA.VALLI
usufruire ~mmediatamente del ponte. Bisognava .prima una forza considerevole venisse proiettata sulla riva meridionale ~'- tenendo in ~ispetto l' ~nimico, gli togliesse ogni velleità 01 contrastare 11 pass~gg10 coprendo di granate le truppe che fossero state avviate pel medesimo. In vista di tale scopo da raggiungere, nella notte dalli 21 alli 22 di giugno 1877, un primo scaglione comprendente 10 com:r,agnie di fanteria, due squadroni di Cosacchi una ?atteria (in tutto 2000 uomini agli ordini del generale Z~lrnff) imbarcato a Galatz ed a Reni, attraversò il Danubio. Posto piede sul territorio bulgaro, marciò risolutamente all'attacco delle colline di Budjack, cingenti al nord la città di Matc~in, e su le quali si scorgevano biancheggiare le tende di un esteso accampamento nemico. L'azione voleva esser~ spinta ~ fondo per obbligare i Turchi a spiegare le proprie forze e permettere, colla conquista di una buona linea di appoggio, l'attacco diretto della fortezza. Nel rapporto del generale Zimmermann si legge che le colonne russe dovettero marciare per tutta la notte attraverso paludi inondate, ma che la brava cavalleria cosacca d_isimpegnò ~n modo supetiore ad ogni elogio la propria miss10ne esplorante precedendo di continuo le altre tru.ppe. Solt~nto . verso l 'alba, lungo il fronte Garhina-Zizila (villaggi s1tuat1 su le colline di Bujack) venne dato l'allarme dao-li avamposti nemici. Allora i Cosacchi, posto piede a terra, grado avessero l'acqua sino all'altezza del cinturino, non esitarono ad impegnare un fooco vivacissimo contro numerosi stormi di cavalieri circassi, riuscendo a respingerli vigorosamente fino su le posizioni dove la fanteria ottomana si era. frattanto spiegata. Gra~ie al_ conteg~o ~roico dei due squadroni esploranti c~e, d1spost1 al sacnfiz10, non aveano contato i nemici pur d1 dar mezzo alla sopraggiungente fanteria di uscire dai pantani attraverso cui penosamente avanzava, il o-eneraleZukoff potè far mettere piede sul terreno asciutto : consistente alle dieci compagnie che lo seguivano.
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DELLA GUERRA '.eUl:WO-RUSSA. NEL 18'('(-7i:,
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Non lo scordino coloro che, giustamente, fauno assegnamento sui fattori morali, il vittorioso combattimento di cavalleria aveva acceso di irresistibile slancio e di emulazione nobilissima l' iutiero distaccamento che, essendone stato testimonio, ne era rimasto elettrizzato. Deposti gli zaini, senza trarre un sol colpo di fucile, i fantaccini russi si slanciarono all'attacco della prima altura e, dopo breve ma ferocissima zuffa all'arma bianca, se ne impadronirono. Il nemico, reso frattanto edotto de l'esigua forza dell'assalitore, pensò disegnare su tutta la linea un movimento controffensivo, Mal' impulso dei Russi non venne arrestato nè dal numero nè dal vantaggio delle posizioni, la seconda collina cadde in loro potere malgrado l'accanimento spiegato dai· difensori nell'aggrapparvisi. · Più critica la terza fase della battaglia perchè il largo avvallamento intercetto fra la seconda ed una terza altura, coltivato a biade e dappertutto pe-rcorribile nei varii sensi, dava campo a la superiorità dei Turchi di affermarsi con ampio sviluppo di fuoco ed a la loro preponderante cavalleria di disegnare l'avviluppamento. Aggiungi due pezzi in batteria sopra un quarto ed ultimo poggio, spazzanti con la mitraglia la zona intermedia, senza che i Russi fossero in grado di opporre la propria artiglieria rimasta indietro durante la marcia. · I Cosacchi di bel nuovo diedero prova di abnegazione e -si slanciarono alla carica emettendo formidabili : Ur·rah ! mentre i Oircassi dal canto proprio mossero loro incontro. Il cozzo fu tremendo, le d ue cavallerie si sciabolarono valorosamente con esito indeciso. Senonchè le compagnie russe nel frattempo, tras.cinate dall'eroico esempio e dalla voce dei loro ufficiali, poterono conquistare la terza e la quarta collina dopo un combattimento disperato in cui tutt,i erano stati bene avvertiti che si trattava di vincere o di morire! Dalle torri di Mlttchin un allegro scampanìo annunziava il mezzogiorno. In quel momento preciso la bandiera russa, issatavi dai valorosi soldati del generale Zukoff, fu vista -sventolare superba sulla quarta altura di Budjack!
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**::: · Ed i risultati di codesto combattimento in cui i mezzi di attacco erano stati minimi e le · superiorità materiali tutte dalla parte dei Turchi? Immensi, incalcolabili! · Come credere infatti che quel pugno di valorosi che aveva svolto il quadruplice attacco senza artiglierie e senza risèrve non si sapesse sostenuto a breve distanza da altre truppe ? Eccovi perciò il governatore turco di Matchin, invaso dal terrore, sgombrare la piazza alla testa della guarnigione t emendo da un momento all'altro di aver sulle · braccia un iutiero esercito russo. L'intonazione degli ardimenti data a tempo opportuno dai dt1e sqltadroni di Cosacchi nell'inizio e nella crisi della pugna risospinge la storia fredda, metodica è ragionata dell'ora presente verso il biblico leggendario di Gerico e di Gedeone! Alla depressione morale nel campo avversario offre mirabile contrapposto il contagio de l'eroismo fra i comandanti e le truppe del generale Zimmermann. La critica più esigente non può lesinare l'ammirazione ai protagonisti dei seguenti episodì che furono immediati corollari del vittorioso combattimento di Budjack. Nella mattina del 23 giugno 1877, al' indomani di quello, il generale Zimmermann veniva informato dell'avvenuto spontaneo abbandono di Matchin per parte del presidio ot· tornano. Come era naturale, stentò a prestar fede ad una verità cotanto inverosimile ed una discussione animata si impegnò in mezzo al suo stato maggiore. Il capitano dei Cosacchi TelianinE' si offrì di controll are de visu la notizia operando all'istante la ricognizione della località. Soddisfatto nel suo desiderio, alla testa del proprio squadrone non esitò ad avventurarsi sul ponte allora finito, e da noi · menzionato, attraversando per il primo in tal guisa il Danubio. Raggiunto il villaggio di Ghecket, avanzò poscia per la strada di Matchin, che, essendo ~u rialzo, dominava lungo i suoi due lati a perdita di vista delle paludi a llagate.
AL L'INIZIO DELLA. GUERRA 'l' URUU·K.U::;::;A .N.ll.L
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La strada, alla propria volta, r imaneva perfettamente sommersa, giungendo l'acqua durante il primo chilometro sino al ginocchio dei cavalli, nel secondo all'altezza deìle coscie, nel terzo a mezza pancia, alternandosi poscia gli inalzamenti e le depressioni del suo livello col salire o discendere della - via. Alcuni Cosacchi spiccati innanzi in qualità di esploratori sca~dagliavano colle loro lance per non dipartirsi dal fondo stradale, dappoichè lo scartare a dritta od a sinistra avrebbe trascinato il distaccamento su dei fondi melmosi ove sarebbe andato irremissibilmente incontro a sicura perdita. Otto lunghi chilometri "l(ennero in tal guisa superati, dei quali tre erano stati specialmente pericolosi: i ·cavalli, perdendo piede, nuotavano sostenendo il loro pesante carico. (Rapporto ufficiale). Malgrado ciò, tutt,i giunsero sani e salvi alla mèta. Della grandi fumate, scorte sulla sponda rumena, avvertirono il generale Zimmermann che lo squadrone Telianine era giunto a Matchin e lo avea trovato sgombro. Si potevano quindi avviare senza troppo pericolo le truppe attraverso il fiume. In se()'uito a tale avviso lo stesso o . comandante il XIV corpo passò il Danubio alla testa del pro prio stato maggiore. In breve un nugolo di vaporini e di barcacce a vapore trasportò sulla riva bulgara ingenti rinforzi i quali_ si impadronirono, Aopo un combattimento aspro e prolungato, delle collin~ · di Matchin suUe quali era rimasta in posizione una forte retroguardia nemica. Nella , sera stessa le truppe vittoriose ebbero cura di accendere numerosi fuochi sui poggi conquistati accennando ai riparti rimasti ancora a Braila che Matchin era in loro potere. Nè bastando ciò, un Cosacco, un eroe, di cui duolci la relazione Zimmermann taccia il nome, uscì da Matchin e, non esitando ad attraversare una zona perfettament e a lui ignota ed allagata, si diresse alla ricerca del distaccamento del generale Zukoff rimasto nel frattempo sulle alture di Budjack. L'ardito cavaliere raggiunse perfett1tmente lo scopo della sua spedizione, servì anzi di guida alla predetta brigata, che venne
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subito a. riunirsi in Jiatchin col rimanente delle truppe sbarcate. Il giorno 25 giugno 1877 l' intiero corpo del ·.sasso Danubio (15\ 17• e 18a divisione di fanteria e la divisione Cosacchi del Don del generale SchamchEiff) era stato traghettato a Matchin. Non credendosi in caso di resistere efficacemente, i Turchi sgombrarono altresì Tuldscia ed Isacktcia dapprima ripiegando sopra Hirsowa, abbandonando poi anche quest'ultima innanzi al rapido e minaccioso avanzarsi degli squadroni del generale Schamcheff, galoppanti in tutte le direzioni.
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Alla vigilanza dei picchetti della 11• divisione di cavalleria, i qmdi perlustravano fra Gura Jalomnitza e Kalarasch, non era sfuggita la quiete profonda che regnava in Hirsowa ed adiacenze nel mattino del 25 giugno, calma assoluta, molto contrastante coll'animazione dei giorni precedenti. · Informato di codesta constatazione, il comandante 1'11· divisione di cavalleria ordinò uno squadrone di Cosacehi passasse il Danubio per eseguire una ricognizione sul tipo di quella così ben riuscita al capitano Telianine sopra Matchin~ Ei il successo coronò di bel nuovo rardire dei brillanti ca· valieri ai quali fu dato riferire l'abbandono completo di Hirsowa. Davvero miracolosa poteva e2sere dunque definita.la rapi· dità con la quale era riuscito a.i Russi impadronirsi della Dobrutscia settentrionale. Ma il generale Zimmermann non volle dormire sugli allori e, non accordando tregua alle truppe già. tanto provate nei giorni antecedenti, lasciato lo stretto indispensabile di forza a presidio delle piazze occupate, spinse alacremente la marcia di tutte le proprie colonne verso il cuore della Dobrutscia. La cavalleria Schamcheff, bene illuminata sul mandato da raggiungere, munita di istruzioni esplicite e di larghe diret· tive, inondò addirittura la regione di punte e di ricognizioni
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in tutti i sensi, spingendole a. distanze considerevoli onde sollevare rapidamente la popolazione cristiana e dar caccia spietata ai drappelli circassi che infestavano il paese imponendo taglie. ai villaggi e abbandonandosi ad eccessi di ogni genere quand6 se ne presentava il destro. Grandissimi gli effetti morali dell'avanzata celere dei cavalieri russi affrettante precipitosamente la ritirata della maggior parte delle forze ottomane, restringendo il raggio delle requisizioni nemiche e nel contempo incoraggiante gli abitanti a prestare tutto il proprio concorso alle truppe liberatrici. Il 28 giugno la divisione di cavalleria occupava Babadagh, dove non sostò che per accordare un poco di tregua agli uomini ed ai quadrupedi. Ripresa la marcia, trovò il contatto -e scambiò fucilate con distaccamenti e retroguardie turche all'altezza della linea ferroviaria 'fchernawoda Kustendje. Si ·seppe che i T~rchi intendevano opporre resistenza lungo di essa, contendendo specialmente il tratto Medj idj é-Tcherna· woda, dove contavan9 appoggiarsi a· robusti trinceramenti costrutti dietro il Vallo di Trajano. Tale atteggiamento (concludeva il generale Schamcheff ·nel suo rapporto) dimostra quanto il nemico tema più per Silistria che per Varna alla difesa de la. quale avrebbe campo sempre di far concorrere la sua pod1rosa squadra corazzata. Ricevendo tali notizie, non esitò punto Zimmermann a proseguire nella sua prima determinazione di guadagnar terreno in avanti e diresse il grosso delle proprie colonne come sostegno della cavalleria. Schamcheff, puntand0 sopra Medjidjé, sita quasi al centro del fronte Tchernawoda-Kustendjé. Dinanzi a forze preponderanti, così energicamente condotte, i Turchi preferirono retrocedere ancora e in tal guisa Medjidjé, dapprima, Kustendj é e Tchernawoda, poco dopo, caddero in potere del Corpo del Basso Danubio. Questo rafforzossi efficacemente dietro la linea predetta e lungo il margine nord del Vallo di Traj ano avendo cura altresì di stabilire a portata u tile forti sostegni a Babadagh e ad Hirsowa con riserve delle tre armi.
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Tali pr ovvedimenti ebbero presto occasione di rivelarsi tutt'altro che superflui, permettendo far fronte al v::tno bombardamento di K ustendjé effettuato dalla flotta turna e ad una ricognizione offensiva della guarnigione di Silistria. Spinta.si questa audacemente sin contro la linea degli avamposti r ussi attaccò con vigore 'rchernawoda, ma al sopraggiun-:gere dei rincalzi spediti da Hirsowa fu costretta a ripiegare frettolosa. ·1 grossi dei due partiti rimasero dopo questa ±azione, nelle rispettive linee, l'un l'altro fronteggiantisi. Non potevasi infatti esigere ragionevolmente dal generale Zimmen:aann che, coll'effettivo disponibile già tanto esiguo rispetto alla vastità del territorio occupato, pensasse ad oper azioni decisive contro Silistria e Varna nè tampoco verso il ~ampo trincerato di Bazardschik ove eransi ridotti i presidii della Dobrutscia settentrionale. Ma di grande utilità sarebbe tornata in vece l'esplorazione atti va della zona intercetta ed una serie di scaramuccia e di p unte offensive affidate alla cavalleria, d irette verso le cennate fortezze, avrebbe concorso a mantenervi immobilizzato il massimo numero possibile di truppe nemiche onde impedire venissero avviate sul teatro principale delle operazioni. Fu merito indiscutibile del comandante avere intuito chÌft· r amente tale compito da affidarsi alla propria cavalleria; ma ciò che a noi pare anche più apprezza.bile è la misura. con la quale volle andasse esplicato onde, pur riuscendo efficace, non perdesse il generale conteg no temporeggiante imposto dalla situazione a t L 1tto 11 corpo del Basso Danubio. Coloro che, perdendo di vista il piano complessivo de~le operazioni, dimenticano lo scopo schiettamente p~otettore dell'avanzata nella : D obrutscia di quel distaccamento, pensino quali contraccolpi avr ebbe potuto originare un serio rovescio patito in una regione cosi poco ospitale (1). Era forse il solo (I) In parecchi) oporo ci venne da lo l1iggere n.cerllO critiche all 'i ndirizzo del ge11ernle Z11nmermann per e;s~rsi lungn.mentc arrestato all 'altezza del Va ll o dì Trajano, o sì è paragona to tal~ apparente aècìd1n. colla fu lminea audacia ilei Gurko attraver,o i Oatkani. Pre.:icindendo dall'enorme differenza esistente fra I compiti affidati a ciascuno Ilei gc_ nerali posti a confronto, ci pcrmeUiamo osservare rispettosamen te che ogni rnOllaglia h« il suo ro1•cscio o che se Zimmerma nn ava nzo ,neno rapid amente, non indio1roggio mai , mentre di Gurko non si può dire allrell anlo.
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mezzo di suggerire ai Tnrchi quella controffens i,·a in Valacchia de la quale parve in detta campagua giammai sospettassero l'utilità! R iilettendo invece, che tutti g li ilcopi proposti furono completamente raggiu'nti dobbiamo defi nire eccellente il metodo di condotta del generale Zimmermann giudican· dolo alla stregua dei risultati conseguiti. Badando inoltre che l'estrema destra turca rimase passivamente iner te per tutta la durata della campagna non si può esimersi dal constatare l'analogia con un ricordo scottante per noi, ma non per questo meno istruttivo. Ci pare, in poche parol~, ohe la fo nzione della cavalleria Schamcheff ne la Dobrutsma abbia strani punti di contatto con quella de la cavalleria Pultz a Custoza, paralizzante tutta l'ala destra. italiana mercè l'ardito e prolungato stormeggiare di 16 piccoli squadroni. In vista de lo scopo da raggiungere, Zimmermann, mantenendo il grosso della propria fanteria lungo il fronte Kustendj é-Tchernawoda, spinse tutta la cavalleria ad una ventina di chilometri verso sud, in modo da costituire una vera. linea avanzata coi suoi bivacchi di Durluck, Mahmudsky, Bi lailer, Mahmudhsai, Usunomat. Da qa.esti ultimi vennero irradiate ardite e n umerose ricognizioni, attraverso la cam· pagna brull@,, i~ d irezione di S1listria e di Bazards~hik._Esse furono dapprim!l. limitate nella forza. e nello spazio, dirette più che altro allo studio della viabilità e delle risorse_nella zona antistante ed a scacciare le pattug lie di scoperta del n~mico . Verso la metà di agosto parve peraltro che i 'f urchi, dipartendosi dal torpore abituale, accennassero ad un ritor~o offensivo su tutta la linea. Alla sua volta la loro ca vallen a irreaolare fece ardite apparizioni in vari punti del territorio frap; osto alle fronti dei due eserciti, più ins~~t~~temente in corrispondenza. del tratto Tchernawoda-MedJ1dJe, I d~appelli scorridori accompagnavano fedelmente la loro escursione con fruttifere r.azzìe, facendo man bassa su tutto quello che incontrava.no, epperò la cavalleria cosacca dinanzi a cod_esto risveglio di attività nemica ritenne utile dare intonazione più energica al contegno proprio.
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STR,ATEGlA E CAVAL,!;l
Dal bivacco di Usunomat mosse addì 25 agosto il 15° reggimento incontrando e disperdendo i ;:;..zziatori turchi lungo il suo itinerario a l\faltschewa e a Kusgum e facendo poscia , ritorno per la.medesima via. Molto più notevole la spedizione del 16° Cosacch_i avvia. tasi il giorno ' seguente a Tatarkieui: e Musabei. Il bravo reggimento dì.è di cozzo presso ì\fahalesi in du e ·colonne di fanteria nemica appoggiate e fiancheggiate da cavalie'ri circassi in numer o rispettabile. Non esitò un sol momento l'intrepido colonnello W arlano:ff ad impegnare i.l combattimento e, posta in batteria una sezione di dt\e pezzi che era.gli stata aggregata, battè a granata i sostegni e le riserve turche, mentr e stormi di Cosacchi si gettavano sulla linea dei. cacciatori ed una sotnia, disegnava l'avviluppamento per la sinistra. Scossa dal t iro a granata molto ben diretto, preoccupata dalla minaccia alle ali, la fanteria nemipa; scompigliata in alcuni punti del fronte, illanguidì da.ppertutto il. proprio fuoco e, questo momento favorevole non essendo sfuggito al colpo d'occhio superiore del colonnello russo, i Cosacchi lan·ciaronsi alla carica la quale avvenne in modo e for)lla avvolgente con attacco d i fronte eseguito da 4 sotnie d isposte in tre linee e con un attacco sul fianco destro eseguito dal.l'ultima sotuia già menzionata. La rotta dei 'l'urchi fu completa, dovettero darsi a foga precipitosa e molti .vennero sciabolati nel feroce inseguimento spint o per una diecina di chilometri sino ad Asarlyck. Quando rientrarono al loro bivacco gli squadr oni vittoriosi del colonnello a ranoff erano carichi d i bottino: armi, cavalli, besti'1me, vettovaglie. Col sopraggiungere frattanto della 7a divisione di cavalleria a rinforzo di quella Schamchèff il generàle Zimmermanu si trovò d isporre di 32 squadroni e d i 28 pezzi dell'artiglieria a cavallo, potè così raffittire la linea avanzata dei bivacchi già accennati ed esigere maggiore intr.aprendenza (1).
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/i) La 7" divisio ne di cavalleria a,,cva <la1iprima fatto par to dell'esercito delle coste e sorveg liato il t ra tto cli li tlorale del ~h r N,•ro fra KiJia ed Odessa.
ALL' INlr",IQ DELLA GUERRA TURCO ·HUSSA .NEL
1877-78
1993.
P arecchie punté affidate a squadroni ed a: mezzi r eggimenti vennero compiute con iritelligenza e buon esito sopra K awarna e Gioman dai dragoni della d ivisione Mansei:. Nella loro esecuzione furono degne dì attenzione le lunghe marce eseguite quasi sempre d i notte, l'ottimo , servizio delle in,.. formazioni, l'illuminato ardire delle manovre dirette al taglio delle comunicazioni avversarie. Sempre nell'intento di trattenere i T urchi dall'idea di sguernire i presidii di Silistria e di Bazardscick, Zim~ermann ordinò due grandi ricognizioni di cavalleria nei giorni 20 e 25 settembre, incaricando della prima di esse lo stesHo generale Schamcheff, della seconda il ì\fansei:. A causa del pessimo stato delle strade la spedizione verso Silistria, giunta a Maltschewa, dovette retrocedere senza aver neppure incontrato il nemico (1). Quella diretta contro Bazardschick, malgrado. le deplorevoli condizioni della viabilità ed il disagio arrecato dalle continue- pioggie, potè invece raggiungere completamente lo scopo prefisso, respingere i partiti della cavai leria nemica incontrati durante la marcia ed apparire nel mattino delli 27 detto innan7.i Bazardschick. Il gener ale Ma,nse'i non pensò neppure un istante di attaccare la città., ma .volle eseguirne efficacemente la ricognizione e, bat tùti dne forti nuclei di cavalli egiziani ad E libeikien'i e , nei p):essi stessi del campo trincerato, avanzò fino a cinque chilometri dalla città. Posti in batteria i propri pezzi ed appiedati alcuni squadroni, impegnò combattimento temporeggiante contro una forte colon-na delle tre armi che, uscita dalla città, gli era venuta incontro. Avendola ob~ligata· a sostare , mercè fermo conteO'no ed abili manovre, iniziò senza o molestie il ripiegamento dopo che il mandato era stato eseguito. Nella marcia di ritorno si ebbe campo di apprezzare il frutto· dello scr~poloso servizio di sicurezza sorprendend0 e tagliando a pe,-,zi un forte nerbo d i Circassi spiccati da {{) Pijt tale improsa ernno s tati assegnati· a l generale Schiurn;hcff i reggimenti
CO·
sacchi 15°, :16' e 11°, 3 batterio a cavallo, :I Lia c~m 1rngna della :17" ùi visionc di fanteria
ei:t { reggimento fanterì11 sop ra 1, ·battagli on i.
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STRATEGIA E CAVALLI
Bazardschick 8: Kara- Ormanly coll'incarico di tendere agguato e tagliar la ritirata al generale Manse'i (1). La fanteria e la batteria da campagna, mentre gli squadroni ed i pezzi a cavallo si spingevano fìn sotto Bazardschick, aveA.no ocnupato solidamente all'indietro la posizione di Orman-Kuj usa.. Su di essa il generale fece convergere ed arrestare tutte le ttuppe (2).
Il generale Zimmermann, che. avea percorso sino al grado di colonnello la sua carriera nell'arma di cavalleria, non era troppo soddisfatto del risultato raggiunto dai propri squadroni, epperò li volle di bel nuovo proiettare nelle medesime direzioni addì 16 e 17 ottobre 1877. Il generale Schamcheff con 18 sotnie, 6 battaglioni, 28 pezzi ed una compagnia di zappatori del genio avanzò verso Silistria sopra q L1attro colonne, assegnandosi a ciascuna di esse un reggimento di cavalleria e facendosi marciare la fanteria coll e sole colonne centrali. La ricognh,ione, procedendo sopra vasto fronte, sorprese su tutta la linea i picchetti ed i partiti nemici sciabolandoli, facendo prigionieri, assaltando e depredando i convogli e potè apprendere con esattezza hi dislocazione dei posti _avanzati turchi 1ungo il tratto Rassowa.· Silistria. Con temporaneamente la divisione Manse'i eseguiva coi suoi reggimenti delle galoppate nella direzione di Bazardschick per scongiurare il pericolo che la guarnigione potesse tagliar la ritirata ò molestare di fianco le operazioni dei Cosacchi su mGnzionate. Ai primi di novembre il comandante il Corpo del Basso Danubio ordinava uno spostamento generale di tutta la linea
(i) li f!Cncrale ~lansr'i a ,·eva ai suoi ordini: il 7' Ussari , il i 0 Oragoni, il is• Co3aechi, 2 batterie a c.cwallo, I da campagna della 18° divi,ione di fanteria e 3 battaglioni (è!) La tirannia dello spazio obbliga a sorvolare ai rletta1tli, però raccomandiamo :igli studiosi di leggere le doscrizion i 1i:1r ticolaregginto di codes ti fa l.t.i d'~rn11i in cui su pie· ,~o la, ma istrut tiva, sca la vegg:on~i le t re arm i prest.tr, i utile appoggio e gli ufficiali g,inera li e superiori !lclla cavallijria russa conoscerne bene l'impieg,> promiscuo.
ALL'INIZIO Dl,l,T,A GU~:H.RA TURCO-RUSSA NEL
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dei bivacchi d i cavalleria, facendoli avanzare cosi. di una tr entina di chilometri verso il sud, e gli squadroni, i mezzi reg · gimenti, i reggimenti, le brigate non ebbero più trògua disegnando una vera ridda di punte, di. ricognizioni, di razzie. Molto soddisfacenti gli effetti : le pattuglie turcht1 non osarono più muoversi dalle piazze, la popolazione cris.tiana respir?, -si credette imminente una offensiva a fondo lU Dobrutsc1a esplicata da supposti grand i rinforzi russi. Le due divisioni di cavalleria, guidate dai rispettivi comandanti, opero1;10 inoltre (addì 20 e 21 dello stesso mese) energicamente verso Omur F acy e Kawarna, mentre gli ulti'mi distacca.men ti turchi .rimasti in aperta. campagna dileguano al loro apparire. Soltanto sotto Bazardscbik i Cosacchi del colonnello Isma:iloff (divisione Mansei:) essendos i fatti troppo sotto, vengono respinti da nn forte nucleo delle tre armi. uscito loro incontro dalla fortezza (23 novembre 1877). Le operazioni languirono alquanto dopo tali fazi on i, ma intanto, essendo sopravvenute la disfatta generale dei Turchi in Asia, la caduta di Plewna e quolla di Kars, l'offensiva turca verso Le comunicazioui russe era posta. per sempre fuori questione e la. missione del corpo del Basso Danubio strategicamente terminata.
CONCLD;SIONE. · Questi brevi cenni non possollo porgere che un'idea relativa di quanto operarono i brillanti squadroni russi nella Dobrutscia. L'attitudine ad orientarsi, l'allenamento alle lunghe marce, la resistenza ai disagi, le buone dirHttive dei capi, il loro colpo d'occhio sicuro, il loro spirito offensivo. l'opportuno impiego delle formazi.oni e delle manovre nel combattiment o li additano all'elogio dei competenti. L'attenzione è però attratta principalmente dallo spirito guerriero, dal temerar io ard imento che anima tutta l'arma, scaldandone il corpo generoso, dal gregario e dai capi delle
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STRA'.l'EQ-IA E CAVALLI, ECC. '
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piccole unità, su su fino ai generali. Se le mansioni differiscono, il sereno disprezzo della morte rest.a fattore comune a tutti i grap.i e vi obbliga ad esclamare : < O les br·aves gens I ». L'esercito russo ha diritto di menar vanto de la propria cavalleria. Zimmermann, Gurko, Skobeleff, eroi àutentici e grandi generali, iniziarono ne l'arma il loro galoppo verso la g loria. Il nostro gran Leonardo direbbe di ciascun d'essi; « Ben si vede ch'ei si nutrica di nervi e di inidolla di leone! ».
Gurno
DE
MA YO
capitano 76° fanteria.
SOCfETÀ RURALI DI TIRO A SEGNO NAZIONALE
I. Il 27 ma.ggio, J 882 nella Camera dei deputati, mentre discutevasi il progetto della fogge sul tiro a segno nazionale, il generale Ricotti pronunciò queste fatidiche parole: « Io temo « che dopo a.v er fatlo dal Governo, dalle, provincie e, dai co« :rrmni delle spese ingenti , .si vedrà che praticamente i risul« tati saranno pochissimi e non sa;rà possibile di contimrnr « a.d. amm:ettere le esenzioni stabiMe all'articolo 10° e nell'in« teresse, della buona costituzione dell'esercito bisognerà ,abo«
',
lirle » .
Ed eoco che ora, cioè ~O anni dopo, per tutta Italia si lamenta che questa. istituzione abbia già, costato oltre, 70 milioni .senza rendere alcun sensibile vantaggio. all'esercito. Nei reggimenti hlle reclute che hanno frequentato, le palestre ed i campi di tiro, ossia a quelle dei grandi e dei medi.i centri di popolazione, si pref.eri-scono in massima quelle .che vi giungono dai campi e clai boschj, digilme d'ogni istruz iorn~ prctParatoria e l'istruzione che i soldati in congedo ricevono nelle società cl.i t,iro è talmente inferiore a quella che riceverebbero durante i r .i ch.iami dai quali vengono esonerati, che l 'attuale
:ministro della. guerra ebbe a confc.ssare in Senato (13 giugno 1902) eho « l'attuale ordina.men to del t iro, a ,segno non « ha condotto a,i r.isultati che. se ne speravano El che siamo ben « lontani ·c1a, ciò; c.he è evidente che le dispense da.i richiami « per istruz ione che noi accordiamo, dopo e per effetto di una « lustra di jstruzione affatto insufficiente, debbono cessare». Daicchè nel sud dell' Afri,ca 20 mila contadini, perchè era.rro bene esercitati nelle lunghe rnarcie, e nel tiro a ,<segno, induriti nei disagi, educati nella famiglia e nel comune ad una. l.26 -
ANNO XL\'11 ,
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SOCIETÀ RURALI DI 'l'TRO A Sll:GNO NAZIONALE
rigorosa disciplina, ad un ardente amor cli patria, hanno potuto per 968 giorni tenere i:o. iscaoco 200 mila soldati d'una potente ed orgogliosa nazione europea, per tutta Europa si comprese la necessitt-t e l'urgenza d'avere il popolo intero ao-. . o _guernto m modo che, valga a s-ostenere validamente l'esercito di l' linea. Pm· troppo il n:ùnistro della guerra,, discutendosi in Senato la leva del 1882, faceva giusbamente rilevare che è una, perniciosa illusione il credere che qiiakhe valo1·e, come riserve, possano avere i nwnerosi a..~segnati alla 3" catego1·ia e l' agguerrire tutta la nostra gioventù con una ferma corrispondente all'uopo è cosa. inconciliabile colle sca1\se· risorse dei nostri bilanci. Ma l'Italia, che non ha il. minimo ·antagonismo fra l'elemento ,civile ed il militare, che ha un esercito ,così bene a.frratellato col popolo, trovasi in condizioni migliori che.non qualsiasi altro Sta,to europeo ·p er bene ao-auerrii,si mediante l'e. 00 ducazione e l'istruzione mili.tare a domicilio.' volaarizzando o lo spirito militare.' la g:innastica educativa ed il tiro a seo-no. o La necessità imposta dalla ta.tt,ica moderna, di portare, in caso d'una guGrra nazionale, prontamente in. campo tutte le forze, r eca con sè l'importanza e l'urgenza d'infonder,e vità rigogliosa e proficua nella nostra ~stituzione del tiro a segn0, rendendola la ver a scuola militare della nazione, ossia quale se. la figurava il relatore della legge quando scrisse nella sua rela.zione : l'indivicluo che per 'Un paio d'annti frequenta la palestra di tiro ne attinge più spiritq militcire, istrv,zione e , pratica d'a'l'1ni, in u,n a pa1'ola si addùnostra, meglio cit-to a difendere la patria che in pochi giorni cl'a,{frettata istruzione. E ciò urge precii)uarnente nei piccoli comuni dove l'istituzione fu sinora troppo ti·a.s curata, anzi in qualche luogo fu sventuratamente più osteggial;a che favorita. Si può dire della legge sul tiro a segi10 ciò che si va ripetendo della legge ginn asti.ca ; il Bongh i fece. osservare in P arlamento-fin dal 17 gj.u.gno 1878 che è unà. legge colla quale noi nelle campagne prnvvediarno pochissimo; ecl il Mosso, presidente della commissione nominata il 23 febbraio 1902 per provvHdere ,affinchè l'od:ucazione -fìsic.a sia più ef!ì.cacemen.te promossa, nella sua ~
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relazione al rnil1.istro cl.ella. pubblica istruzione fa' osservare che nella legge vigente vi è n ulla che si riferisca alla educazione fisica. del popolo. . Epp~·e. nei nòst,ri campi, sulle nos,f re montagne, dove la g10ventu temprata. al caldo ed aJ. freddo, a;lla. pioggia ed al sole, scalza, mal coperta e mitrita frugalmente, avvezza. a. sfida~ le difficoltà an;,1ichè a sc_hivarle, lavora all'aria, aperta <l.aJl aJba al crepu,soolo, non ch1eclendo altro che cl.i continuare .a viver~ in quell'ordine di cose pel quale hanno combattuto i nostri padr.i, lon tana da quella toi-bicla onda anarchica in cui s-'anne-gano i più sani princjpii d'ordine e di disciplina è accumulata cotanta energia fisica e morale che deve essere apprezzata e coltivata come uno dei più integranti fattori della n~stra difosa. nazionale. Invece le nostre leggi sulla ginnastica e sttl tiro a seo-no paion<;> fatte. avendo di mira solamente i giovani delle città, e, come giustamente osserva, il Cisotti, lo spfrito delle popolazioni riirali, neUe qtiali è p'iù tJrof ondo il sentinv&nto nionarchi~o e l'osseq1iio alle leggi, troppo spesso è m.al compreso. Vaa:·ii .anni fa le società ginnastiche delle città venete lavoravano a1acremente per propagare nelle carnpagne la ginnastica educa.tiva-mil:i tare e dalla associazione ginnasti-ca di Padova fu <ronstatato che lo spirito che stringe i giovani .attorno, alle bandiere de,lle società di ginnastica educativa-milita.r e si riscontra assai più nei piccoli cent?i che non nelle città (relazione dell'S aprile 1887); noi abbiamo avuto più d'una volta· occasione cli constatare che la, lezione di gi.nna.stica che ricevevano quei contadini la sera, quando deposi;a. la vanga si r adunavano in palestra, era per l'esercito più. utile che non quella a.i grandi attrezzi che si suole impartire nelle palestre urbane. Ftu·ono i contadini che acco:r.si in fretta e furi a ributtarono a ma.re quei so]dal i. che, il 28 dicembre 1792 la flotta. francese aveva sbarcato sulle cost.e meridionali della Sardegna.. Se nel 1849 Casale ha avuto il coraggio d'affrontare ed il valore di respingere le, irrompenti colonne dei Tedeschi, imbaldanziti per le vittorie riportate nei giorni ·precedenti, fu precipuamente pei contadini scesi da.i colli circostanti coi loro ·fucili ·b uoni o cattivi.
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SOCIETÀ R URALI DI '1'IR0 A SEGNO NAZIONALE ,
I contadini prcs<~TO pwte irn.porta:n.te n ena guena dol 1877~ 1878 colla, quale la Rumeni a. ha, riacq uista,to l'importama. cho· aveva quando era considerata. come i l baln arclo orientale della civiltà cri.stiantt. Es.si. di sponl.irnea, volontà faceva.n o centinaia. di chilometri per tra.spo l'tarn 10 provviste .all'esercito e riportarne g li ammah1iti ecl j feriti ; .in campo si mostrarono cleyni successo1'i del gloa·ioso legio·na.i·io il cui /orte bmccio e·m altrettanto capace di solca,re coU'ara,tro e di difendern colla s1Jaclci il te·rritorio de' su oi a1ii (Va,ca,roocu ). .Ma guai noi se n ei no,stri campi, .se sulle nostre montagne avesse, a.cl a,ffievofo:si, a sp~gnersi questa, atavisti cà virtù dei popoli latini. · B -se non si pensa a. far -sorgere in ogni mandamento, anzi in ogni comune-, tm soda,l izio serio e laborioso che prepa.r i i giovani. al ,servizio mi li tare, mantenga i soldati in conged,, nella praCica. delle armi e d'ogni m ilitare virtù ·O tenga nol . popolo alto· lo spiri to na.zionale, vi è a temere che ciò av- . venga. Purtr oppo m.entre l 'estendersi od il rinvi tirsi della locomozione mecca,nica ed il moltiplicarsi delle, macchine agricole abbas-sano le virtù :fisiGhe dei nostri contadini, il dilaga.re delle teorie contraa:ie ai prinr,ipii d'ordine o di disciplina n e abbassa le morali e l'aumento del commerci o della emigrazione fluttuante e p iù l a propaganda delle idee internazionaliste farn10 in loro impallicliro il coucetto dP,Il,1. patria. Solo quando l'amor cli patria e le v ir tù m ilita.r:i sieno alte e sa,lcle anc,he in tu tte le ,campagne potrà uno S tato, sia pure piccolo, fa:r.· valere i suoi diritti. n on solo in guèrra nrn, anche durante l a pace, come su ccesse a.i piccoli S tati del P iem.onte o della Rumenia. Quando, n el 1.858 dopo l'attentato cl'Orsini, ;N"aipoleon o III, 00-ç1. J inguaggio aspro e minac~cie, pretendeva dal min istro sardo a. Parigi clell_e leggi $evere d i repressione ,contro i liberali, 0avo11r, mini stro degli. esteri, gli m andò queste ist111zioni : « Coraggio, e a. fronte alta con tinuat.e a r ap« pr.osenta:re un .Re generoso e nn governo il quale, come non « patt-eg,gi,e.n \ mai col d isonfo1e e con '!:a rivoluzione, così in « nessun caso si l a.scierà intimidire alle m inaccie de' suoi po'"« tent.i vicin i, P erdurate nella lotta d iplomatica con dig11.ità,
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~on moderazione, rna senz.a indietreggi.are t U1 sol p asso. Percluta che a,b bia te l a. .speranza che ci venga. r-esa l a giustizia « che ci è dovuta, verrete a, indossa.re la vostra uniforme di «colonne llo-per difendere al seguito del Re l'onore e la d ignità « del pae.se... Carl o A.lberto moi·iva ad Oporl.o, il giovane no« st:ro Re andrà à mo:rire in America, e cadrà non una ma. cento « volte ai piedi delle nostre Alpi prima d'offuscare con una « sol a macchia l'incontaminato onore antico della .sua nobile « stirpe. Per sa,lvare l'onore -e l'indipendenza del nostro p aese « egli è appa,recchiato a tutto ,e noi lo siamo con lui ». E l a :grande e potente Francia , ,ese lei giusti.zici dov-iita, al piccolo Piemonte.· La Ru$sia acca.mpa.va contro la Rumenia. certe pretese circa la Bossarn,bia, eèl il 15 marzo J.878 il cancelliere dell'impero disse al ra,ppresentarite della Rumenia a. Pietroburgo che, se Ja Rumenia avesse ·ancora, insistito, a:vrebbe dato ordine d'occupa.d a, mili tannento e di disarmai·e il -suo e.'30rcito. Ma il go. vemo rumeno 1".ispose che la Rrvneni.a h a protestato e protes!;erà ancora e che in clua.nto al dis-a,rmo dell'esercito rumeno l' imperatore fn tostirnon io oculare cli ciò che l'esercito .sapeva fare, che esso non soffrirà cl'es-sere disarmato senza essm·e prima schiacciato col suo prin cipe alla iesta.. «
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'ral uri;i' troppo gelosi del prestigio della nostra i.st)tuzione del tiro a. -segno na~ionale, non vorrebbero -c he società con un ril evante numero cli soci, con risorne tali da poter vi.ve.re agiatamente ed ·indire delle splendide ga;rc, assegnan do dei ricchi premi a.i v incitori, e sono perciò contrnr.i al moltiplicarsi deJl.e pi e.cole. socieià nnali, anche per tema che v0nga.no ad assorbire buona parte cli quei fond i sui quali le, loro con.sorelle maggiori sogliono fare cotanto assegnamento nella compilazione dei loro b ilanci. Noi invece che vediamo nel sorgere di qu este piccole società l'un ico rn.e~zo pratico por agguonire l a n azione, cioè _per volgarizza.re lo spiri to militan~ e fa r vo,l ger-e in. costurn.e del po1polo italiano gli esercizi di g innastica educativo-militare e cli tiro a..segno, no.i che sappi a.mo come nei piccoli comun i es6f.mdo il sentimento· della disciplin a p iù radicato che non nelle
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città., le società di tiro vi possono prendere consist€Ilza gra~1itica; noi che sappiamo come una lira largita ad una. società ruràle generalmente frutti all'e.sercito più d'tmo scudo dato a certo grandi società urbano, noi fummo, siamo e saremo sempre fautori del moltiplicarsi delle soc~età di tiro nello nostre campagne e specialmente sui monti delle 111ostre regioni di confine. Ri teniamo pe~·ciò opportuno parlrt,r e del modo col quale, almeno .a nostro modo di vedere, sarebbe bene ,che ·si organizzassero e funzionassero le società di tiro a segno rurali, argomento importante perclJè nell'alma parens frugum il nerbo dell'esercito saJ:à sempre costituito da quella masci,la rusticorum proles la quale forma una truppa eccellente, non dispendiosa., non esigente, non soggetta a malattie per priva:6ioni o cli,sagi, sempre pronta a faJ.· bene e virilmente il suo dovere: una truppa che se poc.i> si presta agli esercizi di parata, alle eleganti ga,ré del tempo di pace, altrettanto meglio risponde alle esigenze della guorrn,, alle cruenti lotte del campo di battaglia. E Dio tenga l'Italia lontana dal seguire le proposte dei moderni antimilitaristi. Il carattere pacifico della triplice e della duplice ·allean:r.a fanno presagire un lungo periodo di pace, ò vero, ma anche durante la pace, rome abbiamo detto, solo i popoli forti possono far valere le loro r agioni. E d'altr a parte le guerre, che ora scoppiano come fulmini a ciel sereno e si svolgono colla celerità della saetta, non lasci ano più, come nei tempi anela.ti, il modo di potere durante '.la guerra stessa infondere o riaffermare nei cittadini quelle virtù senza delle quali il numero in guerra non è forza ma inciampo. Esercito viene da esercita.re e 60 non pensiamo a tenere esercitati quei 12 tredicesimi cli soldati iscritti nei tri~ plici ruoli del nostro esercito e che trova~1si ~n con~~o, v1 sar à da temere che nel momento supremo 1 Italia trov1s1 come senza esernito.
II. Affinchè una societt~ possa corrispondere bene al suo scopo deve essere organizzata e diretta in aJ:monia coll'ambiente nel qua.le deve funziona.r e; per ciò le società d'un piccolo comune llOll si devono modellare su quelle d'un grande centro. L'articolo 3 della legge sul tiro a segno nazionale prescrive cho in ogni capoluogo di provincia sia costitui ta una direzione di tiro a segno. Questa, in obbedienza all'arti colo 12 del re- . gola,mento J.5 aprilo 1883 per l'applicazione della leggo stessa'. clow,va., ap,pen a costituita, invitare i sindaci dei caipoluoght1 della provincia e <li tut.t:i i mandamenti a. p.ubbli~ar~ il ~anifesto per l'iscriz ione dei cittadini nel ruolo e ad mv1arglrnlo poi per il decreto di costituzione della società. Nei primordii dcll11, istituzione pochi, special mente nei pi<r coli comuni, ne conoscevano l'importanza, ed in baso all'articolo 4, della legge, anche per i piccoli comuni il numero degli iscritti a:ffinchè la società possa cosLiLwr.si, non deve essere inforio~·e al cen tinaio. Così mentre noJle grandi città basta. avere un aderente ogni tre o quattro mila abitanti, in molti ca.poluog]1i di mandamento si richiede più di cento v?ll~ tanto. Anche i piccoli. comuni che non son o ca,poluogh1 d1 mandamento possono, in base all'articolo 17 della legge, ~r-:cre la loro società di tiro, o sa,rebbe bene cho l'avessero; ma siccome anche per essi si richiedono 110n. meno <li 100 soci, ne segue che tutti i comlmi che non arrivano ai 400 a,b itanti non possono fruire del disposto da quest'articolo 17. I nfatti essi non a:niveranno mai a rar,o-iuno-ere il centinaio neppure iscrivendo 00 t:, 'l ' 'tt nei ruoli lutti quei loro cittac.lini ma,schi che hanno l ln o di farvisi iscrivere, do,·endo ogni socio essere di buona condotta ed aver olLropassato il lG anrio d'età. Giu,sta un parere del Consialio di Sta,to possono farvisi inscrivere a.nche le 0 ùonne è vero · ma. ttranne qualche r ara eccezione, che suol ve, I > ' 'b ' f ri:fica.rsi spccia.lmente in caso di gare con grandi r1 assi er:rovi,a d, esse non usano di chi,edere l'iscrizione. 0
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J.Ji
ni:.u A. SEGNO NAZIO~ALE
Sperian10 che colla nuova legge, la quale da un decennio b.a tte urgonternente a Uc porte lli Monteci t:orio, si t~lga addirittura, ocl a lmeno s'a,bbassi di molto il detto limite di 100. La commissi~ne padamontare del 1882 aveva già pr opo,sto di s,cendeTlo a bO; a nostro modo di. vedere, se non si vuole togliorlo del. t L~tto, si dovi·ebbe, almeno pei comuni di una popolaz_wr~e m~enore ai 2000 abitanti, portarlo a 25, percbò in ~uest1 p1~coh comuni i soci . contri.buenti hanno generalmente 11 mal ve¼zo di. voler as,pettare a versa.r e la foro ,riassa d'iscrizione ,quando la società sia isti tuita e ftmz ioni rego larmente, ed. il riempire i rnoli con irLcligenti i q Ltal i prestino i t loro _nome unicarnen1e per far numero è cosa, che preaiudica li1, considerazione in cui b società deve c.ssere tenut: sia d<1lle autorità che dai citiadini. Ed in Halia vi sono varie centinaia d i comuni con mono di 4:00 abitami. Oampelfo-Monti (Vara.Uo) ne ha, solamente 73. Olavières (Susa) non arriva che a.i o2. E qucst,i piccoli co~ m.uni si trovano per fa, maggior µarte in luog h i mo1itu osi. ed in r egio,ni d i confine, Jove cioè le comunicazioni , che sono più difficili, rendono più opportuna l.'istitu;,:ione d'una, societi~ in ciascun com.une, dove più facilmente si possono trovare l~oghi ~ida,ttJi per wstrune campi. di tii:o con poca. spes..1, e pien a s1-c urezza, dove pi.ù impor ta che i citta,dini. si tengano csercil;aiti, dove. l'emigrazion,e nel.le provi:ncie estere limitrofe, aumentala por l'apertura cli nuoye strade, tende a fm: inLic~pidire l'amor di patria, dove i giornali ehe gli emi oaranti man. 11ano a lle loro famiglie, quasi sempre sovversivi, fa nno sentire ma,g giormente il bisogno di. qualcosa cho òfranchi l'inesperta popoilazio110 nell'amore verso il Be e la patria, che mantenga nei giovani il vigore fisico e mora.le e l'abilità per poter all'occorrenza rispondere degnamente a quanto l a P.atria, se ne i;i,Spetta. I circondari di Va.rese e <li Como hanno rispeltivamente 30 .è 33 comuni con meno di 40Ò abitami, quelli cli Domodossola e Pallauza no Jrn,nno 23 cia,s cuno, 21. quello d i Pmto }(au·rizio. Nò ci si venga a, dire che questi piccoli conmn.i, des iderando di formarsi la loro società <li tiro a segno na¼ionaJc, ·
SOOIE'l'À RURALI D! TIRO A SEGNO N AZIONALg
2005
po'trebbero, completa,re il cen(,ioa:io c01i cittadini ,d'al ~r.i. comuni ; cosl credevamo anche noi, ma abl>iamo dovuto r icrederci quando vedemmo respinto dalla competente autorit.;i l'e,. lenco d'una i,sLituenda società comunale, itpP.trnto pcrchè fi,guravano nel suo ruolo dei cittadini ftppartenenti a.d a l tri coroLrni. 1 cittadini di questi piccoli com uni avrebbero ragion e di lagnarsi porchè per loro, in fatto di tiro a seguo, non fu r ispettato l'a.rticolo 2-:1: dello statuto del regno i I quale pre-scrivt\ che lo leggi debbono essere eguali per tuLti. Cos t ituita la, -società per far ia funz ionare deves i pro,vvedoro aH'imp ia.nLo del :mo ufficio, all,t cosrru:;,;i one del suo c,11llpo cli tiro, all'acquisto delle armi e degli attrez¼i, cose tutte che impo1'~ano spese. L'articolo 12 del la, legge le mette µc,r tre qu int i a carico dello Stato, per un quinto a carico della prov incia l asciando l 'altro gtùnto a. carico del comune. Quest'ultimo quinto che nei bila.nei dei gnmdi comuni suol essere insignificante,, sui m a,gri b il.a~ci. dei comtmi rur11li grava ,;pesso i n. modo da far r icorr ere ad ogni solte:tf.ugio per votargli contro, tornendo che pOSSf:l· poi provocare qualche a,ume11to nella sovraimposta. Fiin da quando discutevasi in Senato la legge sul tiro a segno (29 g iugno 1882) l'L\.lfìeri, altra competcnl,issima persona che condiv ideva col Ricotti il dubl>io· sui fru tti che l 'istituzione a \fl.J:abb~ recato ail"esercito, chiedeva al :rvr i nisten1.
qiuilche assicu.razioiie che i piccoli _conwni non uengrino tra.scinati ci spese le quali, potrebbero essere abbastanza gravose e il di cni effetto potrebbe non essere in myione del sac1·ificio che queste spese loro i?npongono. , . P erciò nei piccoli comuni i s indaci, ora per debito c.l'tLffic:10, ora pm· tema d' impopolarità, sogliono essere poco f,worevol i all'impianto del la società di tiro; me11lro per pa,r tc loro i segretari comuna li, s ia per sccondare il ,s ind ..tco, sfa percJiè non vedono nella socielà di tiro altro che un ,wmonto nel la.vor o <l'ufficio senza il corri::;petli\·o compenso, generalmente paJ.·lando la osteggi.mo. . Ecl ,ecco per,c llò nel marzo 1886, cioè quasi tre ~ 1in1 clop~ la pr·omu lo·aziono della le<Yn·c nei no:;tri 1806 cap1luogo di b OW' mandi:imento, anzi nei uosu·1 8259 comu ni · non si avevano
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SOCIETÀ. RURALI DI TIRO A SEGNO N,\ ZIO~A.L'.E
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SOCIETÀ RUUALI DI TIRO A SEGNO NAZIO~ALE
che 506 societit, delle quali sola.mente un centinaio' funzionava ; e nattua.lmente questo centinaio si trovava qua.s i integralmente ripar tito fra i gral'tdi centri . Nel promulgare la legge sul tiro a segno nazionale si era fatto a fidanza con l'infaia,tiva e la generosità privat,a; ma i continui inni a.lla pace, i discorsi sulla necessità di conserva.rla ,sempre ed a qualunque costo, tendono 1:1 farci dimenticaJ:e che la guerra è talvolta giusta ed inseparabile da,l la dig nità e claJl'interesse d'un popolo, quindi quel considerare la g uerra come qualcosa di cattivo, come .1.m delitto d'un popolo co:O.tro un a.Itro popolo ed il conseguente a.lienaa:si della simpatia popola.:i.·e da tutto ciò che sa d i prepara.zione alla g ue1'l::a. e perciò anche dal tiro a segno nazionaJ.e. L'istituzione prese· a poco a poco il-carait.tere di sport; ma le istituzioni d'indole militare perdendo :il carattere militare decadono ed il nostro tiro a .segno nazionale è decaduto ; e finì col perdere anche la fiducia cl.elle autorità, per moti vi sui quali è bello il tacere. L a, simpatia del pubblico, l'entusiasmo clella gioventil pel tir o a segno na,2ionale è andato talmente affievolendosi eh~ 8:1 tempo della IV gara gener llle, cioè nel maggio 1902, le soc1eta non erano salile che al nu:rnero di 84,9, poco p.iù cl'umt .ogni 10 co~uui, e ti.i queste ben 2o0 er ano senza, ca.rapo di tiro. I n Roma, sedo del governo, della direzione generale del tiro o della gara. .stessa, dove abitano più ufficiali sia in servizio che .in congedo èhe non in qua.lsiasi a,llra ·città italiana, dove pm:c;iò l' entusiat'lm.o per -l'istituzione (spec~alniente in c~uella epoca) doveva essere al massimo, .la societ~t di 1,iro non col}t,ava~he 1 sooio ogni 170 abitanti. D~t quanto abbiamo sinora esposto si può v:eclere come nei comtmi rurali difficilmente la società di tiro possa sorgere nel modo .tracciato dall'aJ.·ticolo 12. Occorre che ne prenda l'iniziativa qualche pe1·sona· che goda la simpatia dell a popolazione, la ficl.ucia, delle a u.torità ed abbia l'attività e l a generosità, occorrente all'uopo. :For tunatamente, anche in questi te.rnpi d'apatia e Ji scoraggiament~ per ]e cose patriottiche e fra cotant~ so~,e ~'01101:i e d'oro si trovano cittadini dalle nobili abnegaz10m, d1spost1 a spendere volentier.i per un'openi buona, e so.n?-la almm interesse od am-
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bjzione. personale, quelle ore e qnel denaro che altri preferiscono sciupare diversamente. Questa. persona poi deve organizza.r e le cose in modo ?hr. la società .(l ia, poco o punto cl i distur_llo al signor segreta.lio .comunaJe e poco o, punto gravi ,sul bilan cjo del comune. Ed · ecco come potrebbe 1~iuscirvi. Non parliamo dei 364 comuni i qual:t, avendo meno cli 400 abitanti, s0no nella jrnpossibilità. di costituire b loro società. di tiro a segT10 na½iona:.Le. Bisogna che essi si rassegnino a.cl lmirsi con altri per formarne una consorni ale (art. 60 del regolamento) ovve.ro a, valei-s:i della loro societii ma.ncla:menta.le o cl'altra viciniore. Generalmente p arlando nei. piccoli comuni i partiti sogliono esse1·e più spiccati e più attivi che non nelle città, ed i e.api partito sogliono cercare d'impossessarsi della, -erigenda, società, poichè è na,turale che quand'anche e,ssa ·non prendesse parte alla lotta elettorale (e non deve prendern~) i soci, vedendo fra i ,~andidati il loro presidenLe, gli dieno i,l voto. Deve il promotoro della societt,. tenersi neutrale, poichè appoggiandosi a.d un pa.rtito avrebbe contrario l'a.ltro, il quale rico:rrerebbe ad ogni mezzo per movergli contro ostacoli , stancarlo- e fa.ro·li a.b ba:ndonare la patrjottica iniziativa. Quan te società .abo1i iro-no o rima,sero poi inoperose per questo motivo r p·erchè m:fa .società possa cost,i tu:irni occorre, come a,hbiamo già detto, avere l'adésione d'un oentina,io almeno• d'individui ohe a.hbian.o compiuto il 16° mmo cli età.. 'l'u-cti devono presen~ ta.J."e il certificato di buo-na condotta. o pagare un a tassa d1 lire t110, ovvero produ.rre il certificato cl'incligen~a; .p~r i ~norenni si richiede inoltre il consenso dei geniton o dei tutori. 1v[a tutto questo làvoro si può .ridurre a poca cosa: Basterà: iad esempio, che il promotore r accoiga il n?me cle?;l1 ~e:ent~ · in un foglio di càrta nel quale avTà trncciato e n empn a poi le seguenti colonne : Numero d'ordino - Oasa,to e Nome ~ Paternità - Data e luogo di nasc-i ta - - se indigente o contn·buente - Riparto - F irma per il consen so ai minorenni. Trattandosi d'un piccolo paes,e, dove tutti si conoscono, e d"un promotore nel quale tutti hanno :fiducia., occor~·èrà ne~~ P.Ure la. ricevuta per la tassa versata da ciascun socio contnlnn.ente.
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socrnT.À. RORALI DI TIRO A SEGNO NAZIONALE. SOCI ETÀ R URALI DI TIRO A SEHNO NAZIO~ALE
Si cc?me / ce::ti~cati di buona condotta e, d'indige112;a, che dev,e nlasc1are 11 smdaco, non sono richiesti in carta bolla.ha . &i potram10 fare colJ.ettiva.moote ; basterà all'uop o scrivere i~ cake a.I fogli.o di cui si tratta l a. seguoot,e dichia,razioue:
altro l avoro a.ll' infuori di _quello occorr-en te a verifica.r e l'elenco e ad invi arlo poi alla direzione provin cia.le, un ita.men te al libretto della cassa postale. Compongono la pres.~denza il sindaco, jl direttore eid u n dat·o numero d'a l tri membri ele,Ui dai S(mi, cioè 3, 5 ovvero 7, set',omlocbè essi .sa.ranno meno di 200, fra 200 ,e 400 o più di 400. Rssa, deve essere cl.i per sone tutte amant i dell'ordine e . che riten gano essere l a loro una carica cid onerem. non a.d onoren~, ,cioè cli person e çh e pofranno m.an carc nc-ll'or a e.li r içevere complimenti od a,pp l a.usi ma non in quella del l avoro, person e ch e' faccian o mallever ia della. saviezzf1 c,leJle loro ·cleli bernzioni, che sappian,o anteporre gli interesi deJla istituzione agli in teress i parti col ari ed a lle me.schin e es:igenze deipa,r titi. Gli ufficiali ed i gr ach1ati in congedo sono naturalmente i l)iù indicati per la pres1denza d'una ,s ocietà che mira all'educa.zi on e elci nos!ri fu t"nri con(:ingenri e ad esercitare i nost ri · soldati in congedo. ,~
Il sottosc·ritto, sindaco del comune di . ........ dichiara che tutti i cittcidini indicati dcil presente elenco sono di buona condotta. e che q·uelli ai nume1·i . . . . . . . . . . . . sono cos~ indigenti da n on potei' pagare la tassa cl'iscrizùnie di lfre tre. ... adclL .
Il sinda,co .
E lo presen t-erà al sind aco af6.n chè lo finn.i, ben in teso r.irevia l a. can celJa,z ione cli coloro che non av-essero diritto al certificato cli h uona con dotta o che. vi :fi g urassero come indigenti n on essendolo.· Così s i evi tE~ an che ai singol i soci la noia <li dover si recaJ:e al munieip·io per procnra.r si i documenti di cui ,si trùtia. ]3;' bene che l'elenco in izialmente super i Ù centinaio affinchè per queste eventuali can celhvzioni n on si scenda J.)Oi al d i sol.to •del m in.imo vol uto dalla legge. n promotore un itamente a questo elen co presenterà al .sind aco la, prova, dell'eiff-ebtu.ato ve-ma.mento della. tassa pel' parte e.I.i tutti i. soc;i contri bu en t.i,· prova che poh à consistere in u1M co1Tispondento ricevULa d.ell'esarJore comunale od in un libretto d.e.lla eri.ssa posl,aJe di ri sp a,rrn io, intestato a.l presidente della er igeiLcb società,. Il sin daco, tra.smetterà poi l'elen co ed i_l libretto a lla, direzi one p rov inciale. Questa., verificato il numero delle iscrizioni ed i r equisiti degli inscritti au torizza l a costitu zione dclb socioUt. (Pei comun i non capolu ogh i di mandamea'.l.to i nvierà invece l'incarta.montò al :Mini stero, do vendo la. società es.sere costitu ib per Decreto R egio) . Costitui ta l a società la d.ire:òone d ispon e per l a elezione dei. membr i eleggibili della sua. presiden za., me11tro l'auto 6 t;t m i~ ] itnr-e provvederà alla nom ina del s uo d irettore è i.lel su o v ice direttore. . Così facendo l a, costituzion e d'uri.a ,sociel;t di tiro non rich iederà. sresa alcm1a· o non importer à alla, segreteria comunale
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-III. L a presidin7.a., non appena insediata, dovr à provvedere a.1l'irn.p ianlo del su o nfiì cio, alla costruzione del suo ea.mpo cli tiro, all'ac,quisto delle-armi e degli a.ttrnzzi. L o società cli èui. trattiamo h an n o al rna-ssimo due o trecento ,soci e n on oltre le ' due o tre -centin a.ia S.:tlirà il loro numero annuo cli protocollo. P er ciò i loro rngistri si possono tra.cciare tutti a man o. E siccome basterà, che l'uffi cio resti aperto per qual che ora dei gi.or ni festivi, il municip io poirà autori zzare che lo si tenga,, ad e,sem.pio, n<~lla sal a, comunale od in una scuola e .p otrà sempre meilere a disposizione dell a prèsidenza un tavolino con cassefto a chia.ve, od un ar mad io, per custodini le carte .socia-li. Conseo·uentn ncnte non credia,mo d.' anclare errati dicendo che o il loro uffì cio si può impim1tarc con una. spesa cli cir.ca lire, comprese lire 8 pet l'abbon amento aJ Ti.r6 ci s,egno nazwnale-
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SOCIETÀ. RURALI Dl TIRO ,i SEGNO NAZIONALE
SOCIETÀ. :!1,URALI DI 'TIRO A SEGNO NAZIONALE
~ l al Tirat~1·e ital'ia:n.o, il cu~ ultimo numero dovr ebbe, in ogni g1or.p.o festivo Leners1 pubblicato all'albo pretorio.
Insomma un campo di tiro rurale non dovrebbe costare che qualche decina di lire, com;eguent·èmente non sarà un grave inconveniente se; in causa della effimera concessione, si dovesse poi trasportare altrove. E l'autorità competente, che farà visitare la -locali tà prima d'accordare la necessaria. autorizzazione, dovrebbe contentarsi .che la proposta sia accompagnata da lma semplice descrizione della. località ocl al più da uno schizzo quaJsiasi, e non ri.chiedere <Studi a,ccompagnati da disegni che costerehbero oentiriaia o miglia.ia d i lire, come oCCOliSe qualche volta. I conta.clini, che in ogni giorno feriale l avor ano all'aria 13,perta dti,ll'alba a notte e sono inoltre vincolati per va.rie ore dei giorn i festivi dal governo del bestiame, dal disbrigo dei loro interessi particola,ri e talvol ta cla urgenti lavori campestri, giunta la domen ica non sen tono il bisogno d'u.na passeggiata. nè potrebbero'im.p iegarno la maggi.ore e miglior parte per recarsi ad un lontano campo ad eseguirvi le loro lezioni {li tiro. Perciò, mernre per una, società urbana l 'avere il campo lonta.no n on è un inconveniente, stante i mol ti mezzi di locomozione cli cui le città abbondano, anzi atteso la vita. seden taria dei cittadini è forse un bene ed è quasi sempre u n a necessità imposta dallle condizioni topografiche, per una societ à rurale inv_ece è di somma importanza. avere il campo vicino all'abitato, e d'ordinario n ulla vi, osta.
Dai contadini che sono avvezzi ad ogni sor ta di disaai e di b p n va.zioni, sorger à mai u n la.ménto se la strada che mette al campo cli tiro fosse impraticabile per le vetture e per le biciclette: se la stazione dei tiratori mancasse di u n ristorante e d'un riparo qualsia.si contro i raggi del sole; e ciò nel caso ·nostro ·non sarà un grande in conveniente neppure nei giorni di gara, per chè si tratterà sempre di gare modeste, fatte sen za l'intervento di persone auguste, di grandi dignitari o d i cittar diru al tamente ra.ggLJ.a.rdevoli. No·i , che siamo .sempre stati contrari aUe grandi spese per rendere comodo oltre il bisogno l 'a.ccosso ai campi di. l;iro, per ren derli eleganti, per addobbarli ,sfar:-iosamente, crediamo oppor tuno l'ipor tare, qu i le parole che il prefc<tto di Oaglia,ri, inaùgurando nel 18,99 la 3• gara provincia.le alla presenza del Re e della. R egina, rivolgeva alle Loro JYia€stà : Modestis.simo, disadomo, privo d'og,n i materiale abbellimento e conforto è il recinto in cui abbiamo chiam ato le Vost,re Maestà,. Gener a1mente parlando la costruzione del campo di tiro di una società n1.rale si r iduce al semplice·scavo della. fossa per i segnatori, poichè sulle nostre regioni montuose, nelle lande delle nostre pianure ocl in u no clei 3657 chilometri clelle coste d'Italia potrà essa sempre trovare pel SU(:) campo un luogo dove si abbia. un fBrmapaUe n aturale o s~ ne possa fa.re a meno. E se, mancando· di terreni demaniali o comunali adatti, il oa.mpo· si dovesse costmrre su proprietà privata,, n,on sarlt difficile che i com.proprietari v'accon.sentino senza ch iedere a:ltro compenso ,che il risarcimen to dc.i dann i che ne deri,rassero ai loro raccolti . Natur almente la concessione non dovrà costituù:e u n a servitù, t3 basterà all'uopo lascia.re che i comproprieta;1·i possano rivocarla col semplice preavvi.so di due mesi, che sono quanto basta per poter offrire ai soci la comoclità d.i completare . il loro tiro annuale, anche supponendo che l ' avessero neppure incominciato. L.:1 fossa dovrà essero sp~anata ed il terreno restituito nelle condizioni in cui .si trova.va inizialmente. .
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Per una. società rm·ale le armi si possono ridurre a due fucili mod. 1870-87 ed a tre mocl. 1891, clell'importo di circa 200 lire, comp1'esi gli accesso1i e le spese di tra.sporto. Qualòra la ,società non potesse in izia,l mente disporre di quest a somma, potrà semp1'e, pel momento del l;iro, ave1:le ad imprestito da ,ma società consorella e così ritardarne la provvista sino a quando claJle n uove iscrizioni, d alle ·esercitazioni libere, dalle g are ecc. a,bhia ricavato la somma occorrente all'uopo. . A.nche per la ban diera, quando. non venga offerta. da1le signore o da. qualche patriottico e generoso cittadino, ovvero non sia.v i chi ne anticipi la spesa, come generalmente succede
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SOCIE'l'À RURALI DI TJRO A SEGNO NAZIONALE
SOCIE'.r.À. RURALI DI TIRO A SEGNO NAZION ALE
per tutte quelle società che sa.mio guadagnarsi l a simpatja della cit.ta.dinanza, si potrà rimandarne anche di qualche anno l'acqui,sto, con tentandosi intanto d'una bandiera prnvvisoria cl i poco prezzo. D'ordinario basterà provvedere a clue, sole linee cii tirn, e cos:ì dei materia.li occonenti ad eseguirlo, (quando si re,scrin·gano al 1Yuro necessario e si costruis,cano ad economia, a vera economiec), si potrà contenere la spesa nella .somma· di circa 20 lire. · Però, fatta, ais trazime da.ll'acq uisto delle armi e della bandiera, che si potranno acquistare in seguito, le spe,se di impiant0 d'una società rurale si possono ridun:e a. meno d'un centinaio di lire. Na.turalmente s i parla d'un impianto fatto con quella. stretta economia, che potrà non acldirsi a.rJ una socieGà urbana, ma· sar à .semp1·e co11ciliabile con quel deco1:o che deve mai scomp.agnai·si da mia società cli tiro a segno nazionale, a:rl'.c.he se impiantata in un piccolo comune rurale.
punto inferiori aJ.le nostre città ; se i contadini' mancano, di mezzi. per fare alla loro società di tiro qualche offerta in d~naro, ogni qualvolta si presenti l'occasione di pr estarle l'opera, loro,, la p.r.-esta.no sempr e volenterosi. I co'nt adi ni tirano a;s sai meglio dei cittadini; il Ba.uma.nn ha osserva.to · che l' abitcinte cl elle cittèi perde un 1)0' per voltci l'a'ttitucli:ne cill'a,ccomoda,1ne nto che l'occhio ha per isc01·gere oggetti lonta.ni; cd il Mosso ba scritto : la s1~.peri01"itèi del contadino nel, servirsi clel f'iicile di.pende cla ciò, che esso 1)i·vendo wnti.1·i1.1.cimente all'aperto vede m,eglio gh oggetti lontani, la vita della città tende poco per volta a renderci m-iopi; le braccia clel ccmtadino sono JYÌ:Ù robuste e il suo s·istema ner·voso è più calmo... vi sono contadini che hcinno nwi pl'eso in mano ·un fuci/.e prima. d'ar·ri·,;a.re lil ·reggimento, fanno la seno/ci cli tiro, e clopo 60 colpi sono t(k_lm,ente superiori agli ciltri che ottengono il clistintii;o di ti·m tori scelti. Nella, gara. di tiro che ebbe luogo ulti.in amente in Isvizzen~, nel cantone. cli Vaud, si tirava. a 200, a 300 ed a 500 metri e per ciascuna. delle tr0 distanze i.I pr imo, premio fu vinto da un contadino: P,erciò le società rurali si trovano in ottime condizioni per bene· add esi.rare a.l tiro i loro soci, e possono ridurre a.I m~nimo .le esercitazioni per prepa.ra.rn la squadra di r appresantanza eh.e -Jol,essero inviare, a qualche gara, esercita.zi.oni che cotanto, sogliono gr ava.re- sul -bilancio delle grandi soci.et~. Non solo le esercitazioni cli tiro, ma Mohe le. va.rie istruzioni prescritte, dal compenclfo si de,;ono svolgere. nelle soci-età rurali ~on un cr iterio di verso da quello col qua le esse si svolgono nelle socieH1 urbane. Chi ha. passato tutta la. settimana in un ufficio, in ·una scuo1a od in un la bor atorio, cl.ove si richiede una eerta di,sciplin a, ha bisogno di sfogo, mentre per i pa.stori, per i contadini ·che la. passarono in piena J.ibertà sulle montagne o pei campi gli esercfai. militar.i sono rnagg:iorme.nte indicati, ed essi vi si assoggettano p·iù volentie1i. Conseguenteme,nte coi primi si darà la preferenza ad esercizi cli svago, cogl i altri invece si potrà irnpiegare la maggior parte della lezione in esercizi fatti colla più ,stretta di,scipli:na, Inoltre la, gioventù delle città a forza di rimanere immo-
11 funziona.mento delle soc.ietà rural.i, più ancora del loro impianto, d.eve differire da. quell o delJ.e. .società urba.ne, e prestasi. anch'esso 1;~ ma.ggiori economie. I contadini sono, assa;i più d1e non si nreda, su..Scet'tibili dell'ambizione. d'appa:denere ad una società, ché, al pari delle sue consorelle cl.elle p iù grandi città., gode di mtti i vantaggi a,ceo11dati 'daJla. legge sul tiro a. segno naziona1e e pii1 che non si creda ci tengono a. potersi gloriate d'·i>ssere membri d'una. ,società che funz ion i in modo inappuntabi.le, e perdò si tro vaJJo sempre pronti a prestarsi con abnega,zione affi.nchè ossa divenga un <>ggeU,o cli Jegi.ttimo vanto pel comune. Quando vedono che i I presidente, il direttore, il seg1-:etario adempiono esa,i;La,ment~ il loro còmpito, senza a.lcuno scopo d'ambizione o d'interesse peiisonale, vanno a gara nell'offrirsi gratuita;mente per .i lavori occorrenti alla costruzione ed. a.Ua ma.nu~ tenz ione del campo, per i se.rvi,,i di segnatore, cli guardia., ecc. mettendo così la presidenza in grado dì sopperire a. tutte Je speso d'esercizio senza b isogno d'alcun M1,ssiclio. In fatto di. amor cli patr.ia. e cli generosità le nostre campagne non sono.
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ANNO XLYII.
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SOCIETÀ ROR~LI DI T I RO A SEGNO KAZIONALE
bile perde a poco a poco il g usto dell'esercizio :fi.,gico, e finisce col passare le sue, ore di libertà seduta in teafro, al caffè od in famiglia; l'apatia s'impossessa del ,suo organismo, indi quell'inappetenza, quel disdegno del movimento il quale, ag• giunto a-i grandi svaghi che le offre la vita cittadina, fa .si che per a vere la pa1estra g,innasti:ca od il campo di tiro affollati. bisogna che il dolce vi soverchi l'utile. Per contro vediamo che i giovani dei com.uni. rurali impiegano le poche ore ché . hanno disponibili nei giorni fesi;ivi, sfogando la esuberanza della loro energia nei giochi del pallon e o delle boccie, in gite ai comuni limitrofi, ecc., e per farli accorrere, numerosi alle istrnzi.oni od alle gare non è neoessario alcun à.llettarnento di fes tosi a,pp1:mtti, di la1?,ti r ic.evimenti, eh r icchi premi. Ed ecco perchè, pur facendo le <lebite proporzioni., una ,società rurale, qualora nessuno la sfrutti, costa sempre assai meno d'una urbana; a.uzi, e ci stanche.remo mai dal ripeterlo, può sorgere e vivere di vita focornfa senza a.lcun bisogno di .concorsi· 110110 sue spese d'impia.nto o di s-assidi per quelle de' suoi esercizi annui. Ma quanto meno le occ.orrono gli aiuti materiali, altrettanto pi ù. abbisog11a cl'in.coraggiamenti morali. Non intendi.amo già di dite che s'abbia ad accorda.re la croco d i cavaliere al suo presidente ! Una dolorosa esperienza insegna che pur troppo, generalmen te paifando, quando la . carica di presidente d'una società è uh mezzo per. conseguire quale.ile, onorificenza tutti. gli .ambiziosi brigano per farvisi eleggere ; eletti trascurano poi la massa. dei soci per ctmu-si di pochi scelti da produrre nei saggi e nelle gare a riscuotere applausi dal pubblico, congratulazioni dallo autorità ed incensamento dai giornali ; se fanno bene per dieci, fanno . rumore per cento e nelle relazioni espongono le cose sociali sotto colori così appa,r iscenti da svisa:me Ja sostanza. Raggiunto poi il loro scopo . trascurano ogni dovere inerente alla loro carica. Nelle campagne è profondo il rispetto, la deferenza,, l a con·Siderazione per le autorità, pe,rciò a daro un vigoroso im-
SOCIETÀ RU RALI DI TIRO A SEGNO NA ZIONALE
2015
pulso ad una .società rurale basterà ohe dall'alto venga un ;prémio, sia pure modesto, per le sue gare, che venga, una parola d'incoraggiamento, llll encomio quando merita.te. Ma quanto è il bene che l e fanno la stima, la benevolenza, gli incoraggiamenti delle, autorità, altrettanto è il male che ne cleri.va ùaJ.la, loro tr ascura-nza e poggio poi dalla loro ostilità,. Per la consideraz ione e la deferenza che b popolazione ha verso le medesime la .società, non i;a.rderebbe a.cl essere per lo meno considerata come cosa inopportuna, ad essere abbandonata dal pubblico, a morire per l'indifferenza d i tutti. Quando si discuteva fa legge, il Lleputato più autorevole, il Ricotti, ha detto : se si potesse accompagna re l'esercizio deZ tiro a segno con ese1·cifozion-i mi,lìtciri e marcie di qiw,lche irnpo•rtanza, l'efficacia ri'i questa · nuova istituzione, sarebbe ben maggiore, rnci limitcita corn' è dcil presente d'isegno sarà ben poca cosa e per ciò nell'articolo 20 del regoJarn.ento per la sua applicazione si scrisse che gli statuti delle società possono p1·ovvedere per gii eserc'izi affini di ·ginnastica, cli scher1na, di nuoto, ecc. Ciò non ostante fdcuno vorrebbe che le nostre societ;i· di tiro non s'occupino d'altro che del puro tiro a segno e limitatamente ~ chi abbia già compiu to il .suo 16° anno d'eLà ; anzi vi fu una dirozione provinciale che ha addebitato al presidente d'urni società, delle gare d'esercizi militari tratti tutti dal comzJendio ed offerte a.gli alLLnni delle scuole, considerandole con-te gare non consoni all'indole deUa società,. Eppure nell'ar ticolo 29 dello statuto della società di tiro della Spez ia si legge che la presidenza può ammeUere· a frequentaJ:e gli esercizi di ginnastica,, di scherma, di nuoto, ecc. dei giovani che non hanno ancora cornpittto il .l 6° anno di etii. E quello ,stat LLto ebbe l'approvazione richiesta dall'articolo 11 del rcgolarnento pe;.r l'applicazione delJa legge, che è ·quanto dire el1e Ja cosa fu trovata regolare sia dalfa direzione provinciale d i Genova che da,l Ministero. La socieU1 di P isa negli anni del suo maggior splendore aveva una sezione di ginnasi;ica nella quale eser cita.va varii 1:agazzi d'età inferiore ai 16 anni, che in occasione di feste soci.aJi solevano dare quaJ.C',he .sagg i. o pubblico.
S OCIE'rÀ R UR ALI DI TIRO A SEGNO NAZ ION ALE
2016
SOCIETÀ R UR ALI DI 'l'IRO A SE GNO NAZIOXALE
La direi.l ione provinciale di Roma, circa 10 ann i fa, ha tenuto_ una _gara Ja quale oltre al tiro a segno comprendeva la g 1nnastica, 1~ ,scherm.a, il velocipedismo, il canottaggio e le_,con;o popolan 11· ca,va.Uo ; insomma. 1.u tti queg li. eseirci:é che prn valgono per crescerci la. g ioventù vir ile e disciplinata.. ~e,! 189~, una società rnnile d'u:na nost,ra regione di co11~ 1.e ave:7a, indetto delle ga,re cli t:iro e cli g innastica, que.ste u1G1me libere a tutti ed offerto specialmente agli alunni delle scuole. Il prefetto ne col mò d'elogi la pr-csidenza e le ·scriveva queste testuali parole : Il M inistenJ deUci guerra d'acc ordo coU'I spettomto snperio re degli a.lpini, zJerE;uaso della spec-iale uWità che possono avere le ese1·cita.zioni cli tiro e quelle eh ginnastica militare neile popolazioni di confine, cl.esidem che cotesta. società. rip1·enda v·igo re e consistenza e possci f cir luogo a-lle ese1·cita.zioni stesse. Pare adtu1que ehe, anche colla, legge vigente le ,s,ocietà possm10 occupitrsi cli ginnastica, di scherma., ecc. e dei g iovani che non compirono per anco i_l lo·r o 16° anno. La ginna.s tiea educat iva è il miglio,r mezz:o per preparare l a giovonlù al ,servizio miliGare, e perciò è pienamente consone · all'indole dellci isrtituzione, la q11ale tende cillo scopo cli preiJarai-e la gioventù Cbl serv'izio militare (ar ticolo 1 della legge). E devono occuparsene specialmente lo società rurali, perç,hè ò nelle, campagne dove la. g innastica è più trnscurata, dove i g iovani mancano d'ogni. incentivo e d'og11i occa,sione per esercitarvisi. Percorriamo l'Italia, per corriamo la pure tutta quanta dal Sempi_one a Pachino, d a. 'l'en.cb a rontebba, e non troveremo un comune rurale dove la ginnastica ecl il tiro ,1 segno sienu il1elle a,b itud ini del popolo o nel cuore della g ioven tù; no11 troveremo, spec ia,lmente nell'Italia meridionale, un com.une rurale con un sodalizio qualsia.si nel quale i giovani possa.no esercitarsi nella ginn ast ica e nel tiro . Eppure, se si vuole che questi eserci7.i volgano in costume, bisogna procurare che i giovani I i abbiano fra. i trastulli del !a loro fa.n ci ulle;,za. Ben a ragione il Ministro della pubblica :istruzione- scriveva nella sua circola.re n . .lo cl.el 12 febbraio 1902 : è d'uopo che l'azio ne cli ·queste istituzioni (le istituzioni sussidiarie
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2017
della scuola) si vadano estendendo dal.le grandi cittèi ai centri mìno·ri e, dore sici 7Jossib'ile, esca. cla,Ue m i1,m cit"tadin.e per recare i suoi /Jene,[ic'i ai figli dei cam,pi. E n~ppuro nelle loro scuole ele1m:ntari. i :Agli dei cam pi. ricevono un po' d'istrnzìone gi1mastica ; il ·programma ginnastico per le scuole elementari rurali è diviso in due punti, cioè ginnastica /rei i banchi ~ gi1?,nastica in palestra; ma hl, parte relativa. alla g innastica in palestr a, è let.tora mor ta, e di. ginna-s tie.a fra i ba.nohi, buona anch'e-ssa per abitucwe l'alunno all'obbedienza pronta ecl assoluta, e per 'instillargl-i ii sentiniento dell'a zione collettiva, se ne insegna pt1nto o poca. Oonseguentomcntc se le società. d "i tiro urbane possono, le rurali der,ono occuparsi anche di ginnastici;t, ben inteso ìn .armonia alla is_t-ituziom,e na.zionale clel tiro a segno ed a-mmettcndovi anche doi. giovan1 che non avessero a ncoHt raggiunto l'età. per farsi soci. ·E d altrettanto d icasi del tiro r.ido!;l'o o con a rmi F lobert. Non appena i. Boeri avevano messo a luce me,ridi.ana quanto sia utile per la d if1mt dol paese la volgarizzazione del tiro a ·segno, e Lord Roberts "weva. clolo·r osamen!e constatai.o che i solclat-i l)iù robusti e più cliscipl,inati valgono mii.la se non so,no neUo stesso teni.po bra"oi tfratori, cominciò urta, gara fra le varie nazioni d'Europa a chi vi provvede più estesamente e meglio. • L'Inghilterra mandò nella. Svizzera a studiarvi l"organizzazione ed il fu nzi,onam-cnto elci carùpi cli tiro. L'Unione delle ,società d i tiro cli,Francia si d iode a prepar are la clisciplina. del tiro negli -s tabilimenti scolastici ; l' autorevole giorna le Lei Ji'rn.noe 'i\Iil'itciire la promuove incossantemente o ci. piace riprodurre quesl;o brauo d' un suo art icolo del 21 novembre J 001 : « L'occh io del tirat ore, il sangue « freddo si formano tirall(Jo a. pie.cole clisla,nze (15 a. 20 metri) . « Si tiri' frequentemente ed ali.ora quando .si metterà. in mano << al giovane un fuc.ile più pesante, con forte rinculo, con cli.« ver sa linea di mira, potrà a. tutta pri rn.a trovan,;i cl.isori.e,nta to, « ma la cosa .sarà passeggiera, ben pres'to sarà un buon tira« tore col fuciJ.1~ d'ordinanza. A rarigi, nel nord·, nell'est, nel« l'ovest ck,lla Francia, dove sono nume,rose le .scuolo primarie
2018
SOCIE'.!'~~ RUR.ALJ DI TIRO A SEGNO NAZIOXALE
ed al.tre che sparano ann ualmente centin aia, cli migliaiia di « cartuccie a.l tiro ridotto·, lo società di tiro ,sono le più fiorenti « e sono inoHre queùe che forniscono all'esercito i più abili « tirator j. ». Perciò ci consola il vedere come anche in ItaJia, si va.da .presso qualche società introducendo l'insegnamento del tiro per gli a.lunni delle scuole. « 11 ctw. Edoardo Pantano, direttore della società di Soave, « istituì e con amore clirig~, una scuola di tiro Flobert per '< gli alunni delle scuolè » . (Il Tirntore italiano n. 4 e 5 1891). La società. cli Savona, nel programma della ga.ra, solenne colla quale nel settembre u. s. ha, inaugurato il suo nuovo ca.mpo di tiro, compreso una c.ategoria pel tiro ·Col ]'lobert. Nella .società di Livorno « l'istruzione della scuola prepa« ra.toria di. tiro con la carabina F lobe:d è sempre in maggioro « incremento e nei giorni 5 od 8 del corrente :mese si. eseguì « la gara anriuale coll'aissistenza delle autoritù le quali ad« dimostrarono la loro soddisfazione elogiandone, tanto il di« r ettoro sig. B:racc~tni Adolfo che iJ benemer ito maestro ele« men-bare sig. Capponi Giacomo». (Ii Tiratore italiano, 31 dicembre 1901). Noi che abbiamo sempre ritenuto come opera varia quella di ohi per dare incremento agli eoorci7,i del tiro a segno non cosrrinciasse da,l promuoverne il culto fra i faùlciulli, in uu nostro opuscolo, pubblicato nel 1896 col titolo 'l'iro a segno, inculcavamo l'introduzione del tiro ridotto in tutte Je società. e specialmente nelle r uraJi, dove spesso s i manca cli mezz i pe,r fa r ·spaJ:are molte cartucce d'ordinanza, Je quali so,no più costose ; e soggiungevamci che in ]?rancia una. disposi:6iono recente lo aveva messo in uso nelle scuole elementar i pei g iovani che hanno oltrepassata l'età dei 10 anni. L'educazione militare, come la civ.ile, bisogna cominciarla nel fanciullo : è nelle scuole che .si prepara l'es.ercit,o, e le società di tiro che mi rano a, preparnre la gioventù al servizio milita,1·e devono occuparsi anche aei fanciulli, frequentino o pur no. le scuole. Non infondiamo già di dire che s'a.b biano ad ammettere nelle società dei g iov,ani· che non abbiano ancor a compiuto il «
SOOl'E'd. R URALI DT 'l'IRO A SEG NO NA ZIONA LE
2019
16° anno d'età, vi ·si oppone l'artiooJ.o 5° delJà legge, ma nulla s·oppone a, che esse possano da.re fra i fan.ciulh un vigoroso impu l:so agli esorcizi cli ginnastica e cli tiro. E non ci; si venga a,d obbiettare che :nei comuni. rurali specialmente in fatto cli ginnastica si ma.nca t.l'j.s trut.tori. L 'onorevole .tì.llievi :6.n dal 1873, nella sua rnlazione sul disegno dell'attuale legge ginnastica, raccomandava. l'aper tura. cli 6cuole do,meni.cali pei giovanetti ti.elle officine e dei campi dicendo che si potrebbero avere degli istruttori con piccolo premio fra gli stess i prove~~i soldati .iJ1 ,congedo; e sono dello \Stesso• parere tutte le persone più competenti. i n. mater ia. Il generale C. Corsi ha scritto : istrutto1i discreti, se non eccellenti, si troveranno in qtiantità, sufficiente /ra, i graduati che l'esercito m,a,ndci ogni anno in congeclo 'iUimitato, ed il B ~tccelli nella relazione che procedeva il suo pi'ogetl.o cli logge per la istit,uzione della scuola popolare d i complemento ha detto : 'i ·maestri si hanno o, cercare 1Jre/eribiimente negLi tiffi ciali e · siottii(!ìcicili congecfoti dell'esercito, quando abbia.no i reqnisiti necessa,ri acl insegncwe. Se i reqtlisiti eh.e occorrono per insegnare la ginnastica nelle scuole secondarie e Ilelle societt~ éli ginnastica sono tali che diffi.c.ilm.ente si ri,scontrano in chi nou abbia frequentato una scuola magistrale o normale. di ginria.stica., per in1Segna,r la neile società rurali di tiro ,i segno, dove non si parla di gra.ndi attrezzi. ma dei più semplici eser cizi cli ginnastica eùuca.tivo-rnilitare, ba.sta.no i requisiLi che si richiedono negli i,stn1ttoi:i dei reggime.nti ;. e non v'è comune, per quanto piccolo, che non abbia. quakhe grad.uafo in, congedo adatto e che si proste,r ebbe volentieri, mediante un tenue compenso. Basterà far loro osservare che coi giovanetti la lezione deve avere una maggiore varietà che non coi soldati, perchò alt.rimenti non .si armonizzerebbe colla mobilità del loro spirito ; e che il programma. deve essere assai più l imitato che non quello che si ,svolge, nelle scuole, 11.e lle società urbane e nei :reggimenti stessi. · ]I: crediamo che non convenga. permettere che la socieià di tiro possa, ingeri1;si nelle scuole. Gìò porterebbe ad una certa dipendenza della istiLuziòne dal Ministero della puhblic~b istruzione e quind i a 00m1Jlicazioni burocratiche.
2020
SO CIETÀ RUlULr DI TIRO A SEG-NO NAZ10NALE
Ba~lerà elle la società facc ia impartire nei o-iorni festivi q 11ètl cJ1e lezio110 di g innastica e di tiro· con armt.F'loberr amrnol Le11 closi an c he i giovnn i che trovansi fra il 10" Gd il 16" anno di età . Se poi il maestro com unale desiderasse di farvi prender parte a Yari do' suoi alunni, ordinati in isquadra, s i seCO'nd i il st10 bu on vo.le:re in coraggian dolo con quafolte encomio che ·S Ì avrà cura di. fargli gi 1wgere dalle auto1,ità superiori. ben inteso qualora se ne sia mostrato veramente meritevole.
Come nei reggimenti ò proscritto elio legar<~ abbiano il ca.r attere cli fcsle militari, così nelle società cli tiro esse devono sem pre fars i con una certa solenniLù, ltvere l'aria ed il brio d i \ 'C re feste l)Opola,r i, affi nohè i t ir1;1,tori v 'accorrano .in gra,n.de nurn ero, i eittaclini tut ti vi prendano interesse e vadano in folla. ad assistere a.llo .spettacolo. N,tturalmente come le foste e gli. spetta.coli, così le gara dei piccoli com.Lm i n on si devono modellare S ll. quelle de i grancli centr i; ma in ogn i caso devono sempr e orga.n izzarsi e dirigersi in modo che tutti si persuad,rno essere in esse qualcosci dj più elevato del semplice divertimento. Devono m i.ra.ro essenz ia.lmente ad instillai'-e nel Ia gìovenLù i principii della discipli lla, l' inclinazion e a lJo arnù cd a quegli eserci½i che meglio ·contribuiscono a renderla ùrih• e generosa, a ru.vvivare in tutto il popolo lo spirilo militare; i nsomma, come, .saggiamen le disse lo Zanardoll i jn.augurantlo la IV gara gene ra.le : non der,ono e.~sere semplici' passatempo. 1·ic1·eazione, spettacolo le esercitazioni e le gare, ma è mestieri
che iiiano la levci patriotlir-a, /orza poderosa per il dì del pe1·icolo della pah'ia. Una socieLit che abbia sede in ru1 grande contro deve procurttre cl'awre fra i concorrenti n1rii fra i migliori tiratori i taliani o ,ciò porchè all rimenti la gm:a 11011 sarebbe tenuta nella debi ta con,s id,erazion e, e più ancora prrcliò qu~sti tiratori che fallano mai, m<'glio d i qualsiasi pubblicazione o conforenza mettono a, luce moridiana, (Lttanto si~ì !erri.bile strumcnL<> cli 00-ue.rra il fuc ile Ll i cui so11 0 a rmati i r ecrcrimenti ita• bo li ani, e l a tìclu c ia nel proprio· a r marnenco incoraggia. o so-
SOCIETÀ. R.URAl,I DI TIRO
A
SKG~O NAZIONA LE
~U~l
stiene il soldato nella mischia <' ribadisce nel popolo quella salda fidu c ia che ogni gra nde na7.ione deve avere i 11 so ste&sa o ne' su oi fuLuri destin i ; ed ora ,che s'in trnclus,sern le gare internazio1rnli questi Yalenti tiratori deYono essere p iìt specialmen te incoraggiali perchè sono quelli che tengono alto e ri,spettato i l nomo ù' fl. t\ lia. A Parigi nel lug li o 1900, dove concorreva no 800 societ,ii cJe,i due e inisfe.ri , q uaJ 1do, la · :rnppresentanza gonovese sparò il colpo decisivo vincendo i l 1° premio, 11011 si gridb viva Colombino, vint Coxc, ecc., ma viYa l'[talia. l\Ja per 1Jt1 0sti tiraro,-i di ml fotta oceorro110 premi corri spondenti a.Il a loro ab iJ ità e tal i che valgano a· compensarli sia del sacrificio di tempo e ùi denaro cho deYono fare per mantenersi esercitati in modo da <'6sere ::;ompre sicuri de l loro colpo, che deUe :Spese che spesso (levono sostene,r e per reu~rs i a 1:ircnclere parte a lJH ga,r a. Ed è impossibile che una società turale possa disporre di quei considerevoli sussidi, <li quelle raccolte <li ricchi premi, di quelle generose offe dc che fa.Hno m.ai cli fo tto alle società urbane; e natur almente e,ssa 11011 deve impeguare la. maggior parte delle• sue ris011Se a totale beneficio di qualcl1e Liratore. Ciò non ostante, anche co· suoi mode.sci mezzi, una società rnralo potn\ sompre Lcnore dello gaJ:e cho in importa 11 za sa,rnnn o '.J.)Ul1!to inferiori a cer tun e clelle soc iclà di prim'ordine. Daccbè ll1 teoria, dei pochi ma buoni fu soverchiata. da quella -delle grandi mas::;e, ,sieno pure <l'una mediocre a,bilitit, l 'importa.n;.rn èl'una gara consiste non ta n.10 n ei valonLi caml'lioni che vi presero parte. sparandovi ce11lina.i a e centinaia cli colpi, quanto nel numero dei roncon-enti, e potressimo citare delle gare rurali c he co::;btrono poche decine di l ire ed ebber o- ciò 11011 osta,n te più concvrre,nri elle 11011 q ua lc]10 gar a provinciall' che ne aYeva. costato delle m igliaia. Una soci età rurale potrà fari !mente a \·ere alle suo gare varie cc11ti11aia cli concorrent i, trn.enclolc nei gio1ni in cui i .ln vori campestri dàn no un po' d i tregua a.I contadi.no, dando ad esse un apparato non clirò fasroso, chè nol consente la te11tùtà de· suoi mezzi, ma semplicemente festoso e riduct>ndo al minimo la tassa d' Lscri7,iono ccl il prezzo delle cart uccie; ![)ermettendo che vi possa pr endC'ro par te qualsiasi cittaclìno,
2022
SOCIETÀ RURALI DI 'rIRO A SEG;NO N,AZION .\LE
SOCIETÀ RURALI DI TIRO A
appar tenga o pur no alla società ; destinandovi un grande humero di premi, -sieno pure di poca entità. L'importa.mm d'un premio consiste non g ià n el suo valoreintrh1-seco ma nella considerazione in cui è tenu to il vincitore; perciò la tenuità dei p'.rem.i non pregiudicherà men omamente il numero dei concorremi quando ·s 'abbia cur a di di·stri buirh solennemente in pubblico fra :il plauso dei cittadirni . .Nei piccoli comuni rurali, dove si manca di ricreatorii. d i socjet.\1 g inn~.stiche e spesso di qualsiasi associa,zion e, t;cca t~Jla -società di tiro a seguo di i-endere la scuola elementare più attiva, sotto il punw di vista dell'e.du ca.z:ione fisica, e contti:11.uarne poi l ' a.zio:ne bene.fica. fra gli atloleiscenti. Perciò nelle sue ga,re, 1:1ssai più che non in quelle d'una società. urbana, importa che sia inclusa qualche categoria per il tiro con anni F'lobert" pei giova.n etti che si trovano fra il • il.0° ecl il 16° ani10 d'eUt; che vi. sia qual che gara di ginnas ti ca., ben inteso in a:1·11wnfo alla istittizione - naz-iona/.e
d.el tiro.
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Anche le gare d.i g inna.stica dei piccoli co-nnmi devono differire da, qnoJJe delle città. Nei piccoli comuni dove si Ìua.nca di ·società g i.nnastiche, cli palesrre con grandi attrezzi, gli eserci7,i alJa sbarra fissa, alle parallele, agli anelli, al cavallo, ecc. ,si J.evono escludere dal programma delle ga,re. Bisogna limita.rsi a quella ginna-sti ca. educativo-militare 1a quale, mentre educa i muscoli alla forztl. ecl aJfa sveltezza, infonde ·nell'an imo i pr.inci.pii de] fordine e cl.ella. disciplina, ad esercizi cho non. richieda.no attrezzi cli sorta. od al più attrezzi che si possano improvvisare- sem:a, costo cli spesa, ad esercizi ai q_u ali possa, concorrere- qual,siasi gio-van e' anche senza esse:rvisi preparato in qualche pa.lcstra, come sarebbero il salto in a.Uo ed in lungo, la. coisa, d i veloc.ità e di resistenza, il sollevamento ed il getto cli pesi. Il cara.ttere, delle gare rurali. sarà 1)€rcj.ò essenzialmente dive:i;so da. quello delle urbane ; n elle e;ittà si hanno pochi ginm~sti che esegui scono eserci;r.i. difficili , spettacolosi, davanti a migliaia di ,s pettatori ; nelle ca;mpa,gn e dove la prodezza non ha i3pettcitori, non. lw inni. la vittoria e non si dispone di
s1rnxo
1'AZI0NALg
2023
gra.ndi prPmi, non si possono invitt"t,J.'e i più val.enti camJ?ioni del tiro e de lla gilmastica. Mentre n elle gare urba11e ~bb1a.mo pochi ohe lavorano davanti acl mm, folla di s pettatori, n elle rurali avremo una foJ la cllo laYor.:l davanti a p\)c,hi. s1,Ntatori . IV. Benchè non sia esplicitamente espresso· nolla legge, pure la ist-it 11zione de] tiro a sègno rnt7.ionalc deve mira,re non solo ;a.cl in fon dere n ella. gi.ovontù ccl a mantenere n ei soldati in congedo l o virtù militari, ma in~ltre a tenere nel. t)O~olo _tulto alto lo spirito militare, corno grnstamente osservo 11 R1cott1 colle sue parole ripor ta.te in principio di quesG'a-rticol o. . Lo s pir:ito milita.re. fo sernpre, e cogli attuali ordinamenti milita,r:i , co lle moderne teorie sovve-rsive è più. cho mai il termometro della. solidità d'uno Stato. .· Il primo ginnasi an:a del Picrnon te, l 'onorevole conte Ricca.rdi di >l etro, fin dal 1875 scriveva, i n una proposk. che fece per hi rid1.17,ionc clel la ferma : Le nazioni più guerriere e perciò più potenti /u.rono· qiieUe in etti inaggionnente p,re'dorn:inò l~
:;p·irito ncizioncile e militcwe che f01·1na gli eroi e conduce gli ese1·c·iti aUa' vitto,rici. Bi.s ogna che lo spù-ito m ilirn1re, s'iJ1ne-st.i sullo spirito ·na.z iona.lo ; per quooco uno è orgoglioso cl'csse;re i taliano, per (fllello è fiero c.ressore un soldato cl'Ita_li_a.. . Non confondi amo 10 spirito milita.r e con quel 1ml'itansmo combattuto e.I.ai. partiti csiremi, [)i aga, dei tempi andati e della quale, n on trov ia.mo più traccia nel nostro ese-rcito, èonsistondo ~n icamente :il ca L·attern clel soldato itali ano in fierezza. setn za aJ.trori oo-ia e r ispetto senza ba,s;;ezzt1. Giustamente il g:e,ne,ralc Oerruti ha detto in una su;;. conferen7,a sul mil ita,1.Zsmo tenuta, in Genova nel 1idotto del tea.tro Carlo Felice : Bisogna che /,o spirito ·1nilitare si diffondei nel ,ç,..
zJOpolo e diventi wui cosa co-l se·ntimento nciziorwle; bisogna che tutti. ·i, citta,dini atti ciUe armi pens,ino con fierezza che neWo'l'C~ del cimento il lo·ro posto scuèi nelle (,,le di qiieU'esercito cil quale sono o,flidciti l'onore e /,ci- satlnezrn deUa patria.
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S OCIE'l'À RURALI DI TIRO A SEG XO N AZ IONALE
Il re del Belgio nel ] 89:2 ha assegna.to 20,000 lire d i premio all'oper a che megli o dimostrasse la necessità di svilupp Me lo spir ito nazionale e di preparare la gio1jentù mediante una educazione JJatl'ìottica e ·virile all'adem.pimeinto del dotere di di(endere l'indipendenza e la libertù conquiMate dalle genemz ioni anteriori. ll icordiarno poi· u l. timo che i l von der GolL:-1 ha osserva.Lo che in ogni tempo l'inizio della decadenza dei popoli ò segnato <la quando essi cominciarono a non più stimaro l'arte e le v.irt,ù militari . G li Ua.liani. pronipoti degli .a;mi ehi Romani. e sui quali impert1, la. dina,stia più antica e più guerrieni. <l'Europa, deYo110 a vere ad un grado elevalo lo spirito mili taro nazionale, i l <1u t1lo s'insp ira. aJfa grandezza deUa p a,iri a e cli ch i ne stri 11go in mano lo redini . :Pur troppo il sen·izio rnililare general izzato, im·ece di rial.-:,irC' ]o spir ito militare naziona•] e ha, portato lo spirito borgJwsr nei reggimrn t i. Il fo li o è da aseriversi aJJ.a. 1,ir opagan da dcp:I i t t ll tìmilila,r ist.i e tlcgl i i 11 temaz ion a1isti; stiamo alle vcclettl' ;tffinchè nel no;;tro cserc:ito, che è nato sotto l'influenza d\m g rande movimento cl'cni.usi a,smo patrioVtieo, s'affievol isca nè) l'amor di pn1.ria. n è lo :;p ir ico n1i.lil.arc. E,ll urgo p L"ovveden ·i tenendoli ttlti n el popolo. ~dle citti1 vi conlril>u iscon<> le parate militari . le sociotà dei Wl('rani, le commen1or112ioni o k conferenze patriottiehc, Ld'fri1.te.Uamcnto fra i borghesi od i nri1li.tari dél pres id io, gli 1Ste,;!' i fune rali tlei grand i p,1triolti, i monu menti; nei picco li <'0111u11i dove 11011 ù sono militari di guarnigione nè societù milita re, od al pià tma piccola socioiìi di mu11Lo soccorso che ~1011 (li'.t. alcun segno ester no d,i vita,, tran:ne u n pra.nzo, annua.le, deve provY<'Licn·i interan1C'nte la societù di tiro a segno. I·: giowrà all'uopo clw essa. fissi il giorno delle sue garo nella ricorrenza di qua lche vittoril'I del n ostro, r isorgimento, fa rc•n.done ceuuo in occHs ione del lu, clis tribu;,:i onc dei pl'emi., d te an-i1 luogo su lla, pubblica piazza,, e com111emoranclo i rnilir.ui del h10go che Yi a.,·es;,ero preso parte distinguendosi o pcrd0n clovi l a vita ; e.he in.viti ad ass,i stere nl le feste socia li. i s upers titi !lcJl c nostre g uerre, asisegnanJo u11 posto d ist into
SOCIETÀ R URL\l,J DI TIRO
A
SEGNO NAZIONALE
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a quel li cl1e s i prose11tassc ro fregia ti de.ne. _loro rn~dag lic ; .c~e Jromuova pcl dì dello S ti1,tuto un.a. nt~ Jo~e c.!et .sohlaLL m 1
conaodo. fosse pure per trna semplice b1cob terata alla, qua.le chi 11a diritto di fregiarsi cli qualche medaglia interve1,rcbbe ·indoB<san dolt1; rhe procu.ri cl1e a ll e su e gare, più sol.en,ni_ prendano part~ dr i milita,ri in ,J ivi,s a, escenctendone l 'invito _sia. a~ corpi ed ai di!'taccame,nl,i che si tnwassero non molto c.l1~tant1 dl'l l suo cnmp1) di tiro, che ai soltla1i del comune che s t trovan o sot to I(• ar mi , ben inteso diri gendolo sernpre ai. ri spet tivi . cornanclanli . E quesli c:omandanLi sarebbero cer tamente lu si1wati da simili in,"iLi. ed accorderebbero di buon grado una bre~'e licenza, come premio, ai soldati più merìtevoli, per reCH,1:s i alla ga ra. Il ministro F eH cro dav a. a, questa promiscu i Là di mili t ari e borghesi Slll campo d i ti ro cotama importanza ehe nel 1883 ammise addirittura i borghe-si tt concorrere nolle gare che aveYa no ]uogo nelle sed i d~i ùattnglioni alpini , ' L a, ocuerra nnglo-boCJ.'cl oi lrn. provato che rntto p ul) conse,. g t1iro ~rn popolo in cui :;ia, alto lo spirito 1:ùlita,Te. Qu~ndo qne-sta virtù di popolo si~1 penetrnla in . tnlll_ 1 canlucc1 del regno, a llora. cmne de i Boeri, si potrà due e.li noi, ch<c' l'rserci I o cl'lta l in ò il popolo ii,aliari o. L'Italia ~;HÌ1 ten·ago11a all'urto dei popoli e dei secoh solo <[u ando la c.oscienza. ù0lla noslt:n vigorosa ~i~,·inezz_a, J~1, fec~e neCYli a lri dcsVi ni che ci s0rba , l secolo xx, 1 orgogli o d essere H~i ai{i, cioò cittad ini cl'1ma gru,nd H na,7,ion(·, eLl il se1d i mento dei doveri eh<' vi ~ono inerenti, sia penet ralo pers ino nelle nostre più piccole borgate. nei più riposti angoli delle nostre rno11 t; agnc. V.
Potrem mo c01 1for tnrr quanfo abbiamo s inont. espos lo c:il'ca, l o· società rurnlr coJla cibtzione d i 111olti. fatti; vù lgano per tutti i qu attro :,eguenti i llHali, lJPr cs;;ersi verificati sopn1 ~~ dell e n.osl n'.' pi 1'1 i111port,u1ti regioni cli confine, do·\'~ l:erc1.o dobbi am o curar maggiol"Ine:nto l'amor cli J:iat.r ia e le v 1r tu lXll· liLftri, assu niono un rarnltere e.li maggiore miportan;,:a.
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SOCIETÀ RUk ALI DI T IRO A S EONO NAZIONAI,E
L'S 1se~ten~brn .1893 il sindaco cli Mon forte d'Alba pubblicò un rna,:rnfes1;~ col quale invi tava i cittadini ad iscriversi in quella i1sti tuend t~ società di tiro; le iscrizioni in tre oiorni supemron o il centinaio,. V arii del. riparto milizia deskleravano cl.'e.soguirc ancora. in quello .stesso a,rmo le loro lezioni reo·olarnentari ed il si.ndaco si fece premura d i rec~.nsi pel'.S;nf~lmente dal prefetto per pn~sentar gli i documenti relativi alla cost.it1~zio:ne ed al f,unzionam ento della società e pregarlo a valersi della facolta concess-agli dall'àrticol.o 12 del regolamento per autorizzare l' i·stit11 0nda. società, a potere inta.nto fonz ionar~ provvisoriamente, u.sufru enclo del Cf~r:rtpo· di t iro e delle a r m1 della soqietà cli Doglian.i, g iusta. aoc.:orcli che era.no st,ttti presi prevenLivarnente col ·suo presic.lence. D pre:fotto a.nn uì. Il 24 cli quello istesso n10Be la sociec~t in augurava le su e esercitazioni con u na. ga.ra d i tiro cl1e ebbe ]u oo·o in Doglian i n elle ore ant:imeridiane ed una gara d i g inn~.stica offerta specjalmente agli a.lunni delle scuole e che si 'tenne in Monfo.rte ne,,l pomeriggio cli quel gjorno medesimo. ]?reser o parte all.a gaa:a cli ginnasti ca 40 ,scolari di Novello, ;30 cli Barolo, 27 di P emo, una ventina, di ::\fonchiero ed una trentin a di Cas~iglioh · Fa.llettò, tutti o-rclinati ·in is quaidra sotto gu.i ordini del rispettivo maestro. foi giornata .si chiuse sulla pubblica p iazza con una rivista p assata dal sindaco a. que,sti 150 scol ari (che formavano un a compagnia comandata da un tenente di complemento), un loro saggio cl.'esercizi col bastone ,foger e la distribuzione dei premi . Si clistàbuirono 35 premi del compless ivo va:lore di circa 200 lire ed alle squ.adre fu offerta gratuifa una frugale refezioné. Il 25 novembre avendo tutti gli interessa;t~ ullimate l e loro 10 lezioni re,golamen èari, .si cJi iu.sero le esercitaz,ioni. Non ostante che la .società non a vesse chiesto nè avn.to alcun con corso o suss~dio per l e sue spese d'i m.pianto o· d'esercizio, ha potuto chmdere il suo rendiconto con un a :r.i.manenza atttva, che fa poi conver ti ta in un libretto della. cassa postale di ri,s parmio, perchè ln, .socief;à non ha, pi11 funz ionato in causa dell'opposizione che il partito contr~r io al sindaco ~e susci tò .contro, collo specioso pretes to che il municipio avrebbe poi dovuto. por essa sobbarcarsi a delle spese.
SOUIF.Ti\. 'RCJH.ALI DI TIRO A SEGr:O NA ZI ONALE
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La :M:on:a è un ca,poluogo eh mandamenlo cli 4113 abir1anti , la cui società di tiro da, 5 anni non funzionava pìù, quando , nell'agosto 1894, gli ufficiali in congedo del mandamento si misel'o d ' acoordo pei- farla rifiorire. Il suo campo cli tiro era lon tano pii'.L di 5 chilometri ed i suoi co:mproptietari accarnpavano tali pretese che b nuova presidenza. ne ideò uno nuovo e lo costrusse .su terTe1:10 _di proiPrietà del municipio ed a meno di 200 metn da.l.l.'ab1tato. Non si a.v evano de.nari in. (;assa; gli attrezzi e,r ano i n massima parte inservibili; perciò, Lranne pochi fucili, s i ern nell'identico caso di chi d.eve pensa.re all'impianto d'una socjetà. Il 29 di quello, stesso mese si r iapersero regolarmente .le . eseroita7.ioni di tiro e nel 7-10 settembre s i tenne u na. gara di t iro alla qna;J.e presero partè 117 tiratori sparando 842 cartuccio ; e si tennero delle gare di g innastica aJ.l.c quali. si prescn tarono la, scuol a enologica od un a, socie.Là gilma,stica che in queU'anno esi·s teva in Al bfL, nonchè 7 scuole eilementari e così 140 alunn i, ai quali fu distribuito grntu itaJ.Tiente il vitto. I promi assegnat i alle vario g::~re erano del cOl'nplessivo val.ore d i 150 lire. Anche in La Morra n~n si chiese nè s-i. ebbe concorso o sus-sidio di sort~•. Il rendiconto però s i sarebbe chiuso con un disavanzo di 250 lire da colmarsi nei primi mesi clelhinno successivo. Ma il :M:inistero n on appena lo seppe dispose a:ffinoh è fosse elimi nato, e fece inolt re .comprendere. alla presidenz~ che esso approvava pienamente il nuo,v o in dirizzo dato aUa società., e che .se negli anni 'Successivi fossero occorsi altri sussidi li avrebbe accordati.
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Novello è un vmaggio d i 1672 abitanti . Vi fiorisce una Società frci rnili.ta1·i di l'.' catego'l'ia la quale nell'agosto 1901 si. fece iniziatri ce delta locale Societù com:wicile di tiro a segno nazionale e tanto era l'impegno, che l'erigenda società sorgesse e funziona&se in modo da essere- un ogget.to di vanto e di. legittimo orgoglio pel corn.m1e, che, il padrone del ten en o sul quale fu progettato il ca:mpo, s'impegnò cli con.cederne l'us~ gratuita.mente, e per i servizi cli segreta1iio, ,cli segnatore, d1 gua,rclia, ecc.; vari novelleisi offersero gratni tamente l'oper~
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SOCIETÀ RURALI DI 'I'IRO A SEGNO NAZIONALE
SOCIETÀ lWRALI DI TIRO A SEGNO NAZIONALE
foro. Così. il 1° ,seUem bre il sindaco del comm1e ha potuto trasm~ttere al prefotto tu tti i documenti richiesti per la costituzione e vel fonzionamento. della- società, senz.a che nel suo bilancio :figurasse · a.lcun eoncorso o · su.s<Sidìo da pairte dello Stato, della prov incia o de.L corrmno. l\{1:i la, so6ielià ha, incontrato· gravi ostaco li, prima perchè in 'oista cle{ suoi limita.tissimi 17:1:ezzi (inanzari ·si · temeva che una volta. costituita le si clove,s~e poi accordare qualche sussidio, ecl in seguito perchè alcuni de' suoi soci indigenti, asserendo d'esser e stati com-presi nel ruolo sen,m che alcuno li avesse interpellati in proposito, avevano inviail:o all'autori tà supc.r:iore UJl recla.mo ;rnrrandç> cose .che, se fossero vere, pro\rocherebbero, bensì una a.zione penale contro ·i promotori, ma fr1 nessun rn~)do dovrebbero impedire, come impedisce, il funzi onamento della società, per chè questo impJìca la lesione d i legittimi interessi degli altri soci. Così que,sta, società cl,e sperava di poter eseguire lUl, per iodo di tiro pt-imf~ del 31 dicembre, 1901, vede ,con a-pprenis ione avvicinarsi la fu1e del 1902 senza. alcun indizio cli poter inaugurare :il suo tiro; si vide re.spinta la. d.om.an~la di prende,re parte alla IV gar a gene,1·afo o vede con ramma.r ico che non si vuole a,ccorclare l'appwvazTone alla nomilia dei membri e.letti vi della sua. presidenza, av"\l'e1mta il 9 ma,rzo ·1902. ·in modo regolare, con mira.bile concordia di voti, ,senza solle~ vare, la menoma oppos izione o dar I u.ogo al pitt piccolo incidente, e facendo usc ire dall'urna il nome cli tre persone deg nissime della- rnrica .aJla qua.le furono elette. GaioJa è un piccolo villaggio a,lpestre nell'alta, valle della Stura (Uun~) . NBppure lm clecimo dc' suoi soJclati in congedo fruisee dei vantaggi accordati cla.ll'a:rticolo 8 della leo-ge o,~ sul tiro a segno, perchè il campo della società manda.menta·le ne dista di 12 chilometri e suol e essere ape1·to nei giorni in cui nella campagna w~io lese Ltrgono maggiormente i lavori. Perciò la propo,srn d'una società comuna le di tiro 0' segno :naz ionaJe, che fu 1mbblicat.a daJ sindaco '1'8 bo·ruo·no 1902 . . b . ' fu accolta- con e.n.tus·ia,smo. I due comproprietari della località, designata pel campo,
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il quale, disterebbe meno di cento metri dal capoluogo del comune, si obhtigarono a concederne gratuitamente l'uso; i militai-i in congedo andarono a gara· ad off1~irsi per la costruzione dc.l campo di tiro e per i varii servizi occorrenti aÌ funzionamffi1 to deHa società, mentre sei fra i più abbien~i del comU:ne hanno :firmato una d ichiarazione colla quale s'obbliga.no a sopperire in proprio a. quelle i.Spese d'impia.nto o d( esercizio alle quali non bastassero le entrate pr eviste in bilaruoio. Ed il bi1ancio fu compilato senza :inc.:ludervi alcun concorso o ~mssidio da parte cleUo S tato, della provincia o del comune. Trattaisi d'una delle nostre più importanti regioni di confine, dove perciò importa. maggiormente che la gioventù si tenga, esercitata nelle armi, trattasi d'tma società che sorgeva fra 11JJ10 slancio di abnegazione e cli patriottismo degno di somma lode e di gloriosa imita.zione ; era, perciò lecito sperare che la società sm:ebbe sorta senza incontrare ostacoli e fr.a jl plauso de.lle au to;ità. Ma l'autor ità competente, non appena ebbe sentore di ciò che si trattava di fare in Gaiola, hà scritto di sua iniziativa al sindaco : non credo nè oppo1·tuno nè conveniente di costrti1'1'e un campo di tiro in cotesto com,une. E quandoiil sindaco le trasmise i documenti relativi alla costituzione ed al fun.ziona;mento della società, fra i quali la dichia,r azione sovra indicata (cl10 era scritta su carta libera) gli rispose che se persone raggtwrdevoli si clichia.rano dispoiile (f, sopportare le spese necessarie pel regola.re fun zionam.entodella. società, ne prendano /armale im1pegno, con regolare atto, inclicanclo gli anni per cui essi intendono vincolarsi, ed aUora si vedrà. · Ma il sindaco replicò che volgendosi alle persone ragguardevo] i che, genewsarnente· avevano firmato il loro impegno cli sopperire .in proprio alle spese d'impianto e di funzion amento doUa società pe,r l'aùmo in corso, pe.r chiedere loro chesi v-incol.ino a ciò con atto legale e per un maggior numero cli anni, temeva· di va,rca,r,e i limiti imposti dallo umane con-venienze. E così si vide più nulla. i2il -
ANNO XLVII.
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SOCIETÀ RURALI DI TIRO A SEGXO NAZIONALE
Voglia il cic.lo che la futura legge sul tiro a segno nazio:nalo non lasci più q1Losta patriol.t ica istitm1ione militare in balla d 'aulorità borghesi, lo qua.l i troppo spesso, non volendo o non .sapeuùo apprezzare il puro ,tmor cli patria e la. nobile abnegazione dei nostri militari in congedo, ricG>rrono ad ogni me7,zo per mutilare la loro attivit:1, soffocare le loro pnl,riottiche injzìative o così paralizzano le loro migliori inte1rnioni. 11011 lasci più che le società possa110 .così facilmenle essere vittima <lei pai:riti locali, essere torte a scopo d'interessi o cl.i a.m biz ioni porsonaJi, essere convertite in sgabello ai piedi per salir sublime.
E bi.sogna sorprimerc l'attuale sistema (Jclczioni perchè i soci d'ordinnJ:io dànno sempre il voto a ch i ò più proclive a chiudere un occhio, o ad ambiziosi che lo sollecitino, indi quelle presiùen;r.e così facili a rollerare quegli abusi. che scred itano l 'istituzione cd a trascunue ogni loro dovere. Lo ,socieA'à rurali, corno evidentemente emerge dai quattro esempi che a.bbiamo riportato, possollo organizzarsi e funzionare senza gravar menomanente sui bilanci dello Stato, delhi pro,·incia o del comune. ~!c.L invero mentre por tutta Ir,alia Sl organizzarono e fioriseoiio delle società di Liro a l piccio-nc, di ginna,stica, di cicliscì, ccc., non si può comprendere come un ..t società cli tiro a segno nazionale, che è tenutti in così grande c011sider azi.onc dalle a u lorità e dai cittadini, che reoa cotant..1 esuber anza cli vantaggi a chi vi è nscr itto, non possa. anche essa organizzarsi e funzionare senza concorso o _sUJSsidio di ISOrtH.
Co.sì La pensava l'on. Di San Dona.Lo, che il :27 maggi.o 188~ ciiC'eva. i n rarJiimcnto : esistono dei tii'i che da .12 ann'Ì fun-
zionano benissimo 1:,ivendo d-i 1:,ita proprici senza aver mai chiesto sussidio cli sorta; ed il Dr-T.>retis, allora ministro <lell'i 11 terno, che i:;oggiunse: la gua,l'dia nazionale lia is.titu.iti dei ifri a !oegno rhe gravano lJLmto sui comuni. Fin d'a.llorn v'era, gi.'1 chi teme\'a che l'istitlrnione gravAsse indebita.mente sui comuni·, infatti mentre discutev:asi hì leagc o~ l'on. Della Bocca nel la Camera dc.i deputal i non vole.va. che i comuni conconessero nona spesa, od in Senato l 'A.l:ficr.i rac-
SOCLETÀ RURAl,T DI TIRO A SEGXO N.AZIO l'iALE
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comanclaYa al ministero di 'tigilare a che queste società, non
siano ima nuova occa,;ione per g'1·a'ta'l"e con spese non abbastanza giustificate 'Ì comuni e particolannente che l'istituzione non ~ia un eccitamento alle vanità, pur troppo facili a destarsi, fra comune e comune. La ·soppressione dei. sussjd i in denaro alle societli di tiro sarebbe Ull gran de vantaggio economico e rnor.a1e poichè l'e-
sperienza ha in ogni tempo insegnato di ne.~,;u n denaro fm·si spupe_ro così faciimente come delle prestanze e sussiclii go'f ematii;i, 0 1amian i). L"incessantc e rapido sYiluppo della nostra industria e della nostra agricoltura richiede .semprr maggior forza di braccia, ed il perfe11 ion ursi della inclus-Lria slessa o delle, scienze r ic_hiec~e p~ù assiLlui tà nPJlo stud io . .Per c.iò si fa, sempre pit'i seni,.rc il bisogno di ridurre la forma ed i richiami per istruz'.o?e. .1.ffinuhè poi ciò possa far::;i senza peccare d'imprudenza, c 100 sen11a, compr omcl Icm l a so lidità dell'esercito e con essa il e, sorti della patria, è necessario preparare cffica.cemente i o-ioYani al òeni;do militare e conservanie integre nei conaeJati le virtù tec11 icJ1e e mornli che acquistarono al reggimen~o. E' necessario spccialmenlc pr.r ciò èbo s i rifcri-;ce al le ,·irtù morn li,_ che sono le piÌL importanti o le più lunghe aù apprendersi, perchè !"intolleranza d'ogni freno, il poéo .rispetto Yerso le> autoriti\ e le leggi, il d isamoro clella patria, il poco apprezza.monto di quei sacriJìci di l agrimo e di sangue coi quali la genen1zione che tra1nonla ha fatto l 'I tal ia e l 'avversioné a . lutto ciò che può mettere 1a generazione che sorge i u grado eh difenderla, grazie ìtlla, prop,1ganda atth-a ecl incontra~tata dei partit i sovvers ivi, romin cù.1a10 ad infiltrarsi anche nell~ campagne. E' quello il còrnpito della istituzione nazionale clel tiro a St>gno. Ma pnnroppo, come abbiamo già detto, col suo indir izzo attua](;) ·n on lo ,ttlempie. 011e.cchè ri::;uHi dai manifesl i e dalle relazioni dello varie società, ben poche sono quelle che impartiscono le istruzioni prescritte dnl compendio. A. ciò contriblùsce anche il fatto che nei elisi r elti, per accordare !.'esonero chillo chiamate per
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SOCIE'l'À RURALI DI 'l'IRO A SEGNO NAZIONALE
istruzione non si tien conto, della frequenza alle istruzionr che si fanno nelle socie.là, ma unicamente alla esecuzione delle lezioni di tiro. E presso quelle poche società nelle quali da si impartisce troviamo che generalmente essa è frequentata da un numero molto esiguo di soci, e sempre gli stessi, quelli cioè' che formano :il plotone cmnato ehe queste società. sogliono presentaxe in occasione di riviste o di grandi fo5te sociali. E bisogna che l'istit uzione non si limiti alle virtù tecnic'lio, ma sia un focolare di discipli11a., d'abnegazione e di patriottismo, se non vogliamo che all'esercito del Piemonte che ba fatto l'Italia, tutto disciplina,, abn egazione e patriottismo si sostituisca un esercito di soldati che intendono di ragionare sugli ordini ricevuti, inetti a colpire nel segno loro indicato, ad affrontare e respingere l'inimico,. Diciamo esercito del Piemonte, non esercito p~emont.ese,, perchè fin dal 1848 vi militavano le più spiccate individualità militar.i, i pi.ù a,rdenti patrioti delle va.r ie r egioni d'Ita1ia, talchè-nell'ottobrc di quell'anno si deliberò che in Parlamento potessero sedere cittad:ini cli tutta Italia; e siccome l'art. 40 dello Statuto non dà que.sto diritto che ~ii soli sudditi del Re, si deve ritenere che fin' d'allora fossé isti~uito il Regno d'Italia e C:he quindi l'eserci~o del Piemonte fosse eserc-il.o italfano. J\fa bisogna organizzare, qua1'cosa di dilettevole, chè altrimenti sarebbero ben pochi coloro che vi prenderebbero parte ; qualcosa che s:ia di poca spesa aflinchè ne possano ·approfittare anche i nostri contaiclini, i qua.li costituira.11110 sempre la gran maggioranza del inostro contingen te. Si potrebbe, a.èl esempio, organizzare dei campi ginnasticomilitari nei quali la gioventù passerebbe varie ore della giornata come al ca.mpo d 'un reggimento. VI. I ,ca,mpi ginnastloo-milita,r i furono proposti precisamente 20 anni fa per le società ginnasti.che, ed i più raggu a,rdevoli ginnasiarchi d'Itali.a a,ccolEero la proposta collo slan cio col quale sogliono afferrare ogni :idea pakiotti c-a e buon a. L'Italia
SOCIET.A. RURALI DI TIRO A SEGNO NAZIONALE
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-rn,ilitare, che era il giornale ufficioso dei ministeri della guena .e della marin a, sì compi·a:oque di riprodurila nel ,suo num. 93 del 1882, di.chiafa,nclola di una evidente utilità. -Si potrebbero tenere dei campi della durata di più giorni in occasione di concorsi ginnastici, cli gare u.i. tiro, cli esposiziom, nella stagione dei bagni, ecc., per ·offrire ai giovani delle scuole e delle società, ed anche ad in:dividui isolati, la oocasione di potervi intervenire colla semplicB spesa d' una lira quotidiana: fra vitto ed .alloggio e facendo non già la figura del pitocco, ma un atto cli patriottismo. Nel 1888, in occasione della Esp0tsizione regionale delle pro,vincie dell'Emilia cbe ebbe luogo in Bologna, fu fotta la, proposta d i tenerne uno .allo scopo di espone, : [!,) quanto si faceva neUe scuole, negli istituti d'educazione e nelle società cli ginnastica e cli tiro a -segno per prepairare la gioventù al servizio militare ; b) q1umto si faceva. nelle società di gi1111astica e di tiro a segno per ma;ntenere nella pratica deUle virtù militaxi i soldati in congedo : e) 1a migliore via a seguii,si per .diffondere l'educa:&ione militare e per mantenere nella popoLazione tutto vivo lo spirito militare e salda la fede 11elle nostre istituzioni. Il preside~[:e della Esposi:&i,one, che era il comm. Codronchi, dopo ave1·e esaminato il progetto ne' ' suoi min uti dettagli sia tecnici . che ammini.strativj, l'accettò assegnando per J' impianto del ca,mpo l a i'Ylontagnola. Nel campo si dovevano succedere va,r i<~ mute di 5 in 5 giorni , e le due prime sarebbero state formate l'una dal collegio-convitto di Mortam e l'altr a da un cen tinaio .circa cli studenti g1ù daLi dal maestro di ginnastica sig. Garando d' A.les.sandria. Ma il proponente, che era un ufficiale in attività di servizio -cui tòccò appunLo in quei g iorni una, promozione, nella sua nuova cari ca non poteva più occu:parsi del campo, e perciò la. sua propo,sta, che era bensì accettata, ma non ancora, in via d'attuazione, non fu più a ttuata. P are che qualcosa ·d i s.imile si. stia orga,nizzan.do per l'espo.sizione, agricola ,che a,v rà 'luogo,_in A.lha nel 1903.
2on,1 ""'
' RURALI DI TIRO A SEGNO NAZIONALE S oOIETA
Le società cli tiro a segno rurali dovrebbero invece tenere dei cam.pi semplicemente festivi e ciella durata di 6 ad 8 ore, a<l e~empio clull~ 9 alle 17; così i contadini potrebbero pren~ derv1 parte fra 1 due governi del bestiame. · , Noi giovanetti abbiamo assistito a campi di tal fatta che in qual.olie comune del .Piemonte so leva,no tenere annualmente i _vetera~i di ~apoleone I. All'a.lba uno di loro perconeva le :1e del v_illag~io, b~ttendo la sveglia col tam.burro, e gli altri. rnclossati q ue1 cap1 del vestiario mi lit are che conservavano ancora, con un fucilo qualsiasi in ispalla si recavano nel luogo destinato pel campo. . Fatto l'appello si metteva una sentinella alla porta, partivano gli uomini per l'incetta, viveri, s'accendeva.no i fuochi per il ra.ncio e s'incominciavano le istrnzioni. Passavano la, giornata, unjformm1dosi il più possibile alla vita del reggimento. . Ci . pare cli vederli anco ra. a maneaa-ia,re il fucile con picrlio 00 O mru:,11aJe : cadenti per l'eLà pa,revaJ10 in quo·1 o-iorno r.ino·iovaniti, galvanizzati da quello spirito 111llitare cl1e Napole~no seppe accendere -inestinguibilmente nel cuore de' suoi soldati. F.cl il cuore nostro era commosso, l'animo elettrizzato davanti a. quel venerando avanzo cl i. prodi itali ani di cu.i Bonapar te ebbe sempre a lodare la disciplina rd il cora<Y<Yio. ' . 00 t a1ch e m segno della sua soddisfazione accordò a molti cli essi la croce della Legion d'Onore colla _pens ione annessavi. per i Francesi, benefa:.io che non fu mai esteso ad altri stranieri. Diremo di più; il reggimento cacciatori italiani. fu di strutto comba!tendo eroicamente nel giugno 1807, e, Napoleorie accordò ui superstiti i.ma onorificenza elle non fu mai concessa ad alcun corpo francese; li riunì tutti quanti alla sua guardia imperiale. E sullo scoglio di Sant'Elena scriveva che la bl'ClliOttre des troupes italiennes ne peuf étre mise e,i clo11te à. ai1.cun é1Jor1iie. Quei pTOcl i vot,erani che mantenendo un a ferrea disciplina, operando prodigi di valore, fec€ro rifulge.r e di crloria. il nome italiano nei primi anni del secolo XIX, instillar;no nel nostro cu'orn l'or goglio d'essere Italiani. l!'acciamo voti affinchè in rcarnpj di tal .faLla l'istitu:,\ione de l tiro a segno nazionale
SOOIE'rÀ. RURALI DI TIRO A SE.GNO NA1/.JONALE
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riacquisti la fiducia delle autorità Inilitari, e la, generazione che sorge attinga quel vigore di braccio e di cuore che s'addice aj soldati cleUa na.zione, che ha Roma por ca.p itale e sulla q~ale jmpcra. la dinastia più guerriera d'Europa, le virtù necessarie atfìnchè . l'Italia possa nel secolo xx raggiungere i suoi a:lti clestinj . Molti hanno poca fiducia nello istruzioni mibtar i a ùomicilio, da,te cioè furn:i del reggimento, nello scuole e nelle società di ginnastica o di tiro e rjteogono che l'educazione e l'istruzione de.l solchhto non si possano ottenc1·e che fo,cendolo aliitare in easerma.; 11 oi siamo .invece convinti che,, come la 1struziorie del tiro che s'irnpa.rtisce nelle socjetà supera in eccellenza quella dei reggimenti (le gare generah informino), co_sl le ~~u:io_istru;1.ion i. che s'im.parc.ira.nno nei campi. ginnast1 co-1tuJ1t1tr1 possan o essere pei. venturi campi di battaglia non meno proficue di quelle che s'impa.rtiscono nei rego-imenti. Ed inYero non c'è motiYo da mettere in dubbio che un'ora d'istruzione foti.a ad una, squadra da lm istruttore che sia. all'a llc~za del suo còmpito, non sia eg:irnJmente proficua, Yenga essa, impartita in caserm~, in mia palestra borghese o nel campo d'tma società di tiro. Il lim.:ice del campo potrà .es:;crc segnato semplioomente da una funicella. tesa in giro su paletti e che presenterà sul davanti una inteiTuzione di 3 metri per l'ingresso. ~essuno potrà entrare ocl uscfre dal campo .se non per essa.. Ciò serve, come. servi.va nei tompi antich i, ad info1uc.l.~J.'e il r1spetto dovulo alle p1'escri zion i supe,riori, l'obbedienza, alle legai. o Presso gli antichi Romani il milita,re che fosse entrato nel campo .scaYalcando la palizzaLa ora puni to di moYte; cosl Romolo 11ccise Re.mo. Il vitto, solto il ptmto di vista economico ed educativo. deve essere alJ'llso militare ed·obbligaLOrio per tutti. Così si à l campo i.uùmpront,t militare, s"inlonde in chi vi prende parle lo -spirito di fratellanza e d'eguaglianza davanti alle leggi e si Ji a lm v itlo sano, pu] ito, sufficien le, decoroso e ad un prezzo accessibile alle borse più modeste. T..Jorario potrebbe, ad esempio, essere il seguenie : 9-9 '/, ise,rizi011e ed organ i7.:-::amento del campo;
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SOOIETA RURALI DI TIRO A SEGNO NAZIONALE
SOCIETÀ lWRALI DI TIR.O A SEGNO NAZIONALE
9 &10 'lz P istruzione ; 10 '/z-10 ¾ riposo ; 10 3 /.,-11 3 /., 2"' iskuzione; 12-13 r.ancio; 13-14 gare giuochi ginnastici; 14-15 '/z passeggiata militare ovvero uscita libera. (Nelle campagne dove il sentimento religioso è più profondo, converrà for,se lasciare l'uscita libera durante le ore dei vesp,r i.); 15 '/z-16 '/ 3" istruzione; 16 1/ 2 festa sul campo. Qualora il campo si tenesse sùl poligono di tiro, o nelle sue vic;in,anze, una delle istruzioni consisterebbe nel tiro a;l bersaglio; le va.r ie squa,clre vi si a.l ternerebbero, e ciascuno eseguirebbe le lezioni che gli. spettano ovvero farebbe quaiche tiro per semplice istruzione. Non ci permettiamo di dilungaaici in maggiori dettagli pe.rchè ci toccherebbe d'esporre delle idee senza che sieno corroborate dalla esperienza.
fissa1·e taluni cenfri di raccolta, preferibilmente i ca-pilicogo di rnanda-mento o,1;e si t1'0verebbe1·0 le necessarie anni e gli istruttori in congedo o dell'esercito permanente.
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E risponderanno all'altro suo desiderio, espresso nella sed uta stessa, cioè che occ(Yrre assicurarsi del ristiltato effettivo ed effecace ottenuto ed a C'iò s11.tbordinare la 1n·i.surci dei van-
taggi che si accordano. Pel conseguimento dei vantaggi accor dati dagli articoh 8 e
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9 della legge, questi campi ei p!;J,.i.ono assai più in armonia
collo spirito della legge che non quanto fu stabilito coll'articolo 24 per l'applicazione della legge st0ssa. Introcluc.ia.moli nelle nostre società, incor.aggiamoli, ed all'estero ce li invidieranno senza. poterli imitare. E sostituiamo le giornate che i soci del 2° riparto avranno _passato in questi campi alla e.seèuzione delle lezioni di tiro per poter conseguire i va.n taggi contempla.t i dai detti arti·coli 8 e 9. E' inutile l'illu:derci; il servizio militare generalizzato in.i.pone una ferma di pochi mesi ed una ferma di poehi mesi non potrà mai darei dei soldati. provetti se, le reclute non gill'l.1gono al reggimento g ià preparate al servizio militare; oltre gli 11/ ,2 dei noshi soldati sono .in congedo, e siccome uno dei fattori p iù integranti della potenza militare d'uno S,tato è la prontezz;a colla. quaJ.e esso può schiera.r e in campo tutte le su.e forze att.e o pronte a combattere, in caso d'una di quelle g11a111.di guerre- in cui saranno in gioco i. destini della, nazione, i nostri soldati in congedo dovranno esci.re a campo .all'indomani della loro chiamata e guai se non si trovassero bene esercitati nell'uso delle armi. Di qui l'alta importanza dell'educare i nostri co:òfodini in modo ·che sappiano impugnare eon pari a.bihtà ed amore la zappa ed il fucile, in modo, che sieno sempre pronti a, passare -dal campo agricolo a quello cli battaglia. Il commercio e l'industria progrediscono continuamente ed emerge e fa buon.i. affari. eh.i. sa sceghore saggia.mente nell'a,ffara.ggtne delle noviUt; continuamente progredi,sce l'arto militare e vin.cerà chi avendo saggiamente appree;zate le innova.zioni, a-nà dedicato tutta. la sua attività a quella destinata .al trionfo.
Abbiamo detto e ripetuto che le società rurali possono organizza,rsi e ftm zi.onare senza bisogno di concorso o sussidio alcuno nelle loro spese ,d'impianto o d'esercizio. Non intendiamo già che s'abbia.no per questo ad escludere dal partecipare a quei vantaggi che gli articoli 12 e 13 della legge accordano a tutte le soeietà di tiro a segno nazionale del Regno. Si .dovrebbero accmdare loro, : sull' articolo 12 le tende, le gavette e quant'.altro possa, oc.correre per l' impianto d'un campo corrispondente a, quello d'una eom.pagni.a, sia pure prelevandole fra quelle delle ·ultime cl assi ; e sull' artio~lo 13 1.m sussidio che valga a coprire le spese delle munizioni, a corrispondere un tenue compenso agli isfruttori ed a sopperire in parie alle spese deì ra.ncio. 0osì il eomanclante del cawpo . potrà pretendere di più e ciascuno sentirà maggiormente il dovere di ben corrispondere alla, spesa, che per loro si sostiene. Questi campi ci pa.iono risponélentj al desiderio espresso dal signor Ministro clèlla guerra, il 13 giug11.o u . s in Senato parla.ndo del tiro a segno nazionale; diceva: si potrebbero 1 •
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socrn·.rÀ RURALI
DI T!RO A SEGNO NAZIONAT.,E
Il rnlioinio cli Napoleone, che il 28 maggio 1809 parland,, dell'Italia seri veva: questa bella parte del continente alla quale sono riunite tante g1·andi ed Wust1'i niemorie ricomva1·i1·èi con gloria sulla scena del mondo, è ora compiuto; deve compiersi anche quest'altro, cli Napoleone stesso, che gli Italia,ni ritomeranno ad essere i p·1imi soldati d'Europa . Non a1·restiamocj nel1 a nostra matcia ascendente ! Come nello arti, nelle scienze, nelle industrie, così nella educazione militare nazionale. Sempre avan ti, Savoia, !
s.
STELLA
colom1eUo nello ri.,rr,;a
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LA VIA D'ANNIBALE DALLA SPAGNA AL TRASIMENO
Il lavoro su questo argomento puòblicato nella nostra dispensa del sette-,nbre p. p. ci ha procurato la seguente lettera dell'egregio ingegnere 1lfontanari, autore dì un libro ed op~scoli dei quali a suo tempo abbiamo reso conto e ci occupiamo anche nella presente Rivista. Pubblichiamo la lettera per debito d'impm·zialità; e con essa consideriamo chiusa, almeno per il momento, ·una polemica, certo interessante, ma che difficilmente p·u ò giungere ad un accordo fra lé diverse opinioni degli Autori. l L LUS'l'RTSSI MO Sr.GNORE.
,. Mantova, 10 novembre 1902.
Nel fascicolo di settembre u. s. di codesba pregiata Rivista è stata pubblicata una nota dell'egregio colonnello cavalier A. Giacosa colla quale si vuol dar nuova vita all'ipotesi che Annibale sia passato pel P. S. Bernardo. Lungi da me il proposito di voler qui ..esaminare se e quanto egli abbia raggiunto lo scopo ; è questa una cosa da lasciarsi al criterio del lettore, giacchè in generale è antipatica e sospetta la critica di chi ha già esposba e difesa un' ipotesi tutta diversa. L'egregio autore esamina anche la campagna del 218 in Italia tra Annibale e P . Scipione; e qui invece ho la compiacenza di vedere ch'egli convien meco interamente, come dichiara egli stesso. Il completo di lui consenso circa il luogo
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' LA VIA D'ANNIBALE
de' passaggi del Po e del Ticino, e del combattimento su questo fiume, ,l'importanza di Casteggi ecc., c.onferisce alle mie conclusioni quella piena certezza alla quale forse non bastava la legittima derivazione dei testi, occorrendo anche l'approvazione di chi sia . davvero competente di cose militari. NelP interesse della verità, alla quale entrambi miriamo, credo per altro notare che il distintissimo ufficiale, forse affidandosi troppo alla memoria, non ha sempre riferite esattamente le idee da me espresse. È inesatto ch'io rìpartisca su tutto il viaggio i 600 stadì che sembrano mancare, e eh' io affermi che da Carta.gena al Rodano sono 6400 e non 5800 stadi, ch'io non sia contento dell'isola tra Durànce e Verdon, mentre a farla fare a posta non potrei meglio; inesi:l.tto che nelle mie carte geografiche sia uno spostamento generale a sud di popoli e di località ; e ognuno se ne persuaderà quando le confronti con qualsivoglia carta della Gallia antica, dal D'Anville al Walckenaer ed al l\fencke. Anzi, se la mia soluzione ha un pr:egio, esso è certo quello di non richiedere spostamento alcuno ; non quello degli Allobrogi, non dei Taurini, non dei Tricastini, i quali, giova notarlo, senza uno spostamento grandissimo si troverebbero pel cav. Giacosa, non a sinistra come vuol Livio, ma decisamente a destra d'Annibale riguardante le Alpi da Valence. .In qualche punto è manifesto che la fretta ha tratto in errore l'autore. Così, senza che io ne adduca prove più evi· denti che non mi riguardano, le quasi quattro m~1,1·ce che separano il luogo del passaggio del Rodano dal mare e che conducono tanto me quanto con poco divario il 1\fommsen, il sommo storico tedesco, alla foce della Durance, diventano inavvertitaménte a poco a poco quattro marce intere, poi quattro marce forzate. E qui debbo avvertire che i qua<;i, o gl'incirca, se più piace, avanti a lle distanze non furono introdotti da me, ma sono tutti in Polibio, che anch'io credo debba essere inteso alla lettera e che appunto perchè sobrio
DALLA SPAGNA AL 'l'R,\SIMENO
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e preciso, merita e richiede che così lo sì interpreti quanto almeno qualsiasi altro scrittore. Giacchè in giudicar così di Polibio io e l'egregio .colonnello siimo completamente d'accordo. 1\:fa ciò che sopratutto mi giunge inatteso nella sua nota si è ch'egli mì creda ingiusto e irriverente verso Strabone. Nulla di più. lontano dal mio pensiero e da' miei scritti. Io libero il sommo geografo dall'addebito di due grandi inverosimiglianze, e parrebbe invece che fossi io ad addebitargliele. Sì veramente: io dissi che Strabone è scrittore i m po' disordinato, ma come altri direbbe che Dante è un po' oscuro, senza por questo disconoscere punto eh' egli è uno degli autori più preziosi che ci siano pervenuti dall' antichità. E dichiaro e confermo che credo sempre che Strabone è in pieno accordo meco tanto per la v ia· d'Annibale per l'Alpi quanto per l'Apennino. È tanto il mio rispetto per Strabone che se egli avesse realmente scritto quel « via de' Salassi per la quale passò Annibale» io mi darei per vinto e assentirei senza riserva all'ipotesi del P. S. Bernardo. Ma · fino a prova contraria ho ragione di credere che il cav. Giacosa sia stato tratto in errore da un'edizione pessima o da una traduzione in questo punto infedelissima. Io ricouot co per · altro che l'egregio mio contradittore, in questo suo t.entativo di rian1mare un'ipotesi credu,ta morta, dà non rade prove di buon senso critico, anzi ne dà più di coloro che la combatterono, come il F uchs e l'Osiander. I quali sono demolitori felicissimi, ricostruttori pessimi, certo in gran parte perchè i materiali d i tutte le vecchie ipotesi sono tutti scadentissimi : qnanto più minutamente si esamina l'edificio che con quei materiali si può costruire, tanto più esso, qualunque esso sia, si appalesa privo d'ogni solidità.. · Questa è almeno, sincerissimamente, la mia opinione, mentre per compenso trovo negli autori sempre nuovi argombnti a riprova della soluzione da me proposta. Quasi infiniti in questo diffìcile argomento cambiarono d'opinione; e come io son disposto d'arrendermi a discrezione .se esiste veramente il passo di Strabone che si adduce
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LA VI.A. D'ANNIBALE DALLA SPAGNA AL TRASIMEXO
contro di me, così mi sia lecito sperare che l'egregio colonnello Giacosa, quB.ndo si sia convinto che quel passo non esiste, pos~a divenire autorevole ed efficace difensore delle cose da me proposte circa il passaggio delle '.Alpi come ha saputo esserlo per riguardo alla campagna d'Italia tra Annibale e P. Scipione. Gradisca ecc. ecc.
Suo dev.mo e obbl.mo Ingegner ToMMAso MoNTANARI.
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NC)TE BIBLIOGRAFICHE
E. BoLLATI nr SArNT-PIERRE, capitano di fregata. - Preparazione 11olitica e strategica navale. - Torino, Francesco Casanova, editore, 1902. L'autore, già favorevolmente noto per altri apprezzati lavori, è in particolar modo per la sua Gite1·1·a in mare. Appunti cl'a1·te militare navale dettati agli ufficiali della scuola di guerra, scende di n uovo in campo con altra pregevolissima scrittura. Il presente libro riveste il carattere di duplice importanza: l'una che gli deriva dall'argomento trattato, l 'altra dall'autore che lo ha svolto. Padrone compiutamente della materia, e in essa singolarmente competente, il suo nuovo studio non può non essere accolto dai nostri ufficiali se non col massim~ favore. Ma v'è di più. Il° Saint-Pierre riesce altamente istruttivo anche agli ufficiali dell'esercito, poichè i pochi principi, le poche norme della strategia terrestre sono gli stessi, per .\a maggior parte applicabili alJa guerra navale. L'autore quindi stimò opportuno - e non poteva essere meglio inspirato di giovarsi delle lezioni di strategia di quell'insigne maestro della materia che è il tenente colonnello Barone, cui poi dedica il suo bel lavoro. Il Barone, come è noto e com.e non potrebbe essere differentemente, è un apostolo fervente della strategia napoleonica; e così ne viene che il Saint,Pierre magistralmente istruisce nella condotta della guerra navale e nellà terrestre. Fino ad ora nelle armate europee, si considerò il Nelson siccome il più grande stratega navale, perchè, come benis-
NO'l'E BIRLIOGRA.F-IOHE
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NO'J.'E BIBLIOGRAFICHE
simo dice il Saint-Pierre st esso, egli intuì e seppe applicare in mare la strategia napoleonica, che pur non ebbe tempodi conoscere. Il Saint-Pierre consacra quiµdi iJ vecchio e diffuso verdetto. Le brevi note - come le chiama l'autore - - sulla strategia navale comprendono, oltre la Premessa, tre parti: Prepara,zicne alla guerra; Disegno delle operazioni; Esecuzione. Diremo di esse brevemente, per quel tanto che basti a fornire un concetto abbastanza esatto dalla notevole importanza del libro. * * *
Nella Premessçi è detto bene - e giustamente - che di di p1·incipi generali valei;oli in tutti i casi, nelle cose di guerra, no1t ve ne sono. La strategia navale ha poche e semplici norme; la loro applicazione è in sommo grado difficile ed anche queste no!). possono essere concrete, « poichè esse dipendono dal maggiore o minore aiuto, o impedimento, che ricevono da molteplici con.dizioni naturali, quali l'uomo, il mare, il t~mpo, ecc. ». Importa, però, conoscerle, affiuchè servan di regola alla propria condotta, ma è nello studio della storia che si apprende cosa sia la guerra; è cotesto studio che può fornire buon'i consigli e buoni metodi di sano ragionamento per impostare le varie questioni, caso per caso, e risolverle. Per queste ragioni - giustissime, universalmente poi riconosciute tali, e che tuttavia sono poi spesso dimenticate neìla pratica - l'autore si prefigge di dettare soltanto un 1·iassu,nlo cli cose studiale, SC'l'itle da eminenti autori;
La parte l" relativa alla P1·eparazione alla guen·a. sufficientemente estesa, s'informa al concetto che è la politica nazionale la quale serve di guida alla preparazione alla guerra, non tralasciando di considerare anche il caso delle
alleanze. È in base alla politica che si intende séguire che è dato stabilire l'entità delle forze navali chiamate a fronteaO'iare i più probabili avversari. È poi in vista della :6.s00 d . I sata entità delle forze navali che sono etermrnate e necessarie basi d'operazione. E molto interessante è appunto quanto scrive l'autore intorno a coteste basi d'operazione. Ne occorrono di pe'l'manenti ed eventuali, e queste ultime debbouo essere più n umerose di quelle per facilitare la manovra della flotta. Le basi permanenti poi vogliono essere opportunamente fortificate per essere al riparo delle offese dal mare. E « sono preferibili le basi permanenti insulari che non le continentali; le piccole alle grandi; le più isolate a quelle troppo prossime al continente ». . Riguardo alla fortificazione egli dice che non solo è utile ma necessaria; e però rileva l'errore strategico di coloro i quali mettono allo stesso livello delle basi permanenti i porti commerciali. Savie sono le sue parole in proposito, colle quali ammonisce che « i porti commerciali hanno ragione di esistere fino a quando le linee di comunicazione, che a· loro conducono, sono it-perte », mentre « perdute queste, il valore del porto è nullo, ed il commercio muore per mancai za di alimento ». E le linee di comunicazione sono perdute quando la preponderanza navale nemica permetta di stabilire il blocco effettivo secondo il trattato di Parigi del 1856, sicchè ben a ragione il Bonamico disse: « Il blocco è la base fondamentale della guerra marina ». Donde la conseguenza che « quando la flotta ha la possibilità di bloccare può, a pit\ ragione, bombardare e pertanto nessuna fortificazione può salvare una città comrner0iale da quésta iattura, specie se eseguita di notte >l. Non tutti i teatri di guerra, però, consentono l'apprestamento di basi d'operazione. Così, nel caso concreto, l'Italia non ne ha per una guerra contro l'Austria o contro la Turchia e d~vrebbe formarsele con una occupazione territoriale. È pericoloso l'affidarsi al solo aiuto dei trasporti !29 -
HUfO XLVII.
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NOTE BIBLIOGJ:iAFICHE
carboniferi: nei depositi è indispensa bile avere mollo carbone, ma perchè sia trasportato alla base eventuale. L' [talia ha nel Medìterraneo depositi insufficienti e bisogna provvedere, perchè « la-futura guerra navale sarà vinta dalla nazione che avrà più carbone, per poco che essa si prolung hi». Il Saint- Pierre termina richiamando l' attenzione « sui nuovi e forse più terribili avvenimenti nell' E stremo Oriente» ed invitando l' It~lia, a tutela dei propri interessi, a studiare quel!' immenso problema dal lato milita.re e la c0nseguente preparazione strateg ica con un' opport~na scelta . · d i basi navali.
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L a parte 2\ « Il disegno delle operazioni » prende a disamina il piano d i guerra, il quale vuol essere maturato fin dal tempo di pace e deve considerare: lo scopo per il quale si fa la guerra; quali sono gli obiettivi da raggiungere e come si determinino ; se devesi condurre la guerra offensivamente ,o difensivamente. Tutte queste capitali questioni sono diligentemente studiate dall'autore e in particolar modo quella della guerra offensiva o difensiva. A noi pare, però, eh' egli avrebbe potuto dare a questa parte uno svolgimento· maggiore, poichè è qui che vi è il massimo disaccordo di idee fra l'esercito e la marina. Tutto quanto dice il Saint-Pierre è c~rtamente giustissimo, ed è effettivamente il riassunto d i ciò -che hannu espresso gli scrittori più eminenti, come il Mahan, ecé. Perfettamente d'accordo con lui che al comando su.p remo vuol essere accordata piena liberta cl' azione ; che, si adotti la guerra offensiva o si sia costretti da lla debolezza delle proprie forze a guerra difensiva, il primo obiettivo è pur sempre la flotta avversaria per d istrnggerla o paralizzarne l'azione; che tutto devesi porre in opera per recar d~nno al nemico, compreso il bombardamento delle città commerciali, mirando così a distruggere la sua ricchezza, « la quale sola, è il vero
NOTE BIBLIOGRAFICHE
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nerbo della guerra ». Ma, in definitivo, il piano di guerra navale ha per scopo fina le la distruzione della flotta avver,saria o può prefiggersi anche quello dell'annientamento del nemico? Il secondo punto è inammissibile da tutti coloro ì quali hanno meditato sulla storia della guerra. L'annichilimento del nemico u·on può essere conseguito sul mar e, ma soltanto coll'occupazione del territorjo avversario, ed è quindi missione non della flotta ma dell'esercito. Questo concetto molti vogliono infirmarlo, perchè vedono in esso inclusa una dùninutio capitis della marina; ma hanno torto. Esso lascia intatta la massima importanza dell'azione della flotta , serve solo, con vantaggio e dell'esercito e della marina, a precisare i termini dei loro còmpiti. L'autore ha stimato opportuno di sorvolare su quest,o quesito, e noi lo ximpiangiamo, perchè s~remmo stati ben lieti di vederlo discusso da penna così competente. ~
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** La parte III - Esecuzione del disegno - è quella cui e. . dato maggior svolgimento . In essa, anche, l'autore si muove con suo miglior agio, con maggior libertà di movimento; ciò che _è a'l:ra,tto naturale pòichè, marinaro, egli trovasi qui nel suo vero e precipuo elemento. Lo scopo delle dne strategie, navale e terrestre, è lo stesso ~ la distruzione del nemico; ma se i mezzi per raggiungere cotesto scopo sono d ifferenti, non è men vero che alcune norme e regole le quali ser vono per la guerra continentale, possono anche valere per la guerra in mare. Ciò _premesso colla glùda delle lezioni di strategia terrestre dettate alla scuola di guerra dal colonnello Barone, il Saint-Pierre espone ed analizza le quattro massime napoleoniche, a suo gmdizio valevoli tanto per il generale come per l'ammiraglio : dell'unità del comando; delle forze riunite; della manovra per imporre a l nemico la propria volontà, non dargli tempo di compiere i suoi disegni e trarre , _ profitto de' suoi. errori; élell' operare con vigore. -Egli com-
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XOTE BIBLIOGRAFICHE
pila cosi un trattatello di strategia na.vale e terrestre, dii grande utilità ed istruzione sia per l'ufficiale di mare sia per quello di terra, prendendo per base la parola stessa del grande maestro Napoleone, saviamente illustrata e commentata. Un esame particolareggiato del capitale quesito ci condurrebbe troppo lontano, e facilmente attratti dall'argomento, scriveremmo altrettante pagine quante ne ha scritte l'autore. Vogliamo però rilevare la massima importarrza che l'autore accorda all'esplorazione e al mantenimento delle comunicazioni. Per quanto ha tratto all'esplorazione è evidente che l'autore ha pienamente ragione, poichè non è dato concepire alcuna operazione di guerra senza sapere ove è il nemico e quale ne sia la sua forza. E questo evidentemente devo valere e in terra e in mare. Quanto poi al considerare l'csplora:.1ione come un mezzo efficace per intitir·e le intenzioni del nemico, a nostro giudizio, è un altro affare, e l'autore fa molto bene ad accennarvi sola.mente. Rispetto alla conservazione delle comunieazioni --- principio, senza a lcun dubbio, fondamentale della strategia terr estre - il Saint-Pierre dice chs (< questa massima è in sommo grado applicabile al mare. » Noi :fino ad ora. ritenemmo che la sua importanza per la flotta fosse di gran lunga inferiore a quella che ha per l'esercito; fosse, anzi. quasi i:;econdaria, e perciò segnaliamo la contraria opinione del competente autore.
.."' " Concludendo, diremo che le note di strategia del SaintPierre costituiscono uno studio ponderoso, altamente inter essante ed istruttivo anche per l'ufficiale di terra, grazie all'ottimo metodo seguìto, basato in teramente sulle parole di Napoleone. All'esimio autore i nostri più vivi rallegramenti.
NOT'E BIBLIOGRAFICHE
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Ing. Tom1A.so M.oNTANARr. - Annibale da Cartagine nuova alla Trebbia. - Torino, Tipografi.a Roux e Viarengo, 1902. Il Montanari, con una cura assidua e veramente meravigliosa per uno che n:on è militar e, continua i suoi studi, •per rettificare, correggere, quanto h4. g ià scritto sopra Annibale e intorno alla sua marcia da Cartagine al Trasimeno e alla guerra combattuta in Italia. Il presente opuscoletto contiene tre Note riguardanti: l'una il diario della marcia di Annibale da Cartagine nuova al Rodano; l'altra il diario dal Rodano al Po; la terza fi nalmente quello da Torino alla Trebbia. La prima Nota. è tutto un lavoro d'induzione, appoggiato « solo ad alcuni riferimenti un po'. va.ghi » come avverte lo stesso autore. Noi, invero, lo ammiriamo pei suoi sforzi diretti a ritracciare la verità, ma, francamente parlando, non prestiamo fede a dati dedotti per induzione da vaghe notizie per fatti avvenuti 269 anni avanti Cristo. La seconda Nota vuol presentare il diario certo dal R odano al Po « semprechè sia certa per l'arrivo al Po la data del 20 settembre »; data. che per le ragioni già svolte nel suo noto libro (1) il Montanari non crede soggetta ad errore maggiore di giorni dieci in più od in meno (probabilmente in più). Qui spesso l'autore si richiama alle opere dell' Osiander e del Fuchs, da lui ignorate quando pubblicò il suo volume e che però « sono per quanto laboriose e dotte, gli ultimi e vanissimi conati alle vecchie ipotesi ». Per la terza Nota il Montanari premette: « Le date dipendono sempre dall'arrivo al piano italico; inoltre dalla durata del riposo concesso da Annibale ai suoi (da me limitato a tre giorni) e dal tempo oc0orsogli per recarsi da Torino alla sinistra. del Ticino, valutato di soli cinque giorni. Dopo di ohe la narrazione Polibiana r iprende la forma di (I.) Annibale. - Rovigo, tipogrnO,L Minotli, 1901. (V. la recr,nsione nel rascicolo di marzo i902 della Jlivlstti mi/.itare).
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NOTE BIDLIOGRAFICllE
NOTE BIBLIOGRAFICHE
diario fino alla ritirata di Scipione a destra della 'frebb '· P . l d la. oscia e ate diventano tutte, più o meno, induttive. I n generale, sempre quando l'arrivo al piano s'ammetta al nostro 20 settembre, le date notate in questo terzo tratto possono ~re~orrere di due o tre giorni le vere, difficilmente restarne m d1etro. » È altro lavoro pertanto d'induzione. sicchè dovremmo ripeter~ quanto già abbiamo detto per la prima Nota. N 01 comprendi.amo benissimo che chi s'appassiona per un a~gomento :-- e gues_t~ accade quasi sempre per gli ;:1tudiosi ~1 cose storiche - s1 mgegna ad ogni costo per metterne 11:1 sodo anche i minimi particolari; ma non è detto che ciò sia sempre necessario. Così, nel caso concreto attuale a quale pro sprecare tempo e fatica per fissare un diario ~he è impossib_ile ~~terminare con certezza? J?ue soli punti, oltre 1~ batta~h_e s m~ende, hanno vera impor tanza storica e mi· hta~e: 11trne:ano seguìto da Annibale e il passaggio delle Alpi. _Tutto 11 ~astante è affatto secondario, poichè non ha proprio alcuna importanza il sapere se Annibale è arrivato i~ ~tal!a il 10, il 15 ? il 20 settembre , ecc. Trattasi, infine, d1 tatti troppo remoti perchè importi conoscerne con esat· tezza i particolari; perfino le questioni dell'itinerario e del punto di passaggio delle Alpi non appassionano ormai che lo scienziato, e lasciano del tutto indifferent e il mili tare il qualo a stento riesce a studiare quanto riflette i tempi nos~ri. . Del resto non s'accorge il Montanari che le continue rett,1fiche a quanto ha già esposto mentre fanno prova manifest~ della sn~ passione per quella questione, · infirmano pero le sue pnme deduzioni, presentate già come esattissime e le so le rispondenti alla vera vèrità storica? In guasti giom i uno studioso francese, il tenento Azan ha p~bblicato un lungo suo lavoro, col quale intende determmard la strada percorsa 'da Annibale e il colle dove ha p~ssa_to le Alpi e che sarebbe quello del Clapier. Noi siamo s~cun che anche il libro dell'Azan, come ora quelli dell'0~1an_d er del Fuchs'. o~rirà occasione al Montanari per ·altre xett1:fiche e correz10m, e così via.
E con questo non intendiamo muovere un appunto al Montanar i; tutt'altro. Se ha un torto è quello di essersi sbilanciato troppo dapprima, presentandosi come il primo ed unico scopritore dE:illa verità storica, ma non si può che elogiarlo per le nuove ricerche, pei nuovi studi compiuti e che assai probabilmente continuerà, al fi ne di far risplendere la verità. S timiamo perciò doveroso cli com piacerci col sig. Montanari e per la sua nuova scrittura e, singolarmente, per la sua coltura e tenacia, r ivolti a voler chiarire un quesito storico che si dibatte da. secoli, pomo d i discordia fra quanti se ne sono occupati.
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G. DE MaNDA'l'O, tenente. - Racconti pei militari. tipografia Ma.iorano, 1902. Prezzo L. 0,90.
Napoli,
Sono sette racconti che già. furono pubblicati sul Giornale del Soldato, e che l'autore asssai beno inspirato e consigliato,
h,a ora riunito in piccolo ed elegante volume. Sono racconti ad attatissimi per il soldato; sono dettati dal cuore e perciò non possono non parlare a.I cuore del giovane militare. Scrivere per il soldato nou è facile cosa; trovare argomenti semplici facilmente comprensibili dalla sua intelligenza e che nello stesso t empo porgano opportuna occa· sione a parlargli de' suoi dover i come cittadino e come militare, non è dato per to a tutti. Il tenente De Mandato ba sciolto il còmpito prefissosi in modo egregio, e con lui vivamente ce ne com piacciamo. E non vogliamo omettere di dire che egli molto bene ha colto nel segno col frequente richiamo a.U'affezione, all'amore per 1a madre. Il libriccino -del Del Mandato viene così a prendere buon po::1to nella letteratura dedicata al soldato, e noi, insieme al dovuto encomio, auguriamo all'egregio tenente che la sua bella scrittura trovi la più larga d iffusione nelle file della truppa.
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NOTE
BIBLIOGRAFICHE
G. RONCA, capitano di fregata, e A. B Ass.rn1, prof. Balistica esterna. - Livorno, tipografia di Raffaello Giusti, 1901. Comandante G. RoNCA, capitano di fregata. - Manuale di balistica esterna (con 38 tavole numeriche). - Livorno, tipografia Giusti, 1901. Comandante G . RoNCA, capitano di fregata. - · Manuale del tiro (con un'appendice del prof. PESCI sulla Nomografia) . Livorno, tipografia Giusti, . 1901. Questi tre grossi volumi, nel concetto dell'autore formano un solo lavoro d iviso in tre parti. Nella prima (Balistica esterna) sono esposte tutte le teorie della balistica esterna, e poichè nel compilarla il Ronca ebbe a compagno il prof. Anselmo Bassani, così la pubblica sotto il nome d'ambedue. Nella seconda (Manuale di balistica) sono raccolte tutte le tavole n umeriche e gli esempi relativi alla prima parte, sicchè è reso possibile, a chi deve far.e calcoli balistici, di non dover r icorrere alla parte teorica. Nella terza parte finalmente (1Yfanuale del tfr,o) sono indicati i mezzi per risolvere i problemi che si present ano a chi deve praticamente impiegare le art iglierie negli esercizi e nelle azioni di guerra, si discorre degli effetti dei proiettili e dell' efficacia del tiro e son raccolte le norme generali per la condotta e la direzione del tiro. Vi si trovano ancora gli Abbachi del tiro e gli Abbachi generali della baltstica, compilati in collaborazione col pro· fessore P esci ed annessi i primi al 1vfaniiale del tiro ed i secondi al jfanuale di balistica, e che forniscono, con i me· todi della Nomogra(i.a , le soluzioni dei problemi che più. in· teressano nella pratica del tiro e nei balipedì. Si tratta, pertanto, di un ampio lavoro di balistica, a giudicare il q uale noi siamo affatto incompetent i; guarentigia sicura; però, dello spiccato valore del medesimo ci sembra il fatto che il libro fu premiat o con medaglia d'oro dal Mi· nistero della marina. La prima parte del lavoro ne costituisce la base fonda· mentale,· e poichè non ci è dato prenderla a disamina, ci li-
NO'rE
BIBLIOGHAFICHE
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mitiamo a dire che in essa il comandante Ronca - come -egli stesso espone nella Prefazione _:: ha principalmente cercato: a) di mostrare lo stato attuale della scienza ; b) di studiare minutamente i caratteri del fenomeno della resistenza nell'aria, mettendo in mostra le d ifficoltà delle ri-cerche, i risultati sperimentali ottenuti, l'.iò.fluenza della forma del proiettile, la variabilità del coefficiente di forma, ecc; c) di studiare e dedurre con metodi uniformi i risultati a cui sono g iunti i principali autori nello studiare il problema balistico; · d) di stabilire dei metodi, per quanto gli è stato possibile, sicuri per dedurre le chiavi per la cost1·uzione delle tai,ole di ti1•0; e) finalmente d i far convergere le ricerche a llo scopo di costruire con facilità, sicurezza e rigore le tavole stesse. Anche profani della materia non possiamo non essere colpiti dall'ampiezza della tela svolta dall'egregio comandante e rilevare quanto studio gli debba essere costata. Nel J.11anu,ale di tiro poi l'autore accenna pure ad alcune -questioni del t iro di fucileria. Egli è fautore del tiro a salve e vorrebbe lo si usasse « appena le circostanze lo permettano » e qui, proprio, non siamo d'accordo. È inoltre dell'avviso eh~ n el tiro a comando, o a salve, gli errori di· pun-tamento sono la metà d i quelli, che s i commettono nel tiro a volontà; e questa è affermazione contraddetta dai r isultat i sperimentali del tiro. :Egli dice ancora, a proposito della velocità di tiro (così la chiama il Ronca in luogo di rapidità) che quella di 6 colpi per minutò « è pillttosto forte e in ,ogni caso non bisogna sorpassarla. » E anche in questo non conveniamo affatto, poichè allora sarebbe perfettamente inu· tile l'avere un'arma a ripetizione e soldati che nel minuto .sparano normatmente un numero doppio di colpi. In complesso il breve capitolo dedicato al tiro della fan teria contiene apprezzamenti· e considerazioni, i quali sono in pieno contrasto con quelli universalmente accettati. È però ·da notare che l'autore è spiaciuto di non aver potuto avere, .a collaboratori ufficiali dell'ar ma e dice che sarà ben lieto <li accogliere le osservazioni che gli saranno rivolte.
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NOTE BIBLIOGRAFICHE
NOTE BIBLIOGRAFICHE
Ma in tanto lavoro i lievi néi da noi rilevat.i e in una parte, di esso che dall'autore, non poteva non essere considerata se non secondaria, non infirmar,i.o in alcun modo l'importanza d i guel profondo studio. · Segnaliamo guindi ai n ostri lettori la poderosa opera del signor comandante Ronca, e lo preghiamo d.i voler accogliere i nostri rallegramenti.
spedizione a S A. il P rincipe di Wagram e di Ne1ifchàtel, dichiara nettamente: << Per me, dico ciò che ho veduto e pensato sul terreno stess~. Non posso rispondere di non essermi ingannato_, ma r ispondo della purità e della lealtà. delle mie intenzioni. » Nel fatto queste Memorie offrono un copioso e notevole materiale di notizie e d i dati assai particolareggiato, il quale è inoltre opportunamente completato da numerose note del Gachot. Il presente lavoro viene così a costituire una delle stor ie più dettagliate di quella campagna, e di massimo pregio per essere stata scritta da testimonio oculare e che in gran parte, ,partecipò come attore agli avvenimenti narrati. , L'opera è corredata da una buoria carta topografi.ca del teatro di guerra, ed illustrata da otto acquarelli e quattro ritratti in nero. Richiamiamo quindi l'attenzione degli studiosi delle g uer re · di Spagna sul rimarchevole lavoro del signor Gachot, meritevole dei più vi \7 i elogi.
EnouARD GAc:a:oT. Mémoires du colone! Delagrave. - Campagne du Portugat (1.81.0-11). Avertissements et notes._,_ Paris, li brairie Oh. Delagrave, 1902. Il signor Gachot è già favorevolmente noto per altri apprezzati lavori d'indole storico-militare e segnatamente pel suo bel libro sulla Campagna d'Italia nel 7800, il quale fo premiato d~ll'Accademia francese. Al presente gli studi sulle guerre · napoleoniche sono sempre più, diremo così, all'ordine del giorno, ma non si intende più di scrivere della leggenda sibbene della storia vera; e però è rovistando negli archivi, è nelle memorie, nelle note, nei diarì lasciati da coloro stessi che parteciparono a quelle grandi lotte che sì va cercando ed esumando il TI1ateriale necessario. Il Gachot, come lo stato maggiore francese ed altri coscienziosi scrittori, quali l'.Houssaye, Vanda!, Masson, Ohuquet, Rambaud, segue il nuovo 0ammino, e in questo grosso volume pubblica le Memorie del colonnello Delagrave sulla campagna del 1810-11 nel·Portogallo. Non a tutti i valorosi di quel.l'epoca fu concesso di pervenire al maresciallato od ascendere ai gradini di un trono, e fra ·questi fu il colonnello Delagrave Egli, però, fu in Vandea, sul Reno, a Vienna, ad A.usterlitz, a Ointra, innanzi a Saragozz~, a . Astorga, a Busaco, a Fuentes- de-Onoro, e :finalmente alla Moskowia, dove essendo aiutante di campo del maresciallo Junot, fu fatto prigioniero dai Russi. Le Memorie da 1ui com pilate riguardano l' interessante campagna combattuta dal maresciallo Massena contro il Wellington, e intorno ad esse il Delagrave, nella· lettera di.
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majoi· d la suite cles 2• Badischen Grenadie1·-Regiments Kaiser Wilheim I n . 1.1.O, Zugetheilt dem gr ossen Genei·alstaJ;e. - Geschichte der Befreiungskriege 1813 bis 1815 in vier Einzelwerken. Il Theil. Geschichte des Herbstfeldzuges 1813, I. Band: Vom Abschluss des Waffensillstandes bis zur Schlacht bei Kulm. Mit einer Uebersichtskarte und acbt P lanen in Stei'udruck. (Storia delle guerre d'indipendenw 1873-1.8'15, in quattro opere separate. Parte seconda: Storia della compagna c(estate 'L81.3. Volume 1 ° Dalla conclusione dell'armistizio fino alla battaglia di Kulm. Con una carta d'insieme e otto piani in litografia). Berlino, 1903, Tipografia reale Mittler e figlio, prezzo L . 17,50.
FRIEDERICH ,
Il grosso volume del maggiore Friederich ora stampato dalla nota Casa editrice .Mittler fa parte di quell'opera completa in quattro parti staccate sulla stoi:ia delle guerre dell'indipendenza 1813-1815, di cui quella benemerita Casa ha tempo fa ideato e intrapresa la pubblicazione.
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NO'l'E BIBLIOGRAFICHE
Il maggiore Frieder.ich cui fu affidato la compilazione della storia della campagna d'autunno nel 1813 - che comprenderà due volumi - è scrittore stoxico già ben noto ai lettori della Rivista militare, per le due conferenze tenute al 'Circolo militare di Berlino sopra ì piani di guerra appunto della campagna del 18~3 e pubblicate nei Beiheft zum 1vl ilitiir Wochenblatt, fasci·coli 1° del 1901 e 1902, e di cui fu, a suo tempo, reso conto. Già nei due pregevoli scritti sopraricordati appariva chiaramente quanto il Frìederich fosse un fervente studioso della campagna d'autunno dell8 13 e quanto spiccata fosse la sua at· titudine agli studi storici per larghezza e profondità ,d i vedute tanto nell'esame dei fatti quanto in quello degli individui e per somma imparzialità ne_l giudicare. Vengono ancor più, nel p_resente libro, in evidenza le doti preclare sopradette, sicchè non ci peritiamo di dire esser questo uno dei lavori più completi ed importanti che siano stafo stampati fino ad oggi sulla seconda fase della guerra del 1813. È superfluo - crediamo - rilevare la singolare importanza dello studio di cotesta fase, l'unica, forse, di tutte le guerre dell'epoca napoleonica, sulla quale sia_dato studiare la con.dotta delle guerre fut ure. Essa sola, infatti, offre l'esempio d'una guerra d'armate, e perciò quanto fecero durante la medesima il gran maestro, Napoleone, ed anche gli Alleati, ormai ammaestrati dallo stesso Napoleone, non sarà mai studiato abbastanza. Di qui la singolare importanza del libro del l!"'riederich, nel quale è ampiamente svolta non solo la parte tattica - oggidì di secondario valore - ma in ·special modo la parte. strategica di quella campàgna. Vorremmo poter render conto minutamente delriùternsi;iante pubblicazione, ma eccederemmo i limiti impost i ad u aa recensione in maniera affatto straordinaria. Ci restrin· geremo quindi a qualche cenno intorno a talun puntq not evole.
NOTE BIBLIOGRAFlORE
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Della parte politica, svolta f1bbastanza diffusamente., rileveremo soltanto che l'autore . dà completamente ragione a Napoleone di aver accettato l'armist,izio. Come è noto basandosi, evidentemente sugli avvenimenti risultatine in luogo di prendere a fondamento la situazione di quel momento, , la mago-ior parte degli storici che scrissero di quella campagna ~riticarono Napoleone per aver concluso l'armistizio di aver così sospeso la, marcia delle sue armi vittoriose a Lut- . zen e ·Bautzen. Napoleone stesso, a S. Elena; avrebb_e rimpianto la sua condotta d'allora « j'eus tort - avrebbe egli detto, secondo riferisce l'O' Meara - de consentirà l'armistice, car si j'eusse·. continué en avant comme je le pou, . . vais alors, l'Empereur mon beau -père, n a.ura1t pas pris « pMti contre mòi »; ma noi. comprendiamo benissimo tale rimpianto sulla bocca di colui che dell' armistizio fu vittima e non il giudizio dei critici fondato solo sopra quanto avvenne di poi. Noi quindi conveniamo pienamente coll'aut0re, il quale dice che Nappleone non poteva prevedere che l'Imperatore austriaco, a lui stretto da così forti legami di parentela, l arebbe passato -al nemico, e perciò operò giustamente stipulando l'armistizio di Poiswitz che gli pennetteva di accordare riposo alle sue giovani truppe di cui avevano oO'raude bisoa-no e di ricevere i rinforzi eh' erano in o marcia o si stavano apprestando ìn F rancia; con che otteneva di· avere sull'avversario anche la superiorità numerica nel caso si riprendessero le ostilità ed insieme di continuare le trattati ve per la pace. Le pagine che seguono e nelle quali l'autore tratteggia l'ordinamento e la speciale :fisionomia degli eserciti fronteggiantisi nonchè la figura de' prin cipali generali, sono magistrali. Fra gli altri meriti hanno quello di sfata.re dueleo-(1'ende molto diffuse. La prima che siano state le truppe ot:, della laudwehr prussiana a salvare la patria, ment.re dimostra ch'esse erano mal vestite, male armat e, peggio' istrui.te
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NOTE BIBLIOGIUFICI.IE
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NOTE DIBLIOORAFICTIE
_e_ g~idate da u:fficial_i avanti poca o punta istruzione ed esperienza · . . delle . cose d1 guerra. La cavalleria, soltanto, era ln co_nd1z1on1 alquanto mig liori. La seconda concerne il mareBliicher e il suo capo di stato maggiore Gneise DA. sciallo N on_ è esatta, secondo l'aut ore, la comune affermazione che Gne1s~nau fosse la testa e Bli.i.oher semplicemente il braccio per l'esecuzione. Sta di fatto ohe i piani d'operazione erano compilati da Gneisenau ma qu&.ndo Bliicber li aveva ac~ettati li faceva suoi proprii e poneva tutta la sua energia intellettuale e :fisica nell'eseguirli. Blii0her e Gneisenau sono du~ figuro che si completano l'un l'altro vicendevolmente e sono così strettamente legate che non è possibile oonsid_~rar l'una _senza pensare all'altra. Esse rappresentano 1, modello ideale dei rapporti ohe dovrebber o esistere . fra il comandante d" ar mata e il suo capo di stato maggiore. E giustissimo ci sembra- quanto dice il Friederich dei generali francesi. I quali non erano per niente affat to dei semidei, siccome piacque alla generazione della prima metà del secolo scorso di designarli; erano bensì più abili dei g~mera~i prussia.ni - dei quali erano anche 10 anni più g1ovam - e forniti di molta esperienza della guerra, come del ~esto, non p_o teva essere differentemente dopo che la pratwavano coutrnuamente da 20 a.uni. . L'autore dedica,_ poi, buona parte del suo lavoro ai piani d1, gu~rra tanto d1 Napoleone quanto degli alleati, soggetto eh egli con tanta _competenza. e nuove vedute aveva ampiamente trattato nelle due conferenze e pubblicazioni di ·cui sopra abbiamo detto. Noteremo solo che l'autore ò caldo ammiratore del piano concepito da Napoleone per la sua arditezza e vigoria. E però egli dice che fallì nela pratica perchè basato · so_pra _premes~e non interamente esatte e per una sequela d1 f~lh che s1 esplicarono in modo differe nte dalle s~e previ~ioni. C~sì.' a mo' d'esempio, gli fecero difetto particol~reg~iate 11ot1z1e sul nemico ·e taluni generali sopra i quali egh aveva fatto sicuro e largo assegnamento non corrisposel"o affatto alla sua aspettativa.
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Del piano degli alleati, che nella Storia, passa sotto il Dome di Trachtenberg riesce al F riederich, pel primo, di dare completa notizia., e vi è dimostrato eh.e il piano effettiva.mente attuato non è quello su cui i Sovrani alleati eransi accordati nella conferenza di Trachtenberg; bensì un altro, modificante il primo del quale, però, mantenne le linee generali, compilato dal generale R adetzki ed approvato il 18 agosto nella riunione di Reichenbach. E perciò ritiene, il Friederich, che quel piano lo si debba chi.amare: piano di Trachtenberg-Reicbenbach . L'autore narra poi minutamente gli avvenimenti svoltisi intorno a Dresda, quel li della Slesia e infine le opera?1ioni fra l'Elba e Berlino. Molto rimarchevoli sono le considerazioni sulla condotta della g nerra dei comandanti delle differenti armate in presenza. Egli critica gli alleati, perchè non tenendc, conto del valore del tempo, non s' imposses~arono di Dresda il 25 agosto, mentre Napoleone ne era ancora lont~no nell a S lesia. E savfamente nota che se innanzi alla Storia ne è responsabile lo Czar Alessandro. insieme a lui ne ha colpa lo Schwarzenberg, il quale, corti giano, si sottopose alla decisione imperiale e non·si comportò da generale en chef. N apoleon~ spiega in quei primi giorni della campagna il suo genio e la sua grande attività ; le sue manovre contro l'armata di Bliicher, la sua punta in Boemia, poi il suo accorrere in soccorso di Dresda, sono un capo-lavoro del genere; ma egli vuole agire offensivamente in tutte le direzioni, le truppe di cui dispone non bastano a tanto còmpito e nella sua posizione centrale, frammezzo alle armate nemiche, si vede costretto ad accetta.re la legge da esse, e in definitivo, non gli è dato conseg uire risultati decisivi in nessuna parte. Il Friederioh prende in larga disamina la manovra ideata dapprima da Napoleone, allorchè, il 23 agosto ebbe sicura notizia della marcia della gran.de armata nemica su .Dresda, di passare l'Elba a Konigstein, con 160,000 uomini e di gettarsi alle spalle del nemico. Ma codesta manovra presupponeva che
~(Jl:il
NOTE BIBLIOGRAFICHE
NO'l'E BIBLI OGRAFICHE
Dresda avrebbe potuto resistere almeno otto giorni; così quando Saint-Cyr informa l'Imperatore del vero stato delle cose, egli rin~ncia a lla g ià presa decisione ed accorre a Dresda. Il Friederich mette in rilievo i grandi vant.aggi che sarebbero r isultati se Napoleone avesse potuto tradurre in atto l'abile piano concepito, ma è in particolar modo colpito dalla folminea prontezza colla quale Napoleone abbandona interamente il disegno stabilito e già in via d'attuazione e concepisce ed a'd otta un altro piano, diametralmente op.posto al primo ma rispondente alla situazione del momento. Certo la condotta della guerra da ·parte di Napoleone, dalla r iapertura delle ostilità alla battaglia di Dresda porta ia più viva impronta del genio di quel grande Condottiero. Il l!'riederich, s'intende da sè, non poteva dir nulla di nuovo in proposito, ma è suo gran merito di averla rilevata in modo veramente egregio e commentata con considerazioni altamente istruttive. Discorrendo del molle inseguimento dei Francesi dopo la battaglia di Dresda, l'autore osserva, - e ci pare con giusto criterio - che non vi è bisogno, per dar ragione di quella :fiacchezza, di ricorrere al malessere che av'rebbe colpito l' im. paratore ed obbligatolo a rientrare a Dresda , in luogo di restare alla testa delle trupp<3 inseguenti. Non la malattia, ma la situazione. generale e il bisogno urgente di tenersi al corrente di quanto accadeva presso le altre armate indussero Napoleone à trasferirsi a Dresda. E ben s'appone l'autore te· desco ; infatti ivi non tardano a giungere le infa uste notizie delle sconfitte di Kulm, della Katzbach e di Grossbeeren ; battaglie, combfittimenti e relative manovre che son descritte · con chiarezza ed infinità di particolari, Di nuovo si può rilevare il g iudizio portato dall'autore sulla tattica impiegata dai Prussiani e su Bernadotte. In quei quindici giorni di continue marcia, avanti ed indietro, e di , combattim<'lnti, quanti ne corsero dall'apertura della campagna alla battaglia sulla Katzbach, Gneisenau non possedeva an.c ora quella maestria nella compilazione e dirama-
zione degli ordini che giornalmente andò aumentando colla pratica; d'onde qualche inconveniente. Per contro si abbandonò la tattica lineare di . Federico II e si iniziò il servizio strategico della cavalleria. Questo nota il Friederich in particolar modo e ne tesse Felogio, Quanto a Bernadotte è noto che generalmente gli è rimproverata la tentennante condotta tenuta nella giornata di Grossbeeren per non aver partecipato alla battaglia mentre era sul posto, ed anzi che fu tacciato di tradimento. Il Friederich, per contro, ne assume a spada tratta la difesa. In primo luogo egli osserva che Be.rnadotte, come Re di Svezia, agì contro i suoi- interessi collegandosi cogli Alleati, poichè andò contro i desideri dei suoi sudditi, i quali gli chiedevano, no_n la gu~rra contro Napoleone, ma il ricupero della Finlandia. . Rispetto poi alla sua inazione nella battaglia di Grossbeeren egli la giustific}a compiutamente. Bernadotte trovavasi all'ala destra, sul suo fronte credette per erronee informazioni di avere la colonna principale del nemico, e perciò, mentre approvò la decisione di Biilow di attaccare Grossbeeren, non volle in vece aderire alla sua richiesta di soccorsi, rispondendo: « Ho il nemico innanzi a me, ciascuno difenda il suo fronte ». Non abbil mo, certo, accennato nè a tutte nR alla ;IDaggior parte delle questioni svolte dall'autore; saremmo paghi se col poco dettone fossimo riusciti ad infondere la persuasione dell'eccellenza del libro che d'ora in avanti non può non essere studiato da chi voglia occuparsi della seconda fasedella campagna del 1813. Ci auguriamo no.n t.ardi molto la pubblic11,zione' del secondo volume, del quale non mancheremo, pure, di rendereconto.
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B. D.
i3Q -
ANNO XLVtI.
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RASSEGNA MILITAHE ESTEHA
l ista di reclutamento. - Il ripar to di rruesti giovani su lla lista di reclutamento fu il seguente:
4• Parte. - Giovani atti al servizio e che non godono alcuna esenzione di di ritto .
NO T IZIE FRANCIA.
· '2,a Parte. -
190·1. - Dal la relazione ufficiale sul le openizioni di reclut~ rnen to, esegu ite in Francia nel decorso l"lnno ,1901 , si 'ri leva che mentre la diminuzione del conlingente annuo nel 1899 e nel 1900 sembrò accennare a fermars i, in quest'anno si è accentuata in una proporzione molto sensibi le, proporzione che nell'ultima decade fu solo superata nell'anno ,1892. Infotti, il numero de11li iusc:ritti nel ·I 899 e 1900 fu rispettivamente di 324,538 e 32/i.,33,\. ~ uomini , mentre rn~I 190·1 scese a 309,332, con unc1 diminuzione di rn,ooo uomini. Questo fauo, capitale per l'organizzazione dell'esercito, fu giustamente portato quale argomento principa le contro la riduzione della forma, attualmente in discussione, giacchè rrrn lgrado l'aho lizione di qualunque esenzione e tutte le altre di~posizioni introdotte nel relativo progetto di Je""e per ottenere la massima economia di personale, ben difficilmente si perverrù cogli arruolamenti volontari a completare gli organici di pace, che da parecchi anni non sono stati mai raggiunti. .Passando all'esame dei risultati ottenut.i nella leva del 190 1, riportiamo anche quelli corrispondenti del ·1900 pe1· farne risaltare i confronti.
Giova ni dispensati per J':1n1colo 2.1 del la legge (si tuozione di fam iglia) obb ligati ad un 11nno rii servizio.
R1su1.TATI DEL LE Ol'EllAZ!ONl DI LEVA NELL'ANNO
1
1
1
è)~
2063
RASSE(}NA MILIT ARE ESTER,&
•139,689 ( 1) 1,1,tS,H.6 ('I) 1,i-,75~ 16,091 S,3n 7,727 162,816 1G8, 964 :'l."1,57!~ 46,(;fd. 4, 7045, 122 467 5H.
l i
i• Parte. -
Giovani già sotto le armi per arruolamento volontario, ecc.
Risultati doll'anno 1900 (2)
I,iste di leva. - Inscritti su lle liste di leva 309,332 Esenti percbè inabil i a qualsiasi servizio _ 25,526
W2,t,334. 27,2\:l7
Restano inscritti sulle liste di reclutamento 283,806 Rivedibili della classe precedente (esclasi 4-6,229 i mo rti, gli esenti, ecc.) Rived ibil i della penultima classe (esclu,i 23,"77 i morti ; gl i esenti, ecc )
297,037
353,212
370,b77
!901 (1)
Totale (i) Classe di leva i900 o ri ved ibili del l 899 e 98. (2) Classe di leva i899 e rivedibili del 18~8 e 97 .
. 23,619
53,237
4,22 1 4,80 51
4,2H
.'J,,752
4-.686 3 1,002 39
zione).
(ì •
30, i29 fi,7 3
30,799 4.!~. ,t37
.5• Parte. - Giovani rived ibi li per l'articolo 27 della legge (di debole costitll-
1
Risultati dell'anno
~'i ·l ,2H> 1
l
1
1
3• Parte . - Giovani dispensati per l':irticolo 23 (p rotezione studi, insegnamento, ecclesiastici) e 50 (tlo,niciliati fu ori Europa in date condizioni); obbligati, i primi ad un anno di servizio, ~l i ultimi, esenti.
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1
1
23,395
ti.:m 37
1
3 3·1,0H 49,,\.88 25,;!80
•
Parte. Giovan i assegna ti at serv1z1 au$iliari dell'esercito.
7a Parte. - Giovani esclnsi da. I servizio per l' art. 4 · delln legge (indegni per condanne subite).
l I
G7,832 18,(i27 'Z,84-6 1fi. ,282 35,705 59 3 1
~
63
H ,868 19,523 2,819 ,1 11,:rns 37,680 90 5
3
--98
353,212 370,577 Hl In ciascuna colonna i tre numeri segnati a ,in ist ra ra i>presen tano rispettivamente, a cominciare dall'alto, i giovani della classe ch iamata, i r ivedibili lle!l'~r1110 p receden te, i rivedi bili di due anni.
2064
RASSEGNA MILITARE E S TERA
2065
R ASSEGNA M ILITARE E STERA
D:i lle liste di reclutamento risulta come il per cento dei contingenti totali, assegnati a ciascuna parte, si possano con molta approssimazione ritenere egu:i li in ambedue gli anni. Infatti essi sono a-Jl' incirca i seguenti:
Truppe
Esercì to metropoli tano
co lonia li
G~OVAlSI I NCORPORAT I
!90l
1a parte . e 3a pa rle 4" parte 5a parte . 6• parte 1
2,a
/J.6 °/o •1 5,8¼ 8,7 °/o
49°/o
10, 1 ~10 1
{900
46¼ '15,6°/o 8,20;0 20°/. ,j 0,2 °/o
Con obb ligo di 3 a nn i di senizio. . . . .
I
m,543)
,!.,442 558
Con obbligo di 2
La differenza più sensibi le ~1 noia nei rivedibili pe; debolezza di costituzione, a favore dell'ultinta classe, differenza che si dovrà riscontrare in modo più sentito nei futuri anni a causa dell'abolizione del minimo di stattm1, di metri •1,5,\., appli cata per la prima volta nella leva eseguita nel co1:rente anno. Se dal totale dei giovoni assegnati al le prime tre parti dell a lista di reclutamento ne togliamo : 1o· 60ti che, in virtù dell'articolo 50 della legge, sono esenti da <Ju<1Junq ue servizio, perchè residenti fuori d'Europa prima clei ,19 a uni compiuti ; 2° ,f 079 stranieri naturalizzati , o nati in l<rancia che non hanno fatto valertl la loro qualità di stranieri, ecc ., i qua li però, a causa della loÌ'o età non sono più soggetti ad alcun obbligo di servizio; ab!Jiamo che la cifra degli inscritti chiamati alle armi fu di :217,098, di cui 3000 assegnati al le truppe coloniali e 214,098 iil le truppe metropo litane, con una diminuzione di 7,794 unmini sul con· tingente incorporato lo scorso anno. Assegnazione alle varie armi. Questo contingente di :2.J7.098 ru così distribuito nelle varie armi :
an ni d i servi-
zio . . . . .
.Con obbligo di J. anno dì servizio.
93,027 !.9,569 J.8,8201 4,330 2,060 3,Srn !.43,6!.6
:14,0i3)
73 ,482
72!. 279
59,227
8,670 i,630 :1,120 1.,835
73,482
2,!.63 837 !52,251, !9,569 27,490 5,9GO 3,:180 5,645 'T OTA LI.
·,li 7,09S
3,000
2-V.,098
2i7,098
Paragonando queste cifre con quelle dell'anno pr11c~dente si not~ -come la diminuzione del con tingente sia stata proporziona lmente ripa rtita fra tutte le armi e servizi . . . . Chiamata alle armi. - La cbiat1H1fa alle armi ebbe luogo nei g10rm souo indicati: giovani aeua classe 1900 · assegnali alle truppe colonia li obbligati .ad 1 anno di servizio - ·1t novembre ·190,t; giovani della classe 1900 assegna ti alle truppe co loniali obbligati a 2 o 3' anni di servizio - '16 novembre 1901 ; giovani della classe ·1900 e rin via ti delle classi ·1899 e 18!)8 ·1ti novembre ,t 90·1; giovani della classe 1900 e rinviati nel ,1899 coll'obbligo di 2 -0 3 anni di servizio - ·I 5 e ·16 novembre ·I 90,f. Istruzione degh 'imsc1·itti. - Sotto il rapporto dell' istrnzione la situazione della classe 1900 è la seguente : 1
1
1
N. dei g i·o van i
Anal fobeti . 1.2.895 Sanno leggere solamente 3.744 35 .188 Sanno leggere e scrivere . Hanno un' istruzione primaria più sviluppata 235 .364
per'/,
4,'17 1,2'1 H,37 56,0H
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Jµ.SSEGXA :MILITARE ESTERA
RASSEGNA MILITARE ESTERA
$ITU;\ZIOt;[1 GEHAHCHIC,\ l)RL COMANDANTE SUl'IU'.l~RE DEl.l,E TRUPPE DEL-
Hanno il .brevetto d'iosegnamenio prima rio Baccellieri in leuere, scienze e dcli' insegnamento secondario speciale . Inscritti dei qna I i non si è potuto vcrirìcare il grado d'istruzione .
,t.84,\c
I ,57
6 . .\.f~3
2,08
10.85,\
:3,5 1
309.832
•I 00,00
1
Totale.
Statura med·ia clel contingente. - La statura media degli inscritti nelle liste di leva fu cli metri 4,6i9. Reclutamento nell' Alye1·ia. - Dei 5,0'18 giovani inscritti sulla lista di leva per la classe "900 ne furono esen tati deGnitivamen te 407 perchè inabili a qualsiasi servizio. ' Ai rimauenti 4.611 aggiungendo i rivedi bili del ·1899 e 1898, rispettivamente 30 e 10!.>, si ebbe un contingente to tale di 0033; di cui, detrntti i r inviati ad altro esa me, gl i e,clusi, quelli assegnati ai servizi ausiliari ecc., 36i2 furono quell i effettivaml'nte incorporati, così distribu iti frn le vnrie armi: F:i nteria. Cavaller ia Artiglier ia Genio . Treno Truppe d'amministrazione, ecc.
2067
1648
1
2i6
610 ~ 65 330
3642.
Data I' importauin della pos1z1one rlel gener~le co~ mandante superiore delle truppe dell'Indo-Cina, il quale ha a1 . suoi ordini truppe di tutte le armi, vari ufficia_li gd~er.il_i ~ n_umeros1 ~ert1 , 11n dcc1eto . · diretti da ufficiali superiori e (la tunz1onan ass1mila VIZI, . I. residenziale del 9 agosto c. a. stabi lisce che la sua siiua1.1onc gerarc 11ca ~ia pari a quella dei comandanti di corpo d'armat~, . p_rende~do rango subito òopo di essi, e pri ma del comandaote la d1V1s1on~ di _occu.pa~ zione ,Jella Tunisia e elci genera li di divisione presidenti dei com11at1 L'INDO -C IN A. -
tecnici . Lo stesso decreto ,tabilisce che il pre,ideote del comitato tecnico delle truppe coloniali goda di una s1 Lllazione gerarchica ana loga a quella dei presi.denti degli altri comitati tecn ici . F OH MU IONf•: l)\ UNA N UOVA Il ll!Gi\TA CO LON II\I.R. LII legge del 7 luolio ,1900 riorrranizznva l'esercito coloniale in un corpo rl'armata su tre 0 " . . divisioni, di cui però finora ne fnrono cost1tn1te ~o Ie due. . CoJ 10 ,mobre testé decorso è stata formata a Parigi uua nuova br~g,1ta colonialo, la i)a, Ja qua le provvisoriamente fa rà pa rte dellll 1a d1· visione di fanteria coloniale. Essa comprende : il 210 re1111imen10 di fa nteria coloniale, che a tale uopo è st:110 trasferito da Br;s~ 3 Parigi, cd il 23° reggimento fantet·ia colouiale, f~~·00 matosi col ,i.o liattaglione del 1° reggimento, col t~o bauaglione del reggimento, e çon nu battagl ione ili nuova costituzione. 1
6,1.[j SO P(> RESSTON~ OEC.L E COM PAGN l 1t: DISCIPLINAR I DELLI> COLON IE . -
Nell'anno preceden te i disponibili furono 3·139, con una differenza in meno r ispett.o alla classe del 1900, di ,1-52 uomini . l i contingente alger ino fu chiamato alle arm i il ·11~ novembre "90·1 . Nom1rn !liRLLO STATO :\IAGGIORE ORLL'EsERCITO. - Con decreti presidenzial i, in data 8 agosti) corrente anno, furono stabilite le seguenti im portanti no mine nello stato maggiore genera lo; 1° Il generale Jean-Marie Touss'aint Pendezec, facente funzioni di capo di sfato 1naggiore generale dell 'esercito, fu nominato capo di stato maggiore generale dell'esercito; 2° l i genera le di brigata ]~mile-Pierre Zicnmer, a disposizione, fu nominato sollo capo di stato maggiore generale dell'esercito, al posto del generale di divisione De Lacroix, già passalo al e.ornando della Scucia sn peri ore di guerra .
Un
decreto presidenziale del 26 settembre c. a. abolisce le compagnie disci. .. plinari · delle colonie. La reh,zione che lo precede ri leva come qnesn reparti mcorporassero attnalmente: . . 1o Gli uomini ciel contingente condannato alla relegazione 1Dd1vid nale ; . . .. . ~ 0 Gli uomin i delle sezioni pion ieri del le c0m pagn1e d1 d1sc1plma metropoliuine e colooinli e delle sezioni di discipiina dei battaglioni d'Africa dimostratisi incorreggibili ; . 30 Diretta rneute :i li' usci ta degli stabi li meuti peniteozi ~ri, quei militari che essendo incorsi in condanne, le qu.ili traggono l'as:;egnazione ai bauaglioni d'Africa, tennero catti\'a condoua durante la loro
detenzione.
2068
RASSEGNA MILITARE ESTERA
RASSEGNA MILITARE ESTl~RA
?~a I' espe'.·ienza '.ia .dirnostrnto elle sim ile costituzione presentava ? r1 1oconvement1. L u111one dt uomini che erano :;tati coodanoaii per latti d1 diritto comune con solda ti ai quali non si può rimproverare che l'iodiscipli na: costituiv:i per questi ultimi uoa pun izione eccessivn. D'a lt~a parte ques 1i individui, incapaci di spirito militare, erano per le colorne, dove le compagn ie di discipl inari erano stanziate, un pericolo permanente per l'ordine pnbb1 ico e per il prestigio dell 'esercito. Esse d'a ltronde oon da vano alcun lavoro u·tile, e richiedev:1no nou lievi spe-e con quadri numerosi e di difficile rec lutamento. . Il presente decreto quindi stabilisce che gl'individui di queste compagnie siano ripartiti, secondo la loro provenienza, trn le compagnie di disciplina metropolitane e coloniali ed i battagli oni di fanteria leg1era d'Africa. Gli nom ini proveuienti dai releg~ti 1odividuali sarann0 ,.,assegnati a questi battaglioni. Io conseguenza il corpo <liscipli oare colonia le resta così composto : ·1 ° In Francia : lo stato maggiore ed '1 deposito; . 2. Alle co lonie : 2 compagn ie ed 1 sezione di discipl ina coloniale di stanza rispettivamente, nel I' I odo-Cina, al Madagascar ed alla Martinica. RrnRGA N17.ZAZIONE DELL.E TRUPPE DEI, CoNGO. - Per porre d'accordo le disposizioni di uo 'decr~to del ti luglio c. a., che dava una nuova organizzazione Ili Congo France,e, coll 'organizzazione delle truppe stanziate nei 1e.rritori dipendenti da que lla r.olonia, un altro decre10 presidenziale, del 6 ottob r" c. a., prescrive : ,io Tutte le truppe ed 1 servizi militari assegnati ai vari territori dipendenti dalla colonia del Congo sono poste sotto il comando di un ufficiale superiore delle truppe colonial i, che dipende direttamente dal com missa rio generale del Go vera o; 2° . QuesLe truppe e servizi comprendono: a) ·I reggimento di fanteria indigena del Con"O a 2 baLtarrlioni comandato da un tenente colonucllo, che nel lo stesso tempo è comandante superiore delle truppe; b) ,1 batteria mista d'artiglieria da montagna con un distaccamento di operai; e) ,1 squadrone di cavalleria indigena; e) servizi di lll'tiglieria, di comm issariato e di sanità. . 3. Il reggim.ento di fan teria indigena del Congo si reclu1a per via dt arruolamenti volonlari e di riassoldameri ti nei territori del Congo Francese e, io maucanza , nelJ'AfriCil occidenta le Francese . \)
;,.,
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r.)
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2069 1
SQUADRONI 01 SPAHIS SENEGALLESr. - Con deèreto del "5 agosto 190'.2. il 60 ~qo adrone del 1° reggimento spahi, algerini, distaccato ~l Senegal'. ha cessato di far parte di detto reggimento ed ha assunto 11 nome dt 1o squadrone di spa his senegalesi. . Lo squadrone di spah is wdanesi, di sta11za nella stessa coloo1a, ha preso il nome di 2° squadrone di sp;ihis sudanesì. Ambedue gli squa·droni sono autonomi, sono destinati, in generale, a rimanere M ila colonia del!' Africa occiden tale, ma possono, al bisogno, essere impiegati ,ovunque il Governo stim i opportuno di utilizzarli. AllTll71CIER'i DI Al\TIGL(RHIA COLOToNCHrNo. - Ur.i nitro decreto di sté~sa data st~ bil isce che il distaccamento di opera i d'artiglieria che trova-si al Tonchino venga riorganizzato, aumentaudone il per,;ooale,- che' in parte sarà _indi~eno: e assuma il nome di Compagnfo m?'.sta di operai e d'i, art·1fi.cieri di artig/,ieria colon'iate del Tonchino . CO MPAGNIA ~llSTA DI OPERAI E DI
NIALE DEL
AUSILI,\11{ IND(GENI DBL LA GRNDARMBll ! A. A. MADA(;ASCA.ll . Alla gen-darrneria del Madagascar ~erraono addetti ausiliari indigeni a . piedi ed .a cavallo (decreto 24- agosto :1.902) il cui numero verrà stabilito a1rno ,per anno dal comandante il cor po d'occupazione, a seconda de!le estgenze del servizio e dei mezzi dei quali polrà dispo rre ti bilanc10 della colonia . Gli ausiliari indigeni vcfl'anno reclutati fra il personale del le -compagnie de~ conduceut1 d'artiglieria e dei reggimenti dei tirag liatori.
GERMANIA.
CORSO n'rnFOHMAZIONB PEl GENEflALl. - 11 giornale militari) ullì.cia le -comunica che a norma delle vigenti disposizioni, ha avuto luogo dal 9 al 21 ottobre presso la scuola di tiro di fant.eria, un corso d' informazione pei gene_ral i provenienti dalla ca valieria e dal-l'artiglieria da cam· pagna. Prenderanno parte a detto cor~o un genel'ale per ciascm10 dei corpi -d'armata XI, XIV, XV, XVI , XVII, XVIII, un ispettore di cavalleri11, nn generale sassone e un generale wiirtemberghese. Come è noto uguali corsi hanno luogo presso la scnola di tiro dell'ar.tigtieria da campagna pei generali provenienti dalla fanteria e dalla cavalleria.
2070
RASSEGNA MILITARE ESTERA
I generali da comaudar~i olle scuole suddette sono destinoti dai rispettivi comandan ti di corpo d'orm~ta. In l,!'eneraìe vengono destinati i comandanti di brig:na: però i comand:mti di divisione che non hanno ancora preso parte a un corso d'informazione possono essese comandati in luogo dei conrnndao ti di brignta.
2071
RASSEGKA '.\lILI'r.ARE ESTERA
Con queste modific_azioni si ha oon so lt~nto uo lieve mig~iora~~nto . ao i deol i uffic,:i li 1u ser v1z10 atti vo, m:i anche dell ,1 pensione "' · · · cooro ne"O I1 assei, speUPrà Infatti nel computo della pensione non s, uene. I I e ie oro · . I rte modasoltanto dello stipendio prop!'lameute detto, m:i anc ie, con ce Jità dei rimanenti assegni fi ssi. pensione viene ca lcolata a secoud~ se~tn~ella :
'i~
ABOl.17.10"-B DF.LL.\ SEZIOXE f A S L\ ORIENTALE .t
ISTITCJTA Plll)\"\' ISORIA·
Due recenti ordini imperiali, uno dei qual i diretto al ~Iinistero della guerra e !'nitro al Ministero delln m3rina, lissaoo quanto segue: 1° La seziooé provvisorin Asin orientale ces,orit da fum:ionnre col 31 ottobre 1902; 2° Gli affari relativi ai trasporti mariuimi per fa brigata di occupazione io Cina, passeranno dal d11I ,1° novembre 1902, :il l\lioi~tero della ma rina. Trn i due Mini steri milita ri saran no presi al riguard o gli orporturn accordi. Un ordine del Mini; tero della guerra determina a quali altre sezioni del Ministero stesso passerannn rimanenti affari della sezione prov· visoria As'ia 01·ientale.
I
=
li 'I 6 agosto ·1900 venne con ordine imperiale istituita, in via provvisoria , un a sezione Asùi orientale, presso il Min istero della guerra prussiano. A ta l.: sezione incombevano tnt!• gl i alT,iri relativi alle truppe tede6cho òisloc.1te nell'estremo Oriente. MP."1TE PRESSO 11, ~, (NISTERO DELLA G UE RI\A Pll US,i!ANO. -
lmµorto complessivo 11 11 n uo
dell e
Trn gli assegn i Ossi degli ufficial i tedeschi vi sono l'indeonitt, 1.l'~lloggio e il soprassoldo d'alloggio. L' inderioità d':.illogg10 (Ser vis) spetta a t1111i gli ufficiali e comprende: l'indennità per i locali occu pati da ll 'ufli ciale, l' indennità per la scuderia e l'indennità per i locali d'ufficio. Oltre a questo indennit:ì speua pure a tulli gli ufficiali dal comaodaote di di1•isione io giù, un soprassoldo ali' indenni tà d'alloggio (Wohoungsgoldzuscliuss) . T,, nto l' indennità d'alloggio, quanto iI soprassoldo d'alloggio variano a seconda del grndo rlell'uf/ìciale e a s1·cooda della guarnigione. Lo guarnigioni del]' Impero furono perciò divise io 5 classi . Una recente legge dispone che sia eseguita una nuova ripartizione in classi delle guarnigioni dell'Impero e che ta le ripartizione abbia al più Lardi e1Te1to col •I•• aprile 190,1. Intanto, dal 1° apnle 1902, CJs,ia con effetto retroattivo, si deve intendere siccome abolita la V classe della indeunità e del soprassoldo d'alloggio e in luogo di qnesta subentra ta la IV classe.
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I I
I
I
G,Si:!. 50
458. 50
97,487.50
O,Si2. 50
~58. 50
20,616. 25
. . . .
23,75;, 50
!i,935. ()()
395. 50
I 17,803.65
di di visione . . . . . . . Maggioro generale comandan te
19,3 18 . 75
1,,830. 00
3~2. 00
H,490.00
l7,l.\.3, 35
!,,361. 25
290. ;5
I 13,083. i5
·lli,506. 25
4,1 27.50
275. •!5
I
1~.01.0. 50 _J
:1,;52. 50
250. !5
11,257. 50
t 4,89:J. 75
3,473.75
231, 57
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! 3,5t8. 75
\380. 00
225. 32
w,uo.oo
tl ,69t. ~,o
2,923. i5
194. 90
8,iiO. 00
8,766. 35 /i,703. 'i5 5,:!03. 75 3,1s;. 50 2,1,37 . 50
9,lD,!. 50 ·l,G;G, 25
H6.i0 HL75 86. i5 53-45 40. (i5
G,075, 00 5,0i!S. 75 3,903. ;5 2,391. l?O l,828, 75
:!7,48i. 50
!0,6 I6. :!5
I
I ITenente i;enurale coma11cla11te nita di t·aqca . .
~foOJf,'fCAZIO~I A1;r, 1 .\SSEGXI (,'ISSI DEGLI Ul'FIC !ALI. TAllELL,\ DEl, LE l'E:'i•
A/inìtno d
3
StONt. -
1,
di divisi o11c . . . . . . .
5 Tenente ge11erale collo slipeuclio de l suo i;raclo, 111a senza inclennita cli canea . . . . 6 ~la!l'gior.; generale co1n.1ndante d1 br1g,1ta . . . . . . . 7 Maggioro generale collo stipc~-
12,380.00
dio del S JO gra<lo, ma senza
indennita di canea . . . . 8 Colonnello comanctanLo cli brigata
..
·
·
·
· ·
·
9 Ufficiale superiore comanda nte
di rcggimenlo . . . . . · iO Uffi cia la su11eriore comnncla nte
H
cli battaglione . . . d1i• classe . !d. di ! 1 id.
Capitano
!2 13 Tenente . . l.4 8oLLotencn te .
:I
1,301.25 797. 50
610. ('0
RASSJWNA MILITA.RE ES1'ERA
2072
RASSEGNA MILITARE ESTERA
Nel leggere la suddetta tabella gioverà aver presente, che l'ufficia le tedesco ha diritto a una pensione vitalizia, se viene congedato d'autorità per noo .ess.ere più. idoneo al servizio, già dopo aver compiuto almeno ·1O aorn d1 serv1z10, ma che ha pure diritto o può ottenere una pensione,, che secondo i casi può essere temporanea o vitalizia, prima dell 'anzidetto tem po specia lmen te quando la non idoneità prov iene da causa di servizio e senza prop ria colpa. Sino a 60 anni di età l'uffì. eia le non può. ~el resto chiedere per dirit.to la pensione, la concessione della quale, ossia il collocamen to in non attività di servizio, dipende dunque, sino a che l'ufficiale non a·bbia raggiunti i 60 anni, dall'autorità militare. In prillica però risulta, che l'autorità militare non si vale di questo elevato li mite di età, ma che irnzi faci lmente concede Ja pensione aoli uffic ial i che la ch iedono. · ~ RUSSIA. ESPERI MENT I CO L PALLO:',E l' llENATO NELLA GUEOHA CAM PALE. lo Russia già da alr,uni 11noi esistono dei repa r ti di aerostieri da fortezza, ma uon si sono ancora cre.1 te special i tru ppe di aerostieri per la goe!Ta cam pale, li marerinle e il personale, che viene a titolo di esperienza adoperato nelle esercitazi'oni annuali per i reparti t:ampal i di aerostieri, ò tréilto dal parco aeronautico di i~truziooe in Pietroburgo; .ma fìuora poco era noro circa la com posizione e i lavo ri di questi reparti di aerostieri . Non sarà quindi inutile r iferi re ciò che di più importante trovasi in nn articolo apparso nell' hwal-ida russo e che traila del!' impiego del pallone frenato nelle esercitazioai estive di quest'anno. I dati cii.'cc1 la composizione di uno di detti rep11rtt sono piuttosto incompleti ; si può però rilevare che un reparto si compone di uo primo e di un secondo SG11glione e di uoo scagliorJe per là produzione del g11s. I l pri mo scagl ione cbe fo rma la parte combattente ha una lunghezza di marcia di 1Oi.i m. e deve, secondo il c:>so, marciare · alla coda dell'avanguardia ovvero del grosso, o anche indipendente. .I.I secondo scaglione con una luoghea a di marcia d1 70 m. deve r innirsi al secondo scaglione del ca rreggio delle truppe. Sopra il posto dello sca/;!liouo per il gas, cbe ha una lunghezza di mar:·ia di 95 m., non si hanno altri particolari : I l reparto aerostieri si può quasi rag1?uagliare a Ila forza di uno squadrone ·nei riguardi di un accantonamento. Risu lta illoltre che la tecnica o rganizzazione del reparto non com port&.un gontiamento del pa llone su l 1
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campo di battaglia, immediatamente prima dell'innalzamen_co, chè anzi il oonfia mento del palloue deve sempre fa rsi in no luogo di accantooa. . e~ to o bivacco prima dell'in izio della marcta . m Ciò por ta l'inconveniente di uoa maggior difficoltà cl i marcia del ?al~ Ione gonfio e sollevato alqnauto da terra, .specia lmente se la ~al'Cla si fa altra verso la campagna o contro vento; inoltre il nemu;o da Jont~'no uò venire a conoscere la marcia o l'ammassamento d1 . un d1stacca~ enlo .dalla sola vista del pallone. La velocità di .marcia del repano • · non 1·u d u r •ole le ulti'me manovre maoe:1 ore d1 quella della aerosnen n ~v . fan teria e non ha oltrepass11to le i verste (1i 1h km .) all'ora. So lo eccezionalmente una volta con vento favorevo le si pert:orsero 6 verste (6 1/ , km.) in un'ora. 1 movimenti ai trotto sono pertanto esclusi, . . . In proposiw il Ga pitano Ssemkovski, d1e durante le eserc1taz1ou1 autunnali ebbe le direzione del reparto aerostieri, fa la propo$La di portare il oas in serbatoi per compiere il gonfiamento più agevo~mente. .· · Circa la facilità di fare ricogn izioni dal pa\lon~ n;~IIO che fu .pos,i~ bile con tempo calmo e col sole rilevare il numero dei battagl1on1 e.dei pezzi di un bivacco ad 8 km. di distanza. Uu bivacc.o era a~cor·a ,.n~onoscibilo a ·14, km, e così pure l'esistenza d1 art1gl1erHì nel bt\ acco. Per ricoonizioni di colonne io marci11 risultò cha ti movimt::nto di co1 <> .. strade polverose anche a• ,lonne era g1a v.·1:;1·b·I 1 e a ·1o . / 11 l·" n1 • (su • • • H km.); a 8 ¼ km. si pot~va già w1bi lire .la forza d1 _111~~ colonua: a 5 km. c:ò poteva farsi perlettarnonte. Questi numen se1~ 0~~ oat:l ralmeote solo per tempo favorevole; con un vento d1 velot:1ta I m. , secondo si dirpo~trò quasi impossibile l'innalzamento del p;illone. SVEZIA.
dell'anno passato cominci:1. d Il' S R1FORME MILJ'l'ARI. , in a autunno J I rono ad avere corso le riforme militari stabilile dall11 nuova egge su · m1·11 ·1ar e e sull'ordinamen to dell'esercilo svedese, che debbono , serv1·z10 avere comp leta attuazione per I' auno 119,1,i.. Le più importanti di q ueste riforme sono : . .. ·~ · di stato niaggfore. _ Gli uffici alt , per essere trasfert1 n~I S e1.v,,,io ct· · · · I mentan ' , cor po d .I s·t·~ to marroiore , "~ , secondo le nuove 1spos1z1on1 rego a .. · ·d · p .· devono : · 10 aver preso parte a tutte le istruzioni .ed a tUlll l Sel'V!Zl 01 ?l'O I l reparti per un periodo iuinterrotto d1 3 anni; . .. 2,0 aver compiuto con successo il corso ~ell' Ac.cademrn mil itar~ ( nostra scuola di guerra) o quello del lè ~cuole d1 artiglieri a o del ge010,
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RASSEGNA ~IILITARE ESTERA
3° aver servito almeno 1 anno in ognuna delle altre armi; ,i.• sostenere un esperimento di 2 1/! mrni nel corpo di stato maogiore, nel qual tempo sono compresi: due periodi di lavori di cai:pal,(na presso (I riparto cartogra~co, i lavori presso il riparto principale d, stato magg10re e presso il dipartimento della difesa dello Stato e infine, le campagne di ~iato maggiore (viaggi d'istruzione, ricogni'. zioni, ecc.); 5° dimostrare di saper cavalcare. Per gli ufficiali che hanno già preso parte ad alcune del le istruzioni indicate al prece~ente n. 4-, la durata del corso cl' esperimento può essere alquanto rnlotta. Qu85ta disposizione vale anche per il caso analogo segnato Ili n. 3. . · Stato magg·iore rii corpo d'armata. - Anche la composizione dello stato maggiore del corpo d'armata è stata variata. Esso or'a si compone: del capo di stato nrnggiore, di un capitano di sta to maggiore e del ·1° e 2° aiutante, cbe rivestono i gradi di capitano e teneutc; più ne fanno pnrte anche il medico di corpo d'aru1ala tl l' intendenza. L' utlici,ile di stato magg iore del corpo d'armata ed i due aiutanti han oo rispettivamente la direzione del riparto ,li stato mnggiore del corpo d'armata e di quello dell'aiutantato. Nel primo si studiano le que;;tioni relative aila preparazione alla guerra ed alla mobilitazione riel corpo d' Hrmata; nel secondo si svolgono le pratiche attinenti al personale. BILANCIO MILrrARE. - Le spese miliwri ordinarie per l'aouo corrente sono !-late fisssate in lire4-5,596,376, e le str.1ordinarie in lire -16 938 ,188· , ' ' in totale lire 62,534-,56i. Confrontando quest'ultima cifra con qnella analoga dell'anno scorso, si rileva una maggiore spesa di lire 13,500,000, dovut;1 appunto alle modificazioni apportato agli organici. Trn le spese straordinari~ vi figurano : per l'acquisto di nuovi fllciii e moscheui . L. ,1,926,287 per la fab bri cazione di cartucce. » 883,900 per l'ingrandimento del lo sta bili mento per la fo b bricazione di cartucce di Karlsborg. » 405,000 per l'acquisto di nuovi cannoni da campagna » 2,700,000 per la costruzione di nuove fortificazioni . )) 2,598,750 pet' la costruzione di ~aserrne » 5,088,150 per sussid io alla societa di tiro a segno )) 0:10,000 per fondo di riserva . » 300,000
RASSEGNA MILITARE. ESTERA
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IJ nu mero comp le,sivo dei fuc:l i dev' esseri\ portato a 350,000 e · (JUello dei mosch?t.ti a 50,000. C_oll: somme ~1nnziate nell' esercizi.o de! corrente mrno saranno fabbn cat1 ·I G0,000 fucd1 e 20,000 ':1}0schett1. Questi ultimi av ranno la precedeoza nella fabbricazion e, do_vendosi cou essi armare al più rre,.to le .truppe del genio, del treno e da fortezza te~tè riformate e riorganizzate. La fabbrica d'armi può fornire cirga 25,000 fuci li all'anno. In qnauto all'artiglieria, si va gradatamente provvedendo all'acquisto {ii quella pnrte di maleriale di cui già, nel -1900, è statv adotwto il tipo: vet.ture, avan1reni, affnsti e cannoni per l'artiglieria a c;wa llo. Pel maleriàle d'artiglieria da campagna proseguono l'esperienzecirca l'affusto. È stato stipulato un contratto per la provvista riel ma teriale d'aetiglieria a cavallo colla ditta Krupp, dn cui, contempor.inearuenle, la Sve;1,ia h;1 acquist::ito il diritto di fabbricare detto materiide nei propri ,1 rsenali, cbbligandosi in compenso di for co,t.rurre presso l:1 ditta stessa 120 cannoni con r,ffost1 e avautrenti e rii fornirsi inoltre di 23,000 proiettili ed altrettante cariche. Benchè le esperienze sui cannoni dell'artiglie1ia da tampagna non siano ancora defin itivamen:e eompiute, pure S. M. il He di Svezia ha stabilito, sin dal 1,\. ~iugno ,f 901, che fosse in parte dato corso ;illa sopra menzionata ordinazione di materia le d'artiglieria da cam · pagna, pre%o la ditta Krupp, 1<i,1cchè, non v1 ha dubbio alcuno mll'accettazione del modello di canoone presentato dalla ditt:i. in parola . CoLoni, .nEL~E uN1~·0RM1 0 - Gli studi sul colore da adottarsi per le uniformi, nei quali stud i erano stati presi in esame i colori bleu-scuro, bleu-medio e bleu-chiaro, banno dato per risulta to, che il colore bleu--chiaro è -,tato ricohosciuto coma più adatto al colore locale del territorio svede;;e; essendo però àssa i picco] i i vantaggi che esso pre.;en ta su1,di altri, non sarà adottato per tutto l'esercito. È ritenuto più pratico un colore neutro - il grigio-cannella. HEGOLAil!ENTf ED ISTRUZlONI MJLITAIU. ~ Di regolamenti ed istrnzioni militari, durante l'anno furono pubblicati : l' Iswuzione di tù·o per la cavalieria, che si appl ica anche, con poche eccezioni, alle truppe del genio e del treno, e la Tabella delle ra.zioni normal:i giornaliere di (o · raggio e paglia. In questa sono fi ssati per ogni cavallo ch ilogrammi 6,535 di av\lna, ~hilogra.mmi 2, !l93 di fieno e chi logrammi ' 3,4-03 di paglia tritata e d11 lett.iern .
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RASSEGNA MILITARE ESTERA
I l numero dei cavalli di proprietà dello Stnto è sta bilito in : per la c:iv~lleria. cavall i 6000 per l'artiglieriD . » 2929 per le tro ppe del genio . H3 pel ,:;a rreggio . » 32/i Totale ca valli . 9391i
RIVISrrA DEI PERIODICI
. FoR.ZA OELL'.ESETH.:_no SVEDESE StJL P IEQE DI PACE . - La forza <lei tempo. d1 pat;e che I eserci to svedese viene ad avere in segu ito al nuovo ordinamento, risulta_dal.seguente ,;pecchio : · Ufficiali
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Comand i e direzioni . Fanter ia Cavalleri a . Ar tiglieria Genio l'reno T OT ALI •
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Allievi del.le scuole ini litar;j
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1,i92 317 !56
6.947
557
7,792
22,332
.iv~
Anno XI, fa$cicolo IX, 30 settembre 11902. A 500 metri di distanza, - È nna risposta del colonnello De Luigi del 3°-artiglieria ad un articolo stampato dalla Rivista sulla questione della baionetta, seguìta da una breve replica dello ~crittore del!' ar~ ticolo. Il colonnello De Luigi - e molti con lui - ritiene passalo il. tempo della baionetta e si debba « porre sull'al tare la Santa carabina»; il suo oppositore, per contro, pur apprezzando al suo valore l'importanza del fuoco od ierno, è convinto che la decisione della battaglia non la si otterrà mai col fuoco ratto a 500 metri rii distanza ma che la si imporrà soltanto colla baionetta. li De Luigi sostiene con vigore L1 sua tesi principalmeu1e con esempi stori ci delle ultime guerre; il suo cont(additorn oppone che tale metodo è assai pericolo30 « perchè la storia registra i fatti che accadono, tutti quanti , e perciò nella ;.roria si trova tutto quello che si vuole » e svolge poi con moli. \ abilità nou pochi argomen1i a sostegno della baionetta. Bisogna riconoscere che cruesti è un poderoso polemista e che intende difendere lii sua baionetta ad ogni costo. Noi non dividiamo interamente le sue idee quando dice che ,<C i Te.deschi s'i f'ecero sotto , non ebbero paura di andare alla haiont!tta : vinsero tutte le battnglie, a malgrado la strategia moltkiaua, ecc. » e quando ch iama sedicenie la guerra anglo-boera. Cosi pure non conveniamo con lui che lo studio della guerra anglo-boera sia poco util~ e mo lto peri coloso. Certo, il mP.todo di guerra dei Boeri non è interamente applic;1 bi le agli eserciti enropei e ai teatri di guerrn d' Europa e tanto meuo poi u quello d'Italia; ma furono i Boeri colla loro tattit;a de l fuoco che richiamarono l'attenzione degli eserciti europei sulla parlata ed etlicacia del fuoco odierno; e questo è inconfutabi le. E ciò ammesso - e oon sapremmo come non lp si debba ammettere - non si dovrà studiare e con grande profitto - purcl1è si s<1 ppia studiare - quella guerra che ci ha illuminati sul principale fattore della. battaglia ?
Reclute
{G,~00 1,500 3,37G 500 156
2,010
Rivista di f ant eria.
42 039
T OTA LE UFFICIA LI B TIIUPPA •
Inoltre sono da contarsi 60,000 uom1m, che vengono richiamati annualmente per un breve corso d'istruzione. AFGANISTAN.
'·AcQli!STO nr c.1NNON1. - L~ Noooie Yremia rifer isce che aO'eoLi JelJ'Emiro de!l'A_fganistan, i qual i erano andati in Germania per l'acqubto d1 cannom sistema Maxim e dei rela tivi arma menti sono arrivati a .,,. ' Pisch~val con :100 casson i. . L'~mi,ro uon anco~a r~cevulo dal govern o inglese il per messo d_, poi taie quest_1 c~noont a J\abu l, ed essi pertan to fu rono provvi.;on ameute ,d logat1 nella fo rtezza d1 Pischava l. I de11i agenti portarono 3,1 cannoni Maxim a Piscli aval, dove ora si Lro?no 100 bocct~e a fuoco forn ite all 'Em iro . Alcune di que:;te bocche a fuoc? furono_acqn1state ancora cl~l defuoto Emiro Abdu l-Rachman . , L En~1ro forma . un nuovo reggimeo 10 di Afridi (tribù orientale delI Afga mstan, specralmente addetta al la custodia del passo di Cheiber presso P1schava l).
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ANNO XLVI!.
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RI VISTA DEI PERIOD10I
Dd resto noi àmmiriamo la fi dncia del fante nel la sua baionetta ed è bene che così sia, purchè, come del resto, l'anicolista, egli apprezzi giusta rn,mte il va lore del fuoco. Al postu tto ci pare che non corra poi una grande differen7,a fra le idee dei due scrittori; la differenza appare, rea lmente, grande perchè esse sono esposte in modo troppo a,solu to. l\fa io questioni tattiche l' as$olnto non esiste . . Un breve passo - di condiscendenza - clie facciano ambenue, l'u oo verso l'altro, e l'enorme distanza che divide i due egregi contrndditori o scomparirà o sarà almeuo di molto accorciata. 1n ogrii modo, è articolo notevo le e assai interessante. . G-iitda Maccabeo . - L'antore intende dire di Giuda Maccabeo, che fu, non potè essere un generale qual unque : non fu un capitano di ventura, un mestierante di cose militari; fu un condottiere che ebbe una grande missione da compiere, e la missione fu la difesa d' lsrael, la difern del la legge cl i )fosè » . Egli stesso però ammette quaoto se~ne : « La :;toria che con11sciarno di Giuda l\'.laecabeo è inorganica, confusa, monca, ta lvolta anche contradditoria; a grande stento se ne distilla la verità; n1ancano sp~sso le cifre dei combattenti; s'ignorano il luogo rlelle battaglie, gl i antecedenti 'e i coosPgueoti di esse; assa i scarse sono IP, notizie relative ;igli usi e modi di combattimeuto, alle dottrine e ai dommi de lla guerra semitica ed ebraica •: Malgrado ta li enorm i diffico ltà, l'autore presenta nuo stud10 nel qua le ritrae in modo splendido la Ggura di Giuda Maccabeo come grande condottiero di guerra ; studio che si legge con grande diletto e desta la più viva ammirazione per il suo autore. « non
Tl panegirico di Traiano . - Si riportano a_lcune frasi del testo del Panegirico di, Trafar.i,o detto da Ca io Pliuio in Sena to diciotto secoli fa . (li bro, certo, a beo poch i noto) accompagnato da pregevoli commenti. I nostri elogi all'autore che roviw,ndo fra li bri antichi - sicrtrameote con noo ·poca fa tica - riescì a scavar fuor i preziose scritture. Rivista di cavalleria.
Anno V, fasc icolo XI, novembre 1.902. A piedi od (tea vallo? pel teoente colon nel lo E. ~'.lossoL1N. - L'egregin scrittore non sa acconciarsi alle idee sulla tattica della cavalìeria esp resse io recenti pubblicazioni dai generali fran cesi De Neg"rier e Kessler. Come per altri, anche pel Mossoliu, da ll a guerra anglo-boera non ,,i possono trarre deduzioni tattiche assolute, e per la c11,valleria spe-
RIVI~TA DEI PERIODICI .
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~ialmente abbisogna la prova di altra giwrra per deci.dere se essa debba -0 no cambiar tattica . Si modifichi, si perfezio:1i la tattica attuale della caval leria ma non si par li di cambiarla: tale, per dirla in poche parole, il concetto prioci pale esposto nel ~uo luogo 11rt1 colo. So_gg'.ungiam~ che i suoi ·raoiooamenti e le conclusioni cui viene sono otll m1, che gli esempi storic/\ecceno, forse, quello della brigata Pulz a Villafra oca) sono ben scelti. Eali ha però un torto - nel quà le s'incappa fo cilmen te 0 quando si confuta uo le idee degli altri - ba il torto, ripetiamo, di .aver ~oluto ' prov;n· troppo. Siamo pieo.1mei1te d' accordo con lu i clw la cava lleria, come pel passa to, dovrà e sarà in gra do di di simpegna re il s,:rvizio .di avansc~~ perta e che negli iusegui!11enti potrà rinnovare le gesta gloriose d1 altri 11~mpi. Per la battaglia ·- salv0 il caso di piccoli riparti e al lora Usuc~-:::sso è affatto momentaneo - noi in1,ero poco assegnamento facciamo suoli attacchi per sorpresa e siamo d'a vviso che la grande distanza da l rie~nico, alla quale forzatamente dovrà tenersi, impedirà di sol ito alla -cava lleria di trar proGtto di quelle occasioni propizie all'attacco, così bene ri levate dall'nutore. Ma la nota giusta egli l'ha trov,1ta anche per la battagli11 , quando inneggia alla carica fì 1rn le, decisiva, sulle masse nemiche di$ordinate, dernora liziate. Siamo però profondamente convinti che iu luogo di comb,uterlo, bisogna propugnare ad oltrania l'appiedameow, poichB cava llena elle oggidì non sappia, sia nei piccoli sia nei più grossi reparti dell'arma, combattere èol fuoco non è in grado d1 disimpegnare tutte le S\'anate missioni di stia spettanza . · L'arti~olo scritto da l signor Mossolio con tanto impegno, sentimeoto caval fu ristic,1 e molta cognizione dell' intima essenw dell'arma, sarà -letto con molto proGtto dai nostri nf6èiali, Equùazione di swola, pel colonnello SALVO. - Noo siamo riusciti ad afferrare lo scopo prefissasi dal signor colonnello Salvo coll a presente $na scrittur:1 . E!!li , pare almeno, vuole confutare qu~nto ha stampato sul numero ,1-12 del l!iornale l' Esercito italiano un certo signor A., . e ci'oè eli e eia un decennio si cura poco l'ist.ruziooe di scuola per dedicarsi priocipaìrnente all'equi tazione esterna ; ma ciò è una verità incoufotabile . . . Egli parla di una nuova scuola, ed osserv11 che a nessuno è ~ato . opporsi al progresso, e, concl ncle : « ch_e scuola vi sia, che le nuove idee ·siano $I.a te concretale in preceui ce lo dimostra il nuovo pnmo tomo del regolamento d' esercizi, ecc. , .
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RITISTA DEI PERIODICI
Per fortuna ~uel nnovo primo 10 01 0 , se l1a sem plificalo _ e oppor~ tu. namente - 1'1struzionc d' eq uitazione delle reclute , rich·i·ma I' a11en. . " z1one su Ila massima 1m ~ortanu1 del l' equit.izione di scuo la e dis~one in consegue_nza. mentre poi as~egna il giusro posto che le compet<1 .1ll'equitat1one d1 ca mpagna.
le compagnie~ersa~lieri-ciclisti, pel capitano dei bersaglieri L. ~A$I. - ~regevole articolo, senza dn bbio, nel qun le l',rntore con molto senso prat~co. e~p~n~ il su~ p_cnsiero sul!' impieio delle compa!(nie dc1 hersaglieri-c1chst1. . E.gli d'. c<' che grossolaoamonte errano coloro i quali credono clie 1 c1chst1 siano chia mali a sostitu ire In cava lleria. J ciclisti non sono altro cbe un comJJLnnento della catalleria e trovano utile im piego tllnto nell' avanscoperta qua nto noi com ba ttime11to. Il cicl ista non deve .mai dimenticare che è un fante montato e che perciò d~\'e ma ntenersi allenato a 11:i marcia. Por essere ullìcia le cic lista, conclude il Nasi, riportando 1111 detto di un suo collega, hisogn(l avere molte qua li tit, fra cu i anche r11111II:, di saper mootare io bicicletta. lmpression'i di Corsica, pel capitflno E. DE Rossr. - L'autore termin.i il suo iotere;saote lavoro sulla Corsica, nel r1uale si dimostra fine osservatore o scritto re pieuo di hrio. Questioni iJJpiche, pel coloonellr, R. Po0r.. - È uua breve ma esauriente risposta ad una lettera aperta dirett,1gl i dall'avvoc~to B1rzilai sull'Eco ~elle corse a proposito del nostro allevameu Lo cav11 ll ino. l i Pugi mol~o ~hiarameote meue 1n sodo i progressi realizzati in questi ultimi anni , s1~chè dal 1897 in poi non on cavallo è stato imporra to dall'estero per la rimonta della nostra ca ralluria. . Attraner.~o i_l mondo ipp'ico. Psic.o-patolo,q?'.a dell'ippofilo, pel maggwre vetermar10 LuPJNACC1. - Lo scrittore fo una viva e s.itirica rritica del sed!conte ippofi lo, il quale« è I' ippoOlo ammalato cl' irrofi lia acu ta e cronica al tempo stesso inguaribile, contagiosa; è l'i ndividuo che ha monopol izzato l'alleva mento , l'educazione, l't>s tctica, la medicina del ca vallo : lullo !.... Ed egl i lo dimostra e non solo colla massi m:i argm1i~ - sicchè la lettura de.I. suo scritto arreca un vt>ro pi11cere - ma iu man iera tale da riuscire in sommo grado isiruttivo. lI Lupioacci ha trovato iI se~reto per istruire cl ileu11 ndo. L'assedio di ,llalta nel 1565, per X. - È un breve riassunto del libro,~ dallo stesso titolo del colonn ello con to SANMINIA'l'ELL1·ZAaÀnELl,A.
RIVISTA DEI PERIODICI
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Rivista di artiglieria e genio.
XIX annata, Volume IV ottobre ·I 902 . E(lìcacia del tiro a shrapnels, pel maggiore d'artigli eria G. Cu vr. ·Per determinare l'efficacia del tiro a shrapnel ·l':1 utore defi nisce : af qunle si:-i lo spazio in cui scopJ)ia no shrapoels che possono lau·ciare sopra il ber~a1l io palleue efficaci ; b) qnale sia lo spazio battuto eia 11110 serie di colpi e con quale intensità sia balluto ne' suoi diversi punti . l!":gli applicil quindi il procedimento impiegato .a ll a solu zione dei problemi fi ssatisi, al tiro a shrapnel col cannone cl~ 9. I n questa parte dell'importante lavoro, e precisa mente nei calcoli e nella costruzione dello annesse ta vole lo aiutarono i signori tooenti l'errari e O' Arcn ine. Noi siamo in,:ompetenti io materia di bali,tica ma il fauo solo che il lavoro è stampato sulla lli vista d' artiylieria e genio è per noi prova sicura del suo valore. Attacco e di fesa di posizioni raffor zate, pel colonnello del genio SrAc~les5o io· rilie,·o che nelle guerre future, giuslll l'opinione la più diffusa, la difos n afforzerà le sue posizioni , il signor colo11oel!o S paccamela ritiene che malgrado quao to si dice e si scrive che il miilior m,Hlo di far c.idere le posizioni fo rti ficate , sia q uello di aggirarle manovrando, spesse si dovrà invece ricorrere ,tl l'iHtacco frontale delle mede"Simo. Egli avvalora, ino ltre, il suo detto col riportare il giudizio al riguardo di uffi ciali fra i più s1irnati chP- scrissero dell'i mportante nrgomento, e non pochi esempi ~torici, tratti principalmente dall'ultima guerra anglo-boera . C:ò premesso l'autore passa :i discorrere dell'esecuzione dell'auacco. Pngine wmunentc inte ressanti egli scrive sulla ricognizi one della posi zione for1i ricata e term iua l'anicolo coll'esa m111t1re la preparazioue dell'a1tacco da eseguirsi , secondo lui, mediante i::raude concentramento dì .artiglieria come 11 sa v:rno fa re i Tedeschi nel ,1870. Ql1esta prima parte dà prome,sa di uno st11d10 poderoso, e perciò ci riserbi~mo il giudizio a lavoro terminato. Notiamo essere questa noa delle principali questioni all'ordine del giorno, poichè è lllolto e vivamente diballuta lo po,sibi lità o 110 dell'auacco front:ile. CAM &r.A. -
Vecchia .m,ola, pei maggiore d'a rtiglieria G. S·rnAzzBn1. - Con vero ,compiacimeùto abbiamo letto la scritt11ra del signor maggiore Strazzeri,
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RIVISTA DEI PERIODICI Rl'1ST11. DEI PERIODICI
richiamante l'attenzione sopra talu ne modifìcazio~i the, a suo giudizio. converreblie introd urre nello ishuziooi dell'artigl ieria. In cond usione egl i dcsid<'rorehbe : IO le evoluzioni delle batterie siano limitate alla ~cuoia di sezione ed a due o tre mov menti della ,;,uc,la di balleria; e niente più; 2° 11ppeoa i conducemi abbiano imparato i primi movi,nenti del condurre in terreuo piano ed in piazza rl'armi, siaoo condoui ,enz'aliro sul terreno vario t>d esercitati abbondantemente ai pa::;~:,ggi difficili. Snrcessivameote si fo rà la scuola di po~izione sempre in terr!'OO vario; 3° le istrnzioni ioterne di quartière abbiano per base la mas~ i111a semplicità, tenendo prèseote lo ~copo che si vuole ra/?giuogere. I regolamenti d'istruzione siano consider:iti come il perfollo modello di qu:rn10 ha da sa pere il soldato; nrn non si spenda inutilmen te il tempo a ricerc:ire nell'esecuzione tale perfezione; se non è ass'l lntamcnte cessaria .il fine cui ,-i tende; t\. 0 ( graduali ahbia no la diretta re;;ponsahi lità di alcuni se'rvizi e cli certe istruzioni non, 1>riacipalis~ime. I subal terni, allt>g1teriti alquanto nel le loro occupazioni, · siano istruiti specia lme0te io q1rnnto ha reln· zione con l'impiego tauico dell'arma; 5° ai poligoni il tiro sia ~posato alla tattica, elevando quest'ultima all' importaozll del fuoco; 6° i comandanti di batteria abbiano nia i(giore liberta d'nziooe nrdl~ condoua del fuoco; acciochè, svincolaudo,i da ogo i pe,fa uteri a, si ahituino a lavorare col cervello proprio e ooo con qudlo dei regolamBnti. E noi, facendo noHre le parole del l'autore, « ci augnrinrno cl:e queste idee sin no discusse e couve11ientemeote rivo:-tite o morlifìc:ite, prendano la via <lei reggimen ti • .
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Notizie sul colle,qamento geodetico della Sardegnri coll' arcipelayo toscano, per A. Lo1>E11Froo, ingegnere geografo. - Notizie invero in teressanti;;sime e ~he ioteres3a oo ogni nrfìci,ile. Fra l'altro vi si apprende che fu adoperato per le misure aogol1Jri il proiellore Faini, che serve anche in geodetiche di 300 chilometri. La storia di questi lavori geodetici registrerà, perciò, con ouore il nome dell'ìusigoe go· nèrale Faini. I noslri elogi all'autore del pregevole articolo.
Rivista marittima.
Anoo XXX\', fascicolo X, ottobre ·I902.
L'cirnrnfrnglio Nelson alla Jl.fadrlalena e la mrl1'ina sarda in qiw·i tempi;, pel cootr'ammirnglio C. MAnr.11 n:sE - Nel 1803 l'ammin,glio ~elsoo mentre aspellava l:i lloua francese che·~tava prepanrndosi ,1 Tolone. scelse a base di opcrnione tlelln sua squadra gl i ancoraggi della Ma,ldaleor,. Ivi egli .conobbe il capitano Atostino Mii lelirn io quel tempo governatore delle isole« iut.ermedie » : Ma dd,1 lena, Cuprera e altr~ minori. Delle amichevoli relazioni intavolatesi fra il ~elson e il ~li llel ire rimangono alcune lellere di forma privala, scritte dall'ammiraglio al go· veroatore e riu,nute di pugn<> di lord l'ielson. Il sig. contr'arnrniraglio Marchese ae riporta due e tli esse uui sce µu re il fa~-simile. Sono lettere di estrema cortesia. La prima, di poc:i importanz.ì, lr:itta di un soldcito già milite $Otto il Re di S:mlegna e possato a servire in un reggimento inglese di prPsidio a Malta. Nella ,econda, prendendo commi;llo dal governato re e ringrazi11ndo dei favori ricevuti esprimo il dubbio di non. poter combattere contro i pira1i barbareschi. Co,ì conferma quanto grande fosse l'audacia di quei pirati e insieme ri\·ela un lampo dell'iodole di quel graod'amm iragl io. Sono inoltre ripomte pnrecchie lettere del dnttor Scott, seiretario particolare di lord Nelson, relative M sva ri:ite cose, come la r icerca di marinai disertt ri, cbia~~i commessi in paese dai marinai, ecc., e trova1e nelle diver,e ca ria lascii,te d~I Milleliro . .[I Marchese discorre quindi dell 'Agostino Mi llel ire che dai documenti suoi e da al tri che :incora :;i conservano negli archivi di Torino " appa risce di e~sere ~tato marmo tli non comuoe c;ipaci1à e di coraggio raro e che ..... raggiu nse rango e po~iziooe onorevoli ». E cosi ne lrae otc:tsivne pnr dire della morina sarda di quei tempi, dell'importanza <lella posizione della Maddn lena e dei giud izi iutorno ad essa, di Nehon e di ~apoleoue. Scrittura assai notevC>le per la parte storica di quei tempi ricordata ed illustrata e per le con, itforazioni che l'accompagnano. l?iformment1: di combustibile in mare, per E. F1rnnETT1.-I1 pro blema del rifo roimeoto di carbone alle nav i può essere consideraH, ~otto due ben diversi aspetti : secondo, cioè, che si cerca di raggiungPrc e~sen · zinlmente lo scopo di fa1' presto, oppure quello di farr. a qualunque costo .
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Circa al far presto, di cui subito fu afferrata l'importanza, si è già realizzato un rap ido e notevole progresso, e sempre più si tende a perfezionare le nostre insta ll11zioni per facilitare l'affiusso e lo stivaggio nei carbon il i, nonchè quelle per agevolare i mezzi d' imbarcò. Solo pitì tardi, invece, si avvertì l' importanza di poter far carbone ad ogni costo, ossia tutte vo'.te, io qualsiasi circostanza di luogo, di tempo, di moto o di quiete, ve ne fosse bisogno. È questo I' im port11u te quesito che l'autore studia a fondo, il quale consiste essenzialmente nella ricerca di un acconcio apparecch io pel passaggio del Garbane dalla nave-deposito di carbone alla nave che deve fornirsene, sia io quiete sia io moto . Anche per questo capitale ·problema si è sulla via di trovare nna soluzione praticamente soddisfacente, e il signor FerretLI , nel suo pregevole e interessante lavoro, prende appunto io esame qiianto si è fatto fino ad ora; principalmente colla linea aerea di scorrimento, colla linea aerea trasportatrice, di cui ana liua i vantaggi e gl i inconvenienti.
t rettanto modesto quanto graude, per il quale nutro una ammirazione incondizionata •. È affatto superfluo rilevare l'eccezionale imporwnza dclln presente pubblicazione, la quale teniamo come 'un dovere di segualare ai nostri lettori.
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Se~ue altro notevole articolo, di argomento interamente tecnico: Sul 1,aro delle navi, dovuto-alla penna dell"ingegnere de l genio nava le Aoouo WEHMEYER, e la sempre interessante .rnbrica: Info;mazioni e notizù. Al fasc_icolo, però, è unito un Supplemento che tutti vorranno leggere poicbè col titolo:_ .Radìo-telegrn-fi,a, Espe1·ienze eseguite sulla R. nave « Carlo Alberto» contiene la relazione ufficiale completa degli esperimenti rnd io-telegrafìci compiuti da Guglielmo Marconi io persona, coadinvato da l tenente di va$cello signor Luigi Solari, nei mesi di lugl io, agosto e settembre a bordo della regia nave Carlo Alberto durante le traverM1te dall'Inghilterra a Cron:;tadt e viceversa e nel viaggio di ritorno dall'Inghilterra ali' Italia. La relazione fu scritta dal prefoto tenente di vascello ed apprMata dal!' illustre inventore, ed è acéompagn:ita da una copia del gioroale ufficiale del le osservazioni e da un album coot.eaente alcuni esemplari di striscie telegraficlie Morse, rappreseowni.i parte dei radio-telegrammi ricevuti dalla stazione Marconiaoa di Poldhu (Cornovagl ia) nelle varie navigazioni fatte e negl i ancoraggi di Cronstadt, Kiel, Ferrol, Cadice. Gibilterra, Cagl iari, insioo a poche miglia da Spezia. La relazione fu trasmessa a S. E. il mi:listro della ma riua dal coutr'ammirag lio Carlo Mirabello, il quale così termina la $Ua lettera di trasm issione : « Io sono orgogli oso dell'onore toccatomi di assistere a questi storici esperimenti, durante i qua li ebbi anche la for tuna di avvicinare ed apprezzare nella ma intimità il giovane scienziato, al-
Revue militaire des armées étrangères. N . 898 e 899, ~ettembre e ottobre 1902.
Studi sulla gue1"1"a anglo-boera, (continuazi<one). -
Vi sono narrai.i
·il secondo e terzo tentativo per lihern re Ladysmith. Questi studi_sono
particolarmente interessanti, non tanto per la descrizione degli avvenimenti quanto per molti documenti ufficiali ingle,i, (ordioi, relaziooi ·dei corobattimeoti, ecc.) che l'accomp~gnano. Il bilancio delta guerra dell'impero tedesco vet 1902. - Vi sono .analizzati i singoli c:ipitoli e se ne deduce: la costante prcoccn pazione dell'au toritù tedesca di anment-are senza posa la potenza del!' e::ercito. A quest'uopo, a mezzo del bilancio si creano nuove unità non previste dalle leggi militari (distaccamenti di mitrng!iere, compagnie n'artiglieria a piedi); si crea un personale ~peciale per · 1ii costruzione ·delle fortiucnioni, si rimpiazzano gli operai militari con operai civi.li per la coHfczione del vestiario, e ciò per scarica re gli elem<rnti combattenti da tu'tti quei ~ervizi che uon entrerebbero nelle loro occupa zioni di guerra. . Gli aumenti della forza sono per ora fissati fino al •I 90+, poichè fo raggiunto il numero di 495,bOO di uomini di truppa portato dalla legge del 25 marzo 1899. Il g,)verno, però, potrebbe ancora chiamare sotto le armi un supplemento di 7000 uomini, come ue ha facoltà, -ove lo stima,;se indispensabile.
La mobil1taz·ione e il concentraniento tedesco ne( 1870. - Studio :p11rticolarèggiato, basato soprn documenti, specie sul la r:orr·i~pondenza di l\ioltke, e perciò istruttivo. L'fiutore fa ap1H10to al Moltke di aver progettato un servizio di copertura alT:itto rudimentale e di aver YOluto effettuare la radunata al la fn:mtiera od a breve distauz·,1, non tenendo sullìciente conto del nemico . Quest'ultimo fatto, anche solo, ., iodica la concezione erronea d'uu plano, il quale dovrebbe essere stabili to, in vista non di uu caso specia le, ma d( tutti i casi possibil! ».
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Le osservazioai saranno giuste, ma quanto è facile rarlt: a fauicompiuti q uando si coooscooo esattamente le intenzion i e le mosse dei due eserciti avversari . La pretesa poi che un pi,Ìno debba soddisfare a lo tte ·10 possi bi l~ contingenze è, sicuramente, sov·erch;a. i\apoleooe stesso ne sarebbe, fo rse, irn ba razza to.
Possibilità d'una cainpa.9na russa 'Verso l' lnclia. I dislaccarnenti di mitragliere nell'esercito tedesco. ·
sboccare dai Vosgi. Sono inoltre ana lizzate le opera1.ioni di quei ~dorni compiule dai Tedeschi e se ne. dovrebbe rledurre chP- ~J ollke su bito dopo S pichereo poteva prtrn dere un'attitudine dife nsiva. Qualunque sia il v3lore del le cousirleraz1oni :;trategiche dflllo stato maggiore france~e. l' importauza rea le di que$ta storia risiede nella na rrazione particolareggiata dei disegni con~epiti e del le operazioo i eseouite e nei n umerosi documenti portati in appoggio d'ogni auo del CO · ~ a~do dell'eserci to, dèl MinisttJro dell a guerra, e, giù giù, sino a quello d'oc,ni ~arande unità e non nell'esposizione di oia ni (senza teuere alcun . l conto dei nemico) che :;i avreb bero potuto attuare Gli studio;i poi della ca mpagna del ,18i0-1,1 SCOl'f:!Ono un grave incon veniente in codeste di vagazioo i ; quello cioè che progredendo di questo passo sarà forse concesso ai fi gli dei nostri fig li di avere tra le mani la relaziooe francese completa di datta campagna. e)
lei nuo"va legge s11,l/.o stnto dai sottufficiali in Italia. - Vi è chiaramente riassunta la questione dei sot1uffi ciali a comiociare dalla leurre dell' 8 luglio -1883, e si insiste a luog-o sul nessun esit,1) fovore,:~Ìo ch'ebbero fino ad ora le disposizion i di legge per l'i mpiego civile da accordarsi ai sottufficiali e sulle nuove prescrizioni al l'lgunrdo. È quin11i ri prodotto integralmente il testo della {! uova legge, ffuale fu approvato dal Parlamento, cu i sogu<.l oo poche r ighe ..di benevolo commeotg .
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Rev ue du Cercle milit airè.
Numeri !~O , 1-'I, 4-2 e 43 , 1lel li 4., H, ·18 e 25 ottob re ,1902. Revue d' Histoire.
Progetto pel tra.sporto d'un rnater iale eh ponte leggero per P. Wom1Si propone di sosti tuire alle vetture, le q uali .hanno l' inconveuien1e di allnoga re lt1 colonne, nn modo leggiero di trasporto mediante biciclette di comune modello, preferi bilmeote quello del capitano Gérard . J . . · Si avrebbero due biciclette co llocate snlla stessa l1uea , e parallelamente fra esse ad un de,ercn io;Ho intervallo. L'au tore ~piega minutamente la s 1i::1 proposta e pa recchie figu re intercalate nel testo giol'ano opportuna mente a meglio chiar irn e i parti co lari. A detta dell'autore, ta le roez.zo di trasporto, cu i dii. tl oom e di quadricycles, troverebbf' ancora cveotnal i applic:1zioni. Potrebbe essern utilizza to per avere a porta'ta. delle tl'U,PPe tutti gli oggett\ dei qual i ·po., sono aver bisogno immediatamente in c:1so d'urgenza , il cui volum e non ecceda /1 metri sopra 0,60 circa; come casse di cartuccie, munizioni, attrezzi che si portanou su i carri reggimentali. Potrebbe anche servire pel traspor to rapido e individuale· dei feriti. Esso prtlsenterebbe i vantaggi : ,1° di poter portare oggetti utili al segu ito im mediato d'una truppa d'avanscoperta, di ricognizione o distaccata ; 2° di avere uaa veloci tà e um, fac ilità di spostamento incou testabili; SE11. -
nédigée à l'Élat-Mojor de l'Année. - ' IV Anno, n. 21 e 22, sencmbreouobre 1902. ·
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Oitre alla continuazione dei pregev!)li sLud'ì sulla : Carn.pagna del 1794 all'armata N01·d, e sulla carnpagna del 180,'5 ùi Germanici (Ulma) si ini1.ia la pu bblicazione di due nuovi lavori riguar<lami : Lei manotra di Denain (che offre molto interesse perchè si prefi gge di chiarire un punto assai coo trovcr~o della Slùria, ossia a chi spetti , realmente il merito della vittorin, · di Denain) e : ll blocco di Brest da l 1793 al 1805. La nos1.ra attenzione però è pn rticolar men te attratta dalla relazione così documentati,, della guerra del 1870-7·1 : In questi due fascicol i sono na~rnte le giornate dèl 7 e 8 agosto· nella Lorena. Vi si trovano le più ampie info rmazioni ~ulle intemion i e sulle dispo~izioni prese da Napoleone in quel diffici le momento in seguito alle sconfitte di Worth e di Spicueren. Lo scritLore i francese espone inoltre molte considerazion i s1r.1tegiche sulla situazione e sulla possibilità , in luogo di ritirarsi su Ghàlon,;, di riunire la rnaggi<•r parte delle truppe disponibili (circa '2~0.000 uom ini) sulla,Meurthe o sulla Monagan per prendere l'offensivn contro la 3n armi,ta al suo
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3° di poter diminuire il numero dei cavalli che bisogna gover n;ire e nutr ire. Tre anni di campagna nel bacino dello T,;had, pel tapitano DE L,1,del 2° tiragliatori algerin i. - Le no1izie raccolte de visu che l'autore porge i_ntorno ai_ p~esi da lui attraversati (dal · for!e La~y a Bousso,) 10 quei tre aom dt ca mpagna e sulle innumerevol i tribù che lj abitano sono invero interessanti. · . L'autore trova giustifi cata l'occupazione francese del bacino dello Tchad non fos.;:' a ltro per arre:;tare l'islamismo nella sua conqui$ta delle po polaz,001 del Sud, vedendò nell'islamismo un serio pericolo che minaccia le domi,naziooi europee in Africa poichè hanno violato la terra del Profeta. E q11e5to un lato del vasto problema co lon ia le africano cui , per la prima volta, vediamo accordare sì grande importanza. A pnere del ca pi tnno francese i l bacino dello Tchad; a partire dal ,10°, è suscetti bile di essere colonizzato dagli Europei. l\lan mano si al'anza verso il · Nord, ii cl ima diventa meno du ro e relativamente vario, io -ogni ìnorlo assai s0pportabile. · Provvvisto di poche comod ità è più che probahi le che il colono brnnco vi si accl imaterebbe senza 1roppe d1fficoltà, tanto più che troverebbe nel paese la _maggior: p~ne degli alimenti ai qua l: è abituato e che gli sono necessan . Le razze che abitano <] uei paesi sono d' una grande densi tà, e potrebbero fornire alla vicina provin cia del Congo la mano d'opera di cu i ha bisogno. Esse sono in teliige~1i t> indnstriose, ed amano il lu sso, le belle armi, le belle stoffe, gl i oggetti d' orifi,·eria. Zucchero, the, caffè, ch incagli er ia, sapone, candele, ecc. trùl'erehbero fra esse uno smerciù considerevole. La regioM produce in _abbondanza CP,reali e :ilcuni legumi, cotone. indigo, caoutchou sino .al 9°, avorio, cuoio, muschio, piume di strnzzo e maraboul. L'impianto di orti, fatto per esperimenti, riuscì perfettamente. Sul le r ive dello Thcad sono numerosi buo i, monton i, ctipre, asini, cava lli e camellì. · . L'.rn.t?re s'augura cha 11, fe rrovia riunisca, fra breve, Ouar~la al grau lago c1frrcl'lno ;-:i llora la Francia terrà vera mente il posto che le spelta nel l'Africa, e Buto.n net, Lamy, de Coiotet dormiranno colà d'un sonno più leggero. I l loro sacrificio avrà reso la Francit, più gra nde e più fo rte. MOTHE
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R I VISTA DEI P ERIODICI
Un a·n n·i,ver.sario - Anerstètdtr pel capitano medico EsPESANDICA.. I Francesi colgono ogn i occasione - e fanno bene - per ricordare, ma~ oi6care i orandi fatti mi litari da essi compiuti, e principalmeute quelli ~ell'epope/oapoleonica . Il c,ipitauo Esperandi:·a fn ce~'to bene ,_ispir~to oel voler commemorare l'anniversario della giornata d1 Aoers1adt, g10vaudosi, in µa rticolar m9d,o, del Jo1i-rna/, lristorique de lei ca·1n~agne Priis.ie et de celle de Po/.ogne, compilato per ordine del maresciallo Davout duca d'Anerstiidt, e del quale il maresciallo stesso scriveva una nota da lui firmata: • Je certifìe qu e ce .iourn~ l, contenant cent quatrevint·$iX. pages, ai;compagoé..... e:;t le récit exact des action:, auseq uelles a concouru le 3e corp$ de la grande armée pendant les camp,ignes de ·1806 et ;1807 ·». Certo, la narrazione di quella battagìia --:- ìl cui suc,ess~ è dovuto al valore delle truppe e (1lla straordimiria tenacia · del maresciallo - l~tto rlall' Esperandica non riveste il carattere di un profondo lavoro stoncomi litare, qQ.a li si usano com pi lare oggidì, ma è uno scntto di commemora1,ione ben fatto ed ioteressante.
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Journal des Sciences militaires. 7ga annata, settembre ·190':!..
còmpilo di L11;ngrcs nelle im;as·ior.1; passate e futurn, pel generale Drt tem po· immemorabile erasi sem pre accord~to grande imoonaoza alla posizioue strategica di Langres; ora, per ragione d, eC()· no~ia si vohebbe abbattere la cittadella eretta vi 70 anni fa. Nel .190·1, fu pr~pO$ta al Parlarneoto la soppressione di quelle fort.ilìcazioni: la Camera dei deputati votò favorevole, il Senato votò contro. Nulla pertant.o fu ratto, mti la questione è sempre so~pesa. Il generale Lewal nl.iene qu indi. utile di es,1minarla sotto l'a,peLto del suo còmpito p,1ssato .. Come tutti gli si;ritti dèl Lewal, anche questo è interessan.te ed 1s_1.ru ttivo , specie come studio storico e strategico. In questo pnmo arttcolo, egli prende a disamina la ~uerra contro i Galli sotto Cesare e le rnvasioni aaermanir.he ai tempi dei gallo-romani. . . una semplice osservazione: era proprio necessario rifarsi a, tempi così remoti intorno 11i quali è così difficile avere esatte od almeno a.ttendi bili n~tizie, per ,mettere io rilievo l'importanza delì a posizione di Lanores? A noi pare di no. Anche nelle cose mil itari oggi s1 procede a v;~ore, e solo con fatica si trova il tempo per studiare a fo ndo la_ storia ~ ilitare a noi più vicina, d1,lla qu~le soltanto è dato ritrarre utili deduzioni pei tempi nostri. [l
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La battaglia d-i Cwnaxa. L'anonimo autore non si limi1:i a 1.rncciare le linee ienerali delle operazioni d1 Ci ro ed Artaserse io Babilonia che condussero alla battaglia cli Cuo:ixa e a dire dell'andamento generale di detta battaglia, ma entra nei più minuti particolari. Lascinmo dii parte la questione della mnggiore o minore crerl~oza da accor<l11re a wli particolari; ma a noi appaiono ahbastanzn strane le conclusioni cui si viene e ell e svelano·il movente de l faticoso lavoro. L'autore scopre ché la causa della iJi5f,1tta dei Persiani e della villoria dei Greci è la seguente: per i Persiani combauere significava cercare di anu ieotare il uemico da lontaoo, mediante i proietti lanciati dalle armi di getto. Per es~i, insomma, l'arma di ge uo può e deve solo ,1ssicur.1re il succes30. Così infatti pugaarono a Cunaxa e furono sconlilli « come doYeva accadere. , Per i' Greci, ioveco, combattere, voleva dire: ;11\'rontarc l'avversario e procurare cli ucciderlo coll'nrma che avevano alla mano. Da questi principì sul modo di combattere, l'autore deduce puro i pr111ci pi cbe dovevan presiedere all'istruzione mi lita re d~~li uni e cl egli altri. I Persiani tendono essenr.ialmente :i fare clt>I· soldato un buou tiratore; i Greci per conrro, esaltano iI coraggio e l'uso dell'arma a ruaoo. E perchè il lettore rilevi bene quanto l'autore ha voluto dire e provare egli meue i p1111ti sugli i: i Persiani hanno perduto pcrchè, come si direbbe oygitlì, intendevano aver ragioue del nemico col fu oco; i Grt!ci vinsero pcrchè abituati a sprezzare la superiorità numerica tfel nemico e couvinti degli effetti della sn periorità del coraggio. Se il l;1voro, che come studio storico è, senza <lnbbio, molto prego· vole e deve aver costato uon poca fatica, vuol essere, come pare, una satirn de ll'impo rtanza nni ver.;.almcnte ,1ttril.111ita al fuoco odierno, ha fallito lo scopo prefìs50,i e divulga per la stiimpa idee sbagliate. \"on la sola tattica dell'urto, non la sola tattica del fuoco, decideranno nello guerre f111ure, della vittoria o del la sconGtta, e la vittor ia arriderà al soldato ardito e valoroso ii quale irupiel(ando a dovere il fuoeo saprà, poi, a momenltl opporluno, lanciarsi all'm·10. A noi pare, proprio, che nessun utile ammaestrameoto è dato dedurre · pei tempi nostri dalla cnmpagoa di Cunaxa e tanto più siamo convinti di essere nel vero, riDetteudo che da taluni si nega tah prerogative perfin6 alla gnerra anglo-boern tcstè term inata.
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Militar Wochenblatt.
N. 85 del '25 S61tembre ,1902.
Circa il trar profilto degli ammaestramenti della guerra angloboera. - Pel dibattito, che non accen,1:1 punto a cessare, fra coloro i quali so,tengono l'utili tà, anclte per gli eserciti eu ro pei, degl i i11seg11:1meuti dedotti dalla guerra anglo-boera e quelli che decbamenle la negano, ci pare offra p:irticolare interesse quaoto scri1·e al Mili1ar Wochenblall da Windhock nell 'Afri ca, teds,;ca surl-occidcut,ile uno che h.i parie, cipalo a quella gnerra . Lo scrittore promette che l"o,;servat,ire lontano dcvt: naturalmente ,1ttribu1re la su periori tà 011.eouta dai Boeri all a loro snperiori til nel modo di combaucre. Nèl fatto fu rooo a Itre le ca use p;i nei p:i li che ~:;:;icu ra rono detta ~u perio,-i tà ~ i f3 oeri: · IO gli errori comme;:;si <l.i~li luglesi nella condoua dei la guerra e specia lmente h1 m:wcania di e:;plorn1one e di ,-icurezza sia da 1narc1a sia io srnz 011e e priucipalrnente durante il t0mhuttimeuto; 2° il d11Iicile terreuo colliaJ30 dell'Africa del Sn I il qu~le pre5entava ogni ~ort:i di vanraggi al difensore ~pecialmente pel comba1t1mento d'artiglieria ed en1 sva ntaggiosi) all'iuaccante. Devesi inortre tenue contù che i Boeri, sebbeue all'rnizio Jella cam pag_oa iovade~cro il territorio inglese e avessero pure nelle prime e ,·it· tol'iose bauu ~lie la su perioriti1 numerica, si maotconern rnmprc nella difonsirn, e che mai, rn tulle le guerre, trnppa boP,ra affrontò !,!li ln gle~i su aperto terreno eccello l'anigli eria i$truiia secondo i metodi europei e che prestò eccelleute servizio. Un cambiamento nelle formazioni pt>r l'auacco non avrebliero d:rninuito le perdile incontrate dagli Inglesi; perdite che appaiono eni,rmi paragona1e a quelle dei Boer i, ma che effettivamente non sono uili ~e si eonfront_ano coo quelle subite dalle truppe europee nello ultime guerre. Le perdite dei Roeri in rapporto a quelle de.gl i Inglesi, furon o co,ì lievi, pereh è es,i, maestri nella scel la delle posizioni difeo sive 11ou potevauo emcacemente essere raggiunti dal fuoco nemico nelle loro eccellenti posizioni. Uo ammaestramento, già venu to in lu ce nelle i!uerre ;ifric,me e uuovamente conformato da quest'ultima, è cruello ri~uardante Ja fanteria montata; e di cui subi to tr:issot·o partito gli Iuglesi, forma_ndo 11ume-
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rosi rip8rti di fanteria moutata . Il Boero non è un cavaliere nè un soldato di cavalleria come noi li riten iamo, ma è un fonte nato a caval lo. ComP. ta le ha spesso reso ottimi servizi, astrazione fatta dal di fetto di disciplina e di spirito offensivo. L'abilità e celerità colle qua li un reparto di Boeri moutati va in una posiziòne, sa lta a terra e io poc;bi minuti apre uu fuoco efficace - di solito con giusto alzo - e di nuovo monrn a ca· vallo per cambiare di posizione, meritano sicu ramente, non solo di essere riconosciute ma d'essere prese in seria coosidernzione e di servire di esempio. Non va per altro ·dimentica to che i nostri cavalli europei, a sangue caldo; non potrebbero raggiungere quellà perfe1.ione che attrasse l'rnenzione di tutti gli europei dell'armata boera, e che mai potrà essere raggiunta. Mentre pres,o di noi si ha bisogno di un u0mo per tenere tre cavall i, pel temperamento freddo del cavallo del l'Africa del Sud, basta un sol uomo per dieci fino a quindici cavalli. E. lo scrittore viene alla concl1:1siooe che l'applicnipue delle regole tattiche contenute nel regolamento d'eserci1.i tedesco ed in quello pel servizio in guerra, sarebbe stata la più opportuna, quella che avrebbe corrisposto di più allo scopo e che avrebbe dato i maggio1:i risultati.
B. D.
Per la Direzione LoDovrco 0IS OTTI C.olomielfo
n. A., inc(arieau,
IL COLONNELLO CECILIO FABRIS NATO A E'lP.E NZ.F. JL
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AGOSTO
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gerente.
MOR'l'O A RO~rA H,
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NOVE)CBRE
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La famiglia Fa,bris è ori nnda del Friuli. . ll nom 10 An1t.,m io, ·a-rli,sta di mol10 valore, trov,,vasi :t Firenze col figlio Dom~nico marii ato a Giuseppina R imediotti quando, .ncll' aHno J.840, nacque Cecilio. A.ntonio venne poi 11omina.to d ireUorc della famos~l Zecca. Venet.n e pe·r r,iò riporiò rn~lla. Vcnc:r,ta l" intie:n,. fa,migJ ia . Aequìstò in bn we a,k iss i,nM farwt cr .inc i,;ore in Ita,l ia e fooi:i, specia.Jmente 'Ìll Iughiltena. e co~1giu nsc• il wo nome alle fradizioni del ri sorgimento it.aha110, a \·<>ndo egli i11cisc è eoniatE;, durante l' cpi c~ loLta dell' ult inia n epuhblic,i Veneta mmi 1848-49. - le stori ch e moneto e medaglie, quella fra le altre ,che porta ,nei ·o il motto eroico cli Dmi icle 1ran i.n : res'is'tenzri ad ogni. co.s/'o (]). Il :figlio cli lui, DOlllenico, e padre d i Cecilio, fn pure artista vale'J.1tP, r,ni si deve In- celobre in<Ci siònc in n rme <1.el r ii.ratto d i paipa Giuli o H . Si ,p uò agavoln1(·1Ji r <'OJ11f>rc11(ler<' co111e tutti i membr i cli qur,sla fa.migli a, i11 l'U i l'arte e,rn, a.!i·me.ntn:b1 <la lln t raélizi,Jnalc e profondo palrio1risrno, J)n '1Hl{'ssrro pnrte at(iya ed ardente nel I<1, r i ,,coss,1 ]W ,. l ill.(Ji pc,ncl,e, 1;,:n. 1-l ;f a Ji hertà d.e l la pa.t.ria. Qnnti r·o fratc,Hi <·onci)r,-<'r (>. utfi,e inl i, nlle pn.trir hflJlagli c·: il nos1ro Orci l io; Ji'ra~1çc,c;;M, on1. nwp;giorc 11cllc1 ri.ser,·a ,·~ prof~ssorr. nel Col lr.gi0 ' mil it,nre ili Nn.po li ; Tri,stn,1H1, orn tè1
DEM ARCHI C ARLO,
1840 -
(I) Esistenti nel Museo di Udine. 132 -
ANNO Xl.VII ,
2QB,b
Ii, COLONN ELLO CECILIO I!'A BRIS
,ne:n _ t~, c_oJon:ne1to a riposo; cd Ant0nore ehe, d oJ.JO aver ragg.mnl·o 11 gra<lo cli lenente, segui ailtra profe0>sim1e. Il padre Domenico fu tf.l:a i difensori ,clt \Tc~1eziot1 milit<· Yalo~oso e uno ~~·a. i ~)ri nòpali organizzatori di qneJ lwttaglione cl_1 . wdol0scent,1 tlec,to della spermizo, nel qufl!Je C<:e;ilio hmcmilo vesU !per Ja ·J)rinrn voHa. una. div isa militare i1aliana. ~ er _questi attt d i })a.triotti,s.n,o, neJla, Ca,p.itolazio,11c th Vc~ez1a J~l,iJosta. cla,l.J.'A.ustria, Domenico FalJ:ris fo compreso trn '. famos1 qnarcinta esci.usi da. og11i jnd nJlo e~ bandito df~l Rcw11 o Lomba,r do-Venetu. Andò quirndi d i n uovo a l<'ireuz1'l ntc:tlirove -a pe'l'fozionarsi neM'a.rte e a completare <di studt d'illgegneria., finc:hè per 0ffetto di una gen0rn1/ m1111istia ritornò nel Vem.eto e si ,collocò come i no·eo·n, ero 11clle cosl.ruzinn;• . . b b delle stra~l.c ferra.te. Oec:ilio entrò per 1m)Seguire i suoi ~tud ì ne.l c0Heg10 allora <li Sa-nta Ca,teriina., oggi J[m·c{J l<'osrnr in i. i,n Venezia. Appunto in quo.L tmnpo - neH'ann o 1853 o l8o4 - dura~to le va0a,11ze s·c0IasticJ1e,, a Pordenone conobbi per la pr1~1~ _voJl a Cecil io, col qu,aJe in breve dov,eva striuger,s i una a;mcizia dul'ata poi tutta. lk~ n ostra. v ita. L? rh~icli ~1-el _1858 nella. bamonclri tanto gior:onclci clBgi i Stl~~l umvers1(:,a,n a .Padova. : gio,conda, sì, :ma agitata da fobb.nh s~:>er mnzo, da, ai;clenli e generose cosp:irazioni che talvolta c1 ,porta.vano a fotte con l a polizia e co n lo soldatesc he a.ll.striache .fin n eill'a.trio dell'Unive11sit~1.. . Alla vigilia dei g r a;n.d i ,avvenimenti dc~tle g uerro p er l'indi:panclenza, nei primi nwsi dell'a.trno 1859, id Governo u 1Lstriaéo dli use l' Un ive.rsità e mandò gli studenti a lle Jorn case, {,emendo moti r ivolu zionari; ma, i comiLfiti seoTeti fonda.ti ,dal L~ };'ariilla e sparsi ii1 ogn i ci ttà e villaggi~ del Veneto organizzarono l'esodo patriotc.ico. Gli a:nimi frcmeva.n,J impazient,i; il l 'iernon!:e ci as1)etkwa; le r ivolll zio,ni ne,i J)ucat:i e.i p~·e·s~av.a;no a va.rea.re, il co11 Jì:iw, a. g r u,p1)i, gn iclat i <l a fi:l i_pat:r10tt1, pr~tetti - come si .J i reil>be, oggi - da nn ser"!2ao d_1 es~lor~z10110 e d i sicurezza, fa,tto dall'i~)tiera popola~ z10ne. MoH.1 g iovani emi,gra.nti furono a rrestati , e rilasciat i [)Oi l a 1na.ggior partE\ fra i pochi t,ra,tten ut i i,n ca'.l'cere pr.r al -
li, COLO;<i'NELLO CECI LIO J;'A BRÌS
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cu11ii mesi fo Cecilio J'abris corne so,spcttn. di aYer conoonso a manten.e.r vivi i senl,imcnti cnntnt-r:i: al·b dornin azionc, str•anicra : ceco pEnidtè egl i potè toccare lihea:a terra e indossare la divisa, de.J volontario sol-tanto nel fohbrni o de·i 1860. Fu an:uolato nel ±1" reggimento foni'eria., trnppe clell'F]milia, e Sllbi to dr)po J.'a,nnessione al R eser cit{) - 25 ma.rzo 1860 -:- Cecilio fu tra i giovan i più istruiti amnJ.e.sso al OoPso suppletivo dellù Regia. 1\fiJ ita 1:e Acea.clemùi (4 a,prileì, dalla, quale usc-ì sr)lt:otmien.tr n el 48° faute,ria (G ma17.A) 1861), ovR :in brevl~ ebbe agio d i for r i·Je,var e 10 SLL0 d.oti d'inteUetlo, cli oolturn, e, d i operosit~1., .e {11 nom tnaìo aiut,rn te maggio re in 2° (29 ti.pri le 1862) .
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Kon intcndu c1ut segu ire a pa,sso a pa:;so i padicolari. della SLLa lu;nga cd onornti;:;sirna c-a.rr ici,1; m i f;ono formato s ui primi suoi 11.nn t di fanciullo, d i g i.ovaJJ1etlo f) {li soldato per porre in 1ue,e ,.l11e q1L;1,I it tt e,.Jie in lui rimasero i:nalter a,t e per tutta, fa vi ca, e .i n rutrn lo ,r,ircostan ze : mm onestà assoluta per un 1sen himeuro elevatiss imo deiHa :moralità rut1,che nei lilini·mt ·atti ,rn~tte,:iali 1lcH'e.si,s tenza, ed un arno, r e a lle ricerche . . 0cl a.110. ,s tu,d.iu ma.i irn.terrotto o C',he si svol,s e in una a ,pplicazione sem,prc più itntensa, e oonsLt,n1ò .n el corso degli ulfarni anni. e ridusse esangHe qn e,J s110 cer vdl o così poderoso, co,ù comprensivo dei co:mple,ssi rn.pporti d e:1lo sci bi le, -cosi securn e talvolta. nel discorso p11n g,er11 te nei giud izL FÒrse un uomo ~loèato di tali qun litlt f\.\irebbe lasci ato tra,ccie più luminose e pTOfoncle de l suo l avoro, delle opere sue, se avesse potuto svolgerle dalla, cattedra neJ.J.'ambien te p iù libero e t~mpio deUa scie:nza u n i.versa'ie o ·i 11 qualche l:iiber a pro.fessione in mi i. è dafo all'.i ngegno umano d i porta.re :il massimo co11tr ilrn!.o clrllc ,~no facolt.à . ?ella mil izin i1w eee, le occu1paz ion i d iutt1rne dr.I servizio, se.gna.tament.e. nei grncl i inrfe..r.iori, il do , cr8 :d i cm'aT,e la propri a, istruzion e :profr15sionalc o d i é.dncare ed istrnir e il solda.t.o. sono giit c·an!SC di disfow1. io11e d ngli sr.u~l:ì intensi d i. 0
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Il, CULOXNEl,LO CJ.;ClLIO .l:'ABlH::;
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ol1!:linc più elentto ; mcutro il rispetto d·1 >v 1il,,1 ulJ.;ì sul>ul'llirnt· zione, e q uello non meno deli cato ni rig nnrcl i dclLt poi' iziorn'. militare: che si oec:u}ia, so110, so non u u o;;ta.colo i11 sorrnontabiilo, certo 1m · freno tie\·rrn ,dLt l il.J(•rit rn a11 if(';;l:.t1/. in11e dei propri' pensieri . Ed il Fa,bris, 00me !èllltl altri gio\'1:1ui l;o lti v1::1nuti i n CJUel tempo l) all'rU1i ver,siLt1, a l.le urrn i, c:011 l' ardore ·dell'et~1, ,col senfone1.1to cleM'onorc pit'.t clevaiù, cou an1ore di pa;t.ria il più 0a.lclo 0ornpì i .suoi tlovèri militar i. J\',e:t 18Gli, luogotenente neH<1, di vj si.one 13i\° iO, si tro\·ò a V:illafrn11ca in u no dei qu<1drati ehe sostern1ero l'ur to e resp insero l.,1 ca va lleria, aust.ùrwa. Nel genl1f1io J.869, in \·ialo 11 Borgotaro per sedare i tumulti pc.r la tassa d.etl macin a.Lo, ad empì con tatto ed en1ergia Ja penosa missione, o si meritò Ja. menzione 01101,~·:volo ,a,l Yalor rniliit,1.re. (~.ua ndo p iìt tardi per l a prima Yolta si vo i. le orélin a,rc .in gn1m li u,n i1i1 \.n,ìiic:·he t1na pa 1·tr dcll11 .mi. li zia mob ile 1:t'I le grandi rn i:UlOYl'U neU' Umb ritt cl0H' a11110 ".1892, il m in .is tern dolfa, guen n clestii1ò a. ,corna11d.a me i rcgg imen~i u:fficin,li superior i i piìt a,da,tti. per organizz,ue pro11tament-B, discipJ ina re e guicfo.rc con ta.t ro c•tl energia t111elli e·lernen.ti da l ungo tempo rim rH,ti in eongcclo. ]:;ra, 11,na prinrn prova. Fra, quell i 11.ffi.cia1li H ,tenen te colonnello· C'-ecili o }\1bri;:; ·ebbe il ,coma,nclo d el 22° r0gigime nto cl i fanteria cli milizi a mobile o a,clc-mp.l. questa missione con piena so(klisfn ziono cl i t.L1tti. Gitt a qne,st'ri l bi ma e~)ONI egli rrn, us<·i to dallct. c,r rch ia. r istrntta clel coma.ndo d e,l -le un iià <l i in1,ppa, e gli si {,,ra ap0r 10 in.na:n7,i. più vasto c;a1rnpo a s•tud i rl0vt1,l·i e, a hwori cl i ean1 tlc1)·c rnilira,t·~;,, bensì. diretti alle utili e. pra,(.ic1 (-) n,pp l inaz i<rn i della sòc!nzn, ddl n, gurnTn,, nrni però ,rl isgi1rnli {lai p 1·i11ci1,1 e· <.l ai ra1)1porti cl,e,ll a &cic.nza, uu i.vorsc11ln C' he regolano rntti gli c~renti ·soci,a li e, tnUe lo a.½ioni degl i 1.1omin i, ù1 <1milsiasi ,sh1 to o condizione si t1'ovino. ·Cla.ssi'fì,cafo fr a i pri iì1i alla. 1ScnoJ.n ,d i g u<'•l'rèl Cl 869-70); aiuta,nJE' di c:.a.m p-o drl genw,rnle Hau,,1g,ni, roma1nclam P in 4'1 briga.ta di fonteir ia, (J.872), :ùutan i f·. 'maggiore i11 1° Jli)i 5" rcggimonto, (1882); pwf,e.ssor e t itolare cli ,S torin, gen P1'i1 1t, i1ella SC'1.1 0Li d i µ;11 01'1',1 prw or.lo n,n,ni ('!88~--r8çJ2) : ('h i1·1111t11 11
ac.J ufii ci im,J_innsi,nt i, fr<t eui qucJ lo d i mipo d.ell'Arcllivio storico, presso ,i I co111,111.do del cortio cli sta to n1,:1,gg,iore (.l8921!)0J) ; l· hi arnal'o t ntri ,gli twmi ·,1,cl <:.\S>1,Jorro la co;nl.crenz.1 s torin1 finaìc· 1H'i ,·iaggi di srnlo mnµ-gi1>re : in,·italo spesso· ,1, IP11crc· conJ(_'rt'll 1/.C' ,1l Cirl~Oh> :n1ilifk1.rc (li. H,011 1<t sug li ·,wveniJJl<'lll i gut' 1T:•,-rl1i e sui problemi piì1 nr,lui tlell'cpoc«I, Egl( <'iJI.Je n10d o d.i l'ive lt1rsi sotto mo li.epli ò ;;is1x:tt,i, ,d.tcrrn111Klos1, i11 operr. milil,lri di 1noltit importanza, ·in 1no,n ogntfìe su svar it1,~issirni argomclll i, j11. ,wali si ,t0utc di opere aJ.t.rui, ecc. Perciò si coH{prond<' la, si11cerili:t delle condoglia,n zc per l a, sun prnli"L11; \'tllga. p0 r tutte, e .sopr:1 ognuna, Llltella del capo d i st·a,Lo mc1,o·o-io1 ·c•, Oo·e1wrnJe clell'cscrcito, i:.!Cnera,le r1\ Saletta, che 00 Pspresso al l,1 fam iglia il piii vi1;0 rincrescimento pe'r lei urave vercl ita, del III r o·ra.to re indefesso e. no.~tl'o co Ultboratore. Ma J1011 sempre, ,n è chl Lui.ti, nù ill tutto, ogli fu compreso. E ciò ò ,d,a 1.tl·fri b11i1'sj. in 1,arte al l'ti,rnbiente cu.i sopn.t. a oc,en11a.i, o ad ,drn• cause clH) donci aggitmg:ero : fr,1 quesl,e uon ul tim a la st1 a pen;ontt l{) morlc•st in. gn1,nclissirna, la q uale, montre lo faoont schirn <la.l mettersi innallzi, lo ronde,,·ct, riJmg,nan,rc a1Lt. !orta., sil11 pur .l otta i,11te·llcU,ua,l e. :S questo ftt un ma.lo per ltù, como lo i_, iu massirna. ,per Lutti, •poichè a1e1Ja. nostn:1 soc,iet21, o J1ei singoli sLati professionali cho la componoo-ono.,, non si f fa strnda '. non si su1)0tano le aUru i me.iliocrità, · non si a,cqui-s!,a la fama. clLc si merita so 11011 1rntrcinndo ava,n h e lo!.tando; ecl a.ncli0 11elJ o sh,1lo milita-r e. qu aindo i meri Li sono reali, è cliffici lo e.ho co11 per,;m·erante fennciza non. si hovi rnoclo di farli valere. Povero amico ! quante anian•z:z,e ingoi aie entro l'auimo Suo così buo:i10, CO$Ì generoso 1 }fa il Suo nonw restcrù . perchè giit brilla nella ploiado dei pi t'1 grnrid i scriittori rn ili lrn·i del r isorgimento iLaliruno, singolarmente çongiunt-0 a,l gnl'ppo dove risplendono luminosi i ·norn i.<li 'N'icÒ]a Nforselli e cl i Sr.verino Zane-Ili . ~
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IL COLONNELLO CECILIO FABRIS lf, OOLO:-:NE LLO CECILIO ll'ABR1S
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]~r~ qu~s~i notL ì ll~ll un a comun ~iiJ.1;:a, d.i principì e à1 1deal1ta. N ,cola }J:arselh, mente atlta, un i,versal e, fu jl ma~tro_; fra i ~uoi iliscepoli o a,postoli del vero scic,:ntifì.cu, . co,m·egh !lo s entiva, e lo infondeva, furon o emiri.enti S0vn jn 0 Z a,n elli -e Cecilio li''abris. In r,1rth tre frn1'llmnen to s 1Lpre ino d~ll~ v ita del mondo, dei fenome;11i e degli avvenimemi soruah, la, storia, o forse piì1 esa tla,rnen te la fi:losofot d e!b storia. . J,e i:e~ee e le opero de~ rn aesLro sono cogn ile o la, su{i. fam a e or:rnw .grande e imp&L'it um non solo fra 0crJi sciem:iati e scri ttori mi.li ta,r.i del risorgirnento ital ia,u o, ma f rn i pensatori dell'e~oca; ~10,n t rattò solo la ,s cienza della, guerr a., · m a p0rcorso 1 vasb. •c,a.r npi della seienza u niversale e deill'artc. . l suo:L discepoli . furo no cl€1gni di lrii . Egli n'ohbè grancliss1~1w._s ti.m~; e ·spess? ri~·1:ùea0va iJ loro parore su ardue cluesi,,om .stanche o ·&c1011ti.ft~he. Quando morì, r.imase. in0dito. sebbene . ul timato e comp iuf o, l'uHi mo volurn~ drllcL Sc'ienza cleUa Storia ; o fo trovato un t-1,ppunto cb lui sc:riUo, che, a CJUffltt(} ;paT0, 'Clovcva, s e1·vire, di prnfazionc, ne,l fJUale Ò. dei l(i c he, e,s,seaido occu1)a.tissirno al. Sonaro e 1 w1b cari.ca cli C\J inù?tl'.a u be j11 2° del Corpo cli. s,tato mwgtgiore, riconosce.n:clo : m emt: cle~·lo Za,nelli e. del F,~brù;, si er a v a:lso de ll 'opera. loro per no11clrna:r0 Je sue uHim.e. l e;: ioni aJla Scnola di guerra, Cii(' fo1'.n~avano a.ppuni;o la trama, cleill'uUim o volume clo1la
Scumza, della, S to1·ia. Bgli scompai'.SO, il colonrn>.Jlo Ama,clas.i , ge11ero su o cl,e aanorosa,men te 01.ll'a la. p1_1bbhcazione clellc .Slle opere postume. per u?10 scnipolo d1 ,cosc1e,nza, vol'le ,che iì volum e a,oeennaLo fosse r~v~uto rcla persona. che godeva Ja, fid ucia del genera le e chr: chv1deva le s:10 id~o. Anche S everino Zanelli, pur troppo, ern m~lfo; onde· 1J rle l1 cato ineari,eo venn e affidato a Cecilio Ji':-1,bns. ~ nest i se ne OOC ll!J)Ù ·con interesse, clt a:ffe1,ionnfo dis ce,polo e -tro\-o_ d10 nel v~lume n u'Jl,a c'era <la rnodi:fìcan' a corn,plemen f0 11Jd1.spm:sab1lc ckl I'opr ra d 0:1 rnapstrn.
,Severino Ljanelli e Cecilio Fa,bris, ptu comprnndendo !o scibilo m·H.a s na, vas1·ità nel ·p roeesso storie.o del. mondo, fuX"Lmo t.uLta.v ia ;11olto diversi nel g ittdic.a,re gli eventi, rie.i descri.v,crli, :n el t,ra.rne le d.ecluzioni. A vewmo u.n c.:ararifor e diverso. L'uno, lo ZaneUi, educato ·e rn.ei primordi istruito al,la 6 gicla scuola, di Ago::,(.i11 0 :Ri cci, e ra più soldato, propendeva più àd. ammirare lo azioni dei grandi condnttort d i ose11citi, sentiva · o ,con a1i ima cli solcbto abb1,acc.iava i ,s mt,imenti ed i fatti d elle T1a1/. ioni e d eg;Ji ese11citi ed al giudizio meditato per natura su:-1 n.ccoppia va gli ent usiasmi e i L saero fuoco: rgli, nelJ a scie,n;r.a .m.ilitf~re, rapp:r0senta·\1 a :l'a,zione. Cecilio l~ahris, .indotto ~} riea.v a,rn dai doeumenti ,o da.i fatr,i posit iv i le norme cld ·vivere umano, civi.l.e E1·m ilitare percì:u'.l 11011. li con ce,piv i:i -<.lisgi'Llll1ti., neillei cose stu chate i n,okle,va jJ coltel~o .an a.tmn ico, e l'influs so dello scienze positive lo rencleva d ifficil e, incontenta bile ne,l le ri,ce:roho o nei g:iudizì, conservandosi sen1,prc dolco e caJmo; egl i rappresenta.va i:l pensi.ero, ondo può d irsi ,C)he .f u uno scien.zia,to m ilita.re- filosofo, che veù<wa. iJ mo.1Klo s&nza jJlus ioni . 'rut.ta.via. n e.' suoi scr.itti, clestilrnh s1,ocia.lme rnto alla educazione e eoltura degli uffiùia11i, ·11on man-e.ano .mai. l a fede ,e i forti eccitamenti, o ta,lvona. a,nc:J1e l'tm i.uf>ia,s.ino suiseitail-0 da.lle, memorie del passa.tn o dalle speranze noll' a.vvenire, dall'epopea, della r ivo·luziono e dell e g uerre 1H1,:r. i-o nali. cui. a,ve;va preso ·p a,rte ,e da.Ila, visione nrtta drll'awen in ! prossimo {iolht società e degli S tati. del rnonclo, la. cui trasformazione a,ve,,·}L stndiat,a, e pre,vi,sta., J1e,llr. su e 0;per0.
L a. su.a pnma opera infatti è nnu. propaganda di fede i talica,. Il gra,nck autore d~11a .Storia delle Rezmbbl·iche ita.Liche, i.l De S·ismondi, nveva rimpianto la bufera, del 1815 po1' h perdura liher t)l, cl' fi.alia : libe:l't.'.t che a l ui ora ,s embrata q uella.
2t,OO .
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Il, COLO.N'NEL:L v CECILIO l!'AD Lt lS
JL COLON.NELLO CEC ILIO .FA.BJ{] S
che godev,a,s i sot.to Kapolcon e come qu eiUa. cl1e go-dc·va:;i ::;oifo lo aristocrazie feu dali. Scriittorn n ella p rima. Jnetù. del ,;ecolo ;;cqrso, egli era in spi 1:ato d,a,i pri111ci p1 della ·scuol a liberale di .lf rllJ11ci. a .· Eg li e gl'Halia ni. non S;;tpova no .-111con1. prr qual i vicçm.de e per quali. te1 1.ta ti vj avc w.u10 crur::;i i. da p,tssare pci: n,tgg,iuugero ril comp irnem o d~,Jle loro spera 11 zo; e 11011 st~p<·rn·no .da q ua l-e processo stori,eo do\·<,.sso d ip-01111-ere la soluzio111-· d i -quefio che ap1H1r iv a, già fin d'allor a. come problenrn na-
d'og1ri popolo. Indrpcndou.za e l,i,benù mossero gl'Italiani nel 184:8, ma i loro sforzi poco o pnDto d isciplin ati si ti:avolsero nelle delu sion i d.01.1184 \J. :i\ Lu t(·nva Lm frn-;,;o le11:ninc a.Ila sol11z,io11e (k l problema; e nel llc·,ce1111in che ('01':'iC fino <la.i '18o!J si maturò il sent imento wiittirio 11dlc popol m,ioni italia11c>, e. si formò in es:-e l,t con,-in%iolll'. c he d ,1, <1ncl ~cnr.iJ11e11:to ,polov,1 L11ars i. forza -pe r :,ciog lierP l'•i 11I ri cni.a matc1ssa, che aYcwa jn rnno ,1ffoJicalo le genernzion i prccc<lcnti. Allor ,1 l'Europa, fr a m('rnviglint,a, o eton lit,1. assisi c,tte a.lla stupcrnln. opcYpea cJie c i fr (',e. Iiberi , 11i1p.rndt t(;e11 dn le gcsltt dello an t.ichc leggo.nde. La logica ,cJ1e guida gli avn:ni1.11pnti umani, come dov1J:eboe g ni clarc i ragionmno1ili ckgl i 1wm.i1ti, rm1dc\·a facile la soluz ione d el p rohle1r1,a, i(.n,h ano. CirnJU,1,11L',1·mli d i sfo rzi avev~ino condotto al punto, ancle -dovc\·a·~i cominciare per avviia.re )e sort i ita:li,a,ne, a felici r isultn.t.i, S(' gh e\·cnti e l a sitnazio11e pol. ~ticu e mon:tle <.l' bnrl>.pa, lo a vessero permes,so. Raccogliere e cli·sci1ph naro in un forte Staito le for,1e i.tal.i,a.nc, dirigerlo tutto cont.ro lo strnniero che pesarn su i destini dell'Italia, e fol1(],are sopra. kt vi Uori ,t coi;ì oUcnufa le libert~L inte1~nc : questo d.onù- essere .il prul:-€!,sso l t)gico deg1.i -avvenimenti. Non fo colpa per i contemporanei dal S ismondi il non averlo n xlu i.o; e le pagine che seguono a compirrnento di quelle da lui ·detta\ e, h anno ))Or sco-po d:i: climost,rarlo colla scorb dei fatf;i. Da esse d eve r isuUarc un g rande insegnamento : che la liber tà non si compra c non si mantiene senza sforz i e senz,a, concordia, e che l'un li à dei pens ier.i o degli a tti delle popolazioni itaJi-f.1.110 è sLrettam0nte com1oss,a eolla grandezzn detl nostro paese » .
2-ionale. P erciò Cecilio l i\ dxri.s eoncepl. ccl attuò l' a:rduo cl ivi.sa1nento cli d1irn.ostra,rn il J1uovo svo]g,imento cli. queì processo sl;orico, ripren dencfo o continu ando l'oper a del ) )e .Sisinoudi ; e pu hbh cò dne volum i i111po1:banh ssimi col ti tolo Storia, della liu.erl'à in Italia E! I celebri ca pitani ita.lfon-i ( ! ) . Ciascun vo,l mTl•} ndfa pr ima pa i:te contiene il testo dc11it 8 t01-ia clel. De Sismondi, 1a seconda. pa.1te il seguii:o dettato c1al Fab1•i•s, il <tu.alc, nel] a ini:roclnzione, espon e le r agi0ni del S LlO ] avoro con k•.s,e,guen:te beHa., g iusta ecl !im portantissima pagina : « li'urono 11e,cessa,r i nuovi sacr ifici, e fu ,sopra,t,utto n-e:c1 ~ss-ario un n noYo in,clic iz;,.o all'azione pe:r ot tenore il compimento dei vòti che s ttwano nel cuor-e dei pal,1,iobi i taliani . Bisog n,ava r ruccog liere corno in II n fascio tutt-0 Ie for;ae i Ialiane d i qualun-q ue ·genere fossero. disciplinarl e, e coonlinarle tutte al r aggiungirnen( o d\ 1n. solo scopo che · era la, oac,c;ciata clr.1111 straniero clall'Lta,lia. A cluesto pr ezzo pote,asi otten ere la Ji.bertli che co,r ca va,si -colile congiure e eollc sollevazioni parziali rlel primo trentennio d i qnesfo secolo. Ll.bertà., indipendenza. cd uni(;à ;erano i tre termini, trn i quali. ùibattevasi il prohlem:1 na.,z iona.Je i taJ.iano. Gli uomini clel 1830 -concepì vano chi aramente il primo cli quest.i termin i, ma intravedev~tno a;ppern.1. il ,secondo, e cer caw1.no di conciliarli ,assir:rne seoon clo il concetto che se n 'erano formati . So1arn:ente d iniott'anni dopo, la g rand,e soHev,a zione i.tahana del 1/:348 111.os(;rò ,qu al oammin() avessero fat to le idee, e quan to profondamen be fos,s e sentito il legmne ind issolubile rl w a.\ v in ce la. l iber tà intm'na. alln 1
O) Dottor Francesco Vallardi, edi tori,, , Jil,,no, , cnia
,1a1,1{·ISSJ·!).
0:-.;ter11 a
1
Do.po queste prime, q_uaisi cont0n1:por..1n('aJ11cmte, ,seguono a]tr{) opo:ro forse più impor l1anti : le Nozioni cli _(Jeogra,fia sto1"ica, (1) od 'il Corso di Stor iri g l'. 11.erale e particolarme-n-te dell'Italici (2), quelle per le scuole secondarie e spec ialmen te
/i) Torino, P. Ca , anu m c1lilore, 1890- 9 1. (2) Torino, F, Casan o va ecl il oro, i S91.
lL COLOXX.ELLO CECILIO J,'ABRlS
~!02
lL
C'U LO~NELLO CEC.11,IO
b'ABRJS
.Di utilità p iù generale, sebbene L'opera non siH cono.sciuht da molti il l'a0c<'nnn10, Corso di S to ria ge,nera~e e pa rfl.colu r~ mente d~ll'ltcilia; t1uesto l ibro potrebbe dofinirsi la sinte~ 1
pel gi1masio -11periorc, l'altro per gh ulnciali e ::;pecia,lmelllc pc•r gli u1TiC'ia~i alhrvi dell a, Scuo la (ii gucrm. Egli intenclen1, oh<· lo 5tw.lio d.<'lla storia ttvc::;;;e il subl ime 111agister o d i forma l'C Llclle profonde ('om·inziuni, e non di a.net.tare r--0n pueril i anrd.doti; e non co mpl'en dova, l ' i11segnalllenlo dell a geografia se non in relazione con (1uello della storia; outle, ad insrgnanwni o coni(piu!.o, J.ovea r i man crn n ella 111cntc degli studiosi nn gran q1wdro rnppn-.. . ellti:UU<' il .ci111illl i no ;:;uccessi vo della, ci virtà. Pereiò. nelle suc Xozioni di geogmfin, b g<'ogra.fin, fis i1;a rima,no s~Lbonlinata. e (1irei q uasi t rascurata,; la desc1·izione
Ù<·Jla, su1wrAc·i0 terrrstre Jrn. 1w1· ltti. 1m'importanza ;;econrlaria. Com0 SL com·prende, 11ella. grande controYersia. ,de' tempi J?ostri vi vn,me nto sost<'m1tn, fr a i l R i tt<'r ed il Pesch01 sul fondamento scienw:fico della googra.fìa, cioè se do"·csse nello stu d io della geografo~ prevalere la scie:nza. s tor i ca o 1H fì8i ca, il Fn.ùris si ò schierato tra. i fa,utori della r rima. Oni la contr oversia. è decisa. ed ormai è · da •tutti amm<'i-so rhe, J,t ,geografia. prendei cid im prestito clalle alfre scienze tu tto ciò che le è necessario per rispondere al proprio scopo (C'cmgrP..sso di Ven ezia., J88l). P <'rciò a.ppunto i,l titolo di Geogr(J,fw stol'im 11ost-0 dal Fa· b.ris a ll a. s11a opera. qu asi '1p0r i11d icarc clic si era a,ltrnuto. per uno soopo l)arti colare ed II ca.ti vo, a, quel nwno che d n I Pore:11 a fu denominato geogrn{ta antropica. che nbb-raccia in un solo \·ocabolo ht geogr afia storict~, poliitica, socioJe. Non ,scrma rpea:cib l'importanza dell'opera. la. qua.l e fu de-
fi n ita dal suo ,stesso autore come ww cle.~crizfone delle 1·egioni
terre.~fl'i in (f1tnn to la loro confrg111·azione e 1n loro situazione e.~rn·citr1ron n qunlche in flu e;nzcr. sttlla storia della ciriltà . Es,;a ril'lponcle m0glio all'insegnamento rei agl i sh ,clì che 'si fan no 11el1c sr iw1c civili. o ;;oltanto in parte alla istrnzio1w clcgTi uffici al i, per i qua.li ln, geografi.a m ilitar e, ò sr,ieillZa pi.ù vasta r complessa . <' lo .i;tudio dell'influenza di tutti gli elementi r1eor1ra(tr.i sn1,1.a. g·11erm, (1) .
(Il CARLO PORRO, colo11nello di <13lo n,aggiorc. - Guida al.lo stucli<> detl11, {leog,·a/i11 mll.itrn·c. - Torino, Unione ti pogrn Oco ed itrice, 1898.
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n 1zi ona .le tleJla i,;i;ori ,b da lle or ig ini del ,1nonclo ~1i tern.p i nostn . rarissime opere sto11.<:,he, forse in nlssuml, lro~-~1Si_-00m_e jn questa <:onclo11sat i i o. modo completo _0 LL in br evis.sJin1 capi · toli il racconto ùeHc Yi,ccndc e d<'i fatti, e lo studio fìlosotic1)
rn
dalle loro cau<;e e ,dei J.oro effetti. . Qu i 11011 mi ò dato seguire l'a tt.lo1·1· u eLl,l, st1,'. narr~\ZH>L~O
inte5èl a :;piega re J' a,zione, d~li <'lCllllent\ ?O:,l~'.l l L .C~O .~nfl.~u: scono sul pr ocesso doUa (S t;ontt; ll (tt pote.ho ogl1, tt giusta 1.1 ctione ,,.0 ] lo cl,1.rci unta eonosconza maggiore e più profonda o ' . . . de' torn,pi noslri, come quelfa che spiega il mondo u1 cuLv 1• ,·iamo e ci dà norme 1)er vi\·ervi, vednsi com'egli, 11ella co~tclusiane dell'opera. ria;;SLll11C o clC'scrivc ù1 forma scnlto rn-1 la sit,ua:r.i one odic1,na :
i
« OnrHI L il 1:aoc(llnto fi' ini.rcc,ei,L cogli avvenimenti gior:nn· lie:ri e Yuol essere troncato per non confondersi nella loro va,r.iC1tà o nelle passi on i cl1e l i a,gihLn o. « In com.pl e,sso, e pe.r quan.to r iguard a ]e que~ti~i1i cl~<'>. ;;i connettono coll'aissetto odierno cl0lla società. r a.gioru ston che, aum c,nf,0 s wnfìnato di .l iber llt e qRi n<.l i anche, cl i res.pon sabilità, indiYiduale. limitazione di tutola da parto dello Staio. svilwprpo strnorclinar i,o ccl imprnv-viso del le incl1~strio, cleii ·com merci e (lelle ricchezze. mutarono la proporz10ne o le relazioni esistenti tra ao varie, classi sociali, senza che le legg i e le istituzioni pmvvcdessero con suffi ciente rapidità a.gli a,vvenuti ca,mbimnenli . « Lo sconr,erto ict:msal o da questo sq11 i.l ibrio proclnssc da,nni ed nbusì di cui specialmenle si r isentiroHO le classi m_i1101:i, le quali non solo ·chiesero rimecl i, mn, t~·a.toovì cl_a.l . clcs1den o di. cooperare all'adozione elci rim<'<li e eh s1~gger'.rl1 , valt~!arono con ap prezzn men Li rsugeru,ti 1a loro .s,1(,ua½1ono n ell msieme dolla socielt,, fino a crnclersrne ,1101.ico ed 0sclnsiYo fondamento. sconobh<'ro qual,siaisi hrn(' 11el presente assetto so· cialc, n cgrwo1.1 0 a.11c,h0 q 11elJo da. cui r icnYnvan o cssr medesinw
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IL GO LONNè: L LO CE CI LIO .FA.l3RLS
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Il, COLO~XJ,:Ll,ll C~OI LlO FAJ3R IS
,11011 poch i nrnt.tggi . Con ciuetito urcme:;sc fornmlilro11o prog ramm i ·confusi. ipa.ssionati ed es·elu,:;i.vi: li .ripeSL:H l'(Hlo 11el passato. :-(-'<llZa notare d lC la socie!.\ aLtual<' i'· ristùialo di LUI lungo online di ,·ict•ntle. ognuna Lidle quali ln:;ciii i11 (>,;;s,l In sua [1·n,ocia : o,·,·r.rn l i co1ff·e,piro11 0 in rn odo (·]10 J,t i 11 tern ::..ncieh't fo:,se s11 bo 1·d iuafa ,1i loro jntcn-'&Si ,•sc lu::;iYi . « l11 n1e:.11/,0 ai dubbi, alle inC(•rf<'½ze etl ag-li eq11inwi provocati tl n (·m1ccitt.i t·o:-1 i11C·omplcti, cd agl i sforzi ('011 <·tti fil 1cnlato <li l'nHl11J"l i in a tto. si p rod usse: 11~1'c1.g itaziom' che avrnlse colrcuropea anche le societù che da p,,;sa deri ,·imo. <' <.: rebbe al punto di poter:;i r i.tcn ero come cnrnt tere di st i11t iv•J iiella sLoria dell' 1ill.imo qu iu·[o cli ~<·co lo. « L'agitazion<' si manifo.,;lò colle icmporauc'<' <.:1Hllizio11i l~i persone ch ia mate a vivere sotto plaghe troppo dive rse 1wr prncoclerc d i ·conscrvn,; ·cog•li 11rt.i ,se,lva,gg i v iofonl c,rnc,111 0 n •.. pressi ; coi Yasti sriopcri proporzionati a.lr ampiezza tlell" odiernerolaz io11i ind11strial i P con11ncrc iali: <.:oi freq 11c•n1i congrc,ssi di ,pe rsone (;]1ia;j°11a1c, a d itiuulcre p ro,IJlomi gn wi,,;s i'l:r1i llell'a-ere infocato dalle ·pa.r;sioni estreme ; colle aspirflz iou i :1 muLazioni lroppo rapide per essere eonsen!i111ee ai proc<>tlime-nt.i dell a Na,tura , prncrd inrnnt.i. cu.i nou ,s i ·sot trae llOtnmen11 h , slor ia : coll'incrocia r si delle t..e orie le ,più varie, su ggerite dagli uomi,ni della scicnha . dai poliiici e d,1 i mestai ori : in·fine con q11el pro.fondo pes::;,in1ismo e.ho a ·po' per vo lta involge tulto e tu:Lfi. « I nta,nto l'i ndolc diYer~a dei popoli, trn cui a ,·,·<'ngono cp1este rnan ifesta7,io11 i cli r ibellione contro l' aUualc orclimirne:nto d ella sociol.i\. d~~ Joro 11n. difforcnte aisputto. In foglii l1(-rra. o,·c J'intliYiduo è ili gencrn.l<' pratico, 11 iilitario, abi1ual,o d i ,lu nga rnaa10 ad a ffrontare le resr onsabilit:\ co1111cs:;t' alla sua, in,d jpern.dcnzf~ persoi,a.Je, i s noi ,~oti 11 0ll1 ,passttno la cerchia economic:a e mir ano all'a.unwnfo del ;;ala.rio e;.l a.lh clim inu11ione .delle ore di laYoro. In Francia serpeggia l' istinto g 11erriero. gli arn.in1t sono t1,c<.:E'&sil>i l i u.Ue i·111pre&sioa1i B o·li jnd.iYidu:i ipront i a 11' azio11c : Yi · pn'\'a.lgoilo c,uindi lC' id~ c politiclw, il desiderio d i n1.picli c.ambian.1.enti <' la pe1-snn6io11c· 11cll'effi·ca,c ia dei rimedi v ioleo1 l.i. I n Cl errnunin, ove ·il f:il',11ri-
11wn to dl•JJa dis\·i.pl i1Ja è· profom lt1 111Pnt c r a,d LGilLO e J.'j,ndol<! degli uoni ini r i.flpssiva, l 'n,git azji>nc, -.;i ir asl'orm a tH •,l ri nrng inamenlo c·ontinuo d 'idee o nelb ri<'erca dei legarni ira il doside.rn bi lc cd il reale~, P qu imli r iwtrn nc ll 'nrbi rn <.k l l'crn.lu½ione eLl n. poc:o ;1 poco s·a tl.tgi a ne l rnmpo Jc>gn,le H s ul la. vi a delle t.rnnsazio11i re>ciprod1c ln l ti1lia le tc,111lmzc osdUano: la vici1rn11zr1 Jc• ll n .l!'ra.nc:iu, la fn.:tJUCil 7.,t dc•gli vperni che ,·i l'erca11 0 l t1 rnr o, In 1e<> 1·1·n11 ln J.et.tora i:j a ,clw sboc cii copiosa d 'oltr'A lpi, darehlwro t1J1s,1 a ll' impulso ,·ivolnzion,1rio : l'i nclole del popolo, lo tiCttrso :sviluppo delle indu.;;1 riC', la fctle gran.d i,ssi..irm u1ell n forza, ,tl,c,l l'j nte.Jl igenw e od.elle art· i perswi,i,·c, irat tengo11 0 il mo\' irnento Del cmrrpo C'Yolu;,:ioni,-ra, ti pit'.1 an·at.ico ed il più etli<.:a('e. Presi::o il popolo sh1rn manc,1 lu pni Li ca. del la ,·i1 ;~ p tLlilJlica, ed il con1:t'll 1> {lell t~ re lazioni tra l'ind ivid uo t' fa socic•tii i_, crn1Iu~o : l'i nd iYi<luo \'.Ì tiOSl ituisce i :-uoi iclcnli fantastici cd indeten11inati : poi c-0Jpito dall a ,cl istn,nza clic .li se.para dalla reult~1, voneb·b e sncri.fì:can· quest.ti ,1. <111clli, t' JH:' sorge J11ell'a 11 i1no suo 1111 grido di ribe,Jlione cOJ1tro quanto lo c·ircon<la; ,·i ,;i in,ncggia alla. clistrn,1ionc, a.Jl'n,n.a,rchin, al cao:;, colla .=;pcrn11 7.n cl i una g rande palinge1wr,;i, scn7,n prncisar,nr h 1 11n,l,Hra. Si 1,1ili visi01 1i npocHlihiche 11011 sono nuo,·c n<'lla storia psicologica, del la Hmanir;i. « Intanco,però 11pJrur to di t uLi+' k rorr<'nci , proclo1rc da iclc,c• 00,sì diYcrsc e co.·J clivPrs11monto 111nn i fcs1a,1,., il s011 t imco.11 n d ella reaHà ripr< 11cle jl p1wlominio. frenèl l<' aspirazioni ecro.~sive, calma i 1imo1i esitgeraci <' moJora le esagcn17.ioni tli un prog r amma pcss imi.stn., eccess ivo od rn1i lnt.cral c'. [ I movimra11o ,·n Yia Yin r ico111pon<'ot1dosi nell'1)l'bitn d i un11 grando l'l'Yisiono delle l0ggi e d<'ll<' istit117.io11i esi;;l<'nti, in rnodo tl,1 r·ompn :11iderc·.i11 {'~sp. in lBrL's:-i C' lie ::i ll rn ,·oltn 110n Yi lrnvavano posto, e classi sociali ehe. ,1U rn rn]t a J1on m·l'\'f1.i10 lo sv il uppt) e• l'importanza che Jianno prcsente111C'ntC'. Così e non nltrime11ti prooc,dr lo s volg imeinto del la 1rnrn mt soc.;ictù, e 1·open~ rl<'l l'nomo 11011 pu ò che asse,rond a.rlo. 111 r-111re n on r iesce lll' 11 v in1
•
•
1
lentarlo. nè• a farlo to1w1r<' -.;oprn. si• medesimo
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A
».
Così. Ceci [io Fnhri,; Si'riYPvn. .q11 1rncl o in ' Jt.n li tt i l :=,nrj ali;;;n11> <'l'fl 1·n.pprc.;<'ntaln soHmitn il,1 IPori<·i ,-nliLHi <' 11011 Nn nncont
JL COLOX.':l•:l,LO CJWILIO 1,'ADIUs
2101l
IL COLO.':NELLO CEOJ.1,10 FABRJ:,,
d i JTu:,;o ,,elle 111as~c . .liH:'tllre :;i pr0pei1Jl:',·a ,1 :-offm·t1rue con fa rq1re:;.,io11e, i prirni coJitlti, e' gon•rtHllll.i e kgislatori pmsarn110 a tllll"a llro cllC' ml una grande re, isioJJf' tlelle leggi esiswnti . -:\In Ja legge storic;t o tosl o o wmdi. in e:;ora,bilrncmte s·impone. ,l ùreYc dis!,rnza <lan11i, i fatti lli111os!rnrono la ,·crit.'.1 delle concl1 t.~ioni dd rabris: .il 1iOllti1M.11to d.olla r-ea.J (tt vn frenando le nspi razioni C'ccessi ,·e, h,1, cnlnH\to i timori csageral.t e mocl(•n11 0 JC' c•sag,,rnzio11i d i u,n ,JJi:ogrn 1Hmn J>essim isU:. et•cossiYo cd unilaleralC': lo srnlgimento dcll"umana. societit e-ammina, ,e l"npf'r,1 <IPI1·11on1t1 non può d 1e nssecomLn lo.
2107
« Ufli cùili o" ,fo,nloria do lentiss i1 11i perdil a ,\111,iéo commili, toni• riconlenurno ~<'l11Pl'l' 11omc YC'llerato n)lonnello l\11,ri:; « co11 sacrnto oper a i111pcrilur ,1 ;:ì lori a brign,la 1\11sb >> . Questa nffett110:-a nmdogliam:a c11n1 iene lln giudizio giu"1 11 e mel'i Lah1. Cecilio Fa.bri:, e Bc,·eri.no ½aiielli IHM111o fono un·upcn+ i1ll[)6riturn, h111u10 ina lzato alla b l'igala L-'losta un monumc11L1~ più durnturo d.i qndli gl oriosi l'ho 1oncggia1H~ sul ~olle ù.• ~an :ùfartino, clw il tempo Lra,·olger.'.t ndl1' rorn1c~ de, secoli, menlre ht :storia resta immQrtal<'.
:1: :-::•:
.l 1.1 qncl mt•de,sin io pc,f'i odo <.li tempo un'illLn1 orcr a, vide la luce, fru Lto di Jun ghi swcl1 e ri<"<'rchc, concepita su ,·a.sto tl.isogno co11. alt.i ·s i11 1i iJilent.i. l'icca nel nwc-011(0 di particolari e d' illm,trahioni l'. 11Pi ri~pe1ti militari, impodwntissima: .':Ji'01'Ìa della l1riguta d oxta c/1(1/e orig ini ai nostri tem1ii (1) . Cecilio Fnbris <' Sewrino ½1111plli, g i,\ le-g11ti <l"n,nic izia e gru.n.d.e s1ini a rcc.: i1Jrnca, ('rn 110 irnt il" lii uCficia li della hl'i gata Aosta. l'oosarono <' s"inll'ser1) di contrib11iTe n.lla comJncrnoraziono elci secondo eentenario de lla. glOl' io:;a brigata co11 nn lihro, con m1·oper:1,, cio1'> più durai ura ciel marmo. Lo clcttnro,10 cvn intr,l/etto e co11 cuore. cli soldati; e, g ill:;tanienlc eonsiderarnlo ln, brigMa come parie ckll'esc,.r,cito, giucli.corono necessario collegare nella narrazione i fatti 7wrticolari clelr,(l)a coi fatti più rasti e comples.~i rifnenfoi all'altro. Così C'lsi raggiunsero lo scopo. clt0 si erano prefisso, di mettere il lettore in grndo cli, comJJl'endere la ?iita, interiore della bi-igcitri e la gloria c;ftc i,..,.adici claUe s11e bandiere; nel tempo stesso ci 1Jo1sero sott'occhio 1m gi:ancle qnaclro storico cl(:'.ll.'escrr,i.1 0 sarclo e dP Il'cs0rcito italiano. JI o" rc.ggi 11 cnto fant.er.in., ,e,u i il F rtl)ris OV('VH a,pp1tl'((·nuto, appena tonohl.JC lei sua morte. i1wi:wa. i I ""'J11enle 1eleg l'ammu:
L"11 ltima. <h·ll c mnggiori opere rl1l' il }\tbl'is in iraprese a dell a-re. Yalendosj di molti douinwnti inediti specialme111e deU"Ar~h ivio Storiro d el cor,po d i stfl io 1l1aggiore, tl quella c,heporta. il titolo : Gli cu;reni111enti. 111ilituri del 1818 e 1819. .Rich irsc molte ,·i,cernhe, molt,i confronti, <' stucl io JJrofonùl). ~e appnn'c il primo Yolume nC'l 18~)8 dJ . \fn egli . ormai stanco. con un mondo d i id.<~; e d i. pcn sit,r i. Hl' I ·Ce l' vello che forso inrominrinrn giil a<L indobolirsi per l"C'.;a.urimù11to del i:;i.m-g11e, potò nu·cngli€'1re l Jcnsì tutt i g li 0lem.e:•1rt.i per il soconllo Yolume, ma non giunse completame11ft, a riordinarlo, st>bbene vi si a!l)pJi,casso fin qua,s i alh~ vigiliH Ù.l'l ln s1 u~ mo l'tc. q,ttelli clementi 1>0rò rimangono prchiost1 ere1.lir;1 e :;erv1 ran 110 ,per la pubblieaz il~11e dcH'opcr,1 ·éO t11pl<'ht.
Bi hanno poi di J11 i tN1U qua,ntith copio..;,\ d i sc·ritli minor i, ma, tli noJ1 minore irn,porla11za : articoli sulle più ardue gueSLion i rnil ii nTi e po litiche del lcrnpo; note b ibliogl't1 f'tcJ1 c e:lll analisi eritic-11(' di parec<:li i fra i libri elio richiamarono J"at,tcnzionc del ,pu-li bl i-co spc,c;ia l, m•nte de l mondo militare; biografie di nomi,n i ronten ,poranei; e Yin. cliccnclo. (·I) 1/iblinlecn sl01·ica, -
(Il Città cli Castell o, tip,.:,:rali,l dello s labilimrnto S. La(l i, ·IMO.
Honx, Frn~sati e C.. 11rlitori, Tl"lrino.
2108
:&.LVV
I
l-,\uesti ,;1.:rilLi dl lJ>ùn erci, molt i :11,ellct 110,;trn ll.'ivistci Hiiita1·e, parc,cc· lli Hl tri neHt~ Xi)orn. ,I ntolor;ia, Hi'Jla llivista 1/u rithm u, 11!'l i,1 J:iriidri storic:11 rJc,[ .lti;;orgimen'lo italiano, nell.a .lti·1)istu illuclemci JJOlitic(l. e !eUerariu, cct· . R,1ccoglierli iii alcuni rn l. urni :-:n 1:cbl.;c! co::;;:1 mu l tu 111ile, 1wn:IH~ r i.flPt.t;oiio cose, pei;so11e o gi1u,clizi de· tempi 110.sCri, delle qucsl,ion i dc~! g iorno co1n s.i-d era te con am1rnc d 'inte llerto, •cun 1 ,b biE'l tiviti,. e sewnit~1. ,d'mii mo. Cna ra,pid u corsn ,\ltnt\·erso qu0s1i ::;cr itti potr:\. f.-lr conoscP re 11.nc;he pitt l' animo clell'rLOmo e b , ment~ dl' llo srrit.l'~ire.
l libri conlemipora.nei da lui esumi1uHi si. contan o a ce,nii11uia ; le osservazioni cri ti-che, o i n mol.te pagi,ne o nne;he in ·una sol a, .1 1011 rna1.1 cnno mn:i. Ci fen nia.rno a rp1elle che p iù in(ere.:;sano l' HAlii:t e lo sue, i stii n½ion i, seguendo, pel' quanto possi bil,e. l'online cronologico. )Jel 189u il ' l'roves cli ivlilano ri,;tamptb pc·r l a terza voHa k, co11 f ere.r1;,,;e .sulil.n ri'l'a del 'trecento . Fabris nota. sub ito : « Di tutto il movim,enio cr.onomico che dovette- essere il s11 strnto ;del l a ,·j tn, it aliana di quell'rpoc1t noi non lroviam,i
:u
1u.uHa.; e ne11n rne11 0 C:lel le re.Ja.zion i menanti li col l.'Or iN1te o clelln. storia colon:iale, Y,i\·issi.ma aJloni e glè'nernt.rice di profond i <li,s.sid-i trn le ci.thì .i ta,l ianc, 11è cl ellc milizie comun ali , del loro a1l~hrmdono, 1'.lcH'impcrvernarE> di bande sLrn.niere clic rnett~'ì'.-\,l)O H ru.bn i I parso trovatosi a codo cli m0z7,i d i cli f c·sit l' cldla n0cci;.;::;i tù. che <'&)i elihr d i p r.Oì"'\T'<flen;i ,\ c·.al'll p l"<'ZZO di sn]clat.i. Vi ,tc.cenn n, H,1,) JWlìa il Fr,rn cJ1ett,i nella ,;1111 ·1.Jell,-t confor0nza sui Primorcl'i deUe. siç;no i·ie e delle compagn-ir:. rii ·nentura, e· passa ollr e ('()111() di ar gornentù che spetta a:!ln srori a del q1 1n.l,L1·oc(mio >> (I) . Pcrmanclosi su qi1csf·.o l Hmto, .i I :E'aln·.is prosegue <'· Jtl solc.1 quat.lro pagino rnn g ish"al i. e.lit, potr0l1hP1·0 formi:1,r lH tn,cria (Il 1/ivisla.
IL COLONNELLO CECILIO .l!'ADRIS
lL COLO:-SNTCLLO CECI L IO l?ABfflR
milila.1·e, ·18% .
d.i tul l ibro, c:-;1Jo~1e Je ca u.se J.el so rgere delle, co,npagnie di
ioe·nturci, clte wnsidr1·n. ,come u11 farto storico di grande jmporta.n.,m e fecanclo cli ,g.rnv i 00.nseguoll½è, cornei l a mr.\.ll ifestazione più · mara.,·igliosa clclla nostr,1 storia militare, che enonea,wente si i) con[us,\ col le rn;1zlo cli una ::;o'Jdate::;c.a j nclisc.i.p linaLa e predona.: « In questo 111odu le re]nz i011i trn, un bra.no di stori,1 milit.arc nosl.raJ\a o la .stor.i,,:l polit.ic"t sono spezzat.o : le istituziou i militari son vedute co nw nnH, st1,11crfr•ta,1i on e cn.pricciosn, ed indipendente dallo vi,cen.tl(' delle istiuiz ion i poliLiche, c.d allora non ,e'<:} rn.g-ione suiìi cien~c c;he spirgh i c0111c i cm 1.dolt ieri de lle compa,gnio cli Yer1t:ura sien divenuti nel secolo seguente i principi irnl ia11i od a.bli im10 l01dato Lli Lliveni rlo ovtmque lo poterono» . La-<.l imostrnziolW· e, Ja. {',ouclu:sione a cu i si vione è questa.: « Non il fo utlalis 1no, ni> i. sigi10,:i feudali, ma c.oloro che volevano mmp<' rk1 c~i·1 fc~ndailisn10 e r icostituire la c1..inpaginc 'l1el.l'odiJi,c-,in soci.,1,l o l' politico in E1rror a elib(\ro L.isogno eh forzr snpei!:iori .i •1uellc cli cu i n;tturalrncnte di~ponevru10. Lo c.erc.a.rono, le l',1,<",cols1'ro, le pagarono E' eon esse batlerotlll in hrrccin l'i ndi\'iduali.smo feudale ... « Le compcign ie r/.i i;entura. i talia,n<~ ,co11coi;sero allo stribilimen-to cl<'i priiiC'ipati in Italia, ed al rinnorn.rnenlo clélra.rtc nvi] itare in }:u ropa " · I
·I \
.
.
....
l\~lvnli.f1, 1 suo i g1u.d.1z1, sempre Hl :f orma c;onef..ti::;sinrn, sono in cisivi e taglicnii . Uno d<:',i pii, clntt. i e· brill.ant.i scriUori mil.it~~ri clel r isorgirnC'nto i1alicìt10. grn;,,;ic al ,cic>lo srrbato anC'ora \'ivonte ,a lla uosl,ra ainm inlzionP e devozio11c, il genernle Carlo Corsi, pubbli cn u11 volun1e inlitolaio Italia.. a. e<mlinùazione di un altro lavoro gt":ni;;\l is;:;i n,o Venticinq ue onni in Itcil'ict. n nuovo a.bbracciava l'cpoc;1 dnl trasporto della -ct1p itale del Regno eh F irenze n Ronia Ano ai moti -rle-lln. 8 i cil i ù e clellti Lunigiana. (~un,ntc nnwrezzc in questo libro,, che sembra. dubitare <lei! •> l'l,Vvenire dr.li a patria t Clii! gl i 1tomini elte avova.no assistil,J e partecipato agl i sforzi rnlnLi da-1 uosfro Ri sorgimento. nE: 133 -
A , NO X l.,VII .
.l.llU
H, CO LONNELL O CECILIO Ji'ABR1S . . \
avevano con.cep1to speranzo maggiori dei risulta.ti IYho se ne sono avuti (1) . · Il 1'abris ne espone a brevi traLti la sost,ml:'.:a eon lu.tto il grande rispefito .dovuto all'Autore e termina esclarnm1llo ~on fi.ue :iron ia, : «_Qua,nto_grandi erat1 cl unque .l ei .spen1,nze eoncepito da qul•« st1. 1.tomn.u che tanl·o opr aro-no, sc1 ora :-;i la.sciano soverc.hiare « in tal. modo cl.all'onda del pess imismo : » S i pubblica l'.tlutobiogrnfia di un Fetemnn (2) ·- R icor di stor.ici e aJ:1etldot ici tle.1 goncrnlc En1·ico Della. Rocca, dal 1807, a l .18òD. - Il l''abris ue, rene.I.e conto, r,e par la. con .rispetto in una reputata r iv.ista, (3); ma i l. g illdizio scatta i,uesora.bile dalla penna, : « Lo srrittore n:tc,0011l,1, come vidi,, J11Jl'altn e « nulla più » perchè lo scrit(o l'e 1.gPner a"lc Della Roc.c.a) , ,1,ppnrLe:ue,.nte a buonissima nobiltù, lm:g,1.rnent.c irn parcnta,in con le J.J1:i nc ipali· fam_igl ie <lei Piemorw-•, chiamato ·· presio :t delicati u ffi,ci pres,so la Reggia, d,a. tJncll i in trrpol.-1ta.mèiJ.1 i(' pa,ssato , r1d eleva( i. uffl,oi presso il co rpo cli stato maa, o·ion'., Vb ll.OH' r:na.1 0rHSti. troVùtO ,tl C1.rnta.tto col mondo neJ. qua-le si a.gi1 a profo11d11,me1nto e giorn,aJmonle la.. vil·a. ne-m1neno co11 quel mondo più ristretto c·he è fo,,ma.to dai soldati nella con1rw.g11 i,i o nd ba1tag1i.onr ... ».
In una sfera pi ì, elevatt~ : Lu, pcu·e e la yuena, damorosn romanzo d i. Le{>n e 'l'olstoi. l'anali si che ·n e fece :i] ge1 1eral(• Drngomirow e i g i.uclizì della N01we lle Re1.:11e. IJ F~bris ne p,:rla cl istinlarneritc' (4 ), e si . sch iern cla,l la parte del 1Jn1gt•· mirow, ma -osserva,: · « Ese,r citate ia, vosLra, az ione sovratutto· sul l"-i.w mo. sta,biliv• un unico modo cli. ve.clero e di cons iderare le ·cose in Cul'to 1·1:ser cil;o, rendete solic~ali fr a loro tutti quelli che lo compongono, d i,<;,cip:l in!ltf~ gli .an im i, avvi-att\l.i tutti collo stesso imfi//i·v istii mililare. 1896. (2) Oologoa, Z:inir:hclli, t 89 i. (3) 1/ivista storica 1lrl risorgi lllento i hdi{mo, anno IL (4i flivista milita.r e, i 896. /.! )
IL OOLùNNELLO CECILIO· Jr,\BRIS
2111
ri:i:zo peL' c111alll.o sia di.versa la 11.mghezza della, marcia ideale che ,ci.asmino di essi secondo il suo . grado nella gerarchia rnililare tendC', e , oi. a., Tete il 0011corso degli sforzi, Ja devozione imcrn, ml LLIHl· .;olit volo1it,\ wcl u.n ri sÌJ.~twto fuuùle fa;voro,·ole. «1Jèt cDmo :;i ottien e questo? J>l:'1' quali vi.o? co1t qw1li rnezzi? Oiò è_, c1s,;,1i più inter<>ssn-nLc. Auda l'O d'aecorclo, b presLo deLLo; clw sia uti-le andar d.'..u:cordo i: pre:.,;to c11,pi to; mu uome si fac:ci ,t ad otrener l'aocor,do drlle i<.1~e .in un sistema, tli echwazioiw e cli acl<les-i.m.rnon to ehe -co·mprende ranr-1~ per-sono e 11li condi;1,i,m i lauto di.wrse. q1u1.nlp ne conta 1m esercito odierno. o clw dorn far frnnl.o ,a co11d•i7. ion i lanto vari r, e diffi cili qu'·anle son qul'Uc in cui ;;i l]'()\"a un cse-1,ciLo, questo 1~ ciò che dovremmo atrend1' l'l',i nei futuri al'I i coli. della Nmirelle n evue >> .
Gn libretto cl.i m 1 Yolontar io eh u.n anno, G. Rosm.ini, inti.rolato La, fam'iyliti ('ii; i!e r/e/,l'esercito, porgP oc-.c}asione al 1''abris di esprirne,rc la sua opi1rione s.u argomento <.Li gra.nde irnport.ax1za ecl aU1rnlilh : se, nelle nuove condiz.i.oni dell'esercito r ispr.tto al pa-e,se, claccl,ò 1>ssù assorbe iu ten~ genornzioni tra lo ·sue Jìl c l' Ie ed nca, H11" òrcli ne ecl. a lla guerra, e r ispetto a lle idee nuo ve c.he pe1t 11r·l.Jn 1w in ogni senso la. nostJ"il, mente ponendo in dubbio quanto fi no a, iel'i abbiamo er-eduto cbe fosse incom:.usso, ,con ven iva li mitarnP jl discorso o 110n era forse opporhuw d i atfronta,rlè, dibarterle, esaminarle, criticadc, combattere le, noci ve, as,sccoudarc lo sviluppo delle faYorovoli a 11 'esc.rci to. Egli -e ra, rnn vinlo, di q ttesh1lt im.a opinione. Le sue noto bib liografiche sono u na tavolozza su cui briJla,no i p iù svnriati colori, e acl ogn i colore co-r risponde un r-same e un g.i.u dizio. R ilevare i più .im,porta.nti di questi sarebbe opera hmga; mi è concesso nppernt stralciarne alcun i saltuariamente.
Sulla battaglia J i Lissa, a. pr o11osito d i u n libro del maresciallo a 11:sl dar.o von S.cudier :
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IL
COLONNELLO
\
CEOIJ,IO
);'Al3.R1S
Lissa non fu perduta, pm· u n paio di mwigli affondati <' saHwti. ,in ~1rin, rmL per lo strano indir.i;,zo dato alfo ll!pcr+ zioni deJla, :flott;;i sen,,;a. tetrier ùkUill conto di .quello e.b e avcvarno le operazioni di. tie.r.ra. E' Lma IJ)l\)V,t patente della bo,t11 ù dei ·p rinc,iffJ ii cli ·g 1.1errtt marit.ti111;;1 messi i11 ln.ce dal ~fahnn e dal Calwel, ma. vec,chi come ht guerra se vi s:i. .a.Li0'110van 1 > g ià i V,rnozia,ui ooHo sta.biil.i rni suiHe ho,e;cho d:eU'Ellespont1), a 'l'enedo, quando volevano pi:otc,g.gm·e Oarn:l: ia, ·~ p,rima d i loro chLi Rorna,n i o.he si sforna.vano di togliere ai Oarfaginesi i•l clomùn:io diel mare per combattere o vincerre a loro l.JelL'ttgi,> .i n. S i,01h a e farsene, p atl:r.oni ». «
·Com'egli. intendeva, la critica clei fatti cl'arme. L'argojn e11to, n uovo o ;poco scrutato, era stato svolto, in un opuscolo cdii,) da1 Barbera, delt' A.rnakli, allora capitano. Il :B'abris ne div ideva in gran :parte le, iclee; ma sopra un ,pu,nto importante n'era divergenza. ]]gli 01011 i1mmeLteva, come l 'Arna.ldi, che un fcitfo m.ilifare non clei,è esse i·e giudiccito ali.a stregua di tino cfoifo; non amme,tteva che la ris'lilfante di un fcitto mil:it:are sta nelle mani cli 'Un uomo solo che con tr.n colpo d'i spada decide clellci sorte. «Non. capirei come Ja ,critic1.1· de i fatti rniJilari de:bba procedere in modo diverso da qneilLo degli altri fatti uman·i, disimpegnarsi da,i procedenti, staccarsi daU.',a,mb ienic per nfeJ.irsi aJlla sola mente del capil,a.no... « Forse un diverso concetto doll'ufficio della crir i.ca c;i indu,ce a non aocettarn la di:stinziou e. J?ei!·ciò ci fa.c;e11.1n10 ccnipoi'o cli d:i.stinguerla dt1,ll 'os1,losione del sentimento popolar e che ~nn0gg1a al vincitore o ca,lpesta lo sconfitto, e n eno st<:\ssn teml>O dal giudizio supre.m.o cn i ·è sottoposto per rn?c0ssit:\ di governo o pBr opera del fo, Nemesi storica il gene,r ale vinto o sfortunato. La c:riitii1ca confina cOH l.' u·n o e eon. l'a:ltro cli qu est,i due estremi, può confondersi. con ossi per q ualc,l1f~ poco, ma non ò nè l'uno nò l'aHro. E&:%t te,n,de ,t gencralizza 1\' anz ichè a, restringere. L 'az'ion c e.lei g~norale (} per lei. nn p r1r1,ì,colarc, il ,qua.le poLTà ripetemi n, cagione clell'uniforrnit :t della na,t,urn umttna e della comunanza cli cm·t.i sen(:i.menli
IL CO J.,Q)(~ 1!:J,LO C{l;Cl LlO Ji'ABH.!S
deÌL'uoruo J?OcLo .i 11 utw, cleLennÌiHti...t posiz ione : sia egli N;1~ polcone o JHa,ck ; ma nulla più che tlll esemp~o d i casi che si possono à nnoYèl,J:C; eèl allora non sapremmo .1'.1 qual modo _la p 11epara;,,ionc del fatto d'arrnù sfugga ~lla, crnhca, e per questo ,sia tutto hi preparazione del fatto stonco. . . « J?iLL spesso che non lo credian10 h ~ battaglia è la s1~tesL di molte premesse hu1ga.rnentc adunate, hL crisi di una situazione lun o·,arnen te prepa,ra.l;asi ... «No : l~l fatto ,c.l'arJ)ìÌ è la rna11ifcstazion0 (li. tro.p,pe volontà pe,rchè l a critica si a.clagi ,a polerlo r:itcne,r e v.into o perdn~o per effel'lo ,deJJhrrtenrento cli un sol 110~110 per quanto sia ~rande la sna ~mtoritù. Vale forse megho il cll rc che l a re;po:ns,a.bilità ddla vittoria o deiJhi sconfitl_a ò legata al n:o~rie dol coinandante, rr111 devesi aggiungere one un.1t s11na cnti,ca deve ricoudu,1Te i,l eomanclante i ii mezzo a>! mondo nel qn.ale esercitb l a s ua -volcmb\ , E! l asc,ia.ro oho ·alt.ri lo giudichi 111 1suranclo l'o,pora sLrn ne,i l imi.li del fattibil e e èlel possibile. Certamente una cl:isca:e\Panza. fon,damcnta.le corre tra 11 D(:stro ed. i.l concetto che lo scrittore ha sugli uffici della cnii c::1. Essn. ò strumcn[o e 11 0n è s·copo : si fa guida.r e da.l raz.io·· cinio, prepara. gli cl ernen h per il giudizio, di'.sti ngue .i faU~ daUe cause, li separa ver e,ate.gorie, .ma laec1a a 1 tnb~n a:1 degli uomini o della sLor i,a, la bilancia delle. r esponsa.b1l!ta, la spada cfe1b puni7.ione, o :il lm,r o de.Ila glorrn » (1). Siull a poesfo, milifar l3 : .Spa.de cizzt11'1'e di ]?i~r ]~milio. Bosi. J1 o·ra.ndc poeta itttliano vivente, il Canlucci , disse (h aver lett~ in questo libro cose n obilissime e belle, tanto ,cl~ ,parergli e.h o EoHaJ:ito ai militari tlovesse; esser ,permesso (h tar,e poesie-. E il Fabris soggiunge, : « è vero; ~)erohò 1&1 vita nostra e lo scopo nobil issimo por ,cui cin gr.mmo l a spada sono mm poes i,1, t,~nt·o el evata c;b,e a g iorni pare pcrfìno che vada. pei:clend osene jJ significato» .
(I l f/ivisla militarr, l89i.
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U , COLONNELLO CU:CILIO ]'ABR18
II, OOLOè'/NELLO CECILIO l!'AilRIS
clis1mtate 0011.ine di S.an Marti no, i vtdornsi figli cle:_lla Sa.voia resero teslimon.iamrn, co l. J.orn sangue alle promesse, fatte dagli avi di .seguire a battaglù~ il 18ovrano, ovunque avesse levato il suo arclin1en1.oso vessillo. « Al la,borioso periodo di formazione ternw dietro quello di consolidamento, e fu segnato dalla l nnga lotta sostenuta contro J.a potenza .espansi va. d ella morHìrchia cli F ·r ancia., .che I 11011 trovava. l imiti a.ll'assor birnento dei minori Stati, i quali a.t.torniavan o i suoi dom in i i. Il fan.ace du ello cominciè) nd secolo .xn, quando i conti cli Savoia, cr edevano sufficiente schermo a.lla sicurezza. dei loro Stati il posse.sso del Giura,, e lo vider reso vano per l'insimlarsi della, Francia n.el DeHina.to : continuò nel.l'alterna v icenda delle devasta,crici invasioni e -deUe rapide riscosoo fino al secolo scorso, se pure non si riprodusse anche snl prin,cipio del n ost.ro, q n.ando il genera](.) Bona.parre, coll.'impnlso d1e. gli vmiva dc1,J. sno gen io gnerrie-ro, invase il l!iemonte, e col Piemonie l'Italia e l'J~u- , . ropa. tutta. Ii momento c.nlmina.nte della lotta ii segnato clal gion1.o in cui il duc a VitLor.io Amedeo II col tra.ttato d'Utrecl1 t respinse cleifìn itivarneme la. F.ran cia oltre la, somm.it.à della cerchia alpiua. L'ave-,:a, pagato con ye,nticinquo airni cÌ.i,guerr:-L quasi conl- inua : eù ·e l}be.ra.gione cli mutare i.n quel gion').O l a eoronft clucafo in qnclla. cli re. 1 « Stabili ta una solida bani-ern verso· la Francia, i r e di, · Sardegna s.i assisr~ro decisameint1~ tra. i Sovrani cl'Ii a.lia, ,~ volsero .alla s istemazione politica dell a pen isola lo cure e, l a atLività insfa.n ca.b ik mercè le quali erano riusciti a costituire ed a consohclarn ·il ]oro ,S tato eredita.r io . Per 1rn sec-olo e mezzo, da, Carlo Emanuele II E1 CaJ_·lo -A lberto, i r ea.li d i Sa.voi.a. cerearono ] a soluzione a l difficile problema. dell'inèli pendenza ·ital iana : nè lo poterono risolvere fi.nch /_; non lo separnJ:·ono dal con cetto fodernt i.vo. :Mil ano e Rovarn. ruppero l'i nca:ntes.imo cl i un fun esto pa.raclosso cho aveva allncinmo g li_ Italian i fì n dai tempi di Lorenzo dei ;j\focl ici e di Lodov ico il )foro. Il motto « Italia o V ittorio Ema:nu ele >> ricondusse l a, storia n ostra sul suo ca.m m ino regol are, <3 fogò inclissolnbilmente i clest,ini del n1ostro popolo a quell i clolla. Din nslia dir -ci rrggr.-... ».
. i\1:eriteirebbero, corno d issi, li.i essere raccolt i ,è, pul>bl icat.i ord111_a ta-mente, _p-er ma,teria, se si vuole a neli.o soltanto cronolog1came11 te, alme.no i priucipa.li J avori. dcJ b'abris. che ·c:.orn.pre1~do,n~ ~~onogra:fi.e ,o eonferenze o uLiJ i per lo s~ndio ,del la stona rndmtre o ancor fresethe di atLualiUt per le queslion.i che vi si svolgono. Aocenno d i volo nel alrcmne d i esse :
. Cl(.sa Brii;oici ~- 22 aprile 1868-22 aprile 1808. - ,:\fonogra fi.a che fu pu bblicata. an.che .in opuscolo e t r·~Klotta i n tedesco. Sono iroco ,pi ù cli u11a ventina d i pagjne cle] la Rìvi8ta. Militare (1), che pol1·ebboro formare u n volumetto utile o d il ettevole tt legge1·si ne l le sale cli eon vegno e nelle camer ate dei n'ggimenti, per nhè compr endono una sintesi stori ca c.hiarissima <"leJl'origine dc~g li. avven imenti, delle lotto sostenute,. del finale tri~nfo Casa, Savo-i n, e cleH'Ita.l ia. h~ rnonogr afìa.,· dw ebbe .lodi rnconc! 1z1onateclalJasta.mpa m ilitare estera. si c}ii ude. per di rla C<ll.l un b isticcio -esal tamen te es. 1)1·1 .c- ·1· , ·o, ·con Jfl. ;:;0-· .> -·'" g1.1en tr sinte-s i cl.rlla si ntesi :
eh
« Dalla cu pa. va.llata di ]Vfor ienna., in. l' ll i si mostrano anc:>rn, pr-e!so .l a CJrnrhonière, gl i avanzi tleU',)tigi rrnrio casi ello cl, ~a.sa ;i:::ìavo1a, essa, mosse i vmi.n i, e nrlla .::;u.a prima. evol nzwne com1)rcsei tmta la conlra da che si ,;fende su ·i cl tu' 1·ersa'.uti cl<:il.1.'Alpi , da.lla .Suona, dall'Tsòre e dal Rod11,11 0. alle du,e Dore. Soprafalla. per u n momen to dall'anarchia fr.1~cJa lc. 11 C ~eppe· ·uscire. < con einr1t1r, srco·li cli proYvicli 'sfor zi e 11.az 1?nt! cure ri.comp,lSP i 11 un so lo Si a lo i popo·1i cli cl11 r. nn7.LOrn clivrrse. e seppe cost h-e-no cemrni.nrnr J'nnione. che il patt~. _allora segnato, d urò :Ano ai g ior ni nostri, ,1ua,u clo ri nfloos1brl c Iegge del la sLoria ven ne a strappar lo. :Ha, a,nco.rn 1wl 1848 nella. con vallr d i Pasl r rngn. an rnn1 rn·I 18m s11 ]1;, ~, 0
•
2115
di
U) 1/ioi.,//, militare, ·189;J, 1rom" 1.
}
I
2116
IL COT,ONX.liJLLO 01WILIO PABRIS
Una scorrerie, nel xn11 secolo. [,:· ht rHtn·nhiùne del t:cJebro mssedio cli '11 orino, compifa,t,11 co lla, scorta elci clocumc:ui1 L eontonnti nell'Archivio cli SLato di (1uell'anti~a Ca,pilule l I). D:apoleone nelle recenti zmbblicazioni \ 2): - Sulla :fi110 Ll1' I secolo pa.ssato si sono cl.i::;se,ppel lite o pubbli cate rnemorio di quan(i ha:1rno aY 111-0 a· d1E:l fare c011 .Kapoleone. Risorsero airtiche questioni e si pubbli carono poi studi<' Yolumi rol ritrntto morale d i quc::;~· uorno che lJer quillClici anni ha Llom inato la Frnncia e 1.')~nropa. 11'11. (\gli un gninde ego i.sta '? ovvern J' i11-· ca:rnazione del ge11io? - questi ed altri (iUe:s iti. Y011gono JH>i n riaffacciare la n•cchi~1 questione : quella dì sapere ;;r ruo1110 sia artefiee dolln, storìa. o se la storia segn i faLalmcntc ag li uom in i tut,rn In via l1111go la. qun lo canrn1i1 1a.. ed i11 to11 ~c-i sovr·essa Ji iravolga. J l Fabris rileY1.1. come hanno :ffolto il problema.
e, se11le11ziato, i piL1 n1odorn i s.cwittori, 1-1wciillrnente il 'l'olsroi C'il il 'l'aine.
Idee che COl'l'Ono sulla g1ierm e s11gh ese,.citi (3). - )fonografia breve, nin imporl·ì1.ntr, cli sociologia m iJitru,e, o pit1 c•;;n1iam<'nLé di psicologia.. della guern~ : il Ha,b,-i s ti isente· (' corn l>att() alcune lC'orio e aITermazioni d<'l .?\'owikoff riportate nella Rifonnci Socia Te dall'OJì<'l'a Les luttes entre .sor·iét1;s hwnaines. A. proposito eh storia deita, lettemt.,ura militare (4) . - ifonografia oho ;può considerarsi come una lraccià a grandi ]i1wc dì un'opera da fars i. L'a,tlfore dimos(ra il bisogno cli una simil.0 st.oria <' forma l 'atte11z ion o ]) l'i·ncipaJrnente s ni srguerni.i argomenti: - Il 1N~tPrifl,]e '!et.tera.rio m ilita:rn - Letierat nrn sricntific,a e lette ratura amena - Sc~po drHa .,loria dC'lln IC't . toratura - Il tipo del l ihro rn ilila.rr Class ico e qtwllo d0i libri militari o<'l~t1rni - I11:fluenza clcl genio i tnl i a,no sn ll 'n.rl o /! ) Rivista niililnre. 4893, tomo Il. (2) Id., t 894, tomo 11 I. P) Id., !894, tomo Ili. (4) Id .. t89a , tomll 11.
IL COl,ONXEL LO Cl!:CILIO ~'.\llltlS
lllilitarc nei tempi rno<lcnù ht guerra del risorgi mento.
2117
La leueraturn miliwro durante
La dife.:;a nlpina ed i princi11i di Ccisa Sar.oi<i ne/, .xnn secolo (1). - [1~· tm·,111 nt monogn1fta. sroric,t, nel qual genere di lotleratura il J?a-bris onL maestro e lasci[L c::;cn1.1/ ì clEL im itarsi cl~ù nostri uftic;iali p iù. studiosi. J,a sifoa=ione storica 11ellci peni~ola balcanica (2) . - K una coHfen~nz,1 i.<~n.uta il tlJ. ma.r zo 1897 al Circo lo rniliiare di Roma. Argomento ,1 llora e .:HJcsso d i c1i.lualitù; <.:<)J101tiude così :
Sull e hrecoo dell.tt colm,SlLlc, ba rl'iern J11Linl ag,n osa l',lre separa j,n due l'Asia. dnlle riYe clel mare di j\Jarmar,1 a cruelJc del mare giapponese, lungo la \'ia marittima che chi I Bosforo e e.lai DarLla11 elli va al )foditerran('() orientale, nell'Armenia, nelJ' Afga.n.istnn, sui confini clo]Jfl, •Cina, conti nuer à a. scatti, a riprese l'u rro tra la Russia e l'J nghi !terra.. ootrambc sovra.ne asiatiche ,piì1 che eurqpec. Una paziente e lcnace guerra secol are in <'Ui .e,scrci.ti rstrn nei allo gesta c,uropee •sara11110 condotti al .eomba.ttimon to per la d·ifcé;a d'ii1t0ressi escln,siva,mentc «
europei .· « Intanto sul )fcditerraneo. trasformato oramai in Yia di l.rans ito al cornmerc io h:a l 'F,nropt~ e l 'esl rrmo orienlC', co.n·· t in.ne,rà co11 rua.ggiorc accanime nl o la Joth per bHanciarvi b prevalenza inglese abbarbicala ai forti punti di Gibille11:<1 . ì\[alta; Cipro e dell'EgiUo. La comunanza dell'avversario YOluta da questa lotht mccliterra.11ea cla.rà all ' t111 ione frn,:i00-russa 'il cemento, clic in qual siasi aJ.tro modo non nvreb.J.>e chn debole
presa. « r>ote11Clo meltere in linea an che l'importanza che una federazione dei popoli h a.lca,11i ci potrebbe rwrro sui cl r.stin i clel M0clitenm1ro orienin.lf'. o il contr:1rcolpo r:hr verre,b hr nll'equi-
fil. llivi.1la militare. ,!/l9fo, lo m o Il (:lJ /ci., l 897,
tomo f.
2118
IL COLONNELLO CECILIO T!'ADlUS
libr.io pol i.tiw clelrE ui:op ,t ,c.ir,m ra.l e se la, monarchia àLLst-ria(:a spingendosi fon.o a Sè1lonicco divenisse l'an ima d i q uelb feclcraz10n e, noi avremmo delineato le grandi coordinate cl1e forman-0 il retico1r-1Jo della s torit1 futura. « Ce .n'era bisogno per a.r:risc hiare. la domanda rin.a.le. « E l'Italia? « Per la sua. posizione geogra.fica essa si tro,1t1 .p iù vicina (li ogni. al.tra .regione al Mediterraneo -o rientale, sn cu i si svolger wnno i prossimi avven imenti de,lla. stori a. Come potrà dis impeg~a~-s~ne? Sembra un po' cl.iffi.cile e certamen te la parte che oggi c1 e a-ssegna.t.a 11 ell'_Esarch:ia, o fock,r a;1,ione europea, n(• è trn a prova. « Dovrà essa. lasc.iar.s.i. b:avolgel'c, jncosciente dell'avvenire. priva. eh volontà, ,e quasi voHa a ritroso, dagli a,vveniment i ; Non sarebbe consigliabile. . . « Circostanze non clififoili a. spiegare Ìia.m10 interrotto k correnti di ,'3 im patia create dall'a-tlività degli avi nosl;ri colle popola1.iou i ~lell'orbita. orie-ina.ie ·,fol Mediterraneo. A poco- a poco scompaion o lungo la. c;ostieira. da-lrnata gli ,1:ffdt uosi rico1~d i J.a_sciat! d~Ua ropulYblica cli Veuezia,, e scompare p uro cl_a;Lporli dell 'O:nente .anche quel garhuglio-,ch lingua conunetCiale clrn i nativi parlavano r:oi forest. ieri <~ che r ivelava nella, sua forte irnpnrn ta cli parole i tal:ia,no le ampie. relazioni nostre intratl:Bnuto in p assato in quc,i paesi. « C'.iò sconiparr, e n e è ca11 sa principale i.I n uovo orientamenL? ~vveirnto negJi interess i del l\fo:litenaneo. p-er c1.1i i nostn :fm:ono sov.rrc,hia.ti da.Ila co ria cli quel-h ivi avviati d ngl.1eslra-noi a 1io i. ,Sar0ibbero inutil cosa le rocriJnia1a.zio11i.. ma no,n sarebbe scusa l>iic .il chiuder gli oc.e.l ii al futuro . ' « Un gionw ;il g0nc•rale B ixio, c,h e e-bbr cuore e m.e.nte cl' Italiano: 0 llù~ SUOi SCatl;i Vicle _pi ÌI }OllÌ/ll10 C megl io tleg]i altri lega.t i al giornahero vantaggio, additò al commercio i!aliano il lon r,ano Orien t.e. L~t stava. erompendo il gsrme della, storia fu.tura, -e con'tiJ10ia.vano appen a -a. (YOUaw o·] i ocdù o·l i Ji'•ir·or)eJ· . . b :::, b '" . " Con gen·eroso -i:,la-ncio il Bixio avrebbe volulo ,che noi, nuov i ~ 11.r,ora fl:lla ~ita, ev.itando sforzi, poco proficui per vie ora-ma-i rrnppo baHure, laggiù cercassi mo il 1:isvc•g]io (i<'lln 110:'<i ra. Rn L1c·,1 ili ri\·it:'1 r·n rnnwrrinl.!'.
IL COJ,ONKE LLO OECH,10 FABRIS
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« Egli aYe,·a ragione : rua il suo appell o ll011 trovò educazione sufficiente negli Italiani ; ,s uonò nel voto, ed a lui, solo itì lontani maù colla nave afficlatagli, si scJ1ianLò il cuore. Gli av,~enimenti ulteriori o h1 lotta. com inciata oramai in qtLe i. lontmli p ae~i coll'intervento degli Europei , mostr ano quanto fosser o sicuri i suoi pr-esfigi. Noi ci rinchiudemmo, o ne, u- ' scimmo a sbaraglio senza. proposi t,i ben determinai.i o senza la,tghi conceUi sulla re.alt~t effettiva cl i -quanio si ttgita intorn o a noi . << Oggi ci ù uscirà a-:;sai d iffì..c.i le di rirrH.vn er e s.peLti:1t ori oziosi. cli avvenimenti che e-i si svolgono allaw. 11 loro corso potrà interrompersi, avere soste pi1'.L o mono hcng.b.e, ma non potrà an-restarsi sulla ch ina c.hc gli è ·fata tnrnmo fissata, e cli cmi abbiaib. c-ercato ,cl i intra.vecle re l'andamento. Potremo noi, .sempre noncuranti del fll turo, l a.sciarci prendei-e- a.Ilo improvviso da quamo avviene, e ri pararvi come l~ circostanze ce lo dettano a;ffi.cJa.ncloci aUa soon:fìnata, stima c.l ie ognnno di noi 1rntre nel] a propria -s a.gacia? « La viia di mm nazione. non puc'i dipem lere cl.a ·improvvise: determi m1,.;ion i, nin, den=i svolgersi secondo maturi divi.sa-me11ti cui, spocialm<:rnte oggi, pa.rtiecipino il gowr-n o ed il popolo cJw la, compone, conco l'di na. loro rd inhrnamrn tc consci clegl i scopi c·h e si .i.irefi:ggono. « Le ,tracliz.ion i recen Li clel nost.i'o ri,sot bo·i mento ci SJ.)ino·ono o ad asseconJf.l l'E' il r is v0glio naziona.10 elci popoli che vogliono riàc.quostan> i-ncliYicl11aliti1- ·e ooscien:r.H, 11eiltl.e region·i balcaniche-. Il -desider io cli bil ancif.l rP le forz<! (lei piì.t poteuti ci sugger'isce l'idea tli favor ire l'u n iono dei. pii\ de.bol i p0r rr0arc ui1 mwvo, e forte forn i re di. vita. po"lirica intorno all'Egeo. L' interesse. polit.ico ci trae- ti 11011 ,c reare· imba eazzi snll a v.ia doll'i:110rien-ta rnento dell a monarc·hi a. auslriar-a, daJ. quale a,vem. rno già. Yanb1gg i nella nos ln:1 rece11te storiù. L'avven ire della nostr a a,hivit,'.1- c1)m1nerria.le vuole la. pr0paraz iorn: d i. l arghe simpatie, e cli frequenti. e benevoli rrlazim1i coi popo li clie verranno a trovarsi ~nlla gr nJ1tle. vi,1 1rnh,ra,le cl.te n njsce il r..e11 tro cl<7ll'Europa roll'estremo Orien(r : r:omuna-nzn d i r icordi . elas,;icL cl i lnlltrn 1c· origini C' rl i rerr-mi \·irc,111le conpenrno n
2120
1L
COLOX:-IF,LLO CJ<:ClLfO l!'ADRIS
rendere più facil<, tiuolla preparn%ioJH'. 1 l p1·rl'hè JJOJl ('i \'Or.renio ndn,ttnrc a rnmntinnre J.i:r1,nd 1i ·(! sicuri per u11 a, v ia \·o:-;'1 J1ettmneme i;egnata, irn-ccc di trarnlgen:i bal;:elloni e c~)lne le ,circostanze ci portano: « Comm1.que Yadflno 1<.! 0osu, l',c,·ol u,::ìone stori ca JH•lle reg ion i <.le i .i\ledi10nanco orie11tc1:l,o procedrrù t·1)n ~uffic·ic111c• lcnter.za, da darci tempo ,l prenclern un rontermo franco e dC'. . o \ ' ISO r ispetto n-lle Yioeutle- d 1e ci si svo lgo11 0 .a ll a.lo. Unic1.rnoci i11. e,,so rnn mah 1ro diseguo e coll chi ari>z%n. dri fini; ma :-:o dopo le i111pro,·,'idc a11dacil ci sorp.renderù l'ora dello sconfork1. ·11 011. ,·a.e.lit nin.i srnarri!.a pr•r no i Ja parola dl'll'lt,ll in no. citi nessuno potrohbe nega re ,nuore gnmdissirno per il suo ,;ac~e. c profonda intuizione 11el C"Onsickrarn0 i legami colla ,,toria: « Un popolo·'.101: è grande sr• 11011 a putto (l i ,co mp ire 11rna granii,· « e sa,nta nus:;10110 nel mondo . .L· 0rd i nanLen1 0 inferno ritp« p~·es&Htl Ja ~omrna d<·i 111t•zzi t' dc1llc forze n-iccolie pel co1P« pimento doll opera 11sseg11ata nl cli fu ori. La v ira na½ionale « è scr~~ento, l' intc• rn,tzionale è: il fi1H\ La primn è opera degli « 11om_rn1. 1,i, s(-cond,1. i.• prc-,cri(rn. tla Dio. La prosperi!,\, Jn « glona e ~'aYve11ìre d i mia ~1azio11e so11 0 in r agione d;·l s11 11 <, accostn 1·.~1 nl fo1e r lir le t' dcsibmaro » . . 1
1
f 'ra
il Chiese e L4clive. - Jlirordi e l'On siclerazio11i (1) . --· Monog1:a.fiit importn,ntc sugl i 1wve,11ime11 ti guerrc:-chi del J&+R I8.j9 ~ 18GG. Oli appn•z7,11menli "heri. che Yi so11o esposti, non p111cq11cro a. tu I Li. L 'ulfima guerra del secolo (2). - E' uno studio critico deJ1;1 qurstion~ srtcl-aJ'ricana <"' del la g urrn1 a.nglo-ùoeni, e lle, n. p,1rcro_ rl~ll'Autoro, sognn, una pagina ns,mi importa.nt0 neJJ;1 ston~. mglcso e poh'it -OSflere coni;iderata come decisiya 1101 pa;;;sagg10 ad nna nuova f.tse de11a politica dl>ll'Inrrhilterra. 0 Gli ultim i s uoi lnvori pubblicati furono :
IL OOLONN ELl,0 OEOILIO }'ABRIS
,I ltri te11tpi (1). ·- La morte del generale Pallaviciuo gl'inspirav.-1, questi Rin,nli e C-0nsiclcrazio11i ~ul grandioso porjodu
della nosl-rn storia Llcl R isorgirn cnto.
Soldati di ieri e soldati. di oggi (2) . - Como son freso:he lJUCste nÒLc psico logid10 scritte si. può cliro 11eg~i u.Uimi giorni della sua v ittt ! Corno sono oon profondità descritto le conclizio11i e i c,aratt0ri nel passato e nel presente dcl solda to e dell'ufuci,a le i tahm 10 ! J0cco .l'tdtima pagina belliissima. clùgh scrisse e stampò : « Jn quc:,te eoudiziolli, l'ufficialo non è piìL quello cl i u na YOlla : non ·p uò più contentarsi d i porsi, fo 1guù.ntato e r iJ uce,nte, tlllu. testa, del plorone rnunalo dal sottufficiale. Bisogna cl1e ànl ill mezw ad ei:;so e per esso. clic si con(1l11,;(,i, p i il che : l cuore, lti stima dei clipe11cl1-•nti, che so ne conciliL :i I pens ien d istratto e,la, 1Ln lontano ricordo, che inscilli in loro quei sentimenti tli online<' di gù1stizia, --<.'nza i quali 11011 v'ha educazio11 c possiLile; bisogna, ohe-u n granclc n.ffetto 11cr l,L par.ri ti gli. suggerisea il i:io11 ,;iero che co.l'risponcle a quanto oggi dall'eserriro si attendo per sYiluppare lo spirilo rnili lHre e l'abitudine dell a d iS<}ip lina 11el paes<'. « JG, come se non b,tstitssero le d.iffi1'olti1 pedagogiche, si uniscono ,per l'nfficiale quelle di ordine tecnico. Gli antichi esercizi meccanici e q uasi ritua.li non ri::ìpomlono più nlle e,sigot1ze 1lell1;1, guerrn attuale. Sul campo di battaglia all'nffi.ciale non hastn. più il ct1ore : occorre mrnhe la mente. J->er prepararvisi rgli dc\·e csercitnr-e- sè ccl i dipe11c'l<mli i1 1 ma11ovro s0mpr·e clin:rse, e tc1lrnen1e concopite dit simulare le sitna:1.ioni sempre nuove <lella gtwna . ,\.ppunto in quelle manoHe, oltre ad abi1uare l'occhio o la mente, comincia EL prepara.re l',nocord.o chr. g! L n.ssicurr.r~t l ~L co11conli a, dogli sforz i dei suoi dipendenti 11 ei giorno della lotta . « 'L'alo è l a missione dell'ufficia le odierno : tra lui o iJ soldato poco pi>sto trov,1 ormai più .il .soLtuffi ciale, almeno come
/1) llivWa militare, J897, tomo Il.
(2) llivisf11 111111·it/i mn, -IMO, novemhr·,·.
2121
Ci) ll!vislri 1nitita1·e, dicemlire ·IOO L. (:!/ nivista mo(lcma poli/ic-a- !,Jllel'ai·la.
gennaio -1002.
1L CCiLO.N.:,.J,;LLO CEClLlO FABRI:ò
2122
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Il, COLo.:,.xELLO 01::l)lLIO J,'.\BRlS
lo ,;i eons iclernnt in pa:;sato . Lo ,;ucces:-; i\·e clas,;i ll i ·frnt chiamate :-;otto le armi con diwr:-i in1pegni <.li dnrnta. di srn·i:r.io. o ri<.:hian1 ate 1>e l' l'in,frescare in l'S'>l' k isrnt?.ioni Lll l,t rnl1a ÌlllJHWtite, sono 1.1ffidate qua..;i esclusin1mcntc all"azione 1ll'lJ.'uffi <;ia le. Egli. Cf) rnpi u modcsta111l lll·l! ed assi1luarnc11te l' im pegno ·uo rra le corrP1ni pPrturbn1 rici dell"odiPrno ambiente·, in c11 i ro;,Ce i li usio 11 i net1110 la ~iJC'l'fLUZ,ì, di vcc lc1·l:' otcn w la pace ,1 forz,1, <li t·ttre 1,1aJ1te11Ltta per tn•11t'an11i sul continPnrc europeo, o uon nss11rdo nirnl'io, prr l,t n oia clolla spesit.. che i m- . pom'. \·onobbero Logliern forzèt all"ese1:cito <la c-ni Yiene la g,lran½i,t a quella pac·c•. 1rnnwrso ne lla. sua opera cduc:atric:c ehè as:;orbe rut1a la g iornata ,1ll"uflki,1le, quelJr corront i giun gono a lui mol10 11UenuHte. )[a. trn. Jc nuow1 o,ceupnzion i e t.rn i nuo\·i p<'llsieri rgli carnlriii molto nell'atteggi,nuenio dai s110i prede('ossori . Genera I111erne ..;oyero, r iserba lo c•d assestato, ~ i trovò alq11 nnto solo r 1H1 an·enne come conseguenza psichica il bi::;ogno di c<'rcarc nella calma di una. famiglia, c011forto e r iposo n Ilo nu ove occnpa½ io1li n eatcg l i dall"amb iente. I malrimoni militari si moltipli<':trono nnche in c(liei grAcli mino~i Hej qua.li in passato p,1rcwa 11 0 inoppo.r tun i. Dc1 I punio cli ,·iskt del senizio ciò uon Ju senza qunlchc imbarn7.zo nella famiglia del roggirncii1to; 1ni1 è .i nncgabilCc! che, il fatto dii test irnonia,nza della stima e fiducia cho ispirn m1c.he il gioYine uffici a lo a.Ile famiglie e lio gl i a:ffldano l,1 soifo clolla propria figl ia. « C'osi c·on10 avYienc cli 1p1alsia"i organismo c-hiamflto a vi,·ere in 1111 amu ionte cli ,·erso <la, q11 ollo c11 i era abi t ualo, anche l'esercito cercò un nuovo adattamento acl esso. L'in1ima rigenen1zionc ù piena di i:-forzi <' di fatiche, B non riesci rebbr, ,;e Li, vigorìa. dell'organisnio non l'aiutassero. :Molto si scrisse e mollo si parla, o con ragione. <li quànto i I paese lrn fatto pr r .l'esereifo; poco cl i r1u u1110 i:wYetlne nell a sua. compagi ne. Benchè poco notato. n.nche <1uesfo oscuro lnxorìo, che pm· vale ;L corroborare lo spirito cl'ordit)C e di disci plina nella nazionr ù parte di quel larn1ìo assai più Yasto, cho in altri c-ampi prepar a l'avvenire ciel nosLro l?aese » . 1
Uome da fan,padn c:lie. prim,1. di ~pl'µ;11ersi. g it ta ~·cint!ll~ di vivida lu·cc, così dal le\. pe1111,t di C'ocilio Fali ri R, nrgh uU1m1 anni di SU<l esistenza. scatlnrono la1npÌ sullr più a rcllLO C[llU-
stiOD.Ì del giorno. Lo opero t! le ronfen;11 ze cli Uugliel1no ~'en·t·rn, e la p ropa0-and,1- clri sociali sti conuo il così tlPtto 111ilirnrismo, lo mdu:.-:ero ,i co1 11batlero .le utopie• o g li <·1-rori. po n011,dos i nc-l ,canqio ste~,:u dell e idee pii, Jnrghr l' liberali . !•:cl ho :-erbato p~r ul~ lima la cita:r.ionc• ili alc un i ,;uoi gi11dizì, clw sonn Lt snll0 6 1 complc•ta dei suoi pensieri o elci -;noi ,-,e11tirnen1 i 1·011~<' scrit_tore. contl' pa.trio1l,i e com<, 8ol1JiiiL); ~· posso1111 coJ1 :;-1.clen1,rs1, per così_ dirr. il ,mo tc:-;htmc11to inrellettun,Je. Dà 111L articolo ,;ulln g11i>rra l' s11l inilit1tris1110 ( I) : ,< 1,it o-ric1T,t 11011 p11.i> c•.ssen ' t·onH·gue11 za del carn1ic• rc Lli nn o . . . . I . uomo sino-ol,trmc-llte destinato ,l ,,fognn' i suoi c-att1\·1 1mptL.3L y cornlurendo i :tuo i sim il i ,1 111.1:-;s::ic·rftl'si reeiprnc-,1nw1uc. 1, 0!1 pu<> es:-;erc, rnppL'cscntntt1 Ll,1 un 1101110. quancl 'nnrlw egli siR ~ apolco11 ('. e hl, storia, fonclaia1t1rnl<' 0sarninitt11, non _confern1.1 ri_ueslo a,~sel'to. Esso pare rn1,t <leriY,1ziom' c.lèl le• leor1r coli. C'Uì a ]j nmichi storici della . cuoia, cln~sica giusl ilkaYa.nn o spie~avano QHl1 i flV\"NlllTI OlltO . riferendolo aff arohizio11 c ili qual o :-, . ·1 chr prepotente. F, per le- stesse ragion i per cn i lt1 gnerr~ <' 1 porf.at,o di 1111 cw nm lo d i rircosta n½<' alln <.;Ui i1di:1e1'. za gli 110mini cercano in\'i1.no di sfuggire, <' inurile il cons1ghare ad Lrn popolo cli. ri-ncn,11h1ccin,rsi .i11 c-0rt..i 111ornent·i del In_sua N islei1~a ; è inutile di indurlo a chiedere di es:-erc lai-it1l:1to tranquillo come 11.n campjonc sLanco o sfLd110it1Jo c.;110 non son.Lu iJ bisogn,:, di sccndcn' i1{ una liz½11 in cui sia c-h:ianwto a tlar proYa di sè. Voglia O 1.1011 yoglia, le vi oonùe, la -vita st€ssn, di un popolo sono inoranate nello Yicenclo e nelht Yi ta cli lnlli gli altri con o c11i ha in com un e la, c-iv ilts. So la ::;ua. "ituazione rispetto alla ~
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1Yu ov1i Anto/1)yia , 1• rn:iggio IRVG.
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lL COLONNELLO CECI LIO :~'A:BRIS
coi:rento dell~t storia lo chiama a.Ua g uerra, vi sa1)1, tra volto; r epugnantc o impreparato n ou· potr f1 sfuggire al suo fl.a,ge.Jlo. « Nò questa è professione di cieco fatalismo, ma con seguenz1 necessari a dei lega.mi. ch e avvincono lo nazioni appar tenonti ad u.11 0 stesso eon sorzio. 11'o,r ma.no un s isliem a ben con nesso, nessuna può staccarsene, 110ssm1 a arr estarsi od app a,r tarsi rispetto a,l mov imento cihe le trascina. tut~, r is ~1ltani<': da.l cumulo d'interessi e d i aspirazioni, concordi o d1sco:rcl1, che eccitano ciftscuna d 'esse... « ... 1vra :l)erch è n.on chia,marla, questa guerra, l a, cui esi; stenza impacchi, i l mora.lista. ed. il sociol ogo, p er cliè non. chiamarla l'estre·mo, a n:,:;ic,h è il primo mezzo, cui r icorrono i popoli i cui cfa;sicli nu lla può co11C;iliare? P,erchè incolpare gli anten a ti JlOSLri di ave.rei la,scittto il retaggio cli un errore nelJ'esern.pio de lla violenza senza, la qm~l.e diffi c ilmente . -credevano d i polor ri m overe gli ostacoli ch e si opponevano a.Jla. lo!·o feli c it.~? I nostri ve,c,chi cle:Aniva,no apptwto la gu erra coin0 ult:inw rntio e c,orn0 tale la concepivano. 'forn iamo cluu qu'.l a lla, loro dc.finiz ion e. A dimostrarh~ giustà va,rrebl)e con:ie prova la. ;procedura della ~uen:a perp~tu,a-n :en_t~ sim~le . a ,sù nei suoi ri ti d a ll'epoca assai remota cle1 JJ eciah in pm. 11 sociologo le acceUa qu este prove storich e, ed -esse r isp o~1dono n,d m1 concetto costant-À) c-h e s i son fot ti i popoli per sp1egarn l a gu.erra ,e p er ricorrere a l suo sanguinoso r esponso. «Quando l a per suasion e n on abbia, bastato a far_rimuov~r o o·li osta,col i ch o tm gruppo sociale v ed e sollevato eia un .alt ro : cl.anno d i quai1lo chimna fel ic.itt1, non trovandos i più tr~b11.~ Mili cu i -e:ffi0acemeu:tè r icorrere, sovratu tto qmw.clo le passwm vi s i. misch iano, n on rima.ne che l a forza. Così i popoli socia,1mente ordina.ti h anno sempre concep ito la ,guerr~, e -secornlo r1uesto conootto si son o sempre regolati nel prendere 1e armi. Ordinari ame.nl;e ingua.in ate, esse ·non era.no sfodera.te ch e all'ultimo, qua,n,clo ogni aJ.tr o a.r gornento era esaurito. . . « I.,a guerra non è ,scop pio improvvi·so cli selv agge p assioni : è moditato sfor;1,o p er r agg iungere una, mèta, cui con nesst:211 a ltro mezzo sarebbe possib ile d i arrivare. << ... L a guerra 1~ atto collettivo cli wn i ntero J_Jopolo, assa,i p iù che 11011 lo si cxede. Non p,urebbe rossibilc che, colle te,nclcnzc·
ìL OOLONXÈf,LO OF.Ctl,t O F AB Rf S
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odierne della scie11zt1, l a q ua le spiega g li a v vcnimenLi umani come prodotto cli una volonlb. collelt,i.va, p iegata ~nch'essa. che fatali leggi 1rnl mondo in. cui si manifesta, il ,socio.logo creda la sol a gu erra n n fen omeno esclusivan:1-en.1,c :individua.le. U tl!'t seri-e di form a litù, ha sempre precoduto ed accorn.pagnato . l'urto guen:eseo: E sse non son o a0eidental.i, ma iner enti a l_ fo~ nomeno s tesso dr Jl.a. g u erra. ·1,· a ,·,erle crrclute, con venz10ni nocc1ue tanto al oo'iusLo co.n ceitto cir ua l'essenza cl.elh1 guerra,. .qu a,r1to il limitar-s L a, \lOH .tc-ner cnnto se non cl ell'atto _-con cm essa ò d eci sa. l i. clis::;iclio p<1:rte sern1.,n~ da un ,e.n un caato ben preciso, sempre son tentate lo v ie d,e.Jla. p er s uasione p er r i:omporlo, a volte n on c_'è soluziono possib ile cJ1e coJla spada. :D or~e cotesto modo cl i eons idem re. il fo nomeno d.ellH, g llerra toghe u n 'ill u sione carn. a cnlo l'o i .rr1 1.a li spc:rnno c,l1e la g u.1n de leggri d.eHa stori a, c:onsist:1, ·.ilcl passaggio prog ressi.vo dallo stato d i guerra, a. ,qne:tlo d i pace l){'q1eru~t. Qtiel li!, JJJ·im a sl.ll_u:1.i ~ne cla.ta quasi in fretta, colla gt.rnr ra, o quasi collrt frel t.a cl 1. du n on s~'. ca varsene rn.eglio, h1se.ia adi to all a-s_l)e1·an zì.c1 che pnma o por nuove sol uzioni, pi ù lìla,n de, più ìranqu iJle, più ,con ciliant i sieno sostituite a qn01l0 frnor a is pirate agli 11omin i d alla, v i,)len za. « Come abbia. da cessar e nella s!;ori H, uma,n a. l a g 11rrra, che è misteriosatJegge della v ita cosmi ca , n on si compren de c~aYvero. Tuttav ia. il conceipirc la guerra come un esti,eino e .rnevitabile rimedio, qua-n d o og11 i a ltro si a, riuscito i nut.i.lc per procacciare qu ella, che g li uon1.i11i cr ed ono loro feli cit~i, ~ ornaggio p rofondo r eso aJla, r i:~gi.onevolezza rnnau a, e qm1~rl1 alla civilth de i popoli. E se quel complesso d i cose ch e ch rnmiam.o civ ilt,ò, va cont.in uame,nte migliorando, ed aume,nta, la con oscen za rt'ale cli r1ua n to ,c i attornia o con esRa la rag i.o11twolezza. ne l voler e. n el. clesidernrr. e nel chieckro, scemer à i'! bisog:no cli :ricorrere' a lla v iolen,-.a e l a, guerra diverdt semp 1·(' pi 1'1 rara, m a semylic:mnen te pi.i, 1·cira.. « Oo:sì I rovr ra nno s piegnzionc anche lr du e belle figure sto- · r iche cl i Gari baldi e, d i G i111 io C'cs,wo d in anz i nll e quali l o scri ttor e del !l l il:i.ta·ris 1110 sernhr.a, p erplesso :An o a l pnnto cl i doveT c·rom:r prr 1nm 11n n, ,n-novft r.faR::; i fi.crni;ionc -dell a guc-'rra ! 3~ -
ANNO XL rll .
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li , COLOXXJ<)LLO C l~C rLIO J:'A.IJHIS
lL COLONNELLO CEOlL10 l;'A.BHIS
in. gaia e 1ristc per conci utlere iche que,i du1· graud i gn<'t'l'ieri ebbero la gucrrn .gaia - ':,;o! ->l"o ! tlllc,he d.ietro ni Joro pH ,.;:; L corse il sa.ngllf'. e per dirn il vrro cl i<'i,ro a quell i cli Gi1 tl io C'c.:sar<' troppo 11<' corse per rlomal'<' la ri-nasi-rnt e riYolrn delk rribù gal1iche. }la, la e-lcrnzione tlc•l prnsiero i11 cui si cdfo,,.,n ,·a Gu1·.i bakli, _c;_1,mp ione dei popoli opp l'essi, c•cl anz i tli. -0g11 i pi ù nobile, .e d 1s111l1'L'C-"Sa.tu. cnus.11 dP ll ' l l 111a ni lù, 1·a111pio crn 1,r·<·l 1o chi' gui<la.n1 Ce,;are. fondaiore dell'equilibrio politico ,che c•Lht• nome cl ·rmpf'ro rornauo. ::;piega.no ,tgl i occhi 11ostri le ,·iolc'11z,! cui dovettero l' n110 n l'n llTo ri cm.Trr<,, per aC'<.:eler a.re .il eorn- · pi me,nto dell'opera c·11i 11 0 11 sc1rrbl>0 arrivala l a s,)111 J'<'r:- irns1one. « ... Sor.gono llllll\"(' ,, 11011. b<'11 dc·finitc ragioni d i r intlitil . si man ifesktno ,con dis::: i<l i. dw ;i;, · , ·H11gon o ol i 1'<'mflr< ': ,.;1111t> eirco11 fus-:- dnl fnnh-1sl iC'o nmbi<• nl1• rh-1 s(•rnig11oto. 1:-l i drl i11cano so,-ra 1111a ,·ast11 ½011a che dall<' regioni tropic 11li 1lel~ Lì.fricn f' pt• r rr~1 iopi,1 <·rnnprrnrl<' i i! 11e gmndi fos,;;t1 i rlr•I ma,r Hosso e deJl'J~u/'r a lP. cioè i passaggi trn i l )[editPr rn,11cn e i mari cl"Ori<·HlP. e poi ,. .; i s1rncle g iLt per lf'. pt,ni~ole asinticli<> fino alle coste drlla Cina ed al C:iappo11e. l" n confuso -;(\111 imento di h isog110 spingo lp popolazioni <'1 1rnpP<' a cercarvi n uovi -eleln enti di co:mrnr rcio, n11ov<· sorgent i <li l'icche7,7,n. I t~·attati cl10 rig uardano pae,,i, reg;n i <' tribù fino ad uJHi Yentrna cli anni fa a noi ignoti si al1erna110 con l'accenno a JotrP. acl _aF-soggellallH•nti m~il co;n piu ti cli popol i lonlanì assa,i <In noi, f/attfé!nzionr, ìi r i'cl Psl,n 0m da 1111 a c·o;nf1,st,CTzionf'. sorl'c1, H prop~sito _dì confini i:;ul Xiger. orn da una c·,1ronrna di <'spl <•raton o chplomat i,c-i cm·op<·i massacl'ati nel C'o11go. poi da una lunga Eicl oscurn lotta nel. 'l'onchi no, da.Ile ri h0,l lio11 i clelJ<' trib1't confinarie 1.nt. Jn. ba.ssnra dell'Irn ln p l'a.crnct)L'n dell'i\.fn·n. t ~ nis an. dalfo c~nfu se ~10tizie di negozjai i assai aggroYigli ali tr~ la ~orte d1 Pcchwo e le P of~117.e cnrop0P. dal terrihiJ,, grit~o di_ un_a g l'aviss.ima g uerra c-omba.ttuta trfl, E uropr i c•cl Afr~ram _sui c0Jtfil1i del°l'l!itiopia. ·1;;• uno Rc,hioppettìo cli nvV<'lllm~nti affatto nuovi su iutta l'ampia zona. <' rivela il prologo (lt una nuova faso della storia; il ran i,cinamemo delle d ne Pst.rernfl civilU,,. l'eu ropea e quell n, drl l 'estr emn A.s in : l'nrto 1
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tra i popoli eltrupei 1· gli .1frin111i. Di front<' ,l <1ueslo llllOV;> online cl i fa rti rirnpi ccin iSl:O l'i1 11portan;1,a d i <1uèlli che ancor,, formano il fo nclù dello c111est.io11i poliLicJ1e europee. E i n.ta.nt.o, come segno d<'i ternpi nnoYi, si J11anife::;ln, .la. tendenza dì volgere allo sYiluppo della marina gran pnrl<' dell'interesse che Jinon-t hn11 110 ,tccat1.irrato gli c:;r L·citi •tC'rrPsLri : oltremare si i11t,n1v,·('o,[01i'o i trnu·i ,;u <mi ,; i decidernnno i fm nri dissid i europei. « P er ,una spiegabile circ.ostanza,.quf:'stc Yiecnde com incian,J gii1 a nrn.n.ifesrnrsi sotto l a forma e.li UJht sel'.i e tl i collisioni ... « ... Rì cJ.? 1ù1.me1de. i n que::;ta nostra StlCirLtt c'è qmd c he cosn, che par nrntaw nell'indiriv:o delle sue. Yirende. )fa ciò non corrispond0 a l prinripio di un·cra dì pace assolula; ò il tras porto dell a gu eH a :;u pi ìL -lonlnn i e ,p iL1 nmpi. teaLri. « L'J [aha si protPn{lr come 11n ltmgo inti'lo fl, traverso il mar0 che congiungo i pac. i in c-ui piìt ferw la nuova ci Yiltà eur opea -co11 quelli ::;11 c ui essa rnmhattertt IP sue. guerre'. Jl )IecÌiterraneo, d1e 11t• i tempi ant.ichi e mcd·ievali fu i I. mare su f'Ui si s,·olso per un a <1uaranti11a, cli secoli tutta l'enrrgia delln ciYilti1 daRsica, e donde si diramò al resto dei1'Buropa-, fu nei tempi ,modem i m:H'<' aippartalo e poco meno che aesert-o. Ora, r ìprr11dc, sotto m 1ovc. co11èli1. ion i, l a s11a importn:1nn. n ell:1 storia : ò i l iramiLt' i rn i paesi sette-ntr ionnli clell'T<:uropa, e le costiere clclL\.fri ca 1iricntal<'. dell'Asia meridionale e dell'.à.nslrali11.. All'in fuol'i clello relazioni che natur almente sorgono (ra i pori,i ita liani o il. cuore rl ol l'8rn:opa, potrà l'Ital ia. disin teressar si i11ieranwnte d11-gli av,·cH iment i e lle si disegnano sulr orìzzonlc della ..,rorin. rin<:anturriar i nel pensiero del passato e sottrnrsi ,il ,·ol'fier d1e l,t, trascin a? " E se, r,iò non le sn.r:\ possibil e, (~ opporht.no, b pro vvido illudersi sull' m·yenire 11ascontlC'n<lo ogni pensiero <li futura "'Uerra clipin"'e-ndo ln :-, "'Uerra rome- un I)t1)dotto del canricrio o y 11 mano, rimornndo ogni cura pCI' rreparan isi. atlont.anando gli an imi dal la fod o J1ei gr and i sa,crifi ci d 1e <'Ssa esige ? « Non lo credo» . ;-,
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Il, OOLON:-<ELLO CECILIO P.IJ3R JN . IL COLONNELLO UEClLIO FABRIS
su a monte; Jo vidi tracciare con poche liuee ed .in pochi minu ti la sil,1Ltl¼ionc Lli tuLti i popoli, Llegli Sta.ti 0 delle grandi vie cornmorci1:1 li 11ell'cpoc,1 a,ttualP. Avrebbe \·olnto. ne'lle sue, coJ.Jferenzc, ra.ppre.sentare i far.ti pa lpaJbili- nella. Joro realtà:. .Così, rtuando a,1 Circolo milita.r e cli Roma, fu.'ùhiarnato a cl.i scorrere sull'eroica resistenza de.I 1848 o 49, era .suo desiderio che g li ufficiali vede,ssern co' propri occb:i coill'<:'.rnno anelate ·1e cose; e, non potendo egli da,rsi il lusso delle, proiez iou i elettriche, prese i n mano il penn ello e sopra g randi cai.:Cell i riprodusse o dipinse d i sua ma:no Villa Spa,d a, il VHscdlo, i ·COilllJattcnti neHe loro ,posizioni e atteggiamenti . Uomo j11 vr.l'o ,;i11golèu-0 1 ·S uperfluo \·h 'io died c1ie fu .1111uroso .e buon padre di fanrigli~ . Con qualiLà penmna.li così elette, co11 1.rna coltura ,così vasta, con 1111 lavoro così. indefesso o k1,nLe opere compiute, acquistò egli riccl.i e:r,zo, onori ,e, fama,? Di :r.~cchezze gu.ac.la,gnnte, non e' ò nepp ur da, pa,r larne. Scrisse .e pubblicò Je maggioxi. su0 01pern senza mire d i compensi rn a:kria.li, tctn Lo meno pocun ia,r i ; a,c,cettò, senza, averci nwlla da, r idir e-, i mocfost.iss.imi, e diciamo pure magri com pensi ch r. in Itrilin sog'liono daro le R ivìst.e, e i perioèlici in generale, ed in pa,r ticola:re quelli militari . Onori e,bbe, spee;ict.lmento da Re Umberto I che volle 6cevere direLta.n1enie dalle mani. degli .A.utori la St01·ici della b'l'i.gata. 4.9sta. Cecilio p iìL volte ven11e invita.to a. Corte; ma dedinò quasi sempre l'invito. Quando rno i:ì, ,p ortava le insegn B di commendatore cleUa Cornr1a cl'Ila,lia ,e} di Ufficia.le dell'Ordine dei Ss. Maurizio e Lazwrn. La fama sua 1101l'oser eito e fu.ori fu. in feriore a.i. suoi meriti di scri ttore e cli professore militare ; crescerà col tempo, -s pecialmenln se saran no raecolti o pt1bbJicati in volumi i suoi sc1,itl;i i.st.r u Ltiv.i per tut ti. OHre h1 !c@b,1, la S'lla me mol'ia rirna,n,c, a,rl esempio f' 1 onorr dcll'e,Sl'T<:ito italia no; cli que,sto esercito che f\,ccog,l ic intPll ige,11zc :-ll'IK'rinri e:I e:101ie 1>ot· dot.trin,1 u11i\'ersn.lr e pru-
·,··:!·,·
Un a parola, ancora sull.' uomo rn i si1.t concessa. 1101t .sul., come un tributo dovuto cla. C[l Lesta no;:;tn-t Rioistn .llili.tare ,i d uno t.ra i ,più. fec:ondi s uoi collabor atori, ma anche e p iù co ,ni, ricordo e compianto personal,r- di eh i fu n Ini Jf\ga.to d,) ,rn,1 amicizia di oltre mezzo seco lo. Ceesilio F'n,bris aveva, come d issi, a.Il.ima d 'arLista; com prei:: deva il bello nell e sue estrinsec.Irn ma,n ifes La:,r,ioni. lo sc;1tiv,1 in Lul:ta l'allir,;r.za. dell'ideale. · Lo studio profondo e h cùn oscem:n, ,df'lla sLori a, roli tica. l' sooiaJe non gli fecero l;rascurnro queJlo dr ll P. ani lx;lie. Egli, entrando in u n j.[useo, ,mpt'Ya dassi.fi ca rc quaclrr e si:at;uc \ , _ condo le epoche, le scuoio e i d iversi autori. Percorre,n do u,1 ,i galleria d'arte mnd~rn.a., i I suo giudizio s ui t wori <:>'-posti e 1',l pronto e rapido, e r are volte s'inga nnava . . P er dilotto, dipi ngeva e.gli siesso ·<1ua.clreU;i. ;::chi:r,rnvn fìg t1 rme; lo a.ttr'ae va cli pro.fornnza L 1pc1·1,~1 ca.11ip,1gnn, ·il paesagg~o eh~ ~·i troosse l a naturtt dofoe, il cjcJo e la terra in p;~ce. mamfe,s taz1one fedele dell o aspirazion i doll'an.imo suo. }fo qui ·sott'occhio :lue quadretti a, rnaht,t che ri (.raggono un p;;.i,,,_ sello della 1Sabrna, su eh 11!1.1. p(\nclio roccioso, su l1'orlo di mM ~;oragine profonda : Cat ino .Sll gue1 di Pogg io :Mirtet.o. Bo qui, rn un a lbo, il g·ran can-can c]e.l carnc.vAle .1 897. fat.t.o a matita a col011i : vi si vedono pa.gliaocetre e p 11lcine'.lli, c:'1 1e ridono, c-he 'battono la gran cassa,, che soffia.no nei fischiett i. ecl il seJ1il0 celibat,ario inguantato, c:ol /ru.c indosso r bon:iba in testa, ed a braccetto le inevi tabili cocottes d 1e si con1emlono la cena: qua;(Jreli;o umoristico, ehe, ri.sponclevA alla gffiPz/.:l del. suo spiril;o, al s uo buon umore, che non lo la.scia~a ma.i :negli atti •comuni della vi ta. Conserverò come sacre gue11e carn memorie. Aveva 1rna grande fac,ilità di rn.ppresentaro graficarnenfr. <~ con 'pochi tratti di penna un pensie.ro, una situazione.. La. ea.rt,a, geogra.fica. e po·l it ic::t, rlell fl. t01-ra N; t rhinri~;:;imn nell a
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6
..
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l L COLOX~ELL() CECI 1,10 .FABRI S
fe.ssionale, per ideo Yerameure domoc.rat icl10 e paLriott,idie. pc,r ,s ingolari virtù· peu:son a li. .L .?pe1·a di questi uomini. di que · li soldati, come Agost.i11o R1oc1, •f'<'snre \t\.irnghi, N i,c ola nin1,::;c1Ji, Severino Zm1e,lli ti Cecril io l<'abris, e d i t.a11tj a llri, s0n z11 parl al"c dei ,·i\'ct il i 0 un'eredità fecon<la per res1'rcito e per la pafrin . '
DA WEISSEMBURG ASÉDAN NEL 1870 STUDIO SULLA CONDOTTA D ELLE TRUPPE
Lonovrno C1su·1"n .
Conli1rnozione e fine. -
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Vedi llispenso Xl
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s u Jjt.'.u ; e.\ :Mos ,\ J.; s uLr.' ()nN.\JN 11).
La. o' n,rrnara giu11gP. il J3 e Hi i1gosto J>l'i-'S:::o la ) Je1uthe o 00Ue s ue, prime t.rnl)))0 s ul l'a.lta, Mo~ona. Non ,'> i. sapovn. dove fosse H 5° corpo fnrncrse e ::;olo si supponeni che si fosso r ii irato Yerso sud : cl'ciltra pcute cu;i:isi ed infonnazioni rice1nde dai;nno a U!cle 1· chiaro che p,.e.~.ço Chulons raccòg ii<roa.si w i poderoso nerbo di t n i pJ>C f'rances i e CREDEvL, sr anelassero ritirandosi a quella colta anche quelle masse 11emiche le quali s·ercuio rilil'cife oltre Jlosel/a, rlincu1.zi alici .1." ,, 2'' annatci (pagina, 844) . Tu tro ciù con siclenuo, il principe ereditario AVEv., msoLu·ro qi aYmrn,Hsi colhi H'' armala su du0 liueo.<'d in tre g,randi. co lonne, contro il tl'(1.tto della Ma. ma tra Saint-Dizier e .loin·vi/,/e (pa.g. 8qò) . i'.-. n:t.il m to era. for se il com an.da,n te dell'armata che doYeva stabil ire l'obbiettfro su clù avanzare, o non ent im·ece rnlo cles igna7.io11e di compotcrn:a del comando supremo, ('Ut solo 8pottava -d i coordinare le nu ove mosF>e delle s ingole arHrnie Yer,;o l 'obbietl iY<> comru1e ? Come mai arcadcle che il 1G agosio lo. o• armata non H\'eYa ancora dal com~ndo s11promo- l'inclica:1,i one del l'ohu ietli ,·o su c11i twanzare? Entrando poi in merito di r1uanto è detto J1cll a Rel a zione, osse'i;-o che se fosse stato wro ciò che cl'edei;as•i dal coman do della 3&armata-, lutto intero l'eserci i o franc0sc, sarebbe venu to n, cosLi tuirn una 'iob ma,::;sn. verso ( 'halons. Tn ta.l ca.so, in ~
{!) Vedas i Ja Carla d'l11sieme n. i.
J>A WEISSEMBURG· A SÉDAN NEL
1870
q ueste~ direzione., e por la destra, dell'Orna.in, sarebòersi natur a:lmente a,va.nzate l a, 1" e la 2• armata,, dopo aver varcato la :ì\fosa. On~, questo due arma.te essendo inferiori ,in. forze a tutto l'eserc ì-te francese riu nito, ora necessa-rio che. in quella, :rnarcin ·esse fosser o sostenuto cla,lla 3" arma.la, la qu a le panni avrebbe dovuto a tale i ntenLo, a,p poggiare a, d estra ed avaJ.1xare per le due rive dell'Ornain verso Vitry-le-Fran ça,is. Da questo puntu essa poteva concorrere ad u n a battaglia generale nei pi a.ni d i C:hàlons ; oppure, se i Prancesi avessero proseg1lito la. r itirata tiU Parigi, poteva varcare l.a :\farne ed avanzare lungo la · s ini stra. della Marne in jstretto collegamento colle altre clue .nrmitto che s i sarebbero avanzate• pr.r .I a. destra: l\forcim1clo .invece verso · il fr onte Saint-Dizici:-.JoinviHc·, fa 3• a rm.a.ta Sèlrnbbe s ta.ta,r troppo d iscosta dalle a,H r e due.. specialrncnt.c poi q uando, d opo aver var cato la ::\farne in quel t r a,tto, avesse dovuto avanzarsi verso :Parigi tra la M:arno e I'Anbe. Noto infine che anche n el ca,so· in cli.i la l" e la 2"' aa:mata fossero per alcuni AHri g iorni sta.te trattenute presso Met,z, e la 3" arma.la a.vesse quindi clovnto proseguire sola, vert;o :Parigi, dal fronle che avo va, raggi unto sull'alta Tu[osella. avrebbe dovuto pun ta.r di:itto su Ch& lons, ano scopo di frappors·i tra l'esercito francese ch e ivi s i ~Uwa c~oncen trando e J'a1trò eserc.ito franc:ese che manovravi\ attorno tL 1Ieb:, alla, cui libemzione il primo doveva tendere. Panni a.d1mque che l a d irezione di Ohi'ì.lmL<; fosse pe 1· la. J/J, a n nata q w:;1lla che meglio corrispon. deYa a tulti. i cas i. A V.\XZAT,\.
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AJUJA 'I',\ J•: rn:r.r..'.,rtMATA )).IH,L,1. .
C n ALONS
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2133
J),\ WElSBEìl.LHUH.n A SÉDA N NEL H:,';0
l\:[os,~
(23-25 ACOS'.('0) (J ) .
Le c-0n siderazioni sovraesposte sembnmo ta;oto fondate, ch,3 il 21 il cornanclo s u.premo emana l'ordine d i a,v anzata verno Chalons a:ll'arrn ata cl.ell a, :Mosa ecl a,l la 3" a.rmata., il quale ordine è pl'ec.isamente informato fl:l snesposto concetto (alle-
(I) Veilan$i gli schizzi in.JicarJti giorrJo per giorno la r! i, loc:izionc ,!el fè .rluc arm,1t0 dal 21 al 25 a:;:osto. ·
gitto 33, J)a.g. 25P) ;. sollan tochè, esegu endosi la marcù sulb destra, l:lell'Ornain dalla, sola. armata deJ la :M:osa, i l . fronte cJ1e questa, devo raggiuugt>r e iJ 20 vien limitato al i.ratto tr n Sa,inte-:ìl:fenchould e Gi vr y-en-Argonno (17 ehilomotr:i), men tre che se l e i n tere l " e 2" arma,ta, avesser o dovuto a.va:nza:~e in i;aJ direzione, il loro fron te a.vrebbo dovuto eston dorsi fin presso a.ll'Ornain. Quell'ordine è .nierit<:?volc di. essere medita,to, specialmente per quanto riflette lo scaglionamento delle due arma.te, colla. ;1• armata ad una tappa _inna.n zi dell'annata. dellft !!osa, per potere a.H'evenienza aU1.tcca-r o i I nemico da, fronte e .sul fianco clestrn e spinger]o vorso nord secondo .il concetto fonda.ment~d<~ che guiclò .i 1 rnarc'sci c1llo Moltko fi 11 dall'inizio del1.o operazioni . Par(:enclo adun c1ue il 23, 11~ due armat.e dovev ano trovartii il 2G colln loro avn,nguanlio sulla. front.e, SainteMe1iè lioultl-Vitry~lc-l i' r anç·.ais, llas:3nnd.o da u11tt fr onte complessiva ci i 70 chilometr i e lio aNevauo il 22 ,H.l tma fronte cli 40 chilomr.tri, e percorrendo da, 40 a. GO chilometri. (misurati in Unca. retta) in ~u att:·o giorni . ~0~ 1e pernors? s~r ebbe stato :notevol0, ma, cons iderata l a, v1cma11za, cl cll'eserc1to fran cese, era necessario far piccole tappe pr.r far serrare ogn-i giorno · i corpi di. ooeonda linea ùdh~ B" anna,ta, l a, quale, pe:r nia,ncan za. cli un numero sufiicien te cli sb:ade, doveva avanzare su due d inee. Si n oti inolt1'e che si assegna allo due a.r mate non l'obbie,ttivo cli Oh alons dove si tr ovava l'esercito francese, ma un primo obbiettivo più rnnic111ato nella linea Sa,i·ni.e-:Monchould-Vitry, a clisk1nztt media di 30 chiJ.omfltri da Cha.lons, poi cliè era inu ti]o . stabilire per ob biettivo Chalons, me1~tr0 non si sa.p eva ancora cosa. avrebbe fatto in quei quatt,ro g iorn i l'osercito francese. Senon.chè, r.sson.dosi constatato il 23 ·,ed il 24 agosto che l'eser cii;o francese aveva abb andonato Oha.lons e si. era ripiegato su Reim.s, <:1t l ,essendo fm da quel · momento sorto .il sospetto che r1uell' esercito, contrariamenf;o ad ogni ragione milita.re, :ma per scopi politici, volesse a.v[fnzar e per libera.re fl maresciallo Bazaine, fu. giu sta.mente r iten uto opportuno di r itn:irre l'esercito, -verso la. sua d estra. ; eppcrciò il p,_-incipe lli Fnr.S8Ìa, deLiùe}'(ì cli. po rtcir subito neL clì sequente (25) lo, 8" arma.tu w qu.ella /ineci cli {'ronte ..
non
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DA WEISS~ ~U3UR G A SÌ:0,1 ì)I NEL l 8'i()
che per l'o1·dùie precedente e/.lci clove·oa prendere H 26 (pagi na 872). Sta bene, dico io, ma domando ancora : chi è che doveva <lelibe.ra,ro, il p1·incipe di ·Prnssùt, od il comnndo supremo, che era là, presente, a Ligny-en-Barrois? E cosU.'avauz,ata della 3a arm.afa fmo alla fronte a."i<Segnata,l o, fo -eseguita in tre giorni, anzichè in qua.ttro; e la 3" arrnat.a, venJie in t.al modo a trovarsi (e molto opportunarne:nte) scaglionata innanzi a sin istra. moUo più di quanto non fosse &tato dapprima · divisato : al qna.l risulta,to. contribuì anche H fatto che il 12° corpo all'estrema destra, fece ass.a,i J)OCa strada,. L'a:nnata della Mosa si trova il gio:rrio 22 su fronte molto la.rga di oO èhilomctri, ma. essa si ridu oo ogn i giorno in q ue,lla :rn a:rci.a convergente., iì11 chè avrebbe dovuto r estringers i ,l 17 chilometri il g iorno 26. L ft 3"' a.rrna.ta invece m antiene.?ernpre una fronte regola.re, come fronte d'armata, di 22 a 2o chilometri. J\.{AROJ :\ A DES'l'R1\ DELJ,'J~SElWI'.l'O 'J.'EDESCO v 1mso I L NORD
· DAT,
2(-;
AG OSTO IN P OI
(1) .
I. n 26 agosto. - · l,'in d al 24 a, sera un teleg:rarnma. giun to da Parigi pe.r la via cli. Londra (pag. 877) diceva clw :\foc Mahon ·intencle·va 1i1.inirsi con Bazc&-ine. Si sospen de perciò l'inv.io di 1m ordine già prepairad;o, ma. non emanato, secondo il qua.Io le due annate dovevano t rovarsi il 28 sulla l inea Snippe-Ohàlon.s-Ooo,l e, e cla. quella secondo i ca.si volgersi su R eims o pròseguiro su Pm:igi. Non volendo, sopratutto per ragi oni amministrative deviare dalla, pri~nitiva direzione che i11el caso in e;ni la. sospettata marcia cl.e.i :F'i:ancesi fosse ben con statata., il con1aa1do su premo emana alle 1J. ani:. del 26 l 'ordino contenuto a. pa,g . 878 de.1'18: Relazione, il quale si può così riassumere : .a,) l'annata cl.ella ::\lfosa eseguirà il 26 una conversione l:., destra. ,s chierandosi tra Viem1e (12° , coxpo) e V:illers-en-Argonnc (':l0 corro) , col ce11tro a S ain Le-Menebonld (gnarclia) ;
DA. WIW3S~:~llJ URG A S f:OA N NEL H,70
b) Ja 3° ar n~.ata eseguir à lo stesso g iorno 26 tll l ~eggiel\) spostamento a: destra, collocan~lo li~sue punte. tra Grvry-cnA.ro·o1111e, e Changy (no1id-est dL Vi try); 0 e) il 27 sarà g iorn o d i ri poso del quale s i approfitterà per sistemare i servi1,i di. vettovaglia.mento; . d) la cavalleifa sarll tost.o spillkt molto a,v anti, per esplorare sulla. fronte Ei snl fianco clestro e toccherà, segnatcimente 'vouzi(frs ,e Bnzancy. I • ' Con q nesto, ca.mbiarne11to (.li fronte a destra, le d1: o ar~fti~ si. sa:r ebbero trovate ,s caglion ate col.la. destra, avan~:,J, a1~z~·Clll: colla s in.istra com'c-rano· stoate fin.o allora,; e questa cl1.spos1z1m~c~ era molto opport,Lma., sia per· p rose,guiro ] a 1t iaTci~ verso ~; fronte Re.ims-Rethel, sia come avviamento a contmuare cam.biame,nto di fronte ver.so nord. , Si noti poi l'ordine dato alla, cavalleria. Quost~t finor ~ ~vova a,vuto un la.rghissimo impiego sulla fronte ,e sul :fianco s1.rnsb:o, ed aveva, reso segnala;Li se,i:vizi, spingendo talvolta gh squadrorLi esploranti fin o, a d 80 cliilonietr·i dal grosso del.le armate · ma sul :fi.a,n co, destro, verso le strette delle ~ì.rgo~me si era s;in lcì, poco lontan o. E ppure fin ~lal 23 erana.to 1 I pm~ìo sospetto che },fac }Jahon volesse, m a.r cia.r~ verso est, e tale sospetto aveva, assunto una forma più decisa a sera ta.rda, del 24 quanclo g itfusc, il telegramn~a sopJ? a.ccenna.to cl.a Lo1~rh·~· Paxe a.dunque che almeno nol 2o :mat;tma. Ja, c,a_vaJ.l.e;na a:vie?be. dovuto sp.inger,si.. molto a, u or ù, sul fìa.ne;o, clestr~ d~ll'~sercito; e non ne mancava certament,e, ·i l mezzo, da.ppornhe l'annata delÌa, ::\fos,a d isponeva nientemeno cho di 4 cli-visioni d i. cavaJ.il fore esplonuo a, .ch stanza · 1 ] .erta . E r a p0 ·L t"" 'ilto J)i ,1 importante .. . • il te11:eno snlla clest~·a., in qua.ntochè si s,apevtl, d1e l'esercito fra.ncoso si trovava verso Roi1n s alla st0ssa a.ltezza, clell'estrerna dest:rci dell'esercito- (1). E ' qnesto un pu11to molto im1)ortante
(I) Il maresciallo Moltke a pag 66 della dta ta opera s.crive: • Ali~ 1:~cognigion: ~~ , più vasta scala a destra dell'armata formava os.tacolo !' bosc.o ,dell A_i ~or'.nc, eh eJ,t , difficile passare con ~ola cavalleria, scnz'aiulo d1rant,,na • . 01fhc1le s1, ma. no~ cerio ' • 11• se" nt' °' poi non er·, d,rnc1,e fare impossibile; tant'è vero che lo s1· pass Ò ne,' g,oq .°'u" '·.r, ,.. . ' ,, · . , ,. appoggiare la ca.v,tlleria c.111. qualche distaccamr1ifo d, r,111ter1:1, so c10 er,1. ..,111d1catv ne cessa rio. 0
( Il Vcrlansi gli schizzi indicanti giorno per giorno la clislorazione delle d ue arm,1tc ~a I 26 al 31 agosto.
21i3Ù
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DA WEISS!!:)lDURC.: .\ Sk:D.A.X ~EL
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1~70
m~ corpi e mezzo clellfl. 3"· u1·Jnab1, a,Tcbùt•ro seguì.l o a ri11-
da stuclinrn. I11foli i: se il maresciallo Mac Mahon nuew veramente intrap;·e.so lei mossa alla i:olt,i cli l\Jetz, ai 23 poteta giù e;:;ser partito da R eims e in quel momento (26) ai:e1· giù tocccito l'. I ùme pl'esso l'ou.ziel's (o. lrova,r,s i. ancho •a ssai l>iù in lit, dico jo. !-O camminava spedito); e se di lù pro;,;egui1:n senza indugio la mcucia, non scirebbe più slato vossibile as-,aiirlo con forze suzJeriori sulla sinistl'li dell a Mosa; ma snlla riva destra, nella regione di Dainr,illers. non più lontana dall'ala si11istrci dell"arnrnta dellci ]Iosa che dei V01;,ziers, potevano in tre mal'cie non t l'oppo lunghe rncc·ogliel',;i cinq11e col'pi tedeschi (pag. 879-80) . }:ra <111indi rùsa importantissima cli t'-;serc al più p resto a ner titi. del movimento clcl Jnè\J:escia.'llo 1\fac i\rahon, fanto piLt che il gro.:;so delle forze, co~ritui to dalla 3• annata si troYa,·a molw spos1atll sulla sinistra . Xel m0Yi111unt.o ,gottcrnlo cl.ci 'l'eLlescl1i verso ovest, essi a,p poggiav;1110 la estl'emci clestrci ,dia strada :ì\lelz-Chalons che segnaYa la linea cli retta cli congiunz ione dei due eserciti francesi; cd oltre a ciò, ' l'armata cle.ll a Morm, composta di soli tre corpi, a vanzava su larga. fronte', per cu i la 3• annala, quasi doppia dell·a1tn1, a ,·a.nzant molto più concentraLa, ma assai spostata verso snd, quindi ni r no in misura cli ,·olgore pronLamente a. nonl. s~ rannata della nfosa si fosse tenuta. più serra.ta a clestm, e la 3" armai.o. a\'Gsse avaJ1za.to per ]e due r i.ve dell'Orn a.i n, l' inLero eserc iio si sarebbe pil\ pron tamente trovalo in misura cli far fronte ai Ire possibili c-nsi, sia. cioè cli arnn~ar su Ohalons, ·s ia 1li pori m:si sul fronte H.eirns-Ret.hcl, sin, cl i volgere a nord. Data 111 situazione d i <1uel momento (26), le misu re pre parai.e da.I genera,le ,,. Mo.J.tkP (pag. 879), rrano quolle clic maggiormente corrispondenu10 · alla siluaziono. sia prr arrestare i FrancC'si ..;ulla destra della U osa verso Da.mvillers, sia per spingerli contro la fron!,iora belga verso l\fa,r vill o e Langnion, sia per atlaccarli ::iulla sinistra drlla )Iosa, se procedevano cl rilrnio. Kell'nlttJllO caso ,;i po!rn1. ad, >per aro l'in rern. ;) a.rrnnra. oll rC' all'amrn.la delln ::\[osa . Nl'Ì prin1i ilue casi pote-vano co11<;orrerc n1t·ope1•azionc i I 3° <' 9° corpo tla. :U('t;..: <· :, corpi cle.ll'a1·ma ta. rlolb j\(osa 0 r!elln 3" n1·rnata, lìlH i r irna,n<:'nti 3
ca-lzo, ·e, <.l isccnclenclo per la sini·s!ni ilella. 1fosa avrebben'. tolto agl i avmni dell'cserciio fr.mce;-;r battuti> sulla destra dr quel fì1 une, ogn i vi,a. di scmnpo. . . . La sera del 25 le probal, ili tù clell.1, mnrcHt clel l esercito fran cese verso est ;;ono cresciute, mn nulla. ancora v'ha. cli rerto. rrimfl. d i dare di·sposi;i: ioni !ldi ni tiYo. convi0nc atte111Lcre se qli cn;rfai dello ca'l'(cl/eria 111a,1clato i:er.so Vou.zier:; e Buzr111 ci1 co11fermo-~se,·o lrt mal'Ci<L del nemico cii.In roltn di Metz (pag. 88L). E cco come il ritanlo nel nrn.11dare ]n. ca.vRlleria n1rso norLl. lieno in <;ospe~1) mtl i gl i ord ini ili movimento! A.d oo-ni modo bene Yi si rimrclia con preflYYi,,i cli r ,-enlua]fl movi~1ento, sperliti all e 11 d i seTa del 25 0 rol so~pendero .il moYimento gi:\ prescrilio in ,tltra. dirrzionè' ,il 4-t rorpo, alla cruarclifl. ed al 1. e 2° corpo l>,waJ:e,r:;e. i (!ll'Hli rimangono dove h·ovano. i11 att esa !l'orclill i, :rnentrr i corpi 1:ù·uss iani della 3• armMa 'c:s0 • (i0 ed 11 °) e la diYifionr wiirtC'mherghc::ie devOlll• eff.ettnare il mo"irne11 tn gitt sLullilito, i I qua.I<', in caso di avanzata verso nord li po.rterà al l'e;.;1rema ·s i. nistm dell'esercito. al la.r<Yru1<lonc conveniC'nteme11lc la fronte. L,t rnossn, Ycrso destr~ poteva a n.corn e,sse:rc lli fferi ta, se . fosse d'uopo, . fino al mezr.oo-iorno del 26. mct se lino a qurl momento non gningevn o . I alcun avviso. (']la doveYa allora essere e-scguirn ad ogni moto (pag. 88:2); e.doveva. n.vcrc esocnzionr per ·i 11 iz iativn. (l ol comu11dante l'annata della :\loSèt. cui, prinht del comando supremo, sarebbero pervenuto lo notizi r, t.roYa.ndosi egli il, F'lc11 ry, mentre il coman do snprrmo .si J·L·ova.vr~ -a Bar-le-Due. Solamente nel caso che le supposizioni allora preYalcmi si palesassero infoncl.a.t.e, doYca ritorn~tre in vigore l'onli11e ù.'a.van znre Ycrso nord-ovest d nto nella. mattina, dol 25. • :N'o n si può abba.5tan½a ammiraro il complesso di queste di sposi?iioni, oosì. corrisponcl011Li al le (;ircos-ta.nzc cl i quel momento, nonchò la prontezza C'Oll cui furon da te ! Il comando tlell'armata d<'Ua )[osa ay,·iti bensì di primo ma,ttino tre divisioni di CiWtllleria, (5", 6" o ,;;assone) ail esplorare tutto il terreno a nord lra Reims e Sl('nay; ma, considerando che non riceYerC:t i loro rapporti _che n sera, ordina che 0
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DA \\'l~ISSE:IIBUR(+ A Sl~DAN Nl~L,
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a.Ue J.1 del 26 :rn nova110 seoz'a.ltrn .n ella, diro:c.ione lorn stabilita. la g uardia ccl jl ~:° C()l"j)O (il J 2° 01,i, g.ih parLi to alle 5 per Varen nes) . Ec.co a.dunque b prova c]1e il ser vizio ù.'esplor a;,,ione di cavaHer.ia a nord fu esoguito troppo tardi . I fa~tì hmmo dato /,tg ionc !ti ~l'eclc\Schj, ma, non c'è che da, confron tare lo schizzo, della dislocazione del 25 agosto con quollo del 26, . per vodm:e e.be nel c,iso i n C /1,Ì i Yrancesi non si fossero mossi da Reim.s, i 'l 'cllesclri ,wrnbbero fatto un ·in u I.i le spos-tarnento verso nord-est". l)el re.sto .i ii quella situazione meglio a,ssai valeva perder e un giorn o a,nzichè correr r ischio d i giu11gere ~n ri!;a rdo ad arrostare i J?rances.i. sulla strada. cJ i )fotz. A me1,;,,ogio1110 non esseudo ancor giunta a l. comando supremo la notizia che Il comando ù.ell'aJ:.mara, de)la. }fos-a aveva mosso i suoi tre cor pi di p1:oprif~ ini:c;ia,t iv·a, orcl Ìni1, ai due cor pi bavaresi cd a.l 4°. J 2'' e gt[a..rcli a- cli a;vvi a.i'.si nelle d irezioni prcsta,bil it,c. Le in:l'o rrna;,; io ni della eiwalleria, che ,1,v eva incontrato i Francesi presso Gr and-Pr6 e Vouziers, non g iunsero che a ·ser:a o noli.a notte scgu en te. Dalle fatte osser va zioni -s i può dodun:e che eseguendosi nna marcia con una. grossa arma,ta, e n ell'eventua.liUt di. dover cambiar front e cla lma parte, è co-nveniento: ci) ten ere i corpi d'ar mata su due linee; nel cambiamento cli. fron te i. corpi di second a linea, che si trovano da l l a to verso cu i s i ca.mbi11, fronte, possono fnci'lmente p assar e in prima
linea,; b) avan,1,are a .scaglioni tenendo indietro l'afa verso cui si pre-sume cli cambiar d i fron te,; in tal g uisa, s5. può subito aver e nella n uov.a dire':ione. una, fronte cli larg hez7,a conve-
niente ; e) ma;rciare in online ristretto, uLilizzando .tutto le strade e con due corpi pEYr strada; in tal modo l 'a.la esterna avr:\ m inor perco,rso da farb. Queste I re condizioni erano ng na,lrnen te r,ic,Jli,e.st.0 nel <·asu che si esamina, non solo per operare rapida.mente il. ca mbiamento cli fronte o farvi concorrere b maggim: parte clr lle forze, ma. a.nclw per assumere, tos to n ella nuov:a dire,1ione \rnn, fronte a.b ba,&ta,n7,a larga, che permetl'eSfie,, per così dire,
DA WElSS8MBUlW A SBDAN NP)IJ
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ùl.ii abbraccùire l'ooe..rc.ifo, fr ancese dovunque lo si trovi1,sse SLL qt:tell'ampio spazio d 1e s i estende da Von zirn:s aJ).a, :Mosa. Essenclosi in.vece, r, precisa,rnente da l lato del pe,rno, della con.versione, fa,hto 0cCLLpan~ u na fronte mol to la.rga, a ll' ·arma.ta della Mosa, con tutti e tr e i su oi cor pi i n prima. linea, ne è derivato, che il co.mand:o supre mo non hct J)lltuto fa.re assegnamento per un concentra.mento a, n ord presso la, Mosa, che sui destra della 3a arma.ta., ed ha dovuto. pensar e ...t due corpi farvi con correre, a malin cuore, due corpi da MeLz. II. - li 27 cigosto . -· Le notizie g i.lmto la. sera del 26 con.ye,i·tiva,n o in quasi ce,,.tez.zci (pag. 891) le congetturo fatte sino allora e,1r ca. iÌ.clisegno, del marescia.llo 1\fac 1\lfahon cli muover~ v.erso 1\fotz; .s,ingolare importanza assumev a il fatto che 1 Fraacesi. n,m er a n giunti permi co al.l a line.a della J\fosa, presso Dun. S i ordina perta,nto. all e U cli som, elle l'a:rmata. della Tufosa 'pro,segua. il 27 alla, \"Ol ta d i D amvillers, si i 1 :paclroni,soa dei passi della :M:·osa, di Dun e di Slen a,y, e spmga. ht cavalleria su l fianco destro dil nemico. I dne corpi bava.r es i. dovl'a,nn c~ se,g.uire'"l'a.r mata, della }fosa ·s u ~oxévil] e _e Dombasle. LE~ 3" armata, proseguirà, cogli altri corpi s u S amte-Menehould. :Lai sera. cle.l 2'7 i 'l'eclesch i sono pertEw1t<) distesi su cir ca 80 chilometr i. cli fronte, mentr e i qua,ttro corpi francesi sonù r ao-.oTt LI)paJi ù1 un quadrato di 11 chilometri di lato. . La. sobb verchia esten sione; dei '.l'edesch i d ipende claH'avere essi pruna occupato un troppo esteso :fron te coll'anna,ta della :Nfosa, e dal~ l'aver dovuto ,accelerai·e il mo-virnento d,i questa verso n ord per preclud.ere ai I'rar1.cesi i passi d.ella i\fosa. P erò, ciò noi~ può J'>o1tare dannose · conseguen :,,e, pc1·chò il_ 12~ corp?, bench~ i,solato, è in gtado cli rJtarda-re il passa.gg10 della .M:osa, a,1 Pranc<¼i anoor lonta.ni, e. qrntttro corpi (4°, g ua r di a, 1° e 2° bavar1?.se), sono r iuniti in ml gTnppo e possono all'indorna:n.i cader lor@sul fi an co clesti:o ; d'aJ.tr a parfe, a, corn ionc:.i m1e •clail 28, r imanendo ferma l'al a destra sulla Mosa ed ava.nza,n do la sinistra r apida.mente verso, noi-cl, k~ fronte tecl.esca, ancl:rà. ogni giorno restr ingendosi . La, marcia dei 1?ra.ncesi fu talmente lentf.t che, r i uscì f.a cil n ai 'l1edesclii , così superiori i 11 numero·, di a1TB>starne l'avanza ta.
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2:L.bO
l>A IYJ~1S:-1~Ml3U RU A :::.{DA~ ~EL
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DA WEISSE~IBURG- A ~l~DAX NEL
J,a t·os,t san•l,hc· stata 111'11 ahrime11li difficile :-t• essi aYesse1\1 arnnzato co11 rt-leri tà . /:i(' il 27 ess i foss<'ro g iu111i sul b J\1.osa, co11w potevm1!J (' ci()vc•rnno, avrebbrrn potulo ri durre il :28 a 11 1,ll -partilo 1·,11,l ,lc:-:tra 1cdc:-:ca. 11011 so::;1p11uta in tiuel giorno nè dai l'Orpi pr11:;si,tni della H" armarn, nè tlal 13° e 9° pr11Yenienti da, ..\[ctz .. \ Ila guernl ,rnche il pani:to più disp(' 1·n.lo può riusci re, pu rcilò l'csccwi i·o11e sia rnpid:issima. IH. -- li :28 cigosto. - Dall'i 11siemo delle notizie pen·e11utc i I 2, , il comrtndo su premo inferì che LwYersario stesse avHnzfl,ndo::;.i per Buzan cy e per Beaumon!, ma che (1uelhr moss,1. fosse slntc1 incngliHt,fl. il 27, e ad ogni modo il nemico 110n a ,·esse prrnnco toccata la )Iosa, {pag. 898) . I ponti di Dun e ù i S1e11ay es-srndo 1C'lllLti dal l ~0 corpo, y·er':' fondata
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('Oll forze sovernhù:rnf.i j] nemico sulla si11 i::-trn della, .}!osa, e q ujt1di 11 011. v·ern p iit bisogno cli voloo-r1·,i su Da11n·illrrs.. ni· ileff aiuto del!' anmn,1 11' accen;h~,l-
di )IC' t;t, . U li ordi ni dati in 1.:onsoguenz::t cli ciù d~~l 001 1J.tmdo supl'crrn; all e 7 di sera elci 27 (pag. 8!)9), mirnno ad effettuare una conwr ·io1w a deslrn, perno sul J 2" corpo, il quale doYent star fermo H 28 o trasferirsi ,t ~ouarL il 29, m entre l'ala, ma.r,ci:,wto, cioè la, si n istra clc,Jln, 3i1 arn1a!ia, sa.rebbc, giunta a, Ln,v;'tl {l :28 cd a S0tnn1e-Py il 20. Perciò la fron te cleffesercito s i san•bbe ridotta a i>O ch il ometri il :l8 (da ])Lui ,t LaYal) ed ;1 -:Ll C'h il ornetri il 29 (rla }fomn:t a, t:lomme-I'y) . Non si COJH· 1,.r(ll1cle bene l a, i:agiouo per cui iI 2D il 12° corpo clovesse, ahban · do n ar e i passi d ella ::\Iosa per r ecar..;i èt _:\:ouart. perchè sapen dosi che 1'1:n·wr.sario rra u,Tiato a Buza-ncy ed a. Beaumont. l' pol cya anch e l·o11 n1 1)id a )l)arcia. andare a passare· la, Mosn. p iit IJWlllO
tlall'C'scrci lo f r.i 11 <'<'Se per Hl'a u mon t e pcl' Buzanc:y. Vcri:O.caurlo,; i quel ca-;n. il 1 2° <'orpo anebbc c.:ostitLLito la test.a. cl.i c 1>lonna cli quei corpi che :-i fossero fntri passar<' F;\1Ha destn1 clelln nfo;-;n. ,\ lla srr,t clcl. 28 intLo l'esercito ,;i I1·0\'.:1, schierato
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tnl Dun (' LaYal COI} sci corpi e mezzo in p linea (12°, gtrn,rùia,, 1° e 2° b a,v urese, 6°, dtvis ione wUrtomberghese ed 11°) e dtw corpi in seconda linea (4° e (i°) 10 o 12 chilometri dalla prima linea. IV. 29 agosto. -- Le informa0ion i. p ervenute al coniando supremo fi.no n.lle 2 ' /, pon i. del 28, l ascfa.va,no cre·<lere ad una ritinHa 1lel nc1J11~co \·c•rso nord. h1 seguito a tali noi izie fu ilnw l'or"linr alle 7 di :-<'nt all'intero esercito di a,·anZf.hrc il 29 fino al fron!c1 Xouart-Vouziers. Scnonchè, Llai rapporti porvc,1ruti pi ù t,an'l i, potend os i con ccrtc;,;za de~umc re clw. il nemico prosegttiYil- ad .,1n111zar:,;i Yer.so la .ùfosa, il comand o supremo emanava alle U di srrn rorcline che è trascritto a pag. 908, il r1uale c~rn i nformato a i seguenti cr iieri: a) J?C·r non p r ovocare, il nemico ,a ll'n,Uitceo prim.a, che siano raccolte bastanLi forze, :; i lascia al giudizio del comandante dell'armata della ::\[osa di radunare per tempo i suoi tre
spcnrnza, d i rnggin 11gern
n ·.nord, pa.r m i importas,.;c• te11 er€' fino all'ulti1no i l 12° corpo sLt c1uel fiume', fttcerldolo serrare a 11orcl su S trnay c he è puntn importnntissimo, conYcrgrndo precisamente su di esso le (f~e s1,-nclc ch e, com'r l'a 11olo nl comandù s upremo, Nan scgm ic
J87()
corpi i n una posizione llifensirn, forse Lra .\.incr,evi.llc e Land:res. R iniauc c1ni11 di SOSJJeSa l'offr ns iv1:i conl r o la strndn Vouziers-Buza11c.:y-Stena~·. :-;ah-o il caso che l'annata della. :.(osa ~wesse dinanzi a "è fo rze inferiori t1lle snr : b) la,)'• 1m nara si avanzi col la. tDsta a.l l'a.ltezza. cli Gr andPrò, in m odo c-he possa concorrC'rc, se 11 ecessario, ad un atto decisirn nc11a g iornatn del 30. In tal modo le due armai.e s i s,uebbero raccolto, c.:ome si r accolsero ù.ifatt i, nella. g iorna.tct d el 29 su llnfl, fronte inferior e a 30 chilon1c•i r t tra Xo u,1l'l (12° i.:orpo) e '.',fontho is (11° corpo) ; il G corpo. che era il più lontano in seconda linea, non s i trovb chr n, 1 G chilometri in li neri retta da. Grand-Pré, quindi in m isUJ:a (l i concorrero anch'esso il 3 0 ad. u na, b ~tttagl ia. decis iva Yerso Grancl-P l'é. I n quesltl situazione i F r ance:;i non avrebbero pi1'1 potuto forzare lu :\Iosa a , 'tenay, aYendo sul fianco destro 1·arma.tu della irosa ; potevano pe.rò an co1·~1, passa da più a 11 orcl coi wrri che nwJ:Giavano sulla st.ra<.la. più settenfrion,110, copreJ1Clo il passaggio coglj altri corpi . P er quanto questa potesse sembrare una impresa quasi incredibile, pure, nel ca.so in cu.i s i HVYera,sse questa eventualità,, p a r e ch e il 12° ('0J1JO sa,reb be stato molto ben si.tu ato a. Sten ay, 0
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ANNO H\'ll.
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DA WE!SSEMBUH.G ,\ SJ~D,\N ,'/E l,
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tanto piì.1 che clc:t questo punto era in p a,r i tempo in gr,Mlo di concm:re:m aù una ba.tta.glia verso ovest. Da.ll'insieme derte n ot izie perven ute nel 29 al com a.ndo supremo, appariva in dubitato che l 'armata d i ChiHon s s'avanzav,a in direzione nord-est verso la l\fosa, e s embra.v a che iu qu el momento essa stesse col princ,ipa1 nerbo cl1~lJ e su.e for7,e tra le-Chesne e Bea urnon t, con forti retroguardie più a sud (pag. 925) . Io osservo però che sa.pendosi come nei. g iorni. pre- · cedent i. I'eser·cito francese .av·a,n za,sse verso est per l e due strade cli Beaumont e cli Buzancy, ecl essendo quest'ult ima localil.ù· eacluta. i 1 29 nc";lJO mani de.i 1'edesehi (i quali cl'a.J tra pa1'Le non a.vevan o lo stesso 29 nel combau-irne.nto di Nou art avuto a. e.ho fare che con una division e francese), così era -evidente c:he la massa d i qu esto av,eva effettuato u no s posta inonto ve1'so nord. Ora questo sposta.mento non poteva ave.re che Lre scopi : a) dar ba tt a.glia. sulla line.a lc-Chesne-Bea,LLmo.n l, 00n linee cli ritirata, S l L ::\iézières ; b) p r oseguire da quella lin e,,i .sen:rn darvi lla,ttaglia hl rit.ira.ta, .su Méziè1·es ed oltre; e) passare la. 1\fos.a più tL 110.1:d, ve,t·so 1\fou zon , per proseguire nelk1 direzione cli :Met½. Nei primi due casi, la risol uzione adoÙatiL dal comandrJ supremo · di att;,ccarn nel 30 l a linea l e-Ohesne-Beaumont, conlisponclevri pei-fetta,rnente aJla situazione.; poi0M, nel secondo c,aso, con quell'attacco ·s i sarebbe cercato d.i arrestare l 'esercito· francese nella ~ma ritirata., e n el primo ca,so, attaccando con cinque corpi i .J!'r ances i a B eaumon t, essi.sarebbero stati re.sp in ti dalle strade e;ho con ducono a, l\:[etz, ed aUaccandoli con due eorpt e. mezzo a Jo-Cl1esne (5°, 11 ° e divisione wùrtembergh ese, claccliè il 6° Jion. itvrebbc potuto eon corrervi i n giornata,) .s i sacebbe spin ta. la, loro al a, destra veJ:so nord-est, ossi.a co.ntro hdrontie,r a belga. R ima;neva il lerzo caso. E' l;lénsì yè:ro che a tfaccanclo Beau.mont eon c.inquc co-rpi, si sarebbe cercato, arresta n:do ivi ·i Ji'r-ances i, di impedir Joro i 1 passaggio della. ì\fosa. Ma. si sa:r ebbe, gilrnti a tempo? P oichè 11011 si poteva. escludere cl,e i corpi più settentr:i.ona.li s i trovassero gii1 sulla :iYfosa a nord di Bcaurnont ne ll.a. sera del 29 , 1)-0n si potev;t
DA WEISSEMBURG A SÉDAN NEL
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perciò ~1eppuJ:e e.scluclere che nella notte e ne'l mattino del 30 passasse la :M:osa tu tto l 'esercito francese sotto la. protezione d i una retrog11ard.ia. l ascùikt a Beaumont, a. raggiunger .la 9.uale i Tetleschi dove va.no giù per co:rrero 10 chilometr1 ·in lineci 1'etta da Xonart. Se aclLmque .i Francesi avessero operato con celerità,, i Tedeschi poteva.no ben iss imo dare una puntata nel v uoto 11 e·1 30 su tutt::1 .la, fron te, Jr-Ohesne-Beaumont; ed in ta.l caso avrebbero dovuto ritornare rapida.mente indietro per passare. la l\Iosa tra Sten ay e Du n. :Pare che a qu esto :inconveniente si snrehbe r imediato ([LI <tnclo, come già. più volte si di·sse, il 12° corpo fosse rimas to a Sten,ay, e l 'armata della , Mosa avessè: maggi.ormeni e appoggiato la destr a a questo frnmo, sul qua le, nel r1rnttino del BO, mentre a,v,m zava. su Beaumont, a.vrobbe getta to all ri ponti a. nord. di Sten ay. Da q1teJla posizione cl i S tenay, nei c,a so in cu i ,si verificasse una delle d LLC pr.ime ipotesi , il 12° cor po n on s a.réobo stato inutile, potendo ossero a \' \' Ù1to verso irouzon, ove si sarebbe .impossessato di quel pùsso d0Il,1 ::\fosa., a.ll<~ spa.Llç dei corpi franoos i elle si i.t:ovassero 1:i B eanmon t. Se i11-.;ece, nell'avan7.Jai:o su Mouzon, il l '2° eo1·po a vesse incontrato l"eser cito francese· :in rna.rcia su Metz, l 'kwrebbe lrattenuto :fino a ll'a,r rivo dei cor pi più vicini, e.Ile '.l'avrebbero ti-ppoggiato pa,ssando la, Mosa (l) . - - - - -· r
(l) La Rela;,,ione ufficiale nella 11ota (,I) a pag. 926 dice che i concetti e le determina zioni con tenute nell'ordine emanato ria! r,o·nanrlo snpremo nella sera rl el 29, rontla· vansi in gran par te altre;i s u11 .. car te to lt~ ,ili' ufficiale dello stato maggiore fr:incese fatto prigioniero nei r,i'essi di (luzanC)' , al quale fu seque.;trato nien temeno che l'ordine di marcia cm:rnato rial maresciallo J\lac Mahon pel 20 . Cosi stando le cose, tanto più v;,lgouo le co,,s1der;,zioni r~tte, perché in quel momento il ccun,.n,lo supremo t~.;esco no n poteva ignorare che il 12° corpo fran c<'Se, nell a sera del 29 (lovev,i giii. trovarsi al d1 la della )tosa., e che il ·1° e 70 corpo, da llaucourt e da la-Besacr., dove avrebbero (lovuto trovarsi, er,rno in mi; ura dì varcare il li ume nella mattina del 30 · Del resto , che un:, parlè rlcll'csercìto france.se ,ivesse già pa.~salo la Mosa, fu confermato dalle ricognizioni intrapre,e a tarda sera ciel 29 da Stenay dal 2° reggimento di cavalleria e <1;1gli Usscri Zicthen (pag. 92G). Da que,t.e aol.izin il co mando dcli ' armata <lella i\lo~a al'gome11tò eh' egli .tisegna.sse raçcoglie•·e net gionio dipoi int.te le sue for ze snlllL s1ionàct a,strci delt,i ,I/osa , m.a che mediante iui rapido avantare era possibile ragyinnye.rne quatc:h.e p r,c.l'te suita riva sinisl,.a, pri,na che f osse co,npiuto il possay(Ji() e oat.tei•la (pag. 926). Sta bene, dico io, ma ciò Pl\t ilJc1•rto, menl.ri. era ormai mol 1.0 prollab ilc che la maggio r parte ckll'c,erci to francese passa»e il liume ; Ct'I in tal caso, ripeto, se il i2° corpo si fosse trovato a Stenay, ~i1rebbe stato ben collocato. Perciò le presunr.ionì del coma ndo •1cll'annat,t della Mosa tornano, mi pare, a con- ferma delle considerar.ioni fatte, ·
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DA WEISSEMBORG J.. SÉDAN NEJ,
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FRANOBSI DA I,
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destra. qu·asi tut ta, fo, cav,alleria disponibile, di mandarla a grande d istan7,a ù1 quella direziono C: farla appoggia.r e da reparti di fanteria che intercettasse.r o jl passaggio allla. cavalleria avversaria, c:;:;eguendo in 1x~ri tempo deUc dimostrazioni ..sul fronte dell'esercito tedesco, special mente con repar ti cli fa.nterùi , ch e 1,1,vrehbcro poi raggiunto l 'esercito colla. ferrovia di Reims-J\fozières. Null,a si fece cli. ·tutto questo, e la cavalleria tedesca :i mpm1emente scorazzava. att~rno a.11' esercito francese, segnalandone tutti i movimenti!
AGOSTO .
La mossa eseguita da.i. JfraJJcesi per libera.re :Uetz, ò tal1nente contr a.ria ad ogn i ragione militare, e talmente sottoposta. ia pr~tesc esigenze politiche, cbc n o1 t .rn'inclugierò certamente a. discuterla. Jt dico pretese esigenze politiche, poichè non potendo ossa condurre che ad un d isa,st.ro, questo avrebbe fatto sc-0ppìar0 la. rivoluzione a, Parigi, ancor più che la ritirata, verso questa, ca.pitale. 'l'auto valeva quindi cli non sacrificare ~ sup~·.erni interessi dé:!lla nazione ai supposti in teressi. ?ella chnastia, come fecero gli ultimi consiglieri del secondo impero! La .stessa Rchtzione ufficialo tedesca a pag. 854 dice che ad un isolamento oc.1. accerchiamento reo-olare d i P"ri b (,.{. , oo-i : contro un esercito ivi r a.ccolto cli oltre , 100,000 u omin i cli linea, non v.'era. pur da, pensare; e J.50,000 (compresi que lli del corpo Vmoy) -erano 1 soldat i che componevano l 'esercilu del rna.resci.a.llo Mac .Mahon ! ' Mi limiterò a,dlmque a dire clie, poichè c1nell.a, mossa er;,1, stata deci·sa, si dovevano sodd,isfare qnes·te due imprescindibili condizioni : · a) che fos se esegui ta colla maggior possib ile celerità; .. . b) che il movimento fosse mascherato il più a lungo poss1b1le. Pe-r soddisfa.re alla prima condizione si dovevano n ei sette giorni che trascorsero dal 23 al 29 agosto, percorrere almeno 150 chilometri che avrebbero condotto l'eserci to fra.nccse a sudest cli Damvillers, .mentre invece non ·se ne percorsero più d i 100, grazie alla len te-zza della ma.rcia., a.Ua pessi ma organizzazione dei servizi cli vettovagliamento ecl a.gli ordini e contrordini che condussero l 'esercito ad avv~arsi i'l 27 cla,pprima. verBo nor{l e poi cli nuovo verso e-st. Quanto •ai selvizi d'intendenza. dopo la lu11ga formata fatta dall'ese1:cito presso Ohàloàs e Reims pare che avrebbero r otu Lo essere:11erfettaroentc organizzati; ed e.ssi erano •irnche facilitati durante h~ marcia dalla vi ci na,nza del] a ferroYia Rei:rns-Mbzières-Montmécly. Per mascherare il movimento, bisognava copri.do specialmente sul. fi anco destro. Brn per ciò necessari o cli riu nire s11lft1,
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s 1::0AN" NEL 1870
IL 30
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:WOSTO -- B ATTAGLIA
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BE,\ UMON'l'
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I. - Coll'ordine ema.111ato l a sera del 29 a;lle 11, il comando supremo stabiliva di attaccare i France-si nel mattino del 30 sul fronte Bea.umont-le-Chesn.e. L'armata. della :Mosa doveva. perciò (vedi fl.llegato 38 alla Rel azione) avoo:òai·e col 4° e col 12° corpo in pri.rn1,1, linea. su Bea,urnont, ad oriente della gra,n de str ada, Buzancy-Bea.umont, CO·l b guardia in riserv.a a Kouart. Il 1° cor po bava;rese, clov,eva marciar dil'.i.tto su Beaumont per la grande ,s trada sopra:èletta,. L'll O corpo, e h~ divisione wi-1rtem bergheso dovevano a.vanza,r e su le-Ohesno ed impo,ssessal'Sen c. Il 5° corpo dove.va. mggiunger,e Oches e. da' quella. 11osizione, intermedia. piega.re su Beanmont o su l eChesne, secondo .i. casi. F ina.lmente il 2° corpo doveva riunirsi a Vouzie-rs sul] a sin istra. dell' Aisne. Il movimento era regolato in modo che i corpi deH'a.r rnata, della Mosa pa.rtis,sero aUe 10 da.l fronte Beauclair-I•'ossé ecl i c;oq)i della 3" armata alle G da,i loro accantonamenti. L'insieme di questo dispooi7,joni appare nel complesso adatto alla ,si tuazione di quel momento, sia per la distribuzione dello forze, ·sia, per le ore di parten za che erano combina.te in modo che le va.rie colonne raggiungessero pressochè <'.-Ontempornneamen te .il fronte le-Chesne-Bea.u.m.ont. · Osservo .so'la.mente che partendo alle 10 aaJ. fro:nle Be,au clai!'-Fossé, l 'annata della, Mosa non poteva, giungere che verso il tocco (!)
Veda.s i il Pi,rno n. 8.
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IJA WEIS:'<E~ fl~URG A Sl~DA\' NET,
DA ì-VU:ISSE~lBURG A Sl~D AN NEL
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colle toste E~ BeaumonG. Rimaneva. allora, t Ln 1rnmcro· di. ore ,sufficiente, per da,r ba.ttaglia,, ·se i , ·j si trovava l 'esercito fran cese schierato _ad a.tt~nde.rla. Ma se i li'ra.ncesi prosegui vano rapidamente, 1] movnnento verso nord-est, come avr ebbero dovuto fare, a- qu ell'ora h1 maggio,r pa,rte dell'eser cito poteva avct passat-0 l a Mosa, ed anche u na retroguardia, lasc.ia.ta a Beaumont per coprire il passaggio; poteva a:vere iniziato la r itirata per varc-a.re il fiume alla sua. volta. a Mouzon. Sembrerebbe q uindi che sarebbe stato meglio cl i. a.nti cipare i.re 0 qu,attro oro J.'ava;nz,ata delrl'armata della. Mosa e di due o· .. ' tre quell.~1 della. 3" armata . Data la superiorità totale clelle forz_c, non era un grarn male, in questo caso, che i tre corpi del b.rmaba della, Mos,a entrassero in a.z ione qualche ora prima delb 3a armata, se- in questo modo riusci vano a trattenere almeno una parte clell'ese:rcito- nemico a Beaumont. . ~I. .- Premesse queste osserva.zioni generali sulle dispos1z1on.1 cl~tte _da. parte tedesca, mi OCC01'1'5 aggiungere ]o seguenti osser vaz10111 par ticol ari. rel ative aJle disposizioni da te ai c:orpi dell'ala destra, lo quali ebbero diretta inil.nenza sul modo c,') I qtiale la battagha fu imposfatci. Ai tre corpi dell'armata, della. Mosa, rl i c1.1i due (4° e 12°:) cl6veva.no avanza.re in prima linea ed uno (guardia.) j n_ ri-servH, o che dovev,ano prendere le mosso cl.a I fronte I'ossé-Be,mclair (8 chilometri), fu assegna,to per obbiettivo B€•a,u mont. verso cui doYcvano recarsi tonendosi ad est della g.ra:ndo ,straclrt Bu zancy-Bea.muont, che fu lascfata ti disposizione dei du e ~orpi b av,nesi. Ora, si sapeva, cl1e Bea.umont era occu pata, dai Francesi, s i p revedev11 eh dover dar battaglia pros-so quella locali_tà,_e si facevano conwrgern ire corp i su 11110 spa7,i.o rist.rctt1ss1rno; il'npcroechò, puro supponendo c.he i Bavaresi si spiegassero tutti -ad ovos~ della- stracb che porc:o:r:.rovano, t:nt q 11 est,a od i l gom ito clolla. :ilfosa ad or.ion!,e <li B eaumont. non rir_o.ane.va,n o d ie B e;lùlornetri, ossia. a ma.la pena, lo spazi~. prr spie~me un solo corpo cl':arm'a.l:a. La na,turalc conseguenza. fn e;he 11 4,0 corpo entrato primv, in azione, grazie ai r iktrdi subìti nolla marcia dal 12° .c,orpo, eseguì prcssoc liè 5>olo l'attacco d i Bem1mouf-, rnent.re il 12° corpo srg11ì in r if;t' rVFt il irtro l'al :ì-
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tleslra presso I.a )[os<\ e la gua,rdi,1, si t rovò Ja, ser a in ter za linea (vedi lo schiz½o• del 30 agosto); e così pure il successivo attac.oo di tutte le posizioni franc.esi :fino i~ Mouzon , fu eseguii.o dal solo 4° corpo. Esso fu ben sì sostenuto a sinistra. dai :Bavaresi, ma qu esti furon o po,i att,1,atti dalla. clivrsion e Conseil-Du meni.l del 7° corpo fra.n ccse, ed in segu ito deviati verso la B esace e R-a.ucom·t. ·Par mi adun.gue che sa,rcbbe stato necessario cho i Bavaresi avessero .seguito l a strada. di Beaumon t fino a Sommau the,, e 1,oi queHa cli la-Besacé, per laseiare alla armata della Mosa lo .spa,:ào pe1· spiega:re i due su oi corpi di ·prima linea dirimpetto a.lle a,l ttll'e di Beaurnon t. Ciò era a.nohe suggeri to eh un'altra com,iderazio.n e. Il gmnde gornito ch e descrive, Ja :11Iosa presso Alma ]forme (t1 nord cli :Beaum-ont) restringev:a di molto l o spa,zio per la ritirat.:t dei Frnncesi vern~ J\fouzon . Sombra quindi che 1,.arebbe stata cosa, opportuna eh tr a,t ten cre i l!"ra.nc.esL a, Beaumont fron teggia,ndoli coi suddetti due cox-pi dell'a.1111ata. della Mosa,, cd atfa0oarli sul fianco destro .c;i Ba,varesi, i. qu ali, dopo -cli essere ,sbocea,ti dai bosc;hi del Grand-Dieulot, a. sucl delb Besac-c, iwrebbero preso per direzione gonernlc quella di. Yoncq per spin gere i F r anoosi contro l a Mosa. Del resto, v.isto iJ ristretto spazio d i w i ,si disponeva,, p a,rmi che fos~e J_lj iù che sufficiente a,vvi a.re il 4" c011)0 e Ja. guardi a _diri tto su B ea.urnont, nel mentre :i Bfwa.resi -a vrebbero iwanzato per l a -s tr ada della BetSace; od il 12" corpo a;vrebbe trovato assai più utile, impiego se, pa;ssanclo la, :M:O'Sa. a S te.nay s:i fosse avanzato su Mou :.--;on per la. des,tra d.el fiume. Se quiv i avesse incon trato i Francesi che si .ava.nz.assero verso- sud-est, li av:rebbe trattenuti ; in rnso contraJ:io, ìwrebbe con corso, col:la su.a ar t iglieria r1ll'attacco, delle pos izioni dei F r ane.osi suUa rivt1 sinistiia, ed occupando :!\fouzon e Oarignan avrebbe in tercetta,t o ai Franeesi tutte lo strade che conducon o a Met.1, ; nè quel corpo si sarebbe trovato troppo isnl al;o sulla riva destra, pot endo essere faci lmente- soccorso pr.l ponte cli Pollilly (su c.:11i passò in quel gim,no la divis ione, di c:ttvalleri,a. sa.sson e) c1 per ,quei ponti rn.i'litaTi che si sarnbbero t.nsio g itta ti sull ft
1\fosa..
OA ìVEISSEMBU.RG A Sl!;DAN NEL
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DA WEI~SEMDURG A Sl~DA ~· N 1.;1,
III. Gli altri corpi della, 3" al'rnlèL~i. (;1{l ccce;.,;ionc dd 6°, il quale, ,secondo g1li ordini ricevuti, si reca a Vouz.iers) , o perchè accorrono .a.l cannone, o perchè stra{fa, facm1clo r.icovono a:Uri ordini, deviano tutt,i da.Ile direzion i prirn,t loro iissegnat,c-, ,,orso. destra. Di gnj.sa. che, mentre nella sern del 29 l'esercito teneva una fronte Lli circa. 30 chilometri,es.sa si ritlucc a 16 nella. sera del 30 (escluso ii 6° corpo dista ccato a sinistra.), e la, profondità. · è tale che i corpi son disposti su tre lince all'ala destra (4°, 12° e gum:<li a) ed al centro (1°, 5° e 2° bavarese), profoncl it,\, ingombrante ed eccessi ,·a, anche per una grande battaglia. La ristreUezza dc1 fronte tl'ao poi seco i L grave incon,,eniente che i Francesi. potra.imo meno diffi cilmente ritrarsi dal mal passo in cui si son posti, se riuscira.rmo a r etrocedere a. grandi marcio verso 2.\f.ézièress ed oltre. L a sera del 30 agosto il comando supremo pone il quartier generale in Buzancy, a 20 chilometri in l inea. retta dai corpi cli tosta. Non pa,r o che questo sia. _i'l mozzo migliore per ricevere ra.piclamente gli a.vvisi o spedire gli ordini con sollecit ud ine! (1). (1) Il maresciallo Moltkc scrive con tine ironia a pag. ì 9 delhi citata opera: , Anche , qui (a Bu1.ancy), come prima a Clormont, si mani restò il grave lncomorto che cagio• nava la presenza di centinaia à i ospiti illustri e del lorn segiiilo, quando Il quarLior • generale non trovando grandi città doveva fermarsi in piccoli paesi, secondo le esi• genzo militari. Soltanto a gra n stt'nto e a tarda notte, si trovò :Jlloggio per coloro « che dovevano 1)repara re gli ordini necessari per la giornata seguente , . Basta ques to breve cenno per comprendere come il maresciallo Mol tke, pur :IYendo la fortuna di godere della fiducia la più larga per par te del Re Guglielmo che sempre appro vò le sue proposte in ordino allo operazioni militari, come egli ~tesso racconta nel suo vulume sulla guerra franco-germanica, era lungi dal godere di quella illimitata li bertà che è necessaria a chi assume la gravi s~ima responsabilità dell;. guerra. Né si dica che gli inconvenienti ch'egli lamenta son d'ordine seco ndario, poichò ab· biam visto a più riprese co me lo stabilire i quarti eri generali lungi dalle tru1Jpe ne renda difficìle la dil'ezione in tempo opportl1no. E poi nc,n potevano essere piccoli tali incon,•enienl:i se il maresciallo Moltke, sempre così misurato, li lascia in travedere con simili pa role ! E si noti che questa guerra si svolse pci Tedeschi nel modo più favorevole. Ma so invece di cosi seitnalate vittorie, av~ssero i '!'~deschi subito dello sconlitte• quanto maggiori sarebbero stati i danni derivan ti da quella menomata libertà d'azione, perché é sovratutto nella contraria fortuna che chi ha la direzione deve puro possedere la libertà d'azione la più com1}leta per tener tes la all'avversità dei casi. Napoleone ebbe questo grande vantaggio sul maresciallo Moltke, di essere cioo non già un capo di s1.ato maggiore colle mar1 i legate da mille riguardi, ma un vero coman~ dante supremo.
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I V. - Dalla parte frm1 c.ese il 12° corpo ò già. sulla dest.ra della :\fosa. fin dal 29 a sera . 11 1° corpo non si mette in marcia da R~.ucòurt per passa.re la :;\fosa., che a.né 7 a.ntimericlia.ne, ma n esce a passaro indisturbàto. Il 7° corpo, che per essere più lontano a,vrebbe, dovuto pa,r tire fin da.Jla, notte od almeno per tempissimo, in izia, bensì il movimento fdlo 4, ma per l'ingombro di l unghissirne colonne di ea.n i d'intendenza,, la brigata d i coda non si mette i n mar cia cho alle 10 da Oches, ' e d.op~ altre perdite di tempo cagionate dall'app,a rire cli cavalle~·ia tedesca, il generale Douay non può proseguil'C! la 11rnrc1a da. Stonne a. la.-Be,sace che a.l tocco : trn::~ delle sue divisioni ~1iene, aJle prese con truppe bava.resi, ' ed il corpo n on paiss~ l a. Mo,s a. che a s011a. Ohe dire poi del genera:le De F.ailly che m quelle s trette, i ndugia J.a. partenza. ,da Beamnont fin oH,re il rnez:;,ogioi-no, per riposa.re le truppe, non mette avamposti regola.ri, sa.pendo di avere le a.v,anguarclie tedesche a pochi chilometri e si fa sorprendere nei suoi campi dalle qranate prussiane~ Era evidente che nell'esercito francese tutti i servizi non funzionavano, ed allora com'er a. pos•s.ibile manoVl'a,r e con cele,.itèi e con v·igore, com'era n ecessa.r io in quelhi qua.si dispera.ta situazione, a fronte di forw così ·superiori e così ben guicla.Le.? Nella notte daù 30 al 31 quasi tutte le truppe clell'e:,--<er e,i,to francese ( rneno due di visioni del J.O corpo che si trova vano a Ca.rign,a.n), si ritraevan o su Séd~lill. Ce,rtamentei non ,~era di meglio a fa.re, aUa condizione, be,n. inteso, di prose.gui,r e rapidamente l a, ritirata su Mézières. Ma ht dcmo.ral izzazione, prodotta specialmen tei dalla. sCÒnfìtta del 5° c,;orpo e di parte del 1° e del 12°, la confn sione, ht sta;nchezza, i pessimi servizi di vettO'\(agliam~nto, tutlo questo foce sì c,;he l'esercito fra.ncese gimi.se in ta.le !Stato a Sécla,n, che fu impossibile di r imetterlo in marc ia nel giorno 31. I
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D,\ WEISSEMBUHG A SÉlH'N NEL
IL
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I . - .Le disposiz:ioni emanato 'la ,sen,1, clel 30 aUe .ll dal comando, supremo (vedi allega,to 42 alla I-tcla.zione ufficiale), tendono a rigettare dovllnqlie il nemico al di là della Mosa. e ad avviluprpan1e le ali. L'ala sinistra nemica può essere a\'viluppata nella stessa g iornata, del 31 dai du e corpi dell'armata dalla, 'l\fosa che devono passare Slllla destr a del fiume. L'ala destra. :i n vece non può esserlo in l}Uel giorno, perchè nel medesimo la, 3" armata può soltanto ·raggilm gero la ri via della Mooa a v,aJle di Séda:n, e prnpann:n.e il passaggio pel giorno seguente. ,S iccome p0rò essa. pocrh coronare d'artiglie:rià. l.n sponda sin istra, ecl a.i E'nmoosi. non rima,r rà c_he una sola strada per ritira.rsi ven;o Méziòres, cosi s,arit loro impos-s ihile cli fa;· sfi lare per la medesima tutto l'eser cito nolla giornata del 31, ed una parte almeno si può croclel'o cl1e sarà accerc.h:iata. i n Séd.an il 1° ,settembre. L'ordine del comando supremo skibilisce che i. movimenti si esGguir.mmo per te·m,pissi11w; ma l'ord ine cleN'arrnata della )Iosa J1on è emana.to c:ho aUe G, ed :incomincia ad avore esecuzione alle 9, moni;ro l'ordine della 3" ,armata. è datato dallo 3 ed ha esecuzione aUe 6. Ciò però non avrebbe portato inconvenienti se non nel caso .in cui i :F'rancesi persi,ste.ssero a marciarr, su Metz, cosa, divenuta assai meno probabile dopo le sconfitte pa.tite nel giorno 30. A.d. og~1i modo· osservo che se il 1.2° cor1~ò si fosse gi,\ trovaito suJla destra cleilla Mosa, come più volto si è accennato, la sinistr.a, fnmcese, sarebbe sta.ta fin cl'a.Uorn aggirata. Alla, sera del 31 st,iv:,a,no admu1uo i. 'fcdoschi cl i,stosi 11cl arco. a.vvolgendo 'J'esr.rcito f.1'ancese, da :, ud. 0 tfa e,::.l, su tli u na frm i'l c cl i cir.ca, 30 chilometri, con quattro corpi :in prima l inea e tre :in secoJ1Cla, c-0U'estrema sin:istra coperta <lal'la div.isionc wùrtembergbese, s.t,acc,a ta a. 10 chil01hetri, verso Flize. Oli.ro a ciò il 6° corpo che si. era spinto ad AUig ny e Semuy, copriv;t i l t.crgo <IPlJ 'csercil.o i·odr,sco da, ::iU,ncchi pro\·cr,irn ii. da. Rcirns.
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Rimaneva ::incora ap0r tu, ai France.si la, strada cli :M:ézières : ma. potranno essi ritra,rsi. ,a, tempo, primi~ c: be l'J.J. 0 corpo, appoggiato dal 5°, pas,si la J\fosa e precluda ad essi Cfllell'unica via cli scn,mpo '! . IL - A:i Francesi non. r imaneva che. ·un ,so'lo parti to possibile : quello d i una pronts:1, ritira.l'a su Mézières, a: costo eh sacrifica.re a ta,l uopo una, p.a,r te d.ell'ose,11cito, la qu.a.l cosa, era orinai diventata inevita,bile. A ta.le i ntento sarebbe ,stat-0 necessario d i prendere col 7° corpo una forte posizione sulle a.1ture a nord ùi Donchéry per coprire la. via cli ritirata da Sédan per Vr:igne~aux-:Sois, o tonero un col'po scdle alture a nord d i Séclan, eh.e, a,ppoggi,ato al-Ia fortezza, aYrebbe trattenuto. J'a,r:mat,a della l\fosa, fino ,a che .gli altri due, corpi avessero sfilato verso J\'(<'.-zières; dopo cli che i cl ne c.orpi rimasti a c9prire l a r Ltirat.a a:vrebbero a lla, loro Yolta intrnpreso a rìtiraTSi verso M:ézières, dove il li3° corpo (Vinoy), giunto il 30 presso quel.la fortezza, avrebbe raccolto gh altri quattro, ed avrebbe poi costituito Ìa retrogua.rclia., mentre questi avrebbero proseguito la ritira.ta verso le fortezze del nord. :'.\fa per conclmTe <1uesta a.cl esecuzione nel modo meno disastroso, ora indi,spensabilo cli ini zim·J,a tosto, dopo poc:he ore di r.iposo, ne! .. pomeriggio stesso del 31, proseguendola. in tutta la. no!;te successi.va, .i n. ·1'°1odo eho nel mattino del 1° settembre a.vessero giit s:fìJato almeno i due primi corpi. Ma a che vale discutere queste oventualitkt, dappoichò i eapi rJeH'esercito francese non aveva:no :n,eppure, a, q Ltanto pa.rc, un,ct chiara idea dei pericoìi che ]oro sovrast,a,v,a.no, della disperata cond izione cui. erano ridotti; per cui non pen.sa,rono che a prendere at,to:rno a Sedan una. posizione circola,re, cbe facesse front0 agli attacch i provenienti dai CJu a.ttro pnni,i cal'clinah !
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DA WE:ISSEMBURC-:: .~ S J'.,.DA N ~l~L
Jr, 1° SETTEMBRI~
-
DA \NEISSElllBURG A SÉDAX NEL
1870
BATTAGLIA. DI .8.BDAN
(1).
I. ~ Le di1Sposizioni. emanate ,nella n otte dai 31 -agosto al l° settembre dal ,comando della 3"' arma.ta e dall'armata della Tufosa,, . i,n s_e ~uito. agli a,ccordi verbali col comando supremo, ed agli ordm1 dati da questo alle 8 pom. del 31, (pag. 1019-20), sono,. nel loro ·: omplesso, tutto ciò che di meglio· si poteva fa,re m q_ue~le ~1rcostanze. Difatti, l'esercito francese non poteva app1ghars1 che ad u.no di qui:;sti. partiti : ci) ritira.rsi su lv.fézières : b) erompere su Oarigna~ ; c) erompere verso sud Sltlla, sinistra della Mosa ; cl) rìtira.rsi nel Be,lgìo; e) riman er fermo presso Sédan . Se si appiglia.v a al pa,rt.ito b), sarebbe stato ,a rrestato da 4. corpi (guaJ:dia, 12°, 1° ba,varese e 4°) . Se ,si ritraeva ne,l Belgio, v i sarebbe, sta to tosto disaJ:mato od inseg11ito. . .So ce1'.ca:a cli erompere verso sud, hastava per trattenerlo, m a,ttes~ d1 altre forze, il 2° corpo bavarese, non disponendo i .F'ra11ces1_che d ì _un solo ponte, sulla i\fosa,, n.è ·potendone, g,etta,:re a ltn ,sotto 11 fuoco delle arliglierie tedesche. .Se rimaneva;n~ f~rmi presso Séclan , vi s1arebbero sta.ti prontamente a,coercluati. ~ Filrn,lmente, se intendevano ritirarsi s.u Mézières, una parte clelJ.e fo1·ze sa.1,ebbe stata. tmtt.enuta presso Séda,n daJ:l'armata della. Mosa, due corpi (1'11° ed il 5°) ,s i sarebbero avanzati verso la ·strada S6dan.-Mézières · coll'intento cli pio11iba-1· stil
fianco cleUe tri1.ppe che suppone'IJansi in ritirata su quella (pag._ 1022), poichè i 1'ecl~schi si fondava.no sul presupposto che l: avve11sario .fin d,alla sera precedente avesse iniziato l a s ua, ritirata. alla voHa eh l\!fézières - presupposto loo-ico perchè corrispondeva a ciò che i Frances i avrehb01·0 dov;to fare. Vediamo perciò ad una estrnma incoscienzet dei grmm peri(·1) Vedas i i l Pi:wo 9 A e 9 11 e gli Schi1.1.i n. ,, o 6.
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coli che sov.L'a.staNan o da,lla parte dei Francesi, conispondere la p iù. gran de a,bilità da parte dei r.recleschi che, già possedernno il vantri.ggio di mm. notevo'le prevaleriza, d(numero. Non può q1.1indi recar mera:viglia d1e i risulta.ti. s iano stati così strao:rdin m·i ! Osservo però che supponendo i 'J'ede,schi che i Francesi avessero già. iniz iata, fin cla.1 31 agosto la 1~itilia,ta sn Méz ières, l'att.~tcco da oriente non. aveva per i·scopo .cho di tm'ltenere una, pa,r to delle forze fran.cesi presso Sédan ; ed ,a .soddisfare questo còmpito paJ:e dovessero es,sere -·su:ffi.0ienti i tre corpi dell'armata clolla Mo;:,a,. Se la ri tirata, fosse 1,ta.ta realmente ini zi,ata. il 31 e J)l"O.seguita DeUa notte, nel mattino del 1.0 settembre u na, p arte notevole delle forze francesi s,al'ebbe g ià sfilat.a per la ,strada di Vrign.e-a.ux-Bois, sotto la protez.ione di qual.che corpo schierato sulle alture d irimpetto a Don,-. chéry ed a Vr igne ){eusc. In questo c,aso pa,n,} che il gros,so, dell'esercito tedesco a:vrebbe do:vuto gra.vita,r e più verso occidente che ve-rso orien te, la; qual cosa .si poteva facilmente effettua,r e gottancfo sulla · destra della. :\fosa trn Donchéry e Dom-le:Mesnil, oltre ,aJ 5° ed ll° corpo ed aHa divisione wti.ttemberghese, mic he il 2° bavarese, rnentre il. 1° bavarese a.vrebbe occupafo con una divisione il fronte, :l!'resnois-'\7\ìadelinconrt, tenendo l' ~ltra divisione pronta a~ ~ppoggia1:e, se~on do casi, t,a,nto !'ala clestra, quanto l'ala sm1stra. de.11 esercito . IL -=- Esa.m iniamo ora. c.ome fo messo ad esecuzione l'esposto concetto, e vediamo a.nche in. que<sto 0a1So come è stata irnpostr.1,/a la battaglia, essendo. questa, come gi:\ s,i disse, la . fase piì.l importante, percbè ad essa rimaue in gran pa,rte subordinato il successivo S\roiluppo de1l'a,zione. Dal comando della, 3'' aJ:mata era stato commesso al 1° corpo bavarese di concorl'e'l'e dei RérniUy a,l com.bcittirnento che foss e iniziato cl aU' ar111 citci rleìlci M. osa (pa,g . 1020) . Questo 0orpo dovevrt dunque a ttendere d 1c l'armata della Mosa entrasse in azion,e, prima di passare questo fiume., Ciò era logico, perchè esa,mi11an do nel complesso, Ja posizione francese su·l la destra cleUa, Givonne, la .sua chiave era, a sinistra, '1:1'1 Oa.lvaire. d'Illy ecl al Bois-de-l a-Gareinne, caduti i quaJi punti, il villR.ggio di
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~ aooil1es ,wrebbe. tlovu t~ ossere sgombrato; men tre, ::;e _pr ima s1 prende.va Bazeilles, nmaneva. sempre eh~ supera.re la forte posiz ione sulle aJ.ture retrostct,nt.i, che si raccorda a sud-ovest D ~igny. con qnel!a lungo la Givonne. Non m i pare aclunque che fosso Jl. ca.so clt esegu.ire un attacco a fondo contro Baz~illcs, lms.L,mclo di temporeggia.re su questa. parto del campo cl.1 baUaglia, ed a. soddisfare questo còmpito poteva. csse,rr suffi ciento l 'al a sinistra del J 2° cor po, accresciuta, occorrendo, da una parte del 4° corpo. In,·ece a,clunqu e di · limi.tarsi ad asseconclal'e l 'attacco dell'armata cl.ella. JY.(osa., il comand·aJ1te: del 1° corpo lmvarese., per i ni pedire come potea nieglio a.ll'a,1·111.ata. ('rane es e di miiovers'i (pag. 1025-26) risoJve cl i far passare l a. ì',fosa mentr'e,rn an.oor a buio aJle truppe cldla sua l" d ivjsi.one, ed a ll,e 4 '/ , iniz.ia. l'attacco di Bazeilles. L'attacco delle p t ime fTuppe, del J 2° corpo non h a l uogo che alle 7, e qLlello della l" di,·isione d ella gnaJ.'<:lia che a.Ile 9; per cui l'azione invece, d i in i½iars i da.Ila destra. incomineia da lla s inistra, con tre, on~ eh pr ecedenza: .sul 12° 'corpo, e con 5 ,ore s ul corpo della guardia! Quando é1uost'ultirno entra in azione, ,ciot: allo 9, · tre br.igate bavaresi e pa.r t.e cle.ll a, 4" sono sciolte, fram n1ischi.atc e pressochò esaurite, senza e.sser.e ancora r iusci.le a prender possesso di Bazeilles, e questa località 11 01~ cade in potere dei. 'l'edeschi die alle 1.1, dopo sette ore di. combattim ento, quaudo a rin calzo del 1° c:orpo bava.rese combatte la. 46" brigata 's assone, e pa,rie della. 3" divisione bavarese e doll.'8" divisione (4° corpo) . 1'enul,o perciò conto anche delb 7a divis ione, d 1e si Lrova in ri serva a L amécourt, verso j l mezzogior no trov ia.mo che clir.ko il ristrettissimo fronte di due chilometri che si estende, da Ba.fan a. la-Uoncello, si trovano accmnulate lo t ruppe di qu;1s i tre cor p i cl'a.r ma.ta (1° bavatese, 4'' corpo, 3" divisione, bavar ese e 1W" brigal.a ), ·senza, per questo che da, quel l a to si possa. ottener e un successo deoisivÒ, il quale 1110n -sar;;i, raggiunto fì nchè non cai lr à neHe ma.rii dei 'redescht la. chia.ve deJla posizione frahcese, cioè il Bois-de-la-Garenne. Nè s i elica che l 'attacco così prematuro cli Ba.zeilles era necessm.·io per tra.ttener c i ]i'ra.nce;:; i chei si supponevano in r itiraht s u Mézières; perchè \SO l[Hesti fossero ::;tuti effott.ivament0 iu
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ritirata., sa,rebbo loro bastato di lasciare u.na forle retrogua.rclia imlle alt.me. a. n ord-est d i Séda.n, tr a il Calva -ire cl'llly e Fo11dcle-Giv-om10, che s i. trovavano dinanzi al fronle. dei corpi 12° e della o·ua.rclia, e, quindi affatto i nutile sa.rcbbe r iuscito l 'inter,,ent.o i.[el 1° corpo bavarese. Del resLo, utile. o n o, l'onl ine r ic€vuio prescriv<mci di conconere a.l combu.ttirnenLo che fosse imi..ziato clall'n.r mata dolla nfosa. Ern forse i ntervenuto qualche nuovo fatto, ignoto a. chi qudl'ordinc avev,i:t dato, e c~1e c~n:~i~ o·li asse ad ope.r are cliversam01J.te senza. attendere altn orclrn.1. : No! Allorn. qu està specie d i iniziati.va n on è n.ltro che una sostituzion e della. pr·opria volontà a quella del coman do s u.periore, e non ò chi non vec.ln, qua.nto essa possa. torna.r cl1:~;ru10sa ! Il 5° e, J.'11° cor po in iziano per lornpissim.o il pas:sa,gg10 della. :ifosa. e 15 ta bene i era cosa, n ecessaria per a rrestare il più presto p~ssibi le la. supi)ost.a rit irata Cloll'esercito fr ancese,. Parr,ebbe però ehe i due cor pi abbiano varnato l a Mosa _sopra u na fronte troppo ristretta. (1200 metr.i) ; se i .lfranceSl _avesse~·~ vo.Juto cont,ras taa: loro il jxl,ssaggio, <l vrel.Jbero pomto for)o pw facil mente, oecu p~nclo il l imitato fron le d i 3 chil?rnetri cli~ li compreso tra le-Don.eourt e Vrigne-Meuse. Quei passa.gg1 potevan o essere forse l a.sciali al solo ~~ 0 corp~, il quale avrebbe potu to poi . avan za.r e (co111e a.v,a:nzo) s11 tre eolon.ne ver~o il frOjlto Vrigne-nux-Bois-Maiso1~-rouge. Jl 5° eorpo, potev-a, varc.ur l a. )fosa A, Do1n-Je-J\fosn d, e da que:sto punto d ir,isrersi, (come ùif:aUò s i diresse) ,1 Vivior-au-Court; rnfb s~t rebbe stato bene oho h1 se l'a, clol 3.1 osso a vcsse potuto essere r aceolto sul la. sinistra dell'.Ll'' e più presso al la li.Iosa . Va,rcandc contempora.neamenlo qu esl o fiu mc, i .cl 11e corpi_a.~rebbero n~l! ,l st.osso momento attaccato i }'rancos1 se quest i fossero st.att 111 ritirata. su ,:Mézièr cs. Se i.n vece era,n Lutt.01\t. fermi attorno a Sédan, 1'116 corpo con un semplice a, dcsLtn, si sarebbe, portal.o su di.verso colonne nel occL1pare la, for te posi1.ione che cla fio1g neux per Sa,int-Menges appoggia l a cles ~n: alla .str etta :M:osa v.erso Saint-Albert (B chilome,tri eh fronte). Da. CfUO:,hl posizion e avrebbe precluso a i Fra;nce~i _o~ni v ia .d ~ scampo in direziono cli :'.'.fozières, avrobl.Je colla, sm1st.ra stabilito - come staibilì - il c,ollcga.mento col coTpo deHa gu arèlin; ed ap·pena
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gilmta l a, divisione. d i testa. cfel 5° cor po, questa, i:~vrebbe potuto ava,nzarsi dalla stretta di SainL-Alber t verso Floing, e la dcst.ra dell'l1° corpo avrebbe progredi to :fino alla piccola altura _seg1iata 812 sulla destra .del R. de F'.1.oing. La cl ivisione di coda del 5° corpo sarebbe rima.sta in riserva, preferibilrn.ente diotro la s inistra dell'll O corpo : e quando tutte le tnippi sì fossero tro1;ate nelle posiz-ion-i loro assegnate - e solo allora - tenendo fort.emente ·occupato sulla c.le,stra il villaggio di Floing e Ja suddetta altura 812, tutta la 'sinistra avrebbe avanzato o:ffen$ ivam.ente conil·o il Calvaire-cl'Illy ed jl Hoisde-la Garenn e. Poi chè, anche sul fronte occiden talo delle pos izioni francesi , il Bois-de-la, Ga.rerme (~he è il nodo orografico di tutti gli sproni che s i irradiano tra. l f~ Vfille della Givonne ed jt R. do Ii'foing, ed a.bbracciano Sédan) costiLuisce la chiave della posizione; laonde,, avendo F loing dalla · parto settentriona,le, di Sédan la stessa limitata importanza che ha Bazeilles dal la p a:rfo -irtericlion.ak, v,al,gcmo per quel p unto [13 stesse considerazioni già fatte per questo; ond'è ohe c-i;u i nutile rinnovare tanti sanguinosi atta.echi conlro le forti alture che sorgono a.cl est di Floìng, clacchè esse dovevano natura.lment.e Ctl{lere qua.ndo i '.I'edesch.i si fossero resi padroni del Bois-de-la-Garenno. Se a-vessero proceduto in tal guisa, mi pare cbo i Tedeschi si sarebbero resi ugualmente padroni delle posizioni francesi, forse in minor tempo, certamente c-011 minori perdile e senza fra.mmi,s chiare :fìn dal principio i rcparf;i di tutti -i co.rpi, come hanno fatto, secondo il solite. Dall'esa,me della maggior pa.rt0 delle batta.glie, non trovo che i T edeschi cerca.ssero cli a.pplica,:re il così detto 01·dùie obliquo che consiste, come ogn.un sa, nel dfrigoro iI nerbo delle · forze contro una parte della fronte nemica, tenendone a ba(la l'altra parte ool rimanenoo delle forze distese in ordinanza più sottile. P er applica.re questo ordine obliquo è d'uopo eseguirti uno spiega.mento regolare de.Ue forze prima c~i impegnarlo a, fondo, essendo necessario che l'azione, temporeggiani o da un l ato del campo di batta.glia sia pressochò c-0ntemporn.ne~'l, a. quella. decisiva. sul" punto prescelto. I nvece noi vediamo in Lulte le ba.I.taglie, le var.ic colonne, man mano che
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arr.ivano, ,e qni.1.1,l i s ticcossi,·amen te, j)l'Ccipi tarsi co.nko le posiziont nemiche, 1;11 tntLa. la fron té, fra mm isSchi arsi colle truppe che gilmgono successiva.m ente, esaurirsi in r ipetuti attacchi fronta-li; spiegaudo gn.m.ilc portina,cia, esse riesc9110 a ma"nìen ere il ·1errono con gnista.to, senz.a pexò potere scacoiare il clifcnsorn dallo sue, posizion i, :fìnchò mediante la superiorità. del numero e Ja grande prevalenztt dell'artiglieria, si riesce, o aggirnnclo trn.\1la. corne a Sa.int-J?rivat, o schiacci anelo il n em ico sul pm1to dorninantc ed. a.vviluppato, come a, Sécla.n , a far caclen! l'inter a posizione. In questa. battaglia di Sédan, si può ben dire ohe è special mente, l'a.r tiglierif1 che ha spiegato infl.uen7.a decisiva sull.'esit,) · della batl;aglia,. Per apprez7,arne gli jmmen si effetti, basta leggere guanto d i.re b Hdaz i.ono u fflc iH,l e eia pag. 1101 a pag in a 11.04. 'L'ali effetti .si rilevano cla lle perdite, che 11 ell'eserc1t.o francese. rosi inferi.oro in forze e ma,ggiorme.nto r.i pa-ra,to nelle sue posj z:ion i. difensive, furn no doppie di quelle clell'e.serci to todes~o (17,000 con tro SnOO) ; basti il d ire che il Calva,il'<'cl'Illy, chfave della. posi ;r,ione, fu. sgombra.to pel solo, terribi'le effetto r,on vergente delle artigli erie dei còr pi 11.0 o della guardia, e potè per conseguenza essere occu.p ato · senza contrast~ da poche compi:ig11ie clell'llO corpo! :Mit ovm1que _furon ten tat.1 a,ttacchi froi{tali mentre ·1e fomerie fra.n.cesi ro&1st.ev,ano, non riuscirono, se s i eccettui quello éJoll'a,ltura, ad esL cli Floing, q1rnnclo tutte lo risei:·ve fmnoosi furon o ·spostato verno su d pel gran de cont.rattacco in dire-zio.no cli J3azeilles, O' quando r1uell'all,tma,. difesa dalla sola divisione Liébert, già esaurita dalla lunga ostinata lotta. 0 ba.ttUl a da SOVOl'Cbianto ~ LLO~u d' a~·t igl iCÌ-ia, fu. a.si>a.lifa cla. forzo ben -s uperiori! Anc he .il. v1llagg1c: eh B a.zeilles f11 preso con attacco fronble, ma clop-o sette ore d 1. oomhatt.imento, e dopoc bè l'esaurilo 1 ° corpo hava.rese vi fu aiutato clall'8" divi,s ione e daJla, 3a divisione biw,a res-e ; menti·(~ da. p arte franceso 110n -v i si trova ,·a cho le~sol 11. d iv isione V ~1s saigue e q 1wlcho re,pf:l,rl'o del 0° c;orpo 1 . Dun que, conclu de11 clo, si può be11 lnrlarc la. condotta strategica che fu certa.inen te a.mmi revole, rna, parmi che molto si possa t:i.·o,ram a rid ire s11ll a. condorfa. tn,tticit.
;cl
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AN:-.O
nvn.
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BA.'l'TAGLIA
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m NornsE_vILLJ~ (1) .
A ragion e dice l a ReJ.a,zione uffici,aJe tedesca che 1a miglior dir07,i.one per erompere da n{elz era quel.la, di sud-est. Jl.:[a se il movimento doveva trov-a11si in relazione con qu ello dell'arm ata di Oh àlo:r.1:s, era pm' noce&Sa,rio erompere <fa nord. Ora, escl udendo la sinistra della JHosella, dovo si sarebbe urtato contro le più for ti posizion i e conGrn la. maggior parte delle forze tedesche, ed escludendo il settore tra la Mosella (a va.li. è d i l\f.etz) e Fa.illy, che 01'.a troppo 1':istretto e cbe poLeva essere più facilmente soecorso dalla ·11.va sinistra, non riman eva che il settore tra :wa,il.l y e Montay, con direzione ·all'altipiano di Sajntc-Barl;le. Ma affmchè l'eruzione potesse r inscire, era d'uopo: . a) che l'attacco pri,ncipale :in c1ire7.ione di Sainte.-Barbe, fosse sussidi~bto da energi'ci attacch i scconcl·ari , ISÙ~ verso l'altipiano di Rupig11y, si~.b verso Oou rcell es, per trattenere i.vi .le forze che vi si trova.vano ed impedire loro d i spostarsi. in soc·COriSo èlella, 1" divisione del 1° co-rpo. I nvece assai debole fu l'a.zioi1e della, divisione Oasi;a.gny in direzione di Courcellos; . b) che lo &chiernmento fosse· fatto i-n g nisa da permettere il m igl:ior'e impiego del le forze,- e sovratutto· dello soverchia:nLi ·a itiglier ie. Invece la maggior pa.rte dell'esercito (di circa 120.000 u omin i) fu accumulato su un frou.te di soli 5 chiloroet~i; ed una pa-r'te n otevolissima, dello artiglierie non entrò neppure in a.zione (2) ; e) sovratn.tto cb.e lo schier.~unento clell'ese:i>cito fosse sta.to o:lfol;tuafo colla maggior pos-sibile. r a.pi-clitù (3), ed i n izia.lo a mezzanotte, 1•icorren do .a tutti i ripieghi d1e sm10 giustamente accenna.ti cl.alla. Relaz:ione tedesca a pag. 1326. ({) Vedasi il Piano n. 12. (z) Su quel fron te di G chilometri, anche qu,11H1o tutto il terreno avesse 11erm esso l' impiego dell'artiglieria, e restringendo al mas$imo gl i intervalli, non si potevano schierare più di 300 11ezzi. I Tedeschi avendo posizio ne avvil uppante, clispo1u)1·a110 di maggior spazio. (3) Activi t~, activité, vitesse ! ((:,Jr·i·esponàance <le 1Yc1.polèon 1er, 1.50Si).
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Se così si fosse fo tto, b ba.ttn.gli a avrebbe potuto essere in izj ata verso le 8 del m.atLiJ.10 i non si sarebbe clato tempo ,a i Tedeschi d i soccorn:rc la. .l" division e, -El si sarebbe deciso il risul tato in quella stessa gio:rnal;a del 31 agosto; la qual cosa era di estrema. impor tanza, -essen do ovidento che se i 'I'edeschi riuscivan o a rna.ntenere le loro posizioni. nella notte, avrebbero approfi.tta.to cli questa - corno difatti a pprofittarono per fare accorrere numerose forze da.li.a sin istra della :M:osella. I nfatti a tutta prima i Francesi ebbero a eornbatte.re 36,000 fant:i, 4800 ca.valli e 1.38 ca.m1011.i, ecl il J. 0 settembre, v 01-;<,;°o la fine de lh ~ baLtttglia, ebbero a, front.e 69,000 fanti , 4800 cavalli o 290 r,a.n n on i (pag. L122), sen za parlare del 13° corpo, che al tocco o mezzo g iungeva, eolle sue, punte presso il campo cli battaglia ve rso Potit-ìVfarais e nfaison-isoléc. . Di queste tre condizioni impor tan tissin1e, cui ern subordi~ rnbt,a la riusc.ita. de ll'impresa, n on no fu osservata akuna. S, deve aggiungere il timore d i consumare le m1rnizioni d'artiglieria, avendo 11 generale .S0l0il.lo, coma.nda,nte di quest'a~·ma, d.i chim:ato- cho non ve n'ertt più che per 11 11-a sola battaglia, e la ma.ncanzf1 di fede n el risultato, che non perm ise di confer ire all'attacco l'energia, e lo slancio che sa.rebbero stati necess[-1,ri . S i aggi11n ga, infine la difficoltà di super are posizioni che d a c.l ied giorni si sta.Yano fortifìca,n do ed ,eran d ifeso da . ottirna fantei:i~h, e, si i·E!nga, ancor c,onto clei. Lerribili effetti dell'ar tiglieria tedeseFi,. :i\falgraclo tutto, s-cmza quest' u..Hima cireosta~ zn. i P .rn:nce.si sa,rebbero forse lH1c0r riuscit,i. ,Non ò possibile · p1:or,is•are quan ti dei loro 528 caumon i èLa· ca.m po essi. misèro j n n-zione, ma. è ,quasi ,cer to che oo.n.cors0 al fuoco un numero cli cannoni minore dei 290 di cui sul :lì.nin'} dolla batta,glia d i.spon0va no i Tedeschi , la cu i artiglieria essendo molto Sltperiore, in. qua.liU1 balisticho, ed. impi,e gata, a ma.ssa, ottenne o:ff~tti verarn.cnte so-rp,rendenti. Difatti, sempre quando l'artiglier.ia tedesca. a,pre, jl fuoco, rid11 ce tosto a.l si.1enzio l'a,r tiglie-ria franr,ese,; quindi la fan t.er ia, fran cese va sempre all'attacco·, non so·lo c:ont.ro fortiss ime posizioni fortificate, d ifese da fanteria non scossa, ma. anche conl.ro nnrnerosr~ artiglier-i a rim.a1Sta intatta dopo il duell o d'artiglieria. Tl prjmo attacco di
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D.\ "\VlW:lSE":\IBUIW· ,\ · S.IW.1 N XEL
D A WELSSEMBURG ..\ SÉDAX NEL
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Noi-sse, •ilJ~ e Se~·viguy falli,sct' r·ontro Tu, votenfo a.::i.òne di 60_ccrnnon~ (p i!,gmtt 1281) . Il 2 sei.lernbrc' il mare.sei8:Uo Bnzarne ~1~n 1s_pen1 bu on snr;ces::;o cl.n. un a.ttac:co frontale cor;Jrn pos1zt0ne. Poix-Servigny, stante l'artiglieria spiega.tavi dal c~7:fensore, e ln podero~ci occvpazione e fortifi cazione cli quei v_il~c~ggi sui dorso cleU·ath11·c1, (pag. luOS). P i ù tardi i Prnss t,~n 1_prepara.no c}oll'artiglierirt l'attacco cli Noisscwi.lle, e gli e/fetl;i d_el fiw_co a_massci contro Noisse1;ille, /1.irono vemmente st?:a~;di~_cm (pagma 1317) . An cl1c1 .i I. nu'.resciallo Moltke Della StLa 1vto1ta della g-uerrn f ranco-gernian~ca, a. pag. 1Q7 clice : j\!fo clap,pertv.tto f n clecisiw l' efletto dell' artig lie1·ici zmiBsicin.r, . .1,, QUES1'A m~sE :Poss rnrr,r;; /,'iinperturba lrn-1~ resistenza del qene~ rale Manteuffel. E molt i alLri esemp i si potrebbero cit;rc. i quali tutti cl:imow=a.,1 0 che ju questa, c:ome neUe al t:r:e b;\tt~glie,, l'artiglieria tccle.sca, ebbe un::1 influen za vera.mente decisiva _p er cleterm.i nan1e :i"! buon esito. E siccorcw non Sitrà. facile che_ rn. . un'altra gue1·ra si. r-iscon iTi tant8: differenza noll 'effi cama d.ell'D,rtiglieria dei due csercili, così non m i par loo·ico ~·· 1· argomentare eia, qu esta c;.irca. la l)Ossibilil,~t cli stri n t::>o:ei·" 0 ~;, ,; o bo·1'." eserc~t1 n et va.sb campi trin cerati moderni. cosi for11e, deboli 1:3latn?men tc E~ quelle. del d ifcnsoJ:e. E ' vero però che dopo 1 adozione, delle moderne armi a, ripeti?:i m1e ò int€rvenuta. a f~~ore_dell'. eser cito accerchiante una forbez?.a, la gr ande Cibl)a01ta eh resrst,e,nza contro 1:1tta.cchi frontali, quali di necessità debbono essere quelli del d ifensore che ellettuer ri, delle sortite co:nl;ro lo linoo fort i.ficate dell'Mb1cca.rtle ; ed. inoltro la lu1wa por ~a.ta : pre_cisiono delle armi ha reso ancor p iù officaci. pos~z10m ~.v viluppantì qnah cli necessiti\ -sono q11elle clelbtssechm1to :nspe,tto alle v.io di sbocco dr,l l'a&secliai·~.
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CONSIDERAZIONI RJJ~.S:'lUNTIVJ, .
I . -: L a di~locaz ionc :in.iziale dell'esercito tedesco dopo 1n, sua r adunata fu quella che meglio corri sposo a.ll'ntih7,11azione deUa rete ferroviaria ecl in pari t.empo n:IÙ} ner,essit.à della di~r...sa del t~-1-ritor~o p:i·oprio, rd alla, più OJìt)o.rtn na. dirc7.ionc per rnva.clere 11 h-'1T1to110 ncm"ico.
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DatE~ questa, dislocazione in i.ziale-, data la dislocazione proba,bile clell'esorcito francese, d1e ora,jmposta, daUe sue eondi½ioa i ferrov.iarie, tenuto con to della, conformazione t opografica, del teatro, d-i guerra, spontanea si presentava l'idea 1nacll'e clell'oficnsiva, kclesca : zlrenclere per obbiettivo fi,nale la cciziitafo della P.mncia,, nw tènclenclo allo, medesinw, bàttere l'esercito che la copre, cercando cli ac'tJOl,gerlo da sud e cli spingerlo verso nord pe.1· s-taccarlo dciUe sue p1"incipal'i riwrse che si tro,i;ano nel siicl. Da questo concetto generi-co fonda.menta.le, sca.turivano le seguenti conseglLenze,: . ci) sost,en0rsi clifcnsivamen.te s ulla, fron b.iera d'Alsazia e sulla, Saa.r (ed occorrendo più indietro nei m0i11ti del P alatinato) contro irnprovvi1Sa irruz,ion e dell'es·ercito francese che passasse il confine ,senza aver compiuta la mobilita.zione, :finchè non fosse ulLimata, la radunata dell'cse,r oito ; b) battere colla. 3" ::u·mD,ta lit rna&sa francese che si r,a dU11ava, in A.ba7.1ia; poscia effettuare_coll'intero eGercito ru1a conve11sione a. destra in modo cla maschei•are c-01l'a.la clest.ra la, fortezza di Metz o l'esercito france,se che vi si. appoggiasse, e val'care col res-to dell',eser cito la Mosella più a monte, per avvo.l.gere b cl e,stra dell'eserci to nemi,co; e) proseguii.re poi dalla }fosella l a marcia su Parigi, prende.odo non::9.a dalle mosse dei F rancesi per rnan.ovrare con tro cli essi nel senso dell'idea fondamentale. Il ,piano d'operazioni pote!\fa e;;tenclersi fino all'obbiettivo immediato, la Mosella, ta;nto più che fino q, questa la direzione era obbligata,, poichè so]o dir igendosi sulla :M:osella a monte d i Metz si trovava lo spazio necessario· per le tre arm.ate e si poteva manovra.re nel senso dell'idea ·mcidre. Dopo la Mosa l 'assenza di for tezze, e l'a.mpiezza clel"lo spa1/.io, consentivano maggior liber tà, di movimenti, i qu a.li non potevano essere in precedenza determina.ti, tlipencle,ndo ess i cla.Ue. mosse dell'e,sercito •.nrm i.co; ma, 1rualunque essi fossero, n on si doveva mai perder di vista, il c-0J1cetto fomlamen tale. I Frances i non potevano megli o prestarsi cli quel cho focero n:t ginoc:o ,legl i :.wvel'SfH:i. I Tedeschi affrontano con forz e~ molto ,superio1,i i Fran cesi in Al·sazin, e li ba;ttono a ·weissen1·
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burg ed a '\Vorth, a vvolgendone la. destra. A ·Spicheren succede una battaglia d'incontro non preveduta e non necessaria. ne1la quale àl 2° corpo, francese, non soccorso dai retrostan t i: è pur battuto. Si fa1ri zù1 allora la, g1'.a;ncle conversione a destr,~ clell'ese~·c,ito. La l" armata all'ab destra. avanza a le:iti pass i, appogg1atft dalla, 2" arma.ta, e fron teggia l a fort.e1oza d i Metz. La 3" m·mata. attrave:rsa i Vosgi e si d irige alla. Mourthe verso Nancy e L 1mévillc. Essa però lrn maggior strada da percorre.re e quindi rin.1.a:ne indietro alle altre due a ,r mate. Queste, che si trov:ano a fronte della massa fraJ.1cese cli Lorena., non possono ~ttencler e !a. 3" arm~i;a. scm.za coner rischio di lasci ax sfugg,-ire 1 F11ttnces1 mcolum1 v.erso ovest. rerciò, od essendo già esse sole notevolmeni,e superior,i in forze n,J·hwversario, s i aU;accano a qu'est-o, gli faru10 perdere u n giorno il 14 ,a gosto colln batta.glia cli Colombey-Nouilly, varca.no la ~Iosella il 15 cd i l 16, ed. effettuando u n qu a;do cli conversione a destra a rrestano un'altra volta i Frm1ceisi 11ella foro ritirata colla hatt agh11 cli . Vionville-l\fai-s-la-T our; e qu ando questi, dopò la baMaglia, prendono posizione difensiva, colle spalle a :Met.z, i 'l'edes.chii, effettu·a,nclo nn altro quar to di conversioHe li attaccano e li vincono, mentre essi volgono le spa,l le aÌla ]:!'ranci a . Ecco adunque eondott.a ad esecu zione coi più spJe.ndid.i r isultati l'idea maclre, senz,a. c;,h e sii poLesse prima. prevedo.re il modo di esecuzione, che dipendeva dalle mosse dei. Francesi. I 'l'ecleschi, a poco a poco, eseguiscono coll'intero eser cito un~L conversione di 180 grncli, volgendo le spalle alla, Francia; ma questa non è nè pnò essere, una mossa p_reveclu ta e calcoL~~a,, come quella, del princi pe ,Eugenio nel 1706 (1), perchè v1 sono graclafo.rnel'Lte con dotti cla.i F1"a,1i.oosi, de i c11i g r avi e i:rori sanno a,b ilmen l':' a.pp.rofi.ttare. ]3J' quindi degna d.'ammi(I) Nel {706 il p ri ncipe Eugenio aveva l'avversario legato alla fortezza di Torino che sta.va assc,1 iando ; perci6 ll,t potuto calcolar prima di girare attorn o al le sue linPe di ci rconva llazione PH attaccarlo tra Do ra e Stu rn, vo lJ?endo eg li le spa lle all a i;'rancia. Napoleone giust;iment" defl,1i,«;e (JUPlla CMnpagna : nn mii·ncle (L'rw1tace ~la i F;·a ncesi ne l iSiO non erano nPcessa riamentc legati alla fort,·zza cli ~lclz; ep però dal le loro mosse dir,en,levano rruell e dei Tcr!esr;hi. Similmente 1'11g-gir,11nen ro di Ulma nel 4805, quell o dei Prussia ni a .renn nel ·1806 son ven uti a poco a poco, in <lip end enrn delle false mosse del nemico, ma non furono né potel'ano essere calcolati in pr.ccedcnz,i, salvo nella loro possi/Jililà.
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razione la condottci generciLe del.la guerra, sebbene, malgrado · la suf)eriorità. delle forze, si ,s a.rebbe anela.t i jn contro a gravi pericoli, se si avesse a:vnto a fronte tm eserci.to più manovriero. Se tale fosse stato· l'cscrei to francese di Lore:ria, non. credo sar eb be stato pos,sihi le d i manov.rnre come si fece attmno al medesimo, senza, fa;ro appoggi·a,r e. ] a l" e, la 2"' ar.n14,ta da una parte almeno della, · Dopo le battaglie di ]v(et,z veng0110 :;taccati tre empi dalla 2.. armata) per costituire l 'ar:mat.a della :Mo&a, la qu.aJe:, unitamente al1;1 3n armata avM1za nella, direzione gen e1<ale di OhfìJons, dove si è riunito 1.m nuovo esel"ci to francese. Sempre tenendo presente il conceUo fonda,r nenta]e d i spingere i Fran cosi verso n ord, Ja marcia viene eseguita colla sini,stra sc.agliona.ta in aVlanti (3" armata) per esser p.1.·onti, se le oircostanzc lo co nsento110, ad effettuare col.l'intero esercito un cambiamento cli fronte verso nord . I Fran cesi che si erano dapprima r ipi.c-w~ti. ·s u Re-irn,s, ava,nzaJ.10 nena cl'ire~ione di Mont~écly neÌl'intento d i liberare l'eserc ito fra n~es~ cli ~,[~tz. Nu lla di :meglio potevano cles icl çrnre i '.reclescln, n q~ia.11 , app_e na qu ell.'incr ecijbilo mossa, par con.fermata, c~~1b1 a.:no rnp~dameute fronte il 26 agosto, volgen do it nord; d 1,~1sano dappnma cl.i concentrare c in que corpi st11la destra. delhi ~fosa per oppor.si alla marcia e.lei Fn:mcesi ve11so Mel'.z, ment:rn gli _altri rnanovrera.nno sul loro :fianco destro ed alle spa.lle; ma poi, vedendo che la. lentezza, con cui a.vanza l'esercito nem.ico permette 101"0 di an"estarli sulla sin isLra. della :i\i(osa, si vol gono da, q uella. parte, b11ttono a B eaumont una [larte d~lle f~rze nemiche, c~stringono i 1!'.ra.nce,s i H, ritira.r si esau sti a. Seclan, dove, rap1dmnente a,ccorchi a,ti e battuui, son costretti a. capitol are. Nulla cli. p'i.ù bello si può idoarn sotto l'M,petto strate.g ico di questo p~riodo della cainpa.gn.a, dw è cectamerrte. i I. più clegn? clL ammi.rnzion e, ccl al quale si pot1:ebbero forsG far e duo so.li .a,p punti: l'uno si è quello cli ,aver ma.rcia.to fino al 25 agosto s u i,roppo lm:go fronte, .specialmente coll'an nata della ~fosa, per cui, dopo il prnvécJ nto 0ambiamen f.o di fronte a nonl, la. 3"' ar m a ta ,si i.rova. molto lontana dalla nuova frrn1l;e dell'esercito; l'altro si è di .,i,vere il 29 abbm1do11ato .l'importantissimo passo
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cli Ste.na,y, che rni paxe fosse .neoossar io d i mèl,nteHere allncno :ol 12° corpo, per arrestare r eser cito fran.cese·se ,na.re,ava. (come fece in_ rea.ltà) la. Mm;èl, più a. ,,ord allo scopo di pr osegu ir e ver so ?v[etz. N:on si 1rnò traJa.scia.r e eh ra;rrrnientare che gl,i ,str epitos i successi o.~tenu~i forono resi possibili cla.U'azione della cavallerif.1, la quale, spmkt a grr:rncli.s.si1ne di stanze, e 11011 trattenu ta, dalla c,wall.e:ri.a ·avversaria, lenne contiuuame!llte a l corr ente il coma,n clo. supremo delle mosse del nemico. Sotto questo riguardo due sole, deficienz~ si possono segnalare. Lt1, primi~ è quelht clel 17 agosto e della matti na del 18, nei qù.al,i g iorni n~n ossendo stata spinta ,a,bbast.ainza in nan zi 1u, cavi~Heria ver so nord e n.01·d-c.st, r i.ma&ero i Tedeschi molto j nce1ti s u i mov•i1nenti esegu iti cla H'e8ercito francese ; e poi, qt,ando fu segnal ata b .sna, preseil);r.a ad ovest cli ::vreb:, non s i potù SL1biLo de.terminare il 1:u n._to cl'a,ppoggio de lla, su a, destra.,· la, qual cosa. cagionò molte, m certezze ))01 da.re gli ordin i. l)er 1a bf1ttaglia del 18, e fe~o si e-l1e la _co nversione a dostra eseg1lita in queil giorno riusms.se tropvo le,na e b:oppo s i-retta, o quindi meno effìc.u,ce l'avvolgimento. La seconda volt-a, avvenne durante l a marcia verso Chfdons, quando, non essendo sta.ta spin ta. a tempo l a cavalleria, lungi verso- nord, no1t fo ,sogn a-lata cl1e con sensibile rii.ardo l a rnaroia dei l<'nmcesi ver so est, la qual cosa avrebbe potuto a-rrecare non hev.i conse,guenze se questi, avanzando con celerità, si fossero vigorosamente zeUa,ti in massa contro la. destra deH'eser cil;o tedesco. ._. In complesso ,a-dunque il concetGo strategico cJiretbivo è informa.to -a rn.olta. ard ite0rn d i peiJJsiew: benchè si a. favo.rito da grande superiorità n u merica, della qna,l e sàm10 i T edeschi abilment9 approfittate. Nulla però il'l ci-uei znmdi a.vvolo·i. 1 . . ~ o ' men t 1. c 1-e cara.tter17,z1 u11a, speoiaJo strategia, coì:no a, t a luno è paPSO, d i cu i g iù, Napokione non a,vc,sse ~lafo esempio nelle memornbili. ca.rnpa,g ne del 1800, 1805 e 1806 ; nè ciò può arrecare mera,viglia,, cl acch ò quelle cl a,ssrichc crnnpa,gne sia,n o Jnoclelli insuperati r.d :ipsupern.bili . 11 ei quali l'arte deHa guerra, ha raggi un Lo il suo .n.pogèo. Non 80 invero ravvisare una s peci<tle m,o:nieni 111oltl.:'ia1w ,,l i 11,vanzft.1·0 con masse separate, effettua,nclo l a, lorn -congiunzione
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std campo J i battaglia, anzichè prima. di giun gere a.l medesimo, come ,sole va. N apo,leone: Il principio supremo della gue,rrn. è unico, e le rnas,se devono separars·i pe1· vivere e 1·iunirsi per combattere. So lLantochè collo onor mi ma,sso d'oggigiomo ht riunione: è assai p iù d ifficil e ad e:ffo~tuaJ:si in -tem,po -u.t-ile, e solo lo s i pu ò quando le i nfom1,az ioni sul ne1mco ed. il raziooinio, appl icato a l.lo rliveirse posrs~bili co11tingen ze, clànno al su prèmo condotti e.ro una, dlia,ra. idea, della situazione. ~Ja, se c iò non iiccade, e se s'inco11tra. in J;ìiena. manovra il nemico r iunì to, come accadde- ai 'l'e.d eschi ;;1 Vionville, montre le proprie masse ,son sep m:a.te, a.Uorn i I. pericolo ò o-ra;ndc, ,o a.U'oo . se ci si. t cova a fro nte di 1m avversario tlis·l)osl· I pra:re ardito e risolnto. Nd g iomo di. C[Uel la bf1ttaglia che poteva. essern decisiva, :non ,solo non v,ecliamo -e:ffottuata, la concenl,razio-ne, rleUe m·n:uit.e sul cam.po d i battaglia , le quali enino invece separa.te, n1a, trovi a.mo llispe rsa la ~"' armal;a, che si trovava a contat,to immediato col ne~ ico. Di questo fatto non s i può f a,r carico cho i n piccola, parte a,l comançlo supremo, come s'è eletto e come tra poco si ripeterà; e neppure ,si può fargli carico della separazione delle tre armate in quel momento, poi•chè era necessario cli spingere innan7,i la 2a a r mata, (anche isol ata, m.a per sè stessa già fortissima se fosse sta~a. tenuta :riu n ita), allo scopo cli m-rest~re l'eser~ c.ìto francese in ritiral;a. l\fa non sarà neppure 11 caiSo d1 p arlar e cli u na strategìa nuovissima c hr. abbia perfezion ata quella, del primo Napoleone. E_ se s i vnol r isa.liJ:e a l 186G, qua.ndo la, rirni ione delle cl ne .a,rma.tc ebbe e.:ffettiva,mente luogo sul campo d i llaUaglia d i Konigratz, è univer salmente noto cho c.iò iwvenne rnalgrado l'intendimento clel 1na,1.·e,sciallo l\foltke, .il qu a le ne ave, a divisa,ta- l a r im1ionn verso Gitschin , la. qual cosa non s i potè effettuare grazie a,lla, lentezza de] principe J)'ederic-.-0 Car lo TH~Ho sboccare ~ Ila l " anna.ta cla,i nÌ.onti di Lùsazi a. II. - Se J,a clirezio11e generale ; trntegica ò qua.si :inappuntabile, nell'esecuzione però s,i. commetrono akuni gr,avi orro,.ri, i quah avr ebbero potuto a.rreùare f1mes te, conseguenze, se l'esercit-o :nomi~ò fosse s!:at-0 guidato da mia me,nLe più chia-ro-
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veggente e da una mano più v.i,gm·o6a. Le cause oono da. artril:mir.si. a mio avviso. : a) ad una, interp1·eta;r,ione non sempr e esatta della sittHtzione gene11ale, per parto dei com a.ndi cli a.r mata.: b) acl mm sove:i::chia. Ia.titucline l asciata d,a'.1 ~omando supremo aj comandi delle a;rn'.l}ate, · a.n che quando il co-mando supremo è vi cino e s i sta svolgendo il periodo più deli cato del1a manovra.. Seg:na,lerò i principali : Il frammiscl1iarnento delle lin ee di rria.r cia, della. l" e 2" tn·mata il 5 agosto e la consegu ente imprevedu ta, e non. necessarif.t battaglia cli Spiohor en, fu cagionata dal non avere .il coma.nclo supremo clr iara.mente ecl in tempo designato i l pu nto di Saa,rlouis e élintorni aJb l" armata, peir va;rnarc l a Saar, lasci.anelo liberi a.lla 2" ar:rnakt i pa,ssi verso 1Saarbr lic-ken, e specia-lm.ente dal non. avere il co:rnaindo della, l" armata. da sè stesso compre-so ohe quèl tratto di :fiume (tra Volklingen e Sa,argemtind), verso il quale affluivano tutte le linee di marcia della 2" a,r ma.ta, doveva esserei fasciato a cli.sposizÌ.one di questa,. • La dispersione de~ co'L'pi della 2" -a.rma.tia, il 16 a.gosto,, cui solo fa posto r iparo sui carn.pri di Vion:vme claUa. pertina,cia tecles~a e dalla poca. energki spiegata in (J_Ue] giorno ckt.i ] 'rancesi, fu oagiona:ba da.gli onhn.i dati la, sera. del 15 cld l comando della 2" .armata., il quale agì in seguito, ,a,l l'erroneo presupposto che, già i :B"'rancesi. si fossero, r,i,tirati sulla Mosa. mentre le informazioni e le conseguenze. che da. queste emer: gevano dovevano fargli ritenere tale fatto poco probabile; ed in og11i catSo, non potendosi escludere che i :B'rnJ1cesi potessero l;uLtont. trovami presso Me-tz, doveva manovrare :in modo corr ispom lenl e a.lle due .ipotesi , ma specialmente all'ultima che era 1a più pericolosa. :M:a pa,rmi n e fosse causa anche il comando supremo, il qua.1e, in quel rnomento culminante. delb manovra, a:nziehè eta.re ordini a,lquan to va.ghi ed estremamente sommari che l asciavft.no 1ma libertà quasi sconfì.nata a.l coma.ndo cl'arrnafo., a.vrebb(;l potuto, a. mio avviso, prcci~a-r e Io scopo, la direizi.one e desig n are i corpi che dovevano puntare verso no,rcl.
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Così pure panni e,ì-rata la direzione di Sa.int-Dizie1·-Joi.n.vill e · data dal comando delb 3" a;i:mata. ai propri corpi, mentre st sapeva che. l'esereito francese si -c oncentra.v.a n, Ohalons ; ma, il corna.nélo supr-emo a;vrebbei a;nche potuto inèlica.re :in tempo una direzione più seLlentr.i:ona-le, per fare. ava,nzar e qu ell'armata. [t. cavallo dell'Orna.in . ,S posia n:clo così alqua.n to la 3• a~mata ver.so nord si sarebbe ac,corciato- il fronte dell'esercito che av-a,nz,a.va su Chalons e, Reims, e si -sarebbe r eso più rapido i l oa.rnhtamet1to eh fronte a n ord, qua;ndo questo ùVesse dovuto aver luogo, come difatto a.v venno; cambi.a mento <.h fron te che giw11se tutt'altro che imprevisto, pe.:rchè ò appu11to ·in previ.sione del medesimo che fu ordina.ta l 1n a m,1;1,r c'.i,a a sc.ctglioni colla si n.istra im1anzi. E' neces&aJ.fo che i colossali eser citi moclerni siano divisi in armate per pote·r li meglio guida-re e provvedere a i YaJ:i servi21i ; ma c.ib non impedisoo cher il comaJ1do, supre1no, recandosi colà dove s i svolgono le operuzio.n i p iù delicate, afferr i forrteme.Jll.c le reclini, n on solo indicando il concetto gene,r àk ma an che nelle li:nee principcd:i il modo <l'esecu~ione. T utto qu esto no.ii irnplicia che il com,ando su.premo &i intromett,a, nei partico] ari esecutivi che sono cli spetta.nzft. dei comandi cl' armata. quando 1wn si ri{erisco no a,l/,' cindarnento generale delle ,opemzio-n-i. Non deve. a mio pa,rere poter ace.ad-er e, ad esempio, llLtello che avvenne .i'1 g iorno JG agosto, ne] qi.rnle si corso forternen~e il r ischio d i compron'.leU,ere l'esi to di una b0Ilissima manovra, perchè anche presso la 2" arm.ata s1 CREn:i::v.1 che alla, Mosellci non s·i verrebbe più ci u,n serio conibattimento coi F'mncesi (l\foltke, opera cita.t a, pag. 34), mentre il comando suprerno (che pur si t·rova·oa su.l posto) credeva d iversamente -e colht. sua, a.utoritit poto,va intervenire. Parmi che la 2" armata, a,vrebbo dovnl;o manovrare sec011clo ciò che crede1;a, il 001;1ando suprerno, J10 11 già sec-ondo ciò che credeva essa .shessa, ed a.ffìnchè ciò avesse luogo, ont necessario che quello precisasse maggiormente la sua volon:t,\. I com.an.cl i d'arma.t,t -son folti per /acilita,re la cl:i·rezione, n on gi~t. per int.rnlc iarL:-1., c01ne avviene quando si..introduce una r u.ota di ·più che complic.hi il mecornn.i1smo,. -s enza, corrispondente vUJ:1-
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DA \VJJ;ISSEllfBUHG A siDAN NJJ:L
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taggio; e talo è il caso se si crea un'autori th cho facc.ia p.~oclominare le P:"OJ) ri e veduto su queUo dell'a.utorità che· le sovrasta.. J) un.quo, se· pcl co 11cetto, direttivo sh:a,legico <Jnesta ca.1npttg11n, è ben deg1i.a. del grande maestro,, parm i che non piccoh, clista,n/,~t corra noll'osecuzione da.Ho c;ampagil1e di q•11 dlo. Qwa,nfo siamo lu ngi cl.al for te impulso, che egli sa,pev11, imprimere ,a i s1wi corpi neJl'avvolgirnento d i Ul ma., o quando nel 1806 1:tttrnve:i-srwa .la for esta. di Franconia, cii;ec un ba,tai.Uon ccirr é cle 200,000 hommeff ! (Lettera a.l mare.s ciallo .Soult) oppure quando :i1 el 1809 trovando ul suo gitmgero 1c opera.zioni gra,vemente compromesse dal . maresciallo Berthirn:·, ·sapev,t m11ta.re sull'istante l'aspetto delle cose e ba.ttewt dopo pochi Austriaci H,d Eck mùhl ed a Ratisbona,! E' tuttav.ia gior u i ben giu.sto i I soggiungero cho la, cJ.i gni Ùt 'impen \.tor.ia di 0ui era. ri vesf;i to molto gli giovava ad abbattere gli ostacoli che potevano prE-sentarsi sul suo cammino. Sotto questo aspetto, ben 1-~ltre cliffìcoÌU~ doveva superare, il maresciallo :M:oltke ! S.i è fa tto, è vero, .a Napoleone l'a.ppw1to cli 1101~ ~iver saputo r,clucare, i suoi luogotenenti ad eser citare i grandi coma;ncli intlipe11de.n ti, della qua.I cosa, egli ebbe a risentire le conseguen z~ fatali nel 181.3, quando, non essendo le armate permm1e11temente cootit:uH.e, quei luogotenenti elio comandavano i nuclei di corpi d'annata, provy,isoriamente l'.accolti, fu:ron sempre b attuti quan d'e:rnn lonkrni da lui. Il fatto <~ vero, ; ma osservo in pari tempo che le ·occasioni cli a ddestrarsi a.i com,a,nfli i n,diponclenti 11011 er,, ln :man.c,a,te a rnoUi dei suoi ma.roscia) ]j in queJle g uerre che 11,bbwcoiavano l'J~uropa, :inter,a. e si sv;olge,vano su leatr i cli guerra, oosì lontani e disgiunti t E molti ve nc1 furono difatti.. che cli quoi c-0ma11c~i e1,a;no Cfbpa.ci; ma. nel 1813, dopo tanti anni cli guerra, talurn, come La.irnes, er an caduti sui campi di baUaglia, altri, come J)a,wust e Suchet, reggevano il coma,ndo lungi dal teatro delle operazioni principa,l i, altri ciaduti in clisgi:ae;i,a, come j\fass0rua: E poi, ammessa. come vera la manca,nza, di buoni comandanti d'anm,,.ta uel 1813, dovev.a Napoleone, potov,a, ax1zi, n01le precedenti carnp1:wne, per un vaa1tD.ggio ,ipotetico e lon tano, rio . .. . n unzùuc a quello certissimo ed immediato del duetto 1111-
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ptùso nelle opornzjon i de1hL su.ti, J:>OLcuLe, p:-rso1~aliti'.t ? 8a.reb~ ber o 1n t,Dl caso stai.ii ugu1a.l.inenle ÙLspow. 1 sum -luogotenenl1 a.l celer e obbedfr? 1)oi0hò a~1chc dei l{'rancesi si può dire, in parte a.lmeno, c.ièJ elle Machii:welli .se.rive degli Itali ani (veda.si la. Premessa), e 'non si cl ime;nt,1ch1. nel csemp10, ehe mal-. c5-rn<lo l'au.t01i U1, gr, a,1Kliss ima. chB Napoleo ne cser.citava. su i. o ~ ' suoi marescialli, poco ma.n c~i nel J 806 cJie qn1t1>S i sotto 1, su.01 occhi Bernaclottc, per ri.valità. verso Da.voust compromettesse l'esito dGllo operazioni, lasciando so.l o quest'ultimo ,K~ Anersfad a r,accoglie1:e degli allori. che. a.v relibero potuto fac1l:~en te muta,r si in sconfitta., sernza . la suit in,telligen211, e la, sua mdoma:bile energia. 1 • Ad ottenere che ~ ,nar i nomancl i J'11nzionino, in modo pron to ed efficace. è neces•s ario che i quartieri ge.nci1ali siano port·f~t i m~lto inn~nzi, perch~', cof:.Ì facendo, più presto loro g i1rngono le informa.z ioni sul nemico e più rap idamente si comu11i0ano gli ordini alle truppe. Quando il gran. qrn:ntior genera~e si lrova. a K a isers·laut.c,r n, me,ntre :i corpi clelh 1" e 2" annata si a;vvic inano alla SaaJ.·; qua.n do esso s i trov,a a. ]?ont-à-1\fousson il 17 agost,o mentre seLte corpi sono conoontm.ti sul fronte GraveJotte-:Mars-l a,-'.l'om-; quando è collociato in Buza:ncy .il 29 a,o·o,sto·, a 20 chilometri dietrn i corpi d\1.rmata d i testa, è putnecessario. cl1e i ·corna.ndi delle annate. godano d•i .ma.go-ior libertà. d'azione. :Per imprimere u n forte. impulso a.gli eser- · ~iti come faceva N~tpoleon€>, è d'uopo, al par i di lui, cli innalzar e la tenda tra i bivacchi delle proprie truppe, quando è necess,a,r io. 1\Ì[a era ciò poss ibi lf) n0l 18 70, quando cent'inaia, cli ospiti. illustri col. lol'o seguito C~foltke, opera cii.tata., paoina 79) in o-om b:r:avan o lo ,a,rma i.e,? "' o .. III. - Da,l pu.nto di v isl,a, logistrico sono mol to in te~OS\Sa~1t1 da studi.arsi la, :marcia. della 3~ .ft,r ma,ta dal campo eh batta.glia ,cli Worth ,a lla j\fosa. e l,a m.aJ.·ci!f~ clella stessa 8" arm~ta e dell',a.nna.ta, cleila }[osa dalla, Mosa verso, Ch alons e poi a nord fino a, Séda.n. &i possono tu t te eo.n:s idern.re come ma.rcic ra.picle, tenuto conto del] e gnrn cl.i. rnass,o cho si dove.vano spostare o della. poss ibili tà di incontmre il n emko dura.nt~ Ja marcia., la, qnaio costringeva, ,a, tenore i empi di ·seeonck1, lme.a n, non troppo gnrnclr rlistan7,n, rll'll la prirnfl,. 1,.n, ~oJa n.rmn.ra 1
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clel1a :Mos·a ·a:va:nzò noi pxjmi gimn i d.i,si esa su LlJ:go fronto e' co(Ì. suo,i tre corpi su ·una sola linea . La. 3" n.rm~1ta, in vece (4 h co·t pi cl'a;rma.u,,) tenno sernpl'e i suoi cor pi su due l ince, d istanti queste generalmente da 10 a 20 chilometri ed occupando la fr@te med!ia. cli una. ta.pix1,; diguisa,chò f.aò le sf~rebbe r iuscito in caso cl'i11.cont.ro col nemico di :r.iuni rc in 24. ore l'intent a rmata su un punto qua<lu nque clcUa, fronte. Avanzando lo due a,r mate cli conserva, l a 3" anna,ta fu tenuta soaglion·a,tù ini u:tnzi a sinistra; disposizione questa opportunissima, ogniqualvol ta si prevede cli dover manovrarn verso un'al a, e che permett,e trn rapido ·cam.biamento cli fronte da quella p art<•. Non pare sian o avvenuti grav i. incon ve.nieni•i Jogistici, se si eccettu ano, nu.merosi incrooia.menti di colonn0 dopo la ba1·taglia di Spichcren, dovuti all'èwere framm:ischiato le l inee cli marciia deHa 1• e della 2• a:rma,ta . Così pure q0:alche inconveniente è acc.aduto nella. mar cia verso nord delb 3" a;i·mata e dell'arrna.ta. della Mosa., ma facilmèù1te lo si spiega coll'improvviso c:a.rnbiamento di fro nte a, nord, e coll'avere il g:iomo èlella, battaglia di 13r1aT11110nt (30 a,g osto) a,c,mmula.io su brev.iss imo spaeio e su tre lince le do.e. armate. Conviene infine ·a,ccetm ar,c alla marcia della 2" aa:Ìrn1ta, a,ttraverso a'i monti del PaJal;ina.l;o, fa quale presen ta. questo rl i ca:ra.tteristico che quattro oorpi dovettero· segL1ire 1a medes,i ma st.rada da, E:aisersl autern ad J-lomburg. Pa,re che ess,a, a.v rebbe pot u to essere alqua.nto ,accelem,~ta, vfata l a con venienz,a acco,rci,aJ:e quel pe,r iodo cli c:6si, tanto più che, i.a. suddetta, ma.J:cia non poteva prèsentare speciali difficoltà in 01'dinc al vettovagl iamento, essendo l a su ddetta st.raida sempre :fi an cl1Pggiata d:aHa fe.r rov.ia,. IV. - Riassumerò OJ)a le già. esposto cons iclerMIÌoni tat-
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tiche. Ora incomincfan lo clo,l enti noi;e. Si. è aNuto molto volte occa.sion<:~ d i mettere in rilievo la gran de si11JeJ:iorttà delh1,rtiglieri,a, tedesca sulla fr,a.ncB.se, Jn qu,al0 costituì. pm· i Tedeschi 1;11 vantaggio in.d is·cutibilrnentc grnncle. :E' bensì vero che il fucile francese, er,a supe,riore a l. tedesco; ma alle piccole, clisbanze, aJle quali si decide il corn ba.tr,imento, i. due fue;'ili n.l l' incirca sri. r.quivnJov.à.no, ed aH0
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grandi cli.stan ze out.rava in giuoco l'a.rl.igilieria,; per cui, l 'aJ:-
tiglie,r ia francese essc~n:do se.mpre sbat,a prcsLissi mo r.id.otta al s•ilenzio, quella, tc<lesesa, potev,a rivolgere i suoi officacis,simi tiri contro l a fanteria.. Quindi, i J1 cornplcsso, i Tedeschi avevano un grande vantaggi o nelle armi. Si spiega quindi come nella difensiv;a (,acl esempio alla bat,tagliiit di Koi:sseville) essi sia.no · r iu sciti c-011. forze notevolmente minori, ma appoggiate a posizion i fortificate, a tBner testa ai Fra,ncesi . I loro att,1,cchi fronta,1i però, malgrado questo vantaggio, delle, migli01,i o più numerose ·a.rtiglierie, sempre. fallirono,, meno pochi 0a,s1i nei qu.aJi .altre rpart,icoliaii. oiircosta.nze tornarono a loro favore. E qu&Sto, s,i. ·spiega, oltrechò colla diffico1tà cli -a.s s,aJtare cllt fronte .truppe ben coperte su ottime posizioni. difonsive (siano pur esse state battute da, fuochi c.ffioaci cl'a.rtio'lie11ia) .' colla :::, sconnession~ degli atta.echi. , In qua;s,i niess1m caso clifatti noi vecl!iam.o uno spiegamentò prelimirnarc di t utt.c le truppe. fuori deHa zona del fuoco, prima d i mu overe aJl'aU1:wco, neppl1 r quando ciò s,arebbo far;ile, come a Séclia,n, si,1:~ ,sul frontè orienta.l e, sia su ,quello occidenta.le, trattaJ1;dosi ivi cli. ba:ttagha p1'0v0du ta. Per .lo più è un 00manda.nte cli. divisione o di brigata, che di p1'opr.ia iniziati.va, ed inteo.,pretando a modo suo la, s itti1aiz1one genern.le, a.ppicc,a l.a batt~gha e domanda appoggio, ai corpi vicini, i qua.li del resto d i proprio moto accorron.o, al cannone. E' certa.mente mw. buona ma,s sima. cli. guerra, quella di accorrere a.l cannon o e col ·seguirla si. dà prova gcneralmento di giusta inri.zi,al;iva e semprn di cameratismo. 111'{(, appunto pe,rchò chi ode il rombo del cam1011.o dove accorrere vorso il medesimo, as,sume una grave respons•a.bilità chi pel primo decide cli impegnare la lotta. Egli è perciò ·che se i CQma,n d,anti su.p eriori vogliono non lasci.arsi efugg.ire ] e t,r uppe cli mano e non trova.rs~. impegnati loro :malgrado fo. una lotta che intendono cli evitare, devono sta.b ilire i loro quartieri genera.li pres,so i corpi che si trovano più vicini a.l nemico, ed avanz.airn con ques[;i. Se il principe, eredi tari.o di. P r uss,ù~ avesse avuto il 5 ,a,gasto il suo qu artier gene1'.al e non lungi r1a.lla, Saue,r, .aa1z,i chò a Sulz, avrebbe subito potuto t,roncare i })rimi combattimenti c-he tr.asciirn.rono il 6 agosl:o alla bai.taglia di '\Vorl.h, non vo luta cho
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Ad ovv.i,a.re a.cl un sì. gra,ve inconveniente, non v'ha altro mezzo nelle h8.tiia,glic. d 'incontro al l'-infuo,r i d i que.llo :cli effettua.re un. rcgolia.110 sch ieramento di mtto le Gru.ppe che accorrono, o che son chia,nwte a.l 0ai1u1.ono, sotto la, protezion e delle prime che hmmo irrnontrnto il nemico, le qua.li cerchera.n.no di. trn1sci;i1are in ]ungo 1,a lot.ta. T ale intento non r iu scirà -loro tr oppo difficile, d.opochò le n uove armi hanno dato tanto vantaggio alb difensiva. Anche la :recente guerra tra Inglesi e Boeri ha, dimosil-rato, come già s'ebbe occasione di rilffir.are, e lle le Enee. sottili o l'.a,cle, purchò bene appostate, hanno lma ,gr.a.nde forza di r esiste·nza, pnr contro tr uppe notevolmente superiori .in numero; o se :il nemico vuol ric0rrer0 ad aggiramenti, cp1esti riehi.eclono tempo, de,l quale s i approfitta per compi.ere lo schier,a.meilto,. · Del. resto, n elle batta.glie di in.c;ontro non s i. Lroverà genon.i lmente· il ne.mico già schiera.fio, e nello prime ore anch'egl i n an potrà d is1p on:e che di una pa,r te delle, su e truppo. Oltre al1a polen1/.a delle armi a r etrocarica,, la, 0aus•a principa.le che contribui nel 1870 .a rnaJ.1dare, a v uoto gli ,a.tbacch i frontali, fu quella molte volte mossa i 11. r il ie,vo, della, mancanza cli sinrnlta,n ci tà n ei medesimi. Questa n on La s,i può otienere che in due m.ocl i, cioè : o col pl'escrivere un'ora dete:r. minia.tu. pe,r l'attaoco contemporaneo cli tutti i ripa.r ti o collo stabilire il r epa,:r.to cli direzione il q n,a,lo per primo deve muo- , vere aJl'abta.cco, .as.secondato poi maJ.1 mano da quelli che gli succedon o a.i fianch i. Il. primo, mezzo non è prat ico-, specialmente sui fronti molto esl;e,s-i, perc.hè o·s~r1.coli i mtprevedu ti possono rita.:rd,are. l '.a,r rivo cli una. colonna, ed un'or a prestabilita non è fa c ile di calcol arla esattamente, in r el azione al tempo richiesto da<II.o spiegfl mento delle singole colonne o dai moviroemti pr el imin ari 1:i,cl una ba,ttagLi,a; quindi ,si può in t.a.l modo
pel gimn.o 7. Coi:;ì puro .il gcno1."a,lf S teimnetz ,:,wr ebbe potuto impodiro lo stesso G ago::;lo, la 11.011 Yolukt battagli.a di Spichcrcn, s0 s i fos;se trova,to vicino ,al 7° corpo, che era. il più pross imo al nem ico. La stessa. cosa si dica per hb battaglia ili. Colombey-Nouilly . I'oichè, quando le dll.e parti a,yve1.1SO si trovano molto 1ic1ine, è d iffi cile c he :u.0n vcnga.110 ,Jle mani, se 1ma forza, snpcrion3 non 10 tra,tt.i ene. Questa forza superior e si è ma.11ifo.stal;a il 17 agosto coll'in tervenl;o del coma,n.do supremo, .sen za, del q11al e l a l" a,n :na.ta, che sulla destra, era, a. contatt.o ,col n emico, s i sm-cbbe sei111a dubbio con esso a.zznffa.ta. C-<?rl'O $i è cJ 1.0 questo acc;orrore al ca:rrnone tr,ascina alla necessa,r i a conseguenza ohe j wi.ri r epar ti giungono successivamonte .sul campo cl{ b attagl ia, vengono man inan o portati dovo piLLoccorre cli. rinfranca:r e l a pugna, qu indi fìn dal principio della lotta si. frammisdriano, si cond'ondono coi c.orpi ehe gilt pr ima combattova,no, ,si sciolgono gli ordin i tatti ci, diven ta, impossibile b d ireziono, cd a.llo.r:a, non s i. può più far altro che spingersi inn8'nzi quando s i può, od a.lrneho mantenersi sul terreno conq uistatò finchè si può, in a.t.tesa, che l'esito sfavorevole del.l a, loH8t in altri pu n.ti, dec·icla, il nemico et ritirarsi . l\ifa, così facendo, in questo b attaglie d'incont.ro 1in concetti) gcneraJo non esiste, nè può esi,s,t,er e, e la, pugna si r isolve in una serie di sconness i aUa,0cJ1i fron ta,l i. P.erfino a G11a.veloti.e. che fu b atta.glia pr evo{h1ta, noi vediamo. .i 'J.1ecleschi svolgeie lungo tutta la fronte della fort.issimE~ posizione francese una su.ccessiono d i atta.echi fro.11taJi non necessari, i quali tu:tti va,llilO a, vuoto . Si direbbe, che i n guest.a g uerra la parol-a d'orcline fosse l'o/l,'ensi1JC1. oi;1tnqne ecl ci q'ualnnque roMo (1).
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• biamo noi StJlli to. A mc i>M C o,1,e si è 111\llc più favorevol i con1li zioni quan do si • Pren<le l'offensiva sol!anto dopo ·aver r espinto parecchi attacchi def nemico • . È da notare però elio. nd la maggior parte dei casi, nel ,t8i0, le più for ti µo,i1.ioni [tJrono hensi dai Tedesch i conquistate, ma n on giiL flCr effetto degli attaccJ·,i fron tal i, chP, quas i lutti fallirono. Del resto quesLa. sentcnm ftt pienamenlc confermata daila guerra t,urco -russa del {877 e da quella _dcli 'Africa Australe tra Tnglesi e Boeri.
dura cspcri r.nza ha in1l 0Lto lo stesso maresc ial lo Mol tkc a modiOc;i.re i suoi
giud izi.
Ecco clifalti le parole <la l ui prr,n unzhile nel i87!, . (Veàa,i l'opera: illoLTKB, Temi t1ittici !858-82, pag. 121,1 , « A mio av l'iso il perfez ionamento dello armi da fuoco h:, • dato un grande vantagido nel campo tattico alla difensi,•a sulla olTensiva. ii ben,i • vei·o che noi nel ! 870 abbiamo preso sempre l'o ffensiva, eà .abb iamo attaccato e • conquistato I.e più forti r.ios izionl del nemico, ma, quali per·di.te, miei signori, all·
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ANNO XLVII,
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DA WEISSEMBURC A S.liD AN .N IJ: L
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ordina re l'attacco troppo vrcsto o troppo bar di. R imane il secoMlo m ezzo, rn~b qu.c,.sto non può riu.sciw~ c'110 a. duo con.d i-
zioni : ci) elio uc&suna in iziati va i11.te1npestiv.a Ye.r1ga. 11 lurba,ro lo svolgimento regolare rleH'attacco. Pe,.r esempio questo svolgim.enfo regolare- fu t urhato .il 18 agosto dal gener,ale \·. Manstein, il quale, c1·edendo rli so·rp1·enclere il nem.ico riel. Amanviller s, ,anticipò eh alcune ore l'attacco, tra.s cina;ndo n01l'azione aJ1che 1'8° corpo cho su d i lui doveva, regola.r,e J.e mosse, rnenit.1·0 avrebbe dovuto a.Uendero cho la g u•anlia procedesse ess,a, ·stess·~b· all'al-t.acco. Così puro f1lla battagliia- di Sédm1, a ll'ala destra, la dir07.ione a;vrebbe dov u to essere a cl.estrn,, e ,quindi la mossa venirn .dalla gua:rcli;:i, che· puntava sul Boisde-la-Ga-r e1rne, c hiave della posizione; cd invece il l° e-0rpo b·a;va,re,se entrò in azione cinque or e primti della gua;r{l ia a. Biize.ille.s, e l,r a-s cinò verso qu esto punto, che e:ra· d i quello molto meno im.porta.nte,, le truppe di qu,a,s i due i~lb:i corpi d'armata ; b) cho L co:rna.ndauti dei va;ri repa,rc.i. si tengano colla loro- pensona. d,a.lJ a pn,rLe della dire7tÌOne. S e 'jl 1.8 agosto il coff1,andante del corpo de'IJ[-1, g L 1a.rdia, a.uzichè alL'estrema destra., SL fosse eollocato all'estrema sinistr a del suo corpo, a.v r ehbc potuto giudicare, come giudi cò il còm,a.nda.nto della l '' divisi;ne della guardi a , che c:ol à si trovava, che i Sassoni erano aincora, indietro, e che perciò non era. aneor g iunto il momento di. procedere all'attacco col suo CO·rpo ch1n11.ata, at.tacco che per es·sere sta.t.o eseguito prm1:u1,tur a.mente, fa.lll, cast.anelo perdi te enormi, e t rns·cinò èld un secondo aLt,acco .i ntempestivo il 9° corpo, il qua le, i'.rovan rfosi sulla su.a destra., . do,V'eva av:a.nza,r e .con lu i. Sartli poi molto opp-0rhmo r:ho c:ol eorpo cl'a.r mata. cli d irezione (c-he il 18 agosto ,wrebbe dovu to esseire il 12°) ·si t.rovi il comandante dell'arma,ta,, ed. anc~1c . il com~rndo su premo, per:cllè è appunl.o a, que.l corpo che importa di ·dar e l'esaLl rr d i~ rezione ed in d LCaro il n1oin0nto de;ll'attacco, non dovenùo gli altri corpi d 1c -asseco11cl 1;1,r lo : ò solo chi.i pl'Ogres,si de.J. corpo d',arm:at~ di d irnz·ionc c he ,si può giudicare dell'oppm:t,unit~t
dea-li ordin i da in.via.rsi agli al tri corpi , e quindi è quello il pu~to più irnpo1,tan te del oa.mpo cli ba..tta.gha, che rioh iede · l~ presenza degli alti coma.ndi. Ed :invece il 18 agosto non st trovarono col 12° corpo nè il comanc1anle dell',armata che $.Ì r ecò .or qua or le\ pel eampo di bat.taglia,, nè il com anelo su.premo che sempre S·i tratte,mo presso l 'aJ.a destiia, 1a quale aveva s'Olo u n còmpito ten1;poreggia.n.te ohe non rendev;a n ecessm:ia. l a stm presea:i.½a. Ail.1.i si. può dire che, lc1 sua p~esenza d ,f1 cp10lÌa pa,rte riusci ckrnnosa, perchò, st,a,n.te la. lonta;n1anzf1 dell'ala oppostfb, dove si decideva b battaglia,, non potè essere infotma.to cho qualche ora clo?o del _riusoit~ ~vvolo·imento ~Ila, destra francese ; e non o eosa m verosnmle iJ. ;eden, che la lunga jne-0rtezza sull'esito d i qu.ell'avvol gimentc\ abb ia indott.o il comando supremo a.cl 011d~naro l'ultimo ed im{tilo attacco delle altu re cli J?oint-clll-Jour, allo scopo d i 1in'!iigo1·i·re lei pugna -· d ice la Re,la_zione ufiìci,aJ.e alla pagina 75,.1, o·i à oita,ta - ma in realtà,, io c~redo, per fare un ultimo e su;1,emo sforzo con tro le ·1inee fr ancesi, poichè cadeva il gio1'1io, secondo le .pal'o,l e del1a. H,eJ,a,1.iono ufficiale. Sta-nte la difficoltà deg'li. nttt1cchi. fro'llt ali che è conseguenz,a dei terribili effetti delle arm i moderne, si r onderà per l o più nocess~irio cli . eseguire rn1 atlacco avvo}gente oontro un'ala dellfl. po-si:t.ione n emica.. I rne;,zi Ji esecuzwne potranno fome essere, a.cl esempio, i seguenti : · a) se terren o è r;operLo, sia per la, fitt a coltivazione'. st.a, perchè ostacoli od elevazioni rn<1,sicl1erino i ~110:im~nti, S·: potrà avanzare, d i fron te od eseguire climosLraz10rn c~1 cor pt d i pr ima li nea contro l a posizione ne-~ii.ca , arr estandoh _a. por~ tata efficace cli cai'l.110110 dalla, rnecles1;r.cw,, n el mentre 1 corpi cli ISOC<mda li noa si spostei:am10 al coperto verso l 'a l a che si vuole attacca:rc, a:vaùzando contro e fuori della medesima a sca o·lioni a vanti verso l'afa stcssf1, e cb qu esk1 pa,r te na.tural:10r1to sarà. la d irezione per l'intera linea cli ~a-tt.agha; b) se inveco non s ia possibile d i mascherare i pro?ri movimenti, potr à riuscire oppor tuno éli prooedcre innanzi a scaglioni, :; i1;1. cu L centr o· av,mti, q nnlo m inucc.; ia. frontale, a rrestamlolo poi , b momento ovport uno per fare ammz<trc rapi-
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da.men te gli sca,gh oni che si trovan o dalla parte dell'·ab nemica che ·si vuole attaèc,aJ.·e - sia tenendo-inna.i1zi l'al a clw deve esegu ire l'avvolg imento e l'attacco princ,ipale; e ciò secondo i casi. Per esempio, il 1.8 agosto, dopo di avere e.seO'uito la convcx·sion e coll'intero eser cfto, si venne efl'ettivamen: ad eseguire un attacco a scaglioni col centro irma,n z i (9° cor,po), al quaJe spettava un a rnjssione frontale dimostrativa., oppei:ciò a,v rebbe dovuto a,rn,st,arsi e schierarsi .a.Il'·altezza. 2ti Vemeville, ed ivi -attendere gli avvenimenti decisi vi cJ1e d1}veva.no pr odursi col me~zo degli scaglioni d i s'inis.tra ; ed i nvece es,sendosi quel 9° corpo prec,ipita.to pel primo all'a.ttacco cl.eci,sivo, n e risultò altera.to il quadro cleìla battaglia., quale era, i,t,ato preordina,to; e) se p:rima di jmpegnare l a batt,ag1i a. si 1frevecle cli dovere esegu ire un cambiamento cl i fronte. come a GravclotteSainl;..Priva:t, c-011verrh come a.Ilòra di, p rocedére un tratto neJl:a primit iva di rezione a scaglioni a vanti clalla par te dell 'aJ.a ma.:rcia.ilte. Sn pera.ta così. un'esJ;enJsione conve,n,iente cli terreno, si eseguir~t il c,arnbjamento di fronte, uopo· jl qu,ale gli -soa,glion:i ·si trovera.m10 ad avere inna.n zi l'ala che pr,ima era indiel,ro. S i procederà a,l lora i nnan zi :in quoll.a. for mazione, se si vuole eseguire l 'a.tt aeco principale coi corpi c.Jw si trovano dalla parte del perno clelJ a convers ione; ed in vece s i clov:rà tra.Uen,er e quest'al a, cl1e ,wrà u n semplice còmpi to temporeggiante, e spinger e i:nnaJnzi l 'aJtr'ala, se a questa, come t t Sa.int-Privat, spBttt~ l 'attacco principale. In quesV ultimo caso, e se, ,appun to come a, Saint-Privat, non si conosco con preci;sione l'estensione clel:J a, posi½ion e nemfoa,, non si tÒrna di iniziare la con versione con t ro,p po l argo giro, poichè sa,rà .sem.pre facile, ,s-trad:a facendo, eh restringere questo giro, se le in forma.zioni che intanto· perverranno sul nem.ico sara,nno per cons iglia,r lo, rrn:mtJ:e è·i nvec.e ditlicilissimo cli aJlargarlo -Sa~nt-Priv,at ,in.form i. ·
Comunque s·ia, è probabile che 11.elle gr an di baUaglie dell'avvenire, che do,vran no c;s,:;ere per qu.tmto po,ss ibilo prneech tt..B da.Ilo schient.mmlto d i mtto le forze, s i clo-vr it r ico,rrere ·sempre quando il terreno lo corusen ta - ad un laJ.·go_ impiego dello ma,nov1·e ,a sca,glioni, fa,cendo ,ava,11:-::,u·e le grandi unità
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2177 in formazio11i a.rr.nna:ssa,le, come fecero i 'l'edoochi il 18 a,gosto. Ques.to manov1--o, come tu_Ue quelle cho sono pr el i rnina,ri al combal.t,i.inen to, rnedianto le c1uaJi si viene ad imbastire l'ordine di battagl ia e.be in sèguitÒ non è più possibile di modifi.caJ:c, assu mon o perciò la più gr ande importanza. E' quin d i specialmente iu queste mano vre che si dovrnbbe;ro esercitarn gli al ti comandi ne.lle grandi ma.novre di pace, (supplendovi con grandi eser cita.z ion.i coi qu adri nei paesi, come il nostro, dove il terreno gener ~lmen [e, non consenta J.e formazioni à.n1massate per le grandi unità.) , tanto più che svolgendosi esse all'infuori della por taUt efficace. delle anni, si può an che in pace rima.nere nel è,;1,rnpo del reaie, men tre la s imulazione del combattimento, .man.ca.n do i proiett.ili, Lrae all'in verosimjle: Maggiore qu indi , a m io avviso, ne ,s arebbe l'in_teres,sc militare, e minore l 'inten,SSEJ coreografico; ma qu esto è an zi un vanLaggio, perchè dalla coreografia i :mili tari rifuggono e ] 'interesse che la stampa ed il pu bblico vi pongono con corro alla sua voltft a falsare il cara.tterc, delle manovre. Por q u.an to si cleh bitn o preferire g li attacchi ,a v voJgenti agl i . attacchi front.a.li , a.ccadr h spesso che qu esti non si possa no evitare. I n tal caso converrtt a pprofit ta.re delle ore notturn e per compicét'~ 1e· ope1~azi.on i prnlimina.ri. ed a.vvi cinarsi · al n em ico a, bu ona,.p ortafa d i fucil eria - S·ceg li.ere per obbiettiv i prin cipali d'attacco i salienti· della. posizione nemica che possono esisere battu ti con fooch i. c-0nverge11J i, opipm·e quei tratti della mcdosima, contro .i quali, dopo d i ossers,i av-vicina.ti al coperto, s ia possibile d i svilu,ppa.re diversi o,rdini di fu.oc.o in. 111.odo da avere una deci,sa, sovcrc.hianza sul fuoco nemico e so occorre procedere, come si s11ole all'a.tla,cco d i una l'inea fort.ificata., ossia, i mpi·e ganclo più cli 1.m g iom o-, ccl a pprofi ttando cleJJ.a notte per avan zm·e fino a distanza clecisi VEt e costruire dei tr1n c~ra.monti. So ora iniì ne mi ò con cesso d i gettare un r a pidissimo sguardo sugli demenl,i pri n.cipali che contribuiranno a, d~1.re una, diversa :fisionomia alle g.r.a.n d i b attaglie clell 'a vvemre, p an ni debbano e&Sere i seguen.t i : J. 0 la oTan cl.e estension e. delle fronti di ba,ttaglia,, dovuta n on solo ·alo IH ingent i ma.s-r;o eh e compo1~gono gli ese,rc1' t'1 moDA WEIS$El1U3 URG A S.BDAN NEL
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derni, ma al ~resì alla l1 80('JSS i t.h cli asseg11a1·0 a ci::iscuna unil.à una fronLe, più estesa d i prilna-, in ragione degli accrosci uLi effetti del fuoco; ~o ,una, n~a,rcata _prcferm1za degli attacchi. avvolge.n ti SLL quell~ fronta~1. Questa. j ndurrà il difensore, allo scopo cl.i parare 1 fìancJu, ad esten dere la sua fronte :finchè non sia compromessa la resi·stenza.. fron tale, o l'a.tlaccante ad estenderla :finchè I' a,ssottigliarnento d0lla linea. cli baUagli.a clina.nzi alla fron te nemi ca, non sia ta.lo d a render possribi]e una manovra controffensiva .sfondanLe per pa,r te cli ques.to. M,a. si,c.eome la resistenz1:1 frontale (l:i ln1ppe armato coi moderni fu cili a ripetizione è grande oggig iorno, a:nèbe con tro nemie-0- .notevolmen te superiore in m:tmero, come più volte s'è eletto., si scoro-0 ' o come questa ci,roosbanzt1 si ripercuota, a.na sua voltf1 sull'a lhmgaJnento de.Ile front i cli ba tta.glia; 3° questo g rande a.llun0°·am011 to àvr à J)er consoo·uenza el 1<' ' o ' tt batt.aglia impognaL8., ri 11 sciran no lung hi o d ifficili gli sposta:m.en.ti l,atera.li , non solo de i corpi cl i prima linea., ma a-nch1~ dei ,corpi d i. seconcla . Inlegra.ncln tutt i questi elemen ti, si trae la conclusione che avrà somm.1:t importanza la pri initiYa clistribu;,ione e direzione dello colOJme dura.11.te la manovra che precc.clo· L1 batLaglia, imperocchè l'online cli ba.tta.glia sa,rò, una conseguenza necessar ia d i quella,. E qui si parrù lei nob'i/,ifate deà condoWeri di cse;r:.. ci ti, o si dimosLr,e rà, che sa.rà s0m1)re vero noll',avvon.ire dò che lo fn nel passa.te>, c.ioè che : clans ime cirmée la té'te c'est tout (lettcrn di. Napoleone clel 1809 al m inistro della. gu erra duca di Poltre) ; imperoccbè, il p:rj mo dei èluo a.vve,rsa.ri cJ1c, at,trn,vEffSo alla qnantit~i infi.ni,t a dei parlic0Ja1;i e malgrado le gra.vi preoccupaz io11i che concon:ono i\. turba.re la sua me,nte, vodrù chiaro l'obbiettivo prj nci,poJe e Yi a.vvii.orà risolu tamente le stie rna,sse nella forza e dirc;,:ione convenien te. avrà sull'altro u n v:a,n Lagg io decisivo. · I n~ne, conte u ltima consogncnz1:t, la gra.nclc estensione delle fronti cli battagl ia fara sì. che i comandanti in capo, e nepp ure i comandant.i del'!e, arma.te, non potranno ,più ese1'.ciìaro un ',azione dirett,a stùlo i.ruppe, qua,T1(lo qnosto si.aJ.10 irn.pegna.to; mn, ]a, polr.n.m10 sempt·e e,sercitn.re s11 l modo e sul mo-
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mento di i rnpegn ;:irlo - ed ò qn-esto l'essen:6ia.lc - - qu ando, fissato nelle linee genera.li j J quu-aro del.l a. battaglia, determinino a cia,s cu no l'obbiettivo e q1rnlo ò il gr,a,n de :riparto di d·irezione su cui gli a.Jt.:ri debbono rcgohlil'€> le loro mos,se. V. - - }j fina.lm cnt.e chiuderò questo studio 00n akLme brevi. considerazioni .sulle 01pern7,io11i dell'eseroito francese, le quali sono sovra.r,11.tto i nteressa.i,ti pc,rc.lH~ mci,Lono in pi0ni1 luce ]a influenztb dell 'elemento morale nelL1. guerra . . Mentre claHa par te todo!:,c,1,, i1igiusta:men.te pro,vocata, ]e ope:ra,zioni 11011 hanno a1ka, inspirazione clte l'interesse, militare, e si svolgono :fin cla-1 primo giorno risolutamente secondo un piano p resta,b ilito, claJla paa.·te fra,ncese si ma:ffi;festa invee~ frn da.l prinoipio il contrasto t,~a gli intornssi politioi 0 qneJ.11 milit,ari, contrasto cil,e si protrae lì.no a Ua ba.i,ta,g lia, d i Sédan. In. suDe primo il foti.o cli fwer provo·ca.to ,aUa guerra incluc:o all'offensiva, mentre l'ese,r cito non è ,a bbastaarna fort-e, nò pron.to abbasi.a.n7,a, in rernpo per tl.tfac?a;re _l'e~rc.ito _tedesco ; poi, dopo i prin.1 i clir:;,astri, l'in tcrc-:~se clma,s t1~0 111terv1:ne per consig'l.ia.r e una orperaz,ione, r.,omo qc~ella, ienca ta daJ.l armata di C°l1Mons, la quale, se esaminata dal pun to d i vi,s ta puramente milita.re, non può 0ss0re giudic:ata, altrimenti cl.te unn follìa.. Quindi tre c,ircosba,nze principali r endono, l' eser cito francese infiriore al . tedesco, cjoò la, m in.or forza, la meno pronta mobil'it-azione, ecl il fata.le,infl1l'SSO eser ci tato dalla politica tSulle operaz,ioni. Le due J)l1ime cireo.stanr,e eons,i gliorebbero una r aclunat_a sulla Mosella, ed in.voce la politica, impono cl.i farla lungo J l. c-0nfme }'.ier,pa,s sar tosto all'offensiva sul territorio ? e:r_m anico. Si vorrebbe prendere quest' o,ffensiva va.J.·ca.ndo 1l Re~o . a . .iMax,au, ma la dispos•izione o l'Oncli rnento della retB< fen:o,vian n, · costringono a riunire l a rnass,a prineipale in Lore~a e l a secondai~ia in A.lsazia. :Effott1wta cruesta. rndunata, s1 dovrebbe tr~~spor~are la massa, pri neipalo in Als,a.z,ia per var~,are _il Reno, nm la r itarda.ta mobilit,a.zione e la, poten:te rrnnace1_a dell'esorc'ito tedf'BCO che si racluna, n el Pala.t in,ato, lo imped.1soono. Non essendo perc.iò più possibile l'offensiva ecl ingrossando l'esercito tedesco sui confii:ii cl'Alsazia. e cli Lorena, le più ovidenti consic1èrn.zioni rnil it.cu-i 1·ons~gliere'bbero unn im-
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mcdi.at,a rif,int~a SL1lla J\foselh t, dove, manov L,a,n do a ciwaUo del fiume, coll'appoggio del canipo trinceralo d,i '\fotz e: della f~r~zza di Thionville, è possibile di tener test ,1, ,1 forze supenon o for.se, anello <li batterle, se si mnnovra con vigore contro le forze ge-nnaniche, cLi nccessiiit divise ncll'atlo in cui Yarcano il fiumo. )fo, sempre in grazia dell a politica, ò a malincuore che si i1rizi,a la r i r.irala, f.ìnchò qu0st.a si impone, dopo che i 'l.'ec~eschi, var~ato il confine, hanno batturo <luc dei corpi francesi, n on ,soccorsi dagli altri , b Worth cc l a Spicheren. Così i :U'rancosi si trovano finalmente sulla 1\rosella. ma loro malgrado, clopochè parte <lolle forze ò stalct battuta. c<l abbattuti son gli -sp iriti; o quindi n on g ià in q11ella :.O cr a. at hHudine d i manovra che irnpono p.rude.nza all'cwYersario, nu~ come sospinli da. un fato che li incalza, e quindi in quelle concli1.ion i. moral i clic son forier e d i sconiì tto. Lì, prnsso aJlo Mosella C'SSÌ tergiYe1isano qualche giorno, mutando o rimul.ando disegno, finchò, mina.e,oiali d 'avvolgirnm!,o, o 1rovanclo perciò peri coloso il soffermarsi ancor a, prosso ]Hetz (e lo e1:u difatti quando si era perduta l'attitudine alla manovra controffensiva), decidono di ripiegare verso CM,lons. Il maresciallo, Bazaine però vi si decide a ma.l incuoro, sempre dominato dal maligno influsso della politica, e perchè ambizioni sue particolmi gli fanno, ti, qufL:nto pa:.re, desiderare di 1101.1 aUoniruiarsi da 1fetz. Egli si t rova ivi come ipnotizzato dall'avversario, cli cui subisc-0 la legge, o dominalo com'è da forze contrade, ini.z.ia fiacca,monto la rit irata. L'n,tta.cco rli un'avang uardia tedesca il 14 agosto induce i corpi che già varcarnno la ::llosella a ritornare indietro. Si perde così un g iorno, poi si r ipigh a l 'jnteo:rotLtt r i t;ir a,l;a, ma Jenki,mente, senui prenclero u n partito deciso, nè quello di ripiogarc ra.pidamentc sull'Ome, nè tanto meno qneJlo p iil a.r,cl i,lo d i. get( ar-si in ma.ssn. su i primi ,corp i tedeschi che son passa.ti sulh1, s,inislm dellft )[osell a; finchò, arrestati il J6 agosio n Viom·iflc, perdono il 18 tutte le l inee di oomunicaziono colJ~ JJ'rancia, son b a.Ltu ti e rigettati nel campo trincernto. Quindi in complesso una indecisione, che ingenera, una lenLezza, cd un fare perennemente timido elle - come sem.pre - preludia ai. grand i dis•ast,ri .
h.\ WEISSE)ll3tiRG ,\ SE DA N
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.:\..ltroUanLo inJluenza.k1, dnl la politica, ma in ;istrauo contrasto colla 1imidità dC'lLmna(a di Lorena è la mossa follemen te aucla,ce dol l'armR,ta di Gltalons; mentre ben si può dire ehe si r ichiedev,1, aud a.cia, 11clla priron, per l.Jen rn,moYraro sulla. :.\(osoll a, o prudenza. nelJa sec-011.da, per sa1Yaro l'ultima risorsa militare c he lfL Ji'1,anci a posse,dcs,se pC'r <i.ifendoe la sua caipi talo ! .i\fa se arrischiata era quella ma.rcia, altrctlanto rapida clonwa esserne re.secuzionc e nascosto per qua.nto pos·Sibile il movimento. fovoce J1 0n si Fcns·a a cop:ri,r e .il fianco destro con cavalleria, e per difetto cli organ:izzaz,ioue, per caltivo fu nzionamento dei servizi , per incertezze so,pravyonu te sul proseguire o meno quelltt mos-stt - i n.certezze che provocn.rono ordini 'e contrordini - la marcia riesce lenta : il tempo pessimo e le privazioni Rggravano le s0ffercnzc dello 1ruppo, s i allentano i vincoli già non t:ròf>.po saldi della, disciplin,a . Chi potrebbo dire quanttt pa,rte abbia avuto in quel la lentezza. il sentimento della dissennatezza dell'impres[I, il quale. era vivo nel ma;rescia.llo Mac Mahon, cbe vi s'era acci11to p<w p1:u-a obbedienza ? Talo sentiment-0 non pote,·a a mono di attu tire in lui qucUo sl a.n cio che er,a l a prima concl,iz.:ione per renderla almeno lontanamente possibile ! Intanto i Tedeschi che hanno rapidamente cambiato fronte ;venso norh, aJ:riv.a.no coi prhni corpi ; il 5° corpo e par te del 7° son battuti a Beaumont; gli altri hanno già, passato la Mosa più a nord, ma ormai Jo,r non rimane alt.rii via d'uscita che ripiegare su S~dan, dove g,i ungono ·estenua.ti, non più in gr ado di proseguu:e su Mé;,.ières colla ra,pidità che sarebbe necessa,ria in quel frangente. I l comando suprerno non scorge nemme110 ben chiaro l'abisso in cui s.ta per proctipitare. Quind i l'ese11cito si arresta intorno n. Sédan . (loye vieno accerchiato e, dopo valorosa difesa,, battuto 0 fatto prigion,ioro. rl'en:lbili lozioni por quei paesi dove l'impeto incosciente delle masso soveiichia i deboli gover ni e l'interesse d inastico non si irova. all'n niso11 0 con quell o della 11azione ! L UIG[ 0A.D0RNA
magoior ge,ier ul c cornundrr11Le l a. l!r i{Jrrtc1. Pistoi a
2182 LA CULTUR,\ DEGLJ U.h'l,'ICJALI
euorc,
LA CULTURA DEGLI UFF1CIALI
:\fon è necessario e:;s<-'re mollo acldent.ro 1wlla -sociologia r nello scienze morali, per rendm,:;i ben conto che l'ufficiale od ie.rno dove esse l'C' for nito ti.i ,c:,ril I11l'a, in tellettuale più y.asta e più profonda. e più YHrja, di que l la, chr poce,-a ric.hiedersi pl'ima dello scorcio del secolo pa--sato : e che ad esso 11011 può più ha.stare fistruzione professionalr, per quanto degn<11,1ontfl r ia.lza,ta cli lanto da rende,tlo rnpacc el ci contrib1LÌi dH' i progressi cli ogni ramo di scienzp 0.;.1110 e spPrimentali hanno p01ta.to all'arte mili.tare. Anzi, ,1d es.sere piì1 Jfroc i si, possi,rn10, affer 11 1a,:r·0, r ho oggi q1Lr,sta. ist rnzionc, profossiona le non può arnlcne scompHgnata da, un largo corrc·do di cultura gellerale, 0 di scienze politico-sociali. Ciè, ·potri1 forse urtare quall'ho an tieo progi.ud i;:: io ,sopra vviss1tl o a, molte cose t1iamontate, ma. non per questo ò meno ,,e,r o; e non può chiamarsi uomo 111odernarnenle educato chi non lo ea.pi~ce. ( 'osì Yogliono il sc~rvizio m ilitaJ:e obbliga.torio che, 1,onnrn io c1lle n L'Jni ci t.tall in i d i tutie Jc class i, a11cl1e delle. più in lr.Hettu.alrncnLe eleva.te, e-sigo che in 11cssun Nl.so la cultura. d(lgli ufficiali possa :ì,p parir e de:ficienite in confronto di quelb d0gli uomini cui dc\·(mo co1u;;mdan•, e la. prngrcclih1. istrnz i()IJ1e dello ch~ssi m('(lic che richied<· 1m ,più dPrnto grado di att•iYitit mc1dak• negli educatori dol soklafo. Ma, sopra tutfo, co:sl nwle imper i,os:f~monte la maggior coscie11½a. iJ e] h~ f.n1rn i OH C de.l ci Ua.clino arc1uistaLa dalle moltitndiui; e lle si traduce i11 energiche tend011ze Yerso eque o ragionevoli ri\·cndicazioni :'.iOCiali, acuite• e talvolta. foorvìa.te dull'inrntto sp i L'i lo cli ri bellione. Ora quré-ta maggiore indip~n<lenza morale, <1uesra. rnnggioro ritrosia al freno della disc'iplina e dcll'c1.u1orità 1101l può essere dominata ehe da una i,nco11l.osta,bi le RLlperio L'i t11 intellet.tuale; frnlfo 110n sol o il i 111 1 fel ice <'<Jnil ihrio 11a.h11·nk• d i nwnte e cli 1
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cli t lJJH, soli da. i,:;tn1zione 1;.<;..i.0J1Li fic·a e .leHer.at.i;1 aiella. quale entri 1111a con\'cniente prepar.azi011e in quella ragione di stud'.ì che conducono più <lirertamenlc a conoscere il euore urnnno e a volgoN1e le chi a;vi. Ln, 1,sico logit1,, b socioJngi,a., ]11 filosofia della. storin, l e i1pplicazioni deJla economia, politica ni grandi problemi che affaticano l'umanità . non devono avere segroti per l' uftici.a]e, e he voglia. rendersi capaco <' degno cli coma11dm-0 e cl i orlucan'} i n Lempi. 110 i 1111/lli, rlavan f i ~1.1 continuo progredire {lello classi popolari chr sono ,ì gran parte clrgli C',serciti rn(x.lrwni, a.lle cn':;cenri <lifticoHii thc l'elemento-uomo presenta ad cssr.rn d irctl o e, :;ui rlafo, ·i I · s•a pere è• cliwnuto condizione necessaria ed assoluta tl'èmtoril.'1. Anche i11 ogni nuno dell 'ade militare, è ogginrni c1s-,inma che« l"uomo b11Jto JJ II\Ì quanto ,. , n. » . Ma il ge1Lern di prepara½ione 11 cui ho fo tt o cenno non si ne<1uista llPlle ;;n1ole. ::,;[011 in qlll'lle ..;PC'ondarie d\·ili onde fi i r iclrircia css<'rn liccnzif1I i per vrn irc a 111rnrs&i °f1,gl i istitut i lllilitari. pcrcbè in esse si flbbozzano appena gli rlerne1di clclh n1lturn da;;sic,1 <' tecnie1 : non in questi ultimi. p<'rchè il lc rnpo ciel t iroc·i_11i o ù .sne-rtn.mcmo IJn,,tevolr, n.Ua foi--mazioJH' d(lgli uffi<.:,iah . Xo11 i11fine llell<' sc.uli lc· cornpl~meutari, pornhè• in esse gli smd'.ì rnng01l<) {;irl'o'-critl i ,1tlc applicazioni profess iona li, o indiri?:½Hl i csclu-,irnrnento a lrna laboriosi\. (se proporzirnH\lt\:mrntc foconch~ cl iri1 l'av\·rnire) abilita½iono all'e. sercizio y,irt11-alc d<'gli ,1,lt i tmnand i. L ,1 scuola di guerr::1 .wrebbe pot,~i.o es,;('re la unillel'sità miWare c;he i tempi nuovi rcclmnn vano; rrm (•ssa fn cd è ilidirizza.l.ti nJlo sv.i l1 1pj)O flUasi 0..;clusiYo clell'inlclligen;.:;1 ~trategica . c,ioè a costituire (come s<.: ri5so iJ generalo i\Larselli) una pepiniera di generali. Co;;ì nssR. non lm potu to, far g r.1 11 pos:to a l pi ù moclosto, ma pu'rr.. allo ed in1portm.1tissimo, còmpito di iniz·ia.rc gli nffiriali all'arte del gowmo ,morale tk•l soldato i n tutti i gradini delln. ger n.rc lli 11. rnilitnn'. J<:ppuru q11esto ròmpito ,wrebbe lller itaLo cli essere. lenuto :i11 gravissima, considerazione; si1t per l'a.rdu.t 11atm-..1, di e,-;so. ~i.t per la. sua lmiwrsalilà, sia infine pcrchè quell'arte non ;,,i c1 n·.antn.ggin. molco (all'incontro doll'mtolligenza. ,'lrralpgi rn.) cli attih1rhni nn.t111·nli, e vuole studt ] argh i o tenaci . l M\
LA CULTURA DEGLI UltFIO!ALI
Lu,rnE) ·lo rw1.:u~anmo d i e.sserc LA OUL'l'U RA DEG I.! Ul!'b'l.CIA T,1
J,"etica. lo dirò colle parole c]1c ho letto r1cC'cntcnwn!n :in un IJcll'.1rricolo s11 l compia11 io generale I 'ianrl 1. t ro,·a~i in una regione più elc,,·wt;1 cl.i quelJ.n della strntegi,1. ] i]' ooiacchè ho nominato il oCYenerale l'ianell, non mi lratterrò claos.senn.rc clteogli, rit.rrrnto forse per il più grande cclncatore cli truppe <lel ;;ecolo scorso, e che conobbe il sorriso delle fo'.,·tcmate ini:-.iltti ve, strategiche, fo an co singolare esempio cli genia.le" fìnc <'Ultura. gcner.'lle : non potent stare senzft libri. o i Yolu nri che avPrn nbiLtt,ùmcn(e scco, <:ho sfoglinnt a,ssiduamcnl,<• « 11rn111i diurna. a.t que 11octu.rna ,, 8!r ~1110 ]a B ibbia, Dante.. Yiroiilio. o . Sha.ke"I)ear<'. ::'.\Ja. ch('<Thì• sia Lii ciò dw ho de,bto i11tor,no allo, in(l i ri1/.ZO cl<')l la. s C11olc n:1 iliktr i s 11perj ori, <1uel ,che è fatto è fatto; e poc-a o 11essuna sp0ra11z,1, y·è da n11lrire elio lo cose. s iano per carnlJ ia.rc~ aspc,Lt.o. Di ·unive1·sità militare in Irnha (noi siamo wnaci negli ca:r0ri che l 11singa.n1J ,Ia nostra indolenza o l'i.,.;ti11ti vo auonimento dallo novi·tà) non si parlerit per t1.n pez1/,0 e forse, nrni ; <' il ofl1·ico, c..lelhi cuJ (ura rillì c iaJi <:-Ontinuerìt acl es-E're lasciato a loro oo'enorale c.leo·li o stessi. Non r csb ('he e:,rn.mjna.ro so fosse possib1ilr, come, sarebbe fuor d"ogni dubbio espedienti:', farr qualrhc oosa per sospinger li ecl a.i ntin-l i nel l'onora.fa fatica. Comincerò da an·ertire che qua,lcJie <:osa (1111a cosa 11egativ,t, è ycro, wta pure utile o bell a.) lm fatto cl n. venticinque o trent'an'lli a que:>ta parte l'ingo11ito buon sens\J che 11oi lrnlin:ni, 1rntlgrado molte c hi acchiere sconc-lusionate, port iu,mn in qua.si tutti i 11ostri nogo½t, e c,he <~ tanfo parte. de l proverbiale. stellone. E ciò è stato di distiuggere la, sciagurata e vergognosa preven zion e che<, u n po' per veccl1 io e :falso gi.u clizio, un po' per n,,zzo poco spiritosù, esi:;ten1 nc1l'~serc1'.o eon.tro · g h ufficiali d1c sr uclia:vano. Non i mpor kt. a,ppaa.·u:· « bian~bi per antiC'o pelo», per (\';Se re in grado di ricordu_ r:;, che c1uesti erano HOl'L puro poco apprezzati . ma, altr~sì dcrr;-;1: non senza. una presa ili diffid0mrn balor da. 111 tempi ch0 _no 1 non abbiamo diritto di chia.maJ·e amichi, l'ufficiale studtos;o ent, J'cw ,jocato, cn:.t, il poetn, era qua.Jc.he cosa 1.rn l 'original(' e il so,·,·ersi,·o. Certamente era consideralo uu mc<liocro milrtarn; coll a stassn logi ca con -cu i i donigrawri d i Nèri '1'a,nfucio (Yl'<li uno dl'i g1i-;105i ,onetli clPI popol~iri1,::.imo poet,1 d<>I
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uu 1;attivo 111.u ratorc » l)erchè f,1.00n1 dei Ycr"li squisiti. Cn 1tfficit1le che tH1Ù,1iSse n,bi~uaJmente in lJ i1l>lioLeea, 11011 leggesse ll'l l Ì!carn.e11to g ior nal i o romanzi, che cohi ,·a.sse '<'011 pcr.se,·erat12a un ralllo cli scic:n:-.a o d i leHei·a.rm·n, passa va per uomo un poco locco nel cci:,tello; e si clUJbita.nt, assolutamente del:l'eqnillibrio dello facoHà ment,lli di ,chi . disertando lo scopone .sl'ralo (che <1uakhe ,·olta comincia ,na, mal-to tempo ù111an:-.i ser a) confE:ì.:iCsasse di andare a ,casa a studiare un'oretta [)rim a cli _entrare a, letto. E molLi, ~cosa strana !) che er ano staLi sgobbO'ni nello s0uole in ttltta. la anl'.ipatioa estensione data 11,lla pm:ola dal Giusti, diveniva no fa11tori ,convintri e ,f anatici lii una specie c'Li ig110riH1zt1, ~rnconsria. PorJ1c invoro orano le occezioni. ammesse e 'rispettai<'; per lo più in persono che virnvano fuori dei reggirnenJ i, e già sollcvafo a un gr,aclo cl i r iputa.zione così em inente da, porniettero loro di sfìda,rc gli attacchi della platoa. Pe,r i, più, e specialmente per i giovaJ1.i. le coso an dava.no, prec-isan1ent0 come ho detto. I n oggi. a.lmcrno. il pregiudizio è sfatato : e 1111 ufficiale il q uale al1011da a farsi una. e;.ultu r a seria e degna. della propri~ mis:- ione oclucnlrico. non solo non ne ha più le beffo e 11 dmmo. ·1i1a. si trova, ~ircondato dalla. si 1npal i a. e soneLto dalla .;:;tima,clei propri colleghi, ianco di quelli Hi quali o le forze o la ,iolontà non bastano a fonto. E q uesio è molto ma, Hon è tutto. Sarebbero necessari, massimo agli ufficiali inferiori che godono di minor liber tà e cli minori emolumenti di quelli onde rnnno prov,visti coloro c he sono più innanzi nella carriern,, aiuti .e sussid1 p iù fatt ivi; e questi 11011 possono venire che tlalr alto, sotto forma d L provvedimenti i nsrirati all'intento Ji rendere possibile e relalirnmente agevole ai volenterosi l"aumontfl re lo proprie cognizion i. Nò s i obbietti che io chi0clo troppo o foor cli proposito : hL cultma soda e varia, degli llffic iali ò, e cliverrù sempr e p iù, un a. 11ecessità di primo ord•ine 1:ie,r n;;,ercito, si'<.-,c,hè lntto ciò chr si fa ver promuoverla r illonda i11 nrn l;no-o·io cl il'etto cli c1nesto, che n on s i scompagna 00 . da.ll'intcre-ssc del lJUese. E pertanto questo genero di prov.vecl11ilenti •uon può lasciar e inrliffernnti •coloro che <lelL')i}serciLo e clel paese r0gg01J0 .le sorti. «
•
"1.LUV
LA OUL'l'U R.A. 0 1,:<,LI U.b 'FI OL\LJ
l.JJi. VUJ.JJ. U l\ il J.J.C.Cr'JJJ. UJ!.D.lVl.8.L l
SiC'come la C'U ltura si acqui$ta per mezzo dei libri delle lezi~n i ?rali e d0i Yiaggi, io I rattcrò parlitamente di qu~tc I re fonti d.1 es:;a ; tooc,mdo l>rcYemente di ciò elH', a parer Jlliu pol rcbbe essere utilmente 1nandato ad effetto jn cia,scimo <I siffatti caIDp1 i:;peciali . A.gli ufficiali dell'Eseroito, forso più che ad 11lt,rc clas:;i col.te cli c i.tt.adi n i, sono uLili le hibJiùlccbe dove consu.lt,m, e cla cui aYernin l?restito le o pere loro oecorrenl,i; pt'rchò Jiat tlh> rohbligo conlinuo di siutlia.rc e di coltirnre la mente. non sono gencra]m0nte abba~rnnza rie.chi dc:L perme.t.tersi il lusso cl:i dodi,caro sn111rn0· consi,clNcYoli 11.Jl'a.cqu!isto clt lib,r i di n·l tn • pr<'zzn. 0, quaml'tmche ciè> po.;sono fare, il gcno1'0 di vita che sono obbligali ,t condurr<' rende loro impossibile di portarsi dietro nel.le ftCl[t1ent.i per<'grinazioni la, più mod<'sta libreria. O rn. lo b ib] io teche a I le, q uali l 'u:tncia p,uò f~LLingore ,sono <li tre specie : <1ucllc d i pres idio, q u~llc govrrnaJ,ive e mtu1icipali . e quelle dei circoli militari o ciYili. 'l'rontacinque sono j11 J1c1'i1Llc biblioteche cli presidio; e dui• 1uM tier ogni. ritJ.à. ,sede <l i un ,oomn nclo di. cliv.i ,sionr, (11, B orn :1 sono .riunite ,sot to il noniC' di l1ib1iotecci centrale militrrre qu(>ll,l d i presidio colle ani icho biblioteche del Ministero della guornl. dC'l ro111t1indo dl'l ('oPpO cl.i :::tn t o maggiMC' e deJ.l"i,sipC't lon.d n ,d1i S,tn i t ;'1 miLi·tf.H.l') 1riù ,1,l!.rt• (lioci. st.a.J.>iHte ,1 c,~pn tt, Ca,s,1,le, Ca,serta. Foligtw, Uada, Pan11a. l?aYia. Vena.ria, Beale. \Tenozia. Vig<',·iu10. Di qui si Ycdc subito quante c.ittn. ,mcl~ ::;ecli di. importn,11ti gua,rnigi011i, 1w y;1clano (pur se11za, contare i luogh i. minori) rnan,<.:,anl,i; e bn,J?\,\, evidente lù opportunitit • d i pro,·,·eden1 in c1ualdw 111lldO n. cohnare n lnwno le 1110110 c01nporrabili era. que:-1<-' molte Jac1111<'. A tale scopo, ~i polrebho eom iiwi,m' intant1> ,1, instirnire r1n11,Jchr bib]iolcca di pres id io jn p i t\ fr1ccut lo ·c,1pitt1Jc dc,lle opere ciH' si hovaw1 duplicate. e nu~he in l>iì1 copie. i 11 11ut'lle giit eiiislent i. in cptell<' tlegli i,,timli milihtri <' <legli ispettorati di aniglicri,1 L', ckl. gonio. co1ne pure• delle wJlt•zioni delle :R i viste pubblirnfr ;~ ::;pesP dol Min i..;krn tk1la, gul' l'l',1, e cl0i li br i 11ublJlicati tl.-11 t\H"110 <li .--uito n1tt"''i1>rL· l' dall"[--tiLuhi o o·('O<>T'llÌCl> t11ili~~ ~· tnr<'. E non si tlon·el>he 1n1~eunu<'. allo ,-tesso ~copo. di :;ol-
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lec~tare dai 1\1inistcri 1lclla JL1arina, dei hwori pubblici, cli agrieolturn. e commercio e del la pubblica, istruzion<', la cesi-;iono del I('- opere 0si,,;tcnti j·n < lnpJi.ce e triplico esmnplarc nelle rispcl.t iYe biblioteche; c. d,t quesl'11ltimo, al111eno u rnt parte dei 1lupl icati che si tn,,·.ano in <11wllo gowrnatiYe da t•sso dipendenti. J~ credo iwn tl1111Nari ,t ln presun~ione che con ,tal i. pm°t i('he, ci,;lcso (pei: qurn ito poi esse r iferi rsi .a.Ho bil>lioteclte c·omunali ) nuco c1i 111uni,cipì delle cittit che clov rel,bero di,·cniro sed<' (l(.'l]e nuoYc hibliotcchc.' lli presidio, i-i arrin'rcblw. sl'nza nggrn,Yare renu io pubbli co, n, cost iL11iro ul11ie1 10 ([tl( ll c eho pi i', impellen! i motivi ·ridliedonn·. In ogni moLlo p~t·ù. com·rrrcbbe ageYolarc r nsn d0i libri agi i ·t1ffi.ciali in ~ rYizio intiYo ed ausiliario lloll ;;,i;uu1ia1i o d imoranti nelle l"itfa c.lic Sù11. selli di bib lioi0t:he d i pr0siclio, a.b rogando l,1. cl:i6po:;i1/. ione, imno gre.t.la, ,le i § 21. <1 0ll'A tto n , 23Ci della HMcolta delle di;;posizioni in riyol'e. in base al qua le le spese di trasporto ti<'Ì lihri I' il nHiro dcp:li p\·l'ntoali ·._m:1rrimenli n'nga,110 ,1dtlns,;,11 i ngli 11.fficiali richie1Jen1 i. Secondo la I,;tru zio11 e per il .~err izio e ln co,n tul1il itù cle /.l e bib/.iotecl1e militari. 1111 c.apo-spn·izio (cornandante di l"Orpo o tli distrPtlo) 1lirif!l' <· ,1mmini;.,fnt lc1, hil>liuteca. un 11fficial<' nJon segnalnri1>. che p11è1 es. en' ('·1>nd i1walo ,ln w10 ,scriva110, ]1 fl 1·in:c.ari,eo d i tett<'l'C in 1ii·d ino i rcgi,sti·i (\ i catalog hi, q ni>]l ,, della conh1bilitit i11 materia. della da-.sifkazione dei libri . e <li ogni oc-.corronte l;1Yor0 <l•i --e,ri•tnrn. q11e,;10 trffiC'iale, pPr a lt ro. no11 i1 ,di•sp r,ns11l.o .chtl lC' ntlTi bu z io11i de] prnp ri o gradu se non 1w]!(, or e in ;·1 1i ht liil >liotec,t ri nrn1rn a.prrta : !(> q'lrnl i, forse p<'rriò. · Yeng,ino 1:011 p,m,ill10llia. dan-er(' soym·chia liJlliratc H dll<' al g iorno,<' in pn1li<:,1 si ridnc·ono nnC'h<' a. nwno. Or.ft p HJ'C' a. me c·,ho le bi bl io(whe mili bni. ùovrebb0ro aYrJ·t· u,n ,·erù l>ibliotec" rio (e n on :.;,1r0bbc troppo) , prr c hè potcsSC'ro dan• ,tgli studio~i tutti i ym1taggi < k <.:ornoclitìt che dPYono c.':-st•rc 1wll<' i11 tem,ioni di t:h i pro111110Ye la cultu ra degli nfficìaJ i. Ti) q11c;:;(o hibli.ol:0c1:t l'i·o don cbl H', come qurll i dd] e hibliott1<.:l 1c• ;;ivil i. al111t•Jln clt•II C' n1i gl iori <' c lic ack;1!11rinno all"uflkio per cui son <-rcate. rim,men·i non meno di :-:ci o sette ore al g iornù ; pcn;hò gli ullicfali debl.>0110 potervi acce<lerc 1
in quella qualunque ora in cui sono li beri da.l s01:v1z10 , e riJlJ,anervi tut_i:o i_l tempo occorrente ai loro stltcli, 1)l·ofitta:ndo del vantaggto _di poter_co11suU.are op_ere diverne (m1co di quelle non ·con,ces.se m JJrest1to), e cl.i oambi a,rne qu ante loro abbi.sognano, sia, ·pm:e per una, c.ita¼ione o per un. riscontro, s~n.za il tedio, cli portarsi. .a, catsa ca.bste di libri dovo spesso al mo·~1ento dol bisogno non si trova ciò che farebbe al ca.so. Insomma, le biblioteche, milit-a ri dovrebbero eSJsere ve.re bi'blio~a~he d i studio,. o non bibliotoohe circolanti. Sin gòlarnumto P?l per la lettura, delle Riviste, elernenfo oggi,m,a,i essen½ìalc cli cu.ltu rn. teoni,ca, e generale ; perchè lo punliate dell'anno in corso non ,si dànno, a prestito,, e quasi nessun o trova. agio d i Jegger·le in quel 1:itaglio di tempo in cui J.a. bibliotéca sta aperta, -e c,he serve a,l J)Ul"()I d isibrigo delle. richiesto e .delle res;titu7,ioni cli. libri : cli gu isa che, quando poi si va, a cerca,ro quelle a.n·etrate, si deve osserva;i:e, (con stupore ohe sa.rebbo clolmoso se 11'.on si conoscesse troppo bene la cagiono del fatto deplorevole) che le pagine della più gran parto non sono state tagliate,. E eosì s,i perde, ,se non ,aJ.tro, il vantaggio della « attua.Lii;à »; vocabolo ba1\ha,ro, ma r,he osp'rimo una, cosa :rnolito i.mportante. Anche dovrebbe il bibliotecario essere qua,1.eho ,cosa, d:i più di u n sem1)1ice « con segnatari.o»; eswre, in.te.nclo, capace cli. tenere i caJa1oghi sistema.tjci da pernona. che se no intende (oggi clii vi g uarda un po' adden tro vede cose da far ·riz21aro i capell.i), di dare agli uffidali utili consigli, suggerimeni,i, ed a.iuti Intorno al· :rrniteria.le bibliografico -e caiitogrn:6.co c-he ha :in dotazione. A questo, deside,r abile n uovo ordinamento clelle h ibliotec.he di precidio sa.1,ebbero sufficienti, mi par e, sfa:n.ziamenti modeslissù ni. Il biblioteoario pot.rebbo essere un ufficia,le rì-chiamato dalla, pos izione .a,u,siliaria, coadiuvato da u'.n g1,adua.to di truppa come distributore e scr.itturale. Con questo personale si po.trebbo assic.u rar e, 8,gli ufficiali l'agio d i. studi,a.ro tranquiJJ,a,mento e pr-oficuamen.te a post.a loro; e si potrebbe. esigere una p iù regola.re, temuta, dei. cata.lo§hi, vuo-ì siste.mat.ici, vuoi 1Ùfabetici. E, g i-acchò lto tocca,t o tlei cataloghi, sogg i.rmgerò essere desidera.bil e che in ogn·i bi blioteca si trovasse: m1a, copia,, si.a p ui"e litogn1,f ata, dei ca.talo~·hi di tuLèe le altre ;
LA CULTUÌU DEGLl U:&'F.IOIA.U
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af-fìnchè gli studios i a.vcs&or-o rnoclo di arricchire, non solo, le proprie cognizioni bibliografiche, ma ben ,a,nco di sapere dove rivolger e Jr. .richieste quando avessero bisogno d i opere mancanti nel pn.,sidio. Converrebbe poi JJOJ:ta,re u 11 criterio mol to, illumin ato ed eclettico nella scelta cl.ei libri da acqu istare, Lenendo conto
che le biblioteche di pi·osiclio- « hann o por scopo cli 1:accogliere le principali pnbb]ica½ioni di indole militare, e che possono « 'i:qteressar e l'ese.rcifo »; e elw la (;orchia delle ultimo nomin ate è cresciuta. oggi a dis.rn:iisur.a, ed. a.va,n za, cli gran lùnga ciò che 1mlova, ·inte:ndersi con quelle parole u u m.-07,1/.-0 secolo fa. J:>er r.agioni c.u·i ho, già in paJ:to a,cconnato, o che. sono troppo noto pereh'io, debba ritene.re espediente il prnnderle in pii\ nd nut·~~ elisa.mina,, a.i dì nost}·i a.ssa.i più ,c;he, in passafo è nooossar.io che I'Eserc;iJ o afl m:.gli i I'oriz1.onte dei SLLoi studi e che gli uffici ah ac,cresc:mo .il patrimonio clclle loro cogniz ioni ; rivolgendo u na, cu,·a spec·iaJe ~1. qLLCi rami de·l sapere che esercìt11,no ·iJ. p<."nsiero, clie formano il- camttere, ed arricchiscono l'esperie.1.1 2,1, per son a le cla cui erna.na la cognizione clegli uomin i e delle pa-s sioni che, Ii m1.rnvon.o e l i gùvcrnano. « Come hl go.e1T,1. non può sr,01npaguarsi claUa. civiltà, - « lasciò scl'i tto il gcn.cr:aJe 1fa,rselli così l'esercito non da.Ha « societi:i, e gli stLrdt rnilitari non da, quelli generali » . E, nou per man ia ,d i frCcen.t..ra,rncnLo, nè per d•iffidare n,enomanW,ll ll' delle, a,ttituclini e dello zelo deUe commissioni d i presidi.o; ma per arnore clelhl, unità di ·con.ceLto o d i .indirizzo, 11, me parrebbe ,c:onvenfonte che l'elenco dei libri c,La, 1.1,cqu ist,a,re per nso delle, hiblioLo-che m ilita.r i fosse, slabilito d,1, una, commissione unica nominal a, da.I Min i. siero deUa guerra., tlelht quale, facessero parte llomini. eccellenti in ogni ra.mo del S·~tper e : sulla scorta, d i La.le elcneo, le eornrn.issio,n i d i prcsidj o s,areb bel'O poi c.hia.mat!:)' a pro1111117,ia.r e sull'effe-tti\. 0 acquisto cli q uelli tra. i lib ri clesig1rnti ana loro 11,itenziono ehe i r ispetti.vi as.S'egni pennel:. Jess(.lro loro cl i .sc1'!igl:iere. rassan clo all e b ibliol.ec he, ci.vili , ciò che potrebbe fa,re, jn ordine, ad e.s:::0, il }\finistiero <lellf.l. gucnift por favorire gl i interessi inic•llettu,1 li drgh 11ffici.a li e Je cancl i7,iopi eh cul:tur n «
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ANNO HV ll,
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LA CCTL'.l'URA DEGLJ Ul•'I!'lCI ALI
generale, snrcbbe (:::e non erro) ccrc111·e di estendere a lutl i la facoltà. ora. ri;;en·Hta. a.i soli uffi cial i superiori <'. generali , cli avero Jibr.i i.i i prestito·. ]~' vero chr tint:o al pJ1c,scnte g li 11f'ficinJ.,i inferiori possono godrre di r1uMlo rnnlc1ggio. dan-rro gmnde. medimite Ja. gnaremigia di nn uffiC'ialc delle ci1legorio aYenti d ii·itto ~t,I pt'(\,;1 i1 0 ; .11111, in qucs1a conclizjrn 1c è) se,111p1·e mm. ~:c·111o ria od Lt1 1 i inp(',(l·irn t'n to chn p11 1Tc•bbc op portuno rim110Ycrc•. Restano finalmente ,1ll't1fficial<" studioso Jc, piccole bihlìntechc dei ,c ir coli rnjlir.ari r civili cli tt1i può di.vrnirc tiOC io, lo uibl ioterhr ci rco lan t i. r, i Ji lJri flcqu<isfat i privata111r ntc. Dellr primr e drlll:' se0011cl<' r da lenrrc poco conto, pcrchè inslituirr. più diP ,1ltro. n --topo dì ricreazione. r che ro11w 1n1i ~errnno q1rns i esr.J 11 s iY,tme ni-c ètl clileLto l l<'i soc•i 0 delle loro famigJ.ic. Xon.pert:u1to 111011. ,;0110 rl,1 1:i·a~c.ura1·e; 111a.,,; irn\1 dal punto di ,·i,,l-ct, della Jeth1r.1 dC'llc graillli Ri,·isre. ondi> J1C"s,.,11na eolta p<•r,;ona 11ui> fa re ,t mC'11(). Yi :;0110 poi oasi . l>cnoliP l'a ri, i n. c11i m1ol1<.· j,n 1nl u1rn lrili li oroc:a C'ircol nni o r--i trova.no opcreo :r is pondenti ,tl lc rsigr11 zc• d01l,1 e1dt ura .s uperiore (corno. per e:-C'mpìo ònnrPYolis:-:imo. nrl gabinNto scientificole(tC"11flrio Yicw;sl'n:X . crealo nella prirn,1 mrtù ~l<'l $ecolo p11,-saio a. :f'jrenzo dt1l GiDc vri no eh U 11og] jn, fonrla,1.ore del le~ Anto logia); e di c111(1stc cccozimù c,011 ,·e,rrit a tiprnfi ttare prenrnrmrnrnentc. E ,·engo aì lihri c·he l'uilìc-ialc può aYcre dal mercnto lihrario. « Ol i uffirionl i 11 0n comprn,n o lib ri >>; è il rn:il inconi co cnlimçmn. cl1e, Yi w-rrà ri1wl1do da ogn i eLlit0r<> con rui h:mil.1iate c1nattro pnrole. E C[lll·s.ta ò h1 ,·erità non impugnabile : p ](I ragioni c he ~e 11e 1Jossono adchnTc· le abhìn 1110 ght enun c;iiat.e p<~r somm i capi . 8011l> h . non frrx ru cn lc- gaiezza della borsa degli t1l'u ci t1 li, a i q 11 a li non e\ nrdinariarnen.tc ]eC'ito anclm-e incontro a spese 11011 reclmnarc impcriosamcnt<" d,1lle J1ecessith e dal dPcoro dcllt1, Yi ta, r la diffi.colti1, no.11 csrnì e d:a, ,d i,speniclio, dr·i tr aspon i <I.i J.i b,r1i. Affruttia.rn oe i a dire <.,hc a qucsf'uHinrn sarebbe facile porro ri.pa:ro. quando lo .titnio, cho paga all'ufficiale nei mnf.amenti dì resi<lC"nza il traspor!'.> persona.le e dei ca.vall i P cJ11ello di 111)Il <ki ern 1i1rn ta guanllt.r cli bagagli e cli oggetti di Jln l'(hd 111·a .,' ·s i ri ·ol Y<.' c.;se ,mco n ·111t-
LA. l'U1,1'UR.\ DEGJ,I UJ<'FICL\l,I
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p,:aJ·e. incliprudentemenlc• d,11 bagaglio, il tra;;po~·to d i quel[~ Ji,m itata c111all tit.'.t di IilJri che, ogni uffi c.ia,l,o cl'Cis1diererebl.>e cli possedere, e a cui il pi 1'1 de'lle Yollo r inu,ncia, por non ,·~ders t a,sorbire e sopran1mm1·c di gnm lunga dal trasporto di es-·a gtrnn 10 gli. Yi<'ne .corri·;;po:;to, 11<'1 c·nrn bian· stan:w,. n. . t.ilo!~ di inden. nili\ d i bagagl io. ]?a,1Tu11,no piceol.cz;1,c a. clt1 v ive rn :-; l'ei·c- molto L·lc-vatc; ma pur troppo sono mo l,!o cli tJue:;tr pi ccolC'ZZ<' che gon'rnano i I mondo. [ libri sollo poi (co11Yi0no a H ertire) for.sc l'lll1ica me.r ee chr. 1." 11.fficialo non può acqui,staro so non t~ tl fln~n·o so nante ; mentre pur\ oli 011Pre n credito, pagando medi,rnto r iteii ute mensili di cui nppena -;i ,H'(·org<', lanto un caYallo che una c1:~Ynttn, tan10 u 11 Yeloc ipede che 11t1;1, divisa complr.ta. E c10, ·11u11 cer can clo i l <TC{li1 0 1-;ul 11:torca.in, cosa ·sempre Llll po· ·11mi l ianto0 de ll a r1uale 1'11fticialc, piìt elle gli altri cittachn i, giu.,t~ìmrnte ,.,j 1110,rra schi,o. ma alli1. luce meridiana di i,;titu1/. 101 1i create ,t.pposiurnl(l11 te affutchù e:"so ;-:r, 1w, poss•a g iovare Il <'l p ro1,rin ,·.i Hl <t,!c.:o·iu <'<L:lmorn ic·o. ~l.,t i libri h anno se,rnpl'c nvu,t~ rostl'aris100· ~1 11unlsìrngli,t di rali iscitm1 ion i. in qtia lunc1no dri J,idrYoli componimenti opportunam.c nte esc?gita.t i trn. 1,,1 poosin, delle spall ine e )u. JJ1'0Sct iJ1esorabilc del bil aJ1C1u mensile : d li ,·no,l a ,·01·0 li bri cleYO aver dena ro per comprar.lL .a pro11ti c011f,rnti, e co·t lo stud io e le superbo di!ett~z~oni de~l'i1110lligc,nza din~ngmw, .sot.to un certo r1:spetlo, 1nv1diato pr1Yile<>·io dei ri l:chi , comr i c:avn,ll i di. san gue, il ca.r rnz?. ino o i l ;::~·vitorc i 11. livrea . ]~ q Ltesto è male. An cho nelfo,cquisto per contanti . 1"1ri r ~c,m;i Yantaggi ;;o'llo offerti all'uffi_ci~.le: r,·rs1i11110 geogrHfico militare riduc<' ,li metil il prezzo dct hbn dn. e.sso puhblicati, i n fornre degli u fficia.l i cJ-1G ne fonno, donrnnda, per 11 so pa rtico la,r e ; e ]'lJn ionei ) [ ilitaa.·.e (sia eletto a ti tolo d' onore per C's,:;a) non ha sdegnato d 1 ,comprendere nello fac ilitazioni che :;i dà com111endevole cura, di procurare ai soci, anco dei roodost i r ibassi :mi prezzi ,oomrncr.c,ia.li dell.e opere in ,·011rlita presso .1.lc:nui ed itori e libra i. Ma .le ~u?bh<'azion.i <lcllT,tituto gcogra.fìco non possono, per 11 lumta.to numero e per l'indolo loro specia.lc, prestarsi a. uu efficace s11.ssidio de.Jl. a cnlturn gencrn.k• ; mentre, Ll',a,ltra pa.r tC', i ril>n!';.;j che s i pns'lono ('Oll~eguir r in forzu d~lle con-vt1 nz ìoni
LA CUL'l 'ORA DEGLI U.FE'ICIALJ
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L.\ Cl'J/l'UR.\ 0.EGLL ljJ,'.t,'IC IA.LI
stipulare tla.JlTnione }li]iwre sono. pur troppo, esigui. fi'i -
n alm.ente, por ·.nulla. ta,ecrc, rkorderò ,elle. le Cnse eclil,ri,0i (il i Roma) d ei s ignori Voghern, e Dc-Luigi forn iscono con 11obilc inizia.ri,-i~ libri agli 11ffici,1li medimite una l<·rme comrib11zionc mensile, ma limi1a!alllentc nlk oper e. 1lcl Jorn proprio forn lo rispettivo. S e aggi ti ngiamo r hc .i corpi ha ,mo focoU;t dal Ministero di nntic iparn il prezzo di asso~:inzione delle Ri\'ililtC pubblicato a ·S'p ese tk•l }linistero stesso o di ritenerlo a doclircsirni sullo stipendio clegli ufficiali associati, a:vror ,i.> esau r ito il 11011 va.sto c;am1xi dello 11 govofazioni di o gli. ulnc;ia.li trovano :;ul 1nerc11to librario. Orn io non intendo tli f,n· proposte 11è e-;cogirare progetti; priH1,t di tutto p<'rchè mc• lit· ma,11ca l'autorili1. po~ perchò confesso c-h e ho p{)ta, simpat ia per l 'arie del progettista, o coropr cndo che c1ucsto sentimenl;u di avvè.rsione debba C's,-ere diviso da moHi, o naturalmente anche da,i miei l<'t!ori . )la, non po,-.,;o h,teerr rhe si potrebbe e forso ·si do\'l'chbe faro qualche c·os,1, perchc\ ,1 gucgli umc:i aJ i i <1ua li ritongono i li bl'i non mono u,tili e, nccessa,d ck]l'ac{r11a cli :F't'J~ ina e itlt•lln rna,glicritt Tièrio11, fosse dato in <1ualche modu rnon certo multo ditlki le a 1ne1 l<';·e in pratic:,t) di fa.re a-ssegnnmenlo, eonlTo uH tt, rc•1m-n rit<>11 r. iono mcmsilo o l-.i:imo$ lrale. sullo st,ipencl io, •sopn1, u n rn0d<-,stn ere. lito por l<J aCC[l1is.to di libri . di atla111 i r cli carl1·. [ progressi. di alcuno p,1ri,i dello scihiJe, cli cni l'i nsegnfl nie,nto ò (oome oggi dicc>no) speci al izza.to in CC'l'I i I stitnLi, <'d ai quali l'B::;e1iciio non può riman<'rc estran<'o ~c·nza diminu zionC' del proprio ,-alore in lellettunlc, lrnnno già consigliat11 di twtorizzaro gli ufficin 1i. e.li C('t·l c nrmi o d i cer ti corp i :1. fr~qucnita.r e con effetto kgal e, cletr rn I ina[ i corsi cli ~l udi pn•s-;u istilttl i ciYi li . 8embra pPrò (e chirtlo ,·enia. di insistere in questa, idea) che ci<> cl1e :,i promuoYe in. pro della. istruzion" t.eoHica 0 't)J'Ofossiunale 11011 dovrch he essere nog,1.lo all'incrcmrnto della cull urn eo-eneralc.. non n1eno 11ecessa ri,i della 1)]'illl:t formare 1m t1nadro cli ufficiali 1,1odcrnamen!P atti al c:omaJ1<lo, e prepa,r ati per la Yittoria. J<; così Yorrei che colon) j ,qun.l i h am10 .1 ,ì Yrninrn r.l i TiSL't.lPr• · i11 L·i1t,\ fL' 11t· nb l,in11 10 fort1111,;1 111.men i1' t.111te in Ttalia . pi!'('/)lt• n gr,mdiì che s1 111t> :1
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conlri di insegnamento superiore e di larga attfrilt\ intellettual e, foRS<'ro 11011 solo autori7.ZH,ti ma i ncoraggiati od cc-c:,i l;ati f~d a,pprofitrn.re cli qualcbo mez7,o eh studio offer to clall e condizion i locali. acconlarnlo loro ,t utte le fac ilitazioni non rncomparihili colle esigenze del ::;erYir.io; che io non esito da 1m h1.to n, d id i i,-1.rnro suscettibili cli cssero a,ssni a.Ua,rgato senza d t\'ll'llO d i <11 1c·~lo, e :fr-c;onùe d a ll'altro e.l i imp0rlanti lJcncfizi. Clii può disconoscere il profitto gr.andissirno e lle l'ufticiale, oramai nel pieno Yigoro dello sue facoltà intellettuali e nutriLo d i buon i studi, può r i-cava ,·c dall'u d .i re Hn oorso, di l ezion i profr,:,s,1,l·-e cfa q ualche n omo emin en(o in un. rnmo d i ·c icnze O cli lettere. cli storia ci,·i le o letterarièt o clr ll'aa:te ? fl cli]ello int<'llr,in;alo c-0mpencm:i.ndosi col tesoro cli cogn.i.r.ioni. dis,pc11 s,1t.o cln ll ,t viYa Yoco clell'·in se,g1111n1<'!, gr nrrn una
irnpressiarw ., osì l>rnfonrJa n ell a nwn.lo e nell'animo dell;ascoltatore intrlligente e conscio clclh\ graYità solmme del l'a111maestra111ento che riùi,·e, che non . . . i canccll,. pN Yolgere di tempo e hrusta, <]Ufllchc Yol ln, a, rlare un n u ovo corso alle :iclee, un m1ovo 1nclir i7,zo ngl i i::,L11 d1 di 1m individuo. Chi ha. (W uto 11 11.a Yolra la fortuna e l'onore cli udire h1 parola di uno cli coicflti rnaci:tri <, <li ro]or che sanno», ha faLto esporienza di quella singol nre ed i nca:ncelJahilo impressiono di cui ho, pa,r l ilfo ; o sa che essa s i traduce j,1 un'irnpronLa, l a.rga o profonda lasc-i111a ndl'intC'l·l<'tio e 11ella fantasin . _.\.neo le conferenze vogliono e,;~ere cn rn.tc ton intcllctt-0 di. amore : 110\11. a.cco11itei11La.ndosi ~i clnello che vong@ o •svolte presso· i coq) i per is!mzione profe~sion "ilo degli uffi ciali, le quali bene spesso profimmo f:o]o a quelli che, per farle. sono ohb]io·a-li. talYolta con 1ro Jc lor,) abitudin i, a sca.r h1bel.lare CJUa.lclio l ih,·o. Sa.rehhe ,t rleside.i:111'e r.he qtw,11:do·, in, mia ci ttà, vien<> rurntu1;,:iat.a una. c·onferenza, elle si ntc,coma,ncli por la doppià .attratti,·a cli un argomc1110 importante e cli un nome illustre, il maggior 1n1rnero possilJile cli 11ffìcia.l i non wlo te11csso modo cli inlr. rvM irvi. rnf), venisse spronato, ecci.t,ato n .farlo : concrclendo In nrcessaria libertà, o rivolgendosi opporlnna~enl<' ;1 c-ui s;petta (quando ,;ì,weno n<"..ccssità) pN· or.te nere o·li invi1.i ·o le tessere cl'i llgrosso. E n, ttncsto proposito vuolc r.,,;s(ll'C cla1a l.1,rgn rnisurn. (l i ]ode a,Jlo d irezioni .,,d i guei.
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l,A CULTURA DEG·LI UFFIClALI LA OUL'l'UR.A. DEGLI UFFICIALI
èil'oòli milita1·i e.ho promuovono nelle loro sale cli sìff,atte con·ferenz~; 1nassime quMJ.clo (come accado qualcli o volta) li ~rato~-i sono, ver ~u:nen,t~ degni dell'il,Uen.½ione di u11 pubbllo
mt~l11?ente e formto cli eul tura., e sono in grado di insegnaro o d1. dire al'cunc.hè di nuovo a coloro che accorr'Òno ad ascoltarli. Sopl."a, tutto poi, quando essi ,sa.n no s·ceo'liere m:·o·ornenti l . " o o .. o 1e _sni~o c~1 natu:ra.. i;alo chi a.llaJ:gare la cultura. gene,r1ale ~~l~ ~chton, .spazia,ndo con ala, robusta nel campo della a tt1: ~t~ intellettu ale. Condi7.ioni. queste cl.a, ritenersi' impreteri. b1h, ,affinchè l 'a.m maestram'e'nto sia fecondo di ris-rùtamenti no~ :solo buo~i m_a ?Uimi, ~ !o stesso ins-tituto, 11011 ne scapi.ti pe:r 1na;nco d1 seneta. Al chc1t,or0 che non. è vincolato da ob?lig~ d'ufficio, che non è (come ilfoiamo, n oi) comandCLto, ~1011 e le:c1to esser mediocre. A lui può in tal caso rivolgersi con r~g.101~0 l a. rampogna con tenuta. nell\a,s prn clornanda del l.\fe.n zuu a.1 sonettisti da strapazzo, tt lui il divieto Batto da, Orazio ai_poeti di 1non. riescire ecceJlenti. E poè.ta infatti, secondo la et1_mologia gr0<:a, dovrebbe e&sere colni ,che, parla a u n pubbl1 co eletto : . poeta., ~ioò c-reatorn, perocc.hè a l u1 s i apparteng~ c-reare 1dee ed mimagini n uove n-c1le rne~1ti dogli ascol-
taJ:-on. . Neppure dovn~-bbe tr a-&cun.1.r si ~li in stituirc in ogni presi~lr~eno nella ~·ta,gione inver•n a.Je, dei corsi teori co-prat1C1 d1 lmgue ,s t r~ùrnere, con larghi ese1ciz1 di conversaziùt1 P: a~1z~, per converso, Sf.H'ebbe d'uopo mna-r e chG· tutti gli uJiì?'ah tenes.ser rn~clo cli approfittarne. P erchè troppo pochi sono m veo:o, presso d.1 noi quelli co11vm1.ientemente forn iti cli questo 1~amo i~1?01fantissimo cli ,cultura. genera.le ; .anzi troppo pocln (lo dicrnJ110 ·co11 rincrescimento) coloro, che sono 'il1 gra.do .solo di. pairlare correUamen t-e e speditamente il francese,, e cli scriverlo in modo conforme all'.inclole della ·1ingua e senza l'.a.iu to del' diziona-rio. Un ultimo accenno mi si,t concesso. Si sono instiluite. nei c~rpi e, ' n.ei · presidi, g::tre cli marcia., d i tiro a segno, <li ciclismo, eh s0hermn, tra gl i ll ffiei al i ; do·ve l'emulazione ò s i.i.. ruolatn, no11 solo cl.all'amor proprio rna. a;nco da prcrnì conclegni. Ora, per.chò non si. a,ssegnorebbn 11:n premio annuale, per osernpio, 1111\nìtore cl.el la, migl ioro c,o11 formza, d i presidio,
di~,
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o del p i~\ pregevole studio pubbl i.cato srùlc Riviste, militari? Per.chè non si potrebbero profissare argomenti , tempo· e l iJniti di svo,lgirnento, in fftoèlo <la te11ern gl i uffiniali dedit i allo studio in rma gara non disc;.ontim1:a,l;a. d.i att,i vit.'.t intellet tuale, non erri.o 111e11 degna di quella, chD promno rn la, loro educazione fLs i.ua ? ):j' -ffti.:1>ssima trita e.ho « i viaggi formano Ja gioventù » : ce1,to s i è che Ja c.uH.ura. i11 te,lleltuale, si .nllaJ:ga., per ,nezzo de i viaggi, mir.a,bilrnen te; e che a.nche,11!,e ne i1,vvant,a.ggiano al0un.e quaJith ·1110,n ili,.. com.o .fa fn.m dwzz,t de,I i rai.1,0, l n, cl i~i n, vol.!,ura nel i i rarsi fuori da.Ile difnc0Jt~1, l'esperienza, degli uomini o ,dc.Jloc:oso del mÒndo. Agli 1rffi ci aJi poi, il viagg i.are tionrn, proficuo, in g ui sa singo]arc, permettendo lo,ro di. v0clcn., e di 1StucÙ.a.ro d,a, vicino Jei gra.nd i vie d i Mmunica.zione, i sistemi orografici e~ i.clrogi:11,fìci, i camp i. d i ba.ttagli n, del lo 0am1
JX1g11 e celebri, i Yarì territod olle l1 an no i mpa,.,afo ;1, conoscere « in 'l)<? rbo 11w.g'istl"i » nHi lurn sttK'li '1.i geogr.a,fi.,1 militare e ge11en;1,le, di. storia., di. t,d;Lica, è1,pplica,ta f.i l terreno ; per moclo che n on pa,r e ieniernrio, 11,fform aro che ciò che per a.l,tr i. ordini rii c,ittadini si r.id u ce a. dilet.to o ad istru:àon-e gen0r i,ct1, è pN· i JHi lii.al'i 1111 1d;il is,:;i1no 1:on1<plc:ni0n.1(> dolk cvg,11.izi.on i cl.i sc11'0] 11, e (li tavolin o, una wra scuol a di applicaz ione.· J~ppure, t ll Lti sttmw rrnanto poco mnnerns i ;:;i.ano gli ufficia.li. che es'Cirono· cla.i con-fì.ni r.le1l ltt, pai:ria. B Re (la. questi togli.amo i fod,u.nnti che ne ei;cironv a spese doll.'en:w:io, per d isimpegna:i:o comm:ission i e mandare 8,cl effetto sLLtdi d i. intores,,;e · 1ni:liLa rn b1 paesi sl r ;;t,n ieri, quanti ·He resie1·aamo m tcora, ~ Ahimè, temo eho la rispost a., se i;i poLrsst~ eia.da, con esa.t.tezz,1 as::.oluta, sarebbo ra,l o cla sconfortat e. S'.i.ntoncle ,che nel nurnero d i uflici·nl i cl ie J1a,n no vi aggìa.to per elt ½ione, e perchè a.ve.vano rnoclo di fodo, io non co.n to c1ueUi cho furono i n Chin a. o ·iu Oa,nd in. o 11clL:i, Culoùia Erjtrea, perrn,gioql'i di scìl·viz:io co1H,ltldc1 tu . ::\fa coloro ebo al>l.> i,rnu , isiiai i i luoghi rlovE . pm1e iu1.i·i i c;:i lzaù,oli di Fra11 0i 8 e i ti l'O.p:hi.eri tleHa (han Brettag1t;.1, Ia,sci•,l!Ni :;c.ri tto i.l Jurn nome, Ghe. po&sE11110 ,parl. 8re de 'tJÌW dei .ghian:in,i. e llei la.gbi :s,•.i7.zrn:i, dPJle r ive de l. Reno te-
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LA OUI,'.l'UUA DEGLI UFE'J.OIA), r
.LA OUI!.rURA Dl!,GLI UFFICIALI
des~o ~ ,cl.01 Dan:1brio a:r.zuno, doi canD:li cl i Olrnn.<.ht, e delle merav o d·.i Be1·11·1·10 , c. I1e ,1., b_ . . cli Londra,, ,d i Pa.ri,o·i o b · ·.1gl.1e 11J1du,.s tna,li rn,110, evocjafa 1 fantasm i ellenici. nell'Acropoli O . , .. h. . , . . quc..·1 ·t·1 elc.ll·a, rnona,.lC 1,.a,, cl 1 .CarJ.o V ne.ll'EscL UÌ'lle sono l)oc· h · l · .· · • . . . e, , • ,1 , poc 11ss.11ru, ta.n~ cl~ met.teLe .malH1coma n pensarvi! :8 non meno nHi,Jinco:~~~11, .~ _la, 001: vm~,0~1e clell? \liffìcolt.à .che si frappongono a 1~11J,,,h~1<lIO gue.:;to -;:; ~fn~ ,cJ 1 . fat to; per formo· ·d€>1pl.orevole, ,pc1ocohe .allontano, da, viaggi fatti a s-copo cl i istruzione, pot: la f~rrea legge, deHa, mancanza d:i meZ7.Ì pecuniari: suffi.cionti al .b1rngno: l i 11a delle cias§;i sociali c.Jrn ne anebbe più slringent<3 brsogno e pjù se ·ne avvnntaggierebbe. . ·~_um ~u:alche cosa potrebbe fan,ì . parmi, per rendere lileno stridenti le condiziol!i c ui ho aceennato ·, qmmdo 1• .{!o..rse 1·1 l\·rrn1· · . sl·erci, della ma.rina vcni.:=;se i.n sussid io cloo·li ufficìal,· c l· te .., ·p l' ' o ., l lld-. ·· .ere 1e nm~ porrebbe u n codo numero d i questi essere period '. ca,~11enl:e 11nban:n,to sulle, regie .navi elle v isita.no i port.i str ,trnon, vca1onclo consider,a.ti .in lic~nza. ordinaria, e· sottoposti a.J solo gra:7ame cco11 om ico del p agamento cli m10 scotto per li~ meinsa cl1 bordo'.:' Anche si potr-ebbe desiderar e: clie i l ~\!Ji-.rnstrro dell a ?1err~, ncco,rdnsse il r imborso del trasporto pcrso11ale suJle frrrovw nel i.e1Titorio, 11 nzirn1a.lo, ft, t ariffa milttare, a. C[ltegli riffic.ift li dw facessero domanda di reca,r si fuo ri d:1 ronfini <IC'llo Staro a puro scopo cl'islr11:!:ionE', e C .ih~ i v:i[l;o·u, cl,1 ta.!e.na.trrra fossero sè.mpre considerati, agli. effetti a.rnm~'=is 1n1.t1v1, cornie compiu1i dagh ufti ciali ,clun1:nte le lic,e~Jzc ord i~a.r ,e-, _ez~andi~ s0 h'.tti dop? avero esa,L1rito il termine prefìssa,to a, ngol:t gTacli. S, ~Y1torebbe cosi (con peso n on ce.rLame,.1.to rn1con1,porlahile pe r le più riguanfose, e.si,o·enze delre:rnno). nlrn i ~,i~t-§ gi fossero, r-ome sono al prese~·te, resi drl tuUo 1nacooss:i b1li alle pic,cole borse, e forse si otterrebbe nn m iglioramento r10ten>'1e nelle coud.izi.ani d i cui r1,wfono : perc!1ù son~ rnoJt_issin~ i gli u Afoiali che, a iut.arnl(;si ~ùn picoo li n spa,:rm.1 o .::i,b,tuat1 a una. eeonorn i.a r ìgoro,$ft., potrebbero tu front-e nllo speso vive cJ i u n. viaggio, ma. e.bo ·a.ssolut.arne,ntc 11011 poss.o,no. sost,enerf' la mancn,n;.:rn dello slipendio cm1S<' g~1.en:t.0 aib1, hee11.za, straonli·n,1.r i a. E, fac.ond<> nuche u,11 passo d L prn, tlov rebbero essere a·ccon1ati premi d'iHeoragg,i ,1,rne:ii tn A.
st
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~ quelli ufficiali che sottoponessero al Ministoro progetti organ.ici e r.aziona.li. di. via,ggi (l'istruzione, e ,c,lie gli. effettuarsisero a loro spese; da:n,do poi ragione del profitto ri porta.tù mectì:ante acC{)ncie, relazioni . Finalmente, e lo voglio dire a rischio di farmi colloca.re eia qlrnkho lettore un po' scettico, l:i a « .. .
quei che di sog·ni empion le car te •>,
n(m è ùcl Lutto cl.a .a.versi per infondata u n a ,;.per anza.; quella, cioè che ooll'-andar del tempo, e col progrecliro della cultura univers:alc o del buono spiri,to di ,a ssocfa½ione, si possa costituire tra gl i. uffì.c:fa.li cloll'Ese1,cito mm specie lli caisst1 cooperati va, destinata. a. mett.-ere anche col.oro cui me,n o arrise la fortuna i•n co11diz ion i ùi poter soddisfare il 11obiledes iderio di cercare, istruzione, e d il eÙo inle1lettuale nel vù;i.tare straniere regioni, desiderio che affati-ca. ed u:rge i miglior i in -
,gegm. :E qui faccio punfo; senza dissimularmi che forse talune :i<loo e propostr, contanucc nelle pagine preoc.clenti, a,vTa.n no sapore di 11grume per: qnalchcduno di quegli spiriti poco sereni (so ne tn)vano sì nelJ'Esercito elio fuori di esso) a i qun:li ogni ali to di noviGà sembra u n vento di tempesta,, eversore di quel Sanctt Scincton,,m cli oomodi pregiudizì, itll'ombra sinum del quale ama sè'a.rse.ne chi non vuole stancarsi la vj,.sia a.I.la luce nwridjwna dei tempi nuovi. Ma non. a cotesti pochi,~simi. io mi d irigo, come non ad essi, per fortuna dell'Esei;cito e della patri.a, è affidala la, •s orte degli ufficiali. Di: rigendo,ni it -tutti col.oro che ha,n;no autoritù, .di volgere ln rn ie parole ·ad effetti pratici, 10 sento di pote-r-e lusinga.rmi. di essere nel vero E:' nel giusto. Nel vero, perchè incontestabile è. il bisogno sem1)re -crescente cli c:ultnn1, va;ria e profondA, nell'u.ffici,ale Inoderno, come non può rnetlers i in dubbio che troppo di sovente egli deve combattere, per procw:arseJa, contro difficoltà ma.teria,Ji non sempr e, o difficilmente superabili; nel g iusto, per-chè se la cultura è ml dovere, ~h questo 11011 può no.n. oontrnpporsi un d iritto, il dir,i,tto cli avere i. mezzi d i adempierlo. ·
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LA OUL'l'UR A DEGLI UF.b'IOULI
E che la. culi.ura. si,a, UH dovere, ce Jo atl:ksta, oltre la rag ione e l 'espe6enza., a:nche lrn libro; e n on Hn ) ibro (come sì potrebbe, credere) cli :filosofia o cl i sociologia, u n J.i bro moderno. Si fratta i,uvece cli un li b_ro c he non h t1, ness un a prcternsione sciontiiic:a., rìessunft. te11dm1za n ovaJrice, d i 1H1 Li.bro Hit1,tico e sapiente, e ,che, forse, appunto per qHesto, ò pocli
!:etto e meno meditato ... del .Regolamento di cliscipl'irw.. « E' debi to di ogn.i militare di p:rocui:are a-sisi:du ainenl.e 'la << isLrnzione propria ... 1ton solo per qua·nto r iguar cki, 10 attri« b nzioni. d~l proprio grado, ma. in tutto c iò che può .in qua« lunc[lLe modo con.ferire a.Ilo- svo-loimcnto sempre. l'na.o·ofo-re b bO « delle for;r,e in.tellettua,l i o rnorali, cd. alla più perfeUa co« g:ni1/.ione dei propri doveri, n on so·lo milifa-ri .m.a an.ch e so«
c iali .
«
« E' ,_con ·questa m m1iera che l 'Eserc ìto vie-ne ml c-s:-:;er<: ver a Scuola della Nazione » (§ 33).
TOR QUAT O GUAB.DUOOI Tenente colonnello à'a,·1i9lier ia.
'H
SULL'EFFICACIA DEL TIRO DI FUCILERIA
Adottati i fucili a. piccolo ca-libr o, si passò tosto a lla r icerca d ell'efficaci a, del fuoco loro nel 001r1.b aH imento, n on chè del modo m igliore cl'impiegarli o nde t.rnrnc i risuUati p iù -
vantaggi.o~i. Le opinioni B.l riguardo sono, staite e sono tutt.av.i a molteplici e a.ffaèto· d ispa,r a.te per cmi le dispute vi vissime. Como orie1itarci i t_L qu.esto· la,b:irinto d'idee senl\a un :filo conclu.t.tor e? Cortamente non si verr à rnn,i a ca.p o· di n iente se no:n n:vrenw u na gran prova; e iì.nch è clnesta manche.rii e :n oi sai:ern.o agi tati dal ch Lbhio, la v:ia di ntezz0 sa,rà la miol iore. 0 Dapprima si cli,sse die j proiettili del.le 11 uove armi, sta,nté il loro picoolo spt::swre, n.on valgono fi m ettere fu or i comb attimento un u1111no e tm1!0 meno pos,son o m:resJa.re rn1a cari ca. cli èavallcria. 11011 cJ1e, le esp~rienze faUe su c.avall i e cadaveri uma.n-i e poscia i risultati otlBriuti 1ielle receni,1 guene, . hann ò clirn.ostn~io che essi non son o così .innocui come si. credeva. :i\fol ti poi ,s i mostraJ:ono d iffiden t.i degli odierni fucili r a-
Se
g ionn.nclo a quosto moclo·: Con queste a r mi a.b hiamo mm zona battuta pi t\ va.s ta pe,r - l 'a,umcntah1, di,spe{'sione, dei ,colpi nel sens-o orizzon tale; quindi la. densità dei colpi che, v~anno al bersaglio, a dista.nza esatta · cl'a'Jzo, s,a,r it m inore poichò si notava, ,clrn. cm1 i veccJli fnoili i colpi erano p iù n1.gg11.1ppa,i i . . E' vrro che lcl profoncliUt ,delle rose ori1,7,0n u ll i e-on i fucili oclie,n1i è magg ioro, rna. è pnre, incon trastab il e che lc d i.rnensioni delle roso Yertica.li ,sono molto p iù p iccole,. Oiò v uol 0
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SULL'EF.b'!CACIA DEL 'l'IRO DI l!'UCI LJtH.IA SU1,L'E:~'FI0AC JA J>EL TIRO DI ~'UCILERtA
diro che la ,su.pei'iorità di queste armi consiste essE!nzialmenle ·neUa radenza dell a tra.ietto.ria, nello aumentate di rnensioni degli spazi ba Unti, per i quali si ha il vantaggio non i ndifferente di bar,1:ere· orrori più ef6.cacernen.ie che per lo pa.ssato. Si gridò purc,i che g li attLtaJi facil i sono molto sensibili e d,e basta un piccolo e1.:roro nel puntamento perchè il colpo vada 11c·1 vuoto. ]-i;' in altri termin i. presso a, poco quçinto sopra s i è esposto; e per 00 nv1.1,li.darn ]e Ho.stre osserva11ioni aggiungia,mo : E' g iusto c]ie ba,sl;a c;on.i metl,er e u n leggero PLTvre nel p nntaruento per avere una, d ifferenz~i enorme nella g ittata, mn. non ò e.:;a,tto, ohe pca: simile, rnTorc i,J ·colpo non colga sernpn! nel segno, pD'i.chè, a cli.rla col B,trone, {incl1è 1'01-rorc a,1 1golnre d1>-l tintlore è oomp1·0so en tro i li1niti angolari 11ei quali s i. ,·et1o il bers!ìglio, ianto il fuc.ile a piccolo ca liliro quant.,) quello a gros,so ca·1i.bro colpiscono ; e qua.ixlo ] 'errore a.:ngol11,n: non ò ,compreso n~'i l i111ii'i s udclol,ti, l'imo e h tltro fu·cile 11011 eo)pisoono.
Il 'iVolozko,y, confrontando l'effic.1ci11. dell'uno e l 'altro Jueile t,rnva. clic « il vani;aggio del fucile a, piccolo · calibro <( conti10 una fante.ria. annata. cli . fLJ:Ci.l.e a grosS'.) calibro, è pro« blematjco, r\ l le pi,ccolc d istm1.ze il p ioco,lo ca,J ibro infligge « perdite minori, alle medie le riserve, solo subi,scon o perdite « maggiori . Il vantaggio del piccolo' c,alibr'O si h a so·ltanto « H,l lc g:,:a;111di di.stanze, cioè a, r[uelle allo qua,li ge,n eralmente « sa,rà impossibil e fr1:t111c profitto >) . Ad impugnare queste as&erzio,n i ,s i volse il Barone, d imostn.nJ,do validamente, che a parità. d i d istanza, e cli bBl'·Saglio ]a proba,bilit.:\ d i colpire, anehe nei :tiri di gucrrn . col :fucile pi ù. rnclente ò maggiorn. Il punlo, in bianco (le i.le uuove a,rmi col'l'alzo abbatl;ul.o, corrisponde al Ja clista,11 1/.a pr esso a poco di ~~50 m etri, s icchè r) stato not;ato che a clista.111/.e inferiori l'uomo ,coricato H, terra 11011 potrebbe essere piC1 colpito, e,iò chr 11011 0m colle v,ee,c.hie anni avendo quesle tacche cli. mira. eorrispondenti. alle brevissime dista,nze. Si venne quindi alla. ·conclusione - e rnoH.i lo credono t uttavia - che t\He piccole clista.n ze il fuoCù dolle / nuove anni è assa,i poco efllcaco,
A.nchc il Bogùsl a,w.$)ù era clelÌò stesso parere; ìnfatt( e~li clice : « So por.t iam,o il p1mto i n bianco fra i _400_ed t 4b0 « pa.ssii, a.llora nei combattimenti _a clis~a,nze. mm?n e ~ontrn « '! Hl nemi.co corfoatò a. tern1 (<lei qua.li cpmbatt1menti ma! « o-rado il fucile a retr,o carica, accttdrà spesso cli a.verne, clai « 100 a.i 200 passi, r1ei terreni boschivi e frast.aglia.ti) .saremo « obbligat.i a. mirare qua lche p.iode innanzi .a lm 11<'1 ~eneno: « Il dover punkne a ten·i1 è certamente uno·sva.nl;a.gg10 ; ccl 1 ' « ]fran cesi in circostan7.e, simili, non osta,nte i lorn cha,ssepots, « sttbirono perd ile più notevoli delle no..stl'c. ,, ( 1) · . . 'rale svantaggio, cui molti prestano feclt', sva.m%e so s1 pensa che l'attaccante non potrà ce1:tarnente r?mane1:e somp1:,~ ·a t-en:a e che invece ,dovrà a.vanzar e e scopnre cos.1 tutto .t i ·a.o-li o. E d'a.ltro canto a che cosa ser vivano le t.acc,he . • suo ber;,c O • . • • · ') F ,. di mira ·corrispondenti 1.n 200 metn od ai 300 ~11e_tu , . orse l'esperienza del passato, ci ha dimo.sLra.t~ che 1 tll'aton :net momenti pi'ù s tringen ti della lotta abbiano mai a-vnh,1, In calma di manego-iare l 'a.lzo? . n Carpi, il nr:.ssa cd alt.ri h anno tentato di dcr~rmina-re l a effi cac;ia del fuor,o dei nuovi fucili in guena o di trovare lo 1e(rni ~econdo cui 0.ssa varia col variare delle clistan;,m. Harn:nu bO forse risoHo il problema.? . . .. · · · cl m· prn1 · · el, t1l 1 ·J u IJ. generale l\fassa divjclo la, ,sfora l )attum V
•
cl u.e :1.one : chranrn. la prima, zoirn l.iai,tul a, la seconda. zona . perìeolQsa che è se mpre .costante, qualun qu0 sin l'alzo che s, adoperi. . , . . . . ~ ,· . Fa.tw j I calcolo cl egli a11gol1 meLh {11 p101ez10ne dalle vane,
posizioni, nelle quali il solclal;o può sprn_·a.cc, tTO\'.a _che col fu~ :1 1: 1· br·o 8 1111·11im.ctri , ht ;1,ona ·11enco]osa. s1 0;,lendc, pe[ <,1 e e.i ca 1 . , · l · '· )"~1·21· 011 ,, in oinoech.io, da.i 2160 mct1·i ,a.i 2670 metr, e a, l et l b • 29./',0 ' ' . tira.tori · per ) a. posizione a, terra, dai H90 a1 .:..,;J met.n ; ù ' · a.lhtppogg10, · · · -1 ,· ''01:'0 · 9.350 . sparando, u:a ~ o a,1 ..,, .rr1elri , •· · 'T'ra ...., I I mm·. ·, gine s nperioro dE\lla zona battuta e quello mf.enore della. zon c1. peri.colosa esiste uno spw,do meno ba.ituto, nel r1u a ie cadono V,.,
•
V
. - - -; seco;~<!o noi dipese da[ f:1tto elio i Fraoccsi, per l' uso 0.cces,;ivo rii r.LlOCO cho rac~~a~~ ~Ìte graocl i dlstanze, il più. doll c vo lte al lH hre\'i si trovarono sca1·s1 d, munizioni.
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SULL'EFFIO.A CIA DEL TIR.O DI F UCILER IA
i colpi più kmghi d.ei m.i rn.ti o quelli più coa:'ti dei non mirati. Questo spa,zio cr esce col clim inui1·e i.a dis~a.n za .che separa il ber.s,aglio dal tira-tore, e dimin u isce ooll'incli nazione del terr eno o con l'aumeqtare della d istanza alla quale si spa,ra. Da tutto ciò parrn i ])Ossa dedursi che, ..secondo il Ma,.ssa, la. efficacia del fuoco aumenti con J.'a,urnen t.a.r e delle distanze, man mano cioè r..lte zona, b::ittu!;a e zona. perico,losn, s i m·vir..in ano. So i 11 ostri fucili E.w essero tacche· di mfra oltrc i due n:ùla rnefri e s i. Hvesse i I destro d i poterle ·adopera.re, su e.ceder ebbe elle se .il IJers;_iglio si trovasse entr o i limi,ti cl Pll,1 ·zon a per icolosa., le due ;r,011.e s i fonder ebbero, in una sola, neill ,1. qu alA si a:n pbbfl· la, massima effic a,cia . N oi sten.t,ian1 1) a, creder e quanto asserisoe l'ogreg.io autore. Se t utto qneRto f.osse vero, la tatti ca e l a ,tecn.ica d'0i fuc:i 1; dovrebbero s11hjre, r adie.ali modificaz io tJi . Egli, a mio cL·eclere, · rnuove dal pr in c ipio clH-! la 1:ra,r te· m a ggior e dei colpi 11011 mirati :Siano ::r;rnpre ] nnghi, ment.re ,a, nostro avvi'iil\ spa-r anci () aUe gra-ndi clista.ì)Z(:', :il nnmero elci colpi co-rti fra quelli 11011 mirati sia, d i molto su pe1·ioi:e a,l m u uero cl0i colpi lunghi, e !,_, ò ,p ure, ,sabl>enc in grn,clo fli&&ai min or,e,, aJ lo nwdie di.slanz(·. ·Alle brevi, i nveN~, s:ia. per j I. :rnaggio-r orgasmo della tru,p,p:,, 1Sia por a-ltre eirco,d.a nzo, :i colpi cor ti chm in uiscon o a,ssai n oi:evolmente.
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OJ~ ·cho son o a ndah giù cli moda gli siudi intesi a determina.r e l'efficaci a del fuoco. s ul cn.mpo di. battaglia, Je disptLte si agg.irano SL11la, co·nvenicnza. d i sempl ifica,re. il fo oco, sulla rieorc;a clel fuoco :un ioo. Quaa1to al fuoco, a, sa.Ivo tutti. in genere .sono con-co.i:di clic esBo :Si. debba, esclu dere perchè cli non facile e.secuz i.one. date Jei oon diziorri fisiolog icho del nostro popolo; e il volerl; .0011 , ~Cl'Va,rc SO~O· jìOJ:chò è Ìll v igore presso gli a.lt:ri eserciti, non o una ra.g1on e va,levole. Del r esto, il nostro Regola.monto lo ammette in cas i ra-r i. In qualche circosta:nza forse potrà es,scr faJ.t.ihiJ.e se- n on si dà soverchia i mpor t anza. all' imiformità.
SUL L,'KFJilOACIA DEL 'l'IRO DI F UCl LElUA
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Qu.al.cu no vo1Tehbc sosti tu.irlo col fuoco ,1, ~orma.u do svizzer o, col qua.l e s,i a.,n,hbe, non. so lo il. vn,n ktggio di regola.re il ,C,{}nsurnc; de.Ile mu niz ion i, nu.1, E\7.i~tndio quello della facile esecu.z i-011 e e r:tuell'alt,ro i.1nporrn nt.issinm di non obbliga.re i tiratori a fai· partir{) il c-0Jpo quando ancor,l 11oi1 hri n.no nù1:a to.Dei . clue fuochi proferì-a.mo il n ostro, poichò l a, sim uHan eifa degli ,spari, an che imperfetta., rer mette .i n quafohe. modo L.t osserva7.i ou e dei punti cli caduta dei. proiel t.il i, e .n e l tempo . s tesso lrn, ma.ggio.rn e.lfoUo morale·, me.nt.re l'esperienza. c'in1<;c~gna, c lie se la. celeritù, è tH11llt}1 entro g i11s1i l imi,li e si clZ\ al soldato tempo cli mira.re, i frutt i d1e da, e:-so :s i ricava.no son o p resso- a poco ,· uguaJi. n q11elli clcl fnoro. nr c.li.nmi o a vo-
lontà, (1). Il fuoco naturale, c ioè quello rnl q u,ale si concede al soldaio eh sparn rc col la crlerùà ·che ò piLl co11senta,nea, [-\Jla. s ua abiliiù , flllci.. fìll fl, Jiaturn,, nei enso vero tli''l'enterebbe u11 fuoco cli g ioia., poichò il fan te, las·ci,.1to li bero a .:-e\ stewo fin dal tempo d i pn ce, d ivenuto eccitEd>iJi s.si mo pt'r effetto dolb pa11r,,1, spn.r er:\ ;c;enzfL t}tmrn.ro o co11 una, c-eleritù ecce-ssiva -clte non g li è. }~bi tirn,le i n tempi no.rmal.i. :i\fentrn n el t iro d i pol igono egli pres ta. tu t fa, qutr11.tft l a sua, a,h enzio,ne per a.ver e buon i risultat i, .in gu erra. non aspetterà, ·cerl'o .ohe LlllO zappa.tare venga. fu():ri colle ban.dcr uolc a seg1rn.r gli i punti, e :q uindi cf.,ssa in lui ]o sti molo cl'0mub..zitmo, i:nentre poi. ag itnto da.llo vi.ccllCle del.l'azione, si. Ja scer ~ ti:asciniue daU'ese:m1pio degli .aHri e d aJ.l'isCinto di Nn iservnziono ad u11 tt· celeJ:itù, cli t iro sregola,tfL e fol le. ~fi. si potrà obbiotta.ro che in guerra ò ·fl.cc-adulo sempro lo ste,sfìo r, c·.h e pertant o è i n 11 ! ile imporro -al soldato una data ~acle:t.J7.tt. E bbene, sia a,nc.be ques.Jo; ma no-i far emmo didatticaincmto par la.ndo, u:11. grossol-m10 crrorn .u per metter e fì n dal ternpo di pace ai n os,lri gTegari che os,s i ùrino colla cadenza che loro, p iìt aggrada, pcr.ehè sarellbe lo stesso clrn assecondm:E:s l[I, lo ro na tnrQ. ,nen ·o'ii 0n . T)cl resi.o fo presc.rizioni rego(·I) Vedi in proposito la noslr:i istruzione sullo armi e snl tiro , \'OI. li, pag. 63.
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SULL' El!'nCAGI.\ t>EJ. 'l'lRO DI FUGILERJ.\
SULL'EFJ;'ICAGIA DEL 'l'JRO DI FUOJJ,EHL\
lamentaa:i sulla cele:l'it~t e.li tiro n on, sono e 110n potrebbero e<sse,r n propl'jo Lassative; esse tendono a sv.iluppa.re nei so,Jdat. i c,erte a,bitllClini e.be il buon senso .snggerrs-ce. So poi essi no n riescono a spaJ:are colla cadenza, ·aesièler,ata, nessuna impos,iz ione, nessun cari-co loro si potr à fare. L'importante è che il fuoco s ia sempre mirato e che non sì eccedano cer ti limi ti oltre èÌ. è1u,aJ.i i r isnl tn.ti d 1e si h aim10, non compensano le munizioni impieg ate. In,segnimn o a.i nostri so,lda,t i con d iligente e, costan te cura hmpor~a,11z11, del fuoco or dinario e :rnpido,, i casi 111 cu i sa;rit bene ·servirei cli e15SÌ fuoch i, :i:ncu lcl1i.anw ncUa lo:ro, mentB i vantaggi e gli svantaggi dell\tno e l'altro fuoco, nonchè la importa;o;.,;a della disciph na del fuoco, o ,potremo ottenere, se non ttitto il desiclc:rn.bile, una ·p ar te almeno; e se, anche questa fo&S(;', impossibile a.vrerno J.a coscienza .di a:vèr fa,tto il nostro, dovere. Il fooco r a,piclo per vm1 mol.iv:i .seni brere:bbo cl'impiego normale e, mol ti lo propug na.no ad oltr a,nza. I nfatti , pra.tica:mentc si ò vis io che con un tiro molto Ient,o si ha tm per cento m inore· di quello che si ot.i,ieno u,umcnht,ndo, n,lquanto Jn, celeri(,\
Si argnisce pertanto, che jl fuoco celere, sebbene renda 1m per cen to -i nferior e a qtte l lo del fuoco melina.rio, h a un'efticac:fa maggiore perchèJ con ,esso o nell' lll1.iH di. tempo si ~onsu ma llll ma§gior numoro d i ca r tu cce e porchè il suo per con to, corno d ia n hi cl.iss i, nou d iminuisco in ragione dell'a,nm cinl.at.,t, celerit.à, ma più lenk1meme purchè 11011 si sorpa.s•sino i. 12 od i l4 ,colpi aJ. m inu to. Per q uest.a ragione si vo1Te-bbe d.arn l a preferenza, a l fuoco r a.piclo qual.LL11que sitt il ber sagli.o e la dista-n :,;i1,, se.nza, pensare .-lll'eeon omia delle CèHtucce. :Econornia non vuol d ire s roncleme poche,, ma poc he e m olte "1, .seconcln delle circo.sta.nzé, seconda. che i r isultf1ti diano o, no un con1pen so ùl Jnt1ggior cons·11 mo cli nnmi z ioni. E' pr ofi cuo iJUincli alle, _piccolo distanze qua.hmque sia, la vulnerab iliJà d ol be.1.1saglio ; a ll e, rned ie r1uando questo è p iuttosto vu l nerab ile ; al le grandi , allorc liè oltr e, ud rssc.re a m.p io e bm visibile sia pu re pe.riooloso e quando ] 'rJemetlto te·r npo s'i m-
di
s tes,so p~ccolissimo. o vieppiù piccolissimo sar eb be quello del fuoco rapido ; si.cchè p er ot tenere un cla.to cffot.lo e,e, n e vor rebbero delle cartu.cc-e. (lLlincli per l'attaceante l'iclca,10 sareb be d i avanzar e se,nz0, spara,rc; però il fuoco in c:tues to caso SJfl.r ebbe una Hecessitit inolut.tabilo por l.n 1-sc;.i na.re a.vr1-nl i il soldato,; e per ciò conYi€<1+0 sparar e' in c ir costanhe s irnili p iù lenta,mente cl1e. ,s ia possibile. Riteni amo però che per il di.fonsore, il qua.lo in gen:cr.e n on h a cl1.1 preoccuparsi per il rifon1ù nento delle mun iz ioni o bm.to volto h 11, mozzo d i va.lnbue esaii;a.rnente le d i,sta.n zt', ,conxen e,bbe in un maggior Juunero di casi il fuo co ceJerP. E' c:onvinci1nenLo d i molti d1e non. potend o apprezzare bei10 le d isktn/>é', conven ga p,i.tt il fuoco in parola, poi chè i n k d. guisa. si nvrà una. zona, bttrt tLta, più pr ofond a. o l)er conseguenw. !•w.ggioro prol.iab ilitù dt colpirn riel seg11 0. Infatl;i <la. mol le e svariate esperi.enze si è ri cava to dio con un fuoco acnelera to, eon al7.o errato di 100 n1ctri r ispetto a llt1, distanza
t,iro,.
.La mgionc di ciò st,b in, questo d ie la prolunga(:. à posizione d i pvnt e l a. sovercl1ia aétenzione .sta11oano, Je b1,acci a del t i1,.1tore e Yan n o 1:1, scapi to della, precis ione del pm1ta.men to. Spin gendo la, celer i.tit fino a,cl u n certo linùte, il per cento aumenila s-eu si lJilme.nte ; ma, sorpa,ssato questo pun to, decresco. Col fncile modello 91 ta.le limi te s i può s pingere sino 11 G colpi a.l min u to, ecl il J1ostro R cgolame,n to collo l ezioni a betsa,glio scompar enCe si prefigge lo s·copo cli a,bitu are il soldato i1 spm·are colla c.a,denz a sucldetia. Aumenta.nclo tale celerità fino ad un. cer to punto i l por ce,n Lo d.imin ni-sce non in r ag iono d e.r .colpi spara.ti in più, 1na p1ù l<:mta men le. Jn fa Ui itll n. ca,clenza Lli 12 colpi aJ · m in uto non rispondo un por cento met.'i cl i ·quello che si-ottiene colla cade11½11 d i G, .s ilihono nn por ·C<'n to a,lciurmto maggioro dell a Hl(~tà.- (1) . (t) I~. llH<ON I>. -
Jt f uoco di fu cileria.
a
poJ1ga.. Alla, distanza. d i 900 nieLri, per esernipio, contro un bersag lio picco lo, 13 poco v is ibil e il per cento del fuoco or din a rio esegnif o, con ca ln1i1 e a clis tam:,a, esa.t~,1, cl'a.lzo, è d a per sò
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AXNO XL \'ll.
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SULL'.Ell'FIOAOLI. D :m , 'l'IRO DI PUCl LERI A
del bersag lio, i risulta.t.i. che si ottengono sono quasi ngua,l i a. quelli del fuoco orchnaJ:io, rnanfre con ,a.lzo orrato d i 200 mci;xi, i risultati dell'un fuoco son o quasi doppi d i quelli deU'a,ltro . :Ma D nostro regol amento soggiunge : « ... A parità « d i dt1Ta.ta d i fuo co i,l t iro ac.celera,to infligge, in genoro, « Jnaggiori effetti del fuoco· ordin ario. I>erò so si è co,rnmess<1 « un forte errnre n ella stima delle d ist.anze o nel1a scolta. del« l'alzo, i risuHa,t,i cho si ottengono sono molto pi·ocoli con « ambedue le specie di fuoco, pa.r ti1colarrnente poi con quellv
0.1.,clina.r io » . · A n ostro avviso sa,r ebbero ino pportmli l' u uo o l'altro fuo cu .a qtrolJ..e distm:ize, ,aJlei quali ò facil e. cadere in grossola.ni errori di &ti1na, cioè c..hi. 700 rne!;.ri j1.1, su. M·a se pe,r alt.re :rag ioni è impossib il e .a.stenel'.C;i dal far fuoco, questo sia lento, meno cas i Bcce;r, iona,l iss irni; e cosi nel :nw rnen to più. critico non c i ma,ncheranno ]e munizion i . Pe,r r ende1ic ovv io l'inconvanien te llel sove1'.c}1jo consmno cl.i. cartuocc e della ten denza a, spaJ:are 00.n ecoos-siva, coelerità, taJm10 propone d'incl.i,ca:1·0 nel comando il n umer o cli. caricatori da, spara.re. Idea bella, m<t cli nosstm valore prat,100; gi.acchè non ò possibile ottenere dal ! ir a tore ch'egli tenga a. mente, durante il combattimento, il numer o dei ·carica.tori cla, sparare, ed in mal.te circosl;anze, Jiwssime alle brev i d ista!llzo, :il suo orgasmo sarà. tn.lo che egli non sospenderà più il fuoco, nè l 'ufih;ia.le avrebb e la calma, d i r ipetere il coman do. Quanto a,l fuoeo, i1 gr.a.ncli. distanze molti vorrebbero abolirlo. Siamo, convinti. ch'esso è d.a usa,r.si in .Ca!S i ~~ifatto eccezional i, •essernl o còmp ito dell'a,rtiglieria; ma n on per questo debba, e.sclucle1'si de:6 n:ìt iv,a monto. In m ontagna o n e..gl.i e.ste.si campi che, spe:c;so s'in contraa10 i n ]•'rancia ed .i n Germ.a,ni,1, p uò essere fattibile, ed util e a.llol'qu amlo si conosoo 1Jer1e 1a distaan a, numerosa è l a (.rupp a che spa,r.a; ampio, profondo e ben vjsibi le il borsa.glio. Il Bognsfaw:;ki. in proposi.tu, osser.va : « L e perdite p-iut.tosto forti, che soffri1rnno· talvolta a nche « a grandi distan20, era,no se.mpre dovute ,1, c:.ircosta,nr,e spc«
SULL' ~ Ji'.li'lOAOIA DEL 'flRO DI FUCILERIA
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« 0iaJ.men l0 krvorcvoli a i Francesi, come r1uando, per es:, il
terreno era conrp:letamente libero, opp ure a.llorquando no l c'inolt.n t,·a,mo troppo scrr,at.i. J,;' s11pc,d luo l'accennare che « un a mao-oforo o·itlata cost,i.tuiscc se:m1Jro un cer to, va.ntag... hb b « gio ; ed in. pareocliie or;casioni, oorne a 1\foti e a, P ar igi, i « ~'r,u1res i s0.ppcro valersene, a,ssa i s1).i ac0volmente per no i, « farando cont.ro i nostr i flVamposti, i qoali colla ]oro a,rma « non erano .i n gr;;1do cli ren<loro lo,r o la, par igli:a » . Bast-e1·ehbo qu e:;ro sol o 1i0r 1n0ttere colle 1spalle n..l. m u.ro co lorn che vo r~cbbero escludere cl.efu1il i vail 1Emte .il fuoco a lle grancl i distanze, n. mono ch0 si Yolesso rneUorc in forse la ventcitn de:ll 'rmtoro tedesco. Altri, invece, osagera,n do l'eftì.eacia dei n11ovi fucil i, YOJTebbc.:rn gra,nde :impiego cli fuo ohi a. grande dista.nzn, e g ran qu,tnlitl1 di forza i n. linea. fin da queste d istanze. Come Bi vede, rn.olte volte si è procliv i agli, estremi, mnntre la. via di mer/.½O, · mass im.n quando non St e sicuri, e ,sempre l a, JliLt p rndente, ·1n, più sennat a,. rhi,le vja tongono, i n ostri regoht monti per ciò che rigua,r:da il fooco in. guerra, e per tanto lr. norme sancite \ la. essi sono i nd ubb ia mente le · migliorj.. M algrn,clo ciò, non sempre a{l osse, ci i-htteni amo scrupolosamente, forse perdtò le vediamo so:venl'e tli&cu sso o poste «
«
in dttbb.io.
•
D E G1mGORIO
GrusEr1~1~
l (!'ltCJ<le.
__ ,____ _ -===
I L .>.'UOVO REGO L,A~JJ5NTO D'E::;ERCIZI, ECC.
IL NUOVOREGOLAMENTO DI ESERC!ZI PER LE TRUPPE A PIEDI DELL'ESÈRCI'.l1 0 AUSTRO-UNGARICO
Cunt'irmazi()ne -
§
Vedi dispensa, X
45. - Procedimento dell'istruzione.
Nuovo 1·egolamento. 420. La condizione fondamen tale
per una efficace istru zione della compagnia pel combatt imento è u n fon dato addes tra mento del cacciatore, della squadra e del plotoue,che dest~ l'intelligenza dei singoli ind ividlli. Mediant~ l'is t ruzione di plotone si deve ottene re che il fuoco vengag-iu stamente impiegato, il terreno abil mente utilizzato, le squad re s iano maneggevoli e bene nella ma no dei coma ndanti d i plotone; imperocchè nell'istruzione di Compagnia UOll si pot rà più t rattare d'altro esse nzialm en te che di conseguire l' intellig en te cooperazione dei plotoni. 421. I plotoni devono assumere le formazioni necessa r ie nel combattimento ed eseguire i necessari m ovi menti in ogni circostania con calma, rapidità e sicurezza, al comando, a brevi ordini o solo ai cenni del comandante la compagnia. I c2cciatori, i capi sq uadra ed i coma ndanti di plotone devono imparare ad agire d i loro iuizi,t· ti va ·q uando cessa interamente od
Vecckf o regolamento.
(HO. Le scp1adre ed i p l o(.oni df'.vono essere specialmente istru iti per l'impiego quali parti della compagni a. (il l. i\{ed ia n tel'istruzione di sqn,1.d r a i ca cci a tori devono esse re in tal modo preparati pe r l'inizio generale del combattimento e per l'impiego uniforme della catena da poter esse re d irett i rapidamente e con ene rgia med iante comandi, a vvisi, cer.ni, fisch i, ovvero mediante l 'esempio personale del capo squadra. (punto .26'1) 612.. Mercè l'istruzione di pl ot one le squadre devono divenire, pe r quan to è possibile maneggevoli , devesi stabili re la ree i proca in telligeoza t ra il comandan te rii plotone ed i capi squadra, noncbè abi· tua re questi ultim i ad uo cor.corde modo di ag·;re. 613 I cacciatori, i capi squadra ed i com andanti di plotone debbono ag ire tli loro i n izi a ti va quando cessa in te ramente orl in parte la d irezione del com batti-
in parte la direzion e de l combatti. mento ; essi devono cos tan teniente tende re a ragg iungere lo scopo co mu ne med ia nte coscie nte, vicendevole a ppogg·io. 422 Per rendere fami liari alla truppa ed ai grad uati la parte fo r ma le de l passag7io al!'oJ·dine di comba ttimen to, dei movimenti e della condotta delle singole part i devonsi eseguire esercitazioni in piazza d'arme. 423. Gl i esercizi sull'imp ieg;o d e 11 e form e però devono essere eseguiti in base a sva riat i supposti ed in terre no va rio. J n essi de vonsi aozi tu ttç considerare solo singoli momen ti del combatt imen to e non già combattimen t i inter i. Simili momenti sono ad esempio : La ma rcia di avvicina mento dall'ent rata ne lfa zona del fu oco d'a r tiglieria nemica fino · a l paseaggio in cate na; Costituzione del!a catena da for mazioni d iverse, verso ogn i dire, " r1. pa r1, . cl a un ,a ~ bz:one, partendo da bricato, da una s tretta; Col locamen to della catena d ie t ro svariati ripari, occupazione di p-1 rt icolari topografic i d ive rsi; Prolungare, sorpassare, raffitt ire e tt·ascina r e innanzi (vor i·eisse-n) la catena; Avvicinamento a s balzi all'avversario; Spostamento in :naut i. della r is er va; suoi cambiam enti cli fom1azione ; L'assalto ; modo di comportarsi q uando es1>0 riesce; l\'lodo di comportarsi nella difesa; Avanzata pe r eseg·uire u n avvolg imento; m is me per opporvis i;
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meato da par te dei comandanti di plotone (o di compagn ia); costantemen te però de vesi ten dere a ragg iun gere lo scopo comune. 614. ?iiercè l'istruzione dì co111pa;p1ia i plotoni debbono essere abil itati ad assuma.re le formaz ioni necessarie nel combat.timeoto e ad eseguire i necPssari movimentj in ogn i circosta nza CJn calma, rapidità e sicurezza, al com ande od a brevi ordini del comandànte di compagnia. 615. Per l'insegnamento devonsi fo rmare, pe r quanto è possibile, spesso squadre (o plotoni) della fo r z a di g u er ra incorporandovi alternamente i comandanti ed i gradu ati 616. Per re ndere familiari alla t ru ppa ed ai g rad u:,t i la parte form ale dell' istruz ione, dei m ovimenti e de lla condotta della catena bastano alcu ne esercitazioni in piazza d'arme. Per i 1 fondato addestramento nella esecu zione dei s ingoli mo me o ti d e I e o m b a t ti m e n t o devonsi eseguire esercì tazioni nel p i ì1 v a ri a t o t e rr e no contro u n av versa rio segnato, il q uale dnvr1-t com portarsi precisame nte a:seconda delle iud icaziooi impa rtitegli. Le squ'a dre ei i plotoni devonsi in tali esercitazioni supporre sem pre in una determinata s ituazione, inq uadrati n ella com pagnia. Cìl1. S er vono eia esercitazion i prepa rator ie: l' Formazioo e della catena; 2° Collocamento del:a medesima d iet ro svariati r ipari; 3° Avvicinamento a sbalzi all'avvers'<l.rio con corrispondente impiego ed a umento del fuoco (punti 271 e 851);
221.0
lL XUOVO REGOLAME'.11'1'0 D'ES lsRCIZI.
Esecuzione del c~ntrassal to; modo di resping·erlo; Se;·vi;io di esplo ra ?.ione, di s icurezza e di collegamento nel eomb,, ttimento; Spiegamento della com pa1,rn ia che funzioni da avangua rdia ; Modo d_i comportarsi contro a ttacch i di cavalleria.• e simili. I I momenti de l com battimento do vonsi' eseguire in b8.se a sup posti semplici e determinati, conside ra ndo la 'èom pagnia ora in quadrata ora isolatà. . L'av_versario, le pa1:ti della propria compagn ia ed i repar ti vici n i devono nei limi ti del necessario e del pOHs ibile essere s egnati. Duran te l'eserci ta zione il com an dantr. di compagnia deve fare le relative comunicazion i ci rca ciò che non può essere rappr.e sen ta t.o dai ' _che. segnano il nemico, ma soldati che si potrebbe scorgere ne l combattimento. · Bisogna incominciare da lle più semplici esercitazi~n i ed aum enta re lo e.sigenze g radua lmente. 424. A l g i u s t o i m p i ego del f uoco, a l l 'a dd estra ment o nel l adi _sciplina e d ir ezione de l fuoco d eve a i r i v o I g er e e u r a p a rtic o .lare. ' 425. Compiuto il profondo addet ra mento dei singoli morueoti che rìsu ltano di~ un comb,tttimon to, si debbono eseguire quest i momenti connettendol i l'uno a: I'a ltro ; ed anche ciò deve a vven ire, per q uan to è possi bile, Ìn _terreni di clive rsa specie. 42G. S e s i commette un err~re che preg;iudichi notevolmente lo svolgimènto' dell'esercitazi one, il_ co-
1° Assa I to allo, baionetta; 5° Modo dì comporta1·si in caso di r iuscit,i o non r iusc ita dell'assal:o; 6° Modo cli comportar~ i nella d ifesa ; 7° Modo di comportarsi contro attacchi di cavalieri. Gl8. Per addestr:ire i comandanti di plotone a co nd urre abilmente e co n iniziativa i lo ro p lotoni, de vonsi eseguire esercitaz ioni a pa rt i t i cont1·apps ti. Bisog·::ia incom iocifl i·e dalle più semplici e~ercitaz ioni, ed aumentare 1-e esigenze solo g radua lmente. 619 Se s i commette un errore ehe p regi udichi notevolmente lo svolgimento dell'esercitazione, il comandante la compagnia la fa interro mpere. T utti r imangono là ove si t rovano e nella stessa posizione del corpo. · . 11 comandante di compagnia fa · rileva re i di fetti ai comandan t i di plotone, li istruisce su l modo di procedere pìÌl con veniente e fa ripet ere o continuare la esercitazione. ]?i ù avanti devesi e vitare d i inte rrompere la esercitaz ione specialmente d urante l'avanzata, e si devono impart ire· g l' insegnam ent i solo alla fine di essa. Durante le pause i comanda_n li di plotone; spiegano ella tru ppa lo scopo dei ' diversi movimenti. 620. Il comandante di comp::ig-nia non de ve dare disposizioni di dettagl i cbe distraggano la s ua attenzione dalla condo tta dell' insieme (punto 25) , 621. Al la flné del peri odo dell' istruzio ne d i compagnia devonst ese-
PER LE TRUPPE A .PIEDI JJl':LL'ESEIWI'l'O ,\ US'l'HO-UNG ,I fl.ICO
mandante lii compag nia la fa interrompere. P iù avanti devesi evitare di int er rompere la ese rcitazione special, mente d urante l'avanzata, e si devono impart ire g l' insegna menti solo alla fine d i essa. · Durante le pause i comandan ti di plotone spie~aoo alla truppa lo scopo di ciò che fu eseguito. 42'1. Per addestrare i comandanti di plotone a condurre abilme;:i te e con iniziat iva i loro plotoni devonsi eseguire ese rcitazioni a pa r titi contra ppo sti . Anch e si debbono fo rmare, per qu anto è possibile, sprsso sq uadre e plotoni de l la forza d i guerr a incorporandovi alternamente i g raduati e g li ufficiali. 428. Io seguito ad ordine del comandante di battagli oue devonsi eseguire il più spesso possibile esercitazioni di combattimentq con co m pagnie de ll a fo r za d i gue rra contro avversari o s eg na t o e con còmpito prestabilito, nelle q ual i i comandanti di compag nia assu mono il coma ndo alternam ente.
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g uire, in seguito ad ordine del comandan te di battag lione, frequenti ésercitazioni di combattimento con com pag ni e de l l a f o r. z a a p pro ss i m a ti va di gue rr a contro :1.vversar io' se g n a t o, nell e quali i comandanti di com pagnia assumono il comando al ternamente. In tali esercitazio ni le compagnie devonsi considerare sempre in un a data situazione, isolate od inquadrate nel battagli one. Gli ntlìci al i ed i g raduati non inquadrati itssistono come s pettatori.
1. Il N. R. pone in evidenza più ancora del vecchio la necessità di un profondo addestramento individuale, della squadra e del plotone, e ne dice (verso la fine del punto ·i20) il perchè. - Ammessa una grande libertii nella scelta delle forme, era naturale che più di prima si sentisse la necessità di dimostrare quando con venga impiegare l' una o l'altra di esse a seconda delle circostanze; di qui le nuove prescrizioni della l" parte del punto 423, le quali mancano nel corrispondente punto 616; ed ammessa altrezì una grande iniziativa nell'impiego del fuoco a volontà., si è creduto op· portuno di aggiungere e sottolineare tutto il punto 424.
221~
2. È stata soppressa la prescrizione relativa a ll'0bbligo per gli ufficiali ed i graduati non inquadrati di assistere alle esercitazioni éti compagnia della forza di guerra contro nemico segnato. Questa innovazione si può spiegare considerando che qui si tratta di manovre d i piccoli reparti, aventi per iscopo ancora di insegnare alla truppa le moda lità formali del coro battimento; perciò non possono destare quell'interesse e fornire agli ufficiali che non vi partecipano d iret· tamente quegli ammaestramenti che valgono a compensare l'onere che loro s'imponeva obbligandoli ad as.s istere quali spettatori. Ciò per gli _ufficiali. Q,1anto alle ragioni del pcrcbè neanche i graduati non inquadrati hanno più il dovere di assistervi, essa forse risiede nel fatto che di graduati non inquadrl'abil-i probabilmente non ve ne furono mai, come non ve ne sono mai da noi. 3. Anche questo paragràfo rnerita di essere segnalato per la caratteristica di un metodo didattico cosi bene sviluppato da costituire, delle poche pagine di cui il paragrafo consta, n n manualetto pei comandanti d i compagnia, ove sono raccolte norme precise e particolareggiate sul modo di addestrare sè stessi e il proprio r eparto. Pre~cindendo infatti da quanto al riguardo era già accennato nel R. V., vi troviamo anzitutto la r azionale prescrizione che devesi prima d'ogni altro bene approfondire l'addestramento su quanto concerne lo svolgimento di ciascun m0mento di un combat timento, per poi passar e alla esercitazione complessa che riunisca tutti questi momenti, concatenandoli nella logica sue-cessione che essi avrebbero in caso vero. E poichè il R. N. evidentemente più del vecchio si studia di raffigurare nelle esercitazioni questo caso vero, ha aggiunto varie prescrizioni al rignardo, e cioè : che soventi le compaguio, oltrechè le squadre e i plotoni, devono a vere la forza cli guen·a, e non già app1··ossimativa di guerra come diceva il V. R.; che il comandante di compagnia deve segnare non solo il ne· mico, ma nei limiti del possibile altresì i reparti laterali e quelli stessi della compagnia che non sono destinati a svolgere l'esercitazione del momento; che lo stesso eoman·
PER LG 'J'JWPI'E
A.
PllWI DEL!/ESE RCI'l'O AUS'r R O-UNG,ARICO 22] B
dante deve comunicare ciò che il partito segnato non può rappresentare, ma che però si potrebbe scorgere nel caso reale. Quest'ultima prescrizione, che nel :f' periodo del punto 580 (Del combattimento in genere) vedremo ripetuta e ragionata, mentre concorre con le altre ad inquadrare bene nella situa· zione chi cornbat,te, servirà a spiegare certi atti comandati o do,7 uti alla individ uale iniziativa, i gua1i altrimenti parrebbero inginstificati od arbitrari. Il V. R. non ne faceva parola che trattan.:lo del modo di combattere del battaglione (punto 629 ultimo periodo). A compiere in modo pressochè esauriente l' intendimento didattico . del nuovo testo, concorre un programma di esercizi, incomparabilmente p iù completo di q~ello preesistente, il quale, cominciando da.ll' inizio di un combattimento offensivo, quando le trnppe stanno per entrare nella zona dominata dal cannone nemico, procede mano mano, tracci,mdo, come temi da svolgersi in una o presumibilmente anche in più giornate di manovra, i vari momenti pei quali di solito passa l'attacco, fino all'assalto e al contrassalto. Inoltre ha aggiunto speciali esercitazioni sul modo di eseguire un avvolgi mento e di opporvisi, di effettuare il servizio di esplorazione, di sicurezz,1 e di collegamento, e perfino sul modo di agire d'una compagnia d'avanguardia. Tutto ciò cambiando terreno e considerando la compagnia ora isolata, ora inquadrata. - I nostri regola~enti, in omaggio forse al principio della iniziativa od a l preconcetto che essi non devono scèndere a troppo minuti particolari didattici, non hanno creduto d i sanzionare norme del genere. Essi infatti hanno il vantaggio di essere più brevi, ma per converso, crediamo noi sieno troppo laconici nel fornire a coloro che devono applicarli il prezioso contributo della scienza ed esperienza di chi li compilò, sul modo di istrnire-, addestrare, educare. Il regolamento austro ungari(!O, dettando quel programma di cui ci occupiamo, non si può .dire tarpi le ali a lla iniziativ;1 dì alcuno, perchè questa, ent,ro i limiti che il programma traccia, ha pur sempre ampio campo cli esplicarsi e portare i suoi benefici effetti ; mentre gl' is trnttori che lo
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l[,
NUOVO R.lmOLAMEN'rO n'ESlmOJ¼I
consultano vi trovano segnata la via che autorevolissime personalità militari credono migliore per conseo-uire lo scopo che il regolamento si prefigge. SoU.o questo ;unto di vista pertanto, con pieno ossequio parlando pel nostro regolamento di esercizi. noi crediamo che esso sia alquanto de- . ficiente rispetto a quello austro-ungarico; tanto più che mentre da noi rare $0110 le pubblicazioni che a ·scopo didattico com~entano ed illustrano le prescrizioni regolamentari, nell'esercito austro-ungarico tali pubblicazioni sono frequenti, e le migliori, còrne premio e stimolo agli ufficiali studiosi, vengono altresì raccomandate dal ministero a tutte le autori tà militari, mediante apposite comui1icazioni inserite ne l giornale ufficiale.
IV CaPIToLo. - Il battaglione. J O Sottoccipitolo. - l! battaglione in ord ine c!Jiuso. § 46. -
Prescrizioni generali.
Nuovo regolamento.
Veccltio regolamento.
429. Uu battag lione consta d i 4 compagn ie, eccezionalmente di tre. Due compagnie riunito sotto un solo comandan te sono no mina te m e z z o b a t t a g l i o n e e ven . gono condotte a seconda dell e prescrizioni date per un battag lione(*): 430. Le compagnie costitu iscono ne l battag lione le unità d 'impiego (1 );
'36'1. Ogni battaglione deve pote r assumere le forme semplici che ri · chiede la g uerra in ogni llircostani~, con ordine e sicurezza. Le evoluzioni un i formi (ei1ilteitlicheì de ll e compagnie n0n sono confermi a lle esigenze dell'azione, quin di nea nche nelle ese1:citazion i devons i richiedere. Med ia nte le esercitazioni d i bat· tag lione devonsi promuovere la mo· bilità delle c9mpagnie nonchè l'ini· ziat iva, l'abili tà nel dec idere ed il colpo d'occhio m:lita re dei coman· dant i cli compagnia. Le compagnie pe rciò devono es-· sere addestrate a f..in do e rigorosa· mente.
n Il battaglione pion ier i consta di r, compagÌ1icl; il mezzo battaglione pionieri consta di 2 o 3 compaguie. (t) L'esp ressione tedesca è DispositionsEinheit la cui tr~rluzioOP. lettera!~ sarebbe unità ,Ii <lisposi1.ione; ma il significai.o di Qlteste parole pare alq uanto o;curo. La dizione rego lamentare sembra a lluda al concetto che ogni cornpagÒ ia d,)l)l)a costi-
Prm Ll': 'l'Rt:PPB A f)fEDI DE l, T:I~SEHOlTO AUS'J;JW-ùNGARICO
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368. Un battaglione coostri di 4 "è c.òmpito cJel comandante il batt,,tgl iooe regolarne la coopera,;ioue · compagnie, eccezionalme11te di 3. 36\). Dnc compagn ie riun ite sotto verso un uni co scopo un solo Co.mandant e son~ nominate 43 1. li comandante d i battaglione m e z z o battagli o ne e vendirige le compagnie med iante CO· gono condot:te a seconda delle p re mandi ed ord ini brev i che designino scr izion i Jate pel' un battaglion e. chiaramen te e d . in modo detel'mi~iO. Il comandante d i battaglione nato le sue ioteozioni,. e che eg·li dirige le compagnie riuni t e intto i manga, quand<> è necessario, mercè suoi ordin i mediante comandi, od l' aJutan te d i battaglione, il t,rom · ordiui. brevi che de~ign ino chiara bettiere di battagl ione (1) od ordi mente ed in modo determ inato le nanze. Quando lo ritiene oppo rlllno sue intenzion i, e che egli manda per deve aggiungere. agli orrlini o man mezzo del trombettiere di baUadare in precedenza. maggiori indi g·lione (I ), ovvero invi a le sue dispo c azioni ci rca le sue intenzion i, ci rca sizioni mediante l'a;uta nte d i battala linea da occupare, e sirnilL 432. Gli ordini emanati dal, co ~ glione od ordinanie. 37 1. Gli o~<li ni ema1mti dal comandante di battaglione vengono mandante di battaglione vengono esegu iti a l comand o dei comandanti eseguit i-a l comando d ei comandanti di compagnia. d i compagn_ia. Non s:ino conformi alle es igenze Ne l re ndere g li onori, tutto ci ò dell'azione la contemporaneità e la elle può esse re eseguito dal battauniformità nella es~cuzione e nello g lione s imultaneamen te ba luogo impartire i comandi, ·perciò a.oc h e immediatamente al comando del co· ne.Jle esercì taz ion i ùi com battimento rnandan te di battagl ion e, il q uale a t a le scopo deve premette re a l suo tuir<l ne l battaglione un insieme snod;ito comando la parola. : destinato acl essel'e im1,iegato in modo uniBa,tagUone. forme souo l'i mpu lso .del coma ndante (li bat\aglione e gli ordini dil'eLti de l suo ~o:3'12 Nel passaggio ad una nuova manil an re. Ecco perché abb iamo preferita disposizione del le compagn ie (A1tfl'espl'<l5SÌ01le unità. d'impiego; ed iflfa lli ap1iun to ali' imp iego <!elio compagnie alstell1111gs - Ve1·lliiltnis) i <:omandant i lude il vecch io regolamento al punto 426 di q ueste conducono la. rispe ttiva (IUando dice che : • Le compagn ie costicompagoia. - se necessario al co• tuiscono nel battaitlion e lei Disr,osilionspert.o - per quelle linee che, con• Einlteilen, le quali pcl · conseguimento , dello scopo com une del corobat.Li mrn to servando l'ordine tattico, consen• dcvonsi mctt.e re in azione o u11a dopo tano la pil'1 rapida esecu zione. Se la ,. l'all rn, ov,•ero sim ul taneamente •. formazione non è particola rmente 1". d . 1'. (!J Nel l' esercito aust ro -1111ga ri~o in ogni IJa Ltal!'l ioHc havvi un Lr'"mbet:tiere mout~to, a ll o scopo appu nto di uoter servi re da starreua (,1/eldreitei·). Que,li trombettieri a c,tvallo cli baWtglione furono istituiti circa'• anni fa, mentre <la tempo ogni re;!gimento 11:t uno rlci suoi trombelt.ieri provv isto di cavallo. · N. d. T:
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PE!t LE '!'RUPPE A PIEDI DELL'ESERCITO
À USTlW•UNGA RICO
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I L NUOVO RJ<JGOL,LlrEN'l:O D'JBSElWIZ1
non si devono esigere dette condiioni. 433 . Ne l rendere gli onori sul posto, nelle parate,. per gli al. lineamenti, nella scarica generale delle armi ecc., tutto ciò che può essere eseguito dal battaglione simu ltaneamente ba luogo immediatamente al comando del comandante di battaglione, il quale a tale scopo deve preroet.tere al suo comando la parola:
Battaglione. 434. Ner passag.g io ad una uuuva disposizione delle compagnie (Àufstellungs- Yerltiiltm"s) i comandanti d i queste co nd ucono la rispetti va compagnia per quelle linee che meglio corrisponàona alla situaiione. Essi devono di loro iniziativa utilizza re il terreno e comandare la eventuale formazione più conveniente, conservando però la connessione del battaglione e la salda compagine delle compagnie e mantenendo in g enerale la linea (od il fronte) indicata Questa condotta inte lligente basata sul!' iniziati va deve coltivarsi sistematicamente p?rché di venti abitudine nei comandant i di llompagnia anche quando il battaglione è in ordine chiuso. 435. Quando debbansi eseguire cambiamenti di formazione o movimenti solo da singole compagnie (o mezzi battaglioni), ovvero in ognuna di esse (o in ogni mezzo battaglione), il comandante di battaglione deve premettere a 1 suo comando: Tale co~npagMa ( mezzo battagUone di destra o sinistra, antistante o refrostante), ovvero In ogni
.compagnia (in ogni mezzo battacomandata, essi scelgono quella che è la piit conveniente. 3'73. I comandanti di compagnia si teni;rono là ove lo r ichiede la condotta della loro compagnia, ma devono nello stesso tempo tener d 'oc . cbio il comandante di battaglione. 3i4. Quando debbansi eseguire cam biaarenti di formazione o mov imenti solo da siogole compagnie ovvero io ognuna di esse, il comandante di battaglione deve premettere al suo comando: Tale compagnia, ovvero J;i, ogni
glione). (" )
436. Quando il comandante di bat· tag lione fa suonare la marcia, cominciano a suonare i tro mbettieri o tamburini della compagnia di base. Perciò nelle formazioni frontalì suoneranno anzitutto quelli della compagnia di destra, poi quelli del le compagnie che s ono a sinistra; nelle formaz ioni in colonna si procede dalla tes t.a alla coda. (") Noi battaglione pionieri in ordi ne chiuso su 5 comragnie, la compagnia del centro fa parte ,lei mezzo battaglione di destra, la terz· ultima riel me1.zo battaglione nntista nte.
compagnia.
3'15. Per richiamare a sè l'attenzione dei comandanti cli compagnia egli comanda:
( Continua) .
Attenti!
376. In p iazza d'arme i movimenti delle compagnie in. ordine chiuso devono eseguirsi ordina~iamente a.l passo. 3'78. Quando i.I comandante di bat· taglione fa suonare la marcia, cominciano a suonare i trombettieri o tambur ini della compagn ia di base. Pert:iò nelle formazioni frontali suoneranno anzitutto quelli della compag·nia di destra, poi quelli delle compagnie che sono a sinistra; nelle formazioni in colonna si procede dalla testa alla coda.
SANTANGELO FEL!CE
,maggiore di fanteria.
J
•
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NO'l.'J~ HWLIOqH.•.\.l•lOl:ll~
NOTE BIBLIOGRAFICHE EoGJ<;Nro Bou,An m SArn'r-PrnitRE. - .Navi da guerra e difese costiere, con prefazione del comandante DolrnNlCO BoNA.~nco (160 figure nel testo e 4 tavole). - Torino, Francesco Casanova, editore, 1903. È questa la Parte tena dell'opera : Appu,nti cli arte ?nilitm·e na1;ale dettata agli ufficiali clella scuola di guerra dall'esimio autore: appunti che vennero compilati colla scorta dei più autorevoli scrittori in matflria navale. Il grosso volume, con .gentile idea, è dedicato: agli uffi· ficiali clell' ese1·cit() col pensiero di una pat1·ia fo1·te in terra ed in rnare, e mira appunto, non solo a far loro conoscere il materiale, ma -- ed è ciò che più importa ....: a porgere ad essi una chiara nozione intorno all'impiego dell'ordigno navale da guerra e alle sue probabilità di successo. Nel fatto l'impresa appariva ir~a di difficoltà, poichè, come ben dice l'autore, la guerra navale è mancante all'epoca presente di precisi insegnamenti e diviene sempre più una incognita. « Man mano che si procede innanzi coi perfezionamenti e colle invenzioni, la guerra in mare nella sua essenza si perde, i suoi ordigni creano n uove idee e nuove illusioni, le quali usurpano il posto delle regole fondamen . tali della guerra ». Il. Bollati, però, osserva molto giustamente che se navi ed armi sono mutate e muteranno ancora, dne elementi sono immutabili; 'l'uomo ed il ma,re, e per conseguenza ritiene non si possa ammettere che in virtù delle nuove navi e delle nuove armi, sia per mntare l'essenza della guerra navale. Por questo nel ri ferire le o pinioni d i vari autori, egli non ha mancato d i esprimere la propri<t sull'argomento in
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questione, informata, beu s'intende, al concetto sopra r iportato: epperò avverte che « con ciò non si volle dire che le opinioni espresse sopra argomenti controversi siano lepredominanti, ma unicamente far nascere discussion i proficue per illuminare una via oscura)). A bell<L posta ci siamo alquanto indugiati nel precisare o-l' o intendimenti deil'autore nel dettare. il ·pregevole libro, sia perchè dai medesimi risulta evidente la sua importanza, sia. perchè, già assodatone il valore, ci è dato d i procedere . speditamente e succintamente all'esame dell'opera. D'altronde non ci occorre dire subito dell' eccellenza del libro del Saint-Pierre, quando la d i lui opera, viene stam- \ pata sotto gli auspici del comandante Bonamico . Il quale, nella sua bellissima prefazione - in cui inneggia ad un maggiore affiatamento ed affratellamento dell' ufficialità di terra e di mare, - voto cui noi vivamente ci associamo èice che anche questa, come le precedenti opere del SaintPierre, presenta l' irnport3,nte caratteristica di distinguersi da quelle degli altri scrittori navali « per una maggiore larghezza ed armon ia di criteri continentali e marittimi >) , per concludere: « è pertanto con soddisfazione di, ~oldato e di cittadino che porgo incoraggiamento e lode all'antico discepolo , divenuto maestro, per l'opera veramente pregevole ed utile colla quale egli porta un elett,1ssirno contributo alla letteraturd, militare >) .
L'opera. del Saint-Pierre consta di due parti distinte : la Pa1·te Prima tratta delle NAVI DA GUERRA; la, Parte Seconda delle DrFESE COSTIEl.tF~. La Parte Prima è prnceduta da una Premessa nella quale ' molto opportunamente sono precisate alcune definizioni tecniche delle parti esterne più importanti delle navi come quelle che, costituendo la loro caratteristica, permettono di riconoscerle di1 lontano, e da Cenni slor·ici sullo svili1,ppo del mate1·iale navale. Qni, in poche pagine, è detto, in ordine
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NOTB BIBLIOGHAFICHE
cronologico, come dalle navi del passato si passò alle presenti. Notiamo l'opinione dell'autore che il siluro sia un'arma di transizione. « Non è davvero improbabile -- egli scrive - l'invenzione di u u canuone che lanci un proietto carico di fulm i-cotone o altro potente esplosivo, per esempio, la Maximite, se vere sono le notizie che diremo più avanti (1), il cui effetto sarebbe anche superiore al siluro ». Il Capitolo I è dedicato ' alla descrizione sommaria delle navi da guerra nazionali e il Capitolo II (2) a quella delle navi - corazza.te, incrociatori corazzati e protetti, esploratori ed avvisi - dei principali S tati esteri·: Inghilterra, Francia, Ger mania, Russia, A1;stria-Ungheria, Stati Uniti, Spagna, A rgentina, Chile, Giappone. Saremmo tr atLi troppo lungi volendo ri levare quanto l'autore seri ve intorno al valore delle singole navi o dei vari tipi di esse, e perciò ci limitiamo a dire nhe non è possibile trovare un guadro più c0mpleto dello stato di fatto attuale delle principali armate quale è presentato nei d ~e capitoli sopradetti, cui, poi, aggiungono particolare interesse ed illustrazione del t esto le numerose fig ure in esso intercalate. E chia,ri ed ev identi risultano g li sforzi continui ed intelligenti d'ogni Stato per rafforzare al possibile il v~lore della propria armata. Il Capitolo III tratta del naviglio torpediniere, sottomarino ed ausiliario. Il Saint-Pierre discorre a lungo delle vivaci polemiche accesesi sull' impiego delle torpediniere da guerra e sulla più o meno probabilità di" un loro successo. Egli riferisce q11anto hanno scri tto in proposito il Ronca.gli, (i) A 'con rcr maro l'opinione csp1·css11 circa la pi1·1 o moo10 possibile ui, posizion c elc i siluro, l'autore, più nv:inti, ri po rta la notizia, trasmessa da un period ico francese, di una torpedine aerea immaginata e cost rut.ta dal maggiore Unge, svedese. Questo proietto volan tP hn la forma clas,ica dello zigaro e si muove merci: una specie di turbo-motore ;1zi onnto dal gaz ri sult ante dalla comh 11stion e d i una speciale sostanza che bruci~ 1,,11Lamentc. Le torpedin i es perimenta lo conteneva no da. 2 clii lOJ( rammi e mezzo a 3 chilogrammi i li esplosi vo o avevano una portata tli 4 a 5 ch 1lomc ll'i. )la paro che sarehlit1 facile di rosl1 uiroc cho conterrebbero lino :1 200 chilogrammi <li cs1•losirn e r~ggiun· gerebhero una distanza da S a 10 chil ometrì. (2) Questo c~pitolo fu scri Llo d1dl'ingcgnr re Lorenzo ll'Atlda e l 'autore gli ene po rge
particolari grazitl.
XO'l'E DlBLlOC:RAFICILI~
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il Gavotti e principalmente l'inglese J ane; concorda col Ga.votti che le. torpediniere, impiegate per la difesa ravvicinata e sca()'lionate lungo la costa, potranno riuscire fatali al nemico,bma non vorrebbe per altro che <t su tale naviglio si facessero esagerate e fantastiche illusioni. )> A suo parere (< devesi calcolare sull'effetto morale del naviglio torpediniere tanto e forse più che sulle sue capacità. tattiche e strategiche )> . Rispetto a i bfl.ttelli sottomarini il Saint-Pierre ha fatto un po' di storia e raccolto le più recenti n~tizie sull'imp~rta~te problema, e però in accordo col tenente dLvasc~ll_o S ~ch1 opma che, « allo stato attuale delle cose, i sottomanm ed 1 sommergibili non possono avere nella guerra mar_ittima, _altr_o cò17:1pito che q oello assai modesto di sem~v~nt1 ~atten e d1 l_anc10 poste a difesa dei porti >> purchè v1__s1 aggmnga_: di giorn?· Il Saint-Pierre, pi-n-ò, :::i unisce all mg. Ruffon1 per cons1~ gliare di non disinteressarci della questione, d i seguirla anzi con studi ed esperimenti. E q ni ci pare ch'egli t rovi la nota veramente giusta, poichè domanda che si allarghi la questi_o ~e e si determini quale vera funzione avrebbero queste navi m guerra, « perchè non è sufficiente il dire: Sorvegl-ierebber·o il lil01·ale lor·o affidato, ma è necessario sapere come lo sor. . . veglie1·ebbe1·0 ». <( Come, infatti, egli soggiunge, navigheranno ms1eme d1 notte senza vedere, uon <liremo sott'acqua, ma semplicemente sopra, con un orizzonte quasi a pelo d'acqua ohe con mar~ grosso sparirà. complètamento? Come assalirann o insieme d1 notte una. squadra? Come potranno opporsi ad un bombar damento notturno della città, che debbono difendere, eseO'Uito da navi cb~ defilerauno a forte velocità, a fanali b osourati ~ >) E perciò conchiude: « L'Italia farà ben~ a te~er d'occhi~ 1a que::;tione dei sottomarin i ma a . non dimenticare ~ltre~1 che non è giimta ancora l"or·a d'affidare loro la sua hberta, h. sua indipendenza, la salvezza delle sue spiagge, delle sue città ~arittime, del suo comme1·cio, della sua vita, infine )> . 110 -
.l'.'INO Xl.\"11 •
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N OTI, J3IDLIOGUAVICHE
NOTE BrnL1 OGHAFJOIJE
Riguardo, poi, al nav;iglio ausiliario, il Saint-Pierre ne nota la grande importanza, ed avverte « essere più che mai , indispensabile curare la Marina mercantile affinchè, al momento critico, possa offrire alla militare quel materiale che più si addice a raggiungere lo scopo desiderato ». Deve e~ser cura dei governanti, egli scrive, « il preparare in tempo d1 pace trasporti per il m1rbone, cisterne per l'acqua, navi per il ghiaccio, navi ospedali, navi officine per ripara.zioni, n~vi_ per il trasporto delle truppe, caval\i, viveri e muui z1om, ecc. ecc. ». I Capitoli IV, V, VI, VII e VI[! s'occu'pano dèlla potenzialità delle navi ossia dei fattori della potenzialità offen~iva e difensiva delle navi, e costituiscono, senza dubbio, la parte più importante del libro, come quella che offre all'ufficiale dell'esercito la più ampia idea possibile cli ciò ch e sia la grande potenza di un'armata. « I fattori della potenzialità di una nave costituiscono il suo armamento e la sua d ifesa. . • « Costituiscono l'armamento: le artiglierie, i siluri e lo sperone. « Costituiscono la difesa: la velocità, la protezione. « La velocità diventa per sè stessa un'arma di offesa se la nave attacca ». Di questi fattori l'autore tratta nel · modo il pi'Ù particolareggiato, e non solo fornisce intorno ad essi le notizie e i dati più minuti ma svolge a fondo i molti e capitali quesiti che li riguardano. Ci è perciò impossibile non solo il prenderli a disamina, ma neppure l'accennarvi, sia pure brevemente. Non possiamo a meno, però, di soffermarci alquanto sulle due principali questioni : della velocità e della corazzatura. Come sempre avviene per i gravi problemi, così anche per quello della velocità, i pareri sono molto controversi. Gìi uni, come il Bonamico, considerano la velocità come arbitra tanto della situazione tattica quanto della strateg ica; altri, come il. Mahan, non ritengono che la velocità sia it primo fattore di una nave da bat taglia ed osservano che
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in battaglia il fattore dominante 1:1on è la velocità, ma la poteriza off~nsiva ». Il Saiut.-Pierre pur ammettendo che i principi enunciati dal Bonamico sono indiscutibili nel lo1·0 valor·e assolu,to, osserva tuttavia « ohe ciò non porta a conchiudere, per esempio, che nna marina sarà più potente quando avrà le navi veloci, giacchè ha ben ragione il Fleury Ravarin quando scrive : « Vit esse et puissance sout deux données contradictoires, s' excluant, qui né peuvent etre à la fois portées au maximum sur un me me navire >). Conclude perciò: « teoricamente parlando è indispensabile e sommamente importante che, in una marina scientificamente oi·ganizzata e pre~ parata alla guerra, vi. sia una recisa distinzione nei tipi di navi: vi siano cioè le navi talliche e la navi strategiche » .. « Nelle prime la, velocità debba essere si,bordinala all'offesa ed alla protezione fino al limi,te minimo consentito dalle eventualità tattiche che un combattimento con le armi moderne può presentare « Nelle seconde la velocità vuol essere il fattore p1·erlo1ninante. Lo :,viluppo delle une, più che delle altre, è una conseguenza del genere di guerra che la Nazione .è chiamata a sostenere ». Noi, cedo, 11011 ci peritiamo di esprimere un giudizio sopra così grave a,rgomento; tuttavia confessiamo franca mente di non saper afferrare il concetto del Saint-Piene che vi debbano essere navi tattiche é navi slrategiche. Riguardo alle corazze, l'autore riassume i periodi più salienti della sua evoluzione, e chiaramente riferisce · intorno alla lotta apertasi fra corazza e proiettv. Comparsi nel 1886 i proietti d'acciaio col cromo, questi per circa cinque anni trionfarono della corazza perforandola senza deformarsi, ma nel 1891 e 92 le coraz~e pre::iero d i nuovo il sopravvento colle piastre cementate e con quelle }farvey e lo mantengono tuttora. « Simile resistenza della corazza, os3erva l'anLore, obbliga dunque a quadruplicare il peso del cannone che l'att acca, e, per converso, a peso eguale di corazza, permette di au.:. men.tare più del 50 °, u la superficie protetta ». «
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X 01'E DI J3LIOGHAJ!'lUD li:
Nel 1895 il Krupp si fece inventore di un suo processo snperiore a quello dell'Harvey; processo adottato da tutte le nazioni eccetto che in l!.,rancia. ed in Italia. Però, « sia in Francia, nelle sue grandi acciaierie, come in Ilalia, a T erni, si usano processi di cementazione che dànno risultati pari, se non superiori, come quei di Terni, al processo Krupp ». Il guaio è che questa lotta fra corazza e proietto ha por· tato per conseguenza che navi le quali appena pochi anni or sono contavano fra le più potenti - e noi ne abbiamo pa· r ecchie- ormai per l'in~u:fficiente corazzatura hanno perd uto gran parte del loro valore. Nè questo è tutto, poichè il Saint-Pierre riferisce di espe rimenti eseguiti in America il 9 ed il 23 maggio 1902 dalla ditta Vickers, nei qnali due piastre, l'una di 152 mrn , o l'altra di 305 mm. furon o forate e trav-e rsate dai proietti del cannone di 152 mm. e di 190 mm. muniti di capucc.;io, che costituiscono l'ultima invenzione. Allo stato attuale delle cose, secondo il Sain-~ierre, « nessun perfezionamento degno di menzione, nella tabbriéaziono delle corazze e dei proietti, ebbe luogo nel 190 l »; e quest'affermazione ci pare alquanto in contraddizione cogli esperimenti del Vickers, da lui stesso accennati. Egli è vero che soggiunge: « in tutti i casi le punto dèi proietti senza ca· puccio furono frantumate »; e ciò sta bene, ma egli stesso, a proposito di quelle esperi cuze, ha rilevato la loro gravità « che non può sfuggire ad alcuno », ed ha soggiunto che « sarà interessante di vedere come le autoritiL inglesi, poco favorevoli al capuccio, si regoleranno iu conseguenza di questi risultati )> .
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La Parte Seconcla - D1FESE oosTCERE - è tanto rimar'cbe · vole quanto la Prima, sia per l'importanza del soggetto per sè stesso, sia, e sovratutto, perchè ra.rgomento ci interessa al più alto grado così davvicino. L'autore divide le difese costiere in difese :fisse terresLri e difese fisse mar ittime. A p-
NO"J'J:: .8IJ3Ll0G1UFI CRE
partengono alle prime: le fortificazi~n~ in gE1~eral~; alle seconde: le torpedini - ginnoti, torpedini elettriche 1so_lat~, ad urto, da blocco - le batterie lancia-siluri e le ostruz1on1. In definitiva gli elementi guerreschi delle difese costiere sono adunque: cannone e torpedine. Il primo _è l'arma p~r s~cellenza della difesa, ne è il fattore principale perche difendendo offende; la seconda è arma passiva, e però cannone e torpedine sì completano a vicenda. . . . . L'autore tratta diffusamente dei singoli mezzi di difesa; noi però non lo possiamo segu_ire in codesto a?c~rato_esame, e intendiamo rilevare soltanto qualche sua op1mone intorno a taluno dei principali quesiti svolti. Il Saint Pierre nota che anche le ultime campagne hanno dimostrata la superiorità dei forti sulle navi, ma i progressi fatti dalle artiglierie navali: alcune delle quali raggiungono i 20 chilometri di gittata, permettono oggi a lle navi « che di proposito volessero bombardare, di mettersi in P?~izione ~~ essere assolutamente in.columL dai tiri della difesa, e c10 perchè tutte le artiglierie da costa, ad eccezione di_ qual: cheduna presa dalla marina, non hanno portata su~enore a1 9 chìlometri, e di queste ancora, ve ne sono relativamente poche >). . Emergerebb~ro pertanto ì quesiti: della tras~ormazi~ne -: costosissima, - degli armamenti, delle batterie e dei forti costìeri con cannoni d[ migliore potenza e gìttata e della convenienza o no di codesta trasformazione. Il Saiut-Pierre, riferendosi ad esperimenti fatti di tiro di navi contro forti, è d"avviso che « per le piazze marittime le cose possano e debbano rimanere quali sono >). Pei forti, po~, posti a difesa dei portì commerciali, opina che. ~arttb~e miglior partito il disarmarli a~dirit~u:a. « Con 010'. egh so~giunge, si farebbe opere saggia, poh~1ca ~d economica. Saggia perchè si riconoscerebbe, senza sottmtes1, che u~ centro com: marciale fortificato può essere bombardato d1 notte e di o-iorno, senza che le navi nemiche corrano pericolo di una :ola scalfitura, a,nche se l'armamento dei forti fosse trasfor · mato ; politica perchò potrebbe nutrirsi speranza elle il ne,
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NO'l'.t;; BlBLIOGRAltl CH.l~
mico non osi per umanità o per interesse, bombardare una città indifesa, sebbene il primo d i questi argomenti abbia ben poco peso in guerra; economica, e questo è ovvio ». _Considerate soltanto dal punto di vista r, uramente teorico le idee dell'a~tore sarebbero accettabili senza grave contrasto, ma se scend1a_mo nel campo pratico, specie per quanto ha tratto a1 porti commerciali - sottintendiamo Genova _ la cosa è ben differente. E a noi pare, per moltissime ragioni ~he sarebbe troppo lungo l'enumerare, che tutto debbasi porre lll opera per mettere Genova al riparo di un bombardamento. L'autore, i.n via generale, si d imostra abbastanza avverso alle fortificazioni, e noi siamo con lui. Ma, dato - e pur troppo non concesso - che per la nostra difesa costiera si p_otesse spendere quanto è indispensabile, gli domandiamo: s1 manterrebbe .egli fermo nel suo concetto? Ad altri due quesiti yogliamo, ma con poche parole, accennare. Il primo non è affatto svolto dall'autore e vi si accenna soltanto in una nota a piè d i pagina. Ed è quello 1:;lativo alla costit uzione di un CORPO COSTIERO, con uniforme unica e dipendenza unica dall!I. Marina; problema che, vi è detto, sarebbe ormai tempo, di r isolvere arditamente e senza sottintesi. L'altro riguard,i, le for tificazioni con fronte a terra « siste~ate per. difendere le piazze marittime da ipotetici assalti terrestri» . L'autore è recisamente contrario a siffatte fortificazioni, e così ragiona. « . Pnò o non può sbarcare il nemico? Se può, glielo si impedisca, aumentando la forza snl mare, la quale è la sola che P:Ossa ?stacolare u~'operazione di questo genere. Se non può, s1 cessi dal patrocmare ·uu aumento di quelle fortificazioni dal lato di ter ra, le quali non dovr anno mai servire ». ~ oi n~u osiamo esprimere un giudizio su questioni di così capitale importanza, ma non possiamo non notare che l'egregio autore fece molto bene a sollevarle.
.NO'J'Jo: BlHLlOORAFlCHB ~
:,: * L'a.utore erasi prefisso di porgere agli ufficiali dell'esercito un concetto il più possibile approfondito ed esatto di quei due problemi così complessi e ponderosi che oggi si sogt'iono comprendere sotto le denomi_nazioni di navi da guerra e di difese costiere. Noi cred iamo, siamo, anzi, profondamente convinti che uon solo il Saint-Pierre ha raggiunto lo scopo cui mirava, ma che era impossibile conseguirlo in modo migliore: Noi vorremmo che gli ufficiali tutti dell'esercito avessero agio di lt,ggere e studiare il bellissimo libro del Saint-Pierre e perciò loro vivamente lo raccoma,ndiamo, poichè è indispensabile che i nostri ufficiali conoscano a fondo i mezzi di cui d ispone la Marina ed i g ravi quesiti che intorno ad essi si dibattono. Il Bonamico ha proclamato che il suo allievo è diventato maestro. Di fronte a così lusinghiero giudtzio il nostro encomio vale ben poca cosa; valga pur poco, lo tributiamo al Saint-Pierre nel modo il più completo, senza la minima restrizione.
PauL AzaN, lieutenant à l'éta t -majot de l'ar mée. -
Annibal
dans les Alpes. Ouv1·age 1·enf'er-rnant dia;-sept cartes et six vhotographies. - Paris, Al phonse Picard, éditeur, 1902. Bisogna convenire che ben poche delle antiche questioni storiche hanno appassionato lo studioso quanto questa dell'it inerario seguìto da Annibale per a ttraversare le Alpi. Non solo innumerevoli sono · le pubblicazioni del passato sul d ibattuto quesito, ma anche oggi non accennano affatto a cessare. Naturalmente ogni n uovo libro, ogni n uovo articolo di Rivista lascia il tem po che trova : gli autori dei medesimi sono costretti a t rarre induzioni dai soli due tèsti di Polibio e Tito Livio - tramandatici dall'antichità - che narrano
:'.'10'.l.'E B1BLI0GR1I.FICHE
NO'l'.E .BIBLIOGRAFICHE
abbastanza diffusamente _Ja spedizione d'Annibale ma è evidente .che. non può uscir fuori la verità storica. dalle inte r _ pretaz10m.
L'Azan esamina e confuta in via generale codesti sistemi, raggruppandoli, però, in tre soli che chiama gruppi di sistemi: Gran San Bernardo e colli più al Nord; Piccolo San Bernardo e Moncenisio, Mongiuevra e colli più al Snd. Delle tante opere relative a codesti sistemi, l'autore discute in dettaglio soltanto quella del colonnello Hennebert, perchè m_o lto documentata e piena di erudizione, e l'altra del Ohapms al quale le sue missioni ufficiali, la sua notorietà com.e alpinista, e Ja sua alta posizione all' Università hanno fatto accordare da molti piena :fiducia. · Da questo succinto quadro dell'economia della prima parte del libro, 'Tisulta per altro evidente l'immenso lavoro del'. l'autore e . di cui fa prova manifesta la nota annessa clegh innumerevoli autori che scrissero dei vari sistemi e le di cui opere furono da lui consultate. Ed eccoci ora all'itinerario ideato dall' Aziin. « Il 0O'enerale cartaginese passò il Rodano presso Rocque· maure · rimontò la sponda sinistra del Rodano fino all' isola, cioè fi~o al confluente di 'luel fiume · coll'Isère; seguì quindi la riva sinistra dell' Isère, attraversò il Drac che è la Druentia di Tito Livio; seguì poi la vallata del Graisivaudan ed arrivò per il corso dell' Haut-Gélon al piede delle montagne. Da lì egli h~ seguito la riva sinistra dell' Are, che ha a~traversato alla Oha.mbre, poi la sponda destra. Finalmente pel piccolo Moncenisio è giunto al colle del C1apier, .o ve ha accampato. Di là per Susa è sceso in Italia ». Raffrontata linea per linea la narrazione cli Polibio col1' itinerario proposto - e questo raffronto· comprende molte pagine - vi è pieno accordo. Infatti i vari dati di Polibio combinano: L'isolci a quatt1·0 giorni dal Rodano : è il paese al confluente dell' Isère e del Rodano. · Dopo l'isola percorso in paese p-iano limgo un -fiume: è il perJorso per la sponda sinistra dell' ~sère. Attacco clei Galli: nella vallata dell' Haut-Gélon, al colle dei Oucherons. La città antico: sullo stesso pianoro di Saint-Alban, in vicinanza delle miniere di ferro e di rame.
Il tenente Azau ha questo merito: di riconoscere apertamente che per mettere d'accordo il testo di Poìibio colla geo grafia,. ha dovuto _cercare nuove basi sulle quali far riposare la sua mterpretaz10ne. .Non pretende quindi di aver risolto il problema; presenta anzi la sua congettura affinchè sia d iscnssa. Di quest~ sua congettnra diremo poi; ma 1subit~ vogliamo notare che il lavoro di lui - frutto del resto di molte ricerche e per conseguenza di molto studio e molte cure _ riesce so1:1~amente g~niale perchè non mira ad imporre la propria opm10ne ed offre copioso materiale di studio a quanti s'in teressano della controversa questione. Non possiamo seguire l'autore nella sua lunga esposizione - la quale fra l'altro ha il merito d'una singolare chiarezzit intendiamo però, riassumerla sommariamente ma in maniera da risult.arne netto il concetto dell'autore.
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L' Azan, anzi tutto, riporta la traduzione letterale dei testi di Polibio e di 'l'ito Livio. E questa fo veramente un'idea felice perchè mette il lettore immediatamente al corrente dell'intero problema, mentre di solito gli altri scrittori usarono c~tarli a brani: L'Azan d~chiara quindi che prenden't p~~ ?md~ 1~ narraz10ne di Polibio rieercaudo solo in quella d1 1'1to L1v10 accessorie informazioni. Riassunti i dati forniti dal racconto Polibiano, l' Azan os~ ser\7a come essi abbiano dato lnogo alle più. svariate interpretazioni. I dif.terenti sistemi (così li chiama l'autore caratterizzati dal punt? di passaggio delle A.Ipi) presentavano nel 1835, s~condo ~l Bouché Leclerq; pel San Bernardo 19 voti, pel Piccolo San Bernardo 33, pel Moncenisio 11, pel Monginev ra 24, pel Monte Viso 3. Ma d'allora questa statistica è di molto aumentata.
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NOTE .13IJH,T0(;1MFIC11E
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La r upe ??/uda: presso Modane, al piccolo villaggio di Amodon. · La vista delle 11lpi presso ·un accampamento e p1·esso il colle del passaggio: a.l colle del Clapier. · La stretta di t,·e stadi e mezzo: presso Bonhomme. E così pure concordano le distanze e -i tempi perfettamente. . Dal .passaggio all'isola : (JOO stadi (l) ossia chilometri 106,5. Secondo l'Azan ; chilometri 108,5 a 110,5. ·Dall'isola alla salita delle Alpi, 8 OO staclt o chilometri 142. Secondo l'Azan 154 chilometri. 11raversata delle Alpi : :l2J O stad'ì o 21.3 chilo:netri. Secondo l'Azan chilometri .212 a 220. Certo l'assegnazione del colle del Clapier, siccome punto del passaggio delle Alpi da parte di Annibale è quella che, meg)io d'ogni altra, corrisponde al dato capitale del testo Polibianò - se lo si accetta per esatto - secondo il quale dal colle si avrebbe avuta la vista della pianura padana.
Il tenente Azan fu sul posto nell'agosto del 1900~ ne fa un'ampia descrizione e vi prese . quattro fotogra:fie che sono unite al testo. La sua induzione - non tutta sua, del resto, p~rchè g ià for mulata dal colonnello Perrin, e come avverte lo . stesso autore facendo, però, seguire ad . Annibale altro itinerario - la ~ua induzione, ripetiamo, ci seduce per la ragione sn esposta; essa sembra, molto verosimile ma al ' , postutto, possiamo. considerarla soltanto come una felice induzione, non mai come f'atto storico a,ssodato. S' intende da sè che dell' ideato itinera1:io l' Azan presenta i vari particolari riflettenti i giorni di marcia, di combattimento e di r iposo, le località di tappa, nonchè le distanze chilometriche giornalmente percorse: particolari che per brevità dobbiamo or:nmettere.
(1}° Lo stadio, secondo l'.-lzau, corri :;pondcrcbbe a m. 17i,60.
NOTE l)IBl,I0GRA1''lCIIE
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1f
* * · d e ll'A.zan -- e' eP-li stesso che ce ne avverte 1 merar10 o L ··t· è basato sopra ima sostituzione di nomi. ~ Dall'isola, secondo Polibio, Annibale ha perco:·so 6~0.stadi limgo il fiwne, -ossia lnngo il Rodano, perche Poh?10 ha sempre riserva to codesto epiteto di fiume ~l Rod~no. L Azan, invece fa percorrere i 600 stadì lungo l'Isere e JTancamente ricouo~ce che qui egli è in pieno disaccor do col testo Polibiano. « Nc,i abbiamo mostrato, egli seri ve, una grande prefe: renza per Fitinerario passante per Grenoble, -~ l'lsère che noi abbiamo costeggiato, e Polibio il Rodano. L a~senza del Rodano, ecco adunque il punto debole del nostro sistema» . . La Parte Seconda è destinata, appunto, a coonestare la conget tura dell'autore. A nostro parere, anche as~raend? ~om· piutamente dal motivo ·che l'ha dettata, essa e assai m ter essante ed istrut tiva. . . . L'autore studia dapprima il Rodano di Polibi~, d1 Cesare, • di Strabone, dimostrando le inesattezze d,31 primo, la ma· . niera differente d i considerarlo del secondo -:-- epp~re am~ bedue l'avevano visto - e :finalmente la confusione rnes_p hcabile di. Strabone che pure cercò sempre di essere preciso. Passa poscia a dire delle trasforrn~zio:°i del Rod~no, ~~Ile forze trasformatrici - erosioni, alluv1om, scoscen~1ment 1 . · · · t 1· del suolo , delle deduzioni geologwhe, ecc., . d e1· mov1men per venire alla conclusione che « gli antichi hanno ~ato 11 nome di Rodano al sistema idrografico attualmente designato coi nomi di Rodano - Bourget - Isère ». . « E ra il Rodano, soggiunge l'Azan, che vemva dal. Le-mano svolgendosi in onde tumultuose; era il Rodanq che si stendeva da una immensa nappa più calma nella vallata di Chambérv; ed era ancora il Rodano, il fiu me al quale se ne anda.;a quella n appa, un R0dano meridionale ~be ra~O'iun c,eva il R odano settentrionale al punto deuomrna~o il Confluente; la zona comprèsa fra quei d ifferenti bracci del fiume era l'isola )) . -
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NOTE l3JBUOGR..U'J CIII<.:
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** È facile prevedere la sorte che toccherà al bello studio del tenente Azan: quella, cioè, degli altri libri che l'hanno P:e:ed~1to. In primo luogo coloro i quali s'interessano, ogg1d1, d1 una campagna ch'ebbe luogo più di due mila anni fa e che d'altronde come fatto storico, è universalmente nota .nelle sue linee generali, sono assai pochi e, a nostro parere con ragione, poichè ora vi è lien altro da studiare. ' D'altra parte, per poco si rifletta, è giocoforza riconoscere · che il quesito è insolubile; si tratterà sempre di induzioni · di interpretazioni, di congetture, perchè i testi di Polibio ; di Tito Livio - le sole fonti cui si possa attingere - non offrono da.ti precisi, sicchè ogni autore non vuol ricono scer_e per _esatto se. non la_ propria opinione. Invano adunque c1 s1 affatica per rrntracc:ara la verità storica; la sola che presenterebbe reale interesse. · I1 libro dell' Azau è, senza dubbio, meritevole di essere conosciuto ed apprezzato. L'itinerario vi è studiato con ~olta intel~igen_za. La scelta del colle del Olapier come· punto d1 passaggio delle Alpi risponde perfettamente alla narrazio~e di Polibio, come perfettamente vi risponde · l' itinerario ammettendo la sostituzione dì nomi fra Rodano e Isère · la lunga ed erud-ita discussione intorno alla trasformazion~ del :fin1:1e è del massimo _interesse. · Cosa singolare poi, e contrariamente a quanto si .verifica per analoo·hi lavori . B ' q.uesto del tenente francese produce nel lettore vero diletto: pregio che gli deriva dall'eccellente ordine della materia dalla chiarezza delle idee e dell'e,,posizione delle medesime: dal linguaggio sempre forbito e militare, dai numerosi schizzi e fotografie intercalati nel testo . All'egregio tenente i nostri rallegramenti e l'a ngurio che l' o~era d.i lni venga a prendere, come, a nostro giudizio, ne e meritevole, uuo doi posti principali nella innumerevole letteratura che si è occupata di quella campagna d' An· nibale,
RASSEGNA MILITARE ESTEHA LE MANOVRE ALPINE FRANCESI DEL 1902
Le manovre al pine francesi di quest'anno assunsero una speciale importauza, sia per le regioni in cui ebbero lnogo - specialmente da parte rlel XIV corpo d' a1:mata - , sia perchè in ambidue i corpi d'armata di frontiera furono eseguite manovre di grandi unità (1). Tanto nel XIV che nel XV corpo esse si svolsero in due periodi: nel primo, marce-manovre ed esercitazioni tattiche di battaglioni; nel secondo, manovre di brigate e di d i visioni. Ma per poter restare nei limiti dei crediti assegnati, si fu costr etti a ridurre alquMtto la permanenza nelle sedi estive degli alpin i del XIV corpo. Infatti essi invece di . partire per la montagna - secondo il solito - verso il 20 giugno, vi si recarono un mese dopo, eccetto due com· pagnie per battaglione (2), le quali raggiunsero ant,eceden· temente il rispettivo settore. Manovre del XIV corpo nell'Alta Savoia.
Queste manovre richiamarono in special modo l' attenzione, perchè è la prima volta che esse ebbero luogo in quelle regioni da -che la Savoia fu incorporata alla F rancia. Esse furono d ivise in due periodi : (l) Vedi Carta <li Francia al l 'SOù~O. {2) Il battaglione a11ii no consta cli 6 compngnie.
.RASS J~GN,\ Ml:LITAR.E ES'.l' ]<;I{,\
. 1° Dal 5 all'8 agosto, manovr e di brigate alpin e contrapposte nei Bornes; 2° dal 9 al 14 ag osto, manovre della d i visione alpina contro la 28" di visione d i fanteria nella valle dell'Ar ve. 1°
PERIODO.
11" battagl.ione alpino; 22° id. id.; Partito Est 1· id. del 9·7• fanteria pre1" brigata alpina ( mier à marcher; 2 batterie alpine. 12° battaglione alpino; Partito Ovest ( 13° id. id. ; 2• brigata .alpina ( 14? id. id.; 3 ba,tterie alpine. \
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La sera del 5 agosto il par tit o Est occupa Cluse, Sallanche e l\iiégève ; il partito Ovest, Annecy e dintorni. Tema ..- La prima brigata alpina, quale avanguardia del ~uo p.art1to, ha la missione di occupare, .il giorno 6 agosto, 1 colli della Colombière, des Annes, de la Grande Forclaz, de J aillet e des Ara vis per facilitare il movimento di tutto il partito sulla posizione di Saint -Jean-de-Sixt. Il partito Ovest ha l'incarico di opporsi all-'avanzata del nemico. Gior·no 6. :.__ La 1" brigata alpina avanza su tr e colonne, e raggiunge i suoi obbiettivi dopo di · avere respinto il ne mico, che si era portato verso Saint- J eau -de-Sixt, su Les Villards e T hones. Il partito Est la sera del 6 accantona a Grand-Bornand a la Clusaz ed a la Giettaz. ' Gi01·no 7. -~ Al mattino del 7, la prima brigata riprende il suo movimento in avanti attraverso i B-ornes, avendo per obbiettivo la linea Thuy-'rhones, les Clefs. L 'avanzata è effettuata su due colonne, il 1° gruppo a lpi no su Thones per Entremont ed il colle de la Buffaz ; il resto per la valle des Villards.
1·u sSEGNA. MILI'.l'ARE ESTERA
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Ma durante la manovra il comandante il partito Est riceve avviso che nnmerosi rinforzi sono giunti a l nemico, per cui è · costretto a battere in ritiratèL, lasciando solo, quale posto avanzato, una compagnia dell' 11° battaglione alpino al colle di Buffaz. Alla sera la dislocazione dei partiti è la seguente : Partito Est: Col de Buffaz, Saint- Jean-d.e-Sixt, Entremont; Partito Ovest : Thuy, Les V illard.s, La Clusaz. Giorno 8. - Il partito Ovest attacca la posizione di Saint-J ean-de-Sixt, tentando cli impadronirsi del ponte des Etroites per tagliare la ritirata al nemico. Con questa manovra ha t ermine il primo periodo. La sera le due br igate alpine si r iuniscono per formare Li. divisione arpina, ed ac.cantonano; la 2" nei dintorni d i Petit-Bornand in Val di Borne, e la l"verso Saint-Pierre· de-Rumilly allo sbocco della stessa valle nella pian-a dcl1'Arve. 2° PEmono. -
1vlanovre di clivisioni contrapposte.
Il 9 agosto si costituisce la divisione al pina nel seguente modo: ciascuno dei· 6 battaglioni raddoppia le sue compag nie e forma u~1 reggimento d i due battaglioni; le 5 batterie da montagna formano l'artiglieria divisionale, ed uno sq uadrone del 2° dra.goui lo squadrone di visionale. Il' partito Ovest, rappresentato dalla 2s, divisione di fanteria, si compone di: 5 reggimenti di fanteria (30°, 96", 97°, 158° e 159°); 6 batterie d'artiglieria; 2 squadroni del 4° dragoni. Direttore delle mauo,re: generale di divisione Arvers, comandante la 28" divisione. Tema. -· È ann unciato il con'centramento di n umerose t ruppe nemiche nella regione Croisy-Annecy. Da alcune informazioni si sa che esse eseguiranno, la mattina del 10, un'avanzata s u La Roche-sur-Foron.
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:Fù\SSEGNA MILITARE ESTERA
La divisioue alpina ha l'incarico di arrestare il nemico, od al men9 di ritardarne la marcia. Giorno W. - La d i visione alpina avanza su t re colonne: colla 1• brigata da Saint-Pierre-de-Rumilly su Orange; colla 2" brigata, attraverso il massiccio d i Sous-Dine, su due colonne, con obbiettivo la linea CheneviElrs-Orange. La 28" di visione esegue il suo movimento pèr la direttrice Cruseilles-La R oche, mandando una brigata a guardia del suo fianco destro, la quale prende posizione t ra Les Biolles e La Pierre, ed apre il fuoco colla sua artiglieria a ppena vede sboccare gl i alpini dai colli, Dopo un combattimento d i tre ore, la manovra. è fatta cessare. La di visione alpina si ritira su Bonneville, mentre la 28"" si accantona nei pressi di La Roche. Giorno ii. - La di visione alpina si porta all'attacco della posizione fo~mata. dall'altopiano di La R oche. Mentre colla 2" brigata tiene occupato il nemico s ul fronte, ten ta c~ll'al tra di aggirarlo sulla destra. l\1a il partito Ovest, favo r,ito dalla posizione e dalla preponderanza n umerica resp i nge l attacco. · La di visione_alp ina riprende i suoi accantonc1,meuti d i B onn eville ed Ayse. Giomo 12. - Riposo. Gioi-no 13. - 11 c.omandante del partito Est decide d i r itirarsi verso le Dranses per il colle di Cha.tillon , ed al mattino del 13 i nizia il movimento. Ma arreatato dal · nem ico inseguente all'altezza d i Marignier, si spieg a ·sulla posiziorie della Còte .de 'l'hyez, e con u n 'energica dif'esa res pin ge gli assalti nemici . · Questa manovra fu presenziata anr.he dal ministr o della guerra, generale André, il quale al cessare di essa, fece rad unare t utte le truppe a cavallo della strada l\ilarignierChatillon, e, dopo di averle passate iri. rivista, rimise agli inte · ressati le decorazi oni loro assegnate dall'ultimo Bollettino. L a sera, la divi;;ione alpina accantona a 'l'anninges, con u na retroguardia al colle d i CMtillon .
RASSEGNA MILI1'AHJ•: :i,;S'JEJlA
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Giorno 1.4. - Il partito Est (alpini) avendo ricevuti rinfo rzi, riprende l'offensiva. La manovra consiste in u no s piegamento preparatorio alla r ivista fina le, ch e ha l uogo nella stessa mattina n ella. pianura d i Mélan a sud di Tanninges, passata dal g en erale Grasset , governatore di Lione e comandante il XIV corpo d'armata. Vi presero parte circa 11,000 uomini. Manovre del
XV
corpo d'arm a t a .
Come g ià si disse, anche per i l XV corpo, le manovre a lpine furono divise i n due periodi: 1° manovre di es"!reit azioni di battaglioni, dalla fine di giugno al 14 luglio ; 2° manovre di brigate contrapposte, dal 19 a l 30 luglio. Truppe che vi presero parte :
2 fJ" cli visione. Comandante: generale di di visione Fabre. 27° battaglione al pino ; i l battaglione premier à marcher del 57' brigata (Ebrma- \ 1120 fanteria; zione di mano · . . . < 2° e 3° battaglione del 3° fan teria . . . ,Ta) generale Vil- ; 13, bat,te n .a a 1p1na.. lar · d ne batterie mo~ tate del 19'' art i 'I g lier ia. 6° e 24" battaglion<:l al pini ; 58" b rigata (forma- 16' e 17" bat terie alpine; z ione di mano - i battag lioni premier s à marcher del vra) gen. D'E n11 1° e 14 1° fanteria; t raigues d ue batterie (montate) del 19° artiglieria.
H l -
,\1i1i0 XLVII .
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tUSS};GNA MILITARE ESTERA
3 O'' divisione. Comandante: generale di di visione Pelloux. 23° battaglione alpino; 59• brigata (forma· 14• batteria alpina; zione di mano- i battaglioni premiers à, marcher del 40° e 58° fanteria; vra) gen. Flouvat '/,1. compagnia del 7• genio. 7° battaglione alpino; 15" batteria alpina; 54'' brigata (forma- i battaglioni premiers à marcher del zione di mano55° e 62° fanteria; vra) gen. Monnot '/~ compagnia del genio; un plotone del 9° ussari. Le · manovre si svolsero sotto la direzione dei rispettivi comandanti di d ivisione, e furono spesso presenziate dal generale Metzinger, allora comandante del XV corpo d'ar· mata (testè nominato membro del consiglio superiore della g uerra) e comandante dell'armée des Alpes. t• periodo. - Le niarce-:manovre, le ricognizioni e le e,;br· citaz;ioni di combattiment o del primo periodo ebbero per teatro d i operazione: per la 29'' divisione, la zona montana compresa tra. h1 Vesubia ed il confine politico; per la 30' d i visione, la regione compresa tra l'alta Tin ',L e l'alto Varo, la quale ha q uasi per p 1rnto centrale il massiccio del Monte Monnier. Il 15 luglio furono iniziati i movimenti di concentramento per la formazione delle brigate di manovre per il 2° periodo. 2° pe1·ioclo. -- In questo periodo le due d ivisioni manovrarono con indirizzo indipendente l' nna dall'altra, ciascuna nella. r egione su accennata. Riporteremo solo le operazioni della 29° divisione, giacchè di esse si han no notizie più detta gliate e precise.
HASSEGNA MlLl'1'ARE ESTEHA
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Esse si svolsero da prima tra la Vesubia, e le testate delle valli di Paillon de Contes e Paillon d'Escarène, e poscia nella zona m_onta,na immediatamente sulla sinistra della media Val Vesubia. La sera del 19 luglio le truppe erano così dislocate : 57" brigata -
Pa1·tito No1·d.
27° battaglione alpino e 18" batteria alpina, Utelle; due battaglioni del 3° fanter ia, Figaret; un battaglione del 112° fanteria, Saint-J ean-de-Ri vière ; due batterie montate, Pont du Suohe~. 58" brigata -
Partito Sud.
6° battaglione alpino e 17" batteria alpina, Drap; 24° battaglione alpino e 16" batteria alpina, Saint André; un battaglione 111° fanteria .e un battaglione 140° fanteria, Trinité; una batte_ria montata, Nizza. Gioi·no 20. - Il t ema della manovra è tenuto segreto. Le truppe muovono dai loro alloggiamenti alle ore 3, e · verso le 6 una pattuglia ufficiale con 12 uomini, del partito Sud~ giunto \ erso il Col Saint-.M:ichel incontra una compagnia del 27° battaglione alpino, avanguardia del partito Nord, ed è respinta VBl:SO Gardìola. Dopo uno scambio di fucilate fra le avanguardie dei dne partiti, la manovra, a causa del caldo eccessivo, è · sospesa. Viene ripresa alle ore 16 per disporre gli avamposti e prendere la dislocazione seguente: Pai·tito Nord: sulla linea Coaraze-L'Engarvin, Col SaintRoch. Partito Sud : sulla linea Chàteauneuf de Contes, Contes, Sclos. Gioriio 21. - Dispos_izioni del partito Sud: l} il battaglione del 111° fanter ia da Contes è spinto su Vigna), a metà pendio verso Bene, pronto ad accorrere sulla cresta Berre-Monte Castello.
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RAS S EGNA MI LI'l'Alm ESTERA
2) 11• gruppo alpino (6° battaglione e 17° batteria) alla Baisse-de-la-Croix.; 3) il resto delle forze a Chateauneuf e Contes. Disposizioni del partito Nord : 1) 12° gruppo alpino (27° battaglione e 18" batteria) due compagnie verso Pendej un, tre compagnie verso la Baisse de Busa e· de la Blachiera, la batteria a Ooaraze con una compagnia di scorta; 2) 2° e 3° battaglione del 3" fanter ia, rispettivamente a la Parà e Col Sain:t -Roch, verso la Blachiera, per attaccare questa posizione di. concerto cogli alpini. Questo attacco si pronuncia verso le 6 e mezza. L' 11° gruppo alpino attaccato di fronte e di fianco, cannoneggiato da Coaraze, si ritira per scaglioni di compagnia su Monte Castello. La sera la dislocazione è la seguente;
Partito Norcl. 12° gruppo alpino, a Coaraze 2° battaglione del 2° fanteria a nord di Barre ; 3° id. 3° id. a L'Escarène; il battaglione del 112° fra Levens, Durairns e Col Saint.ì\:fichel.
Partito Sucl. 11 ° gruppo alpino a Berre battaglione del Hl O fanteria a Berre; id. 141° id. a Oontes; 10° grnppo alpino a Chateauneuf. . Gi01·no 22. - Il partito Sud è rinforzato dal 3° battaglione del 3° fanteria, e riceve ordine di riprendere l'offensiva, cercando di tagliare al nemico le sue comunicazioni col Colle Saint-Roch. Il comandante il partito in conseguenza ordina che il 10° gruppo attacchi per Pende;jun e Coaraze; l' 11" gruppo alpino ed i tr e battaglioni di fa,uteria per la cresttL Berre Col Saint-Roch.
RASS JWN A iVfILI T ATm ÈSTERA
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L'azione ha la sua massima intensità alla Baisse du Sovel. Il partito Nord attaccato di fronte, e minacciato da un ag- · giramento sulla sinistra, è obbligato a ritirarsi verso il Co]le di Saint-Roch. Giorno 22. - Riposo. I comandanti dei due partiti, colonnelli Latour d' Affaure e Couilleau, sono sostituiti dai tenenti colonnelli 1-teveillac e Rostand. Le operazioni proseguiranno con nuove diret· tive, in base a lle quali le truppe prendono la dislocazione seguente:
Pm·tito Nor cl.
27° battaglione alpini a Saint Colomban e Loda; 2 batt erie montate a Lantosque; battaglione del 3° fanteria e batteria alpina a Pont du
Suchet; battaglione del 112° fanteria a Saint-Jean-de-la-Ri vière.
Partito Sud. 3° battaglione alpino a Peiracava, il resto tra Duranus
e Levens. " . Giorno 24. - Il partito Nord ha il mandato di difendere la linea Saint-Jean-de-la-Ri vière, Chapelle Saint-Pierre, Cime de Bonvillard, Cime de Roccaseira, Cime de P lan Reiber. -- Ha a sua disposizione anche alcune compagnie del 3° e 24° alpini, occupate a riattare alcune strade. Il comandante d ispone: 1° il battaglione del 112° a difesa del settore SaintJ ean, Saint-Pierre, col battaglione del 3° in riserva; 2° le compa,g nie del 6° e 24° alpini a difesa del resto della linea ; 3° il 12• gruppo alpino in riserva presso le Cime de Bonvillard. Il partito Sud muove all'attacco su tre colonne : 1°. Battaglioni del 141° e 111° fanteria e le batterie montate per la strada LeYens Saiut-J eau-de-la-Rivière;
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RASSEGNA :t-.GLI'l'A.RE ESTERA
2•. 12° gruppo alpino, al centro, con obbiettivo Chapelle-Saint-Pierre e Cime de Bonvillars . 3°. 11° gruppo alpino, a destra, con obbiettivo Col de Lobe. La colonna di sinistra è arrestata all'altezza di Duranus quella del centro trova forte resistenza a Chapelle de Sain~ Pierre, quindi lo sforzo maggiore dovrebbe pronunciarsi verso il Col de Lobe. Dopo poco che si è preso contatto la manovra cessa. La sera la dislocazione è la seguente:
RA S SEG NA MlLl'J'AJI.R ESTER.A.
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La colonna che risale val Vesubia è arrestàta dalla stretta di Saint-Jean de la Ri vière; ed appena le altre delineano i loro movimenti, la manovra cessa. Le truppe prendono la se·g uente. dislocazione :
Partito Norcl. battaglione 3° fanteria e batterie montate - Roquebillière; battaglione 112° fanteria - Belvedere; 12° gruppo alpino - La Bollène.
Partito N ord. battaglione del 3° fanteria e 18' batteria alpina a Pont du Suchet; battaglione del 112° fanteria alpina . a Lantosque ; 12° gruppo alpino tra Loda, Saint-Colomban, les· I\1ar· tollins; batterie montate a Roquebillière. .Partito Sucl.
a
battaglioni del 111° e 141° fanteria Saint- Jean de la Rivière; 10° gruppo alpino a D uran us; 11° gruppo alpino nel ·vallou de l'Hengarvin. Gio1·no 25. - Còmpito del partito Nord : difendere colla retroguardia le posizioni precedentemente occupate, riva destra del Vallon du Ray, Cime Plau Reiber t, Cime Roc· caseira, . e col grosso, la linea più a nord determinfl,ta dal Faulè-Col de Rabbon-Loda. Còmpito del partito Sud: attaccare l'avversario le cui forze gli vengono segnalate sulla destra del Vallon du Ray, cer0ando di respingerlo verso il nord. Qnesto attacco è eseguito anche su tre colonne: A sinistra, obbiettivo Saint-J ean de la R i vière; al cen· tro, Colle di Lobe ed il Vallone dell' Infernet, a destra, colli di Lobe e di Raboun.
Pai·tito Sucl. 11° gruppo alpino - Granges des Moissins; 10° id. - battagl ione 111° fanteria e batterie montate - Pont-du Suchet; battaglione 141° fanteria - Vallon dell'Infernet. Giorno 26. - Il battaglione misto del 6° e 24° alpini, che il 25 fu tenuto a riposo, è messo cli nuovo a disposizione del comandante il par.t ito Nord. Qnesti decide di difendere la linea Lantosque-Cime de Olaudine e ilispone : il 27° alpini e le batterie montate a difesa di Lantosque ed adiacenze; il battaglione misto colla 18• batteria alpina a Cime de la Clandinè; i battaglioni di fanteria in riserva al Pont de la P lachette, ove si distacca la stradà della Bollène. Il nemico attacca con 4 colonne : A sinistra, obbietti vo Lantosque; le due del centro, ciglione a sud di Lantosg ue; a destra, Cime de la Claudine . Per lasciare maggior r iposo alle truppe e per non a/faticarle troppo, il generale Fabre, direttore, ordina che la manovra si inizi alle 5, e che la truppa sia senza zaino. Il partito N orrl, attaccato da forze superiori sulla posizione di Lantosque, inizia la ritirata sotto la protezione delle bat · terie montate poste sull'altopiano della Bollène. La manovra cessa ali~ 8 1/4
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!:ASS EGNA _\HL'l'l',\ RE ESTER.A
RASSEGNA MI LITARE :EJS'l'P.RA
Gi01·no 27. - Riposo. Il direttore delle manovre ordina di prendere la segnente dislocazione: Partito 1N onl. 12° gruppo alpino - La Bollène. battaglione 112° fanter ia - Belvedere. battaglione 3° fanteria e batterie montate billièr e.
Roque-
Pcwtiio Sud. 10° gruppo alpino - Lantosque. 11° gruppo alpino ·- Saint Colomban. battaglione 141° fanteria - Loda. battaglione ll1° fanteria - Suchet e F igaret. batteria montata - Suchet. Il comando dei partiti è affidat.o ai tenen t i colonnelli Leddet, delle compagnie alpine, e Gautier, dell'll O fanter ia. Il terna generale è sempre lo stesso. Sono date le seguenti direttive: Partito Nor'cl. - Difendere la vallata della Vesuvia al· l'altezza della Bollène prima, di Roguebillière po i, p roteg· gere la linea di ritirata per il Colle di Raus in Val dì Roia, ove opera il corpo principale. Pm·tito Sucl. - Attaccare il nemico segnalato verso La Bollène, cercando di spi ngerlo verso Saint-Martin Vesubie per taglia.rlo dal colle d i Rans. Giorno 28. - 11 comandante il partito Nord prende posizione a cavallo della Vesubia, col 12° gruppo alpino a sinistra, al Vallone di ·s aiute E lisabeth, con parte del 3° fanteria, a destra, a R ounfroid e 'l'ète de Villars, ed il resto del batt.aglione d i riserva alla Oh. 10 Saiut-Jnlien ; il battaglione del 112° fanteria alla, Condamine, a nord di La Bollène. Il partito Sud attacca su tre colonne: ll0 gruppo e 141° fanteria centro la Bollène; le batterie montate con una
22Mi.
scorta lungo la carreggiabile della Vesubia; il 10" gruppo ed il 111° fanteria Rounfroid-P .' de là P lanchette. Il nemico è obbligato a sgombrare La Bollène e quindi a ritira:r:,,i. Giorno 29. - Il comandante il partito Nord decide di resistere sullo sperone di Belvedere. La sua linea di avamposti, divisa in due settori, passa per Cime de rrour-Pointde Rugge-i.\font Pela Flaut-Les Crous-Les Imberts, ed è occupata dal 12° gruppo alpino, del battaglione del 3° fanteria e da d istaccamenti del battaglione misto. La 18• batteria alpina ò in posizione alla Chapelle du P lacet, a nord di Belvedere, per proteggere, nel caso, la ritirata degli avamposti centrali. Il part,ito Sud attacca su tre colonne, tutte sulla sinistra della Vesubia : 1° - 11° grnppo alpino, con obbiettivo lato sud-est ·de Camp de ]!'laut; 2° - 10: gruppo alpino, con obbiettivo lato sud . cl i Camp de F laut; 3° - battaglione del 141 • fanteria per il sentiero del Gordolon, con obbiettivo lato ovest di Oamp de F laut e Oh." Saint-J ulien ; 4° battaglione dbl 111· fanteria per la strada di Val Vesu bia, con g li stessi obbiettivi della precedente. Tutte le colonne devono poi convergere sulla posizione del Belvedere. La manovra ha la sua massima intensità alla Chapelle Saint .J ulien, e cessa nel momento in cni gli avversari si trovano ad immediato contatto sulla linea Vallon de Gordolasque-Oh.''' Saint,Blaise-Ch.1< Saint -J ulien R oquebillière. I giudici di campo ritengono l'attacco non completamente riuscito, quindi il partito Nord resta padrone della sua posizione pri~cipale e delle comu nicazioni col Colle di Raus, ma ha perduto il Camp de F laut, eccellente posizione avauza.ta, , e Roguebillière. · Giorno BO. - Il comandante il partito Nord, per a.ssicurare sempre più le sue comuniJazioni, manda d ue com-
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RASSEG~A ?v(ILITARE BSTJ~R.A
pagnie de-1 112° fanteria S Ll Mont Pela, d onde si domina il Oamp de Flaut ed il Vallone della Gordolasca ; e d ue altre un po' più a nord. Mentre il 27° alpini resiste a Belvedere, le salmerie (supposte) sfilano verso il Colle di Raus, coronat e a difesa da due compa gnie del 3° fanteria, mentre il r esto d i questo battaglione · sbarra il Vallone della Gordolasca al P onte V ezéon. Il part ito S ud dispone in batteria 12 pezzi da montagna, a sud d i Lantosque, per battere la posizione di B elvedere. D urante il loro fuoco, il 6° alpin i ed il battaglione misto procedono all'assalto delle pendici ripide e . scoscese che se· paran o Roquebillière dal Belveder e. Il 27° alpini r esiste tenacement e, ma è alfi.ne costretto a ri tirarsi . Intanto l'ala sinistra del partit o N ord , a Mont P ela è seriamente minacciata da u n mo vimento av volgen te del 24° ~tlpin i, per cui il comandante il parti to ordina la ritirata generale verso , il colle di. Raus. Appena questa si delinea, la manovra cessa, e con essa il periodo delle esercitazioni alpine.
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llAS!;l~CNA ::\llT,I'l'.\Im l~S'l'ER.\
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N OT I Z IE
AUSTRIA-UNGHERIA . P n OG ETTO DI 1,Er.c : 1<: Pl!R ,:,, u~tf:NTO DEI. CONTJNCF.iST E. l'e r potere provvedere alle e:;igenze del le nnov e formaz.ion i, npprovn te per l'ese rcito comune df lle ·delega zioni auslro- uugariche nello ~corso m~ggio , il Governo alla metà dello ~corso ouobre ,we 1•;1 presentato ni due Pa rlamenti austriaco ed ungherese on progeLto di le~ge, col qoa le si do mandava l'autorizzazione di chiamare in ser vizio, come U$critli alla ferma di due ann i, uomini della riser va di co mplemen to (''2• c11tc>[.(Oria) nel nu mero di: 20,000 nell'esercito comune; 4-,500 nell:i landwchr cisleitana ; 3, 000. nella landwehr ungherese nell'anno 1902 ed al trettanti ne! ,1903. Questo progetto di leg~e iucontrò grave opposizione nei due P.irlameoLi e provocò anche dell'agitazinne in paese, specie io ·U!lgheria, perchè con esso si venivano a danneggiat e molti cittadini , che già si trovava no sow5 le armi per compiHre il ·1° periodo d' istruzione mil itaro d1 8 sottimane (stabil ito da lla IPg~e del 1889) e si vedevano improvvisa mente proluoga10 quesio tempo fì uo a rluo ao11 i, tanto che il Govern o lo ritirò, sostituendolo coo un nitro mediante il rrunle : 1° si chiamereljbE<ro subi to in sen izio 6000 nomini, del la r iscr v~ di complèmento, prendendoli dalla clas,e più giovane che ha concorso alla leva, i quali s11rehbero poi congeda ti in 3 anni in ragione di ,J/3 all'an nr,, per <:ompeosare· i 525 uomini che saranno assorbi ti dalla costit117.iooe delle nuove unitit d'nrtiglieria (I ,l. divi:< ioni di obici di tre batterie sn 6 pezzi cinscuna - una batteria da montagoa e ·~ bal leria a carreggiata rÌdotta) ed i i 50 desti nati io aumento alla marina; 20 si numeoterebbe il conti ngente dtt so mmin istrnr, i il ·1° ottob re 1903 di 2·1,900 uomini nell'esercito co mune (ria ,10 3,,100 sarebbe portato .i ,125,000). di ,}500 oel la ln odwehr ci,dei1ana- (da -10, ~13 ~:i rcbbe portota a ·1t•,\H 3), e di 3000 nella landwehr 11ngherese (da 112,500 5arebbe port,1to :i '15, oOO) ; in totale di 2D,!100 uomini (da ·1'2:'S,'600
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sarebbe portato a Hi4-,500). L',n1mento di 2,1, 900 oel J'escrçito comune dovrebbe servire : a) 11d eliminare grada tamente ' i 6000 uomini della riserva di complemento; . b) a coprire alcune vacanze esistenti negli organici di pace delle truppe; e) a. creare due nuovi battaglioni ri i artiolieria da fortezza di I, . ~ , i compa?n,e ciascuno '- ·I bat taglione -ferrov ieri di g, compagnie e ti squadroni treno ; d) a supplire .ai bì_sog.ni dell.a riorga nizzazione de ll'artiglieria da campa.gna, quand~ s1 sara m olto d problema della scelta del nuovo ma tena le; e) a concedere un maggior numero di congedi anticir;ati se rimanesse :.ncora esuberanza di forza. Gli anm~nti ~i con.tingente nelle Jandwehr serv irebbero a ripi anare vacanze es1stent1 neglt organici delle medesime. Questo nuo vo progetto non è ancora stato disetBso dai due Parlamenti, ma è sta to approvato dalla Commissione della Camera unohe~ese incaricata: di esami na rlo. Questa approvazio~e. che fo ritener: che Il proge'.to sara appro~a to anche dalla int,era Camera ungherese, è di gra o~e ,.mportanza po.tchè non vigè nella Costi tuzione ungherese Ja fa:,) lta d1 .P·)ter suppli re co~ . decreto sovrnno all'o pera del Corpo Jeg1~la t1v.o, invece tale prescrizione esiste nella Costituzione austriaca . per cu,. qualora il p1:ogeuo, a causa delle c:ifficoltà parlament,wi dipe~deoti d~lle loue d1 parti to, non pot11sse essere discusso, potrebbe essere applicato per decreto sovrano io base ·àl § H del la Costituzione. NUOVE l'ORMAZ!ONI NELL'ARTIGLIER IA DA CAMPO, DA FORTEZZ A, NEI FF.R·
no~i&,u E. NE r'. TRENO. - Sono state approvate da lle f)e legnioni ed entrei.anno. m vigore, non appena sarà ri5olta la questione dell'au men to del contmgente, le seguenti nuovcl fo rmazioni. Nell'artiglieria da campo (1): ~) ·1 divisioni di obici da campagna cìascuna di 3 batterie ed or.roi bat.ten~ d1 6 pezzi, da ''.ssegoa rsi. una per ogni brigata di artigli~ria (2) al iegg1meoto d1 corpo d armata, rn più degli attuali pezzi;
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(t) N~ll'esercito austro-ungarico a) l art,ghena da. campagna ; b) l'artiglieria a ca.vallo:
l'artiglieria da campo comp rende, .
e) l'artiglieria da montagna. · (2) Le Lriga, te di artiglieria sono H cri ognuna di esse si comiioiie ct·, , i eh corpo ri arm,1.la e 3 <li visionali. "' i·eggimenl i:
b) una batteria da rnont11gna d,1 distaccarsi, come le altre, nel la
llosn ia ed Erzegov ina; e) due batterie a Càl'l'egi:tiata ridotta (m 1.13 invece di m. ,f. 53), da assegnarsi alla divisione di batterie 3u tooome del Tirolo. Contemporaneamente alla fo rmazione d, queste nuove unità verrà sostituito il materiale delle batterie da montagna con altro più moderno a fuoco celere e le ,12 batt.erie da montagna di~taccate nella Bosnia-Erzegovina, saranno ra{rgru ppate in 3 comandi di divisione di bat1eri e da montaona pur con1iouaodo a dipendere amministrativ:imente dai reg· gimenti LÙ corpo .d'arìnata ai quali appa rtengono organicamente e dei qual i portano il numero. Nell'artigl ieria da fortezza, nei ferrovieri saranno forhrnte le seguenti nuol'e unità, occorrenti per pro vvedere alle aumentate esigenze di queste armi speciali: a) du e battaglioni di artiglieria da fortèzza di 4- compagnie çÌa·scunò (1); b) nn battagl ione di fenw ieri-t.elegrafisti (2); e) cinque squadroni treno (3). PROGETTO DI GNA NLfOV.\ ISTRUZ IONE su r. Tll10 PER LA FAt(TEI\L\ (in esperimento). - Il Pester lloyd, nel n. 251 dd 21 ottobre ·1902, pnbblica un articolo riguardante il progetto di una nnova istru zinue su l tiro per la fanteria, dato in esperimento ad 1111 reggimen to per corpo d'arnrala. Si crede inleressante di riassumere il conten uto di que,to articolo. l Il valore e l'i mportanza .del tiro di fu ci leria sono mes:;i io luce con fo rma altret·W•to breve quanto incisiva, colle seguenti paro le che stanno in principio della nuova istruzi one:: « Il fuoco è il mezzo principale di combattimento della fanteria. La miglior condoua può naufrngare se non è ~osteonta da un fuoco effi cace. Inoltre un combattimento a fuoco condotto con calma e sicurezza può volgere in successo le si tuazi oni le più pericolose .o . Come è noto, nell'autunno dello scorso anno, fu pnb'l.Jlicato un nuovo regolamen to di esercizi per la fanteria, il quale contiene essenziali mo(l.) I battaglioni di artiglieria so no !8 a !,. compagnie ciascuno e sono ripartiti itt 6 reggimenti (de i qua[i 3 a t ro battaglioni e 3 a due battaglioni) o 3 battaglioni au· tonomi. (2l I IJatlaglioni fer rovieri sono 3 a 1. compagnie, riuniti in un reggi mento. (3) Gli squa<lroni t reno sono 9i ripartìti in !5 clivisioni treno, [una. per corpo d'armata·. Le pri me l4, divisioni formano 3 reggimenti (2 di 5 squadroni ccl i di 1, ) la .i ;;• divisione è :1utonoma.
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RA$S EG X.1. MIL.l 'l'ARB EST ER.A
RASSÈG N A 111:ILTTAR E ES'l'E l-1.A
dilicazion i nella co nrlott.1 del fuoco e del c0mbattimento, ~ pone in modo speciale in prim.1 liu ,:a il fu oco ind ividuale calmo e ben mirat0, racco· mandando· che .I' istruzione e gli esercizi individual i siano coodoui a tal punto da render~ il so ldato un tiratore ind ipenileote, di.scipl ina to e s,emprA prese.nte a sè · stesso, Occorrnva perciò che anche l'i:!truzione . sul tiro fosse messa in armonia con queste nuove prescrizioni e quindi fu sentila la necessi tà di apportare Hd essa sostanziali modificazioni com pilrin~lo un nuovo progetto .. Questo nuovo progetto è stato espèrirneutato lungamente nelle scorse esercitnioni ann uali presso la scuola di tiro dell'esercito ed ora verrà assoggettato ad una più vasta prova (da, un re~~imeuto per corpo d':irmata) con truppe di attitudine e preparn1one d1ffeP'nte. Con tale procedimento , perfettamen te razionale erispondente allo scopo, si potrà stabil ire con sicurezza se un tale metodo d'istruzione si adatta alie truppe in tutte le circostanze o se saranuo necessarie alcune modifi cazioni al progeuo, Il nuovo progetto tra Lia la scuola .preparatoria a1 tiro ancora pnì , dettagliatamente di .cruell o che sa rebbe stato nècessario e suggerisce alcuni ripiegh i, che applica ti alla scuola di tiro dell'esercito si sono dimostrati molto pratici e proficu i, · Si accenwa' ma rcatamente che al ·soldato non ;i ·deve insegnare se non quello éhe pu.ò giovargli -in p1·citica. Perciò la teoria sul tiro venne .molto sem pii fi cata. l i til'O ridotto è sta to mantenuto, anzi ha acq uistato maggiore importanza. Con uua cartuccia specirde, preparata dalla fabbr ica di cartll cce di Hirtemberg,. ogni soldato può ca ricare e spt1rare precisàmente come se adoperasse cartucce regolamentari ·ed il tiro si può effettuare non solo iu camera ta , ma anche sul terreno, sparando fino al la distanza di 90 pa ssi, alla quale corrisponde l'aJzo di ,1200 passi. Questo tiro, che prima <W:J· clùam11to: Zimmer~e,vehrsch iessen (tira col fucile in camerata) viene ora chiamato: K,1pfclschiessen (tiro a capsula) . Il ti ro ridotto si esegu isce rn l 1erreno contro l)iccole fio-ure di ferro ~ le qual i vengono faci lment-i piantat~ nel suolo e se colpite si rovesciano, per modrl cbe il so ldato può prendere interesse all' istrnzione e vedere il risultato dei tiri. L' istruzioue 1!lemen 1a re sul tiro acquista col nuovo progetto un'im pronta diversa col\ introduzione di un nuovo ber:-agl io. Gli svantaggi dei ber;;a gl i fin ora 11$ati consistevano prinei pa Imente nel non e~a tto nPJHezzamento dei punti colpiti e oel fa tto che i! 1,oldato veniva eser.citato nel tiro con tro no bersagl io di scuo la e poi d'un tratte nel tiro contro pii;co li versagli sago mati. I<: poichè nel tiro contro questi ultimi ç)
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era impossibile constatare la deviazione dei tiri che 1~on colp~va n_o, veniva a mancart.l al soldato il mezzo di correggere il proprio uro ed all'officiale quello di pratica re un ammaestram.en to corrispondente allo scopo. I\, nuo,,o bersaglio, contro il qu(l le si deve tirare do po_ !l bersaglio di scuola, ha segnato la figura di un uùmo nello pos1z10ne li terra ma tale fio-ura è circondata da una superficie la q uale riceverà ' almeno uoa parteI:' dei colpi che non colpiranno il bersag 11·0. Quest11 superficie ha lo stesso colon.i del suolo e cosi il bersaglio appanrà al tiratore come un uomo coricato effettiva mente suì terreno. Solo q uando il soldato si sarà impratich ito nel tiro contro qnesto bersaglio, tirer~ contro bersao-li sa o0 omati nei tiri di c0mbattirnen to. , . . . Nel programma per le esercitazion i di ti ro oltre alle « Esel'Cltaz1on1 preparatorie • ed « Esercitazioni prinèip:di » v iene !nt:odotto uo nuovo gruppo di tiri, che si chi11 meranuo: oc Esercitaz1on'. C:1 _cornplemen10 • . Oneste esercitazioni sono di campagna e molto d1fficil1 , taow che ad :Sse saranno :pnmessi solo coloro che avranuo esegui to con successo l'esercitazione principale. Qui.li_ soldati chr, compiranno bene le :sercitazioni ci com plemento verranno nominati tiratori scelti., Questi so no di dul'l classi : alla 1 a possono aspirn re soltan to quelli, che.essendo stati di 2° grado nell'anno precedente, rng~iungano i_i 5~>. per cento dei. punti co lpiti e sieno anche stimati fidati, li d1st1 ot1vo :" ura~ore scelto di ,1a classe dilforisce da quello di 2" classe per uo ricamo cl oro nei cordoni coo na ppe, Con tale di sposizione si ottiene anche l'inci tamen to alla cratica degl i emcizi della sti ma delle di? anzc, ai quali ~ data grande 1mpo rtan;,,n. Ogni battàgl,oue dispone d1 20 lire :innue pe1, premi da distribuirsi dopo una· gara di sti ma delle distanze da rars1 al termine del periodo d'istnli:ione di compagnia , I mi lita ri della cornaonia. vonirouo classificati in 3 l')orup' pi: stimato ,·i fida.ti se l'errore nou p((} o supera il ,1O per cento delle di, Lanze vere; inveri1: se l'erro re v;'\ da l 1 O al 20 per cento; pessirt11i se l'errore superJ il 20 per cenLO, Aoche i tiratori veugono cla;sific:it1 iu 3 gru pp:: i peggiori a ppn-rtengono al 10, i m,ed'iocri al 2° ed i buoni al 3° , che comprende auclie i tiratori so:elti. , Pei prerni di tiro ogni· compagnia dispone di 40 lire annue, La parte più importante dcli' istruzione sul tiro è indubbiameule quella del tiro di combattimen to, ma ragio1 i economic~,e i1:J1~ed iscono pu r troppo che i singol i esercizi e specia lrnen1e le eserc11a1.1om priuc1~ pali, possa no es~ere ri petuti. .li nuovo w 0getW dovev,1 1euers1 negl'. stes:;i limiti di consumo di munizion i e qui nd i si cercò di adottare tali disposizioni t!a rendere il tiro più che fos~e possibile sim ile a quello di ~
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RASS'.EGNA. MlLI'.l'A.RE ES'.l'E'RA
RASSEGNA MIL11'ARE ES'l'ERA.
~uerra._ Tale esige~za e_rn fino ad ora stata osiacol,Ha dal fotto che i bersagli erano !issi e sempre visibili, il nu·ovo proge1to invece cerca di rappreseotare cni bersagli i movimenti del nemico in modo da avvicinarsi il più possibile al c1,so vero . Le figure indicanti il bersaglio sono così preparate da scomparire quando vengono colpitP, per modo che il reparto che esegu isce il tiro può apprezr.are gli effetti del suo fuoco Quei bersagli che rappreseotano le riserve debbono restar visibili sol~ per tanto tempo quanto sarebbe necessario alle truppe se fossero rappresentate. ·
ufficiali giapponesi sono occupati nell'istruzione delle lrnppe cinesi; il numero degli studenti cinesi che seguono i corsi nelle Universitù del Giappone aumenta continuamente; nella so la Tokio am monta a circa 700.
. Ma~ca ne l nu.ovo pt'ogello la disposizione contenuta nell.a precedente 1stl'llz1one ~be il fuoco di com battimento non clehba ese,,uirsi a distanze inferiori ai 300 passi. Si volle cc,n ciò evi tare di porre i~ cifre un limi te · di avvicinarnen t0 nl nem ico, che dipende essenzialmente da lle condizioni cl_el. terreno. Il progetto tende però :i stabi lire il principio che il f'uo co dec1s_1vo ooo debba in generale esser fatto a distanze Ùi li che uoo si p,lssano poi raggi ungere iu presenza del nemico che in circostinze eccezioualr~ ente favorE'vo li. E con pieoa ragione mette poi io avverteoza di non tirare nelle eserci1azioni a quel le di;;tarize che potrebbero produrre errati ap_prezzamenti sul pro!rnbi!e risultato di tiro io caso di guerra . Il n~ovo progetto sia nelle prescriiion i fondamentn li sia in quel le di d.ettaglio nppare uo lavoro ben riuscito e compilato con perfe tt.a cognizione della materia. J reggimenti incaricati di esperimentarlo dovranno presentare la relazione nel giugno ,1903 e così è preved ibile clte per l'autu nno ven 1nro 1~ · fanteria potrà avere, redatta in m~do definit iYO, nua istruzione sul tirn pienamente rispondente al le moderne esigenze de [ combattimeo10. CINA. 0RD1NA,11i,;NTO ,111 LIN J:u;. Nella Gazzetta di Cùia pubblicata a Shanga i è apparso un articolo di un giapponese rigu:irdan 1e la pa:·te rappresentata dai suoi compa triotti nella cui tura con tem pc ranea della Cina . Fra le altre notizie è dett,1 che il professore Onu dell'Un iversità di ~ei;li ioo si trov;) già da lungo t,rn1po nel Giap pone, dove colla cooper~z1one del Governo locale studia I'0.rga oizza1.ione militare allo scopo ~' cre_arne una analoga io Cina . D'altra parte quattro rinumat1 prol~sso n giapponesi da poco tempo si sono recat i in Cina affi ne di sperimentare una trasformazione del loca le ordinamento militare ('I ). Mol ti
(·I) l~sii dimorano i n quattro clivcr:;e cit ta fra le qu~li Pech ino e Ticn-tsin.
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GIAPPONE.
Au~rnNTO ogr,u 'FLOTTA. - Il ministero della marina giapponese ha determinato di aumentare la potenzia lità della flotta in modo da non essere inferiore in forza alle due potenze europee allea te che hanno sqnadra nelle acque del l'Asia orientale. Secondo le parole del grande giornale giapponese hji Shùnpo, verrù presentato al Parlamento un progetto di aumento della flott:i mediante 11ua11ro corazzate di squadra e sei incrociatori con uno stazzameuto complessivo di circa 11'.20.000 tonnellate. Dette navi verranno probabil mente ordinale: le corazzate in Inghi lterra e gl'incrociatori in Inghilterra, .Francia e Germania . Sem bra che a tale scopo verranno ,; pesi per ,10 ann i 16 1/i milion i di ien all'anno (circa 1.i2 milioni di li re). 1
FRANCIA. PROGETTO DI LEGGESULr:,\ VANZAMENTO ))gr,1 ,'ESERCt'J'O . - Le di;posiziO}li che regolano attualmente l'a vanzarnento io Francia sono ancora, nelle loro grandi linée, quelle dettate dalla legge del 11,\. apri le 1832. Il ministro dell a guerra , generale André, che durante tutto il suo ministero si è mol to occupato di questa importante questione, si propone di presenlare al Parlamento nna nuovn legge di avanzamento, già approvata dal consiglio dei ministr i, le cui disposizioni principali sono : 1 ° nessuno potrà essere nom inato capornle o brigadiere (caporn le del le armi a cava llo) se non ha servito almeno 4 mesi; 2° nessuuo potrà essere nominato sottulTicia le se non lrn servito almeno 1O 1nesi; 3° nessn no potrà es~ere nominato sottotenente se non ba servito almeno tre anni come sottuflkiale o tion è stato, per due anni, allievo delle seuo le politecnica o speciale mi litare, superandone gli esa mì fina li ; /1° in eiasctrn'arma la metà :ilmeno dei gradi ili sottotenente, disponibili ogni anno, è attribuita ai sottufficia li; /So i sotlotenenti sono promossi di diritto dopo due ann i di grndo ;
i/~2 -
A ~NO Xl. VI I.
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RASSEGNA. 11,(ILITAREl ES'.l'Ei1.A
. 6~ .fino al gr~do di tenente coloonello incluso l'avanzéimen to è per anz1an1ta, quale nsu lta per cia,cun grado ùa aninenti ottenuti come in segui to è indicat,) cd ag 5innt1 all 'anzi::tnità effewva. Tuttavia la promozione di un u11ìciale potrà es,cre ritardata per noa durata determ iuata previo decreto, su pro posta del ~J ioistro della guerra ; ' 7° l'avanzamento nei gradi superiori a quP,llo di teuente colonnello è a scelta del Presiden te della Repubblica, su proposta del Ministero della guerra; 8° gli aumenl'i di anziani1à possono essere uccordati dal Ministro della guerr& ai tenenti, capitani e maggiori, sia per la loro attitudine al _co,~ando, sia in conseguenza dei loro servizi, nelle seguen ti proporz1on1: a) ai capitani f:d ai tenenti che hanno frequent:ito scuole e corsi d'istruzione, fino alla concorrenza della metà del! a durata ùel loro soggiorno io essi per ìl primo terzo e del quarto per il secondo terzo ; v b) oltre il suddeLto aumento, altri sei mesi per gli ullicial i che hanno oueouto il brevelto alla fioe della Scuola di guerra; e) il quarto del soggiorno effettivo nelle co lonie sa ne, metà per le altre, cessando quando esso si prolunga al di là di tre anni conseculivi ; d) il quarto del tempo passato in serv izi specia li, nell'amm;nistra· zione centra'e de! ministern, allo stato maggiore dell'esercito, alle seiioni te~niche in missioni all'estero. alle casse mi litari. Questi aumeMi 'non sono attribuiti che per quattro anni consecutivi e non sono di uuov0 ;:iperti che dopo due anni di servizio presso le truppe od uno stabilimento dell'arnrn; · e) per lavori ecceziona li, durata da fi5sarsi per decreto; f) per ferite ed azioni special i da tre mesi ad ua anno, eccezionalmente più di un anno previo decreio; g) per l'atti tudine al comaudo e modo di servire . Ogni comandante di corpo d'armata Jispooe, ogni anno, io. fovore degl i ufficiali di ciascun grado, che possono ottenere aumenti, di un numero di mesi egua le a quello degli ufficiali di q1rnl grado , e$istenti nel suo corpo d'arnrn ta. Egli li ri partisce fra i corpi e i servizi, do po esame del le proposte frne dai capi di corpo, colla riserva di non accordare più di tre mesi allo stesso ufficiale. Questi aumenti divengono dclìnitivi dopo l'approvazione ministeri11le. I l Mi nistro si riserva il diritto di accordare aumen (i analoghi agli ufficiali che, per il Liro im piego, non dipendooo da comandi di corpo d'armata. Inoltre il Ministro dispone, ogni anno, per I' iasieme degli ufficiali dell'esercito, di meuc mese per ciascun urrì cinle dei gradi
su,ceuibili di aumento, colla riserva di oou accordare più di se i mesi · allo stèsso ufficiale. Tutti questi ultimi aumenti si raddoppiano in campagM . Nell'esposizione dei motivi che hanno consigliato r1uesto progetto di legge, il min istro André fa risaltare come, dato il lungo periodo di pace, sia uno dei com piti più ardui la ricerca delle vere capacità nel corpo degl i ufficiali. Le nuove disposizioni hanno appunto per iscopo di faci litare ai ca pi questa ricerca, sanzionando i titoli che possono acquistare gli ufficia li nel momento io cu i si mani festa il loro merito. « Colla legge attuale gli ullìtial i, resta ndo da 24 a 27 anni nei gradi di tenente e capitano, fa nno talvolta dipendere il Joro avvenire da lle note che ottengooo nei ·due o tre anni iu cui può aver luogo la loro inscrizione nei quadri di nvanzamento. I.e autorità che debbano giudicarli, dovrebbero riandare tutto il loro passato; ma in realtà il. loro giudizio è il più delle volte determi nato da ciò che di più recente si sa sull'ufficiale. La grande sproponione che esiste. nella permanenza in ciascun grado fa sì che uo capitano può vedere rinque colonnelli alla te,ta del reggimento, e pensa re che il quinto è il sol o da cui, in ultima anal isi, di pende il suo avvenire. « Il prog~tto ammette anche degli ::iumenti di anziani tà per i successi ottenuti nel le scuole, ed a questo criterio si deve portare tanta. più attenzione in qua nto che la guerra diviene sempre più scientifica e più com plessa. « Così l'av:nzamento fino a tenente colonnello sarà il corollario di tutti gli iocident; della carriera di un ufficiale, e finirà per aver luogo uni camente ad anzianità con aiimenti. « 11 nuovo sistema evita la conseguenza forzata dall'avanzamento ad aozi:111ità per selezione e con el iminazione, cioè I' io vecch iamento dei quadri . Esso ass icu rerà al corpo degl i ufficiali un modo di ricompense più giuste e più rea li, non porrà da pane gl' iuge~ni ed i caratteri eletti, ma, invace di dar loro l'avanzamento ad intermittenze, li spingerà ai primi posti con azione progressiva risultante dai loro sforzi perseveranti. » INGHILTERRA. LORD RoBERTS EL' JSTR UZ!O KI!. SULLt.; A.HM ! E sur. T IRO. Il ,19 settembre u. s. fu pubblicato dal ministero della guerra inglese il seguente ordine speciale per l'Esercito, firmato da Lord Roberts:
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R.\SSEGN,\ Mil,I'l'AIIE ESTERA
Per quanto ?onsic~erevole sia stato ne~li ultimi anni il progresso nel tiro, pure I esperienza fatta nel Sud-Africa ci ha rivelato che i noS1tri so_ldat_i n~n _sanno, ~ncora trarre tutto il v~n tnggio possibile dal I amcn1rahile fuci le cli e stato messo nelle loro mno i, nè ,ann,1 adopernr lo con quell a abili tà e p1·ecisione, cbe sono tanto es,enzial i al successo in guerra . · Mentre io profondamente mi dolgo di questo stato di cos,~, non ne sono so rpreso, poichè dopo lunghi anni di ansiosa vigi lanza, so chr: pochi ufficia li vi prenJono un interesse reale, pure essendo tale istruzione la più·'. mf_)Ortante r~er il soldato, particolarmente per quelli nppartenenti alle armi d, cavalleria e fanteria . · Trùppo fi·eq uentemente ancor:, il corso sulle armi e sul tiro è consi.derato eom e una noiosa istrnzione da compiere il più presto possibile, e 1aramente si considera attentamente se i risultati ottenuti sono soddi,facenti o no. I bu on i Il i cattivi risultati ucl tiro col fu cile, dipendono intieramente dagli uliìc•ali ed io adesso desidero ardentemente di ;ncn lcnre io loro la necessiltt assoluta di diveniare essi stessi es perti nell'uso del fuci le, e di .ii utarmi ad ottenere un più completo e perfezionato sistema d'istruzione di quell o che ahbi.,mo attualmente. Come primo passo io tale senso, è esseniiale che i gi~vani sold;, ti siano in avvenire preparati pi ù acCllratamente a trar profitto dalle lezioni di tiro; e perchè ciò avveng:, si deve l·oro insegnare tutto c;iò che riguarda il fuci le e come maneggiarlo con facili tà e fiduc ia pri ma di condurli al tiro al bersaglio. A facilitare la istruzione sulle armi e sul tiro saranno osservate accuratamente e messe in esecuzione le seguenti avvertenze. 1. [struz'ione, - 11 va l0re della istruzione impartita agli uomini è intieramente dipendente d,1lla abilità degli ufficinli ad istruire e da llo zelo con cni essi assumono un còmpito, il <JOale richiede preparnzione accura.la, pazieoza ed energia. Io intendo perciò cbe tutti gli uffiGia li fa cciano de l loro meglio per diventare abi li istruttori, e che gli ufficiali al comando di truppa si assicurino ddla idonei1à ad insegnare dei loro dipendenti, · sorvegliando I i quando sono all'opera coi loro sottufficiali e soldati ed avvertendoli che le cognizioni sulle armi e sul tiro ecl i buoni risu ltati ottenu ti saran oo il primo requisito per l'avanza mento. Nello stesso modo gli nlTicia li snbalterni sa ranno tenuti responsabili che i sottutii,;ia li alla loro dipendenza siano ca paci istrnttori, e non proporranno n promozione nlcuno che non considerino come tale. 1
RAS S EGNA MIJ:.ITM/.E ESTEJ:GA
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. È da tenere a mente che, dopo impartiti i· primi principì foi1dan1enta li d' istruzione, solo la costante pratica nell'addestrare può formare il perfetto istrutlore; tutti i sottufficia 1i perciò dovra o no essere fre~ uentemen te esercitati come istruttori, e dovrà essere abbandonato il sistema di fare assPgnamen to su pochi dei più abil i, il elle va a detrimento degli altri sottuillci::ti i del battaglione. 2. A.ddestram.ento elementnre delle reclute. - lo considero essenziale perchè ogni uomo di venga buon soldato, che la istrnziooe elemen tare delle reclute sia fotta con 1:, più grande pazienza, simpatia e buon senso e che sia ben coinp letat:i . Io considero iosufficiente il presente breve periodo di addestramento della rf!cluta nelle armi e nel tiro, ed ordino che sia stabi lito uo sistema di addestramento ta le da assicurare che nessuna recluta sia dich iarata istruita, fìnchè non abbia acqu istata uoa profonda conoscenza delle armi e del tiro e non sappia maoeggi~re il suo fucil e con abi lità e con fiducia io tutte le circostanze ed in tutte le posizioni. L'istruzione della recluta sulle armi e sul tiro dovl'à cominc{al'e H giorni dopo il suo arrivo al deposito, e dovrà essere continuata giornalmente fincbè essa · parta per raggiungere il suo corpo (1) . Du rante questo tempo l'istruzione sarà li mitata à lla cura delle armi, al puntamento ed agli esercir.i di tiro. Quando le reclute raggiungono il loro cor,po, l'istruzione giornal iera sarà subito r ipresa. {1 corso sarà il seguente : a) Cura \Pelle armi; b) Istruzione di puntamento; e) Esercizi di tiro tanto in ordine chiuso che in ordine sparso un es~rcizio almeno al giorno; d) Istruzioni ed esercizi nella sti ma delle di,tanze - un breve esercizio a1 giorno ; e) Istruzione di tiro da posizic,ni coperte e tiro rapido; /) Istruzione teorica, potenzialità e meccanismo del fuci le e sue muu izioni; g) Uo cors,i di conferen ze cd esa mi su tutti i soggetti sopra menzio1rnti . N. B. - Le squadre non de bbono essere composte di più che -10 uo , mini; sono però prc:lferibili quelle di 8.
(4) La recl L1la viene istruita per 2 mesi e mezzo al deposito reggime11tal e prima ù i essere inviata al IJatLaglione, cl1 c serve i n ria.tria,
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RASSEGNA MILIT AR~ ES'l'E!lA
3. Istruzione elementare di soldati: addesbrati . - Quanùo un sisle~a adatto _d'ist~uzio~o di recluta sarà stabilito, si potrà ·ottenere che il solda,10 di venti co ,1 esperto nell'im piego del suo fuci le, da non aver bis?~no, se non raramente, della ri petizione di lezion i elementari . Finora cio non è stato ottenuto, e ftoch è non lo sarà tutti i so ldati ora sotto le armi dovranno ~s~ere esercit,ati il più frequ entemente possibile secondo 1! corso stabilito per le reclute. '1-: Eser·cizi al benaglio. - L' Dnico ~capo degl i esercir.i al hersaaJio è. d1 ottenere buoni tiratori ed :i ciò nou si può pervenire in fre~ta, ne senza la dovuta circospezione. Lo scopo non dovrebbe essere di consumare una. certa <1u?otiti1-~ i munizioni, m::i df fare di ogni colpo sparato una lezione prauca. G10 può essere ottenuto soltanto col segnare accn_rat:1rnen1~ ogn i colpo e collo spiegare agli uomini le cause del ~o lpo lal!1to. In casi perciò, nei quali il tempo faccia"difett.o, sarà ~ egho ese~~ire una parte dtd corso con cu ra, auzichè · compierlo tutto m modo a r.1retta to e superficiale. In tali casi gli L:llìcia Ii genern li al c~maudo d1 truppe sa nzioneranno la om issione del tiro alle maggiori dista~ze, quando e_ssi ritengano che tutto il corso non potrebbe essere compmto vau1agg1osaaiente. Esercizi di tiro a ri peri1.ione, io base al corso regolamentare, ~con cartucce a salve, COll cartucce per tiro ridotto ed aocbe soltanto esercizi di scatto, saranno fr equentemente praticati in caserma du ra11te l'anno. È col tiro a ripetizione a breve distanza, che le battaglie in futnro saranno probabi_lmente decise , e le poche ca rtu cce che possono essere sparate al bersaglio non sono sullìcieuti a portare i) soldato a quell'alto arado di abilitò di tiro, che d'ora innanzi sarà necessari(I. " 5. Forze ausiliarie. - Le istruzioni so pra dr ue si impartiranno anche alle truppe ausiliarie, nella misura consentila dalle differenti condizioni di servi.zio. Gli ufficiali comandanti i distreui reggi ment,ali debbono subito occuparsi di tale Inie quistione. Essi debbono in primo luogo interessarsi sper.ialmente all'addestramento de_i_quadri permanen ti, e de bb<•no assicur:i rsi che questi siano mantenuti in un alto grndo di abil itù d'istrnzio ne so tto la dil'ezionc degli aiutanti maggiori dell~ forze nusiliarie, dell.1 ca pacità dei quali e., si d~bbooo rendersi cdolti. E soltnnto coll 'interessamento personale del comandante il distretto e co ll o ispezioonre i corpi mentre :-i trovi1uo all a istrnzionc su Ile armi e sul Liro, che lo scopo desiderato può essere raooiunto. Gli ufficia li coma ndaut.i i distretti reggimentali debbono anch~ por:, re la loro special~ nllenzione su1t· istruzione sulle ilrmi e sul tiro
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delle reclute della mi lizia , inclusa quella degli ulficiali. Questa è nttualment.e molto poco soddisfacen1e. 6 Coi·so cl' istruzione rnlle an ni e sul tiro JJer ·il l903. - Le istruzioni nlliciali per gl i esercizi s ulle armi e sul ti ro per il 1003, si inspirer:inn'> al principio che l'abili1à di tiro a bre,e dista nza è della pi.ù grande importnnza e ch' è inutile rar tira re a distanze ma ggiori o p:issare ad ulterio ri esercizi, se pri ma non si è diventat i buoni tiratori u breve dis1a nzn . Gli ul1k inli al comand i" di trnppa sono ant()J'izzo ti n tenere indietro oell' istruzione quegli nomi o i che essi considerano ner bisogno di ulteriore perfeziouamenlo, e a fa r loro cousumare tu tte le mnniziooi a IHeve distanza. 7. lo sono convinto che l'esalltma di liro, la quale è il risu ltato di una accnrata is1nnione, è per lo meno altretta11to importante sui moder ni c:impi di battaglia, quanto le comùinaziooi tattiche alle (ltiali tanto tempo e tan ta cura si dedica . Sa rà bene lulli ricord ino che le migliori rnnnovro possono fo llirc, se nel rnome11to culminante della lolla non ~i può nvere una superiorità di fuoco. Perciò, io non imprimerò rnai troppo nella mente cli ogni ufficiale generale comandanle ri i truppe, che il suo p ù importante dovere è di ottenere e mantenere un alto grado di istruzione sul le armi e sul lire, in tntti i propri di pcuclenti , ed essendo io convinto che ciò può essere raggiunto soltanto col costante iotere~se pPrson:ile e con la sorvegl ianza da parie clcgli uOici;J li anziani, io ten,[!o personal mente responsabile ogni umciale /enende comautlante di truppe cbè egli, con tutti i mezzi che reputerà migliori, cerchi di ouenere un grado di istruzione, che sarà sodd isfacen te solo qu~n1lo avr:1 ra~gi noto il più allo grado. A questo scopo <'gli dovrà assicurar~i, con cura solerte ed assiùua, che un sistem.1 di istruzione elementare ben ordiu:i tci e progressivo sul tiro, si~ impianta to in tutl i I corpi del suo comando sulle li nee generali 'fili indicate, e dovrà specialmeute cercare di sti molare gli ufficia li ad iotore~si,rsi nl tiro dei loro uorniui e ali ' addcstr~meoto delle recinte. Cercherù di vincere qualunque ,lifficolrà che potesse sorgere, adattandosi allo spir,to di qu est'ordine, e per le c! ifficoltà cbe egli non fo sse in grado di sn perare dovrà subito rivolgersi al l'Aiut:Hlle Generale. i\ I t O gen naio 1903 gli ufficiali generali comandanti di tru ppe fa ranno rapporti dellagliati ol l'Aiutunte Generale su lle misure elle hanno p:·eso per introdurre uo migliore sistem a di aclde~tramcuto, ed esporranno i progressi fAtti fino a quella data, presenw11do •1u:ilu nque proposta che potesse loro sem brare utile.
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RASSEGNA 1\!ILI'J'ARE ES'l'ERA
Essi nello stesso tempo riferiranno su quanto ha tratto all'attiviria degli ufnciali comandanti i di~tretli reggimentali e ci rca l'clTeuo generale di quesl' ordine. UN D1sconso oi,;L MIKISTI\O BnonRIK. (I} - L'esperienza dell'ultima guerra ci ha dimostrato che alcuni uomini ebbero alTidati comandi, dei qua li non si dimostrarono poi capaci. Sebbene ciò non debba avvenire, può tuttavia aècadere; giacchè in uua grossa guerra accanto ai grandi successi vi sono anche degi'i errori. Ci è stato detto ultimamente che al Ministro della guerrn riesce diffìci le, senza sottrarsi al favoritismo, porre the right man into the
right piace. Io sono pronto ad accettare la· sfida su ciò. Posso asserire che gli ulliciali sono scelti soltanto per la conoscenza che noi abbiamo della loro condotta in guerra . C'è per altro una difficoltà grave, quella cioè di allontanare quegli ullìciali che non hanno corrisposto alla posizion0 che occupavano . Tale còmpito spetta 0ra al comandan tB in capo. Qua le uomo ha maggiore dirit.to alla nostra fiducia del!' attuale comandante in capo, Lord RoberLs, il quale tenne ìl comaudo di 210,000 uomini in India per quasi ouo anni cd ha comandato· un egual numero di uomini durante l'ultim:i canpagoa ~ [.;gli ha sempre mantenuto la disciplina nelle sue truppe. Mi conforta il pensiero che Lord Kitchener, il quale ha avuto ii comando di un granòe corpo di truppe in guerra; possa acquistare ora esperienza uguale ,1 quella di Lord Roberts nel comando delle forze indiane. Certamente se voi affidate un comando ad un uomo di tide es·perienza, dovete anche aver fiducia in lui per questioni di disciplina. Si sono verificati tre casi, che io non esamino, pei quali Lorù Robert3 ha dovuto prendere gravi misure disciplinari. Un urGcia le dovette ess(lre rimosso dal comando, perchè commise errori sotto gl i occhi di Lord Roberts cd incorso anche nella critica degl i altri generali. Cer1amqo1e ques1.o è un caso in cui un uomo deve essere punito. In tempo di guerra voi avete bi~ogno del migliore uomo nel posto più importante e dovete seguirlo e aver fiducia in lui; m:1 invece che cosa è succe:;so? (!) Prol\unciato ,\ \\'hitehave11 , il IO ollobre.
RASSEGNA ì\ULI'l'ARl~ ESTERA
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Fn sv.olta una mo'l,ione alla Camera dei Comuoi e M. Asqu ith, il qua le è stn to un;:; di quelli che più si è fa tto sentire nel domandare riforme n1dicali nell'esercito, si mise a m1po del pntito liberale dopo di aver censu rato con un veemente discorso il Go vero o per aver accet . tato il consiglio di Lord Ro berts in nua questione, in cui questi era il sqlo clie potesse dare uu giudizio. Accenno a questo fatto, perchè conosci~ te con'ie i nostri amici liberali sollecitino le r iforme del l'eserci to e quanrlo questo lavoro molto impopola re ò onesramente intrapreso, cerch ino poi di fa rne questioue politica per attaccare il Governo. fra tntte le questioni, quella che mi sta più a cuo re è la riforma dell'esercito . Non c'è un ramo del servizio, del!' ist.ruzione e del personale a cui noi, adesso che è lìo iu1 la guern,, non 11bbiamo ded icata la nostra pi ù premurosa attenz ione . Ed anche quando la guerra con tinuava, non sinmo rimasti it1operosi. Enu mererò in poche parole ciò che è ~tato fati.o, anc he durante quel periodo di ur~enza, per assicurare qnel l'aumeoto di 50,000 uomini nella forza dell'esercito, che quesfo stesso g,we1:no Jrn inscr itto ne bilancio. Abbiamo diminnita la dtirata del serv izio ed aumenta ta la paga. Ciò è stato fatto 6 mesi fà, e du raute questo breve periodo il reclutamento è migl iorato, miilgrado che l'anno scgrso e l'anno precedente, ìn conseguenza del la guei-ra, esso riuscisse maggiore di quello che non lo ~ia stato in qualunque altro pel'iodo del la oo~tra sloria. Non potremmo pretendere di mantenere un così unmeroso reclutamen to; però, f'n conseguenza di qt1esta nuova misurn, abbia mo avu to io questo periodo di sei nwsi '.2500 recli;te in più, e le raffer me ad aniiap i sono quest'anno metà di quelle concesse· l'ao))O scorso. Que, sta è la più grande innovazione che sia stata fai.la nelle cÒndiiioni di servizio dell'esercito da l tempo di Lord Cardwell, ed es,a da rà in av· venire una r iserva che ci metterà in buone con·i izioni per quali tà e quaotilit, se dovrà essere ch iamata al le ,irrn i. Abbiamo anche istitu ito i corpi d'armala. Questi. isti tuzione è deris;:i da alcuni, ma essa è diventata il ca posald_o del sistema del nostrn esercito. Con ciò noi fin dal tempo di pace poniamo al comando delle tru ppe co loro, che sono giudicati pi ù ,1da tti a tenero quel comando in guerra. Abbiamo le divisioni e le varie unità che le costituis1.;ono. Abbiamo la giusta pi-oporzione fra le varie ann i. Stia mo preparando terreni per 1· istruzione del le truppe; giù ne ab bia mo ad Aldershot ed a Salisbu,ry ed ultimamen te abbiamo comprato a ta le scopo un'altra
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RASSl~Gl'l'A )IlLl'.1.'ARE ES't'ERA
RASSEGNA. MIL1TARh ESTERA
zona in Iscozia. Abbia . di .terreno . . . . mo stabil iti mao-·izzi·, "'' ,, 1 ,; do ' e sa ranno necessari. Dra ~o _largbr poteri ar comandanti dei corpi d'armata , affinchè tutte _le quest1~m non v_Pngano presentate al Ministero dell a guerra. Quelli che dendono un sistema che per la prima volta dù al l'cserei to del la. Gran Ilrettag-na una conven iente 1)rgaoiz1.aziooc per la guerra sappiano che, qualunque cam bi<Hncnto cl i .o-abinet,opossa avveoi· re, , e.SSi'. t · ò!> DO~ rover~n~o mar modo cli mutarlo. A libiamo elevata l'istruzione dei ~ 0st ~1 uffici~lt, abb,a rn~ preso provved1111cnti per ren dere meno costosa I.a ,~1 t;.i __deglr uffìc1ah 10 alcun i reggimenti, ~peci~ lmeo te in quelli di ca,.,l~eIJa, e per aprire le porte a tutti coloro che possiedono le qua li tà per,di ventare ~fficia li, ma_ 1~on hanno larghi mezzi privati . . \ or avete u~1 to_1~~lte critiche snl servizio sanitario nell'ultima guerra . Io non parle_ro di c10 che è ade~so sotto l' inchiesta di una comm issione sulla quale il g?verno non ha alcnn:i iuflueciza; essa investiga pub~ bl ic_am,en~e o p~1 va _tamen1~, co_me cr~de p ù opportun,1, e nei suoi procedimeati · 1·0 d' 1mm . non abbiamo ne diritto.' oe des1·der . 1·sc I11·arc1.· Abbiamo tuttav.ia riorga~iz~ato il servizio sanitari/) cou quo5to ·risul tllto, ~he ment1e fino all ul tima guerra si aveva un candidato su due due, pos~, dis~onibil i, ora ne abbi3mo da 2 a 3 per on posto vac11nte. L assicurazione che io vi posso dare è che avrete ufficia li medici esperti. . Abbia_mo quasi tripl icata la Yeomanry, e per la prima vo lta avremo 111 Ing_lnl terra _u?a forza mo~lata adegua ta alla grande massa di trup'pa ? pied i d1spou1blle per la difesa ùel paese. Ciò, e lo dico anch' io, non e un_~rogramma complelo. Vi ho messo davanti so lo alcuni pun ti nei q_ual_r e ~tata sp_esa In. no,tra operosità . Abbiamo migliora to le cood iz1om de, soldati nelle caserme, inquaotochè cred iamo che mioJiore, è 111 c!asse. degl i uom ini che noi arruoliamo e migliori sono Ìe at7.rnuive d1 d1gn1ta e benessere., maggiore sarit lo stimolo a farl i veni re. . Ma a~biamo bisogno ancora del vonro appoggio. Abbiamo bisogno dr dare 1mp1ego 11 qne!li che ci hanno serviti come rise•r-vist-i e che adesso sono ri tornélti alla vita bor e,0 hese. Abbiamo bi~o,,no di voi di· • . voi tutti, pernhè vi oppon iate contro cio che è successo a .Londra l'altro giorno, dove un uomo, solo perchè indossava l'uni fo rme di soldato, fu escli1 s? da un teatro, di cui 110n faccio iI nome per convenienza . Diro solo per ciò che mi riguarda , che, se le cicco,wuze lo richiedenrnao, provocherò la d1i usu ra de i luoghi dr divertòmento e dei teatri, dov_e non f?sse ammessa l' uuiforme del soldato, che è pegno di onore. \. 1 ho g1a trattenuto troppo su quc,ti soggetti. Fu so lo per mostrarvi che abbiamo iniziato un grande la varo, e che se il tempo non ci ha perè)
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messo di compiere tutti i nostri progetti, voi co nsidereresle come buon principio il fatto fio qui. Tutto quello elle vi domando, mentre ancora queste riforme sono incomplete, è di non dar retta ai comm'enti <li coloro che hanno interesse ad avversare ogoi p,rogetto di riform a, ma di aspettare sino alla fi ne, ricordandovi che ne$sun uomo dovrà essere condannato fin chè non si scorgano i risu ltati della sua opern. VotoNT,\RI AUTO~lOBJLlST t. - Il v,ce-presidente del Club degli au . . tomobili sti inglese, che è anche teoente nella Yeomanry, ha proposto al Ministero della guerra di fo rmare un corpo di-volontari automobilisti. 1J ministro ha mostrato di essere disposto a prendere in esa me colla maggio re beoevolema un progetto definitivo su ll'argomen to. .La proposta è che il corpo sia costituito da proprietari di antomobili, i quali vogliano offrire temponrneamentc una o più macchine per servire a scopo -'militare, e cC1nrlurle essi stessi o fornire uno chall/fe?n- per ciascuoa macchina . Il corpo non dovrebbe essere impiegato fuori del Regno Unito e i suoi 'componenti potrebbero essere chiamati per prendere parte a manovre, per trasporta re ~li ufficiali ispettori nei loro giri d'isp;zione durante poch i giorni , per p'render parte a ricognizioni o a viaggi di stato maggiore, ecc. Ai volontari au tomobilisti dovrebbe essere corrisposta 11011 somma giornaliera per le spese iocontra1e. Il Ministero ha nominato una commissione per istudiare i particolari di questa is.tituziooe; io tanto si vanno raccogliendo le domande di co · loro che vogliono farne parte e le iscrizioni sembrano numerose, E LtMIN: 1\ZIONE DI SOLDATI 1)1 CATTl \'A CONDOTTA. Il comandan te in capo, nell' intento di tener alto il livell o 1norale del le tru ppe, ha emanato la seguente circolare: Essendo giun:i al comando io capo dell'esercito reclami per il fatto dell'ammissione, nelle file dell'esercito, di reclute pregiudicale, una inchiesta fu ordiuata in pro riosito, ed essa ha posto in ch iaro che gli ulficiali i qunli hanno il dovere cli scacciare dall'esercito gli uomini di cattiva condolla, noli hanuo fallo uso dei poteri che dà loro il Regolamento di di;;cipli na per eliminare dette persone. Recen temente si è ~oustatato che di 86 individui pregiudicati che prestano servizio nel corpo degli usseri, H furono reclutati nel H)OO, 35 nel 190,1 e solo 28 da meno di 6 mesi. QuE>sti individui erano segnalati come permanentemente in prigione, <iorne incorreggibili, ecc. Uno di ques ti, dall'epoca del suo arruola·
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RASSEGpA MILITARE ESTER,\
RA.SSEG~.\ :.\IILITA.RE l~Sl':ERA
mento, che daù1 da 2 anni, ha disertato .I. volte; un .altro, che ha più di 2 anni di servizio, è classific!lto come cat-aliere assolntameule incapace. E co me que.;ti si hanno altri esemp i. È chia ro che nessuno degli 86 solda1 i sopra detti avrebbP. dovuto essere ammesso nell'esercito, 1, non si arriva a capire come mai gen rc simile sia stata rnan1cnnta nel l'esercito, con danno evidente del se rvizio e con sperpero ingiustificato del pubblico danaro. Certo può avvenirc il caso che, non os1an1e la cura posta dagli ufficiali incaric11ti del reclutamen10, riescano ad entrare uell'ernrcito individui poco de.(!ni. ma essi io seguito devono venire el iminati. Tan ti e tanti giovani rispettabi li, i qua li desidererebbero di darsi al la vita mili1:ire, se ne astengono al pensiero. di po1ersi trova re a coo1auo di persone di mor:tlità assai discutibile. li comandante in capo non riesce a comprendere come mai I coma ndan ti di cor pr, non si vn lga no della faco ltà, loro accordata dai regolameuti , di elirnio3re q uegli individui, che, come si è verificato nel corpo degli asseri, si dimostrano assolutamente inetti al servizio. COMJ1',\T I CONSllLTl\'J l'ER LE 'J'R Uf>l'E A US JLT.\ llfl, . È Staia decrelata la costituzione d1 tre comitati clte dovranno riunirsi presso il Ministero della guerrn, allorché se ne presenti l'occasione, per istndiare imporWnti quistioni relative rilla Milizia, alla Yeomanry ed ai Volontari, fl riferirne al Ministero e al Co mandan te in capo. Ex o/ficfo. membri di ciascun comitato sa ranno : il sottosegretario di stato parlamentare, presidente, il sogre1ario per le fìoaoze, l'ai11 1ante generalo delle forzo, l'ispettore generale delle forze ausi liarie. Inoltre saninno membri, sia per la iltili.:;ia, che per la 1·1101nanry e i Volonta·ri. 6 ulncia li superiori di ciascuna di que,te truppe, d;i scegliersi come segue:
Per la Mili:;fo: 1 del 2° corpo d'armata; 3 appar1eneoti ai distretti che stanno per essere costituiti nel 4-0, 5° e 6° corpo d'armata; ·I urliciale del 3° corpo d'armata; 1 dn scegliersi dal .Ministero su propositi del Comandante io capo . Prr la l"eomam·y: 1 del 2° corpo <l'armata; 3 appartenenti ai distretti che ~lan ao per essere costituiti uel -'i- 0 , :;o e 6° corpo d'armata; 2 da scegl iersi cc,me sopra . .Per i Vo lonta1"i : <;ome per In l"eomanty
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Per la Afili:;ia e per i Volontari, dei 6 ufficiali 3 dovr3nno essere di fan teria, ,1 di artiglieria e 1 del genio. . Nella scelta degli ufficiali, si dovrà fora in modo che siano rn~~reseutati 1anlo i corpi che recintano nella cam pagna, quanto quelli che recintano nelle ciuà. Ai Comitati dovranno essere sotto poste l.utle le importanti qu istioni che si riferiscono all'ordinamento delle trnppe a11 si li11rie su menz ionale. Orrn i membro dei Comitali in parola potrà present11rn qnalu11qne qui e . . . stione di cara tll're genera le relati va 3 Ile Ll'U ppe Cli I egli 11 J) p;i rtrnn~, dopo averne dato notizia al Miuist~ro. D11raote le riuuiuni dei _Com 1tc1li '. ~li uffìcial i percepiran no la paga del loro g rado e s:,ran no rir11hor;;at1 dell\l eventua !i spe~e di viaggio. RUSSIA .
Nuon 11n1r.AT.1 01 n1sEnrA. - Con dècreto imperiale del 2i> ottobre s. il reggimento di fanteria d, l(cvel, che non aveva numero d:ordifie'. nè faceva pane di :i lcuna IJrigata, venne trasformato. in una hr1_ga ta d'. f'a11 t,ma di riserva ,i ,\. reggillleoti di due hattagl io111. Ques ta lmg:i ta d1 ri serva prende il u. -~9 e i nuovi regg ime111i prendono i seguenti numeri d'ordine e le seguenti denominazioni: 193° reggimento di r.1n 1eria di riserva di Ko vel : 1!H 0 di MsLisla11 ; 493° di Duboo ; ~ 96° di Z:ii-lava. Questi nu meri era no vacn nti, mentre esistev:i giil la brigata dian.i glieri,1 di riserva, dnlla quale dovevano tr,ir8i le (j batterie addeue 1n r,aso di u1ierra :illa di11isione rhe si formeri1 dalla .\.!J• brigata tli riserva. È ·in fotti noto che le brigate di fanteria di risen-a a /i. reggimenti di 2 balta~li(ln i ~i trasform&no in c:iso d1 mobilitazione in divisioni di ,fo turno cl i /i. reggimen ti sn ft. ba uagl ion i. l uu~'~i reggimenli di r iserva riceveranno le band iere dall'Impera tore; il rn::io prenderà quella dell'antico reggimcn10 di Kovel, r.ouserva ndone anche l'aozilrni tà. Detti reggimenti avra nno la loro resta annnnlr comune: il 28 luglio, ~iorno di S. Vladimiro. 11 •
A UM ENTO DRLL.\ FLOTTA. Il 1° novembre a Pietrobu rgo nel grande c:io tierc del nuovo ommiragliato sull:i spooda sinistra della :Xeva ebbe . lu,ogo il varo della nave-trasporto _lùimtchatlca, la cu i costrL11.ione cm
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RA.ss:~GNA MlLt TARR l1S1'1:.m.A
cominciata I' 8 settembre '1!l0 1. Delta nave sarù armata con 6 can noni da 4-7 m~. (4 sul pon te superiore e 2. sul mezzo-ponte) e porterà H 1mbarcaz1on1 a vapore e a remi. Le pri ncipali dimen,ion i del Kamtchat.ka sono : massima lunohezza . Iargliezza m. ,1,i-.90, pescagione m. 6.10, stazza" m. ·191 ;..· . 75 , massima mento a carico intero 7,'200 tonnellate, velocità di marcia '18 nodi all'ora. Nello stesso giorno 1° novembre nel cantiere del Baltico sulla destra del la Ne~a ebbe luogo la messa i11 i;c,do della corazzat11 di squadra Slava da costruire secondo i disego i del Kniaz SuvaroIT (varato il 2;5 settembre scorso) . L,a nuova CJrazz•ta, ,,econdo previsioni fotte , sarà pronta per il varo nell autunno del ·1903 e per la navigazione alla ii ne del 1904. Le misure princ.;ipali concernenti la Slava sono : massima lunghezza m. 121.30, lu nghezza fra le perpendicolari rn. •IH.70; massima larghezza m. 23 . ·15; pe;cagiooe m 7. 90; stazzamento •I 3.516 tonnellate· forza nomina le delle m11cchine a vapore cavalli 15.800; velocità ·18 nodi all'ora; provvista di ca rbone •12.50 tonnelhite. Tutte le macchine, comprese le calda ie Del vi lle, .saranno costruite nel cantiere del Baltieo . Inoltre, per accrescere la flotta di torpediniere del Mar Nero, nell' arsenale Nico laiev sono in costruzione due nuove torpedinie.re di squadra, la Zavietri-i e la Zavidn·i dello stazza mento di 31.iO tonnellate e velocit,à di 26 nodi all'ora. Si è anche ordinato tìn nuovo incrociatore celere con scafo di ferro per la sorveglianza del Caspio e_si è acquistato in Helsingfors il battello Opasm;, destinandolo al servizio idrograuco delle coste della Finbndia. LAVOill DELLA. SPE OIZ[OKF. NORDICA MAIUTTl}{A. Sarà fra poco di ri •. toroo a Pietroburgo la spedizione nell'Oceano giaci.ile sotto gli ordini del capitano di fregata Varnek, spedizione che aveva per iscopo la ricognizione della via marittima verso la Siberia. In quest'anno la spedizione, grazie a favorevoli cond izioni dei ghiacci,.. potèeseguireil ril iel'odel lerivedel Mar di Kara dallo stretto di Iugor alll\ foci del K:ira; esp lorò inoltre una considerevole parte dello stretto di V:i igatz , ove scop ri uoa baia che pnò servire di asi lo sicuro per lo svernamen to; sco perta questa che potrà essere molto utile ai naviganti nordici e agl'industriali. Lo scanrlaglio del J.llfor di Kara non eonfermò le profondità di 2.00 sagene (m. /~2.7) riportate finora dalle carte.
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RASS!sGNA. MlLITARE ESTERA.
L'esplorazione della via marittima verso la Siberia proseguirà ancora per due anni e si occuperà spec.ialmente Jella descrizione delle coste del Mar di Kara. STATI UNITI. I
.L'1srnuzr0Nl, MiLlTAHB NEI COLLEGI C(V ILI. - Con ordine 1). 9,i. de l 9 agosto '1902, il Ministero della guerra degli Sw ti Uniti ha prescritto norme tassative ci rca il modo d' impartire l'istruzione militare teorica e pr1,tica in alcuni collegi civil i, e specialmente nelle cosidette « scuole di agricoltura ». D'orn innanzi, si destineranno uflìcialt i:;truttori (tenenti), - scegliendoli fra quelli che abbiano compiuto con buon esito i corsi delle scuole militari - solo a cruei co llegi che aLbiao o non meno di ,100 allievi io età ·superiore ai ·15 anni; i quali sa r,,noo ordinati io compagnie e bauaglioni, e obbl i~a ti ad indossare l' uniforme durante le istruzioni e le cerimonie militari. In ogni settimana saran110 dedicate 4- orl\ all' insegnamento dell'arte -militare, che comprende uoa pa1·te teorica (sull'arruolamento, i regolamenti d'istruzione e di servizio, sull'orgtltl izznzione dell 'esercito, sulle operazioni mi litari) , e una parte pratica (esercizi di manovre della fanteria fino alla scnòla di batta olione esercitazioni di marcia, esercizi sul servizio di guardia, su l'attacco e la difern delL1v,rngua rdia e della retrogua rdia). Tale ordine è stato provocato da una si tuazione <li fatto, descritta nell'articolo, che ~ui di seguito .si riassume, pubblicato dal!' M·iny arul Navy Register di Washington nell a p11ntata del 23 agvsto ·I 902. « Secondo il rapporto, per l'anno 1890 -9·1, del commissar io governativo per l' istruzione, vi sono 60 università, isti tuti, scuole e collegi al cui - manteni niento concorre il Governo nel modo seguente : • Con la « legge sulla concessione di terre »-comunemente ch iama.ta prima legge Morrell - approvata il 2 luglio ·1862,fo concessa ad ogui Stato un'area di 30,000 acri -di terra pubblica per ogni sen~ tore o deputato cui lo Stato aveva diritto in seguito al censimento del •1860 .La terra così avu ta fu - in obbedienw al la legge - venduta, e il ricavo costituì un capitale intangibil.e, i cui interessi dovevano essere devoluti al la l'ondaz;one e al mantenimeoto di almeno un collegio per ciascun Stato, che nvesse per iscopo princi p<1le l'insegnamento delle scienze relative alla :igricoltura e alle arti meccaniche, includendo eziand io l'arte mi litare, e senza escludere altri insegnamenti scientifici e classici. La rendita che per tal modo gode einscun Stato è in media i i dollari -i 2,.123 (con un •
l')
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R.\SS]!'.QiX_\. UlLIT.\HE ES'rmu
massimo di 49 ,3i l e nn minimo di 2500). (nolLre, per la soconda lei-e Morrei! del 1890, cia:.cuno Stato rictwe allo stesso $Copo dal Goveruo degli S1.1ti Uniti annui dollari 2\000; o il Governo centrale manda ufficiali i~truttori in deui coll egi o foru isce i llld leri;J li da guerra necessari per lo isLruzioni, co11 una ~pesa di a lmeao dollari 2000 annui per ciascuno S1a to. lu camhio dell'opponu11ità offerta ai ~iovani di acquistnre con rniuima spesa un 'educazione industria le prnticu e comp leta, il Governo richiedeva soltanto che e5si fos~ero obbligati a ricevere un'istruzione milirn re tnle che es;;i pot<lssero - in ca,o di neces~iti1 - servire comn ufliciali subalterni, esser capaci di org:.mizzare e condurre IP compagnie di volonta ri, ed :i vere un:1 suflìciente conoscenza dei doveri e della vit:i di campagna. Qual i sono le co ndizio ni di fat to che si riscontrano rea lme11 to iu codesti collegi? , In nno di ossi, per e;., l'ufficiale i$trullore richitJ~e invano per mesi unn sala. per le coofercn1.e, e quando finalmente l'ouenne, si vi·le li•satn un'ora oltre il 1empo assegnato dall'orarin per le le1.ioni L'insegoarnento militare - a meno di poche onor.. ,•oli ercezioni - è stato considerato solta1ito nelle s11c apparenze. I cou,;igli di rettivi dei collegi sono, in gl'an parte, composti cli uomini avversi oll'istr,11.ione miliwre, i quali con;iderano lr1 parto militM'O 1lt·II' iu~rgnamcn to come l'ultinw I) la. me.no importante, acconlaoo cou diffico ltit a t& lc scopo una s~m rn,1 dc1:1s~rw: w11tochè :;u alcuni collegi non svcurola neanche l.1 handiera degli ~t:it1 Uniti, pcrchè l'nutornù competenti• non vuole acquist.trnc un_a. In '!_u~uto alla disci plina, senza cni qnal:;ivoglia tentativo d1 oduc,1z1one mil11are diviene un vano sciupio di temp·> e di energia, il principio del lasciare nodaro è penetrato in molti colll'gi ; essi im11an_o le graud_i uni,:ersiti1 eur()pee. [n alcuni vi so110 poche leggi genrri1!i _di governo, m altri 11essuna. Lo studente ~a i:lie egli può assentarsi impunemente dnl 1 O per conto ,lel ltJ esercitazioni del collcg10, e riccrerà il :-uo diploma purchì· superi oli esam i poi rollo della c111Tia. Mn 11011 si tiene il dovato ,:onto o . . . ·1 . I I delle assenze dagli esercir.i militari; on g1ovanl', riuscilo I r r! m~ '~ suo cor;;o, ci confessò che ave,·a preso parte a sole dae eserc1ta~1_oni-. Per dìsposi1.i0oe del Presiden te (ordioe del 18!)7), 1· is_trnttorc m1l_11are arr<!bbe dornto al'ere a su:i di~po~i1.ioue un'ora per ~euw~:inn per l_iusegnamento teorico e due per i'rn~Bgnamento r _r~uco_. ?la'. m fotto, in '.1:1 anno gli allievi haouo preso parte agl i es~rcJ1z1 rn 1htan sol,1anto ~er d,~ ore. e hanno rirevuto l'i n:;cgnamcolo teorico per I O ore. Ed anche so, VCfllC qacste ore SOIJO prese, nel ta rdo pomeriggio, da quelle assegna te al la ricreazione, con ~r:rnòe malcon tento dei giovani. Eglr è che, nella
RA::;SF.ùN'A ~IH,l'l'AUE ES'l'ER.\.
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mP.nte dei dirigenti, qualsiasi cosa, eia! sanscritto alla p~ic:ologia, è più important,: dol111 difesa nazionale. Le autorità del collegio interpretano le leg!l'.i come loro accomoda, cd :ilcune ancrm:mo che il Presiden te degli Stati Uniti non ha fa coltà di dare loro ordini ; si è persino giunti a dire che il Governo non ha il diriuo d'inviare un ufficiale ad ispezional'e gli allievi, e che lo si riceve per mero atto di cortesia. 1 < L'ordino recentemente emanato prescrive il corso d'istruzione militare, e stabilisce che si richiami I' uflìci11le istruttore e si aholisca l'insegnamento, se non si concedano i mezzi per impartirlo o non si.-. maoteaut.a la discipl ina. ìVIa l'unico n1ezzo per for rispettare In legge sarebhe quello di sospende:-e - con atto rlel Parlamento - il pagamento della pensiono, concessa dalla seconda legge Morrei!, a qu~i colle/Ii che non si con formi no alla logge e non eseguiscano gli ordini del Presideat.e ».
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Ai'iNO XLVII,
RIVISTA DEI J?ERIODICI
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Qnesto ~ mettere bene i punti sug li i, ma sicuramente nessuno risponderà. Ciò non togl ie che il Gnerrini ha fatto beniss imo a porre la questione nei veri suoi termini.
RIVIS'rA DEI PERIODICI
Rivista di fanteria .
Anno XL Fascicolo X. ;,J,J ottobre ·1902.
_ Le spese i1nprodutti1Je . Lettera ad ww sconoscfoto, per Dom:Nico La lettera aperta è diretta a tutti co loro che di questi giorni sbraitano contro le spese che si fonno per l'esercito e cerca uuo che voglia rispondere alle seguenti cin11ue chiarissime proposizioni: Proposizione pri:ma. - La spesa tota le effettiva che si fa io Italia per apparecchiare la nazione all a guerra tlO!l arriva a 235 mi lioni di lire. Proposizione seconda. - I 2.35 milioni che si spendono ogni anno per l'esercito so110' quasi interamente :;pesi in Ital"ia: la porzione che si spende all'estero è trascurabile io confron to alla somma tota le. P.roposùsione terza. - Perciò i 235 milioui annua lmente spesi ri tornano quasi integralmente a far parte della ricchezza nazionale dalla 1p1ale furono trMti: quindi, io ogni caso, il d111rno economico che lanazione sente per vi11 delle spese militari deve essere ragguagliato al la pura perdita annua degli interessi di un capitale di 235 milioni. Proposizione quarta. - ~la il c3pi tale di 23ti milioni di lire impiegato per l'esercito alimenta lavoro nazionale, sotto forme diver~e: tuuo, fi no nl l'u\ti rno cenLesimo . Perciò il danno econom ico che la nazione sente non deve essere ragguagliato a tutto l' intere$Se rl el capit;1le, ma solo alla problematica differenzi\ tra I' utiliti, econo mica che effetti~amente si ricava dal capiLa lc e la maggiore che si ricaverebbe se questo fosse altrimenti impiegato a scopi di d1reuri produzione di ricdiezza. Proposizione quinta. - Gli elementi concreti per indicare con una cifra l'entità del vero danno economico, prodotto da lle spese per l'esercito, non sono faci li' nè sicuri: tnttavia si può alforman.: con certezza che il sacrificio aonuo col qrwle la nazione paga le ut.ilit/1 derivnnti dalla instituziooi militari non deve <! non può 0ltrepassare di molto i ·1 O milioni di li re: cert issimamente poi non arriva a 1 i> milioni. GuE~rnno . -
ll /uoco e la baionetta verititre secoh (a. - È un riassunto ben compilato ·dello stnd io sulla battaglia di Cu1rnxa, testè pu bb licato dal Jonrnal des sc?°ences militaires. Ci pare, però, bisogn i andare molto cau.ti nel _trarre insegnamenti, pei tempi nostri, da avvenimenti ~ ilitari cosi lontani. A p1·oposito di storia militare. - Si prendono a disamina due recenti pubblicazioni; quel la del capi tano FELJi.-SENT: Il generale Pùmell e il suv tempo; e l'altra del maggiore BounEus : La battagl1a di Ad1w . Del libro del Felissent. è fa tta una severa, ma gi usta critica , ri levandosene i molti errori di fatto e buon numero di apprezzamen ti destituiti di fondamento . Da quello del Bc,urelly si trae l'occasione per pa rlare speci;i.lmente delle responsabilità del generale Barntieri. Giustamente osser va lo scrittore che l'opera del Bourelly non può essere nè serena nè imparziale, poicl-:è scritta collo scopo non so lo di difendere il generale Bara,ieri, ma di esaltare il suo opernto. . L'autore - e siam,) con lui - domanda cbe sia pubblicata una re1:).zione ufficiale « dalla 1ruale appaia la chiara e preci,a sllccessione dei r~tti e da essa chiai·e e precise scat.uri,cano le responsahilith ». Frattanto , egli soggiunge - è bene precisare questo : " Baratieri fu nn generale che condusse m,i le una battaglia e quindi la perdette; e niente altro . Dai fatti - pubblicati o non pubbl icati - come si sanno orn, non r isulta altro. « Ci sono dei genera li , cbe pure avendo la stessa colpa, si meritarono un mon umento equestre; percliè Baratieri fu, al contrario, qu~si fuci làto? » E conclude: « l'esagerata azione contro il Barati eri produsse l'esa . gerazione dr~lla dif'esa . . . . . Il generale Baratieri non era all'altezza del proprio còmpito; questa è la sola verità» . T.e piazze d'armi . - Ottima serittura nel la quale si dimostra che la nostra freq uenza delle piazze d'armi per fa(v i istruzione è il logica e dannosa. Noi, questa stessa, precisa idea l'abbiamo da molti anni e, perciò, siamo ben lieti di vederla propugnata , e cosi gagliardamen te, che megl ;o non si po!>Sa fore, dal l'anoo1 rno scritiore della R. di F.
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lUVIS'!'A DEI PERIODlCI
R.IVJSTA D.!!:I rERIODlCI
Rivist a di cavalle ria.
Le cavalle,-ie degli Stati italiani dal ·1814 al 1870. Note ed appimti di QUINTO CE NNI.
Anno V. Fascicolo XII. Dicembre 1902.
La nuova Istruzione prat·ica snl servizio della cav(l,l/eria /ran.:ese in campagna; per B. O. -- Quesrn nuova Istruzione portante la data del I O agosto 1902 rimpiazza in modo definitivo l'altra provvisoria del 2/i. dicembre 1896. Essa è a un dipresso e forse qualcosa di più di ciò ch'era la nostra abolit~ Istruzione nell'ammaestramento tattico della cavalleria . . Si fa rilevare che la nuova Istruzione non è un semplice rimanegg,nmento della precedente. In essn, mol!o ampl iat~, vi sono massime e. r,orme ~rrauo opposte a quel le esposte nel regolamento provvisorio; v1 è pure tenuto conto delle principali questioni rincttenti l'arma di ('8vnlleria dibattute in questi ultimi , anni e di quella, sovratutlo, principalis~ima della battaglia iniziale fra le due cavallerie avversa rie, elle, ora, è interamente sconfessata. Steeple-chase internazionale, pel tenente VEN INO dei l:incicri di Firenze.:- I l Venino ba un merito singolare e concesso a ben pochi: egli scrive cosi bene da recar diletto a chi lo legge, e di avvincere la sua atteozionc, anche se, per avventura, oon si divida interamente le , idee di lui . Con garbo e spirito accenna all'equ itazione del passato'e al concor~o ippic.o internnionale di Tori no, al fi ne di ricordare - e con molta ragioue - il grande cammino percorso; gli pare opportuno che le odierne corse :il campo degli uffìciali divengaoo dei veri Mil1 ta1·ies, propone altre corse ad ostacoli militari patrocinate dal Ministero della guerrn e da corrersi sugli ippod romi di provincia ecc. e jiiunge infine :dia propo3ta di un steeple-chase internazionale mi litare da correr~i a l'llil ano. Diviamo subito che dopo il concorso ippico internazionale di Torino e la corsa internazionale Oruxelles-Ostenda, ci pare :iffatto natcrale si sia pensato ad nno steeple-chase militare internazionale. E poichè a ciò ,,i doveva veniro, siamo lieti che la propr>sta sia panita da uno dei oostr-t uffìci,ili. Non sappiamo quale destino sia per Loccare alla geniale proposta del Venino: ci auguriamo trovi _favorevole 11ccoglienza laddove si piwte. Le due gare io teroaiiooali eseguite in quest'anno hanno messo in luce meridiana che, nel caso, i nostri uffici ali si troverebbero di fronte a fortissimi competi tori - cavalieri e cavalli - donde la necessità di prepararvisi convenientemente più di quanto sia stato fatto pel concorso ippico tl i Torino.
Traversando il Volturno a nuoto, pel tenente B ENEDETTO Acoons1. Scrittura interesrnn te. Io essa l'Accorsi, comandante un plotone di nuotatori dei caval leggeri di Monferrato durante le manovre di cavalleria compi utesi ollimamente io Terra di Lavoro, rende conto. del!' istru zione impartita a quel plotone e del passnggio a nuoto del Volturno eseguito collo stesso. Adornano il testo parecchie fo tografie ben riuscite.
r.a cavalleria innanzi olle armate. Sempre a proposito di « vede1·e e capire», pel capitano Uoo S AKL - Da questo primo artico lo risolta in modo non dubbio che l'autore è bene im medesima to dell' importanza dell'argomento e l'ha studiato con cura. Ne ri parleremo a lavoro terminato. Problemi tattici. - La direzione della llfois ta fu molto bene in~pirata, introducendo una nuova rubrica - P1·oblemi tattici - in base alle disposizioni mini3teriali per gli esami ~peciali dei tenenti di fan teria e di cava lleri a aspiranti all'avanza mento a scelta. li tema svolto è appunto rruello che fu dato quest'anno ngli esami dei tenenti di cavalleria . Bisognerebbe però, affi nchè la nuova 1·ub,-ica riescisse veramente vnntaggiosa ai giov:i ni ufficial i, che ogni fascicolo portasse la soluzione di un tema. Resterebbe pure a vedere se non convenisse, almeno di quando in quando, non d11re il tema e la soluzione insieme, ma il solo tema, invitando i giovani ufficia li ad una sdccie di concorso tatt·ico per la soluzione da inviarsi alla direzione della Ili-vista. La quale pubblicherebbe la sol uzione giudicata migliore, analizzandola e discutendola. Certamente qu esto sistema l'ISUlterebbe più pratico e più vantaggioso dell'adottato. Non vorremmo, tuttavia, che questo fosse messo da parte, ma bensì fosse alternato coll'altro proposto.
Un fo·raggio nuovo come comvlemento di razione nell' a/'imenta• zione del cavallo, pel tenente veterina rio dou. C.\RLO B n,WETTJ. - Si tratta del così detto Sangue-Melassa il quale, in confron to delle biade, farine e panell i, presenterebbe i vantaggi di un notevole risparmio ed un potere nutriti vo molto più marcato. Il Bravetti dice che gli esperimenti e le analisi fotte in Italia risultarono tnui favorevo li al nuovo alimento, e gli µare perciò, e specie per la prospettiva di un'economia assai rilevante, cli'es,o nHriterebbc I' intcrcs5a mento del Governo, e per
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RIVISTA DEI .PERiODICI
RlVIST1\ DEI PERIODICI
esso. del Mi nistero dell a guerra. Si dovrebbe, a suo avviso, nominare una commissione competeùte • col!' inca rico di controlla re l'analisi, le proprietà, il potere di nutrizione di q uesto nuovo alimen to)) ed intraprendere uoa serie di e,perimenti prns::;o q1.1;,lche reggimento o deposito. Se è assodato che ol tre ai vanrnggi sur ifer iti il s:wgue-melass:i ha pur quello, di fac ilitare la digest ione di rinforwrc il cavallo e renderlo più brioso~ con verrà, certo, fa re qua Iche e,perimeuto, ma bisogna aver presente cha la r~zioùe avena del nostro cavallo mi litare è d1 molto inferiore a q11e1la in uso negl i al tri eserciti europei. Al rignnrdo ricordia rnn che anche i!l Francia si propone di introdu rre or.li.~ razione del ca va llo la Pail-melassa, che dovrebbe essere. qu ~lrhe cosa che s'av-vicina al sa ugne- melij,::;~ .
2. 0 scegliere il metodo da seguire nel lo stndio del la scienza e dell'a rte taLtica ; :3° tr(lcciare le linee di un programma d'insegnamento della tattica navale. Segna liamo l'articolo ai competen1i.
Un po' d'ogni cosa . Conrers1J.zioni, pèr ALB E11ro HuoOLSTAJJT. - Rileviamo consideraz·oni giustissi me relative alle « 0mai p11recchie e uon mai disprezzabili penne - 'Oa sans dire - più batwgliere di t,1nte altre• che l'eserci to fornisce all a stampo quotid iana . L'articol ista non crede che ciò sia un ma le, ma peusa - e mo lto saviamente - che, come la di ;cip lina ri mane offesa da un articolo fi rmato con 1111:'l qualifica gtJnericfi - pcrchè vietata dal regolnmento - così gli scrit1ori di ariicoli senza fir ma dovrebbero ritenersi, in coscienza, eg nalmente tra,gressori delle buone regole disciplina ri. Gli ul1icial i si ri volgnno alla s1arnpa militare; « ma occorre si factia in modo che la srn mpa mi li1.are sia ed apparisca, io materia milita re, di gran iuogn più eUìcace ed autorevole di rruel la poli tica; occorre che quando taluno voglia segnalare in alto i bisogn i e le aspin.zioni dell;i nostra classe, abbia a far lo nei dovuti mod i sui nostri fogli e su lle nostre ri viste, certo che se la slam pa militare nul la ottenesse, nulla rimarrebbe a sperare da lle intimazioni di quell a politica • Perfettament<i d'accordo. R ivist a marit tima.
Anno XXXV . Fascicolo XL Nnovembre 1902. 1
lo ~tudio della tattica navale, pel tenente di vaseello HOMEO BEl1 L'autore non ammette si debba con;;iderare la ta ttica nava le come trasceoden te; e io questo scri tto si propone : 1° scegliere gl i enti tattici, uoocbè g! i llSsiomi su cui deve basar,,i la tattica nnvale ; NO'l"l'I. -
la citiiltà e la guerrci, per C. NIAN l•H 801. - In poche pagine e spesso con linguaggio molto ineisivo, tratta assai bene della reale situazione dP-1 mondo. Si predicn, si ,,noie il disarmo, ma nel fat.10 ma i tante guerre si sono combauute come in questi ultimi cinqua1u' anni; mai come adesso si sono avuti sotto le arm i tanti milioni di soldati ; nè mai, come al presente, si è lavorato tanto per prepararsi alla guerra. Cooclusione : I nostri bisavi coltis,im i piegarono il groppone per non risèhiare l:i pelle. « Questa fu la causa principale delle nostre disgrazie e della nostra così lunga abbiezione dalla quale abbiamo appena cominciato a rilevarci. « Qu:into poi ai sacrifìzi, ehe c· impone la nostrn sicurezza, ossia il man1enimento della · posizione conquistata, ricordiamoci r.he ben altri $acrilizi port~ seco l'invasione nemica e dominazione stran iera . << Come u~zione siamo i più antichi, ma come Stato, siamo un elemento nuovo nelle grandi potenze europee; e i nuov i arriva ti si guHdaoo sem'pre dall'al to in basso, qnaado non sono evidentemente for1i, t~rnto più quando non hanno nel la loro receule storia esempi di un buon impiego fa no delie prop rie forze; perchè la forza riconosciut:1, sperimentata, è la misura del rispetto, che meritano, o cb'l almeno godono, lt nazioni, e perciò la misura dei di~itti internaziou,ili. < Co:;i era nei tempi barbari ; così è nei civili, e sa rà nei civilis&imi. :. Quante verità in queste poche righe! È per ciò che abb.iamo volu to riportarle testua lmente. Non sono, certo, coso nuove, ma fa sempre bl-'ne il ripeterle. fra il Mediterraneo e il llfar Giallo, per G. Ho);CAGLI. - Si esami na a fo udo l' importante <Juestiono del l'istituzioJle di un servi1.10 di retlo di navigazione a v;ipore fra l'Italia e l'Estremo Oriente. L'itinerario proposto dovrebbe essere. i I seguente: Genova-Napo!1-Porto Said-SuezAden-Colombo-Pena ug-Singa porc-11 ou~kong-Slwnga i-Nagasa ki-KobèJ okohama, con una percorreuza totale del viaggìo di aodata e ritorno di miglia 20003,'.2 e in ilQ.\. giorni, ossia 57 di n:ivigazione e !~7 di fermatn. Tutt:ivia : 1° codesto problema è industrialmente insolubile se basato solll sul traffico da e per l' I t~lia ; 1
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,u v ! :STA DEI P l-:R! 00I C1
RI VIS'l'A DEI I>ERIODICI
2° il p1·oluugame0Lo sioo ai porLi del !' Europa del Noni noa è ga raozia snfficienle per un se rvizio 01 soli liner;;; 3° le sovvenzioni di Stato possono coud urre solta nto :id una sol uzione appareute del problema, cioè ad un tlli mero eq uil ibrio di bil aocio; +0 la soloz1011e reale non può es$el'C assicnr:tta che da u11.1 razion:i ln associazione Ji ~oli eleuu uli indust riali, os,in da ram, di l'ersi del trartico marittimo, diversamente rim11ucr:Hi11 0, e cl.dia conu•m poranca estensione della linen lld altri empori, iu modo che I' I ialia v~uga be11sì ad essl're compresa nella correute dei 1rafli1:i, ma la corronle stessa scaturi~ca :ti trore. L'essenziale, pn re a 11oi, sarelJhc di cominciare 3 fare qualche cosa, sia pure mercè la sovveuzione di Stato, .1ppro<lando solo, pel momen10, ad 1111 effimero e1Juil1brio di bilrrn1:io ~ lu 1u11e lt: grandi cose uon si u,a forse cominciare d,d pt:co per salire grndaiameut" in alto? Comunque, eccellcn1e ~critLura. 11 Honcagii fe..:e a,m,i bt:ne a richiaffillfC l'aueuziouc ~ul vitale prc,!Jlema .
l\fel&s inviav~ all'.1rcidnca C,,rlo, il 19 giugno ·1800, da Piaceaza. Qnesta relazione contiene in parte il so vraccennato raprorlo del Melas; confronLaodo la traduzione itnl iana con l'origioale tedesco si risconLrano variami ·e lacune; il !'he prova ch e il Pitrn luga ebbe tra le mani una copia non tropro sincera del la relazione del Melas. Porgendo i nostri ral lagramenti al signor Bossola, segnaliamo ai nostri Jeuori, il no1evole e documentato suo studio.
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Rivista. di Storia., Arte, Archeologia della provincia d'Alessandria.
,\ano XL. Fasr.icolo Hl , luglio-scllerubrc 1902. QuesLa pregevole [li 111~ta pubblica uno :,ludio assai i11Leressao1e, ncr uoi militari, del siguor ,\)IILC.\111-: Bos~OLA sul la JJattaglw d, l)Jarenyn seeondo i docmnm ti pubblicati da l prufe:;sor E. Jlei(er . Ques1i 'docnmeuli so uo : il ra pporto che il generale barou,~ Federico Melas 1nv1an al con 1e FerJ,oanJu T1ge, vice-pre~idente del Consiglio di guerra a \'ienua, lrc giorni dopo la ba1ta,;lia d1 Marengo ; la Disposfaione e piano di, a.tta cco per il .f4 giu(J IIO 4800 d,il .Mclas; Un<i le/lera di 111• incognito ad un amico, portautc I.i darn del 29 giuguo 1800, scritta in france,c ed attnbnita al Radetzky, a qu ell'epoca colounello ; lìualrneute: Appunti mWtari 8lllla ballaylia d1 Jllareny o, senili dnl conte Neippcrg maggiore nd reggi.11ento Ussari Ou. .; Questi documenti offro110 1111 1111neriale piti che suffi ciente per fo rsi un cont:etto del cc, me si s11o lsero le diver.;o fasi della battagli a d, Marc11go e delle cause a cui fu aur,buiw da~li ste3sì ,\ ustriac, la loro disfalla. Evidcntemen le il rapporto urtkiale <lei .Mclas sulla batrnglia è il più importante. Al riguardo dobbiamo nolart: che già nel ·1898 il capitano Yiuor10 Emanuele Piualuga in un pregevole scritto La batlaglùt di ,lfarcnr,o pubblica va la r'3 1nzi1J 11e che sn detta ba 11agli:1il gencrDIC io c.i po
Revue milita.ire des armèes étrangères . Redigée à l' État-major de l'armée.
XX\:I annata. N. 900. Novembre "90'.2 .
La questio11e del cannone senza 1'inculo in Germania. - L'articolista disr:l)rre, priucipalm en1e, delle opinioni espresse in parecchi scritti di recente pubblicazione, dal geuerule Reichenau. Ques1i, come si sa, è un r~dica le inuovalore : non solo \'UOlc i cannoni a tiro rapido e senza rinculo, e non s'accouteuta di cannon i muni ti <li scudi come i francesi , ma pro. pugna vigoros.1roente un'artiglieria corazzala e sentenzia la morie dello shrapnel pel tiro contro J"artiglieria. Certo, il dibattito sull'artiglieria da campo acc:esosi testè in Germa nia e che dura tuttora vivissimo, a rngione richfama l'attenzion e dello stud ioso su queslo capi1ale e complesso problema . Di qui l'interesse del presente arti colo, il quale rone in grado l't.1fficiale non tecnico, culla lettu ra di poche pagine, di form ~rsi un cooceLto abbastanza esatto della controversa questione. ,lloclificazionì arrecate in Jtalì<i all'ordinamento dell'art'iglùrùi. I.o scriuo, compilato con cura, non rende conto soltanto delle modificazioni nell'ordinamenlo dell'artiglieria testé approvate, ma accenna pure ai punii più controversi che furono oggetto di discussione innanzi al Parlamento.
Possibi/1:tà di una cam,par;na rus.~a terso I' fndia. - Senza escludere la possi bilità di una tale cn n,pagna, l'autore ri ieva le enormi difficollit per l:i sua ese.:uzione. Un'armata ru:;sa di 180,000 uomini, marciante da Herat sopra Kaoda liar :wrebbe hisoguo, al minimo , di 200, 000 cammel li : dato pure che si possano riunire, non si sa comprendere co me un la.e convoglio di cammell i si possa proteggere, nutrire e sottrarre a Il(\ epidemie.
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Rl VISTA DEI PERI0l)t.0T RIVISTA DEI PERIOD;rcr
Io ogni hrndo sarebbe una ~uerra cl,e durerebbe molti niesi e forse anche molti ann i e la ~i può consideral'e un icamente come un mezzo ini-
piegato dalla Rnssia per fa r cessa re l'o!<tilit.il dell'Iughillerra nel ·caso in CLJi la poli tic.i cl i riuel le due potenze rosse in conO itto sopr:i un pun to importante. Studi sulla gnerra sud- africana. (conti nunzinne). ·- Souo narrati gl i avven imenti militari che inizia li il H marzo ·1901 dal generale Bu ller per nttaccare Uidy::mn1h. lo condn•sfrn lìn,d men le il giorno 28 a liberare quell11 cii.là 11ssed ia·a da quattro mesi, nel la qnale il Boi ler free la ,ua eutr11ta il 10 ma rzo. · · Il pa rticnl:ire in tere,-,;e cl i questo sLUd io, come già avverrimmo ~ltre vo lte, non è rnppresen t.nto da lla narrazione delle open1zioni, - intorno al le rp1:1li vi è ormai una innumerevole let1er,Hura - bensì da i uLJmerosi documenti ttfficinli inglesi ad essa 1il legi1ti.
Revue d'Histoire. Rédigée à l'État-major de l'armée. Sectio;n historique. I V ano o. N. 23. Novembre 1902.
La m.anovra cli Vena.in. - La giornata del 24. luglin -1712. fu una grande vittoria frnnce;;e, consegu ita da l!' armata comandata dal m,1resciallo de Vilb1rs. CP,-a singolare', il piaoo del la manovra che, doveva poi , per l'abil ità con coi fu eseguito, avere pieoo successo, fu proposto d:11 consigliere alla Corte di .Fi11ndra Lel'ebvre d'Osvnl. Esso consistette in un la rgo aggiramen to, con una marcia di fianco di quasi otto leohe ed in parte in vi:;ta de l .nemico, per ven ire ad attacc:1 re da tera~ i trin ceramenti di Denain, ta)(liaodo così ltl comun icazioni del nemic; da _l\farcbieones da dove traeva i suoi mezzi di sussistenza. N.el fatto, come cliiaramente appare dai documenti riporta ti, spetta al maresciallo de Yillar., il meri to della condotta strategica dèl!'operaziou<',,. mentre al maresciallo de Montesquiou, che guidò le truppe all'a$sa lto, sarebbe devoluta la parte tattica e decisiva della manovra . Il m11rescial lo de ì\fou tesquien veterano - aveva all~ra ·72 anni delle guerre passate non mancò di proclamarsi i l vincitore di Denain: ciò _che il ornresciallo non gl i perdonò ma i. E uno stud io storico-militare molto interessante.
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La campayna del ·1805 -ili Ge1·mania. - Meutr,, uei precedenti articoli foro.no descrilte soltan to le operazion i della Grande Armata francese, in questo per con;ro, sono esaminate con mol ta abbondanrn di particolnri e di documenti quelle dell'armata austriaca, Eccello alcuni documenti, 1-'resi dai Francesi a Vienna nel ,1805 e ,1809, e conservati negli archiYi della guerra di Parigi, gli altri non sono cosa nuova e furono tratti da Ile più stimate pubblicazioni austriache. Ciò uulla toglie al merito del compilatore; lo studioso, :.ozi, non può non e3sergli grato di risparmiarg li tempo e fatica oud'essere edotto dell' 1mportante diwoscena di quella campagna cht< portò, per sfortuna dell'Austria, il genernle Mack al coman do del l'arma ta in German ia.
La ca1·ica. di Somosierrn. - Questo articolo è. estratto d,,ll'opera del maggiore Labagoy: Camvagnc de l'empereur iYapoléon en Espagne, pubblicat11 sollo la direzione del la sezione storica dello stato m,1ggiore dell'armata. È interessante percbè fornisce tutti i particolari di quella carica le@gendaria che si po,sano desidera re. Ma l'autore lw dato al suo lavoro soverch ia estensione, e ~iò senza vaornggio nè ùella storia nè del lettore. La guerra del 1870 -71 . - È presa in· lunga dis:imina la giornatn del () agosto . Offre interesse la parte riguardante i progetti del comando franc,ese. Dopo una conferenza, ten uta a Fau lqnemont fra l'im_ peratore Napoleone, accompagnato da l genera le Cha ogarnier, e il maresciallo Bazaine, fu deciso di occupare una posizione difensiva sulla sponda sini~tra d~lla Nied francese , da Pange al bosco di Haye e di Cheoby, µer ies 1::tang~, e di accettare la battnglia se il nemìco attaccasse il ,1O. La relazione si estende nel riferire i particola ri ri lletteuti l'ocr:upaziope di quella posizione e gli ordini impartiti in proposito <lal maresciallo Bazaine. Fu pu re coo decreto imperiale del 9 agosto che il sovrano affidò al maresciallo Baza iue il comando dei corpi d'armata 2.0 , 3° e fi. 0 e gli costituì uno sta to maggiore speciale. Misnra questa non rispondente ai tiisogni della situ1zione, ìm perocd1è.l'imperatore rest11va pur sempre il capo dell':-,rmata dal neno eù il Bar.a ine continuava ad essere un suo subordinato. ·· Merita pure d'essere ricorda to il severo ma giustissimo giudizio portato su lla cavalleria francese. • Invano, vi è detto, il maggior generale raccomanda a parecchi comandant,i di corpo d'armat3 di spingere l'e:;plorazione mol to lontano a mezzo della loro cavallerin. Quelle prescrizion i non dovevano e non
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RIVISTA DEI l'J~RIODICI
RIVISTA DEI P ERIODICI
. pote:ano essere applicate; era troppo wrdi per modificare le erronee idee lll .VIJOre nel!a Cavalleria francese, influenzata dai procedimenti impiegati _10 Algeria e al la quale mancava, in realtà, la vera istruzione di g.uerra. La carica era il suo ideale; non sapeva affatto dell' esplorJ1z10ne a grande distanza. » Mittheilungen des K. und K. Kriegs. Archiv. 1
Terz11 serie, •I• volume, 1902. Q.uesto gross~ volume in-8~, di 350 pagine e con 10 carte e piani , con1.1en~, fra gli altri notevoli, uno scritto sugli Avvenimenti nelle Leg_azioni e nelle Marche in Italia negli anni 1848 e 49 del capitano SoMM-EHEGGEH, particolumente interes,~nte per noi. ' . L'a~to1:e i?con_iinci~ il suo lavoro c?n uno sguardo retrospettivo alle cond1z10nr d Italia pruna dello scoppiare della rivoluzione del 18 48 e a!Ia si t~azion~ dell'Austria nei vari Stati itali ani; passa poi a dire della nvoluz1one d, .Milano e di Venezia e dei moti insurrezionali se"natameote ~sti li a(l':\.ustria, di Firenze, Roma e Napoli e del se;uit~ che . ebbero m tutti I p1c<·oli Stati confinanti. Colla vittoria di Custoza e coll'inseguimento da parte di Radetzky delle truppe piemontesi, pel momento ebbe term:ne la "Uerra con Cari~ Alberto, e le truppe austriache furono impiegate a ri;tabilire l'ordi~e nelle Legazioni e Marche. Il Sorn_me_regge'. narra minutamente della spedizione ·del maggior ge· n~rale prmc1pe L1chtenstein su Modena, dell'avanzata del feldmaresciallo Welden sopra Bologna, dell'occupazione dei Ducati da parte del il.• cor po d'armata, della spedizione del generale barone Haynau contro Ferrara. . Sospese momentaneamente le operazioni per la ripresa delle ostilità col P.1emoute,. dopo quelJa breve C!J.mpagna cli tre giorni term inata colla ~,o~nata d1 ~ovara, esse furono subito riprese e proseguite senza inter-., 1uz1one, e I autore narra nel modo il più particolareooiato e sempre in b . cl . ase 111 _ oc~m~o t1, della presa di Livorno, Firenze, Bologna ed Ancona. Grazie aH ::iz1one delle armi austriache, il duca Francesco V, il duca Carlo III d1 Mod,ma, il granduca Leopoldo H di Toscana poterono rien· trare nei loro Stati. i')~
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S' in_tende d~ sè che ci è assolu tamente impossibile entrare in qualsiasi detta_gho: Vogliamo però dire che l'autore scrive sempre con serena im• parzialita e che, ma lgrado le difficoltf1 e la delicatezza dell'argo mento, non
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una sola parola può farire il nostro sentimento patriottico anche il più pun tigl ioso. Si parla sem pre, è ''.ero; _d i rivoluzionari, ~ a :ealmente eravamo ta li; senoocbè avevamo il dmtto cl, esserlo per I mdi pendenza e la libertà del nostro piìese. Naturalmente da ll a resistenza opposta alle truppe austriache e resistenza talvolta eroica, come a mo' d'esempio, furon quelle d1 Livorno ed Aocoaa, ~ ppaiono io luce meridiana il nostro valore,il nostro elevato senti mento di patria. Noi dobbiamo esser grati al capitano Sommeregger delh pregevo:e storia, da lui com pilata dei nostri moti ri voluzionari nel 118l!'.8 e 49 : storia che se torna ad onore delle armi llll$triache, non ridonda meno ad onor nostro. Osserveremo infine che, a nostro parere, non si p9trà per l' avvenire seri-vere <leali avvenimenti d'Italia nel •I 848 e ,i-\) senza. consulwe il rimar· , chevole lavoro del capitano Sommeregger e tenerne conto strettamente . Gli altri scritti, pure pregevol issimi, contenuti nel volume sono: ~
Lette~·e inedite dell' arcid1tca Carlo sopra la campagna del ,J 800, pe I capitano von CRISTE; It comtJatt·i.mento per le strade di Parigi , il 28 e 29 luglio l8SO, pel c:ipitano von HoEN; . _ La riocc11pazfone di Friburgo e Breisach 1698- 1700, per Li1.NGER; Le fort1:fi.ca zioni mtstriache, ,çull' 1ilta Elba, pel capitano PETERS. Se tutti codesti scri tti sono rimarchevoli da I punto di venuta storico e militare. non vi è dubbio, tuttavia, che le lettere inedite dell' arciduca Ca rlo tengono rA i medesimi il primo posto. . . L'arciduca Carlo, nel marzo 1900, lasciato il comando del!' armata anstriaca in Germania al feld maresciallo barone von Kray, si ritirò a Praga !)er rinfrancarsi io salute, ed è da Praga che diresse _le dieci lettere qui riportate a suo cugino l'arciduca Ferdinando, aventi tutte per soggetto la campagna di Kray contro Mpreau. E codeste lettere sono veramente importanti per due titoli: il prime, perchè non essendo desse _ rlestinate alla pubblicità, l'arciduca vi esprime intero il suù pensiero su lle operar.ioni eseguite e su quelle che converrebbti ci sarebbe stato conveniente di fare, il secondo perchè nelle sne opere stampate l'arei duca non ha formulato alcun giud izio su quella campagna. Vorremmo a,vere - e non l'abbiamo - Io sp~zio necessario per riferire aro piamente sopra tutte quelle dieci lettere; e però, segnalandole allo studioso, ci limitiamo alla citazione di pochissimi brani. I principi capita li - così Egli scrive nella lettera 3a datata da Praga, il 28 maggio - che un generale in capo deve mai dimenticare, sono:
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RIYIS'l'A DEI PERIODIC I
RIVISTA DEI PERIODICI
~.o di non alloutanar-,i mai di tanto dalla Pl'Of)ria linea d" • . 1 vomuorcazrone che · 1 suoi magazzeni, de' snoi riforniment" d li . ': . e pur que 11 a ce' ~~a _rimata'. ecc. , che il nem ico si trovi più vicino :illa· stessa ~i 2 d1 o_pera1e sempre con forze riunite. (Questo serisse l'Mciduca perchè Kr;y non avrebbe potuto ragginngere Stockacb prima del o.emico) 1r~11a lett_er~ 5a da Petschwar, () luglio, rilevato l'errore comm~s,o ?agh Austr1a_c1 dopo la battaglia di Engen di non aver ripieo-ato s ·. il feld mari,sc1allo, l'arciduca Reuss scr,ve . « Tuttavia Mo . " I opia non .· . · d ' · · , 1eau , a 1rua le _s, fJ '.lO. negare e! talento, uon è abbastanza risoluto per app'rofi ttare 11 dec>lt error, 9~1- suo nemico; egli non è affatto un Bonaparle errli difetta troppo d, dec1s10oe percbè lo si possa nnuoverare nella c'la ~e d.1 ' · . ~ un · gran generale ~.
1:1t
I? que.sta stessa lèttera due lungbe pagine sono consacrate alla ·battaglia d1 Marengo e alle manovre di Bonaparte « ardite, ma molto bene calcolate». Ne rileviam~ solo il giudizio sulla capitolazi~ne firmata dal .M:elas. ,r (( La h~ttaglia d1 Marengo, colla capitol:izione che ne fu la conse;,,uenza, e un nuovo all oro alla corona di Bonnparte. Io non sono c1bbastauza 111f~r'.°a~o delln situazione per giudicare $e Melas era nell'assolut8 necessita d1 concludere quella capitolazione. È doloroso per orrni sol~ato austr,ac? che la storia del nostro esercito debba re••istrare 1e un armata austriaca abbia capitolato in rasa campagna». "' . Queste poc?e righe abbiamo estratte soltanto perchè riferentisi a o-in: d1z1 . e concellr ~opra uomini e fotti che haun·o un posto segnato ni,el la s,toria, ma non e da esse, certo, che ritraggono importanza le lettere delI arciduca Carlo. Esse costituiscono un trattatello sulla condotta della guer:a ap~hcato ali~ campagna di. Germania del ,J 800 ed in parte anche a quella d Ita lia: d1 qu1 li loro singolare valore.
ci
Organ der militar-wissenschaftlichen Vereine..
Volume 65°: Fascicoli 3° e 4- 0 , 190'2.
. L'armata francese in Germ1m'ia allo scoppiare della guerra nell anno 1809, pel capitano di stato maggiore EnErtHARD MA,;ERHOFfEB V~N VEDROPOLJE. In luogo articolo di oltre 80 pagine, l'autore rende
mmrwimente conto della mobilitazione delle tr'uppe francesi per la campngna del ,J809. Napo leone, partendo per l& Spagna, aveva lasciato in Germania soltanto da 70 ad 80,000 uomini. Allorchè gli risultò sicura
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la guerra contro I' Atrntria, con uu lavorn febbrile di due mesi, tutto pose in opera per rinforzar.e la sua armata di Germania; ma lgrado ciò dovette iniziare le ostilità soltanto con circa •I 65,000 uomini. Ammiriamo la pazienza e l'intelligente cura dell'autore nel raccogliere e coordinare cosi ricca messe di dati e notizie, preziosn per gli studiosi di quella campagna.
1l Regolamento d·i C$ercizi del maresciallo lord Roberls per lei fanteria inglese dell'anno 1902, in raffronto colle analoghe vrescrizioni regolamentari vigenti in Ge1·mania, Francia, ltaiia, .4ustriaUngheria e Russia, pel colonnello M1NA11Er.L1-FITzGEt1ALD. - I! titolo dell'articolo, invero abbastanza lungo, risponde compiutamente al contenuto. Le prescrizioni del nuovo regolamento inglese sono raffrontate con quelle dei rego lamenti per la fanteria dei principali eserciti europei, e dall'analisi fatta sono dedotte pratiche considerazioni. Ci sembra suµerl1uo mettere in rilievo il singolare carattere del nuovo regolamento inglese, derivantegli dal fatto d'essere stato compilato sotto la direzione del mi,resciallo Roberts, d'uno, cioè, tra i generali più in grado di conoscere a fondo cd apprezzare al loro valore gli insegnamenti tatti1,i a trarsi dalla guerra anglo-boera. È ovv io non essere il caso di entrare in 'pari.icolar i, poichè dovremmo riprodnrre l' iutiero articolo; notiamo però che l'nutore non poteva svol gere il suo tema io modo più egregio. Oggidì che la~ uestione della tallica è all'ordine del giorno presso tulti gli eserciti e con ta fra le più dibattute, l'anicolo del signor colonnello ' Minarelli riveste un pregio particolare. Vi si tratta , è vero, della sola tattica della fanter ia, ma per l'ufficiale di fanteria noi~ sapremmo trovare altro articolo recente che gli possa rius1;ire ~iù istrut.tivo. L'iniziativa dei comandanl'Ì, in sotl'ordùie secondo Carlo Bleibtreii,, pel colonnello W. PoE1T11. - li Bleibtreu è un avversario dell'iniziativa . Il colonnel!o Portb, per contro, non solo ne è un convinto fautore, ma fo rs'anco ne è uno fra i più esagera ti. L'articolo pertanto t onsiste nel ribattere da pprima quanto il Bleibtreu ha scri tto contrn l'iniziativa, nel dimostrarne pcii i grandi vantaggi e l'odiema im prescindibile necessità. Comunque sia, è articolo interessan te ed istr uttivo in sommo grado, e d'altra parte in perfetta correlazione col nuovo regolamento austriaco per la fanteria, il quale e$ige iniziativa da tutti gli ufficiali e graduati ecl anche, in certi casi, dal semplice fante.
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RIVIS'.l'A DEI P ERIODICI
Danzer's Armee Zeitung.
INDICE SISTEMATICO DELL E )!ATEHIE CO.NTENUTE NELL.\ 1/JVIS'l'A 11/ILITARB /1'ALIA J\'A
N. !i9 de l 4 dicembre ,f902. Artiglieria da campo corazzata o non corazzata ? - L'intero numero
Fascicoli pubblicati nel
1902
è dedicato all 'importante quesito, messo in campo, com' è nolo, dal gene-
ra le tedesco von Reichenau . · Il tenente colonnello Roknic del 4° reggimeDtà d'artiglieria ha precisato il quesito in queste domaDde: ,t O Ii' cannone a deformazione si deve preferire all'àttuale ? 2~ Il cannone ed i carri da munizioni debbono essere corazzati ? _3° La diminuzione del calibro nei cannoni da campagna ò accettabile e, se sì, fi no a qua le misura? 4° la granata dirompente (Bris'an::sgranate) può sostituire lo shrapnel? 5° L'obice leggiero da campo deve pure snbire tali cambiamenti? 6° Quale influenza esercita la corazza sull 'impiego e sulla condotta. del l'artiglieria da campo? La Direzione del giornale, convinta dell'importanza del tema e ritenendo elle le sopraesposte domande precisassero il quesito nelle sue pa rti essenziali, le ha indirizzate ad un certo numero di ufficia li specialmente, ben s'intende, di artiglieria, con pregh iera di risposta . ' ' Gli int rpelfati risposero colla massima premura, e questo numero del giornale pubblica appunto le risposte particolareggiate di dodici ufficial i. I tecnici e quanti ulTiciali s'interessano , alla questione Jerrcreranno va rruesto numero della Danzer's Zei tung con di letto e profitto. Notiamo poi che il sistema inaugurato da ll'autorevole giornale austriaco ci piace e ci pare assai van taggioso. 0
B. D.
Per la Direzione Lonovrco CrsOT T I Colo,rnetfo n. A., h tcnrir.ato
DEMaRCJ·H CARLO,
gerente.
( Da i nserirsi nella dispensa di dicembn 190 2).
Armi e tiro. Tras formazi one de l fncile Lebe!" in Francia . Pag. S oppressione della lancia in Francia . ,. Tiro contro la neve in Norveg ia . » Premi pel tiro degli ufficia li in Russia » F ucili a r ipet izione al Landsturm ungherese » Esperiment i di ti ro contro za ini affardellati con equipaggiamento di guerra in Austria-Ungheria . . . » De Gregorio Giuseppe, tenente. - Sull 'efficacia del tiro cti fucileria ,, Progetto di una nuova istruzione sul tiro per la fante ria (in esperì· mento} in Austria-Ungheria . ,, Lord Ro berta e !"istruzione sulle armi e s ul t iro in Inghilterra. »
532 i>32 539 540 1292 1483 2199 2249 2155
Arte militare. N. N. - Su lle ava ng uardie . . . . . . . . . Pag. G. Douhet, capita~o - A proposito dell'articolo: Gli automobili e . » la loro a pplicazione nell'ar te della guerra . » Il « blockhouse system ,, nella g uerra ang·lo-boera . Angelo De Luig i, colonnello comandan te i l 3° reggimento artig liel"ia. - Come s i possono preparare le pattuglie nei reg gimenti d'artiglieria da campag·na. . » Gu ido de 1Vfayo, capìtario nel 76° regg'in1ento fanteria. - . Il battag lione di avanguardia. . . . " B. Zanotti, maggior.e de l genio. - Im,piego dei ferrov ier i in g·uerra " Al berto Cavaciocchi, maggiore cli stato maggiore. - Appunti e considerazion i sui preliminari della gu erra franco-germaPag. 457, 628, nica. . . . A. Giacosa, colonnello. - tl.1,1erra in montagna. - Nelle Alpi. ~ Angelo De Luigi, colonnello d'a1·t ig·lieria. - Per la pattuglia d 'artig lieria. . » A. Zola. - L'artiglieria da campagna francese secondo il nuovo regolament o provvisorio di manovra . . .- )) A -
AXNO XLVII.
25 112 159
226 369. 392
832 80'7 821 838
II
INDICE
INDICE
Luig i Nasi, capitano 1° bersaglieri. - La difesa delle Alpi col concorso dei bersaglieri . . Pag. 91) Guglielmo Lan g, t enente colonnello d' aTtiglieria. - Le manov~e comb inate delle tre armi . . » 1133 Pappalardo V . Z., t enente d'artiglieria 12° reggi mento da campagna. - L'art iglieria da camp:i.gna nelle pianu re fortemente coperte . ,, 1914 De Gregori o Giusep pe, tene nte ·- Sull'efficacia del t iro di fucileria » 219H
ArtiglJeria. Ordiname nto dell'artiglieria divisionale in Francia Pag. Angelo De Luigi, colonnello comandante il 3° teggimento artiglieria. - Come si possono prepara re le pattuglie nei reggimen t i d'artiglieria da campagna.. . . . » Esercitazioni di tiro con obici ~a campagna in Austria » Battaglioni artig·lieria .da fortezza in Russia » Trasformazione di artiglieria da campagna in Russia " Nuovo regolamento d' esercizi per l' artiglieri a da. campagna in ~ • » Russia. . » Batterie mon ta.te in Francia. Batterie di mitragliatri ci presso le divisioni di fanteri a nel Giappone . » Angelo De Luig·i, colonnello d'artiglieria. - Per la pattug lia d'ar» tiglieria . . Circa i nuovi can noni in Austria -Ungheria . » Ordinamento dell'ar t iglieria a tiro rapido in Russia. " Crea:done di due nuove batterie da montagna d'ar tiglieria coloniale in Franeia .. . » Creazione di 2 batterie miste d'artiglieria coloniale in Francia . » Armamento dei cannonieri delle compagnie di parco in Svizzera » Pappalard o V. Z., tenente d'artiglieria 12° reggimento da campagna. L'artiglieria da campagna nelle pianure fortemente coperte . . » Acquisto .di cannoni nell' Afganistan. » Nuove formazioni nell'artiglieria da campo, da fortezza, nei ferrovieri e nel treno in Austria- Ungher ia . »
] 55
226
345 540 541 541
'130 733 821
919 926 110'1 12!36 1813
1914 2076 2248'
Bilanci e spese militari. Circa il preventivo del bilancio militari?. pel 1903 in Austria Bilanci pel 1902 in Russia . Bilanci militari in Inghilterra. Spese militari in Svezia .
Pag. »
)) ,,
349 357 537 541
Bilancio della guerra e della mari na per l'anno 1902 in Norvegia Pag. C redi ti su pplementari {Il serie) per il 1902 nella Svizzera » Acquisti di materiali da guerra par il 1903 nella Svizzera » .Bilancio militare nella Svezia. »
III
924 1310 1310 20'i'4
Biografie, necrologie e commemorazioni Luig i Amadasi, tenente colonn ello nel 64° fanteria. - Il generale Enrico Cosenz. - Discorso proni:inciato alla presenza di S. M. il Re, il 15 febbraio 1902 al Circolo militare di Roma. . Pag. » . ,C. F . - Militare e geografo. - Sironi Giovanni. » Antonio Gandolfl ·- Conte Egidio Osio - Nicola Heusch » Il generale Felice Rey . » .C. M. - -r Il generale Annibale Ferrero . Antonino Cascino, capitano d'artiglieria . .,..... Il generale Enrico » Cosenz. Il generale conte Giuseppe Pianali. - In memoria, con un discorso pronunciato al Circolo milita.re di Verona dal colonnello Luigi Amadasi. - (Con due incisioni) » Lodovico Ciso tti. - Il colonnello Cecilio Fabris . . »
177 203 698 12'72
1450 l '709
1'148
2093
Campi e manovx-e e corsi d'istri1zlone. · Gli automobili esperimenta,ti alle grandi manovre austro-ungariche . . . • . . . . . . Pag. ·Corsi d'informazion e, d'ist ruzione e d'esercitazione presso la scuola di tiro idi fanteria in Prussia, durante l 'anno 1902 " . G~andi esercitazioni dell'esercito, prussiano nel 1902 ,, :Manovre autunnitli in Francia » Manovre coi quadri e viaggi di stato ma.g·giore in Francia » Grandi manovre nel 1901 nel Giappone . >J Grandi manovre in Austria-Ungheria . ,> Richiamo alle armi dei ; iservisti nel 1902 in Russia • Manovre di sbarco in Austria-Ungheria . » Dotazioni delle colonne viveri durante le prossime manovre imperiali iri Germania . » ·Grandi esercitazioni estive delle truppe russe nel 1902 . . » Manovre imperiali dell'anno corrente in Austria-Ungheria )> Angelo De Luigi, colonnello 3° reggimento artiglieria. - -Tiri di brigata con s~opo tattico presenziati dagli ufficiali superiori di fanteria e cavalleria del VI corpo d'armata. - A Porto Corsini, luglio 1902 . >, Manovre imperiali in Germanfa . . »
148 354 534 728 729 730 919 925 1104 1108 1114 1293
134'1 l492
IV
INDICE
Manovre autunnali della flotta in Ge rmania. Le grandi manovre imperiali nel 1902 in Russia. Manovre di sbarco ne'Ll' Istria in Austria-Ungheria Corso d'informaz ione pei generali in Germania. Le manovre alpine francesi del 1902 .
INDICE
Pag. 1492
1494 1689 » 2069 » 223:3 »
·S quad roni cli spahis senegallesi in Francia Pag. 2069 Compagnia mista di operai e di artiflcieri di ar tiglieria coloniale del Tonch ino in Francia . » 20G9 Ausiliari i ndigeni della gendarmeria a Madagascar in Francia. " 2069
»
Carte, pla.nl e illnstra.ziont diverse. Angelo De Luig i, colonnello comandante il 3° reggi mento artig lieria. - Come si possono preparare le pattuglie nei reg g imenti d'artiglieria ùa campagna (con tredici tavole). Vedi dispensa II del 16 febbraio 1902 . . Pag. L'espansione francese nell'Africa. centrale (con una carta). - ' 'edi dispensa VI del 16 g iugno 1902 » Il paesaggi-> militare (con trenta.t re illustrazioui).- Vedi dispensa VI del 16 giugno 1902 . » Guerriglie del secolo xvr in Piemonte (c m due cart e). - Vedi d ispensa VIII del 16 agosto 1902 . ,, La via d'Annibale dalla Spagna al Trasimeno - a proposito di nuove pubblicazioni (con una. carta.). - Vedi dispensa IX del 16 settembre 1902 . » Il generale conte Giuseppa Pianell - In memoria (con due incisioni). » - Vedi dispensa. X del 16 ottobre 1902
Equipaggiamento. Circa un nuovo mociello di scarpe per la fanteria nell'esercito austroungarico . Pag. Disposizione relati~ all'uso d i un copri-n uca di cotone bianco in F rancia » ·Copricapo metallico per l'ar tiglieria in Fl'ancia » Modificazioni a lle uniformi degli nfficiali in Inghil terra . » Alleggerimento del carico del soldato a piedi in Austria-Ungheria > Colore <lelle uniformi nella Sve1.ia . »
226
9'74 1001
581 532 539 1482
20-;'5
Fanteria. 1608
1748
14ll 352· 354 532
·Santangelo Felice, maggiore di fan teria. - 11 nuovo regolamento di esercizi per le truppe a piedi dell'esercito austro-ungarico . Pag. 87, 483, 686, 862, 1251, 1386, 1836, Passaggio di corsi d'acqua per truppe di fanteria in Francia • Corsi d'informazione, d'istru zione e d'esercitazione presso la scuola di ti ro ~i fanteria io Prussia, durante l'anno 1902 . » Tiri contro la neve in No rvegia. . . . . . . . . . . » Briga.te fanteria di riserva della Siberia . •> C. L. Laderchi. - Fuoco mirato » ·Guido Regazzi, capita no comandante della. compagnia ciclisti del 3° reggimen~o bersagli eri. - Compagnie ciclisti . " li n uovo regolamento d'esercizi por la fanteria inglese . » Esperimenti d i t iro contro zaini affardellati con equipaggiamento di guerra in Austr ia.Ungher ia >>
2208 353 354 539 540 .5'i'3
604 1111 1483
,.
Colonie. Pag. li << Blockhouse system » nella guerra. anglo·boera . ,. Spedizioni inglesi cont ro tribù ribelli. » Esercito coloniale in Francia . ~ Formazione di una nuova brigata colonia.I.e in 1"ran'Cia » Soppressione delle compagnie disci plinari delle colonie in Francia » R iorganizzazione delle truppe del Congo in Francia .
528
1411
Cavalleria - Ippologla - Corse. Aumento di 2 regg imenti cavalleria di Landwehr Cisleitana. in Auetria-Ungheria . Pag. Passaggio di corsi d'acqua per truppa di cavalleria e fanteria in Francia » Corsi d'informazione, d 'istruzione e d'esercitazioçe presso la scuola di tiro di fanteria. in Prussia, durante l'anno 1!l02. » Soppresaioue della lancia in F rancia . »
V
159 160 531 20(ì'i 2067 206S.
Ferrovie, geografia, topografia. e viaggl. Attil io ~fori. - Sguardo sullo stato attuale della cartograflo. militare nei vari Stati d'Europa . Pag. 61 e 2i6 'Treno blindato in Francia » 532 Luogotenente F erdinando Lefevre, traduzione con no te del capit ano R. Barbet ta. - li paesaggio militare . ,. 1001
VI
Genio e fortifioazioni. Il <e blockhouse system » nella guerra anglo-boera in Ingh ilterra Pag. 159' Costruzioni di caserme nella pianura di Salisbury in Inghilterra . ,, 161 Alessandro Ma1·conati, maggiore s• reggimento artiglieria. - II cervo volante ai forti di !,b~rramento . ,, 621 Difesa di Biserta in F rancia . » 730. Organizzazio ne delle difese di Fran cia, Corsica, Algeria e Tunisia >> 1105 Personale areostatico per ascensioni l ibere in Francia >• 1294 Lavori al Gottardo nella Svizzera . 1311 F ortificazioni di Cristiania in Norvegia . » 1404 Esperimenti col pallone frenato nella g uerra eampalr 1n Russia » 20'iZ Nuove formazioni nell'artiglieria da.campo, da fortezza, nei ferrovieri " 224S e nel treno in Austria· Ungheria .
Legislazione e amministrazione militare. ,Sulla qu estione dei sottufficiali ne ll'esercito-austro-ungarico. Pag. 141 Forza e spese militari in Au stria-Ungheria . . . . . . » 153' I riservisti ed i territoriali rispe tto ai cont rat ti cli lavoro in Francia. " 154 Fascette per la medaglia commemorativa della spedizfone in Cina in • 1.59, Germania . . Perdite, forze e spese degli Inglesi nella guerra anglo- boera " 160 Licenze per gli ufficiali ìn Russia . . . » · 161 La nuova legge s ulle pensioni mi li t ari in Austria . . » 343 Maggiore soprassoldo di anzianità pei capitani in servizio sedent ario . nell'esercito aust ro-ungarico . » 34& Circa i cambi di guarnig ione da effettuarsi d'ora i n poi in prima· vera di ogni anno in Austria-Ungheria . . ,, 524 Sulla nomina ad ufficiale di complemen to (Reserve- Lieutenant) nell'esercito- austro-un g arico . " 526, Quadri di avanzamento per gli ufficiali in Francia . . 530 Prede belliche in Francia . . 531 .,. Obblighi delle popolazioni dell'As ia Centrale in caso di mobilita;:ione in Russia . . . . . 541 S ussidio ai richiamati dell'esercito austro-ungarico privi di mezzi di for t una . . ,, 122 Pen·sioni degli ufficiali. - Nel Giappone . . . . ,> 922 - - ~ -Avv. Luig·i GJ'itti, capitano commissario. - L'ordinamento giudi· - - - - - - - · - - _____-:-:::, ziario militare . » 785, 948 Vi ncenzo Patrocollo, capitano d'artiglieria. - La. parola d'ono re degli ufficiall prigionieri di g·uerra . . » 1155,
VII
IN:DIOre
IND ICE
Circolare relativa a,i conged i d i lunga durata senza soldo <la accor. Pag. dare agli ufficiali in Francia . . . Nuovo codice penal e militare in Austria-Un gberia . )> Au mento di stipendio per i tenenti aventi no ve anni di servizio in Francia . . ,, Disposi~ioni circa gli ufficiali di stato magg·iore in R ussi a " Nomine nello stato magg iore dell'esercito in Francia. » Situazione ge rarchica del comandan te s uperiore delle trnppe del · l'Indo Cina in Francia " Modificazioni agli asseg·ni fissi degli urtl ciàli. Tabella de lle pcn'> aioni in Germania . » Progetto di legga i; ull'avanzamento dell'eserci to in Francia .
1295 1486 1490 1500 206u
206'1 207'0 2253
L6tteratura militare. Recensioni.
H. D. -
B. D
B. D.
Il. D.
. H D.
B.
n.
Il Nat:1le per l'ese r .~ito e per la marina, compilato dal capitano G. Carpinacci. Stampato in Napoli nella tipografia Metfi e Joele, Paìazzo Mad:lalon i, con incisioni dell'U nione zincog rafi di ì\l ilano. Dicembre 1901 . . Pag. - Antonio CaHcino, capitano d'artig lieria. - 11 tiro, gli esplosivi e Jearrni della fanteria. (Con At lan te di 70 fig ure). - · Testo secondo i programmi d'insegnamento e d'esarni att ualmen te in vigore. alla Scuo la militare di Modena. ~ Bolog na, li· breria editrice Ileltmmi, 1!)01 . . . . . . . . » - G. C~cchi, capitano di fanteria. - L'ordinamento ternario della fanter ia rispetto alla tattica. o all 'a vanzame1i to degl i u.dìciali. - Pinerolo, ti p. Chiantore-Mascarelli, 1!)01 » -- Raffaello Serpi eri. - L" carrie ra nell'esercito nel dece nnio 1890·1900. Analisi e proposte. - Roma, Casi~ edit,rice ita1iana, 190.t . •> - Edoardo Desbrière, capi tai ne de cavalerie breveté à l'état major de rarmée. - 1193·1805. Proj et et tentatives de débarquement aux 1les bl'itanniques. Tome deux ième. Publio sous la direction de la Section h istorique dc l'état-major de l'arPal'is, librairie militaire, n. Chapelot et, C.\ mée. 1901 . » - Alfred von MiUle r, oberleutnaut. - Die Wi n en in China und die Kiimpfe der ve rbundeten 'I'ruppen. Mit Karten, Skiz.zen und· Anlagén, I, Il, IIl Theil (I torb idi in Cina e i combattimenti delle truppe alleate. Con carte, nchizzi e allegati. l", 2•, 8'' parte). - Berlin, Verlai der Liebelschen Bucbh:rnd lung, 1901 . »
129
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J,15
VII [
INDICE
G. Dargilli. - Una disfi da storicà e i discors i mi li t.ari del Duca di Urbino . · . Pag. C. F. -
B. D.
2H3
E. Loevinson. - Giuseppe Garibaldi e la sua legione n ello Stato Romano 1848- 49. - Parte prima con uno sch izzo geografico. - Roma, Società editrice Dante Alighiel'i. (Dalla
Biblioteca storica del Risorgimmto italiano)
.
,,
Giuseppe Pennella, capi tano di fanteria {stato maggiore). Studio comparativo tra i regolament i di eser.cizi per la. fan. teria in Germania, S vizzera, Italia , Francia (regolamen to in vigore ed in progetto), Russia ed Aust ri a. - Ro ma, Casa editrice italiana, gennaio Hl02 . L. Gioppi di Turkheim. - Un a recen.te pu bblicazione sull a cri ttografia . · . . . . B. D - Luchino Dal Verme. - ll g enerale Govone a Cus toza. (Estratto dalla Nuova Àntologia 16 genna io 1902). - Roma, Direzione tlella Nuova Antologia, 1902 . . ,> B. D. - Von Caemmernr, tenen te generale a dispos izione. - Magenta. Der Feldzug von 1859 bis zur crsten Ent scheidung (Magenta. La campagna del 1859 sino alla prima decisione). - Berlino, E. Mittler e figlio, 1902 . . . ,, B. D. - Édouard Dcsbrière, capitai ne breveté à l''état-maj or de l'armò e. - 1793-1805. Pr~jets et tentatiTes de dé barquemen t aux Iles britanniques. Tome troisième. - Paris, L ibrairie mi litaire R. Chapelot et C.i 0 , 1902 . » B. D. - T. Montanari. - Annibale. L'uomo. La traversata delle Alpi e le prime cam pagne d''Ha lia· fino al Trasimeno secondo gli antic h i e la verità s to r ica. -- Rovigo, R. Stabilimento tipografico Minell i, 1901 . . » 13. D. - Alfeo Clavarino. mag gior e d'artiglieria. - Armi e tiro, con un atlantn di 4!) tavol e, di segnate dal capitano Menotti Dal Monte. - Torino, tipog rafia Candeletti, 1902 . . ,> B. D. - Lorenzo Bardi, tenente di fanter ia . - Canzoniere de l soldato. Con pr!.lfazione di Sabatino Lopez e ritratto dell'a utore. Genova , editori fra telli Pagano, 1902 . » B. D. - I<:aisertreu. - Die Principiellen Eig·enschaften der automatischen Feuerwaffen. Eine Studie iiber die neuesten Errungenscbaften der ,vaf!'e utecbnik fl'i r O:fficieren a llcr :vvaffeil. Mit 52 fi gur en im Tex t und :XVI Illustrationstafel n. (Le principali proprie tà delle arl)Ji da fuoco automatiche. Uno studio sulle più recen t i innovazioni della tecnica delle a rmi per uffic iali di tutte le armi. Con 52 diseg·ni intercalati nel t est o e 16 tavole illustra tive). - Vienn a, tipografia G. Bra'umti ller e figlio, 1902 . ,, B. D. - Leopoldo Pullè. - Patria. EijC>'Cito. Re. Memorie e note. Con oltre 200 incis ioni. - Milano, Ulrico Hoepli, ed itore, 1 902 »
Car:o Corticelli, maggior g enerale comandante della brigata Pavia. - Manuale di organica militare . Esercitl italiani, germanico, aus tro - ungarico, francese, russo, svizzero. - Seconda edizione, Torino, tipogr. A. Bertolero, settemb re 1901 Pag. ~. D. - G.énéral Pierron. ~ Les méthodes de guerre actu elles et vers la fin du xix" siècle, 2° Edition, Tome second (J•·e e t Ho Par t ie). - Paris, Jibrairie m il itai re R. Cbapelot et C.', 1902 . » 'B. D. - :',,locleme Cavall~rie. Eine studie von ·walter Achilles Korn. (Cavalleria moclema. Uno s tudio). Vienna, ·t ipografia L . \V. Seidel e figlio, 1902 . >> » · ·G Barg iìli. - Armi cortesi. Azziman ti, capitano n el 2° fanteria. - Cesare De Horatiis e il capitano Carnpol ieti . B. D - Generale G. Di Saiot-Cergues. - S t udio sulla vita di Napoleone I. - F irenze, Società tipografica fiorentina, 1902. · » B. D. - Rossi Alberto, tenente dèi granatieri. - L'Africa Australe. Sag gio storico. -· Roma, ditta Para via e C., 1901 » B D. - Pro!'. Emilio Laoza. - Manualetto di ag·ra ria per il soldato italiano - Rom~, stabiliment:3 ind ustriale CafzoneVi lla. Hl02 » ·B. D. - L 'armùe à travers !es f1ges (troisième sér ie). Les mémoirea. (Conférences fait es en 1900 à l'École spéciale militaire de Saint -Cy r). - Paris, Jibrairie militaire R. Chapelot et C.ie, 1902 . :B. D. - \ Virt, & pitano nel 15° reggimen to di fanteria sassone. 1:akt isches Handbuch. M it Tabel!en, 7.eichnung en, S kizze und Sachregister. (Ylanua le tattico. Con tab elle, disegni, schizzo e tavo la delle materie). 4' edizione completamente ri fllrma ta e ampliata. - Berlino, libreria Liebel, 1902. >> P ubblicazion i de l comando del corpo di stato maggiore in Ger-' » mania . R D. - Ing . Edoardo Guzzo, colonnello del genio. - Aeronaviga. zione ed a utòrnobilism o d i g uerra Conferenza letta agli uffic iali del presidio di Firenze il 12 aprile HJ02. - Firenze, Scuola tipografi ca. salesiana, 1902 . >J B. D. - Gaetano Bottiglieri. - L'uomo~ a cavallo. Manualett o per l'ufficiale di fanteria montato. - Il goverao e la cura del cavallo. Parte 2•, con tinuazione del manualetto. - Rocc;:a S. Casciano, stabilimento tipogrnfico Capelli. 190.2 » B. D. - Dott . Luigi Gritti. - Studi su i servizi logistici, 1806 in Germania. ·volume uni co con quattro carte a colori. Roma, t ipografia dell' Unione cooperativa editrice, 1902. n
IX
308
X. -
312 315
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B. D. -
INDIOE
F. Dégot, commandaot breveté. - Le Tir en temps de paix et en temps de guerre. (Étude psyco-phisiolog ique). Préface de .T. Marey, membra de l'institut, professeor au collège de France. - Paris, librairie militaire R, Chapelot, 1902. Pag. 109(> Gippy. - La questione urgente. - Il problema dei quadri nel R. esercito italiano. - Roma, t ipografia della Casa » 1214 Editrice Italiana, 1902. Dott. G. B. Givogre, maggio re generale medico, ispettore di sanità militare. - In memoria del generale medico professore Francesco Cortese. - Roma, E. Voghera, 1902 " 1280 J. Cheminon, capitaine d'ar t illerie breveté; G. FauvelGallais, capit aine d'artilleric breveté. - Les événem euts militaires eu Chine. Avec 8 cartes et pla.ns. - (Publié sous la direct ion du 2e burea u de 1'6tat-major de l'arm ée). - Paris, Librairie milita.ire R. Chapelot e Co, 1902 . » 1281 A. Dry. - Reims en 1814 pendant l'invasion. Ouv rage accompagnée de vingt grà.v ures hors texte et de trois cartes. Pré face de M. .llenry Houssaye. - Paria, Plon-Nourrit et e.o, 1892 » 1284 Der Russ iscb-Tiirkiscbe Ki;ieg 18'i7-78 auf der Balkan-Halb_insel Verfasst von der J(riegsgeschicbtlichen Cornmission der Kaiserlich Russischen Bauptstabes. Autorisierte vollinhaltliche Uebersetzt von Victor Grzesiki K. nod K. Hauptmann, i.i. o. im Inf.-Rgmt n. 20, comandiert beim Generalstabe, Franz W icderstruck IL und K. H au ptmano, im Generalstabscorps. Im Aufrage de.s K. u. K. Cbefs des Generalsta bes herausgegebeo von der Direction des K. und K. Kriegs-Archivs. l. Band-Mit 1 Text-und 2 Karteo Beilagen. - Wien, 1902. In Commission bei L. '>V. S eidel und Sollo, K. u. K. Hofbuchhi'LUdler. » 1:28'7 Traccia per lo studio del la fortificazione permanente, di E. Ro,.sich i, tene'.lte colonnello del genio. - Torino, tipografia Roux e V iarengo, 190.2 (un volume di 452, pagine » 1415'1 con a tlante d i 90 tavole, prezzo lire 9) . Cuor di Regina, libro per le giovinette italiane, di A . Ba.,. sletta. 2• edizione - Roma, tipografia Enr_ico Voghera » H60 Niccola Marselli. - La vi ta de l reg·gimen to. Osservazioni e ricordi. Nuova .edizione con prefazione ciel colonnello Carlo Osvaldo Pagani. - Roma, Enrico Voghera, Editore, 1903. " 1461 Vincenzo Rossi, capitano di s.tato maggiore. - Guerra in » 1464 montag·na . - - Roma, Casa Editrice ltaliana, 1902 .
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B. D.
XI
Der Russisch-Tiirkische · Krieg auf der Balkan-Halbinset. Autoriaiert vollinhaltliche Uuebersetzung von VJctor Grzesiki l{. und K. Hauptmann, irn Inf.-Rgmt. n. 20, comandiert beim Generalstabe, Franz Wiederstruck K. und K. Hauptmanu, beim Generalstabscorps. Im Auftrage des K. u. K. Chefs des Generalstabes herausgegeben von der Direction des K. u. K. Kriega-Arcbivs. II. Band-Mit 2 Te:x.te · und .21 Karten Beilage. - Wien, 1902. ln Commission bei L. \V. Seidel u. Sohn, K. u. K. Hofbusclihàndler. Pag. 14'11 B. D. - Arturo Spinelli, maggiore nel 24° reggimento fanteria. 1 Teneno fra Orco e Dora Baltea. _:_ Studio mili!are. - ToJJ 16'1 0 rino, tipografia Cug ini Anesi, 1902 . B. D. - Général Ressler. - Tactique des trois armes. - Paris, ljbrairie militaire R. Chapelot et C.c, 190.2. >J 1671 B. D. - Adriano Alberti, tenente del gen io. - La battagli.-. dell'Assietta. (Il 19 l uglio del 1'147) - Note e docurne-nti, con · prefazione di Domenico Guerrini, maggiore d1 fanteria. Torino, Francesco Casanova, editore, 1902 . » 1865 B. D. - J. Boulanger, chef de bataillon du Génie, et G. Ferrié, ca· pitaine du Génie. - La Télégraphie saos fil et les ondes électriques. - 4e édition, augmentée et mise à jour. ·Un vo lume io s• de 190 pages, avec 6'1 figures, broché; 3 fr. - P.p.ris, Berger-LeV!'ault et C.l•, éditeurs, 1902. » 18-:'4 B. D. - O. Lavr1z. lieut-colonel de l'artillerie bavaroise à disp. - La ·tra~tion mécanique et !es applications à la guerre. Traduit de l'allemand, avec autorisation de l'auteur par G. Bodenhox\t. cap·t -corn.' d'art. 10 belg. 46 ill ustrat ions. P.aris, Chapelot et e .e; Bruxelles, Falk, fìls, 1902 " 1875 _ B. D. - R. Kron, docteur ès l ettres, professeur agrégé. - Le Petit Soldat. Manuel des principales institutions rnilitaires et Guide pratique en pays ennemi. - Karlsruhe (Bade) J. » 18'18 Bielefeld, éditeur . . B D. - Kuhl, Major im Grossen Geueralstabe. - Bona partes Erster Feldzug 1796, der Ausganspunk t moderner Kriegfuhrung·. M i t 5 Uebersichtsskizzen und 10 Textskizzen. (La prima campagna di Bonaparte 1796 punto iniziale della condotta della g uerra moderna). Con 5 schizzi d'insieme e 10 schizzi nel testo. - Berlin, 1902, Verlag von R. Eisenschmidt. » 1879 B. D. - E. Bollati di Saint- Pierre, capitano di fregata. - Preparazione politica. e strategica. navale. - Tori no, F'rances.::o Casanova, ed itore, 190.2 . » 2043 B. D. - Jng. Tommaso Mon tanari. - Annibale da Cartagine nu~va alla Trebbia. - Torino; tipografia Roux e Viarengo, 1902 >J 2049 B. D. - G. De :Mandato, tenente. - Racconti pei militari. - Napoli, tipografia Maiorano, 1902-. Preizo L. 0,90 » .2051
INDICE XII
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INDXOE
G. Ronca, cap itano di fregata, e A. B:tssani, prof. Balistica esterna. - Livorno, t ipog rafia d i Raffael lo Giusti, 1901 Pu.g. 2052 Comandante G. Ronca, capitano di fregata. - Manuale di balistica esterna (con 38 tavole numeriche). - Livorno, tipografia Giusti, 1901 . . . . . » 2052 Comandante G. Ronca, capitano di fregata. - Manu ale di tiro (con ·un'appendice de l . prof. Pesci su lla N omografia). Livorno, tipografia Giusti, 1901 . 11 205.2 Edouard Gacbot. - Mémoires du colone! Delag rave. Cam pagne du Portugal (1810- 11). Avertissements et notes. - Pari~, librairie Cb. Delagrave, 1902. 11 2054 Friedericb, major à la suite des 2• Badisch en GrenadierRegiments Kaiser Wilhehn In. 110, Zugetheilt deru g rossen Generalstabe. - Gescbicbte der Befreiungskriege 1818 bis 1815 in vier Einzelwerken. Il Theil. Gescbicbte des Herbst.feldzug·es 1813. I. Band: Vom Absch luss des Waffeosillstandes bis zur Sch lacht bei Kt1lru . Mit einer Uebersichtskart und acllt Pla.nen in Steindruck. (Storia delle g uerre d 'indipendenza 1813- 1815, in quattro opere separa te. Parte seconda: Storia della campagna d'estate 1813. Volume l 0 • Dalla conclusione dell'armistizio fino alla battaglia di Kulm. Con una carta d'insieme e otto piani in litog ra'fìa). Berlino, 1903, tipog rafia reale . M ittler e figl io, prezzo lire » 205)'> 17,50 E ugenio Bollati di Saint-Pier re. - Navi da guerra e difese costiere, con prefazione del comandante Domenico Bonaooico (160 figure nel testo e 4 tavole) . - Torino, Francesco Casanova, editore, '1903 . · . . . » 2218 Paul Azao, lieutenaot à l'état major de l'armée. - Annibal dan s les Al pes. Ouvrage reofermant dix-sept car tes et six fotog raphies . - Paris, Alphonse Picard, éd iteur, 1902 . 1> 2221
Marina. Il verdetto della commissione d'inchiesta sulla condotta dell'a mmiraglio Schley a San t iago de Cuba negli Stati Unit i. Pag. 162 P rogetto di legga sulla iscrizione marittima in Francia . » 531 Marinai i ndigeni io Francia .' . . 532 1, Gli areostati presso la marina da guerra in Ruasia » 134 Cantieri di costruzioni navali nel Giappone . » 922 .Manovre d i sbarco in Austria- Ungheria . . . » 11 04 Riorganizzazione de ll e forze navali dell'Estremo Oriente ,, 1 J06
Aggiunta di una divis ione a l\a, sezione di marina in Austria- Ungheria . . Pag . La telegrafia sen za fili applicata ai battelli sottomarini in F ranc ia » Manovre autunnali della flotta-in Germania . » Aumento della flotta mili tare svedese . . » Riforme nell'istruzione che si impartisce al!' Accademia nava le di Fiume, Austria- Ung·heria » Esperiment i con areostati nella marina da guerra in Austria-Ungheria . » Aumento della fl otta nel Giappone . >> Au mento della flotta in Russia . »
XIII
1294 1490 1492 1502 1687 1G88 2253 2265
Miscellanea.. C. F . - L 'asilo della pace secondo uno scrittore russo Pag. 1.22 Lorenzo Ferraro, capitano di fanteria. - I partiti sovversivi. e l'esercito . 2osG. Bargilli. - Una disfida storica e i discorsi militari del Duca d'Urbino . · ' 1> 293 Ordine del giorno dell'Imperatore all'esercito in Germania . » 536 L. Amadasi, colonnello. - Lotta delle razze del Gumplow iez. - Studio critico di N. l\farselli (inedito). - In memoria . » 561 S . Stella. - Ginnastica militare . » 587 Alessandro Marconati, maggiore 8° regg·imento fanter ia. - Il cervo vo lante ai forti di sbarramento . >1 621 Gli areostati presso la marina da guerra in Russia » 734 Spedizione scientifi~a di esplorazione nelle parti centrali dell'Asia in » 735 Russ ia . )) '135 Questione della Manciu ri a in Russia. . Lorenr.o F'errarJ, capitano di fanteria. - L'azione ed ucatl'ice dell'esercito . » 753 Annibale Colli Vignarelli, tenente 54° fanteria. - Il sentimento reìi · » 7'11 gioso nell'esercito . Pubblicazioni del comando del corpo di stato maggiore in Ger· mania . " 921 Alfredo Cajani, capitano - L'espansione francese nell'Africa centrale (con una carta) » 974 Annuario militare completo dell'esercito e · della marina in Ger) > 1109 mania . Nicola Maria Campolieti, capitano 85° reggimento fanteria.. - Lo spir ito di corpo . >> 1192 Riservisti impiegat i come ciclisti alle manovre in Austria- Ungheria . » l 294
INDICE
XIV
INDICE
Circolare per le ·conferenze a.g-ricole nelle caserme in Francia Pag. Un articolo e una conferenza su Gibilterra in lnghiterra . » Considerazioni sulla. importanza politica e militare della Svezia-Norveg·ia al g iorno d'oggi . » Relazio ne del consiglio nazionale sulla questione del dip artimento militare. nella Svizzera » Ottavio Zoppi, tenente di fanteria. - Essere o non essere. - (Contro una tendenza) » La telegrafia senza fili applicata ai battelli sottomarini in Francia. » F rancesco Grazioli, capitano d'artiglieri a. - · L 'esercito nel presente momen to sociale. - Conferenza letta il 22 g iugno 1902 in Sulmona a favore della« Dante Alig hieri » ,> Y. Traniello, capitano del genio. - Il Giappone nel problema Orientale . » Luigi Nasi, capitano dei bersag lieri. - Contro una tendenza. ,, Busu G., colonnello 10° fanteria. - Niccolò Machiavelli patriota e scrittore militare )) S. Stella, colonne llo neÙa. riserva. - Società rurali di tiro a segpo naziona le » Torquat.o Guarducci, tenente colonnello d"artiglieria. - La cultura degli ufficiali » Lavori della spedizione nordica maritt ima in Russia »
1.296 1305 1308 1312 1325 1490
151'1 1563 1602 1842 199'7
2182 2266
Ordinamento degli eserciti. G. Douhet, capitano . - A proposito de ll'articolo: Gli au~omobili e la loro applicazione nell 'arte della. guerra . Pag. Aumento di 2 reg·gimenti cavalleria di Landwehr cisleitana in Au stria- Ungheria . , . " Sulla ques~ione dei sottufficiali nell'esercito austro - ungarico . >> Trombett ieri a cavallo nei battaglion i di Landwehr cislei taoa in Austria- Ungheria · . » Gli automobili esperimentati alle grandi manovre aus tro--unga:ri~
»
Forza e spese militari in Austria-Ungheria . >' Plotoni speciali per i dispensat i dopo un anno di servizio in Francia )> Comandant e la di visione d'occupazione della Tunisia . » Ord inamento dell'artiglieria' divisionale in F rancia >) Modiflcazione della circoscrizione territoriale del XV ·corpo d'armata » i n Francia Nuovi aum ent i nell'esercito in Germania · » Costruzione d i caserme nella pianura di Salisbm·y in Inghilterra >> Truppe della F inlandia in Russia. . »
112 1'16 14'i 148 148 153
lM 155
155 157
158 161
356
xv
Truppe di for tezza in Russia. . Pa,q. 356 Forze armate dell'Afgaoistan 522 Cenno statistico sug li impieghi governativi concessi ai sottufficiali dell'esercito austro-ungarico du rante l'anno 1901 . » 525 » 531 Esercito coloniale in Francia Colombaie mobili in Francia. » 532 Modificazioni all'ordinamento dell'ese rcito ba.v a.rese » 535 540 Brigate fanteria. di riserva della Siberia . >> 540 Battaglioni artiglieria da fortezza in Russia \> {h1ido Reg-azzi, capitano coman dant e della compagnia c iclisti del 3° reggimento bersag lieri. - Compag·nie ciclist i . » 604 723 F orze armate nella Corea . Progetto di legge che mod ifica l'articolo della legge 14 aprile 1882 riguardan te la nomina al g rado di caporale in Francia . » '127 Batterie d i mitragliatrici presso le divisioni di fanteria nel Giappone. » 733 1> '138 Forza dell'esercito svedese Avv. Luigi Gritti ,capitano commissario. - L'ordinamento giudiziario militare . . P ag. 785, 948 -Costituzione di un batt aglione cacciatori da campo bosno-erzegovi» !ll 9 nese in Austria-Ungheria .Modificazioni all"ordinamen to dell'esercito in Gei·mania . " 920 Pensioni degli ufficiali n el Giappone . » 922 Deposito di allevamento cavalli nel Giappone » 923 Ordinamento dell'artig lieria a t iro rapido in Russia » 926 lliorgan izzazione della Landstur m nella Svezia . » 92'i ·Organizzazione delle difese di Francia, Corsica, Algeria e Tunisia.. J . , » 1105 Riorganizzazione dei!~ forze navali d'Estremo Oriente in Francia . » l 106 .Crea7. ione di due nuove batterie da montagna di ar tiglieria colo· » 110'1 niale in Francia » 1294 Personale areostatico per ascensioni libere in Francia Cl·eazione di 2 batterie miste d'artiglieria coloniale in F rancia. . » 1296 )l 1298 Creazione d i un corpo di t iratori cambogiani in Francia . » 1298 R iorganizzazione delle tru ppe dell'oasi del Sahara in F rancia » 1301 Il nuovo ordinamento in Inghilterra . » 1312 Corpo di gendarmeria. da campag na Svizze ra. !. Ettore Grasselli, tenent e 47° fan teria . - L ;ufficiale di complemento. - Conferenza letta. ai signori. ufficiali del presidio di )) 1330 Messina » 1482 · Note sulle truppe afgane Trom bettieri di battaglione a ca vallo nella Landwehr cisleitana. in » 1485 Austria- Ungheria . )) 1486 (;orna ndo di presid io di Landwebr in Vienna
xvr
INDICE
Organizzazione al Tonchino di un battaglione di t irailleurs cinesi in Francia Pag 1490 Nuova fo rmazione · 8 dislocazione della brigata di presidio in Cina in Ger mania . ,, 1491 S ituazione geràrchica del comandante superiore delle t rup pe del 1' Indo-Cina in Francia ,, 2067 Formazione di una nuova brigata coloniale in Francia 206·7 Soppressione delle compagnie discipl inari delle colonie in Francia » 2067 Riorganizzazione delle truppe del Congo in Francia . ,, 2068Squadro ni di spah is senegal!esi in Francia . ,, 2069 Compagnia mista di operai e di artificieri di artiglieria. coloniale del To1icbino in Francia . » .2069 Ausiliari i ndigeni della gendarmeria a Madagascar ., 20G9 Abolizione della sezione « Asia orie,n tale » is t ituita provvisoriamente p resso il ministero della g uerra prussiano » 2070 Riforme militari nella Svezia ,, 2073 Forza dell 'ese rcito svedese'sul piede di pace ,, 207G Nuove formaziÒni nell'artiglieria da campo, da forte zza, nei ferrovieri e nel treno in Aust ria - Ungheria » .2248 Ord inamento militare in Cin:i,. » 2.252 Un discorso del ministro Brodrik in Ioghilterr;i. » 2260 Volontari automobilisti in Ing·hilterra "2263 Comitati consultivi per le truppe ausiliarie in Inghilterra » 2.264 Nuova. brigata di' r iserva in Russ ia. » 2265
Reolutamentc. Considerazioni e proposte circa il reclutamento in Austria-Ungheria e previsioni di carattere politico di fronte all'eventuale aumen to delle spese milit ari. Pag. 149 Classe di le"'.a· 1901 in Francia . ,> 154 Plotoni speciali per i dispensa t i dopo u n anno di servizio in Francia •> 154 Risultati delle operazioni di leva dell'anno 1900 in German ia " 355 Progett o di legge sulla iscrizione marittima in Francia . 531 Marinai indigeni in Francia . 532 Tendenze verso il servizio obbligatorio in Inghilterra 531 Riduzione della ferma. sotto le armi in Francia . 7:t:3 ,, 925 Richiamo alle armi dei r iservisti nel 1902 in Russia . O. C. - Della leva sui g iovani nat i nel 1880 e delle vicende del · R. esercito dal 1° luglio 1900 al 30 g iugno 1901 . » 1052 Prescrizioni relative alla formazione della classe 1901 in Francia . " 1104 ' Ettore Grasselli, tertente 4'1° fant eria. - L'ufficiale di complemento. - Conferenza letta ai signori ufficiali del presidio di Messi na » 1330
INDICE
Riduzione pella fe t·ma sotto le arm i in Francia. . Pag. Preparazione al ser vizio militare ed ist ruzioni m ilitari in Nor , veg ia . " Risultati delle operazioni di leva nell'anno 1901 in Francia ,, Progetto di legge per l'aumento del contingente in A u stria-Uog beria » Elimi nazione d i soldati di catti va condot ta in Inghilterra »
XVII
148'1
1492 206Z 2247 2263
Regolamenti e istruzioni. Santang elo Felice, maggiore d i fan teria. - Il uuovo reg olamen to di esercizi per le truppe a piedi dell'esercito austro-ungarico Pag. 87, 483, (386, 862, 1251, 1:386, 1836, 2208 Nuo vo regolamento di esercizi per l'artiglieria in Francia P i:ig. 353 Esperi1.1ento con n uovo regolamento per la fanteria in Francia. » 354 Nuovo regolameuto ù' esercizi per l' ar tiglieria da campagna in ,> Ml Russia . A. Vanzo, maggiore d i s tato maggiore. - Il nuorn regolamento di esercizi per la fanteria francese G54 A. Zi1la . - - L'a1·tigliecia da caropa.gna frijncese secondo il nuovo regolamento prov visorio di manovra . » 838 » 1111 li nuovo regolamen to d'esercizi per la fanteria ing lese Corsi d i equi tazione per g li ufficiali di fan teria della land wehr cisleitana in Anstria- Ungberia ~ 1486 Teodoro de . Cumis. - Il regolamen to d'istruzion e e di servizio interno per la fanteria » 1901 Reg·olamenti ed istruz ioni militari n ella Svezia . » 20'15 Progetto di una 1~1ova istruzione sul t iro per la fanteria fin e;;pe» 2240 rimento) io Aust,ria-Ung beria . Lord Roberts e l' is truzione su lle a rmi e s ul tiro iu Ioghiltena . » 2255
Rivista. dei periodici militari. Pag. 161J, 359, 51G, '139, fi28, 111 9, 13 14, 1503, 1695, 188G, 20'77, 2,2 70
Scuole militari e corsi d ' istruzione. Esercitazione di tiro con obici da campagna in Austr ia Pag. 345 Istitut i e stabilimenti militari in Francia . » 351 Seuole e corsi di is truzione militare in Svizzer a. ,, 542 Esami d'ammiss ioree per la scuola superiore di g·uerra in Francia » 'i30 Accademia militare di 'l'oldo nel Giappone. >> 1299 l) 1485 Nuovo istituto d' i~truzione militare in Austria- Ung heria. Il -
A:'il'(ù XLYJC.
INDICE
Angelo Schenoni, tenente colonnello di fanteria. - Il corso complementare dei sottotenen ti di fan teria . Pag. 1533 L'istruzione militare nei collegi civili negli Stati Uniti. ,, 2267
P erdit e delle truppe tedesche in Cina . Pag. 921 Alf1'edo Cajani, capitano. - L'espansione francese nell'Africa cen- , trale. - (Con una car ta). » 974 E ugenio Da Rossi, cap. 0 dei bersaglieri. - Operazioni di g uerra in Val di Susa durante la campagna di Marengo 1800 Pag. 1281, 1361 ·Giuseppe S t icca, tenente. - Guerriglie del secolo xvi in Piemonte. (1 fortilizi di Villanova e Valfenera durante le g uerre franco» 1411 ispane) (con due carte) G iuseppe Roberti, prof. nella R. accademia militare. - Filippo del Carret to cli Camerano. - L'eroe di Cosseria . » 1436 Au gusto Giacosa, colonnello di fanteria. - La via di Annibale dalla Spagna al Trasimeno a proposito di nuove pubblicazioni. » 1608 Guido de Mayo, capitano 76° fanteria. - Strat,ei:ria e cavalli al.t l' inizio dtilla guerra t urco- russa nel 18'1'1-'ì'8. Pag. 164'1 e 1971 Luigi Cadorna, maggior generale comandante la brigata Pistoia.. Da Weissemburg a Sédan nel 1870. - Studio sulla condotta delle truppe. Pag. 1783, 1931, 2131 lng. Tommas9 Montanari. La via d'Annibale. dalla Spagna al Trasimeno. » 2039
Servizi d'intendenza sanitario e veterinario. Alcuni dat i circa g li effetti della malaria nell'esercit o austro- ungarico . Pag. Relazione sullo s tato sanitario dell'esercito russo durante l' anno 1899. ,, Ospedali per le truppe della landwebr cisleinana e case per convalescenti in Austria-Ungheria ,, Autorizzazione agli u fficiali del corpo sanitario di occupa1·e al cune cariche civili i n Franci:i. . »
529 783 1292 1297
Statistica. M. C. -
Leva marittima sui giovani nati nel 1879 e sulla situazione Pag. del Corpo Reale equipaggi al 31 dicembre 1900. Circa alcuni dati s ta tistici e l'età deg li ufficiali g enerali dell'eser cito austro;-ungarico » Cenno statistico sugli impieghi governativi concessi ai sottufficiali dell'esercito austro-ungarico durante l'anno 1901 » Alcuni dati circa gli effetti della malaria nell'esercito austro-ungarico . . » Relazione sulla stato sanitar io del!' esercito russo durante l 'anno 1899 . » O. C. - Della leva sui giovani nat i nel 1880 e delle vicende del R. esercito dal io luglio 1900 al 30 giugno 1901 ,,
334 34'1
Ufficiali.
525
,Circa alcuni dat i statistici e l'età degli ufficiali generali dell' eser-• sito austro- ungarico Pag. 347 Ufficiali g iapponesi nell'esercito chinese. » ~50 Il .cinquantenario del generale Dragomirov in Russia » 35'7 S u lla nomina ad ufficiale di complemento (Reserve- Lieutenant) n el: l'esercito austro-ungarico. ·» 526 -Quadri di avan zamento per gli ufficiali in Francia . ,, 530 Movimenti 'Dell'alto personale del l'esercito in Germania » 533 Premi pel tirn degli ufficiali in Russia . 540 Numero ed anzianità dei capitani che nel co rso del 1902 saranno chiamati agli esami teorici d'avanzamento a maggiore in Austria-Ungheria . 918 Movimenti nell'alto personale dell'esercito in Germania . » 921 Promozione di ufficiali nel Giappone. » 922 ·Circolare relativa ai congedi di lunga durata senza soldo da accordare agli ufficiali in Francia . i> 1295 Autorizzazione agli ufficiali del corpo sanitario di occupare alcune cariche civili in Francia . » 129'1 Ufficiali giapponesi comandati all'estero . » 1301 Addetto militare tedesco a Tokio . l> 1490
529
'133 1052
Storìa: mmtare e generale.
I
XIX
INDICE
XVIII
E ugenio De Rossi, capitano dei bersag·lieri. - L' offensiva in Savoia.. - Campagna del 1793. - (Continuazione e fine). P ag. Perdite, forze e spese degli Inglesi nella g uerra anglo- boera . » Spedizioni inglesi contro tribù ribelli >> Il verdetto della commissione d'inchiesta s ulla condotta dell'ammi: raglio Sc,hley a Santiago de Cuba negli Stati Uniti » Alberto Cavacioccbi, mag·gio re di stato maggiore. ..s... Appun ti e considerazioni sui preliminari della guerra franco-germanica. . Pag. 45'1, 628,
' -~:i;'."'·.
,.. +-: ·1~·
33 160 160 162
832
lUI.
INDICE
Disposizioni circa gli ufficiali di stato maggiore in Russia Nomine nello stato maggiore dell'esercito in Francia Lodovico Cisotti - Il colonnello Cecilio Fabris .
Pag. 150()> » 2066. • » 2093,
Notizie militari estere. Afganistan.
Forze arma te de!l 'Afganistan Note sulle truppe afgane. Acquisto di cannoni
Pctg. 522: • 1482, . » 20'16;
Austria-Ungheria. Santangelo Felice, maggiore di fanteria. - Il nuovo regolamento di esercizi per le truppe a piedi dell'esercito austro-uno-arico . . , . Pag, 8'1, 483, 686, 862, 1251, 1386, 1836, Aumento di 2 reggimenti cavalleria di landwebr cisleitana . . » Sulla quéstione dei sottufficiali nell'esercito austro,uogarico >> Trombettieri a cavajlo nei battag·lioni di landwehr cisleitana . ,, Gli automobili esperimentati alle grandi manovre austro-ungariche. » Considerazioni e proposte circa il reclutamento in Austria-Ungheria e previsioni di carattere polit.ico di fronte all'eventuale aumento delle spese militari . ,. Forza e spese militari, » La nuova legge sulle pensioni militari . >> Esercitazione di tiro con obici da campagna . >> llfaggiore soprassoldo di anzianità pei capitani in servizio sedentario nell'esercito austro-u ngarico, , . , , » Circa alcuni dati statistici e l'età degli ufficiali generali dell'eser» cito austro-u ngarico Circa il preventivo del bilancio militare pel 1903 » Circa i cambi di guarn ig ione da effettuarsi d'ora in poi in prima vera d'ogni anno . , , » Cenno statistico sugli impieghi govern:1tivi concessi ai sottufficiali dell'esercito austro-ungarico durante l'anno 1901 . , )) Sulla nomi na ad ufficiale di complemento (Reserve-Lieutenant) nell'esercito austro-ungarico. . , , , , , ,, Alcune· proposte circa l' istruzione dei volontari d'un an no nell'esercito austro-ungarico , , , . . , , , . ,. Circa un nuovo modello di scarpe per la fanteria nell'esercito austroungarico , ))
2208: 146. 14'7 148 148
149, 153 343 345 34(\ 341· 349· 524
INDICE
XXI
.Alcuni dati circa g li effetti della malaria nell'esercito austro-ungarico . , . , Pag. 529 S ussidio ai richiamati dell'esercito austro-ungarico privi di mezzi di fortuna » '122 1ilumero ed anzianità dei capitani che nel corso del 1902 saranno chiamati agli esami teorici d'avanzamento a maggiore. » 918 ·,Circa i nuovi cannoni, n 919 ·Costituzione di un battaglione cacciatori da campo bosno-erzegovinese , >) 919 ·Grandi manovre. » 919 Manovre di s barco, « 1104 F ucili a ripetizione al Landsturm ungherese » 1292 -Ospedali per le trup pe della landwebr cisleitana e case per conva.f lescenii, » 1292 Manovre imperiali dell'anno corrente " 1293 -Agg iunta di una divisione alla sezione di marina » 1294 'Riservisti impiegati come ciclisti alle manovre , •> 1294 Alleggerimento del carico del soldato a piedi, » 1482 Esperimenti di tiro contro zaini a ffardellati con equipagg·iamento di g uerra , )> 1483 Nuovo istituto d'istruzione militare . » 1485 Trombettieri di battaglione a cavallo nella landwehr cisleitaua. » 1485 -Co rsi di equitazione per gli ufficiali di fanteria della laudwebr cisleitana, » 1486 Comando di presidio di lancl weh r in Vienna,, » 1486 » 1486 Nuovo codice yeoale milital'.e , R iforme oell' is truz ione che ~i impartisce all'Accademia navale di F iume. » 1687 » 1688 'Esperimenti con areostati nella marina da guerra Manovre di sbat·co nell' Istria , " 1689 'Progetto di legge per l 'aumento del contingente, >> 224'1 'Nuove formazioni nell'artiglieria da campo, da fortezza, nei ferro. » 2248 vieri e nel genio . .Progetto di una nuova ist ruzione sul tiro per la. fanteria (in esperimento) . » 2249
525.
China, 526 52'1
,u fficiali giapponesi nell'esercito cbinese ·Ordinamento militare
52S.
Pag. 350 » 2252
Corea. <Forze armate,
Pag,
723
XXII
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Pag. Riovg·anizzazione delle truppe de ll'oasi in Sahara )\ Riduzione della l'erma sotto le armi . Aumento di stipendio per i tenenti aventi nove anni di se rvizio. i> Organizzazione al Tonchino di u n battagl ione di ti railleu rs cinesi. » )) La telegrafia senza fili applicata ai battelli sottomarin i » Risultati delh~ operazioni di leva nell'anno 1901. )) Nomine nello stato maggio re dell'esercito . Situazione gerarchica de l comandante superiore delle truppe dell'Indo-Cina ,i » form azione di una nnova brigata coloniale ,, Soppressione delle compagnie disciplinari delle colonie. (( Riorgan izzazione delle truppe del Congo. » Sqt¼i,droni di spahis scnega.llesi Co:npagnia mis ta di operai e di art ificieri di art iglieria coloniale del Tonchino . » Ausiliari indigeni della gendarmeria a Madagascar n Le manovre alpine francesi del 1902 » ,, Progetto di legge sull'avanzamento dell'esercito
Francia. Classe di leva 1901 Pag. I riservisti ed i territorial i rispetto ai contratti d i lavoro. ,, Plotoni speciali pe, i dispensati dopo un anno di servizio » Comandante la divisione d'occupazione della Tunisia . >) Ordinamento dell'ar tiglieria divis iona le. » Modificazione della circoscrizione terr itoriale del XV corpo d'ar)) mata. Istitut i e stabilimenti mili tari . Istruzione delle t r uppe, manovre ordina.ri e. Quadr i di avanzamento per g li ufficiali . )) Proget to di legge sulla iscrizione mari ttima Prede belliche. Disposizione rela tiva all'uso di un copri-nu.ca di co tone bianco. Esercito coloniale . " .•» Trasformazione del fucile Lebel Treno blinda to . Capri-capo metallico per l'ar tigl ieria. Soppressione della lancia Colom baie mobili Mar inai indigeni » J) Riduzione della ferma sot to le a rmi Progetto di leg·ge che modifica l'articolo della legge 14 apri le 1882 riguard ante la nomina al grado di caporale ,; Manov re au tunnali . )) }fauovre coi q ua dri e viaggi di stato maggiore . ,, Esami d'ammissione per la scuola su·periore di g u er ra. ,, Batt erie montat e Difesa d i Biser ta " P rescrizioni relative alla formaz ione della classe 1901 ,i Organizzazione delle di fese di Francia, Corsica., Alged a e Tunisia. ,, Riorganizzazione delle forze navali d 'Est remo Oriente . ,, Creazione d i due nuove batterie da mon tagna di artig lieria coloniale · >.i Personale areostatico per ascensioni li bere . » Circolare relativa ai co ng edi di lunga durata senza soldo da accordare aglì ufficiali. » Ci rcolare per le confer enze agricole nelle caserme . » Creazione di 2 batterie mist e d'artiglieria colonia.le. » Au torizzazione agli ufficia li del corpo aanjta.rlo di occupare alcune cariche civili. ,i n Creazione di un corpo di ti ragliatori cambog iani ))
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Germania.
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Pag. Nuovi aumenti nell'esercito Fascette per la medaglia commemorativa della spedi1.ionc in Cimi n Corsi d'informa1. ione, d'istruzione e d'esercitazione presso la scuola d i tiro d i fant,eria in Prussia, durante l'anno 1902 ,i Risultati delle opel·a.zioni di leva nell'anno 1900 . » :.Jovimenti n~ll'alto personale dell'esercito . » G1·a ndi es ercitazion i del! 'esercito prussi ano nel 1902 ,, ì\Iodiflcazioui all'ord inamento dell'esercito bavarese » )) Ordine dél g iorno dell' Imperatore all'esercito . MO(lificaziooi_al l'ordinamento dell'esercito » Pubblicazion i del comando del corpo di stato maggiore » Perdi t e delle truppe tedcache in Cina . )> Movimenti nell'alto personale dell'esercito . Dotazioni delle colonne viveri durante le prossime manovre imperiali » Annuario mil itare completo de ll'esercito e della marina >> Nuova formazione e dislocazione della -brigata di presidio in C·ina » Manovre imperiali )> :Manovre autunnali della flotta . ,, Corso d' inl'ormazione pei genernli . » Abolizione della sezione « Asia orientale » istituitti provvisor~amente presso il ì\!in is tero della guerra prussiano . ,i Modificazioni agi i assegni fissi degli ufil.ciali e Tabella dt~lle pensioni »
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Russia
Giappone. Ufficiali g iapponesi nell'esercito chinese Grandi manovre nel 1901 . Batterie di mitragliatrici presso le divisioni d i fanteria Promozione di ufficiali Pensioni deg l i ufficiali Cantieri di costruzioni navali Depositi di allevamento cavalli . Notizie mil itari varie . Accademia militare di Tokio Ufficiali g iapponesi 1:omandati all 'est,ero Addetto militare tedesco a Tokio
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Inghilterra.
Il « Block house system " nella g-uerra anglo-boera
Perd ite, forze e spese degli Inglesi nella guerra ang·lo-boera Spedizioni inglesi contro tri bù ribelli . Costr uzione di caserme ne lla pianura di Salisbu1·_y Bilanci m ilitari . Tend enze verso il servizio obbligatorio Modificazioni alle uniformi degli ufficiali Il nuovo re~o!amento d'csercizi per la fanteria inglese Il nuovo ordinamento . Un ar ticolo e una conferenza su Gibilterra . Lord Roberts e l'istruzione sulle armi e sul tiro Un discorso del ministro Brodrik. Volontari automobilisti Eliminazione di soldati di catt iva condotta Comitati consultivi per lo truppe aus iliarie .
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Pag. J;j9 » )) ))
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Licenze per g li ufficiali Pag. 161 Truppe della F inlandia » 356 'J;'ruppe di for tezz,, » 356 Bilanci pel 1902 . " 85'7 · Il cinquantenario del g·enerale Drag·omirov » 357 Premi pcl tiro degli ufficiali . » 540 Brigate fant eria di r iserva della Siberia . » 540 '.Battaglioni art ig·lieria da fortezza . » 540 Trasformazione di artiglieria da campagna » 541 Nuovo regolamento d'esercizi per l'artiglieria da campagna. " 541 Ol>blighi delle popolazio.ni dell'Asia Cent ral e in caso di mobil ita:-.ione . i> 541 Relazione sullo stato sanitario dell'esercito r usso dura_nte l'an no 189\J » '7·33 '134 Gli areosta ti presso la mariHa. da guerra . Spedizione scientifica di esplorazione nelle parti centra li del,35 l'Asia . J> 'ì'35 Questione della Manciuria . 925 Richi am o alle armi dei riservisti nel Hl02 92(:i_ Ordinamento dell'art igJieri a a tiro rapido » 1114 Grandi esercitazioni est ive delle truppe russe nel 1902 Le grandi manovre imperiali nel 1902 "1494 20'72 Esperimen t.i col pallone frenato nella guerra campale » 2265 Nuova brigata• di r iserva . · )) 2265 Aumen to della flotta . Lavori della spedizione nordica marittima .» 2266 Stati Uniti d'America.
»
Norvegia.
Tiro contro la neve. Pag. ;,i89 Bilancio della guerra e della marina per l'anno 1902 . » 924 Considorazioni .sulla importamm polit ica e militare della Svezia-Norveg· ia al giorno d'oggi . » 1308 Preparazione al servizio militare ed istruzioni militari ,, 1492 Fortificazioni di Christiania . » 1494
Il verdetto della commissione d'inchiesta sulla condotta dell'ammiragl io Schley à ::::aotiago de Cuba . Pag. 162 L'istruzione mili tare nei collegi civili . . . i> 2267 Svezia.
Spese militari Pag. 541 ,. 738 Forza dell'esercito svedese Riorganizzazione della Lancls t urm . » 92'1 Istruzione delle reclute » 92'1 Considerazioni sulla importanza poli tica e militare della Svezia-Norvegia al g iorno d'ogg·i . » 1808
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Aumento della flotta militare svedese Riforme militari. Bilancio militare Colore delle uniformi Regolamenti ed istruzioni mi litari . . . Forza dell'esercito s vedese sul piede d i pace·.
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Pag. 1502 » 20'73
" 20'7'4, >> 2075 » 2075 " 20'76
Svizzera. Scuole e corsi d' istruzione m ili tare . . Pag. 512 Crediti supplementari (II serie) per il 1902 1310 Acquisti di materiali da guerra per il 1903 » 1310 Lavori al Gottardo . . . » 131 l Corpo di gendarmeria da campagna . ., 1312 Relazione del consiglio nazionale snlla gestione del dipartimento militare " 1312 I) 1313Armamento dei cannonieri delle comp;g~ie di ~ar~o :
Indice alfabetico del nomi degli autori. A mad&si Lu!gi, tenente colonnello nel 64° fanteria. - li generale Enrico Cosenz, discorso pronunciato alla presenza di s. M. , il Re il 15 fe bbraio 1902 al Circolo mili tare d i Roma. Pag. Amadasi Luigi, colonnello. - In memoria . . . . . . . . ,, Ama.da.si Luigi, colonnello. - Il generalo conto Giuseppe Pianell. In memoria, con un discori::o pronunc iato a l Circolo. militare di Verona . . . . . . . . . . . . . . . ,. Azzimonti, capitano nel 2° fanteria. - Cesare De Honoratiis 8 il capitano Campolieti . . . . . . . . ,, Barbetta B. - li paesaggio militn.rc, del luog·otenente Ferdinando Lefebvre, traduzione con note. . . . . . . . . . ,. Bargilli G. -:-- Una disfida storica e i discorsi militari del Duca di Urbino . . . . . . " /) Bargilli G. - Armi cortesi. » Barone En rico. - Severino 7.aoelli. . . . . B. D. - Recensioni. - Vedi dispensa l, 1902. • J) B. D. - Recensioni. - Vedi dispensa IT, H/02 I) B. D. - Recensioni. - Vedi dispensa III, 1902 B D. - Recens ioni. - Vedi dispensa IV, 1902 B. D. - Recensioni. - Vedi dispensa Y, 1902 . •> )) B. D. - Recensioni. - Vedi dispensa VI, 1902 . B. D. - Recensioni. - Ved i d ispensa VII, 1902 . ))
l'i''1 561
l'i'4.S. 887
1001 293 8'73 5 129
320 507 -:01 901 108(> 1274
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' B. D. - Recensioni. - Ved i dispensa VIII, 1902. Pag . 1461 B. D. - Recensioni. - Vedi dis pensa IX, 1902 » 1670 B. D. - Recensioni. - Vedi dispensa X, 1902 . » 1865 B. D. - Recensioni. - Vedi dispensa XI, Hl02 . » 2043 B. D. ~ Recensioni. - · Vedi dispensa XII, Hl02 . » 2218 Busu G., colonnello 10° fanteria. - Niccolò Machiavelli patriota e I scrittore militare . . . . . . " 1842 C. M. - Note statistiche. Leva marittima sui giovani nati nel 1819 e sulla situazione del Corpo Reale equipaggi al 31 dicembre 1900 . . . . . » 334 C. M . - Il generalo Annibale Ferrero. . . . » 1450 C. M. - Recensioni. - Vedi dispensa VIII. . . » 1454 C. O. - - Della leva sui g iovani nati nel 1880 e delle vicende dol R. esercito dal l' luglio HlOO al 30 giugno 1901 . » 1052 Cadoroa Luigi, maggior generale comandante la brigata Pistoia. Da Wcissemburg a Sédan nel 1870 . Pag. 1'183, 1931, 2131 Cajani Alfredo, capitano (con u na carta'. - L'es pans ione francese nell'Africa centrale . . . . . . ,, 914 Campolieti Nicola Maria, capitano 85° reggimento fanteria. - Lo spirito di corpo. » 1192 Cascino Antonino, capitano d'ar t ig lieria.· - JI generale Enrico Coseni. . . . . n li09 Cavacioechi Alberto, maggiore di stato maggiore. - Appunti e considerazioni sui prelimlna.Ti delb guerra franco- germanica . . Pag. 457, 628 e 832 Clsotti Lodoviço. - JI colonnello Cecilio Fabris . » 2393 Colli-Vignanell i Annibale, tenente 54° fanteria. - li sentimento religioso nell'esercito . . ,, 171 Dc Cumis Teodoro. ·_ Il regolamento d'istruzione e cli servizio in- · terno per la fanteria . . • 1901 De Gregorio Giuseppe, tenente. - Sull'efficacia del tiro di fucileria » 2199 De Luigi Ange lo, colonnello comandante il S• reg·g iment o arUglicria. - Come si possono prepararo le pattuglie ne i reggimenti d'artiglieria da campagna . . . . . » 226 De Luigi Angelo, colonnell o d'artiglieria. - Per la pattuglia. d'arti g lieria . . . . . l> 821 De Luigi Angelo, colonnello 3° reggimento ,u-tiglieria. - Tiri di brigata con scopo tattico presenziati da.gli ufficiali superiori di fanteria e cavalleria. del VI corpo d'armata a. Porto Corsini, luglio 1902 . . . " 134'7 De Mayo Guido, capitano 76° reggimento fanteria. - Il battaglione di arnnguardia. . . . . . . . » 36\> De }.layo Guido, capita.no '76° fanteria. - Strategia e ca.valli a.Il' inizio dell:i g uerra. turco-russa nel 18'i''i-'i8. Pag. 164'1 e 1971
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"Regazzi Guido, capitano comandante della compagnia ciclisti del 3° reggimento bersaglieri. - Compagnie ciclisti. . Pag. Roberti prof. Giuseppe - Filippo del Carretto di Camerano. L'eroe di Cosseria. . . . . . >> Santangelo Felice, capitano di fanteria. - Il nuovo regolamento d i esercizi per le truppe a piedi nell'esercito austro- ungarico Pag. 87, 483, 686, 862, 1.251, 1386, 1836, Schenoni Angelo, tenente colonnello di fanteria. - li corso complementare dei sottotenenti di fanteria . . . » Stella S., colonnello nella riserva. - Società rurali di ti ro a seg'no • • » nazionale . » Stella S. - Ginnastica militare . Stlcca Giuseppe, tenente. - Guerriglie del secolo xvr (I fortilizi di Villananova e v ·a lfenera durante le g uerre franco-ispane) (con due carte) . . •> Traniello V., capitano del genio. ,- Il Giappone nel problema orientale. - Studio storico . » Vanzo A., maggiore di stato niaggiore. Il . nuovo regolamento )) d'esercizio per la fanteria francese . )) X. - Recensioni. - Vedi dispensa II, 1902 . » Zanelli ·severino. - Sulla educazione morale del soldato. Zanotti B., maggiore del g enio. Impiego dei ferrovieri in guerra . . . . . . » Zola A. - L'artiglieria da campagna francese secondo il nuovo regolamento provvisorio di manovra . >> Zoppi Ottavio, tenente di fanteria. - Essere o non essere »
De Rossi Eugenio, càpitaoo dei bersagperi. - L'offensiva in Savoia. - Campagna del 1'703. (Li'ine) . . . . . . . . . Pag. 33 De Rossi Eugenio, capitano dei bersaglieri. - Operazioni di c-uerra in Val di S us a durante la campagna di Marengo 1890. ;ag. 1231, 1861 Douhet G, capitano. - A proposito dell'articolo(( Gli au tomobili e la loro applicazione nell'arte della guerra >> • ,, 112. F. C.· - L'asilo della pace, secondo uno scrittore rus so » 12.2 F. C. - Militare e geografo, - Sironi Giovanni. ,, 203 F. C. - Recensioni. - Vedi dispensa II, 1902 , >> 308 Ferraro Lorenzo, capitano di fanteria, - I partiti. sovversivi e l'esercito . · , • • · . . . . » 208 Ferraro Lo renzo, capitano di fanteria, - L'azione educatrice dell'esercito , ,, 753 G'.acosa A., colonnello. - Guerr; in ~o~ta~n; _: N~ll~ ~lp; . ,, 80'7 Giacosa Augusto, colonnello di fanteria. - La via di Annibale dalla Spagna al Trasimeno, a proposito di nuove pubblicazioni. » 1608 Oioppi di Turkheim L. ·- Recensioni. - Vedi dispensa II, 1902. • 315 Grasselli E ttore, tenente 47° fanteria. ~ L'ufficiale d i complemento . . · · . . . , » 1330 Grazioli Francesco, capitano d'artiglieria. - L'esercito nel pre;ente momento sociale . • . . . . . . . . . » 1517 Gritti avv. I,.uigi, capitano c01nmissa1·io. - L'ordinamento O'iudi.=--ziario mi litare. . . . . . . • . . . . . '185 948 Guarducci Torquat o, tenente colonnello d'artiglieria . - La cultura' degli ufficiali . . . » 2182 Laderchi L. - Fuoco mirato . -. » 573 Lang Guglielmo, ten,rnte colonnello d'artiglieria. Le manovre combinate deì!e tre armi . 1. » 1133 .Marconati Alessandro, maggiore 8° reggimento artiglieria. _ n cervo volante a~ forti di sbarramento , · . . . , . . ,, u21 Marselli N. - Lotta delle razze del Gumplowiez. - Studio critico (inedito) . . . . . . . . . . . . . » 561 Montani ingegnere Tommaso. - La via d 'Annibale da!la Spagua al T rasimeno . . . . . . . . . . . . . . . » 2089 Mori Attilio. - Sguardo sullo stato attuale della cartografia militare nei . val'i Stati d'Europa . Pag. 61 e 2'7G N. N. - Sulle avano-uardie . >> 25 O Nasi Luig·i; capitano 1° bersaglieri. dif'es~ dell~ i~lp; c~l con . corso dei bersaglieri . . . . ,, 941 Nàsi Luigi, ca1>itano 1° bersaglieri. - Contro una ten denza . » 1602 Pappalardo V, Z., tenente d'artiglieria 12° regg imento da campagna. - L'artiglieria da campagna nelle pianure fortemente cùperte . . • . 19H Patrocollo Vincenzo, capitano d'artigli~ri;, ~ La par~la. d'~n;re · de: gli ufficiali prigionieri di guerra. . . » 1155
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