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RIVISTA MILITARE 1902 TOMO I

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ANNO

XLVII

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RIVISTA_ MILITARE I

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ITALIANA

DISPENSA l. -

16 GENNAIO 1902

ROMA VOGHERA

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TIPOC>RA"O·EOITOR S

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A noi che lo ·avemmo maestro affettuoso e venerato alla Scuola di guerra, dove c' ispirò l'amore intenso agl i studi storici predilet ti; che raeditammo con ammirazione devota quei saggi pode rosi sugli Uomi1ti di guer1·a dei tempi nost1·i, nei quali . tanto mirabilmente lo . storico, il crit ico e l'artista fondono insieme l'opera loro; e che, leggendo Lct b1·igatct ,Aosta, ed ll reggimento Piemonte R eale cavaile,·ia, non sapemmo resistere al desi derio di scriverne, t~ascinati dall'onda calda di sentimento che si sprigiona da quelle pagine, sonanti talvol ta come le strofe di un inno alato - a noi, oggi, nel terz o ann iversarlo di sua morte, è concesso l'onore di tar precedere poch e parole allo scritto ine1ito, che; in omaggio alla ,memoria di Lui, pubblica ques ta Rivista, la quale lo ebbe tra i suoi pi ~ iusigJli collaboratori. ,' ,u E un la_voro giovanile; che Severino Zanelli scrisse ne l 181.l- .nel trentadues imo ar:.oo di sua età, quando, ancor tenente, dopo averipreso parte alle campa gne de l '60 e del '66 ed aver già guadagnato tre onorificenze al valore mil itare, eg li, per r invigorire ancora la sua g ià vasta e soda cultura, andava a sedersi, non più gi,)vinetto, sui banchi della Scuola di guerra, al cui prestig io dovea poi tanto conferire con l ' opera sua dalla cattedra. Lo scritto del modesto tenente, noto già come valoroso soldato, ma ignoto come uomo di pensi ero, parve una rivelazione a chi presiedeva alla Scuola in quel t empo. « Se un giorno fosse compilato un Vade-mecum ,, per. l'ufficiare italiano - così. annotava allora il colonnPllo Agostino « Ricci - vorrei che vi si ponesse in parte lo scritto del luogotenente " Zanelli: è il s-010 g iudizio che sappia ·portarne "f E- rl -gènerale Di Rob ila.nt conferma.va codesto giudizio con parola altf ettanto esplicita. E con ragione; giacchè anche a leggerlo ora, a distanza di più di trent'anni, dopo che il g iovine scrittore raggiunse nell'età matu ra ben più grande eccellenza d'arte, anche· a legger lo ora, lo scritto dello Zanell i è la prova evidente di una grande maturità '.!i gi ud izio, di un potente spirito d'osservazione che a llarga il suo orizzonte oltre la cerchia puramente militare, e di un 'atbitudine già fin d 'a llora non comune a piégare il linguaggio alle più sott ili sfumature del pensiero.

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Di questo scritto Sulla ediecazioiie mo1·ale del soldato itali:ano - che a tanta di stanza di tempo conserva aocol'a cos·1 grande freschezza, e cos\ grande forza di suggestione, come ora si direbbe - non può il lettore estimare tutto il pregio, se nou col rivolgere il suo pensiero al complesso di idee che io quel tempo appunto pre~levan negli spiriti. Ed al lora g li apparrà ch iaro che nel modesto ten ente di fanteri a. del 1871 non soltanto erano in germe quelle virtù di pensiero e di forma che fecero di lui, più tard i, uno dei più gen iali nostri scrittori mili tari, ma era anche assai piìt che in germ') quella facoltà p ropria tielle menti elette, affinate dallo studio e dalla meditazione, per la qual~ esse precorrono i tempi, enunciando idee e concetti r.he solo più tardi, e assai lenta men te, diverranno il patr imoni o intellettuale di tutto un amb:eote. Quale sottile e verace analisi del carattere proprio alle varie regioni dell'Italia sa fare, Infa tt i, quest,i giovine u fficiale ligure, che nella sua vita randagia è passato di guarnigione in g uarnigione, osservando ed annotan do, con la mente libera da pregiudizi e cou l'anima disposta ali' indulgenza èa un innato :sentimento di ottimismo bonario: bonario ottimismo, che nell 'uomo, avanzatosi neg li anni, resistette pure a i dolori ed alle amarezze che non gli mancarono! E quanto codes ta analisi, attinta alla schietta ed immediata osservazione di uomini e di cose, è pii1 vera e più profonda di tutt.e qu elle a ltr e, le quali io temp i recentissimi - son cose di ieri - in nome di una fa lsa scienza, divenuta vaniloquio, e di un falso positivismo, tutto a base di preconcetti, hanno r.nfocolato dissidi regionali, che parevano sopiti per sempre, fra Italiani del settllntrione e italiani de l mezzogiorno ! All'indomani della guerrd del 1870 - quando, smessa l'imitazione francese, ru un repe ntino cambiamento negl: spiriti, rivolti a un t ratto ad imitare I nuovi viac itori - con q uale efficacia il g io vine scrittore ammoniva che non ,timeoticassimo d i essere noi, che non ricercassimo di trapiantare senz' a lt ro fra noi tutte le parvenze esteriori dell'automatismo germani co, come allurasi cticeva; e ricorda va che i mezzi atti a svolgere tra noi il seo t1meoto del dovere non possono essere quegli stessi che dànno buoni frutti presso altri popoli; e che in noi la vita subiettiva è meno profonda, più passionale di quella dei po poli del settentrione, onde il cuore delle nostre masse dev'essere preso maggio rmen te per la via dell'affetto e la. fantasia dev'essere scaldata con qualche grandezza e bellezza ideale! E quan to ()g li è acu to psicologo, allorch è dimostra la necessità assoluta di buoni quadri che ,·i è p resso di noi ancora più che presso altri eserciti, perchè « il r ispetto de ll'autorità, in genere, non è dote molto co « mun e tra noi italiani ,> , giacchò ,, il malgo verno ci rese inv isa l'auto« rità e le tristi abitudini del pa~salo non sono ancora smesse del tutto»; ond'è, che noi siamo proclivi troppo a pe1·sonijica1·e l'autorità ed a sottoporci ma l volentier i a ch i non abb l::i. tutte le quali tà per esercitar la.

E quanto è vera ancora ogp; i la .conclusione di t utto il suo studio. ,, In materia d i educazione io credo che i buoni quadri facciano i buoni « sistemi: metodi perfettissimi in mano a quad ri mediocri riescono a << poco ; metod i non t anto perfetti in mano a buoni quadri produrranno « buoni frutti. Vi è una cosa che rimedia ai difetti di metodo e di rego« lamento: u n po' d'intelletto e un po' di cuore: ciò che Dante, con espres· « :sione stu penda per verità ed eleganza, chiamava intelletto d'am01•e >> ! P roprio cosi : qu el medesi mo intelletto d'amò1·e che fu l' ispiratore, il compagno indivisibile di Severino Zanelli in ogni opera sua, durante tutta una carriera immatu ramente troncata. Intelletto d'amore nel comando delle truppe, per il quale, con mano ferma e virile, seppe lòggiare i suoi ad una rigida disciplina, pur conciliandosi il loro affetto devoto ed il loro intimo rispetto. Intelletto d'amore dall a ,cattedra, per la quale spese molti de gli anni più belli e più fecondi della sua laboriosa esistenza, disposando felicemente l'analisi paziento e minuta dei fatti - senza la quale ogni giudizio sarebbe leggiero ed avventato, impossibile ogni meditazione feconda, ed ogni conoscenza storica una ben povera raccolta. di 11uperfic:ali imparaticci - co11 la sintesi larga, che ria ssume, che trae illazioni, che le colorisce per imprimerle meglio nell o spirito - senza la quale sintes i ogni ope ra di storico mancherebbe al principale suo scopo, che è quello .di r icercare e di additare i !rutt.i dell'esperienza. altrui. Intelletto d'amore nei cimenti storici e letterari, dai qua li t rasse così ben meri tata fa ma - specie nei magnifici sagg i su l Molt ke , sullo Cbanzy, sullo Skobeleff, sul principe Federico Carlo - allorquando, tutto innamorato del soggetto che avea preso a trattare, non ri sparmiava lunghe e faticose ricerche per accertare la verità, verso la quale av ea uo culto profondissimo; e poi era no compilazioni d i interi capitoli r ifatti p iù volte da cima a fondo, ed era un lavo ro pazient-e e insistente di lima, cosl n elle linee generali come ne i particolari, per avv icin arsi sempre più a quell'id,eal perfezione di verità e di bellezza, che vagheggiavano la sua mente di pensator e e la sua anima di artista. Perchè egli seppe essere appunto queste tr e cose ad un tempo: un va· loro5o comanda nte di truppe, un pensatore p rofondo della storia militare, u n artista squisitissimo delia parola.

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SEVERlNO ZANELLl

SULU EDUCAZIONE MORALE DEL SOLDATO ITALIANO L'indirizzo e lo svolgimento delle u m~ne potenze . in ordine al fine è lo scopo dell'educazione. Vi è un fine generale comune a t utti gli uomi.ni, e vi sono vari fini speciali proposti ad una parte di essi: si avranno dunque due sorta d'educazione, generale e speciale. Questa presuppone quella; dove l'una finisce, l'altra incomincia. Ma siccome le facoltà umane sono fra loro intimamente connesse, e tutte si compenetrano nella sostanziale unità dell'essere, così al perfezionàmento di questo si richiede che lo svolgimento di esse facoltà proceda simultaneamente, .armonicamente. L' educazione militare ha per obietto lo sviluppo simultaneo ed armonico delle facoltà dell'uomo considerate n elle loro attinenze con la guerra. Essa è fisic~, morale, intel- · lettuale. Noi non ci occuperemo che della seconda ; contentandoci, guanta alle altre due specie, di accennare appena l'influenza che possono esercitare sulla educazione morale. L'_etimologia stessa della parola educare, educere, tra,r fuo_ri, t radurre la potenza in atto, c'indica la partizione del lavoro. Abbiamo il principio, il fine; e tra questi il mezzo per conseguire il fine. Quali elementi ci fornisce il paese? Qual'è l'ideale militare che noi ci proponiamo di realizzare? Quali sono i mezzi meglio adatti, cui dobbiamo appigliarci? Rispondiamo brevemente a queste tre domande.

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Qu~LI'.DÀ

MORALI DELLA RECLUTA ITALIANA.

Cercare il fine prima di sapere il principio, determinare il pun to d'arrivo prima del punto di partenza, sareh be lo stesso che elevare un ~difi.cio sull'arena. Prima di ind~igare quale sia, _qual possa e debba essere il nostro ideale militare, conviene studiare e delineare i caratteri della materia quasi greggia che la nazione ci fornisce Ciò che nell'eser-

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cito deve esistere allo stato di atto compiuto, dev'essere contenuto nella nazione allo stato di potenza, e mi pare che non si possa accettare, almeno in senso assoluto, la sentenza del Colletta che non ogni popolo é valoroso, ma ogni esercito può dive_nirlo : l'educazione non crea i germi, . ma li sviluppa; e l'esercito è sempra l'espressione della nazione, lo spirito militare è il riflesso dell-() spirito na zionale. L o spirito di un popolo ha la radice e si manifesta nella sua ·storia, nelle éondizioni _politiche ed economiche, nellll. religione, nella lett eratura, nell'arte, insomma in tutto ciò che è sottoposto all'attività di lui, o che, essendo suieriore a codesta attività, la determina, e in varia guis:1 la trasforma. Se vi. è paese, che presenti la più grande molteplicità negli elementi costitutivi del carattere nazionale, è guésto certamente l'Italia: .la varietà delle condizioni del suolo, -la moltitudine di razze diverse successivamente sovrappostesi le une alle altre, le disfor).lli vicende politiche attraver$ate, hanno d ivisa l' Italia iu· va.rie regioni, fornite ciascuna di caratteri fra loro diversi. Eppure frammezzo a codesta notevolissima varietà di tinte, scorgi un colorito generale, una :fìsonomia comune a tutte le regioni, che a chiare uote rivela l'uniti della naziol'le. Così .l'Itali~ presenta una personalltà nazionale propria, distinta.; ma partita iu alcune individualità minori, secondo le diverse r egioni; all'istessa guisa che il corpo umano è di viso in più organi e mero bri, ciascuno dei quali, oltre il suo concerto con la vita comune, ha altresì quasi una esistenza ed una vita propria. Il Oor.si pubblicò nel 1869 uno scritto sul carattere delle miliz·ie italiane. Là maestria con la quale tratteggia l' indole dei soldati forniti dalle varie provincie; è tale da distogliere fors e altri. dàl riten~are somigliante lavoro. Mi contenterò solo di brevissimi cenni. E primamente. ~ico che la maggiore e più estesa compattezza :qiorale risponde alla maggiore e più estesa compattezza _geografica. L' Itaiia continentale, cioè la gran valle


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ma-uza della mia provincia e la Marina stessa guàdagner t>bbero assai quando gli inscritti del littorale venissero addirittura assegnati all'Armata. Nel carattere t oscano molti notarono quale elemento · predominante la mollezza, e quasi la muliebrità del se.ntire e dell'operare, .derivata da raffi.nata civiltit e da mite governo. 'l'al giudizio è applicabile a qualche città; ma non a t utte, e tanto meno alla campagna: mischiat i a caratteri deboli e imbelli, s' incont rano caratteri virili, operosi, spesso · alteri, e dotati della fierezza, che spiegarono gli avi netle lotte municipali del medio evo . Ma ·ciò che è generale, ~ si appalesa in tutte le classi, è una certa presunzione che li induce a credersi a tutti superiori in civiltà. ; donde deriva -·una certa mania di spù·ilo, che drizza i suoi strali su tutti e su tutto. Il riso, lo scherno, la satir~ costituiscono l'arma per eccellenza di questo popolo. La straziante ironia, il riso figlio del dolore - del Ginsti, lo .scherzo cinico, sfac~iato del Berni e dell'Aretino, la molle, festosa e saporife ra giovialità del G-uadagnoli, non potevano sorgere che in Toscana. Il Toscano ha impeti gènerosi, affetto, intelligenza svegliata : ma troppo spesso un sorriso beffardo rivela un vuoto spaven-· toso nel cuor e, e uccide la fede negli altri. È elemento nou facile a piegare alla seria e severa disciplina militare · ma . vinte le prime difficoltà, resiste alle pro.!Ve più dure, ed mi: rabilmente a-datto a sollevare e distrarre gli spiriti abbattuti nelle compagnie. , . G li Umbri hanno comune coi Marchigiani la lunga dissuetudine dalla milizia; governati per secoli da gente senza famiglia e senza patria,. smarrirono guasi la. coscienza di" sè medesimi; le memorie di un tempo remotissimo, ma glorioso, eran merce' rettorica, inetta ad accendere la fiamma del sentimento . Classi colte, curve sotto una croce formata dal pastorale, e da.lla spada; plebi ig noranti; scetticismo e timidezza, triste ree.aggio di governo teocratico : tale era lo stato di queste provinci~. nel 186Q. Qual meraviglia se i renitenti si contavano a migliaia ? Ma questo popolo ha un fondo d i naturale bontà d' ani:n-o, che lo induce ad · affezionarsi

del Po, chiusa fra i monti alpini ed appenninici e distesa su_ll'Adriatico con due ali di costiera che si, prolungano finoad Ancona e al confine nord-orientale, ha dappertutto presocchè un medesimo volto; e la facilità d i tragitto da un luogo all'altro, da cui deriva il facile scambio dei prodottt non meno che delle idee e deg li affetti, comunica ai suoi abitanti una certa impronta di un ità intellettuale e morale. La quale sarebbe certamente compiuta con lo scorrer dei secoli, ove la disparità di condizioni politiche non avesse opposto un ostacolo difficile a sormontarsi. Sopra µn fondo comune d' intel!igenza svBgliata, di affetto moderato e non facile a prorompere in passione, di spirito d'ordine, di amor proprio, di sentimento nazi9nale, sviluppat o specialmente nelle classi cittadine, si disegna~o la tenace volontà, l'affetto ritirato ma profondo, il rispetto alle leggi, il nobi le e santo orgoglio di gloriose e immacolate tradizioni del :Piemon. ' tese, la giovialità, la cordialità del Lombardo, la v ivaqità, talora m·ordace, del Veneto, la prontezza, così al-rodio come all'amore, del Parmigiano, la tranquilla bonarietà del Mo denese, l'energia. e spesso la cupa fierezza del Romagnolo, 'la mite e talora indolente calma del Marchigiano. Gli abitatori dell'Appennino settentrionale e centrale, che forma in ctirt o modo una porzione della cornice del quadro, si differenziano in parte dagli abitator.i d_el"piano. E stranei, spe9ialmente quei del Parmense, Modenese, Toscano e Marchigiano, al moto civile, essi hanno conservato certa r ozzezza, certo riserbo, certa selvatichezza, che si ·traduce alcu.n a volta nell'indifferenza, alcun'altra n ella disobbedienza alle leggi. · L' A'ppennino, ne.Ile sue parti alte, m' offre d~l punto di . vista morale, lo spettacolo di un terreno vergine, in cui l'opera del dissodam ent o è appena iniziata ; ma quando la semplicità. rozza del caratter e sia _temperata e corretta dal1' intelligenza sviluppata, dall'affetto ben indirizzato, esso ci darà forse i migliori soldati. Facci11,mo però un' eccezione. Quella porzione che con le sue falde tocca il mar~ Ligustico, . è meglio adatta a fornire buoni marinai : e credo che la rin o-

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SEVERlNO ZANELLI

facilmente a chi s'interessa per lui: è docile, pieghevole, riconoscente. Ha d'uopo d'essere stimolato, spinto, trascinato . Scrisse un poeta, e molti ripetono ancora oggidì, parlando dei meridionali, che la terra molle, lieta, ·e dilettosa, simile a se gli abitato1· produce. Non conviene esagerare l' inffnenza dei determinanti fisici : anime fiere, indomate vis.,ero altre volte sul suolo dove nel seguito poltrirono gli indegni nepoti. Ma chi scrisse e ripete i molli versi, non si dilettò fo rse mai d'inerpicarsi sulle cime e imi fianchi ~irupati dell'Appennino meridi onale ; non contemplò l'.austero spettacolo delle campagne del Sannio; e non s'aggirò fra le cupe foreste della Basilicata. e delle Calabria. Invece di abitatori molli, lieti, dilettosi, avrebbe incontrato uomini robusti, sciolti di persona, coperti di rozze lane, assuefatti a poco e grossolano cibo, amanti della fa.mig lia, devoti alla Chiesa. Rapidità d"intuizione, potenza di fantasia, impeti subitanei, costituiscono il .fondo del loro carattere ; incuria e malvagità di grverni fe. cero d i tntto per fa lsarlo, detnrparlo. corromperlo. E vi riuscirono in parte. Nella mia lunga permanenza nelle provinc;e del Mezzodì, ebbi or:casione di osser vare un fatto generale, costante: un antagonismo, cioè, spasso dissimulato ma reale, profondo, fra le classi agiate ed i proletari, fra i galantuomini e i cafoni. N.on è qui il-luogo di indagarne le cause: ma esso è certamente antico, ed esercitò una influenza deleteria snl carattere delle popJ\azioni rurali specialmente. Vedea da UE lato le classi agiate appro.6.tfare d'ogni mezzo, anche immorale, per isfruttare il lavoro del proletario, e, in omaggio al principio della libertà economica, con prf'!stiti a interesse elevatissimo, condannarlo a lavorare senza la speranza di mutar condizione; dalraltro, gente povera in mezzo all'abbondanza dei prodotti del suolo, conscia della propria. miseria, dell' iin poss.ibilità di ripararvi, costretta da necessità a mordere il freno, a dissimulare il propr io rancorè finchè arrivi un'occasione propizia. E allora l'odio lungamente n:,presso scoppia, la legge diviene impotente: la campagna è percorsa da brigan ti. Una parte di q uesto spirito diffidente, simulatore lo portano seco le reclute, allorchè entrano nell'esercito; ma la

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scena cambia a· loro sguardi: tro1,an lealtà, franchezza. amorevolezza, gi ustizia; gittan via l'odioso fardello, e resta; cuori vergini, aperti al sentimento del dovere e dell'onore intel~. letti ·pronti, intraprendenti, fantasie mobili, facili ad' a~cendersi di~anzi. ~ ciò . che appar bello e grande. Chi può dir male de1 .mend10nalt entrati vergini nelle file ed educati aiusta i principi della nostra morale militare? b Le isole hanno individualttà propria, più accentuata delle regioni continentali. Il Siciliano, sebbene separato dalla terraferma me~ia~te un brevissimo tratto di mare, tuttavia presenta alcune drfferenze spiccatissime nel carattere. L'affetto al proprio paese, spesso, nei primordi del servizio de<Yenera in malattia; è irrascibile, puntiglioso, non molt; facile ad addomesticarsi. Ma tutto si può da lui ottenere, parlandoo-li in nom~ dell_a su~ Si~il~a. Questo affetto prepotente 1o spin~e a scegliere 1 suoi am1c1 pressocohè esclusivamente fra i suoi c~isolani. Ne_l 1866 ne avevo_ quattro alla compagnia : il 24 ~1ug~o fo_rmavano · nna quadriglia, che i compagni, d'allora m poi, chiamarono la quadriglia siciliana. Durante il combattimento fu modello di disciplina, d'intelligenza, di valore: è uno dei più cari ricordi della mia vita m ilitare. Il Sardo divide col Siculo l'affetto tenace, profondo a.1l'isola natìa; è serio, meditabondo, grave, e apparentemen te freddo. Ha più affetto che fantasia; non dimentica nè benefizi nè ingiurie ; ha il profondo sentimento del dovere 'che nell'esercito gli ha procacciato fama di onesti~ <l i di~ sciplina, di deyozione incrollabile. · ' Ria~sqmendo ~uanto ho detto finora, mi pare si possa conch1ndere che 11 connubio fra intelligenza ed istrnzione - questa che svolge e sussidia quella - va decrescendo dal Settentrione al Mezzodì della Penisola; la mobilità. del 1:~ffetto e della fantasia, l'energia dell'uno e dell'altro, al 1 mc~ntro, vanno crescendo. Il senso morale ed il senso civile appaiono più sviluppati, più vigorosi nella parte boreale m~ntre n~ll'australe restano tuttor a quasi allo stato latente: e rnvol~t 1 _fram~ezzo alle tristi memorie di un passato di oppressiom e eh sventure. L 'equilibrio dell'intelletto, della


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fantasìa e della volontà,. infine, tende a manifestarsi pie- · namente nel Settentrìoue; può dirsi appena uscito dallo stato di potenzialità nel Mezzogiorno.

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'NOS'l'RO IDEALE MI LITARE.

. Tali essendo, quàl i mi sono s~udiato di tratteggiarle, le condizioni morali e intellettuali dei popoli italiani, quale è Pideale a cui dobbiamo accostarci? Se l'Italia ha una personalità propria e distinta, è b.en naturale che debbasi da _tutto priueipìo rinunciare all'idea di copiare servilmente le altre nazioni. E ·che .questa personalità vi sia veramente, ne· fa fede il. · modo con. cui essa intende l"arte e la scienza' / le più solenni manifestazioni del carattere dei . popoli. Il genio italiano in genere mi .pare debba rimanere in mezzo fra il germanico e il .francese, partecipa;e alla foga del secqnd9 e all'impassibilità del prìmo. Come rieJle più splend ide rìvelazioni dell'arte e della scienza _si .ravvisa la perfet ta corrispondenza del contenuto e della forma, l'armoni~o temperamento dell'analisi e della sìntesì, così nei momenti più gloriosì della vita operati va italìana mi pare si tro,rino concordemente:, associati l'affetto che infiamma e la rao-ione . o che ·guida e raffrena. · Domandare alla storia le forme ti.piche del soldato italiano è opera difficile, per non dire vana; l'Italia moderna non ha storta militare propria, e g li stranieri fecero la loro in casa nostra. Solo ìl Piemonte ha questa storia; ma mentre esso fortemente . operava, il resto d'Italia mollemente dormiva. L'esercito italico dei tempi napoleonici avrebbe forse potuto -rivelarcì_ queste forme; ma la sua vita fu troppo breve perchè potesse al tutto svincola,rsi dagli influssi francesi, sotto i quali sorse, visse ed eroicamente pugnò. Era serbato all'Italia presente ìl còmpito glorioso di dettare la prima pagina della storia del soldato italiano, vi è scrìtto disgraziatamen:te Custoza é Lissa, e i nostri nemici o falsi amici hau riso d' ignobile compiacenza. Ne siamo addolo-

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rat,i : ma nella sventura abbiamo almeno saputo conservar e bastante d ignità. Universale è il' con vinci mento che il soldato debba esse.re · robusto, sano, atto al1e marce, . indurato alle fatiche. I mo( teplici esercizi ginnastici, ment1:e 11:\Ìrano a sviluppare ed accrescere le forze fis iche, giovano pure ad acliire e riuvigor_ìr e l'energia intellettule, e soll'evare l'animo da quella inerzia e da quel torpore che costituiscono il maaaiore osta- , <:>O co.lo al libero svolgimento dei ger mi di coraggio e di ardire. Vi sono a tale riguardo prescrizioni regolamentari giuste, precise e chiarè, ed è quindi inutile occuparsene. · . Ma v'ha un'altra quistione eh~, se non è stata a lung.o · dibattuta teoricamente, riceve però di contin·uo soluzioni assolutamente diverse nella pratica. Ii principio della colletti vità e dell' individualità è variamente inteso ed applicato presso dì noi. Alcuni, e sono i men numerosi, esaaerano il primo ; ammettono che la. recluta nell'atto in ~ni' mette il p iede sulla soglia della caserma debba lasciare fuori l'intelletto ed il cuore, e rassegnarsi a far la parte di mac· china, a pensare e volere escl usivamente còl cervello e con ~a volontà de!-su'periore. Altri, e I sono i più, esagerano ]a ~mport,au~a del secondo · a danno del primo, s'affidano quasi interamente alle mobili onde della fantasia e dell'affetto sp~sso cièchi, individuali e d isgregati ; e per non aver mac~ chine troppo pesanti, riescono a g iocattoli che ~tl _primo urto un po' forte si rompono in mille pezzi. E intanto, mentre da u~a parte si grida (1'"ancesi ! dall'altra tedeschi! , si di mentica che vi è .un paese chiamato Italia; che una parte di questo ci fornì un modello d i soldato lontano così dall'au-tomatismo germanico, come dal sans géne francese, e che questo soldato impose l'ammirazione e il rispeÙo· così al tedesco . come al francese. Non occorre soggiungere che il nostro 1deale deve stare nel giusto mezzo fra le due opposte tendenze. L o sforzo dell'educatore dev'essere volto a modèra1_r~ e _f~r couvergere verso la collettività questa esl~beranza d md ivid uarlismo che s'incontra nel carattere italiano. Ma in q nesto non deve contorcere e sforzare la natura; deve


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SEVERINO ZANELLI

studiare e determinare il grado di collettività a cui è uecessariò pervenire; subivare l'eccessivo; ma ciò che è necessario dee volerlo sempre, in tutte le circostanze; esigerlo risolutamente, inesorabilmente. La forza che raccoglie, collega, e governa nell'unità del- · l'organismo 'militare i molteplici eleme11ti ind ividuali, non . può essere a mio giudizio che il sentimento del clovere. Il principio del tornaconto individuale, se può valere in molti casi, mi pare non possa avere grande efficacia quando si ponga q~1ale fondamento della vita milita~·e. E invero, se noi' parlassimo ai nostri soldati ìn nome di questo principio, additando loro i vantaggi che potrebbero ritrarre dalla <lisci-' plin:.., dal .valore, dall'abnegazione, essi sorriderebbero certamente e ci risponderebbero: ~< Di ciò che è a noi vantaggioso « i migliori g iudici siamo noi; siamo qui per obbligo e ci « stiamo, e procuriamo di far ciò che ci spetta; ma se ci par« late di vantaggi, di tornaconto, allora vi diciamo che questi « sono là nel nostro campo, nella nostra officina ». E noi par· leremo dei vantaggi indiretti, con:51stenti nel· non incorrere nell.e pene stabilite per chi contravviene alla legge? Ma un uomo che opera per isfuggire i rigori della legge mi· spa- . , venta! Quando venga il momento in cui possa credere ·cbe le armi della legge sieno spuntate, egli fuggirà codardamente, leverà in alto il calcio del proprio fucile, e lascierà trucidare dalla bordaglia i Thomas e i Lecomte. Datemi invece un uomo nel cui petto risuoni potente la voce del dovere: guest' uomo, strappato violentemente alle 1 gioie domestiche, sottoposto a dura disciplina, vi seguirà, dovunque, dividerà con voi g ioie e dolori, sopporterà le privazioni senza dare un lamento, affronterà con pacata rassegna· zione la morte. E non v'abbandonerà: una voce gli suonerà sempre nel cuore: l'imperativo morale, che costantemente gli griderà: compi il tuo dovere !· Si dii·à che tutto ciò è poesia . Sia pure; ma mi sia concesso di soggiungere che è. una poesia abbastanza divulgata nell'esercito; che· è già stata ben appresa e recitata m passato, e lo sarà, speriamo, anche · megljo m avvenire.

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I mezzi atti a svolgere nel cuore de.l soldato il sentimento del dovere non possono essere i medes~mi per tutti i popoli; ma devono variare secondo l'indole speciale di ciascuno. Nelson alla battaglia di Trafalgar incitava i suoi dicendo:« L'Inghilterra è sicura che tntti oggi adempiranno « su . questi legni il debito loro >1 • :Bonaparte in Egitto parlò diversamente ai Francesi prima di combattere, quando annunciò loro che dalla cima delle Piramidi quaranta seGoli sttt.vano attenti a contemplarli. Nelle stirpi germaniche ed anglo-sassoni ra vita intima e la consapevolezza morale ::ìOno alimentate dallo inflettersi dell'anima sopra sè stsssa, ·e dallo echeggiarvi dentro il co~a~~o .deJla legge, ~auto più spiccato e forte, quanto quivi e pm frequente 11 silenzio delle passioni e il mondo circostante meno a ttrattivo; e per la fuga dell'accidia e dell'ozio sorge continuo dal lavor o ostinato il sentimento d~lla forz~ e della dignità propria. Nelle stirpi latine, invecfl, e massimamente nel!e italiane, la vita subiettiva €\meno profonda. e m~no contmua; esse sono meno infiammatè di virtù che d'orgoglio e di gloria, e le fantasie vogliono esser e scaldate con qualche bellezza e g randezza ideale (1). Non basta discorrere del dovere nudo e crudo· convie~e svegliarne, svilupparne il sentimento, · mediante il sussidio e il savio in~irizzo dell'affetto. . E ciò è massimamente necessario alla milizia, costituita rn buona parte da quelle classi che sino ad ora furono adbandonate alla naturale probità o al · 1urne del senso co~une: troppo fortunate se questi due ispiratori potenti non s1_e~o ~~a~i ann~entati dai pregiudizi, dall'esempio degli or-· drn1 .rm elevati e dal peso di quel disprezzo che irrita l'orgoglio, esacerba l'anima e corrompe le salutari d i lei forze_ L'indirizzare saviamente l'affetto, di cui tanto abbondano le nostre popolazioni, aumenta le difficoltà · dell' opera educatrice; ma, in compenso, è fecondo di utili risultamenti, agevola l'azione disciplinare, corrobora il sentimen to (·I) MAM!Ht. Del senso -momle degli Jtaliani.

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ANNO XLVII.

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l.,)C..V.l!.H\.,l.l, \ V

S EVERINO ZA 'N ELLl

I.J.Oi.'U.\,lil,.- L

del dovere e diventa. la causa efficiente di qaanto v'ha di eroico, ,d i moralmente grande nella vita mi li tare. Errore massimo, perci0, mi pare il non curarlo convenientemente: io vorrei che coloro (sono abbastanza numerosi), i quali vanno tuttodì predicando essere inutile rivolgersi al _cuore del soldato, cercare d'inspirargli l'amore al paese, la devozione alla Bandiera e via d icendo, vorrei che non avessero poi a trovarsi nella necessità di dover r icorrere a codesto cuor e. << 'l'roppo tardi! udirebbero fo rse rispondersi: il nostro << cuore è morto, il vostro disprezzo rha ucciso ». R icordino il', detto cl'uorno che s'intende qua lche cosa d'educazione. « Uomini spenti di fantasia e d'affetto, è prosa mera ; tu li « vedi inerti più al bene che al male, dell'inspirata virtù « derisori, ma d'ogni misera mania capaci. Anche la prosa « ha i suoi matti, e non facilmente sanabili ». (Tommaseo). L'indole di questo lavoro non mi per mette di discorrere partitamente dei molteplici obietti cui dev'essere indiriz .zato l'affetto del soldato. Amor patrio, devozione al R e e tilla B andiera, amor proprio, spirito di corpo e vi a dicendo, sono tanti anelli di una stessa. catena., dalla cui robustezza <li pende la solidità . e il valore di un esercito. T ralascierò· di p~rlarne ; e mi contenterò di dir poche cose s u q~ella for~a pa1,ticolare dell'affetto, che si traduce nella fid ucia scambievole tra superiore ed inferiore, tra compagno e co mpagn~ . E prima di tutto d irò che noi ne abbiamo som~o b~sogno. Le luttuose vicende politiche e la mala s1gnona hanno lasciato nel cuore italiano il germe della guerra etvile ; e lo spirito parliigiano connaturato al nostro carattere, lo coltiva spesso con troppo buona fortuna, associando alla su~ opera ~alvagia l'od io, l'invidia, la gelosia. l\fa questo spirito non ha per lo più il coraggio di mostrare apertamente il viso; si copre del velo dell'ipocr isia tessuto dalla tòrta educazione, e accor tamente insin uandosi per ogni parte, ti stomaca con le lodi quando parla. con t.e, ti strazia con la maldicenza quando parla con altri. E q ual maraviglia, .quindi, se coll'animo travag liato e ~orroso ~a qu~sta_ g uerr_a .che non ha mai posa, nei momenti solenni dell azione di-

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mentichiamo il dover nostro per guardare ciò che fanno gli altri, o facciamo più di quel che ci spet ta, e lo facciam male, solo per d isarmare la maldicenza? Un po' più di stima reciproca, un po' più di fiducia in noi e come individui e come esercito: ecco ciò che ci è necessario. Io sono profondamente convinto che non saranno mai troppi gli sforzi impiegat i a raggiungere questo important issimo soopo. La guerra del 1866 ci trasmise una eredità di rancori, di accuse, di dispetti, di pettegol.ezzi, e noi abbiamo seguitato lungamente a palleggiarceli con rabbia antica e con ar te nuova: il rnmore della lotta penetrò per ogni dove, echeggiò trista.mente nella città, nel villaggio, e nella campagna ; e la feèle antica parve per poco uccisa da. questa strana foggia · d'inquisizione. E ci'. deve poi recare stupore se taluno usci fuori a proclamare l'inutilità dell'esercito? , Ho voluto far notare questa malattia, da cui non so se siamo interamente guariti, per affermare che esiste nel nostro carattere nazionale troppo faci le inclinaz ione alla sfiducia, e conchiuderne che l'opera dell'educatore dev'esser rivolta a correggere questo vizio più o men.o naturale. Non mi pare necessario, per ora, parlarn della fiducia eccessiva che degenera nella presunzione, e porre i~ guardia contro di essa ; penerà forse ancora molto tempo prima di trovare. la strada e venirsene in casa nostra. Dalla fiducia individuale e collettiva trae origine in g ran parte la tenaùia dei voleri, la indomata energia del caratt ere, l'importanza del quale -non abbisogna d'esser e dimqstrata. Il Marmont scrisse occorrere alL'uomo di gtierr.a dieci di carattere, cinque di sapere. Il disaccordo nelle facoltà umane mi par sempre dannoso, e nell'ideale ch'io vagheggio, vorrei il sapere pari al carattere. Il difetto di questa dote .preziosa è stato da gran tempo rimproverato a.gli italiani, e la nostra storia giustifica 'fino a un certo segno il rimprovero: · ma essa· attesta pure che, non ostante le oppressioni, e i tanti patimenti e le tante ignominie, l'indole ita' liana ha saputo resistere, star sa1da, ritemprarsi e acquistar


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SEVERINO ZA.NELLI

nuova energia, E la durata di questo moto d ipende · ora da noi. Il volli, sempre volli; foi·tissimamente volli dell'Alfieri dev'essere la divisa della nuova Italia ci vile e militare. Ma questa volontà non dev'essere una forza ex legge; deve esplicarsi e muoversi ent,ro una cerchia determinata, uscendo dalla quale infrangerebbe quella euritmia di funzioni su cuì riposa la vita dell'esercito. Questa cerchia è. tracciata dalla disciplina, che adempie nella milizia gli stessi uffici che l'attrazione universale compie nel sistema mondiale. Essa è il riconoscimento pratico e costante dell'autorità individuata nella gerarchia e rivelantesi per via del coro'audo. Ii rispetto dell'autorità in genere non è una d?te molto comune fra ' noi italiani: il malg overno ci rese invisa l'autorità, e le tristi abitudini del passato non sono ancora smesse del tutto. Il problema della disciplina in Italia, · mi pare assai più complicato di quello che generalmente si crede. Oltre le mali abitudini, vi è nel nostro carattere una tendenza speciale a personificare, direi quasi, l'autorità; in guisa che noi_obbediamo non tanto per semplice impulso morale, quan.to per le qualità personcili di chi comanda. Dal che manifest.amente consegue che la composizione qualitativa dei quadri · è il necessario fondamento della nostra disciplina. La qua.le nel campo pratico tende oggidì, se non erro a soverchia mitezza. L'italiano è tale, che per. poco . gli si allenti la briglia, corre a precipizio. La persnasione senza. la. forza ·non ha su lui molto effetto. Ma il sistema disciplinare non dee contenere nulla che possa apparire òpprimente senza ragione, ingiusto oèl umiliante; ciò irrita le passioni, guasta il carattere, e riesce a fon~sti risultame:o.ti. Determinare teoricamente questo sistema è impossibile; si possono fissare i principi, ma l'applicazione loro agF svariatissimi casi della vita è lascictta al discernimento dei quadri. E a questi principalmente spetta infondere nal soldato il rispetto all'autorità, ed educarlo ad una disciplina forte ma umana, severa. ma giusta. Guida della volontà è l'intelletto: e se la .guidà non deve esser cieca, perchè mai la potenza moraliziatrice dell'istru)

SF:VJ•:&J NO ZA.NELLI

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zioue intellettuale incontra anche oggidì amici troppo tiepidi, e increduli ostinati? Non è qui il luogo di accendere gli uni, tentare di convertire gli altri. Per me l'istruzione. è un efficace strument_o di moralità, e considero come somma ventura la prontezza di mente dei nostri soldati: procuriamo <li trarne profitto. Concludo ora, e dico che il nostro ideale militare si riassume nel senti mento del dovere avvivato dai nobili affetti, sostenuto dalla vicendevole fiducia, dalla energia del volere, dalla forte disciplina e indirizzato a conseguire nella vita · militare l'equilibrio tra l'individnalità e la collettività.

Hl. - I

MEZZI EDUCATIVI.

Il complesso dei mezzi atti a stimolare e regolare lo svolgimento· del. senso morale-militare costituisce il sistema Bducativo. Consta di pochi principi fra loro concordi e collega:ti; e, mentre porge un indirizzo gener~le all'opera educatrice, s'adatta alla varietà i mmeusa dei casi. speciali e degli individui. Trattandosi del nostro sistema, credo che i risultati fi. nora ottenuti sian tali da d istoglierci totalmente dall'andare in cerca d'un altro. Ma ciò non toglie che non sia perfettibile in molti punti, e non debba seguire le trasformazioni · che subisce rapMamente lo stato morale. delle nostre popolazioni, il quale . eserciterà una maggiore influenza sull'esercito quando venga generalizzato l'obbligo del servizio militare personale. Non esaminerò tutt~ il sistema: toccherò solo alcuni punti risguardanti più specialmente l'applicazione. E in primo luogo mi sembra che le istruzioni destinate a coltivare il senso morale del soldato sian poche, poco apprezzate, e poco ben fatte. Ma l'eseguità del numero non mi spaventa; il graduato ha mille occasioni per parlare all'intelletto ed al cuore degli inferiori; bast( accennare quella della lettura dell'ordine del giorno all'appellò serale, in cui si potrebbe prendere le mosse dalle punizioni inflitte, per


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SEVEllINO ZANELl,J

richiamare alla memor~a i doveri di ciascuno. Inconveniente assai più grave è prodotto dal non ponderare bastantemente l'importanza d~lle istruzioni, che si fanno a tale scopo. Le così dette scuole di contegno, fatte come ordinariament·e si fanno, non sono cosa seria : considerato come sublimemente noi11so, il còmpito di annunciare ai soldati ì propri doveri è gettato troppo sovente sulle spalle dì un sottufficiale, cui si dà un codice, un regolamento, ecc., che egli qualche volta legge malamente,qualche altra non comprende. E intanto l'uditorio parla, ride, o sbadiglia : unica che n on. ride e si nàsèonde, è la disciplina. E che cosa s' ha ad insegnare nella scuola di contegno? Domanda strana a prima vista, ma fo fondo non destituita di buone ragioni, e ripetuta spessissimo dagli ufficiali. Vi è un libricino che sembra dovrebbe contenere la risposta; ma gli atti che deve compiere nelle sue relazioni coi-superiori, il soldato non li ignora; e, più · elle a ricordarglieli, la scuola dovrebbe mirare a convincerlo della convenienza, della necessità di compierli. Ciò non insegna il libro, e non tutti ci ricordiamo o siamo in vena di sfog1iare un pochino il libro del no3tro cuore. · Queste istruzioni non devono essere noiose; e per isfuggire questo pericolo, alcuni, con una in iziativa non saprei se degna di lode o di biasimo, lasciaronoil libro di testo e lessero i .Bozzetti' del De Amicis. Il soldato li ·comprendeva e non si am10iava. Se può darsi caso in cui il :fine gil1st i:fiohi il mezzo, è certamente questo. E giaccbè parlo di sci.lole, mi sia permesso fare un'alti:a osservazione. Il gusto per la lettura è as5ai pronunziato fra coloro che sanno leggere e che costituiscono neUe compagnie una minoranza certo non ispregevole, Ma ehe hanno a leg, gere? I libri del nostro soldato sono i romanzi della Tavola Rotonda, il Libro dei sogni e simili! Così, mentre ·là mente si pasce di chimere, il cuore resta vuoto. Ed ora, che il numero degli ,analfabeti tenderà sempre più a scemare, non 8a.rebbe utile ed opportuno iniziare anche per l' Es9rcito una letteratura popolare ed e·d ucatrice, che valga a bandire una buona volta i libri insulsi o dannosi?

SEVER)NO Z,Ù<l, LLI

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Altra parte importantissima del sistema educativo sono i premi e le pene. Non so che dire dei premi: in molti reg· g imenti si costuma di considerare le licenze ordinarie ed i permessi serali per il tea~ro eome ricompense alla buona condotta ed all'istruzione. E un uso buono, fecondo di buoni effetti; e che meriterebbe d i essere generalizzato. Ma al soldato, oltre la coscienza di aver compiuto il proprio doverer non è riserbato altro prèmio che la lode dei propri superiori; egli l'accoglie volentieri, se ne compiace, e non· la dimentica così facilmente. Errore grave è il negargliela quando la merita; e in questo difetto mi pare che noi cadiamo troppo· facilmente. Avari di lodi, siamo talvolta troppo prodighi di biasimi, i quali sono resi aJ1cora più gravi da una forma che irrita l'animo· t utt'altro che insensibile delle nostre masse popolari e che, in vece di emendare, provoca l'indisciplina, l'odio -e lo sprezzo dell'autorità. Nei castighi conviene distinguere la parte disposttiva o regolamentare, e la parte applicati va. Dalla prima vorrei vedere eliminato l'esercizio di puni~ione. Il modo come è ordi · nariamente praticato, m' induce a c1:edere che i suoi effetti morali siano piuttosto negativi che positivi; e cne sia moralmente più vantaggioso mettere nelle mani dei consegnati la scopa e la pala che non un fuci le, che in quell'ora. co.nsiderano come uno strumento di snpplizio. Alla prigione iu comune vorrei veder sostituita la cella. L'isolamento esercita. un'azione molto più efficace sull'animo impressionabile dei· nostri soldati. Quell'essere condannati al silenzìo, quel trovarsi soli in facci a alla propria coscienza, è cosa che non si dimentica più. Aggiungasi che eon ciò si eviterebbe il pericolo che la prigion13 diventi scuola di ,sentimenti antimilitari: anch'essa ha i suoi avventori più o meno fissi; e questi non risparmiano sforzi per convertire alla loro fede . l'inesperto, cui toccò la sve,1tura di capitare una volta frammezzo a loro. Le amicizie contratte nella sventiwa non si dimenticano; ed ecco quindi l'inesperto di ieri passato oggi nella schiera degli abbonati alle prigioni. ]iJ storia vecchia, che si ripete continuamente; e a chi scrive accadde più d'una

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SEVERINO ZANELLl

volta veder passare impunite alcune mancanze, appunto per tema che la compagnia di certi detenuti non guastasse 11 carattere di chi la prima volta e senza grave malizia era incorso in errore. , La parte applicativa dipende dalla potenza educatrice dei quadri; quistione difficile quanto imp'o rtante a trattarsi, e che io non toccherò per non uscire dai l imiti che mi sono im·posto. In materia d'educazione militare io credo che i buoni quadri facciano i buoni sistemi: metodi perfettissimi in mano a quadri mediocri riescono a poco ; metodi non tanto perfetti in mano a buoni quadri produrranno buoni frutti. Vi è una cosa che rimedia ai difetti di metodo o di regolamento: un po' d'intelletto e un po' di cuore; ciò che Dante, con espressione stupenda per verità ed eleganza, chiamava intelletto

d'amor·e. Torino, 2 aprile 1871. SEVERINO ZANELLI.

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SULLE 1-tV_._L\_NGUARDIE

« Le avanguardie sono organi di sicurezza e non formazioni di combattimento ». Così ha scritto il Mechel, e così si pensò per un pezzo . .i\'fa, in omaggio a quello spirito offensfoo al quale noi certamente ci inchiniamo - non dimenticando però di invocare che esso voglia ognora essere be- · nevolo e grato agli italiani pel culto ardente che questi gli professano - in omaggio a questo culto, lo spirito del servizio di sicurezza mutò anch'esso natura e si fece offensivo; e si disse e si proclamò eh~ l'unico modo per garentirsi dalle sorprese del nemico fosse di andargli incontro e di saltargli addosso. A fianco dell'ardita frase il c~i fondamento, però, è vero: vuoi clifenderti? attacca! si pose il principio suaccennato; e poichè in brevissimo te~po, con rapidità fulminea, p1·oprio offensiva, lo sp1rito offerisivo si infiltrò ovunque, · cosi, la frase famosa del Bertelli: Volete la salu,le? può ormai benissimo adattarsi all'offensiva così come il benemerito· chimico milanese l'a\·eva, con geniale spirito di 1·eclam.e, adattata al suo tonico. E tanto bene è rius.c ita la 1·eclame all'offensiva, che non c'è ufficiale esaminando, il quale, nel decidersi a tener la difensiva in una manovra sul terreno o sulla carta, non compia un vero e· proprio sforzo quasi' che tale condotta equivalesse a farsj bocciare. Siamo noi pure convinti, - e come non esderlo J. - dei vantaggi che l'offensiva ha ,in confronto della difensiva ,e siamo ben_ lontani dal voÌer togliere a quella il primato ~he l'arte della guerra, a;ssurta a scienza, le ha confermato, e che per le infinite sue benemerenze storiche le spetta.

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S ULLE AVAN GUAftDlE

Ma è l'esagerazione che combattiamo, e specialmente combattiamo il metodo adoperato ' nell'esaltar l'offensiv~: non si esalta un uomo deprimendo i suoi vicini, bensì vantandonei meriti e ~e virtù ; così, si dpveva portar sugli scudi l'offensiva senza buttare acldirittura a mare la difensiva.

' sicurezza» Poichè per noi « le avanguardie sono organi di ci sia concesso di richiamarle su queste pagine a quella cher iteniamo esser loro vera missione, discutendo sulla loro natura e sulla l"oro forza. Dunque : avanguardie piccole o grosse? Con o senza ar·tiglieria? F ra i propugnatori delle une ed i sostenitori delle altre, non è di mezzo solo una questione di numero, di quantità, ma esiste invece una diff~renza. sost':\,nziale, di principio, nel modo di intendere le funzioni dell'avanguardia. Pei sostenitori delle avanguardie grosse, que~te debbono concorrere con la cavalleria esplorante.. nel servizio di sicurezza, ed una volta incontrato il nemico debbono tosto ingaggiare con esso un'azione offensiva vera e propria, al fine di sorpren: derlo, di obbligarlo ad uno schieramento a ffrettato, tumultuario, ìmprudente, per stt"appargli il segreto della sua na- , tura, della sua forza, delle sue intenzioni. GlÌ altri, non credono necessario che le avanguardie spendano nel servizio di sicurezza energie preziose ben altrimenti utilizzabili. Seéondo essi, l'avanguardia, incontrando -il nemico, non deve prendere una energica offensiva, ma deve sostare e destreggiarsi senza troppo impegnarsi. E per ,ottenere· ciò, o meglio, per impedire cp.e avvenga il contrario, occorre, ci dicono, che l'avanguardla non sia forte; per;hè la forza dà indip'endenza e questa. porta facil mente ad ' agire oltre i confini che la prudenza necessaria in ulfa situazione tanto · delicata consiglié:!,. · Ed a conforto di questo loro ragionamento, citano i numerosi esempi di cui è ricca la storia dell' ultima grande campagna europea.

SULLE AVAr;GUARDrn

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* ** Basta la cavalleria esplorante ad assicurar da sorprese· una colonna in marcia? Noi rispondiamo che basta. Tutto al più, a gualche cavaliere od a ·qualche pattuglia n_emica potrà accadere, o per meditata audacia o per d isone~tamen to, di trovarsi alle spalle della cavalieri~ in esplorazione, ma nè il, cavaliere, nè ]a pattuglia si lancieranno s~lla fanteria della colonna marciauté ! Sarà bazza se riusciranno a trovare una via pel ritorno ! D 'altronde, ammesso pure che qualche piccolo nucleo di cavalli o di fanti abbia potuto approfittare di una esplorazione nemica difettosa, m1ca dobbiamo credere per ciò che essi fossero per ottenere - s.e il volessero - gli effetti che i cosacchi ottenevano sui mis·eri avanzi della ·grande armata! ·Truppe demoralizzate e scosse, basta a spaventarle ancl~e l'innocente schioppettata di un cacciatore! Ma noi, qui, parliamo di truppe in condizioni normali, col fegato e coi nervi ancora in ordine, e bene nelle mani dei capi. . Che la cavalleria, quando arnvj improvvisa, possa talo;a o~tenere effetti inauditi, non neghiamo, ma non possia mo ammettere ch e si lasci sempre più prender piede ad un· ~oncetto troppo esagerato sulla pa.ura che noi fanti dobbiamo aver dei cavalli! P erche accadé questo di veramente strano: d 1e, mentre da un lato cerchiamo tutte le occasiorii ?er ben convincere il nostro fantaccino che il suo fucile, se il polso non gli trema troppo, tiene indietro assai cavalieri nemici, ~all'altro esageriamo all'infinito i pericoli che possono derivare dall'apparire inatteso di gruppi di' cavalleria avversaria! A questa esp,gerazione noi non ci associamo, e protestiamo contro di essa ritenendola dannosa. Torniamo a bomba: d ire mo dunque che quel poco assai problematico d i;. maggior sicurezza che il concorso della fanteria ~!l'esplorazione può dare, non compensa la somma cli e.nerg1e -che quel concorso richiede dal fantaccino, e che tanto .m · · 1· nsc · h"1 9h e 1· propugnatori delle avan, e.no compensi guardie piccole considerano come inerenti a quelle grosse.


SUl,LE AVANGIJARD!E

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SIJLT,E AVANOUAHL)JE

Per assumere sul nemico, nel quale ci si imbatte, quelle notizie che premono al comandante, e che la cavalleria esplorante avrà fo rnite solta~to .in minima parte, monche o magari errate, è proprio necessario che l'avanguardia di fan, teria ingaggi con esso un combattimento offensivo? O non sembra più naturale di trattener l'avversario attaccandosi \ al primo appiglio che il terreno presenta, cercand o di destreggiarsi su l fronte con contegno sagac.e e prudente, mentre ufficiaì1 a cavallo, o in bicicletta, in tutti i modi oppor tun i cercheranno di scoprirne le ali e g li alt ri segreti, frugando cogli occhi e col cr iterio? · E dato e non concesso che con un ccmbattimento offensivo si acquistino più rapidamente, perfettamente ed in maggior copia preziose notizie sul nemico, è opportuno, noi domandiamo, per questi maggiori utili che se ne ricaverebbero, gettar l'avanguardia in un'offensiva dalla quale possono derivare guai ben più irreparabili di q uelli che derivar possono dalla mancanza o dal ritardo · di qualche informazione? Noi rispondiamo negativamente. Noi abbiamo scarsa fode sulle rivelc~zioni del combattimento d'avanguardia, e sulle informazioni in gen13re, e riteniamo che assai più delle famose informazioni serva al Capo · quella dose d'intuit·o tattico che egli, come tale, deve possedere. Ohi ha il comando e la responsabilità con esso d i, una colonna, se è uomo degno, non può non volere, anzitutto, che nulla intervenga a diminuire l'intensità e l'estensione del suo comando per quanto riguarda il decidere se combattere o no, e lo stabilire il modo d'attacco o di difesa,. Ohe dopo provveduto a ciò egli possa limitarsi a pronunciare un fatalistico alea - jacta est, noi lo possiamo ammettere; ma che egli possa permettere che otto volte su dieci il comandant e dell'avang uardia lo t rascini a fare l'opposto di quanto l'opportunità consiglierebbe, no, no assolutamente non lo ammettiamo. P erchè -:- e t utto il n odo della, que-

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stjone sta qui perchè otto volte su d ieci, l'avanguardia, impegnatasi offensivamente, avrà urgel!,te bisogno d i esser sostenuta, ed il g ros,:;o la sosterrà, per cameratismo anzitutto, e per evitare un cl isastro i cui effetti, special mente moraii, potrebbero esser gravissimi. Così, le truppe dell a colonna, mano mano che affluiranno sul campo di battaglia,' saran lanciate in soccorso di quelle che le avranno precedute, e l'urgenza dei soccorsi impedirà, la costit uzione di una massa abbastanza forte per esercitare un'a~ione efficace. ~ Donde impiego a spizzico della forza, ossia violazione continuata del principio della massa e della simultaneità deo·li . ,:, sforzi, e nessuna possibilità pel comandan te di r imandare la lotta o di darle la forma che egli avrebbe vol uta. Il nostro pensiero corre ... lontano ! Per portare es~~pi bisognerebbe raccontare la prima par te della campagna franco -prussiana del '70, ma ce ne asteniamo tanto più che i nostri lettori li conoscono. L~ cose, in questa campagna, andarono egualmente bene pei Tedeschi perchè essi ebbero la ventura di avere di fronte alla (ocosilà delle loro avanguardie un nemico nel quale mancava il cameratismo e pel quale ia voce del cannone non aveva il magico effetto di chiamare tutti sul campo di battao-lia un . o ' nemico nel quale lo spirito offensivo faceva assolutamente difet~. . • Ma noi non possiamo permetterci il chauvinistico lusso dì sperare che i fu turi nostri avversari saranno da meno d i noi epperciò dobbiamo considerare come non imitabili - in via' generale - le avanguardie tedesche del '70. ~ A. questo int.ento, un solo rimedio : D iminuire l' indipendenza delle avanguard ie d iminuendone la forza, proporz.ionando questa ai · più modesti uffici i cui noi la vorremmo richiamata. Ci si ob bietterà che noi facciamo come quel marito il quale per far dispetto alla moglie si fece ... abilitare al cauto nella Cappella. Sistina, ma non così debbono intenderci coloro i quali equamente vogliono giudicare le nostre idee.


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SULLE AVANGUARDIE

Noi vogliamo soltanto:mettere il comandante dell'avanguard ia in un amb_iente meno proclive ·a quelle velleità, ' a quelle focos ità che in altro ambiente, .ossia ove ci fosse maggior forza a disposizione, fiorirebbero pi ù numerose. Ma non vogliamo castrare l'avanguardia: solo le assegniamo còmpiti più modesti di quel li che i propugnatori delle avanguardie grosse le assegnano, e ci accontentiamo che esse abbiano la minima forza necessaria per la funzione di cuscinetto tra il nemico e il grosso della colonna. Il Goltz, il quale viene a conclusioni di verse dalle nostre sebbene parta' da egual i o · pressocbè eguali premesse, ha scritto: « Se il comandante l'avanguardia, oltre la sua ca« valleria ed artiglieria avrà con sè anche un intero reggi« mento di fanteria.... . sentirà già l' impe1·ioso bisogno cli « tentare con tante for·ze le so1·ii cli una battaglia. Chi vo1•« r·ebbe f'ar cl ire di sé che alla testa di una tal forza ..... si < è fatta sfuggire l'occasione di una batta,glia. fortunata? ».

Abbiamo detto: diminu ire la forza delle avanguardie: come? Certo diminuendo· gli elementi che quella forza costitniscono, ossia ni1,mero e natu,ra delle armi che la. compongono. In quanto al numero non discorriamone più perchè una volta intesi sulla riduzione d( esso non rimarrà da fatsi che una semplice operazione aritmetica nella quale sarà facilis.simo mettersi d'accordo. In quanto alla natiwa delle armi, noi_ vorremmo invece che l'operazione fosse più r adicale : restino all'avanguardia i fucil i, e, salvo casi eccezionali, ne escano i cannoni. Nè ad altra conseguenza potevamo venire per essere logici, perchè togliere l'artiglieria all'a vanguardia significa davvero diminuir la forza di questa. Nè questo solo motivo - che forse a noi basterebbe ci consiglia. Il far entrare in azione coll'avanguardia i pezzi ch'.e ne fanno parte li espone ad essere schiacciati dall'artiglieria nem ica. Che l'artiglieria entri presto in azione è opportunissimo,

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ma essa deve entrarvi fino a quanto e più si può in_grandi masse, e simultaneamente; e non si segue questo principio -esponendo i pezzi dell'avanguardia ad essere schiacciati da un nemico contro il quale poco più tardi essi non si preseuterebbero più soli ma con tutte le altre batterie della colonne. Impiegando l'artiglieria dell'avanguardia nell'azione di questa, si viola dunque il principio della massa, che è principio -offensivo e difensivo insieme; non solo, ma si rischia di impiegarla inopportunamente·. L 'artiglier ia, che deve costituire l'ossatu,·a della forma di attacco o di difesa, cleve essere messa c(posto da chi questo .attacco o quest~ difesa e chiamalo a di?·igere; ed a questo ~o~t~·o .cr~dd s~ .v!ene meno_ lasciardo clìe una parte .cli q nel1 art1ghena e~tn m lotta prima. che 11 comandante abbia potato formarsi un concetto d'azione . La frase « val meglio che l'artiglieria apra il fuoco da una -« posizione anche mediocre piuttosto che essa giunga in ri« tardo >> (pag. 20 delle Norme genera.li) è giusta ma è a ltrettanto pericolosa, perchè essa confronta la medioci·e posizione ·COl giunger lardi, due binomii il cui significato estesissimo porta alle più estreme esagerazioni: delle quali nna per noi . ' . e' l'as.segnaz10n0 dell'artiglieria all'avanguardia. ' p~tr~bb~ negare quest'altra verità: « È meglio che ·« l art1ghena rrtardi di q aalche istante ad aprire il fuoco piut~< tosto che esporsi ad essere dcbiacciata. separatamente e piut· ·« t~st~ _c he vincolare, con una condotta preci pi tata, la libertà ·« d.azions che il comandante, all'inizio del.la lotta, deve avere ·« piena ed assoluta, »?

?h1.

.. .N~i vorremmo dilungarci a dimo:;trare con cifre che l'artiglieria può -:-- nella grande generalità dei casi ·- arrivare in tempo pur rimanendo tutta incolonnata dietro l'estrema testa . · -del grosso ·, ma ce ne as t e111amo · 11m1tandoci ad affermarlo per brevità. ' L' t" l' . . 1 1 . ar ig er a, mcolonnata dietro il 1° battao-lione del grosso 0 <11 u na d.1v1·s1one · · rimarrebbe 450 metri dietro il comandante


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SULLE A VANGUA&DJB

della colonna e 5500 metri dietro la punta dell'avanguardia. Por tando da 3 a 2 i battaglioni dell'avanguardia i 5500 metri d i vanter ebbero 5050, e portandoli da 3 a 1, scenderebbero, i · metri, a 4600. Inoltre, dobbiamo pensare che l'artiglieria prenderà sempre posizione più indietr o della punta d'avanguardia, e che i 5 chilometri d i cui sopra si ridur ranno a 3- 3 e mezzo, percorribili - poichè la fanteria avrà sgombrata la strada ..:_ in meno di un quarto d'ora, in minor t.empo fors~ d i quello occorrente al comandante per decidere: 1° se accettare o ·no la lotta ; 2° la forma d'attacco o d i difesa ; 3° la posizione dell'artiglieria. 4 ·esercito tedesco, il quale ha fatto personale esperienza delle avanguai·die g rosse, e nel quale i brillanti risultati ottenuti dalle audaci iniziative dei suoi capi non hanno diminuita la serenità del giud izio, 1_!0n assegna artiglieria alle proprie a van guadi~.

*** È venuta l'ora di finire, e finirò. Io ho credu to di proporre un acconcio e non nuovo r imedio ad un pericolo che per me esiste; vi sarà chi avrà r imedi migliori, vi sarà an che chi non ammetterà nemmeno l'esistenza del pericolo . Fortunatamente, non la pensiamo tutti ad un modo, in questo mondo! e può anche darsi che sia meglio il non pensarla come me. E con questo atto d i modestia, che però non deve essere interpretato come difetto d i convinzione, saluto il cor tese lettore.

e

Firenze, 14 dicembre 1901.

N. N.

L' OFFENSIV,Et\. IN 81\.VOIA CAMPAGNA. DEL 1793

Coniinna.zi one e fin e. -

\',d i d is11e11..,,1 X.li, anno J90 t

Il Gordo.ù obbligato a rinunciare all'impresa di Vall ,ire, lasciò a Saint-Mich el un for te distaccamento a sorvegliare i F rancesi che erano stati ingrossati da 1 battaglione ve:rr nto per il Galibier da Briançon e con ·il r esto avanzò a SaintJean di Maurienne. Il 6 settembre la sua avang uardia t e- · neva la Ohapelle, con posti avanzati ad Epierre. Lo stesso giorno giungevagli l'autorizzazione chiesta al De Vins, ed insieme ad essa 8 compagnie spedite dal barone Chino pe.r il colle della R oue in Moriana, contrariamente alla idea del Gor don che voleva adoprarli verso les R ochilles e la Plagnette. Il comandante piemont ese non potendo sottrarsi alle richieste del Duca di Monferrato e non volendo d'.altra parte r inunciare al suo progettò di Valloire) pensò d1 far ser vire l'avanzata verso Aiguebelfo a rassicurare · il Prisye, per r it ornare poi impi·ovvìsamente a .s orprenderlo. La µistanza tra la Chapelle e Valloire era t roppo grande, pe~ch~ lo spostame~t o s~ potesse_fare in u~a tappa, t occò qumd1 al Gorclon d1 lasciare a Samt-Jean un distaccamento di 4 battaglioni, con il qnale contava a ppunto di eseguire il m.eclitat o at t acco di sorpresa. Il 7, il generale piemontese si portò con il g rosso a la Chapelle e per guarentire la sua sinistra fece occupare le alture di r iva destra del rio ~i B elleville affluente dell'Arc, con posti ai colli di· B ergéret , Pré-Jourdan e Merle, mentre la sua destra era assicurata da un batt aglione del reggimento 3 -

ANNO XLVI. I.


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L'OFFENSIV A I:>: SAVOIA

L 'OFFJ,NSJVA I N SA VOIA

Torino, comandato dal conte di None, che distaccato dal corpo di Tarantasia, si era stabilito al colle della Maddaleua. Il giorno 11 settembre, il corpo La Tour d'avano·uardia. b ) rinforzato da 8 compagnie grànatieri attaccò i Francesi ad ', Argentine; la operazione condotta mollemente e con poche forze non approdò a nulla, per cui a sera il Lr.1. 'l'our ritornò ad Epierre. Il 13,· notizie poco rassicuranti dei distaccamenti lasciati a guardia di Valloire, ed una lettera del D uca di Monferrato che comunicava la sua rinuncia ad una ulteriore avanzata, indussero il Gordon ad agire contro il P risye, o:sser vando con poche forze il Lèdoyen. · Il J 4 lasciate ad Epierre 13 compagnie con 8 pezzi e tutti i distaccamenti laterali in posizione per contenere il nemico, marciò in persona a Saint-Jean, per mettersi alla testa cl!:li 4 battaglioni rimasti vi e cond urli all'attacco di i,Talloire, mentre il La Tour seguirebbe a rincalzo con il suo corpo scelto. :\fa a mezzogiorno del 15 settembre, mentre era sulle mosse, gli pervenne a Saint-Jean la notizia che i F rancesi all'alba ave-vano attaccato su tutto il fronte con forze considerevoli . Il Gordon rimise ad altro giorno la progettata operazione e si pose in via per ritornare ad Epiene. A mezza strada incontrò il La Tour, gli ordinò di ricalcare le proprie orme, ed accorrere in sostegno delle truppe attaccate, che nuovi messi annunciavano già in ritirata.

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Kellerman partì tosto, dopo aver spedito ordine al comandante in Delfinato, perchè avviasse due battao-lioni dal O Galibier _a Valloire, in soccorso del Prisye e due altri dal campo d1 .Tournoux ad A iguebelle in rinforzo del Ledoyen. Il st~o arri_vo. alla .ar1?at_a rialzò lo spirito delle truppe e d~~h uffic1~h_; egli richiamò l'artiglierie ed i bagagli stati g1a m~ndat1 lil Chambery, convocò guardie nazionali, perc?r~~ 11 terreno, parlò con le autorità, eccitò ovunque !'atti vita El lo. zelo, P.romis~ rinforzi, diede ordini per la difesa, ed al termine dei tre g10rni r itornò a Lione. Ma ai primi di s~ttembre un nuovo panico essendosi prod~tto! K ellerman ncevette l'autorizzazione di riprendere la d1rez10ne delle operazioni, sino alla cacciata dei Piemontesi dalla Savoia. La situazione dei l!'rancesi era il 14 settembre la seguente:

In Moriana -

Ad Aiguebelle, 7 battaglioni (1) di cui uno a Saint-Alban d'Hur tiei·es. > A Valloile, 3 battaglioni (2). InTarantasia- A Conflans, 4 battaglioni, avanguardia a Roche Cevin, distaccamento al colle d i Basmout. » A Ugine, 1 battaglione. ~ - A Venthon, 1 battaglione. Nel Faitcigny - A Bonneville, 4 bat taglioni e 5 pez?,i (3).

2° periodo della campagna.

Lo stesso giorno la situazione P iemontese era così determinata:

00NT1l.OFFENS1V A FRANCESE.

In 11'Ioriana -

Alla prima notizia dell'avanzata p iemontese in Savoia, Kellerman trattenuto sotto Lione dai rappreseutanti del popolo, aveva loro dichiarato che « Cette ville ne serait prise qu'à <i: la frontière » (1) che il suo posto era quindi alla armata e non in riva alla Saona, ma costoro poco convinti gli concessero soli tre giorni di assenza.

» »

-

Ad Epierre, 14 compag.n ie. A Saint-Jean, 4 battaglioni. A la Chambre, in marcia verso Sa.intJ ean, 3 battaglioni (La Tour). A.l Ponte della Maddalena 2 compagnie granatieri.

(O Uno arrivato da To urnou x. Uno arri va to da Briançon. (3) DLLO uattagl ion i venuti da Lione.

(i) 1llémoi1·e historique de la campaone ciel 179.1 pa,· l'annèe dts Atpu écl'ite 1>a,· Kelterman. rn 1795. IJUVA T, (op. cit.). '

('!)

.

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L' OFF1,NS1 VA I N SAVOIA

In 1vfwiana -

Ai colli di Bergéret, Pré Jourdan e 'Merle 5 compagnie. » Saint Michel e Ponte della Sausse, 2 hatta.glioni. · » Alla Loza in Valménier, r battaglione. In Ta1·antasia - Avanguardia a Roche Cevins. » Al colle Cormet, 1 battaglione. » A Beaufort, 1 batta.glione. » Al colle della Maddalena, 1 battaglione. » A Flumet, 1 batta.glion~. » A Megève, 1 battaglione. » A Gran-Creur, 3 battaglioni. ·» Ad Aigueblanche, 6 ba,ttaglioni. » A Saint-Jean de Belleville, l battaglione (del corpo Gordon). In Fat~c:igny - A. Cluses ·10so uomini.

'

Kelle'rman stabilì di attaccare i Piemontesi alla loro destra in Faucigny e poscia al centro · in Tara~tasia., dimostrando in Moriana per impedire che quelle forze si spo~ stassero in soccorso dell'alt,ra ala. Sperava di' aver facile v.ittoria · delle truppe del Signoris e del Loche, il che gli avrebbe permesso di puntare, per il col di Bonhomme, sul tergo del Duca di Monferrato. In questo concetto, ordinò alle truppe del Faucigny, comandate dal generale Santerre ed ammassate a Bonne.ville, di assalire ·01uses; ed al Ledoyen di molestare il nemico, · n~lla attesa dei successi del Santerre e dei rinforzi che dovevano giungere al Badelone da Lione. Il mattino del 15 settembre, quello fissato dal Gordon per operare contro il Prisye in Valloi~·e, il generale Ledoyen aveva inviato un battaglione per la sinistra dell'Arc, ad_ t1Haqcare Saint-Pier de Belleville, mentre un distaccamento,. condotto dal capitano Hocquart, che avev:a marciato nella notte da San Giorgio des Hurtièi::es al colle di Pontet, sboccava da quel passo e per le Grangie di Arbaretan e le pendici rocciose della pùnta Roquier, veniva ad occupare la testata del vallone du Berget,

L'OFFENSIVA IN SAVO I A

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Da questa posizione,. ove con il favore · della nebbia era giunto non segnalato, Hocquart domil).ava le truppe piemontesi di Bergér et, . Pré-Jourdan e Merle, quindi il suo improvviso attacco le sorprese successivamente sul fianco e le rovesciò giù per il pendio verso l' Are. Il generale La Tour, che ritornava ad Epierre da La Cham.bre, al ponte de.lla l\faddalenà in faccia a Saint-Remy, venne informato che il distaccamento del Bergéret aveva ,abbandonato il posto (l). Il La Tour spiccò subito tre compagni e cacciatori, con ordine di unirsi al distaccamento di Pré J ourdan e Merle, che credeva ancora in posizione, e riprendere il posto perduto. Il drappello giunto a Saint-Remy scontì·ò appunto i citati distaccamenti che · si rit iravano anch'essi, laonde il comandante i cacciatori inviò un ufficiale al La Tour a rappresentargli la cosa, esponendogli che a suo parere non credeva possibile riprendere le posizioni l)erdu.te (1). Il La 'l'our convinto della importanza di quella occupazione, che copriva il fianco dello intero corpo; certo ~he il nemico non poteva avere forze sufficienti per resistere a quelre · r iunite in quel momento a Saint-Remy, ri- · spose <i:. che nulla aveva da mutare dei suoi ordini e che si « obbedisse senza dilazione o replica » (1). Dopo mezz'ora raggiunse il La Tour un capitano, riferendo che il coruandante dei cacciatori « étant très fatiguée pour une entreprise « quelconque il rii,menait. les troupes· au pont de la Mada. · .« leine, où il attendait des ordres > (2). Là hella,condotta di questo comandante i ·cacciatori, avendo l_asciato scoperta la sinistra delle truppe di Epierre, il Gordon fu obbliga.to a ripiega.re . il 16 a Villard Clément, poco a monte di Saint-Jean di Maurienne, con una grossa guardia a Mont Venier in relaiione, mediante posti avanzati, con il battaglione del corpo di Tarantasia, sempre' in posizione al colle della Maddalena.

r

(l.J Journal détaillè des opérations 1nilitafres des ,o,·pi de troupes piemontaises, -sous tes or<lres du lieùtenant' giinèral marquis de Gol"don. Archi vio di Stato. Marzo 38. (~) Journai. détai llé, opera cital.'l avanti.


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L'OFFENSIVA I N SAVOIA

Ledoyen avanzò il 16 a la Ohapelle spingendo contemporaneamente la sua destra, capitano Hocquard, nel vallone di Saint-Colomban, per il sentiero dei colli della Pèrche, del Bourbière e del Merlet. Però mezzo metro cli neve caduta nella notte, arrestò per qualche giorno lé opet·azioni in Mariana, e questo tempo fu dal Gordon impiegato ad evacuare i suoi magazzeni sopra Saint-Michel. Contemporaneamente a questa azione, altri combattimenti si svolgevano sul tergo dei Piemontesi, tra i Francesi r i~ masti a Valloire, ed i posti della Loza, di Valménier e di Albanne. Il Prisye che aveva attaccato il distaccamento della Loza con 500 uomini, venne respinto dal maggiore Ricci (1) che vi comandava, nè miglior risultati ebbero gli altri suoi' conati. · Nel · Faucigny il Santerre, secondo le istruzioni del Kellermàn, partiva la notte del 14 al · 15 da Bonnevillè su tre colonne, per attaccare il Signoris a Cluses. L'attacco fu respinto, malgrado ciò il Signoris ripiegò il giorno seguente a Sallanches con l'intendimento di portarsi a Megève, ma cedendo alle istanze dei suoi ufficiali, ed alle preghiere dei contadini insorti, che la sua ritirata abbandonava alla vendetta francese, acconsentì a difendere la stretta, dandone · incarico al capitano Revel (2). Costui fece oc,:mpare sulla destra dell' A.rve il cocuzzolo di Miribel e sulla riva sinistra la spianata , di Blancheville, a mezza costa dell'aspro versante. Un gruppo di carabinieri fu nascosto sulle pendici boscose di Miribel. Una gran guardia con l' unico pezzo (quello prnso ai Francesi a Sallanches) venne collocato ~ Saint-Martin, infilando la strada. U n distaccamento sulla. sinistra dell' Arve, fu appi1.ittato nel greto del fiume, donde poteva battere di fianco il nemico sull'altra riva ; e la riserva trovò posto al convento dei Cordeglieri di Sallanches.

1,' 01'FENS1V A lN SA \'O lA

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Il 1 7 settembre i Francesi formati in una sola colonna, si inoltrarono nella lunga stret ta con l'artiglieria· in avanguardia, credendo i Piemontesi in Megève._Sorprese_da.I fuoco nemico, le truppe dì Santerre cercano d1 gettarsi sulle alture di Miribel, bersagliate dalla riva sinistra e dal pezzo che batt~ la strada; allo avanzami della riserva piemont ese, fuo·o·ono in disordine sino a Cluses. rappresentante del popolo S'inrnnd destituisce allora il o·enerale Santerr~ « pour avoir engagé un'armée sur une « c~lonne dans un vallon, laissa.nt les hanteurs de. droite « et de gauclie à l'ennemi » (1), e nomina in sua vece l'aiutant~ generale Verdelin. Le truppe però erano talmente scosse che non fu possibile ritentare subit o l'ava:n.zata come desiderava il focoso Simond. P1:ofittarono della inazione i P ie montesi per cost ruire tre ridotte, una a Miribeau, una a Blancheville, la t erza ad Hauches, che armarono con pezzi da montagna portati a braccia dai cont adini per il colle du Bonhomme. L'insuccesso dell'ala sinistra, obbligò Kellerman a modificare il suo piano. R inunciando ad un aggiramento largo si propose cli otten er e lo stesso risultato con uno avvolgimento più stretto, da pronun ciarsi pel colle di Roselend, partendo dalla vallè di Beaufort. L' a,ttacco generale doveva compiersi il 21 settembre dalla brigata Badelone, su tre colonne con le modalità seguenti, fissat e in un consiglio di gùerra tenuto a G-résy. La 1" colonna o cli 'sinistra composta di due battaglioni doyeva da Ugine passare l'Arly a P lanches, marciare a Queige e rimontando la valle di Beaufort porta,rsi al colle di Roselend e scender1:1 a Chapienx, sostandovi fino a nuovo ordine (2). La 2" colonna o del cent?-o forte di 5 battaglioni, da Ven t hon salire sulle alture di monte Mirantin e marciando a mezza

Il

f

(¾) Colli !licci di Felizzano, maggiore nel ieggimento Mondovì. Passù al servizio di Francia e di\' enue generale d i <l i1'isione, mori in marzo l809. Il suo nom o è scri tlo sull'arco·di trio nfo della Stella a Parigi fronte sud. Era nipote di Vittori o Alfieri. Nulla ha di comune co n. il Colli March i, genorale austriaco, com~ ndante le trup pe Piemontesi nella campagna del !795,96. (2) Notices sur la ca·mpagne àu Fmtci/JUIJ 'op. cit.),

,,

(I} l e reprèsenlant du. 11wpt i au Coinite de Satut Puulique. Chamb; ry, 7 octobro :1879, OUVAL . op. cit.l. (2 1 Procés- Veroal d1~ Conseil tenu à GréS/J , r/.islHt (le C/1am bei·11 , <lépademen.t 1t1i ilfont. 1Jllinch. Duv ..r., (01>. cit..).


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L'OFFENSI VA IN S;, VOJA

costa sul versa.nte verso Isère, dirigersi a Hautecour e di là ad Aime (1). La 3a colònna o di desfra forte di 4 b3:ttaglioni con 6 pezzi, marciare sull;:t strada d i Moutiers (1), attaccando gli avamposti nemic:i. La vigilia e l'antivigilia dell'attacco, ossia il 19 e 20 settembre, la bbgata L edoyen doveva molestare il nemico in Moriana, senza compromettere le sue posizioni, ed il 21 settembre concorrere alle operazioni in Tarantasia, facendo passare dal colle di Basmòut 300 uomini sul fianco dei Piemontesi, posta.ti a Roche Cevins (1). La nevicata caduta il 17 e durata sino al 20 settembre, obbligò le truppe a sgombrare le posizioni elevate; ripiegando negli abitati. Kellerman differì l'attacco génerale ad epoca più propizia, n:ia ordinò l'esecuzione di operazioni secondarie, che serrando da vicino il nemico rendessero più agevole l'assalirlo il g iorno che se ne presentasse il destro. Queste operazioni consistettero, nell'avanzata di Ledoyen a la Chapelle, con avamposti a la Chambre; la sua ala destra (capitano Hocg_uart), da Saint-Colornban al colle d'Arves·; e nella marcia da Conflans alla Bathie del Badelone con avamposti a Roche Cevins; movimento questo eseguito con. il il concorso ed il sussidio di una. colonna del 001:po di Moriana, che per il colle di Basmont venne a fi.ancheggiarlo. Gli avamposti del Dttea di Monferrato ripiegarono a PetitCoeur, ed il 2 7 la situazione piemontese rimase così determinata: ·

Go1·po di TaMidasia - Grosso : 8 battaglioni ad .A:igueblanche; » » - Avamposti:3 battaglioni a.PetitCoeur; » » Fianchèggiatori: 1 battaglione al colle della Maddalena; » .» - Fiancheggiatori: 1 battaglione a Beaufort; (!J P,·océs- Verbal dtL Consti! le1i:u e~ Grésy, dislret <le Charnberg, déparlement di~ i)tanch. DuvA~ (op . cit ).

1ltont

L'OFFENSIVA JN SAVOIA

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Go1'J)O di Tamntasia -- Fiancheggiatori: 1 battaglione al colle di Cormet ; Go1·po dì l1101·iana - Grosso: 6 battaglioni a · Villar Clémen.t; » ,, - A vamposti: 2 b,a ttaglioni a l\fontDenis; » » - F iancheggiatori (destra dell' Are): drappelli a Solières-Saint-.Jean de l\faurienne - Saint-.Jean d' Arve - · Pontamafrey l\font Vernier - -1\fout Pascal - Saint.-Martin de Belleville - (Sinistra dell' Are); Albiez Montricher Saint.~Martin. de la Porte - Saint.-Michel ~ Valménier - P ierre Benoit - Combes -- L es Deserts - La Loza - Colle della Roue; Afforzato in torno a Sallanches, Go1:po di Faucigny fronte a Cluses. . * **

Rasserenat osi il tempo, Kellerman determinò di compiere il divisato attacco il 30 settembre e basandosi sulla nuova dislocazione presa dalle sue ~ruppe ordinò il giorno 28: D generale Ledoyen si impadronisca del colle della l\faddalena; Il battaglione distaccato ad Ugine (aiutante generaìe Saint~Audré) occupi Beaufort; L'aiutante gen,erale Verdelin attacchi n uova~ente Sallanches. Il giorno 29 quest e stesse truppe dovevano proseguire le operazioni, cio~ : Il Ledoyen, dal colle della Maddalena, · scendere in Tarantasia sul fianco sinistro della posizione d' Aigueblanche.


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SainL.\.ndré, da Beaufort marciare al colle di Roselen d· Verdelin incalzare' il nemico sino al colle del Bonhomme ·' Il 30 Kellerman si sarebbe inoltrato con il grosso in Tarantasia ad assalire il Duca di Monferrato e deciderlo alla ritirata, ove le minaccie sui suoi fia;nchi già non lo avessero determinato ad eseguirla. Durante q uesti tre giorni il Prisye, dalla conca di Valloire, doveva continuamente molestare il Gordon, per trattenerlo dallo accorrere in soccorso del 'D uca cli Monferrato, o dallo assalire il Ledoyen, indebolito per le forze dà trasferire in Tarantasia. . Nella notte dal 27 al 28 settembre il Verdelin, fatto esperto dello insuccesso del Santerre, a.vviò due colonne per le alture che rinserrano l'Arve, formando la stretta che da Cl uses si protende a Sallan ches. Il 28 mattino assicurato del loro progredire con. segnali concertati, avanzò con il grosso per ( fondo valle e q~estn:__vol~ 2.~l'artigli~ia in coda. I difen- . sori della ridotta di Miribel bersagliat1elalle alture dominanti, sgombra.te dalle milizie inopportunamente, attaccati sul fronte dal Verdelin; dopo onorevole d ifesa si ritrassero a Sallanches. L 'altra ridotta, di Blanchevme, ane;he essa minacciata dall'alto, fu ·evacuata ordinatamente. La r itii:ata piemontese su Saint-Gervais cominciata con ordine e lentezza degenerò ad un tratto in fuga disordinata, per la improvvisa cari'ca di 30 usseri francesi. Le milizie savoiarde si sbanda,rono per ritornare alle loro case e le truppe regolari, precipitate le ar tiglierie nel nume, per il colle del Bon homme e quello della Seìgne, si ritrassero in Piemonte. Così finì questa impresa, che avrebbe dato i più brillanti risultati, se ·i . valorosi che la guidarono avessero avuti me~zi adeguati, e il comando supremo idee più nette ~ definite intorno a ciò che si voleva ottenere e si 'poteva sperare dal concorso della popolazione, sul fianco e sul t ergo dell'armata francese delle ~.\.lpi. · :Per impadronirsi del colle della Maddale;na il generale Ledoyen formò due colonne: una doveva attaccare il posto · p iemontese di Mont Pascal, che tene,,a Je alture di sinistra )

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L'OFFENSIVA IN S AVOIA

L'OFFENSIVA TN SA \'O I A

del vallone che fa capo al colle della Maddalena, appostarsi in quel luogo e proteggere l'operazione dai contrattacchi che il Gordon tentasse. L'altra colonna, circa 1100 uomini, comandata dal tenente colonnello L ema.ille ed accompagnata dal Ledoyen, doveva salire da la Cha.pelle al colle di Morigeais, sul contrafforte che forma il versante destro clel vallon e del Bugion, e di là marciando a mezza, costa, port&rsi all'att acco del colle della Maddalena., che rimane presso a poco allo stesso livello del passo sopranominato. La gran guardia piemontese cli l\font Pascal, .allo avvicinarsi della colonna francese, la sera del 28, abbandona senza resistenza la formidabile posizione che occupa, con la scusa che l'assalitore ha il triplo delle sue forze e nella ritirata trascina seco le gran guardie cli Mont-Vernier e Pontamafrey sino a Mont Denis. La colonna francese di Lemaille giunta anch'essa a ta.rda ( sera al colle cli Mongeais, per la neve altissima sul versante nord del contrafforte da ascendere, dovette riirnrndare al giorno seguente, 29 settembre, l'atta.eco del colle della l\facldaleni1. All'.à lba i Repubblicani ava,niarono verso la posizione occu pata dal battaglione del reggimento Torino il cui comandante, cont e di None, appena avvistato il nemico ordinò la ritirata, compiuta dai suoi 300 soldati senza sparar e un colpo di fucile (1). _ A lla notizia della mossa francese del 28, il Gorclon per conservare le comunicazioni con il Dnca di Monferrato fece ' occupare da 1 battaglione il colle des Engombres, ordinò e.i 300 uomini che 'si trovavano con il maggiore Treppjé a Saint-J ean de Belleville in Tarau'tasia, di accorrere p6r il colle del Golet a sostegno del None, che sperava tenesse fermo almeno tutto il 29. Lo stessç> ordine, av_eva dal suo canto mandato il Duca al Treppié il 28, quasi presago di ciò. che ( I)

Questo coclarcto, fatto segno· allo sprezzo liell'ese rcito, venne ri hiamato a Torino, 0

ma siccome era co rtigiano cons umato ·e nipoic cli uomo potente, do[)O aver passato

l'in vorno a ,cor.te, quale ciambellano, in ricompensa (le!la sua vigl iaccheria ; in aprile 9., ven ne nomina to pleni1)otenziari o a Napoli 1111 r ,~nL•, Sto,·ia militan del Piemonte. pag. 260.


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. L'OFF.!ÙisivA I N'SAVOlA .

d~veva avvenire, ordine che alla sua volta Poradetto magi g10re, con esempio di iniziativa unico più che raro in questa I campagna prevenne, marciando la sera del 28 stesso verso la Maddalena. La mattina del 29 una fitta nebbia copriva il versante nord di quel colle, col favore di essa il None discese, immolest ato dal nemico, ma senza scorgere il Treppié che dal vallone di A vanchère si portava verso la posizione ureduta ancora dei Piemontesi. Il Treppié sorpreso dai Francesi, assalito e ricacciato verso il colle del Golet ove soltanto gli fu possibile. riordinare le sue truppe e ' far testa al soverchiante assalitore; a sera piegò a Moutiers, lasciando che il nemico occupasse il 30 mattino Saint-Jean di Belleville con 1 battaglione. La notizia di questi ,fatti mosse il Gordon ad offrire al Duca di Monferrato di venirlo a raggiungere con tutto il suo corpo dal colle des Engombres, per sostenersi t utto l 'inverno in Tarantasia; ma la sua proposta non -venne accennata. Il Duca gli rispose evasivamente, consigliandolo a cercare in Moriana un posto adatto a rimanervi al si0uro sino alla primavera, senza preoccuparsi della Tarantasia, quasi l'offerta fattagli suonasse offesa. Y.. Il battaglione francese comandato dal Saint-André, marciò secondo gli ordini di K ellerman, il 28 da Ugìne per il colle della Forcle e Queige ·a Beaufort. Quivi però non riuscì a stabilirsi, malgrado i reiterati assalti, perchè il-2° battaglione del reggimento Marina, agli ordini del maggiore Avogadro di Ronco tutti li respinse, contrattaccando valorosamente i Repubblicani. Avvisato di questo ostacolo il Badelone, spedì in soccorso del Saint-André-, per il colle de la Bàthie, · un battaglione e tre compagnie cacciatori agli ordini del Chambarlahac, _cl1e sceso per il villaggio d'Arèche sul fianco dello Avogadro; il. 29 a sera in unione al Saint-André riusciva a penetr.are in Beanfort . Il giorno seguente, 30 settembre, !'Avogadro marcia in ritirata verso il . colle di Roselend seguito dal Saint-André . ' mentre il Chambarlahac si rivolge al colle di Cormet ove stava · a difesa il 1° battaglione del 'reggimento ,Jyfarina, mag~iore marchese di Praly. Le compagnie cacciatori fran_ 1

L'01'1i'ENS1VA lN SAVOIA

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cesi riescirono a salire sulia Crete dn Rey che domina il colle, eventualità che il Praly non aveva prevista, e di là costrinsero i Piemontesi alla ritwata su Aime. Così le operazioni ordinate dal K ellermàn sono tutte rinX scit~, ma con nn ritardo di un 'giorno alla Maddalena, di ' due al. Roselend ed al Oormet . . Egli è costretto quindi il giorno 29 e 30 ad eseguire dimostrazione C'O n il grosso in Tarantasia, fronte _a d Aigueblanche, per tratten ere lo avversario dallo invia.re soccorsi alle sue ali pericolanti. Il generale francese dubbioso, sino alla sera del 30 del risul. ' tato dello svolgimento, non appena ebbe notizia che il Cormet ed il Roselend erano occupati, e Saitn-Jèan de Belleville stava in mano• al L edoven, emanò il 1° ottobre' i seauenti J b ordini per l'inçl.onìani : Al general.e Ledoyen, portarsi con due, battaglioni sulle alture _di Bois, sinistra dell'Arc, fronte ad Aigueblanche. Al Lamaille, avanzare da Saint-Jean de Belleville sino a Sa.lins, fronte a 1.\fo\itiers. · Al ChambfLrlahac, scendere dal colle di Gormet su ifontgirod, a tergo del nemico. Al Saint-André, marciare al colle della Seigne dal Roselend. Al Verdelin, rimanere al Bonhomme con il grosso e s.tac~ care un ba.ttag~ione (5° della Gironda) a Chapieux. Al Badelone, attaccare P etit-Coeur ed Aigueblanche, avvolgendo il nemico per la testata del vallone di Naves. Qtieste mosse che avrebbero condotti i Piemontesi ad una ca.tastrofe, vennero sventate dal Duca di Monferrato. con una pronta ritirata iniziata la notte del 1° ottobre e proseguita \ ... interrottamente sino al colle del Piccolo San Bernardo. Kellerrnan inseguì energicamente il 2 sino a Saint-Manrice, raccogliendo per via lo · Chambarlahac, ma priYo delle sue artiglierie, arrivate solo il 3, non potè ricavare i risultati che dalla intelligente mano-vra potevasi attendere. ~fo~tre. ciò avviene in,1:'~~ant~si?.:, il Prisye con 4 batta- · ghom spiega la massima attività contro il Gordon. La sera del 30 settembre divide I.e sue truppe in 7 colonne,


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L'OFFENSIVA I N SAVOIA

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marciando nella neve le dirige sui posti di Vàlmeinier ; Pierre Benoit, Combe e D eserts ove alloggiavano le truppe piemontesi. Alle 5, appena g iorno,. tutti questi luoghi sono contemporaneamente attaccati e sorpresi. Cento prigioni, due cannoni, armi, munizioni, tende, viveri e bagaglio, ed il maggiore Laboissièr e; comandante la zona, rimasero nelle mani dei Francesi. Il distaccamento della L oza, benchè sito in pos1z1one inaccessibile e con ritirata sicura, all'annunzio della sorpresa abbandonò i l posto, calando a Francoz. Un solo ufficiale, il tenente Sàvoiroux. · che raccolti un centinaio di uomini si era arrestato sulle pendici del Gros Créy, con il suo contegno riuscì a trattenere il Prisye, ed evitar~ che il panico si propagasse sino al grosso del corpo Gordon. Perveniva questo giorno stesso, 1° ottobre, al comandante in lVIoriana, una lettera del Duca, an~uncialite. la sua ritirata verso il Piemonte, con l'invito di proteggerla occupando la Vanoise. Il Gordon spiccò immediatamente La Tour, con 1200 fanti al colle ora detto, per il Doron d'Entre-denx-Eaux, inviò 300 uomini a Notre-Dame du Charmail, per appoggiare il barone Chino nella difesa ,, dei colli della Roue e del Frejus, ed egli stesso con il grosso ripiegò il 2 a S~iut-André. Il giorno seguente le truppe del L edoyen si univano coi battaglioni del Prisye nella conca di Saiut-JYiichel. Non appena J:a brigata Badelone aveva rioccupati i posti, altra volta guerniti alla testata ' delle valli, il Kellermau si era affrettato a far marcifl,re le truppe della brigatà Ledoyen, venute in Tarantasia, ed il 6° battaglione della Gironda venuto dal Faucigny, verso la Moriana per attaccare il Gordon, ordinando il 2 ottobre : · Al 6° battaglione della Gironda di portarsi a P ralognan e di là salire alla Vanoise, oppure a,l colle di Chavière, secondo le circostanze. A l generalé Led'oyen, con due bat taglioni, tornare al colle della Madda.lena e calare a Montayamont. Di costà, per il )

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1,'0Fl•ENSIVA IN SAVO I A

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colle di Varbuche, il passo della Roche, il colle du Chatelard, assalire i difensori del colle des E ngombres. Il battaglione Lemaille marciare a Saint Martin de Belleville, ed attaccare direttamente da nord il colle des Eugombres. Queste mosse r iuscirono inutili, perchè il co.lle des E ngom- X bres era stato abbandonato. Il distaccamento piemontese di Saint-1\fartin di Belleville, rimasto preso tra il Lamaille ed il Ledoyen, riuscì a sfuggir loro per la testata dei valloni des Allues e d i Saint.-Bon, arrivando a Pralognan ; ma, assalito anche costà dal 6° battaglione della Gironda, ripiegò alla Vanoise sul L a Tour . Il 4 ottobre, per il colle des E ngombres il Kellerman si portò a Saint Michel ove si era radunata l'intera brigata Ledoyen, ed il giorno seguente la spinse allo inseguimento del ·Gordon, la cui retroguardia occupava Saint-André. I F rancesi, per avvolgerla, avanzarono su due colonne per l'alto delle montagne, uno diretta sopra Notre-Dame du Charmail, forte di 1500 uomini, l'altra di 1000 -soprà le Villard. Alla sera queste truppe calarono a Modane; ma la retroguardia piemontese già Bi trovava a Bramans. . Il Gordon, lasciati a Bramans il Fontanieux, La Totir a Termignon con ~ battaglioni ognuno e 400 uomini ad Entre-deux-Eaux ed alla Buffa, r i piega al Cenisio il 6 ottobre. Il giorno seguente le sue retroguarcliè'-10 raggiungono sullo altopiano, ové tornano ad occupare le posizioni dei primi di agosto. : Così finì · miseramente questa campagna, con la quale cessarono tristamente per la Savoia, ,otto secoli di fedeltà e di · ) attaccamento alla monarchia (1) . (

(l.) Costa di

llEA lil\EGAII D,

op . cit.

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r,'vF,.ENS!VA (:V SAVOIA

Considerazioni e deduzioni. La prima parte di questa campagna ci offre il destro di / formulare le seguenti considerazioni : FR.A.~OESI.

I Francesi, in Mo1·iana, presentano tm inutile disseminamento di forze che la situaz.ione non giustifica, giacchè il fianco destro della loro linea di operazione era assicurato : sino al monte Tabor dalle truppe del Delfinato, dal Tabor all'Ambin dal distaccamento di Nòtre-Dame du Oharmail, ed il fianco sinistro era guarentito dal Ba.delone in Tarantasia. Quattro soltanto dei sette b~ttaglioni francesi erano in grado di concorrere all'azione, se i piemontesi si fossero decisi ad attaccare vigorosamente ed improvvisamente. Aumentava la debolezza della brigata L edoyen, l'infelice scelta delle posizioni ove si innalzavano le opera for tificato.rie, dominate da ogni lato e senza campo di.tiro (1). P er arrestare la marcia di Ùn invasore, conviene o attraversargli il cammino, sbarrandogli direttamente il passo, oppure collocarsi sul suo :fianco, minacciandone le comunicazioni. In montagna, ove le linee d'invasione sono precisate dall'andamento delle maggiori vallate, il primo metodo è ottimo, quando le posizioni che chiudono le valli sono proporzionate, in ampiezza, all a quantità di truppa disponibile. Ma qua;11do l'esiguità delle f?rz e del difensore, non consente di bo-uernire efficacemente. l'intero fronte ed assicurarne i fianchi, questo _modo non è adottabile e bisogna allora cer · care una posizione laterale in una regione propizia, fornita di sbocchi in varie direzioni, dotata di eminenti qualità difensive e di una linea di ritirata e di rifornimento al co(i) , I.es redoutes au dessus de Termignon ne pouvaient avoir été faites 11ue pour , hattre les poissons tlans la riviére; car leur posillon était si mouvaiso qu'clle POU· , vaicnt ~Lro ba.tt11cs cle to11t ctìlé. • Renseìgncn1e11t.i !l t, capit11inc I/atei rn,· t'Armee àes Alpe,. OuvA1., op. ci t.

L'OFF1rns1vA I N SAVOIA

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perto del1e insidie j e quivi collocarsi come in agguato, attendendo il nemico al varco. Questi alla sua volta dovrà: o mascherare con ino-enti forz e tutti gli sbocchi da cui può irrompere l'avversario: oppure andarlo acl attaccare nel suo ridotto. Il difensore, se osservato soltanto, assalirà i distaccamenti lasciatigli a fronte costring~ndo i~ grosso del nemico a sostare o retrocedere pe; . sostenerli i se rnvoce è aggi-edito nella r egione ove si è ritirato potrà, col favore del terreno, manovrare per linee interno contro le colonne assalitrici. In que~ta .campagna, la brigata Ledoyen n on aveva forze proporzionate alla vastità del terreno da di.fendere ed a quelle dell'avve'.l:;'3ario, doveva p erciò, onde arrestare l'avanzata dei piemontesi, occupare una posizione sul fianco della linea di operazione Moncenisio-Saint Jean de Morienne per obbligarli ad abbandonare la facile ed ampia valJ ata e venire a tentare le sorti delle armi sopra un campo meno favorevole al numero, e più propizio alla difesa. Di località adatte ad una tale funzione, ne esistono due in Morian a, il massiccio delle Vanoise e la conca cli Valloire, ed il Ledoyen, a mio modo di vedere, doveva. scegliere quella della Vanoise. Infatti di costà a-v-:rebbe potuto far sentire la propria influenza anche a benefizio del Badelone :in Tarantasia; mentre ciò non sarebbe stato possibile con l'occupazione di Valloire. che ha solo azione verao il Delfinato. ' Tn :I'a1'Cintasià il generale Badelone aveva disperso come i l suo collega le forze su larga fronte, talchè debole alle ali ed al centro, quelle vennero aggirate e questo sfondato. L~ vie d'invasione che il Badelone doveva precludere al nemico, erano quella di valle d'Isère e quella colle di Roselenèl, Val di Benufor t ; partenti entrambi dalla conca Chapieux·SaintMaurice-Tignes. Ne ·veniv1.t che, mentre l'invasore penetrato in questa piazza d'axmi, poteva a sua posta avanzare per l' una o pe1· l'altra via, il difensore invece era CO · stretto a spostarsi attraverso il massiccio che separa l'I sèr~ d_a l Doron di Beaufort, per opporsi all'avversario, là dove puntasse con la somma delle forze. A mutare questa situa.i. -

A;'\~O Xl,\'fl.


uv

. L'OFFENSIVA IN SA VOIA

zione sfavorevole, il Badelone doveva dunque scegliere una posizione centrale rispet to alle due linee d i marcia, per minacciarle en trambe e gettarsi su queJla prescelta dal n emico. La manovra in montagna è la risorsa degli int~lligent i e degli audaci, la salvezza dei deb oli. Badelone, con poch e forze a disposizione ed una vasta zona da difendere, doveva cercare una localita che alla manovra si prestasse e t rovarvi là propria sal ute. . Il principio, che il possesso ·d~lla testata dà il dominio t attico della valle, avrebbe dovuto suggerire al Badelone l'occupazione deHa Cr~te du Rey, per sigu.o reggiare da essa, l e vie che conducono sui fianchi delle linee di marcia dello avversario, badando « d'ét1·e b-ien ave1·ti des moiwem,ents cles ennemi.s et cle faù-e cles navettes èt p1·opos » secondo il precetto del Bernick. Traccian do strade n uove, riconoscendo le esistenti, stabilendo osservatoH e seg~alazioni, egli avrebl;Je p otuto, in grazia della maggior praticabilità in al to che in basso della regione, manovrare contro l'invasore, anche quando da più parte niovesse ad assalirlo. La smania di tutto sbarrare, condusse i Francesi al disseminamento e conseguentemente alla impotenza ed alla ritirata. Contribuì forse a far loro adottare una serie di difese scalate nell' interno delle valli principali, la p rescrizione di concentrarsi nel Graisivaudan a copertura di . Grenoble e della strada di Lione ; prescrizion e ch e r igettando in seconda linea le · altre ·considerazioni, tolse · ai due coma.n danti ogni velleità di resìstenza manovrata, l'un ica ch e in montagna possa dare risultati fecondi. PIEMON'rÉsr. Già si osservò come la pessima costit uzione degli organi del comando s uprem o e · la dipendenza in cui teneva i generali, ed alla quale v olentieri si assoggettavano, pregiudicasse Pandamento delle operazioni. L' i nerzia forzata_ del corpo L a Tour a Bessans e quella non meno inopport'Lma del Gordona Saint-Michel, in attesa

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del b en eplacito superior e, sono abbastanza eloq.uenti, perchè occorra insistervi L'assenza di. un concetto diret tivo, chiaro ~ e ponderato, emerge da llo a ndirivieni di rinforzi da e per il Ì Faucigny, dannosissimo p er la natura delle operazioni, basate , sul concorso degli abitant~, concorso che senza l'appoggio e guarentig ia di trnppe regolari sarebbe mancato. Una certa genialit à brilla tuttavia nelle operazioni del corpo La 'l'our, attribuibile a ·reminiscenze delle guerre combattute n elle passate campagne in quella regione (1), più che a maturo concett o, ed a meditata in tenzione. I nvero, se balenò a,l generale Gordon il pens·iero di obbliga.re i l ne- \ ., / mico a sgombrare Ter mignon, con un aggiramento p er l'al- 1 top iano della Vanoise, esso non fu poi seguìto da quello, pur tanto naturale di una manovra iden tica ii1 favore del cor po di Taran tasia, agendo dalla Yanoise verso l' Isère a valle di Saint-Maurìce. ' · P are che il L a Tour, intravedendo la opportuni tà di questa m ossa (2), ahbùi proposto al Gordon di scen dere per il vallone di Pésey s ul tergo del Badel on e, ma g li ordini dell'Argenteau prescrissero al tri movimenti, ed il La Tour abbandonò il suo pensiero. È però evidente che se egli avesse marciato i l 30 lug lio dal Cenisio pel colle d' Iséran a Yal di Tignes (3), i l 31 per i passi della Liesse e Larosseur (4), av1~ebbe p otu to piombare s ul posto di Entre-deux -Eaux, sboccar~ sul grosso nemico a 'reri11ignon, ed i l 1 ° agosto coope-: rare con j 1 Gordon a resp ingere i Francesi sin o a Bramans. Il 2, La Tour sarebbe stato in misura di ritornare alla Yanoise, discendendo la stessa sera a B ozel (5) ed il giorno seguent e stabilirsi in potenza a :M ont-Jovet (6) sul tergo del Badelone in Tarantasia. Questa posizion1;1 è preferi bile a quella di MoutierH, perchè scongiura l'eventuaiità di rimanere chiuso t ra )e · truppe ret roceden ti da Saint-Maurice e Il) l}1m p,1gne del 1630, 1;os, nn9, i 71.J , !iB. l'récis a a.1 1n,,uva,ne,1.t.;, cc:. cc;. (op. c11.).

(2)

(3) Circa rn ore di 111an:ia. (.1.) Circa. 9 ore di n,arcia . (5) Cir,·a. 1'2 ore d i. ma. rei a.. (oJ C,r ca (; ore ni s,d il a.


I. OFb' 1rns1 VA lN S .\ V O! A

quelle accorrenti da Conflans in soccorso delle prime e protegge altresì il fianco dei::tro del proprio partito avanzante in Moriana, dalle imprese che l' avversario tentasse dai colli di Chavière e di Aussois. F t1 grand e errore il n on aver compiute q_u6ste mosse, che an ticipando di 1(). giorni lo sbo~co in Tarantasia. del Duca di .Monferrato, e precipitando la ritirata dei Francesi, avrebbero forse cambiato le sorti della campagna. In 1'arantasia, dimenticava. l'Argenteau che non bisognci mai attacca1·e di f'i ·onte · le posizioni che si possono f a1· sgomb1·an aggi?-cmclole (1) e quindi t utti gli atti di costui sono improntati allo infantile concetto di r igettare i Francesi da una linea di difesa su quella successiva, sino alla loro espulsione dalla vallata; senza forse neppur sospettare che bastasse l'aggiramento largo e deciso del colle di Roselend , con ob iet tivo Beaufort e poscia Confl.ans, per ottenere in un sol colpo il risultato che faticosamente e lentamente si cercava. La forza di cui disponeva l'A rgenteau, in proporzione a quella nemica, e.·a tale da permettere di distrarne senza pericolo un buon terzo per questa impresa, che oltre allo accelerare lo sgombro della Tarantasia, avrebbe a vuto notevole influenza sullo estendersi della sollevazione dell'alta Savoia. A mio modo d i vedere, l'invasione doveva eseguirsi con le forze riunite in un sol corpo e per un'unica va1le1 ottenendo enorme ed immediata soverchianza di forze e notevole economia nelle truppe d i protezione del fianco e della retrovia. Nessuna difficoltà logistica si opponeva a questo modo di operare, che consigliavano ragioni tattiche, strategich e1 e soprat utto la n ecessità cli uscire al più. presto c1a una inospite contrada.

(I) T111·,·n oa

L'OFFE:-iSlVA 11' SAVOIA

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Le operazioni della seconda parte della campf~gna controdistint~ dalla offensiva francese, riescono assai più istruttive, quando si considerino per nn ist ante, i caratteri geografici della r egione sotto il punto di vista militare, car atteri che risaltano con evidenza anche da un superficiale esame <lella carta al 500,000. Quest o esame ci dice che il generalo Kellerman, per obbligare i Piemontesi a sgombr are la Savoia, doveva tendere a Beaufort e quivi pure era il luogo dove l' Argenteau, più saldamente afforzandosi, ::-.vrebbe dovuto opporgli la maggior r esisten7.a. Gli avvenimenti della campagna, confermano questa asserzione·' infatti la riuscita dell'attacco del Ohambarlahac e ùel Saint André a Beaufort e sul colle Cormet · ind ussero i P iemontesi ad abbandonare la Tarantasia e la Moriana. Le altre operazioni si potevanò a rigor di termine risparmiare, avendo tutte va.lor secondario, e rel;3.tivo; così, ad esempio, la perdita del colle della Maddalena poteva dai Piemontesi neutralizzarsi con una tenace resistenza al col du Golet, con una difesa a Salins, con una ardita co11troffesa dal colle des E ngombres. L a perdita invece della Crete du Rey era, irreparabile e la ritirata fatalmente nenessaria per evitare nna cata.strofo. I ·movimenti. compiut i dal Kellerman , attraverso il colle d i Basmont, il 26 settembre, quello per il colle della B athie, 29 settembre, quelli per la Maddalena, i g iorni 29 settembre e 3 ottobre, sono tutti imposti dalla necessità di far massa in questa o quella vallata con la poche fo rze disponibili e nulla potevano in:fiuire :ml risulta to fin ale, che dipese unicamente dal successo ottenuto sul punto ca.pita.le della regione. L a stessa minaccia, verso l'origine delle comunicazioni piemontesi r ivolta, benchè in ritardo, dai co lli clel Roselen d e del Bonhomme, ebbe minor effetto di quella partita dal Cormet (crete du R ey), percbè alla prima potevasi fare a1·g inJ, acconendo alla parat a dal colle della Seigne e da

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J.


!.'OFFENSIVA IN SAVOIA

L'OFFEJ\Sl"\"A IN SAVOIA

Saint-1\faur;ce, verso Bonneval, alla seconda invece nulla era possibile c0ntrapporre. Lontana era l'una, vicina ed immi-. nente l'altra. L'inerzia delPArgenteau nella seconda parte della campagna, deve attribuirsi in parte alla debolezza a cui erasi ridotto con inconsulto sparpagliamento. Il suo corpo, che all'entrare in Tarantasia contava J 4 battaglioni, a Moutiers ne aveva 5 soltanto. Malgrado questo errore non era impossibile ai Pìemontesi riparare alla situazione, pregiudicata dal disseminamento delle truppe, ma occorreva ardire nel concepire e nell'ordinare, rapidità nello eseguire; qualità che mancavano nel capo e nei dipendenti. Il d'.A.rgenteau, sino al 30 settembre, ebbe la possibilità di concentrare a :Beaufort 4 battaglioni, riunendo a quello che già vi stava gli altri cli Megève-Flumet-Cormet, e condurli all'attacco di Confiaus per le pendici settentrionali cli M. Mirantin, mentre i battaglioni di l\foutiers, raccogliendo quellì posta.ti a Gnm Coeur, opererebbero dalla valle cl'Isère contro lo stesso obiettivo. Kellorroan non avrebbe potuto apporre che 7 battaglioni all'urto dei 12 piemontesi, dei quali, quattro operanti &ul :fianco sinistro. Un'altra soluzione si offriva allo Argenteau per uscire dalla incerta situazione. Egli poteva far massfl, a Roche Cevins portandovisi con le truppe di Moutiers, di Beaufort e Corm et (so stituendo queste ultime nei posti abbandonati con i battaglioni di l\{egève e FJumet) indi attaccare il colle di Basmont . in ,unione alle truppe del Gordon per stabilirsi sul fronte Argentine-Col cli Basmont, Roche Cevins, Col de la BathieBeaufort. Questa .situazione avrebbe permesso ai Piemontesi di concentrarsi, in una giornata di marcia, sopra un punto qualunque della linea e schiacciarvi l'avversario. La lettera del Duca di l\fonferrat(! al Gordon (3 agosto) mostra la velleità di una manovra di questo genere, ma ciò non ebbe seguito per incapa.cità manifesta dell'.A.rgenteau a combinare e condurre imprese richiedenti calcoli e preparazioni laboriose, quali esigono tutte le operazioni di montagna.

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Un'altra delle cause che contribuirono a trattenere i Piemontesi a Montiers, va ricercata nel falso concetto che l' Argenteau sembrava essersi formato di quella local_ità, sotto il punto di vista militare. . . · La 'l'arantasia essendo avvolta dalla 1VIoriana, ne deriva che quasi tutte le vie passanti dalla valle d' Are in quella d' Isère, fanno capo a l\foutiers. In conseguenza, un corpo padrone di quel centro stradale può efficacemente minacciare il fian co di chi marcia in Moriana o proteggervi l'avanzata del proprio partito, senza ricorrere ad un dannoso disperélimento di forze nell'occupazione parzitilo di tutti i colli che vi si affacciano. Questo pregio dura però evidentemente sino a che le operazioni in Moriana s i svolgono a monte di La Chambre; oltrepassato dall' invasor:e questo sbocco del colle della Maddalena, il valore di ì\Ioutiers diventa nullo, ed il permanervi inutile. Ciò non comprese il d'A.rgenteau e continuò a tenere 5 battaglioni, cioè il nerbo delle sue forze, a Moutiers, quand0 ·il Gordon già si trovava ad Epierre e tentava assalire Argentine. Non poca colpa della infelice riuscita clella camptigna ricade sul Gordon , la lentezza fenomenale dei suoi movimenti è inesplicabile, non potendo · ritenersi. vali.da giustificazione la necessità in cui si trovò di ricostruire i 12 porlti sull'A.rc distrutti dai Francesi nella loro ritirata. Il letargo in cui sembrava caduto gli tolse l'energia necessaria per sbarazzare il fianco sinistro dai due battaglioni nemici rimasti a Valloire. Questa operazione eseguita a tempo e con forze proporzionate sarebbe indubbiamente riuscita; gli indugi resero invece problematico il successo, pericolosa la situazione o più. forte il ·Prisey di altri battaglioni giuntigli dal Galibier. )


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L'O FFE:-SIVA IN SAVOIA

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Esaminando le operazioni cli questa campagna, sotto il punto di vista tattico, si osserva che i Francesi nella prima parte si mostrarono generalmente poco esperti nel combattere in montagna, come pròvano la rotta di Sallanchos il 21 agosto, le sorprese dei distaccamenti nella conca di Saint~Iaurice in Tarantasia, il combattimento di Moutier.s, la ritirata del Ledoyen, continuamente spuntato sulle ali. Nel secondo periodo invece il cambiamento è evidente, l'esper ienza fatta a proprio danno ha portati i suoi frutti, e salvo la rotta subita dal Santerre nella stretta di Oluses, si vede metodicamente impiegato l'aggiramento delle posizioni nemiche, con giusto calcolo dello spazio e del tempo; a Sallanches il 2.S settembre, ai colli di Bergéret, Pré Jourdan, du Ìlferle il 25 settembre, al colle des Engombres il 3 ottobre, a Moda.ne il 5 stesso mese. L'attacco dei colli per parte dei Francesi quando l'avvolgimento non è possibile, si compie mediante una marcia iniziale d'avvicinamento, sviluppata lungo i contrafforti che serrano la valle, 1;1 ino al punto ove si attaccano alla cresta principale. Le colonne assalitrici, giunte in tal guisa alla quota del colle, vi si dirigono tenendosi a mez~a costa, convergendo sul difensore da due prtrti. Tale è l'attacco della l\'[addalena il 29 settembre. Lo stesso intento lo si vede raggiungere con la scalata cli posizioni che dominano i passi, non guernite perchè credute dal difensore inaccessibili, tale l'operazione del Bergéret i l. 15 settembre e del Col di Oormet il 29 dello stesso mese. Infine si attaccano i difensori dì un colle dirigendo una colonna da un -versante e l'altra dall 'altro opposto; in modo da serrare l'avversario tra dne fuo chi, come al Col dès Engombres il 3 ottobre. La sorpresa dei posti piemontesi di Valménier, du Desert e di Pierre Benòit eseguite dal Prisye mediante un avvici, namento notturno, insegna qua11to sia consigliabile in mon, tagua questo sistema di accostare di notte le posizioni av-

1.' OFFENSIVA I N' SAVOIA

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versarie per accorciare lo spazio da percorrere sotto il :fianco n emico e conservare lena per superare l'ultimo tratto pericoloso oon un solo sbalzo. La maggiore efficacia delle attuali armi ha accresciuta la necessità di operare nei modi sopradetti e con l'aumento della gittata ha modificato il valore tattico di questo o quel punto. Così alcune località, altra volt a ottime posizioni difensive, oggi si trovano dominate da luoghi per lo passato fuori tiro (l), e viceversa passi e località altre volte non battuti ora non sono più usufruibili per l'avvicinamento. Se in avvenire gli aggiramenti dovranno essei: tenuti più larghi, in compenso, lo spa.zio snl quale lo assalitore potrà scegliere un appostam ento per colpire il difensore si è accresciuto nella stessa proporzione-; di conseguen:r,a nello esaminare sotto il punto di vista tattico le operazioni di guerra compiute in montagna, nei tempi trascorsi, bisogna temere calcolo stretto della differenza d'armamento, per uon cadere nell'errore di attribuire valore a posizioni che più non ne hanno o negru:ne ad altre che un tempo potevano averne moltissimo. In generale n ello studio di operazione di montagna . è sempre m eglio arrestarsi allo esame del dispositivo per l'attacco o per la difesa, senza scendere al dettaglio dell'azione, perchè del primo si hanno traccie o certe od attendibili nei documenti; del secondo non resta di solito che una relazione scritta ad usum delphin-i. Sotto il pnnto di vista deHa difensiva di posizione, la pre~ente campagna insegna che non si deve mai tenere un contraffor te senza occuparne l'origine, specie poi se nei pressi di esso si apre un colle. L'avvolgimento eseguito dal capitano Hocquart e la perdita dei posti piemontesi del Bergéret, Pré J ourdan, Merle non sarebbe accaduto, se il Gordona vessa fatto 1t) li fucìle cli cui erano armali i Fra11~0,i In questa cam1rngna • fusil <le muniLion MoJel !7i9 , crn un·arma a perc11s,iouo, ad anima liscia, Junjla da 155 a 165 centimetri, calibro 18 millimetri. PPsava 5 chili, b c:-,mca era di !O grommi di p1olv~re, la patia pesava 30 ,::ramm i, la sua gittata non ollrerassava i 300 metri, <'<I a ! 00 la meta <lei co lpi si perdeva. La ca1ica c"igeva t5 seconni, si potevano fare 5 colpì al minuto senza mirare. Ques to fLlCil e trasformato nel i SO! fece tlllte lo gLterre dell" Impero e ch:ni sino al 1815.


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L'OFFKNSIVA IN SAVOIA'.

t'OFFE1'SIVA 1:-1 SAVOIA

guardare il colle della P ercho. Non è jnutile osservare che l'.occu pazione di quesLo colle avrebbe permesso di sopprimere i tre posti sopra citati, ed il nomico che si fosse appostato nelle località nominate, avrebbe avuta la sorte che il capitano Hocq nart fece subire ai Piemontesi. L a perdita del col di Cormot, così esiziale per il corpo di 'l'arantasia, sa.rebbe stat a risparmiata, se il comandante il battaglione .che lo difendeva avesse fatto guernire la Crete du Rey che lo domina. Nrùla di più relativo della praticabilità della montagna, ciò che spaventa un novizio pare facile ad un montanaro, la roccia che da lungi sembra insormontabile, da vicino spesso offre agevole scalata. La montagna che da un versante si erge a picco, sovente dall'altro declina dolcemente. . Le creste a denti, a g ug lie, a picchi , di aspetto selvaggio, sono solcate da comodi canaloni che ne facilitano la salita. Bisogna quindi nella difesa di un passo occupa.re semJJi·e le vette tra cui esso si apre; sarà un drappello, sarà u11 a guard i'a, sarà una vedetta, ma q nalche uomo deve in ogni modo stabilirvisi per sventare le sorprese. Non erra mai chi in montagna attribuisce al nemico l'agilità del ca.moscio, l'occhio dell'aquila, la furberia della volpe (1). Come si accennò nella premessa, le qualità degli ufficiali hanno la massima influenza nella condotta delle operazioni di q uesta guerra, ed i fatti esposti ne danno ampia con ferma. Il soldato era ovunque della stessa s toffa, eppure qua r egistriamo un successo, là una sconfitta; qua una eroica. resistenza, altrove una vilissima ritirata., - e ciò perchè qui eravi un energico ed intelligente comandante, là un capo , irresoluto e fiacco; qui un uomo pratico della montagna, lh "\ un ufficiale ignaro del suo mestiere. Cosi il battaglione del reggimento Marina, comandato dal maggiore A vogadro di Ronco si batte valorosamente a Beaufort, mentre l'altro ba ttag lior1e de.ilo stesso r eggiment o fugge vergognosamente, abbandonando il colle di Cor met. Le truppe

raccoo-liticcie del Loches sbaragliano i Francesi di Santerre. b a Sallanches, a Clusos, a Miribel e questi stessi Francesi condotti poi' da Verdolin e da SaITet fogano coloro che prima erano stJti vincitori. Il battaglione del reggimento ~l'orino cli portatosi con ammirevole sla.ncio all'attacco di :Mout ieTS agli ordini del La '11 our, abbanclona senza, t rar colpo il colle della Maddalena quando alla sua testa si trova un conte di )fone. « La scelta degli u'f'ficiali ai quali si affida il comando di « corpi separati non è mai t anto importante quanto nella « guerra di montagna, poichè è appnnto da cotesti ufficiali « che dipendo il più sovente la r iuscita delle operazioni « più coml!losso, là dove gli impacci naturali del terreno « impediscono al generale di scorgere gli enori e di portarvi «rimedi» (1). Bisogna dunque che la massima parte degli ufficiali sia capace di disimpegnare in rnontagna le missioni .eh~ o-Ii si possa.no a,ffidare, missioni tutte importanti, . b nulla essendo secondario nella guerra di montag na < g uerra « singolare dove il colpo d'occhio militare si forma, si « estende, si proporziona sensibjlmente alla maggior scala « degli oggetti e delle distanze, dove le combin azioni si « i ngrandiscono e si molti plicano come le masse e le va« rietà dea1i ·accidenti naturali; dove il genio ha meno let:> • • « gami, benchè incontri maggi.ori ostacoli e può sla.nc1ars1 « al di là delle regole ordinario, invent ando nuove combi« nazioni. La gnen·a d-i montagna è la pa1·te poetica cleU' cwte; " le forze .fisiche vi sono continuamente esercitate e le forze « mora.li vieppiù esaltat e » (2). Per n oi Italiani questa guei-ra deve avere un'attrattiva particolare perchè inft\llantemente la dovremo combattere. È quindi nostro dovere di abilitarci a condurre operazioni cli tal genere, con la, cçmoscenza dei pr incipi che regolano la tattica e la strategia in- quei terren i speciali o co n la st..rfo dr.Ila campogMi ,t rl 1799, voi. I, pag. 206 . • (2) Essais llisto,.frp,.es m r tes campagnes de 1199-f8t4 , par le co mtc MAT ll mU Dull~ S, Jl:I~. :lt4. ( t ) A"c11,u,,A C,, 111.0,

(!) T, aso1c;u1!l nes-Vw i: 1., 1/istoi,·e d 11 Connétabl e.

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6l GO

L'OFFENSIVA IN SAVOIA

prati_c~ della_ regione ove si dovrà operare. L'una e l'altra cogmz1one s1 possono acquistare con lo studio, 1·a lettura delle. carte e l'esame d'1 esse; ma anche prù · sinceramente, meditando le opei·azioni c01npiute nelle giie1Te che si · ;on~ combatt1de nella zona d{ frontie1·a, ed è unicainente per concorrere modestamente a questa prepftrazione intellettuale aUa guerra di nrontagna che ho ricordato- la poco nota campagna del 1793 in Savoia. ·

f SGUARDO SULLO STATO ATTUA LE DELLA CARTOGRAllfA MILITARE NEI VARI STATI D'EIJUOPA Co11ti1rnazion~. -

Eu GENro DE R ossr capitano d ei be,·sa!}lieri.

J

Dopo l'esecuzione delle· prime levate, le modificazioni incessanti che subi;;:a il terreno, sopra tutto in seguito alle . nuove costruzioni stradali, imposero la necessità di intra prendere delle ricognizioni a fine cli tenere al corrente la carta. Il servizio cli ricognizione procedette in modo diverso dal 1840 (anno in cui le operazioni · di aggiornamento furono intraprese} sino al 1891. Dapprima ne fu affidato l'i'ncarico alle prefetture, più tardi vennero organizzati con questo intento appositi uffici topografì.0i presso i singoli corpi d'arma_ta. Nel 1884 tutti i fogl i erano stat.i riveduti a lmeno una volta; f~ deciso perciò che da allora in poi le ricognizioni fossero condotte in modo, che ogni anno fosse riveduto 1 / 5 dei fogli, onde ogni 5 anni t.utta la carta sarebbe stata peri oc dicamente riveduta. Ma . questo sistema éli affidare il difficile lavoro delle revisioni ad ufficiali mal pratici e scelti comunque, dette risultati infelicissimi. :Esse, come ebbe ad esprimersi il generale De La Noe (1), costarono enormemente e rischiarono di danneggiare là carta in modo Jrrimediabile. Nel 1889 il servizio di revisione venne accentrato presso il << Ser vice Géographique» ed affidato ad un personale pratico ed esperto. In seguito alle revisioni intraprese fu iniziata la pu bblica.:. zione di una nuova edizione della carta, che, per, comodità nel servirsene, venne divisa in ,q uarti di fogli e riprodotta coi sistemi celeri della fotozincogràfia e 0oll'incisione su rame con procedimenti galvani'ci. Questa nuo;a edizione prese il il ) s,:ri :to •·ila 10 :

' p.

Velli 1Uspensa X li, anno 1901


DELLA ()AR'fOORAFIA ,\IILl'l'ARE Nl~l VARI Sl'ATl

nome di Tipo 1889; essa richiese circa 10 anni per essere i~tieramente pubblicata; ma le revisioni ·sul terreno, spe- · c1almente per la rete stradale, continuano ancora periodicamente. La carta di Francia ad 1: 80,000 va certo annoverata fra Je buone carte topografiche europee; sebbene la mancanza di curve a li vello costituisca per essa un titolo di inferiorità. ~ Per questa ragione e per essere la scala troppo piccola, essa mostra d/ non corrispondere più alle odierne esigenze, tanto per gli scopi militari quanto per quelli civili e scientifici, onde sembra ormai maturata la proposta di intraprenderne la costruzione di una nuova, basata su levate di 1: 10,000 o · di 1: 20,000, da ridursi alla scala ,di 1: 50,000, ammettendo inoltre il principio che anche le minute di campagna debbano esser poste a disposizione· del pubblico. In attesa, per altro, che la proposta possa venir mandata ad effebto, si intrapresero a cura d el « Service Géogràphi<J ae >~ . levate topografiche a grande scala (1: 10,000 e 1: 20,000) dette di precisione dei dintorni delle città più important i, nelle adiacenze dei luoghi fortificati e delle zone di frontiefa; ma d i esse, come di tutte le minute dì campagnft, non se ne eseguiscono riproduzioni per uso del pubblico. La Ca,r le des environs de Pa1·is in 32 foglì ·alla scala di 1: 20,000 pubblicata fra gli anni 1879 e 1881 e successivamente riveduta, non è frutto di queste levate, ma risulta da un ingrandimento fotografico di una cart,a an teri~re del Dipa;t1mento della Senna ad 1: 40,000. · L'insufficienza della scala adottata per ·la carta di Francia fece pensare più volte cill'opportun(tà di valersì dell e minute ad 1.: 40,000 per compilare una carta alla stessa scala o di poco m inore, nella quale fossero pure riportate le curve di livello che si trovano nelle levate ori'ginali. Dopo varie proposte e tentativi fu deciso nel 1881 di compilare sulie basi anzidette una carta alla scala di 1: 50,000 da riprodursi a colori; ma dopo pubblicati pochi fogli venne sospesa. In vece, a partire dal 1897, fu deciso di {are eseguire degli ingrandimenti al _!30,QOO delta carta a.11'80,000, tipo :[88'9, da ripro-

I)

!òUKUPA

Qi,l

dursi pure in cromo coll'ombreggiatura orografica a pastello. La pubblicazione di questi ingrandimenti, che ~issai si pre· stano per la sollecita tenuta al corren te, viene lentamente 7 continuata. A tutto l'anno 1889 , ne erano stati pubblicati 355 fogli corrispondent i ad altrettanti quarti di foglio del1'80,000. · Altro tipo derivato dìrettamente dalla carta ad 1 : 80,000 è la carta alla stessa scala della frontiera alpina ( Carte de la f1·ont!ère des Alpes) stampata a 3 éolvri : nero per' la scrittura e le strade, azzurro per le acque e bistro per l'orografia rappresentata con curve di livello equidistanti 20 metri. La sua pubblicazione fu iniziata nel 1875 per soddisfare alle insistenti domande di coloro che volevano una carta ,a colori della zona montuosa nella quale il tratteggio in nero rendeva oscura e confusa la carta incisa. Consta detta cttrta di 58 rettangoli corrispondenti ad altrettanti guarti d i foglio del1'80,000 e comprende la regione che si estende tra AlbertvilleAosta ed il Méditerraneo, e cioè una parte notevole del versante orientale delle Alpi. Per qu~sta regione dovette venire utilizzata l'antica carta sarda ttd 1 : 50,000 non esséndo al-_ lora ivi intrapresi i nuovi rilevamenti italiani. Ciò è da tener presente, perchè la carta s,a rda anzidetta avendo l'orografia rappr esentata con il solo tratteggio e con scarse quote alt imetriche, ne consegue che le curve di li vello nella parte i taliana non presentano ,Llcun fondamento geometrico. Per .la parte francese in vece poterono esser e utilizzate le curve trac ciate sulle minute di campagna. Cade qui acconcio di parlare di un'altra importante pub·blièazione cartografica ufficiale della Francia, la quale, sebbene non allestita dal Sérvice Gù,graphique de l' A?·mée non presenta per questo minore i nteresse tanto dal pun,to di vista genera,le quanto dfl, quello strettamente militare. E dessa la carta di F rancia alla scala di 1 : 100,000, pùbblicata dal servizio vicinale del m inistero dell'interno ( Carte cle la France dressée par le sen,ice vicinal pa1· ordre clu 1\finislre dè l'Intérieu1"), su 596 fogli in proiezione poliedrica nella quale ciascun foglio corrisponde ad· un t rapezio d i 30' di


oLtUJU'( IJ U ~U L LU

l5'1'A'l'O A'l'TUAL!,;

longitu d ine per 15' di lat it udine. Questa bella carta destinata più specialmente a rappresentare le vie d i comunicazione, è stampata jn crornolitog r1:1.fia a 5 colori: il nero per le scrit ture, l'azzurro per le acque, il rosso per le strade, il verde per i boschi e il bistro per l'orog rafia rappresentata a pastello. Il fondamento di questa carta è 1'80,000 del Sen;ice Géogr·aphique, ma la cura speciale con la quale le vie di comunicazione sono segnate, n onchè la maggiore evidenza che risul ta dalla stampa in cromo n e rendqno l'uso preferibile. La sua pubb licazione fu iniziata nel 1881 e da alcuni anni è ultimata. Il servizio vicinale provvede con molta sollecitudine alla sua regolare tenuta al corrente. Dalle ca rtè topografi.ché passando a quelle corografiche ricordiamo prima la carta di Francia ad 1 : 320,000 ( Carte de Fr ance 1 : 320,000) pubblicata fra gli anni 1852 e 1886 in 33, fogli ciascuno · dei quali ne comprende 4 dell' 80,000, e costituen t i. complessivamente un rettangolo delle d imensioni di metri 3,60 X 3,50. Quest~ car ta, incisa su rame, è stampata in n ero ed ha l'o· rografia rappresentata a tratteggio a lnce zenitale, ciò che la renrle poco ch iara e poco corrispondente allo scopo di dotare la Francia di una buona carta strategica. Mentre perciò fu deciso di tenerla al corrente specialmente per la rete stradale, venne iniziata, a partire dal 1883, la pubblicazione di un'altra carta corografica alla scala maggiore di 1 ; 200,000 (Carte de France 1 : 2 00, OOO) da stamparsi a colori e cioà, nero per le scrit ture e le ferrovie, r osso per le vie ordinarie e gli abitati, azzurro per le acque, verde per i boschi, b istro per l'orografia. Quest'ultima è rappresentata con le curve di li vello equidist.anti 40 metri nelle regioni di montagna e 20 metri per .i terreni poco accidentati (1), con l'aggiunta di un leggero pastello a lumeggiamento misto, zenitale per le regioni poco ondulate, obliquo per l'alta mon tagna, a fine d i ritrarre l'effetto plastico del terreno. (I) Dapprimn l"t>quirlisla n1.:i uniforme ru ,tal)ilit.1 cli 2C motri; ma l'esperienza dimos trò cl rn essa era trop po pic•ola clala la sra la clell:i carta.

DELLA CA.R'l'OGRAFJ A M ILITAl!.E NE I VARI STATI D'EUROPA

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L a pubblicazion e di questa car ta, _che consta ~i 82 fogli, venne ultimata nel 1888 salvo il fog l10 della Corsica apparso solo n el 1895. Essa viene periodicamente tenuta al corrente, cosit assai age volata dalla stampa a colori, ed attualmente sono in corso di preparazione altri fogli che la estenderanno verso oriente. La carta è molto chiara e di facile lettura ; la sobri~tà dei particolari topografici che vi sono ra,ppr esentati la rende comoda per studi d'insieme ai quali d'altronde è destinata, e sotto questo pun to d i v ista è preferibile alla corrispondente carta austriaca dell'Europa centrale, sebbene questa la superi per le numeros_e indicazion~ .d' o~ni g en e:_~ che porta. Fra le carte a scala mmore e perc10 ~ mdole p1u g ener ale, son o da ricordarsi quelle alla scala ~ 1 1 : 600'. 0.00 (Carie chorographique cle France 1: 600,0_0~) in 6 f~gh m ~ cisi in rame e stampata in nero, affatto s1m1le per 1 seg111 convenzionali e per là rappresentazione del terreno alla carta ad 1 : 320,000, che fu pubblicata nell'anno 1894 e tenuta al corrente solamente per le ferrovie; e la carta ad 1 : 500,000 (Ca1·te de France 1: 500,000) detta del colonnello P rudent 0 del Depot des Forti(i,cations, iniziata presso il Depdt n el 1871 e u1timata al Sei·vice Geographique nel 1893, la quale consta di 15 foo-li stampati a colori (nero per le scritture o le strade, 0 azzurro per le acque, bistro per l'orografia rappresentata a tratteggio, verde per i boschi) ed anch'essa tenuta al cor rente solamen te per le ferrovie. Sv.rzzERA. La s,·izzera. possiede un ufficio topografico federale sino dal 1838 . In detto anno la Dieta della Confederazione accoglif\ndo le pr oposte d~l gene~ale D~~o~, q:Uartie~ mastro dell'esercito, con cedeva 1 mezzi per l 1stituz1one di questo ufficio che sorse a Ginevra sotto la d irezione dello stesso Dufour ed ebbe nei primordi un personale di soli due ingeO'neri ed un disegnatore. Ultimata, come vedremo, nel 1865 la pubblicazione di quella, che a. giusto titolo f'u chiamata senz'altro la << Carta del DL1four », l'Ufficio topografico fe3 -

ANNO XL\ '11,


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SGUAllDO SULLO STATO ATT UALE

,

derale fu trasferito a Berna ove subì molte trasformazioni ed ove ha sede tuttora. L'Ufficio topografico federale svizzero (Eidgenossisçhen 1'opographischen Bureau in Bern) dipende dal ministero della guerra ed è retto da un colonnello direttore che è ad un tempo capo del genio militare federale. L'ufficio comprende le consuete divisioni geodetica topografica e cartografica ed occupa un personale composto esclusivamente di ingegneri, disegnatori, litografi ed incisori civili. Come negli Stati germanici anche in Svizzera la maggior parte dei lavori di incisione e di litografia è affidata all'industria privata. La costruzione di una carta topografica generale della. Confederazione fu decretata nel 1832. Erano state in precedenza intraprese delle operazioni astronomiche e geodetiche in vista di future operazioni topografiche; e già si possedeva in quel tém,po una completa rete di triangolazione che si estendeva su tutto il territorio svizzero e che si collegava con le opera.zioni geodetiche degli Stati finitimi. Ma fu solo nel 1832 allorchè il quartier mastro generale del. l'esercito federale Guglielmo Enrico Dufour fu proposto a capo di un ufficio espressamente istituito, che il lavoro necessario per la carta fu iniziato e proseguito in conformità di un piano regolare. Completate le operazioni geodetiche fondamentali e intraprese le levate sul terreno alla scala promiscua di 1 :25,000 o di 1 : 50,000 (riserbando per questa ultima solo le regioni d i alta montagna) cominciò il lavoro per la compilazione 'di una carta alla scala 1: 100,000 da riprodursi mediante incisione su rame. Il lavoro, condotto sempre sotto la direzione del Dufour, che vi attese con· una competenza ed . uno zelo esemplare, curandone tutte le più piccole particolarità, sia che si riferissero alle determinazioni scientifiche fondamentali, ovvero alle levate sul terren'o od a.nche al disegno e all'incisione, richiese .32 anni per ess·ere completato. Dei 25 fogli, dei quali la carta si comGeschichte der Vennessungen in dei· Schweiz ; Zuricli , i879. La 1'011ogm71hie de la Snisse t8H2- 64. - flistoire de la Carte Di.fonr. - Pub liée par le BL1reau Topograph iq ue F'éd~r:il : Berne, 1898.

DELLA CAR'tOGR,\FIA MILITARE NEI VARI $'l'ATI

n' E UROPA

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pone, il primo pubblicato apparve i1el 1845 e l'ultimo nell'estate del 1863. La carta delli:t Svizzera del Dufour passa a giusto titolo per uno dei prodotti più insigni della cartografia europea nel secolo xu, e ciò tanto dal punto di vista della geometrica esattezza quanto da quello della finitezza e della evidenza artistica. Periodicamente tenuta al corrente (nel gennaio del 1901 il foglio di edizione più antica portava la data del 1893) essa ci offre una rappresentazione ctirtografica della Svizzera chiara e fedele che appaga l'occhio e ne pone mirabilmente in evidenza la sua complessa configurazione. La carta const a, come fu detto, di 26 fogli delle dimensioni ciascuno di metri O, 70 X 0,48, dei quali uno è riserbato al Ti(olo, un altro al quadro d'insieme ed altri due contengono rispettivamente i nomi di luogo scritti nelle due foTme ufficiali (tedesco e francese) e l'elenco delle altitudini. La proiezione adottata è quella di Bonne; e il centro di sviluppo è riferito all'Osservatorio di Berna. L'orografia è rappresentati!, col sistema del tratteggio a luce obliqua ap· poggiata a numerose quote espresse in metri. La stampa, in solo nero, è fatta, come fu detto, . da un'incisione su rame. . La carta del Dufonr non è una carta specialmente militfl,re ; lo scarso impiego dei segni convenzionali, che tanto contribuisce a renderne agevole la lettura, vieta che in essa si possano trovare tanti dati di carattere antropogeografico ,che in una carta topografìoa militare presentano speciale interesse. Ma in compenso la struttura del terreno ne resta meno alterata e la r ete stradale òrdinaria e ferrata vi spicca maggiormente. D 'altronde, . come fu già notato, . l'ufficio topografico federale si compiace -di avere eseguito ' un'opera cli scienza pura e di non averla sacrificata ad una utilità particolarmente militare (1). Eta appena ultimata la pubblicazione della carta del J?ufour che fu riconosciuta l/1, necessità di possedere per il territorio

(l.) Cfr. Wo1.F R. -

'

(1) DrrnaicAGAIK (Le Générni). - Les

Paris, i89t.

cwt.es

topographùyues-mililaires européennes; 1


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SGl/ARDO SULLO STATO A'T"l'U~LE

svizzero, una carta topografica a scala maggiore, di riprodurre cioè, completate e rivedute, alla scala medesima le minute delle levate che avevano servito alla costrnzione della carta ad 1 : 100,000. La legge federale del 18 dicembre 1868 ne ordinò la pubblicazione affidandola all'ufficio topografico che, come abbiamo veduto, era stato trasferito nel 1865 da Ginevra a Berna. Le levate sul terreno erano, come fu detto, parte alla scala di 1 : 25,000 e parte a quella di l : 50,000. Esse erano state eseguite con gra7:1 cura e co'll'orografia rappresentata colle curve di livello; tuttavia il loro scopo essendo stato quello di fornire gli elementi per una carta a scala molto minore non era possibjle pubblicarle senza intra.prenderne prima una revisio,ue accurata e, occorrendo, senza rifarne degli iutieri fogli. Questa nuova carta (Topographischer Atlas der Schweiz im J.l lasstabe der 01·iginalau/'nahmen), che a somiglianza della carta Dnfour è comunemente conosciuta col nome del colonnello Siegfried succeduto al Dufour nella direzione dell'ufficio topografico federale (Siegfried Atlas) consta di591fogli delle dimensioni ciascuno dim . 0,35 X 0,24 corrispondenti perciò ad 1/,c (tavolette ad 1 : 50,000) o ad '/0,. (tavolette al · 25,000) di ogni foglio della carta Dnfour e come quella costruiti in proiezione di Bonne. Alla scala di 1 : 50,000 è rappresentata la parte sud e sud-est della Confederazione, e cioè la regione alpina; a quella di 1: 25,000 il rimanente. Dei 591 fogli 122 sono alla scala di 1 : 50,000. La carta è ormai pressochè ultimata mancando solo a pubbli~ carsi 2 fogli alla scala di 1 : 50,00Q e 4 ad 1 : 25,000. La riproduzione è fatta da un'incisione in rame e stampata direttamente a colori con un procedimento speciale: il nero pe; la rete st1;adale, i nomi, le quote, gli abitati e l'indicazione delle culture; il rosso cupo per le curve orografiche, l'azzurro per le acque. Anche questa carta, ct>me quella del Dufour, non è ricca in segni convenzionali, limitati a distinguere per quanto riguarda i dati antropogeografici, le ferrovie, le vie ordi:narie (in 2 classi),· le carrarecce, le mulattiere, i sentieri, i confini amministrati vi, le chiese e le cappelle. Notevole per

DELLA. CARTOGRA'FIA MILITARE NEI VARI STATI D'EUROPA

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altro .la distinzione fra case abitate e non abitate. Le quote sono di tre categorie e scritte con diversi caratteri: trigonometriche, topografiche e della livellazione di precisione. Queste ultime sono espresse fiùo al centimetro; le_altre· arro· tondate al metro. Le tavolette al 25,000 non differiscono da quelle al 50,000 che per l'equidistanza delle curve che è di 10 metri nelle prime e di 40 nelle altre. Nei laghi sono anche tracciate le curve batimetriche. Periodicamente tenuta al corrente con successive revisioni, questa car_ta chiara, nitida, elegante, e sotto questo punto di vista preferibile anche alle nuove tavolette germaniche, mantiene senza contrasto alla Svizzera quel primato in fatto di cartografia che già le fu collferito dalla carta del Dufour. , In base alle tavolette del Siegfried Atlas furono costruite molte carte speciali dei dintorni delle principali città o dei campi di manovra, le quali non sono per altro che riproduzioni litografiche, riduzioni od ingrandimenti delle tavolette otiginali, e non merita quindi che ne sia fatta speciale menzione. Ricorderemo invece come eccellente carta corografica generale quella ridotta del Dufour alla scala di 1 : 250,000 (Generalhart'e der Schweiz), in 4 fogli delle dimensioni ciascuno di metri 0,70 X 0,48 incisi in rame e del tutto conforme per quant.o riguarda '.i segni convenzionali e la rappresentazione orogmfica alla carta al 100,000. Anche di questa carta ridotta l'ufficio topografico cura la periodica tenuta al corrente ed ogni foglio porta segnato l'anno della edizione, indicato altresì nei cataloghi annuali analogamente a quanto praticasi per i fogli delia Carta Du/our e del Sieg/'ried Atlas. IMPERO GERMANICO .

L'unificazione dell'impero dal punto di vista cartografico data solo dal 1878. Anteriormente a questa epoca, avevano speciali servizi topografici 6 dei maggiori Stati confederati, e cioè la Prussia, la Sassonia, la Baviera, il Wiirttemberg, il Granducato di Baden e i' Assia Darmstadt, ciascuno dei


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SGUARDO SUl,LO S'rATO ATTUALE

quali attendeva alla costruzione di carte del rispettivo territorio. La Prussia curava a ltresì la costruzione di quelle degli Stati minori e del territorio imperiale <:leil' Alsazia-Lorena. Nessuna unifor.mità dì èoncetto rispetto alle scale, ai metodi di rappresentazione, ai segni convenzionali, presiedeva a questi lavori, ciò che era causa di gravi inconvenienti. A porvi riparo provvide l'accordo intervenuto nel detto ànno fra i rappresentanti dell'autorità militare della Prussia, del vYi.i.rttemberg, della Sassonia e della ,Baviera. Per tale accordo venne stabilito che, ·col ·concorso del servizio topografico dei quattro Stati citati, verrebbe intrapresa la· costruzione di una grande carta topografica dell'impero germanico alla scala di 1 : 100,000 fissandone la compartecipazione di ciascuno Stato in modo che dei 674 fogli dei quali la intera carta doveva risuitare costituita, 544 ne avrebbe alÌestiti la l?russia, 20 il Wi.i.rtemberg, 30 la Sassonia ed 80 la Baviera. In seguito a ciò il gran ducato di Baden e l'Assia Darmstadt essendo esonerati da qualsiasi ulteriore impegno, disciolsero i loro rispettivi servizi topografici che rimasero a funzionare solamente n ei quattro maggiori Stati sopra ricordati. Riserbandoci di accennare partitamente per ciascuno di essi alla loro organizzazione ed alla maniera con la quale procedono le operazioni topografiche, diremo adesso della carta topografica generale dell'impero e delle altre di carattere co· rografico che pure si estendono a tutta intiera la Germania. La carta · topografica ad 1 : 100,000 (Karte des Deutschen Reiches i : 1.00, 000) si ' compone, come abbiamo ·veduto, di 674 fogli ciascuno dei quali rappresenta un .t rapezio compre.so fra due archi di meridiano alla dist~nza di 30' di long. e due archi di parallelo alla distanza di 30' di lat. Tenuto conto che la carta si estende tra le latitudini estreme di 4 7° 15' e 55° 30' ne consegue che le dimensioni dei singoli fogli aventi un'altezza costante di metri 0,28 variano per le basi tra i metri 0,32 e 0,38. Il meridìano d'origine assunto per le longitudini è quello del Ferro. Del fondamento . geometrico di guesta carta tratteremo parlando del lavoro topografico nei singoli Stati, limitandoci qui a dire del suo aspetto esteriore. L a

DELLA CARTOGRAFIA MIL!TARE NEI VARI STATI D' hUROPA

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r.

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carta è finamen te incisa in ramH e stampata in nero ; sono però colorati a mano in azzurro i corsi d'acqua a doppia linea e i laghi, e, con diversi colori, i confini politici ed amministrativi· L'orografia è rappresentata a tratteggio con lumeggiamento zenitale, adottando promiscuamente la scala di ..\1 iiffling e quella di Lehma_n,; sono pure segnate le curve di livello n elle località meno accidentate e riportate molte quote. Lungo la ·costa marittima sono segnate le isobate . di 2, 4, 6 e 10- metri. Nulla di speciale è da dirsi riguardo ai segni convenzionali conformi . a quelli della generalità delle carte topografiche europee. In complesso è una beHa carta nitida e bhiara meno che nelle regioni di alta mont~gna ove il troppo grave tratteggio orografico la rende talvolta oscura e confusa, La sua pubblicazione, iniziata, come vedemmo, dopo il 1878 è ultimata, per quanto riguarda la parte spettante alla Baviera, alla Sassonia ed al '\Vii.rttemberg; resta invece a completarsi la parte spettante alla Prussia ,e specialmente la 'zona che comprende l'Annover e l'Oldembutg e · cioè circa 60 fogli. Sullo stesso tipo della carta ad 1: 100,000 è la· carta topogxafica alla scala di 1: 200,000 dell'Europa centrale detta del Reymann (TopograiJhische Specialkarte von 111ittel Europa (Reymann) l: 200,000) la quale oltre all'Impero Germanico comprende integralmente la Danimarca, il Belgio, l'Olanda e la Svizzera ed una parte notevole della Francia, dell'Italia settentrionale, dell' Austria -Ungheria, della Russia, della Svezia e dell'Inghilterra. Iniziata dal Reymann, ispettore del gabinetto dei piani dello stato maggiore prussiano nei 1806 e continuata poi dal colonnello Osfeld e dall'Handtke, venne acquistata dal Governo e tenuta al aorrente rifacendone altresì integralmente alcuni fogli , conservando però l'antico nome del suo primo costruttore. La carta si compone di 796 fogli deile dimensioni ciascuno di metri Q,34 X 0,27 costruiti nella proiezione· di Bonne. La riproduzione è fatta da una finissima incisione su rame, stampata in nero, ma sono colorate a mano le- linee di confine. L 'orografia è rappresentata a tratteggio con lumeggiamento zenitaie ; nu·


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SGUARDO SULI,O STATO ATTUALE

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merose sono inoltre anche le quote altimetriche espresse in metri. I segni convenzionali adottati corrispondono, in linea generale, a quelli della ca~ta àl 100,000, cui del resto rassomiglia molto per il formato e per l'aspetto del terreno. La produzione ufficiale non annovera carte a scala minore; tuttavia dobbiamo ancora fare menzione di due carte corografiche della Germania e regioni adiacenti che, pure essendo edite da stabilimenti prì vati, presentano uno speciale interesse anche dal punto di v ista militar.e. Una di queste è la carta del Liebenow ad 1: 300,000 (Special Karte

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· von Mittel Ew·opa nach amtlichen Quellen bea1·beit von W. Liebenow, ecc. 1: 300,000), edita da Herm. Oppermann di Hannover, in 164 fogli, delle dimensioni ciascuno d i m. 0,34 X 0,25. Essa comprende una regione pi1\ limitat_?, di quella del Reyma.nn, giacchè si estende soltanto fra i paral- · leli 47 e 57 e tra i meridiani 20 e 40 all'incirca (da Ferro all'incirca). È riprodotta in litografia ed ha l'orografia ra.p· presentata a t ratteggio in colore bistro; speciali ' colori segnano pure le linee di confine. Senza avere molte pretese artistiche, la Carta del Liebenow può servire assai opportu. na.mente come una buona carta itineraria. Pregevolissima invece per la finezza artistica cleHa composizione e della riproduzione è la carta della Germania del Vogel alla ~cala di 1 :500,000 (ICa1·te des Deutschen Reichs im lviasstab i: 500,000 untm· Redaktion von D. C. Vogel

ausgefuhrt in Justus Perthes' Geogmphischer Anstalt in Gotha) . Essa fu pubblicata fra gl i anni 1891 e 1895 in 27 fogli fina,m.ente incisi in rame, ciascnno dei quali misura metri 0,380 X 0,305. La zona rappresentata si estende all' incirca fra i paralleli47° e 51' di latitudine N. e fra i meridiani 4° e 22• di l ongitudine E. da Parigi; comprende quindi, ol tre l'impero germanico, una parte degli Stati finitimi. Compilata con ogni cura e diligenza con i migliori documenti topografici utilizzabili, disegnata ed incisa con somma maestria questa bellissima carta, degna in tutto, del celebré stabilimento da cui è uscita, è certo uno dei prodotti cartografici più · perfetti che .siano apparsi ai nostri tempi.

DELLA CARTOGRAFIA ll!ILITARE NEI VARI STATI D' EUR01:'A

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PRUSSIA.

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L'Ufficio topografico militare prussiano (Koniglìch preus.sischen Landes-Au,fno.hme in Berlin) istituito nel 1875, costituisce uno speciale servizio del grande stato maggiore dell'esercite ed è posto sotto la direzione di un generale. A -questo ufficio incombe l'esecuzione dei lavori geodetici e. topografici dello Stato a scopo cartografico; ma il loro ordì· namento, come pure l'esame e lo studio delle diverse proposte di lavori e dei metodi da impiegarsi all'uopo, è di spettanza di un'apposita direzione centrale dei lavori geodetici e topografi.ci dello Stato, la quale provvede al necessario coordinamento delle operazioni geometriche e cartografiche compiute dalle diverse amministrazioni e che gravano sul pubblico erario. La Landes-Aufnahme consta delle tre divisioni: trigonometrica, top ografica e cartografica. La prima attende alla triangolazione di l', 2° e 3° ordine ed alle livellazioni e relative pubblicazioni; la seconda ai rilevamenti e alle ricognizioni; la terza alla composizione, al diseg no ed .alla riproduzione delle carte. Il personale tecnico è misto: milita~e cioè e civile, con prevalenza però di quest'ultimo. Il personale militare comprendB, oltre il direttore, un mag _gior general e, 6 ufficiali superiori, 10 capitaç.i e 31 ufficiali subalterni ; il personale civile oomprende un consigliere delle misure ( Vermessungsrath), 3 ispettori, 26 triangolatori, 79 topografi, 41 cartografi, 26 litografi, 13 incisori, 3 fotografi Bd un certo numero di capi-officina di galvanoplastica, di stampa, ecc. È .da· tener presente che una parte notevole del lavoro di disegno e di incisione è affidata all'industria privata, riserbandosi l'ufficio di provvedere direttamente soltanto a quella parte di lavoro che presenta maggiori · diffi-0o)tà. Come abbiamo veduto parlando della Germania in generale, per la convenzione del 1878 la Prussia è impegnata alla costruzione di 544 fogli della carta topografica alla scala, d i 1 : 100,000.


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SGUAJWO SULLO STATO AT TUALE

TS:1.le carta era stata iniziata g ià .molti anni prima della convenzione in parola, la quale in sostanza non fece che estendere a tutto il territorio dell'impero un lavoro già eseguito per la sola Pru;;sia. Tuttavia ii maggior numero dei fogli esistenti dovette essere rifatto intieramente, e solo una piccola parte furono inclusi nella nuova carta dopo le necessarie revisioni e correzioni. Le levate sulle· quali la carta stessa si fonda, sono eseguite alla scala di 1 : 25,000 e vengono . riprodotte alla scala medesima mediante una fina incisione su pietra. Ogni tavoletta di rilievo rappresenta un trapezio di 10' di longitudine per 6' di latitudine, per cui 15 tavolette vengono a formare un foglio ad 1: 100,000. La orografia è rappresentata col sistema delle curve orizzontali tracciate all'equidistanza di 5 metri; oltre di che sono riportate molte ·quote altimetriche riferite ai punti trigonometrici o ad altri punti singolari del terreno, ed espresse in metri e tal volta anche in decimetri. Sebbene la stampa sia fatta ad un sol colore in nero (sono soltanto colorati in azz.urro a _mano i laghi ed i corsi d'acqua. a doppia linea), la finezza dell'incisione permette di conservare a questa carta una grande chia.rezza. Onde, tenuto conto altresì della scala adottata, e dell'ottimo fondamento geometrico, tanto planimetrico che altimetrico, sulla quale essa si basa,, si può con sicurezza affermare che essa ci offre insieme alla carta dell'Olanda e ad una parte di quella della Svizzera, la più perfetta rappresentazione topografica che si possegga di uno Stato europeo. La pubblicazione di queste tavolette è già inolto avanzata, mancan_d one solo alcu1+e centina,ia per raggiungere il numero totale di 3699 a cni dovrà, ascendere la carta completa per · la sola Prussia e Stati minori. Fanno parte di questa carta una speciale carta del d ucato di Assja (Niveauka1·te des Kur(ilrstenthums Hessen) alla stessa scala di 1 : 25,000 e conforme in tutto a quella costruita dall'ufficio topografico prussiano, la quale fu rilevata per cura dello stato maggiore assiano, ma di cui solo 16 fogli furono sino ad ora pubblicati; ed una carta del granducato di Baden ( Topographische Karle des Grosshe1·-

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DELLA CARTOGRAFIA )IILl'l'ARE NEf VARl STATI D'EUROPA

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zogthums Baden, l : 25,000) in 170 iogli, costruita fra gli anni 1876 e 1889, incisa in ~a.me e stampata a colori (azzu~·i:o per le acque, rosso scuro per le .curve di livello e nero per il rimanente). La pubblicazione, ormai prossima ad essere ultimata, delle tavolette di rilievo e dei fogli della carta al 100,000 per la parte che riguarda la Pr!lssia e g li Stati minori della Germania settentrionale, rende inutile per il no.stro scopo di parlare delle carte preesistenti, le quali hanno oggi perduto ogni importanza.

B,1.:VJElt.1.

L'ufficio topografico dello stato maggi.ore bavarese (Topographische Bur-eait des lfoniglich bayerischen GtJneraistabes in 11Iiinchen) consta di una sezione matematica, una sezione topografica e cartografica, una di incisione su rame ed una sezione di riproduzione. 'E sso è retto da un generale ed oc· cupa come il corrispondente ufficio prussiano, Ul'J. personale misto di ufficiali e di impiegati tecnici civili. Per i lavori di disegno vi sono inoltre comandati alcuni sottufficiali. Abbiamo già detto che per la convenzione del 1878 spetta alla Baviera l'esecuzione di 80 fogli della carta topografica dell'impero ad 1 : 10,0000 g ià ormai intieramente pubblicati. La costruzione di questi fogli si basò essenzialmente su di· un'antica carta della Baviera alla scala di 1 : 50,000 ( Topog1·arphische Atlas vom l{{Jnigreiche Bayern) pubblicata in 112 fogli t ra g li anni 1812 e 1868, nitidamente incisa in rame, con l'orografia rappresent ata a tratteggio · Questa bella carta che, tenuto conto della scala adottata, è da annoverarsi fra le migliori di Europa vien tenuta debitamente al corrente ; e siccome le dimensioni dei· singoli fogli (metri 0,49 X O, 79) ne rendevano l'uso incomodo, ne viene pubblicata ora t-Ìna nnova edizione in mezzi fogli. La carta al 50,000 si basa alla sua volta. s1,1 levate orig inali ad 1 : 25,000, l'esecuzione delle quali fu coordinata ai lavori catastali. ·


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SG UA1mo SULLO S'l'ATO AT'l'UALE

DEI,L A CARTOGRAFIA MlLITA HE NEI VARI STA'l'l D EU ROPA

Le minute di queste levate (Positions (messtlich) Blatte1· des Konig1·eiches Bayern) . vennero riprodotte grossolanamente in fotolitografia. Esse hanno l'orografia rappresentata in parte a tratteggio e in parte a curve equidistanti 10 metri. Sulla scorta di queste levate furono pure compilate delle carte speciali dei dintorni di Monaco e di altre p~·incipali città. Da poco temp0 l'ufficio topografico bavarese ha pure principiato la pubblicazione di una nuova carta topografica ad 1 : 25,000, analoga in tutto a quella della ,Prussia basata su nuovi ed accuratissimi rilievi. Essa consterà di più centinaia di fogli ; ma sino ad ora non ne comparvero che 10 soltanto.

di 156 fogli, dei quali ne furono sino ad ora pubblicati sol-· tanto 20. L o stato arretrato di questa bellissima ·pubbl~cazione rende necessario di ricordare l'esistenza di una vecchia carta della Sassonia alla scala di 1: 57,600 (Topog1°0/phische1· Atlas des Konigreiàhes Sachsen) pubblicata fra gli anni 1837 e 1860 ed accresciuta nel 1876, incisa in rame e con l'orografia rappresentata a tratteggio. Essa fu costruita in base a regolari levate sul terreno alla scala di 1: 12,000, l: 20,000 e 1:30,000 e servì di fondat)1ento alla carta ad 1: 100,000 già ricordata.

SassoNLL

Il serv1z10 cartografico è affidato nel Wurttemberg ad una ·speciale sezione del R. ufficio statistico e topografico di Stuttgart (Koniglich slatistichen Landesamt in Sti,ttgart} la quale è posta sotto la direzione di un ufficiale superiore e si ~ompone esclusivamente di topogra6 e di cartografi civili. · Per i bisogni ~ilitari e per sorvegliare l'esecuzione dei fogli della grande carta topografièa ad 1: 100,000 vi sono pure comandati, quali delegati del ministero della guerra, un capitano ed alcuni ufficiali subalterni. I lavori litografici ·e di incisione sono affidat i in generale all'industria privata. La carta topografica fondamentale del regno era, ·sino a pochi anni indietro, alla scala di 1: 50,000 ( Topogrdphisches Atlas des Konigreichs Wu1•ttemberg). Questa carta, analoga a quella ricordata della Baviera, fu pubblicata fra gli anni 1821-1851 in 55 fogli litografati, costruiti in ba.sei.} r ilevamenti eseguiti alla scala di 1: 25,000. A partire dal 1878 ne fu fatta una nuova edizione incisa su rame che fu ultimata nel 1882. In ambedue le edizioni l'or ografia è rappresentata col tratteggio e le quote sono espresse in piedi del Wiirttemberg di metr i 0,29. Recentemente anche il Wiirtt emberg ha iniziato la pubblicazione delle riproduzioni, incise su rame, delle nuove levate al 25,000 ( Topographische ]Carte des Ifonigreich~

L' ufficio topografico sassone (Bureau des Koniglich sd· chsischen Generalstabes in Dresden) retto da un ufficiale superiore del corpo di stato maggiore, ha un personale fisso esclusivamente formato di topografi ci vili, i quali attendono (coadiuvati eventualmente da alcuni ufficiali o sottufficiali comandati} ai lavori di campagna, tanto geodetici , quanto topografici. La maggior parte dei lavori di incisione o di disegno viene poi affidata all' industria privata. L a Sassonia dovette contribuire con 30 fogli alla nuova carta t opografica dell'impero ad 1: 100,000. Per questo lavoro venne utilizzata una precedente carta della Sassonia alla scala medesima in 28 fogli (Topographische Km·te des lConig,·eiches Sachsen i : i00,000) iniziata fino dal 186-3, che convenne rivedere e completare .variandone altresì la squadratura dei singoli fogli per uniformarla al piano generale adottato. La .carta anzidetta è incisa in rame ed ha l'orografia rappresentata col tratteggio. Come la Prussia e la Baviera, anche 13: Sassonia ha iniziata di recen.t e la pubblicazione di regolari tavolette di rilievo alla scala di 1: 25,000, analoghe in tutto a quelle dei due Stati ricordati. Questa nuova carta topografica consterà

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W URTTEMBERG.

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SGUARDO SULLO STATO AT'rUALE

DELL A CAR'l'OGl!.AF!A MILITARE NE! VàRI S'l'A'l'l

Wii:rttemberg) che differiscono da quèlle degli altri maggiori .Stati deila Germania per avere le curve orografiche stam·pate in rosso scuro e le acque in azzurro, onde ne resta ancora agevolata la lettura. Di questa nuova carta che .comprenderà circa 200 fogli, soltanto 22 ne furono già pubblicati. Oltre alla esecuzione dei 20 fogli della carta ad .1:100,000, secondo la convenzione del 1878, il Wiirttemberg ha anche intrapreso, fino dal 1885, la pubblicazione di una carta corografica speciale del regno, alla scala di 1: 200,000 ( Gene1"al Km"te des lUJnigreichs Wùrltemberg)) incisa su rame e stampata in nero coll'orografia rappresentata a tratteggio, la quale, a pubblicazione ultimata, consterà di 6 fogli, di cui solo 4 furono sino ad ora pubblicati.

BELGIO. (l)

L'istituto cartografico militare belga (Institut Ca,·tographique Militaire} che ha sede in Bruxelles, succeduto nel 1878 al Dep6t de la Guer·re fondato nei 1831, costituisce la 5" direzione del ministero della guerra. Esso ha l'incarico di attendere a tutti i lavori geodetici topografici, artistici e fotomeccanici .che interessano la cart0grafia del regno, tanto dal punto di vista :n;i.ilitare, quanto per l'interesse generale dello Stato. L'istituto che è diretto da un generale, occupa un personale che si compone di circa 130 persone, dell.e quali solo una ventina sono ufficiali; in egual numero sono sottufficiali e soldati (addetti più specialmente come operai alle officine) ed il rimanente sono impiegati tecnici civili. Sino ad alcuni anni addietro il numero degli ufficiali era mag- . g iore; ma gradatamente venne ridotto ed aumentato il nu- · mero degli impiegati civili. l'tude li-istorique· sur l'exècution cte ta carte de Fermris et sur l'évolution de lll cai·lographie topographique en !Jelgique, Bruxelles l.891. H1J:NNEQ U1N • .- Noticc mr les cartes documenls et o/Jje/.s exposés à Bruxelles en t897. (JJ Crr.

HllNNRQ'JIN

Urnxell~s t898.

(Le Colonol). -

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o' EUROPA

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La carta topografica fondamentale dello Stato è alla scala di 1: 20,000 (Garl'le topographique de la Belgique 1:2 O, OOO) riproduzione fotomeccanica delle levate eseguite sul terreno alla scala medesima. La pubblicazione di questa carta che comprende 427 fogli venne iniziata solo nel 1866 e fu ultimata nel 1880. Le operazioni relative furono per altro intraprese molti anni innanzi; ma prima ael 1866 le minute di. campagna non venivano riprodotte ed erano utilizzate soltanto per la costruzione di una carta alla scala di 1:40,000. La planimetria delle minute è fornita dalle riduzioni delle mappe catastali, eseguite in generale alla scala di 1: 2,500. Il catasto belga fu principiato nel 1808 e definitivamente èompiuto nel 1845. L·e mappe ridotte vengono coordinate mediante una triangolazione assai fitta, rivedL1te sul terreno e quotate mercè numerose livellazioni geometriche e trigo· nometriche. Il sistema di proiezione adottato è il sinusoidale a meridiani rettificati. Di questa carta si fanno due edizioni, una in nero, l'altra in cromo a 7 tinte: e cioè il nero per le scritture e per le ferrovie, l'azzurro per le acque, il rosso per le· strade e per gli abitati, i.boschi in verde cupo, i prati e i campi coltivati in verdo-chiaro, il giallo per le dune, il bistro per le curve di li v.ello tracciate coll'equidistanza di m. 1 per la regione che resta sulla riva · destra della Mosella e di metri 5 per quella che resta sulla riva sinistra. La carta. sufficientemente nitida e chiara, rilevata con grandissima accuratezza, è certamente fra le migliori rappresentazioni topografiche che si abbiano di Stati europei. L'istituto cartografico provvede alla sua regolare tenuta al corrente, sia mediante le indicazioni forni te dalle amministrazioni locali, sia mediante la revisione che periodicamente fa intraprendere sul terreno dai suoi ufficiali. Derivazione diretta delle levate originali è la carta ad 1 :40,000 ( Carte topogra;phique de la Belgique 1: 4Q,OOO) pubblicata in 72 fogli fra gli anni 1863 e 1883 e riprodotta in nero mediante incisione su pietra. Essa contiene pressochè tutt.e le indicazioni planimetriche delle minute, onde apparisce forse eccessivamente


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)) ELLA CARTOGRAFI A nJJL ITAHE NEI VARI STATI D'EUROPA

SGUARDO SULLO STATO A'rTOALE

dettagliata e perciò poco intelligibile. L'orngra.fia v1 e ra.ppresentata esclusivamente con curve equidistanti 5 metri. Anche di questa carta l'istituto cura l'aggiornamento, il quale per altro, data la natura della riproduzione, richiede assai più cure e molto maggior tempo delle tavolette di rilievo . Soddisfacendo a desideri ripetutamente espressi anche per questa carta ad 1 : 40,000 l'istituto attende fino dal 1892 a preparare un'edizione a colori. Dalla Carta ad 1 : 40.,000 si passa ad una serie d i carte· corografiche alla scala liotevolmAnte ridotta di 1 : 160,000, la quale comprende tre carte distinte ciascnna delle quali in 6 fogli, e cioè una itineraria ( Carte de la Belgique indiquant toutes les voies de communications i; i 6 O, OOO), una ipsometrica ( Carte de la Belgique indiquant les zones hypsometriques et accentuant le 1"elief des plateau:r i: 160,000) ed una idrografica ( Carte de la Belgique indiquant les lignes depa1·tage cles eaux 1;"160,000). Tutte queste carte sono stampate in cromo ed hanno l'orografia rappresentata con le curve di livello all'equidistanza di metri 20 nelle prime d~e e di metri 5 nella terza. Ma l'interesse loro è più general~ e scientifico che strettamente ~ ilitare, onde basterà per noi l'avere accennato alla loro esistenza senv.a entrare in mao-0 giori particolari.

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PAESI BASSI.

L' istituto topografico militare olandese T opog1·aphische In1·icMung) fu fondato nel 1868 dando un più ampio e regolare ordinamento ad un antico ufficio topografico militare istituito già dal 1815. L'Istituto è retto da un funzionariocivile ed occupa un personale misto di ufficiali e di impiegati tecnici. L'Olanda fu uno dei primi Stati d'Europa che ebbe una carta topografica pel suo territorio a grande scala. S ino dal 1864 venne infatti pubblicata iutieramente la, Topog1·aphische en militai?·e Kaa:l't van het koning1·ijk d_e Nederlanden, alla scala di 1: 50,000 in 62 fogli (metri 0,50 X 0,80) di

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. cui la pubblicazione era stata intrapresa nel 1850. L a carta, finamente incisa su pietra e stampata in nero, proveniva da un'accurat a riduzione d i lèvate sul terreno, eseguite alla scala di 1 : 25,000 appoggiate ad una regolare triangola~ zione. Nel 1885 ne fo intrapresa una nuova edizione rived uta, aggiornata e stampata a più tinte mediante una colorazione sovrapposta. Fnrono così colora.te in rosso le città principali e la rete stradale primaria ; in azzurro le acque e in verde i boschi. L~t nuova edizione porta il titolo , di Clir-omo 'l'opographische Kaart van het koning1·~jk cler Necler·lanclen op cler schaal van :l: 50,000. Dei 62 fog li dei quali consta l' intera carta, ne sono pubblicati a tutt'oggi 41. A partire dal 1887 l'istituto ha pure deciso di pubblicare alla scala originaria le minute delle levat.e. Esse costituiscono la Chromo Topographische l(aart van het honingrijk cler Neclerlanden op de1· schaal '/Jan i :26,000, la quale consterà di 776 fogli d i cui 237 sono g ià pubblicati. La stampa ne è fatta in cromolitografia a più colori; sono in r osso o-li abitati la rete stradale principale e le lande incolte; in° azzurro 1~ acque ; in verde (con diversa gradazione d i tinta) le cultur e; in nero i nomi, i confini, le ferrovie, ecc. La carta è assai ricca in segni convenzionali specialmente per distinguere le varie coltivazioni e, cosa, assai impor tante per la regione, per seg nalare i differenti mezzi di comunicazione a traverso i cors i d'acqua. I fog li d i forma r ettangolare della dimensi()ue di m. 0,25 X 0,40 n on por tano alcuna indicazione d i r eticolato geog rafico. Come finitezza artistica <) l,rvu ' • . -· I e assai superiore alla carta alla medesim?- scalar.iiel Belgio e · come rap present azione d i una regione d i pianura a q uella scala si può dire che nulla lasci a desiderare. . Per il suo carll.tter e speciale basterà qui soltanto accennare all'esistenza di una car ta idrog rafi ca (Rfoier kaart 'van 1Vede1·la~d l :_10,000) in 97 fogli che r appresenta stampati in nero 1 corsi d'acqua principali con una ristretta zona di territorio co.p.tiguo e con particolari interessant i la navigazione . Come carta d'insieme l'Istituto ha pure pubblicato fino dal 1871 una bella carta corografica alla scala 1: 200,000 6-

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(Topog1·aphische atias van het koningrijk der Nederlanden in chr·omo tithographie op cler scaal van 1: 2 OO, OOO) la quale si compone di 21 fogli delle d imensioni ciascuno di metri 0,25 X 0,40 stampata a colori e con l'orografia rap~ presentata a tratteggio. Sebbene la stampa non ne sia molto nitida è in complesso una bella cartina r icca di dati e di facile lettura. SPAGNA (I).

:Nella Spagna e così pu.re, come vedremo, nel Regno Unito ed in Portogallo il servizio geodetico e topografico non dipende dall'amministrazione militare, ma è affidato ad un istituto g eografico e statistico (Institulo geogràfico y eslaclistico) fondato nel 1870 che dipende dal ministero del Fomento (ministero di agricoltura e dei lavori pubblici). L'istituto ha una larga organizzazione ed accentra, con un savio or: dinamento, tutti i lavori scientifici, geometrici, cartografici e statistici che si eseguiscono nell'interesse dello Stato, in modo che riveste il carattere di un vero e proprio istituto geog rafico nazionale. Il personale è intieramente civile e si compone di ingegneri, di topografi, disegnatori, ecc. ; tuttavia vi sono anchd comandati alcuni ufficiali delle armi speciali per i lavori di interessa militare. A questi ultimi attende più particolarmente il Deposito della guerra, che fonda i suo~ prodotti cartografici sui_la:vori e_ 1~ d~termi~a~io~i dell' istitut? ~eogra: fico o su nhev1 sp.ec1ah d1 uffic1ah d1 stato magg101.e o d1 aìlievi della scuola superiore di guerra. Il deposito ha per questo efft1tto speciali officine di riproduzione e di stampa. Con provvedimento del 30 settembre 1870 il governo spagnuolo decretò la formazione di u_n a carta topografica del territorio naziona1e da pubblicarsi alla scala d i 1 : 50,000 in base a levate sul terreno eseguite alla scala. di 1 : 25,000 (!.) VooE~ C. - JYe11e Gene1·alstabsai,{11al11ne i11 Ewropa. - 'I'opographisclle Karte vo11 Spa11ien, in Pecen11a,m's Alitteilungen, !.89S, J>ag. 30l.

DELT.A CARTOGRAFI A MILITARE NEI VARI STA 'l'l

o' E UROPA

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appoggiate alla. lor volta. ad una triangolazione, di cui la rete principale era stata iniziata sino dal 1854. L a carta cominciò a pubblicarsi nel 1875. Essa. porta il titolo di Mapa Topogràfico di Espana en escala de i : 50,0 00 comienza su publicacion el Instituto, ecc. La proiezione adottata per questa. ca::ta è la poliedrica e la divisione dei fogli è- fatta in base al reticolato geografico in modo che ciascun foglio corrisponde ad un trapezio di 10' di meridiano per 10' di parallelo. La stampa. è fatta. in cromolitografia : è adottato il rosso per la rete stradale ordinaria, per i canali iii muratura e per i fabbri cati ; il bistro per le curve orografiche tracciate coll'equidistanza di 20 metri ; il verde per le culture; l'azzurro per le acque; il nero per ld scrit ture, le quote e le ferrovie. Le levate sul terreno sono eseguite con g ran cura. e le operazioni geo::letiche (triangolazione e livellazione di precisione) sulle quali esse si fondano sono conformi ai metodi più pro: graditi. La r iproduzione sufficientemente nitida e chiara, la facile lettura agevolata dall'uso dei colori, l'abbondanza dei segni convenzionali rendono la carta di Spag na uno dei prodotti topografici più pregevoli d'Europa. S0l0 è da lamentarsi l'estrnma lentezza con cui il lavoro progredisce. Basti dir e che dei 1078 fogli dei qua.li l' intiera carta dovrà constare nei 25 anni da che la. pubblicazione è iniziata ne appar vero appena un centinaio, i quali comprendono la ~ uova Castiglia, parte dell'Estrema.dura, della Mancia, ecc. Occorrenào di servirsi di una carta della Spagna a grande scala conviene g uindi ricorrere ancora ad un documento ormai antiquato e non più corrispondente alle esigenze attua li. Tale è l'Atlas de Espafia y sus posesiones de ultrama1· costruito sotto la direzione di Francesco Coello e pubblicato in 60 fogli a partire dal 1848. Og ni fog lio contiene il territorio di una provincia, rappresentato alla scala di 1 : 200,000 e insieme alcune cartine speciali a scala maggiore; piante di città e copiose tabelle con dati statistici e not izie storico- descrittive sulle rispettive provincie. Le carte


SGUARDO S ULLO S 'l'A'rO ATl'Ul,LE

sono riprodotte da un'incisione in rame 'e stampate in nero coll'orografia rappresentata a tratteggio. · · II_ deposito della guerra no:p. ·pubblica che delle earte scadenti a piccola scala. delle regioni estere; ed ha altresì iniziata, a partire dal 1886, la costruzi~ne di una carta itineraria (Mapa Mìlitar itinerario de Es,pafia) alla scala d i 1 : 200 000 . . - . - che consterà di 110fogli delle dim~nsioni di metri 0,48 X 0,66 con la sola idrografia in azzurro e la r ete stradale (schemat ica per le ~trade minori), in rosso senza r appr~sentazione orografica. Ne sono pubblicati a tutt'oggi solo 19 fogli: · Po1tTOGALLo . Il servizio cartografico ufficiale è affidato attualmente in _Portogallo al ministero dei lavori pubblici, presso il quale è stabilita la direzione generale dei lavori geodetici e topografici (Direcçao general clo trabalhos geodesicos e topog1·aphicos) retta da un generale a riposo. Una apposita sezione . attende, presso Ja direzione generale an~idetta, ai lavori di · interesse specialmente militare. La carta topografica. fondamentale del regno è alla scala d i 1 : 100,000 (Carta ch01·ographica dos Reinos de Portugal e Alga1·ve, ecc.). I lavori di triangolazione e le levate eseguite parte alla scala medesima della carta e parte al 50,000, furono in trapresi nel 1856, ma la pubblicazione porta la data del 1876, anno in cui fu iniziata. Essa è ora quasi ult imata g iacch~ dei 37 fogli dei quali l'intiera carta si compone (dimensioni metri 0,7G X 0,48), 4: soltanto sono ancora da pubblicarsi. La carta è riprodotta colla litografia 'in nero; l'·orografìa vi è rappresentata col sistema delle curve tracciate con sottili linee all'equidistanza di 25 metri e coll'ao·. . ' b giunta di numer.ose quote. Come prodotto cartografico la carta corografica del Portogallo, considerata specialmente dal punto di vista dell'evidenza artistica, è fra i' meno belli d'Europa. Tuttavia' è da tener presente che vari Stati di E uropa anche fra quelli più progrediti {la Francia ad esempio) non pos_seggono al pari del- P ortogallo carte a gran de scala

DEC.LA CA llTOGRA l'IA 111Ll'l'AHE NEI VARI Sl'ATl 'Q' EUROP A

dei loro territori con _curve ipsometriche ; ciò che costituisce ·un titolo per esso di incont rastata superiorità. P er la città . e dintorni di Lisbona è stata anche rilevata e pubblicata un'accuratissima carta speciàle alla scala di 1 : 5000 con: curve di livello . R r:::GNo

UNTl'O

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GRAN B1mTAGNA E In.LANDA. !L )

L'origine dell' 01°dnance Su,n;ey cui è affidato il servizio cartoo-rafi.co ufficiale nel Regno Unito, data dal 1783. In o ' qnell'anuo il governo inglese, accogliendo la proposta dell'astronomo Cassini di Thury dir ettore dell'Osservatorio di Parigi deliberava di fare eseguire il collegamento geodetico dell'Osservatorio di Greenwich a quello di Parigi, giacchè non si conosceva con sicurezia il valore della loro differenza in longitudine. Il lavoro fu affidato al Board of' Ordnance onde il nome Ordnance Survey che ebbe l' impresa e ohe la istituzione conservò quando, appe,n a ultimate le operazioni di collegamento, il governo inglese decise la costruzione di una carta generale del regno alla scala dì un pollice per un miglio (1 : 63,360.). L' Ordnance Survey fu alla dipendenza del ministero della guerra sino a.Il' avvenuto compimento della car.t a militare dell'Inghilterra e del ·Paese di Galles ne1l'a1Ìno 1870. A partire da quell'epoca, non volendo aggravare altrimenti il bilancio della guerra con l' ingente spesa che oostava il mantenimento dell'ufficio, la cui attività era rivolta più a lavoro di inter esse civile che militare, l'Orclnance passò al.la dipendenza del ministero dei lavori pubblici e più r ecentemente a quello dell'agricoltura. {I} CA BUSSO D. / 1npo1·tance d1! la car logr aph1e of fi,cielle. Étucle su·1· t ', 01'dncmc e S1wuey, dit 1·oyaume 1tni de G1·an.rLe Bretaane ,t cl' /rlande : Genève, A.cootint of thll metlwds and pi,ocesses ad.opted (01· the pr()àuclion o[ tlie 11·1.aps o( the Ordnance Survey o( the United Kingdom. dr,twn ·np by o(fice,rs of 'l'byal Engineers eniployed under l,ient-General Sir H1mnv .fH 11(s; Lon,lon, rn75. Cfr. anche i periodici llepo,·ts of the progress of i.he Ordnance Sur vey prese nta i.i al

rnsG.

Par lamento bri Ja nnico.

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SGUARDO SULLO STATO A'l'1'UALE, ECC.

La sede dell'ufficio è a Southampton con sezioni staccate in altre città deìl' Inghilterra e della Scozia. Per l'Irlanda è stabilita una speciale divisione che ha sede a Dublino e da cui dipendono altre due sezioni stabilite rispettivamente ad Ennis ed a Cork. Queste sezioni staccate attendono specialmente alle levate di dettaglio ed alle livellazioni di precisione. L ' Ordnance Survey è diretto da un colonnello, ed occupa complessivamente, pei soli lavori della Gran Bretagna e del1' Irlanda (non tenendo conto cioè di quelli per l'India e per le colonie che hanno uffici speciali) un personale misto civile e militare di 2620 impiegati. Gli ufficiali che vi sono comandati appartengono esclusivamente al corpo reale degli ingegneri (genio militare). All'Ordnance Survey sono affidati tutti i lavori geometrici . interessanti la cartografia del paese, nonchè le operazioni scientifiche che a quelle si collegano. Essa attende perciò, oltre che alla costruzione è tenuta al corrente della car ta militare, alle levate catastali, alle triangolazioni a sc0po geodetico, alle levate di precisione, ecc. Lo stabilimento è pro'rveduto di grandiose officine di stampa e di riproduzione fotomeccanica, nonchè di officine tecniche per la costruzione e riparazione degli istrumenti. Il suo bilancio annuale è di ciroa 8 milioni di lire.

( Continl a) . AT'l'ILlO ~Oll.I

IL NUOVO REGOLAMENTO DI ÈSERCIZ[ PER LE TRUPPE A PIEDI DEL~'ESERCITO AU8TRO-UNGARICO

PREMESSA.

(fon disposizione imperiale inserta nel giornale militare ufficiale dell'esercito austro-ungarico (Normal- Verorclnungs blati n. 2~ d'el 1901) è stato adottato a titolo di esperimento un nuovo reaolamento di esercizi per le truppe a piedi (1) ,o . in sostituzione di quello finora in vigore. Quest'ultimo fu pubblicato bensì nel 1889, ma era la 3• edizione dell'antico . regolamento del 1874 stato adottato poco dopo la campagna del 1870-71 di cui sanciva gli ammaestramenti, essendochè la 2" edizione era rappresentata da quella del 1880, la quale a sua volta era stata compilata per approfittare dell' esperienza della g uerra del 1877-78. Il regolamento testè abolito aveva subìto alcune modificazioni mediante 3' successivi fascicoletti di aggiunte e varianti di ben limitato valore tattico; in sostanza esso rivelava principì poco diversi da quelli che avevano informata la prima edizione, tanto è vero che la paternità sua era desi- . guata dallo stesso titolo ufficiale di 3' edizione del regolamento del 1874. II regolamento nuovo invece è la la edizione d'un testo che trae 'la sua ragion d'essere dal grande progresso fatto, in questi ultimi anni specialmente, dalla tecnica delle armi da battaglia, dall'adozione della polvere a ·de"bole fumo e dal' conseguente modificarsi del modo di combattere, il quale oggidì impone al fçi.ntaccino esigenze ben più . (i) Ent.w urf= Exercifr-Reglement fii.r die le. u. /:. Fmstrul)pen. come tutti i regolamenti austro-ungarici, (la una sigla. che è E-3.

Contraddistinto,


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l L NUOVO REGOLAMEN1'0 DI ESR!tC JZ[

gravi e difficili. Se a queste circostanze già di per sè decisive si aggiunge la tendenza, sempre più diffondentesi altresì ~el vi~ino impero danubiano, verso la ferma biennale, per 1 adoz10ne della quale .è condizione indispensabile ridurre al . mini mo movirp.enti e manovre che non abbiano i mmediata relazione con la preparazione del soldato pel combattimento, resulta evid_entE) la necessità della pubblicazione del nuovo testo. Il quale, tuttochè riproduca testualmente parecchie prescrizioni vecchie; pure per lo spirito che lo informa e per le ca:atteristiche che presenta, può dirsi sia stato compilato prescindendo dal testo·che ha sostituito. Quando fu pubblicato, esso doveva sostituire quest'ultimo in tutte le sue parti meno che nelle prescrizioni relative alla ginnastica, giacchè era ancora iu corso di compilazione la corrispondente istruzione nuova. Ora ~nche.questa istruzione è . stata adottata ed, a somiglianza di quella in v igore nell'esercito germanico, non fa p iù parte del regolamento di esercizi, ma sta a sè. Cosicchè al veccliio regolamento di esercizi può ora d irsi pa1·ce sepulto. Già da qualche tempo presso il comando del corpo di stat9, maggiore era sta-to compilato il nuovo testo. Esso fu poi distribuito in ragione di circa 200 esemplari ad altrettante autori tà militari dell'esercito, perchè ne dessero un g iudizio e occorrendo facessero proposte. Le osservazioni e le proposte furono poi prese in esame, sul princi pio del 1901, da una commissione centrale presieduta da S. A. l'arciduca Francesco Ferdinando, ad latus dell'imperatore, e composta delle più spiccate capacità ·militari. In questa commissione sursero . divergenze .d i opinioni in torno ai pareri emessi dai p rimi compilatori e dai revisori; epperò, allo scopo di risolvere tali divergenze, fu deciso d'interrogare l'organo esecutivo per eccellenza, cioè le truppe. Di qui l'idea di pubblicare i~ nuovo regolamento di esercizi sotto il titolo di progetto (Entwurf), la qual cosa avvenne n el decorso settembre, cioè quasi immèdiatamente pri ma dell'arrivo, nel successivo ot-

P RR LE '.('RUPPE A PIEOI DELL'ESERGI'l'O AUS'l'RO·UN<)ARICO

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tobre, delle reclute ai corpi. Queste pertanto sono state istruite in conformità delle nuove prescrizioni. Ora, se si considera che numerose sono le innovazioni .apportate alla istruzione individuale, e che fra queste havvene alcune che esigono una laboriosa preparazione per bene approfondire il metodo istruttivo da parte dei gradua:ti, in ispecie di quelli meno elevati in grado, si è tratti a concludere che di fronte al lungo periodo di compilazione e revisione, il" provvedi· mento di volere applicare il nuovo regolamento tosto che fu distribuito sia stato alquanto affrettato. Non computando la parte del vecchio teste riservat~ all'istruzione di ginnastica, il nuovo è più voluminoso di 15 pagine.

I regolamenti tattici adombran o ma non descrivono il modo di combattere di una data arma, perchè sono semplici formulari di precetti o norme; nè danno sempre od niodo esauriente la ragione d i ciò che prescrivono o consigliano. Lo studioso che voglia diffusamente a pprendere l'un·a cosa e l'altra è costretto continuamente ad u na indagine deduttiva s ni singoli paragrafi, per poi. assurgere dall'analisi alla si ntesi q uando vuole intravvedere lo spirito cui il regolamento s'informa. Questo lavoro è difficile e non scevro _d al pericolo d'inesatte conclusioni. Se per· vece si adopera il sistema del- · l'esame comparato tra u n regolamento tuttora in vigore ad esempio e l'altro analogo che lo precesse, beninteso riferentisì entrambi a llo stesso esercito, il còmpito diviene assai più facile ·e d il giudizio, più sicuro. Ciò perch è, in allora, si ragiona non solo su quello che il più recente d ice mentre il vecchio non d iceva, ma anche su qu ello che il v~cch io diceva ll).entre il nuovo non dice più; cosicchè al silenzio d i uno . corrispondendo la parola dell'a.ltro, le pagine tutte dei due testi diventano nella loro integrità rivelatrici. , Quest o che par e bisticcio di parole ha invece, u n' importanza grandissima n on solo pel valore da attribuirsi a

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IL NUOVO REGOLAMENTO Dl ESERQIZJ

quello che è nell'uno e non è nell'altro; ma anche pel valore di quelle prescrizioni ché sono nell'uno e nell'altro testualmente riprodotte; ovvero sono più o m1mo attenuate, o accentuate nel loro significato in uno di essi. E mi spiego: se una prescrizione vecchia viene letteralmente riportata ed_ugual- · mente inquadrata nel nuovo testo, è segno che il fatto che la spiega è r.i masto qual'era, ed allora il giudizio sul valore di essa si riafferma; se invece nel nuovo testo una prescrizione risulta attenuata nella sostanza, od accentuata, o diversamente inquadrata fra le altre, vì1ol dire che la causa di cui è effetto è mutata, ed allora la mente dello studiJso dippiù si sofferma nella ind'l,gine, e lo studio diviene più proficuo 'di salutari ammaestramenti. Come potrebbe ciò farsi se mancasse un termine di paragone? Lo esame comparato. fra due regolamenti è pertanto il solo che consenta di constatare l'influenza che esercitano i fatti contingenti, e fra questi è da annoverarsi in primis et ante om'(l,ia il perfezionamento delle armi, sulla condotta delle azioni tattiche. Esso ci rivela il cammino che la mente direttiva di un esercito p.e rcorse nella difficile bisogna della preparazione al combattimento; quali e guanti im;egnamenti essa trasse dalla scienza ed esperienza militare più recente; in quale misura e dove ne abbia approfittato per risolvere certe quistioni variamente risolte altrove, ecc. Ecco le ragioni per le quali, anzichè limitarci a tradurre e commentare solo il nuovo regolamento, abbiamo creduto opportuno tradurre anche il vecchio e disporne acconciamente i paragrafi in relazione coi nuovi rilevandone poi le differenze. Queste sono mdltissime e non di raro si celano nel significato di poche parole; donde la necessità d'una traduzione coscenziosamente esatta e perciò laboriosissima, ' nella quale, per qu·a nto lo consenti va . l'adattabilità della nostra lingua al pensiero che cercavamo d'interpretare ci siamo attenu ti quasi sempre rigorosamente alla lettera; ma non abbiamo esitato ad allontanarcene per ricorrere ad una traduzione . più libera sempreguando quella letterale avrebbe potuto t_rad_ire o rendere oscuro il concetto o lo spirito dell'originale.

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PER LE TRUPPE A PIEDI DELL'ESERCJ'l'O AUSTRO-UNGARICO

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Per tal modo il lettore ha sottocchio quanto gli occorre per fare le osservazioni che crede, e può completamente astrarre dai modestissimi commenti nostri interposti tra i vari paragrafi. Preoccupandoci essenzialmente di esaminare più che altro il modo di combattere delle varie unità, e d'altra parte non volendo eccedere i' limiti della discretezza nella mole del lavoro, ci siamo limitati a riportare integralmente le prescrizioni dei due testi che trattano dell'ordine sparso 0 dei fuochi. Abbiamo quindi sorvolato alle formazioni e trasformazioni dell'ordine chiuso, ed in genere a tutto ciò che ha tratto alla parte formale, compreso quanto si riferisce alle parate, senza tuttavia omettere di soffermarci su alcuni punti di tali parti quando l'impoi·tanza dell'argomento lo richiedeva. Così. abbiamo fatto ad esempio pel capitolo che tratta dell'addestramento individuale, perchè in esso si parfa altresì dell'istruzione delle reclute che è quistione capitale. E poichè lo spirito . dei vari capitoli · presi ciascuno nel loro complesso, più che dallo esame analitico di ogni singola prescrizione loro, emerge segnatamente dalle norme generali e dalle direttive sul modo di procedere dell'istrnzione, che nel nuovo testo rispettivamente precedono e seguono, dove occorre, i capitoli stessi, abbiamo creduto opportuno riportare integralmente le une e le altre, o di ambo i testi, o solo del nuovo, quando le inno·vazioni da questo apportate non ci parvero gran fatto sostanziali. Ciò sempre nello intento di porre in grado chi legge di poter formulare un proprio giudizio e togliere ai nostri commenti quel valore e quella responsabilità che potrebbe loro derivare dalla ignoranza da parte del lettore della precisa dizione regolamentare. Ed ancora vogliamo soggiungere in questa premessa che . non abbiamo inteso coi nostri cenni critici dar fondo agli argomenti cui i cenni stessi si riferiscono. Scrivendo per un pubblico militare non abbiamo sentito il dovere di condurre ·per mano il lettore tra riga e riga dei due testi; ma ci siamo limitati a rilevare e ragionare solo su ciò che ci è parso degno


PER I,€ TRUPPE A PJEOJ DELL'ESERCITO AUSTRO- UNGARJCb

ll, NUOVO REGOLAllfENTO DI ESERCIZI

di maggiore considerazione, cercando essenzialmente di porre in evidenza qnelle che crediamo sieno le caratteristiche più spiccate del nuovo regolamento.

CAB,A'1'1'EH,IS TIC.S:E P .CÙ SPICCA'l'E DEL NUOVO REGOLAMENTO.

1° Una delle più importanti ·caratteristiche per quanto ha t1'atto all'istruzione della recluta consiste nello avere ridotto al puro indispensabile gli esercizi di piazza d'arme e soppresso addirittura il tradizionale formalismo di parata, per tosto incominciare la prepa~azione su terreno vario del soldato pel combattimento. Abolito il passo rigido a ginocchio teso, abolita la designazione stabile di l' e 2" riga, di ala destra e ala sinistra, nonchè certi movimenti retrogradi ed obliqui, il comando speciale di fronte in avanti, ecc. ecc., vecchiume superfluo che richiedeva per l'addestramento tempo enorme, la recluta pochi giorni dopo il suo arrivo al reggimento viene tosto portata su terreno vario ed al bersaglio per iniziare la sua preparazione tattica. A questa importante condizione cui deve ' soddisfare . un regolamento di esercizi, il nuovo aust.-ung. vi soddisfa completamente anche perchè il maneggio d'arme e-ra ed è rimasto semplicissimo, il più semplice di tutti i maggiori eserciti di Europa, inquantochè non esistono che tre posizioni dell'arme (pied'arroa, bracc'arm e bilanc'arm) ed i movimenti necessari per inastare, togliere, ed incrociare la baionetta, caricare, mettere le armi al fascio. ' Quanto all'elemento morale del soldato, esso ancora pil\ di prima costitu,isce la base principalissima del suo addestramento. Cuore e mente devono essere educati incess.a ntemerite con pazienza e tolleranza in ogni tempo, in ogni l uogo, in ogni occasione, perchè, dice il nuovo regolamento, sono i più importanti fattori della vittoria. 2° Il nuovo regolamento attribu.isce alla buona esecuzione e direzione del fuoco una importanza assolutamente vitale, che ha voluto mettere in evidenza sottolineando qltasi _

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tutte le prescrizioni che ad esso si riferiscono. Il fuoco ~o · stituisce oramai il mezzo addirittura unico pe1: consegmre la vittoria, che vuol'essere preparata fin dall'inizio del com· battimento mediante l'impiego di un considerevole numero di fucili. Ridotto a casi quasi eccezionali l'impiego del fuoco a salve, che era come tma ossessione del vecchio regolamento tanto ne caldeggiava l'impiego in ogni possibile circostanza altresì. alle picc:ole distanze, e soppresso ogni distinzione comçmdata di celerità maggiore o minore nel fuoco a volùntà, il nuovo regolamento ha ridoUo le varie specie di fuoco alla loro più semplice espression~, dando al fu<Jco a volontà un~ importanza assolutamente preponderante. Vedremo a quah mezzi r icorra per assicurarne nel miglior mo.do l'esecuzione; per ora diremo che esso fa pressochè esclusivo assegnamento sulla capacità e sulla iniziativa dei singoli .soldati nello scegliere la più opportuna celerità di tiro a seconda della distanza e della visibilità del bersaglio. In relazione a questa maggior libertà consentita all'iniziati va del soldato ed al fatto che più ancora che pel passato è probabile un grande consumo di munizioni, sono stat_e in molti punti modificate altresì le prescrizioni relati ve al rifor· nimento munizioni nel senso di renderlo più abbondante e sicuro. Per quanto ha tratto poi alla direzione del fuoco, le vecchie norme hanno subito anch'esse importantissime modificazioni, così ad esempio: sono stati meglio definiti i due concetti del concentramento e della ripart.izione del fuoco già preesistenti, ai· quali si può dire siansi aggiunti di pianta sotto analoga forma di concetti diretti vi l'aggressione col fuoco (.A.nfall) e la sorpresci a flt,OCO; nel combattimento in gener~ inoltre si parla ora di fuochi obliqui, d'infilata e avvolgenti, che il vecchio. re<Yolamento non sanciva in modo esplicitab mente determinato. Criteri fondamentali di tante e sì importanti modifica zioni sono stati i risultati di numerosissime esperienze di tiro eseguite al campo di Bruck an dei· Leilha negli anni 1896, 97, 98 e 99.


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IL NUOVO ltEGOLAMENTO DI ESEltClZ[

3° Sostituzione di criteri al formalismo schematico, a prescrizioni tassative ed a cifre. E così mentre il vècchio regolamento d istingueva le varie fasi del combattimento cit~~do _distanze, ciò che se facilitava la esecuzione degli eser c1z1 d1 pace contribuiva a determinare un formal ismo inattuabile quasi sempre o dannoso in guerra, il nuovo si basa esclusivament~ sulla efficacia del fuoco proprio e del nemico, la qua~e, come è noto, non sempre varia in ragione inversa delle çl1stanze, mentre Tappresenta un vero e proprio criterio d1 guerra. Certo aumenta di molto la difficoltà della direzione delle manovre c0n tale sistem~; ma si ha il vantaD"O"io di obbligare chi dirige a maggiore ri:flession·e e di rappre~:ntare c?n_maggiore fedeltà il caso vero, liberando la mente da quals1as1 preconcetto di uno svolgimento schematico dell'azione. Contro il quale il nùovo regolamento non solo si esprime i~ 1 modo da condannarlo decisamente, ma sì è studiato di rivelare la sua avversione anche nel valore da attribuirsi a certe espressioni generalme~1te ammesso ed accettate, come. si può ded~rre dalla soppressione delle definizioni dì piano, . scopo e conclotla del combattimento, il cui significato emerge dal. contesto di quauto segue e precede. Ed è davvero encomiabile. il modo onde il nuovo testo ha superato a parer nostro la difficoltà di non essere troppo generico uella tema di vincolare ~, iniziati:7a, e viceversa, dalla quale difficoltà dipendeva quella mdetermmatezza o quella restrizione di norme che rendeva parecchi punti del vecchio regolamento od addirittura superflui o esageratamente tassativi. A tal uopo è ricorso al mezzo di prevedere più numerosi casi di circostanze in · cui può t rovarsi una truppa (Veggasi specialmente del combattimento in gener e) senza tuttavia pretendere di averli tutti menzionati, e per ciascuno ha dettato norme e consi()'li che a quando a quando posano sopra brevi parole che pre~edono come premessa, giustifi_cano e spiegano i consigl°i e le norme e fanno prevedere altri· casi e altro modo di procedere. Nel n uovo regolamento quindi non troviamo espressioni che sono norme più in apparenza che dì fatto, perchè vorrebbero dir tutto, ma per la loro generalità appunto finiscono col non

dire nulla, per cui viene a· mancare all'ufficiale la direttiva che cerca, e perde pregio il libro che egli consulta; ma troviamo veri e propri criteri direttivi che inquadrano assai bene il lettore e lo pongono in grado di interpretarne lo spirito. 4° L'assoluta necessità dell'iniziativa si può dire sia il motivo dominante d i tutto il testo, il quale motivo, come nel corso di un'opera. musicale, colpisce una prima volta chi legge l' introduzione, si ripete spessissimo durantè l'intero regolamento, si riaffaccia a mo' di finale nelle ultime sue pagine. Le reclute come il supremo comandante ne devono essere penetrate a fondo; epperò fin dalla prima .istruzione, poco dopo che il giovane è giunto alle armi, comincia per lui la ginnastica della mente nell'ordine sparso, che deve abituarlo agli atti meditati e coscienti. Liberissima per gli ufficiali la scelta delle formazioni e le modalità 'delle trasformazioni, 'purchè rispondano alle condizioni del terreno e del combattimento, nessun ll,ltro vincolo nello stabilire distanze ed intervalli che le condizioni ora dette, nessuna prescrizione sul!' impiego della forza all'inizio e.durante l'azione; ma norme 1·agionate tendenti ad ottenere a.deguata efficacia di fuoco dapprima, preponderanza schiacciante di poi, trattenimento del nemico sul .fronte, avvolgimento sul fianco dopo aver compiuta una avanzata nell'attacco per quanto possibile rapida. Il capitolo s~l combattimento in gener~ è secondo noi riuscitissimo nello intento di stabilire determinati confini entro i quali, prendendo consiglio dalle circostanze, gli ufficiali tutti possano far uso del loro criterio tattico senza le pastoie di prescrizioni restrittive. 5° Tendenza che a noi pare, forse, fin troppo accentuata nel procedere rapidamente innanzi nell'attacco, pel fatto che si prescinde talvolta dalla volontà d i chi comanda; e ciò dipendentemente dalla prescrizione pressochè esplicita che comunque avvenga il rinforzo della catena esso debba determinare uno sbalzo · avanti; che le circostanze favorevoli le quali possono indurre una parte di essa, anche piccola, ad avanzare, debba.no essere incentivo ad un'avanzata generale, astraendo a quant o pare completamento dal relativo ordine


r ,m 1.1' TtWPPE A PIEDI u 1,; r.1.' ESJ,;1tCITO AU$TllO · U:,QAl{IC0

II, NUOVO REGOLAMENTO D I ESJ;;HCIZI

del comandante del reparto; e viceversa, che cioè gli impedimenti eventuali al progredire di un riparto non debbono costituire una occasione per gli altri a sostare vieppiù. G Intendimento didattico nello addestramento dei re parti, ch·e il nuovo regolamento rivela a più riprese ed in diverso modo, e che, secondo noi, segna un progresso incontestato sul testo abolito e forse anche sui no~tri regolamenti tattici, dove una volta tale intendimento esisteva mentre adesso, purtroppo, si può dire manchi del tutto. Un regolamento, 'è vero, non può essere un libro scola$tico; ma dacchè contiene prescrizioni . numerose ed anche particolareggiate sul modo di addestrare ruomo e la squadra, non pare possa dirsi u na esagerata pretesa mortiA.caute lo spirito di inizia~ tiva riohiedere che anche per uno dei piccoli riparti che rappresentano un organismo complesso, e come tale agiscono in tutte le fasi del combattimento, Ìndichi, non tassativamente un metodo, ma genericamente la via da seguirsi per il suo addestramento tattico, dia con brevi cenni la ragione di certe prescrizioni, scenda talvolta alla prat.ica degli esempi, ecc. Il nuovo testo austriaco molto opportunamente, secondo noi, traccia alla fin e del § 45 un programma pressochè completo per l'addestramento tattico dell a compagnia, che rappresenta non già una limitazione di libertà, ma un autoravolissimo consiglio, e non altro accenna al riguardo par.. laudo del battaglione,· del reggimento, ecc., ciò perchè le nonne date per quella, valgono, acconcia.mente adattate, anche per questi. Sempre poi un apposito § tratta del modo onde deve procedere l"istruzione dei vari reparti, spessissimo le prescrizioni ed i criteri seguono a mo' di deduzione ad una premessa, non di raro si accenna esplicitamente, o mediante gli ordini menzionati a titolo di esempio, al modo più conveniente di operare in date eventualità, ecc. S oppresso il formalismo ed ampliati i limiti dell'iniziativa, necessariamente doveva derivarne il maggiore intendimento didattico nel nuovo testo. I nostri regolamenti tattici invece hanno da tempo precorso questo nuovo austro-ungaric'o nella sostituzione di criteri a schemi e nel fare assegnamento grande 0

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~ ll'i'r•., iziativa ma non hanno creduto conveniente assumere " , . . .'

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coi mezzi accennati or ora un intendirnento d1datt100 prn manifesto, epperò sono, secondo il nostro modesto avviso, ri usciti t roppo indeterminati e gener ici. . 7° lVlaO'o-iore estensione di fronte, minore tendenza a sei:rare ver;; il r eparto di base negli sbalzi in avanti e nell'~ssalto, larghissimo uso di segnali con le braccia e con_ la sciabola a complemento od in sostituzione dei comandi a voce. Sono tre caratteristiche, di cui le due prime sono _la conseguenza della maggiore efficacia delle mode~ne armi, la terz~ del risultato di esperienze più volte fatte m pace, le qual~ pare abbiano dimostrata l_a ne0e~sità di_ ricorrer~ a~ og~ 1 mezzo per evitare malintesi e farsi sollec1t~~ ente 1_ntende1 e, tuttochè distanze ed intervalli tra i r eparti m ordme sp~rso siano ora notevolmente aumentati. Con fronti più estesi s1 o~ tiene che, a parità di forze impiegate in caten~, gl' intervalli aumentano e diminuiscono le perdite; con la mmore tend~nza a serra.re sul riparto di base si evita un eccessi:vo ~gg'.~meramento sul fronte, il quale è causa di tre effetti, dice il _reo-olamento: maggiore compattezza. di bersaglio vulner~btle'. :rresti improvvisi della catena, impos_sib~li~tà per alcum dei snoi uomini di far fuoco e per molti d1 tar fuoco_be~~- . go Un'altra caratteristica che rappresenta un grndiz10 ~1 grande valore nella discussione rinnovat_asi di recente in se<>'uito alla esperienza delle campagne d1 guerra combattute:i testè od. ancora in corso fuori di Europa, è la preferenza vieppiù a~centuata del caratter ~ oD'ensi'.'o nelle azioni tatt~che di fronte a quelle di carattere offensivo. Que~t~ m~ggiore accentuazione appare manifesta indagando lo spmto d1 molte prescrizioni del nuovo testo, e segnatamente da alcuni:} premesse poste a base di quelle contenute . ~el paragrafo che tratta del combattimento in genere. Anzi m detto paragrafo è sanzionato un concetto che, se era risaputo, non emergeva tuttavia in modo esplicito dallo pagine del vecchio r egolamento, e cioè il vantaggio morale che possiede l'attaccante di fronte al difensore per il solo fatto che esso avanza mentre l'altro sta fermo. 7 -

AN1'0 XL\'11.


9° Infine notiamo che, a simiglianza di tanti altri regolamenti di esercizi, quello nuovo austro- unga.rico ha sentita la necessità di aggi ungere un apposito paragrafo per trattare dei combattimenti notturni; ed alle norme sul combattimento in generale, parlando dell'attacco, ha accennato alle modalità più con venienti per bene operare in terreni forte mente coperti.

... '

Non è possibile formulare fin d'ora un g iudizio fonda t o sul valore pratico del nuovo regolamento, imperocchè esso ba solo pochi mesi di vita e non ancora è stato applicato nelle esercitazioni dei g randi reparti, le q uali solamente, in pace, possono fornire i necessari elementi per vagliare la preparazione tattica dei soldati e degli ufficial i. Certo insiéme ai pregi, che sono molti, in ispecie se il n uovo regolamento viene para.· gonato con quello che ha sostituito, non mancheranno pro babilmente dei difetti. Qualche giornale militare ne ha già rilevati parecchi ; ma a noi sembrano in massima lievi e facilmente eliminabili, perchè non intaccano la essee.za e lo spirito delle prescrizioni più importanti che sono quelle relative al modo d i combattere delle varie unità. Così, ad es : l'Armeeblall di V ien na e più ancora, con una certa acredine, una serie di articoli pubbl icati dal giornale die Vedette, anche di Vienna, hanno addebitato al nuovo tes to o una eccessi va libertà concessa ai comandanti di reparto nella scelta delle for mazioni in ordine chiuso e nei passaggi' da una di queste ad un'altra; o ht necess ità dell'in tervento delle superiori autorità per regolare in modo uniforme cer ti atti e certe manovre che il n uovo testo ha troppo genericamente menzionate ; ovvero un difettoso criterio circa il posto dei graduati; o la man canza · di qualche altro comando breve e concettoso, ecc. Sono inezie che scompaiono affiitto di fronte al coro d i lodi che hanno innalzato lo stesso Armeeblall per il rimanente, nonchè la M.ilitàr Zeiti~ng, la H.eichsweh? ·, il redattore milit are dell' importante P estei· Lloyd di Budapest, ecc.

P l::R u;; TRUPPE A PIED I lJ l!: LL'ESERClTO AUSTRO-UN'GARICO

99

Quanto al nostro modesto giudizio esso è decisamente favorevole, e dov~ ci è parso che tale non potessi, essere ne abbiamo date le rag ioni commentando i vari paragrafi. Il Militar- Wochenblatt di Berlino, organo uffic_ioso dell'esercito tedesco, redatto per cura di quello stato maggiore ed importa nte forse più di t utti gli altri periodici militari dell'impero german ico, nel suo numero 98 del decorso anno, alla fine di due articoli riassunti vi del n uovo regolamento a. u. d ice che questo ha saputo tener conto più ancora del regolamento d'.esercizi fran ce.~e stato adottato, in esperimento anch'esso, nel g iugno del 1901 (in sostituzione del regolamento dell'aprile 1894) delle esigenze della guerra.; che sono degne di consiçlerazione le prescrizioni e le norme relati ve alla .avanzata della catem~ ed al modo di rinforzar fa; mentre in·d ucono a pensare nel senso che .possono essere pericolose, {beclenklich) quelle concernenti l'assalto ed il modo d i resping_ere attacchi d i cavalleria. Rimprovera inoltre al n uovo regolamento lo avere dedicato due pagine alle prescrizioni pel .giuramen_to e la preghiera. Il fatto, accennato in precedenza, che sorsero d ivergenze di opinidni in seno alla commissione che raccolse i pareri e l e osservazioni delle numerose aut9rità che esaminarono il nuovo regola mento, rivela la probabilità che una parte almeno· degli addebiti mossigli sieno giustificat i; perciò non -è fo rse inverosimile che qualche modificazione al n uovo testo dovrà essere apporta.ta. - Pare assodato per altro che ,l 'esercito lo abbia accolto in massima assai favorevolmente_. · RIPARTIZIONE DELLA MA.TERTA,

Il vecchio regolamento d ividevasi in tre parti, di cui fa prima trattava dell'addestramento formale iu ordine chiuso

ed in ordine sparso dei vari r eparti, e suddividevasi a sua volta iu 6 capitoli, i quali pulavano delle scuole individuale, di plotone di compagnia, di battaglione, di reggimento e ·delle maggiori unità; la seconda t rattava del combattimento ·e costituiva i capi toli 7° ed 8°, di cm quello conteneva le


100

1

l'Im LE '!'RUPPE A P!BDT DELL ESERCI1' 0 AOSTRO - UNGARlCO

IL NUOVO HEGOLAllE:-iTO DI F.~ERCJZJ

norme d~l ~ombattim.ento in genere, questo le norme per Ja compagnia, 11 battaglione, il reggimento e le maggiori unità; la .terza trattava degli on.ori e dette par·ate. Alle tre parti seguiva un'Appendice con le prescrizioni circa l'istruzione delle reclute, gli esercizi di ginnastica, ed i segnali di tromba. e di tamburo. . Il regolamento in esperimento ha abolito la divisione in pa~ti, ma ha conservato la ripartizione in otto capitoli, dis,t.nbue~do la materia in modo assai di verso; così ad esempio, I istruzione delle reclute fa. ora parte della scuola individuale (l" capitolo); il modo di procedere dell\stru.zione dei vari reparti pel combattimento, anzichè relegato in un capitolo a sè, unitamente alle norme pel combattimento degli stessi reparti (8' capitolo del testo vecchio) è descritto nei capitoli dal 3° al G0 , i quali trattano dell'addestramento della compagnia, del battaglione, del reggimento e delle maggiori t'lnità, ognuno dei guali, meno il 6°, dividesi in due sottocapitoli, di cui uno tratta delle formazioni in ordine chiuso, l'altro del modo di combattere. Il 1° capitolo · tratta dell'istruzione individuale e della r iga; il 2' del plotone in oi:dine chiuso ed in ordine sparso, il 7° del combat~imento in genere, 1' 8° degli onori e parate. L'Appendice,. mfine, tratta solamente dei segnali di tromba e di tamburo. Quanto agli esercizi di g innastica, essi costituiscono come si è detto, una istruzione a parte. ' Oosicchè la ripartizione della materia nel regolamento. nuovo può così riassumersi: lN'I 'RODUZIONE. -

Prescrizioni genera.li. -

Ordini. _

Contegno dei comandanti., I Cu1T0Lo. -

Scuola individuale.

1° sottocapitolo (Abschnitt). - Istruzione delle reclute. 0 • » » - Del soldato isolato e della, rio-a 0 O' 3 » » - Disposizioni varie relative ai trombettieri e tamburini, agli zappa tori di fanteria e caccia~ tori, ai sottufffoiali e agli ufficiali. 2

II

CAPITOLO. -

101

Il plotone.

1° sottocapitolo. -- 11 plotone in ordine chiuso. >> Modo di combattere del plotone (in questo sottocapitolo sono ora contenute le p,·escri.i ioni concernenti la condotta del (uoco che ,iel V. R. (tgumvano al capi· tolo YII - Combattimento - e sono clivise in 2 parti, di cui la 1• tratta del fuoco in generale e si 1·i(e1·isce a qualsiasi 1·eparto: la 2° del fuoco del plotone in catena} .

2°

III CAPCToLo. -

T,a compagnia.

t• sottocapitolo. -

La compagnia in ordine chiuso.

2°

Modo di combattere della compagnia.

»

-

IV

CArrroLo. -

Il battaglione.

1

1° sottocapitolo. 2° » -

Il battaglione in ordine chiuso.

Modo di combattere del battaglione.

V CAP[TOLO -

ll 1·eggimento.

1° sottocapitolo. - Il reggimento in ordine chiuso. ·» - Modo di combattere del r eggimento.

2°

VI

CAPITOLO. -

Maggio,·i unità.

Prescrizioni generali. - Spiegamento pel combattimento. Modo di procedere dell'istruzione. VII 0APITor,o. -

Combattimento.

Principi generali. - Scaglionamento nel senso del fro nte della profondità. Attacco. Difesa. Combattimento contro -0avalleria. Combattimento contro artiglieria. Imprese notturue ( Unternehmungen in der Dunkelheit, che è un pamgi ·a(o nuovo aggiunto). Rifornimento munizioni. Impiego della vanghetta di fanteria e, (niwvo aggiunto), del piccozziuo. (I n questo capitolo non figurano più le p1·esc1·izioni del § :J9 del v?cchio regolar1uHilo relative allo scopo, al piano -e d aUa, conclolla del combattimen_to, nonchè circa i l modo di

,e


.I.\J,j

IL NUOVO REGOLAMENTO DI ESERCIZI

utilizzare il terreno. Invece, oltreché dare le norr1,e pei com~ ballimenti nottw·nì, altre ne dette il N. R. ci,•ca il modo di. compodarsi nei buschi e nei terreni fortemente cope,·li) . VIII CunoLo. -

Onori e parate.

Prescrizioni generali. -- Ricevimento. Sfilamento. Scarica. generale. delle armi ( Gene1·al Decharge). APPENDICE.

Segnali di tromba e di tamburo.

TRADUZ[Oi\IE DEC DUJt TESTI E CEN:0.0 CRl'.rICO.

l N'l'RODUZIONE,

Prescrizio_n i

generali.

Nuovo regolamer1to.

Vecchio 1·egolamento.

1. L'istruzione d i pace è l'adde· st:ramrnto preparatorio de lla t.ruppa per la guerra Con essa la truppa rleve acquistare virtù morali, energ-ia fisica ed abilità tecnica, nonchè fiducia nei suoi comandanti . 2 Io ogni ci rcostanza dev es i ri:rorosamcnte richiedere obbedienza assoluta, disciplina, attenzione e piena prestazione delle forze 3 . Devesi attribuire in ogni temp:i r,articolare valore alla calma, all'or· dine saldo e alhi giusta esecuzione di tutti gli ordini fino nei particolari, e, sempre quando è necessario, al contegno ri g ido. 4. La severa. scnola d'eserGiii forma la base d i tu't te le azioni che si compiono sotto le a rmi. l):ssa è il mezzo più sicuro per temprare la forza di volontà dell'uomo1 educarne le ab itudini fisiche e in tellettual i, conseguire 1~ disciplina tattica e perfino quella mo rale.

l. L' istruzione di pace è l'addestra mento preparatorio de lla truppa per la guerra. Con essa la tru ppa deve acquistare il sentimento della propria capacità fisica e morale, nonchè fiducia nei suoi comandanti. 2. Questo pu;i to è identi co al punto: 2 del N R . 3 Negli esercizi devesi attribuire pa1·ticolare val o re al contegno rig ido, ,11l'ordioe saldo, all.a corretta esecuzione di tutti gli atti e movimenti. 4. Questo punto è identico al punto

4 del N. R.

5. Questo pirnto è idenUco al punto 5 del N. R. G. Nell'istruzione deves i progredire a grado a grado, e por mente a cambiare convenientemente gli esercizi; col gradua le aumento àelle esigenze il soldato deve famil iar izzarsi in pace con _le fatiche della guerra.

PER I,l;; TKUPPE .A P IED I DE Ll.' ESE LtCJTO ATSTHO-UN0Af<I CO

Dopo ogni esercitaz ione di co m· battimento o di serv iz io in campa. gna devous i esegu ire alcuni esercizi in ordine chiuso, o per lo meno uno sfilamen to nel rientrare in quartiere, esigendo la m ,,ssima pr ecis:one. Ciò dev e anche a ver luogo, qnando è possibile, sempre che s i noti nelle esercitaz ion i una ri lassa· t~zza d'attenz io ne. 5 In og·ni eserc i tazione :le\ e sensi redi norma esclu;; ivam e nte lo sco po prat ico della gue rra. Gl' insegnamenti teorici devono essere li mitati a l m inimo. Devesi insegnare solamente il semplice' ed il necessario, ma a fondo e da praticarsi in modo che pel ·soldato diventi seconda natura. Solo nell' abitud ine il so ldato t1·ova fa calma e la sicurezza necessa ria. G. Nell'istruzione devesi progre. diri, a grado a g rado e por mente a cambiare con venientemente gli esercizi; col g 1·aduale a u mento delle es igenze il solda to viene a fami liarizzarsi con le f'atiche della g ue rra. '7 Le esercitazioni formal i e quelle di combattimento d_evono esegu irs i per quanto possi bile spesso con re parti della forza di gue rra. 8 . 'l'utt1 i particolari dP-1 regola· mento sono da osservarsi r.on pre · cis ione, ma non da esegui rsi meccanicamente bensì adattandoli con discern imen to ad og·n i caso sp0· ciale Le f0rme e le distanze menz io· nate nel r egolamento, quindi, non devono esserè considerate in ogni circostanza come ob bligatorie. Le forma zioni (od i cambiament( di

103

'7. Questo punto è ide,nti:co al punto 7 del N . R.

S. (.J,uesto punto è stato testual~ mente rip1·odotto al punto 9 del N. .R, solo clie non cm stampato a lettere

·distawziate ma a lettere contigue come gli alt1·i punti. 9. La Jwima alinea di" questo punto è identica alla 1• ali11ea del punto 8 del N . .R. Le forme e le dista nze menzionate nel regolam e nto non devono esse re considerate in tutti i casi come obbligatorie. 10. Questo pu11to è identico al pimto 1.0 del N. R .


104

IL

:--oo,·o REGOLAMENTO

fo1·m azione) non date da l rego lamento possono essere 01·dinate in quanto paia no le più convenienti per un determinato caso. Cosi la trupp3 diveota abile ne l1'utilizzare il terreno e pieghevole nella mano dei suoi capi, e questi trovano occasione di agiro, liberi d~ ogni rigi do for rna!ismo, di I or 0 iniziativ a ed in modo indi p e ndente . È dovere d ei più eleYati comandanti d est ar e e promu ove re q uest o qun. lità in ogni condotti e ro. 9. La lib ertà lasciata da l r egolamento pe r la .istruzione E' l ' im piego de ll e tr up pe non può venire li mitata, le prescrizion i in es so cont e nu te n on pos so n o esse r e aumentate median t e or dini scritti illust ra t ivi da n ess un s u periore, devesi evitar e O"'ni deviaz ion e dalla s em p"\ t . cità e natural ez z a, ogni s c h e rn a t i s rn o p8 • O g II i danteria. ' 10. I comandanti di truppa e di r iparto e quelll in sottordine sono pienamente respoosabili della istruzione tlelle truppe loro a tfìdato, perciò non dev'essere ristretta la. libertà e l 'indipendenza indispensabilmen te necessar ie ohe a ta r uopo loro concede il regolamen to di servizio per l'imp. e reale esercito.

El ESERCIZI PER LE TRUPPE A PIEDI DELL'Es~: HCITO A0STRO · U).'0AHIC0

105

Limitandoci a rileva.re solo le più importanti mod ificazioni, osserviamo : 1° Ohe la 2• alinea del punto 4 non è nuova: essa costituiva par te integrante del punto 39 della vecchia Appendice. Il nuovo testo vi ha aggiunto solo che devesi e:;egnire 7Jer lo meno ,mo sfilamento, e con l'inciso, anch'esso nuovo aggiunto,qu,anclo è possibile r ende l'obbligo cui l'alinea allude meno tassativo in caso di rilassatezza d'attenzione. Ciò che più importa si è che essendo stata spostata l'alinea dalla Appendice vecchia pér inserirla nell'Int?·oduzione che precede a tutto il testo n uovo se ne è estesa grandemente l'ap· plicazione, imperocchè le prescrizioni che essa contiene non sono più applicabili alle reclute solamente, ma a qualsiasi r eparto e qualunque sia stata l'esercitazione compiuta. A tale spostamento si è forse stati indotti dalla considerazione che, avendo il nuovo regolamento concessa una mag· giore spigliatezza di manovra a detrimento del!' addestra· mento formale, sia necessario riaffermare la disciplin a con la rigidezza e la r egolarità dell'ordine chiuso, nhe, com' è noto, è scuola essenzialmente disciplinare. 2° Oltrecb,è le formazioni e le distanze menzionate dal r egolamento, non sono obbligatorie secondo il n uovo testo altresì i movimenti che esso pure menziona per passare da una formazione all'altra. Le ragioni di questa maggiore libertà, che troveremo concessa anche dalla prima alinea del punto 355 nuovo aggiunto (compagnia) , seguono subito dÒpo alla fine del punto 8 ed al punto 9, e tra esse emerge a caratteri sottolineati quella dell·iniziativa, la cui importanza è stata evidentemente aumentata dal nuovo testo sia perchè ha aggiunta e sottolineata l'ultima alinea del punto 8, sia perchè ha sottolineato il successivo punto 9 riproduzione letterale del vecchio punto 8.


106

II, NUOVO HEGOLAMEN'l'O Dl ESERCIZI

I

· Or-clini. Questa parte dell' lnt1·oduzione generale compr ende 13 punti e presenta parecchie ma poco notevoli varianti rispetto a quella corrispondente del vecchio testo, ad eccezione dell'aggiunta di nuovi cenni e segnali a complemento dei CO· mandi ed avvisi a voce. Ripetendo prescrizioni preesistenti,' il nuovo testo dice che il modo di dare gli ordini ha grande iofiuenza sulla forza di :volontà d i chi deve eseguirli, e che una truppa obbediscé in relazione al modo onde viene comandata; epperò la poca sicurezza nella emanazione degli ordini produce obbedienza poco fiduciosa_. Prima di dare un ordine devesi . bene riflettere ciò che si v uole per evitare precipitazione, ripetizione o variazioni all'ordine stesso; e quando questo designa solo lo scopo cla raggiungersi, si esige dagli èsecutori completa ìniziativa, quindi per la esecuzione di ordini di tal genere il regolamento non può dare prescrizioni tassati ve, ma solo norme che vanno poi adattate alle circostanze. I comandi invece presuppongono una esecuzione immediata e tale quale il regolamento prescrive, Gli avvisi sono un avvertimento al quale deve seguire il comando d'esecuzione. Vi sono poi i segnali di tro mba e di tamburo e q uelli col fischietto, i quaii 1.lltimi devonsi adoperare esclusivamente per la cessazione del fuoco, nel qual caso i sibili devono essere ripetuti, e per richiamare l'attenzione, ed allora si darà un sibilo solo e breve. Quanto ai . cenni ausiliari dei comandi il vecchio regolame.nto prescriveva che contemporaneamente al comando od avviso, la direzione di marcia e l'obbiettivo prescelto potessero essere viemmeglio designati distendendo verso di loro le bracr;ia; come pure i comand i per l'inizio e la cessazione della marcia potessero essere accompagnati dall'atto di alzare le braccia verticalmente per poi abbassarle rapidamente ; per altri casi speciali i cenni dovevano essere stabilit i da i comandànti.

ii

PER Lg 1' RUPPE A PIEDI DEL L' ESERCITO AUSTRO-UNGARI CO

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Il nuovo regolamento sancisce che oltre a quelli or ora menzionati, ed indipendentemente dai nuovi cenni delle braccia e della sciabola prescritti dal punto 397 per il comandante la compagnia quando vuole chiamare in catena i plotoni di sostegno (e dei quali ci occuperemo in seguito) possonsi adoperare, contemporaneamente al comando od. all'avviso, quelli generali che seguono: per richiamare l'attenzione : drizza.Te e mantènere per un certo tempo un braccio verticalmente; per mettere la truppa in marcia od arr-esta?"la: drizzare verticalmente un braccio e abbassarlo poi rapidamente; per far prendere il passo di co1·sa: ripetere più volte il segno stabilito per mettere in marcia un reparto; per indicare che si è scopei·to il nemico: agitare il berretto al disopra del capo ; · per la /oi·mazione della catena : dist,endere. le braccia su amho i lati; per far fuoco: sollevare le braccia e disporle come per sparare; per la cessazione clel fiwco: agitare un braccio orizzontalmente dinanzi al corpo; per la 1·acl;unata : distendere ambe le braccia lateralmente e poi incrociarle dinanzi al petto; . per prendere la posizione di à terree indicare col braccio il terreno ed occorrendo prendere tale posizione. Qualora i mezzi :finora descritti non fosserQ suf.6.cienti per l'esatta intelligenza di ciò che si vuole, si manderanno, dice il regolamento, ordini mediante aiutanti ed ordinanze. Le condizioni del momento devono consigliare con quali mezzi, a scelt~ di chi comanda, una truppa debba essf\re diretta. Nello impartire gli ordini devonsi adoperare pei· quanto è possibile le espressioni regolament ari ; i comaµdanti di bat· taglioni e di reggimento per richiamare a sè l'at~enzione dei comandanti in sottordine possono, occorrendo, de~ignare singoli battaglioni o compagnie, ovvero, se necessario, dare ' l'avvertimento << 1Iabt-acht! », che vuol dire « Attenzione! »


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IL NUOVO REGOLAMEYI'O UI ESERClZI

L'idea di eserci tare il comando con l'ausilio di tutti quei mezzi che non sono suscettibili nel frastuono del combattimento di essere fraintesi o non intesi non è nuova, perchè emerge altresì dal veechio regolamento. In questi ultimi tempi però è stata coltivata con inusitata attività nell'esercito a. u. mediante numerose esperienze il più delle volte eseguite con reparti della forza di g uerra, fo rse per decidere con maggiore cognizione di dati sperimentali in occasione della p11bblicazione del nuovo regolamen to di esercizi. Il fatto che questo l'ha vieppiù concrètata e ne ha elevata a sistema l'attuazione rivela il valore che si attribuisce all'espediente dei cenni quali succedanei dei comandi; e poicp.è quelli devono ormai avere come questi l',imperioso significato di una precisa prescrizione regolamentare, sono stati stabilili tassati va ment e quali debbano essere, consegt1endo altresì il doppio vantaggio di alleviare chi comanda dalla cura di prefissarli e la uniformità in tutto l'esercito. OoN'rEGNO DEI COllANDA.NTI.

Punto 24. dei dMe 1'egolamenti: Calma. saldezza, sicu rezza, coscienza di sè, tenacia, infine serietà continuamente costante e rigore im parziale (questo aggettivo -mancava 11el v ecchio testo) prJ cura no a i comandan ti a u . torità e infl uenza sulla truppa . li contegno de i comandanti è di grande io:iportanza per la t ruppa. In guerra - special mente in momen ti crit ici - l'i nferiore risen te involo ntariamen te l'impr<issione che si manifes ta da un contegno deciso e sicuro dei comandanti dinanzi al nemico.

Nuovo n1golame11to.

Vecchio 1'egol amento.

25. I c o m a n d a n t i d e v o • no ev it a r e' d 'int e r ve nir e n e 11 a · s f e r a d ' a z i o n e de i loro infe ri ori; essi non devono m a i diment icar e

25. I comandanti devono evitare cl; inte rvenire di rett amente nella sfera d'azione dei loro inferiori ; essi non devono mai dimen t icare che ne sono i condott ieri e g·l' i-

1

PER Li,; TROPPE A PIEDI DELL .t:SERCITO AU$TRO- U~GARICO

che in guerra solo in r ar i c a s i potrebbero essere in grado di far c iò e che pnr cons eg u enza nei m o menti pericolos i potrebbero perdere il dominio sulla trupp,i quando non ab i tuassero fin da l tempo di pace i l o r o inferiori alla iniziativa. I comandanti devono conservare calma e sei·enità quando av\'eDgono sviste o malintesi.

Pu11to 26

109

strnttori; devono conse'rvare calma e sc rc oità quando avvengono sviste o malintesi.

J~ la 1'iproduzio11e lette1'a le del pu11tv :!v del ucchlo ,·eg<r I c o m a n d a n t i m i n or i

lamento, ma 01·a ì; t utto soetoli11eato :

e la truppa devono acq u ist1t r e lidncia. ne l la l oro propria. capacità, 0011 d evono subire limitazio_ne nel loro lav•)rio mentale, n è se ne deve paral1zz a r e 1 ' a t t i v i t ù. m e d i a n t e m o a e b i n e i n t r o m i s s i o 11 i da parte dei superio r i.

Nuovo ,·egolamento.

Vecchio 1·egola1nento.

2ì. Quando il comandante vuole istrui re il prop:·io rt?parto, puù farei rappresenta re clall'u flìciale (o sottu f · fìciale} più elevato in grado, il qua le impartisce poi anche i comandi. 28. Nella condotta dei loro reparti, i e o mandanti non son o legati ad alcun posto s t ab ilit o. In massima essi devono scegliere il loro posto e m uoversi in modo da poter osserva re la propria truppa, il terreno ed il nemico, e, possibilmente, ~edere i loro piii prossia.i su periorL S ul p ri n e i pi o del combattimento è vantaggioso scegliere il posto, di regola, sul davanti. 29 Quando un comandan te allo scopo di orientarsi s i allontana tan to

27. Nell' addest r amento for m ale i comandanti si collocano là donde possano me~lio farsi intendere, sorvegliare la esecuzione dei comandi in tutti i particolari ed intervenire a tempo O· vunque. ;28. I comandanti di compagnia, di battaglione e ùi reg-gimento scel11ono i loro posti sul davanti durante Jo spi e game n t o per il combat ti me c. to , poi vanno colà. donde sieno in grado di tener d'occhio il Mmico e dirigere nel miglior modo il combatti mento. 29. Nel condurre i loro reparti i comandanti de\·ono recarsi per lo pii1 davanti ad osso, colil. dove si possano orien tare sulla situazione-


PER 1,E T RUPP..E A PIEDI DEl,!,' ESEIIClTO AUSTRO - Ur,.GARICO

110

H L

IL NUOVO REOO!.Al!E:-.TO Dl ESERCIZI

dal proprio· reparto da non poterlo più guidare di rettamente, deve assumerne il comando - anche senza ordine - chi ne fa le veci 30 È a ttri bu,iono dei co mandan ti m inori l'adattamento al terreno mantenendo l'ordine e la con nessione nella truppa. 31. Nelle ese rci tfZ ioni cli combattimento, i comandanti si devono sempre comportare come fo.rebbero nel caso vero. Quelli che sono montati , quando non convenga r imanere a cavallo, devono smon tare nella zona efficace del fuoco nemico, ma tenere pronti i loro ca valli in g uisa da poter in caso · cli bisog no rapidamente rimonta re. Lo smontare da cavallo troppo per tem po potrebbe trarre seco un ritardo nella emanazione deg li ord inì. 32. Quando la compagnia, il battagl ione od il reggimento si frazi onauo, i t·ispettiv i comandan ti devono condurre quella parte di t rup pa da essi di pe ndente al la qua le tocca il com pito più importante.

Io. tali casi atl'idano la direzione dei rep:irti all 'ufficiale che li s~g ll e immed iatamente io anzi anità. 30. Questo punto è la ripetizione quasi Zette1·ale del pu ,1to 3 2 del N . .R.. 31. È att ribuzione dei comandanti mi nor i il mantenimento dell'ordine e della connessione nella t ruppa. 32. Questo pu-nto è idetttico alla 1.• alitiea del punto 3 l del N. R .

•• Il p. 25 del vecchio regolamento, vietando solo l' intervento diretto nella sfera d'azione degl'infer iori, veni va implicitamente ad ammettere quello indiretto. Il regolamento nuovo, n ~n specificando nè l'uno nè . l'altro, li vietn, en• trambi ; ed inoltre, anzichè ri petere che i superiori non devono mai d imenticare che sono i condottieri e g l'istruttori dei loro inferiori, avvertenza generica ehe secondo noi non dice nulla appunto perchè vorrebbe dir troppo, dà un indi rizzo ragionato all'attività didattica dei superiori, inquantochè loro addita uno degli scopi più important i e difficili cui devono tendere ; e in brevissime parole ne dice il perchè. Lo avere il nnovo regolamento così formulato il p. 25, che ha pure voluto sottolineare, e lo avere sottolineato il p. 26

che in certo qual morfo tratta dello stesso dovere di _svilup: pare l'iniziativa, perchè mirando ad otte1;1ere. che s1 for~1 nei comandanti minori e nella truppa la cosc1~n~a del_rrn: prio valore, si mira altresì a provocar e quell e az~om c~scieot1 che sono a ppunto la base della in iziativa saggia e ns?luta, il nuovo r egolamen to diciamo ha voluto più del vecchio far e mergere l'importanza di questa, corroborandola con la ra · g ione che ne forma la essenza fondamentale. ( Gontimia). SaNTANGELO FET, ICE capil<mo di f11nleri11 .


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A PROPOSITO DEL!.' ARTXCOT.O, E0C.

A PROPOSITO DELL'ARTICOLO : GLI AUTOMOBJLI E LA LORO APPLICAZIONE NELL'ARTE DELLA GUERRA ll tSl'EXSA :\ f, 16 !'iOl' ElllltiE 190!

Mentre ringrazio l'egregio E. C. delle cortesi parole che ha avuto per i-l piio lavorò : L'atilomobilismo sotto il punto di vista militare (1), sento il bisogno d_i ritornare sull'argomento, sia, per togliere, a chi non abbia letto in ex renso il lavoro stesso, il dubbio che io mi sia lasciato trascinare ad affermazioni di indole troppo assolutistica ed ab_b ia emesso opinioni e giudizi non sufficientemente suffragati da ragionamenti logici, sia per rispondere ad alcune critiche fa ttemi. , Nella prima parte del mio lavoro ho esaminato quali sieno i bisogni e le contingenze ,di guerra nelle quali è possibile l'impiego di un sistema di automobilismo. Nel fare questo esame mi . sono mantenuto molto sulle generali per potere con uno sguardo sintetico abbracciare tutti i movimenti che una ·guerra può generare; e questi movimenti ho riuniti in sette categorie, categorie che vennero, nell'artico lo di questa Rivista di ciii si tratta, riportate. Nell'esaminare poi le modalità secondo le .quali avvengono queste vari~ l!ategorie di movimenti sono venuto alla conclusione che un sistema di automobilismo, non potendosi questo esplicare, sicuramente e con vantaggio che per le strade, non è possibile appl~carlo che ai movimenti di rifornimento dal centro alla periferia e di sgombero nel senso opposto. Ho parlato sempre di un sistema di automobilismo, ciò che implica l'idea di

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una applicazione in grande, ed è stata mia cura di insistere sui vantaggi che un ben inteso sistema di automobilismo, applicato ai servizi dì rifornimento, potrebb~ arrec~r~ a~ un esercito operante, alleggerendo e rendendo pm elastici gh organi stessi del rifornimento. Queste mie osservazioni di indole baenerale non escludono affatto che in determinati ~asi . particolari le vett~ue automobili po~s~no r.endere. più age: vole il funzionamento di speciali serv1z1, auz1 alcuni di questi casi ho citato io stesso, come quello del trasporto per mezzo di ~utomobili di piccoli reparti di fanteria al seguito della cavalleria, come quello deU' impiego di vetturette per la trasmissione di ordini e di notizie. Resta però sempre il fatto che un largo impiego dei mezzi forniti 'dalla locomozione m·eccauica non può esser possibile che per Je c&,tegorie di movimenti da me accennati. Partendo da questo concetto, sono passato alla seconda parte del lavoro. cioè alla ricerca delle condizioni aUe quali dovrebbe soddisfare un sistema d i automobilismo affinchè il suo impiego non fosse ·solamente possibile ma anche conveniente alla esecuzione dei grandi trasporti. Avrei desiderato che <mesta parte del mio lavorò fosse stata meno ridotta e non, solamente limitata alla esposizione .delle condizioni da me trovate, condizioni ch e esposte così n udam€nte possono sembrare un po' capricciose. · A me pare che questa ·. parte del mio lavoro sia la più importante perche è appunt~ quella parte del problema automobilistico che tocca a noi militari, t ecnici della guerra, di risol v~re. . . Noi dobbiamo poter dire ai costrnttori ciò_che esi~iamo, se voo-liamo ché i costruttori stessi indirizzino su di una via si:ura i loro studi ed i loro esperimenti. È perciò che, ripeto, avrei desiderato fosse stata almeno accennata la genesi delle condizioni esposte, affinchè sopra di esse avesse pot~to nascere una proficua discussione, generatrice a sua volta di verità. Ho messo come condizione essenz1ale del sistema quella della stabilità. E questa è condizione . essenziale perchè è . certo che la costituzione di un sistema qualunque di auto8 -

ANNO X~VJI,


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A PROPOS ITO DE L L'AltTlCO LO

mobilismo implica tale una somma di sacr ifìci finanziari (se l'applicazione è fatta in grande), che sì ha il diritto di esigere che abbia una lunga d urata. Ora affinchè esista q uesta stabilità è necessario che i nuovi perfezionamenti che la scienza e l'industria possono apportare non influiscano sul sistema stesso ' r ìcruardo a. ciò che noi vogliamo da esso rio trarre. E mi spiego . Supponiamo eh~ un tale voglia ~vere una vetturetta che percorra 30 chilometri all'ora; indipendentemento da qualunque a ltra condizione. Questa vetturetta esiste, il tale la compera. e fa una compera stabile in quanto che poco a l ui importa che domani una. fabbrica. metta in vendita vetturette con una velocità quintupla; egli vuol fare 30 chilometri all'ora e la sua vettura li fa. Quindi afilnchè il sistema sia stabile è necessario soddisfi a quelle condizioni .che sono per noi il massimo del desiderabile r ispetto all'uso che ne vogliamo fare. Ed ecco che la ricerca di queste condizioni va fa tta al dì fnori del campo t ecnico, ed ecco come queste condiz ioni debbono scaturire da uno studio dirò così logistico del problema dei rifornimenti. Da un tq.le studio io ho dunque ricavato le 10 condizioni le quali sono indipendenti dallo stato attuale dell' au tomobilismo. Esse, a parer mio, rapprei!entano il mas;imo del desiderabile ed, è cerbo che se così fosse, il sistema che ad esse soddisfacesse sarebbe stabile non potendosi desiderare di meglio. Chi esamini le ora dette condizioni ne troverà alcuna avente una forma piuttosto indeterminata e ciò è naturale in quant o che non si può a cer te cose imporre dei limiti. Tale è p. e. la I V: Che il consumo dei m otor i sia minimo in peso e cioè che la forma di immaga~zinamento dell'energia sia leggera ed i motori di grande 1··endimento; ed è chiaro come non si possa porre un limite al peso della unità di energ ia nè al rendimento dei motori. Dissi che un sistema che a queste condi:.1ioni soddisfacesse sarebbe stabile in quanto che nulla _si potrebbe desidera.re di meglio, ma neppure in ciò bisogna essere . troppo rigidi e la mag gi ore

" 01,l AUTOl!OIHLl E LA. LUHO 1\l'l'LtCAZIONE ,, RCC .

minore stabilità d ipenderà dal come il sistema soddisfa. alle dette condizioni e sarà ancora stabile quel sistema che pnr non soddisfacendovi in modo complet? vi si_ ~vv_icina talmente da non lasciar adito che ~ perfez1onament1 d1 una . i mportanza trascurabile nell'economia generale. . Se ne deduce che le condizioni espresse sono n ecessarie e sn.fficienti e possono servire per esaminare la maggiore o mi· nore adattabilità al servizio di guerra di un qualunque sistema automobilistico. Il ragionamento è certa.mente logico ma si fonda nella pienezza delle condizi oni trovate ed io non ho certo la pr esunzione d i averle trovate tutte e tutte bene, ed appunto, visto l' importanza della. cosa, che avrei desiderato, su d i esse, un'ampia discussione che avesse po · tuto condurre ad un risultato positivo e pratico. Nella terza parte del mio lavoro ho appunto confrontato le condizioni attuali dell'automobilismo con quelle desiderate e richieste perchè esso si presti ai grandi trasporti d i guerra e sono -giunto ad un risultato negativo e cioè. che attualmente uessun sistema automobilistico si presta per i grandi trasporti di guerra . Tale conclusione; dato il mio modo ~~ pensare è sbrottamento logica ed e3Sa , conglobata con mo che ho detto nella prima parte, mi fa concludere precisamente che : « l'automobilismo, come si presenta al gio,·no ,< d'oggi, non si può applicare ai bisogni della guerra, a meno « forse di qualche applicazione cli secon clai-ia importanza >> e la fidanza nel continuo perfez ionamento mi fa esprimere la speranza di presto dover receder1:1 da questa mi~ convinzion_e: Non mi merito quindi la taccia d i assolutista tanto pm che anche il mio egregio critico nell'esaminare i casi nei q uali , secondo. lui ' i veicoli automobili potrebber o prestare utili servizi, non cita che dei casi dì una importanza certo secondaria in: confronto a quella dei grossi traspor ti di i g L1erra . La sua critica si svolge in dL1e parti, nella prima delle quali l'autore esamina i casi in cui un sistema di automobilismo potrebbe essere utile, e nella seconda i casi in cui uu sistema di automobilismo esistente o di possibile esistenza

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A PR OPOSITO DELL' Alt'flCOl,O

"01.1 AU'rO:l!OB!Ll li LA LOIIO APPLIC AZIONE,, ECC.

potrebbe essère applicato utilmente; seguendo l'articolo iu parola farò alcune osservazioni dimostrando le ragion i per le quali io rimango perfettamente dell'opiniòne già prima emessa. · Dice rautore che non sarebbe fantastica l'applicazione di motori al carreggio, motori della stessa p otenza d i traino dei cavalli. Ed io sono del suo stesso parere, giacchè affermare il contrario, sarebbe dire fantastico r automobilismo che invece esiste, tutto sta a specificare il carreggio di cui trattasi. Io non so di che carreggi o si trattasse neg li esempi · citati della gola di Antrodoco, della salita della Morluzza e del Passo della Consuma, nei quali l'autore vide attaccare dei buoi al carreggio, in ogni caso però nella fattispecie sarebbe :lempre occorso un motore più potent,e dei cavalli attaccati ed incapaci di superare quelle salite ed il far ciò sarebbe stato attaccare i buoi anche sul piano per poter poi superar la salita. Nè l'automobilismo attuale fatto per carichi leggieri e per grandi velocita sarebbe atto a, risolvere il problema, nè, in generale, l'automobilismo è atto a risolvere il problema delle grandi pendenze, per le quali occorr eranno sempre ripieghi, perchè il metodo di trazione per mezzo di ruote motrici è sempre sottopos~o alla legge fatale dell'aderenza (1). .Riguardo ai movimenti dell'esercito costituito l'autore mi osserva che i n tutti i tempi avvenne a reparti di fanteria

grandi e piccoli di servirsi dei mezzi più celeri di trasporto, che i tempi forn ivano e cho l'occasione presentava, per recarsi là dove il momento richiedeva. E ciò io non ho detto si debba escludere oggi, osservo solo che fra questi mezzi, oggidì, l'automobile è il peggiore ed il più difficile a rinvenirsi. Io non mi immagino un reggimento di fanteria che per g iungere celeremeute a l cannone incominci col requisire 800 o 900 automobili (perchè quelli attualmente in uso sono a tre o quattro posti in media), vi si carichi sopra e parta specialmente col genere di velocità che sono in uso. , Ho parlato di biciclette ma non per questo scopo, perchè anche esse sarebbero inadatte. Ma ho accennato ad uso di piccoli reparti di fanteria al seguito della cavalleri a ed ho sottinteso che ciò dovr ebbe e::;sere preordinato, perchè in tutto il mio lavoro non vi è accenno a requisizioni sul momento. Ed in questo caso preferirei delle biciclette anche ad automobili, siano pure essi preordinati ed appositamente costrutti, perchè di più facile impiego, più adattabili al terreno, meno voluminose e pesanti. Per l'artiglieria da campagna l'autore mi osserva che il pro· blema dell'automobilismo è più complesso e che non basta a co mbatterlo a fondo l' infelice soluzione data al proble ma stesso dal principe '\Vladimiro. Io avrei desiderato che su questo punto l'autore avesse più ampiamente chiarito il suo pensiero. Per conto mio escl udo assolutamente l'automobilismo per l'artiglieria da campagna per due ragioni: 1° perchè n on le sarebbe utile; 2° perc_hè quando anche le potesse essere utile non sarebbe applica.bile. Non util e perchè l'artiglieria non com batte mai da sola ma o coila fanteria o colla cavalleria e perciò avrà sempre una potenzialità di spostamento sufficiente e quindi risulter ebbe inutile la maggior potenzial ità che potesse ricevere dall'automobilismo, perchè il peso delle vetture è determinato da altre esigenze ed i cavalli saranno sempre capaci di trainarle e quindi risulterebbe inutile la maggior potenza di traino concessa dall'automobilismo. Non applicabile perchè deve p er correre ter reni vari.

(i) Una \'1.'tlura automobile qua lunque muove pcrchtl pos~iedc alcune ruote mot,·i··i rootc che con un me7.7.0 (lt1:,l11nq 11c vcni:ono ariim:,tc clt, una l'orzri. che Jc obbliga ; giraro. uuo~ta forza 11uò $8mf)re , in dofl nili va, essere considerala co me una f<>rza tangenziale all"e,terno dei cerc hioni delle rnote e di .un cerio numero di chilogramm i.A OJnchè avvenga lo spo;l.;',mento e necessario che le ruote motrici contrastino col terreno in moct,, cho lo sforzo di contrnsto. cito è pure tangenzinlo, alle ruote e cluamasi aderenza sia su1ierwre allo sforzo cli trazione; al trnnenti le ruoto motrici ruotc i·ebbcro a ti orno a lla prop,·ia sala senza n.vanwrc. Ura l':icicrnnza clipPll<le eia! genero ilel le su porfid a conl.a!l.o e 1lal peso cli e gral'ita sulle ruole• c,J é sempre una frazi o110 di qu esto s tesso peso. Cosi purn lo sror1.o cl i Lrazi one. Quando si in co nlra una salila avvengono due fenomeni che si con traslano. Lo sior1.o di trazione cresce ,ewpre aumentando I" incli. nazione della salita fino a giungere ad eguagliare il peso della ,·ottur.i. l'aderenza invece rlim inui:ice a l crosc,•rc dell'in cli11az1one s ino a,1 arrivare a 1.0ro. Per cui vi è scmpro una inc:linaiionc ba ie, olt re la •1u:i lo lo sposta111onto è im1iossi lJilc e ciò inàipenae11te,nente eia! motore.

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A VitOPOSJTO DELL'ART IC OLO

Ed è bene a questo proposito intenderci . . L'automobile presente e futuro è e sarà sempre una macchina alla quale noi non potremo mai dare una sia pure infinitesima parte di coscienza sì· che noi dovremo sempre dirigerla in tutti i suoi movimenti che saranno sempre ciechi. L'automobile non potrà mai avere nessuno spirito di conservazione. Il cavallo invece è fino ad un certo punto cosciente e possiede l'istinto della propria conservazione. Perciò in un passaggio difficile conducente e cavallo saranno d'accordo per d isbrigarsela a lla meglio e ciò è tanto vero che p. es. in montagna si consiglia ai conducenti di lasciar li beri i muli nei passagg i pericolosi . Tutto .::iò aggiunto al · fatto della maggior perfezione m6ccanica delle ga.mbe sulle ruote dimostrano che il ca vallo, anche C01;Ue traino, sarà sempre superiore all'automobile in terreno vario. Del r esto la soluzione data al problema dal . principe \Vladimiro dimostra che, quantunque si fossero voluti applicare gli automobili all'artiglieria da campagna, si ricorr eva poi ai cavalli per prendere posizione, ed in Russia, notiamo, dovE> certo il terreno è meno tormentato del nostro. Circa ai movimenti di notizie e di ordini faccio notare che oltre al telegrafo che è di difficile .ripiègamento ne abbiamo uno che non esige ripiegamento e che altri mezzi d i segnalazione superano di molto la velocità degli automobili. Riguardo poi agli automobili, potrei dire anch'io, r esta a vedere se ·saranno sempre iu grado di dfoora1·e la via, come quel corriere del :Manzoni. Per me d ò ancora la preferenza al cavaliere ed al cidista perohè di più sicuro ar rivo, perchè più leggieri, più adattabili al terreno, meno ingombranti, più fac ilmente rinvenibili e pronti. · Movimenti su l campo di battaglia. Circa al rifornimento delle cartuccia parmi che l'autore voglia usufruire della maggior velocità permessa dall'automobilismo. Questo rifornimento è certo nno dei servizi più difficili; ma io non credo che ciò dipenda dalla piccola velocità delle carrette da battaglione che debbono seguire la fanteria, credo rnvece che dipenda dalla difficoltà di distri-

" GLI AU'l'Ol;OlllLI E LA LORO Al'PLICAZlONE ,, ECC.

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buzione del rifornimento stesso; per. cui non condivido la idea di carrette da cartuccia automobili. L'utilità della maggior velocità si troverebbe forse nelle vettu.re dei parchi che debbono a loro volt a rifornire le carrette, ma queste entrano· nei grossi trasporti pei quali io sono fauto:e del_l'ai.ltomobilismo. Se nel 1870 r eparti di fanteria prussiana rimasero coll'arma al p iede ciò derivò dal fatto che o avevano esaurito il rifornimento o questo non era giunto perchè sviato, fatti ambed~e che l'automob,ilismÒ delle carrette non àvrebbe evitato. Quanto poi all'impiego, diremo così· tattico, degli automobili per lanciare riserve nel punto più opportrin_b del combattimento, no, assolutamente no. Nè su questa mia assoluta convinzione possono influire le opinioni di Giulio Ce;are nè i carri falcati della battaglia d1 Ounaxa. Facilmente 'potrà. accadere ad un generale di desiderare c~e le sue riserve abbiano le ali ai piedi, le ali, ma non gli automobili. In un piccolo com battimento la necessità dell~ ali ai piedi nou sarà sentita perchè brevi saranno le distanze; questo .desiderio potrà nascere nei grandi comb~~- . t imenti rna allora avremo riserve grosse. E gli automobili? requisirli o portarli con sè? · Requisirli ed allora c~diarno nell'assurdo di 800-900 aut omobili per reparto, portarli, ed allora cadiamo nell'altro che tutta la fanteria dell'esercito dovrebbe esser provveduta "di automobile giacchè non si può determinare a 'f)'t"iori chi formerà la riserva. E poi ancora quante volte sarebpero utilizzabili? Nèll' ultima parte del mio lavoro avevo presentato lo schema di un sistema automobilisti".!o pe.r uso militare, che, a mio parere, .sembrava rispondere abbastanza bene alle condizioni di adattamento esposte nella prima parte. Tale schema non compare nell'articolo preso in .e same, vi compare invece un programma di.studi per la reali~za~~one tecnica dello schema stesso. Tale programma preso m se ed isolatamente deve riuscire poco chiaro al lettore che non conosca. lo schema suddetto. Perciò, senza entrare in particolari t~cnici . d'1 vers1· carTl auaccennerò al sistema propos t o. .P ren d 1amo


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A

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PROPOSI'l'O DELL AR'l'!COLÒ

tomotori elettrici. Questi carri posseggono un motore elettrico che ne aziona le ruote motrici ed hanno l'apparecchio di direzione. . Per mettere 'iu moto il motore elettrico è necessario far giungere la corrente ai due poli del motore' stesso. Noi possiamo riunire tutti i carri automotori con dei cordoni metallici flessibili (come delle lampadtne o dei campanelli elettrici in derivazione) in modo che comunicando la corrente ai due· estremi del cordone tutti i motori ne ricevano la loro parte e possap,o mètte1:si in movimento. Ma questa corrente bisogna produrl?, e noi la produciamo con un motore ad idrocarburo che mette in moto una dinamo e chiamiamo questo complesso generatore Questo generatore non può· star fermo se i carri debbono allontanarsi, perciò noi lo carichiamo su uno dei carri · automotori rilègando ai poli della dinamo le estremità del cordone metallico e cosi tutto il sistema può muovere. Nel caso speciale cli continuato percorso sulla medesima strada il generatore potrebbe mante~ersi fisso, lanciando una·doppia conduttura aerea, e facendo marcia1·e gli aut0motori per contatto come i comuni tram elettrici. Ciò, che potrebbe chiamarsi lo schema dello schema da me· proposto, oltre a spiegare il programma di studi 'serve anche a dimostrare che io non dò affatto naturalmente la prefe renza · al motore elettrico, ma lo impiego solo come sussidio ecome mezzo. Il sistema fu da me propo'.lto, non per il collegamento dei forti di sbarramento e per i nuclei di opere delle piazze for tificate e deì campi trincerati, ma per i grossi trasporti d i guerra e di guerra campale; nè io sono affatto di opinione che per risolvere il problema in generale si p.ebba aUendere l'ultima parola sull'immagazzinamento dell'energia elettrica, A questo riguardo l'ultima parola è detta o non è ancora detta la prima. L'unico mezzo di immagazzinare l'energia elettrica è, per ora, quello di costringerla in accumulatoti. Ora su questo sistéma l'ultima parola è detta, perchè si può dire che sopra gli accumulatori gli studi e le esperienze siano esau, riti e non si può nutrire grande speranza di ottenere di

I, I

'' GLI AOTOMOBILl E 1,A LORO APl'LICAZJONg ,, ECù.

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meglio. Se si pensa invece di immagazzinare l'elettricità ?on un altro sistema allora può disi che manca ancora la pnma idea del sistema stesso e perciò è inutile fonda.rvi delle speranze. Il problema dell'automobilismo applicato alla guerra è un problema molto complesso e certo la sua risol.uzion~ e:3ige .il c.;oncorso di svariate intelligenze e di severe d1scuss1om ed 10 son~ lieto di essere stato indotto a queste e g rato al mio egregio critico che me ne ha presentato l'occasione.

G. DouHE'l' Ga,pitano.


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1.' AS(LO DE LLA PACE SECONDO UNO $Cfll'l·1'0RJ,; R OSS O

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.L'ASlLO .DELI ,A PACE SECONDO UNO SC RITTORE RUSSO

. Mentre i so~iol?gi no~trani, commossi dalle giornaliere vwen_de, no~ c1 nsparmrano .profezie di malaugurio, tubercolosi c?llett1va, decadenza irrimediabile, paralisi ereditaria, e_ prossima fine ~azio~ale, un Russo, con gentile pensiero, 01 _por~e conforti ed mcoraggiamenti e ci apre perfino uno spiraglio nel futuro additandoci la missione asse"'nata dal Irato al nostro popolo. Segno evidente che ecdi no: dispera della nostra vitalità (1). b Oggi, . c~e, infatuati dai progressi ascensivi del listino di borsa, c1 siamo pers uasi di camminare sulle rose, il libro fl: meno apprezzato forse di quanto lo sarebbe stato un an_no fa, per esempio, quando ci pareva di non sentire ohe sprne. A~ ogni modo, i pensieri incoraggianti del N owikoff, che presidente della società per gli studi sociologici, affezionato al nostro pae_s~ per ~vervi lungamente vissuto, per aver compreso lo spinto dei nostri compaesani, per amare questo sole tanto pieno di 'Vita, abituato al contatto di tutta Europa per 1~ lunga permanenza nelle principati città euro~ee, con_oscmto nel mondo scientifico per le sue opere, di cm, lo notiamo con piacere, anche la nostra R ivista lviilitare ebbe, a su? t empo, da occuparsi ampiamente, sono tali da . pregarlo d1 accogliere la nostra gratitudine per l'interesse affettuoso che ci d imostra. ~a,_ pagato questo debite, ci lasci egli chiedergli qualche sch1anmento, o meglio ancora fermarci sulle idee ohe nel suo libro, più ci interessano dal punto di vista milì~are. Esse sono per la massima parte comprese nelr VIII tra i (I) G. Now 11rnPr. lano, F. Trevcs.

La missione d'Jtalic, -

con introrl uzio ne di A. TA ssoNr _ ·

~rt 1

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quattordini capitoli del libro: quello, cioè, che intende di parlare della politica estera e della guerr·a, e in fatto per questa dimentica quella. Arrrivato su questo terreno, sembra ohe lo scrittore si trovi come impacciato : il suo ragionamento non fila. con la consueta speditezza; gli argom enti si accavalcano con qualche artificio, come non avviene nel resto del libro . Qnali sono i motivi dell'esitazione? Comunque si t raguardino i fatti storici, il nost,ro giudizio sovra essi non può esser molto diverso finohè si tiene . alle loro linee generali. Durante il xrx. secolo, la nostra storia militare, silenziosa da parecchio tempo, riebbe vivacità tutta nuova: traversò avventure or liete or tristi, e se si vuole più numeroile queste ohe quelle: lasciò numerosi esempi di vera virtù militare e fu in genarale mal compensata dal sorriso della vittoria, per ragioni che la passione, i riguardi, od altro, ci impedir ono di considerare con la dovuta calma. Sulla nostra generazione poi gravò col ricordo di Custoza, di Lissa e d i Adua, più pesante di quanto ragionevolmente sarebbe spiegabile senza rammentare anche il carattere dei nostri compaesani. alquanto fanta stico, espansivo d'animo, e da brev~ tempo chiamati a :figurare politicamente nel conoesso degli Stati europei. Lo scrittore sa ohe guel ricordo concorre anch'esso a quell'onda di pes:simismo in cui intingono i nuovi Ger emia quando piangono sulla irrimèdiabile catastrofe cui si avvia la r6.zza latina e noi con essa, deplorano la mor te della nostra nazione, e diagnosticano i sintomi della nostra degenerazione. E reagisce. Ma che razza latina? egli esclama. Nulla storicamente prova l'esistenza di questa concezione dovuta alla vostra mente classificatrice. La comunanza di un centinaio di radici nella lingua dei tre popoli qualificati come la tini, non basta a stabilire le identità corrispondenti ad una comunanza. di razza tra essi. Allora, tolto il legame, cessa anche il pericolo di veder un d'essi fatalmente colpito dalla triste sorte che, secondo i profeti del malaugurio, minaccia gli altri, e


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L',\SILO DELLA PACE SECONDO UNO SCRIT1'0RE RUSSO

rimane inutile l'insistere nel parlare di una terribile solidarietà, alla cui esistenza manca la base. E nemmeno della morte di uua nazione si può ragione·volmente parlare, continua lo scrittore evoluzionista, convinto . Ciò che voi prendete per morte, è illusione vostra. Nel perpetno rinnovamento della vita nazi9uale a voi sfuggfl il fi lo conduttore che tutta la sorregge, e vi immaginate una ir;.terrnzione che vi compiacete nel chiamare morte. Le generazioni si seguono: gl' individui si sostituiscono; portano secoloro parte delle idee tra cuì vis3ero ; l'ambiente si modifica; solo le forme sociali passano via via nel ripostiglio della storia, ma.n ifestazioni successive delle vicende traversate dalla vita di una nazione. F in qui non era di:fficite il trovar argomenti per combat. tere le arrischiate asserzioni. dei sociologi pessimisti . .Ma, sbugiardatfl le tristi , profezie che leCYherebbero la not, stra alla sorte di nazioni affini, o ci condurrebbero a sparire dal novero delle nazioni, non era altrettanto facile l'elimi·nare il dubbio che mancasse in noi la resistenza necessaria per adattarci alle altèrnati ve degli ambienti n uovi tra cui siamo chiamatf a vivere. Ed anche questa è una nota cui spesso si ispirano le lugubri fra~i della nostra letteratura. L'enu mer;azione degli ostacoli superati nell'n ltirno lnf'ZZO secolo di vita nazionale dovrebbero elevarci a miglior fede in noi, così dice lo scrittore russo, e prendendo caso per caso ognuno di quei che paiono sintomi di debolezza con gentile pensiero li pone in relazione con guanto avviene nella sua patria e ci esorta a bene sperare. In quanto poi ai rigori provati sui campi d i. battaglia ed ai rovesci che su quelle provammo, crede che solamente un fa lso giudizio li faccia a noi consider are come sintomo di debol_e zza ed aggiunge che, al postutto, non sarebbe un gran male se all'Umanità venisse meno una buona volta lo spirito militare. Qui lo volevamo. Si direbbe che per lui la .sconfitta sia un trionfo, o ch·e come tale la giudichi poichè punisce la violenza. Allo scrittore, spinto da d ue correnti una delle quali

L'ASl!.0 DF.LLI\ i'ACE SECON DO UNO SCRl'l'TOl<E 1W$SO

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lo lega al presente e l'altra lo spinge a lontane mete intravedute dal suo spirito scientifico, ripugna l'ammettere che un rovescio d'armi sia chiara manifestazione di debolezza, e se ne r ifà col protestare che un'impresa trae nobiltà. dallo scopo cui mira e ·punto d&.I coraggio con cui è condott,a. Dall'uno e dall'altro diremmo noi se la questione non fosse in tal modo portata nel campo morale da. quello sociale entro i cui limiti doveva, secondo il proposito dello scrittore, rimanere racchiU:sa. E proprio in questo punto ·ove spuntano i suoi preconcetti contro la guerra e l' espansione statale,spunta anche quella slegatura, che qua e là guasta il libro .e manifesta una tal quale fretta impiegata nel comporlo. Rammentiamocelo bene. ArriYato a questo punto, lo scrittore v uole porre in equazione anche il grado della nostra saldezza militare prima di designare la probabile missione affidata dalla storia al nostro popolo, in chè consiste il fine da lui propostosi cori questo libro. Tnttavia prima di tornare a questo, apro una parentesi e, giacchè me ne viene il de1:;tro, ne approfi.tto per volgere una domanda a tutti questi scrittori di sociologia, i quali, col desiderio di veder perpetuata la pace tra gli uomini, cominciano dal dare addosso agli eserciti credendoli causa di guerra anzichè strumento di essa : ciò che è ben di verso. Non credono essi, in linea morale, che il disinteresse, con cui ognuno che fa parte di un esercito e vi è chiamato a difendere le istituzioni e l'integrità del loro paese, basti a dare un carattere. i~1finitamente nobile all'opera sua? Interpretando la. risposta favorev ole ai miei intenti, torno alla tesi la quale dovrebbe essere questa : la recente nostra storia milita.re testimonia in noi forza bastante per adattarci al nuovo ambien te in cui siamo chiamati a vivere? . Lasciando da parte la tesi della guerra in relazione éLll'avvenire della umanità teniamoci in più modesto campo. Lò scrittore, con savio acume, tra gli elementi da cui dipende la vittoria distingue il coraggio e l'intelligenza, benchè poi esageri, nel credere che questa sia più importante di


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L'ASILO 1)1,:(,LA PACE SeCOND0 UN.O SCRITTORE RUSSO

quello. Entrambi concorrono alla vittoria, e, come possono, si compensano; sicchè furono visti i soldati ristabilire le sorti del combattimento compromesse dai comandanti, e questi con la loro sagacia supplire alle deficienze di forza numerica o morale dei loro soldati. Questo lo vide anche il poeta, cb_e la vit.toria fosse laudabil cosa comunque raggiunta col1' ingegno come col valore. Ed in vece. sconoscendo q nesti concetti, o non curandone, lo scrittore si affatica nello spiegare in qual modo i soldati ~i F ederico II sieno stati vinte a Jena, e quelli di Napoleone, vittoriosi ad Austarlitz; sieno poi stati sconfitti a \Va,terloo, non arrivando a comprendere come in loro venisse a mancare il coraggio di cui avevano altra volta data ampia testimonianza, ed essendo gli stessi uomini, una volta fossero vittoriosi e l'altra perdenti . Ben altre son le leggi secondo cui è concessa la vittoria o inflitta agli eserciti la sconfitta. La battaglia, in cui il volgo non considera che un cozzo ·dluomini armati, è uno dei momenti, e forse il supremo, di un lento dibaLtito, preparato e per parecchio tempo maturato nell11. coscienza della nazione offesa in taluno dei suoi principali interessi. Una lunga e ben serrata catena congiunge la vittoria e la sconfitta a ciò che forma veramente l'essenza di un popolo, e la decisione della lotta sul campo di battaglia è preparata alla lunga e irremissibilmente dai precedenti su cui non ha nessuna influenza l'azionè militare. Ai soldati di Federico U mancarono gli ordinamenti necessari per affrontare i nuovi sistemi di guerra. adottati dai Francesi sul campo di J ena; ma contemporaneamente erasi anche tarlata la compagine dello Stato prnssiano, sicchè cadde in mina all'urto napoleonioo e ben più della sconfitta di J ena quella mina fo causa dello sfacelo militare della Prussia. L'eroismo spiegato dai soldati francesi a Wate1:Joo non bastò a com pensare la mancanza d'autorità del governo napoleonico restaurato quasi di sorpresa ed oramai come sradicato dalla nazione francese. La debolezza di ·quel governo si manifestò sul campo di battaglia colle discordie e colla disobbedienza dei capi, le quali condussero alla memorabile sconfittà. con cui « quando non

L'ASILO Dt,;!,l,A L'ACE SECONDO UNO SCrtlTTOH.E ttUSSO

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r ispondeva più alle condizioni storiche del momento>) sprofondò un impero soldatesco durato per venti anni su tutta l' Europa. Possiamo d ubitara che le due cause indicate dallo scrittore tra le molte le quali concorsero a ruinare l'unità imperiale romana, cioè la difficoltà delle comunicazioni e la mancanza d i rappresentanza delle province presso il governo centrale, abbiano avuto tutta l'influenza che 1o scrittore loro accorda. Ma infin dei conti, comunque egli le consideri le origini della ruina, in ultima analisi, stanno nella debolezza statale. E nella forza statale ha irrevocabilmente radice la sorte lieta o triste delle battaglie. Sicchè se rivolgendosi ai casi nostri lo scrittore invece di aggirarsi nel passato per divertirsi a gettar frecciate contro « lo spirito ristretto e medievale di Napoleone :. ed i grandi conquistatori (( condotti solennemente in Campidoglio mentre i ladri sono messi in prigione », od a studiare le conseguenze della perdita dello spirito militare tra gli Italiani, si fosse tenuto a spiegare le ragioni degli insuccessi di Oustoza e Lissa e della sconfitta di Adua, le avrébbe ancora trovate nelle incertezze dello Stato, ma d?uno Stato giovane nel 18661 ancora mal costituito ma pieno di fede nai propri destini, ed invece troppo baldanzoso tr,e nt'anui dopo . Forse egli ne avre?be a;;:uto la spinta a contrapporre a quelli di Oustoza e Lissa altri nomi a noi cari perchè ci ricordano i giorni più solenni a traverso i quali la nazione nostra riacquistò. personalità polit ica in Europa, ed Adua gli sarebbe apparsa come un doloroso episodio di quella grande delusione che fu per gli Europei tutti un primo tentativo per cercare in Africa mercati e fonti di ricchezza per i loro commerci, ed in questi impulsi di una giovine nazione avrebbe trovato stoffa per addebitarìe una missione assai più virile di quella che i precedenti da lui ammessi ed euumerati lo inducono ad assegnarle. Ma su quella via non lo indirizzano le sue convinzioni scientifiche. Nelle sue visioni piene di ottimismo, nelle sue indagini sui mezzi meglio atti ad abbreviare il periodo gner-


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L'ASILO DELLA PACis SECOJSDO UNO SCRITTORE ltUSSO

resco tra gli uomini, nel suo affetto di straniero per questa nostra bella peniso la allietata da un cielo azzurro, abbellita - da una r igogliosa vegetazione, a lui parrebbe ottimo auO"urio ~l ve~erla per~nne asilo di pace, abitata da una popola;ione mtell1gente, auena dalle armi. materialmente soddisfatta ma ~isp?sta ad a~ron_tare anche la perdita della esistenza ~olit 1ca se non s1 venficasse a tempo la fine del periodo o·uerresco e militarista della quale si intravedono i sintomt e se perciò non trovasse difesa contro le fatali violenze delle naz~on~ che la circondano. In questo paradiso terrestre gli stra~1en _acco~rerebbero da ogni par te della terra, primi i più mtell1gent1 ed i pit't istruiti per cercarvi riposo e soddisfazione intellettuale apportandovi, collo scambio delle idee, il benessere cong iunto alle ricchezze ... E così via discorrendo, al Nowikoff, infervorato nel suo affetto per il nostro paese ed abituato a considerarlo cogli occhi e col sentimento del viaggiatore sembra che dovremmo ' essere felici nel vederlo tramutato.

NOTE BIBLIOGRAFICHE

11 Natale per l'esercito e per la marina, compilato dal capitano G. CAnPINACCr. S tampato in Napoli nella t ipografia Met fi e J oele, P alazzo l\faddaloni, c01i incisioni dell'Unione zincografi di Mila.uo. Dicembre 1901. I nostri vi vi rallegramenti a,l capitano Carpinacci per la buona idea di compilare un Numer:o unico pel Natale ed altrettanti alle gentili signore e agli ufficiali e signori, collaboratori letterari ed artistici che così validamente lo coacliu varono. Ancora una volta, se pnr ve ne fosse bisogno si volle dimostrare quale finezza di sentimento alberghi nel cuore dei nqstri militari. Il Natale è passato; ma il riuscitissimo Nume'l'O resta e costituirà sempre una delle più gradite letture in qualsiasi momento. Per questo motivo, sebbene in ritardo - non per colpa nostra chè solo recentemente l'abbiamo ricevuto - ne rendiamo conto. Non si aspetti il lettore che noi discorriamo di tutto ciò che vi è di bello in quelle pagine. Gli diciamo solo che tutto è. bello, che non vi è una poesia, un bozzetto cho non parli al cuore, non ne accarezzi le fibre pili intime e più delicate. Valgano a prova che non esageriamo le seguenti due citazioni. La Sinf onia di Notale, scr itta dalla signora o signorina Bianca Maria Cammarano, così. s1 chiude:

Ecco : per le intenzioni che mossero lo scrittore il libro del Nowicoff è un atto cortese e una nobile azione; ma a questi patti non ci sentiamo di acc~ttare la missione storica che ci augura, come non possiamo segnirlo a traverso i concetti con cui la prepara e vorrebbe giustificarla, e speriamo invece che a.d altre mète altrettanto favorevoli per noi come per le a ltre Nazioni tra le quali viviamo, vogliano i Fati avviarci.

C. F .

Gloria per ogni pensiero del nostro Re, per ogni aspirazione ed ogni tenerezza della nostra Regina, augurt per ogni sorriso di Jolanda, per ogni sguardo delle azzurre pu pille innocenti. 9 -

\

AN:,(0 Xl.\"JI.


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NOTJ,; BJULIOGRAFlCHE

NOTE llll3LIOGRAFICHE

131

** * E pace, Bambino Gesù, alla Eletta che portò il più adamantino se rto sulla fronte bianca, ed ora porta nna corona di spine intorno al cuo·r e; pace a tutte le madri, \a tutte le sprise, le sorelle e le fidanzate ausonie, che per l'onore della Patria, perdettero la letizia e l'amore... Sulla tomba del Pantheon ghfrlande di semprevivi e lumi di ceri; sulle ambe d'Africa, lum i di ceri e ghirlande di semprevivi... O Bambino Gesù, nelle case e nelle vie è la speranza: non eia l'oblio per coloro che morirono in una speranza dolce, di v ita ..:

*** O Bambino Gesù; brilla più fulgida la stella del miracolo e più agii i l'ali d'oro degli angeli appaiono, e il vecchio motivo della pastorale echeggia più chiafo nell'aria che seppe la grandine, i venti, le brume . Bambino Gesù: io son giunta, in umiltà e in semplicità, a inginocchiarmi ai Tuoi piedi che sanno i passi infallibili ; Tu esaudisci e benedici. · Benedici la Patriti !

Una donna soltanto, dal cuore più. elevato, può scrivere in quel modo ! Il tenente Pier Emilio Bosi illustra poi una bella Ìncisione, bozzett0 del tenente colonnello cav. Scazzola, rappresentante un grnppo di bersaglieri che fan fuoco, con questo sonetto : FOCO A RIPETIZIONE. Un crepitio terrib!le: un orrendo rom bo, qualcosa d'aspro e· di ferale. Un corrusco balen micidi:ale e un ciclon cli proiettili tremendo. Par ch'ogni palla sibili partendo: · - Fuggi. .. dò morte ... E va rossa e fatale Dice il villano attonito: infernale I E l'artista rimormora: stupendo I Cessate i l foco ! poi »'ode. - E d'un tratto il Reggimento quasi sopraffatto da 'I suo stesso fragor, tace e riposa... Corre ai bersagli un'onda rumorosa ... - Ma io mi chiedo: E qual d'uom ini schiera sopporterà gi1rnmai tale bufera?

Che il Natale trovi molti, molti lettori e l'egregio compìlatore si veda costretto di doverne far tirare parecchie .edizioni!

AN·roNxo 0.A.scrno, capitano d'artiglieria. _: Il tiro, gli esplosivi e le armi della fanteria. (Con Atlante di 70 figure) . Testo secondo i prog1·ammi d'insegnamento e d'esami attualmente in vigore alla Scuola 1nilitare di Modena. Bologna, libreria editrice Beltr3tmi, 1901. Intendimento dell'autore, nellò scrivere il presente libro, fu quello di riempire una lacnna della ìetteratura militare, la quale difetta di un testo sulle ~rmi e sul tiro, che fornisca agli ufficiali le cognizioni indispensabili alla loro coltura professionale. Il Cascino fu già professore delle Armi e tiro alla Scuola .di Modena per ben quattro anni; e l'odierna sua pubblicazione è il frutto dello studio continuo compiuto appunto in quegli anni di insegnamento. Tutte le questioni che interessano il tiro, gli esplosivi e le armi della fanteria sono in essa trattate, diguisachè costituisce un completo commento alle istruzioni in vigore, di indiscutibile utilità agli ufficiali. Il Oascino poi, come nota egli stesso, ebbe cura eh trattare i vari argomenti nel modo più breve e più semplice possibile, riducendo le formole e le discussioni scientifiche, facendo astrazione da quanto non è di vera utilità, e popolarizzando così una materia svolta di solito con troppe formole e con discussioni spesso astruse.. Così facen_do, egli operò, a nostro parere, assai bene, e però fu ottimo pensiero quello di raccogliere in apposita appendice alla Parte I le questioni di tiro che richiedevano tr~ttazione 'scientifica più ampia e dovo trovarono il conveniente sviluppo .


NOTE BlUC,l0(7RAFIC1!E

132

Il capitano Cascino, pertanto, anche in questa sua nuova .pubblicazione, dà prova dì q nello studio profondo già dimostrato ne' precedenti suoi scritti, e gli ufficiali cli fanteria non mancheranno, certo, di essergli grati pel pregev:ole lavoro per essi specialmente compilato.

~OTE BIBLIOGRAFICHE

Quell'appendice consta di sei Note, nelle quali con molta. chiarezza si discorre della ritardazione (resistenza sull'unità di massa), della resistenza dell'aria, di elementi di geometria analitica, del moto del proiet~o, del principio della ri~ gidità della traiettoria; e di relati vi esercizi. L'opera è divisa in tre parti corrispondenti al titolo : l" Parte: Tiro delle armi portatili coll' appendice sopra detta; 2• Parte: Sostanze . esplosive per gli usi militari; 3• Parte: Armi portatili ; ad essa è unito un Atlante con 70 figure illustrative. Noi non possiamo "divulgarci nell'esame dei molteplici quesiti svolti dall'autore. Notiamo però che anche in questo libro, il Cascino, coerente a sè stesso, spezza ancora una lancia a favore del tiro celere ,, che fatalmente s'imporrà « sì ai capi come ai gregari, tanto per ragioni tecniche, « balistiche e tattiche, che per ragioni morali » e ritiene << che il fuoco a salve sia destinato a sparire » ; t esi già da lui vigorosamente propugnata nel precedente suo libro: La celerità cli tiro e il munizionamento clella fanteria. Notiamo ancora che nella Parte 3a fra le armi portatili sono annoverate le mitragliatrici. Esse, scrive il Cascino, « a cagione del loro peso, dei mezzi speciali richiesti pel « loro trasporto, del ~oro maneggio ed impiego, possono « prendere posto fra • le artiglierie; ma per la · costruzione « delle canne e dei congegni ài chiusura, pei calibri, le « munizioni ed il servizio, possono ascriversi fra le armi « portatili». Noi non sappiamo sino a qual punto siffatta o'pinione possa essere accolta. Ciò che sappiamo è che il Cascino assai opportunamente ha dedicate alcune pagine alle mitragliatrici, perchè così ba fornito utili notizie su diun' arma, i cui vantaggi sono incontestabili e sulla quale sì è attualmente riportata l'attenzione dì tutti gli eserciti europei. Assai interessante, infine, ci pare l'ultimo capitolo intorno agli Studi attuali nel quale, a proposito di nuovi fucili, si conclude col dire che: il calibro da 5 millimetri sarà il ca-·

libro dell'avvenire pel {tl,cile da fanteria.

L'ordinamento ternario della fanteria rispetto alla tattica e all'avanzamento degli ufficiali. - Pinerolo, Tip. Chiantore-Masca.relli, 1901.

G. CEcom, capitano di fanteria. -

)

L'autore prende le mosse dal giusto principio che l'ordinamento dell'esercito debba pure rispondere al suo impiego tattico e in poche pagine vuole dimostrare che dal corpo d'armata alla compagnia di fanteria l'ordinamento ternario è quello che nel miglior modo soddisfa a tale requisito. Qnell'ordinamento avrebbe inoltre il vantaggio di favo rire più che noLsia al presente l'avanzamento degli ufficiali « q nesito anche questo, come ben dice l'autore, di non lieve « importanza, poichè mira al mantenimento delle forze mo·« rali e fisiche dell'ufficiale >). Il Ceochi a dimostrare la convenienza della ripartizione ternaria della forza della fanteria, prende a disamina lo schieramento tattico del corpo d'armata, e in poche r ighe accenna poi all' impiego tattico del reggimento, del battaglione, della compagnia e perfino del plotone « il quale « (plotone), quando deve agire sviluppando un'azione tat« tica di propria concezione, occorrerebbe si suddividesse « anch'esso in tre sottoreparti (squadre) divisibili alla lor « volta in una o più squadriglie )>. Non possiamo seguire l'autore nelle sue argomentazioni, le quali vogliono appoggiarsi alla tattica, come già fece a -suo tempo il generale L ewal, ma senza risultato. Dob biamo però dire ohe non sappiamo comprendere come si annetta tanta importanza alla ripartizione organica della forza dal punto di vista del suo impiego nel combattimento,


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NOTE lllBLIOGRA FI ORE

135

NO'l'E BIBL10GHAFICI1E

mentre. - .e giustamente - si pr~dica da tutte parti contro le formaz1om normali - i così detti schemi - di marcia e di combattimento. E così pure non sappiamo come uu ufficiale colto e studioso come si dimostra il capitano Cecchi . d uca a l?roporre un corpo d'armata così pesante, com-' s1. m posto di tre divisioni, colla divisione a tre brigate, e le brigate a tre reggimenti, mentre per la guerra d'armata dell'avveni:',e. il co~·po d'armata sarà quasi sempre l'unità logistica e per 010 ogni sforzo dovrebbe tendere a ·renderlo il più mobile. possibile. · · Circa l'avanzamento noi pure vi annettiamo molta importanza; ma in ogni modo vorremmo che mai fosse violato il_ princip~o: di _non cr~are posti per gli uomini, cioè per l'umco motivo d1 favorire l'avanzamento. Del resto le ben pensate disposizioni del ministero della guerra e che o-ià stanno innanzi al Parlamento, risolverann.o - non vt' è dubbio - convenientemente la questione. Il nostro giudizio, pertanto - lo si comprende di leggieri - è compiutamente sfavore-:ole all'ordinamento ternario della fanteria, proposto dal :apitano Cecchi; nello stesso tempo non possiamo che elogi~rlo per la sua passione allo studio di quesiti di cqsì alta importanza..

solo la carriera degli ufficiali ma anche il nostro ordinamento militare. Troppo lungi saremmo tratti prendendo a particolareggiata disamina la prima parte. Non possiamo i1on ammirare l'autore per la diligente cura con cui ha riunito innumerevoli dati e cifre a. dimostrazione della sua tesi, e però dobbiamo restringerci alle conclusioni che egli ne deduce. Secondo i calcoli del Serpieri in seguito all'esame d6l sessennio 1890-95 e del quattriennio 1896-1900, la pe1·manenza nei gradi in anni, prima e dopo ,della nuo1:a legge di avan' zamento, risulterebbe così : FANTERIA.

Combattenti: Ufficiali inferiori )) superiori . }) . generali Carriera in armi

Prima

Dopo

24,6 12,4 9,1

17,7 7,6 7,6

46,1

32,9

19,4 12,7' 9,1

15,4 8,7 7,6

41,2

31,7

25,1 14,7 9,1

22,3 12,4: 7,6

48,9

42,3

21,1 12,8 9,1

26,3 12,1 7,6

44,0

46,0

CAvALLERIA.

ì

SERPIEn.r. - la carriera nell°' eserctto nel decennio 1890-·1900. Analisi e p1·oposte. - Roma, Casa edi-

R.~F.FAELLo

Uffi0iali· inferiori )) superiori . » generali Carriera in armi

trice italiana, 1901.

AR'l'I GLlER[A.

Ufficiali inferiori » superiori . )) generali

Il Serpieri si è prefisso di esaminare il passato e il presente della situazione dei quadri dell'esercito in base alla nu.ova è _alla ~ecchia legge di avanzamento, nello scopo di trovar~ 1 mezzi !eg~li e opportuni di. rilevarne i difetti e proporne le correz1om opportune. · A quest'uopo il pregevole stud10 lo si può considerare come diviso in due parti be:µ distinte, la prima delle quali abbraccia un'analisi minuziosissima dello stato dei quadri sopradetto e l'altra le proposte tendenti a migliorare non

Carriera in armi GENIO.

Ufficiali inferiori )) superiori . )) generali Carriera in armi I

Ì·

-


136

NOTE BIBLIOGRAPICHE

NOTE BIBLIOGRAFICHE

Quadri dei servizi: MEDICI.

Ufficiali inferiori » superiori . » generali Carriera in armi

26,5 15,9 3,4

17,0 13,3 3,5

45,8

33,8

31,6 13,0

18,1 9,1

44,6

27,2

24,3 11,3

17,5 5,7

35,6

23,2

28,8

13,8

25,6 9,6

42,6

35,2

COMllUSSARI. Ufficiali inferiori >> superiori. Carriera in armi CONTABILI. Ufficiali iaforiori » superiori. Carriera in armi VETERINAlt[. Ufficiali inferiori » superiori . Carriera in armi

D'onde si deduce che l'applicazione della nuova legge fatta nel quadriennio 1896-1900 rappresenta: un beneficio di anni 13,2 per » » 9,5 » )) » 6,6 )) un danno » 2,0 un beneficio » 12,0 )) » » 17,4 )) » 12,4 )) » » 7,4 » ))

)'

la fanteria, la. cava.lleria, l'artiglieria, il genio, i medici, l commissari, i oontabili, l veterinari.

E il Serpieri ritiene che 010 sia nè logico, nè opportuno, nè legale rispetto ai diritti acquisiti per le leggi vigenti

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prima. Nel fatto poi si hanno generali relativamente vecchi, capitani vecchi e molti ufficiali superiori giovani con subalterni vecchi, sicchè sotto il punto di vista morale e professio nale, s'impongono provvedimenti efficaci. In questa prima parte, in complesso, il Serpieri ha voluto, come si suol dire, mettere i punti sugli i . Ci sembra però che, forse, esponga troppo crudamente delle verità - note del resto a tutti. Comunque, ammesso che le molte cifre riportate siano esatte - del che ci affida la sua nota competenza nei lavori statistici - è pur sempre un elaborato studio dell'importantissima questione. Nella secorrda parte, che comprende i ritocchi propQsti alle varie leggi sullo stato degli ufficiali, dell'ordinamento dell'esercito, dell'avanzamento, ecc., l'autore parte da un elevato e nobile concetto che non sapremmo abbastanza elogiare: quello di amalgamare, di fondere in un solo fascio gli ufficiali dell'esercito permanente e quelli in congedo, assai più di ciò che sia al presente. . Anche qui dovremmo dilungarci dì troppo ove volessimo riportare e analizzare le molte e sostanziali proposte di modificazioni alla nostra legislazione militare. Ci limiteremo, perciò alla principale, che costituisée la base cui s'informano tutte le altre . Il Serpieri muove da un'idea. che non è nuova. Lasciando intatto l'ordinamento attuale sopra dodici corpi d'armata; non toccando affatto alla questione del bilancio militare che accetta consolidato nella cifra di 275 milioni, egli propone di ridurre circa alla metà. il numero degli ufficiali subalterni e rendere obbligatorio per legge che l'altra metà sia reclutata negli ufficiali di complemento. « Ciò - sono sue « parole - non farà danno alla solidità e renderà normale ~< la presenza degli ufficiali di complemento dando a questa « categoria una personalità ed una. istruzione efficace ». Siccome il numero dei subalterni, fra combattenti e addetti ai servizi, è di 7417, occorrerebbero annualmente 3708 uflìciali subalterni di complemento. P er tal modo si avrebbe il vantaggio d i un maggior affiatamento fra uffi-


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·N OTE BIBLIOGRAFICHE

NOTE Bll!LIOGR.A~'ICHE

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n on ne spiaccia all'autore chè invoca la discussione sulle sue proposte - di esporlo ben chiaro. Trattasi di questione troppo importante per d issimulare la; verità o quella che noi almeno riteniamo come tale. Noi vorremmo che le nostre previsioni fossero errate e che quelle dell'autore, per noi t roppo rosee, rispondessero alla r ealtà.; però fino a che ciò non ci sia ampiamente dimostrato non cr ediamo di sbagliare. Ma qui l'autore non ha dato alla sua tesi sufficiente svolgim'ento. Questa sua proposta è. il cardine capitale su cui poggia l'elevatissimo suo concettto di « colmare il fosso che « separa gli ufficiali effettivi da quelli in congedo ». Prescindendo dagli altri vantaggi che verrebbero dalla sua attuazione - miglioramento di carriera degli uffici.ali effettivi, maggiore istruzione di quelli in congedo, diminuzione di spesa, specie · per le pensioni, ecc. - non è a discc;moscere che niun mezzo sarebbe più atto a fondere insieme le due classi di ufficiali quanto il vivere nel seno dell'esercito di quattro mila giovanotti, ufficiali di complemento. Si otterrebbe ancora un maggiore accordo, una maggiore coesione fra esercito e paese. Il Serpieri pertanto avrebbe fatto bene di analizzare più a fondo la sua proposta, di :!.'icercare le varie fonti da cui trarre il numero occorrente di ufficiali d i complemento, ed allora o ci avrebbe additato coteste fonti che noi non riusciamo asco· prire o si sarebbe convinto che l'idea sua mancava di sicura base. E questo, forse, egli non ha fatto per amore di brevità. Riguardo alle molte altre sue proposte - fra cui una notevole, relativa alle tabelle organiche delle milizie - le quali dimostrano guanto interesse porti l'autore all'esercito e quanto ~i preoccupi della posizione degli ufficiali in congedo che vorrebbe equiparati in tutto agli ufficiali effettivi, sembrano meritevoli di attenta considerazione. Niun dubbio per noi che, sia pure convenientemente ritoccate, non -valgano a dare più stabile assetto all'esercito. Il maggiore Serpieri s'abbia i nostri elogi pel diligente suo studio e non s'abbia male se in un punto solo - purtroppo capitale - non possiamo interamente dividere le sue idee.

ci ali effettivi e di complemento; il numero totale dei quadri effettivi, che è di 13,721, scenderebbe a 10,052; il logoramento annuo di 1/so si ridurrebbe a '333 ufficiali all'anno nei quadri effettivi e la carriera dei subalterni sarebbe abbreviata a circa metà di tempo, La propo_s ta appare seducente, ma... d ove si prendono ogni an~o questi q~at~ro ~ il~ ufficiali circa di complemento, poi?h~, seco~do 11 Serpien, dovrebbero servire un anno? Qui e 11 nocciolo vero della questione, ~ '~utore_ ~itiene che basti modificare la legge sugli obblighi d1 serv1z10 degli ufficiali in congedo con,que~to criterio: « l\fante~endo _l'obbligo agli · ufficiali di complemento di' « essere ch1amat1 ~lle armi colle ,rispettive classi di leva, « pres~r!vere che_ m tempo di pace debbano prestare un « s~rv1z10 non mmor~ di un anno, conservando la disposi« z~one che possono inoltre essere richiamati in qualsiasi « c1rcostan~a e per qualsiasi tempo col loro contingente. » ?on tale.pr,escrizione si provvederebbe a for·mare i quadri dei subalterni effettivi diminu,iti di numero. Ci spiace il dirlo, ma dnbitiamo fortemente che si entri nel campo delle illusioni. Sono ·tanti ~uni che vige !'.istituzione degli ufficiali di complemento, eppure la loro forza totale non ammontava al 3? giugno 1900 che a 11,152. È perciò inammissibile di nutrire 1~ certezza che se ne possano ritrarr e quattromila subalterm annualmente da obbligare a prestare servizio per un anno. Vogliamo concedere che cote~to numero di ufficiali di complemento possa col tempo aumentare sensibilmente, sebbene non vediamo una ragione che sia atta ad inspirare tale speranza, ma ci si affacci il dubbio che coll'accrescere gli obblighi di servizio diminuirà il numero degli aspiran~i, a Hottotenent~ ~i complemento. In ogni modo, per no1 e certo che mai s1 avranno tanti subalterni gnanti sarebber o necessari a sostitnire normalmente la metà dei subaltern~ effettivi. / Q~es~o ~ il n ostro pensiero, e poichè siamo profondamente convmt1 d1. essere nel vero, abbiamo stimato conveniente _

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NOTE BIBLIOGRÀFICHE NOTE nJBLIOGRA.FICHE

EDOARDO DESB.RIBRE, capitaine de cavalerie breveté à l'étatmajor de l'armée. - 1793~1805. Projet et tentatives de débarquernent aux ftes-britanniques. T.ome deuxième. Publié

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sembra presentino p~rticolare interesse sotto l'aspetto storico-militare. Così, a nostro avviso, è rimarchevole una Memoria indir izzata sin dal 1795 dal colonnello inglese Hanger al lord sindaco di L ondra dal titolo : Riflessioni sull'attacco e la difesa di Lond1·a. Napoleone non aveva ancora insegnato contrariamente alla condotta della guerra :fin allora usata che primo obbiettiv o dell'esercito è l'esercito avversario ed obbiettivo finale la capitale del nemico. Eppure sono questi i concetti che chiaramente sviluppa il colonnello inglese. Egli comincia col dire : « Io non assomiglio ai nostri van itosi compatrioti che di« sprezzano il nemico comune. Io h o sempre considerato la « nazione francese come la più intraprendente del mondo; « nulla gli sarebbe impossibile: la bravura dell'ufficiale fran « cese, da molto tempo, è passata in proverbio. « I soldati non sentivano nel passato quell'ardore che li « anima oggidì, di veutano quasi invincibili e ~on vi è impresa, « per difficile che sia, ch'essi non tentino. E nostro dovere « considerare questi uomin i dal loro vero punto di vista; « non dobbiamo n è disprezzarli nè t emerli, ma dobbiamo « prepararci a riceverli con coraggio e riunirci per la difesa « della capitale. Londra .è il solo punto ove essi possano « farci un male irreparabile. La presa o l'incendio di qu al« siasi altra piazza, fosse pure Plimout h e Portsmouth, seb · (( bene un g ran male, non sarebbe che un male parziale. « Non siamo noi stati in po_ssesso di Tolone e non abbia.mo « abbruciato i suoi arsenali? Quand'anche una di quelle « piazze fosse distrutta, non saremmo, per ciò, una provincia « della Francia. Ma io temo che ora questo avverrebbe se « la capitale cadesse in potere della Francia, e fosse incen« diata, saccheggiata o distrutta ». E notevole è pure qu esto ·punto: « È opinione generalmente accolta che, finchè le n ostre « ~otte saranno superiori sul mare, non sia da ·temersi una « invasione. Questa idea è secondo me la più stravagante « che possa venire ad u n u omo; è un figlio d ella stol tezza,

sous la direction de la Section historique de l'etat-ma:jor de l'armee. - Péì.ris, librairie militaire, R. Cha:pelot et C.°, 1901. Il primo v olume di qt1esto importante lavoro della Sezione storica dello stato maggiore francese - del quale ab· biamo reso conto a suo tempo (1) - trattava degli avvenimenti svoltisi dal 1793 al 1798, giungendo sino al momento in cui la spedizione d'Egitto veniva a distogliere la così det ta Armata d' Inghilterra dalla sua primitiva destinazione. IL secondo volume prende le mosse dal 1798 ed abbraccia il periodo che si estende fino al 1801. D iviso in tre parti tratta delle spedizioni eseguite e progettate durante l'anno 1798, del periodo di abbandono che ne sélgnì e infine della flotta nel 1801. Certo la storia di quanto fu studiato, p rogettato o fatto dalla Francia cento anni fa per portare la guerra in Inghilterra, non ha, dal puntò degli insegnamenti e delle deduzioni a ritrarsi dalla medesima grande importanza oggidì, a motivo degli enormi cambiamenti verificatisi durante il secolo testè tramontato nella marina e negli ordinamenti m ilitari. Ma sotto l'aspetto storico la sua impor tanza sarà sempre rimarchevole, e non si p uò che essere assai grati allo stato maggiore f'ranceSA che offre ai seri cultori d·e lla storia così ricco materi ale di stu dio. N aturalmente n on ci è dato render conto dell'intero contenuto. d el grosso volume, la di cui singolare importanza · - come già quella del primo tomo - risiede nello sforzo costante dell'autore di andare a fondo della colla per sviscerarne la verità e nella grande copia d ei documenti ufficiali e per la maggior parte inediti riportati. Vogliamo però accennare a qualche documen to od a qualche fatto che ci (1) Vedi Rivista !)[i/ilare del 1900, pag. 20il7.

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r<OTE BIBLlOGRAFICHE

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NOTE BIBLIOGRAFICHE

nutrito sulle ginocchia dell'orgoglio nazionale ... Confesso « d'essere stupito ::he, durante le lunghe notti, il nemico « non abbia portato un corpo di truppa dall'Olanda sul Ta« migi..... Che la città di Londra non faccia riposare la sua « sicurezza, le sue ricchezze e le sue proprietà sulla forza « della nostra flotta: abbisognano altre precauzioni, princi« palmente per terra, e prendere misure efficaci per la si« curezza della nostra flotta, e specialmente della nostra « capitai.e, ecc. ». Riguardo alle spedizioni, effettuate o progettate nel 1798, .l'autore consacra ad esso molte pagine, fr3: le quali, interessa.nti3sime, quelle riflettenti la spedizione del generale Humberl;. Nel fatto furono sette le spedizioni studiate e per le quali furono apprestati preparativi, per venire- in aiuto all'insurr e:1.ione scoppiata nell'Irlanda nel mese di febbraio di quell'anno. Ma di esse, cinque non ebbero alcun principio di esecuzione, quella condotta dal generale Savary, scontratasi colla flotta inglese, a stento potè retrocedere e trovar riparo nei porl;i francesi; a quella sola del generale Humbert e che fu Ja prima, fu dato raggiungere l'Irlanda . È questo un episodio della storia militare troppo poco conosciuto, e ben fece il Desbrières ad illustrarlo ampiamente. Il generale Humbert partì dalla Rochelle il 6 agosto colle fregate la Concorcle, la Medee e la Franchise. Le tJ?uppe al suo comando non contavano che: 80 ufficiali e 939 sottufficiali e soldati, in totale 101D uomini. (In altro documento in cui è data la ripartizione delle forze sulle tre navi, la forza risulterebbe di 83 ufficiali e 1017 uomini di truppa). Dopo 15 giorni di viaggio riesce all'Humbert di sbarcare, il 20 ag.osto, fra il capo K ilcummin e la punta Ross, donde marcia a lla volta della città di Killala. I granatieri se ne impossessano con impetuoso assalto, fugando i 200 soldati che la difendevano e facendone prigionieri 25 e 1 ufficiale. Nel frattempo il generale Lake con circa 6000 uomini e 18 cannoni muove contro il generale Humbert o occupa Ca«

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stlebar. Il 27 agosto ha luogo un vivo combattim ento ne~ pressi di detta città. Gli Ingl~si dopo circa quattro ore d~ lotta sono presi da timor panico - a qµanto pare perche _ temettero di essere presi tille spalle - e fuggono. « I l ne« mico seri ve il geuerale Humbert nel suo rapporto, ha « perd~to 1800 uomini, cli cui 600 morti o f?~iti e 12?0 pri« a ionieri, 10 cannoni, 5 ba.ndier e, 1200 fucili ~ quasi tutto « suo carreggio. Lo stendardo della cavalleria nemicit è (e stato preso in una carica dal generale Sarra~in, che ~o « nominato generale di divisione sul campo di battaglia. « L'armata nemica forte di 5000 a 6000 uomini, dei quali « 1600 di cavalleri&i ò stata compiutamente sbaragliata )> • Ma gli Inglesi, punto scoraggiati dal grave scacco patito a Castlebar, danno la caccia all'Humbert. Il generale Lake riunisce prontamente le sue truppe, e lord Cornwallis con circa 8000 uomini capitanati dai generali Campbell, Hutchinson Hunter e Moore si porta su Castlebar. La vittoria arride ancora ai Francesi il 5 set tembre in un combattimento di imboscata, ma il giorno 8 a Balinamuck la valorosa schiera ridotta ormai a soli 400 uomini è costretta a capitolare. La campagna d'Irlanda aveva durato m eno di un mese ma non si può non ammirare l'arditezza e il valore del generale Humbert e· delle sue poehe truppe. Lo scrittore francese fece quindi assai bene a narrare molto diffusamente quell'audace impresa, colla scorta di molti documenti francesi e inglesi. Nella 2• parte vediamo i l!"rancesi in seguito ai vari insuccèssi del 1798, rinunziare per due anni a qualsiasi idea di offensiva verso l'Inghilterra, mentre per quest'ultima si inizia un' èra di supremazia per mar e e per terra. Interessanti sono però le dettagliate notizie. che il Desbriòres fornisco intorno alle proposte fatte dall'americano Fulton alla republica francese. Il Fulton si metteva . a disposizione della Francia col battello sottomarino da lui inventato, il Nautilus, per far saltare in aria le navi inglesi e bloccare il Tamigi. Null~ egli chiedeva, all' infuori di una

il


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N O'l' E Bll3LI06RAFJCEIE

NOTE BIBLIOGTtAFICHE

data somma per· ogni nave messa fuori combatt·imento e una commissione i;egolare che assicurasse a lui ed a' suoi marinai il titolo di belligerant i. Per tre anni circa egli diresse domande sopra domande al Direttorio prima, al Consolato poi, per ottenere una favorevole r isposta alfa sua richiesta, ma sempre inutilmente. Ed è strano che in quel. periodo di distruzione furono sentimenti di umanità che indussero a respingere le richieste del Fulton. Il ministro della marina Pléville scriveva di proprio pugno in margine ad un rapporto su quella questione indirizzato al Direttorio : « Il governo « non potrebbe riconoscere ostensibilmente uomini che si · « dedicassero a tale genere di operazioni... In certo modo « sarebbe come togliere dal Codice della guerra le punizioni « aiustamente inflitt3 a coloro che sono naturalmente por« rati a farla in una maniera atr~ce Y>. Ed è assai singolare che anche Napoleone non abbia voluto saperne di cotesto mezzo · di distruzione, il cui uso, come lo dimostrò l'esperimento fatto a Dunkerque e intieramente riuscito contro una vecchia car cassa d i nave, avrebbe potuto avere le più gravi conseguenze per g li Inglesi. Lo studioso leggerà con diletto e le lettere di Fulton e le risposte r.icevute; documenti tutti rimarchevoli e che ci · duole non poter ripor tare per la loro lunghezza. Nel 1801, 3• parte, le cose cambiano totalmente e Bonaparte anela alla pace coll'Inghilterra e sper~, come pr~p~nd.e a credere ·il Desbrières, indur vela coi molti preparat1v1 chfensivi eh' egli prende per terra e per mare. Lo scrittore francese, cioè, ritiene che in quell'epoca Bonaparte non pensò mai seriamen te ad . una g uerra offensiv;a coll'Inghilterra e che i grandi apprestamenti da lui ordinati mirassero principalmente , a intimorirla. Nel fatto · i preliminari di pa.ce fu-· rono sottoscritti neU:ottobre. Il Desbrières rende conto nel modo il pm minuzioso di tutti gli ordini im partiti da Bonaparte e di t~tte le ~i:ure prese ed ~seguite per l'allestimento delle_ varie fl~tt1gl~e e delle forze di terra, e termina e.on un part10olaregg1ato riassunto di codeste forze, nonchè di quelle terrestri preparate dall'Inghilterra.

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Nel fascicolo del venturo mese renderemo contç> del 3° volume, che è; fors e, ancora più ~nt'e ressante di questo ora sommariamente esaminato.

von Mu.LLER, Oberleutnant. Die Wirren in China und · die Kampfe der verbundeten Truppen. Mit Karten, Skizzen · ,und Anlagen, I, II, III Theil. (I torbidi in China e i combattimenti delle truppe alleate. Con carte, s?hizzi e allegati. l", 2°, 3• parte). - Berlin, Verlag der Liebelschen Buchhaùdlung, 1901.

ALFRED

In queste tre parti di questa nuova rimarchevole scrittura ·del tenente Mi.tller, l'autore còlla massima chiarezza e coll'appoggio· dei documenti finora venuti in luce e di particolari sue corrispondenze dal campo, narra la storia della O'Uerra in China, dai preliminari della campagna sino allo :barco delle truppe tedesche e alle lor o prime inprese (l'assalto dei forti di Peitang). S'intende faeilmente che la storia è scritta in particolar modo dal punto di vista tedesco. Così gli allegati contèngono importanti documenti ma riguardanti soltap.to la ~ermania : alcuni discorsi dell' Imperatore, di Bulow, la hsta nominativa dei soldati e marinai tedeschi morti o feriti, ecc. Nella narrazione, però, delle operazioni, l'autore dà prova della massima imparzialità, diguisachè l'importante suo lavoro presenta realmente la storia dell'intero corpo di spedizione. Le carte e bO'li schizzi a~curatamente compilati accrescono. di molto il valore dell'opera, che raccomandiamo ai nostri lettori che conoscono il tedesco. · Il tenent e Muller, in questo suo lavoro, come nei precedenti assai favorevolmente noti, dà novella prova di possedere qu~lle· doti che debbono contraddistinguere lo scrittore storie.o .

B. D.

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ANNO XLVII,


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RA SSEG'.NA MILITARE Es·rERA -

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SULLA. QUESTIONE DEI SOTTUFFICI ALI NEU,'ESERCITO AUSTRO·UNGARICO . ~

BASSEGNA MILITAHE , ESTEBA , ' NOTIZIE AUSTRIA-UNGHERIA. AUl',lENTO Dl 2 REGGIMENTI CAV ..\LLElUA Dl LANDWEHR CISl, F;ITANA. Già da qua lche tempo il giorna le Die Reichswehr di Vienna presagi ira un aumento nella cavalleria della landwehr cisleitana. Nel suo numero dèl •18 decorso decembrn conferma le sue previ,ioni e aggiunge alcnni particolari, che farebbero supporre sieno in realtà molto inoltrati i provvedimenti che al riguardo avrebbe preso l'ammin istrazione ddla guerra austro-ungarica. Ecco pressochè testualmente ciò che dit:e il periodicf viennese :, Ad ogni di visione di fa nteria di la,ndwehr cisleitana dev'essere organic,arnente incorporato un reggimento di cavalleria. Auuàlmente di questi ne esistono 6, i quali sono ripartiti in ragione di uno per ciascuna de lle divisioni 4-3•, 26a, M>•, 46a, ·I 3• e ua. Devonsì perciò formare ancora due ·altri reggimenti per le altre due divisioni di landwehr 21a e 22a, delle qual i la prima fa parte del térri torio dell'VIII corpo d'lll'mata (Prag), la seconda del ·1n (Graz). La loro costituzione è già da tempo predisposta, però nel bilancio di previsione della Jandwehr cisleitana pel ,t 902 non è per essa stata stanziata alcuùa somma, cosicc/1è pel ven~ tnro anno l)nmento previsto non potrà divenire un fatto compiuto. Frattanto sono già state iniziate le pratiche (e presto saranno definite) con le città di Pi lsen ed Eger per l'accasermamento di uno dei reggimenti di nuova formazione, il quale sarà destinato alla 21a divisione. Secondo quanto affermano al tri periodici, dal bilancio di previsione della landwehr cisleitaua pel 1902 resnlterebhe preventivata una certa somma per l'aumento di parecchi capitani e subalterni dì cavalleria. Questo aumento, che il citato gio rnale di Vienna non deve-avere considerato in relazione con la creazione dei due reggimenti di cavalleria di nuova· formazione, pùtrebbe invece appunto essere l'inizio di tale creaiìone dei due reggimen ti.

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Tempo addietro il ministero della guerra austro-ungarico comu~icò, come di consueto, ai singoli corpi e staliilimenti dell'esercito l'ammontare dej premi per sottutlìciali ed assi milati spettante a ciascuno di essi, in base alla somma all'uopo stabilita in bilancio per l'esercizio 1902. In totale i sottufficiali ed assimilati che, ,·ompiuta la loro ferma - o rnfferma - hanno chiesto ed ottenuto di rimanere per un altro anno sotto le armi, raggiungono la cifra considerevole di •I ,i. ,000; e siccome tutti i sottufficiali in tempo di pace sono dai 37 ai 38,000 si avrà nel venturo anno '1902 un numero di sottufficial i raffermati che ascende al 37°/o del totale. In hase a questo datù di fa tto il giorna le Pester Lloyd del ,t,\. corrente dicembre pubblica alcune considerazioni al.riguardo. La proporzione del 37 °/0 , esso dice, rappresenta già uo risul tato soddisfacentissimo; ma la sua importanza cresce ancora se si considera che ta le proporzione dei raffermati è andata aumentando di aooo in anno. Cosi .:..._ per parlare soltan to degli ultimi tempi - nel 1901 si·avevano 490 nJTermati in più. del 1900, e nel 1902 se ne a vrauuo 64-0 in più. del 1901. Questo grn. dua le aumento è sperabile continui anche per l'avvenire. Col 1° gennaio l'intero e!Icttivo dei fur ieri ed assimilati e la me1à de ll'effettivo dei &ergenti ed asi imilati ~araono costituiti da sottufficiali colla rafferma. Se in :wven ire si potrà ottenere di aver un maggior numero di sergenti e caporali (•I ) rafferma ti (specialmente nel grado di caporale, il bisogno di poter contare su numerosi raffermati è vivamente sentito), la questione dei sottuOiciali si potrà dire felicemente risolta. Tuttavia prima di poter ottenere tale risultato sarà necessario provvederò ancora aI migliora mento della posizione dei soltuffieia Ii sia dal pmùo di vista materiale che da quello morale e sociale : ·ma~ indubitato che a tale miglioramento si {)Otrà addivenire con tan ta maggiore faci li tà e prontezza, quanto minori saranno le spese iuerenti ai provvedimenti che si dovranno all'uopo ildollare. .. Ad ogni modo il Ministero può dich iararsi soddisfatto dei risu ltati conseguiti uno ad oggi. Le misure da lui adottate nel ,f899 pare abbiano ri-s posto pressoohè perfettamente allo scopo; infatti da l 1899 in poi il numero complessivo dei r~ffermati è cresciuto di 2200 . Que,to fatto, soggiu nge il giornale, è della massima importanza; im. perocchè lo avere no buon corpo di sottufficiali è una condizione sine (!) Nell'esercito austr-0-u.ngarico il graòo di caporale fa parte della gerarchia dei sottulllciali.


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RASSEGNA M ILITARE ESTERA

qua non per ogni esercito, e special meote per quello austro-ungarico, impel'occhè se si considera che esso è costituito da elementi di nazionalità assai disparate, la questione dei sottufficial i assurge ad un'importanza incomparabilmente maggiore cbe altrove, essendo noto che essi, i quali sono 2ssai più degli . uffìci:\li a contatto dei soldati, rappresentano il trj'l.tto d'unione fra gli uni e gli al tri . Epperò i miglioramenti consegu iti nel reclutamento ddi sottu fficia li ridondano a vantaggio non soltanto degli individui, ma bensì dell'ioLera forza armata deila n~z.ione. TH01IUETTIEIU A CAVALLO NEI BATTAGLION I DI T, A.NDWGHR CISLEITANA . -

li giornale Die Re1;chswehr (n. 2803) del z8 novembre 11. s. pubblic~ al riguardo le seguenti notizie: · Il miuistero austriaco della difesa (landwelù cisleita·na) ha deciso di rendere montati, assegnando loro un cavallo, tutti i trombettierì di battaglione (quelli di reggimento già da tempo sono montati), in conformità di quanto fn già fatto qualche anno addietro pei trombettieri di battaglione de ll'esercito com une. Perciò dal 1° marzo 1902 ogni bauagl ione della Landwehr cisleitana prenderà in forza un trombeu.iere montato, al quale $petterà un assegno pari a quello dei trombettieri dei mezzi reggimenti di cavalleria. A tal uopo i comandi di circolo di reclutamento inviteranno a far domanda per la riammissione in servizio a1tivo nella fanteria rÙ Landwehr tutti i trombettieri proveaienti dal l'artiglieria e dal treno dell'esercito comune, che sono ;nscritti nei rnoli, ed i comandi delle truppe a cava llo della landwehr cisleitnna dovrnnno faI"e altrettanto per tutti i trom bettieri in congedo che appartennero a dette truppe. La riammissione è subordinata alla condizione della idoneità a disimpegnare il servizio rli trom bettiere di battaglione o di staffetta (Meld,reiler). Tutte le domande relative dovranno essere presentate al ministero per la fine del mese di dicembre. La nomina effettiva non avrà luogo che al 1° maggio del 1902, e solo dopo un periodo di esperimento. 1

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GLI AuTOMO BlU ESPEBIMEN'fATI ALLE GRANDI MANOVC\E

AUSTRO-UNGA·

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Dal giornale Peste·r Lloyd (n. 28'1) del 22 novembre u. r.icaviamo le seguenti notizie circa gli automobili in esperimento alle manovre autunnali che ebbero luogo <~'anno nell' Ungheria sud· occidenta le. 'ff · Gli automobi li imp iegati furono 7: di questi 5 erano adibiti al tra. sporto di persone, 2 fungevano da carri-bagaglio. · Del le 5 carrozze pel . RlCHE. -:-

RASSEGNA nrIL!TARE ESTE RA

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trasporto di persone, ii erano di fabbric;izione austriaca, ,t era di marca fran cese. I due carri-bagaglio erano entrambi di fabbricazione nazionale.· Le 5 carrozze furono così ripartite: 2 presso la direzione delle manovre, 2 presso il comando del IV corpo ri' armata, 1 presso il comando del XIII corpo d'arnrnta. I dne carri-bagaglio furono assegnati aJJa 31" divisione di fanter ia. ·Le carrozze furono in massima impiegate da ufficiali di stato maggiore per ·il servizio clell:i trasmissione di ordini e per eseguire ricognizioni, inoltre furono pure adoperate dai comandanti di corpo d'armata nei giri d'ispezione agl i accantonamenti ecc. In ![uesti vari servizi gli automobili fecero ottim'a prova, e sebbene per il tempo eccezionalmente sfavorevole non siasi sempre potuta sfrut· tare tutta la velocilà, pnre si constatò ripetutamente che essi prestavano buon servizio anche quando, per lo stato delle strade, le biciclette avevano da un pezzo dovuto rinunciare alla circolazione. Ma J'interes$e maggiore era rivolto ml risultato dell 'esperimento dei carri~hagagl io. Il comando della divisiooe li aveva assegnati alla so. zione dei forni carreggia bili da campagna. Il carico massimo dei dne carri fu di 25 quintali per uno di essi e di ~ 5 quintali per l'a ltro. Entrambi furono impiegati in seryizi locali, per il riforn imento di fa. rina, biada, fieno; per il trasporlo degli attrezzi dei forni, per il trasporto del pane ecc., prestando sempre ottimo servizio. Si può dunque concludere che l'au tomobile si presta egregiamente al traspo rto ·di grossi carichi a grandi distanze in brnvissimo tempo, la qual cosa - soggiunge il giornale - è indq,bbiamente un considerevole risu ltato. E se anche per ora non si procede al l'adozione ciefì. nitiva degli automobili presso le truppe in campagna, gli è forse perchè si pensa per le manovre dell'anno venturo rii moltiplicare gli esperimenti, applicando t.utti quei perfezionamen ti che lfoo all ora si $aranno apportati al l'automobilismo e che varr:rnno a reod~rlo vieppiù pratico ed uti le. Dàta la mole degli eserciti attnal i, le lunghe colonne di c~rreggio .costituiscono sempre per i ,;omandanti un impaccio considerevo le, quindi per la condotta delle truppe sarà un'innovazione importante il largo impiego di automobil i, come quello che permetterà di ridurre il traino al seguito delle· truppe. CONSIDERAZIONI E PROPOSTE C!HCA IL l\ ECLUTA llENTO IN AUSTRIA

UN-

GHERIA E PREVISIONI DI CARATTERE POLITICO DI l'l\ONTE ALL'EVENTUALE AU·

;,,,:ell'impero austro-ungarico sta per affacciarsi un nuovo problema militare, al qua le è stato fatto cen no nell'ul-

MENTO DELLE SPESE MILITARI. -


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R ASSEGNA nllUTAR!): Jì,STERA

RASSEGNA MILITARE ESTER A

timo discorso del la corona a Budapest, e clJe risulta essere già stato oggetto di discussione nei consigli dei ministri : tale· problema consiste nell'aumento dell'annuo contingente di reclute, il qnale come è noto, fu fissato per l'esercito comune dalla legge del 1889 in 103,100 uomini (59,2·11 per l'Austria e .i3,889 per l'Ungheria). La legge medesima stabiliva che dovesse aver vigore per un decennio; senonchè le controversie dei parti ti iuterni, aven_do sempre impedito il regolare funzionamento in Austria delle istituzioni parlamentari, non fu mai potuta discutere la nuova le7,ge valevole pel nuovo decennato, ed il contingente del ·1889, nopostante il riordinamento di parecchi servizi e il notevole aumento della popolazione, ·è rimasto 6n ad ora qual'era. Prendendo le moss<:i da questo stato di cose il giornale Pester Lloyd della cap ita le ungherese, il quale è abitualmente bene informato e spesso esprime idee dominanti nei ministeri, pubblica una serie di artieoli (vedi n. 290, 29·1, 292 del decorso ·190 1) in cui si esaminano le pecche dt::ll'attua le ordinamento, e si formulano una serie di proposte <:oncrete che, secondo il suo avviso varrebbero a rimediare in parte a fruegli ineon venienti. · Ecco, in succinto , il contenuto di quegl i ar~icol i. È un dato di fa tto, dice il giornale, che per l'aumento verificatosi nella popolazione durante quest'ultimo decennio, la legge di reclutamento del 4889 non risponde più allo scopo di applicare il principio dell'obbligo generale al se rvizio militare, perchè mentre ogni anno, il numero degli inscritti non ·solo, ma ancbe il numero di coloro che dopo la visita medica vengono dichiarati idonei al servizio, supera. di granlunga la cifra stabil ita da quella legge, per ragioni econom iche che non permettono di aumentare· il bilancio, e più ancora per il prescritto della legge stes,a si è costretti ad arruolare il numero di -inscritti strettamente lega le. E per ri,pettare per quanto è ·possi bile il pri nci pio di base della legge di recluta mento, cioè l\ibbligo del servizio generald obbligatorio, si è costretti di ricorrere al ripiego di formare cogri eccedenti alla detta cifra legale una mil izia speciale detta riserva di complemento, la quale invece di servi re tre anni, come coloro che ven"ono arruolati alle armi, si' disimpegna da ogni suo obbligo verso lo Stato con un breve corso d'istruzione de.Ila durata di 8 settimane. Terminato tale corso i riservisti di com plemen to vengono considerati in congedo illimitato, analogamente ai congeda ti con ferma triennale, e non vengono più richiamati che -al massimo tre volte e per la durata massima di 28 giorni fino al limite estremo degli obblighi di servizio. Prescindendo dal fatto che tale sistema lede il principio dell'obbligo generale, gl'inconvenienti suoi emergono dalle consi~erazioni sul modo 1

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con cui vepgono fissati gli eccedenti - cioè coloro che devon9 essere arruolati nella riserva di complemento - e sulla natura stessa di questa riserva, che pur essendo tanta parte dell'esercito, 'non ha che un grado d'istruziooe assai limitato. Nello stabilire gli eccedenti si ricorre al criterio che può dare la· sorte. Non ostante l'a pparente im parzialità di ta le sistema, è indubitato che esso è fon te di gravi ingiustizie che -risultano a danno del I' individuo, dell'esercito e dello Stato. L'individuo ne è danneggiato in quantochè si vedono costretti al duro servizio triennale molti che per costituzione fisica ed intellettuale, sono assai più deboli e gracili dl tanti altri che l'estrazione di un nu mero più alto destinò invece nella riserva di complemento. Ed è proprio fatale il fa\tO, ve'rificl\tosi pressochè sempre, che degli individui che vengono destinati nella riserva di complemento, circa il 60 ¾ è assai più vigoroso della media di coloro che invece devono soggiacere alla ferma ordinaria. Ne è dan° neggia to l'esercito, in quantochè per il sistema del sorteggio esso deve rinunciare ad elr.menti che potrebbero prestare eccellente serv izio, e deve invece contentarsi di giovani spesso assai scadenti che poi vanno a popolare gli ospeda li e formano come una r~mora nel corso delle istruzioni. Fina lmente ne è danoeg..i:iato lo Stato perchè la sorte agisce spesso con tro il suo interesse, che sarebbe di risparmiare il deqole e di sfruttare il forte, allo s<lOpo di poter da entrambi trarre il profitto più ef(ì cace seoz.i tutta via da o neggia re i I fis ico. Questo per quanto concerne il modo col quale veng<,no rleterminati gli eccedenti. Ma il sistema della riserva di_ complemento ha un altro vizio d'origine ed è di essere ba~ato sopra un'evidente contraddizione. Mentre da una parte si aITerma che per dare al soldato un'adeguata.· istruziooe occorrono non meno di tre anni di servizio, dall'altra si ammette cbe una parttl cosi importante dell'esercito, qna le è la riserva di complemento, la quale sta all a ci fra degli uomini di ,1a ca.tego ria come 60:100 , possa ritenersi suf6cieoternente preparata per la guerra con un corso d'istruzione di sole 8 settimane (ossia 56 g,iorni, i quali si riduco:io effettivamente a non più di ,rn giorni di istruzione efi'ettiva). Di quì la ragio.oevolezza del dilemma: o sono troppi i 3 anni, . . o non sono snffìcienti le 8 settimane. Riassumendo ·si può c.oncludere che la riserva di complemento è u~ ripiego- ir:nposto dal cresciuto numero della popolazione per rispetto al contingente annuo stabi lito dalla legge; ma è un ripiego che non solo non risponde allo scopo ma è anche dannoso: 1° perchè applicato col criterio della sorte che è fonte di ingiustizie che d:i.nneggiano l'in.·


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RASSEGNA. MILIT ARE ESTERA

,RASSEGNA MILITARE ESTERA

dividuo, l'esercito, lo Stato; 2. 0 perchè compromette l'esercito nella s'.ia com~attezza, vista la proporzione rilevante (del 60 :100) che la riserva d1 complemento, ossia di uom ini poco istruiti, occupa rispetto alla forza che è sotto .le armi, cioè agli uomini bene istruiti . . Constata ti così .i difetti dell'attuale ordinamento, il giornale accenna ad una serie di rimedi che si riassur.iono qui brevemente. Anzitutto, preoccupato del danno prodotto dal sistema del sorteggio, esso .propone che Juesto criterio venga sostitu ito da al tro più equo e più ali mteresse generale, basato esclusivamente sulla mao-. . rispondente . g1ore o mmore idoneità degli inscritti. Si arruolino alle armi tutti o-Jielementi più . sani e più robusti . e si riservi il vanta""io di appa~tenere a ll a. riserva di complemento per tutti gli individui che ap paiono meno atti a sopportare le fatiche di un lungo serviìio militare. M.a non basta; quand'anche si avessero sotto le armi elementi vigoro~i, sarebbe pur sem pre·grave danno avere riserve di complemento b:ns1 numerose,. ma troppo poco preparate per la guerra, con l'aggiunta che col ststtrna proposto esse sarebbero molto più d'adesso defi,;ienti fisicamente. Come rimediare? Un solo mezzo pare adeguato all'inconvenieute : au mentare il conting~n te annuo; ma siccome questo auinento porterebbe seco necessariamente un considerevo le aggravio pel bilancio - aggravio al quale per rngioni finanz iarie non è il caso di pensare - è necessario ri,correre alla riduziontJ della. ferma da 3 a 2 anni. Dalla ferm a bienna le si avrebbero i seguenti vantaggi: a) Aumento del numero di uom ini che, dato quanto sarà detto or . ora·, risulterebbero ancora bene istru iti nonostante la riduzione di un anno della ferma, senza tuttavia aggravare vieppiù il bi lancio; b) Corrispondente diminuzione della riserva di complemento, · cioè di uomini poco istruiti . · · Gl i effetti della istruzione di una minore durata del servizio potrebbero ven ire paralizz,iti da lla maggiore intensità dell'istruzione stessa, ed ecco come. Una delle ragioni princi pali del mtnchevole addestramento consist,e nel fatto che gl i effettivi delle compagnie, invece di essere codi l'afTÌOiii stanti , sono soggetti a continue diminuzioni per un complesso ' o che tendono tutte ad allontanate gli uomini dalle occupazioni del vero e proprio soldato comba ttente. Pf,rchè adunque gli effettivi rimangano costanti , basterà impedire tale esodo dalle compagnie·; a tal uopo si propongono due misure: 1°Istituire presso ogni corpo uno speciale reparto di scrivani operai, i qual i, dopo una breve istruzione di poche settimane, vengano

senz'altro adibiti ai loro uffici senza più di.stogliere individui dalle compagn ie ; . . ~ o Istituire presso ogni corpo un reparto di complemento, che uel1' islrozione dovrebbe procedere parallelament1i alle compagnie ed avrebbe per iscopo di sostitui re immediatamente i posti elle si fa rebbero vacanti per riforma o morte, ecc., nelle compagnie, al lo scopo di mantenere costante l'effettivo di pace.

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FoRzA E SPESE MILITARI. - ,Il giornale Allgemeine Zeitiing di Monaco (n. 338), del 6 dicembre 190 1, di fronte alla eventualità di un aumento nei bilanci militari, ,derivante dalla quistione dell'aumento del continr,ente 'annuo di reclute e dalla costruzione dei nuovi cannoni, prevedè ~oollitti di carattere politico, c.:he potrebbero avere effetti assai gravi per la compagine dello impero. Non è improbabi le, esso <lice, che l'Imperatore che finora si è mostrato recisamen te contrario ad ogni violazione dell~ costituzione, si decida a sospenderla, qualora la rich iesta di nuovi fond i per scopi militari possa essere respinta. Nè la difficoltà di appianare la questione <lelle lingue, nè le tendenze separatiste dei vari Stati costi-tuenti la monarchia ,poterono mai indurlo ad un atto si grave; la considerazione che la sua età è avanzata e le osservazion i dei ministri uoghe· resi,. che gli facevano notare come il legame de!l'Ungheria col l'Austria, basato esclusivamente sulla costituzione, non potrebbe continuare a s-ussistere ov.e questa venisse violata, lo dissuasero sempre dall'11dottare misure radicali : ma ora si tratta di una questione rigu1,1rdante l'esercito, di cui egli comprende tutta ·la importanza; ed è per assicurarn~ il trion fo che sembra questa vol ta non e;iterà a considerare - sia pure in via ,transi toria - come non esistente la costituzioi1e . Indi il detto giornale.soggiunge : La questione mili tare comprende due problemi diversi: l'adozione dei nuovi cannoni e l'aumento del concingeote annuo. L' indiscutiblle i~feriorità del cannone da campagna austriaco rispetto a quello degli altri Stati , rende urgente l'adozione di un nuovo tipo che risponda alle esiuenze della e)"Uerra moderna : la spesa comple~siva· ammonterà ad una o cifra variabile tra i 15Ò ~ i 20.0 milioni di fior ini (ogni fiorino · è pari a circii lire 2.20). Non meno importante è I.a questione concernente l'aumento del contingente annuo. La popolazione è in conti nuo au mento, mentre il contingente an nuo è rimasto .stabi le da 20 anm. L'aumento dell'auuuo contingente implica necessariamente la formazione di nuovi quadri reggi mentali (questa deduzione del f,{ior oal~ pare sia alguanto arbitraria, perchè, da qu anto finora risulta, l'aumen to del 1

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RASSEGNA MILITARE :eSTERA

RASSEGNA MILITARE ESTERA

contingente dovrebbe essenzia lmente servire a cornplE-tara gli organici di ·pace dei quadri già esistenti) ciò che avrebbe per effetto un aumento annua le di spese di ol tre 19 mifioni di fiorini. Sommate così te maggiori spese derivanti d~ll'uno e dall'altro provvedimP.nto, risu lta una cifra, per coprire la quale non basta un piccolo espediente di bilancio, ma occorrerebbe aumentare il cespite dell e entrate e quindi l'imposizione di nuove iasse. Per vincere le difficoltà che si prevedono inevitabili da parte del Parlamento e derivanti più da lotte di partiti che da una ragionevole opposizione ai progetti ministeriali; non è improbabile che il monarca si risolva a sciogl iere In Camern, rivolgendosi al paese con un manifesto pnrteci pan te la sua decisione di ricorrere per a.lcnni anui - pro vvisoriamente, - ad un governo extra costi tuziona le, per dar tempo ai partiti di ven ire ad un accordo che rend~ nuovamente possibile il regolare funzionamento del regime costituzionale.

d'armata, ove per l'istruzione e la disciplina formeranno una unità interamente distinta. A questi plotoni potranno essere ammessi auche i dispensati per moti vi di fam iglia ed .i ri~andati_ che ,d_e_vono restarc3 sotto le armi un solo anno, purchè.abb1ano 1 voluti req_u1s1t1. · Ogni plotone sarà di ,100 uomini co~1 presi i quad_ri: un capit.~no_, un aiutante; ed un teneqte, due sergenti, ~ue caporali per 20 o 2o d1· speosati . L'istruzione ~arà divisa in due periodi : 1o dal 1o dicembre alla fine di febbraio, istruzione del soldato e del caporale ; . . 20 dal ,to marzo al ,1° 11gosto, prep11razione al comandq d1 un·a. se· zioue. J candidati saran no classi ficati una prima . volta in maggio da l capitano, comandante il plotone, ucia secon~a volta in luglio in seguito 11d un esame subito innanzi ad una commissione specia le. I] ,10 a,,,.osto i plotoni saranno disciol ti e gli individui rientreranno ai rispettivi :·eparti, dove saranno oggetto di una sorveglianza speciale pe"r parte dei propri comandanti di compagnia. Quell i che ne avranno i requisiti , riceveranno all'atto del cungedo il certific11to di attitudine al graao di sottufllcia le nella riserva, col qua le potranno poi concorrere all'esame per ufficiale nella riserva.

1

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FRANCIA.

CLASSE DI LEVA ,19.0L - L'esame delle tabelle di reclutamento e l'estrazione a sorte dell11 classe "90'1 cominceranno il Hl genoa io ,1902 . le operazioni del consiglio di revisione per la formazione della classe stessa avranno priocipio, in Francia ed io Algeri11, il ,17 febbraio '1902 e termineranno il 23 giugao al più tard i. f HlSERV t S'J'l ED l TERRITO RI ALI RISPETTO Al CONTRATTI DI LAVORO . - È stata appronta e promu lgata una legga _la quale prescrive che il contra tto di lavoro non possa essere rotto a causa della chiamata sotto le armi per un periodo obbligatorio d' istruzione degli individui appartenen ti alla riserva od all'esercito territo riale. In caso di violazione per parte di una delle parti contraenti, la parte ·tesa avrà diritto ai danni ed interessi, che saranno stabi liti dal giudice secondo il codice civi le.

PE(l I DJSPBNSAT( DOPO UN AN.NO DI SERVIZIO, ..:._ I l ministro del la guerra ha stab ili to di provvedere alla penuria di uffinia li di riserva (per la sola fan teria ne man_cano 5000) per mezzo dei dispensati dopo un anno di· servizio per rngion i di studi, di professio ne, industria, ecc., eccetto quelli che per la loro i,truzione si presume nou possano diventare uffic iali di riserva, gli studenti di medicina ed ecclesiastici. Essi saranno per ciascun corpo d'. àrmata riuniti in plotoni speciali presso_un corpo designato dal generale comandante di corpo PLOTONI SPEC IALI

CoM,\NDANTE LA DIVISIONE o'ocCUPAZIONE DELLA TUNISIA. - Con decreto presidenziale del 3 ottobre ,J 90 1 il comandante la divisione ~·occupazione della Tunisia è stato assimilato al rango di genera le di divisione comandante di corpo d'armata, prendendo posto gerarchico immed iatamente dopo i generali di di visione membri titolari del consiglio superiore della guerra o· investiti del comando d' un corpo d'armata, e prima dei generali di divisione piesidenti dei comitati tecuiti di stato maggiore, fan teria, caval leria, artiglieria e genio. 1

ORDINAMENTO DELT) ~RTIGLIER IA DIVISIONALE. Il 6 luglio corrente anno, fu pnbblicata l'istrnziooe provvisoria per l'ap plicazione delle disposizioni contenute nel decreto del 31 maggio ,190 1, relativo all'ordinamento dell';,rtiglieria delle divisioni di fonteri11 iu pace. Le principali disposizioni sono le seguenti: L'arti"lieria del le divisioni di fanteria comprende 6 battane; e ç) l'~rtio-lieria delle due divisioni attive di ciascun corpo d'armata è fornita del reggi mento a 12 batterie montate, detto reggimento divisionario della brigat1 -d'1trtiglieria del corpo d' armata .. Le pri me sei batterie del. reggimento, ç1.I comando del colonnello, costituiscono in genere J; :irtiglieria della prima divisione, ed ìl colon1


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RASSEGNA MILITARE ES'rERA

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RASSEGNA MILITARE ESTERA

nello stesso ha ai suoi ordini direlli il personale impiegato per l' amministrazione e la gestione degli approvvigionamenti del reggimento . L'artigliel'ia della seconda divisione comprende le 6 ultime batterie del_lo stesso reggimento ed è comandata dal tenente colonnello. I colonnelli e tenenti coloooell i comandanti dall'artiglieria divisionale sono nlla diretta dipendenza dei rispettivi generali comandanti di divisione. Il generale comandante dell'artiglieria in ciascun corpo di armata è particolarmente incaricato di dirigere l'istruzione tecnica e gli esercizi speciali cieli' arma, sotto la diretta dipendenza del comandante il 1 corpo d'armata. Il comandante della divisione stabilisce le esercit:izioni e le manovre che debbono svolgersi di concerto fra fanter ia ed artiglieria. Allorchè il reggimento ha le due artiglierie divisionali riunite nella stessa sede. passi bi Imente saranno divisi i locali por J' acquanieramento, ed il servizio generale del reggimento continuerà a funzionare sotto la direzione del colonnello. Il colonnello ed il tenente-colonnello sono entrambi responsabili dell'i'strnzione delle batterie più specialmente messe alla loro dipendenza. Un giornale rii mobilitazione distinto è stabilito per ciascuna artiglieria divisionale. La 2° e la 3a parte delle note per~ooali degli uliiciali sooo tenute da cioscuoa artiglieria divisionale, da l colon nello o dal teoente-colonnello comandante, che faono solo le necessarie annotazioni agli ufficiali da loro direttamente dipenden ti. I quadri d'avanzamento pe1· il p.irsonale di truppa vengono egualmente fì,sati separatamente per ciascuna Htiglieria divisionale. *"' * Questo nuovo ordinamento è entrato io vigore il 1° agosto corrente anno colle seguenti eccer.ioni : 1° Non fu applicato nella ,f ti.•, 15a e 1ga brigala d'artiglieria; 2° ~on sarà applicato nel IX corpo d'armata che con ordini speciali; 3° Nessuna modificazione sarà :ipportata all'ordinamento del!' 8° e 39° reggimento d'artiglieria. Le nove batterie de11'8° reggimento di guarnigione a Nancy ed a Tou l dipenderairno tutte dal generale comandante I' 4 ,fa divisione; cosi pure le nove batterie montate del 39° reggimento dipenderanno da l generale comondante la 39• divisione.; 4o L'artiglieria della 1'.2a divisione non sarà costituita e collocata al la dipendenza di crnel generale che allorquando le batterie montate del 25° reggimento saranno state l'oggetto di una nuo,·a riputizione;

50 Speciali disposizioni "11sseraooo Ia si·i uaz 1·on11, della ·13a batteria del 4.0 re.ggimento artiglieria.

conro o' AB -· . _ Con decreto presidemiole del 2. dicembre corrente .anno, ~a ~{,\'I A. d' ' I L ·0· 1 modi circoscrizione territoriale da l xv corpo armata e sa a c ~ MooIFICAZIONE OllLLA °CII\COSC RIZIONE TERRl'r~Rl .U,E DEL xv

fìcata:

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eli o concorro110 alta formazione dello suddivision i di rcg,one

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Basses -Alpes · · ·

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Forcalquier Sisteron \ Castellane. I ( Aix . . . . . . Bouches-du-Rh,;ne ) l Marseille . . .

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I Alpes- 1rari·t·1mes. l Yar.

1' Draguig·oan.

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} Brigooles

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Arles Bouches-ùu,Rhone ) Aix · · Marseilte ..

Meno i cantoni di Saint-Paul, Barcelonnette et du Lazet.

Peyroltes, 'frets, Aix (N. et S.) Gardaune, Lambesc. 5e canton de Marseille.

Aubagne, la Ciotat, Uoquefaìre, 80, 9", 10°, li •, 12e, cantons de Mar11eillt1. Jstrca, Martignes, Salon. l •, 20, 3C, 46, 68 et 7e, cantons de Marseille.

\ Ni mes Gard . . .

\ Alais } Le Vigau.

Vaucluse.

Ìj Tournon Privas ...

Ardèche .

so 9°

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Gard . . . . . . . Ardèche . . . ..

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Corse.

Ij ~:;!:t'.è~e.

Meno Viviers, Bourg-Snin t , Andèol et Villeneuve-de Berg.

Uzès

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. Viviers, Bourg-Saint-Andèol et Villcneuve-de Berg.


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RASSEGNA. M! Ll.TARE ESTERA

RASSEGNA. MILITARE ESTERA

Questa modificazionP, è stata causata dal fatto che con legge del 19 giugno l90·1 la città di Marsigl ia fu divisa in 12 cantoni in lucioo di 8 com'era pri ma ; quindi non presenta altre varianti rispetto alla circoscrizione giiJ in vigore.

chi 459,9"1'.>, compresi marchi ,15,000 quale prima rata: rli una somma uoù ancora fissata per la costruzione di locali. Col -1 ° ottobre ,1901~ le spese ordinarie aoouidi per11uesta scuola saranno di circa marchi 300,000. FASCETTE Pli!R LA

GERMANIA.

Nuovi

AliMENl'I

NELr,'Esimen o. -

Col bi lancio prcWentivo del ,1902

('1 ° aprile 11902-3·1 marzo '190:J) sono previsti i seguenti nuovi aumenti

nell'esercito. Saranno costitu iti: · . a.) Otto reparti di mitragliatrici da campagna, siccbè si avranno, coi 5 reparti già esistenti (Ri_1;ista milita;re ital'iana, fascico lo del ,16 maggio 190"), io complesso 12 reparti di mitrao-liatrici in Prussia e 1 in_ ~aviera. L'?rganico per tutti i reparti sarà di: ,1 rnpitano, 3 ufficiali suba ltern i, '12 sottuf6(jial i, 65 uomini di truppa, 36 cavall i da tiro e ·18 da sella ; h) Dieci compagnie d'artiglieria a piedi; e) Uno squadrone di cacci.atori a cavallo in Sassouia . I l numero degli squadroni di caval leria sarà . P-OSÌ portato a ,t82, che è quello fissato da lla legge 25 marzo ·1899 (Rivista militare ito.l'iana, fascicolo cfo l 1° giugno ·I 899); · ' d) Un comando di distretto in Prussi11; e) Una terza sezione presso il gabinetto militare di S. M. l'Imperntore; ('~ yna nuova _se~ioM presso il ministero del la guerra prussiano. S&ra 10oltre costllu1ta 10 Charlotteoburg (Berlino) una niwva scuola m-iUt~re tecn1ca ~uper:iòre. Ta le scuola avrà lo scopo di seguire i pro.gress1 tecn1c1 modern i che maggiorinente interessano Ja condotta della guerra, ~eneralizzando nel!' eserci 10, più che non sia possibile con la scuola_ d1 guer:a, ltl _co.gnizioni tecniche genera li e quelle specia li necessane per gli ufficiali delle truppe addette al servizio delle comu nicazioni (ferrovieri, telegrafisti, areostieri) e degli stabil imenti tecnici !~onch~ agli ufficiali che presso questa scuola vogliono prepararsi al'. hmm1ss 1one nel corpo degli ingegneri.. La scuola comprenderà 3 corsi del la durata di ,1 anno ciascuno. Al primo corso saranno chiamati 1,00 uffìcial i, dei quali 50 seguiranno il secondo e poi il terzo corso. Le spese per questa scuola, che comincierà a funzionare col ·1 o ottobre prossimo, sono calcolate, per . l'anno finanzia rio ·1902, in mar-

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1

MEDAGLIA

CO~lM!lMORA'i'lVA

DELLA.

SPBD!ZlONE

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CrNA. - L'ordine imperiale del 5 settembre (Rivista militare italiana. fascicolo d'ottobre), determinava !]uali fatti d'armi dava1io <lirìtto di fregiare la medaglia commemorati va per la spedizione in Ciòa della fascetta con sopra il nome della località <lai la qua le il fatto d'armi prese il nome. Un altr'ordine imperiale, in data 14 novembre, detr.rmina, che oltre ai faui d'armi indicati nel pri mo ordine, aache i seguenti dà1mo diritto di fregiare la medaglin commemorativa della rispettiva fascetta: 10 Kitchou (spedizione dal 21 novembre al 20 dicembre 1900); 2,0 Hophu (spedizione dal 28 dicembre '1900 al H gennaio ·1 901); 30 Fouph ing (comba tti menti di Foup hing da l 20 febbra io il i· 1'8 marzo 190-1, e precisamente: a) combattimento di Kuaogtchaog, il 20 febbra 'o -1901 ; b) » di Antsuliog, il 2 1 febb raio 190 I ; e) » a occidente del passo di Ant~ul ing, i\ ,1°mano 190·1; d) » ùi Mauv·hèog, il 5 marzo 4901; e) presll del passo di Tschnngtschonr,(, 1'8 marzo ·190·1). · Inoltre alla fascetta con sop ra il nome di Ruolu Imano diritto anche coloro che parteciparono ai combattimenti del 2.4 aprile 1901. 1

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INGHILTERRA. ·

l t • BLùCKHùUSE SYS'l'E!ll » NELLA. GUERRA ANGLO·BOERA, - Ad impedire i o-uasti di ferrovie e di telegrafi, le imboscate, le tolte di convogli e magaz~ni, a costringere in determinati e ristretti limiti la resistenz_a dei Boeri, a limitarne le sorprese, lord . Kitchnér ha esumato ed applicato c(uestò sistema. A ta le idea deve essere stato condotto anche dal fat.to, ohe da quando la guena si è convertita in guerriglia, i Boeri hanno abolito la loro art1g1Jena, poichè . mentre il blockhouse è valido contro il fnoco di fucileria, esso non resisterebbe a quello di artiglieria. Uu blockhouse. è una specie di cupola corazzata, e si compone propri~mente di due superfici cilindriche conce.ntriche di fi lo o lamiera di forro, il coi iuterstizio è riempito di sabbia e pietre. La cupola è cil'ct>ndata da un fosso e da fil di ferro.


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R ASSEGNA MILIT ARE ESTERA

1 blockhouses si succedono di miglio· in miglio ::;u immense linee, che accom pagna no lé ferrovie e circoscrivono intere regioni. L'estensione di queste linee è valuiata ad oltre tremila miglia. I 'blockhouses sono collegati da reti di Glo di ferro e, di tratto in tratto, da una linea telefonica . Ogni blockhoiise è presidiato da 7-8 uomini, dove Inglesi e dove Cafri, ·· questi ultirni 1 poco sicuri perché fac il men te.si danno al la fuga. Le li nee di blockhouses sono sostenute da colonne volanti, le .quali però <non sono nè abbasl(1nza. numerose nè abbastanza mobili. Ta li colonne dovrebbero costituire ie gran guardie e le riserve di que~to colossale sistema d'avamposti, di' cu i i blockhouses sarebbero i piccoli posti. L'apparente inerzia dei Boeri, che ora invece si m.in ifes ta una reale preparazione a serie imprese, aveva fatto attribuire al sistema un esagerato valore: i recenti avven imenti hanno dimostrato che, se esso è capace d' impedire o li mitare le scorrerie di pochi 'uom ini, non può arrestare qu.elle di nuclei discretamente fort i, e che rende difficili ma non impossibi li le tolte e i ~iruasti di ierrovie. Il vero e maoo'iore vanta<rnio del ~~ IO~ sistema ò quello di dare sicure informazioni potendo essere sempre segnalato il passaggio de ll a linr,a per parte del nemico. Il sistema è un vero· cordone, del quale ba tutti i difetti. Esso assorbe 25 battq.glioni e deve costare ingenti somme. PERDl1'E, i'ORZE E SPESE DEG(,I INGLESI NELLA GUERRA ANGLO · l30ERA. -

Dall 'inizio della guerra al 1°dicembre ,f 901 il totale delle perdite, compresi i prigionieri, ammon ta a 35,093 uomini, di cui 2459 ufficiali. J morti sono ·18,3(18, di cui 893 ufficia li. La riduzione delle forze, compresi i ma)a1i e i rimpatriati, è stata di 81,750 _uomini ; ma un,1 parte di essi avendo in seguito r11ggiunto nuovamente l'esercito eh operazioni, 111 riduzione nella è stata di 23,741 . . Prescindendo dalle spese di trasporto e di rimpatrio e supponendo che la guerra finisca il 31 marzo 1902, si ca Icola che essa costi aali In alesi lire sterl ine ·172.,617,000, cioè quattro miliardi e mezzo circ/ ~ 1

1

. SPEDIZ!ONI INGLESI CONT RO TRIBÙ RIBELLI. Contemporaneamente al la guerra che conducono nell'Africa australe, gli Inglesi stanno facendo due altre spedizioni in Africa e in Asia p_er punire tribù ribelli. Quella in A(rica, çomanda1a dal tenente colonnello Montanaro, è diretta contro gli Aros sul Cross Riv~r (Nigeria), e si compone di 4 colonne, forti complessivl)mente di 1500 uomini. Quella in Asia, comandata dal oenerale Dening, è diretta contro i M,ahsuds (Waziristan)', e si compone a~ch'essa di 4 colonne, forti ciascun~ di 900 a ·1500 uomini. A rinforzo di quest'ul1

tima spedizione sono stati successivamente mandati drone e 4- pezzi da montagna.

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4,

battaglioni, ·I squa·

CòSTRUZIONE DI CASERME NELL1' PUNUI\A DI SALISBURY. rell.'anno entranie saranno iniziati i lavori per la costruzione delle caserme destinate alle truppe del secondo corpo d'armata a Clarendou-hill, presso Tidworth, nella pianura di Salisbury. . I lavori, fotti ad impresa , dureranno ci.nque ann i e importeranno una spesa di un milione di sterl ine. Le caserme dovranno contenei·e 0110 bat· taglioni di fanteria e parecchie batterie d'artiglieria, nonchè i relativi servizi.

RUSSIA. L1CB1.'(ZE PER GLI UFFICIALI. Con decreto del 6/ 19 dic~mbrc vennero apportate notP,voli modificazioni alle norme per la concessione ·delle licenze agli ufficia li ed agli impiegati militari, in tese a maggiori ,concessioni e faci litazioni al riguardo. Mentre per lo innanzi la licenza ordinaria per gl i ufficiali tut-ti era -di 28 giorni all'anno, ora, pur essendo mantenuta questa disposizione, venne inoltre sta bilito che a tµtti gli ufficiali gener11li, superiori ecomandanti di compagnia, squadrone e balleria può· essere concessa ogni ,anno una licenza della durata di 2 mesi, conservando il diritto a tutte le competenze; agli ufficiali subalte,rni _invece questa li cenza di 2 mesi potrà essere concessa tl'na volta ogni 2 anni. Le licenze ordinarie possono avere la dur,1ta fin o a ,i mesi, di cui però i 2 ~!Limi senza stipeadid, salvo ebe per causa di malattia, anche se incontrala per motivi estranei al servizio. Mentre prima le licenze ordinarie venivano concesse quasi esclusinmente nel periodo im•ernale, ora invece è fatta facoltà di concederle in qualunque periodo dell'anno. · . Oltre· alle licenze ordinarie, vengono cònservate le licenze di lunga dut·ata (da 4, mesi ad ,1 . anno e ·rìoo ad ·1 anno e 4fJ. al massimo per gli uffìciali ammalati per causa di servizio), corrispondente alla nostr11 aspetta,foa; queste licenze di lunga durata nqn possono però essere ' concesse agli ufficiali che coprono alte nariche nell'esercito, oppure sono comandanti di corpo o reparto autonomo. . Le licenze ordinarie non sono concesse agli ufficiali male annotati, a quelli che si trovano in speciale servizio comandato ed ai coman-

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J.NNO Xl,YU.


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danti di corpo e çapi di servizio. il cu i riparto o coman.do non trovisi nel debito ordine.' Le licenze per l'estero possono es!ere· concesse agli ufficiali generali e superiori fino ai comandanti dì corpo e di riparto autonomi; noo agli altri . Notevole è la prescrizione che ogni ufficiale dì ritorno 'di licenza dall'estero deve riferire per via gerarchica al ministero della guerra su tutto quanto credè o potè osservare all'estero di importantesotto il punto di vista militare. Così co·u nua serie di disposizion i emanate · in questi ultimi· ann i, sotto l' illuminala direzione dell'attualH ministro del la guerra , generaleK.uropatkin, meàiante l'aumen to degli stipenr!i, la rifor ma delle normedi avanzamento, le ouove norme sulle licenze ecc. si sono notevolmente migliorate le condizioni materiali e di carriera del corpo degli ufficiali russi; cosfccliè, mentre che pochi anni fa, sotto questo punto di vista essi erano pressochè ultimi tra quelli· degli altri-eserciti europei, ora invece essi ·si trovano in condizioni pari almeno a quelle degli ufficiali, austro-ungarici e francesi.

I

STATI UNITI. lf,

VERDETTO DELLA

COMMISS IONE

o' I NCl'l!ESTA

SULLA

CONDOTTA

DEL·

Nella Storia clella marina cle,qli Stat-i Uniti, di certo Edgar Maclay è acerbamente biasimata la condotta dell'ammìraglio Scbley davanti a Santiago de Cuba e nella grande battaglia navale che finì con la distruzione della squadra dell:am~ miraglio Cervern . La violenza della critica e sopra tutto il fatto che l'opera. è stata adotta ta come libro di-testo nell'accademia nava le,'avevano indotto. l'ammiragl io Schley a chiedere una commissione d'inchiesta che esaminasse se effettivamente egli fosse meri tevole del biasimo datogli e del~ l' accusa di viltà lanciatagli. , La sua domanda fo esaudi ta e .la commissione venne composta del co~ mand1.1nte in capo della marina, ammiraglio Dewey, ìl vincitore di Cavìte, . e di due ammiragli a riposo; Benham e Ramsay, della vecchia scuola, amici e am miratori dell'amrhirag!io Sampson . Le discussioni in seno alla commissione sono sta te vivacissime, perchèment.re i due vecchi ainmiragl i erano decisamente avversi allo Schley, il Dewey gl i era apertamente fav orevole. .Il verdetto, al quale anche il Dewey .dovette ap porre la sua firma, è ora uscito, ed è una fiera requisitoria alla condoua dello Schley, cui si ~uovono i seguenti ca pi di accu:;a . r,' AMMIRAGLIO

SCHLEY A SANTIAGO DE CUBA." -

163 Egli avrebbe dovuto procedere con la massi ma celerità a Cienfuegos, avrebbe dovu to mantenere un lilocco r igoroso, avr0bbe dovuto tentare di avere notizie sull'ubicazione della squadrn spagnuola, avrebbe dovuto procedere celeremente a Sa11tiago, uou nvrebbe dovuto fare un movimento retrogrado, avrebbe dovuto osservare gli ordin i del ministero e tentare di catturare ìe navi spagnole in Sant iago ; la commissione poi trova che non ha fatto ìt possibile per prendere o distruggere il. Cristobal Colon,_cbe ha fatto perdere la distanza al la squadra con la conversione eseguita dal Broolclyn, che con ciò il Texas dovette indietreggiare, che egli fece un'ingiustizia a Hodgson, che la sua condotta è caratterizzata da vacillamenti, lentezza, mancanza di in;zìativa, che i suoi rapporti sul rifornimento del carbone non furono esatti, che però la sua condotta durante la battaglia fu calma e c11e egli incoraggiò, coll'esempio uflìcìali e trnppa. Contemporaneamente ìl Dewey ha pubblicato per proprio conto un con tro verdetto, nel qua le scagiona lo Sc liley dal le accuse mossegl i. La decisione della comm issione e i giudizi del Dewey hanno appassionato il paese, la marina e l'esercito. Il generale Miles, comandante in capo dell'esercito, in un' intervista accordata ad un giornalista, si è espresso in termini violenti coµtro la maggioranza della commissione d'inchiesta. Questo intervento del capo dell'esercito a favo re di un camerata della marina , ha allargato lo scandalo e ha dato luogo a rit;hiami da parte del ministro della guerra e del presidente Roosevelt. RASSEGNA MILITARE ES'l'El.'!,A

lI J.


164 RIVISTA DE L PERIOD ICI

RIVISTA DEI PERIODICI Rivista. di fanteria. A rrnu X, fascicolo 11·1°, 30 novembre 1H0 ·1. - - Al s1·g. pro(e!isorc Queirolo, pe r D011EN1co Guxnn1x1.

Il professore Queirolo ha dcuo : « I lavoratori del pensiero, soldati <lolla vita, sono i conquistatori del mondo, sazio ormai di ogni lotta che abbia per fine e per mozzi la distruzione e la morte » . Il Guerriui gli obietta clie , il mondo non è sazio oggi di guerra: caso mai torna ad esserlo, perchè già lo fu altra volta; anzi molte altre vo lte. Rispetto al la civiltà nostra, la storia c'in segna che altre civiltà ebbe il mondo belle e gagliarde quanto la nostra e più della nostra. Nacq uero tulle come la nostra in un ciclo di rude guerre, odiarono poi l:1 guerra, si adagiarono nei lavori ~ella paco e diventarono ricche di sapienza e· di ncchezza, fìnchè nn' invasione di barbari non le colse e le travolse. Sorge altra civiltà dal In guerra che a sua volta ('ede il posto alla 1rnce, al lavoro, alla ricchezza, e così via via. E il barbaro è lo straniero: non mica lo straniero rispello all'idea della nazione ma lo straniero rispetto al la civiltà. Oggi non si vede dove siano i bàrbari , ma certo vi sono; oggi l'aria è -cheta ma non si può dire che l'atmosfern si sia messa in tempo stabile. « La guerra dei soldati non lrn, pòi, la distruzione come mezzo e come fi ne. Certo la guerra è distruzione e morte pei soldati che la combattono, ma il popolo che fa la guerra, cioè l' umanità tntta quanta, nè sono distrutti nè muoiono. Anzi da lla guerra pigliano vigore; vigore di vittoria da una parte, vigore di lavoro dall 'altra. « D'altronde che cosa è la loua del lavoro e del pensiero 1 Per uno che si fa ricco non si cont:mo i molti che vanno alla rovina. Per la battaglia del lavoro si guarda solo ai vinti ; per quella .della guerra si guarda solo ai vincitori. La ricchezza non è un danno nè le lotte non vi sibilmente crnente del lavoro e del pensiero sono una disgrazia sociale, ma alla fin e non tutto è oro qnel lo che luccica, non solo nelle lotte armate, ma anche nell e apparentemente pacifi che. » E conchiude: (( barbarie per barbarie io preferisco quella di chi con dolore ma con fermezza sacrifica l'individuo alla società, benchè i lutti

(

165

individuali si vedano assai più dei sociali, a quella di chi sacrifica la società al l'indi viduo> . Questa la risposta del Guerrini , lnrgamente riassunta colle stesse sue parole. E di essa noi vivamente am miriamo, in:;ieme allo sciotillìo della form11, la siugolare vigoria cd elevntezza del le idee.

Pe,· l' artiglie1·fa combatteiite. L'articolista con garbo, con valide ragioni propugna la separazione dell'artiglieria combattente dalla tecnica, , perchè quell:i dei combattenti possa prendere fra i combauenti il posto che legittimamente le appartiene ». Ciò riuscirà a vantaggio dell'artiglieria stessa e riell'esercito.

la siwrezza delle trnppe in campa_qna.

In guerra bi sogna con ogni diligenza evitare le sorprese. Le sorprese sono infinitamente svarinte, ma hanno un carnLtere comuoe poi quale esse consistono nell'essere co treui a I comba1timento quando non si è pronti a combattere. È quindi ben oerto che la p1·ima e più efficace misiwa d'i sicurezza è la formazione. Ma le trnppe non possono trovarsi sempre in form nzione ncconcia a combattere; occorrono percjò provvidenze, e queste costituiscono il servizio di sicurezza delle tru ppe. Uisogna che il servizio di sicurezza dia alla truppa il tempo necessario a trasformare la formazione e le nssicuri lo spazio indispensabile agli spostamenti. La sicurezza delle truppe si ottiene in tre mod i: colla for mazione, colla scoperta, colla guardia, debitamente combinati. L'autore passa quindi a discorrere lungamente della for mazione che ritiene il modo migliore di sicurezza. Xoi noo ci associamo a questo concetto. Teoricamente egli sarà nel vero ; praticamente il suo asserto è insostenibile, perchò un eserciio ll À in marcia nò in stazione può trovarsi, se non eccezionalmente, iu formazione tale da nou aver bisogno di alcuna misura di sicu rezza. r:esplorazione lontana o vicina, secondo i casi sarà sempre indispensabile coi grossi eserciti odierni. L'autore vorrebbe poi una formazione cl1e permettesse di ordinare le truppe in modo da poter f:i r fronte in qualnnqHe direzione, e a questa form azione dà il nome di quadrata. La spiega cos i: • Un corpo d'armata marcia: .... a!lìanca l'una al l'i1ltr:i le propri e divisioni, in modo che procedano parallele coli' intervallo cui il terreno consento, non minore di quanto occorre perchè ciascuna possa spiegarsi metà a destra e metil a sinistra della propria direttrice di marcia ' non ma N) •rniore


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RlVlSTA DEI PERIODICI

di quanto è ·compatibile colla sicurezza del reciproco appoggio fra le due, divisioni. Ciascuna divisione affianca le proprie trnppe per brigate: ossi:i fa marciare la brigata di testa coi due reggimenti affiancati e così quella di cod.i ,; per tal modo le quattro brigate del corpo d'armata vengono ad avere il rispettivo centro di gravità ad uno dei venici del quadrato ocl almeno di un rettangolo. Dentro in quésta ossatura generale della formazione le truppe specia li delle divisioni e quelle suppletive del corpo d':irmata, ecc.». · L'autore - lo si scorge chiarameute - è senza dubbio uomo iuteliigente, di molto sùtdio e di molta pratica, perciò non sappiamo comprendere come propugni una formazione così ideale che non troverà mai app_licazione a motivo del terreno, E vogliamo fare astra;,:ione dal fatto che implicitameute si viene a proporre una specie di formaz ione norma le; e noi di q nesto Ol'ecchio non ci sentiamo affatto, -Difetto capitale di questo scritto è, a nostro parer&, il seguente: non è indicato il dato più indispensabile, la premessa chiara, precisa, e cioè se l'autore ha inteso trattare delle misure di sicurezza in marcia o in stàzione. Fosse chiarito bene il tema, anthe i nostri concetti pou:ebbero essere differenti da quelli sopi·a esposti. Per la carriera clei subalterni. Lo :.crittore si dimostra soddisfatto della faco ltà chiesta dal ministro della guerra cli aumentare il numero dei capi!ani collocandone t\.00 a disposizione. E trova buono il provvedimento perchò il rimedio è nella giusta proporzione al male, ed ha carattere transitorio . Il turismo militare. Alle attuali corse ciclistiche si propone di sostitaire dei viaggi 1strnttivi della durata di tre o quattro giorn i a direui da _ufficiali che per grado ed istruzione siano all'altezza dell'incarico loro affidato. Uoo studio di terreno, una visita ad un c:impo di battaglia, ad un centro industriale, potrebbero, con profitto, formare l'oggetto di questo t·urismo. L' idea, certo, è buona . I r improvel'i di Napoleone T. Sono riportate lettere di rimprovero del gran capitano . dirette al ministro della guerra, al principe Eugenio, a Murnt, a s.uoi fratelli, a ge nerali, ecc. Ogni rimproYero è una lezione di arte militare. È articolo perciò interessante ed istruttivo e che mostra un nuovo aspetto di quella gigantesca figura che fo Napoleone.

RI VISTA ,DEI PERIODICI

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Il

ti_to

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di f'ucileria.

Si propone di adottare anche pei fuochi il pri'ncipìo d~ll' iniziati va e della .libertà d'azione, e si spezza una lancia a favore del fuoco a salve, che assurdo in certi casi, presenta grandissimi vantaggi in certi altri . Si chiede poi - ~d è quello che occorre - di uscire presto, nella grave -questione dei fuoch i, dall'indeterminatezza attuale. Rivista di cavalleria.

• Anno IV, fo;;;cicolo 12°, dicem bre ·190'1. - La ca'Dallerianella battaglùi secondo le idee e le tenden.e più 1·ecenti in Francia ea" in Gerrnania, per XX. (Continua). · 1

In questo primo articolo si ncceona al eone.etto di un largo impiego dell a cavalle,·ia nella battag lia che oggi tende sempre più a farsi strada -e lo si illustra con ragionamenti ,e fatti storici, prò e contro. La ca.valleria riimena, per O. C. -Cicero pro domo sua, per F.

D'O TTONE.

I l D'Ottone ricorda talu ne pl'oposte-da lu i form ulate in un suo scritto del -1892. e rigu-ardante le evoluzioni, l'ord inamento della cavalleria -su 30 reggimenti a 5 squadroni formati su 3 plotoni, i,I manovrare per imitazione, regolandosi cioè sullo squadrone centrale, ecc. Tutto ciò a proposito del pri~cipio che il centro del reparto deve seguire il propno comandante, e degli inconvenienti che ne risultano dall'avere il guid;t non al 'centro esatto del reggimento, ma spostato alquanto a destra e rappresentato dal centro del 2~ plotone~ del 3° squadrone. Diciamo subito che i lamentati inconvenienti sono veri e eh' essi ,,eri·ebbero rimossi dall'avere il reggimento composto da un numero -d ispari di squadroni; e lo si comprende facil mente. Se guardiamo, però, un po' indietro, ci pare che abbiamo ragione di essere· più che soddisfatti del!' enQrme progresso già realizzato mercè iI regolamento ·di esercizi. Non si sarà ràggiuuto l'ideale, ma ne siamo poco discosti . te osservaz.ioni dell' autore sono, lo ripetiamo, giustissime, ma a noi pt1re che nelle mosse in gueria l'essenziale è che non vada perduta la direzione . Su questa non può seriamente influire uno spostamento della guida <li pochi p3ssi.


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RIVISTA DEI PERIODJCl

RIVISTA D.El PERIODICI

Rimarchevole e da prendersi in considernziooe la proposta per la costituzione di brigate stabili.

Secondo le not1z1e pit't recenii che si hanno in proposito, l'eserciio sul piede di pace consterebbe di 38,000 fanti e 8,000 c11valieri. Come materiale di guerr11, l'Afghanistan posseder!'bbe: H!0,000 fucili, di cui 70,000 di tipo moderno, e circa 500 cannoni, dei quali un terzo di tipo moderno. Sul piede di guerra l'esercito afghano sarebbe forte di circa 100,000 uomini e potrebbe essere rinforzato da un ugual numero di irregolari o di solcla1i di milizia. Le munizioni ed i viveri sono trasportati dagli elefanti e da bestie da soma. Nell'Afghanistan non Yi sono fortezze, nel senso che ad esse aurihniamo in Europa; ma, invece, ogni città, ogni villnggi1> è fortificato. Le città meglio fortiucate, secondo le idee asiatiche, sono: Kaboul, Herat, Tarah, Kala-Naou, Maimene, Kandahar e Ghnzai. Ilerat principalmente è assai forte ed è al riparo d'un 11ttacco dei Russi, e per essere presa, esigerehbe un assedio in piena regola.

Impressioni di viaggio (continuazione), pel capitano G.

BERULLI.

ll nuovo f' tomo del 1·egola1nen.to ai esercizi per le, cavalleria., pel colonnello BrA~CUJ o'ADDA. Si tesse l'elogio dello spirito logico, pratico, cavrtllel'istico, cm e informato il nuovo tc,mo. Si muove solo qualche dubbio sull'opportunità della completa abolizione delle andature di fianco e del piego nella norma le istruzione dei soldati anziani.

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In produzione cavalli11a 11er l' e$ercito, pel maggiore veterinario C. O, B0s1o.

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L'autore di scorre bene della terminologia che s'applic:11 al uvallo: della consanguineità, del puro sangue, dell'incrocio, del tipo da sella e da tiro, della rusticità, ecc. È articolo istruttivo pel giovane ufficiale. La Sicilia ippica, pel generale I. GuAnA.

Revue du Cercle milita.ire.

~umeri 4-9, 50, M e 52 delli 7, 14, 2·1 e '.28 dicembre 1901. e I11,9lesi 11ell'Asia ee11trale, pel capitano PA1N\'1N.

R1i.ssi,

L'argomento non potrebbe essere più bello e, fra l'al tro, sarebbe anche di attualità, ma il Painvin, pur attingend<l a fonti eccellenti, l'ha svol:o in modo troppo sommarìo. La questione dell' Afghanistan, che costituisce il punto priocip11le della discordia frn Russi e Inglesi, è trattat11 sì dal punto di vista mi litare e politico, ma ben altro vi era da dire. Comunque, sono due brevi arlicoli i quali offrono dei cenni intorno alla presente posizione dei Russi e degli Inglesi nell'Asia centrale e che po:,sono essere ntili a ch i, essendone affatto ignaro; vogl ia, fo rmarsene un'idea genera le. Rileviamo queste notizie mililari. . L'ordinamento dcli' esercito afghano fa iniziaio nel 1885 dal!' Emiro testè morto, ma non fu che nel ,f 8?5 e •I896 che fu spinto attivamente. Il roclntamento si posa sul principio che un uomo sopra olto sia obbligato al servizio militare. La popolazione è di 6 milioni, e dovrebba forn ire 75,000 uomini. •

Le mwwvl'e svi::zere del 1901, pel ca pilano NornoT. È un rendiconto delle varie manovre eseguite in Svizzera nello scorso anno, fouo bene. Come conclusione .generale vi è detto : , Devesi riconoscere che nell'esercito svizzero tutto ciò .che è preparazione alla guerra, servizio di stato maggiore, compilazione degli ordini, in una pa rola, il lavoro di tavola, è fouo con metodo e con una cura particolare. « Le truppe svizzere, però, malgrado l'eccellente loro buona volontà e la loro rimarchevole resistenza alle fatiche, mançano di certo qualità manovriere e lattiche che può dare soltanto la pratica continua del terreno. Certo ciò dipendi' dall'ordinamento stesso dei servizio militare in Svizzera. •

Revue militaire des armées étrangères. ~edigée, à I'Etat-major de l'armée.

Numeri 888 e 889, novembre· e dicembre 1190 I. llnglo-boera, ·1899~1900 (continuazione).

Studi sulla guerra

Questi studi vengono in luce a sufficiente distanza dagli avvenimenti successi, e così il compilatore di essi ha potuto giovarsi delle molte pubblicazioui e dei documenti.stampati nel frattempo. È inoltre lavoro compilato con molta diligenza e basato sulle informazioni più attendibili.


RIVISTA DEI PERIODICT

Rimarchevole è il ragionamento dell'autore soprn il piano di guerra dei Boeri. Notato che per le loro condizioni speciali . fu rono forza tamente tratti a condurre guerra difensiva, egli trova che dieden.> prova di un reuo inmito mi litare nel movimen to offensivo nel Nata], per approfi uare d1::lla debolezza delle. forze inglesi che lo presidiav:mo. A suo parere, però, se invece di portare la guerra nel Na1al, i Boeri, riunita la massa principale delle loro fo rze, avessero invaso la Colo!!ia de) C<1po, probabilmente avrebbero conseguito successi decisivi . Erano ·sicuri di non incontrare, nel pri ucipio, seria resistenza, avrebbero trasportato la guerra sul territorio inglese e in un paese montagnoso particolarment.e favorevole al loro modo di combattere. Essi iooltre - e questo a noi pare il pitì importante - avrebbero incontrato simpatica accoglienza presso i coloni di razza olandese, i quali formauo la maggioraoza della popolazione e senza dubhio non avrebbero esitato a sollevarsi in massa, se si fossero sentiti appoggiati da forze importami. « Distruggendo le strade ferrate, minacc:iaudo i grandi posti della colonia, prima. che gli Inglesi avessero avuto il tempo di sbarcare le truppè mobil izzate in Inghilterra, i Boeri avrebbero imposto ai loro avversari il teatro della lotta collocand(?Si nelle cond izioni le più favorevoli a un risultato decisivo. J

Sono assai int~ressànti le m.olte leLtc~re di Dumouriez riportate· e le considerazioni dello scrittore sull'audamento ·e sulle conseguenze di quella campagna .

Segnaliamo questi notevoli studi ai nostri lettori.

Gli avvenimenti militari in China (continuazione). Vi si narrano le operazioni dal 40 al 26 ginguo 4900 del corpo di !'-pedizione nel Petch ilì, e precisamente quelle per la presa dei fort i di Takou e della colonna dell'ammiraglio Seymour, sino al s40 ritoruo io Tientsin, dopo fall ito il tentati'vo di marciarc su Pechino. · Il riordinamento delt'esercìto negli Stati-Uniti. Gli i1.fficiali di complemento netl'esercito ~·usso. Revue d' Histoire. Redigée à l'Etat-major de l'armée.

Numeri 11 e ·I 2, novembre e dicembre ·190 I. - la batta,qlia d'i .Temappes (fine) . 1

Si narrano le operazioni che seguirono alla battaglia di Jemappes fino alla fine dell'ottobre 47~2, alla qual epoca l'armata di Dumouriez p1:ese i suoi quartieri d'inverno, po'nendo fine alla campagna del Balgio.

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La campagna 1793 nell'Alsa.zici e nel Pcdcitinato.

Sono minutamente descr'i°ue le operazioni in seguito alle quali l'arma ta del Reno dovette ritirar;i. Sono avven imenti no.ti, ma pei .molti documenti che servono di base alla n_arrazione, e pel terreno sul quale si svolse la cam pagna che è lo stesso su l qua le ebbe prin.cipio la guen·a del ,1810, la loro storia riesce pur sempre interessante ed islrn tti va.

La guerra del 1794 all'armata del nord. È la campagna cìassica cl1e sal-vò la Francia. Gli avvenimenti narrati ·Comprendono il periodo dal l'inizio ~ella campagua --: apri le 419i - al giugno. È 111 gra nde co pia dtli documenti uliìciali che dà singolare nlore al ·,presente lavoro già per sè stesso tanto' im portante.

La campagna mcirittirna del 1805. La relazione di questa campagua è fatta, per la maggior parte, colla produzione di documenti , in ispecie di lettere dell'a mmiraglio Vil ieoeuve. Scopo principale di essa non poteva essere se u0n quello di chiarire la dibattuta -q uestione ~.sino a qual punto sia da tenersi responsabile il Villeneu ve di aver fatto mancare la spedizioue contro ringhi l1erra. Il 001:\lpilatore ha fa tto quanto era iu suo potere per portare la luci, al riguardo, e dimo-· strato .che la riunione di Vil leoeuve e di Ganteaume era quasi irnpossi. bile, così concltiude : ( Una b,Htaglia, dal ·16 al 25 agosto sotto Ouessant, sarebbe stata la distruzione dell'a rmata franco-spagnuola; e, ciò che ter,miuerà di mostrare a qual punto gl i storici sieno stati ingiusti rendendo · Villeue~ve responsabile dell'abbandono del progetto di sba ico in Inghilterra, se, cosa impossibile, vi fòsse stata vittorùi e anclw ima pcirte dei vascelli di Villene11JVe, di Gravine o tli Ga.nteaume avesse pot·uto spingersi sino a Boulogne, non vi avrebbero più trovato la. Grande Annata in ,grado J.i profittlwe del lorq arrivo per passare la .~fonica, poichè tq, campagna contro l' .4.nstria e,i·a ,qià. cominciata. » La storia, appoggiandosi ai fatti messi in e.videoza da cruesto pregevole lavoro, regis.trerà, senza dubbio, le cli llitli li e pmiose condiiioni nelle cruali ebbe a trovarsi il V1lleneuve, ma non osiamo a[i'.ermare che lo solleverà compiutamente cfo l grave appunto fa ttog li'.


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Neue militari.sche Blatter.

La campagna det 1870-71. La _giornata del 5 agosto in Alzazia. La giornata del 5 agosto in Alsazia è particolarmente interessan te> perchè vigi lia della battagl ia di Worth. Lo scrittore francese fa appunto al maresciallo Mac-Mahon di non essersi ritirato, ·rifiutaudo la battagl ia dal momento che non aveva ancora potuto riunire tutte le sue truppe. In ogni modo, nelle 24- ore preceden ti alla battaglia egli avrebbe potu10 costituire tre linee di resistenza successive : 1° Langelsulzb~ch-\Vorth- 8rtickinuh le; 2.0 Neell\vil ler-Froschwiller - Elsashausen - Niederwald. Eberb1.1ch Forstheim; 3° Niederbronn-Reich shoffen-Gundersho ITen. Inol tre non si pensò all a controJiens~va e per conseguenza no~ fu costit~i ta una massa di manoyra, nè si studiò il terreno sul qtrnle la si potrebbe produrre ne lle migliori condizioni. E questo tc1Teuo era evidentemente la zona che si stendé dal sud del Niederwald sino alla foresta di Hagenau e si presta aU:azione combinata delle tre armi. Nel riassunto poi del le operazioni compiute in quella giornata dalla · 3• armata tedesca è specialmente criticata l'azione della cavalleria, speciepel suo sparpaglia mento. '

Dicembre 190 opuscoli H e 12. - Le manovre imperiali nella Prnssia' Occideniale del 1901, pel maggiore a _disposizione v. ScHOTT. 1

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In poche pagine è esposto l'andamento delle tre giornate di_ manovr~ che costituirono le manovre imperiali del 190·1, echiudono;l'art1colo brevi considerazioni e notizie sull' impiego delle varie armi, nonchè sugli esp~rimenti fatti colle vetture ·a trazione meccnnica, col telegrafo senza fili , coi colombi viaggiatori, ecc. Merito della scritt1Jra è la chiarezza e la •brevità. Jl ,net'ito dell'eserr,ito nella creazione della niarinci tedescci. È il principe Adalberto di Prussia che a buon diritto è considerato come il fonda.tare della marina tedesca. Il pensiero però di creare una llotta . J'~bbero aÙri prima di lui ed altri prima di lui fecero i pri mi tentativi; e -questi furono uffìciali dell'esercito. È doveroso riconosc~r~ il_ I.oro merito, perchè furono dessi che pei prim i rilevarono l~ ne.cess11a d1 una flotta, -che si adoperarouo e lottarono per la sun cost1tuz1_onc._ . Anche di recente (u espressa l'o pinio.ne che la prima idea d, una marina tedesca sia nata in seno all'Assemblea nazionale di Francoforte nel 18i8, e speu1 quindi al Parlamento, al popolo, il merito della sua crenione. Ciò non è esatto; già nel 18H, fu il tenente coloonello v. B:rncb, divenuto più tardi ministro della guerra, che preseutò il -5 settembre di qnel l'anno un Pro-memoria sulla necessità di armare una piccola flotla nel Frischen Ha[ e di tenerla permanentem~nte._ . Non se ne fece nien te, ma ciò non toglie che fo quello 11 primo piano ver la creazione di una marina . Nel 18·1~ la Prussia ottenn~ dalla Svezia che le fossero date sei scialuppe per la d,1fesa delle coste, e 1 loro comandanti i tenenti Longé e Murck, passaro~o al servizio prnssiano e furono i pri~ i ufficiali prussiani di marina . Il Loogé era un uffici~le del)'eser. cito, servì in Prussia 30 anni, e si occupò costantem!lnle d, dare solida base alla marina. E fu un altro ufficiale dell' esercito, il generale v, Sch midt, direttore al ministero della guerra, che incaricò il Longé ·della costruzione di uno schooner, che effetti varneote fu lo Stralsiind, sul qaale sventolò la prima b,rndiera ·prussiana. Il ministro della guerra von Boyeu, i generali von Engelbrecht~n e vou Rauch, per dire so lo dei maggiori, attesero con cura alle cose àella marinn, e da essi mossero le prime proposte p~r l'istituzione di una marina tedesca. 1

Le Spect ateur militaire.

Puntata del ,! 0 e 15 novembre é del 1° e 45 dicembre 1901 . pagna del 1809, per C. DE RENEMONT. 1

La C(l.?npagna del 1813, per G.

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La cam-

CLEMENT,

Richiam iamo l'attenzione degli studiosi sopra· queste storie di campagne oapoleonich~ che da parecchio tempo va pubblicanJo l'apprezzata rivista francese. Sono ben fa tte e scritte con linguaggio mili tare; le ope~azioni vi sono snccintamente ma chiara mente descritte, e numerose cartineschizzi intercalate nel testo ne faci litano la comprensione. Agli ufficiali che desiderano studiare quel]e campagne sono utilissime: Istruzione del 19 a.9osto 1899 sul tiro cvi artiglieria da campagna tedescci. È la traduzione letteraria de lla sopradetta Ist:rwzione.

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HIVIS'l'A DEI l'E1U0DIC!

Le operazioni delt' armata di Cl11ilo11s nell'agosto 1870 1,er liberare l'armata del Reno, pel maggiore a dispo!iz,ione JuNCK (continua-1.ioue).

Militar-Wochenbla.tt.

N· 114, 28 dicembre ,190,1. espedienti.

1'.., Napoleone operò con armate distese su ampio fronte, quante volta lo ritenne necessario od utile; ma non si può mettere in dubbio ch 'egli prediligeva di tener riunite le proprie forze uon solo por la bauoglia ma anche per la marcia . :'-ì'on sarebbe stato quel gran condottiero dì eserciti che fu, se si fosse tenu10 attaccato ad un solo e determinato sistema. Già le guerre napoleoniche aveano dimostrato che la divisione delle grandi armate ne facilita la marcia, l'lccantonamento e il stlstentamento e che è possibi le la loro riunione sn l campo di battaglia. Ai tempi di .Mollke, per l'anrnentata mole dell'esercito, la divisione non dipendeva già dal beneplacito del comandante supremo, ma era.divenuta una assoluta necessità. Le graudi armate morlerne, priodpalmente per poter. vivere, dovevano di,;porsi nel sen.;o dell'ampiezza e dell a profundità; e però si trattHa: da un lato di mantenerle diviso il più a lungo possibile, dall'altro di poterle riu.niro per la battaglia io tempo opportuno. A l\foltke spetta semrn dubbio il merito di aver agito io ([nesto scuso . La sua condotta della guerra sarà anche per l'avvenire un modello per l'impiego degli eserciti odierni . (Q ui l'articolista si · estende nel riportare le idee del Moltke su Ile ruarcie, sul:a profondità delle coloo nt>, sulla con,,enienza, appena sia po;sibile, di assegnare ad ogni divisione una strada, al massimo di far marciare un solo corpo d'armata per ogni strada, sull'intervallo fra le varie colonne, ecc. ; idee, del resto, ben note per l'applfcaz iòne fattane nella guerra del 1870-71 e chiaramente espresse nei suoi scritti). La strategia di ~ioltke, però, uon ò un rigido sistema, non è ~rn'applicazione meccanica di certi pri nci pì, ma è la decisione preso con artistica libertà. conseguenza di un retto giudizio della si tuazione o del caso che sta iooanzi, e ad e~si adauata . L'ar:ticolista esamina pure il quesi to della riunione o no dell'esercito prima della bauaglia. È noto che anche per questo punto taluni - contrariamente de! re·to alla i;toria - vogliono avere Moltke inventato un nuovo metodo differente dal' n:ipoleooìco. Lo scrittore tedesco seri ve in proposito : « Si sarebbe tratli a false concl usioni intorno ai principi strategici di Moltke, vo endo dedurne ch'egli preferisse in ogni circostanza la riunione sul campo di battaglia a I metoùo napoleonico della concentrazione prima della battagl ia. , La riunione sul Russbach a nord di Vienna, il progetto per penetrare in Francia colle masse riunite, il concentramento del 17 agosto, e quello l{l V Jb1·11. lJJU l'~r.1vu1v1

La strate,qia di JJ!oltke un sistema di

. _Credian~o !ar. cosa gr~la ai lettori col dar~ un largo sunto dei punti P.•u es:;e~z1ali d1 questo importante articolo dell'ufficiosa gazzetta pru~s,ana.' C1 pare cl~o.con esso l'autore si sia principalmente prefìs,,0 di por termine, se poss1Lile, alla nota polemica su :\fohke e sulla sua ~trateaia che da parecchio tempo si è a~cesa nella stampa mil itare tedesca ed est;ra' al fine di mettere le cose al loro vero posto. ·' In tutti i temp i valse il dotto che, mai la forma, ma soltanto lo spirito della condotta della guerra conduce alla vittoria. Se nella storia· militare si tiene presente 1ruesto punto di vista,. si evita il pericolo di vedere nello formo della condotta del la guerra dei grnudi capitaui i motivi dei loro successi. La se.~p~ice imitazioue della forma ha sempre segnato Ja decadenza della abilita guerresca. Lo schema nella strategia non ha ratrione 0 dì essere come non ha l'attacco norm11le nella tattica. . ~i. suole specificare la strategia di Mollke col lo parole: , marciare dms1 e combauere riuniti •, e taluni hanno emesso l'opinione che con ciò Moltke abbill trovalo un princ!pio interamente nuovo per la condoua del la guerra e qhe 11 quel priucipio debba i suoi successi. Moltke noo ha creato alcuna nuova strategia ; ma ha saputo adattare alle nuove condizioni quei pochi principì che sono immniabili e debboosi conservare. Egli ebbe il coraggio di rompere con autiqua1ì riguard i e di tradurre io allo le sue convinzioni, non lasciandosene distogliere dalla critica. Il p~;;saggio dalle forme n.apoleonichc della condoua della guerra alla strategia moderna non fu anatto un salto che non fosse richiesto. Già ~ominciò a svilupparsi durante le guerre di Napolooue, e ne fu cagione I aumento sempre crPscente della forza degli eser!:iti. Napoleone naufragò io parte, perchè non corrispose pienamente alle esigenze di un nuovo tempo. Nel fa no i suoi successi più belli furono conseguiti con armate di mediocre grandezza men1re le sue grandi armate sempre e assai velocemente audarooo disperse.

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del 29 agosto per !''attacco nella direzione di Vou'ziers sono esempio di quest'u.ltirna maniera. ; « Mol~)ie ha definito la sua strategia un si!-tema di espedienti. Per quanto singolare appaia· a prima vista cotesta espressione, la si troverà giustificata ove si rifletta che innanzi tutto egli voleva esprimere la convin;iione che lo schema nella condotla della guerra porta sempre con sè dei pericoli. » · E conclude colle parole di Mo!tke: « Nessun calcolo di spazio e tempo garantisce il successo, poichè casi imprevisti, errori e inganni tolgon valore ad una parte dei fattori . « Uincertezza e il pericolo di mala riuscita accompagnano ogni passo verso la meta e questa si raggiunge soltanto quando l'abilità sia sorretta da. qualche favore.> È articolo magistrale e che viene in tempo opportuno a por fin e ad una· polemica destituita di fondamento. Sta di fatto che, a meno di voler far dire alla storiu ciò che non può dire, la strategia di Moltke non si è valsa se non di quei mezzi già impiegati ·da Napoleone. B. D.

IL GENERALE ENRICO COSENZ . n,sconso

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:\f. lL RE I L 15 FEB!m,110 1902

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I/es nec om·ùa » •

Fra i ricordi della mia ÌontaI).a giovinezza evvi carissimo quello della prima mia educazione militare, che io ebbi in Napoli nel còllegio della N unziatella, un ico collegio militare a cui in quell'epoca, 1870, potessero accoi;rere i giovani italiani desiosi di dedicarsi alla nobile carriera delle armi. Rammento - e nel rammentarlo r innovo pensiero di riconoscente affetto per i miei primi educatori - - rammento con quant o amore e soddisfazione insieme si facessero noti a noi allievi i nomi e le eroiche gesta di coloro che in quel collegio ci precedettero, e che il collegio ònorarono. Orgoglio del collegio della Nunziatella, onore dell'esercito, gloria nazionalé fu e sarà sempre E nrico Oosenz. Con i racconti de' suoi eroismi; racconti, vibranti ·di ar· dente amor italico, si generava negli animi nostri il sentimento del sacrificio di noi stessi al Re e~ all'Italia; e le nostre giovani menti iu{i.ammate da quegli esempi, sognavano la smao·liante luce dell'astro dei valorosi, la morte gloriosa . t:> sulle bandiere vinte al nemico, sotto il lauro .verdeggiante de' guerrieri, f'ra gli applausi dei compagni d'arme e 1~ benedizioni della Patria. Enrico Cosenz, con i profumi del suo vivere italianamente santo, alimentavEt in tal modo il fuoco della gioventù del1' ltfl,lia redenta, appunto in quel' collegio ove la dinastia dei Borboni, tradizionalmente spergiura, cercò, ma invano, di spegnere quel sacro fuoco sol perchè poteva bruciare e divampando divenire, come divenne, ferocissimo.

Per la Direzione T,onov1co C1soTTI Col(mru:llo R: A., incaritato

DEMARCHI CARLO,

PilOK U :<C !ATO Al. I. A PRBSllK'l.A 1) 1

gerente.

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IL GEN ERA LE E NRJCO COSENZ

JL GENERALE EX'RI CO COSENZ

Parlare oggi d i Enrico Oosenz, di questo Baiardo dell'epopea eroica del nostro risorgimento, è il còmpito affidatomi da.l comitato che si è costituito per erigergli un monumento nazionale. E se accettai il difficile mandato non fu solamente per d overosa deferenza alle gentili insistenze di .superiori ed .amici, ma anche perchè n utro certezza che l'anima d-i quel grande accoglierà benevolmente la povera parola ~el mo·desto soldato, che non potendo a lui rivolgere la forte concezione della mente, gli fa ri verente omaggio di t utto l'en·t usiasmo del suo cuore. · Enrico Oosenz è stato commemorato più volte quando il 2$ settembre 1898 la ,novella della sua morte contristò tutta l'Italia, ed anche in questi giorni si rinnoverà per l ui il r impianto e l'elogi.o ·con quell'uni tà di sentimento, che in più d'un caso ha atcumunato gli animi degli _Italiani. Se da al t1'. i oratori avrà Enrico Oosenz splendido tributo -d i fiorite ghirlande tutte olezzanti di rose e di fiordalisi, si lasci un po' di posto anche alla mia umile corona di sempr evivi. _ Victor Hugo nel suo libro su Sh akespeare attribuisce a Michelangelo queste parole: « Quand.j e Us Homè1·e , · je me

··' ancora il suo n_ome risuonerà · cele-che sarà 1on t ano, pm brato fra i principali fattori del risorgimento del n ostro

regarde pow· voi1· sije n'ai pas v ingl pieds de haut. >> Io credo che ciascuno di noi pensando all'opera del Oosenz, al suo eroismo, alla sua immacolata fe de, alla sua alta mente, al suo carattere gag~iardo, senta, più che Michelangelo leggendo Omero, elevarsi lo spir ito di soldato, l'orgoglio di italiano.

Res nec verba fu la divisa del Oosenz, perchè la sua esi- · ·stenza, votata ~lla Patria, ±'ti tutta di fatti e n on di parole. Come la storia delle nazioni consacra la , più luminosa delle sue pagine a coloro ch e rifuls ero per av erle create o per averle fatte risorgere alla g loria della. loro an tica vita, così per consenso, che ra·re volte ·s' incontra u nanime, d i tutta una nazione ci vile, il n ome di Enrico Oosenz, che è sinonimo di onore, di lealtà, d i attaccamento al dovere, è segnato nei fasti memorabili dell'epoca nostra. E n el tempo

popolo. Egli fn un soldato dell'ideale, ed il. suo forte carattere ,è· esempio per molti, rimprover~ per alcun i, ammirazione · per tutti: .. . Non si creda da taluno che 11 Oosenz debba la sua splendid~ carriera escl usivamente alla forturia di un esagera to .apprezzamento ·del suo valore.. Se la_ for tt~na gli è stata benigna, fu perchè la for t una glOva a1 . fo rti. Oosenz ripete e confer ma la regola che 11essun maestro <iade dal cielo. E gli è, un esempio di zelo perseverante e lo fu per. l'intera :ma vita. · Nel colleg io dalla Nunziatella, ove nel 1832 iniziò la sua 1 carriera militare, s'impose, dodic·eune appena, con la per. severauza. e 1a r1rorza d e l suo 1·110'eO'no otto anni di o o , e neirli ~ studio, fino a quando lasciò il collegio come ~lfiere _di artig lieria, vi tenn e il primato, sebbe11e a quei tempi, come scrive il D' Ay ala, nel collegio il figliuolo_ del babbo fosse di frequente preferito al figliuolo della ~cienza. D urant e la sua permanenza nel collegio, ove, n?n~stan~e jl riD'orismo dei Bi>rboni, si r ipercuoteva l'eco dei nvolg1men;i politici cli quell'epoca, l'animo del Cosenz, _che dal g~·nerale suo padre aveva, nella nativa_ Gae~a, erecl1tato,lo s~1-_ rito di soldat o, cominciò ad accendersi dell amore per 1 Ita_h a, ,e la divina sua natnra ·non fu mai rosa dal tarlo borbonico. Nel collegio e fuori jl Oosenz ebbe ~mmir_azì_one pari al· l'amore da' suoi compagni che con lui costituirono qu?~la elétta schiera di giovani che col martirio, col lavoro, con_ h n~ O'eCYUO . larO'amente contribuì all'unità nazionale, e la d1 c?-1 :i~ù mer:vigliosamente sì riflette nelle Ricordanze del Settembrini. ' Nel Oosenz ciascun o ricqnosceva la p teminenza del' carattere, e nella sua fron te leggevano un avvenire di cui andavano superbi. Animato dalla fede nella grandezza della Patria, che fu .il sorriso d alla sua .g iovinezza, il culto della sua vita, della


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IL GENERAl,E E!\RICO COSE:'>Z

IL GKN&RALR ENRICO COSBNZ.

Patria parlava con l'ardore di un poeta,· ed allora al giovane ufficiale d'artiglieria, che a veut'anui aveva l'aspetto di un u?mo mat~ro, pallido e scarno, l'occhio animavasi per subito entusiasm9 e la bionda capigliatura che circondava il suo volto sembrava un'aureola di luce. La sua mente mirava ad una mèta lontana, l'unita d' I talia, e quantunque questo segreto dell'anima trasparisse dal suo vol_to: pure eg!i, che ebbe modestia pari ali' ingegno, non par·tecipo a congiure e non· appartenne a sètte, ma fu di coloro che . . . pendant la vei/le Fourbissa:·t sun lfpée m ~elisant Co;• ucille.

Ed il suo C01·neille era il Primato del Gioberti, la lettnra del qnale egli alternava con le Sper·anze del Balbo, le poesie del Giusti e del Berchet. Intanto a Napoli, ove l'ingegno s'innalza e il cuor e si espande, aumentava la ri bellione, l'odio alla tirannide e si generalizzava il pensiero dell'Italia libera ed una. . ~~ quei fr~miti di pura, di santa italianità facevano sempre prn incrudelire la tirannide borbonica. Non libera era la st:ampa, non libera era la parola, e le spie del prefetto di polizia sorvegliavano ogni riunione, perquisivano le case seq~estrandò carte e libri, ed ognuno, scrive il D'Ayala, che gmn~eva. a Napoli dal Piemonte era giudicato un appestato, pe~ 11 q ual~ ~ccorreva un po' di lazzaretto per purificarlo dai contatti rivoluzionari avuti con Re Carlo Alberto con D'Azeglio, col Berchet. Ed in quest'arte di purificazion~ era . maestra la polizia napoletana. Tanto accanite erano le persecuzioni poliziesche (}he nemmeno il Cosenz, nonostante la sua vita riservata, ne andò e~ente, e fu sorvegliato pérche si abbonò ad una pubblicazione del suo amico Mariano D'Ayala, che il Governo di Ferdinando II riteneva un malintenzionato, un propagatore di principì sovversivi. · La dinastia borbonica, noncurante del benessere oO'enerale, senza aspirazioni patriottiche, priva di qualsiasi ambizione,

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mi litare, era solamente amica della. plebe per volgare comu· nanza di sentimento, e del clero per subdola astuzia di governo. L'esercito stesso, obbligato a combattere o per lo straniero o contr0 i cittadini, si sentiva logorato dalla lotta fra il dovere militare e l'amor patrio. Questo sistema di governo, che generò i paurosi del po· tere, gl' indifferenti per la pubblica cosa., che diede vita ai ciechi strumenti della tirannide ed ai manomettitori delle amministrazioni, cl.te fece sorgere coloro che al tempo stesso furono infidi al Borbone ed infidi all'Italia, vide pure i pa· tr iotti ardenti, le grandi anime ribelli, destinate al martirio. Tale fu l'ambiente .eterogeneo in cui l'anima del Cosenz .,,. fu costretta a svilupparsi, ma che ad esso non potè adattarsi, e sebbene sia grande l'influenza dell'ambiente e delle circostanze sulle azioni individuali, pure egli, dimostrando fin da g iovanetto la superiorità del carattere, seppe elevarsi a {JUel sentimento d' italianità che fu lo stimolo delle sue virtù, la base della sua grandezza. Mentre Re Ferdinando riempiva le prigioni dei più ferventi patriotti meridionali, il Cosenz frenava lo strazio del <more traendo forza. dall'ideale della Patria e concentrando il suo pensiero al nord dell'Italia, ove Re Carlo Alberto pro-Olamava che << il dovere verso Dio ed il bene del paese ei·ano in cima de' suoi pensieri, » e dichiarava che sarebbe stato lieto di morire nell'ultima battaglia che avesse assicurata l' indi pendenza dell'Italia. Ma gli eventi si imposero anche a Napoli. La vittoria della rivoluzione siciliana, procacciando nuove energie alle parti liberali in Italia, spinse lo stesso Re Ferdinando a dare la Costituzione. Sembrò che al fine fosse giunta l'ora della libertà. Quanta fo rza di fede, quanta sublimità di entusiasmo, quanta verginità di sentimento e di affetti in quel popolo ardente di ani.or patrio! Però la Costituzione di F erdinando II, spergiuro come il padre, spergiuro come l'avo, non fu che ùn nuovo e più fino inganno.


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H , GJ;;NERALE ENRlCO COSENZ

Qirca tre mesi dopo, il 15 maggio 1848, dalla reggia Borbonica partì l'ordine, già preventivame.o.te meditato, di distruggere quell'ombra di libertà con le mercenarie carabme svizzere, che sulle barricate fecero reclinare al suolo la. fronte insanguinata di Luigi La Vista, l'Andrea Chénier, napòletano, perchè entrambi vissero per la, libertà della, Patria, e per la libertà morendo suggellarono con la gloria le loro, • , brevi esistenze. Alle fucilate delle,strade av~ebbero fatto eco le cannonate d i Castel S .· Elmo, se il generale Ruberti non avesse risposto all'ordine reale « che il castel S. ·Elmo SJ?arerà solo fnochi di gioia »; risposta che pagò assa1 cara. Ma se per energico sentimento tacque Sant'Elmo, i proiet· tili di Castel Nuovo inve~e fecero strage, e l'accanimento della repres'sione fu tale ch,9 un cannone venne collocato. contro l'ingresso del collegio della Nunziatella per frenare. il patriottismo dei giovani allievi anelanti di accorrere a. combattere per l'Italia. A quel cannone, espr~ssione della forza agonizzante della d inastia Borbonica, Casa Savoia rispose inscrivendo nel 1881,. , come allievo nel collegio della Nunziatella, Colui che è speranza e forza dell'Italia presente.

ideale, che allora più che mai apparivagli radioso, perchè · confortato daUa speranza. Contro tale ideale, contro tale speranza non prevalse nel Cosenz l'ordine con il quale il fedifrago Borbone il 22 maggio r ichiamava il generale Pepe e le ,sne truppe dalla guerra. contro l'Austria. « Di là l'ouorn di qua la vergogna » esclamò Gugliel mo Pepe a' suoi sold,ati nel momen~o di transitare il. ~o; ed il Cosenz calmo, sereno, senza ,esitare passò sulla sm1stra del fiume. Quanta fede nell'avvenire dell'Italia, quanta fermezza di carattere e quanto eroismo d imostrò in quel momento Enrico Cosenz ! Si trattava di obbedire ad un dovere col sacrificio di un altro· seguire l'ideale ancor lontano dell'unità d'Italia, ma I ' ribellarsi ad un ordine imperativo e presente del R e. Come tale alternativa fosse terribile per un soldato lo dimostra la tragica fine fatta dal colonnello Lahalle nel punto di divergenza di quei due sentimenti. Per chi non si limita a contemplare la grand~zza presente della. Patria nostra, ma che ripensa agli eroi che a quella grandezza contribuirono, non può non ~mm~rare ~a virtuosa e fiera condotta del Cosenz, che senz altn testimoni che la sua coscienza ha saputo, in tempi così difficili,. · serbare invnlnerata la sna fede d'italiano. D'a questo momento, importantissimo della vita di Enrico Cosenz, trae principio la: sua splendida figura guerres~a .. In trepido seguì il generale Pepe a Venezia, ,ove insieme ai fratelli Mezzacapo, Boldoni, Rossarol, Ulloa, Alessandro P oerio, Virgili, Damiano Assanti, Carrano, S irtori ed altri, · 0O'loriosamente partecipò alla leggendaria difesa di quella città. Giunto a Venezia Cosenz fo promosso capitano ed incaricato di ammaestrare i giovani veneti nell'uso dell'artiglieria da for tezza. Ma le lezioni del giovane napoletano non durarono a lungo. Gli Austriaci iniziarono l'investimento di Venezia, ed i rnppresentanti veneti, fieri dei quattordici secoli di

,.,,..

Alla triste giornata di guerra civile :napoletana del 15 maggio 1848 Cosenz fortunata.men te non fu presente. Undici giorni prima egli aveva lasciato Napoli con il corpo di spedixione agli ordini del generale Guglielmo P epe, che Re· Ferdinando fo costretto a mandare in Lombardia per partecipare alla guerra d'indipendenza. . Cosenz partì sen z'ombra di vanità e di orgoglio, e non con altre aspirazioni che quelle dell'unità d'Italia . Ardente di amor patrio, sensitivo alle voci dell'on~re, forte delle più severe. virtù. che sono utili compagne ~d amiche in tutte le· condizioni della vita, il giovane ten!3nte d'artiglieria s'avviava con l'animo, anelante verso il suo


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vita repubblicana della loro città, unanimi decretarono : « Venezia resisterà all'austriaco ad ogni costo. » Quel virile decre to, che esprime la forza di ~m popolo unificato dall'idea dell'indipendenza, venne inciso in medaglia di bronzo, sul rovescio della quale leggasi il verso di Dante : Ogni viltà convien che qui sia mot'ta.

Ed in quella guerra d'assedio, alle cui fulgide memorie si congiunge il nome di Enrico Oosenz, og ni viltà fu real· mente morta. Quella guerra fu una successione di supremi periodi, nei quali richiedevasi un t enace spirito d i sacrificio ed un' in· vitta fede ne' destini d'Italia per combattere con ostina zione, cadere con onore, risorgere con certezza. Tali sentimenti dimostrò di possedere al più alto grado il Cosenz, che fu valoross(1,110 fra i valorosi difensori della re . gina dell'Adriatico. Quale fonte d'impressioni inenarrabili doveva essere per lui soldato e patriotta, la . q notidiana vista di quel grande monumento d'arte che è Venezia, ricco di storia, ed i cu i ricordi g loriosi erano richiamati in vita dal · ton~re del .cannone ! O Ven ezia , mai più l'in timo canto Sg·orgommi, come in te, da vivo affetto! Mai sen tii la voluttà del pianto Come al t uo do lce aspetto!

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Oosì cantava l'eroico Tirteo della !agi.ma veneta, Ales-_ saud ro Poerio: manifestando · con i suoi i sentimenti di tutti i Napoletani che p.er Venezia eran pronti a dar la vita. L'azione del c:osenz alla çlifesa di Venezia è un poema d i valore sintetizzato dalle quattro ferite da lui riportate, e che costituiscono sublime stimate 'd el suo coraggio, del suo patriottismd .. Benchè tormentato da febbri malariche, egli volle partecipare alla difesa del forte di Marghera, assumendo il comando della cinta esterna. Primo nell'ardimento, talchè riportò due ferite nei combattimenti del 4 e 24 maggio, fu l'ultimo ad uscire dal forte dopo 22 giorni di titanica lotta, che il generale Pedotti annovera , fra le più belle e più gloriose operazioni di guerra. . Promosso maggiore per il valore dimostrato a Marghera, ebbe il comando del piazzale del ponte di S. Antonio, ed alla fin e del mese di g iugno, sostituendo il colonnello Girolamo Ulloa, assunse col grado di tenente colonnello, la direzione della difesa di tutta quella parte della èittà . Importantissima è la seguente lettera scritta i,n quella circostanza da} colonnello Ulloa a l Oosenz; lettera fatta nota da pochi giorni dal colonnello G . Saladino che ha la fortuna di possederla. « Mio daro Oosenz,

Correva il m io pe nsier, libero e vago, Pe' campi, intatti a ncor di Fantasia: Ma teco, sempre, ogni più dolce imago Venne, o ,·enczia mia. Bencb è nato colà, dove più rid e Sotto limpido ciel l'onda t irrena, E inghirlandata Napol i s'asside, Città della Sirena: Ebbi di te, che di Nat ura sei D'Arte e Gloria e Sventura eletta cosa, Desio supremo; e altrove non potrei Trovar ricett o o posa !

« Tu ora sei comandante e non subalterno; tu sei dive« nuto necessario, anzi necessariissimo alla difosa di Venezia; « quindi è nell' interesse di questa difesa che tanto ti è a « cuore che io ti prego, anzi ti 'Scongiuro d i comportarti da

« comandante e non già da cannoniere. « Se ti accadesse una. disgrazia, sarebbe una sventura pei « tuoi amici '? per questa infelice città. « Federico II ripeteva che colui che vo.leva· servirlo più « del dover e, lo serviva malamente. Fammi dunque l'ami(( cizia, anzi te lo impongo, di· restare al tuo posto .


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Sorpresi e sbalorditi, i ·d ifensori accennarono a ritirarsi, ma il Oosenz, costantemente vigilante, con l'energico suo esempio li trat tenne e condusse a caricare gli assalitori con la baionetta. :N;ell'oscurità della notte s'impegnò combattimento a corpo a corpo, ed il Cosenz stesso si battè col capitano austriaco Br i:i'l.l che uccise, e-d egli r iportò due ferite d i sciabola, alla guancia ed al1a spalla, nonostante le quali seppe con i pochi soldati che lo circondavano scacciare il nemico e far riprendere a' suoi il loro posto alla batteria. Se dai nostri petti di soldati erompe spontaneo un inno di gloria per quel baldo, invitto campione di va.lore italiano, la nostra ammirazione si eleva oltre ogni confine quando, leggendo i diari da lui redatti in quell'epoca, che son o custoditi nell'archivio di Stato dei Frari di Venezia, non tro·. ~iarno fatto cenno al suo operato, mentre diffusamente dice del valore de' suoi soldati. . Ma · v' ha di più. In una c0pia di quei diari pubblicati dalla Rivista st01·ica del Risorgimento itaiiano, con annotazioni illustrative di Eugenio Barbarich (1), copia più d'ogni altra preziosa, perchè postillata dal Oosenz, egli d i suo pugno scrive frasi inpisi·ve per porre in evidenza il valore degli ·altri e-.s pecialmerìte del Rossarol, quasi che esaltando l'altrui valor e sperasse diminuire l'impressione che genera sul lettore il racconto veridico che del suo eroismo fece un'anima a mica. Luigi La Vista, nel ·suo breve studio storico su Tucidide, pubblibato da Pasquale Villari, scrive che tra gli uomini ~LU· tichi ed i. moderni gli pare di scorgere la stessa differenza che .evvi fra la tragedia antica cd il dramma moderno ; presso g li antichi il personaggio è rappresentato nell'azione, presso i moderni nel carattere. Se Luigi La V.ista, che conobbe Oosenz e ne era quasi coetaneo, e che con lui ebbe comuni i primi pal pit.i pat,riot-

Se, caro Oosènz, non darai ascolto a quanto t' inculco . ' cadrai nella dispiacenza degli amici tutb. « Riscontrami, perchè desidero in iscritto la tua promessa che ubbidirai agli ordini ed ai suggerimenti del «

<<

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« foo aff'.mo amico

« U.LLOA. »

E così la sorte nou cieca designò quel valoroso, tanto valor oso che si sentì il bisogno, come aggiunge il colonnello Sala· diuo, çl'ordinargli per iscritto di uou farsi ammazzare, a chiu· dere l'epico ciclo della memorabile difesa del ponte occidentale veneziano, che durò dal 13 giugno al 23 di agosto 1849. Per dimostrare quanto sia stata radiosa di valore l'opera del Oosenz nella difesa del ponte, della laguna, mi limito ad accennare a due eroici episodi, resi poco conosciuti dalla sua modestia, ed anzi credo· che del primo di essi, sino ad ora, non ne sia mai stato fatto cenno. Il 27 giugno scoppiò la polveriera della batteria S . Antonio, che era comandata dal tenente colonnello Rossarol. Oosenz in quei momento si trovava a mezza via sul pome della laguna, e subito si slanciò di corsa verso la batteria ove giunse trafelato quando ancora scoppiavano proiettili,~ ferro, terra, rottami erano lanciat i in aria. · Spre~zaute di ogni pericolo egli, insieme a Rossarol, suo val.oroso emulo, r ianimati i sol_dat;i, si mise a lavorare per. estmguere l'in cendio .e non lasciò la batteba se non quando fo scongiurato ogni màggior danno e venne ripreso il fuoco dei cannoni. In quel giorno, ch·e giustamente il Oòsenz chiama 1nfausto, il Rossarol ebbe gloriosa · morte, e da quel giorno la batteria S. Antonio ebbe il nome di « batteria R ossal'ol. » Il naturale suo slancio gli fece ben presto dimentica~·e l e esortazioni dell' Ulloa; e molto meno se 11e ricordò qt1.ando ali' nna dellà notte dal 6 al 7 luglio, soldati austriaci, guidati dal capitano di stato maggiore Eri.ti], irrupper~ all'improvviso sul ponte. ·

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(I) Questa copia è possedu ta dal comm. Francesco Civalleri, valoroso soldato ed amico intimo de l Coscnz.


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tici, fosse sopravvissuto all'ira borbonica, si unirebbe a noi per ammirare come nel Cosenz l'e.roismo dell'azione sovranamente si disposi alla gagliardìa del carattere. Se il Còsenz, pieno l'animo ed il pet:to di quel fooco accalorante e nobilissimo che accende i valorosi .nell'agone della gloria, si dimostrò sempre primo ai pericoli, .il prÒforido sentimento di modestia che lo animava gli faceva 'considerare ogni sua azione come semplice, naturale, che chiunque avrebbe potuto compiere, mentre quei primi allori di gloria ch'egli colse a Venezia, 'non solo e;an gloria sua, ma gloria dell'Italia. . Les pl·us for·ts sonl les plus tendres, e rare volte quell'affermazione del Michelet trovò giusta applicaziop.e come nel Cosenz, il quale a Mestre, il 27 ottobre 1848, mentre la lotta si svolgeva fieramente di casa in casa, a corpo a corpo, si fermò a raccogliere Alessandro Poerio più volte ferito, lo sottrasse alla ferocia austriaca e ritornò tosto al combattimento. Sei giorni dopo Cosenz · fu fra coloro che piamente portarono la bara del valoroso napoletano, il quale, come scrive il Marselli, eroicamente morendo, traduceva in atto l'incitamento del suo Riso1·gimento:

laguna nelle qolorose vie éJell'esilio eh·egli, caduta Venezia, dovè battere insieme a Guglielmo Pepe, Manin, Damiano · Assanti, Garrano ed altri campioni di q~lell'epoca memorabile di valore italiano. , Cosenz prima a Malta, poscia in Francia, giovane in terra straniera, fra le dure prove a cui fu llOndannato per l'improvVÌS!l- mancanza d'ogni sussidio, in perigliosa libertà ed in mezzo a perturbazioni politiche, fu esempio cli moderazi-one e di urbanità, e serb'ò sempre -inalterata la serenità dell'animo, la nobiltà del carattere, la potem~a dell'ideale. Nel deserto del dolore vi era un'oasi. L'albero della libertà, abbattuto in tutti gli Stati d'Italia, solo in Piemonte vegetava. Ivi an.dò il Cosenz nel 1851 a proseguire il cult? per la p·atria, e per alcuni anni abitò Genova. In quel periodo di latente la,vorìo pei nuovi destini d'Italia, Cosenz, ricavando scars i mezzi per la vita ' materiale dando lezioni e dedicandosi a' suoi studi militari, visse modestamente fra i ricordi del passato e le speranze dell'avv~nire · e di lui è solamente fatto cenno quando scoppiato il -colè~·a a Genova fu visto per tre mesi ad assistere gli ammalati poveri, con la stessa serenità con la quale aveva intrepidamente combattuto sull'estuario veneto. Potenza della nobiltà del cuore che sempre in Italia trasporta le anime elette, dei: Re o dei cittadini, dal campo del valore al letto del d.olore! Cosenz, ohe aveva respinta l'offerta fattagE dall:Inghilterra del comando di un reggimento, p~rchè solo all'Italia 'volle dedicare l'opera sua,, si recò a Torino nel 1858 presso la· sorella Luisa, sposa dell'illustre scienziato Raffaelé Piria. Il valoroso attendeva, e non fo lunga l'attesa. Cuore di Re, seHno -di Governo, entusiasmo di popolo, vollero la ,redenzione della Patria nostra. Per quella santa guE?rra d'indipendenza Cosenz impugnò la gloriosa spada di Ivlarghera, ed agli ordini di Garibaldi r innovò prodigi di valore. . . Intrepido. alla testa di ponte di Casale, fu avveduto al

Si pugni, si muoia; De' prodi cadµti L'estre mo sospir, Con fede saluti La libera g-ioia Del pat1·io avvenir.

E l'avvenire, di venuto presente, raccoglie le memorie sa- . ere di quei benemeriti che fecero l'Italia, disfacen:lo sè stessi, . e manda loro un saluto pieno di gratitudine e ,d i venerazione.

·• .

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<< La grandezza clel carattere è 1 ·esa più palese nei ci1nenli dell' a·vversità », scrisse il maresciallo Moltke ad un

poeta a lui inneggiante dopo le vittorie del 1870-71. Queste parole del grande generale tedesco si ripresentano al mio pensiero mentre mi accingo a seguire l' eroe della

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passaggio del Ticino; ove, r iuscendo a frenar~ un intempestivo slancio dei volontari, dimo3tr6 quell'ascendente per 'il quale il Garrano scrive: « Cosenz questo ha di raro,che sa « farsi insieme amare ed obbedire ». A Varese piombo impetuoso sul fianco della colonna austriaca che· attaccava Medici . e decìse l'esito della giornata. A San Fermo, seguendo un difficile sentiero, si portò con due compagnie a proteggere la destra della posizione, ed incontra.ta una colonna· nemica l'attaccò e la respinse. · Narra il Carrano che mentre si tiravano le ultime fucilate due jàger nascosti in un boschet.to spianarono contr0 iÌ Cosenz i fucili alla distauza di, pochi passi. Egli imperturbato e più lesto di lòro, spinto innanzi il cavallo, li rovesciò a colpi di sciabola giù per gli scoscendimenti del monte. Il 30 magg'io, essendo fallita la sorpresa tentata da Garib1.ddi contro il forte di Laveno, Cosenz, calmo e sereno diresse la r itirat a dalla coda della colonna, r imanendo es;osto ai tiri del forte e dei legni del lago. A. T r e Ponti, mentre il .nemico incalzava da ogni parte, il Oosenz con 900 uomini non esitò a contrattaccarne 7000, e rimase· padrone del campo di battaglia. Dell'azione del Oozenz a Tre Ponti il generale Pedotti, eh~ fu fra i valorosi che pa.r teciparouo a quel combattimentò, scnve queste mirabili parole: « Oh I io ti ricorderò sempre « là presso Brescia, su quel campo di Tre Ponti che tu illu« strasti col · tno -valore e col tuo senno di ardito, abile con« dottiero, davanti alle tanto prevft.lenti forze dell'Urban, « splendidamente calmo e sereno in mezzo al grandinare dei « proiettili, incitatore e maestro di coraggio e di vir tù guer« riera· a noi tuoi giovani soldati . » . E Garibaldi, non facile agli elogi, lo rimaritava sul caJnpo di battaglia chiamandolo « prode »; come Guglielmo Pepe, rivolgendogli fervidi elogi dopo la difesa di Venezia, gli scrisse : « Il mio animo sei1te il bisogno cli esternarvi grande « soddisfazione e cli augurarvi la prosperità che conferir vi « dovrebbe la fortuna ove fosse g iusta. » ' E, . per u na volta tau to, giusta fu la fortuna.

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Il trattato di Villafranca, troncando all'improvviso quella guerra della nostra r edenzione, generò · da principio un t etro sconforto neg~i animi dei patriotti italiani. . L'Austria minacciosa accampata' nel quadrilatero; il Papato, difeso più dalla sua ibr~da natura che dalle armi mercenarie; il Re di Napoli, nemico iµibelle, ma pur sempre pr~tetto dall' egida dei trattati; il vecchio diritto, le vecclue tradizioni, la vecchia Europa, avversari caparbi e temibili, rinserrarono la gi0vane Italia con una barriera di ferro che di nuovo le precludeva il suo cammino glor~')so, ascensionale verso l'indipendenza. M_a gli avvenimenti del 1859, avendo_dimostrato la devozione d'una Casa guerriera e d'un Re galantuomo all'unità nazionale, che più non appariva come utopia, fusero in un solo i ve~chi partiti ed aprirono un orizzonte di speranze novelle. Quella barriera di ferro che doveva essere ròsa dalla lenta opera del tempo, fu ben presto infranta da pochi arditi popolani che a1l'Italia votarono le loro· anime candide di patriotti e di eroi. Un fontaniere, il cui nome è segnato nel nostro glorioso martirologio, Francesco Riso, suona;,;ido a stormo le campa.ne del convento della Gancia d iede il primo segnale dell'insurrezione siciliana che ebbe per coronamento la spedizione di Quarto . A quella generosa, magnanima impresa, che arrecò al va~· lore italiano novella apoteosi, alla poesia la leggenda, alla Patria l'unità, non pote,ra mancare l'eroico Cosenz, il quale a. Milazzo scrisse col sangue un'altra. splendida pagina del, suo indomito valore, cadendo fer itQ sul campo dell'onore e salutando col grido ·di Viva l'Italia quella vitt0ria a cui egii aveva sì efficacemente contribuito. Da Milazzo l'esercito garibaldino mosse alla volta di lVIessina, ove eransi r idotte le truppe del Borhone. Capitolata 'Messina, il Cosenz concentrò la s.ua divisione a Torre d i Faro,· e nella notte dal 21 al 22 agosto, con una


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If, GENERALE ENRICO COSENZ

IL GENERALE EN RICO COSENZ

flott iglia.raccolta in fretta, sbarcò improvvisamente sulla costa calabra a nord di Reggio, alle spalle del generale borbouico Brigant i che era fronteggiato da Garibaldi. L'avvedutezza unita al.l'ardimento che in quell'azione, come sempre, dimostrò il Cosenz, obbligò il genera,le Br.iganti a cedere le armi; ed egli i·apido continuò ht marcia con una · avanguardia di 1500 de' suoi migliori soldati1 e costringendo il generale Ghio ad arrendersi, abbattendo ogni ostacolo,in soli quattro giprni fu padrone delle Oalabrie. , Il sogno dell'anima italianarnente·pura del Cosenz si coloriva: il Borbone si ritirava .a Gaeta, le sue truppe i;ipiegavano dietro il Volturno: Sicilia e Napoli erano libere. Come Napoleone dopo Auerstadt riservò a Davout. eroe di quella battaglia, l'onore di fare per primo il sol·en~e ingresso in Berlino, così Garibaldi volle che Cosenz fosse al suo fi~nco quando il 7 settembre 1860 entrò in Napoli. ~ , Cosenz, nominato dal Dittatore ministro della guerra a Napoli, fu costretto IL lasciare il comando della divisione . ' per consacrare interan:1ente l'opera sua a riordinare rinforzi, servizi e materiali occorrenti all'esercito per abbattere gli _ultimi sforzi della dinastia Borbonica:. Ed in questa circostanza, come già per la costituzione dei cacciatori delle Alpi e per la terza spedizione di Sie:ilia, egli dimostrò quanto fosse meritata la fiducia che in lui riponeva Garibaldi. L'opera sua esercitò non secondaria inB.uenza sui risultati . della batt.aglia del l° e 2 ottobre al Volturno, ove 20,000 1 giovani volontari sbaragliarono un esercito di 40,000 solI dati, provvisto d' ogni materiale da guerra, protetto dal l fiume , appoggiato alla fortezza di Capua, che Cosenz stesse> , . 1 assediava. Egli, come ministro della guerra del pro-dittatore Giorgio PaUav:icino, l~-antico prigionero dello Spielberg, dovè continuare a dirigere le opera,zioni d'assed.i o attorno a Capua, riordinare .l'esercito meridionale, preparare la fusione di esso nèl regolare e sopratutto attivamente coadiuvare il pro-dittatore per salvare Napoli dail' anarchia creata. dai di versi partiti sorti dopo l'entrata di Garibaldi.

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Cosenz, che prima di partire da Genova per Milazzo aveva, con un proclama che è una pagina mer~vigliosa di commozione, un grido caldo, sincero, entusiastico dell'anima sua, eccitato l'esercito napoletano ed i suoi compagni di collegio e d'a;m:i ad insorgere pe: la causa nazionale, provò il più grande sconforto assistendo in Napoli alle lotte fra i repub· blicani, capitanati da Mazzini e da Catta.neo, che insistevano presso Garibaldi per la formazione di un'assemblea costituente delle provincie meridionali, ed i monarchici scissi anch'essi in unitari e federaiisti. · A ciò si aggii;tnga che Garibaldi, pur essendo devoto a Vittor io Emanuele, era irritato contro i suoi ministri, e tanto ostile a Cavour che chiese al Re il congedo del sommo statista. In quelle lotte dilaniatrici e minaccianti l'unità della Patria, Cosenz non perdè fede nel suo ideale, non dubitò che ,}' I talia si sarebbe fatta malgrado gli errori e le colpe degli uomini. Ma a quali torture fu sottoposto il puro animo suo di soldato, costretto a dissentire da Garibaldi, dal suo generale con il quale aveva combattute e vinte tante battaglie! . Facendo prevalere a qualunque altro il profondo sentimento di italiano unitario, non esitò a scostarsi da Garibaldi per seguire la politica di Cavour; e le ire partigiane egli fu provvido, efficace elemento di moderazione, di temperanza, · di senno, di equità. A troncare definitivamente 0gni dissidio provvide il conte di Cavour audacemente invadendo il regno di Napoli, e rivendicando alla spada .d el suo Re l'Òrgoglio di compiere l'unità italiana.

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*** Accompagnato dalla fama pei gloriosi allori colti fra le più ardue ed audaci imprese, Cosenz entrò nell'esercito regolare col grado di tenente generale, e poco dopo fu incaricato di reggere la prefettura di Bari, ove con acuto ed alacre spirito provvide alla repressione del brigantaggio. •13 - · ANNO XLVII,

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Esoriera.to nel settembre del 1862, per sua domanda, dalle funzioni di prefetto, comandò dapprima una divisio:qe, ebbe poscia l'onore di essere nominato aiutante di campo del Re, e .fino al 1866 partecipò a diverse commissioni, ma essenzialmente a quella per la difesa generale dello Stato, ove lasciò orma che non si cancella. .La sua quantita di lavoro fu immensa, fu quella di· u~ u·omo operoso senza smania di ambizione, non lasciando ma.i disturbare la sua calma da polemiche, e mettendo la pazienza al di sopra dell'estro, preferendo la certezza della più semplice verità al prestigio che profonde una fantasia, egri in ogni questione pronunciava sent.enze sintetiche che sembravano vaticinii, e con una parola compendiava la causa e la meta. Nella guerra del 1866 fatalità volle· che il Cosenz dovesse con la sesta divisione attorniare Mantova, e. perciò, lontano dal campo di battaglia di C11stoza, non potè concorrere con la sua alta mente a cambiare la sorte cii quella triste giornata. Alle nozze d'Italia con l'unità mancava ancora il suo serto nuziale, Roma; ed il 20 settembre 1870 merita.mente il Cose11'z potè compiere il suo voto varcando fra i primi la storica breccia.· Di lui scrive il Cadorna: << È dovere l'accennare il con« tegno del generale Cosenz, che sofferente tuttora per la « sua caduta da cavallo, non solo riprese il comando nel « corso delle operazioni militari, ma anche entrato in Roma (< non si ritirò per curarsi, se non dopo aver prestato il suo « concorso n~i momenti difficili, e dopo assicurati ed av« viati tutti i S6rvizi. » E mentre con la serena coscieuza del dovere compiuto con l'abituale sua risolutezza, egli nel pomeriggio del 20 settembre s'avviava a piedi per la strada Colonna, due dei brio-anti assoldati dal Governo pontificio, vedendo un genera!: italiano, spararono due fucilate verse di lui. Nes$uno .fu colpito: - i due briganti fuggirono, ma la cronapa vuole che non arrivassero molto lontano. La folla in piazza Colonna si levò a rumore, correva qua e là come forsennata.

lL OENlm.u.1, ENBICO

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L·unico che non si scompose, narra Ugo Pesci, che mostrò d i non essersi neanche accorto· dell'accaduto fu il generale Cosenz, che in quel momento parve più romano di tutti i romani antichi.

.... L'i"déal tombe en poudt·e au touclwr du réel,

scrisse Victor Hugo. Ma io credo che il grande poeta francese quando dettava quel verso pensava alle illusioni indi· vidnali, non pensava ad erigere una massima. L 'ideale non casca mai; esso rimane un culto perpetuo. È per questo culto che un'Augusta Donna disse le celebri parole : « Sempre avanti »; è per lo stesso culto che il generale Cosenz, dopo aver raggiunto l' ideale dell' unità d'Italia, dedicò tutto sè st.esso per cQoperare a conseguirne la grandezza. Se il Cosenz per l'eroismo di soldato, per l'avvedutezza di generale si· moskò veramente degno delle corone marziali, solo l'ammirazione della Patria, che avrà la sua sintesi nel monumento che a lui dedicherà, potrà compensare l'anima di quel grande per le più difficili, più ardue, · meno note, ma non meno gloriose opere a cui, dopo· la presa di Roma, dedicò il suo cuore, la sua mente d'italiano, dando cosi luminosa prova che dagli e~erciti odierni non ha diaertato l' ino-eo-no, come sostiene il Buckle nell' bit1·odu~ione . b o

alla Storia dell'incivilimento in Inghilter-ra. Egli fu il primo 9omandante di divisione della capitale, che lasciò dopo sette anni per assumere il comando del corpo ,d 'armata di Torino. In quel periodo di tempo si occupò instancabilmente dei molteplici e difficiLi problemi riguardanti la difesa di Roma e della frontiera occidentale, che a quell'epoca era oggetto d1 speciale studio. Come dopo il 1866 egli pubblicò alcune osservazioni sulla oampagna di Boemia, che aggiunsero al sno nome, già tanto


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illustre, la fama di acuto scrittore, così dopo il 1870 scrisse nella Rivista militar e quelle note sopra alcuni particolari della battaglia d·i Gravelotte- St.-Privat, per le quali fu molto viva l'attenzione della stampa militare estera, e soprattutto o-ermanica e che furono occasione ad un altro potente mi:, ' gegno, che Fece 'dei'Ia scienza l'anima. della storia, Volle l'esercito ·italiano anima della Patria, (l )

il Marselli di arricchire la letteratura militare italiana di quel prezi~so gioiello di luce inestinguibile che è La gÙei'ra reale. Comandante di divisione e di corpo d'armata, l'azione del Cosenz fu sémpre animata dall'incessante preoccupazione di . una guerra immediata, ~ pretese sempre che le istruzioni militari rispondessero alla loro nrJzione guerr esca. . Uomo di idee moderne, egli, incarnando il sno spirito vivificatore nell'esercito nazionale ed avvahmdosi della sua indiscussa autorità per vincere l'inopia del pregiudizio o dell'incredulità, tracciò col suo grande ingegno una via l11minosa di consigli e ricca di ammaestramenti e ·p erfezionamenti. Esperienza e studio fecero nascere in lui, come in tutti gli uomini di ingegno, la fede nello spirito di iniziativa e della responsabilità, e perciò volle chè l'azione dei capi, e soprattutto dei colonnelli, non fosse .meccanicame_n te diretta: ma solo moralmente. tutelata per mantenere ciascuno ne1 limiti del proprio dovere. . Quali fossero le ·idee del Cosenz nel campo tattico c~ lo ricorda la. sua brillante azione nel combattimento di Tre Ponti · ove dimostrò di appartenere a quella scuola che fa ' . . consistere nel contrassalto il miglior modo d1 respmgere un attacco. L'offensiva fatta con truppe alla mano è l'idea madre che al~ggia sulle teorie del Cosenz, teorie che sono incise .in ({) Parole del colonnello Pa1:ani incise nel ~~nume1Ho al M3rsellì, inaug uralo il !2 gennaio !902 in Napoli nel 1;ìcnitero degli uom1111 1llustr1.

quelle poche, nia mirabili pagine, che costituiscono le principali direttive del nostro studio tattico militare. . . Dominato dalla coscienza chiara e profonda deUa necessita per l'Italia di e)>ser pronta: ad ogni evento di g~erra i~ terra -e sul mare, cercò, come deputato e senatore, d1 svegliare le maggiori attività attorno a tale idea. se·sempre rifiutò l'offerta ripetutamente fattagli del portafogli della guerra, fo perchè, modesto anche in mezzo ai maggiori onori, rifuggiva dalla co:iì detta politica militante e dal parlare in pubblico; ma re~tano però della sua vita parlamentare importanti relazioni di leggi militari, che fauno testimonianza del suo sapere e della larghezza delle sue ve~ dnte; ed i suoi di~,corsi, se non vibrarono di eloquenza oratoria, rifulsero per la sincerità e persuasione, poichè in essi vi lampeggiava un animo senza menzogne, una mente senza lusinghe. Quando nel 1882 fu creato il Capo di stato maggiore dell'Esercito, tale onore venne conferito al gi?nerale Oosenz, ed il comando del corpo di stato maggiore fu una più ampia rivelazione della sua mente. Baste~ebbe il lavoro da lui compiuto negli undici anni che occupò quell\1lta carica, per dargli diritto alla nostra .ammirazione, alla gloria avvenire. Simile al re Mida èhe convertiva iD. oro tutto ciò che toc cava, il Cosenz dovunque lavorava esercitava quell'attrattiva che gli era propria e che traeva sorgente dalla sua indole dolce, dal suo spirito equanime, dalla sua mente elevata, dal suo esempio costante, perchè se il preqet.to addita la via, l'esempio trasc{na. Egli dopo aver partecipato a tutte le guerre della nostra 'indipendenza, fu pensato_re della guerra considerata come fa ~to militare e sociale insieme, e fu uno dei più attivi ispiratori delle riforme negli ordinamenti militari tendenti a conciliare la maggior efficacia in guerra col minor danno econòmicv in pace. Ed in ciò voleva riforme e progresso contintJo, non r estrizioni capricciose, preparatrici cii disastri, non ritorni all'antico rivelati assurdi e ruinosi dall'esperienza. .

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Egli non creò l'esercito italiano, ma può dirsi qu asi che formò. la pa.rte dirigente, quale è richiesta dalle esigenze ' della guerra attuale. Fu con l'impulso della sua mente che lo studio dell e operazioni strategiche acquistò press.o di noi uno spiccato carattere scientifico, in quanto che il pensiero che informò· i piani delle g uerre probabili per l'Italia ebbe l'esattezza di un calcolo positivo, le disposizioni logistiche con le qi,iali si coordinarono i movimenti dei numerosi corpi d'armata assunsero la precisione di ~m meccanismo quasi perfetto, ed i ·più importanti tr ovati della :6$ica, dellà meccanica, della industria moderna furono da lui studiati ed appl~cati a rendere più folminei · 1 proc!lssi, più risolutivi gli effetti della guerra. Del Cosenz può ripetersi quello che ~ltri d isse per il Moltke: fu un ingegnere-generale, perchè se da ingegnere era la conoscenza del meècanismo, degno di gran capitano era il pensiero che · l'animava. Nella sapiente é lenta preparazione alia guerra, egli sepp~ trasfondere lo spirito vivificatore delle sue idee moderne; era vita che infondeva vita. In tanta e continua con tenzione dello spirito; il corpo deperivà, ma sempre tornava instancabile a lavorare per la grandezza della P atria, ed animato da questa religione trovava nel lavoro la parte di lui che questo gli p·ortava via. Nella profondità e moltiplicità dei suoi studi conservò quella calma, che è la vera, la grande virtù dei forti, che aveva dimostrato nel turbine degli avvenimenti guerreschi. Il Cosenz poi si distinse in un grado che lo rende pa.:_ ragonabile al Goethe per la facoltà di apprezzare anche coloro che non erano esimii. In grazia di questa grande capacità egli ·s eppe raccogliere frutti dov unque, n on solo ~el fertile terreno del talento, ma eziandio nel campo della · ~ed iocrità, il quale a tanti egregi pare sempre brullo ed aridci. Del Cosenz non si dica: r equiescat in pace; del Ccisenz diciamo : exsitrgat, incitet, {'ecundet laborem, vivat vir labore· co1·onatus !

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Intorno a lui :fiorì un'eletta schiera d i collaboratori, speranze presenti del nostr o esercito, il petto dei quali vibra ancora calorosamente al nome del gran maestro, e da quel ·santuario del lavoro, ·che ha irradiato il Cosenz, continuano, per opera del suo. successore, a riflettersi raggi. di luce che amplificano quei · conati che resero felice il nostro eroe.

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Il bello i Greci lo concepirono e lo ritrassero nelle form1 dell'eterna giovinezza. . L 'anima del Cosenz, idealmente innamorata della Patria, eternamente giovane, perchè l'am·ore della Patria non invecchia mai, f~1 sovranamente bella. Per lo sfortunato episodio di Adua, ed egli più non era Capo di stato maggior e dell'Esercito, soffri atrocemente, e piangendo abbracciò il discepolo ed amico che gli recò la triste notizia, cercando in quell'abbraccio, che era l'un~one di due cuori accumunati dal dolore, lenimento al suo profondo strazio. . Ma non pèrciò 1.·anima sua perdè il vigore giovanile. ,< S e dopo morto, disse a 78 anni, toccasse . una vittoria « ~gli Italiani, sarà impossi bile che così lieta novell a non « mi ridesti ad immensa gioia » (professor G uAitDIONE - Il generale Enrico Cosenz). È la più pitra gloria d'Italia, disse Garibaldi nel 1860 parlando del Cosenz al generale Longo, il venerando e valoroso patriotta che con ideale .fermezza di carattere seppe, fra speranze e desiderii, serenamente sopportare per l'Italia il martirio di dodici anni di carcere nell'oscura torre di Gaeta; specchio d'ogni più eletta. virtù di soldato e -cli cittadino, scrisse al Cosenz S ua Maestà Umberto I , il Re buono, nel conferirgli la gran groce dell'ordine militare di Savoia; e questa grande ·figura d' italiano, scolpita con la sua virtù, irradiata dalla sua gl orià, starà, malgrado il t empo edace, auspice benigna e tutelare della Patria nostra.


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Nemmeno fra gli eroi di Plutarco è facile trovaJe una tempra di carattere come quella del Cosenz, la quale è tanto più mirabile a' tempi nostri, in cui la stessa virtù è talvolta spinta dalla forza degli eventi a porsi in evidenza, perchè quel carattere è congiunto ad una modestia assai rara, specialmente in uomini che come lui ebbero i magginri onori, principalissimo quello che gli derivava dal Collare dell'Ordine Supremo della SS. Annunziata, di cui Re Umberto lo volle insignire il 14 marzo 1890. Ed a dimostrare quanto veramente eccezionale fosse là sua modestia, valga, più di quanto fu da altri sino ad ora . scritto e detto di lui, la seguente lettera inedita eh' egli il 4 aprile 1890 scrisse al figlio del suo valoroso amico e compagno d'armi, generale Damiano Assanti.

« Caro figlioc0io, « Sono grandemente contento di voi, so che così nello « studio come nella ,condotta siete esemplare. « Vi raccomando caldamente la perse,veranza - volere « è potere - mercè sua io sono giunto, con mediocre qua« lità, a gradi, posti ed onori ai quali era follìa pensare « solo, e che sono molto al di sopra delle mie forze ».

Quanta semplicità nel dire, quanta modestia nel sentire, in un uomo che da venti giorni era stato elevato al grande onore di essere cugino del suo Re, che era il Capo dello stato maggiore dell'Esercito, il glorioso depositario delle trad izioni d i mezzo secolo di vita militare italiana ! l\fa per meglio valutare la sua virtù, che forse sarà ritenu ta ingenuità da coloro che, anche nel servire la Patria, non possono uscire dal ristretto campo dell'interesse individuale,. citerò un brano di lettera ·da lui scritta a suo fratello, dopo aver chiesto d'essere collocato in posizione ausiliaria, perchè gli pareva di non essere più in grado di

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adempiere a t utte le e~igenze della carica di Capo di stato maggiore. · « Quello cui bisogna mirare non è il proprfo vantaggio <( e beneplacito, ma l'interesse dell'esercito, che è quello del« l'Italia nostra! Oltre questo non vi è nulla, almeno ch'io << sappia» .. . · . . . . . Queste parole, in cui si riflette la purezza dell'anima sua, sono la sintesi della sua onesta coscienza, della sua nobile -esistenza. La pura, santa anima del Cosenz, che sembra scaturita <l.all'ampio grembo della natura, e che della natura ha compendiata ogni pil\ sublime virtù, doveva avere, come ebbe, tendenza alla solitudine, perchè questa era una necessità inerente al complesso delle energie ch'essa aveva raccolte. Quell'anima, stimolata dal sentimento per la Patria, ha dato vividi lampi, mirabili manifestazioni, e con la Patria si sentiva tanto e così intimamente confusa che non aveva bisogno d'interpreti, di compàgni per gustarne l'amore infinito, per ammirarne la grandezza nascente. E così il suo volto trasse · da questa impronta naturale dell'anima un aspetto antico, quasi j eratico. I suoi grandi occhi sempre fissi su qualche cosa più lontano di noi, le linee degli zigomi sporgenti, le guance 'pallide e magre, imprimevano al suo volto le sembianze di :filosofo, e la sua parola, • che seppe essere sempre squisitamente serena, tentava in vano dissimulare un'assenza, un' astrazione della mente che accentuava in lui l'aspetto assorto di un pensatore.

*** Il Marselli, in uno de' suoi splendidi discorsi alla Camera- dei deputati, disse che « il destino dei veri benefat« tori della società è che la loro morte serva non meno « della loro vita ad alimentàre la :fiamma degli alti ideali 11, Tale è· il destino del generale Enrico Cosenz. ·n suo nome, le sue gesta faranno sempre brillare il santo ideale delÌa Patria, ed il ricordo della sua nobile esistenza


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sarà continuo ammonimento che è operando per la ·Patria che bisogna pensare alla sua grandèzza ed acce1:1.dersi cl' amore pér lei. Quando la quiete del riposo uccise improvvisamente quest'uomo di grande operosità, la sua spoglia mortale fu circondata da unanime cordoglio, da grande amore. Quel cordoglio, quell' amore, · espressione del culto della generazione presente, è doveroso che si eternizzino in modo degno ad un ·popolo civile, perchè, oi ricorda Pericle, o·ve i più bei pr:emi sono offerti alla vi1·tù, ivi si trovano i cittadini migliori. Gl'Italiani innalzando un monumento al generale Enrico Oosenz, non solamente celebreranno un uomo che fn onore della natura nostra, ma provvederanno che le ~ erazioni . future, ispirandosi al suo esempio, infiammino i loro animi per i più .nobili ideali ed accrescano di nuovi splendori la gloria di cui si cinse la fronte dell'Italia risorta. A gùesta dimostrazione di culto per i nostri eroi, ecl a perpetuarlo nell'avveuire, invoco 1'aiuto di chi ha la maggior potenza di tutti : - l'aiuto di coloro che imprimono le prime idee nella mente di ogni essere umano : - l'aiuto delle madri. Se esse adempieranno a questo sacro dovere con la generazio~e che sorge, potranno sentirsi liete e superbe d'aver così compiuto non solo un atto di amor materno, ma anche un atto di amor patrio a pro' di questa nostra comune .madre, l'Italia: la bella, radiosa, affascinante terra che ha dato tanto . splendore d'arte, tanta gloria d'eroi, e che, miracolosamente uni~~ -ed indipendente, saprà, guidata dall'alta me~te del suo giovane Re educatore, riconquistare il primato nello svolgimento dell'umano progresso . LUIGI AMAD4,.SI t,enente c.o /.onndlo nel 64° {f!nleria.

N1ILIT1\.RE E GEOGRAFO GIOVANNI SIRONI , . Gli .anni che· seguirono il 1866, ed a venir gi.ù. fino a dopo

. 11 1872, furono di profondo rinnovamento nel giovine esercito_ it aliano. Quel!' insuccesso di Oustoza ci pareva immeritato; se ne studiavano le cause e volevasi ad ogni modo ·ripararvi. Parve che nell'esercito fosse maggiore il desiderio di gloria che la forza della compagine e la preparazione intellettuale alla guerra. Bisognava crearle, e vi cor·rispose l' isti: tuzione della scuola di auerra, centro di iuse()'namento da ,_, b . ' cui dovevansi diffondere nell'esercito le dottrine ·militari e quella unità. d'indirizzo al pensiero cui dovevano ispirarsi le varie categorie in cui è diviso l'esercito. Giovi il ricordo alla memoria di uomini, che come il Marselli, il Ricci, il Corsi ed altri, sotto la direzione sagace del generale di Robilant, gettarono le basi alla grande opera. Tra essi figlÌri!, il Sironi testè tolto ai vivi dalla tranquilla quiete in cui passava gli ultimi suoi anni, ed allora tenente colonnello nello stato maggiore, ed incaricato dell'insegnamento di geografia e statistica militare, come diM lo stato di servizio. Il ·sironi (1), comasco, era entrato nell'esercito piemonte.;;e nei tumultuosi giorni del maggio 1848, mentre combatteva t \Giovanni Siron i, nato il. 1.• diccmhre i8l!6 a Vico Seprio nel Com~sco, morto a ~lilano il gennaio 4902; sottotenente nell' u•, ~3 maggio 1848, lnogotenente 26 aJJrile 1852, capitano nel 1.2° Ha marzo 1.859; passato nel co rpo di stato maggiore 112 maggio :LSoO; magg_10re ll:l lugho i861; co111andaote, in 2° e diretto re degli stlldi noi collegio d'Asti dal .i3 settembre 48_61 46 ottollre {864-·; passa Lo successivameo te a capo di stato magglore delle d1v1s1on1 d1 Cluoti, di Genova, dell' s• divisiono attiva, comandata dal gener~ l_e Cugia e colla ·quale fece la campagna del i865. Luogotenente colonnello i9 genMio i8t8 e professore alla scuola di guerq di geogranae-5tatistica <lai 24. dicembre JS70 ; 1 1_2 marzo i~il!, quando passò colonnell o al comando del 63'', che terine fino ·af " dicem bre iS,3 per tornare poi nel corpo di stato maggiore. )[aggion• generale al co-

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la gnerra sul Mincio. Vi percorreva fino al 1859 la car'l:'~era dei gradi inferiori, rammentato per il ~uo _v alore _nella g10:nata di Novara, decorato a . San Martrno 11_ 24 grngno l8b9 per aver voluto rimanere sul campo di battaglia al comando della compagni.t fino a che durò il combàttiment o, benchè ferito da una palla di moschetto al braccio, onde I dovette infine riparare 11,ll'ambulanza: Coll'ampliamento dell'esercito nel 1860 passò nel corpo di stato maggiore, · di cui ebbe più tardi il comando in seconda. Assai calmo d'animo e gentile nei modi, esponeva il pensiero con frase chìE1,ra ed abitualmente forbita, con dolce intonazione d i voce, e con sicuro sèo-uito di pensiero. Sicchè pareva tagliato. per l'insegnam:nto, e lasciav&. traccia nella mente dell'allievo. Gli studi fatti nei lunghi ozi delle g uarnigioni lo avevano portato nel campo geografico, in cui si trovò preparato per es~orre un corso d' inseo-"namento quando fu aperta la scuola d1 guerra. t, . • . Le condizioni degli studi geografici erano allora assai miseri presso di noi : nelle scuole classiche nulli o pressoch~ nulli. Li mitavansì a lunghe enumerazioni degli Stati europei colla indicazione della rispettiva capitale e qualche cifra statistica, sulla cui esattezza non vi era da fare gran conto. Nelle scuole militari, per l'evidente collegamento tra la geografia e la strategia, e per la conoscenza delle campagne di guerra, gli studi geografi.ci erano un po' più coltivati : non andavasi nemmeno lì al di là d i una più o meno estesa enu· merazione di località geografiche, ma l'en umerazione r itraeva un tal quale carattere scientifico dall'essere sistemata sulla base della idrografia, secondo il metodo esposto dal La-

vallèe in un suo libro facile, m~l to sistematico ed adatto alle scuole ed alle loro esigenze. È però vero che all'infuori di queste compilazioni e di questi istragamenti ingenuamente artificiali, anzi 0he no, i · fratelli Mezzacapo procedevano per al tre vie, meglio corrispondenti allo scopo, in certi 1oro studi geografico-militari sulla penisola italiana. Essi videro la· luce su questa Rivista, ed a più di mezzo secolo di distanza accompagnarono in qualche modo le sue origini. P oichè l'impiego del terreno · in guerra dà ragione allo st1;1p.io della geografia per lo scopo militare, i fratelli Mezzacapo non uscirono dall'indirizzo che ne derivava. Figurarono una i nvasione della penisola e la successiva riscossa ed indicarono come potesse giovare alla difesa e successivamente alla offesa il territorio italiano. L' indirizzo preso li teneva stretti tra il campo della geografia fisica, da cui traevano alimentoi'. e quello della strategia che ne era fecondato. Gli esempi tratti dalla storia militare, i quali sono tanto copiosi n~l nostro paese, percorso e ripercorso dagli eserciti, venivano a confortare le deduzioni tolte dalla g eografia, e davano all'opera_dei Mezzacapo il suggello della realtà, o come oggi si direbbe, la base positiva, senza la quale non regge la deduzione scientifica . L'indirizzo preso dai Mezza.capo non era senza precedenti. Una forte catena ·regge il progresso delle cognizioni umane; Alcuni tra gli. storici dell'epopea napoleonioa, il Pelet tra quelli, lascia_rono belle descrizioni del terreno veduto coll'occhio del militare, e nel raccoglimento imposto dal periodo storico della Risto1:azione riassumendo le osservazioni fatte, rivelavano qu~l copia di pensieri sia stata smos_s a durante le lunghe passeggiate dei compagni di Napoleone a traverso l'Europa. Ma prima d e.i Mezzacapo non erasi mai pensat o a ridurre a sistema lo studio militare di una regione, v incendo ' le difficoltà che si sarebbero manifestate nell'applicarlo ad un esempio così ampio e complicatç> come era quello da loro scelto. Tenuto conto che gli studi dei Mezzacapo apparvero prima del 1859 e quando le aspirazioni nazionali appartenevano ancora alla storia del futuro,

mando della 23• brig,ua 27 maggio !8i7; co mandan te della scuola di guerra d~I _30 set.: tembre i880 al 26 giugno -t8S•. poi tenente generale e comandante <)el la <lms1~ne d1 Piacenza donde l' H ottobre 1885 fu chiamato al comando m 2• ciel corpo d1 stato maggior~; il 26 maggio 1892 co mandante del 5° corpo d'armata. Collocato _io posizione an$iliaria il iO gennaio !895. Tnvlc mi~sioo i avute è da. notare quel_la ~el giugno 1880 a Berli no per as~istervi l'arnbasciator/J nella Conl'erenza per la delnrntaz1one de l confine turco-greco. Ebbe la menzione onorevole nella giornata cl i Novara d~l 18,9, la medaglia d'argento al valor militare per la sua co n<lotta a San Martino nel 1$59, la _croce del· l'Ordine militare di Savoia pe1· mo lta intelligenza e molto sangue freddo spiegato du rante il combattimento di )!onte Croce, il 2~ giugno i866, e specialmente por le disposizioni per le truppe io piamu·a, di cui gli ftt afilclata la direzione.

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scuole del paese, ed andò a confondersi con quello più ampio destatosi in Francia dopo le sconfitte del 1870, ed animan· dosi per le grandi pubblicazioni del Reclus e per gli studi del Niox e d'altri. Il Sironi salì agli alti fastigi della carriera militare:. la sua calma ebbe campo di manifestarsi utile sul campo di battaglia di ·Custoza: la sua voce autorevole intervenne nei consigli in cui discntevansi le basi della difesa del nostro paese: ebbe missioni scientifiche e militari: traversò il CO· mando in 2.. del corpo di stato maggiore, portando in tutti questi incarichi quel suo fare bonario, q nella chiarezza di vedute e quella semplicità di espressione che sono la caratteristica di una. mente ordinata, di molta elevatezza , di ca~ rattere di un sano temperamento sul quale la passione od il pregiudizio hanno poca forza. :Wia certamente in tutta la sua vita operosa fu più fecondo e largamente utile l'anno d'insegnamento nella scuola di guerra. La morte e le vicende della· carriera militare a poco a poco falciano non solo cotesti iavoratori di un'epoca in cui fu necessario di elevare con lena affrettata l'edificio del nostro esercito, ma anche · i testimoni · del loro lavoro. Rimanga affidata alla Rivista il ricordo della parte non piccola avuta dal Sironi nella educazione mentale degli ufficiali del n t1ovo esercitò, poichè appunto questa Ri-vista riflette mezzo secolo di storia ìntellettuale di questo nostro esercito.

il sentimento unitario e qu~llo di costante aggressività che vi tralucono tornano a merito degli scrittori. che se ne ispirarono. Evidentemente il Sironi, abbandonando lo sterile indirizzo scolastico dato alla geografia' militare dalla sistemazione che possiam chiamare idrografica delle cogniz1oni e rappresentato dal manuale del Lavallee, dovette immedesimarsi nei concetti dei Mezzacapo. Occorrevano molta sagacia ed energica personalità per abbandonare la via largamente tracciata dai programmi ufficiali e comprendere la lttilità del sentiero scelto, più penoso forse, ma più sicur·o per raggiungere una larga meta: èd occorreva pure una lunga meditazione per subordinare al nuovo concetto una estesa massa di cognizioni. Così preparato, il SirOX\Ì ebbe la fortuna di esporre neU' Istituto supremo di guerra, allora nuovamente aperto in Tori.no, il risultato dei suoi studi. Nel suo corso di geografia aveva esteso a tutto il continente europeo il metodo cui primamei:i.te si erano ispirati i fratelli :M:ezzacapo tenendosi alla sola regione italica. Agli uifì.ciali che ascoltarono la chiara e lucida esposi- · zione di una scienza che sembrava, ed era, in gran parte nuova, rimasero in modo incancellabile impressa nella mente . la descrizione della configurazione plastica del suolo europeo, la natµra delle linée lungo le quali men difficili possono procedere le operazioni militari, gli aiuti e le difficoltà che ritraggono dal terreno su cui si svolgono, e sovratutto un certo criterio pér giudicare delle deduzi9ni della geografia in relazione aì movimenti deglt eserciti in guerra. Le lezioni impartite in quell'anno costituivano un complesso ordina~o e compiuto, che era stato litografato, fu ridotto in un volume ben disposto per la stampa, e nel 1875 r eso di pubblica ragione. Fece testo e lasciò scuola, per quanto in seguito lo studio della geografia militare andasse oscillando, entro la striscia che le è lasciata per vivere, tra il campo della geografia ·fisica e quello della strategia ed invadendo or l'uno ed ora Faltro. A:llora l'impulso che venne agli studi geografici nell'esercito si comunicò anche alle

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Le dichiarazioni fatte negli ultimi tempi dai rappresentanti dei partiti estremi, sia nell'aula legislativa che nella stampa, riguardo i bilanci militari, segnano una gran diminuzione nelle loro pretese antimilitariste, ed hanno lasciato sperare ad alcun i che presto o tardi cessino da quella propaganda demolitrice del principale baluardo della nazione. Per veder~ se questa speranza abbia qualche fondamento positivo occorre r isalire alle cause, cioè indagare lo scopo, la meta di questa propaganda. In t utte l'epoche i partiti aventi per iscopo una modifi . cazionl:l violenta della costituzione sociale e politica, ten tarono di minare la forr.a armata del paese, cercando di fare fra di essa numerosi proseiiti, i quali al momento opportuno spergiuri, tradissero vilmentCI la propria bandiera. Quest'arma sì fonesta per la disciplina militare, troppo adoperata dnrante il risorgimento nazionale, pur non cessò di agire dopo la costituzione del nuovo regno. Ìnfatti le mene del partito repubblicano, negli anni in cui esso più si agitò per sovvertire il nuovo ordine di cose, dettero il triste risultato del fatto di Barsanti. Intanto mentre ']Uesto partito andava perdendo ogni importanza per l'affermarsi dell'odierna questione sociale, ecco sorgere un altro partito sovversivo, il quale all'inizio poco si cura dell'esercito, e baldanzoso, più che per il numero, per l'audacia dei suoi membri, traendo partito delle condizioni speciali di alcuni paesi, dà luogo a tumulti e ri· ({) l.'iei loro periodici i socialisti ed i repubblic.-ini si meravigliano della qualifica di sovversivi. Non sappiamo come si tlebbano chiamare coloro cho fanno pubblica professione di fette antim onarch ica ed a nticosti tuzionale.

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volte. Ma la repressione sanguinosa di alcuni di essi, ed in ispecial modo di quelli di Pari?i e di L~one del 1830 e 1831 e quelli di Parigi del maggio e del grngno del 1848, l'ind~cono a cambiar tattica. Infatti Federico Engels in una prefazione ad un opuscolo del suo maestro, ~Carlo Il~ar~, La lotta cli cla~se in Francic. dal 1.84.8 al 1.8o 0, consiglia al partito socialista di evitare le sommo~se, perc~è ~u~ste sarebbero altretyante vittorie per la reaz10ne, dati gh eserciti attuali e la loro disciplina. Da questa idea germogliò l'attuale propaganda antimilitarista, tendente a dimostrare inutili e dannosi gli eserciti ed a minarne la disciplina, onde si possa più o meno violentemente organizzare sulle sue ruine la società collettivista. E che questo sia lo scopo, è francamente confessato da tutti i socialisti. Quasi tutti i loro Congressi hanno emesso ordini del giornc, contenenti i s~guenti esplicit i concetti: «. Considerando che il militarismo è l'applicazione della « forza e della violenza alla difesa e conservazione delle « classi e delle ist ituzioni privilegiate... il Congresso rico« nosce eh.e il proletariato deve schierarsi contro di esso « come contro un nemico del suo progresso e della sua « emancipazione. >> La propaganda antimilitarista si esplica in special modo : 1° contro la funzione dell'esercito ; 2° contro la form~t degli attuali orO'anismi militari; 3° contro lo spirito .e l'educa-. b zione militare. Questo movimento comincia ad accentuarsi nol 1867; quando i più avanzati socialisti europei, il francese Barny, lo svizzero Fazy, il russo Bakouuine ed altri indicono un Congresso a Ginevra per la pace universale, la soppressione degli eserciti stanziali, la federazione dei nuovi Stati d'Europa. Ad esso invitato, prende parte anche il generale Garibaldi, il quale, disgustato di trovarsi a contatto dei più esaltati di ogni partito, si . ritira prima del voto . E da notarsi come questo vero e disinteressato amico della libertà e dell'umanità in un suo discorso ponesse a. base della pace la ,•ivendicazione cli tutti i cli?·itti dei va,·i popoli. E non poteva certo pensare diversamente chi dopo i!, -

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aver combattuto nei due mondi per questo ideale, progettava in quel tempo la spedizione di Mentana. La frase del l'Eroe, forso a sua stessa insaputa, poneva l'idea della pace perpetua fra le più belle, ma fra le più ardite utopie, g iacchè quanti secoli dovranno trascorrere perchè la base da lui indicata sia raggiunta? Sarebbe già una società ideale quella ove non esistessero più forti, pìù rapine, più omicidi; ma per la pace perpetua. occorre uno stato di civiltà ancora più a,·anzato, poichè la psicologia collettiva insegna che lè masse sotto l'impulso di date passioni si d imostrano poco dissimili col volgere dei tempi. Sarà mai possibile che le varie società umane giungano ad un grado t ale d i civiltà, che fo ndamento delle relazioni internazionali sia il rispetto reciproco dei propri diritti? Ciò presuppone anzi tutto che esse pervengano ad una tale identità di cultura, che la _nozione del diritto non sia più un fatto puramente soggettivo, ma desunta da leggi esatte quanto le leggi fisiche. Confess iamo francame nte che malgrado la più grande fede nel progresso umano, non crediamo che l'umanità possa mai raggiungere tale grado di perfezione, che presuppone l'assenza di tutto le passioni umane. La stampa antimilitarista per lo più d ichiara di lasciare a i propagandisti per la pace il còmpito di porre in evidenza i fune.,;ti mali che la guerra produce; ma ciò non toglie che essa ne approfitti per influire sull'opinione pubblica, fa lsa.udono per lo più i concetti. Lasciando stare la questione già. tanto discussa da illustri :filosofi, fra cui il compianto generale Marselli, riguardo la funzione sociale della guerra, è da notare come la maggior. parte degli antimilitaristi, che pure ad ogni piè sospinto si dichiarano i veri cultori della scienza positiva, dimostrino il più delle volte perfetta ignoranza degli odierni organismi militari, traendo conseguenze che solo potevano dedursi dalle condizioni dei passati eserciti e del loro modo di combattere. Per esempio di frequente si sente ripetere l'accusa che l'esercito è una istituzione che falsa la scelta naturale, giacchè in guerra. sono i più fo rti ed i più coragg iosi che vanno in prima fila,

come se la vergine folle di Souvaroff potesse scegliere le sue vittime! Anche lo Spencer e la sua scuola attribuiscono alla gnerra la degenerazione del nostro organismo, e perfino la diminuzione della statura. Ma è proprio questa la causa? o piuttosto non è essa dovuta al maggior consumo di forza nervosa per la grande attività intellettuale, all'at_tività fe~brile della lotta per la vita, alla rilassatezza dei costumi, che ha tanto impressionato lo stesso G: F ~rrero, da ~aria dichiarare nell'Ew·opa giovane la causa prnna delle drffer enzo fra i vari popoli? GiustameI;).te il prof. 'A.. Mosso nelle Cagioni dell'effeminatezza latina, afferma ch'è la nostra educazione effeminata che ci rende deboli. P er combattere la guerra gli antimilitaristi hanno tentato di risalire alle oause, ed hanno accettato senza discussione l'affermazione che il T olstoi fece nel Patriottismo o pace, che ramor di patria è l'unica causa di essa,.-~er cui bisogna istillare nella o·ioventù l'odio per questo sentimento, che fu sempre ritenu: il più nobile dell'umanità, ed . ispi~atore del~e più graudi virtù. L'amor di patria è la smt,es1 e 1~ difesa di tutti gl'interessi di un popolo; ora finche ~t:est1 potranno talvolta, per forza delle cose, essere i~ oppos1z1one agl'interessi altrui, è follia e delitto ispirare odio per questo sentimento. E ciò tanto più nel nostro paese ove, per le sue storiche condizioni, esso non è certo fortemente sentito. A queste esagerate e pericolose conclusioni si g_iunge, quando si cade nell'errore di r itenere che la g~erra sia una creazione artificiale della volontà umana, anzi che un fatto ineluttabile necessario dell'evòluzione sociale, un fenomeno dipendente 'da una legge cosmica, come esaurientemente dimostrò l'egregio colonnello O. Fabris (1) . Nessuno nega l'utilità della propaganda per la pace, Abitua.udo le n uove o-enerazioni a considerare la guerrfL come il più gran flagello dell'umanità, ad amare gli a.1t1:i po~ol~ come fratelli, specialmente ogg i in cui i moderni s1stem1 di (i) Nuova An t.ologfo, i.• maggio i89S.


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comunicazione permettendo lo ~cambio quotidiano~ continuo non solo delle cose, ma anche delle idee 6 dei sentimenti fra tutti gli Stati civili, hanno potentemente a iutato lo sviluppo del sentimento della solidarietà umana; la causa della pace farà gfandi progressi. l\fa se la propaganda è fatta nel senso voluto dai socialisti, che tende a rendere la gioventù imbelle, i netta alle armi, e priva d i quell'energia morale ch'essi stessi riconoscono essere l'anima della vittoria, essa sarà oltremodo fatale per la patria. Ma dove . i'u special modo gli antimilìtaris_ti pongono a prova il loro Ìngegno, é nella rieerca degli ai:gomenti per ,dimostrare i nutili e dannosi gli attuali organismi militari. Le odierne istituzioni sociali e politiche, le quali hanno allon tanato i pericoli di guerre a scopo dinastico, il carattere industriale delle presenti società, e quindi l'importanza:- presa in esse dalle questioni economiche, èhe nella guerra troverebbero . la loro rovina, l'importanza presa oggidì dall'opinione pubbblica, ed il carattere di estrema gravità che assu: mono le guerre modern~, rendono queste sempre meno probabili e più rare. Ma. da queste premesse com'è possibile giungere alla conclusione dell'abolizione degli eserciti~ Oggigi9rno assistiamo allo strano spettacolo che mentre da una parte ·1, id eale della pace uni_;ersale commuove tutti i popoli civili, dall'altra. questi sono spinti ad una febbre sempre crescente qi armamenti. È l'eterna lotta fra il sentimento e la ragione, fra il cuore e l'intelletto. È l'equilibrio fra q·ueste du e facoltà umane che mantiene la pace; quando esso è spez zato, il conflitto armato si rende inevitabile. Non vi sono p iù cause dinastiche provocatrici di guerra; ma le odierne nazioni hanno tutte istituzioni politiche e sociali atte ad evitarla? Del resto appunto per la riconosciuta importanza dei fattori economici, ·1e cause delle fu t ure gUèrre specialmente da essi potranno trarre origine. Molti g iustamente ritengono, come Emmanuele Ka~t, quale potente garanzia dèlla pace universale la solidarietà degl'interessi commerciali di tutte le nazioni. Ma quest'interessi generano anche dissidi e conflitti, che quando fossero messi in serio giuoco,

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potrebbero ,benissimo dar luogo a risoluzioni vio!~nti. N~ sia una prova 11 verito protezionista che invade tutti 1 grandi Stati, il quale si esplica non solo nella protezione della ricchezza prodotta in patria, ma anche dei. produttori della ricchezza stessa, dando l'ostracismo agli operai e professionisti stranieri. Le conséguenze disastrose della guerra si limitavano per il passato quasi esclusivamente agli Stati belligeranti. Oo-gi invece se essa scoppia fra due nazioni civili, a causa della mondiale r ete degl' interessi commerciali, il danno è sentito · da tutti i popoli civili. Infatti le guerre délla Cina e del . Trauswaal' che sono ben p iccola cosa al confronto di una lotta fra. due grandi potenze, hanno generato in Europa una situazione economica anormale per l'eccezionale consumo di capitali e di carbone, anima della moderna industria, e p·:ff la chiusura d'i mportanti mercati di consumo. Questa è senza dubbio· la causa: principale che tende a rendere iu questo ~omento storico della grande industria sempre più rari i cònfiitti armati ; ma se la pace dovesse essere più disastrosa della guerra stessa, tant.o varrebbe tentarla. L'attuale guerra anglo-boera. n'è una prova. Ponete· l'Inghilterra, la Germania, la Francia in condizioni tali che corra pericolo il loro impero coloniale, fonte principale della loro prosperità economica, e garanzia di essa nel futuro assetto mon· diale, e la guerra inevitabilmente dovrà scatenarsi. Il colosso mòscovita procede a lenti e sicuri passi nella sua espansione verso i paesi. d el sole, e non tarderà il momento in cui esso minaocerà se1;iamente gl'interessi. inglesi. Il Giappone stesso, ultimo ad ~ntrare nel m1mero delle nazioni ci vili, si sente minac~iato, e non perdendo di vista il suo avvenire, profonde milioni per aumentare la sua potenza militare. E l'ere, dità del Sultano e del F iglio del Cielo, le imprese coloniali, non nasconddno treme:µde incognite? L'Italia sola dovrebbe quindi assistere inerme a questa lotta di sup_remi interessi, , éssenzialmente economici ; senza aver nulla appreso dal passato, sperare che in una conflagrazione fosse rispettata la sua neutralità inerme? Il Piemonte di Carlo III e Venezia del 1797_info,rmino.

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E nella stessa politica coloniale n ella gu~le si esplica quasi tutta l'attività delle grandi nazioni, un paese di 32. milioni di abitanti dovrebbe restare inerte spettatore di questa gara, lasciando che altri monopolizzasse i prodotti delle regioni non ancora aperte alla civiltà? Come potrebbe un simile paese non solo lottare, ma. vivere nella concorrenza ,mondiale? Così i nostri marxisti, che ritengono il fattore econ omico l'unico motore della storia, danno ,prova della più. grande incoerenza, perchè la distruzione della forza arma.ta trarrebbe seco la d istruzione economica della patria. · J\fa per risolvere tutte queste ardue quistioni g li a:çttirl'.).ilitaristi, collegandosi ai propagandisti per la pace, ricorrono all'a1:bitrato internazionale. E d all'obbiezione che la forza di questo sarà sempre solo morale, rispon-:lono : e tutti gli arbitrati che si sono fatti? E la pressione dell'opinione pubblica ? Esempi di arbitrati si ebbero in tutte le epoche; ma le quistioni da, essi_definite non si riferiscono mai ad interessi vitali; e ve ne furono anche di quelli che a nulla approdarono appunto pe1; mancanza di coazione, come quello del papa Leone XIII riguardante le repubbliche di Haiti e di S . Domingo. La potenza attuale dell'opinione pubblica può eliminare alcune cause di guerra, ma d'altra parte · può t alvolta essa. stessa essere la scintilla provocatrice dell'incendio. La psicologia collettiva ci dice quanto sia facile eccitare le masse. giacchè in esse i sentimenti si moltiplicano ~nzi che addi zionarsi.: Non furono forse i rappresentanti dell'opinione pubblica che nel1870 enunciarono nella Camera francese l'assurda pretesa che il Re di Prussia si umiliasse dichiarando formalmen,t e che mai un principe di casa Hohenzollern sarebbe salito sul_trono di Spagna, rendendo così inevitabile la guerra? E che Napoleone III d ichiarandola vi fosse spinto non solo ; da int.e ressi dinastici, ma anche dall'opinione pubblica, lo dimostra il famoso grido à Bedin, ripetut o per tutta la Francia. Se chiamiamo quindi ut opia l'eliminazione della guerra non è per fare « l'uomo pratico, preoccupato · a volgere a

« proprio beneficio i fenomeni sociali esistenti » (1), ma per affermare non ~olo che dovranno ancora passare parecchi secoli perchè l'umanità possa appena avvicinarsi _ a questo ideale, ma che lo stat,o di civiltà attuale trae seco fatalmente numerosi pericoli di guerra, ed è quindi insàuia e delitto il volere oggidì la propria patria inerme in ossequio ad ideali umanitari. Come· l'autorità del capo famig lia pose · te;mine allo stato di guerra continua dell'uomo primitivo, quella del capo della t ribù o della gente ai conflitti fra le famiglie, quella dei capi di Stato alle lotte municipali, così contin uando il processo evoluti_vo si dovrebbe pervenire alla costituzione di un'autorità che ponesse termine, od almeno limitasse le guerre internazionali. Ma quando si avverrà st fausto evento? Per ora tristi nubi color del fuoco oscurano di tanto in tanto l'orizzont e -pohtico, e non è raro il caso di vederle risolvere in tristi pioggie di sangue! Dichiarata così la guerra poco probabile ed an?he impossibile, gli antimilitaristi si scagliarono contro gli attuali organismi militari, chiedendone da prima la completa. abolilizione. X,e accuse contro di essi sono troppo. n ote: « tol« gono ai bilanci le migliori loro energie, conducendo a « rovina le nazioni, e distolgono dai campi, dalle officine « mìlioni di lavoratòri non per interesse generale, ma per « mant_e nere il predominio di classe · nell'odierno periodo « capitalista ». Ed a conforto del loro asserto citivano l'In ghilterra, gli S tati Uniti, la Svizzera, che libera dal .1vfoloch militarista, potevano esplicare tutta la loro attività nelle arti della pace, aumentando sempre più il benessere dei propri popoli. Essi fingevano d' ignorare come ciò fosse dovuto alle speciali condizioni geografiche di quei paesi, ai quali taluno, come il Demolins, attribuisce un patriottismo ben diverso da quello delle altre nazioni, avente per caratteristica · « il ripudio · completo del militarismo » (2). Ma ohimè! Il sopraggiungere delle guerre ispano-americana ed

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Rivista ital-iana del socialismo, febbraio i$9i. .4 qnoi tient _la sttperiorilé. des Angto-Saxons.

(2) DEMOL Ji'.S .

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anglo-boera doveva battere in breccia i prediletti esempi. Allora corsero subito alla parata, ed interpretando, secondo il solito, i fenomeni storiei colla falsariga dei loro ideali, si affrettarono dopo la prima di queste guerre a dimostrare come le vittorie degli Stati Uniti fossero !a prova palmare dell'inutilità, anzi del danno degli eserciti permanenti. In pochi g iorni essi avevano costruita una flotta, organiz.z ato un esercito, ed avuta ragione di uno dei migliori soldati · del mondo. Eppure quegli stessi che così argomentavano, avevano pur riconosciuto altre volte essere· la guerra più conflitto di forze morali che materiali; ma in questa occasione non vollero o non seppero valutare quelle forze morali, come invece pretesero di fare dopo l'infausta giornata di Adua. Ed anche fermandos i ai soli fattori materiali, come avrebbe potuto l'esercito spagn,uolo, decimato dalla lunga guerra insurrezionale e dalle malattie, ·tanto lontano , dalla sua base principale di operazione, aver ragione dei nemici I interni ed esterni? E la distruzione stessa della flotta _non fu fors e la prova più evidente della necessità di una organizzazi_o ne perIJ?,anente e completa? D el resto l'esercito americano a Cuba non ebbe alcun successo decisivo, che fu invece ottenuto dalla flotta più forte e megli.o armata; e l'improvvisazione di questa non doveva riuscire difficile per una nazione ricchissima padrona di una delle prime . marine commerciali del · mondo. Ma dopo le brillanti vittorie abbiamo assistito allo strano spettacolo d.i :fieri attacchi per- · sonali, lanc_iatisi scambievohnente dei vari capi dell'esercito e della marina nord-americana, dei quali è una conseguenza il processo per l'ammiraglio Schley, testè svoltosi a Philadelphia. Tutto ciò mostra quali possano essere i sentimenti di subordinazione e .di cameratismo, che sòno' le vere basi delìa disciplina, nelle milizie improyvisate. Chi sa che cosa sarebbe avvenuto se le vittorie fossero state disfatte! Dopo il primo periodo della guerra transvaliana, gli an· timilitaristi si attaccarono invece .a ragioni tecniche, mostrando sempre più la fallacia del loro preteso argomentare scientifico. Secondo essi le nuo_v e armi e~ i nuovi esplosivi,

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e l'uso della, for-tificazione campale, hanno colà. dimostrato da una parte P-1nsufficienza dei metodi d'azione offe~siva usati finora, ·e dall'altra che per il perfezionamento delle armi il soldato professionista non ha più l'antica sua superiorità sul cittadino trasformato all'occasione soldato, ma che anzi avviene il contrario. È inutile soffermarci su queste esagerazioni, gia·cchè l' inesorabile fato dell.a storia, giudice inappellabile ed infallibile di tutte le pretese teorie scientifiche, le ha già in gran parte. abbattute. Gli Stati Uniti e la Gran Brettagna, ammae- . str~ti dall'esp~rienza, colle ultime leggi entrano a grandi passi nel moderno militarismo, non solo aumentando g randemente i loro bilanci militari, ma in special modo imitando l'ordin~mento degli altri eserciti stanziali. E dalle discussioni del Parlamento e della stampa inglese si può inferire che se un altro pericolo minacciasse il prestigio e quindi la potenza di quei grande impero, esso, facendo tacere quell'esagerato sentimento d'indipendenza personale, sarebbe indubbiamente portato all'adozione dell'obbligo generale del servizio militare. Ed a ciò potrebbe essere indotto · anche rlalla semplice -necessità di tenere al completo gli organici deÌl'esercito e della flotta. Nel 1899 fu votato l'aumento di 1000 marinai,. ma 3e ne arruolarono 980, e nel 1900, 784. E questa diminuzione andrà sempre più accentuandosi, giacchè l'aumento incessante delle industrie e dei . commerci diminuisce il numero di coloro che; non trovando altro · mestiere rimun·e rativo, finiscono per· abbracciare il servizio milit;are. Che l'esempio· degli Stati Uniti non avesse fondamento, lo riconobbe anche qualche socialista, a c·a usa del grande aumento effettuatosi colà nella marina da guerra, dovuto allo sviluppo della grande industria, mentre d'altro cant? egli pur constata che non è avvenuto lo stesso per l'esercito a causa delle condizioni geografiche (1). E non è. ancor O) Rivista 2>opolare <li scienze politiche, sociali ecc ... , 30 ago~to {898. - Dottor Boxol!I. L'evoluzione 1lel 1ni!ttarismo.


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detta l'ultima parola. Il presidente Roosewelt forse non tarderà ad entrare pienamente nella via delP imperialismo militare, consono alle idee da lui g ià espresse in vari scritti, ed ai brillanti atti da lui compiuti durante I.a guerra di Cuba quale colonnello dei ~ough Riders. In un suo libro La guerra navale del 1812, egli parla con disprezzo delle milizie improvvisate; ed in un discorso tenuto tempo addietro innanzi al Naval War College disse che la pace non è « una dea se non quando cammina colla s pada allato ». Egregi economisti hanno dimostratà falsa l'accusa ·d'im..: produttività dei bilanci militarì, e quindi del danno economico da essi causato. Oltre il contributo che essi apportano nella produzione della ricchezza per la tutela che ad essa danno, quasi tutto ciò che occorre all'esercito ed alla ma-rina viene preso dal paese, quindi i m ilioni v i testano sotto forina d i salari alle classi lavoratrici: E per gli effetti economici, se la Svizzera ebbe nell'ultimo quarto di secolo grande sviluppo di ricchezza, ciò non avvenne in proporzione ancora più grande per la Germania, patria del moderno militarismo? Nessuno può negare il grande progresso economico di questa nazione, che è ormai . diventata una seria minaccia per la stessa Inghilterra. Eppure essa è quella che h a. più spese per le forze mili tari ; e si pti.ò afférmare che a on malgrado ciò, ma solo per queste . spese irnprod,,uttfoe, ha pot,uto raggiungere la potenza attuale. Del rest o anche fra i nostri partiti popolari havvi chi nega l'improduttività delle spese militari ; ed apertamente lo ha più· volte dichiarato l'on. Sacchi. Quanto sia poi erron ea l'asserzione tanto spesso ripetuta, ch_e i nostri bilanci militari siano superi ori alla potenzialità del paese, lo diJI1.ostra il fatto che malgrado i non pochi enori politici commessi, malgrado il dispendioso congegno amministrativo, malgrado -i tanti organi non necessari, come le pretur~, le sottoprefetture, le università riconosciute inut ili, il bilancio dello Stato va sempre più consolidandosi, e ben presto acquisterà l'elasticità desiderata. Nell'esposizion e finanziaria fatta ultimamente alla Camera dall'ono-

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revole Di Broglio fu pienamente confermato che il nostro bilancio trovasi in condizioni migliori di tutti i g randi Stati d'Europa. Non solo gli ·e con omisti ortodossi, ma anche quelli socialisti, sono costretti a riconoscere l'influenza degli attuali eserciti sul · salario, g iacchè togliendo ogn i anno dal mercato mondiale centinaia d i migliaia di lavoratori, rendono minore l'offerta della mano d 'opera. E chi non vede la grande crisi che provocherebbe un disarmo, lanciando sul mercato « questo nugolo di giovani forti, attivi, i,ntelligenti, « che fatalmente scemerebbero il lavoro ed il pane ai loro « vecchi, alle loro donne, ài l oro fratelli? » (1) È u n socialìsta che parla; ed anche l'on. Turati n on si esprime diversamente.- (2) ·E d allora, è ovvio chiedere, che cosa vogliono i moderni redentori del proletariato? « In tal modo questi « lavoratori saranno altrettante forze acquisite alla rivolu« zìone » essi aggiungo~o franmimente. Ecco il vero scopo della propaganda antimilitarista ! Come abbiamo v isto, i n ostri socialisti chiesero da prima l'abolizion e assoluta dell'eserci to, ma poi coll'adozione del programma minimo entrarono in · un ordine d'idee meno assurdo, i niziando la crociata per la trasformazione di esso in nazione armata. L'Italia, essi dicono, non può pretendere ad una politica espansionista, non avendoI;J.e i mezzi°, per una . di raccoglimento i bilan ci militari premono troppo sull'economia nazionale. S i segua l'esempio dell'Ingh i lterra e della Germania, che prima divennero forti economicamente e pç>i attesero àll'espansioni. Occorre quindi « la tra« sformazione fondamen tale dell'esercito sulla base dell'or« dinamento territoriale della nazione armata, ad imitazione « del sistema svi'z zero, che assicura ad un tempo la massi ma « economia e la ~as;-;irna forza difensiva contro lo str~uier o. » Non è difficile immaginare qu~li potrebbero essere le conse· g uenze di un simile passo, specialmente nell'ora presen te in cui

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(I) CLAUDIO 'l'REVES: La Critica socia.le , i6 diceinbre 1892 - Pei· la pace e per,•il · socialismo. . (2) F. T URAT,, : La Critie<t sociale, l.6 febbraio 1893 - Guerra intorno alla pace.


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gravissimi problemi, dai quali dipende l'avvenire dei popoli, si -presentano sul tappeto della politica internazionale. Nè gli esempi citati sono esatti, perchè al contrario essi provano ap.:. punto che la potenza economica segue quella militare. Senza le lunghe lotte s0stenute dall'Inghilt.erra durante lari voluzione francèse cd il primo impero, e senza le sanguinose vittorie ottenute dalla Germania nel 1870-71, la lor·o potenza economica non avrebbe potuto raggiungere l' importanza at1 · tuale. Egregi ufficiali superiori dell'esercito, fra cui l'on. colonnello Marazzi, hanno dimostrato come col sistema svizzero l'Italia dovrebbe aumentare di molto i bilanci militari, anzi che diminuirli. Inoltre quali frutti esso darebbe a noi? Il cittadino svizzero per le sue tradizioni nasce soldato, mentre ben poche provincie italiane hanno v~re tradizioni militari. Che dire poi dei quadri? Quanti professionisti od industriali° sì assoggetterebbero volontieri in tempo, di pace a perdere parte del loro tempo per lo studio delle scienze militari 8 per le annuali manovre? Non è facile poi comprendere che cosa intendano gli antimilitaristi per esercito di difesa. È ovvio che l'organismo militare d i uno Stat,o desioso di conquiste sia molto più potente di un altro bastevole « ai bisogni d i un popolo « che non abbia icles di aggressione, e voglia attendere a « svil uppare nella pace le vere risorse di una grandezza « futura » (Patto di Roma) . Ma come precisarne i l imiti ? L'organizzazione della forza armata del nostro paese non dipende certamente dal concetto di unR politica espansionista, sì bene esclusivamente da quello di pnra difesa; ma perchè a ciò risponda, occorre che il rapporto fra di essa e quella degli Sbti , vicini non vada al d isotto di un dato limite. Che cosa s'intende per la pura difesa? Se uno Stato fa guerra difensiva politicamente, cioè lascia ad altri il compito dell'aggressione, ciò non implica che debba anche strategicamente e tatticamente agire difensivamente per tutta la durata delle guerra. :È assioma, sia neli'arte schermistica che nell'arte delle g uerra, che chi si limita a parare

I PARTITI SOVVEltSIVI E L'ESERClTO

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colpi dell'a.'vversario va incontro a sicura rovina. Ora G[Uando i probabili nemici sono forti e potenti com'è possibile consigliare la riduzione degli armamenti? Nell'ultima, discussione del bilancio della marina un deputato socialista dis:;e che per avere una forte marin_a occorrono molti milia1:di; l'Italia non li ha, quindi vi rinunzi del tutto; limitandosi a proteggere i connazionali all'estero moralmente! Che cosa avrebbe ottenuto la Francia nell'ultima vertenza colla Sublime Por ta, se si fosse limitata a difendere in tal modo gl'interessi dei suoi cittadini, e non coi cannoni della sua :fl.ottà.? E dire che i socialisti parlano ~empre in nome della scienza positiva, guardando con sovrano disprezzo dall'alto del loro Olimpo i loro avversari, È notevole if fatto che quasi tutti i loro scritti portino la impronta di questa pretesa. superiorità ::lCientifica, che li spinge tal volta a parlare con poco rispettù anche di iridiv'idualità come lo Spencer. Da quale ramo della sèienza positiva si ricava l'efficacia di una protezione morale nei rapporti internazionali? Occorre poi notare come ciò sia in perfetta opposizione coi principi del loro sommo maestro, Carlo Marx, giacchè se i fenomeni sociali dipendono tutti da cause economiche dOm'egli afferma, questa protezione morale è semplicemente assurda. E pur restando nel solo campo economico, non è forse la forza armata di un paese quella che oggidì maggiormente . pesa nella stipulazione dei trattati di commercio? Il partito agrario tedesco ci minaccia la guerra doganale, che forse sarà scongiurata dalla prossima scadenza dei t rattati di alleanza. La debolezza e l'isolamento politico non si risolverebbe anche in isolamento economico? Ma non basta. Altri çouosceudo la necessità dell'esercito per difendersi dalle ingordigie dei vicini, dice che però l'Italia ne può fare a meno, potendo la sua frontiera terrestre essere facilmente difesa (1). Eppure la storia del nostro paes~ c'insegna che in tutti i tempi, senza un forte eser(i) Rivista popola1·e di scienze, ,polit.ica, sociale, ecc., marzo J.899. /,J i-sl-ilnzioni pm-la1nentari. - Un ti·avet.

Gli eserciti e·


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I PARTITI SOVVERSlVl E, L'ESERCITO

I PARTITI SOVVÈRSIVl E L'ESERCITO

cito, le inaccessibili Alpi non arrestarono g l' ìÙva.sori, senza tener conto della possibilità di sbarchi che le nostre estese coste .offrono. Ma non sonò queste le sole esagerazioni che pervertono l'opinione pubblica. Avvi chi scrisse: « Nessuno Stato, nes« sun potere pensa o può pensare da senno ad attaccare la « nostra integrità nazionale. Nessun potentato straniero riu« scirebbe a tener soggiogata, per una settimana,. una parte « qualsiàsi dell'Italia oggi unita. Tutto il popolo sorgerebbe « in armi, magari coi ferri di cucina ..... (1) ». Follie, che possono trarre a ro.,iina la patria. La Francia nel 1870-71 non mancava certo di patriottismo, e sebben~ usasse dopo Sédan armi ben diverse dai ferri di cucina, dovè cedere due delle sue più belle provincie allo straniero, e queste ben · compresero che una rivolta non avrebbe approdato che ad un inutile spargimento di sangue. · Ma' gli antimilitaristi hanno fatto un altro passo nella via delle concessioni. Nella tornata della· Camera del 7. marzo 1901 l'onorevol~ Ferri si limitò a chi~dere il consolidamento del bilancio della_guerra, e l'abolizione di 2 corpi d'armata, facendo notare come alte autorità militari fossero del suo parere. Eppure lo stesso oratore soio pochi mesi prima aveva chiesto una r iduzione d i 100 ·milioni (2) . Ma dove in special modo i sovversivi aguzzano i loro strali, è quando parlano dello spirito militare, della vita della caserma. Le loro accuse, il più delle volte vere calunnie, sono · ormai ben note : la d isciplina militare indebolisce la volontà, distrugge ogni personalità; la morale militare è diversa da quella civile; il miiitarismo è scuola di demoralizzazione, è scnola del delitto; lo spirito militare tende alla guerra ecc .... , È inutile soffermaci su questo punto, essendo stato più volte esaurientemente trattato da compe-

cc-

(!) C1·itica sociale, ! G novèmbre -1892. - La difesa nazionale st ,1,diata da JV. laianni. - F. TUHATI. N. CoLAIAN!'<I. - La sociologia criminale. (2) Quest'articolo era già compilato quando cor:nparve· sull'Avanti il progetto di l'i·

forma militare rlell'on. Ciccotti, che segna un altro grande rasso sulla stessa via.

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tenti scrittori, .fra i quali va notato l'anonimo autore delle

Istituzioni milita1·i ed il lo1·0 amJenire (1). Basteranno poche osservazioni. Noi vediamo venire sotto le armi giovani per lo più rozzi, ignoranti, colla mente povera, talora non conoscendo neppure di nome i principali doveri sociali ; ed andarsene poi, dopo il breve servizio, forti, agili, col!' intelligenza aperta, colla conoscenza, sia pure embrionale, della sobrietà, della tempera~za, dell'ordine, dei sentimenti d'onore e di disciplina civile e militare. Noi vediamo il nostro contadino, egoista per natura, divenuto soldato slanciarsi fra i pericoli di un incendio, di una inondazione, di un terremoto, di ùna epidemia per portare il suo fraterno aiuto; ovvero io lontane ragioni, in mezzo ad esempi di furti e di rapine, farsi ammirare per la sua disciplina. l'{on .abbianro, quindi il diritto di uhiedere quale altra istituzione sociale possa dare simili risultati , in si breve tempo? Del resto quegli stesso che chiamò l'esercito scuola del delitto, non poté fare a meno di riconoscerne le qualità individuali (2). Quella stessa scienza positiva che fa dichiarare l'esercito scuola del . delitto, ammette poi che una propaganda la quale tende a sconvolgére le basi dell'etica attuale, dichiarando il sentimento religioso falso e dannoso·, la proprietà un furto, la famiglia causa d i prostituzione, la _patria una astrazione che rende g li u omini nemici, euc..... , che questa propaganda di o.dio sollevi l'anil'.lla del proletariato ad ideali più. morali e più nobili! Povera scienza, come ~a parola libertà servì a coprire ·tutte le bandiere, così tu copri i più, strani concetti! I socialisti sono perfettamente logici. Essi dichiarano erroneo ed ingiusto il diritto tutela to dagli .odierni S tati, è quindi natur ale che chiedano l'abolizione degli eserciti, che difendono appunto questo diritto. Ma, per carità, cessino una buona volta di parlarè in nome della suienza, venendo Roma, tipografia E. Voghera, L. 3. \2) Rivista popolare di scienze, politica, ·ecc.... - 1.5 maggio {897.

(i) Le istituzioni militm·i ed il loro avvenire. -


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l PAttTIT.I SOVVERSIVI E L'ESERCITO

a conclusioni sì unilaterali ed antiscientifiche da coonestare l'opinione di coloro che gridano alla bancarotta· di essa. _L'esercito è una istituzione che ha pet iscopo l'impiego della forza, è naturale qnindi che tutta la sua educ.azione tenda allo sviluppo dei senti!flenti che giovano ad . essa. Ma qu èsta non è la forza bruta· del selvaggio, bensì quella inteHigente, cosciente dell'uomo civile. Se questi sentimenti ispirano timore ai voiuti umanitari, nbn resta che instillare ne11'animo della. gioventù la massima ·cristiana di porgere l'altra guancia ·se si è colpitì in una. Fo;se ad e$sa s'ispirò il Ferrero quando si congratula va cogl'Italiani del senno ,mostrato dopo Adua ! Eppure egli stesso git1stamente os~erva come u na delìe cause della s uperioritii politica, morale ed economica delle razze germaniche su quelle latine sia un più sentito sentimento del dovere (1). Non è forse l'esercito l'istituzione che ·più di tutte le altre ispira questo sentimento, ché è condizione essenziale per la sua esistenza? Ma oltre la propaganda d'idee, v' è quella sorda, sleale, · _che cerca qon tutte le armi non solo di spingere la gioventù all'indisciplina ed alla ribellione, ma· di porre l'esercito, ed in special modo gli ufficiali, che · ne sono l'anima, in cattiva luce presso il paese. Ed al pericolo che demora- · lizzandolo, esso non sappia poi rispondere all'appeÌlo délla 'patria, gli antimilttaristi obbiettano: « piano, è contro l'e· « sercit0 stanziale che noi iùsorgiamo, non contro ·la difesa « naz1onale (? !) » (2). Questo pericolo fu riconosciuto dagli stessi socialisti. Infatti 81 Congresso internazionale di Bruxelles del 1891 la . propos·ta di sciopero generale in caso di guerril, fu a grande maggioranza respinta, per · opera specialmentfl del LiebKnecht, perchè riconosciuta pericolosa, potendo porre uno Stato in condizione di seria inferiorità rispetto all'avversario. Ed i socialisti italiani, che fe?ero plauso a questa deci. sione, (3) perchè pensano div~rsamente per il loro paese? (i) G. F'Eruurno. - L'Europa giovane. (2) llivista vopolai·e !l,i scienze, politica,

-militare. -

I PA RTITl SOVVF,RSlVJ E l,' ESERCJTO

Perchè il loro scopo è di abbattere le istituzioni che ci reggono, incompatibili, secondo essi, colle riforme popolarj, senza preoccuparsi menomamente dei pericoli ai quali si p~ssa andare incontro. . Dopo la disfatta di Abba Garima essi ed i repubblicani,· uei loro p~:incipali periodici, si palleggiaronç, _la responsab ilità di un~ mà:p.cata sommossa -per abbattere ·la Dinastia. Ed in questa patriottica disputa la Rivista popolar·e, più volte citata, notava candidamente che i socialisti dovevano non aver favorito il moto ·insurrezionale a Milano, facendo tesoro di quegli ammonimenti che Engels aveva dat·o nella prefazione all'opuscolo del Marx. Nè le recenti dichiarazioni del partito soeialista, fatte più per opportunismo po)itico che per int,irna convinzione, possono dare sicuro affidamento per il futuro. Ciò non vogliono comprendere non pochi dei partiti co stituzionali, i quali talvolta trascinati dalla passione politica, o per acquistarsi una falsa popolarità, fanno a gara coi partiti estremi, sia· nella stampa che nel Parlamento, per discutere contin uamente l'esercito, non av~redend osi che in tal modo si avviano ad un · vero suicidio. Gli sgravi .e le economie sui bilanci militari sono la migliore piattaforma elettorale, e non sono pochi <1 uelli che li sposano nei loro programmi. Così alla propaganda antimili~arista dei partiti so·v versivi si aggiunge anche quella degli uomini d'ordine; ed il nostro popolo che non ha alcun sentimento militare, :finiscP per convincersi che l'esercito è la causa prima di tutti i suoi malanni economici. Questo a sua volta., vedendosi cosl discusso ed inviso, non può non soffrirne, nè sfuggtre alla demoralizzazione che n'è la conseguenza,. E così lo scopo antimilitarista è pienamente raggiunto. LORENZO FERRARO cr.ipitano d i (a11.tcri.1 .

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Pag. 189.

ecc. - 30 gennaio i897. - La saperstizione

W .U'l'Efl MOCCHI.

· (3) Cri/.ica socia.le. -

30, dièembre !89.f.

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ANNÙ XLV II.


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COME SI POSSONO PREPARARE l,E PATTOGLlE, ECC.

C01\IE S! POSSO~O PREPARARE LE PATTUGLrn NEI REGGIMENTI D'AR!l1IGLIER.IA DA CAMPAGNA

Oonside\'iamo un campo ipotetico di combattimento nell'istante del contatto iniziale delle parti fronteggiantis i. Prima assoluta preoccupazione dì ogni comandante, da quello d i compagnia a quello supremo, sono : i g1·andi, gli i1Te.sistibili effetti delle ai·mi modenze.

Un battaglione cli 1000 uomini copre, in un minuto di tiro celere, la zona presa di mira a 1000 m, con 8, 10, 15 mila col pi; una batteria di 6 pezzi, con un materiale a tiro celere (veramente celere), può portare a 5 7cm, ogni minut~, una grandine cli 18 000 pallette. Por non essere soggetti alla distruzione pronta, immediata, sotLo una ra.:ffi.ca micidiale, i grandi reparti non possono r imanere compatti che alle grandi distan:;,;e, dietro le ineguaglianze del terreno che Ji nascondono al tiro avversario ; perchè non basta essere defilati dalla vista dopo il perfezionamento del tiro contro obbiettivi coperti. S'impongono inoltre la suddivisione in linee di colonne e la marcia fa-

(1) Questo articolo viene pubblicato, coiae n elln. nostra Rivista, anc he nella Rivista d'À1·tiglieria e 0mi o, in seguito ad accordi che le Direzioni <lei due periodici di buon grado hanno preso fra di loro, t rattandosi <li un esperimento. didatt ico bon r iuscito, che ha specia le importanza per l'artiglier ia da campagna, e la cui conoscenza si ritiene utile anche alle ~ ltro armi. (N. d. D.).

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t icosa per schiere fra i campi, quando il nemic~ è a~cora l ontano, come pure la proparazione col fuoco pnma d1 az,zardare lR, marcia in avanti. La regina delle battaglie che non sì adatta alle nuove {}ondizioni di combattimento è destinata a pel·clere la gloriosa corona,:' la reo-ina del combattimento, la baionetta, che. o ha troppa furia di correre alla vittoria, è cer ta di spezzarsi i n mille frantumi, seminando i campi cli lamenti e di ran-. toli, e le file del panico compagno àll'impotenza. Neppure l'impet uoso avanza.r e delle schiere di Skobeleff ha saputo trionfare di un fuoco appostato, insistente, distruttore, e la t attica inglese, compassata e spesso troppo confidente, ha .sofferto ben dure sorprese a;l cospetto della fanter ia boera, pronta a sterminare i reparti marcianti allo s~opert_o. . Osserviamolo questo campo ipotetico : tutti app1attat1, masse · rincalzi, linee di spiegamento, tutti intenti a stu<liare terreno, le mosse dell'avversario. Cavalleria dì ~coperta pat\;nglie di ufficiali, r icognizioni di stato magg10r e scora~zano spiano s'iucontrano, sollevano quel crepitio che ' . nulla può dire ai comandanti, quando non ri~sce ~ _tog_l1ere qua e là il velò dietro ~il quale si celano le cl1spos1z1om del nemico. L'artiglieria ha il còmpito di agire alle grandi d~stanze contro le trnppe avversarie appena si mostrano, cli scuoterle nelle posizioni, perchè queste si possano poi affrontare; essa deve quindi operare a massa, grande o piccola, fin dal primo momento dell'azione, costituire l'ossatura del combattimento, delineare il quadro, nel qnale il comandante possa tracciare a grandi t ratti e rapidamente il suo con cetto tattico. « Compinto l'esame (del t:rre1~0) l'ordi~e di_ ope~a~ion~ è l' emanazione del concetto smtetico che l ufficiale e nusc1to -a formarsi integra.ndo in certo modo nel termine scopo q nelli di. fo1·.~a, neniico, tempo, te1·1·eno. E la parte difficile di questa integrazione consi~te essenzialmente in ciò che la mente deve con induzioni ed i potesi studiarsi di determinare la parle ignota che può esr:;ere in tali termini. » Ciò h a insegnato un nostr o

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CO~IE SI POSSONO PREPARALH~ LE PATTU GLIE

esimio maestro di tattica, e poichè la perfezione delle armi ha moltiplicato l'importanza dell'azi one l ontana, lo studio_ di. questo termine, nuovo per la SLla estensione e potenza, deve servire a completare l'emanazione del concetto tattico. Onde la necessità di ricognizioni speciali dell'arm a d'artiglieria. Non bastano le indicazioni generiche sulle disposizioni dell'avversario,. come si raccolgono dalla. ca,,alleria. .dalle pattuglie di ufiìciali, e dello stato maggiore; conviene riconoscere, dedurre, d~1lle qualità del terreno, dai .~uoi caratteri di viabilità, di dominio, di possibilità del tiro coperto, ove si porteranno iniziaJmeute le batterie avversarie, come potranno le bittterie nostre occupare le posizioni nel minor tempo possibile con marcia coperta, o rapida, di fronte al migliore bersaglio e nelle condizioni di poterlo cogliere all' improvviso; couviene cerearne con speditezza la distanza e i dati di puntamento per aggiustare in breve il proprio tiro. Poichè è principio tutto moderno, derivante dalla precisione delle armi e dallo polveri infun1i, che uu reparto d'a.rtiglieri~1, He non VUOl farili distruggere, llOU puÒ decidersi al movimento di andata in batteria, se non si assicura in precedenza ìe seguenti condizioni: bersaglio accertato, marcia celerissima o riparata, prontezza nell'apertura del fuoco e nell'aggiustamento nel tiro. · Se il terreno è piano e coperto, i partiti sono tratti inconsapevolmente ad urtarsi colle fanterie, e quello rinforzato dallo batterie, che non debbono perdere l'occasione di agire pure alle brevi distanze anche col pericolo di farsi disLrnggére e di perdere i propri .pezzi, potrà avere il sopravvento del fuoco e procedere all'urto, quell'urto che oggidì non si può tentare quando la linea avversaria non sia scossa materialmente e moralmente. Ma nel labirinto del t erreno coperto le artiglierie non possono inoltrarsi, se un occhio esperto non abbia riconosciuto le strade, gli ostacoli alla marcia di materiali ancora pesanti ; non possono orientare il proprio tiro, se una ricognizione tecnica insieme colle punte cli cavalleria non abbi~ dedotto la probabile direzione di marcia <lelle g rosse unità di fanteria e delle batterie che le possont:l

NKL REGGUIEXT! D'ARTIGUERJA DA CAMPAGNA

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accompagnare, non abbia riconosciuti i punti del terreno per i quali il partito avverso deve forzatament~ pas_sare, le looalità che il partito stesso sarà tratto dalla s1tuaz1one ad occupare, q uclle ove sarà forzato dal terreno ad arresta.rsi. L'esperienza fat ta nello scorso anno ~dle manovre di campagna del VI corpo d'armfita ha provato come le brigate di artiglieria si possono frazionare nelle linee di offesa., quando alle batterie giungano infornrnzioni attendibili per organ).z-zaro il tiro coperto contro i punti prestabiliti di passaggio, di sosta o di occupazione delle truppe avversarie, cercando opportuni osservatorì elevàti, da.i quali possano_ spiarné le mos~e e determinare i dati di direzionb e di. distanza pel puntamento indiretto. . . , Ohe l'avanscoper ta speciale per mezzo d1 pattuglie dar tiglieria sia necessaria, dopo l'adozione delle polveri infumi ed il perfezionamento dei metodi di tiro coperto, molte pubblicazioni lo dimostrarono, ed io non spenderò parola per confermare tale pr~ncipio rimandando il lettore alh1 più re<:ente pubblicazione Lei pattuglia d' a1·tiglie;ria del tenente colonnello Riider. Aggiungerò solo che presso gli a ltri ese~ci~i ~i s~a ya_ssando dalla teoria alla pratica istruendo ufficiali d art1ghena nell'osservazione e nel rilievo a vista del terreno, addestrando sottufficiali e soldati d'artiglieria al servi zio di pattuglie e di trasmissione di ordini se-ritti o verbali, coll'ausilio delle carte topoo-rafìche allenando cavalli alle fatiche di marcia celere, o ' per organizz~ire un servizio di corrispondenza, che tenga, co~ stantemente in contatt0 la scoperta d'artiglieria coi comandi generali dell'arma che non possono la.nei.are le proprie u~ità verso lo scopo, se non hanno un concetto abbastanza oh1_aro della situazione e del terreno sul quale deve svilupparsi la marcia. Onde la convenienza di riconoscere in modo pratico se .anche la nostra artiglieria da campo può attendere a prepararsi gJi elementi pel nuovo còmpito di manovra. Il n. 10 del regolamento d'istruzione e di servizio interno per l 'artiglicria annovera fra i ~uezzi di istruzione per gli uf-

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NEI REGGIMENTI D '.ARTIGt.lERIA ' DA CAMPAGNA

COME S! POSSONO PRE PARA f!E LE PATTUGLIE

fìciali le manovre sulla carta e quelle -coi quadri, fatte con larghezza di criteri, ed accenna ad e.sercitazioni sul terreno per osse1Tarue i caratteri e dedurre il mod o di agire delle truppe nei vari atti di manovra, di prepara,zione, di avanzata, di difesa, colla soluzione di brevi temi improvvisati . Al successivo n . 12 il regolamento stesso • consiglia le marce di resistenza per g iovare all'educazione fisica degli ufficiali. ' .All'applicazione più proficua di tali concetti risponde la preparazione delle pattl1glie d'artiglieria, le quali, perchè ben raggiungano il foro scopo, esigono appunto grande pratica nell'osservazione del terreno, prontezza nel dedurre gli atti di combaU.imento che ne possono dipendere, facilità di c?municare in modo chiaro ed esatto tale deduzione al superiore che se no deve v1~lere, speditezza nel comunicare al superiore stesso i dati che gli possono occorrere per facilit-aré ed abbreviare la sua r icognizione del terreno e della situazione tattica. Ritenendo quindi che l'istruzione della pattualia sia nello . . t, spinto del regolamento predetto, se non nella. sua lettera, ho creduto utile procedere ad un esperimento per verificare se i nostri reparti d'artiglieria campale, malgrado alcune deficen:.1e nel loro organico, hanno elemen ti adatti a q nesto nuovo ammaestramento, che generalizzato, ne aumenterebbe l'attitudine pel com battimento. L'istruzione venne di.retta da un capitano sotto la immediata soi.:veglia.nza del comandante del reggimento, coadiuvato da un ufficiale superiore, e si svolse in tre distinti periodi: · 1° esercitazioni di rilievo del terreno a vista e compifa,zione di relazioni sui suoi caratteri; 2° studio di posizione per completare l'attitudine degli ufficiali a valutarn rapidamente i caratteri del terreno ed il modo di profittarne tanto nell'azione difensiva,, quanto in quella offensiva: 3° pratico esercizio delle pattuglie m base a temi tat~ tìci gradatame.nto pià compléssi.

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Ai due primi periodi presero parte tutti gli ufficiali subalterni disponibili del reggimento nello scopo di sviluppare la pratica conoscenza del terreno, cli perfezionare il modo di desumerne e rappr esentarne i caratteri tattici dal punto di vista dell'impiego dell'a.rtiglioria da campagna, e di scegliere ad istruzione ultimata gli uffi ciali più abili a guidare le pattuglie, tenendo conto della loro attituclino nell'esame del terreno e nelle levate a vista, come pure della loro abilità nell'equitazione di campagna. Giova però osservare che il primo p eriodo devesi ritenere come eccezionale per quest o primo esperimenLo, poichè adottata regolarmente la pattuglia ed il relativo modo di istruzione, l'attitudine delle levate a vista verrebbe in precedenza sviluppata ed i reggimenti non avrebbero che il còrnpito limitato di completare con poche esercitazioni pratiche lo facoltà già a.c quistate dagli uf.fici11.li. Parimente, il secondo periodo potrebbe svolgersi in poche lezioni, quando i reggimenti dispongano già di una buona maestranza in' questo genere di servizio, potendosi limitare lo studio di posizione agli ufficiali nuovi giunti ed a quegli altri che, dapprima deficienti, intendessero perfezionare le proprie facoltà cli osservazione o di riproduzione dei caratteri del terreno per mettersi in grado di prendere con profitto il comanao di una pattuglia. Ciò premesso, esaminiamo come si svolsero i singoli periodi e quale grado di perfezionamento siasi ot tenuto in ciascnno di es;i.


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CO li E SI POSSONO PREPARARE LE PA1"rUGLIE

NEI REGGIMEl'l'l'I D'AR'l'IGLIERIA DA CAMPAGNA

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ciò che si deve estrinsècar e il discernimento del comandante della pattuglia, il· quale deve saper rilevare ·q uanto può occorrere al comandante delle truppe per valutare il terreno . e la sua percorribilità. Raccogliere i dati più indispensabili col minor lavoro e nel minor tempo è il còmpito della pattuglia; alla guale le principali difficoltà sono opposte dàlla r isti'ettezza del tempo, dovendo i dati giungere al comanda,i1te dell'artiglieria al più presto possibile, e daìla fuci.l eria av versaria, al cui fooco la pattuglia non si deve esporre inutilmente. P er conseguenza non si farà menzione negli schizzi e nelle spiegazioni annesse che delle difficoltà di viabilità, e di presa di posizione che le trnppe; e massime l'artiglieria, possono i ucontrare. Lo studio ctel terreno deve estendersi essenzialmente sulle posizioni avversarie. e su quelle da occuparsi dalle proprie truppe, per le particolarità che non si possono rilevare sulla cart~1 clell'l : 100 000, e deve r iflettere ciò che è necessario alla marcia ed al tiro dell'artiglieria. , L a viabilità: delle linee di accesso alle posizioni di avanzata o di ritirat a deve essere accenn·ata per quanto non si può desumere dalla carta dell' l : 100 000 e le relative indicazioni devono essere in massima negative, cioè si deve solo indicare al comandante dell'artiglieria che il tale tratto di strada non è percorribile. Inutile quindi esporre il % delle pendenze, bastando il giudizio del capo-pat tuglia per rendere edotto il comandante ora tletto se la stra.da è praticabile. I n tal modo il capo-pattuglia non sarà distratto da calcoli o da stime a vista.. che non sono necessari, e potrà r ivolo·ere la sua osserva,zione ai punti da battere, alla loro clisfanza dalle batteria, agli angoli di sito, alle località per la posizione del secondo repar·to-cassoni, degl~ avantreni ecc. Nei punti che il. capo-pattuglia v uole illustrare in confronto della carta deW1: \00 000, sémplici rette che faccianù capo alla posizione della batteria ed a quelle da battersi, devono indicare le d irezioni di t iro e le distanze misurate

I° PERIOD0.<1> Esercitazioni di rilievo del terreno a vista con succinta relazione sui suoi caratteri.

In ciascun esercizio il capitano direttore assegnò ai smgoli ufficiali una zona di terreno con )'incarioo di percorrerla, di studiarne le forme per rispetto all' impiego delle tre armi, di rilevare le difficoltà di marcia e di· presa di posizione delle batterie. · Gli schizzi si dovevano tracciare su carta millimetrata senza ausilio della carta topografica, se non per trasportarvi i punti principali che dovevano inquadrare il lavoro. Una breve relazione doveva indicare le caratteristiche più salienti del terreno ed i dati che potevano occorreie al 00rnandante d'artiglieria al quale la reh1zione era diretta. Il ca.pita.no direttore fece a ciascun ufficiale le osservazioni che gli parvero più opportune per meglio indirizzare il lavoro allo scopo che si voieva raggiungere, ed il coman- . dante del r eggimento in seguito completò tali osservazioni sintetizz~mdo nel segaente modo le principali mende che si poterono rilevare d111l'esame dei primi lavori di ricognizione. Gli schizzi devono ·essere una illustrazione di ciò che già il comandante, cui sono dirett i, può leggere nella carta dell' 1: 100 000, abitualmente impiegata nelle manovre ed in guerra. A.nzichè rappresentare intere zone o lunghi tratti di strada, devono riflettere piccoli tratti cli terreno o cli strada che non sono segnati sulla carta anzidetta o vi sono indicati in modo sommario per la piccolezza della soab. Ed è in (1) Sento il dovere di segnalare l'attività e lo zelo degl i ufficiali subalterni c he presero par te all'istruzione, e la competenza del capitano sig nor G io vanni Hesse che ha diretto l'ist ruzione, formulando i temi, ed ap9licandoli a l terreno.

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COM:!!: SI POSSONO PREPAitARE L E PA'r:I'UGLIE

col _telemetro ·o stimate a vista; quan~o non si possono desumere dalla carta dell'l : 100 000 con sufficiente precisione per gli usi del tiro (apertura iniziale del fuoco) . . Lo stile dev'essere telegrafico, riferentesi alle sole particolarità di tiro o di viabilità che si vogliono far rilevare a chi riceve la relazione del ~apo-pattuglia. Esso deve riferirsi · ai punti principali della carta 1 : 100 000 ed indicare con lettere ben visibili i punti dello schizzo che si nominano, riferendosi per q tÌanto è possibile a qualche segno della carta J. : 1.00 000 (quota, tratto marcato di terreno ecc.). La callig rafia deve essere per q uanto possibile ni~ida: grande, perchè un'informazione mal compresa è più nociva alla prontezza ed alla sicurezza della decisione di quanto sia un imperfetto apprezzamento clel terreno sulla c.a rta dell'l : 100 000 ; apprez,, zamento che si può correggere durante la marcia, mentre sulle informazioni del capo-pattuglia i comandanti devono decidere senza aver percorso il terreno. È questo un p~irticolare molto importante, sebbene a prima vista possa apparire di poco rilievo. Molto utili i disegni a curve, quando si sappiano fare speditamente e non costituiscano una delle principali preoccupazioni di chi compila lo schizzo. Ohi riceve il rapporto . di un capo-pattuglia vede meglio il terreno quando è descritto ar tisdcamente. Ho visto alcun i schizzi di montagna del colonnello Allason che, artigliere, è pure artista, i quali bastavano da se soli a dare un'idea della località e del modo di occuparla. Annessi ad un rapporto di. ricognizione, furono molto lodati nel concetto e nell'esecuzione.

[n base a codesti appm'lti si eseguirono altri quattro eser cizi di rilievo . a vist,a e gli ufficiali, con molt.o impegno, si applicarono 'a migìiorare i lor o rapporti secondo il concetto loro espresso. L'esame dei lavori presentati in tali esercizi ha fatto riconoscere che essi acquistavano gradatamente buona pra-

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NEI REGGIMENT I D ARTIGLIERI A. PA CAMPAGNA

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t ica nel ritrarre le linee e le particolarità del terreno ~h~ pi~ int eressano l'impiego delle truppe, quantunque sias1 ancora rilevato negli ultimi schizzi tenclenza a curare soverchiamente il disegno, propensione a valutare _ t~n p~' t roppo genericamente il valore delle posizio~i _e ad nnyn~ mere alle r elazioni un'impronta tr?ppo descrittiva, anz1che adott a~e stile conciso e pratica obbiettività nel _designare al comandante i caratt eri tattici della zona cons1de_rata. Malgrado queste mende, l'istruzione di questo pen odo ha dfit o i frutti che se n e attendevano.

II° PERIODO. Studio di posizione. ... Prima di dar corso alle esercitazioni del 2° periodo ven~ nero . adottate le disposizioni per la scelta clel personale _d1 truppa e dei cavalli che dovevano far parte delle_ p~ttugh ~, ritenendo che fin· da questo periodo dovesse prmc1p1are 11 lavoro per addestrare i graduati e soldati a.ì~a pratica lettura delle carte t opografiche, come è necessario a~ una b~ona g uida, e per allenare il personale stesso ed 1 cavalli alle marce rapide. . . . . . . Il personale di t ruppa doveva essere ·d1strnto per mt~lhgenza ed abilità nel cavlrlcare, i ca.valli si dov~vano sceghere fra i meglio att i alle fatiche delle marce celeri e pro~ungat~. .Avendo riguardo allo scopo dell'istruzione che rn1rn va_ad impiegare solo gli elementi che i reparti yotevr~no forn~re: ' o-li ufficiali subalterni dovevano montare 1 propri cavalli d1 ~arica. Una speciale commissione presieduta da un ~1:ffi.ci~le superiore e assistita ~al capitano veterinario, ebbe l'~ncfm _c~ di un'attenta visita e della conseguente scelta. Fra 1 tredici cavalli di carica dell'ultima rimonta irlandese, fatta negli anni 1899-1900 dal colonnello Guicciardi, tr e soli ven nero dichiar~ti non idonei allo speciale servizio, per chè deficienti di strutt ura o cogli ar:ti non in buone condizioni; gli


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. COltE SI POSSONO P REPA RARE r.E P.\T'l' UGLlE

altri furono r iconosciuti in ot timo stat<;> di n utrizione e di membratura · , Ciascuna batteria venne ricl).iesta di un sottufficiale e di un. soldato coi corrispondenti cavalli da sella e: dalla visita passata a, questi ult imi daìla commissione stessa, risultò che una, sola batteria non potè presentare cavalli adatti allo speciale servizio, trovandosi in particolari condizioni per c1ualità di cavalli. · · I cavalli di truppa prescelti risultarono delle seg uenti razze e provenienze : N. '7, Lazio ( » 1, Toscana j deposito allevamentò di Grosseto. » 2, Lombarda } . » 1, Veneta \ deposito allevamento cli Palmanova. » 2, Emiliana deposito allevamento di Portovecchio. » 1, Italiana. dal commercio. La loro età variava dai 6 ai 13 anni. . Nell'intento poi di risparmiare i cavalli, pur sottoponendoli al lavoro richiesto dallo speciale ser vizio, si compilarono e si ·consegnarono a ciascun cavaiiere alcune norme di servizio e di funzio namento delle pattuglie. I n esse, dopo di. avere richiamate le prescrizioni del n umero 12 dell'istruzione sul cavallo e quelle del regolamento di servizio in guerra parte 1" (dal n. 17 aJ n . 22), si diedero : ,, le seguenti speciali avvertenze , trasporto sulla sella, nel r ispettivo sacco, d i due razìoni di biadà, da consumarsi durante la scoper ta, q uando questa s.i pr olungasse per molte ore o si protraesse a d ue ·g iornì, come può accadere in guerra; · velocità normale di 10 7cm all'ora, da r aggiungersi con opportune riprese di passo, trotto e ga~oppo e da spingersi , nei casi di urgenza, al massimo rendimento del cavallo, preparandolo con preventivo allenamento alle an dat ure allungate specialmente di passo ; . frequénti appiedamenti, e relative cure pei cavalli, sia duran te la scoperta in prossimità dell'avversario, alla cui '-"

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NEI REGGIME1''rI D A R'r1GLIERJ A DA CAMPAGNA

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vista conviene sottrarsi , qùanto nelle lirngh.e discese che superino 1'8 o il 10 °/ nelle quali il cavallo montato si logora nell'antehore, mentre muove più sollecito se scosso i preferire le buone strade, quand'anche abbiano percorso maggiore, ed usare del galoppo for zato solo per sottrarsi alle pattuglie avversarie o per attaccarle arditamente, quando ciò sia indispensabile. P redisposto in tal moclo per la. scelt1.1 del personale e dei quadrupedi, si diede principio all'istruzione del 2• periodo. Pei dne primi esercizi, il capita.no direttore credette di assegnare a ciascun ufficiale una zona ri:,tretta cli terreno per studiarne l'occupazione coll'artiglieria ed i caratteri tattici generali. Senonchè tale modo non fu trovato oppoduno dal comandante del reggirne.uto. Quantunque negli istituti militari si provvedano i futuri ufficiali cli un largo corredo tattico, il passaggio dalla teoria alla pratica applicazione sul terreno ri chiede un impor tant,issimo studio, che .affì.ni l' istnizione tat.tica in rapporto all!l, topografi.a e sviluppi negli ufficiali ciò che voìgarmente si chiama colpo d'occhio milita.re, principale attributo di chi comanda. Non si. può quindi ragionevolmente appoggiarsi al concetto che un ufficiale, senza uno studio preventivo, quasi scolastico, delle forme tattiche i n corrispondenza del terreno, possa, colle sole facoltà acquistate negli istituti, , considerare una zona nel suo intrinseco valore tattico. E l'ufficiale di pattuglia d'artiglieria incaricato dal proprio comandante di raccogliere gli elementi per concepire l'inquadratura generale degli schieramenti tniziali a distanza, deve possedexe quel colpo d' occhio in grado eminente, perchò possa scegliere con prontezza e . sicurezza i punti prih- . ci pali di esplorazione e di osservazione del t errenq, procedendo così al _proprio lavoro colla maggiore sollecitudine e senza esporsi inutilmente alle insidie del servizio cli sicurezza avversario. Colpo cl' occhio che n on de,;e limitarsi alle piccole operazioni di guerra, sì bene estendersi alla considerazione dell'impiego delle grandi unità, colle quali 0


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SI POSSONO PREP".>,R.ARE LE PAT-TUGLIE

operano modernarhente le artiglierie, nello schieramento di primo contatto. Onde la necessità di studiare in modo ·metodico la disposizione delle grandi 1:mità. sul terreno, con una rappresentazione artificiale, che permetta di conoscere in quah, localita s_t dispongono i principali elementi dello schieramento ,e con quale lavoro d.i levata a vista, in confronto della carta topografi.ca clell'l: 100 000, si possono tali elementi presentare all'osservaz.ione del proprio comandaµte. Il carpitano preposto ·all'istruzione venne quindi incari.-cato di rappresentare sul terreno e di far riconoscere agli ufficiali, le . seguenti situazioni tattiche che si desumono dall'analisi delle Nonne gene1·ali pe1· l'impiego delle t1·e armi, e clell' Ist1·uzione tattica pe1· le batte1·ie elci campagna:

1 - occupazione di posizioni fuori del contatto nemico ; 2 - attacco cli una stretta; 3 _::...._ difesa di una stretta; 4 - attacco di un caseggia,to; 5 - difesa di un caseggiato; 6 - attacco di un bosco ; 7 - difesa di un bosco ; 8 - svolgimento di un combattimento offensivo e difensivo; 9 - passaggio di un fiume con gitta.mento cli un ponte ; 10 - svolg~mento dell'azione in terreno coltivato. Per risolvere il primo tema: « Presa di posizione fuori dal contatto col nemico » venne predisposto lo schieramento di una di visione Sl~l terreno fra Monte Paderno e Ilfonte 'Sabbi uno (vedi carta dei dintorni di Bologna). P.erò quel terreno, pei suoi caratteri speciali, non parve adatto a una <limostrazione schematica che permettesse ao-Ji ufficiali cli o . riconoscere praticamente la disposizione regolamentare difensiva." La front~ principale si S"~'i luppava sopra un displuvio molto marcato, con scoscendiment i all'innanzi ed a tergo. Una sola linea di marcia frontale verso il Monte Sabbiuno si staccava dal .fianco ovest della posizione; per cui, volendo

l:\E( REGGIMENTI D' ÀRTIGLlERIA DA CAMPAGNA

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rapprese.ntare una manovra razionalmente coordinata al terreno, era necessario scostarsi in modo radicale dalle norme teoriche che si volevano appunto sottoporre all'osservazione -e.d allo studio degli ufficiali. : L'esercizio venne quindi ripetuto in terreni più facili, leggermente collinosi., rappresentando la difesa di una divi.: -sione nei pressi di Ceretolo sul contrafforte di Monte Castellano. Il tema proposto dal capitano direttore della manovra era il seguente (schizzo n . 1) : fo1·za: una divisione; supposto: fiume Reno inguadabile; . linea d avampost,i : lungo la feri·ovia Bologna-Firenze; so.'itegni : ad ovest di Cascina Beccadelli ed a sud ,dell'osteria Calzavecchia; linea di difesa: 1° set tore: dalla rotabile di Oeretolo al palazzo Beccaclelli; 2° settore: da questo a.I rio che traversa là. via provinciale a quota 83; 1·ise1"va cli setto1·e: Cascina Alta. e Cascina Bruciata; 1·i.serva gene1·ale : valloncello ad ovest di Cascina Beccadelli; artiglie1·ia: ciglione a destra di quota 121; wvalle1•ia: verso polveriera Val di Reno; ricognizione sul Reno ed oltre sul conti·afforte di San Luca per sorve,gl_iare il .fianco destro. Avute sommarie indicazioni · sulla forza disposta a difesa -e sullo scopo dell'istruzione, che mirava, come abbiamo detto, a far riconoscere l'effettivo schieramento ed a rappre:sentarlo con una celere levata a vista., gli ufficiali si spar-sero in varie direzioni per attendere al còmpito loro as.segnato, Dagli schizzi n. 2 e 3 che sono i meglio redatti (rispetti-vamente in 30'. e 35') e che furono con.segnati tosto al direttore della manovrt1, si rileva, confrontandoli con quello del direttore stesso, che lo schieramento venne osservato molto ·hene e rappresentato con sufficiente chiarezza, tenuto pre·sente che le notazioni topografi.che, se per taluni rignardi ,deficienti,·specialmente nell'indicare il ciglio est di quot~t 12.l, 1

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COME SI POSSONO PREPAR ARE LE PA T T UGLJE

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lettEr sul terreno, come può occorrere uri comandante dì t r uppe1 sono suffi cienti per apprezzare le forme del terreno stesso e per riconoscere le posizioni dell'avversario. Perchè gli ufficiali potessero poi col confronto farsi un concetto dell'estensione delle linee frontali e dello schieramento, si preparò sullo stesso contrafforte, in un a.ltro esercizio, la disposizione difensiva cli un corpo d'armata nei seguenti termini (schizzo IL 4): · . supposto:. J/,eno guadabile, e q uindi probabile spostamento del partito fronteggiante verso le eolline a sud di Bologna; linea clei posti avanzati: argine sinistro del Reno da C. Vecchia a C. Oantagallo ; so1,tegni: presso C. Nuova-Passaggio a livello della ferrovia Porrettaua; ad est di C. Schiappa, e presso Ponte della ferrovia sul Bolgenda; g1·ossi clei posti avanzati: C. Beccadelli sulla rotabile Ca,salecchio-Ceretolo con una batteria da 7 cm;. ·Cascina Fuianello con una ,batteria da 7 cm; linea cli clif'esa: da palazzo Boschi a palazzo Tojano, suddivisa in tre settori; 1·ise1·ve cl-i settor·e : 1° settore O. Alta; 2° settore C. Bruciata; 3° settore fra C. Rosa e O. Bolzenda; ·1·ise1·M gene1·ale: due reggimenti, di cui uno delle trnppe suppletive, presso Tizzano; cavalle1·ia : settore a nord di palazzo Boschi per guardare il fianco sinistro fino ~ Castel Debole; a·rtiglie1·ia: due brigate divisionali sul ciglione di C. Bruciata; colla riserva una brigata .da 9 cm di corpo d'armata e due biitterie da 7 cm a Tizzano, con linea di avanzatf1 e presa di posizione verso C. :Alta e Oeretolo, ovvero verso Cascina Rosa è Bolzenda, secondo che l'attacco si pronuncia. sulla sinistra o sulla· destra della fronte. Gli schizzi n. 5 e 6, che sono i meglio riusciti, e che furono redatti in un'ora e trenta minuti, dimostrano come gli . ufficiali abbiano saputo valutare e rappresentare il terreno e dare ragione del terna propos~o. L'estensione del quadro


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NEI REGGIM~NTI D 'ART!GLIE RJA DA CAMPAGNA

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tattico, la quantità della forza segnata, ed il suo ·frazionamento nelle varie linee di resistenza e di riserya complicavano il lavoro. di rilievo. T nt tavia gli schi:,l'zi suddetti riproducono con molta fedeltà il tèma, dò che dimostra come coll~ precedenti es.e rcitazioni si sia raggiunta soddisfacente facilità di osservazione e di levata a vista. L'attacco e la difesa di una stretta vennero rappresentati come risulta dallo schizzo n . 7 del capitano direttore. Nell'esercizio si potè dimostrare e far riconoscere agli uffi~ ciali come la pattuglia debba operare anche durante lo svolgimento della manovrn. · Il ponte sul Savena a San Ruffillo si presentava alle batterie del partito nord nascosto in un forte angolo morto, per _c ui esse, pur avendo azione sulle artiglierie ch e le fronteggiavano e s1,1lla fanteria a difesa, non potevano battere direttamente il ponte nel momento più i mportante che precede l'attacco. Onde fa convenienza di spostare una delle batterie di quel partito ·verso C. Coppi, quando avessero ottenuto vantaggio sopra l'artiglieria avversaria·, per cogliere di fianco il ponte e le truppe disposte per lo sbarramento materiale. Dovevasi ritenere .decisiva per l'operazione una raf.6.ca di diciottomila pallette al minuto, concentrata a momento opportuno sul ponte, e lo spostamento di quella batteria era imposto dalla C?nforma,zione del terreno, come dallo svolgimento logico · clell'attacco. Le pattuglie del partito sud ave-vano p ertanto il còmpito ben definito di spiare tale movimento e di segnalarlo tosto alle proprie batterie, . perchè, sospendendo t utto od in parte il loro fuoco sul primitivo bersaglio, potessero rivolgere il tiro sulla batteria avversaria in marcia o nell'atto di prendere posizione, essendo di capitale importanza neutralizzarne la ·mossa. Osman Pascià, Skobeleff, Gurko, lord Roberts, lord Kitchener, chiamano il principio nuovo consegnente dalla potenza . i6 -

ANNO XLVJI.


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COME

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POSSONO l'KEPARARE 1,E PATTUGLI!<:

delle armi moderne : offensiva sh'ategica, difensfra tattica coronata da una controffensiva a momento opportuno. Plewna, Scipka, OmdUl'man, Mafeki ug, fl Tugela, s~no altrettante lezioni su quel principio d'impiego che la pratica ha oramai consacrato e la teoria non si decide ad accogliere, improntata sempre al concetto dell' attacco a qualunque costo della baionetta regina delle battaglie. Pe~ quel.principio i luoghi abitati, per la facilità di disporli a difesa, assumono grandissima importanza. In terren~ sgombro troveranno utilissimo impiego_la vanghet~a: le torn Spaccamela oo·ni mezzo per trincerarsi sulle locahta strate' b . gicamente offensive, per provocare l'avversario . a gettarsi sulle linee di fuoco, che tutto arrestano, tutto distruggono. Nella difesa degli abitati, secondo la teoria ancora prefer ita, il margine esterno, la riser va ostorna, ha.uno m_aggiorc importanza della riserva o difesa int~rna cho s~dd1v1de le forze, ne turba la disciplina, e del ridotto destmato solo a raccogliere le forze, a sostenerle quan~o debbono r itirarsi dal nucleo principale del caseggiato. Ma. una casa, una linea di abitat i, difese col t iro rapido del fucile moderno, sono inattaccabili senza il concorso del cannone e cost,ituiscono quindi uu mezzo form idabile di appoo-o-ìo alle truppe manovranti all'esterno; il ridotto, poco . . ta 1 tente per i suoi mezzi difensivi, può costituire tm os co _o insormontabile quanto il m'1,rgine col suo rincalzo della riserva esterna. Nell'attacco di un luogo abitato quale sarà quindi il còmpito delle patt1;1glie d.'artiglieria? Riconoscere il margine per indirizzare il tiro delle batterie che accompagnano le prime truppe impiegate, scoprire la posizione della riserva esterna per neutralizzarla col fuoco delle batterie diretto od indiretto, prima che essa possa eser' . citare la sua azione ; còmpito derivante dal concetto regolamentare della difesa. A.. questo però essa dove agg~ungere quello tutto moderno di studiare le località disposte a difesa dietro il margine, di riconoscete il riùotto per indicarlo alle proprie batterie, che possono da una distanza col'lsìderevole

NEI REGGIMENTI D'ARTIGLIERIA OA CAMPAGNA

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e con grande precisione scuoterlo prima che serva come uli;imo sostegno della difesa, e forse come ostacolo insuperabile ad una truppa decimata nello sfon:o inizialo. Ciò spiega l'adozione di granate cariche di potente esplosivo, e la tendenza a dotare la riserva d'annata di batterie ,di obici per poter eseguire il tiro cnr vo e per poter lanciare .granate ancorfL pii1 potenti, che agiscano quali mine sui cat<eggiati disposti a. difesa, nei ridotti imprendibili dalla sola fanteria. Vanghetta, torri Spaccamela, trinceramenti preparu.ti dall'arma del ·geni.o nelJ' interno dei villaggi, hanno chiaramente cli fronte codesti perfezionamenti tecnici dell'artiglieria, la cui influenza. può essere moltiplicata da una buona ricognizione della località disposta a difesa, pei· parte -della pattuglia d'artiglieria. Tale è l'ammaestramento che si intese dare agli ufficiali nell'esercizio sull'attacco e· sulla difesa di un luogo abitato. In un'ampif1. distesa attorno a Bologna non si potè però ·scegliere un abitato di sufficiente sviluppo per simulare tutti i particolari d_ella difes&.. Fn quindi giuocoforza limitarsi all'esempio di una zona abitata, nella quale si potes.sero rappresentare le varie linee di schieramento, per la -dimostrazione schematica che si voleva far riconoscere agli ufficiali. Coi mez?:i di cui il reggimento dispone non si potè rappresentare lo svolgimento dell'attacco e detta d;if'esa di wn g1·ande 1·epa1·to con aspetto di verità. L 'istruzione venne quindi limitata a far riconoscere le forme prese da una divisione nelle seguenti condizioni : colonna di marci.a sopra un'unica strada, ammassamento mentre l' avangu,ardia si impegna, spiegamento sulla linea dell'avanguardia, dopo che questa aveva obbligato l 'avversario a smascherare le ·s ue forze. L'istruzione venne compiuta col ricordare agli ufficiali le norme dettate dai regolamenti tattici pei reparti che agiscono sul fianco di una fronte, norme che la pattuglia di artiglieria devo conoscere, perchè nelle azioni d'ala essa possa


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COME Sl POSSONO PREPARARE LE PATTUGLIE

dirigere le ricerche a seconda delle disposizioni di combattimento che derivano da tali norme;

Il passaggio a fo1·za di 1.tn fiume, col gittam·e nto di un ponte, d ipende in gran parte dalla energia colla quale viene. esplicata la dimostrazione per ingannare l'avversario, e dalla. proi1tezza nel raccogliere sul pun.to prescelto i mate,ria,li da ponte e le forze che cli questo ponte debbono proteggere la. costruzione e che debbono prendere piede sulla sponda opposta per cost ituire una testa di pontè attiva. D'altra parte, la difesa deve esplicare molta at tività nel sorveglia.re il corso del :fiume per scoprire il punto di ef(ettivo passaggio, apprezzando giustamente il valore delle dimostrazioni. In entrambi i casi, necessità di concentrare rapidamente nel punto principale i mezzi di offesa e conseguentemente quella di uno schieramento che faciliti tale co.ncentramento. Ciò esige una vigilanza attivissima per parte della scoperta. di cavalleria, delle pattuglie di ufficiaJi e delle Ticognizioni di stat o maggiore. L'adozione dei cannoni con lunga gittata e il perfeziona-' mento dei metodi cli puntamento indiretto sottraggono ogg idì in gran parte l'artiglieria dalla necessità di materiali spostamenti per agire nel punto ove si organizza il passaggio, bastando che le batterie possano con prontezza ricç1,vare i dati di puntamento indispensabili alla condotta del fuoco, verso la località d11 bat tersi. Onde la convenienza che le pattuglie d'ar tiglieria riconoscano esse pure l'intenzione dell'avversa1:Ìo e r accolgano i dati per la presa di posizione delle proprie batterie e per l'organizzazione del tiro coperto, scegliendo. ed indicando loro località prossime ad osservatori convenienti per il tiro coper to, secondo la d irezione che im; pr6vvisamf,3n te si determina. L o studio di un' azione manovrat_a sul passaggio di un: fiume presentava molte difficoltà. Si preférì ,quindi predisporre e far riconoscere, con un esempio sul terreno, lo schieramento nel punto di passaggio tanto per l'attacco, quanto per la difesa, prescindendo dalla manovra. Venne a tale

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scopo svolta agli ufficiali una: speciale conferènza, per ricordare le norme che si debbono seguire nello svolgimento di tali operazioni di guerra, ed i criteri che in conseguenza . d i tali norme le pattuglie debbono seguire per raccogliere i dati da comunicarsi ai propri reparti. Nessuna difficoltà si è riscontrata nel rappresentare l'attacco e la clifeslt di un bosco. Le relative norme si debbono ritenere modificate per l'adozione delle polveri' infumi, liel senso che l'art,iglieria, anzichè ad una certa, distanza dal margine, può disporsi dietro il margine stesso, ove i reparti. hanno mezzo di celarsi alla vist,a delle batterie avvérsarie, rendendo ad esse di fficile la ricerca del bersaglio e l'a,ggius tamento del tiro. Non occorse ·:finalmente dimostrai.·e l'azione nei te1'1·eni . piani e molto copei·t·i. pÒichè nell'anno 1900 si era già proceduto ad un largo ammaestramento d' impiego secondo le <lirét t ive emanate dal c~mando del VI corpo d'armata. I n quelle condizioni .cli terreno l'impiego dell'artiglieria devesi uniformare ai seguenti concetti : a) disporsi in batteria a cavallo delle strade lunghe -e dirette con una sezione che faccia fuoco diretto e le altre a puntamento indiretto; · . b) cercare posizioni sugli argini e dietr o d i essi in prossimità delle zone meno ingombre dalla v~getazione, senza molto badare all' inquadramento colle altre armi ; e) collocarsi in prossimità di osservatori naturali, subordinando anche la posizione all'esistenza di tali osservat ori, senza tener e troppo conto dell'inquadramento colle · a ltre armi ; · d) aggiustare il tiro su determinati pnnti di passaggio obbligato pel nemico e,. quando questo vi giunge, far e il tiro celere : battere grossi cascinali e villaggi · che inquadrino la front e nemica; . · · e) bMtere il terreno con tiro a. zone, piuttosto che r imanere inattivi;


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001\ÌE S I POSSONO PHEPAIMRE LE PA1"1'UGLIE

f) quando non si possa altrimenti, avanzare e disporsi sulla linea della fanteria; g) evitare i cambi di posizioni se non son o indispensabili;. h) alleggerire le batterie in linea colla fanteria, lasciando nelle retrovie i cassoni ed impiegando le munizioni degli avantrenL Da q ueste U:ornie consegue la grande iiµportanza delle · pattuglie di artiglieria in terreni piani e fortemente coperti7 per fornire ai propri reparti i dati per la ma.rcia e per l'·a pertura del fuoco. III° PERIODO.

Esercizio delle pattuglie. Lo svolgimento del terzo perioqo presenta difficoltà ben maggioi·i. Dal campo didattico import.a passare all'esecuzione pra. tica della scoperta d'artiglieria, per la quale occorre rappresentare sul terreno l' effettiva disposizione dt}lle truppe ed i vari episodi di combattimento per esercitare i capipattuglia a raccogliere dati pel coman do delle truppe e per ·i grossi reparti dell'arma. Ma come può un reggimento d'artiglieria, ridotto ai soli propri mezzi, giungere a tale risultato, che co11 molta difficoltà si ?ttiene n.elle stesse grandi manovre, o in quelle di campagna, per le q uali ogni giorno si lamentano scarsi effettivi e mezzi deficienti? T u ttavia, esaminando in modo particolareggiato ciò che effettivamente può accadere in guerra, devesi ammettere chela rappresentazione delle forme e degli episodi tattici pei lo scopo dell'ammaestramento delle pattuglie d'artigÌieria non richiede un grande apparecchio, come a tutta prima sembrerebbe n ecessario. Il còmpito della pattuglia a'artiglieria si differenzia radicalmente ·da quello delle p attuglie di cavalleria o di stato ma.gg10re. Essa deve riconoscere gli elementi di u n o schie-

NEI REGGDJEN'l'l o'ARTIGL!E lUA DA CAMPAGNA ,

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ramento e, rilevati i bersagli da· battere, d·eve studiare le posizioni delle bat.t erie da contrapporsi ed il modo di giungervi colla maggiore sicurezza· e nelle migliori condi,r,ioni, per accogliere col fnoco del cannone le forze del partito opposto. La pattuglia d'artiglieria deve quindi sviluppare la sua scoperta nel campo esclusivo della manovra., del combattimento. · La ricerca delle notizie più generali sulla forza dell'avversario, sulla sua probabile formazione di marcia e sugli obbiettivi strategici o di grande tattica che l'avversario si propone, è CÒlnpito della scoperta delle altre armi, quando eccezionalmente non possa la pattuglia d'artiglieria raccogliere alcuni di cotesti dati per segnalarli al proprio com an dante. I capi-pattuglia debbono staccarsi' dai propri reparti solo allora quan do il coniandan te delle truppe possa renderli edotti, colla scorta delle informazioni avute e coll'esame generale del teri'eno in rapporto alla situ azione, degli scopi che intende raggiungere, a:ffinchè possano precisare gli obbiettivi di fuoco ed il mezzo di esplicare l'azione del tiro senza cadere sotto gli effetti distruttivi delle armi moderne. Nel rappresentare una situazione tattica per istruzione della scoperta d'artiglieria, non importa pertanto segnare i grandi reparti in riserva, che la pattuglia ben raramente potrà scDprire ed indicare al comandan te delle truppe. Oc~ corre invece predisporre alla sua osservazione i r epàrti prossimi all'azione, qu ali le, fanterie schierate in forma più o meno densi'\,, ìe artiglierie disposte· in batteria o dirette ad accedervi; t utto quanto insomma la pattug lia deve ritenere bersaglio con veniente per il proprio cannone o non trascurabile in ordine al concetto che il comando le ha indicato sullo svolgimento dell'azione offensiva o difensiva ch e in tende attuare. L'adattamento cli un partito al terreno sottrae alla vista dell'avversai·io gran parte degli elementi che si preparano all'azione, se la copertura è fatta con accuratezza e collo scopo di sottr arsi agli affetti micidiali del t iro. On de, in pra-


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COME SI POSSONO PREPARA~E LF. PAT'l'OGI,IE

NEI REGGJMÒnr o' ,HtTIGLIERIA DA CAMP AGNA

tica, all'occhio della p~1ttuglia non potranno presentarsi 'che ·pochissimi indizi, tratti di linee e di colonne mal celate, poche bocche da fuoco che non riuscirono a tenersi nascoste· l'ufficiale di pattuglia dovrà con questi semplici indizi, messi a raffronto coi caratteri del terreno e ·colle notizie avute sulle probabili forze dell'avversario, elaborare le sue induzioni e form ulare le sue deduzioni, completandole coll~ studio dei punti da occuparsi e delle linee di marcia da seg uirsi per svolgere l' idea tattica · comunicatagli: dal comandante delle truppe. Ciò per gli schieramenti iniziali. ì\1fa la pattuglia d'a.rtj,_ glieria deve ·osservare ancora e con crescente · attività duran_te il combattimento, pe~ fornire notizie preziose per . l'att uazione dei momenti principali di manovra. Ora in .questi atti - lo spiega:mento delle forze e l'entrata in azione delle riserve - le truppe di fanteria formano masse e linee appariscenti anche per lo spesseggiare della fucileria; per cui la pattuglia d'artiglieria può trascurarle, come visibili alle truppe che le debbono fronteggiare, e rivolgere la sua attenzione alle mosse dell'àrtiglieria, · per darne avviso sollecito alle proprie batterie, a.ffinchè possano cogliere quelle avversarie nell'atto più pericoloso della presa di posizione. I n t ali momenti sarà quindi necessa.rio rappresentare solo i reparti d'artiglieria, al quale scopo un reggimento da campagna ha molti mezzi, t enuto conto che marciando le truppe possibilmente al coperto non si dovrà figurarl e nella loro forza reale. L'esecuzione pratica d~gli esercizi richiede che possa funzionare il servizio di sicurezza disposto sulla fronte del partito che si vuol riconoscer e. La p attuglia d' ar tic:rlieria in. b . . contra la maggior difficoltà, nell'eseguire il proprio còmpito, pel fuoco delle pm1te avversarie; onde bene spesso non potrà raggiungere lo scopo se non sa celarsi, giovandosi delle eventuali deficienze del servizio st.esso e dei vuoti che l'azione preliminare della propria .cavalleria o degli elementi d'avanguardia poss0no aver prodotti. La rappresentazione della linea di sicurezza avversaria dov1:à quindi essere, in quanto

è possibile, completa, a:ffinchè gl.i ufficiali non si f;cciano

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durante l'istruzione un' idea troppo larga dei risultati che si possono ott_e nere in guerra e non ritraggano l'impressione che l'avvicinarsi ad un partito per studiarne le mosse e rilevarne l'ada•ttamento al terreno sia còmpito facile a raggiungere, senza una marcia molto circospetta e fatta più spesso a piedi, strisciando fra le accident alità del terreno. Malgrado ciò, un reggimento d'artiglieria può avere il mezzo di rappresentare guellà linea di sicurezza. Pochi uomini, sulle vie d'avanzata praticabili da cavalieri isolati od appiedatj, possono bastare per segnare le truppe di vigilanza che circondano un partito i11 att·o di schierarsi, tanto più se quegli uomini, armati di moschetto o di pistola a rotazione, possono,. quando la. pat tuglia giunge a distanza di tiro utile del fucile contro un bersaglio minuto (500 ,ni circa), indicare con un colpo che essa si è. scoperta, ed obbligarla ad ecclissarsi:. Da tutte coteste delimitazioni che conseguono essenzialmente dallo scopo della pattuglia d'artjglieria e dall'esame del . suo modo di operare, si può concludere che il reggim~nto d'artiglieria dispone dei mezzi indispensabili per ra.ppresentare quanto può occorrere sul terreno per l'istruzione . ' ' e c1oe: a) alcuni pezzi per designare il primo schieramento dell'artiglieria; b) pochi uomini armati di moschetto o di pistola a rotazione per tracciare la linea di sicurezza; e) alcune bocche da fuoco per rappresentare i duò momenti principali, il duello iniziale e quello finale delle ar tiglierie; d) finalmente alcuni materiali (cassoni scarichi con l'attacco ad unà sola parigÌia) per compori·e eventualmente una colonna ehe si voglia rappresentare in marcia allo scoperto verso la posizione. Quanto alle grosse nia.sse di fanter ia che assai raramente può occorrere di sot toporre all'osservazione delle pattuglie, sì potrà·rappresentarle cogli ordinari mezzi impiegat i nelle manovre contro nemico segnato.


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COME SI POSSONO PREPARARE LE PATTUGLIE

NEI REGG!llf.ENTI D'A.R'rIGLIERIA DA CA.MPAGNA

*** . Le 4: pattuglie impiegate vennero costituite ciascuna da. un tenente, un sergente e 2 soldati (1) . · .A.ffinchè l'istruzione potesse svolgersi regolarmente e con aspetto di verità, venne prescritto che: un ufficiale su1)eriore rappresentasse il comandante delle truppe e dell'artiglieria; . a detto ufficiale superiore non si comunicasse che il tema. generale, dovendo egli risolvere l'azione tattica in reiazione alle notizie ricevute dalle pattugiie ed ~~ quanto egli stesso poteva osse1;vare direttamente sul terreno e sulle posizioni delle truppe in vista; · il capitano dir~ttore dell'istruzione disponesse pe1· .la. rappresentazione del tema approvato dal comandante del reggimento coi mezzi suindicat i; l'esercitazione si dovesse riten ere ultimata quando il comandante delle truppe. avesse raccolto tutti i dati per decidere sulle mosse da ordinarsi; · · anzichè predisporre azioni manovrate che non si. possono utilmente rappresentare, si componessero i temi con singoli episodi adatti alle esercitazioni delle pattuglie, negli svariati momenti di una manovra; negli schizzi 'rappresentanti il tema fòssero segnate con linee continue le truppe effettivamente di~poste sul t erreno e con tratteggio q nelle supposte e non visibili alle pattuglie; ogni tema .fosse rappresentato da due schizzi, l'uno a scala piccola, per indicare la situazione generale, e l'altro in iscala più grande, per dimo$trare la disposizione delle truppe sul terreno.

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E SEROI'.l:AZIONE.

Manovra del giorno 16 agosto 190 I (Schizzo n. 8).

Supposto. - ·Forze dell'ovest, prov~nienti da Ca:salecchio e }foglio, occupano il contrafforte di monte Praclone. . 'Forze dell'est accorrono da val di Savena, per prevenire il ~emico sulla dorsale dello stesso contrafforte, e ricaccia.r. . nelo se })ervenutovi, O/dine (pa1·#to ovest). - Mentre colonne laterali marciano su Mad~nna di .San Luca ed i Cavaioni-Paderno, una colonna

com posta di: . . un reggimento di fanteria di liueà. (3 battaglioni), una batteria da 9 cm, marcia da Osteria a Casaglia per fronteggiare gli a~tacchi provenienti da San Rnffillo-G·aibola; procuri di resistervi, fì.nchè le d ue colonne laterali giungano sulla,. dorsale del contrafforte. .Presc1·izioni. - L'avanguardia giunga. alla dorsale alle 5 ant. (mese di agosto). ·. . , .NfonovM. ~ Il partito, giunto alla dorsale, si dispone in formazione difensiva nel seguent e modo: · due battaglioni disposti di fronte a· Gaibola, lmìgo _le cascine prospicienti la valle con posti avanzati al Rio_,· oècupano la fronte dall' .ilf. di C. :Merlino all' altezza d1 Ciprèsso; . . . un battao-lione ammassato piesso 1~ chiesa d1 Oasagha; l'artialie;ia sullo sperone a nord dell'i cli Oasaglia. · 01'dini d'ope1:azioni. - J. Presentandosi il nemico, il prii;no battaglione combatterà verso Cipresso ed il second? verso (1:aibola; il terzo rimarrà in riserva. Il comando sara presso la posizione d'artiglierirt. 2° Ore 7 30. Ordin·e alla batteria -: si sposti a sud della . ' .. . , posizione o.ra occupata e si porti· a :M:, P rad one, dove s1 umra alle altre tre batterie della ·brigata, per concorrere col suo 0

(1) Le pat tuglie erano così composte: Tenente Sergente Soldato Soldato

Ja pattu g li a

23 pattuglia

33 pattuglia

4a pattuglia

l\farconi Stramazzotti Sventer Gallo

Businelli Ladercbi Tasselli Gancii

Cuccodoro Lamorgese l\'lengoli Farolfl

Valignani Torelli Raggi Poesio

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COME SI POSSONO l?Rlj:PARARE LE PATTUGLIE

fuoco a battere l'artiglieria avversaria situata a sud d-i M. Padernp. 01·dine (pa1·tito est). - 1\fentre colonne laterali 111:a rciano su Ronzano e Paderno, una colonna composta di : un reggiment o di fanteria, una batteria da 7 ém, marcia da San Ruffillo su Gaibola _per Roncrio ; incontrando il nemico, lo atta(;chi. P1·esc1·izioni. - Alle ore 6,15 muova da San R u:ffillo (ìn tale località le pattuglie ricevono gli ordini). Le pattuglie ai di lei ordini non devono scendere' nella valle di Casagli~, nè oltrepassare later almente, sul contrafforte di Paderno, a sinistra il quadrivio a nord di Paderno a destra il bivio a nord del C. di Cipresso. ' Per le truppe di fanteria segnate, ogni bandiera rossa rappresenta una compagnia. · · Al ·segnale di fanfara reale, la riunione avr~1 luogo alla polveriera del Ravone. , · , Oi·clini dati ai capi-pattiiglia dal comandante del pm·tito. (Or e 6,15). - l" Pattuglia: per Ro~10rio si rechi al quadri:vio a nord di Paderno, esplori più specialmente la sinistra della fronte avversaria da M. Pradone a Casaglia. 3a pattuglia : per Roncrio eq il Cipresso si port{ su Gaibola, esplori più specialmente la fronte a·vversaria a destra di Casaglia. Ore 7,10: - 4" pattuglia : scenda da Roncrio e cerchi una strada d'accesso praticabile dalla.batteria per giungere sul contrafforte di M. Paderno-Bivio di Gaibola. Inf'o1·mazioni inviate daUe pattuglie al comandante delle · t?-itppe. - Ore 7,10, pattuglia n . 1 : artiglieria avversaria in batteria a nord della chiesa di Casaglia. Ore 7,40, pattuglia n . 3: batteria d'artiglieria nemica in posizione sul contrafforte di M. Pradone e precisamente a · nord dell'i di Casaglia. . Ore 7,50, pattuglia n . 1 ; la batteria avversaria ces. ' sato i l fuoco, si sposta sulla strada da Oasaglia verso M. P radone.

· NEI REGGIMENTI D'ARTIGL18RIA DA CAMPAGNA

Ore 7,55, pattuglia n. 3; l'artiglieria si sposta, sfìl~nd~ dalla strada di Casaglia per M. Pradone. Due compagnie d1 fanteria nei pressi della chiesa di Casaglia e riparate da ~ssa: Ore 8, pattuglia n. 1; truppe di fanteria (due compagme) s1 . trovano ammassate presso la chiesa di Casaglia. Ore 8, pattuglia n. 3; l'artiglieria già in marcia ha preso . posizione presso M. Pradone. · ., . La pattuglie. n. 4, studiata la strada che e:ffethvamente s1 fece poi percorrere alla batteria, non giunse in tempo .a man· dare le informazioni richieste. Decisione · del comandante delle truppe per risolvere il tema in base alle informazioni ricevute.

In base alle informazioni ricevute disposi quanto segue: 1° il battaglione d'avanguardia, inerpicandosi per ~l pendìo est del contrafforte Paderno-Gaibola, prenda posizione di combattìmento e punti su Casaglia; 2° la batteria .p renda posizione sulla strada Paderno-Ci-· . presso presso il quadrivio a nord di Paderno; . 3° il secondo battaglione attacchi vivamente tenendosi a nord di C. Merlino, mantenendosi éollegato col primo che o-pera su Casaglia; · . , . . , 4: il terzo battaglione in riserva prenda posizione d ammassamento al coperto, ad est di Gaibola. 0

Nò·rA. - Trattandosi di una forza molto limitata e di una fronte ristretta, il comandante del partito non ha creduto necessario di adoperare la pattuglia n. 2 e l' ha trattenuta presso di sè per eventuali bisogni. . Trattandosi di una esercitazione limitata a poche truppe, il comandante del pùtito non prescrisse c~e i capì-pattuglia completassero le loro inforli1azioni con schizzo: sul q~ale non avrebbero pòtuto rappresentare che ben pochi reparti.


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NEI REGGDIENTI D ART!OLIERIA DA CMfPAONA

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COMI!: SI POSSONO PREPARARE LE PATTUGLIE

Osservazioni del comandante -del reggimento. Osservazioni del comandante Interinale del reggimento.

Questo e~ercizio, in massima, fu abbastanza bene condotto Con esso si raggiunse in modo abbastanza soddisfacente 1~ scopo. , Come primo esercizi.o vi furono molte incertezze nel successivo svolgimento delle varie operazioni, per parte del co~anclo ~elle truppe, specialmente per ciò che riguarda l'imp_1ego delle pattuglie e l'applicazione delle prescrizioni al riguardo stabilite. P_er quanto concerne lo svolgimento dell'azione le disposizioni date furono razionali. · '. Relativamente alle pat~uglie può osservarsi quanto seo-ue: Le pattuglie (nrono in vi~ite in esplorazione ·troppo t;rdi per poter dar~ m ~empo utile informazioni opportune. No~ ~pprovo ~h~ 1 capi-pattuglia non abbiano corredate le loro mformaz~om con uno schizzo, per quanto semplice esso potesse n sultare. L~ patt~glia n. ~' ~u~ntunque non giunta in tempo a riguardanti la strada che era i nca _ fornire . d"le mformaz1om . ncata 1 riconoscere, doveva riferire con apposita relazione e corredarla di uno schizzo. Per ~vitare disguidi nel servizio di informazioni della p_at~ug_h a sarebbe stato conveniente che il comandante l'artighena, avesso seguito la strada comunale che da R,oncrio con~uce ~l. quadriv~o. a nord di Paderno (pattuglia n . 4). L eserc1z10 non si e svolto a .momenti ben determinati per tutt~ le tru~pe. Lo spostamento dell'artiglieria, quantunq~e fosse 1:az10nale, dette però campo alla pattuglia di esamrnare e d1 scorgere una colonna d'a.rtiglieria in marcia. Al resoco~ to della manovra è annesso un solo schizzo alla scala d1 1 :25 000 ed in esso figurano tutte le truppe segnate, trattan~os_i _di forza molto l imitata. Il punto di · concentramento 1mz1ale delle pattuglie fu San Ruffillo. Il percorso totale delle pattuglie fu cli circa 30 7cm.

T ema. - PremoUo cbe nelle istruzioni. date ave~o espresso l'avvis6 che non mi parova possibile rappresentare im' rizione manovrata, per cui ogni esercizio doveva riflettere 1m dato 1nomento di manovra; salvo a passare a;l momento succes~ si vo, qu~ntlo dal corso dell' istruzione si fosse riconosciuto -0he ciò potesse assumere un aspetto pratico, per l'abilità acquistata dalle pattuglie nello prime manovre. Il su,ppor;to è troppo vago nell'indicazione cli fo1·ze. Trattandosi di istruzione della patLuglia, e non dì tattica in genero, è necessa1·io che la for~m dei reparti operanti sia incli-0ata come punto di partenza del criterio che i capi-pattuglia , si debbono fare sui reparti. d'artiglieria che sono chiamati a valutare. La prima parte del supposto è in conLraddizione -001l a seconda, mentre si dice dapprima che le forze ovest -Occupano il contrafforte di lVL Pradonc, ciò che in seguito si pone in dubbio. Le indicazioni generali debbono essere precise in ogni loro parte, perchè, trattandosi di istruzione e non di tattica, da esse debbono conseguire norme precise per la pratica delle ricognizioni. L' 01·cline al pa1·t'ito ovest dà luogo à molte critiche fondamentali dipendenti in parte dalla forma vaga del sup_posto per riguardo alle forv. e. Supponiamo fosso una divisione operante; dividerla in tre parti dotate d'artiglieria non è buona tattica, avuto r iguardo all'impiego a masse -di quest'arma, che forma ormai il canone indiscusso della sua azione; tanto è vero che per rimediare a tale difetto si dovette subito far spostare da Casaglia verso Pradone la batteria, senza che ciò sia indicato dalla necessità di svolgimento della manovra, creando così un se.condo momento, contrariamente alle istruzioni da me date. Se poi le tre colonne operanti si dovess.e ro supporre altretta.nte ava,nguardie cli grandi reparti avviate verso Val di Sa.vena, è evidente che le forze inizialmente ideate nel supposto non


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001\IE Sl POSSONO PRE.PARARE LE PA'l''l'UGL!E

sarebbero in relazione col terreno, specialmente per l'arti. glieria, tenuto conto del carattere disgiuntivo del terreno stesso, che in pratica obbligherebbe ad assumere una fronte m:olto superiore a quell a regolam·entare. A. questo proposito leggansi le osservazioni del principe di Hohenlohe sulle future difficoltà di schieramento dell'artiglieria, tenendo presente che t~tli difficoltà sono oggi molto 1=>iù grandi di quanto prevedeva il chiaro scrittore, essendo aumentato il n umero delle bocche da fuoco nei corpi cl' armata. :iYia questo secondo ·supposto non r egge, avuto riguardq _alla deficienza delle linee di marcia attraverso il nucleo montano · tra Reno e Savena, che limita l'impiego con corrente di parecchi gràndi reparti sopra una fronte adeguata alla loro for za. L'ideata suddivisione delle forze porta poi ad. un secondo erTore fondamentale, quale è quello di. assegnare ad un reggimento cli fanter ia con una batteria il còmpito di fronteggiare gli attacchi provenienti da S. R u:ffi.llo-Gai bola, per la quale via, data la configurazione del terreno e la sua viabilità, possono presentarsi le forze principali montanti da V al di Savena. P1·esc1·izioni al pa1·tito ove.'lt. - Non trovo nello schizzo la denominazione di. Cipresso, e quant o alle altre indica7 zioni convielie dire a quale carta si r iferiscono gli i e gli .Zlf citati . . S i comprende che n ella pratica tali lettere segnalate · ai comandanti delle truppe si debbono riferire alla carta del1'1: 100 000; ma non ostante conviene elimiÌ1are ogni dubbiot perchè chi deve leggere possa orientarsi prÒntamente. , Ordini di opeMzion·i al pa1·tito ovest. - Mi paiono fuori di posto per riguardo alla fanteria. Nel dispositivo iniziale si possono tutt'al più indica.re gli obbiettivi generali dell'artiglieria che deve spiare il presentarsi dell'avversario e la disposizione delle sue batterie; ma l'azione della fanteria non si può a priori prevedere, perchè dipende da troppe 'Circostanze, quali gli effetti del tiro delle due parti e lo svolgimento dell' attacco, avuto riguardo che quello frontale

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al giorno d'oggi è quasi impossibile e ~he pertanto l'azione contro un terreno già occupato, specialmente se è collinoso, · non può dipendere che dall'azione combinata del ti'ro c?lla manovra, che conduca lè truppe ove potranno effettivamente operare. Le direttive d ì combattimento non, si possono dare alla fanteria che a tagione veduta, dopo l' azione dell'artigli~ria; per cui conviene limitare gli ordini iniziali al frazionamento (quando indispensabile) ed alli;t, prescrizione che, tutti i reparti debbono coprirsi. ' Oi·dini al pa1·tito est. - Analoga ·o.s servazione deve farsi pel partito ovest. . P1·esc.1·izioni al partito est. - S uperflua è quella dì non scendere nella valle d i Oasaglia, anzi dannosa, perchè in·dica l'obbiettivo, cui deve tendere il partito. Gli impedimenti sulla fronte debbono incontrarsi all'insaputa, ed è p~rciò che ho suggerito di impiega1'.e pel servizio di sicurezza sulla fronte posti d'avviso o linee di cacciatori, formati con graduati provvisti di pistole e di cartucce da salv.e. Non so. se ne abbiano fatto uso, ma in ogni modo la prescrizione suddetta è contraria in ~odo assoluto allo scopo clell' istruzione. Quanto alla limitazione laterale mi pare molto ristretta, avuto presente che con ciò si viene ad indicare ancora meglio dove il partito est deve tendere, mentre è nello spirito dell'esercizio la ~·icerca dell'avversario: Non trovo il C di Oi presso. 01·dini ai. capi-pattiiglia. - Essi sono eccessivamente tassativi e ciò dipende in gran parte dal dispositivo della manovra, che ha assai limitato · il lavoro eh ricerca dei dati per · la s0luzione del tema tattico. Dovevasi poi indicare dove venne dato l'ordine, e se il comandante credeva di dover muovere da tale località (cosa · poco pÌ·obabil.e fino a che la situazione iion fosse chiarita) doveva indicarlo ai capi-pattuglia. Ma indipendentemente da ciò, quegli ordini non furono dati secondo lo spirito cui deve informarsi il servizio di pattu·g lia di artiglieria. Se non ho mal compreso ciò che è detto nell'opuscolo che servì di base a questa istruzione, devesi i7 -

ANNO XJ,VII.


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COME SI POSSONO PREPARARE LE PATTUGLJE

NEI REGGIMENTI D'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA

trar panito da tutta l'iniziati va e da tutta la perspioac:ia dei cap~-pattuglia. Si tratta di muovere e di combattere in terreno sconosciuto o conosciuto solo per una carta a piccola scala, con obbiettivi incert{, su informazioni in0ertissime e spesso contraddittorie. La pattuglia d'artiglieria, come quelle di, cavalleria e di stato maggiore, n ei limiti del suo scopo, deve essere l'occhio indagatore che, indipendentemente dal preconcetto del coma11dante, t11lvolt~t errato, deve valut.are l'azione del terreno e della sitna?-lione effettiva. Alla pattuglia, anzivhè assegnare con un ordine tassativo la località da esplorarsi, devonsi indicare la sit uazione generale g_uaìe· risulta dalle informazion.i giunte prima di mettere in movimento le truppe, i progetti vaghi che il comandante crede di poter attuare in base alle notizie av ute ed all'esame del terreno sulla carta., e 11~lla più. AÌla intraprendenza, alla perspicacia del capo-pattuglia spetta la ricerca dei dati ,occorrenti al comandante per delineare la situazione. Quanto alla dù-ezione delle r icerche, si darà l' indicazione generale di zone, solo per assegnare a ciasc;una pattnglia il proprio -campo e per evitare incroci di servizio, quando si diramano varie sc~perte. Qui più che alt.rove bisogn a svìluppare ed applicare l'iniziativa. · In/01·1nazion~ dei capi-pattiiglia. - Sono troppo deficienti e non quali si richiedono da pattuglie d'artiglieria. Si tenga presente chele indicazioni generiche giungono al comandante per mezzo delle ricognizioni cli cavall.eria e di stato maggiore e che pertanto quelÌe della pattuglia d'artig lìerià devono riflettere casi pratici di movimento, di presa di posizione, e di t iro che non si possono portare a conoscenza altrui, se n on precisando il terreno e le strade. Non si comprende quindi come il comanciante abbia egli stesso prescritto che nonsi facessero schizzi, mentre la loro necessità o convenienza deve essere lasciat~ al g iudizio dei capi-pattuglia; specialmente per l' ini~ ziativa che questi devono avere. L'ordine dato alla pattug lia n . 4, se è dipendente da un concetto che il comandante delle trnppe si era già fatto sulle informazioni giuntegli per rispetto all'impiego della batteria disponibile, cloveva essere

più ristretto) riflettere cioè il passaggio · in batteria, nel punto ideato, dalla strada che si può rilevare sulla carta del1' 1 : 100 000 al terreno da occuparsi effettivamente. E se tale dato era indispensabile al comandante prima di muoversi, per non e·s sere soggetto al tiro avversario in ·condizioni t roppo difficili .di presa, di posizione, il movimento non si · ·doveva effettuare prima che fosse giunto tale dato, ritardando la decisione fin o al momento opportuno. In ogni modo il capo di quelhL pattuglia doveva attendere ia .modo .completo al proprio còmpito, se questo era abbastanza definito. L'impiego delle pattuglie ha dato luogo a sovrapposizioni di ricerche, tan to che la pattuglia prima e terza riferirono entrambe troppo genericamente sugli stessi fatti. Ciò giustifica l'inazione della pattuglia n. 2, ten uta sottomano dal comandante delle truppe, provvedimento che avrei esteso anche ad un'altra pattuglia, poichè, secondo l'opuscolo base di q nesta istruzione, si dovrebbe preparare una pattuglia per ciascuna batteria; onde il .comandante disponendo di nna sola bat teria doveva effettivamente far uso di una sola pattuglia, impiegando le al tre per eventuali studi di terreno sulla fronte o sulla via cl.i ritirata, quando ciò si ritenesse necessario per l' istru~jone degli uffici~tli e del personale componente le pattuglie. · Decisione del comandante. - Non l'approvo, perchè forse mi faccio un concetto diverso del modo secondo il quale si può 'svolgere .odiernamente un'azione tattica, e perchè·, come ho già premesso, gli ordini e le prèscrizioni dovevano riflettere un solo momento, non potendosi rappresentare in forma pratica un'azione manovrata. Per la grande potenza e gittata delle anni moderne il movimento d'attacco non si p~ò iniziare che dopo notevoli effetti 'del fuoco dell'artiglieria a grandi distan.ze, e di quello delli fucileria nel raggio di un chilometro. Non si · deve quindÌ muo\rere nn reparto misto e non si deve . col movimento scoprire la fanteria,, se prima non si è otten uto effetto dalle batterie. Avute q uindi le informazioni che· decidono il comandante a prendere parti_to, questi deve, a mio

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avviso, preparare il fuoco delle batterie ed attuarlo sulle indicazioni delle rispettive pattuglie e. raccogliere attorno a codesto perno le truppe d i fant eria in formazione più o meno densa, secondo che è possibile, riparandole in prossimità del perno stesso dalla vista e dal tiro avversario· ben inteso con disposizione sul terreno tale che, pur attri-' buendo al perno la sua naturale importanza, predisponga le truppe alla mossa che il comandante avrebbe ideata · mossa. che non può tuttavia attuare ed ordinare prima di avere ottenuti e riconosciuti gli effetti del fuoco lontano. Il comandan te delle truppe doveva quindi limitarsi a dare le seguenti disposizioni : a) presa di posizione della batteria, indicandole gli obbiettivi di fuoco; b) disposizione della fanteria intorno al perno PadernoCipresso, in formazione da adattarla al terreno e da favorirne la marcia di attacco secondo il suo concetto éd i risultati di t iro ehe la batteria avrebbe ottenuto. I n tal modo il dispositivo di manovra sa.rebbe stato più concreto e soprattutto non avrebbe potuto dar luogo ad un clisseroinamento di forze prima di conoscere il vero punto di . attacco col fuoco, quale potrebbe derivare dagli ordini dati a soluzione del temà. proposto e nei limiti del momento rappresentato. Redazione del 1·cipp01·to di nianom·a. - ':l'rovo conveniente che non si deroghi da quanto ho raccomandato. Che · cio è il rapporto sia corredato da dt1e schizzi: l'uno a scala piccola, che com.p renda schematicamente la larga zona accennata nel supposto generale o porti tntti i nomi delle localith e tutte le particolarità del terreno indicati . nel supposto medesimo; l'altro a scala dell' 1: 5000 o prossima, nel quale sieno . descritti tutti gli occorrenti particolari del terreno. In tal modo si potrà riconoscere il servizio delle pat t,uglie non solo nelle linee generali, ma anc·he in quelle più particolari delle strade percorse in prossimità del servizio di sicurezza, e dei terreni rilevati a vista. Non posso credere utile rappresentare tutte le truppe col pretesto del

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dominio del terreno o della breve estensione del partito schierato, perchè un plotone può trovare copertura anche in un semplice fossatello e non può odiernamente credersi manovriera una truppa che non sa coprirsi specialmente in ordine chiuso od ammassato. E riconfermo che nello schizzo a grande scala siano punteggiate le truppe coperte, e ben tratteggiat,e e visibili quelle che le pattuglio possono effettivamente scorgere. È nn lavoro di applicazione ·al terreno e di trasporto sulla carta non facile, nè breve, ma che stimo i ndispensabilo. Come ho detto, il rapporto deve essere schematico, lo . schema deve essere quanto più è possibile sue;cinto, chiaro e compilato secondo il naturale svolgimento clella esercitazione. Si avranno quindi le seguenti avvertenze : 1° sì potranno omettere l' 01·dine, le p1·escrizioni, la manoV1·a (che non si deve· fa.re che eventnalmente negli ultimi esercizi) e quiudi gli orcl-ini cli operazione pei· il pai·tito i·appi·esentato; basterà lo schizzo a grande scala con una leggenda la più semolice possibile; 2° nello schizzo a piccola scala s' indicheranno con segno speciale visibilissimo il punto od i punti, nei quali il comandante delle truppe dirama le pattuglie e ne riceve le informazioni (tale punto deve essere anche indicato a fianco dell'ordine dato a ciascuna pattuglia, e in ciascuna delle comunicazioni ad essa i nviate); ,. 3° un a ltro segno speciale indicherà ove sono disposti gli elementi di sicurezza; ed in ogni modo questi si dovranno poter distinguere facilm ente dalla linea dei tiratori in catena, linea che sai:à punteggiata, perchè con tutta probabilità. sarà coperta dall'ineguaglianza del terreno; 4° gli ordini alle pattuglie e le informazioni da queste ricevute non si dovranno mettere nel rapporto nella stretta successione cronologica, ma secondo lo svolgimento della esercitazione, e cioè alle successive informazioni giunte s'intercaleranno gli ordini che eventualmente si dovessero dare per effetto delle informazioni già ricevute ; nel caso presen te non si comprende se l'ordine dato alla pattuglia n . 4 dipende da


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NEI REGGIMENTI n'.-1.RTJGLl~RlA D .A C AM~AGNA

COME SI POSS0NO PREPARARE LE P A'l"l'UGLIE

ispifazione individuale del comandante o da ciò che.gli ha suggerito l'informazione avuta alle ore 7,10 dalla pattuglia n. 1; 5° ove sia del caso, si aggiungeranno schiarimenti, che . inçl.ichino il concetto seguito dal comandante nel diramare le pattuglie.

Le pattuglie non p otranno giungere a Madonna di S. Luca prima delle ore 7, ·nè dovranno · spingersi a sud oltre i Cavaioni. A manovra ultimata, tutte le truppe, comprese le pattuo·lie rientreranno nelle rispettive caserme. 0 Ordine al pci1·tito est. - Il corpo principale scende da Vàl di Reno. Le truppe che lo fiancheggiano, composte di due reggimenti cli fanteria, quattro batterie da 9 cm, un plotone di cavalleria1 pren dano forte posizione presso Paderno, collo scopo di att accare di sorpresa truppe che si avanzino da Casaglia e M. Pnidone. P1·esc1·izioni. - Le truppe si. troven.. nn~ in posizione alle ore 6,30. 01·dini cl'ope1·azioni. - Il plotone di cavalleria mantenga la congiunzione colla colonna pr incipale e mi guardi verso i Cavaioni. Il primo reggimento si disponga in formazione d~ combattimento a Gaibola bP,n mascherato dietro la fitta vegetaziune. Il secondo reggimento sul rovescio della dorsale che dft Paderno va · a Cipresso, in riserva. L'a.rtiglieria in batteria presso il quadrivio a nord di Pa- . · derno, si" disponga bene al coperto. Il comando è a M. Paderno; le notizie sieno mandate per la strada a n ord del monte, dove sarà disposto un servizio di corrispondenza. · Onlini clati ai capi pattitglia dal comanclante clel pa1·tito ovest. (Castel Maggiore, ore 5,10). - Dalle informazioni avute r isulta che il nemico è giunto colle sue avanguardie sulla linea Pontecchio-M. Sabbiuno. La colonna laterale, da me comandata, viene incolonnata a Castel Maggiore con le modalità prescritt e. Per la rotabile Oorticella-Beverara-quota 66 tenderei a sbucare col partito alla Madonna di San Luca, donde sarebbe mia intenzione raggiungere celeremente Paderno e Ta:fforzarmivi eccetto che dalle successive informazioni sul ne' mico, non s·i a indotto a cambiare tali disposizioni.

Date queste norme, si eseguirono altri quattro esercizi di sc~perta con forz a crescente di grado in g~·ado e con situazioni iniziali sempre più incf'lrte. Le pattuglie furono obbligate a maggiori percorsi medì e cioè di 40, 50, 55, 60 km,. Solo nel 5° esercizio si applicarono in modo completo t ali norme, onde la sua lettura fornisce l'indice dei risultat i ot tenuti nella pratièa attuazione della manovra., come nello · addestramento delle · pattuglie.

5a

ESERCITAZIONE.

Manovra del giorno 27 agosto 190 I (Schizzi n.

9e

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I O).

S,wpposto. - Il corpo principale da Castel Maggiore per Casalecchio risale Val di Reno. Una colonna lat erale da Castel Maggiore-Corticella-Beverara marcia sul contra:ffo1:.te .di Madonna di San Luca-Monte P{·ad~ne; deve guardare il fianco esposto da possibili sorprese. Online clel pa1·tfto ovest. - V. S. colla colonna fiancheggiante ai suoi ordini, composta di un reggimento fanteria e di due batterì.e da 9 cm, marci da Castel Maggiore per Corticella-Beverara-quota 66-Madonna di San Luca-CasagliaM. Pradone- i Cavaioni. Si sa il nemico essere giunto colle sue ·avan~uardie suHa liliea Pontecchio"-M. Sabbiuno. Incontrandolo lo attacchi vi~ va.mente. P1·esc1·izioni. - L e truppe ai di lei ordini saranno incolonnate da V. S. partendo dal Campo di Marte alle ore 6,30 (tale disposizione è data per risparmio di movimento per le truppe rappresentate, mentre le pattuglie ricevono l'ord1ne a Castel Maggiore).

'

f


264

COME SI POSSONO PRE PAR.(\RE LE PATTUGLIE

Spero di poter giungere per le ore 8 circa, con la testa del grosso (dov:e io mi troverò) alla Madonna di San Luca. Prescrivo pertanto : -Pattuglia n. 2 : per Oorticella-Madonna di San Luca celeremente si rech_i a Oasaglia, si spinga su Gaibola per Pa- ' derno-Sabbiuno, dandomi informazioni ~nlle disposizioni e posisioni . del h.vversario. Pattugl~a n. 3 : per Corticella-Madonna di San Luca-Casaglia si rechi celeremente a M: ..Pradone, scenda nella valle e la rimonti con l'obbiettivo Paderno. Faccia riconoscere anche il terreno verso i Oavaioni : Pattuglia n . 4 : per Corticella-Madonna di San Luca cele-· remente si rechi. sulle alture a nord-ovest di Casaglia ed esplori il contrafforte Ronzano-Paderno-Sabbiuuo, fermando bene la sua attenzione verso queste due località. Inf01·rnazioni rnanclate al cornanclante delle tr-u1JJJe dalle pattuglie. - Ore 7,30, pattuglia n . 2: scendendo à.a Casaglia sono stato arrestato da piccoli posti schierati sulle fa lde prospicienti la china destra della valle. Mi sposto verso Ronzano per pot ere osservare meglio. Ore 7 ;40, pattuglia n. 4: dalle alture a nord:ovest di Oasaglia e precisamente dalla località M. Albano, éome viene chiamata dagli abitanti,, si scorgono fanter.ie sul dinanzi di Gaibola. Ho inteso delle schioppettate nella valle. Sembra che ci sia numerosa' artiglieria a nord di Paderno. Ore 8,10, pattuglia n. 2: anche verso Ronzano e precisamel).te a nord dell'R di tale località, piccoli posti impediscono di salire sUlla dorsale del contrafforte. Artiglieria ha aperto il fuoc9 a nord d.i Paderno, probabilrnentc contro le nostre colonrie sbucanti da San Luca, che dal punto o\7e mi trovo io vedo distintamente. Non mi è stato ancora possibile stabilire la forza dell'artiglieria, perchè bene mascherata dalla fitta vegetazione. Ore 8,20, pattuglia n . 3: verso Paderno non mi ~ stato possibile giungere; ho incontrato p iccoli posti di fanteria sparsi sulle falde dominanti la va1le. Il sottufficiale mandato ai Oavaioni mi riferisce che anche in tale loca-

NEI REGGIMENTI D'AR'l'IGLIERlA DA CAillPAG.N'A

265

lità ha incontrato resistenza per parte di pattuglie di cavalleria. Ore 8,22, pattuglia n. 4: artiglieria a nord di Paderno, p1·obabilrnente una brigata di quattro batterie, ha aperto il fuoco. Ore 8,25, pattuglia n . 2: a nord di M. Paderno l'artiglieria, . bene mascherata dalla fitta vegetazione, è in forza di quattro batterie, per quanto si può arguire · dalla estensione della linea di fuoco. 01·dine n . 1 clel comandante cleUe fruppe alla pattuglia n. 2. - Ore 8,25: dalle informazioni ricevute l'artiglieria avversaria è ~ nord di M. Paderno. Y. S. si rechi ceieremente a nord ~d ovest cli Casaglia, mi cerchi posizione conveniente per controbatterla. Ore 8,35, pattuglia n. 3 : da monte Pradone sento il cannone a nord di ~'[. Paderno. Si scorgono distintamente presso Gaibola nuclei di fanteria che si stendono verso R onzano. Ore 8,40, pattuglia n. 4: a sud di Gaibola si scorgono nuclei di fanteria colla fronte parallela al contrafforte ed alh vallata sottosta11te. Ore 8,50, pattuglia n . 2: presso il posto d'osservazione della pattuo·lia si trova la posizione conveniente al coperto b . per l'artiglieria. L'acces.so è sul rovescio, la strad.a facile, campo di vista molto ampio. La distanza dalla 1iosizione nemica misurata col telemetro e controllata col suono, risulta di 22 em,. Il graduato latore del presente è incaricato di indicare la strada alla S. Y. (Schizzo n. 11). Ore 9,5, pattuglia n . 4 : ancl;ie vers~ la 0hiesa e il cimitero di Gaibola si scorge u.qa ·massa di fanteria, forza apparente un battaglione. (Schizzo n. 12). Oi·cline n. 2., del com.andante delle tntppe alla pattuglia n . 4. - Ore 9,5, ritenendo finito il suo mandato, rientri al coma\1do che si stabilisce sulla posizione dell'artiglieria a M. Albano. Ore 9,10, pattuglia n. 3: sulla strada M. Sabbiuno-Paderno scorgesi una grossa colonna dì carri; s~mbrano da munizioni. (Schiz·zo n. 13).


266

COME SI POSSONO l'REl'ARAltE LE PATTUGLIE

Oi·dine n. 3 del cornandante le t1·u,ppe alla pattiiglia· n. 2. - Ore 9,10, ritenendo ultimato il suo servizio di esplorazione, rientri al. comando che va a stabilirsi sulla posizione dell'artiglieria.

.,.

., * Decisioni del comandante delle truppe per risolvere il tema in base alle informazioni ricevute.

Dalle informazioni ricevute, ·essendomi fatte ·un concetto esatto della situazione, ~wevo già comunicati i seguenti ordini d'operazione, prima di giungere sulla dorsale del contrafforte: 1° In seguito alle informazioni ricevute sull'artiglieria avversaria, fatta studiare la posizione (avviso n. 9, ore 8,50), ordinai alle clue batterie di giungere sulla dorsale al coperto e di battere il più efficacemente possibile le quattro batterie avversarie a nord di Paderno. Raccomandai in moclo assoluto di prendere posizione senza scoprirsi, di arrivare in batteria a· braccia, pur di ;non farsi scorgere. 2° ~.\.l reggimento di fanteria ordinai di lasciare ùn battaglione bene appostato a Oasaglia, per tener e a bada l'avversario posto a Gaibola, spiegandosi, ove occorresse, completamente. · 3° Agli altri due batta.glioni diedi ordine di spostarsi per la strada ad ovest del contrafforte e, passando poco a sud del1' S di S. Luca, di puntare su Ronzano. No·n incontrando resistenza., di sbucare da questa località sul fianco destro avversario verso il cimitero di Gaibola. Anche per questa operazione d'aggiramento raccomandai di marciare assolutamente colle massime cautele) utilizzando tutte le ineguaglianze del terreno per tenersi coperti alla vista del nemico . e in modo speciale da quella dell'artiglieria.

Nl>l REGGUH:NTI o',1RT!GLlERIA DA c,11\IPAGNA·

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Osservazioni del comandante interinale del reggimento.

L'esercizio è riuscito ass,a i bene, non ostante il tempo piovigginoso, e parmi anche più completo e meglio rispondente alle direttive date dal signor comandante titolare dél reggim ento . Le pattuglie, meglio esercitate, più comprese del vero scopo che si vuole raggiungere, hànno soddisfatto bene al loro incarico) fornendo utili informazioni. Lo stato dei cavalli è buonissi.mo, a malgrado del lungo percorso e clel tempo piovoso. Il punto inizia.le di concentramento delle pattuglie fu Castel Maggiore. Percorso totale medio 60 km. Osservazioni del comandante del reggimento.

L'esercizio si è svolto assai bene: le pattuglie operarono benissimo in relazione agli ·ordini ricevuti, i quali avrebbero potuto però lasciare maggiore libertà alle ricerche che i capi-pattuglia dovevano fare in base alla situazione stabilita dal tema. , Gli schizzi, anzichè riferirsi al complesso delle osservazioni fatte, avrebbero dovuto riflettere il terreno e la s~tuazione corrispondente a ciascuna notizia inviata al comandante delle truppe, perchè questi potesse meglio valutare l'impor- . tanza della notizia medesima. . Tema ben redatto e soluzione tattica conveniente. Rappresentazione del partito segnato pratica ed adatta allo scopo.

Col 5° esermz10 del 3° periodo ritenni ultimato l'esperimento e per riassumerne i r isultati, converrà anzitutto esaminare quanto· si è ri_c hiesto dai cavalli, che, secondo la dichiarazione del comandante interinale del reggimento,


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COME SI ('0SSONO PREPARARE LE PATTUGLIE

si trovavano in buonissime condizioni dopo l' ultima manovra (1). Dal calcolo esatto della marcia eseguita da ciascun cavallo nélle singole esercitazioni, risulta che, nel complesso di tutto l'espe~imento, i quadrupedi percorsero una media di 5fi0 km, superando un dislivello totale in sali.ta di. 3500 m. Il percorso massimo gionialiero f11 di 62 lmn con 360 m di dislivello, raggiunto dal cavallo Macerata del deposito di allevamento di Grosseto (Lazio). Giova notare che l'istruzione ebbe principio dopo la scuola d i tiro al poligono di Spilimbergo, per la quale i cavalli, oltre le fatiche di 25 g iorni di poligono, forono assoggettati ad um1 marcia di andata e di ritorno di 540 7cm. I n complesso 1100 km circa. -I quadrupedi del deposito di allevamento, come quelli di ca.rica provvisti con tanta ocula,tezzr.1 dal colonnello Guicciardi, non mancano quindi d ~lle necessarie qualità per un ottimo servizio di avanscoperta, come d'altronde erasi già, rilevat:o in tutte le esplorazioni svolte in aµtecedenza dalla · uostra cavalleria e specialmente dal servizio di corrispon · <lenza fatto eseguire da S. A. R. il conte di Torino con splendido risultato. Avuto riguardo però alle d ifficoltà incontrate all' inizio dell'esperimento nella scelta fra i reparti dei quadrupedi da ass&gnarsi alle pattuglie, si può esprimere il desiderio che vengano adottate speciali av,~ertenze nella rimonta delle batterie, a complemento d i quelle vigenti, per provvedere i cavalli di carica ed i timonieri di pronto servizio. PartElndo dal concetto che ogni batteria debba poter fornire una pattuglia, come è propugnato dalle pubblicazioni che si occupano d i quest a materia, converrà ohe. ciascuna di esse disponga d i sei cavalli atti, quanto più è possi-

(1) La commissione che visitò i e~ valli prima della manovra ripetè la visita ad istr uzione ultimat a, e dichiarò che i cavalli stessi erano in ottime con<;lizioni, escluso uno che mostra vasi un po' affaticato.

NE I REGGJM•EN 'rl D'AR'I'IGLll.,;RTA DA CAMPAGNA

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269

bile, per struttura e resistenza, al lavoro da sella. A tale scopo sarebbe utile che ciascuna batteria r iceyesse ogni anno un cavallo da sella adatto alla avanscoperta. La scelta presso i depositi dovrebbe essere fatta da una commissione di ufficiali d'artiglieria che meglio si intendono di cavalli; questa l imitab sottrazione alla rimonta della cavalleria (250 cavalli circa ogni a nno) non potrebbe avere effetto ·s ensibile sulla scelta che quest'arma deve fare nei depositi per provvedere 11i propri indiscutibili bisogni. I cavalli dovTebbero essere dichiarati cli pattiigl-ia, come già si dichiar ano di carica quelli di rimonta assegnati al servizio di ufficiali. Con ciò i comandanti- dei reparti sareb b~ro stimolati ad averne maggiore cura, tanto nell' addestramento progressivo, per sviluppare le facoltà di resistenza al lavoro prolungato ed a.lle celeri andature, quanto per mantenere i cavalli in buono stato di nutrizione, ove non si voglia adottare un supplemento di razione nel tempo di maggior lavoro. Nelle ispezioni ai r eggimenti si dovrebbero poi esaminare con speciale sollecitudine i metodi adottati per la cura e ,l'addestramento dei cavalli. Riassumen do si può concludere, riguardo all'elemento cavalli, che le batt~rie sono oggidì già abbastanza pwvviste per questo speciale servizio; che tuttavia l'elemento stesso è suscettibile di miglioramento, con disposizioni ed avvertenze, che non richiedono soverchie cure o sensibile aumento di spesa.

, « L'artiglieria è u n elemento del « aumenta la profondità della zona

tutto cooperativo. Essa pericolosa, ossia obbliga « l'attaccante ad uno schieramento anticipato e ad un ri« tardo nella marcia, il che eql~ivale, per la difesa, ad un « guadagno di tempo, del quale può apprQfittare per richia« mare le riserve sui punti minacciati.


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N EI REGGIMENTI

COM!i: SI POSSON O PREPARAflE LE Pli"l'TUGLIE

« L'attacca.nte ha 1rell'artiglieria il solo mezzo ,che valga ad attenuare e talvolta .per.fino ad annullare il valore del« l'arma difensiva che l'avversario trova nel terreno » (1). Ora è naturale che, coll'estendersi della gittata del cannone, debbasi allargare proporzionatamente l'azione cooperativa dell'artiglieria incaricata di spianare la via alle altre armi, di pronunciare le sorprese, di abbattere i punti più forti, che la fanteria non può attaccare prima che siano abbastanza scossi col fuoco . L'aumento nelPefficacia del cannone e del fucile ha prodotto, nella seconda metà del secolo scorso, una progressiva evoluzione nell'impiego clelh fanteria, estendendo e conferendo maggiore importanza agli atti preparatori che debbono precedere gli attacchi. Gli stor mi della campagna del 1859, che già rappresentavano la necessità del frazionamento1 per giovarsi del terreno nell'avanzata, cede_ttero il posto all'ordine spaTSO formato di. successive linee s_o ttili più a,d atte a mascherare le truppe coi rilievi del t erreno stesso, per ridurre le perdite a.ile truppe_ procedenti verso '1o scopo; ma si dovette abbaudonare anche la manovra delle linee successive, tosto che l'efficacia delle ~1r111i impedì ogni artifizio cli movimento, e ridune i metodi dell' attacco acl un unico . tipo; l'avanzata delle linee retrostanti per rafforzare la prima e per condensarvi il fuoco, delineando il_ combattimento per schiere. Fattisi pericolosi gli attacchi frontaÌi e gli spostamneti laterali, che scompongono gli ordini e li rendono più v ulnerabili1 sorsè la necessità dell' estensione delle fronti all'infuori dell'azione del fucile, e si diffuse la teoria degli aggiramenti d'ala, che r ichiede tempo di -preparazione, unità di movimento delle due fronti, che si lanciano sulla posizione, concentramento del fuoco del ca·nnone ·sul punto d'ala o della fronte sulla quale l'attacco, secondo il pensiero del comandante, deve preponderare. Codesta evoluzione nella tattica della fanteria ha esercitato la sùa influenza sul carattere cooperativo dell'artiglieria,

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«

(1) DE

CUMIS -

Trattato di tattica, pag. 165, 131.

n' ARTIGLIERIA DA CA.llfl'AGNA.

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che, in presenza di estesissimi campi di manovra e di un.a durata cli preparazione molta lunga, deve concorrere attivamente al dispositivo iniziale, per impiegare, in t empo opportuno, con sicurezza e colla massinia energia, la sua unica proprietà: il fu.oca da lontano. Quel còmpito le è oggi facilitato dal fuoco rapido e dall'adozione di shrapnels di acci1iio 1 coi quali, dopo avere aggiustato con pochi colpi il tiro sui bersagli più pericolosi, può in alcuni istanti annientare le truppe avversarie, che, · scoprendosi, cadono sotto la sua irresistibile raffi.ca. D'altra parte l'impiego èlell' artiglieria, il suo, avvicinamento a quella avversaria, la presa di posizione sono soggetti alla stessa effi.cacia del cannone, ed il comandante di un partito non può valersi delle proprie batterie, se prima non si è assicurato i dati indispensabili alla loro cooperazione. Da ciò la necessità di studìarè, negli atti preparatori, il terreno ii;i. relazione all'impiego dell'artiglieria, prima di decidere il concetto direttivo generale ; da ciò anche la convenienza di pattughe speciali, che sappiano rilevare e riferire le proprietà del terreno di marcia ed il modo cli applicare il .tiro. Chiudendo il capitolo sull'evoluzione· dell'artiglieria da campagna, il De Qumis la riassume con queste osservazioni : « Non è l'abilità nelle evoluzioni, ma quella del' t iro, nel condurre e nella scuola di posizione, che fanno ·élell' artiglieria, particolarmente nei. nostri terreni, un'arma capace di rendere grandi servizi. Nè può essere altrimenti d i un'arma la q uale, fra t utte, è la pi11 d ipendente dal terreno, e nel tempo ste8sO la meno dipendente da-lle forme. » L'artiglieria è quindi completamente adatta a stimare il terreno dal punto d i vista dell' impiego delle tre armi, poichè nelle ordinarie istruzioni lo deve praticare assiduamente p er addestrarsi a superarne le difficoltà nella marcia e nel tiro. Le sue pattuglie posseggono pertanto l'insita abilità d i raccogliere i dati n ecessari al comandante superiore delle trnppe, quali complement i di pa,rticolareggiata r icognizione della zona pericolosa1 dopo il primo contatto d'avamposti o d'avanguardia, ricognizione che non · devesi


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CO:UE SI POSSONO PREPARARE LE P.ATTUGLI.E

NEI REGGIMENTI D 'ARTlGLIERlA DA CAMPAGNA

confondere con quelle di stato maggiore e di cavalleria, riJlettenti la scoperta lontana. A tale concetto venne informata l'istruzione delle pattuglie i n questo esperimento e, dal] 'esame del processo seguìto, parmi che essa abbia raggiunto lo scopo.

poichè lo stato morale contribuisce potentemente alla forte coesione dei r eparti, dipendente in gran parte dai viucoli della gerarchia e dallo spirito di corpo. · Mutilare, frazionare forse un reggimento, un battaglione, per fornire la scorta all'artiglieria, è pertanto sottrarre al combattimento una quota di consistenza morale ben superiore alla quantità di fuoco che si distoglie dall'aziono, ed a.ll'utile che se ne vuole ottenere. Il regolamento tedesco esclude quindi quasi in modo assoluto l'uso delle scorte, e se, come osserva il De Cumif, il n . 14, alinea 1° e 2° delle nostre Nor me gene1·ali è informato a questo concetto, non possiamo scordare che a tale concetto si adattano i nostri regolamenti nel supposto che la fanteria si trovi nello schieramento da 400 a 600 m dalla posizione d'artiglieria, disposizione tattica che, le bocche da fuoco a lunga gittata, obbligano ora a modificare radicalmente. Anche in F rancia l'argomento delle scor te venne lungamente tr attato e studiat.o con applicazioni pratiche sul terreno. Escluso il frazionamento dei reparti di fanteria o di cavalleria, si giunse all'idea che l'artiglieria venga dotata dì plotoni a cavallo detti di co2wei·t1we. Ad essi affidasi il còmpito di circondare i reparti in batteri.a a disttmza con veniente, perchè la vigilanza possa impedire Je sorprese e dare tempo dì rjvolgere il fuoco dalla parte della minaccia; come pure l'altro còmpito di precedere i reparti in movimonto, per coprirli dalle sorprese e raccogliere tutti i dati sul t erreno e sulla situaziono avversaria, utili ai repart i stessi per la marcia,. per ]11. presa di posizione, e per l'apertura del fuoco (1) . I plotoni di cou·vertiwe assumono pertant o, secondo l'idea francese1 il còmpito della pattuglia d'artiglieria allargato al servizio di sicurezza negli spostamenti, alla ricerca per la · presa di posizione ecl alla vigilanza durante il fuoco, ciò

Ma l' impiego delle pattuglie d'artiglieria si allarga e si <limostra più necessario ed importante, quando si considerino le relazioni di distanza. fra i vari elementi di una di;,posizione tattica. Colle gittate di 50 a GO ern dei cannoni moderni, le artiglierie debbono fronteggiarsi a notevoli distanze, e poichè h1 fanteria, per la grande efficacia delle nuove armi, non può muovere nella zona pericolosa, se questa non è dominata dal fuoco delle proprie batterie e se non furono rimossi i principali ostacoli alla sua avanzata., gli atbi preparatori e di attacco debbono svolgersi in una distesa di terreno molto ampia, ampia cioè quanto dista la posizione iniziale dolle bat~erie dai primi bersagli mobili che deve prendere di mira. L' art.iglieria può pertanto trovarsi isolata nelle ultime fasi del combattimento, quando non le sia indispensa.bile o possibile un importante spostamento, che a tale distanza vuol essere assicurato dalle sorprese. Onde la necessità df'lla scorta. A ~nesto riguardo le lezioni del De Cnmis, che rappresentano ]a tu.ttica odierna, come s'insegna alla nostra scuola di guerra, concludono, così nel capitolo delle scorte (pag. 181): . « Sia nel caso che l'artiglieria debba. allontanarsi dalle altre truppe, sia. nel caso che, pur rimanendo a stretto contatto con esse, sia forzata a tenersi in posizione troppo esposta e compromessa, occorrerà. darle una scorta. » ' Se non che, la potenza delle armi moderne tende a sviluppare una corrente affatto contraria all'uso delle scorte. Gli effetti micidiali del fuoco rapido del fucile e del cannone richiedono nelle trnppe procedenti all'attacco una elevata spinta morale che rinvigorisca il coraggio e l'audacia;

(1) Vedansi su questo argomento gli esempi di avanscoperta d'artiglieria nella Rr:vuc d'ar tille1·ie. 18 -

A.'iNO XL\'11.


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COME SI POSSON O l'REPARARE LE PATTUGLIE

che esonera q nasi totalmente le altre armi dal fornire la scorta. L'importanza di codesta innovazione non deve sfuggire a chi rit iene di assoluta importanza nell'odierno modo di combatter e la coesione organica, gerarchica e morale dei r eparti chè si debbono oondurre al fuoco; onde sono per suaso che non tarderà a delinearsi anche nel nostro esercito lo stlldio d i un provvedimento di tanto valore, al quale sono interessati specialmente i comandi dei gran.di repar ti, cui deve premere çhe rimanga intatta, per la prova estrema, tutta l'energia mora.le dell e proprio unità.. . L à mao·o·iore estensione della zona pericolosa richiede evioo deutemP-nte nn progresso nell'impiego delle truppe. .Anzichè perdersi nella vana discussione se questa, o quell'arma è la regina delle batt;;i,glie, se l' una piuttosto che l'altra può stimarsi la prima ancella, se il capo, lo stomaco od il \7 entre, ha il privilegio della vittoria,, seguiamo il consiglio di Menenio Agrippa, adoperiamoci perohè si estenda e si mant enga all'altezza dei progr essi il principio cooperativo, sola fonte -d' importa,nti e decisivi risultati, perchè integra in un solo sforzo l'azione di tutti, eèL applica in ogni circostanza la, molla .po tentissima del cameratismo.

NEI REGGU!ENTI D' ARTIGLIE RIA DA CAMPAGNA

(

*** Ho presentato al paziente lettore un modesto esempi~ di istr uzione della ps,ttuglia. Se il metodo non è pe.rfettò, parmi tuttavia r isponda abbastanza bene allo scopo che mi sono prefisso (l). (1) Gli uffic ial i della prima brigata che presero par te alle mauov;e d i campagna della d ivisione di Ravenna (generale Tard iti) a pplicarono, nat uralmente, quanto avevano appreso neg li esercizi di pattuglia. Giova qui riportar e l' impre,,sione avuta da ll'egregio comandante superiore : « La briga ta ba fatto ottima · prova alle inanovre, disting uendosi essa sempre per disciplin.i:, per instancabile a tt.ività, e nel campo~ tat tico per li pront ezza del concorso che essa ha sempre presta to alle altre armi, per l 'oculata s celta delle posizioni, e per· la -buona condott.a del fuoco. »

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Il còmpito dei reggimenti sarebbe però molto age,,olato e Teso più completo, qualora sovraintendessero alla organizzazione ed istruzione della pattuglia d'ar tiglieria. i com andi - .delle. grandi unità e vi portassero concorso la scuola èl'applicazione e quella centrale di tiro d'artiglieria., la prima col dar maggiore importanza e sviluppo alla topografia_ ed alla pratica delle levate a vista; la seconda, libernndosi· dalle pastoie della forcella e del gruppo cl' aggiustamento per elevarsi ad un concetto più complesso del tiro, c:10 meglio conisponda all.' impiego r azionale delle batterie, specialmente in t erreni rotti e frastagliati. . La scuola di Nettuno trovasi in vicinanza dell'Agro romano, ot t imo terreno per l'addestramento tattico, e non 1~ sarebbe quindi difficile, nè di soverchia spesa, addestra.re gh ufficiali che la, frequentano, nel servizio di pattuglia. Sorge, è ben vero l' -ob biezione che l' organico dei nostri reggimenti d'artiglieria da· campo è scarso, e n oµ può in g uerr?, fornire quanto occorre 1.1lla costituzione élelle pattuglie. Ove però la pratica annuale e la discussione delle mocla.lità tatt iche che ne può conseg1i ire, dimostrasser9, come non dubito, la necessità della scoperta d'artiglieria, sarebbe facil~ un ritocco all'organico, abbondando le cla.ssi in congedo dei graduati per sostit uire quelli impiegati dalle batterie per le pattuglie e fornendo la precettazione dei quadrupedi un largo campo alb maggior provvista dei ca\7 alli. Ma quand'anche le suaccennfl,te speciali condizion i non :,;i potessero conseguire, parmi aver dimostrato che i Teggimenti possono senz'a.ltro svolgere l'istruzione con buon risultato e nei limiti del regolamento ; onde, convinto delÌ'utilità di tale iniziativa, mi permetto rivolgere ai m1e1 colleghi una calda esortazione : Labm·e-nius. ANGE LO D E LUIGI colomiello comandante il s• r eggi·meiito artiqliet·ia.

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SGUARDO SULLO ST.c\'l'O ATTUALE, ECC .

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tempo alle esigenze d~lla difesa na~ionale. Ricordiamo dap· prima le carte delle Contee (Maps of counties) alla scala di 6 pollici (1 : 10,560) le levat e per le quali furono cominciate dapprima in Irlanda a scopo catastale nel 1824 ed estese poi alla Gran Bretagna. Le Carte delle contee comprendono oltre 13,000 fogli riprodotti dapprima con incisione su rame, poi con procedimenti fotomeccanici ed hanno l'orografia rap· prflsentata con curve· di livello ad equidistanza variabile. Per i territori colt ivati si possiede inoltre una carta alla - scala di 1 : 2500 (]vlaps of Parishes) e per le città superiori ai 4000 abitanti dei piani alla scala di 1 : 509 (Maps of' Cìtìes and Towns). Queste carte, che sono le riproduzioni integrali delle mappe catastali, furono incominciate a costruire nel 1855 e continuate a traverso numerose vicende sino ad 9ggi. La storia delle discussioni c_b e negli istituti s.cientifici, non meno che nel Parlamento, si svolsero per tutto quanto ha attinenza alla costruzione di queste carte, ci condurrebbe troppo fuori dai limiti che ci siamo imposti nel compilare questo cenn:'o riassuntivo. Non vogliamo tuttavia tralasciare di dire che in nessun paese l' argomento della cartografia uffi'ciale ha destato sempre un interessamento altrettanto grande e generale. Ragioni di economia prèvalsero talvolta e fecero arrestare l'impresa con , tanta larghezza iniziata e condotta; ma dinanzi al danno che ne emergeva si ritornava tosto sul primo deliberato e l'opera veniva, spinta con nuova e maggior lena. Il lavoro compiuto dall' Oi-dnance Survey non ha riscontro ilil quello di nessun altro Stato europeo. L'Olanda, la Svizzera, la Prussia posseggono, è vero, bellissime carte topo· grafiche a grande s;ala; · ma n essnno Stato riproduce le mappe dei suoi catasti e le correda di tutti quegli ulteriori dati planimetrici ed altimetrici che fanno delle .Maps of J>arishes delle vere riproduzioni del t erreno in tutti i suoi più minuti particolari. Non è quindi fu or di proposito il giudizio già emesso sni lavori dell' Orclnance S,urvey che essi costituiscono cios un'opera senza precedenti, 0he dovrebbe ser vire di modello a tutti gli Stati civili.

SGUARDO SULLOSTATO ATTUALE IlELLA CAilTOGRAFlA MIJ,JTARE NEI VARI STATI. D'EUitOPA Continuaz:iono, e {in.e. -

Vedi 1lispensa I

Non esiste una carta unica generale per tutto il ~egno Unito, ma sibbene tre carte speciali per l'Inghilterra e il Principato di Galles, per la ScoziiJ.. e per l'Irlanda alla scala uniforme di nn pollice per un mig lio (1: 63,360) (1). Dette _,-- carte prendono rispettivamente il nome d i Ordnance &wvey of' England ancl Weles, di Orclnance Survey of' Scotland e di 01"dnance Map of keland. La carta dell'Inghilterra consta di 360 fogli, delle dimensioni ciascuno di m~tri O, 455 x o; 305 ; quella dell' .Irlanda consta di 205 fogli eguali alla precedente; · quella della Scozia si compone di 131 fogli delle dimen-, sioni di metri O, 455 X O, 605. Le t re carte , intieramente pubblicat e già da vari ann_i sono riprodotte da una :fine incisione 8U rame coll'orogra,fia rappresentata a-tratteggio. Più recentemente è stata intrapresa e mandata a compimento una nuova edizione della carta dell'lnghilterrar e del Princi pato di Galles (New series) con l'orografia rappresentata mediaJJ.te curve orizzontali equidistanti 50 e 100 piedi inglesi e con la aggiunta di numerosissime quote altimetriche, risultanti da una r igorosa livellazione geometrica estesa su tutto il territorio dello Stato. L e tre carte anzidette costituiscono nel loro insieme la carta militare del R egno Unito; ma oltre di queste, la Gran Brettagna e l'Irlanda posseggono un n umero grande di altre carte a scala magg iore, levate e costruite per soddisfare ai bisogni civili dello S tato e che pur corrispondono "ad un (i ) i m ig lio

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1i60_yarde = 5280 piedi = G3,360 poll ici.

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DE·LLA. CARTOGRAFIA JIIIL1TA.RE ·NEI VARI STATI D' EUROJ?A

SGUARDO SULLO S1'A.TO A'l".l'UALE

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o-uita col mezzo più ar tisticamente finito della .incisione. La stampa è fatta a colori·; il n.ero per la planimetria e 1~ scritture; il verde per i boschi; il bistro per le curve d1 livello tracciate a ll'equidistanza d~ 10 metri. L'istituto topografico rumeno ha pure jniziata nel 1891 la pubblicazione di · una carta corografica gener ale della l~~mania alla scala di 1: :300,000 (Ha1·ta generala a Romaniei) - riprodotta colla fotolitografia· a colori la qua,l_e c?ns~erà di 14 fogli di cui solo una parte forono pubblicati sino ad ora; e più recentemente una .carta della R uman_ia al~a scal~ di 1: 100,000 che verrà divisa in fogli o per d1part,1m~nti. - - - Di questa ultima edizion~ si pub1?licarono sino ad ora. i dipartimenti di Bacau, Dorohoi e Roman. Per la Dobrug1a esiste poi una ca,rta speciale alla scalo. di 1 : 200,000 (IJa1·t~ ____.Dobrogei) in 4 fogli riprodotti colla fotolitografi.a a colon -e compilata nel 1887 in base a regolari levate. . . Concludendo si pu·ò dire che la Rumariia ha fatto in questi ultimi anni progressi notevolissimi per quanto riguarda la sua cartografia e t ali da p0tere di qui a qualche tempo sta~e a confronto 'degli Stati più progrediti ..d'Europa. T,uttav1a le· sue condizioni attuali palesano delle grandi deficienze ed ancor oggi per la parte maggiore del suo territorio il docu~ento cartografico più autorevole ci è offerto dalla carta della Val~cchia alla scala di 1 : 288,006 pubblica,ta nel 1867 dall'istituto geografico milit are di Vienna che però non trovasi oggi più in commercio, onde è ginocoforza servirsi ancora della carta austriaca ad 1 : 300,000,

RuMANIA. t 1J

L'istituto geografico militare rumeno (Institutul geografie al armatei) che ha sede a Bucarest, organizzato nel 1885 e succeduto ad un precedente « Deposito della guerra >) .costituisce la terza sezione autonoma. del· grande stato mag-· g iore rumeno, ed è diretto da un generale. · L'istituto comprende 4 divisioni: geodetica· ed astronomica; topograficf~; cartografica e tecnica, ed amministrativa. Il personale adibito ai , lavori astronomici geodetici e topografi.ci è costituito esclusivamente da ufficiali delle diverse armi. Per il servizio cart ografico l'istituto occupa altresì un cer to numero di impiegati ci vili come cartografi, incisori · litografi, fotografi ecc. L'istituto ha intrapreso in questi ultimi anni un lavoro fondameùtale per una r egione che dal punto di vista topografico si poteva dire, sino a poco tempo fa, completamente sconosciuta. Valendosi dell'esempio e dei consigli forniti dai maggiori stabilimenti congeneri d'Europa, il lavoro e stato condotto conforme alle regol.e sug· gerite dalla scienza onde le levate topografiche furono precedute da regolari triangolazioni geodetichè riferite a numerose determinazioni astronomiche e da livella.z ioni di precisione. La carta topografica fondamentale per lo Stato è alla scala di l : 50,000, costruita in base ~ .levate di campagna che si eseguiscono parte alhi scala di 1 : 20,000 e parte a quella di 1 : 10,000. Le levate furono iniziat.e nel 1872 nella Moldavia e proseguite poì nella Valacchia (1 : 20,000) e nella Dobrugia (1 : 10,000). La carta alla sçitla di 1 : 50,000 fu cominciata a pubblicar e nel 1891 ed .ormai i fogli pubblicati abbracciano quasi intiera la Moldavia. A pubblicazione ultimata , la carta consterà di ~26 fogl i. La riproduzione principiata dappl'ima con procedimenti fotolitografici venne poi prose-

BULGARIA )i~ RU}lELIA ORIENTALE.

L'istituzione di un servizio cartografico ufficiale u.el prilicipato di Bulgaria è affatto recente. Il nuovo. istituto cartografico eretto in Sofia alla dipendenza del Ministero della guerra comprende una scuola éli topografia per gli ufficiali ; una sezione topografica con 9 topografi ci vili per le levate èd una sezione fototecnica. In attesa che il nuovo istituto possa esplicare l'attività sua, la migliore rappresentazione

(:l) Cfr. la notizia di JoNNEsco .JoN. - L'Oeiwrede l'lnstitut. Geographiq·1~e de l'armée roumainc in La Géogrnphic, !5 janvicr l.90L

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SGUAllDO SULLO STATO ATTUALE

DELLA CARTOGRAFIA MILlTARE NEI VARI STATI D'E UROPA

cartografi.ca che possediamo del principato (compresa la provincia della Rumelia Orientale) ci è data dalle d ue carte una alla scala di 1 : 126,000 (3 werste al pollice) ed una alla scala . di 1: 210,000 (5 werste al pollice) che ne pubblicò la divisione topografica, dello stato maggiore russo dopo la guerra del 1877-78 (1). La carta originale è quella alla scala di 1 : l'26,000, . incisa in rame e coll'orografia rappresentata con curve di livello all'equidistanza di 10 sagene (metri 21,34). La di visione dei fogl i è fatta secondo il reticolato geografico ed ogni foglio comprendé 45' cli longitudiué per 30' di latitudine. Il meridiano inizialè è quello passante per l'Os, servatorio astronomico di Pulkova. La carta al 210,000 è . un ingrandimento fotolitog1;afico della prima, stampato a colori. Entrambi har..no i nomi scritti in caratteri cirillici. Come abbiamo veduto la nuova carta dell'Enropa cen trale alla scala di 1.: 200,000 comprende altresì l' iutiero territorio del principato. I fogli relativi sono già tutti pubblicati, meno 5 di quelli che interessano la regione a nord del parallelo 43° 30', e che comprendono perciò una parte notevole del territorio rumeno, per allestire i quali l'istituto d i Vienna attende che siano pubblicati i fogli corrispondenti della carta rumena al 50,000. 'fu.nc.au. L ' istìtuzione dì un apposito ufficio per il servizio cartografico data · in Turchia dal 1878. Dopo g li avvenimenti guerreschi dì quell'anno venne costituita la 5° divisione dello stato maggiore colla qualifica di divisione cartografica, alla cui direzione fu posto un generale. Il nuovo ufficio comprende soltanto delle sezioni di disegnatori e di incisori e delle officine d i riproduzione foto grafica e di sts,mpa. La Turchia, infatti, si è limitata per ora a riprodurre con qualche aggiunta delle carte del suo C. - l\'eue General,stabsau(nhmnen en Ev:,·opii: -

Topog,mphisclle eine3 Teiles der Bal/canhalbinset ìn Pete1'manns ,!ftlleitwige,n, !8SS pag. 298. (1) VOG~L

/,arte

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territorio costruite e pubblicate già per opera di altri Stati e cioè della Russia e dell'Austria. Così fino dal 1880 venne pubblicata una carta delle provincie europee dell'impero alla -scala di 1 : 300,000, la quale non era che una copia - - dei corrispondenti fogli della carta dell' Eufopa centrale alla medesima scala, pubblicata dall'istituto geografico militare d i Vienna, coi nomi tradotti in turco e le acque 00lorate in azzurro. Più recentemente (1899) la divisione cartografica del ministero della guerra turco, ha dato in luce una Cm·ta della 11-iirchia Eu1·opea messa al corrente claUo slato maggiore cli S. M . potente e sublime, ecc. alla scala di 1 : 210,000, la quale consta di 48 fogli litografati e stampati a colori con l'orografia rappresentata da isoipse alla distanza di 50 met,rL Non è detto in base a quali elementi l'anzidetta carta sia stata costruita, ma da un minuto esame che ne venne intrapreso (1), chi'aro apparisce che essa è un ingrandimento della carta precedente ad 1 : B00,000 accresciuta e corretta per la parte orientale in base allà ricordata carta russa al 126,000, ad alcuni nuovi fogli della ~uova carta austriaca al 200,000 e à speciali ricognizioni sui luoghi: Trattandosi di una regione ancora così sca.rsamente conosciuta dal punto di vista topografico, ogni ma· teriale :a:uovo che venga apprestato costituisce sempre un progresso. Nulladimeno anche per la Turchia sarà tuttora preferibile ricorrere ai fogli corrispondenti della carta austriaca al 200,000 pubblicat.i ormai per la quasi totalità, - nella compilazione dei quali l' is:tituto di VienntL si è valso n0n solo di tutti · i documenti ufficiali esistenti, ma altresì di osservazioni di privati studiosi, sottoposte ad una oculata critica.

(l.) Die /(a.i·te der europ aischm. 1'ivrlcei 1: 21.0,000 in ,lfilh. des K. IL ilfilitar Geogr. Rivista: r;eorrrn(t.ca

Jnst., XIX, \Vien, t.900. Cfr. anche il riassunto di A. FmcuTER in italiana, fase. I, !901.


282

SGUARDO SULr,o STA'l'O A'l'TUALE

SERBfA,

La Serbia ha istituito uno speciale serv1z10 cartoo·rafico militare sino dal 1879. L' istituto che vi attende è u"'na sezione del ministero della guerra ed ha sede in Belgrado sotto la direzione di un colonnello. Organizzato sul sistema medesimo del maggior numero delle istituzioni consimili d'Europa, esso comprende una sezione geodetica, ·una topografica, una cartografica ed una di riproduzioni, Il personale è misto e si compone di ufficiali fl di impiegati civili. A cura del detto Istituto venne iniziato nel 1879 un rilievo generale del territorio dello Stato alla scala di 1 : 50,000 che fu condotto assai celeremente con procedimenti speditivi. In base a questa levata fu costn1'ita una Carta -:--:-.. topografica della Serbia alla scala di 1: 75,000 in 97 fogli pubblicati tra gli anni 1885 e 1888, ri prodotta colla litografi.a a 4 colori e coll'orografia rappresentata, con curve di liveilo alla equidistanza di 50 metri. Detta carta ha scarso valore anche dal lato geometrico, specialmente per F altimetria, ricavata in generale da osservazioni all'aneroide. Nel 1893 venne pubblicata anche una Carta generale . - - della Serbia alla scala di i: 200,000 in 9 fogli, ciascuno dei quali ne comprende· 16 di quella a l 50,000, anch'essa riprodotta colla litografia a colori e coll'orografia rappresentata a pastello. Ma .ad essa, che presenta anche l'incon7 . \ eniente di avere i nomi scritti in caratteri cirillici, sono certameri.te da preferirsi i fogli corrispondenti (18 in tutto) · della carta austriaca dell'Europa centrale alfa scala medesima di 1: 200,000, .dei quali fogli gri ultimi si pubblicarono nell'anno decorso. Recentemente (1900) l' ist;ituto geo. grafico milit;are di Vienna ha iniziato la pubblicazione -di una carta topografica della Serbia alla scala di 1 : 75,000, _ adottando per essa la stessa suddivisione in foo·li della . ::::, Special kà1·te della Monarchia, della quale viene a costituire una co1i tinuazione. Saranno complessivamente circa 50 fogli, dei quali 20 sono già pubblicati. Il fou~amento per la ,co-

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DELLA CARTOGRAFIA MH,ITARÈ NEl VARI STATI D'EUROPA

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struzione di questa carta è dato dalla corrispondente carta serba, e come in quella l'orografia è rappresentata da curve di livello equidistanti 50 metri, coll'aggiunta di un leggero pastello. I fogli di front iera r iportano integralmente, per la parte corrispondente al territorio austriaco, il disegno della Special ka1·te. MoN'rENEG!lO. Il principato del Montenegro non possiede nessun ufficio o stabilimento cartografico proprio. Le carte che se ne han-no · furono costruite esclusivamente in base a rilievi e ricognizioni degli eserciti austriaco e russo o per iniziativa di privati studiosi. La migliore r appresentazione cartografica · del principato è data dalla carta speciale del Montenegro alla scala dì 1 : 75,000 in 19 fogli pubblicata dal- ~ l' istituto geografico militare di Vienna in continuazione, come la citata carta della Serbia, della Special ka1·le della Monarchia. P er la scarsità degli elementi .altimetrici l'orografia vi è rappresentata da curve all'equidistanza di 100 metri e da un'ombreggiatura a pastello in color bistro. I 5 fogli della carta austriaca dell'Europa centrale alla scala di 1 : 200,000 - - - che comprendono il Montenegro sou"o g ià tutti pu bblicati. Dopo la pubblicazione di gneste due carte austriache vengono a perdere ogni valore le cartf) anteriori che per il territorio del principato erano state pubblica.te in Russia. GRECIA.

La cartografia ufficiale in Grecia è di data recent issima giacchè le sue origini non vanno oltre il 1889. In quell'anno il governo ellenico si rivolse al governo austriaco perchè l'istituto geografico militare di Vienna provvedesse al primo impianto di un apposito ufficio per la esecuzione di lavori geodeticì e topografici sul territorio del regno. Così fu istituita una sezione geodetica del ministero


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SGUARDO SULLO STATO ATTUALE

della guerra .a cura della quale, sotto la direzione del colonnello Hartl dell'Istituto di Vienna, coadiuvato da a ltri ufficiali austriaci e da ufficiali elleni, fu intrapresa una gene~ale triangolazione del regno (1). Nel 1893, completata la tnangolazione di 1° ordin0, vennero iniziate nella Tessaglia delle levate a scopo catastale e cartografico; . ma per la guerra greco-turca del 1897 i lavori furono sospesi nè poterono esser ripresi fino ad ora. · In mancanza di carte ufficiali per la Grecia sono da · citarsi tre importanti pubblicazioni cartografiche dovute rispettivamente alla Francia; all'Austria ed alla Germania. La prima in ordine di tempo è la Ca;rte de la Grèce recligee et gravée au Depot de , la Guerre cl' après la t?·iangulation et l,es, l,evees exécu,tées par les of(iciers clu Corp d'Etc1,t Major a l'echelle de i: 200,000. Paris 1852. . Questa carta, sebbene antiquata pur sempre pregevolissima, si compone di 20 fogli incisi in rame e stampati in nero con l'orografia rappresentata a tratteggio. Essa servì di base alla costruzione di una cart~L più recente pubblicata nel 1885 dall'istituto geografico militare di Vienna alla _ scala di 1 ; 300,QOO ( General !(arte des Konigreiches Gree· chland i : 300,000) che potè perciò valersi delle rÌCOD'Uizioni del colonnello Kokides dell'esercito greco e dell'o;era di revisione. dell'illustre geografo E. Kupert. La carta si compone di 11 fogli e di. 2 appendici riprodotti colla fotolitogrnfia a 3 colori: il bistro' per l'orografia rappresentata col tratteggio, il verde chiaro per il mare éd i laghi e il nero per il resto. Per una sola provincia ·del regno, e cioè per l'Attica, la . Grecia possiede pure, grazie alle cure dell' istituto archeologico di Berlino, ed all'opera del personale d.e ll' istituto topografico prussiano, una carta a grande scala oltremodo prègevole. È questa la carta dell'Attica (K~rten von Attiha) - - - alla scala promiscua di 1 : 12,500 e 1 : 25,000, pubblicata ' (i ) Cfr. lfa11T 1, H. -

Di e f,andsvermessung in G1·i echentand irt Alitth. des K. K. 11/ililà'r Geogi·. lnst., \Vien, X, XI, X li, Xlii.

DELLA CARTOGRAFIA ~HLITARE NEl VAI.ti STATI

o' EUROPA

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sotto la dir ezione di E . Curtius e J . A . Kaupert e stampata in litografia a 3 colori dallo stabilimento Kraat z di Berlino a partire dal 1885. Sebbene rilevata a scopo specialmente archeologico, questa carta ove l'orografia fl rappresentata con curve di livello all'equ_idistanza di 20_ met_ri, è un documento topografico assai prez10so e la sua esistenza non poteva non essere qui segnalata. RossIA.

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Il go·v erno imperiale russo dette ill' ogni tempo grande importanza agli studi ed alle 1·icognizioni ·topografiche del suo territorio· ma la vastità del territorio medesimo e la ·' deficienza di quei lavori scientifici foudamentali che negli altri paesi si dovettero alla privata iniziativa di alcuni dotti, fecero sì che i progressi della sua cartografia fossero r elativamente assai lenti. L' ordinamento attuale del servizio geodetico e cartografico data dal 1877. Detto servizio è affidato, p_er quanto riguarda le provincie europee de l1' impero, alla sezione topografi.ca dello stato maggiore_generale ·dell'esercito che ha sede a Pietroburgo . La sezione si ripartisce i n due grandi rami principali: il ramo geo· detico e quello cartografico. Il ramo geodetico attende alle determinazioni d i precisione di latitudine, longitud·ine ed azimut, alle triangolazioni ed alle livellazioni ; il ramo cartografico accudisce alle levate del terreno, alla com pilazione ed al disegnp delle carte. Con ordinamento di verso da quello di tutti t,()'li altri Stati d.' Europa l'esercito russo. annovera u u corpo topografico .militare. assai numeroso, 1 cui addetti rivestono i caratteri medesimi di tutti g li uffi ciali dell'esercito . L'organico di questo corpo comprende : 13 gener ali 17 colonnelli 54 tenenti colonnelli, 120 capi' ' . tani e 283 ufficiali subalterni o topografi. Il reclut amento del personale per le singole specialità di servizio a cui (1) Cfr. Die Bntwicklun{J iler ru.isischen Militar -J{artographie vom Ende des 18. Jah1·hunderts bi s :zttr Gegenwart, ncich o(fici ellen Quellen bearl!eitet von SIG1SMOND TnocK in 1llitth. des K. K. 1J/ilitlii' Geogi·. fn.stibules, XIX, \Vien, i900.


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SGUARDO SULT,O STATO A'l"l'UALE

deve essere adibito è fatto tra gli allievi delle scuole militari speciali di topografia e di geodesia. La preparazione teol'ica e pratica dei singoli ufficiali è fatta con somma a.ccuratezza e l'ampia facoltà di scelta accordata fra una quantità grande di allievi permette di costituire un personale, che, dal punto di vista della cultura scientifica, 0ome . _ , da quello dell'attitudine pratica, nulla lascia a desìderare Nelle nltìme gner're .s ostenute dalla B,ussia contro la '.Curchia, senztt tener co'nto delle imprese militari nell'Asia centrale, il corpo dei topografi rese _servigi eminenti. Basti citare la costruzione della carta del territor io dei Balcani - ~ alla scala di 1: 126,000 per un'estensione di 134,000 chilometri quadrati, in una regione affatto sconosciuta topogl'a:6.cameute, dove occorreva rifarsi, a campagna iniziata, dalle determinazioni astronomiche fondamentali e dalla misura delle basi geodetiche. Circa 180 topogi:;afi lavorarono a questa grande impresa, non ultima ragione della buo~a riuscita della campagna. :I!.: il risultato consegu.i to devesi, senza dubbio, alla valentìa di un personale intelligente ed esperto nelle diverse specialità di lavoro su cui si fonda la costruzione di una carta; nè avrebbe · potuto certa.men te ottenersi da ufficiali improvvisati topografi per avere in pochi g iorni appreso l'uso pratico di un istrumento. La Rus~~a ha adottato per la costruzione di u~a carta topo · ~rafìca militare del suo territorio in Europa la scala di 1 pollice per 3 ve,·ste che corrisponde ad 1 :'126,000 del vero (1). '--t-- Questa carta, detta comunemente 1~ carta di 3 verste consta. di 511 fogli (attualmente pubblicati) delle dimensioni ciascuno di metri 0,42 X 0,57, riprodotti mediante una :finissima incisione su· rame coll'orografia rappresentata a tratteggio e con numerose quote altimetriche espresse in sagene (pari a metri 2,13). ;-, La pubblicazione di questa carta, iniziata u1:1l 1844, è molto avanzata e solo mancano a :pubblicarsi alcuni fogli che interessano le provincie orientali dell' impero e · specialmente (I) ! versta== 500 sagene = 3500 pied i = 4-2,000 poll ici; oncle 3 verste== !26,000 pollici.

DELLA CARTOGl.tA.FlA MILITARE NE I VARI STA'l'l D'EUROPA

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i governi di Tambow, Pensa Vladimir, Nijni No:vgorod Ryaisan, ecc. Verso nord la carta è limitata al parallelo ohe pasea per Vliborg. Le levate su cui 'la carta medesima si fonda, furono eseguite parte alla scala di 1: 21,000 e parte a quella di 1: 42,000 ed anche di 1: 84,000. Colla riproduzione delle levate medesime furono costruite .e riprodotte carte speciali alle scale indicate · dei dintorni delle principali città. Similmente si compilarono alcune carte speciali dei singoli governi a scala variabile da 1: 42,000 ad 1: 840,000, riprodotte parte con incisione su rame, parte in litografia. Per la Finlandia è stata di recente pubblicata una carta speciale alla scala di ; 1: 42,000 con l'orografia rappresentata con curve ,di livello · e stampata in nero. Una carta d'insieme più generale per le provincie europee dell'Impero è quella così detta delle 10 verste (1· 420,000). - - · La pubblicazione d.i questa carta, che consta dì · .l;,7 fotlt, fu iniziata . nel 1865. ·Essa è costruita nella proiezione di Gauss ed ha le longitudini riferite al meridiano iniziale di Pulkova. Fu dapprima riprodotta da un'incisione sn rame e stampata in nero, ma la nuova edizione recentemente pubblicata è stampata in cromolitografia a 4 colori. Ricordiamo :finalmente una carta militare itineraria della Russia Europea alla scala di 1 : 1,050,000 in 20 fogli incisi su rame e stampata in nero. - DANIMARCA.

Sino dal 1842 il servizio cartografico ufficiale nel Regno

· di Dauimarca è affidato alla sezione topografica dello stato maggiore dell'esercito ( Gene1·alstabens topograftske a/deling) ohe ha sede in Copenhaghen ed è· diretto da un colonnello d i stato maggiore. A detto ufficio sono adibiti 10 ufficiali, 4q guide (sottufficiali scelti e comandati permanentemente al servizio topografico) ed un certo numero d'incisori litografi, ecc. La carta fondamentale della Danimarca è alla scala di 1: 40,000 (Km·te aver Jiidlancl); lit sua pu,b blicazione fu


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SGUARDO SULLO STATO ATT UALE

iniziat1:1, nel 1871. Essa consta di 133 fogli (ne mancano ancora da pubb}ii:;arsi 19), delle d imensioni ciascuno di metri 0,365 X 0,465, riprodotti da una finissima incisione su rame con l'orografia rappresentata dalle curve di livello tracciate all'equidistanza di 10 piedi danesi, pari a metri 3,14. La composizione di questa carta si fondi su regolare levata eseguita alla scala di 1: 20,000 (Maal,ebordsblandene), le quali alla lor volta risultano dalla riduzione delle mappe cat~stali alla scala di 1: 4,000. La riproduzione delle tavolette di rilievo, stampate a colori e ripartite in modo che 6 tavolette formano un foglio della c,irta al 40,000, è fatta con procedimenti fotolitografici. L'orografia vi è rappresentata con le curve di livello tracciate all'equidistanza di 5 piedi danesi pari a metri 1,57. Anteriormente alla guerra del 1864 era stata iniziata la costruzione di una carta generale del regno a lla scala di 1: 80,000 (Kaart over kongeriget Danmarkmed Hert,u gdom . Slesvig) che dove·va comprendere 81 fogli . Ma la sua pubblicazione fu poi interrotta, rimanendo limitata alle sol~ isole e venne sostituita colla carta precentemente citata al 40,000. A partire dal 1890 fu intrapresa la pubblicazione di ,una carta g enerale alla scala di 1: 100,000 su 76 fogli ( Genemlslabens Kaart over Danmar k) stampata a 4 colori ed ormai quasi intierameùte pubblicata. Essa soddisfa assai bene al bisogno di avere una carta generale conforme per tutto il regno. SVEZIA. (l)

Il serv1z10 cartograf,ìco ufficiale è affidato nel regno di Svezia ad un istituto speciale (Rekets allmamia kartverk), distinto in due separate sezioni., una per il servizio topografico militare ( Generalstabens topogra(ìska . af'deling) ed una per la compilazione della carta a scopo economico statistico (i) Cfr. Notices sur la Suède. (A t'occasion du Congrès Jnternational (les sciences géogrn11hiqr.ies de 1875 ci Paris). - Stcrekolm, 1.875.

DELLA CARTOGRAFIA nIILlTARE NEI VARI S'rA1'1 n' 'E U!lO;A

289

(Rekets ekonomiska Karlverk). La direzione dell'Istituto è affidata ad un colonnello; il personale è misto, e si compone di ufficiali dtillo stato maggiore e di impiegati tecnici civili adibiti alle levate topografi.che ed al servizio cartografico e d i r iproduzione. I lavori geodetici sono diretti da un professore. La carta militare del Regno è alla sc~la di 1 : 100,000 ( Generalstabens K arta ofve1· Sverige) in 234 fogli delle dimensioni ciascuno di metri 0,59 >: 0,44. È una carta bellissima inèisa in ra.me e colorata a mano con tinte diverse per le acque, le strade principali ed i confini. L'orografia vi è rappresentata col tratteggio e coll'aggiunta di numerosissime quote altimetriche espresse in metri e in decimetrt N e sono pubblicati sino . ad ora 90 fogli che e0mprendono tutta la parte meridionale d~l regno sino a circa il 61° paralleJo, Per la parte settentrionale della Svezia (Norrbotten) è stata compilata una carta speciale alla scala di 1: 200,000 ( Karta ofver Non·bottens Liin) limitata a sud al 65° parallelo. Questa carta consta di 45 fogli divisi secondo il reticolato geografico, in modo che ciascun foglio corrisponde ad un trapezio di 1° 30' in longitudine per 30' in latitudine. La r iproduzione è fatta da una incisione su rame, e colorata a mano come la carta citata al 100,000. Le levate su cui si basa la costruzion'e della carta al 100,000 sono eseguite alla scala di 1 : 50,000 e per alcuni territori a quella di 1: 20,000 valendosi delle mappe catastali oppo,rtunamente ridotte e rivedute. ·Quelle per la carta al 200,000 sono eseguite alla scala di 1 : 100,000. Le determinazioni altimetriche, oggetto di grandissima cura, provengono dalle livellazioni di precisione. Le riproduzioni delle levate eseguite a colori con indicati i più minuti · particolari planimetrici ed al timetrici costituisce la carta economica (Rihets econorniska f(a1·ten:verket) tenuta periodicamente al corrente con mol tissimo i mpegno·. Oltre alle i ndicate sono da ricordarsi le carte parziali delle ,singqle provincie ( Liinskartor) alla scala uniforme di 1 : 200,000 incise in rame da diverse tra loro per il t i po e i metodi di 19 -

ANNO XLVII.


290

DELLA CARTOGRAFIA MILÌTARE NEI VARI STATI D'EUROPA

SGUARDO SULLO STATO ATTUALE

La costruzione di questa carta si basa su reo-olari levate 0 d'el terreno eseguite, secondo le località, alla scala di 1: 25,000 -ed anche di 1: 100,000 e che non. vengono riprodotte. Anche per la Norvegia vi sono poi delle carte di provincia {Amtskarter) alla scala di 1: 200,000 in di verso modo ripro.dotte e stampate talune in nero ed a ltre a colori. Coro.e carte generali si contano poi una carta della Norvegia ~eridionale (Gene1·all~art over det sydlige Norge) alla scala d1 1 : 400,000 in 18 fogli' di metri 0,37 X 0,45, dei quali 11 già pubblicati, riprodotta colla litografi.a a colori ~ una carta della Norvegia settentrionale (Kart over dek no1·dlige Norge) alla ),cala di 1 : 700,000 in 2 fogli compi- - - - lata nel 1852 dal prof. P . H. :M:unch dell'Università di Cristiania, · e riprodotta in litografia. ·

rappresentazione orografica a seconda dell'epoca m cui furono pubblicate. Per la totalità del regno esiste poi una carta alla scala di 1: 1,000,000 ( Generalka1·taofver Sverige) pubblicata nel 1870 in 3 fogli incisa in rame colle acque colorate con azzurro e con l'orografia rappresentata a tratteggio.' ·No1tVEGIA..

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<1>

L'istituto geografico norvegiano (.N'orges geografiske Opmaaling) che ha sede a Cristiania fo fondato nel 1872 allo scopo di accentrare in un solo stabilimento tutti i se; vizi geometrici e cartografi ci eseguiti dallo Stato. Ad esso venne incorporata ·l'al\tica sezione topografica dello stato maggiore generale. L' istituto è diretto da un colonnelJo di stato maggiore assistito da una « Commissione ge~g~afica norvegiàna » d ella quale fan p~rte i rappresent11,nti delle di verse amministrazioni interessate, le quali forniscono i fondi necessari per il mantenimento dell'istituto. Esso attende a lavori geodetic'i di rilevamento topografico ed idrografico di riproduzione cartografica e di indagini statistiche ed occupa perciò un numeroso perso~1ale di ufficiali di stato maggiore e della marina militare e di · cartografi incisori disegnatori ci vili. Come per la Svezia la carta fondamentale della Norvegia è ..._ alla scala di 1 : 100,000 ('Popogra(ìsk kart over kongeriget Noi·ge} in 188 fogii è.elle dimensioni ciascuno di metri 0,45 X 0,34, la pubblicazione della quale ancora arretrata fu intrapresa nel 1869 La carta è riprodotta con la fotoincisione ed è stampata 'a colore; l'orografia è rnppresentata con le curve dì livello tracciate all'equidistanza di 100 piedi norvegiani (pari a metri 31,4) e con un'ombreggiatura a pastello ' di color bruno.

CONCLUSIONE.

•

r

(!) Cfr. Jlistoris/; Jleretning om Norges geografìsl,e Opmaating fra dems Stiftelso i :J.773 indtil Udganaen of 1876, af C. M. oE ScuE. (Pubblicazione deH' Istituto geogra·

ftco nòrvcgiano), Kristiania, !SiS.

291

Da questa sommaria esposizione che abbiamo tentato di fare sullo stato attuale della cartografia militare nei vari .s tati d'Europa chiaro apparisce come l'importanza. della medesima vada sempre più affermandosi non solo per l'interesse militare qnanto e più ancora per gl' interessi o-enerali della pubblica amministrazione. b Già il generale Derrecagaix (1) aveva notato or sono 10 anni .come indipendentemente dalle loro carte tattiche e strate.giche, ciascuno Stato tenda a possederne dell~ più detta.gliate che siano in grado di soddisfare ai bisoo-ni dei dio versi servizi pubblici. Pur non tenendo conto della Gran Bretagna, che, come .abbiamo veduto, si spinge fino a riprodurre le sue mappe -catastali, diligentemente quotate, talchè esse sono da considerarsi delle vere e proprie mappe topografi.che a grandis-sima scala, noi vediamo la Svizzera, gli Stati Germanici, il Belgio, i Paesi Bassi, la Danimarca ecc., dopo aver pub(I)

·

(

Scritto cit.


SGUARDO SULLO STATO ATTUALE, ECC. 292 blicato · buone carte topografiche dei loro territori a scala variabile dal 50 al .100,000 provvedere alla pubblicazione integrale delle minute di campagna ·a scala notevolmente maggiore (1: 20,000, 1: 25,000) perchè più cor~isponde~ti alle esigenze attuali. Solo l'Austria e la Francia non si souo ancora poste su que;:.:ta via; ma per quanto riguarda la Francia ove il fatto è da molti anni lamentato, e dove già. più volte fu cercato il me,Q:zo di rimediarvi, sappiamo che non tarderà molto a seguire e superare l'esempio che le viene daali altri Stati, giacchè come abbiamo veduto essa sta· per :ccingersi alla levata del suo territorio alla scala di 1: 10 ,000 e di 1: 20,000 affermando il principio che .anche . . le riproduzioni delle levate debbano esser messe a d1spos1zione del pubblico. . Caduto ormai il pregiudizio che la topografi.a del paese debba costituire un segreto di Stato l'uso, delle carte va sempre più. diffondendosi e generalizzandosi con grandissimo beneficio delle opere pul:,bliche dell'agricoltura e della scienza.. E di ciò, nè devè disconoscersi, il merito spetta alle ammìnistrazioni militari cui presso tutti gli Stati europei, salvo, poche eccezioni è affidato, come vedemmo, il servizio della cartografia ufficiale. Esse per i loro speciali bisogni ,.dapprima, poi per gl'interessi gen~rali promos_sero e co_mpirono l'esecuzione d i quelle carte mmute e precise che c1 rappresentano con somma fedeltà il territorio nazionale e che certamente vanno annoverate fra i prodotti più utili ed apprezzati dell'attività degli Stati moderni.

ATTILIO

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LETT.E RATURA MILITARE UNA DISFIDA STORICA E I DISCORSI l\IILITAR.J nEL nUCA D'URBINO

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Mom.

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S iamo nei primi anni del secolo xvr che segua quel per iodo storico nel quale in « Italia crosciano sotto le artiglierie « di tutte le genti le mura, che pure han veduto tante foghe « di barbari; guizza la fiamma intorno ai monumen ti delle « antichità e son messe a ruba le case paterne; la soli tu« dine delle g uaste campagne è piena di cacliweri » (1) e la guerra divampa per la patria nostra, ed ora è guerra fratricida per le rivalità e perfidie dei nostri p{incipi, ed ora -è guerra di stranieri che qui convengono, come in campo franco, per definire le loro contese. Eppure, in mezzo a tante rovine i nostri artisti e i nostri poeti danno alla patria la gloria più bella; e fra gli orrori delle guerre, di quando in quando, brillano di poetica luce alcuni episodi ·ispirati .a quel sentimento cavalleresco che pur conservava quella generazione a cui tanto piaceva l'Orlando Furioso, che mal si giudica prosaicamente ironico o scettico. E che J' ié!.e~le della ~avalleria non fosse morto in quel tempo, lo dimostrano « i soldati francesi in q nella merp.orabile liberazione « e resistenza di Pisa, giuratisi campioni e difensori delle « dame, lo attesta la Disfid11 di Barletta e la figura di « Baiardo cavalcante severo e gentile fra i Lanzichenecchi; <.< lo provano le battaglie di Ravenna e d i Pavia, vinta la (i) V . CARDUCCI, Bozzetti letterciri.


294

295

LETTERATURA MILITARE

LE TTERATURA MILITARE

« prima da un giovane capitano, che, per amore d~lla dama, « v1 combattè con un braccio tutto nudo, vinta la, seconda. « da un giova,ne re che, prima di scendere in campo, volle « essere armato cavaliere da Baiardo » (1) e lo dimostra anche ques ta d,is:fida, ehe ritengo poco nota, almeno nei suoi particolari, e che trovo in un vecchio libro. Il quale narra la Vita di FTancesco 111aria Della Rove,·e IIII Duca d' Urbino, ed è stampato in Venezia nel 1605 : lo scrittore è Giovanni· Battista Leoni. Fu questo un r eputato cittadino veneziano, notissimo letterato del secolo xvu, nei cui primi anni visse e fiori. Allievo clel cardinale Commandone, servì per qualche tempo alla Corte di Roma; ma quando Venezia fu colpita da.Il' Interdetto scrisse due discorsi in favore dei .diritt~ de~la Se_renissima e che pubblicò sotto il pseudommo d1 Gian Strneone Sardi, per fuggire così alle persecuzioni e agli odi della Curia,. Chiamato alla Corte di Urbino, quale segretario del duca F rancesco II, ebbe da questi l' incarico di scrivere la vita del suo avo illustre ecl egli seppe adempiere all'ufficio di storiografo della Cas1:1. duca.le, serbandosi fedele abbastanza alla verità anche ·bruciando qual.che grano d'incenso da b uon cortigiano quale egli era (~). Ricordiamo ora brevemente la pagina di nostra storia a. cui si r iferisce il fatto, che è pur notato dal Guicciardini e da altri storici dell'epoca. Francesco Maria, Della Rovere si può dire che visse e crebbe fra le armi e le guerre, ed ebbe fama di buon condottiero benchè non tutto le sue imprese avessero avuto a.mica la fortuna. Egli era nipote del papa Giulio II, ed era succedu to nel ducato di Urbino, tribu tario della . chiesa, a G-uidobaldo da Montefeltro suo zio materno, il quale, non non avendo discendenti diretti, lo aveva adottato ad istio-azione del pontefice, che così apriva la via del potere J1a sua fam iglia. Il giovane duca, che contava allora diciotto

anui, aveva gia fama di bravo ed ardimentoso soidato, per essersi distinto nelle armi al servizio della chiesa, che seguitò servire, quale generale delle armi pontificie, nella g uerra contro i Veneziani e il duca. di Ferrara, guerra sfortunata e che lo fece cadere in disgrazia dello zio, specialmente dopo la perdita di Bologna. · Tenne lo Stato, guadagnandosi r affetto dei sudditi e le lodi de' letterati e degli artisti, di cui fu muuifico protettore, e ciò fino all'assunzione al pontificato di Leone X . Questo papa Mediceo, che i cortigiani del Rinascimento, tentarono di esaltare come Pericle ed Angusto, con atto della più nera ingratitudine - perchò i Medici durante il loro lungo esilio da F irenze trovarono cortese ospitalità. alla Corte dei Montefeltro - spogliava del ducato Francesco Maria per darlo a suo nipote Lorenzo, quello stesso a cui più tardi Macchia.velli dedicava il suo P1·incipe. Il papa per giustificare in qualche modo innanzi al mondo questa usurpazione, accusò pubblicamente il duca di certi reati, alcuni non provati, ed altri veri, come quello dell'uccisione del cardinale Alidosio, che avvenne in questa circostanza. Dopo la caduta di Bologua nelle mani dei nemici della chiesa, il cardinale Alidosio era corso a Ravenna, dove allora trovava.si il pontefice, ed aveva rovesciata sul duca d'Urbino tutta la colpa di un tanto disastro, mentre alcuni dicevano invece che la g1;1erra .era andata così a precipizio per colpa dello stesso cardinale, sospettato di segreta intelligenza con i Francesi. Capitato in quel mentre anche il duca Francesco a R avenna, e non avendo potuto ottenere udienza dallo sdegnato zio, talmente s'inviperì con tro il -cardinale, causa della sua disgrazia, che incontratolo per caso sulla strada, accecato dal furore, l'uccise (1). Di questa uccisione il duca ne ebbe poi assoluzione e grazia da Giulio I I. l!°'rancesco Maria protestò altamente contro la sua spogliazione, procurando in pari tempo di discolparsi dalle accuse che gli venivano mosse, ricorrendo a tutti i mezzi per disap mare Leone X , fino al punto di mandare a Roma la sua

(l.) V . CARDUCC I, Bozzetti letterai·i. (2) V. C1coCNA, Iscri:;io11i venete. - Fos A JHNJ,

Bibliografia militare.

Letlerat1wa venezian<i. -

O' AYALA,

( t) V . &IUII A'l' On1,

I

Annali d' Italia.

f .,

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LETTRRATURA MILITARE

madre ad:>ttiva, la duchessa Elisabett'a, la quale aveva generosamente accolto in Urbino alla sua Corte, gli avanzi della casa Medicea, allora, come abbiam dett.o fuggitiva. M~t la memoria, non amando ricordare i benefici ricevuti nella bassa fortuna, rese sordo ai pTeghi della duchessa il cuore _del pontefice, ed Elisabetta da Montefeltro dovè tornarsene nel ducato, certo non edificata dalla misericordia del vicai:io di -Or.isto. Intanto il 16 maggio del 1516 Lorenzo dei Medici, con un forte esercito composto di truppe agguerrite fiorentine e ponti:6.ce, era entrato da tre parti nello Stato di Urbino, mentre la scomunica colpiva Francesco Maria, prosciogliendo così i suoi sudditi dal giuramento di fedeltà e di obbedienza. Vana sarebbe stata ogni resistenza all'invasione da parte del legittimo duca, per non esser egli preparato alla guerra e per non potere per il momento lottare con speranza di successo contro le milizie dell'usurpatore. E ciò pensando . e non piacendogli esporre i suoi soggetti alle terribili rappresaglie di una lotta èivile, abbandonò il ducato e si ridusse presso il marchese di Gonzaga suo suocero. ìVIa essendo stato Francesco Maria colpito dai fulmini ecclesiastici il duca di Mantova non avrebbe potuto palesemente ospitarlo senza incorrere egli pure nella censura ecclesiastica, e ciò pensando per evitare a quel suo congiunto tale pericolo, Francesco Maria giunto a Mantova, finse di partire per l'Alemagna, ritornando però e chiudendosi in Goito, all'insaputa dei più, use.e ndone solo di notte inoltrata, per entrare, incognito, su Mantova e abbracciare così la consorte e il figliuoletto. E qui attendeva tempi migliori per ritentar con la fortuna delle armi di riacquistare il perduto dominio; ed attese fino alla pace di N oyon, con la qua~e terminava quella· guerra che si combatteva in Italia, e ai danni d'Italia, da Francesi, Tedeschi, Spagnuoli e Svizzeri, ed anche da Italiani in lotta fratricida fra di loro. Questo parve a Francesco Maria il momento opportuno per ricuperare . i suoi Stati, essendo r,oco presumibile che i potentati volessero riprendere le ostilità per gostenere le ragioni, mvero

LETTERATURA MILITARE

297

ingiuste e arbitrarie, del papa. Inoltre eragli quella occasione propizia per formarsi un piccolo esercito arruolando i soldati allorn licenziati e che avevano militato o nell'esercito francese o veneziano, componendo le ~ande intorno a Verona che doveva esser re;:.;tituita ai Veneziani. Inoltre egli si sapeva desideratissimo dai suoi :::;udditi fedeli, i guali insofferE)nti del mal governo di Lorenzo, attendevano che il legittimo loro signore ritornasse per schierarsi fra i suoi difensori; fra i quali i più impazienti erano i montanari della massa Trabaria e del Montefeltro, che avevano già militato sotto :B'rancesco Maria , e avevano imparato a conoscerlo ed amarlo sul campo di battaglia. Così, il 17 gennaio del 1517 Francesco Maria aveva riunito sulla riva destra del Po a Sermide circa 5000 fanti spagnuoli diYisi in due bande, 300 Italiani e 1500 cavalieri fra i quali eranvi 3 compagnie di Albanesi (1). Con questo piccolo, ma bene agguerrito esercito, il duca s'accinse all'impresa, che sembrar poteva temeraria; ma egli fida vasi nel suo b~on dritto -e nella sua giovanile baldanza. Luogotenente generale di Francesco Maria era Federigo da Bozzolo del ramo cadetto dei Gonzaga, stimatissimo capitano già al soldo di Francia, e che aveva grandemtmte aiutato il duca a formare l'esercito, dandogli così prova di verace amicizia. U na delle due bande di fanteria composta di 2000 fanti era comandata dal colonnello spagnuòlo Maldonato, già al soldo dei Veneziani, vero tipo di avventuriero; l'altra banda che era di 3000 fanti e che per distinguerla dalla prima fu detta la banda di. Verona, perchè rimasta fino alla consegua in questa piazza, fu posta dal duca sotto gli ordini diretti del Bozzolo, avendo essa banda perduto il suo colonneJlo che dicevasi stato ucciso per gelosia da Maldonato. Queste due bande erano suddivise in . compagnie di 200 a 300 soldati formate di picchieri e di archibugieri. Fra i cavalleggeri si distinguevano gli Stra- · d iotti, quasi tutti Albanesi : montavano cavalli turchi di O) Vedi

lllUUATOlll,

op. ci t.

\


LETTERATURA J.\[ lLlTARE 298 mezza taglia, ma leggeri corridori, resistenti alle fatiche e buoni per tu_tti . i terreni; per ar_mi porta va~o ~a zagaglia: la scimitarra e una mazza d'armi appesa all arc10ne. Questi cavalieri avevano fama di eccellenti soldati tanto in battaglia, quan to neÙe esplorazioni: · lascia~·ono però memoria ~i ferocia e d'ingordigia grande. Pare pero che le tre compagme assoldate dall9 spodestato duca non abbiano riconfermata questa loro triste rinoma~za. · · , . Quando Francesco Mana stava per tentare 1 audace impresa non aveva che 28 anni, ed era quindi in_ tutto il pi:no via-ore della sua matura giovinezza. Il suo b10grafo cosi ce 0 lo descrive: « Fu piccolo di corpo con volto grato e virile « e specialmente con l'occhio vivacissimo. Egli aveva alta « e spaziosa la fr?nte, lo_ sguardo gr ande e~ a~~o~~o, barba « intiera e come 1 capelli bruna e corta. N ell ms1eme era « di viso n on bello, ma simpatico; di corpo non inolt o ro« busto, ma resistente agli strapazzi per tenace volere. ~ella « prim~ g_iovinezza fu iracondo, . i~petuoso e ve~dicat1vo; « sommamente affabile ·e di dolcissima conversitzione, mot« teggia~do con grnzia e gravità gra~di _e ~o~to ,~ tempo, « indizio ohiarissimo di prontezza e d1 v1vacita d mgegno « e di quell'ardore d i spirito, che 19 fece anche talora pronto « non meno di lingua che di mani... Amò generalmente << tutti i belli ingegni, ma specialmente i soldati, e fu in« ventoi·e d'armi offensive e difensive. Odiò sommamente << la bestemmi~ e i violatori dell'onore delle donne; dalle « quali cose in particolare obblig~ con s~~erissime pene ~ « gastighi ad astenerse~e ~ soldat_1 che m~htar?no so~to .di « lui rendendoli obbed1ent1, docili e contmenti, con 1 e~em« pio di sè medesimo che fu sem_pr~ co~tinen~issimo'. pare~ « nel cibo e nei cibi, e tollerant1ss1mo m ogni occasione d1 « disagio ». F in qui il Leoni, che forse la lode esagerò; ~n ogni modo però è forza riconoscere eh~ Francesco Ma:1a della Rovere fu, per quello che faceva 11 secolo, un pr_m~ cipe buono e uno stimato capit~no. Ebbe, _ _come_ ~olt1! ~ suoi laudatori e .i suoi detrattori; fra questi 11 Guicciardm1 che dopo averlo prima celebrato in versi lo accusò poi di

LETTERATURA MILITARE

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tradimento; e si capisce pensando alla devozione che il sommo storico aveva per la famiglia Medicea, e anche per la rivalità regnata fra lui e il duca nel corso della guerra della Lega. Prima di muover con l'esercito il duca radunati gli ufficiali pronunziò una allocuzione, in cui lodando le loro virtù militari, espresse ad essi la sua gratitudine, per aver voluto con i loro soldati schierarsi al suo lato, certamente mossi dal desiderio di concorrere con le armi al trionfo della giustizia, e dalla ·compassione delle sue sciagure. Aggiunse che gli doleva assai la sua pover~à, come quella che gli vietava di dare ad essi il meritato stipendio, ma una volta rientrato in possesso dei suoi Stati egli avrebbe generosamente pagato il suo debito di denaro non quello della . sua gratitudine, che serberà fino alla morte. E finiva con queste parole che ricordano l'epoca e gli' usi della guerra: « La guerra, o soldati, di sua natura nutrisce e alimenta sè « stessa, e però le vettovaglie abbonderanno nel cammino; « le prede saranno tutte vostre; ed infine formidabili e glo« riosi potrete vantarvi nelle vostre patrie, e lasciare per· « esempio ai voptri posteri di aver soli, i1t pochi, male ar<< mati, restituito un principe- e soldato alla patria e dominio « suo ; con3olati tanti sudditi e resa con una pia e magna« -nima impresa maggiormente famosa la riputazione vostra.» Lo storico da cui ho tratto queste parole aggiunge, che dopo tale perorazione, tutti alzarono le mani e le voci gridarono applaudendo co!:l entusiasmo. Approfittò il duca dell'impressione favorevole prodotta dalle sue parole, per muovere con tutto il suo piccolo esercito alla volta dei suoi Stati con tale celerità, che non ebbero tempo per opporglisi le genti del papa nè quelle di Lorenzo, che erano in Ravenna e -in Rimini. Ed infatti postosi in marcia il 17 gennaio attraversò la Romagna ; e per Cento, Budrio,. Faenza, Cesena, Sant'Arcangelo e Coriano era giunto il 1° febbraio sul Conca, dopo di avere percorso, · nonostante la fredda stagione e la neve caduta e cadente, un così lungo tratto di terreno: El questo per quei tempi

l


300

LE't'l'E&ATURA lllILITARE

LETTE&ATOHA MILITARE

rappresentava certo una ecce-zionale celerità di m11.rcia. E fortunate furono le .prime operazioni di guerra per Francesco Maria, che, passato per la s~rada di F urlo, in ROCO riacquistò il Ducato d'Urbino, ecc~ttuata la fortezza di San Le.o (1). Intanto Lorenzo dei Medici oltre alle sue milizie e quelle dei Fiorentini assoldò più di 2500 fanti tedeschi e più di 4000 Guasconi, che avevano servito nell'armata di Lautrec, e con tutte queste milizie, che superavanq di tanto quelle· del suo competitore, si dispose a combatterlo, sicuro nell'esito :finaie della lotta. Intanto lo spodestato duca, mentre lo lusingavano i primi successi, e lo facevano sperare nel buon esito dell'impresa, scrisse una lettera. al sacro Collegio dei cardinali, con la quale ricordava l'arbitraria spogliazio11e dei suoi . Stati, e l'obbligo che egli aveva per sè e la sua ·casa di riacquistare i suoi diritti sulla signoria toltale in , così malo modo, e· quindi la necessità di entrare a mano armata nell'avito dominio: « Che se - egli così termina la « sua lettera - le mie · picci.ole forze non saranno oppresse « dal gran cumulo della· potenza di N. Signore accompa« guata dalle armi spirituali e da quelle di tanti alti"i prin-' « cipi, sarà miracolo espresso e buono testi_ monio, che l?in« nocentia mia condannata dagli uomini in Terra sia da giu~ dice maggiore e più giusto assoluta in ci.elo. » Povero duca, egli si illudeva, e d ovè più tardi convincersene nel seguito della guerra, che iniziata sotto sì lieti auspici così miseramente per lui fini va. La lettera fu per ordine dello stesso duca, in molte copie affissa per le piazze di Roma, affinchè ognuno leggendola, riconoscesse il suo buon dritto. Da Urbino Francesco Maria si portò in Fano, ma per avere . il colonnello spagnuolo Maldonato operato troppo lentamente l'impresa falliva ; e fin d'allora si incominciò a dubitare della fede dì questo avventuriero, e il dubbio era così diffuso fra le genti del d uca, che si accusava apertamente il 1VIaldonato di avere scritto lettera a Renzo di Ceri, che teneva Pesaro

1

(.\J V. MunATOtu, op. cit.

),

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per il duca Lorenzo; ed una di queste lettere anzi cadde nelle mani di Francesco Maria. Più tardi convinto di tradimento éon altri sette suoi ufficiali l\faldonato fu ucciso. F rancesco, perdute in gran parte le sue illusioni, ,e fallito il tentativo di costringere Lorenzo ad uscire da Pesaro e venire in aperta campagna, e sapendo inoltre come non avrebbe potuto a lungo resistere contro le forze ~osi numerose del nemico, provvisto di buone artiglierie, delle quali egli aveva difetto, venne ad altri consigli. Considerando inoltre in quali miserrime condizioni era ridotto lo Stato per que3ta guerra, e non soffrendogli il cuore di veder soffrire i suoi sudditi fedeli, e d'altronde ripugnandogli di ritirarsi dall'impresa, benchè il tradimento serpeggiasse nelle :file dei suoi mercenari, perciò spinto da un sentimento cavalleresco, di tentare d'i finire la guerra con lo sfidare Lorenzo, proponendogli di terminare in una s~la giornata la contesa con quelle armi e con quella quantità di gente che egli avesse voluto. E senza porre indugio mandò un parlamentario a Pesaro per chiedere a Lorenzo un salvacondotto per· due suoi gentiluomini: e questi erano il capitano Snares, spagnuolo, e . Orazio Flondo, segretario suo. Ottenuto il salvacondotto, i due ufficiali, tratti innanzi a lla presenza di Lorenzo, circondato dal suo maggior Consiglio, il Flondo lesse ad alta voce la disfida. Il Guicciardini nella_sua Sto1·ia cl' Italia la ricorda solamente come uno dei tanti episodi di quella guerra; il Leoni invece ce ne dà il testo, che io qui trascrivo come· un curioso documento dell'epoca. · Ad alta voce dunque il Flondo lesse quanto segue: « Commissione a voi Ci4pitanò Suares, ed Orazio F londo « di quanto in no me mio ha,vrete a procedere e fare iuten« dere all'Ill. mo . Signor LorE1nzo dei Medici. « E prima. Essendo che n.o n poco laudo si conceda a eia« scuno Principe, che per qual causa si vogli farci g uerra, « quando si sforza che con m~no sangue, e danno del paese, « che possibile 8ia, si ponga fine alla sua intenzione, e tanto « più quello, che pure si pers1;1ade doverne restar<:i padrone.


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. LETTERATURA 1111Ll'l'A.RE

« Nel qual concetto persuadendomi, che il prefato sig. Lo« renzo sia, ingannato forse più presto della fama, che dalla « coscenza; ho pensato cosa all'uno et all'altro ctmvenien<< tissima. Perchè . se tanto lui desidera questo stato, come « la. presente guerra mi dimostra, gli sia carissimo trovar « modo, che con prestezza, senza più gra.ve peso di questi « popoli mostrando il valor suo e delle sue genti a sati« sfarsi. E. però per tale rispetto a voi Capitano Suares e « Oratio commeUo, che espeditamente lo dobbia.te chiamare « a combattere in luogo qual voglia a IIII mila per IIII mila;. « o III mila; o. II mila; o mille, o cinquecento; o cento; o « venti, o quattro, o il minor numero che gli piaccia pu.rchè e< ciascuno di noi ci intravenghi, e che siamo a prede con << arma da fanti a prede, come vanno alla guerra. Et in ul« timo se vuole ambedue noi soli con arme che con pre« stezza trovar si possa, pi~ mi sia caro; e dove, o per la « prigione, o per la morte d i uno di noi il vincitore con « più sotisfazione d'animo darà fine al suo disio, et al lan« guire di molti. « Giudico adunque che per il valore di sua signoria, e « di molti che gli sono appresso, che fanno la medesima « professione d'honore, queste ragionevoli offerte gli saranno « carissìme; però al vostro ritorno mi riportarete a qual più « esso si risolva, acciò possa dal canto mio espeditamente « provvedermi: Mando il termine di tre giorni per la riso« Iuta risposta aggiongendo ancora a combattere del numero « bc,rosso piacendoo-li fare combattere C. C. C. Cavalli leggeri . b (< con altrettanti de.lli suoi pure alla leggera accappati (?) « dalle compagnie, cioè che ogni capitano ne elegga tanto « numero della compagnia propria e non d'altrove, che ar« riva alla somma delle C. C. C. con Lancia, Spada, Pugnale « e M:azza. E quando le sopradette condizioni non gli pia« cessero (il che non credo) vi ricorderete offerire, che com« battendo con detti O. C. C. cavalli, e con tutte le nostre « fanterie e· altrettanti delli suoi fanti, d i vantaggio gli « darò ci,nquecento, e mill~ fanti più armati, ·però tutti « secondo il costume della guerra tra fanti a piedi. Et il « presente memoriale in mano di sua signoria lasciate ».

LETTERATURA MIL1'1'.A RE

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Ma Lorenzo non aveva l'animo cavalleresco del duca Fran,cesco, e non potendo èl.ubitare, per conto proprio, circa l'esito della guerra, tenne la disfida come un affronto personale; e, ma~cando alla data fede, fece imprigionare i due emissari, mandàndo il Florido a Roma, dove. fo sottoposto a tormenti, sperando il papa con questo mezzo crudele di sapere dal segretario del' duca quali fossero i piani della guerra e, se avesse il suo signore avuto promesse di aiuto da qualche .altro principe. Ma nulla seppe. Seguitò quindi la guerra con scaramucce, fatti d'arme ed .assalti a varie castella con vantaggio di Francesco M:aria e -con la peggio per Lorenzo, il quale all'assalto di Mondolfo rimase colpito da una archibugiata, e così gravemente da do.ver essere trasportato in Ancona, con poca speranza che ,egli potesse sopravvivere alla ferita. Ma mancavano i denari al duca Francesco e .non sapeva dove prenderli; mentre i suoi soldati reclamavano le paghe e minacciavano di ammutinarsi: Anche Leone X si trovava in condizioni quasi uguali a quelle del duca, ma il papa fece presto a ricavare -circa ducentomila d ucati d'oro, dando la 'porpora a trentuno nuovi cardinali, ciò che non poteva fare il povero duca d'Urbino. Con questa ricchezza e con altre promesse il papa g uadagnò alla sua causa il vicerè di Sicilia; il guale ordinò ai soldati spagnuoli al servizio d i Francesco Marie,, di abbandonarlo, in nome del loro re . Privo egli così. delle sue mi.gliori truppe il seguitar la gnerra sa.rebbe stata follia, molto più che sapeva di trattative fra Spagna, Francia e la Chiesa, -che rendevano ormai la sua . posizione insostenibile. Per il · che dovè passare sotto le forche caudine di un accomodamento, ool quale il pontefice si obbligaYa di pagargli le milizie, purchè egli abbandonasse la guerra e lo Stato, con-cedendogli di dimorare alla Corte di Mantova, e autoriz.zandolo a portar seco la famosa libreria raccolta da Federigo da Montefeltro suo avolo materno (1). Così finiva miseramente questa guerra durata otto mesi; e Francesco Maria, (l) V. 1llunnon,, op. cit. e

G1ncc1AnD1N1,

Storia cl' llctlia.


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LETTERATURA MILITAl{E

Lli;TTE RA'l'U ltA MILITARE

ritornato profugo una seconda volta a Mantova, presso il suo congiunto, non perdeva però la speranza di riacquistare lo Stato, come .di fatti riacquistò, dopo la morte di Leone X, e con l'elezione al pontificato di Adriano VI.

.delle armi veneziane durante la guerra mossa dai principi italiani contro Carlo V e Francesco I, nella quale guerra dette luminosa prova di grandi talenti milita:r:i, difendendo . con successo il territorio della Serenissima contro forze assai superiori. Questi Discorsi non appariscono scritti da lui, ma raccolti dalla sua bocca, perchè il Duca non ebbe molta erud i:>.ione letteraria, essendo stato distolto dagli studi dalla continua necessità in cui si trovò in tutta la sua vita di dover adoperare le armi. Suppliva però alla de:ficenza dì colturn col suo ingegno aperto e con una grandissima cognizione delle cose di guerra, unita ad una larghezza di vedute che lo facevano ammirare e ritenere come uno dei migliori capitani del tempo. E d è naturale quindi che egli fosse consultato nelle imprese le più difficili e che le sue osservazioni e i suoi precetti fossero tenuti · in grandissima considerazione. In _lui eravi certo uno spirito d'innovazione che lo spingeva ai progressi dell'arte guerresca. « Di maniera che incontran· « dosi in tempi appunto, che cessando in gran parte l'uso « così frequente e numeroso della cavalleria, e cominciando « a stimarsi e valersi della fanter ia, più che non si facesse << per l'addietro, egli, per quanto comportò la diversità delle « armi e delle offese, introdusse disciplina tale nelle milizie, « modernando gli esercizi antichi, che rese le fanterie uti« lissime in ogni occasione, specialmente le italiane. Perchè « trovandovi attitudine e prontezza grande insegnò ai sol« dati primieramente ad adoperar.e la zappa e la pala per « maneggiare il terreno in ogni bisogno; e poi istituì tra « loro ordinanza tale, che assaltati e assalitori, facendo corpo « solido come gli Svizzeri e gli Alemanni, andavano agli « assalti non meno spediti degli Spagnuoli, sì che con l'ita« liano solo potè e seppe tante volte terminare imprese dif« ficilissime ed importanti » (1). Sfogliando le poche pagine dei Discorsi, ci troviamo qua e là molti apprezzamenti P, precetti di guerra, che dimo-

La letteratura militare antica ha, fra tante opere pregievolissime, un libro piccolo di mole, ma importante, e che porta questo titolo: Discoi·si m ilitari - dell'eccellentissimo Signore - Francesco Maria della Rovere - Duca cl' Urbi'YJO - Nei quali si cliscor·rono molti vantaggi - e clisvantaggi della guerm utilissimi ad ogni soldato. - In Fei·rara per Domenico Mammm·elli, 1583. L'operetta che il D' Ayala nella sua Bibliografia dichiara scritta in buona lingua e molto rara, è dedicata dallo st ampatore a Ippolito Bentivoglio chiaro nelle armi e difensore dei diritti della Casa d'Este contro il papa. In prefazione. si legge un sonetto di Torquato Tasso, che riproduco in omaggio a tanto nome. I versi sono in lode àel Bentivoglio. Ippolito, fallace esser talvolta Può la tua lancia e non ferire il segno; Percbè ince rto fra l'armi e instabil regno Ha la fortuna; et ella è cieca e stolta. Ma la vera virtù, che è in te raccolta, Non erra per amore o per disdegno, O per contraria sorte, et al suo disegno, Et alto obietto ogn'hora è più rivolta: E sotto le belle armi il dì prescritto Rassembrerà fulmine ardente e lampo Di guerra, e spargerà chiare faville. Dicendo: bene è questo un picciol campo Al mio Signore, et al compagno invitto Che somiglia Patroclo e 'l forte Achille.

Questi Discorsi tratti dalla grande esperienza che il Duca d'Urbino aveva nelle cose di guerra, riguardano più specialmente il periodo nel quale egli era capitano generale

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I

.)

(1) . V . . LEONI, op. cit.

20 -'-

ANNO Xl, VIJ.

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u:TTERA TURA MI LITA ltE

strano come, non sia.no esagerate le lodi tributate a Fnrncesoo Maria della Rovere, quale 'eccellente capitano. Diceva buoni i soldati spagnuoli e italiani; degli Svizzeri affermava essere essi eccellenti soldati solo al principio della g~erra, ma in seguito si avvilivano e diventavano uomini da. poco : i 1redesohi dovevansi adoperare solo nel sostenere i grandi urti, chè iu questo erano fortissimi. I Turchi non li riteneva bravi soldati, ed affermava che le vittorie da essi riportate si devono più alla viltà e pochezza dei nemici che alle loro virtù. Trattava la fanteria come il fondamento dell'esercito; ma voleva anche nella debita proporzione le altre armi, le quali tutte fanno il loro ufficio in guerra, come 'lo fa.uno il ca.po .gli occhi, le mani nel corpo umano. Dà poi alcune norme circa una possibile guerra con i Turchi, e dice che sarebbe conveniente armare per r espmgerli, tre o quattro fortez¼e nel regno d i ~a.poli. A ll'ermava poi che si conosce di più il valote di un capitano nello alloggiare un esercito che in una giornata ·campale. Un valente -:.:apitano è necessario sia con longa esperienza dotto, e sopra tutto sapere il paese a mente co.~ì di monti, piani, valli, fi'itmi, sl?·ade_maestre e ùastw·cle, 1•foi, boschi, alJbazie, proclavie, st1·elli, lm·ghi, et infine ogni minu.::ia, pe1·chè da questo egli va commentando il tutto, et cava i l vantagg'io per la gente sua e li dis(av01·i per il nemico. Far la guerra basandosi esclusivamente nel valore di un popolo, si corre a rovina certa; perchè è sopratutto necC1ssario un buon capitano, il quale è per l'esercito come il cuore nella vita dell'uomo. Non è buon precetto fare grande assegnamento sull'artiglieria, la quale non si deve disprezzare nè stimare più di quello che conviene, chè quest'arma sola a poco o n ulla giova. se non è accompagnata dalla. spada, dalla picca e dall'archibugio, Dà poi alcune r egole intorno alla difesa e all'armamento delle fo:.-~ezze, affermando che la costruzione di esse deve essere adattata al luogo in cui si vogliono innalzare, E da qui il libriccino si occupa appunto delle guerre d'assed io e

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LETTERATUltA MILITARE

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dell'arte di fortificare; e il Duca dice cose ohe non banno che un' impòrtanza relativa e dà precetti utilissim i, che gli suggerisce la lunga pratica. È utile il ricordarsi in guerra ohe si possono cavare anche dai nemici cose utilissime, e qui narra un fatto curioso. Essendo ammalato suo zio, papa Giulio II, e rifiutando ogni cibo, per guanto lo pregasserò a nutrirsi, un suo famigliare disse : . facciamo venire il cardinale San Giorgio, al quale, dopo la morte del nostro Signore spetterebbe il pontificato, e preghiamolo ohe persuada il papa a mangiare, e vedrete che• il papa manger à per fargli dispiacere. E così fu, Il che fece conoscere che qi,ello che non potè tanti suoi servitori; e pa,-enti, e la persuasione cli risanarsi, potè il far dispiacere a un nemiço. Il Duca poi si pone a parlare della guerra marittima, ed afferma che un buon capitano di mare deve essere anche un buon capitano di t erra, come era presso i Greci e i Romani. Così Andrea Doria, che volle prima imparare il mestiero d i terra e poi quello cli mare. E l'arte militare terrestre servirà moltissimo al capitano di mare guando dovrà far degli sbarchi, assediare ed espugnare città, e ta)lte altre fazioni. Certamente se si toglie al libriccino il pregio dell' antichità, poco o nulla vi si trova d' interessante; ma è appunto questo pr egio che ho voluto far notare in questo mio scritto, col quale ho inteso anche di ricordare un principe italiano che onorò grandemente sè stesso e la pat;ria nelle armi.

G.

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l

BARGIGLI.


NO'l'E lllBLIOO ltAFJCN g

309 Il Loevinson conosce ad uno ad uno i personaggi deÌla legione garibaldina; ne ha seguito personalmente le tracce girando i paesi della Romagna, delle Marche e dell'Umbria, nei quali essi passarono e dimorarono mezzo secolo fa, ebbe occasione di parlare con taluno dei sopravviventi della fa.'.. mosa coorte, e con molti di quelli che eb~ero daffare con essa. Nessuna notizia dalle più interessanti fl.lle più minute è trascurata, o, dobbiamo dirlo, sotto la paziente disciplina dello scrittore, ognuna di esse trova il suo posto giusto, esatto, sicchè il cumulo di esse non farragina la mente del lettore, come spesso avviene in simili lavori di erudizione. E nemmeno una parola di troppo sfugge allo scrittore che riveli una qualche passione per l'argomento che tuttavia a lui è carissimo. Ed a questa ci tiene assai; vi accenna e se ne stima; e giustamente, perchè deve essergli costato dello sforzo il rimanere così obbiettivo, come appare nella lettura del racconto. Così dall'insieme, in cui non è taciuto nè il buono nè il. cattivo di quanto la riguarda, chiara e sincE:ra risulta la descrizione d ello spirito che anima la legione; ed emergf, in· tutta la sua interezza la personalità del suo comandante. Il momento è tanto più importante, in quanto comincia intorno a loro, i quali appaiono sulla scena della storia italiana, la leggenda che poi crtibbe e li accompagnò a traverso le vicende del nostro Risorgimento. Alle popolazioni appare· circondata dal confuso ricordo delle gest.a compiute in America, una regione allora assai mal conosciuta ed in gran parte velata ancora dai s0gni della fantasia, e dalla fama dell'abilità dimostrata da Garibaldi al Morazzone nell'affrontare i numerosi battaglioni spediti contro lui e contro i suoi dal comando dell' esercito austriaco e nello sfuggire alla rete che gli avevano te;;o : i partiti democratici sapevano dei l egami dei legionari con i repubblicani e di Garibaldi con i mazziniani: ai moderati la legione parve il nucleo delle forze destinate a rovesciare con la violenza l'edifìcio costituzionale del governo pontificio che essi . cercavano di tenere in piedi: i conservatori

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NOTE BIBLIOGRAFICHE

E. LoEvrnsoN. - Giuseppe Garibaldi e la sua legione nello Stato Romano 1848-49. - Pa1·le p1·ima con imo s~hizzo geografico. - Roma, Società editrice Dante Alighieri. (Dalla Biblioteca slo1·ica clel Risorgimento italiano). Esiste una raccolta di monografie sulla storia del nostro Risoraimento, dall'epoca napoleonica ai tempi deJl'invasione che v:nne a spirare sui monti Parioli e della breccia di porta Pia. Se ne fecero editori il professore Casini ed il professore Fiorini. Cammina già a traverso alla, terza serie. I nostri lettori ne conoscono i simpatici volumetti che li portano addentro nella vita e nel pensiero dei padri nostri durante un'epoca la quale storicameute l~scie~'à gran traccia.. . L'ultimo volumetto è quello d1 cui sopra appare 11 titolo. Il Loevinson per la sua posizione negli archivi di R oma è in grado di vedere con agio 1:°'~lti doc?menti: ~i conf:ontarli, di raccostarli e dì fare rivivere gh uomini che v1 po· sero la firma. . · La splendida figura di Garibaldi durante la difesa .d~ R~ma l 1849 lo attrasse, ed egli volle raccogliere le not1z1e circa ne d' · la formazion e della schiera di coloro che poi sotto gli or m1 suoi combatterono sul Gianicolo, accompagnarli nella loro lenta peregrinazione a traverso g~i ~tati you~ifi.ci da R~venna a Rieti in mezzo ai sospetti destati dat loro sentimenti ed alla l eggenda che formavasi intorno a loro ed ~l loro capo, notare le loro relazioni con le autorità pontifìc~e e con i cittadini dei vari partiti, descriverne la scorreria. sui confini d el regno di Napoli e la lotta intorno a porta. S. Pancrazio.

f.l


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NOTE Bil3Ll00RAF!CHE

NOTE BIBLlOGRA FICHE

videro in essa il principio di una grande ribellione e di una terribile catastrofe con la quale dovevano, secondo loro, finire a uei tempi di · aD"itazione, i retrivi vi cercarono favole per ,., impaurire ancor più le fantasie popolari. La legione raccoglieva intorno ad un gruppo ·di fidati compagni di Garibaldi, venuti in gran,, parte dall'America, molti romagnoli che avevano fatta la campagna del Veneto, e parecchi giovinotti italiani, i più indomiti tra queili nel cui cuore aveva una eco la coscienza della patria. Nino Bixio vi si era incontrato con Gaetano Sacchi, i futuri generali dell'61sercito italiano·; Ugo Bassi con Goffredo Mameli; il moro Agujar con l'impavido Masini poi ucciso mentre ·a cavallo caricava il nemico sulla scalinata del Casino dei Quattro Venti. Erano cinquecento nei primi tempi, triplicarono · col. principiare delle ostilità. La storica divisa rossa non fu indossata che · durante la difesa di Roma. Dal quadro formato col ravvicinamento di innumerevoli .notizie originali, ed in gran parte nuove, emerge la perso· nalità di Garibaldi colla sua ferma coscienza che l'Ital ia non sarebbe stà.ta una e libera finch·è il suo vessillo non sventolerebbe in Campidoglio, e ci conduce di fronte ·ai problemi strategici suscitati dalla d ifesa di Roma nelle con· dizioni politiche in cui allora era intrapresa. Lo scrittore li illustra con parecchie nuove informazioni. R isorgeva in Roma l'antitesi tra gli uomini usciti dalle fila dell'esercito regolare, nudriti delle idee che allignano nel suo ambiente abituato all'ordine ed alla disciplina, con i solda.ti d'occasione, mossi da un'idea a prendere le armi, persuasi di trovare in essa più che in ògni altro mezzo l'impulso senza cui non v' ha vittoria, capaci di slancio più che di disciplina e d'ordine. Da una parte R oselli ed il suo capo di stato maggiore Pisacane, dall'altra Garibaldi ed i capi delle schiere di volontari accorsi in Roma. '.l'ra le . passioni che acuivano l'antitesi, ponevasi conciliatore il l\fanara col suo calmo giudizio, con la finezza dei suoi modi, con l'esperienza oramai provata sui campi di Lombardia, e nelle difficoltà dei giorni che accompagnaronc la catastrofe di Novara.

Il Loevinson espone con molta chiarezza le conseguenze di questo attrito, le quali in ultima analisi si risolvoùo nelle rivalità sempre crescenti tra gli amici del Roselli ed i garibaldini e nelle manifestazioni cui dettero luogo, nonchè nel desiderio di Garibaldi di portare la guerra fuori di Roma prolungandola fino agli estremi limiti coll'appoggio delle popolazioni insorte e nella tenacità con cui Mazzini, prevedendo l'infausta fine della difesa, voleva che essa rimanendo circoscritta alle mura di Roma segnasse una perpetua protesta contro la violenza fatta alla idea nazionale, e un incentivo alla riscossa. · Questi pensieri sorgono spontanei dalla piacevole ed istruttiva lettura del libro di Loevinson, e fanno desiderare che presto vi faccia segu itò il secon~o volumetto coctenente i particolari sull'ordinamento, sulla d isciplina, e sulla vita interna della legione e· sulla persona del suo capo, nonchè il terzo che con la trascrizione d i documenti inediti completerà gli altri due. Essi varranno alla storia psicologica della legione, e delle origini del movimento garibaldino che nella nostra storia militare desta un interesse vivissimo. Valga questo accenno sintetico ad attrarre l'attenzione dei nostri lettori militari sul libro del Loevinson, ed a destare in loro il desiderio di cercarvi gli elementi per lo studio di parecchie questioni di psicologia e d i arte militare, le quali con gli eserciti attuali e nelle condizioni storiche dei nostri tempi sono di maggior inter esse attuale che non paia. Avremmo voluto entrare maggiormente che non facemm·o . nella · descrizi one del libro del Loevinson, ma simili libri di diligente analisi e di pazienti ricerche non si riana lizzano senza riportarli per intero.

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C. F.


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NOTE BlBLIOGRAFICHE

capitano di fanteria (stato maggiore). - Studio comparativo tra i regolamenti di esercizi per la fanteria in Germania, Svizzera, Italia, Francia (regolamento in vigore ed in progetto) Russia ed Austria. - Roma, Casa editrice italiana, gennaio 1902.

GrusEPPE

PENNELLA,

L'opera del capitano Pennella appare del tutto nuova e desideratissima nella cerchia degli studi militari nostri tra0ciati, sino ad ora, in ma teria di indagini com parative regolamen. tari con criteri limitati, estesi a pochi termini di paragone. « Dare per mezzo di raffronti un'idea ~ufficientemente « esatta e completa delle più importanti pres:::rizioni dei re« goiamenti di esercizi per la fanteria degli eserciti princi« pali d'Europa » è questo lo scopo che coit modesto linguaggio annunzia di a·ver voluto perseguire l'autore. Ma in realtà < l'idea sufficientemente esatta » si è trasformata in una sintesi vasta e poderosa, in un grande quadro suggestivo che abbraccia un orizzonte tanto vasto come è quello dell'arma 'Universal e che in esso quadro si agita. Analisi adunque e sintesi iu un'unica opera; esame particolare dei principali dati di fatto che governano le disposizioni regolamentari; studio, riflessione ed induzione sullo spirito di esse che si conuretano in un g iud izio equo ed obiettivo. Ed ora appunto che le forme del combattere delle varie fanterie, in d ipendenza delle armi adottate, presso a poco equi valenti in potenza ed in celerità di tiro, tendono ad uniformarsi nelle loro linee generali, importa cogliere con maggipr studio ogni differenza ed ogni analogia come indice rivelatore, come sintomo d i tendenze meno palesi. E queste tendenze possono r iflettere l'indirizzo dello spii ·ito naz'ional e, in quanto riguarda quef tanto di ·esso che deve necessariamente informare dispo,,izioni regolamentari che si rivolgono alla maggioranza della nazione combattente; mutamenti paralleli nelle forme che accen nano a rinnovazioni o parziali o totali, domanda.ti dai tempi, dalla storia critica . delle g uerre che si combattono ai g i_orni nostri, o dai pro-

NOTE BIBLIOGRAFICHE

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grediti mezzi di guerra; afferma;zioui unanimi circa lo spirito prevalente in vista dell' impiego più efficace delle armi da fuoco portatili. ·Quest'ultima affermazione si riassume e si concreta nello spirito spiccato di off'ensi·vità con le- truppe sottomano, in formazioni tali da consentire il loro impiego più rapido e compatto; ed in quello di ini.z-iativa che costituiscono insieme l'anima delle prescrizioni regolamen tari odierne. Tale il pregio dell'opera compiuta dal capitano Pennella: del bel lavoro suggestivo è necessario occuparci in modo particolare e J>iÙ diffuso, di quanto è concesso nel breve giro di una recensione ordinaria; e la Rivista militare non mancherà di adempir e a quest'obbligo nel prossimo fasci.colo. Ora soltanto poche cose in merito alla disposizione, ai mater iali consultati ed ai pregi esteriori, per dir così, dello Stuaio compa1·ativo. L'autore, con felicissimo intuito, ha voluto far par te al suo lettore degli stessi mezzi copiosi di analisi che gli furono di scorta e di fondamento nella sintesi e nei giudizì. Egli pubblicò ed allegò all'opera sua una serie di quadr··i sinottici, a ciascuno dei quali corrisponde uno speciale capitolo nel testo, a guisa di breve commento. Iu questi quadri sin ottici appunto si concentri1' il pregio ~d il vigore dell' intera opera. I quadri sinottici permettono di scorgere a colpo d'occhio le analogie e le differenze tra le dÌ.sposizioni dei vari regolamenti concernenti lo stesso soggetto, mentre i commenti, mettendo in · evidenza tali analogie è differenze, dànno loro opportuno rilievo e portano sulle medesime un apprezzamento al possibile preciso, spassionato, obiettivo: « Apprezzamento, osserva l'autore, che potrà bensì non essere allo unisono con quello del lettore, ma non varrà perciò, in nessun caso, a · falsargli le idee, le tavole sinottiche comparative, nella loro r igida obiettività, consentendo a ciascuno di_ portare sulla materia esaminata un giudizio scevro da ogni qualsiasi influenza ». In sostanza, l'autore pu·ò dire così al suo let tore, con i versi· del Poeta: . Posto t'ho inanzi, ornai da t.e t i ciba.


NOTE lllllLIOGRAFICHE

NOTE BJBT.,IOORA FICHE

'rra i regolamenti presi in esame nello ·studio comparativo, due sono recentissimi e corrispondono, per dir così, all'ultima novità della specie: quello della fanteria francese, in progetto, e quello della fanteria austro-ungarica. Sulle d isposizioni di que·sti ultimi specialmente si richiamano rattenzione del lettore, al quale si offre, in eg ual modo, quale meritevole di particola.re considerazione e di attento esame il prescritto del regolamento federale svizzero, relativo alla istruzione individuale e dei minori riparti. Caratteristica essenziale del primo è un'esorbitanza veramente grande nello spirito di iniziativa accordat.a per le evoluziÒni ed i movimenti anche delle più piccole unità; epperciò il regolamento francese in progetto vuole che il meccanismo e la teoria delle forme diventi punto di partenza a chè ogni comandante possa esercitare, sullo schema di esso, con genialità inventiva gli attributi del r ispettivo comando. Eccedenza codesta che rispecchia qualità caratte,ristiche dello spirito nazionale francese, riflesse nelle prescrizioni r egolamentari. Il regolamento austriaco si distingue per una cura speciale nel buon adattamento delle t ruppe al terreno; nel saggio, parsimonioso ed efficace impiego del fuoco, in una tal quale plasticità di forme nell'esecuzione di esso, la quale si può sint etizzare in uua vecchia formula di tattica italiana di fuoco « nuclei e non catene. » Infine il regolamento svizzero, quale caratteristica essen· ziale, si segnata per una g rande semplicità di sostanza e di forma, ultima espressione, come scrive il capitano Pennella: « di quella semplicità alta quale, in ragione detla sempre crescente diminuzione della permanenza alle armi, tutti gli eserciti, ed il nostro prima degli altri, dovrebbero tendere costantemente >.• . Beneficiare di questa larga e geniale induzione ora spetta alla parte rego lamentare nostra.

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1 Una recente pubblicazione sulla· crittografia.

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Sono in debito, da qualche· tempo, verso i cortesi lettori della Rivista militare italiana, di una recensione sopra un volume del sig. Bazeri~s, edito dalla Ditta Charpentier e Fasquelle, di Parigi, . col t itolo: L es chiffres s'ecrets devoilés (fr: 3,50). :M:a sulla èrittografia era stato recentemente pu~blicato dalla Rivista d'artiglieria e genio (1) un dotto articolo · del valente colonnello Ducros - l'inventore dello Scotografo del quale ebbe ad occuparsi or non è molto la stampa francese (2) - e 3:1i parve utile cosa il ritardare la presente recensione. La crittografia è una scienza che a molti sembra o riesce a prima vista un po_' indigesta mentre ignora~o qu~le fascino essa possa esercitare sulla mente dello studioso. E ben . quindi propinarla a dosi moderate e distanziate. C~i già ne conosce qualcosa segua amorevolmente queste mie poche note; e chi n'è d igiuno si decida ad interessarsene studiando nei libri, negli opuscoli, nei giornali italiani ed esteri e non se ne pentirà certamente vista l'impo'rtanza che essa ha specialmente per l'arte della guerra. Ho bisogno di ricordare chi è il Bazeries? Non lo credo. Basta citare il famoso volume Le masque de fer (Firmin Didot, edit., Parigi, 1893) e le sue Tabi.es chiff1·a,r1,tes et dechiffrar:,,tes (Hermann, edit., 1893) e lo studio sulle Chiffres d_e Napolèon (Bourges,. edit., ~893); per far comprendere che 11 valentissimo ufficiale superiore e crittologo francese non pu? essere certo ritenuto come l'ultimo venuto in tale speciale materia. Tutt'altro! Al Bazeries è dovuta, fra altro, l'invenzione di un istrumento che egli ha descritto col nome di critto()'rafo nel 1891 in uua conferenza del Congresso di MarO siglia per l'avanzamento delle scienze e che fu citato favo· (i) Voi. LV, .[901). . • . . . .. . {2) v. OR1.AST81:i,i; - T1·aité étémentafre dc crypt.ogmplue, Gautl11er-V1 Jlars, cd1t., 1 .Pa rigi, -190-2, pi,g . i3 , e seg


,, v , .c, uWLlOGRAFICHE

revolmente, come si meritava, dal de Viaris (1) ed anch 6 n~l ~io Saggio S'u lla criltog1·afia (2) . Tale istrumento somiglia yer la sua forma allo Scotogr:afo Ducros già descritto dettagliatamente in questa stessa Rivista in alcune mie note (3) ma ne diversifica per varii dettaO'li, E ciò senza che si fosse intesa alcuna fra i d ue invent~ri. Il volume che il Bazeries pu bblica ora è uno studio storico sulla crittografia, basato su documenti inediti tratti da archi vi francesi ed italiani e t utti d i ()'rande interesse· ed il h' b , c, 1ass.o av~enuto per il deciframento dei dispacci del duca d Orleans, m segmto al complotto scopertosi contro la sicurezza dello St&to ed al processo tenutosi 'd inanzi alla Alta Corte di Giustizia di Parigi (1899), ha indotto l'autore ad un lavoro che merita i più grandi elogi. E maggiormente va riconosciuto un merito al Bazeries perchè ~vendo sottoma~o una materia un po: arida, per quanto mteressante; egh ~a saputo fare uno studio genia.le, a~t~aente, corredandolo d1. aneddoti storici poco noti, od inedita veramente curiosi. Egli dedica la prima parte del volume a considerazioni generali ed a notizie storiche, di vide i metodi crittoo-rafici in due grandi categorie: cifratura lettera per lettera e p:rola :per parola, non senza citare i sistemi con le iniziali o le a.b breviature, i~ linguaggio oònvenzionale o allegorico o in gergo, 0 con scritture segrete. Di·_tutti cita esempi e per noi sono interessanti le istruzioni q.ate al de Sillery, ambasciatore francese a Roma presso la Santa Sede, µel 1622, ma di nessun valore crit,togra.6.co. Il metodo Boetzeì. e O'Kee'nan di cni io mi . ' occupai nello studio fatto in questa stessa Rivista (4). viene apprezzato come originalità. ma giustamente criticato e condannato perchè riducibile alla vieta forma monoalfabetica. Dei metodi di sostituzione vengono citati quelli del De Bassefontaine (1555), del De Béthune (1599) e degli. E mi(!J (2) (3) (4)

V. L'ai-t de cléchilf,·e1· !es dépécl!es secrctes, pag. so e 99. Hoep li ecl it., pag. 57 e 15!. V. disp. Xll. an no X LV, pag. 920! I /Jide1n, pag. 220, .

I

NO'l'E lllBUOGRAFlClig

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g ranti (1793) r ilevandone il loro valore relativo se non assoluto. U n capitolo è destinato a ricordar e i decifratori · ' più celebri come il ·Viète, a i tempi d i E nrico I V, il R ossigno], con Luigi XIII, il Vimbois ed il De La Tixeraudière, con Luigi X I Y, Per il Viète l'autore cita un aneddoto storico che rig uarda l' amba.sciat ore .M:ocenigo, della Repubblica Veneta e dimostra quanta finezza spiegava la diplomazia italiana di quel tempo (1594). L e second·a parte contiene uno studi9 sulle cifre quadrate e sui r epertori o dizionari cifranti, citando le t abelle cifrant i del duca d'Orléans (che sono quelle dei B eaufort) ; lavori del maggiore K asiski, maggiore tedesco (1), del K erckoffs (2), del J ossa- (3), del De Viaris (4), del V alerio (5), facendo di og nuno di essi una critica sempre g iusta, talora severa. Passando al deciframento il Bazer ies pòne cer ti canoni d i uh valore ind iscutibile. Infa tti, a formare un buon decifr~tore, oltre ad una profonda conoscenza della cr it tografia, ad una perfetta pratica del calcolo, ad un buon na~o (come si dice volgarmente), occorre avere dell'intuito che spesso dura un minu to secondo ma che è anche la chiave del successo. P er stabilire se un crit togramma è stato cifrato per mezzo di un alfabet o convenzionale o col metodo di trasposizione (che l'aut ore giustament e condanna) o con una chiave, bisogna reg istrare i caratteri adoperati, stabilire la frequenza del loro uso e segnare le ri petizioni. Se si tra.t ta d i tr i~ g rammi r ipetuti (e non dovuti al caso) o d i raggruppamenti di 2, 3, 4, 5 cifre, si saprà che i1 dispaccio è stato cifrato coi repertorii del commercio (Ma'mert Ga,llian, Sittler , Nilac, Bazeries,1B aravelli, ecc. (6). (l.) Die Gehehnschr i (t.en m uL die D echisf ri'l'kttnst , Berlino, 1863. (2) Ui cryptographie -rnilitaire, Pa rigi, l.883 . (3) La cryptograp li i e·et ses app ticati ons ii l' art 1nilitaire, Parigi, :!885. (.9 V. sopra, Parigi, l.893. (5) D• l a cryptograpl;ie, Parigi .($93.

(6) Ed anclrn li conosceva.

~l~:NGAR tNt ,

,1/inel"va

ecc. di cui l'autore non fo. cenno forse perché non. ·


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N OTE BIBLIOGRAFICHE

NOTE BIBLIOGRAT!ICHE

La decomposizione razionale e completa del crittoo-ramma . b ' operazione spesso molto lunga e noiosa, è la cosa più indi.. spensabile per riescire nello intento. L a ricerca di una parola presupposta darà spesso la chiave di una cifra quadrata. Il valore di questi apofbegmi, e di altri che per hevità ometto, è ampiamente dimostrato dàl deciframento ragionato ~~e _l'auto.re fa del crittogramma del Verne nella Jaugada, ct1 dispacci del famoso generale Boulanger e degli anarchici francesi del 1892, d~l duca d'Orléans nel 1898-1899, in cui non si sa se, più ammirare lo spirito intuitivo e calcolatore la . sottigliezza o 1a matematica sapiente del valente crittolo~o. I pratici ~om~ i. neo~ti troveranno in questo capitolo ampia materia d1 rifless10ne, di studio ed il più alto godimento intellettuale. In seguito il volume tratta dei meccanismi o crittografi concentrici del Viaris, del Bord, del Gavrelle, del Krovenberg; che elogia per la ingegnosa éostruzione ma che condanna definitjvamente visto che tutti i tentativi fatt{ dai singoli inventori per imbrogliare l'autore a n ulla g iovano poich~ riesce a de.cifrare tutti i loro dispacci segreti più comphcat1. Un capitolo, naturalmente, è consacrato ai dizionarii cifrati e, come era prevedibile, visto il chiasso fat to dall'affare Dreyfus 11el mondo intero, anche alla cifra adoperata dal Panizza rdi (cifrario Baravelli) per il suo famos o t~'.egramma del 2 novembre 18 94. Anche il Bazeries (ep. in c10 sono ben onorato d i trovarmi d'accordo, come ho dimostrat~ nel mio Saggio (l) condanna questi sistemi che pure sono m auge presso varii Governi o Ministeri degli esteri. Il primo capitolo della terza par te è dedicato ad uno studio storico delle cifre usate da Napoleone I, il quale, come è notò, teneva moltissimo a questa scienza. Per quan to aneddottico è molto interessante a leggersi perchè dimostra in qual modo severo e geniale il Bazeries metta in pratica i suoi metodi eleganti e sicuri di deciframento. Ciò lo porta ad esaminai;e i vari metodi s'u ccessivamente p~opòsti per le cifre militari (I ) V.

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francesi, a svelarne i d ifetti ed i lati deboli dovuti alla ostinazione dello stato maggiore nel servirsi di sistemi di trasposizioi1e, così pericolosi e così facili a decifrarsi. E qui spunta un po' di polemica individuale. Era ben naturale che il Bazeries si credesse in diritto di presentare al Governo dei sistemi proprj che si dovevano 1'Ìtenere indecifrabili, data la sua valentia e competenza ec· cezionale. La storia dei varii metodi proposti, delle vicende passate, dei rifiuti subì ti, delle varianti apportate, delle r ipulse in· ginstificat~ patite, è storia dolorosa, ma con vien ritenere che è storia comune a tutti i grandi ingegni che offrono le loro invenzioni a chi di auimo deliberato non vuol tenerne conto è le disprezza o le sdegna! Ohe valse all'autore il provare che i suoi dispacci cifrati o colla cifra quadrata,, o con alfabeti di versi simultanei, o col crittografo cilindrico a 20 alfabeti di sua invenzione (con oltre due quintilioni di combinazioni) o con un sem. plice lapis ed un pezzo di carta, erano tutti rimasti indecifrabili per le Autorità militari francesi? Lo stato maggiore rispondeva che nessuno di essi presentava, tutte le garanzie necessariè per essere adottati! Ed è tutto dire l · Il Bazeries, in una Appendice al volume .d escrive molti di questi suoi metodi speciali che d ichiara indecifrab ili e propone anzi un crittogramma col quale lancia una. s fida ai crittologhi del mondo intero. Questa una succinta analisi del dotto e ponderoso volume. All'autore, oltre agli elogi che ben si merita, un augurio sincero : che egli possa trionfare nella lotta intrapresa contro l'apatia della routine e la insipienza invidiosa di qualche rond de cui?·. Ai cortesi lettori la vi va preghiera di voler leggere e studiare a ttentamente un'opera veramente interessante e degna di encomio e di rispet to per l'alto valore del suo autore e della materia trattata.

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Cap. IV. f

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GtoPPI DI T ù1ti<REIM.


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NOTE llIL\ LIOGitAFICHE

NOT~ l.l!IlLIO GRA'i-'JCHE

LucHrno DAL VERME. - Il generale Govone a Custoza. (Estratto d~lla Nuova A1itologia 16 gennaio 1902). - Roma, Direzione della Nuova Antologia, 1902. Oggi, dice il Dal Verme, sono morti tutti i o-enerali che costituì vano il comando supremo dell'esercito, i :omandanti dei corpi d'armata e di divisione che combatterono il 24 criu· gno ·1866. Gli pare quindi sia giunto il momento di prendere un esame spassionato dei fatti senza riguardi alle persone dei comandanti che non sono più « e pur valendosi « della memoria di coloro che furono testimonì della lotta ma « che allora nei gradi inferiori nè parlarono nè scrisser.o, ed « o~gi possono scrivere, possono dire apertamente quello che « :71ddero e quello che pensano di ciò che hanno veduto». . Nel fatto, .oltre a ,notizie fornitegli da ufficia.Ii che parteciparono alla battaglia, egli innesta nel suo studio alcune note consegnategli prima di morire dal senatore duca Francesco Sforza Cesarini, il quale capitano nei cavalleggeri di Caserta e ufficiale d'ordinanza del Re Vittorio Emanuele fu al suo seguito in quella giornata e dal Re fu incomben~ zato di importanti missioni. Quest.e note effettivamente - di una grande semplicità, come giustamente osserva l'autore, senza pretese di sort,a ma che appunto perchè tali portano l'impronta della verità queste note, ripetiamo, offrono senza dubbio molto interesse sot~o _questo punto di vista: che forniscono particolareggiate ~ot1z1e sul modo come il gran Re passò quella giornata, ~ rn certa parte sull'opera anche del generale Lamarmora. Il duca Sforza si limita a dire di ciò che ha veduto co' suoi pro~ri occhi nei lunghi giri fatti attraverso il campo di battaglia, a render conto della sua missione compiuta d'ordine del Re presso il generale Della Roccà, missione ·che consi. steva semplicemente nel richiedere notizie precise sull'andamento delle cose dalla parte di Villafranca, e nel ricordare qualche frase importante uscita dal Re e dal Lamarmora,

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col quale lo Sforza si accompagnò sino a Valeggio, mentre, al ritorno da Villafranca, andava alla ricerca del Re. Due punti, però, salienti, veramente notevoli, e non eo. nosciuti, si riscontrano "nelle note dello Sforza. Il primo riguarda il generale Della Rocca, il quale disse allo Sforza: « riferisca a S. M. che in questo momento tutto « procede bene ma che al mattino il mio corpo è stato attac« cato da una parte dell'esercito austriaco. La divisione del « Principe Ereditario, caricata dalla cavalleria, ha valorosa« mente resistito; il Principe essersi coperto di gloria ». Il secondo punto concerne l'abboccamento dello Sforza col Re a Cerlungo, verso le 4 e mezza. S. l\L - dopo che lo Sforza lo ebbe informa,to alla meglio sullo stato delle cose gli disse in piemontese : Ah! Dom an j an douma a deje una bouna raclée! parole invero memorabili, come le chiama lo Sforza, che la storia farà bene a registrare, poichè dinotano il forte carattere militare di Vittorio Emanuele, e che non ' . ' si può che vivamente rimpiangere non siano state tradotte in atto, se non il 25, almeno il 2E5 o ii 27. Il Dal Verme intende solo occuparsi degli avvenimenti dell'ala destra, e pèrciò cos~ si capisce, il titolo posto al suo studio, impei:occhè da quegli avvenimenti, emerge splendida, per valore e abilità, la figura del generale Govone, che iri essi ebbe la parte capitale. L'autore è così' condotto, oltre al narrare l'opera del Govone, - ciò ch'egli fa as:;ai bene - ad esaminare gli atti del comandan te l'esercito e, in modo speciale, del comandante il 3° corpo d'armata, generale Della Rocca che tanta influenza ebbero sull'esito della. giornata. L'autore si è ·s forzato al possibile per chiarire il vero stafo delle cose, il loro svolgimento . durante la giornata e per fissare, con franca parola, le relative responsabilità; gettando n uova luce su fatti sn cui nel campo m ilitare già molto si era parlato. Che a Custoza si doveva e si poteva vincere, tutti sanno: Non nn sottotenente. ignora oggidì che le riserve non sono fatte per coprire, nel .caso, la ritirata n:ia per essere impegnate fino all'ultimo soldato per strappare 2I -

ANNO XLVII.


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NOTE BlllLlOGRAFICHE

NOTE BIULIOGRAFICI1E

la vittoria. E a Custoza nel' momento cuiminante della de. cisione trovavansi disponibili le divisioni di fanteria Principe Umberto e Bixio e 35 squadrpni, senza contare le due divisioni del corpo Cucchiari, giu nte" a Goito e oltre Goito e che potevano- e dovevano essere portate sul campo di battaglia. Son questi i fatti noti a tutti, come è noto a tutti che il Govone coi pochi rinforzi richiesti assicurava dell'esito della giornata; che il Della Rocca, ritenendosi legato dall'ordine ricevuto dal Lamarmora alle 11 del mattino di tenere Villafranca, non volle spedirgli alcun rinforzo, E non vi è chi non ammetta che l'invio di pochi rinforzi al Govone e una avanzata ardita sopra Sommacampagna colla mas.s a di cavalleria, colle truppe· di fanteria riunite nel piano d i Villafranca, avrebbero assai probabilmente ihfiitto agli a ustriaci una catastrofe. X,.a storia fa colpa a Napoleone d i essersi accontentato, alla Moskowa, di una mezza vittoria per non avere impiegato le riserve 'con che avrebbe, secondo ogni probabilità, ·annichilito l'esercito , russo, E Napoleone trova vasi a migliaia e migliaia di chilometri dalla Fr_a.ncia ed aveva ugualmente ottenuto la vittoria; il Della Rocca invece e:a a 15 chilometri dalla frontiera, e si tratta. di battaglia perduta e non vinta come quella della Moskowa. La storia, certo, non può assolverlo della grave responsabiliti1 che si è assunta colla sua inazione prima, e poi coll'ordine _impartito per la r it irata, Questi i fatti principali ·esaminat i dal Dal Verme ed è doveroso not are la cura · meticolosa pertata nel raccogliere le prove a dimostrazione dei fatti e delle sue argomentazioni, e il linguaggio sempre.misurato del vero crifioo storico. Non è il caso di prendere a disamina tutto ciò che egli scrisse tan.to più che da quanto sopra abbiamo detto, emer:ge abbastanza chiaro quali sono i fatti - i principali almeno ~ vagliati, discussi e giudicati dall'autore. Tuttavia vogliamo porre in rilievo alcu.ue ~onsiderazioni cui crediamo non poterci compiut1imente associare,

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Il Dal Verme fa grave appunto alla cavalleria per non avere, il giorno 23 g iugp.o e il mattino del 24, informato sulle mosse dell'esercito austriaco, che pure si eseguivano a pochi chilometri da' suoi avamposti. L'appunto teoricamente e giudieando, però, c'oi criteri odierni, è g iustissimo, ma hon lo è pil\ riP,ortandoci a quarant'anni fa, quando in tutti gli eserciti eùropei, non si aveva alcuna nozione intorno al servizio d i esplorazione, e si erano interamen te d imenticati g li insegnamenti a l r ig uardo lai;ciati da Napoleone I, Al massimo l'appunto r iflette piuttosto, non_la cavall.eria, ·ma il comando supremo. Questo ha .avuto una certa intuizione del s<'l~·vizio ohe spettava alla cavalleria, tanto è vero - ed è r imarchevole - che all'ala destra spedì avanti la cavalleria. Ma quali ordini le furono impart.iti ? La divisione di cavalleria di linea ebbe mandato di avanzare sin presso Villafranca e collocarvi avamp~sti, e queste, ella fece. È affatto naturale che non abbia fatto di ·più, perchè in pace non g li si era insegnato altro, Niun dubbio che se il comando supremo avesse ordinato di inviare pattuglie sino all'Adige nella direzione d i Verona, la cavalleria, alla meglio,, avrebbe eseguite le comandate r icognizioni e se ne' avrebbero avute importanti notizie, Dopo Custoza si _volle dalla cavalleria un abbastanza laro-o servizio di ricog'nizioni ed essa lo disimpegnò brillan· . b temente, inBiggendo insieme dure lezioni alla cavalleria austriaca. L' inazione della d i visione di cavalleria d i linea in quei due giorni fatali, della quale razionalmente non le si può far· colpa, c'insegna luminosamente che senza un appropriato servizio d i .e splorazione è impossibile condurre grandi operazioni di guerra - ciò che per fortuna è ora risapu~o da tutti --:- e suona in pari tempo un severo monito pei detrattori dell'arma. Altro punto sul quale non concordiamo coll' insigne scritt ore, è il seguente; , Iì Dal Verme, _appoggiandosi ·a parole pronunziate dal mar esciallo Moltke (1), ci pare, se male non abbiamo compreso, non ammetta che sarebbe. stata assai opportuna l'avanzata ~

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NOTE BIBLIOGRAFICHE

NOTE BIBLIOGRAFICHE

sopra Sommacampagna dèl!e truppe riunite nel piano d ì Villafranca.. Egli si restringe, accogliendo l'idea del Moltke, a lamentare che il Govone non sia stato sostenuto e dice benissimo: « che è logico, è evidente, è indiscutibile, faceva ·« d'uopo tenel'e le colline a qualunque costo. » Ma se è in · confutabile che al Govone si dovevano spedire rinforzi, non è men vero che la marcia sopra Sommacampagna di una massa di -cavalleria e di una divisione di fanteria avrebbe deciso dell'esito della giornata. Comunque, lo studio così imparziale del Dal Verme è altamente P.regevole. L'autore ha con esso raggiunto l'intento d i sciogliere ii suo debito verso l'amico duca Sforza per la pub~ blicazione delle Note affidategli, ha messo sempre pi11 in luce la bella figura. del generale Govone., ha posto in rilÌevo il grande valot"e degli ufnciali e soldati, ammirato dallo. stesso ~emico. « Ufficiali e soldati - scrive con tutta ragione il 'Dal « Verme - e con questo ter:mineremo ~ ·come qu~lli a cni « comandò il 24 giugno 1866 il generale Govone coi briga« dieri Bottacco e Danzini, possono essere uguagliati, non « superati da altri. « I bersaglieri dei battaglioni 27° e 34", i soldati dei reg« gimenti 35°, 36°, 51°, 52° (brigate Pistoia e Alpi), .i gra~a« tieri rimasti sulla posi~ione agli ordini del colonnello Boni « e dei maggiori 'l'ortori e Fezzi, gli artiglieri delle batterie « Roberto Ferrone, Laparelli, Seghizzi, San Mart,ino e i lan« cieri di l!'oggia possono incidere a caratteri d'oro la data. ·« della battaglia. »

Von

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OàEMMEREr.t, tenente generale a disposiz ione. Magenta .. · Der Feldzug von 1859· bis zur ersten · Entscheidung (Ma genia. La co:,npagna del 185 9 sino ·alla prim a decisione). Berlino, E. Mittler e fìglio,. 1902.

Il generale Caemmerer ha non solo compilato un elaboratissimo studio sulla prima fase della guerra del 1859, ma insieme si è prefisso uno speciale proposito,: e precisamente quello di dimostrare essere esatta una sua presunzione - di cui diremo poi - circa il pia.no di Napoleone III per l'aggiramento dell'ala destra nemica. L'autore contesta l'asserzione dello stato maggiore francese che il p1ano della campagna pensato dapprima dall' imperatore sia stato quello realmente attuato, e vuole dimostrare che Napoleone intendeva avanzare sulla sponda destra del Po e passare il fi ume sotto Piacenza, press' a poco come aveva fatto nel 1796 Bonaparte. L'autore si dilunga di molto nell'esame di questa questione, e a sostegno della sua asserzione accenna a scritti dei generali francesi conte Fleury, Ducrot e Ilebrun e di Emilio Olivier, nei quali tutti è menzione di un probabile passaggio del Po presso Piacenza - nella lettera anzi del Ducrot è detto che il passaggio avrebbe luogo probabilmente a valle di Piacenza fra Cremona e Gua8talla. - Ricorda inoltre l'inviò del principe N~poleone in Toscana, le numernse truppe scaglionate sulla strada Alessandria-Voghera, il grande magazzino di vettovagliamento impiantato a Tortomi dall'Intendenza militare francese, e infine la dimostrazione eseguita dalle truppe piemontesi snlla Sesia, per dedurne che tutte queste disposizioni, prese verso la metà del mese di maggio, non potevanò mirare che ad un'ulteriore marcia per la sponda destra del Po.• E in vero il ragionamento del generale tedesco fin qui fila dritto senza fare una grinza, ma zoppica poi, e non .poco, quando pretende dimostrare che quel piano .fosse quasi di facile esecuzione. La mai·cia su di una sola strada di un

('1) Cosi scrive il D,u, Vimm,: « .lo viens c\e tinir d'oxaminer la bataille de Custow. •. Le général Govone.s'y est très bien condui t. ,Iais poarqlloi ne l',t-t-on pa.s soute11u 't , Il fallait le soutenir; il fallait le.soutenir. , Queste parole pron unciava il generale ~lo ltko nel mese di luglio dol '18(18, e ltl pron uneiava con acceri'to vibrato, rivo ILo ad un capitano di stato maggiore italiano, inv iato a 13erJino .pel' lo stu,lio della Lattica d<Jlla fanteria, uno rra i più colti ulliciali de ll'esercito, oggi senatore riel regno.

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NOT E BIBLIOGRAFICHE

NO'l'E Bl!lLTOGRAF!CllE

grosso esercito, la presa della t esta di ponte a Vaccarizza, il passaggio attraverso la stretta di Stradella, la presa di · Pìacenza, il passaggio del Po - che secondo l'~utore avrebbe dovuto effettuarsi allo sbocco del Tidone nel fiume - sono tutte operazioni che lo scrittore tedesco giudica non sarebbe stato difficile di attuare, purchè si fosse riusciti· ad inga::inare il nemico ed a trattenere il suo grosso nella Lomellina.. Egli ammette però che per l'esecuzione di quel piano si richiedeva molto tempo, perchè lo si avrebbe dovuto studiare ne' suoi minimi pa.rticolari per ovviare a qualsiasi contrattempo e, principalmente perchè non erano ancora giunti il , parco d'assedio e tutto il mater iale necessario da ponte. . Noi naturalmente non siamo in grado di sapere se allo inizio della guerra Napoleone III avesse effettivame.nte divisato, o no, ·di puntar dritto su P iacenza ; ma siamo ,d 'avviso che s·e quello fu realmente il suo piano primitivo, egli fece assai bene a cambiarlo. Noi invero non sappiamo immaginarci un'impresa più temeraria di quella. perchè i Francesi non avevano, prima di intraprenderla, battuto compiutamente l'avversario, come aveva fatto Bonaparte, e perchè aveva· ancora il grande svantaggio di dividere l'esercito in due parti, le cinque divisioni piemontesi dovendo rest~re sulla Sesia a dimostrare contro gli Austriaci. Nè vale a farci cambiare d'opinione la condizione posta dall'autor e ted.esco che si riuscisse ad inganna.re gli Austriaci mediante dimostrazioni nella L omellina da parte dei Piemon tesi. Il piano così veniva a basarsi sopra un'eventualità che poteva anche non verificarsi, poichè a niuno era dato sapere se gli Austriaci si sarebbero lasciati ingannare. Ci pare quindi di aver e ragione qualificando quel piano, non solo come irto di difficoltà, ma assolutamente t emerario. · Il generale Caemmerer t rova invece che « l'impresa del« l'imperatore - di girare l'ala destra austriaca per Vercelli « e Novara - fo straordinariamente pericolosa, un colpo di « audacia di' assai dubbia natura, e che non si sa comprendere « come egli non abbia preferito di cercm·e la clecisione prima « cli passare i l Ticino nella Lomellina. )>

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La ,si capisce però perfettamente, secondo l'autore, ammettendo la di lui ipotesi ch,e Napoleone operò a quel modo, perchè « vidde il ne1·0 sul bianco, >> e cioè perchè ebbe fra ie sue mani l'ordine del 19 maggio del comandante l'esercito austriaco, generale Giulai. Qu·e ll'ordine, che constava di un grosso fascicolo, come è noto, pr.endeva a particolareggiata disamina le varie operazioni che l'imperatore Napoleone avrebbe potuto tentare; considerava cioè i soliti. t re casi e dettava per ciascuno di essi le relative disposizioni per l'ti,rniata. L 'autore qui riassume abbastanza diffusamente · l'intier o ordine, ma noi, per amore di brevità, dobbiamo limitarci a dirne ,solamente quanto è indispensabile a spiegazione della tesi messa in campo dall'autore .. Il 1° caso contem plato dall'or dine del Giulai rifletteva ap· .. punto un attacco col grosso delPesercito dalla linea della Sesia, ma lo si giudicava il più inverosimile (der unwahrscheinlichste) « poichè le maggiori forze erano concentrate « fra Alessaadria e Tortona e quindi dovevansi prima portare ,~ per Casale sulla linea della Sesia ». P er questo 1° caso il 7° cm;po d'armata - scaglionato fra Mortarn e Borgo Vercelli, avrebbe formato l'avanguardia, avendo d ietro a sè su di una linea - da Mezzana Corti a Vigevano -- l'8°, 2 j e, 3° corpo d'armata, ed in riserva una divisione del 5° corpo presso San Nazzaro, e possibilmente anche l'altra ch'era a Vaccarizza. Per la condotta poi a tenersi pel caso di quell'attacco, 1' Ordine contempla ancora d ue differenti casi, secondochè l'attacco provenga da Candia e Frassinetto ovvero da Vercelli e Palestro. P er questa ultima even tualità, gìud_icata. qome vedemmo, la . più inverosimile e che per contro, fu quella che si verificò, era disposto..: · che il 7° corpo d'armata con trastasse l'avanzata del nemico· manovrando per Robbio sul di lui :fianco, e inviasse a Novara e poi al ponte di S. Martino la rnezia brigata distaccata a Borgo Vercelli ; che il 2° corpo d'armata ava;uzasse per Mortara sopra Novara ;


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NOTE JHBLIOGRAFICHE

che il 3° corpo d'arm~1ta formando u na specie cli scag1ione d ietro il 2° corpo marcias~0 i;n due colonne sopra Tornaco e Villanova e sped isse una mezza brigata a Vigevano; che 1'8° corpo d'armata seguisse dietro il 2° corpo d'armata verso Mortara; che . il 5° corpo d'armata - e cioè la divisione accan tonata a San Nazzaro - · per Trumello si po:rtasse ·verso Gra· vellona segnendo la colonna di sinistra d el 3° corpo ; la divisione di cavalleria di· riserva seguisse', infine, il 2° corpo d'armata, si collocasse a Cilavegna e Gravellona ed esplorasse nella direzione di Novara. In complesso, le truppe austr iache occupanti la lunga linea P iacenza-Vigevano, stavano in aspettativa che si ve_rificasse il 3•' caso; marcia de.gli alleati sopra Piacenza, e pr_o babile p;ssaggio del Po presso S. Cipriano e Spessa. Pel primo caso, verifica~osi, dalle disposizioni sopra riportate , appare chiaramente che meditavasi una mossa of(e nsiva nella direzion e Mort~ira-Novara. Egli è vero che se l'ipotesi del gener ale tedesco fosse vera, l'imperatore Napoléone aveva per sè il g rande vantaggio di conoscer e minutamente la dislocazione d ell'armata nemica e le SUB intenzioni nei vari casi di attacco e d i sapere, come giustamen te rileva l'autore, «· che il corso superiore del Ti-

« cinò a monte di Abbiategrasso non era osservato, come se la «

strada Novar-a-S. 1vlartino-Magenta-Milano costituisse la

« frontiera di uno Stato neutrale. » Tuttavia .le illazioni che che vnol t rarne l'esimio a 1.1tòre non ci pare persuadano compiutamente. Sta il fatto delle numerose truppe portate a.vanti nella direzione. Alessandria- Piac-enza, ma queste mosse possono pure essere giustificate d,dl'intenzione di trarre in inganno il nemico sul piano che volevasi attuare e di parare açl una offensiva austriaca da quella parte, specie dopo il combattimento di 1VIontebello del 20 maggio. D'altra parte, se Napoleone III ha avnto fra le mani 1'01·dine del 19 maggio, siffatta conoscenza non doveva lasciargli speranza di poter ' eseguire la nuova manovra senza con-·

NO'l'B BIBLIOGRAFICHE

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trasto, pÒichè gli Austriaci, o bene o male, anche _quel caso avevano contemplato. -I n ogni modo la manovra, poi compiuta, deve essergli apparsa assai meno difficile e pericolosa di un'offensiva nella direzione di Piacenza. L'obbiettivo :finale era Milano; moven do dalla linea della S esia, una sola battaglia, data, secondo le circostanze - e, ben s'intende vinta - ·sulla sponda destra o sinistra del Ticmo, lo portava al possesso della capitale lombarda; manov rando .invece sopra Piacenza era da. aspettarsi u n a l unga lotta in condizioni tatt iche e strategiche per niente facili , e il di cui esito era . affatto incerto. Oh e Napoleone III in luogo di marciare dritto al Ticino , avrebbe fatto meglio di riunire l'intero esercito sulla linea della Sesia e poi di portarsi arditamente contro il nemico, conven iamo fn teramente col generale tedesco. Il gran pericolo di sconfitta cui andò incontro n ella battaglia di ì\fag.onta, prov~n·o chiaramente la giustezza del ragionamento. In defin itiva l'autore tiene per inconfutabile la sua ipotesi che Napoleone III ha avuto cogn izione dell'ordine del 19 maggio, e che soltanto in seguito a quella cognizione si è deciso, dal 21 al 23 maggio, alla manovrà d'aggiramento per Vercelli-Novara; manovra per sè stessa pericolosissima, · ma che si decise ad intraprendere pcrchè aveva piena nozione delle mosse e delle intenzioni dell'avversario, mentre sino a quel momento intendeva avanzare per la sponda destra del Po. Questa sua opinione egli aveva già espresso sin dal 18'79 in · una conferenza ten uta al Casino mili tare di Casse1, conferenza che fu riportata dal Militéi1·- TtVochenblatt, dalla viennese Vedette e dal Builetin de la Reu,nion des of(iciers. In qµesti · vent 'anni nessuno ha contrastato la sua ipotesi, ma in pari tempo nessun scrittore di quella campagna ne tenne conto. Egli, perciò, profondamente convinto di esser nel vero, ha volu to ritornare sull'argomento, sviscerandolo -minutamente, e dichiara che se da parte frances~ non lo si contraddirà formalmente con prove ufficiali alla mano, la sua dimostrazione dovrà considerarsi come pienamente r iuscita.


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NdTB Illl3LIOGRAFICHE

Noi ci lusinghiamo di aver posto il lettore in grado di giudicare dell'importante tesi posta sul tappeto dall'autore e che indubbiamente è di grande interesse militare. Per nostro conto non sappiamo accostarci all'idea dello scrittore tèdesco, e le ragioni, sebbene brevemente svolte, le abbiamo dette. Del resto, poichè l'argomento è in discussione, ci sia per.messo esporre anche noi altra ipotesi. Ohe Napoleone III nella compilazione del suo piano di guerra, dovesse aver presente e studiare le· operazioni già svoltesi su quello storico teatro di guerra e in modo singolare quelle compiute dal suo gran zio n el 1796 e nel 1800, è affatto naturale. Ciò premesso, noi siamo tratti a ritenere per assai probabile che Napoleone III non si recò .in Italia con un p iano g ià stabilito, e siasi -limitato a stud_iare una manovra che lo conducesse in Lombardia per la sponda destra del Po, quando, però, avesse vinto una seconda .Marengo nei campi piemontesi. 1'roverehbero così. giustificazione la idee esposte nelle scritture dei generali francesi ricordate dal Caemmerer. La battaglia sotto Alessa_ndria non ebbe luogo e verso la metà del maggio era ormai dato escluderne la possibilità, in ·vista dell'attitudine difensiva assunta dal G-iulai. La posizione degli alleati, concentrati nei pressi di Aless~ndria, venne così a trovarsi la stessa - eccetto l'enorme differenza della situazione. strategica - d i q uella, di .Melas ne.l 1800. Napoleone I , nelle sue 1J/lemo'l'ie, al capitolo Marengo , scrive al riguardo : « nielas aveva tre partiti a prendere: il pri mo . « era d i passare sul ventre dell'armata del primo Console (con« centrata a Stradella), di arrivare a Piacenza e di riprendere « la sua linea d'operazione su Mantova. Il secondo partito: « était cle passer le Pò à Turin, ou entre celte ville el l' embou« chure de la Sésia, cle se porter erisuite à grandes marches « sur le Tésin, cle le passer, et, arrivant à J.v.lilan avant l' ar.« clu premier Consid de lui couper sa ligne et le jeter « derrière l' Adcla. » Poiehè tra~tasi di ipotesi, noi allora ci·ediamo assai pit\ probab ile questa : che Nap oleone III eseguì la manovra d'.a g-

mee

NO'l'G BIBLIOGRAFICHE

331

giramento per ' Vercelli-Novara su .Milano, perch è la t!-'ovò menzionata da Bonaparte fra quelle che Melas, come l ui po st ato ad Alessandria, poteva eseguire per raggiungere Milano. D el resto, comunque sia, ciò che forse assai più. importa, è il constatare, che per approfondire la sua tesi il . generale Caemmerer ha compilato una delle più. notevoli opere sulla guerra del 1859, che siano fino ad ora venute in lu~e . È uno studio, per.tanto, che caldamente raccomandiamo ai ,nostri ufficiali che conoscono l'idioma tedesco, e specie a1 cultori q.i studi strategici.

ÉnouARDDEsBRIÈ.i:tE, capitaine breveté al' état mojor cle l' armée. 1793 -1805. Projets et tentatives de débarquement aux Bes britanniques. Tome troisième. - Paris, Libràirie militaire R. Ohapelat et C.ie, 1902 (1) . Il vol ume terzo riveste carattere di particolare import~nza, pArchè tratta minutamente delle disposizioni prese durantè l'an no. 1863, da Bonaparte primo console per un'invasione dell'Inghil terra e perchè vi si dà principio ad uno studio profondo per chiarire la sin qui dibattuta questione: se Napoleone ha realmente avuto l'intenzione di portare la guerra sul suolo inglese. Non era trascorso un anno dalla pace di Amiens e l' Inghilterra apriva di i:iuovo le ostilità. Il Desbrière, a · dimostrare che i motivi da essa accampati erano privi di fondamento riporta uno stato delle forze stanziate n elle regioni n elle qu~li ·si avrebbe potuto preparare ~n concentramento. offensivo. . Da quello stato appare che l'effettivo era assolufa,m~nte norm'ale; che nelle sopradette regioni di Bruxelles, Lille, . R ouen, Caen, Rennes 8i trovavano ~oltanto 36,845 uomin i e 6,615 cavalli. Della forza totale dell'esercito nell'interno del (!J Vedi la

recensione ciel 2• ·volume nella dispens;i cli gennaiù 1902 della Rivista..


:-OTE BIB:..JOORAFICHE

332

..

:KOTE BIBLJOO!tAFICHE

paese - 247, 393 uomini - 45,000 erano in congedo o n egli ospedali. L'antore ricorda ancora, a provare quanto a Napoleone stesse a cuoro la pace coll'Inghilterra, le pratiche diplomatiche intavolate per comporré il conflitto, é le aspre parole rivolte all'ambasciator e d'Inghilterra il 13 gennaio 1803: Eh bien! vous etes donc déciclès à la guerre I Nous l'avons d4jà faite pendant quin1:e autres annèes et vous m'y farce:;!; nonchè quelle dette subito dopo, indirizzandosi agli ambasciatori di R ussia e Spa,gna : Les Anglais veul~nt la guer1·e, mais s' Us sont les premiers à tirer l'épèe dit fow··reau, ;'e serai le de-l'nier à la remetlre. Il Desbrière ne' susseguenti capitoli analizza le prime misure prese a difesa delle coste, la sfavorevole situfl>zione marittima della Francia e poi i preparativi ·militari francesi e inglesi, in base a docum,mti inediti, assai rimarchevoli. Particolarmente interessanti sono quindi i capitoli riguardanti : le vere intenzioni di Bonaparte, il concentramento della grande armata, il programma di ordinamento della numerosa flot tiglia e dei porti con relativi_ schizzi, e specialmente l'ultim:o in cui si viene a parlare dei prodromi del piano definitivo. Le letter e di Bonaparte al generale Ganteaume, prefetto · marittimo a T olone, e che costituiscono la base di cotesto studio dei prodromi del piano napoleonico sono quelle cont enute nella Con·espondance cle Napo leone perciò già note, ma le risposte del Ganteaume ch'erau conserva.te negli Archfoes n,ationales sono inedite ed hanno grande importanza, perchè, co me g iustamente osserva l'autore, « dà.uno la chiave « del mistero » . In definiti va cotesta corrisponden:i;a rivela profonde divergenze di idee, sebbene i loro progetti abbiano una stessa base, fra. Napoleone e Ga.nteaume. Ganteaume r itiene molto azzardato l'inviare nella Manica una massa di oltre a 30 g rosse navi nelle circostanze d'allora (per la sorveglianza degli Inglesi). « Ciò che può es« sere intrapreso, egli osserva, da una squadra leggera contro

3:13

« un nemico superiore, non può esserlo d~ una grande massa « di forze >) . Napoleone, inoltre, non chiede il passaggio libero attra·verso la Manica che durante otto ore. L'ammiraglio invece ne domanda quarant 'otto. In complesso la prima idea di Napoleone germogliata nell'autunno del ·1803, sar ebbe stata questa : nulla egli vuole tentare colla sua flottiglia fino a che i suoi vascelli gli avranno _aperto il passaggio. « L a fl ottig~ia per tal fa~to, conchiude « l'autore, ha. perduto la sua esistenza propria; la potenza « militare di 150,000 soldati e 2000 bastimenti non esiste più, « poichè la loro azione fo direttamente subordinata al sue« cesso della marina di alto bordo. L'insieme delle canno« niere, caicchi e ba,ttelli non ò più uno strumento di guerra, « è un mezzo di trasporto, e sotto questo punto di vista quei « bastimenti sono assai lontani dal rappresentare i ti pi più « favorevoli. < Bonaparte, inoltre, non può e non vuole prendere il co· « mando di un'armata navale; a. un altro, quindi, sarà fatal« mente affidata l'operazione decisi va. È a questo marinaio << che spetterà dinnanzi alla storia. la ruaggior parte della re« sponsabilità ». . Attendiamo con impazienza il quarto e ultimo volume d1 questo rimarchevole lavoro storico, augurando all'auto~·e c_he le sue di ligenti ricerche l'abbiano messo in grado d1 dire. l'ultima, esauriente parola sul 1pia,no definitivo e sulle cause che ne impe:iirono l'esecuzione. F rattanto, c0me per _i precedenti due volumi, s'abbia il capitano Desbrière i nostri più vivi elogi.

B. D.


334

NOTE STA1'1ST!CHE

Deducendo i 2246 di classi anteriori, m 9849· inscritti della classe chiamata, i quali secondo · la professione marittima da loro esercitata era.no:

NOTE ST 4TIST'IOI-IE LEVi\ MARITTIMA

sur GIOVANI NATI NEL 1.879

e sulla situazione del Corpo Reale equipatgi al 31 dicembre 1900 Ab biamo ricevuto la relaz1 one della leva mar. tt' lÌ classe 1879 e della situazione del Corpo R 1· E1 ~ma s~1 a 31 d · . . . . ea 1 qu1pagg1 al wem~re l~~O, pubblicata m gnesti giorni dal Ministero d~lla ma~ina pJ1rez10ne g_enerale del servizio militare}. Ore. dia~? utile riassumerne .~ dati principali per completare le notizie sul reclutamento d1 terra e di mare (1). Il nu~1ero .clegl' inscritti, nel momento della chiama~a di terra sm nati 1879, ascendeva 10' 430 , ' de1· g ua 1·l 1, 396 non f . urono compresi per varie· cause nelle liste della lev d 1. mare. • a Alla leva marittima della dasse 18.79 concorsero inscritti / 9~49 della classe stessa e 2246 di classi anteriori com 1 s1vemente 12,095. ' ~ es

1900 . Compiute tutte le operazioni per la leva dell'a ·1 12,095 inscritti si trovarono nelle seguer1t1· pos1z10m: _n ~o . , Cancell~ti dopo la chiamata della leva 128 ossia 1,03 °; 0 Riformati . 1391 "' 11,50 >> R imandati ad altra leva 2358 » Ì9,56 » 1• càtegoria 5583 » 46, 15 » 2· » 12 » 0,09 » )) 3" 2337 » 19,31 » Renitenti . 289 » . 2,36 » Totale

. 12,095

»

335

100 __:_

(:l) Vèdi nel la f/ivista ,l/ilita1·e del 16 ottobre l.90:l della L . · · · . 1879 e seguito. , eva. sm giova.ii.i nah nel

2704 marinai; 66 niaccp.inisti, fuochisti ed altri addetti alle maechin~ a vapore; 3758 pescatori ; 1243 barcaiuoli _e battellanti; 206 maestri d'ascia; 48 calafati; 925 addetti alle costruzioni nava~·i i n ferro; · 132 st udenti di 11autica, di costruzioni navali e macchine marine a vapore; · 767 ufficiali e volontari. Confrontando questi dati della classe 1879 con quelli ana'Ioghi della classe 1878, si hanno nella priµia le seguenti differenze: ,

In più: IO fuochisti, macchinisti, ecc.; 11 pescatori ; 125 barcaioli e battellanti: 7 calafati; 180 addetti alle costruzioni navali in ferro; 6 studenti di nautica, costruzioni navali, ecc. In meno : 44 marin,Li; · 24 ma~< ri d'ascia; 9 l volontari del Corpo reale equipaggi. . Dei 12,095 inscritti della leva, dop ) la chiamata, come • si è notàto, ne furono cancellati 128 . er morte ed altre cause. Gli inscritti della classe 1879 che, per ess·e re stati riconosciuti assolutamente inabili al servizio militare' per difetti . fisici, vennero riformati, ascendono a 1391: in confronto al totale èlegli inscritti nelle liste di leva essi stannò nella proporzione dell' 11,50 °/~. Nella precedente leva sui nati nel 1878 la stessa proporzione fu del 9,74 °/~. S~l totale degli in.scritti concorrenti alla leva, la media · percentuale dei rimandati è del 19,56: la stessa media nella precedente leva dell'anno 1899 era stata del 18,54 °lo .


NOTE STATIS'l'ICH_E

337 loro percentuale sul numero degl' inscritti nelle liste della · leva è di 19,31. Nella leva precedente questa proporzione era stata del 20,39. Il maggior numero delle assegnazioni alla 3" categoria, in rapporto al numero degl' inscritti nelle liste di leva, si ebbe nei compartimenti marittimi di: Porto Maurizio 29,45 Spezia . 27,75 Gaeta 27,31 il minor numero, invece, nei compartimenti marittimi di: Maddalena. ·7,69 Catania. 9,82 Taranto. 13,47 Facendo uso della facoltà concessa con l'art. 67 della legge sulla leva di mare, 20 inscrit.ti della leva dell'anno 1900, de' quali, 19 della classe chiamata ed 1 della classe precedente, si :fecero surrogare da fratelli nell'obbligo del servizio di la categoria. Gl' inscritti che per libera elezione chiesero ed ottennero . d'appartenere alla l" categoria, malgrado non dovessero esservi assegnati per avere · diritto di far parte, invece della 3• categoria, sono 22: di essi 21 sono della classe chiamata, ed 1 della classe precedente. La loro ripartizione, per compartimento marittimo, è la seguente: ,Genova. 2 Portoferraio 1 Civita vecchia. 1 Napoli . 3 Castellammare ·ai Stabia. 1 Bari . 10 Messina. 2 Catania . 1 Trapani. 1 NQTg STATISTICHE

La media percentuale più alta à.egl' inscritti riformati si e~be nei compartimenti marittimi di · Cagliari . 17,48 °/. Porto Empedocle 16,78 » PortQ Maurizio 16,51 » e la più bassa nei compartimenti marittimi di : Venezia . 6,37 •;. Ci vitavecchia . 7,21 >> Bari . 9,43 >) La media percentuale più elevata degl'inscritti rinviati_?,d altra leva si ebbe nei compartimenti marittimi di: M~ddalena 37,97 % Catania . 37,12 » · Cagliari . 32,46 ». e la meno elevata nei compartimenti marittimi di: Civitavecchia 8,24 °f. Spezia 10,56 >> Ancona . 11, 17 » L~ media coµip lessiva più alta degl'inscritti riformati e rimandati si ha nei seguenti compartimenti mtirittimi: Maddalena 53,16 ,°J. Cat~iuia . 52,13 » Cagliari . 49,94 » e la più bassa nei compartimenti marittimi di: Civitavecchia 15,45 °/ Venezia . 21,22 » Ancona . 22,55 » Come nelle leve dei precedenti anni, il maggior numero degli inscritti riformati lo furono per malattie oculari o · difetti di vista, .417; per ernie, 176; per debolezza di costituzione, 141. Gl' inscritti riformati per difetto di statùra furono 200. Gl' inscritti della classe 1879 che, per trovarsi in qualcuna delle condizioni stabilite dalla legge sulla leva di mare, furono assegnati alla 3" categoria, ascendono a 2337. La 0

Totale 22 22 -

AN1'0 ;(L\'lf.


338

NOTE STA.TlSTIC HE

NOTE STATISTICHE

Coloro che nei Consigli di leva furono designati n ella 1•, nella 3" ed anche nella 2" categoria se provenienti da leve anteriori, nelle quali per ragione di numero estratto a sorte avrebbero dovuto appartenere alla categoria medesima, e vennero quindi arruolati dai capitani d i porto i n base all'art. 78 della legge sulla leva di mare, ascendono a 7072, e cioè: · assegnati alla ia categoria n. 4 723 ossia, il 39,04: -°I. rispetto al totale degli inscritti nelle liste di leva ; assegnati alla 2• categoria n. 12 ossia il 0,09 °/.; · assegnati alla 3• categoria n. 2337 ossia, il 19,3~ 0 / 0 • Gl' inscritti, i quali prima del loro concorso alla leva già si trovavano sotto le armi = nella R. marina o nel R. esercito - in qualità di uflil:iali o militari di truppa, sono 860, e cioè: Ufficiali della R. marina. Volontari ordinaridel C. R. E. Volontari d'un anno. Volontari ordinari nel R. esèrcito. Volontari d' un anno . Totale

339

Essi sono ripartiti fra i seguenti compartimenti marittimi: Genova N. 13 Ci vita vecchia » 1 Napoli. » 2 Castellammare di Stabia » 4 Reggio Calabria )) 1 Bari » 1 Rimini. » 1 Venezia )) 3 Messin~ » 2 Catania » 3 Palermo » 4 Totale N. 35 Nella leva dell'anno precedente gl' inscritti ammessi a rjtardare erano stati 16. Non tutti però gl'inscritti ammessi a r itardare il servizio si trovavano in tale posizione alla chiusu ra della leva, perchè taluni di essi, essendo. cessata la ragione del ritardo, furono .avviati sotto le armi durante le operazioni della leva. La relativa variazione, insieme con quella dei ritardatari ·di precedenti leve, risulta dai quadri, annessi alla presente rela,,:;ione, dimostrante .la forza del corpo R. equipaggi al :31 dicembre 1900. In virtù della legge 3 aprile 1886, gl' inscritti di leva marittima, i quali prima del loro concorso alla leva o della :loro presentazione sotto. le armi, abbiano contratto volontario arruolamento nel corpo delle guardie di finanza, fin.chè rimangono nel corpo stesso, sono dispensati dal ser· vizio che dovrebbero prestare sotto le armi n el Corpo R. equipaggi. · Gl' inscritti che nella leva dell'anno 1900 si trovaronò in tale condizione furono 59. Nella leva del precedente anno essi furono 53. A formare le tre categorie concorsero 7932 uomini. Rispetto al totale degli inscritti nelle liste di leva, essi stanno nella proporzione del' 65,58 per cento.

33 780

10 32 5 860

La loro proporzione percentuale sul totale degl'inscritti nelle liste di leva è di 7,11. Nella precedente leva sui nati nel 1878 tale proporzione fu dell' 8,45 °/ ; . Gli inscritti della leva dell'anno 1900 i quali, a norma dell'art. 43 della legge sulla leva di mare, furono ammessi a ritardare la loro presentazione sotto le armi ·perchè studenti .d'università o d' i::<tituti o di scuole di nautica ov,vero presso professori privati debitamente rico~osciÙti e autorizzati per l' insegtiamento delie discipline nautiche, ovvero perchè allievi della R. accademia navale, sono 35, cioè 32 della classe chiamata e 3 di classi anteriori.

ì


340

341

N OTE STATIS'l'lCHE

NOTE STAT ISTICfrn

Nella. precedent e leva sui nati nel 18'78 gl' inscritti appartenenti alle tre ca,tegorie furon o 8098, ossia il 68,47 °lo sul totale degl' inscritti di .l eva. Gl' inscritti componenti le tre categorie si distinguono, così: Designati al servizio dal Con7072 ossia 58,45 °/0 siglio di leva Ufficiali e militari di truppa 860 ossia 7,11 °/ 0 g ià in servizio . La prima delle tre categorie è così corri posta : 4723 Designati al servizio dai Consigli di leva . Ufficiali e militari di truppa già in ,:ervizio . 860 T otale 5583 vale a dire il 46,15 °/. sul totale degli inscritti n elle liste di leva. Dei 4723 inscritti designati al servizio di 1• categ or ia dei Consigli di leva, 4371 appartenevano alla classe ch iamata e 352 a classi precedenti. Nella leva del precedente anno sui n ati nel 1878 gli inscritti che avevano formato la 1• categoria erano stati · 5715, cioè 4715 designati dai Consigli di leva e 1000 già. i n servizio quali ufficiali o militari di truppa, con una percentuale del 48,32 sul totale dei concorrenti alla leva. A.nche per la leva deli'anno 1900 sui nati n el 18'79 ven ne abolita l'estraziÒne a sorte e conseguentemente la 2~. categoria, dovendo tutti g l' inscri tti riconosciuti idonei alle· armi, e non aventi diritto all'assegnazion e alla esseredesignati al servizio di 1• categol'ia . · Essendo pertanto stati assegnati alla 2• categoria nella· . leva del 1900 soltanto coloro che erano stati rimandati dalla classe 1871, e che p er ragion d el n umero avuto in sorte avevano diritto 'all' assegnazfone in quella categoria, il loro numero è molto esiguo. Infatti appena 12 furono gl' inscritti designati dai Consigli di leva al servizio di 2a categoria, con una percentù ale del 0,09 sul totale dei

s·,

-concorrenti alla leva. Di essi, 11 furono personalmente arruolati dai capitani di porto ed 1 figurativamente, giusta l'art. 38 della legge sulla leva di mare, perchè regolarmente residente all'estero. Gl' inscritti assegnati alla 3• categoria furono 2337, ossia il 19 °/ sul totale degl' inscritti n elle liste di leva. Di essi, 2329 furono assegnati definitivamente alla categoria stessa ed 8 temporaneamente in base all'art. 63 della legge sulla leva di mare. Inoltre, 2131 inscritti furono asi;eg~ati p ersonalmente .alla 3" categoria e 206 :fig~rativamente per l'art. 38 della legge sulla leva di mare. Infine dei 233'7 assegnati in 3• categoria, 2162 apparte:n e'Vano alla classe chiamata, e 175 a classi anteriori. Nella leva del precedente anno 1899 gli assegnati alla .3 " categoria erano stati 2326, cioè il 19 )66 °/o sul totale degli inscritti · di leva . . Gl' in scritti che, senza un legittimo motivo, non si presentarono durante le operazioni della leva davanti ai Con. sigli,- nè si curarono di farsi rappresentare nel modo prescritto dall'art. 38 della legge sulla leva di mare, e furono ·quindi, in base all' art. 126 della legge stessa, dichiarati renitenti, sommano a 289, de' quali 269 appartenenti alla' ,classe ,chiamata e 20 a classi anteriori. Di fronte al totale dei concorrenti alla leva, essi stanno nella proporzione del 2,36 % . Tale proporzione nella pre,cedente leva del 1899 era :.;tata de' 2,08 °/0 • • La percentuale più alta dei renitenti si è verificata nei -compartimenti marittimi di : 0

Pizzo Reggio Calabria Gen ova.

7,47 °/0 4,74 » 4,55 »

la meno elevata nei compartimenti marittimi di: Cagliari Rimini . . . Bari .

0,24 °/ 0 0,35 » 0,62 >>


342

343

NOTE STATISTI CHE

Non ebbero affatto renitenti i compartimenti marittimi di L ivorno, Portoferraio, Civitavecchia' e Taranto. Durante le operazioni della leva dell'anno 1900 si presentarono ai Consigli di leva 36 inscritti che in leve anteriori erano stati dichiarati renitenti: di essi, 33 si presentarono spontaneamente e 3 in istato d'arresto. Sopra 12,095 inscritti concorrenti alla leva dell'anno 1950, 4542 dimostrarono di saper leggere e seri vere, e 141 soltanto leggere. Gl'inscritti, quindi, che hanno un certo grado di coltura. sono 4683 oltre agli 860 g ià in servizio quali ufficiali o, militari di truppa. In totale sono perciò 5543, e la loro pro· porzione sul nu tnero dei concorrenti alla leva è del 54,17 °/o. Nella leva del precedente anno 1899 la percentuale corrispondente era stata del 45, 70 ò/ L e Sp(~Se per la leva di mare dell'anno 1900 ammontarono• a L. 29,433,68. . Chiudiamo questi cenni col riportare il prospetto generale numerico dei militari del Corpo R. equipaggi sott o le, armi in licenza illimitata e in congedo illimitato, al 31 dicembre 1900: 0

RASSEGNA MILITARE ESTEBA NOTIZIE

AUSTRIA.

1

•

22,652 Sotto le armi Non giunti perchè incorporati nelle guar. die di :finanza od ammessi a r itardare il sérvizio fino al 26° anno di età 376 In licenza illimitata . 3,027 33,119 In congedo illimitato. Totale generale .

59,174 C. M.

LA ,NUOVA LEGG E SULLE PENSIONI MJUTA\U. - A seguito delle notizie pubblicate nella Rivista militare del novembre ·I 90 ·1 (p~g. 207 1) concernenti le modificazioni alla legge sulle pensioni militari dell'esercito austi:o-ungarico si aggiungono le seguenti desunte da parecchi giorna li di Vienna e di Budapest e concernenti lo stesso argomento. Fra breve termineranno le sedute della commissione ·ct1e si riunì fin dal decorso ottobre per definire le modificazioni d'a apportarsi alla legge sulle pensioni mil itari per l'e$ercito comune, la marina e le due Lw ., delle qua li parlò fin dal m~ rzo del decorso anno il ministro della difesa cisleitano al Parlamento anstl'iaco; ed il relativo progetto sarà trasmesso :ii due ministeri della difesa, e poi sarà presentato per la supr.ema sanzione ai due Parlamenti. Questa però, se'condo ciò che dicono i giornal i, molto probabi lmente non potrà aver luogo prima della fi ne del 190;) ; ragione per cui la nuova legge non potrà andare in vigore prima del 1904. Una delle più importanti modificazion i, che come altra vol ta si disse, sarà apportata alla vecchia legge, è quella relativa alla durata totale del servizio che conferisce il diritto alla intera pensione; la quale è noto che e pari nell'esercito anstro-uugarico all'ultimo stipendio percepito in attività di servizio e non può essere più elevata di questo anche servendo per un numero maggiore di anni. Questa dura la asce1}de ;1ttualmente a 40 anni, e tale era anche molto tempo prima del 1875, quando cioè fn promulgata la legge attuale. Se tale limi te, dicono i giornali, era ragionevole per lo passato, quando cioè si conseguiva il grado di ufficiale a 16 o 18 anni, le fatiche del servizio e le esigebze relative ali' istruzione, dato l'antico modo di combattere, erano assai modeste, e l'istruzione della truppa poteva es,ere im 0 1

1

.

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1


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RASSEGNA )!ILlTARF. ESTERA

RASSEGNA MILITARE ESTERA

partita in massima da esperti sottufficiali anziani che erano di ausilio veram.ente efficace per gl i ufficiali; oggidì le cose sono di molto mutate; la ferma è stata ridotta, mancano i sottufficiali esperti, l'istruzione deila . trn ppa si è accre'lciuta in estensione, profondità ed altresì per numero di argomenti da traltare, per la qual cosa si richiede ora per divenire ufflciale attitudine fis ica e capacità intel lettuale e· morale mo lto maggiore, ed iI grado non viene raggiunto che a 2.2 o 23 anni in media. La commissione anzidetta considerando tutto ciò ed inoltre che, a causa della grande proporzione di promossi a scel ta rispetto agli ufficiali promossi ad anzianità, mo lti di questi rimaugouo· a lungo nei gradi meno elevati e più fa ticog; della gerarchia, ciò che li obbliga a dover abbandonare il servizio spessissimo prima di 40 anni, pare sia venuta nella decisione che a tuiti gli uffic iali che abbiano compiuto 35 anni cli servizio e non siano riusci ti a raggiungere una certa categoria di gtipendio, che il giornale dice potrebbe essere la VI (corrispondente al lo stipendio del grado di colonnello), d!'lbba essere conferita la pensione intera; mentre a tutti quelli che dopo i 35 anni abh1ano raggiunta o sorpassata detta categoria ta le pen,ìone sia da coi:iferirsi solo dopo 40 anni di servizio. Qualche giornale troverebbe equa questa decisione. Altri invece pur approvanMla vorrebbero inoltre che fosse aumentata la pensione minima che si consegue oggidì dopo 'IO anni di servizio e che ascende a solo 1/ 5 del lo stipendio. Ciò è necessa rio, essi dicono, specie considerando che, mentre gl' impiegati civili, pei quali d'altra parte t~le quota è relati vainente maggiore perchè dopo 1Oanni ascende al 40 •;0 dello stipendio, possono continuare il ~ervizio più a lungo e quindi ottenere una maggiore pensione subendo_ minori strapazzi dell"ufficiale, questo spesso è co,tretto ad abbandonare il servizio <:ot grado di tenente o di capitano. In media, dice il giornaleReichsweehr, sono 150 i sub.alterni che annualmente vengono trasferiti permanentemente o temporaneamen te a riposo dell'esercito e· della marina. Si vorrebbe cbe per l'ufficiale fosse mantenuto lo stesso principio vigen te per gli impiegati civil i d.i ·I O anni di du· rata minima, cui però dovrebbe corrispondere non solo il 40 °/0 beosì il 50. ¾ dello sii pendio come pensi.:me minima. -Fra il minimo del 50¾ dopo •I Oaoni di servizio ed il massimo dell'intera pensione dopo 35, si dovrebbero graduare le pensioni successive in modo che queste aumentassero del 2 ¼ per ogni anno in più dei primi 1 O, come si fa per gl' impiegati civili, e computando per anni interi, anche per gli ufficia li, i 6 me,i o più di servizio eccedenti ad un anno, ovvero conferendo una percentuale di stipendio per le funzioni di semestre.

345

Migliorando in tal modo le pensioni si potrebbe anche adottare su scala più vasta il criterio dei trasferimenti degli ufficiali da pensionarsi e di quelli che non sieno più perfettamente idonei alle fatiche delta guerra, nella categoria di coloro che disimpegnano un servizio sedentario, e si potrebbe vieppiù aprire l'accesso per essi agl i impieghi delle altre ammÌ· nistrazioni dello Stato, come con grnnde successù si fa in Germania e si .tende di fare in Francia. Paraltelamente a tale inno_vazione i giornali reclamano, com.e si disse nella pontata del ta I-li'oista 1n1-litare sudde~ta, provvedimenti opportuni anche per migl iorare le peo-,ion i delle vedove e degli orfani dei mi lit·ari. 'I'

** A. titolò di schiarimento su qu;nto concerne il concetto della stampa mili tare di Vienna di accrescere il numero dei posti delle varie amministr::izioni dello Stato riserva bili ad ufficiali divenuti fisicamente ineui alle fatiche della guerra, facciamo rilevare che il sistema è già abbastanza iar11amente attuato tanto in Austria che in. Ungheria, e cbe ad ç eccezione di rarissimi casi, il personale dei ministeri mil itari, quello comune della guerra cioè ed i due della .difesa, proviene integra Imente dalla cateooria deoli ufficiati dell'esercito o delle due la od wehren. Se . ora si consideri che nel t'eserci to austro-ungarico non esiste alcuna legge sui limiti di età, il sistema che i giorna li vorrebbero vieppiù ampliato ed in ispecial modo quello dei trasferimenti nelle amministrazioni militari di ufficiali lìsicamente scadenti produce un triplice ordine di effetti, e cioè: miglioramento del servizio pres,o i corp i e negli uffici militari, migliorameuto della e.arriera degli ufficiali combat.teoti, riduzione delle spese gravanti su l fondo delle pensioni. ~

~

EsERCtTAzro~E 01 niio CON 0B1cr 0.-1. CAMPAGNA . Dalla Re·ichswehr del 48 corrente si rileva che pochi giorni or sono ebbe luogo al poligono di Zurndorf, poco a sud di Presshurg, una esercitazione cli tiro di guerra con gli obici da campagna da ·I O centimetri che sono io esperimento presso il 50 reggi mento d'aniglieria di corpo d'armata (Pressburg), di- . retta dal maggior generate L. i\'lerkel, comanàante la brigata d'artiglieria del V corpo, ed alla presenza del luogotenente maresciallo addetto (zugetheili) al comando di tale ~orpo H. Wurmbraod-Stuppach, di tutti i generali che hanno sede a P ressburg e di molti ufficiali superiori ed inferiori. L'esercitazione avrebbe dato risultati 3ssai soddisfacenti.


346

347

RASSEGNA .\llLlTAtU, ESTERA

RASSEGNA MILITARE ESTERA

Sarebbe questa, a quauto ~onsta, la pri ma esercitazione esegu ita con gli obici da campagna, già da tempo in esperi mento, che meriti di es~ sere segna lata; giacchè in quella di Veszprim del decorso settembre, contrariamente a quar1to avevano auounziato alcuni giornali, non presero parte I.ali bocche a fu oco. Intorno ad esse bocche a fuoco poco o nulla si sa fino ad ora di concreto. Ciò che pare assodato si è cbe gli studi con ti nuano essendo fe rma la decisione del ministro della guerrn di voleroé asseo-nare in una . certa quanti tà al l'artiglieria da campagna. Da qu;;nto rilevasi dai giornali non pare siasi stabilito se le batterie di . obici siano destina te a sostituire le attuali batterie da 9 di cor po d'armata, ovvero $8 costituiranno un'al iquota dei reggimenti divisional i. Le opinioni di coloro che ne hanno discusso per le slampe è a tale r iguardo discorde.

solo pei sedentari, i quali nella gran maggioranza hanno una carriera lentissima e monca, esiste questo duplice aumento graduato nel modo che si è detto. Analogo provvedimento e stato preso altresì pei capitani in servizio sedentario del la landwehr cisleitana. CmcA ALCUNI

. AIla fine dell'anno 1901, l'esercito austro- uno-arico comprese le due Jandwehren, contava 36 fe ldzeugmeister o\ene;ali di cavalleria (corrispondono ai nostri generali di corpo d'a r~ata) , ,104: luogoteoent(. niarescialli (nostri tenenti ge_n~ral~ comandan ti di divisione) e ,153 maggiori generali; un tota le c10e di ~93 generali, al quale corrisponde una forza bilanciata che, secon~o quanto deducesi dai bi lqnci ufficiali del dec~rso a_nno, :,scendeva m ci fra tonda non compresi i richiamati per 1struz1one, a 24-,000 tra ufficiali no'n generali ed impiegati assimilati per grado e stipend_io, tOOO impiegati dvili, 360,000 uot?ini di tr uppa . un totale cioè di 388,000. Da tali cifre si ricavano tra ' al tri i seguenti rappo rti:

L'ESERCI TO AUSTUO-VNGARJCO. -

~

l\fv;GIORE SOPRASSOLDO DI •.\NZ IAN l~ ,Ì. PEI C,\P ll'ANI IN SEll\' lZ!O SEDEN-

Ai capitani non idonei per la promozione al grado di maggiore in servizio attivo presso le truppe, ma ·che sono prenotati come idonei a con~egui rla nel ruolo degli ufficiali sedentari (.4rmeestand) ed intanto disimpegnano un servizio di carattere sedentario, veni ,,a finora corrisposto un soprassoldo di anziani tà di 2JO r.orone (-1) annue. In coo for rni tà di quan to si disse a pag. ·1295della Rivista militare del ·16 luglio decorso anno, per migliorare le condizioni materiali di questi ca pi tani il ministero comune ·della· guerra venne nella <leterminazione di impostare nel hila nèio di previsione pP1 corrente anno ,f902 una certa som ma allo scopo di por t~re il dello so prassol do per _una parte degl i accennati capitani a 600 corone annue, ragione per cui il bilancio madesimo si è. aggravato de lla maggiore· spesa di 44, i OO corone. Con determinazione min isteriale inserita nel Giornale iif/foiale n. 1 del corrente anno è stato sta bilito che a datare da l ·1° gennaio 1902 vengaC•)rrisposto il so prassoldo di 600 corone a tutti i capitani in ser vizio sedentario che da 5 anni percepiscono iI soprafso_ldo di 24-0 corone. Per tal modo vengono a formars i pei ca pitaoi del ruolo dei $edentari due c,itegorie di soprassoldo d'anzianità, la ,1a di 2i0 corone che si per· cepisèe per i primi 5 anni, la 2• di 600 che si percepisce dal 50 anno in poi. Notisi che nell'esercito austro-ungarico non esi$tono per gl i unìcialidegli altri ruoli e per qualsiasi grado aumenii periodici di stipendio; TAUlO NELL' ESERCITO AUST RO•UNG,\U\CO. -

1

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Una corona equivale a li re italìane .f,!O ci rca.

1

DATr STATI STICI E L ETÀ DEGLI UFPICIA-LI GENERALI DEL-

Numero dei generali 293 1 Altri ufficiali ed assimilati, w1 piegati e t:ru ppa 388,000 - 1325 i

I

Ufficiali ed assimilati per grado e ~tipeodio 24,293 _ _ ,1_ lmpiegati civili e 'troppa 364-,000 - ,15 Imp_i(,gati civili 4000 Ufficiali ed assi milati pe r grado e ~t1peodio 24,'293

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= - 6-

Quest' ultimo rap porto è assai piccolo; ciò fa rébbe supporre una proporzione eccessivamente favorevole per gl'im piegati . dviii; ma co~viene aver presente che questi provengono quasi_tutti dall~ ca_tegor~a degli ufficiali che non vogliano o non possano più per rag10m vane prestare ser vi1.io come tali. . . Particolare menzione merita quanto pu bblica la Reichswehr del 15 corrente circa l'età dei generali. Raggruppando diversamente le cifrec he il giornale riporta , si è compilato_il seguent~ specchietto: . . . .Come è noto nell'esercito austro-ungarico non esiste legge sui l1m 1t1 di età.


348

RASSEGNA MILITARE ESTERA

RASSEGNA MILlTAHE ESTEltA

Jttà degli itffeciali gene1·ali dell'esercito aust1'0- u11ga1·ico alla fin e del 1.901. :; ·~.- 1 I ·.., e -·-~f ~ e:-~ ~

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CJRCi\ IL rnEVBè\TlVO DEL BILA~c10 m1..1'l'ARE PEL ·I 903. - Secondo il Pester Llod del 16 gennaio u. s. anche i bilanci militari di previsione pel venturo esercizio ·I 903 saranno basati sul criterio della più scru polosa economia, in conformità di quant.o esige la situazione finanzi aria della mon:irch ia. Il s·udrletto giornale distingue tra le maggiori spese che figurano nei nuovi bilanci, quelle che derivauo dalla continuazione di provvedimenti già stati approvati da delegazioni precedenti e quelle deri vanti da provvedimenti nuovi e intorno alle quali non è ancora possibile saperè nulla di pt•sitivo. Alla prima categoria di provvedimenti appartengono: l'aumento nell'organ ico di due altri tencuti generali per ouenere che ad ogn i comando di corpo d'armata ve ne sia uno come addetto (Zttgetheilt) . Attualmente infatti dne di tali comnndi ue sono privi ; la concessione del cavallo a quey,li altri capi tani dell'artiglieria da for tezza che non ancora \'avevano; la rormnione di altri tre squadroni del treno per com pletarne l'aumento di G, tre dei quali furono già aumentati col bil~ncio del ·1902; miglioramento del vitto della truppa, provvedimento questo che a più ri prese fu reclamato dt1i delegati; il completamento del materiale da guerra in fucili , fe rro vie da campo, ma teriale telegrafico, da ponte, da mioe fluviali, ecc. ; ed io modo speciale il com pletamento della dotozione dei forui trasportabili dn cam po di recente adoziooè ed a cui urge provvedere. Queste maggiori richieste non rapp resentano una sommn considerevole, qui odi il bi lancio del 1903 non sa rà molto dissimile da quello per l'anno i11 corso. Alla seconda categoria di provvedimenti invece appartengono le 1!?aggiori spese c,mcernenti l'adozione del nuovo cannone da campagna. 1l giornale non sa se nel preventivo del nuovo bilancio ne sarà fatta menzione, essendochè la decisione sul nuovo tipo da adottarsi non sarà probabilmente presa prima del prossimo autunno o della primavera del ,1903 ; ma se si considera. che ap pena ciò sia avvenuto sarà opportuno porsi subito ed alacremente al lavoro di produzione, il giornale sper.a che fin dal bilancio di previsione p11l ·I 903 sia stanziata una somma a tale scopo evi tando •)osi il pericolo cJ; dover ritardare ancora un altro anno. 1


350

RASSEGNA MJLITARE ESTERA

CHINA. UFF.!CIALl GIAPPONES I NE L(.' ESERCJTO CHINESE . L'attuai~ vicerè del Pe:-ci-li, Iuan-~ci-Kai,· ha defi nitivamente otten uto dal governo giap• poul)~e, p'.esso Il qua le sin dallo scorso luglio aveva fatte pratiche al ri• ~uar~o, d1 affidare ad ufficiali g13pponesi. l'inr;arico di riorganizzare ed istruire sec?ndo le regole modern'3 l'eserci to cinese di quella provincfo. La quest10ne sembra ora risolta nel modo seguente: La n:issiooe gia pponese per detta riorganizzazione sarà composta di ufficiale genera le (il maggiore ge,nerale lamane comandante delle truppe giapponesi a Pechino), 5 ufficiali superiori di fanteri 11 ,1 ufficiale su periore di cavalleria e 32 uliìciali in ferioi·i delle varie 'armi. . C9Jle ~r?ppe c,,'in~si del la prov incia del Pe-ci-ti verranno· composti e d1staccat1 1 segnenu reparti d'istruzione: 2 battaglion i di fan teria (,l:00 uom ini ciascuno); 1 squadrone di ca val Ieri a (100 uomioi); 1 batteria d'artiglieria su 6 pezzi (80 uomi 11 i). Questi reparti verraono tutti riun iti a Tiòn-tsin, ad eccezione di 4 ba ttagli one di fanteria che risiederà in Paotingfu . In que.sti repart,i,. sotto. la direzione degli uffi ciali giapponesi , avranno l~ogo. de, cor~, d 1struz1one della durata d'un anno, per fornire l'esercito cmese dei sottufficiali occorrenti. . Vi_ sarann?. comandati annualmente quell i tra i mil itari ~i truppa cmes1 che ·prn daranno afudamento di riusciré buoni sottufficial i. Cornpiu.to .!1 cor.so, e nominati so1tuffìciali, i militari cinesi in parte ~aranno r1Uviat1 a1 loro ?orpi, in parte rimar.anno presso i riparti di 1struz1one per formarne I quadri permanenti. . Il generale la mane riceverà per la sua missione 8700 yen (1) all'anno, iudipendentemeu te dalle competenze qua le comandante delle truppe giapponesi nei Cilì; i colonnell i riceveranno 6700 ven 6000 ·i tenenti co lonnelli e 3.000-5000 gli ufficiali inferiori. • ' L'Impera.tore del Giappone ha già dato il suo consenso circa tulli i part,colari di questa cou venzioue; occorre ancora però l'approvazione del'l'Imperatrice-madre cinese . La stampa giapponese vuole dimostrare come tale avvenimento non segni che l'in'.zio di un periodo nuovo di buone relazioni tr; il Giappone

(I} li valore dello yen è ora (li L. l!,70 .:ir,:a.

RASSEGNA MILITARE ESTERA

351

-e la Cina, tanto più ·che sarel.ibe· io progetto presso lo sta to maggiore giappqnese l' invio io Cina di un altro gran numero di ufficiali, occorrenti .per i più importanti istituti e stabilimenti mil itari (come le scuole militari e gli arsenali di Tien tsin), fabbriche d' armi, polverifi ci, ecc. La stessa stampa giapponese poi si compiace del riavvi'.:inamento -colla Cina, e preconizza come una non lontana consegilenz;i, la. forrna.ziooe di 11na potente coa lizioo~ della razza gialla, tra Giappone, Cina · ·e Corea; là quale dovrà servire di coutrilppeso alla vecchia Europa . (Dall'Invalido russo, 29 dicembre 1901 -1O gennaio ,1892). FRANCIA. ISTITUTI E STA8ILn!ENT( ,MILITAR[ . Età, per l'a.mmiss'!One alla scuola rnilit.are. - La Commi-ssion de l'A.rmée si è definitivamente pronun.ciata snl progetto di legge relativo all'abbassamento del limite di età per l'ammissione alla scuola politecnica ed alla .scuola di Saint-Cyr ed ha .approvato il testo seguente: « Non potranno presentar,i all'esnme d'ammissione al la scuola politecnicn di Saint Cyr che cittadini francesi, la cui età non sia inferiore ai 18 anni nè superiore ai 21, al ,1° luglio cjell'anno in cui ha luogo il -concorso. » Posti gral'ufti alle scuole 'l'Wilita1·i. - Il mm1~tro della. guerra ha presen tato alla Camera un progetto di legge, che ba per scopo di modificare la legge 26 genna io, 3 magg\o, 5 giugno 1850 relativa alla scuola 1politecnic3, speciale milita re e navale (collation dei; bo'llrsesJ. Questo progetto è così concepito : Articolo unico. L'articolo 4 della legge 26 gennaio, 3 mllggio, 5 giugM ·1850 è modificato come segue: « Potranno essere accordati posti gratuiLi e semigratuiti in queste scuole (po litec·oica, speciale e navale) a tutti i giovani i qua li dimostreT(lnno che le famiglie non hanno mezzi sufficienti per ma ntenerli a dette scuole . » Progetto di legge per l'unificazione delle scuole di Safot-ìl1aixent e ,diSaint-Cyr. - È stata distribuita alla Camera una prnposta di legge del -deputalo Gervais, che tende a soppri mere le scuole militari di SaintMaixent (sottufficiali) e Saint-Cyr (allievi), ed a sostituirle con una scuola unica divisa in due sezioni, una a Saint- Maixent ed una Saint-Cyr. Secondo la stessa proposta, la scuola politecn ica sarebbe conservata, ma come scuola esclusivamente civi le, da cui non uscireb bero che ingt!gneri degli ar3enali e ingegneri delle costruzioni militari e nava li.


RASSEGNA MILITARE ES1'ERA • 352 Ammissione alla swola di Saint-C'/Jr pet· il 1902. - Il numero di ammissioni alla scuola di Saint-Cyr pel ·I 902 sarà di 350; relativamente alle ammissioni degli ulLimi t~ anni si rileva una diqiinuzione di circa 200. Spese di studiper i (igli di unLoiali. - È stata proposta alla Camera una legge per la concessione delle spese di stud io presso i licei nazionali e collegi comunali ai figli degli ufficiali dell'esercito e della marirrn. JsTf\UZIONE Ill,LLE Tn(JPPE, MA"NOVf\F, ORf\lNAIIIE . Passagg·io cli corsi: d'acqua per tmppe d'i cavalleria. - Vari sono i metodi. cbe le trnp~e di cavalleria vanno da parecchi anni esperimentando, per passare rapidamente e con mezzi sicuri e semplici i corsi d'acql1a (a nuoto, per mezzo di leggere p.isserelle, con ga lleggianti ecc.), ma nessuno ha finora corrispc,sto a tutte le esigenze volute. Anche nel mese di giugno venM esperimentato a )Iareuil-sur-Ay, presso Espnnay, dagli allievi brigadieri tlel 3·1 ° dragon i un nuovo. metodo. Col sacco da biada, contenente tutti gli oggetti di equipaggiamenlo, e coo le tasche della sel la si forma un gal leggiante por ogni individuo, su l dorso del quale, si a;;sicura insieme allo armi, mediante gli staffi li, il cinturino e la dragona: il tutto è agiiuslato i.n modo che la lesta dell'nomo sia mantenuta costantemen1e fuori dell'acqua. I cavalieri riuniti trii loro a gruppi di 1O a 1~ median te la corda da forao-oio, possono esserA tirati da una riva all'altra per mezzo di altra cord:: oppure, se la corrente nou è troppo forte, rimorchiati a gruppi di 6 .a 8 da qualche buon nuotatore, i cavalli collo sola sella pnssano a nuoto, liberi. Muoili di questo galleggiante i cavalieri possono anche passare a fianço dei loro cavalli tenendosi con un~ mano a_lla ~ri~iera di questi. Qualche giornale assicura che l'espen mento n usc1. pienamente. I 1 70 reggimf'nto cacciato1·i esperiment~, attrav~rsando I~ Mosa pressoAilly-sur-Meuse, il metodo sopradescnttto mod1fìcato pero come segue: . . . ,1o Tutti o-li effetti dell 'individuo sono posti 10 uu sacco d1 cachou, ;• oo-alleuo-iMt/ così formati sono riuniti a due a due ed ii cavaliere gli eç> si attacca con un.a correggia; 20 I covali i passano senza sella , dietro due cavall i condotti con una corda da due nuotatori o da uomini posti su di una zattera fo rmata con alcuni sacchi; 30 Le selle sono lega te su l sacco di ciascun cava liere. 1

RASSEGNA ?tIILlTARE ES'l'ERA.

353

Tutti i reggi menti di cavalleria eseguirono inoltre ,luraote i mesi di estate esercitnioni di passaggio di coi-si d'acqua coa ()llf'~ti o con nitri metodi, i più differenti. I regolamenti non d~nno norme in proposi10. Passag,qio di corsi d'acqu1i di frinteria. - Un esel'(Jizio di passaggio di corsi d'acqua venne eseiuito io agosto dal 50° reggimento fanteria.- In un'ora circa gli zappatori di questo reggimento gettarono sulla Dordogna a Charrieras un ponte formato con sca le e sacchi ripieni di paglia. I ,~ batt~glioni della l'orza complessiva di HOO uomini vi passarono impiegando 35 minuti. . Nuovo regolamento di esercizi per l'artiylìei-ia. - E annunzi.tta la prossima pubblicazione di un nuovo regolamento di manovre per l':miglieria compilato in seguito all'adozione del materiale a tiro rapido. Le principali modificazioni al regolamento attualmen1e in uso sono le segneuti: Dai graduati non si ogigerà la conoscoow esatta, al la letten1, delle varie teorie, ma basterà che ne sappiano il senso e lo scopo. L' i~lruzione annuale è ripartita io duo periodi, meglio deuoiu. Nel l'istmzione a piedi è aumentata l' importanza del lo manovro a se.gua le. La balleria a piedi potrà essere formata sn 2, 3 o!~ sezioni secondo la forza. Nel!' istruzione propt·ù;,mente eletta d'artiglieria è slato soppresso tutto ciò che ern di parala. l serventi, pur teneudo un contegno conetto, non sono obbligati alla cadenza o a movimenti superflui . Por il tiro si insiste molto sulla parte che riGeue la preparazione; eseguita 111 ricognizione, il capitano indica ai propri subaltern i i bers11gli da battere e le distanze. , Nell'istrn.:ione a cavallo è stata stabilila La velocità del trotto a 200 metri al minuto. Le batterie a cavallo continnerauuo però ad uniformare la propria 11ndalnra a quella del reparto di caval leria , cui sono aggregate. Alcune norme sul modo di montare a ca\fallo e di tenere le redini, sono state semplificate e rese uniformi tanto per il cannoniere n cavallo come per il cauuoniere conducente. Nel la scuola delle batterie attacc:ite è stata soppressa la marcia di fianco, che potrà essere sostitu.ita da una marcia obliqua. I pezzi sarn11110 sempre gi rati a braccia per essere posti in bnttoria . Nel capitolo che riflette il combattimento si prescrivo che sul prin· cipio non si fa rà entrare in azione che quel numero di batterie giudicato sufficiente, per ottenere rap idamente il risultato volnto. tenendo a disposizione del comandante quell'altro maggior numero di ba tterie, che


354

RASSEGNA 'MILITARE ESTERA.

sarà possibile, al coperto dalla vista del nemico, sia in pos1Z1one d' attente (con gli avaolreni attaccati, ed in prossimità delle posizioni che dovranno probabilmente ~ccuparc), sia io posizione ·di surveilla1tee (già in liatleria e pronte ad apri re iI fuoco). Si tirerà specialmeoto a raffiche (rafales) improvvise, r.orte e ,,iolenti, per togliere all'avversario la Jiber1à di azione e facilitare :ille altre armi la conquista del terreno. Si cercherà di uti lizzare il terreno ed il materiale stesso per coprire i serventi. il nuovo regolamento per La fante1·fo . - Già fu annunciato cbe un progetto di regolamento d'esercizì per l:i fanteria era s1a10 messo in esperimento presso i cor pi d'ar mata 9°, Ho, ,11°, 18°. Il Ministro della guerra ha recen temente stabilito che di tale esperimento, da pr,oluogarsi per un altro anno, vengano pure iocaricìlti uri reggimento per ciascun o degli altri corpi d'armata, un bauag!ione cacciatori del 6°, 7°, H 0 , •I 5° e 20° corpo d'a rmata e un reggimento di fan teria coloniale. GERMANIA.

•

· fìciali di fa_oteria, dei caccia tori e dei pionieri e 120souuffkiali di cavalleria. I corsi sara nno così ripaniti : In Spandau-Ruhlcbeu: 4 corsi, ciascuno per iJO sotturfì cial i di cava lleria ; I corso per 120 sottufficial i di fanteria, 20 dei cacciatori e '20 dei pioaieri; 1\'el campo d' esercita:sione di E/senòom(tenitorio dell' \'II[ corpo d'armata - Cobfe nza): •I corso per 120 souufficia li di f:10teria; , Nel campo d'~scrcitazioni di Lockstedt (territorio del IX cor po {i arma ta - Altona) : •I corso per ·120 sottufficia li di fan teria. Il1SULTATl DELLE OPER..\ZIO!:',I 01 LE\'.\ ieva dell'anno •I 900 erano inscriui: giovani di 20 anni

" Cons1

LA SCl,;OLA DI Tl l\O OI FANTER IA rn Pni;ssu, OURA:XTE L AN.'.\O 1902. Come di consueto, avranno luogo anche in quest'anno alcuni co,·si d' iofor maz10ne, d' i5truzio:1e e d'esercitazione presso .111 scuola di til'O di fanteria io Prnssia, e rrecisamente: a) due corsi d'informazione per complessivamente 66 tra tenenti colonnell i e maggiori delle tru ppe a piedi, esclusa artiglieria a piedi; b) wi corso d' infonnazione per t3 comandanti di squad rone; e) itn corso d' informnzione per 30 tenenti co lonnell i o comnndanti di reggimento o ufficiali superiori con rango di comandante di reggimento, delle truppe a pied i, esc!nsa artiglieria a piedi . In massima, ai detti c,irsi, la cu i durata è di ·1'.2 giorn i per ciascuno, prenderanno parte gli uffìci:il i che negli anni da l ·1897 ~I "90·1 non furono comaud:iti a un corso d' iuformn iooe presso la scuola di tiro di fan teria. Al qua rto corso d' informazione si dovranno comandare nella fanteria di preferenza i tenenti colonnell i; ai due prim i corsi d' informazione potranno anche e5sere comandati i maggiori in soprannumero; d) quatt?"o co1'si d' istriizione.. Vi prenderanno pari.e io co mples;o 21~0 capitani e ·120 urlìciali subalterrn delle truppe a piedi - artiglieria a piedi esclusa . Ciascun corso avrà la durata tli 3,l- giorni ; e) sette crm:i d'esercitazione per sottufficiali. Ogni eorso avrà la · du ra_ta di 4- 11 giorni e vi preuderaono par te in com plesso f 20 tra sottul'1/ l N l•'O RlllA'l. I ONE,

o' l STltUZI 0 .~11:

E

D' ES ERCITAZIONE PRESSO 1

355

RASSEGNA hliLITArtI,; ESTER A

Dl!U.'AN."\O

1~00. -

» 21

) 2'2 » oltre 22 anni

in totale Di questi: a) risultarono : irreperib1li mancanti senza motivo legale indegni riformati rivedibi li b) furono assegnati: al Land,tusm di 1° b,rndo alfa riserva di complemento dell'esercito . » )) )) » della 1nar ina . e) furono incor porati : , 1

nell'esercito

J r.ier •

il ser·v izio coll'~rmi. . seoz armi . ,

nel la mario:i d,) sono rimasti in soprannumero per coprire el'eutnali deficienze . . . . . -e) contrnssero-a rruolamento volontario : nell 'esercito ue!ln marina Tu tnle generale

Nefle liste di

015,700 353,500' 260,602 90,555 I ,'220,:157

62,'2G5 97,819 ·I ,"7 1

39 ,3i5 573,799 •10'2,7'23 80,986 11, ·130

222,6 6i -~.608

6,,184 •I ,'276 25,05 I ,'209 ~ ,220 ,357


RASSEGNA MILITARE ESTERA

~f>6

ltASSEGNA ?ùlLl'l'Altls l!:S'l'El!A

Inoltre coulrassero l'anuolamouto volontario prima doll'o))bl1go di leva compresi i volontan d'un anno, circa ,10,000): 21,197 nell'esercito l,iHI nell a marina . 'z2,7:38

io totale Kell'anuo •I 900 sono dunque entrati:

nell' esercito nel la mori11a

~27,271> \.6,372

i Il(,:O 1· por a ti arruol.Hi volontari

in towlo

6, ·184. ·:2.750

273,tifi,7

RUSSIA. TnuPPE DE LLA FiNLANl>JA. Come è noto, la 111iasi complola abolizione del piccolo esercito finlandese, sino lii 19M quafi autouomo, deve effettuMsi successivamente tino al ,1903. Intanlo il reggime~to dragoui fin nico venne testò r iunito al. rimanen1r:· della Ga,·alleria reiolare della Russia europea e ricevett~ il nome J1 55° i·eggimento dragoni della Finlandia,. facentlo seguilo alla numerazioue di tutti gli altri- reggimenti dra/!Olll, Questo reggimento, Cù m ~ posto prima di elementi esclusivamenle !!unici, lo ~:i ,·à qurnd' 1nna11z1 solo in modo preponderante ed anà la uU1 form; del rimanen te della ca-

valleria ru ssa . Con decrcLo poi del 20 dicembre ·190,1 (2 ~eau~i o. •I ~02) v~one decretata la formazione di una nuova brigata cacciatori d1 J,inland1a , la qual11 riceverà la denominazione di 2a brigata cacciatori di Fùilrmdia, me111re qnella uni ca prima esistente sarh la 113 • • Que~ta: n~ova briga tù Sl COffi• . ,· d 1 ,. o 60 70 cd s• recrnirnento cacci.i ton di buland,a, ognuno ;;u poi I a e n , , ""' . · I 2 battaglioni, i quali poi 190:3 '(fìocl~è ci?~ and.rà '.n pieno vigore a nuova leggo sugli obblighi al servlZlO militare rn F111land1a) .dovra.ono avere i loro effettivi di pace al co mpleto. Questi nuovi reggimenti .~aranno composti di elementi fiuoici e rus~i l'osi insieme, .~ la loro t.ormazione è un sicuro ind.izio della pros;11na totale :,bol.1z1one degh 8 hn1.ta~lioui cacci'atori fin nici autonomi, costituenti sinora 11 nucleo pnocirale del piccolo e:;ercito finnico. T,n;r t•& 111 FORTEUA . - Con decreto del ·18/ 3·1 rhcembre. 190·1 venu e oidi 11 ata In fo rnwzio 11 e di un(l $Pzione ureo;1ieri da fo n ezza uell a pi:11.zn,

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forte di Rrest- Litovski , di una compagnia minatori d11l ienio eh fortew\ ne.I la piazza forte di Libava, e di una sezioue telegrnli;ti cln fo rtezza nel la piazza forte di Sveoborg. 131r,ANC1 l'JsL "902. I hil,mci di entrata ed uscita dell' i111pero pel 1902 sono equiparati io •1,9,\.G,571,976 rnbli (il rublo è ugu ale a L. 2,70). l bilanci militari pel 1902 soao : ru bl i 322,6:~8,537 per In guerra e ~8,3 ·18,94-8 por la m:niua. . Il bi lancio per la g1ll'rra del •I 902 presenta una •diminuziou,i di rubli 1,386,:3:H io coorronto al bilancio del 1901. Quo5ta diminuzione è dovnta per ,15 milioni di rubli :ii capitoli !\tipend i e paghe, vestiario, crediti di r iserYa e trnsf'ormn iune rlell 'armamento (fucili); alla qnn le diminuzione si contrappone un aumento rii circa ·13 milioni e ih, in tntti µli altri capitoli, di cui ben 6 1 2 per la fabb ricnione di materiale d i artiglieria. La demqb ilitazione porLiale rlelle tru ppe rlella S iberia e . dell'Estremo Oriente ha permesso cosi qnalche economia sul bi lancio del 190 I ; mentre però la .trasformazione dell'artiglieria da campagaa -ed altri provvedimenti assorbono cp1asi tultrt quest;t economia. ll bi lancio delln marirrn, da parecchi ann i, in costante, sP-osihilissimo aumento, presenta anche pel •I 902 unn maggioro spesa di rnbli '~,72 1,3 18 in confronto al 190 I , dovnta qna3i por intero alle maggiori costruzioni nnvali P-rl al le opore di mnnntenzione e di rnigliorìa nei vari porli militnri dell'impero.

[r, CI NQUAKT l~Nc\1\10 l)E I. GENEHAL& D RAGOM I RO V. fo occasione del -compimento del suo cin~ uaotesimo anno d1 servizio militare, il genera le Dragomirov, comandnnte dcl111 circoscrizione miliLare di Kiew, ricevette dall' imperi,tore la lettera che rrui ri portiamo :

• Michele Ivanovich, << Da più di cinquant'anni Voi avete consacrate tutte le vostre forze a servizio dell'e;ercito, danJo prvva di un'instancabi le energia e di rare <loti nel campo specialmente dell'educazione militare. I serv1z1 resi rn q uesto smso e i risult:iti ottenuti sono da lungo tempo noti, non solo nella nostra patria, ma anche fuori cli essa. « La vostra atti~-it~ sni campi di battaglia ò altrettanto notevo lt>. Essa si dimostrò al passaggio del Dannhio sotto le mura di Si:itova, gloriosameote compi uto il 2a giugno '1877, ove fos te insignito della croce di San


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RASSEGNA MILITARE ESTE RA

G,iorgio di 3• classe ; il ·12 agosto dello stesso anno, .per la ?ife3a senza, esempio del passo di Sch ipka,, ove fos te ferito, men tev,ite d'. e3sere pro, mosso tenente-generale. « Il defu nto mio Genitore, avendo piena fi ducia nel vostro talento e nel]il. vostra illuminata fedeltà al trono ed alla pa tria, come pure nella · scienza vostra dell'arte della l"Uerra, vi aveva scel to nel •I 889 ad . occuD . pare l'eminente posto di comandante delle truppe della circoscrmooe militare di Kiew, la più importante tra quelle dt fronttera., non solamente pel suo signifi~ato militare speciale, ma anche perchè ess.a .co~prende u omerose truppe delle varie armi ed un gran numero d1 1st1tot~.. . « L'energia di cui avete dato prova , un1ta alle vaste cog~wo~1 scieòtifiche, all'esperienza del tem po di guerra e di pace, alla 1!11m1tata devo1;ione al dovere, hanno brrll antcmente dato ragione della bontà della scelta. « Il gran numero di rescritti imperiali e di attestati di benevo~enza del M.onarca a vostro riguardo, da Voi· ricevuti du·rante que,to periodo, è Ja più chiara prova dell'alta considerazione in cui da mio Padre e, da Me furono tenuti i vo.,tri serv izi. « A testimon ianza . della mia grati tudine e dell a stima che m'inspira la vostra attivilà io sommo grado ammirevole ed uti!e, specialmen tenell'educare ed i5tr.uii'e l'esercito che mi è tanto caro, e desiderando mostrarvi la mia benevolenza : _ « Io vi nomino cai;aliere dell'ordine di S. Andreci, di citi qui iinite v·t mnndo le -insegne, ordinandovi d' indosscirle e li portarle conf'ormement& ti;qli statuti . . . . . « Sono il vostro sem pre aITezionato (e lo scn vo dt m10 propno pugno), che altamente vi 11pprezza « N1COLÒ ».

RIVISTA ·DEI PERIODICI Rivista di fanteria.

Anno X, fascicolo XII, 3 1 dicembre ·190L - Lettera aperta ad Enrico Ferri, deputato , per DOMENICO Gu&RRI NI. · 1

È ciò che può dirsi. una poderosa scrittura contro il Ferri « per )'assiduo suo battagliare contro le spese militari ». L'autore non parlerà come gli rlettan dentro i suoi idea li,. ma parlerà cli· ragioni e 110n di sentimenti, e le ragioni saranno special mente aritmetiche; non esporrà opinioni, ma cifre. A 276 mil ioni , comprese le pensioni, ammon ta il bilancio della guerra, sicchè se lo abolissimo, in ogo; saccoccia dei 3z milioni d' I taliani ri• marrebbero annualmente, l'una per l'altra, 8 lire e 63 cen tesimi. Ma j· 276 milioni sono puramente figura tivi : da essi debbono detrarsi i 29 milioni dei carabinieri, le 6 18,000 pel tiro a segno, le ri tenute per tassa di ricchezza mobile ed erariale, e cosi via . Il bilancio proprio della guerra che è di 139 milioni, si riduce così a ,t 98,64-6,800, sicchè, pur · tenuto conto delle pensioni, l'economia per individuo viene a ridursi a un po' meno di lire 7. 37. Le spese militari a:;cendono pertanto a .233 mil ioni, ma tutti sono spesi in Italia « La ricchezza ch' era italiana ri.maue italiana : il danaro che poteva alimentare industrie remuneratrici, alimenta industrie remuneratrici. » E l'autore lo dimostra. Non sapremmo come si potrebbe dire meglio e con forma più smagliante tante verità quante ne ha eiettate qui il Guerrini. Il guaio è che il Ferri que:;te veri tà. le conosce tanto bene quanto noi I ma sono le masse popolari che ìe ignorano e che si vuol man tenere nell' ignoranza ! 1

la cadenza de l fuoco.

Lo scrittore trova ragionevole a JH;·iori che· le. di verse celerità del fuoco sì debb3no ridurre ad uòa sola, come ad una sola si sono ridotte le diverse velocità di marcìa . Egl i non capisce it tiro lento, cioè il tiro eseguito con cadenza più. larga di queHo che il fu cile· consente senza .,


RIVISTA DEI PEl'!.IODICI 360 danno del puntamento. Egli capisce che un determ inato _repa rto, in un dato tempo 15', per es ., non debba consumare più di sei cartucce per ti rarore. Ma questo non gli basta per capire cheo gni tiratore debba sparare un colpo ogni due minuti e mezzo. Se si tratta di scaccia re il nemico da una posizione, ocèorre : fare il pi1t celere (iioco compatibile colla maggior·e efficacia. Se si tratta di ttinere inchiodato il nemico in una posizione, si può: o continuamente bersagliare la posizione _co~ radi col pi o, meglio ancora, salutare il nemico con una raffica d1 piombo o<.rni volta accenni a muoversi. Se si tratta, infine, di arrestare un nerr~\co che marci, per ragioni morali e material i evidenti, la celerità del fuoco acquista nna nuova importanza. . Il tiro lento, pertanto, non ha ragione di essere mai, e perciò l'autore vorrebbe fosse deterniiuata una data cele1·i tà C ·e fosse adottàta come normale. Noi, invero, non siaÌno molto convinti della bontà della fatta proposta, sernhrandoci noo risponda al le innumerevoli e così spesso mutabil i contingenze del combattimento di fanteria . Certo è, però, che è lavoro serio, lu,;rramente medita to e che può servire di utile contributo allo studio cl ' dell'importante questione del fuoco.

Alcune idee sulle 'istruzioni teoriche. Appunti c1°'itlogra fici. '

lt un ouimo studio sull'arte critt.ogra6ca. I 1·impro1Jeri di Nap oleone I. Come iI precedente articolo ò questo pure assai interessante ed istrntti vo · AJJpunti sull'annium:o francese. Rivista mari ttinia.

Anno XXXV, fascicolo I, geunaio ,1902. - Il« Vittorio Em_aniiele • ed i paralleli fra le corazzate moderne, per VnTolHO E. CuNrnEHTI. Colle cinque corazzate ti po Vittwio Emamtele , inscritte nel biiancio presentato aIla Camera nella seduta del 30 novembre ,190,1 e che costi~ tniranno uua speciale divisione navale, omogenea, potente e veloce, no i abbiamo abbandonato il sistema dei campioni binati e iniziato il sistema inglese delle serie. Le caratteristiche di questo nuovo tipo sono , tate nuovamente discusse · nel la stampa italiana ed estera . L'esimio scrittore, colla nota sua compe_tenza, rileva quanto di interessante è st.ato detto, a proposito dei nostri

361 studi, in ta iuue conferenze sul materia le navale fatto all'estero, e ~uanto fu colà pubblicato nelle ri\ iste e nei period ici .Politici e tecnici , sopra -questo argomento di tanta importanza per l'Ita lia . Ci1 spiace che il rimarnhevole articolo non sia riassumibile, e però lo segn aliamo ai nostri lettori - e dovrebbero essere molti - che s' interessano delJe cose della marina. RIVISTA DEI PERIODICI

1

Gucrrn ofl'ens'iva o difens1iva? pel maggio re MAKFR&DJ. Lo scrittore;con linguaggio chi&ro, incisivo, parte da qlrnSta premessa cbe ampiamente, a suo avvi3o, dimostra vera: « che per qu.auto è urna,namente prevedibile, al di là delle Alpi non, ci espanderemo mai, ma -queste Alpi difenderemo sempre, » e perciò ne trne la conclusione« che il cara ttere generale del le nostre guerre terrestri deye essere difensivo, o - per meglio dire - elle l'off~nsiva nostrn pon deve spingersi al di . là della cerchia alpin a.» Ma la difesa la più fortunata pnò obbligare l'attaccante a.desistere da nn attacco, ma non ad accettare condizioni da l difen$ore! Così il .Manfred i, riconosce cl1e « chi per l'ultimo ha l' offensiv11 ed è in grado di ·cootinuarla, quegli è vincitore. lnterùirsi l'offesa oltre una data linea, ù · interdir$i da quella parte la vittoria compieta, definitìva. ·,) Ma che vogliamo farci, egli soggiunge, dal momento che le Alpi inter·dicono al l'esercito· l'offensiva. Però abhiamo il mare che s'apre davanti a noi - libero, immenso - alle offese nostre e a quelle del nemico. La nostra arma offensiva al di là dei confini è, adunque, la !lotta. · Guerra difensiva, adunque, per l'esercito; offensiva e difensiva per la marina! È singolare che un argomentatore cosi fine come il Manfredi si m_ett~ in fla grante contraddizione con i~ee da lui stesso esposte. Egli amm,ette ·e sfidiamo a- non fa rlo.- che la vittoria defìnitiv2 è di quegli che per . ultimo agisre offensivamente e che la difensiva, anche co ronata dal più · felice successo, non ba mezzi per impo rre le sue condizi@i all'attac·Cante. E perchè questo? perchè il vincitore i:oll'offensiva, ha occupato parte del territorio nemico , dal quale detta all'avversario, impotente a scacciarnelo, le condizioni per la pace. L'offensiva per mare sta beois.si~o, ma quale efretto materiale sul paese_nemico trae seco una vittoria navale? Assolutamente nessuno : la (lotta vincitric.e re,t11 padrona delle acque. Qu i ò il nodo vero della questione. Dimostri, se può, il Manfredi; qual i risultati maLeriali debba avere su l governo dello Stato nemico uoa vittoria nostra sul mare, e all ora ci accosteremo al le sue idee. Fino a prova contraria, manteniamo la nostra opinione che le guerre,


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RIVISTA: PEI PEl.HODICl

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RIVISTA DEI PER,lODJCI

come fu semprn per il passato, sono decise soltanto dalle vittorie del!& forze terrestri. . E per quanto ha tratto al nostro esercito, è la cinta deJlle ~!pi, pet se ~tess3, che ci im pedisce d.i spingerci al di · là, o perchè al di là trovèremmo un nemjco· a noi superiore di forze '?, Dato, a mo' d'esem pio, che la Francia non pòssa, in alcun modo, disporre contro di noi ·d1e di due o al massimo di tre c-0rpì d'armata, crede il Man fredi che anche in questo stato di cose noi dovremmo lim itarci alla di fensiva? Riteniao:i o per ·rermo di no ; e allora dove va la sua tesi?. I l l\'.hm[redi ha r abitudiue di. ragionnre e discutere sul la guerra in via generale. È ·metodo che può seguirsi, ma allora non se ne traggano deduzioni tassative assolute. Rivista di cavalleria.

La, carn/ler·ìa nella battagl'ia secondo le idee e le tendenze più recent'i . in Franc'ia e Germania. - (Continuazione e fine) per XX. ·

Vi sono diffu:;amen te rilevate e discusse le idee oggidì prevalenti ~n Fi·ancia e io Germania sull ' impiego della caval leria nella ba ttaglia, d3dott~ da quanto scrissero io proposi 10 sti mati autor i, dai regolamenti, da lle gr~ndi mano vre.

La scuola di cavalleria, pel lenente

HA)!O GNCNl

Lurni.

i\rticc,lo interessante, nel qua le si ricordano con parole di affetto già. istruttori a quella scuola, il Pa d<m1i, il Bara lis, il Savoiroux, si accenna all'opera degli nltimi •co rnnndaoti e a quella probabile del comandante attuale, e si danno miuute notizie su i vllri fabbr icati del!' istitoto, sull'nndarnen to delle varie istrnzioo i ecc. Nt1 riparleremo pjù ampiamente al termine dello scritto. La eavalleria bulgara, per O. C.

Anno V, {ascicolo 1° e 2°, gennaio e febbraio ·1902 . .:... La marcia di Gahbaldi dei Roma a S . Jlt!arfoo (dal 2. al 31. luglio 181~9) ; peL capi tano dei bersaglieri Eu GEN10 DE Rossr. 1

L'autore, già fa vorevolmente noto per altri lavori storici, non poteva scegliere argomento che offrisse m~ggior interesse, e lo svolge da par suo. Io, questi due articoli la narrazione va ~olo alla giornata de! 7 JugliQ. Sooo notevoli i dettagli sulle d'isposizion i prese da Gmbalcl1 per~Ja sua marcia, dalle qual i risulta quanto intel ligentemente sa pesse quel gran cap itano servirsi della cavall eria.

Dilettanti o tecnici? pel capitano- di fanteria G. DE l\Ll.ro . È dei zappatori di cavalleria che l' autore discorre cbn l'arghe idee. In complesso egli . vorrebbe che le truppe di cavalleria fo$sero ma~giormeHLe famigliarizzate col contenuto dell' is~ruzione dei zappa ton, che i· plotoni zappatori fossero muuiti di tutti i ma!eriali oceorrenti· attivamente il loro grogramma cli preparazione di guerra; Per svol«ere l,) d. che le truppe tecniche entrassero nella composizione delle gran t unità delrl'arma. Per soddisfare a quest'ultima esigenza il De ' Mayo propone di istituire plotoni a cavallo presso ciascuno dei cinq ue reggimenti deè genio attualmente esistenti, plotoni che nei campi, nelle manovre e nelle esercitazioni presidiarie opererebbero costa;,temente di conserva all'a cavalleria. È lavoro inspirato a concetti buoni e scri tto bene.

Att1·averso il mondo ippico . Per la storia della cavalle1·ia , pr;r Y1co. Sono poche pag ine., ma che debliono essere costate moite fa ti che all'auto re. 1n e,se da i materiali archeologici , recentemente tanto arricchitisi, si deducono elementi per la storia della cavalleria anteriore al l'epoca delle guerre persiane e licliche, cioè sino alla prima metà' del secolo v , prima di Cristo. Sul nuovo regolamento di eqiàta:ào ,~e , pel capitano C.umr,c,c.

L'ar.ticoli sta, pu r elogiaudo io massima il nuovo regolamento, fa molte osservaz ioni , talune delle qua li assennate e pratiche. In complesso è la voro serio, notevole, improntato alle più buone intenzioni dì giova re all'arma, ma ci pa re r isen ta alquanto delle qual ità ·rii abilissimo sportman che tan to contraddistinguono il Ca prilli.

Note S'Ulla produzione eqùina siciliana, pel capitano V. PIACENTI KJ. L'all evamento cava llino in Sicil ia declina invece di progrndire, e la decadenza si accentu a nell'insanguameoto e ·nella fibra , malgrado l'io lfCcluzionE! dei, riproduttori dello Stato. La Commis.,iooe militare di r imonta scegliendo le femm ine migliori coopera, certo invo lonta riame,nte, a questa legge cli degeo erazione. L'intervento del mi nistro della guerra riuscirebbe.efficace, e polrebbe esplicarsi, non solo col depositò stalloni di Catania, aum entandovi i


RIVISTA Dl>l PERIODICI

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RIVISTA. DEl PERIODICI

puro sangue orientali ed inglesi, nia anche, e m_ag~iorme_nle, col restituire alla produziono locale 20 o 95 cavalle cl, quelle _111cellat~ dal ministero della guerro scelte fra le migliori e risponden ti ad un de. . _ terminato tipo. Queste giumente sarebberCl consegnate agli allev~ton eh~ ue facessero domanda per essere adibite esclusivamente alla r1produ1.1one,_ ma nm:irrebbero gempre all a dipendeuz:i. e sotto la dir~lta sorvogltanza del depogilo di :, llevamcoto cui spetterebbe di scegl iere lo stallone rle~t1• nato a fecondarle. E propo;t~ cbe ci pare meritevoie di considerazione, tonto più che ha il vantaggio di non costàre all'erario che un lieve sacrifizio pecuniario. Journal des Sciences militaires. 770 anno, dicembre ·1901. -Il s1•1·vi::io militare di

cl.iie wwi,

pel genera:e

DERRECAG.\IX .

Offrendo al pae~e il servizio rli duo :rnni iu luogo di que_llo ~i tre anni, alla vioili:i delle elezioni, il governo sperava senza dubbio dt acqu1s1ar titoli alla riconoscenza del corpo eleuorale . Il pubblico almeno è autorizz:,to a crederlo. È scuza dubbio della politica, e sfortuoatomenle una politica che si fa a danno della diforn naz'.o?ale e~ aneli~ del buon s~nso pubblico. Iofoui l'ordinamento del servmo mil itare e ~na quest100~ comple,rn d'interesso generale che il solo ?ov~rno ha il dove~e ed t mezzi di ,Ielìnire, mentre l'elettore non può grnd1carla ,:he s~tto I aspetl~ del suo interesse generale. Egli preferirà semp'.·e la .s~lu~1~ue rhe g!1 impone il serv izio meno duro, ciò .che no'.1 lo 1mpedH"a di mgannars1: perchè difficile è coooscere il qne51to, e d1 volare un aigravameuto d1 pesi, credendo fare il contrario. . . . Sottom.ettere quindi la questione agli eleuon cost1tu1sc~ p8l go\:eru_o un'abdicazione del suo dùvere, ed un perico lo per gli 1nteressat1. 1\1soooa che questi ultimi siano bene informati della question_e e delle sn~ conseguenze e sia loro prrisentata all'infuori d'ogni partito p'.eso, sotto l'uuico punto di vista: dell'interesse dell'esercito e ~ella patria. Il oenerale Derrecagaix: esarnina quindi abbastanza rn 1nutamenle le idee del ministro della guerra espresse nel progetto di legge e ne_c~ncbiude che mentre si dovrà aumentare il bilancio della guerra dt ,35 milioni per le famiolie d€:11li inscritti •sostegni di famiglia chiamali alle IO . o armì, si diminuisce la forz a sotto le armi.

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L'autore passa quindi :i disamina ciò che ha detto contro il progetto eh legge l'ex-ministro Krantz, presidente della Com missioue dell'esercito al la Camera,· in nna conferenza pubblicn da lui tenuta a. Nancy il 21 :iprile ,1901, e lo studio del generale Luzeu\. (Ètude~ d'or.9anisacio,i de l'armée) favorevole all:i riduzione della ferma ma sopra basi differenti da q nel le <lei progetto di legge. Secondo il Derrecagaix la revisione del la legge mili1are dovrebbe poggiare sulle basi seguenti: 4° durata del servizio militare fissala a tre anni; ridoua ad un anno per un numero determinato di dispensati, e. che :immetta un certo numero di esenzion i defi11i1ive dal :;ervizio; 0 ~ chiamata alle arm i al ,1° ouobre; 3° diminuzione delle licenze accordate alla truppa; . i 0 creazione d' uoa carriera speciale pei so1tul1iciali, e aumento con tn tti i mezzi possibil i del numero dei raffermati; 5° mantenimento dell'effettivo di pace alla cifra più alta possibile, e facoltà di congedare, dopo due ~uni di servizio, gli uomini che fossero in eccedenza. Queste proposte non sooo ~ltro, diee l'autore, che una combinazione dei progeui 111in isteriale, Krantz e Luzcux ch'egli ha prima esaminati. E così termina: « La legge del '1889 nou può più sussistere; il momento di riformarla è giuuto. Guai a noi, ~e non possiamo ri solverci a migliorarla ! « Noi siamo in pol itica sopra uu pendio fatale e sdrucciolevole che ci cond11Ct1 all'abisso e noi sdruccioli:imo seuza pensarvi. Se vi si spinge .1nche l'esercito, siamo perduti ». i\loi nou aiJhiamo ad esprimere un giudizio sulla question e; per noi il luogo articolo del generalo Derrecaga ix ha il merito speciale ùi presentarci uo quadro completo dell' importantissimo q uesilo. Lo stato maggiore dell'e.~ercito e il comando supremo.

L'anonimo scrittore combatte vivamente i progetti at_tribuiti al ministro della ~uerr.1 .\ndré circa lo stato maggiore e i, comandanti delle armate. e Non avere, egli scrive, un generalissimo che coordini l'insieme delle operazioni - non avere che un comandante eventoale del grnppo principale di armate - decRpi tare il ca po di stato mnggiorc dell'armata delle sue funzioni di maggior generale dell'armata mobilizzata - lasciare a Parigi pro~so il ministro lo stato maggiore generale del tempo di pace com p0rne II uo per le manovre e per la guerra colle scuole e col prcn dcre dei favor iti della provincia - sopracca ricare il ministero di una di-


RIVISTA DEI PERIODICI 366 rezioue amministrativa dello stato maggiore indipendente dalla preparazione della guerra : ò organizzare dappertutto l' indeGisionè che non Jascia alcuno respon$abile ». Lo scrittore. si eleva pure contro il concetto attribuito al ministro André di voler prolungare i limiti di età sino ai 70 anni ptir cons~rvare per maggior tempo in servitio ,1 itivo i geoerali incaricat_i del comando delle .irmate. " Io vecch iare, così seri ve, i I coma odo snper.io re dell'esercito atti 1·0, è invecchiare tutta la gerarchia, sotto il pretesto di ricompensare personalità che con pro6tto si possono utilizzare nelle formazioni di riserva. » Egli spera che, in prC1 posi 10, n·on ~aril modificata 'la legge del ,t 839.

Questioni d·i difesa nazi~nale nel.le Aljri marittime, pel generale 13ou-

RlVJSTA DEI PE!t!Ol>ICI

367

Il Bonrelly discorre poi brevemente de: vantaggi commerciali e mi1itari delle dtie linee sopradeue, ch'l ne trarrebbero la Franeia e l'Italia; · _:econdochè sarà adottala l'nna piuttosto che l'altrn linea . Il reclutamento degli ·ufficiali in Francia e alt' estero. In complesso l'anonimo scrittore desidera che le cose in Francia rimangano quali sono attua lmente. Conviene che si poss::i introdurre qu alche rnigtioraml3nto nel reclutamento degli ufficiali francesi, ma nou trova sia il caso di iuLrodurvi capitali innovazioni. È articolo , interessante per ,questa ragione: che vi sono esamina Le e ~ombattute le radica li proposte, me$:;e inoanz-i p.cr inviare gli allievi uf. ficia li a far servizio nei reggimen1i prima di passare alle scuole, e per -dare agli ufficiali comunanza e unità d'origine.

nELL \" .

Lo scrittore ricorda la rottura del viadotto d'Agay sulla linea ferrrita Marsiglia·N izza avvenuta nel novembre 1900, e le discussioni accesesi allora nella stampa, a proposito della linea Dragu ignan-Nizza, sui -vantaggi a ritrarsi dàlle ferrovie a scartamento normale e sopra l' insulf:i·cieoza ed i pericol i delle vie sLrette ; discussioni ohe si al largaro110 alla ferrovia Niz~a-D igne p'e r PngeL-Théniers ed a quella esercitata dalla compagnia del Sud da una parte fra Nizza e Puget-Tbériiers, · e da ll'altra fra Saint-André e Digne. Egli vnole dimostrare che quelle linee non possono servire che allo scopo pel qna le fnrono eseguite, e perciò -cbe quelle ·discussioni furono vane. La stampa si è pure preoccupata della ferrov ia internazionale NizzaCuneo o pinuosto N-iua--Tenda . Il llourelly dice che sei me,i fo pareva certo che la linea Torino-Vievola (dove sbocca il lllnne! di Tenda) sarebbe prolnogata per la valle superiore d~lla Roya sino alla frontitira fr,rncese al nord di Fontan e elle il suo traccia to su l territorio frances e giungerebbe a Nizza per Fontan-La-Giandola, pet' un tunnel sotto I~ veÌla del Do,c e il colle di Brouis, SospeJio, un tunnel da Sospello a Toui:it, L'Escarèoes Coo tes, Drap, La Tl'inité-Saint-VicLor e Saint-Pons, ossia 58 a 59 chilometri di svil uppo con due tunnel d'nn percor,o totale di 8,600 rnelrì. Ora invece la ()053 è dubbia e sembra che gli Ita liani vogliano ritornare ad uno degli antichi pL'og~tti già lungamcaLe dibattuti. L'autore accetiria al dubbio che lo sta to maggiore italiano possa entrare per qualche cosa in queste nuov~ disposizioni , e ch'esso miri a prolun- · gar(l sioo al mare, sopra. terra italiana, la f6rro via Aosla-Ivrea-TorinoCuneo . In questo caso la lioea metterebbe capo a Ventimiglia, e verrebbe a for mare uoa strada di arroccamento dielro la frontiera.

l volontciri dell'fsJre durante la rivoluzione (1791-l796), pel capitano FL. È uno studio som mario ma ben compi :ato, delle campagne eombattutc sn lle Alpi dal '1792 al ,1795: e perciò è per n9i di speciale interesse.

ReilÌeft Zum Militar-Wochenblatt,

Fascicolo ,1° 190.2. - Com'era intesci la situazione str<1tegica dei parte degli alleati al termine dell'armistizio di Poischwilz nel ./813. Con ferenza tenuta nel Circolo militare di Berl ino iJ 27 novembre ,1 !)Q,I, dal maggiore Fnrnoenrnu, co:naodato al grande stato maggiore. L'autore intende ch iari re il dilia ttuto quesito: & chi spetta "il merito -di aver ideato il piano di gue.rra attuato da i li alleati nella seconda parte della campagna del 18·13, e quale realmente fosse quel piano, La storia· ha adoltato, erroueamente, di denominare quel piano il piano di guerra di Traohtenberg, come se effeuivamente si fosse attuato il piano contemplato dal protocol lo del 12 luglio, coucbiuso appunto nel la conferenza teo utasi a Trachter;borg, cn i presero parte i general i Knesebeck, Wol~oosky, Toll , Stediogk e Suchtelen, nonché i Sovrani di Russia e Prussia. M:a , in quel frattempo, presso il comaado supr1>1:no degli Austriaci Radetzky e Langenau compilavano altro piario · di guerra. Presentato il 1S luglio alJ'impératore Francesco, fu da questi approvato, come più tardi fu approvato dagli altri Sovrani, cni fu portato da l colonnello Lll.tour per la definitiva decisione. 1


369 RIVISTA DEI PERlODlCl 368 E porò l'autore conch iudc: « il piano d'operazione di Trachtenherg 1100 è la base della campagna d'auwnno; lo si deve considerare soltanto come uno :,tudio del lo sviluppo del piano « Trachtenberg-Rcichenbach ,, 0 perciò da sosti tuire nella nostra lctteratur,, coll'ultirno. Ancbc la questione circa l'autore del piano vuolsi considerare con questo come risolta,. È lavoro accurato as~ai, che per gli studiosi della storia militnre pre· senta il massimo interesse.

La spedizione in China J{)00-1901 , con particofore riguardo all'azione del comando superiore dell'armatl, e del corpo cli spedizione tede,çco. Conrerenza tenuta al Circolo militare di Berlino l'H dicembre ,1901, pel capitano OTTo LoHu:R. È una succinta ma chiara uarrazione del le operazioni militari svoltosi iu Cbiua sotto il comrndo superiore del maresciallo von Walderscc. Come è naturale, e come è detto nel ti tolo stesso del la conferenza, l'esposizione è fana sotto il punto di vista tedesco . Ciò non toglie che nella stessa man iera vi è re~o conto taoto delle O[)erazioui compiute dai Tedeschi, quanto di quelle eseg,1i1e dalle truppe delle altre nazioni, e quindi ancho dai nostri bravi soldati. È scrittura, perciò , importante :rnche per noi, sia co'.ne storia qu:isi ufficiale della spedizione, si.i per ciò che \"i è ,lelto che c1 riguarda.

·

B. D.

Per la Direz-ione LODOVICO

01SOTTI

IL BATTAGLIO NE DI AVANGUARDIA PREMESSA. Il problema dell'esplorazione strategica e tattica da par ecchi lustri appas siona il mondo militare e innumerevoli sono gli articoli che ne hanno discorso senza che Ja ricca miniera degli argomenti sia stanoa di prodigare i suoi tesori alla meditazione ed al confronto dei tecnici. Non si deve pe1;ciò lamentare scarsezza nei materiali di studio sibbene l'assenza di una coordinazione dei medesimi che conduca a sintetici criteri da tutti applicabili entro i limiti delle attribuzioni rispetti ve. In questo intento, e seguendo il metodo di paragone, coll'esame comparativo di quanto per tale servizio opera la. cavalleria abbia mo cercato in quale misura i concetti direttivi di questa arma sieno trapiantabili nel ristretto campo in cui la fant eria è chiamata a provveder e con mezzi suoi alla propr ia sicurezza. In questa Rivista perorammo già la costituzione di r eparti esploratori di fanteria esponendo le linee generali del loro addestramento. La proposta, sebbene onorata da autorevoli adesioni, non ebbe una sanzione ufficiale nel vero senso della parola talchè mentre scriviamo la fo rmazione di speciali gruppi esploranti è ancora lasciata all'iniziativa dei corpi. Durante le manovre di campagna la necessità di nu merose e ben guidate pattuglie, cbe infaticabilmente frughino e grattino i t erreni insidiosi, si impone con la sua quotidiana evidenza, ma passato quel periodo di salutare attività i benemeriti e minuscoli gruppi sono ben presto dimenticati per maggiori cure (1). (i )

Potoe,·e senza (t1,mo e piccolo ç(ilibro. Conferenza tenut,1 ai signori u fllcial i dol

presidio cli Ven<'zia, anno !89G, dispense XX e XXli <fella Ili vista Afilitare. - C11cci-at01·i esplora,1/i, anno IS9i, dispenso XVII e X Vlll idem, idem, per Gumo oe MA vo, DEMAHCMC CARLO,

gerente .

tenente noi 26° regg imento fanteria. 2:l. -

A~NO Xl~VH.


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U, BA'l'TAGC,!ONE 01 AVANGUARDIA

:::**

Le ultime esperien:r.e della g uerra nel Sud-Africa racchiudono eloquentissimi moniti circa gli effetti micidiali pr~dotti dal moderno fuoco di fucileria allorquando esso abbia per alleato la sorpresa. Una semplice s?or~~ cro~ologica dei combattimenti basterebbe a persuadere 1 pm restu. A Stormberg gli Inglesi, per difetto di misure di: sicurezza, so~o accolti da un fuoco micidialissimo ed inaspettato a brevissima distanza che in taluni tratti db~ fronte risulta addi~ rittura a b ruciapelo ! Con qualche variazione il disastro s1 ripete a :liagersfontein. Ed in tutti gli scontri d'imp?rtanza: Dundee ElandslaaO'te, Belmont, F alquhars' Farro, N1cholson, Spion Kop, P aard:berg la lettura della_ r~lazione ufficiale ci notifica una serie di ingiustificate azw m col fuoco a brevissima distanza donde emerge che i eombattenti si. erano fatti sotto misura. Constatiamo in altri termini una successione di incontri che, se costitniscono altrettante stonature nei duelli individuali, ricevono la disapprovazione dei tat-· tici quando prodotti dal cozzo di grandi masse provvedute di armi a lunga gittata. Nessun miglior appoggio a quel che diciamo dei rappo~ti statistico-sanitari redatti coll'usata lucida diligenza dall'illustre dottore Georges Ashton. R iassumendo i risultati di continue diuturne osservazioni sopra migliaia di feriti da lui cu ra~i negli ospedali da campo e sul galleggiante Nub~a eO'li fa rìlevare che le pallottole di fucileria erano state m g:an numero tirate a· brevi distanze. Innegabil~ docu~ent~ a carico: i disordini tangibili dei tessuti e degli orgarn nei pazienti, comprovanti che le p~l~ottole al mo1:1ento dell'_urto -0onser vavano una gra nde velocità. e potenza d1 penetraz10ne. Quantunque indirettamente fo rmulato è un giudizio molto severo che si racchiude nelle tabelle del dottor Ashton all'indirizzo dei comandanti le colonne inglesi fatte marciare con insufficiente oculatezza verso un nemico accorto, vigilante, quasi sempre appostato in posizioni a lui ben_ n?te e favorevolissime per le imboscate. Ed è inutile recnmmare

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speciosamente perchè sta il fatto che, sia inettezza, sia soverchia baldanza in chi li dirigeva, i r eparti inglesi procedenti in testa non furono presentati con moderno accorgimento innanzi alla moderna fucileria. *** Alla nostra volta potremmo coscienziosamente assicurare di essere garantiti da una simile eventualità mercè l'appli, cazione pura e semplice delle vigenti norme di sicurezza? L e cresciute gittate utili dei moderni fucili non imporrebbero invece misure tutelari proporzionalmente più estese? E perchè dovrassi·continuare a far marciare le nostre avanguardie con frazionamenti ed intervalli che un trentennio di progresso nell'arma mento ha ormai reso inefficaci? Parrebbe al contrario che, come aumentarono gli spessori delle corazze e dei blindamenti per le navi collo svi- · luppo potenziale dei cannoni e degli esplosivi, dovesse ac.crescersi l'estensione e lo spessore dell'atmosfera. cli sicurezza che i reparti apposi ti costituiscono innanzi e dattorno alle colonne in marcia, oggidi che le moderne paUottole hanno allargat o ·1a zona della morte. Il contenuto del presente lavoro si concreta in poche proposte, semplici e pedestri, miranti a lo scopo cli presentare le avanguardie di fanteria alla fucileria nemica in favo revoli circostanze per q uanto riguarda le for mazioni e gli int ervalli.

CAPI'r OLO PRIMO. Il servizio di esplorazione e di coprimento.

Il concetto iniziale col quale imprendiamo a trattare l'argomento si è di scorrere il campo dell'esplorazione di cavalleria sol per ricercarvi qu.ei principi fondamentali da Napoleo·ne dichiarati immu tabili e che dovranno ser virne come dati per mettere il nostro problema in equazione. P erchè, ,secondo il µ ostro modesto parere, è logico che, una volta


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IL BATTAGLI ONE DI AV ANGUARDIA

sieno ristrette le condizioni di spazio, di forza e di tempo, l'esplorazione di fanteria debba risultare diretta con crit eri analoghi a quelli con cui tale mandato è svolto dall' arma. sorella. Le ultime opinioni, assodate dai più autorevoli comandanti di cavalleria, riassumono il còmpito dell'arma, strategicamente considerata, n el binomio : Vedere e coprire; sintetizzando in detta frase il doppio servizio delle informazioni e della sicurezza lontana. · Furono gli stupefacenti risultati ottenuti dalla cavalleria tedesca nel 1870 che radicarono immediatamente negli animi la convinzione della necessità di vede1·e. L'avanscoperta, che chiamerò della prima maniera, apparve ai più esplicata da un velo estesissimo di pattuglie di scoperta e d i squadroni esploranti, stendentisi esclusi va.mente nel senso della fronte, trascurando la forza di r esistenza che arrecar può solo la profondità. 1\:fa quando gli studiosi si domandarono: che sarebbe avvenuto se la cavalleria francese, invece di essere barbaramente sacrificata a spizzico come riserva tattica, fosse stata proiettata decisamente incontro alla nemi<;ia, delineossi imperiosa la seconda funzio ne strategica della cavalleria: it copr'imento. Anche nel nostro spirito la questione ba dovuto passare per questi due st.adii: preoccupandoci dapprima della semplice esplorazione e riconoscendo in seguito la necessità dì fornire al sistema d i avanscoperta d i fanteria i mezzi di coprire le colonne retrostanti dalle offese preannunciate. Supponendo che il nemico opponesse un sistema di pattuglie esploratori analogo a quello da noi proposto correremmo infatti il rischio di vedere in gran parte neutraliZ¾ati quei vantaggi teoretici di utili informazioni rapidamente raccolte e trasmesse formanti il desiderata della loro proposta. I comandant i di cavalleria hanno dimostrato la convenienza di ripartire nettamente fra la cavalleria disponibile i due mandati per modo che quella incaricata di vedere non debba preoccuparsi di coprire. Si aggiunge anzi che la cavalle1·it1. inca,·icata di vedere 'n on deve combf1.ttere se non in

lL llATTAGLIONt,; DI AVAKGUARD [A

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quanto ciò sia n~ces~ario per raggiungere lo scopo affì,datole; che essa quindi deve evitare p ossibilmente ta cavall~r~~ avversa1·ia, per ar-riva'r e nelle migliori condizioni possi~ili a superare od a fo1·zare gli ostacoli che te impedissero di vedere (1) . . ?ra . q uesto ·c oncetto non è forse analogo a quello che 1s.p1ra 11 mandato dei proposti esplora.tor i di fanteria? Essi sarebbero gli occhi e no11 le braccia del sistema di sicurezz~, ossei·verebbero il nemico sen~a urta1·lo, mentre a ciò destinerebbe:-si _1·eparti di maggior for:;a e da noi non peroneo esaminat't. . ~ si~com~, alla cavalleria incaric:ata del coprimento spetta il_co~ipito di cercare quella at;ve1·sa1'ia, attaccm·la, ove condizioni favorevoli si presentassero e ad ogni modo coll'ausilio della /ànt.e1·ia ed artiglieria datele in appoggio, impedirle di comp~e,·e it suo mandato (2 l incomberà a questi nuovi organi del_sistema neutra lizzare l'avanscoperta della fanteria avver~~ria sventandone l'esplo_razione, anestarne i progressi, squarciandone la fronte, aggirarne le ali, onde trovare il contatto coll'avanguardia nemica. Se non andiamo errati sarebbe dunque in questi termini o~e do~rebbero formularsi i criteri fondamentali dell'esplorazione d1 fanteria : A) Visto che, a somiglianza di quanto in campo analogo oper·a la c.avall~1·ia, l' esplo?·azione di fanteria deve soddisfare alla duplice esigenza di 'Vedere e di coprire; · O) Conside1·ato come si richiegga dai comandantl di cavalleria una separazione distinta fra le forze adibite all'osservazione e quelle inca,·icate del cop1·imenlo; . B)_ Emer~e _la netJessità che le pattuglie degli esplo,·atori dedichino tutti i lo,·o sfor·zi all'osse1·vazione, mentr·e altri nuclei appositamente destinati dovranno procurare un efficace coprimento.

<t) E. MossoLrN, maggiore dì stato maggiore : « Sul ,·edere e coprire. n;. · t d. ~avalleria, anno i899, rase. I. ' vis a • (2) Vedi arti colo. già. citato ciel maggiore )losso L1 N.

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IL BATTAGLIONE DI AVANGUARDIA

IL llATTAGL IONE; l>l AVANGUARDIA

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Prendendo a considerare il battaglione di fanteria in avanguardia questo sarebbe · preceduto dai tre plotoni esploranti del reggimento disposti su tre linee, ciascuna delle quali guidata da un ufficiale degli esploratori e comprendente otto pattuglie. Per chi non avesse letto il nostro articolo Cacciatori esploranti aggiungiamo che. 1~ pattuglie di ciascuna linea procederebbero convenientemente intervallate per modo che il nemico non potesse cacciarsi inosservato fra due adiacenti e che le pattuglie della seconda e della terza linea disporrebbersi a scacchiera all'indietro degli spazi intercetti fra quelle delle linee precedenti. Rimarrebbe in tal guisa precluso ogni adito allo sguardo indiscreto che volesse attraversare il nostro velo di esplorazione. La prima linea, che sarebbe qt1ella di vera e prossima osservazione si servirebbe delle altre due come di organi trasmettitori del risultato ottenuto verso il comandante dell'avanguardia. Le pattuglie degli esploratori, appositamente istruite ed allenate, a.vrebbero unicamente il mandato dell'osservazione ce1:ca:rido il contatto nemico appunto come opera la cavalleria nella avanscoperta, adattando il loro contegno alle eventuali contingenze delFazione difensiva, offensiva o di incontro. Ma certamente l'esiguità della forza limiterà la loro influenza nel tempo e nell o s pazio in modo da non permettere il combattimento se non come mezzo eccezionale e soggettivo. Se intelligentemente guidate for·niranno il mezzo acl altri nuclei cli

In qual guisa ed in qual misura dovremo noi vedere? La risposta a questa domanda è fun?ione di una quantità di :ariabili fra cui emergono gli elementi : armi, distanze, nemico, terreno, sentimento morale. Non perc~iamo mai di vista che l'azione di sorpresa si serve dei danni materiali cagionati al nemico per scuoterne la compagine moral8 suggestionata dalla loro constatazione. Ohi potrà mai assegnare un limite alla depressione d'animo prodotta dal. fuoco mirato di un nemico bene appostato il quale sorprendendo in marcia una compagnia riesca ad atterrarne il capitano? O _al terrore ~rresistibile delle colonne di fanteria inopinatamente caricate da stormi di cavalieri, quasi di sotterra sbucati, sulla testa e sui :fianchi e senza tregua? Remember Oliasi !

La sorpresa: ecco il nem~co ! I nostri terreni gibbosi ne .sono gli a.Beati naturali in quanto il loro aspetto generalmente rotto e coperto, presentando inoltre il carattere dellfl, percorribilità in tutti i sensi alle piccole colonne di fanteria, si presta eminenteménte alla guerra di imboscate e di stratagemmi. Non ha forse l'Italia il vanto delle compagnie di ventura e della tattica gal'ibaldina accanto all'onta del brigantaggio? Fattori comuni delle glorie e delle vergogne: intelligenti direttive, energia e te~ nacia nelle azioni, audaci scorrerie e astute ritirate, terrem di operazione mossi, accidentati, versiformi, ma costantemente insidiosi. La colonna che fa strad.a prova il bisogno di effettuare il massimo risp~rmio fisico e morale prìnia del combattimento, epperò dovrà accoppiare alle previdenze logistiche efficaci misure tattiche, note a tutti i soldati e tali che li assicurino di non correre continm1mente il rischio di un improvviso macello. Scopo di codesti provvedimenti : scova_re il nemico con

01·ientarsi, accon·ere, agire onde sostenere, completare e sfruttare lu lo,·o azione 1>isiva.

Come tutte le avanguardie in gener·e, il battaglione di fanteria cui tale servizio è affidato si trova di fronte ad una quantità di còmpiti difficili, vitali, sovente contraddittori dei quali avremo più tardi ad occuparci. Il comandante la predetta unità che deve risolversi sollecitamente ha pure l'obbligo di impartire opportune disposizioni epperò d uplice necessità di non essere costretto ad emettere ordini non sufficiente-

'U,na larga e vera battuta del terreno ·antistante come si fa a caccia g,·ossa, salvQ che invece cli ricorrere ai fi·ast·itono avremo il rigoroso silenziÒ·preziosissimo collaboratore. ,)


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mente meditati ed eseguiti in modo tumultuario. Spazio e tempo a propria disposizione, in altri termini, per non venir colto dall'inimico in :flagrante delitto di marcia, di manovre, o d i spiegamento. L'osservazione assorbendo completamente le pattuglieesplorator i for:µirà loro modo di segnalare il nemico e di dar l'all'arme, ma non già di impedire la di lui avanzata e tanto meno di tener dietro ai suoi spostamenti aggiranti. Vediamo perciò novellamente imporsi la comparsa di alcuni elementi tattici di maggior effettivo che opponend osi di vi va forza al progresso avversario somministrino il tempo al comandante del battaglione di approfittare del.lo spazio attraverso. il quale gli esploratori gli hanno annunciato il nemico. Questi nuclei, questo spa;:io, questo tempo li abbiamo adesso colle attuali f'orma,z;ioni e coi prescritti inte?"valli? No! L'ordine di marcia del battaglione di avanguardia secondo le norme vigenti pare quasi si studii cou ogni mezzo di presen~arlo nelle peggiori condizioni possibili alla suprema prova del fuoco! La disgraziatissima unità, frazionata e sti- · racchiata unicament,e nel senso della profondità, assume la forma di un innocuo budello, ridotto alla doppia alternativa di presentare quattro fucili di fronte nella linea di fianco o d i esaurire forza e coesione delle truppe in uno spiegamento sotto il piombo nemico. Ottima formazione con le armi di venticinque anni fa, è deplorevole oggigiorno in terreuo piano ed in fondo . valle dove fornisce magnifico bersaglio all' infrlata delle artiglierie, per una marcia in cresta od a mezza costa., si associa poi all' imagine di un spaventevole allungamento. Rammentando poi (dato che ci fossero d~vvero !) l' impotenza degli esploratori a resistere agli urti frontali del nemico e· ai suoi tentativi contro le ali del. loro sistema; è il . disastro della strage infruttuosa, seminata improvvisamente e senza conforto di restituire le offese, che formerà l' 'incubo del comandante il battaglione. Quale protezione seria ponno arrecare quelle poche centinaia di metri intercedenti fra

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l'avanguardia . e le proprie pattuglie esploranti? Nulla di efficace in ordine all'elemento del tempo occorrente per superare il detto spazio, e nessuna garanzia relativamente a quest'ultimo. Non è raro anzi il caso che, a cagione dei serpeggiamenti tortuosi nelle comunicazioni montane, il grosso della colonna offra al tiro · avveri!ario · bersaglio più con-.reniente e più vi_sibile che non i . precedenti organi di sicurezza a bella posta lasciati sfilare incolumi. Il rompicapo che il comandante deve risolvere ha dunque come elementi : · 1° la profondità della colonna; 2° la velocità della marcia; 3° gli effetti del fuoco avversario. In ordine a quest'ultimo rileveremo che nei terreni collinosi e montani, al pericolo dell' infilata col cannone, va aggiunta più frequentemente l'eventualità del tiro obliquo e di fianco della fucileria, nou potendosi, in tal caso, pretendere da nessun fiancheggiamento l'esclusione a.ssoluta del suo intervento.

Il tocca sana di tutti gli enumerati inconvenienti crediamo potercelo ripromettere · dalla creazione di un nuovo elemento di sicurezza: I plotoni avanzati. In più · modesta ·sfera terrebbero il posto degli squadroni esploranti che, oltre al fornire le pattuglie di scoperta, recano appoggio morale e materiale alla loro iniziativa. Ohe cosa sarebbero i plotoni avanzati? Nessuno si spaventi, ché non desideriamo costituire nuove specialità a pregiudizio del già tanto saccheggiato effettivo delle compagnie! Nell' istessa guisa che gli squadroni mar· ciano a turno esploranti od al grosso, codesta denominazione· indica un servizio da prestarsi evèntualmente dai plotoni organici, onde completare il sistema di avanscoperta . del battaglione e fornirgli attitudine al coprimento. La compagnia di avanguardia, che attualmente è suddiv.isa e intervallata con punta, fiancheggiatori, plotone di


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estrema avanguardia e tre plotoni al grosso si trova in pessime condiz.ioni iniziali cli combat~ivi!à. L~ novità ~iferite dalla punta sono frutto di osservaz1om acefale, la d1stan~a. che la separa dal capitano, il tempo perduto nella trasmissione deo·1i avvisi e nel loro controllo, fanno quasi sempre 0 sfuggù·e qu~i momenti favo1·evoli ad azioni ef'ficaci _e su~itanee che spesse vòlte ?"iescono decisive: E le pattuglie spiccate innanzi o sono tratte ad agire tepiclamente per tema di venir sopraffatte distanziandosi troppo, o, se chi le guida è audace, a trascura1·e qualunque contatto con un sostegno da cui non può ripromettersi vigoroso appoggio ·a momento opportuno. . . ·. . Noi vorremmo invece che la compagrna d1 testa non s1 presentasse sotto forma di una linea di fianco artificiosamente spljzzata ed approfondita, impotente ad agire col fuoco mentre risulta vulnerabilissima ai suoi danni, ma entrasse decorosamente e arditamente nella lizza in Enea di colonne di plotoni affiancati a grandi in'tervalli. . Se il terreno è rotto, collinoso o montano 1 due- plotom esterni potrebbero, a mo' d'esempio, marciare lateralmente sulle due creste, i centrali a mezza costa o:l in fondo valle e qu esti plotoni, che io chia~erei avauza_ti, sare~b~ro la base di operazione delle pattuglie esploratori le quali potrebbero più arditamente esplicare la loro osservazione allargandone considerevolmente il raggio. ·un vero d irettore di avanscoperta sarebbe quindi il capitano comandante la compagnia _di av_angu~rc~ia che, ric~vendo direttamente bo-li avvisi scritti degli uffi"c1a:h esploraton,. ne appoggerebbè vigorosamente gli .s forzi. Spette:ebbe a .lui servirsi dei quat tro plotoni avanzati onde opporsi matenalmente all'avanzata delle punte e degli stor mi nemici, e, coll'azione risoluta, spinta in c.iondizioni favorevoli sino all'attacco di viva fo1'.za, impedire il compimento del loro mandato. Preziosissima potrebbe ris ultare l'opera dei plotoni avanzat i : occupando in tempo utile p,mti tattici di rilievo pre. venendovi il nemico: cocuzzoli, ostacoli naturali, cascine, margini di boschi, strette, punti di pa~~aggio obbligati, ecc., ecc.

lL BATTAGLIONE DI AVANGUA RDIA

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A nessuno sfugge la transitorietà dell'importanza degli effettivi numerici sul campo di battaglia. I continui successivi rinforzi delle linee di attacco tedesche a Spicheren ed a M;ars-la - Tours ci sieno di monito come l'arrivo in tempo di un pugno di soldati possa assicurare il possesso di un punto decisivo che migliaia di essi non riuscirebbero conquistare n el seguito dell'azione. Mercè l'apparizione dei plotoni avanzati assicureremmo al nostro battaglione di avanguardia l.a triplice preponde- ranza del comando, del· terreno e del fuoco nel critico momento iniziale. In grazia di essi rimarrebbe allargata e rinforzata l'opera degli esploratori, raggrupperebbersi notizie e criterii utilissimi sulle posizioni, sulle mosse e sulle for.ze nemiche. Con la loro momentanea superiorità di fucili perverrebbero più agevolmente a paralizzare i tentativi dell'avversario, impedendogli di scegliere le posizioni favor èvoli allo avviamento della lotta, di porvi piede, di mantenervisi. Epperò assicurerebbero al battaglione l' iniziativa delle manovre.

E ovvio rilevare che i plotoni avamiati, dovendo marciare largamente intervallati, sprecherebbero tempo e perderebbero velocità ove tendessero a mantenersi continuamente alla medesima altezza. , Il capitano comandante la linea· dei plotoni avanzati prestabilirà coi suoi subalterni dei fronti da ragO'iunO'ersi dalla t:> b intiera compagnia entro determinati limiti di tempo col triplice fine della sosta, dello scambio delle notizie e della verifica del collegamento, Onde facilitare quest'ultima condizione sarà provvida misura stabilire dai plotoni di ala verso quelli centrali, opportune line~ di corr ispondenza co~ tre o quattro coppie di uomini scelti, intelligenti, possibilmente ciclisti, per la celere trasmissione degli avvisi . All'istessa stregua delle pattuglie esploratori, libere nelle mosse onde restar celeri, bisogna · che l'appoggio reciproco


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fra i plotoni avanzati non venga rimpiazzato con un malinteso accentramento di comando per parte del capitano. Avremmo allora. una forma di linea troppo schematica e sappiamo che gli schemi se tarpan l'ali a chi le ha non ne donano a chi n'è sprovvisto. Sarà invece indispensabile un beninteso affiatamento intellettuale perchè, nel momento delJa prova, i plotoni, pur agòndo di loro iniziativa, assecondino concordi i criteri de~ capitano i quali debbono altresi mirare più al concentramento dei _foochi che a,l contatto materiale dei reparti. A que3ta sola condizione potremo ragg iungere il duplice scopo di conservare largo fronte e sufficiente velocità. · Occorre sopra.tutto il capita.no comandante la linea di coprimento s i persuada bene 110n esser egli chiamato a risolvere la lotta, ma solo ad agevolarla al battaglione, cui non ne spetta d'altronde ohe la preparazione. I suoi plotoni avanzati, mi si passi il paragone, sono sul campo tattico altrettanti furieri di alloggiamento che debbono accaparrare i migliori posti del terreno di battaglia impedendo al ne· mico di impossessarsene. Il loro còmpito prot.ettore rammenta in iscala più ristretta gt1ello dell'artiglieria nelle grandi unità: proteggere lo schieramento. L 'azione della linea dei plotoni avanzati comprenderebbe un momento delicatissimo: l'inizio del periodo preparatorio del combattimento. Nulla esclude che presentandosi favorevoli occasioni non si debba approfittarne, e brillanti episodi potrebbe fornirne l'intelligente arditezza dei comandanti d i plotone, ma l'ec• cezione non faccia obliare i criteri medi i quali sono poi i normali. Tengasi anche presente come circostanze speciali potrebbero consigliare al maggiore di evitare il combattimento o di spostarlo verso terreno più propizio e che un'azione a fondo inopportunamente impeg nata priva.udo il grosso della sua naturale linea d i coprimento potrebbe coinvolgerlo in un disastro. Piuttosto i plotoni avanzati non si perdano di vista ; conservino i contatti delle menti e dei cuori, si aggrappino a tutti i cavilli offerti dall'amico terreno alla sua diletta fan-

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teria ~ pr~sen~ ~·anno all'avanzata nemica il piombo delle batteri~ dt fucili non meno temibili in terreno m·ontuoso 0 rotto d1 quelle di cannoni. . Sarà s?tt~ la protezione offerta dai loro fuochi e dalle loro rnform_az1on1 che il grosso del battaglione potrà serenamente ed ordmata.mente entrare in azione. . Se poi battiamo sempre sulFipotesi del ter reno accidentato, collinoso e montuoso gli è appunto perchè esso form a .l per noi a regola della massima parte dei casi. ~o nel uclen~o: patlieglie esploratori per vedere,,plottJnì avan- za.t~ per cop,·i~e cJ:ovranno risparmia1·e al battaglione di f anter. ia che r:iarcza in avanguardia quelle sorprese col fuoco che gli Inglesi tante volte subirono dai /ucili dei valorosi Boeri. Oertam~~t~ il capitano, investito_ della s~poriore condotta e ~esponsab1lttà dell avanscoperta d1 fantena, non si troverà. m condizioni facili per disimpeg nare un mandato così comp~esso in modo soddisfacente. Ma a questa ·obbiezione rispondiamo che le prove ardue sono degne dei fort;i. OAPI'f OLO SECONDO.

Il combattimento. Preceduto dai baldi esploratori e dai vigili plotoni avanzati, mar<.;ia iwllecito e fidente il g rosso del battaglione di avanguardia. Basta fi ssar e in viso i soldati per scorgere l'alto morale di quei cari figliuoli ! O' è infatti chi veglia e chi copre e al sistema rigido della colonna unica e sensibile dalla te~ta_-alla coda ad ogni menoma sosta della punta si è sostituita una catena elastica con anelli distinti ed indipendentemente oscillanti. Si ottiene risparmio fisico e morale prima del combattimento. Per un raggio di due o tre chilometri innanzi a sè il grosso avrà la fiducia di essere efficacemente tutelato e dovrà ben guardarsi dal serrar sotto a lla linea dei plotoni avanzati sibbene cercherà con tutti i mezzi di mantenersi in continua cmnunicazione con quei nuclei antistanti per i quali il com-


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A VANGOARD!A

battimento potrebbe cominciare molto prirna che pel rimanente. del battaglione. È indispensabile, come praticasi nell'avanscoperta di cavalleria, di stabilire una linea di corrispondenza alla quale affidare la sollecita trasmissiona degli avvisi che il comandante la linea d i coprim.ento dovesse spedire al grosso. Delle coppie di graduati ciclisti convenientemente intervallate, .e ao-li ordini d iretti di un ufficiale provet::o in tale spoi·t, provo . vederebbero all' uopo costituendo un ver o e propno cordone pl~centale fra il battaglione e la sua avanguardia. . R ealizziamo davvero i vantaggi degli intervalli e delle distanze eliminandone g li incovenienti: distanza grande fra avanguardia e g rosso, ma continuo contatto di notizie, concordia di intenti e spazio libero di manovre. Inrao-ione della cresciuta estensione della fronte per l'avano guardia vorremmo che pattuglie .di esigua forza e ben comandate fossero pure stacc&te dal grosso sui fianchi della linea di corrispondenza onde r accogliere· e t rasmettere big lietti spie· cati da.i plotoni avanzati esterni attraverso zone difficili, in base al principio che non si eccederà mai nella moltiplicazione deo-li avvisi importanti. Questi E.ancheggiamenti ::1ab .• rebbero la p1·otezione vicina clel grosso elimiuand,o ancor prn il pericolo dei fuochi obliqui tanto attendibili in montagna.

11 mao-o-i o::> ore riceve notizia dell'incontro col nemico presumibilmente in forze? Si reca al galoppo seguìto dai capitani montati verso la linea dei plotoni avanzati onde ese· o-uirvi la sua brava ricognizione .mentr e il g rosso prossg ue. o la propria maroia. Sotto l'efficace protezione dei suoi repart~ spieo-ati studia la situazione con mente e cuore ·calmo. Gli. o giova sostare o ripiegarsi, spostare o r~fìutare il combatti· ment o? L 'avanguardia di maroia d iviene of:ficacissima retro· guardia tattica perchè, essendo già vantaggiosamente spieo-ata premunisce il battaglione dall'essere trascinato a cimento o ' . l svantaggioso o prematuro. Vuo~si al contrario accettare a

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lotta e in,calzare l'av_versario? La fronte di coprimento ten ulia dall ava~guard1a permette al maggiore la pronta azione a m~ssa su d i un solo tratto o contro un fianco della linea ne~i~a. I~ g~·osso prn?e~erà sollecito e risoluto perchè avrà ordm1 chiari, obbiettivi netti. tempo e spazio a ~11f~c · " h. · . . . :; •l 1enza, , poc i 1mprev1st1 uell esecuzione. No~ ~~-b~~amo. tro~~o nous. em_ballar per quel sovrapporsi delle ~mz1a.1ve di cm 1 Pr~ss1am fornir ono classico esempio da S~10heren .a B~rny. Gli stessi loro generali riconobbero n~l si~tema . v1_ttonosa1~ente seg uìto un'arma a doppio taglio d1 pencolosiss1mo 1mp1ego. ~erciò troviamo preferibile mantenerci fed eli a lla massima an~ica:. A tout sei~neur to_u t honnew· .' Sarà il maggior e che gu1dera al combattimento i propri capitani precedendoli colla pe.rsona e co.lla mei~te verso la zona della morte, ·correggendo gl~ eventuali_ erron dell'a vauguardia e procurando che non comvolgano . 1 .destini del . grosso. In terreno mont•·eioso e· poi· . ·t dd a 1 1n · · . tura md1spensabile che chi ha la 1·espon"ab ., 1·1·i t·a, gmuga a. pm p~esto sopra fo og~ e assuma la direzione dopo aver v.isto chiaro nella s1tuaz1oue. Grazie poi alla linea di corrisponde~za, ch e rapidamente trasmetterà gli ordini, il coma~do d1 battaglione non dovrà più tornare indietro e restera se~pre a. cou tat_to ~el~a situazione onde st.udiarne gli event~ah camb1ament1. L azione degli esploratori sostituisce pe.r llll .quella della cavalleria, il fuoco dei plotoni avanzati ,gli _forms~e la ~roteiione alla g uisa istessa dell'artig lieria, la linea ~1 corrispondenza fa1•à sollecitamente accon·ere le ~ornp~~nie del _grosso che, se~i~e~do il toro maggiore, non gli ~fugg~? anno di mano. E last1c1ta e coesione, elementi intervallati e .concorreut;i, non ordine falangitico ma neppur grano che lanciato da pieno ventilabro per l'aria si spanda. :::

* ::,: Un sempli~e sguardo alle N or·me genei·ali pe1· -z, impiego : elle .t?·e ar·i~i .( nui:1er~ 8), vale a ricordare quanto difficile . delicato sia 11 compito dell'avanguardia,. costretta a soddisfare esigenze complesse e quasi contraddittorie.


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lL BATTAGLIONE Dl AVANGUARDIA

Essa non deve impegnarsi senza serie ragioni contro fo1·ze superiori in un combattimento a fondo che potrebbe logo1·arla inutilmente. Deve evita1·e al grosso della colonna il disagio e la per: dita di tempo derfoanli da fr·equenti ed in'll,lili am_mas.~amenti, come succederebbe se i' avanguai·dia non a~quisl~se conoscenza clegli ostacoli che si hanno cli fronte, o si lasci~sse ten~1·e a bada da poche f 01·ze od anche da sola cavalleria nemica. Perciò, qual·unque sia l'esito dello sco.ntro clelle ~u.e cavallerie, quando da questo scontro non sia .stato p~ssibile co · nascere se si ha di fr·onte numerosa fanteria nerr:wa, la testa del.l'avanguardia deve procedere innan~i, ed .incont:·an.do nuclei di fante1·ia n emica, p1·ende1•e un ene,•gica offensiva. contro queUo di qi,esti nuclei che. appriia di maggiore osta· colo u,l proseguimento del la mw·cia. Nel fa1·e ciò essa viene coadiiwata dallo propda cavalleria, la quale a sua volta, mei·cè l'azione della testa dell'avanguardia, può più efficacemente esplorare si,i fianchi del nemico. . Venendo al caso nostro: il comandante del battaglione t · tal volta a vere aO'io di constatare ad occhio nudo la po ra o 1 .t , d li pr esenza dì. numerose truppe nemiche. e a necess1 a e a del combattimento temporeggiante senz~ che nulla SOS t a O ., lo induca in esitauze. Ma in terreno montu~so e coperto c1~ riuscirà eccezionale tanto più che l'occupazione delle f~·ont1 v i sarebbe continua, ma intervallata da tante determrnate n on . d' . . t tt· . posizioni ove i repart~ si dispongono ,rn ~r. m1 ns r~ 1 per_ · difficilissimo riuscirebbe valutare 1 ent1t.a delle forze con ~;~pposte mediante la semplice scorta degli indiz~i. . È evidente che quanto nelle predette norme viene indì~ cato quale còmpì.to della cavalleria. t~ttica ~ddetta. alle ?rand~ unità risulta perfettamente adattabile agli .espl~raton ed ai plotoni avanzati di fanteria. Non appena fìmto ~ proto~~er.e lo spiegamento del battaglione passano all~ ~l~, non gi~ ritenendo il loro còmpito esaurito, ma per rn1z1are 1:n altr~ periodo di feconda attività esplorando e molestando 1 fianchi dell'avversario.

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Nelle azioni in montagna gli attacchi frontali sono più che mai da proscriversi perchè le posizioni si difendono fa. cilmente coll'efficacia dei fuochi che esse permettono di sviluppare. L'offensiva in tali casi è sempre di esito molto problematico ed, anco se coronata da successo, importa grandi perdite come dovette persuadersene Suleyman P ascià quando volle ostinarsi ad attaccare di viva forza per sei giorni con· secutivi il passo di Schipka durante la guerra russo·turca del 1877-78. Egli, che tanto si era illustrato nel Montenegro, non volle ricordarsi come simili posizioni debbono cadere per effetto di manovre, mentre vengono battute dimostrativamente col fuoco da speciali distaccamenti i quali, attirando a loro l'attenzione del difensore, faciliteranno il còmpito aggirante degli altri reparti. Stupendo esempio da contrapporsi alla fatale caparbietà del pascià. è l'operazione ardita ed illuminata mercè la quale il generalo Radetzky accerchiò e fece prigioniero l'esercito turco di Schipka nella vallata della Tundja, pochi mesi dopo. Ora siamo ben lontani dal voler comprendere i movimenti giranti nel ristretto campo riserbato ai modesti grnppi di cui ci occupiamo. Ma nulla impedirà loro le ardite punte lungo le dorsali con tendenza avviluppante, agendo così po· tentemente sul morale dell'inimico. Tenendo presenti: la situazione, l'andamento generale e re!ativo delle comunicazioni in cresta, la linea. di riliirata dell'avversario e lo scopo da raggiungere; il maggiore dovrà ripartire uniformemente st1Ile due ali del battaglione oppure destinare ad una di esse le pattuglie esploratori ed all'altra i plobni avanzati. In: detto caso, limitandoci da un lato a l'osservazione spingeremmo dall'altro l'azione a fondo distanziando considerevolmente i plotoni. Tale misura è anche consigliabile per assicurare il preventivo possesso di punti dominanti, distrarre l'attenzione di una linea di difesa dal vero punto di attacco, costituire eventuali avanguardie tattiche ai reparti retrostanti onde proteggerne lo sfilamento, osservare i passi attigui dai quali inopinatamente potesse sopraggiungere il nemico. 23 -

ANNO Xl.VII.


Tutti ricordiamo gli splendidi servigi resi agli Austriaci nella battaglia di Custoza dalla loro scarsa cavalleria. All'ala sinistra, doY'era quasi tutta ammassata, paralizzò con 16 squa. droni ben 30,000 Italiani, scongiurando un intervento che avrebbe invertito le sorti della giornata. A destra si immortalò con la carica, fors'anco più feconda in risultati, di tre minuscoli plotoncini di ulani, Quali allori riserba l'avvenire ai plotoni avanzati ed agli esploratori energicamente guidati in zone ed in momenti propizi? Mentre l'esiguità della forza accorderà loro grande mo· bilità. e facilità di manovre e di marcia preverrà l'errore della occupazione di posizioni avanzate con distaccamenti importanti. Questi ultimi intatti si è indotti a sostenerli una volta attaccati . venendosi così a svolgere l'azione generale su di una posizione già. in precedenza riconosciuta come non la più adatta, chè altrimenti si sarebbe occupato questa col grosso della forza. Ricordando inoltre il vantaggio tattico del dominio essere assai maggiore in terreno di montagna che non in pianura l'apparire dei plotoni avanzati in punti dominanti potrà sortire effetti decisivi. Ci sembra di aver infine posto in evidenza come la prote· zione accordata al battaglione durante la marcia innanzi alla fronte e nel senso della profondità non debba intendersi esaurita nel combattimento, ma solo spostata sui :fianchi. Il servizio dei plotoni avanzati risulterebbe anzi allargato, assun;i.endo il carattere. ancor più spiccatamente offensivo, della energica compartecipazione alla lotta impegnata dal battaglione.

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• *

Occupiamoci adesso del grosso. Mentre si irradia verso i fianchi l'azione dei nuclei di cui abbiamo tanto largamente discorso, le compagnie guidate dai capitani raggiungono il maggiore sul fronte di spiegamento da questi riconosciuto,' studiato, prescelto. Quivi i reparti debbono presentarsi già intervallati e, siccome in montagna l'occupazione è ben di rado continua e lo spazio in cresta spesso limitato, ci (ì.guriamo le compagnie cli1·ette sepa,·ala·

li, IIATTAOLIO:s'E IH AVANGUARDIA

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mente in posiz ione, in tante colonne clistinte, spezzantisi alla loro volta in linee di plotoni af'fiancati. Q_ue~ta marc~a per raggiungere il fronte di spie<Yamento cost1~uisce un 1~~nte cr~ticis~imo: esponendo le tn~ppe alla d~ppia eventuallta del tiro di artiglieria e della fucileria nemwa. Infatti n~i precetti per la guerra di montagna si rammenta. che ~e~ nconoscere le posizioni e prepararne l'attacco ambo 1 par t1t1 hanno interesse a far entrare in azione 1 · · .~ 1 · . · . a p1u pre::;to e rispettive batterie col :fine di assicurarsi la iciziale P:eponderauza di fuoco, occupando posizioni anche mediocri prnttostochè giungere in ritardo. farà Non ~evesi neppur dimenticare che se l'artio-lieria 0 uso del ~iro .~ zone più difficilmente riuscirà alla fanteria di sottrarsi ~gli eff~tti del fuoco di sorpresa. Le compagnie dov.ranno. ev1t~re d1 p~ss.are in prossimità. di punti molto appar1scent1 . . e differenztat1 quali mulini a vento, nodi dico mun1·_ ~az10m, radur~ e soprat~tto vicino ad artiglieria impegnata m duello con l avversaria. Necessitando superare una cresta converrà: fra~ionarsi il più che sia possibile, anche per isquadr~ lar~a~ent~ m~ervallate. Ottimo accorgimento potrà essere anzi 1 avv1~re una alla. volta successivamente le compagnie attr~ve:so 11 tratto p~ncoloso e restringere in seguito le for~az10n1 ~on appena 11 terreno antistante accorderà un relativo copnmento. . ~redo i~teress~nte riportar e in proposito un passo di dottissimo articolo, inserto nel. n 45, a.uno 1900 della R d C. l ·1. . evue u ere e. rm ita~re, dovuto alla brillante penna del comandante Dehgny. S1 considera una compagnia attraversante !.!Il trat~o scopert_o e gi~ preventivamente misurato dall'artiglieria n~m1ca. Quali per~1te . soffrirebbe il reparto di fanteria soggiacendo ad un mmuto di tiro efficace? L'egregio comaudanto suppone t rattarsi di una batteria tedesca di. 6 ~annoni, lancianti in detta unità di tempo 48 shrapnel 1mp1egando 3 alzi scalati di 100 in 100 metri e cop~·endo col fuoco una zona di 500 metri di lunghezza per 150 d1 largh~zza. che è quanto dire una superficie di 75,000 metri quadrati.


IL BA'l'TAGI.IOXE DI AVANGUARDIA 388 Nella citata unità di tempo sopra detto rettangolo sarebbero cadute 14,400 pallette per cui, am:r;nettendo la loro ri~artizione matematicamente uniforme, qualche cosa meno d1 una. palletta o()'ni cinque metri quadrati. Una co:pagnia di 200 uomini, in linea di squadre, ~ar· cianti per due d~ fianco e per fila, presenterebbe meno d1 32 metri quadrati di superficie vulnerabile. Calcola.udo letale una palletta ogni tre che colpiscono il bersa~lio, dalle 6 alle 7 pallette cadranno al massi~o nel~a ~ormaziou_e e 2 o 3 uomini soltanto rimarranno posti fuori di combattimento, se la compagnia avrà serbato la posizione di in piedi, che è quanto dire proseguito la marcia. . .. . . IL fumo prodotto dallo scoppio dei 48 pro1ettil1 cag1onant1 detta debole perdita mascharerà la truppa agovolandone la uscita dalla zona pericolosa che si effettuerà avanzando o spostandosi lateralmente. Si preferisce quest'ultim_o provve· . dimento, quando possibile, perchè indurrà pr~bab1lme.nte la batteria nemica ad un cambiamento di ber saglio. Fin qui il comandante Deliguy. Aggiuugi~mo yer conto nostro come fra i monti sarà facile alla fanteria, ~1a spe~zata in minuscole colonne di squadra, con oppurtuni sba.lz1 alla corsa, giungere in angolo morto ovvero_ defilarsi alla vista dietro pieghe del terreno. Non sarà mai abbastanz~ raccomandato l'us.o della posizione di a terra nella qual~ s1 _s~r~ttano due vantaggi: la diminuzione della superfime v1s1?1le verticale e la protezione accordata al soldato da.Ho zamo. Secondo gli studi del generale Langlois uno zai~o, affar~ dellato di tutto punto e colpito normalme~te, resiste q~as1 · tutte le sue parti dato che la forza v1 va. del pro1et1n . D t tile che lo colpisce non superi i 60 chilogrammetri. et _a quantità corrisponde, p9r una palletta sferica di ,13 gra~~m, ad una velocità d1. 300 metri al · momento dell urto .c10e a quella delle pallette di uno shrapnel che esploda alla d1st~nza d i. 1500 metri dalla bocca del pezzo che lo . ha lanciato.1 Quando si marci dal basso verso l'alto ed ~n 1'.8r~eno ne quale le alture si avvicendano con le depress1on1 c1 sembra più che altro preferibile la f'1.1,ga in avanti esplicata con

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lunghi tratti di corsa per gettarsi in angolo morto ove la fanteria avrà riposo materiale e morale efficacissimo. Molto probabilmente, operando così, non soffrirà. più molestie dai cannoni nemici stante la gran difficoltà che questi hanno di cambiare posizione. Occorre però truppa ardita, allenata e familiarizzata con la montagna. *

** Dal fin qui detto emerge che, con un servizio di esplorazione e di coprimento bene eseguito, il grosso del battaglione di avanguardia alla dista.nza di 1500 metri dal nemico potrà già presentare le proprie compagnie in linee di plotoni affiancati ad intervalli di spiegamento. È ovvio aggiungere che proseguendo l'avanzata aumenterebbero le probabilità delle perdite coll'entrata in iscena della fucileria avversaria. Allora si imporrà l'impiego di quelle agili e minuscole colonne di squadra che potranno marciare veloci fra i cespugli e su le roc:ie, formarsi in linea in un batter d'occhio, but· tarsi oome un sol uomo a terra per sostare. I plotoni avanzati adotteranno vantaggiosamente la marcia di squarlre affiancate come normale pei loro spostamenti, non correndo pericolo di presentar troppa fronte come gli scaglioni retrostanti. Nello studio del comandante Deligny si fa notare come le batterie a queste distanze subiscano già il fuoco di fucileria con pregiudizio del proprio. Essendo inoltre preoccupate dalla tema di colpire la fanter~a amica coi tiri corti vengono loro malgrado irresistibilmente attratte a far fuoco su le riserve. Il periodo pericoloso dovuto al tiro di artiglieria si ridurrà. dunque pel battaglione di avanguardia ad un tempo limita.tissimo se si sarà affrettato ad adottare le raccomandate formazioni. In codesta fase della lotta potrà darsi che ai plotoni avanzati riesca farsi sotto all'artiglieria nemica discendendo e risalendo qualche avvallamento. Le compagnie di avanguardia, anche rimanendo ferme, potranno agevolarne l'azione col fuoco, approfittando del dominio, da posizioni retrostanti. Sarebbe biasimevole quel capitano che, nell'intento di defilare la compagnia, la mantenesse in ordine chiuso entro


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boscaglie O località. Queste perchè nettamente in~icate, sul~e carte, si presterebbero ~d essere effic~ci bersagli . dell arti_- . o·lieria nemica che con una forcella ristretta rettrficando ~l ;roprio tiro verificherà i · punti ~i cad uta con somma faci~ lità. Miglior consiglio, qualora si de~b~ sost~re, lo_ scavo di una lieve trincea, disponendo gli zam1 degh uom1111 come aumento di massa coprente. I villaggi ed i boschi non v0· gliamo dire che sieno indegni di considera~ione, tutt'altro! Ma, invece di occuparli permanen_temente si osserverepb~r~ con alcune pattuglie di esploratori che, d~i lo~o margmi terrebbero d'occhio il nemico. Scorgendo mrnaccie verso codesti obbiettivi queste infor~erebbero sollecitamente 1~ com~ pagnie, che, allora soltanto, guarnirebbero in forza 1 detti tratti della fronte. Molte altre norme sono consigliate nel bellissimo lavoro d 1 ·omandante Delio·ny con l'obbiettivo di farci assistere c b aie successivi atti offensivi della fanteria entro 1· 1·1m1·t··~ d e11 e piccole distanze. Malgrado tutta la deferenza che ~li pr?fessiamo ci duole dissentire sostanzialmente dall'egreg10 scrittore nelle idee che egli manifesta per questo periodo d~l co~battimento perchè appaiono _in contraddizione col p_nnc1p10 che in guerra si può applicare bene solo qua~to ripetutamente venne appreso ed eseguito nel tem~o di p~c~. In _ge: nerale i suoi consigli, tendenti a problematiche d1mmuz10m di perdite materiali, garantirebbero la _ba1JCa~·otta della forza morale che il maresciallo Bugeand, 01tat() dallo stesso Deligny, dichiarò tanto superiore a qu~lla :fi~ica. Vi è tr~ppa preoccupazione del coprimento m~ter~ale~ di s~avar fo_ss1,. terrarsi entro buche, giocare a nmp1attmo dietro gh zarn1. E mentre si predica energia, audacia, avanzata risoluta, ~engono patrocinati metodi pregiudican.ti fatalmen~e quella irre· sistibile irruenza che deve sempre rimanere all attacco. Iu mezzo a tante crediamo però raccomandabile la pro· posta del Deligny per gli sbalzi successivi dell~ catene. D,ue gracl uati intelligenti precedono costantemente 11_ p_lotone. s~l nuovo appostamento assumendo opportuna p?s1z1o~e d1 m pfodi, in. ginocchio od a terra. L'ufficiale, d1stanz1ando le

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squadre marcianti di fianco e per fila, raggiunge gli esploratori, approva o rettifica la scelta da loro fatta e li sguinzaglia su di un altro ostacolo. Intanto studia il modo più acconcio per disporre la sua forzii sopraggiungente che sarà da lui defilata senza danno della vista del bersaglio. Presentandosi un ostacolo alla marcia delle quattro squadre in modo contiguo, piuttostochè restringere gli intervalli è meglio si aprano in due frazioni nel senso della fronte passando a destra ed a sinistra. L'iniziativa dei capi squadra sostituirà quella dell'ufficiale finchè, all'innanzi, il plotone potrà ricostituirsi nella sua integrità. CONCLUSIONE. Non crediamo fornire, in questi brevi accenni, la ricetta infallibile per risolvere il combattimento del battaglione d i avanguardia, pe:rchè 1' intelligenza dei capi e le circostanze multiformi deila lotta sfuggono all'analisi chimica del peso e della qualità. Se non andiamo errati, l'attenzione dei colleghi è stata invece fissata sulla necessità di ritarda1·e, con efficaci misu,.r e di sicurezza ed oppoi·tune formazioni intei·vallate, il momento, doloroso ed inevitabile, in cui iL fuoco nemico mieter·à la prima vìttima nelle nostre· "(ì,le. Dragomiroff e Suwaroff, proolamando la necessità di risparmiare gelosamente le munizioni per l'atto decisivo, hanno premesso solennemente che nessuna migliorìa nelle armi e nella tattica potrà togliere all'elemento umano il primo posto fra gli strumenti guerreschi. È ricordando la sentenza di due illustri generali e di due magnanimi cuori che abbiamo voluto finire. Gumo DE MaYo capitano. n et 76° reggimento fanteria ..


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J MPIEGO l>El FERl.W\1 I ERI 1N GUERRA,

IMPIEGO· DE[ FERROVIERI IN GUERRA (li PREMESSA. In guerra le fe1·1·ovie concorrono, colle strade ordinarie; sia a facilitare il concentramento rapido dell'esercito, o di una parte di esso, su un dato teatro d'operazio,ne o sotto una piazza forte, sia a costituire le retrovie per il trasporto delle riserve, dei viveri, delle munizioni, dei materiali e per lo sgombero dei feriti. Non sempre però le linee ferroviarie esistenti sono sufficienti a disimpegnare quel duplice còmpito, o per il limitato loro sviluppo, o perchè il loro tracciato e la loro potenzialità non rispondono ai bisogni militari, od, infine, per essere state tutte od in parte interrotte cl.al nemico in ritirata. È appunto per supplire alla loro defi.c enza e per ripari.re le int erruzioni ora accennate,. come pure per provvedere all'esercizio di tronchi di linea situati sul teatro d'operazione od in prossimità di esso, che presso i. principali. eserciti è stata creata la specialità delle truppe del genio denominata f e1·1·ovieri. Queste truppe hanno per còmpiti principali: a) di rimettere in sta.to di servizio una ferrovia rotta o guasta dal nemico; Il presente stuclio fo s0guiLo ai s0guenti altri già st,1Li pub blicati: J. 0 L'cwm(i (!cl genio e le suP- svariate specialit(i {dicembre 1896}; 1• Jm.piego <iegU :zappatori ,1et genio netla guel'?·a di ca-mpagna. (settembre 1897):

(t)

<ieg !i zappaiOl"i ciel genio n ella g11el'ra di fortezzci (novemb re 1898); dei minaloi·i in guerra (marzo :l899); dei pontier i in guerra (settembre i899); dei telegrafisti in au,erra. (agosto-novembre i900); Impiego degli sz>ecia.lisli det genio in guerra (giugno e agosto i901), e, citi ude la ser ie degli studi relat iv i ali' hnpiego dette varie speciatitii delle truppe del genio in gnerra. 3° 1, 0 5• G• 7°

Impiego fm))iego bnpiego /1n;piego

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b) cli rendere, all'occorrenza, inservibile al nemico una ferrovia che debbasi . abbandonare; e) di costruire a nuovo limitati tronchi di ferrovie ord inarie; d) di esercitare le linee ferroviarie abbandonate dal nemico e quelle che, per gli eventi della guerra, rimanessero in tutto od in parte prive del personale ordinario; e) di stabilire ed esercita.re linee, anche estese, di ferxovié portatili. Nel disimpegno di questi còmpiti le predette truppe sono coacliuvfbte da compagnie sociali cli ese1·cizio f e1·roviario, le quali, all'atto della mobilitazione o durante la guerra, sono costituite con personale delle amministrazioni ferroviarie soggetto a servizio militare. Alle truppe de' ferrovieri sono 1noltre assegnati, qnali còmpiti secondari, il servi~io delle automobili e quello dei treni blindati. Premesso, analogamente a quanto abbiamo fatto ne' prececlen ti studi, un cenno storico sulle ferrovie, ordinarie e portatili, sulle locomotive stradali e .sulle automobili, sui treni blindati, passeremo a trattare dell'impiego de' ferro·vi~ri prima nella guerra cli campagna e poi in quella di fortezza.

CENNI STORICI. La prima applicazione del vapore alla trazione di veicoli Tisale alla seconda metà del secolo xvrrx, e fu tentata in Franeia dall'ingegnere milita,re Cugnot per il tr.a sporto su Bfrade oclinw·ie dell~ artiglierie e del materiale da guerra (anno 1769). Il carr9 a vapore (o locomotiva) ideato dal Cugnot consisteva in un carro a tre ruote, di cui clue posteriori e la terza anteriore: quest'ultima era la ruota motrice e poteva dirigersi a destra ed a sinistra. Esperimentata nel 1770 in


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DfPIEGO DE1 FERROVIERI IN GUERRA

presenza di una apposita commissione, essa non diede buoni risultati. A questo primo tentativo di trazione meccanica, su strade ordinarie ne tennero dietro altr i, ma senza ottenere risultati pratici. . Le cose erano a questo punto, quando due ingegneri inglesi, Vivian e Trevytick, immaginarono d'impiegare guide di metallo sulle quali far scorrere le ruote dell a loro locomotiva (anno 1804) (1). Disgraziatamente i due inventori non avevano alcnna nozione dell'aderenza., di modo che, invece d' impiegare guide liscie, fecero uso di guide a cremalliera sullè quali venivano ad ingrana.rsi le ruote dentate della locomotiva. È facile comprendere come con siffatta disposizione la locomotiva non poteva muoversi che molto lentamente e facendo un lavoro utile molto limitato. ~-'uttavia, per quanto imperfetta fosse ·l'invenzione dei due ingegneri inglesi, essa aprì un nuovo campo alle riceiche, le quali fecero poi un ptts~o importante, allorqua,ndo nel 1813 certo Blackett, pure inglese, dimostrò che si poteva trarre partito dell'aderenza fra ruote e guide per far muovere un veicolo pesante sulle guide stesse. Questa dimostrazione portò dieci anni più tardi alla prima applicazione pràtica di una linea ferroviaria, e fu fatta .in Francia,, tra Saint-Étienne et Andrésieux, però con vetture trainate c1a cavalli: una tale linea, oggidì, chiamer ebbesi più propriamente t1·amways. L'f.mno 1824 una seconda ferrovia, pure a cayalli venne costrutta fra Saint-Étienne et Lyon. In questo stesso anno (1824) noi vediamo ·1a via ordinaria da Leeds a 1\fanchester perco~·sa da una locomotiva avente la forma di una grande diligenza capace di contenere 25 (1) Gl'ingegneri Vivia11 e Tr,wytick avevano pure i,jea to nn carro a vapore per via ordinaria, a tre ruoli,, (li cui due posteriori e !"altra anterio re ; rna, a differenza del carro a vapore del Cugnot, le mo tri ci erano le posteriori, le quali avevano un grande diametro e sostenevano gran parlo del peso del veicolo, mentre l':1nte riore serviva a fa re le voltate.

395 viaggiatori, e dovuta agl' Inglesi Burstell e Hill. Questa locomotiva però non potè fun~ionare a, lungo a causa del suo grande peso e del costo rilevante che r ichiedeva coine pure della molestia che ne derivava ai viaggiatori, d~vuta al calore irradiato dalla caldaia e al rumore dei meccanismi. Nel 1825 l'ingegnere Hancorch costruiva una locomotiva a vapore per strade . ordinarie, alquanto perfezionata rispetto a qu~lle. precedenti, la quale dura.nte 10 anni percorse le strade d1. Londra e quelle de' dintorni colla velocità di 16 chilometri all'ora. · La tra.zfone a vapore cominciava così a entrare nel campo delle pr~t1che applica~ioni. Tuttavia questo campo era sempre molto ristretto a motivo delle pesanti caldaie, difficili a riscaldarsi, di cui erano provviste quelle prime macchine a vapore. F n solo nel 1829 che siffatto sistema di trazione dive1111e veramente pratico e nello stesso tempo economico, e ciò in seguito all' invenzione della caldaia tubulare che aumentava di molto la superficie di riscaldamento, e per conseguenza la produzione del vapore. 'l'ale invenzione la si dovette contemporaneamente, senza che l'uno sapesse dell'altro, al fran,. cese Seguin e all'inglese Booth. Quest'ultimo la comunicò a Giorgio Stephenson, il quale l'applicò alla locomotiva del Razzo, colla quale guadagnò il premio di concorso fra le locomotive ferroviarie che era stato indetto in quello stesso anno a Liverpool. La velocità del Razzo raggiungeva la velocità, non mai sperata fino allora, di 30 chilometri all'ora. Il primo servizio -regolare con simili locomotive venne iniziato nel 1832 sulla. ferrovia Saint-Étienne-Lione più . ' sopra menz10nata. Da quel momento lo slancio era dato, la via era tracciata : le invenzioni ed i perfezionamenti rigtrnrdanti le locomotive ferroviarie si succedettero cori rapidità e le linee ferroviarie con trazione a vapore furono successivamente adottate e si moltip~icarono, presso tutti i popoli civili. I progres~i furono prnttosto lenti fin verso il 1850, ma a pa.rtire da quest'anno essi furono rapidi e continui. PeÌ' dare un'idea del UfPlEGO DEI FERROVIERI IN GUERRA


HIPJE GO DE I FE RROVIERI I N GUERRA IMPIEGO D IH FJ-:RROV IERI lii GUERR A

396 successivo sviluppo delle linee di che si tratta, diremo che la F rancia possedeva circa 400 chilometri di ferrovia n el 1834 cir ca 500 chilometri nel 1840, 4000 chilometri nel 1850, 7000 chilometri nel 1860, 25,000 chilometri nel 1880 e ue possiede più di 40,000 chilometri al giorno d'oggi. J,a larghezza della via, o sccwtamento (1), adottato presso quasi tutte le nazioni di Europa è cli metri 1,445. F auno eccezione la Russia e la Spagna : la prima ha adottato uno sca.rtament o cli metri 1.523 e la seconda di metri 1.736. Oltre a queste ferrovie, dette a sccwtaniento 01·dina1·io, in molti paesi o regioni furono costrutte pure ferrovie COl;Ì dette economiche, seconda1·ie od a sca1·tanient-0 1·iclotto (od aucho t1·a1nwaiJ.~ a vapo1·e) , le quali, seguendo in massima parte le straèle ordinarie, r iescono molto meno costose che non le prime. Esse vengono impiegate specialmente a collegare le città e le borgate tra le quali il traffico è limitato ; hanno p er lo più lo scartamento di metri 0,60 a m . 1,20._ Le ferwvie a scartamento r idotto costano meno d1 quelle a scartamento ordinario, ma presentano par ecchi inconvenienti t ra cui i principali son o i seguenti : i veicoli non sono t~·oppo stabili; i medesimi tendono allo sviamen t~ nell~ curvo: pèr cui si deve diminuire alquant ~ la v~loc~M dei treni · esse non si raccordano colle ferrovie ordrnan o: per cui si è obbligati, nel servizio , cumulativo, a trasbordare il c~rico dai veicoli delle une a quelli delle altro. Una terza categoria di fen·ovie sono quelle denominate speditire, leggiere o portatili, perchè costituite da binari a piccolo scartamento e poco pesanti, che si posano direttamente'oo'ià formati, sulle vie ordinarie, tutt'al più eseguendo . . qualche lavoro di adattamento, o sopra un apposito piano stradale di rapida costruzione. . Mentre sulle ferrovie 01·dincwie la trazione è fatta esc~us1vamente con locomotive, su quelle speditive invece viene anche eventualmente impiogata la trazione animale . (I ) Chiamasi

scartamcuto.d i una. l i nc;i forrovial'ia la rlistanza fro. gli orli i nterni dell o

guide di uno stesso ~ina rio.

397

Le ferrovie Jeggiere) su larga scala, sono applicate soltanto a scopi milita,ri. Su scala minore sono impiegate nei grandi lavori di sterro e di rinterro, per trasporti di mate1·iali dai luoghi di depositi a quelli ove devono essere messi in opera, come linee di servizio nella costruzione di tronchi dì ferrovia dolle altre due categorie, ecc. Il loro scartamento varia, in massima, da metri 0,60 a 1,00. I t ipi più conosciuti delle ferrovie portatili sono quelli Decauville, Legrand, Dolberg, .1-1 aarmann . Abbiamo accennato più indietro all' invenzion e delle locomotive st?·adati e ai perfoziona,menti apportati alle moclesime fi no al 1823. Aggiungeremo ora. che ingegneri e costruttori, specialmen1,e francesi, ' ingle~i e tedeschi (1), con tinuarono poi a studiare ed esperimentare nuovi t i_LJi di siffatte macchine, ma senza ottenere risultati troppo soddisfacenti. Ciò si deve in parte alla lotta che ossi dovettero sostenere per vincere i pregiudizi che aJlora si avevano sull'applicazione del 1iuovo motore ed in p~irte a ll' invenzione dolla locomotiva, ferroviaria, la quale, attirando a sò gli studi degl'ingegni pi.ù eletti, faceva passare temporaneamente in seconda linea l'idea della trazione mecca.nica sulle strado ordinarie. Se non che, dopo cho furon o costrutte le linee ferroviarie destinate a collegare i più importanti centri commerciali ed industriali, i costruttori meccanici tornarono ad occuparsi con ardore, e cqn successo, dello locomotive stTadali, tanto che nel 1866 il governo francese sentì il bisogno cli emana.re nn decreto per regolare la circolazione delle locomotive snlle strade ordinarie, e all'esposizione internazionale di Parigi del 1867 vennero esposti tipi. già molto perfezionati di locomotive stradali frances i ed inglesi. Le migliori erano quelle inglesi, sia pel maggior carico (fino a 20 tonnellate su buone strade con pendenze inferiori (0 In llalia il 1•rimo ad occuparsi di locomotil·e stradali fu il generale del genio piemonte:<e Virginio Bordino, il 11uale nel l.836 tentò di riprodurre, perfezionandolo, un tipo d i locomotiva a1>111icalo irl Fro.ncia duo anni 11rima, m,L non vi riusci percl1~ mancavano allora in Plemon tu oOlcinc capaci d i costruire gl i organi special i a siffatte· macchine.


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Iil!~IEGO DEI FE RROVIERI lN GUERRA

al 5 1/ che potev:ano rimorqhiare, sia perchè erano studiate in modo che potevano, all'occorrenza, utilment e servire anche come locomobili : la loro velocità massima era cli 6 chilometri a ll'ora. Quelle francesi. avevano una velocità molto maggiore (sino a 20 chilometri), ma in compenso il carico che potevano trainare era molto minore di quello sopra indicato per le macchine inglesi. Tutte erano a 4: ruote, di cui le due posteriori, più grandi, motrici. I tipi dì locomotive stradali stàti poi adottati nel campo pratico furono quelli di 'l1b.omp~on; di .A.'\ enling-Porter e di Fowler. Un certo uumero di locomotive degli ultimi due t ipi, vennero, tra il 1870 e il 1880, acquistati per uso del nostro esercito nell'intent9 cl' impiegarle nel trasporto del carreggio d'armata e dei pa.rchi d'assedio; ma, dopo parecchi anni cli -e sperimento, l'idea fo abbandonata e tali macchine vennero ripartite fra alcuni stabilimenti di artiglieria, presso i quali · sono specialmente impiegate come locomobili. 0

)

1

La trazione meccanica sulle vie ordinarie, un p9' dimenticata per qualche tempo, risorse in questi ultimi anni, però non più coni e mezzo esclusivo di trasporto, e neppure come un a pericolosa concorrente alle ferrovie, ma come una utile ausiliaria ecl un complement o di queste. E, risorgendo, per opera di inventori francesi mutò nome, chiamandosi automobilismo. Ora dung_ne non si parla più di locomotive stradali, ma di automobili. L'essenza è la stessa: cambiarono soltan to i tipi, i quali sono ora più sva.riati a seconda del motore impiegato e dello scopo che si vuol raggiungere. Riguardo al motore, le f1ttuali automobili che hanno gii1 avuta una pratica applicazione, si p ossono dividere in tre gruppi : AntÒrnobili a vapo1·e; A.i1,tomÒbili a benz,i na od a 1Jet1·olio ; .A.11,tomobili elettriche.

IMPIEGO DEI FEilROVIERI IN GUERRA.

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Relativamente allo scopo, le automobili si clistino·uono in leggie,·e ed in pesanti : le prime sostituiscouo il ca~rallo sia per spo1·t, sia per bisogno nel disbrio·o eleo-li affari trasport an d.o ~na o pm .' <:> o ' persone - fino a 5 o 6 - ; le seconde invece sost1tmsco_no gli ~mnibus e le diligenze, trasporbando un nun~ero a~sa1_ m~gg1ore di persone, oppure una certa quantità; d1 merci, sia duettamente sia su carri da es.se t rainati. Le auto~10bili pes~nti, ~e~· lo più a vapore, sono quelle che maggiormente s1 avv1cm ano alle vecchie locomotive stradali (1). **:::

Nella l'-rernessa abbiamo accennat,o che i ferrovieri militar i sono anche chiamati a fare il servizio de' treni blindati. L'idea d' ~mpiega~·e tre~i ferroviarì (blindati o corazzati) come 1;lla~chme ~elhche s1 deve agli A:p.1ericani, durante la guer_ra ~1 - secess10ne (anni 1861-65). Tali treni erano una spe~ie . d1 ?foc.lclw11,s mobili trainati da locomot ive sulle fer rovie 11_ p_m che era _possibile in vicinanza del nemico, allo sco~o di ,riconoscere 11 numero e le posizioni. I risultati ottenuti pero non furono pratici. l'assedio di Pa,rio·i · F rances1 · · . Durante . o (anno 'l. .870-"',·1), 1 1 ~piegarono locomoti.ve blindate che avanzavano verso le hnee dell'assediante fino a che u on erano arrestate dal f . d 11' t · l' . . uoco e ar 1g 1~r1a. 1~em1ca : al cominciare di questo fuoco esse b~ttevano m ritirata. Tra le altre, va ricordata la locomotiva bh~data che . circolava, armata di un cannone, sul viadotto del Pont-clu-J our e permetteva di osservMe, entro un raggio . abbastanza esteso, la valle della Senna. Gl' Inglesi poi, nella loro spedizione in Egitto contro Arabi~acha (anno 1882), fecero un'applicazione più completa della idea sopra accennat a, organizzando un vero treno blindato

' (i) Sugli automobili veggansi i segttenti articol i · di E p \GA'' O suJ I tt· · .· t d · (sette b · · · ' " a' rv1s a 'ltaha . d . m re e ottobre !898); del tenente co lonnello SECATO su ques ta Rivista (iu"lio 1898), 1 e el tet ente colonnello MmA_XDou sulla • Rivista d'artiglieria e gen io• (dice~1bre 1898 Ba.1~~ ~~; ;~osto 1.900); dell'mgegnere UGo B,1LD1N1, pubblica to in opuscolo a parte,


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IMPIEGO DEI FERROVIERI IN GUERRA

IMPIEGO DEI FERROVIERI IN GUERRA

il cui · ser vizio era diretto clal maggiorè clel genio W allace, ·1 quale aveva all'uopo istruita un'apposit~ compagnia. Il. 1 . si com. p oneva di 1:)arecchi veicoli blindati contenenti t reno . .1: • • • d .. +· ld. truppa ed alcuni anche qualche nutraghatrice Nor enLe . la locomotiva stava nel mezzo ed era essa pure corazzata: . · Tale treno era seguito da un altro portante t rupp~ di_ n~ serva, incaricate di assicurare il successo delle operaz10m di quelle clel tr\3110 blindato. Alcu1~e vedette a ca~allo accompagnavano i treni nella loro marcia._ . ., . . ,' Gl'Ingler,i. impiegarono una pnma volta g~est1 faem co~1 oro·anizzati per cercare dì avvicinarsi alle lmee d1 Arabi~ P:cha, presso Alessandria, ma n?n vi_ riu~cirono i~1 camm d1 una locomotiva che aveva denato 11 g10rno prima o che ingombrava la ferrovia. . . . . Questo' primo tentativo n on scoraggì gV~ngles1, 1 . q~rnh oro-anizza.rono una seconda spedizione nell'mtent o eh ncono~cere la forza e le posizioni delravversario, e questa volta lo scopo fu raggiunto. . . . . In seo·nito essi apportarono perfezionamenti a1 sud~etti 0 treni sia riguardo al blindamento, sia all'ar~ament o agg1~mgendovi qualche cannone a, cielo scoperto o rn torretta guevole (1). · . Non ci risulta che altri eserciti abbiano fatto uso m guerra di treni blindati. Mentre recent emente (anni 1899-900) u~ nuovo esempio di impiego di siffatti t ~·eni ci _fu ,off~_rto d~~l~ stessi Inglesi durante la guerra cogli St~~l. h ben . dell . A. frica del Sud. Ma di ciò ci occuperemo pm m nanz1. ORDINA.MENT O DEL SERVIZIO FERROVI ARIO

PRESSO ALCUNI J<;SER CI TI D'EUROPA.

A mano a mano che le 1:eti ferroviarie de' vari Stati di Europa a ndavfLUO estendendosi, i rispettivi. ~serci~i,. in ca~o di guerra, ne traevano partito per rendere prn ra'f'.1d1 l~ mobilitazione ed il loro concentramento, come pme pe1 fa,ci litq.,re il loro riforni mento.

1,01.~

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Così, all'inizio della campagna del 1859 in Italia, l'esercito franco-piemontese, che si era concentrato sulla destra del Po tra Alessandria, Valenza e Bassignana,, avendo deciso di ese- · guire una grande .manovra laterale sulla sinistra del Po, coperta dal 'l"icino, per portarsi acl aggirare da Novara la destra nemica e prevenirla a quest'ultimo fiume, si vaJe della ferrovia Alessandria-Casale-Vercelli, allora da poco costri1tta. Se non che, in causa della preparazione non ancora ben accurata delle ferrovie, :qel pericoloso sfilamento detto esercito impiega 8 giorni, quando forse, data la brevità del percorso, potevasi effettuare in minor tempo e con maggior sicurezza per via ordinaria. Occorre appena aggiungere che il servizio delle ferrovie era allora esclusivamente affidato, anche in tempo di guerra, al personale delle singole amministrazioni che ne avevano l'esercizio. Non fu che più tardi che si creò un apposito personale ferroviario militare.

Ge1·mania. - La Ptima formazione di un corpo, a cui fosse esclusivamente affidat o il servizio ferrovia.rio in guerra, la troviamo nell'esercito prussiano e data dal ,1866 quando vennero organizzate le sezioni di fer1·01Jie1·i da campagna, costituite in piccola parte di pionieri, ed essenzialmente di tecnici e lavoranti borghesi. Dopo la g uerra di quell'anno venne aumentato nelle sezioni l'elemento militare, ma la direzione tecnica rimase sempre affidata ad ingegneri civili. Nel 1871, stante l'accresciuta importanza delle ferrovie, fu costit uito in Berlino un battaglione cli fen·ovie1·i, destinato a formare il nucleo delle sezioni ferroviarie in caso di mobilitazione. Il corp~ de' ferrovieri germanici andò poi successivamente aum.entando, tanto che nell'ultimo riordinamento (anno 1898) esso risultò formato su una b1·igata cli 3 1·eggimenti a 2 battaglioni ciascuno - totale 24: compagnie di lavoro, delle quali 2 sassoni annesse al 2° reggimento - più un battaglione bavarese di 3 compagnie; i Tedeschi hanno inoltre 26 -

ANNO XL VII.


lMPrnGo DEI FERROVIERI IN GUERRA

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I MPIEGO · DEI FERROVIERI . IN GUERRA.

una sezione di eser'cizio che comprende 3 compagnie prussiane e ùn distaccamento sassone. Ogni compagnia di lavoro è provvista di un parco. . La Germania fu ben presto imitata dagli altri principali Stati d'Europa nella, costituzione di riparti ferrovieri.

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.Ausfria-Ùnghe1·ia. - Presso l'esercito austro-ungarico . si cominciarono a costituire 5 distaccamenti fe1"1·ovieri, addetti al corpo de' pionieri. Più tardi (anno 1883) venne costituito un reggimento fe1·1·ovieri - t elegrafisti su due battaglioni (8 ·compagnie in totale), che venne successivamente ampliato, ed ora comprende, oltre i riparti telegrafisti, 12 compagnie fe1·1·ovie1·i attive, più 3 di complemento, da impiegarsi, in caso di guerra, ove se ne manifesterà il bisogno. Ogni compagnia ha una dotazione di ferrovie portatili o da campo. Francia. - Anche presso l'esercito francese si cominciò col costituire, nel' 1876, 4 compagnie di fe1"1·ovie1·i, una per ogni reggimento zappatori-minatori, poi si passò alla formazione di un reggimento fe1·1;ovie1·i (il 5°), che esiste tuttora. Esso è' formato su 3 battaglioni di 4 compagnie eia.s enno: ogni compagnia ha il proprio parco. Si hanno poi 3 battaglioni di fer1·ovieri dell'esercito territoriale, con un numero variabile di compagnie. Italia. - La prima formazione di un riparto ferroviario presso di noi data dal 1874. Furono 3 compagnie, di cui untL del 1° reggimento genio e due del 2° reggimento, riunite in brigata a 'rotino. Nel 1877 venne formata una 2" compagnia ferrovieri del 2° reggimento, ~ così la brigata f errovieri fu portatata a 4 compagnie. , Coll'ordinamento del 1883, la brigata ferrovieri (sempre su 4 compagnie) passò a far parte del 3° reggimento genio, rimanendo però sempre di sede fissa a 'l'orino, ove trovasi tuttora. Nel 1887 essa è assegnata al 4° reggimento genio; :finalmente, nel 1895 venne ·resa autonoma, e il numero delle sue compagnie fu :porta.to a 6 (di cui 4 di lavoro e 2 di esercizio).

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In caso di guerra poi quest.o nume:i;o viene alquanto aumen·tato. Ogni compagnia è ,provvista di ,un apposito parco e <li -qn parco ferroviario. Le truppe . çl.e' ferrovi.e ri, pressp i vari esarciti sono, in massima, ripartite fra le armate. Presso alcuni Stati poi, non bastando le truppe de' ferrovieri per i bisogni di guerra, si cos·tituiscono compagnie (o sezioni) di ese1·cizio fe1·1·ovia,·io con personale delle amministrazioni ferroviarie soggetto a servizio militare, allorchè per eventi di · guerra alèUne linee rimanessero in tutto od i'n parte prive del personale di esercizi9. In Italia ognuna di tali compagnie consta di 800 uomini e potrebbe provvedere all' esercizio di un,1, linea di 250 chi-· lometri circa in condizioni normali. Fu detto più sopra che in Austria-Ungheria ogni compagnia di ferrovieri ha una dotazion e di ferrovie portatili o da ca,mpo. Non ci consta che una cori.simile dotazione sia assegn ata alle compagnie ferrovieri tedesche ed ·a quelie francesi : si sa però che tanto in 'Germania qua.nto in Fran'cia esiste una grande quantità di tale materiale sia per i bisogni della guerra di campagna, sia come dotazione .delle piazze forti. Ci auguriamo che anche · 1• Italia segua presto l'esempio degli Stati predetti, essendo oggidì .assolutamente necessario, come vedremo, di possedere in guerra i mezzi di costruire speditamente una via ferrata. · Aggiungeremo che ogni Stato ha presso il proprio esército mobilitato alcuni orga.n i direttivi pel servizio ferroviario; così', ad esempio, nell'esercito francese troviamo: 1° una dir ezione generale delle ferrovie e delle tappe presso il comando in capo, la quale si suddivide in se1·vizio delle fen·ovie e Ìn servizio di tappa; il se1·vizio delle fe1·1·ovie · comprende t utto quanto si riferisce all'organizzazione, la manutenzione, l'esercizio, la costruzion e e la distr uzione delle linee ferro viarie; 2° un dù-etto1·e delle fe1·1·ovie a ciascuna a1·mata, il quale esercita le sue attri buzion i su t11tte le linee messe a disposizione della r ispettiva armata dal comando in capo;


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IMPIEGO DEI FERROVJERI IN GUERRA . IMPIEGO DEl FERROVIERI l.N GUERRA

3°_per ogni armata,. una o più commissioni cli 1·ete, da cui dipendono le sottocommissioni di 1·ete e le commissioni cli stazione; 4° purè per ogni armata, una o più commissioni delle fe1·1·ovie di ca,mpagna, da cui dipendÒno i comandi di stazione.

I. GUERRA DI CAMPAGNA. À.)

FERROVIE ORDINA.RIE,

Abbiamo visto più sopra che presso alcuni Stati si hanno compagnie ferrovieri di esercizio distinte ·da quelle di lavoro; presso altri, invece1 le oraclette compagnie sono miste, cioè ogmina di esse comprende sezioni di lavoro e sezioni di esercizio. In ciò che segue noi ci riferiremo al primo sistema, il quale, del resto, non diversifica sostanzialmente dal secondo. E ci occuperemo specialmente dei còmpiti delle compagnie ferrovieri cli lavoro, perchè essi sono i più importanti dal lato t ecnico militare, mentre l'esercizio di una linea ferroviaria con personale militare non può essere gran che diverso dall'analogo esercizio con personale civile. Gòmpiti delle èom,pagnie di lavo1·0. Nella Premessa si sono indicati sommariamente quali sono i còmpiti assegnati in guerra ai riparti di ferrovieri: di tali còmpiti - relativamente alle ferrovie ordinarie - spettano alle compagnie di lavoro, nella guerra da campagna, i se_guenti: a) rimettere in stato di servizio · una f erro,ria rotta o guasta dal nemico; b) rendere, all'occorrenza, inservibile al, ùemico una- ferrovia che debbasi abbandonare; e) costruire a nuovo tronchi di ferrovia.

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Tratteremo successivamente di questi còmpiti : a) Rimèttere in stato di servizio una fe~rovia 1·otta o giiasta dal nemico (1).. - La prim.a quistione da risolvere, nel ristabilimento di una via ferrata, si è · 1a rapidità di esecuzione senza però sacrificare nulla alla solidità e alla sicurezza dell~ via. Le quistioni relative alia mano d'opera ed ai materiali non vengono che in seconda linea, e quella riguardante la spesa non è neppure presa in considerazione. Ne risulta che si dovrà anzitutto intraprendere i lavori occorrenti per ristabilire la circolazione dei treni nel più ?reve ~pa_zio. di_tempo possibile, riservandosi poi di eseguire 1 lavori d1 miglioramento che si reputassero necessari. . Ordinariamente, il ristabilim.ento dì un tronco di ferrovia richi.ede un personale numeroso e una quantità considerevole di materiali e di strnmenti. Spetta al!' ufficiale incaricato ~el la:oro di ra~cogliere tutti i dati occorrenti per deter~1mare 11 modo ,é!.1 eseguire il lavoro stesso, per procur~re_m tempo i materiali e gli strumenti necessari e per nch1edere il concorso di ausiliari (zappatori del genio uomini ~i ~anteria, lavori<,nti borghesi) qualora il ripart~ di ferrov1en a sua disposizione non bastasse. I lavori da eseguirsi comprendono: le riparazioni all'ar1namento, le riparazioni o la ricostruzione del corpo stradale e delle opere d'arte, le riparazioni al materiale fisso e a,gli aocessori della via ferrata. Non consideriamo le riparazioni al materiale mobile perchè ~ue~ta non può essere esèguita che nelle officine pe/ . manentr~ alle quali devesi inviare tutto il materiale suscettibile cli riparazione. Le ripa1·azioni all' a1·mamento (2) abbracciano non solo la ricostruzione dei binari principali, ma ancora la sistemazion_e _e costr_uzione _di -quelli di manovra e pel deposito cli carri m quelle stazioni nelle quali, in caso di guerra, il ma-

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(i) ~eggasi: Scie1~ce-~ app~iquees à l ' c:wt 1nilitaire. - Paris, Chargrasse tìls, éditeur. (2) L 'lrmamento e cost1tu1to dalle guide, dai sostegn i e dalle parti di giunzione.


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lMl'IEGO DB I FERROVIERI IN GUERRA

teriale mobile affluisce in misura diversa da quella stabilita· pel tempo di pace. · Le 1·ipa1·azioni al mate,·iale fisso ed agli accesso1i della via fen·ata si riferiscono alle piattaforme girevoli, ai rifornitori d'acqua, alle gru, ai piani caricatori, ai marciapiedi, ai respintori, ai segnali a distanza, alle · barriere, ai casotti da cantoniere, ai passaggi a livello, come pure alle linee telegrafiche e telefoniche, ai relativi apparati· di stazione, ecc. Occorre appena· aggiungere che delle predette riparazioni si eseguiranno soltanto quelle puramente indispensabili e che occorrendo si dovrà provvedere alla sostituzione di quegli accessori e di quei materiali non più suscettibili di riparazione o mancanti. Il materiale · occorrente per le diverse riparazioni sopra accennate, comprese quelle all'armamento, viene ricavato dai depositi esistenti nelle stazioni retrostanti od anche dalla demolizione di qualche tronco meno necessario allo comunicazioni dell'esercito mobilitato. IL.trasporto di detto materiale viene eseguito mediante le ferrovie esistenti o col mezzo di carri di requisizione, quando l' interruzione sia così estesa che convenga intraprendere·il lavoro in più punti simultaneamente: Per le linee a doppio·binario conviene ristabilire un solo bin;rio 1 sia per avere sottomano l'occorrente materiale d'armamento, sia, special~ente, per potere con maggiore facilitìi ed in un tempo più breve, riparare o ricostruire il corpo stradale o le opere d'arte guaste odistrutte. . Le varie specie di interruzioni di una certa importanza.che possono venir prodotte lungo una ferrovia sono : costruzione di tronchi in t rincea, breccia in tratti in rialzo, frammenti in tr onchi a mezza costa, demolizione totale o parziale di ponti e viadotti e di gallerie. La riparazione ad una delle su accennate interrnzioni è sempre un'operazione di una certa entità, e il tempo all'uopo occorrente può variare da qualche giorno ad alcuni mesi. Caso per caso bisogna vedere anzitutto se conviene riattivare la comunicazione lungo il tronco int'e rrotto, oppure '

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407 se non sia preferibile di deviare opportunamente i due tratti di linea· attigni al tronco predetto. Nell'esaminare siffatta convenienz~ bisognerà., trattanqosi di breccie prodotte in opere d'arte, tener conto del materiale da ponte regolamentare di cui si possa disporre, come · pure delle opere d'arte che occorrerà costruire a nuovo colla deviazione. Cùnsidereremo prima i casi in cui convenga riattivare il troco interrotto, e poi accenneremo alle deviazioni di ferrovie. Ull'I EGO DE I FERROVIER I IN GUERRA

Ripamzione di una frincea osfruita. - Mediante una ricognizione preventiva si determina il sistema da seguirsi per rimuovere i materiali costituenti l'ostruzione, si vede se il lavoro può essere contemporaneamente iniziato ad entrambe 1~ estr~mità del ~ratto ostruito, come pure alla parte superiore d1 questo, s1 scelgono i luoghi ove fare lo scarico dei materiali, ecc. Si riuniscono quindi gli operai - militari od an~he bo~·~hesi (oc~orrendo) - i mezzi necessari di trasporto, e s1 stabiliscono vie provvisorie per l'evacuazione dei materiali di sterro. Ultimato il lavoro, si lascia sopra luogo una sqnadra di operai, convenientemente attrezzata, coll'incarico di esaminar e le scarpate della trincea prima e durante il passaggio di ciascnn treno, e di far cadere quei blocchi sporgenti la . cui caduta fosse pericolosa per i treni stessi. Ripa1·azione di una b1·eccfo p1·odotta in U/Ji 1·ialzo. - Si esaminerà se è preferibile colmare la breccia, oppure se non convenga di superare questa costruendo un ponte provvisorio per ferrovia. Nel primo caso, si seguiranno norme analoghe a quelle indicate più sopra circa la riparazione di una , trincea, avvertendo che allo scopo di diminuire la cubatura del rinterro converrà, se è possibile, rivestire le scarpate. . Per . rimediare ai cedimenti, più o meno considerevoli, .che s1 venficano sempre. nei primi tempi dopo eseguito un rinterro, impiegansi puntelli verticali appoggiati sul terreno solido, sostenenti longarine collocate sotto le traversine del


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lllIPIEGO DEI FERROVIERI IN GUERRA

IMPIEGO DEI FBRROVIERI IN GUERRA

binario e incastrate nel rialzo; conviene inoltre, per aumentare la stabilità della via, avvicinare tra loro le traversine e preparare loro un buon letto. di posa. Se malgrado 'queste precauzioni si producono cediEJ.enti, questi sono riparati dall'apposita squadra di operai che viene lasciata a guardia del tronco, dopo ultimato il lavoro. Nel secondo caso, cioè quando si ritenga preferibile superare la breccia media:p.te un ponte provvisorio, il lavoro viene eseguito nel modo che sarà indicato più avanti trattando della riparazione di ponti e viadotti.

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Ripa1·azione di ponti e viadotti. - In due modi si può riparare, in guerra un ponte od un viadotto distrutto: 1° colmando la breccia; 2° costruendo o gettando su questa un ponte provvisorio. Il 1° modo, affatto eccezionale, non si può o non conviene applicare che per i ponti od i viadotti di limitata altezza, e non presenta, in massima, speciali difficoltà, richiedendo il suo impiego 9perazioni analoghe a quelle indicate .Pel riempimento di una breccia prodotta in un rialzo. Trattandosi però di ponti attraversanti corsi d'acqua, bisognerà, se possibile, deviare l'acqua verso le luci del ponte rimaste intatte, oppure, se la breccia si estende a tutto il ponte (ciò che avverrà per ponti di limitata lunghezza), deviare l'acqua fuori del letto del corso d'acqua. Occorre appena aggiungere che quest'ultima specie di deviazione sari~ solo possibile di eseguire per i canali, chiudendo le relative bocche d' immissione dell'acqua.

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rrrattandosi invece di fiumi e torrenti si dovranno lasciare una o più aperture, rivestite di legname, nella parte inferiore del rinterro con cui si 1:icolma la breccia, in modo che la corrente possa seguire il suo corso. Il 2° modo, cioè ·1a costruzione od il gittamento di un ponte provvisorio sulla breccia, è quello più generalmente seguìto, poichè può applicarsi a tutte le specie di breccia, qualunqu., ne siano le dimensioni. L a costruzione di un ponte provvisori.o - di legname o di legname e metallo - è un'operazione molta delicata, e si potè constatare durante la guerra del 1870-71 che essa esige un tempo .piuttosto .l ungo, e più o meno secondo l''importanza della breccia prodotta e l'altezza dei supporti provvisori da costruirsi. · Infatti, dall'esame dei lavori del genere eseguiti dai Tedesc.h i in qu~lla guerra, risulta che il tempo impiegato a ristabilire il passaggio fu, in media: di 10 giorni circa, per le interruzioni di 10 a 15 metri; di 18 giorni, per quelle di 15 a 25 metri; di 24 giorni, per quelle di 30 metri; di 30 giorni, per quelle di 45 metri. Siccome il tempo maggiore richiesto nella costruzione di siffatti ponti provvisori è quello necessario per la formazione dei supporti intermedi · (pile o stilate), così dopo la guerra su accennata, venne da ufficiali del genio e da costruttori studiato un mate1·iale speciale metallico per ponti provvisori che rispondesse alle principali esigenze di guerra: · a tal fine esso venne costituito di travate metalliche a retic?lato scomponibili e ricomponibili sul posto d'impiego, ~ d1 lunghezza variabile da 10 a 45 e più metri, in modo da l'idurre ad un numero molto limitato se non sopprimere i ' ' , . sopra accennati supporti intermedi, e conseguentemente rendere minimo il tempo occorrente per la costruzione de'ponti; per cui una breccia di estensione anche considerevole, prodotta in un ponte o in un viadotto, non potrà d'ora innnanzi produrre alcun sensibile ritardo nella marcia in avanti del1' esercì to.

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Ripa1·a.zione di f1·anamenti a mezza costa. - Se la costa è a pendio piottosto dolce, potrà con venire di ricostruire il corpo stradale meè!.iante un rinterro, tenendo presente le avvertenze or ora accennate al riguardo per la riparazione di una breccia. Se invece la costa è ripida, è necessario ricorrere a ponti provvisori o quanto .meno ad impalcature speciali, traendo partito dell'appoggio continuo che può dare il terreno naturale della frana ai ritti e alle traverse delle impalcature medesitne.

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IMPIEGO Df:I FERROVIERI IN GUERRA

IMPIEGO DEI FERROVIERI IN GUERRA

Di tale · materiale vennero proposti diversi modelli, tra cui furono adottati : il tipo 1Vfa1·cille prima e più tardi quello Hemy, in Francia. (1); il t ipo Eiffel, in Italià (2); il ti po K ohn, in Austria. , Detto materiale fu dato in dotazione alle compagnie ferrovieri al seguito delle armate. . Al materiale metallico è però sempre sussidiario quello di leo·name requisito sul luogo o t rasportatovi da depositi viyini, e questo serve per consolidamento di spalle, p~r l'eventuale formazione di corpi di sostegno ed anche d1 travate, quando non bast ino quelle metalliche'. Lo stesso materiale di legname serve poi freq uentemente anche oggidì nella costruzione di ponticelli, di lunghezza sino ad 8 o 10 metri, impiegato sia da solo, sia unitamente a guide di ferrovia od a travi a doppio T che si trovano in commercio.

Nel 1870 i F rancesi interruppero parecchie delle loro ferrovie per ostacolare la marcia dei Tedeschi, approfitt ando de' passaggi in galleria; citeremo ad esempio le interruzioni di Zabern ne' Vosgi e di Montmédy sulla linea WissembargParigi; quest'ul~ima per essere riparatà richiese un mese di tempo:

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Riparazione di gallerie. -- L'interruzione più .grave che si può incontrare lungo una ~errovi~ è sen.za ~ubbi~ q~ell~ proclotta in una galleria, ed 1 lavori necessan ~er 1: n~nstinamento della uomunicazione sono spesso ços1 delicati e cosi lunghi; che si devon.o quasi sempre affidare ad ingegneri specialisti, per la qual cosa, in generale, n on si posson~ comprendere nei lavori · di campagna prop~·ia~ente detti. Nel solo caso in cui l'ostruzione della. galleria sia stata prodotta senza intaccare la· stabilità del suo rivestimento, si potrà procedere con operai militari ai lavori di sgombr~, poichè questi richiecleranno del tempo per la lor o esecuzione, ma, non presenteranno difficoltà. (i l II sistema llem·y compremle anche un ~pposilo m~teriale per la costruzione del le pile di altezza variabil e da 4 a 25 metri. Le travate ,tfarcille servono ora come materiale di riscr,•a. . . (! l Ognuna dello ooitrc compagnie ferrovieri di lavoro ha unn travata E1ffcl _d, lS metri· col materiale di ~ compagnie si può forma re una travata d1 _30 metri; riunenrlo q;,ello d i 5 co mpag nie •J agg iunge ndovi matoriale di .riservu si forma una trn vata cl i 45 metri.

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Ferrovie dev-iate. - Allorquando certe riparazioni sembrano presentare difficoltà particolari, per cui si ritenga pre- · feribile d i procedere ad una deviazione della ferrovia onde evitare il punto interrotto, si dovrà studia.re il nuovo tracciato in modo che presenti il minor sviluppo possibile, che ne risulti un minimo movimento di t erra e che siano evitati lavori difficili. La devi azione di una ferrovia. interrotta si applica più frequentemente nel caso che l'interruzione sia stata prodotta in una galleria, supposto, ben inteso, che le condizioni topogr afiche del terreno circostante alla galleria permettano di costruire il tronco dì rac0ordamento senza gravi difficoltà., e, ad ogni modo, in un tempo minore di quello che sarebbe richiesto per le riparazioni dell' int errnzi.one. Nel 1870 i Tedeschi, t rovata la ferrovia Wissemburg-Parigi intenotta per importanti guasti prodotti nella galleria di Nauteuil-sur-Marne, abbandonarono questa galleria ecostrussero allo scoper to un tronco di r accordamento, impiegando nell'esecuzione del lavoro due mesi circa. I lavori occorrenti per la deviazione di una fenovia rientrano nella categoria di quelli relativi alla costruzione di tronchi fenoviari, de' quali diremo più innanzi: b) DrSTRUZIOXE DI FERROVIE . - Quando un esercito è obbligato a ritirarsi, impiega tutti i mezzi che sono. a sua disposizione per ritardare là marcia dell'esercito avversario, e per conseguenza interrompe le vie di comunicazioni percorse nella ritirata, e specia,lmente le ferrovie, essendo queste ultime di importanza capitale come linee di rifornimento:.

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U!PIEGO !)El FERltOVIEltl lN GUERRA

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ll!Pll,;00 DEI FERllOVlERl IN GUERltA

La dist1·u~ione delle fen·ovie è oggidì un precetto positivo,· soggetto a norme prestabilite presso tutti gli ~tati. La. cavalleria e gli zappatori del genio sono addestrati a produrre interruzioni di ferrovie, i:ovinandonè l'armamento con stru· menti da g uastator e o con esplosivi; i minatori, .oltre. che dei lavori cli distruzione ora citati, sono ancora m caricati di quelli più importanti da prodursi nei ponti, ne'. viadotti, nelle gallerie, ne' muraglioni di sostegno de' tratti .a mez~a costa, nelle quali opere d'arte - specialmente se s1t~ate. m prossimità delle frontiere ~ sono preparate camere d1 nnna fin dal tempo cli pace. I fen-ovieri poi possono essere chiamati essi pure, all'occorrenza a produrre interruzioni ferroviairie delle specie sopra accenna~e, ma è questo uno de' loro còmpiti secondari. !-11.. vece si dovrà ricorrere ad essi allorq uando, non avendo mme predisposte fin dal tempo di pace lungo una data linea, e temendo che la medesima possa venir occupata presto dalla cavalleria o da truppe leggìere del nemico, si vorrà metterla fuori servizio per quaiche tempo barricandone qualche t,ratto in trincea od in galleria. A tale scopo si asporterà dal tronco in trincea od in galleria parte dell'armamento e con questo e con leO'name qualora se ne possa avere facilmente alla b ) . l mano si formerà una barricata attraverso alla trincea ec alla ~alleria, quindi in una delle stazion~ più vicine .si for: merà un· t reno composto d i una locomotiva e alcum carn carichi di OD"ni sorta di materiali e si lancerà questo treno contro la b;ricata: l'a mmonticchiamento della locomotiva e de' carri che avranno fuorviato urtando contro l'ostacolo, aumenter~ l'ostruzione della trincea o della galleria, così da richiedere un certo tempo per essere rimossa. . Nel 1870, alcune linee ferroviarie distrutte dai Francesi non poterono più essere ria~tivat~ durante t~1ttal~ ca~pagna: citiamo, ad esempio, la d1struz1Qne del viadotto ~ Da1:memarie e del ponte di Clerval-sur-le-Doubs. L a d1struz1on ~ del ponte di Creil ebbe per risultato di ob?lig~re i Tedeschi a costruire. a gran fatica un ponte provvisorio sul quale le locomotive non poterono mai transitare, e che permetteva soltanto il passaggio di carri isolati .

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e) CoSTRUZJONE

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NUOVO Dr 'l'RONOB:I DI J;'ERROVI.A.. - Numerose sono in guerra le circostanze nelle quali occorre ad un esercito di costruire una ferrovia ; ma, stante il lungo tempo richiesto dalla loro costruzione, ·n ella guerra di campagna raramente si procede alla costruzione di tronchi nuovi di ferrovia ordinaria. · In massima vi 4si ricorre: 1° q_u~ndo si tratta di evitare un ostacolo, ad esempio, una piazza forte che sbarra una data linea, oppure un' interruzione materiale prodotta n ella linea stessa; 2° per raccordare due Jinee importanti che fanno ca.po ad una stessa stazione, qualora si voglia evitare un eccessivo movimento di treni in detta stazione; 3° a scopo logistico. In ogni caso, i tronchi da costruirsi a nuovo hanno uno sviluppo limitato. Soggiungeremo che in avvenire saranno ancora più rari i casi in cui, nella guerra di campagna, si costruiranno tronchi di ferrovia ordinaria a scopo logistico, essendo preferibile impiegare linee di ferrovie portatili, alle quali si può dare uno sviluppo molto maggiore. Gl'Inglesi nella guerra di Crimea, n ella spedizione di Abissinia e nella campagna contro gli Ascianti; gli Americani, nella guerra di secessione, ed i Tedeschi nella g uerra del 1870-71, costrussero nuovi- t ronchi di ferrovia ordinaria, ma di lunghezza molto limitata. Fra i tronchi costrutti nel 1870-71, men zioneremo quello· che servì a girare la piazza di Metz. Fu nella campagna del 1877-78 che la Russia eseguì consi~ili lavori a scopo logistico, su una scala piuttosto larga, dimostrando i grandi vantaggi che se ne possono t rarre a.1lorquando la natura del paese non presenta g randi difficoltà ai predetti lavori e permette di costrurre tratti di ferrovie anche lunghi jn. tempo relativamente breve. Infatti, trovando insufficiente, pel rifornimento del suo esercito operante contro la Turchia, la ferrovia Jassis-Galatz, la Rnssia costruì il tronco Bender-Galatz, lungo 267 chilometri in soli 100 giorni, dei quali 58 di lavoro effettivo, e più tal'di, . prevedendo una campagna d'inverno, iniziò e compi A


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IMPIEGO Dlsl FERROV IERI lN GUERRA

in soli 50 giorni la linea Frateschti-Zimnitza, lunga 65 chi-. lometri circa. Le operazioni occorrenti per la costruzione di una ferrovia ordinaria sono : la ricognizione generale del terreno su cui deve sorgere la linea ed i r ilievi occorrenti; la compilazione del relativo progetto; il t racciamento dell'as~e stradale ed il pro:fìlamento del corpo strndale; i lavori di sterro e di rinterro per la formazi~ne p.i questo . corpo stradale; la costruzione ·delle opere d'arte, che consisteranno essenzialmente in pont i, viadotti e muraglioni di sost~gno _delle scarpate a mezza costa (talvolta a1:che di quel~e m tnncea od in rialzo); la posa dell'inghiaiata; la_ m~ss,a m _opera dell'armamento; la costruzi!one del.le s.taz1om (qualora ve ne debbano essere lungo il tronco costrutto) ; la messa ·~ posto del materiale fisso ~elle stazioni e degli accessori della linea. . Non è qui il caso di entra.re nei particolari di tah ope~ razioni. Diremo soltanto che, per economia di t~mpo ~ d1 spesa, si cerca di servirsi, della ste~s~ ferrovia _che s~ costrm_sc~ pel trasporto delle terr.e, della gh1a1a , e d~gh alt ri mat~na_h occorrenti successivamente per la co~truz10ne della ferrov~a stessa e quando è possibile, si intraprendono i lavori m . . due o più punti della linea dà costrmrs1. . I lavori che richiedono maggior tempo . sono quelh relat ivi alla formazione del còrpo stradale e ailla éostruzi~ne delle opere d'arte, tempo la cui durat a dipende essenzialmente dalle condizioni e natura d~l terreno percorso d~ll_a linea come pure dagli operai (ausiliari militari o borghesi) di cui si potrà disporre; per coseguenza tale clur~ta è molto vàriabile. Invece ultimati i lavor:i ora accennati ·e fatta la inghiaiata, per 1~ posa dell'armame~to_ si può_ r~ten~re che una compagnia di 200 a 250 ferrovieri, sudd~v1sa lll due mute, in modo che il lavoro possa essere c~n~muo pe~· 16 a 20 ore in ogni giornata, ne faccia 4:00 metri ~irca al g iorno. ·. Crediamo opportuno di aggiungere che, siccome ~p~sso conviene lav~rare a:nche di notte, per ridurre al . mrn1mo possibile il tempo occorrent e alla costruzione di . un dat o )

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IMPIEG O DEI FERROVIJJ;RI lN G UERRA

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t ronco di ferrovia, CO$Ì ogni parco di . compagnia di · ferrovieri comprende un ce;rto numero di lampade potenti,. o fa1·i, per illuminare i cantieri e i luoghi ove si lavora. Questi fari servo:10 ancora ·per illuminare i piani caricatori costrutti in prossimità ~elle stazìoni permanenti ed in piena linea e per sopperire alla de:ficenza d' illuminazjone nelle stazioni permanenti in occasione di grandi movimenti di truppa. Finora il fa1·0 Wells. era quello più generalmente adottato. Ad esso però si rimproverano i seguenti difett i : quando è in funzione fa molto ,rumore, il quale, nella quiete notturna, si ode a distanza non piccola; richiede un personale bene addestrato pel suo impiego; illumina il terreno soltanto entro i limiti di un :5ettore non molto ampio; è alquanto pesante (kg: 130 circa, compresi gli a,ccessori); il suo costo è piuttosto elevato (lire 750 circa). In questi ultimi- anni. si sono esperimentati fa1·i a liice acetilenica, coi quali sono in massima parte evitati i difett~. ora accennati e si x·itiene che non tarderanno ad essere regolarmente àdottati. Dopo la guerra russo-turca, (anni 1877-78), dopo cioè che i riparti , ferrovieri furono costituiti presso i principali eserciti europei, non avvennero sul nostro continente guerre nelle .q uali tali riparti potessero trovare un co nveniente impiego. Eppertanto, volendo dare un'idea concreta di -Hiffatto impiego, ci riferiremo a lavori eseguiti, nell'occasione di grandi esercitazio?i di pace, .dai ferrovieri degli eserciti francese e tedesco, i quali vanno a ga,ra nel fare annualmente su la.rga scala esercitazioni tecniche delle varie specialitiL di truppe del genie. . · .

1° ESEMPIO : Rapida cost1 u.zione di un tr·onco di st1·ada fe1·1·atà sul ca1npo di Chalons (1). - Nell'ottobre del 1896 nell'occasione della visit a dei sovrani russi a Parigi, dovend~ 1

----· -(4) Veggas i il fascicolo riel dicembrn 4896 nella .JUvista di arti»lieria e aenio, che 0 alta sua volta lo riporta dalla « l.\evue du geni e militaire ,. "' '


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IMPIEGO DEI F E RROVIERI IN GUERRA.

IMPJ_EGO DEI FERROVIERI IN GUJJ:RRA

aver l~ogo una grande rivista militare sul campo di Chàlons, per facilitare il trasporto dei numerosi invitati dalle stazioni ferroviarie più vicine di Bòuy e di Mourmelon-le-P etit alle tribune, che ne distavano parecchi chilometri, il ministro della guerra francese decise di far costruire un tronco di strada ferrata ordinaria onde collegare la linea ReimsChàlons col terreno ove sorgevano le tribun,e. Si era pensato dapprima di partire il tronco di diramazione dalla stazione di Bouy, che era la più vicina al terreno ora accennato; ma questa soluzione venne tosto messa da parte, stante il brev e tempo a d isposizione, ·che era di un a. settimana circa (2-8 ottobre). Fh accolta invece la proposta, fatta dalla compagnia delle strade ferrate dell' E st, di utilizzare un piano stradale abbandonato che, ·parecchi anni prima, aveva i;ervito per una linea destinata al t rasporto di t orri corazzate, da esperimentarsi sul campo di manovra, e che passava a poche centinaia di metri dalle t ribune : lo sviluppo del tracciato era di circa 6 chilometri. Accettata la proposta, il Ministero della guerra ordinò alla compagnia .dell'Est di .s omminìstrare il materiale d'armamento (rotaie, traversine, ecc.) al 5° reggimento genio (ferrovieri), il quale fu inùaricato della costruzione e dell'esercizio del tronco in quistione, tronco che doveva t erminare sul campo in .d ue bìnari capaci di conténere in stazione 5 treni, di 18 vetture ahp.eno ciascuno. La costruziòne di q uesto tronco richiese 2 giorn i di preparativi e 5 giorni di effettivo lavoro, per cui fu compiuta con un a r~pidità eccezionale. Stimiamo opportuno di riportare per disteso la descrizione dei lavori data dalle due riviste citate in nota perchè essa dà un'idea chiara dell' impiego delle compagnie ferrovieri nell'esecuzione di consimili lavori.

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Venei·dì 2 ottob1·e. - Ricevute le istruzioni dallo stato maggiore dell'esercito e dalla direzione del genio presso il Ministero della guerra, il colonnello comandante del 5° reggi· mento gem o dom~ndò che la sua truppa fosse trasportata

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nel giorn~ seguen t~ dalla sede (Versailles) al ca.mpo di Chalons. Posc1~, recat~s1 subito~ ersailles, preavvisava il capo della stazione cle1 magazzm1 che si tenesse pronto per formare un treno destinato a trasportare a l\fourmelon circa. 35 ufficiali, 950 individui di truppa, 30 cavalli e 7 carri di materiale, invitandolo a mandare questi 7 carri verso le ore 10 pomeridiane al poligono del reggimento. A.Ile 8" 30' p. il colonnello riuniva gli ufficiali nella caserma e loro dava notizia degli ordini che aveva preparato per la partenza del reggimento.

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Sabato 8 ?ttoln·e. - S ubito dopo la mezzanotte partivano con t~·eno d1rett.o 1 c~1pitano e 3 tenenti, per · riconoscere il tracciato della lmea progettata, e arrivarono a Mourmelon alle. 6 a. Se.guiva, partendo da Parigi, col primo treno ordinano, un cli.staccamento di 51 uomini, comandato 'da un capitano, coll' incarico di aiutare i quattro ufficia.li suddetti a t~~cci~re, nel pomerig~i~, una pa-~'te della via ed a preparare 1 impianto dei magazz1m e degli alloggiamenti pel reo-a-imento. bo

Que~to ~i era 11:obilìtato alle 9 p . del giorno precedente, aveva mvu1to vane ~quadre al poligono, l.e quali, prima delle ore 4 a., ave~ano caricato sulle 7 vetture suddette gli utensili da lavoro, l b lampade Wells per illuminazione ed altri materiali, ed alle 7 del mattino partiva agli ordini del tenente colonn~llo. . ~l col.onnello, invece, col diretto delle 8h 10' partiva da Parigi unitamente all'ingegnere capo delle costruzioni della ?omp~~gnia ~1~11' Est, accompagnato dai suò aggiunti. Lungo 11 tragitto s1 mformavano del materiale disponibile nei cliv.er.si punti d~lla r~te ferroviaria, della ma~~ d'opera reperibile per caricar~ 1 1~ateriali, dei carri ferroviari per traspor~o, ecc. ~u~·an.~e ~l viag~io . furono al tresì dati ordini per le pnme sped1z10111 d1 matenah . Arrivato a Monrmelon verso mezzogiorno, col distaccamen~o di _av~nguardia., il colon.nello ricevette il rappoHo degli u·fficiah che aveva3:1-o fatto la ricognizione e, dopo aver 37 -

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I MPIEGO DEI FERROVIERI lN GU)ò;RHA

percorso con essi una, parte del tracciato, si potè stabilire .assere possibile la costruzione della linea, salvo il caso di intemper i'e. Nello stesso tempo si stabilirono cogli ingegneri della Compagnia ferroviaria le disposizioni: per la spedizione giornaliera del materiaJe. Il reggimento arrivò alle 8 '/, di sera a Mounnelon, ove venne accantonato in condizioni poco buone. L e 10 compagnie, di cui si componeva (l') furono divise in 2 gruppi uguali. Ogni g rùppo- doveva lavorare : per un g iorno dalle ore 6 alle 10 '/, e dalle 5 A alle 11. cli sera; pel giorno successivo dalle 10 1/ 2 alle 5 1/1 p. ; i g ruppi si alternavano fra loro.

Domenica, 4 ottob1·e. -- Nonostante le fatiche di una notte impiegata nella mobilitazione del reggimento, e di un giorno passato in viaggio, il lavoro cominciò alle 6 del mattino <!Ol disfacimento dei binari che dovevansi t ogliere all'ori.gine della lineft, nella stazione di Mourmelon, e con vari lavori in terra lungo la, linea stessa. Gli utensili ed il materiale condotti da Versailles furono scaricati e messi in ordine, e nello stesso t empo si prepa. rarono serie di vagoni carichi di t raverse, guide, ecc. Due locomotive erano messe a disposizione del reggimento: una per r imorchiare le vetture destinate all'armamento, l'altra, per le mano·vre di stazione. S iccome poi era da temersi il cattivo tempo, il colonnello decise di richiedere, nello stesso mattino, il sussidio cli 5 com· pagnie territoriali di zappatori-ferrovieri, aventi la forza di "250 uomini circa, che compi vano un corso d' istru~ione a Versailles. Le prime guide dell'armamento furono posate alle 12 ¼ meridiane; alle 5 1/ 2 p erano costruiti circa 300 metri di binario ed il ~ inistro della guerra era informato che nella g iornata ne sa.rebbero stati eseg uiti altri 400 metri. QuE>sto (1) Una compagnia era ri rnas ta à Versailles pel carico del materiale, u n'altra trova. vasi a Cherbourg per i!lurninare cogli apparecchi Wells una trincea, durante il 11ass aggio del treno imperiale. .,

· lìlIPIEGO DE! FERROVIERI I N GUE!tRA

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risultato fu raggiunto a malgrado della pioggia incominci~ta verso le 9 e del vento che violentissimo si opponeva all' impiego conveniente degli apparecchi "\Vells.

LM~edì ~ ottob1'.e. - A. com1nciare da tale giorno, per meglio sostenere le for ze dei lavoratori · venne aumentata . ' la raz10p.e del soldato e furono fatte distribuzioni straordinarie di vino. . Il piano stradale inzuppato rendeva molto faticosa la circolazione, sicchè si dovette pensare allo scolo delle acgue, aprendo subito fossatelli e pozzi d'assorbimento. 'l'uttavia alle 12" 40' la testa del binario era già alla progressiva 1400 metri e alle 5 X il colonnello telegrafava che essa g iungeva a 1900 metri dall'origine, e che alle · 11 di sera sarebbe stata probabilmente a 2300 metri. 1 A lle 5 / 2 p ., allorchè le 5 compagnie del 1° gruppo cessarono dal lavoro, esse lasciarono l'accantonamento di Mourmelon-le-Petit per recarsi ad occupare alcuni baraccamenti del campo. , 1 Giunte alle 6 / , le compagnie territoriali, sostituirono a Mourmelon le 5 compagnie permanenti, e furono subito occupate a scaricare. serbatoi di ferro per le macchine della stazione estrema, ed a sgombrare la stazione di l\fourmelon, al fine di permettere lo sbarco dei numerosi tren i di t ruppa che dovevano arrivare nei giorni successivi. , Nella sera e durante la notte arrivarono circa 100 operaj, forniti dalla Compagnia dell'Est, i qualifm:ono specialmente impiegati nella costruzione della inghiaiata e nella sistemazione definitiva della linea. '

1Wa1·tedì 6 ottobre. - L e compagnie territoriali andarono ad accantonarsi in un maneggio del campo) e non cominciarono a lavorare che a mezzodì. Così pure le 5 compagnie p erman enti del 2° gruppo si _recarono ad occupare alcuni baraccamenti . A malgrado di questi . movimenti, il lavoro non andò soggetto ad alcuna interruzione. 1 Alle 10 / 2 il binario raggiungeva la lunghezza di 2800 metri, 'l'inghiaiata era eseguita · pei primi 600 metri. I


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n!PIEGO DEI FERROVIBRI lN GUERltA

IMPIEGO DEI FERROVIERI IN GUERRA

Benchè l'arrivo dei treni militari avesse disturbato molto. le manovre ed il passaggio dei tlì,eni carichi di materiale e di ghiaia, alle 11 di sera il binario raggiungeva la stazione estrema e l'inghiaiata si ~stendeva per più di un chilometro. Nello stesso giorno, di conserva collo stato maggiore dell'esercito, si diedero le disposizioni riguardanti la stazione estrema e i passaggi a livello necessari per il corteo e le colonne che dovevano recarsi alla rivista e ritornarne.

sizioni per garantire l'esercizio ed il servizio di sicurezza della linea. Un capitano venne incaricato di dirigere tutto l'e·s ercizio; due altri di fungere da capo-stazione nelle stazioni di partenza e d'arrivo: un tenente fu aggiunto a ciascuno d i essi, ed un altro tenente diresse la fermata del Quartiere Nazionale~ La custodia della via e dei passaggi a livello venne affidata ad 1l compagnie (7 permanenti e 4 territoriali); un'altra compagnia venne i.ncaricat a del servizio telefonico e degli apparecchi Wells. ·

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J.11e1·coledì 7 ottobre. - Alle 9h 15' del mattino il binario era. costruito per 4370 metri e l'inghiaiata si estendeva per 2 chilometri; le ultime guide erano a pòsto alle 4 della sera. Durante la giornata si cominciò la costruzione di marciapiedi di sbarco. Il loro rivestimento verso il binario si componeva di due file di traverse sovrapposte e m~ntenute a posto con paletti. Invece dalla parte esterna ~l terrapieno era molto inclinato ; la terra necessaria si prendeva al piede stesso del rileva.to e il fondo dello scavo veniva regolato in proseguimento della superficie del r ialzo. La superfic ie dei marciapiedi fu rivestita con zolle erbose ed il terrapieno r icoperto per la maggior parte · con ghiaia. Ognuno dei binari della stazione estrema era :6.a.ncheggiato da un marciapiede di 450 metri e un altro marciapiede di oltre 200 metri era posto prima della diramazione. Queste disposizioni hanno permesso di sbarcare rapidamente e (Ì' imbarcare simultaneamente i viaggiatori condotti dai 5 treni · che percorsero la linea nella giornata del 9 ottobre. Inoltr~ furono cost ruit e con traverse i respintori alle estremità dei due binari e si collocarono nella stazione estrema i serbatoi per acqua, d isponendoli sopra cataste di traverse. Giovedì 8 ottob1·e. - Si proseguirono i lavori ora detti; terminando la formazione dell'inghiaiata e l'assestamento del binario, e mettendo in operà .i pali indicatori delle distanze e delle pendenze. Infine si impiantò una linea telefonica lunga 6 chilometù e con tre posti di corrispondenza. Durante la sera e la notte si decorarono le stazioni estreme e la fermata del Quartiere Nazionale, e si diedero le dispo-

Riassunto dei lav01·i eseguiti. - Da quanto si è detto risulta che in cinque giorni vennero eseguiti i lavori seguenti: 1° posa di 5700 metri di binari o e di 2 diramazioni complete; 2° sistemazione con tavoloni di 4 passaggi a livello (tre lunghi 18 ed uno' 8 metri); 3° costruzione dell'inghiaiata sopra tutto lo sviluppo della linea : all'origine, in una curva di 150 . metri di raggio, il lavoro venne eseguito completamente, impiegandovi complessivamente circa 1000 m~ di ghiaia presa nei dintorni di Troyes ; 4° costruzione di più di 1100 metri di marciapiedi rivestiti; 5° inst allazione e r iempimento di serbatoi d'acqua per l'alimentazione delle macchine nella stazione estrema · 6° collocamento di respintori in questa stazione; ' . -7° impianto d'una linea telefonica lunga 6 chilometri, c on 3 stazioni; 8° decorazione delle due stazioni e di una fermata.

2° ESEMPIO : Oost1·itzione di 1tn 1·accordarnento fer1·oviario presso Kilstrin in Germania (1). - Questo esempio è specialmente interessante perchè comprende la costruzione di un lungo ponte sull'Oder con materiale di circostanza. . (t) Veggasi il fascic.o lo del maggio !900 della llivista di artiglieria e genio, che riassume in proposito 110 ar ticolo della Krieg1technische Zeitsch,·ifl di Berlino (fasci colo t• ·dello stesso anno).


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lMl'!EOO DEl FERROVIERI IN GUERRA

Il p redetto raccorda.mento venne es~guito, per . es~rcita- . zione, da parecchie compagnie della bngata ferrovieri prussiani nei mesi di agosto e settembre 1899. Il tronco di ferrovia da costruirsi dovette servire a raccordare a 6 chilometri circa da Kiistrin, la linea Ki.istrinFrancoforte sull'Oder colla linea Ki:istrin:Reppen, che corrono entrambe in direzione da nord a sud, l'una sulla sinistra l'altra sulla destra dell'Oder. Quindi la principale difilcol{à da vincersi consisteva nella costruzione di un ponte pel passaggio del fiume ora~etto. . . P er risparmio di tempo e d1 spesa, s1 suppose che 11 tr_onc_o di ferrovia non dovesse essere percorso se non da treni militari ridotti e si lim1tò la costruzione del raccorda.mento alla parte di questo, posta sulla destra d~l ~ume. Pel lavoro di che si tratta venne costituito uno. stato maggiore di reggimento e si impiegarono 6 compagnie _fer~ rovieri, portate all'effettivo di guerra con_ ~omplem~nt1 d1 altre compagnie della brigata e con uomini della nserv~: in tutto 50 ufficiali e 1500 uomini di truppa. L e compagme dovevano giungere sul terreno del lavoro successivamente, e cioè, la prima il 1° agosto, altre quattro il g iorno 5 e l'ultima il 10. Alla direzione dell'esercitazione si era comunicato il tema stabilito dall'autorità superiore jl 31 luglio ed erano pure state notificate le disposizioni prelirnina1·i date per il concentramento d el materiale (legname e ferro) sul posto del lavoro utilizzando la via acquea offerta dall'Oder. . La direzione procedette ad una ricognizione particolareggiata del terreno per stabilire il tracciato del rac~ordamen to e stabilì le disposizioni generali da prendersi per la cos;ruzione del ponte. Il terreno era piano e scoperto, onde la costruzione del tronco, dalla stazione di_ Gori~z (sulla linea di Reppen) al :fiume. non presenta:va d1fficolta; altrettanto però non poteva dirsi pel passaggio del fiume! che essendo in quel punto :fiancheggiato da argini distanti fra 'loro 450 metri, richiedeva. la costruzione di un ponte lungo 626 metri, comprese le rampe d'accesso.

IMPIEGO DE I FKHROVlElll IN OOEIIRA

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Siccome poi si voleva che, durante tutto il tempo dell'esercitazione, la navigazione sullJOder non fosse interrotta, così erasi prescritto di lasciare sotto il ponte un passaggio di 20 metri di larghezza e di altezza uguale a quella degli argini (che sporgevano 6 metri sul pelo dell'acqua). < Per la costruzione del ponte, s' impiegarono come sostegni cavalletti appoggiati su palificate infisse nel letto del fiume; tuttavia, poichè non dovevansi guastare gli argini, e per conseguenza non vi si potevano affondare i pali, si munirono le scarpate di questi argini con cavalletti appoggiati su dormienti. Il collegamento longitudinale e trasversale dei corpi di sostegno venne eseguito con travi risegate secondo l'asso. Il passaggio di 20 metri venne formato con una travata del sistema Howe a piano stradale inferiore, stabilita in modo che il livello superiore delle rotaie si trovasse a metri 7,60 al disopra del livello medio delle acque. I lavori furono ripartiti M l seguente modo fra le 6 compagnie. La prima compagnia arrivata a Ki.i.strin il 1° agosto vi si accantonò e si occupò subito della preparazione della travata Howe, del trasporto delle imbarcazioni e dei materiali fino al .luogo scelto per la costruzione del ponte, non ohe dell'esecuzione dei favori di tracciamento della linea. Il giorno 5 andò a stabilirsi a Goritz, lasciando un distaccamento a Ki.istrin per terminare la preparazione della travata . Nello stesso giorno essa fu raggiunta da altre quattro compagnie che si accantonarono n ei d intorni di Goritz. Nel giorno 7 queste cinque compagnie principiarono i lavori del ponte. I nfine la sesta compagnia, giunta il giorno 10, fu incaricata dell'impianto della linea ferrata d ella stazione di Goritz al ponte, cioè per una lunghezza di 3 chilometri. L'affondamento dei pali si effettuò col mezzo di battipali dei parchi da campagna collocati su specie di portiere, generalmente formate da due barche. Per accelerare il lavoro si fecero agire simultaneamente 12 battipali, di cui


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lMPIEGO DEI FEltlWVIERl IN GUERRA.

IMPIEGO DEI FERROVIERI IN GUERitA

4 sulle sponde e 8 sul :6.ume. La natura del sottosuolo e del fondo era d'altronde molto favorevole ad una operazione di simile genere; tuttavia l'a:ffonq.amento dei pali si dovette portar~ :fino a 6 o 7 metri per dar loro la' resistenza necessaria. Questi lavori furono dunque lunghi e difficili e richiesero un gran consumo di legname; inoltre essi furo no guastati da una piena del. fiume, durante la quale l'altezza dell'acqua salì di metri 1,20 e la velocit,à della corrente si elevò fine a metri 1,50. · La costruzione dei cavalletti e la composizione delle impalcate forono eseguite simultaneamente dalle varie compagnie. I cavalletti pesavano in media 1650 chilogrammi; per metterli in opera si fece uso di una gru da campagna. Le travi longitudinali, la cui lunghezza variava da 8 a t6 metri, furono poste in opera col mezzo di capre e speciali altri congegni. I nfine, durante la costruzione del ponte- si erano impif1ntati, in parte su sostegni fissi ed in parte su sostegni galleggianti, gli apparecchi per collocare sui suoi appoggi la travata Howe, di modo che bastarono due giorni per tale manovra. Il 29 agosto questa travata era in opera., ed il passaggio definitivo riservato alla navigazione essendo così diventato completamente libero, i battelli cessarono di passare da una breccia di 30 metri che era loro· stata provvisoriamente lasciata in vicinanza; perciò si mise mano tosto alla chiusura ,di questa . breccia e n ello stesso giorno la travata Howe era collegata alle altre parti dèl ponte. I lavori del piano stradale essendo pnre interamente terminati, il ponte fo sottoposto, il giorno 30 agosto, ad una prima prova di resistenza, facendovi transitare un treno di 40 assi rimorchiato da una locomotiva per treni mer ci con tender. A par tire dal 31 agosto, si impiegarono 7 giorni di lavoro per stud1 relativi alla montatura e alla smontatura della travata Howe ed 11ll'esame di certe disposizioni prese durante la costruzione del ponte. Si scompose pure com-

pletamente la travata e si ricostruì in modo diverso facendola sostenere all'altezza voluta da tre _grossi barconi riuniti a guisa di portiera ri.1obile. Il g iorno 8 settembre il ponte era finalmente in ordine e la intera linea poteva essere aperta al traffico. .Nello stesso giorno si fece sopportare al ponte, come nuova prova, il passaggio di 50 mezzi treni militari in 7 ore. Una circolazione così intensa non diede luogo che a modificazioni insignificanti; questo fatto testimoniava della perfetta stabilità dell'oper~. L'utilità dell'operazione e l'importanza dei lavori eseguiti mostrano come in Germania si faccia molto asseo-nao mento sui servizi che saranno capa_c i di rendere, durante una guerra, le unità dei ferrovieri, allorchè si tratterà di riparare fapidamente le linee distrutte o di crearne delle nuove, servendosi delle risorse reperibili sul luogo e delle provviste di materiali diversi esistenti nei parchi delle armate. »

COMPITI DELLE COMPAGNIE DI

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Esrmcrzro.

Una compagnia ferrovieri di esercizio, in tempo di guerra, può essere impiegata come ausiliaria nel servizio di una o più linee di una rete ferroviaria ~sercitata da una società, nel. qual caso essa passa alla dipeÌtdem;a del direttore ge-. nerale della società medesima, e ai ·vari ufficiali, graduati di truppa e soldati della compagnia sono affidati ince.richi corrispondenti al loro grado e alla loro attitudine. Si avranno quindi: a) ispettori e sotto ispettori per la direzione generale del servizio; b) capi stazione, sotto capi stazione, capi manovra, capi deposito della trazione ) teleo-rafìsti b ) scritturali, lampisti, ecc., pel servizio della stazione; e) mac. chinisti, fuochisti, capi conduttori e conduttori, guardiafreni, verificatori, ecc., quale personale viaggiante; d) guardiani, guarda scambi, guarda-fili, sorveglianti pel servizio


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IMPIEGO DEI FERRO.VI.ERI IN GUERRA

IMPIEGO DEI FERROVI ERI IN GUERRA

di vigilanza lungo la linea; e) brigadieri ed operai (o can- . tonieri) per la manutenzione della linea. In altri casi, invece, specialmente in prossimità del nemico e, in territorio occupato in seguito ad un'invasione; anche in lontananza del nemico, le compagnie ferrovieri di esercizio potranno essere in caricate di esercitare da sole una · dat a linea od una determinata.rete ferroviaria. Allora la responsabilità di dette compagnie è molto maggiore, e gli ufficiali di esse debbono essere bene al corrent e di t utto l'andamento di un. simile servizio, perchè questo proceda regolarmente, o, quantomeno, tenuto conto delle difficoltà che deriveranno dallo stato di guerra e dalla vicinanza del nemico, col minor n umero di inconvenienti possibile. L'Ùfficiale più elevato in grado o più anziano sarà il direttore generale del servizio, e ripartirp., gl' incarichi relativi sia a,l servizio di stazione, sia a quello di sorveglianza e di manutenzione lungo la linea, sia a quello dei treni, fra i suoi dipendenti, avendo l'avvertenza di non sottrarre gl' individui dalla dipendenza de' rispettivi superiori d iretti se non in caso di assolu ta n ecessità. · Sarebbe t.roppo lungo enumera.r e tutti gl' incarichi che, nell'esercizio di una linea o di una rete, vengono suddivisi tra gli uomini di urn1 o più compagnie ferrovieri. Chiunque può rièhiamarsi facilmente. alla memoria che cosa fa il capo di una stazione, il ca.po conduttore di un treno, il macchinista, il fuochista, il frenatore, il guardiascambi, il guardiano di un passaggio a livello, ecc. ; e ·figurarsi la grande responsabilità che ciascuno di questi impiegati ha nel. disimpegno del ser.v izio che g li è asseanato b ' e che talvolt,a basta una piccola svista od una semplice dimenticanza perchè avvenga un disastro. ·Ciò in tempo di pace. Si pensi ora che le stesse responsabilità, in tempo d i guerra, . sono r ese più gravi dal fatto che una scorreria nemica può avere di mira una stazione od un punto di linea ferroviaria, per impossessarsene o per interrompere questa linea , e si avrà un' idea della import anza de' còmpiti assegnati ai ferrovieri militari.

Al fin e di impratichire le compagnie ferrovieri nel servizio di che si tratta, presso i principali. eserciti di Europa si fa esercitare, in pace, alle compagnie stesse una o più linee ferroviarie e si impiega sui treni percorrenti altre linee un certo numero di fuochisti e di macch inisti militàri. Così, in Italia, la brigata ferrovieri di stanza fissa a Torino è da parecchi anni inOfLricata dell' esercizio della ferrovia Torin o-'l'orre P ellice,' con diramazione BricherasioBarge (in t utto chilometri 60 di linea) ; in Germania fin dal 1875, i ferrovieri militari esercitano la ferrovia che da Berlino mette al poligono di Kummersdorf ed a J literborg lunga 70 ~hilometri (da essi stessi in gran parte costrutta): la quale smo a Zossen seg ue il t racciato d<') lla linea Berlino-Dresda., e quindi per questo trat to è aper ta anch~ al pubblico.

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B)

FERROVIE PORT.A.'.l'I LI

o

D..A. CAMPO

(1).

La rapidità con c~1i si svolgono le guerre odierne è title che non è più possibile costruire, a scopo logistico tronchi di fe:r;rovi.a ordinaria, poichè avverrebbe spesso che, ~uando tali tronchi fossero ultimati, essi, per la mutata dislocazione delle t~uppe, non servirebbero più allo scopo per cui furono costrutti. D 'altra par te, la crescente difficoltà di provvedei·e ai rifo1:ni1~enti d~ ogni genere delle grandi masse degli eserciti od1errn obbliga a fare un largo assegnamento sulle comunicazioni ferroviarie. . P_er co~~ilia~e ~e due esigenze or ora indicate, in questi ult 1_m1 anm 1 pnnc1pali eserciti d'Europa sono ricorsi, all'impiego delle ferrovie portatili, il cui materiale d'armament o, come già fu menzionato nei Cenni stor·ici, viene posato sull~ (!) Tra gli altri si possono. consultare i seguenti articoli: . a) Le'{err?~ie di costru:i:ione .speditiv a ver gli usi militari, del capitano ciel genio E. On1L1A, • R1v1sta art1ghcna o genio , , settem bre i885. b) Les chemins de f er à voie él-l'oile au voint de vue mili/aire, , Revue milliairc de l'étrangcr . , !894, voi. I.


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IMPIEGO DEI FERROVIERI IN GUERi!.A

strade ordinarie o sopra u11: apposito piano stradale di rapida costruzione. Il predetto materia.le viene provveduto in buona parte fin dal tempo di pace, e allo scopo di poter, in caso di guerra, fare un servizio cumulativo colle ferrovie economiche, presso alcune nazioni si dà una forte sovvenzione chilometrica a quelle società che adottano lo stesso tipo di armamento militare. Lo scartamento di questo materiale è di metri- 0,60 in Francia, di metri 0,65 e 0,75 in Germania, e di metri O, 75 in Austria (1) . Il servizio delle' fenovie portatili è affidato alle compagnie ferrovieri, per le quali esso va acquis~ando un' importanza sempre maggiore. Nella guerra di campagna, le ferrovie portatili sono più specialmente destina.t e a collegare gli stabilimenti d'intendenza delle armate e dei corpi d'f1rmata alle stazioni t esta di linea ferroviaria situate a tergo dell'esercito operante. Qualora !>Oi un grosso riparto di truppa proceda all'assedio regolare di una piazza for te, le ferro vie di che si tratta sono inoltre destinate, in manéanza o in deficenza di ferrovie ordinarie, a facilitare il trasporto sotto la piazza del materiale d'artiglieria e del genio occorrente per l'assedio me~esimo. Occorre appena ac.cennare al grande risparmio di quadrupedi che ne deriva all'esercito che faccia largo impiego di ferrovie da campo nei servizi di tappa. I quadrupedi che in tal modo risultano disponibilì possono allora essere dati di rinforzo o come riserva alle unità combattenti. Un altro vantaggio che si consegue coll'adozione di siffatte ferrovie si è quello di non essere obbligati di ricorrere ad un carreggio troppo numeroso che ingombra le retrovie. La costruzione di una ferrovia portati'le è semplice. Se l'armamento dev'essere posa.te, come avviene di solito, su una strada ordinaria, basta collocare i pezzi di detto armamento l'uno di seguito all'altro, collegando ogni: pezzo coi

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due attigui, ed eseguendo q ualche lavoro di adattamento perchè detto. armamento risulti ben appoggiato sul piano stradale. Il binario deve risultare sopra uno dei lati della strada onde permettere il libero passaggio al carreggio. Per quei tronchi, invece, i quali devono avere sede propria, ·una squadra di t1·acciat01·i, composta di alcuni uffici.ali, preferibilmente montati, e di un certo numero di uoi;nini di truppa, precede i riparti de' ferrovieri destinati alla costru. zione della ferrovia, per tracciare i tronchi suddetti. L'operazione del tracciamento è molto delicata perchè chi la eseguisce deve aver ben presente tutte le condizioni a cui deve soddisfare sia il tracciato sia il pr9filo dalla linea dipendentemente dallo scartamento di questa, dal peso . dei treni che la deve percorre~·e e dal sistema di trazione da. impiegarsi. Così, come dato dell'esperienza: si ha che, per una linea di metri 0,60 di scartamento e da esercitarsi con locomotive: il più piccolo raggio di curvatura adottabile è d i 30 metri. Con un raggio minore di questo occorrerebbero locomotive più complicate e per conseguenza più costose; inol tre, con curve così sentite, gli sfregamenti delle ruote contro le rotaie crescono in un rapporto molto grande. Quanto alle pendenze, supposto che iJ peso de' singoli treni non superi le 70 tonnellate, fino al 20 /oo (venti per mille), esse non presentano sensibili inconvenienti e possono quindi avere una lunghezza q ualunque. Le rampe con pendenza compresa tra il 20 e il 25 '1/00 non conviene siano lunghe più di 500 metri: se superano questa lunghezza., è bene inser irvi ·tratti orizzontali di lunghezza doppia di quella del treno. L e rampe superiori al 25 °/00 sono da scartarsi, per quanto è possibile, nell'interesse della regolarità del servizio. Quando non se possa fare a meno, bisognerà farle sempre più corte a misura che cresce la pendenz~, tanto che se la pendenza · raggi.unge il 40 °/ la loro lunghezza non dovrà superare i 100 metri ; s.i potrà arrivare a pendenze del 55 °; , solo per tratti di lunghezza uguale a quelle del treno e nel caso che la macchina possa prendere lo slancio. 0 ,, ,

Il maggior scartamento adottato in Austria si deve forse al tatto che il suo esercito è più probabìlmenLe destinato ad operare alla frontiera sud-est clell'impero, ove .le vie rerrat.e e quelle ordinarie difettano, per cui le ferrovie da campo dovranno supplire alla (Jeflcienza delle une e delle altre. (l.)

0


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l)[PJEGO DEI FERROVIERI IN GUERRA

di pendenza, S 1. d evono poi evitare i cambiamenti bruschi bl. · f come pure le rampe in curva. Quando si sia ob 1gat1. a are una rampa curvilinEla, bisogna adottare per la cmva un racrcrio non minore di 200 metri e per la rampa una ~en~ 00 · ma del 17 °1 • inoltre i trat ti di linea attigui oo , , d enza massi alla rampa predetta _o devono essere ret_tilinei, oppur~~ se curvi.. avere un raggio di cm·vatma superiore a 200 metn. Qu~lora, operando in zone montane, si d~vessero ad_ottar~ pendenze superiori ol 56 °foo bisognerebbe r_1con-ere a s1ste1~1 speciali di armament o e di inateriale mobile per aumentar e l'aderenza fra le ruote e le guide.· . . Alla squadra de' trncciatori seguono i riparti ~er~o.vien (rafforzati, se occorre, da ausiliari di al~re_spe~iah_ta del · di altre armi o di operai borghesi), mcancat1 della gem0 ' 0 , . d l costruzione dei ponti o viadotti e della prepal'az1one e corpo stradale. . . . . . _ . I ponti saranno fatti, secondo 1 casi, coi mater'.ah l'~gola mentari degli equipaggi da ponte o con apposite travate metalliche per via ordinaria convenientement~ ra~orzate (1)'. oppure con materiale di circostanza. Per l' 1mp1ego d~g~1 equipaggi da ponte, occorre naturalmente l'.opera ~e' pontieri: Nella preparazione del corpo stradale a.ovni cercare d1 utilizzare, per quanto si può, la superficie del terreno na-

s:

turale. . d 11' · Secruono infine i riparti incaricati della posa e ar~amen t0o, la quale operazione si eseguisce nello stesso . .modo lll· dicato per l'analoga o·perazione sulle strade ord1_nane. . . È difficile stabilire, in modo positivo, quale sia la veloc1ta di posa dell'armament o di una ferrovia. da ca~po non essendo ancol'a stato adottato presso di noi un s1ff~tto mate~ ria.le (2) nè essendovi accordo fra i J.~ti che a~ ng~a~·do_ c1 provengono dall'estero. Così, i:n~ntre m _A.ustn~ s1 ,e n~sciti _ da quanto scrivono le riviste tecmche - a posar e m Gli eserciti, presso i quali il materiale por ferrovie 11o~t,i~ili -~ gli\ stato applicato "a •c•l·i llanno adottate pure travate metalhcho speciali, piu robuste d, quelle "' -.'L • , '• . • • • • ,zia in servizio pnl riattamento d1 ponti d1 sl.ra(le onl1~1,me. l1) Giova si>erare però che _sara adottato quanto prnna. (i)

su Iar0

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un'ora 1 chilometro di linea col materiale Dolberg, in Germania non si è arrivati che a 650 metri. Quest'ultimo dato però sembra più attendibile, per cui si può ritenere che, con squadre di ricambio, si possono armare circa 15 chilometri di linea in 24 ore. Dipendentemente dal maggior o minor t1·affi.co che dovrà esservi sulla linea, lungo questa si poseranno, più o meno vicini tra loro, tratti di binari doppi per lo scambio de' treni . Sarà poi bene che lungo la ferrovia corra una linea tele~ grafi.ca o telefonica. • In umi ferrovia da campo non' occorrono certo le stazioni, nè per conseguenza i relativi materiali fissi, eccezione fatta delle piatta/onne, le quali serviranno .a cambiare direzione ai carri e alle locomotive, ed eventualmente anche gni mobili per caricare e scaricare i carri . In· alcune stazioni poi, converrà stabilire depositi di carbone e serbatoi d'acqua se si usa la trazione a macchina. Circa la trazione, si può ricorrere a t re sistemi diversi, ognuno de' quali offr e speciali vantaggi sotto certe condizioni, e può usarsi contemporaneamente agli altri. Essi sono: le locomotive, i quadrupedi e gli uomini. Non si ritarderà ad impiegare un quarto sistema di trazione : le automobili (1). Le locomotive banno l'inconveniente che il rumore ed il fumo svelano facilmente la loro presenza, ed inoltre non possono essere impiegate che su linee le quali soddisfacciano a determinate condizioni di tracciato e di solidità, spesso incompatibili con una posa rapida, quale si vuole avere nelle ferrovie che si considerano al :fine di seguire a distanza utile il movimento delle truppe. L'inconveniente del rumore e del fumo ha pel'Ò poca importanza, poichè in massima tali linee si trovano piuttosto lontane da.l nemico. L'altro, invece, relativo al tracciato e 1\lla solidità è più grave, ma passa in seconda linea quando si tratta di linee sulle quali il traffico dev'essere molto grande (l) Le automo!Jili. come i quadrupedi, traineranno i com•ogli camminando a lato <lei hinario e quindi esercitando uno sforzo in direzione obliqua.


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e non sia necessario costruirle colla massima rapidità. Così, ad esempio, converrà ricorrere a simili linee da esercita1•si con locomotive nel caso che si debba provvedere al trasporto di materiali d'assedio e di munizioni da fuoco e da bocca sotto una piazza fo~'te. Infatti la produzione di una linea esercitata con locomotive è molto maggiore di quella della stessa linea esercitata con trazione animale (quadrupedi od uomini), sia per la maggiore velocità della locomotiva -- in media 10 chilometri all'ora, mentre la velocità del cavallo (o mulo) e dell'uomo. non può superare i 5 chilometri - sia pel maggior peso che la locomotiva può trainare, .::om.e appare dal se-· guente sp~cchio (1) : N. di tonnellate trainate su pendenze del O •10 (a li vello).

Locomotiva . Cavallo (o mulo) Uomo.

l. ¼

2

¼

200

39

10 2

2

4.

¼

Una locomotiva equivale adunque, tenuto conto della velocità doppia, a circa 40 cavalli ed a circa 200 uomini. La trazione animale è quella più generalmente impiegata n ella guerra di campagna, in vista del materiaìe stato adot tato dai principali eserciti europei . nell'intento di averlo leggero il più possibile e tale che si potesse posare colla massima rapidità. Delle due specie di trazione animale, quella con quadrupedi conviene allorquando la linea segue strade ordinarie abbastanza larghe e ben conservate, in -modo da permettere. ai quadrupedi di correre sopra una pista di 1 metro circa di laghezza, pur lasciando uno spazio sufficiente pel passaggio contemporaneo della truppa e del carreggio, e . senza che tale pista diventi in poco tempo non non più percorribile. In tutti gli altri casi si è obbligati a impiegare la tra~ zione a braccia d'uomini, alla quale si ricorre inoltre tutte le volte che difettano i quadrupedi. (l) Veggasi , Rivista di artiglieria

e genio,

giugno !899 , .

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Stando a quanto è asserito nel citato a,rticolo della Revue militafre· de l' ét1'ange1·, in Austria è o·eneralmente seo-uìto i~ s~stema di trazione con. uomini, st;~tè le condizioni speCla~l ~elle strad_e ché solcano il teatro più probabile di operaz10m, :e quali strade sarebbe~·o presto messe foori servizio qualora fossero molto percorse da qnadrupedi. Il personale occorrente col sistema di trazione ~nimale c~n viene che sia, in nnssima, borghese, e solo in defìcenza, d1 questo si supplisce con personale militare. . Da qu~nto precede _risulta che, mentre per la ~ostru zione di un~ 1:nea ferrovana da campo occorre un personale ferrovien prnttosto n umeroso, per l'esercizio della linea stess}1 ne occorre uno molto limitato, specialmente se si trattiL di trazione animale, poichè questo sistema non i-ichiede nè macchinisti nè foochisti. Ciò. spiega perchè, mentre pel passato, quando il còmpito prmc1pale de' ripar ti ferrovieri era quello dì costrurre ed eser~i:'are ~e1:rovie ordinarie, si costituirono compagnie d;eserc1z10 chslante da quelle del lavoro oo-CYidì invece i11 : bb ' ' prev1s1on e ohe nelle foture gnerr0 i predetti r iparti saranno m gran parte impiegati nella costruzione ed esercizio delle ferrovie portatilì da campo, si t ende a sopprimere l'ora acce~rnata, distinzione, ricostituendo le compagnie 'ferro\,ieri miste. I n tal modo, in caso di ocruerra si avrà un. mao·o·01~ bb1 . . numero di compagnie che possono essere in1;aricate di lavori. ferroviari presso le · armate. A nche per le ferrovie por tatili, come già abbiamo fatto per quelle ordinarie, daremo alcuni esempi d' im1:>ieo·o di . o compa~me !errovier_i nell a ·costruzione di dette linee, prendendoli da esercitazioni eseguite recentemente in Germania la guale possiede una larga dotazione di materiale ferro~ viario leggero. . ~

.1'' ESEMPIO. (1) - Nell'agosto 1895, duran te ìl periodo delle grandi m1tnovre tedesche, 10 compagnie di ferr0\7ieri oo(-1) ·vcggasi « Rivista d'artìglieria e genio ,, ottobre l.895.

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ANNO j'L\'ll


DJl'IEGO DE I FERROVIERI JN GUEllRA

.strussero un a ferr ovia da campo (scartamen to me~ri 0, 65) da Janickendorf a, L oburg, lunga 95 chilometri . I l tracciato era fatto da una squadra composta di 4 a G ufficiali e lli alcuni uomini di tru ppa,, i quali precedevano di due marco le compagnie. I tratti di binar io (Nimpate) g ià com post i della hrno-hezza · di 5 metri erano trasportati da carri in ragione di 30 ciascnno i ogni carro veniva scaricato in 10 minnti circa, ed· i 150 metri di biua;rio che esso conteneva venivano messi in opera quasi contemporaneamente. . Delle 10 compagnie, G erano al lavor o e 4 al riposo i delle prime 6 alcune erano più spocialmente inca~·icate d~ costrnir~ i l?onti pel p assaggio de' corsi cl'acq~a (m mass_n3:a p~n:,1 di circostanza; uu solo ponte metallico scompomb1le d1 GO metri fn messo in opera): mentre le altre a tfiendevano alla posa dell'armamento. . .. ~ . . I primi 50 chilometri di linea vennero costnut1 1n o g10rnL ed i r imanenti 45 chi]ometr i in 3 g iorni (velocità media di costruzione circa 12 chilometri al giorno). 2° EsE1lPIO. (1) - Nell'estate 1897, 16 compagnie ferrovieri tedesche, di cui 12 prussiane, 2 sassoni, 1 bavarese ed 1 vurtemberghese , furono riunite per eseguire manovre speciali, alJo scopo di accertarsi qnale pote~a esser~ la velocit à di costruzione di una ferr ovia portatile, destinata n, colleo-are un corpo di assedio colle fenov'i e ordinarie, e di stud:re le condiziou i nelle quali si effettuereb be il tra!lpoito del materia.le di artiglieria necessario per aprire il foo co con tro la piazza · investita. Il binario partiva dalla stazione di 'Wemer-Zinna, della linea militare Berlino-JùLerborg, passava per J i.'lterborg, Trenenbrietzen, .Belzig e ter min ava a Sichartsdorf, ove il reggimento di artiglieria a piedi attendeva aUa costruzione delle batterie necessarie.

(i/ v cggasi , ncvue mil it,1ire dc l'ti trange r ,., novembro .\897.

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La v ia, lunga 83 chilometri, fu costruita in 9 giorni, com presa una domen ica in cui le compagnie fecero riposo. Quindi la celerità di costruzione fu un po' maggiore di 10 chilometri al g iorno. ll terreno era pianeggiante, ma non scevro di clifficoltà, specialmente per alcuni bassifond i e por numerosi ruscelli cbe si dovettero passare; venne anche gettato un ponte metaUico. Jl 28 agosto arri,7 a1·ono le compagnie incari.cate dell a costruzione della piattaforma. stradale, e 2 giorni dopo le compagnie che cl ove vano procedere al la p osa doll' armamen to erano a piè d'opera. V 8 settern bre la linoa era ultimata. Dal 9 a l 16 del mese oradetto, 14 treni carichi di mater ia le percorrevano ogni giorno la linea, così che il giorno 16, -0ioè 20 giorni dopo l' inizio dei lavori, l'artiglieria potè aprire il fuoco contro le opere attaccate.

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C) AliTOì\l'ODILI . (1)

J,e automobili subirono tali perfezionamenti in questo -ultimo quinquennio dA, farle en trare.r isolutament e nel cam1Jo della, pratica, por cui vediamo i principali eserciti d'Europa anditre a gara nol procedere a studi e fid esperimenti per dedurre quale impiego si possa fare in guerra sia de' principali tipi di siffatti veicoli g ià in uso per i bisogni del commercio o _dell' industria oppure come veicoli di spo1't, sia di altri tipi da costruirsi ad esclusivo uso militare. Dal risultato de' suddetti studi ed esperienze dipenderà l'impiego su una scala più o IQ.eno larga che verrà fatto in guerra dei vari tipi di automobili. F ino cla ora però,. in (i) Voil'gasi , a) L'a utomobili.,me a 11 3ioint de v'lle m ili/aire. militait·cs,, 1899, voi. 3°.

, .lournal cles scie nces

11) Loco motivr.s ro utlcres et autom obi/es aJom· les transports mililaires en ca1npag21e. - • nev ue militai re suisse•, t S89 . e) 1 moderni a11tomobili per g,·ossi carichi, del tenente colonnello (lei genio P. M1IIAN1JoL1. - • Rivista ar tiglieria e genio•, 4900 (voi. Ili).


seguito alle esperienze esE'guit,e durant e le gra.ndi esercitazioni estive di questi ultimi anni, specialmente i n Francia ed in Germania, s' in travede quali servizi esse sa.ranno p~ù. probabilmente chiamate a disimpegnare.

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A.utomobili leggie1·e. - I tricicli. ad una sola person3. e le/ vetture Et due o tre posti potranno servire per ricognizioni a grande distanza e pel ser vi z io di staffe t,ta tra i riparti di cavalleria in esplorazione od in avanscoperta ed i comandanti delle grandi un ità r etrostanti le qual i sono protette da tali ri pa,rti, come pure pel servizio postale. Le suddette automobili saranno utili specialmente in .terreno molto accidentato, sul ·quale Ì' impiego della bicicletta riuscirebbe difficile !3 lento. Le vetture automobili a due o più posti, :fino a sei, potranno utilizzarsi in sostituzione delle vetture a cavalli pel t rasportò - durante le marce - d i una par te degli ufficiali degli stati ma.ggiori del gran quartiere genera.le, e dei q uartieri generali di armata e d i corpo d'armata,_come pure del personale civile che si trova al seguit,o dell'esercito mobilitato. Qualora quest'ultimo personale fosse piuttosto n umeroso con-verrebbe sostituire alle vetture automobili leggere ~)tre più pesanti (capa.ci di dieui, quindici:· venti o più persone), a cni accenneremo or ora. Aidomobivi pesanti. - . Questa specie d i automobili, m campagna, possono servire : a) a t i·asportare molte persone, e in questo caso sostituiscono gli omnibus e le diligenze; lJ) a portare ma.teriali e munizioni da bocca e da fuoco, oppure trainare carri carichi di materiali e di munizioni ; . e) trainare bocche da f~oco. · a) Le aittomobili-ornnibu,s (così chiameremo per brevità. quelle capaci di molte persone), oltre che nel c~so più sopra citato di traspor.to del personale civile a l seguito dell'esercito,· s' impi~gheranno utilmente pel trasporto · cl.i sezioni o di compagnie di zappatori (o pionieri di cam pagna) o di

JMPlEGO DI<:! F<'1sll l!OVIE IU IN GUERRA

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,squadre di telegrafisti c~e dovessero accompagnare la caca valleria in es plorazione od in avanscoperta aJlo scopo di rista·bilire passaggi o sistemare gnadi gm1stati dal nemico, di riparare linee telegrafi che e rimE'ttere in funzione stazioni telegrafiche dello Stato abbandonate dal nemico, ecc. Eventualmente, potranno anche utilizzarsi per far t rasportare, al seguito della caval l1wia esplorante, r iparti di fanteria, scopo questo che in alcune gnerre fu r~ggiunto applicando i l sistem~ della fanteria m.on.tata. Q) L e aittornobibi destinate aJ. t1·aspo1·to di mate1·iali e munizioni possono con vantaggio so1<tituire il sisten.1a di traino -0rdina,ri0 con qu adrnpedi.; serviranno pE?rciò al trasporto -dei parchi ed equipaggi dell'artigli eria e del genio, come pure delle sezioni dei vi veri e del vestiario. Non si può ancora sapere se prevarrà il tipo delle au tomobili che portano sn di esse tutto il materiale loro assegnato, oppure il ti po di quelle che portano esse medesime una pa,rte di questo materiale ed il rimanen te è caricato s•1 carri . da esse trainati. Come pur e, non si può ancora dire se, in quest'ultimo -caso, il n umero dei carri sarà r idot to a u no od a due t utto al più, oppure tale numero sarà molto maggiore, r itornando così al sistema dei treni rimorchiati da locomotive stradali. Il vantaggio principale attribuito al se?ondo dei ti pi di ,automobili sopra accennati si è q uesto, che esso permette di utili.zzare il n umeroso carreggio ordinario che costituisce la dotazione degli esercit i odierni, ed inoltre · si potrà con tutta fa<.iilità passare dalla trazio ne a cavalli a qnella meccanica, e viceversa, senz11 bisogno di successive operazioni. di scarico e di ricar ico. È questo un vantaggio molto grande dal lato dell'economia sia della spesa, sia, specialmente, del tempo, il quale in g uerr:i. ha una prevalente impor tanza, per cui i tecnici militari che si occupano della q uistione non devono perderlo mai di m ira quando sono chiamati a decidere sui t ipi di automobili da adottarsi pel trasporto -dei materiali da guerra,


l)IP!EOO UE! FERROVIl'.lll IN GOEHRA 43$ e) Le automobili per bocche da fuoco, dette anche cwant1·eni-autoniobiti o . avanfreni-mot01·i, saranno convenientemente impiegàte nel traino clei pezzi di riserva e di qtlAlli dei parchi d'artiglieria al seguito degli eserciti campali, come pure dei rispettivi casi:;oni per munizioni. I predetti avantreni-a.ntomobili non sono ada,tti pel traino d ei pezzi o dei casson i delle batteri e da campagna pcrchè essi sono assolutamente legati alle buone strade, nè si può · pensare a c.ondurli por strnde munpestri e Ln,nto meno at traverso a camp1. Uno dei tipi di tELli avantreni, che pare risponda bene a.i bisogni della pratica è quello ideat,o dai francesi Amiot e Penean. Le r note di quesLo avantreno sono ad un tempo motrici e direttrici, e la direzione si ~ttiene facendo v.ariaro l'orien tazione delle ruote se1rna spostaro l'apparecc}no motore, un simile risultato essendo ottenuto mediante una trasmissione acl a lbero flessibile. Il motore impiegato è a petrolio. I vaJllaggi che presenta: l' impiego delle automobili JJCsanti per ma terù,li e per bocche da fuoco si possono così ria::;sumere : l • ~cono mia consiclerevole nel trasporto dei matoriali ; anzitutto, perchè le automobili non costano nulla quando uon funzionano, ~mentre i ca vàlli mangiano anche quando non lavorano; poi, perchò si consegue una economia del 2:J · a l 30 °/ tanto sul capi lale da immobilizzarsi in veicoli quanto sulla spesa giornaliera per vettura, senza tener conto clella rnaggior veloci tà cli trasporto. 2° Pos;;ibilità di eseguire con precisione il serviziò doi convoo·li. di o-iorno e di notte, facondo tappe cli lunghe11za b ' o . 11· tripla di quelle che in uu giorno si possono fare con cava 1; infatti, un'autom obile dopo A,ver percorsi. parecchie decine di chilometri non abbisogna. che di pochi minuti per rimettersi in istato di continuare il viaggio: gli uomini ch e hi servono possono, volendo, riposare e mangiare, a turno, mentre essa cammina. 0

JMPll!GO Dm FE RH Ov rnni 1:- GOERRA

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3° Accelerazione del servizio, non soltanto per la contin uità della corsa, ma ancora per la maggior velocità che si può ottenere. 4° Diminuzione del n umero doi conducenti (o conduttori) delle colonn e caneggio, dei cavalli e clei carri, e per conseguenza diminuiione delle provviste per gli uomini e per i cavalli soppressi. 5° Ridu:.1ione sensibile della lunghezza delle colonne carreggio, specialmente in teneno montuoso, ove il nnmero dei quadrupedi occorrenti pel traino di ogn i carro aumenta. 6° Maggior ordine e più rcgolantà nel <;ervizio delle colonn:e cnrreggio pel m inor numero di conducenti e di ca.valli ad esso necessari. 7° :h'acilità di percorrere i tratti di strada in salita. È facile comprendere quali do' predel,ti vantaggi. sono estensibili alle automobili leggiere ed a quelle pesanti che servuno pel trasporto di persone. A tali vantaggi si contrappongono i seguenti inconvenienti: 1° Prezzo piuttosto elevato delle automobili, il qual prezzo però, probabilmente, potrà diminnire quando si procederà alla loro costruzione su larga scala; d' altia parte; esso è compensato ad usum, dall'economia che consegue dalla soppressione dei cavalli e dalla riduzione nel numero dei conducenti. ~o Il consumo d'acqua e di combustibile (solido o liquido), oppure dell'energia olettricn. concentrata negli accumuh1tori ; ma un inconveniente analogo a questo esiste, in più larga misura, nella trazione a cavalli per le provviste considerevoli occorrenti a questi e ai rispettivi conducenti. 3° ·Le riparazioni che richiederanno le automobili · sottoposte ad un laYoro continuo, o quasi, talvolta in condizio11i poco favorevoli, e la diilicoltiL cli ben esegnire quello ~i carattere delicato coi mezzi grossolani di cui si può disporre in campagna. Questo è l'inconveniente che ha maggiore importanza degli altri, ma giova sperare che i per-


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IMPIEGO DEI F l1H ll0\1IRRI IN G UE RRA

fezionamenti che si introdurrann o nella costruzion e delle automobili lo ridurran no ai minimi termini. Tutto sommato, i vantaggi superano gli inconvenienti, ed è per questo che si nota una manifesta tendenza ad adottare, presso i principali eserciti, la trazione mecca.nica su una scalar più o meno larga, secondo le condizioni della viabilità in cui ogni esercito sarà più probabilmente chiamato ad operare in caso di guerra e secondo la produzione equina dello S tato a cui esso esercito appartiene. A.llorquando l'uso delle automobili si sarà 1.tlq uanto esteso p resso gli eserciti , si provvederà certo alla istruzione del personale occorrente alla loro condotta, e da quanto è stato fatto sinora presso alcuni eseì·citi europei, si può dedurre che un tale personale farà parte dei ripart1 ferrovieri , così che fra non molto questi ultimi avl'anno squadre o sezioni di automobilisti o di condutto1·i di autornob,iti, come ora ha.nno squadre di fuochist i e di. macchinisti per le ferrov1e.

*** Come abbiamo accennato più indietro, in questi ·ultimi anni si esper iment~nono f1lle grandi eser citazioni estive alcuni t ipi di autoi1obili. Così a'lle grandi manovre tedesche del 1899 da diversi fabbricanti furono messi a disposizione dell'autorità militare parecchi modelli di automobili leggiere a benzin a (t ricicli a due o tre posti e vetture a quattro posti con scompartimento per bagaglio). Esse furono asse. gnate alla, compagnia velocipedisti della brigata, ferrovieri ed imp iegate per trasmettere· ordini ai d i versi g u-artieri delle truppe d urante le manovre. Pare che, in complesso, abbiano dati buoni risultati: con. una automobile furono percorsi 85 chilometri in una notte oscui:a ed in ·terreno sconosciuto . Pure nell'ann o 1889, esper imenti analoghi forono fat ~:i: alle grandi manovre in Francia. In Austria ed in I nghilterra, invece, furono esperimentate automobili pesanti. Faremo menzione di un t ipo spe-

IMPJ 1·GO DE I FEI/RQVIB11 J I N G UJ;: ItRA

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-ciale provato dagl' Ingle~i (1). È una vettura con motore a benzina, avente superiormente due piattaforme, l'una indipendente dall 'altra, e sn ciascuna di queste è collocato un · ·Cannone Maxim d i medio calibro che può spa.ràre in tutte le direzion i. Un o scudo corazzato, di quasi 2 millim etri di altezza, misurato da ll'asse della vettura, protegge questa tutto all'ingiro. Per impedire di salire sulla vettura da.Ila parte esterna, ·dallo scudo escono per metà r ulli d'acciaio mobili nei loro .alloggia men t i. A.l motore è congiunta una dinamo, la q ua.le mette in azione una 1am padina elettrict~ con ri flettore;. mediante un commutatore si può far passare la corrente elettrica nei Tnlli sopra accennati, in modo che chi tentasse di salire sulla vettura abbia da riceverne una scossa. - Uù cofan<;J portato dall'automobile contiene n umerose mun izioni per i due pezzi . Il conduttore· è perfettamente al coperto, e mediante un .s istema di specchi coUoc<tti nell'interno dell a vettura può scorgere la stra.da che de-ve percorrere. Non ci sono noti i risultati degli esperiment.i di ·una siffatta automobi le, che nel eoncètto di chi l'ha ideata dovrebbe avere funzioni analoghe a q~elle dei treni blindati, di cui diremo or ora.

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Tr~ENI BLINDATI.

Gli scopi principali che si vogliono r aggiungere coll'im})iego dei treni blindati o corazzati sono due: 1 ° provvedflre ad una più faci le difesa; mobile di una linea ferroviaria SO t:>O'gett1t a scorrerie del ne~ico, sia direttamente colle truppe portate dai predetti treni, sia indirettamente col mantenere le comunicazioni fra i nuclei di truppa d i osservazio~e della

(!) V•i::gasi I' « ·Allgemeine Schweizerisch/\ MiliHirzei J.ung , del 30 settemb re !899.


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rnPIEGO DEI F&:rnov!ER J IN GUER ltA.

DIP IEGO IJE ( FERR.OVIERl lK GUEBRA

linea; 2° trasport1.1re rapidamente in avanti, verso le linee, nemiche, u n riparto di truppa coll' incarico di r iconoscere, o · all'occorrenza di riattare, un tronco di ferrovia ~ppure di servire di appoggi.o alla cava.lleria operante. Siccome i treni blindati sono alb prov~ soltanto contro i. t iri di fucileria, così non converrà impiegarli se non nei casi in cui si preveda che essi non possano essere attaccati dall'artiglieria nemica, e per conseguenza nelle g t~erre coloniali contro popolazioni che. non possegga.n o artiglierie o che ne hanno in numero limitato, oppnre anche nelle guerre non coloniali allorquando si presuppone che l'artiglieria nemicfl non possa -: o lo possa difficil menle - essere portata t1.mto inna.n zi da trovarsi a distanz{L di tiro u tile dai treni d i che si tratta, tenuto conto che quest i costituiscono bersagli mobili con velocità piuttosto grande e q nindi non facilmente colpibili. Alcuni, anzi, ritenendo ehe un treno blindato, appunto per la grande velocità a L:ni pnò anda,re, si.a' anche al sicuro dei tiri dei cannoni, sostengono che esso possa impiega,rsi in·· differentemente in qualsiasi specie di guerra. :Ma costoro non riflettono che <le~to treno dovrà pure, per raggiungere gli scopi assegnatigli, rallentare la, sua cor sa e talvolta a nche arrestarsi. E allora? Pochi col pi di cannone potranno rovinare la locomotiva, oltre che i carri da questa trainat,i, e il treno sarà perduto. ·L~1 recente gnerra anglo-boera informi. Temendo un' insurrezione degl'indigeni della Rodesia, qualora quel territorio, per l'interrompersi della comunicazione colla . Colonia del Capo, fosse rimasto abbandonato a sè stesso, gl' Inglesi provvidero alla difesa, della ferrovia tra la città del Capo e Bnlawayo, oltre che mediante alcuni corpi · di volontari e le milizie locali, anche co.n dite t1·eni blindati. La suddetta ferrovia, per un trattò di 1000 chilometri circa, dall'Orange a 'l'aopsi, correva a breve d i~tanza della. frontiera de' due Stati liberi dell' Africa del Snd. ed era quindi esposta alle loro offes e. Ora., i due t reni blindati dovevano servire a mantener e le comunicazioni fra i n uclei di trnppE1 di osservazione ed a perlustrare la line·a,

Ogni treno blindato si componeva cli due vagoni (t1·ucks), colla macchina fra essi, coperti intieramente di piastre di ferro con feritoie per fucileria e ·per una mitragliera. La prima operazione di g t{e:rra dei Boeri, che ebbe luogo il 12 ottobre 1899, consistette appunto nell'assalto di uno. dei due treni blindati, il quale dopo aver t rasportato materiale da guerra a M11feking, ritornava a K imberley. J Boeri lo presero a cannonate, lo rovesciarono e fecero prigionieri i nemici che in essi si trovavano. Ciò spiega perchè in Germa,nia l'autorità superiore militar e ha recentemente dichiarato che .l'adozione dei treni corazzati è assolutamente cosa non pratica e poco utile per ltt guer ra. I nvece i Francesi, malgrndo quella prov~ mal riùscita nella guerra del Sud-Africa, pare che siano molto favo revoli all' impiego di simili treni, tanto che ne hanno fatti testè costruire parecchi modelli, almeno stando a q uanto riferjscono i giornali. Uno di questi modelli, costrutto nelle officine di Indret e spedito ultimamente a Oherbourg, merita menzione perchÈ' si stacca affat to dai t ipi finora applicati. I suoi vagoni, invece d i e.ssere rettangolari .i separati, sono cilindrici e penetranti g li uni negli altri; la locomotiva che li rimorchia è conica. Quando è in opera, questo treno risulta l ungo . 45 metri ed ha, l' asp0tto di un enorme sigaro di acciaio montato su ruote. Termina con uno sprone a punta alle due estremità. La sua velocità può raggiungere gli 80 chilometri all'ora (l ). · ' Noi crediamo che nella qui's tione che consideriamo ci sia dell'esagerazione tan to d Et parte dei Tedeschi qua,nto da parte de' Francesi, e che la verità", come i n molte aJtre quistioni dibattute, stia nel mezzo; vogliamo 'd ire che i treni blindati impiegati razionalmente, cioè in condizioni da 11 911 essere soggetti a facili attacchi dell'artiglieria nemie1.1, potranno rendere utili servizi alPesercito eh~ ne s~irà provvisto. )

(i ) Veggasi Cosmos clel :U· ;qwilc '1 900,

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4.44

IM PIEGO 1)1':I ~'B ltROV! Eltl IN OU E K,ltA

La condotta di un treno blindato sarà uno de' còm piti piì1 delicati affida.ti ai ferrovieri militari; di fatto, nel disimpegno di qnesto còmpito è ne_c essario essere calmi, possedere sangue fre ddo, e, secondo i casi, essere prudenti od audaci poichè il · personale inca.ricato di tal~ cond<>tta, se non possedesse in sommo grado quest.e doti, o potrebbe far indietroggiare il treno troppo presto di fronte ad una semplice dimostraz ione di attacco del nemico, oppure spingere il treno stesso a sicura perdita.

II. GUERRA DI FORTEZZA. A) Fn:R.Rovm J3) FERRO\'IE

ORDINAR11~. POR'l'ATILI O DA CAMPO.

Attacco (1). - Colle piazze forti odierne a grande caro po trincerato od a regioni fortificate i còmpiti de' reparti ferrovieri assegnati al corpo incaricato llell'iuvestimento (ed occorrendo anche del successivo assedi'o regolare) di una di tali piazze non d ifferiscono essenziH lmente dagli analoghi còm piti per essi indica ti nella Giierra di campagna. La differenza principale sta in ciò che, dur'.1-ndo in massima piuttosto a lungo le predette operazioni, e dovendosi provvedere al traspor to di molti materiali d'assedio, i lavori da eseguirsi dai riparti ferrovieri riceveranno un più grande sviluppo. An;;r,i.tutto tali riparti d0vranno ri~ittare e prolungare, Re è necessario, fino alla zona cli investimento, almeno una delle ferrovie ordinari e ' provenienti dalla base di operazione, e, quando ciò non fosse possibile J)er gl' ingenti e lunghi lavori all'uopo ·occorrenti. 1 vi si d.ovrà sup plire con nù tronco di ferrovia portatile, a semplice od a doppio binario, poichè ({ J

Voggasi , llivista d'artiglieria e genio •, giugno 1899.

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dall'esistenza, o no, di una sifl'atta comunicazione dipende sovente L'esit9 dell"attacco d i una piitzza forte. . Anzi, la decisione di ricorrere all'assedio regolare di una grande piazza non deve essere presa se non q uando consti in modo posit-ivo che possono 9ssere assicurati i mezzi di trasporto del materiale e delle munizioni di rifornimento, in misura t>tle da b;istare per ogni prevedibile consumo. Se nel 1870 i Tedeschi dovettero rinunciare ad assediare regolarmente Parigi, e contentar~i del semplice blocco e cli un parziale bombardam011to, si. fu appunto per le g randi difficoltà che incontrarono nel trasporto sotto la piazza del materiale e delle mnnizioni. A t al riguardo crediamo opportuno cli riportare quanto scrisse il ,maresciallo Moltke uella Giierra (ranco-genno.nica del 1870-71. « Si è mosso l'appunto che il bombardamento di Parigi non fu fatto p iù presto di quollo che realmente avvenn~; ma questa censura non tiene conto delle difiicoltà che si opponevano all'osecuz ione. « Giova infatti avvorti_re che l'attacco di una grande piazza di guerra nel cnore del paese nemico è assolutamente impossibile fino a che non si è padroni delle ferrovie e delle vie acgu ee che vi conducono, per poter trasportare l' immenso materiale occorrente. Il trasporto di questo materiale su strade ordinarie, se anche a breve distanza, è un lavoro gigantesco. Ora, l'esercito tedesco non disponeva che di una sula ferrovia sn torritorio francese, per trasportare sulla fronte le reclute e l'equipaggiamento, e per mandare indietro gli ammalati, i feriti ed i prigionieri. « Ma l'uso di questa ferrovia finiva a. Toul ed il tentativo di girare la pia,zza costruendo un tronco ferroviario incontrò, nella conformazione del terreno, difficoltà insormontabili. « Un altro non minore ostacolo era costituito dalla distruzione della galleria presso Nanteuil, il restauro della quale esigeva, per quel che poteva prevedersi, parecchie settimane di lavoro. Anche allora pel trasporto di 300 bocche da fuoco di assedio col munizionamento di 500 colpi per pezzo, da


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Nantenil a. Parigi sarebbero occorsi ·±500 c~rri a .J: ruote e 10,000 ca,valli . Al bombardamen to n on s{ potcn;:a quindi pen- · sare pel momento ... « ... Parigi era oramai investita <la .'J mesi. Il mezzo sempre ingrato del bombardamento non bastava da se a farla finit a, t rattandosi di una piazza così estesa, e dalla par te teclesca si era capito che non si sarebbe raggiun to lo Rcopo so non con un asse<lio regolare. Ma. l'opern degli i ng egneri.si dovette <Li fferire siuo a che l'artiglier~a. non fu in g rado di appoggiarla! « A Villac.oubla.y erano pronti 2:15 cannoni di grosso calibro, ma n on si era r iusciti ancora (clopo ,J mesi cli blocco!) a far arrivare le mnni7.ioni necessarie per un attacco, il quale, nua volt~1 in cominciafo, non doveva più in. nessw1 caso essere iuterrotto. « A.Ila fine di n ovembre le comunicazioni ferroviarie era.no ristabilite fino a Oh elles, ma la mag gior parte dell e mnnizi.cmi era.no &'tate frattanto scaricate 'presso Lagny, da cui dovevano venire inoltrate suìle stra.de comuui di ca.mpagna. « I cmrri, che _si pot;evauo r.innire con m olti stenti, i mpiega,ano circa Q giorni fra andata e ritorno ... l[olti si sfasciavano sotto il peso, e spesso i carrettieri prendevano la fuga ». Così pure i l p rincipe H obenl oh e, incaricato de ll'alta direzione delle opP-razioni d'artiglieria sotto Parigi, ritenen, n ecessaria wia f e1TO via. ad e8clitsi?)(t d·isposizione clell'a1·t1> glie1·ict per poter intraprend ere l'asseclio regolare; idtrim6nti si sarebbe andato incontro all' insuccesso per difetto di mumz1oni.. L 'avere, fin dai p rimi g iorni dopo ~ompiut.o l'invE'stimeuto, una ferrovia a propria disposizion e, serve spesso ad affr ettare l a resa clella fortezza, e conseguentem.e nte ad evitare la necessità d i un assedio r egolare. Infatti tale f errovia p ermetterà il sollecito impianto di b.atterie d'assed io, .le quali impedirf1nn o1 o q uanto meno r enderanno molto difficile alla difesa di rafforzare il fronte a·ttaccato, la cui resistenza perciò potrà p iù facilmente essere vinta. Ottenuto il collegamento, mediante u11a ferrovia almeno, colla propria base di operazioµe, l'attaccante eseguirà. t ronchi

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di raccordamento fra le varie linee ferroviarie convergenti alla piazza onde tagliar fuo ri quest'ultima, e stabilirà _iuoltre rami. cli servizio che dalle teste delle linee oraclet Le diramino a.i yari centri di distribuzione dei materiali ed attrezzi di la "i1oro, delle bocch e da fuoco e rispeUi v~ munizioni, dei v iveri. Al fin·e r1i dimiunireil'tempo richiesto per costruire siffatti rami di servizio quasi tutte le grandi na11,ìoni banno dotato i loro parchi d 'assedio di urrn buona qu.mtità di materiale ferrovia.rio portatile dello stesso tipo di q nello impiegato neJJ e linee da campo, e ciò per le segnenti rn.gioni: l se la reg ione percorsa dall'esercito è priva di ferrovie ordinarie, oppure queste per parecchi chilometri prima di giungere alla piaz~a saranno sLate sostituite con binari da cam po, perchè guastate in modo da richiedere l ungo tempo per il loro riattamento, il mat~riale d'assedio potrà t rasportrtrsi sulle proprie ruote dalla baso <.li operazione o dalle stazioni teste di linea delle fen:ovie ordinarie fino al l uogo d'impiego, _rendendo così disponibile un maggior n uJ_nero di voicoli ; • 2a avendo un tipo unico d i materi ale, in ca.so di bisogno :si pot:·à disporre cli una quantità maggiore di materiale per operazioni d'assedio o per operazioni campali ; 3" se nella regione esistono ferrovie ordinari.e, tutto il materiale <La _cam llo rimane. disponibile per le .opera.zioni di .assedio. Quanto al sistema di trazion e da impiegarsi nelle ferrovie <l'assedio, le l ocomotive s' impiegherauuo s peci Almente s ui tronchi che fanno capo alle batterio di 1 :i. posizione. Per i tronchi (;he ginngono alle batterie di 2n posi1,ione la trazione con locomotive non si ritiene più èon veniente, anche pel fatto che le linee_ che vi conducono sono por lo più mal costruite, con for ti pendenze e con curve senti to : sui tror10hi ·Oradetti si userà la trazione a cavalli (o con antomobili) 1 .mentre su quelli che più si ino1trano verso la piaz~a con verrà applicare la t razi.ono a braccia d'uomini. · Nel procedere· al tracciamento delle ferrovie portatili di a ssedio occorre tener presen te cl}e i tronchi i quali vanno 0


JMPJ.IEuU UJ,;l l'M<ltV Vll!,IU IN uV.lsltliA

ai de po siti ed alle batterie di 1 a posi z1one devono a vere pendeo.ie limita.te o raggi di curvatura non troppo -piccoli, norma che certo non si potrà seguire per 1 tronchi pii'~ avanzati. Per la celerità della costruzione delle linee è della rnas. sima importarn~a regolare l'andamento dei treni. Ciò deve essere fatto alla diretta dipendenza dell'ufficiale che dirio-e ' la posa del binario, dal quale deve prendere ordini l'ufficiale incaricato dell'eser cizio della linea medesima. L'ordinamento di questo est>rcizi9. è molto difficile da eseguirsi durante il periodo dell 'armame~ to ed equi pagg iG..mento delle batterie di 1" posizione, e per dimin uire tale difficoltà è necessario che il direttore. del parco d'assedio sia in comunicazione tel~fonica .colle teste dei v~1ri rami d i ferrovia, come pure coi vari capi stazione e coll'ufficiale incaricato dell'esercizio delle lint>e d'assedio. Ultimata la costruzione · d~l1a rete principale di queste linee, l'esercizio di esse r isu lta molto più semplificato. Da quant,o precede risulta che anche nella guerrn d'assedio il còmpito assegnato ai riparti ferro\, ieri, specialmeutc per quanto riguarda la costruzione e l'esercizio delle ferrovi'e portatili, non è meno importante dell'analogo còmpito loro assegnato nella guerra d i·campagna, Un esempio dell'impiego che può farsi dell~ ferrovie ora accennate nell'attacco di una piazza forte l'ha1ino offerto i Fra.ncesi nelle esercit11zioni di attacco del campo tr1ncerato di Parigi, eseguito nel 1894 (1). . Per tali esercitazioni erano state date le seguenti dispo· sizioni relative alla costruzione ed al servizio delle ferrovie · portatili d'assedio : · · « A Meaux dovrà aver luogo l'allacc_ i amento colle ferrovie· che si trovano alle spalle dell'e,-ercito operante. Per rendere completa la linea fl uviale della Marna, il cui rendimento s.arebbe insufficiente, sarà. costrutta a par tire da Meaux una ferr ovia collo scar tamento di metri O,60, se({) Veggasi , Rivis ta d'arLh:lieria e gen io•. s,,uem l>re e oLtohre, {894.

o-uendo a passo a passo i progressi del corpo d'attacco fino

:1 punto in cui cominceranno i lavori cla eseguirsi dall'art io-lieria e dal genio. t>« Tale tronco servirà quindi come continuazione delle strade ferrate delle retrovie. Di esso si varranno simultaneamente i diversi ser vizi per il trasporto dei materiali e degli approvvigionamenti di ogni specie e pe~· gli sgom~eti. « A Meau x sarà impiantato il comando di una staz10ne di tappa di testa. A Aunet, porto di sbarco del materiale trasportato per acqua, e verso Grosbois, origin~ ~ella fer~ rovia portatile, saranno stabiliti speciali comandi dipendenti da detta stazione di tappa». E cco in poche parole quali furono i lavori effettivamente eseguiti e il serviz io fatto .sulle linee costr uite. La ferrovia portatile partiva da Meaux, faceva capo ad Hermit:-we ed aveva lo sviluppo di 21 chilometri. Le staN tR' zioni trat>i punti estremi• erano: Meaux-port, lVIeaux tì. em_y (chilometri 1,720), Campi E lisi (chilometri 3,900), B_el-Air (chilometri 8,000), F resnes (chilometri ~2,800),. co;,1 diramazioni a Fresnes-port, Aunet e Claye (chilometri 1,,000J, les Broutilles (chilometri 20,000). Un'altra diramazione molto importante e lunga chilometri 2,300 conduceva da Aunetville ad Aunet-port. Giornalmente partivano da Meaux 11 treni oi'~ina.ri per H ermitage, e éoi treni su pplementari sulla ferrovia si ebbe , un aumento massimo di 22 treni al giorno. Mercè le disposizioni impartite dal comandante la.t appa di testa di Meaux. nel servizio della predetta ferrovia n on si ebbe a lamentare che un solo accidente, prodott o dal modo difettoso con cui un pezzo da · 55 millimetri era stato caricato sul carro ferroviario che lo trasportava (1).

Difesa. - Nelle piazze for ti odierne meglio organjz~ate, come, ad esempio, quelle francesi di Toul, Verdun, Epmal, O) Veggasi ino ltre le Esn·citazioni di costr1izione delle {f.1-rovie 1niti!a''.·i da campo, in nussia nel settembr e 1898, riassun te eia ques ta stessa • R~1sta" nel fa· scicolo del I 0 marw l.899.

eseguite

29 -

Al'.NO XLVII,


Laugres e Belfort, è predisposta fin dal tempo di pace una rete di buone strade di comunicazione tra le diverse parti delle piazze medesime al fine di assicurare rapidamente i rifornimenti dei viveri alle truppe e delle munizioni ai pezzi in batteria, cli facilitare l'armamento delle opere di carattere provvisorio costrutte al momento del bisogno, lo sposta· mento dei pezzi troppo molestati dal fuoco dell'attaccante, la rapida concentrazione delle truppe mobili sul punto o sui punti. attaccati. · Tale rete è costituita da 's trade ordinarie, da qualche tronco di ferrov ia ordinaria allacciantesi alle lin~e esistenti e da tronchi più o meno lunghi di ferrovie portatili. Di questi ultimi t ronchi, alcuni hanno armamento permanente onde servire anche durante il tempo di pace agli occorrenti spostamenti di artiglierie., di munizioni e di materiali ·vari; per i rimanenti - la maggior parte - l'armamento è mobile ed è conservato in appositi magazzini, per essere messo in opera al momento di porre 111 piazza in stato di difesa. Le sole piazze di Toul e di Belfort hanno una dotazione di più di 500 chilometri di siffa tto materiale (1). Se ne deduce, pertanto, che nelle grandi piazze forti moderne una buona parte delle comunicazioni stradali è costituita da ferrovie portatili. In un campo trincerato, a.d esempio, si ha una di queste ferrovie parallela alla linea delle difese permanenti, detta perciò ferrovia pe1·ife1·ica, per mettere in comunicazione fra loro le opere staccate costituenti detta linea; altre sono 1·aclialì e servono a collegare tale linea perifei·ica col nucleo centrale. Qualora fra la linea delle opere staccate e il nucleo centra.le esistesse, oppure si prevedesse di dovere stabilire, una seconda linea di r~sistenza, se non tutto all' ingiro della piazza, almeno in corrispondenza de' settori di più probabile attacco, converrit preparare il materiale d'armamento o.ccorrente per la costruzione di una seconcla linea pe1·ife1·ica, (i} li materiale d'armam.cnto delle ferrovie portatili, adottato in Francia per la dire.,a delle plazze forti e del sistema Pùh.ot, ricavato dal sistema Decauvi llo, moclifkandolo e rin[orzando lo: lo scartamento e di metri t.00.

Jll.l'!EGO DEl FERROVIERI 1N 0.UF.RR.I.

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totaìe o parziale secondo i casi, la quale naturalmente sarebbe intersecata dalle linee radiali sopra menzionate. Una delle condizioni essenziali cui devono soddisfare le predette linee si è q nella di essere defilate alla vista del nemico, per evitare che siano facilmente distrutte dal tiro delle artiglierie d'assedio e per non obbligare il difensore ad eseguire su di esse i movimenti di truppe e di materiali soltanto di notte o in tempo di nebbia. In alcuni campi trincerati la ferrovia periferica svolgentesi dietro fa gola delle opere staccate e delle batterie intermedie, è a doppio binario, allo .scopo di assicurare su quella linea di difesa, che è la principale di ogni piazza, stabili comunicazioni .in tutte le contingenze della lotta. 'l'ale ferrovia poi, sia a semplice o a doppio binario, deve essere continua, anche se la continuità si dovesse otteuere colla costruzione di importanti _opere d'arte, quali ponti, viadotti, gallerie. « Anzi, quando un corso d'acqua. importante penetra in una linea di fortificazioui, e si fa attraversare da una strada con un ponte, perchè non manchi la comunicazione sul perimetro quando l'avversario riesca da lontano· a demolire il ponte, è consigfoito di riqavare lungo le sponde del corso d'.acqua due tronchi stradali che si internino verso la piazza di 2 a 3 chilometri circa, e di stabilire poi nell'interno un nuovo· passaggio permanente, o cli circostanza, che possa supplire al primo, e sia sottratto al tiro dell'avverfario, anche quando questi si sia avanzato verso il perimetro delle difese (1). » A:nalogamente a quanto abbiamo detto per le ferrovie portatili clell'attacco, anche qui la trazione sarà fatta con locomotive in lont.ananza del nemico ed a cavalli od a braccia d'uomini· sui tronchi sui pii\ esterni . Su q nesti ultimi tro:t;i.chi poti:anno però usarsi inoltre le locomotive nei primi periodi dell'attacco e, qualora essi siano stabiliti in trincee profonde ben defilate, anche ne' periodi successivi. (t) Ve.ggasi !,a forl,ifica.zione perinanente contemvoranea, (Parto r, n. S2iJ de l maggiore del genio M. 130tlGA 'l'TI, Torino, Cassone, ~898.


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I MPIEGO OEI FEllltOVIE&l IN GUERRA

IMPIEGO DEI FERROVIERI IN GUERRA

Se un tronco di ferrovia deve superare una notevole dif ferenza di livello, si impiega un sistema a fune senza fine avvolta su can:ucole mosse da un apposito motore fisso. Ad evitare disgrazie nel caso possibile che qualche vagoncino di ferrovia portatile in pendenza si stacchi dal tréno o prenda la mano in causa delle rotaie bagnate dalla pioggia o dalla rugiada, o pe:r inavvertenza dei frenatori, alcuni suggeriscono di applicare un sistema assai logico e semplice adottato in Sassonia ed in Inghilterra, consistente nel dirigere i treni od i carri, ne' quali più non funzionino i freni, su binari morti r icoperti d1 uno strato di sabbia alto da 5 a 10 centimetri. Quanto al personale occorrente nelle grandi piazze forti odierne per la costruzione delle ferrovie portatili, difficilmente si potrà avere disponibili ta.nte compagnie ferrovieri da assegnarne in caso di guerra l'occorrente numero ad ognuna delle piazze. Alla deficienza di tali unità si dovrà. supplire con ausiliari delle altre specia:lità del genio (spec~almente zappatori e minatori) o con ausiliari di altre armi. Al fine poi .di impratichire, fin dal tempo di pace, questi ausiliari nel disimpegno di tale incarico, converrà di tanto in tanto far eseguire in ogni piazza esercitazioni di costruzione dì ferrovie portatili dai riparti ferrovieri coadiuvati dagli ausiliari, che saranno designati ad entn1re nella formazione del presidio di guerra della piazza stessa. · Ciò in omaggio al principio che in guerra si farà prestc:i e ,bene ciò che si è appreso a .fare _m pace. J

0) AUTOMOBILI.

Attacco. - Nell'attacco di nna piazza forte troveranno nn utile impiego sia le automobili leggim·e, sia quelle p esanti . Le prime serviranno, specialmente duranté le operazioni di investimento della piazza, a trasportare rapidamente ufficiali, militari di truppa od impiegati dal comando del corpo d'attacco ai comandi dei vari. settori, o .dall'uno all'altro

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settore. Esse potranno poi essere utilizzate, durante tutto il t èmpo dell'assedio, a portare ordini ed informazioni, ed a fare il servizio postale. Delle seconde si impieghera.nno in particolar modo quelle atte al trasporto di materiali, di munizioni e di viveri e quelle che servono a trainare artiglierie. L 'impiego di que5te ultime sarà naturalmente fatto su larga scala se si procederà all'assedio regolare della piazza e se. l'attaccante non potrà disporre di molto materiale di ferrovie portatili. Non crediamo che convenga provvedere fìn dal tempo cli pace la d·otazione di automobili che sì presumerà possano occorrere durante una guerra per le operazioni di assedio, · potendo benissimo, all'uopo, essere utilizzate quelle assegnate alle grandi unità che saranno incaricate delle ope;azioni medesime. D ifesa. - Nelle piazze a grande campo trincerato od a regioni fortificate le automobili leggiere . sara,nno utilmente impiegate per conseguire scopi analoghi a quelli sopra accen nati trattando dell'Attacco. Invece, le automobili pesanti serviranno qualunque sia lo sviluppo della piazza che dovrà provvedere alla propria difesa, e il servizio che esse presteranno sarà tanto piì1 prezioso se la piazza non avrà ·dotazione di materiali per ferrovie portatili o ne avrà in quantità molto inferiore ai probabili bisogni, e, d'altra parte,, difet.t~rà di q uadrqpedi. Invero, se si pensa alle numerose bocche da fuoco e ·alla grande quantità di materiale che devesi spostare sia per mettere in sta,to di difesa una piazza moderna, sia durante P investimento o l'assedio regolare che dovesse sostenere, si comprenderà quali preziosi servizi potranno rendere le automobili pesanti nell'esecuzione di tali operazioni. Quando poi qualcuna di dette automobili non trovasse impiego nella trazione cli materiali o di artiglierie, si po·tranno facilmente adatfaLre, se già non lo fossero, ·per servire: a) come locomobili negli arsenali o ne' laboratori dell'artiglieria e del genio; b) al sollevamento di acqua per riempire


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IMPIEGO DEl FERROVIERI I N GUERRA

serbatoi di acqua potabile o per costituirne depositi destinati all'estinzione di i~cendi; e) come gru per il carico c lo scarico di materiali nelle stazioni delle ferrovie ordinarie o portatili. Ogni piazza forte ben organizzata dovrebbe pertanto avere un conveniente numero di automobili pesanti facenti parte del suo materiale di dotazione di pace. Esse troverebbero, del resto, impiego anche in tempo di pace, come lo trovano i. q_uadrupedi_ dei riparti del treno, che fanno parte del pres1d10 della piazza per i continui spostamenti di materiali e di artiglierie che o~corre eseguire nella piazza stessa. Le automobili leggiere, al contrario, potrebbero requisirsi al momento del bisogno, ossia non appena si prevedesse di doyer mettere la piazza in stato di difesa. Quanto al personale occorrente pel servizio delle automobili pesanti, esso sarà. fornito dal riparto ferrovieri che entrerà a far parte del presidio di ·guerra della piazza · però trattandosi di automobili già in servizio nella piazza fin t~m~o di pace, gli stessi operai, per lo più di artiglieria (mihtan o borghesi), i quali Je hanJJO in consegna, continueranno a servirle anche durante la guerra. ·

dal

D ) TR EXI DLIXDA'l'l.

Dopo quanto abbiamo eletto circa l'impiego dei treni blindati nella Gtien·a di carnpagna, è facile arguire che essi non troveranno applicazione nella guerra di fortezza, nè da parte dell'attaccante nè da parte del difensore, salvo in oasi affatto eccezionali, che potranno verificarsi in qualche guerra coloniale. Questi casi però saranno tanto più rari in avvenire in quanto che anche i popoli meno civili vanno provvedendosi, l 'uno dopo l'altro, di artiglierie, le quali certamente saranno da loro sempre usate sia nella. difesa sia nell'attacco di opere fortificatorie o di posizioni rafforzate. Non manc~no tuttavia autori, che ritengone possibile l'impiego de' treni corazzati sulle ferrovie periferiche de' campi

WPIEGO l)EI FERROVIBRI 1;.-; GUERRA

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trincerati. Così, ad esempio, nell'opera Sciences appliq1,ées à I,' a1·t m,ilitaù-e, già citata, dopo accennato all'impiego dei treni oradetti nella guerra in campo aperto, si trova scritto: « Si potrà ugualmente far circolare in ogni tempo treni sulle vie ferrate che collegano i forti de' nostri campi trincerati, e, durante un assedio, eseguire ricognizioni che potranno paragonarsi a piccole sortite >. Noi però non ani.via.mo a comprendere l'utilità di siffatte ricognizioni lungo una ferrovi8,, la quale, come si è accennato più indietro, corre sul rovescio della linea principale di difesa del campo trincerato e, per quanto è possibile, defi. lata alla vista dell'attaccante. Quella ferrovia, in,ece, potrà essere fatta percorrere da affusti scorrevoli portanti cannoni cli medio calibro, i quali permettono di concentrare rapidamente un buon numero di questi pezzi sulla fronte attaccata. Il tipo più comune di questi affusti è il can·ello-ciffnsto Mougin per un cannone da 155 millimetri De Bange a freno idraulico Saint-Chamond. Qualora poi i predetti affusti scorrevoli, coi relativi pezzi d'artiglieria, fossero corazzati in modo da resistere ai tiri delle bocche da fooco dell'attaccante, riunendone due o più, si otterrebbero freni blindati, che potrebbero trovare impiego al momento della lotta decisiva sulla linea principale di difesa. Ma converrebbe al difensore di far e la spesa non indifferente che sarebbe r ichiesta dalla costruzione di tali affusti blindati, i quali riuscirebbero molto pesanti e difficilmente spostabilil mentre con tutta probabilità, al momento opportuno, potrebbero essere obbligati a rimanere inattivi per guasti prodotti o nella fen·ovia sulla quale devono scorrere o nelle locomotive che li devono trainare? Noi crediamo di no. E per conseguenza rimaniamo nella convinzione che non convenga impiegare i treni blindati nella difesa de' ~ampi trincerati.


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IMPIEGO DE! FERROV IERI IN GU ERRA

CONCLUSIONE. I n considerazione del nuovo ed importante incarico assegnato in questi ultimi anni alle truppe de' ferrovieri, cioè quello della costruzione ed esercizio delle ferrovie portatili o da campo, il cui materiale,' fin dal tempo di pace, fa parte de' paréhi mobili del -genio e della dotazione delle piazze forti presso le principali nazioni d'Europ~,, chiudiamo questo studio con l'augurio che anche presso di noi si addivenga presto all'adozione su larga scala di siffatto materiale, a:ffiuchè al momento di un a guerra non abbiamo a trovarci, per quanto riguarda i mezzi di comunicazioni stradali in istato d'inferiorità rispetto a' nostri probabili avversari'. Torino, novembre 1901.

B.

ZaNOTTr

maggiore del genio.

APPUNTI E CONSIDERAZIONI SUI PHELJMI NAHI DELLA GUERRA FHA~CO-GEHMAN[CA

I. -

LE

CAUSJ, mir.r,.1.. o r Enn.\ .

1. 11 trattato di Pra,g a (24 agosto 1866), coll'apportare novoli rnod.i:fica.zioni a.lla. caJ:ta d'Europa senza peraltro stabilire un assetto che desse gaJ:anzia cli u.n equilibrio durevole e de:6,rritivo, lasc;iava a;perto l'adito a nuove perturbazioni. L'A.ustria em lo Stato che dalla lacerazione dei trattati del 1815 aveva r i'.5entito cla.nno maggiore, poichè non solo essa era, rimasta osclusa dalla Confedern,zione germanica, ma anche a sue spese av.evano pre.<;o forma le aspirazioni nazionali èlelle popolazioni tedesche ed italiane, mentre era pure st~tto nocessf1rio a.coonteùtare i sen timenti del popolo ungherese con la istituzior1e del r egno separnto. L'Italia., era uscita anch'essa n1alconcia dalla g11erra del 1866, poichè la, mediazione della Francia l'aveva costretta a,d a.nesta.re i suoi: eserciti, animati dal desiderio di prendere la rivincita di Custoza, quando. stavano per va,r c~1re l'Isonzc o scendere verso 'l'iento, e ad accettare la Venezit1 dalle mani cli Napoleone III, lasciando tuttora insoluta la quistione romana. All'Italia come all'Austria urgeva . pertanto cli sanare le ferite ed an7.itutto ristaurare le finanzé e riorgan izza.re l'esercito. L' InghilteÌTa proseguiva nella sua tradizionale politìca utilitari.a-, ritenenclosi paga del dominio maritt.irno, mft curando nello stesso tempo di avere amica ùna potenza conti-


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APPUNTI E CON:SlDE RAZlONI

nenta]e forte cli molti battaglioni; :iccliò pel momento i suoi· i nteressi ri chiedevano « o l'eiitente col'dirile co11 la, Fra.ncin o « l 'am ici7,ia di un forte allearo contro l'ostilitil della Frn n-

cia » (1). La Spagna, lact' rata dalle intestine discordie e alla Yigi li,1, di quella riw>Juzione e.h o fece ca:J.)O alla. J·eo·a01tza del mar<'ou sciai.lo Serrano, non poteva, ora avrr peso sui dcstin i del con-tinente; ad essa ern peraltro riservato di offrire alla li.,,ri:Fuci,t e· a lfa, P r uss ia il porno della cliscorcha co11 la r icerca cli un principe cui donare la corona cli Car.lo V. L a Oanima.rca aveva ossa pure dovuto far sacr ific i al pri11cipio di nazionalità; ma di fronte albngrandimento de lh~ P russiE~ dovev1.i frc11are i. suoi clesi<l('d d i rivin ci t:a e spen1rt' ~o ltanto <li pescare nel torbido nel caso cl i even mali corn11l icazioni. La 'l'urchia era, r idÒUa ad una politica difensirn rispetto

alle trnclizionali n::;pira.z ioni russe e a.Ile m10v0 i·en(h'n1/.o m1striache, nè poteva e::;cr cita.r e a lcunn, infl.uen:rn ::ml 1·andi1,mento delle cose inierne dell'En ropa. La Russia., poco soddisfati a del congresso cli Pa.rigi ( 1.86G), nòn era animabc't da, sentimenti amichevol i verso l'Auslria, per H con tcgno da es::;tt l.enuto cluratito la guerra di Crimea e ne aveva veduto volenti.eri l 'um iliazione; rna nemmeno , i sentiva l.roppo rass icu rata cli~l rn.piclo incremento della )?russia. Del pari ai sentimenti antifrancesi dello Czar Alessa,n dro II e a.lla sua amicizia verso Gug lielmo I d i Prussia sno 11io, faceva contrasto « la gallicizzante rnnità, <lel prin«. ci pe di. Gorl scliakow » (2) e la sua r ivalitù verso :il c01J le di Bismarck.

J,a Ger mania. era rim.asta divisa ·in due p arli : a sei:ten lTiono del Meno gh Star.i protestanti, ritmiti nella èonf eclera zione del Nord con a capo .l a Prussia; a mezzogiorno g li Sta 1 i cat1·01ici, il particohn·ismo dei quali ora m1 ostacolo al compimento d i quella un ità nfl½Ì.on a.lo, il cui sentimento gHt aveva (il 81SMrnc K, Pensiei·i e i·ico,·di, 11 , 53. (2) Id . l cl. JI. 99.

.501 P RELIMINARI DELL A GUERRA FRANC O-G E llMAN lCA

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coro.incia.to a farsi sLracb nelle 1rn1sse popolari e t.rovaYa a.li · mento nelle ma,nifesta.z ioni letl.craric. Era inev itabile ehe questo senti.monto acqu is tasse, in un lempo più o meno kmt ano, la prevalenza. o che l'unitii: si eompirsse ; ma non Pr,~ faèile prevedere qMli sforzi, qLi,ali sacrific·i sar ebber o srnt1 a ciò necossari, occorrendo superare non solo le d iffi.collì~ interne, ma an che le rivalità esterno e le gelosie dei Yicini. E la riva,lo più grlosa di un grande' S tato gernrnnico ern n atun-ilmente ·1a F r ancia . Il governo di. ?-xapoleone H I avc·va dato a,l paese il benessere materiale con lo svilupp o della ricchezza nazionale; aveva dato :ingrandimento cli i é.rri torio con l'a,cquisto della Savoia e del Nizzardo; a,·eya cl alo la gloria militare con lo campagne di 01-imea e e.l'Itali a; mn t ui.to ç:iò non bastava a soddisfare lo cltauvinisme francese, poichè quesl;a gloria era stata offuscata., non solo dall a, m~ltrngnrn l;ii. impresa c[el }foSSÌCO, ma anche dalle. Vittorie pr n SSlall0, H \'YellUte sen za .il concorso della Frnncia., anzi c-.ontro lr sne pr evisioni. La batta.glìa. di Koni.ggricttz apparve subito più tpui, sconfitta francese che una sconfi Ita a.u stria ca ; d A, qHel l 110mento, avverte i. l J3isma;rck , « e ra n cllfl, logica della stor ia « che àlla o-uerra a.ustriaea dovesse poi tener dietro una guerra « fran cese~ a nche qu ando fosse stato pOSS;ibi le compensar e fll« l'imi)era.~ore Napoleone 1II, c01H·cgli se lo ..ispcltn,·a, le spe« succc della ncutra.Jit,\ ser bat a» (1) .

Per ben coro.prendere l a, genesi e lo svjluppo degli a.v,·('11 imenti, occor re qui esamim.re più a fondo il pensiero pol it ic~ dei due peJ:sona,ggi - Bismar ck e Napo~eon.e I ~I - cho ~t trovar ono di fronte e seguire ·1e v icende chplornatichr che m1sero capo al grande conflitto. . . . .. Le cti.fficoltà che si opponevano al programma umtano eh B ismarck er a.no, come già si è detto, cli ùoppio ordine : inkrn~ ed estern o. Il trattato cli P rag a conteneva i,1 sò il ger me d 1 (I) B1SM4nc., Pensieri e 1·icordi, Il, 37.


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APPUNTI ,,: co;:.;sw~;RA7.10NI

graYc pericolo: poichè ern stabiliro che gl i Stati del Sud rebboro potuto ritmirsì, se ciò loro piaceva, .i 11. fecl0rnz ione; nma.nendo peralLro indipendenti dalla Confederazione del ~ord. poteva accadere che fra la Germania protestante e quella cattolica si stabilisse un c.J ua,lismo e· che l a frnzionc pi Li. debole, cioè la. cattol ica, si lasciasse facluue a ricercarC'. nelle sue future lo_rte con Ja ri-n1Jc, l'appoggio deffàustria e della Francia., perpetuando l'ingoronza di questo tluo potem:c neo·l i n ffari teLlcsclti. ]!'i no dai. prelim.inarj. cl i. Nikol sburg, i'I co~Le di Bi smarck si era affaticato a limitare, per quanto possi1,ilP, non solo Je pretese del Re e dr.I pa,rt.ito militare verso .l 'Austria, che conveniva cl.i r isparmiare per consc 1.· vnro la speranza di futuri a,ccordi od almeno di un'attitudine neutra.le, ma anche e pi1ì specia,l mente verso la Sassonia, la Baviera e gli al tri Stati che durante la guerra avevc1,n o p a.rtegg iato per l'Austria, a.Ilo s.coro cli aLt11tir11e i rancori e non suscitare sentimenti che avrebbero ritardato l'affermarsi dell,i idea unitaria. Combattere J'antiz.missianismo .in German ia e l'ànti9erma1iesimo i11. Pn1ssia era la rnèta cui. doveva lendere la politica di Bis,mirck; ed a ciò tendeva di fatto, ma gradata.mente, senza precipitav.ione, agitando· agli occhi dei paJ.·Licol aristi lo spettro i:osso <lolla Francia,, bramosa d'ingrandimenti t{,rritoriali a loro spese, e mostrandosi egli stess0 molto più prussiano che tedes<'o fino a.l momento in cui lo svolgersi degli n,vven irnenti gli permettesse di getta.re, la. maschera e di palesarsi sot.to il suo vero aspetto eh campione dell'unità nazionale. Già quando stava per scoppiare la guerra del 1866 :il conte di Bismarck, menLre a.veva voluto assictÌ.rarsi l'alleanza, delrnaLia perchè ciò sarebbe valso a tener la ]!'rancia neutrale. n.on aveva n.ccettato l'alleanza della. Russia, perch<~ sapeva clw questa, vincitrice, non avrel>be ustito ai vinti quei riguardi che egli stimaYa necessa.r i per l'ultc•riore sYiluppo della sua politica.; dopo la guerra, non volle che il. Baden entrasse, come ne aveva mostra.to desiderio, a far parte elci la Confodoruzione del Nord, per non suscitare precoci diffidenze. La siiua,zione interna aveva qualcosa di pron·isorio t' di immaturo; 1111

a:

1

$01 l'RELIM1~Altl VELLA GUERRA FllANCO-GE llllANlCA .

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il ~Ieno non poteni certo costituire una bani<'t:a insuper~biJo aJl'iclro. germa,n ic..1; ma convcni.vn, differire, tutte le qu1st ioni in temo fino a dw non fo:;sern siati com;cguiti gli ob1.>icttiYi na.zio1iali aH'<•srero. Ed anche occorreva ,~ Bismarck di influire g.raclata.J/lente sull1animo del sl'Lo Re per vince;:nfl l a rilutta11 ;1a alla cligniUt jmpcriale. _\.Ho ste..;so modo cho Fcclerigo Q-uglielmo IV si eni rassegnn,to alla wrgogna di Oìmiit,:t. c.Jichia.ranclo che non voleva cambiare lt1 ,,~Lilla corona cli re di Pn1ssia con un « balocco dei fanciulli» cosi chiamava egli la cor ona imJJerialo offertagli dalla Dielfl, .di Francoforte - , il re . Ot'.gliclmo I, ,rncora nol 1870, ehiamavu, .'sprezzante~ento il titolo d'Impcrntore t 111 titolo da « mciggwre onorcirio (C hciractermajor) (1); e a fargli mutare opinione non rra di troppo tutta J.'a,bilitò. del. suo primo .m inistro. 1.,0 .spaurncchio francese fu dunque h, causa che ~bilinente sfruttata ,•also a saldare fra loro i divisi elementi elle cosLiL1:t.i.vano In, Gennu,n i ft. Cupitftle conseguenza ne fu lo statuto ferl ercile <lolla Confederazione clel Nord, pc:r cni ~1uesta, inv~ce che una Yent confcclcrazionc di Stati conse1'Ta11t I la loro anc.onomia,, cl:ivcnta uno Sta.to federale, con comu,innza. Lli t.er~·irio di lc()'o·i cli clir.itti. di cittadinanza, cl'istituti cli crcchto .to ' t,b' . e d'istitu;1ioni milihtri e dova una pm-te dogli Stati componenti .hit 'rinun ci"tlo a talune prerogative soYrane a vantaggio della Prnssia. . L'egemoui,i di questo Stato era pure assicurata da ~n altro fatto : nel Bwidesrath o Consi[Jlio feclerale, su 43 vob, 17 appartenevm,o alla Prussia; lmsLavan o così 5 voti per d~n-le l~ maacrioranza. e questi non era-no difficili a procurarst fra 1. bb . • • rappresentanti degli Stati mrnon. . . La SihsRonia, giusta l a facoltà, concessale <Ja.l trattato eh Piiaga, era entrat,i sponb:111camente .nolla ~'.1feclerazio11~. Quanto agli Stati del Sud. Bismarck, m preY 1s1one del P~~1colo che sa,rebbe sorto qua.lora essi si fossero :ra.ggn1ppa:t1 m una confederazione indipendente d a quelfo del :\fonl, s1 _era (·I) OcsM AIIC•, Pensieri e ricordi, ll,

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vvr<:HJ.> l!HA ZlON!

,:,v 1 rr«>Lll\lli\AII! UJ•:LLA GUJ•:RJtA FIIANCO-GERM,\NICA

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adopC'l'alo a svrnful'lo con0lnde11clo, prima ancora. cho il i rnttnto di Prnga fos..,C' :>ripulato, accordi spc•ciali di alleanza ofl'e11s1 ,·a, e difensi,·a ('ol \\'ii rtembcrg ( 111 agosto l8GG), col Bnllrll (l7 ago:,;to) <' coll a Bchiera (:22 ago:-;to). (~ucsti trattati

kgìslazim1C' militare pruss iana ngli al, ,·i Stari; ogni. anno che 1iit:;:saYH portaVèl 1111 ,HllllC'lltO cli 100,000 UOth ini; e Cjl~es~o pt•nsicro clomÌJJèlY,l Bi,.;nwr ck, poicl1è C'gli 11011 a,·e,·a mai n trrlllto fac il e unn guena c1m Lt l.''nrnc.: ia, nnclio presci11clcnclo

iniplicanrno la reeiproca guarentigia dei territori o stabilinrno c:!10 iJ c·omando s uprr nio del.le forze ar111nto sarebbe sta!o in <:,1,;n di g1wrra . d<'ferito al Ho di Prussia . 8 ssi fHrono dappri1,1a (enmi spgÌ·eti. 11011 rnnto però C'he 1in dal 1° noYembrP

dngli alJeati eh<' questa. poLeYa trovare. Ad una ~im ilc JinC'a dì corido11a egl i si era giìt 1mifonnalo iwl 18GG quando. dopo l<iiniggriitz, .N'npolco1w lJ r aveva, offNto fa sua mcdi...t¼ione. In );ikol burg egli chiese allorn. ai

no11 :-n llo awsso in ù'l'artcia ~11rnlcl1e sentore : vennero poi p11 bhlicar i nel rnnrzo 18G7.

ge1wralo ::\loltko c\he c.:osn. avrcube fotro :;o la J<'rmrciù fosse t•n( rnta in campo col suo esercito; ?l[oHke r isposo che ,wr<•bbc pre;;o mù1t1 itudinC' clifei1sirn contro l'.lustria, re:-tringendosi ;1lla linea dell'Elba, o avrebbe .fatto inlm1to l,t guerra alla li'rartciù; ma poitliè Bis1,1arck ritcne, ,,i ciò a rri:-;chiato. opi11ando pimtosto C'ssero opportuno cli liberarsi prima delL-1..us1 rin. con ùn colpo d ecisivo, pcJ." Yo]ger:;i, ,in s<>guìlo contro }ù, "l<'raneièl, egli si e ra « confermato maggiormente nel prnposito ,, di fon:sigliare a ~ . .JL la pace» (1) . Xi• di,·ersamcnco si era ('Oi11poriato nel J8(i7, quando la guon.,~ Na parsa imn,inentc p<'r la, quistione del Lusse,,mbm·go. Upen1rc• achmque con pondernziono c1l aspettare il momento fa,·orcrnlo, conservando 1urn. netta ed o bbictti,·èt \'isione <lelle cose : tale fu sC'mpro jl contegno del m inistro prnssiano. rn :B'ran c ia, ~n.poleone III pensa ,·a ;1 ritoscitllirc l'Europ,i se<:ondo q1wllo ch o egli chiuroaya, « le idee n apo leonich e » o 1·lw erano piuttosto quelle del .::,aint-Si111on e drgli ideologi delfrt sua scuola. Il suo idea le politico scmbr aYa consistere ·nl'lln, costiinzion e cli« grandi Stnti ìndu:.triè1li. Lmi1i dalla co,, nw11m1za degli in teressi, legati da cral1ati <li comme1·cio, « cl ollicati a sviluppare 1n r iccliez1.a pubblica C' il benessere ,, incliYich111le. contenentisi a Yicenda e biJantianri le forze ,, ri:,;pettiYr. suffra g io uni,·ersale. la sistemazion0 dello na« ¼i<malii~t, hi liber!,:t cornrnerciak. il miglioramento sorialc " del l' umu II itù. gli parernno concessioni sufficienti allo spi« ritn clc.lb rivolu:1.ione. Sì sarebbero sto.biliLi in Emopn, sol.to ,, il nome di conr11•ei-si, grandi tril.>tmali periodici cu i lfl l''ran-

A nimplemen to d i questi trauati ,·c11nero stipular e apposite cunw•11~ion.i militari che stabiJiva,110 prr gli ~tnf.i del 8nd. una le~gP 111ilitarC' analoga a qllC~lla Yigen1e presso gli Stati dt'l Xonl. . \. questi acC'orcli adcd anche l' A:s,;in-Darmstaclt, i I 7 aprile l8G7.

l'urto ciò Hon ayw•nne senza conti-asco; thè anzi la Baviera. tlopo la c·ot1clusione del. trattnto cli J: rnga,, av<'va preso !'in ìzial iva pC'r costi! LLirc r<'Hlmenle una Co11 / edem::ione del ,"ud; e poichè questo tC'lltatirn era fall ito per il rifiuto del \\'iinclllberg e del Bad en, i l pmtiio caUoliC'o aveva 1,n1scii·aio lnltc ,·iolcntissime in s<>no al P arlam<'nto bavarese, al punto d,l rnettcre in forse gli é1C('or<li g iit slipttlati. (~ucsta tonclizionc di coso si prolllng6 fìno alla vig ilia della gucnH, e l<> trndenzo dc•i ('Mtolici si manifr.~tarono sin nella discus~ionc relativil al

c-a.su.s (oederis. · .\fa, non soi1anto <1ue:-;te considerazioni di politica iHterna rnnsigliaYano a Bìsn1;1r('k Ja prudenza. l~gli ern conYinto elle r·w,ifica¼iono tlrlla Oern1nni.i era solo una questione di tempo, w r s1i il comp inwnio d01Ja q11alc la Co11fcdern:.1iono del Nord :,,c•gnanl la pri111a tappa; che perciò l'ostilità della Prnncia 1~ forse della Ru ssia, il hi,;ogno cli rivin cita dcll '.Austria e il particolarismo prussiano del Re non doYeYano esser pos• i rrnppo presto a cimento. ianto più che l 'al lea nza dC'll'ltalia l'Otl Ja. l<'ranci.a, r cou l'Au stria n on ora, secondo la pubblica opiu_ionc in Europa, all'infuori di ogni prohabilità. Inoltro conwnirn differire la g L1crra, fi110 a tanio -chr le fon:e n1i.l iln ri tedescho 11011 fossero ,1ccresciuto coll'applicazione della,

Il

(I} lhS~A OCK, l'ensiei·i e ricoi·tli li, 32.


4.(:i4

eia avrebbe pres ieduto» (1) . EgJi e.rn in bu~na fede quando · diceva: « L' Empire, c'cst la paix » ; vana illusione, poicl1è «

difficilmente ~apoleone III avrebbe potuto compiere i suoi disegni senza aumenta.re la potenza materiàle della, Francia, o per questo gli sarebbero occorsi uompensi. tc1Titoriali; del pari le ·sue vaste operazioni economiche dovevano necessariamente :finfre per leclero gli interessi altrui; sicchè la consco-uenza ultima non. poteva ossere che ]a guerra, e « la guerra. : era l a nega.z:ione del sisten~a economico sul quale l'Impera« tore fondavè,l, tutti i suoi piani per l'avvenire» (2). In confonnitit de' suoi principi, Napoleone III pensò che sarebbe stato inutile cercare d'impedire lo sviluppo delle nazionalità. italiana. e germ anica; erodette invece· possibile il favorirlo, procurando cli regolarlo e di contenerlo secondo o'li interessi della :Francia. 0 Una delle qu istioni che più appa,:sionava lo spirito ,Pubblico francese era quella del confm c nella r egione renana. Sebbene l'aspirazione cli. spingere il confine sino al g.ra.n fiume non avesse fondamento storico, nè etnografì.co, poichè CJt:.esto confine, cht Basilea alla foce, era sra.to posseduto dalla Francia solo per breve tempo d_ura.nte. la prim~ repubblica, ed il primo i.mpero, e le popolazioni delle provincie della. riva s in i.s tra erano, al pari di qu elle della :i;iva destra, essenzialmente tedesche (eccettuato il Belgio e una pnrte del Lussemburgo), i Francesi basavano le loro pretese sulla, ragione geografica, por cui il Reno doveva considerarsi come uno dei l~miti n~turali della regione gallica, e sTil la necessità puramente difensiva di allontanare dalla capitale quel tratto cli fronti era che mentre era il più vicino, era anche il solo che mancasse ùi ostacoli na,tnrali contra una possibile invasione. 1,a o-randissima :irnpo:rlianza. cl10 aveva ed ha tuttora. Parig i ri~)etto al resto della Fra11cia, dava . 1.m'.app~remm cli · fondi~ mento a questo m.otivo; certo e che il chss1clio sorto nel 1860 t,.rn l 'Austria, e la. Prussia per la quistione elci ducati dell'Elba pa,rve a Napoleone III una buona occa,sione per H consegui.mento del suo scopo.

- -SonE~. - -1/istoire dipLomalique de la guene r,·ancc -alf.ema.iide, I 4·5. (!)

(\!) Id ., id. id.

SUI PRELUIINA Rl DELLA GUERR.:A FRANCO• GERll:!ANJCA

APPUN'l'l E CONS11JERAZIONI

'

465

. A. cercare aJl'cstero ,q ualcosa che assorbisse l'aUenziorie d:I popolo, l'Imperatore era. anche iudotto dal.le cond iz10n1 wternc della ]'rancia. La sua politica intei·na aveva

~u?

av~to per base fa resta,u razionc della democrazia.· cesarea, in gms;;t c_Ja soddisfo:rn gli: interessi delie cl.issi basse (;) prorr:uov:-n10 1~ benessere materiale, ma senza libertà e partccipazwne d iretta al. governo ·della COSè.1' pubblica' riusciva co~ì possibile contrapporre questa m(lssa, essenz.ia.lU:ente i r. contalo e_~I.i opera.i, alle e.lassi dirigenti, dove avevano radice i part~t,1 .avversi. all'i_m_ pero, cioè ~J leg-ittimista, che compre1~ricwa J an::;tocrazia ~ 1l clero, e l'orleanista, costituito in gran pa.r[e dalla borghesia. So adunque questi par(,iri possedevano ingegno, co1,tura-, mozzi economici, manca.v a :foro per contro il numero, fat tore essenziale di una rivol.uz i.one, cli fronte al partito imperfali.sta nume1:osis;:;imo, perchò formato cli frantm~11tj. d_ e~li ~Uri due e delle plebi cittad ine e campestri . E po1che J f~1,~t1 della p~litica interna, tencl0nte a promuovere la pro::;penta de.l mass.imo n umorn di cittadini, non offriva.n o è.,ppigho per suscitare n malcontento, i partiti avversi all'impero dovevano cercare le lo~·o armi n~lla politica· es1era. f>a ciò ~a,poleone IH si sentiva sospinto alla ricerca cl i combinazioni che dessero soddisfazioùe alla vanità nazionale ed i suoi sguardi si volgevano naturalmente alla frontiera del.Reno . i'iell'autunno 1865, il suo astro cominciava a declti1<1rc. NcJ mese di ott-0bre, Bismarc.k si recò a Bi a.rritz per couforire con lui cir ca la, situa.zione dori.vanté dalla, convenz ione, di Gastein. E ' p~·obab~le che qui i due uo-rnini abbiano cercato cl"i ng..ln~uus1 a vicenda : Bismarck tendendo allo scopo cli oUenrre 11 consenso all'a.Ueauzft coll'Italia. contro l'Austria e di assicur~r_si ~)meno !·a neutralità della, ~l'ra.ncia, senza c:omprometters1 m .rrnpegm ben precisi; Napoleone immaginando che Je due qn istioni. allo1·a pendenti del Veneto e elc i ducati dell'Elba potessero risoh ersi con ternporaueam.e11tr. con la cessione ciel Veneto all' I talia, dei duca,ti a.Ha Pruss ia, e delf.a SJ esin, aJJ'A.u stria a tito]o cl i. compensò; la. F':rancia avrebbe intanto spinto i suoi confini al .H,eno, come naturale co11segurnza degli altri mutamenti cla apportare alla car l,"t cl'Etrropa. 30' -

ANNO XI..VII .


SUI PR&Lll!INARI DELLA. GUERRA PRANCO·G,ERIU NICA

466

<\PPONTI E CONSIDERA~ÌÒNÌ

Olì accordi fnfoiio !loltanto verbal i : Bismarck fwg,g?èl/i§~ il SLlO scopo :em1a rimanere vincolato da patri scritti : l ii-YIJrì-,) intavolate Lrattative con l'Italia e l'alleanza Yeni1e conch:~r1l 8 a prile Ji:;(i6. :Napoleone si r isè'.rbava sia. ~bi prevon i l'e le ostiliUt con un congresso, sia cli p1'enclel' parte al conflino. sia di porvi termine con una mediazione.. È di fatto, dopo un pri 1~10 ten t,a,tivo di rn<'di azione tra. t'A t:11§l'tfo e l'I talia, andato' n nwto per la leaftà del m inistct;,:y La :Marmora, Napoleone III propo:-t' UJl congresso europeo·. Questo <·011 g resso mandava a monte Lutti j p iani di Bisma rcl,, il <1uale oltre alle difticoltà diplomatiche che aveva dovuto superan'. aYea durato grande fatica anche nell'indurre il suo Re nlla guerra . 'Per syentare il nuovo pericolo, Bismarck vrnr ilò altri accordi con la }'rancia ed offri la cessione del tcn:itori() fra. R~no e ,\Cosella, escluse Coblcnza e 1\fogonza. nel caso ·li 1ma c-oopermi:ione nrnrn,ta. Più ta.rdi, H 3 giugno, Bis1mu-d, accennava pi Lll tosto a compensare hi l!'rancin ·eon la par1 e francese del Belgio e della S,·izzera, perchè gli abitanti delle provi1Ìcie renane era no tutt i Tedosch i l' voleYimo rimanPre ta,li; quando finalmente l 'Austria, dccicl.enclos i 11lla g ue rra, troncò tutte le incertezze e sah·ò l'Italia e la Prussia clal congresso. ~rtt g itmto per la ]!'rancia il momen10 di sta bi lire · il pro7,zo della neulralità o Lloll'appoggio ; ntH la Prnnc.: ia. non a ,·euclo fede 1w1la vitlori 11, dei Prussiani. si contenti) di parole vaghr e indet('.rminate e lli assicurare la cessione della Venezia. La Prnssia , pensava Napoleone HI, sarà ben fonunaLa d'invocurc l a mediazione francese, di cedere la S lesia i n cambio di territori almen.o equirnlenti nel Kord e di i1geYola re alla, 1''rancia, sia una rettifìcn:1.ione, sia un am pliamenlo del confo1e. La sLrn fiduc ia trasp~rn· da questa dirhiarm~io110 pubblicata r 11 giugno 1866: « ~oi nvremmo desi« derRto per gli Sta.ti seco11clm·i clelh1, ConfcderRzionc turn « tmione più intinu1. unn orgmti_½zazione J)lll potenle. u na pa.r te « pil'.t importante : per la Prussia maggiore omo:teneità e forza « nel :Norc'I; per rA.us1ria ]a co1i ervazione della st ra posizione « in Oernrnnia . :Noi av remmo voluto che medi an te 11 11 equo « compenso. l'Austria poresse reclere la Yeneziit itlrltalia ...

r

«

-167

Noi non potremmo pensare ad estendere i nostri confini che

« so la carla d 'Europa venisse modificMa ad esclusivo pro« fitto di uua grando potenza e se le provincie limitrofe do«

ma.ndassero, con voli liberamente espressi, la loro annes-

« sione alla Francia >> ( L) .

La vittoria di :Koniggratz sconYolsc i cale.oli dell'ImpcraLore, il quale tuttavia fu pronto ad int.ron.1<'Ltersi annunciando al Re di Prussia, con telegramma gi unro ad Tiorsi l7. nella notte dal ± al 5 luglio, che l'Imperatore Francesco Giusepp~ ali aveva ceduto la \'enezia e avrva chiesto la sua media; ione; e nello sLesso tcmpò mandò l 'a mbascinto re B eneLlot,f; t al campo per proseguire i negoziati. Due correnti si erano i nrnnro fon nate tra i consiglieri ili Napoleone HL Una cl i queste, gu idata dal min istro DL·?uyn dl:' Lhuys. spingeva H lla mediazione armat~t ; l'altra. guidata dal principe Gerolamo Xapoleone, YolcYa la mediazione amicl1evole; una terna soluzione, consistente nel radu1rnre un conoTesso europeo, fLL sem:·attro scartata, perchè si pensHva 0 che ctifficilrnenre la Russia awebbe consentito a<l un ingrandimento della, Francia . Prevalse il rnrtit.o della. mediazione am1i:chevole, perchè il ministro della guern1. maresciallo Handon, dichiarb che per concentrnre al confine 80,000 Ltoinini sarcbbrro stat i necessari almeno 1 o g iorn i. Frattanto il conte cli Bismarck spingeva atti\'f'lmente le trattniivr dirette con r A.ustria: o poichò l'esclusione di t1ucsht poten11,a ern stata, una condizione sine quei non per st ipulare rarmistizio, 1mn, parte d0l program.ma co11 tonn to nella leti.era irnpcriale cleffll giugno era già di per sè eliminata sino dal 4. agosto. Sul resto. Bismarck :;i mo:c:trnrn disposto a mercantco·o·i"ire : rna alla rrsa dei rotr ti, rnsp irLgeva a nche a costo dcliii gt~Cl'rn (l), s ia la clonrnnda clclln, Francia · di riavere (il SonB~, l/i$loire aiplomatiq11e ecc., I, 18. Lett.ert1 di rit1poleone III al ministro Houhcr. . d B · (!J A.Ile ener"iche rimostranze del conte Benedettì, Bismarck mpen eva: • ~n1s• si mo, faremo ia guerra; ma fate osservare a S. )I: I' 1n~peraloro ch_e ~otrcbbe d1'.•en· , tt1 re una guerra a. colpi di ,·ivolu.::ione, o ~ho d,inanz1_.a perlcoh ri vo~uzlonar1, le , dinastie tedesche darebbero prova di avere p,u so hde ba,1 che quella del! Imperato re , Napoleone. • SOREL . /fistoire diplo111aHq11e ecc .• f. '.!:i.


.i confìn i del 1814, sfa la pretesa più modesta cli avere il Palat.inato bavarese, sia la proposta conciliat1va cl i. costituire uno Stato a:utononw interposto, con a capo il Re cli Sassonia od un principe dell a casa cli Hohenzollei:n ; e cedeva solo riguardo alla Germani a del Sud, allo Schleswig, alla Sassoni a; concessioni più apparenti che reali, poicbè, come già., sappiamo, egli si era premunito con speqiali trattati rispet.to agli .Stati del Sud e risparmiare la Sassonia entrava nelle sue· vedute politiche. Era naturale che queste sodd.isfa,zion>i, .Puramente diplomatiche; non sembrassefo suffi.cienti aJla Francia. Perciò CfU.esta, mentr,~ recedeva da.Ile primitive pretese di ottenere il territorio_fra Reno e ~fosell a, a.priva. tr attative per un nuovo contratto bilatera,le, per i I. qua.le ht Prussia avrebbe agevolato alla l!"':rancia l'annessione del Belgio e del Lusse:rnburgo e L1 . Ji'rancia avrebbe in ca.mb.io Ticonosciuto le ann essioni dell'A.nnover, ·del Nassau e cieli.' A.ssia-Oasse] , com pinte dal]a, Prussia, per diritto di conquisl;a, e rinunci,a.to a· pretendere l'o&5eirva.nza dell'articolo qua,r to del t,rattat.o di Prag.a circa la separazione clclle due Confeclerazion i (16-31 agosto) . In aHri. termini, dalla politica, dei co11115cnsi, sostenuta da1>Drouy'11 cle Lhuys, si passa va a quelle delle agglomer azioni, caldeggia.ta dal Rouher e dal La Valette. Bismarck si mostrò da,pprima di1sposto ad assecondare le vedute della li'rancia; a,nzi indusse .il Benedetti a scrivere cl i StLo pugno le seguent i clausole del tr atta.to, oggetto_ della discussione, e ~L farsene lasciare la minuta.: « l° Sua <:\faestà l 'Imperatore dei France.si ammette ~. « r iconosce gli acquisti fatti dalla Pruss ia, durante l'ult.ima « guerra ... « 2° S. i\f. iI Re di Prussi.i.l promette cli agevo.lare alla. « Fra,ncia l'acguisr.o del Lussemburgo ..: · « 3° S. :M:. l'Imper atore dei li'ranc.esi. non si opporrà ad « una un ione feclerale cle:lla Confederazione del ;{ord con gli « Stati del la Gernia.nia, del Sud, eccettuai;a, l'A.ustr.iii. .. « 4° D,L par te sua, S. )f. il Re di Prussia, uel caso in cui . « S. M. l'Imperatore dei :E'ran cesi fosse indotto cla.llc circo-

SUI PRELIMINARI DELLA GUER HA FRANCO - GERMANICA

469

st.am1e a fare entrare le sue truppe nel Belgio o a, co~qnistarlo, accorcler~1 il concorso delle proprie arm i alla Fran« eia ... « 5° P er assicurare l'intiera esecuzi one de.Ile disposizioni « che precedono, S. :ù{. .il Re di. Prussia e S. M. ]'Imperatore «dei. Francesi contraggono col presente t.rattato un'al leanza « offensiva,' e difensiva ... » . Ma alla fine d'agosto, quando pareva prossima. una conclusione, le tratt.atì.ve subirono un rallentamento; caratteri:6zafo dall'acceutnarsi cli 1u1a resistenza passiva da, par te della Prussia. Bismarck espresse il dubbio che l'accordo progettato potesse suscitare attriti fra la Prussia e l'Inghilterra, sotto la cui sahragnardia era stato posto il Belgio col tn1,tta.to del 1832; in rea,ltà, poichè fin dal 7 agosto aveva, mandato a Pietroburgo il generale l\f.anteuffel per cleirnnziare gli intrighi della F rancia ed aveva ottenuto cli essere completamente rassicura.to sul conto della Russi a, egl i riteneva cli non aver più bisogno della Francia. Anzi, siccome la Francia, offriva la sua amicizia .a prezzo di im.prcse arri,schiate in Europa, e la Russia non domandava che un'azione com.uno in Polonia e concessioni in Orien te, l'interesse della Pruss ia era d' intendersi con la Russia,. E fu precisamente quello che foce, lasciando cadere ogni trattativa con la Francia. Gli scacchi riportati claWimperatore Napoleone nella politica estera gli solleva,rono coi1tro l'opin.ìone pubblica francese con tanta maggiore animosità, in quanto che tutti ricorda.vano gli impégn'i da lui solenne.:mente presi rispetto alla nazione, allor chè nella lettera dell'J 1 giugno 1866 diretta al ministro Rouher clichiara\ra di riservars i « di chiede re alla « Prussia quei compensi terr:i toriali cho valessero a contro« bilanciare i vantaggi da essa ottenu ti· con la sua benevola « condiscendenza » . Il 16 settembre 1866 a.l ministero Dronhyn de Lhuys succedette il ministero La Vallette ; e ':N apolcone III lanciò allor a la famosa circolare, nella quale velava la propria rassegn~tzione, dando all'isolamento della Fra.noia in Europa il pomposo titolo di « Libertà delle alleanze» e dicendo la costitu« «


470

APPUNTI E CONSIDERAZIONI

zione dei grandi Stati militari un progresso nella nuova, via delle «agglomerazioni » (1) . Questa circolare Hon ingannò n essuno; il pres tigio dell'Imperatore ne rimase anche più diminuito; il partito avverso all'impero ne trasse argomento a raYYivare la lotta. Inlanto su ccedevano nuovi incident i. Il 21 Hovembre 1866, mentre l c1 Corte era raccolttt a Oompiègne, giunse la notizia sicura della conclusione delle alleanze nella Pn1ssia con gli Stat.i della Germania del Sud. Da quel momento, )a, linea del :ì\{eno aveva cessttto di essere' una barriera tra la Germa,nia cattoli ca e quella protestante ; e siccome 'ciò poteva considerarsi come un mutamento della. carta d'Emopa ad esclusi,·o benrficio di una grande potenza, l'amba.sciatore Benedetti, ai prj mi. di dicembre 1866, tornò ad ·i n1sist0re presso Bismarck per venire ad uua conclusione. Il minis tro prussiano continuò a lergiYersare; intanto creò nuoYi imbarazzi alla Fiaricia, mandando a monte la proposta di Napoleone III di porre la conve11zione tlel. settembre 1864 tra l a Ji'ranci a ed Italia soLto la sa lvaguardia dell'Europa nell'atto del ritiro delle truppe fran cesi da R oma . Si g iun~o al 1867. ll ma.lcon te11to in Francia andava t:rescenclo, lo Gpirif,o pu bblico diveniva impaziente . .Alle insistenze del Benedetti riguardo al Belgio, Bismarck rispose defìnitivarn.eme che la Prus~ia non intendeva contrarre una ftlleanza offensiva, ma solo difensiva, e che avrebbe man.LenuLo, nel caso di un'azione francese, un contegno neutrale; ma intanto si concludeva il matrimonio del Principe di Fiandra, figlio di L eopoldo Re del Belgio, con ~Iaria, cli Hoh<.'n r.ollern, pan1Jizzando così l a neutralità politica con una a lleanza di famiglia. Proseguivano peraltro i negozif~li pel Lussemburgo, che apparteneYa per diritto al Re di Olanda, ma nella cui fortezza dove,·a stanziare, secondo i trattati del .I 815, uu prosid io p11.1 ssiano. Nel frattempo, Adolfo Thiers, il quale già il 3 maggio J 866, in uno de' suoi più wementi discorsi contro l'Italia, aveva (t )

So nEL, Histoi1·e diplomatique ecc., I, 31.

SU1 1'.REL!MlNARt ÌlÉLLÀ

GÌJÉRRÀ

FR ÀNCO - GERMAN I CA

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st igrn.atizzafo la politica imperiale che ave,·a aiutat o l'unifìca;,;ione italhu1a e ]asci.ava che si · :inizi asso quella, go.rmanica, il 14 marzo 1867, in mezzo agli applausi del Corpo legislatinr, clichiaraYa che la Francia « ne dcvait pas souffrir qu'on « allat phts loh1 » . Bismarck, ti sna Yolfa, rispondeva, il J.9 marzo, pubblicàndo, i traitati conclusi sotte mesi prima con g] i Stati ciel Sud; cd intanto anche in Germania lo spirito pubblico corn incia,·a. a mostrarsi irritato per le arroganti pretese francesi. Bismarck aveva posto come condiziono dei n egoziat i rela1 ivi al Lussemburgo che la coSfL si sbrigasse celeremente e cl1e 11lllla ne trapelasse e già Napoleone III aye"·a trattato direttamcnie col Re d'Olanda per averne il consen so, quando i I deputato B,enningsen del parti,to nazionale reclamò al Reichstag una pohtica energ ica. del governo per impedire l'annessione. Bismarck mostrò di obbectire, suo malgrado, all'imposiz.ionc del l:'arJa.mento r pose il veto; Napol eone, non essendo pl'Onto alhL guerra, defer.ì. l a quistiono ad u1 1}t confe1·enza europea, e l a conferenza di L ondra sanzionò la neutralità del Lussemburgo, escludendone il presidio prussiano 0d ordinando lo smantelJ.amento deJla forLezza,. Oos.ì. .l a, gueua fn evi t,ata, anche pcrchè Bis rn àrck, n onostante le assicurazioni cli :i\foltke, non r iteneYa ancora su11ìC'iente la preparazione militare; ma ]a si1u azione, benchè Parigi fosse in quel momcnfo occupata dalla festa cminentrmen to pacitica della, esposizione mondiale, anelò divenendo sempre più• tesa . Occorreva alla l•'rancia raccogliersi, nrinarsi, a.ssicu!·arsi alleanze per ]a lotta, inevitabilr e poi far nascere J' in cidente 1>pportu 11 0; ora, perciò n ecessar io che il gove1no procurasse d i consolidarsi al I' i11 terno per procacciarsi prestigio e. amicizie all'estero. Jm·ece ]'autorità del governo imperiale andò .,;ernprc piì.1 decaclentlo; per successive concessioni, il governo persona,lc del l'Imporntore cliventaya costi.tuzionale e i.I 2 gennaio· ]870 veniva co-·tituito il primo ministero liberaie presif1Cluto ·t1a EmìJio OJlivier. Ua nemmeno ciò bast.a.va a rilenne il cadulo prestigio di Na,poleone III; l'incidente di Victor )foìr suscitc':> mwve antipatie e provocò tumulti ; il plebisci io


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APPUNTI E CONSJDE!tAZ ION!

SUI PRE LIMINARI DEI.LA GUERRA FRANCO-GERMA NICA

del.1'8 marzo 1870 contava molti. più voti contrari che i plebisciti precedènti e ne n overava 47,000 nello stesso esercito. Si aggiunga che il Corpo legislativo impediva sistematica-mente, negando i fondi necessari, quelle riforme militari cl ,e la situazione richiedeva, nello stesso tempo che il tracliziona.le chcàwinisme francese esigeva, rispetto all'estero, un contegno c_nergico e degno del glorjoso passato. · Na,poleone III non tr ascurò di ricercare alleanze, ma lo fece mollemente e lusingandosi forse che la gue.rra non sarebbe scoppiata. L'occupazione francese cli Roma nel 1867 e le meraviglie dei chassev?ts a i :rentan~ alienarono sempre più dalla J1'rancia le simpatie dell'Italia; ciò non ostante la autorità di Vittorio J~manuele II avrebbe ancora potuto trascinare gli Haliani a. combattere nuovamente a, fianco dei loro alleati del 1859, se il famoso jam.a'is prommziato da l. ministro Rouher tra gl i applausi della ca.rn~ra pochi giorni dopo Menta.nit e il nuovo rifiuto di una. clausola segreta rìguardo a Roma ri.'eJ 1869, non avessero maggiormente scavato l'abisso c11e ormai separava le due nazioni. De l. pari a nulla di concreto approdarono le tra.ttath;& cou l'Austria, dove per il conte di Beust una rivincita del '1.86Li era qu istione di. a.mbizione personale, ma gli Ungheresi erano · avversi a.Ua guerra e gli Absbu:rgo non erano prop·ensi a fì.da,re .nella politica troppo facilmente mutevole di Napoleone III; petciò l'Austria intendeva limitarsi sempli.cemente a misure cli protezione. I colloqui di Sa.lzburg tra gli imperato1i. Napoleone III e :F'r a.ncesco Giuseppe, seguìti da lettere confidenziali, non approdarono a stipula~ioni formali (1869). Napoleone proponeva cli aiutar l'Austria se questa, fosse attaccata dalla Prussia., ma non s'impegnava a seguirla se l'Austria avesse attaccato senza il suo consenso ; l'Austria si dichiarava disposta ad intervenire solo nel caso in cui s.i. muovesse la Russia, o quando l'esercito francese fosse penetrato nella Germania del Sttcl, ma. sarebbe rimasta. neutrale :in caso diverso; in. conclusione, nonostante che il pr.incipe Alberto si recasse a Parigi nei mesi di marzo e di ~prile J.870 per a.bbozzare una convenzione militare e cl'~e nel git1gno si.

.recasse a Vienna per J.o stesso motivo il generale Lebrun, 'gli accorcli non uscirono dal. ca.mpo teorico; e nel congedare il generàle, il 14 giugno 1870, l'Imperatore d'Austria gli ripeteva : « Je clois vous. dire, qu'avanl; tout, je veux la pa.ix; si « je fais la guerre, il faut que j'y sois forcé... » (1) . In Germa.ni.a., ad. onta ·dei. buoni successi r ipor.tal;i da Bismarck nella politiea. estera, cui dovevano a.ggiungersi gli accordi diretti intervenuti tra il R.e di Prussia e lo Czar ad Ems nel giugno 1870, la situazione intei'na. non cessava, cli esse-re incerta e pericolosa; anzi lo diventtwa tanto più in quanto la politica cli p_ace a condizione dello sta,i'u quo, inaugurata dal ministero Olli,r.ier, toglieva, lo stimolo a, concentrare le forze tedesche contro iJ comune nenlico esterno. In Prussia, i pieni poteri della cancelleria federale spiravano nel 1870; sorgevano .difficoltà finanziarie ; i trattati correvano pericolo; speciahnent.e in. Ba.vi era e nel "\Vurtemberg il particolarismo ria.1zava Ja t,esta; il Re cli I >russia era pe:r· sua.- natura e per istigazione della Regina Augusta alieno dalla, guerra ; perchè la politica cli Bisma1:ck non na,hfragassc, perchè si cementasse l'unione pericolante e fosse possibile vincere le riluttanze di Guglielmo I occorreva che la German.i.a. fosse a.ttacca.ta.; venne in buon pun,to hncidentc clelht candidatura Hohenzollern al trono di Spagna.

,,

473

Con la. rivoluzione del 1868, i Borboni erano stati. cacciati dal trono; ed il goverijo provvisor.io, sotto la. reggen~a del maresciallo Serrano, aveva tosto annodato 'trattative per dare al la, Spagna, 'tm governo regola.re. Gli. 'Spagn.uoli avevano dapprim a pensato di offrire la corona al principe :U'ederico Carlo, ma avevano tosto r inunciato ::i quest.o progetto, a causa della religione; poi ·a.vevano rivolto il loro sgua,rclo sul duca cli Montpensier, rimmc.:ia.nclo puro a questo, perchè NapoJ:eone III avrebbe considerato una. simile scelta come mia dimo( I) I.E 1:,11ur,,

S0 1ivcnirs militai1·es,

·1 4i.


474

APPUN'rl J;; CùNSibERAZiONÌ

sh'ilZ1one diretta contro. la sua dinastia: infì.ne si erano fer. ' ma,1i sul 1)ri~1cipc Leopoldo di Hohenzollern, il cui fratello Carlo era salit? da poco sui trorio cli Rumenia. I negoziati a ciò relat-ivi rimontavano al 1869; e :fin dal mese di marzo il com e Ben.ecletti aveva segnalato la cosa al governo france.se, sebbene ne fossero trapela,te soltanto vaghe notizie. Per sapere precisamente che attenersi, egli si era riv0Ito1 nell'assel'lza cli Bismarck, al sottosegretario cli Stato von 'f'hile e 1ie aveva avì:Lto forma,l e assicurazione che non ne sapeva. nulla; ma poicbè non . se:rnpre questi conosceva tutti i segreti intendimenti di Bisma.rck, .Napoleone aveva incarieato l'ambascia.tore di interrogare direttam.ente quest'ultimo. , Nel ma.ggio 18ml, il Benedetti si rivolse dùnque al Ca.ncel-. liere, ma non ne ebbe che risposte vaghe e dilatorie; intanto proseguivano le trattative segrete .t ra il signor Salazar, in,~ viato .del Jtiaresciallo Prim, ed i"l principe Antonio, padre del principe Leopoldo, il qLhile, si mostrava. riluttante. a concedere il proprio assentimento. Quanto al Re. Guglielmo, egli era in formato del.la cosa come capo di- famiglia, ma si astenne da l darne partecipazione al proprio governo e soltanto ne pa.d ò, in via puramente amichevole e confidenziale, col conte di Bismarck. Si givnse così a,1 20 cli. giugno 1870; il principe Leopoldo avver t.ì allora uffi.cia.lmonte il Re di Prussia cli essere dispòi;:to ad accettare la corona: offertagli e gli chiese il suo consenso ; il Re si limitò a rispondergli, il 28, che non credeva di doversi. opporre al suo clisegi10. Fu convenuto ohe· )e Cortes sarebbero state riunite entro tr e mesi; :il segn')fo più r igoroso sarebbe stato serbato fino a. quel momento; il. nuovo Re sarebbe stato eletto per acclamazione e àll'Europa, sarebbe stato presenta.to il fatto compiuto. S~nonchò .il Salazar, tornando a :Wfadricl con la lie,ta. no-· vèlla, non seppe trattenersi dal divulgarla ed il 3 luglio l'agenzia Havas l'annuneiava.. pubblieamente. , La notizia produsse gra,vissimo fermento iu Franc.ia eimpensierì ser iamente gli uomini che era.no al governo. Il 4 luglio il duca, cli Gramon t faceva. vive r imostranze al barone "\Ver ther, ambasciatore prussiano a P arigi, e contempo-

a

SUI P RELIMINARI DEI,LA GUE RRA FRANCO-GElutANICA

475

ranea.mente telegrafiwa al .segretari.o d'ambasciata a Bcrlili.o Le Sourcl di. chiedere sp.iegazioni ed assicurazion i.. Il sottosegrel;ario cli Stato .von 'l.'hile, clie sostituiva Bismarek allora ~I! villeggia.tura. a Varzin, r.ipetè ohe il governo prussiano -ignorava completamente questo a,ffa,r e. Il 5 luglio si seppe che le Cor tes sa,rebbero state ra.dunat0 d'ur?ei~za i l .15 per eleggere il i·e. Non restavano alla diplomazia. imperiale ehe dieci giorni. per prevenire il fatto comp~u_to. Il fermonto crebbe, la stampa soffiò nel fuoco, s i prec1p1ta.rono lo risoluzioni. Il deputato Cochery presentò alla, Camer a cloma:nda d'interpellanza « sulla ca-ndiclatura cven.« tuakcli un principe della famiglia reale di Prussi~ al trono « di Spagna » . Mentre . i governi · di V.ienna- e di Londra, sollecita,ti dai rispettivi ·amb~tsciatori a Pa.rigi, facevano pressione a Berlino, coi dovuti 11.gu.~rdi cli forma, perchè si a,1Jontanasse il · pericolo di 1.ma guerra) la decisione presa da.i minis~1~ di Napoleone III paraJ,izzava i buoni uffici dei neutri. Nel consiglio ehe fu tenuto nella. grave contingenza, ,essi credettero la guerra inevita.bile e ne esamina,rono le possibili conseguenze. Il ministro degli ester:i, duca di .Gram.ont, osservò che trattandosi di quistione pura.mente prussiana,, e _ soprntutto dinastica, la Germanfa non se ne mischierebbe ed anzi approfit terebbe clell.'9ccasione per scuotere il giogo della · Prussia. N·on era possibile, .in verità, assicurarsi, · per mezzo cli una convenzione, della neutralità degli Stati del Sud ; ma si spérava cli costringerli a una neutra.lità di fatto, meclia1~te una. vigòrosa offensiva delle truppe francesi in Germania. Del pari, sebbene con l 'Austria e con l'Italia non fossero state c.onch iuse alleanze, 1a fulminea r apidità con la quale la Franci_a avrebbe operato dava garanzia che esse sarebbero state ugualmente trascinate a prender pa,rte a.Ila lotta in unione con la Francia. « Così tutte le eombinazioni deJ « duca cli Gramont posavano sulla. sua completa fi.ducia nella « supe:riol'Ìtà dell'e.5ereito francese » Cl ). . Le combinazioni del rnaresci{tl.J o Le Boeuf posavano invecH sul la, :fiducia nell'abilità dell a diplomazia irnperia,l e. Egli Il) S0ne1,, Hi.i toire dip lomatiqiie ecc., T, i2-i4. ·


SUI PRELIMINARI DELLA GUERRA FRANCO-GERMANI CA

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APPUNTI E CONSIDERAZIONI

r ag io11 ava così: L a mobilitazione <lell'ewrcito aLtivo può fornire 350,000 uomini; ma per non impegnarmi troppo in questa. gra;ve (,111istioi1<\ io n on rispondo che di 300,000..... Io spel'cJ che in qLùndici giorni noi ne avremo 250,000sufficientemente organizzati, con qualche lacuna amministrativa, natura lmente... Per rinnire 300,000 u ~mini , .io credo che ci vorrann1> almeno tre sott imaue ». Il 111a.reseia Ilo non. ignora.v a nè gli effettivi, ne il sistema di mob il i tazio11 e dell'esercito prussiano; ma si credeva in grado di preYenirlo. « 'l'enendo conto della situazione dell'Europa, « cgl.i disse. noi non possiamo trovarci cli cont.ro, a.ll'iniz·10 « lkl la guerra, p i.ù di 400,000 uomini», poichè egli faceva assegnMnento sopra una attitudine di neutra.lità armata tale da elisi rarre verso l'Austria 1ma parte dell'esercito prussim10 e supponeva che gli Stati del Sud, trattandosi di rnrn quistionei puntmente prussiana., sa.rebbero rimasti neutra!i; ecl in queste cond i1/.ioni, :nonostante l a differenza numerica che ùoveva esistc,re tra i due eserciti con trappost i, sperando la neutralità arninra da pane delle varie· potenze, fidando sopratutto ne\ 1 valore dell'esercito e nell o slancio nazionale, sperando altresì cli gim1gei·(> a tempo a prendere quella offcnsiYa che era la base di tutti i suoi calcoli, il maresciallo eon tava soprn u.11 p:ri 111 0 buon successo che a vrebbo certamente deciso l'Europa a pronunziarsi a fayor della Francia (1) . Il 111inistro degli esteri faceva clunquo a,sse,gna.mento sull'azione dell'esercito per i fini dell a sua politica, come i I mini;;tro della, guerra faceva assegnamento sulla politica per l'es('euzione del suo piano militare. Era questa, l}na, doppia illusione, eppure ad osso s'ispirò la ris_eosta a-Inntcrpellanza Cochery. ;fapoleonc LII, ammalato, 11011 seppe controllar~, nè mod0rarc l'opera cle-' suoi ministri . L' Ollivier sopratullo s'illuclen1 che ::;a,r ebbe accacl1Cl.a una. ba,ttaglia sul genere di quelh d i Solferino, fc;1vorevole alla Francia; l'Europa allora avrebbe impo..;10 l'arbitrato; l'.A.u:stria, per effetto cli questo, sarebbe (I) SOREL,

llistoire diplomatique ccc., I, 72-74.

477

rientrata nella Confederazione, la Prussia sarebbe stata 11uovarnente circoscriL! a nelle ime front,iere, l a Frn11 cia avrC'bbe riacquistato i contini del J 8 I 4, le provincil' re11ane sarebbero state neutralizzate e dale al Re di Sassonia; e l'impero rinnovella.to avrebbe poluto daxc espli ca,ziono a,l suo progran1ma informato ad idee liberali. Così la. dichiarazione del (j lugli o p rese. forma d i. un voro ultimatH1n. Dopo aver de11 unciato alla :B'nmcia la co,-pirazione ordila a' suoi danni dalla Prussia. il Duca di Gra.mont indirjzza.v a a.lla Spagna una protesta. p latoni ca, .i n favore del suffragio nniversa le e poi. mettendo direttamrnte in causa la Prussia, soggiungeva : « >Joi non credinmo cho i I ri~petro << a i di.ri tti cl i un popolo vicino l :i obblighi a, tnDe,ra~·e che. « nna potenza straniera, col pone lmo de' suoi principi stù '< trono di Carlo V, possa tnrbarc o, nostro danno l'equilibrio « presente tlolle forzo in Eunipa e mettero ·in pericolo. gJi in« teressi e l'onore della Fran cia . Koi ferrname1ite speriamo che « que::;ta ewntua.li(ù non si c·ompirit; per impedirla n oi far, « ei1ci mo ad nn tern po assegnmnento su J Ia, sc.iggezza. del poJ Jolo « tedesco e sull'amirizia clC'l poJ:x>lo spagnuolo; ma. se fosse « alt.r irnenti, forti del voslro appoggio e lli quello della na« zione, noi sa,p reinmo compiere il nostro do\·ero senza osi« rnnza e senza debolezza » (1). A conferma di questa clic·h iarnz.i~ne, viene orcl innto al <'Onì e Ben<•detti. dw si tl'OVttva a \Viesbaden, di rrcar:si ad Enis per inilnire cliretrnmenle suffnnimo tlcl Re <li Prussia. }li,i le istruzioni ch'egli ri cr,ve,va son o contr add i l.torie. TJ dispaccio ufficiale gli ord inaYa <li proeurnre lli otfrnere eh<' il Re consigliasse il principe cli H ohenzo1lern a rrcrdere (la.Ha, sua ac·cet tnzione; 11 ,; a lr! l'.era particolare• gli diceva : 'La -sò l.a r isposra soddisfacente che possa im1,edire la guerra è qursta : « 11 gow.rno ciel. Re n on npprova l'acrrtla:,;iono del prine1pe « di 1Tohenz1>l lern (' gli onli1rn di recedere dtt questa detenni« n~1zio11e. pr0sa sen7.tt il suo permésso » ; infine m1 telcgrarnmù. dell a, mezza.n otte d(' I 7 avvertiva : « Se il principe Hohen1/.ol(t )

SonEL, 1/istoi,·e d,plumatique, I, 77.


SUI

[ I

lel1l vuole evita.re tutti i ma.li che la sua candidatura rende « inevitabili, lo può ancora. Ditelo al Re, ditelo allo stesso « pri11cip0 » . . . . , L a Ptnssia intanto si disinteressa dalla questione, che non riguarda nò il governo del Re, n è la Confederazione ~el Nord, ma interessa sol amente la Spagna . Qua,nto al Re, egl l ha. dato l'assenso solo come capo della fa.miglia; e 1'8 di lugli o il barone ·wertl1er soggilmgeva : « Il governo della Germania del « Nord n.on desiclèra suscitare una. guerra cli successione; ma «se piace alÌa ]'rancia cli dichiarnrgli la guerra a causa « della scelta di un Re di Spa.gna, ciò sarà la prova della « sua disposizione a fare la, guerra senza un i:noti vo _legale » . · Il 9.luo'lio l 'ambascia.tore francese ò ad Ems e ottiene una ud ienza dal Re di Prnssia. Quesl:,i gli dice che egli ha dato :il suo consenso, ma non intend.e cli rit irarlo; pei:aUro, qualor~~ il principe rOOP,cla dall'accettazione, egli a,p proverà la rinunzia, Il Benedetti teloon1fa. la, risposta al suo govo1)10, ritenendola soddisfacente~ consiglian do· di aspettare l a cleteni1inazione del principe Antonio, padre del priucipe Leopoldo, cl~c trov,msi a $ igmaringen. Intanto, il 10 luglio, l~ ~an ce~~ena della Confederazione clel Noxcl pa,rtecipa al cons,gho federale che l'affare liohenzollern :noi.i la riguard a, che 1\ quistion.c ,essenzialmente spagnuola e che anzi la Prussia è disposta ~1 ,ime11)orre i buoni uffici fra Parigi e Madrid. . . La. Francia appare così pa.lesemente provoùa,t.nce e 11 o-overno inn-lese non cela la su a disapprovazione per gu.esto •O O contegno. . ' Il 12 luglio, mentre Benecletèi aspetttt ancora :una r~spos~a dal Re, le a.gem~ie telegr afi.che pubblicano . la rm:111~ia a.]ht 'candidatura partecipata a J1ome del figlio dal prm~1~e An'tonio al ma.re~cia.Uo Prim. Il ministro Olliv,ier presenta 11 tele'crramrrHt alla Camera, ritenendolo come una soddisfazione otf~~mta; i part,igiani della guerra, invece, e gl~ oppositori cl~l inin istero non si contentano cli q nella che cluamano per . cl~leo-o·io « la reponse· dn pèl"e tl11toi.ne » e pretendono un~ so~d1~ sf:;,iono d iretta dal Re di P:tussia; ·si vogliono anz1 da ~ut «

PRELi!WiA1!J • ')ELLA

GUERRA FRANCO-GERMANICA

479

gtn·anzie per l'av-vorù rn, J.l. min istero cede a queste intimazioni a.1 bih"one "\':Verlher -il resto di una di1 ~ · · ·cluara.z1oue che s1 vorrebbè- l·1i.h Re · e. con forme . . ad essa . sono . . t . t , . B.,.,,,;,;. 'tt1. Questi, 11 mattino . mvia e nuonl 1s ruzw.n1 a1 t11 1.~~. . · del 1 · · · 1 ·, . ·1one e mtenzwm e11 13, incontrato 11 Re ne parco, gh I!~. . . .e _ . . . · . . . ,' . 'Ora, avuto n spostr1, suo go,,emo, 11 R e dwhia.:i;a, ~he non ha, ii!~, . , . . . • t· . $ h e ta e ns156S'ti,. ~1 ,o · · . ... s1.a, 00 1a no c1 ua 01gma:nngen, s i. merav1g 1rn: 1 n · · . . . , ma non a. i:a,r1g1, approvera 1a (1eternuna:z.1,one del prin èJJi'b, '1 h prenderà impegni per l'avvenire. J.i'a-mbaSì'.iia,t01f·e p è:ft~.... · \ e approfitterà. dell'udienza promessa.g li 1iél' pòl1\i·én,1g,gi.o per·. ;i.,.1sistere; ma nou è più ricevuto. . ~ il giorno ste-sso detta

Nel frattempo, Bismarck era partito da \ri.~Fiiù! per Berlino per poi recarsi ad Ems a persuadere il Re cli ordinare la mobilitaziorie, poichè a suo avviso il lingu:_ziggi'o del governo e della stampa, francese (la. Pn,sse cane) rendeva. inevi tabili le ostilità.. La 11otizia della rinunzia al.l a cancl.icfatura gli giunse a Berlino così inaspettata, che egli, deciso .a dimettersi, m.anifestava questa in tenzione a llfoltke ed. a Roon che aveva in vitati a pranzo, quando gli giunse il seg11en1e telegramma cla Ems del consigliere segreto A.beken: « Sua Maestà. mi scrive : Il conte Benedetti mi ba, sorpreso « insicli.osamenl;e alht passeggiata, chiedendo iu moclo molto 1< insistente l'autorizzazione cli telegrafar subito che per l'aY« ve~'lfre non avrei da.to mai più H in-io consen so, qualora gli « lfolrnnzollern fossero ritÒrnati alla loro candidatura. Ho « .finito col congedarlo un po' severamente, poichè nè si devono « nè si possono .prendere ta.li impegni à tout fcimais·. Gli ho « detto na,tura.lmento che non a:vevo ricevu to nulla e· che « a.vendo egli p1:il'.na cli me le informazioni di Parigi e cli « Maclricl, vedevtt bene che il mio gover no era di nuovo fuori « quistione. - Di poi ·Sua Maestit ha ricevtlt-o una lettera. del « Principe. Siceome Sua, l\farstù aveva eletto al conto B ene« detti che aspetta.va notizia del Principe, così, tenuto conto « della protesa di lui, la stessa .Maestà, per con siglio n1io e del « contò Eulemburg, ha deciso dì .non più 1-i.ccvere il conte « Benedetti, ma di fargli dire da lm aiutante, avère ora ricet< vuto da1 Principe la conferma. della. noti.zia, che B enedet1i


':l:OV

'

APPUNTI E CONSJDERAZJONl

già 1.ìYCYa an1to da, Parigi e non aYer pilt nuJla da dire all'aml.Jas.ciatorc. Sua )Jaestù. lasc.:ia all'itrbitrio dtll'E. V. « se no 11 SL debba eo,~nmi ca;re subito, sia ai nostri arnbascfa« lori, sia alla s1ampa. la nuorn pretesa d0l B enedetti ed il « r ifiuto ad es-sa oposto » . Inumwtine1iti, twnta da .Moltko .l 'a.ssicuruzione che, se la guerra dove,·a· far:;i, non v·cra nessun vanb.ìggio in una dilazione, B ismarck feco uso clelht facoltà concess,1gli di pubblicare il co11 tenu1,o <.lei. teleg.rnm.ma e media:11 te cancellatuxe, senza aggiungere o mu tare una parola, nella parte sostanziale lo ridusse alla seguente forma : « Dopo ehe le notizie clclht rinmrnia del Principe. eroclitario « cl i .Hoh0nzollon1 sono state coro.unieate ufficialmen te.' a l go" Yerno imperiale francese da quello reale spagnuolo, r amba" scia.lore francese in Ems ha ricl1ie:-to a11 c:ora a Sua )fae,:,tà « il R e di autorizz11rlo a tclrgrafare a Parig i che S,ua Maestà « il R e s·j,npegnarn per mtto il tempo ~n-Yt'nfre a non, darC' « gia.mmai il su.o ronsenso, qualora, gli Hohenzollern ritorna.s« :--erù alla I.oro ca11didatura. Sua }\faestà il Re h a r jfiutato « L li ricevere ancora l'ambasciatore frances<' e ha fatto tlire "per J1l('I/.ZO del s uo aiutante che non a,Yev a più nulla da paJ:« tceipm·e all'am basciatore ». Tl te::;tn così abbrcvjato faceYa apparire 11uesta co1.Lnrnicazione come ùeci::;i,~a, mentre la redazione di Abeken sarebbe apparsa sol amentr come un brano cl i un negoziato i11 aria, 'l cla co11 t in uarsi a Ber.lino. :Moltke osservò: « Così h a un altro ,, suono; prima ent quello di una ri1ira.ta, ora, è quello di mia ,, fanfarn che risponda, ad 1111a s.fid11 . Roon tl'issc·: il vecchio. « elio v ivo m1corn o non ci Jaseiertt perir~ ne l la vergogna» (1) . La srnmp~l tedesca commcrnò questa partecipazione in guisa dtt far nasc.:ere la lt•ggencla elle il R e avesse usato verso l'aml>nsci aton•, nel p,1r<·o cb Ems, un "ti.to cli scor tesia ; e ad ac<'<'nderc Jnè)o·aiormC'rne gli animi ·i clivul2ò la notizia della bV "--' .._. lrftera tli scusa clie il tluca di Gramont aveva preteso che il hm·o1ie \Vcrther proponcss<' a R e O ug l'ielmo. «

«

(I)

B1si.unc~, Pe11siel'i e i·icotdi , li, 83· S7.

SUI PHELIMJNARl DE LLA GUERRA FRANCO - G.l>ltMANICA

481

li 13 luglio le parti era.no già invertito; Bism,n-ck chiedeva a su a volta una di chirm~ione del governo francese cb cui ris ultasse cho l'inciden.te spagnuolo ern, stato definito in modo sodclisfaccntc, grazie alla buona volontà e alle tendenze pùoi.6che del Re di Pru.ssia. Nol frattempo a Parigi si era a,ffacci.ata l'idea di un congresso; ma prima cli mezzan otte, an1Lo sentore della pretesa di Bismarck. veniva decisa la gu.erra. 11 15 luglio, wrn commissione parlamentare esaminava a .Parigi i clocumenli relativi alle cause della guerra; l'esame YCniva fattb con ]CO'O'erezza, Je risposte ambigue dei ministri 00 . co11tribuin1110 a manten ere l'equivoco; i cr editi per la guerra venivano votati con 246 voti con tro .10; e il ministro Ollivier tlichianwa alla Camera che accettava la grande responsabilità. che gli spetlavn « le COOUT léger » . Oram.ai. 11011 v'er a più ri trgno; l a folla parigina s i ubriacò tJneUa sera a,l suono della ::.Uarsiglieso o al grido : il Be1·lin! èi Derlin! )fa il giorno stesso il Re di Prussia, tornato da Ems n Berhno, er-a a sua volta acclamato dalla fo11a o i Prussia.ni rispondevano alle provocaz ioni francesi coll' i11110 patriotlico : <lie 1Vachl am

Rhein .

Il 14 luo·lio era dato, in F'rancia l'ordin e di chiamare le o riserve; il 15 veni va cliramafo l'ordine cli mobilitazione alla \ Confederazione del Nord . Il 16 luO'lio è dato l'ordine cli 111obilita7,i one dai governi llella B l:wio~a, dol Baclen, dell'Assi a-Darmsta.dt, il 17 ei a quello ciel Wi.irtrmberg. Il 18 luglio Bismarck denuncia alle potenze ht prorncazione francese, rifiutando la mediazi?ne_ ing~ese, o il 19 con11mica iii cleputftt i. del Reichstag la dLChiara½10ne di guerra ricevuta il giorno stesso e partita cla Parigi i L 1 ,. Nel medesimo O'iorno, dopo vfra discussione nel Parlamento· cli ~,[onn,co, vie~e dichiarato, non son za contra.sto, il casus foederis; [)er effetto cli questa dotcrmi1~a~ionc, il lug~io lnlli i continD'enti del Sud sono agli ord1m del Re d1 Prussia. Per alicna:·e sempre più d.a}la Fntnci ~ l o ~impatie dell~ altre po(cm-1e, B ismack pubblica. nel Times 11 progetto cl1 trattato discusso con Benedetti nell'agosto 1866 circa l'anness ion e cld Belgio e del Lussemburgo. Nello stesso tempo vien e

?5

·

31 -

ANNO

~r.vu.


APPUN'l'1 E CONSI DERAZIONI ECC.

482

483

ad accorti i concrctL con la Russia, promettendo i suoi buoni uffi.cj in vistft di 1rna revisione del trattato cli Parigi; ht .Russia in compenso prometto cli · prender pane al conflir10 nella medesima misura che l' A:ust.ria e di adoperarsi a mantenere neutrale anehc la Danimarca. Nello stesso senso influiva, pei:· altri scopi, l'Inghiltcrnt; 'e il 25 luglio l'Italia si proclamava, neutr a.le, riservando<; i di salvaguardare i propri interessi. D'altra par te, essa, non poteva far mùla senza intendersi con l'Austria e questa éra a sua volta tenuta a freno clalla Russia (1) . Il 26 luglio, 1a Frnncia consentiva ad evacuare Roma ed a wma,r e alla cònvénzione di settembre. I gabinetti cli Vienna e di Firenze si accordarono intanto cii;ca un contegno dì. neutralità armata da serbare in }tttesa degli avven imenti; i prepar a.tivi milita.ri avrebbero dovuto rssere termina.t i il 15 settembre; allora si sa,rebbe intima,to al la Prussia un 1tLtim,atwn e all'occorrenza un esercito italiano sarebbe penetrato in Baviera attraverso al Tirolo, per continua.re le opera.zioni con lo }01·ze au.striac]1e e francesi . :.\fa condizione esplicita era che l'esercito francese invadesse la· Germania del Sud; il corso dogli avvenimenU mise capo invece, auspice l'Inglrilforra, alla lega dei neutri lél la lotta rim.ase circoscritta ad un duello tra la Germania e la, Francia.

IL NUOVO REGOLAMENTO DI ESERCIZI PER LE TRUPPE A PIEDI DELL'ESERCITO AUSTRO-UKGA.RÌco

Continmizio-ne -

.

( Continua). ALBERTO CAVAOIOCCRJ maggiorc·di stato maggiore (i) li 9 agosto veniva pure sottoscritto a Londra un trattato fra i belligeranti, per garantire il rispetto della, oeutratita belga. Roussf:T, llistoi1·e généra/.e ae l a guerre franco-allemand e, I, 35.

/

Vedi lUspensll I

Il N. R. o~trechè aver incorporato nel primo capitolo quanto nella vecchia Appendice si diceva sull'istruzione delle reclute ha ~olte . volte diversamente disposte le prescnz10ni dei van· §§ d1 uno stesso capitolo, e talvolta ne ha spostato qualcuna pe~fino d~ u~ capitolo all'altro, per modo che spesso manca tra 1 due testi la corrispondenza nella successione numerica dei vari punti. Poichè è indispensabile avere· sottocchio, collocate possibilmente le une accanto alle altre le prescrizi~~i più analoghe che trattano dello stesso argo: mento, e c10 per tosto rilevare le innovazioni, abbiamo dovuto alterare l'ordine di esse nel vecchio testo, mentre ~u~l!e del 1;1uo_vo ~bbia~o ~erbate_ consecutiye ; epperò anche ·~ mtestaz10111_ det oap1toh e dei paragrafi qui di seguito riportate corns?ondono bensi a questo ma non sempre a quello (1). La discordanza numerica dei punti comincia fin dal seguente capitolo primo.

(~) fn

qu~sto laYOro di coordinamento ci ha servito benissimo lo studio r>rettameote ob1ett1vo ed analitico, co ndotto con rara diligenz;,, del capitano I[uGo Scrrnm del corpo ga rico, inse"naote nella scuola' cadett· di· rantA ·• · v· d1 , stato I' fmaggiore • · · austro-un o , 1 vrlu lii 1en11a 1 stut 10 e ie e mtito lato 1,euerungen im B,itwu,·f~ des E.terciei·-Reglements fiir die 1· I' Pus$trupp,m una l'eraleich 111it der Naclldrnck-Ait{lage voni Jahrc J898 dies '1'1u· 1':

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PER L E TRUPPE A PJEDl D ELL'ESERCITO AUSTRO-UNGARICO IL NUOVO REGOLAMENTO DI ESERCIZI

484

I CAPrroLO. /

Istruzione indivicluale.

1° Sottocapitolo. § 1. -

Istruzione delle reclu te.

Prescrizioni generali.

Nuovo 1·egolctme1ito.

Vecchio 1·e,qol1111w.to (1).

33. La bene intesa istruzione ed educazione della reclu ta, con venientemente diietta, procedente a g rado a grado ed accu ratamente adattata alla personalità.di ogni s ingolo uomo, è la base della impiegab: lità del soldato durante tu tto il tempo del suo servizio e della. capacità della t ruppa. Ciò cbe a questo r igua rdo viene trascurato sul prin cipio o trattat o superficialmente e macchinalmen te non si ricupera più tardi che solo difficil mente. Qt~indi non si deve incom inciare l'istruzione della rigi~ (o del plotone) cbe q11ando la recluta · sia diggià a fondo addestrata individualmente (o nella riga). 34. La durata e la specie, degli esercizi devono essere adat tate alle forze delle reclute ; ogni sforzo eccessivo dev'essere ev itato. Gli eserciz i giustamente commisurati ed a poco a poco aumentati ri nvigoriscono il corpo e pr eparano le reclute ai g randi sforzi. Queste no n devono mai essere sco ragg·iate me-

38. Nella b ene intesa istruzione di ogni singolo soldato corrvenientemente diretta sta la base dellii. sua impiegabi li tà durante tutto il tempo del suo servizio e del la capacità della truppa. Ciò che viene trascurato a questo r iguardo non si può più ricuperare pi(L tardi. , 40 A . L'istruzione. di plotone deve incominciare solo quando lf!. r~cl uta. sia a fondo addest rata individualmente e nella r.iga. Ai difetti nel!' istruzione individuale non s i rimedia cogli esercizi di plotone: 1 A. L'is truzione della recluta è la base di tutta l'educazione milita re del soldato 2 A . Per l 'educazione morale, l'iiiseg·narnento nei doveri dél suo stato é del se rvizio, nonchè nel servizio in campagna servono di norma le prescrizioni del Regolamento di servizio e de lla Istruzione per le scuole dei corpi de ll' imperia le- reale esercito (2j .

(l) L'inizi:tle A posta accanto ai ·numeri vllo l diro che le co rrisponden ti prescrizioni facevano 11arte dell'Appendice. Espediente adottato dal T. (2) Il llegola mento ili servizio austro-ungarico consta di 3 µarti: la -t• corrisponde ai nostri regolamenti di sen•i,.io in terno , di disciplina o servizio territoriale; la 2• al nostro servizio in gtierrn; la 3• non ha corrispondente da noi, trattando in 1•0Jumetti speciali, per ogni arma e corpo, dei doveri morali e di servizio degl i urticiali, clclla truppa e delle cariche speciali. L' Jstnizio,ie pei· l e srnole dei cm-;1i tratta in genere (li quanto concerne la preparazione teorica e pratica nei so Ida Li e dei sottuflìciali nelle scuol e r~gg.imen tali, e segna· tamente delle SCL\ole pci volontari di un anno. (.IV. d.. T· .).

dian te esagerate esigenze, percbè ne potrebbe facilmente derivare un abbassa1!1ento nel loro grado di prestazione e contemporaneamente un rilasciamento nella loro disciplina. 35. La recluta dev'essere istru ita con pazienza e tolleranza, se n e de,•e destare l 'ambizione. Il modo d·agire r uv ido annienta il sentimen to d'o nore, una buona parola fa spesso più che nna punizione. Sono da. bia simarsi la pig r izia, la mala voglia, l a recalcitrazione. 36. Contemporaneamente con l'is truzione fisica deve essere sveg liato, elevato e nobilitato l'elemento in te llet tuale e mora.le del g iovane soldato. 3'7'. L'uomo megl io istruito potrebb e ven ir meno nelle difficili ore del combattimento e nei disagi della g uerra quando non gli furono edu· ca.ti il sentimento del dovere,l'amore e l'interesse pel servizio. Egli deve sapere che il successo generale si compone dell'ope ra dei singoli individui, perciò deve tendere ad accrescere al massi mo g rado la Pr,>Pria potenzialità. Deve garcg·g iare coi s uoi camerat i in zelo pel dovere, lietezza in servizio, attenzione e perseveranza ed a v er e presen te che appar tiene a q u e ll 'arm a che decid e l e battagli e ed c om b a t t i me nti, che è in g rado di combattere con ~u cc esso i n ogni te rreno contr o o gni nemico.

485

3 A. Gli eserci zi devono essere diretti con intelligenza - la loro durata e la loro specie devono essere adattate a ll e forze delle reclute ogni sforzo eccessivo deve essere evitato. . L'insegnamento dev'essere apreferenza pra.t ico.. 4 A Med iante esigenze g iustamente commisurate ed a poco a poco aumentate devesi destare n ella recluta voglia ed amore pel suo nuovo stato, rinvigorirne il corpo e prepararla ai disagi del suo stato. Le reclute non devono mai ·essere scorag·giate mediante esagerate esigenze,perchè ne potrebbe facilmente derivaie u n affievolimento nei loro sforzi e un rilasciamento nella loro disciplina. 29 A. La reclu ta dev'essere istr uita oon paz ien za e t olleran za . Il modo d'agire r uvido ·an n1ienta il sentimen to d'onore una ' una buona parola fà spesso più che punizione. Meritano punizione la pigrizia, la mala voglia, la. reoalci tranza.


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IL NUOVO REGOLAMENTO DI ESERCIZI Pii;R LE TRUPPE A P IEDI DELL'ESERCITO AUSTRO-UNGARICO ~

* *

Il punto 33 del N. R. corrisponde ai punti 33 ·e 40 A del V. R., - il punto 34 ai punti 3 A e 4 A, - il 35 al 29 A, - i punti 36 e 67 · sono nuovi, - infine i punti 1 A e 2 A sono stati soppressi. Il paragrafo adunque ha su'bìto parecchie modificazioni e non di forma, ma di sost~nza, essenzialmente per la maggiore importanza che il N. R. ha voluto attribuire all'elemento morale della recluta, la cui educazione costituiva per gl'istruttori un dovere che il V. R. (vedi il punto 2 A.) non sanciva esplicitamente, ma relegava altrove, quasichè l'animo ed il cuore del soldato non avessero una parte preponderante nella preparazione tattica e non meritassero da un regolamento di esercizi l'onore di un .precetto ad essi dedicato. Anzitutto, infatti, il N. R ., cori criterio nuovo, mette in evidenza la personalità della recluta, e ad essa vuole sia accuratamente adattato il metodo istruttivo ed educativo. Ciò richiederà.lo studio delle facoltà spirituali di ogni singolo soldato, acciocchè l'opera dell'istruttore possa modificarsi, caso per caso, a seconda del modo di pensare e di sentire di ciascuno. Non occorre qui rilevare quale soma di lavoro coscienzioso e paziente siasi così addossato ad ufficiali e sottufficiali con la breve aggiunta del criterio ora accennato, il quale nella sua esplicazione pratica assumerà un carattere bene differente da reggimento a reggimento data la polinazionalità dell' impero austro-ungarico cui corrispondono lingua, costumi, abitudini diverse, e dato il sistema prettamente regionale di reclutamento per la fanteria, il quale perpetua ed accentua il naturale distacco. - Con i due punti 36 e 37 nuovi aggiunti il N; R. ci richiama alla memoria le auree parole del nostro servizio in guerra ove si accenna ai doveri del soldato nel combattimento, e nell'ultimo di essi, dopo, di avere menzionato quel lieto animo cui allude 'il nostro regolamento di servizio interno, mira, con espressioni . che ogni fantaccino sarà certamente orgoglioso di appren-

487

dere, a destare in lui lo spirito d'arm·a, - Un'ultima mnovazione che vogliamo · rilevare è Pobbligo ora imposto ai graduati di destare nella recluta l'ambizione. § 2. -

Nuovo regolamento.

Periodo d'istruzione. Veccli.io 1·egolamento.

38. La p r i m a i s t r u z i o n e 5 À. Per le reclute che g iungono mi l i tare dura otto settimane. ai corpi in primavera l' isfru~ione Essa può essere prolungata dai co· dura dieci settimane, per tutte le mandanti di corpo in autunno fino al tre otto (1 ). a Natale, in primavera a seconda del . 6 À. Le reclute che giungono bisogno (l j. nell'aut~nno devono essere riunite 39. Le reclute che giungono ai in un plotone per ogni compagnia corpi nel!' aut un no devono essere sotto il comando di un ufficiale· o riunite in un plotone per ogni comdi un cadetto facente funz ione d'ufpagnia sotto il comando di un uf- ficiale . ficiale (o cadet+.o facente funzione '7 A . Le reclute che giungono da ufficiale, o, eccezionalmente di nella p r i ma vera nonchè q u e 11 e un furiere). ' d e ,11 a riserva di com p 1 e 40. Quelle che rimangono nella mento devono essere riun ite per p r i m a v e r a nonchè q u e I l e ogni battaglione o reggimento, e, a d e J j a r i S r V a di C O m p J e • seconda del loro numero, formare men t o devono essere riunite por uno o parecchi plotoni. ogni battaglione o regg imento, e, a 8 A. Come il punto 41 del N. R . seconda del loro numero for mare 9 À . Come a punto 42 del N. R. ? p lotoni o compagnie 10 A. Come z'l punto 43 del N . .R. 41. Le reclute che sono arruo11 À . Come il punto 44 del N. R. late in conformità del § 82 della 12 À. Come il punto 45 del N . 11,. 1 e g g e di r e c 1 u t a m e n t o (2) 13 L! . L'insegnamento puramente devono essere addestrate isolatateorico deve aver luogo alla domemente od in piccoli' gruppi; esse nica e nei giorni festivi (3) per due

e

. (t) La: chiamata alle armi delle reclute pero ha luogo normalmente ai primi di ottob re d1 ogni ~nr~~- . (N. d. 1'.). (2/ Sono 1ruc1 g1ova1u _che esercitavano l' insegnamento ([i grado inferiore ali' epoca della leva e che in seguito ~ loro domanda devono essere trasferiti nollà riserva di complemen to dopo .avere ricevuto 1: istruiione militare. La legge di récJutamento < Welwgeset~) pr.es_cr:ve che <tale istruzione <lebba essere loro impar tita io un periodo che meno clis~m ba ~ndame~~o del le ordinarie opera1.ioni reggimentali. (IV. d. 1'.J . .(3) Pe! servizio divino vedi 11 Regolamento ài servizio per l'imjle1'iale e r eale e.ser-

!

cilo, pi-ima parte § 58.


488

11, NUOVO R_R r.OLAllENTO DI ESERl'.l!ZI

devono parte..:ipare agli esercizi di plotone eventualmente coi soldo.ti anziani. 42.Durantelepr i me due settimane devonsi impiegare quattro ore al giorno per gli esercizi pratici. Ad essi s' lnterverri:i. in tenu ta comoda ; ìl fucil e e g li oggetti di equipaggiamento devonsi portare solo du ran te la, marcia d'andata e ritorno dalla località degli esercizi. 43. Nella te r z a e q u art a settimana gli esercizi pratici si estendono a 5 ore. Il fucile e g li oggetti d i eq uipagg·iame11to possono esse re portati durante la maggior parte del tempo chA durano gli esercizi. 44. Lo z a i no dalla quarta settimana in poi dev'essere portalo, a seconda delle condizioni delle forze delle reclute, sul principio per breve tempo, poi per tempo gradatamente pii1 lungo. 45. Dalla quinta settimana in poi devonsi impiegare per gli esercizi pratici soi ore al giorno. Di quando in quando si porterà il complctoequipaggiameotodacampo. 46 L' insegnamento puramente teori~o deve aver luogo giornalmente per un'ora del pomeriggio e nei giorni di pioggia; nel far ciò devesi , · per quanto è possibile, traendo esempi dalla storia del r eggimento, istruire coi commenti cd incitare alla virtù. Alla domenica e nei g-iorni festiv non debbono aver luogo nè esercizi pratici nè, ad eccezione che pe r le s cuoi~ de i volontari di un anno, insegnamer.ti teorici. 41. La durata giornaliera degli esercizi può essere prolungata a ti-

ore antimeridiane, nei giorni di piog-gia e durante un' ora de l pomeriggio, e lo si deve, per quanto è possibile, integrare con esempi tr,\tti dalla storia del reggimento. 14 A . Còme il punto .17 del N. R.

PER LE TRUPPE A PIEDI DELl.'&SERCITO AOSTRO-UNGAR!OO

4-89

tolo di punizione solo in quei rari casi in cui siano manifesti negligenz.a o mancanza di buona volontà.

E sarebbe meglio, a nostro modesto avviso, che ne~meno nei rari casi (i quali potrebbero vera.mente essere anche frequenti) di negligenza o difetto di buon volere, si prolunghi l'istruzione a titolo di punizione; e ciò perohè quella serbi intera l'idealità ohe le viene dallo scopo cui mira, ohe è altissimo ed uguale per tutti, questa rimanga un mezzo di repressione adatta.bile caso per caso alla entità del fallo, al carattere e a.i precedenti di ogni singolo indiv iduo; perohè i b uoni non subiscano, come avviene sempre con le punizioni in mass~. la. mortificazione dei cattivi; perohè infine la prima deve rivelare manifestamente il buon volere di coloro ohe l' impartiscono e quel lieto animo di cui si parla al paragrafo precedente, mentre la seconda deve avere il carattere d'un atto non lieto cui per necessità doverosa -ricorre ohi punisce. Sono quindi due fatti troppo diversi nella loro essenza. morale e nello scopo immediato . che si prefiggono per poterli insieme confond ere; l' istru zione serve per abilitare il soldato a combattere, la punizione per sanzionare un precetto disciplinare. Ecco perohè crediamo che sarebbe stato assai meglio ohe il N. R. non avesse riprodotto il punto 14 della vecchia Appendice. Invece· è molto opportuna e razionale la concessione fatta ai comandanti di corpo della facoltà, di protrarre l'istruzione delle recl nte sino a Natale per la gran maggioranza di !;ISSe, e illimitatamen te per quelle poche ohe, incorporate in primavera, seguono un corso d'istruzione non sempre regolare e metodico. Il :fissare tassativamente per tutti i corpi uno stesso giorno per la scadenza del J:ieriodo d' istruzione quando le condizioni in cui questa si svolge, fra cui


490

l L NUOVO REGOLAMENTO DI ESERCIZI

importantissime quelle climatologiche, non· sono ovunque lè stesse e la prontezza di perce?.ione dei giovani varia assai da regione a regione di reclutamento, poteva avere ed aveva infatti per, conseguenza incobvenie.nti gravi. D'altra parte venivasi a stabilire una gara tra i corpi in condizioni disparate, e, ciò che più importa, si vincolava troppo · il giudizio dei comandanti di reggimen'to nel decidere il passaggio delle reclute agli anziani, decisione che, come è 'noto, è grave di responsabilità. I punti 13 A. e 46 differiscono so~tanzialmente inquantochè agl'insegnamentì puramente teorici si dedica ora minor tempo di prima: la domenica e tutti i giorni festivi deyono essere, eccezione fatta pei volontari di un anno, giorni di completo riposo. · Inoltre il nuovo testo accenna più esplicitamente al car~tt ere . eminentemente educativo di tali insegnamenti ed in poche parole, difficili a tradurs~ brevemente senza menomarne il pensiero (1), prescrive che l'istrut tore parli alla mente ed al cuore delle re_clute con la forza degli esempi attinti alla storia del reggimento, che egli deve illustrare e da cui dev~ trarre o~casione a nobili incitamenti. A noi pare sia questo lodevolissimo sistema . anche perchè contribuisce potentemente a creare lo spirit o di corpo (2).

/

(i ) Ecco le parole del tes10 : • Rein theoretischer lint~r r icht ist t /iglich wiiht-end einer Nachrnittagsstunde, ub~rdies an Regentagen abzuhalten mul. /1.ie/Jei so viel als thu-rilich 'diwch IMspiele au s d er 1/eqinients- Geschicht-ee·r laut,wnd r ud und amegènd einzm virlcen •, e cioè esercitare la desiderata in t1uenza nell'animo della recluta illu. strando ed eccil:indo. · (2) I reggimenti a-udi fanteria hanno una in,tividualità molto più spiccata elle i nostri: oltrechò essere disti nti da un numero, infatti, essi hanno la qualifica della na, ziooali tiL cui appartengono i loro uomini (tedesco, boemo, galiziano, ungherese, ccc.), banno propri colori distin ti vi nella uniforme, e portano il nome di una spiccata autorità, per lo più militare, viva o morta, alla quale S. M. l'imperatore conces:;e il reggimento a titolo d' onore. Cosi, ad es., il 28° ranteria si chiama 1/eggime,ntn d i fante1·ia boemo Vittorto Emanitele III, Ile d'Italia, n . 2 8, e porta i colori bianchi. Ta li ,1uto rità si dicono Jnhaber (proprietari, titolari).

PER L !> TRUP PE A PIEDI DELL'ESERCIT O AUSTRO-UNGARICO

§ 3. -

491

Scopi dell'istruzione.

N1tovo regolame11to.

Vecchio n golamento.

48. Mediante la pri ma istruzione militare devesi dare alle reclute quella solida base, sulla quale,. nei seguenti periodi d' istruzione, s i possa continuare od edificare sicurament-e. 49. Terminata l' istruzione le reclute devono avere acq uis tato un certo g rado di agilità corporale, ap · presa l'istruzione individuale e ciò che è più importante della scuola di plotone. ed a vere conseguito una certa sicurezza. nell' uso delle armi e nelle nozioni fonda.mentali del ser. vizio in cam pagna. Delle p r e s c r i z i o n i d i e e rv i zi o vono conoscere i più impor tan ti articoli del codice militare, i doveri generali del servìzio e del proprio stato, quelli concernenti i servizi interno e di g ua rdia, e devono comprendere la costituzione del loro r e g g i m e n t o . Per quanto ha t ratto all'igiene ed alla nettezza., la buona conservazione del vestiario, dell'eq uipaggiamento e delle armi, l'uniforme e l'affardellamento nonchè l'osservanza. dell'ordine di caserma esse non devono più aver bisogno di aiuto . Devono conoscere personal mente i loro superiori immediati e sapere come comportarsi_coi superiori e coi ca.metatì.

15 .&.. Co me la 1• ali11ea delpunto 5 0 del N. R. 16A. Come la2' ali11ea delpimto 50 del N . R . 17 .&.. Per le r e c I u t e 'ì n c o rp or at e i n b a s e _a l § 3 2

( I) V edi

nota (2) a p~g. 487 .

de ll a l e gge di r ecl u ta m e n to (1) e per quelle della r i s e rva d.i c omp l emento devesi porre particolare importanza alla conoscenza dei doveri generali . del proprio stato e del servi zio; le prime, tenendo conto delle loro maggiori cognizioni, devono sostituire in parte l'insegnamento teorico studiando per proprio conto. 18 A . Come il pw11to 4 9 del N . R ., tr anne legget'issime modificaeioni di f orma ed 1tn dovei·e p i ù imperio10 cfrca la c01io.~ce9z:za dei seg11ali di tromba e di tamburo, giacchè il N. R. adopera n. ve1·bo SOLLEN, elle esp1'ime un dove1·e essenzialmente ,,no,·ale, mentre il V. .R. usava il ve1·bo MiiSSE N, che esp rime itn dove1·e pressochè imp1·escindi bile..


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IL NUOVO REGOLA)IE~TO DI E SERCIZ I

Devono conoscere speditamente il significato dei più importanti segna li di tromba e di tamburo. 50. Le re c I u te che giungono ai corpi in a u tu n n o debbono essere istruite in modo da poter partecipare alle esercitazioni della com· pagnia od all'insegnamento invernale, e da poter essere impiegate nei ser,·izi della guarnigione. · Per le r e c I u t e d i p r i m a ve r a la materia dev'essere ampliata con l'insegnamento pratico particolareggiato sul servizio in campagna ed in tal modo sostituire quello del periodo invernale. Per le r e c I u t e i n c o r p o ra te in base al§ 32 della leg ge sul reclutamento{l) e quelle della riserva d i comp J e m on t o devesi porre par tico· lare importanza all'istruzione per il c o m b a i t i m e n t o e pel s e r vizio in campagna, nonchè alla conoscenza dei doveri generali del proprio stato e del servizio.

Il punto 48 che il N. R. ha creduto opportuno di aggiu.ngere dice esplicitamente che la. prima istruzione della recluta rappresenta il sostrato sul quale l'istruttore dovrà poi basarsi per il successivo perfezionamento. A. tale proposito vogliamo osservare che questa preparazione iniziale risulterà ora parecchio più di prima progredita per il fatto che mentre non ne è stata ridotta la durata, chè anzi essa potrà essere protratta oltre le 8 settimane d'iniziativa dei com.andanti di corpo, gli esercizi pratici, segnatamente quelli su terreno vario e del tiro al bersaglio. sono stati aumentati, come me(0 Vedi nota (~) a pag. t,87.

PER LE TRUPPE A PIEDI DELL'ESERCITO AUSTRO- UNGARICO

493

glio vedremo in seguito, a spese di certi moviménti di parata che esigevano un tempo considerovole, e cominciano pochi giorni dopo l'arrivo delle reclute ai corpi. È l:iensì vero che ultimata questa prima istruzione le reclute devono ora avere appreso non tutta, come prescriveva il V. R., ma solo una pa1·te della scuola di plotone; ma siccome il N. R. soggiunge che ciò che devesi conoscere di questa scuola è la parte più importante, la quale non può essere che quella che più specialmente tende ad abilitare il giovane soldato pel combattimento, ne segue che il ·minor grado d'istruzione richiesta al riguardo non infirma l'intento di avere al più presto uomini idonei meglio di prima ad entrare, occorrendo, anche tosto in campagna. Concetto quest0 che per quanto ha tratto alle reclute cui allude il § 32 della legge di reclutamento, risulta altresì dal confronto tra l'ultima alinea del punto 50 e il punto 17 A. § 4. -

Istruttori.

Non esistendo notevoli innovazioni, ci limitiamo a tradurre solo ciò che al riguardo prescrive il ~- R. 51. Per l'istruzione delle reclute devousi scegliere graduati abili, accorti, severi, ma umani, che posseggano pazienza, diligenza e cognizione dell'uomo. 52. Questi grad uati {reclutamento dei g raduati) vogliono essere preparati in tempo ed a fondo per l'accennato importante seni zio; oltre a ciò ogni comandante di plotone di reclute deve quotidianamente eseguire con gl' istruttori ciò che dev'essere praticato nel prossimo giorno. 53. Il personale istruttore, i trombettieri e i tllmburini intervengono sempre senza zaino, ed i trombettieri di compagnia anche senza fllcile. Negli esercizi di maneg·gio d'.arme della riga o del plotone i graduati d'ala rimangono a pied'ann {l).

(i) Il corrispondente% 4 A del Y. R. non parlal'a dell a condizione por gl' istruttori della pazienza e della diligenza; pre.scrive\'a tass.~tivamente che essi dovessero csicre pl'cpar,1Li dopo compiute le manovre a ruoco ann uali; e stabiliv.a inflne che tanto gli istruttori quanto i trornbeUieri e tamtrnrini dovessero ìnlorvèniro senza il LJerretto. N. d. T.


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IL NUOVO REGOLAMENTO DI ESERCIZI

§

5. -

Nuovo 1·ego/ame-nto.

Direttive per l'istruzione. Vecchio ngolamento.

•22 A . L'istruzione· deve svolgersi 54. L'istruzione delle reclute deve in' base ad un programma accuratasvolgersi in base ad un programma. mente med itato ed in modo intenaccuratamente medit.ato e nella masivo, con calma ed in conformità niera la più profonda, senza precipidello scopo. Il comandan te di compatazione ed in conformità dello scopo. Il comandante di compagnia (o l'uffi- gnia compila il programma a senso del,.§ 3 dell' ls~1·uzione per le scuole ciale incaricato dell'istruzione delle dei corpi del!' imperiale-reale eserreclute di primavera o dei riservic ' to, Parte 1• (1). sti di complemento) compila il pro23 A. Come il punto 55 del N. R, g ramma. 55. Nel progettarlo deve~i avere meno insignificanti modificazioni riguardo alla nazionalità (2) delle re- f01·m(i ; anche l'asterisco è rimasto c lute, al loro gmdo d'istruzione. alla· quasi letteralme1ite invariato. 24 A . L'insegnamento vuol'essere loro disposìzione naturale e alla proadattato al grado d'istruz ione e alfessione che eseréitavano. nonchè alla asperienza acquisita in occa- 1' intelligenza delle reciu te ; deve eseguirsi in modo semplice e facilsione delle manovre annuali sul g rario d'istruzione degli uomini di mente coro'prensibile, ma con la mass i~a precisione; deve procedere riserva e alle 9ecu liari condizioni . grado. a grado, e con coscienzioso della guarnigione (*).

1i

(il li paragrafo della citata istruzione accenna vagamente al program ma \l i cui si parla, fJ ciò fa nel dettare le norme ai comandanti di compagnia circa l'istruzione dei soldati e sottufficiali. JV. d. 'l'. (2) Appena occorre notare che le numerosiss ime 11azionalitil dell'impero :tU$tro-ungarico costituiscono, per il solo fatto che l1anno ciasc una una propria lin;nia, un considerevole incaglio per il regolare svolgiment.o clell'istruziorre e r es1l1'c.izio del comando: ed ci forse da ascriversi a tale ragione lo cure diligenti e-1 i sacril!zi pecuniafi cui lo Stato si sobbarca per viemmeglio 'pro vvedere al reclnl.amento dei sottuflit:ia li. Gli ufficiali hanno l'obbligo di conoscere la. lingua <lei reggimento in cui sono do110 due anni N. d. 'f. di permanenza. (') Allo scopo di acquistare retti cri teri per l'istrnz ione e, più tard i, per la impie· gabilità dei giovani soldati, la recluta, tosto che si'ensi cosli Luiti i plotoni reclute, dev'essere esaminata nel leggere, scrivere e far di conti , nonchl\, per quanto è possibil.e, circa il grado di abilità nell'esercizio di un mestiere; il risultato 'dev'essere inscritto per ogni plo to ne in un elenco nominativo. Questi 1lati devono essere int,igrati con ciò che il col)'landente di compagnia apprende .intrattenondosi familiarmente con molto tatto con lo reclute, specialmente duran to le panse degli esercizi, circa lo loro concliziorJi di famiglia, la loro vita precedente, le loro opinioni, e, mediante le conferenze che terrà col personale istruttore, sulle attitudin i, il contegno. lo zelo ed i progressi di ogni singola recluta. · Cosi il comandan to acquista non solo impo rtan ti criteri per giudicare ogni nomo, ma con l' interesse che mostrn per le condizioni personali della recluta, anche la sua fiducia. Non <leve mai dimenticarsi che ogni ind ividualità solo allora si esplièa completamente nel combattimento e nel ~ervizio in c.-impag-na quando venga impiegata a seconda dello sue attitudini.

PER LE TROPPE A PIEDI DELL'ESERCITO AUS'l;RO-UNGARICO

56. La prima condizione per un insegnamento proficuo è di svegliare l'attenzione e l ' intere sse e di mantenerli desti. 57. L'insegnamento vuol' essere impartito in modo semplice, facilmente comprensibile, adattato al grado d' istruzione e all'intelligenza della recluta, con la massima precisione, quando è possibile praticam~nte e procedente a grado a grado. Bisogna por mente a cambiare convenientemente il genere degli ese rcizi; la occupazione troppo prolungata. intorno ad uno stesso argomento affatica lo spirito ed il corpo e rallenta l'attenzione. 58. Con rigore coscienzioso devesi badare che o g n i p a r ti c o l a r e venga eseguito p r e c ì sa m e n t e e giustamente e che mai abbia luogo un regresso. L'uniformità e la simultaneità hanno valore e resultano altresì spontaneamente solo quando ciascuno eseguisca tutto rettamente e con scioltezza. ' 59. Dell'insegna.mento ba sato sulla osser v azione devesi faT uso sempre che è .possibile; la visione di un caso pratico bene eseguito torna più util~ che la. piit particolareggiata delle spiegazioni. Tutti gli esercizi corporali e le esecuzioni pratiche debbono perciò essere mostrati alle reclute prima che li attuino dai comandanti personalmente, ovvero da uomini o reparti istruiti. 60. L'insegnamento teorico vuole essere p·e r lo più collegato colla pratica e limita.to al minimo. Devesi fare assegnamento più sul!' intelligenza che sulla pura memoria; de-

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,r1gore devesi badare che o g n i p a r tic 0·1 are venga eseguito in modo a s s o l u tam e. n te g iusto e che ma I abbia luogo un re gresso. 25 A. Come la 2 ° ali1iea. del punto 57 del N . R . 26 IA. Come il p tmto 59 del N. R. 27 A. Come 'il pimto 60 del N. R. 28 A. Come il punto 6i del N. R., tranne che non ecor11.p1·eso l 'insegnamento ,ull'u.so delle armi i1i servizio tra IJUP-Ui che deve pe1·sonalme11te imparti1•e il comanda1,te di plotone. 29 A. Questo punto è già stato 1·i1>ortato al § 1 (Prescrizioni generali), dove a N. R . lo ha trasferi to. 30 A. ~uasi lette1·almente come la 2" ali11ea del punto 63 del N. R . 31 A. Ad og·ni sottufficia le devesi assegnare da 6 ad 8 r ee lute, e, come aiutanti per l' istruzione, appu otati o soldati \struiti. Le 1·eclute inette o tardive deb bono esser~ assegna.te per l'istruzione .a i sottufficiali più abili. Tutti i mov/menti , com preso il maneggio d'arme, debbono eseguirsi sempre energicamente · ed esattamente. La rapida, esatta e uniforme esecuzione loro nella riga deYesi ri· chiedere solo a poco a poco. 32 À. La 1:• alinea è come la .'3" del punto 63 del N. R. li comandante nell'impartire il comando non è legato ad alcµn posto; egli si colloça. sempre colà dond e è in g rado di sorvegliare la esecl!zione dei movimenti ed il maneggio d' arme. 38 ,1. Qua'Si come il pu11to 64 del N. R., tranne che 1ion si accenna agN. esercizi di scherma. 34 A. La recluta. deve imparare a


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IL NUO VO REGOLAMENTO DI ESERCIZI PER LE TRUPP E A PIÈDI DELL'ESJil(CITO

vonsi destare e prom uovere le capacit_à di pensare e di giudicare della recluta ed esigere costantem en te da essa g rande attenzione. 61. Le prescrizioni di senizio, s pecialmente gli articoli del codice militare e l'uso de llo armi in se1·viz io (Regolamrnto di servizio, I parte), devono essere spiegate personalmente dallo stesso comandante di plotone. Lo istr1,1zioni a! riguardo debbono essere brevi- e li bere, senza. mai at: tenersi ai libri Di quando in quando bisogna far ripetere da una recluta la spiegazione data\ esigendo un modo di esprimersi breve ed a voce alta. 62. Ad ogni sottufficiale (1) od appuntato, devesi assegna re un numero per quanto è possibile piccolo di reclute, nonchè soldati istruiti come aiutanti. 63. Le reclute inette e tardive debbono essere assegnate per la istruii oue ai sottufficialj più abili. Le rec lute debbono esser e addes t rate dapprincipio indi vi d u a 1• m e n t e più tardi a ' piccoli gruppi messe in rango - ad un passo di i n te r v a 11 o - o solo dopo nella riga. Le reclute che eseguiscono movimenti in modo dircttoso de bbono ripeterli l sol a t am ente. Ci4. Ne lle prime due settimane debbo11si eseguire essenzialmente esercizi cli ginnastica. e scherma ed esercizi col fucile per far perdere la · rigidezza e dare alla reclu ta il necessario geado di equilibrio. Nello stesso t-0mpo si può incominciare l'istruzione a piè fermo,

conoscere il fucile anzitu tto come arma da tiro. A questo scopo la si deve condurre :il bersaglio a lcuni giorni dopo l 'inizio dell' istruzione e mostrarl el'efficacia del fucile, nonchè la. sua scomposizione e pulitura. Aflìnchè la recluta perda la paurn del fuoco deve sparare al bersaglio q u a n d o è p o s s i b i I e , occorrendo anche col fucile all'appoggio, 3 colpi a 50 passi di distanza. . Solo dopo qu es ti esercizi devonsi incominciare quelli del maneggio cl 'arme, la car ica e lo sparo. 35.A. L'eserciiiodel ma rciar e viene notevolmente promosso medi an te g·li esercizi delle articolazioni, sollevare i calcagni, piegare le ginocchia, spingere le ~ambe avr,uti e indie'tro, solle vare e distendet·c la g inocchia, t'ar oscillare lo gambe. Dapprincipio la recluta deve marciare isolatamente in modo naturale e disinvolto, ed in ciò devesi badare esse nzialmente che il passo sin. sciolto e lungo. Acciocchè la recluta formi l'orecchio allacaden za i trombettieri o tamburi ni debbono in tali esercizi suonare spesso la cadeur.a. 3G A Sittosto la recli1k1 abbia appreso à moversi con libertà e na· turalezza nella marcia ed a dominare il proprio corpo, devesi esegu ire la marci a lenta a seconda della cadenza. che dà. il comandante. Og ni recluta dove contare a voc~ alta la cadenza. A poco a poco s1 passa a!la cadenza prescritta di 115 passi al min uto ; indi ai esegu iscono gli esercizi di marcia con l'intera. riga Allora i soldati cessano dal

sul modo di volgersi, sulla marcia senza fucile, e poi la scuola preparatoria del tiro 65. Sittosto che ò possibile Jevesi incominciare l'istruzione io cacciatori e poi le ese rcitazioni cl i combattim ento e di servizio in camp~gna. G6. Subito dopo iniziat.a l'ist rozioue devonsi condurre le reclute al bersagl io per mostrare loro l'efficacia del fucile Affincbè la recl uta. perda, qu ando l'abbia, la p::mra del fuoco, non appena avrà acquis tata una cerla abi lità nei movimenti di carica e sparo, ed abbia cliggià sparato a l tit·o ridotto (1) e con cartucce a salve, deve sparare al bersaglio col fucile all'appoggio tre colpi a 50 passi di distanza.

A

USTHO·UNGARICO

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con tare la cadenza, solo il comandante deve regolarla ed a iutare a mantenerla g·iusta contando alcu ni passi. Le braccia devonsi movere naturalmente avanti ed indietro. Per abituare la recluta a man tene1·s i su di un a linea retta durante la marcia, il comandante si colloca a 20 passi circa daYanti ad essa e la fa marciare verso di lui. L'in izio e la cessazione della marcia devono esser e r ipetuti a bre\ '6 intervallo 3i A . Il cambio del passo deve praticarsi dapprincipio ,1 comando, pifa tardi lo ei esegue, mentre si s uona, quando il priocir,io della cadenza di marcia non cada sul piede sinistro, ovvero quando siasi perdu to il passo degli altr i uomini. 38 .d. In questo pu1ito si damto le nonne pc,· ma11tene1·e giusta la dfrezio11e di marcia. 39 A. Nella quinta settimana di istruzione s'incom inciano le esercitazioni di combattimento e di ser-. vizio in campagna Esse debbono dappri ma esPg-ui rsi in piazza d'armi, più. tardi in ter reno vario ma sempre a fond o. Gli esercizi devono essere anzitu t to mostrati alle reclute da soldati ani iani, e nello stesso tempo so ne deve ad esse s piegare lo scopo con precisi on o: poi essi sono ese. gni ti dalle stesse reclute mentre gli anziani rappresentano il nemico dopo essere stati istruiti sul modo di comportarsi. La. truppa deve intervenire a questi esercizi con alcune cartucce a salve.

(I) Sono chiamati soltulliciali nell'esercito au,tro-ugari co anche i capo~ali. (i',. d . 1').

(O ,::,mcora in uso nell'esercito austro-ungarico, e vi si dedica rnolta cura. (N. a. 'r.J 32 -

.1.liXO XLVII.


PER LE TRUPPE A PIEDI DEI, L'ESE RCITO AUSTRO-UNGARICO

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IL NUOVO R~;GOLAlIENTO t>ESERCJZl

Se av,·engono errori si devono spiega re le rause loro ed i mezzi per evitarli, indi s i ripete l'esercizio L'ultimo alima di questo punto con·ispo11de, co,1 le varia11ti già 11<1t ate, alla 2" almea del ptmtu 1 del N. R. (P1·esc1·izioni gene1·ati dcfl' l11frod1ni one) . 40 A Questo pu11to è stato 1·ipo,·tato al § i IP 1·escrizio11i gme1·a/i) dove il 1.V. R. l' lta trasferito. 41 ..d. L'insegnamento sul tiro de-

vesi eseguire io conformità òolla Istruzione sul tiro per la fanteria e i cacciatori.

Lasciamo all'iniziati va del lettore di giudicare il valore delle singole prescrizioni di questo § del N. R. redatto, secondo noi, con meditazione addirittura r eligi'osa. Ci limitiamo a constatare la conferma di quanto già dicemmo nel breve commento al§ 4 circa la più progredita preparazione, ad istruzione ultimata, della recluta pel combattimento: per convincersene basta paragonare i punti 34 A e 39 A del V. R con la 2a alinea del punto 64, coi punti 65 e 66 del N'. R, nonchè avere presente quanto vedremo in seguito , al § 12 (Istruzione in cacciatori) traduct:indo i nuovi punti 171, 173, 174,179 e 180. Il nuovo regolamento ha inoltre soppresso tutto ciò che nel vecchio~costituiva più. specialmente l'argomento dell'istruzione di ginnastic:a o della riga (vedi punti dal 35 A al 38 A), per parlarne in sede più opportuna e cioè nella citata Istruzione e nella scuola individuale e della riga; ha estesa l'applicazione di qualche prescrizione molto importante inserendola nella Introduzione che precede tutto il testo (vedi l'ultimo alinea del punto 39 A e il punto 40 A; ha vieppiù messa in r ilievo l'importanza dell'istruzione individuale; ha infine lasciato all'iniziativa. dei comandanti di compagnia

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lo stabilire il numero di reclute che devono essere addestrate da ciascun istruttore, i quali possono essere ora anche appuntati, mentre prima questi potevano solo funzionare da aiutanti come i soldati già istruiti (vedi 1" alinea del punto 31 A e il punto 62). Rileviamo inoltre che il N. R. , oltrechè modificare la 1 n. alinea del punto 39 A del vecchio, nel senso di affrettare il più possibile l'inizio degli esercizi veri e propri della guerra, ha. soppresso, o spostate, o variamente modifica.te le altre a.linee, e ciò pare a noi in base ai seguenti criteri : allontanare aw:!he la più lontana idea di formalismo negli esercizi veri e propri oradetti della guerra (soppressione dell'alinea. 2'); evitare ripetizioni e spiegazioni teoriche pressochè superflue (avendo già al punto 59 parlato della efficacia degli esempi pratici); riaffermare ed estendere l'attuazione del concetto disciplinare della scuola in ordine chiuso, dipendentemente dal rapido passaggio delle reclute agli esercizi spigliati dell'ordine sparso e dalla grande libertà d'azione che ò in esso ora concessa a t utti i soldati e graduati. Qnanto alla prescrizione di cui è cenno alla 3" alinea àello stesso punto 39 A, essa è stata spostata al ~ 12 ove si parla dell'istruzione in cacciatori (vedi punto 172 del N. R.). 2° Sottocapitolo. -

Del soldato isolato e della riga.

Questo sottocapitolo del N. R. tratta dei segnenti argomenti: § 6. Attenti - riposo - in riga - aprire e chiudere gl' intervalli (punti ~al 67 al 71). § 7. Movimenti a piè fermo del capo e del corpo - posizioni Sl'Jeciali - (punti dal 72 all' 82). §§ 8 e 9. Della marcia di fronte, di :6.anco e obliqua, al passo, di corsa ed a passo corto - conversioni - allineamento (punti dall' 83 al 115). § 10. Maneggio dell'arme (punti dal 116 al 135). § 11. Carica e sparo (punti dal 136 al 169). § 12. Istruzione in l.!acciatori (punti dal 170 al 184). § 13. Segni d'onore (punti dal l.85 al 190).


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In conformità di quanto dicemmo nella Premessa, di tutto questo sottocapitolo tradurremo integralmente solo il § 12 che differisce molto dal corrispondente § 8 del V. R. ed è parso a noi di una importanza assolutamente eccezionale; pei rimanenti ci limiteremo a rilevare solo le più importanti innovazioni, le quali sono le seguenti: 1° I soldati nella riga .s tanno ad una larghezza di mano d.' inter vallo l'uno dall'altro, mentre prima stavano ad una larghezza di mezza mano. · 2• Il centro della riga, il quale serve di base normalmente per aprire e chiudere gl' intervalli e per l'adunata della I r iga st,essa, è ora bene determinato da un sottufficiale, appuntato o soldato bene istruito appositamente colà interposto, e che perciò si chiama uomo del cent1·0. 3° I soldati ·della riga possono intervallarsi anche a più di un pas»o l'uno dall'alt1:o, e non solo a partire dall'uomo del centro, come ·era prima prescritto, ma altresì da un punto qualÙnque della riga sempr e quando questo punto venga de· signato n.e l comando. 4° L~ posizioni in ginocchio ed a ter1·a sono ora insegna te prima d'iniziare gli esercizi della marcia. 5° Oltre al comando dietro fl'onte e1•avi anche il comando fronte in avanti; qnest'ultimo, affatto superfluo, è stato abolito. o" A fronte capovolto, le ali della riga conservavano la loro primitiva denominazione di destra e sinistra; secondo il N. R. tali d~nominazioni s'invertono coll'invertirsi del fronte , cosicchè l'ala destra corrisponderà ora sempre alla destra della riga e la sinistra alla sinistra. 7° È stato meglio precisato il modo d i prendere la posizione a teri·a, senza però richiedere uniformità nella disposizione degli uomini; invece nel prescrivere il modo di prendere la posizione in piedi il N. R. è molto spiccio, perchè dice solo che il soldato s'alza rapidamente. 8° È proibito di sollevare le g inocchia in modo esagerato quando si marcia, nonchè di spingere troppo marcàt amentè i piedi innanzi, ed m genere qualunque movimento che non sia naturale.

1

RER LE TRUPPE A PIEDl DELI, ESERCITO AUS'l'HO-UNGARICO

f)C)l

9° Secondo il V. R. le andature erano 3: ordinaria, celere e di corsa, con cadenza rispettivamente di 115, 125 e 160 passi al minuto. Il N. R. ha soppresso la seconda di tali andature; ed inoltre mentre la lunghezza del passo a cadenza ordinaria è rimasta di 75 centimetri, quella del passo di corsa è stata portata da 90 centimetri ad 1 metro. Entrambi i reo-oo lamenti poi menzionano ,un passo corto la cui lunghezza è pari alla metà del passo ordinario. Il V. R. stabiliva esplicitamen-te come normale l'andatura al passo ordinario; il nuovo non dice più nulla al riguardo e spesso dove il vecchio prescriveva il passo celere ha sostituito quello di corsa. 10° La direzione di marcia può ora essere affidata non soìo alle guide d'ala, ma anche all'uomo del centro. È stata. inoltre riadattata la prescrizione già a.ltra volta esistente ~he il comandante del reparto quando vuole egli stesso fa~e da guida comand13, : diet1·0 di me, ed allora la guida di direzione si regola di lui. 11° Il V. R., ai punti 35 A e 36 A. che abbiamo bo-ià veduto, prescriveva tra altro che nella marcia si dovessero movere le braccia naturalmente avanti ed indietro. Il N. R., in una nota a pag. 90, r i porta presso a poco le norme dei dei due citati punti dell'Appendice, meno la prescrizione ora:letta circa il movimento delle braccia. 12° Finora esistevano due modi di prendere la posizione in ginocchio a seconda che il soldato era fermo od in marcia : nel primo caso· il movimento era presso a poco analogo al nostro, nel secondo il soldato, dopo fermatosi, porta va avanti il piede sinistro es' inginocchiava poi sul ginocchio destro. .i\folto opportunamente questo secondo modo è s~a~o abolito dal N. R., il quale soggiunge inoltre che la po· s1z10ne in ginocchio dev'essere ordinata solo nei casi di tempòraoea cessazione della marcia. Tal volta converrà comandare la posizione di seduti, al quale comando bO'li uo mini si . seggono comodamente tenendo però il fucile verticalmente. Quest'ultima posizione per tanto rappresenta una O'iacitura di riposo che non è a:!fa,tto descritta nei suoi part7colari, e

su


J? lm LE TRUPPE A PIEDI DELL' ESE RC ITO AOSTRO-ONGARICO

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IL N UOVO R EGOL AMENTO D 'ESERC!Zl

solo perchè il regolamen to di sfuggita la menziona può dirsi sia regolamentare. Si deduce da quanto prece'de che secondo il N. R. la po· sizione a ter r a dev'essere in massima la posizione normale clel solclato in combattimento qitanclo è fe1·mo. Ciò risulta e da quanto diremo or ora e dal paragone tra i punt i 142 del N. R. e 149 del V. R. 13° Nel riprendere la marcia dalla pos izione in ginocchio od a ta1·a il fucile fino ad ora doveva essere messo a b1·àcc' w·m. Secondo il N. R. questa posizione dell'arma è prescritta quando si riprende la marcia al passo; se invece si dà comando di .co1·sa, il fucile si porta a . bilanc' ar·m. 14° Nella marcia di fronte, più. che mantenere i prescritti intervalli bisogna preoccuparsi di mantenere il giusto fronte. La marcia obliqua deve limitarsi solo a brevi trat ti. (Prescrizioni nuove) . · 15° Non v'è più. l'obbligo di esercitare spesso i soldati a compiere conversioni minori di 90", nè si parla più. della condizione d'una conversione ben riuscita. Il graduato del perno, nella conversione, deve descrivere un arco di 2 passi di diametro; ogni uomo deve non solo a quando a quando O'Uardare l'ala marciante, ma anche il perno; per le cono ' versioni di pochi gradi basta 1indicare. il nuovo fronte verso il quale si sposteranno i graduati d' ala. (Prescrizioni uuovaj. . 16° È stato abolito il modo di allineare il reparto facendolo retrocedere sino al comando alt verso di un nuovo fronte segnato dalle guide. 17° Il p~ragrafo relativo al maneggio d'arrue ha subìt~ parecchie modi:ficaziçmi importanti; ma sipcome i movimenta col fucile furono sempre limitatissimi, · l' istruziçme anche prima d'ora svolgevasi presto e senza diffic~ltà. N ell' eser~ cito austro-ungarico infatti non sono prescritte che 3 posizioni dell'arma: ·al p iede, in bilancia e al br.a-ccio; ed oltre ai pochi movimenti per passare dall' una ~11' altra ~i esse, non esi:itono che quelli per inastare e togliere la 'ba10net t a, . venire a crociat-et, mettere le armi al fascio, effettuare la

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carica e lo sparo. Non v'è dunque lo spall'arm, nè il pr esentat- arm che richiedono parecchio tempo per insegnarli e servono solo per le parate e rendere gli onori, A. quest'ultimo scopo il soldato austro-ungarico quando ha il fucile noll' fa altro che volgere verso il super iore la testa e lo sguardo. Noi abbiamo ~emplifìcato recentemente il presentat'arm ma non abbiamo osato di r omperla cc,n le .tradizioni abolendolo addirittura. Il N. R., proi bisce che si · dieno sul fucile, sulla giberna é sulla baionetta col pi tali che si sentano. Questa prescrizione nuova tende a sacrificare, come già tante altre, la este!"iorità di una esecuzione energica a lla buona conservazione delle armi. È 8tata soppressa l'avvertenza che col fucile a bilanc'a1·m si superano gli ostacoli e si ~orre più. facilmen te; è ammesso che si possa inastare la baionetta anche nella posisizione di br acc'a1·m. . 18° Il paragrafo della cari'ca e sparo si divide in tre gruppi di punti: il 1° fornisce norme generali, il 2° tratta della carica e sparo dell' uomo, il 3° della carica e sparo della ri~, t Circa le norme generali il N: R. . alle preesistenti ragioni giustificanti la. convenienza di acquistare grande speditezza nei movimenti di carico e sparo, ha aggiunto quella del maggior tempo che ne deriverà per potere spianare, mirare e scattare l'arma con calma:« L'uomo deve saper ese« guire per forz a d'ab itudin e con rapidit~ e sicu « re zz a,, i ~ovimenti per la carica ed il fuoco, qua« lunque ·sia la posizione del corpo, ovunque « trov i si, in qualsiasi eircÒstanza, anc h e di notte, « per pot ere rivolgere nel combattimento t u tta la « sua attenzione all'av v e rs ar io ed a i comandi, e «· guadagnare tempo per spianare, mirare e scat « t~re l ' arma_con calma.» Inunpuntonuovo .aggiunto prescrive che: Nella catena il cacciatore deve ·adoperare anzitutto le m unizioni dei carri munizioni ohe fossero state ~ll'occorreµza distribuite, poi quelle che porta nelle tasche dell'uniforme o nel tascapane; e che di regola anche le mu·


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IL NOOVO REGOLAMENTO D'ESERCIZI

PER LE TRUPPE A PIEDI OEr,1,'KSERCI'IO AUSTRO - UNGARICO

m z1oni che sono nello zaino per cartucce (1) devono essere poste alla mano, conservandole nelle saccocce dell'uniforme, prima che incominci il fuoco decisivo. In conformità di questo nuovo punto sono state modificate, come vedremo in seguito, le prescrizioni r elative al r ifo rnimento munizioni (§ 71). Circa la carica e lo sparo eseguiti individualmente, prescindendo da par ecchie innovazioni tendenti ad ottenere un più sicuro funz ionamento dei congegni di chiusura e di ripetizione, il N R. contiene la pr escrizione che non solo devesi designare il bersaglio n el comandare il fuoco, ma altresi, quando è necessario, il punto di mira, come 11.d esempio quando spiri forte vanto in senso laterale, ovvero l'avversario travisi mascherato. Indi, preoccupandosi più del vecchio circa il modo di ben designare alla truppa i bersagli, prescrive ai comandanti di esercitarsi al riguardo nelle più svariate condizioni di grandezza, visibilità, distanza, ecc., dei bersagli stessi. In questi esercizi, dice il N. R. alludendo alla scelta preventiva e alla designazione dei bersagli nell'addestramento formale, devono essere scelti non solo bersagli possibilmente di guerra o per lo menç> viventi che si trovino o si vedano, mirando, il più facilmente e ch e sieno vicini, ma, procedendo gradatamente, anche bersagli più lontani, pit\ difficili a ritrovarsi ed a scorgersi mirando. Così i comandanti imparano a designare chiaramente alla t ruppa tali bersagli, e questa viene ad esercitarsi a riconoscerli ed a scorgerli colla mira. Per maggiore intelligenza poi il N. R. prescrive che il bersaglio« dev'essere i nd i cato dal c o mandante, « quando è possibile, col bracc i o disteso». L'indicazione del bersaglio e -i l comando di sparare possono ora essere dati anche durante la marcia, ma è proibito di caricare e sparare mentre si è in movimento. ( i l È noto i:llc il soldato a.-11. oltre allo zaino destinato a c:ontenere gli oggelli d equipa~giamenlo porta seco, sottostante a quello e da esso indipendente, un altro piccolo zai no per cartllcce, no i cruale sono collocati di regola anche i vi veri di risei·va. Cosicché, <lovendo lasciare per ci rcos t,1nze speciali lo zaino, non si perde tempo, come da noi avviene, per toglierne le munizioni da bocca e per l'arma, ma si depone lo 1.nino grosso a si lascia al po,to suo quello per cartucce. (N. d. 7'.).

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È sfata soppressa la prescrizione del V. R. che per rendere possibile la r.apida successione delle salve, si devon~, con incessante esercizio, aumentare a poco a poco le esigenze circa la rapidità e la sicurezza nello spianare l'arma. Si noti però che il N. R. r.on intende misconoscere la grande utilità. dsl rapido e sicuro spianamento delrarma, chè anzi ne ha aumentata l'importanza; ma vuole c4e gli esercizi al riguardo sieno sempre collegati con l'alLro di dirigere la linea di mira nel bersaglio, e non servano esclusivamente quasi a conseguire una rapida successione di salve. In altri termini il N. R. ha abolito l'eserci~io meccanico di spianare l'arma. L a conferma di ciò sta nel contenuto del punto 161, che vale la pena di tradurre integralmente : 11 Con incessante eser « cizio devesi aumentare al massimo grado la rapidità e la « sicurezza nello spianare l'arma e nel dirigere la mira al « bersaglio. Giornalmente devonsi esegnire con tutti i sol« dati in qualunque posizione del corpo - specialmente da , « quella a ter1•a - ese r cizi nello sp ianare l'arm a, « mirare e scattare il grilletto, sempre che è possi« bile contro bersagli di guerra. All'uopo devonsi impiegare ' . . . << spesso cartucce da esercitazione affinchè l' uomo acqu1st1 « sicurezza nel caricare. « A questi esercizi devono intervenire le r eclute sittosto « abbiano acquistata familiarità con le r egole di tiro. >> Nello sparare contro un bersaglio che ..,i muo_va lat~r~lmonte non basta seguirne il movimento e poi scattare, ma occorre prima oltrepassare il bersaglio colla linea di mira; - bisogna particolarmente insistere nello insegnare a sparar e dalla posizione d i a ter1•a, alla quale posizione, come già abbiamo notato al numero 12° e come risulta altresì dall'ora. riportato punto 161, si attribuisce a_desso maggior importanza ; il soldato dev'essere in modo tale addestrato nello approfittare dei più svariati par ticolari del terreno che al comando pronti scelga ed assuma da sè, senz'altro, la più adatta posizione del corpo. In conformità, di ,quanto diremo in seguito parlando dei fuochi (scuola di plotone), è stato soppr esso il comando /u,oco


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IL NUOVO REGOLA)IENTO l)ESISRCIZI, i,;cc.

cel ere; e qu ello Che finora chiamavasi fuoco in i:acciat01·i ,si . ma adesso fuoco individuale (nostro fuoco a volonta). ch1a R · t d e Parlando del fttoco a salve, il N. . contiene ques e. u nuove prescrizioni: che dev~si bad~r~ fra ~ltro alla giusta. · · d e1 ber~ac:r1 :s o 1·0 , e ohe 1 soldati 1 quah non lo vedono v1s1one non debbono sparare. ·t· 11 Prescrizione analoga a quest' u lt·ima è ora sanc1 a ne a esecuzione del fuoco individuale. ( Gontinita).

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N()TE BIBLTOGRAFICI-3:E

T.

Annibale. l 'uomo. La traversata delle Alpi e le prime campagne d' Italia fino al Trasimeno secondo gli an~ tichi e la verità storica. - Rovigo, R. Stabilim. tipografico MoNTANARI. -

Minelli, 1901. SASTANGJo:LO FELICE cat>ilann di fanteria.

L 'autore in un breve saggio intitolato: Annibale da Cartagine niiova al Trasimeno pubblicato nel 1899 volle dimostrare « col confronto della guerra gallica che fu otto anni « avanti, come siano da restituire i testi di Polibio e di Livio « per formarsi un giusto concetto della campag na che s' iniziò « col passaggio dell'Appennino e condusse alla battaglia del «Trasimeno». Incidentalmente però, fu tratto a discorrere del passaggio delle Alpi e,:;eguito da Annibale, della sua marcia sino alla batta.glia della Trebbia, venendo a conclusioni affatto differenti da quelle generalmente ammesse e che il Mon· tanari considera ~< dedotte dalla retta interpretazione dei testi « di Polibio e di Livio». La lettura fatta di J>Oi di molte opere che trattano delle campagne d'Annibale e in particolar modo del passaggio delle Alpi ind ussero il Montanari a ritornare sull'argomento per determinare la via seguita da Annibale e dimostrare che

« tulle le quasi infinite ipotesi fatte sinora intorno quella via debbono al tutto rigettarsi per un'alt,ra la quale, altrettanto nuova quanto soddisfacente, tutte le esclude». Lo S(:opo pertanto prefissasi dalì'autore coll'attuale ponderoso lavoro - che è un volume di quasi ottocento pagine è quello: di tracciare il cammino seguito da Annibale dal Roda.no al Trasimeno, di dimostrate affatto erroneo tuttociò che in proposito fu scritto sino ad ora e che le sue deduzioni debbansi accettare come assoluta verità.


NOTE BIBLIOGRAFICHE

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NOTE BIBLIOGltAFICHE

Si capirà di leggi eri che, malgrado l'importanza storica clel tema, non ci è dato seguire l'autore nelle sue ampie, ed in gran parte sapienti ed interessanti considerazioni ed illazioni, chè dovremmo scrivere almeno un piccolo volè1me ed esorbitare così dai limiti imposti ad una recensione Forse altri, in.teressati nella questione, e aventi per ciò una certa competenza, sottoporranno il libro del Montanari a minuto esame, ed auguriamo che ciò avvenga, poichè solo una profonda e serena discussione può recare la luce sui non pochi quesiti controversi dall'autore studiati, e ch'egli afferma e sostiene di avere inoppugnabilmente risolti. Il Montanari stesso. non può non desiderare vivamente codesta discussione, la sola atta a stabilire s'egli abbia compiutamente ragfone, com'è sua convinzione, o non l'abbia. Noi frattanto dobbiamo restringersi alla semphce e sommaria esposizione delle varie ipotesi formulate dall'autore.

di Bussoue. - e di là per Oulx e s ·usa sarebbe giunto a Rivoli e al piede delle Alpi. Il ~ont~na~i, colla scorta di Polibio, indica in un lungo specchio d1 cmque pagine le singole tappe della marcia e~eg~ita d~ Anni~ale :fino a Torino, colle distanze progressi ve m clulometn, col numero d'ordine degli acéamoamenti • e colle date corrispondenti. . Lo speochio meriterebbe, certo, di essere riportato per 1~tero, ma saremmo tratti troppo lontano. E ccone però un riassunto d.al quale è pure dato . rilevare le località fra tappa e tappa che per brevità siamo costretti ommettere. Notiamo che il Montanari non pone il campo da cui mosse Annibale, come la maggior parte degli autori, a Rocquema.ure, ma lo colloca di fronte e un po' a valle della · foce della Druenza, fra Chateau des Issarts e S. Pierre d.n Terme. Indicazione delle località

Il Montanari nega - è un sogno, egli dice, lontano da ogni verisimiglianza nonchè dalla verità - che « Annibale abbia mai risalito il Rodano, nè fino alla Eygues, nè fino alla Drome, nè fino all' Isara, .e tanto meno :fino alla Saona o ancora più in là». L'autore dimostra che la famosa isola di cui parla Polibio non è tra Rodano e Isara ma tra Druenza e Verdon e nota che l'equivoco provenne da Livio, il quale « non vide che « ai tempi di Polibio come ai tempi di Annibale chiamavasi « Rodano la Druenza e non il Rodano odierno», Diciamo francamente che questa la ci pare una trovata geniale e di cui importi tener conto. Annibale, adunque, avrebbe passato il Rodano presso A.rancourt subito a valle della Druenza, avrebbe seguito la sinistra di questo grandissimo fiume torrentizio fin poco sotto Salignac e quindi avrebbe proseguito per la valle della Grande e della Piccola Buech, per Gap, Chorges, Embrun, Briançon :fino al Monginev.r a - o meglio al colle

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Distanze pro~rcss .

in ct1ilom.

Da Barbentan a Orgon 31 Roqne d' Anthéron. 57,5 Peyrolles . 82,64 Sponda destra del Verdon di fronte a Vinon 105,66 27 , 2 Riez (Rei Apollinaris).

N. cl'ot'diné deglt accamp.

I II III

22, 23 agosto 23, 24 » 24, 25 »

IV

25, 26 » 26, 27, 28, 29, 30, 31 (1) » 31 ag. 1°sett. · 1, 2 settem. 2, 3 » 3, 4 »

l V, VI, VII, ,. . i VIII, IX

Sbocco dell'Asse. Montfort . Ribiers . Serres (passo dellaRuelle) Centro del piano di M. ' Maur . Ingresso delle Alpi a Blaigny . Gap. (f)

Date co rrispundP.nti

51 74,45 102,40 129,55

X XI XII XIII

149,67

XIV, XV

4, 5, 6

152,59 11,11

xvr,xvrr

6,7,s

Q11attro gio rni e cinque notti di fermata.

»


510

.

NO'l'E BIBLlOGRAFICfIE

G." Prè sur Duranco 39,85 XVIII 8,9 settem. .. 58,10 Embrun XIX 9, 10 » Asse de Guil . 75,67 10, 11 » L' Argentière, sbocco della Gironda (Vallou ise) 89,74 XXI 11, 12 (1) » Prelles . (XXI) 99,24 11, 12 (2) » Terre rouge . XXII l' 109,74 12,,13 C o 11 e di B u s s o n e o Bourget. 119,24 XXIII, X XIV 13, 14, 15 » Vallon nero . 141,09 XXV, .XXVI 15, 16, 17 » Ponte Ventou:x e Salber- \ 148 44 • ( XXVII 17' 18 (3) )) trand. . . . . l 152,14 ) Bussoleno . 178,14 XXVIII 18, 19 (4) » Contro Avigliana 200,64 XXIX 19, 20 » Rivoli . 209,64 il giorno 20 settembre vi si riunisce tutto l'esercito Torino . 222,64. D' onde si ha quest'altro

xx

RIASSUNTO: Ind icaziono doi tratti

Dal Rodano all' Isola . Dall'Isola all'ingresso delle Al pi Dall'ingresso delle Alpi al loro piede italico c .o mplessivamente .

-------

Oistanie seco n<lo secondo l' itiner. )lont1,nari l' itiner. Polibio .

km. 105,7 )) 152,6 >)

222,6

km. 480,9

- - - -

km. 111 148 >> )>

222

km. 481

L'autore avverte che i suucessivi accampamenti furono, bensì, stabiliti tutti ragionevolmente ma in modo, per la maggior parte, ipotetici, esse;nclo troppo scarse le notizie pernottato .\nnibale con gran p,1rte dallo f;1ntorie. Qui avrebbe pernu Lta to la ca,·alleria o il res to clo\l'esercito. (3) Da questo punto l'autore porgo i ndicazioni solfe mosso della fanteria cl' an tigua,r(lia, del i:rosso della fanteria, degli elefa nti, del relrognardo e genio. 1 (lati cbe no i riportiamo rig11anlano il gro~so rkl la fanteria. (4J r,a fanteria cl' a.nt,guardia il 1.8-!9, si 1)or1a eia Chiomonte a Sar.t'A mbr9gio di Torino, il grosso della cava ll eria da Susa ad Avigli;1na. (i) Qu i avreh»e

(2)

NOT1' B!llLlOGRAFICHE

611

conservateci da Polibio. È · però di avviso che: « la posi« zione degli accampamenti di Orgon, Vinon, Riez, M. Maur, « Gap, Argentière-Prelles, colle di Bussone, piano di San << Sicari-o e a più forti ragioni le date a cui Annibale vi giunse « possono (salvo sempre l'errore inevitabile nel fissare quella« dell'arrivo sino al piano italico) aversi per sicure. )> In ogni modo l'autore stesso osserva che per la traver- · sata delle Alpi si hanno non già memorie numerose soltanto, ma una vera e propria biblioteca, nella quale i nomi che vi figurano vann? da Napoleone a Gibbon, da Rogniat a , Folard' da Vadoncourt a· Saussure e a d'Anville. Così a sostegno della propria tesi egli" è tratto a confutare in più o meno lunga disamina, le versioni opposte alla sua, espresse . dai più stimati scrittori. Ma fra questi vi era nullamen.o che Napoleone e qui ci permetta l'egregio autore che gli moviamo un .fondato appunto. Egli stesso dice: « avrei dovuto cominciare da questo (in« vece discorre prima di molti altri), ab Jove principiitm, I « NAPOLEONE, >> e poi rnbìto avverte che non ha potuto procurarsi l'opera di lui, onde <( si accontenterà di riportare · « integi,almente le p'arole che il Perrin riferisce. » ]\fa è tutt'altro che difficile trovare les 1l{émoires cli Napoleone, e d'altra parte « negli Appunti bibliografici, nella Parte se« co.nda,Elenco dei moderni LE OPERE DEI QUALI POTEI AVERE )) è· registrata la Bibliothèque historique et militaire del Liskenne e Sauvan, e proprio il volume sesto di quell'opera contiene le Memorie di Napoleone. · Del resto di quanto ha scritto Napoleone i n proposito all'itinerario di Annibale - che si trova nella X VI Note. Comparaison de .la marche de Napoléon en 1800 avec celle d'Annibal, en 218 avaut Jésus .Ohrist - fra ciò che è detto a pagine 175 e 176 e nella lunga nota · della pagina 363, ne sono riportati i punti più salienti. · Ma, a mo' d'esempio, al p·e riodo riportato a pag. _176 « è « probabile che Annibale sia p~ssato 4 leghe più a valle <( all'artezzad'Orange » Napoleone fa seguire queste altre pa- ,


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NOTE BIBLIOGllAFICIIE

NOTE BIBLIOGRAFICHE

role che non ci sembrano prive d'interesse: < il s'est dirigé « d'Orange en droite ligne sur Turin. Le quatrieme j our de « marche il s'est trové au confl.uent de deux r i vières, celui de « l'Isère dans le Rhòne an dessus de Valence ou celui de la « Drac daus l'Isère à Grenoble. Ces deux points satisfont éga« lement au texte de Polybe et de 'ritf\-Live; la chaussée « d'Espagne en Italie, qui traverse le Rhòne au pont Saint« Esprit, les Alpes au mont Genèvre, et que Napoléon a fa.it « construire est la comunication la plus courte entre les deux « péninsules; .elle passe à Grenoble )> . Ma v'è dell'altro. Le parole di Napoleone riou sono riportate n ell'ordine con cui furono scritte: un periodo è tolto di qua un altro di là, ed è collocar.o dove meglio può far comodo. Il Montanari ci obbietterà che di q uesto è soltanto responsabile il P errin, e noi rispondiamo che quando si tratta di Napoleone non sono e non saranno mai troppi i riguardi da usarsi. No~, che ci occupiamo solamente di una recensione, abbiamo sentito il bisogno di ·confrontare ciò ch'è detto nel suo libro col testo nttpoleonico; a più. forte ragione, ci pare, doveva sentirlo l'autore. Fra l'altro, si sarebbe risparmiato un gro,iso svarione esprimendo l'opinione che la manovra strategica di Marengo sia assai simile a quella di Annibale. « Oes deux operations, n'ont « riend e commun, scri ve Napoleone; les comparar c'est n·a« voir conçu n i l'une ~i l'autre, ecc.; )) e le parole di Napoleone ripor tate nella nota a pag. 363 non erano affatto dirette a confutare l'ipotesi espressa dal Rogniat, come è detto nella nota, che Annibale avesse passato il San Bernardo, ma sebbene a combattere l'altra opinione del Rogniat circa l'analogia frappante della spèdizione dei Francesi con quella dei Cartaginesi e fanno seguito a quelle qui sopra· riferite. E ben s'intende, il periodo: così cade a pezzi la montagna che vorrebbe sorreg gere l'ipotesi del G. S. Bernardo, sul quale si basa poi il Montanari per le sue argo mentazioni è tolto di sana pianta da una nota. della pagina seguente, e fu colà. malamente incastrato, alterando così totalmente il senso delle osservazioni di Napoleone.

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Questi rilievi non ~ntaccano punto il valore del libro, ma non è men vero che ne resta alquanto scossa la fiducia per le altre numerose citazioni e per la stessa traduzione dell'_opera di Polibio. L'autore &tesso converrà con noi che quando siafferma altamente, com'egli fa, che quanti scrissero di Annibale prima di lui sono nell'errore, bisogna assolutamente non prestare il fianco ad alcun facile appunto.

•

* * Ci siamo alquanto d ilungati nel render conto dell'itiner ario di Annibale dal Rodano a Torino, sia perchè è il prin. ci pale argo1:1ento, . il pezzo g rosso, per coi;:ì dire, dell'opera, svolto nel h bro, sia perchè esso è quello maggiormente contestatù e di cui il Montanari presenta una soluzione affatto nuova ed originale. Procediamo ora avanti lestam!:lnte. Annibale « lasciata a Chivasso la riva sinistra del Po si « diresse alla volta dell'Insubria per una linea abbastanza dal « Po lontana, che fu forse per Castelrosso, Tronzano. S. Ger« mano, Vercelli, Torrione Rossigno!, Confienza, Granozzo Te« doppiate, Vignarello, Cassolnovo; donde passando il Ti~ino « perven~e (il 2 o~tobre a sera) pr esso l'odierno Abbiategrasso, « percorsi 130 chilometri )>. r 4 ottobre avuto a~viso che Sc~pione stava passando il T1cmo - che secondo 11 Montanan l'avrebbe passato tra Pavia e Torre d'IsoJa - Annibale avanzò sino a Motta Visconti, e la battaglia così detta del Ticino avrebbe avuto luogo il 5 9ttobre vicinissimo a Bereguardo. Il Montanari poi propende n el credere che un secondo combattimento abbia avuto luog_o presso il P o, e che al risultato del medesimo deqbasi attribuire l'abbandono di Casteo-gio e della · stretta di Stradella e la conseguente ritirata subPia: cenza da parte dei Romani. Interessanti assai sono i capitoli seguenti nei quali sono narrate minutamente le operazioni dei due eserciti avversari precedenti la battaglia della Trebbia e la battaglia stessa che

Y

33 -

A:'INO XLl"ll.


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NOTE Bll3LI0CJRAFlCHE

secondo l'autore, si sarebbe combattuta, non sulla sponda destra, come da taluno fu scritto, ma sulla sinistra della Trebbia. L'autore discorre poi a lungo, ed invero con molta erudì. zione, della marcia di .Annibale attraverso agli Appennini - che avrebbe valicato tenendo la via da Parma a Lucca sino al Trasimeno dove sarebbe giunto il 26 marzo la sera, occupandone la g o.la seguendo l'itinei"ario : L\J.cca-PontecleraSiena-Cortona-Radicofani-Trasimeno. (~ui trova posto una geniale· scoperta riguardante la Fiesole di cui parlano Polibio e Livio, e che il Montanari dimostra con ottime ragioni « non aver nulla a vedere colla « Fie« sole odierna che sta a pochi chilometri sopra Firenze, ma « dover essere Ficulle. » È innegabile che soltanto correggendo così il testo antico ·riesce intelligibile e razionale la direttrice di marcia seguìta da Annibale. Della battaglia del Trasimeno - avvenuta secondo l'autore, il 2·7 marzo - il Montanari dà una particolareggiata descrizione. Egli s0stiene che la situa,i:ione vera dove fu data la battaglia non è quella intorno a Tuoro generalmente designat~ . A suo parere, il campo di battaglia fu duplice, o per meglio dire « scinde in due parti tra loro comuni« canti: il vallone di Val Ginepreto e la gola di Passignano, » e brevemente ne adduce le ragioni. L'autore, giusta il titolo dell'opera, giunto alla battaglia del Trasimeno, avrebbe terminato il còmpito assuntosi, ma volle aggiungervi altri tre capitoli. Il capo XXV < ·Canne, capolavoro tattico d'Annibale », in cui descrive la bathglia di Canne ed accenna a quella di Zama; il capo XXVI « Ca· rattere ed importanza storica d'Annibale», dove si parla essenzialmente del g ran capitano cartaginese come strat ega e come tattico; e l'ultimo, infine, capo XX'VII, « Legge del succedersi dei popoli », che nulla ha a che fare col suo libro e che forse avrebbe fatto bene a tralasciarlo. Nel capo X XVI il Montanari prende a disamina un importantissimo quesito militare riguardante l'insegni.mento del vinto nemico dopo Canne.

NOTE B I HLIOGR.AFlCHE

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« A battaglia :finita, Maarbale, egli scrive, si volse ad An« nibale _e mentre t~tti secolui si congratulavano, gli disse:

Dammi la cavalleria e seguimi col resto dell'esercito; farò « che _tra cinque gi~rni ti sia pronta la cena in Campidoglio.'» « E nc~sando Anmbale, proruppe in queste parole non· meno « celebri : « Non tutto ad un solo dieder o gli Dei: tu sai vi~« cere, o Annibale, non usar~ deUa vitte5ria . .» · Il Montan~ri, pertanto, si domanda: doveva Annibale, dopo Canne, marciare su Roma? e risponde: « P 1·ima di tutto, non subito », perchè « il suo effettivo era « d_iminuito di un terzo:> e perchè le forze rimastegli dopo cosi rude prova, avevano assoluto bisogno di riposo. « Dunq~e sub.ito mai, soggiunge, ma poteva dopo uno 0 « due mesi correr su Roma, non per assediarla ( o-;acchè n ulla « era più sconsigliabile d'un assedio mao-o-iore a~sai di quello « di Sagunto, nel centro dell'Italia media tutta ancora de« vota ai Romani e in paese malsano), m~ per minacciarJa << per scuotere negli alleati quel non so che di fatale ch'er·~ « proprio· della fortuna di Roma per tanti secoli tante volte « risorgente. » E più avanti: <<

« Egli rinunciò _freddamente ali~ lusinga di un'impresa la . « quale tornava prnttosto a vana minaccia che a vero peri«: col~ per Roma e che vero · pericolo avre bbe solo potuto di-

« :'emre per. le condizio_ni psicologiche del popolo romano ; <( 11 che Annibale, buon giudice, non isperò. » «_Quel .ch'io voglio por·1·e in ~·ilievo è che quella sua 1·isolu« zione f'u cons?na all'indole di prudentissimo p1·eparatore « ed esecutore di grandissime imprese, ch'io noto in lui non

« a ~'Mella cli audacissimo e temerario che gli f'u a tor·to ~ttri«

buita. »

La perorazione in favore di Annibale è senza dubbio abile ma tor~a-a sc~pit? della figu ra mili tare del gra1i capitano. ' Tutti 1 m1htan - ed è superfluo dimostrarlo - sono e sara_~ no s~mpre con Napoleon.e, il quale a questo riguardo lasc10 sentto: « L'an 216 quatre-vingt mi Ile Romains l'at-


NOTE BIBLIOGltAFICHE

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NOTE lllllLlOGRAHCJlE

taquèrent; il les battit aux champs de Cannes; s'il eùt « marohé, six jours après, il était dar.s Rome, et Carthage « était maitresse du monde. )> (1). t<

Dovremmo ora esprimere un giudizio sul kbro che brevemente abbiamo esaminato, ma, onestamente, parlando, non ci sentiamo in grado di farlo. È un'opera ponderosa; è un la".'oro che senza dubbio ha costato parecchi anni di studio, di ricerche, di compilazione, e quindi non può essere giudicato se non da chi possieda una speciale competenza, perchè si sia particolarmente occupato di tale soggetto. Noi ammiriamo lo studioso, e per questo titolo tributiamo i più vivi elogi all"autore, e tanto yiù lo_ ammi~·iamo,_ i~quantochè non militare, per sola pass10ne d1 stud10, egh s1 sobbarcò' al faticosissimo e difficile ufficio di approfondire un quesito militare che da duemila anni atteude ancora una soluzione esauriente. Vi è riuscito ~ Non lo sappiamo dire, ma giielo auguriamo di cuore come giusta ricompensa d~ tanto lavoro. Ciò che sicuramente possiamo dire è : che è scrittura di gran polso e che prestasi a grande studio ed a molte discussioni. L 'opera è dedicata a S . .M. il Re, ed è corredata da car~o topografi.che e da piani delle battagl~e che ne accrescono 11 pregio e il valore.

ALFEO CLAVARnw, maggiore d'artiglieria. - Armi e tiro, con un atlante di 49 tavole, disegnate dal capitano MENo·rTr DAL MoNTE. - 'rorino, tipografia Candeletti, 1902.

È la seconda edizione dell'opera magistrale del Clava~ino sulle Armi e Liro, già tanto favorevolmente nota, ampliat~ e portata al corrente . delle innovazioui e perfe_zionament1 arrecati alle armi portatili fino al giorno d'oggi. · (Il ,lfè ,,ioi,-es de N1.1poléon.. N~Lt \'Il. De la guerre offensive.

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Dallo sviluppo storico delle armi da fuoco, dall'esame delle condizioni richieste in un'arma da fuoco portatile e sue munizioni, dai cenni intorno alle armi bianche fino all'esame particolareggiato dei vari sistemi delle armi - a caricamento successivo, a ripetizione - ed a quello dei principali tipi di mitragliere e di armi a rinculo utilizzato, il Clavarino porge su tutto le più minute notizie ed i dati principali. Particolarmente interessanti i dati intorno all'armamento portatile italiano ( esercito e marina) e intorno all'armamento portatile estero, colle relative tabelle, ed i capitoli intorno alla fabbricazionEI delle armi, alla fabbricazione delle cartucce, alle nozioni sul tiro, nonchè la nota sugli esplosivi. Anche il Clavarino, come già il Cassino, annovera le mitragliere fra le armi portatili, perchè, « pel loro peso, pel loro maneggio ed impiego possono annoverarsi fra le artiglierie, ma per la costituzione delle canne e dei loro con · gegni di chiusura pel calibro in genere, per le munizioni e pel servizio, possono ascriversi alla categoria delle armi portat,ili ». Secondo l'autore le mitragliere offrono i seguenti vantaggi: a) occupano poco spazio; b) richiedono pochi serventi, specialmente se automatiche; e) forniscono una grandissima celerità di tiro; d) perme~tono un puntamento esatto; e) rendono quasi semprn possibile l'osservazione dei punti di arrivo dei proietti e q nindi la correzione e la concentrazione del tiro; f) presentano-un piccolo bersaglio. Il Clavarino giudica. conveniente ed utile il loro impiego nella difesa fissa sia nella guerra d'assedio che in quella costiera e così pure negli sbarchi e nella difesa delle opere fortificate e degli sbarramenti, sopratutto quando vi sia deficienza di combattenti o ristrettezza di spazio che impedisca di spiegare le forze necessarie per contrastare l'avanzata dell'avversario. Egli ril eva che in questi ultimi tempi si è in massima favorevoli all'assegnazione delle mitragliatrici alla fanteria ed


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NOTE BIUL! OO RAFICHE

anche alla cavalleria < dàndo ad esse lo stesso calibro dei < fucili per avere unità di cartucce e quindi facilità. di ri« fornimento ». Eo-li nota che alcune nazioni hanno già adottato batterie o di mitragliatrici ed altre sono in procinto di farlo; « l'essen« zi<¼le, egli termina col dire, è che questi reparti siano tenuti « separati dall'ar tiglieria, pur affidandone il servizio al per« sonale di quest'arma come quello più indicato ed adatto « a disimpegnarlo a dovere. » Il Ola varino mantenendosi, come lo è sempr e nel suo libro, misurato nelle parole e nei giudizi, dimostra, però, anche col poco che ne dice, di essere un fautore delle mi tragliatrici di cui con pochi cenni delinea così· bene i vantaggi che se ne possono trarre. E questo suo giudizio abbiamo voluto riportare giacchè, ormai, la questiono delle mitragliere è all'ordine del giorno presso tutti i principali eserciti europei. Il Olavarino scrive pure una Nota sui cannoni a co.r·icamento rapido, benchè queste armi escano fuori dalla cerchia delle armi portatili. Ne dà un cenno perchè si possono considerare come derivate dalle mitragliere. r iferendosi però soltanto a quei sistemi che furono applicati presso di noi per i cam~oni di più piccolo calibro destinati essenzialmente alla difesa dei pu.nti fortificati. Perciò eo-li esamina soltanto il sistema Norden/eld clel cano none a caricamento 1·apido da 42 millimetri, e il sistema , Gruson del cannone a ca,·icarnento r·apido cla 51 millimetri. Il Olavarino osserva chd la. comparsa e l'introduzione in servizio dei cannoni a caricamento rapido si può dire sia dovuta allo sviluppo preso dalle torpediniere nelle marin_e di guerra dei diversi Stati. « Si cominciò dai calibri piccoli, « eo-li scrive, e man mano vincendo le difficoltà inerenti alla b ... . « costruzione degli affusti e dei bossoli per le mu111z1om s1 « passò a.i calibri maggiori, nè si può dire ancora fin o a ·qual « punto si arri,erà. Oltrechè sulle navi i cannoni a t iro ce« lere possono trovare utile impiego nella difesa delle coste, « per battere le torpediniere e le imbarcazioni in genere che,

NOTE BIB L IOGRAFICEIE

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« sfuggendo all'azione dei grossi cannoni intenti a battere « le navi, cercassero avvicinarsi alla riva.

« La loro importanza non appare meno grande nella di« fesa delle fortificazioni terrestri, ecc. »

Ora, poichè tutti gli eserciti hanno adottato o stanno per adottare anche per l'artiglieria da campo e da montagna un materiale che permetta l'esecuzione del tiro celere, il Ola.varino osserva in proposito : « Il vantaggio che in molti casi si può ritrarre dalla cele« rità di tiro è troppo evidente perohè non si senta la necessità « di usufruirne ! ». È proprio superfluo tessere l'elogio d i opera così magistrale ·) la seo-naliamo e vivamente la raccomandiamo ai nostri o ufficiali come indispensabile da. avere nella loro piccola biblioteca. Le 49 tavole disegnate dal capitano Menotti Dal Monte sono veramente splendide, e furono egregiamente costruite dal laboratorio fotog rafic_o del Minister o della. guerra.

LonENZO BARDI, tenente di fanteria. - Canzoniere del soldato. Con prefazione di SADA.'l'INO LoPEZ e ritratto dell'autore. Genova, Editori fr.lli Pagano, 1902. Il Lopez, nella sua pregevole prefazione, dice assai bene ciò chEI è questo Canzoniere. Il Canzoniere ha il g ran pregio di rispondere al suo titolo, di mantenere quello che promette. È un canzoniere perchè la sua lirica è essenzialmente canto, ed è canzoniere del soldato, perchè si parla s_oltanto di lui, e se ne dicono i dolori e le gioie, le speranze e le incertezze. Questo . è il giudizio, in riassunto espresso dal Lopez e ad esso compintamente ci associamo. E come il L opez, auguriamo anche noi all'autore che come a bordo delle fregate francesi si cantano le poesie marinaresche di J ean Nibor, che dicono l' urlo del mare, la lotta del marinaio con l'onda, il lavoro rude e forte del-


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NO'l'E Bll3LIOGRA'F.!CHE

NO'l'E BlBL!OGRAFJOHE

l'uomo sacro alla vela, l'inno di guerra - auguriamo allo autore, ripetiamo, che i suoi canti di ventino popolari nelle nostre caserme. « Il comandante del reggimento, propone il Lopez, scelga « nel suo Canzoniere, nel canzoniere di altri scrittori nostri « come il Bosi per esempio - alcune tra le miglioni canzoni, « le dia al capo-musica che ci adatti una musica facile e poi « le faccia cantare in coro. I nostri soldati sJ le porteranno « dietro, quando andranno in congedo, e le sentiremo anche « noi, le canteremo anche n oi. » E cotesta proposta noi troviamo geniale e saremmo ben lieti di vederla accolta come si merita. · · I canti sono ventiquattro e tutti assai pregevoli; scorrevole ne è il verso, bello il linguaggio, elevato sempre il sentimento che li ispirano; vi si parla di cose del cuore, dell'esercito, della patria. S'abbia il tenente Bardi i nostri rallegramenti, ed altrettanti il Lopez, specie per la sua simpatica proposta.

E fecero assai bene, poichè il presente volume offre agli studiosi della tecnica delle armi da fuoco un materiale prezioso da consultare e prendere a disamina, riguardante gli ultimi progressi raggiunti in codesta tecnica. Le più recenti costruzioni d i pistole e di fucili autowatici, ed i vari sistemi di mitragliere vi sono diligentemente studiati. L'autore nel giudicare dei vari modelli dà prova di assoluta obbiettività e mentre si d imostra profondo teorico, si appalesa insieme un pratico di somma esperienza. A notarsi che a parere dell'autore la casa che avrebbe conseguiti i migliori e più. u·t ili progressi, per la costruzione delle armi da fuoco, comprese in esse le mitragliere, sarebbe quella di G. Roth di Vienna, e che i disegni nel testo e le tavole assai bene riuscite accrescono di molto il pregio del libro. Raccomandiamo la . beU'opera del Kaisertreu a quanti ufficiali, e specialmente ai tecnici, i quali hanno pratica del~ l'idioma tedesco. B. D.

Ka1sERTREu. - Die Principiellen Eigenschaften der automatischen \feuerwaffen . Eine Studie iiber clie neuesten Errungenschaften der Waffentechnik fiir Offìcieren aller Waffen. Mit 52 Figuren im Text und XVI Illustrationstafeln. (Le principali proprietà delle armi da fuoco automatiche. Uno studio sulle più recenti innovazioni della tecnica delle armi per ufficiali di tutte le armi. Con 52 disegni intercitlati nel t esto e 16 tavole illustrative). - Vienna, tipogr. G. Brau· miiUer ~ :figlio, 1902. L'autore aveva già pubblicato questo suo lavoro nella Dan.zer's Ar:mee Zeitung (di Vienna) in una serie di articoli che successivamente si seguirono dal marzo 1900 al no;vembre 1901. L'interesse svegliato da questi articoli indussero editore ed autore a riunirli in un libro, ampliandoli e corredandoli di tavole illustrative.


RASSEGNA ll! L ITARE ESTERA

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HASSEGNA Ml LITA Hb: ESTE HA NOTI ZIE

AFGANISTAN. FonzE AlWAT E or;u,'AvGANJ sTAN . Stab ilitasi In H.llssia su ll'Oceano Pacifico, e frenata proha bilmeute colà una sua n!Leriore espansione ver~o la China, mediante !11 recen 1e alleanza anglo-giap ponese; non essendo for~e · ancora mawri i tem pi per un'energica azione della Hussia vergo l'Oriente Eu ropeo, sembra logico che ora la massima attivi1à di qnella nazione deb ba essere rivoltu per ollenere un libero sbocco verso il Golfo PPrsico e l'Oceano Iudiìlno. L'iufeurlamento militare, politico e commci·cia le della Persia verso la Russia, che si va sempre più accenwando, l'interesse sempre più vivo che quesw nazione prendi\ per la cose dell'Af~aoistao, le r~c~oti dimo~trazioni per la ques1ione di Koveit nel Golfo Persico, le ferrovie m costruzione ed io l\.ogeuo dal C11uca$O alle coste marittime d1: lla Persi11, l'a_lLra gran~e ferrovia in costruzione Oreoborg-Tascbkent da prolungarsi probal11lmenle verso I' Afi ,mistan e \' Incli11, ecc., sooo segni evidenti degli iromani ~forzi che fa la Russia per lottare vantaggiosament.e contro l' influenza inult'Se e per pi'epa rare la su a marcia in avanti da ll'Asia Centrale e dal c : ucaw verso l'Oceano Indiano. Recenti disposizioni di ordine militare sembrerebbr ro avva lorare nncora più questa tendenza della Hussi:i. Frapµos to rr:i la India in1l~se e la Russia, I' Af~anistan potrebbe nssumere da un momento all'a ltro una importanza politica e militare rh orandc importanza . Una recente coo venzione tra Russia ed Inrrbi~en·a sembra avere cert:ato di stabil ire i limiti di azione di queste ~ue potenze negli :iffHi interni del r Afgani ,tan; ma sit:come nell' interno di quel ,principato perd urano i disordini, facile appiglio questo ad un inten ·ento straniaro, cMì potrebbe dar:;i che da un momento all:altro accades~ero co là dei più seri avvenimenti. ·

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Le forze armale dell'Afgauistan, :ioche se scarse e non bene ordinate, potrebbero assumere una importanza grande a fa vore o a danno dei clue graucli Sta ti che sono colà in :intago nismo; tanto più che in quelle lontane regioni nè la Russia, nè meno ancora I' Iogh1llerra potrebbero disporre di mozzi mili tari proprì mo lto rilevanti. È perciò interessante iodica re qual i sono queste fo rze armate dell' Afgan ista n, sul le q·uali la Politische Korrispondenz di Vienna dà le seguenti informazion i. L'esercito a(gano si può dire crealo dall' Emiro Schir-A lì, il quale nel 1897 formò un esercito di !•8 battaglioni, 27 squadroni e 17 batterie di artiglieria, e nello sto~so tempo gettò le basi per un primo ordinamento militare del paese. L'Emiro Abd urra bmao, morto l'anno scorso, continuò l'opern di Schir-Alì, ed t. lla su:i morte egli lasciò un esert:i10 di 67,000 uomini di fanteria, di ·12,000 di cavalleria e di 300 can noo i. Di qneste tru ppe si trovano dis!ocati verso il confine rosso : a Maimané '.2000 uomini dt fanteria, 5 plotoni di caval leria e ·12 pezzi ; ad Ankhoa 800 uomini di fanteria , 2 plotoni di cavalleria ed 8 pezzi; a Balk e Jllusar--i- Scherif 11i, 700 di fanteria, 13 plotoni di cavalleria e 56 pezzi ; a Knnduz ,~300 nomini di fanteria, -12 ploton i di cavalleria e 2.\. pezzi, ed a Rustnk ·I 360 uomini di fanteria, 7 plotoni cli cavalleria ed 8 pezzi (in totale 24- ,160 uomini di fanteria, 39 plotoni di cavalleria, ·I 03 pezzi) . Una gra11de attivi tà milirnre regna specialmente a Kabu l, dove sono di guarnigione, ed in pa rte accasermati 8 o 10,000 uomini. I cavalli dell:i truppa non hanno loculi di ricovero, ma in tulle le stagioni sono tenuti ali' aperto, riuniti in lunghe !ile di ·I 00 cavalli -ognuna e legati iu modo da poter solo aver la necessaria libertù per cercarsi il nutrimento. Non esistono uniformi comuni per l'esercito ; solo ne ha uno la gu11rdia dcli' emiro, composta di 1l00 uomini ; gli altri vestono alla fogg ia nazionale, con un <<bu rnu s » per copricapo e con una specie di s11ndali per c11lzatura. La fante ri a è armala con fucile Reury-1\•fo rtini , e la cava ll eria di lancia. Ambedue queste armi, beochè non istruite all'europea, hanno fama di manovrare e combancre molto bene. L'artiglieria poi, Lra cui si trov:ino 100 ca nnoni Krnpp, e pel cui trnsporto sono destinati permanentemente a Kabul '100 elefan ti, è q11ella che attrasse le maggior i cure dell'emiro Abdurrahmao e che è l'oggetto delle maggiori sullecitudiui del l'attuale emiro.


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R ASSE GNA MILITA.RE ESTERA RASSEGN,\ MILITARE ESTERA

A Kabul. esiste all'uopo un arsenale, in cu i sono impiegati 3000 operai, diretto dalI' ingegnere inglese Akine Martin e dall'ingegnere tedesco Sclrneider. L' emiro stesso assi,te sòvente al le escrcitaiioni di tiro di artiglieria e volle egli stesso imparare il servizio dei pezzi. '13 nuovi _ cannoni vennero po rtati recentemente da Peshavur a Ka bul, per essere poi avviati verso Herat; al tri ·12 cannon i venner0 ordfnati al governo del!' India . Semb ra in0ltre che l'attuale Em iro Habid-Ullah abbia. ora rivolto la sua· attenzione verso fa costruzione di opere rortifi.;atorie, per cui nulla ancora erasi fa tto in antecedenza. · Sembra che questi iavori di rafforzamento proseguaoo ora attivamente non solo ad. Herat, ma lungo tutta la linea dell'Amu-Daria, pres,o la quale vengono · costrutti cnmpi for tificati ad· Akhtchi, Chibirkhrn e l\fairnanè; opere in terra si stanno costruendo sulla catena di colline di Erdewana e Kuschk -Hobat, evidentemen te allo scopo di opporre una prima lioea di resistenza ai primi attacchi delle tru ppe r usse . Anche la _strada Kabul-Herat dovrà essere rafforza ta con parecch i forti di ti po moderno, per I~ cui costruzione verrà incaricato l' ingègnere ingle~e Frank-Martin. AUSTRIA-UNGHERIA.

Crnc;A I CAMBI DI GUARNIG IONE DA. EFL?ETTUARSI n'oRA IN POI IN .PRlMA• o'oGNI Aì\'NO. - Con ordinanza del decorso dice·mbre il ministro comune della guerra austro-ungarico ~nnunzi ava ai corpi che i cambi di gunr nigione nell'esercito invece di effettunrsi co me di consueto dopo la finEldelle grandi manovre avranno luogo d'ora in poi nel mese di aprile d'ogni anno. Non sono note le ragioni di questo provvedimento_; i giornali dai qnali tale notizia è stata desunta si astengon_o da l pubblicarle perchè dicono che sono di carattere riservato; tuttavia fanno intendere che esse risiedono nel fa tto che coi cambi di guarnigione in primavera una quantità di disposizioni relat;ve alla mobi litazione r imarranno in«lterate per un anno intero e cioè da una primavera all'altra, mentre coi cambi in autunno era necessario apportare a tali disposizioni molte varianti che richiedono gran tempo e fatica. I vantaggi pertanto che ne deriveranno alla preparazione per la guerra sono no1e11oli, e vieppi ù aumenterebbero, soggiungono akuni, se invece di effettuare i cambi di guarnigione ogni anno, si effettuassero, come pare si pensi di fare, 3d ogni biennio, giacchè ne conseguirebbe una maggiore stabi lità nell~ validità delle disposizion i di mobilitazione. VBHA

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Siffatta innovazione non è stata però giudicata molto favore\'Ol rn ente da tutti . . Prescindendo dalla considerazione che essn lede gl' ioteressi pecuniari e domestici degli ulfaial i dipendentemente da !l 'inizio e dalla scade~za del corso oorma le degli affitti di casa e del le scuole, si dice che anche l'erario dello Sta to ne risen tir/\ da nnn perchè crd sistema fìnora in uso _ven iva ad eITettunrsi un solo mov imento feeroviar io pel fono cbe dopo _l e grandi ma novrP, i corpi cbe dovevano cambiare guarnigione vemvauo senz'a ltro diretti alle nuove sedi, mentre iu avvenire saranno uecAssnri due spostamenti, e cioè uoo in aprile, l'altro per le grand i manovre . Inoltre, appun to nel mese di aprile, è in corso lo s:olg1mr.nto_ d1 una delle istruiioni pratiche più importanti qual'è quella d1 compa_guw, la qunle istruzione subirà d'ora in poi un ~rave disturbo derivante sia da lla preparazione dei reggi men ti per la partenza dalla vecclua guarnigione, sia per l'assello loro nella nuova; distu rbo c~1e è aggravato d,tl la circostanza che i comandanti dei ·repa rti prirnn d1 poter proseguire l'istruzi one nella· nuova sede, ne dovranno riconoscere i din torni per scegliere il terreno più propizio. b .ddove col vecch io si,tema ci<'1 potevasi fare nell'in verno, quando cioè l'i,trnzione non è ìotens,va. Infine si osserva che col sistema ora prescritto si prov?c~~o d:•gli spo,tamen t.i nel periodo appunto in cui più è probabile l'mmo del le osti lità in caso di guerra. C,1NCESSI Al SOTTUfFl• DELl;ESEllCTTO AUSTHO- UNGAl1JCO 0Ul\AN1:E L'ANNO 190,1. - Dal la Reichswehr del •12 f'ebbia io •1902, n. 2877 r icavia mo i seguenti dati che possono dar lu ogo ad iuteressanti confronti_ Nell'utimo an.no furono concessi ai sotttufficillli dell'ese rcito e della marina: · 66.i posti da impiegati effettivi: 332 impiegati di concetto; 3'12 inservienti. NeJrultimo qua drimestre - 2Hl posti: 4 ·1;3 im pief;!at i di concetto; 99 inservienti. Furono assegn:-iti agli uffi ci gover~ati vi, nell'u ltimo quad rimestre, in quali tà di impiega ti addetti: 3.i3 ufficiali: ,>00 cittadini austriaci; ,~3 magiari. C E NNO STAT IST ICO S UGLT n!PlEGHl GOVEllNATI VJ

Cl.Hl


RASS1>G:-;A

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RASSEGNA M!Ll'l'ARE ESTERA

Qnesli ultimi sono co~ì riparli ti per arma: Guardia del corpo Fanteria . Cacciatori (Jiigcr) Dragoni Ussari ulani . Artiglieria da ca mpagna , » forlezza , arsenale P-ionicri Treno Trnppe di sanità Gendarmi bosno-erzegovinesi. Corpo di polizia Rimonta Vestiario cd equi paggiamento Com missariato (veuovabl in mento) Istituti di edncazione I ~tituto ~eografìco Ca se per invalidi Marinai . Ci vili con diritto all'impiego

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Suu,\. NOMINA AD l!Fll fC~ALE DI COlù l'LEMENTO (R1::SER\'E-LIEUTENAYT) NELL'ESERCITO AUSTRO -UNGARICO. - Da un hreve articolo comparso nel la Vedette, n. 355, ùel 25 gennaio 1902, ricaviamo alcuni d:iti in.1eressa11ti circa le nomine ad ufficiale di complemento nell'esercito austro-ungarico. Il suddetto giornale deplora che nella promozione ad u flicia1 e di complemento vi sia tanta differenza tra arma ed arma e da nn anno all'altro, ed a corrohorare la sua asserzione cita ta luni dati che si riassumono qui brevemente : Nel HlO ·I furnno nomin,ati in fanteria 60G sottotenenti cl i complemenlo. Nel 1900 ne furono nominati :f 521. Di fferenr.a in meno col 190·1 : 9 16. Nel ,190·1 furono nominati II. di u!Dcia!e 5 1O. i\"el 4900 ne furono nomi nati 892. Differenza in meno col 1901: 38:.l. 1

BS'l'ERA

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Di coloro che hanno fallo il volou1:1riaLo di un anno io fanteria nel •1899-1 900 e che sono stati nominati cadetti della riserva il 1° gennaio ·I 901, nessuno è ancora stato nominalo ff. di ufficiale. E !'-i ,r.revede ancora poggiare la sorte di coloro che fecero il volontariato d1 un nnno nel 1900-190 1. Nelle altre armi le condizioni sono assai più vantaggiose . 13asta citare, ad esempio, i volontari di un anno, che hanno prestalo servizio nel treno nel 1890··1900, eli o sono già ufficia li di complemento, ed i volontari di un anno della landw(\hr dell'anno 1900-1 901 , eh~ sono tu tti !T. d' ufficiale. 1

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1

MILITARE

A r.corrn

PRO POSTE r. rn cA 1.'ISTH UZIO )IE DP.[ VOLONTA RI

o' [JN ANNO l'iEI,•

r:Es1mc1TO AUSTRO·UN(L\R1co. - Dal periodiro sellimaoa le mi lita re l' Ar rnecblatt del 5 febbraio 1902, n. 6, riassumiamo brevemente l'articolo seguente: . È genera lmente noto che i giovani uflìcia li di complemen to, i qua li, appena ('O nseguita la nomina ad ufficiale, si presentano ai loro corpi, · dimostra no ahitualmen1e un'eccessiva timidità nel presentarsi ,lionaozi alla froute dei loro reparti e cue oltre a ciò essi non godono affatto dell a lìducia dei loro in ferio ri. Il primo di questi inconvenienii provieoe estienzialmeute dall ' istruzione, ed il secondo iu pane d:ill" istruzione e in p;;rte da un vizio organico del reclutamento; ma con alcune oppot:tu ue modifi cazioni si porrebbe facilmente riparo all'uno o all'altro. Il difetto del.l a timiditit nel presenwrsi dinn:rnzi ai propri riparti perviene in gran parte dal fatto che durante l'anno di volonw riaro o,si non vengono m.1i esercitati a comparire dinnanzi alla loro com p11gnia. Tullo al più sono chiamati a prendere qualche volta il comando del plot.oao volontari. l\'.Ia tulli sanno che non ù la stessa cosa comandare i propri compagni o prendere il comando di altri individui, estranei, che non si conoscono neppure, tan to più poi so si ha la cvnvinzionc che essi vi guardano con diffidenza . A ciò si rimedierebbe foc ilment.e col comao dare giorna lmente una compagnia che si mettesse a di$posizione del reparto volontar i di un anno e che pormettes$e a questi, assume11done il comaudo e facendo la manovrare, di acq uist:ire quella francher.za che si addice ad un ufficinl e di fronte ai suoi solcJa ti. Per quanw poi concerne la sfiducia che spesso gli inferiori e special· men te i souufnciali hanno verso i giovani ufficiali di complemento, il difello, oltre che nell'istruzione, va ricercalo nel reclutamento. li sottufficiale ed il solda to si devono persuadere che il volontario di uu anno 1


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RASSEGNA )fILIT A RE ESTERA

compie effettivamente in 12 mesi lo siesso lavoro che essi compiono in tre anni ; cioè cbe l'in1ensi1à del suo lavoro è tripla della loro, e che non si arresta solo alla teoria, ma si esplica anche perfettamen te nel campo pratico·. .M a per ottenere ci<'> occorrerebbe dare ali' istruzione dei vc,lontari un indirizzo completameale diverso . Quando i sottufEit:iali vede8sero che i volontari di un :moo lavorano seriamente, ce:;serebbe pr,,s10 ogni ragionè di difndenza. Quel lavoro intenso però richiederebbe evidentemente una perfetta costituzione fìsic.1 e perr iò sarebbe necessario modi!icnre il criterio col quaìe si accettano i volontari d'un anno, ed invece di la rgheggiare, si dovrebbe nelln scelta essere severissimi , e riftu tare tutti coloro che non hanno le qualità fisiche necessarie. CrncA UN NU OVO MODELLO Dl SC.\LH'E n:n LA L•'ANTRUIA ì'. Bi.,f,' F:Sl! RCJ'l'O AUSTno-u:-.i:Amr.o. - Da l Pester Lloyd, n. .;. ,1, del 16 febb raio 1902 r icaviamo le seguenti notizie che e, poniamo in riassunto. Dopo premesso un breve sguardo sulla necessitò che iu gner rn la fanteria sia. per quanto è possibile, beo calzata, il sudde110 giornale dii alcune notizie genericli e' sngli studi che si St(l nno compiendo attu~lmente ncll'ezercito austro unga rico allo scopo di migliorare sempre più la srarpa del soldato di fa nteria, ed aumentare per conseguenza la sua c11paci1à di resistenza alle marce. 11 modello attuale di sca rpa per la fan teria è stato adottai.O 1 O anni fa e rappresentava i!llora, rispetto al modello precedente, un considerevole progresso sotto tutti i puuti di vi;ta. Qualcbe anno dopo venne dis11·ibnito in aggiuot:i a questo, un altro modello di scar pe leggere, di tela, che avevano lo scopo di permettere ad inrliv idui che nvessero i piedi feriti, di seguitare a marciare ugualmente e ser viv:mo pure da pa ntofole, per riposa re il piede, negli alloggiam enti. Ma come in tutti i rami dell'industrin, così 11 1Jche iu questo, sono stati fa tti in q uesti ultimi anni dei rilevanti progressi, tan to nella preparazione del cuoio, quanto nella coufeziooe delle scarpe stesse, e l'attuale studio dei competenti nella ma1eria sta ap punto nel cercare di trarre vantnggiù di quei progres,i col confez ionare un modello di sc.irpa mi litare ohe rispqnda a tulle le esigenze dei bisogni modrrJJ i. Per quanto concerne la preparazione del cuoio si studia di- renderlo più leggiero , pi1ì elastico e più adattabile al pitide, senza tuttavia sacriOc:ire nulla della sna solidità. Ed in quanto alla confezione della scarpa stessa si tratta anzitutto di fo rti ficare le suole io mùdo da aumentarne la dura ta, di rinl"orza re il

I RASSE GNA MI L IT ARE ESTERA

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taccv, di dare all'intera sca r pa noa form:i che rbpooda meglio alla struttura noalOmica del piede umano. Gli stndi e gli esperimenti sembrnno a bnon punto ed il giornale spera che presto potrà venire adottalo questo nuovo modello che rappresenterà un rea le progresso per le truppe a pied i. .\Lcu:-1 O.\Tl CII\CA GLI RFF&TTJ DEI.LA llALARIA NRLL' ES ERCITO AUSTIIOU~GARlCO. - A proposito di un discorso fauo dal tenente colonnello medico dou. Giovanni Kru mpl1olz reduce dal l'I ta lia, dove si era reca to pe:comp·ere, d'incar ico del Ministero della guerra, ~!cuoi studi sulla malaria, il giorn11 le Die Reichsu;chr del 21 febbraio 1902, n. 288G, cita nlcuni dati iuteressnnti m1orno a questa ma lattia nell'eserc;10 austro-un~a rico. Da un eleni::o statistico tenuto pres:;o quel Ministero della guen n si rileva che dal ,)870 in poi vi sono stati nell' esercito più di uo milione di casi di nrnla ria . Siccome ogni caso di mala ria esige un tral_tamento medico di I Ogiorni circa e,I implica una spesa di circa ~O corone, se oe ded uco che per la cura della malaria nell'ese rcito sono s1a1e spe;e, in 32 anni, circa 20 milioni di corone (1). Tale ci fra am monlerebbe a ch i sa quale altezza ~e un analogo elenco statistico si tenesse per l'intera p,ipolazione della Mona rchia . Pnre che l'anno 1878 rnpprescoti 1111 m:i ssi!no nella curva della malaria e che in quest':,nno l'eserci to ne abbi:i avnti più di 90,000 cnsi. È necessario quindi studiare ogoi m6zzo per porre r iparo a questa mal:ittia cosi costosa . · Siecome dagli ultimi studi p3re r,ssodalo che l:i rnalaria sia prodo ua esclusivamente dalle punture di certe zanzare, il douor Krnmpliolz dà alcuni consigli che si riassumono qui brevemente : a) È dimos~rnlo a quanto pare che cruelle zanzare ternoao la h1,:e ed i riscontri d'aria, perciò è consigliabile di portare abiti chiar i e di stabil ire nelle stanze abitAte freq neoti riscontri d' aria ; h) Si del'ono studia re accnratamente tutti i mezzi che si hanno dispouibili per fa re una guerra di distruzione a questi insetti così noci vi: e) Non si devono prendere do~i di chinino 1roppo piccole, perchè ques1e anzichò uccidere i pa rassiti oc l'aroriscono lo svi lu ppo ; in media si potrà ritenere chò per no uomo ad ul :o la do~e minima non debba es sere inferiore ai 2 grammi; è questa iofat1i la dose in uso negl i ospedali militari di Pola.

li) Ogni corona e11ui1•nlc a L. I.I O circa.


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RASSEGNA

RASSEGNA MILITARE EST GRA

FRAN CIA

QUADRI DI AVANZ.AMEN'I'O l'El\ GLl UFFIC IALI. - I quadri di avanzamento per ,gli .ufficiali dei va ri gradi, 11ssimilati o impiega.ti militari venivano stabiliti ogni anno in seguito alle proposte degli ispettori generali. Siccome con decreto del 27 febbraio 190·1 queste ispezioni furono abolite, con decreto del ,15 marzo 190·1 ed istruzione del ·1 ° luglio '190 1 sono state stabilite nuove norme per la composizione dei quad ridi a\'311· zamento . Le innovniooi principali sono le seguenti : 11. Tutti ( superiori gerarchici, ai quali vengono trasmesse le liste di presentazione dai capi di corpo o di servizio, devono fonderle io una sola, e possono aggiornare un·ufficiale a cui è stato attribuito un numero di preferenza, e viceversa, es ponendone i motivi in un modello a pa rte; mentre prima il loro dit'itto si limitava specia:lmente a porre sugli stati dei vari capi di corpo il loro apprezzamento, e ad aggiungervi, se ne era il caso, qua.khe altro nome. 2. Sono state abolite le commiss'ioni d'armci e la comrn:issfone stl · periore di classi~cazione , Le prime pronunziavano l' iscrizione definitivll 6no al grado di maggiore e per tutti i gradi degl'impiegati mili 1ari, e compi lavano le liste di presentazione per i gradi di tenente colon nf'llo e di colonnello. La commissione superiore poi stabiliva le Ji5te di proposta per l' iscrizione ·sui quadri di avanzamento per questi gradi. Con le nuove disposizioni le liste passano direttamente da i comandi ùi corpo d'armata al Ministero della guerra , il quale le comunica, se è il caso, ai membri del Consiglio superiore della guerra; destinati n passare le ispezion i ai corpi d'armata, e deli bera ' definitiva.mente stabilendo i quadri di avrnzamento per il nuovo anno. . 3. 1 generali di divisione érauo prima proposti al grado di ,;oman· danti di corpo d'armata dai generali ispettori d'armata , in segu ito alle annotazioni dei rispettivi comandanti dì corpo d'armata. Il vice presi· deurn del Consiglio superiore della guerra riuniva queste proposte, formulava il proprio giudizio e le dirigeva a.I Ministro. Colle altua li norme · i generali di divisiCllle saranno proposti direu.amenle dai rispettivi comandi di corpo d'armata o governatori militari , ed il vice presidente.del Consiglio su periore della guerra esprimerà so lo il suo parere dettagliato su i vari candidati. 1

MILITARE E S'l'ERA

531

.P~OGETTO DI urnGE S ULLA ISCRIZIONE MAR irTIMA . - Il 23 ottobre il mm1stro de Lannesan pre~entò all a Camera un proiYetto di Jerroe che 0 senza ~utare il principio dell'iscrizione marittima, provvede i,ai,d assi~ curare ;,,i, diminuendo <>oJi obbli' gh· ·1 de<>rrl·1 . . .11 reclutamento degli equipatY<ri mscr1 tt~, che. sono .fo.rse un po' ecce.,si vi, speci,3 considerati per rapporto a quelli degli uomrn 1 assoggettati alla. leva di ten a. Le principali modificazioni alla legge attualmente in vigore, che porla la data del 1896, sono le $eguenti: . ·I. L~ l~va., degl i inscritti, che ora ha luogo a ·18 an~i, è portata ai 20 anm d1 eta; 2. L.a ,li~era.zion~ d~t! ~ervizio, che ora. ha luogo a 50 anni, è anticipata d1 1u anm, po1che s1 propone che sia portata a 45 anni. . 3 .. Il periodo del servizio attivo, die attualmen te è cli 60 'mesi viene r'. dotrn. nelle condizioni normali a 36 mesi, e in casi eccezionali al massimo d1 ,\.8 mesi; ~- Le ch iamat~ per istruzione di 2.8 giorni sono soppresse. o. Il regtme dei dispensa ti è modificato in modo da favorire fam iolie 10 numerose. PnEDE BELLICHE. Con decreto del -~6 gi tJIYno ,f 901 1·11 <aJ)0 1llO · I' a rtl·• i, , ' colo , 1 09 del decreto 2.8 mao<>·io 1895 sul servizio di ' o e (S · des , • 0~ , , erv1ce 0 u rra ,,rmees en campagne) che trattava delle prede bell iche. Nella relazione che precede il decreto e' fotto un po' d'1 s t or1a · su li' ar• , gom~u.10 e s1.co~ch in.de : ol dimostrare come non siano più in armonia con .1.c~st~.ni mtl 1tar1 od1ern~ le prescrizioni del suddetto articolo. Questo ~ta~1ln a che le rrede fatte dai d1sta.cca.menti fossero stima.te e vendute per cma del capo _dt stato rl)aggiore o dal l'intendente del quartiere ':'6nerale . che. a.ve~a .or~mato la spedizione, ed iI valore riscosso fosse d~tribuit~ ag h md1V1du1 del distaccameJ:!tO nelle proporzion i fissate da ll 'Mticolo stesso. Facevano eccezione le armi , le munizioni· da ionerra IY .. · e da bocca per le quali 11 comandante superiore stabiliva l'iodennità da distribuirsi'. 1

AU)uso o i' UN COPRI-NUCA DI COTONE BIANCO. è stato disposto che tut1e fe trunp · ,. e, ad eccezwne e a cava .er1a, facci.ano uso nella stag ione estiva , durante le marce e le manovre, di un copn-nuca di cotone bianco, di modell0 mentare. regolaD1sPOSl~lONE llELA'J'lVA

fo datad ·112.5 novembre Il · •I 901.

Esi;;nc1To iato . , . COLO . .è'! JALE. - Viene annunz . . che nella prossnna prima.vera sara cost1tu1ta la 3& divisione dell'esercito coloqiale.


532

RASSEGNA MILITARE ESTERA

1'RASF0Rl!AZI0NE DEI, FUCILE LEBEL. - È stata incominciata h trasformazione del meccanismo di ripetizione del fucile Lebel allo scop0 di renderne più rapido il caricamento, Pro~simamente al cam po di Chàlous verranno fatti esperimenti col fucile così modificato. TRENO BLINDATO. - Sulla ferrovia Versailles-Rombouillet è stato esperimentato dal genio un treno blindato com posto di !~ vagoni corazzati ed armati di mitràgliere. La locomotiva é munita sul davanti di un meccanismo (nna specie di disco al qoale è impresso un rapido movimento di rotazione) che ha per scopo di spazzare la via e proteggere la locomotiva dal fuoco nemico. I vagoni, sco perti , banno le pareti continue, alte due metri e lll'unite di feri toie. COPRICAPO ~IE'I'ALLICO PER L'ART!GUERJ..\. È sfato posto in esperimento un copricapo metallico per l'artiglieria, destinato a compie.tare in · ca mpagna il sistema di protezione dei serventi costituito dagl i scudi uniti ai pezzi e da lla corazzatura degli avantreni e dei cassoni. Dovendo resi:;tere alla penetraziùne dei proiettili, è molto robusto e pu conseguenza pesante ed incomodo. Però sembra che verrà adottato e distribuito nel prossimo autunno. SoPPIIESSlONE DRLLA LANCIA . -Avendo i] Consiglio su periore di guerra emesso uu parere sfavorevole riguardo al ripristinamento della lancia, essa verrà ritirata ai reggimenti di cavalleria che l'ave.vano in esperimento. CoLOMBAIE MOBILI. - In ogni corpo d'armata verrà dato in esperimento ad un reggimento di cavalleria una « colombaia mobile» per essere impiegata nei servizi di esplorazione. Tale esperimento è fa tto in segoito a proposta del capitano Reynaud . MARINAI 1ND1GEN1. - La commissione pér la marina ha adottato la propo;ta di istituire in Algeria ed in Tunisia un corpo di marinai indigeni detti Baharùi o tiratori marittimi, i quali saranno addetli a servizi marittimi e coloniali eq impiegati più specialmente sulle navi nazionali destinate alla difesa ·dell'Africa Settentrionale. Verrà quindi aperto l'arruolan~ento in tntti i dipartimenti marit~imi dell'Algeria e· de\l a Tunisia pei ·musu lmani sudditi o protetti francesi, che intendano di contrarre volontariamente gli obblighi e godere dei vantaggi derivanti da questa legge. L'arruolamen to avrà la dnrata di

533 tre anni, dopo i qua li i marinai indigeni potranno contrarre rafferme con premio. Cessando. da l servizio dovranno, fino al 450 anno di età esercitare un mestiere marittimo, lavorando cioè a bordo delle navi merc.1nti'li o facendo il battellitire, il pescatore, il calafato, l'operaio di p_ono ecc., e ten_e~si a disposizione del Ministero della marina per poter r, prendere serv1z10 nella marina militare in caso di biso,,no. I Baharfo riceverann o in massima lo stesso trattamentoio dei marinai :Francesi dei quali porteranno l'uniforme, s:ilvo le concessioni che verranno faue rispetto a I .copricapo; potranno ouenere le stesse decorazioni, gli s_tessi gradi e divenire guardie- marine ind igene. I Baharia saranno sempre inquadrati da graduati musulmani e non verranno imbarcati che per gruppi dì hlmeno quattro uom ini comandati da un quartiermastro. RASSEGNA MILITARE ESTERA

GERMANIA.

MOVIMENTI NELL'Avro . PERSONALE DELL'ESERCITO. - Conte Finck v. Finc~en§tein, ~enerale di fan teria e comandante del I corpo d'arm:ita (Kou1gsberg) , a sua domanda collocato a disposizione. v. Bi.ilow, generale di cavalleria, aiutante di campo generale di S. M. 1 e comandante del XIV corpo d'armata (Karlsruhe), in seguito a sua doman_da. colJo·cato a disposizione (rimanendo aiutante di campo generale d1 S. .M.). Weroelmrg, maggior gene.raie e comandante della 26a briaata di fant~ria.' nominato ispettore delle trnppe addette al servizio delle"comunicaz1orn (ferrovie ri, telegrafi sti, areostieri) . v. B.lankenburg, maggior generale e capo ri.parto (Oberquartiermeister) r1·eSSll 11 comando del corpo di stato maggiore, esonerato dalla car1~a d1 mem bro della commissione di studi del la scuola di guerra e nomrnnto comandante della 26a brigat~ di fanteria. v. Ilock u. P~lack, g_enerale di fanteria e c0mandante il corpo d'armata della Guardia, no ,nmato comandante il XIV corpo d'arma.ta (Karlsru he). · :'· Kessel, tenente gen~rale e comandbn te della ,1a divi,ione di fan. tena del corpo d'armata della Guardia, nomina to comaudaote di detto corpo d'ormata. . . V. Moltke, m~ggiore ge nera le e comandante della ,Ja brigata di fan te:1a del .corpo d ~rmata del!a Gnardia, promosso tenente generale, uornrn,1to aiutante d1 ca mpo generale di S. l\f. e comauclante della ,fa divisione del corpo d'armatn della Guard ia .


535

RASSE GNA MILITARE ESTERA

034

RASSEGNA MIL ITA.RE ESTE RA

vision i avrà: 3 brigate di cavaller ia su 2 regg imenti, 1 gruppo di 2 b.atterie a ca va llo e, meno la divisiooe C, uo drappello di pionieri. 6. A ci~scuno dei corpi d'armata iII e V snrà assegnato un repa rto di areostieri. 7. P resso i corpi d'Ìirawta I (Kònigsberg), JX (Altoua) e XVIII (Francofor te s. 1\1.) avranno luogo delle e~ercitaziooi d'attacco con l'artiglieria a piedi . In queste eserci tazion i sarà eseguito il ti ro vero . 8. I pionieri esegui ranno graudi esercitazioni nella regione dell'alto Reno presso H,Htatt e tra l'Elba e I' HBvel. · 9. Presso 8 corpi d'a rm ata avranno luogo i viaggi d' istrnzione per la ca val leria. 10. Le truppe a piedi dovranno essere di ri torno in guarnigione il . 30 settem bre ,1902, ultimo giorno del congedameuto . 1

Barone,,. Der Goltz, generale di fa nteri&, ca po del corpo ingegneri e pionieri e ispettore generale delle fortezze, .nom inato comandante del I cor po d'armata (Kooigsberg). . . . . Wacrner, tenente generale e ispettore della 3a 1spez1ooe 1ngegner1, nominai~ ca po del corpo degli ingegneri e pionieri e ispettore generale delle fortezze. Barone v. Gemmingen, tenente generale à la suite de]l'eserci to ~ presidente del tribunale militare dell'Impero, promosso generale d1• fanteria. Barone v. Bissing, tenen te generale e com11udante del VII corpo di armata (Miinster), promosso generale di cavalle.ria . Principe Enrico X.Vlll Reuss, Altezza, tenente generale à la suite del· l'eserci to concesso il carattere di generale di caval leri:i. Stoetz;r, tenente generale, governatore di Metz, concesso il ra11go di comandante di corpo d'armata . Principe Federico Leopoldo di Prussia, tenente generale, Altezz~ Reale, ispettore della ,1a ispezione di cava ller ia, concesso 11 rango di comandante di cor po d' armata. · Conte v. Hiilsen-Haeseler, maggior generale, aiutante di campo (relatore) di S. M.. e capo del gabinetto militare, promosso tenente generale. GRA NDI ESERC ITAZIO::Sl DEl,L' ESERCIT~ l'UUSSIAN O NE L ,1902. - Un ordine imperia le pubblicilto dal giornale mi litare uOìciale fi sqi quanto segue : . . . , ,1. Le manovre imperiali avranno luogo tr.a 1 corp1 d armata III (Berlino) e V (Posen). .· . . . . 2 Al III corpo d'armata sarà aggiunta la 1a d1v1.s1one d1 .fanter ia della Guard ia e a questa il reggimento ussari della Guardia (quale cavalleria divisionale) e una compagnia pionier i della Guardia. Esso .avrà qu indi 3 divisioni . Il V corpo d'armata sarà rinforzato .dalla sa bngata di fanteri a, da! reggimento granatieri a cavallo e dal reggiment~ d.'istru~ zione della scuola di tiro dell'artiglieria da campagna. Con quesll rmforz1 anch'esso si formerà su 3 di,·isioni. 3. Presso i cor pi d'armata III e V saranno costi tuite delle colono~ vi veri (Proviant-Kolonuen) . A tale scopo saranno impiegati 8 battag!J om treno. L La formazione di guerra dei corpi d'armata III e V sarà dal capo di stato maggiore dell'esercito so ttoposta all'approvazione sovrana. . 5. PressQ i corpi d'armata III, V e XVJ (Metz) saranno .formate r'.spettivamente le divisioni di cavalleria A, Be C. Ciascuna di queste cli-

1

l i 11°

MODIF ICAZIONI AL!.'ORDJNAMEXTO OELL'ESE!ICI'J'O BAVAIIESE. -

Ot-

tobre del corrente anno andranno in vigore le seguenti modificazioni · al l'ordinamento dell'esercito ba varese : 1. Presso il I corpo d'armata (Monaco) sarà costituit-o un repa rto di mitragliatrici da èa mpagn:i. È il primo che si form a io Baviera. Esso s11rà assegnato, come fosse una compagnia, al :3° battaglione del 3° reggimento fanteria. Il suo organico sarà il seguente: il capitaoo, 3 ufficiali subalterni, 77 uomini di tru ppa, e M cavall i. '2. I rn reggimenti di cavalleri a dell'esercito bavarese avranno: 2 J'orgao ico r inforzato, 8 l'organ ico ridotto. Queste due specie di effetti vo sono cosi fi ssate : 1

-

-

_I

Ca\'alli Uffìciali ~ledic i

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-

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3. L'organico per ciascuno dei due squadroni di cacciatori a cavallo dell'esercito bavarese sarà il seguente: 5 ufficiali (con H rnioui foraggio), 1 impiegato (veterina rio), ·133 uomini di truppn, ,f 32 cava 11i di truppa. 1


TI

536

RASSEGNA lllLITARÈ ES'rERA

RASSEGNA MILITAltE ESTERA

4,. L'organico dei 3 battaglioni treno dell'esercito bavarese, comprendendo un nuovo aumento pei servizi della compagnia di telegrafist i e · pel reparto tli areostieri , sarà il ~eguente:

--,I

I

Uflici.i l1 ~IL-dici

1o e 20 battaglione treno .

I I

lmplrga ti Troppa l

!

I

~i di ufllcial i IHIJJ P,l I

14

2

2

In più al : '' battaglione pel servizio dei telegrafi sti ed a reost,ie1·i . .

334

15

S battaglione treo o'

10

In più per la sezione traino dell'artiglieria a piedi .

2

2

180

14

\)

0

« Possa così sorgere nei corpi di truppa un nuovo incentivo per col tivare quello spi rito che solo rende un esorcito grande e vittorioso. , Br.rlioo, 27 gennaio ,f 902. « GuGLIEI.MO ».

~ = <:a,·alli

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224

Il

120

35

1

56

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L'o rdine è seguito dalla indicazione dei corpi di truppa che a vendi) sol1aoto un numero progressivo aggiungono orna questo numero il nome di una regione. (Cosi per es. e iI reggi mento rantcria :'\. 97 » si chiamerà « { o reooimeuto fanteria Heno superiore, N. 97 • ) . .\lcuni corpi di ne . truppa subiscono sol!anto qualche variaote alla deno111 iu azione che già hanno. INGHILTERRA.

1

0R 011'E DEL GJORl\0 OELL' lMPER.\TORB ALL' g:;ERCITO. Per la l'.'Ua grande importanza, traluciamo ~n1 in seguito l' orJine del giorno che S. YI. I' [mperatùre Gug lielmo io occasione del Suo genetliaco em:iuava all'esercito.

Ordine del gior110. e Ho scelto in quest'anno il giorno nel quale si celebra il Mio genetliaco per mettere in allo un intento da lungo tempo accarezzato, quello cioè di apportare delle varianti alla denomionione dei corpi di tru1ipa del )fio esercito. A non pocl1i d'essi m~ncava sit10 Rd ora un nome che valesse a caratterizzarli ·e disti nguerli dagli allri . Ma quamo maggioro diviene l'organismo di un esercito, limto più 11ecessario ò lo svi luppo individuale delle si ngole par1i di esso; soltanto nelia emulazione tra queste parti si vi!,nfiriano le virtù e le forze capaci di elevnre la potenzial ità del complesso . Nel Mio esercito si riuoi scono le tradizioni di molle stirpi e territori tcdescbi; coltivare queste tradizioni è ciò ('.ui tendo od è Mio dovere. Da noi l'esercito e il popolo sono una cosa sola; nell'esercito si personifica la storia del )Iio paese . « Possa no i nuovi nomi , che con quest'ord ine concedo, 1ener vivri la coscienzn che il Nostro Impero tedesco è il prodotto della valentia dei ~ingoli membri del suo popolo, e che è obbligo di ogni membro del )Iio e,ercito, nella reciproca gara, di recare onore :illa sua stirpe e al suo luogo natale.

11u,.\1'CI M11.1TAn1. - Il ministro dellA ~uerra h;i presentnto al Parlamento un 1nemorand1tm sul bi lancio dfll suo dicastero per l'esercizio ,igo~-1903. Il prcventi,·o delle spese è di sterline 69,;lt0.000 c-011 una forza sùttO le armi di :~20,000 uomini. Tali spese sono così ripartite: sterl ine 29,3•10,000 per il bilancio ordina:·io e sterline ,\c0, 1 ù0,000 per la guerra . Se si confrontano queste somme con quelle dell' e~crc·izio 1901-1902, oia in corso, ,;i trova cbe quest'ultimo le superaYa di sterline 375,000 per le spese ordiuarie e di sterline 23,2:10,000 per quelle di:!lla guerra. Conviene no1are che la r,rcvisione della dimi nuzione delle spese della guerra è basata sulla speran1.a del minis11 o che la g1~cr~a sia fìnita entro otto o nove mesi dal principio del nuo,·o anno finanziano ( IO di aprile). Ammesso però che questa speranza si realizzi, ci :-arebhe da tener conto delle speso di ri mpa trio, clic invece non sono stnto previste. li preventiro delle spese ptir la mHioa, presentato dal primo Lortl dell'Ammiragliato, per l'e~ercizio 1902- 190:3 è di sterline 3 1,255,000, contro sterline 30,875,000 dell'esercizio scorso . Com plessiva monte :tdun~ue, lo speso rnili tnri preventivate per il nuovo anno fìnanzi.;rio ammontano a sterline I ~0,565,000, pari a lire italiane

2,511-,125,000, 'l'RNDENZB VEl1SO lL Slm \'l'l.1 0 OHULIGATORCO, Un'interessan te con ferenza è stata tenuta alla Royal United 'eruicr Institution, il ,t r.. febbraio, sui vantaggi del servizio obbligatorio, :irgomento che, dopo le esperienze della guerra io corso, appas$iona vivamente gli animi in Inghil 1crra . fl iassurn iamo lirevemen1c quanto in quc~ta conferenza è s1ato de1to.


RASSEGNA ~IILITARE E STEllA 53~ Il servizio obbligatorio proposto dal coo rere~niere {.llr . George Shee) noo va coufuso con la coscrizione in vigore 10 Europa, che qualcuno vorrebbe applica re io Inghilterra. . . . Il conf,ireo.ziere propone semplicemente che ogm g1ovaue 111glcse frequenti un corso d'istruzione nella mi lizia, col sistema più~ ,neno i~ uso in I svizzera. I vantaggi che ne risu lterebhero sarebbero 1 seguenti. Io primo lU11go si renderebbe impossibile un_' invasion: d~l l'Iogh~ lterra ; secondar iamente si Hrebbe no' immensn r iserva da 11np1egars1 m caso di bisogno o sostegno dell'esei-cito regolare, il qunle per giunta ~on verrebbe più distrauo per ragioni diverse dal suo vero Sfopo, che e quello rli com hauore. Inol tre la popolazione ne sa rebbe fi sicamente e moralmente migliorata. · . . . . L'esperienza di questi due ultimi anni ~1a ap:rt? gli occh'., _dice il con· ferenziere, e oramai i so;;tenitori dell'obbllgatoneta del serv1z10 non sono più considerati come dei lunatici. . . . . Tre sono le condizioni di sa ivezza dell Impero britannico: una m:,rmn forte almeno quanto quelle riunite <lì due altre potenze; no esercito permanente col sistema del reclutamento volontario, istruitissimo, per pr~sidiare l'Ind ia e le altre parti dell' Impero, dove è nllCessario come misura di precauzione e dove la guarnigione non può essere affidata agli indio-eoi; un' immensa riserva di uo mini istruiti, della quale dovrobberr, far ~a rte 1tllli i bianchi che siano sudditi inglesi. Q11 e6i:-, milizia dovrebbe essenzia lmente essere considerarn come mw difesa del patrio snolo dovunque fosse organizzata ; e cosi si avr~bb~ una miìiz;a canadese pel Canadi1, una milizia :rnstraliaoa per I' A us1r1d1a, e cosi via . Jl che :1on escluderebbe che essa potesse veni re impiegatu com_e compltimento e rinforzo dell'ese rcito regolare, ove le ci rcoswnze lo nchiedessero. T·ile milizia dovrebbe esser costituita nel modo seguente. O~ni uvrno bianco allo alle anni vi presLerebbe un anno di servizio fra t1s e i 23 anni, a sua scelta (la popol:izione marinima lo presterebbe nella milizia navale) . Dopo passerebbe nella riserva della milizia, I~ quale si dividerebbe io tre paqi, corrispondenti alìa riservi> tedesca (~a, ,18 .,i 25 anni), alla J.a:rulwehr(25-30) e alla Land,çtunn (30-4-0), con cluamato per istruzione. I noo idonei fisicamente sarebbero esenti, ma do· vrt>bhero sottosta re ad nna tassa milita re. . Insistendo ancora sui vantaggi dell'obbligo del servizio militare ~st inteso il conferenziere a 1miuno-e che esso non soltanto darebbe 1.-i sicu · rezza ~el caso di un' in_rn~ione~ ma toglioreb_be ancl~e ai nemici l:i~~a tont:irla. Sarebbe la più Eit.:nra grnrnzin di pace 111 tutte le p,ll ll de

d;

RA SSEGNA llllLITAR'E ESTER A

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mondo. Il popolo inglese si sentirebbe uni to dal maggiore dei vincoli, quello della fratetlanr.a delle armi . Si genererebbe negli Ioglesi un vero patriottismo. Si cementerebbero tutte le classi della comnnità . Oltre i vantaggi lìsici e morali già accennati, per e;so si potrebbe dimi'nuire il bilancio della guerra di almeno 10, 000,000 di sterl ine. Infine il conferenziere da questo obbligo generale del ser viz io si ripromette anche una diminuzione nel pauperismo, nella criminalità, nell'immigrazione sti-aniera. MOO LFICAZIONI ALLR VN IFOmfI Df!O LI UFFÌC [AL I. A scopo di semp lici tà e per diminu ire le 3pese degli ufficiali, sono siate ridolle le loro uniformi

a tre: a) grnnde uniforme (fiitl m· ceremonial uni(onn) ;

b) uniforme di camp~goa (nniversal service dre11s), da servire sia in Inghilterra che nelle colonie; e) piccola uniforme (nw;s clress) . È inol tre ammesso per determiuate 'circostanze l'uso del berretto (fomge cap) e dell'abito da societi1 (/'rock coa t). NORVEGIA.

Tmo CONT RO LA Kfi:VE. - In seguito ad ordine del Ministro della gue rra venne eseguita ultimamente in un pol igono dello vicinanze di Cri~tiania una intera serie di esercitazion i di tiro contro la neve, allo scopo di poter bene provare la penetrazione dei proieuili del fucil e Krag- Jorgensen, di cui è Drenata la fanteria scandiuava, contro la neve stessa . Queste interessan ti esperienze, fatte con tutta cur~, diedero per risultato che il proiettile del nuovo fucile non può penetrare nella neve al lo stato natura le, ed in nessun modo compressa, ·più di m. 1.'tO. Q:1esto risultato si confermò a tutte le distanze, iocominciando da da Mi m. Risulterebbe adunque che la resistenza dell" neve ai proieuili dei nuovi fucil i è supniore a quella presentata da ogui sorta di legnam e, compresa la quercia, e che questa re$istenza è pressochè uguale a quella opposta dalla terra fortemente compressa . Il ìncile K1rag-Jorgenseo, con cui vennero eseguiti gli esperimenti, è uoo dei migl iori nttuàlmente esistenti; ha calibro di mm. G. ti e la velocità iniziale di 720 m. ' ·


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RASSEGNA MILITARE ESTERA

RASSEGNA, MILITARE ESTERA

RUSSIA. PREMI PEL TIRO DEGLI UFflCIALI. <:on decreto del fi.-·17 gennaio venne determinalo, che agli ufficiali dei vari cor pi e repar ti, i qua li si segnalano nel tiro col fucile, debbano essere concessi dei pre~i cons_istenti in un fucile, il cui equi'valente potrà anche essere cornsposto m denaro, secondo il desiderio degli ufficiali. Al premio va unito un distintivo metall ico, da conserva,·si dall'ufficiale, rna che questi non. è autorizzato a portare uè in serv izio, nè fuori di servizio.

BRIGATE FANTERIA DI RTSEE\VA DELLA SIHERIA. - La ,1a, 2.a 3a brigata fanteria della Siberia, composte di ~attaglioni della riserva mobi litati in seouito a<rlì avvenimenti dell'Estr-emo Oriente del 1900 -190·1, con decr:to deJ\.n genna io, dopo la demobi litazione dei loro battaglioni, vennero trasfor~~a te in 4a, 2a, 3a brigata fanteria di ri serva della Si~ beria. La ·Ia brigata, con sede del comando a Cita, rimane composta dee battaglioni fanteria cli riser11a Strietenslc, C'ita, Ne rcinsk e. Verkhne.udinsk; la 2" brigata, con sede del comando a Irkustk, nmane compo,;ta dei battaglioni Jr/r;ustlc, l(rasno1:.arsk, . Tomsk ed Tenisse_i; la 3~ brigata con sede del comando ad Omsk, nmane composta de1 hatta••lioui Tobolslc Barncinl, Omslc e Semipalatinsk. 0 0gouuo di c;~esti battagl ioni, all'atto della rnobi!ita~ione, for'.na .il rruadro di (i, reggimenti fanteria di riserva ~ .fi.. battaglcon e, ed ogm bngata si trasformerà probabilmente in una dms,one. 1

[hTT..\.'~LIONl ARTtGr,lERIADA (?ORTEZZA. - Con de1:reto26 dicembre ·1901 (8 oenna io ,1902) veouc modificata la forz,1 di pace dei vari bat.taglioui di ~rtiolieria da · fortezza del \' Impero. Secondo quel decreto, dal 1° n . . (H, gennaio ·1902) dovranno essere mantenuti m pace: . . . . ,1. Sul piede di guerra (330 uomini per compagnia) 1 battagl1on1 ariiolieria da fortezza di Vlarl ivostok e di Kvantlln (Port-Arthnr); 0 2 . Sul pùde di pac~ 1--i'r~for.zato (2•1O uomini per com pagnia) i battaglioni di Varsavia, Novogbeorgbi evsk, I vangoro<l, Zegrze, . o~sov1etz (tul.li in Polon ia), e di Kusc;llk nell'Asia Centrale; ., . . . . 3 . .Sill piede di pace (Hi2 t10minì per compagnw) 1 battaghoni d., S~ea borg, Korno, Libava, Ust-Dvinsk , l\iiklrni!~vsk (Batum);_ 4, . Sul piede eh p(l,ce dùninuito (112 uom1111 per com pag01a) i battaglioni di Kronswlt, Brest-Litovski, Vybo rg, Ociakov, Kerc, Sehasto1

541

pol i, Kars, Terek-Daghestan ed Odessa, e le compagnie del Turkestan, di Alexandropol e di Bendery. 5. Avranno un organico speo1:ale le compagnie di Pietroburgo, Dubno e Nikolai.evsk. Come risultante di questo decreto si ha un notevo le aumento in tempo di pace d~lle truppe di artiglieria da fortezza. · TnASFOmIAZlONS DI

ARTIGUERIA

DA CAMPAGNA. -

Con decreto del

fi.-17 gennaio venne ordinato che le batterie pesanti da campagna, de-

stin:ite ad essere trasfo rmate col tempo in b:itterie con cannoni a tiro rapido, siano gradatamente trasformate in batterie leggere d11 campagna, rimanendo i loro parchi volanti e locali secondo l'attuale ordinament.o e ·coll'unica varit1nte di sostituire al munizionamen to pei cannoni delle batterie pesanti (calib. cm . 10,67) il munizionamento pei cannoni delle hl: Iteri e leggere (calibro cm- 8, 69). 1

Nuovo UEGOL,U!ENTO o'i::senc1zr PER r:AllTIGLIERI..\. DA CAMPAGNA, Con decreto del 3·1 dicembre 190 I (il 3 gennaio 1902) venne ordinata l'adozione di una nuova edizione del regolamento d'esercizi per l'aniglieria da campagna, contenente l' istr-im·one vel servizio dei pezzi e l'istruzione. a piedi. ÙIJHUGHI DEr.r;o: POPOLAZIONI DEt,1,' Asu. CEN'(RA[,E IN CASO DI MOBIC, (TAZ[ONE. - Con decreto dei ,10-2~ gennaio venne deter minato di estendere anche alle popolazioni della provincia del Transcaspio gli obblighi che già avevano gli abitanti della provincia del · Sir Daria , di Fcrgana e di Samarkaoda per la som min istrazione di mezzi di trasporto (carrette, cavalli, cammell i con relativi cunducenti) alle truppe in caso di mobil itazione, o per a!tre circostanze straordinarie. Data I' in!5istenza con cui si ripetono le voci di torbidi nel vicino Afganistan e delle tendenze, ora più vive che mai, della Russia verso l'Oceano Indiano ed il golfo Persico, questa notizia potrebbe 1tvere guaiche signi· fìcato alquanto superiore a quelìa di una semplic? misura ammistrativa. SVEZIA.

SPESE MIUTAHL - Fra le varie questioni, che nel l'attuale ~e~sione, apertasi il 2 gennaio corrente, saranno sottoposte all'~same, del Riksdag svedese, ve ne sono alcune importauti~sime di carattere militare,''sorte io seguito alla riforma approvata l'anno scorso suJle forze militari del regno.


RASSEGNA MILITARE ESTERA 542 In prima linea, presentasi subito la questione relativa agli alloggia menti per le truppe. Per lo innanzi, q1iando i period i d'istruzione militare erano di corta durata èd avvenivano nella stagione estiva, servivano sufficientemente da alloggiamenti delle truppe le tende e le b~racche improvvisate; ora, però, che la perm~oeuza _sotto le ar~_i è _stata prolungata a non meno di 8 mesi, viene ad 1mpors1 !a nece~~1t::1_ di_ erigere solide e stabili caserme. La spesa è calcolata _di !1:2 '.11 1lwn1 d1 ~o~ rone ('1); d1 cui, 26 mil ioni il governo svedese richiede siano st~nz1at1 nel prossimo triennio, ed i rimanenti 16, a suo tempo, negli anni succ<essivi. . Il Riksdag dovrà pure pronunciarsi c_irca le fortificazioni nell'isola di Gotland e presso Boden; alle fortificazion i di Boden è. attribuita grande importanza strategica , in vista dello sviluppo preso dalla rete ferroviaria nelb1 parte nord ica del regno. · Per l'acquisto di parte del nuovo materiale d' artiglieria si domandano 2 milioni di corone. Anche. alla flotta militare il governo svedese volge, in questo momento, le sue cure, e ne propone l'aumento. · In più del credito necessario pel completamento della graud~ cornzata di ,ta classe attualmente in costruzione, nel progetto del mrn1stero della mariua, sono inscritte 1,750,000 corone per l'allestimento di un potente incrcciatore corazzato, che deve su ~erar~ in dim~nsion i tu'.ti a]i altri Jeani della marina svedese, e per 11 cui varo sara necessano ingrandire "'il bacino ove ne sarà fatta la costruzione; ciò che eleverà di non poco la spesa. . Infine il Ministero della marina propone un credito di 4-00,000 corone per l'acq uisto di un sottomarino.

SVIZZERA.

SCUOLE E COllSI DI I S'rJtU Z·IO NE MILITAI\E. le Keguenti scuole e corsi di istruzione:

Nel -1902 avranno luogo

stato maggiore. per ufficiali del servizio delle tappe. velocipedisti. suddivisione.

I

(Ù li valore della corona, o krona, svedese varia da

II. -

543

Fanteria.

Scuole aspiranti uffici ali. - Una per divisione. Scuola di reclute. - Tre corsi per divisivne._ e) Corsi di ripetizione di élite. - :Manovre di reggimenti per il IU corpo d'armata. - Manov re di corpo d'armnta per il IV corpo. d) Corsi speciali pei sott'ufficiali d'armamento e armaiuoli. e) Cor5i per aspiranti ca porali-tram betti eri. /) Corsi di ripetizion e per la Laodwehr di Ibando . - XV IIIbrigata . g) Corsi di ripetizione pei ritardatarii. h) Scuole di tiro. - Per ufficiali superiori e capiw ni. - Per ufficiali di nuova nomina. - Per sott' ufficial i. a) b)

III. -

Cavalleria.

a) Scuola aspi ran ti uflìcali. A Berna. b) St:nola di quadri. e) Ci n,1 ue corsi di rimonta. d) Cinque scuole di reclute. e) Corsi di ripetizione. - Manovre di cavalleria, per le brigate I e II. - Manovre con fante.ria per la brigata ÌIL - Grandi manovre per la brigata IV . - N~aoovre diverse p)r tutte le compagnie Guide. () Co rsi di ritardalarii . g) .Corsi per àrma iuoli. h) Corsi tatlici. - Pei tenenti. - Per ufficial i di cavalleria del ÌV corpo e del III corpo.

IV. - Arti_qlierfo.

I. - Stato ma,ggi ore generale. a) Scuole di b) Un corso e) Corsi per d) Lavori di

RASSE GNA )ULlTARE ES1'ERA

L.

!.20 a L. -1.40.

a) S~Llola aspirant.i umcia li (I e II parte). b) Scuole di sott' officiali. e) Scuole di recl ute: - 5 pèr l'artig lieria da campagna. -

,1 per l'artiglieria da montilgna. - ·1 per l'artiglieria da posizione. - 5 per il treno. d) Corsi di ripetizione. - Per l'artiglieria ria campagna del III e IV corpo d'armata. ·- Per le baueric N. 3 e 4 del1';1niglieria da montagna. - Per la II e, V divisione d'anigli'eria da posizione. e) Corsi specinli. - Di t.ittica e di tiro per uflìcial i superiori e inferiori .


544

RASSEGNA MI LITARE ESTERA

!?ASSEGNA mLITARE ESTERA

V. -

IX. - Scuole centrali.

Genio.

a) Scuola as piranti nfficia li.

b} Corsi _tattici. - Pèr ufficiali superiori e inferiori. e) Scuola sou' ufficiali. d) Scuole di reclute. - 4, un a per specialità. e) Corsi di ripeti zione. - Per le truppe d'élite del III e I V corpo d'arenata. - Per le compagnie n. 3 e li- del battaglione ferrovieri. - P~r

Scuola I per subaltern i. Scuola II pei c11pitani. Scuola II] pei maggiori. Scuola IV pei tenenti colou nellì. Si:nola aspiran ti segreta ri di stato maggiore. Corso per ufficiali superiori del I corpo d'armata.

le truppe di Landwehr delle divisioni VI e YH.

X. -

VI. - Tru ppe sanitarie. a) Scuola di reclu te. - 3 per reclute di li ngua tedesca e ·I per reclute di lingua francese. b) Corsi di ripetizione. - Per le trup pe d'élite del III o IV corpo cl'arma·1a . - "Per le truppe di Laudwchr del le ambulanze ·1, 6, •12 e 2-1. e) Corsi di quadri - Cor,,i d'ospedale per alliev i infermieri, scuola sott' ufficiali, 3 scuole aspiranti uffi ciali, 2 cor.;i d'opernzinue. - Scuola aspiran ti uffkial i veterinari, corsi di ripetizione per veterinari di truppa, corso per ma11 iscalchi .

VII. -

Totale . . . 100,000

a) Scuola aspiranti ufficia li. /i. pet· sott' ufficia li di fanteria, ,1 per

:;ott' ufficial i del le armi specia li. e) Scuola di uHi ciali di amministrazione. d) Scuola di quadri. e) Scuo la di reclute. f) Corsi di ri petizione . - Per uffi ciali, per i dis taccamenti del IY corpo d'armata e pei ritardatarii.

Mano vr e d'autunno del IV c;o1·po d'armata.

A.vrann.o . principi? l' 8 settembre (briga ta contro l.irigata). La rivista avra luogo il '17 cd il congedamento il 18 sellembre. Saranno pertanto chiamate sotto le armi per istruzione : Reclute di tutte le armi, per un [)eriodo medio di q,5 i:,oiorni • circa . , . . , . . . . . . 16,000 Metà degli nomini d'éz.ite, per un periodo medio di ,16 giorni circa . . . . . . . . . . . . . . . . . 70,000 Un quarto degli uomini di landwehr di primo bando per un periodo medio di 5 giorn i ctrca . . . . . . . . H,000

Truppe d'amministrazione.

b} Scuo le di sott' urfi cia li. -

545

Come è noto, gli ufficiali e soldalI che non fo5se ro chiamati al le armi per istruzione o scuo le, dovranno freq uentare un corso obblirratorio 0 di tiro.

me

VUI. - Pre:;idii di siciire:;;:rn delle /'ortifìcazioni. :ll Gottardo. - a) Scuola di quadr,i. - b) Scuola di appun tati . e) Scuola di reclute. - d) Cor5i di ripetizione: per le truppe d'élite dei

l.iauaglioui 87 e i7, delle Di visioni d'artiglieria I e II, delle compagnie mitragliatori 1 e 2, dell e compagnie zappatori da fo rtezza n. 11, delle cornp,1gnie d'Htiglieria da posiziono 11. 7 e 8, per le trup pe di Landwehr del ·treno da posizione n. IV e ritardatarii. - e) Corsi specia li per ufficiali . A. S .te Maurice. - a) Scuola di quadri. - IJ) Scuole di reclute. e) Corsi di ripetizione pei rita rdatarii di élite e di Laudwehr. 35 -

AN:'/0 XLVII,


546

8;IV1STA DEI PERIODICI

RlYISTA DEI PERIODICI

Rivista di fanteria.

Anno XI. Fascicolo ·1°, 31 gennaio •1902. zione m,ilitare. ·

L'ora presente e t:istitì,-

Le ·n ostre due gazzette che hanno titolo ·militare hanno, in modo più o meno esplici to, espresso il pensiero che l'ora presente è molto triste all'instituzione militare, acerbamente insidiata da molti nemici e d~ molti pericoli, e perciò che non è più per noi questo presente tempo da discussioni, ma h tempo invece da riunire in fascio tut.te le nostre forze ·contro il nemico comune. L'articolista insorge, e assai vivamente, contro questo pensiero, ispirandosi al concetto che sono i tempi cattivi i quali dànuo occasione di fare il bene. Il concetto è giu stissimo e bello il còmpi to che si vorrebbe assegnare all'esercito, ma le ragioni addQtte ci pare che oltrepassino il • segno. Lo scrittore non desidera rinnovati nè ora nè mai qne' tempi in cui l' institnzione militare viveva in mez1.0 alla stima, all'affetto, o almeno al rispetto dell'universale perchè in qnei t,empi « si apparecch iava la rovina inesorabilmente logica e necess~ ria del l' instituzione militare. Quei tempr davano alla milizi:i gli onori e i piansi e gli af· fett i e i buoni trattamenti. « Perciò tutti coloro che erano vaghi di ot· tenere senza meritare, -:he sentivano il bisogno di un pun tello alla poca gagliardia della: propria imbeciJle persona traevano a frotte w rso la milizia : e questa si ingrossava di sfaccendati, di pigri, di pusill i, di ignoranti, di vanitosi - cli zavorra, insomma». Ma questo esercito quale è dipinto dallo scriuore della Rivista di fanteria; cui .traevano tut.ti i buoni a niente, non lo abbiamo conosciuto mai e in tutta sicu rezza affermiamo cbe in Italia non ha mai esistito. L'esercito italiano, costituito per la massima parte da buonissimi elementi, ha s~mpre fatto del bene: ora, ne conveniamo, può forne anche di più.

547

Rispetto, po_i, alla questione se sia conveniente o no di discuterP., o se invece si debbuno indirizzare tulle le energie contro il comune nemico troviamo raziooale ciò che dice l'articolista . E con lui conveniamo che se sono discus.sìoni dannose, non si debbono fare mai; se sono discussioni utili allora non vi è ragione perchè non ·si debbano fare. L'autore scioglie poi no inno pindarico alla libertà « inspiratrice dell'ora presente ì>, e cònclude: « benedetta a,,che dal particolare punto di vista della instituzione militare, benedetta questa libertà che ci porge l'occasione di fare il bene, questa · Jibertà che ci è sprone assiduo a continuamente migliorarci, questa libertà cbe d lascia scoperti ad ogni insidia, ma insieme ·miigni6camen te ci cop!·e da ogni insidia, poichè ci mette attorno all'ignudo petto l'usbergo del farci e del sentirci puri! » Bisognerebbe aver perduto il lnme dell' intelletto per discoooscere i vantaggi e benefici della libertà e quindi non è des~a che è in causa; ma è proprio la libertà che inspira l'ora presente? E i socialisti sono proprio molto rumorosi . ma anche molto innocui, come piace all'articolista di caratterizzarli? E però non rimpiangiamo i tempi passati ma desiderinmo ritorni la tranquillità di quei tempi, e pel paese nostro che s visceratamente amiamo e che solo colla tranquillità può civilmente prosperare, e per l'esercito affinchè, non distratto da altre cure, attenda al nobile suo ufficio di seriamente sltldiare e prepararsi per la gnerra. L'articol ista dà prova di possedere nobile Cllore, elevalo l'intelletto ma sorvola troppo facilmente s ulle difficoltà dell'ora presente: dillìcoltà che non possono non ripercuotersi anche sull'instituzione militara.

En1·ico Cosenz, per F. GuAitDIONE. Dotla ed affettuosa commemorazione - come ben giudica la direzione della Rivista - di quell'insigne cittadino e soldato che fu il generale Enrico Cosenz, recentemente tenuta a Palermo dal prof. Guardione e che gli ufficiali leggeranno con vero dilello. Assai interessa o ti· i docu. menti annessi, è precisa mente tre 'rapporti del sotto comandante le batterie Cesare Rossarell-Scorza al cittadino. tenente colonnel lo Eurico Cosenz, comandante il 4° circondario ·di difesa, riguardanti la difesa di Venezia .

Opinioni sul ftwco di fucileria. E queste opinioni sono quelle del maresciallo di Sassonio, del principe de Ligne, di Napoleone I, del colonnello Ardant de Pi cq, del gene•


548

RIVISTA Dl~I PE RIOD ICI

raie Derracagaix, del principe Federico Carlo, del ca pit~no von Ilogusla wski, del generale von der Goltz, fautore tutti de l fuoco a volontà. Crediamo che meglio di cosi non si possa sostenere la tesi contro il fuoco a sall•e.

La campagnli d1: .4.nnibale ;nell'anno 217 e'Vant'i Cristò . - Dalla, valle del Po al lago di Trasimeno, per T. lVloNTAX,\lll. L'egregio autòre ritorna in questo breve ma erudito articolo su di un argomento ampiamente svol,o nel suo recente I ibro Annibale (,I ) e vi espone altre induzioni circa la ma rcia che condusse Ann ibale al Trasimeoo. Di questo articolo converrà tenga conto chi studia il libro sÒp1·amenzionalo, del quale è uo'agginnta. Un galantnomo di più.

A proposito del noto processo di \'erona, dopo la senteoza cbe dichiarav~ illibato l'onore del tenente io questione, nna voce di una gazz.etta a%ai ortodos5a lia détto: Nell'esercito c'è. un galantuomo di più! « Ma le, anzi malvagia voce questa! .... . Nel!' esercito italiano i ga. la ntuom ini non s,ono numero: essi sono.legione.» . « Per questo alla vagillante formula del galantuomo di più, noi opponiamo senza timore di smentite, ruggendola solennemente, la sicura affermazione.: Siamo galantuomini tutti! Ben detto e con tutta ragione.

Buoni vecchi maestri italiani. Sooo brani, interessan ti perchè dimostrano che taluni concelll ntenuti uuovi sono ben vecchi, tolti dal libro Il capitano gene1·ale di GmoLAMO G AHD1BERTO, uscito in luce a Venezia verso la metà del secolo xv1.

I rim.prqveri di Napoleone I. .L'autore dà termini\ al suo notevole lavoro. Peccato che molti non potranno trarne grande utilità, perché ignari delle circostanze nelle qttali tali rimproveri furono pronunziati dal gran Gap itano.

(l ) Vedasi la r ecensione <li detto libro alle , Note bibliograftche •.

RIVISTA DEI PERIODIOl

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Rivista di cavalleria

Anno V. Fascicolo III, marzo 1902. 63° fanteria GuJDo M.no.

&i anni dopo, pel capitano nel

È scritturà dettatu dalla ricorrenza del l'anniversario della infausta ma gloriosa battagl i~ di Adua (1 ° marzo 1896). In questo primo articolo lo scriitore non ent ra ancora nél vivo deil' argomento ; discone inYece a lungo e molto bene della cavalleria in Africa, ricordando quanto i nostri bravi caval ieri seppero fare nell'ultima campagna contro il l\fahdi. Ci sembra intuire che il De .Mayo intenda provare che la mancanza di cavalleria abbia, per gran pane, influito sulle sorti di quella campugna. Altri hanno già accennato a questo soggeuo, ma a torlo. Non uno nò due squadroni, quanto cioè noi avremmo potuto portare in linea, erano in grado d'influ ire sul!' andameu to di q nella sfortunata campagna. Non per mancanza di notizie terminò- la guerra colla disfatta di Adua .

Il niwvo 1° tomo del regolamento d' esercizi per la cavalleria . A ragione premette la Direzionfl della Rivista che il tomo 11° d'esercizi per la ca \'alleria, testè compilato in via d'esperimento, costituisca per l'arma nostra un tema d'attualità di grande interesse, e che perciò accoglie ben volentieri gli scritti di quan1i si inducano a scendere nel cortese agone éd a manifestare le loro idee su tanto importante argomento. Nel fatto, come nei passati fascicoli ha dato ospi talità agli articoli in merito del colonnello Bianchi d'Addu e del capitano Caprilli, pubblica ora tre brevi scritture dovute al colonnello Sartirana ed ai capitani !•'ili ppini e Ci ugia . Noi molto ci compiacciamo della viva parte d1e prendono all'arringo così esperti ed appassionati ufficiali dell'arma e non dubitiamo che la discussione non sia per riuscire propizia. Il colonnello Sllrtirana critica alcun,1 idee esposte dal capi tano Caprilli, e a ta lune altrt>, si a~socia interamente . Il capitano Fi li ppini risponde lungamente, e a nostro avviso assai bene, ai non pochi appunti mossi dal Caprilli al nuovo regolamento. Il ca pitano Cingia, finalmente, s_crivc d,ell'immorsatura e delle sìaffe, proponendo che al


550

morso sia so.,tituito il petham, e che sia caJJ.1b iato quel vecchio ed incomodo arnese che è la staffa attuale. Convinti fautori dell 'utilità della discussione, non possiamo n~n ricordare in questo '.:aso che è assolutamente ind ispensabile non dimenticare che una grande differenza comi tra l'equitazione militare tl quella da caccia e da co rsa. Ev itiamo, adunque, al possibile le tendenze esagerate cui facilmente si è p·ortati dai lunghi periodi di pace. Nel periodo dal 1815 al ,t 8!.>9 si scordò che Ia ca val Ieria era fatta per la guerra, e tutta l'attenzione fii rivol ta all_'equitazione di maneggio. 01;a quell'errore è per sempre scongiu rato, ma stiamo per cadere in un altro , in quello cioè dell'equitazione da sport. L'ufficiale sia pure, oltre all'essere p~rfetto cavaliere militar~, anche sportm,an nel più lato significato della parola; tanto meglio. Il soldato non deve e non pnò essere che cavaliere militare. (Dal 2 al 31 lugl io •I 84-9) . - L<j, marcia di Gai·ib1i/.d·i da Roma a S. Marino, pel capitano DE Rossr. Con questo terzo articolo il DP, Rossi pone termine al suo interessante lavoro . L'autore merita vivi elogi sia pel modo egregio con cui seppe narrare l'a bellissima marcia eseguita dà Garibaldi, che è un capolavoro del geoere, sia, e sovratntto, per aver fatto conoscere minutamente un'impresa la quale, per la scienza del capo e pel valore del soldato, pare una leggenda. Impressioni di paesaggio. (Continuazione) , pel capitano BERTELLI. Un po' d'ogni cosa. Conoersazioni , per PH.

551

RIVISTA DEI PERIODIOI

RIVISTA D.El PERIODICI

La Scuola di Cavallel'ia, pel tenen te

RAMOGNINI.

Il Ramognin i termina con questo articolo il suo ~tudio. In esso parla brevemente della scuola di Tor di Qu1nr.o, dei vati corsi che si compiono presso Ja scuol11 di Pinerolo, del ga loppa toio di Baudenasca, e del campo di o~tacol i, ecc. Ottimamente riusciti e interessanti i disegn i fotografi ci inseriti nel testo . La Sicilia ippica, pel generale I. GuAsTa. (Continuazione).

Conco,·so della

«

R'iV'i$ta di Cavatle·ha ".

Quest'anno la Rivista di Ca'Oalleria meue a concorso il seguente 1ema : Discorsi di wi capitano ai soldati del mo sq·uadrone,

Condizioni del concorso : ~ ° Forma libera; 2° Numero dei discorsi : dodici;· ·3° Tempo: sei mesi (fino al ·I Oagosto); 40 Possono prendere parie al concorso i soli abbonati della Rivista; 50 I manoscritti dovranno essere anonimi. Porteranno lW motto per epigrare; 6° Una commissione composta di tre membri, a suo tempo desicrnati da l Generale ispettore della cavalleria, esaminerà i lavori; l') , 7° La Ri·vista mette a disposizione di detta Commissione tre premi cli L. 250 ciascuno. La Rivista non poteva essere megli~ inspirata nel fissa re il tema del concorso .

Vi si discorre egregiameute della Cassa nazionale di preoidenza pe1· l'invahd'ilà e la veccli-iaù1, degli opemi, e si mette io rilievo il savio

intendimento del Ministero che ha voluto servirsi dell'opera degli ufficiali per indurre i gr_egari ad approfittare di detta Cassa Nazionale. Ben dice l'autore che gli ufficiali debbano impiegare tutto il proprio ascen~ dente sogli inferiori cc persuasi non solLan to di com piere uu dovere d1 obbedienza, ma ancora di esercitare un alto ed onorevole mandato politico e sociale». Poche riohe sono poi consacrate alla manovr:i sulla carta che si vorrebbe con:;;:rvata ma « curando assai la finta guerra su lla carta, ma facendo una guerra vera contro la c:irta ... d11 proto~ollo » . E uon ci pare che lo scrittore abbia torto. <,

Rivista maritt.ima.

Anno XXXV, fascicolo II, febbraio ,1902. per G. l:ì',1z10.

il/are .:d imper'ial'ismo,

L'autore considera i I mare in. genere, come elemento puramente geografico, cioè sollo l'aspetto della sua configurazione, delle sue piccole . e grandi insenature, delle sue penisole, isole e arei pelaghi, e ne stnd1a l'influenza determinan te sullo svol;imeQ.,to della storia umana, che essa può avere ed ha avuto effettivamente. • Cosi il Fazio tratteggia a grandi linee l'imperialismo fenicio , il romano, il bizantino, quello di Genova e Venezia, il cristiano, l'islamitico,


552

RIVISTA DEI PERIODICI

IUVISTA DEI PERIODICI

l'oceanico inglese e finalmente l'imperialismo marittimo universale, imperialismi tutti creati dol potente concorso del mare ed essenzialmente basati sul dominio del medesimo. E però il Fazio ne deduce che il vero im perialismo è di sua natura mariuimo, ed.as5ai p1ù duraturo del c&sarismo continentale, e studi andone le ragioni mette in ev idenza l' importanza dell'elerneut0 mariuimo in quasi tlltti i movimenti politici e commervial i dei popoli, e la sua i.rn· mediata iuOueoza nel cor,o della storia. Che il mare colle sue grandi po~izioni geografiche a!)bia esen:ita to una grande influenza sul commerciu del monrlo e quindi snll'irnperi alismo marittimo ora dell'uva orn rl11!l'altra o~z ione, è inoppugnabile, e il Fazio lo dimostra assa i bene. Pel Fazio poi « la central-ità d'una re~ione r ispetto ai diver::i mari, cioè risr ctto alle più racili e ricche art3rie di movimento commercia le e politico ha un valore iodiscu1ibile sotto tut1i ~li :1speui ». Ora, ai tempi nostri, secondo l'egregio autore, il mare di Sicilia riunisce le due proprietà di gra nde posizione geoirahca e di centrali tà. Dopo il taglio dell'itsmo di Snez, e, per l'avvenire, dopo la cnstruzione del canale fra l'Atlantico e 11 Pacifico la co rrente commerciale continua del mondo p~ssa e passerà r1nasi tutta per il Meùiterraneo, per l'Italia, per la Sicilia e perciò gli Italiani dovrebbero comprendere l' importanza sovrana del mare di Sicilia. Questo beìlissimo studio del Far.io invita ind11bbi3mente a pensare . A noi pare che taluu e de.Ile sue idee abbiano soltanto un valore relativo. Crediamo, per esempio, che oggid ì sia almeno pari al valore delle posizioni geoJ!rafiche e della centralità quello del numero dei piroscafi e delle corazzate, ma ciò nulla toglie al mer ito del suo studio. Il qual e è lavol'o veramente ponderoso, che vorre.mmo fosse leuo e meditato dall:Ì maggior parte dei nostri ufficiali. Lo stesso fascicolo contiene ancora i seguenti pregevoli articoli :

Note di metallog1·afia, l)er A. R uG GIERr, ingegnere ca po ciel genio navale. Yi è preso a disamina l'uso del microscopio per l'esame dei metalli impiegati nella costruzione e nell'armamento della naYe.

Le industrte napal·i sul Wang-Poo-River, per E.

FERRETTI.

Il Wang-Poo-R iver è il fiom e che bagna là ci ttà di Shangai, p·>clie miglia prima di gettarsi nel delta del Jang-Tse-Kiang, e su lle sue rive oltre ad innumerevoli stabilimenti indu~triali s'innalzano ca:otieri navali graudio5i, ma la loro sorte è orn sortament1! min~cciata dal fatto che

(

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l'auività commerciale, in epoca più o meno remota, dovrà passare dal porto di Shangai alle acque di Woo-Sung. S bangai ha un porto che è uno cleì primi del mondo ed il primo dell'O riente, ma troppe difficoltà debbo-usi supernre per entrare io quel porto, a cagione del salto della bnrra iou~rna del Waug-Poo, permesso solo io circostanza delle massime alle maree che si verifi cano ogni due settimane. Shangai, dice il FerMLi, bravamente già si rassegna e si prepara fio d'ora ad andare esso alle navi cd a frapiantar~i senz'a ltro a WooSuog ossia a sposta rsi di una dozzina di miglia verse, il nord. ;\la che avverrà, si domanda l'articolis!a, di tutti quei magnifici opifici, stabilimenti e canlieri cui sopra accenuummo; ed a porgere un'idea di ciò che sono codesti cantieri navali dà un b,eve cenno dei prinr.ipali di essi al fi ne di metterne in evid,rnza le caratteristiche principali. Articolo iuteressantissimo.

V11riaz-ioni della stab-ililà inizial-i nei casi di allagamento, per R1:XALDO LEY.\T I, ingegnere navale. Revue maritime .

Pun!a te di genna:o e febbraio 1902. - Raff'ronto dell'eflètto utile dei bUanci de lle potenze marittime, per H. DE 11.

j .

L'autore ha vùluto nassumere io alcune cifre, rilevate dai bilanci pubblicati quest'ano<:> e colle quali ha formato uno specchio ioteressantissimo, i risultati cui sono arrivate le differenti marine del mondo, dal ponto di vista dell'util izzazione dei credi ti loro accordati. L',1utorc osserva elle i bil11nci d'ogni potenza pon.:ino l'impronta del carattere nazionale, e ch'essi sono più o meno particolareggiati, secondo il grado ùi dìpendenza nel quale si trova ogni Governo di fronte al confronto dell'opinione pubblica . Così ì bilanci francesi ed italiani assa i minuziosi si prestano ad uno stnrlio profond o dell'orgauism'o e permettono di spingere i raffronti sino ai dettagli. I bilanci del Giappòue e dell'Austria hanno molla analogia con quelli latini; per oontro i bilnnci della Germania, degli S tati Uniti e sovratutto della Russia sono compilati con criterio affatto differente. Cionono~ia nte ci pare che l'autore sia riuscito a mettere insieme uno stato, che ri5pecchia abbastanza iI rnro stato del le cose. Riprodurre lo specchio a moltissime colonne e riassumere quanto dice lo scrittore a spiegaziooe del lo s pecchio ci coodurrebbc1 troppo !on-


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RlVIS'l'A DEI PERIODICI

tano. C'ingegneremo, invece, di ricavare alcun i dati principali, e specie quelli concernenti l'Italia. L'autore divide - giustamente - .Le spese del bilancio in due categorie : la primi'! comprendè· sp~se per nuove costruzioni e quelle di primo impianto, . variabili per ogni pa'ese e d'a nno io anno, e le spese concerne-oli elementi estranei :llla mari na propria!):lente detta, come truppe non imbi11'cate, premi alla marina mercantile, ecc. La seconda categoria rappresenta 11llora il vero bilancio di manten!mento e di amministrazione delle forze navali, che è chiamato il bilancio effettivo. Seguendo qu_esto metodo, pel bilancio del 1900-·190·1 della nostra marina di .i,i 6 milioni lo scrittore francese ha assegnato alla ,Ja -categoria la spesa di 27,3 (•I) per costruzioni nuove e per lavori marittimi e di ,17,0 per truppe, premi ·e fortificazioni, sicché il bilancio effettivo sarebbe di.71,5. Di questo noi :;pendiamo pel materiale 25, 7 e 28,,i- pel personale : totale: M, 11, diguisachè l'utikzazione militare del bilancio effettivo s11rebbe del 75,8·¼ . Tale utilizzazione sarebbe: Per la Francia (bi lancio totale 303,6. effettivo 155, 0) del 76 °lo; Per la Russia (bilancio· totale 2C\'t,O; effettivo 138, 7) dcl l'80 °lo; Per l'Inghilterra (bilancio totale 799; effettivo 462,0) del 72,4 °/o; Per la Germania (bilancio totale 25·1,0 ; ~Jl'etti vo 92,0) del 79,3 °/ o; Per l'Austria (bila.ncio totale i)4,0; effenivo 28,8) del 70, 7 °/o; Per il Giappone (bi lancio totale ,106,0; effetti vo 45,0) del 74,7 ¼; Per gli Stati Uniii (bifoncio totale 395,0; e}l'euivo •I 96,0) del %,O Ofo. Lo stesso autore avvene però che i per cento ouanuti per la Russia e per gli Stati Un iti , meritano poca fiducia. La classilìcazione dei diversi paesi in ordine alla migliore utilizzazione militare del loro bilancio effettivo sarebbe lluindi la seguente : . Stati Uniti, Russia, Germania, Francia, Italia, Ingbiltemi, Austria.

La vallata dell'Yang-Tse-Kiang; per C.

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Egli studia, poi, la parte del fiume compresa fra Shang-Hai e Icthang n-311' intento di provare che la Francia per tenersi lontana dalle imprese di navigazione, ha lasciato ·alle altre potenze una situazione non giustificata, eccetto la Germania, da lla loro attività commerciale, e mostrare, nello stesso tempo, che vi è posto ancora per nuove attività. « Se una compagnia francese, vi è detto, si fondasse per la navigazione sul basso Yang-Tse, i nostri nazionali vi troverebbero una giusta rimunerazione pei capitali impiegati , e, insieme, I' inf!uenza del nostro paese ne sarebhe ingrandita. E questo perchè i Cinesi commisurano l'importanza di una nazione alla sua espa nsione marittima. Da ultimo è studiata, in base a documeuti potuti riunire, la navigazione dell'alto fiume, e si conchinde che « se a priori, il problema appare suscettibile· di una soluzione, sarebbe necessario di completare quei documenti con uno studio approfondito del!' idrografia delle correnti. » È doloroso rilevare, come ad ogni momento :ippare anche dalle riviste estere, come ogni paese s'industri i, e colle opere e cogli scritti, per allargare 111 propria espansione coloniale, mentre da noi son lutti pronti ad inalberarsi, tostochè se ne faccia il minimo cenno.

Ri~erca delle legg'i d'inamiche clell' aria nei 1Jicloni e loro applioazione ali(, determinaz ione della ma di siwrezza delle navi 'Ìn quegli uragani; pel vice- ammiraglio FounNmn . Lavoro scieuti tìco che segnr.l iamo ai compe1eoti.

La stciz-ione zoolog,ica e l'ac9na->·i-um di Napoli . L'autore porge particolareggiati ragguagli intorno a que' due importanti stabilimenti di biologia marina che adornano Na poli e tesse elogi del loro ordinamento e per gli splendidi ri~ullati ottenuti. « A buon dritto, egli coocbiude, l'opera ,;ompiuta può fermare l'attenzione delle società :;Cil;lntifiche ed anche, sembra, servire di modello agli altri s1abi · 1irneuti dello stesso genere » .

SAUEI\WEI~.

L'autore principià il suo articolo con considerazioni, le qua li vogliono mostrare l'arbitrio della direzione nelle sfere d'influenza , e stabilire il diritto francese a considerare la vallMa del Yaug-'fse come uu dominio uel quale è permesso alla Francia di esercitare la sua attività sotto tutte le forme. · ·

(I) Le cifre esprimono n,ilioni.

RIVISTA DEI PERIODICI

Revue du Cercle militaire.

Numeri 5, 6, 7 e 8 del ·1°, 8, •!7 e 22 febbraio ·1892. ~ La relazione sul bilancio della guerra pel 1902; pel tenente colonnello FnocARD. Come · è noto i relatori del bilancio della guerra. francese hanno, da parecchi anni, adottato il sistema di prendere in esame tutto l'~rdina ~ mento militare è di e3porre considerazioni e proposte di cambiamenti anche i più radicali . Il relator~ del bilancio di quest'ann0, signor Ber-


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RIVIS'.l'A DEI PERIOD!Cl RIVISTA DEI PERIODICI

taux, ha seguìto l'esem pio de' suoi predecessori · e nelle Considérations générales, lungo stuèlio di ben 372 pagine, si è oc;cupato delle questioni già sollevate precedentemente e di proporre innovazioni di notevole gra,1ità, sia per rea lizzar~ economie _immediate o per creare sorgenti di economia per l'avvenire·, sia per !'.interesse g,merale del paese. · li tenente colonnello Frocard approva l'i nvalso sistema di discutere ogni anno l' iutiero ordinamento militare - contrariamente a quanto sostengono altri scrittori militari francesi che il bilancio uoo deve occuparsi che del\a questione · amministrativ11 - e brevemente riassume le considerazioni e proposte formu late dal relatore onor. Beneaux. Lo studio è compilato assai bene e con molta chiarezza, siccbè presenta il vantaggio d'informare il lettor':l in poche pagine delle molte e importanti cruestioni trattate in quell'importante documento. No~ potendv seguire l'artico listn nel lungo $UO la varo, ci piace però riportare qua lche suo giadizio sulle questioni più importanti e più controverse. Riguardo alle modifìcnion i alla legge sul reclutamento, i I ~erteaux dice che sono io preseozn due soluzioni: il ser vizio di un anno coll 5'00,000 ri assoldati e il servizio di due ann i senza dispense. Il reJatore scarta il servizio 4i un anno, rìteoendo impossibile trovare un numero cosi ingeote di riassoldnti e proponi, il servizio di due anni senza alcun11 dispensa. Il soldato dovrebbe per nessun motivo esseri:! di~tolto dal le righe, ed i servizi dell'esercito siano a'ffidati rid impiegati civi li e ad uomin i del servizio ausiliario. li .Frocard non si pronuncia apertarrìeute; si limita a dire che manlenen.Jo un certo numero di dispense, gl i inconvenienti della legge del •1889 si ri produrrebbero, e che è importante constatare che, giusta i dati della relazione, la eh iamata al le armi totale di due contingenti darà lo stesso numero d'uoll?i!}i validi che di.i l'àttuale servi?.io di tre anni. li Frocard su lla questione diffusamente svolta dal Bertea ux circa la proporzione a tenersi frn gl i uf!ìc:iali provenienti dalla scuola e quelli provenienti dalla 'truppa divide l'opinione del relatore favotevole agli i1lti mi. Egl i dice che, senza discntere il quesito a fondo, ciò cht~ richiederebbe un luogo studio, dev(, segnalare· la· manifesta tendenza a promovere ufficiali vecchi sottufficiali, aventi buoni servizi, a fianco di coloro la cui prepan zione nei la scuola fu più completa sotto l'aspetto dell'istruzione teorica . E soggiunge: « Questa tendenza è conforme e al nostro ~taìo sociale, e ad una tradi~ione che 'ci l1a dato nel passato uu gran nuùrnro di assai buoni ufficia li , di cni la gnerra r ivelò.soventi volte le particolari qualità di energia e di decisione . •

Il Herteanx, nel discu1ere la legge sull'avanzamento, propone che al quadro d'avanzameoto - che' dà luogo ·a difficoltà ed a varianti d'apprezzamento difficili ad evi 1.1re - si sostituiscano aumenti (majorations) di· anzianità da da rsi ogni anno .e che sarebbero la sanzione dd la vitn militare annuale. Ogni ufficiale vedrebbe im medìatamente ricompensati i suoi sforzi, e sarebbe inci tato a produrne de' nuovi. li Frocart trova che se questa 'misura fo%e adottata, essa favorirebbe gli interessi generali e nello stesso tempo gli interessi dell'ufficiale. Noi 1100 intendiamo, certo, diseutere argomento così delicato, ma non possiamo non osserva re che i lamentati inconvenienti per la foimazione delle iiste di avanzam-:nto, forzàtamente - se ora h~n uo luogo -- si verificheranoo pure coi proposti aumenti annu~li di avarrzameuto. Sono infatti le stesse autorità superiori che, sia nell'uno sia nell'altro sistema - e non può essere differen temente - sono ch i,1mllte a giudicare dell'uflìcia le.

Le alleanze nioderne, per

CAPJTAK.

La prima .grande alleanz~ fo la Triplice.. ~ssa dapprima fu sovratuuo un aggruppamento mi litare, necessariamen te di carattere aggressivo, fino a che la sua azione esterna non fosse controbilanciata da analogo raggruppamen to. La necessità d1 ristabilire l'equilibrio politico condusse In Francia e la Russia a costitu ire la Duplice per frontegg iare la Tripli ce, e. d'a llora si 11prì una nuova èra: l'ér:,· del le alleanze per la pttce. , L'equi librio europeo - e per conseguenza la pace - è pertanto in uun certa misura assicurnto dal raggruppamento politico e militare dei grandi St.ati; la sua ·stabili tà dipende dal bilaneinrsi quasi ugualmente le forze mrrteriali e moral i poste di fronte. · Snl piede di guerra, al ·1° gennaio 190.z, tanto la Duplice quanto la Triplice dispongono, per le forze di terra di 6,000,000 di combattenti ('i). Per I.i m~rina, alla stessa data del 1° gennnio 1902, la Duplice disponeva di tH corazzate di 539,200 tonnellate e di 3 1 grandi incrociatori di 2'17,900 tonnellate. La Tripl ice ha 38 corazzate di 365,220 tonnellate e '18 grandi incrocia tori con •124.,0tiO t0onellate. Le forze di terra sono adunque, quant a11. nombre, press'a poco uguali: non è così per le forze navali. La sola f1011a ·francese è su per giù uguale 1

(,1) r..o scrittore francese dà la forza snt piede d i pace e di guerra degli e.,erciti dei var ì Stati, che noi omettiamo per brevità. Per l'Italia dà una forza di 230,000 in oace, di 4,200,000 in guorra.

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RIVISTA DE! PERI·O DICI

alle flotte riuoite della Triplice, e « se si tien conto della sua potenza e ·del suo valore profes~iooale, è ad esse superiore ». Si dovrebbe coochiudere che la Dupl ice è militarmente più potente della Tripi ice: però, in definitiva si può dire che le forze press'a poco sono ugual i. Vi sono poi l'Inghilterra, fa Spagna e In Turchia, le quali, per motivi diversi reslano fuori d'ogni combinazione. I/ Inghilterra è orgogliosa del suo isola mento. « Essa si considera come quasi invulnerabile nella sua i~ola e pretende darsi una Ooua capace di assicurare in ogni circo,tanza la libertà e la sicurezza del suo commercio, che è la sua vita ste!-sn. 11mare è sua cosa, e secondo uu·e~pressione cara a' suoi uomini di Stat0, la frontiera , per essa, è la sponda opposta». La Spagna stà rior<liuan~o le sue forze di terra e di mare e dovrà col tempo uscire dal suo isola mento, coll'unirsi o ad una delle grandi alleanze o :,ll'Ioghilterra. L'Inghilterra r,ercberà attirarla a ~è, ma una simile allaanza non procurerebbe all a Spngoa che gravi delusioni. La Turchia npn può essere ammessa (?) in_uno degli aggruppamenti europei . Essa rappresenta uua forza assai più considerevole di quello che si creda, ma il suo. còmpito, lino a nuovq ordine, è quello di costituire uno Stilo cuscin~tto, su flkientemente elastico, per resistere agli urti esterni. La sua integrità è una delle prime condizioni della pace sul .Mediterraneo. ì\'l., le alleanze non sono eterne. La Tripl ice in un prossimo avvenire dovrà rinnovarsi e probabilmente non subirà modificazioni. L'Italia, però, intende trarre dal futuro contratto van tagg i più tangibili di quelli assicuratile uggidì. • Avendo coscienia della fo rza materiale e morale ch'essa r&ppresenta, l'Italia tratterà, ma da pari a pari .... Tuttavia è lecito domandarsi. se i vantaggi ch'essa ricerca non le sarebbèro assicurati nella st.essa mi~ura dall'opposta combinazione, Francia e Russia, e se, d'altra parte, questa soluzione non sarebbe più conforme al suo geuio naziona le..... Bisogna lasciare al tempo di compiere la sua opere, e se l'Ital ia firma un nuovo cont.ratto colla Triplice- Alleanza, questo verosimi lmente sarà l'ultimo » . L'articolista term ina col dire che, al postutto, le modificazioni a prendersi nell'aggruppamento delle forze europee non possono riferirsi che all'Italia e ali{' Spagna, e si augura, « poichè noi siamo Latini, di vedere abolito uno stato di cose dannoso· a tutti e di poter salutare l'avvenimento dell'accordo comune, basato sul rispetto dei diritti di ciascuno ». Tenendo conto della censura preliminare cui è sottoposta in Francia la stampa mi litare, non ci sembra fuol' di posto rileyare l'importa.nza ca· ratt.eristica di questo pregevolP, studio .

RIVISTA DEI PERIODIC I

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Neue militarische Blatter.

~°Fascicolo, gennaio ~ 902. - Voci e pareri, c-irca /'eserciw e la nw:rina della francia alla fine del 1901. È interes5ante quanto vi è delto sull'alleanza fran co -russa e sulla situazione interna della Francia. Eccone un breve. riassnntC\. Lo scri1,1ore tedesco, senza vo ler entrare nella politica, osserva però che nella Francia attuale esercito e politica non si possono dividere. L'esercito e la marina sono adoperati per tener alto il· prestigio politico , del paese, come chiaramente ·10 provò la visita 'dello Czar. D'altra parte è d'uopo tener conto degli sforzi che si fanno per unificare l'esercito pol iticamente, ossia per democratizzarlo. Altro punto di vista, risultante pure da lla visita dello Czar, è cbe l'a lleanza fra Francia e Russia mira a scopi ben determinati e chiaramente ricoooscibili. Non è ammissibile, co me fu detto; che la Ilussia siasi unita alla Francia principalmen te per questione di denaro, e cioè p,er tnirre da essa il denaro di cui abbisognasse; tale alle:rnza riposa su questioni di forza puramente politiche. Ambedue le parti vi guadagnano, ma forse più la Russia. La politica estera russa ha grandi obiettivi, sebbene all'osservatore non russo essa appaia non gi'nstificata per l'interna debolezza amministrativa del gigantesco corpo russo. La .Russia trova nella Francia un forte appoggio pei suoi scopi politici, e senza l'unione colla Francia non ~vrebhe seguito la politica che effettivamente segui in Cina, nella Persia e nell'Armenia. Non è fac ile dire qua li vantaggi abbia ritratto la Francia dalla sua alleaoza. Non è un enigma che nella questione di Faschoda la Rùssia la~ciò l'alleata Francia seuza aiuto di fronte all'Inghilterra. Certameu te la sconfitta morale del la Francia per Faschoda fu un'amara delusione pei Francesi, ma più forte della chiara dimostrazione della debolezza della alleanza fu il sentimento francese d'attaccnmento alla Russia. Per la Francia l'alleanza riposa più su contingenze idea li che reali. La rep ubblica è internamente straziata ~:ii pattiti: dal radicalismo, dal clericalismo, dal nazionalismo. l\:Ialgrado ciò ·vi regn a sovrauo il sentimento nazionale. È qui -che può trovarsi la ragione dell'amicizia francese ct>lla Russfa assolu ta. La Francia sente la sua debolezza fisica. Isolata la Francia non è in grado di fa rsi val-ere: la sua inferiorità per mare di fronte :lii' Inghilterra è incontrastabile; contro la potenza della Germania riposante su solide basi e in con tinuo aumento le forze popo·


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RIVISTA. DEI PEllIODICl

lari della l•rancia non possono durevolmente bastare; anche amoorn 1strativamente sembra .che la Francia sia in decadenra, sp~cialmente r:·spetw al la Germania, all' .Inghilterra, all'America. Io queste cond izioni si _comprende che la Francia sinsi un ita alla Russia, pe·r mllntenere la sua posizione nel mondo, confo rme è richiesto dal carattere nazionale. La· Francia pensa sempre ~Ila rivincita; frattanto anche nella visita dello Cza!' non si parlò che di pace. La Francia si lusinga. sempre che particolari circostanze la porranno in grado di .realizzare le sue speranze. E la Germani:i, ma lgrado i rapporti migliorati rra i due paesi, fa bene a mantenersi sempre in guardia. L'articolista passa poi a discorrere della fl otta, delle grandi manovrct dello scorso anno. Lo stesso fascicolo contiene ancora i seguenti rimai:che,,o li scritti : l'opera'l;ione dell'armata di Chàlons nell'agosto de.l 1870, per la z.iberazione de/l'armata del Reno; . Gt-i insegnament·i della guerra md-africana per l'esercito inglese; Gli studi del generai-e 'l10tt l'erdy :,opra i piani d'operazione .

B. D.

•

Per la Direzione Lonovrco C1so1"r1 Colq11t11rllo R. ,-4., focnf'it.<uo

DEMAR CHI CARLO,

gerente.


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