ANNO
XLVII
RIVISTA MILITARE ITALIANA
DISP ENSA
IV. - 16 APRILE 1902
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Lotta delle razze del Gum111ow icz, - Studio critico di N. Marselli (i nedito). - In memoria. - L. AMADAsr, co lonnello Pag. Fuoco mia·ato , - c. L . LADERCHI • Ginnastica militare. C::ompll;.;nie ciclisti. -
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Gorno REGAZZI, capitano comandante della compagnia ciclisti del 3° reggimento bersaglieri 60i Il ce1•vo volante ai fo1•ti •li sbaa·ramènto . - ALESSANDRO M,u,co~ATI, maggiore 8° reggimento artiglieria , · 62!
Il nuovo regolamento d'esercizi 1•e1· lll; fantea·ia frauee11e. - A.
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Antonio Gandolli - Conte Egidio Osio -
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l'ti icola lleusch .
s ioni. - ·CARLO C:oaT1cr<:LL1, maggior generale comandante della brigata Pavia - Manuale di organica mili tare. 8sei·citi italiano, germanico, austro-
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Gènéral PIER·
Les méthodes de guerre actuelles et vers la :in du xix• siècla,
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Il• édi lion, tome seco nd (I« et Il• partieJ. - Moderne cavalleria. Bine Studie von WA1.TP:11 ACfllL LES KunN . (Cav<illeria ·m odern<i. Uno studio) ,
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Rassegna 1uilitare estera : Notizie: Austr ia-Ungher ia: Sussidio ai richiamati dell'esercito au.stro-ungarico J)ri-vi di mezzi di fortuna . Corea: Forze armate Francia: Riduzione della (erma sotto le anni Progetto di legge che 1nodi{ì.cli t'articolo della tegae 14 aprii.e ill82 riguai·dante la nomina at . grndo di caporale - 1!/anovre autwnnali - ,lfanovi·e coi quadri e viaggi di s'tato ·maggiore - Esami d ' ainmi,sione per La scuota superioi·e di guerra - Batterie montate - Di(esa di l1ise1·ta Giappone: Grandi manovre nel 1901 - Batterie di niit1·agtiatrici presso le divisioni di {anterici . Russia: Relazione S'ltllO stato sanitario dell'esercito russo du1·ante l'anno 189C - Gli areostati presso la mai;ina da guerra - Spedizione scienti/ìca iU esplorazione nelle parti centrali del/' Asia - Q'ltestione àetl<i ,llcmciuria • Svezia : Forze, deU.'esercito suedese
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RÌl'i8ta dei !)(Yric>llici :
Rivista mar1tti'rna - Ri·vista di cavalle,·ia - 1/e-vue du Ce1·cle mili/aire Journal des Sciences m ititaires - Neue ·m ilitiirische Bliitte1· - ,lfititiirWochenblatt - 1/eiheft Zum il!ilitiir· Wochenblatt
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CASA EDITRICE LIBRARIA
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VOGJ!ERA -
N. MARSELLI
(INEDITO)
PROPRi il:TÀ LETTERARIA,
IN MEM ORI.A
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l'tiote bihlio;.;rafiche (B. D.) : LEOPOLDO PULLÈ - .Patria - Esercito - Re . ,!femorie e -note. Con oltre 200 inci-
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CRI'!'ICO DI
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Il nuovo rc~olamento di C!ICl•cizi 1>er le trt1Jl}>e a Jliedi dell' esea•Cil,O a,.,.t,·o-ungarieo . - SANTANGt:LO F1n,1cE, capitano di fanteria. (Continuazione) .
ungarico, fr{l;ncese, 1·usso: svizzero./ Seconda edizioiie. -
S·rumo
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maggiore di stato maggiore .
LOTTA DELLE :RAZZE DEL GUMPLOWICZ
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-Ap1H111ti e eou,.iderazioni sui prelimioal'i della guerra franco;;ermanic<l. - A,.ut>RTO CAVACtOGC Ht, tenente colonneJ!o di s tato m,1ggiore.
- (Continuazione)
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S'!'ELLA
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Nel t erzo anniversario della morte di Nicola Marselli, più intensa nel dolore e nell'amo.re si r ievoca in mo Ja S.ua santa meJ'.noria; e con affetto di figl io, riconoscenza. di soldato 1·ivolgo a ll'·anim,t Su a r iverente sa.luto. Non è con elogio commemorativo che intendo a Lui el,e vare il tributo del m io cu<Yre. Ben altri scrissero e parlarono éli lui, che uo11 l' in g.,.gno, co'1 lavoro, ool carattere ha Jasciat-0 ovunque traccia indelebile dt p.at J' iottismo, d'am.ore p er l'.csercito, cli clevO¾ione al Re. Le sue opo1,e, prodotto cli una. mente elevata. o di studi pro.fondi, lo proclamano fra. i più eminenti t rattatisti contemporanei cli cose mflital'i, ·concorrono potentemente a man~cnere aJta la. fama. dell'ingegno del soldato l tal iano, ed a. sempre }Jiù sviluppare, nel nostro perseve- · rante hworo·, queNe forze di mente e éli cnore necessa,rie per apparecchiarci alla grande ·prova. della. guei'l·a moderna. · Nel mentre sa,rebbe superfluo ricorcla,re le ope)'e d i Lui già pubblicate, perchè note a tutti gli studiosi, ritengo inveee mio dovere da,r 1•ita. a' Suoi sorit-ti inedit i, uno dei qua,li è i l pregievole studio c,·it ico sulla Lottci cle/.le razze del Guruplowicz, che oggi affido a lla Rùvista. Milìfore. E qtrn.nto prima verrà pure pubblicato il volu me ined ito ehe completa l'opera. magistrale e prediletta del Marselli La scfonza cleUa stari.a., per ila o,1rnlo si elevò la fama élella Sua vasta mente. Questo volume che il Marselli intitola Legg·i stor·iche dell'inc'i·v•ili1ne11to è un libro che inna.lza. l'animo al culto della verità e della . saipionza e che bri:llerà di luce propria inestinguiçile nel movimento ascensiona.le scientifico-letter ario è starà i, testimoniare la JJOderos ità del gen io dell'illustre Estinto. Come n alle pa,rti già ·p ubblicat e di quest'opera Egli ha climostrnto l'elevarsi elci pensieto .al uortc~tto. scientifico deHa. storia, producendos i in tal modo gra.nde progresso della scienza. storica presso tutti i popoli, ha studiate 1e r elav.ioni fnt la. natura e la· storia dell' umanità, ha trattate le quistioni inerenti all'origine deJ.l'uomo, alle razv.e, a.Ile li~n
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gue, ha ,p osto in eviclen:r.a le relazioni tra la natu,ra e la civiltà considerata. ne' suoi elementi e nelle sue leggi, a. fine di conosce,r e i f'attori che operano s ulla coltura e sull'azione deH'uomo, così in quest'ulti1.na pa.rte e~pone lo ·svolgimento storico dell'umanità e fa uno splendido nasstmto ra,O'i onato di storia univers ale. . Se il :uovo libro vairrà a conferma.re la profonù ità del filosofo, la. potenza dello storico, l'elegan:r..a dello scritto1·e, vogl io oggi, t r iste anniversa,rio, dimostrai-e con un caro ed intimo clocumento, non dei,t1nato alla pubblicità, quale fosse J'nomo. E' nna -lettera scrit ta. · il 25 giugno 1859, giomo onomastico della Sua. fida.nzata., che fu poi la, e.ar a compagna. della Sua vita, alla qnale dedicò nna delle sue p r ime ÒpEire, .La rag·io•11;e deUci r1n~sicci 1noclernci, con queste mirabili. parole :
«· Odia i p repotenti.
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essa mi dà l'occasione di farti un clono. « Il c1o:no è questa ,letterina la qua.le conserverai p er .mio l'icordo. « L'anello io ti regalai per :ipp.a,gare g)i occhi del volgo che _ci circe ·conda, .ma non credetti punto cli averti fatto un presente degno « del tuo cuore nobilissimo. · « 'J'utt-0 'l'oro clel mondo è polvere vile al pa.r.agone, di una .soJa. delle « tue virtù. <( I l clt<:mo par~ alla t u.a virtù è i.l consiglio di un uomo gen,e roso, che <( ti ama più di tutti, e che ti ha preceduto neHa scuola della sventurit « e nell'esperie:n za deTia vita. <( Ascoltalo con atten¼ ione. « .A.m~1, l'Umanità pi.ù ,di te st.cssa, di me, della tua Fa.miglia., della « tua P atria.. 'ru, io,, la Famiglia., la Patria, siam parte clelJ'Umàà1ità, e< la. qua.le è il 'l'otto, e questo va.le più c1i quella. « Poni .sempre la Ragione e la. Giusti½ia a.J ,di. sopra <li qualunq'Ue
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«. tura..
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,, La tua. vera ReligiQne sia la. Morale. Una. bella. azione ha un valo·r e infinito e divino, dove ohe le su-perstizioni non sono altro ohe la Morale a,pparente e artificiale dei furb1 e dei dappoco.
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« Ris1)etta non le classi, nè i gradi, ma le virtù dehl' an imo. Un onesto e povero cittadino vaJ pii:1 di tutti i grandi della t e1T:a.
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« Il tuo confessore sia Icldio o la t ua coscienza. I tuo i sant i sieno gl'i Uomini grandi dell'U!11ani tà.
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« tun.que ciò sia un'inutile vanità.. , « Io voglio anche seguire questa volta s iffatta costumanza, porche cc
.
« 'l'u sarai tm essere sublime sé sapra.i insieme od iare e compatire « ( malva,gi. Odia. i'l male che essi ,commettono, ma compati~ci pure « gl i nmnini che in g ran p.arte il commettono per una fatalità di na-
Oggi è il giomo del tuo 11omo.
« Gli uomini ancora. us11no festeggiare i giorni onomastici, quan-
cc N on ti spaventare di odiare i_ma.l vagi, perchè chi ama fortemen te, odia pure fortemente . Il perdono è bello, ma esercitato su' pentiti. /
« A te. Oiigliel;miria Walter, a te che i'i1bclefi:rvito clella melod,i a 111,1,
raffiguri. ».
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LOTTA DELLE RAZZI~ DEL GUMPl,OWICZ
LOTTA DF-LLE UAZ7.E l>EL OUMPLOWICZ
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La legge suprnma della Politica. s ia. per te questa: I popoli hiin
« dritto di eleggere il loro gov.erno, perchè ciascuno deve fare amm i« nistrare i suoi inteTessi da chi gli sembrn, più acconcio. ·
« Oggi che l'Italia combatte per una cau.~a giusta, santa, i~ tuo « cuore abbia un palpito per Lei, o des.ideri la libe razione d.i qu e&ta cc
generosa, grande,, ma infelice Nazione. « L' onore del tuo SJ?OSo ti sia ca1:o come i l t uo proprio onore. « Ad<l io. Porta. sempre nei t uo cuor e qu este massime o l'amore del
tuo N. Ma,rseJli. » • '!'a.le fu l'uomo. E)gli ebibe il cuore grande come la mente ; e CUOl'e e mente ebbero per ideale il do'Cere. L.
A'l.!ADASI. colonneUo
« affezione del -tuo ,cuore. U n'azione ingiusta. è sempre tale, e non cli(< venta giusta, sol J>.erohè sia commessa cla, un essere che tu ami .. Dirò «meglio: non a vere alcuna affezione che non sia ragionevole e grnst.a. « Il tuo cuore va.da, sempre in a rmonia con 1a t u a mento.
« Il tuo cuor,e abbia palpiti solo per gli oppressi, p er le vittime, pei « poveri, pel 11opolo.
Il G.u mplowicz, .nel suo importante libro sulla, Lotta clell.e razze, cr~de aver t.rova.to il domini.o speciale in cui ia. scienza della storia a,fferma la propria incliv.iclualità e la differenzia da quella delle scienze naturali . Giovft fonnarsi a.cl esaminare . questo ed altri punl,i di vista del menzionato scrittore, non
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LOTT A D IH,LE RA&Z !': D E L GU~1PLOW IC7.
LOT'f A Ul~LLE RAZZE ]) E L (JUMPLOW l CZ
fosse altro per Lrar110 occasi on e a cl_1.ùwire. maggiormente al.ermo jclee fondamental i del su o volume. Il Gum.plowicz mo,·e dal concetto scientifico della storia. L'essere qu esta un'ar te non gli fa discon oscere che il suo e;cmtenuto è materia, da scien za, come accacle a, certi leUe;r-a,ti, destituiti in pari tempo cl i. v0ro sen so storico e di seri.a ed tlca.1/,ione scien tifica . Distrutta l'illu sione clel vo·lere arbitrariò dell'u omo, U qua.le è deter minato ne' snoi atti clall.'a.mbiente del gmppo o aggrega.to sociale, da cui è i nseparàbile nella storia, e deter1ni.rrnto porsino qu a.ndo si pons. in confliUo col I' ambien re sociale che a ci ò lo stirn.ol a ; osservato i l regolare svolgimento di corti fenomen i. sociali e il ripete:i"si costante di. essi in con dizioni simili, l a storia dello socistà urna.ne :non può sfugg irà al clorni nio della sc:ien1,a,, corno non i.sfuggon o i processi siclerici, e;himici, vegetali , an ima.li. Degrada l 'uomo chi nn fa un impossibile essere ex-1.ege, il. peggior matto dilla erea1/.ione f 1Vfa lo sv iJ nppo, deJl 'nman ità ò un processo naturnle-sociale di una s1,ec-ie pr.1,rticola,re, sebbene ù.ello stesso gcne,r e dei rimanen ti pr ocess i naturali : è un processo natura]e .in un cflmpo s1wciale. Sin qui cfr tl'o via.mo sul medesimo terremo del° Gnmplowicz, c-.110 a n oi. pare davvero sc;ientiH co. Nella determinazion e di qu esto campo chiuso, si pnò valu ta.r Jneglio il pensiero cli lu i e gi 1Ld icare se r ispon de all'oggetto. Neil processo socùi:!0 si r iscontra, come negli altri, l a es isten za di elementi ete1'0genei (gruppi etnici) e della loro recizn·oca, rizione; la quale, però, ha, un a form ula spoéi a.le; che per h Li. è questa : « Ogn i elemen to etnico o soeialo potente cerca .di fa r ser« vire ai propri scopi qu ah mque eJemen to debole si trovi « o pen etri nel suo r aggio cl'aziono » . Di. qui fa caccia delle tribù forti c;on tro le deboli , l a, qu afo finisce o col pasto can n ibalico o co lla. sch iavitù o coll a, servi tù, · e solo se la, differenza cli forza n on è grande metre, capo all'alleanza. O stermin are o soggiogare o allears,i , ecco la regge dell'incon tro fra i diversi gr uppi etnici 1 dalle selva,gge rrih ù alle 0
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11 azio11 i p iù civili : la guerra è un. fatto natur ale, inevitabile, indistn.ttti bile. E ' q uesto il concetto fon damei1ta.le che al Gump l. ow.icz -~ servo pel' sp iegarsi la forma.7, ione degli Sta.ti, l a divisione o la, lot!,a de lle cl assi, la sforia, delle varie civ iltà.. La fa rniglia, com'è noto, è jJ pr.irn it.ivo gruppo otuico, e h t tribù, ri un ion e di pi1'.t- famigl ie, che so,1.0 · o si credono u scite da un medesimo stipite, è iJ primo g ruppo avente giit carattore, un q ual che car aUere soci a.le. IDssa, infa tti, olt.re a' membri delle fam:iglie, più o mono nurneros.i, h a servi o sehiav.i, che insieme con. quelli possono fare ascendere la t1·ibù a più cenf;in aia e a lle voU.e a poche migliaia cli a.n imo. Siffatto stato di schiav itù deriva, da a.nteriori confliLèi soci a.l i, .in conseguen za clo' qu ali i prig ionieri d i guerra, sono trasformat i in schia.v i e questi allargano maggior.men te la cerchia fa migliare della t,,:ìbù. Cosl siamo coUa tribù di g ià en t,rati n ella legge di / en ·o del clom,inio m,eclia,nte la, /orza,. Derivan ti da s Upiti cli.versi. le e-te·l'ogenee tribù )ottano ferocemente per scliiacciarsi o si col'legano contro un ni3mico . co~1une, ~ernpre per assicura.re, dominando, l 'esisten za propna. Tah .leghe fra tribù di pari pote1rna costituiscon o for~ mazion i più complesse e dànno origine a Sl;ati, i quali na: sco.n o a-ltresì median te l a sovrapposizion e di grupp i etnici., ch e erano eterogenei, o che n ell'uni tà dello S tato coesiston o senza fon der si e clisparire. L e caste, l e <.l i.assi , lo professioni. n on sono aclunqu e, pel Gumplowic~, che ered iUt della conquisf,a stran iera. Gl i aristocratici sono- i r ap presentanti della ra.zza dominat:r.ice i contad.ini <lei conquistati, i mercanti borghesi son o un p~·o-· cloUo degl i S?ambi eornrnerc.ia.Ii, mediante i quali non pu re i 0.itladin i cli un paese si t.ra;spor tano a.ll 'este.ro, ma anche gli si.ran iol'i si trnpia,ntano in c1uevo. Onde .i popoJ.i che pa..iono più omogenei sono un prodotto di elementi etn ici eterogen ei. Il potere pol i.tico, ispira.lo in fon do dall'idea d i domin a.zione, organ izza lo Stato come una piramide· soc.i a.le. colla min oranza al. vertice e l a, maggioranza per base, ed inco,
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LOTTA O.E LLE RA ZZE DEl, GUll PLOWICZ
LOTTA DELLE RAZZE Ot.,;L OUMPI.OWICZ
mincia il lavoro del processo di amalgama, che fa camminare le formazioni eterogenee ven;o nno stato di maggiore omogeneità. Alcm1e d~ffcrenze si atte11ua.no. altre spa1riscono, come quelle ti i lingua e di religione, c.he o i conqui:;rati o i conq uistato l'i abbandonauo; ma pe rsiste più di ogni altra la differenza fra le classi, massime quella fra contadini e nobili e borghesi, perchè il conflitto deg l'interess i econo:ro 1c L fa loro srntire, più dc>llo stesso sa,ngue, che non sono figli cli un medesimo progenitore. Un. p l'ocesso stor.ieo identico, fondalo s u.J l'i llea di .dominazione e però SLLlla, gurn.-a, e, in pace, sulla. se1ù.plice lotta, prima_sottopone i gruppi soc.iali e poi li amalgama in unità s in genetich e sempre p-iì.l va.sto : popoli, n a,zioni, ra.zze. Più cho l'unità, cli origine, è l'unità storica che amalgama siffatti c1ggruppamenti, mediante l'ailionc dei seg1tcnti fat!ori : lingua, re'lig iorie, sa11gue, interessi. Omlo /,'essenzci della storia wiirersale è la formazione di razze omogenee da grir]Jpi eterogenei, aventi origine poligenetica,: la storia, per tanto, 1n1;,,i che rappresontarc uii proee<:;t;o cli differenziazione, come molti pensano, un passaro dall'omogeneo all'eterogeneo, co mpie 1rn lavoro opposto : gruppi e~nici eterogenei vengono prima sotiopos!i coll a forza l'uilo a.Jl'a.ltro, e poi ·un,iticati con un laYoro <.li assimilazio110. La, g u.crra fra i gruppi etn iei, elevata a potenza massima tlal Gtmtplowic11, è una, leggo vera e.lolla ti1oria, ma, oltre che non è una nuova scoperta,, non ò una legge speciale alle sociefa umane e non può costituire il campo chiuso del n ostro torneo storico. Essa è così comnne c1,llo società degli animali, che cla queste ò sbito tra.tto i I vecchio e vo)garc adagio, che riassumo tu tta l'opera tlel Gumplowic11, cioè : il pesce grosso mangia quello piccino. .L'au tore, per stabci.liro lo stoccato del torneo o del macello umano, s i è visto cost,re[lo persino a negare che gli animali siano incapaci di dominazione : il cho è semplicemenLo a,ssurdo. L'idea della, dominazione e il fatto della guerra, che ne è inseparabi'le, sono bensì strumenti del progresso civile, ma
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non sono lH, earatteristiea prnpria, della, storia urna.na; a nzi il contra-ss0gno piìL alto della umanità i:;i troYa 11clla, sempre piì.1 Ja,rgft sostituzione delle~ r agione al la for2m hrnLale. J>er una scienza, della storia, che abbi a per conternd,o l e leggi di sviluppo dell'inoiv-ilimento, il re>gno umano consiste nell o fasi stor iche dello Stato, de-li.a eoltu. ra, del Ia, incluskia, qu0ste tre forze integranti de]l'inc.ivilime11to. In esse e nella legge di loro corrolazione campeggia quella idea progressiva,, in cui s'impernia l a prinoipal difforonza fra la Natura esl0riore e lTroani!à civile. · Non già che la JJatura t1on sia progressiva, cioè che l'evoluzione non appar tenga altre-sì a' 1:egni min erali, vegc!ali, ani mal i; ma è certo che l'ernluzione puxamenle naturale ~i ferma pr.i ma, chò ht natura si l'ipete pi1'1 che non facc ia l'uma nità., il cui prngresso va piL1 lontano ed ò più indeli- · nita no' campi del pensiero e e.Iolla. v.ita. Parimente non è gi.\ che u n gruppo a itim nlc sia affatto sfornito d i qualsiasi forma poLtica, d i cogn izioni acqu.iisite coll'osperjenza, cli rapporti cl ieia.mo pure commerciali; ma tutto ciò è così lim i tal,0 e ruc.limentalo da fa.r risaltare nell o sviluppo in defi nito di quei rudimenti il cara.tlere peculiare doll'umanità. IL Oumplo\vicz, porò, non credo al progrnsso, e, strano a dirsi, non CJ'El(le n eanche nJ regresso : a. chi. cro<lo dunque ? La legge di dominazione è iroppo poca cosa, i11 verità, e non esclude il progresso; i 11 quan lo contiene una, parte della leggo di ovohnion e, cioè i I camm ino d01l'eterogcnco ~crso l'omogeneo, del vario Yerso l'unione. S l, a beno che nella storia, reale nè il progresso ,nè il regresso vivono da sol,i; spesso si susseguono, si a Hcrna.no, o mentre una forza civile si eleva, raltra discende-, onde la vi ta delle n azioni ò pi eria _cl i tenebrn, di di,sill.nsion i, d,i sconforl i; ma di sopra a codesta apparente confusione, al succedersi di Juce e cli ecclissi la mente scientifica scopro 1.µ1a se1i e eornpost.a di term ini sempre più Jiieni di libertà poli tica, çli tolleranza, di emancipazione delle classi soggette, cli afferma½ione della ragiono. . E' necessarjo tra.t· fuori dalla confusione e connettere tali termini con un pensiero scientifico, ma ossi esislono nolla
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LOTT A D).;LL, E RA ZZE UEL Gl!MP LOWll:Z
LOTTA DEL !,~; RAZZE D l!:L OU ll!PLOW! C)',
rea:Lità, o co l.l a loro union e in una lègge formano il pi l'.Lgrande Ycr o e l fl, più bell a co11solazio11(' della sloria. Questa sarebbe I roppo miserando spettacolo se non fosse a Lt.ro che il p.rocloLfo del so nl i1lo egoismo. della lotta d i razze, animato sol l,a.nto chtll'interessn e <1,t ll'odio. Se la, scionza storica dove.sse con dur re a nega re l'es isicnza di ogn i sentimento allruistico, di ogn i ideale indip('ll<lente dall'utilitarismo ciel lo sf m ttafor<>, sareùhe megli o ucriclerla sul nascere. Vera. 11011 ò so I!.a1Lto, l a l ol.!,a fnt i g rupp Letnici eterogenei, ma, anche i I J)!'Ocesxo sçcondo cni tale loU a si esplica, cioì1 prima mediante la guerra fra elemon1 i Pstranei, poscùt median te ht :-oltomi,-sione o l a C\111 Icdcr az ione dei g rnppi, in fine coll'assi mil nz ione rnccliante l'ornogenoitict dcl l~t ILngua., e, della religione, gl 'incroC' i sessuali delle élassi, ia g ratl uale diminuzione delle dissonanze fra i loro _intcrC'ssi; ini;omma mediante un 1Jrocesso <'he fa pa::;sttre gli aggrega.Li socia li ù.alla eterogen cit,à alla ornogcne.ifo (·ivjle. Il grande uffizio storico dello monarchie rn ilitari, \la quelle oriental i degl i Assiri, de' )(edi, dei P ersiani a quelle moderne di l)iemot1te e cli Pru::ls i,i, sta: anch'esso in qu esio processo cl1i riuu ion e dogli oleme11 t·, i più o mono eteroge;uei in tm lutto più o meno omogeneo. in un tulLo (']1e prende o Ja forma nazionale' dell'Unità. come l'ltalia, o In forma pur naz ion ale ma .meno fu sa doll'Impr 1·0 federalo, come Ja Germania, o anche quel la d i 111m foi':-m!.a o ar biiiciosa giuRLa posizione di razze eterogenee, come l' impero èlllslro-uugarico-italoslavo-!edcsco. Se n on r.he il prnC'esso anz i tl.elto è tlal Cuniplowicz osserv ato in modo esagera.Lo cd e,;cl us ivo.' .Anche ammesso che le da::;si cli una Kazioue e i loro conflitti sieno un risulta! o delhl C'Onq uista fra g ruppi etnici eterogenei, ll tHl ò necessario e.sngera r-e queslo fatto sint) a genera.lizzado, a veclorlo sempre e ovu nque. Si direhbe cho j[ professore dell'università cli Oratz sia inconsapevolmente indotto ad esagerare la composizione eterogenea de.Jls nazioni piLL omogeneo pc!' r ispon dere a coloro che si adoperano ad abb.assaro il liveJ lo etnico dell'impero
d'Austria col rinfacciargli cli con tinuo ùh c è il risu Ltato dc.l la forzata, un-i. one cl i r azze clivcrse. E l'aLL!;ore esa,gera a seo-no il far lo della (\terogeneità et1ùca. nella storia da veLle:la persi110 nella genesi delle Yarie professioni. Ques~c ~e t.1ibbi amo v islo nella stori a e tuU o<lì le vediamo procfoL-Sl tl 1mtnzi agi i occhi n osi,r,i medi an te i I processo di differenziazion<', di di,·isione <lel hworo nrl seno di una medesima classe, di un medesimo popolo. :Ma gli o appunto tocle·lo 1Jror·esso, eli o è un' al.b·a faccia. della r~altò. storica , tma conseguenz,t clc,lJ a molti plicazi ono clrgl i uffi.zi tl erivaHl.i tlall'i1rcrescimenlo della civiltà, gli r appunto il ·movimenlo di . passaggio dall'omogeneo all'eterogeneo che al Gumplowicz ·i11 Lcrnmente sfugge. A questo e1-eore, !.'autore è tratto clalb idea, a nch'essa esagerata e graLu ita, ch'egli st fa dell'or idell'umanità. Cerio non è necessario amoaine l)OliO'enc-tica o rnei,Lore ch e rntta l'umtt,nità derivi da, tm solo stipite, andato r amifi.canclosi o differenzi a,n.dosi : la t.ra.sfor:m a.z ione ti i un a spec.ie inferiore in una SLLpc-i·iiore h a potu io accadere ov11 nqu e quella spccio YiYern in condizioni appropriate a farorire quel.la tras/ornwzione. 'ra.li rcgion L hann o potlLl;o essero o una o più , e l'a:rnmotterne più rende megli o spiegab ili i problern i i neren ti alle Y,u-ielà dello ra-zze umane. Ma l'amore non si appaga cli guesta prudenza scien Li fica : egli ~pinge la poi igenosi della uman ità sino u popol ar .l a terra, ù-i. gru pp i 0tnici nn.merosi quanto le mosche ; oml'<' costretto c1 part.ire da ll'assoluto regno dell'eterogcueo, preistorico e storico, e a non Yedere nella sto ria ch e la crescen Le cfoninuziono cli. qu el reg no. Or noi <',J'etlia.mo ch e ammettere il processo cli a.ma,lga,mn, per seemp io, negli Sta-ti ellenico, lat,ino, germanico, slavo non implich i punto la necessità cl,i escludere che tali popoli diversi sieno (l'crivati da t1n corn 11ne sttpitc, cioè che vi sia st.alo un processo di diJTerenzia,zi one del l'omogeneo oltre a,· quello di inicgrazione tlell 'oterogcneo. Come si può negarlo? 'Per riusc irvi il Gumplowicz dovrebbe demolire con prove Lutte le acquisit e cogn iz,ioni che a,l,l.estano l' unità d'orig ine della gran clc famiglia a,t i an a .
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LOTTA O ~ LLE RAZZE DEL OUMPLOWICll
Il vero ò che la titor i a umana, move chill'omogen ro, passa por l'etrrogenro r. s i .n vvia cl i 11 novo aU'omogenM, non primitivo ma riccamente.• civile. o che quesle fasi non pure si sC'guono m~i anche coesistono : or prevale un dato movimento, or prev a le l'altro, seJJ:t.a cl1e ma i sos tin o e oossino i nter amente dal l oro 1avor io. E, prima d i tulio. la effiore.c;cenza pr0istorica. d<'' g ruppi <'lnici otcrogonci com'è avvenuta? Son nat i rssi come fungh i ? O non sono. p iu{;tosto 11n r isul tato dol processo di va l'iabilità rli uno o pochi stipit i più vi cin i fra, lor o che non s ien o i lc~ro der ivnti? X egar quesio è un chiudersi l a porta por g iungere a comprendrre l'evo lu7,ione di !Ltl.tt g li esseri del mo ndo organ ico e d i l,utti i [) l'i miliivi. aggregati del mondo sociale. Nè basta . I n questo mondo socia.le i gruppi éln ici. che hmmo l a fo rm a della I ribù, pe r diversi cho sien o, sono assai piL1 omogonoi fra lor o cl.Je non s ion o i popo li che escono d arla lor o u nione med ia nte il clc,,critto j)l'Ocesso, 011er an tc roo·l'is tr ub menti della guerra o della ci,·illà. E non pot.rebb"essere diversamente. L a vii,H, patria-reale clella tribt'.t ò così semplice che non può dar l uogo a sosl,anzial i difforenze : alc11 ne tribù mangeranno ca.r ne u 111 ana ed altre carn e di por co, qu ale ved rà l'ig11oi,a causa sotto le forme cli tm sasso e quale di un cane ; m a, i n fondo, t utti fw.rnnno tma orgnnizzazionr sociale sì mùformc e pover a, da, farla conside.rnre come la mon era della storia. J,e così delle bande umane l10n sono molto dissimili dalle truppe d i a n imali , e più che il regno clell.'ete.rogeneo :rappresentano quello del m u.ltiplo. E ' lo svil uppo c-ivHo quello che moltipl ica, le diffcrmze e crea le individualità nazionali, incomparabilmente pi i't eterogenee cito non le ba.11de, um anP. Non s i nega con ciò Ja <liversi tà, che fuvv i, per esempio, [1·.a gl 'immigranti di Asia in E gitto e le tribù camiticho africane colle quali si mescolarono; ma s i affer ma che la civiltà egizia prodotta da tale miscela :fu più d.iv.ersa da quello asia.tiche che non le tribù lo qua.li servirono a costituirla.
LOTTA D EI. I.I-: RAZZ8 DEL OUMPLOWICZ
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Onde l a Yila, istorica si disegna col passare da elementi
più omogenei HLl elernent,i pitì ete rogenei, d .,Jle tribù pre-istori r he agli ,'tat i civili e storici. Nel seno di · questi abbiamo riconosciuto tx>r wro il processo di ass imil a.z ione, ma esso noli ù scompagnato, por non dire c ho è dominato, d al processo di differenzi m~ione, necessaria causa e conseguenza dcJJo sv ilu ppo· civile. Se , r.i ha C'osa d i mostrata nella storia, e che costituisce i I contr assrgno _snl iC'llte della civiltà, è Jn, crescente moltiJJlicazione del i(, ouc11pct,.,ion,i, l a crescente specializzazione del l avoro, la sempre pit't ri cca- varietà cli produzioni industriali e ideali . Ja sempre maggiore com plessità dcilla macchi na, politica o amministrati,,a C'be ve rifi casi nel ror:,;o dellft. storia da che s i fon<lm:ono i prinù Stat i i11 sino a noi. La storia &i ò s inor a s i ffaHamenle rivelata come il domin io dC'll'<'terogeneo, che ancora oggi nori- si parla che d i lolla ù i rn,z ze, n el lo rnla.zioni i1 d.ern az iom1Ji, e l a LoUè1 di classe i11 quelle na7, io11ali. E ' mestieri scrutare il la Yorìo segreto cli assimilazione e spingere lo sgua rdo i11 1m lon ta,no avvenire per veder bril lare la luce della vittori a del processo di assim ila,zion o s u quello di di ffC'r cnzia.zione. [n quel tempo a Yvcni re, senza che cessi quesfo processo. ò da sperare C' he l a civilt à ri~scii in gr an p a r te a fare quello che s inora, h a fa tto la guorra, cioè ad a.vv,ici1J aro le nazion i e lo classi, per amalgamarlo in agglomerazioni più vastr, p iù pacifiche, meno altrnist.iclie. La stori a. n questo modo, cho movo d a una preistorica in cui domin ano grnppi più omogern~i, e s i svolge a I rnver so secol.i in cui i diversi Sk1,ti e le diverso classi si r-0:;t,ituiscono e cozza no, può aspi rare ad entrare in una. fa ~e d i rclazio11i meno dissonanti, in u na fa se nella quale J\mi l à, uma na s i affe rmi, sen7,n, di struggerl a, sull a varietà delle nazioni, delle classi, dell e professioni . In fondo ad essa tr ovi amo sempre la medesima, legge, la gradua.le e,·oluziono ; in, fondo a questa, scopriamo sempre il contompora1100 lavoro di assimilazione e diffe ron,;1,iazione ; m a, appunto perchò è ovolu zioue, veclia,mo segt1ire i I passa.ggio da
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LOTTA DELl,E RAZZE O!;L GOMPLOWICZ
for me pi ù omogr11 ce e sen ip lici, a forme p iù ricch e p 1Hu Yane, per indiri½zars~ al coortlinamento di queste, all'unità clol vario. l~cco la si ella pol,ue del la u maniià ! Non la s ignoria della forza bnrt,ale, 11ò quella di un liYellamento cho la 1:icondur1·<·l>h0 itl lLLprima fase del. suo sv il uppo, a lla fase d 1e_precede la ciYiltii, che precede la gene.:,i dello StaLo, della coltura, dell'industria. J__,'incivilimenLo 11011 può nascere e vivero 8CllZt:L le differe11xe cli occupazioni, di classi, di professioni; ma esso non ·pnù raggi li ngere la su a mern., <.: hc è al. polo opposto llelle SIIC origì,11i , sen za aLtcnwire tali clifforon,1e e coonlinarlc nell'unità degli sfon~i e dell'amore.
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FUOCO ~1IRArro
Ccrc hrrò cli cliinoi-;[rnre cJ10 non è troppo (l iffì eilo il eiclu rre alla pit'.t semplice· espressionr il fuoco della fantt'l'ia, e clic n oi pOsf<iamo t.rovaro JJei regolamenti e n e llo abitucl iui noi-rre la via nprrt.a a Lnlo ridnzim ie. ·eh<' la cosa sia clesidernl.a da molti non lh) bisogno di clirc· con t.r0p pe pa,r()[c. P er t·,ilaJ:o solo degli. scriUi vennt.i da poC'o tempo a mia · conosr.(>11za, nomi r1erò quel li del tC'nenl.e generale Parra.,-icino, del rapitano Cascino. Lici capirnn() -Pen1w lla., dC1I tcnenl,o Chierk.oni ( 1); pl'lr pol!:' r din, che tl•<·nici e pratici, 11ffi cic1 li di Plil e di passato 111011:o differen Lr, pur C<Hicordano 1wl far voti per e;hò le 11onne prr la escruziono dr i fuoch i ven gan o sonip:lific.alo. rYcncra,lmc11 te mm C'erta tl'ndonza a I n Iutti 1iN·ò yeo-<10 Ol:> O criti ca.re i I nost,ro H,egola:mento cl'e;.;el'ci.z i pi Ll cli <[11muo t%.;o non mr-riti : a predin· l a ntrn lontana. n eeri-;sità di una. , ..ir oluzione. anzi chè di una nat11rale eroluzione, come pare a 111p. E la rLvolu¼ione v01TQbbe tlire : - 'Ano ad ora sittmo st.a,li retrogradi, aUaccati a vrcc;hie iradìzion i. cod in i; bisogna rifar tntt.o da capo. La. CYoluzione nwl dire inYeco : fino ad ora. abl.J1n,mo Cfl,mmin ato con 1m ragionevole progresso : bisogna. continua.re, solo J)<'l'Chè qunll(lo si cessi d i progredire si corni11 cia ad a.nclare i11d ie,tro. E que;-;co è, senza clubbio, più confor ta.nte. (t) Tenente gnncrale noll. G. P An·11A v1c 1No. /! tirn cottettiv!I di fucileria e l '1mna 111ento Mod. 189 1 • Milano, t90t. A NTONIO sc1NO, capitano d'art iglieria. La celerila di· tit·o t il muni:;;i on amenlo delta (a11te-ria - Modena, ·1699. _ G1t1SEPP~: Pl!N~F. 1.1.A, capitano di stato maggio ro. Slucl io co mpara/Iv o fra i Tegnla·menti di esercizi per l!i fante,·iti · Ro ma, gen naio, l902. G. B. C 111ER1 CON1, tenente lii fanlcria. P,wco 111,turale · Ruma, 1901.
c..
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Sta cli fatto che i I nostro Regolamento cl'i esm·r:izi sa.nc.iscel'u so cJe.l fuoco a sa,lve; qu el fuoco che socondo i progr essisti plu·o sangue doveva essere abbandonato il giorno della morte cli. J!'ederico Jr, se non prima. Cl1H c1uesta specie cli fnoco abhi a perduto d'importanza in causa della poh·ere senza fumo, è troppo evidente : ma cl1e si faccia un capo d 'accusa perchò subito, Sllbito, appena adot tato lo polveri bianche, non si sia tir a,l.u. una .r.iga su quel modo di sparare, è un 1io· troppo. Inte11:ogate ufficiali seri, che hanno farte campagne, che ham10 studiato od ossen·ato e ne l..roveroto parecchi che vi d iranno q11el che mi diceva., non è molto l'ernpo, un collega : « Se stesse fo me non vorrei « che i soldati spar.assero altro che a salrn; non spareranno « bene, ma spareranno so.lo qua ndo io voglio e quanto io «voglio !». Oh i volesse leggere le stesse ragion i svolte con ampi<'zza e dirò, con modern ità cli concetti, veda quel che ne scrisse il generale Veni11i, del qmtie anc,ora rimpiangiamo la cimm.a ~ura perdita, Jte,I bellissirno opuRco.Jo Regolament'o
n
di esPrtizi per la fanteria considercito sotto l'aspetto tattico (1). E d ia.mo uno sguardo a ciò che si fa all'estero. La Germania, i cui scrittori soJ10 in genere avversi al fuoco a sa.lv<', e lo dichiarano impossihilo anche pei Jorn soldati tanto più Hern.1Y1ai.ici doi .nostri, r,onserva. n,ncora i fuoch i a, sa.lve. Li r.onserva. l' Aus(1iia nel suo nuovfasimo r rgol amento (settembre HJOl); li conser,a la Russia; li conserva e ne fa 1m punto cssen11:i alo la -Fran cia n el stw rego lamento in v igo1·c. Diciarno subito che in. ];'rancia esist.e ora 11n recrolamento in b progoìlo (giugno 1!:JOl) nel quale i fuochi a salve sono aboliti . Sernbrerebbo che i tentativi fatti dai nostri vicini ·per fare dei fuocl1i. a salve come un'abitud·inc tanto cosi.ante d ft non smrntiTsi nel combaltimento, siano fallhi. nla progetti sono sempre progel.ti. (t )
Firenze ! 900.
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FUOCO M1RA'l'O
FUOCO MlllA TU
La Svizzern,, l a, sol n. Sviz:r,era non ha. 1H'opr iamente fuochi a salw. I fuo chi del n•golanwnlo svi7.zf'ro (dicembre ]890) sono due : tul1i e due rispondenti alle specie cli armi e alla qu n li Cò, clol :-;uld ato svizr.ero, abil e tiratore i n.diviclualmenl.c, meno degli . :1ltri escr ci in.lo neH<~manovre collett i,·C\. E siccome da noi, come alrro,·e, si 1cnde a compensare l'abbn, viars i inclL1tt.abi.le delle for me . con le esercil,azioni de l l'.iro a Hc'gno, mi fo111wrò 1111 momento a d imostrarCI il va.l oro dei fuoc11i sviz11:~ri. Com'ò ben noto, il fu etlo svi1,:;.r,ro ha 11n grosso serbatoio che pnò contenere dodici cart11cC'o : il sr,rbatoio però si può tenere chiuso e perciò, sia esso pieno o ,·uoto, si può faro i I t iro .senza, servirsene e sparm1do cartucce introdotte una dopo 'l'a ltra no.Ila ca.mera,. A .sorb a.toio apc:rto' si ha 1a possibilità cli fare il fnoco acceleralo, che il rC'golamenlo chiama fuoco di magazzino, e cost.ituisco l'occezione. La n'gola c'l L11t.t',altra eosa e, cost;il.uisco ltna ve.r~t s pecialità. Posti i solclali a pronti con l'alzo all a. distanza si iniata (per noi fultociò si 011ione con un solo comando « A.l7.o... metri»), il comm1dante de1 plotone comanda : « lJn colpo» ; a ta lo comando cia."c un soldato p tmla C' spar a, sr11za regolar.si su i Yicini, ritira l'anne ed attendo un nuoYo comando. Come si vede \) llll fuoco a salvo net qmtlr. non si pretende la assoJ ui a contempora.noità., ma n el la, qualo un col po per uomo è spnrato ù1 un lempo bro\'issimo sprrialmenre so l 'istruzione dei w1 soJd ::u,i ò uniforme o comr)leta. K anchC' ' se vorrliamo t') . ' fuoco a pausa,, nel quale si sp ar a u na sola. car !.uccia ])C'l' pa.usa . JG' ancora, Yolondo, un flwco n volontà, che crssn non a ppena ciascm1 uomo ha s parato m1 colpo. Ilo èWuto ooeas ione ri i csperirnonta.re, q11osLa. specie cl i fuoC'o ed Ilo trovato anzitutto ohe i.rnl la è piLt facile che cli insegnarlo e cli :farlo eseguire dai soldati : i risultati cl i poligono furon o buonissi111i. Qun.n to all a .1>ossi bili1 ù che nell 'orcrasmo del contlin.tti111< 11 to, c1wsa l'emozione, il frasluono o i comandi meno ben sentiti, questo fuoco degeneri in un fooco a. YOlontà. conbnnato non vedo sia molto da te,mersi. Fra il fu oco a. sa lve<, qua le· noi' l 'in(e11cliamo, (' i l fuoco ::l, volontà, la clif~
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577 mEmt,ari, ta,nto più. è spera.bile che ]a, trupi)a n e faccia una abitudi1~.e ~ ta.nto min ori sa.r anno le prcoc,cnpa,zioni cli chi coma.ndera 11 fuoco . · UnJt so,la specie cli fuoco a volontà ha ~rc.ato cli otten~re il regolamento austria,co, ma, mi pare non v1 sia, tr.oppo felicemen te riu scito: dir;e che chi dirige il fuoco deve con_avvertimen ti farlo diven ire più l ento o più oelen:l, seconc.lo 11 bisogno. Po.r far cos.ì tanto· fa avere speciali coman di, e qui11di speciali generi d i fu oco, bene insegna.ti 0 ben e appresi. Pretendere di muta re oon avvert imenti l a. celeri I~ ~entre si sta spara,n do mi pare assurdo : meglio la pre.scnz10110 n ostra, qua ndo il fuoco degeneri, di farlo cessare, poue l a gente i n ca.Ima o po,i farlo ricomin ci are n el modo proferibile,. E se n on si riuscìrit a fa rlo -cossare ? Sa.r à, un· gu aio ben grosso : ma se L so.1,dati non sen ton o o non vogliono · ,sentire i :fischteUi, le trombo, i cofoand..i, ecc., molto meno sen tframio o eurera.m10 gl i avvertimenti. ' In compJesso il :fooco· t ~ volontà sistema austriac.o mi pa1'e un f11000 unico più d i nome che cli fatto . . . ?fficiali s~ucl:ios i del nostro eserci to hanno fatte provoste pm seducenti : 10 non sono· qui a combattere nia a, v a]er men e por le mie con clns.ioJ1 i. Vi ò chi. h a proposto di fare il. fuoco a carfoatm i : idea bella per un fucile che si ea,r .ioa ordinariarnente a. caficator e com?'lc~o CJLLale <'3 estratto da,l pacchetto. Si vecla, prima cli commc1aro il t iro, quan ti caricatori occol".re sparare, si elica poi . n el c?m~ndo se_.il sol d,a lo deve, sp ararne, uno, due o più . ci:tn cato.n ; nmane mteso ehe, fini ti 'i carica.tori, il fuoco cesserà çla sè. L'idea, conie d issi, è bella, ma gE in conve,nienti s:i vedono pre~to. Converrà proprio proprio spararne sempre alm.eno un cancatore? E so ciò non converrà sempre vo:rrà d ire che qualehe vo lta 00corre-r à cessa.re il fuoeo i n a.ltro modo che n~n sia per l'.esf.rnrimento, del caricatore : an ch e qui l'unità cli fuoco e d'lst,ruzi.0110 sarà meno reale di CJLLanto' credesi. Q1~a;ndo po i. i caricato;ri sara.nno p.iù d 'uno si càdrà nel dominio de i. fuochi a p ause ch e ebbero da n o,i un quarto d'ora di fortu na, m a poi furono abbandonati, e, credo io, l'UOCO JlllRATO
FOOQO MIRATO
ferenza è enorme : quan do si. protende l a con ~emporaneità e non l a si ottien e $i produce, u n fuoco disorcli:n a,to e perciò, come ho potuto osserva.re molte volte, cli minimo effetto sul beesa.glio; il passaggio invece da questo fuoco, che lw detto al fuoco ordì n f~r io nostro attu ale mi paro che difficilmente possa esseni éosì disastroso. ]~ tra.ime d i questo pericolo, è fuor di du bbio che il fu oco colpo per colpo ad u so svizzero Ìta, tutti i vantagg i del fuoco a s a.lve senza ave:rne gli in con v-enien èi. L'arrivo dei pro,i etti nel teneno prossimo al be1'.saglio, cosa notevole, su ccede :in 1m tempo ugual.e, a quello del fuoco a sa.lv~ propriamente eletto : e ciò perchè siccome questo seconCLO d isperd~ un po' p iù i proietti, n e viene che, per quanto ]a detonazione deg li spari sia contemporanea,, con temporaneo non è il l oro arrivo porchè i più codi incontr ano :il terreno prima dei hrnghi . Come il :fuoco a salve, il fuoco col po per colpo h a il vanta.ggio che, fatto lo sp aro, l a truppi:~ è immediatamente pron ta a farne un a.lt.ro o ad eseguire qualsi asi altra cosa s:i esiga da lei; il fuo co a volonUt i nvece non può cessaJ.'0 cli botto ; oceorre ·sexnpre un Lempo sen s ibile per ottenere che, la tr uppa divenga coma nda,bHe per qualsiasi even to·, e ·c1urnnte questo iempo i co lJ li seguj tano a partire malgrado la, volontà cloi ca.pi. . Con questo n on inten do dire che a n oi convenga fare, del fuoco colpo pm colpo il n ostro tipo n ormale. Per ora mi contento d i n otare ohe l 'esempio della, Svizzera è certamente buono, ma che ò l'unico che ci possa ven,ire, da'i regola.menti effettivamente in vigore negli eserciti europei.
Il n ostro regolamen to vuo]e cluè specie di fuoch i. a vo lontà: sempre :meglio del regolan1en to germa.nico cho n e ha. tre. E le due specie sono : l'o1·dincwio da, u no a . sei co1)Ji, l'acce/.ero,to per più 'd i sei. Ohe u na spr.cie sol a, cli fooco sia preforibile a due mi pare evidente. Qti:anto più semplici son o le prescrizioni regola-
I.
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ANNO ~o.v.11 .
F UOCO M J!l.ATO
578 per sempre. GJ L è che ()_uesti fuochi hau no l a pretesa,, anzj l,utto, cJ1e prirMt c~i far aprire i l fuoco l' ufficiale sappia e deter mini quante car tu cco occ~rrera,nn.o p er otten.e:rn lo scopo; una. preoccupa,zion e dun que non pi ccola por clii ne h a già tante a.ltre, ed una cosa cer tamente impos.5ibile in n on pochi casi. Poi l a pretesa che il sol dal;o cho spara conti le car t,u cce · od i caricatori. Ora entra.te nel campo del tiro e ch iedete a bruciapelo al più cailmo cloi tiratori : « Qua.nti colp i avete 'sparati? >> e vedrete che e$i ter à..0 gnarde:rà la gibcr rnt pr ima di rispondere. Che oosa av verrebbe aJ fuoco vero di combattimento ? Nel t iro tutt.e le facoltà dell'uo1no si dirigono tanto ad ottenere l o scopo d( colpire i L bersagl io « . .. che retro l a memor ia n on p ub :ire» . U n'altn~ proposta sedu centiss,i ma, e che sarebbe molt,o analoga aHa m ia (se fossi qui ,1 far p:ro,poste) è quella del fuoco ·1wttirci Le : ne ho inteso parlare .fin cla quan do il fucile '91 er a in istudio, ma scino lieto di a.veda viskt ricompa,rire. E cioè : abolir.e q uah1:nquè prescrizione di celerità del fuoco : ogni sol dato spari' con la celeri tà che gli. vien e dalla propria fttl.ih Lcline perchè l'obbligo di 1,para,re fl,dagio o in fretlia fa, ri volgere, a.d uno scopo tutto a.rtificiale e problematico una par te cle,11' atti vj tà cfol soldato che è meglio rivolgere alla buon a r.i.uscita dei colpi. Tufo sulle ~11.titudi ni dei .sol dati a fa;r fuoco viù o meno cel eremen te b isogna bene intenclorsii. Col nost.ro fucil e e cmi le nos l;re norme pmti0issime pèr l 'inse.g11arnento della carica è evidente eh.e qualsiasi reclu ta, dopo poco tempo cl'isl'mzione, e qualsiasi rich ia.mato, dopo pochissime ripetizioni , si troverà in caso d i cari0are presto e be.no : quando ciò n on. avvien e l a col pa è degli istn1ttori e su l~tle colpa, sarebbe stran o inventare teorie. Quanto all'atto cli ven ire da pronti a pv.nt, vogliono i nostri regolamen ti che ciò si faccia. .muovendo l 'ar me sempre pa,r allela a sè stessEJ, e pr escr ivono esercizi con tinui di ginnastica del puntare perchè il sold ato s i fa ccfa ima tal e abitu din e di ciò, cb eseguirlo al bisogno co..me cosa i stin.tivft : oerto non è il regol amento i n col pa se nÌolti. soldati puntan o
l
.FUOCO M I RA'l'O .
57 9
~on la bocca_del fucilo rivo lta f1,li'ar i;;1, e l 'abbassa.no poi per c~rc~re la mira, niodo q uan to 111a.i difdtosò e pel tempo che v1 s1 spreca e per la possi bil!tà che il colpo p arta vc.rso le nuvoJe come è supJJonibile cleboa succedere in combattimen to se quest.o mal vezzo non verrà snv.J icato a tempo. A.nello lo scatto do lcissimo cl e] n ost ro fucile n on. può essere causit cli grave d ivers it à n el tem po occorren te a, · ciascu Il: ~IOUJO per far partire il COlpO. D1fier~nza reaJo o sensibile si devo per lo contrario t.rov~re nel tempo occonente per pre11clere la rnint secon do la v~sta e la ca~~ei.t h cli eiasmm soldato r, ben p iù seconclo l 'a,I ltpie~~tt _o ht v 1s1bdiU1, di ciasuu11 bersag·1io. Ed anche ciui socc.~u o nostro .R egolo:mento cli eserciz'i con un brano (p agnia ~ob ) r,e]at1vo al fu:OCO orclina.r:io che m i par deo·no cli 0
1\~
a.ttenz10ne :
.«_Il ·1:irn itc
della celerità cl i tiro cli n on pii'.L d1 . sei colpi al mnm to, prescn u.a pe!· questo fuoco, mantenu!.o vio·oros1;1« nie.'.1te .n.ell~ . eser cita.zit~ni, a~ it1i~1 il soldato a r i floU01; colpo « per _c~Jpo s ul .modo di colp ire il. bol·sagl io e gli. l'icorda ad « o?n_1. 1stan.te 11 dovero di n on sprecare l e m tmizioni. '.l'ale « l 1.m1i,e St~rà così più fac;ilmen te :rnan trn111to anche j n. guor ra « e tor:nera op~ortuno quando con venga spara.re, cont,ro ber « s::tgh lont~1u e poco visibili. Accorciandosi poi m a;no a « ~~a~10 1~ cb st.a.nze ·e d,ivenendo quin di .il bersaglio, più v i« 1:, 1.b . ,~e, 11 !uo.c? , a n~ t·ci n atu:ralmcnle acc.eleran.dosi per ]a . « c1es~e1~te fa~1hta . eh pm1ti:\re e ~i éwr ù, così. un. fuoco po« tent1ssrn1 0 che n on ·r. onlera ocrr ea,11 c.}10 cl ell ,, i-• CcW < .,,u, , tt Ol:1$ ·· ·t,I.Ca · . . « del fuoco ordinario» . · · N~ viene, aggiun ge poi il regolaJnento, cho il vero e J?roJml! fuoco accelera to· sa.rà solo apposita.men.le coman dato 111 casi eccez ion aJi. U n p asso an cora,, clato che l o s i vogli;;~ fare, 0 noi si a.mo al fuoco a volontà 1,mico con eelerità va,r iabile data da.l solo _.e vero. moven ·· . . te. ch e la po5sa s1 . )ieo·ar-o o , cioè c·tal . .. t.c,mpo .pm o meno, lungo cho . occorr e r)er .l'or)er·az:o, · e· cl·1 nur . : .are . c]1e . .,, ,1 n.?r: P'.10 ~ss~e \1gua.Je, per tutte le distan ze e per lu t te le. cond1z10m cli. v1stb1li tà. . «
. Sarebb~ l'evoluzione, n on la ci voluzione.
580
FUOCO MIRATO
Puoco AIIRA TO
Per fìssàre le jclee .suppo,niaJno che ve1iga110 adottate pel fuoco queste modalità. - Dì.le specie d i fuoco : co lpo per colpo e a volontà. Distinzione 1mica fra, l 'uno e l'altro : nel primo il soldato, do1)0 faUo uno sparo, deve a ttendere a pronti 'tm nuovo comando per sp a,rnre, mentre nel secondo r ipeterà gli spari :fino a.I cessate il foc. Proibizione assoluta cli parlare al soldato d i. celerità : tutta l '.ish'uz ione in tesa n far sì che l 'atto cl'i fi ssare il bersaglio e cl i prendere la mira si.an o accuratissime e pereiò fai.te in tempo maggiore qua.11t0 più il bersàglio è p ieco.lo e lontano. Pro ibizione cli sparnr,e se il bersagl io n on ò ben v isibile. Ogni tiratore cessi il fuoco senza comando se il borsaglio sparisce. Non gravi s1:t.t·ebbero anzi tutto l e varianti da fars i a i re-. golamenti. Già Ja nostra l'stnr.zione sul ti:ro c-0i suoi metodi pratici e facili dà una si cura guiJa per fare del soldato un bum1 puntatore, e renderlo capace d i. servi rsi del fuc,ile con quel la celeri tà e precisione cho sono possihiJ.i a, qualsiasi mediocre capacità. Ha an che delle 11:.v/,ioni a cartucce,· j llim if ate, lezioni fatte apposta per insegnare aJ. soldato a, puntare cou celerità su 15ersagl.i prossimi e ben visibili : e gi à esiste l'ombrione di le:àoni che tendono ad abi tu arlo· al puntamento, più lento d i necessit,à, contro bersagli più lontani e i)iù piccoli . Pochi espedienti, più cli sempli:ficazi~ne che d'altro, :ren clor0bb0:ro l'.istruzione sul t iro atta allo scopo. · Pel Regolamento d'eswrcizi è ben ch ia,ro anzitutto che l a pa,rte formale relativa ai fuochi si semplificherebbe assa,i facilmente: meno comand i, minori ·distinzioni, tutta l'attivi tà rivolta 1;1 poche prescrizioni semp lici e di cui tutti, istruttori e so1da,ti, comprenderebbero meglio il perchè. Non meno felicemente potrebbero :ridursi le norme d.' impiego del fuoco che forma.no n el nostro Regolamento di esercizi u n capitol o bellissimo fr1 verità, un po' lunghetto per chi. deve ttpplica:rlo, lì per lì, nel momento iii, cui appare il n emico.
ma,
581
Cominciamo dal tÌf.):o alJ e: massime clis·~anw d'alzo. Se hanno posto sul fucile J'a.lzo cli 2000 metri è da crecle.i·si cho abbiano inteso che lo si debba, aclOJ)éra.re : ma gua.n ti dubbi, quante _opin ioni diverse .in propos iio! . Ora so noi stabiliamo che non si cleblxL aprfrB i L fuoro se J1on qua.mlo cia,s cu n soldato veda bene e possa ben puntar e su l lJersag·lio, n oi abbiarno fatto cli questo tiro un raso rc-ceziona.Je sì, ma ben ch:iararnente defin ito : perchè a, ciò occorro un terreno er,cczionale, una massa che rima.n ga. ferrna a farsi vedere da, n oi pel tentpo nr,eessario ft pj_·eparare e ad esegu i re. parecch ie scari che c}1e non può essere m inimo : la, n ebulosa che ]e var iabilità di coneetto h a creata., si dirada da S(\ . Se ora ·s nppon ia:mo elle il be rsaglio si avvi cin i a noi o che noi ci avvici1liamo al bersaglio i casi d i fuoco an dranno v ift via. auinentanqo perchè il puntamento si farà via via più possibile. E questo ci condnce incontro ad alcune ieorio che, se 11011 sono contrarie al sisierna che vado ralcleggiando, cert.o non gl i sono favorevoli . A distan,m n on esal.t.a d'alzo, fu cleUo, il tiro acceleral·o proprio di proposito e per co,manclo, dà: p iù del fuoco ordinario; e siccome in g uerr1:t sarà più facile che le rlisi,anze siano stimai;(') rn.a.le anziehè bene, si a, chrnque il fuoco accelerato il nostro Ùorma.le. Il n ostro regol amen to ha anzitu tto co,rrerta la prima parte di questa asserziohe : · « ... a. pa1·itèi di duratci cli fuoco il ti-l'o a.ccelerato ·in:A.igge « genere, ma.ggiore effei;ti del f1weo accelemto. Però se si è « commesso un fort.e erro·r e nella stima delle distanze, o « nella seelta clel~'alzo, i risulta,i,i che si ottengono sono molto « picco·li con a.mbedue le s_pecie di fuoco, fH1r hcobrmente « poi con .quello ordinai~io » . Ed è naturale : tanto che~ se il fuoco fossé fatt.o (la tiratori idealmente perfetti e con precisione icloahnon te esatta., neppure m1 colpo andrebbe su l bersaglio, pcrchè !.ul.ti cadrebbero là. dove noi a.bbia.mo creduto ch<-1 fosso il bersao·lio. il qua.le è in vece in altro si to! b , E subito dopo,:
un,
I .
582
FU OCO Mlll ATO
FlJOCO,MIHA'l'O
n paritù cli du rata cli fuoco il tiro acceleralo inQiO'ae J . « a ne,mco u n n umC?rn maggiore di perdite del / uoco O'l'di« 11r11·io, sia sparando a cli;:;1;1.nza escitta che c·1Tarn d"alzo, ma « sernpro che :i'I fuoco accr]orafo sia, mantE'n tlto t'liscipl ina.to « e il puntamento siH fauo con eura » . Ora p0rchè il pu 11 tamrn!o: siit fat to con cura conl,ro un bersaglio cli gueiTa che fa il possibile per dissimularsi, occo_i·ro t111 corto tempo, e a llora. il fuoco .cessa cli essere propriamente accrlerato. Kei poligoni d i 0sperjc11zo il 1i"emico è gener al mente rnpJJre-;enlalo da. lm ampio cnrrello11e cd a.ne;he q1111ndo, per avv ic.i1H1r:.; i a] vrro, lo si J·appro,;enta con sagome, esso è ,;c1npre in luogo ben ,isii>ilo perfettamente now a l soldato, il 11t1 ale poroiù riesce' a far insirme d 1tf' cose : sp,1rare pTesto -e l>p11e. l n manovra non è così : nO''Ji avverrrnri · corea.n o o<)'ni o · mt'7.7.0 prr cli::;simulnrsi, quando non fmrno corno i Boeri, e h<\ cmnodarncn le sdraiai.i rntro Jc loro ,1mpje i.l'ince(', lasciavano che gli Inglesi spara,;sero a lor voglia contro lo grosse pid.re ehe· cornnava no i loro r ipa l'i., i:;nlvo n :rispo:11 d0w, a colpo sicm·o quando gl"Jnglesi si al7.arnno p<'I' aYanzare. J~ non Jìi..tre, a quel (\ho si Jogg(•, cii() i l3oC' l'Ì dessoro in1portm1za a fare il tiro rapido o lento : pnre i11\·0ce che sparass01·0 pi 11 ltosto t,an t.i colpi !,ltrnnl i \'e11 i va Joni foltn di ::;pararne con buono e1foi io. W vero che i nosl.ri so lrl aLi 11.011 sono Boeri: ma sonù gentA a. (',lli nulla. manca per valen" quanio e pi i, d i qua,Junque alt ro. J1'. qnant.1J pi ù noi ri 11 un.cen'1110 fl lutti gli ammenicoli e ripi<'ghi, frn i qua li oso porre l'illtpicgo degli alzi mull.ip li, tanfo pit't ci H\'vjcinorrmo nel una 1miti1 di scopo. e lnnto p i 1'1 otterremo,. ~i dirn che nessm1 rncriatorn wde11do sbucare la lx-stia foroco che va corcando s ia, pr:i vo cl'em oziorn' : so] che l'a,b i tudinc fa sì c.:lte qurlla ernoziollo si volga · tuU,a alla ùuona r i t1Hei ta del co] po, che rnpprnsonta. la J;L'ecl a sicura e fa vita sah·a. T/l~so <l ogli al zi mn l l.ipli (\ già pel 11ostro regolamento una ecrc•z101w. Sorto altro aF,prlto rnppres<,ntano col fnoco aree« ...
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fi83
Jerato un grande spargimenlo di proieUi nella, speranza, più o meno fondata., cl i colpire un bersaglio cb.o non s i sa bene ove sia : è, jusomma~ far d iventare cattivo un fuci le buono perclJ~ n on sappiamo bene come adoperarlo. Ri.sutato sempre meschmo ol'.teù.nto con spr eco d i rn unizioni · sc117,a pensar e che il soldato può in lm quarto d'ora osaurirc hitte le car tucce, r im anendogli i11 ma.no un. facile i nfuocu.to che non può sorvire neppure come arme da punta! · . 'rol!;i Lntti quosti espedienti l'uffLcia le avrà Mrme sempli ci che gli creermmo più imperioso l'obbligo di esseTO tm ottimo stim atore di discan7.c. E ali.ora, senza che i I. r egolamento abbia ùisogno di hmgamcnte spirgarlo, l'ufficiale non. farà a,p~·irc il fu.oc0 a disianza. incer ta : aspotteril che il nemico giunga a qLrnlcl1e punto b(.ln clefìnilo cli cui egli si senta di apprezzare fa distanzn., e so no, più v icino, più vicino ancora, fin là dovo gli spazi battuti sono grandissimi e dove per \·r,nire avanti i I nemico dovr.'.t far si veder bene. .:. ,f.,:.
E' un fatto cho il fucilo nosiro mnmotte un tiro 1·apiclissimo. Quando lo s i costruì si volle- cho il caricatore fosse por sei cartucce, anzirhè p<'r cinque, come erano gli altri fuci Ii di r ecente adozione. Si volle che :fosse privo di. a rresi.o cli rip<'tizione per rendere più semplice e più sicuro il man eggio in r1ual~ insi ci:rcosta.11zt1 : eh i credesse che quella om- . missione Hon fosse Yoluta o sapicntemrntc voluta si disingannon\ s11.bito se gli .ricorderò c he la :nostra commissione delle armi aveva d i1manzi a sè tm IJuonissimo tipo di a,rma con arresto, voglio dire il facile 70/87. )fa ciò non vnol clirn che il llé)Slro fucile si debba, sempre
sparare a tiro accelerato. Se chw tiratori cli UO"ualo abilità o s i p1Hnumo a sparare insieme contro un bersaglio ugual e e con lo stesso scopo, trno col fucilo italiano e l'altro con. un :\·[ auser, certo dopo qual che. iempo di fuoco il primo avdt sparalo J.)i ìt colpi del secondo ·. è sempre un vantarraio b b ' per a lcm1_i cafi i pr0,,: iosissirno. Ma s!a sempre i l fa tto che i l pro-
584-
bloma n on è di spar ar e, ma· di colpir('. E se do. m1 tiratore passiamo a più t iratori, ad un ripm·to di truppn, lloi ci convjnceremo che avrn · v anta.ggio c.rncllo che sparando a g insta d is fan.7.a o con s ic uro pL111tamento, saprtt inEliggcr0, i n un tempo rPlatirnmentc bro"e, molto pc•rclitc alravwrsario <' rircond arlo di una r.istrotta ma Ai.t.issil1la. serio di colpi clw g li tolgano l a possibilit~L di muovere o di riccvrr e rinforzi . E oserei perfino dire che il li ro acc<'lorato. propriamente comandato e voluto talo, non è ma.i J1cccss,ario. Mi dira nno : e se l a ca,v,1llcric1 appa rir.\ SlÙ vostro fianco che cosa farete? Rispolltlo : - Siccome la cavnlleria non può nuocere che ùn, v icin o o siccome il borsa.gl io cho ossa pr esenta ò tanto grande clrn ba::;ta. spianare le armi per colpire, così il mio fuoco cont.ro di rssa sarà vivissimo già por il tompo minimo e lle i tiratori i nipieghornnn o per vedere e per mirar e, r non avro bisogno di raccomandarmi a<l un coma.ndo che pare voglia diro : « s iamo jn grn-ve pericolo,: sparo.te in freUa anche a costo d i non colpire ! » . F, nell'assa.lto? - Delle due runa : o il J1emico è brn coporio e allora non vi è ragiono ili tirnrc in frot,i,a ; o il nemico n on sa o non pLLÒ tenersi ben coperto o aJlora i I tiro nostro sarà ce]0rc perchèl il puntamento saJ:à facil e e pronto. In complesso JU, formu la tiro mirato .m i _t) aro possa esser e ·1a base cli una g r a nde semplificaz ione cli idee o di atLi, e che possa) senza capovolgere ciò cli0 abbia.mo fatto s in qui, cond1t1Te ·arl ,un si stema c]Yiaro, comp rcn sib.ile a t 11tti e f11le da dare allu fanteria noslra una pii'.1 sicura. idra della propria capacifa. I m iei lunghi anni d i servizio mi hanno insegnato una cosa : che tuilo si può ottener<', dal sohlato il u liano, purchè lo si sappia vcilc•,rc, volere, ·'vol ere. Nello nostr e mai1ovre eh pace si ò ottenu to, acl esempio, una. cosa importamissima e che molti dicern.n o impossibile : i I s ilen:r. io : e una tn1ppa che manovrAi in s ilenzio ò mm truppa C'minen temente comanda bilo ·i 11 ogni terreno. j n ogni circostanza. In rnoHi cas i. non si ott.ieno in'.voco la g iusta po·s iziono deg·1i a l7.i ed il puntamento accurato. Questo è m1 po' per
585 voler far l.ropJ)e cose -in brovo tempo, ma a nche porchè, certe teorie hanno creato una !al quale noncuranza delle buone regole cli fuoco. t g iudici cl i ca!ll po che clovrebbPro di.ch iararl' 111 1Ili i I i ri fotti con alzo errato, non hanno spesso il tempo di arrirnre 11 ciò, mn nnclw non sentono così imperioso ] 'obbligo ll i farlo. Scmpl ifie fii amo le .ideo, rivolg iamo tutt~ l'ari ività ad un prin cip io un ico (' 1'ottorromo. l I fucile è un pice-0lo can non<", mn ruomo non è 1m affu sto nò pie.colo, nò g randP. nri 1J<Ju e il voler fare dr l lc batf r ric inrosci<'11t i cl i fucili che foeciano <'l'fetto sol perchi• lanciano una valanga cli proietti, può condurre a I ](' più !,r isti cli sillus io:ni . J'ifrg"lio rivolge.re· l uttc Jc forze d i ecluca7.ione e cli quadri ad oltencre un t iro miralo e percib sicuro : la storia degli avve11imenti cli goerra che s i svolgono anclie in quesii giorni non ci clice in alcun modo c he H nostro l avoro cl'isl ruzionc, speC'ialment{' so 1ivollo ad 11110 scopo naturale, dehba riuf;cir1'} sr11 :1.a fru Uo a ll'M! o ;]e]J n, prova male. FUOCO MIRATO
FUOCO Mll!ATO
\
l
Daio, br.n c ltò non fl n cora concesso, chB le idee d a me accennat<' s in qu i fossero trovato buonC' e che ne venisser o fuori le modificazioni, o, 11wglio, sempl.ificttz ioni che no sarebbC' ro la con seg11e11 za, l 'èffr i·to i111 rncd iato, potre bbe esse re qu('.c;to : più d'uno wdrebbe ne11a innornziono il trionfo di iclee opposi,c alle suo e far0~bo vol,i perchc'i dlw1.~soro poco : mol ti v i vedrebbc r<J uno elci tan I.i camhiamenti nello 11orme pel fuoco cl1e si sono succcssr da noi, in vNo, eon assidua v icenda. In questa m ater ia dcli cati·ssima n1i pa re convr.nga nn. lavorò preparatorio quale in a.Itri simili casi .fu fatto. La Scuola centr n.le di tiro cli fanteri a Jrn, ottennio di far esflgn ir,e clno gra11cl i. e.spm:i rnenti da t urt.i .i reggimenti rli fa nteria, uno nel ·18D3 col fucile 70-87, l'altro nel 1899 col fucile 1s9-1. Questi clnr. esp(\rimenli , che non cost.rn:0110 nulla all'cr:i r io pr.rchè fotLi invee<' cli qu a lche 01·cl inarin lezione cli tiro colletti ,·o. fornirono dnì i preziof;issirn i. Quelli c-ol fucile 1891 servirono cli bftse agli s ti,rli por s ta bi lire lo norme di esecuzione de l fuoco ora in nso nerl A. noslrn fan teri a.
F UOC O M.I RATO 586 Sai·ebbe utile un nu.o-vo esperimen to, non · tanto per r intracci aro dei nuovi çlati, qttanto per daTe occasion e ad una raccolta. cli pareri cho ver:r:obbe.ro a forrna.ré qn materùil.e pTezioso per ch i dovesse formulare lo schema, cli va,ria,n!;i ai regolamenti . E' notissimo nell'e.sornito ch e un a serio cli prove, dovuta a.Ua ini ziativ:;i della Scuola cli P arma, ba.nno portato a rifare su idoo nttove :il nostro regolamento di gi nnasticft militare. Qù elle J)rove dettero luogo ad una così importante serie cli pare1·i e di dati ch e chi ebbe a compila.re il testo del regolamento si trovò ad un lav_oro sicuro : non ebbe da scrivere una frase, che non potesse appoggiarla ad un pa,rei'e di. :i.i:i,eccepibi.le competenza, non l asciò un eserèi7.iO ocl un principio senza poter d ire da chi e con qu ali hµ.on e ragi.oni quel principio o è1uell'eser cizio fossero stati sconsigliati . Ne uscì dunque un l avoro necessariamente buono, perchè non frutto del solo Ia.voro di chi aveva i nizi ata l a r ifor ma, di commissioni o cli consessi più o mono competen ti. o degli special is-ti in matoria, ma. cli pi-ove fatte sotto gli - occh i. degli al ti c,a pi clell'eserci.to e cl i pareri vagli.ati alla
stregua della vera responsabili Là. ]?e,:i: stucbare un'a.r me od un congegno qu alunque di guerra può bastan~ un a commissione di pochi uomini capaci. e coscienziosi : ma quando s i tratta di sommare pochi da.ti tecnici ad impor tan t i dati mor a.li, quando fra. lé cose da porsi i n 0gu azione vi è ciò cho la fant1')1:ia J?Otrà o non po~:rà faJ:e in gue1-ra, ]a co:rm11:ission.e n on basta pii1 . Occorre anchtt·e qu.anto più al to è possibile per sapere e per e13perienza, . affinchò l 'opera :fìna.le s' imponga non corno t1 n. nu ovo dovere soltanto, rn.a come cos,a alta.ir,ente, univeniaJmente, volu ta. Se da prova così concluden le uscisse l a fo rmol a t'iro m'irMo rµi _sombra e,,.iclente che l a nostra fanteria ne t r a.1Tebbe , ma.ggior :fiducia .in sè stessa, e regole SBmplici, prntiche e sprci a lmr.nte cl'impTon ta nostra., ital ian a. .
C. L. l . ADETIOHI.
11.\ I
GINNASTICA MILITARE .\
Ars illa est ob _qiwrn oli11~ Persa1·1wt reges, Lace<icemonii, A,tltenienses, Romaii-i ila in òellis aer endis vo l,uer m il.
.
(M encunt Al;t,) .
.
~ra, cho_cotanto si parla. e si scrive surr a neqe.ss.ità d'una r ach ca.le n fo!:nia 1~0lla nostra' ccluca:r,ion e fis ica, si permetta a.cl. un vec'.chw .sol.dato d'esporre in questa autorevole ltivista: Je sue OJ) l ( l.1 0111 Cll'Ca la g i.nnasti ca milita.re. . . L'onçirevò le CelJi il 3 lugl io 189'7 osclaioava in Parl amento : n'iente gin1~asticri beUica, heUe scuole, quèstCL lasciamola aUe ('~ser1.ne, e :noJla relaziono colla qtialrci jJ. J\{in;istero della pubbhca 1struz10ne accon1pao·n ava o·li 0 o·o·etti che esS) 0 eSJ)OS(-} in Pario-· I ·1 < )00 ~· ~ .°"". ·' · e . , • • · < ,c,l, ne .· .D ~1 .rggeva : cl?po i prrnii espennienti 1 del/. 01dincimento 1Jeclaqoa 1r·o dell" sc· ' tolro. no· i ·iJ'l· i l · d . · - < · . ,..., • • ,e :1, g1nnas~:ica, si .sentì .ll~. ·necessità di m.ettere dli parte gh esen:'izi cli 1 ·
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'.rifa cl' a,1t1 ya,d 0 : nell'i sti t.nto reale cli ginnastica. di Stocco I ma, . anzi 111. ~u tto l e sc11ole svedesi, s i. con[,i rrna · ad inseil rn.a,n egg · 'JO d'armi ' c·., ~VO1UZ10111 . . rrn . ·i·1g nare . · . e l e 1>it'L sc1·)1)l1 1 tan , .e la S.vezia è la. n azione dovo g li esercizi fis ici s'ins01prn.no se?uenclo più s irett,a ,nente i dettami delÌafisioloo· .ia · 0 ·,n 1-1 .l;-,> g.·1u g110 . 1880 su.L . roc]n t,arne,rto' . ,Francia . ·la ' lemY oor. ce 85 fo "'l10]·0·1·c O ;00 t a f'.avon~. d0.. .a ll. aJ:l.1col0 . .-' _«• 'll'l e e .·. 0 1l'i1'>tn:1zione 11: 11.i ta,~·:' d~lla g1.oventù, e, _anni fa i l ·m1mic;i1iio cli Parigi <~e~ihow n<~1mn1:u:e un 11fficia.le a.I. posto d'ispettore doJl'jn se"'n~m~nt~ g1~na.stlco nellr. sue scuole, <'l scel se il colonnello Der ne; Hl ..lta.lrn_iJ Baccelli , in augui:a.ndo ~el 1890 :il 1° concl'educa.z ion e fisica ·.. ·. . a,.li a omna.· . gresso ., . . ", i n1 .. 1e,gg1ava : . nazionale s t.ica. irn11 tare con queste fVlrole . e. cit,a1J1s . t ica, . . per '='· essei 1.. nostri parln fecero 800 a.n11:i cli battaglie ·e lei conrruistci clel
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GINNASTICA MI LITAR E
589 coli che · si possonò incont.rare in campo, provetti nel man~ggio ,e n_ell'uso delle armi e sopra.tu tto discìplin~ti o pronti a1 sa.gr1fi.c1 che la patria. possa richiedere. · · 1:'erci.ò l1 011 ne possono far parte le giravolt.e _alla. s barra ~ssa, al trapezio Oll agli a.nel.li, ie verticali sulle para.llele, msomma tulìti r1uegl.i eserciz i spetta.colosi d i molta di:ffico.ltà che, ottimi per r iscuotere applausi in un pubblico saggio, per conseguire µremi nei moderni concorsi, avra:nno mai una , pratica applicazione in guerm. Qnost,i sono eser cizi che s\ ri'I uppa no essenzialmente le braccia e, localizza.ndo la, fatie a in tm dato grnppo di rnuscoh, richiedono poca enero'ia nell'i ndividuo, fioco r.ontrihuiscono àllo svj-luppo de.Ha c:ssa toracica oss ia alla rob1:ìstezza, mentre in guerra, ·si r ichiedono giovani robustj ed esercitati essenzialmente negli arti inferiori .
G INNASTICA MILITARE
La diversi tà nell'a,pprezza.r e la ginnastica militare fu uno dei n:10tivi pei quali l a commissiono n ominafa nel 1898 pel riordinaniento dei riostri programmi e di· cmi facevano parte i senatori 'l'odaro e P ecil e, il prof. Mosso ed il prof. Celli, · si scisse i n due gTuppi ciascuno dei quali h a presentato le sue conclusioni. La girnu~stica bellica, ò milita.r e, come lùrnno detto il Ga.leno lEì secoli fa, ed i n fempi a.noi p iù vicini (1573) il ~fer curiaJe, è quella eh~ mira a rendere gl i uomini idonei e va. len ti por l a guerra ; proprius i.lli'us fini.s eràt hoynines bellis
ge1·enclis ìdoneos atque f ortes effi.ce1·e. Col mutar dei secoh non mutò il terreno su cui si svolgono le guerre, nè mutarono gli uomin i che Je guen eggiano, perci~ la g innastica. che facevano gli antichi Roman i n el ca11ipo d.1 Marte, quella che V ittorino da Feltre (1379-1447) inseg~rnva in Mantova a' suoi sco]ari per prr,pa.1:are in ess i soldati vaJorosi, non JiiierisconÒ sosta,n zi aJmente dalla. ginnastica. mi- . litare praticata oggidì n ell'istituto centra.le cli Stoccolma, nè da qu elia che si volle in trodurre rn1i nostl'i programmi affin chè l 'insegnamento ginna:sticq nelle scnole m ir i anche a pre~at aire i giova.ni ai senJizio militare, come appunl:o prescnve l'ar t.icolo 2° della legge del 7 luglio J 878. Na.turalrriente al maneggio ed all'uso delle armi an.tiohe si è sostituito il maneggio e l 'uso delle armi moderne e siccome oggidì, per la locomozione meccanica cosi gen~ra.liz;,,ata. e r invil it,a, gli stessi con tadini h anno perduto l'a.b1tuclin e deUe lunghe camminate; per le arm i da fuoco cli )tmga por tata a ,~iro rapido si combatte in dist~nza dall'inimico ,e ' movendo a rap idi sb alzi di riparo i n riparo, e per la. polver.e sen7.a fomo si rese rnaggiormento spaventoso il comb~itt.1rnento ; così oggidì. ne i giovani si devono coltivare con maggior c~1ra la rna1·ci a,, Ja corsa, Ia sveltezza e soprtttu éto le v irtù ri1ora.li. · Insomma, la ginn astica militare deve mirnre, od unicamente. a darci nomini robusti e svelti, resisten ti aHa :marcia, al la c~)l·sa, a.i disag i della guerra,, fam.igliar.izzati cogli osta-
L'attitudine m il ita.re è il rfanltato d'una educa,zione fìs.ica generale, n;:m d'eseruizi speciali. · Se jl minist.ro De Sm1ctis ha scril.to, ne]h relazi~ne colla q na.le il 13 ri1aggio 1878 presenfova al Pa.r] ame~fo il progetto della nostra leggo ginn astica., dobbianio procurare che
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questi ese1·cizi penet,rino nei costwn'i e diventino parte 'integmnte delle nostre feste ncizfoncili, s'affrettò a prescri ve:re. coll'articolo 11" del regolamento che si pot'mnno clcire in occasione di feste ncizionali dei pubblici sciggi di ginnastica elementare e cli e.se1·citlizfoni « esel'use perà qucilsfo.s·i specie « d'esercizi inclfoidiiali agl-i attrezzi» . Oggi~ì invece pa,re · che i nostri ginnàsti vadano ~ gara nella :ricerca d'esercizi da eseguirsi individualmente agli at~ trezzi, difficili e che spesso urtano confro l'estetica, alla ri cerca. di movimenti complicati ed innibtura.li, come quelli che vediamo nei circhi equestr i; aJ1zi, presso qualcLtna delle società cli primo ordine s'introdusse ultimamenl;e là g innastica u moristica. , Ripetiamolo pure, non è la forza muscolare che si consegue cogh esercizi at]etki, non è lo sviluppo l ocale èlei muscoJi ciò che più importa al servizio m ili ta.re, ma il v igore, ossia l'a.ttitudine a produrre 1ma maggior somma cli lavoro, il che
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, GINN AS'.\'ICA ~I U,UARE
si consegt1e çolla maroiar. colla ·corsaJ c.;oJ sa,lto, c1>ll'arràmpicarsi, insornrna con qu~gli' e:5etcizi cb~ maggiorrn~'.~te infltLiscono SlLllo sVLJ uppo delJ.a cassa -toracJ ca, e che J)HL va~,rono per cla.r:ci g iova11l da i po lmoni vigorosi e poco accessi- · bili aJ le congestioni, g iovan i non cli forza 1H:1r vosa, pronta ad abbattersi. ma di fOTza musc~larè, atti cioè ad. affron.Lar vi ttoriosamente l a fat ir,a ed ~ disagi,- giovani c~1e non in vec. chiano vrirna d'essere giunti alla. più tarda e~a... . Dobb iamo lottare a:ffin cl1è la gfr1n,astica cessi d 'essere 11 ctrlto di poch i spccia.Ìisti, il che è l'osta.colo_ ma~gior: alJ.a su.a d iffusione nelle masse. Che importci a n oi, scnsse :il Demeuy, se al1.:uni soggetti cli ·sceltci s'i clùAno ci spet!a<.:oli ,ser-
·vend9 cl·i passatempo agli ciitri ~ . Lanci.ci,.e lei. gi~ventu -i~ questa v.io, ecl in qv,esti errori iJ una 1·eszJonsabil'itn che noi 1wn 'IJOglimno ass1.L11ie1·e. . . Se un gruppo cli disLinti l.iratori fa a,umentar:e J·efficac1~ del tiro della compagnia neJla quale essi . sono mc~rpo1:ati, un g:rnppo di giDJ1.asti, . tu:~ ese1ÙJ~io cE~mrn:inaton e s~eno pure delhdorza. di Luigi V1tton o Berta.i:eliL, onor·e del T. O_. I.: il quale in meno di 12 ,ore (11 ore 59') ',l~ pe~·corso . a )~lec:J J.00 chilometri, n on ne farebbero aument,ne eh un mctrn la ,;eloci tà oraria . . . . . .. · Ogo·idì t utt.ri. qtrnnb la gioventù è vincolata al servJzw m1lita ,: t perniò un bu.on sistemà . di girn 1astica m i. lita.re devo ossei:~ ~tudi. a:to· ed appliqato in rnoclo che ci. .cresca la, 1n~ssn · deUa yioventù 0011 quella, eoèrgia e con quella .f~coll;ti d ·esectLzione ohe è.i darrno il bravo soJdato·. Conseguememm~te no~ dovrà comprendere altro che esercizi . facil_i , al~a portata, dt t uU,i, B l'ist,i:ut t01·c~ clovrà procurare cl'esor01ta,rv1 ugu_alme.nt~ ttLi;ti quanti i giova,ni a lu~ a.f:ficlati, senza p~n~~re ~cl 1~trmrs1 con t~articola,~ CUTa . urn1 _squ adr a C:i_ scel_t,J. J)ovr~-1, S~ad_~~,:~ . tutti gli esér:cizi pcncolos1 o dar:1,110,,1 o eh poco v,tlo1~ fis10 _ logico, senza cadere ne.Jl'occesso opposto, rendendo Je sue le .
di
· . . . . .. , zion.i poco ricreative. 1:\.lcimi, e special mente coloro 1 guah vor~~b~e10 ba.~du~ l,~ n:innastioa m ilitare clall..e scuole e .dalle societa_·: parlcmdo eh ~ l eserc,izi miessa _n on intendono cl'allu ce:re a.ei a l tro cl1e ,agli ,
G INNASTICA MILITARE
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litari . Ci li 111 iterern:0 perciò a diro qn.alcosa di q nesti esercizi, non ostante che essi non. sia.no che una parte Llella g innastica militarB e neppure la più importan te. :,::,::,:
Allorquando in J?rancia coi batla.glion i scolastici (18811891) si cadde nell'esagerazione di limitare nel.le scnole l'insegnamento ginnastico quasi esclusi v·amen te a.g'ii esercizi militari e sa.lti preoccupandosi più delle parate, dei saggi pubblici, ai quali troppo frequ en tem0nte si. soleva,no esporre gli alunni per riscuotere i facili applausi dei gen itori, cJ1e n on d'instilla.re in essi :i principii c.lellt1· d iscipl ina) intervennero . sa,ggiamentè i fisiologi face~do osservare che questi eserci~i poco valgono por dare al g iovan e la robustezza. che s.i nchiede nel solda.to e ch e all'uopo giovano meglio assai gl'i esercizi della ginn astica propriamente ·eletta ed i giochi al. l'aTia apel'ta. L'-ecluca,zi.one iìsi.ca, che era. una delle cose eh cu i sino a.llora la scienza s'era OCCUpA;ta melilO e c.he la fisiologia aveva quasi completamente trascurato, cliverme un o stu dio di moda pei fisiologi. ì\ia mentre gli scienziati. stud iava.no J.a, ginmist.ica u nicamente sotto i:l punto cli vista teorico e fisiologico, i pratici, ossia i. m aestri, j n:vece di rùnanere a.I loro posto occupan dosene u:nica:rilent-e sotto -il pm1to cl i v ista pratico ed cduoativo, vollero anch'essi occuparsene scientificarn1mte. · Lo scrivente, che Étveva acceLtato volenti.eri l'invito fattogli cli prender parte. al 3° congresso nazionalo degli insegn~n ti cli ginnast,i c.a., che ebbe luogo in Genova il lG e ] 7 a,gosto 1891, e la nomina a presidente del mecl esimo, pere hè essendò in aUorn, ufficiale 1·11 .servizio a ètivo, ri teneva che l'in v ito :fattogli e la carica di cu i si volle onorarlo significasse essere intenzione cli. quegli jnsegnanl;i d 'occupai·si- esscnzia1mente della ginnastica come prepara.zione della gioventù al .servizio militare,, ha dovuto ben presto ricredersi, pa,reo.dog'li di presiedere un congresso di dottori in 1).1eclicina. Il maestro Abbondat.i , ad esemp io, congressista relatore su l Lema B.i-
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G INN,\ST H.:A MI LITAl!E
fo1'1ne ginnastiche, l'argomento massimo fra quanti figurnvano all'ordine del giorno, parJò per p i.ù d'un.'ora sull'a,n alisi delle orine de' suoi almrni e Sltllc, B0 citazioni che fece ben 35 erano d i professori od àl meno cli dottori in Jnedicìna,. ]tsòrclì dicendo con. m.a.rca,ta com.pia<;enza : oggicl,,ì le scienze b-iolog·iche, la, fisiologici e l'igiene regnano assolt1,/:e 1JCidrone clel ca1nvo e la g·i:nncistica fa loro cla, cincellci /eclele ed obbediente, Ne seguì ehe i professor i. di fisiologia, degni d'ammirazione per la loro sùienza, ma in fatto di gi1rn.stica, mancanti di pratica, .banno potuto pubbliea:ro ehe gli esercizi milifori scuotorw ·i 'tJ'isceri senza giovcirn cdlci salute; ehe l'insegnMl,i ai giovnni prim.ci clel loro 16° a,nno è un 1Jiolen'tcire le leggi delln fisiologia, senza. ehe Lla quegli stessi maestri i qua.li avevano voluto che il prÌ rno af.to deUa loro associ a,zione naz io~ale (9 gennaio 1882) fosse un appla.uso a.l progetto delb legge sulla ginnai;t ioa militare presentat~t in allora. da,l Ba,cee1li, sorgesse uno a contrapporre alle ingiuste asserzioni di questi fisiologi i fatti osservati nella loro lunga esperjenza. L'a,b bandonarc ai soli fì siologi lo stusho cle1l11 ginnastica militare è come .L'abbandonare ai soli ingegneri civili la cost.ra.ziono delle anni da guerra, questi 'ei darebbero fucil i e cannoni oUim i. per le esperienze, ma non rispondenti a. certe esigenze della, guerra; qu.elli- ei educherebbero elci coscritti ottimi a,1Ia visita. medica, ma scaclcnti" com.e maLeria prima da convertirsi nel breve volgere della ferma a.ttuale in sold~tt,i provetti. Ciò aggiun to ai· frequenti i nn.i che oggidì si. innalzano aUa pace perpetua, che fanno consiclera,re la gue1Ta eome un delitto d\1n popolo contro un altro popolo e ritenere yome cosa irnLt,ile, a.n zi da evitarsi conio pericolosa., l'istruzione <~ l'eclueazione mil itare della gioventi'.1,_foce sì che nelle stosS<'¼ sfere govepu1Gi ve si · prestasse troppo facilmente l'oreechio a.Ile. pro1-,oste dei fis iologi. Ne seguì che. men.trè in ]?rancia nel 1893 si segnalavano . ufficialmente al Ministero co~r1e irrntili, anzi noeivi, gli. esercizi rnilita,ri che si insegnavano nelle scuole, in Halia, il
593 Ministero della pubblica istruzion e si è creduto in dovere di cambiare i programmL aUora in vigore in. altri per la cui compilazione nomina.v a una commiss ione d'm1.dici membri fra. i quali :figura.vano 5 dottori e neppure un ufficiale, od il 6 novembre 1893 conformava i programmi propostigli. cla, questa commissione, progra.mn1i nei quali non en.trava rn.enomamente l'in segnamento militare, programmi che furono giudieati meglio risponclenti all'indole dellci gioventù italiana. Ne seguì. ehe nel 1897 u n ii nostra Direzione provincia1e del tiro a segno nazionale ha addebi.ta.to a.l presidente d'una soeietà di tiro delle gare cl'esere.izi. tratti tutti dal compendio clii istrnzion.i militari ,p ubblicato da,l ·Ministero della guerra il 17 maggi.o 1885 (maneggio d'armi e scuo]a di plotone) ritenendoli corne non consoni nll'indole della società la quale deve m irare a preparnre dei giovani robusti e bravi tiratori. Ed all'ulti mo congresso delht nostra federazione ginnastica, tenutos_i. in Vicenza nel novembre 1900, il suo vie-e presidente,. ril:enenclo anch'esso gli esercizi militari come inutili e dannosi per Ja 1,reparazione della gioventù a.l servizio militare;. per sostenere un ordine del gion~o fondente .ad ottenere dal Ministero della guerra certe facilitazioni por i. ginnasti, sorse ad escìamare : le società, j'aranno 11wi ginnastica m:ilitare, . GJN•NAS'l' lCA MILITARE
O
11w continueranno nel loro p1·og1"Cimma dcmclo così cii giovani
una prepcirazione fis'icn che giustifica, le chieste fci-cii.itcizi0nL L'onorevo]e Ccll i, parlanclo contro l' insegnamento cleg.li esercizi militari. nello scuole, osservò che ad usare il /ucile , s'impara in pochi gio1·ni e che q_uest'a,rma cam.bici così spess0< che è int1,tile 'i?nparcire oggi quello che sarèi ·m:utato doni.ani. Giusta l'osservazione. Ma l'insegna.mento degli esercizi militari noi lo clobbiaino consi.derare non tanto sotto il punto, di v.ist.a. tecnico quanto sotto .il punto· di vista morale. Con essi si mira a:d abituare gli ahrnni ad eseguire prontamente,. con precisione e tutti assieme 1m dato comando. ossia ad instillare in essi i principii della disciplina, dell'ordine ed il sentimento degli sforzi collettivi. Così nei reggimenti s'inse,gnano col mass.imo r igore di forme e di con tegno certe· evo1u,.. zioni di piazza cl'arme, cer ti movimenti ehe sarebbero cli. no,.. 38 - ANNO XLVII.
GINNASTICA ll!ILITAR,E
GINNASTICA MILITARE
cumento se venissero applicati sul campo di battaglia; s'insegnano perchè solo così facendo potranno le truppe contrarre quell'abiti1,dine ist'i,ntfoa all'~ibbidienzci che è fondamento _necessario di Sltl.dci disciplina e che, piir di fronte al nemico, le tiene nella memo dei ca1)i quand'anche l'attenzione di questi sia assediatci cla alt-re cure (Regolamento d'èsercizi pe1' lei f ariteria). . P erciò è con un senso di profondo disgusto che noi vediamo come certuni, i quali s'atteggiano a capi-scuola del nostro insegnamento ginnastico, mossi dal!'ambizio~1e ~arsi. vedere a.1 corrente degli ultimi progressi delle. scienze b10log1che e paladini delle mocler:o.è teorie umani.ta:rie, s~g~on~ ~nch: essi la teoria di chi vuole emancipare le energie mchviduah e conseo·uen.temente bandire cl,alle nosh.·e palestre l'insegnamento i~iMare, e con esso la salda disciplina, com.e cose che violentano le l,eggi fisiologiche e che sono le più efficaci per , ev·frare la gioventù. · . La prepa.razione del giov·ane ftl servizio militare coi~s1ste nell'infondergli le qualità :fisiche (resistenza alle ma~·cte ed ai disagi, a ttitudini a supera.re gli ostacoli ed a co_l~ire ne~ .:seo·no) l'istruzione tecnica (conoscenza preliminare cli. quegli b ' . . . ,eserciz i che dovrà poi eseguire nel reggnnento) e Je virtu mo:rali (principii della disciplina e dell'abneg.az!one, ecc.). Ì,a, o·.i nnastica in genere, pur facendo astrazione da. quanto b . . .. j]. maestro può e deve :instillare nell'animo dei _ gwvam sia verbalmente che per me2zo del oanto, serve a svil uppare no1: ,solo le qualità fisiche, ma an che le morali sv~glrnn~lo 1101: ;giovani, colla conoscenza della_pro~-r i~ forza, ~e1 sen~1men~1 d 'indipendenza personale negli d1 moclest1a negl l altn, cli socia,bilità, in tutti. L'autorevole Revu,e cles de'Ux rnondes, a pag. 893 del fascicolo del febbraio 1894, -d.i'ce che l'ed'Ucazione fìsica è la vera base deU'eclucazione morcile e c~i~ tutt_o ciò che f ort'ifica il co·rpo fortifica ad wn tempo lo_ spir~·to i 11 colonnello J ersky, coma.ncla.n.to la, scuola ginnastica di _Berlino, ha scritto che la ginnasticci abitua, la volontà,, a~plicata da principio ad iin' attività, fisica puramente m.acchinale, ci ·divenire a poco a poco cosciente ed energica; Rosseaux aveva
già osservato che più ii corpo è debole più comanclci, più è forte ZJÌ'Ù obbedisce. Come la de-bolezza dei muscoli snerv.a la baldanza doll'anirno, così la conoscenza della propria- energia muscolare· genera il coraggio; ed invero se -taluno sta per a.ffogarsi chi :Si getta nell'acqua per salvarlo è colui che ha, l'arte del nuoto -e la lena sufficiente. Insomma la quantità dei fatti magnanimi si collega strettamente colla potenza fisica di compierli. Saggiamente il generale A. La Marmora, il 12 novembre 1849, nella sua qua1ità dì ministro delb g uerra, inculDava ai comandanti cli corpo l 'insegnamento de1la ginnastica osservando che la gagliardìa del corpo conferisce alla disdplina ecl al valore, che pe1· essei il soldato si distoglie dalla .igncivfo e dalle ignobili pass'ioni dalle quali nasce più fre- . .quentemente l'indisciplina. Gli esercizi milifa,r i po,i sono- quelli che più valgono per <lare· a.i giovani il sen timento della -d,gnità personale ed un bel portamento, per combattere l'apatia morale e patriottica e per correggere la foga dei temperamenti; sono quelli che più e:ffica,cemente giovano per isvihtppare i sentimenti della d.iscipliJ1.a e dell'ordine, I pedagoghi. osservarono che la di.sciplina fra 10 file genera. la discipl:ina fra i banchi e rende i giova,ni più a,ttenti a.lla voce del maestro; ed infatti. come fucin~inclo si diventa foci1utori, così obbedendo si diven ta obbedienti. Questi esercizi che consi.stono, in movimenti eseguiti prontamente e con precisione, in seguito ad lm com.anelo dato, avve-zzano a quell'obbedienza pronta e piena, che cli nulla .chiede ragione. Insomma gli esercizi militari abituano i giovani a restare ,sottomessi alla volontà. d'un solo, si.a pure un loro compagno, per mù\,zione concorde e nobile; dispongono a quelb schietta fratellanza che genera lo spi:l'ito di corpo, ispira.no il rispetto -dovuto alle autorità, ; servono a radica.re nel cuore il sentimento della difesa della patria, a genera.re la coscienza collettiva, cli cui si ha cotanto bisogno in buona pa.r te dell'Italia ; .servono a produrre queWannonia di atti, queWintensità, di .sforz·i neU'eizione. colletti'va che fa vince·re le'°battaglie. (Istru-
di
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GIN N ASTÌCA bl!LITAHE
GINNASTICA lll!LITARE
.-zione m;ilitare della f'cinte·ria, n . 10); ed il dover sentire il comando per eseg11ire il movimento fa comprendere al giovaJ1e ]a necessità d' un'autorità cui obbedire. P erciò sono essi il. rn.igli or mezzo per infonclerè nel giova,11e quelle virtù moral i che in campo sono un fattore dell a vittoria più grande che non quello delle ,,irtù tecniche o :fisiche. E se sotfo il p1,rn.to cli vista :fisiologico, ossia per crescere ii g iova.ne robusto e svelto·, non valgono quanto h 1 corsa, il salto, i g i. ochi, ecc., se da sol.i ·non b.astano per prepararlo al servizio rnilita,re, dobbiamo perciò escluderli da,l nostro inseg11amonto ginnastico ? tanfo varrebbe escludere dalla nostra cucina la c.an1e perchè da sola non costittù sce una buona nutrizione. :~ ci preme nota.re che gli esercizi militari hanno un valore non solo pedagogico e morn,le, ma anche :fisiologico assai più gra,nde di. qu_ello che, gener almente, loro si a.t!:ribu isce in questi an.ni nei qua.li non è ancora cessata interamente quella reazione che si suscitò contro di essi a.l cadere dei battaglioni scolastici. Glie]a r iconobbe una compcten tissima commissione belga, quella in seguito al cui rapporto essi furono introdotti nelle scuole di quel r egno. La ginnastica del puntare, ad esempio, che consiste nell'affen:are il fucile; pori;arlo alla posizione di znint, dirige.re la mira in qualche oggetto, riabbassarlo e ri: petere l'esercizio più volte, non servo a r end~re robusti e destri quei muscoli clel bra.ccio e. del.l'occhio che concoi:rono a farci puntare proritamente e bene ed a mantenere il fucile fermo :6nchè ne sia partito il colpo? I pedagoghi. del Belgio consta.ta.rono inoltr e che gli esercizi milita.ri mentre annoiano i giovani quan do s'insegnano come praticasi in caserma, e non sono d'alcuna utili tà., divengono invece proficui ed inter essa.nti se si !:J,dattano all'età dei giova.ni, quando s'inseg11ano loro a brevi r iprese di 15 a 20 minuti al più, intervallati da ripo·si, da giochi o da altr.i esercizi qualsiasi. · · Ciò spiega il fatto che mentre il presidente clella nostra federazione ginnastica, ha potuto scrivere al Ministero della
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pubbli ca istruzione d1e, gli ese1·cizi mil'it'.a1i provriamente ~leU! incfocono noici e disgusto insopportabile neUa gioventù, 11. ~fosso abbia s~a~pato che i ragazzi s'interessano agl-i ese1·ciz1: che rassomigliano a queUi dei solclciti, il 'l'odaro abbia proclamato in Senato che gli eserc'izi milita1"i sono i più am.ati dai. barnbini ed alla scuola popolare di ginnastica. che ha luogo it1 Roma all'Urto Botanico, dove a,ppunto si insegnano gli eser cizi milita..ri, v'accorra con entusiasmo sia, la gioventù stucliosit che l'operaia. I giovani per la /oro naturale irrequietezza non possono co~1~er\'.3'l'6' a lungo l'immobilità cd il si.lenzio e gli esercizi m1J1.tar1 , se non si esoguiscono con assoluta rigi.dità. cli modo, di forma e di · contegno, non producono .alClm frutto, non hanno serj età, anz i. sviluppano pretensioni. ingiustificate 0 germi d'indisciplina preparando cer te reclute alle quali; nei r eggimenti, si. preferiscono quelle che provengono dai boschi o dai campi pri:vo d'ogni. istruzion e. Così successe in Francia -coi battaglioni scolastici, cli gioconda memori.a, che da.Ile a:utorità militari francesi furo no qua.lificati come scuole cli indisciplina. E con istruttori tanto autorevoli. da, poter ottenere nei a iovanetti rigidezza nei movimenti e nel ~ontegno, l 'immobilità ed il silenzio sull'attenti conserva,to così a l1mgo come s'usa nei reggimenti, gli ahmn i si disgustorcbbero a.lionandosi da questi eser cizi, per ciò anche in guosto caso saJ:ebbe meo·lio lasciar addirittura che essi si di ~rertano, a lo:ro piacime~to. Gli esercizi militari, per essere bene eseguiti richiedono maggior tempo e maggior cura eh~ non quelli di ginnastica propriamente detta, motivo per cui li vediamo r aramente int.rodotti nei pubblici saggi ; ma. ogni qual volta -v i si presenta una squadra eseguendoli correttamente essa riscuote i. maggiori applausi. , Ci ricorderemo sempre dell'en tusiasmo destato da, una squadra di giovani Modenesi che al concmso, ginnastico tenutosi in Genova n,el 1891 ha eseguito in modo inappuntabile una serie d'eser cizi militari; il maestr o che l'avev·~ presentata è così :riuscito ad attirare su cli sè l'attenzione, la sim-
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patia, la considera.zione del pubblico e delle autorità, e fu l)Oi chiamato fL rrorjno come direttore di quella scuola normale e maestro cli quella società di ginnastica. Quella società data cla.l 1844 ed è per ciò la più antica fr a qua,nte ne abbiamo in Italia (veramente pochette essendo solo circa 200) anzi è fra le più antiche d'Europa poichè fra le 6800 della Germania se ne contarw solamente 5 di data a;nteriore alla sua. L'ha, fondata il conte Riccardo cli Netro, un pr ode solcla,to delle battaglie cli Goito e cli Santa Lucia,, il primo in Ita.lia a r eclamare, come scrittore 0 come deputato, una r iduzione della ferma .P er chi giungesse al reggi mento con una data is1p1zione ed educazione militare. Il Riecardi, che conosceva a fondò l'indirizzo che si deve dare aU'insegnamento ginnastico nelle scuole e ciò cl~e si dove niaggiormente. coltiva.re nel giovane pBr prepar'are in esso il futuro soldato, inculcava, sempre l'il1segnamento degli eser cizi militari e non si lasciava sfuggire occasione alcuna per diffonderli nella massa della gioventù. Kel Piemon te, in quegli anni, nelle città s'or ganizz,avano i battaglioni cleUa speranz.a e nei comi.mi ruraJ i i giovanotti sullo pu bbliche piazze pr endevano parte all'istruzione che s'impartiva ai militi della, guardia naz:ionale. F u app1mto l'amore col qua]e l a gioventù delle antiche provincie si dedicava agli esercizi militari ed a.l tiro a segno, l'amor di patria. e lo spirito cli: nazionalità col quale essa éresceva, che fece scegliere il Piemonte come stella polare del n.ostro ri sorgimento nazionale. E d anche nei. primi anni dacchè l'Italia si era costituita in dignità di gra.nde potenza, qua.udo non si er a ancora dimenticato quan to importi ai destini d'un popolo l'a,vere una gioventù bene agguenita, i nostri legislatori e ·le a,utoritlt tutte, civili e militari, ritenevano c,he per consolidare il nuovo · regno fosse suprema necessità addestrare tutta la gioventù nelle evoluzioni militari, nel ma,neggio ed uso delle armi. Colla circolare minister iale 27 marzo 1860 se ne prescrisse .l'insegnamento nelle scuole, in quella del J.8 ma,r zo 1862 si' leggeva : il Governo non può 1ion preoccu parsi ciltarnente deUa
istn1.zione mil,itare clellci gi01Jen,.t ù stucliosa e raccomanda verciò cli cii-rame il rnassim.o sviluppo nelle sciwle. E quanto• fosse il piacere col quale i giovani attendevano a questi eser :.. cizi si può desur.oere da queste parole che si leggono nella, precitata c·ircolare del 27 marzo J 8Ei0: Ciascun alunno che· non frequenti con assicluitèi le sue scuole e si dimostri pocO'
vog lioso, verdi 1mnito col do·1Jersi astenere da.gli esercizi _rnilitcu·i. P iù ta.rcli l'Italia, quando, gareggiando colle altro potenze nell'arruolare il maggior numero possibile di giovani, estese' l'obbligo del servizio militare a tutta la gioventù, e la riduzione della ferma le si impose come una necessità fmanziaria e sociale, emanè> la legge sui tiro a, sogno e quella sulla, gin- , n.a,stica, tendenti entrambe a prepar are i giovani a.l servizio mi.li.tare. · ,· · Oo11a leggq sul tiro a segno si mira a preparare alla coscrizione i giova,ni che compirono il J.6° anno d'et~, :mediante gli esercizi mili.tar:i, il maneggio e, l'uso delle anni; la ginnastica propriamente dotta, non v'entra che come cosa secondaria. La, legge ginnasti ca, invece, la qua1e si riferisce a giovani d i età m inore, dà la, preferenza agli esercizi gim1astici, ma, non dimentica i militari. Infatti i programmi armessi alla legge furono, per disposi'.6ione cleJ.la legge sl;essa, compilati cli. comune accordo d a.l Ministero della pubblica istruzione e da quello della guerra e comprendono, oltre gli eser cizi di ginn a.sticti, l a, scuola individua.le del soldato, il maneggio del fucile, la scuola, cli plotone, il tiro a seg110, le passeggiate milita,r:i e nozioni sui doveri del sokl.a.to, suJla bandiera, sul giui-a.mento, sullo spirito cli cor po, ecc. E si ra.ccoman cla al maest.ro d'a,ver sempre di mira d.i far del giova.ne un va.lido difensore della patria e cli mantenere du.ranie le istruz:ioni la ' più str etta disciplina a fine cl'abitiw.-re gli alunni ci questo,
e/,em,ento tcinto necessario alla conipattezzci ecl al,/,a f 01·za del/,' esercito. lVIa sventuratamente nello stesso modo che i militari quanto più perdura la pace ta.nto più si allontanano dalle cose di guerra (Hohenlohe) così le nostr e autorità, i nostri maestri
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di ginnastica anelarono occupandosi s01n.pre meno degli eser'Cizi mil itari, e quando poi scienziati illustri, che li studiarono unica.mento sotto il p unto cli vis~a fisiologico, li criticarono, allora, come abbiamo·detto,,si ba.udirono dallo nostre scuole e cblle nostre soc.ietà. Come cambiarono le cose da 1. giorno, in cui il Parlamento, su proposta dell'on. Sineo, invitava il Minist1'o dellci gue1Ta ,a concertarsi co' suoi colleghi dell'interno e della istruzione
Se per l'istn1,.z·ione m,ilitcire bastano 20 settimane, come disse nel Parlamento tedesco il i:naresciallo M:oHke, per l'ediicazione m.ivitare, che costituisce il fattore più import.an te della vittoria, non basta la breve forma impostaci da,gli attuali ordinamenti miii tar i. Perciò il nostro esercito forte di ~ milioni o mezzo di soldati, non sa,rit mai. a.ltro che una espressione statistica assai incomoda pei cittadini cl.u rante la pace e punto utile alla patria duran.i;e la guerra, se l'eser-
pnbbl'icn ver addestrnre al miglio1· uso cleUe armi e degli ~sercizi milita1"i la gioventù itçiiianci anche n eU.e scuole
.cizi:o delle anni non v olga in costume nelle nostre popolcizioni, e sogna.tamente nella g ioventù., in tutta la nostra
{22 marzo 18'73), dal giorno · in cui gli on. El.La e lV[ora,na invitavano il Nlinistro della guerra a presenta1·e un disegno
gioventù, fre qlLen ti o pur no le scuole, viva nelle città o nelle èampagn.e. L'eserci:to non deve che compiere quella rudiment ale ecliiccizione che t occci al. pciese cli prepara,rn (Marsclli) . Gli esercizi militari sono eser e,izi di precisione e r ichiedono una vera operazionè intellettual:e per coordinare, ponderare e pTecisare l'azione dei muscoli nella loro esecuzione ; perciò non devono ma;i far parte cli quelle lezioni che l'ora.rio scolastico fissa, ad esempio, por dividere :in due parti tre o quattro ore di sc:uòla; allora gli 0-hmni a,bbisogna.no d'eser- · cizi violenti per far affluire verso le estremità l'efflusso di sangue prndottosi al cervello chn1an te il lavoro in tellettuale ; e la lezione d'eser cizi militari. non sarebbe pro:fieua in causa della stanchezza intellottua.le degli alun ni e d'altnt pa,r te non gioverebbe a sollevate :i giovani dallo strapazzo intellettuale causa.te loro da una applicazione prolungata. Ed è precisamente sotto questo punto di v.ista., e considerandoli come esercizi cui si volesse far i.nvadero tutta, o la massima pa,rte, del tempo destina.to alla ginnastica, ehe si pronunciarono contro di loro dei valenti peda,goglii e fisiologi, dal Guths-Muts al }\fosso. Ma messa la questione ne' suoi veri termini, cioè che colì 'istrnzione militare si mira non t anto a sviluppare nel giova.ne l'energia fisica quan to ad infondergli .Le virtù mor ali, te ·quali costituiscono la parte più lunga e più importante della preparazione al serv.izio militare ; che baskt destinarvi una. lezione per settimana, od anche ogni quindicina (25 a :50 a.ll'anno) e che queste lezioni, trattan dosi di scuole, si devono in massima impar tire in un. pomeriggio in cui non
di legge che rendesse obbligcito1·ici l'istnizione miiitare cla inipcirtirsi in tutti i corriuni del 1·egno, negli istituti scolastici ed in generale nei dì festivi fino aU'età dei 20 anni {19 aprile 1880) !
)felle societit. la ginnastica acrobatica, l'atletica, l'mnoristica soverchiarono la milit;:i,rc. Il Ministero della pubblica istruzione sentita lei necessità di mettere da pa.rte gli esercizi di ginnastica militare, violentando la legge del '7 l uglio 1878 (J.a. quale prescrive che i programmi ginnastici per le scuole · si compilino di comune ·accordo frn i d1Je Mi n.isteri della pubblica istruzione ~ della guerra) ha promulgato dei programmi nei quali non sono pit\ compreso quelle istruzioni teoriche e pratiche eh@ formano la base dell'educazione e dell'istruzione militare. E questi programmi si riconobbero m.eglio rispondenti all'indole clellci gionentù italiana!
M·a, v iva Dio, la gioven tù :italiana per la. sua indole è sempre degna della nazione sulla quale imper a. la dinastia più guerrier a d'Europa e che ha per capitale quella, Roma nella quale le virtù milita.ri sono atavistiche. ,Quei programmi sono un'offesa fa tta. alla gioventù italiana. Colla forma speranza di veélerlo ancora compiuto, malgrado i nostri pochi e. hia,nchi capelli., ci associamo· a.l voto emesso dall'attuale Presidente del Consiglio dei Ministri i11 un suo mern ofah(le discorso tenuto ad Iseo : l'uso dell'esercizio delle armi volga in costw ne n elle n ost1·e popolazioni!
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sia:vi altra lezione che occupi molto l'intelletto degli alunni,. a.llora noi crediamo che nessuno vo1Tà anèora bandirli clallenostre scuole e dalle J10stro società, a meno che non parli basandosi non sui pr.inc:ipii della fisiologia ma. su quelli di certi pa.r tiéi politici. Le istruzioni. militari, ripetiamolo ancor a. una. volta, sono necessa.r ie per infondere nella gioventù il pr:inc.ipio della disciplina. e lo spirito militare ; e sono più altamente ne.cessarie colla. gioventù della :nostra. I talii:1,, la quale ha. contratto con la schiavitù dei secoli tristi a.b itudini d'ignavia e cl'.insu.bordinazione, ossia qualità precisamente opposte a quelle che . formano le grandi nazioni; ta qu.ale ha troppa libertà di stampa e d'insegnamento talchè nelle stesse scuo]e gov~rnat:ive (in alcune almeno) s'innoclù a nei giovani il principio dell'antimilitarismo, clell'i ndisciplina, del. disordin e ; la. quale tiene il primato in fatto d' anarchia. I notr~ più grandi uomiJ:).i di Stato, quelli che con maggior senno· e coscie1iza s'occupano dei futuri destini della na,zione, tutti con cordi inculcarono, ed inculcano tuttora, l'insegnamento della ginnastica militare. Crispi h a detto che è iinci necessità che tutti 'i gio'V(Ini s'addestrino a.Ue armi ed il Bacce,Ui da 20.anni chiede la riduzione d'un a:n.no nena fe.rma imponen.do ai: giovani 4 anni di g innastica milita.re (del 16° al 20° anno). L'essere la ginnastica m ilita.r e da noi così tr asom ata, mentre presso i pop.o li oho ci circondano, e coi quali potremmo da un dì all'altro venire a.ll'urto, è cotanto incoraggiata. e coltiva.ta, d0si;a mm seria apprensione in quanti sanno a'. quale tremenda incognita vadano incontro i popoli che -non· pensano .1;1 coltivare ne.Ua loro giovenLù il vigo,r e,· fisico e· mora.le. Pochi anni fa in Fra:ncia. n umerose rapprese:ntanze di tre· società ginnastiche d'una data regione ed :in It.alia n umerose· squadre d'alunni appartenenti alle scuole elementari cli tre comuni limitrofi., diedero un pubblico saggio cli ginnastica, niilitare. In entrambi i luoghi il sa.ggio era diretto da un ufficiale in congedo, in entrambi i luog)ù lllla squadra (di 30 alunni. in Francia, cli 33 in Italia) ha eseg1.ùto conettamènte de.i movimen ti. cleJla scuola. di plotone · e cli maneggio
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d'arme. In Fra.noia il Ministro della. g1.1er.ra presiedeva il saggio e volle porgere pubblicamente i dovuti elogi agli or- · ga.nizzatori del saggio stesso e segnata.mente a ohi aveva istruito e comandato la detta squadra, cissiciircindoli che Ìncorag gi.e?'èi sem.pre più la loro inizio;ti-nci priuita, lei qiiale così degnarnente· supplisce alla insu.f fi,cie,nw dellci legge. In Ita.lia. invece, dove la legge è a.ncora più insufficiente, quelli che, a loro spese, avevano organizzato e diretto la patriottica, riuscitissima giornata, s'er a.no limitati ftcl invocare daU'auforità superiore una parola d'incoraggiamento per quel maestro cho, no:n. ostante si fosse nel periodo delle va.ca.nze, era. riu-scito ad organizza.re e condure al convegno da una distanza d'oltre 7 c.bilo:rnetri, la, sua squadra di B3 alunni così bene istnù ta e disciplinata. S'usò versò di loro nemmeno la cor- · tesi:a cl'm1a risposta, fosse pure negativa. Ciò non ostante faccia.mo voto e, come abbia.mo già detto, colla spernnza di. vederlo compiuto, che la ginnastica militare r iprenda in Italia il posto che le compete, che continui nella sii:opatia dei giovani e ri a,cCf(Li.sti la considerazione delle· autorità, che s'estenda a tutti gli 8260 c-omuni del regno e· serva d'argine all'irrompente dila'g amento degli spo1·ts e della ginnastica atletica. E non ci si venga ad obbietta.r e h~ d ifficoHà :finanziaria, o, queHa cli trovare nei comlmi r uralì gli istruttori. adatti. La. ginnastica militare rich iede pochi o punti attrezzi, il ma-· neggi.o cl'an11e si può eseguire col bastone Ja,ger e, siccome· non ne fanno parte esercizi di l)ericolosa o difficile esecuzione,. si potrà sempre, in ogni villa,ggio, ·anzi in ogni borgata,. avere un graduato ù1 congedo capftce di impa.rtirla va.ntaggi osamente. Il colonnello Dernè, ispettore degli eserci,j gin. na.stici · nelle scuole di Parigi, proponeva or non ò molto di mettere a lato di ciascun maestro un istruttore mili.tare.
s. STELLA.
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In quasi tutti gli esereiti europei sono -attualmente in or- · ganico e fonzionano delle- compagnie ciclisti, e fu definito il loro impiego cli m.assirnà in ausiJjo alla cavalleria in av:m·scoper ta ; ò quin di a credersi ohe possa riuscire non inut.ile un ·cenno, per quanto succin to, sul 101'0 ordinamento e funzionamento, tanto riguardo al nostro esercito, quanto riguardo agli eserc.it:i dello a.ltr e nazioni. Qq.esto conno sul ciclism.o militare tende a segnalare l':im_picgo p.iù appropriato di queste compagni.e, ecl a, far valutare con esattezza, quanto di lavoro utile esse possono sempre compiere. Per evitare un poss i. b:ile giudi;r,io erroneo, con.viene a. priori stabilire, che colla creabione di. compftgnio eiclisti non si è voluto certamente tentare di sostituire questi riparti alla. cavalleria., ma bensì di u tiìizzarli come fanteria montata che ha il va.ntaggio cli poter portare in linea tutti i moschetti disponibili (non irnmobi1izzando uomini alla guardia delle bici.elette), sia com.e aiuto, sia come cornpl.emento della cavalJ.eri.a 1:1tessa, ed infu1e cli va.lersi di essi per determinate mis:sioni specia.li in cui la notevole velocità e la resistenza ai' l unghi per corsi di cui son.o capaci, ne renclonò appropria.to J'.im.piego. Si. può ritenere che, tr anne differenze di poco riEeyo, in ogni esercito le compagnie ciclisti hanno ordinamento, fon:a, armamento pressochè ugL1.ali, però con: un sentimento d'orgogliQ possiamo dire che come fummo i primi a.cl introdurre nell'esercito l'uso del b.iciclo por i ser vizii cli trasmissione d'ordi.ni (1876), attualmente siamo in testa. agli altri nell'avere compagnie cli ciclisti permanentemente cosf:itui'te.
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Co1:npÒsizione clelle nostre compagnie ciclist-i. - Un ca-pita.no; 3 ufficiali suba.lternj ; 1 furiere ; 1 sergente za.ppa-tore ; 3 sergenti o caporali ma.ggiori ; 6 caporali di s quadra ; 1 caporale di contabilità; 1 caporale cli sanità ; 3 trombettieri; i caporale zappatore ; 18 zappatori ; 3 mec.canici; 22 bersa,g lieri. In totalo 60 divisi in dne plotoni cd nna retroguardia a.Ila qua.le sono assegnati un ufficiale, un .. sorgente, il capora.lo di sanità ed i tre nie.ccanici. In tempo çli o·uerra la forza è r addoppiata e la compagnia è su quattro . o plotoni, incorporando i richif~ma ti dal congedo. Fac1·1mente però si coinprende come sarebbe più conveniente che la. forz a del tempo di pace fosso ug1w.le a quella del tempo cli guerra od ,a l.men.o che la dispa,rità esistente fra di esse fosse cli molto inferiOJ:e. Gli zappatori han no attr ezzi. piccoli che si applicano, al~-e · macchine, : vi. sono 7 pi ccozzini, 6 vanghette, 4 ma.n na,res1, mm pinza ta.glia-fì1i, una chiave Samuel, dei ferl'i a rampon e · pe,r salire sui pali telegrafici, e 4 za,p patori portano ~gnuno4 cartocci. cli gelatina con inneschi : di più i graduati sanno servirsi del telegrafo e l'ufficiale ' ed il sergente della reb-o~guardia possono ~are. qualsia.si ri par aziono ed impian to d1 linee telegrafiche, L'oro·anico delle nostre compagnie è stabilito con molta giustez~a di criterii e in pratioà si è dimostrato 1\ispondente · a tutte le esio·enze dei varii casi. o ' ' Il numero grande cli zappa.tori, il loro attrezzamento vano , e r aziona.le pongono la compagnia nelb possibilità di distrug~ · gerè tratti cli ferrovia, p:iccoh ponti ecc., di riattivare tra~ti di linea telegrafica, mettere in istato di- difesa· qu~lohe p1:- cola località e farè piccoli lavol'i in terra con molta specl_1tezza e facilitf.1,. Non bisogna però credere che tale ·compagnia , · possa eseguire lavori di vero riattamento, t~·anne ~u casi ecce~· zionali, poiohè il su.o mandato ò più spemalrnente q~ello_d1 fare l avori cli distruzione più speditivi e cl.i fac,ile nusc1~a: L',aver asseanato un ufficiale, un sottufficiale e 3 meccamc1 alla retrOQ'U.:clia dà affi.da,mer1.to, (Q l'e-sperienza l'ha etimo- strato) si possa.no riparar.e tutti i guasti che. avvengono ,
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al1e macchine durante le marce, e, mediante i pezzi di :rìcambio che la compagnia porta sempre con sè, mantenere per lungo tempo le biciclette- in stato di fare ottimo servizio. L a costa.nte divisione jn squadre cli forza limitata (otto ber• saglieri) comanda.te sempre dallo stesso graduato, agevola al ca,pitano il comando di ,t utto il r eparto, ed impedisce che esso gli sfugga dalle mani, cosa che in una com.pagni~t cli . cicli.sti produrrebbe il mas'Simo .degli inconvenienti. L'arma.mento cli. tutti è il m01Schetto di cavalleria,· ottimo . per precisione di tiro e molto adatto perchè maneggevole. Col n uovo regolamento che andrà in vigore quest'a.nno, il . reclutamento sa.rà cli molto migliora.fo perchè assegnerà i.e re. clute aUa compagnia si;essa e così permetterà cli pnmdere ottim.o personale della ferma di 3 -a nni . che scelto con cura potrà rispondere ai molteplici e svariati incarichi che si . .dànno alla. compagnia.. La. scelta del pe:rsonale è di importanza massima po,i.chè non è da illuder-si che le compag1ue ciclisti possano ren dere quegli importanti servizii che tutti si ripromettono da esse, senza essere u.11 corpo scelto per la cui istru. zione occorre che nulla sia tralasciato cli attività intelligente, . coscienziosa e assol utamente con t.inua. La macchin a per le 4 compagnie già formate è la Ca1-raro; vi sono però in esperimento altri due tipi di ma.cchine : la R:lelli-R.ossi e la, Costa. Come modello di :macchina pieghevole, il tipo Carrnro ri..:sponcle perfettamen te all'idealo delle maochine militari, ed ha ' fa.tto ottima prova, come pure gli esperimenti che . si sono fatti anche con le altre biciclette hanno fatto apprezzare le loro buonissime qualità. Per quanto riguarda la macchina possiamo quindi essere conten.ti, poichò qualunque sia il tipo definitivamente adottato si ha la certezza che esso sa.rà buono; è da augurarsi però che tutte le compagnie abbiano lo ·s tesso tipo cli mac, chine, od almeno che in una compagnia sia.no tut te d'un mo. dello per avere fa.c.i,lità di- ripararle quando si è fuori di :g uarnigione.
Di compagnie costituite, attualmente ve ne sono quattro, :pr esso il 3°, 4", 5°, 12° bersaglieri; entro l'anno però altre ,qua.ttro sa.ranno completate e poi si faranno le ulti:m.€ quattro ottenendo così d'averne tma per ogni reggimento di bersa,glieri. Per va·1uh:t.ro con esattezza quale affida.mento si può fare sopra uria compagnia cicl:tsti ed affidarle di conseguenza, mansioni adatte, conviene tener presente ciò che una compagnia ben comandata e ben istruita dève poter sempre sa,pe-e fare, ed in nrnss ima si può calcolare che possa.: Compiere pe,rcorsi cli circa 100 chilometri a.l gi.orno su strade discrete e con velocità or aria clai 15 ai 18 chilometri; Sa.por -r apidamente paissa-rè dall'ordine cli nit1rcia all'ordine cli combattimento,, ta.nto colle macchine in ispalla che senza, ad essere a.Uenata. a portar per parecchio tempo le maccl1ine sulle spa.lle ; . Aver tutti i propri graduati sicuri nel serv:irsi di car te topografiche e bene addestrati ad orimtarsi e a saper condurre le pa,ttuglie con arditezza ed avveélutezza massima ; Sa.p er vivere con facilità sulle r isorse locali :in virtù della libertà cho ha di. poterle ricorcare -a nche lonta,no e non richiedere molto por acca.sei-marla; Sapersi muovere con spigliatezza trovandosi a contatto :colle altro truppe e non ttrr ecare mai :ingombro sulle strade; Saper mantenere per lungo tempo le proprie macchine in perfetto stato cli servizio, valendosi · delle pa,rti cli ricambio che porta seco ; · Valendosi dei suoi zappatori, sa1)er coro.pie.r e con specliiezza ope,r e di distruzio:ne d'una certa importanza e saper riattare e servirsi delle linee te]egrafiche e compiere quei piccoli lavori che possono occorrerle per trincerarsi in qua.lche posizione avanzata. Infine, essendo composta di buoni tiratori, saper sviluppare coJ1: profi.tto tutta 1:a potenza cli fti.oco dei suoi 120 moschetti. Questi requisiti indispensabili aJle compagnie ciclisti per il tempo cli guerra permettono di utUizzarle nel periodo di pace con molto profi.tto, e molte volte esse possono essere in-
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vi,atc ove urgo far accorrere un ):e-parto di truppa,, ove un infortunio qualsiasi richiecla un pronto aiuto; jn ogni oasò, insomma ÌÌl cui la sua coler\tà cli marcia riesca superiore a, gueUa dei mezzi cli cui si disponga pBli le ~tltro truppe, ed è ad augurarsi che s ia tenuto presente questo possibile ilnpieg-p,· delle co111pa,g nie ciclisti dalle .autorità sttperiori perchè si darebbe così campo ad esse di rendere qualche seg,mtlato servizio che sarebbe quasi l 'inizio · di quello spirito di corpo tanto fecondo di bene che attualmente aUingo:no, dai bel'Sa-· glieri di cui sono figlie orgogliose. Il nostro regola.mento specifica con chiarezza i pit'.t probabili casi d'impiego delle compagn ie in tem_po di guerra ; prendiamo in esame le modalità; di esecuzione dei principa.li di essi, partendo dal concetto che le compagnje ciclisti sar=J:t,nno sempre messe a disposizione della cavallerja in avanscoperta,. perchÈÌ il loro impiego più adatto lo trovo11aru10 sempre in unione ad essa,. Come pura fa,n te:ri~t montata che può in ogni circostanza podarst in un punto qualsias i del combattimento e far sentire tutta l'infl 11enza dei suoi :moschetti ben a,doperati, la comp1:1gnia è sempre in ca,so di poter eseguire questo mandato perchè, un corpo di cavalleria, incaricato cloll'ava.nscoperta procede nel suo. servizio compjendo mar ce d'avanzata che in media 11011 potra,nno esser e superimi ai 40 chilometri al gim·no, e questo è un dato cli fatto sul qua.le ci possiamo basare s:ia deducendolo da qua:iÙo ha operato la cavaUeria in guerra, sia vedendo praticamente quanto al g i. oww cl\Jggi si fa in tutte le manovre di cavalleria tanto dal nostro esercito guanto da, quelli esteri, e si può sta.r certi che una marcia giorna1iera di 40 chilometri. per un grosso reparto cli cava,lleria è una marcia già, importante, ben inteso considernnclola come dato cli fatto per un periodo abbastanza lu.ngo. Ammesso ciò è facile · comprendere come una compagnia ciclisti potrà sempre sta,re col grosso della cavaJleria, e se iJ tempo è buono e le strnde cli conseguenza ottime,, i 40 . chi.lometri giornalieri r appresenteranno per ta.le ripa,rto un così insignificante impiego di forze, un così tenue lavoro, che i ber-
609 saglieri sa.ra,nno sempre pronti 11 p:restare qualsiasi altro ser vizio, ed. ftppena sar à iniziato i l combattimento potranno, occupa.re queJ'la. posizione che verrà loro assegnata, ath:aversando colla :massima, facilità, terreni rotti e fntstagli,a.ti, percl1è il cicliskt quando non può servirsi della macch ina come mezzo c~i trasporto, in lm attimo se la mette in ispa1la e così ò in otJ ime condizioni· per percorn~J:<3 quahmque terreno potendo yalicare i passi più djfficili meglio di quEtlnnque cava.liere, ecl in ogni caso presenterit sempre un bersaglio piccolo e potrà servirsi dt;1gli ostacoli naturali per riparnrsi ed impiegare iJ fuoco con calma e precisione, pronto a, sp:i are :il mom.ento propizio per ùmontare ,in sella. :\fa, nella peggioro delle ipotesi, quando cioè per una, sequela di giornate riessir~e le s.trade si siano rese difiìcilissÌme ; quando l'incostanza clel tem1'.lo sia dUI·::~ta: ti:~nto da, render<~ la viabilità proprio nello stato peggiore, a,nche ,allora 1a compagnia ciclisti saprà resta.re colla propria cavallea:ia e seguirla, ovm1que e questo lo si può afform are soltanto che si pensi che ta1i compagnie sono formate non solo di bersaglier.i , ma di bersaglieri scelti, senza zaino, a1:mati cli moschetto i qua.li se anche fossero costretti a spi11gere la loro macchina per tutti i 40 chilometri di stn,tda, lo potrebbero fare facilmente, quantunque è a ritenersi che vi saranno sempre dei tratti cli strada lungo i quah si pol.rà, rnontaro in macchi na, che compenseranno ad usura, quelli che forzatamente si dovessero fare a piedi. Si può quiÌ1di indiscutibilmente ammettere che le compagn ie ciclisti pob:amw :in ogni caso seguire i grossi della cava1leria man.ovranti in avanscoperta ed. accorrem ove la loro presenM riu scirà di gran de utilit,à. A li'iaggior conforma di questo possiamo ricordare che quando sotto la direzione del compianto generale P ianel si esperimenta,rono battaglioni di bersaglieri senz.a zaino in ausilio della cavalleria, questi seppero starle tanto a .contatto dà prestarle aiuto in ogni circostanza, quindi a, maggior :r;agione questo ·servizio verrà disimpegnato sempre ottimamente dalle ·compagnie ciclisti. COllPAGNIEi CICLISTI
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Compito più importante e di utilità indiscutibile sarà, il servizio cli sicurezza alla stessa càvaJleria. I n. marcia,, sull1• artorie stradali assegnate a.ll'avanscoperta, si dovra.n.no spingere. le compagnie ciclisti non · mai a distanza, molto grande, ma bensì a 10 o 20·chilom oltre la linea che presumi bi I.mente dovra-nno raggiungere gli squadroni esploran i;i, ecl in quella posizione farle attendere gJi squadroni stess i, pronte a fare un nuov-0 sbalzo appena questi si nrnoveranno. Si può sta,r ce1,ti che compagnie così jmpiegate segnaleran:no smnpr,e con rapiditit l'avanzarsi del nemico e daranno alle colonne sli cavalleria in marcia,, una sicurezza ed una libertà d'azione che permetterà a loro di avvicinarsi in ottime condizioni fd nemico, oppure di fare quei rapidi spostamenti che le pronte notizie dei ciclisti potranno consigliare. :Oi notte, valendosi della prérogatiVa di non far rumore, potranno, mercè l'irraqia:rn ento di pattuglie proteggere i bivacchi della. loro cavalleria impedendo qualsiasi sorpresa. Una cava.lleria opera.nte potrà valersi con profitto delle compagnie ciclisti per farsi :6 ancheggia,re, ed in questo caso ne utilizzerà, la resistenza aUe lunghe marce assegn a,ndole un largo raggio d'a,z'i on.e, perchè coi riposi che in. simile servizio sono natur ali, si potrà tenere montato in sella per sette od otto ore al giorno tutto il repa,r to senut scapito delle forze dei suoi componenti. Utilissimo riuscirà poi far occupare rapidamente detetminate località, dove )a compagnia, rafforza,ndosi potrà attendere la truppa che dovrà, po i effettivamente occuparle. Sva.ria.t:i incarichi sa.ranno an che dati a queste compagn ie per quello che può riferirsi a sorprese di convogli :in marcia,, a. distruzioni od interruzioni di ferrovie, a tolte, a requisizion;i, a prese di .ostaggi ecc., ed in c1uesti casi saran:no ·impiegate come squadroni di ca,vaJleritt isolati avendo su cli _ossi il vantaggio di poter contare soprn una velocità di. marcia tanto .superiol'e. Nell'es.ecuzione di simili speciali inca.richi, la compagnia pr.ima d'ogi1i altra cosa dovr à compiere la ricognizione del p1.mto o località éhe vorrà, attacca.re, e quando sa;rà ben si-
cura cli a,g ii;e con probabilità di. :risultal;o, allora. più cautt'limente che le sadt possibile si avvicinerà a<l suo obbiettivo e l)oi con tutta ra.pidità, energitt ed ardire cerchefà cli compierlo, preoccupandosi però sempre di avere una via di ritir ata che terrà assicurata per mezzo di pattuglie che la perlustreranno nel frattempo che la cornpag1ùa, sta. compiendo il :suo mandato. Da quanto abbiamo esposto possiamo dechnre che la caratteristica. spec:i ale dell'impiego d i queste compagnie, nella generalità dei casi è d'a;ssumere in forrnazioni, vedere, riferire, ma non ] asciarsi. trascinare a combattere se vogliono eseguire bene il loro mEmdato, ed è a ritenersi che avrà compiuto in modo ammirabile la propria missione quella compagnia che saprà porta.r e informazioni senza aver sparato un colpo di fuc.ilo, ed anche se le informa,zio1ù dovranno li_m itarsi a segn aJare soltanto una. posizione, 1ma località, una linea, _oc,eupata dal nemico senza poter dare u n maggior numero di n otizi0 sull'entità delle forze occl'tpanti , sarà sempre da preferirsi alla probabjlitit cli perdere una pftrte del reparto la ,quale non sa.rebbe facilmente rinwia,zzahile durante una campa.gna:. N'on ò con questo detto che sia da proscrivere l'arditezza 11ell'a.doprare simili compagnie, al contrario si dovrà spiega,rne e molta per raggiungere lo scopo di assumere le informazioni indispensabili, ma sviserebbe ,completamente il m andato ricevuto, un repa,rto che si lasciasse impegnare iso: latamente :in un combattimento perchè non potrebbe mai sperare d'essere aiutato e arrischierebbe perciò d'essere c1uasi .annientato prima dell'arrivo dei rinforzi. Giunge:re improvvisamente sopra qualche reparto o località 11emica, aprire un fuoco n utrito ed efficace, fare dei prigionieri se se ne presenta l'occasione, distruggere, mettere lo scompiglio, l'allarme in qu alche repa:rto che si è lasciato sorprender e, minacciare d'inte1iompe:::e delle comunicazioni, sono t utti compiti in cui audacia e valore sono indispensabili, ma altrettanto inclispensa,b ile sarà il sa.persi immediata.mente svi11colare d a, tali operazioni, non sentirsi. obbligati a com-
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,Rierle a . fondo e sapersi l'itirare sèmpi-e iJl tempo per averé 1t. propl'lo repa.rto pro.J;1to a conipiere 1uu~ nuova operazione çh guerra-: in condizioni più favor evoli. Oos.ì. operando, le compagnie ciclisti pqrtera.nno qhei frutti che da. loro s i attendono, ed il loro valore, la loro r agione .d'essere, . l' utilith del loro impiego potran no ra.re volte venir giudicate da. opera.zioni con r isultati bril1anti, ma bensì dalla somma, dei moltissimi sebbene piccoli ma quotidiani 1 vantaggi che pot,1,anno portare, la quaJe rappr,esenterà l'importanza eccezionale del loro impiego. A.hnega.zione, spirito cli sacr ificio, giudizioso ed :intelligente impiego delle proprie forze da, parte cli tutt.i i componenti, e la storia delle compa.gnie ciclisti sa.rà 0oforiosa e cli utilità inestimabile per l'esercito. Passa.le co?ì in r apida rassegna le più proba.bili modalità d'impiego cli queste ·compagnie per qua,n to la pra.tica delle manovre ci l1a potuto dare e pe:r quello che gli studii su ciò che si fa negli altri. eserciti ci hanno consigliato cli espone nelle modeste proporzioni di questo ristretto lavoro, possiamo a ragione r itenere che esse debbano avere una istruzione tutta loro speciale ed accuratissima in ogni. particolare per poter essere all'altezza delle :missioni che potr a.nno avere, e questa. istruzione per la quale si deve spiegare tutta l'attività, deve poi assolutam.ente &ssere tm addestramento quasi co:rrisponclente a,l vero impiego del tempo cli guerra. E ' perciò da desidera.rsi che iniziata con ogni c1ir a la loro istruzione nelle manovre di presidio, si debba poi fare grande uso di manovro interpresidiario, per alla.rgarne la sfera di azione, non potendosi ciò ottenere con le cons11.ete tattiche in cui. si è facilmente tentati a svisa.r ne il ma.ndato col costringerle a tentar e dei combattimenti, e poi perchè è sempre limitato il terreno sul quale possono manovrare. Sarebbero cli somma utilità ordini l)eriodici. ed .an che improvvisi alle comp~tgni.e, di recarsi. :in punti distanti a riconoscere l'occupazione di villaggi , ferrovie, corsi. d'.acqua ecc,; preventivamente occupato da r epar ti di guarnigione nelle vicinanze cli quelle località., e queste· -esercihtzioni. ed altr e di
simile genere avrebb~·ro il. vantaggio d1 avvicinarsi molto a quanto dovri1 fare una compagnia in caso vei·o ·e potranno ·per di più fornire dati rrecisi sul tempo impiegato, suglì i nconvenient i avvenuti durante il per corso, suila entità cleÌle notizie a-ssunte, sulla. resistenza 0d aUenaniento del repar to ecc. .Sarà poi sempre necessaa:io far intervenire elette compagnie alle 1nanovre di cavalleria. esercitandole così 1iella loro missione principale ; e se poi si insisterà, neJle manovre inter presidiarie sopra accennate; si avrù il vamaggio ,cli tenerle tutto l'a.:n.no addestrate ottenendo d'?sperimentarle néUe dive1,se stagioni, permettendo di desumere dati esatti sulla velocità e resistenz·a nelle marcio collo dìverse condizioni a.trnosferiche e nei. diversi st.at,i in cù.i le strade possono trovarsi. E' poi superfluo accennare che adoperando, cli frequente le compagnie c:ic1i st.i si porterà un grain vantaggio a.J:l'istruzione ·sul° servizio cli sicure½za delle diverse armi. Si1n iJj esercitazioni direi quasì che s'impongono, ed è ·a lla stregua dei dati cho esse potranno fornire, che si avrit il modo ·di r-ende:rs i esatt.o conto cli quest<), nuovo istrumento di guerra ·sul quale conviene per ora fare soltanto lusinghieri pronostici. Colle migliorie clte corta.men te saranJ.lo appor tate, col continuo acldestramento delle compagnie, colla cura costante da parte-di 1,utti pe:rchè esso vengano recluta.te, educate, istruite e comandate bene, si potrft con sicurezza fare .un gran calcolo sopra cli ~sso che risponderanno cèrtamente allo scopo per cui furono create. L e nostre compagnie furono ormai sper imentate in ripetute manovre d'avanscoperta di cavalleria e sono orgogliose e liete cl'a ver meritato jl plauso degli iUustri direttori cli quelle ma,novre, tanto che S. E. il generale ispettore della ·nostra cavalleria che con tanta attività si interessò per giudicare l'imt)ortanza di questa .:nuova unità tattica cli guen:a, ebbe anche ultimarn.enfo ad augurars i che siano al più presto aumenta.te di numero, e questo è r elogio più · ambito che le .c.ompa.gnie ciclisti potevano desiderare otten~nclolo da . chi promméiava il su.o alto €cl illnrninafo pa,rere: ',l ,
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solo cli sorvegliare un estesissimo tratto cli strada, ma anche di riunirsi rap:idamente nel punto minacciato ed impedire quegli a.ttacchi cli sorpresa che ·avessero lo scopo · di clistruggere ponti, ferrov ie ecc., e questt1 prima difosa delle n ostrE: coste sa,rnbbe certa.mente fatta. con successo da tali compagnie. Ai militari incorporati sarebbe dato un esperimento a.I loro invio in congedo e fatto l'obbligo di prese.ntarsi a.lle chiamate per :istruzione ecl in tempo di guerra, con una bicicletta cli loro proprietà assegnando loro lm adeguato premio. In. questo modo si creerebbero facilmente quelle sei od otto compa.gnie che sarebbero sufficienti per tm a pr ima. di.fesa delle coste, dando ad ogmm a un determina,to tra.tto da sorvegliare. Esercitandole in occasione di richiamo a.ne armi, disciplinandole con non~1e tassative, si. potrebbe avere .sicurò affi.damento che sarebbero di au-silio potente alla difesa marittima per evitare lm facile colpo d i mano sulle nostre coste· tanto indifese. Non vi è da preoccupa.rsi della dispaJ.·ità, di mode1li di. biciclette che verrebbero a trovarsi in sieme perchè il servizio che debbono presta.re, anche delle :macchin e non pieghevoli Jo possono fare benissimo, e· per la loro manutenzione è r isaputo come clri monta una macchina. propria. la. può tenere per un periodo di tempo relativament.e hmgo in ottime condizioni per la costa.irte cura. che ha di essa. Con questo non si è voluto tracciare un progmmma, per la creazione cli tali cornpag11ie : l'importa.n za della cosa merita 1mo studio accurato e profondo, solo si l) creduto di farne cenno convinti che con ·lieve sforzo si otterrebbe un gra.nde · r isultato. · Una volta che , fossero · create queste compagnie èli r ichiarnàti a.Ile quali fosse affidata la, prima difesa delle nostre coste e che fossero costituite tutte 12 l.e compagnie _in progetto che sa.rebbero destinate in ausilio all a, cava11eria in avanscoperta, a. nostro 1ntrere si sar ebbe cla.to un completo assetto al ciclismo militai·e, usufruendo cli · questo rapido mezzo cli traspor to per tu tti quei benefici che esso può an~ecare a.ll'esercito,
. ~ ~01.1c!us~on~ _quindi l'impiego n ormale delle compagnie c10hst1. e 111 aus1ho aD.a cavaller.ia in avaJ1scopert-a., ma non . è limitato a.lhtiuto che possono darle come fanteria montata perchè in molteplici casi espliche:rnnno ezianclio la loro var.ia. azione con grande giovamento dell'arma, ardita che ha il difficile e brillante compito di urtare pe:r prima contro il nemico. Vedremo più innanzi come presso diversi eser citi stranieri si stanno costituendo compagnie ci_clisti con :m i.ssioni s1)eeia.li che dovranno agire isolataménte, ed a n ostro parere anche nel nostro esercito si dovrebbe pensare a crearne per a,ffidare loro la missione impor i;antis-sima della prima di.fesa delle nostre estesissime coste. Da noi però, tma volta che saram10 co~t~tuite tutte dodici le compagnie in progetto, non è presum1b:l'le che esse vengano aumentato e le r agioni sono molto impor tan e.i. Primieramente le compagnie ciclisti sqno enti che costano molto, e direi qttasi che non è possibile poterci permettere il lusso cli crearne un numero maggiore, ma anche facendo astr azione dalht spesa che scompa.re in vi.sta degli ottimi risultati che esse dànno procurando vantaggi reali all'esercito, vi è sempre il fa tto che esse debbono essere costit uite con personale assolu.tamente scelto, ed è convenien te r jconoscere che si minaccia di voler troppo depauperare l'elemento della fanteria a fur ia di. creare truppe scelte. :Ber saglieri ed alpin i sono già in. una proporzione superior e a quella. cE qualunque altro esercito come truppe scelte, e quando saranno costituite le 12 compagnie- di ciclisti. si sarà giunti ad un Ji mi te che non converrà olt.repa'8sare. 'l'utto induce a credei'.·e che non si potraijJ.no aumentare le nostr e compagnie per lo r agioni su esposte, e pensa.nel.o che le cfodici costituito .s aranno date in ausilio alla ca.valleri a, sarebbe èonveniente costituire compagnie ciclisti con richiamati pratici cl-ella bicicletta., i quali all'a;tto cle,l r ichiamo alle c.1,rmi ~i presen tassero con una macchina di· loro proprietà. L a facilità che avrebbero queste compagnie cli vivere sulle r.isorse locali che permetterebbero loro una. mobilità a.ssoluta, la. lor o rapidità di. marcia le mètterebbero i n condizioni non
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e si potrebbe stare con l'animo .fiden te e tra.nquillo in. attesa del cimento. . Colla, formaz ione delle prime quattro compagnie, la storia delle compagnie ciclisti è inizia,ta, e tutto induce a credere che _sarà cer~amente gloriosa, poiché esse sono orgogliose d'esser ·nate e crosciute nei battaglioni bersaglieri e sentono tutta l'importanza delle pagine gloriose di storia che il corpo di L ama.rmor a ha loro affida.te, e ciò è arra sicm·a, che il p'iu.metto, ,l'emblema santo del bersagliere sventolerà. sempre sul · capo cler cicli.sta come sprone di gloria. Vediamo ora, a che punto si è giunti negli eserciti esteri cfrca l'istituzione di compagn ie ciclisti . . In Fra,ncia vi sono attualmente 4 cqmpagni.e ciclisti: esse presero parte alle ultime grandi manovre e furono as;egnate UJ.1i~ ad ogni divisione di cavalleria. I r apporti sul loro funzionamento ne hanno stabilita la grande importanza. Esse ha-nn o il vantaggi.o di essere sempre di circa 130 uomini. .con 4 ufficiali e 11,el periodo cli guarnigione sono alle dipendenze dirette della divisione tQ1Titori}tle a.Ua quale sono aggregate. Va.rii esperimenti furono fatti prima di venire alla costituziono del1e compagnie. Il generale De] anne fece manovrarr. ·r eparti di 120 ciclisti _fra Reirns-Ohalons ed Eperna is, e fece pure esperimenti con UJ1 ll, compagnia di ciclisti. del genio a . Grenoble ed a Lione, e fu in -segn:ito ai brillanti risultati ottenuti che nel giugno 1901 fu stabilita definitivamente la creazione di. una compagnia, per ogni corpo d'annata, ed esse ver,ra,nno forma.te man mar10 che vi sa.r anno i fondi disponibili. In Fr.anc:ia si stanno atto.almente organizzando anche le compagnie ciclisti di richiama.ti per farle- concorrere aU~, p:rim.a difesa della frontiera, ed a tale scopo risiedono costanten'lente delle: commissioni a Toumau:x - Gap - E mbrun ---:'Briançon - Mont-Doufìn per Ìncorporare quei richiamati che si presentano con bicicletta propria, ed ai quali si clà tm esa:me e si paga un relativo premio, obbli.gando1i a presentarsi alla ·sede cli formazione delJ.e compagnie ciclisti all'atto della mobilitazione muniti -di bici.detta in ott;imo stato di servizi0.
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Si' ern . a;nche studia.to .di formare in ogni reggime\1to di fanteria, un ploLone cli ciclisti con 2 ufficiali, 4 caporali. e 24 soldati per inca.ricadi del. servizio di. sicurezza, ma pare che ,per ora, questa idea sia stata abbandonata. A.ttualmente quin di, nell'esercito francese vi sono 4 compagnie costituite, e si vuol arrivare ad averne una per ogni corpo d'armata, d i più si st,an no organizzan do le compagnie ciclisl;i di richiamati per la prima, difesa della frontiera, e coh questo la Francia ha dato certmnentt-( un la,rgo sviluppo al ciclismo militare. · La bicicletta adottata è la Géranl, buona bicic'IE!tta pieghevole che diede ottimi risultati. In Genna;n ia non si è m1co:ra da.to assetto alle compagnie ciclisti perchè tutti. gli esperimenti fa.U i i quali diedero splendidi risultati tanto che l'Imperatore voUe persona.lmente elogiarli, fuiono fa tti. togliendo cla.i. reggimenti i ciclisti acldètl'i ai varii corpi e formandone delle compagì1ie. Nelle ultime grandi. mano,vre svolte nel terr eno a ca.val.iere de l a, Vistola,, ad ogni. divisione di cavaller ia fu assegna.ta una compagnia ciclisti, e queste furono imp iega.te tanto nel servizio di. sicurezza alla oavalleria, quanto ne l servire per occupazioni di posi7.ioni avanzate e come .fia,n.chegg iarnento di un'aJa. In ciascuno di questi incarichi. le corn.pagnie si dimostrarono molto efficaci e si riconobbe che al giorno d'oggi la cavalleria in avanscoperta può dirsi pxopriamente atta, ad aclempie1:e con successo il suo ri1andato se ha. il rinfonw di compa,g nie cicli-sti e di ba,tterie cli mitra.gliatrici, come furono in que1l'eser cito esperim en tal;e l'anno scorso. Il non aver ancora la Germania costituito le compa,g nie · ciclisti per qua n.to che a.b bia, ri conosciuto il loro effl.cacissimo impiego, deve dipendere dal desiderio che si ha in quell'esercito cli terminare prima la riforma, dei quarti. battaglioni per trasformarli in reggimen ti cli nùova formazione., ma è certo che àl più presto saranno costitui te tali compagnie, e ciò può desumersi da.1 fatto che quando costituiscono compagnie cli manovra, acloprano per formarli, i ciclisti · di quei reggimenti che non intervengono a.li.e manovre, facendo e-ssi così
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Ve n e sono parecchie costitu ite cli 126 u omini tuiti muniti di a,ttrezzi. da zappatore. Il colonnello S avile stu diò l 'orga.nizzazione delle compagnie cli volonta.rii :i quali ad ogn i chiamata si presentano muniti d'wrn bicicletta cli loro proprietà, e per l a quale riscuotono un premio. Furono anche cr eate 8 compagnie ciclisti nei distretti del1'A.frica Meridionale e prec.isamente ad Eastern, Home; Horth, Estern, Vilestern, e queste hanno l a forza cli 4 ufficiali e 115 uomini di t ruppa a,rmafa. F r a. i diversi servigi importami. pre$tati dai r eparti dìclisti nel '.I'raJ1.svaal è da segna.larsi l'annunzio che essi s0ppero dare a.U'avanzarc dei Boeri, prima de]'la, battaglia cli Gleucoe. Bici.elette in u so presso l 'esercito inglese ve ne son o di diver si modelli e tutti come si può crecle:re cli ottima costruzione. E' da notare che in Inghilterra si fa grande asseg11a.men to sulla fan teria montata e quin di per l'éserci.to deUe varie col011ie non si sono costituite compagnie di. ci cli sti permanent'i, r.ite:nendosi che non troverebbero in molti ca.si u tile impiego, e s.i riser vano di crearne a seconda, dei bisogni l òcali E' moUo diffu so invece il concetto cli riu scire ad ottenere il maggior n umer o possibile di volontari.i montati su bi ci.elette. A.i volontarii è affidata la difesa della patria e si vuol ottenere che una compag71ia per ognuno dei 215 battaglioni sia una compag11ia cli cicl isti, facendo molto assegn amento su queste per riunirl e r apidamente e con facilit~i nel punto che fosse minacciato. Calcolando snllo sviluppo enorme che h a jl ciclismo in Inghilterra e sul recluta,i nento specialissimo di quell'esercito di volontarii, ·si pu b ·prevedere che riu seiranno cer tamente a raggilmgere l'enorme numero cli circa cinquantamila ci clisti che però non h anno nulla cli comune collo unità di ciclisti format.e negli altr.i eserciti, trnUanclosi per l 'esercito in glese di servirsi della bi cicletta come semplice mezzo ceJere di t r asporto. Su questo tema che trntta della difesa della Madre Patria per mezzo cli volontari:i montati. in bicicletta, ha. pubblicato recentemente un dottissimo stu dio, il genera.le Sir F . l\faurice.
vedere che ammetton o che i corpi mobilizzati non possono far senza dei loro ciclisti per · servizio di corrispondenza e staffetta, e quindi vol endo adopra.re tali compagnie in caso di mobilita.zion e le dovrannò prevenUvaJ110nte, aver forma.t e. Non fu ancora adottato un tipo un ico di macchina pieghevole continuano gli esperimenti sopra diverse biciclette ; pare però che verrà adottata la bicicletta pieghevole Se:idel e Menrn.an. Nel Belgio s'iniziò la formazio ne delle compagnie ciclisti col costi t,uire p1:csso ogmmo dei quattro battaglioni del reggimento carabinieri una sezione di ci clisti, e con queste si formò una compagnia di 125 ciclisti. che prese parte nel '97 alle manovre che si svolsero attornq a Lebek e quan t1mque fr1 terreno ca.ttivissimo diedero ottimi risultati. · In seguito a qu esti r isultati furono SlÌ.ccessivamcn te tra.sformate le quarte compagnie cli ogni battaglione del rèo·o _ gimento di. carabinieri in a.ltrettante eh ciclisti .. . Nelle ul time grandi man ovre che si svolsero sotto il comando del ten ente generale Ma.rchal, furon o impiegate due compagn ie cli ci clisti, una, ogni. divisione di man ovra in ausilio alla, ca.valleri a e la rela.zion e della, manovra è molto minuziosa nel prendere jn esame quaJ1to fecero queste compa.gnie e const,~tta che si resero molto u tili nell'occupazione cli pont.i o località ava.nzaie; che servirono di :fian cheggiamen to in p~trécchie circostanze e che completarono mirabilmente il servizio cli esplorazione, u sandosi per qu esto anch e piccole pattuglie u:fficia,li cho portarono J)er le prime notizie esatte sul J1emico. Ogni anno il Belgio ne,l bilancio della guerra assegna 4000 lire per il servizio ciclistico dell'esercito. La bicicletta u sata, è ht Belgica, una ma.cchina pieghevol e piuttosto pesante che diede. ottimi risulta,ti. In Ingh:ilter:ra che potrebbe dirsi la patr ia clelltt b ici cletta, essendo usci ta precisamen te dalle officine cli Oonventry (Umber) nel 1880 fa prima :mitcch Lna che detronizzò per sempre il biciélo, si è ·molto generalizzata l 'isti tuzione delle compagnie ciclisti.
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In Ailsiria, i.n Russia, ove si è adottata la bicicletta G ' .. · l · · · e 01a1 c · l ' fi ·, s . con moc 1 caz10111 del eo·encrale Pliontsinsv · · .; , 11,. pa.gna, m vezia, ove fu adottata. la. nostra bicièletr.a Ca· [ ·r·ai·o e . . . · <. .. , neo0 ·1 ..I a lt.n .I:'n1ccoh Stati·· , la ct·ea· ; l 11 · · ·· z ,.one ce e compagn1.0 non è a.n cora·
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IL CERVO VOLANTE Al FORTI -DI SBARRAMENTO
stat~. concr~~ata; ovunque però sono intentati gli stud:ii per ven_n e al p1u. presf·o ad adottare lm tipo cli biciclette ed un ordmamento per i ciclisti. ·
Da, quanto si è su ccintamente qu i passato in rasseo11a s ·a p~rl_and.o ~lel Ti.ostro esei-ci to, sfa parlando degli eserciti str~meri, ·or1e . .-'t·oossrnmo . . ; ·in. co··1· clus1 , . d· 1·1·v cl1e cessa to quasr· ovunque 0
11 pe1 _wdo d e~penrnemo per le compagm e ciclisti, esse sono ~ntrat~ nel _p ieno . p~riodo di prova ed ·hanno ormai saputo render e quei serv1g1 che le fanno p:reconizzare · 1·Ln 1·c· a: U t I·1·b- , ,. . · · . . ·s1me per l 'eser cifo. . · ·
~ra na~urale che in un mom.ento come l'attu~l.e in c11i tutte le fo:·ze delle na~ioni, in cui fotte le invenzioni, tutte lo apph~az ,?~11 son:° 1:°~~e al servizio degli eser citi per renderli -semp1e ~m perfoti1 ,strumenti di guerra, anche la biciclet.ta portasse 11 suo contributo, ed in poco tempo, rnercè l'adozione della macchina pieghevole, qu esto contributo .fu lai·o·J,.· . . " 0 . d SSlm.o e tutto .111duce a credere che sa,r à veramente utile. Tutti ormai sono convinti che alle cornpagnie ciclisti è aperta una via che esse sapranno gloriosamente percorrere.
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Gumo REGAzzr c11,1itano coma,ictante della compa!)nia ciclisti .del 3° regg. bersaglieri
Nella, circolare n . 113 del Giornale Milita re del J899, rife- · Tentesi alle grandi ma.novre che cloveano aver l uogo neU'autu.nno, era detto che si sarebbero fatte esperienze cli palloncini frenati e cli cervi volanti a scopo cli segnalazioni. Da informazioni però ch'io cerca i cli procurarmi su dette esperienze, mi. riswltò ch'esse, ahneno q11eUe sui cervi vo)a,ntj, non vennero fatte. Dei due soggetti io tratterò solo il secondo, corno quello sul q11ale mi fu possibile fan,_; cl~gli esperimenti, 'per venire ad lU1 concreto risult.ato ; quanto ai palloncini frenati dirò semphcemen te. ch'e,ssi potrebbero -essere cl'au,siliio efficaco, nelle segnalazioni, ai cei-vi vol~nti, aJ1zi. sarebbero, in J.inea teori,èa, il loro naturale comp.lemento, non avendo bisogno ~i · correnti atmosferiche per eleva.rsi, ma essenziahnente d'una atmosfera tranquilla; d ico :in linea, teorica, perchè non so se venendo alla .pratica no sarà :possibiJe il .loro impiego n ella misur~ ch'io proporrei pei cer vi, per ]a ragione :finanziaria,. Il cervo volante, impiegato nelle segnalazion i, ha il grande vantaggio cli potersi vedere a grancli distanze, sia perchè sottr atto alla confusiohe con oggetti terrestri, sia perchè librnntesi nei puri spazii dell'atmosfe1:a. E' noto che in altri. tempi il cervo volante ebbe una spl endida applicazione, di cui permangono tuttora gli effetti a v antaggio clell'uma.niUt- Beniamino ].<'ranklin, il :fisi co illu stre, immaginò cli elevare n el seno dell'atmosfera dei corpi con du ttori che potessero r ender sensibile l 'elettricità cleÌJe nubi innalzan do de:lle punte metalliche fisse a c-ervi volanti, le corde dei quali, mu nite di fili condu ttori , permettevan o al p assare di una nube temporalesca, di trarre lunghe scintille -elettriche, ; da questo fatt0 ne conseguì l 'invenzione del pa.rafuJ.mine, ch e veglia tuttorn sulle
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IL CERV O VOLANTE A I FORTI DI S8ARRA~!ENTO
nostre case, sui nostri grandi stabilimenti industriali, sulle nostr~ P?lve~·iere, .~lla vita dell'uomo. E venendo proprio ai nost~1 g:orm,. .e r:1ferendomi all'esperienze fa tte per rendere ~ratica l'apphcaz10ne del tèlegrafo senza fili j\fa,rconi, dirò· che rn esse i cervi servirono per innalzare i fili. del trasmettitore e elci ricevitore, e ciò nella persuasione che la distanza, di trasmissione fosse proporzionale all'altezza dei fili. Si giunse a ~rasmettere e a ricevere chiaramente alla distanza di 40 km., mnalzando con cervi volanti i ·fili all'aHezza. di circa 100 m. In linea generale aggilingerò poi che esperienze sui . cervi vennero fat te in America, a scopo di osservazione mef;eorologiche con grande interesse degli scienziati, ·e dandone incarico a speciali commissioni. In Ger:Ìnania ecl in Austria si studia il cervo volante che si ritiene preferibile per le os;erva.zioni n~eteorol.ogiche al paU?ne libero o frenato, quantunque siasi ncqnoscmta. la necessità. d'ima migliore costruzione. - Le difficoltà che s'incontrano nell'inna.lzare i cer vi volanti sono essenzialmen1e dovute ai brusch i cambiamenti nella direzione ed intensità. del vento; (è noto che in massima però il v~nto c.resce.con l'altezza,.deg.li strati a,tmosferici e sonvi esperimenti fatti con cervi volanti, in cui si giunse a stabilire la. seguent e relazione fra le velocità e, le altezze
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h cioè .il :rapporto delle velocit,à è eguale aUa xadioo quadrata del rapporto delle altezze) ad ovviare alle brusche variazioni · dell'intensità. occorrerebbe avere lrn.a superficie esposta al vento che si restringesse automatica.mente e una diminuzione dell'a.ngolo d'incidenza, c.ioè dell'angolo che il cer vo fa coll 'orizzonte. Si fecero a ta.le scopo diver si esperimenti sia in rapporto al.la direz.ione che all'intensità del vento con diversi tipi di. cervi, ch'io però non st,imo di pra.t,ica. rnili.ta.i'e per la loro complicata, costruzione; nè del resto essi furono adotf;ati. d'a chi fa un la,r go impiego di appa,recchi m.eteorologici, il che fa credere cl1e sieno preferibili i t.ipi che presen tano semplicità di costruzione e facile maneggio. JD realmente, nelle non brevi esperienze che furono da me fatte, coi Jimitati. mezzi di cui disponevo, venni a tale conclusione, r·iconosce11.1do V
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l L CERVO VOLAN TE AI l"ORT I DC SBARRAMENTO
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inoltre che se una ·Superficie piana si comporta. bene sotto l'azione di un vento debole, dimostra pochiss ima stabilità, col vento fo1:t;e, e più e più volte mi occorse cli dare stabilità ad un cervo incurvandone maggiormente la sua super:ficie; ciò però va, a scapito della potenza, ascensionale per la diminuita sezione espostt1 al vento ; inoltre è a ritenersi che ,].'ossatur a più conveniente sia quella che presen ta nel suo complesso un s istema rigiclo. -- In rapporf;o a.ne applicazioni militari tornano in teressanti gli stu~li e gli esperimenti del capitano inglese Baden Powel, descritti nella Rivista d'Artiglieria e Genio del cliçembre '98, in un articolo del 'J.'. O. De Feo intitolato : Notizie s'li-i cervi 'l)olanti. In esso appare che il Powel ha dato la preferenza a,d un ceùo di forma esagonale, ed aeceirn a al · fatto se convenga,, per sollevare un uomo, un gra.n cervo vola.nte o. al massimo due, ovvero un tandem di pjcco1i cervi, cosa che il Powel 11011 potè accerta.re con pratici esperimenti. Osservr1 semplice,;rnente che i piccoli cervi volanti, presentano il vanta.ggio cli e.ssere più :maneggevoli, e se uno di essi rimane danneggiato, non per questo avviene l'immecliai;a rovina: dell'intero appar ato : e clice ,ancora che i grandi cervi invece riescono cli. più facile· costruzione, sono di maggio,re stabilità, e la. :manoper a . di sollevamento è più semplice, non essendovi la complieazione di molte coi:de. E quanto dice il Powel condivido pienamente in r iguàrclo al suo seopo; per quello prefìssom.i però, sebbene abbia avuto campo nella pr ati.ca cli confermare che un solo cervo presenta maggiore stabilifa di un tandem di cervi, cercaì di ti:arre .claJ.le mie esperienze un tipo di faeile ma:neggio con una semplice briglia Et due r ami di corda; (la briglia del tipo esagonale del Powel presenta sei rami di corda.) Eì' che porrnetta il successivo at. tacco di varii cervi 1:tlla corda di innalzamento, in modo da a;vere u.n siste;ia di segnalazione fondato sul numero dei cervi che trovansi librati nell'aria. Nei miei esperimenti riuscii a formare un tandem di 3 cervi soUo for ti venti, nè arrischiai cli più, sia per la localil;à poc·o adatta, foita di alberi e sul :fianco di una collina, sia percbè la cor dicella si sarebbe certa.mente spezzata, il che m'accade più volte anche con sol i
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3 cervi, sia i.n:fine perchè oltre a questo Jimite di tensione dt\lla corda non ne ò possibilo il maneggio (1). Non credo poi sia il caso di qui proporre un sistema di s~gna.lazione, tendendo semplicòmente a <lare un tipo di cervo: si pQtrà fissare poi un sistema di segnalazioni diurne con i soli ce,!'V.i, e di notte servendosj di lanterne a colori innalzate coi cervi stessi : là mia propostit l)Oi si rivolgerebbe semplicemente f1i forti alpiaj , sia pe-r le grandi difficoltà di comunicazione in quei terreni, sia perchè in essi si possono avere mao·gio'l.i. comodità nell'instaJla.zione e nei preparativi che non seguito cli un eser cito, sia infine perchè sulle vette dei monti ove sono i nostri forti domina maggiormente il vento che non al piano, e conseguentemente v'è luogo a sperare che a momento di guerra si possa r.ica.va.re qualche frutto dal lavoro fatto in tempo cli pace. Dopo aver posto molto sommariamente in rilievo l'importanza che va acquistando oggigiorno l'imr iego dei cervi volanti, passo a descrivere e a dare le dimensioni cle;L cervo vola,n te col quale feci i miei esperimenti e di cui prnporrei l'impiego ai forti di sbarramento ; la sua strnUt1n't è per forti venti. tì.ppl.icai il tipo desc.i-itto nell'opera. del ·woglom, . cho è ,il tipo malese; vi ò un secondo tipo, i l. giapponese, cH forma cellula.r e aper ta a.ne ba.s i. Nella .mia costruzione havvi m1a differenza nella curvatura della costola, trasversa.le' suo·o·e00 ritami da.lla pratica, ed allo scopo d'avere maggiore stabilità,. Le costole, ver tica.le e t-ra.sversale, hanno la lungherzza cli due metri e sono di abete; l' incurvamento cli quella trasversale, anz ichè di 1/10, come quella del Woglom, è cli circa 1/7 della sua lunghezza.; l' a.ltre due dimensioni clella trasversale sono di 14 mm e di 18; que:Ue del la,v~rticaùe, di l.8 mrn per 18 rnrn; la maggior clirnensicne della verticale, al.tra clifferenza col . tipo ad.ottato dal \ Vogfom, ha. per iscopo di ottenere la curvatura di 1/7 della. trasversale senza Je,gat,u ra di cordicella o di filo metallico e di una maggiore rigicl'ità del sistema. La fra-
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(:I.) Pi(Ì. pratico di un tandem a se mplice scopo di segnalazioni sLimo il sistema de' cervi inalzati separatamente. ·
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sversale viene :lì ssa.ta normalmente aU a verti ca.le aél ] /5 dalla estremiUt superi ore con parecchi g iri di cordicella.. Conseguentemente dalla figura 1" si avrebbe AG == .DB == 2 m. AO==l/5 2m. ==0,40. OJ.l f' =.::.1/7 2 rn . AD==BA e DG=::::. G.B: queste duo ult.ime egm~glimne si ottengono con successive prove A,CCorciando od alhmgando oppornmamente il filo di ottone di c.irca un miJli.rnetro cli dia.md ro che g ir a a,ttorno al cervo ed ò fissa to a.i qua,tt,ro vertici. La briglia è ferma ai punti O e G avente O E== 1,60 m. ed O E== 1/2 OD circa. O E F' sogna la cm:ùa per l'i1rnalza.rnen1;o d:el cervo. La tela (cambric) viene fissata prima provvisoriamente sui quattro punti i.l B CD stendendola poi in modo ch'essa sia sens ibil roen.te tesa e.la D in /l e ·c1a l i. in B, o l'eì1ta invece da
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.J J ' ~ - 8 ' lJ in C o da C in B, cosi~chè ne,i due tria.n.o·oli DO C e OC B formi sacco; la si fissa quindi de:finitiva,~iente con legature di spago a.i quattro verti.ci e cucendola tutta all'in torno ~ul fùo metallico. L'\Voglom. pr,r la formaz:i.one di uu tandem 1~pjegò d:1e sist~mi che non sono i più semplici; l'esperienza nn suggen quello indicato dalla. figura 2", dalla qua.le si vede che la, corda del cerr:vo n. 1. viene fissa,l'a nel pu nto d'incontro delle due costole del oonro n. 2, cosicchè la conla d'innalzamento non ha interruzione, come non havvi d ispersione della 40 -
ANNO XLVII.
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forza ascensionale del cervo, ugendo essa dfrettamenlc sulla corda tent Lta claffoperafore. Presentando poi la costola tras,·ersale per lo sue dimensioni una certa resistenza alla cm·vatura, può avvenire che incurva.n_clola abbia a succedere lo strappamento delle fibre della faccia esterna; ad evitare ciò, converrà e.lare ad essa successive o crescenti curvature legandola con cordicella fino a r aggiungere quella richiesta cli circa J/ 7, operazioni quesle cho si faranno naiuralmenie a pa1·te e irr.ima cli procedere alla costrnzione de l cervo; con tal mezzo si otterrà. anche })itì facilmente l'e2:uao'li o o anza cli curvn1,nra in tutti i punti della costola trasversale; in ca~o contrario la si dovrà scartare. Un esperimento clie non trovai accennato in nrssun o degli scritti che mi. caddero sottomano, fu quello da me fatto, con pochissima fiducia del resto, dell'innalzamento di un o specchio, cui per un. istante diedi.. la non umile nomenclatura di specchio dcll'im·isibile : fissai alla corda di un crrvo o<Yià sospeso nell'atia, in un modo qualsiasi., uno specchio, inclinandolo sensibilmente sull'orizzonte; tale inclinazionr, dopo di avere portato lo specchio ad una certa allezza, clovea servi re per darmi, mediante ca.n.uoccl1 ialo, la. visione di terreniÌ. ch'io non potevo vedere direttamente; ma o lo specch io fossa troppo piccolo, o fosse troppo oscillante, il folto cerlo si è che nulla potei vedere, e che era completamente sfumata, almeno coi pochi mezzi che erano a mia disposizione, la lonta11 a speranza cli avere coi cervi lo specchio dell'invisibile. Ed infine credo non inopportuno cli porre inn anzi la quesi,ione fma11ziari.a per agg iungere alle cli mosl.rate co1n-01ùenze anche questa : ogni stazione forn i la cli 10 corvi (ogni cer vo costa. l.,. 3) con 2000 metri di co rdicella, un piccolo a rga110 su cui avvolgerla, e qualche lanterna a colori di cui b:isognerebbe fi ssa.re il tipo, non raggiun gerebbe il costo di L. 100: ronsegtienrcmenlc, volendo prr ogni forte di sbarramento porre clue stazioni, cli cui una per l'interno e l'aHra di r iserva o per agire in caso in località ci rcoslanti, si avrebbe cornpl<'ssin1mmto una spesa di circa L. 200. ;E' eYidentC' qu indi il grandi ssimo vantaggio che hanno i cerv i sui palloni. dal lato
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finanziari o e tanto che fino ad ora io credo bastò l'entità della spesa per scacciare il pensiero di porre in ciascun forte di sbarramento un patco areostatico, pur riconoscendo che col pallone frenato si può avere il grande vantacmio dell'osser0 vazione ~ir~tta, con buoni c~m1occh~al i oltre : quello delle segnalaz1om . E da osservarsi tuttaVJa che il pallone frenato ~1on può ~s~ere adopera:o convenientemente ed a lungo quando Jl vento e impetuoso, sia per le forti oscillazioni cui va soa~ . o get' t o, sia per la sensibile diminuzione Ji potenzialità ascensiona.le causata da,ll'uscita del gas sotto fa forte pressione del \'CnLO.
Co11cludendo dirò ch'io non ho fiducia nell'impiego c.J e·i cervi vola.nti al seguito di un eser cito, sia perchè al piano il vento r egn a piuttosto raramente e le sue correnti spessò son r otte da colline, da case, da alberi, sia perchè le operazioni. d'innalzamento dei cervi poco s'addicono alla mobilità e all'azi0ne cel~re ~'l1n esercito, si.a infine percJ1è sonvi altri mezzi prom~ e SIClll"l per la trasmissione di ordini . Ritengo invece possa essere efficacemente impiegato s u Ile nostre Alpi nei forti di s~~nai_nen to, perch.è a confronto dei sistemi di segnalazione v1s1va m uso (band1ere, lanterne) lia il vantaggio, staccandosi dalla terr a,, cli o.ffr.iro facile vista. alle grandi distanze. AaQ"j ungasi le r agioni dianze accennate che in tal caso torn~~o a · favore e cioè il dominio del vento non rotto da ostacoli naturali od artificiali, la stazione fissa e preparata che assicura 1~ o~era~ioni d'innalzamento dei cervi ed infine la probabiJità eh rrnsc1r o un mezzo pronto ed efficace a su perare le difficoltà del ì<'rreno nel momento solenne della })u;,.na nel quale e<l . o ' ' m una guerra in genere, va essenzialmente inteso il suo impiego, che dovrà essere semplice e non limitato alle truppe del forte, ma esteso anche a. quelle circostant-i e con esso concorrent i -alla difesa della nostra frontiera. A LESSANDRO À[.A.RCONATI maggio1·c 8° t·egg. artiglieria
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APPU);Tl E CON SIDERAZION I ECC.
APPUNTI E CONSIDERAZIONl SUI PRELDflNAR[ DELLA GUERRA FRANCO-GERMA..:XICA
Continuazione -
IL -
I ·eai dispensa I I I
LA PREP,\R.\ZIOXE POLL'l'[CA .
. lDsce dal ca mpo della pura, storici rnilita1·e i I :ricer care ]e -cause più remote del conflitto, quelle · c ioè che i fìloso.fì chiamano le ragioni storiche della guerra. D'altra parte esse con.corrono a determinare la. situazione ohe si prende come punLo d i p arten za nello s!,udio di una campa.g11tt o di esso 'J o storico tiene implic itaniente conto nella scelta e nella esposizione della situazione stessa, in quanto questa <leve essenzialmente valere a mettere in luce i I n es,;o che lega fra loro la politica e la, guerra e l'influ enza ch e l a poli t ica esercita SLa sugl i a,pparecchi militari, sia mlla condotta delle operazioni. Secondo questo criterio. sembra ;-;ufficiente il prendere, -come situazione di base per lo studio della carnp à,gna -del 1870-71., quella risultante cl;1lle vi Llori e prussiane del 186G, poichò es::;a segna, con l'inizio di tm.èra novella uella storia della Germania, una minaccia a quel primato che da venti anni la Fran cia teneva in Ji~uropa. E' oo·eneralmonto am.messo d1e da entram be le parti il. confl.itro avesse radice in una q u istionc cl' interesso e d1 sentimento. In realtà, l'unità germanica poteva costituirsi senza l edere 'l'integrità cieJla l?ranc i.a ; i compensi che questa pretenLlcva per permettere cho si costitui sse a i propri confini un
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o·rn,11Cle StaLo cn ~)ace, cli. r ivaleggiaro cml essa, trovarono :fon<larncuto, p iulto~to che in un diritto logico, in mio spiri to di prepotenza, deriYante dalriclea cho l"ogemonia franC'cse clowsse durare eterna cd incontrastnLa,. ~el naturale sv1Ju ppo de l Jn, Germa ni a, una gn01-rt1 d'aggressione 11 011 era indispensabile. sebbene fosse utile per cementare l o forze divise; ma diwnin1 ·111eYitnbile dal momento in cui la F'rancia, spinta d,1 lll1 sentimento esageralo, si Yed cva col.piln tla u n da1n10 piuttosto mornlo che materiale e non ~i 1~?s!r~v~1 dispo~t-.~1 a to llerarlo. Speli aYa, perciò t11la Francia 1"1111111ah va poi d 1ca, come la Germaui,1 era dcslin.ata, p~r ragion i opposte, a suhirla; m a. ne veni.va la l;onseguenzn che l'aggredito si. scnti:;sc pi.ù direi Lètmen te e più g n weniente leso, nell'interesse e 1w l ,;entimenlo, che non fagg1:essore . l,c condizioni generali delrEuropa, nel momt•nto in cui la Francia si acciugcva a 1:ivenclicaz icmi ch 'essa riteneva lc,gii.timc. non ·erano sfav<;r evo li a l 1ft po litica frn 11 cc5e, in qnantm·hÌ' prosenrnrnno elementi che. ahi_huenre _sfrutiati. anebbPro potuto condurre a soffocare h1 Uerman 1a nascente so~ I.o la stretta cli una coali zione, in cui /l/"l l'ebbr.ro ciii rate F n 1nc1a , Austria, Italia o Dani n1u1-ca. Offrendo a ciascuna quelle sodoisfazioni che rispondcn1no ai rispetti,·i imeressi, disinteressa,nd.o la Russia mediante concessioni i n Polonia ell in Or iento, non sarebbe st;ato difficile lleterminure una situazione a:,;sai pericolosa per i vi ne itori di Koniggriitz, ma all nn patto : elle a questo fine si fossero rivoHi t nt ti gli sforzi ùella tlip]omazia francese, senza scos,.;o e senza precipi tar. io11e, con costante f<:> l' moz:-:a e uon 1111 pensi0ro nettamente delineato. . . I1wcce la politica di Napoleone ITT ebbe per carattenshca la contraddizione. ·Consrguire ingrandimcmi territor iali con me:,,;:,,;i pacifici; incoraggi uro lo svih1ppo dcl'le na;;,io11t1lil;.;i,, 111a impedire a ll 'Italia di occupar e Roma e a lle due grandi frnzioni della Germania di riunirsi in una sola unità; pre(,li<·are il princij,io delle annc;;sioni secondo il volere dei por~li ~,rJ r1spirare a d 11nire alla l.<'ranci a provincie tedesche, o svizzere. o magari soppri nicrc la nazionalità ùelgc1; sostenere i I
SUI PRELlM!N ARI DELLA GUERHA FltAN CO-OEllMAN ICA
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APPUNTI lI CONSIDERAZIONI
suffragio universale e negare al popolo spagnuolo il diritto di eleggersi liberamente u.n re; seguire, nonostante gli jnténti. pac.i:fici, urnt politica bellicosa senza apparecchiare mezzi adeguati: ecco le più salienti contraddiz.ioni che rendevano in certa la direzione della politica di Napoleone III all'estero, nella stessa guisa che all'interno egli tentennava fra le tendenze ultramontane e quelle liber ali. Si aggiunga. che le sue idee erano notevolmente diverse da quelle di Napoleone I, che egli credeva di rinnovellare. n sogoo cli Na,poleone I, fi.n<J dal 1806, era quello cli ristabilire l'impero di Carlo :Magno. « Io -voglio, diceva egli talvol ta, a.rrivare al punto che .i So« vrani d'Europa siano costretti a possedere tutti un palazzo « entro la cinta cli Parigi; e che all'atto della. incoronazione « dell'Imperatore dei Francesi, essi vengano ad a,bifarvi, ad « assistere alla cerimonia e a renderla più imponente con l'of« fo:rta del loro omaggio» (1). Vero è che questo sogno non era mono chimerico di quello cli Napoleone III; ma a.imeno Napoleone I non si lusinga.va. di potere ottenere lo scopo pacifi camente ecl aveva l'idea chiara che l'esecuzione del progett0 non poteva basarsi che sulle bajonette e sui ca.nnoni. Sa,r ebbe sta.to necessario che ai sogni chimerici cli Napoleone III facessero almeno equilibrio le vedute pratiche de' suoi ministri. Invece, nè il Drouyn de Lhuys, partigiano della guerra fin dal 1866, e caduto col trattato di Praga, nè il 1:Wuhcr e il La Va.nette, che avevano nella diplomazia francese l a stessa ilJi:n'iitata :fiducia che professa vano per l'eGercito v.inci.tore cli Solferino, nè infine l'O]Jivier, jl Gramont e gli altri :rnernbei del primo ministero liberale, avevano precisa coscienza della situa:&ion.e e chiara visione dell'avvenire. Specialmente gli ultimi, ~tvevano una sob e gra.ncle preoccupazione: la popola rità; e a questa dea infida tutto sacr.iffcarono, lasciandosi trnscinare dall'onda dello spirito pL1bblico invece che adoperarsi a con tenerlo e guidarlo. E nemmeno essi potevano scusarsi con. l'ignora:nza dello cose, dacchè l'ambasciatore Benedetti e l'addetto militare Stoffel disimpegna-
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rono sempre con scrupolosa esattezza il loro, serv!zi~ e forn irono continuamente al governo precise infonnaz1on t. . E lo spirito pubblico francese, o meglio parigino, er~ a_gctato dalle stesse contraddizioni che erano la carattenstica d.el governo jr.o.periale. Dopo il disastro, so ne volle a.ttril~uire tutta la coli)a, all'Imperatore, il quale avrebbe voluto ristabilire il prestigio deHa pericolante dinastia cm: una-_ g;~e1:ra fort unata : ora, se 0 vero che. anche questo pensiero clmast,1co concorse ~ detonn.ina,re la, guerra, non è men vero che l'Imperatore era per natura e per pri ncipio alb gu~r~·a av:,erso e che alla o-uerra si giunse non sol.o per 1 mcosc1enza dei mini stri ~ por la debolezza mora.le, e ftsica di ~apoleone III, ma per l'intempera,nza popolare, esattamen~: nspecchiata dalla leggerezza con la qua.le i r appresentan~1 d.el po~ polo, pr.i ma di votare i crediti p_er l_a guerra,, esa.mmarono ; documenti che alle sue cause si nfenvano. « A. volta a. volta indifferente ed appassionata, la, nazione « s'addormentava. .ana sera sognando la, rivincit~t di Sado,~,a ; « ma, al mattino torna.va agli affari, ai piaceri, e persmo « tal volta, s'i1~clispettiva quando sentivtt parlare _ eh gL1erra, di « preparativi, sopra tutto di spese_e di anna1~~nt1 » (1). . . Ncnnncno si può dire che i soh responsabili della, cont1m~a resistenza a concedere i fondi occorrenti per le nece.'>sane riforme mi.litari fossero i rappresentan.ti dell'opposizione, ct1pitanati da 'rJiiers, Ji'avre, Simon, Gambetta e Rochefort ; questi non formavano che la minor anza e . per conség~enza incombe a questo riguardo sui loro avversan una non. minore r esponsabilità. . . , :E il ·paese subiva la tirannia eh Parigi, dove, la v1ta della soci.età trascinavasi « nel vuoto cli ogn1 profondo sentire, nel« l'artificio cli c~nvenzionali relazioni, n elle supedì.cialità di << esteriori bisogni, nell'abbrutimento di m.ater:ia,l i inter e_ s_si... (< Corruzione nelle amministra.zioni, venalità, nelle relaz1om « socia.li, negligenza ;negli a:lf ari, confidenza illimitata, nelle « proprie forze, e disprezzo fr ance.se per tutto queilo che non (i)
(!) 11/èmoires de Madame de Rémusat, Il, 2,6.
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SonEI., .J/i.st~ire diptom.atiq-ue de la guerre frmico-aUemande, I , 30:.
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A PPUNTI E CONSI DERAZlONI
SUI PltlsLD!I NARl DELLA GUERRA FRANCO- GE l!MA r;ICA
« era fra11cese » (1) ; qual meraviglia, sogg iunge il l\farselli, se in questa atmosfera 11011 siansi formali nè uomini di Stato. . J1è genomi i ? E nepp11re, dopo ciò, sorprende che a i clamor i. cli piav.za e a ll e fanfa l'611atC', le quali precedettero a Parig i la d ichiarazione di guerra. non abbia seguilo poi <1uel genera.Le l'ni.11 siasJ11() c he Napoleone IIL si aspettava o che sarebbe staLo naturale se I.L situazione non fosse stata la conseguenza d i una esplosione inconsicleraLa del tradizional e cha,urinism e fnmccse; sta di fatto che i prefetti ora110 obbJ igati .~ rnosl rnro all'Imperatore il paese piit rassegnato rhe entusiasta e che elci d ipartimenti, Il) soli n,pparivano panigi a 11 i dè1h1, g ul' rra, 137 erano incedi e 34 'l'ilnttanLi. Nelht stessa Parigi, tra i l etierati e g li studiosi ln tristezza era profonda e i tirnori erano viviss imi . Nel momento pi ì1 gra ve, quello che cloveva tlcf'icl erc della pnc:e e tlella guerra, si manifrstarono le ultime contrncldizjoni, le suprcnw leggcrc:1.7.e. Il m i11 istro O-rah10nt ass icLu-ava che ci sarebhC'ro state alleanze, co111e il mi ni stro Lrhoeuf assicurn,,·a chr sarebbe st,ata prnnta, in tempo, una for:;,a suffi cien te per passare il r{)t1 n11e. Nel farr a,;segnamento su ipotetiche alleam1e. non sancite da lrattnr i stip11 lt1ti i n precedenza, la J•'ranrin conmwtteva un er rore nn.afogo a qurllo e.Ile aveva commesso l'A ustria nel 1808, quando dichiarò la guerra a Xapoleone I. Clii bene osservi, trnva una certa similil11cli11 e fra le d 11e sitllfl.½ioni politiche o per fetta co1Tispornknza tra i risuHati. Anche r. \.ustria a ,·en1 allora iniziato Jr ostili rii, senza essersi assic1n:ata de l concn l'SO drlltt Prussia 1CJ degli a l tri. Stati. della Germania. sperando di t rasc i11ètrli alla guerra contro la Francia mediarne mm Yigorosct condotta delle operazioni e fidando ju m1.a pri rna- vitl'oria; rn a le giornal e d i Rat i:;l.Jona ;wr,·ano fatto ben pre,,to snrn ire le speranze aust ri tiche. allo str,;so moclo ehe le battagl il' di \Voerth r cli Spi chere11 dovevan o, nel 18 70, mandare in forno le spenu1ze francesi . Così è : a Ile nm!Psime C'U use eurrispo11clono, cl i sol ito. i mede-
simi effetti e cla ciò deriva appunto l'u tilità degli stud i storic i. Compito della dipl omazia fnmcese nC\lle difficili giornate d i lnglio sa reblle stato quello di l'cgola l'O la propria, concloUa i,1 modo che f e:-:erciro a,·psse an1to t<•mpo di eompletnrsi e dt r adunarsi scrondo il disegno Llelrim peratore ; ma perciò oroor:reva a nzi lui t.o u tm perfct! a conosccn:,m • delle conclizioni de'll·e&crcito. <' questa mancava nello stes,;o ministro della O'Uernt. ::\Iancò i n.oltrc nel go,·rrno, come nrl paese, la, calma ; b . lo stesso Imperatore, tentennnnte iTa In pace, C'he <'nt He' sno i gusti, e l~t guerra . che pareYa necrssaria alla dinasl ia, contribui n ni a11tc11cr viY,t fiu o alL"ultinw r1u el la contrnd<liz ionc, per cui non s i osava prnced en' a preparat i,·i m ilitari, mentre si seauiYa una l)olitil'a C'hc eonduce,·a. inc,·i1abiln1l'nte alla n g 11errn : la prepa.ra:;,iul1 e p1.Jit ica in flut J>er ciù in n1oclo sinistro sulla preparazione militare.
(I) .llAusn u , Gli avvenimenti ctet 1870-71, I, 13· 1~.
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I n 1>russia, la siin11zione creata dall8' campagna del JSGG si presentava d ifficile sia a li. interno, sia al l'estero. La vil toria riportata sul cnmpo di battaglia awrn appit1nato, è vero, lnlune ditli.co ltà, principrt'l issi111 a, quolb de l di ssidio clic si prolnnga ,·a da sei anni tra il R e ed il J\trlamculo per la qui stione delle riforrnr m ilitari ; ma !4li animi 11011 rrano con cordi e B:i.smm:ek inco11b:avu 0stacol i acl 1>gn i piè sospint o. 11 R e G uglielmo non rr.1 sempre in:;ensibilr a Ile prl'~sioni che esercita"a sn d i .lui la R rgina A11 g ustu ; il partito mili tnre 11011. crcclcva d i uvrn• ottenuto, n ell' ultima campagna, sul1ì cienti soddisfazioni : il partito fcudnle si oppo11en1 in Prussia ai disegn i rnilitflri dr•I c,11 1C'e ll ierc, non. meno riL c1uanto lo fa cèssc negli Stati cl('] la Ot~rrnania drl Snd; ttH'este;o ferveYano 111ttora rancori <' diffi,lcnzc Yerso la nno,·a potenza rh<' s i andava af°fl' l'rn ;rn.Llo. }[a Ottone di Bismarck aYeYa chi aris:; irna la p<'rcezionc delle cose, sapeva nrl 1amenl<' ciò che voleYa e tenacemenil', fortom eute vo leva. Per qua 11 ro fosse prnde11 lr, frecl1lo, ea.lL:nlatore, sapeYa anche o..;are a tr n1po. Fino dal 1839 egli dice,·,1
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APP UNTI E CON SIO!i: H.AZIONI
che se la Germania voleva costituì rsi ad unità, doYeva mettere« moll·o ferro e molto sangue» n elle mani del Re cli Prussia; nè mai egli deviò dallo scopo, clis:;imulando, all'occorrenza, i suoi veri seùlirnent.i e facendo credere Lanto a l Re, quanlo al popolo, che egli operaYa puramente e semplicemente secondo i l oro desideri. Ne ven ne elle nel momen to in cui K apoJ.eone JlI, calcol ando cd agendo « secondo i ricordi « dell'alleanza rennna, alimentati dal contegno di aJcuni mi« 11istri della Germani.Et occiJental e e da. influenze ultramon« tane» (1), credeYa cli uTtarc contro Ja P russia isolai a,, si trovò in vece cl i fronle tutte le forze annate tedesche; e ciò in apparenza p<'r impulso spontaneo, ma in realtà, perchè la politica, di .Bismarck avevtL opportunamente pre(l_)a,rnto il lerreno. Gli im bant,7.~i i11 un i trova vasi invol ta la F rancia, agita :;.t L!r.lle quistioni intrrne ed u scita appena allora dal hmgo ·'.' lal1erioso periodo cl.i gestazione de l reg imo costi tuz iona 1.r~, il rinascere pit'.t virn del particolarismo degli Stali minori cle1b Gorrnani a, la tema. <:he venissero poste i11 ado le ri<luzioni nel sen-izio militare ch iesto dal partilo particolarista, l'a,•ere il proprio cserci lo pronto, i n p ari.e composto. an cora dr i veterani del 18GG, la circoscan~a cho la legge militare do,·eva essere sottoposta a rovisione l'a nno successivo, mentre la Franci:1 non aveva :fìno allora sentito che in piccola parte i vantaggi della legge militare del 18G8; eremo allrettanle circostanze elio rendcY . rno pe-r la Germania oltremodo opportuna. la guerra nel luglio 1870. ~e nacque naturalmente la supposizione che questa guerra fosse stata sc ientemente provocata dalla Pntssia, per <1uanio le tipparcnze rigetfassero su lllt Francia la responsabilit~t llclla ,lJl'OYOCa7.ione ; e il duca di Gramont contrib1.1l ad avvalorare quesia congettura co11 l 'accenna,r e ad. tma lr.ttern scritta da Bismark a.l maresciallo Prim sul principio del J 870, nella qua le sarebbe stato accennato « che « Jet canLlidatura del p ri 11cipe Jlohenzol.lrrn eht in sè slcssa
SUI PRELIMlNAlll DELLA GUERRA FRANCO-GEllllANICA
rni 'eccdlcnte <.;osa , che non con veni va abban<lonarl.a e che. « ù1 un dato momento. poteva, riuscire oppo1iuna, » (1) . negli.scri Gti postumi, Dismark non solo smentisce questa, frase , ma c1 aYverte che i rapporti c:he un Re cli Spao-na di sanrrue tedesco avrebbe prinuipalmente pofuto favorire :i-a.no, scco~clo l e sue preYisioni e le sue speram1e, « rapporti economici, anzichò politici» (2) . Egli teneva la candidatura Hohenzo lJ ern per «. o~)portt'.na », ma non « a. un dato momento», bensì prr princ~p10 ccl m tempo di p ace. Egli non si comportò di nan7. i aJ. n1ov1mento spagnuolo in modo da disinteressarsene, ma considerò da,p prima ht q u,istione com.e u11a faccen da esclu sivamente spagnuola e non in! ravide subito lil possibilità che ne nascesse iJ. casus belli. Sol o quando il gabinetto fra ncese si permise di domandar conto alla' politica prussiana dell'aeceLtazionc della corona spagnu ola. p er parl~ de'I principe Hoh~nzollern, egli capì clte oramai non si doveva pitt retrocedere di.. un. sol. passo senz~ rinnovare la vero·oo·na. di Olmiltz :, e C'on o o c10 s1 spiega la sua disperazione la sera del 13 luglio, quanth. temeva che l 'imprudenza del Re, troppo proclive a tr atb1re personalmente gli. affari, avesse mandalo a vuoto la fortunata occ~sione, esponendosi « agli spuJ.orati manegg i de ll'amba« sciatore francese senza quei ripari cli cui è e i rconclaca op« portunamentC' la. Corona, >, . Kè vi è ragione cli pensure clic in. quostn sua clichinrazfone Bismarck. non sia sincero, dacchò egli. stesso è pronto a confrssare cho con l'abile nlteraz ionc del d ispaccio cli E ms gimise nello stesso tempo a forzare la mano al R e e a suscit,11·c quell.'entusias.mo n azion ale per ìa guen a, che riuscì così inaspet.tato ai Francesi. Ciò avvenne perchè « era la forna 1.0d.osca elle ritrovnva « ~duci.a in sè ~tessa; era la seduzione che esercì ta. una poli« tica for te e ri solu m, qua ndo ò coronata dal successo e 8 i « muo\'C ll1 mm. cercl1ia logica cd onesta» (3) . ~cl 186u: «
l
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(l ) BtSltAIICK, Pensieri e ,·ico·r dì, Il, 79. (i) GnAMONT,
ora:
La Pr11,1ce et la />resse. 20-21.
Pen.sieri e 1·icorài, Il, i6. (3) l.l1su AilcK, Ptnsieri e ricordi, 11, S5. (2) ll1SMARC~,
6/16
SU J PRELIMINARI DELLA GUE &RA FRANCO-GERMANICA
APPUNTI E CONSIDEXUZJONI
tichiamati. avevano ragg.iLHl.to le bandiere con mura rassegnazione, ~erchè _la_ guerra contro l'Austria, basata sopra mm, semrhce qrnst10ne d'interesse non compresa cl.ai. più, non e_ra popolar~; ~el 1870 invece si risollevarono nel popolo tutti 1 senfarnent, eh fierezza e cli odio che ave-vano radice nei ricordi. n apoleonici. 1806 ram mentava il danno e la ve1;~ gogna clelht con qui sta sub ita ; il 1813 il saài.fi.cio e lo sforzo generoso che condusse alht. guerra, cli libern½i one : il 1814 l a vi>ndetta e la vi ttoria. Lo scoppio rlrl la. g uerra n~l 1870 ~orprcse _i con;aél.ini i~ pie~la miet i. tura. Vedendosi stra.ppati à.i cam1H da,ll aggress10ne HtaspeUata., essi. non esitaron o a eorrcre sotto le ba n.d iero, ma giurarono cli fare scontare al nemico J'acldio che dav~no alle famiglie piangen t,i. 'I'utti erano persna,s , che orama1 s1 trati;ava, come ai temp i di Napol~one I, di unii. l. otta ])l~r l'esistenza; e consci del danno che avrebbero suhìio se fossero stati sconfitti, i 'l'ecleschi erano decisi a. gravare l a mano, se vincitori . La .lotta acquistava così ine~ v itabilrnente il carattere d i guerra a, fondo . · , Abbiamo visto eome il duca cli Gramonl; si fosse l asciato tnure in inganno dalle inesatte affermazicmi del ma resciallo Lrboeuf circa. Jo stato cli pre,parazi.one dell'esercito fran cese. l>otrebbo taluno pensare che nel concedere an·aJoo·a fiducia al le assicurazion i del maresciallo l\f:oltke, Bismarck sia stato semplicemente p:iù fortunato ·del mi.nist.ro francese. In rea.ltà non è così; egli sapeva a che at tenersi anche in. virt.ù cli uu retto apprezzamento personi!lc, ed anzi era per natura propenso a dimi nui.re pini to~Lo cho ad esagerare il valoredello st.nuncnl.o di guerra che la Gerrnania possedeva. 'l'uttavia, egli dice, « eh fronte alle spiegabili e giustificate !~Siki.« zioni nel prendere un partito decisivo, la voglia cli cornba.t« tere e la giovialità battagliern d i }[olt.ke mi furono di va« li do aiuto 1_w.r .decidermi a porre effettivamenti? in atto l a « pol~tica, che io ~:re~leva nece;saria. N.on cosi nel 1867 ·a pro«p os1~0 della qmst10n e del Lussemburgo,· e n el 1875 e pit'1 « tardi ..... , ncUa convinzione che anche le guerre vittoriose « possono sola.mente essere giustificate q uan~lo sono imposte «<,.· non si possono vedero le carte in ma.no alb Provvidenza
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-~<·a tal segno da anticipa.r e lo svolgimento dei fatti secondo « i propri cal coli}> (1) . Ed in queste parQle del grande uomo di Stalo, eh.e rispec.ohiano il perfetto equilibrio delle sue facoltà in confronto .della incoscienza del m inistro Ollivier f~vven tLLrantesi nella guerra a, cu.01· ieggiero, stft il più alto insegnamento politico e morale che noi. possiamo trarre cla,ll'esame dei: precedenti diplomatici della guerra franco-germanica. La gra:nclezza di. Bismarck sta principalmente in questo : l:be egli seppe .creare una situazione Ud e, ohe l a. preparazione polìti<.;a della · guerra riuseì quale ordinariamente si può aspetta.re quando il govenio dello Stato e l a condotta degli eserciti si trovano .affidati alla stessa person a, eome fu con Alessandro, Cesare, Federico e Napoleone, per non citare che i maggiori. In Prussia, la supre;rna autorità politica e militare era bensì concentra.la nelle mani del Re; ma in reaWt le par ti. ora.no po i. sud.divise tra. Bismarck e Mol tke. Ora B 1smarck ebbe ta.nta. fermezza, tant.a ab ilita, tamo ingeguo che potè fare prevalere -inJerarnen te iJ. proprio pensiero quando alla politica spetta \;H, il primo posto e fa.r convergere vérso la rnèta Ìuminosa ehe si .era prefissa iJ He, il popolo, l'eserc:ito. Un'uHima con siderazione. Napoleone I ripeteva spesso : . « /aut que les femm,es ne soient 1·ien ii 11w Cour; elles ne « m:ci-imeron-t point, rnais j' y gcignerai .du 1·epos » l2). I nvece non mancarono a Parigi ed a Berlino, n el 18'70, le in:Huenze femminili.. L'Jmperatrice Eugenia, frivola e romantica, sobbillata da i gesuiti, sogna.n.clo nn'a:Ueanza delle razze labi1e .cattoliche contro J.e ra.zze sasson i e protestanti., spingeva, ali.a _guerra, Napoleon_e III « con altrettanta. leggeJ:ezza che buona « fede}> (3) . Per contro la Regina Aug usta si adopera.va con tutta l a,inf:luenza cli cui era capace a far prevalere nell'animo .del vecchio Re Guglielmo le proprie paure donnesd10 e a com-. primere quel potente sentimen to d'onore c:he egli avevil ereditato da Federico il Grande. « Mi racc.o nbuono, seri ve i.l
n
{i ) BISMAJl(:K, Pensieri e riCO!'(Li, li, 89. (2) 11/émoires de Madame de llèmusat, Il , 37:l. (3) SouE r, , llisloire dtplo-maliqu.e ecc., I, 75-7ò.
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APPUNTI· E CONSIDERAZIONI
Bismarck1 che la Regina A.ugusta, prima. della partenza. « del Re da Ems per Berlino, lo abbia scongiurato, fino a.Ue «'lagrime, di evitare la guerra in memoria di Jena e di Til« sitt. E credo che la cosa sia · vera,, proprio fino alle la« grirne » (1). Era gli opposti sentimenti delle cl.ne Sovrane, ugualmente contrari ai rispei;t,ivi interessi, prevalsero quelli be:1licosii dell'Imperatrice Eugen'i a; ma i fatti misero in luce una volta. di più il valore della massima seguita da Na,poleone I. «
III. -
LA
PR'EPABAZIO NE M ILITARE .
Gli stessi motivi, le stesse contraddizioni che impedirono· , in Prancia la preparazione politica, della guerra, · ne os!lacolarono la prepa,razione militare. A.llo stesso modo che man cò· l'idea netta dell a politica che conveniva seguire, mancò tUl indirizzo oppor tuno e deciso del progra.mma milita.r e; ed era logico che così fosse, po:ichè le istituzioni milita.r i altro norr r appresentano che il mezzo per mettere ad effetto un pro-· gramma politico. Una benintesa preparazione militare era. tanto più necessaria in Francia dove, nonòstante i tenteru1amenti e le incertezze del governo, la corrente dello spirito pubblico sospingeva ad assumere un'attitudirÌ.e aggressiva. Nè bastava por· mente all'organamento dell'esercito, all'assetto difensivo del territorio e a.Ilo studio del primo impiego delle forze, a, tutto· ciò, insomma, che costituisce la prepara.zione lontana; ma era necessario a.l tresi pone gran cura nella preparazione vicina, che consiste nella mobilitazione, nella forr11a.zion0 di guerra e· nella radunata. Ora, da.i fatti che si svolser o tra il 1866 e il 1870 rileviamo come il popolo francese, per natura « più guerriero che militare » (2), si oppose costan temente, per mezzo de' propri ra.ppresentanti, aHe saggie riforme proposte dal governo, e che nel governo stesso Napoleone III ,, U) B1s11ARC K, Peneieri e rico1·di, li, 83. (2) TnocHu, L'armée française e·r. 1867, 21.
SUI PRELIM INARI DELL A GUEltRA FR ANCO-GERMANICA
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l'elemento militare trovarono seria opposizione nell'elemento politico. N'e l 1867, clinanz,i alla, Commissione presieduta, dall'Im.peral;ore, uno dei ministri élisse : « Nello stato di pace in << cùi si. amo, stato recentemente proclamato come del tutto « rassi curan to, il paese non comprenderebbe cer to che noi gli « chiedessimo più gravi sacrifici, per daro maggiore sviluppo « alle nostre forzo miliiari » (1); e nel Corpo legislativo Thiers, Simon, Favre, la maggior parte jnscimma degli uo· m i.ni che fece.ro parte, in seguito, del governo del 4 settembre, t,rovava.1i.o esa.gernta la forza cui. si volova fare ascenclere l'esercito, clichia.ravano chimere le cifre cho si a.ttribuivano all'esercito german ico, facevano assegnamento, per i casi straordinari; sul principio delJ.a,leva ir1 massa e sull'a.ccorrere di. numerosi volonta.r i sotto le bandiere, ed essenz ialmente più ·che di. appresta.r e armi per assicurare il pa,ese :rispetto ai nemici èsterni., si preoccupavano cli non fornire a.ll'Impcratore i mezzi pm· consoliclaro il suo potere all'interno. « Ciò che « importa, non ò il numero dei. soldati, ma la causa che cleb« bono difendere; l'unica causa, che conclu0e al trionfo è quella « della libertà; i nostri veri alleati son.o lo idee, la sa,ggez« za ... » ; questi ed altri simili discorsi facevano i legislatori cli }!'rancia, lusingandosi che le vane parole potessero sostitu ire i saldi batta.glioni. e le buone arm.i; cd il governo non era abbastanza, a,u torevole per imporre il proprio volere, nè suf:fi.cientemente eonscio della esatta situazione e della r esponsa,.. bilità che si assumeva, per saper dire al paese chiara ed intera la verità. _ A N a,poleone DI non era sfuggito che sia nel 1853, sia nel 1859, il ministoro della guerra, vittima del la deplorevole routine cho regna.va nella amrn.inistra:hione, si era lasciato sorprendere in flagrante delitto di impreparazione alla guerra. A.bortìte le riforme radica'Ji escogitate nel 18G6, l'Imperatore, mentre era in gestazione la legge del 1868, si era personalmente dedicato allo sl;udio dell'organizzazione de) l'esercì to e il 20 gennaio cli quell'anno aveva, compiuto e !.rnsrnesso (i) L EBIION , So uvenirs milttai'l'es; 7.
S ti l f'R /;: LDflNAiU ])l!; LLA GUER RA F rlA:NCO•GE(!MANICA
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APPUNTI E COl\SIOERAZ!ONI
lm' aJJ pos.ita memoria al minisl ro della, guer ra,, i1. quale g li aveva r isposto con l'assicurazione che se ne sar ebbe valso per meglio costituire l e forze n aziona] i. I n questo doeumento, intif:olato : Composi.tion des années en 1868, una serie di t a.b elle iniJicava l a composizione organica, de lle varie urti tà, cblle minori (compagni a,, squadrone, ba,tteria) ane maggiori (corpi <l'armata), co mpresi i rehttivi servizi, e, si prevedeva la, costituzione d i. tre armate e di tre corpi d 'an n ata di. riserva, che rappres:nt,avano, nel l oro complesso, tutto ciò che l a l<'r ancia poteva meUere in linea nel J.868. Il documento era corredato i:la, u n r iepilogo, che metteva in evidenza l e lacu no (incomplets) che occorreva fossero colmate a l più presto per non ri cader e nei passati er rori. ]Dssenzialmente ne risull:ava la necessi tft cli aumenta.re l'artiglieria da campagna ccl a cavan o, Ja cleticienz'a di quadri di parncchi corpi speciali, cli 4000 uom ini e 20,000 cavalli di artiglieria e del tr eno, l'i nsu:fficienza dei servizi del treno d'ar tiglieria e degli equip aggi (l) . l\fa i nvano il mar escia.Jlo Nicl c hiese a.l Corpo 'lègislat,ivo i fondi necessari ; egli morì senza aver n ulla ottenuto, e il suo successore Lr~ Boeuf n on si adoperò 11emmen0 per apporta.n:i nel mecèanismo delht mohihtazione quei perfozionamenci che sarebb1:i stato facile otten er e senza spesa . Quesl;'ultirno fatf:o si p uò a\1che attribuire a1la consuci;u cline orma i invalsa nell'esercito frnncese di lasciar e tt ci ascuno, J1ei momenti difficili, i.n mezzo aJla confusione di uomini, cavalJi G rna,te:ria,Ji raccolti a lht r infu sa., l a cura, d i « se debrouiller » (2), come era, avvenu to nelle campagne eh Orien te, d'Ita lia e del ~V[essiQo, nelle quali la, possibilità cli aggiu starsi non era, mancata,. 'l'ra gli i nconveniem i p iù gravi cleJl'orclinamento francese del 1870 va certamente annoverato quelJo della rnancanza cli unrt secon da linea sol idamente organizzaGa, poichè l'istituzione della gu ardia nazionale mob ile era <JUasi completamente fallita, e ad ogni modo, anclie àmrnessa fa possib ilità,
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di. :raccoglier e repar ti cli fanter ia, mettendo insieme uomin i p i1ì che soldati, rirna,nevano sempre da improvvi~are i repart i d.'a,r tiglierùt, di cava,lleria, del genio o i ser vizi de,stinal;i a completar e in conveniente proporz ione l 'eserci to d.i secònda linea. Nè meno gravo era l a, mancanza di un pia.no d1 guerra, pi-eventivamemo studiato e nettamente stabilito, al quale fossero coordi nati tutti gl i stu d i dr.I tempo di. pace; e cièi si er a pure r ilevato quando nel 1867 la g uerrn fu 8 L.d pun Lo cli scoppiare per I a, q uistiono del L u ssemburgo. Nel 1868 il generale 1,~rossm·cl aveva bensì for niu lal.o u n piano, essenzia,1° meni.e difons ivo, per l 'eventualiUt di nna gu erra contro la German ia : ma ess~ no11 er a s Lato ap provato, per l'opposizione dc•l mar es~i.aUo Ba.za,i ne (1); o solq n el maggio :1870 ne ern s tato studiato un altro, offensivo, cni nel giugno ne venne sostituito un a ltr o ancorn.; cruest'ultimo, su gge i:ito da.ll'A.r c id uca AlbmJo d'Au stria, imp lieava, ·il conco1'St> dell'Austr ia e d<~ll' [1,a h a a favore della, F'ran cia . S iccome poi allo scoppiare d elle ostili t,à era, ma;1 cata .L'opera della d ip lomazia pel' assicurarn le a lJeanzc; cosi a ll ' uh i.mo ,nomento i.I disegno di gne l'ei:t cl ovottc essere impr ovvisalo, pur ten endo per base lB l ine~) generali d i quello p r oposto chll'Arciclu ca e di q ue llo studiato. in maggio (2) . Altra lacw1a di capita.le impor.f a n:;,tt era, quell a di non. avere preparato fin dal tempo cli pace, cli con certo con le Socief;à, ferroviari.o, il trar;;por to dollc trnpJ)C al confine :n easo di mobilitazion e. Il mar escia llo Nid aveva bensì crea.to, il 24 marzo 18G9, un'apposita com m iss ione, la, qua le r iuRcì acl ottenere qualche migl ior arnnnro n<>.lle stazion i di j\foCz, cl i S t,rass l> 11rg e di Oh 51ons ; ma nulla. cli con creto essa stabilì circa i movimenti, e dopo l a mor tc:i di N iel (a,goslo 1869) non fu mai pi ù, dal suo succrsso.rn Le, B oeuf, convocata (3) . 1foncò pure l 'allestimento delle dotazioni cartografiche di mob ilitazi.ono e gli uf1ì.ciali n on àcevettero che uno schizzo
' (i)
D,;1111 i;c.1G A1 X,
(2) .JA11nA S,
(I ) r, i-:1rnuN, Sniweni.rs mi li 1M1·es, 1,5.55, (~) TnocH u, L"annàe franr,aise en 1867, ~ii7.
641
La gue;-r e moderne, I, 3',6·353.
Souveuirs, i.
(3) ID., id., ti-19. 41 -
ANNO Xl.VII.
642
64 3
APPUNTI E co:-.SIOER AZI ONI
S UI PR l LI MIN ARl DELL A GU E RRA FRANCO ·G ERMANlCA
informe delle sLrade a cldu ccnLi al R N10 (1); ma questa , pH1 che un a climcnt,ìcanza, f~1 il l'is ultato d i un malinteso spirilo ùi economia o ùi una gretta misura ru11minisrr atiYa . Fu lo si.esso Niel che no11 vol le s i p rovveclcsso a ciò, prr cliè gli uinciali <lovev~no, secondo lui, fornirsi persona Ime11tc dC'lle carte n ecessarie pagandole snlle inùcm1it à di em rntc,t in campa g nn,; e solo s i la sc iò indurre a preparar e la dis tr ibuzione di. quelle carte di territorio estero, che sarebbe stato difficile trovare in commercio (2). L a eo nsègu en za fu q uella, cho si poteva p r eveder e; la maggior parte d C'gli uflicia li s i trovò sp l'ovvista delle carte drl territorio nazionale. Ap pa re clun que eviclon te che l a prepara7,ione m iI ì ta.re in F r a ncia fu oltremodo ina deguata a lla situa7.ionc e che tale non appan·e soltanto dopo i L disastro, ma vC'nne riconosciuta ancl1e in prr.ceclen za, come ri sulta non so lo dai provvedimenti iniziali e non prosegt1ili, ma anche dal documento innanzi citato, redatto dallo stesso -Imperator e. E s1111'I mporat<;>re, clopo la catastrofe, si vo i lero far r icader e Je maggiori responsabilità; ma la. storia do\·e r iconoscere ingiu sta qu esta scnten7.a. L a r C'sponsnbili tà VA, d iv isa tra l ui, i ministri, il Pa rlamento, l a nazione e l'eserci to ; e giustizia volle che comune a tutti fosse il danno della sconfìfla. « N oi i vrenuno p ot11 to esser e pr ep a rati m rg lio, ma lo era« vamo abbastanza . per vincere» (3) . Con questo parole E milio Ollivier , r igettando sui general i franc('si tutta la colpa dei disastr i, per chè essi non seppero a ppr ofi tta r e clc lle occas ioni favor evoli che avrebbero forse consenlito lor o di mutare l a sorte ùelle armi sul campo cli battaglia, h a cercalo cli allonta na re da sò quoll a p a ri e cli res ponsabi l if.à, che aveva « a cuor le<mero » accertata dinanzi al paese. « Come avr emoo « mo noi potu to, egli soggiungo, essere s tati su l pu nt.o di vin« cer e, il 14, il 16, il 18 agosto, se n on avessi1110 avuto nè 'c an« noni 11è soldati? L ' imprepara7.ione <' dunque una leggenda
« rid icoli), r. bugiar da» (1) . N on occorre 11 11 J.ungo d iscor so 1>cr
U) RoussET,
confutare questa argomentazione, basata csclusiYamente sui fatti compiut i. Essa equivarrebbe ad am 11 1et tere l'inutil iLà di un a per fetta preparazione, confi da ndo e ll e il 11einico commetterà cer tamente qualche> errore> <' che noi :-,aremo tauro avveduti cla saper ne a pprofi.Uare; in a ltr i. termi 11 i equivarr ebbe a p retl'nclere eia un gC'ner a le, che d itrìcilmentr sarà un F ederico IJ o un Xapoleonc I, d i essere Yittorioso, quando l 'eser cito affid a logli non è pl'eparato per In. v ittori u. Or a ciò è tanto assurdo, c he l ' Ollivier avrebbe dovuto preferire, a quPste tarde e vano r ecrin1i1iazio11 i, il rnccoglinwnto ed il. silenz io.
L'insufficienza della preparazione militare, dal punto cli vista fi n qu i consid"'ra to, a,p pnre a ncora p i.ù eviclon fe se si pa ragona. questa preparazione é'on q uell a redesca. In Prussia la prepa r azione miliuwe r:iusrì in perfetta a rm onia qon quella politica, non t.~tnto perchè B is mar ck e Mollke fossero in pNfetto ntcordo, cllè anzi in parecch ie occasion i si enmo tro,vn.t i cli parere eonl'ra.rio, 1n a, essenzia.lmente pe.rchè le te ndenze, d Clll'elemcnLo nri lit a,re fa ceva no conver gere naturalmente tutti gli sforzi verso il medesimo fine cui era clireUa la politiea dì B isma,rck. A questo $))Ottava solt an to di moderare, di lra t l·enero ifi im pazir nzc del partit<l rniW,a re, che abbaJ1donaio a sò stesso a\Tebbc fors<' lrasciuato la Pr11ssia atl intra prendere• l a, ]o tla co11 f·. r o la, .B' l'H,n ci a, con l e sole forzo clella Ger man ia del Nord, se117,a l a s icurt>z,m del con còrso degli Stati dr! Sud. A clifferornia che in l<'ra nc ia, dovo il l)llon successo d!'lle campagn e cl i Cr in1NJ. f' d 'Jt ulitt non ave\·H, consentito che si desse agli inconven ienti tlella im 1H'l'pc;1,rn7,ionc l'impor tanza che mer it avano, l 'attivittt (lollo s ìul,o maggior e prnssian o s i era subito rirnlta a per{czio11are i sistemi che awnu10 fatlo
m stoire générate àe ta guerre f,·a nco-allem a11àe, I. 159.
S01wenin, 7. • (3) Le Temps , ·19 aprile 1901. (!!) JAIHtA S,
U)
'l'emps,
t9 aprile 1901.
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Al'PUNT [ E CONS1DERA ZJONI
S UI P ll BLl~llN All [ !>ELLA G lH:IUlA FRA N CO-GEHMA NJCA
buona prova nel 1866 e au. eli.m-i nare i difetti cl1e l'esperienza aveva messo i n luce. L'c-.mtorevolezza acquistata dal governo con le vittorie dovute itd un ordii1amento, da e.sso imposto al pa,ese cont.r o l a volontà, clEi l. J?a,rlamento, gli spiana'vano ora, Ia ~ria, e il bill d' indenn ih\ tl,CConlatogli nel 1867 fu il pu nto d i par tenza, cl elJ e nuove ri form e. Così. non trovò osta.colo la sos Liruzi on o ·c1i batterie rl i can noni rigai.i n. retrocarica al]e 11 l- . t-i.11w batte rie cli cannoni .lisci a,d ava,ncarica. ancora esistenti nel J8GfJ ; rnentro d i pieno, accordo fra il mi nistro Roon e il gmwrale l\fol tke si :rifaeevan o g li st.ndi per la forrna.zione d"i guen ft e per la mob ili rnzione, compila,nclo n eJ 1869 un nuovo progcrlo, e vrn iva a lt resì. riorganizzato il sistema cl.d le ret r9vie, in guisa. da fae;ili tare lo opernzion i del la, r adunata, e J·enclm:o spedito e regolar i lo cornu nicaz iÒn i Ira l'esercito operante rei i'I paese. Nemmen o era star.o d.ifiiciJe in durre gli aUri Stat.i cleri a, Germania ad ftdottare gli orclinamenti prussiani e a rnodifìca,rr l 'arm amento; e ciò non tan to a ca,gione dei tratt.ati ch,i,llea.nz_H e delle conven11ioni. m ili tari, che avcvc.mo va]ore soltanto a. con dizione che si ver i·fìcasse il r.asus f oecleris, quanto per chè oo·ni sin t:>o·olo Stato s·ti ma.va, 1Jrudente e clo,veroso cli 't>remm'l.irsi o ' • contro ogni possib il e eventu a lità prendendo a modello de]fo p roprie .isti! u7,ioni mi litari quelle che a Sadowa a.vevano avuto il suggell o dell a v.ittori a . Conio conseguen za di questi fot ti, 10 for zE: mili tari della Germa,n ia vennero a costitu ire nn tutto om ogeneo, pur riman endo d iv ise e pur non essendo ben certo, rig1tardo a quelle meridiona.l i, lo scopo per cui VPniva11.o apparecchia.te; fu poi merito cli Bismarck se a.Jl'u.ltim,, momento tuLle queste forze poteron o esser e riunHe in 11n ~ol foscjo -e gettate a massa contro il comune nem ico, e se la stra.tegia trovò cosi nella. poli tica. il più valido aus ilio. Para.gowmclo lo forze nun1oricho dei. cluc eserciti e;ontrappo,;t i., -si vede che in ],'ra 11 cia, mer cè :il vistoso b ilancio, vi era un p iedo cli pace moHo grosso (400,000 uomini) ed . ,I piede d i g u.erra en,t superiore.ad esso di poco p iù della m~t,à, (400,000 250,000 == G50,000) ; quindi l a, vera forza er a quella sotto le an ni e il rosto era, scal\-,o di n umero e di. qualità
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scadente. InoHre con la. forza nornirrnle di fi50,00U uomini bisognava provvedere anch e ai presidi da .lasciare nell'interno del paese, pcrchè la guardia na;.,ionale rnòbi[e non era, an cora costitu ita che in piccolissima proporzion o ; n e conseguiva, che l'e-ser cito cli campagna differ iva d i poco, per quan tità, dall 'esercito rlol Ce,rnpo di paco. La P russia i.nvece aveva solo 300,000 LLorni ni sul _piede cli pace, Jf1a Ja breve ferma. le ·con sentiva cli avers un Fie_d: cl~ guerra superiore a quello del i.a l•'rhn.ci a. 'l'alo supenon l-~ s1_ accentuava, rna.ggiormen te se l"t quell e della Confeclera.:1.10,ie clel Nord si aggiungevano lo foùo cl.egli Stati del Sud ; cli pi1'.t bisognava t ener conto ch e l' ist,i tu ziomi della Landv'. eh1· f~r~ ni vit circa 200,000 uomini, che olt.re a provvedere a,1 pres1rl1 interni , potevano in par te concorrere anche a i se:rv.ii.,i di campagna. , Gl i eser citi germa,n ici avevano dunque una notevole s uperiori tà n umer ica.su quel.lo francese ; a compen sare questa su periorità il comando su premo francese faceva assegnarnento su due fat tor i: la politi ca,, che dovovf~ lraUenere gli Stat i del Sud (la.ll'entrare, i n Jizza.; l a prontezza èl 'jmpiego, che doveva. rincalza-re l'opera della dip lomazia. Ora g ià vedemmo co1:1-~ r iu.scisse faHace l 'azione, diplomatic~1 ; lo stuuio dei sucecss1vL avvenimenti indicherebbe come e porchè mancò altresì la pronte,,za. d 'irnp jogo. . . . ._ Ri crtrnrclo ad. annamento, poteva n ten ers1 che fìno ad un eerto\unt.o il miglior fu cile di cui ~rau~ provvis~i i ! ra_n~~si eompensasse i I .1.nigl iot cann one d1 cw erano fornrn 1 .l. eclesc;hi (1); ma l 'eserci t.o ge-rrnanico aNovi~ su.I francese _u1:o spicuato vantaggio rig ua l"dO ai s<~rv izi, non t:imto porche 111 V'rancia clifotta1sse il materi ale, quanto percho non era. stato {rrovveèlu to a prepararne la rapid.a c~i strj~uzione ed il celere completamento in fatto di quacl rupech e cli personale. . . · fon.ne f nrono di capitalo importanza, da parte della J?~·LLssia, tahmi. lavori fatti allo scopo di migliorare le com unica-
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(·I) t l?rancesi facevano mol to affidamento sulle milraitle11ses, che non currisposero affatto alle speranze.
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APPUNTI E CONS.IDER AZlONl
SU! PRELIMlNARl DEL.LA GUERRA FR ANCO -G ERMAN ICA
zion i feri·o,ri a,r ie in vis ta cli una radunata sul Reno. Questi lavor i sono cirnmerat.i in u11a nota diretta il 15 maggio 1867 da.l generale Moltke al ministro Roon . « Non si tratta», egli:dice, « che di costituire 160 chilometri cli strada ferrata, che « ci assic1ueraJ1J1o ·il 1iossesso di cinque linee indipendenti. per « j trasporti rrùlitari ... Io vedo pBr noi maggiore garanzia « nell'acceJera.r e la costr uzion e delle nostre ferrovie d1e in « qua.lsiasi lavoro cli forèifica,ziono » (1).
delle pre·s crizion i regol a.menLari. e dei segni este:rior.i di ri..spetto ( r) . Anche il generalo Lcbrun afferma cl'avere richiamato su : 1J.esto puni,o l'a ttenzione di Napoleon e IU, ma senza frutto, per cl1è l'lmpera(:ore era per l 'indole sua [lOi'Lato a.I la bontà '=' all'in dulgenza.. N·essun a .rner av igl:ia, adunquo se qu e.lla ril as·" atooza, che :in ad.dietro si. pa.lesava solo fuori serviz io (2) , or a avesse preso p iede a 11che sotto lo armi, aggra v.ab da « r ipro« vevoli abitudin i introdotte .u elJ.'esercito dalla guerra di « Africa » (3) . A qucst.a, n aturale ten denza a sfuggir da,lla mano dei capi, si aggiungeva 11n. altro difetto, dipendente da.Il'indoJe e dall'educazione : l'esagerato disprezzo llel nemico. Il genérale 1'.rochu dice che « se in g"l1c1Ta ebbe ad appurare, con legit-« timo orgoglio, che i soldati fran cesi era.no arclent,i e valorosi, « li vide tuttavia di fronte ad avversar.i che ad essi non ce« deva,no per cor.agg io. . :Essi si gettavano innanzi con uno « slan cio ed un vigore incompa;r:abili ; ma e,r an o talvolta r e« spinti in disordine ; o ciò a ccadeva il più sovente quando « essendo stati .m a]accor i,amente convinti da.i capi che avreb« ber~ facilmente trionfato della resistenza, loro opposta dal « nemico, trovarono questo fermò, tenace, ben preparnto •J « ben risolu to .a, non ceclero » (4). Ed il 'l'rochu rneclesi.rno, in. un altro punto, descrivo l 'impression abilità del soldato fran cese e ne sl?iega psicologicamente l a furia leggendari a come una .fuga, irmanzi (5) . corpo dei sottufficiali era a,5s,ti sca,duto. « In mol ti reg,~gimenti v.i era.no graduati che esercitavano il loro ufficio da « Li anni e pii\ senza aleuna speranza 'd i ava,n zftrnento o cli « miglioramento della loro posizione a compen so di una v ita « consacrata alla p a tria., quasi sempre tra. con tinue guer« re» (6) . Quin di. era ormai un pregiudizio quello che :fidava
Ma jl va lore cl.i un esercito non dipen de solta,n to dal numero LlegJi uomin i, daJ. la, pedozion e, delle a.r .rrù e dalla quanti tà dei mezzi di cu i è provvisto; clipernJe a.ltr~sl .dalla qualità del person a le, dallo spirito che lo a.ni:rna e dalla bontà delle sue in.terne isti tuzioni. « GJi ·eser citi, e l'esercito francese in particola re, sono la « fede le rappresentazione delle na.zion i da, cu i procedon o» (2). Ora. è r.wto qua.Ii fossero, in complesso, i caratteri degl1 eserciti. d i Napoleone I e. son o noti altresl i motivi per eui gli eserci ti del seco.ndo j rnpero sosi;an:ti a l mente x1e · di:fferivant): a, base in gran parte m.erceuaria erano qu esti, a, base nazion ale que,l li. Se si aggiunge il fatto del rarn.mollimento· generale dei costum i, se ne trarrà la conclu sione che alla vigilia, del 1870 il soldato francese aveva percl ufo ,gran parLe dei pregi che lo avevano segnalato al principio del secolo e ne aveva conserva.to i difetti, co.n l''çl,ggravan te cli u na, ma.ggiorn rilassatezzà nella d isc iplim L. Ora se si i;ien conto cli quell o che era Ja disciplina an che ai tempi d i Napoleone I, si pÒtrà facilmente immaginare ~t che punto dovevano esser g iun te le cose durante il secondo. impero. Il 'l'roch u ne parhL nel suo l ibro e cita anzi l'ordine del giorno 7, maggio 1859 col quale m1 comancla.nte di divisione fa cev a un severo .richiamo all'osser van za della tenuta,
(I) Mor,T,Bs, ,!li/.itarische <:orrespondmz (1870·71) n. 8. (2) TnOCHU, 1/armèe {rançaise en 18 67, 90.
n
f1·aiiçaise en 1867, t:!6. Ratisbona, B$Sling, Wagrarn, 21,0. (3) Des causes qui ont amen.è la capitulation de Sedan. ' (4) 'l'noc11u, L'atrmée {rançai se en 1867, H8·H9. (b) lo. Id . icl., 201-202. (iJ T110CH U, L'armée
(2)
CAVAC!OCC RI,
(6)
Retcizione prussiana, I, 20.
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APPU NTI E CONSIDER ,\ ZION l
n ella bontà cleJle « nwustciches g l'ises », che am:i i miglio·r i e.lemen t,i. cercavano i rnpiego meu o i ng:nito n ella vi ta ci.vi.le. Il corpo degli ufficia.li non ern omogeneo, poicb.è essi eraJ1,J recl u tati per J/i3 dai sottuffi.eiali, i n osseqtLio al principio che ogni sol dato doveva portare nella g iborna il bastone d i marescia.llo. ~:[a nei eaisi ordi na ri, .il soldato 11011 g iungev~ a divcnl;are al più c;he « un grosso, incoHo vecchio eaLii iano.... « La e.I.asse degli u ffi.cia:li rimaneva così. divi sa in due ·padi , « l'un::L destinata ad ascendere ai sommi g radi , .L'altra sLa« zionaria, : il giovane e p iì.1 col to tenente gu a rda vtL con oc<~ chio compassionevo le quel rozzo· troupier del s uo capit,an o, « il quale poteva appar tenere llll g iorno al battaglione co« mandato dal suo lene11Le d iverwto maggiore prima cli lu i.. « .Il tenente compativa .il ea,pi.L.:mo e il capi tano clisp.re:,:,Mwl1 « codesto belJimbusto cli venulo magg iore seuza avere i suoi « an ni cli ser vizio 1, (1) . Iuoltrn .il l argo ed a r bitrari.o u so che s i faceva della scel.ta neJ.la, promozione dava l.uogo al favoritis.rno te depr irnevk1 il morale del corpo degl i u fficia.li. ],; poi.chè i più g iovan i e p iù h wori ti degli ufficiali subalterni « n on a« dopel'a vano SL )esso n el servizi o tutl;a .la l oro .energia,, i più « vecchi, per conLro, presi n el loro insieme, costituivano an« cora l 'elemento m igJiore J.el.l'esercito. R icchi di mo lta .espe« ri en,w., possedevano p reziose qual ità d i c:arattere, maturate « sui vari ca.mpi cli ba~ta,gli a dell'impero » (2) . Ad a.ttestare come i n. genere fosse poco svihq)JJata, l"istru7,i,one degli u:ffi ciaE e vigesse ]a tendenza tL n on accrescere l;;t pròp.tfa coltura, è ca1'attel'istico il fat to che il gen erale Jarras, volendo infondere in taJ uu i fo persuasione che soltanto lo studio a vrebbQ. pol,uto farli cmorgere trict la folla, n e ebbe in risposta l a pura e semplice ci tazior1e di parecchi esempi, notor ia mente contrnri alla fma ,d'fen nazione (3). NeH' immaginare qu.es.to q uaclro, spom aJ_1earnen te il nostro pensiero r icorre agli esercit i clcl primo impero, donde pm der ivavano per tradizione parte dei sistem i vigen t i p.r.ima del 1870.
e
(I) MAnSELLt, (ili civvenimenf.'i det 1870-ii,
(2) llelazione rif{i.ciate prussiana, I, 20. (3) JARRAS, So twenirs, 23.
I,
50.
sui
PRf:;l.llllJN,IR L l()E L.LA GU fmRA FRANCO·GER,iA N ICA
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Real.mente, a nclie neg li eserci t i. cli Na.poleon e I la. massa dei subalterni ern r apprescmtata dai tro'Upier15; mol t i ca,p itani comanda nti di batta,glione a,Uempati ubbidivano a giovani colonnelli ; l'ava ll½n,mento ora, baisafo esclusiva.mente sul la scelta,. Vi e..ra pera.ltro una differenza : questa scolk~ ora aJlora ba,sata sul vero rner it o, che in g uerra aveva occasiorn5 di. p alcsa.rsi ; e poichè le promoz ioni sj. ottenevano solo f[Uando si erft dimostr ato ,d i avere l 'atl;itu cline a, bene coprire il grado superiore, nè vi. dava.no diritto i serviz i, anche oUirn i, presta.t i n el grado precedente, n on vi era, di massima,, motivo cli mal contento, tanto più che tali servizi erano r icornpe.nsa.t i in altro modo, cioè con ono1"1ticenze o dotazion i. J 11 vece, n egli eser ci.ti del secon do impero le promozioni. erano date com.e ricompensa, e le onorificenze d istribuito in ragione, di grado; i r isultati doveva.no quindi essere opposti. Qu a nto a.llo spirito di routine, esso ·er a, per la forzà delle cose, in auge a nch e clu rante il prjmo impero, r itenendosi che por l'uffieiale di linea fosse sufficiente h1, conosconza cl.el servizio e del regolamento d'esercizi, un certo spirito di corpo e bravura, dinanzi a,l nemico; e i più segui vano l'opinione eh nlacclonald, che i11 una discussione sorta a tavol a tra un generale ed un colonnello, decise l a, quistione in favore deJ.ht, 'l'Otit'ine, dicendo : « Vous ne « pensez va,s à la d.i f(érnnce entre lei di r ecf:'ion et la, nwchine » . Qual fosse i l parere d i Napoleone I su qu esto a.rgomento, possiamo ri levare da nn a, let tera diretJa, il 1° ottobre 1.809 al 1\i[inistro de lla, glLeÌ·ra, ne ll a quale, lamentando l a poca :istruzione dei milita:ri, ordinava, che fossero r edai.Li specia,li l ibri cli testo per Je scuole e che vj fossero e numerati sopratutto i. doveri el ci col onnèlli, cl ei. coman.da.nti cli colonna e cli distaccamento. Ciò indica, in quali gradi egli clepLorasse la, deficienza di istru7,ioùe; ad ogni modo queHo che ora interessa di rilevare è questo : che cer.t e quistioni, le quali cl i fa,n to in tanto s i ri'a.ffaccian o come se 'fossero novità, sono invece molto antiche, e che l a storia offre in proposito preziosi element i di giudizio, a ch i li sa ppi a g iusl;amcnrc valuta.re. Intendo dire che se le a nni fr a ncesi fossero state nel 1870 fortunaJ,e,, non sarebbe stata qn e-sta una buona ragione per rimettere in onore
6.50
A l'PUNTl E CONSJ DlrnAZ IONl
la 1'0tttine i n tutta .la scala gèrarchica; e che se questa 1·outine potev~i non essere pemioiosa finchè s:i lim itava, com.e a i tempi del primo impero, ai gradi minori delJa gerarcJ1ia, diventava fata..le quand o 11.1vadevfi gli alti cm111'u1di e lo stesso min istero clclhi guerra, dove tut.to era accentra.to, come ai tempi di Napoleone III. . Cara.tteristico sotto quesio rigua,rdo è il fa Uo del camb io d i arma.mcm l.o della fanteria.; benchè Ano cla.J 1862, in segui to a proposta i!:1sistente de.I ma.rescia.llo Ma.c-Mahon, la quistìon e fosse stal;a messa, aUo studio presso il comitato d 'artiglieria, sola.men!e nel l8G6, dopo Sadowa, fu adottato il fuc ile Chassepot, non senza grave riluttanza da par te del :ministr:) Randon (1). Durantt'l il primo impero, grandissimo era il fascin o che sull'a n imo de i rn i I.i tari eserci!;ava, personalmente l'Imperatore. Nel 1870 .in.vece questo sen timento, sia nell'ufficiale, si,:1 nel gregario, . ora a,ssai più debole, non solo pHr na.tur ale ri.flesso deUe condizion i. politiche interne, da cui .il prestigio di Napoleone III era sLaLo cli mano in mano dimi nu ito, ma anche pe:rchè Solferino non ,'.a.leva certamente Austerlitz. l)er contro, vivissimo era tu ttora i n ogni u fficiale quell'esagerato se11ti m.ento di sè che ern fru tto di una, sbi:~gli ata educa,z io.n.8 e dello chauvinisme, comune ad ogni cittadino francese. Una delle principali J.acune en1 quella della mancanza cli orga,n amen to del coma.mlo An dàl tempo dj. pace, per cui le brigate, Je cli visioni e i corpi d.'a.cma,ta venivano costituito all'atto della mobilita.zione e poste sotto capi che non ,conoscevano il personale diponclente come, n on ne. erano con osciu ti . Ma più grave ancon1 era la ma,ncanza di una, designazione preventiva del corna.ndanLe supremo o del suo capo di stato ma.ggio:re (mcij o1' généml) qualora il comando ven isse a,s sunto dall'Imperatore, e di un apposito ufficio che studiasse fin dal tempo cli pace i teat,ri possibili d'operazione, il .raggruppamento e l'impiego delle forze, la preparazione del terreno e dei mezzi complessi che occorrono pei- la, g11erra . L'Im(i) LEnn u:-;, $ouve1,,in mililaires, 20,
S Ul PRELIMI NARI DELLA GUERRA F'ltANCO·O E RMANICA
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pei-atoré aveva bensì fatti studi per conto proprio; altri stu di aveva fatto fare dagli aiutanti di ca rnpo; anche il m inistro della' guerra, rna.r esciallo Niel, ~weva :fìssat:o la mente su al('.uni pun ti rifietten ti la. mobil ìlazione e la. rreparnzione rn genere ed in v ialo parecch i uif1cia.Li a studiare le linee d i operazione che dal Reno adducevano a. Berlino; ma n on essènJ ovi un ente che tutto riassunrnsse e cLri spettasse una piena e ben definita, responsabi lità, mancò l'accordo nella preparazione 13 tutto riuscì slega.to ed incompleto. L a determina,z ione p\)i di a.ffidare allo stesso ma,resciaUo Le Boeuf, min istro de ll a guerra, nell'atto delht mobilita,zione, la, carica di niajor généra l, a.ccrebbe i tfanni ora, detti, aggiungendovi quelli derivanti dall'improvviso abba ndono dcll'uff1cio d i minislro al · momento appunto in cui la. sua perman enza in questa carica . sarebhe sta.ta più necessaria: Un'altra. ·causa della deficienza di qu egli studi che oggidì presso tutti gli eser citi sor1co compito degli ufficiali cli stato maggio1;e dipendeva dall'indir.izz,o che dopo il 1815 era sta.to dato al reclutamento e all'impiego di questL uffi ciali. Il generale ]?elet, che dopò la rest,aura.zion e fu per var i anni direttore de l .Dépot de la, guerre, aveva modi:fic.a.to le a ttribuzioni che e1·an o spHttate durante iJ primo tmpero agli u fficiali d i stato ma.ggi0re in modo d a ridq1·li essenzia1mente 1;1,l l'ufficio d' ingegnei'i geografi, facendo ·perdere loro il vero ca,ratte.re che · avrebbero dovuto conservare secondo le buono tradizioni lasciate clal maresciallo Berthier. Erano passa.ti i tempi in che non fosse r ima:sto a costa.nte contatto coi cui . l'uffieiale . . soldati, era dai colleghi schernito con l'apostrofe : « Mcirmi« ton, 1;a-t-en da.ns /a. cuisine de ton che/! » (J) . Oramai, in F rancia come in altri paesi, « gli ufficiali di stato maggio.re, « confina.ti nelle funzìon i decorative di aiuta.nti di campo e « soffocati sotto la polvere cli una, burocraz ia sterile che loro « permetteva, al massi m.o, di 'eserci tare in qu alche lavoro to« ·pogrnfìco una parte della. loro intelligenza e della loro atti-
(I) Die Àrmee Na.pote011 I i·m Jahr e 1809 ecc. - ,JJittheihl'.t11gen des I. /,. Kriegs·Ar· chivs. f8/; ..
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SUI P!!.EL1ll!N.rn1 V.ELLA GUERR A F RA NCO- GERMA NICA,
APPUN T I E CONSIDERA ZIO N I
« «
mancavano» (1) .
«
«
«
vità, s'impigliava.no ogni giorno p iù nelle past.òie di LlJ1 a inerzia rotiniera e /atale » (1) . S i aggiunga che que,;;U ufficiali, in veee cli essere sceHi, c:om_e i~1 Genr:i-ania., tra .i rn ig] iori cli tulte le armi dopo vari anrn d.t scrv1z10, erano reclutati dalle scuole e costituivano un corpo chiuso. I generali frances i erat10, chi p1 u, eh.i meno, circonda.Li claH'au.:roola delle uHime campagne v itt~riose e pri ma della g uerra la lo~o 6putazione non era inferiore a qucllà dei gene:rnll prussian i. « I marescialJi Mac-Mahon e Bazaino erano « ~o lto . stimati nell 'esercit9 e nel paese. Anche i generali « La<lnrn:a,~11~,. Doua.y e BourbaJ~i godevano nome di ei'lperti « e valorosi. .li. mHresciallo Oanrobert era conosciuto prode ,, « magnanimo, m a .Il.on avevasi gene:rnlmente un a, gran fede « 11elJa sua abilil,à . In.torno al Le Boeuf, al Frossa,rcl 0 al « J!'aiJJy, discordi era.l'io i g iudizi e non. molto benigni tra quei. «chcpiù li co11oscevano; .i due primi, ven uti uno dall'arti« glieria, e l'aHro dal genio, n on erano creduti abbasta1.1.za « pratici nel maneggiare le truppe; 11. te rzo passava por ir a« scurante e più amico d i sè che cl'a.ltro. Q1rn,nto all'Impera.« tore, nessuno lo credeva. un Cesare ; pure la fo.rtru1ab guerra « del 1859 gli a veva procura,to stima e reverenza' » (2). I n realtà, i I. li vello intcllettna,Ie e la colt.ura professiona.le della maggior parte dei ·generali erano poeo elevai,i; parecchi esagera.vano il fare soldatesco del tnìupier ed affettava.no cli ritenere che la pratica essen do tu t.to in gueùa., snpertluG n e riuscisse ]o studio scientifico. Lo stesso Bazaine, reputan çlo utile a.lla propria causa il denigrare gli aUri, scriveva dopo la guerra : « Nel 1869, io comandai 1~ prima, muta del « campo di Ch alons; o trascrivo qui a,p presso l'estratto dei « paragrafi cl1e tracciavano l'ind.irizzo da darsi all'i-struzion e : « Bisognci che i genera.li prendcino l'cib-itiidine della respon«
«
sabilitù e del corncmclo delle due anni riunite; · che cicqii-istino colz)o d'oc_chfo al terreno ell impcirino per pratica u
(!) RoussBT, Les mait?·es de la guerr e, t59. (2) Cons,, Sommar io di St,oria mi/.itat·e, 1v, 26.
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d·istingue,re il forte e il debole di ciascir.na di esse, in m,oclo cla, compensare l'ima con l'altra; infine, a senJirsene a proposito. - E ' una prova che talun i deì nostr.i o·enerali ne • b
«
_,1:ì. tutti _P~i, salvo rare eccezioni, era comuno quello sp irib d '. chr~~i'l,inism.e p el qua.le i I maresciallo Oanrobert, prigio, m ero eh guorra,, dopo aver confessato che i .U'ran cesi credevano che bastasse loto di presenta.rsi per vin cere, non si tratteneva da.I soggiungere, al 1.erm ine di una vis ita, fattagli dal colonnel~o Corsi : « J.;t 1;oilcì r.:om:m,ent ·il se fait q_ue ce vieux 1na- · «
«
·i·er.:hal. de France ... se t1·ouve p·l'isonnie·r cle gi,en·e entre les mains d'enne-niis 9.1ii ne lui a'r·rivent pcis aux mollets » (2) .
'l'a l. un i dei più a.lti generali erano inoltre in preda a sonri men l,i cli. rivalità e cl i gelosia, fo:inenta ti dal favoritismo cortig iano. Così il Ba,1ainc male si ora acconciato a vedere il L~ Bor.uf no.rn.ina to major générnl, consiclora.va l\fac-l\fa,hon come un _riva.le, odiava il. J<'rossa.rd rerch.è .bene viso a, corte : ed ò chi a,ro che a.nelle quan do queste basse passioni albero·an~ nel.l'animo cl.i pocl1t comancla,ni, v i è g ià molta. proba,b ilità che ne derivino fatali cons0guenze. Jnfi11e b m~nca1i;1,a d i. c1:uell'affi.atamonto, che so.ltanto si. ottiene con la pratica con trnua, e perseveranLe cli un metodico ind iri½zo secondo icl en chiare 'e precise e per vir tù di un so] ido cameratismo, dovev .~ necessa,r ia.mente pa.lesars i a,n che. sul can1po cJ i batta.gli.a. A.LDER'lO CAVACIOCCHI lenente col onnello di staio maggi ote ({) · D,11,,11N 1t , Hpisodes de la giierre de 1870, X Il. .. (2! Consc, Un glorioso soldato, 1/ÌlJista cli fantetia., Vlll, 201 -209. -
e 111 qucs~o bozzetto la deli nizion,, del 11oco sp iri to ctata mechan te l'ancrldoto del /lotwgeo is de Falaise.
Caratter is li ca
rt· ini ziativa deg li nm cial i fl'anccs i
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IL NUOVO l!EGOLAll ENTO D ESERCIZJ 1 ECC .
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e<l a.lire, scrìit'c in carattere d iverso, che l ' is l;rnttore doveva
IL NUOVO REGOLA~IENTO D'ESERCIZI PEH LA FANTE RIA F RANCES8
I.,a fanter ia franc ese ha cli. recente adottato (an cora in via pro\'\·isoria) un nuo,·o Regolcimento . .d·eserf'izi. e .ma~oi:re: il pr('ceuern o risaliva a l J88J, ma g 1a aveva sul> 1ro nnporta n ti 1nocli 6 e azioni nel 1894. Questo muta.mento non è giustificato da alcun fatto nuovo, 0spel'ienz·f1 di g uerra, o carnl>io d'armamento; be~sì dall~.:n~tura le evoiLlZ ione d 'i (lee che il l'empo trae con se, o dall 1n11t a.zion(' cli riò che. gli a,ltri fanno. I n g0.ne,1:a](;', un regolamento nuovo rJi. talJ,ica, 1'3 come. la consacrazione ufficiale clell<' n 110,·<> idee; le quali, llapprima . si fanno stradt1 len ta.mente; maturano in segui to e si precisano colb discussione, divenendo dominio de1 più : allora r icevono forma di prescrjzioni concrete. L'esame dunque del 11 110vo regolamento, ('d il suo confro11to col preced ente, costitu iscono il niezzo migliore per f m· conoscere q ua li critert yio-ono 00-0-i nelr istruzione e nell'ammaestramento tattico O 00 clelln. fanteri a, fr ancese. E lalc è lo scopo di questo hre\·e st uclio.
I. ]. 11 nuovo regolamento, rispetto all'antico, è cara.tteriz:t.ato, per ciò che rigmtrrl a la scuola del soldai o, da una mamrior sen11)li cità: non è che siC'no climinuiti di molto i 00 movimen.ti, ma sono cHminuite lo presc.r izioni rninnte che p rinrn. legavano la liber tà d'azione dcll ' ish-11Hore e dovevano rendNe ristr117.ione lenta e poco gradita :11 soldato. Nel regol amento precedente, ad esempio, vi era.no spiegazioni che l'i struttore 1:'r a obbligato aJ insE>g1rnre alltt lettera,
bensi conoscere a fondo, e seguire, nrn non era obbligato di ripet('re allo rrclnto. Ora q11('sl.a clisti.nziono ò scomparsa,; non solo, 11ta lo spiegazioni attua,li son o anc.he pit'L succinte e m irano a far svillLpparc nel soldato, fin. dai primi esercizi, la fiduci a 11ello proprie forze,. Per meglio raggiungere talo inlento, n ell' impartire l'istruzione si segur ora il metodo dell'imitazione, mentre prima, salvo all' in i½io, era prescritto cli(', in gr n.cralc, l' istrut tore dow•ssc dare spiega7, ione cli ogni movimento. rsegue11clolo poi. per aggi ungert' l'es('111pio al precetto. E l'imirazione non si arrosl.~t alla scuola del soldato, rn R, è avvi.a menfo nl l'ù;truzion e a segnali, della quale parleremo i11 seguilo. ' Ginnastica o tiro formano adesso oggeUo di duo regolamenti ::t parte, come cla noi: ttH'mut ec.1 a ll'a l.tro è d ata grande imporltmza giudicandosi, ginsLarnenie, che la scioltezza cd il vigor(' drgli uom ini e la loro abil ità, nel tiro sinn1> i veri capi-saldi dc.ll'ocliema istruzione clrlla fanteria . I mo,' irnenLi senz·armc sono sù pe>r giù q11elli cli prima e> r assom igliano ,a i nos fri.. Dri movi.tr1('nli coll'atrne, si ù abolito il porto cl'cmni, giusto quello che noi invece abbianio ill('SSo in uso ranno scorso : tut,ti gli altri si sono con servati , compreso 'il /ascfo d'a1'1ni, e sono numerosi quanto i nostri, con qualr 11tihtà pralica ò molto discutibile.
2. Yovità importante nel n11orn rC'golamento, e rhc già apparP fin dal la scuo l,t del soldato, e\ la rJimi.nuziono del 11 11rncro drl le spc1cic di fuoco, l'ttl>oliz io11 e anz i ll i una <l i esse, del
fuo co a sci/ve. T,a fanteri a franc('SC facov11, uso precec.ic•n Lemente di d 110 spec ie di fuoco : a rolontù ('cl a safoe; cp1cft'ultimo, almeno sec-011(]0 il rC'golanwn(o, ehè 11ellc nrn111ivre le cose procedevano altrinienti , PJ' it .il_ptvferito, <'veni va.eseguito, ge1wralm.ente, a sal\'C· d i sezione. Si considerava come opporttmo per manienere la disciplina del fuocn, facilitarne il concentramento sopra un clelcrmin ato obbiettivo, r t1golaro il col1sun1,o d c-Ile
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IL NIJOVO TtEOOLAMENTO D'ESE&CI Zl
m.unizioni, rettificare il tiro coll'osscrvaziono doi punti di caduta. Era prescritto che d.ovesse mantenersi il più lnngarn0nte possibile, ta11ro nell'offensiva cho nella, difensiva, ecl er a fa tto dovere a.gli nffi ciali ed ai graduati cli sorvegh are. ch'esso non degener asse in fuoco a volontà. Dopo la conquista di trna posizione, si giudimwa come il mezzo più effi ca,ce per inseguire iJ nemi co o per rimettere gli uomini al.la ma.no. Il fuoco a. volontà. doveva usarsi l inùta!;amenr,c, cioè alle m:inor i distanze <~ quando la truppa, esposta a vivo fuoco, si supponeva non avesse più la calma necessari,~ per eseguire qndlo a salve. Poteva, essere mpiclo ed a ripetizione; ora tassativa,mente prescritto che il pri:m.o dovesse usarsi soltanto nel momento decisivo di un'azione, ed il soconclo quando gli u-ft:ìciali no davano l'ordin e. Nel con1ba.l;tini.mto offensivo, il fnoco :rapido cominciava a 400 m., quello a ripetizione precedeva l'a.ssalto, verso i 150 a 200 m. da l nemico. Al prosente, quesLe distinzioni più non esistono : il fuoco è uno so lo~ quello a 'Volontà, e della, sua eelerità più non si pa,r la., ammettendosi, evidentemente, ch 'es&a si produca spontanea, a seconda degh individui e della situazione. :Però, forzatamente legata aJ suo fucile, di tipo orarnai jnvecehiato, nel quale il sistema d i caricamento e d i serba.toio rende il tiro a, 1'i.petizione un'eccozione, anzichè la r egola, ]a fanteria franr.osc ha dovuto conserv~tre quest'ultima. specie di fuoco, mantene11 done ristretto l'nso a i pochi casi eletti pr.ima . Se non . avesse avuto questo vincolo, è lecito credere cho forse non avrebbe più conservata, clìstinzione alcwrn, visto c]1e ha sarrificato a i temp i nuovi il vecehio, o dapprima tanto vantato, fuoco a salve. Così facendo, essa ha posto termine, almeno :nelle sue file., alla questione così lungamente discussa, e viva ancora da noi, dello varfo specie di fnoco : clol suo e,sempio, già si sono, valsi: come d i un argomento cli ca.pita.le val.ore, i sostenitori del fuoco unico. I quali avranno tutte le ragioni del mondo, per gricl,a re il C1'Uci(ige contro il fuoco, a salve, ma, a, mio g iudizio, per quanto volentieri mi schieri con loro, non dovrebbero considerare come di valor decisivo l'esempio che ora v.iene da,J paese della moda.
PER J,A FANTERIA F RA NCESE
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Il nuovo regolamenLo talvolta, consiglia d i eseguil'e ,durante la faso d i prcpa,r az ione dell'attacco decis ivo·, :i.l fuoco par rci/ales (i~ rn.:ffiche) : è questa una. fra.so che suona bene all'orecchio, ma, che, prnsumibil mente, è destinata a non ricevere un a sig11i:ficazione pra,tica nella roa.ltà, almeno per la fanteria, · . 3. La scuola di seiziono ha padicolare, sviluppo, essendo la sez ione il primo importa nte gn1ppo in ordine chi.uso, l'elemento cli base cfel le altre maggiori unità. Precedentemente, prima d'ju iziare la scuola di sezione, si passa,r.a per un aJtro gradino, la scuola d i squadra. ; ora non più, e parmi opportunamente, giacc'l1è è beno cl1e l'oper a d iretta claH'u:ln.cif1le, J1ell' istr uzione, dello reclul;o, cominci ai più presto. Como nella scuola del solda.to, così anche in quella della seziono, le prescrizioni minuLe hanno ceduto il posto ft prescrizioni pi.ù larghe : meno r igidi s01w i mo,iimenli., e, se non mono numerosi, cE rtamente più conformi alle esigenze del combattimento. Into:i:no aj medesimi, non occorro soffermarsi, chè rassomigliano a qu elli del nostro plotone, : bastorà, segnMare alcuno pa.iticola.r ità essenziali. . L'allineamento, per :~egola, non. si fa più sulla guida di. destra (o d i sinistra) , bensì sulla fila, d i baso, la quale, salvo indicazioni al contrario, ò quella del ce.oi,ro, e marcia ycrso la. clirezione indica,ta o, come più spess~ succede, sul.l e traccie del com andan Le cli sezione, a r1uattro passi di distanza da lui. Per tal modo, riesco piLt fac ile, se non il porfotto allinea.mento, certo l'lmionc degli u.om in i -ed il loro pronto piegarsi al volere de·1 comandanto di sezione. Le convarsi.oni in marcia, ad esernpio, si eseguiscono ora. appu nto regola.ndosi sulla fila di centro, anz.i chè facendo perno a.Uon10 ad un'ala; e più facile riesce ana sozi.one ese-guire il. movimento di / ace èi d,roite à, (gciuc:he) à, (tei point) che si è ora, adotta.to. Questo movimento è ca,r atteristico, e si. è introdotto non solo nella sezione, ma anche nelJa compagnia e nel ba.ttaglione; rnol to opportu.namento, giacchè l'avere le unità abituate a, f cir f1;onte ra1)icla.mente verso una nuova cl:irezione, 1
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ANNO XLVI I.
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li, NUOVO R liGO J. AMr; NTO l) ' Es 1mt.:1zr
PF.R LA FANTERIA FRANCl>SE
da qualunque forn1azio11e, sia da ferme che in marcia, sia n ell'atto di mettersi in movi mento, che in q11 ello d'arres.ta.rsi, Èl oggi u na n ecess il:à evfrlento. Ora, da n oi, per 0Ue11ere questo risultato, occorrono, in generale, LiiverRi comandi ; e peggio er a in Francia col vecchio r egolamento; col n uovo, invece, i.I comando è tuio sofo : (ace ìi clrnite , ù (l)a.uche ) h (tel point), ed il comandante di r epar to non si preoecupa d i disporre, di fronte alln, 1.1uova dirozione, che l'clcrnon Lo cli base, ll quale · è fa fila di base nella sezione, la sezione cli base nel.la comp agnia, la comp1:tgnia di base nel haUag·1ione; gli altri elementi si regol ano da loro, secondo quello di base, per recarsi a posto seguendo la vi a più breve. Porse, nell a pri:ttica. a i Inazione di questo esercizio, non occorreranno meno· movi menti di prima; .rn a p anni sia innegabile i l vantaggio d 'u n comando, non. sol o u:ni.co, ma lale da r ich iamai·e irnmediafament.o l 'attenz ione d i. tn tG irnlla direzione vorso l.à, qu ale occorre far fronte. Ne l.la. scuoi.a di sezione 'è fat to obbl igo cli ab it uare l a truppa a mare.ime a,l passo di strada., non solo in colom1a per quatt.ro (colonna normale d i. strada) (1), ma anche per sei, per ott() e por m ezza sezione : lo stesso, è prescritto di. fare colla. compagnia e col b a,tLaglione. L'opport,rn ità dell e for:ma.zioni ristr eUe, cJ-1e saninn o di uso così frequento in camp agna, non for:ma dunque solo ogge Lto di un'avver tenza, ma d i tuia vera o propria prescr izione da tradursi in pratica fo1 dal tempo d i pace. B'ra, i movimenti normali della. scuo la cli sezione, sono anclie compresi no'! regolamento 1ru ovo quelli per l'ordine spa.,.so; il che confenna che il regolamento l1a ili mira le necessittL del cmnbattimento, a.nzicl1è la simrnet,ria·clella pi azza d'arn1i. Duo sono i modi di spiega.mento della fanteria francese : per fi l<~ e en tirnillmirs, e si eseguiscono fronte ad mrn direzione qua.]siasi e pa..rten clo da. ,lÌn.ft formazion e c1ua lunqile.
Nel primo modo, le :fil.e sono disposte ad interva.Uo di un passo, o ad intervallo maggiore : ò questa una for mazione molto USELta, in combattimento, cl urante gli spostamenti, ritenendosi relati vn,rnenl.e, meno vulnorabile sotto il fuoco n emico. Lo spiegarneni'o sopra una sol riga, J1on è d iverso da, quello tli prima, se 1w11 per il corna ndo en tirciiUen·i·s, 11 quale, abba.nclonato dal precedente rngol amento, fu rimesso i n. v igore clall'attuAlc, cd opportunamen te, essen,do molto significativo.
(I In !?rancia le colonne marciano sul lato destro <l cllo stra<Ie- eceezionalmcnte sul sinistro, oppure , ue due lati. '
4. L'ist.nLzionc elementare del combattere aNeute in mirn il solcla,to .isola.to, o riun ito in p iccoli -gruppi, h a sempr e avtLto nella fanteria francese parte :impol'La,nte e l'ha ancora, gi u.d i.canclosi saggiamente che i maggiori r eparti, ri sultandò dall'aggregato moleco lare degli in div idu i, convenga rivolgern a ll'is lmzione di questi 10 ma.ggiot i cure, se vuo]si che l'is truzione cli quelli riesca poi facile e proficua. Sono elementi di. ta le istruzione : il tiro, l a marcia in terr eno vario; l'appostarsi per far fuoco : giudiziose pr esc-r izion i e p rincipi i ;;rmplic i son o dati all'istruttore, perchè ognu no di questi. ,element.i a bbi.a sv iJuppo aclegt.lato. L'istru~ zionr~ di tra.i: par t.i to del terreno sia nolla, marcia verso il nem ico, o sia. nelle ferm ato, è oggi e le,me.nfo clella p iù alta irnporta.n7.èL, g.iacchè succederà spesso d i dover spezzare le linee continue e le masso denso in piccoli. nuclei quasi indipeti- · den ti, per trar meglio part ito dei r ipari del terreno, e dimi1:rnire le perdite. Credono alcuni che sia inut.ile spendere Llcl tem po intorno éL tal e ish:uzione, ri tenendo che l 'isi.in to deJJa conservaz ione varrh, a'I bisogno reale, meglio di qualunque ,insegnamento; a m e pa,re che ciò sia. un errore; a iuk1re questo ist into a svilupparsi dove roanca., ccl a perfeziona.r si dove esiste, ·tale è lo scopo vero da raggiu nge.l'c, ed :i l farlo sem,a cader e nel formalismo, non è impresa facile. ' Intorno a lle norme · che regolano l'impiego della sezione nel c.01nba.tt im.ento, non ò il caso cli soffe1;rnarsi, se non per r i chiamare l 'attenzione sopra. una cli esse, ed è : « Ogni volta « che la sezione muove, il napo sezione marci a. dinanzi alla
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lL NUOVO REGOLA Ml'-NTO D • ESERC IZI
Lruppa per g uidarla e !rascin a rla ». A dire :il vero questa norma, comune del resto a tuLt i ·i r egolamenti taUici, esisteva a nch e p ri ma; ma, ora ne è p iù espllcito lo scopo, è cioè indic<ii;o meglio che gli ufficiali', se vogl iouo guid are ben é il loro ri parto, sp eeialrnenle in terreno vario, dcbbon.o J istaccarsene. Presuppone però elle i r eparti s ieno abituati a seo·trire l 'uffì_ciale, e ciò t\ fr utto t;;mto 2lell'ecl.ucazione quanto clt'una ist1:uZH)ne ~pposita,; quest'µltima ha. par ticolare svolgimento m Francia . «
5: E' nella scuola cl i sezione, invero, che li.a principio l 'esec uz ione dei comandi a. segnali, la quale l'i or mai en trata n elle a.bituc~iui dclb fanteria francese, ed Il a per iscopo appunto di a,bituare gli nomini . a mantenere costantemente l a loro a ttenzione :rivolta ag li uffìei a.li, a conformarsi immediatamente a,i loro cenni ed a seguirlj dovunque. · Con un colpo -cli fischietto (1), l'u fficiale 6ch ia1~a. l'attenzione del s uo r iparto, e poi per mezzo di un segn ale fatto con l a mano, colla sc iabola o col copricapo, indi ca, il rnovimen to da co1npi ere. Il regolamento prevede e fis sa i seguenti segnali: · ,A.vanti. Disten_d ere il braccio nella d irezione da seguire. Marcia·re. Il bra.ccio essendo alzato verticahnont;e, ab. b ass~~rlo con v ivacità verso la direziono da seguire. A lt . .Alza.r e i L bracoio ; abbassarlo completamento. , A. clestra. (sinistra). Dis tender e il braccio ,orizzontalmente verso la destra (sinistra) clolla truppa. Cambiar dfre.zione. D isten de-re, il braccio orizzon Lalmente n elht direzion e della rna,r cia, v~ltandolo poi verso il nuovo punto di direzione. En t-i-ra.'illeu1·s . Distendore, le bracci a, orizzonl.a lmente, aprnnd.ole. . .Ra,ssernblement (adunrita, rip-renclendo il posto no-rmale). . (I.) La fa~teria rraucese adopera il fischietto e ht cornetta; l'uso di quest,'ùltima è riservai~ solr _umci ali s uperiori; par_ticolarn questo ill'aticamentc ut.i lo, per indicare. subi to ,la cn1 p10,1cne tl suono. Per nch ,amar l'attenzione si adopera un colpo pro-
J'.
lungato; [ler far cess,tre il f11oco, p:1recchi w lpi brev i e ri ()Ctuli.
PER LA FAN'l'ERJA.. FHANCESE
A lzare il braccio destro e ma ntenerlo alzato, fincbè il movimento s ia :in via d'esecuzio.ne.
RciUiement (adwicitci senza ·1iprerulern il posto no1'1ncile). A.J7,are il braccio èlestro, agita,ncll>lo con v ivacità da. clri! ta a. sin i.st.rn. .c1ccelerci-re )'a.n datum. A 17.n re il brace.io clesi.ro ed agitarlo dall'alto ù1 b asso. Qu esto sistema arreca vantagg i. non indi fferent i.: · evi ta il gridìo jn manovra., con seguenza q 11 asi. :inevi tn,bile dAl sistema di eorn ancla i-e sempre ad alta voce ; t iene' 'l'attenzione 1-.ivo lta a l superiore; produce, corno con st'lg uen½a, Jrn.tura.le, l'orcliri11 e la. calma. 'l'rova no a.'lcun i elle il comanda.re a segnaJ i, in cli.spensabile per le arrni a cava.Ho, ncJlo qua.li il frastuono impeclisce cl,i sentire .la vi va voce d i supor iori, .mpp 1·ese11f;i pe r la fanteri a., cl.ove la.le frasLuo110 non esist0, uno sforzo inu t il e. Sarà forso vero, ma n m1 si · può negare ehc, vratièamente, è u n grande ·eocffi cionto del s ilenzio e dell'a.ttenzione. Del :resto, siccome 11011 esclude il coma:11da re a v i.va v0ce, cos:ì nulla i mpe<lisce, quan do rie sia a.bitlLata la truppa, che si usi nell e circos l,a,nze in cui. possa to rna re pi LL u Li"Je. Il comando a segna.li è un a delle carntteristiche delle maiiovrn va,1· assouplissem.en-t, cho tan t,o ò ora in voga presso, l a ff1,nter it\ francese, e che consiste nell'abi tu a re i riparti a manovrare rapid a.mente e con scioltezza, in qual unque circostanza ed i n. qual ~tn.que l;erreno, senza, i vin col~ di formalismo che carntterizzan o l'ordìne c hi u,so, pur eonservando J.'ordine e la d isciplin a. Per otten ere qnes1.o risuHato, s-abit uano nen a sezione i soldati, o noilo unità ·maggiori i ripn.rti in sol:t'orcline, a seguire il comandante in tutte le direzioni cd a conform arsi rapida.men tr- e senzf.l, esitazion e a.i. J i .lui. com andi, an che nelle circostanze imprevedute; per ciò . è prescritto cli. adoperare spesso il corna.udo a. segnali, ed ò faUo obbl igo ad ogni comandante di gu idare il su o reparto di propria persona, ponendoBi inn anzi all'elemento. cl i base, eLl obb liganclo cp1est.o a seguirne le traccie. ~i d ice souple un ripar to che sa piegars i senza sfor zo a,l volere del co ma nd anf·r, corno un eava.Jlo addestrato s i p jcga
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I L NUOVO REG0LA}IEN1'0 D.ESERClZl
alla mano del ca,va.liei:c : e solo· quando sono sufficientemente assouplies, ]e unittt vengono eserci tate nelle istruzioni d i combattime nto propria.m ente dette. Conte si può cl i leggeri vedere, il risu'ltato ul!.irno a. çu i rende ht manovrn par assoupli.ssem,en't n on ò molto diverso da quello che ci propon iamo noi da.1 1892, cla quando cioò abbiamo adott.ato l'attuale nostro lìeuolamento d'ese1·cizi; soli; i mezz i sono più perfezionai.i; e nar;que in ]i'nmcia, come reazione a.I vecchio e rigido· si,stema, de.Ile manoVJ'e in online chiu so, qua·le si è conservalo in uso fino a questi giorn i; tanto ò vero che il n uovo regolamento francese con s idera l'assouplissem.ent corno normale. Cfl Ido fautore del sistema è sempre stato i l gen erale Bonnal, il qua.le ha, consacrato t1.1tta la sua. aU iv ità ed il suo talento a lla fanteria; cogl i scritti ne h a, eleva.to 1ft d ig nità e l'importanza e coll'opera n o ha migliorato l'.istnlzione, ,in modo eflicaco, essen do noto e lle della c01npilaz ione clcl nuovo regolamento è sl;ato 11 no degli arlcfici più auf,orevo'l i per st.udio f\ competenza (1) . G. Nulla meg'lio può dar ragiono cl ella d ifferenza fra il vecchio ed ,il n uovo rogo]amento, in c iò che rigua.rd a l'ordine chiuf;o, ehe un rapido con fronto fra, la pre0edente e la n nova scunla di comp agnia. e cÙ batt.aglidne. , La compagn ia cli fantrria franeese usava pr ececlenternente le s,cgnenti formazion i : · linra spiegata ;
(t) Non v'ha oggi. sr,rit ln •li Utltica in Franci11 che noo 11ar li d'11sso11p li.1sr.mcnt ; l'opinione puhblica militare, trovata l 'idea risuo nd ente. arl un bisogno re,1.le, rlati i prin cipii che er~no lin ora in vigore, l' ha acco lta co n entusiasmo e si è rlata a cmlti,arla con passione. Ma lit passione è srlC>S<l la via doll'es,1gera~i one. Un autore rcc('fHP, ha 1iubbhcato uo tr,1tfa 10 intitolat o Assouplissemenl de Combnt. Jsti· iic /.ion p1·a ti11ue 1i11. r égwunl d'in{c1nterie, dove tende ap pun to a po rtare l'assaour,lissP.ment sop ra 11 11a via alquanto esagera.la, e percic) fr>r, <', almeno pare a noi, poco pra ti ca e poco rispondrnte alla r ~all à. Pro pone una termiualogia nuov.a, e tutt'altro che se111plic,1, pei roman!li () le formazioni; rntt·od uce forrn.izion i nuove e 111clviment.i co mplicat, , fra i quali le formazioni a scag li oni ed i passagg i di linea; aumenta i segnali . Pnò essere che al nostro gi:1dizio faccia velo l 'ignoranza; ma i l sno sistema non d pare i mprnntat o a •1ur.lla sem(JJicHil, <' he oggi é l~Lnl o necrssaria.
l'ER LA FAN'fERIA F RANCESE
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colonna eh compagnia, (colle sezioni a 6 passi di distanza,) : . col~n.na a clistamm intera (colle sezioni a. distanza pan al :fronte d i una sezione) ; fonncit'ion z){(t le /lane ~l a no~l.rn lin~n e~~ :A aneo) .
Non. adoper a v::i Ia formazrnnc eh · p.lotom at1iancat1, se non in combaCl,imento. J,e evoluz ion i er ano n umecosi'l, lente e compassate; si eseguivano genoralmen le con una doppia seri~ di comandi, ci0(3 d'avvert imento e prepa.r atort (da pa.r te d.e1 comandanr,i di sezione) e cli esecuzione; minu te erano le prescri;r,ion i; a i rig id i a.Uinea.men.ti (sempre a. ùestra, o a, sinistra) od alla simmeb.·i a e contemporanei tà di movimenti s ~ dava, gi-ande i mpol'La.n za. I ripiega.menti jn colonna e gli spiegamrnti si esegn i vano prendendo sempre per ba.se la, seziono di dcst.111, o quel la. cli sinistra, secon dochè la. compagnia manovra.va eolLt fronte normale, o eolla fronte rovesciata,; gli spiega men t i s i oseguiva:no sempr e cli pa~s?, e d~po compiuti li, le sezioni, per rego la , dovovano trovarsi 111 o rd u~e norn1alò : nei crt.mbia.mcnt.i cli direz ione delle eolonne m · ma.mia, 'un in clfo~tore segnava i l ptmto dovo le sezioni. dovevano convergere; il furiere avevt{ inca.rico cl'inclica.re ·fronti ed itll inea.menri. Sulla. pia.zza. d' armi, ancom s'istruì.va .la compa.gnia a foi:marn il qua.dra.to. . . ' Un nuovo s pirito informa invece 1·attu a.l0 r egolamento : i l r io·id isrno e In, simmetria sono sla,ti. sostituii;i dalla souplesse; 0 le prescr i;,,ioni Jilinuto, dalla liberUt d i' m[\novra, gi 11d icanclosi, forn,e non de l i,11~1.o a proposi to, che anche l'ordine chi.uso dev'essere scuola d'iniziativa., e ch n a. questa v irtù debbonsi abi t uare anehe, i co rnarnJ anti di sezione, se vuolsi che nei gradi elevati' si sviluppi come f rtLtto maturo, cla lunga. m ano
ed in cwni occasione co'ltìvato. J,a c~rnpa,g n ia aclopNa ora forma.z ioni. icle.ntiche a ll e nost.r0, e cioè : · colonn a per quattro (a l passo cli st.rada anche per sei, . PN' o! l·. o, per 1 /2 sezioni) ; colonna di coir~pagnia; linea. d i sezioni per q1rn.li 1·0 (eioè coll e sezioni affi ancate); li1wa. ;:;piegata.
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l L N UOVO REGOLA ll!ENTO D1E SE RCIZ1
PER LA F ANT EltIA FRANCESE
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baLr,agLiono in, massft (le compagnie, in l:ine~ spiega ~a, erano clisposte l'mHt dietro l 'a.lt.ra, a di stanza cli 5 pass1~. Gl'in tervalli e le d istanze fra le compagnie en1,no ;forti , cioè. 11or ma lmente, 24 passi. i p rimi, :i L fronte cli una, sezione più '!i pass i, le ::;cconde; cosa, die non conseu t iva nè r apidità nò scioll,ez7,:1,. Esis Lovano bensì. foTma,z ion i p iL1. serrate, c10è l a li noa d i colon na e ln colo1rn a doppi a con :inten rallo cli _soli H passi ; 111:a osso si. usa.vano solo 11 egli ammassa.menti sul iorreno di combattimeoito. .I ,e, evoluzioni erano 1.:ompassate; i L regolamento prnvedeva circa GO mov imenti e· per ognuno dava prescrizioni minute ; gli a.lli11ea.menti erano vere oper a;:,; i~m i. ·di rr ac~i amento e si oseo·uiva110 rol chi.mnare in preceden za sulla fronte o sulla lin~a guide o ·bandiere (lanions ); u11 pori a b andiera guida.va le mnrce ù i fronto; l'aiutante maggiore, r aiut ante, d.1 b ittta,glione, carne il foriere dello· compa,g1lic, anzìc.h~ tras~iet.ti_tori deg li ord ini del ma,ggioi;c, èra.no lraccia.tor1 d.t fron ti, mi.::;c1ra.tori d i disLm1ze o vi.a cl ieen do .. Gli spiega.men.ti non SL c~soguivm10 r,l1C1 eia un.a sola foniia½ione, ) a lù1ea, cli. colo nne; ](:) colonne si fo i:mava1;1.0, è vero, dietro una, CJUH,lu.nque il.e! le nornpa.gnie, 1rni n0J.l e fonnàzio1 1i. i n l inca., per nonna,' l 'o:rdi.:no dello compagn i.e doveva essere mantenu.to ; le forma, zioni coi. ploton.i a:ffiancat,i non esistevano, se n on come [.ra. sformazionr, momentanefì clelle ~llre; il passtJ di. corsa, n on si a.clopc:rnv,~ d1e 1wr ec;crzione. , Secondo i l · nuovo regolamento, iuvece, il battaglione adopera forrn azioni id.enti d1 0 al le nosl.n, : .co lonna per quattro, sci, obi o o mozza, sez ione ; linea d i colonn~e; colonn a di ba.tta,gli one; colonna doppi a . Nelle rù tirne ire, ]o sezioni. possono essere cli. fron te, oppure, nome cl.a noi. affiancate, · , Le evol nzion i si e.soguiscono sRcondo i medes im i, principi-i incl icati. per l a sc11o la d i compag1ù a. Il comandante d i. battagliono fissa la compagnia, cl i baso e h1, g uida col co~1a.ndo,, op[iure, d i su a pei:sona, con sf\grrnl i ; le altre cornpagme sono
Per J.e evolu zion i non è prescritta la n1oltipJicità dei comandi e l a sim:mctria dei movimenti; a nzi, s i. può dire che esse non sono _più. fissate sta.bilmente, potendo il capitano far eseguire le ovol uzi.oni che crede ; H regolamento si l imita ad indicarne aleune a ti tolo di esempio, e n on vincola la libertà d 'azione_dei comandanti. di sezion e, ,se n on con poche n ornie, fra le quali lo seguenti : Gli allineamenti sono sempre presi suHa sezione cli base, nelle fon;naz ion i in Jinoa ; pa.r allabmentc alla sèz ione cli. testa, ccl al cenl.ro, nelle forma,zioni in colonna. Negli spiegamenti, saJvo l '.inclicazioni i n contrario, Ja sezi.one cha sague immediatamente è1uella ti.i. tesLa si pone sem pre alla destra e le a.ltre a sinistra. Nei r ip ieo·amenti in col01111a, b sezione o le sezioi1i che sono a desti~ doJJe sez ion i d i base si d ispongono immedi atamente dietro di quella. Dur ante gl i spostamenti le sezioni si mantengono, sensib il men te all'a.1tezza del.la sezione di base o marci a.no su lle su e traccie, conservando g l. i intervaHi. e· le d istan.;:,;e prcscr.ittc. per quanto .le circostanze lo conscn Ian o. • ' In sostanza, si manovra, clietrn una sezione, C(ltella di lnise, che il c;a,pita.no designa i n precedenza, e cho g1,1ida, col coma,n clo, oppure, di. ,sua persona, col gest.o : le altre se;:,; ioni son o condotte d ai loro CH,pi al posto cho debbono occupare coi mezz.i più sempl ici o più pronti, manovr a,ndo indifferen temente p1~r la destra o per la sinistra, collai fronLe nol'male. o colJa fronte rovesciata. , La compagnia così passa dall'un a all'altra formaz ione in ogni direzione, sul posto, fcrm,andosi, mcUendo.si. in :moto, 0 continua,ndo a. :marciare. Le medes ime cara,tteristi che son o n ella scuolci lli battaglione. Secondo il soppresso regol a.men to, i] battaglione francese usa.va nell'ordì no chiuso que,si,e formazioni: linea spiegata : / onnation pc1,r le /lane (linea di. fia.nco) · linea di co lonna di compagnia ; ' colonna cli battaglio ne (da noi colmma per ploton i); colorma doppia; colonna a d istanza intera (sia col fronte cli una sezione, che di una compagnia) ; \
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li, NUOVO REGOLA MEN'ro D 'ESE RCI ZI
co11dottc per la strada più brovo al posto cl1e debbono occupare, secondo la for ma:r,ione ord inata dal comandante di battag liqnc. Le dis(,rnze o gl'intcrvalli sono normalmente di (i o cl i LO passi, quando 11011 sia nel éomanclo ordinato o dalle circosl,an zo jrnposto aHl'imen t.i. I cornandtm ti di compag nia non sono legati da prC'scrizio11 i minut e, ma solo da sempl ici no rme ; gli strssi o poch i esen;izi pratici co11ten11Li. nol regolamento J1 on sono dat i. che a lirolo cli semplice esempio. Infine, per meglio mettere in cYidenza il principio che è messo a base fon cla.monl al.e dell'.islrnzionc' che « la v repéFmzione alla guerra è lo scopo unico dell'istruzione dello trnppa » , è prescr it10 che g li esercizi' dr l batbigliono s ieno esegui ti i n ten ono vario c. solo in mancanza. di qursto. ne-Ha pin:r,:xa d'armi. fi'opl;un a ta, .la fanteria fran cese se t)otrà, dovcuLque, anche nei grandi centri . rnettero in pratica simile prescrizione! Non occorre aggim1gcce chr i nuovi prin cipii i nformano anche la scuola di reggimento; si può di.re anzi che il regg imento, e meno ancor a le 1111it:ì nwgg ior i, non rscgui,scono più ovolm1ioni in ordine chiuso in piazza d'a,rmj, ma solo eserci.zì preparato ri. pcl coinba fti men 1o jn tcn eno vario Bd ai campi d 'isL ruzione. 'copo di questi esercizi è, da,p pr ima., quello solo di a,bit.u:-1 re i repar ti ad eseg1til'e i' movimr 1ll·i rd a prendere Jo dispo:-izioni più confacenti per raggiungere un determinato in tento, fìssnto in antecedenza. Nei campi d'istruzione, essi si riprtono, r iunendo le w,ità di fan teria a quelle delle altre nrrni , J)Cr far nascere col contaUo recip roco i I sentimento (I i so~iclarioUt. Jn seguito, lo scopo i1011 ò più semplice e determinato, ma. a gradi, l)iù complesso, per abi tuare i reparti a mu tare rapida.mento di tlire:r,iono e d'obbiettiYo rcl a far fronte all'impn•\· i,,ro, p11r co11serv;:i 11clo l'insieme. Acqu istata la 1tecpssitria ,1bilità rilanovrirra. si iniziano gli N,ercizì di combattimenìo propriamente tlet,1 i. Questo 8i,s te1m1, d' islrnzione cl ellc 1na.ggiori un iU1,, il quale sta in. mrz:xo frn gli rserc:izt d i piazza d'armi r <p1elli del
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l'&R L A FA N'l'ERl A FRANCKS R
combattimento, è semprn stato coltiYato in )i'rancia, riteiwndosi forse che, nC'l comba1timc11 to, d11 0 cos_o so~o. u?u ~l_mentr necessarie : l' abilit.i1 d(•i capi a dare le <l tspos1Z1om p ru eonfa.ce m i, davanti a ll'i mprevisto, e l'abil ità delle truppe_nell'eseguirc le 11rnnov 1·p necrssar iE:, prr alLna rc q ttesrr d.tsposizioni Ì O che perciò convenga, nrlri,,tn~zione, sci1~dero l'una cosa cl.nll' altn1,, ossin, manovrare dn,pprillì t\. a r ~g1on ved L1t~ e poi prcndrndo a base l'jmp reYislo._ Pri11cipio ms~o. pur chr l'un a isl,ru:r,iono n on ·vadn, a deir1mento dell altr a. . . All'abilità manoniera delle un iLà, da lla compagnrn. all~ clivisione, si dà grande importanza., giudicando~~ - ~he oggL coll e oTnncli masse che si t rovern nno cl i front(·, d rfficil_mcn tc 1 corrn;;Hlanti dolle grandi nnità potrnnno chiro sulmo ali: i ru p pe la ri pèll'tizionc risponde1de t1.llfl sit,1rnzione ?ho vorr~1 a ; rrnlursi nel mommto llecisi~o : e . f~ri:;e oc,c orrern ., L)assa.1c 1 per una seconda ed una l<>rza _n1:,trt.1i.>10~1e. M~ 1~on ~. que~tf~ la sola r agione e,hr spi ng(1 1 I• rnnces 1 acl 111 E~ndoe n~ ll~ trnppt-' la cnpaciti1 di mn110,-rar<.' pTeslo e IX'nc in qua~sws1 l '",, elle <.,· sr)iccnta . . ,w llc . loro terrrno : ma t1,n c1w 1.a. i cnc.enz,. nor mr tatt iche. cli l'oncla rr l',e,.,;, iw della ba.ttaglrn. sul grnoco clellc r isrrw L>iì1 che ,;ovra gli nlfi·i elementi .
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IL E sponiamo in ()nesta pn,r te .alcuno c?nsid~~·a½io~1i .~~,l ò,m~ ùat.f i mento. trattan(lo cl,1 ppn nrn. del In urnl ,,, rn1no 11 ~ po_. delle maggiori, risa lendo dalle norrn<' c~e 1:<'g~~a110 _gh ~tll cloll o siJlgo,lo un il it, ai principi i g01w1:nli _cl n c1L1 t_a h n01mo clerivano. Veramenlr, san·bbe pii1 logico ,1 proceclnnento opc·n]l e » lo. stesso regoln, posto ; ma c,. com l nce a 1·.,,.1· « 1··1tr·oso , " . . ,' ~ . 1 monto fra11 cese, il qnak clà lo Jlormo del com battnne :ro S(' . · rn-1 come paratamflntc per ogn i unitil, clnlla sr~1?ne 111 _su, _<J.1 ~"'.. , . prima, sì. elle il lo(·tore aoqu:i.stn, la, v 1s1onc, cl.e1 prm c1pll, soltanto rtnarnlo è gi nnto alla nnc. Questo procedimen to, (lal più nl :mono, ò comu ne ~ p~recch i regolameni i ; ma ci parr rhe orn.mai potrebh<' ]ascrn rs1.
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I L NUOVO R EGOLAMENTO o'ESEJtC rzr
In p '.·imo lu~go, pcrchè obbliga forzatamente a ripetizioni, !e quali sono cli nocumento alla semplicità, cd alla chiarez:am; 1n secondo lnogo peruhò, essendo lu s ingole uniti,~ parti del lutto, o doven~lo ~011!·0~:rnilrsi ai principii clic qu0sto govcrn~n~, ~ono tal, prrntipn che Ll<'l>bono ,·elliro ci:;posti pr r primi. ?os_i _fn:'cnclo: la coop~razìonr trnvc•rà, a p ud ·a la s 11n, via, e J _11uziat.1va s, produrra spon1anea, prr ogni comandante e.li npartn, gnu1tlc o pin·olo e llr sia, come oggidì si richi&le. J · I~' cosa_nola., pcrr11è condusse n non poche discussioni anello ùa n01, e.be n<-1 1895 fa fantùria francrse a.veva abolì to il sostegno nella <·01npag11"ia . ~osì, .all'inci~·ca: ra~ionavusi allora : i sosll•gni non possono ev,t.arc I fuoclH drret1.1 uontro b cate11a., s111Ji Hcnno de lle pe r- · dite, sc·nza p r<>nder pa rte cli rclta a l combaiti 111e,nt1>: cl'~ltm p_art<', . la co~1paguia fraziona,la sfuggo in parte ,dia. dirc:1.10110 '. 1n~1ccl_i a ta cl c>l pro111:io capii.ano, spec.in.lmento qu ando J~ sezioni_ s 1~no in mano di eomanclanti i1wsperti . 1~cntre l entrala rn linea clc·I sostegno contribuisce al franimischiamcnLc~ prernal.uro dell o un iU,,. 11/fcglio d ur1qlH, è a.boli re i so~i<'f11 e _far cnir~1re i1~ linea s~1hito la compagnia tutta qu~rnta; cosi OJ.>E'1anelo, s1 avrct anello rl Yantaggio cl'jrn pegnaru )'aziono con v igore, fi n dall\ nfaio. •\(a _non s_ o110 passati se: ann_i. che, C(UE•ste r,1gioni hanno per~l 11 (0 _1~ J'.)ro vn.lore 11 cll op n1.1 one fn1 11eeso : l', ad onl a cJie 1 fo c1l1 s1eno J'in1asti c1ue lli di primn, coll a Joro prricolosa %0na bEt~tuta, c.h e ò la. ragione principale che giustificava Ja so1'.press ton e de,. sosteg11i, ecco ('lie quc•::;J,i 80110 toma,t,i ancora a ll onor..... della morte.
~n _fatti'. jJ 11~1ovo rcgolan1ento 11re&~crivt) cl1e all'in izio dell az ione 11 cn.p 1tano 110n spingh i, eli o la fon,; a irncessa.i,fo p~1: c~ntrobat~ere efficat~m~nto il fooco nemico: lllht O pi ÌI srz1om. Le alrro ,· .· I . . S<'rvono eh sosleo·no o •nll ,a catc < . na, ctppogg1an( ono 1~· 1~arca t e protc,ggendono i fìanchi, Lenendosi abba~~~nz~ mc.1,etro d.1lla catena, p<'r non cssero colpite dai proietr1l1 d~rcll., conrro cli. essa . 1,t) spiega nwnfo rnin le d ella comJlHgm a tlev'esse1·p ritnrd:tt·o il più possibile\ essendo chè ]a
PKR LA F.A:-ITERIA Pl!ANCES E
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('-o mpagnia inl ieramrnle spit gt~ta chivenb,1, p1u d iffì cilmcnt,o maneo·rreyole. Conservando dit~l ro la catena un sostegno in 00 . . ordin e chiuso, i I cap i•t.ano l1 a 1111 cho modo cli colma re Lvuol L prodotl i dalle perdite e cli uo11servare in miu10 la, direz ione 1
del comhattimcnlo della sua trupp;1. IJ. lettore può cla, sò g iudicnro Ja crn1~radclizione .frn i dnc ragidna,ll)eni i t' trame le conseguenze che cr ede. A 11oi pare, che en,t più nel ycro i I regolamento precedente; ad ogni modo era forse più l'az ionn le .l asciarn in proposito libertà d'azione.
2. JI batlngl ionc è C"nnsidrrnlo g instamrnte come la Ycra unitft lati ica; oncl'ò d1e cl.t i l'rsa111P cledlr no l"me elio 11e l'L'golano l'impirgo in combattimenio. noi possi,1mo i1<'qu istare un' id0a ci el s is tema d i combattere in uso presso la fanterill fra.ncesr : b,1ster à Li ntilarsi ii cm1siclcrnre .il cn,so ciel battaglione inquadrato ·ncll'offc11si\·a, giacchè dit questo ckrinmo le rego le p er g li ctltrj casi. Gcneral111011 tc.>, il battaglione s i dcYe dispo L're p el combattimen to sopra due linrc, dello quali non è fissata la composizione, nè la rl ir:,tanza: il.el le C"ompaµ: nic di sostegno (pr:ccctlentcmente si dicevano cli. ri.~el'oa), i I comandante ti i b aLl'aglione deYc valersi « por dare all'azione un ·energia crescente << sino nl momenl.o clell 'atto decisivo» . Condotto il batlaglione di fronte all' obbieLtivo assegnatogli, date agli ulftcinli dipendenti le istnrnioni che sono del caso, il comandante cli baltag lio110 j11izia ht ma'l'cia d'a·vvicina111ento, procurando spcc-ial menio di mantenere il battaglione nel Ia direziono che devo scg11 ir e (l) . . Pinchè il battag lione è fuori del Iiro, pub manlcnerc una formazione ristretta; m1mon1a lo distanze e gL' intervalli,
<1uando enl.rn nona 7.ona del Ii ro eflì.cn,ce dell'a.Ttiglieri:ct, aclotla.ndo cli preforenza, Jo forrna:1. ioni colle sezioni o mezze sezioni affiancale. (I) Ogni battaglione lrancoso ha consorl'ato ur,a banrtnuola (f,rnion): <iucsla non solo serve per di.itin~uel"e un battaglion e clall'altro, ma anche per ronser varc la direzione <turan te lr1 mar ci>\, StJr vcndo di pu nt o tl i ri feri mento :ii com,111clanli di compagnia. Nei terreni di 1llci li torna praticamente uti le.
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IL NOOVO REOOL,\ MENTO o'ESERCI ZI
O.iu.ngemlo a cnut,11tto col nemico, il eoma 11da.nte del bai,tagl icme fissa il dispositivo per il combattimenlo : m1a o più compagnie formano la liucn, cli combattimento, le ali re rinrnngono n, sua clis posiz ionr . L}} catcn,~, oss.ia lo fraz ion i delle cn mpagui c !l'avanschiera, a ,·,111za, e Jlon co111ineia c1 t irare che quando è nccc:-:;ario di co11 t.robat1rre il fu oco ne rnico per avnnzare. L a, marcia, viene ·proseguita ,t sbalzi. rapidi, e, quando occorrn, ,1.11.cho per frazioni p iccoll', ut.iliz;,;~mdo g li acci<fonti del !C'1Teno, e ricorn•ndo al fuoco soltanto quando sia indispensabile per pre-
pi.uare la 1: i1)1:esa del la mm:cia. Oiu11to s11lla pos izione di preparar.ione .(.1('11 .,tttacco decisivo, il bn I Iaglionr si arrC'sf a . )~' questo un mome11to decisivo de l 01.nubMLi111rnto, g incehè si tratta <I i passare dalla fase di 1n·c1mrnziono a quella cli dccisionr; dalla zona doYe il fuoco consenthi1 la marcia con perd ite sopp01.1ta.bili, a qurl]i1, dove lo perdil e possono divenire clisa·sl rose ; è i J limi Lare della vi ttoria o della scon.fiLta. .\ quale di::;lanza succeder.'.1 <1uesto a rresto? Qu,1le snn'.1 il con.Iegno clol battaglione? A quesl<' due dorn a11clc, le pres0ri?.i011i tlel regola1tLento fran cese così rispondono : La posi;1,ione d ' itrreslo del bat.tag lione vuria seconùo il ter reno, ù si può J·i (enere corn pr eso J.rn 700 e -1-00 mol:ri. ll contegno del ba.ttaglione dipc,nde dalln r esistenza del 11(\m ico ; se, si tratln di un posto avanzato o di un pw1lo clebol rnente difeso, i l comandante cli battagli o1ic 110n deve, ositare a tentare l'attaeeo. l\rti se inwce si traHa <.li una posizione fortcniente dif<'sa, allora i l battaglione non può basta.re da solo : conviene c li c a.ttc,nda I' in iervento di un battagl io])(? del la seconda ·1inea; lim itandosi, inlant.o, a rinfo rzare la linea di combattimcnlo colle rompagnio in sostegno, non Lurte in 11na volta, ma successivan1C>nte, per frazioni . Che farù, poi? H.es terà Jrrrno por: c'l1ieclerc a l fuoc o Jn dec is ione, oppure riprcnderù J'avanza.ta? ll regolamento non lascia dnbbio in p.roposito : ]a rnarci ,1, in a,·a11ti va ripresa vigorosall\ent.e ; se vi sono ttncora sostegni, quest i entrano
PER LA F,\NTERI ,\ FKAN CKSE
1 l 1' I 1.CFl · e , • in 1ii1oa ; Jo stcsi;o fonuo lo 1,l'ULJ!l(! cl 1. i;ccunu~
67 1 H(l
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oo-ni a rrivar tli rinforzi, ,la catc>ntt procede, ècime l onda n no
calzn,t.n llall'on.Ja. , . . . J,,~ mi1r crn, . a s1)a ].½L. rel ,' I f uol•)( i;1 -.· ,.,' l l"..,:,' ('O' o lLOllO l'0Sl . 111ll1tcrrolt i : i ripHrti avanzati fa cili tano l'a:·nn;,;ata d~L. r etro.stanti, e nuoYe truppe vengono succc!-i,;l\'Hlll<'Htc sprnlc ,i
rincal7.o.
Il i·eO'olmrn:nlo arnrnl1tc0 che l a mar6a coFì comlocta, va prnseguita nno a cl istamm . cli J 30 metri dc'. nemic<~, ~distane~ d'asscwt) ; che n quc,stn d1starnrn., nu orn b tLppe f1 l sc l_ie del> bon o trova,rsi d ietro la li nea cli C'ombaCtimen.to, a, d1~~a 11~a di 200 a 300 metri da ll a, catena, per trmw inarl a ava'.H1 nell'ult imo. decisiYo sfov;o, come valanga cu i mùla r esiste. . 1 « L oL:r cl1cC (cioè cl.olle truppe non i.t1i cor ~~ impegnat;s ) « faiL a lo rs ba.lire et sonuer l a r lrnrge q ui est, pour h1 cha1nc, « Je signal du fon a n\pétiti011, pour les tro~t7Jes . lle c~~oc, 1 « celiLi de l a marche, in inlerromJ>LlO à racNersaire : l a ba'. 0 :1.« netto est mise au eanon, et l a masse lout entièro, entrainco « par lcs officicrs, au.., tris de en cn:ant li let bai'onnette se lan ce sur l'<'nnem i » . Così si. espr imo il r ogol amenl0 fran crsc nel suo te~to _pr·eciso. Vedremo più lar,li da quali pr'. ncipi_i muove, .. ~ oha~1? intanlc; che la concloUa del battaglLonc rnquacl.r nto nell oi fonsiva, quale noi a,bb inrnn su ccinLamen tc TiassuLLL,l,, r isponcle a quc,sro concetto : elio il battaglione prende parte al combattimento d a l princi pi o a.Ila fin r, impegnando lC' sue foi:z~ 11011 s ubito, ma a grnèli ; 0he il. princi p·io di schie i:aro t_u~,t1 1. fucili 'non è ch iaramente an11uesso neppure prr la posizione tlrl fuoco decisiYo : cho vi hanno due mom~nti in cui il ~al «
~ag li o110 vien cisosp inl n in na m:i da. tn tpp:' a p1•ar te'.1ent. 1 ,.t liner retrosta11 li : l'uno s i Yerific,t dopo lasc.;w,ta l,t pnma pn;:;izionc di sch ieranwnco (da i 4.00 ,1i 700 metri ), l'altro nell'ultim a, ·posi¼ione, i:~ IGO :rnelr i dal nemico. . . .. Questo ~istenrn ri sp,mde al principio doll'econ on:iui clcl_l impiego clel1c forze nel combanimeuto, che la laLt1ct1 ocherna più
110 11
ammette.
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JL NUOVO 88GOl, AIIIENTO D'ESE RCIZ:l
PER LA l'A NTERIA FRANCESE
3. Volgiamo ora r·al ll•11.zi.one ag li écfaire//rs. Non v ·ha lettor e ehe 11011 sia a giorno dello scopo per cui furono creali 1.ires:011 l a f,'.,m c.iri a franee,,e, nd J 895. Che non sappi a, co:ne lossr presc-rnto di scl:'glierne i11 ogni co1nparrnfa u,i <·<'rlo llllnum> fra i _sol-d ati piit i11 teJJigcnl.i , 11i 1't anliti (1 1nP,Y! io ic, 111_ p rati ~ot10 1[ Jmnlo di ,·is.ta morale, if'nentloli a nl~lo : che '.ton n cord i ('Onte dm·r_,·,_ino rice,·pre 1iu'isfruziuJ1<' sl)l:'Cialc. rn r,_iot~o d_a polrr b~n d 1s 1mpcgn arr il loro (·òmpito, il qua le, neH 0Hens1n1, c·011s1sle,·a nel prntc>rrrrrre come ll'mi ,·elo l . l' . 00 C' 1, on1pagn_ 1e ~ avnn:·w li 1era, duran te l a, marcia cl'a.vv.i ei nn111en10. nsd1rnrn11done l.1 Yia. e 11rotemrendole li·\< 0,y11 1· so1.. . eo 0 p1:esa: ed_ 1.n segu ito, tl etermi11an10 rp1asi .la posizione. d i 111·1rn.o sch1P1_·an1ento . e facilitarne lo ~piegamento )>l'l' rne;,:;,:n clc ~ h1t >co. 1i ,tene,vas1 dw, pe r causa elci progrrs,;i delle ann i ocl'.ern<'. e della polvere sr11za fumo, fosso clivcn11fo mol lo clif'lk 1le 111 tan1li<•ri di escguin il scrvi;;:io di ricogn,zionr r cli_o _pr·r.l.,wt.o q 11 c:-;to :;cr vi:1,io 110n pores:;o affidarsi ~-hc nel m1111 fanteria, lx-11 e-serciti1li a valersi dello rninime act'idt1nta.J 1Ca dl'l te rreno.
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anche a mono, quando sia nota la posizione <lel nrmico, o s i tratti di terren o scoperto. l\Ii sono soffermato alquanto su questo argomento, ed « .. . • uu poco mi piace che m'ascolte »,
perchè l'esempio francesc> aveva trm·a.to non pochi imitatori, non proprio cogli éclairew·s, m::t con le, patt uglie, per il cui impil'go non cravi cfrcosrnnza che non :::rmbrasse buona, onde il numero loro andava conl inuamcni c crescendo, ed i còmpi ti loro affidati erano talvolta co:;ì complessi, che lo stesso comandante che li prescriveva, si sarebbe Lrova.to in imbarazzo se avesse dovuto con srguirli. Valeva proprio la pena di copiare, e mala men.te, l'esempio alrrui ! 'l'orniamo d tmquo, an che per lo patLugli e, alla chiarezza 0d alla -semplicità di scopo e di ordini.
1
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._)fa gli frlaire1tr,; poc() tlurarono : ed ora l>on naf 11ntlp <·lip c·'.o . a~rve:11sse, _dit; ('f'a 11 1 _1,1. vora J>oesia il c·rctlr ro_ di poter l!mmr 111 ogn t c0rn 1,1agn 1a 3:3 uom in i (che tanli ,l,)\'Cffa,no .essere) c,1~)11ci d i di si 111_11cgnare a uo,·erc i còmpili chr si i:ol~n~n:>. affi.dar l~ro, o dt .ni:trc inrc sol to il fu.oco .nenti ('o, quasi J:solc1tt . p1ohalJ1l'.11on(c SHrebbrro stn1i a/.trotlanti uomini )el·I d 11t1 ]lei. comùa,tl1mo1 1l.o. . La 1:ieogni,~i~11e _meglio riesce. c1ua11d 'è f~tta del poC'hi occhi, d a ll 1nw ll 1o·enza r cl a ll ,1 i1r·tt1·ca cJ10 ·t l · · g 111 lla.t1 . o • <• ( a ll10 li mcsr)<'lll t i l:'tl un cornanclanw, c1uancto 11011 riesca ,t H'UC'm da St', chr sar ù :,;em1> r!' rneo-Iio c-crl'Jii d i . . \ .C't"" ,<icltc I . . . b . u IIIH, lll()J](l 1 noi JZ rP, anz1d1è. 111ol1r, invomplrle, eontrntld ito:6 e O ta rd ive. • _I l _nuoyo rl'golalilento Jrnnt0sc 11011 parla dunqur più di ed• ciireu1·s; arr.m10Lte hens ì com.'e ' .11 <O "I'·ui··"' le I .llll i-ua t· ~a~ . ,• ., • . . ' (;, le ' gJ1one, ~lura11te ln. marcia d'avvicinamento. po:;s.. ~ aYor biso0·no d 1 venir r ischi'" ·al· ,. Il · · o · · « I e· O fi ll !1. V i li; lll[l. p!' r r;1 (10·iu11 rrero qur;-;co_stopo,_prese-rin' rhc sia inand.Ha .imrn117,i un,:fru;;:ionc da desig narst voJf a. a Yolta: tleJ] a qnnle inc.lica che può forsi V
•
4:. Le non ne date dal nuovo regolamento pel combaltimento delle maggiori uni tà non sono molto differ rnti da qL1elle cli pi:i.ma : si è bensì. cercato cli cvi.tare Jo prescrizion.i tassatiw, e di lasciare all'inizia.tiva una parie prevalente, ma 11cl l~t ,sosl;anza non si ò fatto un passo innan zi. L e maggior i unità, marciano in ,,icinanza del nemico precedu te da avan gu a:rdie : fra la scuola che vu ole le avanguardie piuttosto grosse, capaci di sviluppare un'azione di. una. certa impor tan za, e quella odierna c.lie vu ole le avaug uarclie piccole, atte solo a soddi(;for e a còmpiti di s icurezza, l'esercito francese ha preferito la, :5cu ola an lica. E ' vero che il r egolam ento c.l icr : « fino a tanto ch o Je solo a,vanguardi.e sono impegnate, il comandante del grosso deve rimanere li. bero d'impcgrrnro o meno il combattimento» : ma poi am111etto che le avanguardie abbiano artiglieria e s'impadroniscano dei pun,ti d'appoggio meglio aCti a coprfre lo spiegamento delle truppe retrostanti : dunque, ad onta cli quella pi-escrizione, l'azione ri mane abba,nclonata ugna.Imente a quell'a.zzarclo, che ht scuola odierna vorrebbe evitare. L 'insieme delle forze vien generalmente r ipartito in tro gruppi prineipali: 43 - ANI\O x,.n,.
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IL NUOVO REGOLAMENTO D'ESERCIZI PER. LA FAN'rERlA FRANCESE
l° 'l'ruppc in carica.te del cornba.t timerlto cli prep arazione, sucldi.visc a lor volta in tm])7Je di vri.m a Linea, destin ate a venire impiegate sin dall'in izio, e tnJppe disponibili, da adoperarsi secouclo il bisogno, per sosten ere la prima. linea. an Li.stante e ripararne !e perd ite; 2° 'Truppe cl'urto (de choc) des-tin ate a produ rre u no sforzo violento e concentra to sul punto decisivo ; 3° Risen; e, tenu.te con c1u-a a11'infnori. delle emozioni della lotta sino a lla r islouzion e defì:ni tiw, e da i mpieg arsi allor a o per decidere l'esiLo, o pe,r ris,l',abilii:e, ·occorrendo, l 'ordin e. S'intende cho questa ripar tizi one si riferisce p iù specialmente a·1 combattimento offensivo, che è qu ello che noi abbiamo scelto di preferenza . Ricevuti g li ordini occorrenti, i comandanti in sol tordi.ne condu cono i loro ripa Lt i d i fronle agli obbiettivi loro assegnal i, avendo cura di spiegarsi preferibilmen te pe1· ala, allo scopo cli evitare i framrnischiarne,n ti cki'le urLilà e fa vorire
la successione degli sforzi nel. sen.·o della 7rrofondità. I ba,tt11glioni della prima linea, dfottu an o 15 mar cii1 d'avvicin amento 11el modo indica to precedentemente, parlando del battaglione : si a.r rcsl;an.o quindi. su quella posizione di. prepara½ìone dell'atta cco decisivo, che, come s'è v isto, il regol amento prevede doversi trovar e fra i ,WO o i 700 metri. Qui però il regola.mento riconosce che la 1b1rata cli quest'arresto, misto di episod i offensivi e difensivi, pu ò essere spesso l unga., e che le tr np pe si troveranno impegnate h 1 un ginoco «
nicle et difiì eile » .
·
Anch e a.mmci.te che le truppe in carica.le del com.battimento di prepantzione (ossia qltelle di prima lin ea· e le disponibili) p ossano tr ovar si infer iori cli numero, ma tosto aggiunge ch r debbono snppJ ire a.Ha loro in feriorità con· l'i1!ttività, cou i'ostinazione indomab ile, traendo partito cli ogni ri sorsti del terreno e deHa fort ificazione. Al s ussidio della, fortiti.caziono improvvisata . i I. rogolamcnio fra ncese assegna nn còmpi to importante, anche n el combatt:i.mcnl·o offensivo, giudicandola adatta per assicurare
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il possesso dei punti d'appoggio, ch Lran.te il com.battimento cli preparazione ; e forne :n on a torto, chè dava.ii.ti all'effi.cacia dei foc.ili odierni, ogn i me7,zo di protezione r.iuscirà prezioso. }[en tra dura l'azion e delle truppe d i pr.ima schiera., qu elle della seconda, ossia. lo trnppe de choc, ven gono avv.icin a te · alla linea d i comba,ttimento, man tenendole al cope,rto dalla vista, e dallo perdite, affmchè, al momento d 'a.ffron ta,re il nemico, a,b biano tutto il loro slancio e possano agire cl i sorpresa, come pone per con dizion e il regolamento. L'attacco decisivo deve venire prepa.r a.to per .mezzo di un concentramento « rapi do, v iolento ed intenso» dei fuochi d i tutta l'artiglieria sull'obbiettivo prescelto. « Ma, soggiunge «' il regolamento, i fuochi· dell'attaccante n oiJ. possono ba« sfare per costringere il nemico ad · abbandon are l a sua po« s.izione ; e perciò' l a, marcia ùman½i, alternata col fuoco, « è indispensabile pei: ·obbligare il difensore ad impegnare le '<< sue ulti:me forze, a.cl esporre queste a..L fuoco miciclia,Je che « le disorganizzerà con perdite ,schi accian ti . L'attaccante « g uadagna così terreno, sino a distanza, cl'assa.Jto » . Questo è il momento i n cui le ,tn~ppe d'urto, sbuca ndo .intatte dal loro ultimo riparo, come sorgesser o improvvisa.men te cl i sotterra, « s' ébrnnlenL . irrévocablement et sa,n s arrière« pcnsée, 11'ayant qu'on but, ce!ui cl'aborder coùte que eoute « l'f-ldversa ire » . La. catena cseguisce allora il fuoco a, ripctizi.one : ra.ggiunta cla:1.1.e colonne d'assalto, v iene t.ra.scinata in avant i, al -su on o della carica,, monotona., ma solenne, suon ata e battu ta da tutte l.e fanfare e le musiche dei reggimenti e colle bandiere spiegate a.J. vento. Com.e il lettore può giudicare, se questo non è l'abtacco sfondante, caro nelle t:radizioni francesi dall'epoca napoleo. n ica,, molto v i si approssima. Il comba.ttimeni.o si risolve, così, nell'impiego di una so.ttil 'li1i.ea d i combattimento seguì.t.a cla un doppio ordine di so- · . s.tegni, él i compagnia, e di. ba.ttaglione, i qual i non debbono · proiettarsi sulla, ca.tena. che. a s pizzico ; questa, linea impegna il combattimen to e lo prosegue da sola, col sussidio clell'arl;ig lierift, iìno aJ momento. decisivo, n el r1uale l a seconda linea
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IL NUOVO REGOLAMENTO D'ESBRCI ZI
PER LA FANTBRIA FRANCESE
darà. il colpo di marterlo, b tttta11dosi a massa, su ll'avversario, mentre l a riserva resterà in generale coJJ.'arrna a·1 piede pei' non intervenire nell'azione, se non quando san\ finita. Per quanto il regolamento attuale nou fissi distanze, è Jecito conc ludere che 11n bersagl io profondo rirca un chilometro, non co:i1siderando rhe la p rim a sc]1 iera, si troveri'.t esposto, dal limite delle maggiori cfo,tanze alle miJ1ime, a perdite man mano rrcscenti, e, salvo circostanze favorevoli di terreno a dirittwa schiacci un ti; e che alla fine, un bersagl io ancor; più vulnerabile, si presenterà a i colpi del difensore, ove questo mantenga ancora la calma per l'esistere e non abbia esaurito le sue mun izioni. IJ mauovrare abi le, l'appoggio dell'artio·lierùt e le con dizioni del !erreno permetteranno cl i evitni·e°i danni che oggi sono ineYilabili con tale impi<'go cleJle truppe?
vare ima risel'M, all'infuori delle emozioni della lotta, sino alla risoluzio1.1e, per para,r e alle evcutu.a.litlt che allora si presenteranno. 3° Lo scaglionamento in profonclitil consente cli mantenersi p1·eparati ad ogni eventua.li1h e .cli con::Ìt'rYare sino nll'uUimo morn cnto .ffbe.i:tà e.I i manovra in ogni. d irezione. Spiegando prematuramente lo proprie fov:e, in Yisla delle probabili intenzioni del nemico, fii corre il pericolo di paralizr.are i propri mm·imen1i e cli c,spoxsi, senza difesa, al g iuoco d'un avversari.o rmw ovriero. 'G11 si1nile scaglionammto è poi inclispensaùilo per le truppe desti nate all'attacco decisivo, onde assicur-are la spinta incessante doll'indictro al dinanzi dei riparti che si gettano sul lo catena, non solo t~llo scopo cli i:inforzada, ma anche per conscrYarue senza interruzione lo slancio irresistibile verso il nemico. 4.0 La fa11leria ha due mezzi di lotta : il / uoco o I 'avanzatn : il fnoco è l'elemen to di prepa.n~zione, o ]'avanzata quello cli esecuzione : questo solo è clecisi\'O ccl irresistibile. a condizione però che prima un fuoco efficace ed intenso gli abbia aperta la slrnda. 5° L'attacro deci:;ivo dev'essere JH'cpar ato nwclian.te un concen tramenro rapido, violento ed intenso di fuoco; perchè sarebbe temerario creclero di po.ter sloggiare tm avversario deciso a resisl<'re, senza avexlo in procedem:a. scosso cd indebolito medirmle perdile schiaccianti. j\fa il fuoco non basta, bisogna spingere l'attacco a. fondo con tutta l a massa. Aclunque, secondo questi princ:ipii, sviluppandosi il combnLiimento a gradi, a grncli debbono pttre venire impiPgate le forze; quindi lo scaglionamento i11 profondità è da preferirsi; elci due clement i di lotta. dolla fanteria, il fuoco e la ma l'eia innanr.i, quello ha, valore risolu:ti vo, questo secondario. E' Yero che si ammette la necessità di scuorer porentemc1de l'ay,·ersario, prima dell'atto decisirn: ma in fondo predomina l'idea che si possa scuotere la fol'za tli rcsistr.nui del nemico con la sorpresa, per virttt cli manovre audaci, ecl il concetLo,
5_. Dal le norme finora esposte, risalire ai principii, ò cosa facile, tanto più che essi si trova.no già bell'e formulati nel « Regolamento cli Service des armées en campagne» (lcl 1896. nel vecchio reo-oQuesLi principii erano già sta.ti jntrodotti . o Ja.:rnento por la fanteria, ma a guisa cli rappezzature ; mentr e nel nuovo sono riportati quasi integralmente. Essi si possono così riassumere: 1° Una volta impegnato, il comba[.timento p resenterà genera.lmen.te tre fasi principali : la preparazione, l'a,zione decisiva e la fine (l'achèvement) . Dlrnque la ripartizione cleJle forze, quale si è indicata più sopra, scat,urisce da sò. 2° Còmpito del combcit'l'imento di preparazione ò il seguente : Oppone al Mlnico, in tutti i pru.1.!i ~ve ti srgnafata ]a presenza, il minimo delle forze necessarie per arresiarlo, immobilizzarlo e scuoterne la resistenza, tenendolo sempre sotto Ja m inaccia d i un a t.to r.isol utivo. L'attacco clecisfoo, cioè l'atto principa.lo clolla loUu, consiste nel mantenere intai ta, sino al momento finale, una parte della forza (truppe de choc) per proclune uno sforzo Yiolemo e · concen trato sul punto ùecisivo. La fine del, èombattimento, cioè ]' inseguimen i.o ad oltranza, od il ristabilimento dell'orcline, consiste nel conser~
ne
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IL NUOVO REGOLAMENT O n ' ESERCIZ l
' rimasto del resto sempre vivo n elle tradizioni anerriere dei ' o Frances i, che convenga. lanciare conll:o il nemico una. valanga di uomiJ1i anzichè lilla. vAlanga di piombo. 6. Ed ora alcime considerazioni. Se noi avessimo l'idea cl i senfonziare sopra lo nor me ed i principi.i d i cui abbiamo dato un fuggevole cenno, forse senza esser riuscHi a. penetrare entro il pensiero che li · informa, fa remmo opera puerile, ianto più che J1elle,, cose di tattica, ciò che a HOi oggi sembra meritevole cli cri tica, può appalesarsi invece domA,ni buono alla stregua d~i faL(,i. Perta nto, se l a critica ci· uscirà dalla penna, n on sarà tanto. per ihsegn are altrui, quanto per ammaestrare n oi, :fissando il nostro pensiero sopra alclmi fra i principali elementi del comba! timc.11 to odierno. Ora sono quattordici anui, il regolamento tatlico tedesco formulava questo principio·: « P er strappare la vittoria al « nem ico occorre, nel combattimento odierno, assicur arsi e « man tenere Ja superiorità, di fuoco s u quello dell' avve,r« sario ». L'ultimo regolamento tattico cli fanteria, quello austriaco, eman ato nel seLCembre 1901., riconfer mando questo principio, ne precisa ancor più neltamente il concetto, di cendo : « Il fuoco ò il mezzo principale di lotLa dell a fan« teria; con esso il SL1ccesso ,·ien preparalo e conseguito». Se il primo e l 'ultimo del.la serie dei nuovi regolamenti tallici per l a fanter ia si 1royano d'accordo, insieme a quelli in!,ermecli, nell 'arnmettere que::;to p rin cipio, si é cho esso corrisponde Yeramenle allo necessità del combaltimento odierno. Ed a questa, convinzione non solo servono cl i fondamento le prescrizioni regolamenlari, le quali potrebbero Jasciarci indifferenti, e lo esperienze cli poligono, Je quali anche potrebbero non sembrare concludenti, percl1è lontane assolutamente dalla :realtà Llcll a g uerra, mn ques ta stessa r ealtà. P er non fermarci che all'ultima prova, basta consicl~rare la guerra anglo-boera. Pur ammettendo che tale guerra si è svolta in condizioni troppo P?rticola1i, per g iudica.re da essa ciò che succederà sui nostri campi cli battagJ ia, non si può
PER LA l'ANTERlA FRANCESF.
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J1on riconoscere che essa ha chilo uu bagliore sanguigno dell'dlicacia dei fucili moderni. E chi voglia, per::;uadcrsene Yicrnmcglio, non hti che da lC'ggere quelle « Considerazio~i « sull a guerrn del 8ud-Africa » che un 'l'edesco, che ha assistilo a quasi tutti i combattimenti del primo e del secondo periodo, ha di recmte reso -di pubbli~a rag_i<~U? (~)., . Ciò clic più mernvialia in 1a1e scritto, Sto 11 fo1r,o che gli fon-lesi IJUl' seauendo :1<'i loro attacchi, almeno secondo l'auo ' V , torc le reaol<' i11 uso nc2:li eserciti d'Europa, s1 trovarono csp;sti com~ ,lc.l una Yern ~orprcsa daYanti al fuoco micidiale dei B oe ri : gl i sh,1 lzi :,ÌS1ern a iiri e l' impi ego dri sostegn i nella zothi della maggior etlicacia. del tiro di fucileria, si dimost.rarouo alla vrova prncedimenti pcric:olos i. ' 8' Yero che al'b1alesi si a1)[)ale;;arono non buoni manouieri o o . , ·r· . 0d i Borri nhilr t ir.1tori; ma c·iò non logl1e che <lell ci Lcacrn d<>I tiro cli fucileria, n on si a,Tanno proYe ,mche nei nostri r,1mpi cl i b attaglia . . . Eppure a<l ess,1, i Fn1ncesi di111~strano di non .at.tn~mre grnncle valore : forse pcrchè nel JH10 prov,uo110 co1 faltL cho la ma<mior efficacia. del loro chassepot non Yalse . a tratte~o n ere l 'lwimoso avversario. )(a fo1.,so clic in quella g uerra lurte le altre condizioni ftuo110 pari? Ancor oO'(vi. in alcuni loro scrini d i rallica si trova ri. chiamnto il~·icordo di <Juelht scuola che, fonchmclòs i suffcffkacia llel fucile, attribuiva i l massimo Yalore alla clifcnsiYù e YalS(' noll poco it rendere propensi i Francesi a.lla g 11errn di posir.ione che costò loro così cara. ~l a, oggi, non si traila, di discutere più cl i offen siva o d.i difonsiva; si trn,trn, i nrnce cli studi are tfuali procedimenti sono dèl· adottarsi per agire oficn sirnmcnte, e c·on 11rnggior e probabilifa cli successo, contro un clifrnsorc proy,·isto clell0 perfezionale ar]l)i ad uali. Se il fooro è l'elemento 11rincipnlc del combattimento, <1uello nel c1ualc mauoYre e formaz ion i clebbollo trovare la loro ragione d'essere, pare razionale concluder e che scopo c~elle un e e dell<' nltrr dcy·0s·,ere quello di schierare la nrnss1ma quan ti!ìt di fuc ili sulla pos izione del fuoco decish·o. ( t) V. ilfitiliir \Vocl1enblatt · i901 · Achros Hert.
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IL NUOVO REGOLAMENTO D'ES€ RC1ZI
PER LA FANTERIA FRANCESE
Considerato l'andamento di mia batk1glia, sotto questo ptmto cli vista., pare che lo schier amento delle forze nel senso della fronte sia più vanfaggioso di quello dello schieramento nel senso cl.ella profondiUt ;. ed in consegctenztt, più opportuno e vantaggioso le manovre e le formazioni che a tale schieramento merJono capo. Lo schier amento delle forze riel senso çlella profonclitf1 & nec.essarìo per le grandi un ità: e può tornare oppo1+uno per le tmità isolate od all'inizio del combattimento in una situazione .non an cora chi.ara; ma per le unità tJÌÙ piccole, inqwidrnte in una situazione ora.mcii cleterniincita., sembra non sia · consigliabile. Esso concl.uce all'impiego successivo del le forze, i l quale, mentre non cl.\ modo cl.i -a ssicura.re l a prevalenza del fuoco,, espone le truppe ret:rostant.i a perdite inutili. Per qtLan to sia ancora poco nota. l'effi.cacia di fuoco dietro la linea di combattimento, quello che si sa, è sufficiente per _afferm.are che tale effi.cacia sa,:rà grai1.cle e s·i prolungherà in. una zona molto profonda. Dunque, decisa u11'azione, val meglio portare in linea la maggior quantità cli fucili che la. fronte assegnata conse1ite, per acquistare subito la prevalenza del fuoco sul nemico. Le gr andi_ uni.tà potranno adoperare due o tre schiere, on.de poter e, col giuoco di queste, porta.r e, il combat,timen to decisivo da. una, parte piu ttosto che dall'a,ltra del fronte o, come tornerà, più vantaggioso il più delle volte, sopra un ' ala ; ma le minori unità inquadrate, che non avranno, in generale, altro ma.nclal;o che quello di marciare verso, un obbiettivo determinato in tm fronte anche determ in ato, di tale schieramento non avra.11110 bisogno; per meglio dire, dovranno evir,a,rlo, quando, mantenendolo, sarebbero con-· dotte ad impegnarsi a spizzico. · 'l'en.er e truppe :ind ietro, mentre possono subito, trovare impiego, per adoperi1.:de più fard i, è inutile e pericoloso; specialmente poi. quando :il terr eno non presenti le necessarie
come norma ge11erale che non è possibile trovar.l a, se non alle minime d istanze, specialmente sui nostri terreni, costituiti da. posiizion i ben determinate, separare da avva.llamcnl i, attra.Yerso i quali, il pi Ì.l spesso, non sarebbe razionale di spingero le truppe, prima d'a,v er scosso poienteme,nte l'avversario. Se dietro a ques1/online d'idee consicler.iarno gli sba.lzi, non possiamo a mono cl i. giudicare condannevole L'abitudine che hanno alcuni di eseguirli quasi come a.ltreUanti tempi cli una marc.i a twanti clell'i nlcra. linea cli fuoco verso Ja posizione nemi.ca. Sbalzi così fatti, conducono alla sospensione del fuoco, ossia clell' elemento principale del combattimento, mentre espongono a gravi perdite le truppe che li eseguiscono, da.vanti ad tm avversario che sia a bbastanza accorto da approfittarne. ~ella zona del fuoco non si procede, se non sotto la protezione di . m1 fuoco che avanzi in effic acia quello del nemico : quesc.a, protezLone va, ricercata quasi più cli, qnelht del terreno. Repani non grandi, dividendosi in piccoli gruppi, anche cli pochi uomini, strisciando lungo le pieghe del terreno e pas- . sanclo da :riparo in r iparo, qua, riunendosi, ed. in. teneno scoperto cl.isunendosi, per spm·pagliarsi, J_Jossono J?resumere di poter eseguire la marcia d'avvicinamento, senza grandi perdite; ma questa fa1ea cli conclotla, difficilmente. può adottarsi per repa,r l,i di mm cer ta forza, ]egab cla vincoli che non s i posson.o rompern : ecco pcrchè per quest.i, b miglior protezione è data dal fuoco . Lo ·quali considerazioni tani o più acquistano valore, quando si noi i che il fucile porta J.onlnno, e che per ciò poco si guadagna, in efficacia., sposta.nel.osi avanti cli poche decine cl i metri, specialmenl e quando la nuova posfa i. one sia meno adatta della primitiva . , Che dire poi del principio cli cer ca,r e la decisione nell'urto di una par:t.e raggua.rdevole delle truppe, tenute sino all'ul.ti1:no momento all'infuori della lotta? Come potrà il terreno consentire di tenere queste truppe al coperto, dal limite dove comincerà, l'efficacia del fuoco di artiglieria. a q uello dove esse clovran no s.lanciarsi a.Il' attacco?
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I fucili moderni, fino a distaJna cl i 700 ad 800 rnétri , sono molto effi.ca.ci ; perciò anche a questa di.stanza può trovm·si la posizione del fuoco decisivo, nè v'ha bisogno di fissare
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Il, N UOVO REGOLAllR NTO D' 8 SERCIZI
:Yoi r iten iamo che sia oggi p iù r azionale l 'opin ione cli coloro c11c credono e~ser e l 'atlacco non l'operazione prin cipale, ma una se.condarrn del combattimento; da oseiruirsi solo ~uando si abbia la certezza eh€) l'avversario sta l~l' Yolaere 1;. ~ rgo, r1ua~i come. per cogliero un frutto r eso maturo dall a~'. 0110 _de,l fuoco; che, pertnnto, possa. eseguirsi anc he d alla par te minore dello forze, le quali, se sostcn nte dal fuoco vig~roso delle rimanenti, poco avran no a iemere del .fuoco nenuco, qun,lunque si n, la l oro formazione. ~ r uppa cl1e m arcia ver so iJ nemico, senza sparare, non è per~colosa, anche se superiore di forze. Per un difensore calmo e :·1sol~tt~ e capace (li far buon uso delle sue ar n:i i, bastano " gl, ult1m 1 100 metri per annien tare un avversa.r io 0 1i.o muove all'assali'o. Non ò più possibil e oggi scacciare un avYersarìo dalle sue posizioni media.me l'urto. Questo ma,ssime che l'au~_ore, tedesco che abbiamo r ichiamaco pi t'1 sopra, pone come fru tto delle osservazion i. fatle intorno al la gu erra rui prese par '.e, per qu anto esager ate, non sono Jontm'i.e dalle idee che abbiamo esposto più sopra. Collo t1u~t~i ,noi non intend iamo negare valore al principio della, massa, .n e a q11e.llo deJl.'offensiva; solo diciamo, che or:rai 0 le masse valgono, non jtt quanto al nnmoro d'u omini, ma ~ 1 ~1ua~to al numero_ dei f~tcili che hanno di;;;ponibili r possono nnpiegare; e che l'oll'ens1va, se non è sostenuta vigorosamente e conLloUa con abi lità, può metter cap o a 1,0:rprese dolorose. Il 1:·eg~la.mento che Si ha offerto occasione a ques1e consideraz10111, ammette è Yero che lo truppe de choc debbano Yen ire sp intr all'attacco fi nale solLanto dopo un a conveni ente preparazi?n ~ di fuoco, c_osì che la vtù ner ab ilità del.lr tr uppe attaccanti srn u11~1 questione oziosa, da passarsi au devxième étage. )fa questa prepa:raziono come venà compiuta ? X on tl.alle Lrnp pe de choc, il cui mu:11.clato lùtìmo non .è q1wl lo di sp arare; mo llo meno dalla riserva, che non deve j11t.cr vcniro se ~10n dopo fì nira lit crisi; dunque dalla sola prjnhl schiera, ~ss1~· d_a ~ma frazione soltanto drlJe forzo disponibili . P~tr à 1 ari 1glier 1t1. rompen;;ttre ]a <leficie11 za cli fu oco della fonLeria?
PE R LA F ANTE ll lA. F RAN CESE
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E' lecito dubitarne, quantunque trnttisi di un'ar tiglieria potente, .rapida o provvista cli abbon d anti mun izioni . G iustizia Yonebbe adesso che, dopo aYer messo· in luce n on favorevole ,tl cun i principii del nuovo r egol a rnento francese, noi ne segna lassimo Hn.ch e i pregi; e non ,tvremmo che l'imh,1razzo della scelta, perc hè molte :-0110 le regolo saggio e pratiche, che esso contiene; quelle, ad esempio, che si rifexiscono alla -tras missione dogli ordini, in manier a che pervengano sin o all o minori u nitit pron tnmcnte, e d im10 a qu este l'impulso secondo il Yolere <li chi ha emanato l'ordine ; quelle che 1·iguarclano il posto dei comandami, che è l'indico più sicuro di un sis tema uel. c1ualo ciascui10 sa quel.lo che deve fare; le r egole per l a conservazion e della clire½iono verso l 'obbiettiYo prescelto, per il mantenimento dei fronti e dei collegamenti; ,per assicurare la liber tit d'azione dei sottoposti e n ello stesso tempo educftr l i a.l senti mento dclhi solidarietà, così cbe l a i~i zio.ti va lor o ~,ccord atn non si ft C'he un modo consciente per i-aggiungere lo scopo comune, e Yia dicendo. nfa ci trattiene la tema cl i annoi aro il lettore; solo n oi iamo Che )e )IOD11e eh(} ·i.l .regol amen to COJ1 SaCn~, SOnO· g ilJ, .nelle a bituslj ni della fanteri a francese, e che essa manovra con un insieme mi:rabi le, anche riunita :in grandi. masse, come sa ogn m10. E se l'abil it,ii mat1on·iern, come ritengono i caltici fr a,ncesi, è. J.a migliore gum:en f;ig ia. dell'esito, a questo lti fanteria francese pu ò J>r esumere di prrsentarsi ben prep a,r a(a.
III. Alla conclusione, il kf !ore può Yen ire da sè : « L a pr epar azione alla guerra è lo scopo unico clell'isirnzione della truppa» : quesla m assima, che g ii~ aveva sa11 ciLo il regolamen io tede,sco, e venn e l)Oi accolta, da tu tti g li. esercit i cnrnpei . è stata ora posfo a base anche del Illl.O \'O regolamento francese. L 'ordine chiu ;;o n on è piLt scopo ,a sè stesso ; abb andonate le vecc hie trndizioni d i piazza d 'a.r mi e l e fo1rne rigide e
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I L NUOVO REGOLAMENTO D' ESERU!Zl
compassato di un.a volta, ha .aissunto i procedimenti semplici e pronti, che cara.ttcrizzano il com battimento odierno. L'assov,plissement non ra.ppresenta più una maniera cli manovrare contrapposta, a qrtella cleil'ordine chiuso; ma è lo stesso ordine chiuso. Grande autoriomia è stal;a data. ai reparti ; le prescrizion i minute che prima tenevano legati i. comandanti, sono sta.tè ora sbandite; anzi' si è accordatit la maggior l1berUt d'azione) allo suipo cli combattere lo spirito cli 'routine, che paralizza. gli sforzi e compromette i risultati, ed abituare le compa.gnie ecl i ba.tta,g lioni a prencle1:e prontamente le forma.zioni che es igono le necessità del combattimento. « Dobbiamo cercare di riprendere la nostra superiorità, quale consiste nel movimento e nelle manovre audaci e j'ottdroycintes » . Quest'affermazione cli uno dei coù1.pilatori del nuovo regolamento, spiega molto delle B.orme che esso contiene. Lo quali, so per ciò che rig uarda l'ordine chiuso rappxesenta,no un vero distacco cla.l pa-ssato, non può climi lo stesso per quanto si riferisce al comba ttimento, che s'inspir.a ancora a.i principii cli prima,. Il :ripristinamento dei sosi;egni nelle compagnie; l' abo.lizione degli èclaireiirs come istituzione, l',a bbandono delle prescrizioni !;assative, ll11 campo più largo concesso all'iniziativa, queste novità non hanno per. nulla mutato quei principii, i quali si possono cosi riassumere : L'urto è tutto oggidì, com'era nel passato : fuochi ' e manovre debbono spianargli la via. Per segnal,a rc i pericoli che si na~condono in questo principio, noi abbiamo trov.a.to facìlc la sfrada, non portando ,in discussione che i soli faGtori materiali. :F'orse però :i compi.latori del n uovo regolamento, più che a questi fattori, si saranno insp irati ai sentimenti che vibrano nell'anima clel popolo francese, ed alle sue tradizioni. guerriere, seconcbndone l'indole. Sotto questo pm1to cli vista morale, chi può dire cl1e essi non abbiano colto nel vero?
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PER LA FANTEI<IA FllANCESE
Un' altra conèlusionc avrà fatta il lettore, _ed è d~ conforto per noi . Le 1nodincazioni eh~ ?ggi la, Frnnc1~. ha . mt:~·ocl~.tto nel suo reo-o lamento d'eserc1z1 per la fan tena, c~ns1cl~1 ate nel. ·loro co~nplesso, corr ispondono a qu:ll e che noi. .a\1bt~mo · t. ì tt Jel 11ost ·o sino da dicci ,a nn t fa . Ohe noi fossrn:io 111 lOC O O I · '· 1· · . .·, allora, sulla buona ,sl;rada., l'esperienza postcnore ave:7a . gta, osto· in luce meridiana; e per èfLlanto a questa ~onvmz~one ~ulla ao·o-iunga oggi il fatto dell'imitazione a.ltrrn, taJe fat to tu.ttaviao~i deve da re cagione di sodd isfazione, e deve a.ccre. . . _. . scere la :ficlucia nel nostro regolamento. Con ciò non neghiamo d1e questo · non sia s~1scet~1b1l.o .a1 ulteriori migli oramenti, chè ogni opera urna,,~a e. 1 ~ettibil~ . .. .~x·te · ma t·:th m1o·l1mament1 e l'espenenza r,ec1ama 1. a Slta ?'·' . .'. :. ·~·_ , . _ rigua,rda,no le fonne, non i prmc1pn; quesn J)OSsono a.ccom pagnarci ancora per 1m pezzo.
P:
A.
\TANZO
;l/ag9iore di SLulò ,lfoggivrJ .
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IL
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IL NUOVO REGOLAMENTO DI ESERCIZI PER LE TRUPPE A PIEDI DELL'ESERCITO AUSTRO· UNGARICO
Contimwzione -
§ 12. -
Vedi dispe11sc1 lii
Istruzione in cacciatori.
N1tovo regolammto.
Vecchio regolamento.
170. Il soldato impiegato in catena si chiama cacci a t o·r e (Plankle1·) . I cacciatori che nel combattimento sono immediatamente sottoposti ad un comandan te fo rmano una sq u a dr a , il capo di questa si chiama o a p o s q u a d r a. 171. Sittosto elle è possibile devesi incominciare l'istruzione delle reclute in cacciatori. 172 Anzitutto devesi mostrare alle ree! u te, in terreno di di versa specie e mediante plotoni (o squadre) istruiti, da una parte il modo di approssimarsi al nemico e di ricacciarlo utilizzando il terreno ed im· piegando il fuoco, dall'altra il modo di eccupare una posizione (o particolare topografico) e di res pingere l'avversario, e ciò per rendere ad esse chiara la natura dell'attacco e della difesa, e far loro vedere il giusto modo di comportarsi del1'uomo nel com battimento. '178. Quando con questo insegnam ento a vista siasi destato l' interesse delle reclute e l'istru ttore ab bia acquistata la convinzione che
138. Mediante una bene intesa istruzione il soldato deve essere preparato pe r l'impieg o in cacciatore, se ne deve prowuovere la intellig enza, la forza di volontà ed il se ntimento di sè stesso. Egli deve imparare che nonostante la mancanza della connessione e l'o rdine non esattamente prescritto, tutta via l'una e l'altro debbono essere mantenuti - che perciò quanto più . è indipendente tanto più rigorosa.mente deve regolarsi a. seconda dei principi che garan tiscono l'azione concordo. Deve imparare a comprendere rapidamente tutti i vantaggi del terreno e ad utilizzarli p e r aumen tare l' e ffetto del la propria arma e per proteggersi contro quella dell'avversario. Nel far ciò egli può scegliere senza costrizione quella posizione del corpo e quell'andatura che meglio corrispondono allo scopo. .1311. Quanto p:ù il cacciatore è abile nel maneg·gio del fucile, e quanto più flessibile è il suo cor po
i-:uovo
REGOLAME:STO DI ESERCIZI, ECC .
ciò che fu veduto ,•enne compreso, allora i g iovani devono esercitarsi anzitu tto nello approfittare del terreno e n el prendere la giusta posizione a fnoco. 1'14. Quando poi la recluta abbia. imparato a caricare e sparare il fu cile nelle diverse posizioni del corpo ed abbia acqu istata in e o r t o qual modo un concetto chiaro sul probabile effetto dei suoi colpi dipendentemente dalla distanza e dalla gTandezza del bersag·lio, allora la si deve addestrare anche nell' impiego del fuoco, nel rapido avanzare e retrocedere in una nuova posizione nl comando, ai cenni o al solo esempio del comandante, nel coprirsi completamente e nell 'improvviso apparire per sparare, e sim ili. Questi esercizi devono essere eseguiti dalla truppa dapvrinci pio isolatamente. 1i5. L ' istruttore non deve g ui dare l'uomo ad ogni passo, ma d eve aspettare con pazienza se quello non riconosca da sè la g iusta via e no n la segua con abilità.. Gl' insegnamenti necessari debbono essere impar titi interrogando, acciocchè il soldato si ab itui ad esaminare le circostanze ed a riflettere s ul suo modo di agire. Le naturali attitudini della recluta e le sue abitudini devono essere utilizzate per l'istruzione; se ne deve elevare la forza d i v o1 o n t à e la c o s e i e n z a d i s è; fin dal principio dev 'essere educata ad essere com b atte n t e d' i n izia ti va. 1'76. Il cacci a to r e sceglie senza costriz ione la posizione del
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tanto meglio adempirà al suo còm· pito. '{40. Il cacciatore porta il fucile, fino a tanto ohe non sia aperto il fuoco, o a òracc'a1·m o a òila.nc'ann . Non o.ppena si a rresta sceglie quella posizione del corpo che è la più conveniente e. si dispone per il t iro. 141. Nel terreno a campo di vista ristretto (boschi, località con fabb ricat i, essenzialmente dove sia poss ibile u n incontro improvviso col nemil'o) ovve ro nel caso trovisi ca· valleria nelle vicinanze devesi inastare la baionetta. 142. Sittosto che il tiratore ven ga comandato pe r s parare, egli deve sce· gliere il suo posto in modo da poter veder.e il terreno antistante ed avere campo di vis ta libero. 143. Il soldato dev'essere precisamente istruito sul valore di ogni copertura e come egli possa miglio· rarle con l'aiuto della vanghetta. La 2a alinea di questo 1)1V11lo è lette1·alme11te uguale alla 2• alinea della lette,·a h) del pu11to 1.82 del
N. R. 144. Kel ti r o dietro un a 1b e ro di considerevole grossezza, il soldato. s i appoggia allo stesso con l'avambraccio sinistro e spia na il fuéile su I lato destro del tronco ritraendo possibilmente la spalla destra. IL ca.po viene portato avan ti s olo quanto è necessario per mirare. Dietro un albero di piccola grossezza sì appoggia il palmo della roano sinistra al tronco 3ill' altezza delle spalle, tenendo moderatamente piegato il braccio, in modo che le dita un po' dirette in avanti abbraccino in pa rte il trooco. Il fucile ap·
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II, NUOVO REGOLAMENTO DI ESERCI ZI
corpo e l'andatura più conveniente; egli po d ,i i 1 f u ci le o a b1·acc'arm od a òilanc'a1·m ; quando sia possibile up. incont ro improvv iso co~ l'avversàrio, o nel caso che s iavi nelle vicinanze cavalleria nemica, viene inastata la baionetta. 1-i''t. Il sol dato dev'essére esercit ato nel modo di utilizzare ogni c o.per t u r a, ed istruito sul modo di migliorare, con l'aiuto della vanghetta e del piccozzino, le coperture e come possa crearsi, mediante appoggi pel fucile e simili, più favorevoli condizioni per il tiro. L'abile uti1izzazione di ogni spe, cie di copertura (parapetto, argine, muro, fosso, naturale elevazione od avvallamento del terreno), come pu re il g iusto modo · di spianare l'arma. attraverso un'apertura (finestre, feritoie, e simili) deve rendersi pel cacciatore un ' abitudine col mezzo di frequenti esercizi. Ciò facend o i l fucile de v'ess e r e , s e m p r e c h. e è p o s s ib i 1 e, a 11' a p p o g g i o e devesi l asciare all'uomo, per quanto ba tratto al modo di tener e il corpo ed il fucile, quella libertà che richiedono la sua cost ituzione ftsi.ca, la specie della copertura e la posiÌione del bersaglio (1), l '78. Il cacciatore dev'essere istruito anche sul modo di utilizzare a1·bust i, cespugli, s iepi vive, alt.e messi e simili per poter sparare al coperto, ed inoltre alberi, pali e si-
poggia, quando è spianato, tra l'indice ed il pollice, e viene premuto da quest'ultimo contro il tronco. Gli alberi, anche quando sono g rossi, non offrono sufficiente protezione, appena coprono sul davanti' e ·nulla verso i lati, quindi si devono utilizzare come copertura solo quando non vii ne siano altre. 145. Nello spianare l'arma attraverso un'a pert ura (fines tra, feritoia, e simili;, il soldato si col loca lat eralmente a sinistra di essa e si appoggia contro ia parete, ovvero s' inginocchia ed appogg ia il fucile per sparare sul margine inferiore dell'apertura. Se è possibile avvicinarsi ad essa dalla parte del nem ico in modo da .poter _arrivar e a toccarla, allora nello spianare il fucile questo non deve sporgere in fuori. · 146. Dietro un parapetto, un argine, un muro, ovvero nell' utilizzare un fo ss o, una naturale e 1 e va z i on e od a v va 11 a m e n t o del terr eno, il soldato s i appoggia al riparo con la parte sinistra del corpo, e spiana il fucile stando in piedi, in g inocchio od a t erra, a seconda dell'al tezza di quello, al di · sopra il suo marg ine superiate C i ò facendo i I f uc i l e dev'esere, s _empre che è p o s s i b i 1 e, a I l' a p p o g g i o. 14'1. Dietro arbusti, cespug li, si ep i vi ve , fos si , a l· te m ess i e simili, il soldato
(i) Quando dovesse essere necessario negli esercizi, talvolta per ragione d' igiene, fare a meno del distendersi e dell'utilizzare le coperture, e lasciare in piedi la tl'Uppa anche sotto il fuoco nemico, il direttore dell'esercitazione deve ordinarlo, e,1 alla · truppa dev'essere fatto noto il motivo del modo di comportarsi diverso da quello del caso vero.
PER LE TRUPPE A PIEDI DELL'ESERCITO A USTIW · UNC,Altl CO
mili co~e punti d'app?gg·io pel fu. cile, Sittosto il cacciatore perviene al l'app :stamento a fuoco si p r ed is po n e p e I ti r o ( Schussbereit) i n quan to r icerca il campo di t iro e prov·a a spianare l'arma. Quando gli viene comandato di s parare, s i mette s ubito a pr on t i (SchussJertig) in quan to gradua l'alzo, apre il congegno di s icurezza ed esegue ,l 'ordiue d i s parare. 17\:l. Solo quando c iascu no eseg uisce con sicurezza ciò che è stato insegoato, questo devesi praticare n ella s qu a d l' a, ed i n allora devesi inculcare agli uomini che essi solo in casi eccéziona li agiscono isolatamente, mentre di r e go 1a combattera nno in s q u ad r e , quindi devono a pprende re a trarre profitto della Iibertà concessa al caccia tor e a vendo i>ostanternente r iguardo agli uom ini la terali e mai perdere df vista la compattezza della squadra . Fiual men te si deve i n corni ne i a r e !-'istruzione ùi infor m ator e (1) ed il servizio delle p a t· t u g 1i e cha devono essere distacca.t e per la sicurezza del fronte, dei fianchi e delle spalle, e per il col · legamento. 180. Non si devono iniziare g li esercizi formal i pe r la formaz ione della catena prima che 1e reclute -abbiano compreso . il g iusto modo di ag ire nel combattimeti to. 181. È pro i bi t a o g n i u n i· f orm .i t à fo r ma l e ~e l l e .s q u a d r e ; pei caccia tori però
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sceglie per spianare l'arma l a posi· zione c he a lui sembra la più conveniente. 148. Nell'utilizzare le coperture devesi lasciare al solda to, per quanto ha tratto al modo d i t enere il cor po ed il fucile, quella libertà che ri ch iedono la sua cost ituzio ne fisica, Ili specie della copert ura e l a posizione del bersaglio ('').
n ln occ;isione dell'islrnzione in cacciato ri <levesi prepar3re il soldato 3nche per il li ro ind ivicluBlfl di canl[lagua (lslru_1.ionc sul tiro per la fanteria e cacciato ri, punto 233) . · Q1.1esia seco,rda 1ili11ea è 1maloga alla 2• alinea det p,mto 184 det N . R., tranne cl>e non -v i si pa,-ta di camliiare s1>esso t,e rnno, ed itwece si accenna allei fa coltà di poler eseguirn gti esercizi anche in pia::;::;a d.'arme. li soldato da i~truire deve ora spia nare il suo fnclle utilizzando la copertu ra ciel terreno contro il liersagl io che l'istruttore ffi appari re. t'i.,truttore es111nina e discute a fondo il modo co me è stata uti lizzata la copertura e St?ianata I 'anna., e corregge se ne~ •:.essaario.
Dopo cio il soldato de ve stima,·e la distanza del lier$aglio e dichiarare se s11:t· rera o no te11ulo conto del grado di r,ro· IJabilità rii colri ire (puftlo Gi dcll' lstrn· zione sul ti ro per la. rantcria e cacciatori). L' istrutt ore corregge o conferma la stima, indi il ~o Idato gradua l'alzo, ponta e spara. Seguono poi ,,ui·e sei <ilinee, delle q1,i ali le prime q,iatiro corri~vond,mo q1iasi let-
11tinee 5•, 6°. 7' ed s• del 1mnto 184 del I\'. 11. , -m entre te a.tti-e du,e esprimono concetti aiwloghi a quelli delle a.linee p i·ima ed ulti1rui del detto punto, tei·atmenle alte
mr.t ·molto dtversi n ei partico lar i. Ecco il testo di enlra1iibe : Qunnto più viene aP[1rofonJito questo insegnamento ta nto pili torna proficuo per
{I) La parola usata dal regolamento è spiil!er, che letteralmen te v~ol cliro s1;ia. (N. d. T.). 4, -
A;,òNO Xl,V ( I.
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I L NU0\"0 REGOLA::\11':~TO Dl ESERC IZ(
dete diventare abitudi ne il seg ui re assollltameute il ca po squad ra. 182. A pal'tire da ll'istruzione in cacciatori in poi de,·ono cs3e re in· culcati ai soldati per il combatti · mento i seguenti p r i ne i pi : a) A 11 a b u o n a u t i I i z z az i on e de ll 'a r ma da fuoco d e v e s i a t t r i b u i r e I a ma ss i m a i m p o r t a n z a. So l o q u e ll a trup pa che s ia pe r fe tta.mete i ns t ruita nel tiro e che anche .~ ne i mom ent i di ma ss 1m o p e r icolo r_imauga di s a n g u e f r e d d o e ù o b b ed i e r. t e, p u ò sicur ame n te contare sul succ ess o. bJ Il successo viene raggiu nto solo con lo sparare ben e e non g ià collo sparare mo I t o. c) L 'ape rtura d' el fuoco viene o rdinata. GI' informMori o gli uomini separati dalla. sq u adra sol o allora deb bono s pararo quando con nessn u altro mezzo possa essere annunziato l'improvviso apparire dell'avversario, nonchè per impedire a pattugl io neoo icllo d i ass umere noti zie sulle proprie condizioni, infine, in caso di bisogno, per difesa personale. d\ D e v e e i e e s s a r e i m m ed i a t a rn ente il f uoco quand o v i e n e o r d i n a t o , o v v ero quando non esist ano p iù ade g uati ber sag li. e) D evono e sso re r is pa r m i at e le cartucce p e r c h è n e I c o m b a t t i m e nt o sol o difficilment e posso no esse r e r ifo r n i te, una f ante ri a se n za rnu ni-
149. Nell'attacco si deve tende re ed avv icinarsi così n.ll'avversario s e o z a sostar e (in ei1iem Zuge) da poterlo bers&.gliare efficacemente. L'ulteriore avanzata in terreno aper to ha luogo in· linc::a retta d i co rsa ed a sosto (vo,i Haltpunkt z u Haltpunltt); - da. u na copertura all'altra, quando ve ne ei eno, e ad andatu ra co n veniente. Dovo non ne esistono deve~i cerca re protezione no i punti di sosta inginocchiandosi o coricandosi. Devesi osservare continuamente l'a vversario. 150. Nella difesa si è a l coperto nel settore assegnato, però si deve sempre stare in modo da poterutilizzare efficacemente l'arma da ruoco. 151. Devesi insegu ire col fnoco un avversario che cede. ll p unto 152 prescrive quanto è' detto alle lette1·e l) ed m ) del punto 1.82 del N R. sottoli1ie1mdo le pa1·ole che questo stesso sottolinea. 153. È uguale alla L• alinea della lettera c) del p. 182 del N . .R. 154. Jl s o ld ato i n cacc i atori dev e s parare s o l o gll u lteriori esercizi nel tiro di campagna. Ques ti esercizi rler ono inc<Hìi incia re con le rcd utc fin dall a quinta soUimana di isLrnzione adOJleran<lo carlucce a sal va . Gli anziani però li eseguono per <1uanto è 1>ossibi lo s pesso. (L'asterisco di sopra riportalo Ogura in nota nel V. H., e lo aggiunto molli anni dopo la puhhlicazione della ~ua 3• edizione (vedi Prernessa) in occasio ne della dis tribuzione ai corp i di u11 rasd coletto cli agg iunte e varia nti. (1". d. T.).
PER LE TRUPPE ..I. PIF.Dl DEI.L'ESEltCJ'CO AUSTRO - UNGAR ICO
zio ni è priv a del su o p r i o e i p a l è m e z z o d i e o mb at te t· e . /) L'avversario e l'effetto del proprio fuoco debbono essere con tinuai;nente osservati. g) Con l 'avvi e i n a r s i 1· ap i do al nemico il soldato si espone eolo per breve tempo al suo fuoco e tosto perviene nella condizione di po tere u ti lizzare con successo il s uo fucile. Questo av vicinamento ha luogo incessantemente senza mai sostare (in ei11e1n Zuge ) quando si è alle maggiori distanze, a soste (von Elaltpunkt iu Haltpunkt) nella zona efficace del fuoco nemico, da una copertu ra all'altra quando ve ne sieao, di corsa nei t ra t ti fortemente pericolosi, altrimenti a passo rapido. Dove non esistano coperture devesi cercare protezione nel punti di sosta coricandosi. lt} Ogn i co pe rtura dev'essere utili z7.ata solo in quanto non im ped isca. all'uomo un buon campo di t iro. A n c h e a I m i g I i or e d e i r ipar i de v esi rinu n ciare sen za es i t a nz a se cos ì veng a o r d i n a t o, s e n o n c o n s o n t e u n buon campo di tiro, o q uan d o si tratt i di es eg t1 i r e u n m o v i m e n t o i n ava nt i. i ) Abbandonando per avanzare un riparo (od un pun to di sosta)tutti i cacciatori debbono saltar fuor i r a·p id am e n te e s imulta neam ente . k) Devesi inseguire c ol f uoco un avver s a ri o ch e cede .
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qua ndo si presenti un bersaglio chr. possa essere colpito; il s u cces so vi ene ra ggi unto solo con lo sparar e ben e e non gu1. c o u I o s p a r a r e m o I t. o· . Questo secondo concetto del p . 1.54 è come vedesi la 1·1petizio1ie lette1·ale della lettera b ) del p. 18 2 del N. R ., ma è riprodotto diversame11te a stampa. La 2" alfnett dello stesso p. 1_;'JLJ.· è analoga alla 2• alima della lettera c) del p. 182 citato, t ran11e che 11011, si fa meMione della facoltà di sparare per impedfre a pattuglie 1temiche di ass1,mere 11otizie. 155. Questo punto è la riproduzione della lettera dJ del p . 1.82 del .N. R. , solo clte vi manca t'av11e1·òìo immediatamente. 156. Questo punto consta di due alinee, le quali fo1'1na110 la lettera e) del p. 1.82 del N R :
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IL
~uovo
REGOLMfENTO DI ESERCIZI
l ) S e u z a c o m a n d o i l so 1d a t o n el c omb a tti m ent o n o n d e v e r e t .r o e e d e r e . m ) N e I r e tr ocede r e è da asp e tt a rs i l'effi cac ia la p i ù d e v as tat\'i ce da l f u oco de l l ' a v ve r s a r i o . Se la r itirata viene e o manda t a, :l soldato non deve mai r etrocedere oltre il punto di sosta dei;ignato dal co· mand ante; al comando alt egli deve assolutamen te a rrestars i e far fronte al nemico. 1i) Nella catena possono avvenire g rand i perdite. In t a I i e as i i 1 so l dato de v e v i r ilm e n te r e s i a t e r e , giacchò q u e I l a caten a c he piì1 a lungo r egg e al fu oco n e mico finisc e col r i ca var e da ci ò la v i t to r i a . Queste massime non devono ess ere affatto imparate a memoria dalla truppa, ma median te istru·zioni e spiegaz ioni sempre r ipeten -tisi, in occasione delle esercitazioni pratiche specialmente, devesi ed u· -care il soldato alla loro osservanza -e fargliela diventare seconda. n atura 183. Alla i s t r u z i o n e a u I tir o ed alla stima de li e di ·s t a o z e devesi dal pri ncipio in poi Tivolgere massi ma ~ttenzione e in,cessante dilig enza . A cominciare dall ' istruzione delle reclu te devesi · tendere opportunamente ad elevare I 'abilità nel tiro del! 'uomo, a destare e mantene re in lu i vogl ia ed amor e pel t iro, promuoverne e asso darne la intelligenza _per la giusta utilizzazione del fucile. Il solda t o dev'essore e d u e a t o a d e s s e 1· e t i ra t o 1· e p e n s a n t e , d i s-c i p I i n a t o e
PER L E TRUPPE A PIEDI Db:LL'ESERClTO AUSTR0-Ul\'GARICO
d'ini ziativa , c he facili t i al suo superiore l a di re zi one del fuoco, anche ne i momenti pi ù dif ficili, me di ante obbedienza intol· l ig ente , e d anc h e qu an do s u s è s t e s so d e b b a f' a r e a s s egn amento impieghi s e mpr e i l suo fucile con riflt!S· si on e . 184. Già si u ùa\ln seconda metà del per iodo d'ist ruzione si devono preparare le reclute per il tiro indi viduale di campagna mediante esercizi di t iro con cartucce a salve. Gli anziani però li eseguiscono per q uanto è ,possi bile spesso. A questo scopo l'istru ttore de~e collocare a distanze a lui note e · cambia ndo il più spesso possibile terreno, soldati isolati (o file, o s quadre) in p iedi, io ginocchio o a terra util izza ndo il terreno come si fa rebbe nel combattimento, ed avvertirli che a1 segnale dato essi si mostrino come bersagli, per un certo . tempo stabilito, o sul posto od in movimen to, e deve pure ordinare se e quand o debbano sparare. Il soldato da istruire s i predispo ne pel tiro (punto 178). Sittos to che l'i· strultore fa comparire u n bersa<>'lio quegli deve stima.re la dista11z~ ~ dichiarare se spa rcl'à o no teo~to conto del grado di prob'\bilità di colpire (Istruzione sol tiro per la fante1·ia e i cacciatori). L' istru ttore con ferma o corregge la stima, indi il soltlato g radua l'alzo, punta e spa ra. Ogni par ticolare in questo esercizio (utilizzazione do! terreno 0 st ima della distanza, grad uazi~ne dell'alzo, spianamento dell'arma, pun,
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JL ?\UO VO REGOLAMENTO V I ESERCIZI
tamen to e scatto del g rillet to) deve -essere precisa mente sempre controlJato e discusso s enza precipitazione. Non. appena il soldat o abb ia acq uistata un::i. certa ~.bi lità, la discussione deve aver luogo solo dopo sparat.o il colpo. Il soldato isolato deve spat·are solo -entro i limiti della probabili tà di çolpi re, che egli deve conoscere ~ · satta.mente. Per esam inare la decisione m sparare o no, l' istrutto re deve fare ap · parire b ersag li anche al di là dei limiti della p roba bilita di colpire. All'uomo però .b isogna insegn'lre che tali limiti valgono solo per il tiro del solda to isola to, e cbe col t iro di parecchi sold\l,t i possonsi raggiungere favo revoli risultati anche Mn · t ro bersai:rli p ' ù piccoli e a distanze piri grand i. Quanto p:ù viene approfondito q uesto insegna mento e quan to più esso mira a destare ed assodare la capacità di g iudizio, tànto più proficuo torna per la impiegabilità del s olda to nel combattimento.
PEl\ Li,: 'l'lWPPE A l'lE Dl DEJ,L'ESERCTTO A US'l'RU- UNGAR ! CO
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La lenta e razionale prog ressione degli esercizi, il sistema d' insegnare con l'esempio (il V. R. -ne parlava q,lla 3" alinea d el punto 39 A) e di fare grande assegnamento sulla intelligenza del giovane soldato, la necessità 0he egli agisca di ,p ropria iniziativa e con riflessione, e più . d'ogni altro si lpreoccn pi della buona esecuzionè del fuoco, il modo di prepa·r arlo alla esecnzione del tiro di campagna ecc., sono bensì concetti che il V. R. già menzionava, ma nel nuovo essi vengono me~si in una evidenza incomparabilmente maggiore; 2rnentre sono state soppresse le prescrizioni particolareggiate I,
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·s ul modo di utilizzare certi ·particolari topografici per il quale il V. R. dedicava 3 lunghi pnnti (144, 145 e 146). Convinto della immensa efficacia che ormai ha l' ~duca-:.zione, il nuovo testo ha voluto raccogliere in una· specie di catechismo di 13 massime tu tti i doveri che devono regolare la condotta del ~oldato nel combattimento, aggiungendone altri a quelli che prima figuravano in . g ran parte qua e là nell' intero paragrafo, e fo rmandone di tutti oggetto d' insegnamento contin1~ativo, diretto non già a c?nse&nire uno sforzo di memoria, ma a radicare quei doveri nella natura si;essa dell'uomo, in guisa che ne diventi istinti v:a la pratica. Vieppiù accentuata è altresì l' importanza da attribuirsi alla istruzione sul tiro collegata c0n quella sulla stima delle ·distanze (vedi il nuovo punto 183), alfa pratica del tiro ed i~ genere a quanto ha tratto all' impiego del fuci le; al riguardo ·notiamo che il N. R. nettamente precisa i due concetti: quello, cioè, della predisposizione pel ti1·0 e·q uello corrispondente al nostro 1)/"0nti CO.m andato (punto 1'78), concetti ct1e prima -eràno bensì menzionati, ma non, definiti. P ar ticolare. commento merita il contenuto della lettera g} -del punto 182 del N. R. corrispondente ai punti 149 e 150 del vecchio, inquantochè risult,ano dal paragone quattro differenze notevoli; 1° la nessuna distin~ione n~l N. R. tra attacco e d ifesa, la quale cosa cr.ediamo sia stata ben fa tta . tanto più che il punto 150 del V. R. così com'era r edatto, _pareva, secondo noi, superfluo e forse anche pericoloso nella sua prima parte, ed una ripetizione di prescrizioni già date nella rimauente ; 2° le modalità dell'avanzata regolate a seconda della distanza e dalla . efficacia del fuoco nemico, di·stinziòne · qùesta che. forse si avrebbe potnto fare in base solo a . quest.'ultimo · criterio, tantopiù che il nuovo regolamento nè ora, nè in seguito, :fissa i limiti delle varie distanze, laddove anche a distanza breve il fuoco del nemico potrebbe essere poco efficace e quindi in tal caso converrebbe, come il regolarp.ento stesso d ice più avanti, avanzare incessantemente ; 3° l'abolizione, nelle soste su terreno privo di ripari, -della posizione in ginocchio·, ciò che rappresenta una restri-
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PEll LE TRUPPE A PIED( DELL'ESERCITO AUSTRO - UNGAR ICO
IL NUOVO REGOLAòlENTO DI ESERC lZ L
zione di libertà nello stesso tempo che il N. R. p.,iù. raccomanda e meglio educa i soldati all'iniziativa, mentre d'altra parte la posizione ora detta potrebbe talvolta essere più adatta di quella a t.erra ; 4° le ragioni che precedono e o-iuo a. st1'ficano le modalità dell'avanzata, le quali .rispondono quell'intendimento didattico tanto lodevole, secondo noi, cheabbiamo menzionato fra le caratteristiche del n uovo testo. · Costituisce ora oggetto d' insegnamento negli esercizi del soìda·t o in cacciatori altresì il servizio d' informtLtore e di pattuglia di sicurezza; così viene completata la preparazione iniziale del soldato pel combattimento, mentre le nuove ed importanti prescrizioni dei punti 180 e 181 conformano ancora una volta che il N. R. ha voluto deci:;amente romperla col formalismo ,d i piazza d'arme. · 3° Sottocapitolo. - Disposizioni varie relative ai trombettieri e tamburini, agli zappatori di fanteria e cacciatori, ai sottufficiali ed a.gli ufficiali.
§ 14. Trombettieri, tamburini e zappatori di fanteria e cacciatori (punti d~l 191 al 198). § 15. S 0tt1.1fficiali (punti dal 199 al 206). § 16. Ufficiali superiori ed inferiori (punti dal 207 al .224) . L e modificazioni sono poche e di poco conto: rileviamo soloche gli ufficiali che esercitano il comando possono ora rimettere la sciabola nel fodero non solamente quando debbano far uso della carta topografica o del binoccolo, e quando debbano dare o ricevere rapporti od ordini scritti, ma altresì nei terreni difficili che impediscano la marcia e quando, essendosi in vicinanza del nemico, il luccichio di essa potrebbe far scorgere anzitempo la truppa. È inoltre prescritto che gli uf6.ciali ed i cadetti facenti funz ione d'ufficiale, quando sono a capo scoperto in una camera o sotto la tenda, saluta.no il superiore con un leggiero inchino.
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II. .CAPrToLo. 1° Sottocapitolo. -
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Il plotone.
Il plotone in ordine chiuso.
§ 17. Prescrizioni generali. Questo paragrafo consta comeprima di un solo punto, che · è stato ridotto alla sola prima· alinea del vecchio. Eccolo: « p. 225. Con la scuola di plotone :finisce l'addestramento tattico del soldato ». Il V. R. soggiungeva che « tutti ì cambiamenti di forma« zione -del plotone dovessero essere eseguiti celeremente, con « sicurezza ed in ordine, mantenendo silenzio ed attenzione «viva». § 18. Costituz ione del plotone (punti dal 226 a l 238). § 19. D isposizioni varie relative alle formazioni ed ai movimenti (dal punto 239 al 245). § 20. D·ella riga per 2 e per 4 (dal punto 246 al 254) . § 21. Moviment i (dal punto 255 al % 1). § 22. Cambiamenti cli formazione (dal punto 262 al 269). § 23. Maneggio d'arme (dal p~ nto 270 al 275) . § 24. Fuoco del plotone in ordine chiuso (dal punto 276; al 287). (Cont,inua) .
S.A.NTANGELO
FELICE,
capitano di fanteria.
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NECROLOGIA
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ANTONIO GANDOLFI -- Conte EGIDIO OSIO - NICOLA HEUSCH
Nella vita del geMrale Gandolfi due periodi ebbero maggior Tilievo, e più manifesto apparve durante essi il loro intrecciarsi .colla vita del paese npstro (1 }. L'uno comprende il go.vernatorato deUa Colonia ETitrea tra il giugno 1890 ed il febbraio 1892. Fu un'epoca. burrascosa, piena di vivacità e di azione, ina di carattere ben più politico che militare. Nell'annunciare la recente morte del ge nerale i giornali vi accennarono e ne raccontarono, quale più e qti:ale meno, estesamente la parte da lui ,avuta ed il su.o operato; sicchè per la natura dei fatti e per il r icordo avvenuto· non stiwiamo di fermarvic1. U n altro periodo e quello di vera e febbrile attività militar e corse tra il Ì871 ed il 1876 quando il Gandol.fi, allora ufficiale superiore, · mise a contributo l'ingegno e la dottrina nelle discuss10m provocate circa al modo di co~cepire e di attuare (!) Nacque in Carpi il 20 febbraio i835 e morì in Uologna il 20 marzo 1902. Cadetto nella Accademia mil itarò es tense il i 0 novemhre iS53 e sottotenente nel gen io modenese e pilrmense (poi italiano) il 3 ottobre -1859, passò tenente il 21r. giugno 1860 nello stato maggiore il !, ottobre !861, capitano il 23 marzo i8G2, maggioro nel H 0 fanteria il 22 novembre 1871, e cli nuovo nel corpo di sta to maggiore l'H dicembre i873, tenente colo1111el lo il Jo luglio i877., colorHlello comandante del 3° fan tel'ia 1'8 no vemb re i880, capo di stato maggiore <li corpo d'armata il 7 giugno iSSl, comandante la brigata Parma i ottobre i887, maggioro gene rale 1'8 aprile -1888, comaoctante di clìvi,ione !7 luglio Hm, tenente generale 8 marzo i891., comandante di corpo d'annata IO agòsto -1998. Era stato· cleputato per séi legislatu re dalla Xli alla XV II , e dal 2·1 nqvembre i90i ,enatorc del R11gno. Dal 1. giugno -1890 al 28 febbraio i892 governatore civile e milifàre dell'Eritrea. Aveva fa.Uo le campagne per l'indi1>endenza i taliana del i860·6i, 1866 e i870.
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1a difesa del Regno d'Italia allora ricostituito ad unità po,li'tica. Le sue idee apparvero in alcuni opuscoli di polemica, i quali si successero combattendo_ ~d assecond~n~o rieni ~i convinzione la guerra che tra uomm1 come il Rwci, 1 Araldi, il Bruzzo ed altri ardeva vivissima per la soluzione dell'inte · ; . . r essante problema. Sarebbe bello ed utile il riprendere, coordinare e l'esporre le idee, i ragionamenti e le proposte venute allora in luce. ·Era stata riunita ufficialmente una Commisaione per provvedere ad un piano regola.toré della difesa del paese. Le sedute procedevano rare e regolari, m~ into1:no ad essa mol·teplici e discordi si dibattevan_o le idee, d1v~rse, come la provenienza di coloro_ da c~i partiva~o. A~p1a e adeg_u,àta .al contenuto era la d1scuss1one; da.ll analisi delle fortificazioni esistenti, dei punti geografi.ci e topografici, della. con·:fi.O'urazione regionale del paese, risa'liva alle vaste sintesi con c:i ~Lbbracciava tutti i. diversi elementi di un problema che non era solamente tecnico e militare, ma toccava gli interessi politici ed economici ed a~zi la vita stes_sa ~el_l~ na~ zione. In complesso, e come di solito avviene lll s11mh casi secondo lo vuole la natura u'maua, agitava.usi due tendenze : .J.a conservatrice · che si senti va tratta a prender per b~se il ·vecchio g ià esistente ed a modificarlo piegando\o a_lle m~ove esigenze; la innovatrice, che muovendo da una s1tu~z1o_n e politica interamente nuova, come quella che. ave,~a r.111mto in un solo organismo le varie parti della regione 1tahc~ n~ maste da lul'lghi secoli politicamente frazionate, se ne 1sp1· rava per suggerire tutt.o ·un nuovo sistema difensivo. La -opinione pubblica se ne a ppassionava, ~ n~n e_ri: ce~·tament~ male per l'amore che prendev~alle quest10ni mihtan. I tempi favorivaLJ.0 quest'interesse. Recente era la gigantesca gu~1'ra -combattuta ,t ra Francesi e Tedeschi; l'esercito in piena Via di trasformazione; non lontani i poco lieti ricordi degli iri,successi del 1866 dovut i per la massima parte alle incertezze ,del piano di camp'.3-gna. . . Le tesi contradditorie, lungamente meditate, erano concisamente. riassunte in corti opuscoli· lanciati via via t ra il pub-
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blico. La geografia del pae3e, i r icordi storici, i SUO'O"erimenti, lasciati da Napoleone, la tradizioné strategica dei R omani ne e:ano il sustrato; 1~ valutazione dei lega.mi tra la parte penrnsulare e la continentale della penisola il contenuto. Pochi anni prima, quando apparve davanti ll.l Senato italiano, allora risiedente in Torino, la proposta del trasloco della c_api~al~ _del Regno da quella città a Firenze, il gener ale C1ald1m 10 un eloquente d iscorso pronunciato il 6 d ice~bre 1864 _riassunse con la elevata e precisa par ola che glt era ~ropna, le sue idee circa le condizioni imposte dalle nuove cuoostanze alla sistemazione difensiva del paese. Egli notava come il punto d i vista piemontese, modellato sulle idee di B onaparte non aveva più ragione di essere mantenuto dopochè il centro di gravità dello Stato aveva mutato posto. « Noi entriamo ·nelle precise condizioni in cui vissero « i Romani, aggiungeva l'illustre generale, e l'Italia deve « essere milita:mente considerata come la considerava quel « popolo guerriero, vale a dire completamente a ru.vescio de1 « ~istema e~is_tente oggidì. > Le spalle all'Italia peninsulare, gli .A.ppenmm per linea di difesa, il maggior fiu me del paese per fossato, la stretta di Stradella per arrestare il nemico i valichi di Bol~gna pe~· sbocco, il piano :fino alle Al pi pe; combattere, la cmta alpma per rallentare la invasione nemica e preparare le offese. Il Gandolfi, proveniente dall'Accademia estense dalla qua~e prima di lui ~ra uscito il ·Ciald ini, educato nei primi anni della sua carnera alla scuola del generale Fanti s tt i cui ordini era st-at o in Bologna, a veva in teramente 'ac~et~ t ato il punto di vista del Cialdini, e dedicò l'ingegno suo nel farlo prevalere e nello svolgerne sistematicameute le conseguenz~ p~atiche. P erciò pubblicò nel 1871 alcune pagine ~otto 11 titolo : Bologna e l'Appennino nella difesa d'Italia . m esse movendo dal desiderio di impedire il dissemina.~ m~n~o di forze. che avrebbe prodotto l'ecletismo della Commissione p~rma~e~te di difesa « la quale nel suo piano pro- . « poneva d1 for tificare novantasette piazze o punti sparsi sul « territorio da S u~a 1;1, i'EJ,rn,IlpO! çl~ J>~lm~n9vft a ~agliari »
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dimostrava che la geografia e la politica di un paese hanno alcune linee ben determinate e fisse le quali potevano fino dal tempo di pace segnare le norme per la sua difesa, e riprendendo il concetto del Cialdini spiegava in qual modo potesse rispondere alle esigenze della difesa verso occidente e verso nord-ovest. Nel 1872 con l'opuscolo Straclella ed Alessanclt·ia nella difesa occiclentale d'Italia, in poche e vibrate pagine obbediva all'impulso di impedire che l'attrat-· tiva esercitata da Alessandria avesse condotto a consumare in quella posizione avan zata forze e danari che assai più opportunamente avrebbero potuto essere impiegati intorno a Stradella. Nel 1873 pubblicava lo scritto La nostra rete ferroviaria e la clifesa dello Stato, in cui era ripreso in esame il legame tra la parte peninsulare e la continentale del nostro paese, tra il ridotto delle forze e il campo d'azione. F ino allora il Gandolfi. aveva in un certo modo ceduto alla necessità della discussione, e sottolineato colle sue pubblicazioni quei punti ohe nel momento dovevangli parere più contestati. Gli parve necessario nel 1875 di r iprendere e coordinare le sue idee in un lib;ro, alquanto più esteso dell'usato, · nel quale sotto il titolo La difesa interna dell'Italia pone in r elazione il piano difensivo del paese colle forze militari, le qual i in seguito all'adozione dell'obbligo generale .-al servizio, assu mevano appun to allora nuovo aspetto. Per ciò al suo concetto dife nsivo dava la qualifica di nazionale od unitario, quasi per spiegare come dovesse compren·dere terreno ed uomini, fortificazione e politica. Il campo allarga vasi ; l'attenzione pubblica diminuiva ; 'Parve al volere superiore che l'avvicendarsi delle opinioni, .alcune delle quali naturalmente eccessi ve, potesse nuocere. La discussione pubblica fo arrestata, tacqae o continuò a svolgersi nel segreto delle sfere ufficiali senza che il pub·blico militare più vi partecipasse. F u così chiusa una fonte preziosissima di studi e soffo cato l'avviamento alla unità di 'Pensiero circa un tema il quale dalle maggiori alle minori abbraccia tutte le questioni riguardanti l'impiego delle forze ,militari.
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NECIÌOLOG!A
. Nel breve spazio concesso dalla Rivista alla memoria de1 generale, non paia esuberante se tutto fu occupato dall'accenno alle sue ·idee circa la difesa del paese ·ed alla parte· da lui avuta nel farle prevalere. Ogni qua.lvolta sarà necessario di chiarire il problema fondamentale della dife;,a del paese sarà necessario di rovistare nel prezioso retaggio lasciato dal generale nelle pagine cui ha voluto affidare il suo·pensiero. Quelle sono il più duraturo e il più fecondo t ra. i ricordi dell'opera sua.
l'epoca qnali li vediamo effigiati tutti chiusi nella maglia. d'acciaio, c~l solo viso leale e sicuro affacciato alle aperture· della celata . di ferro. Queste virtù ·l' indicarono all'elevato ufficio, a cui fu chiamato' di dirigere l'educazione del Principe eredi,tario d'Italia,. ed il libro del Moraridi, in cui SOBO descritti il procedimento educativo e le norme date per esso pongono in giusto rilievo. la coscienziosa cura con cui l' Osio intraprese l'esercizio della m)ssione affidatagli e lo sostenne. Era di tratto s.evero ma cortese, ed anzi affabile verso co-loro che per ragione di ufrìcio o di contatto sociale ammetteva alla sua più stretta conoscenza, e quanto più l'avvicinavano, tanto meglio intravedevano in quell' uomo così rigido di primo acchito uno spirito acuto indagatore, desideroso. di conoscere le ra.gioni del bello come del buono, apertoalle loro manifestazioni. Perciò la musica, come F cimeliod'arte, lo attraevano vivamente. Ne patlava con piena coscienza, si elevava alla discussione cl.elle · grandi guistioni d'arte, affrontava sul pianoforte le difficoltà· della musica . scientifica per comprenderne le ragioni, abbordava con vedute personali i maggiori problemi che affaticano la mente dell' uomo. A veva la scienza, larga, compre.nsiva, del gen- . tiluomo che si. sente · chiamato dalla stessa sua nascita · allo . esercizio di larghi do,reri, e del militar e che a traverso la . ripetizione giornaliera delle pratiche formali, int ravede un , ii,mpio scopo e cerca di raggiungerlo. Giovi~otto, sulla trentina, aveva avuto occasione di seguire nel 1868 la spedi- . zioue inglese in Abissinia, incaricata di aver r agione delle offese arrecato al dirit to delle gènti dal r e T eodoro, ~ la ' vi_ta· comune da lui fatta in quella circostanza con i gen- . tiluomini inglesi, i quali, col grado di ufficiale, partecipavano à quella sped'izione, può avere confortato nell' Osio la naturale tendenza· al contegno esterno riservat o .e dignitoso, ed alla compiacenza inti.ma. nelle indagini sui più meravigliosi fenomeni dello spirito. Certa.mente di qU:ella spedizion-e lasciò via via alcuni appunti, che raccolti in fascicolo . furono nel- . l'aprile 1887 pubblicati neila Rfoista Mil·itm·e ed .anche a parte ,
' Pochi giorni dopo del generale Gandolfi fo tolto all'esercito anche il generale Osio, e la sua perdita largamente s~nt~ta per g li eleva t~ uffici sostenuti e per l'affezione piena. d1 rispettu che aveva saputo conciliarsi (1),. Attratto nell'esercito piemontese dal serrtimento che nel 1859 moveva la g ioventù italiana ad arruolarvisi per combattere_ l~ guerra d'indipendenza nazionale; l'amore per la vita militare trattenne nell' esercito italiano l' Osio che c~n una carriera più che quarantenne vi giunse al grado· d1 generale di divisione. · . Discendeva da una delle antiche .famiglie milanesi d i quelle· dell'epoca comunale, ed in Lui rivivevano le virtù maschie e· severe che siam soliti ad attribuir e ai guerrieri di quel-· Nacque il !6 gi ugno iS~O. mori il 27 ' ma.rzo 1902 a Milr,no. Sol<fato vo lon tario nel• 4859'. il 19 agosto, a campagoa ll nita, entrillo a ra.r parte del Cor,o ,urpleL'.vo a:1.a H. m,lo tare acradero1a, corso apertosi allora per procurare gli utlfo1<1l1 voluti dati ~ngraod1men10 , dell'esercito . . Nel tSGO, H marzo, so tto tenente del ·1° fanteria, tenente 1123 mnrzo iS62, passato nel corpo di stato maggiore n!ll marzo i863, c,11ntaoo Hl q u1?1 co rpo l'H marzo 1865, maggiore nel 35• di fanteria il 16 ma••gio !874-. e 1:11:ln~mato nel corpo di stat.o magg.iore ilH maggio f.876, tenente colonnell~ in quel ?01po I 8 novembre 1880, co lonnello 11 29 giugno i88~, e comandante del ·!S• fanteria . 11 30 marzo i890, maggior generale comandante la briga ta llergamo iJ 9 giugno !899., . e ton.en te genrirale coma ndan te la divisione di Brescia dal 16 genna io ·1898; da qu ello· .passo al comando della divisione di l\Iil ano il IO agosto i89$. Tra il dicembre t867 ed 11 g,ugrw 1868 aveva seguito la spcrlizione inglese in Abissinia, e 1'8 mal?gio !8Si era s t~to _ch111 mato presso la C:,sa d Sua Maesti, per I' i,trnzioue militare di s. A. R. il Prrnc,_pc d~ Napoli, per cu i ehbe poi il titolo. di vice.160.vernato re il 15 lugl io :t.88L Gli fn poi 11 i.> giugno ;{901 conforito di motu prop1,io di S. M. il titolo di conte trasmis-· sibite ai disccnclenti. . ' (i )
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NECROLOG I A NisCROLOG!A
-formando un interessante documento per i fatti che contengono e per la conoscenza dell'animo con ·c ui erano osservati. Così va passando quel gruppo di uomini che un avvenimento straordinario della storia porta va nelle file del!' eser.cìto; a noi rimane il rimpianto di vederli passare e sparire, . alle nuove generazioni riuscirà caro il ricordo dell'opera ·personale di questi uomini che avendo a,uto occasione · di .accompagnare e ciascuno nel limite delle proprie attribuzioni di collaborare agli eventi di un'epoca .non comune pe~ · novità e grandezza di risultati, emersero per l(:} virtù del:l' anjmo e per i servizi resi alla patria. 'f
** Non erano finite d i vergare queste righe quando dolorosa .ed inaspettata ci giunse da Bari la notizia che anche il ge·n erale H eusch era stato da rapida malattia tolto all'esercito. Solo da pochi giorni era stato nominato al comando del corpo .d'armata, il massimo c~i possa aspirare il soldato. Aveva appena raggiunta la _nuova destinazione, e la famiglia non vi -sarebbe ancora arrivata senza la d olorosa fretta voluta dalla gravità del male onde era stato colpito. Pien di salute , svelto non ostante _l'età, aveva lasciato Roma, ove era cpnosciutissimo per il suo fare franco e spi. g liato, per i suoi modi simpatici, per la sua robustezza di antico ufficiale degli alpini, ed una notizia telegrafica ci sorprase coll'annuncio della sua breve malattia e della sua morte, riempiendo 'd i pietà conoscenti e .compagni. · Proveniva dall'esercito toscano nel quale aveva cominciato da soldato una carriera in cui aveva avuto occasione di pre·-Stare utili e luminosi servizi in posizioni eccezionali (1). Nel (t) Nato a Calci (Pisa) il 9 marzo 1837, morto l'H aprile ·1902 a Bari. Soldato volontario nei regi Veli..l i nell'esercito toscano il ·13 genn aio :1855, capora le t6 marzo.i8~5 e sue• cessiYamen te pas;;ato per i minori gracl i llnchè il 2 luglio i857 ebb() te spall ine di so t· totenente. Tenente il 13 maggio i859 men tre l'esercito to:;càno di,•eniva italiano, c.a· Pitano nel i8° reggimento il !9 maggio !860, maggiore· il 28 agosto i870, comandante del -t.• bai taglione d' is truzione il 27 ottobre ¾872, e de l 2• il 30 maggio i878; tenente , colonnello t 5 l ugl io ·1877, colonnello comandante il 'i-1° di fanteria il :1• d icembre 1SS!, del 6° alpin i H 1° nOYem bre :L882 e del ,1,0 il 29 gi ugno -18$~; 1naggior generale il ,1. no·
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1894 inviato quale commissario straordina!·io in Lunigiana aveva saputo colla sua fermezza e sagacia ricondurre ai sentimenti dell'ordine le esaltate popolazioni dei minat~ri evitando la necessità di ricorrere contro esse agli estremi mezzi dell.a _repressione. Nel 1896 aveva avuto in Africa, sotto gli ord1111 del generale Baldissera incaricato di risolvere il triste retaggio lasciato dalla giornata di Adua, il comando di un corpo C.i truppe. Nel 1898, quando la penisola fu corsa dal fre~ito della sommossa, all'Heusch fu affidato il carico di c~m~issario st:aordinario, con pieni poteri, nelle provincie d1 Firen ze e dr Livorno. Nella sfera esclusivaménte mil itare l' ·opera sua dimostrò efficace come ispettore degli alpini. Aveva già av uto occasione d i dimostrare speciali doti educative ed ordinat,rici quando tra 1872 ~ il 1881 si era trovato comandante di uno dei battaglioni d'istruzione al lora formati per procumre buoni ed utili sottufficiali a,ll'e· sercito: a_"?eva tenuto per sei anni il comando dì un re0'giment0 alpino manifestand0vi tutte le doti che pareva:o indispensabili al difficile incarico: l'Heusch pareva naturalmente designato alle cure riguardanti la milizia alpina ed egli aveva un concetto assai elevat.o della missione riserbata a quella milizia in un paese e con una popolazione come la nostra. Era pienamente convin to della uecessìtà, di provvedere che cotesta guardiana delle Al pi sapesse, se le circostanze lo esigevano, essere pronta ad avviare con oppor~uno ed · ardito indirizzo le operazioni mil itari per dare un 11?pulso non solo ad esse, ma anche alla opin ione pubblica d1 un paese tanto impressionabile quanto è il nostro.· E secondo questo .concetto fu infaticabile nelle cure prestate
vembre ¾889, ispettore degl i alpini l':L I ,licembre 1.892, rfol la qua le c:lric,1 fu rllslr:lllo per_ a.vere s uccessivamente gli incarichi rii ccl111111issario straordinario in Lunigia na d:ll 2 gmgno i89t,., .di co mancl:rnte ol i un corpo di trup11e in Afric1, il 23 febb raio {895 ~ d1 _commissario ·straordinario in T,;»cana rial 9 maggioJ al lG giugn,:, 1S98 trra s ta tr; ~m inato tenente generale il ·15 fellhraio 489:; e cotna1vla!1t.e <lcll'XI corpo d'armata il 16 ~cnna10 -19_02. Aveva f.ltto le carnpagno di incli1iendenza de l -1859 e i866 e cl' Africa 189, e 1ll96, e <:O me atte,rat.o del s uui servili in Lun i;:iana "l'eva av uto (li moto pl'() tmo dal Re DC ll·agos to 1894. la commcnrla <l cll' Orrl ino militar~ di Savoia. e 111)1-tS98 quella dei Ss. Mau rizio P. Lazz:)rO. fr,5 -
ANNO
xt. n1.
NECRO T.OG!J\. 706 al perfezionamento della truppa di cui aveva la direzione su prema. Del · resto la facile percezione, l' acutezza della mente, la calma èiello spirito, la spigliatezza della parola, la, famigliarità dei modi, la lunga abitudine degli uomini e la bontà dell'animo lo ponevano alla pari di qualsiasi circostanza nella quale potesse trovarsi. I criornali raccontarono a suo tempo che giunto in Lunigian:, ove il fermento bolliva negli animi di u~a pop~lazione risoluta ed abituata a farsi g iustizia secondo 1 propri sugge·rimenti piuttosto che secondo quelli della legge,_ egli, solo,_ac~ eompagnato semplicemente dal suo ~~utante d1 ca~~~' s1as1 recato a visitare le cave di pietra le prn lontane, le prn 1~olate per fermar-,i a discorrere con quei fieri minatori delle ~oro intenzioni e delle loro ragioni. L'arditezza dell'atto coraggioso era grandissima. Allora fu · apprezzata assai da coloro cui valse non poco per il rappacificamento durato anche quando nuove scosse vennero a turbare il nostro paese; oggi questo fatto e le sue con_s eguenze ci dipingono di un solo tratto l'uomo. Aveva grande il cuore come occorre a colui il quale vuole avere un comando sugli altri uomini.
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NOTE BIBLIOGRAFICIIE
LEoPoino PuLtÈ. - Patria - Esercito - Re·. 1viemorie e note. Con oltre 200 incisioni. - :Milano, Ulrico Hoepli, editore, 1902. Sono, invero, memorie e not,e, ma in esse vive e vibra sempre , in ogni parola, in ogni pensiero, quel vivo sentimento di pacriottismo,. cui attraverso agli avvenimenti del .1848, 1859 e 1866, l'Italia deve la sua indipendenza, la sua unità. Il lavoro è diviso in due ·parti. I vari capltoli della parte prima hanno per titolo: Lo stendardo dei carabinier·i; Il ·Tricolore; Un centenario glorioso; Altri allori; Da Montebello a S. Ma1·tino; Tre littti nella cavalleria. Il primo articolo è il discorso inaug.,urale, pronunciato dall'autore a Verona il 23 giugno 18~9, come padrino della han· diera Reduci carabiniei·i. Il Pullè con calda parola sgorgante dal cuore ci trasporta al 1848, narra l'episodio glorioso della carica dei tre squadroni carabinieri guidati dal maggiore San Front a Pastrengo, e tratteggia mirabilmente la nobile figura di Carlo Alberto « il volontario martire di « Oporto ». · · Nel secondo capitolo, il Tàcolore, è il discorso tenuto dall'autore nell'occasione dell' inaugurazione della bandiera sul ca~po di un t iro a segno a Verona. E un osanna alla nostra bella e gloriosa bandiera. E ricordati alcuni brani dei nor,i ed ispira.ti èanti del Mameli alla bandiera italiana, il Pullè prorompe: « Noi pure oggi ~ vi salutiamo commossi, o benedetti colori d'Italia, come « vi abbiamo salutati -- vittoriosi o vinti - da Novara a
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NOT& BIBI . IOG RAl'I C Hi<;
NOT.l,; Hl l! J.IOGl!A 1!' 1.; M E
« S . .Martino, da Oustoza a ~fontana.... fino là dentro i g ioghi « i nsidiosi della terra africana, resa a noi· sacra da! sangue (< dei nostri fratelli ». E a p roposito d i .Mentana fa una d i· gressione ricordando con commovente parola l'episodio d ella morte dei fratelli Giovanni od E nrico Oairoli sui monti Pa· rioli. È pure rilevata la not,a discussione impegnatasi recentemen te per precisare quali sieno Le origini dei tre colori, come bandiera nazionale. · « Li vaticinasse Dante, scrive il Pullè, n ella sua cantica « immortale dove d ice: Cosi dootro ona nuvola di fiori che dalle mani aogelicbe saliva e ricadeva giù dentro e di fuori. Sòvra candido vel cinta d'oliva donna ci apparo sotto verde manto vestita di colo1· di fiamma .viva.
« O spetti questo vanto ai fra telli milanesi nel 1796; op-
« pure al Congresso cli F errara, Modena e R eggio, che uJ:·
« ficialmen te li adotta va nel 1797 ; a n oi basta il sapere « qu esto : che, per guanto è lunga l'Italia, dal pendio del<< l'Alpi all e Nebrodi estreme, la band iera dei t re colori per« corse la gloriosa sua vita. consacrata dal sangue, benedetta « dall'altare - da quell'altare ohe oggi, purtroppo, la re« spinge dal tempio -- trascinando i popoli a qu elli entu« siasmi che · creavano gli eroi, improvvisavano i poeti ». Gli altri capitoli sono dedicati a Genova cavalleria, ed ai cavalleggeri di Alessandria e Monferrato. Queste pagine, per maggior parte videro già la. hice nella Rivista cli cavalleria, ed ora., riunite, con ottimo e felice pensiero sono ristampate in questo vol ume. I Tre Lutl'i, sono consacrati alle belle fig ure, militari . e civili, del colonnello Luigi Crescio, e dei capitan i Luigi Eseng rini e Luigi H.osales. L 'autore scrive come gli detta il cuore; di sovente si lascia toglier la mano da d igression i; ma che importa? si tratta sempre di n ote e ricord i riguardanti la nostra storia patria.
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e militare, la più. fulgida la più gloriosa; si tratta sempre delle gesta splendido compiute da quei bravi e valorosi re<rn·imenti segnatamente nelle campagne del 1859 e 1866 e d:lia p~rt~ eh.e vi presero i volontari ed ufficiali , specie lombardi. S1 :71~e lll ~uei bei tempi, che purt roppo appaiono tanto lon ~am, 1u cui tutti si era. riu n iti i n un solo pensiero, in un rntento solo: l'indipendenza. dell'Italia ; in cui la devozione e l'amore per la pat ria, per l'esercito ed il Re erano considerati inseparabili e non avevano limite. Il veo~hio soldato rivive in quei tempi insieme a quei cari com~agn1 . e~ a~ici ricordati dall'autore, purtroppo morti quasi tutti; 1 g iovani, t1fficiali o bor()'hesi nella lettura a1· 11 . o ' que e pa.grne, res~irerauno nel più puro aere, vi ritempreranno la mente ed 11 cuore, e vi impareranno ancora una volta quanti sagrifìci d'ogni sorta ha Gostato l'uni tà della patria. Nella P_a>·te seconda si discorre a lungo dei due soo-o-iorni 0 eh~~- M. il Re Umberto fece alla villa di Chievo propneta dell'autore -- nell'occasione delle esercitazioni d'assedio del 1887 e delle grandi manovre d el 1897. Questa parte $e oilre· non poco intere.sse per le notizie spesso particolareggiate intorno alla v ita di S . M. dura-nt~ le manovre, ad alcune delle più spiccate individualità della Corte, ai pranzi ufficiali dati, a lle feste fatte a Verona ecc. vuol_e p erò e~sere particolarmente notata per l'elevati;sim~ s~nt1mento d1 affett uosità e di a more commisto alla massima r~verenza verso l'amato Sovrano, che traspare da ogni periodo, da ogni linea.
di
Ma per la grande rivista colla quale ebbero ter mine le grand i manovre del 1897 raggiunsero il Re a Verona S . lL la Regina Margherita e S . A. R. la Duchessa E lena d' A.osta · CO 81' Il' · destro per scrivere anche intorno' a . au t ore s1. p resenta 11 ad esse ~on _POcbe pagine calde di a ffetto ' e di ammirazione. Termrna il volume l'Epilogo ove, espresso il più profondo cor~o_glio per _l'a~sassinato Monarca, )'autore si eleva ai più n_obih concetti, ricordando le i mag ini della R e<rina Margherita, d~l n~ovo He Vittorio Emanuele, delìa R egina }!;lena, della d1 Lei madre Milena, della Principessina Jolanda.
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NOTB i!IBJ.IOGRA FICHE
NO TE llllll, IOGRAFWH E
Il libro è, così, un vero e sentito inno alla P atria, all'Esercito, al Re, e magni:fi.namente risponde al suo titolo. In esso - d iremo anche noi parafrasando le parole dell'autore - in esso sono ricordati i nomi venerati di Carlo Alberto, Vittorio Emanuele e Umberto; sono ricordate alcune pagine di gloria dell'esercito; si fa vibrare alta la nota che in questo momento deve tornare- più dolce al cuore di marito e di padre dell'amato nostro Re. E ooll'autore, anche noi « mandiamo reverente un saluto « memore e riconoscente, verso quei vivi e verso quei mor ti « che coll'opera e col sangue, col senno e colla mano hanno << sperato di rendere colla libertà - unita e grande la ·« patria. »
J.
C,rnLo CoR.TLCELLr, maggior generale comandante della brigata Pavia. - Manuale di organica militare. E'se1·citi ·ila·
liano, germanico, ausl1 ·o-unga1'ico, (?wicese, 1·usso, svi.:;zero. - Seconda edizione, T orino, tipogr. A. J3er tolero, settembre 1901.
Il libro è dedicato ali' esercito orgoglio e presidio della Patda. Nell'esercito troverà certo la più lieta accoglienza, ma è, specialmente, fuori dell'esercito che noi auguriamo all'autore che il suo volume abbia la più larga diffusione, poichè costituisce non solo un pregevolissimo lavoro ma pur anqhe una bella azione. · L'edizione ne è splendida, della più fine eleganza. Le 200 e più incisioni sono uscite dallo stabilimento Menotti Bassani e tratte da.Ile migliori fotografie del comm. Amer igo P onti, marchese Rangoni, e dei sig nori Ber tucci, Guigoni e Bossi, Broggi, Le Lieure ed altri; i di pinti sono di illustri pittori quali il De Albertis, il Rossi Scotti, il Palizzi, il Pontremoli, il Cerruti D'Anducco, il Capponi, ecc. Autore, ed editore banno gareggiato per comporr e una opera insigne: l' uno collo svolgere, col cuore e colla mente, si nobile soggetto; l'altro col dare al quadro un'adatta cornice signorile e ohe offre il magg ior possibile interesse. È di questi libri ohe - oggidì in particolar modo - si ha bisog no, e che vorremmo vedere fra le mani di tutta la g ioventù.
7II
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La pri~a ~dizione d i questo importante lavoro del generale Corticelh, venuta in luce nel settembre del 1894 è cosi nota_fr~ i no_stri ufficiali, che non è il caso di r ipetere ~ui gli elogi n~oos~~ al. suo ~pparire. Ma a.i nostri giorni gli ordinamenti m1htan sub.Lscono di continuo cambiamenti e innovazioni, donde la necessità di metter e al corrente i manual_i , c~1e . ne trattano, al fine di ·dare ad essi la prima quah l;à rnd1spe11sa.blle; quella dell'esattezza, che ne determina e costituisce il vero valore. La seconda edizione che ora segnaliamo ai nostri lettori risponde appunto aila: necessità sopramenzionata e il Corti~ celli , come per la prima edizione, non· ha ommesso fatiche ' e cure per introdurvi le modificazioni t utte veri ficates i in questi nove anni. · Ma il Corticelli ha fatto ancora d i più: vi ha a O'g iunto le notizie sull'esercito russo, e con saggio concetto tolto via que_ll_e st~lle formazioni di guerra per le quali. erano inevitabili le mesattezze, essendo esse di caratter e riser vatissimo. Non, dubitiamo che la nuova opera dell'egregio generale tro vera la· massima diffusione fra i nostri ufficiali, come, oert~~ente la troverà anche fra: gli esercit i e3Leri, perchè non v1 e alt.ro manuale che fornisca così dettaO'liate ed esatLis. . b s1me notizie sull'ordinamento dei principali eserciti europei.
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Général P rnll.RON. - Les méthodes de guerre actuelles et vers I~ fin du XIX~ siècle, 2° E dition, Tome secoud (I' et neP ar tie) . - P ans, Librairie militaire R. Chapelot et; C.•, 1902. 0
Diciamolo subito. Chi riferendosi al titolo, credesse tro var~ nell'opera del generale P ierron l'esposizione di metodi o sistemi teorici (che si risolvono in ricette, schemi, ecc.,
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NOTI, B!BLIOORA FlC J-J .iJ;
.NOTI, B[lll,JOORAFICHE
sempre inutili e assa.i spesso molto dannosi), errerebbe di grosso . Il generale Pierron non si è prefisso altro - e lo sc~po non potéva essere raggiunto in modo migliore - che di compilare un manuale istruttivo e pratico sull'arte della guerra. Il metodo da lui scelto è il seguente: F issato il tema - esem· pligrazia « Norme per la corrispondenza ufficiale » - ..il Pierron espone in poche pagine dei principi generali (Principes généraux), ed a questi fa seguire dei documenti da meditare (documents· à méditer). Questi documenti comprendono esempi storici tratti specialmente dalle guerre combattute dal 1789 frno all'ultima spedizione in Cina, ordini, istruzioni, e diretti ;e dei principali generali, e infine quanto ha,uno scr itto in proposito gli scrittori militari più stimati. · A notarsi che non pochi di que::rti documenti sono inediti, poichè il Pierron ebbe a sua d isposizione gli archivi del :M:i. nistero della guerra; ch'egli visitò i campi d i battaglfrt più. notevoli dell'Europa e dell'America, e che .approfittando della sua conoscenza di parecchie lingue, potè volgere in francese documenti fino ad ora generalmente sconosciuti. Naturalmente Napoleone e i suoi generali di maggior riputazione sono q uelli citati più di sovente, ma in larga copia sono pure mentovati gli atti, g li ordin i, g li scritti di gene~·ali di tut;ti g li eserciti del moudo. P er quanto invece riflette i nostri tempi, s i può d ire che l'autore si occupi con speciale predilezione e quasi esclusi- . vamente di quanto banno fatto e scritto Moltke ed ufficiali tedeschi. È singolare, tut.tavia, che mentre sono riportati ordini ed istruzioni d i Luigi XIV, ben poehi cenni son fatti d i Federico II. · Quante fat iche e cnre materiali tlebbci aver costato una raccolta così numerosa di. documenti soltanto il Pieri:on saprebbe dirlo ; per noi è doveroso ammirare la mente intel: ligtlnte, lo studio indefesso inspirato sempre a criteri o pratico dell'autore che ·lo condusse a comporre .un'opera, la quale è nnica nel suo genere.
La prima edizione di questo tomo 2°, p ubblicata nel 1878 quando il Pierron non era che tenente colonnello era interamente esaurita sin dal 1882. Gli importanti posti occnpati dal generale non gli permisero che in questi ultimi. tempi di occuparsi di una nuova edizione. La quale abbiamo ora sott' occhi9, mii riveduta e dì molto ampliata,. sicchè la si può considerare come opera nuova. La Prima fai-te (volume 1°) - 559 pagine, di fitta e minuta stampa - tratta delle « Relazioni del generale in capo <( co' suoi lnogotenentÌ », e precisamente : ' delle norxpe per la corrispondenza u.fficiale; della preparazione ed esècuzione degli ordini ; degli ordini di marcia. Il capitolo relativo alle marcie, d i oltre 400.pagine, e srn· golarmente interessante. L'autore prende a particolareggiata disamina la marcia .di parecchie annate dipendenti dallo stesso generale in capo fino a quella. di un distaceamento. Con molta ènra è assai minutam(:mte vì è pnre svolto guanto ·ha tratto all'esplorazione strategica delle masse di cavalleria. A rilevarsi che fra i còmpiti delle divisioni di. cavalleria in· dipendenti il Pierron . pone quello di impedire · la mobilitazione dell'esercito nemico e di eseguire scorrerie per impa dronirsi de':suo i magazzini, imporre requisizi~ni, spuntare le ali dell'avversario, distruggere le sue linee d i comunicazione e di rifornimento, ferrovie, t elegrafi; canal i, tunn el, ecc. La Parte Seconda (volnme 2° di circa 500 pagine} do vrebbe, g iusta il t itolo << Perfezionamento n.,ll'ordinamento » occuparsi esclusi vame.nte dell'ordinamento. Nel fatto, all'infuori d i alcuni cenni sulle nuove formazioni del!' esercito t0desco, il Pierron per quanto riflette l'o rdinamento si li· mita a riportare quello dell'artigli e1;ia tedeséa secondo il regolamento del 10 agosto 1899, mentre poi, no11: dice una sola parola intorno all'ordinamento dell'artiglieria francese. J,n quella vece il P ierron si occupa con molta d iffusione dell'equi paggiamento, dell'&rma~ento e della rimonta delle varie armi. È capitolo il q~ale presenta molto interesse, perchè vi si trovano riportati molti rapporti ufficiali su
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NOTE BILIL!OG R,\FIGIJE
NO!'E IJJ131,lOGRAFICIIE
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« doveva lasciare Parigi, andai, al momento della. sua par- ·
quell1 importanti argomenti; rapporti che riferiscono notizie e risultati: riguardanti segnatii.mente la guerra del 1870-71 e le spedizioni coloniali. Nei succ3ssi vi capitoli il Pierron tratta, in forma, però, alquanto succinta, dei servizi amministrativi, del servizio medico, di quello della gendarmeria, La parte più rimarchevole di questo secondo volume è costituita dall'Appendice N 1 di quasi 130 pagine, iri cui · è svolta materia di pertinenza del primo vol~me. Il generale Pierron cioè, ritorna sugli b.rgonienti già svolti in quel volume: Preparazione e esecuzione degli orqini - Ordini di .marcia - e servizio di esplorazione della cavalleria, probabilmente per recenti studì da lui fatti e compiuti solo quando la staµipa del primo volume era già compiuta. Il fatto è che questa Appenclice è del massimo valore, inquantochè concerne, quasi e;;clusi \7 amente, fatti, dati, notizie riflettenti i t empi odierni. Come è evidente, queste importanti aggiunte non agevolano il còmpito dello studioso, il quale sullo stesso soggetto deve consultare ciò che è scritto in due differenti volumi . e nel primo di -essi metl;ere al posto che gli converrebbe ciò invece trovasi nell'appendice. Del resto 1°unico appunto che forse si p:1trebbe muovere a questo lavoro, è quello che la ricca materia ivi contenuta non è molto ordinata, diguisachè restano difficoltate le ricerche dello studioso, ma è un nèo- di fronte al singolare valore dell'opera . Vi è ancora un' Appendice II, di una sola pagina, - Come si è for·mato il genio cvi Napoleone I? - A prova dell'asserzione· dal Pierron espressa in altro suo libro, che Napoleone per la prima fase d~lla campagna del 1796 si è ispirato ~l piano del maresciallo Maillebois, comandante l'armata francese in Italia nel 1745, e eh' egli ave~a studi:.i.to le campagne anteriori, traendo profitto di quanto avevano fatto i suoi predecessori, l' autore riporta un brano delle Memorie del generale 'l'hiébault. Il Thiébault scrive a pagin;, 9 del Tomo 2°: <( Informato « (ii 1° marzo 1796) del- giorno e dell'ora m cui Bonaparte
« tenza,
a fare i miei saluti a quel capo, ch'era stato -il « mio. Si attaccavano le sue due vetture quando arrivai; « vi si porta,vauo gli ultimi suoi ogget,ti e specialmente un 1, gran numero di libri l'l~tti relativi alle g't~erre f atle_ in « Italia, çome lo viddi da quelli che portai abbasso io stesso; « questi libri, ch'egli raccomandò moltissimo, erano, eccetto « quelli eh' io aveva sempre con me, i primi che vedevo « partire per un 'armata. >> Trattandosi di una questione agitata di recente dalla stampa militare frnncese e di poche r ighe, abbiamo stimato , opportuno rilevare l'opinion e del Pierron. Noi, del resto, non ci associamo affatto al suo parere- e non ci sembra che le parole riportate del Thiébault sieno di quelle che decidano il quesito in modo esauriente. Esse p rovano null'al tro che Napoleone era uno stud ioso della storia militare, e · che, come è del tutto naturale, dovendo andare a combattere in Italia, portava. co~ sè dei libri relativi a guerre già combattute in quel paese. Ciò sarà stato sing9Iare per quei tempi e, come afferma il Thié1bault, non s'era mai visto praticare, ma il _dedurre che il genio di Napoleone I si è formato collo studio delle ca~pag·ue fatte ' prima d i lui in Italia, ci sembra presti troppo il fianco alla critica. Un genio come quello di Napoleone si può formare collo studio? 0
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L 'opera del generale Pierron non ha cel·to bisogno di elogi: si raccomanda da se stessa. I n essa l'autore ha trasfuso tutte le sue vaste cognizioni teoriche e la grande sua pratica del· l'arte della guerra. È lavoro di massima utilità per gli ufficiali tutti, dal sottvtenente al generale che copra le cariche più elevate. Agli uni servirà per istruirsi o per completare la propria istruzione, agli altri come prezioso manuale da consultare, a sus
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NOTE BIBLIOGTtAFJCHE
N O'l'E BlBLlOGl.tAF!CHE
sidio della propria memoria o per ayere precisi dati e notizie iatorno a questo od a quest'altro argomento. In un migliaio di pagine è riunito · quanto dovrebbe cercarsi in un migliaio di volumi, non tutti facili a t rovarsi e in grm). parte non usufruibili perchè scritti in lingue non conosciute dalla generalità. degli ·ufficiali, mentre l'idioma francese è alla portata di tutti I due volumi del generale Pierron rimpiazzano perciò una intera biblioteca militare.
Moderne cavallerie. Eine Stiicl'ie van vVavL'Elt A cc-m,LEs .Korrn. ( Cavaller·ia moderna. Uno studio) .. L. ì,V'. Seidel e figl io, 190Z.
Vienna, tipografia
E sporre idee, concètti nuovi intorno alla cavalleria, e spe · cialinente intorno al suo impiego, è ormai · divenuto impossi . bile dopo il tanto che ne fu scritto. 'l'uttavia l'argomento è così vasto, opinioni così contradditorie si manifestano talvol!:,a anche sopra soggetti che sembrer ebbero iudiscutibili che largo campo d i discussione e di osserQ'azione rimane pur 1 sempre aperto a chi ha chiara nozione dell'arma e della sua g rande importanza. Ne è prova là presente seri ttura, la q nale offre il massimo interesse. Nel campo strategico il Korn dice, e dice assai giustamente, che il còmpito della cavalleria è divennto più difficile, ma è pnre più importante di quello che fosse nel passato. Per il K oru la missione capitale della cav,ìlleria è l'esplorazione sulla scala più vasta possibile innanzi, a grande d istanza, al fronte delle armate. Questo ser vizio non può essere disimpegnato che da cor pi di cavalleria. L'nf:ficiale austriaco è di parere che il primo ostacolo alla avanseoperta lo si incontrerà nella cavalleria avversaria, colla quale converrà combattere p!3r r ibuttarla, onde acquistare piena libertà d i movimento. Quando, però, si sia notevolmente inferiori alla cavalleria · nemica, secondo il Korn si deve rinunziare a voler vincere
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dappertutto e. bisognerii contentarsi a mirare ad avere la superiorit à sul punto decisivo. . . Tutto questo, dal punto di vista teorico, sta :t>eniss1mo; per contro non regge più a n ostro giudizio da quello pratico. Non ci soffermeremo affatto sul già fin troppo d ibattuto quesito del co~battimento preliminare fra le due cavallerie, ma non possiamo non osservare che se .fino a pochi anni fa era qna~i unanimemente a,ccettato il concetto della grande battaglia iniziale fra i cav~lieri avversari, oggidì sono ben pochi colol'O che ancora lo sostengano. Che fra le dne cavallerie debbano aver luogo scontri piccoli e g rossi, non vi è chi nol veda e non ne sia pienamente persuaso, dal. momento ch'esse mirano allo stesso intento; ma si combatterà. soli> guando non se I!e possa fare a meno per a.vanzare. Pel caso poi d' inferiorità n umerica della propria cavalleria, il Korn ·dice: limitiamoci ad avere la snperiorità sul punto decisivo. Ma la risposta viene spontanea sulle labbra di tutti : il pnnto decisivo, novantanove volte su cento, sarà io stes::io per i due partiti, e n0u è quindi da lusingarsi, e tanto· meno da fare assegnam~r1to, di trovarvisi Ìn forza SU· periÒre al nemico. .. Tutto questo prova ancora una volta quanto sia complesso il difficile ma important issimo problema dell'esplorazione strategica. 'l 'ostochè si esporigauo . idee concrete, s~ viene subito a prestare il fianco alla. critica. Il .ser vizio di avanscoperta sarà nelle gnerre dell'avvenire - ne siamo con vinti - ciò che vorrà che sia il comandanl;e in capo dell'esercito tenendo st retto conto della forza di: cavalleria di cui dispone e di g nella dell'avversario e delle doti dei comandanti le cavallerie stesse. Comunque sia, è pur sempre r imarchevole ciò che il Koru dice in proposito. P agine poi interessanti ed istruttive pei g iovani ufficiali detta l'autore sui distaccamenti esploranti (Nachr'ichte~ Detachements) e sulle pattuglie -ufficiali (Naclwichten Patrouillen), ai quali incombe la vern esplorazione e che perciò vogliono essere affatto indipendenti e no?- avere altra cura all'infuori di quella di avvicinare il nemico e di spiarn e le mosse
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NOTE B!BLIOORAFJCTH:
e gli iuteo.dirp.enti. Il Korn per la condotta di questi distaccamenti (i nostri squadroni esploranti) e delle pattuglie-ufficiali si dilunga di molto nell'accennare alle norme ed avvertenze principali che conviene seguire. Naturalmente egli non poteva al riguardo escogitare norme nuove, ~a è doveroso rilevare che egli seppe riunire quanto di più pratico fu scritto in proposito - a cominciare dal de Brack - e che lo ha es posto bene e colla massima ehiarezza. Fra i còmpiti strategici della cavalleria il Korn annovera · ancora le scorrerie alle spalle· del nemico per distrug gervi magazzini e linee di comunicazione ed annelite ad esse grande importanza, e gli inseguimenti. Di questi ultimi discorre mi · nutamente. È soltanto, egli opina, dagli inseguimenti a fondo - da eseguirsi senza alcun riguardo per gli uomini ed i cavalli - che è dato ripromettersi l'annieqtamento del vinto nemico, e i più grandi risultati si otterranno, non tanto seguendolo alle· calcagna, quanto precedendolo sulla sua linea di ritirata e insieme attaccd-ndolo sul fianco. Se il terreno impedisce l'impiego delle masse di cavalleria, poco import·a il pwcedere ordinatamente; l'essenziale è di portarsi avanti a cavallo: alle di visioni, alle brigate, ai reggimenti, s'impartisca l'ordine di avanzare come si può con tutta energia. « Obiettivo generale: il nemico ritirantesi! • Pensiero giustissimo, ma che, sebbene noto a tutti, troppo spesso si dimentica· nel momento di tradurlo Ìl,'J atto. E così · pure op· portuno il ricordo del detto di Blùcher: « Non si deve tener « conto dei ·lamenti della cavalleria ! (An die Klagen der Ka << vallerie miiss man sic/i nicii kehren) >>. Il capitolo sulla Cavaller ia nella battaglia comincia col far menzione dei grandi attacchi della cavalleria di Napoleone I ad Austerlitz, ad E ylau, ad Aspern, a Wachau, a Waterloo i quali, a parere del Korn, non riuscirono decisi vi non tanto à motivo della tattica . della fanteria quanto per la · medio . crità dei generali di cavalleria francesi. Anche « Mµrat, per«· sonalmeute della più grande bravura, era incapace a gui« dare grosse .masse di cavalieri con intelligenza. ». Giudizio, invero, troppo severo per .le persone e del quale .dissentiamo,
NOTE BIBLIOGltA Fi.CHE
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e non i11terame11t:1 conforme alla verità storica per guan to concerne le cariche r icordate. Il Korn pertanto ammette che anche oggidì grandi masse di cavalleria siano in grado dì ,decidere della battaglia assaltando sia la fanteria, sia l'artiglieria; occorre, però, sieno guidate da un capo di e~iuenLi qualità, e sieno ben pene · trate della decisa volontà di giungere sino al nèmico. Certamente le perdite saranno g ravissime, ma il pensiero delle mede;;ime non può trattenere la cavalleria dal compiere il suo dov,e re. Alla cavalleria spetta ancora di sacrificarsi per salvar.e, eventualmente, l'ésercito. Trattasi iu questo caso di una vera cavalcata della morte (1'odesritl) e forse, dice l'autore, a~zichè appigliarsi 1t quest'ultimo atto della d isrera- . zione, sarebbe più giusto, in tale stato di cose, di fronteg· , · giare il nemico col mosc,hetto alla mano. Il Korn per· altro non si illude sulle difficoltà che s'opporranno all'esecuzione· di cotesti grandi attacchi. Fa perciò assegnamento sulla sorpresl;I, e sull'abilità del capo, il quale sappia approfittare del terreno per coprirsi al possibile e caricare nel momento opportuno. In compleeso si legge abbastanza èhiaro fra le righe che il Korn non è gran partigiano di grandi attacchi dell'arma nella battaglia a menochè interv~ngano c ircostanze . favorevoli, precisamente. corri.e si esprime al rigÙardo il regolamento austriaco di ·esercizi per la cavalleria. E, in effetti, non si può razionalmente seri vere, od almeno pensare, in modo differ ente. Coll'a ppoggio della sorpresa e caricando fanteria presa da panico o rimasta sprovvista cli munizioni - casi questi che. si verificheranno non di rado si otterranno senza dubbio i più splendidi risultati; negli altri casi, ~enza nammeno riuscire ad avvicinare il nemico, si andrà incontro a Cùmpleta distruzione. Quanto però dice l'autore circa le così. dette cariche di sacrificio, porge occasione a pensare. La cavalleria tiene siccome vangelo che nei più dolorosi frangenti a lei incomba di sacrificarsi, ma ormai è da considerarsi come assodato che di fronte alle armi attuali codesto sacrificio sarà affatto inu -
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NOTg Bl,BLJOG!tAFICHE
NOTE B!Bf, IOGRAFIOHE
tile perchè non raggiungerà lo scopo prefìssosi di guadagnar tempo a vantaggio delle proprie truppe. L'idea originale messa innanzi dal Korn di ricorrere all'arma da fuoco piuttostochè immolar-si inutilme.nte caricando, appare ineritevole di atten2ione; ma è da ripromettersi qualche vantaggio dal combattimento di cavalieri appiedati contro una fanteria vittoriosa e ·quindi con morale ele~atissimo? In ogni modo noi riteniamo sarà indispensabile il sussidio di cannoni e mitragliere e di mantenere una parte della cavalleria a cavallo . .E: crediamo ancora sia di capitale importanza l'addestrarvi la cavalleria, già nel tempo di pace, con opportune esercitazioni. Altri brevi capitoli trattano del combattimento i piedi, , da limitarsi a casi eccezionali; della cavalleria divisionale, che convenientemente potrebbe essere di soli due squadroni per le di visioni inquadrate.; dell'impiego dell'artiglieria a cavallo, cui si annette giustamente molta importanza; dell'assegnazione alla cavalleria di fanteria, di ciclisti e di mìtragliere, cui l'autore è in massima favorevole, specie per i ciclisti e per le mitragliere. Particolarmente notevoli sono poi le poche pagine che chiudono l'opuscolo come Conclusione, e che, se fosse fattibile, vorremmo riportare dalla prima all'ultima parola. In esse, con mano maestra è delineata la figura del coman dante dì masse di cavalleria che dev'essere dello stesso stampo dei comandanti supremi. Con ragione è messo in rilievo che trascorrono genf-lrazioni senza produrre uomini come Crom,vell, Seidlir,z, Stuart, ,~ queste gemme nella galleria dei ge« nerali di cavalleria di tutti i .te mpi e popoli. » E però devesi curare l'educazione di cavalieri decisi, coraggiosi, elastici, abituati agli strapazzi e alle privazioni, · e a cui sia ignota qualsiasi effeminatezza. Ufficiali e soldati educati in questo senso, saranno anche di lieto umore. Il Korn tratteggia pure assai bene il quadro dell'ufficiale di cavalleria in genere, delle doti che deve possedere e della sua condotta verso la truppa, e termina col notare quanto importi mantenere alto il morale dell'arma e come la sua
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tattica, informata a pochi principi, debba essere ricca di spirito e non di forma, semplice e adatta alle circostanze. E conchiude: « La forma, la quale uccide se non è vivificata dallo « spirito, non dev'essere artificiale. » In complesso, il concetto cui s'insp1rò il Korn in t,utto il suo opuscolo e che magistralmente ha sviluppato, è questo: l'impiego in guerra della cavalleria permane sempre lo stesso come nel passato, rna ne è di molto aumentata · Ja sfera e la sua importanza; come di gr:an lunga sono accresciute le difficoltà per tradurlo in atto. Bisogna assolutamente avere una chiara visione di codesta difficili.s sima ma importantissima missione e mettersi in grado dj superare tali difficoltà. Le sue parole, però, suonano implicitamente anche un monito alla cavalleri5,, e vogliono avvertirla che bisogna fare di più di ciò che fa se intende rispondere alle nuove esigenze della guerra. . Ciò che è certo, è: che il Korn, oltre agli elogi pel pregevole lavoro da lui compilato, merita ancora l'encomio speciale dell'ufficiale di cavalleria pel grande amore che dimostra per l'arma e per un sentimento cavalleristico così vivo che traspare da ogni.pagina ed affascina e conquide il lettore. È opuscolo, perciò, che caldamente raccomandiamo ai nostri g iovani ufficiali pratici dell' idioma tedesco, che ne ritrarni,nno utile e diletto. Soggiungiamo pure ch'esso si presterebbe assai bene a proficue conferenze. · B. D.
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AKNO XL\'IJ.
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ltASSEGNA ~IILL'l'AHE ESn:&A
HASSEGNA ·MILITARE ESTEHA
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il viaggio di andata e ritorno sempre quando il luogo del.la loro dimora sia lontano ·15 ch ilometri o più dal sito ove devono presentarsi. Finora era in vece prescritto che il viaggio fosse p:.igato solo quando questo silo s'i trovasse fuori del circo lo ,ii recluta 1mnto çui la dimora del richiamato appartiene, e più Jontr,no da questa dimora che non 'il comando tlel circolo medesimo . Epperò anche qnesto provyedimen to tende a sovveni re i richiamati poveri.
NOTIZIE COREA.
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AUSTRIA-UNGHERIA .
SUSSIDIO A l RICHI.\MA'l'l DJ,r.r.'gsrmcrro AUS'l'HO· UNGARICO J'[\11'1 0 1 Arn:zz. 1 1,·onr uNA. - ·Fra le più importanti ragioo.i giu stificant i gli aumenti e le diminuzioni delle somme stanziate ai vari capitoli del bilancio di previsione per iI ·190 1 dall'esercì to austro- ungarico, ligur:i la <lcterin j. . nniooe ,tlla quale era venuto il mini stero comuné del!' impero, di ela r· gire un sussidio ai richiamati per istruzione, che fo ssero privi di mezzi . di fortuna. Nell'orn detto bila ncio l'ammontare della spesa ~erivante da taie provvedimento, era stata prr.veo ti vata in 20,000 corone (ogn i co1'0n a è pari a lire 1 ,,tO). ' Le delegazioui austro-ungariche avevano [,(ià da tempo sol lecitato il ministro, in occasione della discussione annuale dei bilanci ·comuni alle due parti della monarèh ia, perchè si decidesse a soccorrere i richiamati bisognosi; ed il ministro non solo aderi a tale desiderio. lo scorso anno, ma ha reso di ca rattere stabile il relativo provverlimento, per modo che anche nel bilancio di previsione del ,1902 è già stata ~tanziata una som ma di enti tà pa ri a quel la del decorso anno, e non già tra le ~pese di carattere trilnsitorio, ma tra quel le di carntterfl permanente, come risulta dal l'esame particolnreggiato del Titolo VII del bilancio ord ioario del ·1902 (Sussidio - Zehrgeld - ai richiami,ti per ragione d' istruzione) . Col prossimo fascicolo di :,ggiunte e varianti alle pre5crizioni sugli assegni che sta per essere distribuito ai corpi, sarà pertanto apportllla la opportuna modilicazione rela tiva alle indennità pei richiam.:iti poveri. · Da uno dei giornali che hanno voce di ufficiosi poi ~i apprende che con ,1pposita ordinanza il min istero ha sta bili to, indipendentemente da l suaccennato sussidio, che i riservisti rich iamati alle armi per istrnzione, che sieno privi di beni di fortuna, ricennÒ i mezzi neCe.'sa ri per DI
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FonzE AnMATE.--: s~condo le ind icaiioni uffici;i li del .rapan 1'ùnes, le forze armate coreane comprendono 7000 uomini,' e precisamente: .la guardia reale, com posta di 1 reggimento su 3 battagli oni (3000 uomini); . la guardia provinciale, composta pure di ·I reggimento su 3 batta· glioni (3000 uomini); la guardia ·di riserva : 1 battaglione con circa 200 uomini; la brigata Phyong-yang con i batta 1ioni ed 800 nomini circa .
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FRANCIA. Rrn'u zJONE DE LLA FEHMA SOTTO LI,; All 1\fl. In questi ultimi tempi è andata sempre più :ncceotuandosi la discussione, nella stampa e nel Parlamento, della ri!l.:iziÒne della ferma· sot.to le armi, e data la prOS· sima decadenza del mandato legisla ti vo, l'importante questione è diventata sopra tutto elettor11le e polit1c~, ed è ormai da tut1i ritenuta la base· princi pa le dèlle prossime elezioni genera li. Spetterà al Senato l'onore di pronunciarsi per d primo sull'arduo problema, ampiameote discusso da lla sua « Cornmi,;siooe de l'Arm.ée i, concretato d'accordo -.:ol ministro della guerra , in nna proposta di legge accompagna ta da uu interessante rapporto del senatore R/)l land. Questi fa da prima la .storia del serv.ir.io militare personale obbligatorio in Francia ed all'estero, e dimostra come l'attuale legge sul reclutamento dell'esercito del •t 889 abbia due difetti c3pit8li: 1° il gran numero di dispensa'li, che fanno un sol anno di servizio; 2• il gran numero di uomini, che pur essendo soggetti a 3 .anni di servizio, occupando numerosi impieghi speciali, tiniscono per farne · effettivamente solo 10 mesi, e per ridurre gli effet tivi delle varie nnitù, presenti ~Ile istruzioni, ad un numero irrisorio. 0
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RASSk~G:IA M!Ll1'AM ESTERA
RASSEGNA MILITARE ESTERA
Ora non è difficile, egl i dice, sostituire questi ultimi con altri raffermati, giacchè la soppressione delle di5pense per ragioni di studio, arti, ecc., ne faciliterà il ~ecl utarnento. Qnindi, concJudendo, la disposizion i che dovrebbero accompagnare il servizio di due anni, sarebbero: 10 la soppressione di tu tte le dispcose; 2° l'obbligo per i rimandati, riconosciuti alti al servizio, di 2 anni di ferma come tuui gli altri; 30 incorporaiione del contingente il !.i ottobre, congedo alla fine di setlembre; · 4- 0 limitazione delle licenze ai casi prescritti da lla legge;· 5° aumento del numero dei rnttufficiali rialTermPtì; 6° ringaggiare un certo nnmero <Ìi caporali, brigadieri e soldati; 7° utilizz11zione nell'eserçito attivo de~li uom ini fìnorn classificati nei servizi ausiliari, per adoperarli in tuiti gli iropieghi acces,ori non mobilitati. Infine, le conseguenze. per il bilancio di queste nuove disposizioni sarebtiero:.
Ritiene qu_indi indispe1rnbi le togliere simi li abusi e rifonhare la legge su l reclutamento in vigore. Il relatore dfohiara che la Francia può e deve ridurre a 2 anni la r~rma sotto le .armi, senza alctrn pericolo per l' istruzione delle truppe e l il valore delle riserve. Iofotti attualmente su di un contingente annuo di 2-10,000 uomini si hanno: 132,500 uom ini H ,500 • » 66,0.00 1
210,000
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servizio di 31 mesi cioè t'i07,ll00 di servizio » 21 » 2,1 ,500 , ) ·1O » 660,000 » 5,009,000
ossia in media mesi 23,8 di ·servizio. Riguardo l'istruzione del le riservt1, su 21 riserv isti, H- hanno fatto 31 mesi, ,1 ventuno e 6 dieci; quindi il va lore del!' insieme riuscirebbe · superiore, se tutti i riservisti avess•3ro servito nell'esercito attivo '2 anni, od aoclie solo 23 mesi. Da l punto di vista degli effeu.ivi, con calcoli minuziosi il relatore dimostra come col servizio di -3 anni si ottengano attu almente 575,300 uom ini, mentre quel lo di due anni non darebbe che 52i\.,OOO uomini. Occorre quindi colmare un defìcit di circa 50,000 uomini, se non .si vuole indebolire l'esercito. Ciò egli propone di ottenere rinnao-o-iando· 36,000 capontli, brigadieri (capora li delle truppe a cavallo) ~ ~~\dati, ed aumeotando di circa ·14-,000 il numero dei sottufficiali riaffermati, che attualmente raggiuogooo già la cifra di 2-2,000. Per parare all'eventualità di una diminuzione di quesr.o effettivo permanente, l'amministrazione del la guerra ritiéne sufficiente le se •1uen1i disposizioni: e) ,1° col reclutare i zappatori, pompieri di Parigi, che attualmente sono presi dal contiugente annui,IP, con soldati ringaggiati, si avrebbero 1800 uomini; 2° coll'assegnare la ferma · di 3 anni ;1gli operai d'artiglieria, 2000 uomini; . 3° e.o lla soppre,sione del lirnit-3 minim o di s1a1ura, 2000 uomini; 0 aumentare di 2000 uomini il numero dei vvloniari ind igeni in Algeria; . 5° reclutare 2000 musicaµ ti fra i volon lari di tre anni. . Riguardo i sottufficiali, attua lmente su 41,000 sottunicial i dell'eser· cito si hanno 22,000 rialTerrnati, ,19,000 del contingente di leva, di cui 4 ILOOO del terzo anno di servizio.
1° Per raffermare H,000 sottullìciali a ·1000 franchi a testa. L. ·1 ,~,000,000 2° Per ringaggiare 36,000 caporali, briga dieri e sol· dati (365 !,re a tfsta ogni anno). . » •13,140,000 3° Indennità per 2.·I ,000 sostegni di famiglia a ·150 lire a testa ogm i auuo. . » 3,1 50,000 4- 0 Aumento della posizione di r.iliro per i 1,t ,000 sottufficiali raffermati . . » 6,700,000
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Quindi coll'ado1.ioue del servizio di 2 anni occorrercbùe aumentare il bilancio dell a guerra di 37 mi lioni .. Oltre quesia proposta di legge della « Commissione del\' Armée » del Senato, varie altre ne sono stat~ presentate all'una ed all'altra•Camera. Fra esse merita specia le attenzione J3 controproposta del senato re De Tréveneue, perchè segna un'altra tendenza per la risoluzione del grave problema, teudenza•i ià fortemente propuguata dai deputati Lannes de Montebello e Raiberti, antico relatore del hiiaucio della guerra, e da valenti pu L,blicisti. · · ùiacchè coll'auua le legge, dice il senalore De Tréveneue, noi incorporiamo tutto il contingente, l'adozione del servizio di 2 anni non au menterebbe di una solli unità il numero degli incorporati, non darebbe ad un solo uomo di più l'ìslrilzioue ,nilit~re necessaria, uò'n -aggiunge-
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RASSEGNA MIUTARE ESTE RA
R ASSEGNA lll1LI1'ARE ESTERA
r(lbbe nulla al va lore delle riserve . Qu indi il senatore Rollan·d ha dovuto cercare la soluzione del problema in pro;e,si a~tiO cial i. · Egl i invece ,propone l'organizzazione di un e3ercito di solda~i d' iqquadrameoto, con ferma di 5 anni, e de:;tioati ad iorp1adra re io guerra i disponi bili eli i riservisti, i ri-ua li non a vranoo fatto che un solo anno di servizio. Egli vorrebbe ri pa rtire gl i e,bb lighi del ser~izio miljta re nel seguente modo: ·I anno nell'eserci to attivo_: 12 ~n ni nella dispooibilità del l'esercito atti vo; ·I O anni nella riserva; 6 ann i nell'esercito territoriale; fi anni nella ri~ervi, dell'esercito territoria le. Però egli ri tiene essere sommamente perico loso distruggere in nn attimo tt1 Lte le basi della difesa naz'ona le per sostitu ir vene altre; occo rrere invece rimpiazzare i vec~hi elementi m~n m2110 che i nuov i si sono dimostr:., ti atti. Quindi prudeotemeote b sua legge vol'rebbe rea lizzare il servizio ui ,1 anno a tappe succetsive, re~o late automaticam!'ute da l ginoco delle ta!Terme. Ma come attirare nell'esercito il numero occoì·rente di ingaggiati, che ~econdo i suoi c.'.llcoli sa le all a cifra cli ,t2ì,800? Per mezzo d.ell'a rticolo 2<> di-I la legge proposta, che dice: « Nessun ci ttadino potrà diventa re funz iooario dello Stàto, dei dipartimenti o dei comuni se non ha servito 5 anni, od al mi oirno 3, in cui :2 come so ttt1fficiale, o se, dopo un anno di servizio, · non ha ottenuto il certi (h:ato cl'atlitudiue al grado d'ufficia [~ di riserva . . « I caudidati funzionari potrnnno restare sotto le b:indiere fi no all a loro nom ina e gli anni di servizio mi li tare conteranno per la posizione di ri tir·o. « Coloro che non saranno atti ad irn impiego civile o che vi rinuuciernnoo volontariamente riceveranno uo prem io in claoa ro da fissa rsi per decl'eto ». · Questo progetto di legge, mandato al l'esame dell a « Commissione de I' A rmée » del Senato, venne re$piULa. Ma in attesa che la Camera Alta si pronunci definitivamen te sn ll'impor1aote questiooe, la Camera dei depuiati ha voluto preveuirla, ed in occ:asione della discussione sul bila ncio della guerra .ha largamente discus_so parecchie mozioo i teodemi all o stesso oggetto, ma lgrado il desiderio espresso dal presidente del ConsigliQ~,he esse venissero aggiornate.·Fra quese sollo state approvate : ' · 1° Un a mozi.ooe del deputato radieale-s0ci:ilist<1 Gouzy cos i concepi ta: «. La Camera dà la sua adesione al principio del· servizio di ,2. anni, realizzato per mezzo de lla .soppression e delle dispeDse • ; 2.0 Un'aggiunta del deputato revisionista Le Ilerissé, che, reclama , ~n riassoldamento suffictente di souuffici:1ìi, caporali e solda ti »;
30 Un'.:1ggiuota del deputato Peschaurl, riflettente il compenso pe cuniario da accordare alle famiglie dei sost,!gni indispensabi li iocorporati; f~o Una mozione del depu tato socialista Zévaés oc elle r.espinge qna. lunque misura che possa dare all'ese rci to un carattere pretoriano». Quest'u ltima fu votata alla quasi una oi miti1. Ora se si con, i<fora che fra pochi giorn i decade i I ma_nJato lcgislasti vo, ed jl pa!:'se sarà cbiamato ad eleggere i nuovi suoi rappresentanti, si può a ragione afferma re che a questa manifestazione della Carnera non nossa da rsi burau valore ' e cbe ess ,1 sia , stata, più che . all'interesse. del. I paese, provoca ta dal desiderio dei dt!p11tati di rendcrn ben acceltl agli ele1 tori. Però si:, nella stampa, che nel Parla mento, ben poche sono state le voci che hanno so"tenut0 la necessit:\ di maoteoere la ferma di 3 anni ; e quind i è molto probabile che la nuova Assemblea l<,gi$lat.iva ·porti seco la stessa convin zione delln ridllzion e del servizio, e che quindi io uo tem po molto vicino l'ado7.ioue della ferma di 'ì aooi div':lnga nn fatto compiuto. .
PROGETTO DI I..EG G0 CHE , 10Dff!CA r,' ARTICOLO nm,LA LEGGR
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APRILE
Nel la sedut~ del ·13 febbrnio del co rrente anno fu discusso dal Senato ' francese il progetto di legge, presen tato dal ministro de ll a guer~a. e d.ichiara to d'urgenza per porta re da 6 a 4 mesi il tempo richiesto da lla legge per ·Ja nomina a capo rale di colorò che, prima d~l la loro incorporazione avranno acquistato determi nate atti tudini. Questa discu3sione fn una upvella prova del grande interessamento che il popolo fraocese, e per lui i suoi rappresent~o ti, pongvno in tutta ciò che interessa l'esercito. Non sol~ i senatori n1ilitari, ma pa recchi oon militari presero la p11rola pro e contro il progeuo. , . Le principali opposizioni furono qnell e del s1::uatore De Mon forte e del genernle Billot. Il primo sostenne che il progello era contrario alla giastizia ed all'equità, e che 6 mesi ernoo appena baswnti per forma.re il caporale, uno dei gradi più difficil i della gerarchia Ed ayendogli il ministro risposto che esso riuscirebbe anche di grande incornggiamento a q t1elle u tiIi istituzioni , che sooo 1H società di ti ro e di -ginnastica , sorse il generale Billot diccudo che non si tratta so lo d'i struzione, ma ancbe, e speeialmente, di educazione militare, dovendo forrn:ue giovan i ,che coll'imparare ad obbed ire, tro vino il segreto del. comando. E perciò 6 rne;,i sono appena sufficienti. « Tutti i comirnd i cl i corpo d'armata li giuclicarouo indispensabili ». ·1882
l\lGU.~RD.\NTB LA NOMINA AT, r. RADO DL CAPO HALE • ..:....
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RASS EGNA MI LITARE ES'l'ERA
RASSEGNA MILIT ARE ESTERA
IJ ~enato però approvò il progetto così con~epito : « I militari che avranno giustifì ~ato di aver acq uista te> rrima della loro incorporazione la pra tica di alcuni esercizi· suscetti bili di fa ci litare l'istruzione mili ta re, e che saranno determ inati da un regolamento ministeriale, potranno es::ere nominati caporali o brigadieri dopo 4. mesi di servizio .allivo , . MANOVRE AUTUNNALI . - La rrn tura e la dt1ra ta delle man ovre autunnal i sono state cosi fi ssate: 1° Manovra d'armata . - Si esegu irà nnil manovra d'a rmala, sotto ~'alta direzi(\ue del genera le Brugère, vice presidente del Con'sigl io superiore della guerra, alla quale prenderanno parte il xvr e XVII corpo d'armata, 2 brigate di qavalleria da designarsi, ed 1 brigatll di fanteria coloniale. 2° Manovre &i dioisfone e di tJr,igata. - Eseguirnnno manovre di divisione: a) !' XI e XVIII corpo secondo le istruzioni che sai-anno ul teriormente date ; b) il III, IV, V, VII, VIII, IX, X, XH, XIII, XX e la ,1.Qa di visione del VI. corpo, della durata _di 14 gioroi, comprese le marce di concentrazione, eccetto per la t~ o· divisione e per il XX corpo, per i quali dureranno •I ·I gioroi. · Il I e. lI corpo, la ,12• e 40• dìvisione del VI corpo ese11uìranno ma. D novre d1 brigata della dura ta di ·12 giorni, comprese l<:l marce di concen trazione e di dislocazione. · Nel XIV e XV si faraono manovre di divisione e di !;rigata secondo disposiziooi particolari . , , 3° Manovre di cavalleria. - Si eseguira nno manovre d' insieme . di cavalleria sotto la direzi,me del generale di divisione Donop, comandante i l X corpn d'armata, pre:1idente del comi tato tecnic•) di ca valleria, alle quali prenderanng parte la ,1a divisione di <;a valleria, la 5", ga e 12• brigat11 di cavalleria, la ·Ja brigata corazzieri dell a 3• dì.vi::;ione di cavalleria, il •13°corazzieri della 7• divisione di cavalleria, ed un 0aruppo d'artiglieria a cavallo da designlll'~i . · . Queste manol'l'e dorer.,nno 20 giorni, comprese le marctl di conccntr,1zione e di di,locaziooe. Tutte le altre brigate di cavalleri11, che nel •190 1 e 1902 non ·h in preso parte a grandi maoovre nè a manovre d' insieme di cavalleria·, eseguiranno evoluzioni di brigata per la durata di H, giorni, co.mprese le marce di concentrameoto e di disloca zione. 1
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,~ 0 lllanovre di fortezza. - _Si eseguira nno al cam po di Chalons secondo istru zion i particolari. 5° Manovre dirìerse . - IodipenJent.ernrnte dalle altre manovre, nelle Alpi, oei Vosgi, in Algeria e Tnnisia si far:iono manovre speciali secondo ulteriori istruzioni. Disposizioni per le manovre. - Sai vo istruzioni speciàli, che potrà dare il l\'liuistero, sllra-nno organizzate e regolate secondo le presc,rizioni del!' istruziooe genera le sulle manovre~ del 1~ febb raio ·1895. E rigorosamente vietato di modificare la natura dell e manovre presc ritte e di riunire effettivi superiori a quelli che le unità comportano . La durata indicata v:;i intesa come una media. La 7• divisione del IV corpo eseguirà le manovre in agosto; la scuola speciale militare di Saìnt-Cyr vi pa rteciperà . I reggimeati di fanteria manovrerouno co l loro battaglione, sa lvo ' quelli nei quali non v'è ancora costituita alcnna compag11ia del 4° bat· taglione. . I qnart.i ba ttaglioni del Xe XIf oorpo, di stanza a Parigi, quell i , del VI, VII e XX che rnno di guarnigione nelle piazze e nei fo rti di fronti erll, 11011 prenderanno pari e alle manovre. Il ,J ,1c50 re,,ai men tu manovrerà con la 2a divisione del I corpo ; i batoo taglioni cacciato ri a piedi del corpo d'nrmat.a rispettivo; il % 0 ba1taglione ecl i batt~glioni zuavi di stanzn a Parigi coll a •I oa di1•i sione di fanteria. 'Le bri ,,ate di cavalleria di COl'[)O prender:rnno parte alle ma oovre di divisi~ne e di bri gata nel corpo d'arm11ta ri~petti vo. I gr n ppi di artiglieria mon tali1 saranno costituiti su 3 batterie, che potran no e~serc ridotte a due nei corpi destinati a dare, elemen ti d'artiglieria ai corpi d'armata che prendono parte alle manovre d'armata, seconda le risorse d isponibi Ii. . . In massima fe art.igliHie divisional i COmprenderaJJUO Ull gruppo for• mato dal reggirrien.to divisionale ed uno dal regginlen\o di corpo. 1
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. MA NOVl\l?. COI QUA D1\I E VI AGG I DI STATO MAGGIORE. -
Si eseguiranno
nel'Je condizioni segur.nt.i: . 1o V,ia9.qi di stato maggiore. _:_ In ogni corpo d'ar mata, com preso quello coloniale, e nel Governo militare di· Pa rigi, si eseguirà uu via~g io di Sl81o m:,ggiore di corpo d'armata. Nella XIV e XV regio11e saranno sostitu iti da viaggi ~pel:iali , da re~.olarsi con istruzioni ulteriori . 2.0 Manowe coi qMdri. - Io tutti i corpi d'armata , eccetto quello delle truppe coloniali, si fa ranr.o due manon e coi quadri di di visiooe di 1
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RASSEGNA MI LITARE ESTERA
RASSEGNA M!LlTAlt.fo: ES'l' E8.A
fanteria attiva (3 nel VI. e VlI cor po) ed una manovra coi quadri di divisione di riserya: Inoltre nel XIV corpo si eseguirà una manovra coi qua dri di for t~zza, e la brigata regionale d1 Lione farà una manovra coi qu adri di brigata. Nel corpo d'armata colo'Iliale saranno orga nizzate due manovre co i · . , quadri di divisione attiv~ . Nel XIX corpo (Algeria) si avranM quattro _m3 novre di briga t.1 co i quadri , e nella divisione d'occupazione della Tunisia due manovre di brigata coi quadr i. · Le division i di cavalleria ed i distretti d' ispezione per~.i nente di caval leria eseguiranno ciascuno una ma novra coi quad ri di div isione.
. Lii situnzione generale dfli. dne pnrtiti era rùolto sem plice :. u o partito . nord (invasore)., formato · dell'8• divisioÌ1e di gua rn igione a Bi rosnlq•, sbarcava nella baia di No bechi (punta setten trionale çlell' isola· di Nippon) e procedeva verso sud, un p11r tito sud (naziona le), composto da lla 2a divisione di guarnigione a Senda i, mnroiava contro l'avversario. Il gioroo 7 la manovra venne di retta dnl feld- marescia llo Ay;)rna, _capo del grande stnto m::iggiore; i gi11rni 8 e 9 la direzione venne assunta di retta men te d;d l' imperatore. Ogni divisione era com posta di 2 brigate di fanteria a 2 rE:Sgirnen ti , 3 squa'dron i, 1 reggimen to arti,gl ierin da ca mpagna a 3 div isioni (tra cui una divisione di artiglieria da montagna; ogni divisione di 2 batterie a 6_pezzi), . ,1 battaglione pion ieri a 3 compagnie, ,1 ba ttaglione treno a 3 compagn ie, c;a rreggio e serviz1. · Le due division i eran:1 <>lat~ portnte sul piede di guerra , medinn te il richiamo de i riservisti. I l comanda nte del1'8a divisione, ba rone Tachimi, hn fa ma di abile generale et! ebbe a distinguersi nella guerra contro la China del 4894--95 all'nttacco .di Pyonyang (Corea) . Il persona!~ di truppa di quella divisione, tratto cÌdla r.egione ad iacente ad Hi ro,aky, è di fis ico notevol mente più svil uppa to degli al tri Giapponesi; un po' lento e pesan te; ma docile. · L' Sa. di visione in t.nt\i i tre giorni di combauimento si comportò molto bene; ta lchù è a supponi che il panito delln di fesa avrebbe certamen te avuto la peggio. Un gran nnmero di ulTicia li strn nieri assistevaQo alle ma novre : 3 tedesch i (maggiore von Montgelas, capitano voo Ver ri,. tenente von Ritter zu Gr ii.nstei o), !J· fra ncesi, ./i. russi (tra cui un generale), 3 inglesi, 3 americani, 4 italia ni ('I), circa 200 cinesi e ; coreani (tra cui il ministro degl i esteri). I Cine,i, ernno venuti da tutte le parti delln Chioa ; ma molti di essi non avevano nulla di mili tare, tanto che so lo in Giappone avevano acquistato per la prima volta uniforme e sciabola; moltissimi tra di essi non sapeva no rava lcare. Il gioroo 9 novembre, alla chiusa delle manovre, l' impera tore tenne • una con ferenza sulle manovre stesse.. Si dimostrò in gener& sodd isfatto, ma fece no tare che si era ancora ben lontani dall'avèr raggiùnto queHo che si do,'eva raggiungern: « gli ufficiali e la truppa debbono com piere fede lmente il ìoro dovere e tutto sacrificare pe r la Corona e per la Patr ia, perchè il fu turo si presentav,1 molto e mol to serio. » •
E s.un o'.urn1SSI0NE PER LA SC UOLA. SU l'E ll lOllE DI GUJmRA . G'!i ufficia li ammessi a prender parte agl i esam i scr itti di 2° grado etl al le prove orali per l'a mmissione alla scuola superiore di ~nena sono ,180, così ri partiti per arma e per grado: Fanteria . ,J6 capi tani e ,102 tenenti Cavall,wi:a. 6 cn pitan'i e ,f7 tenenti Art·iglforia. •I ,i. capitan i e 20 teMnti Genio . 7 cap itani Fanteria coloniale ./i. capi tani. Il nnmero degli ulfìciali cbe concorsero alle prove scr itte di •I O grndo fu di 36,i.. B ATTE RIE MO~TATE . È stato defì ni tivnmente stabi li to che le.batterie montate da 75 siano for mate su !~ pezzi. DIFESA 0 1 B 1s1mTA . Nella terza sezione del bilancio della guerra (spese straord inarie) votato il 5 marzo passa to, fìg ura ua cred ito di fn, ncbi 5,380, 000 per l'organ izzazione della difesa di Biserta. Qnesto credito è stato approvato senza opposizione.
GIAPPONE. G 1H N0 1 MANOVRE N EL ,J 90·1.
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L' Internationale 1/evue uber d'ie
gesammten Armeen 11 nd Flotten, del febbra io ul:inio scor,;o, dà le se-
guenti infor m'.izioo i su l!e grandi manovre imperin li che ha nno avu to luogo in Gia ppone il 7, 8 e 9 novembre 190 ·1 a nr, rd di Senda i nelln parte setten trionnle dell' isola di Nippon.
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I I
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Per quantll rigu,mla gli ulJiciali i tal ian i la 110Lizia é el'rooea.
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Le tru ppe di fonteria delle due division i, manovrarono benissimo; i Giapponesi sono del re~to di nawra ottimi fnntaccini, svtJlti nei movimenti, ed a.bili ne!l'approfittare del terreno; corrono anche bene. Kon è raro che la fanteri a giapponese .possa <:ompicrd 1'12 chilometri di marcia in un giorno, !I che parrebbe impossibÌle in Europa . Il generale russo che assisteva alle manovre, ebbe n ~ire : « la fnn1erii1 giappouese è un nemico molto temibile, :inche da parte degli Europei. » La ca valleria in vece sta molto indietro 1llla font eri o. I ca valli sono scadenti, ed il terreno, (uue col line e ri$aie, non permetlc del resto l' im piego di quest'a rma ali' infuori delle strade. Anc:he le popolazion i nou hanno nesrnna inclinazione al ra valcare. li ~arvizio di ricoanizione e de!la trasmissione di notizie~ poco sv iluppato e lento. Del resi: 3 squ,1drooi per ogni divisione di fan teria sono pochi ; tutto l' esercito giapponese non conta ora che 47 sq uadroni, co mpresi quelli delle 2 brigate nutonom e fli cavalleria. Il cavallo giapponese è di aspetto piuttosto brutto, t11.1 tavia è molto re3istente alle fa tiche ed allo pri vazioni. li Govt:rno fa quan to può per migliorare la produzione equina ; e gli ufficiali posseggono giit quasi tutti dei cavalli mezzo sangue, solo l'im peratore predilige i ca vall i indigeni. L'a rtiglieria era armata del nuovo canuone a tiro rapido Arisakn, e si comporrò beue in complesso; solo, come la cavaller ia, lasciò a desiderare per la qualità e pel numero dei cavallt. I pionieri giapponesi sono ottimi sotto ogni punto di vista e gli uf. ficial i europei rimasero mera vigliati dell'opera da loro prestata , specie pei,raITorzamenti del terreno e pel gel.lo dei ponti . · E degno di nota che io queste manovre ven ne per la prima volta esperimentato il telegrafo presso le truppe di cavalleria, con risultnti buoni. Anche i velocipedi non mancavano e resero pur essi buoni servizi nel recnpito di ordini ed iofornrnzioni. Il giorno 1O novembre eb~e luogo la parata finale, la quale in genere riusci ben e, benchè le truppe non fossero abituale 3lla music,1, fatta venire espressamente da Tukio per quella O(:casione (esistono nel· l'esercito giapponese solo tre ba ude mu sicali: due a Tokio ed una ad Osa l-.a, presso la'•" divisione). La parata durò 2 ore e mezzn. I danni arreca ti da llo truppe ai ('ampi furono lievi; la popolazione del resto_uon pretese pre5sochè verul! com penso, contenta di poter sacrifica re qualche cosa per l'uLile della patria . Nel corren te l'!lllo le manovre imperiali avrn noo luogo nell' iwla di Kiu-Sch iù , tra la r1• e 1 '1" divisione (e>erci to iuvasorc) e la 6• e "2• (esercito naziooa le).
B ,\TTEUIE 01 MI TRAGLTATR IC.I l'RRSSO LE DIY JSIONI DI l>ANTERIA, Alle due prime divisioni di fa nteria ~i~ppouese lur~o_o_ recentemente ass_e~ anate due bauerie di mi1ragliatr1c1, una per d1v1s1ooe_, e cooL~mp~1a : eamente fu pub blicii'ta l'istruzione, che deterrn,oa il I0ro 1mp1ego
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rtASS IW NA M!C,lTAII E EST ERA
RASS EGNA MJL l'rARE .EST!i: RA
nel combattimento. . .. . Qani batteria si compone di 6 pezzi; il pe1·so 11 ale d1 :3 ufl1c1ah e
" 52 uomini di truppa. Le batterie sono poste alla diretta dipendenza del gen~rale ~o_maudanLe la divi3ione, il quale, i.n tempo di guerr~, ha focolt_a d1 d1v_1derle in frazi oni di ·I O 2 pezzi ed a•segnare ciuest1 a1 v,m n parti d1 fan · teria o cavalleria dr.Ila divisione. . . . Nel!' istruzione è detto, che il [uoco delle mitragliatrici può '.1usc1r~ di grandissimo vantaggio alle truppe ~~ll'avan~uardia nel_la. d1~esa. ~1 stretie, di pooti, ecc. [I fu oco ben ntd11,zato d, 1 o 2 rn1t_iaghatnc1,_ asseanate alla cavalleria d'avaognnrdia, permette a questn d1 sosteue~:i iu p~nti di grande irnportaiiza tattica, i11 aucsn dell'a rrivo d~lla fo n_1er1a. DuranLe l'attacco le mitragliatrici debbono sempre lrc var~1 s_u I ~iau1·~ e un po' più avanti delle truppe eh: _:1vonz:100.' ed hanno il com pito di battere il fronte e il fianco della pos1z1one nemica . Presentemente le mitraglia tri ci della ·1• batteria nppartengono al si· sterna Hastiog; quelle della 2• al Maxim. Dopo \' esperi m~nto, si deciderà quale dei duo tipi dovrà esst re adottato. 1
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)
RUSSIA. R El ,A7.lONE
SU LLO
ST,\'1'0 SANITAl\10
DELI,' ESERCITO
RUSSO
DUR A~TE
Secondo i dati contenuti nella relazione della direzione generale di mediciua di Pietroburgo uell':rnno ~899, cad~ero ammalati nell'esercito ru sso iu quell'auuo '18, 0'29 uffic1al1 e ne morn ~n~ 265; gli uffi cial i ammalati furono in ragiooe ~i 423.8 per , 000 umwh della loro for za media presente e di 6.'2:;l morti per mille. Di uomini di truppa, nello stesso anoo, ne ammalarono 3'2'2,686 o ne r.' AN NO ,1899. -
morirono lS, 034. . Mettendo io relazione tali cifre colla forza med1:i prese_ote della. trupp_a sotto le armi ~i ottiene il 3·10.05 per 1000 di ammalati e 11 4._81~ d1 ~norlL Dal confronto rii que$te cifre con quelle corri~pondeou d~g\1 , nm 1897 e ·1898 se ne deduce, che IQ staio sanitario dd l'e6erCJ\O russo duraot.e l'anno 1899 era seo:;ibilmente miglioratl.l ..Nel ·1897 le perd ite
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RASSEGNA MlLl'l'ARE ES'l'lsRA
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SPllDIZ!ONE SCLENT!l'ICA DI r,s non AZ IONI': NhlLLE
PAf\T I CEN TRALI DEt-
RASSEGNA MILITARE ESTE!Ù.
per ma laltie diedero la proporr.ione del 5.53 per 1000 snlla forz a med ia presente, e ne l 4898 il 5.0iS. Considerando· partita riiente lo sl,,to sanitario delle siuuole circoscrizioni militari durante l'annn ,f88H iu con fronto a rruelli dei suddetti an01 ·189'7 e ,J898, tro,·asi un migliora mento nella circoscrizione Olili tare di Pietroburgo e un peggiorameutl• invece io quelle di Finlandia . ' di Kazan, della Siberia e dell a proviocia del Don . Nelle al tre cjrcoscrizioni non vi fu rono r ileva nti varinio ni. Per il nu~er~ degli U()rhini di truppa che caddero amm~ lati emergono : la prov11ic1a del Kuan-tuo (39.5 ¼) la circoscrizione milita re di Pietro - , burgo (3,L? ¼), quel la di Mosca (32.3 °/ 0 ) , In prov incia del Don (32.1 ¾), 1a circosc.rizione di Varsavia (31.7 ¾ ). Le truppe co,acc!JP. 'd iedero un numero magg iore di umm?. lati e di morti; le trnppe del genio, il rrrnggior numero di pf•rd ite per rifor ma malat.tie io gene'rnle. li minor numero di am rt1ala 1i si no ta in cava lleria, e il minor numero di ri fo rmati in artiglieria.. Compa~ando _i dati su llo stato sanitilrio dell'es" rcitò rnsso sopracitati cc,n quell i corr,spondeo ti de ll'esercito f'ra ncesr, tede~co e I austro- ungaric•), 5i possono fare le seguen ti osservazion i : nell'esercito russo si llOla u n ~umero mino re di am ma lati gr(l vi che nell' austi·o-ungarico, ma maggiore che .nel francese e nel tedesco ; che la mortalità per ma lattie nell'eserc:i to ruJso è maggiore che nel tedesco e nell'au siro-un·ga ri~o, miuore però che ne l fra ncese ; io geoerale l'esercito russo, r~lat1 v~meote :ille s~1e coodizinui sanitarie, vien subito 'dopo !I tedesco, giacche le sue per.lite per malattie souo minori che ne! france se e ncll' ,1 nstro-ungarico.
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. G~r ARROSTATI PllESS O LA MA T\INA DA GUE RRA • •-:- I l giornale dù Yedeue' d1 Vienna com unica, che presso il ministero della rm rina russo in qne;;ti ultimi _si è portato. molto J' a1tenzione sull' impiego degli ,1 reo_sta11 pe l se.n •1z10 della mari na da guerra. A tale scopo uffi cia li di marrna vengono successivamente comandati presso la scuola areostieri. dell'eserci10, per essere impratich ti in tulli i rami dei servizio areostatico. Duranle le 1ùime tisercitazioni an nuali del la flotta del Ma r Nero vén_nero fatt i e~~eri menti a l~ordo delle navi circa l' im piego di areo- · stati pel serv1zro d1 ncognizione, osservazione e segnalazione, e questi esperimenti diedero risulta ti così sple.ndidi, che è intendimento di provvedere dì areostati in modo permanente le varie squadre di istrnzioue della fl otta, e di d.are nna prati ca attuazione al servizio :ireostatico presso tutta la marina da guerra.
arrn,
- Nella pri ma vera del ,1sH9 fn organ izzala n 11a spediziooe scìeotificn r ussa per l'e;ploraziooe delle parti cen Lrali de l!' Asia e dell a es1rw1ità ò;·ieutale della regiona del Tibet. La spedizione era compos1a del tenente Kozlov del ·1° reggimento granatieri d~l la Guard ia comandante, del teuente di cavalleria Kaznolrnv, del seg reta rio di governo Ladyghin, interprete e collaboratore, e di '1b ·uom ini di truppa , a cui si aoaiunse poi anche un volon!Hio. .· . e~ . Partita dalla stazione di Al tai il ·I,'(. luglio ,f 899, nel corso di due ,HlOt e mezzo la .sped izione esplorò am piamente l'Altai cinese e moogoli co, il Gobi centrale e l'i nterno drl T,het, conosci,1to ,ot to il nome di Kam, e fu d1 ri torno, dopo un perco r~o di ,f2,000 verne ('12,800 chi lometri), il ,12 oovembre ,1901 , a Kiakh tll. Durante il viaooio furono fo ttt\ numerose osservazioui astronomiche e ~6 . metereologiche, parecchie sco perte geografi che e di storia na turale, e fnrooo raccolte preziose collezioni. . La sped izione ebbe a sopportare infin ite fotiche e privazioni .pei· freddi e calori inten·si, per mancanza di acqru1 e di cibo. Dovclte sovente lottare contro le fiere e contro le popolazwni indigene, da cui ebbe a sopportare attacchi ed imhoscllte, specia lmente al ri torno, e sopratutto da parte di predoni Tan guti ('I) . , In premio di benemereo za ai com pone nti la spedizione furono assegrrn te distin7.ion i di va rio ord ine e g/ado, ed il comandaote Kozlov, pas· sato cap itano in 2° durante la spedizione, fu d_all'inì peratore promosso per merito speciale, capitano in , 0 • L' As1A.
. Qt1EsT10NE DELLA
MANCIUR IA. -
Nel Novoje Vrem.fo 'di Pietroburgo del
H-/ 27 fe bbraio ullimo sco rso, appa re il seguente artico lo di fondo .
~el Kobe. Jierald venne pubblicato il progdtto dell'accordo della Russia c0n la Cioa relativamente l' Ila Ma11ciu ria e la nota di r i-sposta del plenipotenziario chiuese Van-Ven- Sclrno . La traduzione di quesii documenti è riport~ta od giornale che si pubblica in Port-Arth ur il Novyi·Krwi. Il progetto e$am ina quattro question i: la strada ferrata Niu Ciuang· Schangai Kuan; lo sgornbrv del le trup pe rn,se da lla Manciu ri a; il co mmercio e l'eserciziù delle miuiere io questa regione; le f·l rze armate dell ~ Cina.
(1)
Tanguti , popo lazion i della Mongolia, a bi lanti il terr ito rio tra il cleserto ·
il lago Bail,al.
rii Gobi e
HASSllGNA MILITARE ESTERA
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RASSEGNA MILlTARE ESTERA
Relativamente al la strada ferrata · Niu Ci uaag-Schangai Kuan, che si t~·ova soi_to _il JHvtettora to della B.nssia, riell 'ncrordo s, dii;e, che questa linea sara rimessa alla Ci rrn , sotto l'o,,servanza delle cond izioni seguenti: ,1° la costruz ione di eveutnali diramazioni di questa ferrovia non dovrà fars i se nòn dopo un preliminare consul to con la Russia; 20 nessuna delle ram ificaz ioni dovrà oltrepassare il fiume Liao-Kbe; 30 <rii uffi ciali e ~li agenti poli t_ici commerciali ecc. inglesi o gi~pponesi pot~a-nno usufruire d1 questa lmea solo sotto l'osservanza di alcune norme restri ttive· 4° alla Russia dovrà e;se re pagato I milione e mezzo di taels. ' Le truppe rn2se, che attua lmente si trovano nell a Mancìuria, ad eccezione dei distaccamentì nei;essari al la dif~sa della strada fannta, saranno allont~nate d'.1 quell a regione; qo ind i nna metà delle truppe lascerà i confini c1 oes1 nel tcrmint} di due an ni e l' altra metà uel ter.n ine di tre anni, purchè naturalmente l'or.Jine sia complet~menle ristabiii to nel!~ provincie :,;ettentriona li dellll Cina. La. metà de ll e spese per il manteounento rlelle trnppe, che si trovano nel la Mane iuria, dov ri, gra vare sul governo ci nese, il qnale in pa ri tempo dovrà dare protezione a ques te truppe. · · Il commercio e l'es'3 rcizio delle rn iniert'l della Manciuria secondo il testo dell'accor,lo, apparterrnnno come per l'addietro alla c'ina · s,, lo la Russia pr0teggerà il loro svil uppo, e perciò essa dovrà contrib~ire coll a Cina per le spese di ese'rcizio; dovrà però essere scarn,10 l'i nterven to di qua luuque poteuz:i straniera . Lo sfru ttamento delle ric~hezze m iuerali dov rà effettuarsi· con capitali russi e to tto il commercio russo si tro . verà sotto la protezione delle autorità cinesi. Riguardo alle fo rza armate cinesi l'accordo obhliga la Cina non aumentarne il numero ; i punti strategici potran no veni re forti fìcbti, ~-a sen_za il ,sussidio di Mtiglieria; ufficiali russi dovraono e,~ere gl' istruttori dell eserci to ci nese. A 'JUest'oltima condizione il pienipoteniiario cinese obiéttò che le condizioni stabilite dal la Russia relativamente al le forze arma te della Cina erano offen ~ive per 111 sua dig1lità . Oltre a ciò il pf•riodo c,l ello srrom urù ' 0 delk, truppe rn ~se d_al la _Manciuria era, secondo lui, a troppo luu ga ~cadenza; il rimettérs1 po, alla volontà della Ru-ssia circa i diritti i.li ri guardo al commercio e all'esercizio delle miniere in Man~iuria , eni una minaccia per l'integrità della Cina. Per ciò che,riO ettev·a la ferrov ia di l\"iu-Ciuang, il di vieto di cos troi1:e diramazioni attraverso il fiume Liao-k.be avrebbe dovuto essere tol to, e la limitazione al diritto di usufruire della fé!'rovi,1_ per gl'impicga ti lld ufficia li inglesi e giapponesi avrebbe dovuLo essere nmessa al giudizio dei ~òvern i iuteressati.
a
li Novoje Vremia soggiunge : Senza toccare la questione del grado di veridicità di questi documenti, osserviamo tuttavia che tutte le richieste della Russfo, esposte nell'accordo, non presentano in sè niente d°i eccessivo e sgorgano logiche dal l'attuale condizione di cose nella l\faocior,a. Avendo costruito, coll'accordo del governo cinese, la ferrovia orienta le cinese, noi non possiamo 1;imanere indifferenti circa l'ulteriore sorte di questa strada, per la quale sono stati spesi tanti denari rus~i. Perciò, affinchè la strada della ManciuriH serva allo sviluppo del commercio russo, ci è necessario limitare i diritti commerciali delle altre nazioni .. Lo stesso può riferirsi all'esercizio delle mi niere. Il bisogno di garantire lo sviluppo degl' interessi della fer rovia manc-ese, ci obbl iga a preoccuparci anche della lioea Schangai Kvan- Niu Ciuang. Se questa linea dovesse oltrepassarn il fiume Liao-khe ed unirsi alla ferrovia della Manciuria meridionale, allora il commercio col Pe-ci-li sarà devia10 \>erso Schaugai Kvan, e la parte meridionale della nostra ferrovia; lungo la penisola del Liantung, perderà la sua importanza, e con essa la perderebbe anche Port-Arth ur e Dalo ii. Ecco perchè noi dobbiamo opporci al proseguimento della ferrovia di Schangai Kvan oltre il fium e Liao-khe. Oltre a ciò la_ferrovia Schaogai Kvan- Ni u Ciuang oltrepassava verso nord la Gran.de Muragl ia, ossia entra nella sfera dell a nostra esclusiva inlluenza . se' noi non procuriamo che questa ferrovia rimanga esclt1sivamente cinese, vi è per noi la minaccia del consolidamento dell'inllueoza giapponese ed inglese nella Mauci.uria merid ionale. Lo sgombro delle truppe russe dalla Manciuria senza dubbio deve aver luogo gradualmente. Noi entrammo nel territorio cioese, costretti a ciò da violenti aggressioni sui nostri coofini; e si comprende che noi non potremo ritira rci se non quando sa remo interamente persuasi che non ci minaccia più alcun pericolo. Il desiderio di limitare lo sv iluppo delle forze armate e in generale dei mezzi difensivi della Cina si presenta del pari come una sem plice conseguenza dei tristi avvenimenti dell'anno 1900 . Nella risposta del plenipotenziario cinese chiaramente si fanno CO· noscere le influenze a noi ostil i, le quali l'anno scorso impedirono la conclusione del l'accordo per lo _sgombro della Manciuria. E se il governo cinese non sarà in grado di liberarsi da qneste intluenze a noi ostili, allora i negoziati potranno di nuovo essern interrotti e la Russia sarà di nuovo costretta « conservando l'attuale tem poranea organizzazione uella .Manciuria, allo scopo di mantenere l'ordine nei pressi del la sua estesa fron tie1·a, ad attendere trancJ uillamente il cammino degli ulteriori eventi ,. 1
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ANNO XVII,
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RASSEGNA MI LIT ARE ESTERA
Quest'articolo del Novoje Vreniia ha tutta l'apparenza di un comunicato ufficiale, e dal suo comple:,so risulta che il trattato per la Manciuria tra Russia e Cina avrebbe dovuto e~sere quale venne riportalo nell' articolo stesso. La Russia risponde così indirettamente alla pubblicazione del trnllato di alleanza tra Inghilterra e Giappone. Per poco che si sia edotti delle fini arti della diplomazia russa; appare evidente che lo sgombro della Manciuria da parte delle trnppe russe non avverrà m11i. Il rimettere l'e poca dello sgotqbro a quan,lo non vi sarà alcun pericolo di disordini in Manciuria, in una regione tutta percorsa, e da secoli, da bande di predoni, indica già che quell'epoca non arriverà mai. Del resto la ferrovia della Manciuria racchiude in sè quasi tutto l'avvenire della Russia sull'Oceano Pacifico; per qualche tempo potranno ancora essere salvate le appa ,·enze del dominio cinese in 1 uella regione; ma il dominio pol itico e militare rimarrà per sempre alla Russia . Riunita la Manciuria alla Russia Europea dalla ferrov ia tl'~nsiberiana , ora· pressocbè ultimata, con facoltà di riunire colà 200-300 mila soldati in caso di bisogno, la Hussia può colà attendere tranqu illamente gli eventi, qualunque essi si presentino. La recentissima pubbiicazione del trattato definitivo per lo sgombro delle truppe russe dalla Manciuria non modi fi ca sostanzialmente lo stato di fatto esistente in quella regione; e perciò si è creduto non privo di interesse il ripetere quì l' intero articolo suindicato. SVEZIA . FORZA DELL'ESERCITO SVEDESE. - Il Stocktolnis Dagblad indica qual i ~aranno le forze del l'esercito svedese allorchè sarà compiuta l'organizzazione dell'eserc;to in cor~o di attuazione. I C{Uadri permanenti (ufficia li, sottufficiali, musicanti, appuntati e soldati) comprenderanno 211,4-M uomini con ,1036 cava lli d' nfficiali e 9396 cavalli di truppa. · Le scuole di reclute delle varie armi, da chiamarsi all' istruzione anno per anno, saranno 21~, 000 circa. Dimodochè per una buona parte dell 'anno la forza complessiva dell'esercito svedese sarà di circa 4-5,000 uomini. Alle esercitazioni annuali pel rinnovamento d'istruzione al persona le in congedo, dovranno prender parte altri 60,000 uomini all'.;nno all'incircn .
RIVISTA DEI PERIODICI
Rivista marittima.
Anno XXX V, fascicolo III, marzo ·I 90z. -
La clifesa d·i Genova, per
c. MANFR EDI. La que.,tione è, per cosi dire, aìla modn in questi ultimi mesi, a caoione di un articolo del la Deiitsche Rwidschaib, uel quale è detto che Ge'/:) nova non ha dalle sue fortifìcaz ioni difesa sufficiente contro un bom bar<lamento da ma re, nè potrebbe averla (per quante altre fo rti ficaz ioni si facessero) se non da una !lotta adegua la all'avversaria. In detto perio·dico si accenna ancora agli effetti mora li e pol itici di ilo bombardamento delle nostre città marittime e si consiglia, infine, di smantellare le fo rtificazioni anzichè di aumen tarle, di dichiarare Genova ci ttà aperta e di fare lo stesso con Li vorno, Napoli e Palermo. Così si ev iterà il bombar-damento, poic bè, « se~ondo il diritto delle genti, le città aperte non do . rorebbero essere bombardate. » Il M.anfredi am mette che quanto dice il periodico tedesco sia vero, non ·è però una novi tà. Sono cose che furono già dette e discusse in Italia e fo prova . Dimostra quiodi ( non esser vero cbe l'Ita lia debba rassegnar.~i irrimediabilmente al · bombardamento di Genova qnando piaccia al nemico di farlo e neppure alla sogpcnsione del suo fu nzionàmento come organo delia vita nazionale. » Le fortificazion i di Genova debbono €S:sere mantenute e il bombardamento si può impedire pienamente da mare, ricorrendo ai mezzi .offertici dal progrésso della scienza, ossia alle torpedini fisse e mo bil i ed a·i sottomarini. Ben s' intende che ciò vale per la difesa ravvicinata e che occorrerà r ur òempre una !lotta d 'alto · mare il più forte possibile. « Ecco, conclude il Manfredi, la difesa di Genova e de.lle nostre ci~tà ma rittime. » Noi non vool iamo discutere c1u,anto sia:vi 'di vero o meno nell'asser" . zioni del!a Rivista .tedesca, pienamente accolte dal Manfredi. Conve-
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RIVISTA DEL PERIODICI
RIVISTA DEI PER10D1Cl
nia~10 però nell'i~ea . del ~i~nfredi che torpedin i e sottomarini possano validamente contribuire a n solvere !' importaute quesito del la difesa delle nostre coste.
R ivista di c avalleria.
L'evoluzione della disciplina, per
JACK LA
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Bo LINA. Anoo V, fascicolo .IV, aprile ,t 902. - Sei anni dopo (Continuazione), per Gu100 De: M.no, capitano oel 63° reggimento fanteria.
_L'~utore preme_tt_e che com unemen te si co.nsiùeraoo due fogge di disc'.~lma: ~a coercitiva e la morale o liberamente consentita ; che la storia m1l1~re è_ 10 parte la lotta_tra_ le due discipline e segua infollant~m 3 ote, quasi ost1_na~amente, la v1t1ona delfa disciplina morale su.Ila coercitiva. Pass~ qu 10~1 a trattar~ dell'evoluzione della disciplioa, particolar.mente net riguard i navali, dai tempi antichi fino ai nostri oiorni. . l'a~ticolo è b~n fatt?, vi si leggono interessanti :otizie rigu:1rdanti i ~1v~rs1 mome~11 presi a disamina, ed esatta è la conclusione che orm&i 11 ciclo evolnllvo è chiuso e la disciplina coercitiva ha ceduto il campo alla morale. ·
Messùui e Milazzo, leuera al direttore di GrnotA~Io P.noTO. . A d!mostrare l'impor~anza della posizione di Mil azzo, l'autore passa 10 rapida .rassegoa le vicende storiche della Sicilia dall'anno 428 del,l'èra volgare fino.alla spP;dizione di i\1urat in quell'isola. . Dal!~ b'.evi notizie espost_e risulta, secondo il Proto, la doppia funz_1one d1 Milazzo: terrestre e mariuimb; fu nzione che O""i strettamèote si coll~ga con le piazze fo rti di Messina che tanta im;irtanza · assume nella difesa dello Stato. Risul ta inoltre che le due piazze debbono far parte di un medesimo sistema difensivo. Q:.1_esto appunto ò il concetto che propugna il Proto nella sua breve ma mnarchevole scrittura dove si nota ancora che Milazzo sarebbo la sta~i one naturale della rutura squadra, « potendo in essa sostare le navi pronte e di maggiore mole, lasciando l'ormea,,io di )Iessina a quell e che avessero esigenze logistiche da espletar:.<> »
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In questo secondo articolo l'autore lamen1a che nessun reparto di ,cavalleria si trovasse presso il maggiore Toselli ad Amba-Alagi, che nemmeno una linea di corrispondeoza collegas~e i due nuclei più avan· zati delle forze mobili italiane: Makallè dov'era il generale Arimondi ~ Amba-Alagi. E confortando il suo detto con quanto già scrissero in proposito il -colonnello Libri nella Ri1'!ista &i cavalleria, la Bevue de caoalei·il; e il Mi litar-Wo chenblatt, a codesta mancanza di cavalleria ascrive la -disfatta di Amba-A \agi. • E sebbene, egli scrive, nella quiete nollurna stellata e silente, Toselli, con una calma 11\traterrena, si formò il conceuo di esser frontegg iato da nemici molti, molti, molti, i fu ochi dei -cui addiacci presuppongono colonne multiple con obbiettivi aggiranti, egli nulla sa di preciso intorno al pericolo che già l'avviluppa. , Il fatto sta e risulta nettamente dai documenti pubblicati e dalla lettera stessa del Toselli all'Ari mondi in. data 5 dicembre ·189li e riportata dall'2utore, il fatto stn , ripetiamo, che il Toselli ero beo edotto -dell'entità delle fo rze avversarie che si avanzavano. Xoi vivamente elogiamo il De Mayo per la sua bella scrittura e per l'ottimo intento -che lo move, di voler dimostrare la grande importanza della cavalforia; 1na . . . . . sebbene dolenti, in questo caso della situozioné di Amba-Alagi non possiamo associarci all'opinione da lui espressa. Il niiovo 1° tomo del regolamento di esercizi per la cavalleria, pel
capitano CM11?rox1. *
"' * Il f~sci colo contiene inoltre due pregevoli articoli tecnici ;
Timoni . plurimi snlle barche fluvio-lacua li del lago mag9iore, pet capitano FERR UCCIO fl1As1, membro dell'Ateneo di Ilergamo.
L'arch1'tettura navale durante i l secolo XIX, per G1uSEPPE RoT,\, ingegnere capo del genio navale. .
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L'articolista appla~tde al nuovo regolamento « fru tto di ideo che ,ormai si impoDevano in vista dei grandi progressi generalmente const~tati colle nuove teorie (?) ». E però chiede nuove semplificazioni di ben poco conto, e propone : l'abolizione del morso da sostituirsi -col pelham, e ciel volteggio, perchè il danno che con questo esercizio si reca ai cavalli non è paragonabile al la poca utilità pratica (?) che ne deriva, e di impartire l'istruzione circa l'uso del la pistola a tulle ~e reclute.
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RIVISTA "OEI PERIODICI
itlVISTA DEI PE RIODICI
La marcia di Garibaldi da Roma a San Marino nel 184'.). Stu dio sui ser-viz·i logistici, pel . capitano commissario doti. Lurc, GmTTJ.
Revue du Cercle militaire.
Jt un seguilo, per così dire, del pregevo le studio, pubblicato nei precedenti fascicoli della Rir;ista, sulla marcia di Garibaldi da Rom a a s.an Marino dovuto alla penna del capitano De ·nossi e del quale alibrnmo reso conto a suo tempo. Il capitaoù Gritti studia la stessa marcia dal punto di :vista dei servizi logistici, mettendo- in rilievo l'opera del ~ran condottiero, affìn chè, anche in quelle diffìcili condizioni, fossero soddisfatti al meglio possibile, i bisogni ·materiali della sua truppa. A detta del Gritti , valente cultore della materia, « questo episodio guerresco della nostra epopea nazionale ci insegna che è uti le dHre anche ai piccoli corpi di partigiani mezzi logistici amministrativi t' tecn ici, commisurati alla loro forza cd ai lçro còmpiti . . Esso a~cora più ci ammonisce che bisogna abituare le truppe a vivere S-lnza servizi, ad adattarsi ai più svariati ripiegh i, perchè in guerra diventa spesso non11ale ciò che in pace sembra persino impossibile, specialmente per re.partì slaccati ». E il ragionamento non fa una grinza; ma l'autore, nel!' interessante sua scrittura, avrebbe fotto bene a dirci come in pace si possa raggiungere lo scopo dn lu i indicnto . l.a cavallei·ia serba, per O. C. A ttrave1·so i l mondo ·ippico, pel maggiore vetcri oario F. LuPINAccr.
Pagine scritte con molto brio, ove si discorre dei cocchieri, maniscalchi, groom s e jockeis, che si leggono con diletto e facendo del bu 00 s~ngue.' ~ot_to una forma apparentemente Jeggiern, il Lupinacci, uffi. c1ale colt1ss1mo, ha trovato il mezzo acconcio per divertire ed insiem& istruire. La missione militare fran,;ese alla scuola di cavalleria, pel tenente
Lu1cr
RAMMNIKI.
Con garbo vi si rende conto della visita testè falla alla s·cuola di cnvalleria in Pinerolo dalla missione francese, composta dal tenente colonnello Luigi M:aria Maur izio Gilet, comandante in 2a dell11 scuola di Saumur, del maggiòre De Contady, istruttore in capo alla prede!la scuola, e dal capitano istruttore Blaqne-Bellair. P arecchie foto-inc isioni, riprodotte da fotogrnGe istantanee, e riuscite assai bene, adornano il testo.
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N. 8, 9 e '10, del ,1°, 8 e 45 marzo ,1902. - Un'opinione bulgara sul corpo degli ufliciali russi, pel capitano P,,1:sm1'i. È un riassunto delle impressioni di un ufficiale bulgaro, il quale segui il corso dell'Accademia di stato maggiore ru sso e poi prestò servizio per mi certo tempo in un reggimento della circoscrizione militare di Kiew. Queste impressioni furono pubblicate nel la gaZ?.etta militare bulgara, il Voenen Jou1·nal, e il Painvin ne traduce o riassumo la parte riflettente l' ufficia lità . In complesso è un continuo elogio doli' ullìciale ntsso, ma vi è qualche pa rticolare che presenta speciale intt1resse. Così I' uffici&le bulga ro fu colpito dell'amore <:hc, gli ufficiali russi portano al reggimento cui appartengono; ma lo si comprende facilmente quando si rifletta che generalmente l'ufficiale entra nel reggimento nel quale hanno servito i suoi antenati, in cui talvolta il di di lui padre o membro della sua famiglia hanno versato il loro sangue per la patria. Nella chiesa del reggimento egli legge i nomi di nlctini dti' suoi parl'oti inscrilti io leuere d'oro sopra tavole di marmo. Ne risulta che l'onore suo si confonde con quello del · suo reggi men lo . Questo spiega anche perchè le mogli degli uflkiali, le sorelle, le madri, s'interessano mollo a ciò che avviene nel corpo del loro sposo, fra'tello o figlio. Le moO'l i dei soldati speci:-ilmente nelle sotnie dei Cos,1cchi, s' interes" ' . sano forse ancor più arie cose militari dell'unità di cui fanno parie i loro mariti. E in appoggio di questa asserzione è ricordato che durante l' ultima <ruerra della Cina non poche mogli dei Cosacch i indossarono t'uniforme~ cinsero la sciabola, inforcarono on cavallo e fecero il servizio per su ppli re 1111' insufficienza numerica delle truppe in alcune località della Manciuria. In taii condizioni, scrive l'articolista, si concepisce di leggieri che la sotnia sia per la moglie una vera fam igl ia militare. Ma .. . soggiungeremo noi, sarà poi vero?
L'evotnz.iane delle arm:i da fuoco portatili. È la traduzione lelterale del be l lavoro del nostro colonnello Mariani, pubblicato nella Rivista d'artiglieria e genio. Rileviamo con vero piacere la nota posta io testa alt'artìcolo dalla Direzione. « I nostri lettori, vi è deLto, ci saranno grati di dar~ io extenso il lavoro di un ufficiale distinto,
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RIVISTA DEI PERIODICI
RIVISTA DEI PERIODICI
la di cui competenza è ben conosciuta nel nostro paese e i di cni lavori hanno avuto una legittima influenza sul la trasformazione dell'artiglieria italiana. »
Hanno luogo 45 giorni di continui combattimenti. nei quali i Francesi sono sempre soccombenti, fin eh è sono costretu, e sormontando aravi difficoltà, a ripiegare sopra Douvres. l!) • • • Gl' Inglesi avevano sempre vinto per la nuova tanica _1mp1e~at~, c~mbattendo con hiciclette; automobili, mitragliere e cannoni logg1er1 , riuniti in piccoli gruppi e che si spostavano co~t!nuam~nte di .<1ua e di là. I Francesi portano in I nghilterra un m1hone d1 soldati, adottano In tatlica inglese, e !ìnalmente hanno ragione del nemico e s' impossessano di Lond ra dopo non lungo assedio . . Il quadro è evidentemente molto ma molto fantastico, è nulla_ p1~ <li un romanzo, ma raggiunge lo scopo, indu bbiamente prefìssos1, d1 mettere in chiaro essere orma i tempo di occup!ll'si seriamente delle lezioni della guerra anglo-boera . . . . Questa, almeno, è la nostra profonda -convinzione. Fummo I pr1m1 a dire e stampare che quanto era accaduto agli Inglesi ali' inizio della "llerra , di fronte alla tattica boera, sa rebbe ugualmente accaùuto• a qual, ?> • siasi esercito europeo; ora sono ufficiali tedeschi che su per giù espr:mono lo stesso pensiero, ammettendo che la fanteria inglese mosse ali' attacco seguendo press' a poco le prescrizioni del regolamento te~ desco e nelle fo rmazioni di cui abitualmente si fa uso nelle grandi manovre tedesche.
Una guerra immaginaria anglo-france:,e . Non è una recensione, ma un breve riassun_to di un libro testè pubblicato a Pietroburgo (1) del capitano Lopatin del 185° reggimento di ri-
serva. Lo stesso autore designa il suo lavoro come una fantasia, · e parto fanta stico lo è senza dubbio, ma insieme ci sembra essere il prodo110 di una mente che vede giust-0 e lonuino, e vuole richiamare l'auenzione sulla necessità di introdurre opportuni cambiamenti nella tattica odierna in nso negli eserciti europei, di fronte alle moderne armi da fuoco. I Francesi coi sottomarini riescono a distruggere la llotta inglese. 200,000 uomini sbarcano a Douvres, e invadono l'Inghilterra. Gli Inglesi sbarrano la strada al nemico marciante su Londra, occupando for te posizione convenientemente preparata; i Francesi risolvono di attaccarla col favore del1a notte. Ma al momento dell'avanzata enormi riflettori elettrici dalle linee nerJiche e fasci di luce proiettati da no pallone volante rischiMano tutto il terreno cìrco.;tante come in pieno giorno. Il genera lissimo francese decide che si darà ugualmente l'assallo. Preparato l'attacco coll'artiglieria, ver.;;o mezzanotte la fonteria si porta avanti, ma giuota a 300 passi dalla posizione, è accolta da così tremendo fuoeo di cannon i e fucili che in cinque minuti le tru ppe lasciano su l terreoo 55,000 nomini fra morti e feriti e sono costrette a ritirarsi in disord inata fu ga. Gli Inglesi , traendo profitto degli i11segnameo ti della guerra contro i Boeri, coll'aiuto dei loro abili ingegneri, avevano inveoiato delle piattaform e blindate da abbassarsi ed innalzarsi, e su di esse trovavansi cannoni e fucilieri . .Le piattaforme si,abbassavnuo e riparavano uomini e ma teriale dal fuoco dell'avversario fino al momento opportuno in cui innalzate d' improvviso permettevano di coprire di un fuoco micidial e l' a ttacc:mt.e. GI' Inglesi non avean perduto che cirea un migliaio di uom ini. Il comaudante francese rinunzia a tentare uu nuovo assalto· lascia indietro un corpo d'armata per assicurare le comunicazioni con D~uvres, e co lle restanti fo rze marcia sopra Liverpool per unirsi n~li Irlandesi eh' eransi sollevati. Fantasia pel capi tano L OVATtN del {85° Tipografia Sié<lletskago Goubornskago Pra-
(i) Anglo-Frantso1!:sl,aia l'o inn 1905. -
reggimen to di riserva de Siéd lcts. vlenia, ,1009.
Journal des Scienoes militaires.
Gennaio e febbrai o 1902. rale PuuoHomrn.
La durata del serr,izio militare, pel gene-
Già !'.attuale legge sul reclutamento sebbene informata al giusto principio dell'obbligo del servizio milttare personale, non ha potuto rendere quei fratti che pu r doveva rlare per le innume1:ev~1i· di_spense che.ne alterarono gravemente l'efficacia. Ora per sole rag1om poht1che, per ingraziarsi gli elettori, i nostri legislatori vogliono ridurre la forma a due anni. Adollato il servizio di due anni, si verrà poi a quello di un anno, e infine !\i te;·minerà coli' accontentarsi di sempl ici milizie. li generale Prudhomme mette in rilievo i aravi danni e pericoli dell'at·niata di mestiere e della nazione armat: e vuole il mnntenimento della ferm a di tre anni, e nessuna esenzione dal servizio militare.
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RI VISTA DEI PEUIODICI
Della ta~tica del campo di battaglia in Germania dopo i l 1870, pel ca p1tano DEVII.LE. . Secondo 19 scrittore !'rancese, dopo il 1870 , se si prendono ad esame le opere degli autori più stimati da l punto di vista generale del la tattica del campo di battaglia; si posso no classificare cotesti autori in tre scuole: ,p scuo la, partigiana dell'ordine chiuso e rappresentata dal còloni:tello Meckel; la 2a scuoia col genera)t-l Boguslawsk i, che non ammette che l'ord ine sparso per tutte le fo rmazioni del campo di battaglia; la 3a ·scuola,· in fine, che è un mezzo termine fra le due sopradette e a cui sembrano appartenere il genera le v. Scberff e Fritz Hoenig. · Il regolamento tedesco del 11876 portà l' impronta delle idee de l Meckel, quello del •1888; tuttora in vigore, si risente tanto ne' suoi tratti principa li quanto io taluni particolar i, delle idee esposte dai· partigiàn i delle due ultime scucile. . I priocipì, dice il Deville, sni cruali ripo3a la tattica del campo di battaglia variano con ciascuna nazione, poichè si appoggiano sullo studio r iflesso ·dei due fa ttori essenziali: 'il fuci le e l'uomo. Egli ·perciò stud.ia i prin cipi svi luppati dai" fautori delle tre scuo le ed esamina poi i dati scien-· · tifici o sperimenta li sui qual i è basato il regola mento del ,1888 . · Sono due lunghi articoli assai ben fotii e nei quali è completamente raggiun to lo scopo propostosi di esporre le teorie che hanno corso in Germania sulla capitale ques tione della iattica del campo di battagli a. Par ticolarmente interess1rnt~ è la seconda parte che esamina il regvolamento tedesco, del quale fa grande elogio. .Non è esatto· quanto soventi si afferma che il re~olameuto francese differenzi dal tedesco soltanto pel fa tto che quest'ultimo non contiene formazioni normali di combattimento. Effettivamente, osserva il Deville, il regolamento tedesco bisogna considerarlo come un corso succinto di tattica della fanteria, indicante lo scopo a raggiungere ed i mezzi da impiegarsi per ri_uscire. Sono le idee generalì che racchiude che hanno permesso di man teiierlo immuta to dal ,1888 ma lgrado ' l'introduzione nel l'armamento del fucile di piccolo calibro e dellu polvere senza fumo. Il regolameQtO francese, per contro, couside'ra sol tantb, per così dire, la soluzione di un caso generale di tattica.
Inse[Jnamento a dediini dalla [ttierra. clell' Africa del Sud, cletl punto di vist(i della .taUica genernte, per A. NrnsSEL. L'autore ammette essere il suo scopo - di esporre gli insegnamenti a dedursi dalla guerra ·anglo-boera - abbastanza ambizioso, a cagione del la mancanza qua, i completa di documenti ufficiali e dovendosi accontentare delle narrazioni dei giornali , defic ien ti jn molli punti imp'Ortanti.
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mvIS1'A DEI PERIODICI
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L'autore osserva inoltre che gli amma<~stramemi · a ritrarsi da quella campagna non sì applicano che assai relativamente alla guerra fra due armate europee, sopra un "teatro di guerra europeo. A suo parere, ambedue i partiti hanoo mostrato una stupefacente ignoranza del l'idea <li mancivra e una rara mancanza di atti tudine a piegare i loro piani di com battimento alle circostanze create dai movimenti o dalle disposizioni difensive del nemico . Ne risu lt.ò che tutte le azioni hanno finito per degenerare in combattimenti paralleli su di una fronte . sproporzionata agli effettivi in presenza. « Questo non avrebbe potuto prod ursi se gli Inglesi avessero avuto la no.z,ione dell'idea d·i manovra la qua le consiste sempre essenzi"lmente a fissare l'avversa rio con un minimo cli forze per fare lo sforzo _decisivo col suq grosso. sopra uno spazio ristretto, ove si prepara la rottura dell'equilibrio delle forze coll'azione di un fuoco di -potenza superiore. » L' uf6ciale francese giudica quindi che non sorio applicabili alla guerra europea le idee « che uoo studio superficiale potrebbe desumere dall'e- · same di quella campagna », e però l' insegnamento è in certo modo negativo, ossia può fa r vedere piuttosto ciò che bisogna evi tare che quello che bisogna imitare. · Ciò premesso, l'autore succintamente passa a dire del teatro di guerra, delle forze degli"Iuglesi e dei Boeri e studia qu ind i il combauimeoto di Elandslaagte e le operazioni· di lord &iethuen sul M.oder River nel sud dell' Orange. . : Il lavoro, nè pel concetto da cui move l'autore, oè pel metodo adottato della mas.sima brevità Mila narrazione dei fatti·, . non puà' certo da re nè largo nè serio contributo per chiar ire :l'importan te temà; . che, . pure, è all'o rdine del giorno.
Il nuovo re_golamento ,. per C. X. L'.articolista dice che il progetto di Regolamento delle manovre cli fanteria, in esperimento da parecchi mesi, fu dapprima oggetto di apprezzamenti assai diversi, non esenti da precipitazione. Ora la not;t dominante è la indifferenza, e la ragione la si trova nell'o pera stessa. Infatti essa si r iassume in una complicata semplificazione dell'ordine chiuso e nella st'essa fraseo logia, su per giù, al posto dell e manovre di combattimento, di cui resta . ancora a trovarsi la fo!'mola .. , In poche p3gine e con stile quasi telegrafico , sono ricordati e quasi . commentati i cambiamen ti introdotti, e si conchiude : • · Un esercito abdica, quan·do si s poglia d'ogni amor ptoprio e co pia servilmente il vicino ... Sono le manovr·e delle nostre guerre formna te che bisogna
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riprendere, ma spogliate del loro compromettente forma lismo ... Ordine sparso e linea di comba~timeoto, strumenti di preparazione e di combattimento parallelo, ci sono abbastanza famigli ari. Ci vuole dell'altro per realizzare nell'offensiva le condizioni essenziali d'attitudini manovriere, di sorpresa e d1 audacie coll'appoggio dell'artiglieria, io luogo di prenderne il posto . , Bisogna convenire che l'ufficiale francese non è, certo, un critico in. dulgente. Neue militarische Blatter.
Fascie<>lo. 2°, febbraio '1 90:2. -
Quekmoor e Gersfel<l.
Si tratta di due episodi no'.l lieti, rillettenti il co:-po di cavalleria bavarese agli ordini del tenente genera le principe Thurn e Taxis, nel la campagna sul Meno del ,t866 . Sono fatti abbastanza noti, sia pel clamore che sollevarono allora in Germania sia perchè la .stessa storia della guerra redaua dallo stato maggiore bavarese nulla nascose al riguardo. Tuttavia era quasi intervenuto un tacito accordo nella stampa militare e non militare per non parlare mai di quei faui, ed effettivamente si tenne fede a quell'accordo. L'articoli~ta invece opina che ormai è giunto il tempo di discorrere anche di quelli avveniménti, e ciò essere tanto più conveniente, inquantochè quando si conoscano bene i particolari della situazione in cui si trovarono in quei giorni i cavalieri bavaresi, la loro manchevolezza se non può essere scusata, viene di molto ad essere attenuata. A Quekmoor, alle ore 7 del mattino del 4, luglio, la colonna della brigata corazzieri, · presso cui trova vasi lo stesso comandante del corpo di cavalleria, si scontra coli' avanguardia della divisione prussi~na Deyer. Dapprima scaramucciano fra loro le punte di cavalleria: frattanto il 1 o corazzieri si forma nei campi in colonna di plotoni . La divisione prussiana porta in linea fanteria ed artigl ierie ; lo squadrone corazzieri carica, ma è costretto a ritira rsi . Nel portarsi indietl'o si getta sul ·1° corazziori che stava formandosi in linea per muovere all'attacco; l'intero reggimento a briglia sciolta batte in ritira~a e solo dopo aver percorso un ,1500 metri, riesce agli uffici3li di arrestarlo e riordin arlo. La riti· rata però è continuata verso Fulda. . Peggio ancora , se possibile, avviene nella notte del ff- 5 luglio. Alla mezzanotte, dopo faticosa marcia di due ore, l'intero corpo di cavalleria
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è giunto presso Ger$feld, ove si è arrestato per ~na breve. fe.r~ata ..A.1J'improvviso presi da timor panico i?teri ploton.1 e ca_val1_eri ..1so!at~ m piena carriera fanno dietrofronte e s1 sbandano m varie d1rez1orn. Soltanto il giorno seguente fu possibile dare un po' di ordine al corpo e non pochi cava lieri isolati non rientrarono nelle file che dopo alcuni ,giorni. Fino :;I giorno 8 luglio il corpo di cavalleria non potè considerarsi come truppa suscettibile di e::isere impiegata . Questi sono i fatti narrati ne' loro minimi particolari, ai quali però è premessa la minuta esposizione della situazione militare e di quella materiale del corpo, in cui si svolsero quei dolorosi avvenimen ti. Lo scrittore tedesco osserva che non ha valore iJ ricercare se il panico fu prodotto da segnali d'a llarme, o da colpi d'arma da fuo co, realmente sparati o immaginari, ecc. La ragione sta nelle condizio?i ~or~li. deUa trupp:1 le quali erano gravemente scosse dalle marc1e degli ult1m1 g1orn1, dall'avanzare, dal retrocedere, poi nuovamente portarsi avanti e di nuovo ritornare indietro, sicchè chiaro appariva che :;i aveva nessun piano. E però il fatto di Gersfeld lo ·si deve giudicare no~ solt~nto dal ptint~ militare, ma ancora, e sovratulto, sollo taspetto ps1colog1co . Allora s1 comprenderà che i reggimenti bavaresi, così gravemente colpiti, hanno diritto, se si vuole essere giusti, ad un benigno giudizio. D'altra parte, pur astrae~do dal terreno montagnoso e ·dal difotto d'ist~uzione della ~avalleria bavarese, lo stesso comrndo dell'armata aveva imposto al pnncipe Tlrnrn un mandato, nel di cui disimpegno avr~bbe naufrag,ato _an~h? un generale di lui assai più abile. Il comando dell armata, pero, gmd:co assai severamente la condotta della cavalleria bavarese. In un ordine del oiorno dell'8 luglio espresse il suo alto malcontento per quel fatto unic~ nella storia dell'arma e la speranza che i cavalieri bavaresi coglierebbero la prima occasione per · dimostrare che « coraggi_o, decisione ~ abilità che formarono l'antica r iputa zione della cavalleria bavarese s1 trovan~ ancora in essa e vogliono essere in essa tramandate quale eredità della vecchia 'àrmata ». E il 26 luglio si presentò la propizia occasione. La brigata corazzie'.·i con favorevole successo attaccò la cavalleria prus$iana, composta da riparti del 50 e 60 reggimento dr~goni, dal 9° ussari e da.I 110° ussari del la landwher. Il principe Thurn e Taxis già nel corso della campagna fu sollevato dalla sua carica. La situazione di guerra nell'Africa del Siid al principio dell'anno 1902.
È una particolareggiata disamina della situazione militare ~ia degli Inglesi sia dei Boeri, al principio del ,(902 su quel vasto teatro di guerra,
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e in cui, fra l'altro, si discorre mio utamen te del sisiema dei blochha1is immaginato dal generale Kitch enor. Sebbene il còmpito del com,1nda11te inglese sia a;;sai dillìcilc, dovendo assicurare delle linee di comunicazione e collegamento per una lunghezza totale di 3000 migl ia inglesi, proV\'edere al man tenimento delle douoe e delle Ùl.m iglie boere; impian tnre l'_a.mmioi~trazio·n~ civile, ecc., pnre l'autore non dubita che gli riuscirà d1 aver piena ragione dell'avversario. È articolo interessante e scritto con molto senso pratico mi litare.
L'articolista ne trae i brani più interessanti, per mettere sem pte più in rilievo le grandi figu re militari del Dlumenthal e èlel Principe Fede· rico. « Kooiggriitz e Vi'orth, egli conclude, sono le giornate d'onore« del nostro Fritz (Federico) ", ma Ulumenthal sta vicino alla splendid2 figura del vincitore ed ha diritto ai nostri ringrn1iamenti pei notevoli ser vizi da lui resi al suo Reale Signore e alla patria ».
I pretimina1·i storici della battagl1'a di Quatre-Bras, per Gruuo voN PFLUGK -H AnTTUè\G .
Cambiamento nell'esercito e nell'ordinamento militare russo durante il 1[)01. . La Russia continua indefessameo te ad aumentare le proprie forze mi. ]1tan e ad accrescere i propri mezzi di comunicazione senza JJadare all e grandi spese che importano, perchè solt-aoto per essi può n1g"iuogere gli scopi prefi ssosi. ti L'autore rende conto minutamente dei cambiamenti introdotti uell'or· dinamento militare - il contingente annuo degli inscri tti fu aumentnto di 32,000 uomini - e dei lavori ferro;r iari. Egli osserva che la Russia procede molto guardinga nella sua politica eslcra - in Turchia, nella Persia, nell'Afghanistan - soltanto perchè io piena tranquillità vuole attendere a portare a compimeuto le due graod i imprese della ferrovia della Sibe1·ia e della lVJaociuria. Già oggidì sono giunte a tal punto eh~ manca solo il tratto del lago di Ba ikal che si att.raversa con ba ttelli. Cer· tamente coteste grandi linee lascia oo ancora molto a desiderare, ma la Russia si occupa attivamente a perfo1.ionarle. AI presente, frattanto , da Pietroburgo qj va giù sino a Daloi - porto presso Porto Arthur - in soli 25 giorni, e niun dubbio che fra breve tempo la durata del tra"illo s_a~à ab~re~iata .. La n ussia è o~a i_n grado di trasportare truppe in q~30 • t1ta nell Asta Onentale a suo piacimento, e in una eventuale Joua col Giappone dispone di mezzi che l'assicurano sin dal principio una favorevole posizio~e. Gli spazi e le distn oze sono i capitali nemici che s'oppongono allo sv1_lup_po della potenza r ussa io A:;ia, ed è appun to n supenirli eh~ 1~ Russia 10tende senza posa e pienamente conscia dello scopo c:m mira.
Il feldnia1·esciallo conte 1'. Bliimcnthal nel 1866 e 1870-71, per B. K. Con:ie è noto, il figlio del compianto generale, tenente generale a dispos1z1one conte v. Rlumentha l ha testè puhblic:no i Diari de l mareSC'iallo d!tran_te le gu~rre del i866 e i870-71 nelle quali coprì l'importaute canea dt capo d1 stato maggiore del Principe ereditario.
Questo primo articolo promette uno stud io importante del tema . -Ne renderemo conto a lavoro ter_minato. Militar-Wochenblatt.
N. 32 del 9 aprile ,1902.
Vi è pubblicato uno studio interessante sul dibattuto quesito: se convenga o meno di fa r togliere lo zaino durante la cnmpagoa. Lo scrittore osserva anzitullo che l'unica prescrizione riguardante sì importante soggetto si tro,,a nel Regolamento sul servizio io guerra, dove con pòche parole si accenna al trasporto degli zaini sopra carri, re· stringendo, però, questa misura a casi eccezionìlli. Ricorda poi il detto di Napoleone « Tre cose dcvousi mai se parare da l so ldvto : il suo fu cile, le sue cartacce, il suo zaino... » • Si riduca lo zaino al più piccolo peso ... ma il soldato deve sem prn avere presso di sè lo zaino, poiché se lo ~i divide da esso non lo rivedrà mai più. Importa distinguere la t~ona dalla prntica della guerra: Nell'esercito russo era in uso che il soldato nel momento del combatlimeoto lasciasse lo zaino ... li timore cli perdere il proprio zaino, nel quale il soldato ha di solito tutto il suo avere, lo inchiodava alla sua posizione... .Malgrado tu tte le apparenze che si possono addurre a favore di quest'uso, i Russi dopo la fa ttane esperienza lo hanno lasciato , . E l'autore nota : potersi ancora aggiungere che al trasporto degli znini l'aumento dei carri reca altri e sensibili iuct)Dvenienti. Malgrado ciò, sta di fatto che nelle ultime guerre (del ·1859, 66 e 70-71 e dagli Austriacì, dai Francesi e dai Tedeschi) tanto nelle marcie quanto, spec:almente, per la battaglia, si ricor5e soventi volte a cotesto ripiego per alleggerire le fatiche della fonteria . L'autore lo dimostra con molti esempi, tratti appunto dalle sop radette campngne, ed è ~ppnnto per quelle importanti citazioni che lo studio presenta particolare
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iotere:;se. Egli dice, secondo noi, giustissimo, asserendo che anche a qt1esto proposito non vi sono principi valevoli per tutti i casi. In ogni singolo caso bisogna seriamente esaminare se i prevedibili svanta,rni · 00 sieno proporzionali ai vantaggi che si spera ottenere con tale mezzo. « Gli esempi storici dimostrano pure, in quale stretto rapporto stia la potenza dell'uomo nella marcia e nel combattimento coll'alleggerimento dell' erruipaggiamento ... l'esercito più leggermente equipaggiato, sarà attche quello che marcierà meglio». E questo è fuori dubbio.
L"AZIONE EDUCATRICE DELL'ESERCITO P iù volte dalle pagine di questa Rivista abbiamo cercato di dimostrare l'importanza dell'azione educatrice dell'eser. cito nell'attuale momento storico. Ad avvalorare questa tesi cred iamo ora opportuno rilevare ciò che si pensa e si opera all'estero al riguardo, giacchè l'esempio straniero in questo caso ha più valore di qualunque altra argomentazione, perchè ci viene da paesi le cui condizioni sociali sono indubbiamente molto più favorevoli delle nostre rispetto alla integrità della patria ed alle istituzioni militari. · L'attuale ministro della guerra francese, generale André, istituì l'anno scorso una serie di conferenze sulla missione sociale dell'ufficiale alla Scuola speciale militare di Saint-Cyr, dandone l'incarico ad un colto u:ffiçiiale, il comandante Ebener, brevettato di stato maggiore, professore di arte e di storia m ilitare alla Scuola stessa. I concetti principali svolti in queste conferenze (1), di1 mostrano come sia universalmente sentita la necessità d informare a n uovi principi l'istruzione e l'educazione del soldato, necessità già in parte riconosciuta dai nostri regolamenti, ma d isgraziatamente non da tutti, ragion~ per cui. essa ha in pratica dato finora scarsi frutti. Eppure questa corrispondenza d'idee fra i regolamenti, ed in special modo fra le letterature militari dei principali eserciti europei, è una chia,ra ed indiscutibile prova che esse son dedotte non da fatti p~trziali o· da t eorie troppo fuori delht realtà, ma sì bene dalle reali condizioni sociali e politiche dei vari paesi. La nostra letteratura militare non è ad alcuna seconda su questo argomento; ma genera un senso di sconforto il vedere come in altre nazioni, massime in F1·ancia, ben diver- ·
Beiheft Zum Militar-Wochenblatt,
Fascicolo 3°. Segnaliamo ai nostri lettori la pubblicazione avvenuta in questi gior~i di questo 3° foscico l0, nel quale è stampata l'importan te con ferenza tenuta al Cin;olo ·militare di Berlino il 5 marzo ,1902 dal tenente colonnello v. Lindenau, capo divisio-ne nel grande s1ato maggiore, dal titolo: Che cosa ci insegna la gite1·ra boera pel nostro attacco ;ctella fanteria? Lo abbiamo testè ricevuto e pfJrò non siamo in grado di renderne conto ora . Lo far emo, e assai di ffusamente, nel prossimo fascicolo. B. D.
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Per la Direzione LODOVICO
0ISOTTI
Col~nnello R. A., itiC-Mic(I IO
DEMARCH I C AH LO,
gerente.
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Conférences stw !e 1/iile socia/ de l'o{fìcier, !lat" le cornmandant CE!. E11~:NEn, 1901.
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J.
AN)(O Xl.VII .
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1,' AZIONE EDUCATRICE DELL'ESE&ClTO
L'AZIONE EDUCA TRJGE DELL'ESERCITO
sameute che da noi, la parte più eletta del popolo si occupi con passione delle principali questioni militari, tanto che talvolta è dessa che dà la spinta. ad utili riforme. Della missi:me sociale dell'ufficiale odierno hanno éolà. pariato non solo valentì uip.ciali, ma anche illustri letterati ed accademici; e fo appunto il Congresso d€lll'educazione, tenuto dur_a nte l'Esposizione universale del 1900, che spinse il ministro della guerra a prescrivere il nuovo insegnamento.
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rni. Og()'idì invece colle guarnigioni fisse e col servizio b . h . universale obbligatorio sono ben altri i rapporti e e s1 man tenaono colla società civile. Non è inopportuno rilevare la verità d i q_ueste ?sserva:z;ioni, che pur troppo è tanto disconosciuta m Italia; mentre le guarnigioni fisse, . che nulla hanno da _vedere col r~clutamento t erritoriale, riuscirebbero di nou heve vantaggio economico per gli ufficiali e per lo Stato, e di nessu~ danno sotto il punto di vista militare, uome qualcuno sostiene (1). Infatti lo spirito di corpo e di cameratismo null~ _av~·ebbe da temere, anzi, specialmente nelle piccole guarmg10m, che sono poi la gran maggioranzft, pot1:ebbe ri~orge_re. da un~ certa decadenza in cui è piombato m questi ultum tempi. Del resto il sistema delle guarnigioni fisse è in uso per la . nost:.ra ~rtiglieria, e non crediamo che possa affermarsi abbia mai prodotto aloun inconveniente. . L'ufficiale odierno, continua il conferenziere, ha ?1ol.to guadagnato in pon~erazi~n_e, ist;nzio~e e J sa~gezza, . 11 che fingono d'ignorare 1 nem1c1 del~ es~rc1~0. I e_ro se ~01 osserviamo l'azione moralizzatrice d11111 sui contmgent1 che passano sotto le sue mani, dobbiamo disgraziatamente ricono; · ch'è ben poca cosa. Donde questa contradd" scere 1z1one.2 E
s tu
*
** L'egregio conferenziere nello svolgimento del suo programma dà, in modo sintetico e completo, le caratteristiche degli eserciti francesi del passato, che egli distingue in esercito feudale, esercito reale, esercito repubblicano ed esercito imperiale. Sorvolando su questa parte, pur importante ma che è fuori del nostro argomento, ci limiteremo ad os::1ervare come in un solo punto, per ragioni di opportunità facili a comprendersi, la verità storica non sia osservata, cioè quando si tratta dell'esercito imperiale. Ma nell'esame delle caratteristiche e dei bisogni dell'esercito presente si nota una sorprendente identità <l' idee con ciò che più volte è stato sostenuto nella nostra letteratura m ilitare. L'esercito non può sottrarsi alla legge di evoluzione che tutto governa, giustamente osserva il comandante, ed il suo spirito si modifica col mutar delle istituzioni del paese. La vecchia formula del.lo spirito civile e dello spirito militare, per lo pili. in opposizione l'uno dell'altro, è scomparsa·. « Oggi è la nazione intera che si riversa nell'esercito, non « solo col suo spirito, ma colle sue aspirazioni democratich<~ « e colla sua sete di progresso sociale ». Prima del 1870 l'esercito formava nel paese una casta a parte, e le continue ,. peregrinazioni, dovute ai cambi di guarnigione, facevano sì che gli ufficiali non avessero quasi alcun rapporto colla SO· -0ietà civile. La ripugnanza di questa vita errante rendeva difficili i matrimoni, q nindi essi o contraevano unioni irre· golari, o si davano ad una poco lodevole leggerezza di co-
che finora neU'esercito ci siamo occupati enormemente dell'istruzione, ma ben poco deU'ecl'licazione del soldato. L'importanza di qu~sto problema _è stata già da _te~po ·ilevata; i regolamenti l'hanno sancita, ma ben p.oco e stato 1 operato se si eccettua qualche sermone morale, fatto ad ora fissa e ~revisto in precedenza nell'or~rio come_ tutte le ~ltre operazioni. Non è così che deve farsi l'educazione_ degl~ u~mini. Certo non verrà in mente ad alcun padre d1 famigha · di annunciare ai suoi figli eh' egli li riunirà, per esempio, ,dalle ore 2,45 alle 3,30 per spiegar loro che la menzogna è una cosa bassa e v ile e il forto è un atto disonorevole. Ma l'educazione morale deve trar partito di tutti g l'infi.uiti incidenti della vita giornaliera. Specialmente al comandante (i)
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Questa opinione a noi pare mo lto discutibile.
(N. d . D .).
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d_i compagnia spetta l'arduo còmpito di quest!I. elevata missione; e gli ufficiali tutti debbono convincersi che l'avvicinare molto il soldato, il mostrarsi buoni e semplici non compromette, ma rafforza il prestigio necessario all'esercizio del comando. Oggigiorno l'ufficiale non può e non deve considerarsi infallibile per privilegio di casta, ma deve accettare di buon grado le indicazioni ed i consigli ch'egli ritiene giusti, an-. che se vengono fuori dalle proprie file. Al cont1·m·io è suo
dovere combattere co!la massima ene,·gia qualimque iclea che p~ssa g~ttare dubbio nei cuori e pei·petuar·e lo spir·ito di disc~rdia e di casta, contr·ar·ianclo così i benefici efletti che possiamo attendere claU' edgcazione sociale del paese pe;· me::zo clell' esercito. L'~gregio_ conferenziere passa poi ~ dare indicazioni ge-
!l
n~rah sul_ s1st~ma d~ segu~re in questa educazione, e dopo d1 aver srntet1zzato 1 pregi ed i difetti dei varii elementi che troviamo nell'esercito, il contadino, l'operaio ed il ·rapP:·esentante delle classi più elevate, consiglia di portare spe· c1almente sul primo la propria sollecitudine, legandolo a sè ?oll'interessarsi di tutto ciò ohe gli riguarda; di prendere 11 secondo per mezzo dell'amor proprio, e, se occorre anche della vanità~ di chiedere risolutamente al terzo di ~oadiuvare in questa opera di rigenerazione sociale. Consio-lia quindi i giovani ufficiali, appena entrati nei rego-iment{ di l~ttare co~tro lo spi~ito di routine che ancora vi ~egna, specialmente m cavalleria, ove la g1mera1ità degli ufficiali credo_no che _mentre _occor~a conoscere tutte le qualità dei propn cavalli, non sia poi un gran male se deCYli uomini si 0 dimentichi perfino il nome (1). Lo s~esso spirit? di 1·o~dine lascia cho i soldati riempiano le cantme ed altri luoghi poco onorevoli nelle O'Uarniofoni . , b b ' mentre c10 non avverrebbe se essi trovassero in qua,rtiere un luogo di ritrovo, un libro da leggere, la possibilità di scrivere alla famiglia, di parlare e giocare coi propri camerata. (!)
Cosi non é nell'esercito il'lliano.
(N.
a.
D.).
L AZIONE ED,UCATRICE DELL'ESERCI'l'O
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Non si potrebbero anche costituire quei piccoli teatri, ohe tante volte sono sorti nei campi d'istruzione e durante gli eventi di guerra? Quali saranno i vantaggi di questa educazione ? L 'autorità morale dei capi notevolmente ingrandita agli occhi del soldato; la disciplina più forte perchè di persuasione e non d i coercizione, e quindi meno frequent e la necessità della repressione; i soldati resi più refrattari agli eccitamenti all'odio di classe che troveranno nella vita civile, ed alle dottrine rivoluzionarie ed internazionaliste, che agitano il paese; l'esercito quindi una grande scuola d'igiene morale e fisica. Da parte sua l'ufficiale troverà in questa nuova missione quell'ideale che sembra mancare nella monotona vita di guarnigione, quell'ideale che solo può farlo sfuggire da quella depressione d'animo, che ùisgraziatamente si nota oggidì nell'esercito. Infatti i giovani ufficiali mostrano di avere molte pretese e poco zelo, di essere più preoccupati della propria carriera, che del compimento dei propri doveri. A tutti, indistintamente, i concetti espressi dal comandante francese, in questa ultima parte delle sue conferenze, non possiamo non sottoscrivere uoi, che abbiamo più volte cercato, per quanto fossero limitate le nostre forze, di ricordare l'importanza delle forze morali nell'esarcito e la missione che · ad esso spetta nell'attuale società, massime nell'ora presente in cui una propaganda incessante, astiosa e demolitrice tende a sovvertire le basi dell'ordine sociale. In queste brevi conferenze noi troviamo le idee e le proposte propugnate più volte nella nostr-a lettera.tura militare per affezionare il soldato ai suoi capi, alla caserma, alla vita 1.ailitare, e per.fino quella dei ricreatori nei quartieri, che più di tutte le altre incontra. sconfortante scetticismo . P er provare di quanta u tilità possa riuscire l'attuazione di queste idee per scongiurare i pericoli ohe minacciano la disciplina militare e civile, basterebbe osservare com'esse rie-scano ben poco gradite ai partiti che hanno per iscopo il sovvertimento degli ordini esistenti. Infatti le conferen ze .del camandante Ebener suscitarono vive polemiche in Francia, non
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solo nella stampa anarchico-socialista, ma in special modo in quella nazionalista, e 'l'egregio ufficiale, mentre da alcuni veniva sarcasticamènte accusato di voler, in una al suo ministro della guerra, fare di ogni ufficiale u:i;i. pastore protestante, da. altri era oHraggiosamente attaccato nel suo caratbere e nel suo onore. È degna della massima. attenzione come questa necessità dei tempi, che spinge l'esercito ad una missione sempre pi1ì ampia e completa, missione di difesa sociale non solo colle arti della guerra, ma anche con quelle più nob ili della pace, sia così solennemente riconosciuta in un paese che meno degli altri ha da temer'3 dai parti ti avanzati, sia per le potenti forze conservatrici che ha nel suo seno, sia perchè dalla maggioranza di quegli stessi partiti non è insidiata la forma. politica. esist.ente. E quel che più monta, è appunto un membro di un ministero radico-socialista che addita ai suoi giovani dipendenti la nuova via.
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** In un'altra grande nazione, che finora siamo stati abituati a ritenere quale vera sede del militarismo, che certo possiede elementi conservatori non meno potenti della Francia, ed ove il socialismo, mantenutosi sempre in un campo piuttosto teorico, non ha mai avuto la forza di sovvertire tanto, come da noi, lo spirito pubblico, anche colà molte voci si sono ultimamente sollevate per additare all'esercito la nuova sua missione. · In un opuscolo intitolato: Il socialismo rivoluzionario nell'esercito tedesco un ufficiale prussiano getta. un grido d'allarme, per le conseguenze della propaganda socialista rispetto agli interessi dell'esercito e della nazione tutta. Ormai il malcontento, lo spirito di rivolta, egli dice, ha conquistato tutti i centri operai delle grandi città. Nei reggimenti l'elemento campagnuolo trovasi a contatto con quest'altro elemento turbolento, e faci lmente è da esso corrotto, data l'indiscutibile influenza che ha sempre nelle
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caserme il cittadino sugli altri. Così il contadino ritorna al sno villaggio non più contento della sua modesta vita, coll'animo pieno di nuovi appetiti, che l' inducono ad abbandonare il luogo natio per cercar fortuna nelle città, ~vvero a farsi propagatore delle teoriè sovversive. Che ~osa s1 oppone a qnesta propaganda~ I capi militari c~edo~~ d1 aver del tutt~ adempiuto al proprio dovere se sono nusc1t1 ad otte_ne~e .da.1 loro uomini il rispetto esterno ed apparente della d1sc1phna. Ma qnesto spirito militare che si cerca d' incu.l~are non ~eve avere come principì fondamentali e incrollab1l1 la devoz10ne al Sovrano, il rispetto alla legge, la sottomissione alle ~u~orità costituite ? .B:: esso quindi concilia.bile coll'attuale spmto d vo·luzionario ? Certo di no. Quindi primo dovere dell'ufficiale è di proclamarlo ad alta voce, di lottare contro un partito che minaccia la sicurezza dello Stato e che tende perfino a far sparire l'idea di patria. L'autore consiglia qu!ndi. di opporre alla propaganda socialista, la p~opaganda d ordine fatta nel seno dell'esercito. Bisogna che 11 soldato onesto e leale apprenda i suoi diritti, e sopra tutto i suoi doveri;. c_he esso sia, premunito contro le teorie sovversive, che lo spirito dì ostilità contro le istituzioni dell'esercito, dello Stato e della società sia stigmatizzato come si conviene. Non ~asta più a~1' esercito l'ottenere una disciplina apparente, bisogna « rt· « schiarare gli spiriti per giungere a guadagnare i cuori ». Occorre poi convincersi che i metodi d'islriizione e cl'edu·. cazione neU' ese1·cito non hanno seguito i grancli p1·og,·essi dei tempi, che richiedono riforme, le quali: senz.a nuocere per nulla alla disciplina ed al valore guerriero d1 _esso, possano rendere meno pesante il mestiere delle armi. La principale di questa è per la fanteria l' is~ruzione .d'or dine chiuso ' le evoluzioni. di parata, il maneggio. , d'armi che . . assorbono gran parte del tempo e non sono le pm. n~cessarie per l'addestramento della guerra. I vecchi ~ffi.c1ah sosto~~ gono che senza di esse la disciplina sarebbe distrutta; ma. c10 poteva essere vero quando e~sendo l'esercito immune da q~alunqne tabe rivoluzionaria, bastava una disciplina mecca~tca e brutale. Oggidì simile disciplina. non avrebbe alcuna azione
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~ei ~iorni di crisi. Data la ferma di due anni, tali soppress1on1 avrebbero anche il vantagguo di lasciar maggior tempo per le varie istnizioni di guerra, che oggidì resti1no appena abbozzate, ed alle quali non si dà tutta l'importanza che me- · ritano. Infatti ai tiri di combattimento vediamo i superiori curare ben poco eh' essi siano un vero addestramento alla guerra, il che fa strano contrasto coi rimproveri severi ch'essi dànuo alle più leggere infrazioni nelle manovre in ordine chiuso. Infine dopo avere discusso varie altre istruzioni ed il sistema p~imitivo in vigore, l'autore conclude con queste parole: << E tempo che i nostri ufficiali cessino d'ignorare t utte « le q~estioni che non sono strettamente militari, massime gli « studi socia.li, che interessano a loro più che ad altri. L'edu« catore del popolo deve conoscere il popolo ed i suoi bisogni. « Restando nella nostra ignoranza. ridicola di ciò che nou è « tattica, nè strategia, non effettuando le riforme necessarie « in noi stessi e nei nostri inferiori, noi ci lasceremo ben tosto « sor,nmergere dalla montante onda della rivoluzione sociale. t
Se questo grido d'allarme ha potuto sollevarsi in Germania, che cosa bisognerebbe dire in un paese come il not3tro, con un popolo che per le sue storiche condizioni n<m ha saldo spirito militare, e che più di qualunque altro è accessibile alle teorie sovversive, ·per quello spirito di malcontento e di sfiducia nelle autorità costituite, che da secoli lo anima·? Bisog~a essere ciechi per non vedere i grandi progressi fatti in questi ultimi t empi dalla propaganda sovversiva, progressi che non · hanno il più lontano riscontro in alcun altro paese, appunto perchè da noi le forze conservatrici dell'ordine sociale sono presso che nulla. Ormai non sono solo i centri operai delle grandi città, ma i lavoratori delle campagne, quegli stessi che da tutti erano ritenuti l'elemento più refrattario al socialismo, che si agitano e minacciano con una potente organizzazione. Ed è naturale ; g iacchè non sono spinti dalle teorie colletti-
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viste, che non possono comprendere e che sono in aperta contraddizione colle loro aspirazioni, sì bene dal malcontento e dalla fiducia di poter in un avvenire non molto remoto raggiungere colla potenza dell'organizzazione quei miraggi, che dinnanzi alla loro semplice mente fanno balenare i mestatori ed i disturbatori della pace sociale. F inora ~i poteva esser sicuri che la gran maggioranza dei g iovani chiamati alle armi er.a immune da simile ~abe, g iacchè ogni unità non racchiudeva che uno o due operai delle grandi città. Eppure, come ben osserva l'ufficiale tedesco, questi erano più che sufficienti per catechizzare gli altri. Ma oggidì quasi tutto l'elemento rurale dell'Italia conti·nentale, e non piccola parte d i quello del resto della penisola, è g ià stato organizzato dai partiti sovversivi, e quindi essi fra poco non formeranno più la minoranza nelle nostre file. E mentre il partito socialista prosegne impavido, fatto sem· pre più ardito dal successo, nella sua opera di distruzione, noi seguitiamo a credere che non sia nostro còmpito il dedicare tutte le nostre forze di mente e di cuore per opporci alla malefica propaganda. L'esercito è fatto per la guerra, si ripete; e colle ferme attuali non è possibile sperare, anche volendo, ìn una effica.ce educazione morale del soldato. Già altra volta · avemmo occasione di dimostrarlo, oggidì l'esercito è fatto non solo per la guerra ma anche per la pace, e più che mai per la pace sociale. Solo opponendo alla propaganda d'odio dei sovversivi, la nostra propaganda d'ordine e di disciplina civile "1 militare, potremo sperare di diradare le tristi nubi che oscurano il bel cielo deìla patria. Occorre che nell'esercito entri la convinzione della necessità di questa missione sociale dell'ufficiale, necessità ormai riconosciuta dovunque; la convinzione che tutte le nostre istruzioni a nulla varranno , se non sapremo conquistare il cuore dei nostri inferiori. S iamo costretti a ripetere idee già altre volte espresse; ma mai come ora fu opportuno il detto : repetita iuvan t., Nessuno potrà negare che in questi ultimi quindici anni lo spirito dell'esercito abbia subito una profonda modificazione
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L'AZIONE ED UCATRICE DELr,'ESERCITO
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per le mutate condizioni dell'ambiente sociale, le quali contribuirono a scuotere i cardini della disciplina: i sentimenti di subordinazione, di rispetto e di stima per i capi. È impossibi~e c~e chi vi ve ad immediato contatto della truppa non ab~1a rilevato questo doloroso fatto, specialmente in quei piccoli nonnulla della nostra vita, tanto più significanti in quanto che imposti non dai regolamenti, ma dal sentito ossequio per il superiore; in quei nonnulla ohe erano il più gradito premio, essendo prova evidente e palpabile dell'efficacia della nostra azione educatrice. È vero che le mutate condizioni dell'anima popola.re hanno reso il nostro còmpito sempre più difficile; ma alla difficoltà dell'opera poteva corrispondere un degno guiderdone, una di- · sciplina più salda,, perohè più cosciente. E la gloria di questa iniziati va, di sostituire alla coazione la persuasione e la ragione, avrebbe dovuto essere del nostro giovane esercito, che meno degli altri era. legato a vecchi e saldi pregiudizi, e che per il primo ebbe la fortuna di possedere un maestro, che ne additasse la nuova via. Ma mentre il Vero, scoperto e divulgato dall'acuta mente del compianto generale ì\farselli, era da tutti riconosciuto, tanto che non vi fu alcuno che, in questi ultimi venti anni, parlando e scrivendo di disciplina non s'ispirasse ad esso, pure in pratica diè limitati frutti, perchè, se condo il nostro debole avviso, non lo si considerò quanto occorreva quale princ.ipio ispiratore di tutta l' educazione del soldato, nè si volle accettarne tutte le conseguenze. Mentre le condizioni economiche ~ooiali, specialmente delle classi proletarie, veni vano grandemente migliorate per effetto del moderno industrialismo, cheochè ne dicano i collettivisti, e quindi cresceva nelle masse l'aspirazione ad un maggiore benessere, nell'esercito la vita della caserma, sia dal punto di vista dei bisogni materiali che di quelli morali contin uava ad essere quella di trent'anni fa, anzi sotto certi riguardi, per il gran peso dato alle esigenze finanziarie, peggiorava. Infatti molti · quartieri si trovano in condizioni di abitabilità, ed anche di genialità, che pur ha la sua importanza, ben inferiori di quelle di alcuni r eclusori; e- nei mi-
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gliori, in quelli di recente costruiti, ben poco v'è ohe alletti, che possa far nascere negl' individui simpatia ed affetto per il luogo ove si vi ve. In molti di easi manca perfino .un locale ove la truppa possa comodamente consumare il rancio, di modo che il parco pasto, che specialmente nella classe lavoratrice rappresenta un'ora di piacere e di ri poso, di venta qualche volta in caserma una cor-vee di più. Malgrado gli esperimenti ordinati dal Ministero della guerra, non si è poi ancora riusciti a dare 1n tutti i corpi al rancio quella necéssaria varietà, che pur tutelando i principi nutritivi occorrenti al vitto del soldato, lo renda più. gradevole, e quindi soddisfi ad una delle principali esigenze igieniche dell'alimentazione . E ciò, a nostro avviso, non si potrà completamente ottenere, se non coll'adozione, per gli acquisti delle derrate, del sistema attualmente in esperimento in Francia, ove dà ottimi frutti, oioè quello dell'acquisto diretto per parte dei Comandanti di corpo, togliendo così tutti quegl'interinediari i di cui guadagni vanno tutti a scapito della bontà e qualità dP.lle derra~e stesse. Inoltre mentre i partiti politici, nemici ~elle attuali istituzioni, cercano con tutti i mezzi di impadronirsi del cuore del soldato, i clericali allettandoli con piccoli. ed utili doni è divertimenti nei loro r icreatori, i socialisti catechizzandolo nei caffè e nelle osterie, non si è volut,o ancora prendere, per le solite ragioni finanziarie, l'unico provvedimento efficace per impedire queste funeste propagande ; cercare di attirare sempre più il soldato alla caserma. Occorreva istituire in questa sale di lettura e di ricreazione, ove la truppa potesse trovare tutte le distrazioni che è spinta a cercare al trove, in una a quella moderata libertà d'azione e di parola, compatibile colle esigenze delìa disciplina, senza la quale non può esservi allettamento. Questa necessità comincia ad essere ben compresa in Francia, ove non pochi reggimenti posseggono sale di lettura e di giuoco per la truppa, mentre la stampa onesta e patriottica li coadiuva, inviando loro libri, opuscoli, giuochi, ecc., raccolti a tale scopo fra i suoi lettori . N ell'a~rile scorso ne fu
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inaugurata una al 116° fanteria, a Vannes, con un attraente programma: musica, proiezioni luminose, fonografo e recita della nota commediola: La consegna è di 1·ussare; ed il comandante il reggimentp nel stw discorso inaugurale volle far rilevare l'interesse che egli ed i suoi ufficiali apportavano a quell'organizzazione, onde il soldato potesse, dopo una giornata di lavoro, trovare la sera il meritato riposo e svago, e riusdsse alfine a comprendere e ad amare il mestiere che la legge gl' impone. · Fortunatamente anche da noi, sotto un altro r iguardo, appare l'alba d'una ~ra novella. Le conferenze agrarie, dovute all'augusta iniziativa di S. M. il Re, non solo si sono oramai diffuse in tutto l'esercito, ma cominciano anche a scuotere quell'apatia, quell'indifferenza che è compagna inevitabile di ogni nuova istituzione, specialmente quando gli effetti non ne sono materialmente palesi, ma invisibili, imponderabili, come tutt i gli effetti morali. Però queste conferenze daranno pur sempre frutti limitati, se non saranno completate dalla organizzazione di campicelli sperimentali, ove il soldato possa non solo porre in pratica gl' insegnamenti ricevuti, ma anche trovare un'ut~le e piacevole distrazione alle esigenze del suo servizio. Ci è grato quindi inneggiare alla geniale iniziativa del generale Lazzari che, dando il più grande impulso a queste conferenze ed istituendo un campo sperimentale, mercè l'opera entusiasta ed intelligente del tenente R azMtti del 52° fanteria, è riuscito a lanciare, dall'estremo lem bo delle Calabrie, un esempio che sarà fecondo di ot· timi risultati, per0hè varrà più di qualunque altro argomento a scuotere lo scet,ticismo per l'utilità materiale e morale dell'insegnamento agrario ai soldati. La medaglia d'oro e la lettera d'encomio con cui S . E. il generale Pedotti YOlle premiare .l'egregio tenE\nte Razzetti, ed il plauso di t utti quei colleghi, che sono convinti e·ssere la questione morale una questione vit~le per l'esercito, gli siano d'incitamento a proseguire, col fervore del suo entusiasmo e della sua fede nella nobile p ropaganda. Presso tutti i quartieri, in tutte le piazze d'armi, noi vorremmo
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veder sorgere questi campicelli sperimentali, 1~ ?ui azione morale sui nostri soldati, in gran parte contadm1, non può . . essere discussa. È necessario quindi convincersi che base prmc1pale della nostra azione educatrice dovrà essere la riforma della vita della caserma, di modo che il soldato non sia più spinto ~ sentire come un senso di. liberazione appena ne po~~a fuor~ ·1 ·ede e sia costretto a riconoscere falso tutto 010 che di i pl , . . . . ' . ·1 essa gli susurra.no i nostn demgraton,. dispo~e~d~ c?s1 1 animo ad accogliere di buon grado 1 con::ngh, le 1strusu0 a· ioni. e 0o-li ordini di eoloro, che dimostrano i avere a scopo Z I principale della loro vita. 1~ c\ua d~l suo benessere. N' r e ~a~ opporre le difficoltà finanziane, ~1acchè se_lo_ Stato e l op~· n ione pubblica hanno trovato gmsto che s1 n solv~s:3e ultimamente la questione degli impiegati di un ser~1z1? p~b. 0 con ag(J'ravio di non pochi milioni per 11 b1lanc10, blw b . 'b come si potrebbe trovare ingiustificata_ ~na spesct 1. cm e~ fici potranno essere incommensurab1l1? Occorre m tutti ne . . d ·1 f, o una chiara visione delle esigenze de1 tempi, e 1 erm proposito di consacrar.si alla grande opera di rigenerazione nazionale, per sottrarre le masse popolari alle lusinghe ed alle mene dei partiti sovversivi. . La principale obbiezione sulla _o,pportt:nità dell'~ducaz1one morale del soldato, intesa nel prn ampio senso, e la ~ancanza di tempo. È indiscutibile che colle fer~e attu~h, le quali tendono fatalmente a diventa~e ~em~re piu brevi: non si potranno sperare da essa grandi frutti.' se non. sar.1 coadiuvata dai fattori principali dell' educaz10ne nazionale, la famiglia e la scuola. Ma ciò non toglio ch'e~sa non debba prendere nei nostri programmi d'istruzion~ 1~ p~sto che le spetta, giacchè i suoi frutti, pe~ ~uanto hm1tat1 ,_ sar~n_no sempre maggiori di <tuelli che s1 ricavano da tanti alt11 mseO'namenti di utilità molto discutibile, che si conservano per b sola forza di abitudine. Noi non invochiamo le radica.li -riforme desiderate ~a~l' ufficiale prussiano, autore del su notato opuscolo; ma e. m~egabile che anche nel nostro esercito si continua ad attnbu1re
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ED UCA TR!CE DELL'ESERCITO
u~'esag~rata importanza, perdendovi troppo tempo, all' ordme chmso, al maneggio d'armi ed alle parate. Il nostro regolamento non è certo -dei più semplici al riguardo, come può bene rilevarsi dal pregevole studio comparativo del capitano Pennella, testè editto {l). Mentre il regolamento d'esercizi austriaco riduce il maneggio d'armi alla più semplice espressione, prescrivendo solo la prescrizione di bracc-arrri, oltre quella di bilanc-arm noi abbiamo ben tre posizioni che richiedono simultaneità. di movimento, per insegnare le quali occorrono al minimo 2 setti~~ne sulle 8 dell'istruzione delle reclute. Ohe dira poi delle ng1de conversioni, delle difficoltà delle marcie in linea di fronte, della sin;metria e contemporaneità richiesta in tanti movimenti, ecc.~ Ma_ come se ciò non bastasse, poichè nei continui esperimenti an~uali l'ordine chiuso tiene sempre la prevalenza, non pochi c?mandanti si inducono a perdere ancora maggior tempo per msegnare cose che il regolamento stesso non ri-chiede, cose solo ammissibili trent'anni fa, come le battute dei piedi e delle mani in ogni movimento, la simultaneità in tutto il maneggio d'armi, ecc. Come può dirsi che manchi il tempo, quando vi sono an,cora dei reggimenti che fanno quattr'ore effettive e continue di piazza d'armi; quando ogni rivista e parata trae seco numeros~ ore di prerarazione e di esperimento? E guai se così non s1 facesse, g 1acchè esse sono ancora il principale elemento di giudizio sull'istruzione dei vari reparti. Si sente continnamente ripetere che la piazza d'armi è un _gra~de fattore disciplinare. È questione di proporzione -e d1 m1su~a. Nell'esercito, più che altrove, avviene spesso che certe idee assurgano a verità assolute e non relative e contingenti, sol perchè una volta furono riconosciute tali. Così fu di parecchie massime napoleoniche, e così è. a nostro avviso, anche di questo giudizio sul valore della piaz;a d'armi. , (I! St_tidio con:pan,iliv.? fra i 1·egolamenli di esercizi pei· la frmterici in Germania .Sv1..ze1a, l!aiw,, Francia, Russia. ed Anstria del c.1p itano G. Pirnrs.~1.A . '
L'AZIONE ,E DUCATRICE DEL.L'ESERCITO
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Trent'anni fa, qnando il soldato era un individuo ben poco pensante e cosciente, che facilmente riconosceva l'autorità dei capi, era naturale che il tenerlo per lunghe ore nella tensione di corpo e di spirito che occorre nella piazza d'armi, sempre pronto al comando ed al cenno del superiore, fosse un fattore di disciplina. Ma ora che egli già viene sotto le armi pronto a discnter~ l'autorità dei capi e l'esercito stesso, che cosa potrà giovargli simile addestramento, se prolungato oltre misura, se non a rendergli sempre più pesante la vita, tanto più che egli sa ormai distinguere se esso fa parte integrale, o pur no, del vero addestramento per la guerra? Ohe cosa avviene quando queste istruzioni si prolungano per varie ore? Non è più u~anamente possibile ottenere la voluta rigidezza ed uniformità; quindi l'ufficiale si trova nel bivio, o di punire, ovvero di chiudere un occhio, con grave scapito della disciplina che con quegli stessi esercizi si vorrebbe rafforzare. Infatti' nessuno può negare che la maggior parte delle punizioni disciplinari siano dovute alla piazza d'armi. Inoltre occorre osservare che le armi speciali non sono certamente meno disciplinate della fanteria, eppure non dànno alla ma· novra a piedi ed in ordine chiuso l'importanza ehe essa as5ume nella nostra arma; mentre tutte le altre loro esercitazioni non richiedono tanta uniformità, tanta rigidezza. Ed i cavalieri e gli artiglieri, sebbene abbiano un ser vizio più duro, mostrano minor disgusto per la vita militare. Ma quel che ancora è più strano, è che si finisce per tra· scurare tutte le più importanti istruzioni, che si riferiscono al vero addestramento per la guerra. Se i uostri lettori vor· ranno compiacersi di calçolare il numero delle ore dedicate a ciascuna di esse, dal momento in cui la recluta viene sotto le armi, fino alle manovre autunnali, vedranno che alcune restano appena abbozzate; e questa è la ragione principale ed unica della tanto lamentata deficienza nell'addestra· mento del servizio in guerra, massime in quello delle pattuglie. Occorre quindi riformare tutto il nostro sistema educativo, ponendo a base di esso il noto assioma, che non potremo
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sperare nell'agognata vittoria, se non avremo resi saldi e disciplinati i nostri soldati, e che non otterremo giammai la vera disciplina, quella che non muta per mutar di eventi, se non avr emo saputo conquistare i loro animi. Ma perchè il comandante di compagnia possa dedicare al· l'educazione morale della truppa coll'attivjtà voluta, e questa possa riuscire efficace, è assolutamente necessaria una riforma già altre volte invocata, la riforma dei principi dir:ettivi della nostra amministrazione. Allora notammo come là rigidezza dei sistemi amministrativi vigenti sia talvolta il principale tarlo della nostra opera educativa, perchè la ritenuta sul soldo, quando non imposta dal più indiscusso concetto di giustizia, è la puµizione più sentita e più irritante per il soldato. E queste ritenute, se si osservano i g ior· uali di contabilità, sono disgraziatamente troppo frequenti, giacchè la quota vestiario, massime per alcune guarnigioni, è insufficiente. L'esperienza acguistata in non pochi anni di servizio c'indnee ad affermare che se le varie unità organiche osservassero s3rupolosamente la prescrizione di avere i loro uomini sempre coll'equipaggiamento in perfetto ordine, atto a vari giorni di campagna, forse nessuna di esse resterebbe nei limiti :finanziari stabiliti. Di più questa rig idezza fa sì che il comandante di compagnia sia costretto a consnmare la maggior parLe della sua attività nelle cure amministrative, mentre esse, rispetto all'importanza assunta oggidì dall'istruzione <~d educazione delle truppe a causa delle brevi ferme e del mutato ambiente, dovrebbero essere riguardate come cosa del t uttò secondaria. Ma pur troppo non rare volte esse hanno avuto in pratica peso maggiore di qualunque altra nel giudizio sul valore degli ufficiali. Questa .missione educativa richiéde nei quadri maggiore cultura, e quindi maggior spirito di sacrificio e di abnegazione per acquistarla. Perciò forse sarebbe opportuno che cessas:;:e l'uso ormai in valso nell'esercito di voler a qualunque costo tener occupati gli ufficiali, anche se !'esigenze dell'istru. zione o del serviz1o non lo r ichiedano. P otrà sembrare alquanto ardita questa nostra idea, non avendo la fortùna di
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poterla rafforzare coll'autorità di un grado elevato , ma essa è frut to dell'osservazione continua di tutti i principali fenomeni psicologici della vita reggimentale. Le ferme attuali esigono dagli ufficiali, massime dagli ufficiali inferiori, tale un'esplicazione di attività fisica ed intellettuale, che non v'è alcuna ragione nè utilità di frustrarla quando non havvene alcun bisogno. Solo a-,rendo qualche ora libera potranno, se non tutti, almeno alcuni fra essi, dedicarsi all'aumento della propria cultura, preparandosi a diventa.re buo~i educatori. E questo risultato sarà indubbiamente molto prù proficuo per l'esercito, che se si fossero t enuti, come spesso avviene, semplici spettatori di una istruzione normale dalla quale nulla hanno da ap prendere. Nel nostro mestiere, più che in qualunque altro, occorrerebbe il sapiente impiego del tempo, eppure quante e quante ·ore non sono in esso perdute! · Ma l'ostacolo primo, capitale che incontra questa missione sociale nell'esercito, è la difficoltà della sua esplicazione, giacchè per quanto sia faci le la pr opaganda sovversiva, perchè lusinga le più ba~se passioni umane, altrettanto è difficile la propagaùda d'ordine, che deve scuotere le fibre più elevate dell'animo, quelle fibre che nelle masse popolari esistono solo . in potenza o non esistono affatto. . Essa richiede per parte dell' uffi ciale cuore ed intelletto, qualità che non mancano nel nostro esercito, purchè si sappiano stimolare. È specialmtinte nella formazione dei futuri ufficiali che questa missione dev'essere quale faro direttor.e di t utta la loro preparazione. . . Per poter comprendere esattamente e completamente 11 giuoco delle forze morali che intervengono nella guerra, non basta lo studio accnrato, analitico delle campagne, ossia dell'uomo in azione. Per i bisogni della pace e della guerra oc· corre conoscere l'uomo in potenza , la sua psiche, e ciò non può essere dato che dallo studio della psicologia. Questa scienza negli ultimi tempi -ha fatto grandissimi progressi, permettendo di realizzarne altri non meno importanti in altri -1-9 -
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rami, specialmente in quello pedagogico. Ohi può avere bisogno degli ammaestramenti della psicologia e della pedagogia più dell'ufficiale, che è destinato àl governo ed all'educazione di uomini, sia nei momenti normali della pace, sia in quelli eccezionali della guerra? Ma· ciò non. basta. Per dare opera efficace nella missione educatrice del popolo, occorre conoscerne · l'anima collettiva, ·cioè i pregi ed i difetti della massa, i suoi bisogni, le sue aspirazioni, ecc., il che non si ottiene senza ·~o studio delle scienze sociali, unito ad un profondo studio storico. Solo così potrà penetrare nei n ostri giovani ufficiali quella. convinzione, senza la quale non è lecit,o sperare buoni frutti da tutte le nostre istruzioni, cioè che il soldato è un essere pensante e cosciente, che va studiato in tutte le sue facoltà psicologiche, e guidato quindi secondo esse richiedono. A questa preparazione dovrà andar congiunta, per parte dei gradi superiori della gerarchia, la necessaria spinta perchè penetri nell'animo di tatti la convinzione che negli ~serciti attuali più che per il passato la più perfetta istruzione professionale a nulla vale senza l'educazione qell'animo, che le moderne società, e specialmente il nostro paese, attraversano un pericoloso periodo di crisi, che sarà solo superato coll'educazione del popolo, alla quafe devono attendere tutte le istituzioni, e specialmente l'esercito, palladio dell'ordine sociale. Solo così si potrà sperare di opporre la, più valida diga alla triste e torbida fiumana d'odio scatenata dai partiti sovversivi, ii.umana che minaccia di preparare alla patria i più tristi eventi, e di cui già si vedono i frutti, da una parte coll'arresto dell'ascensione economica del paese, e dall'altra col provocare in seno all'esercito gli ultimi avvenimenti, che per quanto d i nou grave importanza, non possone non far sanguinare il cuore dei veri cittadini e dei soldati. LORENZO FERRAllO capitano di fantur·ia ,
IL SENTJM8}NTO RELIGIOSO NELL'ESERCITO
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Sebbene l'aro·omento sia tutt'altro che nuovo, e molti si t:, . sieno di esso occupati mostrando i danni portati all'esercito ed alla na,zione dalla mancanza dell'opera della religione, io non credo superfluo ritornare su un argomento . vecchio, ma pur sempre nuovo. Il per iodo difficile di riforme sociali che attraversiamo, le presenti condizioni piene di miuaccie latenti ò pale.s i, ma perturbatrici e insistenti, il progresso umano inesorabile nel suo cammino, le utopie di molti illusi, lo sfruttamento dell'ignoranza fatta da intellig;enze squili' brate se non malvagie, la tendenza ad, ottenere con la violenza materiale e con la rivolta, ciò che possono dare la persuasione, la calma e la tenacia, tutto ciò costituisce un ambiente terribilmente ammalato. Sta quindi a noi, educatori della rn1zione, cercr,re con tutte le forze e co'n tutti i mezzi leali d i agire sui giovani elementi che Ja nazione ci manda, allo scopo di distr11ggere ciò che nel cuore v'è di ammalato e d i corrotto, completando se già esiste, o sostituendo se manca, il còmpito educatore della famiglia e della società. La fede religiosa veramente sentita, qualunqué sia il suo significato, ·qualunque forma e concetto la rivestano, è una molla potentissima, incentiv,o grandissimo di ogni virtù e sper.ialmente nel rispetto militare. La storia di ogni popolo e di ogni tempo, oltre questa vet-ità, dimostra che ove non è religione non può esservi amor di patria sincero e profondo. Carducci, inaugurando il n uovo. palazzo della Repubblica di San Marino, in uno squarcio magnifico di prosa, così si esprime:
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IL SENTIMENTO R1'LJG!0SO. :-IELt,'ESERCtTO
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. I L SEN T IME~TO RELIGIOSO NELL ESERCl'l' O
« Odio vecchio ad una superstizione pestiferamente tirau-
« nica, orgoglio nuovo di osservatori troppo fidati nelle v it« torie del naturale esteriore, hanno quasi'diseducato le genti « latine dall'idea · divina, ma nè scelleranza di sacerdoti, nè « oltrecotanza di so:fi sequestrerà Dia° dalla storia. - Dio, « la più alta visione a cui si levino i popoli nella forza di « lor gioventù, Dio, sole delle menti sublimi e dei cuori ar« denti, come il sole dei pianeti per le costellazioni favo« leggiate, passa, per le forme delle religioni, unico ed uni« versale Dio delle genti » . ·E più avant i : « Ed è Egli che « spira il trionfo sulle trombe di J osna, Egli è che sospinge « nell'Egeo le navi di Temistocle, che annunzia a Roma « trepida~te i re oppressi su 'l lago Regillo, che percote « di spavento il cavallo del Barbar ossa a Legnano, e a lui « avanti e dopo la vittoria s'inchina i mmacolata di diadema « la fronte di vVashinghton. Guido Cavalcanti va cercando « se Dio non sia, ma tra le arche dei morti; mentre Dante « A lighieri ai mor ti, ed ai viventi, e .a' non nati annunzia « che Dio è e trionfa, lo annunzia co 'l più alto dei canti « umani, che solca come un fiume di luce le barbarie e le « rompe. All'anima infelice di G. Leopardi tramonta tra gli « spasimi dei deboli nervi l' idea di Dio: alla sana e sR.ldiL « anima di G. Mazzini, Dio favella· nel carcere di Savona « e lo trae sn 'l Campidoglio, Ezechiele d' Italia. Ove quando « ferma e serena rifulge l'idea divina, ivi e allor a le città « surgono e :fioriscono; ove e quando ella vacilla e si oscura, « ivi e allora le città scadono e si guastano (1) ». E d è così; la relio-ione di una nazione, il modo come essa è sentita ed t:> applicata, è il fatto principale uhe la riguardi, e così importante che se vogliamo studiare intimamente una nazione, dice Carlyle, è necessario prima di ogni altra cosa studiare la sua religione. E per religione non si debbono intenderE1 le credenze della fede che un uomo professa, g li articoli di fede che con le parole o con le azioni propugna, le manifes tazioni esterne ed apparenti, ma quel sentimento che no(!)
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Da un-articolo pubblicato nell:1 1Jfi.ne1·va qualche anno fa.
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bilita l'anima, e schiude il cuore alle più nobili azioni, rendendo.c i buoni, for ti e umani nel vero senso della parola, int endo quel sentimento il quale ci fa sentire nella c_osc~e~za un altro io, che guida e giudica tutte le nostre az1om, m_tendo la maniera con la quale un uomo sente d i essere spiritualmente leo·ato al mondo inYisibile, a questo ignoto, che 0 poco importa, si chiami Natura; Amore, M~stero, ?ita, ?io, 1\ifaometto, Brama, Budda, è potente, sublime, misterioso. Sentite Smiles che aosa scrive: « In molti la religione consiste tutta in parole. Per ci6 « che concerne le parole noi facr.iamo ciò che crediamo giusto. « Ma di rado le parole conducono all'azione, al pensiero e « a lla aondotta, o alla purezza, bontà ed onestà. Ci si dedica « troppo alle apparenze nella religione e pochissim?· al la vor_o « entnsia§ticÒ e difficile. S i fa un gran leggere d1 cose reh<< o-iose, ma la vera religione incorporata nell'umano.carattere << : nell'azione, è più ist ruttiva d i mille volumi dottrinali. Che « vedete voi da ogni parte, se non una profonda indifferenza « intorno alla fede ed al dovere, un ardore del piacere e del« l'oro atto a procurarvi tutto ciò che desiderate? Ogni cosa « può comprarsi; coscienza, onore, religione, opinioni, digni~, « potere, considerazione, lo stesso rispetto ; immenso naufra.g10 · « di tutte le verità e di tutte le virtù. Il barone Stoffel dele« O'ato a fare una relazione sullo stato delle opinioni e della « ~orale in Prussia, comparate con quelle della Francia dice « tra !'altre cose: Inoltre volgete lo sguardo di là dalle pa<< reti domestiche, date un'occhiata nei licei, nelle scuole, nei « collegi e osservate ben che cosa vi si faccia per isvolgere « nei fanciulii il rispetto ai loro genitori, la stima, il dovere, « l'ubbidienza all'aut orità ed alla legge e sopra tutto la fede « in D io? Niente o quasi nient.e! Per conseguenza ogni anno « introduciamo nell'esercito un contingente di g iovani, la « 1nago·ior parte dei quali sono aff~tto privi di principi re<< liO"io:i e di sana mor alità e che :fin dalla loro infanzia fu. o ' « r ono usi a non ubbidire a nessuno, a d iscutere ogni cosa, « ed a non rispettare nulla. Eppure vi hanno persone le· « quali pretendono, che tutt9 ad un tratto noi possiamo, non
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« appena entrano nell'~sercito, assuefare alla disciplina questi « g iovani indisciplinati e senza princìpì. Codeste persone non <( sanno che la disciplina nell'esercito, altro non è che la di« sciplina nella v ita privata, cioè il sentimento del dovere, « l'ubbedienza ai superiori, i l r ispetto ai principi d i autorità « ed alle istituzioni vigenti ». La vera religione, ha detto il Cecil, è la vita, la salute e l'educazione dell'animo, e chiunque veramente la possiede è rafforzato con speciale incoraggiamento per ogni buona parola e per ogni b uona opern. · I pensieri sono in genere generatori di azioni, i sentimenti di pensieri, e siccome non v'è d ubbio che la rdigione, unendo l'invisibile allo spirituale e l'apparenza alla realtà, generi dei sentimenti, si può con qu esto sorite d ire, che fo la religione la prima spinta all'azione. Ebi·ei e Romani furono religiosissimi; Cristiani e Mussu lmani nella opposta ed indomita fede, dalle prime crociate a lla sangui nosa bat,taglia cli Lepanto, diedero origine ad epiche lotte; e così gli Ugonotti ed i segnaci di Oliviero Cromveil ; i Valdesi ed i loro prodi avversari Lit vita è lotta e ·dalla lotta nasce il progresso e la civil tà. Sentite il Bongl1i che cosa dice a proposito del sentimento r elig ioso: « N ou v' ha altro sentimento che più d el religioso « muova gli animi, vi penetri dentro e profondamente li « scu ota; n essuno che gli ecciti più a un pensiero efficace « o risoluto, maschio, profondo e imperterrito ». E lo Charcot, vanto della scienza francese, e a cui si devono gran parte d ei progressi fatti dalla F isiologia e dalla Patologia del sistema n ervoso in quest'ultimo ventennio· disse : « La « fed e è :fiducia, crndenza, snggestibilità, capace di prodnrr e << il miracolo dell'eroismo come produce i l miracolo della « guarigione ». Infatti dopo diversi anni d i resistenza non vediamo noi forse un pugno di eroi, .là nell'estrema penisola africana, con la Bibbia alla man o, acquislià.re tale indomita forza e coprirsi di gloria innanzi al mondo, e resistere con la forza rafforzata dalla fede, alla più potente nazione del mondo? Oltre che 11 colpi d i fucile, Inglesi e B oeri si bat-
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tono, mi si passi l'espressione, a colpi di versetti della B ibbia, e dico ciò per dimostrare che anche g l' Inglesi sono religiosissimi e trovino per t ale causa la più grande spinta all'eroismo. Gordon caduto sotto le orde del Mahdi a Kartum, con la Bibbia tra le mani, non ci ha forse dato un ammirabile esempio di eroismo, originato dalla\ fede a.rdente e dall'amore religioso~ E Canaris Costs,ntino, uno deg li eroi dell'indipendenza greca, non fu forse nel sno eroismo rafforzato dalla fede? Quando nel 1822 incendiò la flotta turca, il suo primo pensiero non fu forse quello di andare con la moglie in chiesa a ringraziare Iddio e pregarlo ancora ? 'r olstoi h a così descritta la fede religiosa nell'esercito russo: « In capo al corteggio sulla strada polverosa, la fanteria mar« ciava a testa' scoperta col càlcio dei fucil i in aria; dietro « di essa sen tivasi i cant i religiosi, poi veni van o il clero n ei « suoi abiti sacerdotali, rappresentato da un vecchio prete, « i diaconi, i sacrestani ed alcuni cantori. Parecchi soldati ed « ufficia.li portavano una g rande ìmmagi~e ch'era.si portata (< v ia da Srnolensk o, e che, dopo ' d'al-lora seguiva l'esercito. « A si11istu, avanti e dietro ca-ruminava, correva es' inchi nava « :fin a terra la folla dei militari. Finalmente la procession e « giunse alla sommità della collina; i portatori dell' immagine « si scambiarono, i sacristan i agitarono i loro turiboli e il « Te Deum incominciò. D urante il Te Deum, malgrado la pre« 8enza del comandante in capo, che aveva stornalo l'alten« zione clei generali, i soldati contin:uarono a pregare sen za « lasciarsi distrarre. F ini to il Te Deum K utuzo:ff baciò l'im« magine, i generali lo imitarono, poi g li ufficiali, e dopo di « essi i soldati spingendosi ed urtandosi gli uni agli alt r i ». Ed è così. Se volete ti·ascurare le masse, se volete che esse vadano serenamente incontro alla morte, dovete far sì che nei cuori, insieme al sentimento patrio, non si spenga, non muoia completamente qualsiasi sentimento religioso. Guardate le r~zze nordiche, che ci dànno continuamente i più belli esempi di fede nell'avvenire e di vitalità, con quan ta cura gelosa mantengono il sentimento e le tradizioni religiose ? Dumas
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IL SEN'l'lMENTO RE L IGIOSO NELL'ESERCI'rO
IL SENTIMENTO RELIGIOSO NELL'ESERCITO
« vi dico di obbligare i soldati a confessar,,i e a comunicarsi. « Tutti cattolici e non cattolici credono in un Dio solo, e « nei suoi comandamenti, basi di ogni morale e civile ordi« namento. Non si tratta perciò che di un servizio divino « qualsiasi, al quale tut ti possono assistere, senza fallire alle « proprie rispettive credenze. Nè mi pentirò mai, quando era,~ vamo in Crimea, e le operazioni d i gnerra lo permettevano, « di aver fatto celebrare la messa al campo. So bene, che~ taluno, da lontano, se ne burlava, ma i soldati ci andavano « volentieri e non meno rispettosi vi assistevano Inglesi pro« testanti Russi scismatici e moltissimi Turchi » . , ' Ed altrove: « Se togliete in un paese ogni importanza al sentimento « religioso, il sincero e puro patriottismo, cederà. il posto « ad un patriottismo alterato e calcolato, per degenerare « ben presto in un egoismo più o meno dissimulato. Vedete « con quanta arte strategica sa maneggiare il sentimento « religioso l'attuale imperatore di Germania, quantunque di « Tedeschi vi · sieno quasi in egual numero protestanti e « cattolici. Ogni cosa colà è anzi a:ttribuita alla Divina Prov« videnza, a cominciare dal trono imperiale ». Anche il generale Oialdinì, resa Gaeta, si giovò della religione, perchè un sentimento superiore, divino, dissipasse i sentimenti di \ ma lotta civile e per affratellare i due eserciti, entrambi ital~ani. :F'ece erigere un altare sulr istmo ed invitò t~t,ti ad un solenne servizio funeke in suffragio dei caduti, e per deporre, all'ombra della sacra bandiera d'Italia, ogn1 rancore sulla fossa di coloro eh' erano morti. con le armi in pugno per il compimento del proprio dovere. Dove decade il sentimento religioso ivi è anche profonda la decadenza morale e deboli i l progresso e la civiltà. La r ivoluzione protestante, che staccò un terzo dei cattolici dal grembo della Chiesa, ebbe origine dalla profonda corruzione sociale di quei tempi. E la corruzione della società fu caus.a ta principalmente dalla corruzione del clero e dei signori, dal loro vivere mondano, e dalla nessuna cura per le cose religiose. Ohi non conosce di quale forza viva non disponga
· parlando dei Prussiani diceva: Sapete perchè costoro (i Prussiani) ci battono malgrado gli eroismi particolari e individuali dei , Francesi? Perchè es$i credonò a qualche còsa e noi non crediamo più a niente. Noi abbiamo. tutto deriso . , tutto insultato. E non parlo di Dio cui abbiamo dato il bando e che il Re Guglièlmo ha ripescat o a suo profitto. E come se ne serve! e come lo fa g iuocare, e come lo cava fuori dalla sua tasca al momento opportuno! Sentite il poeta d'Italia che cosa dice, rivolgendosi a Dio in questi versi d'una dolcezza sublime: Anch'egli è morto, come noi morimmo; Dio per l'Italia. Rendine la patria A i morti, a i vivi, pe 'I fumante sangue Da tutt'i campi, Per il dolo re che le regg·e agguaglia A le capanne, per la glo ria., Dio, Che è nell'ora. A quella polve eroica fremente A qu esta luce angelica esultante Rendi la patria., Dio ; rendi l'Italia A g l' Ital~an i.
E altrove: Un oblio lene de la. faticosa Vita, un pensoso sospira.l· quiete, Una soave volontà di pianto L'anima invade. 'faccion le fiere e gli uomini e le cose Ros~o il t.ramonto ne l'azzurro sfuma Mormol'an g li al ti vertici ondeggianti Ave Maria.
Sentite ora un soldato, il generale Alfonso La Marmora, che cosa seri ve sulla religione : « L'abolizione della messa, nelle nostre popolazioni, fece « pessimo effetto. ·Non solo le popolazioni rurali, ma t utte « quelle che vivono di stento e di lavoro, e che sommirii« strano i migliori soldati, amano la lor o chiesa e ei vanno « volentieri. Ma si dirà che nei reggimenti vi sono prote« stanti, scismatici, israeliti ecc. Ma ciò che importa? Io non
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il popolo russo, popolo non è molto ancora selvaggio, mentre ora (ed il progresso è continuo e gigante) le scienze, le arti e le lettere hanno raggiunto in breve volg~re d'anni le vette più eccelse? E la causa di ciò de.ve ricerca,rsi nel fatto per cui in tutte le classi. sociali si mantiene ardente la fede ' che ricorda qnella dei primi neofiti cristiani. Anche R obespierre, nel periodo del t errore, stimò necessario dare alla politica ed alla morale l'appoggio delia religione, facendo proporre al comitato di salute pubblica per mezzo di Saint J ust e di Couthon, un rapporto in favore delle idee :ruÒrali e religiose, Il 18 fiorile (anno II, 7 maggio 1794) salito alla tri buna della convenzione, dopo avere dimostrato l'esistenza di Dio e affermato esser e l'immoralità base del dispotismo, fece approvare u n decreto in cui il popolo francese riconosceva: I° l' esistenza dell' Ente S upremo e l' immortalità dell'anima; 2° il culto degno dell'Ente Supremo consistere nello scrupo- : loso adempimento dei doveri dell'uomo ; 3° l'istituzione d i apposite fes te per richiamare l'uomo al pensiero della divinità ed alla dignità del stw esserd. Ed ora che cosa abbiamo noi sostituito all'influsso benefico della religione? Ora l' istruzione morale, nonostante le parole sante del regolamento, nonostante una profonda persuasione in quasi t utti gli animi ad elevare il morale del soldato, educargli l'anima ~ fortificargli · il cuore, non è fatta come è necessario, nè ha l' importanza che dovrebbe avere. La forza morale è la forza principale degli eserciti ha detto Dragomiroff e Napoleone lasciò scritto, che la forza morale sta alla materiale come 3 ad 1, aggiungendo che in guerra tutto è questione di morale. Ebbene quale forza morale più grande di quella di Dio? Quale idea più sublime cli r iunire in uu solo concetto Patria e Dio? In altre nazioni, che la sanno più lunga di noi, non è così, ma noi che pur dovremmo imparare tante e tante cose dagli altri, non ce ne diamo per intesi: Indifferenza, noncuranza, s·cetticismo invadono tutte le classi, e la forza morale tende sempre a diminuire. Noi lat.ini ci crediamo, ma nou è vero, più ardenti, più capaci d i grandi cose degli altri popoli a noi vicini. Léi fan-
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tasia è in noi più viva e ci trasporta, ma disgraziatament~ la costanza non ci è compagna n elle azioni. Molti di noi rapiti, fr ementi, ascolt ano con enfasi le pa~·olone deg_li oratori da piazza o peggio, senza curare la piaga cromca ed insanabile che i libri sovversivi, le idee insensate lungamente discusse nei caffè, nelle piazze e nelle mille società (spesso semenzai di d iscordie e di ~alum~ri) fanno nei_noatri cuori. Noi non curiamo le .utopie bugiarde e fallac i che corrodono il cuore dei nostri cittadini e poi dei nostri soldati, quando questi cittadini d ivenuti soldati si troveranuc'. a contatto t ra loro ed assieme a quelli non ancora corrotti dalle idee sovversive, e che sarà facile di traviare. « Noi lasciamo spesso indifferenti, che la bestemmia più « volo·are corra consciamente sulle labbra dei nostri soldati, « e s;esso con il rimprover:o acerb~ ed infruttifero, che il « nostro regolamento proscrive, e che il nostro labbro do« vrebbe r ipudiare, d iamo con la collera, non sap,uta rcpri« mere, il triste esempio dell'imprecazione » (1) . E una valvola di sicurezza, la bestemmia, vi dirà il :fisiologo, ma ciò non toalie che sia una triste abitudi ne. La persona colta e d'anim~ nobile ed elevato non può non rifoggere dall' imprecazione rivolta alla più sublime idealità umana, Dio. Noi non ci avvediamo o non ci curiamo che i più tristi beffegg ino coloro che ancora credono a qualche cosa, ìasciando inconsideratamente che la corrnzione ed il dileggio divampino. Così, da una parte le idee sovversive, le mille società, gli oratori che pescano nel tor bido, le t risti condizioni economiche, dall'altra nessuna sana id e':L morale, nè vero e sincero sentimento religioso che freni le passioni ed i vizi e adagio, lentamente come la goccia : he fo ra il granito, si minano le istituzioni ed i principi che reggono l'esercit o. Il Reaolamento di disciplina dice che si devono rispettare le cos: sacre, ma non basta inculcare questo al soldato. Ogni giorno vi è un certo n umero di puniti i n ogni reggimento {i) Ar ticolo <i ella ,J/inei·o<i.
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per mancanze, che hanno spesso un'importanza molto relativa, ma io credo che da molto tempo npn sia stato formulato non dirò u n biglietto di prigione, ma neppure di consegna per una bestemmia. Ma allora, domando io, perchè si strilla tanto, e si cita su tutti i toni questa benedetta forza morale? La forza morale costituisce il principale ed il più attivo degli imponderabili della potenza militare, ha detto Moltke, ma come ho già detto, quale forza morale più grande d i quella religiosa? Quale forza può dar e maggior· mente il coraggio del cuore, che non ragiona, che non v acilla, che va cieco, dritto, fulmineo d ove si sente il grido di chi muore, dove si soffre, dove è necessario fare olocausto della vita! Che volete che faccia la gran massa del popolo quando abbia p13rduta la credenza in. D io1 Essa che di Dio vive, che tutto attribuisce, lieta o rassegnata, a questa potenza misteriosa e sublime? Nessuno potrebbe certamente affermare con solide ragioni · che gl'innumerevoli sistemi metafisici panteistici e materialistici valgano meglio dei sistemi teologici, ma nessuno può negare, che questi ultimi di fronte alla pratica si confanno meg lio all'indole ed all'educazione dei pit\, ed assumono una. fun zione morali:;,;zatrice e consolatrice d'inestimabile valore individuale e sociale. L'in temperanza, l'i mmoralità, la crudeltà e la corruzione non furono forse soggiogate dalla po· tenza della fede religiosa ai tempi del cristianesimo? I mmaginate d'infrangere questa molla potente e ditemi in che modo potrete sostituirla. Avrete distrutto, ma non sarete riusciti ad edificare; volevate rifare delle coscienze e vi avete portato lo scompiglio, il malcontento, qualche volta la disperazione. La r i voluzione francese, che pur fece tante belle cose, in tante altre errò. Fu errore p retendere che gli uomini si accontentassero del solo cul to alla dea Ragione. L'anima. umana ha bisogno di ben altre idealità nelle su~ manifestazioni e la pover a I ddia ebbe infatti ben poca vita. Facci amo con la coscienza · tranquilla di chi sa. fare del bene che il nostro soldato senta qual-
a nominare Iddio, all'infuori dei moccoli e dei sacra.ti che vo lt · · t 11 che l'ira e· il risentiment~ provo~ano _a~ ogn~ ista_n ~ su ~ labbra facili al turpiloquio, degli u ltmn stati s~ciaL, pur_ misti nell a nostra o-rande famiglia. Cerchiamo che 11 tropt~o oldato nel periool~ attinga ardimento anche dalla nos r o s d · l' d· 1 forza in lui latente della cred~nza n~ll' «. a 1 l , a )> • l .~ue mondo sconosciuto, da cui nessun viaggiatore e ma1 i_1to~nato, e di cui alla nostra intelligenza non è dato scopr_1re il blime mistero. Facciamo che il nostro soldato. non s1 ver: s:g ni della fede semplice ed in?en~a de' suoi. avi, s?l. p~rch~ ~eme il disprezzo ed il dileggio d1 quattro imbecilli igno ranti, e comprenda che invece d i dispre_zzarla'. deve_ renderla sempre più forte ed elevata nei ~uoi fin~. Curiamo m:fi~e che la sua fede abbia modo di man1festars1 pur~ e semph_ce col consenso dei superiori e principalmente col nspetto de1 com· . f: di pagm. Nelle nostre caserme si fa la morale qua~d_o s1 _a, m~ Dio non si parla mai. La burocrazia, l'ammm1straz10ne, i lat h . to una panca. rotta, un .. vori contabili, un cappot o ma.cc 1a , . . . .a 1 t t t ueste p1ccmene, tutte muro sporco un altro n ato, ,u e q queste miserie della vita, che semp~e esisteranno ~er .quanto si str illi e si ordini, tutto questo, ripeto, assorbe l ammo del capitano il quale vuole vivere tranquillo e senza seccature. ' eh· · i Ma doi Cl pensa . , L'istruzione morale che cosa vale 7. mando io : È questo il còmpito del capitano? opp~re e _quel~~ di educare i suoi uomini come un padre educa i suoi fì.gh_Mi si dirà che tutte queste piccolezze da me accennate minano esse stesse il còmpito del capitano, ed io non po~so ~egarlo, ma certo è che l'istruzione morale, il ~ra:e ~o mp1to di educar e i fio- li della nazione, è larvato e msign1ficant~. 0 sosti-, Tutto si riduce ad. un puro f'orma1·1smo e l'apparenza . . l lt' M quando l'apparenza sostitmsce la realta . t msce a rea a. · a ivi allora (le belle arti, le lettere, le scienze lo han~o se~ pre . . . d cl' t morale e la d1struz10ne , dimostrato) comrnc1a 1 1 eca 1meu o di ogni progn~sso civile e sociale. Il soldato che ha per co~. ·fi · h d e sentire pito della sna vita. il dovere ed il sacri c10, e ev in sè doti d'inestimabile pregio, perchè egli possa essere al-
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zione, dal suo addestramento, ma principalmente dalla sua educazione, un valore grandissimo ma ben differente dal nostro, poichè noi dobbiamo guidarla ed essere il principio dirigente ed essa la parte esecutiva. Solo quando il soldato abbia uniti nel suo cuore i nomi sacri di Dio e Patria, a.llora solamente egli andrà serenamente incontro al pericolo, le masse saranno obbedienti ad un nostro cenno e noi non potremo chiedere di più. Dio vuole da voi questo sacrificio, Dio è con voi e v'aiutà; ecco quello che dovremmo dire, ed il soldato sentire profondamente nel momento del pericolo. Ma fin che di D io non s'udrà nelle caserme che l'imprecazione, fin che il buono e forte soldato della campagna sarà fatto segno alle beffe della feccia ignorante e sbarazzina della città, 801 perchè le sue labbra hanno seralmente mormorato delle preci, fin che un po' per l'incredulità ed il cinismo, un po' perchè la parola cattiva s'insinua più facilmente della buona, i tristi avranno g uastato l'elemento buono, fin ohe la società moderna eon ut opie ed idee malsane di· struggerà t utto quanto di buono e di bello può dare il cuore umano; oh! non pretendete di avere uu uomo che innanzi al pericolo faccia consciamente sacrificio cl i sè.. Quali vantaggi otterrebbe la disciplina dal propagarsi di sane massime _morali e religiose nei nostri soldati! Come ognuno compirebbe meglio il proprio dovere, ooml'I si sentirebbe più forte l'autorità del superiore senza bisogno così spesso della disgustosa coazione, come più potente si svilupperebbe l'affetto, altra molla potentissima di cui ha bisogno la nostra grande famiglia. Non bigottismo, no, ma religione vera,' sincera e profonda io intendo, quella che agisce sul cuore, rigenera le anime, fortifica ogni buon sentimento. Il soldato ed il marinaio tedesco sono provveduti di un libriccino, in cui sono raccolte delle semplici e nobili preci, per le diverse circostanze in cui un militare può trovarsi e sentire il bisogno di rivolgere il pensiero a Dio. Non esiste solamente la preghiera dopo la sconfitta! Perohè . non si potrebbe seguire questo esempio anche da noi, oppure ~ggiungere un' appendice di questo genere al
l'altezza del.la sua missione, che deve essere ubbidiente, disciplinato, ardito e generoso, ha bisogno assoluto di una forza moralé grandissima, che lo guidi e lo sostenga. Qualcimo potrà obiettare che il coraggio si ha e non si ha, ma nessuno può certam ente negare che il coraggio si acquista· sotto la spinta d i sentimenti speciali e con l'educazione del cuore. Il brigante che a sangue freddo od in conflitto ha ucciso tante petsone, travestito da soldato, può essere benissimo un vile, che domani scappa alla prima palla eh~ sente :fischiare, e n on ha il coraggio di salvare uu compagno, che sta per morire. Il soldato ha bisogno quindi, direi, d'un coraggio speciale, il vero coraggio, quello che proviene dall'educazione del cuore, ohe non conosce ostacoli, che ha per còmpito l'abne- · gazione ed il sacrificio. Nel momento snpre{no del pericolo, quando .l a morte sarà innanzi ai vostri occhi, terribile, inesorabile, quando ad ogni intelletto si as:-ocierà il cupo pensiero dell' « al di là », di che cosa volete voi parla1:e di più alta e nobile cosa: che di Dio e della Patria? E lo potrete voi fare quando mai avete ·fatto risuonare al suo orecchio il nome di Dio, nè egli stesso s'è mai curato d i pensarvi? Come volete che per la trascuraggine di ogni pratica e forma esteriore, per l'ambiente in mezzo a cui avrà inteso spesso nomi osceni · e parole impudiche, beffarde, egli possa temprare il suo animo nel sentimento religioso? Voi mi potrete rispondere, cita.udo i grandi scettici infelici, che la fede si ha e non sì ha, ma io dirò che la teoria dell'essere o non essere non può applicarsi alla nostra massa popolare, che il nostro soldato o, per meglio dire, il nostro popolo, facilmente crede a qualche cosa sia, per l'educazione ricevuta, sia per l'istruzione che possiede, trovando così nella r eligione conforto e calma alla sventura ed al dolore. · P er noi ufficiali la forza morale può essere la coscienza del proprio valore, può essere il complemento indispensabile di quella intellettuale, ma il soldato, parlo della massa, non può essere considerato alla nostra stregua. La massa ha nel suo insieme un valore proprio, dipendente dalla sua istru-
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libro per il soldato, che dovrebbe essere .dato gratis e dovrebbe essere il suo vangelo? Perchè, ad esempio, non si rende più solenne la funzione del giuramento? Perchè nou si fa una funzione religiosa e si giura alla presenza del Santissimo Sacramento invece di gridare quella sola parola « giuro », spesso anche alterata?! Quando si giurasse innanzi ad un altare, anche improvvisato, io credo che anche i più malvagi sentirebbero qualche cosa agitarsi nel petto. Perchè si è tolto il saluto individuale al Santissimo· Sacramento? Non crediamo forse tutti in Dio cattolici e protestanti ? Perchè abbiamo tolto il cappellano nell'esercito, mentre nella marina c' è ancora? O do.u ne di Saragozza, voi che sotto l'impulso religioso deste tale esempio di coraggio da essere ricordate a caratteri di fuoco nella storia delle umane virtù, voi dagli occhioni neri, affascinanti e dal cuore ar~ dente, dite, se quando non c'è Dio, ci può essere la donna! - « Ma quando non c'è la donna manca la famiglia! Quando manca la famiglia manca la patria! Quando manca la pa·tria mancano gli ·uomini! » (1).
L'ORDINAMENTO GIUDIZIARIO MILITARE
Lume non è, se non vien dal sereno Che non si turlla ma i, anzi è tenèhra, Od 0111bra d ella carne, o suo veneno. OAI\TE - Par adiso, XIX .
Insieme ai proget ti dei nuovi codici mili~ri, penale e di procedura, era nella passata sessione sottoposto _,al Senato, e vi dovrà r itornare presto, anche uno schema d1 l~gge sull'ordinamento giudi7.iario militare. Quando abbiamo ·dato ai nostri lettori notizia della riforma dei codici (1), n on abbiamo omesso d i accennare ai legami che esistono tra la riforma stessa e quella dei tribunali militari, ponendo in rilievo come la. prevalenza di uno piuttostochè di un altro sistema nella compilazione del codice penale dovesse infl.uirt sul~a ~r~anizzazione deo-li enti chiamati ad applicarlo. E gumdi indubitabile eh: il problema, del quale ci occupiamo, è destinato n.d avere nel Parlamento un'inter essante discussione, che auguriamo preceduta da studi sereni e profondi, dei qua~i in questa materia esso ci ba dato già per lo addietro _Iu_m1nosi esem pi. È del pari certo che g li avv~rsarì delle 1st1tuzioni mjlitari, che comprendono tutta l'importanza d1 un~ opera di demolizione dei tribunali militari, i giudicati d~i quali hanno un' influenza gravissima rispetto al manteni mento della disciplina nell'esercito e nell'armata d i mare, concorreranno largamente alla discussione e non lasceranno intentata cosa alcuna per ottenere, che il risultato risponda possibilmente ai loro propositi.
A NNIBA.LE COLLI V1GNARELLI Tenenti/ 5 -1• (a,nter i<<. (,!)
Artico lo già ci tato della ,!liner va.
(-1) Rivista. ·m ili tare Ualiana, J.900 -
I nnovi cocl ici mil1tari.
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)
ANKO XLVII.
11 p rogelto del cod ice pcn3J e militare; i90l -
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L. ORDl NAil!ENTO GlD DlZIARIO ",flf.ITAHE
È perciò molto interessante per noi di f ormarci un concetto esatto della portata della riforma, che il Parlamento sarà chiamato ad esaminare, e cli chiarire sin d'ora alcuni punt i principalissimi della 'questione, sui quali più vivo risulterà il dibattito, Cominceremo col riassumere, in base alla relazione ministeriale, in che cosa l'ordinamento proposto coll'ultimo progetto differisca dal vigente, Lo diciamo subito, il progetto non contiene importanti innovazioni; ·esso anzi si basa sul concet to di mantenere l'ord inamento attuale, del quale la relazione ministeriale ricorda i pregi intrinseci e gli ot timi risultati pratici. I pochi ritocchi all'ordinamento vigente dal Governo proposti erano i seguenti: L Si estendeva all'esercito il sistema, già adottato per la marina, di far giudicare dal tribunale permanente anche gli ufficiali subalterni, e, quando trattisi di capitani o di ufficiali di maggior g rado, di modificarlo in guisa che il presidente fosse superiore di due gradi all'imputato, ~re giudici superiori di un grado e due a lui eguali in grado, ma più anziani, 2, Per lo stesso principio, secondo il quale nei rapporti della disciplina è assolutamente necessario che nel g iudizio di un imputato prendano una parte qualunque soltanto superiori in grado od anzianità, nel caso di ufficiali imputati si estendeva alle commissioni d'inchiesta e, ove occori·a, anche agli ufficiali istruttori il sistema ad ottato per i tribunali. 3. Si aboliva l'ufficiale istruttore :fi:;so, sostit uendovene uno comandato in servizio biennale, 4, Si modificava la costituzione del tribunale supremo di guerra e marina (che veni va denominato tribunale supremo cli giustizia 1nilita:l'e) nel senso di ridurre i membri da 9 a 7, e cioè 3 militari e 4 civili, anzichè 4 militari e 5 civili; di sostituire 4. consiglieri della Corte di cassazione ai 3 t re con. sig lieri di Stato ed ai 2 presidenti di sezione o consiglieri d i Corte d'appello; di affidarne infine la presidenza ad un tenente generale o vice ammiraglio (compreso fra i predetti 3 mil itari) in attività di servizio che occupasse nella capitale un altro ufficio, anzichè ad un apposito ufficiale generale.
r:0 1m 1NA MENTO G!IJD l'l..lAHJO M!Ll'l'AHE
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Se la discussione dovesse limitarsi a quest e poche varianti dai decaduto progetto proposte, essa non potrebbe certamente appassjonare molto nè i cultori delle scienze giuridiche, nè i legislatori, nè il pubblico. Ma dovendo essere sottoposto al Parlamento nella sua integrità il gravissimo problema della giustizii;i. mili tare, è certo che tutte le questioni, che riguardano l'ordinamento giudiziario, avranno uno svolgimento ampio, completo, adeguàto all'importanza loro, qualunque sia per essere la portata del progetto governativo, Vediamo quindi d istintamente per i t ribunali militari territoriali e marittimi e per il tribunale supremo qual.i siano i punti principali che daranL.o luogo ad un dibattito,
CAP ITOLO
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Tribunali militari territoriali e marittimi.
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L e obbiezioni, che ad essi si fanno, sono di due ordini (e noi le esamineremo in due paragrafi), e cioè aJcune attaccano senz'altro la loro ragione di essere e mirano a conseguirne l'abolizione; altre mettono in evidenza i difetti della loro organizzazione per _ottenerne la riforma, § L -
Abolizione,
.,L ESISTENZA DELLA GIUJ.l.I SDlZIONE MI LJ.'l'ARE. - Quando abbiamo esaminato il progetto del codice penale militare (1) abbiamo accennato all'òpinione di coloro che non ammet tono la distinzione fra i reati militari e quelli comuni e, mentre vogliono che di tutti i reati gli individui appartenent i al1' esercito ed all'armata rispondano innanzi ai tribunali ordinari, lasciano alla repressione disciplinm'e la punizione delle infrazioni alla disciplina qualunque sia la gravità loro, Costoro, che per fortuna sono pochi; non possono naturalmente . (l ) flivista mili!are italiana, 1900. - Stud ìo citato.
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1.'0.1<DI:-A~lENl'O (HUDIZ!A lt!O MJLlTARE
L'ORDINAMENTO GlUDIZIARlO MlllTAP.E
accettare l'esistenza di una speciale giurisdizione penale militare. Ci d ispenseremo dal discutere la loro opinione, perchè dovremmo fare una disquisizione poco divertente e non breve intorno alla figura g iuridica del reato militare. La legislazione positiva di tutti i paesi ci vili ammette tale :figura di reato e la rela,tiva g iurisdizione, il che significa che ciò risponde alla coscienza giuridica dei popoli e ad un bisogno attuale della società. Il maresciallo l\farmont ha scritto in proposito: « Lo stato « sociale non può sussistere se le condizioni dell a sua esi« stenza non sono adempiute. Lo stesso dicasi di un'armata ,< che presenta l'esempio cli una società particolare sotto« posta a regole e costumi speciali. Per scoprire il principio, ~ che deve risolvere la nostra questione, io cerco prirniera« mente ciò ehe caratterizza la giustizia militare, e scorgo « in -essa il complemento dei mezzi della disciplina. In quali « mani la sua esecuzione dev'essere affidata? Nelle mani di « coloro che sono incaricati del mantenimento della <lisci« plina, che tutti i giorni ne sen tono i bisogni, µe adem« piono i dove1'i, e v.i. sono per i primi iniieressati. È dunque « agli ufficiali in attività che questa cura dev'essere rimessa « esclusivamente (1) ». Le cose non sono oggi mutate e l'opinione del Marmont è nella sua parte sostanziale tuttora accettabil e. . 11 senatore Pascale, procuratore generale presso la Suprema Corte di Cassazione di Roma, pensa poi che : « non · « otrende la disciplina e· il buon ordine dell'esercir.o sola« mente il soldato che diserta, che insorge contro il supe« r iore, che si rifiuta al servizio, ecc., ma quello altresì, che « uccide, otfende, diffama, ingiuria, deruba· il commilitone; « che ruba negli arsenali. e nelle caserme; che falsifica i « documenti a.. 11· amministraziooe, o sovverte la giustizia « militare con la falsa testimonianza, con la calunnia, con la « corruzione, ecc. Questi fatti, ed altri consimili, quantunque « abbiano forma di reati comuni, pure, come quelli che le-
« dono gl' interessi speciali della milizia e scuoton~ la ~om:
(i) Dello spiri10
clelle isti/.uzioni mililcwi, Torin o-l?il'e nie, !SGG, p;ig. 89 .
« pagine dell'esercito, hanno carattere ed ei~~tti d1v~rs1 dei « reati stessi, quando non colpiscono che gl rnter.ess1 gene: « rali della società ; e per q m-s ta ìoro indole specifica, e pe1
« danni che sarebbero inevitab.ili, se i freni si rallentassero, « reclamano uronta, vigorosa, inflessibile repressione, che non «· si ottiene ~e non dai t ribunali militari (1) ».
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B. REqUISITI DEI ·GIUDICI MILITARI. - Più diffusa è l'opinione di coloro, che non ammettono che gli uf:fi.çiali possano sedere come gi udici, dicendo ·che essi: a) non sono indipendenti; b) non sono irnparzia,li; e) non sono illuminati. Esaminiamo partitamente le singole accuse: _ oc) I giudici militari mancherebbero di indipendenza, sia perchè soggetti alla disciplina, all'obbedienza g~rarchic~, che « dev'essere pron ta, rispettosa ed assoluta, )> sia pe~ch~ n?~ o-odono della inamovibilità concessa dallo Statuto a1 giudici rogati (esclusi i pretori) dopo tre anni di esercizio; il ~uale ultimo fatto li lascerebbe in . balìa del potere esecutivo e quincti sog"'etti al timore di danni ed alle lusinghe di favori. 0 Un esam e anche breve dello stato effettivo della nostra regolamentazione e legislazione militare proverà luminosamente coine l'obbiezione non abbia fondamento. La questione dei vincoli disciplinari, dell'obbedie:izci gerarchiua è snbito risoluta quando si conosèa bene 11 nostro regolamento di disciplina militare, allo spirito ed alla lettera del quale g li u.f$ciali costantemente si unifor1:°-ano. C~ ~e ~e consentano poche citazioni ad uso dei lettori non _miht~n: (< La disci plina militare consiste nell'abito di ademp1e_re tutt~ « i doveri ineren ti allo stato mili tare (§ 3). Anche 1 doveri <( comuni a tutti gli altri cittadini. (cioè il rispetto alle per(< sone, alle leggi . alle istituzioni pat;rie, . ecc.), an_ c he i clove?"i « mo1·ali acquistano nel militare un partwola're vigore, stante (l) Lett~i·a 8 yennciio 1901, n . 6919-17, al .1/inistro rlella
giierrn.
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r.'OitDlNAMEN'l'O GlUDJZIA RlO )!IT,TTARE
L'OflOINA ME'NTO GIUDI7.IAR10 illlLI'l'ARE
« che esso ha per suo speciale incarico di fare eseO"uire e
sfere superiori; ma in tale ipotesi (che nel nostro paese costituirà sempre un assurdo) perchè si temerebbe l'azione della disciplina a danno dell' indipendenza dei giudici di grado inferiore? La disciplina c'è o non c'è ; non è possibile che una parte dell'esercito sia disciplinata e l'alLra no, · e tanto meno che siano disciplinati quelli che stanno in basso, quando (sempre per ipotesi assurda) fossero indisciplinati quelli che stanno in alto. In quanto ali' in0Jm01Jibilità concessa. ai giudici to~ati e non a quelli militari abbiamo poche parole da dire. E noto che manca · ancora per gli impiegati civili una legg~ che ne garantisca lo stato e che ne regoli l'avanzamento. Evidentemente in tale condizione di cose essi non hanno sufficienti garanzie, rispetto 'al loro avvenire, di fronte all'azione eventualmente, arbitraria del potere esecutivo. Molto opportunamente perciò l'articolo 69 dello Sta~uto ha p~sto i magistrati al riparo dall'influenza governativa colla rnamovibilità, la quale secondo la legge Siccardi del 1851 consisteva nel non potere essere pri,,ati della carica, sospesi, trasloeati, posti in aspettat iva od a r iposo se non nei casi previsti dalla legge stessa e secondo · le forme in essa prescritte, mentre colla legge del 1859 si abolì l'inamovibilità di sede. ammettendo i traslochi. Sono pure regolate le promozioni in modo da limitare il potere minisheriale. Ora noi abbiamo leggi sullo stato degli ufficiali, leggi e regolamenti sull'a_yanzamento per l'esercito e per la marina che garantiscono complei;amen te la posizione e la carriera de0'1i ufficiali, i quali da questo lato nulla hanno da. temere, b . malO"rado che le. garanzie per essi stabilite non siano grnridi~aroente la Htessa cosa dell'inamovibilità dei magistrati, che i scritta nella costituzione come solenne riconoscimento dell'indipendenza dell>1 funzione giudiziaria dagli altri poteri, indipendenza che dà al potere giudiziario « una propria ed « autonoma ragion d'essere (1) ».
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« fare rispettare queste leggi pur colla forza; molto più
« adunque deve procedere coll'esempio (§ 8). L'abito di adem« pire questi doveri, di adempirli esattamente, coscienziosa« mente, cioè non per timo1•e, di pena o speranza di r icom<< pensa, ma per intima persuasione della loro necessità. « dicesi clisciplina (§ 9) ». ' ' Queste regole valgono per i militari di ogni grado . Orn nes~ti_no dubita che un qualsiasi atto di pressione, di impo· pos1z1one che il superiore gerarchico facesse sul giudice militare offenderebbe g ravemente la disciplina, in quanto sarebbe contrario al dovere morale del superiore di rispettare la cos::ienza dell'inferiore; sarebbe contrario infine alla legge che tassativamente vuole che ogni g iudice esprima il pr•oprio voto, e che, per togliere persino la parvenza- cli una pressione 111orale, obbliga a richiedere i voti in ordine in· verso di grado e di anzianità. « La subordinazione dice il « precitato regolamento, consist~ nella sottomission~ di eia« scu n grado ai ,g radi superiori, e nell'osservanza dei diritti « e dei doveri che da essa result;ano. » Principale tra questi doveri è quello dell'obbedienza dovut;a dall'inferiore al superiore « nelle cose di servi'zio, ed in tutto ciò che si appar-· « tiene .all'autorità a lui con{erita do.i regolamenti (§ 11) ». ~a. ~~esto p~ragrafo_risulta evidentemente esclusa la pos · s1bd1ta che 11 supenore possa, per ·ragione di obbed'i enza gerarchica, esigere dall' iÙferiore sedente come giudice di sentenziare in modo disforme dalla sua coscienza; -nessuri. regolamento dà al superiore un tale diritto· anzi la d isciplina, che è costituita da un armonico co~~lesso di diritti e ~i dove1:i, glielo. vieta quando dice che << a lui pel primo « spett;a d1 dare a1 suoi subordinati l'esempio del rispetto « alla disciplina e della rigoro:;a osser vanza dei regolamenti: » e che « questo dovere crescé quanto più elevato è il suo « grado (§ 90) ». Perchè a~u~que _la disciplina potesse servire di arma per premere sui gmd1c1, occorrerebbe che il sentimento di essa non imperasse più negli ordini militari e specialmente nelle
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(1) Or11.. Al\OO. Priricipii cli ctiritto costitu~ionale. - !?i renze, 1890, ~· ertizione, pag. 209.
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r.'ORDlNAMENTO GIUDIZIARlO MlLlT.'l,llE
L'ORDINAMBNTO GJOD IZ!A RIO MILl'rAR~;
Q~a~do i~ ultimo si rifletta che nella loro condotta gli ufficiali tutti non possono avere a guida che il più alto, il più squisito, il più profondo sentimento deH'onore, sarà facile persuadersi che non certo nelle aule della giustizia militare sono possibili pressioni e lusinghe, che il carattere militare non consente. Una lunga esperìenza sta anzi a dimostrare tutta l'indipendenza e la onesta serenità dei giudizì emessi dai tribunali militari. Si noti poi che non v'è per i superiori alcun bisogno di esercitare u na pressione sugli inferiori, perchè tutti nell'esercito e nell'armata di mare sono animati da sentim~nti pienamente consoni alla ragion d'essere delle militari istituzioni; tutti quindi sono tutori egualmente scrupolosi del bene inteso interesse delle istituzioni medesime. ~) I giudici militari, si dice, non possono essere imparziali, perohè appartengono ad « una classe di persone aventi « abitudini speciali ed interessi propri, che vivo:µo nella mi« lizia e per la milizia, e che troppo da vicino sono legati « alle istituzioni militari, perchè possano spassionatamente « giudicare delle offese, che alle istituzioni militari si riferì« scono (1) ». Insomma essi dovrebbero gravare la mano sull'imputato per un eccessivo, unilaterale apprezzamento dell'interesse delle istituzioni militari, 'che è poi, dicono, il loro interesse di classe o di casta (quest'ultima è la parola preferita). A dire il vero una simile accusa sembrerebbe il portato di tempi passati, ormai lontani da noi, mentre fu pubblicata appena due lust,ri or sono e si ripete tuttodì con deplorevole facilità da coloro che avversano le istituzioni militari. Per la sua costituzione, per il suo spirito, per le sue opere la milizia nazionale non può · in Italia essere tacciata di avere interessi, che non siano quelli del paese; ed il corpo de' s uoi ufficia.li, lungi dal costituire una casta, altro non rappresenta che una schiera di cittadini che del bene della (1) Bnucur, I ldbwwti militari e lei scien:::a del diritto c1·im.i nnle. -
pa,g,
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Siena, l.890,
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nazione intera si sono fatti una r eligione e che ad esso in oo-ni circostanza sacrificano qualsiasi particolare utilità, di u:a sola cosa gelosi : di mantenere alle. istituzioni militari quell'aureola di onorabilità, quella purezza di ideali, quella generosità di sentimenti, che le fanno considerare ~ome ·nobilissime emanazioni del paese e che le rendono idonee al conseguimento degli scopi pei quali sono istituite. , . Ed abituati alla conoscenza delle umane debolezze, perche di uomini sono educatori e c?ndottieri , gli ufficiali più degli altri a iudici sono inclini a mitezza di sentimenti, ogniqualvolta bdebbano a iudicare di errori, dei quali l' impeto delle passioni e non i l freddo calcolo cl) basse e vili cupidigie sia la causa. :Essi sanno benissimo che non il terrore, ma l'amvre lega fra loro i componenti della famiglia militare, e'. _ quando come giu~ici ,devono reprimere 1~ offese ~Ile, legg~ ed ai regolamenti ed anche espellere dalle _pr~pri~ fila gh indegni, sono quanto e più di ogni altro grndwe_ in grado di apprezzare al loro giusto valor11 le attenuanti e le ag_gravanti del reato, e d i dare quindi una sentenza equa, ~er~he esperti di quella vita militare, nell'àmbito della quale 11 giudicabile ha mancato. « L'imputato, fu scritto ( 1 ), viene· lasciato all'àrbitrio « della prevenzione e dell_o spirito di corpo, che è potente_e « primo movente del genio informatore dell'esercito »; m conseguenza del quale movente « il tribnnale condanna solo « pel fatto colposo imputftto o pel titolo del rea.t~, che ha « col pito il disgraziat o, senza quella ca~ma _necessaria pe1: un << giudizio imparziale, che imperioso s1 ass1de sulle du~ 1de~ « di coscienza e di scienza ». Si fa, in brevi parole, carico a1 giudici militari di un nobile seu timento, che· d?vrt? bb~ animare tutti i buoni cittadini in modo che, esplicandosi dap· prima com e spirito di solidarietà, famigliare, si allargass_e sino a costitu1re quel saldo spirito di nazionalità, che fu 11 fattore d i gloriose risurrezioni di popoli, e tendes$e lenta({} c1s~r n r,A, L a jJeiw del rl,uello estesa. a i milil.ari e !(l rifornu, d el tribu,wle miilmisto , - Boma 1.875, 1,agg. ~O e 5!.
lMe in tribuna./.e
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r,' ORD1N A)IENTO
L 0RD1NA MEN1'0 GllJDIZJARIO ~11!.i'l'AHE
mente a stringere sempre più i legami che avvincono tutti i popoli della terra. Lo spirito di corpo (c4e vuol essere esteso a tutti i corpi che compongono l'esercito e l'armata, così da costituire un elevato spirito militare, che tutti li abbra~ci in un comune amplesso di amore e di fede, perchè t~1t~1 hanno uno stesso scopo) non pL1Ò che imporre ai giudici una serena g iustizia. Non torna ad onore della milizia ·il r~scontrare in ogni imputazione un reato, perchè la frequenza delle infrazioni alle leggi non fu mai indizio di buona educazione della società nel cui seno siasi verificata· non torna neppure ad onore della milizia il nàscondere infrazioni, perchè ciò ad ·altro non serve, che a conservare nelle sue fila elementi indegni e pericolosi. Nel giusto ed equo apprezzamento delle singole imputazioni sta il solo vero interesse militare. Oh r su un eg~ale spirito di g iustizia e di equità, se un eguale sentimento d i solidarietà n~l bene e contro il male imperasse anche negli altri ordini sociali, quanto migliore sarebbe la convivenza umana! Qu.ella def 'rigore eccessivo è ormai un'accusa sfatata dai fatti; per credervi bisogna non essere mai stati soldati 0 del soldato avere vestito la divisa s~nza averne il cu;re. 1' utto il regolamento di disciplina militare non è che un codice di affettuosa, paterna tutela del bene morale e fisico del!' inferiore affidata al superiore. << Alla unità d'azione e « di sforzi coneorre potentemente lo stato morale delle « truppe, ossia l'accordo di voleri e di affetti (§ 6) . Stretto · « dovere del militare è di concorrere alla saldezza di questa « base fondamentale dell'esercito (la disciplina)... anche « collo spiegarne le ragioni ai proprì dipendenti; essendochè « meglio si adempie ciò di cui si conosce la ragion~ (§ 10). « I militari di uno stesso corpo devono riguardarsi come « membri .di una sola fam iglia (§ 39). Gl' inferiori si acqui« stano la b~nevolenza dei superiori unicamente con quel « sodo contegno che è proprio del vero merito, e col co<< scienzioso adempimento dei loro doveri. I superiori ne Ii « ricambiano colla bontà, colla sollecitudine paterna pel loro « benessere materiale e morale(§§ 40 e 41) ».
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GIUDJZlA ltlO lliILl'l'ARE
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Di guesto passo potremmo continuare (1), ma pi·eferiamo dire agli accusatori: Leggete i regolamenti di disciplina dell'esercito e dell'armata e mettetevi bene in testa che la loro costante e completa applicazione è in ItaFa il primo vanto degli ordini militari. La relazione ministeriale riconosce che i giudici militari non sono a ffatto troppo rigorosi; che raramente negano le attenuanti; che, posti di fronte a sanzioni penali che essi ravvisino nei singoli casi concreti troppo gravi, preferiscono assol vere ammettendo erronei concetti giuridici circa le cause dirimenti la responsabilità degh imputati. Ed in p.roposito noi ricorderemo che in altri tempi (nel 1862), in una reo-ione d'Italia (il Piemonte) nella quale il sentimento. b . militare fu sempre elevato e potè dare i frutti che tutti gustiamo, si mosse ai tribunali militari l'accusa di eccessi va mitezza, tantochè un uffic iale superiore giudice sentì il bisogno di pubblicare un opuscolÒ per difenderli (2). In tempi più recenti poi . ravv. Augusto Setti in un pregevole suo libro (3) ha riconosciuto che « anche nei giudici « militari è avvenuto io stesso fenomeno che nei tribunali « ordinari, e che è già stato avvertito, fra gli altri, dal. « l'ei,.regio avv. Garofalo: una teudenza a mitigare le pene, « at: nendosi quasi per regola al minimo, e ad usare 'di « quel diritto di g razia che sono le attenuanti )> . Evidentemente il famoso arbitrio della prevenzione e dello spirito di corpo non ha impedito ai giudici. militari di sentire quelle 1 stesse influenze di varia indole, che hanno determinato nei g iudici ordinarì una maggiore clemenza, che noi del resto crediamo in massima dannosa. y) A proposito della inet,titudine degli ufficiali alle fun zioni di giudici per mancanza di dottrina e di esperienza molto si è scritto e si è delto. Così l' avv . Centola (4) %§ 91 e 92 riel rego b mcnto stesso. (2J CAN&r.LA clott. CosT.un 1No, maggiore, Osserwizioni sopr11 i tr i bwnali milita.ri. Bologna, 1862. (3) l'esercito ~ l(t su11 crbminalitii. - ,lilano, r,ag. 107. (4.J Op. cit., p:ig, 4S. (i) Vedansi art esempio i
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L' O.RDINAMEN·ro GIUl)Iz;IAUIO l\11LITARE
scrisse : « quei giudici militari, i quali, ben chè per nobiltà « di animo e per valore militare ed anco scientifico, come « è da ritenersi, ad altri non secondi, pure ·per le loro spe« ciali cure d i servizio ordinario che non sono lievi sono « gli 'uomini più distratti da quella ponderazione scie~tifica « che forma la stregua alla quale si vaglia o dovr ebbe i m« parzialmente vagliarsi il caso per applicarvi gradatamente « la legge. ivia pure concesso tale estremo per isquisito buon « senso, resta difettoso per dato scientifico». Noi non voglìamo far carico al predetto scrittore di avere iguo·rato la produzione scientifica dovuta a militari vissuti prima di lui o con lui; evidentemente la sua ponderazione scienti:6.c.a ne>n gli ha lasciato il tempo di volgere lo sguardo un po' oltre le pandette ed i codici per accorgersi che molti mil itari hanno saputo conciliare le occupazioni del loro ufficio cogli studi più geniali e più severi. Ed andiamo avanti. Gli atti parlamentari, ce lo ricorda il Bruchi, un valente avversario dei .tribunali militari (l), stanno a testimoniare come molti uomini ·politici si siano (nel 1863, 1864, 1873) trovati d'accordo nel ritenere gli ufficiali non idonei alle funzioni di g iudici. Così il ì\fancitii disse che i militari sono giudici « la cui scelta ed istruzione n on possono offrire . « assai solide garanzie»; il D' Ondes-Reggio li chiamò « gente che di tutt'altro sono conoscitori che di leo·O'i ::,o e della « penale ragione »; il Panattoni disse << che i giudizi militari « sono affidati a persone rispettibili al certo, ma non abituate « alla t rattazione delle cose g iuridiche »; il S ineo asserì che « i giudici militari molte volte ignorano le leggi (2) ed « _il modo in cui debbono essere i nterpretate b; il Orispi Ii d isse « persone le quali non sono abbastanza familiari alle « materie giuridiche ». E, se queste indagini si volessero estendere agli atti parlamentari di tempi più r ecenti, si troverebbero ben più gravi asserzioni, che per altro non sono dimostrazioni; rna si sprecherebbero tempo e fatica.
J}O RD INAMEN'J'O G1UD1ZLAR10 MI LITARE
Nessuno ha ma.i preteso che gli ufficiali per il solo fatto di venire rare volte chiamati a sedere nei tribunali militari debbano essere alt rettanti dottori in giurisprudenza, come nessuno ha mai pensato d i richiedere i titoli legali ai g iurati, che siedono nelle Corti d'assise. Ma, ci si obietterà a questo punto, i giurati sono chiamati a pronunziare un ver~ detto, un giiidi;:;io di· fatto, mentre i giudici militari devono pronunziare, oltre quello di fatto, anche un giuclizio cli d·i1·itto, una sen tenza. insomma ; e n on vi sono idonei per mancanza della relati va coltura speciale. « È duplice, scrive Lnigi Lncchini (1), il ·contenu to della « sentenza che decide sul!' imputazione ì ormante l'oggetto « della causa: da una parte deve determinare la sussistenza « o meno delle circostanze cli /ç,llo, sia soggettive sia ogget« tive, su cui si fonda l'imputazione; dall'altra parte deve « accedare se a tali circostanze di fatto corrispondallO g li « elementi e le condizioni di di?·illo, stabilite cioè dalla legge « per rapplicazione delle relative disposizioni. È duuque un « duplice giud izio che si deve compiere, un duplice ordine di « que::!tioni che si devono risolvere; e già sappiamo che pos« sono entrnmbi essere affidati a un medesimo giudice, to« gato, popolare o misto, ovvero a d~10 git1dici di versi e « distinti, l'uno popolare, il g iurì, per il giudizio sul fatto, « l'altro togato, la Corte di assise, per il giudizio del di,< ritto >, . È egli possibile, osservianio noi, questa netta separazione tra il giudizio del fatto e il giudizio del dirit to? O piuttosto l'uno non coinvolge l'altro? - Sot to il punto di v ista logico si ravvisano effettivamente due m9menti in un g iudizio, e cioè un giudizio sul fatto che stabilisce la sussistenza dell'imputazione, ed uno di diritw che rapporta q nesto fatto alla regola giur.ià.ica, la quale determina la fig ura del reato . Il giudizio _altro non. è che un sillogismo, nel quale la pro· posizione maggiore è costituita dalla regola giuridica, che sta come ipotesi nella legge, . e la proposizione minore dal
({} Op. ci t., pag, 94. e seguen t i .
. (2J. Speriamo che ci si farà la gn,zia di credere elle co nosciamo almeno le leggi militan, comprese uuelle penali.
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(l) JJternenli di vracediirn venale. Firenze, ! 895, pag . 340.
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1.'0RDlNA MENl'O GlUDl7, l ARl0 MILITARE
. L ' ORDINAMEN TO GJODIZI ARIO )IlLLTAfll,;
fatto, del qt1ale risponde l'imputato ; fat to che dev'essere mes~o a confronto . della regola giuridica perchè si possa venire alla conclusione. Nella esatta determinazione delle dt1e proposizioni, la maggiore (regola git1ridica) e~ la minore (fatto~, s~an~o. appt1nto due momen ti logici del giudizio, due quest10m d1stmte, quella di diritto e questa di fatto. Ma in pratica i due momenti non possono · assolutamente essere separati. « Nella valutazione del fatto (1), che detér mina il « caso speciale, rientra la defìnizio'ne g iuridica · il fatto che « è l'obbietto di un g iudi~io, è un caso giur·idico;' ed è questo « pr"?dicato (giiiridico) che deesi attribuire al fatto; il che « presuppone la definizione giuridica di quel fatto. che è « nel diritto. Non è possibile adungue l'organizzazi~ne se« parata di un doppio giudizio, cioè un giudizio di diritto « e~ u~ giudizio cli fatto, con doppio organo; qnindi la di· << ~t1nz1on~ c_he . si fa di giiidici di diritto e giudici di fatto, « e una d1st1nz10ne astratta, la quale non risponde alla realtà « della cosa >>. Abbiamo riferito que;te esplicite parole dell' illustre nostro professore per concl udere, che in realtà anche i o·iurat'i che siedol'lo nelle Assise e che sono detti giudici del fatto,' sono come g li uffi ciali, che siedono nei tribunali militari veri g iudici del fatto e del diritto (2). Una differenza c' 'è ma non è di questa gravità e la vedremo in appresso. Così st~ndo le cose, chi potrà sostenere che il colleo-io dei o-iudici militari offra'. ~n qu~nto a capacità, minori garan:ie, per una retta am1mmstraz10ne della giustizia, del giurì popolare? Come è noto, quest'ultimo viene spesso accusato di corrut· <;l l~1Lo11os1-G_uB LF1, Bnctclopedio giul'idicit. Napoli, i8Sa, pag. 321. Pl_ Non_ignoriamo che a! tn, come ad es. il citato LLlcchin i, so.,tengono ht possil, ilità Pral.1Ca. dt tale separazione, ma a noi sem l)ra. che le stesse sotlili distinzion i e suddiS l tllll~lll, dP.llc quali df vo no serv_i r~i per dimostra.re il lo ro assunto, rirovin o invece .ancora megl io _cl,e la cosa e possibi le •lal punto cli vista log ico, ma non è real izza.bile nella prat ica g,whziar,t, e ci confermano nell'O Jlinione dell'ill ustre giiÌris ta e Jìlosofo della S1 p1~oia llùmana, che « il giuri pronunziando su ll1, cc,l pahili L:i od Innocenza. • dell'accusato (cbl si o col no) 11011 gi udica elci puro fallo, imperciocchè su ques to si • specclua la determ inazione legislati va, c he lo vieta e lo pun isce, e /a più SJ!mpli ce ", questiono d'1m1rnt,1b ili tb è questione di diritto (Fn.oMus ,-Gui,1,111, 01). cit., p,1g. 331 ) , . Non ms1stcre010 quindi ~ull'a rgo mento.
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tibilità, di debolezza e di ignoranza, accuse che, esaminando la cosa sotto un punt o di vista generale, si possono anche oppugnare; ma per i giudici 111ilit1:tri è evidente che delle dut} prime non è il caso neppure di occuparsi; che in quanto all'ignoranza essi sono dotati di un minimo di coltura generale di gran lunga superiore a quella. media dei giurati . Nè bisogna ritenere che occorra a questi una coltura troppo elevata. Il Beccaria, forse esagerando alquanto, d ice che per valutare i fatti che si svolgono nel giudizio penale è adatto ogni uomo di buon senso (1) ; l' H egel rit iene che basti ad un giurato « una conoscenza quale si trova in og·n i iwmo educato (2) >). Iu ogni caso bastf1 mettere a raffronto i requisiti voluti dalla legge vigente sull'ordinamento dei giurati e quelli posseduti dal 'meno elevato in grado dei giudici militari, il capitano, per non avere d ubbio alcuno c}:ie H vant aggio, enorme vantaggio, stia dalla parte di questo ultimo. A qt1esto rigùardo è ,mper:fl.uo no tare · che gli ufficiali d'oggi sono, in quanto a coltura, in condizioni ben d i· verse della ocreneralità di quelli di mezzo secolo addietro e . che lo studio è per essi condizione. essenziale per l'esercizio delle loro attribuzioni e coefficiente importantissimo dello avanzamento. « I giudici militari, dice l'avv. Setti P ), come, « graduati, come persone di pro~ata intelligenza, di molta « indipendenza di carattere, d i coraggio civile, di specchiata « moralità, rappresentano - secondo il giudizio mio - quella « data fo rma di giurìa, che è pei tribunali ordiuarì propn« gnata da coloro che vogliono designate all'ufficio di g iurati <.< solo le persone di speciale coltura, scelte fra i cittadini più « intelligenti ed onesti )). E si noti che i t ribunali militari non sono competenti a giudicare dell'azione ci vile per risarcimento di danni, per il che anche per questo viene meno per essi la necessità di una vera e propria coltur~ giuridica, che per tale g iudizio sarebbe indispensabile. (~) D-,i cielitt.i e
aéu,1 11ene, § 7.
(2) Phil. des llcbhts, ~ 2:16 .
(3) Op. eit .. pag. H O
sno
L'OROINAM~N'l'O G!lJDlZIARIO M!Ll'l'ARE
Sononchè, a differenza di quanto accade per i giurati, accertata la corrispondenza del fatto concr"eto colla regola della legge, pronunziato il giudizio sull'impntabiiitò., i giudici militari devono proceder e all'applicazione della pena ed alla r edazione della sentenza 'motivata; nel corso del dibattimento poi possono essere chiamati a pronunziarsi su incidenti di varia indole e non sempre di . faui le soluzione. Ino1tre fra i g iudici stessi uno, il più. elevato 1n grado, deve esercitare le difficili funz ioni di presidente e come tale dirigere i pubblici dibattimenti. Noi crediamo che effettivamente sotto questo riguardo l'ordinamento g iudiziario militare sia difettoso e perfettibile, e rimandiamo i lettori a quanto diremo in appresso,· discutendo le obbiezioni che tendono ad ottenere una. riforma dei tribunali. P er ora ci sembra di avere non soltanto àsserito, ma dimostrato, che non sussistono quegli insanabili difetti pei quali si vorrebbe l'abolizione dei tribunali militari. § 2 -
Riforma.
Siamo così, procedendo nel nostro sommario esame, gi unti alla discussione delle obbiezioni, che si propongono di co~seguir~ un miglioramento negli ordini giudizar'i militari . A . Cosn1'UZI0NE
DBI TrtIBUNA J,I. -
È questo l'argomento
più dibattuto sia sotto il punto di vista sci6ntifico, sia sotto quello pratico. Le critiche che si fanno all'attuale costituzione dei tribunali militari (non modificata. dal progetto ministeriale) riguardano in parte i requisiti dei giudici militari . ed in parte la loro designazione e la composizione qul:!,litativa e n umerica dei tribunali stessi, e non v'è du bbio che talune abbiano un serio fondamento. . 1. Per quanto riguarda i REQUISrTI DE( GIUDICI .MILITARI si osserva da taluni: a) che gli ufficiali presidenti non hanno una coltura giuridica ed una pratica forense sufficiente per reggere con
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L'O RDINAMENTO GIUDI ZIAltIO MILIT,I.IU:
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garanzia del buon andamento della giustizia l'ufficio loro; condizione di cose aggravate dalla brevità della durata di esso e dal suo cumulo con altri gravi còmpiti; b) che gli ufficiali g iudici non sono abbastanza illuminati per fare una esatta applicazione della pena. e per decidere sugli incidenti procedurali, e non sono in grado di redigere la sentenza motivata. Osserviamo in proposito q tianto segue: ::1.) È notorio che' le fonzioni del presidente di un tribunale, di una corte, sono difficilissime; esse esigono una larga coltura g iuridica accoppiata ad una lunga pratiGa, e quell'equanimità e quella calma che sono il frutto di molti anni di esercizio delle funzioni giudiziarie. Non bastano al presidente la coltura generale ed il consueto :.m onsenso dell'ufficiale; contrastane colla natura delle funzioni presiden· ziali la edncazione militare, che induce all'azione più. che alla discussione, e le abitudini del comando. L'esercizio cieli.e funzioni stesse torna quindi oltremodo arduo alla generalità degli ufficiali designati all'alta carica; e poichè essi siedono moderatori ed arbitri tra due contendenti, che spesso sono entrambi uomini di legge, non possono molte volte esercitare con pienezza .di risultati quella illuminata azione direttiva che, trovf1n.,do il g iusto mezzo fra due tendenze opposte per lo più esagerate (accusa e difesa), deve condurre tranquillamente in porto la barca della giustizia fra onde proceUose. Anche nell'ordinaria magistratura occorre un lungo t irocinio per formare talvol ta soltanto dei mediocri presidenti di tribunali, di corti d'assise e d'appello, perchè non a tntti i magistrati togati sono comuni le doti, che rendono idonei · alle dette funzioni: Non fanno quindi torto agli ufficiali coloro che li ritengono poco adatti alle funzioni predette, malgrado sia notorio che, con quella buona volontà ed intelliger{te operosità che· essi pongono nell'adempimento di quahmque dovere, hanno saputo dare sempre risultati certamen te superiori ad ogni ragionevole aspet tativa. 51 -
AKNO XI..VJI
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t,' ORDI NAMENTO GIUDIZI ARIO MILITARE
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L' ORDINA MENTO GlOD lZIAR.10 MI L!TAHE I
Lo stesso maggiore dottor Canella (l}, che scrisse il suo opuscolo in difesa dei tribunali militari, ricqnosce che « il « posto d i prE:sidente in un tribunale domanda un senno a « tutta pro va. (e di questo, osserviamo noi, gli ufficiali non « difettano), un'istruzione non comune » e che « a ·tal uopo « dovrebbersi dare esami, ed esperimentare l'attitudine a so « stenere tanto grado, e non eleggere a seconda del numero « d'ordine quale siasi l'individuo cui avvenga di essere pro« mosso e designarlo poi ad uno di questi supremi uffici, solo « pel suo diritto d'anzianità }}. [3). Per la risoluzione degli incidenti e per l'applicazione della pena occorre che i g iudici posseggano quelle cognizioni tecniche, che non sono ad essi indispensabili per pronunziare il g iudizio sulla col pabilità dell' imputato. D urante i lavori già compi uti dal Senato (dal 1891 al 1897) sul prog etto del codice · penale si è discusso se, nel riprodurre disposizioni d'ordine g iuridico del d iritto comune in. una legge speciale, non convenisse modifiqarne il dettato a semplice scopo di chiarirne il significato, specialmente pel fatto che l'applicazione ne è affidata a giudici non togati (2)_Elevate rag ioni d'indole giurid ica non consentono un simile pro,rvedimento, la discussione del quale sta peraltro a provare come il legislatore siasi preoccupato delle difficoJtà, che i giudici militari incontreranno nell'applicazione del n uovo codice. In esso poi si sostituirebbe il mètodo della divisione delle pene per fraz ioni, adottato già dal codice penale comune, a quello per gradi vigente negli attuali codici penali per l'esercit o e per l'armata. Ora vi fu chi, in Senato, ha giustamente sollevato il dubbio che il nuovo. sistema di d ivisione delle pene dovrebbe incontrare difficoltà serie di applicazione per parte dei giudici militari. Il fatto infi ne, che questi siano sprovvisti delle cognizioni necessarie per la redazione delle seutenze motivate, non è posto in dubbio _da alcuno; ed i codici vigenti prescrivouo
appunto per ciò che il segretario si ritiri in camera di consiglio insieme al tribuna le e che, compiuta la votazione, estenda la sentenza. Abbiamo g ià accennato altrove (1) alla gravità d i questa prescrizione (riprodotta nell'ultimo progetto di codice di procedura penale militare} imposta, allo stato at.tuale clelrordinamento giucliziariCJ militare, clall'as soluta necessità di assicurare una regolare r edazione delle sentenze per evitarne . fre:ruenti ann ullamenti per vizi di forma. Perciò non ci ripeteremo. Vedremo poi in seguito come si possa porre riparo agli inconvenienti che abbiamo r ilevati. 2. Siamo quindi condotti a t rattare della coMPosrzIO:NE Q UALl'l'ATlVA E NUMERICA DE[ 'l'IUDU NA.LI MILI'rARI , a proposito della quale ta l uno osserva: a) che, non avendo i tribu~ali in sè l'elemento togato, sono inadatti ad ade mpiere, senza il pericolo di estranee e dannose ingerenze, a t t1tto il proprio ufficio; ' b) che il numero dei giudici non è sempre adeguato al1' importanza dei giudizi. Noi non siamo dell'opinione di coloro, eh~ credono di manifestare il loro affetto ad un'istituzione celandone, o meglio dissimulandone a sè stessi ( perchè gli altri li vedono per conto proprio) i difetti, e proclamandone l'intangibilità; riteniamo anzi che tale sistema sia molto dannoso all'istituzione, che così si voglia tutelare, perchè finisce col far nascere contro çli ~ssii una for te corrente cli opposi;;ione, che, artificiosamente . rinvigorita, può causare o minacciare danni spesso irrimediabili. Recenti voti parlamentari.informino. Nessnno, che abbitL senno, dubita che i tribunali militari siano la garanzia ultima della militare disciplina e e;he per ciò tutto quanto riguarda il loro buon fnnzi0namento debba interessare al . massimo grado coloro che deila disciplina militare apprézzano le e;sigenze e sentono la responsabilità. Ma app,u nto per questo si deve aver cura di renderne sempre
(lJ Op. cit., flag. ,!9. (2J Vedasi il cit.al.o nostro studio : Jl p rog1llo del codice penale milita·t e o, megl io,' la ra ccolt.a degl i Atti pai·lMnentari.
(l) Vedasi nella llivistc,. niilitai·e ita tinnct d-·I 1.901 il nostro stu(l io ;.u: '' l nuovi codici mil ita ri , nel quale rilev iamo osscre il ,segretano un infèriore gerarch ico de! Jlubblico m··niste ro.
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L'OltDINAMJ;N T O G!UD1¼1AR10 MILl'!'ARl<:
pm perfetto l'ordinamento, di eliminare le ragionevoli ca.use di critiche ogniqualvolta l'accordo delle esigenze della scienza con quelle della prat ica si possa ottenere senza pericolo per la disciplina. Con ciò si rinvigorisce l'istituzione, la si eleva nella pubblica stima, la si preser va da attacchi, che prendono volentieri a base un giusto motivo per gonfiarne l'importanza. Ci sì . dirà che il livore di par be non risparmierà egualmente i tribunali. militari, perchè gli avversari del1' esercito e delF armata conoscono tutta l'importanza della loro fu nzione. Ma non importa; si tolgano ad e~si gli argomenti buoni; colle cattive ragioni non potranno·ò~tenere che ben meschini risultati. Comprendiamo perfettamente come, di fronte all'ottima prova che i tribunali militari hanno data di sè rispetto alla giustizia ed alla disciplina (termini fra loro non discordanti affatto, ma i.n vece perfetLamente armonici, perchè la migliore d isciplina è quella che si basa sulla persuasione che u n sereno sentimen to di giustizia e di equità iqiperi nella società militare) si debba esser<3 titubanti a proporne la riforma, per quanto non molto radicale essa sia. Dal momento che ( 1) ~< i loro pronunciamenti sono con« dotti con molta osservanza della legge, e tanta coscienza « che distoglie gli stessi condannati dal ricorrere al Supremo « Consesso quasi tacitamente e;;si riconoscendo - come R o« magnosi desiderava - di avere- meritata la pena in:8.itta », perchè ne modificheremo noi l'ordinamento èd il fnnzionamento L. - A prescindere dalla considerazione che, g uando la suienza e la pratica (2) assicurino . della bontà di una ri-. forma, non è ragionevole rifiutarne i vantaggi, noi osserveremo che non t lltte le' iunova,zioni, che si apportano ai singoli istituti sociali , sono sempre imposte· da imperiose, intrinseche esigenze di ciascuno di essi. La trasformazione loro obbedisce ad una più generale legge di progresso pro· dotta dall'alternato accentramento e d iscentramento delle Ol Sene, op. ci t., pag. H2. (2) Si ric., rd i J' e:;emp io doll,1 GennaniJ e d<JI Belgio.
L'ORD 1NA)IENTO G IUD17.1AR10 M ILITARE
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forz e sociali t endenti con lena incessante ad un avvenire migliore. È il cammino delle idee che rende ina.datto ad un determinat,o momento storico ciò che in altr e condizioni era ottimo. Che i giudicati degli attuali tribunali militari siano pienamente conformi a giustizia è cosp. che tutti i militai:i sanno, ma che molti cultori delle scienze giuridiche e buona parte del pubblico (intendiamo parlare di quello istruito) dubi tano a causa dei difetti organici dei tri bunali. stessi. E moli;e cose, ·01trech è essere, ·debbono anche parere, perchè ciò contribuisce a rendere più largo, più pieno il consenso dell'opinione pubblica; favore questo che è conclizione di vita per qualsiasi istituzione in un libero paese. v:) E noi crediam o che mai come oggi , mentre nell'inte. ress e della disciplina e stato proposto l'allargamento della g iurisdizione militar e, sia opportuna in Italia una riforma ·del l' ordinamento giudiziario, la quale significhi adattamento a queìla tendenza, che domanda che in esso la scienza giuridica e la pratica giudiziaria dell' uomo di legge cooperino collo squisito buonsenso, colla specchiata probità, coll'elevato carattere e colla pratica della vita militare dell'ufficiale al conseguimento degli scopi della giustizia. La Germania ed il Belgio hanno recentement e_ob bedito a tale esigenza (1) , chiamando a far parte dei loro tribunali militari, nella q ua· lità di giudici, anche magistrati togati, ciò che, data la prevalenza dell'elemento militare, non offende il principio, al quale non sarebbe possibilé dei·ogare, che l'amministrazione d~lla giustizia militare spetti ai 'militari (2) . Una simile riforma., mentre pone in seno al tribunale un consulente legale ben più illuminato e ben più indipendente del segretario e, allontanando questi dalla camera delle deliber azioni, toglie dì mezzo persino il sospetto che il pronunciato dei giudici possa non essere in tutto e per tutto il (i) Vc,i~osi in 11roµo;i to ne lla 1/iv i stri militacl'e i taliana, -t!)OO, alcuni nostri ap punti su lla nuova organizzazione cl ei tnbu nali mili tari tlcll:', G<>r m:rnia e del Belgio. (2) L 'e.-peri tnr nto Lii a!lirla1·c la. giust izia milita r ~ c.,cl usiva mc nte n [:i url ici ci l'ili si fece, con rune,li:;,;ime cous~gnonze, dalla Rìvo luiione fran,:csc : ma s i ;enti :;ubilo l'im· periosa n ece:;silb di mut«re radicalm ente sistema.
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L 0RD1NA)IEN'l'0 GIUDlZ IARIO MILITAR IE
frutto deH'illuminat,a loro coscienza, consente anche di assi.curare una migliore .direzione dei pubblici dibattimenti. Non intendiamo dire con ciò che si debba attribuire al magistrato civile la presidenza del tr ibunale militare; ciò menomerebbe il prestigio dell'autorità mi litare di fronte agli imputat i ed al paese. Nel Belgio si discusse lungamente intorno all'op. portunità di affidare al magistrato togato la presidenza, ma si capì ohe · sarebbe ,;tato strano di veder presiedere da un civile una giurisdizione essen,zialmentE> militare· e vi si è rinunziato. Ed in Germania con molto· senso pratico (1) si è trovato un modo geniale per conciliare il prèstigio della autorità militare colla migliore direzione dei dibattimenti, affidando la presidenza all'ufficiale più elevato in grado ed attribuendo la detta direzione, per conto e sotto l'autorità del presidente, al consigliere (Ifriegsgerichtstrath) più anzif,,no.
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GUERRA IN ~10NrrAGNA
NELLE ALPI
0ARA·T TERI GEOLOGICI
Natura ha creato le Alpi a difesa dell'Italia contro là prepotenza e cupidigi&. straniera, a riparo dalla. g_elida tramontana e rabbiosa bora che soffiano sempre dalJ·altra parte, a schermo contro la fosca e umida bruma che copre quasi costantemente il versante esterno. Dnrante il -mio inngo servizio alpino, mai mi sono affacciato agli alti colli di confine che non mi t rovassi in presenza della nebbia e della bnfera; tanto a es1;, che a nord e ad ovest, guardando di là della lin ea cli dippluvio, se~pre mi è sembrato che· si estendesse il paese. « Ove scoppia 11 furor « dell'avvoltoio in misfatti di sangne, e la dolcezza del tor« tore si fonde in un lamento >) . A sud invece contemplavo il cielo azzurro e terso dell'avventurosa Italia; la « dolcis'< sima satnrnia tellus ,l prediletta e favorita dagli Dei, ove 1'9..rancio :fiorisce; l'olivo e l'ole~ndro crescono in boschi,· - « ove non tace mai l'usignolo e cielo e terra ognor gareg« giano di tinte sì vaghe e sì diverse ». . . Dall'alto della frontiera, tra la nera cal 1g1ne ~a una parte, il bel sereno d' It;lia dall'altra; colà dove la natura nel O'lauco delle foreste, nel candore delle nevi, nel purpureo dei tramonti si presenta rivestita d6i colori naziouali, più fu lgida .e cara appare sventolante agli occhi della mente la. sacra nostra bandiera.
( Contimia).
Avv. Lumi GmT'.l'I eopitario co·,mnisscr.rio .
(1) Ci si consen ta qui una. consider,1ziono sulla. sola cr i tica contenu ta nel la per noi lusinghiera receu$ ionc che l a f/ivistci di (anlel"ia lrn ratto d~I nos tl'O prcced.ente stud io su: i nuovi codici milita.ti. Noi poco ' amanti dello disquisizioni dottrinarie, del le quali, per al tro, riconosciamo t utto il pregio, µerchè dot trina e pratica esercit ano l ' una sull'al t ra un'azione e reaz ione continua, ricor diamo r ole nlieri gli osempI pratici elle ci dit la Germani,1, un paese nel quale I' ,1Ltitudine al lii pi ù miouta anali,i scientifìca si accorda mirahilmcnte con un profondo sen,o pratico. Co,i è di ordine r.ssf nzialmente pra tico l'altro esempio cta!oci rlella Germania, di far cnstocl irn i n udic11za l' i mputato <fa' suoi eguali, perché tutto ciò che salvaguarda il prestigio d.el gr.L<lo milìtaro ha una · effetti va benelica iollucma nel l,t real tit dell a vita militare Nè la [fLlCS!.ione :,1:essr1 può avere una qualsiasi relazione rlotLri nari,1 o pratica con c1uell,1 dell'amm is~ione di ,lest.imord inferiori in ::;rado nl l' imputalo, que$ll one· cho la dotta Rt1Ji.1ta ha so llevata unicamente per cog lierci io fall o rii clot trina rismo. l?arcmmo torto ai nos tr i lettori , se YO lessimo dimos trare l oro tutta. l a enorme <lifforenz,, che passa trn mezzo di custod i.i ~cl i' i mputato e mezzo cli prora dell'imputazio ne ; semp lice strumento mritc,·ial e cd accessorio i l pr imo, elemento essenziale, rondamcnta l e della gi u,lizia il ~econ<lo.
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GUERRA IN .r.rn!T.~<HfA
_M~ se le Alpi che fauno coroba al nostro bel paése, cos~1~mscono una difesa formidabile, esse non ·sono insuperab1h, non b_astando_ l'?staco!o nat~rJle '. occorrerà difenderle dalla rabbia straniera se gh eventi ]lo imponessero, ed il miglior ba!u.ardo della Patria è pur }!3mpre, come a Sparta,, il petto dei cittadini. _ · Il frutto che possiamo ricavare da alleanze, per quanto serie, è proporzionato alle forze impegnate, come l' interesse è in ragione diretta del capitale; · in politica come in comm.ercio non vi è sentimento, sicchè soltanto sulle forze a risorse proprie riposa il destino d'una Nazion~. ~'. Italia, potenza marittima e terrestre ad nu tempo; favonta dalla situazione geografica, centrale, e sul cammino delle genti; adagiata fra tre mari, (:olle spalle e la testa sul continente, quanto più salde e profonde radici avrà nell'Alpi e t~nto più lunghi e 'rigogliosi rami, Ìa « Lega Navale, » potrà spingere, immergere nei vasti orizzonti marini. · Ora che la Nazione è fatta libera e indipendente; intrecciamo pure un idillio alla. pace, bruciamo incensi alla bianca Dea, senza d imenticare però l'antico « si v is pace, para « bellu_m. >> Per mantenere chiuso il santuario di Giano, pronti sempre alla guerra, con i\farte in sentinella, armi e bagaglio, alle porte del t empio e alle porte del paese. Alla montagna adunque ad esercitarci in quelle marcie faticose, che rinforzano il corpo e lo spirito; in quelle escursioni pericolose, che ci rendono prudenti e coraggiosi; in quelle manovre difficili, che ci fanno acgnistare il criterio · tattico, il raziocinio militare, l'arte della guerra alla frontiera. Alle Alpi ad istru irci in quegli àmpi aggiramenti, indispensabili per attaccare di sorpresa, col favor della nebbia, della notte, della tormenta; da fianco e da tergo, quelle posizioni che, in montagna, sarebbe pazzia attaccare da fronte. a; meno di possedere una superiorità di forza schiacciante, e so.t tostare a perdite enormi, che nessuno può desiderare. N ulla di più difficile qua,nto la condotta di una colonna d'aggiramento, con marcia talora di più g iorni per ghiac -
GUER,RA: IN MONTAGNA
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cia1, n~vati, terreni morenici di recente formazione, tutto a detriti e clapei grossi. e piccoli, a frantumi di roccia di og ni dimensione, a spigoli acuti, vivi taglienti ; per un terreno insomma di praticabilità disagevole, talvolta pericolosa. 5eropre faticosissima. · . È un salire e scendere per dei ripidi pendii; lungo 11 fondo od. attraver o a burroni profondissimi; talora su-IPorlo r istretto di precipizi che s'inabissano centinaia di meki . È un arrampicarsi di giogo in giogo, di rupe in rupe, su per gradini immani di· roccia ed anche di ghiaccio. E quando, dopo lunga erta faticosissima salita, si crede di avere trionfalmente raggiunta la cima, ecco che altre cime più eccelse si affacciano e ci sovrastano da fronte e da fianco; · .e sulla cervice di queste ·alpi di neve altre alpi apparisco:no, si spingono al cielo, e tutto attorno bianc~eggia e si confonde. Poi, sorgono le ire degli elementi atmosferici a protestare contro a questi intrusi disturbatori di quel regno del silenzio e della desolazione; forse è la nebbia, fitta, caliginosa che non lascia vedere il compagno vicino, scorgere i precipizi ed obbliga a procedere lenti, a tentoni · come di notte, at~ taccati, legati colla còrda, in fila indiana gli uni dietro ·agli altri. Soffi.a, sci bila certamente il vent o; cadono dall'alto gross e scaglie e blocchi di roccia. e di ghiaccio, che passano volando, fischiando in modo minaccioso, pericoloso; brontola fors'anche il tuono, e le nubi si rincorrono e si accavallano ir.atè come le onde fu~-iose d'un mare procelloso. La zona delle nevi perpetue è comunemente detta il regno di morte dei ghiacciai; e veramente sembra morte il matt ino, la sera, e più specialmente nel silenzio profondo della notte; ma di giorno, per poco che il sole riscal.di, quella natura assopita si commuove, si risveglia e dappertutto si manifesta il movimento, si manifesta la vita. E d è specialmente ·in estate, pel maggiore e ~iù prolun gato calore che il fenomeno aasume proporzioni grandiose; in estate, ~uando il ghiacciaio si è spogliato del candido
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GUE&l!A IN MONTA GNA
GUERRA IN JIJONTA GNA
s uo manto di neve; ha messo a nudo il suo dorso luc}i' caute al sole come la schiena d'un anfibi,'.) sonnecchiante a. fior d'acqua, e mostra spalancate le sue crepacce azzurre, come immani livide ferite. Verso le 11 in estate, come al tocco della verga magica. del d isgelo, su quell'.ampia superficie cristallina accarezzata dai. tiepidi raggi di Febo, appariscono qua e là, dappertutto, come serpentelli attirati dal sole, dei rivoletti con acqua prima torbida, poi limpidissima. Ingrossano, divent ano torrenti, fiumi, scorrenti in letti di ghiaccio; scompaiono d'un tratto in una crepaccia, o precipi~ano spumeggiando giù per gli immani g rad ini di cristallo. Intanto, sulle pareti rocciose della valle, che il mostro rinserra .e incatena, appariscono dei fili, dei nastri, dei veli d'argento; risplendenti, l uccicanti ai raggi del sole. Son~ delle cascatelle, che si convertono ben pre3to in cascate, grosse, furiose, precipitantesi schiumose, vaporose di rupe. in rupe, di balza in balza fin sul fianco del ghiacciaio, ove· altresì arri vano e infuriano gli scoscendimenti prodotti dal d isgelo. Prècipitano dal!' alto dei massi ciclopici di roccia, di. ghiaccio; scivola1?,o fulmin ei sul liscio ampio nevato e vanno ad infrangersi, a spaccarsi come granate, come boliç:li contro agli ostacoli. A quei rumori, a quel calore il ghiacciaio, come serpe assopita in letargo, si scuote, si stira e incomincia il suo lavoro meccanico, geologico d i difesa strisciando sul suo letto di granito; esso si screpola per plasmarsi ai salti, alle ineguaglianze del fondo · val.le ; si spacca facendo· udire dei colpi come di tuono, come salve di artiglieria Ja. cui eco si ripercuote di valle in valle. Al disopra di Courmayeur alla testata cl i Val d'Aosta,. . dall'alto qei monti di La Saxe e del Mont. Chétif; da colasst\, rimpetto ai grandi ghiacciai del Miage e della Brenva. e in piena vista della Grande forasse, del Dente del Gigante, e del maestoso .Monte B ianco, questo spettacolo è quotidiano, e forse il più graùdioso del genere che vi sia a1 mondo.
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Verso le 16 all'incirca, a seconda della stagione, avviene il fenomeno inverso. Come al comando d'un genio supe· riore che abbia presieduto a quella battaglia illiaca dalla più alta cima, sua altezza· il gelo, i fiumi, i torrenti ritornano rivoletti. Al tramonto, come per incauto le acque si at'.restano, i veli di argento delle cascate svaniscono, i rumori cessano, il movimento generale si paralizza, la natura si riassopisce e, · col calar della sera, della notte, riprende · il suo as petto di morte veramente glaciale; per ripigliare po~ l'indomani, domau l'altro e fino alla consumazione dei seco'li, questo suo lavoro di Sisifo costante, eterno. Sull's.lto del Brochenberg, nel Teutoburgo, la immagina· zione teutona ha crea.to la notte di Valpurgis, la danza delle streghe cogli Dei d'Averno; . sull'alto delle Alpi è la lotta fantastica delle potenze telluriche cogli Dei celesti ; dei Ciclopi, dei Po'lifemi, dei Titani della Terra, coi tonanti dell'Olimpo. F ÈNO:c\CENI ATMOSFERICI.
L'aspetto delle Al pi, dominio dell'aquila reale, è impo · nente, sublime; uno spettacolo che impressiona e quasi atterrisce lo spettatore che non sia abituato a quei panorami grandiosi e severi. Parlando di questa catena di rupi gigantesche e altissime che comprende i più rnaestcsi gr·uppi, le più eccelse cime dell'orografia europea; di questa lunga e 'i ninterrotta falange di giganti scaglionati sulla linea di confine; di questo granitico e ciclopico bastione che fa corona all'Italia nostra, gli scrittori anche i più fredd i e positivi ne rimasero scossi e si lasciarono trascinare dalP entusiasmo. « All'aspetto di queste masse granitiche, scrive il !omini, « le cui cime perdute nelle nubi sono coperte da nevi per« petue; coi :fianchi tagliati da orribili precipizi o coperti « da ammassi spaventevoli di ghiaccio, il viaggiatore si « arresta ·atterrito, e, il pil\. ardito osa appena concepire come « gli uomini possano valicare con grosse armate tali bar-
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GOE!IRA IN MONTAGNA
GUERRA IN MONTAGNA
« rier_e . che la natura sembra aver creato per imporre dei « ltm1t1 a.Ila loro cupi::ligia, alla loro ambizione ». Eppure questo slancio di menti? che pnò sembrare esaltata, non è esagerazione, e non è ancora la ·completa realtà d~lle scene alpine; poichè v i manca il colorito, manca la vita che gl' imprimono i :fenomeni atmosferici. È soltanto la descrizione della scena tranquilla e serena che si presenta arrivati ai colli in una giornata di bel tempo. Ma il bel tempo è raro sull'alta montagna, il più delle volte invece del magnifico panorama è la nebbia che n e circo~da, nebbia fitta, caliginosa, che non lascia vedere il compagno vicino, che non permette di fare un passo dal peric9lo di precipitare negli abissi. . I cambiamenti atmosferici sono rapidi, improvvisi ; ad un cielo splendido, con un sole che dardeggia il viso· e brucia la pelle; al riflesso della neve che fa gonfiare gli occhi da perder.c i la -çista e suscita il mal di montagna, iubentra d'un tratto una temperatura glaciale, un tempo che minaccia la bufera. Il cielo si fa gravido di nugoloni neri, che si rincorrono e si accavallano come onde ·infuriate d'un ma.re in burrasca; brontola il tuono, scoppia con fragore il fulmine contro le n ude ci me e l'uragano incomincia. Ho avuto occasione qualche volta, durante i molti anni di v ita alpina; di trovarmi colla mia grossa compagnia sorpreso da.ll'infuriare della tormenta ad altitudine oltre i 3000 metri e ben fortunato sempre d i av:ere a portata una roccia spor~ gente a balma, dietro o sotto la quale ripararci. Perchè il ciel o si fa d'un tratto scuro come di notte. il vento :fischia, mugge orri bilmente, lanciando ghìac0ioli ~he fer iscono, tagliano il viso. La neve sollevata in vortici furiosi, avvolge, soffoca la vittim~ che 'non ha trovato riparo e la copre ben presto d'un velo funereo. Chiunque abbia assistito a tali scene; eminentemente drammatiche, allo scatenarsi improvviso, veemente degli elementi at~osferici, non t roverà, ne son certo, nulla di esagerato nelle mie per qnanto enfatiche parole. Aggiungasi ancora l'ansia dell'assistere intirizziti per dell e ore, fermi sulla neve, rannic-
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cbiati al pied e d' una rupe, impossibilitat t a scostarsi d'un passo, fino a che gli elementi infuriati non si siano sfogati . . Le nubi finalmente si diradano, riappare poco a poco la luce il vento si calma, il sole dardeggia d i nuovo, e mentre qui è ritornato il bel tempo, giù nella v,alle sulla pianura, sull'orizzonte lontano le nebbie si condensano da semb_rare u n mare in burrasca. Sopra di noi il sole risplende nel più bel sereno, sotto di noi l'elettricità si scarica in, tuoni e fulmini, e si scatena un'altra tempesta. D'inverno la scena alp ina raggiunge proporzioni maggiormente grandiose; d'inverno, quando lo spesso roa,nto di n eve copre monti e valle e pianura, e toglie in parte le aspe· rità e rende il plastico quasi pianeggiante, d 'una uni forme monotona bianchezza, interrotta solo da qualche nera parete rocciosa, a picco sulla quale la neve non può arrestarsi. R isaltano dei cocuzzoli, delle eminenze, ma n on si sapr ebbe dire se in quei bianchi cumuli si n~sconde una rupe, un masso erratico, una casa, oppure la chiesetta dedicata a San Mamer, costruita sull'area, di quei tempietti pagani che i popoli Bessi nominati da Polibio, od i fieri Salassi innalza vano al genio battagliero delle Al pi. Apparisce la punta del m1mpanile, la.cima degli ·abeti, ma i cesolari sono sepolti nella neve e comunicano fra loro con · delle gallerie; la pista che percorre là valle fino agli u ltimi abitati, profonda, incassata, è ristretta fra d,u e bianche pareti al te più d'un uomo, talora di più metri. Il rumore delle acque è diminuito, il luogo delle cascate, le strette della valle si ornano di prismi enormi di ghiaccio, di piramidi, stalattiti dalle forme più strane, che danno somig lianza di antri incantati. E quando per l'erta e pericolosa pedata a gradini, si raggiun()'e l'orlo superi0re della stretta e si arrìva all'aperto di u n allargamento e s'affaccia ad anfiteatro l'altissima costiera dentellata, n on si può trattenere un senso di meraviglia. Tale è lo spettacolo che si ammira in inverno dal piano di Cogne o dalla conca di Ceresole, dominati, questa da}le Levanne, quello dalla Grivola o dal Gran Paradiso. )
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GUERRA 1N MO NTA GNA
GUERRA IN l\lON'l'AGNA
Una costiera a tinte rosee o celestrin~ secondo l'ora del giorno _; ,d ~a~ane, indtfini te, a sf~mature quali seppero ritrarle 11. r1z1ano per 10 sfondo dei SL1oi quadri, il Seo-antini . b nei sno1 paesaggi alpini, il Lojacono nelle sue marine siciliane; perchè i fenomeni dell'alta mo1:1tagna e quelli del mare stranamente si assomigliano; il rual di montaO'na è come il mal di mare, i raggi riflessi sulla neve o sul11, superficie marina, ugualmente bruciano il viso e fanno arrossare gli occhi. Le t inte tenere, paradisiache che. all'alba e al tramont~ colorano il monte Pellegrino, il monte Acuto, il monte d1 Solunto contornanti la Conca d'Oro, assomigliano a quelle della Levanna, del Gran Paradiso, della Bessanese, del monte Cristallo, delle crode del Cadore. Sul mare, come · s.ulle a lte vette, orizzonti ampi, splendidi, solenni che invitano alla contemplazione e fanno pensare all'eternÌtà all'in-
-zati i vecchi, le donne, i fanciulli, perchè in quella stagione gli adulti sono alla pianura. Cercano riparo, s'inginocchiano, pregano mentre il priore fa suonar e la campana. · Un vortice im menso di neve oscura l'atmosfera, il vento, fortissimo che ne r isulta abbatte. anche a lon tano, piante, uomini, animali e la frana di neve, indurita, alta e larga più cent ina itL di metri, precipita con frastuono spaventevole contro il versante opposto. Il fondo rimane ottLu-ato per un chilometro; il t orrente arre;;tato infuria, ingrossa, rigurgita,, .arriva all'orlo della d iga, si sprigiona e precipita in grossa ,c ascata improvvisa, t orbida, infuriata, fragorosa che t11tta la valle ne rintuona.
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PnA.TICABILI'ri\. ALP.CNA.
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. L e valanghe di neve costituiscon o il feno meno più terribile, _esse precipitano quando ad una grande nevicata col cambiamento di temperatura, succede la pioggia grossa e p_r~lnn~ata. N ormalmen ~e sono periodiche, cadono negli stessi sit i e si può in parte da esse gnarentirsi; ma ve ne sono di quelle _im_provvise e spno le valanghe più pericolose. La neve a:t~ diec1n~ di metri s'inzuppa, si satura; l'acqua scorre s_ul ripido r occioso pendìo, la distacca e la frana incomincia. È un fenomeno .ben differente da quello che si racconta, della ~allottola di neve che rotolando ingrossa, la valanga è un im menso scoscendimento di neve dalle dimensioni di centinaia di metri ed anche di un chilometro. La ~or~~ta non sempre scongiura il pericolo, poichè la neve v1 S' msacc:a e ne.Ile eccezionali nèvicate s'eleva aWalt ezza dei pi_ù alt i pini; 1~ massa acquosa raggiunge un peso enorme e vmcendo l a resistenza, precipita trascinand o nella corsa sfrenata piante, casolari e vittime; . sono queste le valanghe non periodiche, più delle altre pericolose. Nel sile~zio profondo, solenne di quel triste paesaggio invernale, s1 ode un rumor cupo, lon tano, come di terremoto, ben noto agli alpigiani : u è la valanga » esclamano terror iz-
Nelle nostre Alpi, la zona delle nevi perpetue comincia ai 2600 metri d'alt itudine ; e siccome le pi1.\ alte cime si· spingono in media verso i 3600, ne risulta una zona bianca dell'altezza di un chilometro che fa cappello, che copre senza in· terruzione le Graie, le P ennine e le Leponzie. Questa ·z ona dell'altissima montag na di confine è un compo di manovra originale, intersecato in tutti i sensi da spaccature profon di::Jsime ; una, piazza d'armi abbast~nza curiosa ed anche molto pericolosa, d ove le nostre milizie alpine vanno esercitandosi in ogni stagione dell'anno. È una regione caratteristica assai difficile a percorrersi, ove le comunicazioni sono pericolose, improvvisi gl'intoppi, facilissimo lo smarrirsi. Nella guerra di. montagna, vi è tutto un'insieme di fatti che nascono, sorgoùo ad ogni istante, più dalla conoscenza, dall'abitudine. daÌl'intima famigliarità del terreno piuttostochè da idee e da ordini preconcetti. L'essenziale per manovrare in quelle altitudini delle nevi perpetue, si è di po~sedeì·e buoi:i,i polmoni, gambe robuste, di ferro, garretti d'acciaio; e non solo, ma è necessario, ed altresì indispensabile abituare la vista e l' udito a quella natura selvaggia ed aspra e forte, a . quegli svariati, gran·
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diosi, imponenti, t alvolta terrorizzanti spettacoli e fen omeni delle Alpi nostre. A bituarci, cioè ad assistere impassib ili allo scrosciare furioso dei torrenti, delle cascate, degli scoscendimenti, degli uragani contro alle n ude e desolate cime; abituarci ancora a rimanere impassibili al frastuono cupo è assordante dell e valanghe, che rimbomba e l'ampia e lunga vallata, all'erompere fragoroso improvviso della massa d'acqua attraverso la dig~ enorme d i neve indurita che ,ottura la valle. Abituarci infine a rimanere impassibili ed ind ifferenti al lugub re gemito del vento, al fremito deg li aqu iloni, a dell,e viste che mettono le vertigin i e suscitano il capogiro. Non soffrire del cosidett o mal di montagna che assomiglia al mal di mare ; acquistar e insomma, quello che si dice, l'abitudi11e della montagna ; dell'alt a montagna , ove regna. · sovrana e solenne la mestizia, la sterilità, la desolazione. Le Alpi presentano delle grandi sorprese dovute ad una pr aticabilità che nel senso militare deve essere molto conosciuta; sia per guarentirci noi dalle soì·prese, sia ,per procurarne all'avversario se la circostanze si ·presentassero; delle sorprese che possono a vvenire non so.l o in estate ma anche in inverno . « Dove stanno tre soldati pa.ssa un esercito »· - scrisse Napoleone a ì\facdonald che esita;va, nel cuore dell'inverno,. a spingersi coll' esercito attraverso alle R etiche ; e .Macdonald, sotto a quell'energ ico impulso, attrnversò non solo lo Spluga, ma l'A prica ed anche il. T onale; e le Retiche sono, più basse delle Alpi Graje. Sul colle del Piccolo San Bernardo, nell'inverno la neve attorno all'ospizio è tale e tanta che arriva alle finestre del secondo piano, eppure non sarebbe credibile, se i fatti non ne dimostrassero la realtà, C'>me g li eserciti dei duci Sabaudi Carlo Eman uele I, Vittorio Amedeo II, Carlo Eman nele III, attraversassero quest o colle nel pieno dell'iu verno, per portarsi in Savoia in g uerra contro i F rancesi; è ben altro che la tr aversat a memorabile del Gran San Bernardo co mpiuta dai F rancesi d i Napoleone nella stagione d i primavera.
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Prima che si creassero gli alpini le Alpi erano poco co . nosciute, e i ghiacciai erano considerati come ostacoli paurosi, insuperabili, dei .s icuri appoggi d'ala, ostacoli sul fronte; ed anche il Monte Bianco era poco noto e mi ricordo quando da fanciullo andavo a scuola, che sulla carta murale dello St ato sardo era in bianco . oolà ove doveva esservi il Monte , Bianco e vi era scritto: - ter.ra incognita; - precisamen te come sulla càrta dirimpetto dell'Africa era scritto : - terra incognita - colà dove .ora vi è lo Stato libero del Congo. Sicchè due esploratori _inglesi reduci dall'aver scoperto lontani paesi, i signori Pocock e Wyndham, sorpresi, meravigliati che nel bel mezzo dell'Eur opa civile, alla metà. del secolo x rx esistesse ancora una terra incognita, intra· presero un viaggio di scoperta; rivelarono così al mondo degli scienziati e degli artisti la esistenza . del maggior colosso delle Alpi, d i quel Monte B ianco che ora forma la mèta ogni anno d i centinaia di touristi, costituisce la risorsa de1 due comuni di Chamounix e di Conrmay eur, e dove al presente si lav:ora per arrivare sulla cima con una ferrovia. Ora che le Alpi sono assai più conosciute e continuamente percorse dalle nostre milizie montanare e dagli al pinisti, nonostante l'impressione e il t errore che incutono, si è constatato oramai che esse sono assai più praticabili di quello che si sarebbe creduto. · Durante la mia carriera alpina, incaricato in special modo della zona delle A lpi Graie, le quali sÒno le più difficili, impervie, ripide, perchè ad un'altezza massima hanno una proiezione, una base più ristretta, ne ho attraversati quasi tutti i ghiacciai più pericolosi; sul grande R uitor, sull'ampio e alto ghiacciaio del Rocciamelone, verso i 3300 metri; ho fatto eseguire alla compagnia esercizi in ordine sparso. Ho visitato qnasi tutti, per non dir tutti, i più elevati pas saggi non escluso quello pericoloso del col Perduto nella Levanna, tutti quanti quelli trasversali, più vicini alla linea di displuvio; son salito su quasi tutte le punte, e su quella del Rocciamelone, nou difficile mtt una delle più alt e, 3573, ci sono stato con tutta la compagnia in armi e bagaglio. · 52 -
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Nulla di straordinario in questi fatti, nulla da doversi vantare; ciò che fa una compagnia, lo fa e lo può fare qualunque altra delle 72 compagnie che stanno a guardia del confine alpino, operanti sempre in un terreno per esse oramai divenuto famiO'liare. "' . . Certamente, per operare in quelle regioni delle nevi perpetue ci sono difficoltà, ci sono dei pericoli; può un soldato cadere in un precipizio, un altro scomparire nella crepaccia di un · ghiacciaio, ad altri gelare i piedi in un a:ddiaccio sulle nevi, ma nelle operazioni di guerra delle difli.coltà e dei pericoli ce ne sono dappertutto. Quando si pensa che in una battaglia campale, in un sol giorno, forse in poche ore, ne muoiono dolorosamente delle migliaitL; quando al passo di Scipca nei Balcani, inverno 1877 -78, ne gelavano centinaia per notte, non, dobbiamo troppo impressionarci dalla probabi1ità d' incidenti parziali nel progettare una impresa arrischiata, ma pro· porzionare gli sforzi da su·perarsi alla importanza dell'obbiettivo da raggiungersi. · · Con buona truppa e con bravi condottieri, ~i rendono possibili nella guerra di montagna le imprese audaci, i .combattimenti brillanti, le difese eroiche. La praticabilità alpina, nel senso militare, deve essere ·molto studiata e con tutta coscienza; non soltanto percorrendo le r otabili e le poche mulattiere, stando· comodamente in carrozza od a ca vallo, e guardandÒ attorno il panorama, ammirando dal fondo d'una valle o d'un colle pie\ o men9 difficile, da dove la montagna si presenta confusa e intrigata come un tenebroso labirinto. Le Alpi militarmente considerate devono essere contemplate, osservate, studiate dall'alto; dalle altitudini elevate,·da dove il plasti'co sottostante si presenta e si designa chi.aro, netto, semplice, distinto, spiccato, ben definito nel suo andamento; nelle sue linee generali. Lo studio militare delle Alpi non deve arrestarsi agli alti pascoli, agli ultimi tramuti estivi, alla zona dei fiori, degli edelveis, dei miosotidi, dei rododendri; esso deve spingersi ben più in alto, alla zona delle nevi perpetue, dei ghiacciai, degli alti nevati.
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Deve spingersi anche a quella costiera paurosa di confine, la cui crest.a profilantesi in denti giganteschi, ìn guglie altissime, a seconda del tempo o si confonde colle nubi o si riflette nello sfondo del cielo az:;mrro. È da colassù, da quelle cime elevatissime, vertiginose, che la maestosa imponenza, la grandiosità, la sublimità alpina deve essere contemplata, ammirata ; da quelle altezze formidabili, da dove il plastico, le tinte, il panoram a tutto quanto che ne circonda, sembra uno spettacolo polare, un mare palioristico, un oceano cristallizzato in tempesta. Il cielo è terso, l'aria è limpida sull'alto delle Alpi dopo lo se:rosciar della bufera; le creste dentelìate, le gnglie piramidali ee0else; i vasti campi di neve si vestono a festa di colori vivi smaglianti; di riflessi di luce opalini, brillantati; di ti;nte or gagliarde, or tenere, diafane, iudefinite che vanno elevandosi, perdendosi, sfumandosi in altezze celestiali. Colori, tinte cangianti col roteare del sole, dal gaio roseo dell'alba al dorato del melanconico tramonto ; e quando, nell'ora che volge il desio, l'astro del giorno va declinandosi di là dalla costiera che imbruna, e si riflette e si profila sullo sfondo infuocato 1el cielo; .e le alte vette proiettano ombre gigantesche sull'ampio argenteo nevato, compresi da mera viglia si rimane att oniti, estatici in presenza di tanta vastità d'orizzonte, sublimit~ di spettacolo; in contemplazione di tanta onnipotente grandezza e bellezza e splend ore e magnificenza abbagliante gli occhi dello spirito. La mente affascinata si esalta nel celeste bagliore, nella serena purissima atmosfera di quelle olimpiche altezze; in quel silenzio solenne, profondo che in quelle altitudini, in quell'ora che intenerisce il cuore, ne circonda e ci impressiona. Oolit in alto, a tre o quattro mila metri di dominio sugli strati melmosi, miasmatici della pianura; a tre o quattro chilometri al disopra dell'agitarsi convulso delle passioni e -miserie umane, l'animo n ostro si commuove a miti sensi di benevolenza e d'altruismo. La montagna rende migliori, nel fisico e nel morale; essa dà forza , ardimento, cuore, fede; l'alpigiano è forte, robusto,
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coraggioso; è sobrio, ospitale, religioso, egli non bestemmia· il soldato alpino è devoto, rassegnato, sopport~ immani fati~ che, soffre in silenzio, obbedisce e prega.· Tace in quelle altitudini la voce del freddo e :;confortan te matérialismo, del pessimismo invadente; dello scetticismo dominante che deprime gli animi, dell'utilitarismo immondo che, nell'ora presente, corrompe la coscÌE;mza. P er tutto invece aieggia un sentimento mistico' di soavissimo affetto, un riflesso della verità assoluta ' r,a<Y<YiO del. Ob l'amore divino, un senso iueffabi.le di religioso fervore che affascina, intenerisce, commuove, esalta; lo spirito entusiasmato si eleva alle eccelse regioni del sentimento. Colassù, in quell'aura pura, ossigenata che dila ta i polmoni, rinforza, rinfranca, raffina i sensi; in mezzo ad un'atmosfera tutta .impregnata dal profumo soave, delizioso, delicato dei :fiori di montagna ; in un'atmosfera tutta quanta imb~lsamata dagli aromi salutiferi delle piante r.esiuose, ci sentiamo più sani, più forti, più sereni, più buoni ; forse perchè più vicini al cielo, ci sentiamo anche religiosi. Dall'alto delle A._lpi, forse perchè più esposti a!Ia r abbia straniera, batte con più forza il cuore d'italiano, vibra con più slancio la corda del sentimento patriottico; con più in tenso affetto si pensa alla cara, alla gaia bandiera dai bei colori della fode, dell'amore, della speranza; a quel santo vessillo sul quale brilla, astro tutelare della patria, ì.l sacro simbolo di Savoia: la Croce bianca in campo rosso.
PER LA PATTUGLIA D'ARTIGLIERIA
un
A. Gr.A.co s'A colonnello.
Il capitano d'artiglieria Francesco Grazioli, in un pregevole articolo, pubblicato nella Rivista d' artiglieJ"ÙJ, e genio (marzo 1902), ha preso in esame la relazione sull'ammaestramento delle « pattuglie d'artiglieria» praticato nello scorso anno presso il 3° reggimento artiglieria, ed esposto nella stessa Rivista ed in questa che mi diede e mi dà ancora ' .benevola ospitalità, giungendo alla conclusione che, a suo avviso, il t erna della scoperta d'artiglieria ·si era in quell'esperimento t roppo ampliato, e che la necessità di un servizio di ricognizione oltre i limiti assegnati dai nostri regolamenti di istruzione tattica non si può giustificare coll'esame dello svolgimento logico cli un combattimento in relazione ai còmpiti sp:3ttanti al comandante le truppe, ed a quelli dell'artiglieria, se non nel caso di terreni piani e molto coperti. Dalla discussione emergono le idee veramente utili e pratiche; onde l'articolo .del capitano Grazioli viene in buon punto ad accendere un dibattito che può condurre ad un giusto apprezzamento delle regole di impiego, indiscutibilmente dipendenti dalla maggiore efficacia, precisione e gittata delle armi moderne. Et aitera pa1·s, dice il lati no, m.a non lo ripeto, poichè non ·trattasi veramente di sollevare una polemica, ma solo di chiarire le idee su di un tema affatto positivo intorno al quale le principali artiglierie estere hanno già deciso, passando dal campo t eorico a quello pratico dell'addestramento; tenia che a noi, per confessione dello stesso capitano Gra-
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PER LA PAT 'i 'OGLIA D'ARTIGLIERIA
zioli, che dovrei ritenere molto versato in materia tat tica, è parso una p edina nuova nello scacchiere del nostro scibile militare. ·
già come l'incrocio ardimentoso delle baionette, ma com.e l'effetto .di un fuoco intenso verso i 5 km. che da solo riesce a sloggiare l'avversario od a ~istruggerlo se ha la fermezza di rimanere sul posto, e che il cammiri.o tra il punto di primo contatto e quello di decisiva azione col fuoco c·e lere è assai aspro, tanto aspro da mettere in forse i tattici più sperimentati sulla possibilità di percorrerlo allo scoperto senza il dominio preponderante del proprio cannone, e sulla possibilità di impiegare le schiere, le quali debbono spiegarsi e ru.uo-versi nella zona più pericolosa quando si spingono a rafforzare la linea di fuoco. Ciò fa volgere le aspirazioni al con· centramento del fuoco per mezzo di larghi aggiramenti d'ala o coll'avanzata a n uclei protetti dalle pieghe del terreno e sostenut i dal fuoco di altri nuclei appiattati, richiamando la pr.atica delle linee successive. Si delinea quindi chiaramente un largo rivolgimento tattico che r ende più importante, più intima coll'azione della fante ria la cooperazione dell'artiglieria, e che confermerà sempre pii'.Ì la distinzione della manovra offensiva o difensiva, già iniziata, in due- tempi, l'uno di ~reparazion~ pel quale sono ind ispensabili le notizie delle scoperte di cavalleria e di stato maggiore, l'altro di attuazione di combattimento, in una profondità di almeno 5 km., la quale esige una scoperta dettagliata, tecnica del terreno che studi cioè il valore intri.useco del t arreno stesso dal punto di vista della sua occupazione da parte dell'avversario, dell' impiego del fuoco, della viabilità; ricognizione cui sono · meglio atti gli ufficiali d'artiglieria (checchè n e pensi il capitano Grazioli e per consenso degli stessi Tedeschi che delle armi di linèa e dello stato maggiore faJ no un gran conto) per la pratica del terreno stesso e per l'abitudine di applicare il cannone agli atti d i guerra che implicano l'impiego delle tre armi.
Rileva il capitano Grazioli che nell'esperimento non si fece la necessaria distinzione fra il comandante delle truppe ed il comandante d'artiglieria., e poichè egli non sa spiega.rsi se ciò fu un mio lapsus calami od una - incertezza da me scientemente voluta, avvertirò subito che qui appunto sta il nocciolo della question e dal quale dipende in gran parte la necessitiLdella pattuglia d'artiglieria, nocciolo che l'egregio scrittore non ha saputo convenientemente apprezzare, basandosi solo sull'analisi dei nostri regolament i tattici (che, salvo il rispetto dovuto nella loro osser vanza in servizio, si possono ritenere un po' antiquati), anzichè innalzandosi al concetto sintetico dei progressi . che si sono svolti in questi ultimi tempi e che trapelano da tutti i pori dei regolamenti e.. teri che, di più recente adozione, da tali progressi hanno subìto notevole influsso. Ora, malgrado l'egregio scrittore ,faccia la più ampia riserva. sull'effettiva efficacia delle armi moderne, riserva che non mi spiego · col corredo tecnico di ~ui deve essere dotato, sembrami non si possa negare che tale efficacia ha assunto una notevole importanza, che la zona di manovra pericolosa si è estesa al punto da fare intercedere fra le truppe che si trovano in misura di combattimento una distesa di terreno tale da obbligare a speciali modalità, a speciali precauzioni di marcia e di spiegamento per facilitare il compito della avanza.ta e per stornare il caso di una inopinata. distrnzione. Ciò sembrami si possa rile vare, pur rimanendo nei confini del tiro semplicemente accelerato, e senza ricorrere alla nuova teoria delle raffiche francesi. La quale considerazione conduce direttamente alla conseguenza, e le esperienze degli ultimi fatti di guerra lo hanno provato, che il leggendario urto si deve oggi intendere non
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« divisione d'armata: il passaggio è importantissimo da molti
È necessaria quindi una profonda evoluzione nei regolamenti. tattici. La difficoltà dell'avanzata, la· trasformazione dell'urto finale, richiedono una assoluta intimità fra i due fuochi, una vera fratellanza fra il fucile ed il cannone in tutte le fasi del c.ombattimento e specialmente ·nell'ultimo periodo del fuoco intenso. Esse richiedono àltresì la distinzione, già accennata, dèi due tempi di manovra secondo i quali il comandante delle truppe colle informazioni di avanscoperta e di stato maggiore concreta la prima idea di attacco e di difesa, e prende poi partito con ordini definitivi solo allorquando abbia riconosciuto la materiale occupazione d.el campo, il dominio di fuoco cui si de.ve esporre, la viabilità del terreno, gli schermi che esso può 0f:frire all'avanzata, affinchè ordinata la mossa non sia troppo fac ilmente obbligato a mòdificarla con cambiamenti di direzioni che portano lo scompiglio in una truppa tanto seriamente impegnata. Si richiede l'unità di fuoco, in una parola, senza esitanze, senza sconnessioni, la massima cura nel prevedere gli ostacoli insormontabili. I Tedeschi che, per il momento, non si sono a,ccostati all'irruenza del fuoco francese confortata dallo schieramento · in linea delle batterie alle più brevi distanze, hanno· pure accolto il principio dell'unità di fuoèo da applicarsi in modo . largo coll'impiego delle batterie alle massime portate e colla loro più intima cooperazione anche alle distanze brevi, subordinandole senz'altro ed in modo permanente ai comandanti d i divisione. Il generaie Rohne che, con tanta opportunità e con preziose pubblicazioni svolge le principali questioni di impiego dell'artiglieria da campo, nello scopo appunto di affratellare il fuoco del fucile a quello del cannone, · COSÌ si esprime nella prefazione al suo libro dedicato agli ufficiali di tutte le armi: « Secondo la nuova organizzazione del 19 ottobre del 1899, « l'artiglieria da campagna è subordinata ai comandanti di
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~< punti di vista. Sono adunque i · comandanti di divisione « che saranno chiamati un giorno a se:i:virsi di questa ar« tiglieria, che debbono sovraintendere alla sua istruzione « e che sopportano tutta la r esponsabilità .di questa nuova « missione. Se questa innovazione è di natura tale da con« tribuire al successo dell'armata è troppo naturale che i ge« nerali che .coma.udano le divisioni si famigl iarizzino col << l'organizzazione _ dell'artiglieria da campagna, coi servizi « che questa è chiamata a dare.e col suo impiego ». Ciò non rappresenta già l'idea di uno scrittore unilater!!,le od azzardato, ma trova riscontro nei regolamenti tedeschi che con fate largo indicano agli ufficiali le norme da seguirsi nel combattimento . Infatti il numero 280 di quello per l'impiego dell'artiglieria da campagna (parte IV, principi generali), definisce nel seguente modo le relazioni tra il comandante le turppe e quello dell'artiglieria: « Poichè la scelta depa prima posizione d'artiglieria di« pende dalle intenzioni del comando (delle tre armi) è ne« cessario che il comandante d'artiglieria sia posto · al cor« rente delle sue intenzioni, e riceva l'ordi~e che stabilisce « la qiiantità d'artiglieria da· spiegarsi al principio, la posi« zi;~e e il mo'mento in cui l'artiglieria stessa deve sta«. bilirsi ». Converrà il capitano Grazioli, lo spero, che tale n orma generale differenzia rad icalmente dai nostri regolamenti tattici osservando che l'ordine déva riflettere la posizione ed il momento. Come può un eomandante di truppa far.è le cure della preparazione al combattimento, pronunciare una decisione tanto importante, come può imbastire il piano d i attacco senza la scorta di notizie positive sul terreno da perco'rrere sotto il fuoco avversario, e sulle misure che :-;i possono e si debbono prendere durante l'avanzata per scemare gli effetti micidialissimi di tale fuoco? Per non caçlere in un errore fatale, le relative informazioni di scoperta debbono poter giungere, in tempo utile, al comandante d'artiglieria od al comandante le truppe, che secondo il pensiero· tedesco for-
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mano un~ sola unità di comando pur facendo larga parte a i doveri della subordinazione. Quindi necessità della pattuglia e delle sue notizie al comandante dell'arma od a quello delle truppe, e l'opportunità del lapsus calami che il capitano Grazioli colla sola scorta dei n9stri r egolamenti ha èreduto di rilevare nell'esperimento praticatosi presso il 3° reggimento artiglieria. · Vedremo più in.n auzi conie i Tedeschi abbiano risolto nel campo regolamentare la preparazione e l'impi.ego della pattuglia d'artiglieria. Frattanto sgombriamo il fronte di alcune altre osservazioni le quali hanno la loro importanza, quantunque ripetano la loro origine dal lapsùs calami .la mentato dal capitano Gr azioli, che non ha saputo comprendere, ed apprezzare, i tempi nuovi pronuuciand.o senz'altro il suo jamais intorno ai diritti ed ai doveri del comandante le truppe. Il numero 275 del regolamento tattico tedesc'o così si esprime : « Duran te le marcie in v.ista del combatt imento e le ra« <lunate preparatorie il comandant e d1. artiglieria si t iene « presso il · comandante le truppe. Egli riceve da questi i « primi ordini per la condotta · del combattimento ». Osservi quindi il capitano Grazioli che i Tedeschi hanno, con questa n orma, fatto, a sua insaputa, un altro passo important e in confronto dei nostri regolamenti perche u,niscono, da prima, senza restrizioni in un sol tutto il comaudo dell'artiglieria e quello delle truppe, e distinguono g li atti preparatori da quelli di deciso combattimento. Anzi un altro passo più caratteristico verso la distinzione dei ·due tempi del combattimento ed il conseguente impiego delle pattuglie d'artiglieria:; trovasi al n. 344 del loro regolamento sull'ìmpiego d'artiglieria quando proclamano quest'altro princìpio che all'egregio scritttore parrà un'eresia dopo le sue considerazioni · sul modo d' imbastire il combattimento: • « Il piano d'attacco non ha pr obabilità di riuscita che nel « caso si possa ottenere la superiorità del fuoco e dapprima « di quello d'artiglieria ».
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Ciò si differenzia assai da l modo secondo il quale i nostri regolamenti considerano l'ent rata ìn azione dei grossi reparti coi tasteg giamenti della avanguardìa, e ,mccessivo impiego delle altre t ruppe, imponendo la norma tedesca nettamente la superiorità del fuoco ed il conseguente studio del campo prima di decidere il piano di attacco. È il jamais d~l capitano Grazioli? Ecco quindi spie.Q;ata la inversione di termini che l'egregio autcre ha argutamentè rilevato e che io ritengo tuttora uno dei pregi del lavoro che ebbe la ventura di essere pubblicato nei due più importanti periodici militari, e spiegata parimente la traccia da me data. allo svolgimento delle esercitazioni : · « Ordini dati ai capi pattuglia d'artiglieria dal comandante « del partito - informazioni inviate dalle pattuglie d'arti« g lieria al comandante delle tru ppe - decisio'ni del coman« dante a.elle truppe per risolvere il tema in base alle infor« mazioni r icevute ». La quale traccia se non è conforme al corredo tattico di cui si vale il ciipitano Grazioli, e se, per vero dire, non è in perfetto accordo coi nostri regolamenti, parmi non possa derivare da una esagerata valutazione dell'efficacia delle armi modE.rne, ma dai progressi tattici ormai accertati ed attuati all'estero in dipende11za appunto d i .tale efficacia.
P er negare la necessita di uno studio preventivo del terreno prima di decidere la mossa, e per sopprimere, con un sol colpo di penna, l'utilità delle notizie che le pattuglie possono raccogliere sui bersagli e sul modo di batterli colle minori perdite dei propri riparti, menomando il loro scopo, il capitano Grazioli d imostra uno scetticismo sulla efficacia delle armi moderne che non mi so spiegare in un giovane ar tigliere. E ntriamo in un campo assai spinoso nel quale la balistic1L da.i quaranta anni d i servizio può a_vere la peggio di fronte agli studi più nutriti di una scuola che si i.nforma ai
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o' ARTIGLIE RIA
più recenti progressi. Tuttavia mi sarà lecito osservare che Ja velocità iniziale, la gittata, la precisione di tiro, gli spazi battuti e dominati dal fucile. modello 91 non si possono confrontare con quelli del fucile 70/87; che il nuovo cannone da T,5 nulla ha da invidiare alle proprietà di tiro dei suoi predec_essori ed ha uno shra.pnel con 320 pallette in CQnfronto delle 108 dello shrapnel da 7; che i metodi di tiro COP,erto si sono da un ventennio in qua molto perfezionati e, ciò che val meglio, semplificati; che l'appa1:ecchio Olavarino li renderà ancora più facili e precisi permettendo di estendere l'uso del tiro indiretto pure contro un bersaglio mobile; che la celerità di t iro del cannone è passata dai ·2 a 3 colpi al minuto delle prime bocche da fuoco rigate a ·retrocarica ai 25 o 30 del cannone francese che le spolette cli nikel. Tutto ciò parrà cosa da poco alla balistica nuova, m~ costituisce una somma d i progressi che deve esercitare un ' gran peso nel valutare la vulnerabilità di una marcia al nemico e nel r iflettere sui modi di renderla meno disastrosa.
Il giudizio sull'istruzione svoltasi presso il 3° reggimento artiglieria ha subìto una punta dì prevenzione dai caratteri sportivi ed artistici c4e l'istruzione stessa di necessità ha . assunto. Mi è quindi indispensabile aggi1.1ngere una parola al riguardo, malgrado tale earattere nulla tolga all'interessamento che gli ufficiali ne possono trarre, ed all' ammaestramento di equitazione che ne può conseguire. Le pattuglie d'artiglieria, ammes~o il loro impiego ~econdo il pensiero t,edesco, debb_o no funz ionare nella zona di combattimento e tale zona non si estende al di là di 7' od 8 'chilometri. Perchè richiedere rriarcie forzate, escursioni celeri ed ardite, che sono la caratteristica delle scoperte ufficiali e di cavalleria? Non è questa una sovra.bbondaza di azione che le batterie coi mezzi di cui d ispongono stentatamente possono fornire e ehe non conviene sviluppare oltre ad ùna certa misura a scapito' di altri importanti scopi d'istruzione pro-
.Plm LA PA'l'T OGLU o·ARTlGLlERIA
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fessionale? L'esame pratico di una manovra dimostra ad evidenza che quegli ardimenti, quelle punte sportive sono non · solo utili, ma indispensabili alla pattuglia d'artiglieria. Il comandante delle truppe che, giunto al limite della zona peri· coìosa di spiegamento, deve decidere sul da farsi vuole al più presto le notizie che lo orientino poichè una decisione pronta dà il vantaggio della iniziativa. Onde le pattuglie d'artig.lieria, pur mirando ad un còmpito speciale, ristretto allo studio della zona pericolosa, debbono affrettarsi nel loro incarico di raccogliere dati, sulle indicazioni generiche ricevute dal comandante le truppe, debbono quindi spingersi colle punte di cavalleria per sostituirvi l'occhio perspicace del comandante sul dominio di ìuoco che il campo di combattimento può presentare. Solo a questa condizione la prima cannonata avversaria non potrà sor.prell'dere il comandante e turbarne la decisione. Se per giungere a tale r isultato importantissimo occorre un.artigliere pattugliatore, sportivo, perchè non dobbiamo prepararlo con tutti i mezzi che lo scarso bilancio· può consen"tire, g irando invece lo scoglio col sollevare dei dubbi, sull'utilità del nuovo elemento di manovra? Perchè l'arma non dovrà adattarsi ' al nuov~ compito che le è indubbiamente assegnato? 'I-
* *
De minimis non ciwat pretor. - E quintli faccio punto sugli altri minnti argomenti dell'articolo del capitano Grazioli,ringraziàndolo di avermi dato la spinta a meglio chiarire il concetto della pattuglia d'artiglieria. Ma a conforto delle considerazioni svolte non posso chiu-dere senza esporre un argomento, a mio avviso, esauriente, senza, cioè, mettere in confronto le n orme di scoperta della nostra istruzione tattica per le batterie da campagna ed a cavallo (n. 180), preferi ta, dall'egregio autore, con quèlle adotta.te dai Tedeschi, fin dal 10 agosto 1899, af.6.nchè ir lettore si faccia un'idea chiara e positiva dei progressi "che si possono desiderare.
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PER LA PAT'l'UGI.IA D'ARTIGLIERTA
P.GR LA PATTUG LIA D'ART!GLI!l:RÌA
Il § 180 dell'Istruzione tattica per· te baltei?ie da campagna riprod otto dall'articolo del capitano Grnzioli prescrive: « Nell'avanzare verso una posizione da occuparsi, ogni « batteria, se questa marcia isolata, o la batteria di testa « ·se trattasi di una brigata incolonnata sulla medesima strada, « ha il dovere di riconoscere le condizioni di viabilità· al . ' « quale oggetto il comandante di batteria si vale degli in« dividui a CD vallo che tiene a sua disposizione e anche dei « furiere se lo crede opportuno. Questi devono mantenersi « in continua relazione colla batter.ia, rendere immediata« t amente conto delle inforrna:lioui importanti assunte, C\Se« guire rigorosamente tutte le istruzioni avute, sia sulla « direzione da tenere, s ia sull'osservanza dei seD"nali conve-• o « nuti e di tutti i particolari che possono interessare la « marcia della colonna ». Il n. 294 del regolamento di manovra dell'artiglieria tedesca., parte IV, ricognizioni e scelta delle posizioni, così si esprime: « Per le difficoltà che presenta la direzione e lo sposta« mento di una massa considerevole d'artiglieria la prima « condizione di successo è di e;:1eguire a tempo ed abilmente « le i-icognizioni (nel testo ·il periodo è in corsivo); qua.nto « al meccanismo del.le ricognizioni, al numero ed al modo « d'impiego degli esploratori, tutto ciò d ipenderà dalla si« tuazione, dal terreno e dalla maniera di fare del coman« dante (delle tre armi). \{ L'impiego degli esploratori d'artiglieria non si può su« bordinare a r egole •fisse; si richiede loro una ·vista eccel« lente, un senso tattico sviluppato, una buona attitudine a « cavallo e l'arte di fare una relazione. >} Considerato alla stregua della maniera tedesca, che tutto richiede dalla perspicacia e dall'iniziativa dei propd quadri di tutte le armi, quale programma di concetto largo e rispondente alle necessità del rivolgimento tattico che si sta insensibilmente delinèando ! Scelga il capitano Grazioli ed il benevole lettore la versione che meglio gli aggrada, ma da parte mia non ho dubbio
nella scelta e mi confermo nell'avviso che l'esperimento fatt:o al 3° reggimento artiglieria non ha esorbitato da quanto si può richiedere ad una buona istruzione sulla _scoperta della pattuglia d'artiglieria. E posso esprimere il voto che questa 1iitova pedina, come la definisce· l'egregio capitano, possa diventare in tempo non lontano una pedina a noi completamente fari;iigliare. Adelanle Ped1·0 cum judicio. -
Se vogliamo essere ultraprudeuti. Conserviamo pure sotto le ceneri il tiro unico, celere, del fucile, le raffiche francesi, il principio del rispa:r;mio delle batterie, quello dell'intimo affratellamento dei due fuochi, ma non omettiamo di adire con fermezza ai progressi accertati, fra· i quali si annovera sen,za .dubbio lo· sviluppo delle « Pattuglie d'artiglieria. » ANGELO DE Lu1GI Colonnello d'arliyliel'ia.
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APPUNT! E CONSIJ> El!A;t,JONI, ECC.
APPUNTI E CONSIDERAZIONI SU[ PRELIMlNAIH DELLA GUERRA FRANCO-GERM AN(CA
Continuazione e fine -
Vedi dispensa f V
.Passando ad osservare gli eser citi germanici, si notav,1 nel~ e truppe « una calma ferrigna, i'mprontat.a di energi.cS;1; . « n solutezza ; 11011 entusiasmo, no, ma un for tissimo senti·« mei~to del dovere, un o spirito cli diseiplina insuperabile, « mùrnmen sa :6.duci a nei capi. G Ii. ufficiali sopratutto am« :mirabili per Ja perfetta conoscenza dcl'l'arte loro, per ]a, lorv « devozione, per il .loro contegno fer mo, freddo, altero, schiet« taimente militare, adaHa,tissimo a conservar loro l'autorjtà. « Un sen1plic0 luogotenente pa,:re,va 1u1 genera.le. I n tutti si « vedeva una cura scrupolosa, quasi i.sfo.1.tiva, di osser vare « e far osservare fino agli estremi limiti del possibile le pre« scrizioni regolament~Ki» (1) . J,'unità d'indi:riz:w e di sentimci1to era agevolata dall'un i.ca proveni enza. E ' vero che v igeva. anco.rn i n Oennania uno spirito m:ist.ocratico, pel quale l'elemento m ilitare rimaneva separato in qualche modo cl.aJl'elemonto civ.ile; ma gh avvenilneu.ti clol 1866 avevano o'ià rotto il ghiaccfo cl1e divideva gli ufficiali dai cittadini, sic;ho anche sotto questo r ispetto gli eserciti germanici erano nel 1870 emineìnteme~1te nazionali , anzi corrispondevano alla « vera naz ione ~u:rn a.ta ed organa ta » (2) . (1) Cons1, Wmembranze dl gueiTa - Rivista Ili {!Mleri a, V, 95-16.
(2J MA11s1; 1,1.1. Gli avvenimenti d1!l 1870 -71, I, 55. - L'elemento più prezioso dell'esercito te,'lclsco era ror.se ne l complesso dei capitan i. Questi avev11no in media da trenta a ([t1arant'anni; per essi una ca.mpa~na apriva l'avven ire, in un momento in cui l':~mbizione, molla po ten te <lelle umane azion i, non era ;inco ra spenta. Ques to pensiero e e.;pre.;so nello Sguardo tattico retrospettfoo ctt 1S66, pag. ll l.
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Il fm1Zionamento clol comaiido e il servizio dello stato maggiore procedevano con somma facilità e -senza attriti; grazie alla divisione razionale del lavoro e alla ben definib ripartiziooe delle responsabilità e alla cura di c0nseirvare, per qua!1to possibile, al le unità di guerra la formazione· o,r ganioa del tempo di pace. Alla prepar azione cli questo potente fattore di vittoria aveva atteso, con indefesso zelo, fin da quando nel 1857 era stato nominato capo di stato maggiore, il generale Mo1tke e ben a ragione il Wilkinson potò definire lo stato maggiore prussiano « il cervello dell'esercito». Ma anche· qui bisogna gu.arclarsi dalle esag~ra.zioni. Non si creda che gli ufficiali di stato maggi0re tedeschi avessero il monopolio della coltura e dell'intelligenza ; no; anche :0.el campo francese, pr esso i qua,rtieri generali, si. trovav.'.",IlO molti va" lenti ufficiali, che nelJ.e condizioni dei loro avversari avrebbero dato ugualmen~e ottimi frutti; non era adunque quistione di uomini, ma cli sistema, in modo che da un lato trLtte le energie erano metoclicamente clisciplinat~ o dirette verso il medesimo fine, dall'altro er ano cli.sperse e pa,r alizzate per mancan za cl.i direzione. E si badi : domani in un o stato ma,ggiorc, anche organizzato alla prussiana, potrebbero rinTLOvarsi. gli stessi inconvenienti deplorati in Francia nel 1870, ·Se venisse n10no l'energia del comandante o se questi per proprio ci:ipriccio invadesse o lasciasse invadere da altri le attribu.-zioni di ciascun organo del coma,ndo. L a forma ha valore, inquantochè certe opei·azioni di. servizio devono potere esser fatte quasi macèl1ina.lmente, per pratica abitudinaria ; m;a assai più che la forma ha valore l.a sostanza. In altri termini, lo stato maggiore, come organo coadiutore del comando, potrà rendere servigi. più. o meno buoni secondo il su.o grado cl.i perfezione e le qualità per son a,l i de' suo'i componen ti; ma rima.ne sempre uno strumento che va sap llto adoperare (1) . Un inconveniente comune ai due eserciti avversari era il S(rverc.hi0 numero cli persone addette al gr an quartier gener ale e ~l comando supremo. (i)
A.noi Italiani dovrebbe servirC\ di ammonimento, sotto questo riguardo, Ja cam,
pagna di Actua (1896).
53 -
ANrlO Xf. V(J ,
S UI PRELrnlNA RI DELLA GUERRA FR ANCO-GERM AN ICA
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APPUNTI E CONSIDERAZIO NI
Questo inco1~v~niente in Francia s.i estendeva anche ai g:·and1 co1~and1 m sottordine; ed ~iv i l'abbondanza di persona.le, congmnta eh ben dofin·ic · · . . alla . . mancanza · - .' o a tt n·buz10n1. r endeva. m~v1~ab1le la confusione. In tali circostanze noi{ deve mer~v1ghar~ ~e colonnelli e generali. erano ridotti a far la_ part~ e~ sempllCl se~reta.ri. Di pi1;1 :i :rappo!'ti fra i' generali e 1 _capi eh ~tato m~gg10re variava.no secondo le persone e secondo 1 casi: fiducia :ir1tera e reticenze si alte~·navano, donde nasct}:a· mancanza di uniformitit ed incertezza nel servizio. alcm1~ generali si rimettevano completamente al capo di stat~ mag?;i°:re, mentre mo] ti a.Itri non, amrnetteva.no neppure · lUl .cons1~~10, volevano provvedere da soli a tutti i pa.rticolari 0 per c10 fare perdevano cli vista, ciò che sarebbe stato lo10 · còmpito principale. . Nell.'~sercito germanico invece, essendo ben determinate ~e fonz10ni di_ ciascuno, la pletora cli personale, nei ra.ri casi 1~1 cu1 ~wyernva, produceva semplicemente incomodo O d i: .~urbo p_er :.il.~ d_iff!-coltà di accantonamento, sopra.tutto a cao10ne dei. J: nnc1p1 che accompagnav:ano il gran quartier o·enerale o. uno dei qua,r tieri generali d'armata in qtrnli tà. ~cli spettaton (1). . I ge~eral_i, tedesel~ (e:"lclnsi, beninteso, i Principi) , 'erano 1~ med.111 _p rn vecchi cle1 generali fran cesi. Dei comanda,n ti dt _corp~ d'armata prussiani, uno solo non aveva che 54 anni . gh altn super avano i 60; il più vecchio ne aveva 69 u ' cornanda,nt~ ,,: · . ~ ·1 · , . e1· ·f'ia.nces1, ·d'armata, Steinmetz '· ne aveva 74... D 1 1 JY.ltL _vece no, a:vova. 63 a.nni, :il più giovane 54 (2). Sarebb0 ~uttavia questa una base fallace per chi volesse dedurne la mfluenza deJl'età sulla condotta de1le operazioni. II f l -eran l. . 1· . . l onco, o poc n l genera 1 tedeschi. che avessero un'eta. eccezionale e dovevano alla loro giovanil.e energia l'essere stati conservt1ti in servizio.
(i} HONIG, 24 hem·es de strategie cte De ,floltke 02 (trad . f m Ecco l'età di alcuni Tedeschi. . ' • uzione rancese). Alvenslebcn Il 6l, Kirchb~ch T.ii ~~ai°t:u!el 1, Fra_nsecky _63, Alvensleben 1 67, 61 5t Voigt-Retz 61, von Buse 1.Franc~si: B~:a:~ 59 l, Za ro_\,69, Goben 5.\., Manstein 65, e , Bourbak, o-•, Canrobert 6i, De Fai!ly 60 I?rossard 63 1 admirault6 " L B r 6~, e oeu 60, Mac-Mahon 62. · ' ' '
?
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Il ,Re Guglielmo, che aveva assunto nominalmente il co1nando degli eserciti germanici, aveva 73 anni ed appa,riva ancora vegeto e robusto. Non così il maresciallo Moltke, benchè non ne avesse che 70. Narra il Bismarck che allorchè il 13 luglio, mediante l'abile alterazione del clispt1ccio di E1ns fu xesa inevitabile la guel'ra, << :iYioltke si lasciò. traspor~, tare ta.lrnente fuori della sua impertucba,bile tranquillità che « volgendo uno sguardo gioviale al soffitto, e uscendo dal suo « abituale riteg1)0, si battè con la mano il petto .e disse : Se ·« m,i sarà dato di viver t cinto, dei condun'e le nostre armate « 'in quesfo guerra, possci piw subito dopo il diavolo portarsi « via qiiestci vecchia ccircassci! Allora. era più càdente di « qu anto non fosse dopo e aveva il dtL bbi.o di non reggere agli ·« strapazzi della campagna» (1) . Non deve dunque stupire se alla vecchiaia clel Re e del SLlO -capo di stato maggiore convenisse usare, durante la guerra, ,speciali ;riguardi e questi inB.uissero anche sulla scelta dell'accantonamento del gran quartier generale prima di una · battaglia. Così avve1me, aèl esempio, il 17 agosto 1870, alla vigilia della battagtia di Gravelotte-S. Privat, aUorchè il qnartier generale rimase, per comodità cli alloggiamento, a Pont-à-:M:ousson, mentre se si fosse tenuto più innan zi avrebbe :potuto più _pron:tamente e con minori. incertezze orientarsi xispetto alla situazione (2) . Non è il caso che mi dilunghi ad enumerare tutti i vantaggi che anche nelle guerre odierne possono derivare dal vigqre :fisico del comandante supremo e gli inconvenienti cui può · da:r luogo la ma,ncanza di esso ; ricorderò solo che un generalB inglese - sia pure con evidente esagerazione - ha voluto attribuire ùnicamente alle menomate condizioni fisiche di Napoleone I la èausa della sua cleca.clenza e della sua caduta (3), ·e tra.rrò la conclusione che i Prussi.arLi, nel 1870-71, vinsero, non per virtù, ma a mal grado della, tarda età del condottiero.
(i) B1 SMARC K, Pensieri e r icordi, Il , 88. (2) Hi.iNIG, 24 heures dc strat.égie de De Aloltke, !8. (3) WoLSBLEY, Le déclin et l a clwte de Napotéon .
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APPUN'rI E CONSTDERAZ!ONI
I Prussiani avevano, per confessione dello. stesso Oanrobert, « due armi più potenLi di tutti i fucili · o cannoni' del « mondo, cioè lo sp.irito d'iniziativa ed il cameratismo » (J.). Occorre tuttavia ricordare che riguardo all'iniziativa, pui-essondone riconosciuta generalmente da tutti gli ufficiali la grande utilità, a condizione che non fosse eccessiva, .capricciosa e sfrenata, si vedeva in essa un'arme a, doppio La.glio, come avevano già. dimostrato parecchi episodi delle guerre precedenti di Danimarca é di Boemia. Gli avvenimenti del 18'70-71 dovevano fornire una nuova prova., di queste verità; gli attriti che si svilupparono fra Stcinmetz e Moltke e fra i\foltke e jl prin cipe Federico Carlo nel primo periodo della campagna, nonchè tutti i riguardi che il capo dello stato maggiore generale doveva usare verso i Principi comandan ti d'armata , dimostra.no non soltanto che lo spirito d'iniziativa poteva essere talvolta esagerato e riuscire da.imoso ·all'unità d'aziop.e, ma anche che non mancavano, nel campo tedesco. come nel francese, riva,l ità personali,. cui valsero a frenare l'autorevolezza indiscutibile del Re Guglielmo, la fermezza di iVIoltko, lo spirito di cameratismo in tutti pr ofonda.mente radicato per un alto sentimento del dovere, ed infine, diciamolo pure, il buon successo. Quando la vittoria sorride, c'è gloria per tutti. Non mi sono dilungato a parlare di Napoleone III come c-0mandantc dell'esercito francese, perchè il suo comando fu breve e soltanto nominale e perchè egli, sebbene non avesseche 62 anni (2), era affranto dalla malattia che lo trasse, tre· anni dopo, alla tomba. Di fatto, privo di qualsiasi energia ed autorità, egli si dovette acconciare, dopo Worth, a seguire l 'esercito come un'insegna, fatalmente destinata, insieme con ~e aquile, i. fucili e .i cannoni deJl'arma.t a di Mac-Mahon ed i sontuosi carriaggi imperiali, ad arricchire i trofei del vinci~. tore d i Seclan.
SUI PRELIMINARI DELLA GOERRA FR ANCO -GE RMA NI CA
Riassumendo quanto bn qui ho cleUo circa la preparazionP :miMare, si vede che l a pa,rtita stava per impegu arsi in condizioni assai meno favorevoli per i Frai1cesi che per j loro avversari. 'l'uttavia sarebbe stato di:/ìlcil e emettere, ci prio1·i una recisa profezia., perchè lo squilibrio tra le due par ti non era di per sè deci sivo e ancor meno potev2h apparire tale a chi .non avesse modo c\i scrutare a fondo l'intima essenza dei due ·eserciti. Il maresciallo iVIoltke nutr.iva, è vero, piena fiducia nel successo, pur ritenendo l'esercito francese « in altissimJ .grado preparato alla guerra » ( 1) ; rn a sappiamo che tale ottimismo non era punto condiviso dal Bismarck. Sta di fatto, e ]o dimostrarono gli avvenimenti, che un eser cito quale era il francese non n.vrebbe potul;o lottare vantaggiosa.mente co11tro un nemico come quel.l o che gli stava di fronte, se non a condizione cli essere guidato da Napoleone I; ma da ciò non ·seo·uo che un esercito come il tedesco potesse trovare la s.ua p1incipale forza no] meccanismo, anzi.chè nella. dire~ione; poichè questa. « rimane sempre l'anima mformatr1ce de1 con;< centramenti e dei movimenti mili.tarj, e il. meccanismo senza « l'inP·eo·no che ]o uni fichi e viviti.chi ò forroa vuota» (2). o . 1o spin ' 't o A ocompletare il quadro occorrerebbe esamrnarc -de1le istituzioni e lo sviluppo dell'arte militare allo scop- ' pia.r e della guerra , ma ciò mi trarrebbe, orn, a troppo l nngo d iscorso. ÀLBEil.TO CA\ 'ACIOCCIII lenente colonnello di .i /alo nwggiore.
(lJ 11/oUA·cs m ililà'·risclìe Cori·esponclenz, 1876 -it, ,(2)
(:!) Cons,, Un g l orioso soldato - Riv ista di fanteria, VIII, 205. (2) Luigi l'ia1>oleone Oonapartc nacque a Parigi il 20 ~prile !SOS e mori a Chisclnrst il 9 genna io J.S73.
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~l..\11S l!LL1,
Gli avve'.iimen!l det 1870-71, 1, 57.
1L 4.
L'AR'l'IOLTERIA DA _C AMPAGN A 11 RANC1i:SE, ECC .
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L'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA FRANCESE SECONDO IL NUOVO REGOLAMENTO PROVVISORIO . DI MANOVRA
b) quadrupedi: 167 cavalli, cioè: 5 degli uffioiali, 30. d~ sella di truppa (sono a cavallo tutti i graduati e trombethen ed un aiutante manisoalco) e 132 da tiro, di cui 12 di r iserva; e) materiale: 22 vetture, oioè : 4 cannoni, 12 cassoni, una fucina, 5 ca.rri da trasporto. La batteria è· ripartita nel seguente modo:
===== = ========;======:====== = -·- --
Riparlo
e grn,to del comandant<J
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Nnmerazione e comr1osi1.i one elci pezzi
I 10 un cannone, ed un cassone.
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Ordinamento. - L'artiglieria da campagna francese comprende 40 reggimenti, di cui 20 di corpo . e 20 divisionari;. questi ultimi divisi in due mezzi reggimenti. che forniscono ciascuno l'artiglier.ia di una divisione di fanteria. Le batterie campali, cioè: montate, a cavallo o da montagna, sono distribuite nei reggimenti secondo le necessità. del servizio. Le batterie montate sono in massima armate col cannone da 75 millimetri; quelle tt cavallo è da moutagna hanno ancora i -:ecchi rispettivi cannoni da 80 millimetri. Una batteria montata sul piede di guerra consta di: a) personale: 1 capitano e 3 subalterni, · 14 sottuffioialì (mm·echaux ), tra eui un capo meccanico, 12 caporali (brigadiers) fra cui un maniscalco, 3 trombettieri, 4 operai (tre in ferro, meccanici, e 1 in legno), 2 sellai, 3 aiutanti maniscalchi, 1 infermiere, 4 porta-feriti, 44 serventi, 66 conducenti montati, 17 conducenti nòn montati (compresi gli attendenti), in totale 170 uomini di truppa;
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uo da batIBd• 4• sezione - su balterno ) cavalli di serva . ( 90 ~u ~a rro da foragg io e .3 carri per v1ver1.
Treno reggimentale - maresciallo cli vettovagliamento.
I
I oarri per viveri sono attaccati a due cav.a lli;_ tutti gli altri a sei. Ad. ogni pezzo è assegnato un sottufficiale oapopezzo ed un caporale che dirige gli ~vantren~ s~accati, sott~ gli ordini del maresciallo capo. I sei serventi d1 ognuno d~1 pr1mi quattro pezzi sono: metà al c~nnone (puntatore, tiratore e caricatore) e metà al cassone (foratore e due provveditori delle cartucce); essi in marcia possono venire trasportati seduti sugli avantreni delle rispettive v~t~ure. An~logamente ognuno degli al,tri cassoni ha tre. uòmm1 (serventi, operai, o infermieri, o portaferiti); alle rimanenti ve_ttur? 0 sono assegnati gli altri uomini di truppa. Un sottufficiale e guida di collegamento col comandante la brig~ta. . Un sottufficiale, un caporale ed un trombettiere sono esplo· ratori.
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I.'ARTIGL1ER:1A DA CAMl?AGNA FRANÒESE
SECONDO IL NUOVO JtEGO LAMEN TO PROVVISORIO DI )IANOVRA
Gli uomini montati sono armati di revolver; quelli su cavallo da sella hanno anche la sciabola; gli . appiedati sGno. armati di moschetto con sciabola-baionetta (1). L~ brigata (groitpe) è formata di tre batterie montate 0 di d ue batterie a cavallo. Il maggiore comandante la brigata ha il coma~do d iretto delle batterie di tiro. Il suo stato maggiore comprende: 3 ufficiali subalterni d'artiglieria; uno guida di col iegamento, uno di vett ovagliamento ha il comando del treno reggimentale, ìl terzo può avere il comando degli scaglioni di combattimento o degli esploratori delle batterie riuniti, 2 ufficiali sanitari (medico e veterinario), · 16 uomini di truppa, 17 cavalli (7 d'ufficiali, 1 da sella di truppa, 9 da tiro), 9 vetture (per bagagli, medicinali, cantiniere e trasporto carne). Gli esploratori delle batterie riuniti costituiscono un organo della brigata, il cui comandante d ispone altl'esì delle guide di collegamento per la trasmissione degli ordini alle rispettive· batterie. . Le brigate dipendono dal comandante l'artiglieria di divisione o di corpo. L'artiglieria di una divisione è comandata da un colonnello o tenente colonnello e consta di due brigate; essa dipende, in massima, dal comandante della divisione. L'artiglieria di corpo è comandata da un colonnello assistito da un tenente colonnello e consta di 3 o 4 brigate (montate o a cavallo); dipende da:l generale comandante l'artiglieria di capo d'armata. Lo stato maggiore del comandante l'artiglieria di divisione comprend~: 2 ufl;ìciali subalterni d'artiglieria, 2 velocipedisti, 5 con.d ucent i (di ctù 4 attendenti), 2 cavalli da tiro ed un carro per bagaglio.
Lo stato maggiore del comandante l'artiglieria di corpo ha oltre il precedente : 1 ufficiale d'artiglieria ~ 2 condu· centi (attendenti). L a r iunione delle artiglierie divisionarie con una di corpo costituisce l'artiglieria dì corpo d'armata che comprende inoltre le unità di r ifornimento. Ne ha il comando un maggior generale che dipende dal comandante del corpo d'armata. Lo stato maggiore si compone di : 1 ufficiale d'ordinanza del generale, 1 capo d,i stato maggiore (maggiore o tenente colonnello) , 3 ufficiali addetti (1 capitano e 2 subalterni), 1 ufficiale d'amministrazione, 2 scritt urali, 2 velocipedisti, 1 caporale · e 5 serventi a cavallo (di scorta), 8 attendenti) 2 conducenti, 2 carri per bagaglio. I vari ·comandi d'artìglieria oradetti si mettono in rela· zione col comando· dal quale dipendono, quando se ne allontanano, per mezzo di un ufficiale del loro stato maggi9re, che resta disposizione del comando . superiore. In egual modo sono posti anch~ in relazione col generale comandante l'artiglieria èli corpo d'armata. i comanda.nti l'artiglieria delle. divisioni ogni qualvolta essi passano temporaneamente alla diretta sua d ipendenza; , questo .passaggio eccezionale viene stabilito con uno scopo determinato e per ordine del comandante del corpo d'armata. Il parco d'artiglieria di corpo d'armata è comandato da un tenente colonnello ed è form~ to da due brigate di munizioni miste (di artiglieria e di fanteEia), a cui sono ag..giunte sezioni da parco e una sezione di riparazione (1). Queste brigate comandate da maggiori sono costituite da
(!) La batteria rn0ntata sul piede di pa,:e h,,, oltre 1,1 nume1'0 ÌJ i uflìda li comp resi nel piede di guerra, un capitano in 2•. La su,, forza è ridotta a 102 uo,nini e G1 cavalli, coi quali veogo no tenute RI completo le due prime sezioni; gli eccedenti costi tuiscono un,1 3• sezione. Anche i co nctucenii so no, in pace, armati di sciabola.
a
<l} Non sono anco ra regolàmentarmente co mpletati i particolari di questo servizio.
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l.'ARTIGWERIA DA CAl!PAGNA FRA.NCESE
unità di rifornimento ed ordinate in modo analogo alle brigate di batterie.
Jfunizionaniento. - Il cofano del retrotreno di cassone da 75 millimetri contiene 80 colpi e qu~llo degli avantreni 18. così che in totale ogni batteria ha 1248 colpi, di cui 160 ; granata esplosiva (nei cofani di retrotreno degli ultimi due cassoni), cioè 312 colpi per cannone. Col p~rco di corpo d'armata sono trasportati 189,5 colpi per ogm cannone da 75, ripartiti nelle due bri()'ate e nelle sezioni da parco . In totale adunque nei corpi d'ar.:.ata Je batterie da 75 hanno un munizionamento di 501,5 colpi per cannone. Lo stesso parco trasporta colle sue due brigate 110,4 cart~cce per ogni fucile del corpo d'armata, numero che, aggi.unto. a quello rappresentante il munizionamento .dei riparti combattenti (120 per ogni soldato e 65,5 per fucile sulle vetture di compagnia), forma un totele di 295;9 cartucce pe1~ ogni fucile. Ricognizioni. ·- Le ricognizioni d'artiglieria hanno per scopo di concretare il modo migliore di impiegare l'arma in. relazione agli elementi tattici determinanti la situazione. I comandanti d'artiglieria alla diretta dipendenza dei co.mandanti le truppe completano.la ricognizione generale fatta c~n questi ultimi comandanti, di cui devono eseguire gli ordini e conoscere gli intendimenti. Queste ricognizioni complementari e speciali, essenzialmente tattiche, in cui sarà. preso in esame il nemico ed il terreno, varranno : a fissare le posizioni, gli obbiettivi e le zone d'azione dell'artiglieria, ripartendoli fra le brigate; a designare i riparti che, in numero strettamente necessario al conseguimento del risultato, devono entrare immediata.mente in azione e quelli da tenersi disponibili. Colle ricognizioni dei comandanti le bri()'ate e le batterie' o essenzialmente tecnico- professionali, devesi cercare di trarre il massimo profitto dalle posizioni e dai mP-zzi materiali
SECO~DO JL NUOVO REG OLAMl•:NTO PROVVISORIO DI llANOVltA
8.J.3-
d'o:ffesa per soddisfare nel modo più completo e nel piu breve tempo il còmpito assegnato ai rispettivi riparti; e pertanto il comandante la brigata, esaminata la zona d'azione· e la posizione assegnatagli, nonchò l'obbiettivo, suddivide· questo fra le ,batterie chiamate ad aprire il fuoco, la posizione fra le batterie che devono occuparla; sceglie infi~e le· località dove le altre batterie devono rimanere. I comanàanti di batteria nelle loro ricognizioni studian<> l'accesso alla posizione; stabiliscono la formazione per giungervi ; il modo di occuparla, evitando di ·esporre la batteria; scelgono il proprio posto, dal quale poter esercitare il comando ed osservare il risultato dei colpi; determinano, infine gli elementi di tiro. Le ricognizioni dei vari comandanti saranno complete per quanto le circostanze di tempo lo permettono ed eseguite successivamente od anche in parte simultaneamente senza tuttavia compenetrarsi stante il diverso carattere delle· ricognizioni stesse.
Esplorato1"i. - I comandanti di brigata si valgono degli esploratori per riconos0ere e tracciare gli itinerari alle batterie e per la loro protezione immediata nelle marcie e in posizione allorquando manchino truppe 'd i altre armi, cui spetta in massima questo còmpito . Gli espl oratori non devono combattere, ma informare. Un ufficiale delle batterie, accompagnato da qualche esploratore, può essere chiamato dal comandante d' artiglieria quale ufficiale orientatore per coadiuvarlo nella. sua ricogni_zione. (losì pur e alcuni esploratori asseconderanno l'ufficiale cui possa. esser dato, se circostanze favorevoli lo consentono, l'incarico di ric·onoscere gli obbiettivi e di fornire al comimdante di brigata informazioni sugli effetti del tiro. Posi~ioni. - Le batterie, sempre previa ricognizione, prendono posizione d'azione, cli sor·veglianza o cli aspetto. Nella posizione d'azione i pezzi sono in batteria ed hann<> un obbiettivo determinato.
SECONDO I L NUOVO llEGO L AME 1-<TO PR0V V I$0RIO DI MA NOVRA '
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L ARTIGLIJrnTA DA CAMPAGNA :r<RANC~Sg
Nella posizione di sorveglianza i pezzi sono in batteria sottratti alla vista del nemico e pronti ad aprire il fuoco contro i bersagli che si presentassero. Nella pcsizione di aspetto i pezzi sono attaccati, sottratti ·alla vista del nemico, in prossimità delle posizioni presumibilmente da occupare per l'azione. Le posizioni d'azione devono corrispondere alla situazione, permettere, cioè, di raggiungere lo scopo assegnato all' ar· tiglieria. Si sceglieranno, specie al principio del . combatti, mento, posizioni sottratte alla vista, retrostanti alle creste, .a:ffinchè le batterie non si svelino che per la vampa dei loro colpi ; tuttavia si devono sacrificare i vantaggi del defilamento quando le circostanze lo esigono. Il fronte delle posizioni sarà il massimo disponibile senza preoccupazione per gli intervalli regolamenta.ri, che potranno essere. ristretti in seguito del combattimento ed anche ridotti al minimo, se è necessario, al momento decisivo dell'azione. Evitare lunghe linee d'artiglieria facili a scopr irsi. Nella scelta delle posizioni devesi inoltre aver riguardo: a lla facil ità d'accesso e di sbocco in avanti e sui . fianchi ; alla natura del suolo ; all'assenza di punti spiccanti, che possono servire da segnale al nemico; alla sicur.ezza degli scaglioni e del rifornimento in munizioni. L'entrata in azione dell'arbiglieria non deve tuttavia mai essere subordinata alla ricerca di posizioni che presentino vantaggi particolari. · La posizioni scelte saranno occupate traendo profitto del t erreno e preparandone, . occorrendo, gli accessi. -
E lementi di tiro ed orqani del materiale ad éssi relati1Ji. Lo scoppio del proiet to avviene nel punto voluto allorquando si spara con convenienti elementi di tiro, concretati in numeri, che precisano la posizione degli inrlici nei vari organi preparatori del cannone e del proietto pel tiro. Gli elementi di tiro sono: lo scostamento (dérive); l'angolo di sito ; la distanza e la grad nazione del correttore. Lo scostamento è l'angolo forma to dal piano di tiro con q uello ~i puntamento; serv~ per dare I.a direzione al cannone.
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Si inclina il cannone colla sua culla del!' angolo di si.t o e si dà al solo cannone, in aggiunta a quello, l'angolo di tiro corrispondente alla distaJ!za. Distanza e graduazione del correttor e servono per preparare il proietto a fine di ottenerne lo scoppio alla voluta. altezza. L' unità di misura adottata per le distanze è il metro. L e altezze di scoppio sono misurate coll'angolò sotto cui si vedono dalla batteria. La lunghezza dell'arco compreso in un angolo, scegliendo per unità di misura la millesima parte del raggio corrispondente, diL l'ampiezza dell'angolo e, poichè in tal modo essa risulta espressa indipendentemente dal ra.ggio, si usa. comunemente dire che gli angoli sono esprassi in millesimi. La direzione al cannone è data mediante l'apparecchio di puntamento; esso consta di una piccola colonna, che si impianta sulla culla lateralmente ed a, sinistra del cannone ; la colonna partecipa ai movimenti della culla e può rotare attorno al proprio asse. Gli spostamenti angolari multipli di 200 millesimi seno dati a mano e misurati da un piatto circola.re che investe la colonna presso la base; quelli inferiori ai 200 millesimi sono dati e misurati in millesimi da un· tamburo. L e divisioni del piatto sono numerate coi multipli di 2, così che face?,do seguire il numero ·letto sul piatto da quello . letto sul ta.mburo in corrispondenza ai r ispettivi indici, si forma un n umero unico che esprime l'angolo d i rotazione della colonna dalla posizione d'origine. Alla sua sommità la colonna porta un collimatore fisso ; il piano verticale,· che con · esso si determina, può assumere mediante la r otazione della colonna qualsiasi inclinazione rispetto a.I piano di tiro; con lo scostamento di 100 i due piani sono paralleli. Un collimatore (di 1·épér age) girevole attorno ad un asse orizzontale permette di estendere il piano ·verticale sopradetto oltre il c~mpo concesso dal!' altro collimatore :fisso. L 'altezza del collimatore dal suolo può esser e aumenmentata mediante l'aggiunta· di una o due append_ici della colonna.
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L'ARTIGLIERIA DA CMfPAG:N'A FRANCESE
Quando, spostando opportunamente in ·elevazione la culla si fa passare il piano formato dall'asse ottico del collimator; colla sua linea di fede orizzontale pel bersaglio, la inclinazione di detto piano sull'orizzonte è eguale aJl'angolo di sito che può essere misurato col livello imperniato alla cull~ dietro l'apparecchio di puntamento; un di~co graduato ne indica gli spostamenti angolari sopra o sotto l'orizzonte (pos1t1v1 o negativi). Viceversa col detto livello ·si .può dare al cannone, colla sua culla, un predeterminato angolo di sito. Gli angoli di tiro sono dati al cannone mediante un congegno a vite portato dalla culla e messo in moto da un manubrio, il quale contemporaneamente fa girare un tamburo (alzo) graduato posto dal lato destro del cannone. L'indice del tamburo segna su questo le distanze corrispondenti aO'li 0 angoli di tiro. · Per preparare il proietto, cioè per forarne la spoletta in un punto la cui posizio!'.le dipende dalla distanza e dall'altez_za di scoppio voluta, si impiega un congegno (déb;uchoi1·) unito al retrotreno del cassone che vien graduato per la distanza e colla graduazione del correttore·, una divisione. del correttore, tenendo invariata la distanza, fa variare l'altezza di scoppio della sua unità di misura, cioè di un millesimo; col correttore graduato a 20 si ottengono le altezze t ipo a -tutte le distanze quando la durata di combustione delle spolette è quella stabilita in costruzione. Gli elementi iniziali di tiro modificati nel periodo di ag.giustamento (tir· de réglage} sono assunti come base per il tiro d'efficacia.
Preparativi del tiro. -
Prima che una batteria entri in azione il suo capitano determina gli elementi di tiro. Il tiro è ripartito fin dall'inizio su tutto il fronte da battere suddivide~do il bersaglio della batteria in quattro bersagli partioolan, uno. per pezzo e, poichè a tiro normale la larghezza d~l bers~gl:o batt~to da un colpo è di 20 metri, da due colpi 2o metn, nsulta d1 100 ~etri il fronte battuto dal tiro senza falciat~ra di una batteria; falciando invece ad ogni colpo il
SECONDO lL J:..00 VO REGOLAMENTO PROV VISORTO DI lfANOVRA
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tiro vien spostato lateralmente di 6 millesimi, così che eseguendosi tre colpi a falciatura si batte da ogni pezzo un fronte di 50 metri e da tutta la batteria un fronte di 200 metri alle distanze medie (2500 metri). Nel tiro a per. -cussione il fronte colpito da un colpo è di 6 o 7 metri; quindi di 25 metri quello colpito dal tiro della batteria. Il puntamento può essere individuale o collettivo a se-conda che i singoli pezzi puntano direttamente sul loro bersaglio particolare o sono puntati t utti valendosi di un solo punto di puntamento (point de pointage) scelto sul bersaglio ·O fuori di esso. . Col puntamento individuale lo scostamento è dato per correggere la derivazione, l'influenza del vento, l'inclinazione della sala, il movimento trasversa.le del bersaglio; se le sale -sono tutte egualmente inclinate esso è eguale per tutti i pezzi. Questo puntamento si impiega sempre contro bersaglio mobile e COD:tro bersaglio fermo quando il suo fronte è nettamente determinato e visibile da tutti i puntatori. Col puntamento collettivo lo s.costamento .oltre a correg.gere le tre prime cause d'errore sopra accennate, d'altronde .gen~ralmente trascurabili, tien conto, sia dello scarto angolare tra punto di pu:µtamento e bersaglio particolare del pezzo di destra, sia della ripartizione per gli altri pezzi, i quali dovranno quindi avere dal primo uno scalamento totale risultante dallo scala.mento di ripartizione, corretto da quello per la convergenza quando il punto di puntamento trovasi molto distante dal bersaglio. La ripartizione si può anche ottenere mettendo i pezzi paralleli e dando, occorrendo, uno scala.mento complementare agli scostamenti. Lo soa.lamento di ripartizione è eguale al quarto dell'ampiezza angolare del bersaglio. Lo scala.mento di convergenza è eguale alla differenza (o metà o il terzo) delle ampiezze angolari comprese fra il punto di puntamento ed un punto del bersaglio, misurate dal primo e dal secondo. (o terzo o quarto} pezzo (fig. l ') .
SECONDO IL NUOVO REOOLAl!ENTO PROVVISORIO DI llAKOVRA
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L'AR1'1GI, IERIA DA CAMl'.AGNA FRANCESE
Lo scalamento totale si ottiene sommando aigebricamente i due sopradetti scalamenti od anche, preferibilmente, prendendo il terzo della differenza delle ampiezze angolari tra _ _ _,.o
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Si ottiene il piano di tiro del 2°, 3° e 4° pezzo parallelo a quello del primo: approssimativamente adottando lo scalamento di 5 millesimi, purchè il punto di puntamento sia
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lontano almeno 1500 metri dalla batteria; oppure col misurare mediante l'apparecchio di puntamento del pezzo puntato (primo) lo scostamento rispetto alla colonna dell'appar ecchio dell'altro pezzo e, dato a quest'ultimo lo scostamento misurato, dirigere la visuale alla colonna del primo pezzo; oppure ancora: misurare coll'apparecchio di puntamento del primo pezzo lo scostamento su un punto situato in prolungamento del fronte della batteria e, dato quello scostamento, all'altro pezzo (2°, 3° o 4°) dirigere la visuale al punto oradetto; quest'ultimo modo richiede che il punto scelto sia lontano almeno 1000 metri o che i pezzi siano allineati. L'angolo di sito si misura col cannvcchiale di batteria, coll'apparecchio di puntamento o si deduce dalla carta. La distanza si misura sulla carta, col suono o col telemetro. L'altezza di scoppio tipo è di tre millesimi ; all' inizio del tiro d'aggiustamento fatto a tempo si tiene l'altezza_di scoppio di solo un millesimo; il correttore dovrà quindi essere disposto a 18. Le altezze di scoppio si possono misurare col cannocchiale di batteria. Gli scarti angolari occorrenti per determinare. gli elementi di tiro sono misurati : · 1• colla mano, a braccio teso, avendo campionato in precedenza le varie parti di essa, dito, larghezi;a, pugno, ecc.; 2° con un binoccolo, di cui si sia campionato il campo ottico; 3° con il regoletto di direzione. È questo un regolo che si tiene mediante un filo teso a 50 centimetri dall'occhio ed è graduato in millesimi di tal distanza. Il lembo supe· riore ha numerazione analoga a quella dell'apparecchio di puntamento; quello inferiore progressiva di 50 in 50 millesimi. L'origine delle graduazioni è ad una estremità del regoletto segnata: « bersaglio », ed intaccata. Le due faccie del r egolo sono entrambe graduate in modo da servire: una quando il bersaglio è a destra; raltra quando il bersaglio è a sinistra del punto di puntamento; 4• col cannocchiale di batteria. È un monocolo con livello che può girare in un piano verticale ed attorno ad 54- -
ANNO XL\'11.
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L' ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA FRANCESE
un asse verticale, infine attorno al proprio asse; il tubo verticale che porta il cannocchiale gira con esso .e segna su un disco circolare di base la ampiezza del movimento mediante un anello con indice che può essere · :fissato alla colonna. Il disco di base è grètduato in modo analogo all'apparecchio di puntamento. Il cannocchiale ha un micrometro le 011i divisioni sono in millesimi e perciò serve ·a misur~re, le altez7.e di scoppio o gli angoli di sito se la graduazione sua è posta verticale, od a misurare le ampiezze angolari minori di 60 millesimi se la graduazione è orizzontale. I l t ratto di mezzo della graduazione è prolungato fino alla periferia del micrometro semicircolare occupante metà il campo del cannocchiale; due altri tratti normali al precedente indicano l'altezza di scoppio tipo e l'altezza doppia di quella tipo. Il d isco di base è munito di tre piedi snodati che, pel t rasport0, vengono ripiegati sul tubo, entro cui si inguaina il monocolo. Nella posizione di sorveglianza devonsi preparare gli- ele· menti di tiro per tutti i luoghi, posti nella zona di sorveglianza, nei quali presumibilmente si presenterà il bersaglio e inoltre, p~r diminuire lè op~razioni da compiersi allorquando esso si presenta, i pezzi verranno disposti o convergenti o paralleli o a ventaglio (con scostamenti scalati di 15 millesimi); quello di base d iretto secondo l'asse della zona di sorveglianza; il punto di puntamento scelto in vicinanza di ·quest'asse e a distanza non minore cli 1500 metri dalla batteria: in tal modo, apparendo un bersaglio, ,n on vi sarà che da trasportare su di esso la d_irezioue dei pezzi, variandone l o .sc·ostarneuto dello scarto angolare fnt bersaglio e punto di puntamento e dando inoltre lo scalamento di ripartizione, se i pezzi erano convergenti. Anche dalla posizione di aspetto si dovranno, per quanto è possibile, preparare gli elementi d1 tiro relativi alle posizioni che la batteria può essere chiamata ad occupare ed ai probabili bersagli.
Ape,·tii1·a e condotta del fuoco . - Compiuta la ricognizione e determinati gli elementi di tiro, il capitano chiama a sè
SECONDO IL N UOVO REGOLàMGNTO PROVVISORIO DI MANOVRA
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sulla posizione d'azione i capi-sezione (eventualmente ~nche {puntatori) e loro .indica: l° il punto di puntamento; 2° lo scostamento del primo pezzo (quello di destra), cioè piatto... tamburo... : 3° lo scalamento; 4,, l'angolo di sito; 5° la posizione del bersaglio, dandone lo scarto angolare rispetto al punto di puntamento espresso in unità di misura diversa secondo il mezzo di cui si sarà valso per misnrarlo (mano o cannocch1ale) ; 6° l'estensione frontale del bersaglio espressa come sopra. è detto. Dopo le indicazioni di cui ai numer i 2° e 3° i capi sezioni determinano ed annunciano al capitano gli scostamenti dei loro pezzi. I nfine il capitano, quando occorre, ordina di non abbattere (1). In caso d'urgenza la batteria occupa la posizione d'azione preceduta dal capitano che si limiterà a fare una sommaria ricognizione e, se non vorrà impiegare il puntamento collettìvo, potrà comunicare gli elementi di tiro nel comando a tntta la batteria. Per contro, quando si abbia tempo, i puntatori chiamati nella posizione da occupare si collocano a sinistra del posto in cui dovrà essere messo il r ispettivo pezzo. La formazione normale della batteria di tiro in azione è quella rappresentata nella figura 3", cioè: coi cannoni in batteria; accanto e sulla sinistra di ognuno di essi a 50 centimetri d'intervallo il retrotreno del cassone pure in batteria (riba.ltato coi coperchi all'indietro e gli sportelli aperti) (2). I pezzi a 16 metri di, interasse fra le vetture aì1aloghe. I moschetti dei serventi appoggiati alle ruote del cassone: quelli dei serventi al cannone a destra, quelli dei serventi al cassone a sinistra; il 5° cassone in batteria davanti al comandante la batteria; il 6° a 15 metri dietro il 4° ; a 10 metri dal capitano il trombettiere col cavallo suo .e del capitano. Gli avantreni in colonna doppia (cioè quelli dei cassoni af(!}L'operazione .di abbattere, cioè di abbassare il freno di. ruote a terra e fa~· ~ontare le ruote sulle suole, vincola la direzione del cannone prnna ancora che abb1a JatLo fuoco o quindi non deve essere eseguita nel caso di bersaglio rnobile. (2) Prendendo posizione i cannoni sono a 50 centi metri avanti al cassone; per l'operazione di abbattere e per il rinculo dei primo colpo retrocedenclo il cannone, le sale dei due retro tren i attigui vengono a. risultare in prolungamento.
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L'A"RTIGL IERTA DA CAMPAGN A FRANCESE
fiancati a quelli dei can~oni) o collo scaglione, o più prossimi a lla batteria al riparo, o a 100 metri dietro la sua ala destra. I conducenti cli mezzo dei cannoni tengono i cavalli dei capi-pezzo; quell1 di volata del 1• e 3° cassone i ca valli dei capi·seziona. Lo scaglione a non più di .500 metri dalla batteria al coperto in località dove gli siano facili le comunicazioni con la batteria e in genere gli spostamenti .
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SECONDO 1-L NUOVO ltEGOLAMll:NTO P ROVVISORIO DI MANOVRA
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Occupata la posizione di azione, se non venne fatto in °precedenza, il capitano chiama i capi-sezione (od anche i puntatori) e loro comunica gli elementi di tiro come ·s opra è detto; oppnre, nel caso del puntamento individuale, li comunica a tutta la batteria dopo il comando: In batteria-AL'!', soggiungendo : 1°. al bersaglio. 2° (eventualment e) lo scostamento, cioè : PIATTO ... T.A.MBU.Lio.. . 3° ANGOLO DI SITO... , oppure CoL COLLIMATORE. 4° CusctÌNo LA SUA PARTE. 5° (se ne è il caso): SENZA ABBATTERE. I capi·sezione, se i puntatori non hanno g ià avuto gli elementi di tiro direttamenfo dal capitano, li comunicano loro portandosi fra i proprii due pezzi e si fan no annunciare lo scostamento dei rispett1vi pezzi. I puntatori van no ai loro posti e, riconosciuto il punto di puntamento (o il bersàglio), dànno lo scostamento 'e, se ne è il caso, l'angolo di sito. Il caricatore ed il tiratore abbattono gli scudi; 'il foratore abbatte il graduatore e lo dispone per la distanza di 2500 corr ettore 18.
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Per abbattere: sganciare il freno di ruote e, t enendolo sollevato, alzare la coda da terra; il puntatore dà la direzione col collimatore e facendo, spostare la coda, indi avver te: pronto; il .capo·pezzo mette il piede destro in direzione della coda a 70 centimetri dietro l'occhione e comanda: abbaltete; si lascia allora cadere a t erra il freno e poi, al comando: fermo, la coda, dopo che essa sia stata sollevata senza spostarla lateralmente. Il pnntatore ed il tiratore seggono sui sedioli ; il primo ultima il p1,m tamento in direzione col volante (1) e punta in altezza, dando l'angolo d i sito col livello o col collimatore mediante il volante di elevazione, che fa rotare la culla attorno alla sala; il secondo dà l'alzo di 2500 metri, cioè dà al · cannone l'angolo di tiro corrispondente, facendolo rotare attorno alla sala mediante la vite di mira. Ogni pezzo una volta puntato iu d irezione può, occorrendo, scegliersi un p1~oprio falso scopo (point de répérage) sul quale senza spostare il cannone, si dirige la linea di fede verticale del collimatore girando la colonna o solo il tamburo dell'apparecchio di puntamento; determinato così lo scostamento fit t izio il pezzo si vale ~empre in seguito del falso scopo scelto e porta allo scostamento fittizio le modificazioni stesse che porterebbe allo scostamento ordinario per correggere la direzione del tiro. Ultimato il puntamento il puntatore solleva la mano destra· ·col braccio orizzontale e ad alta voce .avverte : P1·onto. Il capo pezzo comanda : Pel primo colpo per far ritirare i serve11ti all' infuori delle ruote. Il capo seziòne con~rolla, se è possibile, il puntamento in direzioné· dei suoi due pezzi, valendosi della linea di mira natm:ale, cioè della mira e mirino posti sulla generatrice U) Quanllo, durante il tiro per spostamento del bersaglio o fin dall'inizio per inesatta posizione <Jell'affus to, non fosse possibile il pun tamen to in direz ione col volante, convorrà r ipetere le operaz ioni per mettern con ven icntemente la coda a terra, rialzando, per ctò fa re, il freno delle ruote se ora stato abba1tuto. li corpo d'affusto può essere spos tato sulla sala per mezzo del volante in un settoro dell'ampiezza di 1oi millesimi, il cui asse corrispoude alla posizione normale del corpo .d'affus to, .quelh cioè a eg ual distanzà dalle ruote.
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L'ARTIOLlERI!~ DA CAMPAGNA FRANCESE
superiore del manicotto avvolgente il cannone, e quindi a]za il braccio. Tosto che i due capi-sezione hanno così avvertito che sono pronti il capitano inizia il tiro di aggiustamento. Questo v iene d'ordinario eseguito con salve da tutta la batteria, la quale spara successivamente e con intervallo di 2 o 3 secondi i quattro colpi cogli stessi dati di tiro. Volendo eseguire il tiro con un solo pezzo o con una sola sezione, il·capitano lo avverte in precedenza col comando: Per la (i" o .2') ·sezione o Per il (i°, 2", 3° o 4°) pezzo. Non si eseguiscono meno di due colpi cogE stessi dati e quindi se l'aggiustamento vien facto con un solo pezzo il capo-sezione cui esso appartiene fa precedere il comando: .Per clue (1) . . I comandi dati dal capitano sono: Dalla destra (o sinistm) per balte1·ia. Correttore ... (o tiro a percussione), ..... (distanza). I capi-sezione li ripetono; allora i foratori met~ono a posto il congegno (graduatore) e ne annunciano la posizione: correttore ... ; ..... (distanza}; i provveditori vi mettono le ·cartucce introducendo l'ogiva del proietto nei corrispondenti incavi; i tiratori dànno l'alzo-distanza e con esso l'elevazione corrispondente al cannone; le cartucce forate sono passate al caricatore che le introduce nella culatta del cannone, la quale vien chiusa dal tiratore. I capi-pezzo fanno partire i colpi nell'ordine e intervallo voluto col comando: Fuoco. I capi-sezione osservano i risultati dei loro colpi e correggono, occorrendo, lo scostamento. . Per le salve successive il capitano ripete i comandi : 001·rettor·e ... ; ..... (d{stanza) o solo quest'ultimo; essi sono eseguiti come per la prima salva. · Pei colpi successivi il puntatore riporta mediante il volante di d irezione il piano di puntamento sul punto di puntamento dopo avere modifi cato, se e come venne.ordinato, (i) Il comando Per d ue (o Per ti·e o Per quattro) è in generale dato al pezzo quando debl>a fare due o tre o qL1attro colpi cogli stes;;i elemfJJ ti cli tiro (alzo e corretto re), se cosi è ordinato dal capitano col com,in<Jo: dite (l1·e o quattro) colpi pe1· v ezzo. Quel comando serve 11el foratore che dovrà fo rare succesSil'arnente il numero indicato <li carLLLcce e contarle passandole ,!I caricatore.
$ECONDO I L NOOVO REGOl,A~f'ENTO PROVVISORIO DI 1JANOVRA
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lo scostamento e col volante di elevazione centra il livello; puntatore e tiratore rimangono seduti, sui loro sedili, poichè non vi ha più pericolo che l'affusto, essendosi assiso, si sposti; se però il freno di ruote non posa a terra essi stanno invece bensì in piedi, ma senza ritirarsi all'infuori delle ruote. Gli sbalzi successi vi sono in generale di 400 metri, eccezionalmente di 200; es:-i sono continuati fino a che non si riesca a comprendere il bersaglio fra due salve fatte con alzi differenti (encadrement). Questo inquadro viene poi succes- · sivamente ristretto per ottenei:e la forcella, la cui ampiezza dipende dalla specie di tiro d'efficacia che si intende adot-tare e cioè: tiro con alzo unico : forcella di 50 metri » progressivo: » » 200 » » a salve o a raffiche : » superiore a 50 metri. Pel tiro d'~fficacia con alzo unico si adotta l'alzo minore della forcella ottenuta col tiro a tempo, o l'alzo medio della forcella fatta percussione, o -l'alzo di una salva a percussione a cavallo ·del bersaglio. Pel tiro progressivo si adotta inizialmente un alzo inferiore di 100 metri al minore della forcella. ' Il tiro a salve o a raffiche si inizia con uno dei due alzi della forcella. Sempre contro qstacolo, ed anche contro truppe se vi ha qualche dubbio circa l'altezza di scoppio o la direzione dei colpi, si eseguisce una salve di contrqllo, prima d i passare al tiro d'efficacia, cogli elementi determinati per iniziare questo tiro, modificati tuttavia nel tiro a tempo onde avere scoppi bassi, e rispondenti al limite inferiore della forcella se si deve fare poi il tiro progressivo. Questa salva di controllo può . essere ripetuta se gli elementi di tiro, in seguito al risul tato della pr ima, dovessero. subire sensibili modificazioni . Nel seguente specchio appaiono i caratteri e'd il mecca. nismo d'esecuzione delle oradette varie modalità del tiro di efficacia.
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L 'ARTIG LIERIA DA CAllfP àGNA .l!'RANCES@
SECONDO lL NUOVO RE GOLAMENTO PROVVISORIO DI MANOVRA
Comandi di esecuzione
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L'ARTIGLl€1UA DA CAMPAGNA FRANCJ,;SE.
Il tiro· d'efficacia con alzo unico si eseguisce quando l'osservazione dei colpi è sicura; richiede un aggiustamento più lungo e · sovente più difficile, ma dà il massimo effetto col minimo consumo di munizioni; conviene quindi per distruggere un bersaglio resistente o immobilitato e · per battere truppe in un punto obbligato di passaggio sul quale siasi precedentemente regolato il t iro. Il tiro d.'ef.ficacia in profondità, progressivo, a salve od a raffiche, vale per battere bersagli profondi e quando urg e togli ere al nemico la sua libertà d'azione, prevenendolo in una determinata zona mentre marcia o manovra. Il tiro progressivo utilizza la massima rapidità.' di fuoco consentita dal materiale. ·II tiro a salve od a raffiyhe permette al capitano di tener costantemente la padronanza del suo fuoco e di adattarne l'estensione e la celerit'à alle esig enze più varie.
Rifornimenti. - I pezzi si riforniscono ,di munizioni dai cassoni del primo rifornimento che trovansi in batteria. 'Al ' comando del capitano: Rifornimento, tutti i serventi, meno i puntatori, vanno ai cassoni di detto scaglione; quelli della prima sezione al 5°, quelli della 2" sezione al 6° cassone; vi ricevono dal rispettivo capo-pezzo due cartucce ciascuno, che portanç> al cassone del rispettivo pezzo. Vuotati i cassoni del 1° rifornimento, il c~pitano ne manaa a chiamare altri due allo scaglione di copibattimento per mezzo della guida dello scaglione che normalmente ha seco; giunti i cassoni chiamati in batteria, si dispongono di fianco a quelli del primo rifornimento dove son messi in batteria; i loro avantreni riportano allo scaglione i retrotreni vuoti per esservi riempiti colle munizioni prese n ei cofani degli avantreni. All'iniziarsi d'un combattimento il comandante il parco di corpo d'armata, secondo gli ordini ricevuti, porta tutte o parte d elle sue sezioni in uno o due punti facilmente reperibili dietro alle truppe da dove, messosi in relazione cogli scaglioni, sta pronto ad inviar loro le munizioni occorrenti.
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SECONDO IL NUOVO Rll.GOLA!o!ENTO l'ROVVISORIO DI MAN'OVRA
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Il servizio dei pezzi può essere disimpegnato con un numero d'uomini minore del normale; anche con un solo ser- . vente un pezzo, rimanendo nel posto dove ·g ià abbia fatto · fuoco, può continuare il tiro; in massima, però, quando il nu- · mero di serventi vien ridotto a meno di quattro (compreso il capo-pezzo), è preferibile cessare il fuoco con parte dei pezzi distribuendone i serventi fra gli altri della batteria, la quale deve e può continuarlo anche con un solo pezzo. Se la squ adra dei serventi è incompleta il capo-pezzo designa nominativamente i serventi che devono cumulare le mansioni dei mancanti e le fissa tenendo conto esclusivamenfo _ delle attitudini di ognuno. Occorrendo, egli prende uno dei posti vacanti, pur conservando le sue attribuzioni. E gli è a sua volta sostituito, se venisse a mancare, dal puntatore, il quale continua a disimpegnare le sue funzioni. Se ne è il caso, i capi-sezione ricorrono ai serventi dei cassoni del primo rifornimento, ed il comandante la batteria ricorre allo scaglione per rifornire la batteria di tiro, si·a in personale, sia in cavalli. Il materiale non ri parabile col personale e coi mezzi della batteria è sostituito da altro che vìen richiesto alla sezione r iparazioni del parco.
Evoz,uzioni di batleda e di brigata. - Nelle formazioni in linea od in colonna in ogni pezzo il cassone precede il cannone; i due cassoni del primo rifornimento dietro ai pezzi estremi .- se in linea, o in •Joda alla colonna. Nella colonna doppia i cassoni sono a fianco dei cannoni. Anche in lin ea i pezzi possono essere raddoppiati, cioè col cassone a fianco del cannone, come nella formaz ione in batte1·ia. Non si hanno altre formazioni. oltre quelle oradette. I pèzzi sono posti in batteria ai comandi: l" IN BA'l 'TERIA, 2° AL'l', preceduti da: a destra o a sinisfra o indietr·o (faoe à clroite o à gauche o en arrière) se i cannoni, inv ece che nella direzione di marcia, devono essere rivolti' colla volata a destra, o a sinistra, o indietro. Al primo comando il cannone obliqua a destra per porsi a fianco del cassone che lo precedeva; al comando ALT, si ferma il cassone e poi il can-
SECONDO IL NUOVO REGOr.AMENTO PROVVISORIO DI MANOVRA
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L'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA FRANCESE
none quando avrà oltrepassato di 50 centimetri l'altra vettura, indi i serventi saltano a terra; i tre serventi del cassone· (due alla coda ed uno alla ruota sinistra) levano l'avantreno e fanno girare indiet1·0 il retrotreno sulla sua sala :finchè le saette di sostegno appoggino a terra; l'avantreno fa un d ietro front a sinistra e va al suo posto, guidato dal brigadiere. Per mettere in batteria il cannone occorrono : in terreno facile quattro uomini (due alla coda e due alle ruote) cioè i tre serventi al cannone ed il 1° provveditore del cassone; in terreno difficile si utilizzano an,}he gli altri due. Si leva I'àvautreno, che segue quello del cassone, e poi si fa eseguire un dietrofront all'affusto (volata verso il cassone) e se ne dispone la coda a terr3: in modo che il cannone risulti a 50 centirp.etri di intervallo dal cassone e 50 centimetri avanti. Per mettere in batteria di fianco , il cannone si pÒrta obliquando a fianco del cassone dal lato opposto a quello verso cui si vuol mettere in batteria; indi il movimento si eseguisce come sopra è detto solo che, tolti gli avantreni, il retro-treno del cassone è fatto g irare per metterlo nella direzione voluta e l'affusto vien spinto a braccia di fianco al posto in cui sarà stato collocato il cassone. Analogamente, per mettere in batteria indietro, essendo le vetture accoppiate col cannone a sinistra, a braccia si fa eseguire un dietro-front al solo retro-treno del cassone prima di metterlo in batteria . o a tutta la vettura coi cavalli attaccati. Con movimenti inversi si rimettono gli avantreni. A.i cenni dei capi-pezzo si spostano a braccia i pezzi in bat: teria avanti o indietro o lateralmente; in massima bastano quattro uomini per spostare il cannone, e ne occorrono.sei per spostare il cassone. Le evoluzioni di brigata si eseguiscono senza comandi e a seconda degli ordini .c he il maggiore comunica per mezzo delle guide; i comandi dei capitani sono, per quanto è possibile, fatti con gesti anzichè dati a voce. Uno dei capitani (detto di direzione) è guidato dal maggiore; gli altri seguono il movimento della sua batteria.
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Oltre alla formazione in batteria (lineare o a scag1ioni) la brigata prende formazioni frontali: in linea ; linea di colo:µne per pezzo o doppie; massa di colonne per pezzo o doppie e formazioni profonde : colonne par pezzo ; colonna doppia; colonna serrata per batteria (speciale per lo sfilamento) . L'istruzione della brigata attaccata è intesa essenzialmente all'impiego tattico in campagna. Svolgimento delle istruzioni. - Hanno il massimo sviluppo tutte l_e istruzioni d'artiglieria propriamente dette; il personale riceve nozioni diverse e adeguate alle mànsioni dei singoli gradi od impieghi (puntatori, serventi, conducenti). Le evoluzioni a piedi sono ridotte al puro indispensabile; e così quelle di batteria comprendono le sole formazioni in linea od in colonna di quattro o di sezione ed i passaggi dall'una all'altra fori.nazione fatti con conversione. Non son vi evoluzioni di brigata a piedi.
A. ZoLA.
862
. IL NUOVO REGOLAMENTO DI ESERCIZI, ECC'.
JLNUOVO REGOLAMENTO DI ESERCIZI PER LE '.l'.R UPPE A P IED~ DELL'ESERCITO AUS1'RO-Ul\ GARICO
Conlintt(l.zione -
2° Sottocapitolo -
§ 25 -
86B
Nfo.do di combattere del plotone.
Formazione della catena.
Nuo'IJO r·egolamento.
Vecchio regolamen to.
288. Il plotone deve poter passare in catena rapidamente, con s icurezza ed in perfet to s ilenzio, da ogni formazione ed in ogni direzione, tanto sul posto che d urante la ma rcia. 289. Circa l' a mpie z z,i del fronte della catena non si possono dare pre·. scrizioni tassative. A seconda de lle condizioni del co1n'battimen to e del t erreno i eaceia.tod staranno talvolta ad intervallo più o meno grande tra loro, a ltra. vo lt.a· serrati come nella l'ig·a (l j. 290. La. maggiore o minore dens ità della catena è regolata dal co· -mandante di plotone mediante la estensione del fronte da occupare. Quando non si danno ordin i al r ig uardo, ad ogni caccia.torn toccano 2 1fassi di fronte. Anche la ripart i z i on e dei cacçiatol'i sulla catena non può essere la s tessa. in t utte le circostanze. Poichè le catene rade present.ano bersagli più sfavorevol i cli quelle fo rmate a gruppi, i cacciatori devonsi, cli regola, specie in terreno privo di coper tu re, distribuirsi ra da.mente s ul fronte del plotone; d 'altra parte però· il ca mpo d i tiro
261. Il rap ido passaggio in catena de l plotone da ogni formazione e verso ogni lato deve prat.iearei spesso ed accuratamente tanto du ran te la iparcia .ch e su l posto. 262. Per formare la catenrL cl u · r ante I a ma r ci a, il comandante del plotone designa Ja direzione dell'ava nza ta, ovvero lo spazio da occuparsi e la squad ra d i base (punti 486 e 431 ). Così ad esempio : Plotone i n calma ! Avcwzata verso l' angolo del bosco! Tale squadm è di òas~ ! ovvero: P lotone, in catena J.u1igo l'a1·gi1ie dal tal punto al tal altro ! Tale squadi·a è di base! l capi s quadra al comando i-n catena Si recano davanti la loro squadra. Il comandante di plotone guida la squadra di base all' obbiet-tivo di d irezione, !e altre squadre seguono senza comando. Esse non sono vincolate ad una f'orrca stabili ta. e p rendono rapidamente g l' intervalli durante J' avanzata. ll trombettiere o t amburino si rèca dalla squadra cli base. 263. Ad ogni co.cciatore in catena toccano da 1 a 2 passi di fronte.
l'eui disi>en srr Il'
Nella scuola di -plotone in ordine chiuso sono state apportate modificazioni analoghe a quelle ohe gia abbiamo r ilevato parlando della scuola della riga; e così all'uomo élel centro è ora sostituito la -fi,la del centro; è stata soppressa la denominazione stabile, come base di impiego, di 1• e 2' riga:, però è pres0ritto che la radunata si debba far e eccezionalmente sulla riga che all'inizio era seconda; il sottufficiale dietr·o il fronte (serrafile) non ha posto determir.ato, e ciò perchè possa sor· vegliare bene la 2' riga ; è stato precisato .il modo di mettere le armi al fasc io, che nel V. R. mancava ed eseguivasi in base ~ quanto era una volta stabilito pei fucili Werndl di vecchio modello, ecc. Quanto al fuoco del plotone in ordine chiuso poco v'è di importanta: al sottufficiale in serrafile compete un'attiva sorveglianza sulla esecuzione del fuoco, specie da parte della seconda riga, ed è perciò che egli n on deve sparare. Le attribuzioni del serrafile eran o una volta devolute ai graduati di 2• riga del plotone, i quali, quando il plotone doveva far fuoco, si recavano dietro di esso per son 7 egliarne la esecu· zione; ora i uYece caricano ,e sparano anche essi - Quando il plotone debba far fuoco utilizzando un riparo, e non sia pos· sibile fare assumere da tutti gli uomini una stessa pos izione del corpo, si dà il comando generico: nel fosso, litngo la scm·· pata, ecc., ed i soldati si dispongono come meglio credono.
(i) Si ricot·di che l' inte n •,1110 tra gli uomi ni nella rig-t è ora pari a lla larghezza di una mano, mentre secondo il V. H. era di mezza mano. uv. d. T. ).
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864
IL :NUOYO R E GOLA)IENTO ·DI ESERCIZT
e le copertu re unitamente all a tendenza di facilitare l'az ione dei capi squadrs1, sui loro uomini possono . condurre in via eccezionale ad una_ più stretta contig1i ità tra le s ingole squadre, pm mantenendo in modo distinto l ' intervallo di squadra. 291. L'ordine per l a fo r ma zione de ll a ca tena deve brevemente contenere nella successione che al momento è la p iù conveniente ed in quanto possono essere necessari: Il lato e lo scopo dello spiegamen to, la estensione del fronte da occupare, l'obbiettivo di direz ione e la sq uadra di base; così ad esempio : Plotone in cate1ia obliqi/ a sinist1·a ! Àttacco contro il bosco! I>irezione· l'albe1'0 giallo 2° squadra! ovvel'O : Avanzar.: di1·itto sitl/a cima! Plotone i1i catena! Dinzione regolata daUri destra! (qu ando sì è inquadrati) · - ovvero: Plotone i1i catena! Estensione del f1·onte o; passi! Direzione 3• squa. d1·a /et croce! - ovvero : Occupazione del fouo dal p unte al pioppo! Plotone in catena! In alcune circostanze può anche .essere convenien!e dispone direttamente delle singole squadre; così ad esempio: Plotone in catenct! 1.a e 2 • squadra nella fossa gMaiosa, 3• al grut!J! · d' al/1e1·i, 4" nella casa I 292. T capi squadra . al comando in e a t e1ia sì recano di nanzi alla loro squadra; me ntre quella si forma dall'ordine chiuso per 2 (o per 4), si recano accan to alla sq uadr~.. Il passagg io i n catena ha luogo, dopo la emanazione dell'or-
Nei limi t i di questo spazio si reg·ola l'intervallo fra le squadre,. che devono esse re tenute per quanto possibile riunite, nonchè la formazione loro a seconda delle conçizioni del terreno e · de l combattimènto. 264. Ogni cacciatore in catena si comporta in ·conformità del § 8. Egli osserva il nemico, utilizza le coperture esistenti e fa atten zione al capo squadra; obbedisce subito ai suoi avvertimenti, ai suoi cenni, ai flschi ovvero all'esempio suo personale, e vede in lui continuamen te il centro di riunione dellasquadra (punto611J. Lo stesso vale peì capi squadra rispetto al comandant~ di plotone. 265 . Per formare la 'catena su 1 pos t o , la squadra di base sta fermà, le al tre prendono l' intervallo verso u n lato. 266. Dopo formatasi la catena le squadre di ala devono distaccare senza ulteriore ordine una pàttuglia di coml1attimento (o di co llegamento) . ' 267. I C'!lpì squadra sorveglianO- la g iusta uti li zzazione dell e cope1-ture fatt a dai cacciatori.
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Plm L E T RU PPE A PJEDl lHsLL ESERCI'l'O AUSTRO - UNGARlCO
dine, al cen no del ·co mandante cli plotone. Questi, presso cui ,d reca il trombettiere o il tam burino, g uida, in mas,sima, la squadra di basP. Le altre seg uono s~nza comando il rispetti vo éa po squad ra e vengono da questo condotte a posto rapidamen te. 293. Pe r formnre la catena su I p os to, la squadra d i bas e sta ferma; le altre s i comportano in conformità del punto 292. 294 Quando la formazione della cateott ha luogo in avan ti dall' ordinè chiuso per 2 o pe r 4 (nel caso che il comandant.e d i plotone non' ordini a ltro), la 2' sqlladra sì spiega a destra dì quella cli testa, la sa e la 4a a sinis tra. Al comando: In catena a desti·a (o a si1iisfra) sul davanti tu t,te le squarlre retrostanti si spiegano a destra (o a sinistra) della squad ra di testa. 295 . .Ì!: proibito di esigere in eia . scunasq uadramovimenti dellastessa specie fatti come per esercizio, u~ guaJe posizione del corpo, e simili, giacchè ciò impedisc·e a l cacciatore di uti lizzare la Ubertà che g l i è concessa in confol'mità del § 12. 296. 11 e o m a n cl ,\ n t e di p I oton e d i stacca le patt u glie (f1Je, informatori) necessa rie per la. es plorazione e Ja s icu rczza, ovvero pel collegamento coi reparti vicini. 297. Il so t tuff i e i al e in · s e 1' 1· a f 1: le , senza esse re vinco lato ad un posto stabilito, sta d iet ro la catena. Eg·Ji sorveg·lia e p L'Otnove la esecuzione degli ordini cl'el comandante del plotone e bada spe cialmente a che nessuno ri manga indietro ar bitrariamente, e che i cacciatori, nell'avanzare da un appostamen to ad un altro, balzino su 55 -
ANNO Xl.V II.
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IL NUOVO .REGO LAThlENTO DI E~EltCIZl .
rapidamen t e e simultaneamente. Analoghi doveri ha i l furiere elle eventualmente fosse incorporato nel plotone.
...
* * Il punto 288 del N. R. corrisponde al 261 del V. R I punti 289 e 290 corrispondono al 263 del vecchio, ma sono da questo profondamente diversi. Fra g li uni e l'altro corre la stessa d ifferenza che esiste tra un ·criterio ed unit cifra: muta questa di significi;l,ço tattico, giùsta, forse per la maggioranza dei casi, erronea per gli altri, e uocevole altresì perchè dispensa dal dovère di riflettere ; ragiodato quello ed istruttivo, determinato negli elementi di giudizio, epperò tattico e didattico ad un tempo, su:ffici~nte per 9rientare volta per volta chi deve pratic>1rlo e tuttavia· richiedente da questo riflessione costante. Mentre il V. R. esigeva che gli uomini di ciascuna squadra fossero, per quanto possibile, riuniti, è ora stabilito che, tranne quando il campo di tiro e i ripari esigano diversamente, i cacciatori. ~i distribuiscano radamente sul fronte; innovazione questa che è stata consigliata anch'essa dai r isultati delle esperienze di cui fra breve ci occuperemo. Il punto 291 delN. R. corrisponde al punto 262 del vecchio. Esaminando attentamente il contenuto di ciascuno dei 5 esempi che il primo riporta, nonchè la disposizione degli elementi che li compongono, si rileva che il N. R. ha voluto lasciare grande libertà ai comandanti di plotone nel formulare i comandi, acciocchè essi possano adattarli volta per volta alle condizioni del momènto. Analogo criterio emerge dallo esame dei punti 385, 489 e 517 i quali si riferiscono rispettivamente alla compagnia., al battaglione ed al reggimento. I numerosi esempi citati dal nuovo testo, contribuiscono come dicemmo ad accentuarne il carattere didattico. I punti 292 e 293 corrispondono rispettivamente all'ultima alinea del pnn~o 262 ed al punto 265 del V. R. N otisi ·c he
P!sR L~ TRUPPg A l!!ElJl DELL' E SEH CJ'l'O AUSTHO - UNGARICO
867
il trombettiere o tamburino del plotone si reca non più dalla squadra di base ma dal comandante di plotone. È nuova affatto la modalità prescritta dal punto 294, la quale si trova ripetuta al punto 387 per il passaggio della compagnia dalla, colonna o dalla formazione di marcia all'ordine· di combattime~to sul fronte, e che dev'essere stata ispirata dagli stessi criteri che hanno ispirato da noi ed anche nell'esercito austro -ungarico lo spiegamento analogo della compagnia dalla colonna di plotone alla linea spiegata. I punti 295 e 296 corrispondono rispettivamente ai punti 264 e 266 del V. R., ma sono gnch' essi parecchio diversi. Il punto 297 è nuovo. Infine il vecchio punto 267 fa ora parte del nuovo punto 305, il quale tratta dei doveri dei capisquadra quando là catena, fa fuoco. §. 26 -
Movimenti ~ella catena.
Nuovo régolame1ito.
Vecchio 1·egolamento.
298. I movimen ti de lla catena debbono eseguirsi ut ilizzan do accuratamente tutti i ,•antagg-i del terreno e per quanto è possibile cl'accordo con la squadra di base. L'allineamento e l'ampiezza del fronte deb bono essere man tenuti, ciò facendo, solo in quanto è necessario perchè non vada perùuta la connes · s ione· della ca.tena, e le sue parti non s'impedisca no reciprocamente di sparare. · 299. L'avanzare in direzione perpendicolare al fronte e, s emprequando il .fuoco nemico od il rap ido conseguimento d 1 un punto importante non impongano la corsa, al pass<> rapido costituisce la r egola; la pos · sibilità. di effettua.re CtHn biaO'\ent,i di direz ione (conversioni),movimenti obliqui o di fianco dipende dall'ef-
2GB. 1 movim.e nti della catena devono essere eseg uiti d'accordo con la squadra di base; non devesi richiedere l'angoscioso mantenimento ·dell'allineamento e degli intenalli fra le squadre, tuttav ia non deve mai andar perdu ta la connessione. 269. I movimenti hanno luogo di in d irezione perregola al passo pendicolare al fron te ; solo eccezional mente sono impiegati movim~nti obliqui; i movimenti d i fianco si eseg uiscono solo al coperto dei r ipari. 210. Le modificazioni nella di re· zio ne e nella celerità. di marcia, l'a,rresto e la ripresa ·della ma rcia vengono regolati dalla sq uadra d i base. 271.Adistanza di tiro efficace la mai·cia ha luogo a sbctlzi da copertura a copertura ; la lunghezza
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868
IL N U OVO R J.;(lQ f, AiUENTO DI ESER.CJZl
ficac 'a dP I fuoco nemico, ovve,·o dai ripari esistenti ; nella zona del fuoco efficace d.e l nemico, specie i movimenti laterali sono da escluders i. 300. Il fuoco nemico ed altre circostanze cost ringeranno spesso a l passaggio in catena fin da lle maggiori distanze. Una condizione essenziale del successo sta io questo che la catena, mal grado h~ rP.azione nemica e nonostante le perdi te, r iesca ad avvicinarsi senza fer mar si e ordinatamente così dappresso al nem ico che il prop rio fuoco abbia tondata previsione cli s uccesso, ed in conform ità tli tale previsione non venga ordi nato d'in izia rlo. 301. Ne!la zona effic a c e de I fu oc o la catena si muove a sbal zi, e nei tratti fortemente _pericolosi, di cors,i. La lunghezza degli sbalzi dipende dalle condizion i del terreno e <iel combatt imento, nonchè da llo s tato delle forze della t ruppa e devo, di ·reg-ola, condurre a l conseguimento del prossimo ap postamento a fuoco. Le pause nel fuoco dell'avversar io devono essere u t ilizzate per eseguire gli sbalzi. 302. Per l 'esecuzione di uno sbalzo, q uando nella posizio ne fi no ad allora tenuta venne eseguito il Fuoco, il comandante del plotone deve anz itut to comandare cessa.re i l fuoc o e alzv nonnale ; ind i designa l'appostamento da rag-giungersi ovve ro la. lunghezza. dello sbalzo, e poi comanda:
d i uno sbalzo dipende dalle condizioni del terre no e del combat timento, nonchè dallo stato delle forze della truppa ; all'istrnzione sa·.-'1, da 60 a 80 passi (pun ti 351 e 525). Per l'esecuzione di uno s balzo iJ comandante de! p lotone fa cessare il fuoc:o, designa il nuovo .appostamento da raggiung·ere ovvero la lunghezza dello s balzo, g-r ida: A v ant i! e g u ida la squad ra di. base. Le altre squadre seguono subito e serrano a poco a poco verso . di quella (po nto 351).
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PR;(t LE 'l'RUPf.'E A PlE DI DELI/ESRRCJTO AUSTRO-UNGARICO
869
saltano s u r ap i d a mente e c'o n · te m po r a o e a m e n te; e questo nelle esercitazioni devesi .esigere con . rigore. . 303. Nell'avanzata a sbalzi sarà di regola più faci le fare sbalzi l unghi cbe alzars i frequentement e sotto il fuoco nemico.
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Paragrafo br eve ma assai impor tante, essenzialmente per le norme che contiene relative all'avanzata della catena sotto il fuoco nemico. Amiitutto notiamo una maggiore spigliatezza conferita alle squadre nello intento dichiarato di appr'ofìttare vieppiù: dei particolari 'del terreno ed assicurare l'efficace azione del loro fuoco. Attenuato alquanto con l' agginnta dell'inciso per quanto é possibile l'obbligo, che era tassativo nel V. R.,. di operare d'accordo con la sq uadra di base, ne è derivata per logica conseguenza la soppressione del dovere pel comandante del plotone di guidare detta squadra negli sbalzi. Ciò premesso, ed accennato alla celerità dell'andatura, nonchè alla possibilità o meno di eseguire certi dati movimenti, il nuovo testo si sofferma sulle modalità dell'avanzata dettandone anzitutto la norma fondamentale, nella osservanza· della quale esso dice risiede una condizione essenziale del successo. Questa norma, che i nostri r egolamenti da tempo sanciscono e che mancava nel vecchio testo austro-ungarico, segue immediatamente ad una premessa (vedi punto 300), dalla quale risulta che il N. R. prende le mosse dalle maggiori distanze per poi parlare del modo di agii-e più opportuno quando si entra nella zona efficace del fu oco nemico (ved i punto 301 ). · Senonchè. a noi pare che tra il pensiero espresso con le par ole del punto 300: « ..... la catena... nonostante le perdite « riesca ad avvicinarsi senza, ferma,rsi .... » e quello contenuto I).elle altre del punto 301: « Nella ½Ollit efficace (lei « fuoco la catena si mo-ve ,L sha.lzi.. ... » siavi una certa con-
À.'l)(,(,,nti!
il quale comando dev'essere ripetu to dai capisquadra e· dal sot tufficiale in serrafile. Tutti gli uomi ni
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Il.
:-;uovo REc;or,AME:,;To DI ESERCIZI
traddizione. L'avanzata a sbalzi infatti è una necessità h si subisce e che deriva appunto dalla. notevole entità d;ll: proprie perdité. R aramente potrà avvenire ~na sosta e$clusi~amen~e di riposo o pel riordinamento; il caso generale è che st faccia Ie sosta quando, essendo gravi Ie· proprie perd ite è necessario per ridurle produrne nelle file del nemic~. Qui ;di es~a pres_uppone l'azione a fuoco nei singoli appostam enti, la quale azione è con veniente si esplichi altresì per dare a.oli uomini, già da tempo in marcia sotto il fuoco. la soddisfa z~one morale che produce una desiderata reaz'ione. Se così non la pensassero quegli stessi che comoilarono il rel>'oJa• o me~to <:he stiamo esaminando, non sapremmo spiegarci Ja ragionevolezza della prescrizione Slla che l'avanzata a sba,lzi debba aver luogo nella zona efficace del fuoco n~mico. Ammesso adunq~e di non avere mal n,gionato finora, potremmo domandarci: quale applicazione potrà aver~ alle d istanze ::li tiro e/(icace pel uemico e non e//ìcace per chi avan~a il criterio sancito dalle parole riportate del punto 300? J;;cco un esempio: sur,posto che in certe date condizioni di terreno e di bersaglio sir.t necessario all'attacco di av:vicinarsi fi~o ad 800 m~tri per poter aprire il fuoco con probabilità d1 successo, mentre la zona efficace del fuoco di una difosa in posizione co minci a 1200, come dovrebbe regolarsi un comandante di plotone per conciliare il criterio generale ~el punto 300 e la prescrizione del punto 30! nello spazio mt_erposto tra 1200 ed 800 metri? Se egli pensa di proseguire, nonostanie le pe1 ·dite, F;enza fcrmar:-.i fino a 800 metri è chiaro che non potrà. avanza.re a sbalzi nei 400 metri di ZOila efficace <lel fuoco ; e se pensa di aviinzare a sbalzi non potrà procedere senza fermarsi; e d'altra parte, in questo caso, a che gli servirebbero le soste se prima di 800 metri non gli converrà di aprire il fuoco? Dunque, si dirà, appunto per questo bisognerà che avanzi senza soste fiuo a tale distanza. Ma allora perchè prescrivere gli sbalzi tassati va mente nella zon<t efficace del fuoco? Quei dne criteri, adunque, auzichè integrarsi si elidono a vicenda nella prati ca applicazione di un caso che · certo
PER LE Tl!OPPE A PIF.DI DELL'ESERCITO AUSTRO-UNGARICO
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non rappresenta un a eccezione; nè vale allegare che una massima di carattere generico non. può rimanere infirmata dalla impossibilità di attuarla in un caso di carattere specifico: una massima non deve contraddire una prescrizione tassativa, la quale d'altra parte ha una larga applicazione; i nostri regolamenti, in fondo , dicono quello che pare i:01·rebbe dù·e questo nuovo austro-ungarico nei citati punti, ma nessun dubbio può cadere sulla interpretazione dei loro precetti.. .A.bbi!l.rno detto vorrebbe dire, perchè l'idea di serrare sotto col minimo di sosto e di fuoco, come dicono i nostri regolamenti_, è resa manifesta non solo alla lettera g) del nuo'l<O punto 182 già. esaminato, ma altresi ai punti 310, 5fi9, 565 e 566 che esamineremo in seguito, e nei quali si parla essenzialmente dell'attacco, ed in una forma poi che paro la riproduzione della nostra nella_ seconda parte del punto 563. Abbiamo creduto opportuno rileva.re questa che a noi pare una contraddizione perchè si 'tratta di una quistione di grande importanza, la quale non si riferisco al plotone soltanto, ma a q nalsiasi reparto, ed interessa il modo di a,g ire in uno dei più cri,tici momenti dell'azione, quando cioè si è soggetti al fuoco senza poter reagire con efficacia.. E tralasciamo di fare considerazioni sulle altre im porl;auti modi ficazioni apportate al V. R.; e cioè : snlla soppressione delle prescrizioni relative una alla lunghezza che doveYa.no avere gli sbalz i n elle esercitazioni, ciò che rappresen,ta un altro col po dato al formalismo, ·l'altra alla convenienza di serrare verso la squadra di base (vedi pure quanto è prescritto al punto 333 per l'assalto) per le ragioni che vedremo dette a l punto 567 ;. sulla necessità di avanzare, di regola, non già al passo, ma al, passo rapido; sulla opportunità che gli sbalzi sieno pochi ma lunghi, e che conducano possibilmente da un tLppostamento a fuoco ad un altro, approfittando, nello eseguirli, delle eventuali pause del fuoco nemico; sull'obbligo imposto a tutti i capi squadra e al serrafile di ripetere il comando avanti ed a tutt:,i gli uomini di ::.cattare a tale comando rapidamente e simultaneamente.
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IL NUOVO REGOLAMENTO J ESERC!Zl, ECC ..
Solo cred1amo convenga rilevare he dalle. prime parole del punto 300 e _dal contest.o di qurun~o segue in quest o unto e nel · tt e 1aP for . successivo 301 risulta che· il" N· R · ..:1.mme m~z1one della. cat~ua come semplice espediente per iimimure . 1~ _per~1te, mdipendentemente cioè dallo intento a·1 tosto 1mz1are 11 fuoco.
LETTE.R ATURA ~1ILITAJ{E ARMI CORTESI
(Contini~a). SANTANGELO F ELlCE capitrmo di fo nle1·ia.
Sulle rive del Po, il fiume sacro a' tanti ricordi di guerre, fra gli alberi annosi rinverditi dalla primavera, in quel parco superbo del Valentino, che forma una delle più belle attrat· tive della antica capitale subalpina, innanzi alla· maestà delle Alpi nevose, sorge ora il monumento equestre al · Principe Amedeo di Savoia, Duca d'Aosta, bella ed ardita opera d'arte del Calandra. Nel g iorno della inaùgurazione .fu t enuto al teatro regio un torn':)O, nel quale gareggiarono in brav ura ufficiali e gentiluomini, rappresenta~1ti i nobili siciliani, venu ti in Torino il 29 s ettembre del 1713, per prestare il giu~ ramento di fedeltà e sudditanza a Vittorio Amedeo II creato, per il trattato di Utrecht, re di Sicilia. Fu certo CJUesta festa delle armi romaggio più bel~o r eso alla memoria di que~ P rincipe, che ebbe veramente l'anima d i un cavaliere antico. · Di tali g iuochi marziali si compiacquero negli ozi di pace i popoli guerrieri, e ciò fino dai tempi i più remoti, perchè, in quello armeggiare di torneamenti, giostre e caroselli, i corpi s1induriva,no alle fatiche e si preparavano alla vera guerra. Vogliono alcuni che i tornei abbiano avuta. la loro prima origine nella Andalusia per opera degli Ara bi, che seppero circondare qnesti esercizi di prodezza da tutta quella misteriosa e cavalleresca galanteria, che tanto piacque nella epoca d i mezzo. Dalla Spagna., ben presto, passarono in altre parti d'Europa, e più specialm'en te in Francia e in Germania; e ì tornei er ano così frequenti e tanto micidiali che un papa, Eugenio II, ordinò d i privare della sepoltura ecclesiasti_c a tutti coloro che, torneando, perdevan la vita (1). (J) V. CrnnAn 10.
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Tornei e Ccrroselli.
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LETTERATU RA MILITARE
LETTERATURA lllLITAl!E
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Conte di Savoia, ohe da quel giorno, corne è risaputo,_prese il titolo di Conte Verde. 'futti in distintamente g~regg1aron? in desLt·e7,za e in valore, meravigliando i n ume_r~s1 spettat?n, a •orsi da ocrni parte, e ohe assistevan.o estat101 a quel fulcc o . d Il . . . to mineo a iuocar di la.noie e rotar d1 spa e. p1u ammira 0 ·1 Co nte a cui fu decretato l'onor del trionfo . A.Ha :fine del , . . d. fu 1 terzo giorno le dodici dame si presentarono _al. vmc1tore . 1cendogli : Monsignore, senza adulazione:. vo~ s~ete. st~to fr~ i mialiori che tennero il campo, e puc10 v 1 grnd 1ch1amo 11 prercio. E per quattro volte le rosee labbra d ell8, quattro belle dame si posarono castamente sulla superba fr onte de~ Conte Verde. Non è da dubitare ohe, in quel momen to, 1 vinti sentissero più · acer bo i l dolore della sconfitta! •rralascio di parlare dei famosi:Jsimi duelli del C~nte Rosso, Amedeo Vll coi tre ca,·alieri inglesi, quando egli, con settecento lane~, andò in aiuto al re d i ran~ia i n ~uerra con la E' iandra e l'Inghilterra, perchò queste smgolan pugne furono magnificate in prosa. e in versi. Basti il rammentare la
È noto come dai colori delle divise che facevano dist,inguere gli uni dagli anri i cavalieri, che scendevano nella lizza. per combattere, originassero gli stemmi gentilizi. I Principi d i Casa Savoia, razza di forti ·e ardimentc.si cavalieri, posti a guardia delle mal vietale Alpi, erano costretti a rimanere sempre in armi; e quando la guerra non li traeva in campo aperto, amavano, nelle brevi soste della pace, di non lasciarn inerti, appese alle mura delle sale d'armi noi loro turriti manieri, le spade e le lancie, e bandivano di fre quente giostre e tornei, per i quali ebbero fama nel mondo di cavalieri perfetti. :Qalle più Lontane contradf\ c:1nvenivano alla corte dei Conti e Duchi di Savoia i migliori cavalieri della cristianità; e, per provarlo, basti ricordare, come il ve· scovo di Grenoble mandasse alla corte di Carlo ·ai Savo ia detto il G uerriero, il nipote Ba.iarde perchè egli si . educasse a quella scuola di forti e nobili virtù; e ne uscì quel tipo · di perfetto cavaliere, che tutti sanno. Ma le giostre e i tornei avevano col tempo cessato d i esser sanguinose e letali : in essi combattevasi ormai con armi broccate con tasselli d'acciaio, dette perciò armi cortesi. Queste gare d i bravura nelle armi e negli ardimenti bellici solevansi tenere diii Signori di Savoia in Chamberì, A più tard i a Carignano presso Torino . Ricordiamone alcune tra le famos e . A.medeo VI nel 1348, dopo di avere domata l'insurrezione dei Vallesiani contro il loro vescovo, in segno· di g ioia, bandì un torneo, che fo tenuto a Chamberì; e dove dodici cavalieri dovevano tenere, per tre g iorni, il campo· contro chiunque si fosse presentato; ed il vincitore avrebbe avuto in premio un casto bacio d i quattro leggiadre dame ed una verga d'oro. EntrBxono nella lizza, al giorno stabilito, dodici campioni accompagnati da dodici dame, e t 1.::.tti indossavano· vesti sfarzose di verdi d rappi, e verdi pure erano le bardature dei superbi destrieri. Alla testa dei cavalieri, sfolgorante nella sua splendida, verde divisa coi nodi d'amore, procedeva baldo il giovane
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nota lir ica del Prati: È l'araldo del Con.te che porta la sfida: S enti Inghilter ra, He q ualche fort e T u v uoi vantar, Qui meco in g uerra Co lpi di morte Ve ngo a. scambiar. Vecchio, ga.r1.one, Ricco, plebeo, Quando lo prova Conte Americo
S uo pari eg l i è.
E dopo la triplice vittoria : Or dunque ta g ioia non fu d'In g hilterra; Tre solchi di sangue color an la ter ra., Tre c~rpi di prooi la morte cl'0dè>.
A.nche 0 ao-ì, sulle scene dei nostri teatri, il pubbl~co ap ~ plaude 00 X::osso a questa suda, fatt,a rivi:7er ~ dai . ver:n armonio;;i di G . Giacosa nel suo dramma : 11 Conte Rosso.
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L ETTERAT.ORA Mll,ITA RE
LlsTTE RATURA liIILl'l'ARE
fico, La battaglia dei Venti, Il t1·ionfo del sole, che furono altrettante rappresentazioni armate date in Torino fra il 1600 e il 1650. E autore d i alcune di queste bizzarrie poetico--marziali fu anche lo stesso duca Carlo E manuele I, che venne in ciò emulato da altri gentiluomini di corte, come il marchese d' Agliè. Uno di questi caroselli, a base scenica, fu tenuto nella piazza .Castello di 'l'orino nel 1608, per il duplice matrimonio delle principesse Sabaude, andata sposa l'una al duca di Mantova e l'altra al duca di ModentL. Ecco il cartello di sfida, che i cavalieri delle anguste Spose, lanciarono tig li avversari: « Qt1el valoroso ardire che nato e nodrito in petto di no« bile cavaliero, deve in ogni tempo e in ogni luogo essergli « legge per virtuosamente operare e scorta per degnamente « meritare, talmente è gito in noi fin dalle fasce crescendo, « che ardendo d'inestinguibil desiderio di farci fra i guer« rieri di fama immortale, non si tosto scorgemmp in noi le « destre abili a: rotar la spada, ad· arrestar lane~, che, ve« stiti di piastra e di maglia il petto, ci ponemmo a cerc:are « del mondo ogni pendice, per ir:.alzare con il rumore delle . « armi superbo trofeo di vittoria al valor militar e. B tanto << oltre per inospiti mari e terre ignote siamo iti vagando, « ebe l'ereditario valore superando, abbiamo in ogni parte « lasciato del nostro nome alta fama. Hor finalmente arri.(< vati in questa parte d'I talia, dove in sn~ propria sfera « .Marte risplende; fatti degni di abitare quel Palagio cbe « ai più famosi e ragguardevoli campioni è aper to, abbiamo « stabilito di mantenere un vario combattimento, et in di« versi giorni, uno contro tre colpi di picca e . c'inque di « stocco le segneuti proposte : « 1° Ohe niun cavaliero per nobile e bello che s ia può « pretendere di servire Dama,, se prima non ha, fatto prova « del sno valore, e insieme delle sne virtù, e che ·s ia stato (< ammesso nel palagio della F ortezza ; « 2• Ohe non si puote nel mondo trovare altre dame, « .colme d'ogni virtù, e ornate di màggior bellezza di quelle
Nel 1499 Bianca del Monferrato vero fiore ge t·1 d" n i 1 cor~~::;Ia, vedova del_gia r10ordato Carlo di Savoia detto il Guert · Inero, t r aveva ospite. alla sua corte Baiardo . , che v·enuom a ia per la conqmsta del ducato di Milano, volle fer ..narsi p_re:iso la Duchessa, per rendere omaggio alla sua antica signora. Il cavaliere sans peur et sans 1•eproche, per compiacere alle dame che tanto lo desideravano , mando' a ban d.ire un torneo da t.enersi in ~arign~no, offrendo in premio a chi meglio farebbe t1e co~se d1 lancia, senza lizza, e dodici colpi di spada, un mamc~~to da cui pendeva un rubino, e che apparte~eva alla prn bella delle gentildonne di quella corte alla _s1gno~·a . di Fluxa:. Baiardo, insieme ad altri quattr~ gentilnomim ~ombatte .contro quindici di parte avversa rimanendo a lm la vittoria ' Sempre ~ Ca;·ignanp, n~l 1504 si tenne un altro . torneo per festeg~iare le nozze del grande scudiero di corte. Teneva _11 campo Filiberto il Bello con Sibueto della Baume. _Si p_resentarono in g ran n umero i competito{·i. Si com~at~e _1mma c_on la lancia, e poi con la spada a dne tag~i: V_1~01tore ~u 11 duca J!"iliberto, siccome quegli che aveva dati i prn potenti e magistrali colpi di spada. Ma la lun~a e accanita guerra fra Carlo V e F rancesco I ~pezza 1~ armi cortesi ed affila q nelle micidiali, che dovevano 1nsangumare la patria nostra e più specialmente il Piemonte, che eb~e a pat.ire dai nemici e dagli alleati. Alla corte d1. Savoia si riprendono le. 11·ete cos t umanze . dei torneamenti nel xvu secolo. Ma il secentismo erasi infiltrato a~che n~i ludi di Marte; e la fantasia che, sfrenata, corr~va net c_amp1 del!e arti e delle lettere, presiedeva pure alle g10s~re, a1 caroselli e_ a1. tornei, riducendoli in gran parte a scen~che rapp~esentaz10n1 dove gli arditi e pomposi versi dei poeti, con gli arditi e fulminei colpi d i· spad a. L gareggiavano · . , .a mito 10~1a, la leggenda, ~a storia servivano alle più biz. za~ie al~~~one co~e ce_ lo dicono questi titoli: La battaglia dei nemici ed amici delle 1l'1use, Cadmo vincitm·e del Serpente, Il teat?'O della i,ita umana, Giano guerriero e paci•
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l,ETTERA'l'URA MILITARE
LETTERATURA i\ULl'l'ARE
« che noi serviamo"; nè cavalieri più for ti e fedeli di quello << che noi siamo (1) ». Lo scorcio del secolo xvrc e t utto il se·colo XVIIJ con le g_uerre e . la rivoluzione francese parvero cancellare ogni ricordo d1 costumanze medioevali; chè l'indole positiva dei n uovi tempi n on consentiva il culto agli ideali cavaller';°schi. .La Musa dei tornei diventò una Kumenide sanauinosa e 1· ' o , l cava ieri subalpini si cambiarono negli eroi dell'Assietta e in tutti quei valorosi, che, vincitori o vinti, seppero man~enere alto il prestigio de1le armi piemontesi. · Quando, mutati i tempi, il Piemonte riacquistava i . suoi legitt imi ed amati sovrani, ritornò alle usanze di quelle età lontane, che g li ricordavano la fede antica, incrollabile verso i suoi sovrani; e Torino accorse festante a nuovi tornei. :8-icor~o quello dato da Carlo Alberto in onore dell'ospite nnpenale lo Czarrevitch di Russia, Alessandro. La sera del 21 febbraio del 1839 la platea del teatro regio er~ stata cambiata in un'arena dove liberamente potessero giostrare cavalli e c~valieri. I cronisti del tempo ci narrano le meraviglie di quella festa, e ci dicono come . il teatro fosse stato cangiato in un lu ogo incantato, creato quasi dalla bacchet ta magica di un a fata. In mezzo all'anfiteatro eravi una fontana di marmo bianco sostenuta da delfini, dalle cui bocche zampillava limpida l'acqua; p ioveva dalla volta ~na luce, che, riflessa dai mille cristalli, aveva i colori dell'iride. I cavalieri erano d ivis i in tre quadr iglie: francese, inglese e • it_a liana, e vestivano alla foggia dei gentiluomini dei tempi d1 Carlo I d'Inghilterra, e di Francesco I di Francia. Gli ~s~rcizi fur?no : la corsa del da.rdo, delle teste e degli anelli. Prima che finisse la festa , due g iovani ufficiali della scuola d'equitazione, fecero danzare a l suono della musica i loro cavalli r iscuotendo applausi fragorosi. Di tutti ~li altri tornei, tenuti in tempi a noi vicini, per le nozze de1 nostri principi non parlo, perchè appartengono alla cronaca di ieri. Ricorderò p iuttosto un torneo tenuto (l) VuLsox 1H, LA Co1.o,11n,É11~. -
1'hèàt1·e d' mtneur.
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· MO<lena alla corte degli Estensi, in pieno seicento, e che ~:lcro da un document o esistente nell'archivio di Stato ~[o. I::> A ramrri.entar lo m'invoglia e la bizzarra e curiosa denese. . h · 1 descrizione che ne fa lo scrittore antico, e la parte e · e 1~ qne torneo tenne Raimondo Moutecuccoli, il celeberrimo cap1ta~o, della sua vita. l · qtiella -festa ebbe forse il più forte dolore CIBlll .. . 'A . Nella primavera del 1652 i serenissimi _ar~1duch1 ~ .ustna Ferdinando e Sigismon do, con la bellissima arc1due:hessa Anna di T oscana, diretti a Firenze, si fermaro no a Modena, ospiti. degli Estensi . Il molto magnifico signo~e F:an_c~sco duca di Modena, pensò di dare, i n onore dei prm01p1 ~~01 coJ1giunt i, un torn.eo, che riuscì ~ltre ogùi dire splend1d1ssimo. L'Avanzini, il celebre architetto del palazzo duca_le, ebbe l'incarico di costrurre l'anfiteatro, che venne e~·et~o rnnanzi al lat;o nord cl.ella reggia. Il marchese Graz1am, un buon poeta, per quello che faceva allora la piazza, e come tutti i poeti del suo tempo gonfio ed ampolloso, com~ose la poesia per la musica di quel la azione, che _fu, _co~e diremo, una curiosissi ma rappresentazione drammatwa mt1tolata: La gm·a delie stagioni. . . . . Si aspettò che il sole fosse tramontato a dar pn~c1p10 al torneo, perchè il cielo seminato di stelle, potesse 1mrnre con mille occhi, anzichè con un solo, lo stupendo . spettacol~. L'anfiteatro di puro ordine dorico era afl:ollato d1 spe:'tat~r1. Il baldacchino sotto cui dovevano stare g li augusti prmcipi, era di st~:ffa preziosissim~ ven:1ta. dalla ~ersia .~ d~ll~ Siria. Da per t utto vi erat;J,o festoni d1 freseh1 e :var~opi~t~ fiori, i quali facevano ricordar e · i tanto _de~aut~t1 giardmi pensili. Piramidi cli ca.udelabri, con centmaia d1 fiammeHe, 1a u otte · Ecco ·· arri.va la · spargevan.o tanta 1uce d a vmcere Corte ! Le dame sono tanto belle, nelle loro acconciature sfarzose, che il cronista, da cui trassi queste n ot.izie, rinunzia a descriverle, perchè coi poveri termini dell'iimano discorso non si può descrfoere un 1·aggio della divinità. . . d I · Incomin cia lo spettacolo. Attenti unque . All'alzarsi di un gran sipario, appare innanzi agli occhi meravigliati del pubblico un altissimo monte, nei fia.nchi del
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LE'l"l'ERA'l'U RA MILITARE
L B TTEftA'l' IJRA MILI TA !tli:
qu_ ale vi sono grotte e caverne, ricor)erte d' alghe ~ marine; a1 quattro la.ti fanno bella mostra quattro ·mascheroni di rame con _le ~ote go~fì.e e che rappresentf!,no i. venti. Sulla vetta, sta Eolo , b"'r ave d' aspetto . assiso. m un ricco . soo-lio o con 1 capelli e la barba ispidi e incolti. Il re dei ve.o.ti dà. 1~ destra ad una fo rmosa matrona di forme aiunoni h ncch ~· o c e, con . e ves.,1 ~aonazze, con una corona turrita sul capo, con ra mi frondos1 nelle mani: questa snperb a signora . . rappre· sen t a l a T erra. Ad un. tratto - oh! meravio-lia r· o que1 monte l entamente si mu~ve, e va a fermars i innanzi al palco ducale. Eolo allora. s1 alza . dal suo trono, e con un vocione di basso profondo dica, anzi canta: · " Spirate au re seguaci, re li mio soglio in alzate; « Spirate au re, spirate; re Sollevate il mio soglio aure possenti. ' " T u parla, o Te rra, e voi ceseate, o venti;
E mentre il trono di Eolo s'innalza, la 'l'errn canta volta :
a sua
" Io c he mad re comun, offro me stessa. ' Tn cibo ai figli, e per nutrire il mondo « Apro al vomero acuto il sen fecondo « Ancor sarò dal freddo v~rno oppress~?
E così la 'I'.erra seguita · per un pezzo a lamentarsi del Ver~o, e pre_ga la Prima\-era a voler cacciare la freòda ed uggiosa stagwn~, sp_eci~l~entB quando sulle sponde del bel P anaro: stanno i prm?1p1 au~triaci ; perchè non è giusto nè convemente, ora ?he il ~ole e t,·ip licalo il verno ,·e&ni! E questa brutta ed 1perbohca metafora, che il poeta cortigiano pone snlle labbra della 'l'erra sale come profnmat . fin · t · . . ' o mcenso . o at . re seren1ss1mi ospiti, fatti a questo punto seO'n o aO'li O applausL della: folla sempre grata a chi le dà pa t ~. censes ! inem e cii • Il vecchio Eolo è del parere della 'I' erra,. ma come fare per conten-tar~a ? A toglierlo d'impiccio, ecco che si aprono ad un tratto L fianchi del mpnte, ed uscire, fra la generale
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sorpresa, le quattro stag ioni; che avendo udito il desiderio espresso dalla 'ferra, vengono a sostenere i loro dirit.t,i di regnare ciascuna, per uua parte .dell'anno, in Italia. IL pr imo a farsi innanzi è il Verno, a cui non garba l'ostracispio che vorrebbe infliggergli la T erra. Naturalmente la stagione delle nevi e dei geli è rappresentata da un vegliardo con la barba e i capelli bianchissimi; indossa una corta t unica candidissima, e stringe nella destra un bastone d'argento. Egli tiene al suo r egno e non vuol.e abdicare in favore della Primavera, e per tirar dalla sua parto E olo, gli rammenta che egli è suo a lleato. .. Quando ma.i regni Con più libero scett1·0 Che allor che il Vorno al tuo poter s'unisce?
Queste parole producono l'effetto sperato, ed Eolo, commosso, si ricorda che ha uel Veruo un am~co fede1issimo. E siccome tutti i re tengono a conservarsi l'amicizia degli alleati di cui hanno bisogno, egli comincia a pentirsi di avere dato ragione alla Terra. Ma gli manca il tempo di fare ammenda onorevole, perchè ecco la Primavera che viene a sedur.lo con i stloi vezzi; e la briccona ci riesce, perchè è rappresentata da una leggiadrissima fanciulla. E olo incomincia a fissarla con compiacenza e a cedere innanzi a quella bella figliuola, tutta inghirlandata di fior i, con succinta veste, che pare intessuta di viole, e che col suo celestiale sorriso avrebbe fatto peccare Ji desider io anche un anacoreta ma· cerato dagli stenti e dai lunghi digiuni. - A.h ! il Verno vorrebbe regnare sulla terra invece mia? - esclama la Primav era. - Ma io solo posso degnamente onorare questi ospiti illustri. E poi non vedete che Anna di T.oscaua mi chiama e mi vuole perchè ha sulle guancia i gigli e le rose? E tu vecchio Verno, che sei il più stretto parente della morte, hai il coraggio di paragonarti con me che sono la vita? Per me gode e por me l'ide Chiaro il cielo e lieto il mondo '56 -
ANNO XL\'11.
LETTERATURA ll!JLlTARE
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L ETTERATURA MILITARE
a temere per la sna vittoria, quando arriva un omaccione tanto fatto, grosso e lardellato, vestito di rosso e di turchi110 e col tirso nella destra: è l'Autunno. - Ma tutti codesti chiacchier icci non sono - egli dice che lusinghiere menzogne e vanti insidiosi . O che il fre ddo, il caldo, gli inutili fiori devono usurpare il regno della 'rerra ? E dove lasciate i pampini e il vino?
Ed è proprio così! pare che dicano gli inn umeri spet tatori. Ormai si può d ire che la causa della P rimavera · sia vinta; ed ella che se ne 'avvede vuole accaparrarsi l'aiuto e la protezione di tutte le donne. E rivolta al sesso gentile. esclama : Belle donne et amorose Da me sola i fre;zi avete, Per me sola al crin te,sete Gelsomi e g-igli rose; Primavera sol vi dà. Ornamenti alla bel tà.
«
e
Frut ti miei copiosi
« Pregi della natu ra,
. ,, Cbe l'amb rosia ch iedete, .. L'imperio deÌla Terra a voi s i dove, « Non a i fior, ,1lle spighe ed al la ne,•e! »
E questi versi erano tali da fare breccia nell' animo dei buoni modenesi, chè le loro mense sono allietate dal Lambrusco, un vino che par f~tto da Bacco . i::i persona. Cresce così l'imbarazzo di Eolo. A chi dar ragione? Come uscire da quell'impiccio? A 0hi chiedere lumi e consiglio? Egli resta un po' titubante; poi, come colpito da una luminosa idea, chiama a formare un tribunale che deve giudicare in merito alla causa i quattro venti; e li chiama ad alta voce, dicendo ad essi che vuole sentire,
Per il povero Verno, ormai è finita : dopo questa cabaletta infiorata di trilli e di corone, e poi cantata come va, egli può a.ndare a r intanarsi in Siberia, che in Italia, e specialmente a Modena, non c'è più posto per lui! · 'Prima però di lasciare il potere, il Verno vuol' sostenere ancora una volta i suoi diritti; e fra il signore delle nevi e la regina delle rose, incomincia un graziosissimo ba.tt ibecco, di cui ecco un saggio : La speme · alt rui nel verde mio risiede. Simbolo è il mio candor dell'altl'Ui fede. Prirn. - Di fiorit a compagna io lieta madre. Verno. - Da me Bacco riceve i primi onori. P1·i rn. - Di gioventù robusta io sol mi fregio . Verno. - Di prudenza canuta io sol mi preg io. P1·im. -
Verna. -
I loro sensi in questa dubbia lite, Eu ro, Ze firo, Borea, Austro, venite.
E dai quattro p~nti dell'anfiteatro, quattro celebri ginnasti, che rappresentano i Venti, si s]<J,nciano sospesi a delle corde, fino a l trono di Eolo. Borea è di orrido aspetto ed ha le ali nevose e gelate; Austro è di carnagione moresca ed ha .· le ali bagnate dalla pioggia; Euro ha nella destra una freccia e un sole sul capo; Zefiro è cinto di . ghirlande odorose. Il primo a prender la parola è B orea, che si dichiara pronto a sostenere i diritti del Verno. Egli va per le spiccie, e piacendogli i fatti più che le parole, termina così :
A far cessare la tenzone, che avrebbe durato chi sa quanto, interviene l'Estate, anche essa rappresentata da una bella ragazza, piena di vita e di salute, con i capelli biondi, e con un fascio di spighe mature nelle mani. Apostrofa così i due litiganti: - Perchè garrite così, tu vecchio austero, e tu audace donzella? L'impero della 'rerra lo voglio io, perchè sono la figlia prediletta del Sole, e perchè ho i capelli come l'arciduchessa Anna dei Medici. - E qui il cronista rammenta che il complimento fece arrossire leggiadramente l' Arciduchessa, e acclamare freneticamente all'Estate. A qu esta dimostrazione in ,favore della sua rivale, la Primavera incomincia
Non più vani discorsi: Con l'armi si decida il gran litigio. Vengano dei paesi a .me soggetti, Il Verna a sostener guerrieri eletti. )
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LETTE RATUR.A MILl'l'ARE
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Euro, alla sua volta, assume l'impresa di sostenere con i suoi guerrieri, venuti dall'oriente, le ragioni dell'Autunno · Austro dichiara di difendere coi suoi seguaci, a tutta oltranza: i diritti dell' Estate, e a tale scopo ha chiamato a combattere per questa causa i guerrieri africani, il cui valore r ese cJ:.iara la Spagna e fece pianger Roma; Z efiro si offre campione della Primavera, e chiama intorno a sè i più prodi e gentili cavalieri. È da prevedersi che la schiera guidata d~i Zefiro, sarà quella che godrà le maggiori simpatie, ed av rà la probabilità della vittoria. Finalmente E olo si decide ad affidare alla sorte delle armi le rag1om delle stagioni e proclama ed ordina la pugna.
Entrano quindi nell'agone al tri sei superbi cayalieri, ve~ stiti di ricche vesti alla persiana, montati su cavalli con gualdrappe orientali: essi sono i seguaci di Euro e li guida l'Or.i ente: sono a.rmati di archi e faretre inargentati. Vengono terzi i cavalieri di Austro, vestiti alla moresca, e con armi asiatiche. Li guida il Mezzogiorno, che po.s tosiinnanzi ai principi, canta le lodi dei suoi guerrieri e spera nellà vittoria; e questa speran za lo r ende tanto orgoglioso da esclamare: che A,ustr·o f arà d'Austria la glo1·ia ! E anche questo orribile bisticcio va a tutto benefizio degli arciduchi . Giungono ultimi, aspettati e salutati da grida di ammira. zione, i sei cavalieri di Zefiro. Sono belli, leggiadramente vestiti con una sopravveste cli raso turchino ; montano cavalli arabi dai m uscoli d'acèiaio, e di bia~co mantello, che li faceva sembrare d'argento. 'rutti gli sguardi sono rivolti verso uno solo di questi sei guerrieri, che ha diffusa sul volto austero e marziale una profonda mestizia. È questi il già celebre maestro di guerra, Raimondo Montecuccoli. Egli è mesto perchè pochi giorni prima, n elle prove · fatte per il torneo, disgraziatamente ferì con la lancia alla gola il suo competitore, il conte Nlolza, il quale per t ale ferita ebbe miseramente a morire (1). Ma questo funesto ricordo non deve turbare la festa: s' incominci la pugna. In sul principio i cavalieri combat-. tono due per parte con la lancia e le zag~glie, muovendosi incontro per linee diagonali; poi il combattiment o prosegue a t1;e per tre con la spada; e finalmente tutte e quattro le quadriglie entrano in a.zione formando come una sola batfagli a e adoperando con grandissimo magistero d' arte le varie armi, mostrandosi i cavalieri valentissimi schermitori, forti in sella, e raccogliendo larga messe -di applausi. i\fa nel più bello della mischia, quando la pugna ferveva più accanita, si squarciano le nubi del cielo ·- di carta! ed appare un tempio dalle marmoree colonne e con la porta
Perchè incerta ragione in vario modo, . Confonde, o miei seg uaci, i vos tri affetti, Vengano i cavàlieri a voi sogget t i, ·E t ronch ino col ferro il dubbio nodo.
E da questo momento l'azione diventa marziale. Scompare il monte, e con esso Eolo, le Stagioni e i Venti, rimanendo cosi sgombra l'arena per il torneo che vieqe annunziato al suono di trombe guerriere dagli . araldi , Qui si pa1·1·à la tua nobilitate!
dice a se stesso il oronista, accingendosi a n arrare degnamente tanta maestria d' armi; tante prove di belligéro ardore. E desolato esclama : - Perchè non ho io la penna del cantore della Gerusalemme liberata? I primi ad entrare in lizza sono i sei cavalieri di Borea seguiti dai loro paggi e dai loro trombettieri. Montano superbi destrieri, che impazientì di pugna, calpestano l'arena, e coi loro nitriti fanno eco a gli squilli di trombe guefriere. I sei ca.mpioni del Verno vestono una sopravveste di candido raso rabescata in oro; sul cappello a larghe falde oscilla una lunga piuma bianca come la neve ; hanno ner armi la zagaglia, la lancia e °l'accetta. Li guida il Se.ttentrione, che, giunto innanzi al padiglione ducale, fa il saluto richiesto dal cerimoniale, e intanto coglie l'occasione di /odar e i popoli settentrionali, lode questa che accarezza l' orecchio degli imperiali ospiti .
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v_ CAi1POR1.
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di R. Montecuccoli.
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LETTSltATURA lllLlT.<\Rl'.
spalancata: è questo il tempio di Giano. Il quale, ferm·o sulla soglia, avvolto maestosamente i u g reco paludamento, cou la destra in a lto, escla ma :
LETTERATURA PATRIOTTICA -•- - -
L 'arrn i, l'i ra frenate : Cavalieri cessate I
Al comando del Nume si abbassano le armi, si calmano le ire e la pug na finisce. Allora Gian.o fa chi.udere, con tanto d i catenaccio, le porte d~l suo tempio, e d ice esser latore d i un messaggio di Giove, che ha decretato che, da ora innanzi, dovranno regnare alternativamente sulla T erra le aure di A u::ltro e di Zefiro e la stagion noi;ella vegga d'anno sì caro, Annri sì bella ! E con questa freddura, fatta calda dai bollenti en·tusiasmi degli spettatori finiva questa azione mimo- poetica-musi::ialeg nerriera, che costò un tesoro e la vita di un pat;izio modenese ; ma che per otto ore divertì tanto e poi t~nto il buon popolo modenese, g li arciduchi e lo fltesso duca Francesco I per la g razia di D io, e per sita volontà Signore di Modena e di altri . paesi ! Fo_rtunatamente oggi i tem pi sono cambiati, e questi ~pett acoh, bar occhescamente g rand iosi e sorprendenti. non si fa~no p~ù. I to_rnei_ ora si bandiscono sen za il concorso degli d~1 falsl e bugiardi, senza la musa cortigiana e senza i versi d1 uno slombato poeta; si tengono per r iaffermare ancora una volta, con la festa delle ar mi, la devozione e la fede in quei P rincipi guerrieri, che furono i veri numi tutelari della patria nostra. · · · Ed è a tale concetto che si ispirò questo nuovo .. torneo d i 'l'orino. G.
B AU.GILLI.
CESARE DE HORATllS E IL CAPITANO CAMPO LIETI Quando il secolo in corso o qualche altro saran passati , coloro che questo tempo chiameranno antico, come noi chiamiamo guello di Dante, dallà. nostra letteratura più. che da ogni altro segno dei tempi giudicheranno la. nostra civiltà, i nostri senti menti, e la nostra bra.roa di migliorare il destin9 dell'umanità. E gli Italiani che vedranno il secolo del vapore, sormontato da diversi altri, domander anno alla letteratura come si com piè il grande fatto dell' indipendemm d' I talia; e come guesto fatto modificò le menti e g li entusias mi in tutto ciò che ebbe espressione di pensiero e d'entusi asmo italiano. Ohe figura allora faremo noi? Specialmente noi militari? · Come risponderemo ai mililari dell'avvenire, i quali avidamente vorranno sapere di coloro che primi · por tarono le bandiere d' Italia, dove le aquile romane tornavano trionfatrici del mondo? Producono i militari una letteratura che esprima il sentimento _d ella posterità e la brama di meritarne l' a more? A bbiam prodot to noi militari della prima generazione della red enta I talia una letteratur!), qualsiasi? La produrremo? E quale? Queste ed altre domande a me sorsero in mente r icordando i discorsi fatti con l'autore d' un li bro recente, che di queste cose si pr eoccupava, e mi parlava spes so . E , premetto, che con non poca ritrosia, di guesto antore e del suo libro mi dispongo a parlar io, che non mi estimo tale di aver competente voce, quale ultimo venuto, con oscuro nome, fra autori già esperti a ben gindieare degli uomini, delle cose e dei libri. l\fa il libro mi sta da due mesi sul ta-
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LETTERATURA l?ATRI0T1'lCA
volo, l'ho letto e riletto; e vanamente ho atteso che da qualcuno se ne parlasse ex-professo; quindi mi· fo avanti io. E vorrei fare qualche altra domanda, ma ne farò una soia: P_e rchè nessuno degli autori militari, ai quali l'autore ha pur . mandato questo volume, ne ha scritto? La risposta loro all'autore fu che sono occupatissimi. Dunque è a dedursi, che essi hanno di meglio da fare. E questo è un bene, e lo noto, perchè se gli stessi autori mi domandassero: Perchè parli di noi e del tuo autore? Sappiano essi che è per dirne bene. E· perciò sieno con me benevoli, come io con loro . Perchè in nome dell'amicizia per l'autore di questo libro parlo di lui, io che son uso a tacere. E in nome del bene che essi preparano alla J?atria parlo di loro, e Ii saluto.
Il volume del quale io intendo parlare è: Poesie postume di Cescwe De Hor-atiis, precedute da u,no studio biografi.ca del capitano Campolieti, e da una prefazione di .Francesco D' 0viclio. Tipografia editrice Tullio Guidi, Milano 1901. Come
ognuno vede, il nome del capitano compilatore è. tra due nomi, del primo dei quali nessuno sapeva prima del libro, se non nelle provincie di Abruzzo e del Molise, di Napoli e di Caserta;, il numero esiguo degli amici e dei discepoli superstiti. Del secondo tutti gli Italiani sanno, e sapranno. Nella Rivista cli fanteria del 31 ottobre 1901 a pagina 672, in una breve recensione di questo volume leggo: « special« mente ci pare che sarebbe utilissima la lettura di questo « libro ai giovani che si tirano su per la carriera delle !'l.rmi. « onde vi imparassero con la- grande efficacia d i uJ chiaro « esempio come si possa e si debba, pur nelle avversità, ser· « bare pura la coscienza e intero il carattere: virtù questa « che è_essenziale a chi voglia stare .con onore nella milizia. >> Dalle quali parole ognuno vede, che sopratutto la Rivista cli fanteria ha notato di questo libro l'importanza ed ucativa, e l'utilità che potrebbe presentare ai giovani adolescenti dediti alla vita militare: sicchè mi sarà tollerato, come op portnno, qualche pensiero sull'educazione e sugli educatori.
LETTERA'l 'URA PA'l'RIOTTI OA
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E ,. in0ominciando dall'educazione, è significantissimo un fatto in Italia. Un ministro dell' istruzione pubblica, durante l'esercizio del suo ministero scrisse un lungo e dotto . articolo snlle scuole secondarie (vedi lluova Antologia del 16 ottobre 1900 « L'educazione e l' istr1*ione nelle scuole secondarie » di Nicolò Gallo), del quale Ia sintesi, è, che in Italia non esiste educazione civile, nè nazionale; che si presume di educare con la semplice istruzione, senza considerare che l'istruzione è un semplice elemento dell'educazione. E conchiude il min istro, che i programmi delle scuole italiane sono sbagliati. Giova d~durne, che lo stato delle· cose è tale, che neanche nn ministro dell' istruzi.o ne può modificarle, senza modificare l'opinione pubblica; se no, invece di scrivere quel dotto articolo, questo ministro avrebbe cominciato a modificare qualcosa, con opportune leggi. E, se si volessero riunire tutte le proteste rivolte all' istruzione e all'educazione in Italia, si vedrebbe che prima di '8sser fatte da un ministro, furon notate, e ripetute, senza mai modificare lo stato delle cose in modo radicale. Ora, proprio su questo problema ha studiato lo stesso capitano Campolieti, con un recente studio, ancora inedito, al qua.le non posso fare a meno di augurare la maggiore fortuna, e del quale mi prende.la vaghezza di d ir qualcosa. La sua sintesi è la seguente. . Nei tempi classici di Roma la parola disciplina signi.ficò dottrina ed arte, e con tal nobiltà di significato passò nelle legioni, affermando che dottrina ed arte del cuore umano-è la disciplina d\m esercito, ottenuta da un generale valoroso per chè sapiente e conscio di tutto l'elemento eh' egli dirige, impiega mio·liora facendone un fattore di storia ed un pro· ' o ' pagatore di civiltà. Con la decadenza dell'impero romano, avvenuta per l'affì~volirsi della disciplina ~ ilitare, mancò pure la disciplina classica dalla quale originava e venne meno l'impero della ragione, della volontà e delle leg'gi, nella società. Sicchè, q uando passarono le invasioni barbariche, e gli eserciti di.-
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LE'l"l'J.;RATU!U PA'l.'RIOTTICA
vennero di iµer cenari, la legge militare non fu la dottri,na, ma la sferza. E prima si pret~se che la sferza fosse la disciplina (e si chia:Qlò con tal nome) poi si dedusse, che la disciplina intesa come istr uzione, dovesse diventare quello che fu nel tempo classico di Roma, ossia forza di propositi e di volontit: coesione di entusiasmi e di ambizione; uo~~à di azione : in due parole, educazione patriottica. Questo stud io del Campolieti, ha meritato la piena ammirazione di qualche sociologo, che come me lesse il manoscritto. A me queste conclusioni han destato la curiosità di sapere, perchè dalla Repubblica di Platone (che è il più bel libr o di educazione, che sia mai stato) alle opere· d i Cicerone,. d i ben altro stile, si dèbba venire sino a Vittorin·o da Feltreper incontrnre un educatore. E quindi m'è nato il bisogno di spiegarmi se le azioni. dipendessero dall' educ'azione, o l'educazione dall'azione. Ma siccome a queste curiosità e bisogni risponde l'opera del Oampolieti, è tempo che· io parli del suo volume, e dica quél che ne ho compreso ed imparato.
*** Cesare De Horatiif, fu dei pochi felici Italiani che ebbe1:o nel padre un educatore. Sicchè,, perfezionando le attitudini. del paq.re, divenne uno dei più eccellenti educat.ori dei quali si abbia memoria, e si trovò ad educare la gioventù it,aliarnt dal 1840 fLl 1862, ossia durante il più glorioso periodo del Risorgiment o d'Italia. Quindi uno speciale interesse di questo volume è dato dal ·conoscere in Nicola, padre di Cesare, un uomo di vasta coltu.r a e d i grande mente; e siccome molte lettere dì lui al figlio sono r iprodotte dal Campolieti, interessa di conoscere come un Italiano mirasse ad educare il figlio nel primo trentennio del secolo s~orso , che par tanto lontano. S u d i che, pure ammirando grandemente questo t ipo di abruzzese, io vedo in Nicola uno degli u ltimi classicisti .d'Italia, i quali non . si avvedevano della ristrettezza dei loro fatti, in ·contrasto col grnnde campeggiare delle loro_ "idee. Una filosofia come quella di Hegel a me pare, ·che non potrebbe sorgere in un
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paese grandemente attivo, e scosso da imprese sempr e m orso e non mai arrestate. E tra i po.poli d'Europa, a me c ·e ' che nessun altro meglio del.i' italiano potesse g radire par , · ·d l losofia· perchè costretta la vita dalla tira nm e a , . · d' una tale fi sopore, era costrntto a spaziare nella contemplaz10ne · u~ e· il passato. l'In. c10. mon. d o d'idee, e ad esaltare g randement - rocedeva conformemente al contenuto d i t l1tte le re 1g1on1, ~he aro.mettono in or igine il mondo perfet to, e eh~ man mano si sia venuto corrom·pendo. Teoria, che è sempre m contrast~ col progresso dell'u manità, ma che pu~e ~mpugnata da. filos~ fi come il. Rousseau porta alle esalt az1om ~ella n~tura e ad una, confusione di ling uaggio, che disperde 1l ~ens1e~o nel _pltradosso. E d un segno di . questa filosofi.a, e d1 ~uest e . attitudini, non disginnte d_a un innegabile amor d_1 patria, eh~ valse ad infiammare i nostri pa.driJ noi lo t roviamo nel .Pr i~ mato del G ioberti. Questo poderoso libro è l'ul.tima opera, de~ ·a Ei' un'opera che incarna la filosofia d1 · ·smo 111 · Itat el ass1c1 e 1 • • Heo-el la quale sosteneva che i fatti sono prodotti dalle _idee: e che idee sono le dominatrici dell'universo. ?a. che ~1 ~uo indurre a p r i01~i, che un simile autore, P:u d1 gra~diss~mo ingegno, sarebbe stato inabile politico, e direttore d1 fatt~. Contro qnesta, fi losofia e queste c1:ed~n~e, ha lottato. pr_irna · 1! • filosofica, poi letterar ia, poi d azione la generaz10ne 1n 101:ma · l · che prod usse un l\fameli', un .Cado Pisa~ane, e fra tanti a tn notissimi, un Cesare De H oratiis, sconoscm~o ancora_- Dunqu~ si potrebbe ded urre che dalle idee fi loso_fiche ~e: 1var ?no 1 fatti e la storia, mentre invece la :filosofia der~vo dall esperienza intollerabile del dispotismo; e come avv1eve m t utte le cose, prima si avverte il male, poi se ne cercano le cause, quindi si provvede al rimedio._ ·. . Nel quale processs_o non e· d1s t mz1_01;1e tr a idee e. fatti,, ma . un succeder::;~1· di· .fatti· . , perchè anche . 11 cercar e le idee, e . un . · fatto che fa analisi e sint esi d i fatti . Nel volume del Cam polieti si nota bene l'evolversi d~l carattere del De Horatiis. Questi si dedicò al sace~doz10, _lo troviamo o-iovanissimo an0ora, affiliato della Giovme Italia; si r ecò ; a.poli nel 1840, mentre il De Santis diffondeva le
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LET'l'ERA'l'UR.~ l!ATlllO'l:TlCA
LETT.F.RA'!'URA PATRIO'rT lCA
opere del L eopardi da pochissimo tempo mqrto in quella metropoli, ~ lo procla~ava il più grande poeta d'Italia dopo Dante. V1 con obbe 11 marchese Puoti, il Borelli ; divenne int imo amico di Pasquale Stanis1ao Mancini, di Salvatore Tommasi, e di una eletta schiera di giovani. Ed a contatto di tali uomini si fece un quadro esatto delle condizioni dell'lta:lia dell'indirizzo della letteratura e della missione della sua età'. e della sua vita. · Subito dopo venne chiamato a professare Ìettere itafo,ne a Monte Cassino . Oolà con una delle migliori biblioteche, con un ricchissimo archivio, e specialmente col contatto di uomini di fama mondiale (come il padre L. Tosti, i fratelli Pappa. lettere, il De Vera, il Serafini) il De Horatiis completò il suo carattere, ed acquisto una grande coltura. Ed ivi conobbe molti illustri uomini, fra i qual{ è memoria del Gioberti. Ma quel consorzio di illustri uomini fu disperso dao-li . b eventi infelici del 1849 ; ed il De HÒratiis tornò al suo paeset,to, ]'urei, a poche miglia lontano da Vasto, cittadina gloriosa per ì nomi di un poeta latino coronato adolescente nel Campidoglio, per Marchese, del quale esiste un magnifico palazzo, del secolo xv; per il. poeta R ossetti, col q·uale il De Horatiis fu pure in corrispondendenza, e per Antonio Polizzi celebr~ pittor e. E, tornando a cavallo al su·o paesetto, fece i sonetti sulla infelice sorte della Repubblica Romana, i quali sono l'unica poesia di quei tempi su quelli eventi, ed . hanno perciò un interesse storico. · Di lì a poco il De Horatiis passò nelle carceri di Napoli, ove fu compagno di Silvio S paventa, suo amicissimo sin dalla pr ima giovinezza a Chieti, e col quale era statO' assieme a Monte 'C assino; altro compagno fu Salvatore T·o mmasi il· lustre medico. Dalle carceri di Napoli pa_ssò a quelle di Campobasso, dove il De Horatiis compose la maggior parte delle sue poesie, e dove quell'e~ucator e .entusiasmò cont.inuamente i suoi compagni d i sventura, e li educò al martirio. Ed uscito dalla prigione sopportò, con la feroce persecuzione del go· verno e della curia, il tempo più in.felice della sua vita, sino a quando F arcivescovo di Lanciano lo chiamò, nel 1856,
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ad insegnare nel seminario di quella fiorente cittadina d i Abruzzo. lvi insegnò sìno al 1862, nel quale anno ammalò di tisi, e morì l'anno dopo, essendo canonico parroco di Ortona. Sicchè la vita di questo educatore brillò a Monte Cassino, in quel cenobio al quale tanto debb ono le lettere, ed a ~anoiano nel patrio Abruzzo, in mezzQ a quel popolo glorioso del q~ale così brillantemente ci trama~da~o gli storici. l~tini: ed iu merito del quale sorse la formidabile lega tra 1 1VIars1 i Peligni, i Marrucini, i Frentoni ·e i Sanniti, conosciuta sotto il nome di guerra sociale od italica, i;1,nima della quale'furono i l\farsi. Narra S trabone (libro V) che per loro centro scelsero Corfinio e la chiamarono Italica, e Italia fo scritto per la prima volta sulle. bandiere dei popoli, in nome della civiltà ; e la guerra, d urata tre ·anni (89-91), fo tale, che. i Romani dissero: Chi val tanto da trionfar e dei Marsi, o senza di loro? Se di questa gloria va meritamente iìero ogni Abruzzese, chi può dire con qual animo Cesare De Horatiis insegn~sse questo glorioso passato, e con quale a1·te ne prendesse 1 entusiasmo per educare i suoi discepoli ad effettuare la redenzione dell'Italia ? E , ì1el periodo d'inazione che passò, dopo :Monte Cassino prinia d i stabilirsi a Lanciano, compose l e poesie che dopo 50 anni vedono la luce. Sicohè discorrerò prima dell'educatore e poi del poeta.
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Cesar e De Horatiis fondava tutto il suo metodo di educazione sull' insec.rnamento di Dante. Egli considerava Dante, non solo somm~ poeta, il più aito tipo del .ca,rattere italiano, maes·tro di tutte le età e di tutte le genti, ma anche maestro non superato e forse impareggiabile ~ella nostra prosa. , . Molti dei suoi discepoli così educati combatterono per 1 m · dipendenztL d' I talia. Alcuni a Men tana, dove per l'appunto al conte Luigi R icci (del quale un sonetto composto sotto la scuola del De Horatiis si legge a pag. 168 del volume) morì ì
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LETTERA'r URA PATRIOTTICA
un fratello, sicchè, per. il duplice dolore di quel giorno, emigrò in Inghilterra. Ivi divenne professore all'università di Londra, e da qualche anno fondò la « Dantè Society )> della quale oltre ai più grandi sapienti inglesi, ed alla migliore nobiltà, sono membri principi e pòncipesse della famig).ia reale d'Inghilterra, e tra i membri onorari delle varie corti d'Europa, figurano le LL. MM. il Re d'Italia, la Regina, la Regina madre, e S . A. R. il duca degli Abruzzi. S icchè a Londra, dove già per opera d i un poeta di Vasto ebbe origine una nuova scuola estetica, affermatasi col nome di Preraffaellismo, è nascente una società, dantesca, che in nome di Dante diffonde la coltura italiana, e l'amore per l'Italia nostra. E questa società è istituita da ùn discepolo ai Cesare De Horatiis; il quale riconosce di' dover tutta la sua fortuna al suo maestro, e n.ei momenti più solenni delle ~ue soddisfazioni esulta ·pensando a quanto gioirebbe il suo maestro dei i·isultati, che egli deve .a lui.
* *·'.# In ql1anto alle poesie sono d'un genere tutto diverso dalia poesie di moda ai nostri giorni, che chi . J?leno capisce più esalta. Queste poesie s'intendono alla prima lettura, e si potrebbero paragonare alla musica dei tempi di Paisiello ri· spetto alla musica del \Vagner 'e del Bethoven , e dei loro seguaci che pòrtano l'arte sino all'abberrazione. Questa poesia è tutta estemporanea, quindi non è opera dello stento, anzi qua e là tradisce l'improvvisad1one, non sempre tanto felice da fare di ogni suo lavoro un esemplare di stile poetico e .di lingna Ma in tutti è qualche bellezza, in tutti ' è uno straordinario entusiasmo, che subito domina l'an~mo del lettore. In tutte queste poesie si manifesta un carattere unico: dell'educatore, che espone i suoi entusiasmi ai sùoi discepoli. Sicchè è la più propia poesia educativa per l'adolescenza italiana.
LE'rTERATUltA PATRIOTT ICA
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Ma poichè una parte di q~esta poesia fu fatta nel 1849, ~d una in carcere, parlerò distint amente delle due. Quella del 49, come ho detto, è la sola poesia d i quei te~pi su quelli eventi; e manifesta il De Horatiis quale st~d1os? di Dante. Quest'uomo, che come sacerdote e maestro e urmlissimo, appare· iu questa poesia arditissimo, tanto_~a fa~si O'iudice persino del papa. Onde il professore d'Ov1d10 dwe :ella prefazione, eh~ una parte del su?~esso ~eritato nel_s:10 tempo, fn dovuto a quel sapore pohtwo d1 frutto pro1b1to che ebbero . Il qual frutto proibito era l'ardimento dantesco che non è da tutti di attingere da Dante. Il De Horatiis non pretese certo di elevarsi all'altezza del genio; m~ espresse sinceramente quello c]'ie il suo sincero amor di patria gli agitava nell'animo trafitto dalla ~ventura d i Roma e dell'It~1lia. I suoi sentimenti erano comum a tutta la generazione d'allora, ed.erano ferocemente repressi. Quindi avevano un sapore (benchè di frutto proibito). Ma tante altre cose che allora erano proibite, ed oggi. non lo sono, non hanno nessun sapore. Ed il d'Ovidio, che del De Horatiis è caldo ammiratore. sostiene meritamente che egli ebbe sapore. Se non che ~on tutti, come il d'Ovidio son capaci cl~ far distinzione tra il sacerdote ed il poeta; qualcµno anz1 mostra d'ignorare quante invettive ha Dante per i papi, e per la corrotta Chiesa. Ora questo poeta fuggiasco da Monte Cassino, in qnestì sonetti si presenta al lettore come, se nell'agitazione del suo dolore avesse gridate;>, dal più profond~ dell'anima: o Dante Dante, che d ici di questa sorte, a chi fidava di aver salutato la redenta Italia? E nei sonetti, pare che da sè stesso, in nome di Dante, a tale domanda risponda col fare un giudizio severo degli uomini colpevoli di quei disastri. Dant e3camente severo, perc:hè dantescamente il De Horatiis amò l'Italia. Esemplare tra questi sonetti, e che cont iene una vera divinazione, e la fede nei distinti d'Italia, è quello a Brut o.
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.LETTERATURA PATR:OTTJCA
BRUTO.
1.
Chi mi sveg·lia dal sonno della morte ? Cb i sopra l'urna m ia gavazza e danza? Chi, lieto del sorriso della sorte, Vien de i mort i a tnrbar la sacra stanza'? . 2. Chi della mia città _r uppe le porte? Chi le sue vie con barbara e:,u ltaoza. Va scorazzando, e insulta al popol forte Che tu tte g·ent i di valore avanza'! 8.
Oh! g ioite, o Francesi, la vitto1:ia È tu tta vostra; e in R01rn.1 ·av er !"audace Follìa domata è ancor vostra la gloria. 4.
Questo però scolpite ne la mente, Che ne la tom ba; ove hau ri poso e pace, Kon si destano i Brut i impu nemen te.
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LETTbRATURA l?ATRIOTTlC,.\
catare e poeta. E dopo aver considerato che nella cupola di Monte Cassin<;>, oltre. alle pitture dei miracoli di San Benedetto, sono dipinte in forma allegorica le virtù cristian_e, tutte sirnbole()'()'iate da donne, meno una, lo Zelo; conclude 11 Campolieti: Sicchè è scrit.to nel linguaggio della pittura, c~e · « San B enedetto, con l'ardore della sua fede, eresse un tempio « alle virtù cristia ne, e quindi alla donna ». E conclude il capitolo con questa sentenza : « La donna è l'arte, dove l'arte « è l'amore, e l'amore è fede >> . Fan bella mostra tra questa poesia della prigione alcuni sonetti agli uomini illustri, o come oggi si d ice, al Genio. Ed è bello vedere che prima della bibliografia sor ta i11 que~ti ul: . timi anni sul genio, sorse, in un carcere, una poes1a d1 ammirazione per i benefattori dell'umanità: Di tu tta questa poesia da.rò per saggio un sonetto ad Abd -E l-Kader'. ne~ quale il poeta espresse i suoi, frementi d'amor d1 patria d1 un prigioniero.
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Ano-Er,-JC~DER
(NEL C ASTELLO
n'Eu).
I.
Ualtra poesia è quella fat ta iu carcer e. I n parte ebbe lo scopo cli consolare i compagni di sventura èhe gli chiedevauo versi, da mandare alle loro famiglie per consolare i parenti della loro sorte. Sembrano un canto di un uccello in gabbia, che taccia tutto il dramma delle sue sventure. E il De Horatiis doveva tenere ignota la sua sorte alla madre, che ne sarebbe morta di dolore! . Tra tutta questa poesia, merita menzione una canzon.e per nozze all'àmico 'l'osti, e diretta alle doime d'Itali~i. 1.Jt delle più. belle; e molto commovente è il pensare, ch e, diretta alle spose dei redentori d'Italia, dopo 50 anni vede la luce sicchè alle figlie di coloro .che dov<wano conoscerla, ora madri a110h'esse, chiederà il g iudizio del suo valore, tanto u~lle relazioni còn lo stile leopardiano che nel dantesco amor di patria. TI Oampolieti studiò in uno speciale capitolo quale efficacia ebbe Ja donna nella vita e nell'opera di questo edu-
Chi mi costr inge di r itorte il p iede? Chi rinserrarmi ard ia fra ques te mura? Chi vieta della m ia selvaggia sede . A me l'aura spirar libera e pura? 2.
Qui la mia faccia il Simuon non fiede, Nè d' nn membro di sa bbia il ciel si oscura; Tigri e leon qui non affronta e vede La mia 1rnpilla impavida, secu ra. 3. Oh s ' infranga quest'orrida catena!
Mi si renda i l moschetto ed il destriero, Ch' io r ivegga del Sahara l'are1ia. 4.
Jo nun invidio al mio nemico il soglio, Non g-1' invidio de l'Africa l' i_mpero, Ma il mio deserto, il mio aesert.o, io voglio! 7 gennaio ·1852. - La notte. 57 -
ANi\0 \LVJ I.
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J,ETTURATURA PATRIOTTICA
In complesso questa poesia ha il merito di rfohiamar ci ~ olt felicemente al tempo nel quale fu scritta; e, ci fa notar~ q~anto i _tem~i nostri son mutat i e per gusti estetici, e per gli entus1asm1 popolari nei quali s~ nutre la poesia. Perchè in sostanza, ciascu n poeta, col suo linguaggio e col s .:;o stil; parla un linguaggio ed uno stile di tutti che è, quasi direi, la musica dei canti lirici e popolari, sicchè imperfettamente è dato d i giudicare di una poesia scompagnata dal canto e da tutti gli elementi coi qua li armonizzava per esser poesia. Ed a tal uopo, io ricordo che visitando un mio colleaa all'ospedale militare, costretto a letto da dolori reumab;i trovai. che t:'a i libri a~eni che avea scelti per l eggere, er~ uno d1 poesia barbara d1 uno dei tanti imitatori d i chi h11, rimesso in onore il metro antico. E parland.om{ d elle impressioni di quella lettura, tutto lo sdegno di quest' uomo d'azione costretto all'inèrzia, si riversò contro il poetucolo. E, sfogliando le pagine del volumetto, como un maniaco, mostrava. gli squarci, dicendo: Ma senti che roba! ma, quando sei andato a caccia di sillabe, e non le trovi; vai a caccia d'accenti, e ti sperdi, vuoi considerarla prosa stentata, e trovarv i un pensiero (non dico un sentimento ed un entusiasmo), un pensiero, e non lo trovi ! E lancia~do quel volumetto sul tavolino da notte, protestava contro l'aberrazione dell'arte nella quale eravamo caduti, preterendo mille volte la ingenua schiettezza nativa della poesia italiana. e popola.re. Quel mio stesso collega è ammiratore di questa poesia del De Horatiis. .
* ** Ma l'opera più b ella di qnesto educatore è la vita. II d'Ovidio elogia molto più le pagine del Campolieti che le . queste pagine hanno il merito di aver dato alla' poesia poesie; quel complesso di elementi che si potrebbero dire la musica di quel tempo. Io sono amico del Campolieti, dai nostri anni giovanili, quando ci trovammo sottotenenti ad uno stesso reggimento.
I.ET1'EHA'rllttA l'ATtHOT'l'lCA
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E sempre con piacere ricordo il suo amore per lo studio, il suo caratter~ g iovialissimo diventato poi pensoso e pos· tico. Ricordo sopratutto l'esortazione che faceva ai compagni, perchè occupassero la vita in propositi che si riferissero ad un avvenire, e che procurassero una conoscenza degli uomini e dei tempi, affine di preparar loro un bene. E lo stesso carattere della sna Yita g iovan ile diede a quest'opera: d'esortazione alla gioventù militare. Perchè si legge, sin dal principio (a pagina v) ch 'egli scrive tutto invaso d a un portentoso amore ch'egli ha bisogno di confidare al lettore. ludi segue : Questo amore è amor di patria, è ammirazione dei martiri nostri, è volontà di cooperare per quanto posso a rendere migliore l'avvenire dell'Ital,ia . Me felice, se potrò riuscire in virtù della sua sincerità ad infiammare te pure, e a lasciare la penna che oi;a. ti brama, p er stringere la tua mano d'amico, o lettore, ed associarla. alla tua in un'opera di preparazione nel migliore a vvenire cl ell'Italia nostra! Parole che sembrano rivolte esclusivamente a lettori militari, da un militare, e che sarnbbe sventura di lasciar per· dare. E ropera del Ca mpolieti si chiude con una conclusioue, che sot.to il velo di una storia estetica, innalza un inno al lav.oro della redenta Italia. Io ebbi la sorte di leggere, mostra.temi dall'amico, le lettere mol to lusinghiere ohe il Campolieti ha ricevuto dal Carducci, da P. Villari, da Gaetano Negri, dal Fornaciari e da giovani scri ttori come Benedetto Croce ed il Cesareo, belle speranze della letteratura italiana. A.lcune di queste sono di un entusiasmo senza riserva, altre notano un difetto già scorto dall' Ovidio nella prefazione. E i è, che il compilatore, in questo primo lavoro, sul principio si mostrò imbarazzato della scelta dei materiali numerosissimi dalla sua diligenza raccolti . Pare in talune parti preoccupato che qualcuno avrebbe potuto rimproverargli di n on aver dato tutto quello che poteva, e che altri avesse potuto raccogliere spigolando più di quello che egli non avesse saputo fare mietendo in un campo vergine.
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Ma questo fall o, a g iudizio dello stesso .d'Ovidio, non è grave a segno che, nel giudizio complessivo del libro, scompare. Ha il male di essere al principio, e siccome sono molti i libri che stancano alle prime pagine, un autore dovrebbe ottenere un'efficace brevità, sempre al principio dei suoi lavori, come lo stesso De Horatiis diceva agli alunni: Siate efficaci in principio, sonnecchiate pure nel mezzo, ·tuonate alla fine. Il Campolieti studia instancabilmente da. parecchi anni, e questo è il suo primo lavoro. E uscire in campo con una opera lodata dai più competenti nostri maestri è compenso sufficiente per gli studi durati, e nei quali è bene incammiua,to. Posso assicurare che egli non si arresterà mai, e che molto farà iu bene della ltltteratura patriottica. Io mi auguro, che non un autore, con un sol libro ridesti le glorie del nostro Risorgimento, ma tutta una ·s cuola di giovani studiosi con un carattere italiano di costanza. e di ardire, tramandi gloriose tradizioni alle generazioni avvenir e che dovranno g iudicare della prima generazione della redenta Italia. AzzIMONT.C Capila110 nli 2• fanter ia
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N(rrE BIBLH)GRAFICRE
Generale G. Di S,HNT-0.ERGUES. - Studio sulla vita di Napoleone I. - Firenze, Società Tipografica fiorentina, 1902. Quale inesauribile soggetto di studio sono mai la _v ita _e le opern di Napoleone I! Senza contare l~ innumerevoli ~cntture venute in luce negli anni ohe immediatamente seg uirono alla sua caduta dettate tutte dal livore o dal fanatismo, in maggior parte null'altro in fondo che veri libell~ e per c_on~ seguenza, parziali e contrarie alla veri~à, quanti volu~1 s1 sono scritti di poi, quando furono pubblwate le Memorie da Lui detta.te a Sant'Elena e, per cura dell'imperatore Napoleone III, la volu minosa Con·espondance. Cionono~taute, proprio in questi ultimi anni sembra ess~r ~enuto d1 1:1-oda lo studiare Napoleone sotto ogni punto d1 vista, e precipua.mente dal militare. E la ragione è : che più lo si studii;t e più ci ,si accorge quanto ancora rimanga a dire di 'lui e degli in· seanamenti da lui lasciati. Il generale Di Saint,Cergues non intende col presente lavoro « di far rileva.re negli a;tti di Napoleono tutte le manifeatazioni del suo genio immenso, nè approfondirsi nelle sue meravigliose imprese guerresche >:. T ale non è il s_uo scopo; egli per contro vuole studiare l'uom? morale, ~< ~10~ i suoi principi, le sue doti, i suoi sentimenti, le sue opm1om sugli uomini e sugli avvenimenti; vuole vederlo alle prese colla r ealtà della vita e le sue necessità colla politica.; l'uomo insomma,, assieme di qualità o di virtù, di difetti e di errori ; spirito universale al quale nessuna gloria doveva mancare. nessun infortunio >>. n' militare, in via generale, preferisce studiare Napoleone come condottiero di eserciti, e il motivo ne è evidente. Il
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NOTE BIBLlOG RAFI CHE
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NOTB Hllll,lt)0RA P'JCHE
Di · , mi. · dSaint-Cergues . .invece trattò di un argo'mento, se cosi e . ato espr1merm1, . ·ancor più elevato ·, voli e f rugare -nella r,s~~he. n~pol~omca, e, p~r quanto possibile, metterne a nudo gh mt1m1 atti, le mol(e 'ms~mma della sua azion e. Soggetto .' · lcome l'ognun vede, d1 capitale importanza· · , e, come ben r1eva autore « un problema complesso, ed ·uno studio che anch_e s~nz~ ~ondurre ad un risultato apprezzabile, conserva una 111 vmc1b1le attratti va, perchè è così multiplo e luminoso ' che manda luce da ogni lato » . N~l fatto riuscì all'esimio generale di scrivere una mo _ ~-r~fìa ~ffrente il massi_mo interesse, e che, à nostro avvi::. ntrne il suo mento capitale dal fatto , ch'eglt. att'ncl · · . . ,1 0 e unrnamente alle fonti delle ?pere e delle parole autentiche di Napoleone. Certamente egli n on dice, ne' pote', ·d·. ue· molte cose nuove, _e non tutti i suoi apprezzamenti sono accettabili senza ... eh e ' f ·riserva; d · taluni anzi sono molto d iscutibi·1·1, ·ma c10 e · uon ubb1~, è che l'autore h~i· fa tto quant'era in suo pote;·e per formre _un' idea la più esatta possibile del] a grande fii:,ura napc,leomca basandosi solamente sopra guanto Eo·li ha detto, ha scritto. · · "' . ~ o_n_ ~i è dato, anche per non oltrepassare soverchiameu te 1 lu:~:ut.1 imposti ad una recensione, di esaminare minutamente le singole parti del libro; tuttavia qualche brano di esso ha attratto la nostra attenzione in . modo speciale e ci sia concesso diirne un cenno. A nost~·o ~a:·ere le pagine c_o·n sacrate a llo studio di Napo· do leone m1z10 d Il dall · . · ·della sua carnera militare , d uran t e 1·1 peno e a nvoluz10ne, fino all'apogeo della sua fortuna (1812 prima 1della campao-n·i · ) sono t utte bellissime: · · · . o ' di R :vt1ssia LJa' stona d_ella n voluzione francese, sommariaµiente r iassunta, è trac· mata c_on m_ano maestra; e pure compiu tamente riuscita è la m~~sa 1_n evidenza delle doti di fierezza, probità e. magnani ~tt.a ~1 ?uore possedute · da Napoleone, nonchè di quella ca:~ttenst_1ca del, suo sm~dato bisogno di essere occupato. E .,, i usta Cl pare l affermazione che sin dal momento in cui il gen:rale Bonaparte fu nominato coma,ndante dell'armata d i Italia « non rimanessero in piedi ehe un gemo · immenso ,
un'ambizione senza limiti e l'amore per la sua famiglia ». Fors.e n uoce alquanto a questa che chiame'r emo prima parte del suo lavoro, l'aver ommesso interamente qualsiasi cenno intorno alle campagne di guerra svoltesi in quel fortunato periodo. Pur astraendo dal considerare Napoleone come guer· riero, ci pare che uno studio profondo delle relazi0ni di Lui co' suoi marescialli, cogli imperatori e re e colle supreme au· torità dei paesi conquistati, fosse molto acconcio ad illuminare parecchi lati della figura morale di quell'Uomo così straordinario e sempre interessante. Per vero dire, qualche accenno ai ràpporti di Napoleone co' suoi generali lo si trova nel libro, ma l'argomento è appena sfiorato, mentre siamo d'avviso ch'era meritevole d'essere approfondito. La seconda parte del libro, riflettente la vita di Napoleone dal 1812 al 1815, pure assai notevole, non t occa forse a quell'altezza che, sopra, come di giustizia, abbiamo n otato. Ma ci rendiamo perfettamente conto della d ifferenza. L'Uomo con tutte le sue buone qualità, con tutti i suoi difetti ed errori è già stato stud iato e messo a nudo, e d'altra par te quasi insuperabi~i appaiono le difficoltà per anatomizzare la psiche napoleonica dal momento in cui comincia· il periodo discendente della fortuna di Lui sino a guello della completa catastrofe. L'autore sembra accetti quanto intorno alle cause della ca· duta di Napoleone ebbe a scrivere il maresciallo ".Vobeley nel noto suo l[bro (1), e cioè « come Egli, durante gli ultimi anni della sua carriera, andasse sogg·e tto ad eccessi pe1,iodici di una malattia non ben nota, che si manifestavano con delle crisi di l eti1rgia, accompagnata qualche volta da dolori acuti e che possono dare la spiegazione della quasi momentanea cessazione della sua meravigliosa facoltà di chiara e pronta decisione in alcune circostanze critiche deHa guerra, tanto che sembrava abbandonasse momentaneamente tutto all'azzardo». Col '\Volseìey egli ricorda « che se il generale còrso che combattè a Rivo\l i avesse comandato l'armatit francese quando
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NOTE BIBLiOGRAFICilE
' essa passò la Sambra nel 1815, il d tica di. W ellingtoi;i. non avrebbe aggiunto Waterloo a lla lista delle sue gloriose operazioni militari ». E .no~ato i. meravigliosi succes~i riportati sempre da quel Gemo immenso fino al 1812 e come a partire da quell'anno tutte le campagne in,traprese terminassero disastroc..-;.mente, soggiunge : « Nel 1812, Egli perdette in Russia quasi interamente il più. bell'esercito che fu miii raccolto sotto le sue aquile. « Nel 1813 fu costretto di racco'g liere i resti di un esercito battuto d ietro le fortezze delle sue frontiere. « Nel 1814, le brillanti operazioni eseguite fra queste frontiere e Parigi ebbero per COI:lseguenza la .sua abdicazione e la sua relegazione all'isola d' E lba. « Nel 1815, rientrato in Francia, fu vint~ a ·Waterloo e mandato all'isola di Saut' Elena ove morì ». L'aut ore vuole rendersi conto delle cause di t ali cambiamenti nella fortuna che per tanto tempo aveva arriso a Napoleone. E così, pur non entrando nell'esame particolareggiato, è tratto a considerare lo svolgimento generale delle . campagne del 1812, del 18l3, del 1814, del 1815. Come è ovvio imma.ginare, questa sommaria esposizione dell'andamento generale di quelle campagne avrebbe dovuto mettere in chiaro il difett.o di energia e di deèisione in talune circostanze da par?e di Napoleone, difetto cui, almeno in pitrte sarebbero da imputarsi g li insuccessi patiti. Nel fatto l'autore si è sforzato d i porre in evidenza taluni momenti e situazioni strategiche nelle quali, a suo a,vviso, una azione più energica avrebbe condotto a risultati migliori dei consegni ti. ' Così per la campagna di Russia l'autore rileva le fermate di Napoleone a \Vilna, a Globokoe, a Witebsk e per la battaglia della lVIoskowa ricorda l'avviso di Wolseley che << se un attacco della misteriosa malattia di Napoleone non lo avesse col.pita nel momento il più critico della battaglia, forse quella g iornata l:larebbe stata una grande decisiva vittoria ».
NOTE BlBLIOG:RAFICE!E
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Sono, questi, i soliti appunti di cara~tere milit~re fat~i a Nap;leone per quella ,campagna, insieme ad altri, pur rilevati dal Saint-Cergues, e riguardanti la ammessa preparazione di un'eventuale ritirata; ma è fuori dubbio non essere facile g iudicare s11 e fino a qual punto tali appunti abbi~n? una reale consistenza, tanto più essendo gli sè;essi che s1 ripetono sempre anche dopo la confutazione del Gourga.ud, la ·quale sembrerebbe esauriente. . . Per la campagna del 1813 l'autore scrive che subito do~o la battaglia d i Dresda, Napoleone fu colpito dalla malattia che lo affiio-o·eva, « fu . ricondotto a Dresda, e non potendo più eccitar:"l'entusiasmo dei corpi che inseguono il .nemico, si insinua.no in essi l'indecisione e la fiacchezza; 1 mar escialli. sono lasciati senz'ordini, e tutto essendo in balìa dello azzardo non è datò raccogliere i frutti della vittoria. Senz~ di ciò chi può asserire che gli alleati non sarebbero stati costretti a capi'tolare? » · _ Noi non dividiamo interamente questi apprezzamenti dell'autore. La campagna del 1813 (2• periodo, al!o spirare d~l,·l'armistizio di Phisswitz) per noi rappresenta 11 modello pm istruttivo della guerra d'armate odierna. Le disposizioni prese da Napoleone per l'ini.zio delle nuove osti~ità costit uiscono u.n esempio che sarà mai abbastanza st,~d1ato. La fortun~, è vero lo tradì; ma i rovesci che segmrono alla battaglia di Dre~da non ci pare sieno affatto imputabili a Napoleone. Noi non ce la raffiguriamo una gnerra d'armate, come quella d 1 1813 condotta sulla traccia d i quanto fece Bonaparte n:l 1796'. E nel 1814, ricondotte le poche forze, di cui Napoleone di::-poneva, press'a poco alla prop.orzion.e di q~elle che comandava nella sua ·prima campagna m Italia, vediamo tali sprazzi del suo genio, comb~na.ti c~n tali atti di smisurata energia ed audacia da meravigliare il mondo, per quanto da luno-a mano già abituato alle più grandi sorprese da parte . di quel gran capitano . Eppure si t~atta _di una _c~mpagn.a d' inverno e che si svolge in una s1tuaz10ne politica e militar e dell~ più terribili ! Eppure quel gigante, in condiz~onì tali .che non potevano non esercitare una massima e pessima
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NOTB llll~LlOGRA FICHE
NOTE JJ!llLIOGRAJ'lCBlt
influenza sul mora le e sul fisico di lui, ci appare tanto· o-rand0 t anto energico quanto nella campagna del 1796 e ,°e assai : '. .. . prn _ove si pongano a raffronto le due situazioni così differenti del 1796 e 1814. Anche per la campagna del 1815, il Saint-Oercrues s'ac· , costa. all'opinione di coloro. che l'insuccesso delia :edeEma asor,1:1ono ad un certo _accasciamento delle forze e dell'energia dell ·imperatore. Ma 11 fatto è, che Napoleone montato di nuov~ su~ tron~ spiegò la più. febbrile e intelligente attività per nordmare 11 paese e l'esercito, e ùhe il piano della campag na è da tutti riconosciuto un vero capo-lavoro.· Ohe durante l'esecL:zione d~l. medesimo siansi verificati deplorevoli ~ont~~ttempi egra.vi: :nco~venienti è pure assodato, ma non e all imperatore, e ai suoi generali che siffatte manchevolezze sono imputabili. E ffettivamen te sarebbe.. bastato che al posto di Grouchy :i fosse stato il Murat delle camp~gue del 1~05 e 1806, e 1 esercito prussiano non sarebbe. sfuggito alle n:erche della sua ca.valleria, e, pt,r conseD"uenza Bhicher non s1 sarebbe riunito a. Wellington, e non°avrebbe deciso della -battaglia di Waterloo. Del resto, è ben lontano da noi qualsiasi intendimento di muovere un ~PPL:ntc. all'autore per aver accolto quanto generalmente s1 scrive intorno alle probabili e varie · cause di ~ovesci patiti da_Napole_one nelle ultill).e sue campagne. Oe:tament~ fanno 1mpress1011e le p9che righe, sopra riportate, co~ c~1 l'autore seppe così bene riassumere ì sinist,ri risultati di quelle guerre; ma al postu tto esse non r ispecchiano se non la verità. . Noi ci si~m? alquanto iudngiati su questo tema, p~ rchè .s iamo c~nvmt1 che nel considerare la figura di Napoleune -:-- e sp~01almente nel periodo discendente della sua fortuna, 1mport1 assolutamente di scrutare minutamente,.e senza sciudede, nella sua opera mili tare e politica. Allora anche astraendo - e non lo si può fa.re - dal fatto che non si conduce la g~erra nello stesso modo con un piccolo esercito e con uno ~1 grossa mole, apparisce evidente che ben differente doveva essere _la condotta di guerra del generale còrso e dell' im-
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peri;t-tore. Il primo poteva giocar tutto perchè t rattavasi di realizzare il suo sogno di divenire il Capo della Francia; il secondo, dopo il 18.L2, lottava come un leone ferito per mantenere la sua poténza, per assodare la sua dinastia. Si potrebbe obiettare che gli stessi motivi debbono valere anche per le guerre imperiali del 1805-6-7-9 cotanto fortunate; ma la fortuna gli arrideva costantemente, e il manto della vittoria ha coperto le manchevolezze e gli errori commessi in quelle campagne. D'altra parte la guerra di Spagna e i ghiacci della Russia avevano distrutto quell'esercito fo rmato sulle spiagge dell'Atlantico e col quale Napoleone aveva compiuto le più mirabili imprese. Gli eserciti del 1813-14-15, sono per la maggior parte costituiti da reclute e i comandanti le grandi unità, quasi tu_tti marescialli dell'impero e fatti ricchi da Napoleone, agognano, dopo tante guerre e. tanti pericoli superati, al · riposo e al godimento delle am· · massate ricchezze. Del resto anche il Saint-Cergues ha sentito la necessità di non poter sorvolare, sia pure' con cenno sommario, sulle campagne di guerra degli ultimi anni dell'impero, e il riassunto delle medesime non poteva essere fatto in modo migliore. E ben a ragione ne deduce che le guerre di Spagna e di Russia sono due grandi colpe di Nàpoleone, e che se furono il suo genio e la sua ambizione ohe lo portarono a cingere la corona imperiale, fo la sua smodata ambizione ché lo trnsse a perdere la corona ed a morire . a Sant'Elena. , L'ultima parte della monografia in cui l'aut ore parla di Napoleone a Saut'Elena e ritrae al vivo talune delle doti e qualità di quel Gran de, è pure oltremodo rimarchevole e interessante.
** * Prima di terminare, vogliamo rilevare un'opinione del Saint-Oergues, espressa nelle prime pagine del suo bel libro, e che è accettabile o no, a seconda del punto d i veduta da cui si parta.
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NOTE BIBLI OGUA FI CUE
. « ~ on è _ solo, egli scrive, come genio guerresèo che egl( si rilevo, ma ben più anoora, e con luce più vivida, splende intorno al suo nome la face della gloria .per q uanto s . neIl' an d amento della società civile » E se ~~ concepire 11 1 . d. . d. N . ne appe . a a g~u 1ziLo 1_ J: apoleone stesso che d1t Sant' Elena scrisse _cosi : !< a mia gloria non è di aver vinto quaranta battaglie, Wat~rloo cancellerà il ricordo di tante vi ttor· . . l' I . ie' e~~o e come _u timo atto che fa dimflnticare i primi. Ma cio c~e n?n s1 cancellerà mai, ciò che vivrà eternamente s?n~ 11 ~mo codice civile, sono i processi verbali del Cons1gl10 di Stato ».
Per noi, v!':'ranno eternamente contorniate di gloria e la sua opera militare e la civile, e il suo genio_, splende, alm~no, della stessa luce, e nell'una e nell'altra. Per la, Francia po1, furono le vittorie dì Napoleone che la fecero tant~ gr~n~e e, _se be~ si ri~ette, ~uello che ò anche al presente, polche le 1de~ di c?~qmsta, d1 superiorità, di spirito militare, tuttora dommant1 m quel paese, ripetono 1a 1oro or1gme · · . , precipuamente da Napoleone, s'incarnarono in esso_ e furon; la sua ro~rina - e per lui nell'intera :.H'rancia. L autor~ poi crede che Napoleone fosse sincero quando proclamava 11 cedant arma togae. Noi invece siamo convinti che se lo fu, fu solta~to perchè nelle su~ mani era pure il supre~o coman~o 01vile . e sentiva ohe il suo genio lo met· teva m grado d1 e::lercitarlo a sno talento. È fuori dubbio che anche per 1ui « la guerra non fu uno scopo » ma non f~1 un mezz?, come egli ritiene, per l'espansione e la propaO"az10ne delle idee e dei principi della rivoluzione, ma sibb:ne ~1n mezzo per attuare le sue idee di dominio del mondo intero. . E questi rilievi provano una volta ancora, se ve ne fosse b~sogno, a ~uant~ e ditfer~nti _g iudizi possa dar luogo l'opera ~1 quel geUio cosi s_t:aordma~10 che ·eccelleva sopra tutti in qualunque ramo militare o civile cui si applicass~.
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Da. quanto siamo andati dicendo fin qui, è agevole arguire che noi, pur dissentendo dall'autore in pa1·ecchi ·punti, senza la minima restrizione non possiamo se non encomiare vivamente la notevole monografia del Saint-Cergues. Frutto di lungo studio, di diligenti ricerche, denso di pensieri, è di quei libri che vorremmo vedere . nelle mani. di tutti gli ufficiali . Per apprezza1:e al suo giusto valore il pre3ente lavoro, occorre indubbiamente la perfetta conoscenza della storia della Francia dai pri1,lli moti della rivoluzione fino alla caduta del trono napoleonico ; ma la maggior parte degli ufficiali sono abbastanza al corrente di quella storia e se taluno non lo è, da questo bel libro trarrà una spinta a studiarla.. E però conclndiamo: ben vengano di questi libri, i quali dilettano, istruiscono, promovono la meditazione.
R osse ALBERTO, tenente dei granatieri. - L'Africa Australe. Saggio storico. - Roma, ditta P aravia e C., 190~. Il R ossi riti ene che anche l'Italia debba essere potenza coloniale, e perciò « scopo di questo lavoro, · dice egli, si è di porre sott'occhio al lettore una piccola parte di tutto il complesso problema coloniale )>. Nel fatto, traendo occasione .dai clamorosi avvenimenti militari che ormai da tre anni vanno svo]O"endosi nell'Africa Australe, il Rossi ha giudicato op,:, portuno d i far conoscere la storia delle due repubbliche boere e delle altr a vicende storiche e militari risguardauti l' Inghilterra e la tribù nell'Africa del S nd, fino a qualche anno prima della guerra che tuttora si combatte. Pa.rtendo, perciò dal ginstissimo concetto di mettere in rilievo ropera colonizzatrice dell'Inghilterra in quelle lontane contr ade, il que· sito venne a complicarsi coll'altro riflettente i Boeri.
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N01'E IHllLIOORA FICIIE
NOTE BIBL.lOGRAF ICHE
A questo riguardo il Rossi nota l'ammirazione destata in tutto il mondo da quel piccolo popold dei B oer i che osò a.ffco n tare il grande colosso i nglese a d ifesa della propria indipendenza, offrendo poi le più splendide pr ove di valore collettivo e persona!~. Egli rileva che il pubblico sp~ttatore non poteva non appl audire; « e non solo applaudo anch'io, egli soggiunge. ma mi inchino r iverente dinanzi a tanto valore »; ma ... effett ivamente, malgrado le simpatie suscitate « giacchè sembrava che essi (i Boeri) com battesser o le leggendarie lotte del d iritto contro la forza », la ragione nella guerra attuale è dalla parte degli Inglesi o dei Boeri? Il R ossi risponde : « al lettore il giudizio ·s ugli avvenimenti che itnprenderò a narrare »; in effetti egli il suo parere lo esprime e ben chiaramen te, poichè si pronunzia sempre a favc,re degli Inglesi. L o scopo, pertan to, prò:6.ssosi dall'autore di vol~r r ichiamare l'attenzione sull' importante problema coloniale e singolarmente sn q uello che da innumerevoli anni agita l' intera Africa del Sud, al fi ne di mostrare la giustezza del concetto che lo move - della necessità odierna cl-all' espansione coloniale - lo por tò per la forza stessa delle cose a dar sempre. e in q ualsiasi circostanza, pienamente ragione agli Ing lesi, appor tatori per tutto il mondo di progresso e di civiltà. L'impresa assunta.si non era facide da· disimpegnare. Il Rossi, per altro, ha raggiunto molto bene il suo scopo ; resta per ò, a vedere se la uarrazione degli avvenimen ti da lui fatta risponda compiuta.meur.e alla realtà dei fatti, o tanto meno se non risenta del preconcetto, sebbene g iustissimo, che lo domina . Certamente, convinto com'egli è. dell'azione provviden ziale degli Inglesi nell'Africa Australe, non poteva non riuscirgli assai difficile anzi i mpossibile, il separare nettamente la ragione dell'Inghilterra da quella dei Boeri. È ovvio che partendo da ll' intima convinzione essere encomiabile l'opera i nglese, ne veniva neèessariamente di dover dar torto alla causa b,oera. Cosi il Rossi è tratto a neg are che esista per i Boeri nna q uestione di libertà e di indipenden za, e non si perita di af-
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fermare, a conclusione degli avvenimenti da l~i nar~ati : « che'. ~n primo lùogo, l'odio nutri to con_ cura dai Boe:1 verso g l~ Inglesi, non può essere g iustificato 1~ alcun_a man_1e~a, perch~ esso ebbe sua nuica origine e·sua u nica ragi~ne d1 e,,sere, n~l l'odio che essi avevano contro ogni legge imposta dalla_ civiltà, dal progresso; che, in secondo_ luog~, p~r tale ~dio _e conse<Tuente continua emigrazione dei Boen, ~li I~g~esi gu!dati ; spinti appunto da quella ~ivil~à eh~ l pn~l fu~gl~ vano furo110 con tinuamen te obbhgat1 ad rngrandni_ient~ d~ ' · · 1 tt · l e infine o-h ult1m1 territorio e conseguenti aspre o e, e 1 , . , ,"' . avvenimen ti narrati e la stessa g uerra del giorno d oggi sono il risultato della t estardaggine di un popolo c~e . alla . fine del secolo decimonono aveva ancora idee, costnm1, ideali del secolo decimosettimo, e non aveva perciò saputo . compren· dere l'enorme progresso che in ogni ma_nife::1tfl.zione della vita u mana si era compiuto in due secoli )). : Queste conclusioni suonano, senza dubbio, ~ssa1 seve~·e pel l boer o ma. esse sono una diretta cledu z1one dall espopopo O , Il 1 entre . ·one deo-li avvenimenti fatta dall'autore. qua e, ~ s1z1 o . . 1 t rno è copiosissima la letteratura esisten~e, spe~1e mg ese, lil o alla guerra boera e sullf~ sto~ia dei B oeri antece~ente all: g uerra attuale, ha ricorso per il suo pregevole lav~ro a poo~ì fonti - quattro sole pubblicazioni e tutte francesi (1), e co:s ltare proba' · d. ha scartato o non ha av uto l agio 1 ~onsn . . b'l mente perchè scritte in idioma a lui scouoscmto - altre o~ere ohe portano una nota ben ~i:ffer en te dalla sua. . Senza dnbbio la maggior par te d1 quell~ opere sono scntt~ con spirito partigiano e ispirate dalla passion~ d~l _mom~nto ' e per ò è strano il fatto che è proprio nei h bn rngle~1 _e h~ si trovano in particolar modo documenti, se . non _ uftioiah, almeno ufficiosi, a favore dei B oeri. Fra gl_i un_1 che da~ lato inglese non vedono so non inictui tà, e gl1 ~lt,n ohe tutti i torti ascrivono ai Boeri, vi è u n largo mar g me per color o
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Collezione de lla /lCl/ t,e de, (leux 11/ond s e <le lln /lev11,e !Ji-it1111·11iq'.'" ; b:Cl. 6
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N01'E BIBLIOGRA FICHI!:
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1'<)'1'E 81l!LI0G ltA F1CIIE
che v ogliano sceverare la v erità ; la qual~, come quasi sem.pre avviene in tutte le cose, è da ricercare nel giusto mezzo. Il Rossi, sia per i pochi libri consultati, sia per la sua del r esto giustissima e che noi cond ivid iamo - ammirazione per gii Inglesi e la loro attitudine ed opera e<iucatril·e, non ha stimato opportuno di approfo ndire quei punti . di principale controvversia - qua.li : la convenzione anglo- boera del 1881 e il conseguen te trattato del 1884; la scorreria del dottor J ameson, l'opera più o meno occulta del Cecil Rhodes, ecc. che pure costituiscono il v~ro nodo della questione. Del r esto, questo osserviamo non per muoverglienè un appunto ma soltanto per dire come n el SL\O libro realmente stanno le cose.
D opo tutto ciò che sopra abbiamo detto, per esporre gli intendimen ti dell'autore e forn ire un'idea generale doi pensieri s volti nel libro e delle conclusioni cui ha creduto poter venire, non è il caso di scendern ad un particolareggiato esame del suo accurato lavoro. Valgono perciò poche r ighe. Ad un cenno geognifico delhi r egione - invero . troppo sommario perch~ si limita quasi esclusivamente a poche notizie sulle catene montc1,ne e sui fiumi principa.li - il Rossi con molta diligenza e chiarezza traccia l'intera storia del1' Africa Australe dalla scoper ta del Capo fi no al famoso raid del dottor J ameson uel 1896, inclusivamente; ossia la storia delle varie lot te sostenute dai Boeri fino all a costituzione d elle repubbliche boere del Transvaal e dell'Orange e delle guerre degli. Inglesi coi' Cafri, cogli Zulù e coi Boeri stessi. Con opportuno accorgimento il Rossi ha d iv iso cotesta storia i n vari periodi di tempo : dalla scoperta del Ca.po all'anno 1815 ; 1815-1854; 1854-1884 ; 1884-1886; periodi svolti in altrettanti capitoli, cu i è aggi unto uno speciale, consacrato alla Chartered. Vivamente deploriamo che l'autore a bbia terminato il suo _lavoro colla narrazione degli avven i menti a t utto il 1896. ~ appunto dalla spedizione del dottor
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Jameson, ch'ebbe così triste fine, che comincia la tension~ nei rapporti anglo-boeri. Tensione durata per oltre due anm in continue trattative e che finalmente condu~se all_a gue:~a attuale . Il suo già ottimo libro avrebbe ~cqmstato m preo10 ·nutamentè avesse esa.mma.to codeste trate valore, ove ml tative. · · t Noi francamente non possiamo se non _a mmirare qu~s _o . . ffic'ale che framezzo alle diuturne cure del serv1z10 giovine u 1 . . . . ,· . ·1 t la volontà di ded1cars1 a studi stonc1 sen trova 1 empo e d l ed. importanti. Egli ritenne che a giudicare equamente_ e conflitto anglo-boero fosse necessario avere esatt~ noz1?n e dei precedenti avvenimenti; si è_ so~barcato ~L fat1c~so co~i pito di farli conoscere e vi è rmsc1to egregi~men te: Che criudizio sia forse, troppo sfavorevole a1 Boeri, nul~a . él' .d 1 n too-he suo o , , importa, poichè suo apprezzamento m ivi ua e e no o affatto merito al libro. . Augurando al R ossi che il suo bel lavoro t~ov1_ _la1~ga diffusione fra i nostri ufficiali, notiamo ancora eh egli. scnve ·1·ta' e correttezza ed anche questo non e poco. ' b ene, con f:ac1 1 A
Manualetto di agrari~ per il soldato .ita-11· mento industnale Calzone-Villa, Stabl liano. - R oma, 1902.
Prof.
EànLW LA~ZA ,
È questa'l' opera che fu pr escelta dal minist~ro dell~ guerra, . ·to 1 concorso per un manualetto di agraria ad uso m segui a , . . . 23 t del soldato, bandito con Decreto mrn1stenale del otobre 1890. , . · d' · t . f' l'idea d'introdurre nell eser cito corsi is ruSe o tt1ma u . . t d 11 . . non meno ottima fu quella del mm1s ero e a . . z1one agraria, di bandire un concorso per un opuscolo che r~cor. · guerra . , tardasse al soldato l'istruzione ricevuta e g 1i giovasse, n ' nato alla propria casa, a migliorare _la sua. arte; la quale, come ben dice il professore Lanza, « m ogni tempo e presso . 58 -
AN:-0 Xl,\'JI.
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NOTE BlHLIOGRAflCJ-JE
NOTE BlBLJOGRAFIOHE
tutte le nazioni civili, fu considerat~ come la nutrice dei popoli e la madre delle industrie ». La preferenza accordata dal ministero della guerra ai lavoro del professore Lanza attesta già ad esuberanza del suo :alore; cionoqo~tant~ ci sia permesso di dire poche parole mtorno al mento d1 quest'opera importante. \ · L'autore non si è limitato a parlare delle piante, dei terreni, della loro lavorazione e concimazione, della viticoltura e vinificazione, della coltivazione deil' olivo, della o-elsiculliura e bachicultura, della frutticultura, dell' indusrria del bestiame e dell'orticultura, argomenti tutti di cui il soldato-contadino è abbastanza conscio, ma nella trattazione dei medesimi è partito dal principio che l'antic·a agricoltura, basata sull'empirismo, più non risponde ai bisogni dei tempi moderni. Perciò ha richiamata l'attenzione verso l' agricoÌtura razionale, fondata sulla scienza e sulla esperienza; e così dimostra al soldato che se molte cose sappiamo far bene, ve ne. sono pure moltissime che si devono corrego-ere o o caro b1are. · -.! Qui è il vero merito del presente J1!lanu,ale, rispondente compiutamente allo scopo cui si mirava coll'istituzione dei corsi d'istruzione agraria per il soldato, e che gli sarà di grand~ ut ile ....:.... come del resto, a qualsiasi agricoltore, sia proprietario, sia affittuario, mezzadro od operaio -agricolo o~e intenda, poi, accingersi seriamente all'opera riformatrice. Il libro è scritto co.n linguaggio piano, facile, intellio·ibilissimo da chiunque, ed è illustrato da molte figure, noi ci auguriamo che trovi larga diffusione nei nostri agricoltori, come non dubitiamo che sarà il vade-m.ecum dei nostri soldati, e sotto le armi e - sopratutto - quando ritornano alle loro case.
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L'armée à travers les ages (t?·oisième ~erie). - ~es mé~~ir~s. ( Conférences f aites en 19 OO à_ ~· Eco~e. s~écnale militaire de Saint-Cyr). - Paris, Librame m1hta1re R. Chapelot et Q_ie , 1902. A suo tempo abbiamo reso conto delle precedenti due :Serie di questa pregevole pubblicazione, comprendente le conferenze fatte alla Scuola di Saint-Cyr nel 1898 e 1899. Questo terzo e ulti~o volume della serie, ora venuto in luc':, non presenta minore interesse di quelli che lo ~re~~de~tero, ~ .come in quelli, le conferenze sono dettate dai pm rm~mat1 storici della Francia, professor i di università o membri dell'accademia francese o di quella di scienze morali e politiche. Gli autori delle conferenze del 1900 hanno studiato le Memorie, ossia .la fonte più. preziosa da consult are per farsi un'idea esatta di ciò che furono i costumi e gli usi dell'eser.cito dai tempi più remoti fino ai nostri giorni. Il signor Guiraud vi studia il soldato greco e ròma~.o: servendosi dell' Anabase di Xenofonte e dei Cvmmenta:l'i di Cesare. Il signor Lehugeur ha fatto uno studio. complet_o e .assai notevole sul Gan:zonie1·e di Roland, ritraendo al vivo le istituzioni, le idee, i costumi dell' x r secolo . e facendo rivivere una bella fase della vita nazionale francese. Il signor Coville s'occupa dei cronicisti più conosciuti del medio evo -che sono i soli dai quali si possano attingere notizie su quell'epoca, e il signor Gebhardt dei cro~ic~sti "del Rinascil':1-ento e sovratutto dei curiosi commentari di. quel soldato d1 ventura che fu Blaise de :M:ontluc. Il signor Lehugeur passa in rivista le numerose Memo'rie, riguardanti i tempi di Luigi XIV, lasciate da militari e non militari e specialmente dal SaiutSimon. Il signbr Cbuguet commenta le Memorie della Riv~luzione, scritte dai genernli che combatterono _dal 1792 al 1790, -e il signor Vandal le innumerevoli memorie inspirate dal_l'epopea napoleonica. . · . La conferenza del signor Ra,mbaud sopra 1-ibclel.J(ader e molto interessante. A d ifferenza dt,lle altre conferenze Je
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,:,IOTE l!IBLIOGRAFlOHE
quali non scendono mai ai particolari della storia, in questa è narrata minutamente là vita politica, religiosa e militare del famq_so Emiro, in base agli scritti di lui e alle memorie del suo tempo: L'ul~inia confere~za dovuta alla br~llante p_en~\ dell'aocadem100 Sorel - 11 Romanzo -- contiene belhss1me pagine sui principali romanzieri del x1x secolo, Balzac, Alfredo De Vigny, Merimée, Stendhal ecc., che larga parte hanno fatto. nelle loro immaginarie scritt.u re alla vita militare. S'intende da sè che queste Conferenze fatte non solo per ricordare ]e memorie del passato, ma essenzialmente per formare il cuore e la mente di giovani allievi-ufficiali, sono scritte dal p unto di veduta francese, e non occorre dire che i personaggi eminenti che le hanno dettate hanno saputo disimpegnare il còmpito addossatosi da par loro. E però segnaliamo ai nostri allievi-ufficiali ed ·ai giovani ufficiali questo rimarchevole opuscolo che, sebbene scritto per la gioventù francese, riuscirà pure ad. essi molto utile e dilettevole.
vVIR'l'H, capitano nel 15° reggimento di fanteria sassone. Tak· tisches ·Handbuch. Mii Tabellen, Zeichnungen, Skizze uncl Sachregister. (Manuale tattico. Con tabelle, disegni; schizzo e tavola delle materie). 4• edizione completamente riformata e ampliata. - Berlino, Libreria L iebel, 1902. Il largo favore .col quale fu accolto in Germania il' lavoro del "\Virth, . di cui i n brevissimo tempo si seguirono l'uJJ. l'altra quattro edizioni, è la prova più manifesta del reale merito del libro. Il quale, iu base ai regolamenti e alle prescrizioni tedesche, ha per principale scopo di fornire, per le varie circostanze d i guerra, le necessarie i ndicazioni per la compilazione degli ordini. Ben s'intende; non vi si trovano nè schemi nè formule; con pretto linguaggio militare, quasi telegrafico, per i differenti generi di ordini vi sono notati i punti che debbono essere con templati. · ·
NOTE BlllLlOGRAFICHE
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Così il capitolo I tratta delle generalità, intorno agli or: <lini ed ai rapporti; il II degli Ordini per lemarcie; il III degh Ordini per gli alloggiamenti e bivacchi, compresi quelli pe_r l' immediata esplorazione e sicurezza, pel servizio dei viveri, per gli avamposti, ecc., il IV degli Ordini pel combattimento, · ossia per la posizione di ' aspettativa e per l'ammassament? delle varie armi, per la difensi va, per l'iittacco e per la_ ,t irata. Il capitolo V, infine, s'occupa dei principali pu~ti cli vista pe1· la conclQtta delle singole armì nel com?atlim_ento; e però è un succinto ma chiarissimo trattato di tatt ica applicata. · . . Se si ,considera che le prescrizioni e norme da seguirsi nella compilazione degli ordini sono le stesse che s' impon~ .gono a qualsiasi esercito; se si tien .conto che i re~ol~ment1 sul servizio in guerra e sugli . esercizi ed evolu:,;iom del_l~ varie armi sono press' a poco identici in tutti gli eserc1t1 europei, si converrà di leggi eri dell'importanza, _e sovratut~o, della pratica utilità di questo manuale non solo m Germama, ma ancora in Italia, e in qualsiasi altro paese. È un piccolo volume di 300 pagine legato in cartone, -che si può facilmente portare sulla persona o s1'.lla s~lla, e che, come memoriale tattico, è da raccomandarsi agli uffi.-Oiali tutti : in pace per le esercitazioni di campagna, per le manovre colle truppe e sulla carta, in guerra per le sva· riate cont1ngenze della medesima. . . È su perfluo dire che in guest'ultima edizione è tenuto 11 ·debito conto degli ultim_i progressi tecn~ci riflettent~ l'art~ militare; deUe mitragliere, degli aereostati, dei n uovi mezzi mventati per il passaggio dei :fiumi, dell'efficacia e portata delle armi moderne da fuoco, ecc. A nostro avviso, è guesta una delle più utili pub~lioazioni per gli ufficiali di tutt.i i gradi, e p_erciò l_a ~egnahamo e vivamente la r accomandiamo ai nostri ufficiali che conoscono la lingua tedesca.
n:
B. D.
918 RASSEGNA M ILITARJ.": ESTEHA
RASSEGNA MILITARE. ESTEBA NOTIZIE AUSTRIA-UNGHERIA.
NU~IERO Ell CIU,UIATI AGLI
CA PITANI CUE NEL CORSO DÈL ,1902 S.\ft ANN(} TEORICI l>'A\"ANZ.\llE:'.'ITO A :\UGCIORB. (~) .
.\ ~Z!AN IT,Ì. DE I
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= Designazione
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Fanteria e t ruppe tecniche (nostro genio)
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Anzian ilil da car»t.1110
1° nov. 1891 I g ruppo 43 id. 11 id. 42 id. III id. 43
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511°mag.189 2 La ranteria o letru pµe tecniche 5 1° DOV. 1892 (piooreri e forrovicri - telcg rali5 id. sti) formano rno Jo unico. ·-
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1° nov. 1893 1 id. · 2
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3 1° nov. 1893 2 :d.
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li) Vedi co nsideraiion i e spci cchi analoghi insoriti nella Rtvtstaniililare del 16 I ,.,-1 1900 (pag. ! 319) e ,1el IG aprile 1901 (pag. 13a). u0 0
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Crnc.\ r :'.'IUov1 c.,:-sxo:-.1. - La decisione intorno ai nuovi cannoni delle batterie montate pare che so ffrirà un altro indugio . Il Pester Lloyd del 23 marzo ultimo decorso dice, infatt i, che a ca usa del rigore e dello intemperie della passata stagione invernale, non si poterono compiere tutte le necessarie esperienze con le batterie di cannon i di nuovo modello che sono in esperimento presso le truppe, e quindi converrà aspettare l'inverno prossimo. La decisioue sarebbe pertanto rimandata alla primavera dell'anno ventu ro. Circa i nuovi pezzi da montagna, invece, i due anni di esperimento avrebbero condotto, secondo il detto giornale, a risultati defini tiv~. Il materiale da impiegarsi è il bronzo fu cina to; i nuovi cannoni saranno costruiti ùall'arse~ale di Vienna; il bilancio di previsione del 'I 902 provvederà alle somme necessarie per iniziarne la costrnzione. COSTITUZIONE Ol UN llATTAGLIONE CACCIATOlll DA CA)IPO llOSNO·EltZBGOV!NESE . - Il giornale ullicialc dell'esercito austro-ungarico Normal'Otrordnungsblalt n. ,J2 del 5 aprile scorso co111ieoe la seguente ordinanza irnperi.:ile: , S. M. apostolica, con decisione del ,1O febbraio e H marzo ,J902, ha ordinato che col ,1° ottobre "90,2 venga costituita, presso ciascuno dei .\. reggimenti fanteria bosno-erzegovinesi, una ,17a compagnia, la qua le avrà l'organ ico normale e sarà aggregata al bauaglìooe che trovasi alla .sede del quadro di battaglione di complemento del suo reggimento. Uflìcial i e truppa saranno tratti dal comp lesso degli effettivi reggimentnli. , Queste 4. com pagnie, in con rormità della stessa suprema decisione, verranno separate dai reggimeoti nell'autunno del 1903, e, con la simultanen costituzione dello stato maggiore di bauaglione e del qnadro di comp,lgnia di comp lemento, saranno riunite io un ba1wgli one cacciatori bosno-erzegovioese da campo. « Gli ulteriori ordini supremi relativi :1 questo battaglione, nonchè le necessarie disposizioni di carattere e~ecutivo verranno pnbblicnti a suo tempo ». Gn1~nr M,L'<OVUB. - L' ,!rmecblalt del 19 ultimo decorso, smentendo le noti°zie pubblicate dal 1\"eue Pester Journal e riportate dal I' Armeebta tt medesimo nel suo numero preceueote, relative alle grantli manovre che avranno· luogo quest'anno in Austria-Ungheria e che secondo tali notizie pareva dl)ve,sero assumere proporzioni alfatto insolitò (G co rpi d'armata), dice che i corpi de3tinati a parteciparvi saranno lutti quelli che sono ri i.
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RASSEGNA MILITARE ESTERA
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RASSEGNA MILITARE ESTER.A
slocati nei circoli territoriali dei corpi d'armata II (Vienna) e V (Pressburg), nonchè i reggimenti ,10, 54\ 93° e ,18°ed il 16° battaglione cacciatori autonomo, che a pparteogono al ci rcolo del 1° corpo d'armnta (Kraka u), più truppe di Jandwehr. Le grandi manovre avrebbero luogo, non già verso il coolìne tra le regioni Bukovina e Siebenbi.irgen, ma tra Holicz e Zlin presso a1 confine della Moravia, a nord-est di Vienna, come la Ri'uista militare già disse nella sua puntata del '16 novembrn,,1901 pag. 2011.
GERMANIA.
i\fooll'JCAZlONI ALr,'oROINAMBNTO DEtr,'Esrmcrro. - 'rra le principali modificazioni all'ordinamen to dell'esercito, già attuate il 1o aprile e che andranno in vigore il ,1° ottobre del correnté anno, notiamo le seguenti : . Saranno costituiti: a) ·un ,\. 0 . ispettorato dègli ingegneri, con serie in .Metz, e un 8° ispettorato delle fortezze con sede in Freiburg. · · IJ) Uno speciale comando del genio (viene detto f,ortifi!cation) per le fon ilìcazioni dell'alto Reno, con sede, per ora, in Freiburg. e) Una, 3a sezione (elettrotecnica) presso il comitato del genio. Qnesta sezione avrà i seguenti incarichi : studio dell'elettrotecnica per quanto può interessare la fortificaz ione, studio ed esame di progetti per impianti elettrici nelle fortificaz ioni - esclusi quelli relativi alla telegrafia senza fili e agli areostieri, - sor veglianza nella esecuzione e manutenzione di cruesti impian ti. Dipenderà inoltre dal capo del!a ora detta sezione tutto ciò che riguarda la telegrafia nelle fortificazion i, comp resi i telegrafi militari di Berl ino e le colombaie militari. d) Otto reparti di mitragl iatrici da campagn~ , dei quali 7 in P russia e 1 in Baviera (si veda la Rivista ;militare ita/,ianu,, fo:;cicolo del marzo ,1902). Con i 5 reparti già esistenti in Prussia, l'esercito germanico avrà in complesso, il ,1° ottobre prossimo, 13 reparti di mitragliatrici da campagna. Questi repar ti saranno assegnati in pià dell'organ ico a dete.rmiriati battaglioni di c11cciatori o di fanteria . Ciascun reparto avrà il seguente effettivo : ,1 capi tano e 3 ufficiali suba lterni (provenienti dalla fan teria), 77 uomini di tru ppa (provenieùti ·dall a fanteria e dalle armi a cavallo), 36 cavalli da tiro e 18 cavall i da sella. e) Sei compagnie d'artiglieria a pie,ii . Queste compaguie sa ranno assegnate in più del!' organico a deter· minati reggimenti d'artiglieria a piedi. 1
e
/) Uno squadrone di cacciatori _a cavallo p~r l'esercito sass~n~ . Con la fo r mazione di questo squadrone l'esercito germanrco avra lil complesso '17 squadroui di ,ca-:ciatori a c~v~llo (destinati a! servizio corriere e di guida) e completerà al tres1 11 numero degh squadroni _ 482 - fissato dalla legge del 25 marzo ,1899.
d!
P uoBLICAZ!ONI DEL COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGG!OUE. Il M-ilitétr Wochenblatt notifica , che il coman do del corpo di stato mag~iore, continuando la pubblicazione delle opere militc1ri del Moltke, darà prossimamente alle st:i,mpe La corrispondenza _m'i_litare de_u: ~nno ~859 . Questa corrispondenza comprenderà i progetti dt opernz1on~ ed 1 pr~para tivi di mobilirnzione del generale·von ~foltke da l febb!·n10 al luglw del ,1859, ossia sino all'epoca dei preli mina ri dell a pace d1 V1llafranca. Per cura del comando suddetto sarà pure pnbblicata una nuova -edizione dell'opera dello stato maggiore prussiano sulla campagna del ·1Sl\9 in Italia, opera che in mass.ima parte venne scritta dal lVIoltke. PEHOITE· DELLE TRUPPE TEDESCHE IN Cuu. D-all' 1illgerneine 1l1'ilitarZeittmg togliamo i ·seguenti dati: Le tru~pe_ted_esche .~resero p~rte ~· ,18 combattimenti contro le truppe regolari cmes1 e a 15 com batt1rnent1 . contro· i boxers. Le perdi te furono le seguenti: 68 morti e 130 ferì ti tra ali uomini della marina, 60 morti e ,13(i. feriti tra gli uomini del cor pp l" l . 89 . . -di spedizione . Morirono inoltre in conseguenza di ~a ~ttia, ,.. uomnn della marina e S?52 delle truppe di terra, com presi 11 generale von Schwarzhoff e i l colon nello Yorch von 'Nartenbu rg. Furono ri coverati negli ospedali, generalmente per dissent~ria e tifo, S~~o· uomin i e 823 vennero ri mpatriati perchè non più 1done1 al servJZJo . Il numero <li coloro che saranno dich iarati invalidi non si il potuto ancora fissare. 1
MOVIMENTI NELL'ALTO PERSONALE oEu.'mrnRCITO. -.Von Biilow, tenente venerale comandante della '.2" divisione di fa nteria del corpo d'armata ~ ,. . 90) della Guardia, nominato quartiei·mastro generale (coman cl an. t e m ,.. del corpo di stato maggiore. . .. Von Hllgo, tenente generale e comandante della 7· d1v1s1one, no minato eomandante del XIII cor po d' armata (wiirttemberghese - , Stuttgart). . Vori nraunschweig, tenente generale e comandante ~ella ,1 oa divisione, nominato comandante del X.VII corpo d'a r mata (Danzig).
S'.:!2
l!ASSEGN11. MlLlTARB ES'i 'ER.A
GIAPPONE.
Pnol\COZIONE nr UFFICIALI. - All'accademia militare di Tokio, in presenza de! principe Kan-iu, rappresentante l'i mpernto_re, del ca 1;o dello stato maggiore genera le e di numerose autorità militari ebbe Juo1ro ' ò ' or non è molto, la solenne promozione di 40 ufficiali delle varie armi a capitano. In tale occasione, avente lo stesso carattere solenne della lettura dei lavori di laurea fatta nelle undrersità europee, da uno degli ufficiai i che avernno ottenuto il diploma di promoziona per merito, tenente Tamura , fu tenuta una conferenza su lla guerra franco-tedesca. I sei utlìciali, primi per classi{kazione, in segDo di speciale benemerenza sovrana., ricevettero la sciabola d'onore. In rruel giorno stesso, colla medesima soienuità t fu festeaaiata la CH'> nomina dei sottotenenti, degl i 11 llievi usciti da lla scuola ·dei cadetti. Ne furono nominati in fanteria 4- ·16, in cava lleria 60, in artiglieria da campagna •IH, in artiglieria da costa 56, nelle truppe del genio 3·1, e nella gendarmeria ,i5; in complesso 7·14-. I primi 9 di essi ebbero in dono. dal l'imperatore un orologio. d'argento colle iniziali imperiali. PENSIONI DEGLI U1"FICIALJ. - È Wlto presentato al Parlamen to un progetto per l'a umento delle pensioni agli ulnciali morti od uccisi in guerra. In relazione a questo progetto il ministero della guerra compilò urw tal.Jella nella qua le sono indicate le percentuali delle quote delle pensioni dei capitani e maggiori rispeLlo agli stipendi nell'esercito giapponese ed in quelli delle principa li potenze europee. Nell'esercito giap· ponese tale rapporto è del ·I 3 ¼ , men tre che nel tedesco e nell'austriaco. è rappresentato da l 33 ¼, nel francese dal 22 °/o, nell'inglese dal 37 0;0.
CANTIERI or COSTRUZlOt-:1 NAYALJ. .- Il giorna le Engineerùi fornisce nuovi particolari sulle ·condiziqn i delle costruzioni naval i in Giappone. Vi sono tre cantieri governativi: a Jokosuk (sul go lfo di Tokio), a Kure (nell'interno del Giappone) ed a Sasebo (~u ll a costa occidentale dell'isola di Khiu-sciù). Tutti tre questi cantieri vennero inizfalmènte costrutti solo per lavori di riparazione e di rimonta. Dal le attuali condizioni di questi cantieri si può faci lmente arguire come es$i non siano adatti alla costruzione di grosse navi da guerra,, comt:l incrociatori di 1a classe e c_orazzate. A Kure ed a Jokosuk si sta 1
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RASSEGNA MILITARE ESTERA
ora lavoraDd·o attorno ad un incrociatore di 1Ja classe. Tuttavia in tutti e tre i c11 ntieri vi sono ~acini capaci delle più grandi navi; " Jokosuk ve ne hanno 2 costrutti ed ,f in costruzione, a Kure 2, a Sasel!o :I. ed ·I in costruzione. Inoltre vi si trovano bacini di minori climens1on,, tra cui uno aalJe<raiaDte io ferro per le torpediniere. 0 Assai limi;ato : il numero di strumenti e di macchine. Molti lavori che nei più moderni cantieri sono comp!uti dalle macchine, nei, cantieri ai&pponesi veÌJ<rono fatti a mano. Aoz.1 anche le pompe per I estra° sinora messe in iizione a forza · d.I brn~crn_. . T zione0 dell'accrua ~ono aoto Jokosuk quanto Kure dispongono cfi uo'accia_ieria con fo~01 S1~me_us: · che possono produrre sino a ,1O tonnellate_d1 metal lo. L elettnc11a 1~ U$ata solamente per l'illuminazione. · _ I c11 ntieri privati sono più perfezionati. Di essi 5_trovans1 a Kobe'. Osaka e Nagasaki, e 2 a Uraga. ·Quell i di Nogasak, :1 stendono su di una superficie rii 80 acri, in essi ~i varò unn . nav~ di 6300 tonnellate di spostnmento. Si sta ora allestendo un'alt:a nave d_1 10,000 tonne_ll~te: Tutti j cantieri privati banno buoni bacH11 ; ma d1feuono d1 bacm1 d.1 costruzione· le macch ine sono delle più perfezionate e per metà sono mos,e dall'~lettricità. Gli operai ricevono uoa paga gio·rnaliera molto piccola: i più abili 3 lire al giorno all'incirca, lavorando 60 ore nella settimana. DEPOSITI nI AU.EVAMENTO cAV.H LI. Io Giappone vi sono presentemente 6 depositi di allevamento cava lli a Aomori, Ft'.lrn_st:ima, Mijagh (, Ivate, Kaghosc11na e K.iogo. Vi sono inoltre depositi d1 rnnont.a d1 minore impor1anza. . . Quantunque la r1fo1·ma mi li tare stabilita dalla legge· del 1896 sia stata già completamente attuata e per ora non appa ia_ al~una . t~ndenza ad accrescere ulteriormente le forze mil itari, tuttavia il rnrn1stero della guerra si sforza cli aumentare la riserva dei cavalli e a t_11le scop~ st~ aprendo nuovi depositi per cavalli. L'acquisto dei cavalli eia, ~'?vali J1ell'iuteruo del paese, fatto in via di esperimento, ha dato catt1v1 r!sultati. Si ebbero caval li a caro prezr.o e di catliv11 qualità, tanto che se ne ammise in servizio solamente al '10 °/o· 1
Nonzrn MIL ITARI VARIE. - Per l'anno ,1902-1903 è stabilito quanto segue: . . . a) il vestiario e la ca lzatura non saranno più wnfez,onat1 p~esso I reparti di truppa , i qual i cureranno solo le neceS$3J'ie nparaz 1on1;
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l!ASSEGNA :UILI'l'ARE ESn}RA
RASSEGKA MILITARE ESTERA
b) le pr1gt0oi mili tari, esistenti sinora presso ogni divisione, saranno conserv,He ·presso la divisione della Guardia e la ,1• /~a 7a 1'J• divisione, e nell'isola di Formosa; nelle altre divisioni si ~ian~er;à :n solo deposito temporaneo di carcerar.i; e) le i otendenze di di visione saranno soppresse, ed in loro vece sarà slabilito presso ogn i divisione un piccolo ufficio di l am ministrazioue; · cl) e;;seudo completa la traoquill ità ne\!' isola di Formosa sarà abolito il' deposito di cornplemeoto per le truppe prima stabilito nell'isola ; e)la fo rza delle compagnie nell 'isola di 11romosa (200 uomini per compagnia finora) sarà ridotta a ;I 50 uomin i. · · Tutti questi provvedimenti porteranno un'economia di 1,0fi.3,000 yen . Vi saranno invece maggiori spese per quanto segue: a) aumento in tempo ~i. p:ice dei cava lli di artiglieria e cavalleria, nou essend,> presumibile avere in guerra il necessario aumento di cavalli da un paese di così povera prodtizioae equina, c.ome il Giappone; · b) ntwva formazione di artigli eria da assedio. Finora esisteva ~olo artiglieria da costa; quiud'ionanzi vi sarà artiglieria da costa e da assedio; verrà stabilito no corso di artigl ieria da assedio pres!;o ia scuola di artiglie ria da forteua; e) formaz ione di un battagl ione telegrafisti a Tolcio; d) çreazione di una direzione i<entrale di intendenza .ed ampiamento della scuola d'intendenza . Invece degli attuali pagatori (6~0 circa) verrà istituito il corpo degl'i mpiegati dell'intendeoza (200 circa); _e) aumento dello stipendio di maggiore da 96 a 106 yen mensili ('1 ), dell'rndennità'degl1 aspiran ti ufficiali, e della paga dei solda ti di ~a classe da 90 a 120 sen al mese. 1
NORVEGIA. BrLANCIO DE LLA GUERRA .E DELLA MAIHNA l'ER r)AKNO ,f 902. Con grande cura la Norvegia attende a preparare la difesa delle sue coste . .Mentre tutte le spese ordinarie per il bi!ancio del la guerra ammontano a •I 3,57,i-, 350 corone, le sole spese straordinarie per l'o1·ganizzaziooe della dife,a del _territorio, ap provate dal Padamen to norvegese per (i) 1
yen = r. 2,50; rno. ~e u =
:1
yen.
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i'aun,) 1902, ammon tano a 3,500,00-0 corone con un aumento di 500,000 corone su quella del l'anno p_recedente . Questi fon di sono esclusivamente destinati al migl ioramento delle fortificazion i. Circa l'aumento della fio tta e la creazioné di una fl ottiglia di sottomarini pei: la difesa Mi fiordi meridionali, il ministero si è riservato di presentare tra breve al Parlamento un nuovo piano di difesa. Durante la discu!>sione del bilancio mil itare, iJ ministero della difesa (della cruerra e marina) accennò all'importanzà di accrescere le opere di difesa :allo Ska(Ter-Rak e·d adiacenze, e dimostrò la necessità · di proteg· gere Cristian ia :oche dnlla par\e del Jio rd, rinforzando le fortificazioni già esistenti e dotando il fìord di sottomarioi. . I crediti (:h iesti a qnesto scopo fnrono approvati; ,1,500,000 corone furono destinate per accrescere le for tifÌl:azioui di Cristiania dalla p,nte sud-orien tale e 1.360 ,000 corone per l'acquisto di cannon i da costa a tiro rapido. . Il miuistro della difesa comunicò in.oltre che lo stato maggiore aveva 11ià pronto il piano di difesa delle coste nordiche della Norvegia e pre~isamentll di Narvik, capolinea dell a fenovia Gel livara-Ofoten. Si assegoarouo poi 81:0,000 corone per le fortificazio~i di Cristiania 13125,000 pel collocamento di torprdini presso Bergen. . BH,ANCIO STRAOHDINARCO l'ER f.A Gu 1mnA . - IJ bilancio straordinario per la guerra sottoposto all'approvazione dello Storthings, comprende le seguen ti spese: , Acquisto di materiali per artiglieri a da c1,mpagna a tiro n1 pido . corone ·1 .r~oo,000 · Per la con tinuazione delle opere di fortifica-800,000 zi'one a Ch ristiansand ,120,000 Sbarram.enti di torpedini a Bergen Ope!'e di ra ffo rzamento della piazza forte di ·i,180,000 Cristiania della parte di terra . 3,500,0 00 Tota le corone. Il bilancio ordinario è di 13,ofi.(1,,850 corone. RUSSIA. B!CIIIAMO ALLE ARM I DEI RISE!IV ISTI NEL 11902. N~I corrente anno sa1·anno richiamati alle armi nella Russia Europea e nel Caucaso, per un periodo di istrnziooe della durata sottcindica ta, i seguen ti riserv1St1;
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RASSEGNA i 11LITA RE ESTE RA
a) gl i nomini di truppa di fnnteria e di artiglieri:J da fortezza che compirono il loro servi1.io sotto le armi uel 1897 e ~ervirono per meno di 3 anni ; b) gli uom iui di truppa di fanteria , artigl ieria da fortezza ed artiglieria da campagna, che compirono il loro servi1.io sotto le arm i nel 1892. '· l ~o ~~ esen_tati d~I richiamo alle arm i gl i uùmini di truppa aventi titoli cli 1srtuz1ouo d1 ,, n categoria (universitii ed istituii corrispondenti). La dura ta del periodo di istruzione pei richiama ti sn ri1 di: 28 giorni per quelli dell'ar tiglieria da fo r:ezza; 2_1 giorni per quell i dell'nrtiglieria da campagna e per rruelli di f:mter1a ch e servirono meno di 3 anni sotto le an ni:· ~ 4- giorni per quelli di fanteria che servirono più di 3 anui souo • le arm i. I r ich iami a vranno luogo: il 20 agosto (2 seuembre) por le circoscrizioni militari di Pietroburgo, Fi nlandia e Kazan; il ,f 0 ··14 settembre per la circoscrizione al ili ta re di Mosca, meno che pel governo di Voronesch, in cui la chiamata avrà luogo il rn-28 settembre; il ·10-23 settembre por le circo~crrzion i militari di Vilna e Vnrsavia· !I '15-28 settembre per la circoscrizione militare di Kiev : ' il ·1°- "4- ottob re per le circoscrizioni mili tari di Odessa e del Caucaso.
Onornurn:,rro DE LL' ART lGL!E fl lA A Tmo R,\ P(OO, u n decreto del 2.t marzo (6 aprile) stabilisce che, in occasione della trasformazioue dell'artiglieria da_ campagna io ar tigl ieria a tiro rapido, si do\' ronno formar? de, regg1'.11eu1i di artiglieria _da campAgna (prima non esisllmti) d1 3 o <J: btLLeric ciascuno . Due reggimenti formeranno u,rn brigata di <1rtiglieria da campagna. Questo decreto indica cl1iaramcn te che la trasformazi one dell'armamento dell'artiglieri a è ornma i io vi:i di pieoa attuazione . . Rima_ne inn_riato il num~ro delle batterie e dei pezzi per ogni divi~ione _cli fan teri a e per ogni corpo d'armata. Ogni corpo d'Mmata avrà wfatL'., _c~me prima, uoa br iga ta di 6 batterie su 8 pezzi presso una delle -s~e. d_1v1s10?1, où una bri~.ata di 8 batterie, pure su 8 pezzi, presso l'altra d1V1s.1~~e : _i_n l~ta l~ •I ,i ba tt~rie_e H 2 pezzi da ca rn pago a. J\.1t1t') l1e1.1a a, Ja 1mmedwt,, d,pen(!enza del coma udo di corpo d'armata non v, sara, come ooo v1 era per l'innanzi.
RASSJ.:0".\A J\11Ll1'ARE ESTERA
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SVEZIA. Rt ORO ANJZ7.AZJONE DELl,A L,\.N OST UIU !. Il Hiksdag svedese, nella sua ul tima sedu ta, ha affidato al tenente generale ba rone Ra ppe, capo di stato maigioni dell'eserci to svedese, l'incarico di preparare un pro· getto di riorgani1.zn ioue delln landstur-m. Secondo il progetto già. da detto ~enerale pre~entato al Governo, il territorio svede~e viene 11d essere diviso in 455 ·circoli di landsturm. L'isola di Gotlanù costituisce un circolo. A capo di ogni circolo vi ha un comandante di circolo; da esso di pco1.Ìono i battaglioni, le compagn ie di land~turm e tutti i magnzzini per le trnppe stesse, compresi nel circolo. La spesa d'impianto in seguito a tale riorgno izzazionc è calcolata a ·1,6·17,000 corone, e la spesa annuale a 26·1,0 00 corone.
Isrnuz1oi, 1;: DELLE REr. r. urs . - ln corisegueoza della nuova organ iz· zazione dell'esercito fu sollevata la questione se sia conveniente alle istruzioni mi litari impartire alle reclute l'insegnamento Ji lingua e di aritmetica e su altrn materie di istruzione indispensabili nella vita quotidiana ad ogni cittadino. I comandanti cli corpo, iuter pellnti a questo proposico, espressero il parere elle, stanle la brevità del perio lo d'istruzione militare (210 giorni per la fa nteria e 360 per le altre armi), non è possibile aggiungere altre materie d'insegnamento al ~old~ to oltre allo istruzioni ·militari, senza recare grave nocumento o quest'ultìrne . In seguito a tale parere sfavorevole dei comandanti di corpo, il generale Happe si limitò a proporre l'istituzi one di scuole per le recluto facoliative, di lingua e d'a ritmeti ca solameote.
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lUVISTA DEI PERI0D1C1
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niti e per Je considerazioni svolte, presentano il più utile materiale di .sJ.udio.
RIVIST1\ DEI PERIODICI
La ginnastica ut'ile. È un riassunto ben compi lato di uu articolo della Revue d'Art'il'lerie .
La Rivista di fanteria.
An no XI, foi\cicolo In, 3·1 marzo 1902. u ti Ie celeritd d-i tiro. 1
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Conveniamo interamente in quèste considerazioni fina li del compilatore: « Già da molti anni l'addestramento fisico dei nostri soldati ha principalmente carattere ginnastico: e ~'. que~to _noi già r~~co~liamo frutti abbondanti. Ma saranno sempre prn cop1os1 quanto p1u c1 persuaderemo tutti che la ginnastica_è un mezzo e non un fine, che è un fatto essenzialmente individuale che tutte le minchionerie dell'insieme ne devono essere bandite, che non si pu0 e non si deve dare esami di (Yinnastica che l'avere 0CJli uomini ben addestrati a saper eseguire i n~ovimenti 'ainnastici a co mando non segna il fine, ma appen!l il prin·cipio dell'istru~zione . . . . . Benchè lo spirito dell'educazione fisi?a ~i~ ben penetrato nei coil vincimenti e negli usi, bisogna che per_ md1c1 della, ginnastica fatta bene· in una compagnia, .o in un b.attaghone, o in un reggimento, si prendano le infermerie vuote, le marc1e fatte senz~ lasciar gente indietro, \'armonico sviluppo degli arti,_ la sald~z~a, ~e1 muscoli1 la re(Yolarità della respirazione. Dove si· trovi questo-, e muule andar cercand~ come i ~oldati eseguiscano la ginnastica » -
Per lei 1:frerca del/,i più
È artico lo molto interes,ante, perchè tratta di uno dei più importanti quesiti riflettenti l'arma di fanteria. In esso è datò conto di alcune· considerazioni e ùi alcuni d~ti mandati da un valente e studioso geoer"a le suìla •1u estione d.ella cadenza del fuoco. Il generale è c·.oovinto partigiano del fuoco tmico , il fuoco, ap punto , d1 efficacia massima, ma non può associarsi all'articolista della Ri1;?°sta che propone una sofa celèr:ità C per tutti indistintamente i tiratori . E ciò perchè le attitudini dei soldati nell'esecuzione del tiro sono assai diverse, sicchè mentre alcuni raggiungono la massima celerità di ,J 6, "8 ed anche 2.0 colpi al minuto, altri non possono oltrepassàre ia celerità 'di 8, •IO, •12 colpi, senza mandare le pallottole all'aria. Bisogna qu indi rinunziare ad una unica cadenza di fuoco, e adottare invece la cadenza cli fuoco incl'ividuale. L'artico:ista che appunto aveva proposto un'un ica cr..denza di ·fuoco Cri· sponde che egl i uou ha iuteso di dire che I~ celerità unica normale di tiro dt, lu i propugnata debba intendersi concretata iu un numero preciso, ma bensì fra due limiti non molto discosti l'uno dall'a ltro. Non crede però si debbano integralmente rispettare Lntte le celerità. naturali individuali, ma che l'addestranieuto debba proporsi non di fare la media dei fe. nomeni individua,li, ma di condurre tutti i fenomeni individuali, o almeno la maggior parte, verso la media. I dati sperimentali comunicati trattano del risultato ottenuto da due interi reggimenti, cioè da circa 2000 uomin i, nel la esecuzione delle lezioni 4? del tiro di class1ficnzione e 2a del tiro individuale di (:am· pagna, nell'anno .190,1, e furono mandati dal signor generale per su ffragare l::i sua tesi . L'articolista li commenta con gnrbo e sagacia e viene alla conclusione che codesti dati « non :servono od almeno non bastano ad .una sicura ricerca della più ut.ile celerità di tiro », Il fatto è che trattasi di un vitalissimo problema, come giustamente Òsserva lo scriuore dell'articolo, e clrn lavori come questi, pei dati for-
'i) Rivist~ di cavalleria. ·
I
Anno V fascico lo V, maggio 1902. - Sei anni dopo {Continua), per ·Gc;no DB MAYO, capitano nel 63° reggimento fanter ia. · L'autore, proseguendo nella sua narr~zione ~~Ila ~ampa~~a di A.du~, prende a disamina in qu_esto _articolo _gl'. avvern~ent1 svolt1s: :e.I ,189;:i, e più. particolarmente « 1\ primo e d1stmto periodo - co~ ~~h lo designa - dellll preparazione degli Scioani e la seconda e_defrnrnva avan· zata di Menelick ». · Il De Mayo ri leva come nel primo periodo sopramenzionat~ il-Negus ìacesse grande as~egnamento su11' opera della numerosa. _ed 1~traprendente cavalleria che « già era,i scagl ionata lungo la diretll'1ce generale Debac-Uoro Ai lù-Dessié-Bol'llmieda~Ualdià-Balomala-Uotlà », custodendo così le importanti linee di operazione e di rifornimento e proteggendo i grandi centri logistici da ogni possibile ofies,a. . . Accennando poi al concentramento delle prime forze nell Asc1angh1'. il De Mayo osserva che i r3gguagli che se ne avevanp erano \ontari 59 -
ANNO X~ VII.
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RIVISTA DEl PERIODICI
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RIVISTA DEI PERIODICI
~al, fornire indizi precisi ~ulle intenzioni dei Scioani. « Ne procurano . • m,ece del vasto campo aperto "~Ila 0· ume10,,a, · , una d conferma luminosa . 1~trnpren ente e ben gn1clata cavalleria che una previggente prepara. z10ne avrebbe dovuto . . . . far trovare pronta al confine , sud della nost1a occupazione terntor1afo , E questa forza di cavalleria che si avrebbe dovuto preparare, e che imperio3arnente ci occorr'3va il De Mayo st' d . . . f . " O , ' tma a ~n mm~mo ra 1 ~5 O ed i 3000 cavalli . ·« Bisognava avere il CO· :ag~1~, egli so~giunge, d; sotto.pors! ~Ila fo_rte spesa necessaria per or0~01zzare e f?rn1re la~gamente d1 tum 1mezzi code3ta rispettabile partita d1 squadroni, e .lo s1 s.arebbe avuto ove la visione degli scopi e dei metodi per ragg1ungerl1, no11chè dei loro rapporti reciproci, fosse stata netta e precisa ». Non vi è dubbio che i fatti ed i ragionamenti svolti djffau~ore. ~li dànno ragione a stabilire che stra tegicamente gl i Scioani sono rmsc1t1 a sorp rendere l'avversario, mentre a noi ri uscì fatale la ~anr.anza di cavalleria numerosa ed intraprendente da impiegare nel- · l avanscoperta. Ma ..... il maggiore Toselli aveva pur raccolto tutte le notizie che ci occorre~ano anche senza cavalleria; ed allora può sostenersi che ci era proprio in dispensabile ? Cavall'i ad alìena e cavalli a benzina, pel capitano LAVAGNA FnANC&sco Posto in rilievo che l'automibilismo sia ormài introdotto nell'eserci t~ com~ materiale di guerra ed accennato sommariamente agli esperimenti f~tt1 m proposito?~' vari eserciti europei, il Lavagna s'occupa dell' impiego d1 automob1lt nell'avan~coperta. Egli però ne restringe !"uso a pochi casi che sarebbero i soli secondo !t'.i, j)Ossibili e conv.enienti, ed enumera le condizioni alle quali Ì'au1Òmob1le dovrebbe soddisfare perchè sia atto a ta le impiego. Il Lavagna è, naturalmente, ben lontano dall'idea di mettere i uostri cavalieri .su degli automobili. L'automobilismo, tuttavia, potrebbe per~ mettere dt adoperare i cavalli esclusivamente come arma affidando in· vece alla forza dei cavalli a hel)zi.na le mansioni che richiedono soltanto velocità e resistenza. Perciò gli pare possibile e conveniente l'impiego di automobili nei seguenti casi: . . 1° Per il servizio ·di sta to maggiore e per · la trasmiss.ione di or· d1~1 e di avvisi tra gli squadrotJi esplor·anti e il grosso, e tra questo e 11 comando dal qua le l'avanscoperta dipende; 2° Per il servizio del riparto genio ; 3° Per il servizio della sezione sussisten'ze.
Il motore a henzi na è, poi, pi:eferibile per l'uso militare a quello a vapore ed a quello elettrico. Presenta, è vero, qualche inconveoiente. « In r,gesa pe rò che Edison metta in commercio l'a ccumulatore irleè1le, solido, Jeggiero e di gra nde capaci tà, un capitano di cavalleria (perchè non ne dice il nome? è l'autore stesso deil ':,rticolo?) ha studiato un sistema misto petro-aereo, s·erveodosi dell'aria co mpressa quale mezzo per la t.rasm issione dell'energia del motore a esplosione e per i cambiamenti di veto·citil , e quale mezzo per accumulare energia dura nte le di$ce~e, le ferma te, le piccole velocità, per uLi lizzarla nei bisogni extranormali . » Con questo sistema o coll'altro misto petro-elettrico del Pie per di Liegi si sa rebbe sicuri di non restare in panna, anche se i l motore a, h1mzina mom,entaneamente non funzionasse . È uno snofriinno fuori posto, osserva il Lavagna, il dire che la cavalleria deve servirsi solo di ,;avallì; e però propone che qu est'anno si approfitti delle manovre di cavalleria per eseguire qualche esperimento abba,tanza in grande cogli automobili .. Scrittura, insomma, notevole, e la proposta (ioale meritevole, a nostro giudizio: d'e,sere pre,a in considerazione. 1 risultati dell'e;p\3ri meoto ci pare no n dovrebbero essere· cbe soddisfacen ti; io ogni modo si sta bilirebbe se. e fi no f\ qual pun to si possa riporre assegnamento sull'ant.omobilismo per l'avansco perta ad uso dei generali, degli ufficiali di stato m:i.ggiore, delle ordinanze: C~rca il modo di tenere il cavallo ferito, operato o malato tanto presso gli squadron·i che nelle infermer ie; pel capitano veterinario NtcoLA P1c&rn. · Per dirla in poche parole, il Piéece è contrado al sistema fin qui seguìto di tenere sempre a corto i cavalli fer iti, operati o medicati, allìoe di evitare che si 11ddentino o si so(Tregh ino fa regione le,a o medicata colle labbra o coi denti o contro i corpi circostanti. Code;to pericolo, t,fferma il Picece, è arT,1tto insussistente; egli ha sempre usato lascia re il cavallo com pietamenle ljbero tle' suoi movimenti e ne ha sempre .tratto gicl\'ame11to. Articolo interessante per la novilà tlel le idee propugnate e che sarebbero confortate dalla pratica fatta ne . . Il mwvo
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tomo del regolamento di esercizi
Sotto questo titolo la Rilìista pubblica tre nuovi scritti: dei capitani Varini e Ca prilli e del t6nente colonnello Erba . Fa certo· piac.ere il ve· 59 ' -
ANNO XLVII.
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RI VISTA DEI PERlODICl
R IVISTA DEI PERIODICI
deret la pa,ssioner·b e l' intelli genza con cui 10<>li ufficial i dell'arn1·a preocIono · · par e a 'Tllesto e i attito mtoroo a non poch i que:;iti dell'er ·1 . levato (Lll az1odn~, sol. · Mdalla pubbl:carione del nuovo •I o tomo del rego1amento I eserCIZI. I aIa11gurnt11mente la diveroeozn di idee che . . SI. •ma·r t . . . sempre piu ~1 es ~ sopra P.rtoc1pI fondamentali e sopra importanti particolari motte ~n cl11aro le difficoltà di un accordo fr:i le due correnti che si div'd 11 campo · ono0 '. ' anch'e . sse, per gn10ta, discordi io molti deuaoli . In ooni 1mod savinmente agisce I . la direzione dellu Rivista uell'acco:,. liore e "starnpnre e numerose scritture che le puvenzono sul controverso. argomento: è daIl 'urto delle opinioni che viene la luce. i,
,
V
Rivista di artiglieria e genio.
XIX annata' voin me II ' aprile ·190,;,"'· -
I l prmcipe . . Emanuele Fili-
berto di Sl!voia, duca d'Ao.çta.
Souo poche righe scritte col cuore, nelle quali si rico rda la carrion percorsn dal duca ne!!'artiglieria fìnch" rao<>iun e il urad .,· t' ' oeneral d ~ o u I enente .:, e; urante Ia qu.ile ca rriera « esempio alti ssimo di o11u· . ì . litare co I I I' " i v1rt1 m1· ' .u a .p:,ro a e con opera, c11 i coul'eriva autorità sin"olare il suo nome, c1 ha s.ern~ r~ s~go_a to la via dlll dovere e dell'onore ,ro. I artiglieria 11nl iana ' • mentre .,~· 1·nch1·na "~11 a "u ' ousla vol Frattanto · Il onta < e Sovrano, riverente e commossa porrre al .· . ?I e, , p1 tnc1pe I suo saIulo "· V
""
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È dpoi riportato ordine del rooioroo che, noI la~ciare - . I p · · il bellissimo . il co· ma_n o, i. . rio~1p~ ba rivolto a~li artigl ieri già suoi dipendenti e che puo considerarsi diretto Il tutta l'a rma d'artiglieri,1.
La questione di Genova, pel colonnello
)fAlll.\N I.
11ordiano • dice I' ant01e, . 110i Cl.· s. Senza pretesa · a·di ·sciogl iere il nodo " ,_amo proposti i riassumere quanto lìnora fu esposto .io pro 't 0 ornn<>irnd · ·1 d posi o, a l>. ., , ov1 i . nostr? mo_ esto contributo di considerazioni e cercando d1 portare la discussione in ambi ente più appropriato o >.. . I 1 N I f· t ·1 M · · 1 u cn mo. e al o l l anaru ba non solo r iassunto con molta err . . . 1. va ri ed · · · , .,uan1rn1ta opposti pareri espressi sull'importante problema m I , · fotto , , a ia pme Opo~te concrete per la soluzione del medesimo. A' g111 ,l1z10 del _Maria.n~, c?Jle sole difese terrestri, quali esse souo re· sent(,me11te, .no n e possibile impedire i·l bombard ,amento a·1Gr.nova, puc pi1e·
'
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l'armamento dell e na vi è costituito da cannoni capo ci di lanciare il proietto a B e -15 ch ilometri di dis1an1.a, « ladJove la massima givata concessa alle artiglierie della difesa è stentatamente e per pochissimi pezzi di ·I i ,000 metri. Un'armata nemica potrà perciò disporre di una zon:1 di i chilom~tri di profondità perfe11arntinte libera, entro la quale le sa rà per messo di muo,•ersi o di arrestarsi a piacimento, bc,mbardando In città senzn avere dn temerne il più piccolo danno ». Tuttavia il !\1ariani opina che oc è questa nua condizione di cose alln quale parrebbe facile di porro riparo, purchè si fosse disposti a cambiare almeno iu parte l'armam~nto delle opere , . Ricorrendo ai cannoni più perfezionati di oggidì, se, a mo' d'e~ernpio , si armassero le batterie di terra con cannoni da 2i, i qual i sot10 capaci di lanciare in un minuto due proieui di duecento chilogrammi al la distanza di venti chilometri, « la di resa uoo solo si rimetterebbe al111 pari, ma acq uisterebbe una forte prtivalcoza sull'attacco ». Una ventina di cotali ca nnoni importerebbe unn spesa di circa dieci milioni, e quei dieci milioni non sarebbero bullati via « quando bastas sero a garantire Genova dal bo mbardamento . Elfouivamente cotesta garanzia non la si ottiene.» l i nemico noo potrebbe più bornbn rdare Genova senza cor rere pericoli e danni, ma ove fosse deciso ad al'cella re la lotta e mav.ari a perdere qualche oave, la sun azione surebbe, certo, fortemcote contrnst3la e , non sarebbe più in gn1do di ri prometter:;i e di consegni re tulli gli effetti propostisi; ma non osin ute ciò, nessuno eviterebbe ai cittadini l'emozione e i danni che la irnprovvi~a grandinata trarrP.bbe, seco •. Io ogni modo inaccetta bile è la proposta di srna111ellare Geoovn, nella credl:nzn che facendo di essa una c1llÌI aperta la si gnarentisca dal born· bardamento, perchè n~ssuoa convenzione internazionale esiste in appoggio di silfotl.l crerlenza. « G·cnova - conchi udo l'autore- o, secondo noi molto giustamente deve di[ender~i , perchè boccone troppo ghiolto, perchè di fendeudo se stessa concorre alla difesa del paese. perchè inoltre i cla nnì cui si e~porrebbe, 'Tuando fossero accollate le nostre proposte, sarebbero evitati o almeuo graodemenie ridotti, io confrootc, di quanto vorrel·il.Jero fur credere taluni . Purchè, ben inteso, se si vuol fare qualche cosa, non si faccia a base di lesiueric ,. E però il Maria ni am monisce - con ragione _: che sono i cunnoni da lui proposti cui si deve ricorrere. Che se si ,,oles,e ricorrere al mezzo ecouomico degli obici , dei <Jnali nessuno finora è riuscito a farne che tiri no più in là di 1'I chilometri, con tulle d11e le mani voterebbe per 1
lo smantellamen to.
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RIVISTA DE I PBll lOD IC! RIVI S'l'A DE I PERIOD1 Cl
.Fra, Giocondo (1435-1 515), pel magt1iore del 15"en,·o "' I ARTllìELLI. ~ E nno studio rimarchevole, diretto a far rivivere la memor" d"I Fra G-io o d ·1 I · ia que '. . e~ o, i qu~ e,.rngcgnerece leberrimo,architctto insignedcll'imp~1-ato~e rdt German,_a, d~I re di Francia, degl i Aragonesi, della rcpubbltc:idd1· \ ·.enez1:i e dei papi scultore' letterato, filol ogo ed au t1quar10 · · fu . . . . .' '.mo et piu d1s110 11 art1s11 d~I ~ioascimenro cd emerse e lasciò traccie.del suo va lore auc.:he come arc.: h11etto mi litare. Particolarmf: ntc interess11nti le Note corredate da fì rrure e l" lc. · " d . I' . . "' "vo ,, r1~uar aut1 opera d, Fra Giocondo nelle for1ilìc111.1·oo·1 d,· T rev1so, · . • neI ponte 1u m1mturn presso la chiesa di Notrc-Dame a Pariai cost ·t · ta·1roo ·1 1"0" fi , , " ru,ov, r 1 " e I o ..., e, nalmeote, nel suo proge110 reli.tivo al canale Br~ ~tella che.' attu at~ molti anni dopo, dit·dc ,dia laguna veneta la defìn1t1 va sua s1i;tern az1ooe. ·i
La D1r~zione< della Rivista fu poi molto l,e ne inspirata nel pubblicare le segnan ti scritture:
Dei pa~chi <l'artiglieria da campagna (con ,J tav.), pel ca pilano d'artigliPna M ATTE1; Cù:ca ~· i~1pie90 delle m·tiglÌl'rie di medio calibro nella guerm cumpalr: ~li e,ffetti del ~elle moderne art(qtierie campali a tiro rapido; T, eff1cac1a degli obici da campagna secondo il generale Bohne.
0wc~
Q_uesti ~rticoli ~ il primo originale e meritevole di coosidera~ione e gli _a ltri _l'la~s~ut1 o tr,1duzione di la vori rimarchevoli iuglesi e te~ des~h, .- : 1 ~i~prnce ~(In si erestin~ ari essere brevemenle ria~sn111i, e ~er~ li ~e-" n~lia~ o ai. ~ost_n lettori perchè trattano delle pi ù irn port~nt1~t1e:,t1ou 1 d attual1ta, nnl'tteuti l'ordina mento e l'impiego dell'a 1._ 11gheria. . ' Per que;ti scritti _di cni abbia mo reso conto o ci siamo lint itati a nar ce~no, e -~~r l~ co~iose No ti~ie, che per la ma~gior pa rte rifl ettono, pur essi, qne:,1 t1 ali · vero. · colo · e· n· uscuo . ordrne del ,,,,,,orno, il presente fasci meo re spleud1do. Revue du Cercle milita.ire. X.i •13, -14, ·15, 16
~_n
dell, 29 marzo, 5, t2, '19 e26 aprile ,1902 . -
La costa francese tlei Somat-i:, pel capitano
E SPERANo m u.
L' id~a prima della ferrovia dei Somali appar tiene a d~i Francesi, e la sua 1mportan½a da l pu nto d1 vista dello svil uppo della coloniii francese della costa dei S11mah, è iudiscutibile. Ul timamente, però, fu mi -
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nacciata di pas,are nelle man i degl i Inglesi . Ora il pericolo fu scongiurato, e la via ferrnta ddl' Etiopi11 resterà ciò che dev'essere : nna opt>ra esseoz1 almeote f'rancesc. Lo scrittore crede il momento opportuno di parlare di codesta costa dei Som,ili e mostrare ciò che la F rarn· ia può a~ pe1tarsi da quella colonia. Co~ì e!!li ne tesse brevemente la storia a cominciare dall'oc,mpazione di- Obock. · Eccone qualche brano interessaole anche per noi. Nei limi Li do! trattalo del .f 862 la c1,lonia cli Obock non aveva alcun avvenire. Bisognava si stendesse fi no al golfo e s i fosse assicurata della strada couduct'n le allo Seioa . Questo aumenro di territorio lo si deve al signor Laga rde; co:.ì nel •I 888 1~ F1 ancia s' impadrouì di Dj1bouli; lii sua poµola 1,ione ch'ern' q unsi nulla quando fu occupata è salita io pochi auu1 a più di ~ 2,000 persone, e fra breve, ultimati i lavo1·i in c.. rso di esecuzione, avrà un porto acc~ssihile a quulsiasi nave, un dep,1s110 di carbo ni, ecc. Ntissuu du bbio elle D_jibour,i godrà di un grande avvenire, quao<lo vi faranno passa11gio mer<"auzie d'ogni genere. M11 l'opfl ra principa le è quel la della ~lrada l'errata, la quale mettendo iu c,,munic.niooe la costa francese coll 'l:larra r e l'A bissi nia ci pùrrà in rapporto con 11011 popolazione cr1sliana di oltre dieci milioni di abitan1i e crt•Pr/i sbocl'l11 commercia li d'ogni geuere. Nel 1896 i signori Ilg e Chcfneux con un capiu.le di 8 poi di ·18 milion ,, co~ tit111rono la Compagnia imper iale delle strade ferrate dell'Etiopia. cht> ora per la co'nvenzione del 6 febb rri io 1902, ricP.ve da l Protettoratn della costa francese dei Somali, una SO\'venzione annua di 500,000 frnn chi, per 50 iioni a dataro dal ·1° luglio Hl02, garantiti do! governo fr,,nce ·e. Al prost>nle del la ferrov ia fra Dj ihonti e Addis Harrn r sono compiuti 295 d 1 l11me1ri , e non restano a costrui re che 70 circa. Bimane ancora da Cflstru1re il ;euorc Ad,tis-1\ beba-.\ ddis-Harrar, già seriameole srudiato o che è di ,no chilometri . La co111paµnia è d'avviso che sin da i pri mi aau i d'esercizio della ferrovia detl'Harrar, la li nea avrà un tr;iffico annuo di 12 ii 45,000 Lonne,h, 1e e rhe l' ·n'tro1to lordo_s~li rà da 2 mil ioui a 2, 800,000 franchi. L'ar11col ista, cui {Jll f'Sle previ,;ioui sembrano non olli mi:;te, ritiene che e-~c ,i r11a lizzera11no, e ;illora uon mancherà ceno il denaro per J'Ps... ruz oue dell'altro 1.ra 1to di 470 chilometri. 0 ~1 pri1,c1pio del ·I 90 I, sull11 sezi(,ne 111 e.,ercizio fa servizio un sol treno che va e viene, eol ha trn sportato 400 tonnella1e di prodotti commPrc,ali e c... utinaia di \' ia1gia1ori.
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R IVI STA Dll:I PE RIOOICI
È lavoro che presenta non poco intere3se sia perchè riassume . l OU · ·f · eI11arezza I au1, le tratrntive le stipulazioni di contratti e C(lnvenzioni svoltesi ultimarnerte in quei loniani paesi, l'ompresc le Yicende nostre coli' Abissinia, sia percilè v; è accennato ai pnssi fa tti ed :i i mezzi adouati per creare sul .\lar Rosso uni< fiorente colonia francese.
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RIVISTA DE I Pli;RIODICI
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è dubbio -
urterà, come le precedenti, contro grosse ditlìcoltà fi rwnziarie. 1~ da temersi che io queste co ndizioni, il Tiro a ~egno continuerà ad esigere forLi annualità µe r ri:;ullali problema tici ».
R evue d 'Histoire. Rédigée à l'Éta t -m ajor de l'armée .
* * Altri articoli interessanti sono i seguenti: Il rnarescialto Roberts e i l tiro ncll' eserc'ìto inglese; l' Ataman Platoii; ;
Le difese rnobili delle nostre coste.
R e vue militaire des a.rmées étra.ngèr es . R edigée à l'Etat-m a.jor de l'armée.
N. 890-93, geo oaio -aprile, ·I902.
. l sopradetti ~ascico~i, oltre le Notizie mihtari, comprendono: la con. tip uaz1~ue d~gh ~tud:i s1illa gu m ·a sud-africana (1899 1900) , e cl cgl i Avvennnenti rn1l1tan nel/14 Cina (1900-190/) ; una pregevole relazione su lle Manovre ·imperiali tedesche del 100,J , e un articolo sul 1'-iro a segno nazionale in llalia. I r'. qu est' ultimo. ria_ss~nl~ moli? bene la storia del nostro Tfro a segno nazio!lflle dalla sua 1st1tuzroue frno ad oigi, l'a rticolista, nelle sue conclusioni espri me idee che ci interessano. A sno parere, maJcrr~do i suor diciollo anni di esistenza, questa no3tra istituzione non è a,:,ucora uscita dal peri odo degli esperimenti e uon vi è dubbio che le sue vicende dipendono da un vizio originale. « Gli uni, dice lo scrillore r,ance~e sostengono che l'istituzione fu schiacci~ta d,11 mil itarismo. Gli 11 lt.ri pre~ tendono che, se non è organi zzata militarmente, non può cos1i1uire che un diverti mento dispend ioso senza utili1à e senza s{'opo.. . . . . Nè gli uni nè gli altri s'illudono sui risultati l'a)!giuntì . . .. . . Si re· claqia, da ogui parte la nuo va legge d 1e tenendo conto del lun cro e~perimen:o fono, abbia per oggetto non solo l'importantissima istr~z1one del ti ro, ma ancora l'istruzione e gl i esercizi che richiede l'a mmaestramen to militare delle masse • . E coochiude: " Nou pare cbe si debba ta uto presto veder ricomparire il bel en1u,ias1110 dc' pri mi anni, La legge che si aspella, riuscissd anche a mettere tulio d'accordo - ed
N. '13-·16, geonaio-aprih\ ·1902.
r i souo continuati gli appre1.zati lavori sulle Campaone del Maresciallo di Sassonia, sull a Campagna de l 4709 in Italia, pe r noi singolarmente interessante, e si dà principio allo studio della Campagna del ,J805 fri Gerrnan·ia. Tuttavia malgrado l' inconfutabile importanza di codesti stttdì, l'atteuzioue Ife] lettore è attr:uta in q ue,ti grossi qnattro l'asci coli dn lla continuazione della Guerra del 1870-7i, poiche vi ò oarra1a nella ma niera la più mi nuta la battaglia di Worth. La dcscmione della bauaglia di \\'iirth compilata ora a q~ia:;i trant'anui di ùist~uza cla quella pubblicata dal grande stato maggiore pru ,siauo, mette in chiaro ben poche differenze sos1aoziali e queste sono quelle già ri levate dal gcoerale Bouo al nella nota opera Fr oschw iller e cbe è anche ass.ii spesso citala. L'im portanza di questa nar raz.ione per opera del lo stato maggiore francese sta io ciò eh' e:;sa è basata sopra documenti, e che questi preziosi docurneol i - ra nortì o giornali di marcia de' va ri coma ndi cd unità grandi e piccole - sono annessi al libro. Lo stato maggiore l'raoce5c ha pure sti mato opportuno di f11r e 1rn esame critico delle operazioni del le due ar ma te in quella gior nata, riportando, per la maggior parte, le osservazioni già fot te in proposito dal generale Boooal, da l generale russo de Woide cd anche da scrittori tedeschi . Anche queslll parie riesce interessante : si c11pisce che lo sta to maggiore francese, come giit il flonnà l, tende a mellere in ri lievo il valore delle trD ppe francesi clie corn bauerono a '\Yiirth, valore per altro, da tutti riconosciuto :i cominciare d:i ll'avversario nella sua storia ufficiale delln guerra ; e si capisce percbè si insista snll' inferiorità numerica delle truppe fra ncesi. In ogni morJo, pur accettando con riserva buona pa rte di codeste osservazioni critiche e le deduzioni da e~se tratte, non si può ooo riconoscere ch'esse presentono molto interesse e, insieme :ù documen ti, proficuo materiale di studio pèr l'amante della storia militare.
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RIVISTA DEI PERIODJCI
Beiheft Zum Militar-Wochenblatt.
3° fascicolo, ,1902. - Che cosa e' insegna la giierra boera pel nostro attacco di fa1J,teria ?; conferenza tenu1a ali;; Socie1à l\[ditare di Berlino il 3 rnar1to ,1902, dal te oente colonoel lo V. L1 NOT,:NA u ca po divisione nel graode stato maggiore. La si ogola re importanza di questa scrittura risiede, essenzìa Imente, nel soggetto trattato e nelle fonti a cui attinse ii conferenziere. E precisa mente pPrchè si riferisce a quanto scrissero , o gli comunicarono ufficia li tedeschi che parteciparouo a quella guerra: il capirnuo di stato maggiore v. Liiuw itz attaché militare per la guerra nel campo ing lese, , altro ufficiale tedesco che .;e~nì i Boeri e fìoalmerite l'a utore, p11re ufficiale tedesco, del le Considerazioni sulla gverra nell'Africa del Sud, pub biicllte nell '8° Bei heft dello ,scorso a ooo, testè tradotte in ita Iiano per cura del nostro stato maggiore e che richiamarono l'at.teozione del mondo mil itare. Si può dire, anzi, con certezza che il movente de l presente scrittò è quello di rispondere all'affermazione espressa dal l'ufficiale tedesco nelle Considerazioni ·;opra menzionate, elle gli attacchi ·della fanteria inglese erano affatto somigl ianti a quelli esegui ti dalla fanteria tedesca nel le grand i manovre, affermazione la qnale contraddiceva in modo assoluto a quanto (iu ora era stato detto e sta mpato che gli Inglesi avevano condotto i loro attnccb i con formazioni profonde e. in ord ine chiuso; ciò che sarebbe stata la causa precipua d.e' loro rovesci. Ma ri.,pondere ad un'affermazione di un ufficia le il quale al'\'erte, ·prima di tutto, ch'egli parla soltanto di rruanto ba visto, era assai difficile; e però si comprende il luogo esame dell a questione non per contraddire all'autore del le Considerazioni'., ma per menomare alquanto l'eITetto delle di lui pr,role, e trarre iosegnamento,da ciò che al rir uàrdo hanno veduto e·scritto gii nffìci~li tedeschi che parteciparono alla guerra nell'Africa Australe. Ma lgrado la nostra buona volontà .di riassumere il più diffusamente possibile questa notevole confereoza, abbiamo dovuto convincerci dell'assolu ta impossibilità di render conto in modo chiaro e preciso ma in sole due, tre o al massi mo quattro pagine, di un lavoro ba~ato principalmente sopra il rilievo delle prescrizioni per l'attacco dei due Regolamenti tedesco ed in~lese, su dati di fatto desunti dal l'esame delle batta glie di Magersl'ontein, di Colenso e di Spionkop e su lle considerazioni dedolte da 11 uei fotti e dl!ll'a pplic:iziooe delle norme e disposizion i rego -
RIVISTA DEI PER.I0DI0l
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lamantari. Dobbiamo quindi restringerci a rilevare taluni punti principali, specie di quelli delle conclusio~i: . . , Il Lindenau ammette che le prescr1z1om regolamentan per l attacco tedesche ed inglesi sono press'a poco uguali speci~lmente per quan'.o ha tratto alle formazioni delle truppe; ma tal un part'.colare, verbogr~z1a quello riflettente l' impieg~ delle r iserv~, è affatto ddlerente, come diffe. reati sono le norme per I apertura del fuoco. . . . . La riserva tedesca forma un corpo solo cogli altri nparu combat1enti in prima linea, ad essi si uoi~ce per_ l'a'.tacco, è d~ssa cl~e ve h tr~scina. La riserva inglese, invece, rimane md1etro, p.er rnsegmre nel caso <li successo, ? per accogliere le tru ~pe battute. C~s1 pur_e. le ,norr~e tedesche per il tiro prescrivono che lo si apra a maggiore distanza _d, quel I~ contemplata dal regolamento inglese. Ne v~nne c?sì . ~he gh Ingles'. . . vollero conquistare con le gambe, portandosi avanu, c10 che 1 _T~d~schi si ripromettono di conseguire soltanto coll'?ttenere la ~u~er10:1ta,, del che anche 11 . soldato tede~co s afhetta . f uoco. Del resto è riconosciuto troppo O spingersi avanti; e fu questo difetto - ch'è nello ~~~s.so, tempo un grave errore e a cui importa porre nparo-:-- ~be auto11~zo 1 autor~ delle· Consi.derazioni a scrive~e che la fa nteria 1Uglese s1 ~om porto negli attacchi, come la tedesca nei grandi attacchi che _eseg~isce alle gr;ndi manovre. Ed è a notarsi che il v. Liudenau pone ·~o nh.evo che l'efficacia delle nuove a1·11vi se rius.cì. n~ou~ alle ~r.itppe inglesi, nuova p1're s,i·rebbe riusc·ita alle truppe d~ ~utti g~·t ese:citi. . L'autore, poi, scagiona i generali 10gles~ clall iippunto I.or~ .~o~so, d'. aver sempre fatto esegu ire attacchi [rontah. Il terreno e 1 abih~a con cui i Boeri l'occupavano ed appresta vano a clife,a, le estese ,fronti adottate Jao]i stessi e la facoltà loro di celeremcnte prolungare un ala, port~ndo~ vi~ a cavallo, quando fosse minacciata, nella ma~gior parLe dei casi obblìgarono gl' Inglesi ad auaccar e di fronte . ~ lo scnttore t~desco osserva 1 che non furono le perdite sofferte - le qua!t sebbene gravi, non St?Pe:_"· rono quelle di alcune truppe tedesche e fr~ncesi nella guer~~ d~l 18~0-1'1 _ che portarono quasi sempre gli Inglesi a desistere dall 1otrap_re,o a_ttacco, ma sibbeue le cattive disposizioni prese e la man~anza _di dec1~a volontà di andare a fondo, e.in appoggio della sua as,erz10ne ricordataluui esempi di varie brigate le quali ben guidat~ p.oterono continuare ad avanzare malcrrado il violr,nto fuoco dell'avversario. . Intere:saote;,, è la disamina delle questioni intorno a ll'ord ,ne rado, e .a.ll'a vanzata a sbalzi. . La questione delle linee di tiragliatori p,ù o meno _dense .s1 ~~lleg~ / <j tlella della maggiore o minore amp.iezza delle front, dei n par t1 tatlict.
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RIVISTA DEI PERIOD1Cl
Lo ~crit1ore tedesco è d'avviso che sarebbe opportuno aumentare l'estensione del fronte, portando quella della compagnia a 130 metri, e queila del battaglione a il.00. ~on vi è motivo, però, ad au mentare nella stessa misura l'estensione del fronte delle maggiori unità. Per il reggimento basterebbe estendero il fronte a 700 metri e por la brigata a '1500. Riguardo agli sbalzi per l'avanznta, il Lindenau esamina la propostr fa1ta da tnluni di avanzare in piccoli gruppi per diminuire al pos~ibile ;. periodo del fuoco nemico. Egli è decisamente contrario a tale proposta; la più piccola unità dev'essere almeno r1uella del plotone, porchè è la piu piccola comandata da un ufficiale. Propone invece di avanzare a sbalzi brevissimi, per eseropio di soli 25 metri, e magari a carponi sulle due mani col fucile ad armacollo. Soggi unge, però, che è assolutameute indispensabile di addestrare colla massima cura la truppa nell'esecuzione di codesti sbalzi. Egli dice essere necessario d1 ottenere nell'addestra· meato di code~to modo di av-anzaro la stess~ esattezza e lo stesso insieme con cu i si ottiene iI maneggio delle armi. L'a utore rii:orda che in base alle lezioni della goerra boera, l'Austria e la Francia hanno com pi lato nuovi rego lameu ti di esercizi per la fanteria, e che in Russia il generale Drngomi row ba deLlato nuove nonne per il combauimento del113 varie armi. La Germania non ha invece bisogno di un nuovo regolamento; importa però di recare allo stesso opportune modilìc1Jz1oni . Così egli vorrebbe che il paragrafo relativo all'attacco fosse compilato in forma più ristreuiva, onde impedire che la libertà lasciala non degeneri in arbitrio, e che talune prescrizioni fossero cambiate, affinchè rispondano all'aumentata potenza di fuoco delle armi moderne. Quesle poi:he righe, come già abhi::imo detto, non dànno però nemmeno lontanamente, nn' idea· della massima importane:a di questa scrittura. JXel caso, ritorneremo sull'argomento. B. D.
~ -Per la Direzione Lonov;c9 OrsOTT I Colo""•llo lt. A., incor1,aro
LA DIFESA DELLE ALPI COL CONCORSO DE! BE RS AG LI ERI
Ornai è un fol io, ;:;i p H<) cl ire, da ti,r ti ammesso che i r egg1J me1ll i ber:s.-tglieri o per lo 111cno una c<-' rla parer d i essi, doYranno. in caso 1limobilit11zione. essc>re conYenicntemPnte dislon1li sulla. fronli<'ra e c!mcorrcre ron gl~ alpini alla clifo,;a dr.I.lo Alp i. A.nzi qucs10 con<'o r sl> è• giìt u n folto s.m:6i onaio inquantocilè· la nwggior parie dei r<>ggi11H'1Ui lJl'rs,1glieri . al primo squillo d'allnrmi, si ad1111ano :wnil'r1ll'ro ]1111go Jc fron1 ir r<'. 11 JH' ll SiE'rn d i far coucnrrere i ùc•rsagli1~ri all11 difesa delle· Alpi 11 0n è miovo : par<>cThi i l litstri grneral i lo (•hbcro· scmp l'e' in mente e se non si ,·pnne mai a 11ulla cli ro11cr<'w. S<'. cioi•. non si sh-tbilì n11con1 u11·(1s.~ociazio11<' CjLtalsia:; i 1rn i due corpi· dal c-n.ppello pi umato si è1 ·unica 1nc1ile per Ltt1 compl esso di" ragioni mora li e materiali sulle quali - Llllpo mtco ~ non si può passar :-opra. lcgg<'rn1ente. 1,·011. Ricflt t i, <1ualche anno fo . c·on ·11n a tli quelle J'i so lu:;,ioni - che so11.0 una dC'll r. tanf e cnr a lteristi r li e clell.'j ll ustreorganizzatore - combin,wa un progetto che p<ico maucb non a ,·esse piena <.':>ceuzione. 1'~gl i pigli a,·n scnz"a1trn un reggimcn ro benrngli'eri (~ lo affìt111C'aYa, all u n. 1·eggi111c•11 to alpi n i in L111 a associazio11c 0 1·fj(!llic11 e tatticc1 che ern dt•stinala a non piLt sciogliersi . La cos,1 parYe tanto irnpro,·,·ìs.1 e giunse così inaspettata rhe lut ti forono co lpii,i cla. nwrav igli a : C' ppnrr, s<• rtuel progetto fo sse, passa,t,o, oggi avremmo lo brigale nii slc di al pi ni e_ bcr-;,1glieri r. forse. più rn·s:.uno yj rro,·ercbbr da ridire. ~ella co11,iclerazio11<' clH', oggi, t11iti i più C'Ompcten1i ::,cri1 tor i di. cosr m il itari sono ,r accon lo nel riconoscer e la necessiti\, che gl i a lpin i a l>IJi nno nn concorso immedi ato da [)flriE' .
DEMARCHI CARLO, . gerente. (i() -
AN1'0 ~l,\'1 1•
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COL CONCORS O UE ! BEHS,GI.IERl
LA DIFESA !>El. LE A l.PI
di altr e truppe di fa 11t er ia tli i-il<ica.Le al In, front iera con ven ieniemcnte ; nella co11sitlerazio11c che tnil i questi RC"rittori _ Compreso l'Oll. 1fanl7.Zi - tròHlllO the questo t'OIICOrSO lo si de,·e r icercare nei bc 1:saglier.i; o nella, considerazione, i11nne, che i l.Jersaglieri in c11so di guerra si mobilitr1110 proprio ii{ zone alpine, appare non ·del tutto fuori di proposito srndinre come eLl jn qual modo si potrc l)berù associare g l i. t1lpin i 1, i, bersaglieri. !)rima, pt>rò, occorre un~ bre,·e prenwssa. Collie nt c he a rnnlgrndo ('hc in tutl i ::-ia il rn1wincin1c 11to delln neces:; irà dr- ll'c1 ssociazio 11e tal tit:ù tra g li alpini CLl i bersaglieri llon si osa sanz ionarla, con u11a disposizione che Yitlgct, fino dal tempo di pace, nll affia,t,n·c tau i<·;uHente i tlue cor pi che poi, dovr a.nn o, in cnsn cli g uerra, comlJaHcre 'ins ieme e a fianco l'uno JelJ'altro '? Lu risposta a qrn•::;ta doma ndn sarebbe lunga e complessa, mi limiterò, <tuin<li a poche p,:trole. Nc ll'associcwe gli tdp ini a i bc rsaglicri si ten1u d i dove r fai· perdere ai due corpi Ja rispdliv<1 cararieri::;tica : Ja quesliune. quindi, ò mLta morale. ì Ti fu l.Jene un egregio utliciale superiore - se Hon erro il maggiore Na::;nlli - clic scr.issc pnre~chio_ tempo fa sul Co l'riel'e della ,Sem che b isogna\',\ piglrnre 1l coraggio a due mt1ni, tramutar<' c,ioè i hPrsao-li<•ri in alp ini e dar e a cu tti il cap pello da ùcrsagli.ere. 8~~ntlo il ~asidli, in questo modo, si S:llvava. c,1pr a e cavoli : si ,1t tn~en1an1no gli alpini I' Ja tradi½ione mii ilare bersaglieresca .di fronte al pne::;e restan1 in tattil per \·ia del ca.ppel lv 1
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.con scrva to. J ndllbbi,1me1de anche que::;ta ·arebbe stata una risoluzione. ma, al 1Jari cli quella tlcll'on. Ricotti, un po· pr<'cipitaf.:t. Si poi·e,·.,, tl'nn trailo, far pCl'd.ere ai bersagl ieri le rrnd izioui - clie sono una fol'Z(I - dei singoli battaglioni? Cn11,cell,H·<' le lll<'morie gloriose che numo da Goito alla brecci,t ,di Pol'l.a. Pia"! D 'altra partP, p otevano, gli a lpini, ercclital'C le glorie bcrsnglier esr· llc· 1)cl soJo fnttll tl1e ne atlottava110 il cappello? Con que::;to sislenrn -- monti mente parlando - :;i formfl,·a llll (·orpo nuovo, ibrid o - dirci q uasi - che Jl<'l'clevtt a lLU frmpo h1 c:ira l ie l'is1ica d el bersagliere e CJllt' lh 1
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dell'alpino; la for;.;:a m.or ale d<'lla n ·11cl izione pl'lssata, e l a for½a della fode nel!' a" veni r e ... E nessun organizzatore, forse, aYrebùe anlto il coraggio d i prendere iJ ... medt's imo a due mani e distrnggere tanrn for.:Ct monde per cr etirne w 1n soltanto materiale per qunnto numcricame11te più fort<' . ·!•·~· •i•
ln ,·i:;ca di ciò. ma c-hc proprio non :-ia possibile tro,·,1rc il mezr.n di associare gli alpini ai bersaglirri senza s,1tritici mondi P mntr i: inli dei s ingoli corpi ? Io credo, invece. che sia pt>s,ibilissirno. E non ho nranr;ht' l a fatica cli ,;<:en·ellarnti nella ricerca. cli questo me.::zo perchè. seco11do me, lo ha trovato il le1J ente colonnello Carpi degli al pi1:i i: o per lo meno. il dotto e sluclioso nfficiale, Il a additalo la Yia che sarebbe pii1 acconcia per addi,·enire a quella assoriazione. ]l te11ente colo11n cllo Carpi sn q 11esia stessa, Rirista, 11011 è· molto. ha stalllparo un interessante e geniale articolo do,·e, con rngion:rn1c111 i ctncnc i, d irnoslru e lle nella gL1erra d i montagna <~ n eccs-;aria l'associaz ione inl ima clell'a·r tiglùwia, da montay,w ron gli alpini senza però che sia nec<>,snria la loro associazione orgonica nno dal tempo di pace. N0J :m o articolo poi, il Carpi, cot1chi ude s ulla necess it i.i, d i fornMre i gr11ppi alpini e riconosce co11~c ;rli alpini debba.Ho aYerc il concor:-;o immediato di altra truppa di fm1teria e propone - 11 Hi,urahnenlP - cl1e c1uesto concor so s ia dato da i bersaglieri . ' A 1nmesso il gruppo alpino come lo inf<'n<lc il tenonto colonn e,1 lo Carpi, np lrnre e,·id entc e lle i u esto gru pp o d iventa soltanto n n \mitù tnttica e affatto i11clipond e11te dal foto organico. Ora. domando io, che cosa ,·i sarebbe cranonnal<'. cli strano che a ()Uesl o g'mz>po p·artec iJlèì ssero i bersagli eri e che, al pari dell'ar t iglieria da montt1gna, si associassero con gl i a lpini in un;intimità soltanto rntl ica? · E" o non è wro che i ber saglieri, con una. probahilitit cli novtrnln su con io. clo\'l'rmno co111lmttcrc ti fiw 1co ckp:l i a lp ini'?
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LA DlFESA . DELLE A l,Pl
~fa allora senza Finclare a Ll ar1.igogo l.are tante com bina7.ioni p iù o men o orgm.1i che s i.stabilisca. che fino dal tempo d i pace i bersaglier i e gli alpin i, ad epocJìe fìs,m ell in d eterminate località , manov rino insienrn cei:cando quell'ri/ fiatn 1nento ta.ttico che d ovrn n no poi necessar ictm.en te .a wre in tPmpo dì guerra. I nfine si as::;egni una zon a di fronl iera e si el ica. sempl icernen le : qui in iernpo d i guerra. dovranno combatlere bcrsHglieri ccl alpini , clwuz ue su c1uesta zona j du e norpi xi al.li-. tuino a manovrare iin cln l tempo di pace. :Nè, mica1, per ciò fare è necessario dare agli Filpini i cordoni od. il cap pel lo dei bersagl ier i; m ica, per far ciò, è· n ecessario che g li a lpini clieno l e mostr e verd i a i ber saglieri; n1ica, pc.r far ciò infine - è necessario ui 1a· fusione org,m ica c he vincoli sollo u n.o stes8o n umero o sotto la stessa denomin azione i ben,aglieri e gli a lpini . )fo, allo siesso modo che 110n è necessario come dice il tonento colon nello Carpi - · che gli alpin i e l' artiglieria. da mon tagna abbia no qualsinsi v incolo organico. I bersagli eri, pur fac<~ndo p arte cl.el gruppo alpino, collSeTverebbcro .intatta la loro caratteristica ed an~ i,. si.arei per dire, verrebbero in qu a lche modo ad a ccerìtua,r la per c hè des tr eggiand osi nella 1nanovra d i rnontag11a risponderebbero nè più nè rn.eno 1J1e a l concetto d el T_;a ]v[arrnora, il. qua le· voleva nei l.ier;:;aglié ri una (ruppa sr,elta, 'l'o(nistci, citta (igti ese1·cizi
in montagna.
A_ q~1csta .11roposm q 1Jal cu no, po1r ebbe obiettare che i bersaglie n, verrebbero in qualche modo ad. u surpar e i I. cè>mpito degli alpini. No, ne:::;sun a us urpa½ione : gli alpini reslerebbern 1
n
qucJ che sono eil. i bersaglieri anche. loto còmpito sarebbe sempre ben d isti 1.1 l:o. Agli alpi n i la special'ità, unica.mente, Llella manovra. in montagna; ai bersaglieri la ca.pacitù cl i 11oter anche conèorren~ a far la guerra i n .mon tagna ma capac i.ssimi sempre d i farla in pianura ocl in collina ··qu a lora qu èl concorso non fosse necessario per speci a li evenl i. ;\ l p ri rno ceuno di mobil itazione qua]e il. còrn pito degli al pini?
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COL c;o:s; c oRSO DEI BERSAGLIERI
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Abbandon are le ·n11lare e i nerpicar si su per le creste d elle f ~·oIJtiere e clestrPggiar si nel cuor e delle montagne native. Jnerp.icarsi su , su, sul IE: vette p iìt eccelse e n el.l'an sia felJ· br il e, preln d ia11te la lot ta, ·wgliar e con occ11i o acuto a c~e repari i nemi ci n on r iescano a mettere ad. effeito gue]J e famos(' sor pr ese ch e, per q 1w1ilo cliffiéi li , sono pur sempre poss ibili nella gueri·a d i m.ontagua. I ba ttagli on i alpi~1i - ~1~lla loro· mer avio· liosa attitudin e - al p rimo cenno cb :u1ob1htaz-ion.e clebbo710 non ta n to d ifondero le artel'.ie p rin cipa li di conrnnica.zione - adnwersan ti la catena alp ina - q nanto i passi diffieili, i sen tieri, .k: rn ulatticre le sole per le quali sono da fe,r nersi qu egli aggiramenti cl1e poson o, d'tm trai.lo, preci pitare l'av ver sario sul rovescio o ·tul :q.anco cli quelle slcsse arter ie e comprometlerne la di frsa . Gli alpin i, in u na parola, a.l p rimo r.enno di mobilitazione debbono .raggiu ngere le. immaco late c im':'. e sulh; neve in.cluTita, dove forse non è n eppur e concepibile Ja' pn~se117.l:t !lel I" nomo, posare il loro pi ede cli ace.i a io. e assicurarv i il clomin io ckl loro fucile. I bersagl ieri, invee(~, dotJ'ebbeJ'O pnmdere possesso sul fro ri.te dell'invasore e ... Qni m i orcor go d i cader e dritio o fìl.-ito n ella proposta clell" on. Ma razzi ehe, fau tore de 11' a8socia:1. ione tat ~ tica' tra alpini e bersaglier i, vorrebbero :impiegar e i p1·irn1 sul ficinco e i sec0nd i snl / ronte de l l' invasore.
D aia cl.nnque là costituzione cl el gruppo a l pino nel senso inteso dal renerJie · C'O lonndlo· Carpi e, qu ind i, la necessità di una a.ssoeiazi on e tattica fr a le ù1.1ppe ch e dovranno comporlo; ammesso che, a qt testo gruppo, r,lc bbano par tecipani i ber saglieri , l a questione dell'associazione ta t tica tra. ber saglieri ed alpini par1:e1Jbe r isolta. E nep pu re, per far c iò, s arebber o necessarie specia li rlis loca.z ioni. Cinque r eggimenti bersag lieri son0> stm1ziati, si può diTe, allo sbocco delle va lla te a.lp ine : e sono :i regg imenti d i V eron a. B r escia , M ilano, 'l'orino, S. Remo. Si traslochi il r eg. giment~ ·da Asti a. Cuneo o a S alnzzo e il con.corso di q uesti
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COL CONCO RSO DEJ BERSAGLIER I
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.L A D1FESA D J,; LLE AL PI
cli guisa che, se in una g uerrn più o men~ pro~~-im~, -~pecial.i eventi n on J"LGhiedessern Ja, presenz~ d~il ~e-~::,a.glwrt nelle vallate a.lpin e, poi r ebbero essi essere nnp1gat1 m q~:e,Ua, qual: ·· a.si %On.a d'It a lia e sempre eon. un rend imento utile, poiche si, ._ . te l ·ia·l,. .f-,•to non hanno. nessuna. prec1:;amen ,.,1, che . i. bersao·lieri . a . ·: . . , ,
·sei reggimrnti bersaglier i alla difesa delle va lla te alpinG dive11ta di :faci le attua7.:ione. A qnesto· punto può affacciarsi un'altnb domanda: ammesso, cioè, :il con corso cli questi bersag l. ieri a1lft difesa alpina, clovnmno, questi bersaglieri, aveTe 1m reclntarnemo r egionale? L'on. :M:arazzi dice di sì. e propone, infatti, pei bersaglieri
He.
a
specia.lità. - 11:H:1 soltai~to U rHt certa a hm'.clme ~ _d em_ la c01nodiU1 di poter li. nnpiegaro ovunque . m _montagna, 11'.t pianura od j 11 collina; sulla c Lma del le Alp1 o sulle vett.e-
.:one cl-i recl'~ifomento rciV'D'ic·irwte il viù che è possibile al confine . Io mi. permetto d i _11on essere del parere dell.'on . ::'.fara7.zi
delle )(adonie. . . ,, Per completa.r e qu eSta brevissirntt scJ:1ttura s,_ .~~ov~eo~e ancon1 p arlare della forza de i regg1men_ti ber~agI1en, . c~e il. · 11.[arazzi vm::re b1.ue supenore a 11. "«• ·f'or""l ,.,,. . cle1 · reo·o1ment1 aa . , . _· d1 luiea, . e si dovrebbe, a n.che, dir qualcosa sulla nece~s, ta_c_L,. uon_ agnTav are i bi>.rsai:r li eri del pesan te fardello cle1 nchiamat1 ma o · eh questo dirò, forse, a-1tra volta. P er ora basla.
e ciò per tre ragioni che r itengo discrete. 1° I bersaglieri reclutati regionalmente u surpcrebbrrn, in quale.be modo, ] a caratteristica degli alpini ; 2° i bersagli er i reclutati regionalmente perd erebbero C[Uel carattere di. nazioncilitù, che, per un complesso cli r ag'i oni mor ali, debbono serht1re ; 3° per manovrare n el~e vallate alpin e e i n montagna CJUalunque trupp a - p urc liè composta di in dividu i sani e convenientcmrn te allenata. è capa.ce. In monta.gna i coefficen ti. demoralizzaLor i potranno r.sserc qualche volta pi ù pericolosi ma. sono iniì.nitamente meno frequ enti dei coeffi cienti clemoraliz½atori della pianura : e di ciò :n e ho l'in.ti:rna, persuasione tanto più or a., dopo mi n on bre,·c, soggior no sullo Alpi. Q,uin cli il reclu t.arnento r egiona.le pei bersaglieri, in q ne:;t,1 con siden 1.zione, n on m i p are in dispe-n sa,bile. E degli altr i sei reggi:rnenti bersaglieri, :n on dislocati nell e vallate alpin e, cJ1e ne sarebbe? R esterebbero clove ·sono, salvo poi, :nei cambi cli guarnigione, partecipare al gruppo alpin o. Per cbè, lo r ipeto, n Gi bersaglieri ni ente cl i specia.le ma. solo la ccipcicitè& di poter m a novra.r e in zone :montu ose : ca,pacità c,h e deriva dal loro specia le recluta mento scelto, e dalla loro atliitucline alle marcio lunghe e celeri : att itu d ine, a.nzi, che dovrebbe maggior mente accentuar.si e potrebbe addiri ttura, diventare perfetta qu alora ] a loro istr uzione s'i mperniasse sul concetto di renderli mobilissi.mi atti, come dice il Mara.zzi, a.ne 1narcie rne1'ar,i,gliose. Conchiuclendo l a par tecipa,zione dei brrs agli er i al gntppo alpino non Ji vincolernbbe in nessun modo allo stesso gruppo
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L 'OHDJ NAllENTO G1UD1ZI AR JO mL!TAR,E .
L'ORDINAMENTO GJUDfZfAR[O M!LITARE Con/.inuazione e f,,ne -
Vedi cUspensa V
La costituzione mista dei tribunali militari n0n si può certamente ritenere da noi cosa nuova, perchè, essendo già per altri eserciti scritta nella legge positiva, dev'essere necessaria mente stata preceduta da una con veniente elaborazione scient ifica, che è patrìmouio uni versale. Si studi quindi la ques tione, valendosi del lavoro già compiuto all'estero, o, se gli st udi furono g ià compiuti, se ne pubblichino i risultati. Noi non abbiamo la pretesa di sentenziare che la riforma si debba assolutamente fare ie. un modo piuttosto che in un altro, perchè riconosciamo che si tratta di materia delicatissima, la quale esige molta dottrina e molta esperienza non soltanto degli istituti giudiziari, ma anche della vita militare. Neppure crediamo che siano da trapiantarsi· senza .altro nel nostro paese istituzioni esotiche, percbè sappiamo benis:limo che un simile procedimento, non nuovo in Italia, ha molte volte dato cattivi frutti. Le istitu-zioni sociali devono armonizzare colla storia, coll'indole, col genio del po!POlo 01~i si a pplica.no. Ci limitiamo a ricordare l'esempio della Germania e del B elgio e ad esprimere il voto che se ne tenga possibilmente al dovuto conto, non senza circondare l'ammissione dei giu<lici ci vili nei tribunali militari d i tutte le opportune ga:a:a11zie per l'interesse della <lisciplina militare. prima fra le quali la designazione loro per parte dei Ministri della guerra e della marina, di concerto con quello della giustizia, e la nomina per decreto reale. La Germania, che ha un bilancio militare superiore al _n ostro, può tenere costituito un apposito personale di giu-
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, dici militari; noi evidentemente non siamo in tale condizione e dovremmo imitare il Belgio, designandoli per un servizio temporaneo fra quelli dei tribunali ordinari. Per avere una buona magistratura occorre assicurare ai suoi membri un'elevata ed agiata posizione ed un'ottima carriera, cosa impossibile quando si abbia un personale numericamente troppo ristretto, l'impiego del quale debba essere limitato .alle funzioni di giud ice effettivo e di giudice supplente in un solo grado di giurisdizione (poichè, come vedremo, un'alta · esigenza d'ordine g iuridico vuole che nel tribunale supremo ,seggano consiglieri di Cassazione) (1). ~) I tribunali milità.ri sono attualmente, e dovrebbero -essere ;;t,nche per l'avvenire secondo l'ultimo progetto, costituiti da ·6 giudici, compresovi il° presidente. Da ciò la pos:sibilità dei voti pari su talune questioni e per conseguenza Ae assoluzioni di favore, quando 3 sianò per l'innocenza, 3 per ·1a colpevolezza. , Da molti si desidererebbe la costituzione dispari, perchè rassoluzion e sia sempre pronunciata a maggioranza, che non .Jasci dubbio alcuno sul militare, che mercè sua viene restit uito a lla milizia. Moltissimi poi opinano che la composizione numerica dei ·tribunali non sia sempre in relazione coll' importanza del giudizio e che nella massima parte dei casi siano tr,)ppi i g iud ici chiamati a decidere di reati d i lieve importanza. Nell'ordinaria giurisdizione penale (2) la competenza è vaTia mente d istribuitA- tra i pretori ed i t ribunali (in prima ista11za) e le Corti d'assise (in unica istanza); tra i tribunali ·a le Corti d'appello (in seconda istanza) e la Suprema Corte -(in cassazione). Si ha cioè un giudice unico o un collegio pi1\ (tJ Qu i si po tril fare una questione cli bilancio; ma noi cred iamo in primo luogo che -alle sup reme esif(enze della giustizia debba .di massima cedere qua lsiasi misera (Juestiòne pecuni aria, ect in secondo luogo l'aggrav io al bilancio militare per lo stipendio ·dei gindici effettivi e per un concorso nel pagamento rii quello dei supplenti (impiegabili nel tribuna le penale del luogo) trOl'erebbe un'equiv,alente economia in a ltre spese non indispensabi li (!r,fia giustizi« mil itare. In o!(ni caso si tengano presenti lo ~"lurr.e parole (lei senatore Pagano, primo presidente clella Corte di c,1ssaz ione romana : ... I Governi civili non devono mai consentirr, ,~Ile la nnania soffochi la gi L1sti1.ia. • (2J Vcelasi: Coc:tice di proced141·a. penale, ca1io Il riel Tito lo preliminare.
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L' OlWINAlrnNT() GJUOIZIARIO }llLl'l'ARI~
o meno numeroso di giudici od un giurì a seconda dei casi,.. Quando si ricordi la moderna tendenza ad introdurre nei, tribunali penali il giudice unico, ci si con vincerà di leg gier i, della ragionevolezza dell'appunto, del quale ci occupiamo~ Il rimedio potrebbe consistere nella riduzione dei giudici,. ma allora si verificherebbe, nei pochi casi di giudizio su, reati che importano le pene più gravi (fra ìe quali si anno-: vera la morte), il difetto contrario a quello sopra ricordato,. che, cioè; il numero dei g iudici fosse inadeguato alla loro, gravissima responsabilità. . . Non vediamo nessun inconveniente dal punto d1 vista militare mentre vi ravvisiamo dei vantaggi sia di indole mi litare (quale l'economia del personale distratto dal normal_e suo ufficio), sia di indole g iudiziaria, nello studio di una n · forma la quale tendesse a stabilire o due formazioni diverse dei tribunali (ad esempio, su 3 membri - normale - e su 7 - solenne - ) con diversa competenza per ragione di materia, oppure riducesse ad un minimo di 3 giudici la for mazione unica dei tribunali stes:ii, attribuando alla loro competenza. soltanto i reati minori, ed istituisse le Corti d'assise militari (costituite da un presidente militare, due giudici civili e militari (1) ed un giurì militare di 12 membr i) per i i:eat i più gravi.L' idea della giurìa militare va acquistando ogni giorno. fautori e lo stesso deputato colonne ll o Marazzi, nella sua. rela7.ione sul bilancio preventivo della guerra per l'esercizio. 1900-19.01, v i ha accennato con manifesta simpatia, dicendo ~ « Questi giudici (i militari) applicano il Codice penal e più « coi criterì di una g iurìa,.•che con quelli di un- penalista. « Qualora si abolissero i tribunali militari e si lasciasse ai « mao-istrati ordinari la procednra e l'applicazione del codice. o « penale, potrebbesi forse, fra le varie soluzioni possibili « per a.rrnonizzare tutte le esigenze, adottare quella di isti~ (-LJ Potreb bero essere, ad esempio, (lue togati noi caso cli re,,ti _ comuni, _ed 4 _togato ed J mili ta re nel caso di re,,ti mcr~mente militari. In German ia su 5 gwcl1c1 se_ ne h~nno 2 od ! togato a seconda che la pena comminala sia più o meno gra,·c. Ri te-
niamo preferibile la. distinzione in base alla natura del reato, anziché ,111' en tità della. pena.
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L' ORDINAMENTO O JUDlZIARIÙ M [L)'l'ARE
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« tuire una giurìa penale presso il tribunale civile, trasfor<< mando così gli attuali giudici militari in altrettanti giurati « mili tari. >> Naturalmente J'onorevole Marazzi ha puramente e sempli· cemeate delibato l'argomento della giuria militare, perchè· in sede di bilancio non era opportuno e possibile un vero e proprio studio di esso; e non dubitiamo che, se lo a:vesse approfond ito uscendo dalle pure e semplici considerazioni fi nanziarie poco importanti in così grave materi'a, avrebbe per certo aggiunto ai dubitativi ed ai ccmdizionali, dei q1.1ali. ha fatto uu uso sapiente ed abbondante, qualche recisa af. formazione nel senso di limitare il funzionamento della. giurìa a pochi casi e di esigere sòstanziali garanzie. Colla semplice sostit:uzione dei giurati militari a quelli popolari,. attribuendo alle c;rti d'assise il giudizio di tutti i reati previsti dal codice penale militare (progetto in esame) non solo si creerebbe una dannosa,sproporzione tra l'importanza: del maggiore n umero delle cause e la solennità del giudizio, aggravando enormemente ed in S!'nso inverso la disparità di trattamento pra esistente, in quanto agli organi giudicanti, tra il delinquente comune ed il militare, ma si abbandonerebbe anche quasi completamente ai giudici ci vili· l.' istruttoria, perchè, pure conservando gli avvocati fiscali· · militari, liQn sarebbero certamente compatibili nell'ordinaria. magistratura un istruttore .ed una sezione d' a.ccusa militari .. Di più: anche nell'esercizio deHe funzioni, che nelle ordinarie Corti d'assise sonc attribuite ai . . tre giudici togati, si .dovrebbe necessariamente tenere conto di quell'elemento im~· portantissimo del reato, che consiste n ella qualità militare del!' imputato e della società nel cui seno il reato è .s tato perpetrato (1) ; elemento che influisce sulla disciplina militare, inquantochè il reato offende i partiCi>lari rapporti della. convivenza militare, e, a causa · della sussistenza del quale ili Senato del Regno ebbe 'g ià .a pronunciarsi favorele all'esten-· (I) Oi esso tenevano conto anche i Romani. Il giureconsull o M,a cro nel libro H, De1·e -mi/ilari. <lil:O che : " quaerlam <lclicta pagano aut nullam aut levio1·em pocnam irrogan t, mili ti vero graviorem. •. (Dig. - fr. H de p oenis, XLVIII, 1.9).
L'OHD I NAMENTO G- i UOIZI AHlO Ml UTARE
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L'0HD1NAMENT0 GIOD IZ[AR!O MII,ITAHE
sione della g iurisdizione militare. Ciò non sarebbe certamente possibile ad un collegio di giudici civili; mentre il prestigio dell'autorità militare soffrirebbe per il f~tto che il più alto _seggio della Corte sarebbe occupato da un magistrato togato. La riforma quindi richiede studi_ser:i: e profondi che in- · d ic~ino un modo sicuro p<>r conciliare, in giusta misura, le . esigenze della d isciplina militar e e quelle d i un ra.gionevole progresso. 3. Per q uau to s iguarda la DES [('.J: ~AZIONE DE I GIUDICI ricorderemo che secondo il · progetto (art. 6) « la desiguazione ·« degli ufficiali , che dovranno sedere come presidenti e giu« d ici.nei tribunali militari e nelle commissioni d'inchiesta, « è fatta dai comandanti generali delle d~visioni (l} nelle quali « ha sede il tribunale, seguendo l'ordine di anzianità tra gli « ufficiali in esse residenti, i cui nomi sono compresi in una, ·« lista depositata nella segreteria del tribunale militare. La « indicazione degli ufficiali d~t comprendersi nella lista è « fatta dai capi di corpo, dì d istaccamento o di servizio. ~< Nessuno degli ufficiali com presi nella lista,. ai quali spetta « di essere designati g iudici, può ·essere omesso dal. coman·« dante generale, ov vero esimersi dalF accettar e l'ufficio, « se non per grave imped imento riconosciuto con motivata « decisione dello stesso comandante generale. » Nel caso poi che si tratti di giudicare un ufficiale di grado s up·eriore al tenente (ogni ufficiale secondo il vigente codice penale per l'egercito) si modifica la coµiposizio ne del tribunale in rela· ~ione al grado dell'imputato e la surrogazione dei giud ici ha luogo per ogni processo (articolo 9 del progetto) con -estra?.ione a sorte fatta dal capo di stato maggiore . iu presenza del generale coma ndante la di visione, dei comandanti delle brigate stanziat~ nel luogo ove dovrà sedere il tribunale e del pubblico ministero, oppure (se debbasi giudicare un generale) dal presiden't e del tribunale supremo in pub-
,{I) Qur., ta denomi nazione non é in relazione col ,·igente orJ inamen to dell 'e,erc:to.
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blica ud ienza. In modo analogo sono designati i giudioi pe1~ tribunali marittimi (articoli 20, 23, 24 e 25 del progetto) ., I n proposito taluni osservano: a) Che il sistema della designazione in base all'anziànità. stabilito pei giudici, -che costituiscono permanentemente il tribunale, non offre agli imputati una sufficiente garanzia·; b) Che è certamente preferibile il sistema dell'estrazìone a. sorte stabilito pei giudici temporanei dèsìgnati per ogni singolo processo per il giudizio degli ufficiali, e che non v'è ra- . g ione per non estendere tale garanzia a tutti gli imputati ; _e) Che in ogni caso i due sistemi predetti sono inçostitu-. zionali; d) Che non è utile valersi esclusi va mente di ufficiali in ser-vizio attivo, perchè le altre loro occupazioni li distolgono. dl:!l dedicarsi polla voluta diligenza a questo non ambìto cÒmpito. Discutiamo breve mente tali o~ser.v azionÌ: x) La designazione dei g.iudici in base all'anzianità lascia,. si dice, completamente nelle mani del potere esecutivo, dei ministri della guerra e -della marina, la composizione dei tribunali, perchè, essendo l'anzianità dei singoli uffici ali cosa. ben conosciuta, i ministri possono distribuirli nei reggimenti, reparti, uffici, dipartimenti, e distribuire i reggimenti, ec·c. , nelle varie sedi in modo da far ri~ultare i tribunali composti come meglio loro piacci"L. . Premettiamo che chiunque · sia elevato ali' alta carica di. ministro della guerra o della marina, vi deve naturalmente g iunger e (sia esso militare o borghese) dota,to di tali qualità morali ed intellettuali, da r endere per lo meno ridicola la sup-. posizione che pos;ia avere di mira qualcosa di di verso del bene, inteso interesse delle istituzioni militari, che coincide col retto funzionamento della giustizia. Non meno ridicola sembrerà. l'obbiezione sotto il punt o di vista pratico, della materiale at · tuazioue di quanto essa fa temere. Basta conoscere i sistemi in base ai quali si fanno i cambi di guarnigione, le destinazioni. degli ufficial i ai singoli corpi ed uffici, i turni d'imbarco, ecc. per convincersi come l'obbiezione manchi di qualsiasi serietà..
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1,'0lll)INAME.NTO GIUD1Z 1ARJO MILITARE
E poichè coloro che criticano il predetto sistema vorrebbero sostituirgli la nomina regia come più rispondente alle prescrizioni statutarie, così noteremo che ques'ta garantirebbe meno (sotto il loro punto di vista) del sistema vigente i giudicabili, perchè le relative proposte dovrebbero emanare dai ministri della guerra e della marina, i soli responsabili delle nomiÙe stesse, ai quali perciò nessuno potrebbe ragionevolmente impedire di scegliere i giudici secondo i criteri che .credessero migliori. ~) L'_estrazione a sorte, stabilita per i giudici temporanei , non costituisce un privilegio per gli ufficiali imputat,i, come taluno asserisce, perchè la designazione in bas.e all'anzianità dei giudici permanenti altro non è che un metodo nel quale la sorte funziona, d iremo così, automaticamente e consiste nel fatto che al principio del biennio si trovino fra moltis~ simi ufficialì ad essei·e capilista per anzianità nèlle sedi dei tribunali (pe,· effetto di promozioni, traslochi, imbarchi, . cambì di guarnigioni, ecc., precedentemente fatti per altri scopi) T izio, Caio e Sempronio, anzichè Mevio, Marco e Lucio. Nel caso della designazione dei giudi0i temporanei per ogni processo si è invece stabilita l'estrazio ne a sorte, crediamo, sia per ripartire meglio fra i pochi designabili, gravati da a1tri impor tanti doveri, il carico del servizio, sia per escludere in modo assolato anche la parvenza, il sospetto di un' indebita ingerenza delle autorità militari superiori, la quale sarebbe materjàlmente (badisi, che non diciamo: moralmente, anzi lo escludiamo) meno difficile che non nel caso della designazione biennale dei giudici permanenti. · In ogni modo le obbiezioni esaminate si basano su un errore fondame ntale, scusabile in chi discute di cose prevalentemente militari senza conoscere lo spirito che anima le militari istituzioni. Tutti i gindici militari, comunque designati, sono eguali dinanzi alla maestà della legge, ali' interesse della g iustizia e della disciplina ; tutti sono animati dallo stesso sentimento del dovere, come g ià si è accennato. Le naturali differenze di temperamento esistenti tra i vari individui non hanno un'impo1;tanza tale da far d imenticare o soltanto affie-
L'ORDINAi!EN'l'O GIUDIZIARlO M!LlTARB
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volire il concetto al quale si inspira la giustizia militare, da .indurre a qualsiasi transazione che possa nuocere alla disci·plina. È quindi assclutamente oziosa ogni discussione in pro · posit0; non può esservi questione di persone ov~ si hann_o ufficiali chiamati a giudicare secondo la loro coscienza ed 11 ,l oro onore nell'interesse della milizia e della patria. y)' I due sistemi predetti sono detti incostituzionali, perchè non sembrano in armonia coll'art. 68 dello Statut o fondament ale del Regno, secondo il quale « la giustizia emana dal Re ed è amministrata in suo nome dai giudici che Egli istituisce. » Ne'l nostro diritto pubblico abbiamo, oltre i giudici mili. . tari, un'altra categoria di giudici la nomina dei quali non è fatta dal Re: quella dei conciliatori e vice-conciliatori, che sono nominati dal primo presidente della Corte d'appello per regia delegazione ed in nome del Re (1). La questione non ha che un valore teorico, e noi risparmieremo ai nostri lettori un.a disql1isizioue di · diritto costituzionale, che dovrebbe proporsi di stabilire se sia o meno confor me alla let tera ed allo spirito del nostro Statuto la delegazione che con leage (alla cui formazione il Re concorre) si facc ia ad una o . qualsiasi autorità della prerogativa reale relativa all'a nomma dei giudici. E benchè non· vi sia do.bbio che il sistema vigente, dall' ultimo progetto ·conservato, meglio di ogni altro risponda allo scopo, pur tuttavia noi riteniamo che non,sarebbe superfluo stabilire in modo tassativo, per legge, che la nomina dei g iudici (determinata nei modi prop(,sti da.l progettò ministeriale) venga dai comanda.nti di d ivisione, di dipartimento e dal _presidente del tribunale supremo fatta per delegazione reale e proclamata in nome del Re, quando non si cradesse provvedimento migliore il confermarla con decreto reale. ]~ questione di forma e non di sostanza, ma nei governi costituzionali la forma ha un' importanza tal volt.a così grave da influir e molto sul merito. L,' foghilterra ci è al riguardo maestra. Non v· è poi dubbio che si renderebbe un (I) Art. 29 della
le1:g,, 23 dicem bre :l.8i5, n. jl839.
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L 'O itDl N AM EN TO G!(J DI ZI A RIO MI L ITA HE
L'ORDINAMENTO GIUDIZIARIO MILITARE
buon servizio al prest,ig io della giustizia militare coll'accordare meglio, anche sotto l'aspetto formale, la nomina dei giudici collo Statnto; si eliminerebbe almeno la ragione di una critica, che pnò fare impressione. 8) La questione· dell' impiego degli ufficiali in congedo a preferenza di quelli in servizio effettivo per le funzioni giudiziarie militari si riattacca, sotto un riguardo, a quelle dell' indipendenza e dell' imparzialità dei giudici, inquantoché alcuni preferirebbero gli ufficiali in congedo perchè non più vincolati dalla diseiplina e suseettibili 'in grado minore del timore di danni o della lusinga di favori; meno soggetti infine all'influenza del lo spirito di corpo. Ma, dopo quanto abbiamo detto in proposito per g li ufilci11li effettivi, è inutile fermarsi su questo argomento d'impor tanza solo apparente. S i osserva anche che gli ufficiali in congedo, non a,endo . il peso del normale ser vizio, potrepbero dedicarsi con mag gior .zelo all'ufficio di giudici e prepararvisi meglio anche in tellettualmente . .N'otiamo ?he, data la m'i sura delle nostre pensioni, molti ufficiali pensionati devono diversamente occuparsi, quando _non abbiano da attender e all'amministrazione dei beni propri ; che g li altri, i più agiati, ·non pot endo adattarsi all' inazione troppo contrastante colle loro abitudini, si dànno ad nfilci onorifici n elle pu bbliche amministrazioni, in società di beneficenza e simili; che infine gli ufficiali in congedo non pens:onati sono in massima parte impiegati, professionisti, industriali, agricoltori, ecc. In genere quindi t ut ti hanno altri còmpiti ai quali attendere ed ai quali difficilmente rinuncierebb~ro per assumere la grave r esponsabilità delle funzioni giudiziarie militari. D'altra parte gli ufficiali in servi~io attivo, quando siedono come giudici, sono esonerati daglì altri loro doveri. Ma pure ammesso che sotto questo riguardo si debba pro · pender e per l'impiego degli ufficiali in congedo, altre gravi .ragioni consigliano il contrario. La questione si è altra volh1 discussa in Parlamento e si è detto che i giudici devono essere scelti fra gli ufficiali in servizio attivo · per il pre-
stigio, che nasce dal servizio stesso. Non v'è dnbbio che tale ragione abbia un valore, che peraltro non dev'essere esagerat o, potendosi (specie pel giudizio degli uomini di truppa) ovviare all' inconvente chiamando in servizio temporaneo gli ufficiali in congedo sedenti come giudici, con che si fregierebbero del distintivo a tale servizio inerente. ì\Ia un'altra ben più grave ragione fa preferire gli ufficiali effetti vi. Come il giurì esprime la valutazione dell'offesa al diritto da parte della comunanza sociale e basa la valutazione stessa sull' esatta conoscenza dell'ambiente nel quale il reato si è perpetrato e dal quale esso giurì è uscito, così il collegio dei g iudici militari dev'essere l'emanazione della società attuale militare, rispecchiarne il turbamento che è c'onseguenza del reato commesso, rappresentarne i bisogni, le t endenze del presente e non quelle del passato. Anche nell'àmbito della .m ilizia si è sempre verificata una graduale evoluzione di idee e di sentimenti, che ha modificato le r egole di tratto disciplinare, i sistemi punitivi, le fnnzioni dei vari gradi, ecc.! ecc. Un criterio èlisciplinare ottimo oggi può non essere più tale fra pochi anni ; col m utare dell' iudole, dell'istruzione, dell'educazione della mass~ popolare, che affluisce all'esercito ed all'armata, devono naturalmente mutare i sistemi cli governo della truppa. L'ufficiale, che vive foor.i dell'ambiente militare attuale, è quindi molto meno adatto alle funzioni g iudiziarie di quello in servizio e ffettivo ; ed in ciò sta la rngione principale della preferenza che la leg ge gli accorda, anche a prescindere dal suo più diretto interesse per la rigorosa conservazione della militare <lisci plina. B . UFJi'ICIALI '.ISTRUTTORI. - L'oper a degli ufficiali istrut tori è di capitale importanza per la buona amministrazione della g iustizia. Certamente essi devono avere una conoscenza esa~ta delle leggi penali e di procedura, delle ragioni e dello spirito d i esse, delle leggi organiche militari e delle regole disciplinari; su q·uesto argomento non vi può essere dissenso. Ma ad essi occorre pur e grande esperienza della vita 6-l -
A NNO XL VII,
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L ' ORDINAMENTO GÌUDIZJAHIO M!LlT ARE
L'ORDINAMENTO G1UDIZ1ARI 0 MILITARE
militare per poter condurre colla volut11 sagacia le loro istruttorie ed apprezzare nella giusta misura gli elementi vari, che determinano la :figura del reato. Quindi, se un maggior corredo di cognizioni g iuridiche noi potremmo certamente trovare in un giudice istruttore togato, non ci sarebbe del pari possibile riscontrare in lui la necessaria conoscenza della legislazione militare e l'esperienza della vita delle armi. Questo difetto è molto grave; perchè, mentre non è difficile ad un ufficiale di acquistar"' in tempo r elativamente breve sufficienti cognizioni teoriche sul giure penal6 comune in genere e sul penale militare in ispecie, l'esperienza della vita militare non si può possedere che dopo lunghi servizi prestati nei vari gradi della gerarchia. Riteniamo quindi che, D?,entre è ragionevole esigere serie prove teoriche per la destinazione degli ufficiali alle funzioni di giudici istrnttori, sarebbe un gravissimo errore sostituirli cori magistrati civili. Il prestigio del grado facilita all'istruttore militare le sue indagini; rende più frequenti. le confessioni degli imputati, che sanno essere l'ufficiale null'altro che un padre rigido, ma affettuoso, de' suoi dipendenti; distoglie i giudicabili stessi dal ·ricorrere a qnei raggiri, che spesso deviano per tempo non breve· il corso della g iustizia nei gabinetti · degli istruttori t ogati. Senonchè, come abbiamo già accennato altrove. (1), anzichè elevare i titoli per la detta nomina e possibilmente anche la posizione morale, il progetto del Governo hà proposto addi · rittura la sostituzione di ufficiali istruttori in servizio biennale a quelli permanenti, prendendo occasione dall'introduzione nella procedura militare della citazione diretta. Abbiamo già espressa la nostra modesta opinione contraria a tale provvedimento e le ragioni dell'opinione stessa, L'ufficiale istruttore permanente, e quindi esperto, rappresenta per i giudicabili una utile garanzia contro un eventuale eccessivo rigore del rappresentante della legge, perchè l'esperienza della vita militare dà a quello un con(¾) Rivista militare italicma, t90l . .-
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,cetto del reato molto più esatto ed equo che non possa dare a .chi unicamente lo raffronta alla severa parola del codice. Sarebbe anzi molto utile che detto ufficiale personalmente dipendesse dal solo presidente del tribunale e non dall'avvocato :fiscale, perchè la sua azione apparisse sempre più imparziale. Otto lustri di esperienza depongono chiaramente a favore ,di questa istituzione. C. AccusA. - Taluni vorrebbero . abolire gli avvocati fiscali militari {come personale civile dipendente dall' amministrazione militare) ed affidare le lorQ funzioni ai magistrati ordinarì, ritenendo che, se non vi è dubbio che pe·r l'esercizio delle funzioni stesse occorra di conoscere bene .gli ordinamenti e le leggi militari, è del pari certo che anche i detti magistrati curerebbero di acquistare tale cono-scenza e porterebbero alla giustizia militare il prezioso tri. buto di una più larga, più completa esperienza dell'amministrazion e della giustizia. Una proposta concreta per l'abolizione degli avvocati nscali fu presentata alla Camera dei Deputati il 3 giugno 1870 dagli on. CrisP,i, Rattazzi ed altri, ma non ebbe fortuna. La questione· è toccata anche dalla relazione ministeriale, che accompagna i progetti r~lativi alla giustizia penale militare sottoposti all'esame del ·Senato µella passa,ta -sessione. La relazione stessa ci informa, che la Commissione reale per il progetto del codice penale militare aveva proposto la unificazione del personale degli avvocati fiscali, militari con q11ello della magistratura ordinaria. Non vi è dubbio -che ciò contribuirebbe sia a migliorare la carriera infelicis,s ima dei detti funzionari, sia ad a~sicurare anche per l'avvenire alla giustizia militare l'opera di valenti accusatori, perchè naturalmente, se le condizioni di carriera si manterranno quali sono venute a risultare con un progressivo peggioramento in questi ultimi tempi, avverrà che i migliori .avvocati e magistrati non aspireranno affatto ad entrare in .questo personale, che ha una parte così grave nell'ammini:Strazione della giustizia militare.
I nuovi codici rnilitai-i.
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!.'ORDINAMENTO GlUDIZIAR!O MILITARE
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r,'ORD(.N'AMENTO G I UDI ZIARIO 11.lLITAIIE
Ma la relazione ministeriale nota che l'attuazione della. suaccennata riforma ha incontrato « difficoltà che non si. possono vincere », perchè mentre « considerazioni d'indol& <5 militare richiedevt1,no che i fonzionari del pubblico mini« stero destinati ai tribunali militari fossero posti sotto la « dipendenza del Ministero della guerra, considerazioni d'in« dole ·g iuridica imponevano di mantenere al pubblico mini« ster'o, come organo di giustizia, quella indipendenza nel« l'esercizio dell'azione penale, che è ammessa e guarentita « dalla legge >l; esigenze vpposte che traggono origine dai due opposti principì che r eggono uno la milizia e l'altro la società civile: subordinazione ad un supremo volere, cioè, e libertà. Bisogna ricordare che in altri paesi civili le funzioni del pubblico ministero innan?.i ai tribunali militari· sono ancora a,ttribuite ad ufficiali , perchè si dà una 'grande importanza all'influenza di esse r ispetto alla <lisci plina. In .Italia invece si souo da molto tempo sostituiti agli ufficiali appositi funzionari laureati e dipendenti da l .M:in istero delhL guerra, procurando di conciliare così i vari ordini di esigenze. Il pubblico ministero per le sne attribuzioni nell'istruttoria e nel dibattito deve possedere nna conoscenza completa ed esatta dell'ambiente nel quale hanno commesso i loro r eati i giudicabili, conoscenza che non può (in mancanza di u na personale esperienza della vita militare) conseguire che dopo molti anni di esercizio permanente delle sue fonzioni, e che tLSsolutamente non potr ebbe acquistare un magistrato ordinario durante un servizio temporaneo. L' avvoc1~to fiscale inoltre deve presiedere alla d isciplina giudiziaria nella ri spettiva giurisdizione, ed ognnno vede tutti gli inconve nienti di attribuire tale azione a funzionar;i che dell' ele· mento militare non fossero esperti conoscitori. Riteniamo quindi, che sarebbe opera saggia lo stabilire per questo personale regole rigorosissime di ammissione e di avanzamento; l'assicurargli un'ottima posizione morale e materiale, in ogni caso non inferiore a quella che conseguono, a parità di anni di servizio e d i merito, i magistrati
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,ordinari ; il trovare il mezzo per tenerlo al corrent~ della. giurisprudenza penale comune, all'infnori di quella riferentesi alle figure di reato, che formano oggetto delle sue normali occupazioni; cosa conseguibile, ad es.: con tempo: ranee applicazioni alle regie procure. Ma crediamo del pan ,che non si potrebbe dalla nostra giustizia militare nel momento attuale tentare una radicale riforma, che contrasterebbe coll'indole e cogli interessi più delicati delle istituzioni militari. D . Drn'ESA. - Un ultimo argomento molto delicato dobbiamo brevemente toccare a proposito dei tribunali militari. Benchè le disposizioni relati ve alla difesa siano conten ute nel progetto del codice di procedura pe~ale. ~il~tare e n~n i~ quello della legge sull'ordinamen~o g1.uchz1ano, tl:~tav1a ~01 ne tratteremo qui nella sua sede screntdìcamente pm propria, quella dell'ordinamento, essendo !a _dif~s~ ~n istit~to 'no~ meno essenziale degli altri organi gmdrzian, fin qm es~m1nati, rispetto all'amm~nistrq.zione della giusti.z~a. 11 progetto del codice ora ricord~to sta~1l1sr:e. (a~·t. 124~ che i difensori possano essere sceltr fra gli .ufficiali aventi grado inferiore a quello del presidente, ~ fra gli av:1 ocati e procuratori iscritti nell'albo di un tribunale o d1 una Corte. Ciò val quanto dire che si potranno avere come difensori anche ufficiali generali e superiori, mentre attualmente tale elevato ufficio non può esser e assunto che da uffi. ciali inferiori. Nessun dnbbio che il provvedimento sia oltremodo lodevole. Grave E\ difficile è il còmpito degli avvocati difensori (quasi ad aMx ilium vocati), che. non meno validamente ed. e~ncacemente degli accusatori concorrono alla retta. a~mm1: strazione della giustizia. All'interesse della repressione s1 <lev.e naturalmente contrapporre quello .dell'innocenza; epperciò la funzione della difesa ha un carattere sociale, che -eccede i limiti della pura e semplice tutela dell'imputato. La verità n on può scaturire che dalla lotta intelligente tra la difesa e l'accusa. In conseguenza è di grande interesse sociale
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I,'ORDINAMEN'l'O GIUDIZIARIO ll!LITARB
che i difensori siano idonei -al loro ufficio e completamente indipendenti nell'esercizio di esso. Sono gli ufficiali, nella loro generalità considerati, idonei ~~ ministero defensionale? Difendere è tutt'altra cosa di giudicare; occorrono non soltanto una buona coltura generaìe ed un retto criterio, ma be11sì una completa coltura giurid ica accoppiata a parola facile ed adorna, e molta pratica g iudiziaria. Prima del dibattimento nell'esame degli atti e nella predisposizione dei mezzi. di difesa, durante il dibattimento nella discussione degli incidenti, nell' escussione dei testi nell'esame delle perizie e nell'arringa, il difensore ha bisogn; .di doti, che normalmente mancano all' ufficiale. Questi è uomo d'azione più che di parola, abituato a ragionamerit.i semplici più che ad involute discussioni di questioni giuridiche e medico-legali (questioni quasi sempre essenzialissini.e, da non confondersi coi cavilli forensi) ; quindi, posto di fronte al l'avvocato fiscale, esso si trova a disagio. Non può opporre similia simitibus e l'equilibrio è rotto a beneficio dell'accusa, ciò che è contrario alle vere esigenze della giùstizia e diminuisce il prestigio di g uesta. Inoltre anche per quanto r iguarda l'indipendenza, la posizione del difensore è molto difficile, non già perchè siano possibili pressioni inu_tili alle quali nessuno ha mai pensato, ma perchè, dovendo esso discutere le circostanze che hanno accompagnato la perpretazione di un reato o quelle che l'hamw preceduta, si trova spesso nella necessità di esaminare la con dotta non del solo imputato, ma anche di altri militari di vario g rado. Ora i codici vigenti, l'ultimo progetto ed il regolamento di disciplina militare tassativamente impongono al difensore di non allontanarsi mai dal rispetto dovuto alle leggi ed ai regolamenti, specialmente per quanto concerne la clisciplina; disposizione questa che acquista un valore speciale per gli ufficiali difensori_ Molti hanno levato la voce contro di essa, ma a torto; hanno cosi dimostrato di non conoscere lo spirito vivificatore delle istituzioni militari. Deve essere assolutamente così; sarebbe strano e dannoso che fosse altrimenti.
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Per questo abbiamo lodata l'innovazione che consente ad ufficiali di grado elevato (1) l'esercizio del sacro ministero della difesa. Le posizioni difficili esigono quella maggiore esperienza della vita e quella maggiore assennatezza, che ac~ compagnano di consueto l'età matura. Sarebbe egli convenientè di fare un pas,,o più decisivo in avanti e rendere in pace assolutmnente obbligatoria la assistenza di un avvocat,o o di un procuratore legale? Dal punto · di vista teorico non v'è dubbio che tale soluzione sia la migliore; ma vi s~no due difficoltà d'ordine pratico, che non devono essere dimenticate. In primo luogo manca agli avvocati la pratica della vita militare, che consente un più valido aiuto al cliente e che fa · apprezzare al loro giusto valore le circostanze del fatto e la natura del reato (specie pei reati in servi1.io). A ciò si potrebbe forse ovvùire consentendo che l'avvocato fosse assistito da un ufficiale, il quale lo aiuterebbe per la parte tecnica> professionale militare, mentre per certo gli abbandonerebbe la d iscussione dei punti più ,1cabrosi della causa. In secondo luogo i cattivi risultati sin qui dati dall'istituto del gratuito patrocinio (al quale una gran parte degli imputati. deve ricorrere) fiinno seriamente meditare se sia utile sostituire ai difensori militari (non abbastanza idonei, ma attivi premurosi e disinteressati) difensori di professione, i quali,' non· per colpa lor~, ma per le necessità stesse della lotta per l'esistenza, più che mai viva anche nel ceto forense, non ( t) Nel caso che il presidente (prendi,tmo come esempio il _ t ril)uoa1eyormane11te>, sia nn c,,1onnello, H difensore po tra ess<Jrc Lenente colonnello. t\Ia se all uchenza pe1. un qualsiasi legittimo i111pe<limento il 11res idente titolarn non interviene, e la. pr~s idenza vi.ene assunt;, dal giud ice che lo segue in gradq (tenente colonnello o maggiore), s, potrà e dovril esigere.che l'i mp utato cam bi s,iclttta stante il suo difensore• L'in~eres5.~ della difesi, vi si oppone evictenterncnte, e con esso l'interesse stesso della giust1z1a._S1 ri nvierà la causa ? L'interesse ,lella giustizia (non parliamo po i di quello del ll il anc10) ne solTrn. Si ammetterit il clifensore superio re od eguale in grado .' al pr~sidente ? Si ofrenderebbe la lettera e lo spirito della leggo. Questa pe'ra ltro sarebbe la soluzione ni i<rliore.; ma per manten ere intatto il pri nei1>io sancito dal c)<licc occorre rebne prevedei~e 0 risolvere in esso tale ipotesi (eh,i in pratica si verilicherà spesso) statuendo che in O"lli caso il difen sore mili tare c\eblxtsi durante il dibattimento considerare come inferfo;e "Crarchicamente ;LI presidente. Questo di sottoporre eventualmente il superiore ali' inferiore 11011 è un principio strano, nè tampoco rivoluz ionario ; sta già scritto nel regolamento di clisci11Jina mi li tare.
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possono di regola dedi'carsi colla voluta ampiezza, diligen za e serenità ad un ufficio non retribuito, Appunto per questo si va sempre più. diffondendo l'idea, che l'interesse della g iustizia reclami l'istituzione di appositi funzionari pubblici per il ministero defensionale, pagati dallo Stato come lo sono quelli dell'accusa. Di essi si ebbero esempi ,negli avogadori dei prigioni a Venezia e n egli avvocati dei poveri in Piemonte prima, e poi, sino al 1865, in Italia. In conseguenza meJ1tre è opportuno affermare la tenden za verso un migliore ordinamento della difesa innanzi ai t ribunali militari, è g iuocoforza riconoscere che difficilmente, allo stato di fatto attuale, si potrebbe concretare una soluzione migliore di quella contenuta nel progetto che stiamo esaminando (1) .
L'0RD1NAME N'r0 GIUDIZIARIO ~I!LlTA.l tE
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« provvisoria, e pei reati più gravi, tutto commesso allo « sconfinato arbitrio dei giudici popolari : insomma un com« plesso d' istituzioni, di forme e di tendenze, per cui la re« pressione penale è andata gradatamente scell'..lando; sicchè « le statistiche penali ci rivelano insieme il numero crescente ·« di reati e la scarsezza e la tenuità delle condanne. A fronte « di questo stato di cose, è naturale che l'autorità militare e << i governi si siano preoccu:p ati delle condizioni della milizia, <.< ed abbiamo sempre più temuto di affidare la disciplina del « soldato alla legge comune, e al giudizio dei tribunali ordì« nari (1) . » 0AP1TOLO
II.
Tribunale supremo di gue1·ra e marina.
Abbiamo così esaurito l'esame delle princip ali qu estioni, che si sogliono fare a proposito dei tribunali militari, omettendo per brevità quelle di minore importanza. In esso ab biamo procurato di tenerci al lato pratico di ciascuna, anzichè al la,to teorico, perchè ha una prepoùderante influenza la n ecessità essen zialmente pratica della tutela della disciplina militare, che non può essere abbandonata a quella tendenza eccessivamente umanitaria che prevale nella giurisprudenza penale comune. « Nel secolo ultimo questa si è messa, scrive il senatore « Pagal?-o, in una via_, nella quale la legislazione militare non « avrebbe potuto seguirla senza pericolo. Grande e progres« siva attenuazione di pene; grande arbitrio al magistrato « che deve applicarle e· crescente indulgenza nei giudici, « pei quali il massimo delle pene è una vana minaccia che « rimane scritta nei codici: procedimenti lentissimi, per ec« cesso di circospezione e di cautele; appelli, ricorsi, libertà (i) Per conto nostro, anche per mantenere una relazione tra I' elà e quindi l'esperienza <1ella vita, degli avvocati e quella degli ufficiali <lifensori, riterremmo opportuno ·esclucJcre i sottotònen ti, cosa utile pure dal punto di vista mllitare.
A proposito di questa magistratura poco vi è da dire, che in questi ultimi tempi già n on si sia detto, poichè è notorio .che contro di essa specialmente, si siano rivolte le armi di -0oloro che vogliono demolire la g iustizia militare, e che, sapendo il momento attuale favorevole a far prevalere in ogni -q ç.estione l'aspetto finanz iario, sanno molto bene far credere che la sua abolizione possa dare un'economia da devolversi, secondo alcuni, alla parte vitale-dell'esercito (quasichè vi sia cosa più vitale per esso della rigorosa tutela della disciplina), -0, secondo altri molto più logici, al bilancio del tesoro. Nelle. pagine di questa Rivista ha largamente trattato della ·questione un ,ufficiale superiore, il maggi ore avv. Michele ·Carcani (2), che alla coltura giuridica accoppia una lunga pratica giudiziaria militare per avere per molto tempo eser-citato le funzioni di ufficiale istruttore. Ci limiteremo perciò a p0che osservazioni. Gli abolizionisti del tribunale s upremo sono di due specie: :alcuni ne vogliono l'abolizione per le stesse ragioni per le (!) Lettera citata. ,Wi varkimentai·i. Senal_o del· Regno, !900. (2) Ri1Jista mi/.itare-italiitna, ·1900. • li tribunale sui>remo cli guem1. ,(
e marina.•
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quali non ammettono l' esistenza dei tribunali militari territoriali e marittimi, e sono perfettamente logici, come ba. riconosciuto anche il senatore Pagano, primo presidente della Cassazione romana (1); non si può abbattere un edificio senza. atterrarne anche la sommità, il tetto; . altri sostengono che· quello può e dev'essere abolito anche quando si conservino questi: e noi, sempre per tenerci alhi similitudine dello edificio, li pareggiamo a coloro .~he volessero conservare in piedi salda una casa, distoglien done ed impiegando per altri scopi il materiale che ne costituisce le fondamenta; ed in veroil tribunale supremo è base e coronamento, fondamento e tutela dell' intero organismo della giustizia militare: Le r agioni addotte sono press'a poco le seguenti: a) Il tribunale supremo pronuncia sopra i ricorsi per nullità presentati contro le sentenz~ dei tribunali militari e statnisce nei casi di conflitto, revisione o designazione di tribunali. In conseguenza il suo còmpito non richiede spe· ciali cognizioni militari, ma soltanto cognizioni giuridiche, epperciò soltanto a mag istrati togati può essere utilmente attribuito . E poichè esiste la Corte di Cassazione di R oma, che ha appunto un corrispondente ufficio per la giustizia comune, si attribuisca ad essa anche la competenza del supremo tribunale militare, tanto più. quando si trapiantino nel codice penale militare gli stessi principi che informano il codice penale comune. S i eviterà così. il grave danno di: due diverse g iurisprudenze, emanati da d ue tribunali del pari supr emi, sull' istessa materia.. b) La costituzione del tribunale supremo. è, ancora più d i quella dei tribunali territoriali marittimi, lasciata all'arbit rio del potere esecutivo militare, mentre i consiglieri della Cassazione godono di un'assolut a indipendenza e dànno·
e
(1) Secondo esso : , Si presentit logico il concetto di chi vaghegg ia l'abolizione com• 1)J1Jta flclla giurisdiziohe speciale militare nel suo insieme, anziché l'opinione, al tutto irrazionale, della parziale soppressione del solo tribunale supremo, lasci,mllo in vila " il rimane nte organ ismo gi udiziario militare. (Lettera 27 dicembre J900, rL :15 P. r, « al Ministro della guerra). »
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qu indi ben maggiori garanzie di una retta amministrazione della giustizia. Q.,serviamo in proposito che: o:) D opo il recente voto della Camern dei Deputati invitante il Ministero a, presentare un progetto d i legge per l'abolizione del tribunale supremo, voto che in sede di bilanuio mirav.a a pregiudicare una questione d i alto interesse militare e giuridico, il ministro deila guerra, d'accordo con quelli della marina e della giustizia, interpellò i due più alti magistrati del Regno, il primo presidente ed .il procuratore gene rale della S uprema Cor te di Cassazione di Roma, circa la possibilità e l'opportunità dell'abolizione stessa. I d ue alti magis trati (appartenenti a quella stessa Corte, alla quale si vorrebbe deferire la giurisdizione ora spettante al tribunale supremo, e quin di per ispirito di corpo naturalmente inclini ad aumentare il lustro e le funzioni di essa) hanno risposto negatiYamente adducendo va.lidi argomenti, che è molto interessante di conoscere. Il primo presidente così (in !{Oche parole riassumiamo le sne idee) suffraga l'opinione espr essa: · l. È di somma convenienza il conser vare la cooperazione dell'elemento militare anche ·nel grado supremo giurisdizionale, tenuto conto dei criteri e delle cognizioni d'indole tecnica occorrenti nella risoluzione di talune questioni di diritto penale militare; la Cassazione mal potrebbe giudicare se la qualificazione dei reati fa tta dai tribunali militari si~ o no esatta, perchè per fare ciò 09con·ono cognizioni militari special niente quando, ad es., si tratti di 1·eati ùi servizio. 2. L'avvocato generale militare, che dovrebbe essere cons~rvato per le sue funzioni di disciplina giud iziaria rispetto ai tribunali militari e di consulenza legale pei ministri della guerra. e della marina, non potrebbe. essere escluso dalla partecipazione ai giudizi della Cassazione senza attenuare la fig ura e l'autorità di esso e senza frustrare lo scopo dell'opera sua in rapporto alle altre sue attribuzioni direttive e di viO'io . lanza; non potrebbe poi essere ammesso pei soli giudizi militari, senza craare una posizione anormale, u n ibridismo inorgan ico .
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3. Le leggi sui matrimoni degli ufficiali di terra e di mare affidano al tribunale snpremo le attribuzion i relative alìa, dichiarazione d i idoneità e siéurezza della rendita, alla sostituzione di una garanzia ad un'altra, alla cessazione del vincolo e libera disponibilità della · r endita, e la decisione se un matrimonio sia stato contratto jn opposizione alla legge e se perciò l'ufficiale sia passibile dt lla revocazione. Mentre le prime tre funzioni potrebbero essere affidate al · magistrato ordinario (e il senatore Pagano consiglia di accentrarle nella Corte d'appello di Roma) (1), la quarta, quella re~ati~a alle contravvenzi?ni alle leggi .sui matrimoni ed apphcaz10ne della pena della r evocazione agli ufficiali, non potreb b' essere affidata (trattandosi di decidere dell'avvenire di ufficialij ad organo pi'.Ì adatto del tribunale suprei;no, nel quale l'elemento legale ed il militare si completano a vicenda, e non potrebbe assolutamente venire attribuita alla Cassazione. · · 4. Le leggi straniere ci dànno tutte l'esempio di tale istituto. 5. Tutte le commissioni, composte di uomini comp~tenti ed esperti, chiamate a dar parere sulle modificazioni da apportarsi ai codici penali ed all'ordinamento giudiziario militare nel 1863, 1871, 1881, 1883, 1889 e 1896, non hanno mai posto in forse l'utilità di mantenere ìl doppio elemento lmilitari e giuristi) nel tribunale supremo. 6. 'Pur riflettendo che <( i governi civili non devono mai «_consentir e che la finanza soffochi la, giustizia », la soppress10ne del triburi.aìe supremo sarebbe fonte di maggiori spese (2). Il procura tore generale alla sua volta, mentre conferma alcuni argomenti addotti dal primo presidente, aggiunge che : l. Il tribunale su premo ha sempre funzionato regolarmente (è utile che lo sappiano coloro che ·a ccusano di incompetenza i suoi membri), talchè la facoltà attribuita a~la Corte (I) L'attribuzione di r1uesti incar ichi alla magistratura or dinaria im portereuhe per g li nffic:iali un aumento cli spesa molto inopportuno e ingiusto. (2) Vedasi lettera citata.
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di cassazione (art. 539 cod: pen. per l'esercito; art. 569 cod. pen. per la marin·a ; art. 225 progetto cod. proc. pen. mil.) di annullarne nell' interesse della legge le sentenze; non è stata esercitata che una sola volta in quarant'anni. 2. La sicurezza generale sì gioverà sempre di un sistema, che difende ·almeno l'esercito dalla co:cruzìone che invade tutte le membra della società odiern a, e alla cui dif. fus ione concorre una colpevole indulgenza, che comincia dal vizio e g iunge fi no al misfatto; per cui nell' interesse della disciplina militare, oggi pil\ che mai minacciata, dev'essere mantenuta l'autonomia della giust izia militare mediante la conservazione del supremo tribunale. « La giurisdizione mi« litare, e:;so scrive, non può essere forte e rispettata se non · « è piena ed intera, sèrba·ndo il suo caratl;ere in tutti glì <( stadi del giudizio, fino all'ultimo, in cui si rivedono le sen« tem,:;e per confermarle o cassarle >>. • 3. Presso il tribuna.re supremo si ha maggiore· celerità di procedimento, che non presso la Cassazione. · 4. La Cassazione non sarebb~ ferma quanto il Tribunale· supremo nel mantenere le sentenze che infliggono la pena capitale, ciò che riuscirebbe di grave danno alla disciplina. . 5. Poichè occorrerebbe o creare nella Cassazione una nuova sezione speciale per · i ricorsi militari, o attribuirne la conoscenza ad una delle due sezioni penali esistenti, si verrebb~ nel primo 1.:aso a rinunziare all'unità della giurisdizione, costituendosi di fatto un nuovo tribunale speciale « meno utile dell'attuale perchè composto di giudici ignari (( delle esigenze degli ordini militari »; nel secondo caso si « conseguireb1:1e l'effetto (per verità poco desiderabile) di (( far giudicare i reati ed i procediment i militari coi criterì <( della giurisprudenza comune, e di perturbare l'andametito·l normale della giustizia ordinaria (1). » Le ragioni addotte dai due illustri ed alti ~agistrat i ci sembrano completamente esaurienti ; '. qualsiasi nostro commento guasterebbe illoro effetto; _sarebbe troppo misera cosa. (I ) Lettera citata
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~) Per quanto riguarda il modo di costituzione del tribunale supremo ç>sserviamo soltanto, chw la facoltà lasciata ai ministri militari di scegliere uno piuttosto che un altro ufficiale generale od ammiraglio per le funzioni di giudice, mentre ba la sua ragione d'essere nelle esigenze del servizio militare, noq influisce sull'amministrazìone d!3lla giustizia, perche coloro che occupano i più alti gradi militari s·ono meglio, se possi];>ile, di tutti gli altri militari, legati da queH~ comunanza di idee, che è determinata dalla comunanza del fine, al quale tende l'opera di tutti; che inoltre la maggioranza del tribunale è costituita da magistrati ordinari ina. movibili. . . Ottimo è il provvedimento che sostituisce ai .consiglieri d1 Stato (che non sono magistrati) ed ·ai presidenti di sezione e consiglie!i di Corte d 1appello i consiglieri della Cassazione, ciò che contribuirà non solo ad elevare nella considerazione del pubblico intelligènt8' e colto il supremo .consess-o, ma anche a mantenere, nei · giusti limiti, la voluta armonia tra la giurisprudenza del Tribunale supremo e quella ,della Corte di Cassazione. * * *
CONCLUSIONE.
« I~ diritto, ~ome ogni altrn manifestazione della vita dei po·« poli, l'arte, 11 costume, la letteratura, è, dice il Bonfante (1), « un prodotto della coscienza sociale e quindi varia nel tempo, « varia da popolo a popolo, via via che mutano e si a.ffi. « n_a~o i bisogni, i sentimenti, la civiltà: questo è il Pl'.Ìn· ·« c1p10 della evoluzione giuridica » ; e ad esso noi ci siamo ispirati nel concretare le nostre osservazioni circa l'ordinamento giudiziario militare, proponendoci di stabilire se e ·quali modifìca½ioni fossero imposte dallo stato attuale della · coscienza -g iuridica della società da una sana tendenza al .
(t)
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lstilu~ioni di <lil'ilto roma,no, pag. 8. B'ircnze, 1896.
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progresso, e fossero nel tempo istesso conciliabili col supremo interesse Mciale del mantenimento della disciplina nella mi· lizia; abbiamo cosi potuto constatare che tale conciliazione è possibile, perchè le esigenze militari non contrastano af. fatto coll'ordinato progresso civile. E ci siamo inoltre convinti che lo studio di questa riforma richiede più amore che scienza; amore cioè per quelle istituzioni militari, nelle quali palpita fortemente il cuore ,della patria, quelle istituzioni che diffondono incessantemente .nel paese una così abbondante luce di idee sane, un così fe.condo calore di propositi vigorosi ; che validamente, non solo tutelano la patria contro i nemici·, ma fanno argine al dila.gare di insane utopie minaccianti le più nobili e sacre conquiste della ci viltà. Il Tommaseo disse ai giovani: « Studiate, studiate, stu<< diate e sarete piccoli; amate, amate, amate e sarete grandi». Noi ci permettiamo di rammentare ai legislatori che .col solo studio e senza amore essi non affronteranno mai utilmente un qualsiasi problema militare, e tanto meno quello della .giustizia, che tocca le militari i~bituzioni nella stessa loro -forza vivificatrice. Soltanto l'amore detterà ad essi una legislazione penale militare che, sacrificando quelle idealità scientifiche, che non trovino un riscontro nella pratica uti~ lità1 serva a, fortific11.re la disciplina sempre più insidiata dalla crescente corruzione · della società. Solo l'amore consiglierà una grande circospezione uel decretare innovazioni, -che possano danneggiare gli ordini militari; darà ai legislatori 1a forza di resistere all'attrattiva di quel plauso momentaneo, che si ottiene assecondando la corrente . popolare; di affrontare, ove occorra, la facile accusa di illiberalità, che ~ogliono lanciare coloro che comprendono una sola specie di libertà: la propria. La riforma esige molta ponderazione: « Perch'egli incontra che più volte piega
L'opini:on corrente in falsa parte, E poi l'affetto lo 'ntelle tto leg a ; {! ) ({) DANTI! ALtGHIEIII.
Paradiso, Xll l.
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L' ORDINAìllENTO GIUDlZIARlO . MJLl'rARE
e debito primo del legisll'l.tore è quello di vigilare perchè il
quella « unità d'azione e di sforzi », quella « unificazione di « tutte le forze individuali (1} », quell'energia virile che ormai manca nella massa popolare, e senza della quale la società non potrebbe progredire nel cammino della civilti.t. Per ciò quindi la militare disciplina dev'essere conside- · rata uno dei principali fattori dell'umano progresso ed uno · dei sentimenti più nobili che possa albergare nel cuore di un libero cittadino; al suo consolidamento in conseguenza dovrebbero volgere tutte le loro cure· coloro che comprendono i veri interessi della moderna società; al suo rafforzamento dovrebbe sopratutto tendere qualsiasi r iforma della giustizii:t militare.
suo intelletto non venga in modo alcuno vincolato da af-· frettate decisioni e da preconcetti. Roma ci ha dato insieme l'esempio di uno sviluppo meraviglioso del diritto, il quale è il più insigne monumento, dell'umana sapienza, e di una forte milizia, la quale ha sconfitto tutti gli eserciti del mondo : diritto e milizia che, com, pletandosi a vicenda, hanno · assicurato a Roma la dominazione della terra. Ma in essa fa forte disciplina familiare e, sociale, l'educazione della mente, del cuore e del braccio, la religione, tutto quanto insomma concorre a plasmare il cittadino, erano preordinati al fine ultimo della grandezza della patria. Il diritto è, secondo la celebre definizione dantesca, una « realis et personalis hominis ad hom1nem proportio guae « servata hominurn servat societatem, et corrumpta cor« rurnpit » (1) . Occorre cioè che ciasctino rinunzi ad una parte delle sue facoltà per rendere possibile la convivenza sociale, la .libertà di tutti; ed è appunto questo il principio fondamentale sul quale si basano la necessità della militare disciplina e la disciplina stessa. « Propostosi per norma costante delle sue azioni in tutte « ed a qualunque costo l'alta idea del doverè, il militare deve« re!ldersi abituale lo spirito d'abnegazione e di sacrificio ; si « rassegna volonterosamente a vedersi privato di certi diritti « e di certe libertà, per meglio guarantirne l'osservanza a « tutti gli altri cittadini; >> . così insegna il regolamento di disciplina militare (§§ 48 e 49). Si accentua, · si aggrava per quelln. parte della società, che rappresenta la forza collettiva, la misura del sacrificio delle· individuali facoltà a favore della libertà di tutti, e ciò in ragione inversa del rallentamento dei vincoli della disciplina famili1Lre e sociale, che sempre più si manifesta nei popoli civili nell'attuale periodo storico, affinchè al momento del bisogno la società trovi ancora nel proprio seno, affidata a pochi, (1) DANTB I\LlGIIIERl. -
De Monarchia, ll,
A vv. Lumr GmTTr capitano commissario . ( 1)
Reg. d.iscipt. m.it. §
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ANNO ;'(LVIJ.
4.
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L' ESPANSIONE FRANCESE NELL' A FR1CA CEN'l'RAI:.E
L'ESPANSIONE FRÀNCESE NELL'AFRICA CENTRALE
:RIP AR TIZIONE DELLE ZONE D ' INFLUENZ.A.. Si p uò dirn clie l 'Africa centrale sia, sLata div isa fra le· 1-JOtem:e europee prima ancora di. esser conosciuta. La linect d i delimi tazione delle zone cl'.in:B.uenza della, F'rància e dell'Inghilterra n el Souda.n (1) centrale, stabilita colla convenziono a.nglo-fra.ncesei del 5 agosto 1890, cloveva infatti attraversare paesi che quasi nessun europeo <1veva, ;;1,11co1\1: r~ercorso. :n egl i S tati m.usulmani cli Sokoto, cl.te si estendo110 cla1 Niger al Bornou, si avcvart.o avute no'tiz.i-e dall' esplora;Lore tedesco ~lott. :mnrico Bar th ohe visitò quelle rngio1ù dal 1850 al 1855. .l?ure del Sokof;o e del bacino del lago 'J1chad esistevano o·li itinerar i di Vogel e di J3mmnann C'lfe verso la stessa epo~a furono assassin ati. ad or.ien.te del 'J.'chad . Di d'a ta più recente erano le notizie recaLe sul Bon1ou da Grrard Roh1fs che lo :risil;ù ?el 1867 e da Nachtiga1 che per corse pure il Bornou ed 1 paesi. ,a sttd-est del Tchacl dal 1870 al 1.873. Però i dati possedul;i su quelle regioni. non erano suffi.. cient,i a stabilire con esattez.;;m 1a linea cli cl.i.visione fra lE' zo~e cl'in.fluenz.a, deL due paeGi, linea cJrn, secondo era. eletto nella, convenzion e, partendo da Sa,y sul Niger giungeva, tt B arn~oua s~Ll 1:'chad, lasciamlo nella zona cl'influen,za. inglese t;utto il tern to.no a,p partenente all'Impero di Sokoto. Del modo p~i di r ipar tizione del territorio cli Bornou e degli altri Stati mmon non era fat ta parola. ({) Per i nomi di località si è seguita l'ortografia francese per facilitarne Ja ricerca sulla carta del!' Afri ca franeese edita da ~forius Chesnau, in bas() alla qua le e coll,1 scorta detl? relazioni delle missioni Foureau-Lam y, Joall'and e Gentil è sta to comi>ilato lo schizzo annesso alla presente memoria.
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Costituitosi in Frn.nc,i a nel 1890 il Comitato dcU' Africa :francese, le rive del lago Tchacl furono designa,tc come punto .di. convergen za d i tre zone d'espansione costituite dai possedirnenti fr ancesi cleU' Africa del nord, dell'ovest e del sud e furono organ i1.1zate diverse missioni sia per ricon oscere la linea cli demarcazione della zona d 'in:flu emm francese, sia per esplo.ra.re le regioni che d·i qu esta ;:ona, d'infl ncnza avrebbero dovuto far pa.rt.e. Queste missioni affi.clate a,l ca,pita,n o nfonteil, -al capita~o Cazemaj ou, a Cnun.pel e Dyhows ki ed al tenonte cli vascello l\fizon furono l'ini;r.i o del grandioso pl'Ogetto di · .riunire in un tutto omogeneo gli sparsi possedimenti fr an cesi, progetto che si. ebbe .in vista di attua.re pi ù. tardi col sirn ultaneo invio nella, regione dol ~l'ch ad. di tre missioni provenienti .daU'A.lgeria, da l S6négal e tlal C~ngo.
Mfasione illordei/,. - r,a r.icognizione della linea. cli. delim.ita.ziono della, zona d'ini1uen;:a francese nel Soucla.n centrale, da.l ::N"iger al Tchacl, fu nel 1890 affid at,a dal gov~mo francesl~ al capi tano l\fonteil della fanteria di ma.r:ina, al quale fu lasciata arn:pia, facoltà di con durre a termine l'impresa affi.datagli nel D10dO che r itellfNi:t m.iglfore e cli seguire al r itorno la, via che,·gli sa.r nbbe sembrata più opportun a.. Il oap.itano :1ilonteil, partito da Saint Louis rn~I. Sén égal lasciava Ségon, l'ultimo posco francese n ell'alto Niger, il 2B cli.cembre 1900, accompagnato · eia un, so'Uufficiale francese, clodici tirailleurs senegalesi, un interprete e due servi. Dopo avere i:tUraversato i paesi. di T ieba,, Dafìna, :Mossi, raggiungeva di nuovo .il Niger a. Say e cl i li:t si spingeva successivamente a Dosso, ca.pita le del Gourrna, a Guiona, capitale d0l 1Iaouri, ad Argoun go, ca.pitale del K abbi, a Sokoto, a K aoura, capol nogo della provi~cia di Zamfara, a Kan o e :fin almente a E:ouka,, ca.pitale -del Bo:mou, sul lago T cha{l. Compiuto così l'itinerario prescrittogli piegava a. nord dirigendos i su Tripoli per le oasi .di Bilma, e del Fe;r,zan. e giungeva a. Tripoli il 10 cli.cembre 1892 dopo aver ~ompiuto in veniisette :mesi un via,ggio di 8000 chilometri ecl aver raccolto grande messe cli importanti i n formazioni sui paesi per corsi. Queste informazioni ra.ccolte dal ca-
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' J,'ESPANSlONE FRANCESB KELL'AFitlCA CENT lt ALE
pitano Monteil nel sno librn De Saint Louis à Tripoli par le Tclwcl, r iuscirono più tardi di grande aiuto alla. :missione dell'Africa centra.le in caricata cli esp lora.rele stesse regioni.
Missione Ccizemci.fou. - Poco dopo Ja. par ten za del capitan o :.\fonte.il il capi l:a11.o Cazem,1jou ebbe, inca 1~co cli dir igersi ugualmenLe dal ~ iger verso il '.l'chad, seguendo però u na. vi a p iù a, n ord . Giunto a, Zinder fu ucciso per ordine del sull,ru1.o Ahmadou insi eme alflnterprcie Olive c.he .lo accompagnava. \
Missioni Crampel e Dybowsk'i. - Nello ::;tesso an no ]890 C' rampoJ, gi à segrdarjo di Brazzù al Congo, fu jncarica to dal Comii,a i;o fran cese d i esplorare la zona, :fino a,i !ora- sconosciuta, d:1) I l 'Oubang1.ù a-1. 'J'chacl seguendo il corso, L lel Oha.ri; d i g ii;mge'l:c fino a. Ko11k:a, ca1)ita-le del BourHorc e cli ritor1farn pe l Sabarn e J'Alge.ria. Or fwnpel accomin1.gu aito da q11r1;Liro Euro1)ei, uu. ct1po Tuareg cd u1H1. scor ta cli Sènog~blesi si recò a Bmigni, J'uHimo posto francese sull'Ol~bangui e cli lù, il '~ gennaio ] 891 ini.rapreso la ma,rcia verso il nord. La m issione fu mttssacraLa a. El-l(ouki. Arcl oriente del Oliari. nell'aprile, success ivo cd 11 11 solo clegli, J::uropoi, Neboul;, eh~ t.roVèWasi colla retrogui-ndia, potè porsi. in salvo. .La missionr Dybows ki che ·il Comi l;ato france.se aveva incari cato d i. sostenere Orampel e di mantenerlo in comunica1/.ion e con Bangui, ebbe a.lJora ordin e di ricercare { SLLperstiti e, di punire gli auto,i dell'eccidio. Dybowski par ti da B angu i il 23 ottobre 1891 con q ua ttro :rnuropei, fra, i quali Nebout, 44- Senegales i. e 48 rodatori i.nd ig.eni, percorse, un esteso tratto di paese, ma per .1nancan/.a Lli viveri non potè sp i1!gersi fino a. Jì;l-Kouti e rien trò a Jfangui il :23 clic{!m brc. Missione Mizon . - Il tenente di ,,ascello iVt iznn, sovvenu to. dal Comitat,o dcll'A.fri ca francese, aveva d ivisa:to di giu ngere nella regione del '.l.'ch acl segnemlo il corso della. Benoué e del Ohari 0 di r.itorn are pei" la. Sanglrn e il ongo. A.ttaccaito. e fo:rito da-gli indigeni sul :fimne Suaré l a notte del 15 n.l. 16 ottobre .1890, dovette :i-etrocrderc ad Alrnssa n el cleJta clrl Xiger_
1,'E$PANS10NE FRANCESE NEr-.r,'AFR ICA CEt-.TR>..LE
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-· · 1·L I ~· .B.e11oué-: ,colh Appcn,a guarito risa liva, iL _};1ger e q u1:1c ,, cam1on iera Bené-Ccrillé .e giun geva ,t Yola, . cap1.La.le clell _A -d amaoua il 20 a.gosto 1891. H,iuscito a, persuadere ~lelle ~uc_ mten zioni arn i chevoh il suHa.no cli A.dam a,oua c;hc in pn nci~J0 gl i si era. rnostn.1,to os~ile, i l tenent~ }.'(i7.011,.P~tè t1:~tt,eners1 a Yola quattro mesi clunmte 1 quah esploro..gh a.ftlu~nti . l'a.lta B enoué, rimo11tan Glo :fi no a.Lle sorgenr:1 del :lìu1no nel.la .spermiza cli. trovare una vi a, cli comunicazio11e col Ch~,i,n ~~1;ra.verso gli stagni di '.l.'oubouri. b:aUtto q_uc;s~o ten b;1,t1~~ 11~ to.rnò a, Yol a e r inunziando a :ragg rnn gero 11 .L e,ha<l, pa1[1 pe1 la. via. d i ter ra dirigen dosi tt KgaouwJéré, e _c otltmu~~clo per Kounclé, Doka, Z aria., Ga;(,a sul fo1me Bo1un b1. Psploro :l c;orsc del Ran ci e poi qncllo del :Marnbòré, a.rnbed:te n'.fluent1 dol;a San~rh a . Dopo essersi incontrato con B r azza, a:l_iso_la d.1 Coma;~, a.lla confluemrn del Kanci e del NI a1r1~ore: 11 tenent: :i'.!fizon ra:éro-iungeva il frurne Congo a Bonga.. Egh ,1veva eos1. 0 e~p;.ornto 1~ li nea di displuvio il b acin~ d_elht Be_n_ou~ e qu ello del Congo ed a,veva messo . rn comumea1.10ne d_nel l,r.t 1 posscclimcnt.i fr an cesi de ll'Africa occidentale colla regione del 0
~
d~J.-
fra
Tchacl .
. Con-i;enzioni co/,{(,, Germania e c~Wlnghiiterra. -: S i ritcnova che l'ini zia,tiva presa dagli esp lor atori frnnc;es1. dovesse ' ·r;, • . re O0 rnne,. del a,SSlCUl"al'C il,['1 a' .C raltvta J"l J)O ssc-:,;,·0 c·1·1· t1··1t t·'·1 1--t e • , . TchacL ma la Germania e l'I ng hilterra accampa1:d110 clrntt1 che co~idusscro a concess ioni per par te clella Fra.nc1,1 la __quale Tinun7.iò ai tenitori del bictsso N.ige.r a favor~ clell'I,~ gh ~_li,,erra .6 ,aJla regione deill' A.darn:aou a a, favore della. Ge~ ·manut,. .l t.nttt at,i conc-lus i con qu este, duo potenze, (coJ1vcn7,wne fran co-_te, , 4 1.r.eblJJ·" ·io ..J894 e con.ven:1.;ione an,,·l.o-francese 14 grn..d.esca . "" . . . o . .. . o·no 1898 con allegato del 21 1imrzo 1899) res~ro ~osì acce,ss1bth :fe rive del '.l'chacl alle colonie ingl esi <:lolla, Nigena ed ~ q~1ieHa tedesca cli Oamexoun. n bacino del 'l'chad. venn e cosi npar~ tito : alla Germani tt fu asseg natè1 par te del versante ~ud, _ci'.Je fa reo-ione montuosa doH' Ada,n'1aoua, copert,a. cl i pasc°.h _e d., fo reste°a a.bbonclante di acque; l 'I nghilterra si r.iservò i_J. .B~rnou, ,su l versante occiclen.Lale, J.a. val le de II a Benoué, fra J l ,R tger e 0
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1,'ESPAl:\SIONE FRANCESE NE !.L ' A~'R[CA CE NTitALE
il Tchad, conipreso il disrrf'tto cli Yoln. Llt !"rancia ebbe Je s1eri1i rcgion i a n ord dc•[ lago. co11fu1anl i col Ba b,1ra, jJ Kan em sul wrsame orientale cd il bacjno llcl C11ari al sud (}3agu irn1i e fen ilori <l c•ll'.-tltc, e l>Hsso ('Jiari) co,tiLuente il prolu11ga111erno tiri Congo fra11ceS<'.
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c. 1,1 J S!Ji' il :.ignor Genti I. tcrn1in,Ha la sna. m1s_\.ll a crn r Le · ' . . · 1 1tm10 d 1 Ba. . .·. . Ll l'C'siclenl·r fr ancest• pre,.,:so J su .e • s1011r. Jasc'.à\ rt i r . ·e, . . . · . .::.!udi lui Jll"OJ)OSta vemva no-. . . e111 r·1Ya lll .i: ic1nua. '' l' o·uirm 1 e n ' • ·· L ,· il t 011 ern <' l L ~1ilrnto a111m i11<istr,11 ore dt' •l l0111 o11 t le l ( ' li ini .
nlS<.:t'lJo Bretonnet. t
. t . · v i1:tuo·io Brclnnn el tro\'an1s1 u l r<,ra i 11 oo .\ lent.ro il ic11en e . . le uiuno-ey·rno ilnl Chari . ., . h "l L·t dc•srrn,12101 " o ' . . B per ·.. n1ggm11guf' . , I~ l•. I ·oJ J)rere,1o clin il ,;u lm. 11. 0 cl 1f a.. ] hrlll·lJltl Hl ),1 I l irnt11.1<• d . • . . . . mi c.lclht SJ)ed1zwnc ran. . . · 'l"l <l JJ[)l)Sto ,11 !JHl:':,doolU · · ·b 0 ,:rmrmL 11011 ::;J \ e . . . G .. 11 ··e" C l1 "I10lÙ e .lo o .·a· d 1 Kou,;-;r1. ow 1: « • i·esl'. cloya,-ta, ,\ le ti a . . le , r iLir·wsi H E:otmo ·r bl· ) lowtrr, J·i su ..t cap.tta ( < ~ bligava ar ~b lJtll l ' , e ,. " ciel t1··1tlato ·concluso · ·· . I [n conseQ"11em:o,, ' .'SQO chilo111ctr.1 prn a .s~c : , . ,:anlcnern elenuo i I proprio col suHa1 10 eh Hagt1t 1.m, 0 pei · . ·· trovava , . 11 ·eo-· >Ili il crovcn10 j rnnct·~c' , 1 prest1g10 m i1ue e .L ."1< . ·. ' .~ 1. ·o in f,1Y1)l'f' clPl proprio · ·1· 11 nc•ces:;1 L: L (h mt< L\ ei 11 ' · · cturnt 1 ne cLi a opporsi · · ,1ll . . anmzare t1,. B·.,1 l·ih l•\uoiio ,1 lale • >, • . prntct.~o ~ . . . . , . . . I ! •11r.11 tc Brcconnet, a utouzzandolo a ,;copo mv iato i Rtn17,1om ~ e ·t J ùlic11 forlf' cli I :50 11 [\0'111·1 del cn.p1 ano . t • disporre <le n. comp, o • . .. .· ~.... d i ·tJJlm)v\·igionare la . . J . le Cl' ' L SCH 1,,1 HlL.11 lv«scl, ' ... ._ Hon11 111 . a qu,L · ·. ' . ,-lJi·le in sro·uito a lla . . . ·I . d s1 1roviwa l 1isp 011 "' . nuss1onc ).La1c ,an e , 898 C011 quest.a cmnpagma con vcnzio11 e a,11glo-Jrn,11<"csc ù.el 1 , . . .. .',· ·1 tf'lH'nte Dre.. ' l . h ·n-rebbero JIOlllto n11,11n::,1. i . C' coi Senrga. e,,, c e e • ·1 s ilt·c1no Lli Baanirnu ·s · .1 r· t o·o·rn II o·orc L. . 1 < · · o tonnct doveva rncm, i ' 1' 't:>100• li? 1 t D<)rcl clip o-iun<Yesst>ro j Il' ltezza dr < a· 0 0 C'd ,1spe.rtarc a ·~ . ~ ·. . , ti (, ·le i!;L:r11zioni che :, i srn.vano l'i nforz1 C'he vc1.11v11no mv1u . r ' !o che Ja comc01wertan1lo col -:ignor Gentil. Dopo ,1ver < ispo~ '
REGW.KE DEJ, 'J'OB. ~o .
Esplorazione del bacino del Chari. Il gon'n10 francese Yolendo procedere a Ila ricog11 izionc tlei terJ:iiori. n sud tl.cl 'J'c]iad, s ituati llella propria zona chnflne11za. a sc1Lso della con\·enzione franco-tedesca, no d'a va incarico .1tcJ 1895 al sig 110.r Gentil. Jie d iffico'ltà che avr elJbe inconb:ate un11 spedizione proveniente dal C011go, fa quale ave.ssc voluto 1:wanzarc in qLLelle r egion i por Lm1do scco i necessari nppro\'vigi011amenti, sarebbero sm1za dubbio stat~ enormi pe1; la. 111ancam:a assolutn, di me7,zi cli trasporto. Xon vi c1·11 da pensare a n1lersi che delle lince ' dj comunicazione cosf imite dai corsi d'acc111a ccl ogni cun1 del signor Gen iil fu appru1to llirerra a procura.rsi i mezzi per poterne apprn:6.ttare. Cosl nell'aprile dcJ J 897 11 1L piroscaf9. il Léon IJiot e duo bale11icre fo acciaio si rrornvano giit sul Gribingni, affluente del 011111:i e ·d.nc posti craJio stati stab iliti a J{rébe<ljé (Porte Sibut) ed a ùribingui (Forte Crampel) per collegare iJ bacino do! CI I nri éo11 quello. clcll'Uubangl1i. NeH'agosto successivo potè quindi essere rico11osci.1tto il corso del Gribingui o d.el Chari A.no al TcJ1nd. e tlu1·a.n.tc r1uesict ricog11 izione venne sLipuJato un fra.tla.to di C'Ollliner cio e di protettorato col sulrnJ10 dì Ba.guir mi e vennero raccolti 11 umerosi dati econom ici e politici, specialmente risprlio alla situazione gcn.eralo del Bornou e,t a.lln, potenza .rnili~arc di Ra bah, un anlico mercaulr cli schia\'i che riuscilo a rendersi padrone di gnrn parr(\ clel l~nr11 nu t.c•r1·ori11zava quell e n 'gioni (1).
- -abo di nome 7.oubir e si dicova contasse diverse r nelle mani rii Gor<ll>n; ma la banda alla mula rlelle quali appartcne,•a ad u~ ar iniglinin di fucil i. 7:oulJir e_ s~o ll~ho c:c1;~~1~nte di Zoulli r, riusci a sal\'arsl e contin uo Lesta della qua le s, 1>ose HalJah, iJ. luo.,oF rt Caduto Kartou m in potere dei madl.11s1J, il ·no tralli co nel Oar Banda e nel Dar or 1 . e cio col nord perch ù il Mah d1 se~ · lo bocco al suo comm r · er Oabah trovò nncor cl11uso . s . , . nuovo stati diretti Sll Kartounl o uo_n P ~ quesLrò gli schia vi o l'avono che e'.a'.1 ?~:tbah aveva bisogno. Fu allo ra ch~egh penso mise che si os1JOrtasse la polvcro d1 cu . ma il Sultano cli Baguirn11, d1fild,111di accar,a n arsl il merc:Lto di Konka ne~ 001.~0~1' suo teri·itorio e per po tergli re,ist.ere 1 · lo pa·sare a 11 avr1 ~0 1 · · c·ava done, si rifiuto di asciar •~ - ' nllimo ritenne che il pericolo che. mmac i ., cbieso ai uto al Sultano del 001 nou. Que5l . ·o ma Ha bah razziate le c1tta ciel Ba1·1 Oa"ui rmi nnn lo riguardasse e n?n se no c~1.d•. tutr o il 'suo Stato e obbligarlo a . ". giunse . guirm1, ,a l'onka ' • 8 nn, coll'1mpadron11,1 1 .
- - -(I) Prima cbo scoppia.sso l'insurrezione l\)a!lllista nel Soudan egiziano, numerose b.1ncle armate di negozianli di schia,'i opera,·ano razzie oelle regioni del Bar- el-Gazal e del Chari e no vendevano Il prodotto a Kartoum. Gordon Pasl1:1 divenuton e guvernatore per con to dell 'Egitto, intraprese una guerra sen2.1 lregua contro <1uc.ste bande, In più le-
,
rifU"iars1 . . r11 o,,"lio una fl"" lia di Senoussi $uliano di Il ofl:;lio adiZinder. Habah, f,\1d-el-Allah, aveva ll1 EI-Kouti.
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L'ESPANSIONE FRANCESE NELt,' AFRICA CENTRALI,;
1,'ES PANSJONE FRANCESE NELL'A FRlOA OEN'l'itALE
paguia JuJlicn si ('Onccutrassc a Krébedj1'·. il 1cnen1e Bretonnet pani per Kouno ,tccompagnato da sci J•~ uropei. fra i <[UaJi cl 11e utl ic iali (tern•uti Bnnm e Dura11d-A ulie~') cd un suttufficiale f1·,mc esr. e -1-1. Senrgules i con trl' <.:annon i da sbarco. MISSIONI I >D~-l•;'l"l'E ALLA REGlUNJ•~ DEL 'J.'OHAD.
Missione del Chari (Oi,:sni.).
,e-
In seguito agli av ve11in1en-l:i s uesp osii il ,;ig ll or Ge11.t il 11 iva nominato Co11lrnissinio d<·l go\·crno francese al C'hari ccl era autorizzato a n·c lmare 200 1wm i11i al Sénégul cd ,1 d isrotT<' tli tutlo il per,-onalc ci\·iJe <' m il itar<' che si trontva gi.'1 nclln r egione tl 0I Clr.1ri ed ,tl l'occ01.Tc11z•11, anc;ltQ di qtwllo d('lle n1issioni del S a hara<· delL \.frica centrale, clw si st.wano appunto alJon1, orgnnizza 11d.o e che. do,·evano rll,ggiu.ngcrc la rcg1on(' d rl 'J'drncl p,trt011do dnll'Alg0ri a e ,la l , 'énégal. Ven~Yai10 inolirc pòsLi aliti ,-ua dipendeùz a ire cap ita.n i (HobiJJot, Dc Ooi 1Het r IJB L 11110U1c,) , un tc11enfe ( Kioffer) tn.. sottufficiali e din:!rsi funzionar i ri,·ili. U sig11or Clrntil nvr va per 111 ission t• Lli. riconoscere il trallo delle l'i\'C ck•I Tchad nssrgnato alla Francia. dalla co1wenr.i n11 e a ng lo-francese; concludervi 1n1t,raLi , specialmen le 1wl I\_anem : fan i ,11 to di pre,;a di posse-,so cli maniera da preveni re quH,lsias i. futu ra, coni.usta½ione pei: parte cl-i altre potenze e p r endere qut1lsia::;i proy,·ed imr11to che le circostanze del 1,10rnenio fo:;seni pc~r con s iglin re. . rt sig nor Gentil rnggiimgern iJ pos10 di J,réhedj,; ai prin1i cli marzo 1898 e pres0 disposizion i. j_iel Lr:as11orto del numeroso materi ale portato scco, riptn-ri va col la compagnia J1lllir11 p1•r Gribingui O\·e giungeva il i2!1 g iugno . .Noti7,·ie inviate dal tcllenle Brrtonuet e g iunte il '2 agosto. facevano intanto ri tr11err im minen1e Hn a rtacco llcllc [orzi:' lli H.a,ba.1 1 S Ll Iforino. cosic<: hè il signor Ge1ttil, senza a.tt<•11dere l'arrivo del ma1erial e. faceva. imba r car<' sollecitamente tre sr, .z ioni dell a co111p,agu ia JL1 1li0ll. d ue lJ<'½Zi cl'artigli<·ria rd a l-
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([Uante munizioni e ri pariiYa l'incl.oiuani mattinn_ per ~-ecar.--i in soc:0orso d r llc poclw fo r1,e <· Ile s1 t rovavano mmacc1atc. .1 1 JG acrosto a Gaount slil Uhari . OYC pr;rno giunti . scppPro dni fnggiaschi cli Bngu irm i o da. rn1 ;;Prgcn l<• sencgalest'. fe ri1n che il 17 luglic1. cl11e giorni tlopo la parl <'nza ,lcl cornerC' inviato da, Bre-t.011rn·1, R[l,bah n,·cv•c1, n,11accato c:011 forze preponderanti. clH• le rrnppe cli B aguinnì erano fuggite e che Bretonnet ed i suoi compagni p1·:111.o cnclut i ii, Togbao do110 unn ,eroica r esiscrnza. Del piccolo d istaccamr11to 11011 rim,ll)en1110 che tre feriti. Il momento divcnint criiico ed i111ce1<tc• le s pt' r a n/.t' fondal e sulla riunione collo nlrrc m i;;sion i. Gli indigeni trrrorizznti da,l successo di R a bah. elle dopo i I Gombatti.mcnto il i ' L'ogbao crasi si.abililo a l<ouno, e temendo rapprrsaglie, rifi111aya110 d i prnvve1lcre v iveri ni Fran t('S i. 1·\'r ispirar loro di nuo,·o fiducia, fu deciso di sbè1rcarn e tli trinc<'rnrsi fortemente :mlla riva. del fìnme as[iectn11 clo rin Corzi . Il. (·t11_1 i&a 11 0 R.obil lot i:;Cabilì. llll campo trinccrnto nl <1ualc fu po,-co jl nome di Forte · Arnlrn.mbm1U : egli disp onevn cli 13 uffi ci al i. e• B ,;ol,Ln fficial i -eluopei. 1{3 u ornini r 2 pezzi da sbarc·o da (i;i millimetri. !I vapore risalì il fiume tornando il ~1'lettembre colla compagm_a -del capitano D<' ('oinkl. a 1l·,, 1Ti rn della 11uak1 si Yr1111e _n d1s po11:e di 271 fu cili. Il capit ano Robillol ave,:a-onlmc .eh lllll1 .avanzare ma di attend er e iH posiziono cli Const ,·a d w gmngessero nitri r inforzi. Co~i il nwse di se,1.re mllre fu in1piegato 11el co11 centrarc n 11ove, forzo ed i I m:ateriale occorrt'll te p er le futuré oper azioni. Intanto cm giunto un 1elrw:nn1111a drl. governo francese a nnunz iante ulie il colon 11ell o l\.lobb, 11on11J1ato cnmanùate de,lla 1-nissione delL \.frica centrale in sostituzione del .capitano Vou lct, dovcv tt sp iegan· la ;, 11 a, a7.ione H.11.'~st . del Tchad e nell'Ou,,cia'i in ,H:corclo rolrnzione della irusswnc ùenlil o secondo le istruzio11i che gl i fosser o d a qu c,,;t.' uHi 111a
trasmesse. , Al princ,i pi.o di ottobre il signor Geni i I, ri 1c11enclo mm urn1veniss·c cli rimaner e più a. lungo i11ani,·i, fa c;C'\'èl· ètv,mzar~ ~a -compagni a del capita110 Dc Lamot,hc. d,~ ~ribiJ1~ui, u,yres1d. 1~ -del quale eran lascial i soltanto Gf> fucilt. e c·os1 11 I , ottob Lc
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L E~PANSCONE ]' RANCE.SE NE:1.L AFRICA CENTRALE
si rrovavnno · riu.niti al forte .::\.rc.1.1.amba.ult 344 fo cili e 4 cttnnon i (2 pe7,7.i clii, sbarco eia 65 mili imetri e 2 da. montagna da 80 xnillimetri) . Co n q ueste forze tll 001nando del capitano Robillot, fu subilo intrapr esa, ltt ma-rcia, K ouno ove B.abah crasi. for temente fri ncen+to. La flottiglia, coH1:~ qual-e i.rovava'S'i il C<t,po della missione, pori-avr~ le 1mm iz ion i. di j·iserva. !/azione co1Ltro Kouno s'i n1pegnò i l. rna.t~in0 del 30 otto bre· e clurò fino alle cinque o mezzo eh sera . .cì. ·111.97,7,ogiorno il villAgg io era. preso d'assalto, la. maggior parto delle for7.e nemiche battute e messe in fuga, l'ar tiglieria ridotta al silenzi.o, 111ct il r idotto centrà,l e, una solida palizza.ta alta, 2 metri. e n1t..: zzo, OYe tr ova.vasi Rabah colla SUtt guardi a di 400 fucili, .re:risteva tu ttora e non In possibik d i inipadronirsone. }[oltr (;tì pi. deHe truppe di R abah erano stati uccisi, le perdite del nemico era.no rilevanti. I Francesi avevano avuto· 46 morti e I 06 feri ti, cioè il 45 0/ 0 de1Ia. forza, impegnata,; fra i fer iti si trova.va lÒ stesso comandanl:e del.la colonna., capitano Rouillol;, ed. altri 3 ufficiali. Benc hè il successo non fosso completo, pm:e va.leva ad arrestarn J.'anl-ire di Ra,ba.h , a. ri.stabil ire la sicrn:ezz1-1 dei posli francesi, a risollevarne il prestigio, a r infrancare gli indigen i di Baguirmi. L '.i ndomani 1n colonna francese, mancando ornuri d iviveri, ricrntra.v-i:t ttl fmte Archambault ovo poco dopo si rannodavano le truppe del snlta.no di Ba,g n.inni. Il con te.g no rlogli incli.g011_i E'ra completa. rnente ca.mbia.to: i viver i .affini vano. R a.bah, sgonìbrato ]{onno, si ripiega.va. su 1~.:a m·ak-Logone. · L <1 curn di 70 fori.ti oho potev,111 r iprender servizi o, il tra:;por l.o di , quolli pi.ù gravi, .l a xi.mlione degli f1pprovvig iona·111enti necessari anche per )a mi ssione cl el:l'Africa centr a.lo, sul.h,rrivo del.la quale si facev~ ,1ssegna.menfo, e l'attesa di. 1·inforzi messi a. disposiz ione- dal commissari.o genera.le del Congo, condussero al principio deJ febbra,io 1900, quando giunsero notiz ie dell'arrivo si;d 'l.'ehad della, missione del]' t\.frie,a centra.le condotta, dal càpfraJ.10 J oallaml il quale con un aHiss:irno sontimenfo cli dovere t'Ì'asi assunto il còmpito affi.cl<lto al compia11to colonnello IGobb e lo aveva sostituito.
su
T) ESPANSTONE FRANCESE NELL' AFRICA CENTRA LE
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Missione dell'Africa centrale. Nd 1898; mentre si dispone va, per la partenM delJ.a rn issione Gentil, un'altra- m.issione. part i v~i dai possedini.enli frnncesi dell'A.frica occidentale con incarico di r iconoscern la linea cli delimita.zi.one della zona d'influenza. francese slabilita dalla convenzione. fra.neo-inglese gi1mgere al. 'l'cltad, sottomettere il Kane:rn. e quindi riunirsi ad uil' alirn missione che procedeva verso il Tchad atl,nwors~ il Sahara.. . La m.i.ssiono, agli ordini del capitano Voulet, s1 colt.1 poneva eh 9 Europei (o ufiiciali, 3 sottufficiali, l medico) e i','70 ti.railleurs senegalesi ed era stata organ.i7,,rnfo a Daki;n· sul1' Atlm1tico. La. traversata del Soudau, :Ano a Say sul Niger , f 11 effet. tuata senza notevoli in.convenienti , :ni algrado le grandi. clifftcoltà incontra,!:e pel trasporto c~ella colonna, e sopr_iil.u tto ~legli a,_pprovvigiona:rnen ti su di un percorso di. :2o00 e,h1lon1etn . La se,ia,to il Niger , la; marcia su :7i in d.cr fu funestata da un irao·i co avvenimento. In. segu ito ç1,d atti cl i crudeltà. verso le po;olazi.oni incligen e, dei quali si. eraiw resi. colpevoli i I. etipi1,ano Voulet ed il capitano· Oha.noi ne che faceva parte clella missione. il Governo francese era venuto nella. determinazione di , a.ffi.clarnc il comando al tenen te colonnello Klobb il c1uale clovevà far :ri mpatriare i due uffic_iali.. ':en uI on~ ": co~ noscenza, i.l. eapitano Voulot cercò da pnma cl1 non lasciarSL r ao-0·imw0re, poi. comprendendo ché ciò non gli sarelYbe sca.to po~~bi.le: rimasto indietro con un centinaio eh uomini attese i l. colonnello R1obb ed al. suo apparire, j l. 14 lugli o 1899, fece far fuoco contro di lui. n· colonnello Klobb eaclde ncciso ed .il tenente Meynicr che lo accompagna va- rimase ferito. Raggim1ta l a, colo1ma il capitano Voulct nanò il J1:isfa.~to commesso esprimendo il proposito d i. darsi aél ima, v1ta di avventuro colla forza di cui disponeva. Il capitano Ohanoine compreso della. sua parte di responsabilità si ~lfo~iarò . disJ?osto a seguirlo, ma gli altri ]<)u:ropoi r:iAul;arono 1!1cLtgnati .E! ,npresero l'indon 1an i ht via clcl Souclan non u nfl, scorta dL 30 no-
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r.'ESPA NSIONE FRA~CESB 1\ELL 'AFIH CA GE,:STRM,E
L' ESPANSIO:-;"E F ttANCES~: ~El,L AF&lCA CENTLULE
m in. i. Il mattino clrl 16 il c:n,pjt.uno You l<'! fu. llèCiso l.·1a·1 SUO , ·I so lclat i ammuJ,i11at i. rl ci-1.p itc1110 OJrn 11o i1w r iuscì n fu o·o-irc ma poi . trov~ Los i solo. 1·crcò cli ri<'11 trare alL1ccampan;nto e _fu pure 11cc1so da una scminella. Lt• rrnppe senogalesi raag 11m soro gli uffici rii i ch e r rano pai:i i ri pon.e1 1clos i. di nuovo :i loro .ordini ed il l<'ne1itc Pa.ll ier. ass11 11to i ! c0111nndo de ll a irus~ 101:r: decise di ri1)rendcn-' la ma r cia su ½inclcr dalla qu,il<' c1tra d1staYano solo <[U<lttro giol'nate. La colonna do pl> aw1· Sl'011fitto ,1, ' l'y rn iett i. il ;; 11 ltano <li Damngliara ch e s i er a, op posto a l suo J>Hssa<Nrio. critrn l:°"o-c•\··i{ .1 Zinder il 30 luglio. J~ra irnrn-:ionc del tenente J?nllicr cli c·onclurre 11 termine il còmpito affidato alla missione. spino·endosi fìno a.l 'l'c il acl, ma l'j1J.Ll iseiJ1Ji11 a cras i fatta stni1 ta.~ fni, le t r uppe•. l,e d iffi coltù, tlclJ a v ia che ri rnnneva, a pcrcorrerr JtOll l)Cl'li1('11e,·ano cl1<' i :-olclati smegalesi ('Ont.inuas:-;ero a. farsi segLLirc dnlle lor o c.lo11.ne ccl <'ss i non intendenmo di lasciar.lo a Z indr.r o s i d imoscnwanu ap orl,amen 1n r iso]n i i :1 '.r ibell arsi ad 'Ll llit ln_le cl~sposi¼ione. Il L<'t1ento l'td 1i er rep11lù alJont 01iporn1_no cl~ e_n tarc cho si verificassero altri fati i ,leplorc,·oli e declS<' dr ntornare al Soudan con pHl'tc de l.la m iss ion e. lascia n e.l o il r .irn.anonto d elJ.a, forztt a, presidi a.re ½in der , uhe avr ebbe cosi potulo costi tni re la base cl 'operazione cli mm succcssi,·a specfi:.1ione. Egli si rn.ise in marcia pC'l ritorno i 1 '~ sct1embro ed a Zinder rimasr il tcne1Lto J oa lland dell'art iglieria di marin a., ·il qua.lo ignoravr1 tuttora d i cs~er staio promosso capi tan o fino dal giugno. Rcst1.wano nlla sua dipendenzn il tenente )Ienycr. il srge.nto B outhel (' 800 Seneg alesi . ('j •
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I
Partito .P allier, ·il ca,pitm1 0 Joalland , sicu ro Lh pote i· fare assegnamento srLlle truppe rimaste ai suoi ordini, decise Lli seguire per proprio ronco le islruzioni che erano state date al colon nello R'lobb, secondo Jo quali. il Governo fra.n cese r eputava, e.lei massimo, inter esso c lie l a rnissione n\uO'imwcssc jl 1'chacl al più presto possibile, senza che la su:t::>riu1~io110 alla. missione proYoniente dall'Algeria, pure essendo desiderabile, cl oves,se coshituirne l'obbiott,ivo pr in cipale. Il 3 otLobre là m ission e pa,rLi.va da Zinder ove )asciava un distaccamento di 100 fucili agli ord ì11i del sergente Bouthcl.
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Q11r:-Lo elisi accct 11ten to occnpan1 1111a posizione fonificarn a nord-ovest della ci ti,à 11]ln. <:lua .l c 0ra s ta to post0 il nomo di l<'mte Cazoma.joru·. IJa colonna che si clirigen\ \"Cl' ·o il 'l'clw1l comprenclern J ;J() tirailleur::; sencgal<·~i, 14 adig l icri con 11n cannonr da rnor1t1-1,gna ei a 80 mill.imcir j, 20 sp ab:is s udan esi, J SO· ca.mmelJ:i, c-antlli o camnwl liNi . Posi:;0dova. in tt u 1n 160 facili . 100,000 cariucce cli riscrrn e 50 colpi pcl cm1none. Oltre i v i\·er i e le rn 1111izion i, og11 i cam rnc llo trasponnva un a (ll'OVvisla cli 50 litri d 'acqua. .\ niYando a Gouré. il LO ot1ohrC'. furono troYa1c, noti-:ie drlla missimw ciel Sahara Tilenma ad .\.gadè,. 11clL~fr. dalla mn11cnn z a d i g uide e rlul la, pen11l'i a ùi \"i\'C' l'i e• cli mC'7.7.i di I ra,sporto. Il comandante d i elet ta 1Hission c 11 01t contavu cli esserr a Zindcr che Yerc;o la meU, di noYembr<'. Furono a ll ora mm1d,ctte istruzioni c.11 Lli-s1accarnento tli Zind('r onde il prog 1:rc lire tle ll n m issiorw d.cl Sahara fosse ngr\'o ln.to co 11 ogni me7,,:o possi b i IP. Il :23 ot1obre la mi:-:>ione Joalhrncl giungeYu a K ' (hligmi sul ' l'chad do[>O aYer prrcorso in 2 1 giorni 525 chilometri, .1 25 dei qunl i, da ::\fihr ìt Wudi, a lt,nwerso 1111 a zon a assol 1L(arne1ilc sprov \·ista di ncqua. J?erò non aveva per du to 110 ~m nomo. nè un animale. A X' Ouig111i la mjssionc si trattenne tiJ10 al 2 110\·embre e c·oncluse con quel sultano un traltato co l t1uale vcmiva, ceduLo a l la Fran c ia la. riva, ovest cie l lngo dn l3arroua 1ino a N' Gnigmi e la. riva n or d Jino al Ka1iem. .\.ttnwersafa la regione deserla a llOrd del h1go. la missione gi11 11gevH Rig -Rig cd i noltrandosi nel t:ancm wnirn presso N' Gou r i al,taccatt1 da.gli i nd.igeni o li rnsp ingcvn. A N' Gouri . g iu nsero le prime noi i¼iC' della m issio ne del C'lrari. Il 30 gennaio 1900, dopo aYCr co11cl uso rrattati col R'ancm, con Dekeu ,1 e con Assa,la, paes i s iiuati ad. f',;L cd a s ud. clel 'fchad, il c.:1p itano J o:allancl, ri rnJtc,11do, comp'i ut::1 ln, propr i•a missione, s i disponeva a ripartire per Z incler allorch è rirevè dal capitano Robillot, a nome <lcl comm.issnrio Gentil, l'inv.ito cli r iman ere per presi.are appoggio alla miss ione del Chari. I l capitant> .Tonlland rrn in oltrr prega 10 di scegl ier e s ulla
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L ' ESPANSIONE FR~ N CES!t: NELL' AFRICA CENTRALE
ri.vct lle1 1~ch ad o sul basso corso del Ohari una posi.:;,ione nella qual e potesse facilmente attenclere l'ar rivo dell e fol.'zo ehe procedevano dal sud al comando de) ciipitano Robiliot. Laseiato il Ran em iJ 24 febbrnio, Ja miss ione dell'Afr ica centrale oiun. no 8 . marzo a Gulfe:i su l G!rnri e ~wondo tro\ ° ,tto geva 1·1 g ior qu esta _città occupa 1,a, dal figlio di RabaJ:i, mettp,\;a il campo sulì cl rwa dest.r a del fiume, cli fron te alla eittà stessa o procur ava di m.ettersi in corn.unica.7,ione collo altre due rn ission i ciel Salwrn e del Cha l'i.
Missione del Sahara (]'ouREAu-LA:.c't).
L'ESPANSIONE F R,A NCESE N0 LL' AFR ICA CENTRA LE
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pegnato da 12 uomin i. del disrncca:mcnto di rir :'lilleurs algerini, con ycn ie11 temcntc istr u iti) ; 2 medie.i . In totale 10 ufficia li e 278 u om ini doi qu ali 28 europei r 250 i ndigen i. . La spedizione, a.r:rnata col moschetto d'artiglieria modello 1892-94., d ispon eva, cli 200,000 caduceo eh riserva; l a sezion e d 'a rtiglieria aveva. 200 co lp i per pe7,7,o, raz.zi da segn ali e una. gran de quan tità cli pet ardi di meli uiLr. Il trasporto degli uornini. e clol mater.i ale era effettu ato da 1000 .cammelli . guidati da alcun i coud neen t i jncligeni. Lk1 missione lasciò l 'AJger ia il 23 ottobre 1898 o, grn,zio alle ;arat1di cure poste afl a su a organ izzazione, potè attraversarn deserto sen~a risentire soverchif~men tc delle diffrcoHà, cle,-ivanti dalla natu ra :ingrat ti del p aese e dall'ostilità de,i T ua. r eo·. I n vece la t raver sa,t a d.eli.'Ai:r, ch e avrebbe dovu to esser piiL faci le, fu ostacol ata. dalla mala fede degli a b itanti e ri tm:data gran demente dall'impossibilità cli sosti tu ire i meni cli . trasporto venu ti in g:r.an parte a mancare, ta.nto che . ·missione dovette ab'ba,n don are o distr uggexe gran parte dei :stwi approvvig iona.menti . Fu a.1:1.Cho spesso, obbligart a ac~ .::1p:r.irsi l a strada, co'lle arm i in mez.zo a popolazioni che l e SL .m ostrarono a.p er tamente ostili. Giunse a Z inder il 15 novembre 1899 e vi n ovò l 'ordine che le t ru ppe cornpo'n enti l a scorta. raggiungessero l a missiorìc de,U' A frirù ce~lrale che .aveva già, raggiunto l a. r~gione del '.Pch ad.
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Xello stesso a.nno 1888 il }'[iuisCei:o (le.JJ.'ish·u7,ione p:ubbli c.a frd.ncesc a:ffida,v::~ aH'esploratore, F ourcau la ,,icogn i<1ionr, seienii fì.ca del Sahara o della. region e dell' A'i'r . L'ù1 succèsso della missione :Fla.t ters massacrat a a,i pozz i di 'I'adj enou t nel 1881 El l'esperienza, acquistata daJlo stesso. sig 11 or Eourea.u in preceden ti esplorazion i, consigliaron o d i assegnare a questa miss ion e u na. scork" abbastanza forte da i mporre rispetto allo ostili e beUicose pop olazioni tuan~g cli.e s i aggirano nella estesa zon a dese.r:ta o qu asi sconosciuta. che si trattava cl i c\ttraversa.re. La scorta, composb-t cl.i tru.ppe algerine agli ordin i. d el maggior e Lamy, dovova accompagnare l a mi ssion e fino a Zinder ed iv i r i.unirsi eventualmente alla mission e della Africa. centr ale, proveniente dal SònégaJ, passando .in tal caso alla dipenden za, del :Min istero del10 colonie. Olt:re il com andan te maggiore L a.my, la. scor ta. della m ission e del Sa hara, orga.n inata con ogni cura, comprendeva, : 5 ufficiali (fra .i quali un tenente ù1digcno) e 218 uomin i del 1 ° reggirn.ento t ira.illelU's a.lgerini; 1 ufli.ciale e 51 uomini dell11, compagn ia tirailleurs del Sa,hara; . mezzo plotone (13 uomini) cl.o) 3° reggimento spa.h is; l u ffici a le ed 1 sottuffi ciale d 'artiglieria con 2 pezzi. Hotchkiss da 42 milli metri. (Il srrvizio dei pezz i veniva clisirn-
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Operazioni delle missioni riunite. La ·si t uazione a l 14 febbraio 1900 era Ja seguente : il capitan o ,Joa l Jarnl con 174 fucili ed un can none da 80 millimetri si trovava sulla riva cl€strn, del Ch ari cli fron te, a. Gulfei: ; il comando d.ell a 1n issione del Char i con una eompagni a a f.oi:te Arch a rnbauU o Je altre due distaccate in avanti lungo il fiu me (la compagnia G allancl a T ogb ao e l a comp agn ia De L amothe a Bousso); l a missione del Sa.h ar a, segn al a ta a .Zinder verso ] a meti~ di novernbre, doveva tro·varsi in. ma,r cit~
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I/ESP.AN SÌONE FitA N Cl,SE NELL'AFRI<.JA CENTRALE
i:crso i I '1'ch ad. L e for ze d i Rabah si r.rovavano fra. D:ikoa, e ](arnak-J.1ogon e e Gulfej: era occu pata. dal iìgho di Rabah,
F'at-el-A.llab . La. missione del Sah ara, della qu ale> qualehe giorno più rnrdi era segna.lato l'arrivo sul Tchacl, giungeva a Gulfei: :il 24 febbra.i o. li maggior e La.my fìssunto il eornando ' delle due missioni r iunito e, senza indug ia,rsi di fronte a O tLlfei", formò i I progetto. Lli i rnpad ronirsi cli Jioussri, ci ttà posb1 al Ia con.Huf'nza del Logone col Oha.r.i, il cu i. possesso Jo 11vrehbe reso padrone del corso cl i questo ii.ume, fo cilìi;a nclo così l'ar rivo clclht missione Gentil colla quale il c:apitano .JQkd bncl ora ri uscito a porsi in com1u1icazione. ]{oussri a.v r ebbe inoHre cosLit 11ito, muniia com'era di una. cinta. 1·esistento, un'oUima pos i7,ione difonsiv1:t èho ,rn:reb be s ta to possibile J:i m.anteilere per qu alche tempo èl! 11 c.lte cli fronte a fo c7,e soverchianti. IJ. rnov i mento coi1tro J<:ou ssr i i ncon1i11ciò i I 26 febbrnio_co l pas,;aggio de l. fi.ume 11 n'l.a:ra, facilitato .da un s in,uJacro d i il.ttacco su Gulfoi. Q,uest'Qpernzione riuscì perfetLamente e t u.i-.to il coi~ voglio potè esser tragittato sulla riva sin is1rn del Oliari. N(ri g iorni seguenti fu rono spintè r icognizioni Yerso n orcl a llo scopo 11i far credere C'i ,e si avesse in Jrrira. di prender Gulfe'i a, rovescio; ma il 2 m.arzo la. colonna s i. pmtava improvvisam.ente ver so :mcl e p r èndeva. posi:1.ion o a poch i chilometri da Koussri le c11 i adiacenze venivano r iconosciut.e la sera stessa. L'indom;1.11 i. mattin a per rern.po u na colonna. d'attacco composta di 250 :Fucili. della m iss ione clol Sa.har,1. e Lli 115 di quella dell'A frica centrale, oon un cannone da 80 ed uno da ,~2 m illimetri lasciò l'accampamento e si d iresse s u Kou ssri g i-ur1gendo .a,lle ot;f-o in v ima. delle mura cl.ella, città . .Accqlta da un riu t.r jto, m a rnal diretto fuoco eh f uciJe.ria, la, colou na prendevn. for maziono cli combattimento ('()Jl'ar t ig li.er ia al cen i.r o e aperta. un.a breccia n elle mura, si sl fl.nc;ia.va. all 'assalto o si impadron iva della città.. 'l'utte le t ruppe Llel nrngg ior€i J,amy v i si afforzava-no d isponenrlo all'esterno Hn accurn lo se.rvizio éli vigilanza. J>oco dopo :F'acl-el-AJ lah, uscito d tt GoulfcY, era. venuto ad a.ccamparn,'1 f1, cinque. eh ilometri da. ,.Koussri . .Attaccato e respinto jl 9 :marzo da, una c:olonna jn ri eogn izio.n e s i rifugiò a E:arnak -Logone.
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J,:llmrntorio foto -litogri\fico del )linisl cro ùella Gu~rn1
r:ES PA NS10N1•: FKANCESE N ELL' .1 l<' H! CA CENT l! AL(';
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l i 21 a.pl'ile la missione del Chari raggiungeva Kouss l'i riu-. n en dosi allo fo rze de l. maggiore L amy e. lo riforniva di muni-zim1i cl.i cH i avevano orm ai e,str e ma penuria.. T)i questa deficienza cl i munizioni era sta to jnformato Ràbah e, èleciso ad approfìtb,trne e fo r se col la speranza cli poiersi riunire alle·· forz~ d i. Senoussi, sulta no cli EI -Ko-u ti e suo p a rern e, eras:i portato i nnanzi ecl aveva posto il suo acca mpamento a sei: c hilo nl(~i,ri e.la J{oussri . La r iunione delle tre missioni Lliven iv"~ quind i d i cflipi tale irnpor rnn;t,a offrendo al maggiore La myi men i occorrenti in personal e e rnatecia'le per 1iotcr c:onse- · gnire uu de<;isivo successo. Fu stabilito · cli non Jasc:iare a R a.bah il tempo di r iunirsi a Seno 11 ssi o cli porsi in s"ll vn o· di attaccarlo senz' altrn all'indoman i. Le tru ppe d 'operazion e eontro Rabah comprendevan o 700 1 fuc ili, 30 cava.I li (spa his algerini e sudanesi), 3 1,ezz i da montagna da 80 millimetri cd 1 da 42 m ill imetri,, ed eran o• seguìti d a i conLingcnci indigeni del sultano d i Baguirmi tth e• compreudevano ··un. gnu1 numero cli cavalier.i. La form azione di marcia, adotta.ra al.l'uscire da E:oussri e mantenuta per circa cinque cb.ilornetri, r.ra, su tre colonne. parallele. La colonna d i deslra, formata dalle tmp1)e clelht .missione Africa, eentralc, a l comando del capitano J oalland, seg ui va Ja riva ciel Cha.r i ; qu ella centrale costituita dalle tr uppe dclhi, rnissiorw del Ghari, e ra comandala dal ca pitano, Robillot ed accompagna.la dalla Latter ia cLt d,ig lie1;ia agli ordini del capitano ]31.mousi;; la colonna cli s i1tistrn comprendeva le lruppe della 11iiss ione cl.el Sa li ant solto il comando, de l eapi.tano Reibell. Il ci~1npo trin cer,afo cli .Rab a h corona.va un'altura ccl avevai ampio do1n i11io s ul terreno circostante; era cos tituito d.,~ una, vast~t palizzata cli for rn a quadrata la. cu i parte centrale enL ocwpata da un r idotto ci.molare di circa 800 meiri cl i. d.iametr0-, formato da u.na r obusta p alanca ta rifor zata. da un terrapieno di 70 eent inielri. d'altezza. I l terreno all'esterno· era stato accura.t,amentc sgombrato, in un r aggio di 300 metr.i, da tu tto ciò che avrebbe potuto os! acol are il tiro dei difensor i e cost itu ire un riparo per gli attacca nti. Le forze cli Habah 63 -
ANKO XL\'1 1.
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l..'.il.SPA N SIONK F-RANCESE );E L!.'A FR I CA CENTRA L E
. .tmmnn lavè\110 a 6000 nomin i con .1 500 fu cil i d i Ynrio n1ndcllo, frn i qu,lli un migliaio ,ì tiro rnpiclo, <iOO rarnlli e> ,l c·a n ·11 0 11 i provc•n iemi cl n 11 ·ecc idio d!':11 ,1 rn is,,- ionc, 13r(l[o1rnl'I. L' azione in iziata ,~ l it · 7 1/ 2 del rnu lr iuo dalla rnlonna di cle>strn, 1crmin aYa a nH•zzogionlll. L e l.L' !1ppe dc.I Sa li ,u:a avevuuo ord inr d i effC'ltua.re un mo,im<·n 10 aggiran te sulla sini strn e tagliare la ritirata 111 rn•lllico. La missione dell"Afrirn centrnle attnccò dir<'1tamen11• In posi7.i,mc ·c·o11 un v ivace faoco cli Jn ~i leria sosle11 uto pc• 1· oltre un·or.,1; le i ruppe <kl C'hnri. cenutc da prima in riscrrn 1.1 dispo:.izionr del maggiore Linny, f1uo11q im 1_)i<'gatl' dopo 1ermilrn 10 il IJ1.(Wi rnentò aggira11.te e dopo cl10 l't1rtacro fo suJ'ficicrnememc pre]Jarnto dall'artiglir ri 11 e ch1 I fuoco ,li fuciJrri a delle tru ppr g iù, i mpegna te. SoliLl l'im p11 lso tlnto dal la r i:;erva l'a ttacTO d iYenne irresistibile : il ne111iM dm·t•tcr l'<'· drre sn ogni punto. La compngnia Dr l.11mo1ht' penetrÌ> per l.t prima 11 u) rec in!o i cui d ifensor i si d ieclt-rn aLl rnrn fo p:n disorrlint1ta anclnnclo ad urtare cotti ru le l ruppr dl'l capit.rno H.PilJC'II. T.e poche forze riniastr con Ralwh 1r11 t,n ono allora di ~Jperan• 1111. conirt\ttal'M per p roteggere 1n r itirar.a e· questo ritorno offen,;irn. p rontamcnle respinto. costÌl grnYi prrdi l(' ngli at 1accant i : i I maggiore Larny cadern, mortalmente fe1·iw, il l'tì ti itano De C'o intet rrn ucc iso s11l rol po e n's i,wn ,10 fer iti altri trf:.\ ufficiali. Dm·ani e il con1ba.tt ime11to si eranu .,\Yucr i noltre le srgur11t i per dile : mi ssione tlc•I Chari 10 morti e 27 feri ti; rnis5ione del Salrnra 2 morti e J J feriti; m iss ion e Afri ctt rC11Jlrale 7 rno1ti r ]6 fer iìi . Il 11emiro ]asciarn .;ul tcrrc•110 oltre mille 1110rti : lo stes.;,, Rabah ern col11 ito a morte da un sol dato sudanese men tn•. _g ih feri ti)., v:e1 1i v11 irn ,;;pmta,co d~t i suo i. li' uro11 0 l' i1i1'esi i 3 ea·11 nnni di Bretonner e ,·r11 11c fat10 11n r normc nuntero di pri:gio11 ieri . U.n 1,eguito .a l'l a morte del n1Hggi.ore IJ11ni:y il c·oma11do llelfr forze .fn111ce;,i .fu t1s,mnto d?tl capita no Reibcll il qùal<' dispos<· subito per 1'jn,'>eguimcn10. I fuggiasch i flveva 11 J•re::;o i n gr1111 irnrte la d irezù:1D.e di J\.una k-Logone o,·e tro ,·arns i F'ad-el-
1,'ESl' A NSl0N 8 F HA:-ICESE: N E L L' ,\ !•' RICA CENTltALE
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A Uah con oOO fucili t' di Dikoa occupata dall'altro figlio di 100 fnci]i: pocìii eransi rifng ittti nello Ot1ttdn i. Il 2 l aprile llll dist11ccm11<'nlo d i 30 tira illcur:- sudanesi . rimon111io i11 piroga il corso del Logonc, trn,·ò la piazza cl i l(amak-Logone sgo111brata. 1;tlbietti,·ù de ll a c0lmu1 t1 cl'in:;e{YuinH'nto. forte d i GOO fucili e segnìrn dai caYalieri d i B,1~u iJ'll1 i, tl i,·enne a l lorn Dikoèt, la capi tale doffi mprro di R,t-. bah. 11 30 aprile qursta ci1U1 fit tro,·aUt abb1111domtta, ma Y t si rin,·rnnero gr11ndi proniste di Yiwri e di munizioni. Dikoa fu oec11pt1ta r l'inscguimenlo .[u coni irn ,al.o da u na col.011 11;1 fornrnrn da IO spahi.- a lgerin i. 20 spa lris sudanesi, 80 tinlilleur:.: ,1lgerini e 40 :-.llllanesi, mtti proYYisli di cnYalli o di cammelli. Questa colonna, co manda1tt dal capitano ReilJrll sorprr'-e il mmlino clt'I 2 nntggio H Dcgurmba il c11mpo d i F ad-C'l -.\.llah che cfoJlonrva d i 7 od 800 fociJi e se J'!.e irnpadro11ì metlt•ndolo in foga dopo 1111 'orn d i comlJa Ltimenlo. R ic<mtposln la colonna con 23 Rpahis algerini e sudanesi. J.00 lin1 illeurs algeri11 i con UO cavall i, 20 tiraiJ leu rs ,mclanrsi monlMi su ('f11Umr 11i ed u n U\n nonc cla ,12 m illimrl ri, l'jn<;ecruirnf'nto continuò la matti11a del 5 da DegLtemha ove ri~1asero oO uomin t c·o~ cap ilù,no J ott,lla nd 11. gu urclifl, elci. feriti. clei numerns i prig ion ieri e degli approvv igio11nmenli di ogni genere tolti al nemico. Il mailino del 7 maggio Fad-cl A.Jl a,li fu d i n uovo niggiunto a I sséguo e rncsso i11 fo ga dOJ>O un breve colll batti mcnto. I l rn maggio la colonna di insegu imemo rient L'iwa a. Di koa eon u n 'en orme gunntità cl i bestiamr, ma ter iali e provv iidc cli og11i genere e ci.r c,L 8000 prigion ic1·i. L a lotta era termi1111t11. , 'i ritencY,1 che i pochi s11pers1i 1i dell'l•scrcito Ji Ra-b ah d isorg,rnizza,Ii, pr ivi di munizion i e di risorse, cl ove11do lo!Jare c:olle JlOpolm-;ioni i 11 cl igene Lk l le. quali -;i ernno attirati rodio implacabile. s i troYasscro ornlè\1 nell' impossibi lità cli nuocrrn. L e I ru ppe fra nces.i sgo1:1ln·_11vano ctnindi il BonioLL i I 2-:1: maggio cd il giorno snccesst ,·o Ia missione ckl ~'aharn riprenclern la viti del ritorno pcl Collgo. La 111 issio11 e dcll 'Afr ic·a cenir11le fo 1rntte11 u.la an cora per 11n mese per roa1liun1rc le truppe del Ch11ri nell'organizzazione
R,abnh . )ìiebé. con
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L'ESPA NS IONE FR ANCESE NE !.l,"AF RICA CENTRALE
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L 'ESPANSIONE FRANCESE NE!, t.'AFHI CA <.:E~ T ltALE
del paese e quimli fu autori;1,zaJa, a ritornare a, Zinder. .E'u dec isa la creazione dei posti cli Bousso, che fu 11ornina.to « Forte Bretonnet », d i .Afa i11c heffo a cui. fo dato il nome cli. « Forte de Cointet » o del « Forte Lamy » cli fronte a, Koussri. Goufei rimase pu ri~ occupata, ma la. deficienza d.i truppe nou permise allora cli mandarne an che a l Kanern orn fu iiwiata più tn rdi una compagnin. Le lruppe del Cliari 1:inrnscro costitt1.ite da 3 cornpttg-nie di fanteria, o da, uno squadrone di cavalleria, indigena. orga 11 iz,;ato dal tenen te De 'l'hezillaL e composto per h~ rnnggior parte da. uomini già appartenenti allo truppè d i Rabah. Operazioni successive delle truppe del Chari.
Il 25 agosto 1900, scmbrnndo àllontanato ògn.i perico lo st1l O.bar i, il governatore Gentil r iprendeva, la Yia. del forte Crampel per terminare l'oper a d'organizzazione della regione civile dell'tì.lto Chari (1) e .la.sc iava Ja cura dì ritonoscere o organizzare i territori m ili.ca.ri del Ohari infer.iore al capitano Robillot il quale poneva la sua r eside117,a al forte Lamy . ] l mese d i settembTe trascorse senza notevoli incidenti. Nell'ottobre fu intra.pres,a la. ricognizione, ci el fi ume Logone, af.iluenLe di sin 1stra, cl.el Chari e del tratto di paese CO!npreso fr a, il :forte A rcl1arnbaulì; e Lay. Al tempo sLesso il capi tano Robi I lot poneva ogui cura per assicurare · la d ifesa del suo territor io con tro un possibile r:itom _o offensivo· di li'ad-el AJl aJ1, il· quale si. trovava bloccato nel Bornou fra i territori (·I ) La regione del Char i è stata cosi ripar tita : /legione ci oite delt'Alto-Chari {superfkie circa 80,000 k2 . Popol azione ria 4 a 500,000). Si e.,1cn<1e <l,11 gomi lo nord dell"Ou haogui (5° di Lat. N.) alla conlluenza del Bamingni col Gril>ingui {8° 37' <li I.al. N.) 1i da 13al1r-Sara a ovest lino alle ~o rgenti <l ei Gl'ihingui e del Koukourou a e, t (·16' -.J8° di Long. E. <:irca) . Costituisce 1ln rettangolo cli ;oo chilometri di lunghezza per 200 di larghci%,l. cd è divisa in cl 11rJ ci rco li: Fori e C1·arnpcl e Forte Sibu l , coi ·seguen ti posti militari permancnli: For te cli Possel (confluenza dell,t Keino coll'Oubanguij, Forte Silrnt (confluenza della Nana colla Gougou) e Forte Crampcl su l Grillingui . T erri/.oti milit,wi del Hasso Clrnr i. Si estcntlono dal lago Tchad alla con nuerm, clel GrilJi ngui wJ Uami ng ui. Lungo i l torso del Ch;,ri si t ro vanù i po;li mili tari 1>en1unen1i cl i Forte Archarnllau lt, Bo usso (Fo rte Ilretonne1J, ~landjafa Worlc Ue Coiotet), Koussri (fo rte La.mi) e Goulfe1.
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compresi :riolla :1.ona d'infl nenza della Germa,n~a e del~·rnghi llerrn che non ne avevano ancora e'~i:ettuafo l'occupaz10ne, : posti france;:;i del Chari, la, riva occidentale del Tchad. od il deserto. Fu in qursL'cpoca. che la Ge.L"mania decise d i. procedere all'occupa,zione ·effettiva del suo territorio e da Carneroun fu inviato il J,cneu te 1)omini k con ordine di riconoscere, il tratto del corso della Benoné compreso nella zona. d'infl ue:nza te~:lesca, d i occupare Ja eitU1 cl i. Garona e, formandosene una basB cl'operìtzione, spingersi verso il Chari ccl il Tchad. Contemporaneamente gli :Inglesi stabilirono di occu.pare Yola, sulla Bonoué a valle di Garoua. Una spedizione comandata dal colonnello nforland de lla « \\Test African frontier forcc » se. ne impa{lronì dopo nn vivo comba,tt.imen:to. Non fu fatto pe-rò .alcun tentativo di occupazione del Bornou e forse l'Ingl1 il.terra. invece di eo111batcere Ji'acl-ol-All ah, pensò di ~alers i di J.ui cl1e possede,a tuttora molto ascendente nel pàese e disponeva di forze relal i vamente disciplinai e, per farne come un :rni>p rnsentan le del Oovomo del Niger in q110lla. regiono. Nel noveJnbre ]o sceicco di Dikoa inviava messi al forte Lamy per chieder protezione contro Facl-ol -Alhh c~1e riu~1it~ mrn1erose for:1.e affermava ogn i giorno più le su.e m tenz10111 .aggressive, spi11genclosi il giorno 30 fino a J\fai.cloukouri . Il l° di cembre il capitano H,obillot scrivev~1 a Fad-el.-A.llah per prevenirlo del fermo proposito delle autorità francesi di. ni.an tenere la pace nel bacino del Chari. Per tu tta risposta, Fad-eJ-A llah fa ceva tagliare la testa, al messaggero . Da quel momento u n nuovo conflitto apparve inevitabile ed il capit,ano H.obillot ri ch iamata da Bousso la compag1lia del ca-pitano Lamothe, eonsigliò allo sceicco di. Dikoa, ùi venir a porsi col la, sua gente sotto 'la prote;Gione dei posLi frances i ; ma il -cons iglio non venne ascoltato e lo sceicco fu attacca to e completa.menle ba ttuto dai Rabisti il 7 ùioombre a N' Gala ove erasi rifugiaio abbandonando la sua capitale. 'l'rovandovi N' Gala oltre il limite cle,l territorio francese il ca.p ita.no Robi !lot non voi le rec:arvisi per attacca,re :P'ad-el-A.llaJ1, senza .eh.e tale determinazione fosse giustificata da q uakhe grave
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L E SPANSiO NE F!t A N t;ESE NEL!.,' A 'FRICA CEN TRA LE
J,' ESPA N S 10NÉ F RAìSCESE N EJ;t..' A~· RtCA 01'NT RA!.E'
mot ivo e questo motivo non tardò a pr€'sentars i. Jl .LG dicembre w1 partito di cavali eri nem ici penetra to nel della, del Oliari, a ~IaJrn.ré, sparse il terrore fino· èl, GoulfeL Là situazione esstmdo divenuta, così minacciosa da comp.romettcrc ht sicurez;r.a dei posti fo-incesi, il ca,pitano Robillot passb i I. Cluni recandosi il 17 ad Afadò, che per la strn, posi,idone domina le strade da Dikoa a, Goulfer, a. Koussri eci a. Logone, per impedire elle quesie località potessero essere attaccate. Il :2G, ricevuti rinforzi, fu i 11 trapresa, l a, marci a, s n Dikoa che fu occHpata, il 3l. :F'ad-el-Allah erane parti i.o portando seM un enorme bottino. L'indomani, ripreso l 'i ns!:'gnimonto, .lo sq11adrone d'avangua l'clia s'imr)aclronì ad · Ali-Ìu della. n1n!l's-:ior parte del bestimne rf1,zi ato nc1 delta.. I l 7 genna ill 1901 L:i. col01111a. occupava 1fo rkebane, sgombrata in fretta ccl incend iata Lhl- Fa,d-el-Allah; il 9 giungeva· a Goniori ed .il matti no del 1O ad Kdj ig·uen. Mentre la fanteria estenuata da l le I Ltnghe marce prendeYa qualche r iposo, il tenen te Kieffer colla ca vallNia ed un distaccamento di tirailleurs mon ta-ti ntggiungcv<1 il nemico impegnando un furioso combattirnenl o è mrttencl~ lo i n fuga. Il 12 la colonn a g iungeva a Bella.raki poehe ore dopo che l<'acl-el-Alla h eranA partito abbanclonanclovi una gùin de CJ. uanti tà. cli schiavi cho foron con ;;egnaLi dagl i ab irn.nti alle truppe frnncesi. .1 causa de ll'ostiliUt climoslrara dagli Ara.bi contro il capi1ano Larnothe, rimasto con u n distacca.mento a guardi a delle retrovie, la co lonna rip.rese l a sl r a.da, di Dikoa, ove g iunse i1 25 gerrnaio. 11 2 fcbbn-tio gli Arabi furono battuti al c·a rnpo d i Ouadah e qu .incli le forze francesi, ahbandona,nclo l'idea cli LUl ulteriore in seguimento, rientrarono al forte Lamy, 0ssencJo anche giu nl·o l'avviso del prossi1110 arrivo dei repa rti clrstina1i a sostituir le. ~
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Operazioni della colonna Destenave. .t\. sosti tu ire i I signor Gentil, quale comm issario del GoJ ven·;o francesl~ ,-tl Chari e a-1 '1'clt,1d, fu destinato nel r_ wvembre 1900 il maggiore Destenave a.l quale fu claro ~ ncanco di r eclut ,HC truppe nella Guinea, al Dahomey ed al Cong? 1rn sostitu zio11e. d i quelle che si trovavano tuttora n ella regione, del Chari e do\;evano rimpatriare. Il magg iore Dest~n~v~ partì eia BrazzavillH alla. fi ne di gen net io J.90~ con 5 uflicrnh. e 5 sottu.ffieiali per n1ggiungere la nuova res1de11za assegna-· ·' cr'1··i, · wececlend~) il suo b,1,ttao'lioile che non era a,ncora. orgat <'v o 1 uizzalo. Il :t+ ap l' ile si trovava al forLe Crampel, all~_confluenza de ll a Nana co l G.ribingu i, ove fu rnggiu n to da '<o u omini eosti tue.n l;i il primo, scaglione delle sne truppe. · Pri 1H:0L d i procecle l'e oltre, il maggiore Des tenaYe clesiderav~ d i riso [vi>re la questione relativa a.I contegno da assun1ere eh fro nte a Se11 ons:ri suJta.no cli E l-Kouti, sul territorio del qua la t'n,t stara. massacrata n el 1891 I.a m issione Crarnpel e che ·aveva temuto una cond otta ambig ua doiJo i I. ritorn o dei Fran cesi nel baci no del Chari . Avencl.olo invi tato a recarsi al fo1-te, · i l sul tano Senou ssi, clopo qualche esitazion e, vi si presen tò co11 un seguito di 1500 persone, dello quali circa 600 ar~tat:' ù i fuc ili. Egli protestò clellfL propri a innocenza __ ecl attnbu:u il massacro cli Crampel a.Ile genti cli Ra.b ah . IL maggiore· J)este1iave accectò qu esta g iusti:fì.cazionn pen sando .con ragione che va.leva, meglio farsi u n amico piu ttosto che un n em1c~ cli u n. uomo inte.lli ge11te ed .influente corne il sultano Sen~usst che disponcYa inoltre cli 1u1 esercito cli circa 2000 u~nu ni bei:. armati e clisciJJlinati. Impegn atosi a mantenere b11om nippor tt coi Francesi, il s ultano di E l-Ifouti r ipadì :in compagrna det ectp itano Jul ien che si reca.va p1:ess_o, cl:i h:Li in qL~alità cli re~~clente sta.bi le con una scorta eh 2b t Ll'aLIJ eurs. L a sot tormssione d i Senoussi produsse grande effetto in tuLta l a regione e permise al. maggiore Dcstenave di continuare l_a sua _vi a_ pel. Chari 8enza preoccllpazion i. Intanto essendo gmnto ·11 rnnanente del bùl.taglionc furono inviate 2 compagnie al for te:
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r,' E SP ANS I0;:IE FRA NCESE NEL!,',\ F«ICA Cb:NTRALE
L' ES PANS10t\'F. FRANCESE NF. l,I,'AFillCA CENTR4 L E
Larny, 1 al for to Archa.rn.bauH ed 1. a Nie.11.irn. sulla destra d el Chm:i, a sud di 'l'ogbao. · · Il maggiore Deste:navo partito con una balenirra iJ 12 o·iu ~no 1901. g iun~eva al fono Archarnbault il ·25 e r iJ?IU-ti ~me J ~1 luglto era 11 20 al for (:e Br0Lor.m et ed il 24 a,l forte :ria.my. G, unto i n quest'c, ltirn flc locali.Ut Destena:ve, che era stato pr~mos~o tenente colonnello, ebbe subi to a. p.re-0ccup.arsi della. s it~a~ 1one creafa. ai posti fra11cesi dal fatto ehe .lì'ad-0·1-Allali, figho e successore cli Rabah, approfittando della partenza. della maggior parte delle truppe francesi dopo ht . campagna clel 1900, aveva, n nmodato i resti delle bande :n,t-bistc e r ioccupata Dikoa. erasi creato u n n uovo im.rero nel Bornou. Le r azzie ed i saccheggi an davano aumentando cli g iorn o in o·iorno e. si es.tendevan o :fìno a portata di fuc ile da i. posti fr:1cesi, cl i modo che il colonn ello Des l·en a.v e ritenne cli non potersi avmizare n el Kanem. e moUe.rsi in com1.i.:nica.zione coll'Ouada'( che dopo aver intrapresa un'a.z ione decis iva contro il figl io cli B,a,ba h. · · ' Oltre ad alcun e truppe ausiliarie la.sciate n elJ 'alto Oh ari ed i posti scaglionati .lungo il frurne, il colonneJlo Destenave dis~oneva di. 500 uomin i ehe furono divisi in tre g ru ppi: quello .d, .destra composto cli 80 fucili, quello ciel centro con 75 futCili, un t)fJZZO da 80 mi.Uime.tri ed lUl p lotone cli spah is e quelJo di .sm 1strn collo s ta.to magiorc. ed ·1rna. compagnia di fante.ri a . . 11 6 .a gosto la, spccl izione lasciò il forte Lamy o pernottò a J(oussn, :ripartendo l'indomani ma.Ltina in direzione cli ])i.koa. ~tcraverso tm:reni p aludosi, cl1e si r iteneva.no impra.ticabil i m quella skigrone, colla. spera.nz-a d i potor sorp1;encl ere Fad-elAllah in Dikoa, stessa,. 11 ~) agos.to La spellizion e era a R'alaJ3alg ué ed il 10 a. 35 chilometr i da Dikoa. I l colonn rllo Destenave contava di poter giungere sotto l e mura. della città con U'.lt.t marcia n otturna, ma. l e difffooltà del terreno pal udoso n tardarono gr a,nclerncn te l'avanzata o quando le colon no giunsero in vista, della città. il nemico· er asene g iù, allontanato. '.ruttavi.a gJi Spa,hÌS, dati&Ì ad inseo·u ir}O ' poter0110 J" ).CYO'ÌU'' I.. . t, . ' (. ,bb gerne la retroguardia e i.nfl. iggcr:Je numeroso perdite. Il colon nello Destenave r iun ite le s ue forze a, Dikoa. e ac.corclato loro q ual che riposo, procurò cli riprencle1·e jJ con tatto I.
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,col nemico invian do ,;ari clis!.accamenti sulle su e tracce. Un o cli questi cbstaccamenti, comancl a.to dal capitano Dangevill.e . 0 composto di 100 spahis e 130 uomini di fontena, sorprese l~ mattino clel 23, dopo una mar.e ia, nolrnma, l'ac0ampamento cli ]'ad-el-AHah a Oo11cl;jba a 300 chilometri a sud-ove,s t cli Dikoa. L'accamp amento fu preso dopo breve 1otrn, ma. l a gente. cb F a.d-el-f}..llah si r ifor mò nella boscaglia o non si disperse che ,dopo un coml1act imento cimato fin o al1e due .del pomeriggi o. ·'rutt.avi a le perdite· dei Pran cesi. furono lievi, soltanto 7 u omin i fuor i combatril'nento, mentre il n emico l asciava 500 mor ti s ul terreno. Facl-el-A'llah , già ferito nell'accampamen to·, f.u cùl pi to c\i nuovo ecl ucciso durante l'azione su ccessiva. Jl su o .cada.vere, traspor tato per qu a:Lche. tcmJ)O dai su oi, fn poi abbandonato durante la fug a e fu r invenuto e ricon osciu to all'indomani. Il fratell o di Fad-el-Allah, Niebé, che si r iteneva erroneamente fosse :morto n el · com.bat timento di I sségué Jl 7 mao·O'i o dell'a nno precedente, riusci a fuggire, 1,11a accolto 00 :11-0i villao·ai del Bornou a col pi di freeci a, elo man' cl'o e1·.L, '.f ar bb .atto cli sottomission e e s i presentò due giomi clopo al capitano Dangevil le con Lutt i i suoi capi e tutL~. la, sua. gente. . Il 10 settembre l a colonna l)angev1lle r ientrava. a, D1koa .p ortane.lo seco 1500 prigionieri, 5000 sc.hi avi _hberati, 18?0 fu~ -ei I.i, l ea.nnonc ed una grande quan tità eh altre anm e eh 7n unizion i. I l colonnello Deste-nave ]asci èwa. Dikoa iJ 17 settembre e rientraVè1 al forte Lamy dopo avere con. u na b~eve campagna., .condotta. così en ergicamente, liberato de:finit iva1:nente il Bornou dalle bande rabiste e toll.o ormai da quel l ato ogni .n1ot ivo di. preoccu pa.z ione per i posl;i fran cesi.
La situazione attuale (Ar>rile 1902). Il successo dell e oper azioni m.iLitari svoHesi nella regione <lel. 'l'chad nei du e anni cl.er,or si ò stato eompleto : .le tre m iss ioni dirette al 'l.'ch acl da. tre punti opposti hann o· potuto, mal on.do diffi coltà ehe sarebbe sembrato impo,ssibile cli poter o superare, giungere ,al punto cli r iunione stabilito, non solo,
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L' ESPA N SIO NE FRA I\OESE NELL' ,\ FRICA CENTftALE
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ma gi ungervi in condizioni tali d 1:1 poter conseo:uire una completa v i.ttoria. ] ,a, vi t~oria pur troppo è sta1t~. arnar eggiat,1 daJJ a, morto cl~l maggiore La.my, lla t1:1nto alt{e pe.rclite dolorose e da..i. trag1c1 avvenimenti c li.e. J1a.nno lasciato LLrla tr accia di sa.ugne SLll percorso del !a missione V 011Jet-CliaKoàne. Il possesso incontestato de i territori occupati è. ol'a assieunlto a lla Francia, JJerò non si può affermare cho l'obbiettivo principale a. CllÌ. .mfra,v a quest'océupazio11 e, d i r i un ir e cwu i n un tu tto omogeneo. g I.i sp a..rsi posseclimen ti fran cesi cl e 1J'Afri.ca, sia stato pienamonl;e ra.ggiunto. L'annu117.io cl aro· che Ja via dal Niger al Tchacf'en~ ormai aperta a l.l a col_o11izzazione francese ò stato forse p i;ernaturo,. d.ate le chfficolta, eno r n:\L che per per correre questa vi a la :niisSLOne Joa lhmd ha dovnlo superare. 'Verso n ord. poi, fra, Ja n~gwne d.el 'I'chacl e l'A lgei:ia inte.:r cede umt vasta zona :i.11.0spita]e, priva di com uni cazioni , abitata d.1:t popol a½io1~i brlllcose, oltremodo ostili agli J,~uro,pci, che :n on pr odu cono nu lla, che ~.on abl:1sogna no di nulla,. L 'occupa7,iono_ di questa zo nt1 n on e poss 1b~le alr'1. eno n elle condizioni. a.t tua li. S i er a. pensfl,to alla costntz1one eh lma ferrov ia, che a,ttra.versando il Sa har.:t riunisse la regione, del 'J.1ehacl a.ll'Alger ia,, mci l e spese enorn~i cl 1. costruzione e eh rna.n utenzione d i. ·u 1ia s imile line·a. non t1~overebbern certa1n e.nte un compen so ltclegnato. Non e;:;send(} ne,pplU'e po.ssibile d i . congiunger e queste r egioni con. una 11110a telegru:~ca orci inari a. c he snr ebbe continùamonte e.spos'ta, ~cl .e~set dis trutta dag li i ndigeni, s i era.no i ntrapresi stud i, ad _1mz1a,~1va del colonnello, ..\lontojl, per l' i mpia1ico cli s~az1orn d.1 telegrafo senza fi li. Ciò av rebbe anche perrx1esso a1 possechmenti fr a ncesi dell'Africa meridiona le d i. atfrnn~a,rs i, :1-el corrispon:clere co ll a, metropoli, dalle linee te.l.egrafiche rngJe~1 cl.ell~. _r1uah devono· a l:tualmentc servirs i. . Gli esperi menti eseguiti hanno però dimostrato che neUc lande ria rse d~l dese1:to le 01:de et~ree :nor~ si propagano a clist.an ze maggiori cli 50 ch1Jor~etn e s1 e qumd 1dovuto rinunziare anche a questo p~·ogetto. S1 pe11sa ora di stabilire u na li nef1 di eorn unicaY- 1one m.eclian te piccioni viaggiator.i. · L~ comuni~azio.ni col Congo sono relativame11te. più fa cili pe.i: ! nunwros L cors r çl'a.cqua, in parte n avigabili, che solcano
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il bacino doll'Oub-ang ui e clol Ohari e cbe, potranno per metter e· tli sfruttare le r icchezze ehe forse esistono a llo stato latenle in quC<Sta r egione, la quale però a causa del clima torrido non si presta a.Jb c:olon izzazione europea. Rispetto ètll'irnpor La.nza reale dei. territori di r ecente acquistati , l'opini one pubblica in l!'rancia si è già gi-an d:rneùte modificata. Al p rim it ivo entusiasmo che facevtt considerare l c:t r egione del T ch acl come un paese assolu.tamen.te privil~giato, la cui occupazion e avre bbe aumen tat,o enor memente J~ valore dei possed imenti. fra.11cesi, ò s ubentrato un senso d1 diffidenza che in.duce l a, stampa fran cese t~ protestare contro l 'orienlamen to dolh, politica seguìta in Africa. A lcun i giornali frances i par lando orn del h i.go 'J'ch ad lo clescrivono come un a vt1,sta palude sulle cu i :i·i rn cho no n possono cornumcar e fra loro, non è mai sortt1 alcuna fìcù·onte ciWt, che per conseguen za n on. ha nrni avuto a lernia iroporta,nza, ili passato e non potr à mai ,werne .in avve11 ire. Pure amm~ttenclo che non cLebbano esser e abbcn1clonate le località. s tate occupate a. prezzo cli tanti s acrifizì, L, stf.tmpa, francese chieèle che non• s i continui. nella vii1 delle conqu.iste seguìtt1 finora. L'aver e occupato .il Bagui i:m i era g iii, mol rn ; l'occu paz ione, :lel .Kanem ò t roppo ; l o spingersi lino all'Ouada:i sar ebbe u na 10Ll1~. Quest~ . a l tarme ò certo dovurn alle notiz ie. recentemen te gmnte eh n uovi contlitr,i avven uti , le quali fa nno temer e che possano esser r ichiesti al paese nuovi sacrdìci d i sangu e e cli den aro. I successi m ilit.ari collsegu iti e ]a, scomparsa di R a.b fth e èli Facl.-el -Allah avevano i ngenerato la fiduc ia che la pacifica-: zioile di rlu elle r ègi.oni fosse o r:ma,i. assieurata e ehe fosse rimossa ogni Cal.l sa cli appr ensione, ogni motiVO l1, D llOV0 O per azioni .n rilitari. Invece, n el mese pa.ss1.1to s i ò risapcLto che 11 9 novembr e clecorso una compc1gnia di 200 u omini ch e si trovava in escursione a. nord-est ciel Tch acl e~ stata attaccata dagli indigeni ed. il carii tano Millot che .la. coma1~clava è rim asto LLcc:iso. Dal gover natore del Congo è s tato moltr e trasmesso in questi g iorni un t~logr amma spedito dal col onirnllo D est,eniwe il 27 genna;io cJ,a GoulfeI, col qu a le. vien r iferito che l a s icurey,za delle t ruppe distaccate nel Eanem era da, q ualcho
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L .ESPANSION 8 FR.ANCffSFc . ' NEL' I, 'A F" " IC A C i,N'l'RALE
e dai...m·«, h e1·is·t I.· c1ie .f orLemente ttempo .· .,m. .inaceiata . . dai. . 'l'ua.reo· o 1 n ncernt1 a. B uamam avevano assm1to un'att't . d ' mo 1 • . ... ~- · . · < 1 u me o tre. e? a.gg1e1oi;1va e chsponevano di .n umerose arrni e . . · z10111 Il e 1 - D· · mum" . . o onne11.o . estena.ve avendo ritenu to nec;.c"s .· ·1· prende . l' ff · · . » ano e 1 .. .. ~1 . o cnsrv~ . co~1tr~ di loro, a ttaecò Birammù il 20 o·cnnaio, . o el1e b' ::i..l ,im.·paclrom . det tn .n cermnenti e d ispc·r·'e . . ::i 1·1 ..n emico su l grnvr porclrl e ed ab bandonò 100 fucili a t' . . 'd mo lt .. · · · L · · iro rapi. o e . . e _1m:u11 z10111. e perdite dei F :rahccsi ammontarono ad u n L~ffic icllc mor to ed u no ferito e quattro soldati jnd io·e· 111· mori i. ·· .. 0 Ji'' . b ao1 ,. 'le el1e fossern ' :.;· · ' prn esa 0o·eratP, le g-r"ncl1 · . · . . . e, · ' sper·an -ze concep11_e m _pn~1c1p10 o che lo sieno cfol pari le, a.p rens ioni at: .Ltal~; Ln,cta:'J~ è inìere~sante d i conoscere quale s ia a ta.k , rionaHlo l_opin ~one del signor Foureau. che essendosi trovalo a la m1ss1 .· on~ . d.elS aha;ra ha certamen te avuto campo capo ... ., clel .. ~l 1 i eucle1s1 un conr.o esatto delle concliz.ioni di ouelle J·-eo·· . In un . l'l . . . , . 1 . 0 1on1. ·Q , . .· suo L no .P~1)bh cat:o alcun 1. rne,;;i or sono- col titolo · 1 s· . . F . . .. ,ue, ., aut •. .notre . . cent?·e , af·ricai-n · , CJ· , .lL · 1gnor < oHrei:rn esprn:ne 1 cb.0 sa_ra. cla_to a l la Fra11cia di ricava.re un qualche 11 ile dai. suoi nuov1 territori che in u n avvenire rnoléo remoto.
l /c:1crae
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Roma, 24 ap rile 1902. A LPRED O 0 AJANI
Ca.pita.no.
1001!.
IL PAESAGGIO MIIJTARÉ
La1101·0 del luogotenente nel 4° reggi mento d1; linea fra1icese, signor· FE 1w1N AN OO LEfE BVR E, r ecato_i1i italia·no, col consenso dell'autoi·e, dal' capitano R. B ARBETTA, professo1·e di t opog1·afla alla Scuola centra le di tiro di fa nteria.
Se non tut_ti, anzi poch i, anzi pochissimi ufficiali italiani, hanno or.ca-· sione di avere fra le mani le Riviste francesi e, fra quei pochissimi , la . mass ima part e, letto il ti tolo di questo scritto.: Le p aysage 1nilit aire, sa· ranno pa ssati ol tre senz a occnpa:sene, siccome di cosa poco importante, e d i pochissi mo interesse prof~ssiornile. 1nvece, a mio modesto av viso, qua lunq ue sia nell'opinione de l Je t.tore i' import.anza che può att ribuirsi. nell'arte m'i\it.are al disegno panorami co, questo scritto rimarrà sem pre interessrn1issimo, dal punto di vista esclusivo dell'arte militare, per gli ese mpi assai opportunamente scelti e con.. mirabile efficacia esposti, di s tndio e d i analis i del ten-eno a sco po di• ricognizioni mil itari. Questo lavoro d unque mi semb ra posea servire di esempjo e di g uida . tanto a ll'ufficiale che a l disegno p,moramico voglia ded icars i, quanto a ciuello che, pur non avendo pass ione, nè attitu dine all'arte del paesista, . comprende ed apprezza t utta l' importanza che lo studio accurato e minuto ~el terr eno può avere ed avrà quas i sempre nella t att ir;a mod erna .. EReguire una ricognizione del terreno è cosa presto detta ; ma l'arte di saper la eseg uire in breve tempo , con pochi mezzi, osser-vando il terr eno da vicino o da lontano, stando fermi o marcian do, ma sempre con col po d 'occhio rapido e sicuro, è ar te difficile, che r ich iede lungo e costante t irocinio, n umerosi esercizi metod icamente condot ti. L'a rte poi di tradurre in scritto od in disegno planimetrico o panora· mico quanto si è osservato, è, a s ua volta-, tu tt'altro che fa cile: tanto, che è quasi certo che soli pochi ufficiali lungament e esercitati in servizi di ricog nizione, s anno ri'poi·tare al su periore, sotto forma di rap portoe di schizzi, con sobrietà, bre v_ità, evidenza e verità, l'impressione fèdele di ciò ch e hanno visto. È specialmente nell' intento di stimolare e forse di far nascere nei m1e1colleghi la pass ione per· lo stndio accurato del terreno e per l'a rte di f -
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IL PAESAGGIO MILITAR~
IL PAESAGGIO .MILITARE
ficilissirna dolle ricognixi oni, che io mi sono accin to ~ v lt , ·tt · · l' "' o aie questo scr , . O· rn ita 1ano ed a proporne la pubblicazione alla nostra .Rivista Militare per metterio alla portata di tutti gli ufficiai', a h d' . J t · d · , ne e I quelli on ani ai ~ra~di centri, che non hanno a loro di sposizione i rrab iuetti O d1 lettura de, Circoli m ilita ri, di presidio o d i reg"imento ove f · , av1·ebbe ot t I o . , dCJ mente . . . ro P u o eggerlo nella l,ingua originale sul Journal des Betene es 1ml,ta1res l l ).
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-sione più chiara e più semplice di ciò che l'occhio ha. visto ed .analizzato. A questo proposito, ecco che cosa ne pensa il De Brack(l): ·« :lt tanto indispensabile ad un ufficiale il saper disegnare '<< quanto il saper scrivere, perchè spesso con due segni egli '<< può dire più e meglio che con due pagine scritte; per chè -« alcuni tratti di matita si t,racciauo più presto e pii! facil<< mente che un rapporto e perchè- questi pochi tratti, assai « meglio della memoria, conservano e classifica.no i ricordi « di una lunga ricognizione. >> Ma a questa utilità diretta, ne va unita un'altra indiret,ta non meno vantaggiosa.; il disegno è l'educatore dell'occhio :per eccellenza.; esso jnseg na a giudicare rapidamente il terreno, ne sviluppa, per così dire, l'istinto e dà alla vista la. -sicurezza e 1~ potenza che non s'acq~ista~o ~he ~oll'abit~- , . l, ) . . . . , ~ ) ,dina di anahzzare 11 terreno sotto I su01 d1vers1 aspetti : \ iVÌ~ .finalmente, esso favorisce lo sviluppo di una preziosa facol tà .d'osservazione, che consiste nel notare nei loro minuti par. ticolari la forma e l'aspetto delle cose, anche quando la mente ,è a:ff!l.ticai;a da altre preoccupazioni. · Ma su questo argomento conviene lasciare ancora la parola .a De Brack (2) : « Il d isegno offre un vantaggio immenso per la guerra, ·« che consiste nell'ahi tua re a guardare ed a veder bene, a « stimare le distanze e ad apprezzare le forme del terreno, -<< a rammentare ciò che si è ·risto e1 sopratutto, a giudicare -« della opportunità e della possibile celerità delle operazioni. < L 'abitudine del disegno conferisce alla memoria una fa·« coltà che si potrt)bbe dira i~tintiva: quella di sapel· co·« gliere con grandissima facilità e senza es3ere distratti da -« altri pensieri, la forma e il colore degli oggetti che si « presentano innanzi a noi. » Quest'ultima citazione non è che lo stralcio della narra .ziona particolareggiata di una ricognizione che sembra sia
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og _ia pertanto 11 cortese lettore tene rmi per t uona ques ta intenzione ed abbm, la pazienza d i legge re fi no in fondo questo lavoro: vedrà che ne vale la. peQa e che me rita lode il giovane ufficiale francese che con tanta brevi tà ed efficacia seppe esporre d i cosi belle 8 buone cose. lL 'l'RADU T'l'ORJ,;.
Hl PlEGO DELLO SCHIZZO PA NORA ) IICO IN CA"PAC.~A E ~ELLE Rl COGNIZ IOiXI.
Per chi è (alto questo lavoro. - Lungi dall'essere un trattll.to completo di panoramia militare, questa è semplicemente una raccolta di consigli pratici agli ufficiali che am l · . ano ~ c~ t1v~no 11 diseg no di paese, perchè possano esercitare 1.attitudine. loro in ~~est'arte a profitto della coltura profess~onale e per met~erl~ ~n g rado di riportare, dopo una dcogniz10ne, docu~enti militarmente utili intorno al terreno p~rcorso e studiato. · Ut~lilà militare d,el disegno pi·ospettico. Il disegno pro· s~ett1co completa e qualche volta supplisce con vantaggio .il disegno topografico. . I mpiegato con o~portuno discernimento, esso può rapprese_ota:'e co~ poche lmee tutto l'orizzonte visibile da un punto e md1care m modo efficace e caratteristico i punti salient i del t erreno, mettendo in evidenza ciò che è essenziale· su c· · che è insignificante. Esso è dunque senza dubbio l'espre~~
HJ O.; OuAKc, Avanl.-posles de cavalerie lagère, pag 91. ('!) Id. ia., pag. 93.
(I) \'. Joumal des Sciences mililairzs, septcmbrc?·Ocloh rc 1901.
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IL PA E SAGG)O MILITA RE
stata eseguita personalmente dall'illustre autore, se si giudica dalla precisione dei dettagli e dalla freschezza delle· impressioni. La descrizione smagliante e piena di esempi presi dal vero, dimostra quale valore quèsto maestro n~ll'arte delle ricognizioni attribuisse alla facoltà di veder bene ci si potrebbe considerarla come l'espressione più perfetta di quanto i nostri regolamenti (1) in termini forse troppo, astratti chiamano conoscenza del terreno. , Ma intorno all' utilita militare dd disegno pi:ospettico, si. µassono citare anche opinioni di contemporanei: « Un piano, per quanto accurato esso sia, ci lascia s<:1mpre «difronte ad una astrazione imbarazzante, la quale r inunzia « ad esprimere il rilievo degli: oggetti: case, albe.ri, ecc. Le « curve orizzontali ed ·anche il t ratteggio rendono le fo rme « plastich~ in un modo insufficiente. Per chiunque, le vedute « panoramiche prese da punti convenientemente scelti, facili« tano molto la lettura delle carte riproducendo la natura « sotto aspetti che sono a tutti famigliari , (2). « Lo studio panoramico è il comp!einento necessario dello « studio topografico; si può dire anzi che qualche volta è << più importante di questo per lo studio della configura« zione del suolo, poichè rappresenta come l'anelìo di con« giunzione fra la carta e il terreno, specialmente quando ,< si tratta- di t erreni che si vedono per la prima vo l~a, nel « corso di una ricognizione innanzi al nemico » (3);. ·
La /olog1·a(1,a è prefei·ibile allo schizzo a mano libera?' - Questo problema non è proposto solo da oggi; si può dire c.l:ie una tal domanda è stata fatta all'epoca stessa della nascita della fotografia. Il Se,·vice geogt·aphique cte l'arrnèe (4). si preoccupò assai presto di ricavare dal nuovo elem:ento tutto il profi tto possibile. H)
Cioè i regofo Jl\en ti [rancesi. (Nota. del /rad.)
(2J
.rou.rn-r,
'f'raité à" Ph.Qlogritp ltie avpliquée à l'art. mililai?'e:
(3) Capitaine P. A. c.·", Panorami e rnilitaire. (4) lstiluz1one che corris))onde iu J?1·ancia al nostro I;Ut,1to geogranro mili ta re.. (iYot.a del iradi itlorei.
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Non parleremo qui che per memoriit ed incidentalmente delle applicazioni della fo tografia ~l riliev_o dei p_i~n~ ~apparecchi Laudessat, Dubroni, Chevaher ed mfi.ne 11 cilind1·0g1"afo Moessard, che sembra l'ultimo trovato dell'arte topo. fotografìca) . I risultati dati da questi apparecchi furono molto buom, ma il loro impiego sembra piuttosto applicarsi alla topoo-rafia che al disegno panoramico propriamente detto; lo :copo per cui•furono costruiti fu specialmente quello di :uti~ lizzarli nelle levate regolari e specialmente nelle operaz10m d'assed,io (1). Ora per rientrare nella quistione che ci occupa, _mo che bisogna studiare è l'impiego della fotogra~a nelle ricognizioni rapidamente eseguite nella guerra ~r campagna, durante i tasteggiamenti in prossimità del nemico e qualche volta perfino nella zona battuta dal suo fuo~o. . . . È giusto dire che si. costruiscono ~i nost:1 grornr rs_tru~ • menti portatili molto più perfezionati, poco m_goi_nbra~~1,. dr facile maneo-o-io e che dànno delle prove (c liches) 111t1d1sbo d' sime, semprequando si abbiano certe condizioni di luee e 1 atmosfera. è ::osa capricciosa, più o meno proMa il lumeo·o-iamento ob • . f pizia · alla nitidità delle pro ve e non lo s1 ha sempre. avorevole a propria disposizione. Succederà spesso che certe par· ticolarità in utili appariranno chiarissime, mentre altre ben più importanti dal punto di vista militare, saranno app,ena indicate ; aggiungiamo infine che la fotografia non r~~de _ge~ neraln:i.ente bene il terreno che in certe date cond1z10nr dr prospettiva pittorica, che non sempre si riscontrano nei siti tatticamente interessanti. Che cosa bisogna concluderne?
(!) È noto come dal nostro· Isti tuto gPogra fi co milit:,re la fotogr~ft.a sia us_ata p~r il rilievo toJiOgrafi co in alta montagna con metodo eri a1ir>a reccl11 mventat1_ dall mg. Pa.ganini. A qt1esto proposito, credo che il teodolite-camera oscur~del Paganni 1,_ [~ossa competere (se non st1porarel coi migli ori strt1menti nom1oat1 da ll aoto rc de! pie,~nt~ studio. È noto ptire come !:, tciefotograna possa rendcr<'l e rr ncta da no, importanti servizi all'arte militare. (Nota del traduttore).
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Al'òNO '\LVII,
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T utte le volte che l'apparecchio fotografi co si potrà impiegare in b.uone condizioni, a lui si dov rà ricorrere, profittando del suo rapido e comodo impiego, per moltiplicare le vedute prese da d ifferent i punti e r endere più completo Io studio del terreno; viceversa, tutte le volte che, o per cattive condizioni di luce o per altre cause materiali la fotografia n on perme tterà utili r isultati, è !',Ilo schizzo a mano libera che si dovrà ricorrere. Insomma, invece di vedere in questi d ue processi un antagonismo lottante per una vana supremazia , è più r azionale considerarli come due preziosi elementi concorrenti, destinati a. completarsi ed a supplirsi a vicenda, secondo le circostanze ed in ragione delle loro speciali qualità. · La fo tografia dà l'esattezza brutale ai primi piani e l' illusione verosimile del terreno ; lo schizzo, più astratto, più sobrio nei suoi effetti, dà, per compenso, colla r appresentazione di una for md, la traduzione d i un pensiero e permette di porre in mig liore ~videnza lo minime particolarità, sulle quali si ha interesse di richia mare l'atten:,;ione doll'osserva tore. I pr:ogressi della fotogra fia non devono d unque scoraggiare l'ufficiale paesista, uè fargli dubitar e dt,lle risorse e delle a,pplicazioni di quest'ar te; le guaii saran no tanto più freque nti ed importanti, riuanto più esercita ti saranno rocchio ed il senso di opport unità di chi deve servirsene. Inoltre, un buon panoramista diver rà facilmente uri. "fotografo emerito; è assai problematico, al contrario, che un buon fotogra fo possa con uguale facilità divenire un abile panoramista militare.
I. Del panorama militare -
Esposizione generale del metodo.
Conoscenze che si su ppongono già acquisite. - Non è possibile proporsi di disegnare paesaggi con intento mili tare, senza avere anzitutto acquisite le nozioni generali e sommarie del disegno di paesaggio e le nozioni elementari della
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prospettiva lineare ed aerea ohe ne sono la base (1). Il còmpito sarà, naturalmente, tanto più facile quanto più sarà solida la coltura in materia ; il diseg no dai plastici è la miglior ' preparazione per ben sentiie e ben rendere le forme del ter~ \ reno.
Caratteri particola1·i del pano,·ama milita1·e. - P ur non essendo sostanzialmente niente altro che un paesaggio, il panorama militare, ha nondimeno certi caratteri speciali ed un modo particolare d i esecuzione, che sono inerenti al suo scopo ed ai suoi limiti. Perciò è indispensabile, per quanto si sia buoni paesisti nel senso esatto del ter mine, esercitarvisi in modo speciale e vincere ad una ad · una og ni sorta d i piccol e difficoltà impre· vedibili, ma ohe in pratica sorgono ogni momento e diventano, ap punto per questo, imbara zzan ti, se con uno speciale tirocinio non ci si è assicurata una esecuzione sicura, fer ma e rapida. Mentre nel paesuggio puramente artistico le leggi dell'estetica e dell'armonia, la ricerca degli effetti e del pittoresco, sono fondamentali, nel paesaggio militare queste belle qualità diventan o assolutamente secondar ie e non vi entrano che come un di più, come m1 abbellimento; la sua sola attratti va , la sua sola pretesa di piacere risiederà nella chiarezza e nella facilità d i comprensione. S i dovrà cercare sopratutto l'esattezza, la fer mezza, la frau- · chez;a e la sobrietà del tratto, per.fino negli ultimi piani. Finalmente, se il paesaggio propriamente detto proscrive i seg ni convenzionali perchè inefficaci e monotoni, nel paesaggio militare per ra ppresentar e oggetti della stessa natLua si potrà, come nel disegno topografico, farne un uso r elat ivo, per avere maggior chiarezza e talvolta anche maggiore rapid ità di esecuzione, senza però snaturar e o t radurre non fedelmente le (l) Il Lradultore,senza negaro la nocessiladi possedere queste nozioni in chi si acci11go a trattare la panoramia mi litare, ritiene però che per l' uso comune (ti campagna, basLi possederle in modo assai sommario. Ritiene invece assohltarnon te inctis11cnsabile, an zi sottl otesa, nna soljda cuitura militare,
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forme caratteristiche del suolo, che sono i migliori ed i più essenziali elementi delle ricognizioni.
E' indispensabit~, nel pae~agggio milita,·e, usaTe una scala per le 1·appresentcizioni prospettiche? Nella sua interessante opera sulla panoramia militare, il signor capitano P. A.. C** ''' espone un metodo di prospettiva in scala, b!lsata sulle scale dei piani e delle altezze apparenti, che egli consiglia di impiegare negli schizzi, per chè permette di dedurre dalla grandezza apparente degli oggetti la loro distanza dal punto d'osservazione, secondo il principio della staclia (1). È indiscutibile che la pr ospettiva fo scala è un e·sercizio eccellente ed una base solida. per iniziare l'occhio al senso delle distanze e delle proporzioni. Si può anzi concepire il suo impiego pratico in un disegno eseguito con ogni sicurezza e senza limiti di tempo o di circostanze; ma questo non è precisa.mente il caso più comune per le ricognizioni di campagna nelle quali lo schizzo a mano libera può trovare più utile impiego. In t ali occorrenze, bisogna agire con prontezza e risoluzione; ora, per tm occhio esercitato, la scala e il quadro prospettico stabiliti metodicamente, sono più d'impaccio che di utilità. Per seguire le regole e la scala, si esita, si perde. il tempo in vani tentati vi senza riuscire a mettere assiemé lo schizzo essenziale; il quale risultato si ottiene facilmente, lasciando l'occhio e la m&.no lavorare d'istinto, purchè beninteso, una pratica anteriore abbia già questo istinto preparato e for mato (2). Inoltre, non bisogna pretendere dal disegno ciò che il diI segno non può dare. Dal disegno si può avere il profilo appa· ( t) Con u11a tavole tta, u11a diottra a trag uardi (megli o c he a canocchia lP), una stadia orizwnt-,IP ed una verticale. si 1103sono rile 1·:ire panorami geometrici anch!' senza essere dise;:natori di pae,3ggio. Anzi, rhi ra i primi tentativi di cl1,;egno 11anoram1 co, sara bene si eserciti con tali strumenti Jl(' l' formarsi rorch io alle proiezio11i prosrettic t1c. {Nutri det truduttori). (2) PP-r c·o11soguen1.:1, ch i vuol fo rmarsi t·o~ddo e la n1a,no Ilei acqu isln ro su/Ticiente disinvoltur,1 nel disegno tl i paose, farà bene a compiere una srrie rego lare d'esercizi, cominciando po,sibilmente rolla clioltra e colla stadia, r>er nuirc collo sch11.zo a mano li· bera , lavonrndo d'istinto. (1\'otaclel trnd11ttore).
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r ente (silhouette) degli oggetti, il loro aspetto e l'orizzonte visibile, ciò che è già molto; ma sarebbe P:est~nt~oso ed ale~t orio volerne dedurre degli apprezzamenti. d1 d1sta~ze, po.1chè una prospettiva in scala, per ben tracc1a~a che sia.' lasma sempre dei dubbì quando i suoi dati non siano stati topo· g raficamente controllati.
Progressione da seguirsi negli eserci~i di di~egno ?a~oramico. _ Esposizione clel metoclo. - S1a ~he s1 t~att1 d,un . se h'1z·zo d'una posizione o della . riproduzwne sempl ice .. . ·ad un , vasto orizzonte a volo d'uccello, il paesagg10 m1htare s1 n u1;_e insomma allo sviluppo di un panorama sotto u~ an~ol.o :~suale più O meno grande, secondo il suo scopo ed 1 suoi hm1t1. Ma pr ima di accingersi al disegno di ~n yanora~a, per quanto semplice esso sia, è presso a poco md1spe~sa?1le, ~er fissare le idee e confermarsi nel metodo da seguirsi,, comrnciare con alcuni esercizi pr eparatori, che a:'ran11:o 1 a.~prezzabile vantaggio d'evitare una esecuzione indecisa; dtfetto questo che non si potrebbe tollerare. Pur non volendo occuparci della parte preponderante che nell'arte di cui ci occupiamo spetta alla 11:ent.e, pe~ le sue qualità di concezione, di opportunità e d~ d1scerniment~, dobbiamo notare come l'ufficiale panoram1sta debb~ ~nz1tutto educare e rendere agili strumenti della. ~olonta t due mezzi fisici essenziali nel disegno: l'occhio e ia ~ano. , Per quanto concerne la mano, l'ufficiale panoram1sta dovra esercitarsi : . . . . 1• alla rappresentazione dei dettagli. plammetnc1 sui differenti piani, per mezzo dei loro profili; 2° alla rappresentazione delle form.e del terreno per mezzo di tratteggio e di curve prospettiche. . . Per quanto concerne l'occhio, egli dovrà . ab1tua~s1: 1° all'apprezzamento delle linee e degli angoli ; 2• all'osservazione e alla lettura del terreno (1). . d !l'occhio sono necess~rie all' uf· opportuno qui notare che ,iuesLo el Ot 1 • e . . · , r . •nsallile solo per il disegno panoramico, ma per I anahs, <ICI te1reno mc i.pc ·. . . (Nola del 1rc1àutlore) . 'I c1,11e, non 10 tutte le applicazion i profess,onal>.
(t) Sembra
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ÌL PAESAGGIO lfIL!TARlll
Tratteremo separatamente di questi diversi esercizi 8 • _ O'a d . d bb . . . ' pie b n o come s1 e ano concepire e praticare. Ci ace· O' _ . 11' . . mbe remo po_sc1a a esecuzione completa di un panorama. F iniremo ~01 co~ ~ell_e applicazioni dell'arte panoramica utilizzata nelle n cogmziou1.
II. Particolari di esecuzione degli esercizi prelimianri. TmoCINIO
DELLA MANO.
:Jel p~ofilo panoramico. - Si tratta di rappresentare con ~e~. tratti, e_ p~r qua~to è p~ssibile_ con un tratto solo, 1 a::;pe~to dei d1fferent1 oggetti che s1 riscontrano sulla su~er:ficie del s~ol_o, per produrre una sensazione di prospettiva _a~rea sufficiente e dare un'idea del loro allontanamento e fac1ht~re così la comprensione del di°seguo. . Ora, 1 tratti non potendo essere graµuati che nella gros~ sezza_ e nell~ frequenza, è forzatamente su questi due elem~nt1 che bisogna basarsi per adottare una scala dei piani. Scala dei piani. ~ Per regola generale, se · si prenderà per base la graduazione seguente : · _1° tratti vigorosi (eseguiti appoggiando fortemente sulla , matita); . 2° tratti di media grossezza (eseguiti appoggiando normalmente) ; .., 3° .t~atti fini (eseg~iti ap~oggiando leggerissimamen te); s1 ott~ira una scahL d1 tre piani che sarà sufficiente, nella maggior_ parte dei c~si, per dare al disegno la fuga ed una prospettiva aerea facile a comprendersi, senza utilizzare il processo. delle ombre che è da evi tarsi quando si vuol ope~are rapidamente, perchè rappresenta una perdita di tempo mgo~b~~ il disegno e gli fa perdere una pa.rte della su~ sempl101ta e chiarezza.
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Per fissare le · idee ed assicurarsi dei termini di confronto nella gamma d' intensità dei tratti, si dovranno trattare come appartenenti al 1° piano gli oggetti distanti da O a 500 metri circa; come del 2° piano quelli distanti da 500 a 1000 metri; ed infine, come appartenenti al 3~ piano. quelli situati . al di là dei 1000 metri (1). Questa gradnazione ha il vantaggio dl avvicinarsi sensibilmente a quella stabilita per il tiro di fanteria - piccole, medie e grandi distanze - ; è questa una coincidenza che potrà essere utile in buon numero di casi. Carta e lapis. -,- La matita comune è incontestabilmente il migliore ed il più docile mezzo per la rapida esecuzione degli schizzi. Se si hanno matite di diversi numeri, la graduazione dei piani sarà naturalmente più facile da eseguirsi; in og~i caso, per i~ diseg~o degli ultimi piani, bisogna tenere sempre assai fina la pnnta del lapis. Quant o alla carta, bisogna sceglierla liscia, per avere il tratto nitido e possibilmente quadrettata, specialmente nei primi ten tativi ehe si eseguiranno. La quadrettazione guiO.a il tratto nelle va r ie direzioni come nelle proporzioni, senza perciò sovraccaricare il disegno, se si ha l'av vertenza di sceglierla di una tintH. diversa da quella della matita. Rapp1·esentazione dei parlicolar·i planimetrici. -· Fabbri· cati (case, cascinali, castelli, villaggi, ecc.): indicare con sobrietà il loro profilo, evitando, anche nei primi piani, di perdere tempo in minuzie senza importanza. In principio, ' è preferibile corniuci:.i.re lo schizzo di un edificio della sua parte superiore (tetti, comignoli, sommità di muri ecc.) che è generalmente più visibile, meglio apprezzabile dall'occhio e che dà subito un'idea dell'orien tamento del fabbricato. 'rratteggiare sopra tutto con cura i contorni dei caseg- i giati che possono servire quali -punti di riferimento (cam(!) Ritengo que,la graclliazione troppo rigida ; in tirati ca, l'operatore elio avrà acquistato una cer ta esperienza sap rà regolarsi caso per caso. · (Nola del lra àullore).
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panili, castelli, torri, molini a vento, semafori e fari, comignoli di officine ecc.). Nello schizzo dei muri, che hanno quasi sempre un' importanza militare, bisògna possibilmente proporsi d i rappresentare colla prospettiva il loro orientamento e i loro angoli. Bisogna, per quanto· è possibile, non esagerare l'altezza appa.rente degli edifici, poichè l'errore che ne risulta si ripercuote . nelle proporzioni orizzontali e falsa assolutamente la sensazioU:e delle d_istanze. L'indicazione delle minute particolarità deve parimenti essere in relazione colle distanze. Se, per esempio, al primo piano si può permettersi di indicare qualche porta o finestra ombreggiandola con una tinta a tratteggio, al secondo p iano bisognerà contentarsi di indicarle coi contorni; :finalmente, al terzo piano, un profilo generale dei tetti e· dei corpi di fabbrica sarà sufficiente, insistendo tuttavia sugli edifici rimarchevoli e facilmente riconoscibili. Nello schizzo bisogna procedere per elementi di tratti, senza perder tempo ad attiiccarli invariabilmente agli angoli; il disegno vi guadagna in freschezza ed in facilità di' _esecuzione (fig. l").
Tipi del 1° piano. .
.
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· j}~"}~~,.~~jb;t~~t .~ ~"'f:'r/\:~\Hr~=°":~.~~ ng,.;_ 'l'i[li del 2• piano.
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lÌ, PAESAGGIO MILI'i'ARE
Tip i del 3' piano:
Vie cli comunicazione. - Indicarle con due tratti prospettici rappresentanti i margini della strada. Quando la strada si presélnta m obliquità o parallelamente, si rappresenta
con due tratti paralleli più o meno distanti fra loro; bisogna sopratutto d isegnare francamente i contorni dei risvolti in cui la curva è generalmente netta e ben visibile. I sentieri ed i viottoli si indicheranno, come in topografia con dei tratti punteggiati e .pii\ fini che le strade, e con uno scartamento minimo (1) (fig: ~·).
Fig. 2•.
Binario semplice.
·
Bina rio doppio.
Si rappresenteranno le opere d'arte disegnando somma. riamente le loro parti essenziali (piano stradale, archi, volti, spalle); le parti in rialzo e le parti incassate, saranno figurate secondo i principi topografici. Si distingueranno le ferrovie dall e strade rotabili colla indicazione delle traversine. Una linea telegrafica, quando sarà il , caso. di notarla, s1 rappresenterà con dei pali segnati ad intervalli.
Alberi. - Indicare semplicemente il contorno generale ed il tronco con un tratto più o meno forte secondo la scala del piano. S i deve sopratutto riprod urre la :figura caratteristica degli alberi isolati, potendo essi servire quali punti di riferimento o di direzione. (i) l nostri segn i convenzionali topografici italiani pe1: la rapprestinÌazione delle mulatti.. re e flei sentieri, sono poco cstetici.i11 disegno prospcl.lico. 'l'uLLavia in uno schizzo rapidamente abbozzato in campagt~a potraon'o a.nelle servire. (Nola del tractuttore) .
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IL PAESAG(HO MlLtTARB
Per lo schizzo degli alberi, sarà bene rammentare il principio genere.le seguente: l'albero e la foglia hanno, gener almente, nella struttura e nella forma una grande <1nalogia (fig. 3·).
contorni, ma tracciare ancora delle linee di separazione fra i differenti piani per guidare l'intensità del tratto (fìg. 4•).
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Fig. 3°.
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Fig. d,,
Tipi del t 0 piano.
Ti pi del 2° r•iano.
Tipi del 3° piano.
Boschi e foreste. - Delimitarne rapidamente con un tratto punteggiato e leggiero il limite coi suoi salienti e, nella superficie così rinchiusa, disegnare degli alberi più o meno rav· vicinati secondo', la spessezza del bosco, più o meno nettamente deìineati a sticonda della scala dei piani e più o meno grandi a seconda della di3tanza ; per fac ilitare il lavoro, guarnire prima gli angoli salienti del limite, poi riempire l'interno della superficie. Senza mirare ad una somiglianza a:;,soluta, che sarebbe inutile, bisogna tuttavia mettere in evidenza le radure, le folte caratteristiche facili a riconoscersi e le ti:accìe indicanti strade o .sentieri. Quando una foresta o ·un bosco s i stende in profondità considererevoli, è vantaggioso delimitarne non solamente i
I boschi di pini e di abeti hanno un verde oscuro e tri$te che stacca nettamente dagli altri fogliam i; occorr e distinguere bene queste dt1e diverse e caratteristiche sensazioni dì colore, segnandole con macchie francamente El nettamente diverse (fìg. 5°). ·
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Fig.
a•.
Quando questi alberi (cioè i pini e gli abeti di colore più oscuro) sono disseminati in radure od a cespugli in un bosco,
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l L PAESAGGIO MILITAREl
IL PAESAGGIO MI LITARE
bisogna cercare di collocare le macchie <?OU esattezza e disegnarne fedelmente i contorni, perchè su di essi l'occhio può fissarsi ed aiutarsi nell'orientamento.
s.e rie di steccate (échalas) successivamente degradanti in altezza fin o a ridursi a degli allineamenti di punti negli ultimi pram. . . Gli orti ed i frutteti si rappresenteranno con dei filari di a,lberi o di pianticelle regolari e le siepi con delle_ file di cespugli più o meno elevati (fig . 6°).
Boschi cediti e gerbidi. - Limitare come per tm bosco d'alto fusto la superficie del bosco ceduo con linee . punteggiate; segnare qua e là qualche albero e riempire il resto con ramaglia più o meno fitta secondo l'altezza effettiva della vegetazione. I gerbidi si rappresenteranno con un miscuglio di piccoli tratti e d i sabbia (puntini) come nel disegno topografico.
Sabbie, dune, paludi . - Si rappresenteranno secondo principi della topografia (fig . T).
1
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Terreni coltivati siepi, orti, frittteti. - L'indicaziòne delle coltivazioni non ha ragione d'essere se non quando l'interesse militare l'impone, per dare idea della copertura e della praticabilità del suolo. Quando la stessa coltura si ripetesse su. grande estensione, potrà essere vantaggioso indicarla con una lettera conve'nzionale opportunamente inter calata nel disegno. Per le colture basse che non limitano la vista nè I.a praticabilità, basterà indicare la limitazione dei campi. ~ . , _ ~"Q.,;..!L p..o,,.i\,,,_• ~. f'.., ''1> -.._ /~..t~ .,c:::::::x::2__y~~ 2. -- .. - p ----
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Fig. 7:>._
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Roccie, dirupi, frane, scarpate. - Proporsi di : rappresentarri.e le forme apparenti, le linee di spaccature e di impluvi ben visibili., . Quanao si disegnano le · franè, bisogna, per quanto è pos· si bile indicare il movimento generale apparente degli strati '
--
Fig. 5a,
cli
I solchi si possono indicare con delle serie tratti paralleli orientati ~n diversi sensi; le vigne, che è sempre necessario segnarle perchè costituiscono un vero ostacolo alla marcia delle truppe di ogni arma, si indicheranno con delle lettere V se sono aste.se, oppure se sono di limitata superficie, con delle
Ji'jg,
sa.
geologici .c he ne costituiscono l'essenza, la causa e la fisionomia. Il g ranito è angoloso e frastagliato (arrotondl to e greve se è rimasto lungamente esposto alle intemper ie ed a con-
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IL PAESAGGIO MILl'!'ARE
tatto dell'aria) (1); i calcari ed i gres si rompono ordinariamen~e ad a~g.olo r etto; _g li scisti hanno contorni ben delineati e .strati fortemente mcurvati a fasci· • I d 11 . .u pi. de1. t erren . . . 1 gmrass1ci ha~no una regolarità tutta loro par ticolare (fig. 8"). I~ co:1clus1one, ogni roccia ha una fisionomia particolare assai sprecata per ben guidare il disegno.
Acqite (fiumi, tor·renti, stagni, laghi, mare). - Indicare n_etlia~en_te con tratto ferz_uo_ ~ nervoso i contorni, poi i nB.essi ~1 q~alche. ogg:etto d1 n viera, sui quali si passerà poi una ser~e d~ tratti orizzontali sempre più fini quanto )iù il 1 paesaggw s1 allontana.
Fig. 9•.
Quand.o si tratta di grandi distese d'acqua, servirà la dive~sa ch1arezz~ del cielo in diversi punti, per posare qua ~ !a ~ual:he n~esso segnato con tratti orizzontali; inoltre, 1 m~1caz1one d1 qualche vela servirà per dissipare ogni equivoco (fìg. 9'). ( I) Mi paro cl1•'·.,1J t1rst'ultimo sia il vero tt . mente i rilievi di " ranilo le rò / ara ero col qualo s, presentano normaicalcari. ~ rme ango ose o frastagliate sono più proprie cli certi (!Volei <let lradtJ,flore).
IL PAESAGGIO dlLITARJ.:
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N èll' enumerazione precedente, è possibile per non dire certo, che si sia dimenticato qualche particolare; tuttavia, il principio generale che ne risulta è il seguente: bisogna tendere, colla rappresentazione paroramica, verso una formula chiara, netta, la pit\ semplice poisibile e tale da non lasciare nessun equivoco circa l'oggetto che si vuol rappresentare. Ogni paese ha del resto, il mo aspetto, il suo cara ttere. proprio e richiede, per conseguenza, una interpretazione speciale che si troverà facilmette nelle forme della sua natura abituale, alla quale bisognerà sempre ispirarsi.
Rappresentazione delle (orme del ter;·eno con citrve e tratti prospettici. - P er rappresenta~e la plastica del terreno, lo sfumino e il pastello sono eviòentemente dei procedimenti speditivi ed, appunto perciò assai comodi; tuttavia, essi non hanno sempre sufficiE:nte nitidità e precisione e, per rappresentare certi cambiamen;i di pendenz-a ed altre particolarità delicate del rilievo, essi sono assolutamente insufficienti. Il process·o seguente, più pre}iso, altrettanto rapido e che parla all'occhio nel modo più e1'iclente, ci sembra assolutamente preferibile. Esso consist3, una volta determinate le ,. linee di cresta, nel rappresentare le ondulazioni del suolo median te tratti od elementi di tTatti che diano la sensazione prospettica delle curve e del tntteggio topografico. - È opportuno qui notare che l'osservanza dei princip'i: di equidistanr.a e del diapason della luce, essenziale nell'ipotesi del lumeggiamento zenitale, nou hanno più ragione d'essere in panoraruia. Teoricamente la riproduzione prospettica di tutte le curve e di tutti i tratti topografici, si può bensì concepire; ma praticamente un ta:e lavoro caricherebbe troppo il disegno o complicherebbe singolarmente l'esecuzione. ........_Occorrerà limHarsi dunque a disegnare qualche tratto ì orientato prospettivamente come lo sarebbero le curve ed il tratteggio topografico; questi tratti sara.n no sufficienti a dare un' idea molto chiara ed abbastanza completa delle forme del terreno.
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I L PAESAGGIO ì11ILITA1?B
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IL PAESAGGIO .1,111,~TARE
~ffret~iamoci ad aggiungere che, nella maggior parte dei casi le lmee planimetriche, ed in particolare i solchi d · campi, _le siepi e le separazioni di coltura, guideranr.o faci;~ ment~ 11 tratto e contribuiranno, col loro orientamento prospettico a tradurre con molta chiarezza il rilievo del suolo (iìg. 10").
Fig. J0 1 .
Quando questi aiuti mancassero, ciò che succederà inevitabilmente nelìe regioni denudate e d'aspetto uniforme (in
paese di mcntagna per esempio, nella zona dei pascoli) la p~rcezione dei movimenti del terreno sarà più difficile ed il disegno non avrà t>e~· guida eh.e le linee di cresta e di im·
pluvio. Occorrerà allora costruire mentalmente le curve sul terreno stesso per rendersi conto della loro traduzione prospettica (1). A gu~sto scopo, il miglior esercizio al quale sia consigliabile applicarsi, consiste nel seguire coll'occhio, sul piano di rilievo, le sinuosità delle curve e dei tratti, cercando di renderli prospetticamente come se si avesse innanzi agli occhi un plastico; il frutto di questo studio è eccellente dal punto di vista del disegno prospettico e della topografia (2). B_i'>ognerà sapere in-3lt_re servirsi opportuna-mente ora delle 1 curve ed ora del tratteggio. In un terreno dominat,o dal punto di vista, le, curve si leggono e si indovinano più facilmente; al contrario, sarà meglio ricorrere al tratteggio ' quando il punto di stazione è dominato dal terreno da rilevarsi. In ogni caso, ciò non ha niente d'assoluto e la miglior guida da seg uirsi è inco11testabilroente la natura del suolo che, col suo aspetto indica l' interpretazione da scegliersi. Nei paesi di pianura leggermente ondulata, non è raro ine.outrare depressioni dì terreno pericolosissime perchè appena percettibili e molto favorevoli alle imboscate. Sono esse generalmente dei larghi fossati a dolce pendenza, dai quali una truppa può sorgere e prendervi a fucilate q~asi a bruciapelo. È dunque importantissimo, in ogni rapporto o schizzo militare, segnalare queste particolarità del terreno come saranno state riconosciute. A questo proposito, il modo dì procedere che noi consigliamo e che è applicabile fino a 500 o 600 metri (distanze alle quali la sagoma dell'uomo è ancora nettamente visibile) è il seguente: Sia da rappresentarsi la depressione di terreno C 11 B D, per u \_osservat'ore collocato nella direzione di O. Si indi(l) A qnesta cost n1zione mentale clelle curvr, orizzontali ,ul terreno, deve, dol re,to, essere abilt1al.o qu;11Lruque nrflcia le che abbia nna q1ldlche pratica nel rili evo rn~olare ocl a vista. · (Noto. del t1-1u!ulto1·eJ . (2) E incllrettamente, per la tattica, percli6 cos tringe ed abitua ali' analisi ciel ter· reno. (1Yota del tr(ld,uttore). 65 -
.ANNO XLYI!.
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IL PAESAGGIO MIUTA lt B
cherà la linea di c1:esta O e tre macchiette d'uomo che si supporranno collocate in AH, B H1, D Il''.
linee e degli angoli; ciò costituisce la base elementart'\ di oO'ni disegno a vista. 0 Per potere ben dirigersi su questa via, i corsi di pas_saggio e di rilievo dal plastico indican~ dive~si procedimenti molto semplici e d'un impiego facile (lapis o regolo graduato da tenersi innanzi all'occhi~ a bracc~o teso, per servirsene nell'apprezzamento delle drntanze e Clelle altezze apparenti ; apprezzatore di angoli, che consiste in due tratti di un metro snodato di cui si fa variare l'apertura); la larghezza del pollice ·a braccio teso è anch'essa u~ e~em~nt~ di comparazione assai prezioso, ohe può dare md1caz1om molto esatte se si ha cura di valutare, una volta per tutte, l'angolo al quale esso corrisponde (nella media dei oasi 2° 30' circa). P er i principianti, questa maniera di ope1:are è di una utilità incontestabile, specialmente come mezzo di controllo negli apprezzamenti; ma dopo un certo tirocinio ed una pratica continuata nel disegno, l'occhio supplisce perfettamente a questi mezzi rudimentali ed acquista da sò solo un senso delle proporzioni che non ha più bisogno di aiuti.
H'
H
II' A
D B l<ig. ,12•.
La parte visibile della macchietta B H' informerà della profondità della depressione, montre la comparazione dell'altezza prospettica apparente delle altre due A H. e D Il'', , darà un' idea della sua larghezza (fig. 12").
Fig. i~•.
Tmocnno
DELL' occrrro.
L'educazione dell'occhio, più essenziale a.ncora che quello della mano; si basa unicamente sull'abitudine di osservare; bisogna imparare a g uardare, a comparare, a giudicare ed a rendersi conto di ciò che si è visto; e ciò richiede una pratica lunga e continuata. Ma per contro, chi si è formata la costante abitudine di ben osservare, applica istintivamente la sua facoltà. d' osservazione, senza distrarre la mente dal corso di altri pensieri. Si troveranno d'altronde delle occasioni incomparabili per esercitarla, durante le marce militari, nell'andata e nel ritorno dalle esercitazioni di tiro, durante le fe1;mate, insomma, in tutte le occasioni in cui la manovra non assorbirà completamente l'attenzione.
Apprezzamento delle linee e degli angoli. - Prima di tutto con viene esercitarsi ad un giusto apprezzamento delle
'
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lL PAESAGGIQ Mll,J'l'AR.E
Osservazione della campagna - problemi sul len·eno. Saper valutare con giustezza le linee e gli ~ngoli è già 1~0:to, ma non è tuttavia che la fu nzione geometrica e, per cosi dire, rudimentale dell' osservazione; si può e si deve esigere di più\ia ques ta facoltà. Bisogna associarla intimamen~e ~.l discernimento ed abituarla a rendersi conto esatto d1 010 che si vede e di ciò che si vuol rappresentare. È precisamente in questo senso che lo schizzo militare dev~ essere considerato come un genere di paesaggio tutt'affatto speciale, che richiede uno studio particolare e del più grande interesse nelle ricognizioni. L'occhio ·del paesista non deve affatto vedere certi detta()'li che l'occhio dell'ufficiale deve, al contrario, saper coo gliere e notare colla più scrnpolosa esattezza. . In una massa incerta e lontana che all'occhio del pittore si delinea vagamente come una macchia azzurrognola che
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I L PAESAGGIO MILITARE
lì, PAESAGGIO nf!LITARE
non vale la pena di studiare e d i rappresentare minuta• m~nte, il. milita~e ~otrà _saper distinguere differenti creste, dei camb1ament1 d1 pendenza, dei margini di bosco dell siepi, delle frane ed ogni cosa insomma che abbia ~n va~ lore tattico da tenersi in giusta considerazione. Bisogna inoltre che il militare paesista sappia diffidare di certe illusioni ingannatrici, delle quali, del resto, trionferà facilmente quando avrà acquìstato l'eccellente abitudine di gua~dare con · cura la campagna e di ragionare praticamente mtorno alle sensazi.oni della prospettiva. 00:1, pe~ esemp_io, si potrebbero considerare quali proble~i da nsolvers1 sul terreno i seguenti, nei quali l'osservazione attenta può·avere non trascurabile importanza. 1° esempio : (contonii di un villaggio). - Io arrivo davanti a~ villaggio X che è a 1200 metri circa davanti a me; a prima v~sta esso _sembra stendersi in larghezza e presenta un marg~ne continuo; ma, guardando più attentamente questo margine, osservo che in certi gruppi di case i fabbricati mi sembrano un po' più elevati e non hanno tuttavia un numero di piani superiore e la loro. struttura è simile a quella deo-ii altri. Allora, se essi mi sembrano più alti, v uol dire che realmente sono più vicini al mio punto di stazione e devono per conseguenza costituire dei· punti avanzati o dei salienti A
(l
(informa.zione utile per l'attacco e per la difesa). - Un'altra o~servazion~ viene, del resto, a confermare questa supposiz10ne: al saliente presunto in A va, a sboccare la strada sulla quale mi trovo e, d'altra parte, dal saliente che io presup-
pongo in B, parte una doppia fila di pioppi che mi fanno supporre l'entrata di un'altra strada nel villaggio. Ora è pre· cisameute una regola di.struttura dei villaggi ohe le spor · genze ed i salienti si trovano precisamente allo sbocco delle arterie stradali, perchè le nuove case che si vanno man mano costruendo van sempre·più raggruppandosi attorno alle strade (fig. 14").
2" esempio : (margine di ttna 'foresta). :_ Eccomi ora innanzi ad una foresta. Il suo contorno mi a prima vista l'effetto di una linea ben netta e continua. Esaminiamola con maggior cura: in A ed in B, si riscontra una differenza sensibile nell'altezza degli a1beri; inoltre, il seeondo strato d'alberi in 4 presenta una tin ta assai più indecisa, che in B; il punto A è dunque assai indiscutibilmente più lontano; B è certamente una sporgenza ben definita.
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A
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F.
F
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H
Nrlla regione CD, l'altezza degli alberi è minore; vi sarà forsJ-anche là un rientrante? No, perchè il verde degli alberi vi spicca vivissimo come in B ed in .E; d'altra parte in C ed in D non vedo più i tronchi ed i fus (;i, nè l' ombra pesante della foresta proiettarsi sul suolo; inoltre, la strada R, che segna in R' una bianca e netta sporgenza, non sembra che proprio in quel punto entri nel bosco, ma piuttosto si direbbe che vi entri nel punto D, ove si scorge una fessura ben delineata; data q uesta condizione di cose, tuttò porta a credere che non è il margine della foresta che s'allontana, ma il terr eno che si eleva leggermente e forma una cresta sul davanti. Continuiamo le investigazioni: in F, l'altezza degli alberi si abbassa ancora, ma là si scorgono i tronchi e, del resto, la
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IL l'A ESAGGIO MILITARE IL PAESAGGIO MILITARE
tinta verde è alquanto attenuata; si tratta dunque d'un rientrante. Da H in I, la diminuzione dell'altezza apparente della vegetazione non lascia più alcun dubbio sulla esistenza del saliente H (fig. 15"). F ino a che non abbia più ampie informaziont io mi posso dunque formare, della conformazione della foresta e del terreno, il concetto espresso dalla fig . 16".
f"ig. !6·.
3° esempio: (pianura in apparenza 'unita). ~ Ho davanti a me una pianura coltivata che non sembra_presentare nessum1 accidentalità. di terreno. A 600 metri circa si stende una linea che taglia inevitabilmente tutte le coltivazioni (fi.g. 17").
Fig.
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uondìmeuo il dubbio non è perfettamente chiarito. Seguendo il prolungamento della linea constato che a destra essa taglia una strada, la cui prospettiva rimane ug ualmente rotta; a sinistra essa taglia un frutteto in cui si distinguono nettamente i tronchi degli a lberi più vicini e non di quelli più lontani. Questa è l' indicazione cer tissima d i una pendenza, non vi ~più es~ere incertez:i,a ora; è certa men te una lieve cresta che ho innanzi a me. Questo problema della cresta appena v isibile è qualche volta ben più difficile da risolversi ed in certe regioni avviene frequentemente e, 8i può dire, normalmente che le sue risoluzioni si impone. In ogni caso, da questi pochi esempi è facile comprendete il profitto militare che si ritrae osservando attentamente il terren o, così mutevole nel suo aspetto, tanto vario nelle diverse regioni. La natura, sempre inspiratrice feconda nei suoi insegna· menti, è il grande educatore per eccellenza; all'artista essa · rivela la bellezza, l'armonia, la grandiosità delle linee; al militare essa dQta il colpo d'occhio, la sicurezza di. giudizio e l'opportunità delle. decisioni. In questo ordine di idee, ascoltiamo ancora il De Brade: « Per for~arsi e progr~dire ~ella_ facoltà de~ colpo d'occhio, « bisogna che la nostra 1mmagmaz10ne lavori costantemente, « alla guerra, alla cat1cia, n ei viaggi, passeggiando a piedi « ed a cavallo » (1).
l.7".
Sarà una semplice separazione fra differenti campi, una strada campestre, oppure una. cresta che rivela una leggera depressione del terreno? Al di qua co1ne al di là di questa linea l' illuminazione del suolo è uniforme e ciò aumenta la mia perplessità. Esamino da una parte e dall'altra la direzione dei solchi e constato che essa è rotta ad angolo acuto, ciò che ben di rado si riscontra nel caso di un semplice limite di coltura o d'una strada campestre Si tratterà dunque di una leggera cresta ;
(1) l!:d, ngginnge il trac\tll;tore, du r,mte tutte le operazioni militari di catnpagna, non solo per lo ~copo cli de.,crivere lìnnorami, o schizz i, ~ levnte topografiche, mn per ab1~uare l'occhio all"accur:ita ana lisi ciel ten 1rno. La c111ale non sarà m,ti ahbast,1nza rac· comandata n chi deve guidare e coman(lar11 truppe, vincere ctimcol ta ed evi tare le sorprese che, nella guerrn moderna e colle anni attuali, il terreno può ad ogni is tan t.e presentare e fa1•orire. (No11,1, del tradiittore).
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IL PAESAGGIO MILIT ARE
IL PAESAGGIO MlLlTA RE
III. Esecuzione teorica e completa d' uno schizzo panoramisco.
Studieremo ora l'esecuzione teorica completa d'un pa~orarna, supponendo (cosa che sempre non si VArifìca in carn. pagna) di operare con ogni calma e sicurezza e senza li.miti cli tempo. Per chi fa i primi tentativi, queste condizioni sono indispensabili per poter comprendere, discutere e risolvere le d ifficoltà che si presentano e per potere chiaramente d istinguere le differenti fasi del lavoro. Proponiamoci dunque, a titolo di studio ~ come primo saggio, di eseguire la ~eduta panoramica del terreno rappresentato nella figura 2e.
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Al 2° piano : si presenta un secondo gruppo di cui l'estremità nord-est ci nasconde in par te il villaggio B, di cui tuttavia si scorge il campanile: a mezza .costa sul versante sud, il castello C ed il parco che lo circonda, e qualche fattoria: più ad ovest il villaggio E, il parco .F, un ruscello di media import,anza, attraversato da un ponte in pietra a tre campate.
i,ig. ·18'.
Preparazione intellettuale clel lavoro. - Esame ctel terreno. Invariabilmente, è da questa operazione che bisogna cominciare. In mo]ti casi, sarà anche utile fare rapidamente uno schizzo topografico di tutto ciò che si vede. Questo schizzo, in compenso delle inesattezze che inevitabilmente conterrà, avrà almeno il vantaggio di fissare le idee e di guidare nel1' analisi del terreno esaminato. Si aggiunga che questo ~chizzo sarà, nella maggior parte dei casi il solo documento che sarà possibile mettere assieme durante una ricognizione; e questa ragione basti per provare l' imppellente necessità per ogni ufficia.le di esercitarsi nella rapida esecuzione di schizzi a vista. Sappiamo di marciare verso ii nord, su una strada AA'; ar rivati sul punto il, alla sommità d i un gruppo di alture di media altezza, (?) il terreno si scopre e si delinea innanzi a noi il seguente panorama : Al 1° piano : le pendici del gruppo sul quale ci troviamo e che verso nord precipitano verso un burrone che sembra assai profondo; verso nord-ovest le alture vanno dolcemente declinando verso un'ampia vallata.
Al 3° piano : si stende un terzo gruppo di alture, · sulla cui cima verdeggia un bosco ceduo di cui si distinguono nettamente i contorni ; pii:.. ad ovest, un altipiano con alcune case rurali chiude\ l'orizzonte e, scendendo il versante, una ampia distesa di praterie :fìni~ce ad una stretta .della valle L. Sull'altro versante, un altipiano a ripide pendici, sulla cui . cima si vede il v illaggio M. Nel lontano orizzonte, si succedono par ecchi gruppi di alture di forma allungata ed una successione di alti pioppi che sembrano indicate il corso del ruscello 1I.
Discussione del valor·e tattico della regione. - Con un giro ~ .;Jt.-"\.>.,. 1 d'òrizzonte abbiamo così analizzato e schizzato il nostro pa- , +;. norama; si tratta ora di determinare la sua importanza militare e, per quanto è possibile, d i inquadrarlo.
(',
..._
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lL PAJ!;SA0010 MILITARE
Per ciò fare, bisognerebbe immaginare un caso concreto e partire da una ipotesi tattica. Noi non . faremo qui nessuna ipotesi per non complicare questo primo studio; tuttavia, basandoci sul dato di fatto che abbiamo supposto di marciare verso nord e che il nemico sia avanti a noi, la prima idea che suggerisce il terreno che abbiamo considerato è che i punti B, C, D, E, offrirebbero all'avversar io una linea difensiva ben determinata, appoggiata al rio H e presentante, come posizione di seconda linea il gruppo K; sono dunque questi i punti e le linee che rappresenteranno la parte più interessante del nostro disegno.
Delimitazione del quadro - Il nostro soggetto è determinato; bisogna ora delimitarne l'estensione. Limitandoci al1' est al campanile B ed all'ovest al campanile 111, il nostro panorama conterrà. tutto quello che vogliamo rappresentare . .Scelta del punto cli vista. - Bisogna ancora pensare a collocarci nel punto di vista più favorevole. Il punto A sul quale ci troviamo, non sembrerebbe mal scelto; esso è, press'a poco, al centro della zona da rappresentarsi e l'abbraccia sotto un angolo con veniente; d'alti·a parte, portandoci avanti, si. corre rischio di non più vedere il gruppo ]( ed il margine del bosco che ricopre la sua cima. Inoltre, la larghezza dell'angolo visuale andrebbe aumentando in modo con::iiderèvole. Se, al contrario, ci spostassimo indietro, le pendici del gruppo C e tutto lo spalto innanzi al villaggio E ci sfuggirebbero probabilmente. Resteremo dunque in A, ove il solo inconveniente e di non poter scoprire il fondo del burrone che ci separa dal gruppo C; ma, una volta ultimato il lavoro, in due passi arriveremo :fino al ciglio dell'angolò morto, di cui descriveremo l'entità con una nota spiegati va (1). (·1) Per quanLo concerne lascelt,l del punto cli vis~,, i trattati di clisegno consigliano general mente di collocarsi ad una distanza dal soggetto pari a due o tre vo lte la sua maggiore dimensione. A noi sembra elle q ue~ta regola si app lich i specialmente ai paesaggi artistici ed alle locali tà di piccolo svilu1lpo ; ma in materja rii panoramia mi·
JL PAESAGGIO nlLJTARg
LAVOl'!.O
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. D'ESEOUZ!ONE.
Il nostro panorama è stato così sufficientemente meditato ; possiamo ormai passare alla sua materiale eseouzione.
Abbozzo del lavoro. - La prima operazitme deve consistere in un abbozzo generale. Alle due estremità del foglio segniamo prima di tutto la posizione dei due campanili B ed L, che sono i limiti laterali. del disegno. Stabiliremo poscia i contorni dei pioppi 1\ Pi P 3 ; i due primi hanno il vantaggio di tagliare l'orizzonte; quant9 al terzo, esso è sul prolungamento della verticale innalzata sulla spalla G del ponte e del saliente ovest del cimitero (v. fig .. 19•).
Fig. :19".
Abbiamo così ripartito il lavoro in quattro zone del,le quali ora faremo l'abbozz9 procedendo passo passo. litare, nella qua le si ha la possibilitft cli attaccare diversi panorami successivi, ·non bisogn,·rebbe prendere ques ta prescrizione troppo alla lettera. L'essenziale é di ben dì• stinguere ciò cho si vuole raop rescn tare. Nemmeno per la linea d'orizionte, )(~ cui posizione è precisa men te subordinata a ffuella del punto di vista, non si potrebbero dare delle indicazioni precise ; le clrcostall'ie e lo scopo che ci pro1>oni,uno cleterminernnno, preceden to ogni lr•gge cli 11, tctica, il modo di stabilirla. Certi pano rami guadagneranno dalla rappresen taz ione a vo lo d'uccello ; altri, r. l contrario, saranno più uti lmente rapprese111ati o,sc rvandol i da un 1H1 11 to r,lrn non abbia su di essi ell e u;1 dom inio relath·o. Notiamo int1 ne che n •ll,t gran 1e pluralita rlei casi, il magg iore interesse del ~oggPtto risiederà net second o piaoo; bi,;ognerà du nque corcarc di co ll ocare questo nell a si tuazione più ff1vorevole all'analisi, considerando il primo piano come una base por stabilire esa tta mente il disegno ed il terzo come un elemento destinato a fornire i principali punti di ori entamento. (Nota del traduttore). I
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IL P.4ESAGGIO MILITARB
Nella zona [1] iudich~r emo la strada c~e serpeggia ver30 il villaggio B e gli elementi d i cresta ben visibili. Nella zona (21 i margini della strada AA', il quadrivio C' ed i quattro elementi di strada che vi si incrociano; poi il muro del parco e che è d i fronte a noi ed infine le t re linee di cresta A' Ce [(. Nella. zona [3j che è uu po' più vasta, ci proporremo di collocare il più esattamente possibile il campanile del villag g io E, come pure le differenti strade che vi cond ucono, le linee successive di cresta uhe si scorgono, il muro sud del cimiter o e il gomito del r uscello in T.,. Infine, nella zona (4.1, indicheremo il muro del parco F', i margini del rio, e il ponte G colla strada che è sul :mo prolung,ttnento ; poi, fua lmente, la cresta del poggio M. 8 ' intende che queste operazioni preliminari devono ese, guirsi con tratti il più leggeri possibile, per non inceppare l' esecuzione del lavoro alla quale or a ci accingeremo.
Esecuzione del disegno - 'rornando successivamente·su ciascuna delle zone (1, 2, 3, 4) disegneremo t utti i par ticolari
ÌL l>AESAGGIO MII.11'AHE
taménte il collocamento in giusta posizione e l'esattezza delle proporzioni, perchè gli oggetti del pri mo piano, sempre più g rand i e più semplici nelle loro linee, ser vono da. punti di riferi mento molto utili per stabilire la posizione degli oggetti dei piani arr etrati. Operando, per esem pio, nella seconda zona, ci aiuteremo colle diverse coincidenze verticali a a' 1J," b b' b" e' e e" cl d' d'' (fì.g. 20"). Occorre altresì proporzionare l'intensità del tratto all'allontanamento del piano che si vuol rappresentare. Marcare g reve al primo piano; normalmente nel secondo; leggerissimamente nel ter zo. Il lavoro and rà assumendo man., mano per ciascuna zona la connessura espressa daila figura 21 n_ NOTA. - La grande difficoltà nel disegno dei par ticolari consiste n el non per dersi ri.ella fo lla di minuzie insignificanti e nel prestare invece ,1a massima attenzione su ciò che è essenzia le di riprodnrr e fedelmente; perciò è indispensabile che il .l avoro della mente segua costan temente quello della matita (1). Disegnando, per esempio, il villaggio E, si dovrà cercare di r appresentare es~ttamente tutte le case? Evidentemente no; che cosa c'è dunque di importante da notare? Il ça mpanile la cui forma ben nitida è faci lmente r iconoscibile ; il gruppo di case a llineate dalla par te est, che lascia sup· porre che il villaggio si st enda anche dietro al g rup po visibile ; il cimitero, che si trova all'ovest del villaggio e che noi indicheremo con una croce ben visibile, come in topo· · gr afia; :finalmente i muri del margine sud la cui importanza militare è indiscutibile.
Rappresenta.:;ione altimetrica. - Le linee d i cresta essendo già stabilite, non resta più, per finire il disegno, che a rapplanimetrici, cominciando d i preferenza dai pnm1 piani per tlnire agli ultimi. Questo modo di operare assicura comple·
-
({ ) Questo potrel>bij ~e mbraro ìn cou tr:vlizionc con c1uanto l'a u l.oro ha scriJ.l o sulla Utilita ciel ciiscgno prospettico, m:t giova considerare che qtii ~i tratta cii princi J)i;1uti e l<i di chi ha gia ac11uistata suflìcieute esperienz:i (1\'ola ciel traà1lltoi·eJ.
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IL PAESAGGIO MlLITARE
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presentare le forme del terreno coi procedimenti indicati precedentemente (elementi di curve e tratti prospettici) proporzionando, come in planimetria, l'intensità del tratto alla distanza dei differenti piani (fig. 22,.,). Ma, contrariamente. a quanto si è consigliato pex il tracciamento del contorno degli oggetti, convi~ne cominciare la rappresentazione del terreno di ciascuna zona dai piani più lontani, trascurando, s'intende, le alture troppo lontane che non si possono apprezzare e che sono, del resto; suffi.cien7 t emente indicate dalle linee· dì cresta.
Vill aggio (li B a i500 metri.
Qna<lriv io a 600 metri. Castello C a 800 metri Bosco giovane K . . Burrone iocassato,ma senzascosc~nd imenti pratica bihi alla fanteria e alla cavalleria; Ja strada da A :1d A' lo traversa - al quadri vio C le rampe sono accessi_bili al l'artigl ieria.
Leggende, note, messa in inchiostro. -- Per ciò che è disegno il nostr o panorama è eseguìto. ì\fa esso guadagnerà molto se accompagnato da qualche nota scritta nel margine superiore del foglio. Queste note dovranno indicare : il nome della località, segnare delle distanze di tiro, della notizie sulla praticabilità dél terreno, insomma, fornire ogni sorta di notizie che il senso militare possa suggerira, notizie che trasformeranno il panorama puro e semplice jn un utilissimo rapporto di , r icognizione. Per fini re su questo argomento, consiglieremo di ripassare il disegno e le se'ritture in penna non appena se ne abbia la possibilità. Il tempo che richiede questa operazione è insignificante e'. d'a~tr~ pa\te, <l.à~per risu~tato _un_ doc~~ mento durevole, 11 cm dBegrl.o U1t1èlo e chiaro 1sp1ra pm confidenza (1).
a iOOO metl'i . . . . . . .
!•'atto ria D a 900 rnetri
Villaggio E a !200 t'Q,&1.ti. • • ElivieÙ. '11 scorre vesso Nord a ~oo metri (non g uadabile) .
Poote iu pietra di recente costruzi one .
Villaggio Al
. . . .
Fig. 2ta.
-
(il Le esitazioni e le len tezze inevita bi li in qnesLi pl'im i esercizi non devono sco ragg:iare il prin,)ipiante, poir.hè questi difolli spari ranno rap ìd:unente ma n mano ch'e gli acquisterà praUca nel metodo. L!:g li si accorgerà allo ra che il lavoro di concezione è general,nente la chiave rJe lle diffico ltà e che il disegno sa rà rela tivamente faci le quando la menle sarà ab ituata a ben pre1Mrar lo.
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lL PAESAGGlO MILI'l'ARE
IL PAESAGG IO MILITARE
1037·
IV.
Applicazione della panoramia nel servizio di campagna, Pcr.noi·ama N. 2 .
]}
Monte e. Pu nt,1 (. Villaggio g (80 rc.colariJ. Colle h; a zone òi marcia .dal villaggio g per v ia mulattiera pas-
Principio essenziale. - Non fate mai un panorama col-· l'unico scopo _d i fare m1 panorama o di mettere in evidenza . la vostra capacità personale, ma fatene senza economia, tutte·· le volte che ne avrete il tempo, la possibilità e con questo · mezzo potrete rendere più chiare delle informazioni o piÙi. semplice un rapporto.
san<lo al cho.lets l .
l'ano,.cirna lV.
Finora abbiamo imparato ad eseguire un panorama; ve· <liamo ora come questa cognizione potrà essere messa a pro-· fitto in talune circostanze che si presenteranno in campagna ..
1.
Porte del mon lc a. V1l lagr.:10 cli B 1120 [11 ocl11J. C. Ponte sul LUo d screpolato,
Panorami a corredo di im itinerm·io. - Sono di una uti'lità -incontestabile perchè informano sull'orizzonte visibile da punti singolari, offrenti interessanti particolarità. Il loro impiego sì imporrà specialmente in montagna, su terreno accidentato, coperto, boschivo, ove le larghe distese d'oriz:zonte sono rare od intermittenti; infine, in regioni poco note-. che si percorrono per la prima volta, con delle carte i-ncomplete o sommarie. Il lavoro panoramico non è allora che una successione d i schizzi molto semplici, che si potrebbero. paragonare a delle finestre successivame\te aperte sull'orizzonte e che hanno inoltre il vantaggio d i allargare l'esame, del terreno oltre i limiti consent iti dalla topografia.
Casl/1110
i n cattivo stato rii consc:r-
vazione; il co·so d'acqu,t è largo 40 metri in media; c.o rren te r.ap id;,; non
ò guadabi le in nessun punto. ·
Esempio. - Suppongo di fare l'itinerario di una strada AB che percorre una r egione boschi va che non permette chea rari intervalli di osservare il terreno circostante (fig. 22). L a mia missione topografica s.i trova fatalmente ostacolata da questa circostanza; cercherò di supplire con dei panorami. Arrivato in ·e, esco da un bosco; sulla mia destra: l'orizzonte si scopre e mi lascia scorgere certe particolarità. 66 -
ANNO X~\' 11.
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IL PA .BSAGGlO MILITARE
caratteristiche del paese (un corso d'acqua d'_u na certa importanza, un ponte, parecchie creste di montagne, un villaggio con una torre caratteristica, un castello e, sulla vetta di un'altura, delle linee nettamente tracciate che somigliano molto a degli spalleggiamenti di batterie. L'occasione è evidentemente buona per notare, per mezzo di un rapido schizzo, ciò che mi è concesso di vedere. Dovrò fare un paesaggio completo? Certamente no; l'itinerario è sempre un lavoro urgente; bisogna andar lontano e lavorare in fretta per vedere il più che possibile. Inoltre le minqte particolarità di tutti quegli oggetti lontani non hanno importanza; l' essenziale è il loro orientamento, la loro posizione relativa ·ed infine l'aspetto generale che permette di riconoscerli. Tutte cose insomma che si possono indicare con uno schizzo di poche linee. Questo schizzo lo collocherò sullo stesso foglio <lel mio itinerario, orientandone l'angolo visuale Ìl più esatt amente possibile rispetto alla strada AB. Passa un contadino, lo fermo e lo interrogo, pur seguitando a disegnare, intorno a ciò che vedo. Le informazioni eh' egli .mi darà saranno oggetto di una leggenda che intercalerò a spiegaz ione del panorama, nel margi.ne esteriore del foglio destinato a questo scopo. Continuerò poi il mio itinerario. La stradç1, AB rientra nel bosco; arrivata in D il terreno si scopre di nuovo; nuova prospettiva, n uovo orizzonte. Il momento è ancoraoppo!tuuo per eseguire uno schizzo panoramico analogo al precedente, -come scopo e come esecuzione.
Panorami congiunti ad un itiner·ario di 1·icognuione. Nel corso di una r icognizione del terreno, se si incontrano posizioni che offrano particolare interesse e lo studio delle -quali si imponga in ragione della situazione tattica, potrà ,essere assai vantaggioso tracciarne uno schizzo panoramico.
Esempio: Io appartengo ad una colonna che è giunta in A e deve, alFindomani, portarsi in B; il nemico è segnalato in B e sembra .avere per obbiettivo A; un combat}mento . di
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incontro può presumer.si per l'indomani. Ricevo l'incarico di riconoscere la strada AB che la colonna deve seguire (dispongo di una carta che lascia qualche dubbio B'. e che ho lo speciale incarico di mettere al corrente). Prima di partire studio la mia carta e preparo il· mio tracciato d'itinerario che servirà a tracciare tut te le osservazioni che avrò occasione di fare. Percorro il tragitto da A in B osservando attenta,,mente il terreno, rettificando o completando qua e là qualche particolare topografico ·éhe lasciava a desiderare. o· La strada è buona e ben mantenuta; il terreno circostante è praticabile ed assai s~operto. Arrivato in B raccolgo tutte le notizie che mi è possibile sul nemico e mi dispongo a tornare sui miei passi. i\ Durante il percorso da A in B, due particoFig. 23". larità che mi hanno colpito (fig. 23°): 1° Il passaggio del rio R, che noi potremmo vantaggiosamente disputare al nemico; . 2° Una posizione di fianco, poco innanzi a B, dove il nemi.co potrebbe, all'opposto, offrirci combattimento in condizioni di terreno completamente a lui vantaggiose. Ne farò un rapporto speciale? No. La descrizione di un terreno o di una posizione è genera1mente complicata e ~rolissa, in causa di l~ng_~gini di stile inevitabili; inoltre, s1 ha sempre paura d1 dir troppo o tropp') poco. Uno schizzo topografico sarebbe parimenti di dubbia utilità, poìchè il comandante dèl distaccamento riceverà fra poco la mia carta, di fresco rettificata. Ma, per compenso, vi è un documento che non può mancare di interesse: l'aspetto sotto cui si presenterà il terreno per noi e per il nemico, nell'ipotesi dì uno scontro in una delle due località segnalate.
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IL PAES AOO I O MlLIT ARE
PAESA GG IO lll t T.I T AR E
L'impressione di guesto aspetto, io pòsso produrla mediante uno schizzo pauoramico. Tornando verso A, arrivo dapprima in Ce considero il terr eno quale il nemico lo scorgerebbe. E sso è nudo e scoperto; la carta, d'altronde, ne da facilmente un'idea. In tal caso il mio schizzo sarà probabilmente più ut.ile eseguirlo in senso inverso cioè facendo fr onte al punto B ed al nemico. . ' Mi formo d_u~que in t-in punto O di dove scorgo perfettam~nte la pos1z1011e C nel suo assieme e c.o mincio il mio primo panorama. Ques~o schizzo no~ ~arà, c~me nei casi precedenti, eseg uito su~ fog~10 ste~so dell 1t1nerano, ma su un foglio speciale chè gli sara aggm nto. Infatti esso richiede un'esecuzione alquanto minuziosa e una cer ta ampiezza che permetta facilità di esecuzione malgrado la ristrettezza del tempo. L o schizzo dovrà indicare i differenti appigli militari interessanti nella p_resent~ sit~1azione tatt~ca e, poichè si tratta di una posiz10ne d1fens1va suscettibile di essere occupa ta dal nemico devo possibilmente farvi figurare : le diverse linee di resi: stenza, i loro punti d'appoggio e di :fiancheggiam~nto ecc., il tutto completato da qualche notizia circa le osservazioni che a vrò fatto (:fig. 24•).
Continuerò poi il cammino verso A e, arrivato al pas-saggio del r:ivo R mi troverò di fronte alla seconda posi.zione che mi sei;nbrò interessante. Tutta l'im portanza di questa posizione è dalla parte di A .che domina l'altra parte ed offre diverse accidentalità di terreno che noi potremo vantaggiosamente occupare per sbarrare la via a l nemico. Dal punto O' dove ·attualmente mi tr ovo si disting uono perfettamente tutti i particolari interessauti. D'altra parte, la ri va·dalla par te di B è scoperta; è dunque preferibile far e il panorama dalla parte ove mi trovo, tal quale lo vedo e quale lo vedrà il nemico che marcerà verso A. Eseguirò questo secondo schizzo su concetto direttivo ana· logo al precedente, inspirandomi cioè a llo scopo tattico , ohe è qui una difesa di ponte, per porre in rilievo le particolarità del luogo che potra,nno avere una qualsiasi importanza nel ,combattimento (fig. 25°).
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Fig 25•.
P rima di consegnare ai miei superior i il lavoro, avrò cura ·di segnar e sull' itinerar io l'orientament o dei due panorami secondo il loro angolo visuale, come nella figura 23 In molti casi, non si avrà nemmeno il t empo necessario per :finire completamente il panorama., come nelle figure 24· e 25". 1
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IL PAES,\GGIO MJLI'l'AR~;
Perciò, prevedendo di dover troncare il làvoro in un moment? qualsiasi, bisognerà seguire nell'eseguirlo uua prog~ess10ne che non sarà sempre artisticamente la p iù logica: Bisognerà cioè cominciare lo schizzo buttando o-iù le linee ~i~ essenzia~i dal punto di vista militare, cioè: :iargini tatt1c1, contorni di boschi, siepi, muri, rive dei corsi d'acqm. impl uvi, linee di cresta, ecc. ' Uno schi½zo non finito come di.segno propriamente detto, ma completo nelle sue linee d'insieme, potrà poi essere ritoccato e completato, purchè si abbia cura di osservar bene il terreno prima di allontanarsene. 1 kilomc1re A ne· h e un d ocumento così imperfetto avrà sempre una, notevole importanza nell'esito di una ricognizione.
'Pipo d'itine1·a1·io con profij,i di punti caratteristici, per sei·vire acl una operazione nottu,r-na. - L'orientamento di notte essendo una. operazione assai più difficile che Sk non di giorno, il disegno prospettico potrà tr.ovare ancora buona. applicazione segnando di tratto in tratto lungo il tracciato dell'itinerario dei profili prospettici di punti caratteristici facilmente, riconoscibili nell'oscurità. Bisognerà per conseguenza scegliere accuratamente le piccole Fig. 26 macchiette da tracciarsi, immediatamente vicine alla strada diseg~-a~done _l'insieme dei contorni con molto cura sul mar~ine de.lhtmerano o del grafico, e tener conto delle distanze di una dall'altra (:fig. 26"). 3
•
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Tipo di panorama per 1·icognizioni di artiglieria. - Questo è uno dei casi in cui il panorama sarà di una importanza con-
siderevole, poichè, sarà un'idea chiara_,d ell'orizzonte visibile, della copertura del terreno e del valore tattico di una o più posizioni di batteria. Per disegnare, bisognerà stabilirsi sulla linea delle batterie e si avrà generalmente come primo piano una cresta. destinata a servire di maschera ai pezzi (1). · Al secondo pi~no si cercherà di indicare i punti pericolosi sui quali la fanteria nemica potrebbe sfilare al coperto e& anche quelle che, all'opposto, la nostra scorta d'artiglieria. potrebbe vantaggiosamente occupare (:fig. 27·).
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Quanto al terzo piano, esso avrà necessariamente la pm grande importanza in questa specie di panorami. Si dovrà, perciò disegnarlo accuratamente fino a 2500 metri di di- / stanza, per mettere in evidenza i punti di ritrovo ben visibili per il tiro, segnando per ciascuno la distanza stimata a vista (o misurata sulla carta), le diverse linee di cresta dietro le quali il nemico potrebbe eventnalmente stabilire (i) Questo mi semllra tro1JP0 teorico.
(Nota clel tr11<Lutto,·e).
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IL PAESAGGIO MILITARE
IL PAESAGGJO MILITARE
le sue batterie e così pure gli .ostacoli che . potrebbero dissimularne la marcia d'approccio.
Un dispositivo d'avamposti. richiedendo ordinariamente runo sviluppo assai largo, il disegno si comporrà di una serie <li panorami successivi e presi anche da di versi punti. Si dovrà segnare l'orientamento di questi panorami sullo -schizzo topografico unito al rapporto od, in mancanza di tale schizzo, su uno schizzo schematico allegato alle vedute panoramio.he (fig. 29").
Panorami d'avampbsti. - Un panorama allegato ad un rapporto d'avamposti semplificherà generalmente il rapporto stesso e lo renderà più chiaro. Esso permetterà inoltre di giudicare dell'opportunità delle disposizioni prese e d'apprez. zare iu certa misura il valore delle posizioni di resistenza. Per conseguenza, ogni volta che se ne avrà il tempo e che l'orizzonte vi si presterà, sarà conveniente tra.:iciarlo. Per disegnare converrà collocarsi .sulla linea di resistenza B, per quanto è possibile, vicino al punto sceÌto per l'artiglieria, poichè sarà probabilmente su questo punto che si avrà il miglior ·campo di vista Bisognerà mettere in rilievo il carattere generale del suolo, le zone scoperte e quelle in cui è più difficiie la sorveglianza; le vie d i comunicazione ed infine le posizioni dei di versi scaglioni del sistema (gran guardie, piccoli posti, posti d'avviso e di riconoscimento, ecc.) e così pure le successive linee · di resistenza (fig. 28•).
Fig. 28•. - Panoràma N. 3.
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Fig-. 20•. - Punto di vista preso sulle posizioni di batteria.
Schizza panomarico fatto coll'aiuto del binoccolo. - Suc•cederà spesso che la presenza del nemico impedirà l'accesso a certe · posizioni che si avrebbe interesse di vedere e di s'tu·diare da vicino. Si potrà nondimeno riportare da tali ricognizioni dei do·cumenti utili, che non saranno niente altro che degli schizzi ingranditi, disegnati coll'aiuto del cauocchiale o del binoccolo. Consideriamo, per esempio, l'ipotesi seguente: una ricognizione di coste ha per missione di riconoscere diversi punti di sbarco, in vista di una azione combin_a ta per terra e per mare contro il posto A (fig. 30"). La spiaggia B sembra pre-sentare le condizioni marittime convenienti come punto di sbarco; l'ufficiale dell'esercito che farà parte della ricognizione, deve, per ciò che lo concerne, dire la sua opinione...___ circa la possibilità tattica dell'operazione. Fra le considere,zioni che dovrà fare, egli dovrà principalmente apprezzare
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IL PAESAGGIO MILITARE
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il valore delle posizioni che circondano la spiaggia : 1° dal· punto di vista dell'access1bilità e della facilità di prenderepiede a terra; 2° per ciò che concerne la loro difesa contro le operazioni che il nemico tenterà, dovendo esse costituire la testa di sbarco.
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Si farà questo schizzo di grandezza sufficiente per potervi, in seguito, intercalare t utti i particolari che il cannocchiale permetterà di distinguere e si disegneranno man mano che si scorgeranno cominciando di preferenza dai più ravvicinati che serviranno allora a costituire il primo piano (fig. 31') .
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I f ig. 31".
Non bisogna dissimularsi che un simile lavoro è molto faticoso per l'occhio e per l'atten zione che richiede; perciò occorrerà limitarsi a ciò che è ·s trettamente necessario no..:. tare, senza proporsi di eseguire un panorama continuo. Per compenso, si potrà lavorare con r elativa sicurezza e tranquillità, ciò che permetterà di fornire n otizie di capitale imrortanza.
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Fig. 30a .
Ci? implica necessariamente uno studio attento .dei d ueversanti del gruppo di alture C e della punta U, che for ma un saliente, dove dovranno probabilmente prender terra le prime scialuppe. Per concretare le osservazioni che suggerirà questo terrenoinaccessibile, ma si può tuttavia esplorare col cannocchiale, l'espediente più pratico consisterà in u_na serie di schizzi panoramici eseguiti nelle condizioni seguenti (1) : Si stabilisce· ad occhio nudo uno schizzo sommario delle grandi linee percettibili e facili a riconoscersi. (I)
r,a macchina teterotogl'a!ica servir(l].)1./e \)gi·cgiame nle in questa circostanza. ·
(:Yota. del trad11tlore).
Il panorama della spiaggia B permette infatti di rendersi conto: 1° Che, per opporsi allo sbarco il nemico potrebbe· occupare una posizione G dominante e che sembra avere comando sulla spiaggia. 2° Che assai presso alla riva, l'assalitore potrà trovare un riparo relativo dietro i caseggiati E, dietro la piccola frana G e le dune H, CÌ!t--dove potrà rispondere al fuooo della difesa; che esso avrà, per progre-
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li.. PA. E SAGGlO MlLlTA.RE
-dire nell'attacco, una serie di siepi, favorevoli per eseguire degli sbalzi avanti; che la posizione C sembra piuttosto ac-cessibile dal .suo fianco sinist ro sotto ia protezione delle pi, nete che vi si trovano; finalmente, che una strada rotabile -conduce dalla spiaggia fino in C ove, per conseguenza, si potrà portare artiglieria, una volta sloggiat o il nemico dalla posizione. Considerazioni di questo genere hanno evidentemente gran valore per valutai·e le probabilità di riuscita d~ll'operazioue, ed uno schizzo panora mico le porrà cert,amente meglio in evidenza che un semplice rapporto scritto.
Degli schizzi - minuta. - Le diverse figure e panorami précedenti sono com .,letamente finiti e, di più, passati in inch iostro. Jn tale condizione, essi non danno forse un'idea molto esatta del lavoro che si può fare in campagna, cioè -d ello schizzo-minuta. Un disegno all'aperto non si fa colla stessa facilità che a tavolino ove si può disegnare con ogni cura e fare, per così <lire, delle miniature topografiche. Per conseguenza, converrà adottare un fo rmato abbastanza grande ma non ingombrante e facilmente portatile: Considerando poi che i panorami si stendono genera.lmente nel senso della larghezza, e che è vantaggioso poterli attaccare uno all'al tro, un quaderno a madre-figlia, di forma allungata, avente 30 a 40 centimetri di lunghezza per 10 a 15 di altezza, i cui fogli si potranno successivamente . staccare ed attaccare con una fettuccia di carta gommata, sembrerebbe dover essere il formato più rispondente a.Ilo scopo. La matita comune,, docile alla mano, che consente a volontà il tratto leggerissimo ed il tratto fe rmo e pesante è, per e:icellenza, lo strumento dello schizzo dal vero. Tuttavia, in cert i casi e per evitare la confusione delle linee, sarà conveniente fare qualche indicazione con lapis colorati. Terra di siena per rappresentare il terreno. Verde per la vegetazione, azzurro per le acque, rosso per i lavori militari, opere, p osizioni ecc.
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IL PAESAGGIO MILITARE
. Per ciò che concerne l'esecuzione· propriamente detta, ogni. panoramista deve tendere a creàrsi un certo numero di segni convenzionali per servirsene ad abbreviare il lavoro e ad impedire di soverchiamente caricarlo. .. Sopra tutto, per gli oggetti che più comunemente s1 m' Contrano sul terreno e la cui forma speciale non ha nulla di interessante (case, muri, fattorie, strade, siepi ecc.), le, abbreviazioni consen tite da un segno convenzionale hannosensibile vantaggio, mentre sarebbe veramente tempo perduto il voler disegnare · completamente sul terreno tali oggetti. Basterà notare sommariamente gli elementi caratteristici della lor o forma apparente. (fig. 33').
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IL PAESAGGIO .MILÌ'l'ARE
Così pure, non è assolutamentè indispensabile che la rappresentazione del terreno sia invariabilmente completa e continua. Sul terreno basterà. copiare le parti essenziali e caratteristiche, riservandoci di raccordarle e completarle fra loro _a miglior tempo. Occorre però avvertire che per ciò fare bisog na avere l'abit udine e l'abilità di ben osservare, perchè i movimenti del terreno non si inpentano. Insomma, la memoria delle linee e delle forme si sviluppa faciìmente purchè si osservi, si os servi attentament,e e costantemente. Sviluppata la ·memÒria del terreno, pochi tratti bastano per ricordarsi e rievocare nitidamente tutte le iiiipressioni. I pocbi schizzi ra.ppreseutati nel corso · di questo scritto, indicheranno del resto meglio di ogni commento il metodo secondo il quale bisogna r egolarsi per giungere a rapida a -sicura esecuzione.
Il panorama all'acquerello. - L'uso dell'acquerello può ,essere con veniente nel panorama militare quando si abbia il tempo di eseguirlo e quando l'importanza del documento ·Sia tale da giustificarne l' impiego. Lo scopo e l'utilità sua, non consisteranno, nemmeno in .questo caso, nella produzione di un'opera d'arte, ma seinplicemente nel rendere più chiaro e più comprensibile un . disegno accuratamente eseguito a lapis. Si capisce che un lavoro d'acquerello non può farsi sul ·.terreno, ove il miglior impiego ·del tempo disponibile si avrà disegnando accuratamente in matita. Sul terreno sarà sufficiente contentarsi di osservare le tonalità generali di colore . che l'aspetto del sito presenta. A miglior agio poi, dopo .avere ben :finito il d isegno in lapis, si procederà al lavoro . d'acquello con tinte uguali e continue, cercando cl' imitare per ogni cosa il tono locale osservato, senza pretendere d i r iprodurre fedelmente le sfumature che, d'altra parte sono varia.bilissime, secondo l'illui:ninazione, la stagione e il grado · più o meno avan zato della vegetazione.
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Si cominci dalla tinta del cielo, sfumandola largamente ·senza troppo studiarsi di precisare una direzione di luce che -sarebbe superflua, poichè non si tratta affat to di riprodurre un particolare effetto di luce, ma bensì solamente di dai: ·rilievo e di rendere più evidente un disegno, il cui merito principale sta nell'esattezza del tratto. L'ipotesi della luce diffusa è quella più conveniente (1), poichè d ispensa dall'indicare il rilievo. degli oggetti e la proiezione delle ombre. Dopo colorito il cielo, si faranno le tinte degli. ultimi piani, _p erchè sono generalmente meno interessanti e perchè non ,dovranno servire che a fornire punti di orientamento. Baster!'l, indicarli con tinte g rigio.azzurrognole, più o meno ·Cariche a seconda della distanza, che .avranno il vantaggio di mettere bene in evidenza il profilo delle creste, pur aumentando l'illusione della loro - lontananza. Si continuerà ·poi coi piani intermedi nei quali si impiegheranno i t oni meglio convenienti, evitando però le tinte troppo vive e decise chè si ,devono riservare per i primi piani, la cui fatt ura si riserverà per ultimo. Dopo aver lasciato disseccare le tinte, si ripasseranno i t ratti a penna, se non in totalità, almeno in parte, affine di precisare nettamente il disegno in certi particolari che ri-chiedono essenziale evidenza. Con quest'ultima operazione, è probabile che l'acquer ello perda pregio dal punto di vista artistico, ma guadagnerà certamente dal punto di vista militare. ( L) Ma anche l a più di fficile però.
(Nota del tradtttto-re i.
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N OTE STATIS'l'JCHE
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NOTE STATIS'I'IOHE
DELLA LEVA SUI GIOVANI NATI NEL 1880 E DELLE VICENDE DEL R. ESERCITO DAL I O LUGLIO 1900 AL. 30 GIUGNO 190 t,
fettuata col sistema del contingente fisso di 1" categoria) che, pel numero avuto in sorte, avessero dovuto essere assegnati alla _2" categoria. Per detti inscritti fu stabilito che, in caso di riconosciuta idoneità alle armi, fossero arruolati in 2• categoria, in conformità del disposto dal § 206 del regolamento snl reclutamento. Nel giorno di apertura della sessione (25 aprile 1900) risultarono compresi sulle liste di leva : Capilista . Omessi di leve antecedenti Inscritti nati nell'anno 1880 .
91,883 2,300 299,093 393,276
Con sollecitudine veramente encomiabile, la direzione generale delle leve e della truppa del ministero della gùerra ha pubblicato in questi giorni la Rela~ione della leva sui giovani nati nel 1. 8 8 O e delle vicende del regio esercito dal 1.•· luglio 1900 al 30 giu,gno 1901-. . Ci affrettiamo, come di solito, a riassumere il più. larga~ente p.os:,ibile, in relazione al limitato spazio di cui possiamo disporre, i risultati di questa accurata pubblicazione, la quale è deila massima importanza per tutti coloro che si occupano di cose militari. Que~ta_ dilig~nte relazione è distinta in due grandi parti. Incommc1amo 11 nostro esame dalla prima, che ha per titolo· Della leva sui giovani nati nel 1880.
Questa leva, come le precedenti sulle classi 1872-1875 e 187~-1879 fu eseguita col sistema della categoria unica, cioè tutti gli inscritti idonei al servizio militare, non aventi titoli ad esenzione, furono arruolati in l" categoria, fatta eccezione, bèninteso, per g li inscritti provenienti da leve anteriori a quella dell872 e per quelli provenienti dalla leva Sltlla classe 1876 (ef-
Fatta la verificazione di tali liste, i commissari di leva, sulla richiesta delle autorità marittime od in base a documenti presentati dai sindaci, cancellarono" dalle liste stesse: Inscritti maritt imi Doppiamente inscritti Sudditi esteri . Inscritti indebitamente .
7821 277 19 327 8444
Di guisa che, prima che avesse luogo l'estrazione a sorte, il numero degli inscritti sulle list.e di leva si ridusse a 384,832. Di questi, soltanto 292,943 vennero ammessi ad estrarre il numero, perchè gli altri 91,889 erano: 91,883 Capilista . Omessi scoperti non ammessi all'estrazione 6
.
Dopo l'estrazione a sorte furono aggiunti sulle liste di leva e di estrazione altri 2612 uomini di leve anteriori (r~nitenti presentatisi spontaneamente od a!Testati), per modo che il numero totale degli inscritti sulle liste di . estrazione ascese a 387,444. 67 -
ANNO XI.Vll,
NOTE S1'A'l'1ST!CH.i>
NOTE STATISTICHE
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L ' esito finale d i questi 387,444 uomini, al t ermine del secondo periodo-della leva sulla classe 1880 (24 aprile 1.901), fu il segnante: · . a)
b) e) d) e) /) g)
cancellati dopo l'estrazione riformati . rivedibili e rimandat i alla leva successiva dichiarati renitenti arruolati e computati in l" categoria arruolati in 2" categoria arruolati in 3• categoria .
12,263 76,684 92,763 27,000 92,376 5
86,353 387,444
Esaminiamo partitamente queste cifre, nelle quali. si riepilogano tutti i risultati della leva. a) I 12,263 cancellati dopo l' estrazione, lo fur.ono per le seguenti cause : 11,350 Morti "87 Sudditi esteri 288 Doppiamente inscrit,ti Esclusi dal servizio militare (art. 3 legge 171 sul r eclntamento) 346 Indebitamente inscritti Prosciolti da ogni obbligo di· servizio 21 (art. l id.) . 12,263 b) Gli inscritti stati dichiarati inabili al servizio mili·tare dal commissario di leva nel primo esame per le deformità ed ìmperfezioni indicate nel relativo elenco furono 81. Nell'esame definitivo i consigli di leva rìf~rmarono 68,861 inscritti, dei quali 51,478 perchè riconosciuti inabili in modo assoluto al servizio militare per talune delle infermità ed imperfezioni indicate nell'elenco predetto e 17,383 per deficienza di statura. · Altri 7'742 inscritti, d i 7621 per le infermità e le imperfezioni contemplate nell'elenco stesso e 121 per difetto di
10(>5
statura, vennero inoltre riformati presso i distretti e pr esso i ·corpi in rassegna speciale, alla quale fur ono sottoposti dopo il loro invio sotto le armi come militari di 1~ categoria e prima che avesse termine il secondo periodo ··dell1:1, leva. Le imperfezioni ed infermità che provocarono il maggio·r numero di riforme forono: deficienza dello sviluppo toracico {15. 59 °/ 0 dei riformati); debolezza.di costituzione (14. 45 °/0 ) ; ernie viscerali (6. 17 °fo) ; oligoemia ed altre cachessie congeneri (3. 36 °fo) ; congiuntiviti croniche · manifestamente persi~tenti oltre il periodo della rivedibilità (3. 26 °/,,) ; gozzi (2. 63 °; 0) ; varici (2. 05 °/o) ; alter~zioni organiche e malattie insanabili del globo dell'occ hio (2. 00 °,\ ); vizi di conformazione del casso toracico (1. 68 °/ 0 l ; gibbosità e vistosi deviamenti della colonna vertebrale (1. 59 °/0); collo voluminoso (1. 49 °/ 0) ; atrofia notevole degli arti (1. 19 °; 0) ; eccessiYa convergenza dei"ginocchi (1.13 °/ 0); cirsocele (Ì.11°/ 0); · mancanza o carie estesa e profonda di un gran numero di denti (1. 00 °/ 0 ) . Il maggior n umero di riformati si ebbe nei circondari di Chiari, Nuoro, L·a nusei, Bovino, Pailanza, Ootrone, Gerace, Alghero, Iglesias e Cagliari; il minor numero nei circc)ndari di Verona, Castelnuovo Garfagnana,, Novi Ligure, Vicenza, Aucona, Vallo della Lucania, Rieti, Roma, Novara e Sala Consilina. e) I consigli di leva rimandarono da guesta leva sulla classe 1880 a quella successiva 83,946 inscrit ti, dei quali: risultarono affetti da infermità presunte sanabili 46,563 col tempo . · 28,056 vennero riconosciuti di debole costituzione . avevano o superavano la statura di metri l. 54, 4,979 ma non raggiungevano quella di metri 1. 55 . 509 furono riconosciuti inabili in visita all'estero . presentarsi dinanzi al consio·lio d i non poterono . . b 3,839 leva per legittimi impedimenti . 83,946
1056
NOTE STA1'1S1'ICHE
1057
KOTE STA'!'lSTICHE
Oltre tal i inscritti ne furono rinviati alla leva sulla classe_~881 ~Itri 8817 (di cui 5737 per infermità presunte sa1:ab1li, ~90b per debole7,za di costituzione e 175 per de~c1enza d1 statura), i quali, dopo di essere stati arruolati m l' categoria dai consigli di leva ed avvia ti sotto le armi vennero p1:esso i ~istretti o presso i corpi sottoposti a ras~ segna spe~1ale ed m seguito a questa dichiarati rivedibili. Il maggior numero di inscritti mandati rivedibili si ebbe nei_ circon_dar i di Bari, Sansevero, 'fempio, Lecce, Noto, Oz1en, Onstano, Nuoro, Matera e Acireale ; il minor numero n ei circondari di Sanremo, Belluno, Valsesia Avezzano Ossola, Vi cenza, Gallarate, Veroua, Ud ine e Is 0Ja d'Elba'. . d) I giovani che alla chiusura della leva sulla classe 1880 ~·1.sult~rono _renit.enti perchè, senza giustificati e legittimi 1mped1menti, n~n si presentarono ai consigli di leva per essere sottoposti a.Il' esame definitivo, o, se residenti all'estero, non vi _si fecero rappresentare da altra penona per essere arruolati per procura, furo no, come di sopra è stato accennato, 27,000. È peraltro da notare che il n umero effettivo dei renitenti deve essere ritenuto minore d i quello suaccennato di un terzo all'incirca, potendosi calcolare che a tanto aminonti il numero di coloro che, giusta le vigenti disposizioni ven~ero inscritti s_utl~ liste di leva e di estrazione quant~nq ue ~ossero sconosciuti e probabilml3nte morti. Per conseguenza, 11 numero effettivo dei giovani che non risposero alla. chiamata della leva si deve ridurre a 18,000. Il maggior numero relat ivo di renitent,i si ebbe nei circondari di Rovigo, Cosenza, Salerno, 'l 'reviso, Palermo, Livorno, Campobasso, Padova, Genova, Napoli , Avellino, Man tova, Cnneo, Verona, Vicenza e Lucca; il minor numero nei circondari di Siena, Perug ia, Arezzo, Teramo, Ascoli Piceno, Ravenna, J.!'~renze, Pisa, Lecce, Sassari, Potenza, Bologna, Grosseto, Siracusa, Bari e Cagliari; e) gl~ inscritti che nel giorno fissato per la chiusura della sessione (16 ottobre 1900) rimasero arruolati O computati in 1• categoria ascesero a 108,682. Durante il secondo 1
periodo, che ebbe termine il 24 aprile 1901, si verificarono 1923 aumenti p er nuovi arruolamenti ed altre decisioni e 18,229 diminuzioni per riforme e rimandi in rivedibilità in seguito a rassegna speciale, per assegnazioni alla 3" categoria in sede di ricorso, per passaggi alla categoria. stessa in seguito a modificazioni nella composizior~e della famiglia, ecc. Per effetto di tali aumenti e diminuzioni alla fine delle operazioni della leva, la l " categoria risultò composta di 92,376 inscritt i, dei quali erano: Uomini computati numericamente nel contingente perchè arruolat,i prima del giorno stabilito per l'esame definitivo degli in· scritt i del proprio mandamento (ufficiali, allievi negli istituti militari, volontari . .J.,509 ordinari e di un anno) Inscritti passati dalla 2" o 3a alla 1" categoria per libera elezione . 98 Capilista ai quali spet;t11,va di far parte della 15,961 l " categoria . Inscritti nati nel 1880 e omessi sulle liste 71,562 ~46 Surrogati di fratello 9i,376 Di questi 92,376 uomini, 5430 erano stati mandati rivedibili nelle leve sulle classi 1878 1879 e 9765 erano stati mandati rivedibili soltanto nella leva sulla classe 1879. Là chiamata alle armi del contingente fu eseguita in due volte: la prima volta (1° dicembre 1900) vennero chiamati gli nomini prenotati dai consigli di leva come idonei per le armi a ca vallo e per l'artiglieria da montagna ; la seconda volta (dal 26 al 29 mar zo 1901) tutti gli altri. P er effetto di tali chiamate avrebbero dovuto presentarsi complessivamente 110,605 uomini di l" categoria, cioè i 108,682 rimasti arruolati in tale categoria nel giorno di chiusura della sessione e i 1923 arruolati nella categoria stessa durante il secondo periodo della leva.
e
1058
• Ma di questi 110,605 uomini se ne pre8entarono ai distretti militari soltanto.100,715, perchè gli altri 9890 risultarono : Morti dopo l'arruolamento . Amme~si a ~·itardare il servi?.{~ q~aÌi stud~nt1 _d'università o di istitu,ti ad esse assim1[at1. As_segnati o trasferiti alla 3• categoria dopo il ~o~o arruolamento in 1•, ovvero diminu1t1 per altre cause . Incorporati nelle guardie di . fi~an.za ~ Ufficiali, allievi negli istituti militar i vo~ lontari ordinari e di un anno . ' Ma~canti alla chiamata con g iustificato motivo . . . . . . . . . . .Mancanti senza g iustificato motivo
258
1248
Rip01·to. Treno d'artiglieria Id. del genio . Carabinieri reali. Compagnit> cli sanità Id. di sussistenza. Allievi ufficiali cli complemento · Id. sergenti
78,941 1,212 386 1,140 956 767 t190 273 84,165
1680 930 4509
912 353 9890
Dei 100,715 ~wmiui presentatisi ai distretti mi~tari, ri-· masero, · · al8 termme del secondo periodo della 1eva, assegnati. a1 corpi . 4,165, perchè i rima.nenti -16 550 ven .,.. mat" d t· · d .' nero n1or1 o m_an a i rrve ibili in seg-uito a ra~ : :,'::,•eo·na ~ o speciale. I d etti nomini fnrono così ripartiti : . Granatieri . Fanteria di lineél, Alpini Bersaglieri . Cavalleria . Artiglieria da campagna . Id. a cavallo Id. da costa Id. da fortezza Ld. da montagna . Compagnie operai d'artiglieria. Genio.
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:SOTF. STA'l'!STICHE
NO'l'E STATISTICHE
1,027 45,351 6,202 6,28~ 7,299 5,862 284 1,987 1,509 859 173 3,046
78,941
f°J Come si è d i sopra accennato, nella Jeva sulla classe 1880 fu bensì soppressa la 2• categoria, ma tale soppressione riguardava soltanto gli insci:itti nati nel 1880 e non già quelli provenienti dalle leve esegnite col sistema del cont ingente fisso di l" c~1tegoria (leve anteriori alla classe 1872 e leva sulla classe 1876), i quali, a senso del § 206 del re · golamento sul reclutamento, dovev~mo, se ne avevano diritto pel numero avuto in sorte nella rispettiva leva, esserEi asse· gnati alla 2• categoria. Pertanto, anche nella leva a.i cui trattasi si eseguirono arruolamenti di 2" ~ategoria soltanto per 5 capilista, ai quali spettava t ale categoria in ragione del numero estratto nella leva della propria classe. ' g) I consigli d i leva 11ssegnarono, per ragioni di famiglia, alla 3• categoria 85,534 inscritti idonei al servizio mi· litare, dei quali 85,360 definitivamente e 174 temporanea· mente (art. 94 dell a legge sul reclutamento). Altri 819 inscritti, che erano stati arruolati in 1· categoria o, se capilista, anche in 2' categoria dal rispettivo consiglio di leva, ed ai quali, per modificazioni sopraggiunte nello stato di famiglia er ano venuti a trovarsi in alcuna deUe condizioni, per effetto delle quali avrebbero avuto diritto alla assegnazione alla 3' categoria al tempo del loro concorso alla leva, furono, per determinazione del ministero della guerra, trasferiti alla 3• categor ia in applicazione dell'a.r ticolo 96 della cen nata legge. Complessivamente, quindi, dei giovani inscr itti sulle liste d'estrazione della classe 1880 e riconosciuti idonei al' ser·
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1061
NOTE STATISTICHE
NO'l'E S'fATISTIOHE
v1z10 militare ne furono assegnati o trasferiti alla 3a categoria 86,353.
ieva per compiere la ferma ed ai militari mancan~i ,c:1,l~a chi~mata per istruzione, per rassegne o per eventuahta, 1 q~a~1, ppartenendo a classi di leva tuttora obbligate al serv1z10 .a ilitare avessero entro il 31 dicembre 1901, regolat_o la :ro .,Po~izione d i fronte agli obblighi coscrizionali o d1 ser-
I titoli pei quali si verificarono le maggiori assegnazioni alla 3" categoria furono: inscritto avente un fratello consanguineo al servizio militare dello Stato (8. 73 %) ; unico :figlio di padre vivente (G. 10 1/o) ; figlio primogenito di pa<lre non avente altro :figlio maggiore di 12 anni (3. 00 °/o) ; figlio primogenito di madre tuttora vedova (1. 74 °0,); figlio unico d i madre tuttora vedova (l. 57 %) ; primogenito di orfani . di padre e di madre (O. 33 °J'..); fratello unico di sorelle nubili orfane di padre e madre (O. 29 °/0 ). Degli 86,353 uomini assegnati alla 3" categoria, 427 ottennero tale assegnazione come figli naturali legb.lmente riconosciuti. Altri 115 non poterono conseguire l'invocata assegnazione a.Ila categoria stessa perchè non furono in grado di produrre il certificato del legale matrimonio dei l oro g enitori. A questo sulla classe notizie, che relazione in
breve riassunto dei risultati generali della leva 1880, aggiungiamo le seguenti altre importanti si trovano anche in questa prima parte della esame:
Sedute dei consigli di leva. - Per eseguire le operaziolli della leva i consigli tennero iu complesso 6298 sedute, delle quali 4824 furono ordinarie e 1474 straordinarie. La presidenza fu tenuta: ·dai prefetti e sottoprefetti, per sedute . 3401 da un consigliere di prefettura, per sedute 2842 da un consigliere provinciale, per sedute. 55 6298
Renitenti ed omessi amnistiati. - In occasione del primo compleanno del nuovo Re d'Italia fu, con regio decreto dell' 11 novembre 1900, n. 369, concessa amnistia ai renitenti ed omessi, ai militari incorsi nel reato di diserzione semplice, ai militari stati den~nciati di;ertori perchè non r1sp~sero alla chiamata alle armi della rispettiva classe di
vizio. · · · r In questa prima parte della relazione s~n~ espost~ ,1 nsu : di tale ammst1a per 010 che s~ t at 1. , fi no al 30 giugno 1901, . d . r lt ' d t r iferisce ai renitenti ed agli omessi, trovan ~s1 g 1 a. .n a 1 statistici relativi ai disertori ed ai manoant1 alla chiamata nella seoonda parte. . . . I renitenti amnistiati furono in complesso 12,086, cosi d1 · stinti: , Ammessi incondizionatamente all'amnist~a in .seguito al proscioglimento della classe risp~ttiva. dall'obbligo del servizio militare (soltanto 1 nati nel 1860 e 1861) Renitenti, ai. quali spet tava l'assegnazione alla l" categoria, che rimpatriarono e si present aron o a~ ,consiglio di leva (1901) ; che non r impatriarono e s~ fecero surrogare da un fratello (28), furono amm~ss1 al volontariato di un anno (12), furono ~mm.essi al ritardo del servizio (3), furono arruolati per procura (4) . . Renitenti, ai quali spettava l'assegnazione alla 2• categoria, che rimpatriarono e si pre~entarono al consiglio di leYa (35) ; che non rimpatriarono e furono arruolati per proc.:urn (7) · . Renitenti, ai quali spettava l'assegnazione alla !l• cateCYoria che rimpatriarono e si presentarono al :onsiglio d/ leva (513); che non rimpatriaronp e furono arruolati per procura (470) · · · · · . Riformati in seguito a presentazione al cons1· glio di leva Riformati rimanendo all'estero ,.
8,066
1,948
42
983 898
149 12,086
1062
NOTE S'l'A'rISTICHE
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NOTE STATlS'l'ICHE
Gli omessi amnistiati furono soltanto 89, dei quali 44 delle classi 1860 e 1861, ammessi incondizionatamente all'amnistia in seguito al proscioglimento di dette classi dall'obbligo dèl servizio militare. Rassegne speciali. - I militari di 1• categoria. della classe 1880 stati sottoposti a rassegna speciale dopo ìa Joro ve~uta s~tto le armi furono 18,590, dei quali 12,267 presso d1strett1 e 6323 presso i vari corpi del regio eser:)ito. I risultati di tali rassegne furono i seguenti: Riconosciuti inabili e riformati . . . . . . 7,742 R imandati alla leva successiva come rivedibili. 8,817 Confermati idonei a continuare il servizio . 2,031 18,590 ~~
Le malattie ed imperfezioni, che ca.usarono il maggior nt~mero _di riforme, furono: debolezza di costituzione (1090) ; oligoemia ed altre cachessie congeneri (551); alterazioni organi~he, e malattie insanabili del globo dell' occhio (339) ; vanc1 (300); gozzi (279); deficienza dello sviluppo toracico (278); congiuntiviti croniche (276); collo voluminoso (259) ; mancanza o carie di un gran numero di denti (229); cirsocele (216 ). Visite per delegazione nel Regno. - Gli inscritti che risiedendo in un circondario diverso da quello in cui con~orr~vano . alla leva, ottennero di essere visitati per delegazione dmanz1 al consiglio di leva del circondario di residenza e pote~o~o c~sì, senza aver l'obbligo di recarsi al proprio cons~~ho d1 leva, essere arruolati o rimandati alla leva successi va per rivedibilità ovvero anche riformati, furono 12 015. Di essi, 2179 furono riformati, 2890 richiamati ri;edibili, 5366 arruolati in l" categoria, 2 in 2', 1507 in 3• e 71 vennero dichiarati renitenti. . I consigli di leva che visitarono per delegazione il magg10r numero d'inscritti appartenenti ad altri circondari for?no quelli di Roma (1703), Napoli (905), Milano (699), Tormo . (622), Palermo (483), Catania (369), Messina (%5), Iglesrn,s (229), Salerno (211 ), Firenze (179), Venezia (157).
Visite clegli insC1·ilti 1·esiclenti aU'estero. ,Gli inscritti che fecero domanda ed ottennero di essere visitati all'estero furono in complesso 1703, e di questi 324 ven~er? ri~~nosciuti idonei al servizio militaro, 688 furono gmd1cat1 mabili e 791 vennero dai consigli cli leva rimandati alla leva snccessiva, perchè non giun:,.e il risultato della visita entro la sessione o dichiarati renitenti. . Il maggior numero di visite all'estero si verificò presso le legazioni ed uffici consolari degli Stati · Uniti d~ll' Am~rica del Nord (737), dell'Argentina (299), del Bras1le (1915), della Turchia (145), della Francia (92), della Svizzera (47), della Gran Brettagn... (41) e del Lussemburgo (33). Jnsc·ritti 1·esidenti all'estero arruolati per procura. -:- Be~ 11 440 inscritti residenti all'estero chiesero ed ottennero di es~ere arruolati per procura, facendosi rappre~entare da altra persona presso il consiglio di leva. Di essi, 4707 vennero arruolati in l" categoria e 6733 in 3'. . Il numero maggibre di arruolamenti per procura ·s1 ebbe avanti le leaazioni ed uffici consolari della Germania (3337), della Svizze:a (1734), degli Stati Uniti dell'America del Nord (1653), della Francia (1090), dell'Argentina (998), del Lussemburo-o (960), del Brasile (463), della Gran Brettagna (349), dell'Au:tria-Ungheria (342) e della Turchia (319). . . Professioni, arti e mestieri degli inscritti .anuolati. - I 178 734 inscritti rimasti arruolati o computati nelle tre cateaorie alla :fine delle operazioni della leva erano così ripartiti t:, •• per professioni, arti e mest1er~: Agricoltori e simili Pastori e allevatori di bestiame Oavallari . ìVIuratori,. minatori e simili . Operai in metallo . Arroaiùoli e pirotecnici Oper ai in legno
A ripm•tarsi
41,910 1,949 3,071 6,503 .2 ;090 312 3,162
42,678 1,743 1,945 5,659 1,985 209 2,974
08,997
58,193
1064
KOTE STATISTICHE
Riporto Marinai e pescatori Calzolai e operai in pelli . Sellai e morsai . . . . Maniscalchi · Ad~etti ~lla preparazione.es~ac~ 010 dei commestibili Artefici in metalli prezi;si : · Artigiani diversi . . Servitori in genere : : : . Uomini di fatica non addetti a lavori fissi Professioni girovaghe Proprietari . . . . . Commercianti in genere. .Esercenti professioni libere e studenti Esercenti belle arti Esercenti medicina e far~a~ia·. Veterinari . . . . . Impiegati in genere . . . . Mihtari già alle armi (ufficiali, volontari ordinari e di un anno, ecc.)
NOTE STA 'flSTICIIE
58,997 659 ·3,471 389 472
58,193 499 3,178 226 362
2,851. 302 5,421 1,2136
2,762 425 5,577 1,290
3,333 782 1,860 1,967
3,271 790 1,874 2,078
. 1065
Miiitari studen ti rilarclalari. - Gli inscritti di 1" categoria della classe 1880, i quali, per essere studenti di università o di istituti ad esse assimilati, ottennero, in virtù dell'articolo 120 della legge sul reclutamento, di poter ritardare il servizio sotto le armi fino al 26° anno d'età, ascesero a 1248. Essi erano studenti delle seguenti facoltà, -scuole o corsi : F ilosofia e lettere 4·7 Giurisprudenza 288 Scienze matematiche, fisiche e naturali . 118 Medicina e chir·u rgia 288 Farmacia · 242 - Medicina-veterinaria 162 Istituti assimilati alle università 103 1248
3,680 448 115 75 1,819
4,356 371 115
79 1,912
4,509 92,376
86,358
Oltre ai suddetti, al 30 giugno 190.l, rimanevano altri 3020 studenti r itardatari, i quali non avevano ancora prestato il servizio come militari di 1• categoria. Essi erano: della classe id. id. id.
i'.d. id .
Surrogazioni di fratello. - Gli inscritti di l' cateD' . h ~ella l~va .sulla ~la~se. 1880 si fecero surrogare da u~of:~1::11: innanzi a1 consigli d1 leva furono 946. q 11·1 h . i> . surroo' '" , ue c e s1 J.ecero bare· ,mentre trovav,ansi ai distretti· i· n att esa d.1 e:,sere . 314. dassegnati ·1 1 a1 . corpi . furono . . ' que11·l che s1. fecero surrogare opo I oro mv10 a1 corpi furono 105. I~dcomplesso, quindi, gli inscritti e le reclute della clRsse i! . . "' fanzi . etta che .ott_ennero d.l .1.ars1 surrogare da un fratell o s uro~~ _665.6f i si:ff~tte surrogazioni 602 fu rono surr'ogazioni emp 101 e per iscambio di c·ategoria.
1874 . 1875 1876 1877 1878. 1879.
10 127 310 607
892 1074 3020
Statur·a degli inscritli. - La statura media degli inscritti misurati risultò, come nelle precedenti levo, di metri 1,63 ;· quella di coloro che raggiungevano o superavano la misura legale, di metri 1,64. Le stature più basse si riscontrarono nelle provincie di Cagliari, Sassari, Caltanissetta, Pavia, Potenza, Girgenti~ Reg gio Calabria, Foggia, Catanzaro e Sondrio; quelle più
•
1066
NOTE STATlSTlOHE ·
' alte nelle provincie di Pavia, Lucca, Vicenza, Belluno, Treviso, Udine, Verona, Padova, Livorno e Genova. · . La minima statura si verificò nel circondario di Penne, nel quale un inscritto misurava metri 0,80; la massima si ebbe nel circondario di Isernia in un giovane alto metri 2,02. Ricor"si contro le clecisioni dei consigli cli leva. - Dal 1° luglio l900 al 30 giugno 1901 pervennero al ministero della guerra e furono sottoposti all'esame della commissione di cui all'arliicolo 18 della legge sul reclutamento, pel prescritto parere, 2451 ricorsi, dei quali 2439 riguardavano questioni c1 i assegnazioni aUa 3" .cai-tegoria e ·12 al tre questioni. Dei ricorsi predetti, 2419 furono presentati da inscritti della leva sulla classe 1880 o d i quelle precedenti nel proprio interesse e ·3 2 furono presentati nell' interesse della legge dal , presidente o da membri dei consigli di leva o da terzi contro decisioni ritenute irrregolari. Per 25 dei ricorsi. fatti dagli inscritti . la decisione del mi· nistero non fu pronunciata o rimase senza effetto per essere nel frattempo gli inscritti stessi stati riformati o mandati rivedibili in rassegna speciale; 13 ricorsi non erano stati ancora risolti al 30 giÙgno 1901. Degli altri 2381 rJcorsi presentati dagli inscritti nel proprio interesse, il ministèro, sentito il parere della suaccennatc1, commìssione, ne risolse favorevolmente 1318; negativamente 1063. , Dei 32 ricorsi presentati nell'interesse della legge, 28 furono accolti, revocando la decisione del consiglio di leva, e 4 forono respinti, confermando la decisione 'del consiglio. Spese cli leva. - Ascesero complessivamente a lire . 1,711,402, 24, così ripartite: A carico dei comuni (indennità di viaggio ai sindaci e segretari comunali per recarsi nei qapiluoghi rlei mandamenti per l' estN.zione a sorte dei numeri e nei capiluoghi dei circon· dari per assistere all'esame ed arruolamento degli inscritti, stampati, allestimento di locali, suppellettili, ecc.) . L. 592,737. 74
NOTE STA_TISTICHE
1067
L.. 592,737. 74 A carico del ministero dell'interno (indennità di viaggio ai commissari di le.va per recarsi nei capiluoghi dei mandamenti e so82,340. 00 prassoldo ai medesimi) · · · · · · : · . >> A carico del ministero della guerra (viaggio delle reclu_te dai comuni ai d istretti mil~ta_ri ~ da questi ai corpi, sopràssoldi ag~i uo_mm1 d1 truppa comandati ai distrett_i, v1agg1~ delle reclute mandate in osservazione negli ospe· <lali, stampati, ecc.) · » 1,036,324. 50 L . 1,711,402. 24 RipO'i'lO
=- --=-=
Gon/ronio .clei 1·isultati della leva sulla clas~e 18~0 con le nove precedenti. - La prima parte della relazione m esame termina con il seguente importante prospet_to, nel qu~le s~n~ · . nt1· 1· dati ·relativi all'esito di leva dfli 387,444 mscntti riassu . nelle liste d'estrazione della classe 1880, conf'rontandoh con i dati analoghi delle nove classi precedenti :
1-4
oa:> J(SlTO AVUTO DAGL I INSCHITTI
Clas.:;e
Classa
Classe
Classe
Classe
Classe
Classe
Classe
Classe
Clas~c
::i11llc !iste rl'esLrazio11c
I iI
4.872
1873
18i'~
.f.87;,
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1s1 ;
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i87!l
ISO
00
I I
Ca nceJlati .
I
·I
11855
l 3'ìl4.
1~0'i4
11985
1srn9
14183
13454
13UO
13282
122G3
.
59842
642:21
li0816
63095
1550'i' 108326
85256
'72495
'ì8187
'16684
Riformati .
7'1590
Rimandati alla wossima leva .
82G91
82515
94612 11548~ l0;35(iG
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Arruola.ti e computati nella p i categoria ~)2968
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358913 312033 370114 361891 1404352 I ,113393 420389 406 157 412133
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NOTE STATISTICHE
1069
Delle vicende del regio esercito dal 1° luglio 1900 al 30 giugno 1901.
La seconda parte della relazione in esame porta questo titolo ed è suddivisa a sua volta iri. due parti: ufficiali e truppa.
Forza degli uf(icicili. - Le notizie statistiche che riguardano gli ufficiali sono riassunte in nove prospett,i, dai quali rilevasi: la forza degli ufficiali dell'esercito permanente in attività d i ser vizio, in dispon'i bilità ed aspettativa; della milizia mobile; della milizia territoriale; di complemento; in posizione di servizio ausiliario e di riserva ; il numero degli ufficiali dell'esercito permanente ammogliati ; il numero degli ufficiali dell'esercito permanente in att ività di servizio morti durante l'anno cui si riferisce la relazione. Gli ufficiali dell'esercito permanente eraùo, al 30 giugno 1901, 13,617, così. ripartiti: 142 Stato maggiore generale . Corpo di stàto maggiore . 155 12 Corpo invalidi e vetera ni Arma dei carabinieri reali 585 6,911 Id. d i fanteria. 883 Id. di cavalleria. . 1,689 Id. d'artiglieria . 578 Id. del genio . 3·70 Personale permanente dei distretti Id. delle fortezze 59 614 Corpo sanitario . · . 275 Id. di commissariato 1,162 Id. contabile . 182 Id. veterinario 13,617 GS -
ANNO xr.v 1r.
NOTE STATISTICH E
1070
NOTE STAT!S'flèHE
Secondo i gradi essi erano : tenenti generali 53, maggiori generali 84, colonnelli 314, tenenti colonnelli 531, magg iori 923, capitani 4339, tenenl;i 6076, sottotenenti 1201, capimusica 96. Gli ufficiali dell'esercito permanente in disponibilità èd in aspettativa al 30 g iugno 1~01 erano 248, dei quali: 6 dello stato maggiore generale, 1 del corpo di stato maggiore, 8 dei carabinieri reali, 127 di fanteria, 34 di cavalleria, 18 d'artiglieria, 11 del genio, 7 dei distretti, 2 delle fortezze, 13 del corpo sanitario, 3 del commissariato, 16 del corpo contabile e 2 9-el corpo veterinario . Detti ufficia.li erano cosi ripartit i per gradi: tenente generaie 1, maggiori generali 5, colonne1li 10, tenenti colonnelli 2, maggiori 13, capitani 75, tenenti 126, sottotenenti 15, capomusica 1. Gli ufficiali iu posizione di servizio ausiliario al 30 g iugno 1901 erano 772, dei quali: 52 dello stato maggiore generale, 73 dei carabinieri reali, 150 di fanteria, 42 di cavalleri.a, 85 d'artiglieria, 25 del genio, 151 d0i distretti, 23 delle fortezze, 52 del corpo sanitario, 18 del commissariato, 92 del corpo contabile e 9 del corpo veterinario. I medesimi erano così distinti per gradi : tenenti generali 27, maggiori generali 25, colonnelli 153, tenenti colonnelli 82. maggiori 121, capitani 273, tenenti 90, sottotenente 1. Gli ufficiali di complemento al 30 g iugno -1901 erano 11,837, dei quali: 1 dei carabinieri reali, 6670 di fanteria, 588 di cavalleria, 1237 d'artiglieria, 388' del genio, 2192 del corpo sanitario. 295 del commissariato, 168 del corpo contabile· e 298 del corpo veterinario. Detti ufficiali erano così ri partiti per gradi: capitani 56, tenenti 4404, sottotenenti 73'77. Al 30 giugno 1901 non r imaneva più alcun ufficiale di milizia mobile, perchè i due soli che erano in forza al 1° .luglio 1900 vennero tolti dai ruoli, durante l'anno, uno per morte e l'altro per passaggio alla riserva. Gli ufficiali della milizia territoriale al 30 giugno 1901 erano 4014, dei quali: 1 dei carabinieri reali, 2605 di fanteria, 102 di cavalleria, 527 d'artiglieria, 167 del genio, 414 del corpo sanitario, 13 del commissariato, 1.39 del corpo
1071
contabpe e 16 del corpo veterinario. I medesimi erano così distinti per gradi : tenen ti colonnelli 67, maggiori 72, capitani 577, tenenti 2147, sottotenenti 1151. Gli ufficiali di riserva al 30 giugno 1901 erano 6230, dei quali: 370 dello stato. maggior~ general~, 300 dei ,ear~bi.ni.~ri reali, 2961 di fanteria, 334 d1 cavalleria, 346 cl art1ghena, 16'7 del genio, 442 dei distretti, 44 delle fortezze, 372 del corpo sanitario, 79 del commissariato, 745 del corpo contabile e 70 del corpo veterinario. Detti ufficiali erano così r ipartiti per gradi: tenenti generali 126, maggi~ri _generali 24~, colonnelli 354, ~enenti colonnelli 411, magg1on 1332, capitani 1715, tenenti 1917, sottotenenti 131. Gli ufficiali ammogliati dell'esercito permanente che al 1° luglio 1900 erano 6201, salirono al 30 giugno 1901 a 6415. Durante l'anno cui si riferisce la r elazione furo no concesse 396 autorizzazioni di contrarre matrimonio. Nel corso dell'anno stesso morirono 96 ufficiali élell'ernr cito permanent.e, dei quali 4 erano colonnelli, 6 tenenti c~ lounelli, 7 maggiori, 36 cap itani, 3tS tenenti e 5 sottotenenti. Le cause delle mor ti furono: malattie 85, suicidi 8, infortuni 3. · Fo1·za dei militari di truppa. - La forza complessiva dei militari di truppa dell'esercito permanente, della milizia mobile e della mifo::ia territoriale era al 30 giugno 1901 di uomini 3,330,202, d i cui 248,111 sotto le armi e 3,082,091 in congedo illimitato. . _ Quf:l,nti militari appartenevano r ispettivamente all'esercito permanente, alla mili;!lia mobile e alla milizia terr itoriale, e quale era il loro grado, è qui appresso indicato:
1072
NO'rE STA1'1S'L'TCU1:)
Esercito perI manente
G lì AD I
- --I Mi lizia. I Milizia, terriI mobilo I LOrii1l c TOTALE
I
S otto le a,·mi:
sottufficiali.
171'79 45662 185270
e'apol'ali . solda:ì
248111
TOT ALE.
--
-
17119 456G2 185270
-
248111 =
In con,qedo il/.i rnitato :
sottufti.cia.li
5836 7497 13858 27191 922i'ì' 535331 96972 242784 3"17393 2;:\4831 21307[8 2762942
eaporali.
soldati G uardie cli finanza., adde tt i al servizio ferroviario ed a ltr i dispensa ti dalle
cluama te alle ar mi .
TO'l'ALE GE NElt,ILE
Riporto Compagnie di sanità Compagnie di sussistenza Corpo invalidi e veterani D epositi dei cavaìli stalloni . Compagnie di disciplina (personale di governo e uomini in punizione) S tabilimenti militari di pena (personale di governo e uommr m punizione)
240,169 3,015 2,412 148 375
472,854 9,237 4,199
943
1,049
- -------248,111
486,290
734,401
.
TOTALE.
1073
NO'l' E ST ATIST! CHls
10784
430J
34083
49l'H
- --
48(5290 32017012215631 3082091 - - --- - - 734401 320170 2275f>31 ::1330202
-I
I '734,401 militari di truppa dell'esercito permanente ap. J?artenevano alle seguenti armi e corpi : le anni
Sotto
Jn congedo 1ll imila to
]'anteria di linea e g ranatieri. D ist retti militari (guardie di :finanza, inscritti non asseg nati, ritardatari, ecc.) . Alpini Bersaglieri . Cavalleria Artiglieria Genio Carabinieri reali . Scuole e collegi militari
120,97{5
268,827
792 12,925 16,523. 20,980 32,563 9,196 24,912 1,303
20,721 21,598 29,127 30,568 76,569 20,950 4,494
A riporta1·si
240,169
-
472,854
Arrùolamenti volortia1·i e riammissioni in servizio. - I giovani che impresero l'arruolamento volontario ordinario dal 1° novembre 1900 al 31 marzo .1901 (limite di tempo fis sato per tid e arruolamento) furono complessivamente 4335, de'j quali 1084 in fanteria., 34 negli alpini, 108 nei bersaglieri, 288 in cavalleria, 385 in artiglieria, 311 11el genio, 800 nei carabinieri reali, 399 nei corsi allievi ufficiali di complemento e 9:2,6 nei corsi ,a llievi sergenti. Dal 1• luglio 1900 a l 30 giugno 1901 furono ammessi al volontariato di un anno 1325 giovani, di cui 438 ottennero di ritardare il servizio fino al 26° an no d'et à, 186 si t rovavano già sotto le armi e 701 dichiar arono d' imprendere servizio il io novembre 1900. I militari in congedo illimitato stati r iam messi in servizio durante lo stesso periodo di tempo ascesero a 311, dei quali 271 provenivano dall'esercito permanente, 20 dalla milizia mobile e 20 dalla milizia territoriale. Allievi sergenti. - Il corso d' istruzione degli allievi sergenti principiato il 1~ gennaio 1900 ebbe termine nel mese di settembre 1901 con gli esami di r iparazicme per la nomina al grado di ~ergente. I giovani che intrapresero quel corso furono 1237 ; ma non lo seguirono interamente che
NOTE STAT1STlCHE
1074
lì'OT E STATISTICHE
880 allievi, dei quali furono riconosciuti idonei e promossi sergenti 800 nelle seguenti armi e corpi: Fanteria di linea 394 Alpini . 40 Bersaglieri 76 Cavalleria . 65 Artig lieria da campagna 84 Id. da costa . 35 Id. da fortezza . 45 Id. da montagna 2 Genio . 59 800 Il l" gennaio 1901 fu poi m1z1ato un altro corso d'istruzione, al quale furono ~1mmessi 1367 allievi, dei quali 146 erano inscritti della leva sulla classe 1880, 1124 volontari ordinari, 53 militari già alle armi, 6 militari di 1" categoria riammessi in servi:,:;io, . 33 militari di 2" e 3• categoria passati alh1 l" per libera elezione e 5 surrogati di fratello. Dell 'esito finale di tale corso sarà reso conto nella futura relazione della leva sulla classe 1881. Allievi ufficiali cli complemento. - Nei corsi della durata di sei mesi, iniziati il 1° dicembre 1899, su 965 giovani che si presentarono agli esami per la nomina a sottotenente di complemento, 953 furono d ichiarati idonei, tra il primo esame e quello di riparazione, e 12 vennero r iprovati. Gli idonei appartenevano alle seguenti armi e corpi : Fanteria di linea Alpini . Bersaglieri Artiglieria Genio . Direzioni di commissariato. Scuola d'applicazione di sanità Scuola di cavalleria .
409 40
64 39 23
125 204
49 953
1075
Nei oorsi di nove mesi, iniziati pure il 1° d icem?re 1899, su 381 giovani che si presentarono agli esa~i d1 _sott~tenente di complemento, 328 fnrono approvati, _tra ~l _pnm? ed il secondo esame, e 53 non vennero dichiarati _idonei. Gli idonei appartenevano alle seguenti armi e corpi: · d.1 1·rnea · 200 Fanteria 13 . . Al pml. 43 . · Bersag11en · . 40 Ca val1ena. 22 Artiglieria. 10 Genio . 328 Il 1° dicembre 1900 furono poi iniziat i nuovi corsi allie,~i ufficiali d i complemento della durata di sei e nove mesi. Nei primi venn;ro ammessi 1090 gio_vani,_dei.quali 14 eran~ volontari di un anno, 152 volontari ordman, 627 studenti ritardatari, 5 militari g ià alle armi, 14 snrroga~i di fra~ello, 262 inscritti é!i leva e 16 passati in l '' categoria per libera elezion e. Nei secondi, cioè nei corsi di nove mesi, ve~ner? ammessi 579 giovani, dei quali 201 erano volont~ri ordrnan, · 23 studenti ritar<la.tari, 34 militari già alle armi, 13 surrogati d i fratello, 16 militar i in congedo e 292 inscritti di leva. Dell'esito finale di tali corsi sarà reso conto nella futura re· lazione della leva sulla classe 1881. Rafj'er·me. - Dal 1· luglio 1900 al 30 g iugno ~90~ fur?n~ ammessi alla rafferma di un anno senza prem10, m virtu dell'art. 139 della legge sul reclutamento, 3454 militari. Delle 38,586 rafferme con premio accordate in base alla legge del 14 giugno 1874 n. 1973 e che_sono d.e stinate,a :oo.mparire per effetto della legge del 28 giugno _1891 1;1· 31.>_, sol· tanto 341 erano tut tora in vigore al 30 giugno 1901, con una diminuzione di 138 in confronto a quelle esistenti nell'anno pr ecedente. I militari che fru ivano di dette 341 rafferme erano in numero di 173. Alla stessa data del 30 giugno 1901, 12,537 milita1·i godevano dei premi di rafferma concessi con la predetta legge
1076
NOTE STATISTICHE
1077
NOTE STATlSTICHE
del 28 g iugno 1891 n . 315; H24 fruivano del soprassoldo annuo di L. 109.50; 1753 di quello di L . ~19; 2754 di quello di L. 365. Infine 20 sottufficiali godevano ancora d~lla differenza tra l'abolito caposaldo di L. 150 e l'aumento dell'as::iegno · giornaliero d i paga di cui all'art. 30 della legge dell' 8 l uglio 1883 n. 1470. Impieghi civili ai sottufficiali. - Nel corso d ell'anno cui si riferisce la relazione vennero conferiti nelle amministrazioni dello Stato 330 impieghi civili ad altrettanti sottufficiali, che avevano compiuto 12 anni di servizio militare, dei quali, .al momento della n omina ad impiego civile, 214 trovavansi t uttora sotto le armi e 116 i n cougedo illimitato. Al 1° luglio 1901 rimanevano in attesa d' i mpiego 2005 sottuffi0iali, che a quella data ne avevano fatto domanda, e dei quali 1545 arane sotto le armi e 460 in co'ngedo illimitato. 111ati·imoni dei milita1•i di truppa. - Al 30 g i ugno 1901 i militari di 't ruppa ammogliati erano 3175, di cui 2606 sottufficiali, 443 caporali e 126 sol dati. Chiamata alle w·mi per istruzione. - Con regio decreto del 17 marzo 1901 n. 901 vennero stabilite le seguenti chiamate alle armi per istruzione : dei militari di l" categoria della classe 1876 ascritti all'artiglieria da costa, da fortezza e da montagna; dei militari d i l' categoria delle classi 1871 e 1876 ascritti agli alpini; dei militari di 1" categoria della classe 1876 ascritt i alla fanteria di linea ed ai bersaglieri di alcuni distretti; dei militari di 1• categoria d ella classe 1876 ~seri tti ai g ranatieri, alla fanteria dì linea, ai bersaglieri, agli zappatori ed ai minatori d el genio; dei militari di l' categoria della classe 1876 ascritti all'artiglieria da campagna ed a cavallo; dei milita.ri d i l" categoria dell~ classe 1871 ascritti alla fanteria di linea dei d istretti dell'Xf corpo d'armata ; dei militari d elle classi 1863, 1864, 1865, 1866, 186·7 e 1868 ascritti alla milizia territoriale della fanteria di linea e dell'artig lieria, da, costa provenienti da.Ila riserva navale.
Per eff~tto di tali chiamate avrebbero dovuto presentarsi alle armi complessivamente 91,240 uomini. Di essi risposero alla chiamata 55,371 )) non si presentarono 35,869
91,240
I 35,869 che non si presentarono furono: Rinviali ad altra chiamata :
per motivi di famig lia o professionali . 2,339 per aver comprovato di essere ammalati l,Oll per morte dei genitori o della moglie. 123 per dover dare esami . 28 per essere in carcere o a domicilio coatto. 334 per non aver potuto ultimare le lezioni del t iro a segno per guasti a l poligono . 264 per motivi 'speciali, d' or dine del m1. n istero 104
4,203 Dispensati dalla chiamata:
per essere all'estero . 16,048 per aver frequen tato il tiro a segn o 6,609 per essere funz ionari aventi diritto a d ispensa . 1,092 per essere rinviati di precedenti chi.amate ed impossibilitati a presentars i 471 per essere stati riconosciuti morti . 22 per essersi trovati in . navigazione (i 215 soli provenienti dalla riserva navale) per essere residenti in luoghi infetti da epidemia 1,785 A riporta:l'si
26,242 4,203
1078
2'0TE STATISTICHE
Riporto
. 26,242 4,203
per avere un altro fratello sotto le armi per essere ministri di culto . per essere studenti uni versi tari ritardatari. per aver fatto in carcere, ove trovavansi, l'istruzione per trovarsi nelle guardie di finanza, d i città, ecc. per aver prestato maggior servizio in Africa per motivi speciali, d'ordine del ministero .
,Vancanti senza giustificato motivo .
3 4 217 9
806 99 15 - - 27,395 . 4,271 35,869
Dei 55,371 presentatisi alla chiamata, 654 vennero congedati in seguito a rassegna di rimando ; 2698 furono rinvia.ti ad altra chiamata essendo stati riconosciuti temporaneamente inabil i al servizio ; 405 vennero deferiti ai tribunali percl.tè presentatisi dopo l'ottavo giorno; 3 furono trasferiti alla 3' categoria; 143, già rinviat i di precedenti chiamate, furono infine dispensati per malattia; 3 morirono dopo la loro presentazione; 2 vennero dichiarati disertori: in tutto 3908 uomini. Dei 4271 mancanti alla chiamata senza g iustificato motivo, furono denunciati ai tribunali militari soltanto 2549, perohè degli altri 172~ risultò, prima del 31 dioembre 1901, che: trovavansi residenti all'estero. erano in carcere o a domicilio coatto avevano ottenuto la dispensa . erano morti . si costituirono .
1220
85 163 8? 167
1722
1079
NOTE S'l'AT!STICHE
Mi litari atreste,·o. - Durante il periodo ai tempo cui si riferisce la relazione in esame vennero ammessi a regolare la loro posizione, per mez:?.:o delle regie autorità consolari, 4528 militari in congedo illimitato e 4357 inscritti sulle liste di leva, che .trovavansi all'estero senza regolare permesso. Durante lo stesso limite di tempo vennero accordati 51,720 nulla osta per recarsi all'estero ad altrettanti militari in conged o illimitato appartenenti 38,320 all'esercito permanente e 13,400 alla milizia mobile. ?1·omozioni. - Dal 1° luglio 1900 al 30 g iugno 1901 avvennero nei m ili.tari di truppa 34,973 promozioni, così distinte : Soldati a caporali Caporali li. caporal i maggiori Caporali a sergenti . Caporali maggiori a sergenti Sergenti a forieri . Furieri a furierf maggiori .
22,149 7,916 2,658 463 1,130 657 34,973
Disertori. - Durante lo stesso periodo di tem po vennero dichiarati d\sertori 528 uomini, dei quali 353 erano militari di 1" categoria della classe 1880 che non risposero alla prima chiamata sotto le armi e gli altri 176 erano militari gia sotto le armi. Contemporaneamente fu cancellata la nota di diserzione a 101 dei dett i uomini, percbè 69 si pre·sentarono spontaneamente e 32 vennero arrestati. Dise,·tori e mancanti rille chiamate amnistiati. - I dis~rtori ammessi, fino al 30 giugno 1901, all'amnistia concassa col regio decreto dell'll novembre 1900, n . 369 (d i cui si è fatto cenno disopra parlando dei r enitenti ed omessi amnistiati) furono in complesso 461, così distinti: a) Incorsi nel r eato di diserzione semplice per non aver risposto alla chiamata della loro classe:
1081'
NO'rE SrATISTICHF.
'1080
NOTE STATISTIC1t 1':
Costituit isi alle autorità militar( del regno R iformati all'estero Amm essi incondizionatamente all'amnistia per proscioglimento dal servizio b) Incorsi nel reato di diserzione semplice per avere abbandonato le armi: Costituitisi alle autorità militari del regno. Riformati all'estero. Ammessi incondizionatamente all'amnistia per proscioglimento dal servizio .
232 17
Per effetto d i tali congedamenti furono licenziati dalle armi 74,931 militari in complesso, così distinti per armi e corpi : = = = == -
-
--.c:c=====-===::::=;::.=====,:::;.===========
94
92 14 12 461
I militari mancanti alle chiamate per istruzione, per rass~gne o per eventualit~ ammessi, fino al g iorno suindicato, a ll'amnistia stessa, for ono . in totale 606, dei quali 370 si costituirono alle autorità militari del regno e 236 ottennero il nulla o::ita rimanendo all'estero. Congedi i llimitati per fine di ferma. - Con la data del 14 settembre 1900 ebbero priucipio le operazioni per l' invio in congedo illimitato: dei militari di l " categoria della classe 1877 con ferma di tre anni di tutte le ftrmi. corpi e specialità, esclusa la cavalleria ; dei militari di l" categoria della classe 1878 ascritti o designati per la ferma di due anni, appartenenti a t utte le ar mi, corpi e specialità; dei militari di l8 categoria ascritti alla classe 1879, di qualunque fe rma, quali provenienti da leve anteriori come omessi, renitenti, ecc., che nell'anno 1900 avessero compiuto o compissero il 39° a,nno di età. Sottq la stessa data furono pure congedati i militari con ferma· d i un anno arruolati. .in. l" categoria con la classe 1879 q 11ali provenienti da i rivedibili di due leve. · Infine nel g iorno 24 novembre 1900 furono inviati in congedo illimitato i militari di 1" categoria della classe 1877, con ferma di tre anni, appartenenti all'arma d i cavalleria,
I
Souurn c:i;~li - 1 Caporali.1 Sòlrbti
Fanteria di linea Alpini Bersaglie ri . Cavalleria Artiglieria . Genio . Carabinieri reali . Compagnie d i san ità Compagnie di snssistenza Scuole mi litari Deposit.i dei cavalli stallon i Compagn ie cli disciplina e sta bilimenti mili tari di pena Deposito della Colonia E rit1·ea. TO'l'A LE.
836 32 68 91 143 57
36856 2862 3:386 4595 7:\95 206"1
'1 1
818 869 829 2020 573 1395 244 245 51 45
21
20
448
4
17
14768
59175
196 11
19
988
I
T OT AU
4484',
3712 4323 5515 9758 26~)7 l 51}1 945
684 40Ci
Ci70
255
313 50
4
489 21
1
74931 - --
Congedi illimitati per antfripazione. ~ .Dal 1° luglio 1900 al 30 giugno 1901 furono licenziati da sof.to le armi, prima del tempo ,,tabilito, 14,476 militari, i quali si trovavano in posizioni speciali (decaduti dal diritto di esenzione per non averlo esposto o comprovato in tempo, venuti alle armi prima della chìamata generale, trasferit i alla classe successiva per interrnzione di servizio, ecc.) ovvero erano stati designati per il congedarnento anticipato mediante sorteggio. Essi erano:
Sottufficiali Caporali Soldati
57 1,281 13,138
14,476
1082
NOTE ST A'l' lSTlOH!t
P assaggi in
NOTF. STA1'1STICH E
a• catego,·ia. -
Durante lo stesso periodo di tempo vennero trasfer iti dalla 2• alla 3° categoria, iu virtù dell'art. 95 della legge sul r eclutame11to, 8 militari, i quali avevano un fratello defin itiva mente riconosciuto idoneo al servizio ed arruolato nella 1• o nella 2" categoria, ed, in virtù dell'art. 96, altri 2155 militari, sia sotto le arrni, sia iu congedo illimitato, per modificazioni sopraggiunte nello stato delle loro fam iglie posteriormente all'arruolamento. Questi ultimi 2155 militari erano : S ottufficiali Ca porali S oldati.
24 193 1938 2155
Passaggio alla milizia mobile della classe iR7 2. - Il 15 giugno 1901 fecero passag gio alla · milizia mobile i militari di l " e 2a categor ia della classe 1872 in numero di 80,669 di cui 79,118 appar tenevano alla l° categoria e 1551 alla 2/ Essi erano : Sott ufficiali Capora1i Salda.ti
1,820 15,906 62, 943 80,669
Passaggio alla milizia territoriale della classe i8G8. Sotto la st.essa data 15 g iugno 190 l fecero passaggio alla milizia ter ritoriale i militari di 1• e 2· categoria della classe 1868 in numero d i 74,473, di cui 70,486 appartenevano alla l' categoria e 398 7 alla 2•. E ssi erano: Sottufficiali Caporali Soldati
1,886 16,210 56,377 74,473
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Rassegne di rimando. - Dei milita!·i di truppa sottoposti a rassegn·a di r imando 10 fnrono passati al corpo dei vet erani perchè riconosciuti inabili, dopo 18 anni di permanenza alle armi, a continuare nel servizio attivo per cause iudipendenLi dal servizio stesso, ma idonei a quello sedentario ; 254 furono passati ad altri corpi perchè !"iconosciut i inabili a l servizio nel corpo al quale appartenevano; 2614 furono inviati in licenza di convalescenza di tre, sei , nove 'e dodici mesi per essere staLi riconosciuti affetti da infermità presunte sanabili, senza trovarsi però nelle condizioni di fer ma e di permanenza alle armi richieste per essere senz'altro inviati in congedo illimitato per anticipazione; 1633 furono . inviati invece in congedo ant icipato perchè, oltre ad essere stati riconosciuti affetti cl.a infermità presu1.tte sanabili, contavano g ià un determinato periodo di servizio in relazione alla ferma e quindi, tornando nuovamente alle armi dopo la completa lor o guarigion e, avrebbero dovuto rimanervi per un tempo molto limitato; 4493 furono infine congedati defin itivamente perchè riconosci uti inabili .al ser vizio in modo permanente. Di questi ultimi, 29 ottennero la gratificazione di un tìnno di assegno perchè, sebbene fossero nelle condizioni fissatt> pel passaggio nel corpo dei veterani, rinunciarono a tale passaggio ; 831 ebbero una gratificazione ragguagliata a tre, soi, nove o dodici mesi di assegno perchè, sebbene non si trovas::;ero nelle dette condizioni, erano per altro meritevoli d i speciale considerazione per la g ravità della malattia od imperfezione in essi ri3contrata e pel servizio 1westato; i r imanenti 3633 mil itari non eb bero alcuna gratifica.zione . Oltre alle rassegne di rioiando pr edette, le quali riguardano i militari di truppa sotto le armi, vi furono le consuete rassegne somesLrali di r imando pei militari in congedo illimitato apparte11enti all'esercito permanente, alla milizia mobile e alla milizia territ oriale. Gli uomini stati in esse riconosciuti non più idonei al servizio e congedati in modo assolnto furono 292, così distinti : sottufficiali 9, caporali 91, soldati 192.
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N OTE STA1'1ST1CHB
Collocati a riposo e giubilati. - 'Dur.ante il periodo di tempo cui si r iferisce la relazione in esame vennero collocati a riposo . e giubi lati 384 militari di truppa, dei quali 318 per aver compiuto 42 anni di età e 20 di servizio, 60 per essere stati giudicat,i inabili alle armi in modo assoluto e permanente in seguito ad eventi di servizio e 6 per essere stati giudicati inabili per infermità non provenienti dal servizio. Congedi assoluti per età. - Col 31 d icembre 1901 vennero congedati in modo assoluto tutti i militari di 1•, 2• e 3" categoria della classe 1861 come loro spettava, a tenore dell'art. 1° della legge sul reclutamento, avendo compiuto il 39° anno d i età. Tali militari erano complessivamente 152,834, distinti in 2749 sottufficiali, 11,783 caporali e 138,302 soldati, ed appartenevano: A lla 1• catégoria id. 2· id. id.. 3• id.
Riporto Genio Ca~·abiuieri reali Compagnie di sanità Compagnie di sussistenza Scuole militari . . Depositi dei cavalli stalloni . Corpo invalidi e veterani Compagnie di disciplina è stabilimenti militari di pena Deposito della. Colonia Eritrea .
34
98 9 1 5
3 16 7
1
O. C.
152,834
Militari di truppa morti sotto le armi. - Dal 1° luglio 1900 al 30 g;ugno 1901 morirono sotto le armi 889 militari di truppa, dei quali 746 per malattie, t.J:9 per infortun i, 10 per uccisione ti 84 per suicidio. 'l'ali morti avvennero 20 per cause di servizio e 869 per cause indipendenti dal servizio. I militari morti erano : !>O~tufficiali 88, caporali 158, soldati 643, ed appartenevano complessivamente alle seguenti armi e corpi : 4
401 35 70 85 120 A riportm·si
715
889
57,858 30,569 64,407
Distrett,i militari ]'anteria di linea Alpini . Bersag !ieri Cavalleria . Artiglieria.
1085
NOTE STA'l'IS'rICHE
715 G9 -
ANNO XLVII.
N OTE BlilLJOORA FIGHE
1086
« dante ~upremo di tenersi in continua conoscenza e nel modo
NC)TE BIBLIOGRAFICHE Ing.
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EDOARDO Guzzo, colonnello del genio. Aeronavigazione ed automobilismo di guerra. Conferenza letta agli u/ficiali del presidio di li'ù·enze il 1}3 aprile 1!)0'2. - Firenze, Scuola tipografica salesiana, 1902.
Diciamo anzitutto d'essere ben lieti che l'autore, sia pure p~l benevolo incitamento di un venerato superiore, siasi indotto a porre in iscritto questa conferenz1:, non ha guarì letta agli ufficiali del presidio di Firenze ed a pubblicarla a stampa. Il colonnello Guzzo seri ve: « il lettore non troverà forse « idee di rilievo, ma ne troverà talune quasi nuove, e dico « quasi perchè non ancora da altri manifestate, pur essendo, « in tutti coloro che si occupano della materia, allo stato po« tenziale o latente. » Effettivamente ogni pagina dell' opuscoletto pone in luce l'alta competenza dell'autore, il quale sia pel suo ufficio, sia per la passione della scienza, da anni attende allo studio specialmente dal punto di veduta militare, di argomenti così importanti e difficili, quali sono quelli intor:!'10 all'aeronavigazione e all'i!,utomobilismo. Nella parte storica e tecnica il Guzzo fu breve « per evi- « tare, come avverte egli stesso, col loro sfoggio la fallanza « del modesto mio proposito. ch'è quello d'invogliare altrui « al sereno dibatt ito di quelle idee; » ma quanto egli ne dice è più che . sufficiente a dimostrare l' 1.mportanza della materia e il punto di vista aa cui l'autore la considera. La necessità dell'impiego del pallone prova il Guzzo col ricordare la maggior gittata delle armi, la polvere infume e le odierne masse combattenti, sicchè è evidente che la zona della pugna oggidì ha acquistato tale estensione « da « rendere ancora molto più difficile che in passato, al coman-
...
« più Ìmmediato e perfetto, delle vicende della_ lot~a per po« t erla, o guidare in modo da assicurare la v1ttor1a, o farla « cessare col minor danno possibile. » E qui l'autore cita due esempi rimarehevoli, l'uno dell'evo antico -- la battagl ia di Timbrea fra Creso e Ciro avvenuta 548 anni avanti Cristo - l'altro del moderno - la battaglia di ·waterloo le quali indicano eloquentemente tale importanza. Il Guzzo riassume quindi succintamente rna co1i molta chiarezza e col sussidio di parecchie figure la storia del pallone, dalla leggenda di Icaro sino. allo stato presente della questione cogli esperimenti del signor Santos-Dumont, del conte De La Vau1x, ecc. E l'autore dice senza reticenza che tutti gli esperim~nti finora fatti « dimostrano ad esuberanza che la soluzione vera « non è ancora trovata..... e non lo è ancora perehè, nel pal« lone, fra i punti in cui possiamo immaginare concentrate le ~< forze 'resistenti e quelle propellenti, intercederà sempre una « distanza ~,d ù n braccio di coppia di rotazione: si potrà quindi « giuno-ere a mantenersi nell'atmosfera, salire, scendere ed o • « anche procedere direttamente o bordeggiando, a patto pero « che il momento di tale coppia sia o nullo o continuamente « equilibrato da quello che si sveglia negli spostamenti oriz« zontali fra la forza ascensionale e quella di gravità; ma, « com'è evidente, non si potrà mai giungere ad un moto per«.fettamente èquilibrato, mancando stabilità nel sistema, sog« oo-etto come è alle continue mutabilità delle correnti aeree. » . A parere, quindi, dell'autore, fra tutti codesti palloni galleggianti, o pseudo dirigibili, uno è il pallone :fin qua utile in mancanza di meglio, per gli usi di guerra: il pallone fre nato, che da qu~rant'anni rende servizio ed è oggetto di studio e di perfezionamento. Il Drachenballon ideato dal capitano della fanteria bavarese von Parseval - di cui è data uu'abbastanza minuta descrizione - sarebbe poi a suo avviso quanto di meglio si possegga in proposito, poichè ri!':ponderebbe alle due principali condizioni: dell'immobilità e della facoltà ascensionale.
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NOTE BlllLIOGRAFICBE NO'rE Hl l1LCOGltAFICI{B
In ogni modo, oltre al pericolo, ove si accentui la differenza di potenziale fra l'idrogeno racchiuso e l'aria ambiente, di scariche elettrost'1tiche capaci d i far esplodere il pallone incendiandolo, e quello dei proiettili .nemici, vi sono altri due gravissimi difetti : del continuo rifornimento d'idrogeno e dell'inservi bilità cui facilmente si rid ucono gli involucri per l'incollamento causato dalla vernice che li espone ad irrimediabili lacerazioni, diguisachè devesi concluder e che dai palloni frenati sarebbe poco prudente attendersi un sicuro e con tinuo servizio di informazioni. E qui viene la parte più notevol~ della conferenza. L' infruttuosità dei tentativi fatti finora si deve atcribuire alle scarse e poco appropriate conoscenze che si hanno sui fenomeni dell'atmosfera e del volo, e il colonnello Guzzo è pienamente c0nvin to cht~ la soluzione sarà trovata quando saranno alzati per intero i veli che coprono questi due fe. nomeni altrettanto essenziali, quanto misteriosi del problema. L'autore basandosi sulle osservazioni: che negli organi della locomozione animale tutto è predisposto perchè essa avvenga col minor d ispendio di energia in ogni atto elementare ; che noi, perciò e per la nostra conformazione, per procedere inchiniamo il busto avant i se spira vento fortissimo, e portiamo le spalle indietro nel caso contrario ; che l'uccello, avente stazicne molto obliqua sull'orizzonte e locomozione in un mezzo di densità e coesione lievissime, ha le ali disposte per modo da reggerne il peso; che la sua col onna vertebrale, anche nei più violenti battiti d'ala, non si aderge a più di 70° o 75° sull'orizzonte; ritiene si possa ammettere irrefutabilin.en te che : « a) i l. battito dell'ala, per l'uccello adempie alle stesse « funzioni del nostro passo; « b) il volo è tanto più veloce, quanto è più veloce il « vento che incontrtt il disotto de ll'ala ; « e) il vaio è possibile, q uindi, o con calma di vento o <<con vento contrario all a locomozione; in caso d iverso, cioè « con vento cospirante con la direzione della locomozione
1089
« portandosi il centro di pressione dall'avanti all'indietro del « centro di o-ravità, l'uccello è rovesciato;
il
« d) volo dell'uccello è uno ed unico, come il passo « dell'uomo, e perciò raia. avrà anch'essa moti più o meno ra « pidi, come la nostra gamba, ma i movi menti articolati ele« meutari saranno sempre gli stes':l i; quindi ciò che diciamo « volo a battute, volo teso, volo veliero, non sono altro che « modalità di uno stesso fenom eno; « e) infine, il volo, fisiologicamente, è soggetto a tu~te « le alterazioni provenienti dall'età e dallo stato patologico « dell' indi viduo: se pulcino o decrepito, l'uccello non volerà « o volerà poco; se adulto e malato, non volerà. « Fino ad oggi, soggiunge il Guzzo, nè Leonardo da Vinci, « nè Barelli, nè Longley, nè Lilienthal, nè Maxim, nè Ader, « nè Tatiu, nè altri ed altri hanno creduto tenere in debito « c0 nto le cinque enunciaLe verità, non risL1ltando le .rispet« ti ve pr oposte coordinate alle medesime »; ............ · ·« Dal sin qui detto, conclude il Guzzo, risulta che il volo « più che una questione di escl usivo appoggio sull'aria, al « che si riesce con palloni, paracadute, elicopteri ed aquiloni, « è questione di appoggio ottenuto per mezzo e con lo in« tervento indispensabile della velocità o del mobile o del « vento; quindi la soluzione del problema si avrà da uno « studio più razionale e spassionato sia del moto degli uc« celli, basato sulla anatomia e sulla fisiologia comparate, « sia sulle leggi che governano i fenomeni atmosferici, e « dall' impiego di moliori leggieri ed a volontà, potenti, ca« paci cioè di fornire a seconda del bisogno attuale, grandi << varietà di Vòlocità e d i lavoro meccanico. » L 'autore spera che la chimica degli esplo»ivi e par ticolarmente quella degli idrocarburi, che già ba scoperto la ammonal e la gcilazite, r i uscirà a trovare combinazioni idonee a costituire l'energia necessaria a completare la solu zione del problema. E concreta l'idea dell'aer onave militare ammettendo: « che questa debba compiere sul campo di bat« taglia un tragitto totale di 25 chilometri con velocità di « 20 metri al secondo, e cioè in poco più di un terzo d·ora;
N OTE BIBLIO GRAFICHE
·i090
NO'Ì.'E BI BLIOGRAFICHE
· a· 200 eh 1 . h o sia i i ogramm1; c e l'altezza cui questo debba salire s· d' « 250 metri, che il lavoro del g iro a ereo e della, cl 1scesa . iasia .i . , « comprnto tutto a spese della gravità come per un volatore « e per conseguenza che il motore dovrà dare tutto 1·11 d ll r 9. avoro « e ~ sa 1ta a ..,5_0 metri più quello che occorrerà nelle ma« novre del ~rag1tto e della discesa che s'intuisce essere al « confronto pmttosto piccolo. » d' E q~li l'autorn espone alcuni particolari relativi al lavoro , m~mwo per mm~to secondo e all'energia totale; ma quanto abb:~mo detto_o riportato è sufficiente a dimostrare la novità del~ id~a, ~.ent~vole senza dubbio, d'essere presa nella iù sena cons1deraz1one. P « che il. peso della aerona.ve con quello· dell'uom «
Rispetto all' automob1'l1'smo 1·1 G uzzo · è breve ma anche qui accen na a nuove idee. . _Egli a~~ette che le attuali :l ocomotive stradali malgrado gh addeb1~1 . c~e _Joro si fanno, rendono e potranno ancora ren~ere ut1~1ss1m1 servigi alle truppe mobilitate. 011'.ca ag~i automobili egli intende limitarsi, in vista degli e~per~ment1 che sono in corso, a considerazioni d'indole e d ordme generali. ~ suo av_v iso è .a~ m_otore elettrico che si deve dare la pre. ferenza t · . per ., . . servizi d1. guerra . . . ' sicchè, oltre ali a l ocomoz10ne, po ra senne per altri utili nnpieO'hi quali· la illumi .. la ·fi . . . o , . na;,,10ne, pam caz10ne) 1 n1orniment1 d'acqua e simili. _Il generatore, invece non dovrebbe essere nè all'elettrico ne a vapore e ne sono date le ragioni, e però il O'eneratore a~atto ~no:a non _esist~. Tuttavia, . come per l'a:ronavigazi~ne_, 11 Guzzo s1 lusmga che altre ri.cerche nel campo :~1m100 p~tranno ad~ur~e senza fallo alla scoperta di qualche b_r ~ppo d_ 1.drocarbun . d1 facile manegg io e di elevata capacita cal~rifica, da formre un generatore di energia pieghevole alla varietà dei bisogni. .{!
• •
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AL sigu.or colonnello Guzzo i nostri più vi vi elogi per la bella e ' dotta conferenza, e gradisca l'augurio che le sue n uové idee trovino favorevole _accoglienza e pratica applica-
zione.
G.aET.A.No ·Bo·rTIGLtt:m. L'uomo a cavallo. Manualetto per l'uffièiale di fanteria montato. - 11 governo e la cura del cavallo. Parte 2", continuazione del manualetto. - Rocca S. Casciano, stabilimento tipografico Capelli, 1902. Due opuscoletti che si completano l'un l'altro e che raggiungono pienamente lo scopo prefissosi di fornire all'uftì.ciale di fanteria montato utili indicazioni sull'equitazione, sull'igiene e il buon governo del cavallo. Il primo s'occupa quasi esclusivamente dell'equitazione, con poche pagine dedicate all'igiene e al buon governo dell'alÌimale. Quest'ultima par te, di così capitale importanza, era invero svolta in modo troppo conciso, e appµnto fu per rimediare a questo difetto che l'autore fu indotto a dare alle stampe il secondo volume. In esso, oltre alle n orme per tenere il cavallo in buone condizioni e di vigorìa, si parla pure abbastanza diffusamente del modo migliore di governare, foragg iare, insellate, imbrigliare, montare, presentare, condurre a mano e curare le malattie più comuni cui va soggetto il cavallo. In complesso, modesto ma utile lavoro, che si raccomanda anche per il trnue prezzo, per entra,mbi i volumetti di L . 1,40. È una buona guida per l'uifi.ciale di fanter ia, e per ciò glielo segnaliamo.
•
Dott. Lumx Gnr:rn Studi sui servizi logistici, 1806 in Germania. Volume unico con quattro carte a colori. - Roma, tipografia dell'Un1.one cooperativa editrice, 1902: Il capitano del commi~sariato dott . Luigi Gritti, da parecchio tempo va pubblicando sulle nostre Riviste militari pregevoli articoli sopra argo1:b.e11ti r iflettenti i servizi militari
1092
NOTE BlllUOGRA l1'JCHJ,;
logistici e ammin istrativi . Ora si accinge a maggior opera, e il presente volume sarebbe il primo di una serie di studi che man mauo egli intenderebbe dare alla stampa. Sta di fatto che nessuno in Italia - e così pure negli altri p&.esi - disconosce l'alta imp0rtanza dei servizi logistici, ma è pu1·e vero il fatto lamentato dal Gritti, che da noi lo studio della storia militare si limita qnasi generalmente ~lla parte strategica e tattica., sicchè, dice il Gritti con tinta un po' car ica, « non è soltanto un'incompleta co.l(ura storica militare « q uellii, che deriva dall'omissione che noi lamentiamo, ma bensì « una falsa educazione militare. » Egli frattanto, « a provare « quale larga copia d i pratici insegnamenti possa offrire lo « studio delle campag ne di guerra ne lla parte relativa ai ser« vizi, » ci dà il belresempio d i accingersi ad un'opera faticosa o difficile, e in un g rosso volume ci presenta un accurato studio sul funzionamento dei ser vizi logistici delln grande armata francese nella campagna di Prussia nel 1806. :B'a.cilmente si è tratti ad obbiettare al Gritti che in questi t empi di ferrovie, di telegrafi, di telefoni, di automobili, ace. e di ordinamento militare così. d ifferente dal napoleonico, uno studio particolareggiato delle guerre a noi più vicine, - come a mo' d'esempio la franco ~germanica del 1870-71 e la. russo -turca del 1877-78 - appare assai più utile e fecon4o di pratici insegnamenti. L'obiezione così facile a fo rmularsi non sfuggì all'autore. Egli vorrebbe anzitutto che studiassimo il funzionamento dei servizi ausiliari durante le nostre guerre nazionali ciò che ora non può fa rsi perchè fa difetto la materia. sulla. quale studiarlo -- e non ci pare che abbia torto. E rispetto alle campagne napoleoniche egli osserva. giustamente « non « potersi disconoscere che le campagne del grande Napoleone, « maestro sommo in ogni ramo dell'arte militare ci possano « dare cognizioni di molta. utilità pratica». E però l'osserva· zione capitale, che diremo così, taglia la testa al toro, è quella ohe noi ci basiamo oggidì quasi interamente su di un istrumento tanto utile quanto delicato, quali sono le.ferrovie, il di c·ù servizio, per un ponte od un tunnel fa.tto saltare in aria,
NOTE Bl!ILJOGRAF!CHB
1093
può essere interrotto da un momento all'altro. Le armate allora vengono a trovarsi in condizioni non molto dissimlli da quelle del primo impero. Altra obiezione e non sprovvista di seria base, è quella che altre campag ne napoleoniche si prestino meglio allo studio del funzionamento dei servizi logistici e segnatar:q.ente quelle del 1807 e del 18 12 in cui Napoleone ebbe a lottare frammezzo ad enormi difficoltà logistico-amministrative. L'autore però vi risponde in modo esauriente, notando ohe col presente libro non si è preclusa. la via ad altri st.udì, che tutta la storia è interessante, che i periodi storic i meno classici illustrano e r endono comprensibili i pii'1. classici e che, in ogni modo, la preferenza da darsi all'una piuttosto che ad altra campagna può dipendere dal fatto d i avere o meno disponibile un complet.o materiale storico. Nel fatto il presente studio, come avverte il Gritti stesso, ha la sua base principale nei preziosi documenti s:.orici pubblicati dal maggiore Foucart (1), e Napoleone anche da questa · campagna appare queì grande amministratore militare che fo, e quanto egli operò al riguardo nella guerra del 1806 può sen:ra dubbio insegnare qualcosa anche attualmente.
Il libro del Gritti, denso di dati e notizie, è di quelli e lo si comprende di leggieri - che è impossibile riassumere. Dobbiamo, quindi, forzata mente r estringerci ad accennare alla tela svolta. ed a r ilevare le considerazioni finali. Il libro è diviso in due parti. Nella parte 1• - JenaAuerstaedt - il Gritti ci presenta prima di tutto, un breve cenno intorno alle operazioni militari svoltesi sino alla battaglia del 14 ottobre e, poi, interessanti notizie sommarie intorno all'organi:;,;zàzioue dell'amministrazione centrale e delle amministrazioni dei corpi, a. quella dei comandi, dei (l i \'. P. FouCA RT- r.1w11>ag11e dc /lussie (1806-1807). -Paris, Bcr.;er-Levrault et C., i887-lS90. .
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NO'Ì'E BIIIL!OGRA PICHE
personali e dei mezzi impiegati presso l'armata. Entra quindi nel vivo della questiono e minutamente analizza le disposizioni logistico amministrative prese ed ordinate da Napoleone durante lo schieramento e le operazioni d i avviamento e poi durante la manovra che condusse. alla battaglia di J ena e come effettivamente funzionarono i vari servizi. Dall'esame fatto risulta che è l'Imperatore che personalmente provvede a tutto quanto riguarda la mobilitazione, la radunata e l'ulteriore impiego delle truppe, e che si occupa anche dei più minuti particolari dei singoli servizi. È l'Imperatore insomma, che non solo concepisce il piano di guerra e ne prepara con cura l'attuazione, ma pensa insieme alla predisposizione dei servizi logistici, tutto prevedendo e a tutto provvE1dendo. E il Gritti ne trae l'insegnamento «· che « il comandante d i u n'armata non può disinteressarsi dei « servizi; che anzi egli solo può e deve loro dare il primo « impulso, mantenendosi a conoscenza esatta della loro si« tuazione e dei loro bisogni ». Il Gritti pone ancora in evidenza : il legame strettissimo tra g li organi coadiutori operativi e quelli amministrativi, e di pendenza assoluta dell'amministrazione dal comando; d ipendenza che esisteva e strettissima anche presso i :}Orpi d'armata e le di visioni; l'elevata posizione morale dei personali direttivi amministrativi alla qn ale corrispondeva una larga sfera di azione ed iniziativa ed una grande responscibil ità; l'accurato ordinamento delle linee di tap pa, che assicu · rava il regolare movimento dei drappelli e dei convogli a tergo dell'armata ; . la costit,uzione del parco mobile d'artiglieria. subordinata all'esigenza fonda~entale della mobilità dell'armata; la cr eazione del treno militare degli zappatori. Ma non manca a nche di rilevare: l'imperfetto ordinamento degli organi amministrativi esecutivi, d,,vuto specialmente al fatto che in pace i servizi erano eseguiti ad impresa e per lo più abbandonati ai regg imenti, diguisachè allo scoppio della guerra i servizi si
• J'
NOTÈ llÌllLIOG RAF!Olll~
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dovevano i mpl'ovvisare ; il che, come i t ecnici competenti san no, presenta difficoltà insormontabili ; l'insufficienza d i stabilimenti amministrativi carreggiati al seguito delle truppe sebbene le vettovaglie costituenti le dotazioni di marcia fossero per numero e peso limitatissime e oltremodo scarso tosse il materiale sanitario in dotazione · la de.ficientissima organizzazione del ser vizio sanitario.' Queste, secondo il Gritti , le uaratteristiche dell' ordinamento dei servizi logistici ed am ministrativi presso la g rande armata fràncese 'nel 1806, cui fa seCYuire quelle circa il loro o fun zionamento. E meritevole al riguardo di essere notato : l'impiego della cavalleria per assicurare il vettovagliamento delle altre truppe e specialmente per predisporre la fabbricazione del pane; il sussidio delle prede belliche nel r ifornimento delle truppe; sussidio il quale contribuì. largamente a dare alla g rande armata una combattività che organicamente non aveva e che fo rma oggetto di savie considerazioni da parte dell'autore. Nella parte lI - Prenzlau-Lubecca - il Gritti seo-ue lo o stesso metodo adottato per la prima. Ad un.a snccinta narrazione delle operazioni militari, tengono dietro: l'esposizione delle disposizioni prese pei servizi logistico-amministrativi e le considerazioni sul loro ordinamento e fu nzionamento. Particolare interesse offrono i capitoli sul servizio di cassa e sul vettovagliamento. A proposito del primo è messo in chiara luce in q uali poco liete cond izioni si tro,asse sio o alla battaglia di J ena e q nan ti vantaggi sapesse trarre dalle contribuzioni d i guerra da prelevarsi sul paese - ordinate da Napoleone fin dal giorno seg uente alla battaglia (15 ottobre). Rispetto poi al veUovagliamento, è posta in rilievo la massima e speciale cura di Napoleone per la provvista del pane e dell'avena. Questa parte II - sulla quale siamo spiacenti di non poterci soffermare a lungo - ci pare che, fors'anuho, più della prima, d ia pi enamenttl ragione al Gritti di affermare che la campagna del 1806 è, per qua nto r iflette i servizi logistici, una fonte inesauribile di utili o pratici insegnamenti.
NOTE BIBLIOGRAFICRE
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Il Dégot insorge contro queste e simili dottrine -
NO'rE BIBLIOGRAFICHE
1097
« le
~< quali dem01·alizzano la nazione e sono non solo false ma I
« anche funeste » - e vuole non si consideri il tiro sotto uri
:::**
Noi encomiamo vivamente l'egregio capitano Gritti e gli a,uguriamo che il suo bel libro, compilato, senza dubbio, a costo di molte fatiche e di molto studio trovi la più larga diffusione nell'esercito, e lo convinca sempr e più della sua idea circa l'altissima importanza delle funzioni del commissariato.
F . DÉGoT, oommàndant breveté. - Le Tir en temps de paix et en temps de guerre (Étucle psyco-phisiologique). - Pré· fa~e de· J. l:lfaREY, membre de l' inst itut, professeur au collège de France. - Paris, librairie militaire R. Chapelot, 1902. Lo studio psico-fisiologico del maggiore Dégot intorno al capitale problema del tiro in pace ed in guerra è orìginat o dal fatto, che, second o l'autore, troppo poco conto ~i tiene del t iratore, ossia dell'influenza dell'uomo stesso nell'impiego della sua arma. In tempi non molto remoti, osserva lo scrittore francese, si pretese spiegare il tiro della fanteria colla matematica; al presente si fa appello al poli. gono per dedurre dai risultati in esso ottenuti le leggi generali degli effetti del fuoco e ciò che dovrà accadere sul campo di batta.glia Appoggiato . a questa falsa dottrina « si « raccomanda, come scrive il generale De N agrier (1), il « fuoco a saive, si ricerca il combattimento alle grandi di« stanze e si attende la decisione della lotta non più dall'e« nergia e dal coraggio ma dalle formule della scuola di tiro, « il ridicolo delle quali è superato soltanto dall'ineflicacia nel« ·l'azione. )> (J) Genéral Dr,; NtGnrnn. millimètres ti tir 1·a,i1ide.
Conséquences 1n·atiques de l'adoption du canon de 76
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solo aspetto: il fucile; e non si separino i due elementi: il fucile e l'uomo, i quali costituiscono l'a.zione del tirare. E ' aggiunge anzi che l'analisi dell'uomo,« materia viva e avente « per sua natura un ';alore eminentemente variabile » s'impone assai più dello studiò del fucile che ha u n valore fisso ben determinato E perciò egli analizza: 1° il meccanismo :fisiologico del tiro, non considerando che l'uomo perfettamente sano; 2° gli effetti pratici del tiro in tempo di pace tenendo conto di tutti gli stati :fisiologici per i quali il tiratore può passare; 3° gli effetti pratici del tiro in tempo d i guerra, te. tendo conto deil'i.nfiuenza dei fattori morali. Si comprenderà faci lmente che n oi non potremmo seguire l'autore nella stm particolareggiata analisi, senza e~cedère i li.miti impéisti ad una recensione. Ci restringeremo pertanto a i:ilevare i punti principali e a riassumerne la conclusione.
Nello studio del meccanismo fis iologico del tiro, il Dégot prende a disamina le quattro oper azioni distinte che fisiologicamente comporta l'azione del tirare un colpo di fucile : 1° tenersi in equilibrio; · 2° mantenere' l'arma alla spalla; 3° nurare; 4 ° agire su Ilo scatto. Egli esamina successivamente ciascuna di codeste operazioni nelle tre posizioni regolamentari prescrit te pel tiratore: in piedi, in g inocchio, a terra ; e viene alle seguenti conclusioni: rispetto all'equilibrio, qualunque sia la posizione del t iratore : l' imrnobilitd assoluta del corpo dU?·ante il tiro è irrealiz zabile;
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NOTS BlHLIOGRAF!Cll&
circa il mantenere l'arma alla spalla: l'immobilità assoluta dell'arma alla spalla è ù-reali.z::;abile. Riguardo al mirare, si nota. che il meccanismo del mirare riposa. sulle proprietà dell'occhio, ed · essere dimostrato che il meccanismo della pupi~la sfugge ad ogni azione 00 . sciente e che la volontà. è incapace a far sì che l' iride si contragga o si dilati. L'atto del mirare, pertanto, esige uno sforzo considerevole d i attenzioùe, tanto più che l'arma si muove di continuo a cagione della mobilità. del corpo e delle contrazioni muscolari delle braccia. Circa l'azione, infine, sullo scat to : si ricorda che fra il mo• mento in cui la linea di mira passa esattamente per lo scopo e quello in cui il muscolo .:flessore dell'indice riceve l'eccitazione ner vosa che deve far lo contrarre, scorre in media ' '5 di secondo. Date le oscillazioni eontinue del corpo e delle braccia, le quali si ripercuotono sull'estremità. dell'arma, logicamente .i quest'ultimo momento la linea di mira non può più passare esattamente per il punto mirato. L'atto quindi, di tirare un colpo di fucile che in generale si crede semplice, è realmente assai complesso e presenta per essere eseguito con precisione, considerevoli d ifficoltà. In conclusione. secondo il Dégot, « pe; fa.re un buon tira(< tore, bisogna seguire un procedimento fis iologico come in « tutti gli atti della vita umana e tutto si riassume, in u ltima « analisi, a condurre ruomo a fare egli stesso, segi,_1endo un « metodo adatto, l'educazione dei suoi muscoli e dei suoi « nervi. Il problema del tiro non è in fondo che un pro« blema fisiologico ».
Non meno interessante è il capitolo intorno agli effetti pratici del tiro in tempo di pace. Supponendo l'uomo perfettamente istruito, ossia giunto al punto di sapere regolare le sue contrazioni muscolari e di conoscere esattamente la durata delle sue trasmissioni ner· vose, si potrebbero considerare gli errori dovuti all'uomo come intieramente trascurabil i nel tiro. Nella realtà., l'istru·
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zione del tiro non può raggiungere tale g rado di perfezio· namento, per mancanza di tempo, di cartuccie, di campo di tiro. D'altronde l'uomo calmo, riposato, padrone di tutti i suoi organi è una rara eccezione; in via generale è sottomesso a influenze fisiologiche suscettibili di modificare la già imperfetta scienza del tiro. Queste influenze sono: l'influenza della digestione (des ingesla), la fatica locale, la fatica generale, il freddo, il caldo, la fame, la sete, il temperamento stesso. Il Dogot esamina partitamente coteste influ enze ed os serva che; malgrado qua.Isiasi intensità dei disturbi fisici ed insuffiuienza dell'istruzione pratica, il tiratore ili, tempo di pace conssrva sempre la nozione teorica di ciò che deve fare per tirar bene. Egli ò padrone della sua attenzi.on~ e il suo cervello e il suo appareccliio visi,ale -restano per(eltamenle intatti; sicchè, per gli sforzi impiegati dal tiratore per pa· droneggiarsi, ne viene che le palle si raggruppino sempre intorno allo scopo in un raggio più o meno g rande secondo l'ampiezza delle oscillazioni ossia che il cono di proiezione delle palle ha pe, · asse la traiettoria corrispondente allo scopo. Di qui si trasse il principio che tulle le cause, qualunque esse siano, che possono influire sul tiratore, non modificano a(('atto ·una certa regola, ·ità costante nella dispei·sione delle palle e la nonclusione che in ogni circostanza. l'efficacia del tiro dipende dal modo con cui gli uomini tirano e dall'abilità tecnica dell'ufficiale che ha stimato la d istanza. La teoria degli effetti del t iro - ed è quella che è a mmessa. dalla. scuola di tiro del campo di Chàlons - diviene così assai sem plice, ma ha un solo inconveniente : di essere vera soltanto nel tempo di pace, perchè in guerra interviene un nuovo fattore: il.morale, che p1·imeggia su tutto, regola tutto e cambia tutto.
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* * Il capitolo III, dedicato agli e(!'etti pr·atici del tiro in tempo di guer1·a è, senza dubbio, assai notevole, ma ci sembra ohe il Dégot abbia troppo caricato la tinta. Non v'ò alcuno, il
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NOTE l:lIBLIOG!?A1"1SJR11:
NO 'l'.E l:lIBLIOGRA FICHE
quale ignor i l'emozione che guadagna il soldato durante la battaglia, e il D égot la analizza benissimo, ma le sue deduzioni pe:cauo, a nos tro avviso, di esagerazione, poichè, secondo lm, la generalità dei soldati non sarebbe più in grado che di sparare all' impazzata. « Le_ leg~i, osse1~va l'autore, st~bilite in base agli esperi« menti fatti sut poligoni non sono più applicabili alla guerra, « non sono più vere in quel momento. « L 'effi.ca,cia del tiro non dipende dall'alzo più o meno « esatto, dato da chi comanda, e dal numero delle palle ti« rate; essa dipende anzitutto, dallo stato d'animo clei ti« rato1·i. » È .questo, entro una certa misura, non solo ammissibile, ma c1 sembra anche g iustissimo ; tuttavia non concordiamo più coll'autore, quando egli afferma che « in conseguenz~, « questa scienza del tiro non è che una cosa vana; più an« cora, forse essa è un male ». Giuste, per contro, ci sembrano le deduzioni secruenti o , le di cui premesse souo ampiamente sviluppate : l'efficacia del tiro in guerra riposa anzitutto e sovratutto sul morale. Il valore, il coraggio non sono detronizzati dalle armi perfezionate, ma anzi la loro azione ne è aumentata; l'istruzione prab.ca del tiratore, specialmente se fu impartita in conformità alle leggi fisio logiche dall'autore notate, può, in g uerra, rinforzare l'azione del morale ed anche, in una data misura, supplire ad essa ; l'istruzione pratica del tiratore dev'essere spinta sino al l'aittomatismo. Allora, anche in preda alla. massima emozione, se la sua pupilla non sarà capace di scorgere l'alzo, se egli non avrà coscienza dei suoi atti, se precipiterà i suoi colpi, sino al' punto di span•.re tutte le sue munizioni, le su€\ brac· eia, però, g uidate dall'abitudi ne, continueran no ad agire come nel tempo di pace, la s ua arrJa si collocherà da sè stessa nella direzione del nemico, l'estremità della canna non sì solleverà, ed egli sarà ancora un avversario temibile; influenza indiscutibile ha pure sul campo di battaglia l'arma di guerra. La potenza del fucile non risiede nella
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gittata dell'arma nè nel meccanismo a ripetizione che invitano allo spreco, tanto pericoloso, delle munizioni. La vera potenza del fucile di guerra risiede unicamente in queste tre qualità essenziali: 1° la tensione della traiettoria, che è la qualità più importante sul campo di battaglia ; 2 ° la semplicità del meccanismo, da permett ere al soldato, in ogni circostanza, sia pure emozionato e poco istruito, cli caricare l'arma e di servirsene senza alcun sforzo; 3° la precisione, perchè permette all'uomo di avere fiducia nella sua arma, di credersi, per essa, più forte, e perciò · al fuoco di esser e più padrone di sè stesso. ~
* * Le conseguenze di questa nuova teoria ba:,ata sull'uomo sono, dice il Dégot, considerevoli, e però si limita ad indicarne soltanto quelle che sot,to l'aspetto pratico hanno una . utilità pratica e incontestabile. Eccole brevemente riassunte : l'm·ma d'i gu erra, deve avere le tre qualità sopramenzionate perchè rispondenti ai bisogni morali, deve inoltre essere appropriata alle facoltà fisiche dell' uomo. Nella sua costruzione importa tener conto della psico-fisiologia ; la preparazione dell'uomo alla guerra va diretta in modo di fare del soldato un t iratore di precisione affi.nchè abbia :fid ucia nella sua arma. Ma è illogico assegnare ad ogni soldat o lo stesso numero d i cartnccie da sparare. L e munizioni da consumarsi vanno affidate all'ufficiale, è a lui che spetta di ripartirle fra i suoi uomini secondo le loro attitudini. Con questo sistema egli potrà regolare l'andamento dell'istruzione e imparerà a conoscere i suoi uomini. Terminata l'istruzione si faranno noti ai soldati i d isturbi fisici ai quali possono essere soggetti sul campo di battaglia e la loro influenza sul tiro, e si convinceranno dell'idea che il fucile, qualunque sia la sua potenza, vale per quanto è il fegato di chi lo maneggia. 70 -
ANNO XLVI! .
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NOTE B1BT,10GRAFIC11E
NOTE BIBLIOGRAFICHE
La condotta del fuoco. - Il fuoco a salve dev'essere rigorosamente interdetto; si farà uso soltanto del fuoco a volontà e per raffiche. Quanto alle distanze è impossibile dettare norme fisse; si può per altro ritenere che il tiro vero è quello compreso nella zona di tensione della traiettoria. Il còmpito dell'ufficiale, quasi .U:ullo dal pnnto di vista scientifico, è immenso sotto ·1' aspetto morale. « Egli ·aiuta « i soldati nella lotta che sostengono contro sè stessi, prende « sopra di essi quell'ascendente morale che i grandi caratteri « ottengono sempre nelle ,crisi decisive, li tiene in mano, li fa « tirare lentamente ed impedisce alle armi di alzarsi. Col suo « valore morale regola e dirige i fuoco dei suoi uomini, il « suo grancle cuore créa la cliscilina e l'ef'ficacia del fuoco . » , Le for·mazioni. - Entro la zona di gittata del fucile, ordine sparso qualunque a piccole colonne, ma che non scendano al disotto della f?rza cui deve essere preposto un ufficiale, poichè « colà dove non vi è un capo, non vi è « nulla (generale de Négrier) ».
*** L'autore dice che la sua dottrina assolutamente scientifica, urta molti pregiudizi. « Egli ha spezzato idoli cari alle « masse, ha distrutto iUusioni nelle quali si era abituati a << vivere, ha mostrato che i sacrifici in danaro e le prodezze « nei poligoni non bastano più per preparare la vittoria, ha « dimostrato le teorie empiriche dei poligoni e di più ha osato , « svelare certi bassifondi tenuti segreti della natura umana ». Ciò che è fuori dubbio è che è un opuscolo originale e assai int eressante. Lasciando da banda la parte anatomicofisiologica, cui noi annettiamo poco o punto importanza, è innegabile che il Dégot ha messo i punti sugli i sopra una grande verità che spesso e volontieri si dimentica: che in guerra è dell'uomo che prima di tutto e sovratutto bisogna tenere conto.
Il Digot mette in rilievo codesta verità' per l'uso del fu. cile, ma è una verità che s'impone in tutte le circostanze di guerra. · Il fegato, il valore, costituiscono sempre le principali qualità del soldato; loro importanza di fronte alle armi da fuoco moderne è sicuramente d i gran lunga aumentata. Segnaliamo il rimarchevole lavoro del maggiore Dégot ai nostri ufficiali, a qualunque arma essi appartengano, e smcen encomi tributiamo all'autore.
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B .. D.
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RASSEGNA l!ILITA.RE ES'l'Jl:RA
RASSEGNA MILITARE ESTEHA NOTIZIE
AUSTRIA-UNGHERIA. MANOVBE 0 1 snAnco. - Rilevasi dalla Reichswehr del 2. maggio u. s. che la-squadra austro-ungarica di manovra di questa estate terminerà ~ verso la fine di agosto la serie del le esercitazioni con una manovra di sba reo sulla costa del!' Istria, nello spazio compreso tra Dignano e Pola, alla quale sarà presente S . M. l'Impera tore. .Prenderauno pc1rte a della manovra le navi da battagl ia Monarch, W1en e Buda1Je!;t, gl'iucrociatori Kaiser Franz Joseph I, Tig er, Pani}ter e Leopard, ,, 8 torpPdini ere, tra cui quelle d'nlto mare, Su te llit e Planet, ed in6o e i rcg).{imen ti fan teria 87° e 97° che sono di stanza r ispeuivarnente a Po la ed a Trieste.
FRANCIA.
,19011. - UO decreto del ,, O fe bbraio, corrente aooo stabiliva alcune prescrizioni relative alla fo rmazione della clas,e ~ 90,1. Fra e,se ban u~ speciale importanza le seguenti: ,1° Per evitare le rifo rme premuture dei cavall i era stabil ito cbe oltre le altre condizion i fisic he per l'assegoazione degli inscritti nella cavolleria si tenesse conto anche del peso, il quale era lissato ad un massimo di chilogrammi 75 per i corazzieri, di chi logramm i 70 per i dragoni, di cli'ilogrammi 65 per la cava lleria leggera. A tale uopo, durante la visita passata presso i consigli di revisione, tutti gli inscritti, eccetto i rimanclnti, gli esenti, gli assegnati ai servizi ausiliari , e quell i che avevano una statura mi nore di metri ,1,58 e maggiore di metri ,1,76, furono anche pesati . 2° In applicazione della legge 2 aprile 190·1, che sopprimeva il minimo della statura , fu stabilito che : J>RESCR IZIONJ RELA'l'IVE ALLA l'ORAI AZ IONE DELLA CC,ASSE
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a) Gl' inscritti della classe 190,1, che pur non avendo la statura di metri 1,54- non saranno deboli di costituzione, dovranno essere riconosciuti atti al servizio armato; b) I rim andati delle classi '1900 e 1899 per difetto di statura, se avra ono raggiunto metri ·1 ,5,1. e se la loro costituzione lo permette, sa ra uno dichiarati abili al ser vizio armato, altrimenti cpielli del 1899 saranno classifi cati fr a i servizi ausiliari e quelli del ,1900 rimandati al ,1903. ORGANrzzAzIONE or,; 1, u: DIFES F: m FRANGIA, CoRS JGA, ALGERIA. E 'l'uNJsIA . . - Un decreto presidenziale del ,1° aprile corrente anno dà nuove disposizioni per l'organizza1ione delle difese mobi li di Francia, Corsica, Algeria e Tunisia. Secondo il rapporto che le procede esse rispondono ai seguenti scopi: ,10 Di orgao'izzare ciascuna difes3i mobile in un servizio mi li tare au tooomo, che dipenda esclusivamente da ll'autorità a cui spetta emanare gli ordini per le operazioni di guerra e per l'addestramento militare durante la pace. 2.0 Di dare una nuova organizzazione alle .flottiglie di torped iniere e di sotto marini, che hanno in r1uesti ultimi tem pi avuto in Franpia grandissimo sviluppo, e di porre rimedio ali' insuffici~nza dei quadri per i I comando di essi. 3° [mpieg1re nelle prime operazioni contro il nem ico circa la metà del le migliori unità disponibili, armale e comnndate dagli equipaggi e d~gli ulfìcia li più eser,·.itati. ,i,o Di d,Jre norme per l' istruzione del personale imbarca t,) e di riserva, per le prove di controllo delle torpedi niere, ecc. Perciò, in vista di questo decreto, il comandante delle difese mobili di pendP.rà direttamente dal prefetto mari ttimo del ,:ircondario, m Francia, e da l coma ndante di ma rina, sotto i di cui ordini è posto, in Corsica, Alger ia e Tunisia. Io ciascuna difesa mobile le torpediniere sono classifi cate in tre categor ie : A) Torpedinii>re di al10 mare e di prima classe dei tipi più recenti. dm co, titui s,·ono le divi;ioni di 1a linea; 8) T,ir pediaiere di alto mare e di prima classe costit~enti la divis10ne di 2a linea; C) Torpediniere di tutte le classi d:ii tipi più antichi. fra cu i quelle armate rleila divisi,,ne d'esercizi. O!.!n • gruppo di due torpedini<>re omogenee costituisre una sezione, con l'obbligo di agire sempre di conserva, ed è posta sotto la direzione di
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RA$SEG1'A MILIT ARE ESTERA
RASSEGNA MILITARE EST ERA.
un tenente o di un'insegna di vnscel lo, che resrn contem poraneamente capo del gru ppo e della prima uniti,. _La seconda unità sarà comandata da un maestro patrono-pilota, dimlO uendo così il numero degli ufficiali di vascello occorrenti pel comando d1 queste flotti glie. . Il gru ppo rii tre sezioni costi tuisce una di visione, che ha anche due torpediniere di riserva. Le forze di ogni difosa mobile sono divise in due parti: divisione di prima linea , di visione di secon da linea. La prima avrà sempre i suoi effettivi al com pleto, e le sue uuità saranno sottomesse ad un incessante addestramento. La secood:i sarà composta di unità con equ ipaggi ridoui allo stretto necessario per il manteni men to delle navi, dn completarsi solo iu caso di mobilitazione. Non è che dopo il primo sforzo iolensivo per prendere il contatlo col nemico, che le divisioni di seconda linea entreranno in azione per concorrere con quel ln di prima alle operazioni di onerra. Le divisioni di prima linea sono i'nollre anche chia mate a presr~re il loro concorso eventuale alle forze navali, cbe operano nella loro ~fera d'azione. Seguono nitre disposizioni di minore interesse.
inad eguate allo scopo, per inviare e mantenere nelle acque chioosi le na vi indispeosabili alla protezione dei connaziona li, nei diversi punti ov'essi potevano essere minacciati . In virtù del presente decreto, le di vision i navali dell'Estremo Oriente, della Coci ocina , dell'Oceano lodiano e del Pacifi co sono soppresse e so,tituite da una forza natale dei m ari d'Oriente, la quale comprende: 4° una squadra di navi arrnat'e, formata di due divisioni; 2° oavi leggere di alto mare e cannoniere di fiume, per il SE;rvizio del le coste e dei fiumi; 3° torpedi niere e souomarini; :~ 0 una divisione cli riserva, composta principalmente di corazzate guardacoste; 5° na vi-trasporto. Questa forza è posta sotto il comando in capo di un vice-amm ir:iglio, che attualmente è il vice-ammi raglio :\faréchal. Le due divisioni della squadra attiva sono composte ciascuna, in genera le, di sei navi ad nrmamento completo . Il cnmpo di 1,zione di queste divisioni si estende sui mari dell a Cina e del Giappone , sull'Ocenno Indiano e sul Pacifico, coi pQrli di Saigon, di Diego-Suarez e di ~ouméa come punti di appoggio. Esse fanno crociera, e si concentrano nelle condizioni e nei paraggi stabi liti clal ministro della marina, eseguendo tutte le manovre di squadra , e più specialmente quelle che, io caso di guerra, esi/,!erebbero le loro opernzioni in quei ·mari . Gli aspiranti uffì.cìali di marina, dopo la loro uscita dalla scuola di appl ica zione snra nno imharc.1ti, nel maggior numero possibile, sulla squadra dei mari d'Oriente per nn periodo di dne anni. Su di essa .si farà anche passa re il piìi possibile d'insegue e di lenen ti di vascello.
R1onr. ANtzz,1r,10NE OELtg FonzE NA vi1 r.1 o'EsTn E1110 Onrn,nr,;. Un altro decreto presidenziale, pu re io data 4° aprile corrente anno, dà una nuova e potente organizzazione alle forze navali dell'Estremo Oriente. La ralazione che lo precede riieva come le fon:e navali, che la !?rancia tiene attualmenle nei mari cx.tra-europei si1100 siate ocroeuo da va1,1· anni, d1 numerose critiche, rimproverandosi loro di e~sere troppo numerose e troppo deholi ad uu tempo, e d'imporre al bilancio sacri6zi sproporzionati agli effetti uti li . Per rimedia re a qne~to iuconvenien1e si era ven~i lata. la pr~posta di sostituirle con divisioni voìaoti, composte di navi forti e r~p1de, che pa rtirebbero periodicamente dai poni della metropol i per :inrlare a visi1are i diversi punti del mondo ove la -Francia ha interessi da tutelare. Questo sistema offre ocrrande vanla'"'io ma . . . l!)l!) ' anche 1 sen 1oconvenicn1i di una maigiore spe~a di combustihile, ed il perico_lo ch e le. forze nav11 li venissero ta lvolta a trovarsi lontano cla quei luoghi ove sa rebbero più nne,sarie. Por evitare ciò, si sarebbe costretti a moltiplicarle per averne quallro o cinque sulle grand i vie ma ri1time, e q~indi con spesa ben superiore a qu ella finora sop portata. E special menta duran te l'u lti ma sped izione di Cina cbe questi difetti si sono resi . maggiormente palE:si, essendosi dovuto sopporiare spese •
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CRF.A ZIONE DI DUE NUOVII: BA.TTE HIE DA MOKTAGNA DI ARTl1LIERIA. CO·
In esecuzione del decreto 28 dicembre 1900, che riguardava l'organ izzazione dell'artiglieria coloniale, con circolare del 2~. aprile corrente anno sono satle create altre due balterie da montagna d'artigloria coloniale. Esso saranno costituite a Lorient ed a Cherbourg, l' una presso il 1° reggimento d'artiglieria coioniale col n. 45, l'altra presso il 2° reggimento, parimenti col n. 15. ln tal modo l'artiglieria coloniale co11terà 30 batterie, e quindi ne mancano ancora 6 per 1 raggiungere l'organico previsto dalla legge. LONIAr,R . -
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GERMANIA.
DELLE COtONN.R VIVERI DUIIAl\TE LE PROSSIME ~IANOVRE JMJ>ENel fascico lo del 16 marzo 1902 ddla Rivista militare italiana ven~e già indicato, che presso i corpi d'armata HI (Berlino) e V (Posen), destinati a costituire i due partiti durante le manovre imper iali che a:ranoo luogo qu~st'a~ltuuno, sara nno formate delle colon ne viveri (Proviamt:Kofonnen), .11n~1egando a tale scopo 8 battaglioni del treno ('I). Dai giornali rilevia mo che que:,te colonne viveri provvederanno la truppe d.elle vettovaglie ed i quadruped i dell''arma che in campagna sono compresi sotto la Jeuom inazione di « ciserner Bestaod » (dotazioni di viveri di riserva), cha comprendono la « ciseroe Portion » (t aziooe viveri di riserva) e la • ciseroe Ratioo • (razione avena di riserva). Il carico di queste colonne sarà quindi di: lardo, carni in conserva, legumi in conserva, biscotto, a vena. L'ordioe di gabinetto, relativo alle manovre, non Ossa il numaro delle colonne viveri che dovrà essere sostituito per ogni corpo d'arma ta manovrante. Come -dato genera le si pnò indicare che nella forza di guerra ogni corpo d'armata ha 6 colonne viveri: però per completare il ser vizio del vettovagliamento del corpo d'armata occorrono in oltre 7 traini o colonne più pesanti di vettovaglie Fu./irpcirkl{olonnen). In complesso, con le colonne viveri e,! i traini vettovaglie, si hanno 4 g iornate di viveri e foraggio pel corpo d'armata e per mezza divisione di caval leria (2). Ogni colonna viveri si éom pone di 27 carri a !~ cavalli o 36 carri 2 cava lli ed ha, inoltre, 2 carri bagaglio dei quali uno con fucina portatile. I l carico di ogni colonna è regolato in modo da bastare per determinate unità. Ogn i carro a due cavalli può portare 680 razioni viveri o 125 razioni aven11: nna col9noa con carri a due caval li porta 4. giornate di viveri di riserva per 3 battaglioni, 1 squadrone e ,, batteria. Le co loo ne viveri si dividono in due repa rti, il primo dei quali rifornisce direttamente le truppe. I carri vuoti del primo reparto passano a r iforn irsi ai magazzini; il lI reparto rimpiazza i carri vuoti del I reparto. .
DOTAZJ_ONI
RIALI. -
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(!J La Prussi:.t ha i7 bai.t'1!6 1ioni tl'eno, ossia ·I per corpo ,l'arma la. Ogni battaglione consta di i comando o 3 compagnie, io complesso ,1unque iH compagn ie. In media si può ritenere che ogni co mpagn ia treno ha la srg11 ente forza : ., ufficiali, H,8 nom ini di t, uppa e 63 cavalli d i truppa. Per le bocche da rnoco dell'artigli,' ria a Jliell i, poi materktl i dei telegraO,ti ed areostier i vi sono app,).s ile st>zio ni trn i110. (2) La t ru ppa porta con sé: la cavalleria 1 giornata. le rimanenti trup pe 3 giornate di viveri di riser va.
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RASSEGNA MILITAR.E ESTERA.
RASSEGNA MILITARE ESTERA.
Al ~'ettovagliamento mediante le colonne viveri di riserva si ricorre solamente quando mancano o sono insufficienti i rimanenti ordinari sistemi di vettovagliamento . Il regolrimento sul servizio m guerra accentua espressa mente Cobbl·igo di tutti gli iiffìciali di cooperare alla. conservazione delle dotazion·i dei vi11eri di riserva e prescrive chè la opportunità di tale conserv3zione sia spiegata aJla truppa. ANNUARIO MILITARE COMPLETO DEtL'.esERCITO E. DELLA )[ARINA. :-- Ol tre :wl i Annuari per l'esercito che si pubblicano dalle a~ministrnzioni della rr~erra io Pru%ia (com prendendovi anche il XIII corpo d'arma ta, os~ia il coutingeute wu.rtternberghese) in Sassonia e in Ba vi era, oltre all' Annua rio mil itare per la marina da guerra, annualmen te viene in luce uno speciale Annuario non ufficiale che co mprende tutte le forze militari dello Sta to e che è quindi il più comodo. per essere consql t.ato ('1 ). Da questo Annuario che entra nel suo 4.5° anno di vi ta e che ci dà la situazione sotto la data del 2 maggio c. a., togl iamo i seguenti più interessanti dati. L'egerc.ito germanico ha 3 generali feldmaresciall i : il principe G-ior· gio di Sassonia, il ,priocipe Alberto di Prussia e il con te voo Wa ldersee. Sono .tutti 3 ispe~tori d'armata. Seguono poi 7 colonnell i generali ( Genernl-Obersten) dei quali 2 sono ispettori d'armata ; sono aiutanti generali di S. M. (2), ,t è comandante di corpo d'arma ta e 2 non hanno comando. Il più .inziano tra i g_ener:ili di fanteria o di caval leria o d'artiglieria (grado che segue quello di colonnello generale e che corrisponde a quello di comandante di corpo d'armata) che rivestono un effettivo comando uell'esercito prussiano è il generale di fo nteria von Wittich, cornw1 dante di corpo d'armata, cui segue subi to dopo il generale di cava lleria conte voo SchlieO'en, (japo di stato maggiore dell'esercito. Questi due rrenerali ra'"'iunsero l'a lt.issimo grado alla ~tes,a data nel ·1893 essendo ç'I sta ti nomi nati sottotenenti il primo nel 11855 il secondo nel 185/i. Il meno anziàn.o dei com:indant, di corpo d'arm,Jta è il generale ùi cava lleria barone von Bi~s1ug, nomi na to a tale grado nel gennaio di quest'anno e S'>ttoteoente nel 1865. l':'::')
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('1) tloWtiintlige Vienstallers-1,isl.e dei· ()(fizier des Onitschen Reichs -lleeres, dei· 1(11.i.~erliclien ,1/,irine -wnd dei· Sclmtztr11J)J1en . Jlurg. Ve1·lng uon Ait/ll!St llopfer (2) li no rt i qu~s1i aint:rnti , 1'1•x ,·aro ct,•I gaili11 t lo ,ni lilare. rtell' lmp,,ratore, il gen11· r1,l,i v. llah nke, è inollrn co manrlante superi ore della Ma rca (carica che ora è d i carnttere pnramente onol'illco) e governato re di Berlino.
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RASSEGNA ?,1JLITARE; ESTERA
· Il più anziano dei tenenti ,genernli (in Baviera) promosso a tale grado nel novembre del ,1895 era sottotenente nel ,1863. Sei tenenti-generali promossi a tale grado rispettiv.amente nel ,f 899, ,f 90·1 e Hl02 erano tenenti oesottotenenti ne l ,1870. In media si può dire che sono oo"i ~c1 ' ~ mrali coloro cbe ,erano sottotenenti dal 186/i. al ,1867. Pei maggiori generali si può ugua lmente stabilire uoa media, ossia ha nno raggiunto qnesto grado coloro che erano sottotenenti dal 1865 al 1870. Prendendo le medie anche per i rim11oenti gradi , si ha elle sono colonuellì i sottotenenti dal 1866 al ,187,1 nella fanteria e cava lleria, dal ·1868 al ,f 869 nell'artiglieria da campagna, dal ·1869 al ,f 870 nell'artiglieria a P.iedi e_dal ,1867 al •I 870 nel co'rpo degli ingegneri ( 1). Sono tenenti co.lonnell i, i più anziani dal ·1900, i sottotenenti dal 1869 al ·1873 nella fanteria, nell a cavalleria e nell'artiglieri:i da campagna e dal ,1872 al ,f875 nell'artiglieria a piedi: sono maggiori, i più anziani dal 1896, i sottotenenti di fanteria dal ,1872 al 1877, di cavalleria dal 187.2 al ·1879, d'artiglieria da campagna dal 1872 al 1871, d'artiglieria a pied i dal 4873 al 1880. · I capitani più anziani sono tali dal ·189 1 nella fant.eria e dal 1892 nella cavalleria e nel l'artiglieria a piedi e da campagna. Hanno il grado di capitano i sottotenenti dal ·1876 al ,f888 nella fanteria, dal ,1878 al 1888 nella cavallem e nel genio, dal ·1877 al 1890 nell'artiglieria da campagna e dal ·I 880 :il ,f 888 nell'a rtiglieria a piedi. Oltre la metà dei capitani percepisce lo stipendio di 1a classe. l tenenti più anziani sono stati promossi a tale grado nel 1895 nella fante ria, nella cavalleria, artiglieria a pied i e genio, nel 1898 nell'artiglieria da campagna. J-I;1nno il grado di tenente i soltotenen ti dal ,f 887 al ,f 893 nel la fanter ia, dal 1888 al ·I 893 nella cavalleria, dal 1890 al ·189il nell'artiglieria da campagua, dal •1889 al 1.893 nell'artiglieria a piedi, dal ·1889 al ,f 895 nel genio. Infì ne i sottotenenti più anziani sono tali dal ,1893 in tutte le armi e dal ,189,~ nel genio. , Nel seguente pro-spetto che togliamo dall'ultima edizione del Lobell's Jahresberichte i dati suddetti sono così riepiloga ti: · 1
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(i) Molti colonnelli, specialmente d'artiglieria <la campagna e di cavalleria, sono comandanti di brigata od occupano posti cito in organko sono assegnati a maggiori genera.li. Essi vengono promossi a tale grado unitamente ai colonnelli dolio altre arm i e corpi, evitando cosi, per quanto possibile, una sperequazione di carriera. Lo stesso principio di uguaglianza di carriera ·è in massima osservato, 1>er consuetudine e non in forza (ti tassa ti ve prescriliOni, in tut.ti i grad i della gerarchia. Il Yantaggio che spe· cialmen te nei gradi inferiori si osserva nell'artiglieria da camp;tgna è in gran parte dovut.o a.ll'aurnento delle unltit di r1uest'arma1 in seguito alla legge de l 25 marzo !899.
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RASSEGNA M:II,JTA&E ESTERA
li 3 1 dicembre 190·1 i più anziani 1
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Prussia e Wurttemberg
erano Tenenti generali » Magi1iori generali )) Colonnelli )) Tenenti colonnelli » Maggiori Capitani di: Fanteria )) Cavalleria » Artiglieria da camp. )) Artigl ieria a piedi Genio Tenenti di: Fanteria » Cavalleria Artiglieri a da ca m p. )) ) )). a piedi. » Genio Sottotenenti di: » Fanteria )) Cav-alleria Artiglieria d:i camp. )) )) a piedi )) Genio
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Baviera
Sassonia
1895 1899 1898 ,f 899 1898
•1898 189i 1 1895 1899 1 1897
,1891 ·1892 1892. 11892 ,, 892.
1893 ,1895 1896 · ·1893 ,1894:
1892 1892. 11894: ·1892 1 1893
1895 ·1895 ·I 898 ·,1895 1 1896
189,\. ,1895 1897 ,f896 ·1897
·1895 1897 1899 1 1898 11897
,1893 18!)3
·1894: ,1893 ,189,i1895 ·1897,
1897 •1899 ,, 897-1898 18\)9 1 1895
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INGHILTERRA.
IL NUOVO REGOLAMENTO n'ESl>RCIZI PER LA FANTEI\IAlNG LESE (dal T'imes!. _ Il comand:iote iu capo. ha approvato il nuovo regolamento per l'istruzione della fanteria, cbe ~arà quindi prest? r.ubblica_to. li co~tenuto della prossima pubblicazione, che porta ti titolo_ di Is~ruz_ion~ per la fanteri.a (In(antry Training) e l'anootaziooe d1 p~·o."01'.iw~io, e sotto :ilcunì rigirnrdi diverso da quello del Regolamento ~ ese.1 ciz~ (Infa.nty Drill) del ,i 896. Le parti che si ri feriscono ali~ tatt'.ca combinata'. alla protezione della linea di marcia, agli avamposti, ecc.,. nelle ,qual i tulle le armi s0no interessate , sono state omesse e saranno m:ece rmnite in un altro volume, che uscirà sotto il titolo di Tstruzione combinata (Combined Trairvin,q).
. RASSEGNA )fILI'l'AR,E ESTERA
. Per ciò che riguarda. l'economia generale del li bro, l'innovazione più 1mpo~taute con_s,ste ru ciò, che tutte le istruzion i relative alla guerra contro popoli selvaggi e non ~pplicabili qua ndo il oemico è armato di fucile a retrocarica e di artig lieria, sono separa re dalle altre. Una parte intitolata G1ierra contro i sel1;a,qgi (Savage, war(are) è dedicata a que$ta materia la quale probab il mente sarà insegnata ~ll'e3ercito regolare soltanto. L; altre ci~que parti sono intitolate rispettivamente: La recluta, regolament~ d eser~.,z~ per la com!1~gn~a, id. id. per il battaghone, id. id. per la brigata, id. id. per la divisione, fanteria nell'attacco e nella difesa, parqte. · Esaminando lo sviluppo dato ai dive~si' argomenti, si vede che nel nuovo regola mento si attribuisce maggior importanza che non si facesse per il passato aIte.esercitazioni prntiche di campagna e all'istruzione fisica. . Da par~cchie cose si scorge che iJ nuovo sistema è stato basato sulle recenti esperienze di guerra e sull'accresci uta potenza delle armi moderne. I cambiamenti nei .movimenti e nel maneggio dr] fucile sono ispirati alla sernpli,ci1à, con che si perme1te di dare maggior tempo all'istru zione di CiJ.mpagoa; e sebbene si voglia la precisione in tutti i movime'.11i ,che r'.chiedono uniformità, si aff~rma che a l'istruzione per tempi, sara I eccez1ooe e non la regola, specialmente con le forze ausiliarie o. A questo riguardo è bene ,1ccennare ad alcune mod,fica zicini: J'auolizione· di lutti i segnali di campagna, tranne l'aÙalto e J'a.tlu,rme; l'abolizione dell,1 fro11te artilicijile, che tendeva a fare del soldato una pura macchina e spesso era fonte di confusione ; l'allunga mento del passo da metri 0,68 a -0,76 e l'i,umento della cadenza; l'abolizione dello spall'arm e del fianc'arm,, 1ranoe che nel l'ord ine sparso ; la proibizione di fare esercizi manuali, scherma di baionetta, ginnastica con reparti superiori a Ila sqirnd ra. Lo ~pazio dedicato all'orrfine sparso (comprendente l'util izzazione sul . terreno e . i mov imen ti iadivrdu,il i}, sia in caso d1 attacco che di difesa, è più che duplicato uel regolamento nuovo. UnJ delle innovazirm, più imp ,rtanti è quella della sostituzi iue d.,IJa . com pagn•a ,d bauaglione rome u11i1à rnttica d~lla fa111eria. ,cuoia in pace e unitù di com b,ttimento io f{Uf'rra. La cornpagura è defi,ntiva - come l'unica tattica e il ba,ta1,? liune come J'1111ità amm i11is1ra ti va . « La compag~ia, è detto, per la sua forza e composi1.rooe. è la migliore scuola d'in,-rgnameoto dei doveri io campa<1 na ... È la rn;warore nnita' ..-n che'sot10 il fuoco pos,a P.s,;Pre eon trollata da un norno , ... Il (;11m··n•lante del batta~.lione non cond11ce uu'u,;ità su l campo di battaglia. Suo dovere è quello di dirigere e invigi lare l'ai ione di otto unità tattiche». . ..,J
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~AS!BGNA MILITARE E$TJ;:RA
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Come base di tutte le formazion i della fanteria, è stata adotta ta la colonirn di compagnfa, essendo questa la più conveniente per la ma~o~r~ snl campo di bat,tag\ia e offrendo essa ai comandanti di sezion_e 1~ mighon condizioni di controllo. La colon na di battaglione con le sez1001 formate di dne ~ompagnie ciascuna, è stata abbaÙdonata, tranne che per le parate, ed è stata sostituita dalla formazione di radunata (Assembly formation) consistente in due linee, una dietro l'al tra, com prendente ognuna quattro ' compagnie in linea di colonna di sezioni a distanza se_rrarn. . . . N'el ca pitolo Fanteria nell'attacco e nella difesa ti prrnc1pio dominante è il seguente: • Poichè le condizioni del la guerra moderna r.e?· dono il decentramento del comando in azi >ne uu·assolnta necesslla, non si possono aspettare buoni risultati se i comandanti sub,dteroi no~ s~no stati abituati ad esercitare la loro intelligenza, se a loro non e stata data occasione di agire secondo il loro giudizio nell'attacco. e nella difesa e se nelle, esercitazion i del tempo di pace non sono stati costan- , temente abituati a scostarsi, quando è necessario, dagli ordini avuti ed a adoperare i loro ~io·m,ui in armonia con lo spirito ?elle di-rettiv~ ricevute. Neppure si potranno avere buoni r isul tati :;e 1 comandanti ~uperiori non si rendono COlltO della limitata esteosi~oe con la _quale pl,ssonn eser,·it,,re il.loro comaodo sotto. ti fuol'.O e se m tempo d1 p8~e si sforzano ,ii e,,er,·.itare un comrollo persorrnle, cbe sarebbe rmpossibi le durante l'azione» . Un altro prim:ipio è notev.ole : « Per l'i$truziooe· delle truppe dei movimenti ionanzi al n,·mico, sono ;ippl icabili solta~to pi·inc1p1 genera li e regole late; e la conoscenza pratica di questi prrncr-pì e di queste regole può es-ern insti rlat:i solo con un'istruzione iu r_ellr-· gente e con esercizi cos1~1ntemen1.e diversi su terreno rutto . , A salva"UardarA negl i csen;iz1 la semp licità volnta da l . nnovo 1:ego!arnento e ;er ev itare le ela b,>rate istruzioni, le qua li impedirebbero. l'azione indipendente dei subordin~ ti, è detto ta.,;saLivameu te: « Non s i de~ono usare nel le ~cuole nè libri nè orrn,coli a spiegazione od ampl rficazione di questo regolamento» . Nella prefazione del volu me, scritta dallo stes~o comandante in capo, lord Hobert, asserisce che « il capo saldo d, un insegnamento militare è l'accnrata e grnduale istruzione in~iv idm'.le deali ufficiali e dei soldati in ciascun ·ctovere che possono essere chiam:ti a compiere, e il massimo svilupp9 delle loro i'acoltà fisiche e men-. tali. Ma tale sviluppo è impossibile se non si lascia libertà all'intelligenza individuale e all'iniziativa. È perciò proibito ~i limitare o.re~ stringere la libertà accordata da quesio regolamento a1 comandanti dt compHgoia e battagl ione, sia ·per ciò chr. rig~arda il in~fodo ,d'i:truzione, sia . par quanto riguarda la condolta dei loro uom101 nell azione.
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RUSSIA. GRAN DI ESF. l\Cl'fAZIONJ ESTIVR DELLE TI\ UPPE RUSSE NEL ·1902. Il 13/27 :iprile furot10 approvate le d1spo~izion i relative alle esercitazioni. estive del corrente anno, le qual i saranno le seguenti: . Circo_scrizione_nii li tare di Pietrobiirgo. -- Siccome le tru ppe della c11:coscr1z1oue militare del la Fin landia non saranno più d'ora innanzi ch,am~te 11! cam~o di Krasnoje-Selò, così si potrà riunire in questa . localita un magg10r numero delle truppe della circoscrizione mil itare di Pietroburgo; perciò ques1'auno, oltre il r,~rpo· della Guardia e le due divisioni del 18° corpo d'armata, vi sarà colà ri unita anche la 50n brigata di fan teria di riserva. Per tal modo, verso il principio dì luglio ( 1), saranno raccolti al campo di Krasnoje-Selò : 76 battaglioni, 50 squadroni e sotnie o ft.3 batterie. Tutti questi reparti, dal 1° al 1O agosto prenderanno parté alle manovre di campagna a campo mobile che avranno luogo nei dis~reui_ di Tsarskoie-Selò e Peterhof, sotto la di rezione di S. A. impe· nale 11 coman.dante generale delle truppe della Guardia e della circoscrizione mili tare di Pietro burgo. · Al servizio di presidio a PitJtroburgo e dintorni provvederanno le truppe della 37° divisione di fanteria e del1'85° reggimento fànter ia. Circoscriz,;one mi litare della Finlandia. - L'aumento avvenuto durante lo scorso anno di truppe russe nella Finlandia ed il fa tt0 che si trovano colà 2 buoni campi per esercitazioni (presso Vilmanstrand e presso il villaggio di Vierumaki) offrono la possibili tà di organizzare dei campi estivi di esercitazioni nel terri torio stesso della Finlandia per cui l'invio delle truppe della circoscrizione mili tllre della Finlandi; a Krasnoje-Selò repu1asi affa tto superfluo. Quest'anno, avu to riguardo ali!:\ condizioni ed ai bisogni intern i dei reparti della Fm landia, an-cor11 in via di trasformazione, o da poco tra. sformati, presso la maggior parte dei reggi menti cacciatori finn ici le manovre si limi teranno a quelle che possono com piersi pres~o i cosolo il 20, 6° e 8° reaO'imeoto si raccoO'J ieranno mandi di reggimento; "' no r:> per manovre d' insieme presso _Yilmaostrand col reggimento dragoni finn ici e 2 batterie del reggimento d'i;rtiglieria finn ica. Circoscrizione militare di Vilna . - Sono stabiLite manovre di campagna a campo mobi le yer la maggior parte delle truppe della circo-
scrizione, ad eccezione solo del la 25" e 30a di visione di fan teria (in tutto il 69 ¾ delle tr.u ppe d1 fanteria, il 92 % di cavalleria e il 67 °/0 di artigl,erìa). Inoìtre le t.rnppe dei ca mpi di Grodno, Oran1, Vilna e Kovno (in tutto 64- b~ttaglioni, 3·1 squadroni e 33 batterie) termineranno poi le loro e,ercitaziooi con delle grandi. manovre della du rata di 6 giorni (dal 19 al 2,~ agosto), aventi pe r iscopo la difesa e passaggio del fiume Niernen sotto Grod no. Per la costruzione di ponti su l fiume saranno assegnati al panito attacc~nte 2 battaglioni pontieri. A.I termine delle manovre di ca mpagna i reparti della 2° e 3" divisione di cavalleria, movendo da di versi plln ti su Orani, compiranno delle esercitazioni spec:iali cli · cavalleria della dnrata rii 1,1 giorni; dopodi chè avrà luogo una grande manovra di cavalleria presso Orani, dal 6 al 15 settem bre. Delle briga te cacciatori che furo no in Manciuria nel ·1900, .la 5a brigata cacciatori colla t\" divisione d'artiglieria cacciato,·i prenderà pan e alle grandi manovre che a:vnrnno luogo noi governo di Kur,,k alla presenza di S. 1Vl. l'Imperatore. Cìrcosr,rizfone m'ilitare dì Varsavfa. - Alle manovre di campagna prenderanno parte metà delle tru ppe del la circoscrizione (50 % di fanteria, 51.i °lo di cava lleria e 55 °lo di artiglieria). Tutte queste truppe, manovra.ndo a campo mobile, si verranno man mano raggruppando e spostando per un periodo di grandi manovre della durata di 6 giorni (da l 24, al 29 agosLO). Comporranno il partito Ovest (attaccante), al comando del generale di cavalleria Lermantov, comandanttl del 1° corpo d'ar mata: il 5° corpo di armata al completo, la 3a divisione di fa 11teria della Guardi.i, la 1° e 2° brigata cacciatori, la 1~7a e /~8" brigata fa nter ia di riserva, la 5" divisione di cavalleria e la divisione mista di cava lleria, ed altri riparti di minore importaozn; in totale 80 '/!I hattaglioni, 78 squadroni o sotnie, 24-0 pezr.i d'artiglieria da campagna e 30 d'artiglieria a cav~l lo. In più, al partito saranno assegnati 2 battaglioni pontieri . I l partito E$t, (di difesa) al comando de l ieoente-generale Weiss, coman·dante del ,15° corpo d'armata, sarà form ato: da l 15° corpo d'armata al completo, della ,V' divisione di fanter ia, della_6a divisione di caval__leri a e da lla gua rnigione della forte-zza di Zregze, rinforzata da reparti dell:i for tezza di Novogheorghievsk (in totale 5!J battaglioni,: ~-7 squadroni e sotnie, 176 pezzi da campagna e 16 d'artiglieria a cavallo). Durante il mese di settembre, per tutta la cavalleria della circoscrizione, avranno luogo manovre special i di cavalleriiJ,. la cui durata è fissata in 3 settimane per que,i riparti che devono prender parte alle grandi 1
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· (Il Per ques ta e per lo altre date bisogna riferirsi al calendario giuliano.
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!tASSEGl\A :MILl'rAU:E ES'1'E RA
RASSEGNA MI Ll'l'ARE lDSTEl.U
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RASSEGNA liiLITARE .ESTERA
manovre colle altre arm i e di 4- settimane per gli altri . Più importanti di tut!e sa ranno le manovre di cavalleria ('2 divisioni per partito) che si . svolgeranno presso Skernevitz (2° corpo d'annata di cavalleria), presso Brest-Litovski (7 3 divisione cavalleria e ·1" divisione cosacchi del Don) e presso Rembertova (·13" ~ ,I 4-e. divisione di cavalleria). C,i,rcoscri.zi one militare di Kiev. - Delle truppe della circoscrizione milit~re di Kiev prenderanno parte alle grandi maòovre imperiali dì .Kursk: il 10° corpo d'armata al com pleto, la 3a brig3ta cacciatori colla ga divisione d'artiglieria cacciatori, il 1°·e 1,\.0 battagl;one zappatori, 2 compagnie del 5° battagl ione z~ppatori e il ,1,o battagli one-quadro del treno. Per tutte le altre truppe sono prescritte manovre di campa gna di 2. settimane. Le manovre di campagna del!' ,11° e f2. 0 corpo d'armata (72. 1/'j battaglion i, 50 squadroni o sotnie e 35 batt,erie) avranno termine con un periodo di grandi manovre de lla durata di 3 giorn i (dal 27 al 29 agosto). Importanti saranno le manovrn speciali di cavalleria che avranno luogo presso l\fegihugiò dal ,r 6 I uglio al 5 agosto, per la ,1-za. divisione di cavalleria e la divisione cos2cca mista (fi.8 squadrou i o so tnie e 24- pezzi). · Circoscrizione rnilit.ar di Odei;sa-e - Le truppe della circoscrizione di O res,a che si r~chera'luo alle grandi manuvre di Ku rsk , sa ranno: la 15• e 34,• d1visi'<,ne di fanteria e la 4-• hri1rnta cacciator i colla propria artigl ieria, in complesso ,\.O battaglioni e ·I 9 batterie. Perchè po i tutti questi . reparti possano interven ire alle manovre col nu mero comp leto di compa gnie, al 60° reggimeo tù fauteria sono assegnate 5 compagn ie del 56° n•ggnnento fanteria, io sostituzione di quelle che tronns1 presen temente distacc11te a Creta. Per le rimanenti truppe è prevista una manovra di sbarco tra Odessa ed Ociakov ; l'ordine però pr.r ta le manovra non è ancora sta to emanato. Circo~cr-izione rnihtare di M.osca. - Le truppe di quPsta circoscrizione forn iranno il massimo contingente per le grandi manovre imperi 11l i di Kursk, formando l'arma ta di Mosca, composta precisamente del 13° e 17° corpo d'armata, al completo, ad eccezione soltanto · del persona le indispensabile pel senizio di guardia agli stabilimenti militari; della ,J• divisione di cava lleria col la propria artiglieria, del ,f 3° .· e 17° battaglione zappatori e di una comp~gnia del batt~g lione zappatori dei granatieri (in totale 66 5/ , battaglioni, 3,1 squadroni o sotnie e 4-1 batterie). Delle trupre della circoscrizione militare di Viln.a saranno assegnate all'armata di Mosca durante le manovre imperiali di Kursk : le 5• bri1
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RASSEGNA MILITARE ESTE-RA
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gata cacciatori colla propria artiglieria ed il .2° battaglione - quadro del treno . . In vista dell'intervento della maggior parte delle truppe_de~la c1r~ coscrizione militare di Mosca alle manovre di Kursk e d_el_l' 1~p1ego ?1 mo lte altre truppe della medesima circosc1·izione nei serv1z_1 d1 retrovia per le grandi manovre st~sse; ~o~ vi saranno altre speciah manov;e per le truppe di quell3 c,rcoscrmoue. , Circoscrizione mi/itat·e del Caucaso . - Tenuto conto che I anno scorso Je truppe del 11° corpo d'armata del Caucaso presero ?a:te alle penose e lunghe manovre di campagna tra Alexandropol e T1fl 1~, solo il ;2,0 corpo d'armata del Caucaso· prenderà parte a manovre dr campa"oa nel corrente anno, e precisamente : <> 1° da Tiflis su Duschet e Tinnet, dal 3 al -16 settembre, per le truppe del campo di Tifli s, in tGtale 31 •; , battaglioni , 33 squadro~i 0 sotoie e 15 batterie (di~isione grana1ieri del Caucaso, '1" e_ 2:· _brrgata cacciatori del Caucaso, 65a brigata . fanter ia_di riserva, d1VJs1one di cavalleria del Ca u·caso ed altri reparti mmor1); '.lo da Piati!!orsk e Vladikavkaz verso Prokh ladnaja, dal 15 al 28 aaost~ ()er 19 1/ batta olion i, ,t7 sotoie e 15 batterie (21 a divisione di ' " ' t fanteria, 63a brigata di" fan teria di riserva. con altn. reparti. d'I cavaIleria ed artiglieria). . Importanti saranno le manovre speciali di cavalleria che av~anno luooo dal 2.0 fu olio al ·1O agosto presso Alexandropol, alle quah parteci~eranno la di~isione cava lleria del Caucaso e la -za divisione cosacca del Caucaso W!. squadroni e 1O cannoni) . . Circoscrizione del TurTcestan. - Per dar modo alle t~uppe del Turkestau di acquistar pratica nelle operazioni militari di grossi repa:t!, quest'anno, per la prima volta, si riunirà presso Troitz •(nelle_ v,c,~ nanze di Taschkent) un corpo di truppa assai più forte che negli n~n1 scorsi, e precisamente: 12. batt<1glioni, 7 sotn!e e 5 ~atterie, in luogo d15 battaolion it 3 sotoie e 3 batterie come per lo 10nanz1. · e) ,. li periodo di istruzione di questo gruppo di truppe ;ivrà termine con una manovra di campagna di 2, settimane, da l ·1° al H settembre, nel le vicinanze di Taschkent. · . Sono pure preseritte m'anovre dal •1° al H settembre perle tru ppe del Transcaspio, che si riuniranno al campo di Ak-Tepe (presso Askhabad), in tutto 8 battaglioni, 9 sotn ie e 5 batterie. .. . . Circa le manovre e le istruzioni estive nelle circoscnziont d, Kazan e della Siberia, non si hanno info rmazioni. 1
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ANNO XLVII.
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RASSEGNA ~lH,lTARE ESTERA
In complesso, alle isrtuzioni a cni interverranno ri parti di tutte Je a'.mi (ca~pi _d'istruzioneslabili delle tre. armi), prendono parte il 9·1 o;o d1 fantena, 11 94- °lo di cavall eria e· il 97 °lo di artiglieria. Alle aJil· n?~re a cam_po .mobile ~d alle grandi manovre prenderanno parte il 64 0;0 d1 /::interni, Ii 67 °/o d1 cavalleria ed il 67 °/ 0 di artiolieri~ ?) ... Approssimativamente le spese per le esercitazioni estive e per Je manovre di quest'anno ammonteranno a ~,6•15, 000 rubli, non cont,1ndo le spese non facilmente calcolabili per le grondi manovre imperi&li di Kursk. A parte tutte le manovre a campo mobile, che in Hnssia , per !;en ti tà delle forze che vi prendono parte, corrispondono sovente a molte '"'randi manovre di minori eserciti europei, avranno luogo in complesso n~il corren ti:' anno 4- grandi manovre, e precisameot.e: 1° una nella circoscriziooe militare di Vil oa !ra Grodno , Kovno e Orani, dell a dur:Ha di 6 giorni (64 bauaglioni , Hl sq1rndroni, 33 batterie; 13,000 uomioi circa) ; 2° una nella circoscrizione militare di Varsavia della durata di 6 giorn i (,139 ½ battaglioni di foot.eria, ·I 25 ~quadroni o soLoie di cava ll eria, 462 pezzi di ,1nigl ieria; ·1 ,f 0,000 uomini circa); 3° una nella circoscrizione militare d, Kiev de.Ila durata di 3 giorni 1 (72 / , battagl iooi, 50, squadro ni, 35 batterie; 5·1,000 uom ini circa); ,j.o uoa presso Kur-k, la più irnportaote di tutte e che costituirà le grandi manovre imperiali di quest'anno. La sua durata, non ancora precisata, sarà da i ·12 ai :U giorni. Prenderanno parte a queste 7randi man0vre truppe di ben 4 circoscrizioni mi litari (Mosca, Kiev, Odessa, Viloa), fatto questo veri ficatosi forse per la prima volta e che es igerà ingc:nli e lunghi trasferimerfli di truppe, con servizi di retrovia, come in vera guerrn. Prenderanno p,irte a queste grand i manovre circa 170 battarrlioo i di fanteria, 60 sq uadroni di ca va lleria, 80 batterie; co n rno,ooo uomini circa. Saranno quindi più di 350,000 uomini in co mplesso che prenderanno parte alle grand i manovre di quest'anno. Mo lto norevol i sono i grand i concentramenti di trnppe di c:1Valleria per manovre specia li di quest'arma, nella circoscrizione di Vilna (2 di-vi,ioni), di Va rsavia (6 division i) e di Kie\' (2 divisioni). Anche quest'a nno vi sa ranno mol to probabilmente manoHe di sbarco (ad Ociakov e Odessa), cosa qLrnsta che oramai sembra diventata consuetudinaria per le grand i esercìtazion i estivi! dell'esercì to rnsso. 1
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RIVISrrA DEI PERIODICI La Rivista di fanteria .
Anno XI, fascico lo IV, 30 apri le 1902 . ...:_ f sot;-uertitori, i so'l>1iet·titi e l'esercito. Ardua q uestione h:i intrapreso a svolgere l'a1_1t~re e però la svolge in modo così el(wato, che pur dis~enziendo da 1111 10 qualche punto, non possiamo non altamente enco_mia~lo._ . . . . _ . . . A proposito dei noti recenti ch1 ass1 de, rich ,am:it.1 Llel la classe 1_878, si nota che s:ippiamo tutto q uello che bolle nella pentola dell_a_ nazione, e perciò è illogico mer11 v1gliarsi vi sieno nrill'escrcito sovv.e1:t1t1 e sovver~ titori . Frattanto nessuno pensa a far qunlche cosa perche il mnle non s1 di!Tnnda . Certo bisogna curarlo. La cnra dev'essere repressiva, ma ~ovrntutto dev'essere preventiva .. L'autore vuole una lott~ essenziale a viso aperto. In nome della libertà (?) ammette l' introduzione de'_giornali sovversivi nella caserma e si aspetta dal capitano la confutazione delle ma lsane idee contenute in quelle gazzette. Insorge quindi vivarne_nte - ~ con tutta r::igione - contro coloro che suggeriscono di p~nsare ai q_na_dri, se si vuole b1,1ona e salda clisci,plina, perdi è i quad n sono ott1m1 ed hanno fauo il loro d,ivere, (bisogna però prepararli a questo nuovo còmpito), e contro la necessitù da-tal uno messa innanzi, di ritornare ~gl i eserciti professiona li, ciò che - ed è verissimo - è ass~lu~ai:n~nte impossibi le, e contro chi ha esternato il peosie1:o - che ~01 dr~'ld 1~mo di far rientrare i r ichiamati dal congedo a1 loro regg1ment1. P1omette anzi on prossimo articolo, in cu i si prefigge di dimostrare la tesi che quanto più urge il pericolo de l sovvertimento, ta nto più urge la necessità di ord inare regionalmente l'esercito.
Tattica e ... sempre tattica,. Noi rli questi articoli sulla tattica svol ti così. egregiamente _vorre~mo vederne uno tutti i mes i e su ciascuna delle nostre riviste rrnl1tar1. S1 ha un bel sforza rsi a negare che la guerra anglo-boera possa fornire inseo-namenti agli eserciti europei, ma il fatto è che soltanto io seguito ad :ssa $Ì cominciò a pensare seriamente sugli effetti della potenza e ii tta'
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RIVISTA DEI PERIODICI
delle moderne armi da fu oco di cui fino ad ora non si era voluto o saputo rendersi esatto conto. L'articolista, certo ·uno stud ioso ed assa i competente, tratta dilfusamente dell' imporwnte e difficile quesit.o, ed è suo merito sp<!.Ciale d'essersi tenu to a criteri p~atici; di mettere bene in rilievo I' imprescindibile necessità dello stretto accordo dei fattor i material i e morali, di non avere affatto esagerato come spesso avviene, nel parlare del bisogno e dell'obbligo del l'iniziativa, di aver scritto pagine mirabili sul disordi ne e fra mmiscli iamento dei riparti, e sull'unione delle varie armi. • Noi avrem mo desiderato leggere un'ampia discussione intorno al combattimento offensivo r.d a quel lo difensivo. L'autore ne discorre da maestro ma non approfondisce il quesito. Noi pensiamo cbe è il terreno il quale deve far decidere della convenienza di' appigliarsi all'offensiva o alla di fensiva tattica Tuttavia .vorremmo non si pa rlasse più, come si fa tuttora, di combr,1t1ment.o offensivo ad ogn-i costo, ma si tenesse conto anche del difensivo, che oggidì, ba ar.qu istato un'importanza assa i maggiore che pel passato. Giustissimo, entro ce rti limiti, rruanto ricorda l'autore: « chi para muore », ma lo stare sulla difensiva non toglie ·affatto che nel momento decisivo si possa e $i debba· passi>re all'assalto. L'a rticolist:i scrive pnre a lungo e assa i bene intorno al!' impiego del l'arti~lieria, ricordando sovra tu tto i belli esemp1 forn itici dall'1rtiglieria tedesca nella guerra del ,J870, e con r:igione pretende che l'a rtiglieria un isca la sua a1.ione a quella de!(a fanteria, che le prep~ri l'avanzn ta, lA spiaui la via . M:, ... potrà forlo agendo come nel ,1870 ? potrà avan zare, se prima non ha fa tto tacere l'artiglieria nem ica? come otterrà e come saprà di aver ott.euuto la su periorità sui pezzi dell'a vve rsario se è assodato bastare un sol pezzo nemico per distruggere in pochi secondi tLitto quanto, truppe, canno ni, si trovi nella zona della su~ azione'? Ed è Cf)lÌ appu11to che chiaramente appariscono i straordinari van taggi della d1fensiv~, poicliè senza un preliminare duello fra le 'd ue artiglierie, nel qua le la propri:i abbia avuto il sopravvent,), la fanteria non è in grado di avanzare. Cc,munqne, ma lgrado fo rse qualche ornissio·ne, è questo uno degl i studi più notevoli che sul!' importante ma arduo soggetto abbiamo letto finora su Ile nostt'e rivistP e su quel le estere.
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una med3glia al valore, od abbiaoo preso parte ad una delle cam pagne per I' iudipendeoza italiana. . . AJl'~utore pare che la proposta non sia buona , vuole, :lllz1, dimostrare che è cattiva, non tanto intrinsecamen te qua nto per la tendenza pericolosissima che rappresenta. . . . ., Là proposta ha. evidentemente per scopo d1 premiare dei vecchi..~ol· dati, e così cousiderata essa non rappresenta alcun~. ten_de~za, putc'.1~, ben s' iriten de, il promoveodo possegga la ca paella nclnesta pe1 11 irnovo grado . . . L'aut~re inve<~e. teme si faccia cosi un passo avanti nella ve_cc~1~ · , ma però, ~pecialmente oggi, funesta idea di ,considerare ~ome 1~d1c1 di capacità al comando il val~re personnle _e I espenenza dt guen a "· Noi credianio e speria mo che non sia. Egli per allro svo_Jge a fondo il delicato argomento, e nel complesso, dice cose grnst1ss1me; solo c1 pare c\1e ne caichi alquanto la tinta.
Rivista di cavalleria.
Anno V, fascicolo VI, giugno 1902. - Sei anni dopo, pal capitano di fa nteria Gurno DE MAYo. (Contùmazione). L'autore continua l'esame dell'o lti ma nostra cam pagna d'Afr_ica e si ingegna con molta ,:i'bililà di mettere in rilievo i danni che c1 derivarono da Ila mancanza di cavalleria. Lo Statuto . (Conferenza), pel tenente A. TnAm1·1.
Con garbo eJ erndizione il Traditi tesse br~vemente la. storia , del rande fatto che ormai è consacra to nella stona della . nazion~, e pone rilievo le grandi figure del Re Carlo Alberto e d, V1 ll~n o ltma nuele; del primo che ·concesse lo Sta_tut~, del S!~_conJo che rl~~ose. alla proposta Badetzki di abol ire la Cost1tuz1one : P.l'llttosto che tocca1 e lo StattltO combatterò firic.hè mi resta un soldato ed 1ma spada.
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Cont1·0 una tendenza.
Le ca'Valle1·ie della repv.l1blica veneta, dwrante i l seco/.o del/ci lega di Cam6rai, pel teuente GmoLAMO CAPE LLO.
La Commissione pa rl.amcm tare di deputati ha recentemente deliberato di proporre che gli uffi ciali di riserva poss:ino essere due volte promossi (in luogo dell'unica cni la legge ora consente) quando abbiano
Poche pagine intorno alle genti d'apne ed a'i ,caval_ìe,qge·r~ al servizio della repubblica veneta , ma che attes_tano d~l la ser1eta deglL studi del· l'autore e della sua attitudine ai lavori storic1.
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RIVISTA DEI PERIODICI
RIVISTA DEI P.ERIODIOI
Su'.la rasatura del cavallo, pe l tenente veterinario CAnLo
Dn,WETTI.
E una conferenza tenuta a(Jl i ufGfrdi del 1. . Alessandria ('1 4°). in e%a /B '. h . egg_,mento cavalleggeri di " ravetti a essenz1alme t . l , mento dal lato pratico e l'ha fatto ben1ss1m . . o. ne svo to I argoYusuf, pel capitano dei bersaglieri RuGENW DE Ross1.
Yusuf è l'ital iano Giuseppe F · .1 ' .. · · servizio della. Francia comp· ~resi i q~ale s1 illn:trò ?elle armi al ,f_830 al 1862), guadainandos'.e~u~i t~~;a~: sua carnera lil Africa (dal sino a quello di genera le di I' .. · e> co!I~ punta della sua spada torno alla vita di questo nost ~ tv1s10ne Le not1Z1e raccolte dal Rossi in1 0 compatr10Lta sono int . . · · . . e1essan'.1, specialmente perché ricordano un italiano eh . . anche perche' c1· d' . . e seppe farsi onore ali estero ed · della conquista dell'A I ' , Il D R .· · anno lll ,succrn . to Ia stona e . ossi, come sempre si dimostra as"a· . b'I . gerrn. compilazione, accompauf1'1;0 da . '" i a_ , e t? questo lavoro di e> ' ' oppo11une considerazioni. Cavall'i , . d'agevolez . . ,.-a delle categorie. comum:, pel capitano F. CeRTI. L !1Tt1colista nota con raO'ione che I . . . lezza delle ca teaorie ,fa. 2•0 3.a. a questione dei ca.valli d'agevo. o , e e sempre r · · · . d ,uscita. osti_ca a1 comandanti di squadrone p~ichè per . va ll i, od almeno, certamente sem ep~:a/ ,b,e o~o togliere I migliori caE ò e1 uon 1. per propone: che i cavalli di ,ta e, .· . . . . mente dai depos1· 1,· cl'· Il cate1')01 ia siano forn1t1 direttaa evamento Ne b• t . bb od otto al massimo · ri art't' . . as e1e ero annualmente sette quf11li di rimonta I} p 11· I I f_ra ?11 squadroni, vi sarebbero in più di . cava ,, po1 d1 2,a e 3a ·at . d scelti fra quelli che pe . d · . . e egona ovrebbero essere . , O 1 e6 c1ente velocllà O pe . . fil grado di prestare un buon servizio nell'arma . r eta non siano più .4ttra~erso il mondo ippico. Sport, sports·men s . , po1!svoomen, p&I maO'g1ore veterina1·1·0 F . 1· UPINACGJ "' Col sol ito brio parla, il Lupinarci a f . e signore, ma lamenta a buon dr'tt, ·,, avore del lo sport per signori ' 1 o c 1 ess, co t J adou.ate, hanno fin ito di mas·ac I . n utte e parole esotiche s rare a povera lingua italiana . lmpre.çsioni d·i paesaggio. (Continuazione). pel capitano G. BERTELLI. Concorso i·ppico · mi·tita1 · ..e di. 1orHw , . · J)el capit"n E F . · ' ' " O 1. ' A'J'TOUf. Quando seppe che la Società zootecn ica di T01100 .· 8 ' di un concorso Ìl)J'ico tn·,i 1·ta, . · I' era fotta iniziatrice , , ie .111 t;:;rna1.tonale cuore, perchè vedeva con a . , , autore ~e ne rall2grò di ;,,ran piacere ' offrirsi l'occasione di dimo-
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strare coi fatti, anche di fronte alle alt-re cavallerie, che a Pinerolo ed a Tor di Quinto s' insegna a seTVirsi nel miglior- modo del cavallo in campagna e di prova re altresì cl1e noi tutti siamo ottimamente montati, che possediamo in numero grandissimo buoni cavalli sotto ogni riguardo». Ma il progra mma adottato non consente a noi Italian i di far vedere ciò che sappiamo fare nell'equi tazione di campagna e come siamo montati. « Raccomandiamoci, conclude il Fattor.i, alla buona stella affinchè tutto "Vada bene, ma non facciamoci illusioni; e se non ci sarà dato di mietere allori, pensiamo che la colpa non dovrà essere data tutta a noi , . Noi :;periamo che tutto andrà bene, ma anche nel caso contrario, riteniamo che non entrino in questione Pinerolo e Tor di Quinto che hanno sempre dato splendidi risollati. Revue du Cercle militaire.
N. •18, 19, 20, 2·1 e 2~. del 3, •10, n, 2i e 3·1 maggio rno2. - .La no· stra -marina neU'.4tlantico, pel ca pitano NomoT. Un decreto del ·1° upri le corrente anno ha assicurato l'unità d'azione della marina francese nell'emisfero orientale colla creazione della Forza navale dei mari d'Oriente. Altro decreto del 23 stesso me5c. completa l'ordinamento drlla potenza marittima francese, raggruppando ie forze navali dei mari d'Occidente nella Forza novale deLLHLantfro . . Al presrnte la !,<:rancia mantiene nella Manica e uell'Atiantico : 1° Una squadra corazzata, appoggiatn al porto di Brest, e com posta di sei còi:azzate o guarda-coste corazzate, di sei incrociatori corazzati o protetti e d'altrf\ttante contro-torpediniere; 20 Una divisione de li' Atla11tiC10 formata soltanto da tre incrociatori protetti Ji 1 \ 2" o 3a classe; 3° un.a divisione di Terranova che esiste solamente durante la sta· gione della pesca e per la quale si spedisce dalla Francia un incrociatore e un avvi,o trasporLO ; 4° Stazioni locali al Sén13,gal, al Cungo e alla Guiana, composte ciastmna di uno o dne avvisi. La Forza navale de.I/.' Atlantico consterà da ora in avanti: ·1° Di una squadra corazzata le di cui navi saranno armate co n e!Tcttivi completi dal 1° aprile al 1° ottobre e con effettivi ridotti durante sii altri sei mesi d'ogni anno ; 1
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Di divisi,ini di incrociatori const11ntcmente armati con eITcttivi completi; 3° Di contro-torpediniere addette alla squadra corazzata; 0 ~ Di un avviso-trasporto armato durante otto mesi di ciascun auno per la sorvegliau1.a della pesca nell'Islanda. Questa forza navale è posta agli ordini di un vice-ammiraglio, comandante in capo e di contrammiragli comandanti le divisioni. Ricav:unmo qnoste notizie perchè dimostrano qual saggio partito ha saputo trarre la Francia dalla lezione di Fachoda e perchè ci sembrano non prive di interesse anche per noi. ~
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La io reclute avute nella sua campagni~, in segui to al prescritto esame di scrittura, ottennero a priori la seguente classificazione, la quale constata va una si tu azione ecceziona Imente favorevole: 1 aveva il brevetto su periore, ~ 6 avevano il certificato di studì, 26 sapevano leggere e scrivere, 2 sapevano soltanto leggere. Eliminato il maestt·o e i due cbe sapevano soltanto leggere, i restanti 4,2 furono soltoposLi agli esami di c.ui sopra si è detto. I temi furono fissali dal professore, e li riassumiamo il più brevemente possibile.
La fl'Ontiera ovest della Germania.. È la traduzione, fotta dal capitano Painvio, di un articolo del periodico militare tedesco I' Ueberall, concernente le difeso da eri"'ersi nel " a tesud dell' Alsnzia, di froute a Belfort e alcun i cenni sulla coudotta nersi dalla Germania nel caso di una guerra simultanea all'est e ali' o rcst.
T EMI.
L'esercito e la scuola, pel capitano V1nGN1uu, dell'82° reggimento fanteria .
È at·Licolo assai inieressante, pcreliè vi si parla di un soiigeLlo nuovo e di relativo e;;perimeuto che meritano di essere conosciuli. Ne diamo peniò 1111 riassunto abbastanza ampio. Uo professore intrattenendosi col capitano Vcigneau larnentossi che dopo ·1 \) anni da lla promulgazione della legge su ll'1strnzioue olihlirratoria, l'esercito ricevesse ancora dei giovani senza istruzione. Lascia;do da pane gli il letterati si mostrò assai dispiacen1e non vi fosse un ,nezzo per constatare quale profitto abbia ritralto l'adulto dall'istrnzioue ricevuta. Il paese ha speso centinaia di milioni per lo sviluppo dell'istrnzione prima ria, e, nulla si sa dei risultati ottenuti. E soggiungeva: Ma l'adulto arriva u11 bel giorno :il reggimento. Se si sottoponesse l'inscriLtO, invece dell 'esame di scrittura, a prove assai semplici ma riguardanti le parti essenzinli dell'islruzione primaria obbligatoria, si sarebbe sicuramente fissati sulle cose che la generalità sa od ignora, e si a vrebl,e cosi un'indic:izione del senso nel quale converrebbe orientare l'i.siruzione dei giovani. Il capitano Veigneau raccolse l' idoa, sembrandooli vantagcriosa ano l'l che dal punto di vista militare, ed ottenne l'approvazione di tradurla in atto.
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.Morale pubblica. - Alla scuola vi fo parlato del rispetto per l:i proprietà, ·dell'orrore pel furto e per l:i frode in tutte le loro forme. Uu vostro compagno vi preode nna brusc:i. Lo denuncierete'? Se lo fate, dite perchè. Se non lo fate, dite per quali ragioni agite così. Vi accontenterete di fargli dei rimproveri? Che cosa gli direte? Composizione: Storia della mia vita. - Dire ove si è nati, dei parenti, dei primi anni, dell'età iu coi si andò alla scuola e per quanto tempo vi si è rimasti, se si e ottenuto il certificato di sludio. Insistere sul periodo dall'uscita dalla scuola alla partenza pel reggimento. Raccontare ciò che si è folto; se si fu ammalati ; se si prestò servizio presso altri, ed esprimere la propria opi oione sui padroni e sui compagni avuti. Far conoscere come s'impiegava il tempo libero, se si andava al caffè, se si amava passeggia re in bicicleua, se si assisteva talvolta a conferenze. Storia. - ·1° Che cosa sapete di Giovanna d'Areo'? A quall'epoca ba vissuto? Che ha fatto? 2° Che cosa vi ricorda la festa naziona le del H ltglio'? 3° Cile cosa sapete della guerra del ·1810? Avete inteso parlare della battaglia di Patay? Geografia. - ·I O Ove si trovano le città di Brest, Tolone, Reims, Ilelfort? Perchè on soldato non deve ignorarlo? 2° Ove si Lrova in Francia del carbon fossile? 3° Quali sono le regioni della Fra ncia che prodacooo il vino. Aritmetica. - Una divisione semplice e nitra operazione di calcolo decimale.
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Gli esam i furono seriamente eseguiti, e i risultati dati sono cousegoati nel seguente spechietto: Morale Composi1.ione Storia Geogralla Aritmetica francese Lavori buoni o soddisfo centi. ~Iediocri o deboli.
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-4.- ~ (•I )
L'autore fa in proposito le seguenti considerazioni meritevoli di essere rileva te. Il terna di morale gl i provò che tutti, senza eccezione, avevano idee sane e buoni sent:menti. ~ elle linee scrine da ognuno di essi trovò la piuura esatta del loro carattere e del loro cuore. La storia tiella loro vita terminò per fargliel i conoscere, rivelandogli i loro antecedenti, il loro grado d'intelligenza, i loro gusti, i loro sogni per l'avven ire. D:11l'esperimento fallo sono trascorsi cinque mesi o non ebbe a modificare il giudizio formatosi su ciascuno di essi. Egli ottenne così, mediante quelli esami scritti , di conoscere subito il carattere e l'intdligcnza di ognuno delle sue reclute o di avere un indice sicu ro ,sul modo di trattarle. Noo sapremmo dire se anche presso noi si potrebbe fa re cotesta ?rova, poichè !l'oppi sooo aocora gl i illeuerati o che appeua sanno leggere e scriver<! stent.11:1mente. ~Ia il si~tcma è, senza dubbio, buono, e il capitauo che intelligentemente lo applicasse adatwndolo alle condizioni d'istru· zione delle nostre reclute ne ritrarrebbe vantaggio come il capitano francese. Vent'anni fo, nel reggimento ~izza cavalleria, per ordine del colonnello Delù, i graduati degli squadron i do\'eva no ogni settimana eseguire una composizione d'italiano, nel duplice scopo di perfezionarli nello scrivere la propria lingua ed :1bituarli a redigere con brevità e chiarezza. rapporti militari. llicordiamo che i cap11.iui in brevissimo tempo, correggendo i lavori e iuterrogando gli iudividui durante la ,orrezione de' loro scriui, furono po5ti in grado di conoscere a foodo I' iutelligenza, I' 1struz•oo.e ed anche il c.irattere lii cia~cu n graduato. La dirfì cohà grnude risiede nella scel ta dei lPmi. Il profes,ore francese diede prova al ri~ua rdo, di una i;:rancle abilità. I temi da lui dettati co:;tHuiscooo, certo, uu \'ero moclt•llo del genere. (l)
Un uomo ammalato non prese parte ai due ultimi e.~ami.
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Ora, che tanto si fa sentire la necessità di conoscere bene i soldati dipendenti e se fosse possibile i loro più intimi sentimenti, il metodo di esanii per iscritto ci sembra fra i più indicati. Altre scritture sopra argomenti nnportanti , trovansi pure in questo numero della Re1ìue :
Il lcworo del pensiero del comandante stipremo, per E. V.;· L'igiene ippica, per P. M. F.; Il niwvo regolamento di esercizi pe1· la fanteria inglese, pel capi tano P AINVJN. ;
Jt dforio di campagna de l colonnello De VWebois-ilfareicil, pel te· nente colonnello l<'noc.l~D; ma tutti que~ti scritti hanL10 un difetlo capitale : sono troppo succinti, souo articoli di giorna le, non di ri vista. Uno studio rimarchevole, per contro, è quello del maggiore di stato maggiòre H. DELIGNY dal titolo: Sole sulla marina di guen·a; di cui sono pubblicati due articoli. Ne renderemo conto a la voro terminato. R evue militaire suisse.
N. 5, maggio 1()02.. -
Il fuoco della fanteria, pel capitano Scurn1,En.
QL1esto lavoro è stato scritto nel 4900 pel concorso del ~ 90 I e.J otteune il prem io dalla Società. feder::ile degli ufficiali . L'a utore tratta ~ fondo della disci pii na del fuoco. All'istruzione tattica del fuoco, egli dice, bisogna attribuire l'importanza eh' essa merita e però vorrebbe fosse ridotta più semplice possibile, perchè soltanto la semplicità rispou,le allr1 esigenze del la guerra. ed imclio colla semplicità la guerra è dirficile. Il Schibler es:1mioa le tre questioni se~uenti, nel l'intendimento di stabilire gli elementi della disciplina del fuoco: . 10 Si pn ò eseguire nel combattimento il fuoco di una cartuccia comanda to colpo per co lpo? , 20 Quali inconveniPnti presen1r. il nostro fuoco a ripetizione? Come rimedi;,re a questi inco11 ve11ienti? 3° Quali $000 gl i sva ntr1ggi del oostro fu cile? L'autore 1limostra che in guPrra, eccellnato per il tiro a gra11di di:sta nze. oon è po.ssihile èli"e ìl- fnoco a ,·oloutà, eil è nll'e,-Peuzioae di que,to gcuP re dìhioeo che importa adJr•strare conve11iente!YIC L1te il soldato sin dal tempo di pace. Ma il milite sv izzero ha troppa tendenza,
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come lo si rileva facilmente nelle manovre, a far uso del tiro rapido a ripeti'zione, e perciò è a temersi che, nel comhauimeuto, di fron te :illa morte, egl i cerchi ·spesso in un fuoco precipitato e irritlessivo un correttivo al difeuo di sangue freddo. Il tiro rapido, scrive egl i, costituisce un inconveniente per la nostra fanteria , perchè la precisione del_ iiro soffre sempre troppo dalla grande precipitazione con cui si spa ra, r. perchè è e,rident-e il pericolo dello sciupìo delle munizioni. D'altronde lo Schihler nota che anche ca ricando l'arma colpo per colpo si ottiene una rapid ità di tiro - in media 8 colpi al mi nuto - più cbe sufficiente. L' uffi'ciale svizzero così conclude: « I principi che servono di base all'istruzione ·del tiro della nostra fanteria sono conformi all e esigenze della guerra. « Il nostro fuoco a-(;o mando, .terminata I' istru1.1ooe, dev'essere impiegato soltanto io quei casi in cui sarebbe applicabi le se si trattasse di un comba ttimen to reale. Il fno co a volontà deve esser,~ Ja regola nel combattimento. · « Il nostro fu cile a ripetizione può senza alcuna esitazione essere sosliluito con un fucile da caricare ·colpo per colpo (fusil à {eu d'une cartouche) : « -1 ° perchè il nostro fucile, uti lizzato come arma da carica rsi colpo per colpo, permette un~ rapid ità di ti ro che basterebbe anche nei momenti critici del combattimento; « 2° perchè rende l'istruzione del tiro assai difficile; « 3° perchè il suo m:rneggio è troppo complicalo; « i 0 perchè spinge l'uomo a· sperpera re la sua munizione senza . ragioni; • 5a perchè la rapidità di tiro che permette reca danno alla discipli na del fuoco, condizione essen,.iale del · rnccesso nel combattimento; « 6° perchè finalmente, durante la breve durata del servizio non si può ottenere l'istruzione appro fondita e solida che procurerà soltanto una maniera unica di cari care e di tirare ». Alcune ,idee fra ncesi s1tlla guerra delL'ai;venfre, pel signor E. ~fr~CRAU .
1l progetto di regolamento sugli esercizi e sullt manowe della fanteria, attualmente iri prova nell'esercito francese è rimasto fedole :ii principi e alle tradizioni del l'epoca napoleonica. Una f,>rle corrente va però formandosi con t~o questo ritorno alla tattica di Na poleone. Già il 3° ufficio dello stato m~gtiore dell'esercito, il quale ha nelle sue at· tribuzioni , le operazioni milìtari e l'istruzione generale dell'esercito ,
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rivendica l'onore di :iver orientato il regolamento d'artigli~ria nel. senso di idee n nove e cerca di accelerare, di genera lii-zare 11 movimento iniziato, estendeudo, a tutte le armi, ciò che .fu fatto per una sola di esse. · . . . Secondo l'articolista , le nuove idee sarebbero informale al prin~1p10 sovrastante a tulio : l'i1i'troduzione di fattori materiali nuovi, l'adozione d'armi 0 di bocche da fuoco a tiro rapido e invisibile. . . Bisocrna aspetta rsi- di non essere più risch iarati dalla cavallena. In terreno"' coperto essa non vede nulla. In terreno scoperto è arre~tata d~ palle che non si sa di dove Yeogano . Al ma ssimo la cavalleria potra ·dire qual i sono le loca lità ove non vi è il nemico o non ha manifestato la sua presenza . . . Si avranno quindi bat~aglie d'incontro. Un'armata m marcia :asso.rni.,.lierà . ad un campo trincerato con ridotto crmtrale che s1 s posti tuuo io-t:ro. Che quest'insieme urti ad io insieme :l0,1logo che gli muova cootro O che incontri una posizione difensivamente occupa ta, ad un ceno momento i proiettili accoglieranno le sue _frazioni p_iù ~v_anz~~e. E al]ora· com incierà la lotta fra i due avversari fron tegg1ant1st e _l m~ sieme dei punti occqpati foimerà una linea sinuosa ma sen~a salienti nè rientra nti . Le truppe, disposte in lunghe linee e senza n;erve (11 rrenerale Négrier anzi non vuole riserve cli akuna sorta), s mgegne;anoo come me"lio sarà loro possibile, per avanza.re al coperto fino alla linea di fuo;o . Le raffic hé dell'artiglieria nem ica di tempo in tempo, batteranno i puuti che non si vuole sieno raggiun ti dal nem ico. L'at~ taccanle terrà pronte delle batterie per ri,ponJere alle av~ersarie. Ogm colonna di fanter ia sarà c1ccompagnata da can1~om che s1 spostera1rno dal settore di marcia loro àssegna to, e altri pezzi, mantenuti al coperto, si porranno· immediatamente al fuo co con tro ogni bat~eria nemica_ che si scopra O contro quelle posizioni da cui sembri partire una fucilata pericolosa. · L'attaccante così 11ppoggic1to dall'artiglieria avanzerà a poco a-_ ·poco, fino a che si slanci sulla posizione nemica . Grande assegnamento' rnoltre si fa su porhe truppe da inviare alle spa lle del ·partito nemico e che dovrebbero deterrnin ario alla ritirata. Iosomma, diremo noi in poche parole, perçhè non possiamo seguire il Manceau in tp tti i particolari della su~ es_ro: izione, ins~mm~, mentre il Regolamento provvisorio per l·a fa nteria·- Sl riprome'. te di decide.re dell'esito della battaglia cou uu grande attacco alla fogg ia napo\P,onica, gli altri, i receuti ionovatori, aspettano la decisione dalla sola po· tenza del fuocò.
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l.'autore poi esprime per suo conio pensieri abbastanza singolari. Già, anzitutto, dubita persino che, per le armi moderne, sia ancora pos!-ibile la guerra; in ogni modo ritiene che i duo eserciti rimarrilnno indefinitamente nelle loro posizion i ri,-pettive, come avviene per le guaroigiou~ io vestire e per le truppe d'investimento, se non inter vengano c;rcostanze esterne. La guerra dell'avven ire sfll·ebbe poramente difensiva. I combattimenti non cesseranno d'essere s,rnguinosi. Si spenderà sangue, molto sa ngue e nou soltanto del danaro. Occorrerà previdenzn, calma, arditezza e spiri10 d'offensiva iinche nel la difensi\•a. « Più che mai la trupp~, il comando, la popoiazionP, dovranuo spiegare della energia. Più che rn ,,i il sapere profoss1cnale sa rà necess:i rio al capo e alla trurpa . E bisogua prepararsi con un ra ddoppia mento di ardore(?) alle pei:rgiori evcrn tuul11à. Ma non ,·i è dubbio che In fi<ionornia dell:. bauaglia suhirà una mc1:101orfosi compfew . E io credo che questa trasfor mazione ~i opererà pre~s·a poco nl' I seoso delle idee che lù st,,to ma~giore ·fr~ncese ha fatto sue e che il generalo de Ncigrier co pro dell:i sua :ilta nu1ori1à. ,
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mento. della decisione. È sul posto della decisione che imporla essere il .. forte possibile per ottenere la superiorità. . . . pi~, uaccante de\'e sempre tener conto della possi hilìtà che_ l'~rt1gl 1er1~ . .111 agguato per ent1are . 1~ · ar.1·one dulla adifesa stia . appena 1111 .., ,·,s1 presenti . . un bersagl io :idalio e poi su bilo scomparire; ha d duvere, pe~c1~ d.• 1ene1e la sua artiglieria fuori della zona del fuoco efficace dell art1gl1ena della difesa. . d · d. ,· · ogni Questa distanza dipende da circostanze_p1:~t1che ~ gin icars1 in singolo caso. Preudiamo qu i la distanza .d1 2oO? metri . . . 500 Supponendo che l'artiglieria della difesa s,a. collocata a c11~a . . metri dietro la propria fanteria l'allaccante dovra tenere la. propna arti~ gli eria fi110 al momento del_hì decisione ad uoa dista nza d, 2000 met_n dnlla posiziono della fau tcna. . . . Ma da quc,t:i distanza l'artigli~ria dell'at~accanle e rn_grado d1 prestare alfo propria fanteria l'apponio 11e~essar10 p~ ~ !a dec1s1one? _ L'Hticolisla es11 mina In situn1one dei ,tue. par11t1 10 q1~cl mome~to la fonieria t1ell'a1 tacrnnw a 600, 700 metr1 dalla pos1z1one nermca e conchiudo clre I' artislieria non può rimanere smo nl, mom_en~o doll:i decisione ali' infuori della zona di fuoco ellìcacc dell tJrt1glier1a della difesa . Pcrchè} d n ranLe J' uw,cco deci, ivo essn ,-ia in gr11do ~i f:1 r tacere nel più breve tempo po<sihi 1e il fuoco d'a n,glieria improvv1sam.cn~e aperto da un:i pnsizionr lino allora non 11ota, bi,ol!na eh~ ?s,a ~,asi portata avanti prima rfel l'imzio d,,Jl'a1tacco e si trovi a t,ile v1cJ1H1oza da permettere la ma~sima ellìcacia di tiro. Ma a qu:ile distanz,1? Qu i deve r(spond_ere la_ prati_ca . , _ ••· Bisogna ch'essa abbia la persuasione d1 dom1n~ re il fuoco d art1.,he1ia 0 della difesa. . . .. È possi 11 i)e che per la condol~a ~loll'a rtigli~ria nom,ca es~". abb1n _gH1 sin da prima acrp1ista to ta le conv1Dz1one, ma smo a che ha de, dubh1 m proposito, (ciò che può acca~er~, ~e ~er e~empio i.l ,difensorn no~ ~1os1ra la sua artiglieria), mie il pnnc1 pio d1 avanza re prn <:he sia _pos~1hile. Natu r:ilmente in questa avanzata si subi ranno del_le _pe~tl ,te pel fuoco dell'cirtiolieria nemica, perdite che oa toralmen to d1mrnu1rauno la sua l:> • • partec1• paz1oue al combatt1roento ne I momen Io dec·s·1vo ,. . Questt' , perdite . . .' però, debhonsi coosiderare come necessarie e non debbono ~!Tatto co:stitU1re un motivo per mellere iu dubbio la giu ·tezza della teoria.. . Auche In fonteria deve subire perd ite dal fuoco della fonte rra nemica per ra..,.aiungere a circa 600 metri da quella la principale posizione di fuoco'.l'lr.e tornerebbe comodo trasportare questa pri ncipale posizione di
Noi ci lim •!eremo ad os~ervare che i duP nuovi re~olam .. nti fr:incesi 1es1è pubb lica ti. qu,•lfi cioè per la f,,;ileri:i e per l'mi i.di,.ria, sono rnfo, ffi;,tj a.f idee rliametraln1ento oppn<te, onde :i11p;i re evidente l'esistenza , nel!'o~en-it,, fran cese di due scuole d' in teudimeull e pensieri a/T,1to con1rarì.
Militar Wochenbla.tt.
N. 50 del !~ giugno 1902. ria, per il tenente Il
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1'cor-ia del combattimento di a1·tiglie-
Il fuoco dell' artiglierin ha una portata di gran lunga maggiore di quello della fanteria; ed è ovvio che il comnndante della fa nteria da cui l'artiglieria dipende, ne approfi1ti tostochè si presenti una fa\'orevole occasione.
Intorno ai còmpiti del!' artiglieria non vi è discrepanza di idee ; tutti conco rdano nell'ammettere ch'essa fo rmi un .potente sosteguo della propria fa nteria, e che ad essa spetti controbatlere il fuoco della fan teria e dell 'artiglieria dell'avversario. Questi còmpiti so110 insiti nella essenza stessa dell'atma . Il comandante dell a fanteria è pienamente lihero d'impiegnre la propria artiglieria in questo còmpito secondo le esigenze della situazione; ha però il dovere di risparmiarla quanto più è possibi le sino al mo-
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fuoco a 101)0 metri, ma non può farlo perchè uon è possibile raggiungere una vera superiorità di fuoco da •I 000 metri. Questa considerazione vale per la condotta dell' artigl ieria del!' attaccan te. L'artiglieria dell'attaccante rimanga nella primitiva posizione il più a lungo possibile ma non vi si indngi più del necessario. Pel difensore lo scopo del combattimento è quello di trattenere I' avversano. , La sua azione è perciò subord inata a q nella dell'avversario. Come la fanteria deve opporsi ali' assalto della fanteria nemica, così l'artiglieria deve contrast.:ire l'avanzata dell'artiglieria avversaria. Così a motivo della distanw, il còmpito di am bedue le artigl ierie fronteggiantisi ass0me il puro carauere Ji un attacco del l'artiglieria attaccante co·otro l'artiglieria della difesa, atto cu i per la. distanza nessuna delle altre armi può pa rtecipare. Iu base a que5te teoriche considerazioni l'autore dPtta poi norme in forma regolamentare per la condotta dell'artiglieria; norme che non riportiamo per non essere tratti troppo lu ngi. Ci pare superfluo richiamare l'attenzione sopra questo bel lavoro. B. D.
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Per lll Direzione Lo novrco CrsoTTI Colo,in~llo R. J., intnr-ettlro
OEMARCIH CARLO,
gerente.
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