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RIVISTA MILITARE 1900 TOMO IV

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LE ESIGE]ZE }IILITARI ED ECON01CICHE

..... d'o~ni impresa e il buon volrr gran parti'. ~h TA ~TA SJO.

I.

Introduzione. Ogni azienda, .la quale voglia conseguire gli scopi pei quali venne organizzata, deve, al pari degli individui, procurare di realizzare la legge economica del minimo mezzo, di conseguire, cioè, la massima utilità col minimo consumo di energia. Per condizioni politiche, che non è qui il caso di esaminare e neppure di riassumere, gli Stati europei hanno dato un grande sviluppo agli armamenti a tutela di una pace, che potrebbe da un giorno all'altro tramutarsi in lotta gravissima; epperciò ogni Stato sente che supremo suo bisogno è di preparare ed educare alla guerra un massimo di uomini, dotati delle armi migliori, organizzati nel modo più perfetto, sussidiati dai maggiori mezzi materiali. Tutto ciò richiede l'impi ego di grandi mezzi finanziari, i quali alla loro volta dànno forma e vita ad organismi speciali, che nel tempo di pace, sotto veste militare, operano nel campo economico-sociale e che contribuiscono largamente allo sviluppo di quelle energie civili, che taluni vorrebbero far credere dagli enti militari soffocate. E per vero tra l'esercito ed il priese, come tra il generato ed il generatore, esiste un legame intimo, i ct1i effetti si manifestano continuamente nell'azione di entrambi. {()<) -

AXNO XLV.


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LE ESIGE,NZE ~flLlTAlU ED ECONOMICHE

Importa quindi di render6 al paese e;onomicamente meno gravoso il mantenimento dell'esercito, di fare sì che questo sia per la nazione sotto tutti i riguardi elemento, non di debolezza, ma di forza; fattore, non dì perturbazione econo. mica, ma di garanzia dell'esplicazione libera e sicura delle forze vive di essa; causa, non di oppressione delle energie individ uali, ma di rinvigorimento e di educazione del braccio, della mente e del cuore del popolo, di modo che questo si trovi preparato con virilità di propositi, con unità di sentimenti, con copia di forze a quella grande lotta secolare, che mai cessa tra i varì popoli e le varie razze, lotta, che è continua nel campo intellettuale ed economico e che spesso si tramuta nel cozzo delle ar mi. E poichè nel momento storico attuale i bilanci di tutti gli Stati civili hanno subìto uu aumento enorme in conseguenza, non soltanto dei grandi armamenti, ma anche degli svariati còmpiti che i governi si sono assunti rispetto alle varie forme del progresso sociale (ciò che ha portato alla imposizione di tributi gravissimi), così importa che le spese militari trovino piena g iustificazione nella coscienza delle persone illuminate ed imparziali. Ciò si potrà ottenere in modo più completo quando !'nomo d i governo si sarà imposto di impiegare i mezzi finanziarì, che il paese assegna alle proprie forze armate, in modo che, mentre si raggiungano con sicurezza gli scopi pei quali le forze stesse sono costitilite, non si trascuri lo sviluppo economico del paese ; siano, cioè, le energie individuali e collettive dei cittadini aiutate anche per parte delle amministrazioni militari ad accrescere la prosperità nazionale. Non sarebbe privo dei frutti uno studio completo dei modi migliori coi quali i singoli rami delle a mministrazioni della guerra e della marina militare dovrebber ò raggiungere insieme gli scopi speciali. militari (al conseguimento · dei quali sono destinate) e quegli scopi economico-sociali, che potrebbero essere tenuti di mira senza compromettere il ra.ggiun_gimento dei primì. Lo studio stesso condurrebbe a; constatare .come e dove sia possibile una conciliazione tra le esigenze

DEL YE'rTUVAGLJAUE.NTO

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militari e quelle economico-sociali nella attuazione dei singoli servizì amministrativi e tecnici militari, e quali e qua.nte siano le relazioni di causalità e di effetto, che legano i due ordini di esigenze. Senonchè il problema è troppo vasto; richiede una estesa e completa conoscenza, non soltanto delle scienze economico-sociali, ma anche della tecnica dei singoli servizì militari e navali. Restringeremo pertanto il nostro esame ad un ramo solo, al servizio del vettovagliamento dell'esercito in pace, augurandoci che altri uomini di buona volontà e di maggior sapere studino ed approfondiscano meglio di noi sia quanto si riferisce al detto servizio, sia quanto riguarda tutti gli altri servizi militari. È certo che,. fra lP spe,:;e del bilancio della guerra, hanno grande importanza quelle relative al vettovagliamento quotidiano degli uomini e dei quadrupedi, le quali ammontano in Italia in media. annualmente a 51 milioni di lire. Conseguentemente la più o meno buontt loro erogazione ha una grande importanza, sia rispetto .alla costituzione dell'esercito ed alla sua saldezza, sia rispetto allo sviluppo di taluni commerci e cl.i talune iB.dustrie nazionali. Se le sol'ume assegnate pel vitto della truppa e dei quadrupedi saranno bene esitate, risulteranno soddisfatti, senza inutili maggiori spese, i bisogni dei soldati e dei cavalli, e, mentre il morale della truppa sarà più elevato, · il fisico più robusto, la · forza collettiva più salda, il commercio e le industrie agricole ed alimentari nazionali saì·anno avvantaggiate. · · È quindi errore pernicioso quello di coloro che, nel Parlamento e fuori di esso, esaminano la questione del vetto . vagliamento dell'esercito in pace soltanto sotto uno de' suoi moltepli~i punti di vista; la questione, per quanto possa apparire semplice ad un osservatore superficiale, è invece in realtà molto complessa, involgendo molteplici interessi e µiilitari, e sociali, nel labirinto dei quali è facile perdersi. Chiariremo perciò sin dal principio ql'lali siano le esigenze di. var-io ordine, alle quali deve rispondere una buona soluzione del problema.


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DEL VETTOVAGLIA.IJENTO

LJ;; ESIGENZE MiLlTA!ll ED ECONOlllCHE

È ovvio che scopo principale, che deve proporsi un qualsiasi sistema di vettovagliamento delle truppe, è la com pleta soddisfazione dei bisogni d i esse. Scrive Niccola Marselli: « è immorale il voler fare la grande strategia qnando è me« schiua l'alimentazione del soldato » ( 1). « Marcia male e combatte peggio quel soldato che è ma« lamente' nutrito. Quante resistenze er oiche, quanti slanci « sublimi non d ipendono pure da una corroborante ed eccitante « alimentazione ! Povera forza morale, ove t en vai quando « il corpo è scarno e fiacco ~ Puoi dare di tanto in tanto « qualche convulsa scossa, prodotta dalle contrazioni di un « sistema nervoso, stimolato da nobili idee e da inesorabile « disciplina; ma non puoi durare nella lotta che il s~ldato « deve sostener e coi ven ti, le piogge, le nevi, il gelo, il sonno, « la stanchezza, le disfatte, la morte. Gli stessi tuoi moti su« bitanei e febbri li ti logorano, ·ti spossano di poi, ti accascia.no « in fine; sì che il soldato più corag gioso può diventar vile « vile però, come la lampada che si spegne per difetto d'olio. « Chi inveisse con tro di esso, sarebbe pari al fanciullo che, « per dispetto, rompesse la lampada che non lo rischiara. Ver« sate,.versate olio in quella povera lampada, accendetela con « una grande idea, ed essa fiammeggerà ! » (2). Ciò per quant o riguarda il tempo di guerra. Ma anche in pace la buona nutrizione della truppa è il pr imo fattore, non solo della sua igiene, ma dell'elevatezza delle sue forze morali e quindi della disciplina. Non bisogna dimenticare che la gran massa dei nostri soldati non ha altri mezzi per migliorare la propria nutrizione. Essi tutto attendono, e ne hanno ben diritto, dall'amministrazione militare. È poi vecchio, ed, oseremmo dire, ormai · abusato l'aforisma, che l'esercito è fatto p&r la g uerr a. Nessun provve· dimento quindi,' sia pure di semplice d.mmiuistrazione, deve trascurare le conseguenze di tale principio. Perciò anche il modo di spendere le somme destinate al vettovagliamento

(2) MARSELLI. -

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storia, voi. 2°, pag. 2H. Op, cit. , voi. 2.0, pag. 2.H.

(I} La gtwrra e la su.a

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I.

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dell'esercito in tempo di pace dovrà avere di mira la preparazione dell'esercito stesso alla guerra. Inoltre l'esperienza dimostra, sia agli individui isolati, sia a.Ile famiglie, sia ai maggiori gruppi sociali (città, provincie,. Stati), che scopi determinati si possono egualmente conseguire con minore o maggiore spendita di denaro, a seconda che siansi !!,<lottati sistemi di spendita che. più o meno armonizzino cogli insegnamenti della scienza economica. In conseguenza la scelta di tali sistemi avrà una grande importanza, perchè a buoni sistemi amministrativi corrispondera.nno notevoli economie a beneficio delle parti più vitali dell'esercito, od a beneficio dello Stato, a seconda dei casi. T enuto infine presente quanto si è accennato circa i legami che esistono tra l'economia militare e l'economia pubblica, ed avuto. riguardo alla giusta presunzione che, in caso di bisogno, il paese dedicherà tant o più di buon grado all'esercit o n uove risorse finanziarie, quanto maggiore vedrà nell'amministrazione militare l'interessamento e l'attitudine ad aiutare l'incremento del commercio e delle industrie nazionali, si possono riassumere nel modo seguente le esig:n.ze fondamentctli, alle qua.li deve soddisfare l'organizzaz10ue ed a:ttuazione del servizio di vettovagliamento nel tempo di pace : · 1" Socldisf'a.zione completa dei bisogni della t1·uppa e clei quacv~upedi. - Si otterrà somministrando generi che per quantità, qualità e varietà rispondano alle esio·enze fisiologiche rispettive. "' .2" P~·~clisposi.zione di metodi, di personali, di materiali, di stabilimenti e di dei·rate per la m obilitazione del servizio. - ~ 'or?auizzazione del servizio in pace dovrà quindi consentire 11 conseguimento dello scopo sovraccennato mediante: . a) l'educazione del , personale tutto, superiore ed infea rrore, dei corpi di truppa a provvedere direttamente anche in circostanze d iftì cili, al proprio vettov:agliamento; ' b) l'organizzazione d i ottimi personali amministrativi di. d irezione e d i esecuzione, e l'abilitazione dei primi al giusto apprezzamento dell.e esigenze militari, al contatto col

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LE ESIGENZ E MILITARI ED ECONOMICHE

DEL VETTOVAGLI.HIEN'l'O

mondo commerciale ed industriale ed allo sfruttamento delle risorse locali; c) la preparazione di potenti stabilimenti per la produzione di quelle vettovaglie, che speciali ragioni igieniche o militari consiglino di non domandare già confezionate alla industria privata, la quale in guerra spesso risulterebbe insufficiente; d) la predisposizione di tutti quegli altri mezzi mater iali che si ravvisino indispensabili per la guerra; predisposizione che risulterà finanziariamente meno gravosa, quando appunto si sapranno parzialmente sfruttare i mezzi stessi anch0 per i bisogni del tempo di pace. 3a Adozione di procedimenti amministr-ativi, i quali consentano di bene spendere i fondi clel bilancio. ·- Molto spesso le buone idee dei migliori amministratori si trovano ostacolate o soffocate da viete consuetudini · o dalle strettoie della legge e del regolamento sull'amministrazione e la contabilità generale dello Stato, le quali non consentono, in pace, all'amministrazion e militare quella Jibertà d'azione, che sola può farle conseguire i suoi molteplici scopi. Una legge ed un regolamento non debbono essere una barriera insormontabile, quando ragioni d'indole superiore consiglino di introdurvi, almeno per quanto riguarda l'amministrazione militare, profonde innovazioni. 4• Adozione di sistemi, che, senza compi·ometlere il conseguimento dei tre scopi sopra enumerati, permettano di f'avo1·i1·e, nei limilì clel possibile e del giusto, l'increment.o clella agricoltura e delle industrie alimentari nazionali. - Stabilito ciò, nou sarà disagevole lo ' studio della questione, che ci siamo prefissa, e l'esame del come i sistemi del vettovagliamento delle truppe in pace influiscano sull'economia militare da un lato, sull'economia pubblica dall'altro, e dei doveri che ne conseguano per chi deve curare gli interessi dell'esercito senza trascurare quelli del paese, anzi conciliandoli cori essi, conscio degli intimi · legami che avvincono gli uni agli a ltri, così da confonderli in un solo grande interesse, q nèllo della Patria.

Senonchè un esame esclusivamente teorico della questione, sia sotto il punto di vista militare, sia sotto quello economico, riuscirebb~ forse troppo arido pei lettori. Preferiremo invece premettere un riassunto dei di versi sistemi in uso nei principali . eserciti europei e determinare poi, te1::.endo presenti g li insegnamenti della scienza economica, quale possa essere la migliore organizzazione del servizio in Italia, nell'intento di portare un modestissimo contributo ad un ordine di studi', che è certamente trascurato, m n che non è perciò meno importante: quello dell'economia militare considerata in se stessa e ne' suoi rapporti colla economia pubblica. Che se alcuno ci vorrà dire col Pignotti che : Tutti son buoni a fare un bel progetto; L'imbroglio sta. nel mette rlo ad effetto,

noi ci difenderemb risponde'nçl.o, che non spingiamo la nostra presunzione ·s ino all' 'Ìdea d i tracciare ·un progetto, ma che limitiamo la nostra pretesa all'esposizione ·di pochi principi che noi crediamo giusti, e che saremo liet i se aìtri trarrà occasione anche dai nostri errori per discutere l'arduo pro· blema ed addita rne. una soluzion.e migliore.

II. ·Eserciti esteri.

In Francia il servizio del vettovagliamento è d ir etto dal ministero della guerra, sussidiato da un comitato tecnico deÌ servizi d'intendenza e dal comitato permanente delle SUSSÌ· stenze (organi consultivi). Tali organi centrali sono costituiti dagli stessi pe_r:so_nali,. che attendono al servizio sul territorio e che percio vi portano quel tesoro inestimabile di esperienza, che .non' si può accumulare che servendo a lungo a contatto deUe tru ppe. Sovmintendono al servizio anche i comandi territoriali superiori direttamente ed a mezzo delle intendenze, delle sottointendenze e dei comandi dei corpi e reparti.


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LE ESIGENZE 3I! Ll'l'Al.U ED ECONOMIOUE

DFL VETTOVAGLIAMENTO

Il servizio è disimpeguato con mezzi dipendenti o dall'intendenza militare o dalle amministrazioni dei corpi. L'intendenza militare ha, per quanto riguarda il servizio del vettovagliamento, alla sua dipe11denza: g li ufficiali d'ammin istrazione del servizio delle sussistenze militari, facenti parte del corpo degli ufficiali d'amminis trazione (cui appartengono anche personali addetti ad altri servizì) ; gli operai del ser vizio delle ~ussistenze, che fanno parte delle sezioni commessi ed operai d'amministrazione; i magazzini vi veri (munitions) ed i magazzini foraggi, impiantati in determinate località. I funz ionari d'intendenza sono nella vigilanza del servizio assistiti da commissioni apposite, nelle quali sono rappresentati l'elemento combattente, i direttori del servizio sanitario o veterinario militare, i cittadini. Si hanno cioè: commissioni di verifica pel servizio dei vi veri (e del riscal damento); commissioni di verifica pel servizio della carne; commissioni di verifica pel servizio dei foraggi; le quali tutte sono organi consultivi del sotto-intendente militare. Vi sono inolt re commissioni arbitrali, incaricate di dirimere le contestazioni tra gli ufficiali d'amministrazione e gli impresari, var iamente composte a seconda che si occupano di uno piuttostochè di un altro servizio, Il servizio del pane in ]?rancia è eseguito in parte da personali e stabilimenti militari ed ia parte da imprese, le quali hanno anche obblighi relativi ad altri servizi accessori, come, ad esempio, quello del biscotto. Anche la macinazione è in parte eseguita dall'amministrazione .militare ed in parte da impresarì. Il servizio dei viveri di campagna e dei liquidi riguarda più la preparazione alla guerra, che non la soddisfazione dei bisogni del tempo di pace, durante la quale si fanno però distribuzioni di piccoli viver·i per rinnovare le d otazioni, e di liquidi per ragioni eccezionali. È pure gestito sia direttamente, sia ad impresa. Il servizio deEa cai·ne è gestito o· direttamente, o ad impresa o con sistema misto (nel quale caso spetta all'ammi-

nistrazione la macellazione e la distri buzione}; può anche essere lasciato ai corpi. In F rancia però la gestione d iretta, contrariamente a quanto accadeva da noi per i viveri, ha. il vero e proprio caratter e di tale sistema, si basa cioè sull'acquisto dei ge· neri dal commer cio. Da noi invece, ogni qualvolta si parla di gestione diretta dei viveri, si deve intendere come gestione mista, nella quale cioè, mentre per gli acquisti sussiste sempre un' impresa, l'amministrazione militare non fa che ricevere all'ingrosso le derrate per distribuirle al minuto a1 corpi. Questi in Francia ricevono dai magazzini delle sussistenze, o dalle imprese dello Stato, in via normale soltanto il pane e la carne; devono provvedere d irettamente dal commercio g li altri generi. Il pane e la carne sono -inoltre forniti a carico dello Stato; i viveri dell'ordinario si acquistano invece dalle unità amministrative coi fondi dell'ordinario, il quale~ è costituito normalmente per compagnia, squadrone o batteria e soltanto eccezionalmente per maggiori· unità. Gli acquisti sono fatti o direttamente dai capitani, o. dalle commissioni degli ordinari. Quando la gestione è affidata ai capitani, questi rimettono quotidianamente ai rispettivi sergenti maggiori le somme occorrent i pel giorno successivo, le quali sori.o · poi °'c~onsegnate ai caporali d'ordinario colle note delle derrate da acquistare. I soldati di corvée, che accompagnano i caporali, possono contrattare i generi; il pa· gamento è immediato; il servizio è vigilato da un u:fficiàle. Quando invece funzionano le commissioni degli ordinari (una per corpo), queste acquistano i generi con contra;tti verbali, con aste, ecc., subordinatamente all'approvazione~dei comandanti di corpo, I generi sono, previo collaudo della coro.missione, o depositati in appositi magazzini del corpo e dalla commissione stessa distribuiti, o direttamente distribuit;i dai fornitori sotto la vig ilanza del capitano di settimana degli ord inari. I pagamenti sono fatti ogni cinquEI · giorni dal tesoriere del corpo, previa ritenuta alle unità. amministrative.

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LE ESIGENZb: M!LITA!'U ED ECON'OM ! Cl1E

0 1% VETTOVAGLIAMENTO

Il servizio dei foraggi infine è gestito o direttamente dal1' intendenza, o ad impresa, o dai corpi. Dove si ha la gestione dirett~1, la fornitura al verde è fatta in base ad appositi contratt,i. Il servizio dell'impresa comprende anche la conservazione e spedizione di derrate di r iserva. Quando il servizio è gestito dai corpi, questi vi provve:dono coi fondi della massa foraggi, sia direttamente, sia con contratti. Vi sopraintende apposita commissione dei foraggi, che funziona i1J. modo analogo a quella degli ordinari e che si trasformt1 in commissione arbitrale, aggregandosi due cittadini.

5" S i predispongono numerosi stabilimenti, materiali e depositi d i derrate per qualsiasi evenienza, facendoli largamente concorrere in pace al vettovagliamento dell'esercito, senza soverchio aggravio del bilancio.

La gestione del vettovagliamento in Francia ba le seguenti

caralterist-iche : l" Molto opportunamente si impiegano vari sistemi di gestione, evitando quell'uniformità che male si ad.dice a servizi di carattere diverso ed alle varie condizioni di tempo e di luogo nelle quali si devono eseguire; così, mentre si attua la <::>o-éstione diretta dello Stato nel vero senso intesa, non si escludono l' impresa e la gestione dei corpi, ove siano per t ornare utili; anzi per quest'ultima non v'è un sistema solo, ma. è consentita, ogniqualvolta sia opportuna, la più laro·a libertà d'azione ai comandanti di compagnia, squadronE' o o batteria; 2" S i cointeres:,ano moralmente al buon andamento del servizio i soldati del pari che le maggiori autorità militari; 3" Si fa un'opportuniss1ma distinzione fra i vad i:ami del servizio, attribuendo in massima agli elementi amministrativi quella parte di essi, che ha maggiore importanza r ispetto alla preparazione alla guerra o coinvolge le maggiori responsabilità s0tto il punto di vista dell' igiene o della :finanza; 4" Si prepara ed educa un numeroso ed ottimo personale amministrativo o combattente .alla direzione ed all'e- · secuzione del servizio in guerra;

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In Germania sopraintendono al vettovagliamento ì m1.n1steri delh guerra della Prussia, della Sassonia, della Baviera e del "Vvùrtemberg, sia direttamente, sia per mezzo dei comandi territoriali e degli organi amministrativi· locali (intendenze ed amministrazioni dei corpi). I servizi del pane e clei foraggi sono in massima direttamente gestiti dalle intendenze, mentre al servizio dei vivei·i provvedono i corpi coi mezzi loro forniti mediante unaritenuta sulla paga giornaliera ed uu supplemento competenza viveri di guarnigione, In talune speciali circostanze di guarnigione, come pure durante le esercitazioni di notevoli nuclei di truppe, anche i viveri sono direttamente somministrati dall'amministrazione militare. , La parte del servizio di vettovagliamento, che è gestita d irettamente dall'amministrazione militare, è diretta dal personale dell' intendenza ed eseguir.a dagli impiegati civili degli uffici delle sussistenze, dai_ quali poi dipendono i magazzini delle sussistenze, i panifi.c : e le f~bbriche di conserve alimentari. Il basso personale dei panifici è fornito dalle sezioni, panattieri (una per corpo d'annata), che fanno parte dei battaglioni treno; quello invece delle fabbriche di conserve è costituito da operai borghesi avventizi. Gli acquisti di spet~anza dell'intendenza sono eseguiti con inca~ ti, o direttamente dal commercio a mezzo del personale esecutivo. I nvece il modo d'acquisto dei viveri per pa.rte dei corpi è lasciato alla loro scelta, e si m;ano anche acquisti all'ingrosso . Ogni battaglione di fanteria, reggimento di cavalleria o brigata di batterie ha una commissione del rancio, che amministra il relativo fondo e regola la composizione della razione. Alle truppe in marcia si provvede largamente


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LE ESIGENZE MILITA RI E D ~CONO)l!C HE

col vitto presso l'abitante, ciò che abitua tanto l'esercito, quanto le popolazioni ad un largo sfruttamento delle r isorse locali in caso di guerra. Il sistema vigente in Germania ha le sE1guenti ca,·atteristiche: 1• fa gest ire dall'amministrazione militare il servizio del pane, che è delicatissimo, specialmente sotto il punto di vista dell'ig iene della truppa e della pr eparazione alla gnerra; e quello dei foraggi, che, per la facilità della sua attuazione, molto si presta alla gestione diretta; 2a abbandona tutto il servizio dei viveri ai corpi, e lascia loro una larga iniziativa circa il modo di eseguirlo; 3• permette gli acquisti diretti dal commercio, senza . legami di contratti r egolari, ciò che concorre ad abilitare i personali amministrativi e combattenti alla direzione ed esecuzione del servizio in ogni eventualità.

In . Austria-Ungheria il serv1z10 del vettovagliamento è diretto dal ministero della guerra per l'esercito comune (avente per organo consultivo il comitato tecnico-militare) e dai ministeri della difesa del paese cisleitano e del paese ungherese per le truppe di Landwehr e Landsturm da questi amministrate a mezzo anche dei comandi territoriali e delle intendenze e' sezioni d'int endenza. Una larga ingerenza è pure lasciata ai corpi e reparti. Anche nell'ese·r cito austro-ungarico il ser vizio del vettovagliamento è in parte gestito dall' intendenza militare a mezzo dei dipendenti personali esecutivi (i mpiegati delle sussistenze e truppa) e degli stabilimenti (magazzini militari di vettovagliame~to) ed in parte direttamente dai corpi. Il servizio del pane è normalmente affidato ai magazzini di vettovagliamento. Il servizio clei viveri invece è d isimpegnato dai corpi col soldo del vitto spettante ad ogui individuo e stabilito mensilmente dal ministero o dall'int endenza di corpo d'armata.

DEL V&TTO VAGLI AMENTO

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In ogni reggimento si ha una commiss ione per i viveri, della quale sono membri, insieme ad ufficiali, anche sottufficiali e soldati eletti dalle compagnie. A tale commissione è permesso di acquistare i vi veri nel modo che creda migliore, ed il suo operato è soggetto al controllo degli interessati molto favorito dai comandanti di corpo. Vi sono guarnigioni, nelle quali, in seguito ad accordi fra i vari corpi, si costituiscono commissioni presidiarie mediante una rappresen tanza proporzional e dei corpi stessi. Si usa anche coltivare nelle caserme la verdura, cosa che potrebbe consentire, se adot tata ovunque sia possibile nel nostro esercito, di concorrere all'educazione agricola dei nostri soldati contadini. Così il campicello scolastico dell'onorevole Baccelli e le conferenze agrarie militari troverebbero un utile complemento nel campicello militare. P urtroppo però 1€1 condizioni generalmente infelici dell'acquartieramento del nostro esercito non consentirebbero una larga applicazione del sistema, al quale peraltro dovrebbero informarsi le future costruzioni di caserme, ogniqualvolta ciò r isultasse possibile. S i otterrebbe anche il risultato d i rendere ai soldati agricoltori, ed anche a molti non agricoltori, piacevole la permanenza in caserma con molto vantaggio della loro educazione e della loro salnte. ' Ritornando all'esercito aastro-ungarico aggiungeremo che il ser1,•i.zio clei foraggi è eseguito normalmente ad impr esa o direttamente con acquisti per mezzo dei magazzini di vettovagliamento; eccezionalmente è lasciato ai corpi, che vi provvedono per ò con imprese. A proposito del vettovagliamento presso il detto esercito 1·ileveremo cbe: 1° anche in esso vige un sistema misto, il quale, mentre consente la predisposizione di personali e mezzi per -la guerra, lascia ai corpi una larga sfera d' azione, che ci sembra, come del resto si verifica anche in Germania, eccessi va per quanto r iguarda i viveri; 2° la gestione diretta è attuata nella vera e propria sua essenza;


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LE ESIGENZE )!JLITA RI ED ECONOJUCH E

3° la ·truppa, nella quale oggidì si hanno elementi intelligenti, è chiamata a concorrere a mezzo de' suoi eletti al buon funz ionamento del serv1210.

In Russia al serv1z10 sovraintendono il ministero della guerra., ì comandi di circoscrizione militare e g li altri grandi comandi direttamente ed a mezzo delle direzioni d'intendenza, ed infine i corpi di truppa. Nell'esercito russo l'ordinamento del servizio di vettovagliamento risente delle particolarissime condizioni di quell'impero, il quale non ha probabili nemici temibili che sulla sua frontiera occidentale. L'intendenza somministra, dì massima, a mezzo de' suoi magazzini, alle truppe soltanto la farina (normalmente) o il biscotto (eccezionalmente), oltre la razione di grano saraceno. Alia panificazione provvedono 'i cor pi con mezzi propri, realizzando anche un risparmio di- farina, che in parte va a beneficio del fondo economia del reggimento ed in parte serve per la confezione dello kvas (bevanda nazionale). Il g rano nero o saraceno serve alla. confezione della cascia (polenta condita con grasso e burro). Le derrate, che l'intendenza somministra in natura (farina di frumento e grano saraceno), sono acquistate mediante a,ste o, quando queste falliscano, direttamente e sì ripongono in appositi magazzini dì approvvigionamento . per essere distribuite poi all'ingrosso alle truppe. Invece la carne, i legumi, il sale, ecc., ed eventualmente il thé ed i liquor·i, sono acquistati direttamente dai corpi cogli assegni in denaro annualmente determinati dai consigli di cir.coscrizione. La compera ne è fatta dall'economo della compagnia, squadrone o batteria '?letto dalla truppa. Esso, coi fondi datigli dal rispettivo comandante, paga gli acquisti, custodisce e distribni,,;ce i géneri. So1tanto quando il comandante del reggimento lo creda opportuno, possono essere fatte convenzioni con fornitori.

DEL V E TTOVAGLJ.AME:NTO

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I foraggi sono .normalmente distribuiti dai magazzini del1' intendenza; solo in via eccezionale possono le truppe provvedersene direttamente dal commercio. Agli stabilimenti dell'intendenza sono addetti appositi reparti di truppa. Questi stabilimenti, non soltanto attendono a.I servizio di pace, ma custodiscono anche i materiali per la esecuzione del servizio in campagna e le dotazioni di viveri di riserva. Di più, mentre la panificazione è generalmente lasciata ai singoli corpi, vi· sono nelle circoscrizioni militari della frontiera occidentale dei pani:6.CJi e mulini militari, ciò che dimostra come r,nche la Russia attribuisca una grande importanza al possesso d i forti mezzi amministrativi in quel territorio, che sarà sempre la base d'operazione delle sue guerre più poderose. La gestione del vettovagliamento in Russia presenta le seguenti caratteristiche : . l" All'intendenza è attribuita soltanto la cnra di fornire talune derrate, che hanno maggiore impor tanza e costituiscono per lo più là base· delle dotazioni di riserva · 2• L'. ingerenza dei corpi nel servizio è tanto m~o'D'Ìore Ob , quanto minori sono le esigenze della preparazione alla O'Lrnrra· perciò verso la frontiera occidentale dell'impero l'azi~ne di~ retta dei corpi di truppa è limitata dalla necessità di predisporre mezzi amministrati vi per la bO"uerra ·, .s· ~ gli uomini di truppa è, a similitudine di quanto si pratwa in Francia ed Austria -Ungheria, attribuita una diretta ingerenza nella gestione del vitto ; . 4a La gestione d iretta, specialmente dei corpi, è in massima attuata senza vincoli contrattuali con fornitori, ma si adisce invece il mercato, come pratica ogni buon ammìni. stratore de' suoi privati interessi.

In Inghilterra il servizio dei viveri viene diretto dal mi· nistero della guerra a mezzo specialmente del quartiermastro generale e delle autorità militari territoriali.


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LE ES IGENZE llilLITAR•l ED ECONOlIIOHE, ECC.

Presso l'esercito inglese il servizio del vettovagliamento è affidato al corpo d'amministrazione (Army Service Cm·ps) distribuito fra i comandi territoriali ed i reparti del corpo ed avente 37 compagnie (che in par te at.tendouo al servizio del treno}, 1000 uomini delle quali disimpegnano il servizio delle sussistenze. Anche in questo esercito è in vigore un. sist~ma m_is~o; il servizio cioè è in parte affidato al detto corpo d1 ammm1stra· zio ne, avente magazzini di vettovaglie, macelli e panifici militari, ed in parte a1 corpi di truppa.

LALEGùE PER L'AVANZAMENTO NELR ESERCITO

( Continu,a) .

A vv. LurG r Gn.rrTr cnpitano commissai·io .

, .

Dopo varie vicende e dopo che molti progetti sono stati discussi, modificati, ritirati e sepolti, senza che, per l'andare di dieci anni, si fosse potuto venire ad una conclusione qualsiasi, nel 1896 dU:rante l'ultimo ministero Ricotti, la legge per l'avanzamento nel regio esercito veniva ripresentata, e quasi repentinamente approvata e promulgata. Fino da allora apparivano manifesti i suoi difetti organici, ma le condizioni del momento non erano propizie per richiamare l'attenzione sulle possibili conseguenze non liete e d'altra parte, la legge essendo già approvata dai due rami del P arlamento, sarebbe stato còmpito assai difficile persuadere allora il pubblico militare e non militare che quella legge, la quale avrebbe dovuto essere la base della buona costituzione dei quadri dell'esercito, mancava di elementi atti a da.re vita vigorosa al corpo degli ufficiali e tanto meno a rialzarne il morale. E d il ri~giovauimento dei quadri, che doveva costituire lo scopo precipuo della legge, non solo non si sarebbe ottenuto, ma si sarebbe stati per forza della sua base dffettosa condotti ad un risultato opposto. Oggi dopo quattro anni da che la legge fa sentire i suoi effetti, è più facile dimostrarne le imperfezioni, perchè la discussione teorica può essere avvalorata dalla sanzione dei fatti e per quanto si voglia essere restii a modifiuare una legge di recente promulgazione, non si potrà non ammettere ohe così. come è presentemente la legge per l'avanzamento non risponde bene nè all'interesse generale dell'esercito, nè a quello della :finanza. E questo si vedrà dall'esame sommario delle principali disposizioni contenute nella legge e dall'enumerazione degli inconvenienti ohe ne sono derivati e che ne deriveranno. HO -

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[,A LEGGE l'KR L'AVANZAMEN'l'O NE:I.. K. ESEHClTO

L'articolo 5 della legge stabilisce le categorie dalle quali possono essere tratti i sottotenenti in servizio at~ivo permanente per le armi com battenti; e queste categorie s?n? tre: allievi della scuola e dell'accademia militare, sottuf:lìc1ah delle quattro armi ed ufficiali cli complemen~o. . _ . Questo articolo, per quànto riguarda 1 sottufficiali, non ~ inspirato ad un criterio moderno e libera_le e ?er quanto r~guarda gli ufficiali di complemento contie~e mv~ce_d1spo_s1.zioni che oltrepassano una conveniente misura di hberahta eguagliatrice. Ogo-i non è più conveniente ammettere che un certo numero bdi posti nel bo-rado di sottotenente delle armi comba.t· . tenti debba essere concesso ai sottufficiali, quale prem10 a lunghi ed ottimi servizi. Questo principio poteva tro:7are la sua rao-ion d'essere nella legge del 1853, promulgata m una epoca .,,nella quale le occasioni cli guerra er_a~o frequenti; quando il livello della coltura generale e militare era poco elevato· le ferme lunghe; la necessità della prevalenza delle qualità 'militari su quelle intellettuali, impe~-i~sa; ed è facile comprendere come appunto in quella legge s1 sia ~ovuto tene~ conto del premio da concedersi ad una benemerita classe d1 persone che davano all'esercito g~i. ann i_ migl~or~ della lor? gioventù, e non possedevano qu~hta, all 1~fuor1 ~1 quelle militari, tali da permettere loro d1 consegmre poi ~n_a co":ve~ niente agiatezza per la vecchiaia, nelle altre ammmistraz10n1 dello Stato. Ma nel 1896 il problema si presentava, come si presenta ancora oggidì, sotto· ben altro aspetto. La coltura generale è più elevata e più diffusa per la facil_ità di co1:1pier~ studi superiori; è accresciuta l' affiuenza di elementi colti nelle file dei ·sottufficiali, ma ad essa corrisponde un' evidente deficienza di quelle qualità eminentemente militari che formavano il merito principale dei vecchi sottufficiali; le ferme sono ora assai brevi, il servizio che i sottufficiali prestano 1

1

LA LEGGli PER L AVANZAME1''1'0 NEL R . ESRRCl'l'O

1747

durante i lunghi periodi di pace, pure essendo iucontestabilrnonte utile, non ha l'importanza nè produce il logoramento che in altri tempi derivava dal servizio prestato per lunghi anni con frequenti campagne di guerra. ' Inoltre sono state oggidì aperte ai sottufficiali molte vie delle amministrazioni pubbliche e private, alle quali gli studi precedenti e la brevità della ferma rendono possibile l'accesso, e possibil~ anche conseguire in esse un modesto benessere materiale. Il lasciare quindi una certa aliquota di posti da sottotenente per i sottufficiali, non avrebbe ora altro scopo eccetto quello di far entl'are nel corpo degli ufficiali quei g iovani che, durante il servizio militare nei gradi di truppa, hanno dimostrato tali spiccate attitudini militari e tale intelligenza. da lasciare fondatamente presumere costituir!? e.ssi un ottimo elemento per il corpo degli ufficiali. Ma allora è egli utile o necessario che questi giovani compiano un corso speciale di studi, più limitato di quello che compiono gli allievi della scu ola e dell'accademia militare, e che vivano appartati, in modo da riuscire quasi estranei ai loro futuri colleghi, e concorrano cosi ad aumentare le molte categorie dalle quali sono tratti i sottotenenti? Sarebbe stato molto più opportuno e più liberale stabilire che quei militari che in due anni di servizio da sottufficiale hanno dimostrato di possedere un elevato sentimento militare, attitudini ed intelligenza molto sviluppate e la necessaria coltura generale, possano essere ammessi come allievi nella scuola militare per concorrere in nn con gli allievi alla nomina a sottotenente, e ciò con determinate modalità che qui non è il ca.so di stabilire. E se questo spiri to di eguaglianza è necessario per la bnona omogeneità degli ufficiali delle armi di fanteria e di cavalleria, esso è anche più imperiosamente richiesto per le armi speciali, allo scopo di eliminare una stridente differenza di coltura e la conseguente diversità di trattamento ohe più non risponde alle idee dei tempi che corrono.


174.8

LA LEGGE PER L'AVANZA}IJ>:NTO NEL R. ESERCI'f'O

Si potrebbe invece, con molt_a utilità, separare da quelle armi la specialità del treno , provvedendola di uniforme propria e ben distinta, ed aprire questa specialità ai vecchi e ottimi sottufficiali delle armi a cavallo.

Molto più liberale, anzi troppo liberale è invece il contenuto dell'ultimo capoverso dell'articolo 5, che si riferisce al concorso degli ufficiali di complemento nella nomint~ a sottotenente in servizio attivo. È stato un bene che si sia aperto l'adito al servizio effettivo anche a quegli ufficiali di complemento che dopo aver prestato qualche mese di servizio nei reggimenti dimostrassero di avere una particolare predilezione per la carriera militare. Ma da questo giusto proposito non si do.veva venire a rendere così facili le condizioni di ammissione da far sì che quel reclutamento, adottato quasi come ecce+ zionale e complementare, potesse invece offrire una via più. breve delle altre per conseguire il grado di sottotenente effettivo. È noto che al presente, tanto per il tramite del volontariat o di un anno, quanto per quello di taluni speciali plo toni di istruzione, si può consegui.re il grado di uffi ciale di complemento dopo uu anno circa di servizio nei gradi di truppa ; e poichè l'articolo 5 stabilisce che per concorrere alla nomina di sottotenente effettivo , l'ufficiale di complemento deve aver prestato sei mesi di servizio in tale qualità, ne viene che a questi siano richiesti in totale solo 18 mesi di tirocinio militare, cioè assai minor tempo cli quello che è uecessarjo agli allievi per compiere gli studi della scuola e dell'accademia militare. Questa brevità di tirocinio non è spiegata nemmeno dalle condizion-i di età dell'aspirante perchè seguendo qu esta via i concorreùti alla nomina a sottotenente effettivo si trovano in bu one condizioni per rispetto all'età, . del che è facile convinceì·si quando si rifletta che in quei tali plotoni speciali

LA LEGGE PER r:AvANZAMENTO DEL R. ESERCITO

1749

ed al volontariato di un anno si può essere ammessi a 17 anni e che per consegue.nza si può concorrere poi alla nomina a . sottotenente di complemento a 19 anni, limite minimo di età sta.bilito dalla legge, e dopo sei mesi si può ottenere il grado effettivo. - N~ si pu6 affermare che queste così celeri prove per la nomma a sottotenente effettivo non avvennero e non av,,erranno ~ai; dal, momento che la legge le autorizza :possono av:7emre ed e un male che sia aperta una via più c~lere cli quella delle scuole militari per conseguire il grado d1 sottotenente effettivo. La legge per essere liberale, ma nel tempo stesso equa, d~veva stabilire un periodo di servizio in qualità di ufficiale d1 complemento, di almeno un anno per la fanteria e la cavalleria e di due anni per le armi speciali, perchè tra questo e quello prestato nei gradi di truppa si avesse almeno quel tempo che nominalmente è richiesto per compiere gli studi della scuola e dell'accademia militare, tempo che sembra anche indispensabile perchè i comandanti di corpo abbiano la pos~ibili~à di assicurarsi dell'attitudine e della vocazione degli aspiranti.

Anche nello stabilire, con l'art. 4, il limite di età oltre il quale non si può ottenere la nor:p.ina a sottotenente effetti:70~ 1~ legge si è mostrata molto condiscendente per gli ufficiali eh complemento, senza misurare la portata delle conseguenze che un limite così largo poteva produrre. In ordine alle esigenze militari, si può rilevare che non sem~ra conv.eniente un troppo lungo intervallo di tempo tra 11 compimento del servizio sotto le armi e la nomina ad ufficiale effettivo, int ervallo, che secondo i dati della legge potrebbe g iungere ad un massimo di otto anni, senza che l'ufficiale di complemento abbia occasione di fornire alle autorità militari alcun ind1zio della sua vocazione e tanto meno delle sue attitudini a prestare un buon servizio.


1750

LA LEGGE PER L'AVAN7.Al\1EJ\'TO NEL R. ESERCITO

Sembra quindi che questo limite dovrebbe essere assai più ristretto, o quanto meno che si dovesse stabilire una relazione di tempo fra l'epoca nella quale è stato prestato dall'ufficiale di complemento il servizio sotto le armi e quella nella quale egli si presenta al concorso per la nomina in servizio effettivo. Ma per tenere più basso questo limite massimo di età per i concorrenti esistono altre ragioni di ordine morale. Dato che i requisiti per concorrere al posto di sottotenente effettivo si possano avere all'età di :20 anni, il lasciar libero il campo sino all'età di 28 anni apre l'adito a tale concorso ad una folla di individui delusi, che avranno tentato tutte le vie possibili per conseguire uno stato sociale e ·che poi, giunti alla vigilia della maturità senza nulla aver potuto ottenere, anzi avendo forse sciupato in questo tempo energie materiali e morali, si decidono all'ultima · prova, non per libera elezione, ma perchè ravvisano in questo concorso un mezzo come un altro qualsiasi di crearsi una posizione vantaggiosa. Entrerà allora nelle file degli ufficiali un elemento privo di entusiasmo, scettico fino alle midolla, malcontento di trovarsi con egual grado fra elementi più giovani, e probabilmente cercherà diffondere il mal seme del suo scetticism·o su quanti lo circondano, compt~gni e dipend'3nti. Dato e non concesso che questo limite di 28 anni potesse essere adottato per qualcuna delle categorie di sottotenenti delle armi combat,tenti, poteva solo esserlo per quella dei $Ottufficiali, che trattenuti maggior tempo nei gradi di truppa per co;nseguire il diritto alla nomina a sottotenente, possono meritare un trattamento particolare. Per conseguenza tanto per gli allievi (nei quali dovrebbero essere compresi, coi.ne si è detto, anche i sottufficiali) quanto per gli ufficiali di complemento, sembra che il limite di 25 an-ni sia sufficientemente elevato. E finalmente ad avvalorare questa presunzione stanno altresì ragioni di ordine finanziario alle quali conviene pure accordare un qualche peso.

LA LEGGE PER L' AVANZAlliEN·ro NEL IL ESEflCITO

1751

La legge stabilisce a 50 anni il limite di età per i capitani. Ora, data la media delle carriere presenti, si comprende come un individuo che sia nominato sottotenente effettivo a 28 anni non potrà., in via normale, oltrepassare il grado di capitano e dovrà a 50 anni lasciare il servizio. 'l'ranne per coloro che provengono dai sottufficiali, al1' epoca della nomina a sottotenente effettivo si hanno generalmente due soli anni di servizio; se ne avrebbero quindi 24 all'età di 50 anni, pèr cui, secondo la legge per le pensioni, che ha completamente parificati gli ufficiali agli impiegati civili senza tener conto dei limiti di età che arrestano ad epoca determinata la carriera, un capitano rice· verà una pensiona presso · a poco uguale allo stipendio di sottotenente. E allora colui, che probabilmente non ha scelta, ma ha accettata come àncora di salvezza la carriera delle armi, trovandosi all'età di 50 anni in condizioni finanziarie tutt'altro che floride, nell'uscire dalle file dell'esercito porterà quasi certamente nei rapporti della vita civile tutta l'acrimonia del suo malessere e lo sfogherà screditanrl.o le istituzioni militari alle quali si era attaccato non per entusiasmo, ma unicamente per conseguire un vantaggio finanziario. È interesse dello Stato che le leggi provvedano a non ammettere in servizio funzionari in troppo tarda età, affinchè quelli che entrano nelle pubbliche amministrazioni possano conseguire una pensione che, assicurando loro un conveniente benessere, lasci fondata speranza eh' essi ritor· nino alla vita civile, elementi di ordine e d i devozione alle istituzioni.

Più. importante e pm grossa è la questione dei limiti di età, contèmplati nell'articolo 8 de1la legge, e la discussione ne è più difficile perchè essa t occa assai più. direttamente gli interessi degli ufficiali, ma si potrà esaminarla con spirito equanime, prendendo per unica guida l' interesse generale dell'esercito.


1752

1753

LA LE GGE PER L'AVANZ AMENTO NEL R. ESERClTO

I.A LEGGE J;>ER, L ' AVANZAMENTO NEL R . .ESERCITO

Per applicare questo limite di età, raggiunto il quale qualunque ufficiale deve cessare dal servizio effettivo permanente, si è affermato che di fronte a molti altri criteri, non sempre ritenuti equanimi e fondati, quello dell'età poteva essere il migliore per ottenere . un. esodo normale con un criterio costante e razionale, essendo l'età un indice non solo delle condizioni fisiche, roa in generale anche di quelle intellettuali. Dal momento che tutto ciò che vive, invecchia e si logora, non si è lontani dal vero ritenendo che coll'andar degli anni invecchino insieme tutti gli organi della vita, epperciò anche il cuore ed il cervello; ma questo invecchiamento è relativo al punto di partenza, e poichè la natura non ha dispensato, all'at to della nE,scita, a tutti in egual misura le forze vit ali, ne deve conseguire che alle diverse età le forze fisiche ed intellettuali non siano eguali nei singoli individui. · Si aggiunga che l'educazione fisica modifica le primitive condizioni degli esseri, e poichè questa è normalmente più attiva negli individui più sani e robusti, il progredire nell'età rende maggiore la differenza delle condizioni fisicointellettuali, fra individuo e individuo. Ed infine •poichè nella lotta per l'esistenza, i più forti di corpo e di mente, in casi normali, arrivano più facilmente e più presto, ottenendo nella più giovane età un maggior benessere materiale e morale; ne consegue eh' essi vanno soggetti ad un minore logoramento. Dunque ad accentuare anche più le differenze nelle condizioni umane della nascita, intervengono le vicende sociali le quali in generale rappresentano aumento di forza per gli individui favoriti dalla natura e dalla educazione e rappresentano diminuzione di forza per i nati deboli e deficienti. Si può quindi affermare che il criterio dell'età è un indice assai erroneo per rappresentare il valore fisico e intellettuç,tle dei singoli ind ividui quando non si tenga conto -d elle condizioni fisiche e delle vicende sociali. Naturalmente la legge non dice che l'età debba essere l'unica ragione di eliminazione degli ufficiali dal servizio

attivo, e non ne contempla alcun' altra solo perchè le disposizioni relative ad altre specie di eliminazioni non po· tevano trovar sede in una legge per l'avanzamento; ma nella pratica è avvenuto un fatto che B umano e che doveva quindi essere preveduto. Innanzi tutto i finanzieri, i quali premono da ogni lato questa macchina dello Stato, solo perchè dovendo essere di immensa mole è naturalmente 1a più costosa, sono andati man mano convincendo sè stessi e gli altri, che quando il fondo pensioni è bastevole a provvedere alle eliminazioni stabilite per legge, esso è sufficiente al suo scopo, il che porta ad escludere tutte le eliminazioni non dovut.e a ll'età. Poi le commissioni d'avanzamento sono divenute meno esigenti, e questa minor esigenza trova la sua spiegazione nella stess,1, relazione ministeriale che precede il disegno di legge, la quale dice che: « adottata per regola l'eliminazione « naturale, quella facoltativa diverrà l'eccezione» ed afferma che l'esodo dov uto alla legge naturale basterà ad apportare un relativo ringiovanimento dei quadri ufficiali. Se queste presunzioni sancite nella relazione ministeriale ed in quella della commissione parlamentare, siano state esatte io può dire soltanto la logica dei fatti quale appare da un sommario esame statistico. Prima dell'applicazione dell'attuale legge di avanzamento lasciavano le file dell'esercito molti ufficiali che non sarebbero stati colpiti dai limiti di età se fosse esistita la legge e poichè dal numero degli eliminati si deve arguire che le commissioni di avanzamento fossero per il passato più severe di quello che non siano oggidì, si deve anche concludere che quei pochi che pur essendo in età avanzata erano trattenuti in ser vizio dovevano essere realmente valori positivi. Le due relazioni già citate accennano al grande vantaggio di togliere così la preoccupazione che le eliminazioni siano dovute a ingiustizie vere o presunte, il che è un danno morale di grande portata. Ma date le ristrettezze del bilancio che, limitando di troppo il fondo pensioni, rendono illusorio, o quasi, qua-


L A LEGGE PElt L'AVANZAMEN'l'O NEL R. ESEHClTO

LA. LEGGE PER L'AVANZAMENTO NEL R . ESEltClTO

lunque altro criterio che non sia quello dell'età, l'ingiustizia, il cui fantasma ha tanto spaventato il ~egislatore, si presenta ora evidente e s'impone protetta dalle necessità finanziarie e dalla legge d i avanzamento. Infatti, quale maggiore ingiustizia veder collocati a riposo uomini sani e vigorosi solo perchè essi hanno raggiunto nna determinata età, e veder poi, unicamente per ragioni :finanziarie, mantenuti in servizio uomini fisicamente ed intellettualmente deficienti? Lo specchio seguente che comprende i collocamenti in posizione ausiliaria ed a riposo dal gennaio 1891 al 1° luglio 1900, dimostra chiaramente gli effetti della legge, e dato anche che una percentuale dei collocamenti fuori servizi.o degli anni precedenti al 1896, sia dovuta ai temuti criteri ingiusti ed erronei, .resta sempre il fatto che prima del 1886 _per i giudizi indipendenti dall'età erano eliminati ufficiali, che ora non lo sono, mentre erano conservati in servizio molti ufficiali che sarebbero stati colpiti dagli attuali limiti di età. Collocamenti a 1·iposo ed in se1'vt"zio ausilicwio degli ujficiali detle ai·mi coinbctttenti.

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1755

Se ne deve dunque concludere che l'applicazione dei limiti di età ha avuto per primo effetto di peggiorare le condizioni dei quadri, perchè se anche fossero stati di alcun pocò ringiovaniti, il che non è, come dimostreremo in seguito, il vantaggio di questo ringiovanimento sarebbe assai dannosamente distrutto dalle non più avvenute eliminazioni di ·quegli elementi fisicamente ed intellettualmente meno validi, elementi che prima della promulgazione della legge venivano costantemente eliminati. Dunque i finanzieri, i quali erano così preoccupati dalla .applicazione dei limiti di età, da accettarli solo quando si erano ben assicurati ch'essi non avrebbero prodotto un nuovo aggravio al bilancio, possono essere soddisfatti, perchè l'onere è grandemente diminuito e la sola differenza tra il passato ed il presente consiste nello spendere ora male quello che prima era sp~_so bene.

Ma è poi vero che i quadri siano ringiovaniti sol perché qualche ufficiale di maggiore età è stato elimiuato dal servizio attivo, o non è forse avvenuto che per sopprimere alcune sporgenze eccessive nella curva delle età si è elevata tutta l'intera curva? Dallo specchio precedente si rileva intanto che l'esodo degli ufficiali per collocamento a riposo ed in posizione ausiliaria, che era in media di 258 all'anno prima del 1896, è disceso d9po quest'anno a 108, il che vuol dire che le carriere sono notevolmente, ritardate, e ciò, come è evidente, non può es. sere causa di ringiovanimento dei quadri ufficiali. Inoltre, come appare dallo specchio segnenlie, l'età media nella. quale' si pervenne al grado di colonnello nel periodo di tempo 1891-1900 è andata oscillando, ma dopo il 1896 non è mai discesa al limite minimo che si era ott enuti) n egli anni precedenti.


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1758

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LA LEG.G~ PER L AVANZAllEN'l'O NEL

LA LEGGE PER L'A'\'"ANZA,t8NTO NEL R. ESJ,JtelTO

. Uguali dati sono raccolti nello specchio seguente per i maggiori generali, mentre non si è creduto raccoglierli per gli altri gradi dì ufficiale superiore, perchè l'assegnazione ai reggimenti di fanteria di un secondo tenente colonnello, e di uno o due maggiori · a disposizione, hanno momentaneamente prodotto, in que,sti gradi, un maggiore movimento che non sì ripeterà in seguito. Età, al momento della p1·omozione, dei maggiori gene1'alz" (esclusi -i medici). Eti1

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Dimostrato dunque che l'applicazione dei limiti di età non ha nè ringiovanito nè migliorato i quadri e che quindi non ha raggiunto lo · scopo che si proponeva il legislatore, resta a vedere se essa ha almeno fatto conseguire lo scopo di rendere bene accetto il collocamento a riposo e di r iversare nel paese elementi affezionati alle istituzioni. Dato e non concesso che un provvedimento legislativo sia _veramente necessario per far sì che l'ufficiale, dopo aver passata la vita intera nell'esercito, porti nel paese i buoni frutti della sua educazione militare e divenga presso le popolazioni un elemento di ordine e di forza, non era certamente il prov-

n.

ESERC LTO

1759

vedimento escogitato con questa legge quello che poteva condurre ad un tale risultato. Per poco che si conosca la natura umana è facile compren· dere che un provvedimento legislativo non diviene meglio accetto a chi deve subirne i non lieti effetti, solo perchè quel provvedimento ha per base la legge fatale del tempo anzichè il giudizio degli uomini. Tutti i vecchi ufficiali lasciano sempre a malincuore il servizio, e qualcuno può aver manifestato pubblicamente questo suo malcontento; ciò però non toglie che tutti gli ufficiali che hanno per lunghi anni appartenuto all'esercito sono e saranno sempre pronti a dare con animo lieto le ultime loro energie al servizio del paese qualunque sia la ragione che li ha allontanati dal servizio attivo. Provvedimenti di ben altra natura potevansi e dovevansi escogitare per rendere moralmente e materialmente meno penosa la vita a questi avanzi della migliore e più valida parte della nazione ; impedire l' unilìoazione delle pensioni 0he pareggiate, non si comprende con quanta gìnstizia, a quelle degli impiegati civili, sono per i gradi inferiori rese misere dal limite d'età; dare agli ufficiali in posizione, ausiliaria ed a riposo larga parte degli impieghi nel Ministero della guerra; concedere riba3si sulle ferrovie; ed altri' consimili provvedimenti che dimostrino, come lo Stato li abbia a cuore e come di essi ricordi_i lunghi e buoni servigi. Non già il sapere che è la data di nascita che li ha fatti rientrare nella vita cittadina, ma la considei·azione con la quale i vecchi ufiìciali vi saranno rientrati e vi sa.ranno tenuti, farà sì che la posizione di riposo sia loro bene accetta, e che alla premura del Governo, essi rispondano sempre con quella fede e con quell'entusiasmo con cui hanno affrontato i disagi ed i pericoli della vita militare.

Ma pure ammessa la necessità di stabilire i limiti di età, eranO essi necessari e convenienti quali vennero sanciti nella vigente legge per l'avanzamento ?


1760

l,A LEGGE PER L'AYANZAMEXTO NEL R. ESERCITO

Il limite massimo al guale possono giungere gli ufficiali subalterni è di 48 anni, ed è di 50 per i capitani, ma mentre sì gli uni che gli altri devono sottostare a lle stesse fatiche fisiche, deve poi il capitano spiegare ben altra energia nel governo del proprio reparto anche dopo lunghe e penose fatiche. A. ciò aggiungasi che il comando di un' unità organica richiede, più assai che non nei subalterni, l'energia necessaria per affrontare la responsabilità di deter minazioni e di iniziative proprie, energia che si può riscontrare solo là dove esiste una perfetta validitil, fisica ed intellettuale. Se dunque un limite doveva essere stabilito, data la differenza dei requisiti necessari al buon funzionamento del rispettivo comando, esso doveva essere tutto al più identico per tutti gli ufficiali inferiori. Nessuna ragione poi si riscontra perchè il limite massimo per i maggiori debba esser e inferiore a quello per i tenenti colonnelli, dato che questi due gradi hanno n ei corpi combattenti lo stesso impiego, come Io hanno gli ufficiali subalterni per i quali, infatti, la legge ha sancito lo stesso limit e di età. Ma quello che si è detto per i .,ubalterni rispetto al capitano, si può con valide ragioni ripeter e per gli ufficiali super iori rispetto al colonnello, che non v'ha cer tamente persona pratica degli ordinamenti militari, la quale non comprenda che se anche a 57 o 58 anni si può ben comandare un battaglione, il pit't delle volte inquadrato ed in sottordine, ben maggiore attività e ben maggior somma di responsabilità importa il comando di un reggimento per r ichiedere che il capo di esso sia dotato di tutta la energia atta ad assicurare il buon funz ionamento del comando. Sembra quindi illogico ritenere che ment re dopo i 53 o 56 anni non si sia atti a ben comandare un battaglione, si conservi poi per due anni ancora, da 56 a 58, tutta l'attitudine a ben comandare un reggimento. Anche per gli ufficiali superiori era quindi il caso di stabilire un solo limite di età.

LA LEGGF. PER ?.'AVANZAMENTO NEI, R. ESERCITO

1761

Ma ~uesta modificazione che concoderebbe a taluni uffi. ciali di rimanere in servizio qualche anno di più, non im plica che anche coloro i quali arrivano in tarda età. ad avere diritto ad una promozione debbano sempre conseguirla. Ben di meglio si potrebbe fare oltre al fissare l'età per la cessazione diti ser vizio attivo delle varie categorie di ufficiali, cioè si potrebbe stabilire un limite massimo di otà oltre il quale non dovrebbe più essete possibile couseO'nire 1~ prom?zione al grado superior e, specialmente per il ;rado d~ maggiore, per quello di colonnello, e per quello di maggior generale. Nè questa mi,rnra deve sembrare eccessiva, e già era stata venti lata nella commissione senatoriale del 1893 della qual~ fac~vano parte i generali Oosenz e Ricotti, ed un simile provvedimento è adottato in Francia con un semplice decreto il quale dice che por·sconginrare il grave pericolo del sovercÌ1 io invecchiamento dei guadri non si debbono comprendere nelle liste di avanzamento che quegli ufficiali che distano di uu certo numero di anni dal limite di età stabilito pel nuovo grad o, e ciò sebbene le condizioni cli età degli ufficiali in Francia siano assai migliori delle nostre. Si aggiunga che specialmente per il grado di colonnello è assai dannoso al servizio che quasi annualmente mutino le persone che reggono un così importante comando; e ciò è d~nnoso anche all'erario, lasciando che per poco ognuno raggmnga quel grado senza alcun evidente vantaggio per l'eser cito. Infine per i generali sarebbe stato x;o.eglio non stabilire alcun limite di età. L'alto consesso che giudica la 1o·ro attitudine al servizio rende il giudizio superior e a qualsiasi sospet to ; le eminenti qu~litfl. delle quali è necessario siano dotati gli . ufficiali chiamati a così elevati uffici, impongono già una severa e l~rga selezione, ben maggiore di quella che imporrebbero i hmiti di. età; era quindi super.fluo stabilire tassativamente l'età nella quale essi debbono lasciare il servizio o tutto a l più si poteva anche per essi stabilire un solo limi~e di età. iH -

AliNO '.\L\',


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LA LEGGE PBR L'AV1\NZAU l,N'!'O NEL R. ESERCITO

C~e ,le el~mi~a~i?ni . nei. generali uon abbiano duo po del conco~so de1 lnmt1 d1 eLa, lo dimostra il fa Uo che anche ~opo 1~ ~896 la maggior parte di guelli che hanno lasciato il ,serv1z10 ("/,0) non avevano raggiunto il limite massimo di eta, cosa questa che non si è manifestata negli altri gradi.

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Un ~ltro dei pun~i ·capitali dell'attuale legge di avanza. mento e quello che riguarda l'avanzamento a scelta. . M~ntr~ è ~erfettamente rispondente alle esigenze moderne 11 cr1teno d1 accordare in larga misura I' avanzamento a scelta per i gradi elevati, non sembra conveniente estendere questo avanzamento ai subalterni. SeblJene _da qualche anno le carriere sia~o andate notevolmente ritardando in modo che oni si permano·a per circa ~4 a~~i nei gr~di di sottote~ente e tenente, per il genere dì serv1z10 che s1 presta 111 tah gra1i per la !)Oca O ness ·1· · h . ' una rosponsab ~ 1t~ c e s1 ha nel governo disciplinare di un reparto e per . .cost1tmto, . . l'età stessa degli ufficiali· , e· t roppo d 1·rfi 01le m quei gradi avere prove sicur·e che l' , avanzamen t o a Se!elta concesso torni a vero e r eale vantaggio del s erv1z10. . · · p . e~ ques~1 grac!~ sembra miglior part.ito una conveniente selez10ne dei · · ora . non !donei e dei non mer1·tev , 011·, t an t o prn che le carnero sono assai lente o che qu ·ud t. no · 1 . . , n conviene sia oltre ritardato all'anzianitc\ il conseo-uimento del d d" · . o gra o 1 capitano che e_ q~ello ne~ qu~le _si cominciano ad appagare le _modeste e legittimo asp1raz10m morali e materiali, ed è evidente c~e, con l'aliquota dei posti da capitano concess i a~ ~a s~elta, 1 promovendi ad a~zianità subiscono il ritardo di cuca 1/.. del tempo passato ne1 gradi infor iori. A questo rignar~o a~pu~to la relazione del ministro propon~n~ generale R1cott1 dice che i tenenti, per il non lungo servizio pr~sta_t~, non potrebbero in massima fornire altro eleme~to di ~p~d1z10 all'infuori dei titoli di studio, per ritenerli . m entevoh d1 un acceleramento di carriera. O~a par chiaro che se queste cognizioni acquisite con Io studio sono veram<?nte :rnlide, esse devono permanere negli

LA L1'00E PER L'AVA NZAlllENTO NEL R. ESERCITO

1763

anni successivi, e che l'avvalorare questo titolo per l'avanzamento a scelta, con qnello delle dimostrate qualità militari, nel grado di capitano almeno, meglio risponda al concetto che la promozione a scelta deve tornare di reale vantaggio al servizio in genere. · E il ministro generale Pelloux nel proporre neJI'aprile del 1897 talune modificazioni alla legge del 2 luglio 1896, seri veva nella sua relazione: « Avrei bensì. desiderato sot« toporre una proposta relativa alravanzamento a scolta, il « quale dalla presente legge è stato, per gli nff.iciali del le « armi combattenti, limitato al solo avanzamento da tenente « a. capi tano, e ristretto in angusti confini. « P er parte mia riterrei miglior sistema di applicare il « principio della scelta nell'avanzamento da capitano a mag« giore e mi conforta in questo concetto il voto u nanime « della commissione centrale di avanzamento, che ho creduto « cli consnltare in proposito>>. Si è dunque in buona compagnia n ell'affermare che per quanto rignarda l'avanzamento a scelta erano assai m1· gliori le cessate disposizioni che stabili vano dovesse essere concesso a cominciare dalla promozione a maggìore. Per le stesse ragioni sa.rebbe da escludersi per i gradi di tenente e sottotenente la promozione a scelta di cui all'art. 25 della legge, beninteso nel senso che le propo~te per tale promozione possano essere fatte anche quando l'ufficiale che ne è meritevole si trova nei gradi subalterni, ma che la promozione a scelta sia concessa da capitano a maggiore e sempre che il cand idato a.bbia continuato a rendersene meritevole anche dopo la fatta proposta. Se come dice la relazione del Ministro proponente, queste promozioni eccezionali hanno per iscopo principale di portare agli alti gradi della. gerarçbia elementi giovani che posseggano tali qualità da far ritenere che la loro promozione ridondi a beneficio dell'esercito e delLo Stato, e d'altra par te non potendo n è dovendo tali promozioni essere troppo frequenti, specie per uno stesso indi vicluo, ?tllo scopo di non scemare prestigio alla promozione stessa e non ingenerare


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LA LEGGE L'Ell r,'AV,\NZAlll·:1'1'0 NEL R. F.SERCITO

il dubbio ch·essa possa e.ssere conseguenza di un privilegio; con viene che essa sia bensì concessa in un· epoca nella quale possa apportare il massimo dei vanta~~i, ma ~be ~er contro sia circondata. dalle maggiori gnnreut1g1e. Ed e evidente che per apportare il m~simo doi vantaggi deve essere accordata in quel grado nel quale la permanenza è più lunga, e che per essere circondat,i da serie e reali guarentigie deve cor;ere un certo lasso di tempo fra repoca nella quale tale vautaaO'ÌO viene proposto a favore di un doter minato indi· l::>b • • d t viduo e quella nella quale il vantaggio stesso e accor a o. Nessuna migliore guarentigia. vi potrebbe essere quando fossero prevontinmente noti gli individui propost~ pe_r l'avauzamonto a scelta eccezionale, in modo che tntti gli ufficiali coi quali essi hanno rapporti di ser vizio potessero per un anno almeno portare su di essi la loro particolare attenzione ed cspri mere poi il loro giudizio con piena conoscenza. Per quanto riguarda la proporzione da accordarsi all a scelta ordinaria. essa sembra troppo misera cosa cosi com"è ora stabil ita per il grado di tenente e saxebbe anche più insufficieute se il vantaggio \·euisse portato nella promozione da capitano a maggiore, . . Il ministro proponente per stabilire in quale misura si dovesse conceder e il vant.aggio alla scelta si riportava alla condizione che i prescelti non cessassero dal rimanere fra ufti~iali di pari etil, e riconoscendo che in generale l'età dei so!.totenonti v;tria fra 19 e 22 anni, riteneva che il vantaggio delìa. scelta uon dovesse snperarl' un periodo di 18 mesi circa. Sembrerebbe in vece che lo scopo da raggiungersi fosse quello opposto e che dati i Jiruiti di et~i pe: _l'~bbandouo del se1·vi:ào attivo, occorresse mettere gli nffic1ali promossi a scelta nelle migliori condizioni di età; che cioè essi dovessero trovatsi fra i più g iovani de l proprio grado od anzianità, in modo da avero la quasi certezza che essi non saranno colpiti dai li miti d i età in precodenza dei loro colleghi promossi ad anzianità.. Dato quindi che la differenza iniziale di età può esser e di tre anni, ma tenuto conto che le perdite sono forti nei

LA LEGGE PER

t' A VAN7.AMENTO NEL Il . ESERCITO

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due gradi subalterni in modo che l'aliquota di vantaggio accordata nel grado di capitano rappresenta un valore diverso da quella accordata nel grado di tenente, si ritiene che il vantaggio dovrebbe essere da 1/ 8 a 1/ 0 nella promozione da capitano a maggiore, il che rappresenta. tradotto in tempo un vantaggio di 36 o 40 mesi circa.

••• Le altre promozioni a scelta riguardano gli ufficiali di stato maggiore o guelli del corpo sanitario. P er quest'ultimo, per il quale l'elemento scientifico ha la più grande importanza, è evidente come si dovesse fare una larga parte all'avanzamento a scelta e:he dovrebbe anzi estendersi a tutti i gradi. La questione dell'avanzamento a scelta degli ufficiali di stato maggiore è connessa a quella dei ruoli per i quali la legge vigente ha portato essenziali innovazioni . Essa ha stabilito il ruolo per il per.:;onal1:1 dei distretti e delle fortezze, ha fissato il ruolo unico solo al grad o di maggior generale, ed ha abolito il ruolo di stato maggiore. Ma nello abolire il ruolo ha implicitamente stabilito che l'aliquota di vantaggio per la promozione di questi. ufficiali sia computata snl ruolo dell 'arma di provenienza per le due promozioni da capitano a maggiore e da maggiore a tenente colonnello. Se tale computo è discutibile per la prima defle promozioni, per la seconda, per la quale in massima non s i fari· torno all'arma di prove-:iienza, la legge si è inspirata ad un criterio erroneo, che la relazione stessa del Ministro proponente mette in evidenza. Essa dice: << Con i ruoli per arma « e per corpo, le carriere si svolgono dipendentemente dalle « conclizioni e clalle esigenze interne cli ogni ar·ma e corpo, « qua.li sono determinate dalla proporzionalità dei vari gr11di « e dalla entità di eliminazioni per cause varie, e più o meno « sensibili da arma ad arma )) . Dunque mentre le carriere delle varie armi e corpi debbono essere libere e diverse a seconda delle esigenze parti·


LA LEGGE PER

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LA LEGGE PER L'AVANZAME NTO NEL R . ESERCITO

colari a ciascuno, è poi st abilito che per gli ufficiali di stato ma O'giore l'aliquota del vantaggio dev'essere computata nel o . h ruolo dell'arma di provenienza ; la legge ammette cioè c e per questi ufficiali che hanno subìto le stesse prove, che debbono avere le stesse' attitudini, che prestano lo stesso servizio e che vestono perfino ancora la stessa uniforme, il trattamento nella promozione a scelta, rispetto al tempo sia diverso secondo le esigenze, la proporzionalità dei vari gradi e le eliminazioni dell'arma di provenienza. · Se ciò si può discutere e accettare per le promozioni nelle quali si ritorna all'arma di provenienza, non è poi più equo e giusto quando si tratta di promozioni che avvengono nel corpo stesso di stato maggiore, perchè con ciò ne verrebbe certamente danno non lieve alla disciplina ed al prestigio del grado. Le disposizioni della legge, così 0ome sono ora, r endono possibile il fatto che maggiori di stato maggiore provenient'. da arma di versa, pur r imanendo nel corpo, vengano pr omoss1 tenent i colonnelli, scavalcandosi fra di loro, solo per effetto delle condizioni ed esigenze interne dell'arma di provenienza. È evidente che il pubblico milit are, poco conoscitore di questi paradossali misteri della legge per l'avanzamento, supporrà che i maggiori più auzian~ che sono stati posposti nella promozione a tenente colonnello debbono esser~ per lo meno male annotati, ed allora si ch iedera perchè essi appartengano al corpo di stato maggic1re. . Dato il sistema stabilito dalla legge presente, o bisognava abolire il corpo e stabilire il servizio cli stato maggiore con l'uniforme dell'arma di provenienza, oppure bisognava mantenere il ruolo e computare diversamente l'aliquota del vantaggio per le promozioni a scelta. . Si r iportano a t itolo di semplice curiosità le ragiom con le quali, nelb relazione del ministro proponente ed in quella della commissione parlamentare, è sostenuta l'abolizione del r uolo di stato maggiore. La prima dice che il ritorno degli ufficiali di stato maggiore all'arma di provenienza, le modalità con cuì ai mede-

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r.' ..\.VANZAMENT O NEL

R. ESERCITO

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sim1 e stato accordato un acceleramento nell'avanzamento non hanno più reso necessario il ruolo organico di tali uffì. ciali. Per quale ragione? Forse appunto perchè abolendone il r uolo se ne rende d i verso il trattamento ! Della seconda si r iporta il testo letterale, dal quale, però mal si comprende che cosa abbia voluto dire il relatore : « L'abolizione del molo degli ufficiali di stato maggiore (< è una necessiti1 imposta dai criteri che informano tutto lo « attuale disegno; se la medesima non avvenisse, aì vantaggi « della scelta nella nomina da tenent e a capitano, e quello « speciale per tutti i capitani e maggiori di stato maggiore, « se ne sarebbe aggiunto un altro, quello emergente da.lla « scelta straordinaria (art. 25) determinata dal solo confronto « fra gli ufficiali di stato maggiore fra di loro ». Al lettore spiegare l'arcano senso di queste parole, quando si consideri che la legge non escludo dalla scelta stra.ordinaria gli ufficiali di stato maggiore (in quest'anno infatti un capitano di stato maggiore fo promosso in virtù dell'art. 25); che la proposta per tale scelta è indipendente dal r uolo nel quale si è inscritti; che essa è basata sui meriti int rinseci dell'individno, indipendentemente dal suo confronto coi colleghi, dagli studi militari fatti, dal servizio prestato e dall'arma alla quale appartiene. È quindi logico ritenere che l'abolizione di quel ruolo sia avvenuta perchè nella discussione della legge non si è misurata la portata delle conseguenze di questa abolizione, e a metterla in chiaro non certo servi vano le parole della relazione; nè è possibile rendersi conto perchè per abolire il ruolo non siasi abolito prima il corpo e la speciale uniforme. Certamente è questo un esempio unico negli eserciti europei, di un corpo che esiste, che presta il suo servizio, veste uniforme pl'Opria, ma non ha un ruolo proprio. Tanto è vero che la cosa è anormale, che ad onta della legge, e contro la legge, il ruolo è stato mantenuto nell'Ann·uario e nel Bol-

lettino de"lle nomine e promozioni.


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LA LEGGE PER L'AVANZA)IE::!\TO NEL R. ESERCITO

.. •. Nelle relazioni con le <J uali la legge fo presentata al Par· lamento, non si fa alcun cenno alle disposizioni che rego· lano ravan1.amento degli ufficiali in congedo, ma nella relazione mi,1isteriale se ne riconosce l'importanza là dove accennando ai limiti di età e detto che in caso di guerra avremo bisogno del concorso dì tutti e devesi perciò aver riguardo alle condizioni morali che si creano agli ufficiali che fanno passaggio al servizio ausiliario ed alla riserva. J!J questa importanza non ha certameute d'uopo di essere dimostrata quando si pensi che non soltanto i comandi in sottordine, ma molti anche dei comandi di grado eleva.to, 8aranno retti da ufileiali richiamati dal congedo e che questi troveranno largo impiego nei servizi di retrovia, la cui in· fluenza nelle guerre moderne e di valore indiscutibile. A riguardo di questi ufficiali la legge ha stabilito che gli avanzamenti avvengano solo per anzianità. Certamente in questo caso la legge più che l' interesse generale dei quadri deve avere avuto in mira di non disgustare questa schiera di ufficiali, ritenendo difficile rendere bene accetto a tutti, ttnche a chi non ne gode i vantaggi, il criterio della scelta. ~ppure, per quanto le commissioni di avanzamento possauo fare esclusioui ed eliminazioni, sembra che in questa categoria di ufficia.li appunto, la scelta debba avere una larga applicazione. :::le negli ufficiali in servizio att.ì vo le qualità posi ti ve possono essere ,·ariabili da individuo ad individuo, esse debbono pur St1U1pre soddisfare alle esigenze del servizio e non possono discendere a l di sotto di uu determinato lì.mite, senza che il superiore giudicante ne sia subito e completamente edotto. . D'altra parte per l'ufficiale in servizio permanente, lo zelo e l'esplicazione di tutte le attività souo doveri imprescindibili anche in tempo di pace, e oltrechè oggetto di fa.

LA LEGGE PER L'AVANZAMENTO NEI, R. ESERC11'0

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vorevoli apprezzamenti, sono altresì rimunerati tanto in via normale quanto in via eccezionale . Nell'ufficiale in congedo invece non solo le qualità posi· tive possono variare senza limiti, e per la condizione di non essere sottocchio al superiore, può questi nou a,·er campo di [~pprezzarue fa variabilità, ma possono anche esiP.tere qualità completamente negative e rimanere queste semp1·e occulte. Tnoltre per l'ufficiale in congedo ìe attivit.."t si possono esplicare in mille modi cliversi o tutti utili, spesso con disagio a danno degli interessi particolari, quasi sempre se~za essere in alcun modo rimuneratrici. Giova perciò attribuire allo zelo, od alle utili iniziative un assai maggior valore, e quindi nell'accordare le promozioni avere criteri ben diversi da quelli che si seguono per gli ufficiali in servizio permanente. Si aggiunga che la scelta è nella pratica assai meno diffici le per gli ufficiali in congedo, o quanto meno i verdetti della scelta sono m~no discussi. Le attivit.à. che può spiegare un ufficiale in congedo entrano assai più nel dominio del pubblico di quello che non avvenga per gli ufficiali in servizio permanente; le loro dot,i personali sono spesse volte già note per altri servizi resi al paese; il vantaggio che la opera di questi ufficiali può recare alle istituzioni militari si appalesa con fatti concreti; i richiami in servizio per campi e manovre, l'opern prestata in pro del Liro a segno, le conferenze e le pubblicazioni intorno a problemi mili-tari, sono resi facilmente di pubblica ragione e quindi la applicazione della scelta mentre sarebbe indiscussa, sarebbe completamente giustificata per incoraggiare coloro che in pro delle istituzioni lavorano senza at,tendere nè aiuti, nè eccitamenti, distinguendoli da coloro che procedono nnicamente per forza d'inerzia. Vi sono inoltre ufficiali che posseggono ancora in tutta la potenza le attitudini :fisi,:he ed intellettuali e che la legge inesorabile del tempo ha allontanato dal servizio permanente quando ancora potevano essere utilissimi. Taluni di questi ufficiali sono dotati di ottimi studi'militari, e con i


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LA LJ::GoE PEn r.'AVAC'IZAMEXTO );EL R. ESF.RCI1'0

grandi bisogni che si presentano oggidì all'atto della mobilitazione è evidente che questi elementi saranno preziosi. Si uscirebbe dai limiti di questo studio se si enumerassero tutti i servizi importan~i ai quali è duopo provvedere durante una guerra, e ragioni di a!lra. natnra vietano di fare il calcolo numerico degli ufficiali che occorrono in tale circostanza. Ognuno però che conosca i nostri ordinamenti può fare questo calcolo da sè c riconoscere quanto sieno fondate queste a:rgomentar,ioni. Ma perchè questi ufficiali, e specialmente quelli che sono f?rniti cli b_u oni studi militari, possano con energico eutu· s1asmo esplicare tutta la loro attività, è necessario che il loro morale sia elevato, per il che occorre ch'essi siano portati a q~1el grado massimo nel quale Ja loro capacità permette di a_rr_1 varo, potendo solo così dare il maggior rendimento poss1b_1le; ed occorre che essi non siano lasciati troppo indietro d~1 loro compagni i quali per la fortuna di essere più giovani d~. q:1alohe anno, talvolta di pochi mesi, hanno potuto salire prn malto nella geraruhia. Naturalmente queste promozioni non potrebbero essere date che a scelta, mediante opportuni richiami in servizi.o e la più esatta e coscienziosa constatazione del valore personale dei promovendi. Orbene la legge non solo stabilisce che gli ufficiali in congedo non possano essere promossi che ad anzianità ma fissa altresì che gli ufficiali in posizioue ausiliaria non' possano conseguire che la promozione al grado immediatamente superiore a quello che coprirono per almeno un anno nello esercito permanente. Così ~ssa _to~li~ qua~siasi possibilità di utilizzare quegli e~ement1 ott1m~, 1_ quali se troppo lasciati indietro rispetto at loro collegh1 d1 eguale capacità, certamente saranno demoral izzati e poco entusiasti del servizio al quale venissero chiamati.

J,A L EOGE PEH L'AVA :s"%AMENTO NEL R. ESlmCITO

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In questo breve studio si è cercato di mettere in evidenza la parte difettosa della presente legge per l'avanzamento dell'esercito, analizzandola nelle sue lineo principali e confortandone il giudizio con l'esame degli effetti prodotti nei primi quattro anni della sua esistenza. A chi conosce quanto vasta sia la materia., quanto complessi siano gli argomenti dei quali de,·e occuparsi una legge di tanta importanza per la vit.a e la forza dell'esercito, non deve recare meraviglia se nol tradurla in pratica si sono manifestati degli inconvenienti anche in ciò che riguarda le disposizi oni principali . Non altrimenti è avvenuto per la legge del 1853, la quale era certamente meno importante dell'attuale, e perchè riguarda va una cerchia più. ristretta di persone, e perchè minori rapporti queste persone avovano col resto della nazione. Tuttavia quella legge nel breve periodo di due anni doYette essere per ben tre volte modificata, e una serie interminabile di decreLi e di disposizioni dovette poi regolarne l'applicazione. Nou dunque desiderio di muta.menti o di innovazioni, ma solo l'importanza dell'argomento e l'utilità di render0 al più pr esto, per quanto è possibile, perfetta una legge che tocca i più vitali interessi dell'esercito hanno indotto a rendere pubblico guesto st,udio. E.

BEit'COTTI.


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L AR'l'IG l, l'.EIW\ DA 1110~'1',10:'<A , ECC.

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L'ARTIGLIERIA DA MOXTAGXA ÈVKRHIKNTK L'ARTIGLIERIA DKGl.l ALPINI 1

Sulla Rivista d' a,·tiglieria e genio del maggio u. s. comparve uno scritto del maggiore d"artiglieria cavalier Franzini, intitolato: L 'a1·tiglie1·ia da montagna /1·a le truppe di frontie;·a, nel qMle rautore si propone di dimostrare erronea e dannosa l' unione, che molti desiderano, ùell' artiglieria da montagna cogli alpini. Q,nello scritto tocca, evidentemente, un argomento di indol0 organica e tattica di prim'ordine e lo tocca scostandosi dal comune modo di pensare ed apertamente combattendo un impiego tattico di artiglieria già sanzionato dalf uso ed una formazione organica non ancora regolamentare in Ha.lia, ma forse non lontana dall'esserlo. Esso deve, per conseguenza, aver prodotto in molti una profonda impressione, direi quasi di sorpresa e fatto nascere in alcuni il dubbio che non si sia fatto troppo cammino su di una v ia completamente sbagliata.. E per questo che, dopo avere alquanto esitato, ho creduto lecito ed anzi utile esporre le mie idee sopra questo argomento che interessa ugualmente le due armi, di artiglieria e di fanteria, anche dove queste idee non concordano con quelle dell'egregio ufficiale superiore d'artiglieria che su questo stesso argomento scrisse. . Anzi, non esito a dichiarare che essendo la mia opinione radicalmente contraria alla sua, la esporrò cercando di contrapporre alle sue ragioni contro, altrettante ragioni in favore della progettata - o semplicemente prevista - unione degli alpini colrartiglieria da montagna.

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Constata l'aut,ore, che da qualche tempo si parl11i di raggrnppare in riparti organici le batterie da montagna coi battaglioni alpini e dichiara essere ottimo concetto affratellare sin dal tempo di pace le truppe che dovranno in guerra combattere assieme; ma soggiunge subito che « la « unione più intima di alcuni elementi dell'esercito, alla ~< quale naturalmente corrisponde una distinzione più spie· << cata dagli altri elementi dell'esercito stesso, solo si può << dire conveniente, quando guegli elementi per loro naLura « ed attitudine siano chiamati ad agire insieme: Ora, si può « proprio dire che le batterie da montagna e i baUaglioni « alpini siano fatti per operare assieme sulle Alpi? rarti« glieria nostra da montagna è veramente l'artiglieria degli «alpini?» . Queste, le domande fondamentali che compendiano il problema, del quale si dovrebbero discutere gli elementi favorevoli e quelli contrari. Ma l'autore si affretta a farci sapere che egli risponderà negativamente ad ambo le domande, infatti, pur riconoscendo che « si è fatta molta strada >> in favore dell'unione delle due specialità d'adiglieria e di fanteria, non esita a dire che ciò avvenne non percbè vi si sia pensato su molto, ma (<' piuttosto per senso di opportunità., che per sentito bi« sogno di dare agli alpini l'ausili o di un'artiglieria» ; perciò, egli aggiunge: « Rimase sempre in alcuni ufficiali, che « ebbero occasione di assistere a molte manovre di alpini e « di batterie da montagna, l'idea autica, che queste ultime « non sono l'artiglieria degli alpini; ma che molto più util« mente potranno venire impiegati coi primi grossi nuclei « di fanteria ohe si spingeranno nelle Alpi, e che pertanto « esse vanno considera te come l'artiglieria campale per ec« cellenza delle divisioni di fro ntiera i> . Giunto cosi, a priori, a questa conclusione, e dopo essersi appoggiato ad uno scritto del generale ' Queirazza, pubblicato sulla Rivista militare nel_1881, cerca dimostrarla esatta


1774

t.' AR'l'lGLJ 1•;\{J A DA MONTAGNA

anche a posleriori e, per ciò fare, poue come a::;sioma la se()'uente massi ma: ~< L'impiegare assieme armi comba~tenti_ di verse r.iesce « vanta()'aioso se ciascun'arma può eE>phcarl.3 m modo effìcac~ « le su::tLitud iui tattiche. Se ciò non si può otten ere, s1 « deve convenire che quelle armi non sono fatte per operare « insieme nel terreno e nelle condizioni, in generale, nelle « quali si è considerata l'azione loro ~., . . . Questa massi ma, dalla quale poi 1 autore fa de_nvaie _le sue conclusioni negative, io per accettarla, dovrei modificarla così: « L'impiegare insieme armi combattenti div~rse, riesce « non solo vantaggioso, ma necessario, quando 11 concorso « dell'arma ausiliaria è indispensabile all' azione dell'arma <i principale per il raggiungiment,o dello sco?o eh~ a questa (( ultima è proposto; anche se per q·uesta imione l a1·mn ait« siliaria non pot1·à sempn espliccwe in moclo efficace tulle le

« sne attitudini tattiche ». . . , . . .· _H;d infatti è iu questo concetto che st da ~ell art1g~1e11_a alla cavalleria in avanscoperta; della cavalleria e dell art1o·lieria alla fanteria in quasi tutte le sue incombenze.. 0 Ma l'autore, per il quale la massima di base, apph?ata al caso concreto condurrebbe ~L questia risposta.: alptm e~ artiglieria da montagna, posti assieme t1.on. po~s~no e_s phre in modo completo le loro rispet ti ve attitudm1 tattiche, ca ·1 è quindi ruuione loro non è nò ~m~genea, nè_ ut1_e'. n _?ra.tica ; prosegue esaminando qnal1 s1ano le att1tndm1 tattiche delle dne specialità. . Gli alpini, .dice, furono istituiti per far _la guardia ad alcune valli delle frontiere ')rieutale cd occidentale e ~r~~ cisamente di quelle « meno importanti ma pure ac~ess1b1h (< che non si intendeva sbarrare con opere permanenti, avuto << rio·uardo a i mezzi finanziari di cui si disponeva ,i. v:1e a dire che le prime compagnie alpine erano una specie di forti di sbarramento mobili, di i~por tanza secon: da.ria e che si erano istituite perchè non s1 avevano :11ezz~ sufficienti, poichè, in caso diverso, si sarebbero fatti det forti

t

VERAllR.NTE 1,'ÀR'l'IGL!Rltll\ DEGLI ALPI NI ?

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anche in quelle nilli « meno importanti >> e non delle compagnie alpine. A me veramente non sembra che la cosa stia così, ma potrebbe anche darsi ; in ogni modo però ciò ò poco interessante al g iorno d'ogg i, tanto più che anche l'au tore dichiara subito che in trent'ann i sono cambiate completamente le idee circa Fazione nostra in genere sulle Alpi ; e che il concetto oggi prevalente è per una d ifesa avanzata, la quale dovrebbe sen-ire: « 1• ad appoggio immediato, indispensabile, dei forti di « sbarramento; << 2° a protezione od a copertura, come dire si vuole, « della mobilitazione e dell'adunata dell'intero esercito; « 3° ad occupazione di punti importanti della zona al<< pina, considerati come capisaldi di qu ell'azione offensiva o « controffensiva che, ad adunata co mpiuta, s'intenda cli svol« gere attraverso le Alpi». Acconsento completamente in questi tre p unti, ma invertendone l'ordine però e col patt,o che al primo, che per me diventa ter::;o, siano assegnate truppe non alpine. Alla esecuzione dì. questi tre còmpiti « si ritiene nou ba« steranno le truppe alpine» 0 perciò : « Esse dovranno ve« nire al più presto fiancheggiate, o rinforzate da reggimenti ,< di fan teria di linea». E questo è v ero ; quindi l'autore conclude: « Il còmpito che rimarrà interamente agli alpini « sarà quello di un pronto ed attivo servizio cli avansco« perta ». E questo, mi dispiace dirglielo, ma non mi sem bra esatto. Il còmpito principa le degli alpini non può essere questo e neiameuo può essere il primo in ordino di tempo Per me il primo còmpito degli alpini è quello che l'autore pone come terzo dei còmpi ti della difesa avanzata, poi se si vuole, assieme con altre missioni, verrà anche qnel servizio di espio· razione avanzata di montagna, che ci contenteremo di chiamare avanscoperta. E nella e;:;ecuzione di questa essi dovranno bensì « consi« derare il combattimento soltanto come mezzo, ed avere


1776

Ìt VEllAMENTE L'ART l GLIERlA DEGLI ALP1l\J?

.L'AR'J'IGLIERIA DA ltON'J' AGN'A

1777

« piuttosto per iscopo di vedere, vedere a fondo e tratte-

« nere » precisamente come la cavalleria in pianura. Mà appunto come per questa non è sperabile la fortunata combinaiione toccata ai 'l'edeschi nel 1870, di non aver a fronte un'altra cavalleria che si proponga lo stesso scopo, bisognerà sernpi·e, per vedere, combattere; così l'avanscoperta, sia in pianura, sia in montagna, si risolverà (mi si passi il vocabolo) in una avanguerra. Dunque gli al pini, anche per questa pretesa avanscoperta, dov ranno sempre combattere e, dovendo combattere, tutte le volte che l'artig lieria potri1 aiuta.rli sar à tanto di guadagnato. Ma se l'~ivanscoperta è una cosa. importantissima, non è però la missione principale degli alpini. Per cominciare bene la guerra alpina è n ecessario applicare fino da bel principio la massima dettata dalle Norme generali pei· l'impiego delle tre armi nel combattimento : « in montagna si deve sopra « tutto cercare di assicurarsi l'iniziativa delle operazioni )) (1), iniziativa che si assicurerà eseguendo aì più presto quel còmpito che l'autore classifica terzo e che io, ripeto, assegno come primo. In seguito, raggiunto questo primo obbiettivo, gli alpini avranno, oltre la cosidett~i avanscoperta, degli altri còmpiti che d ureranno per tutta la durata delle operazioni in montagna e che saranno : costituire dei solidi appoggi d'ala alle colonne principali operanti a ca :;allo delle grandi linee d i comunicazione; eseguire attacchi avvolgenti o d'ala; minaccie ed attacchi sulle linee di comunicazioni avversarie ecc. Operazioni tutte che in montagna assumono importanza capitale e molte volte decisiva (2) e che costituiscono il vero e costante còmpito principale delle truppe alpine. Per l'esecuzione del quale si dovrà sempre combattere. E se nel combattere l'artiglieria pot,rà aiutare, sarà ottima cosa.

(IJ V. !2/ V.

Norme ecc., pag. 82. f\/oi·me ecc., N. iOt,, i09 , 126, H 8.

Stabilito quali sono le attitudini tattiche e logistiche degli alpi ni, l'autore esamina quella delPartiglieria da montag na che, secondo lui, non corrispondono abbastanza a quelle degli alpini; ~ dice che la deficienza (delle batterie) potrebbe spesso paralizzare_la super iorità d i questi. « È una dura con(< fessìone, aggiunge, per un ufficiale delle batterie da mon« t agna ma è la verità». Nè io intendo a questa verità contrastare, solo bastandomi invece affermare un'altra verità che è questa: ho visto molte volt.e ar tiglieria da montagna manovrare cogli alpini (e forse anche un~t batteria splendidamente comandata e g uidata dall'allora capitano Franz ini) ; anche in una zona che se non è la più d ifficile è ~erto la pi1\ elevata delle nostre Alpi e non mi si è mai presentata l'occasione d i constatare che la deplora ta i nferiorità abbia impt:1dito all'artiglieria di essere di efficace sussidio agli alpini. . L'artiglieria da montagna n'Jn può arrivare ovunque arnvano gli alpini ; spesso r esterà indietro ed arriverà tardi; qualche volta non potrà nemmeno aprire il fuoco? S ta beni.ssimo, ma si dovrà per questo privct.re gli alpini del sussid io del cannone? Anche l'artiglieria da campagna non può passar e ovnnq ue passa la fant eria ; anch'essa, fra alte vegetazioni, od in altre c'.rcostanze, non potrà efficacemente preparare l'azione ; nu si dovrà per questo pònsare ad abolirla? Avverrà anche il caso in cui, per nna qualche escursione ardita, celere, notturna, il battaglione dov~à lasciare indietro la batt<:,ria ed assegnarle una scorta ; ma in questo caso, cominciamo prima di tutto ?. dire che 100 uomini di scorta s~ranno, pet regohi genemle, più che sufficienti; poi osserv1a:no che 100 uomini non sono 1/ , od '/, di un battaglione alpmo sul piede di guerra, ma qualche cosa che potrà oscillare fra 1/ 10 ,;i ' / , ~ della sua forza combattente; ed il calcolo non posso farglielo qui, ma il sig. maggiore Franzini lo sa 112 -

ANNO XLV.


1778

L'A&TIGLJBRIA DA MONTAGNA

che è proprio così. In secondo lnogo poi, o l'operazione uhe il battaglione si proponeva colla escnrsione ardita riesce ed allora la batteria potrà raggiungerlo; oppure non r iesce e la batteria colla sua scorta in buona posizione, preventivamente scelta, potranno aspettarlo e proteggerne la ritirata se ve ne sarà bisogno. Il caso in cui con uno o più battaglioni forti di più che 1000 uomini ciascuno si vada ad occupare posizioni inaccessibili all'artiglieria da montagna, forma l'eccezione e non la regola,; ed i casi in cui nuclei cosi grossi di tr,1ppa debbimo per più giorni transitare o soggiornare in t erreni tal men te difficili da essere impraticabili all'ar tiglieria, oltre ad essere anch'essi l'eccezione a non la regola. sono sempre preveduti e preparati qualche tempo prima; si avrà quindi tutto il tempo per pensare se, in via eccezionale, non potendo fare div, rsamente, si dovrà lasciare la. fanteria alpina senzc:. artiglieria. Giova poi considerare che il battaglione alpino ha già con sè qualche cosa che . per mobilità, vulnerabilità durante la marcia, lentezza di movimento, somiglia assai alla batteria : · le salmerie. Le salmerie complete di un battaglione alpino, supponiamo pure di sole 5 compagnie, constano di 36 X 5 == 180 mul i per le compagnie, oltre la salmeria d i battaglione ed oltre a 25 carrette. Da queste salmerie il battaglione potrà. rendersi iudip.endente per 2 o 3 giorni, ma non di più. Dunque, ammettendo pure esagerata l'affermazione, perchè lo è, che dove passa l'uomo passa il mulo, non lo sarà certamente quella che dove passano 100 muli ne possono passare altri 100. Dunque, dove può anelare il battaglione colle sue salmerie può andare l'art;iglieria. E se il battaglione dovrà stia.re 2 o 3 giorni senza salmerie - eccezione - potrà s.titLre anche senza artiglieria altra eccezione.

Ì,: VERAMEN'l'E L' AR.TlGLlER.IA DEGLI ALPINI? .

177H

Ma, secondo l'!Lutore, agli alpini, nel loro servizio di m;anscoperta, l'artiglieria non è necessaria, spesso è inutile, qualche volta è nociva; « la ragione principale per cui non « conviene assegnare l'artigl.ieria agli alpini, nel senrizio « speciale che questi sono chiamati a pr estare, sta nel fa_tto « che unita a queste truppe essa difficilmente trova occa1< sione e modo di compiere i suoi importanti incarichi « tattici >}. I quali secondo l'autore sono: « P roteggere lo spiegamento della propria fanteria; con· « trastare lo spiegamento della fante ria avversaria. « P roteggere, quando occorra, la ritirata deile proprie « truppe. « Sorprendere, quando se ne presenti l'occasione, col « suo fuoco lontano e potentissimo le masse nemiche ; in ({ ogni caso preparare con esso l'attacco della propria fan« teria » . Incarichi questi, che all'artiglieria da montagna unita agli a1pini, quasi mai si presenterà opportunità di eseguire e sopratutto di eseguire bene. Può darsi che io mi sbagli, ma il punto capitale della divergenza di idee fra .me e l'autore consiste essenzialmente in qÙesto: egli considera gli alpini come dest.ina.ti solamente o specialmente all'avanscoperta, la quale, secondo lui, non può dar luogo a combattimenti serii e d i considerevole d U · rata, ma solo a scaramucce di nessuna importanza nelle quali l'uno spinge e l'altro cede, l'uno urta e l'altro .. . si squaglia. Io invece oltte a questa specie di guerriglia, che , entra certamente nei còmpiti ,fo lle truppe 1.1lpine, vedo degli altri còmpiti ben più importanti per quantità di truppe da impegnarvisi e per obbiett ivo dell'azione. Tali còmpiti si possono compendiare tutti in uno : eseguire le operazioni d'ala (attacchi o d ifese), sul fianco o sul tergo dell'avversario, mentre le colonne principali, sulle principali direttrici di marcia, eseguiscono gli attacchi e le difese frontali.


1780

I); VERA D!EN'l'E L' AR'l'IGLIER.JA DEGLI ALPINI?

L' ARTlGLIERIA DA MONTAGNA

Queste operazioni, secondarie ed eccezionali in pianura non at tuabili nella grande guerra di masse - hanno in montagna importanza maggiore che non l'attacco frontale ed il pi ò. delle volte possono esse sole dare quei risultati concreti e positivi che l'attacco frontale non dà mai. Ebbene, queste operazioni devono essere preparate di lunga mano, eseguite partendo da lontano, cmi colonne che devono avere in sè e con sè tutto l'occorrente per vivere e per combattere, rimanendo indipendenti per parecchie giornate dalle colonne principali; esse devono avere forza proporzionata all'importanza dello scopo e non possono, nella grande pluralitit dei casi, essere costituite altro che da truppe alpine, equipaggiate da alpini ed addestrate alla guerra alpina. Nello svolgimento di queste operazioni avverranno certamente quei combattimenti « più o meno importanti, di posizione, cui la « guerra di montagna sovente darà luogo; combattimenti « tutti nei quali chiaramente si delineeTanno successi vi e « lunghi periodi dell'azione >> e nei quali l'A . riconosce che l'artiglieria troverà il sno eccellente impiego e potrà esplicare i suoi più importanti incarichi tattici. Ai « più importanti incarichi tattici » competeati all'artiglieria accennati dall' A. mi sembra se ne por,rebbero a.ggiungere alcuni altri importantissimi; che sou·o quasi speciali all'artiglieria da montagna, specialmente nella guerra alpina propriamente detta, cioè in quella in cui si 3iddestrano e si impiegano specialmente gli alpini. Ne citerò un o: battere con fuoco potente e ben regola.to un punto di obbligato ]:)assaggio - esempio : un colle - in modo da costr ingere l'avversario a sgombrarlo o rla irnpedirgli di occuparlo prima di noi. Ne potrei dire degli altri, ma mi pare che questo basti. *"'*

Come ultimo argomento contro l'opportunità di assegnare . l'artiglieria da mon tagua agli alpini, l' A. ne porge uno che ba rispettabile peso : « Sminuzzando, come si vorrebbe, l'artiglieria da rnon· « tagna fra i battaglioni alpini, si 1·inuncierebbe a p1·io1·i, al

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1781

« princ1p10 dell'impiego a massa dell'artiglieria; princ1p10 « sommo, che continuamente si raccomanda per l'artiglieria (( campale ». Rispondo: 1° il principio sommo dell'impiego a massa, non è speciale all'artiglieria, ma è un principio generale e fondamentale di ogni buon impiego di forza, quindi anche di fanteria. Però il terreno di montagna è così fatto che obbliga a derogare da questo principio così come per la fanteria, anche per l'artiglieria; 2° tutto è relativo anche nei principii sommi; e se in montagna la massa invece di essere di un'armata di tre o quattro corpi d'armata, è di un g1·uppo formato cli due o tre battaglioni, l'impiego a massa d'artiglieria può ben essere di una o due batterie; 3° .l'A., che non ha certo bisogno che nessuno gli insegn i la pratica della montagna, può insegnare a me, che anche tenendo l'artiglieria in fondo valle e assieme colle divisioni d i fanteria, sarà bene spesso difficile impiegarne più di una batteria in una stessa posizione, od anche in posizioni dì verse ma con obbiettivo unico. Osservo per ultimo che, quando mancassero altri argomenti a favore dell'assegnazione dell'artiglieria da montagna agli alpini, la sola considerazione che l'avversario col quale essi dovranno cimentarsi ha artiglieria, è sufficiente per consigliare a non metterli, a p1·iori, in condizione di inferiorità, privandoli dell'efficace sussidio del cannone. >f.

* * Ma il migliore argomento a favore di una tale unione è quello fornito dalla esperienza dei fatti compiuti. D~ trent'anni a questa parte, le batterie da montagna se· g uono tranquillamente la loro via, che segna un continuo e non interrotto progresso nel senso di caratterizzarle e specializzarle sempre più siccome artiglieria alpina, fatta per la g.uerra dell'alta montagna: e forse non è lontano il giorno


1782

in c~ù assisteremo alla preconizzata formazione d i nuclei di alpini e artiglieria, coi guaii unendo qualche piccolo r iparto d1 anre armi ed alcuni servizi, si potrà avere l'arnese completo e perfetto per 1a guerra di montagna. I Francesi hanno già da molti anni costitui.to il loro gruppo alpino, nè pare abbiano intenzione di disfarlo.

In tutto quanto sono venuto finora esponendo ho affermato che l'artiglieria da montagna sta bene cogli alpini; ma non ho mai detto che ~ssa non stia benissimo anche colle divisioni operanti in fondo valle. Colle quali l'artiglieria da campagna trainata a ruote trova, come tutti sanno, grnudi difficoltà di impiego, anche nelle immediate adiacenze delle strade rotabili. .Mi sembra nondimeno che una buona artigl1eria per tale impiego dovrebbe avere per mezzo di locomozione normale il traino ed eccezionale il someggio e non precisamente l'opposto, come è ora per le batterie da montagna. Io. ogni caso non potrebbe mai essere per me quistioue di t ogliere l'artiglieria da montagna agli alpini per darla alle truppe di linea, ma bensì, al massimo, di da.me agli uni ed alle al tre. M:i dichiaro assolutamente incompetente a pronunziarmi in merito alla proposta fatta dalPautore circa la creazione di un'artiglieria leggera, trainata da due pariglie di muli e da assegnarsi, irreggimentata con batterie da montao-na 0 alle divisioni di frontiera. ' l\ii permetto solo di fare al riguardo un'osservazione·- da profano : - mi sembra che una tale artig lieria ripeterebbe sotto altra forma il deplorato d ifetto della nostra batteria da. centimetri 7, che sono meno potenti di quelle da 9, senza . essere più mobile percbè trainate da due sole pariglie.

178:3

È VERAMENTE L'ARTIGLlRRIA DEGLJ A l.PINI?

I.'ARTIGLI.ERIA DA i\IONTAGNA

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o

Ed ora mi pare di poter concludere . L'unione delle batterie da montagna 0ogli alpini nou è « un' unione di simpatia, che in guerra vera si risolverebbe « in comune danno » ma. bensì un'unione utile e necessaria per il raggiungimento degli obbiettivi che agli alpini com· . petono. Ciò è confermato dalla tendenza palese delle nostre batterie da montagna a diventare sempre più batterie alpine, dall'opinione quasi universale dei competenti in materia e dall'esempio dei Francesi. Gli alpini, siano o no riuniti in più battaglioni, vicini o lontani dalla fanteria di linea e quanclo ope,·ano come alpini, cioè sul loro terreno naturale (l'alta montagna), nella esecuzione delle loro missioni da alpini, compresa la cosidetta avanscoperta (che· non è la principale), hanno sempre bisogno del sussidio dell'artiglieria. La quale però, aggiungo ora, sarebbe necessario fosse por-_ tata al più presto in condizioni tali da avere· v~ramente sulla fucileria quella enorme superiorità di fooco che è J.a sua unica ragione di essere. E poichè l'attuale cannone da 7 da montagna aveva una tale superiorità quando era posto al COJ.?,fronto dei fucili di 35 anni fa, ma non l'ha più certamente al paragone di quelli d'oggi, concludo che è urgentissimo cambiare il materiale dell'artigl ieria da montagna, sia questa da assegnàrsi agli alpini che alla fanteria di linea.

R.

BARB&T'.l'A cul)ilct nO.

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1784 DI ALCUNE QUESTIONI DT 'l'A'l"l'ICA MODERNA

Df ALCUNE QUESTIONI DI TATTICA MODERNA • L'al'Le della guerra è un'a rte pei generali, una scienza per I'ufliciale, un mestiere per il sùldato •. (V. DBIW, ECAG,\\l:, La.

!JUC/Te

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moderne) .

I notevoli progressi tecnici, i cambiameuti introdotti nelle armi da fuoco e l'impiego delle poderose masse d'armati degli odierni eserciti, debbono indubbiamente avere un'influenza notevole sul modo di combattere. E per verità : l'esplorazione resa ora più di.fr.1cile, il maggior pericolo di sorprese, l'avviamento alla ba,ttaglia protratto più in lungo, la necessitit di portare in linea al più presto il massimo numero di foci.li, il nuovo indirizzo nell'impiego dei fuochi, lo scaglionamento ed insieme Ja compattezza voluta oggidì dalle nuove formazioni, le maggiori distanze richiesbe per preparare l'ati;acco ~d infine ]a massima rapidità colla qua.le le truppe debbono procedere all'assalto, sono altrettanti fattori che daranno una nuova i1111Jronta ai futuri combattimenti e sui quali il tattico moderno è tratto a portare t,utta la sua attenzione. Non ho certo lit pretesa di addentra.rmi nell'esame di così numerose e complicate questioni, in merito all e quali il solo enumerare le molteplici proposte che videro la luce in questi ultimi tempi, porterebbe g ià ad un imma,ne lavoro. M~ . limiterò invece .a ti:attare brevemente alcuni argomenti che, a parer m~o, s1 connettono intimf1mente a tali questioni e che formano parte vitale della tattica moderna. Parlerò cioè : · 1° delle marce tattiche; 2° delJe a,,anguardie; 3° della con,enienza di sviluppare nelle truppe di fan teria, la resistenza e l'allena.mento nella corsa;

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1785

4° dei mezzi atti ad eliminare i pericoli cli sorpresa; 0° dei sistemi più acconci per mitigare le perdite cui soo·o·iaceranno le trnppe impegnat,e nel combattimento. JJ101·ce tattiche. - Nello svolgersi delle future azioni guerresche è oramai n.ccertato che i reparti di truppèi, di cui consteranno le grosse unità, dovranno compiere un seguito indefesso e non interrotto di atti per giungere ad infrangere la tenace e metodica resistenza delle schiere n:miche. Ne consegue che nel corso di una campagna, tah grosse masse d'armati saranno assoggettate a penosi sa.crì:fizi ed a fatiche inaudite per eseguire essenzialmente tutta quella numerosa serie di marce e di contromarce imposte dall'incalza.nte necessità di affermare sempre più il sommo principio dell'arte militare : la vitt~1·ia . è dec~sa ~all'iwto ~elle~ massa, principio, che sebbene dettato p1u d1 quarant anm or sono da quel profondo :filosofo, da guell' ardente patriota, il Decristoforis, è ora più che . ma~ di. palpitante attna.lità . . La resistenza ed abilità nelhi marcia èlella fanteria carntterizzeranno aclunque, anche ai nostri giorni, la saldezza e validità degli eserciti) poichè, quando le armate sarnnno a contatto, qua.ndo la battaglia sarà impegnata, la mob.ilità delle trnppe, la rapidità dei movimenti, saranno fatton potenti di vittoria, elementi vitali di forza sni quali bisognerà poter contare. Un popolo che marcia bene è un popolo sempre pronto a combattere vitforiosamente. Napoleone ha lasciato scritto: « L~, · forza di un' armata, come la quan tità di moto in « meccanica, si valuta dalÌa massa moltiplicata 11er la ve« Jocitii.. Una marcia rapida aumenta il morale dell'armata, « accresce i suoi mezzi di vittoria ». Ed il o-enerale Dufur nel suo corso di tattica dice: b . . . ' « Sono le truppe le più celen che esegmscono le cose prn « grandi. Bisogna a tutti i costi mettersi al caso di esegui~·e « marce rapide, se si vuole ottenere q nalche successo m «guerra».


1786

DI ALCUNI•; QUESTJONI DI 1'A1'T!CA MOOF.RNA

~ é\\'al, beu e immedesimato egli pure, da tale venta, cosi scn ve nella Slla tattica della marcia : « L~ guer~·a si basa sulla resistenza delle gambe. U ma« rescrnllo d1 Sasso~i,t no ha stabilito il principio, Napo« l~one I ne. ha reah:,;zato l'applicazione su vasta scala; la « d1mostraz1onc è così completa ed è cieco chi non lo vede » . Ciò p~sto mi farò ad esaminare brevemente alcuJJe par~ ~1colanta delle marce t attiche, siccome qnolle che pit1 ci rnteressauo, tralasciando <li tener parola dello marce stra~egicho avendo queste p erduto oggidì gran parte della loro importanza (1) . L~ marce tattiche hanno per iscopo di pormottero a.i diversi elementi di un corpo cli prima li11ca e talvolta anche a quel)~ di socond~ linea, cli potere afflu ire sul campo cli battaglia,. E <:on c1ò non devesi già in tontlero che tntte le truppe aventi ~n solo obiettfro debbano materialmente prc11c~er.e parte a ttiva alla lotta, bastando cl1 e taluui riparti arri vmo sul campo <li battaglia anche ad azione finita ovvero appena: in tempo por essere impiegati quali nuclei cli rinforzo. E evidente cho in tali casi 1 lo scopo cÌolle marce tattiche sa~·à egualmente raggiunto, poichè il solo apparire O la semplwe probabilità cho nuove truppe possano sopraggiunge.re ~ul luogo. del combattimento, basterà a rianimare i riparti 1mpegn,~t1 ed influirà, il più de.lle volte, favorevolmonto sul Pe~ito delle battaglia. E dunque di somma importanza che le marce tattiche permettano ai corpi di spiegarsi sollecitamente per poter alferm~u:e, nonostante i forti effetti vi d'oggi1 la superiorità numerica sul n0mico, evitando i pericoli, che col cambiare della .s ituazione, le truppe debbano essere sottoposte a nuove e faticose marce c lte ne deprimano lo fo rze. Il nostro regolamento di servi½io in guerra pone infatti c1uesta premessa al capitolo delle marce in vicinanza del nemico: (I) Ora infalti sarà 1>ressochc anuullato il periodo delle mnrce di concentrnmento col q_nalo s, apnvano in 11as;aLo lo campa,,;-ne. Tale mov lmc11to verrà ctrettnato quasi esclu-

1787

DI AI.CUNE QUESTIONI DI 't A'J'TICA MOD ERNA

1:1 .gouer.alo

« Le disposizioni tli marcia devono avere per iscopo di por tare quanto più presto è po1:,sibile il massimo numero « di uomini al combattimento, in convenienti condizioni « .fisiche e morali » . Vediamo pertanto 1 in base a tale concetto, quali sono lo disposizioni che regolano la nostra organizzazione di marcia e so questa corrisponde pienamente alle moderne esigenze. Nelle marce tattiche importa essenzialmente di accorciare, quanto pirL è possibile la profondità delle colonne ed a tal fiue è appunto prescritto di adotta.re 01·dini di ma,,·cia sel'1'Clti 1 affiancando le compagnie od i plotoni disposti per quattro, o pure disponendo in ogni cornpa.gnia u no dei plotoni per due su un laLo della via; e gli alLri per quattro sul lato opposto. Quando poi il terreno adiacente lo perm etta., è consigliato pme di far marciare parte della fanteria fuori della stra,da e anche a fianco dell'artiglieria su uno o sn ambeclue i lati della via,. Se le trnppe vi sono state abituate, è eletto nel nostro regolamento, tali formazioni di ma,rcia, anche su strade la cui larghezza le renda appena possibili, non cagionano loro un soverc:hio aumento di fatica, nè oppongono difficoltà al transit o di qualche oavaliere latore di ordini o di avvisi. 'I'ali prescrizioni sono senza dubbio provvide ed in perfetta armonia collo scopo cho si prefiggono le marce t attiche1 ed a:ffinchè se ne possa ritrarre utile profitto e favorevole risultato in guerra, occorre che nelle marce che accompagnano lo svolgimento di qualsiasi azione tattica, esse vengano scrupolosamente osservate. A. questo proposit o il generale Massa dice: « L e disposizioni della marcia in colonna colle sezioni « affianc!'lte da ambo i lati della via quando la ca,rreggi ata « sìa almeno di ,o metri, deYe essere.adottata abitualmente. « Con ciò una divisione i n .marcia può ridurre h sua pro« fondità a G o 9 chilometri ed il corpo d'a.rmata fino a 12 « o 18 chilometri circ~t (1) . Questa l'iduzione fa. sì che le «

>-

sivamente per ferrovia.

(4) Si ponga mento che la (lrofontliLà della rlivisionc in m,trcia por ,, ~ di f\ rlol corpo tl'armata i) fii 28 chilometri.

metri ,

u

r.h ilo,


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Dl ALCUNE QUESTIONI Dl 'rA.TTICA lllODERNA

truppe in coda al corpo d'armata possono giungere a pren« clere parte all'azione tre o quattro ore circa dopo la testa « di colonna., diminuendo della metà o del quarto il tempo « necessario per lo schieramento. » (1). Ed in merito alla convenienza cli far marciare parte della fanteria fuori della strada, lo stesso autore aggiunge : « Quando siavi probabilità di scontro ed il terreno late« ralmente alla strada sia accessibile è necessario che gii1 « alla distanza di 6 o 7 chilometri almeno dall'obbiettivo « designato o che si presume poter raggiunge:i:e, le truppe « di fucileria sgombrino a un dato punto successivamente « la via ed in colonne di file, a grandi intervalli ed a sca« gliopi prece:lute da piccole pattuglie di combattimento,. « proseguano la marcia pei campi. » 1'ale sistema lo vediamo del resto applicato da Napoleone fino dalle guerre del primo impero ecl in seguito non mancano esempi nella storia per provare l' uso frequente di esso. Per a.rrestarmi a.ll'ultima grande -campagna, quella del 1870-71, dirò cbe nelle giornate del 16 e 18 agosto i Tedeschi ricorsero alla marcia attraverso i campi per ottenere il pronto schieramento di tutte le forze rompendo successivamente le colonne di corpo d'armata, colle quali si presentarono sul campo di battaglia, in colonne cli divisione e cli brigat~i lasciando per tal modo libero il transito all'artiglieria (2). E non soltanto nelle marce tattiche, ma ben anche in talune delle marce strategiche i Tedeschi adottarono un tale metodo, come lo attesta la niarcia eseguita sulla )\ifosa, in quella rnemorabile campagna, dalla III e IV armata prussiana per arrestare l'armata, di Ohàlons. In detta marcia i corpi si gettarono risolutamente attraverso i campi eseguendo, come è noto, quel famoso cambiamento di. fronte verso nord che . valse a chiudere i ]francesi in un cerchio cli ferro e che poxtò alla resa fina.Je cli Sédan. «

!l) MASSA. -

/,ci fucileria C(Jlte armi 1u1ove, pag. 133.

(2) Qui mi sia permesso ossen•are che non sempre a ragione si t'fL carico all'artiglieria d'ingombrare le strade. K~sa è obbligata ad arrestarsi lungo lo vie llCrchè occupale dalla

faulcria.

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DT ALCUNE: QUESTIONI DI TATTICA MODERNA

Se adunque le marce at traverso i campi o fuori ~elle strade, trovarono non raro impiego pel pass~1to, dobbiamo ritenere che esse sarauno cli assoluta necessità nelle gl:err~ fnture nelle quàli, dat,i gli effettivi colossali degli od1.erm eserciti. con verrà forzatamente costituire colonne multiple, affine d,i ridurre le interminabili colonne che in caso diverso · verrebbero a fonnrirsi paralizzando ogni movimento e rendend.o illusoria l'azione offensiva,. Dovrà perciò prevalere d'ora innanzi il concetto di ~reare delle vie ai:tinciali cli marcia non esitando ad .orgamzzare delle intere marce fuori delle stn1cle battute qualora la necessità lo richieda. Come osserva il generale Lewa.l nella S ti-citégie cle 1na1·clw, le fasi del combattimento odierno richiedono delle forma~ zioni in colonna e degli spiegamenti alternati e perciò si dovd1 cercare di guadagnare terreno passando d~ u11:a posizione ad un'altra in piccole colonne fonnandos1 poi nuo~ vamente in linea per il fuoco e per l'urto finale. Q~es~1 cambiamenti di posizione richiederanno un esame prehmi~ nare del t erreno e verranno eseguiti approfittando, fì.n.che sarà possibile, dei tratti di strada esisten~i e di_rigendo le truppe pel rini.anente pè.rcorso attraverso 1 campi. Il Lew,a l sostiene perciò che nelle future campagne dovranno com. a· .J "UC}'e p1. ers1' marce cl'approccio .1 8 , 10 . e·,1 •· . .,.. 15 chilometri . · . fuori delle strade attraversando ostiacoh eh vario gene1~, come forti rampe, fossi, siepi, terreni. c.;olti~at,i,. paludosi, boschivi, ecc. · . Ogni ~olonna d.ovri1 quindi farsi precedere da, abili zappatiori ed appunto con questo criteri~ le nostre norme yer l'impiego delle tre aqni nel combattimento assegnano_ all~ t est~ dell'avanguardia cli una cli.visione una com~agma d~ zappatori del genio coll' incarico di rimuovere ost.acoh che si oppongono alla marcia. l:\.nalogamente, e collo st_ess~ scopo, c~r{verrà riunire in testa alle colonne minori tu tti gh zappatori dei reggimenti di fantieria che le compo~gono, cercando di rimuovere l'a.bit ucline chi noi inva.lsa, cl1 assegnare gÌi. zappatori dei battaglioni in qualità di scorta a.ll'arti-

gh

..


1790

DI ALCUNI, QUESTIONI -DI TATTICA MODER:\'A

glieria, poichè mentre si distolgono per tal modo questi fucilieri-specialisti dalla loro naturale missione e si privano le colonne della, loro valida opera, non si rendono per n ulla sicuri i riparti d' a.r tiglieria d~dle sorprese, stante l' esiguo m1mero di essi . I n merito alle marce fuori delle strade occorre però os-. servare che non ostante l'opinione ottimista del nostro regolamento esse riusciranno disagevoli pel nostro soldato che dovrà superare le accidentalità del suolo col pesante zaino sulle spalle sopporta,ndo notevole fatica. Non devesi del pari tacere che qualora si debba aprire il fuoco subito dopo aver eseguito una marcia in tali condizioni il tiro della fanteria non raggiungerà tutta la desiderabile efficacia. E ciò è vero. Però non conviene esagerare. Anzitutto le marce attraverso i campi avranno una durata minore in confronto di quelle eseguite sulle vie ordinarie e l'andatura da adottarsi sarà sempre più lenta nelle prime che non nelle seconde. Inoltre mercè Jo studio incesssnte del terreno da percorrersi, prendendo tutte le misure precauzionali e facendo gli opportuni lavori, le dette marce potranno tuttavia eseguirsi in co.n dizioni reiativ~1mente soddisfacenti mantenendo. inalterato l'equilibri.o fra lo sforzo fatto ed il tempo impiegato. D'altra pa.r te qui non è il caso di a·v ere libertà cli scelta: bisogna pot,er avanzare dovnngue ed in massa. Questo è l'obbligo dom,inante, è quindi superflua ogni critica, qualsiasi recriminazione. Non resti:i che sapersi adattare nel modo migliore alle circostanze e tutto al più ritrarre forza dal noto proverbio francese : A mauvais jeu,) bonne mine. Ciò posto nella certezza che i nostri comandanti cli colonna bene edotti dei vantaggi da r itrarsi nel campo tattico dalle marce eseguite in ordine serrato e fuori dalle strade. ricorreranno ad esse colla ·~roluta freguenztt nei combatti~ menti avvenire, esprimo il desiderio che anche nelle nostre · manovre ed esercitazioni si adotti una tale organizzazione tuttavolta il terreno sia accessibile e non si arrechino danni notevoli alle proprietà private.

Dl ALCUNE QUESTIONI DI TATTICA MODERNA

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' :!:

* ::: Avangua1·d'ie. - Una questione che si presenta nel com~ battimento delle tre a.rrni e che è discussa a,l presente cla1 principali scrit tori. militari è quella delle avanguardi.e .. Trattasi essenzialmente di stabilirne la forza e la costituzione nelle colonne cli mar cia. Sebbene a, tale riguardo non vi siano disposizioni assolute pur tuttavia sono fissati i limi.ti entro cui queste deb: bono essere tenute ed anzi dirò subito che generalmente s1 t ende ad avvicinarsi al limite maggiore. Così, ad esempio, è ammesso in massima che ad un corpo di armata si asseo·ni q c1ale avanguardia : 1 brigata di fanteria, 1 brigata dt batterie, 1 compagnia del genio, 1 sezione cli sanità. Se si tiene conto della cavalleria destinatfL all'esplorazione si rao·giuno-e la . forza di un terzo circa della colonna : .forza o o ,, che sebbene sia nei limiti indicati dal regolamento e, c10 non pertanto, eccessiva essendo di ostacolo alle nuo.ve tendenze tattiche dell'azione in mas::ia. Il generale Lewal si occupava di tale argomento ne.I suo studio : Bt1·atégie de cornbat dedicandovi un lungo capitolo. L'importanza della q uestione sembrami si.a tale che convenga riassumere somrna,riamente quanto il pregiato autore espone al riguardo ponendoci così al caso di apprezzare le ragioni che portano a co.s tituire ava,ngnardie più deboli di quelle volu:te attualmente. Il predetto scrittore constata che le avanguard ie. ~ella l~ro presente costituzione mentre offriranno vantaggi mcerti e problematici presenteranno invece inconvenienti e ))eri.coli siouri. Anzitutto non si può ammettere in tesi assoluta, a parere del Lewal, che l'avanguardia possa arrestare l'avversario poichè ciò· varrebbe quanto dire che 1a difensiva è superiore all'offensiva ovvero che un debole riparto in posizione possa paralizzare gli sforzi cli un assalitore molto più numeroso. Quindi pur ammettendo che ciò possa avvenire in talu11i


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Dl ALCU);E QUEST10111 DI TATTICA MOOERKA

DI ALCUNE QUESTIONI 01 TATT ICA MO DE RNA

casi,e~cezio~~li, tale ipot:'si può d~:finirsi come un paradosso dell arte nuhtare. E 1101 concordiamo coll' eoTeo·io autore poichè ci pare logico l'a,mmettere ·che hwversario ;ono~cenclo il suo mestiere non si lascierà certo immobilizzare, e ta1~to meno vor~'~ restare snlla difensiva dinanzi ad una semplice ~ vangt~arcl1a, ma cercherà in vece di spingersi r isolntamen te 1~~am:~ marciand_o s_opra éli essa colle maggiori forze possib11J ed impegnando 11 comba.ttimento. . Il L ewal osserva in seguito che la resistenza dell'avanguardia no~ permetterà sempre al grosso di spiegt1rsi liberamente, giacchè, qualora il nemico abbia buon nerbo di forze sotto ~nano, P?tà agevolmente farle agire e compromettere c~.s1 lo sclneramento. E ciò sarà tanto più vero quanto prn l'avanguardia sarà for te essendo in tal caso porta~a a tenersi mol to distante dal grosso producendo separ~z10n~ delle forze nel senso della profondità non ·m eno nociva d1 quella che, in altre circostanze, si verifica nel senso del _fronte ed offrendo quindi nu-1,ggiore possibilità al nemico · eh travolgerla battendola separatamente dal suo g rosso. La ~1ostra colonna di sinistra, avanguardia del corpo di operaz1one nella sfortunata battaglia di Abba-Garima informi! · ' . ~i ritiene pure che l'avangnardia debba scoprire le dispoS1Zl0lll dell'avversario, respingèrlo se è di forza inferiore, o:vvero, nel caso contrnrio, obbligarlo ad uno spiegamento rilevante. Ora tale cl8siderio non è logico e la sua esecuzione è di r iuscita poco probabile. Il nernic~ inf~tti_non si h1,scierà ingannare :fìno a tal segno ; se debole s1 appiglierà agli ostacoli del terreno rafforzandosi con lavori speditivi di fortificazione; se for te schiererà ·le sole trup~e che crederà opport,uno continuando pur sempre a progredire. Conseguentemente la speranza fondata sull'a~an&n~rclia svanirà ed anche in questo caso il vantaggio da ntrars1 da essa nm~1rrà illusorio. E non si può nemmeno dire, couti.nua il Lewal. che l'a,vanguardia sia., come da talu11i è ri1,enuto, una gui~-rnntigia

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contro l' indecisione e l' irr'esolu i:ezza. Essa non ser ve che a prolungare l'una e l'altra e quando l' iniziativa dell'azi.one sia rimasta all'avversario non gioverà cer to a dare vigorìa e slancio ad un com.andante che ne sia privo. Il nemico agirà invece risolutamente in base ad un'idea ben maturata e secondo un concetto ben defini to, mentre il partito opposto riservandosi cli t rar pio fitto del . combatt imento di avanguardia improvviserà bensì dei mezzi per opporsi all'invadenz2. avversaria ma, come i leggencbri ed ormai famosi carabinieri di O:ffenbach, a,rriverà cer to troppo tardi. Vuolsi p ure che lo scopo principale di una forte avan guardia sia di assicurare la libertà d'azione del comandante. Ciò pure non sussiste giacchè più l'avangt;1ardìr1, sarà forte e meno essa compirà umL tale missione; anzi il più spesso trascinerà il comandante ad agire contro sua voglia. Quando intendasi conserva.re .I.' iniziabva delle operazioni e agire risolutamente, occorre che l'avanguardia sia molto ravvicinata, c1ebole, quasi nnlla. Nell'ultima gu_erra i 'l'edeschi hanno ridotto tal volta l'avanguardia d'un corpo d'an nata a due battaglioni e persi.no ad uno solo ! Questa del resto era una raccomandazione di Napoleone voluh1 dalle n ecessità stesse delle operazioni . Egli aveva sbabilito che si assegnasse pom1 fanteria all'avanguardia a.ppunto perchè il capo di essa non fosse portato ad impegnar e il combattimento mal.grado la volontà del comandante la colonna (1). Viene pure contestata aìl'avanguar dia la possi bilità c1i eseguire il còmpito che si ritiene debba essere ad essa affì clato, cioè quello cli impossessarsi dei punti d'appoggio che possono favorire l'attacco mettendoli in istato di resistere fino all'arrivo del grosso. Ciò infatti è in contraddizione coll'intimo earattere delle azioni. che si richiederebbero ad essa volendosi ad un tempo l'offensiva e la d ifens iv ~1. A ttaccare e trincerarsi sono ~1tti dì natura del t utto opposta e perciò pretendere che colle ::;tesse truppe si. possa contempor anea(1) Anche il v. nrn GoL1'z esp resse la , ttJssa idea nel suo libro /,a Nazione Annata, 1 13 -

ANNO XLV.

I,


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DI ALCUNE Q.UESTlONI DI 'i'ATTICA M0DER.:-<A

Dl ALCUNE QUEST!Oi:':l DI TATTICA )l0DIUUU

men te parare è1,d entrambe le eventualità è cosa prossochè assurda. Ed a proposito di avanguardie mi piace riportare guanto ìl maggiore Oa:;ella, nell'esaminare la tesi sostenuta dal Le,val, scrivo in un articolo comparso sulla Rivista J[ilita,·e Italiana (1). « ... in prossimità del nemico le avanguardie non fanno « che diminuire la forza con Ja quale si può eseguire un'at« tacco improvviso, pei- conseguenza conviene avanzare in « colonne leggiere, pronte a schierarsi rapidamente e prov« vedute di ava.nguardie di sicurezza ma non potenti . Se si « eonserva l'avanguardia la sua missione ha cambiato natura.. « Essa non può essere più incaricata di riconoscere e prepa« 1·fl.re la via alla colonna che segue, ma diventa obbliga« toriamente il primo elemento della battaglia. Entra in « azione dcunitframente e riconosce combattendo. Il resto « della colonna va successivamente alla sua altezza e con« tinua la lotta. Per conseguenza essa deve essere in prossi« mità del grosso per ricevere soccorso immediato nè può « essere per essa q_uistiono di modo speciale d i combatti« mento, come talvolta si afferma. L 'avanguardia avrebbe « quindi l'ufficio di semplice testa di colonna. « Il L ewal tratta della questione in genere e non di cir« costanze particolari che necessitano la conservaziono delle « antiche disposizioni, quando p . e. la marci.a si oseguisce con « una. sola colonna e sono probabili le sorprese, nel caso di « passaggio di una forte colonna per una lunga stretta e « simili. « Altri autori, fra i quali il Koim, vengono a conclusioni « analoghe. Essi tengono per fermo che le for ti avanguardie « composte di tutte le armi tendono ad accettare combatti« menti parziali con danno dell'unità d'azione generale. « Essi proporrebbero di costituire a,7anguardie prive affatto « cli artiglierie, poca fanteria, molta cavalleria ed eventual-« mente con velocipedisti. L'idea di togliere l'ar tiglieria

sarebbe giustissima, poichè la sua assenza metterebbe un -« freno alla voglia di battagliare e faciliterebbe l'impiego « a massa di tntte le batterie disponibili» . Dopo quanto precede stimo inutile. aggiungere altre considera.zioni su tale argomento pers~aso che la tendenza manifestatasi in Germania ed in F rancia per la riduzione o la soppressione della attuali avanguardie, venà accentuandosi anche presso di noi uniformando le nostre prescrizioni redella rnoclerna tattica. o·olamen tari alle esio·enze e, o

(I)

Il combattimento ciel/e tre armi, anno 4899, dispensa Il e lii.

«

***

#

Resistenza ed allenamento alla co1·sa. - Xei combattimenti futuri le truppe di fanteria procederanno inizialm ente con forrnazioni scaglionate dispouendo pochi riparti in avanschiera, per schierare in seguito catene fortissime che avanzeranno alternando successive pause con riprese cli tiro celere. I rinforzi che rimarranno a notevole distanza all'indietro, dovranno esclusivamente far fid:mza sulla loro resistenza alla corsa per giungere prontamente al rincalzo. Con simile procedimento e mercè l'appoggio di numerose batterie, dopo una potente preparazione, muovendo a sbalzi lunghi e celeri, l'attaccante si spingerà nella zona della massima efficacia per quindi procedere all'assalto, dando luogo, .co me dice il Massa, « ad un vero moto d'attrazione là ove « spesseggiano le perdite ma ove ezianclio si coopera al sue« cesso e si mietono allori. » L e trnppe di riserva che si troveranno assai lontano dalla linea di fuoco potranno a lor volta essere chiamate a portarsi il più celeremente possibile sul campo di battaglia, per decidere dell'esito di un attacco. Occorrerà perciò che anche tali reparti si trovino al caso di eseguire ma.ree accelerate, per poter arrivare in tempo al combattimento e compiere così il loro mandato. Ed a questo proposito ecco quanto trovo scritto nella dispensa del luglio 1898 del periodico: Le Jmwnal des Sciences J.llilitah-es:


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DI ALCU KF. QUE ST I ONI DI TA1'T I CA ) !0D 8 R:SA

VI ALCUNE QUEST IONI DI T ATTICA MODEl!KA

Avverrà sovente in guerra che truppe di fanteria non « siauo trattenute jn posizione di aspetto assai lontano dalla « linea di combat ti.mento e cioè dai 5, o ed anche fino ai 1O « chilomet;ri all'indietro. Ora, quando queste truppe dovranno « entrare in linea bisognerà ohe percorrano la distanza che « le separa dal campo di battaglia con una rapida marcia « avfmti. Il morale vi guadagnerà molto e le perdite occa« sionate dal fuoco dell'artiglieria avversaria saranno così « sensibilmente diminuite. E ciò sarà tanto più yero per le « truppe incaricate di attacchi decisivi inquantoch ò queste« dovranno piombare all'improvviso e quali ,ere valanghe « sul luogo dell~1 pugna. « Necessita adunque esercitare i battaglioni, i reggimenti « e le brigate di fanteria negli esercizi in ordine sparso, alle « manovr e di guarnigione ed alle grandi manovre, facendo « loro eseguire delle marce accelerate cli 5 ai 10 chilometrir « in una formazione q ualunquo proparatoria a quella clt com« battimento o d'assalto » (1). Si può dunque arguir e che sia per le truppe cli avanschiera. come pei grossi e per le riserve, la resistenza alla corsa e l'allenament o iille marco celeri costituiranno una vera necessità della g uerra moderna ove per effetto della grande efficacia delle nuove ar mi, si richiederà il pronto e non interrotto succedersi dei vari scag lioni sulla lin ea cli fuo co per poter colmare le maggiori perdite che andranno man mano veri:fì.canclosi nelle catene, prima ancora di giunger è sotto gli appostamenti nemici. Ne conseguo che fino dal tempo di pace, sia nelle esercitazioni di piazza d'armi come in terreni rotti e difficili, lo truppe di fanteria debbono venire allenate a lunghi percorsi ad an dat ura celere, come pure nel superare colla massima velocità e col massimo ordine gli ostacoli che potranno presentarsi nella zona battu ta dal fuoco avversario. « t in questa operosità affannosa - dice il :Massa -- che « l 'allenamento alla cor~a e la ginnastica agli ostacoli per

« parte delle t ru1Jpe, la perizia nella ricognizione e nolla

«

({) R1c11.\RD, -

La marche àu. (anla.ssi11.

.

scherma del terreno per parte dei qua.dri, daranno il massimo prodotto consistent e nel sapere spingere sulla linea « di fuoco il massimo numero di tiratori; impresa altret« tanto inter essante del sapere condurre il maggior numero « possibile di t ruppe ancora gagliarde sul campo di bat-« taglia » (2). . Il nostro regolamen to cli esercizi per la fanteria, allo scopo di sviluppare l' istruzione sulla corsa, prescrive che : « le « reclute debbano essere grarlatamente esercitate nella corsa « per distanze crescenti, fino a percorrere, per la fanteria « cli linea e gli alpini un chilometro con lo zaino e due « senza, e pei bersaglieri r ispettivamente uno e mezzo e tre « crhilometri. » E più oltre : « . . . . La progressione negli esercizi per la corsa va re« golata in (Yuisa che i soldati vi si abituino a poco alla volta « prima sen:'arme e senza bagaglio poi con l'arme ed infine « in completo assetto di guena. . . . « Questi esercizi, vi è detto an cora, necessari per gh atti « della r.attica odierna devono essere considerati come un « vero allenamento per il soldato. P er ciò devono formar e « OCYCYetto di speciali premure nell' istruzione della fanter ia 00 1 . . -« la quale dev'essere abituata alla corsa non so o m terrem « piani e battuti, ma anche su terreni difficiJ j, inclinati e " intersecati da ostacoli. » Tali prescrizioni non potrebbero essere a questo proposito nè più esplicit.e nè più chiare. Esse tracciano, in armonia coi dettami della tattica moderna, tutt'intero un programma per riuscire ad ottenere nelle truppe di fanteria un graduale allenamento nella marcia accelerata e nella corsa. 'l'rattasi di seguirne le t raccie e di sviluppare largament e il concetto accennato nella pregevole nostra istruzione, dando ma,o·o·iore importa nza di quello, che ò d' uopo convenire, non l:">o facciasi al presente, agli esercizi ginnici ed alla corsa. «

«

(I) Opera citata, pag.

Sa.


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Si è cercato, è bensì vero, in questi ultimi tempi con indire apposite gare annua] i, di sollevare lo spiri to della marcia a piedi (1), di questo spo1·t virile, di questo esercizio fisico per eccellenza e sovrano per Pigione, già tanto in voga presso gl L antichi Greci e Romani. Riliengo però che questi esercizi parzia li non siano ancora sufficienti a rao-o-iuno·ere lo bb b scopo, in vista specialmen te della snervante apatia alla marcia a piedi che tende oramai ad invadere le nostre popolazion i in causa della grande quantità cli mezzi di locomo7.ione artificiale di questa fine di secolo, di questo secolo, come dice H.ichard, del vapore e dell'elettricità; secolo che procederà forse quello in cni la razza umana servita troppo bene dal]' industria e dalle invenzioni moderne perderà le sue qualità naturali. Occorre adunque solleV'are nella nostra gioventù ramore alla marcia, vincere quella specie di ripulsione a questo esercizio, incoraggiando }e società che si dedicano a. questo genere di spo1·t (2) accordando fac ilitazioni in rapporto al servizio militare (ferma breve, esenzione nelle successiv& chiamate, ecc.) ai g iovani più r esistenti alla marcia a piedi o che prenderanno parbe a maggior numero di corse di r esistenza, assegnando premi ai vincitori delle gare indeLte a questo intento; analogamente a quanto praticasi ora per le società di tiro a segno e di ginnastica.. Nell'esercito poi occorre sradicare i .falsi preo·indizi inb spirati ad un'eccessiva tenerezza verso il soldato o ad un sentimentalismo esagerato; pregiudizi che non vorremmo si. estendessero nei corpi, svolgendo invece per intero il programma di allenamento aìla marcia porto.to oggidì dalla nuova tattica e troncando recisamente i futili pretesti che (I) Veg:;ans i a <1uc.,to riguardo lo pl'escrizinni clcll' Att.o 8i ctcl Giornale 11/i/itm·e u(-· anno 4897. (2 ) A Genova la fiorente socie là gin nastica, Cristoforo Colombo» suole indire annual mente delle marce popolari di resistenza stanzian,10 premi e uip lomi. Lo siesso praticasi a llilano per cura di socieLa .e di pri\·ati. Rile.-o puro a queslo proposi to con vera com11iaccll7.a che anche a Torino si è costituitn. un'assuciniono per lo sviluppo e· la diffusione rlcgli esercizi e giuoch i ginn ici e spo rli vi nelle sc11ole e nel popolo (Cor-· rierc della sera, ann o !S98, n. 327. • Per l'ed ucazi one fi;ica ct,, IJa gioventù •). 1t a sperar,i che Il marcia a 1Hc•li non sar.i di men tic.ita. • (tci(t/r,

DI ALCUNE QUESTIONI Dl TATTICA MODERNA

Dl ALCUNE QUESTIONI 01 TATTICA lf0DERN.~

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valo-ono ora a far rimandare con .tanto entusiasmo marce b ed esercitazioni, cioè : il caldo, il fango, la nebbia, il vento, il fredd o, ecc. Poco monta che in un reggimento vi sia una eletta schiera di buoni marciatori, di corridori veloci e resistenti eél anch e qualche emtù o del famoso Bargossi di felice memoria e del non meno celebre camminatore Grandin (1), quello che pr eme si è che tntto il reggimento sia al ca.so, in qualunque tempo, di eseguire in armi e bagaglio, marco ordinario cli 25 a 30 chilometri ; marce accelerato fino a 10 chilometri, ed anche se occorre qualche marcia fornata - senza ritardatari e mantenendo gli uomini in buone condizioni fisiche e morali (2) . Oonvien,e notare che il nome di marcia forzata, che tanto spaventa il nostro soldato, oggidì parmi non sia più appropriato. ~elle guerre future - usando uu termine moderno si cop1·,;ranno i 1·eco1·d delle così dette marce forzate di una volta, con m~1rce continue nelle quali si potranno percorrere fino a 100 chilometri altemando periodi continuativi di marcia cou a.deguaLe soste prolungato da eseguirsi in oro variabili.. A.llorchè tali marce continue siano giudiziosamente condotte si eseguiranno altrettanto bene quanto quelle ordinarie. Occorr e perciò preparare fino dal tempo di paco le nostre truppe di fanteria a questo genere di marcia combinando l'itinerario in modo da non lasciare il luogo di guarnigione e suddividendo il tragitto in guisa da alternare 5 a 6 ore di marcia con 7 a 6 di riposo. In tal caso converrà marciare di preferenza dalle 5 alle 10 del ma ttino e dalle G alle 10 di sera procurando di far prendere alla truppa il riposo lungo in caserma. Quando però le circostanze impediscano cli a.giro (l) Il Bargossi come è nolo, entusiasmo il pu bblko elci le rrincipali cltti\ d'Italia colle sue Ju n"hC cor,;e di resistenza. Il Grandio poi, innamoratosi dello sporl pede;;tre ,•iaggiò ~nnzo mondo. Ha traversato <ru:isi tutla. l'Europa, ru in Russia, Algeria e in altri paesi. (2) Per~h è nou ,;i a1}profl lt.a delle tr.1slazioni eli o i reggi menti di fonteria debbo no compiere por rec:irsi ann ua lmente ai poligo ni cli tiro, quando le perc~ri·cnze s1_ano COii· venienti, per esegu ire c;crcitazioni di marcia di tal generi', ~enza r,co rrcrc ai comorl, tras11orli in rerro,·ia ?


1800

•

Ecco in conclnsione a mio credere ove de·ve tendere oggidì l'istruzione delle marce1 ecco la meta da raggiungersi d a ogni comancla,nte di corpo per tenere vivo lo spirito e lo slancio dei suoi uomini e per non smentire giammai il detto che : la f anteria è la 1·egina delle battaglie.

con tale criterio e la marcia debba eseguirsi nelle condizioni di guerra, si procurerà di attuare i pe.riodi di marcia nelle ore prefissate alternandoli colle soste in modo da mantenere possibilmente inalterata la proporzione fra. i periodi stessi. Ad ogni modo si ritenga che, stante le esigenze della guerra odierna, quando simili regole debbano essere alterate non si dovrà tergiversare ma porre in marcia le truppe anche nelle ore c~ld~ del giorno, durante la notte, con ogn i tempo e per quals1as1 terreno, pur di essere, come già si disse ossequienti al. ~ri~cipio di far giungere al più presto in buone condiz10m sul campo di battaglia il maggior numero di fucili. C01~e e.sempi~ di marcia forzata, o con locuzione più propna di marcia. continua, eseguita in q uesto ultime condiz~on~, credo utile riprodurre il seguente che io tolgo dal periodico : Le Jozirnal des Sciences ,,1Jilitai1'es, dell'anno 1808.

(Contirma) GuGLIEL~O

1ri1,oso

marcia

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Dalle ore 6allcl0

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18,000

3

13,500

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lu ngo. Ra ncio pri ncipale

2 3 4

5 Riposo l u ngo e sonno

5

Ma roh a km. 4,500 a ll'ora . 8)) 10 Grand·alt, caffè e ri poso .

2

2

)farcia a k m . 4,000 all'ora .

2 ))

3 Gra nd'alt . }.Jarcia a k m. 4,500 a11·ora . Totale .

9,000

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)la rcia a km. 4,000 all'ora .

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8

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:3 Grand'al t e c nffè . )farcia in ragione di km. 4,500 a lrora .

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Marcia in ragione di km . 4,500 all'ora

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~larcia in ragione di km. 4,500 ali 'ora . . . . . . . . . Dalle ore 1Oalle 11 Grand 'n.lt o rancio frccl do .

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Disranza Ore ! in ~m.

PERCORRENZE E RIPOSI

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tenente colon-netto 21•

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Periodi cli

1801

DI A LCUN& QUESTIONI DI TATTICA MODERNA

D l Al.,CUNE QUESTIONI DI TATT I CA. AIODERNA

arti(ll ier i(1..


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1802

LA }IANC!U RlA E LA SUA OCCUPAZIONE PER PARTE DELLA RUSSIA

LA i1AN0IURIA E LA SUA. OCCUPAZIONE PER PARTE DELLA RUSSIA.

La Manciuria forma l'angolo nord- orientale del vastissimo Impero Celeste ed è limitata a nord-est ed a nord dai fiumi A.rgun e Amur, ad oriente dall' Ussuri, dal lago Khanka e dalla frontiera della Korea, i~ sud dai golfi di Korea e di Liaodun e ad occidente dalla Yongolia. Essa è compresa, fra il 38° ed il 53° di latitudine nord ed il 116° e 134° d i lon g_itndine (Greemvich). Occupa una superficie di poco superiore a quella dell'Austria-Ungheria. Ne~ tempi antichi la Jl.ianc~uria, signoreggiata da diversi prmmpotti, fu teatro di guerre continue che distrussero oo·ni ricordo dell'epoca. Quel poco che oggi si conosce della :ua storia antica lo si deve alla letteratura cinese. L'assenza quasi completa di ricord i archeologici attrasse l'attenzione dei viaggiatori che percorsero quella reaione i quali credettero di poterne attribuire la causa in pa:te alle guerre cli esterminio che vi furono combattute, in parte, e questa è forse la causa prinuipale, alle con':lizioni speciali del suo clima. Soltanto a sud- est di Ninguti son~ visibili ~lcuni resti dell.e 1:11ura ~ella, città ~i Fu-cen, che fu capi tale de~la_Mancmri_a, e s1 .puo argmre che il loro sviluppo fosse d1 circa 27 ch1lometn. P resso Age- khe si trovarono alemù ruderi dell'antica città di Baicena, ed i Russi costruendo la ferrovia transiberiana rinvennero nel sottosuolo oao·etti ed a.v anzi di _costruz~ou~ antiche, il che fa supporre per effe~to delle m?~daz10m, _che sono così frequenti in questt~ reg10ue, tutto c10 che oggi potrebbe parlarci della sua storia, vi sia rimasto sepolto. Al principio del xvn secolo la Manciuria era uno stato indipendente governato dal principe Nurkhagu della dinastia

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1803

dei Manciù, donde il nome attuale della regione. Sottomessi alla sua autorità i paesi vicini, il principe dichiarò guerra alla Cina, e combattè con varia fortuna per parecchi anni. Alla sua morte, Taitzou suo figlio, ripre'>e le ostilità con maggior successo; sottomise la parte settentrionale della iVIancìuria, portò i confini del suo Stato sull'Amur, invase la Korea e tentò di prender e la stessa Pekino, da dove fo però costretto a ritirarsi. L'impero cinese in quell'epoca attraversa,va un momento di crisi per il suicidio dell'ultimo imperatore della dinastia dei Min . Il generalissimo . delle truppe imperiali, U-sr.n -ciù, impotente a sedare la r~volu zione, invocò l'aiuto del p,rincipe 'raitzou che accetto, ma giunto a Pekino, si procla.mò egli stesso imperator e, _e da ~nell'epoca (1638) la dinastia mancese siede sul trono 1mpe~ial~. L a Manciuria è forse la più conosciuta fra le provmc1e del]' impero cinese; molt i opuscoli e studi di data recente, dovuti in gran parte ad ufficiali dello stato maggiore russo, la descrivono minutamente. Noi a tali studi spigoleremo, limitandoci però soltanto alle notizie di carattere generale, a quelle cioè che sono sufficienti a dare un concetto abba,,tanza 9satto della regione. Orog,·afia. - La Manciuria è un paese in gran parte montuoso. La catena dei Cian-bo-schan, che ba direzione gene· r ale da nord a suà, occupa colle sue pendici la parte orientale della regione e a s~d forma l'ossatura delle penisole di Korea e di Liao-dun , ove trovasi Porto-Arthur e Dalnii , città di recente costruita dai R ussi; a nord ed in parte all'est la catena dei grandi e piccoli Khingani separa fra loro i bacini dell'Argun e dell'Amnr da quelli del Sungari e del Non ni suo affluente. Vari colli rendono possibili le conrn uicazioni fra bacino e bacino, però si accennerà qui soltanto ai principali, o meg lio a quelli per i quali passarono le colonne russe nella lor o recente iuvasione della Mtmciuria. Catena dei Kingani: 1° Il colle chEI mette dalla valle dell' Arg un alla v:i,lle dell' Jal ed è conosciuto col nome di Dgedin-Daban. E il

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1804

18\)5

LA MANCIURIA

E LA SUA OCCUPAZIONE PEl1 P ARTE DELLA RUSSIA

più comodo fra tutti e per esso passa la ferrovia transiberiana; 2° Il colle che mette da Blagoviecensk sull'Amur a Mergheu nella valle del Nonni; vi passa una strada carreggiabile. Catena dei Cian-bo-schan. Questa catena è attraversata da quattro strade ordin::trie e dalla ferrovia Nikolsk-Kharbin. Fiumi. -- I principali :finmi della Manciuria sono il Sun· gari, il suo affluente Nonni e l' Ussuri. Citiamo anche il Liao-khe il quale, benchè piccolo, è par ticolarmente importante come linea di comunicazione. Il Sungari, che è il più g rande dei fiumi della .Manciuria (1300 chilometri), nasce nei Cian- bo-schan e fino presso alla città di Bodena scorre in direzione generale di nord- est; volge quindi con angolo molto acuto verso oriente fino presso San-Sin, da dove volgendo verso nord va a gettarsi nello Amur presso la borgata russa di Mikhailo- Semenowski. Dalla città di Ghirin in poi il Sungari è navigabile, scorre in una valle ampia, bene coltivata e delle più popolose della Manciuria. Militarmente questo fiume ha una importanza eccezionale, perchè per esso i Russi, disponendo della n umerosa flottiglia dell' Aruur, possono giungere a Kharbin nel cuore della Manciuria, e di là agire su Ghirin e l\fokden . D'altra parte per i Cinesi il Sungad rappresenta la mig liore strada che conduce ai confini russi e permette lòro di concentrare rapidamente truppe nell'angolo che questo fi ume forma coll' Amur, tagliando così ogni comunicazione fra la Siberia e la provincia di V ladivostok. P er parare a questa eventualità i R ussi occuparono il punto ove il Sungari si versa nell' Amur, ma questo non sarà suf, ficente per impedire che numerose trupp\'l cinesi si concentrino in quella regione, a meno che non riesca loro di rendersi padroni di alcuni punti strategici nell'interno della Manciuria e specialmente di Kharbin presso cui il S ungari è attraversato dalla ferrovia transiberiana, e ch e in mano

dei Russi li renderebbe padroni di t utto il corso inferiore del fiume. (Come si vedrà in seguito, K harbin è ora occupata dai Russi) . Fino a pochi anni fa il Sungari non era percorso che dalle giunche degli indigeni ; soltanto nel 1895 i Cinesi cominciarono ad esp_erimentare la navigazione a vapore avendo a loro disposizione due piccoli piroscafi: i risultati però furono poco felici. Si provarono allora i Russi, ed in principio dovettero lottare contro le diffico ltà che venivano loro create dai Cinesi, i quali non s'acquetarono che quando il governo di Pechino permise alla R ussia di far passare la ferrovia transiberian;;, attra.verso la Manciuria. Dal punto cli v ista militare è anche impor tante il Nonni, il quale, essendo navigabile da Merghen in poi, potrebbe, colla strada ordinaria l\forghen-Tsitsikar-Bodune-Ghir in, servire ottimamente ad un corpo che dal medio Amur (Blagoviecensk) puntasse verso l' interno della l\fanciuria. L'Ussuri, che serve in parte di confine fra i possedimenti russi e la Manciuria, è navigabile. È da notarsi però che la navigazione lungo i fiumi non è regolare, nè possibile per tutto l'anno a causa del ghiaccio in inverno e delle inondazioni che sono fr equenti durante la stagione delle pioggie. Clima. - Benchè la latitudine della Manciuria sia presso a poco quella dell'Europa centrale, il clima ne è alquanto diverso. La parte meridionale della Manciuria sente la vicinanza del mare ed i monsoni provenienti dall'Oceano influiscono sul suo clima; la settentrionale e la occidentale sono dominate dai venti del Nord e delìe steppe della M:ongolia, i quali nell' in verno., fanno abbassare la temperatura fino a 25"-30° sotto zero. L'acqua diventa scarsissima, ed il provvederne in quantità sufficiente nelle skzion i lungo la linea ferroviaria, fu uno dei problemi più d ifficili che dovettero risolvere gl 'ingegneri russi. Le operazioni militar i sono possibili tutto l'anno, meno che n ei due mesi delle piog gie in cui le .comunicazioni


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L A 3IANCllJRIA

d iventano assolutamente impraticabili, comprese le strade imperiali che sono le migliori e le meglio tenute. I monsoni provenienti dalle regioni calde del sud incontrando le cime gelate dei Cian-bo-schian si condensano rapidamente risolvendo$i in pioggie torrenziali che normalmente durano quasi senza interruzione dalla ~età d i luglio a tutto agosto. Queste pioggie, d i cui non si ha idea in Europa, sono viol~ntissime e causano frequenti inondazioni. L'autunno è la stagion~ migliore, la temperatura vi è moderata ed asciutta; soltanto in novembre incomincia a gelare. La flora e la fauna della Manciuria sono ricche e svariatissime. Anche nella sua parte più settentrionale non d i rado, accanto al cedro ed al pino si vede la quercia ed il noce, accanto al melo d i Siberia, la vite. La fauna delle r egioni calde e delle fredde vi è ugualmente rappresentata: orsi, lupi, cervi, vivono insieme alle tigri ed alle pantere. Popolazione. - La popolazione della l\Canciuria non si conosce esatta men te, si calcola però che essa sia di poco superiore ai 15 milioni di abitanti. Nella provincia di l\fokden la popolazione è assài più densa che non nella provincie più settentrionali verso cui essa va gradatamente decrescendo tanto che in prossimità dell' Amur la regione è quasi disabitata. Il Mancese è mol to rassomigliante al Cinese di cui veste l'abito nazionale ed ha comuni le abitudini, ma ne lo distinguono alquanto la fronte alta ed i baffi. Il contatto dei Mancesi coi Cinesi incominciò nel xvn secolo, quando cioè un esercito di 40 mila Mancesi pose l'asdio a Pechino e visse per parecch i anni in quella regione. A fondere insieme le due popolazioni concorse anche la legge cinese che vieta ai sudditi del Celeste Impero di condurre seco le donne oltre la Grande muraglia. Da ciò la necessità per i Cinesi, che obbligativi dai commerci, si trasferivano iu Manciuria, d i fo rmarsi una famio-lia incrociano dosi colla razza indigena. L'influenza dei Cinesi più civili, ma anche più corrotti, non tardò a produrre i suoi e:ffetti, e se valse a rialzare il ;

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E LA SIJA OCC UP AZIONe PEJt PARTE DELLA RUSSIA

1807

grado di civiltà dei Mancesi, ne infiacchì la fibra, abituandoli all'uso perniciosissimo dell'oppio. Un Mancese, come dE1l resto ogni Cinese, a 30 an ni è già vecchio e sono rarissimi coloro che arrivano a tarda età. I n generale è buon lavoratore e si accontenta di una piccola retribuzione, però non lavora se non vi è costretto da assolnto bisogno ; ottenuto del danaro, abbandona immancabilmente il lavoro al quale non ritorna se non quando le risorse di nuovo gli fanno difetto. In questi u1timi anni la Manciuria fu colonizzata da molti Cinesi attrattivi in parte dalle ricchezze minerarie del paese, in parte mandativi dal governo di Pekino che si propose di popolare la reg ione prossima alla frontiera russa, speciaJmeu te lungo l' Amur. Missionari europei si stabilirono a Mukden fino dal secolo scorso, però la loro propaganda non potè essere attiva che dal 1860 in p oi, dall'epoca cioè in cui la Cina aprì ahmni porti al commercio del mondo, fra gli altri quello di Inkou nel golfo di Liao dnn. I convertiti al cristianesimo però sono. relativamente molto pochi : circa 13,000 cattolici e poche migliaia di protestanti. L'agricoltura è l'occupazione preferita dalla popolazione. Si coltiva il frumento, il g ranturco, l'avena, l'orzo, eco. e nella parte più meridionale anche il r iso ed il tabacco. Il paese è ricco di minerali ed il governo di P ekino sembra deciso di promuoverne l'estra.zione ; però fino ad ora non si è fatto qua;;i nulla in proposito. Soltanto presso Ghirin si è cominciato ad estrarre del ferro, presso 1VIukden e Tsitsikar si è trovato del petrolio e nei dintorni di Inkou e un po' dappertutto dell'argent o e dell'oro. Vie di comunicazione. - L e strade della Manciuria sono in generale mal tenute e poco comode. Durante la stagione delle pioggie, come si è già detto, trasformandosi in veri torrenti diventano impraticabili; durante l'inverno, servendosi di slitte, la viabilità è possibile. Le s trade che percorrono la Manciuria possono essere raggruppate in tre fasci facenti capo alla città di G hirin che è il centro stradale strategico più importante di tutta la regione.


,. 1808

I LA )fANCIURIA

1° gi·iippo. La strada imperiale che da Ghirin conduce a Mukden dove biforcandosi, con un ramo prosegue verso snd e va a Pekino, coll'altro (che non è più strada imperiale) conduce a Porto Arthur. Da L iao-ian una buona mulattiera conducEl alla frontiera della Corea. Fra Ghirin e Mukden parallelamente quasi alla strada imperiale corrono altre dne strade di cui una per Cian-Cian e Cian-'l'u-Fu conduce a Sin-Min-tin, l'altra. per Khailnncen va a Mukden. Questo fascio d i strade, al quale bisogna aggiungere la comunicazione fluviale del Liao-Khe che è navigabile, unisce ìa Maucinria colla provincia del Ci- li, con la Corea e col mare. 2° gruppo. Da Ghirin, verso oriente e la frontiera russa, si staccano le seguenti ::-trade: per Omoso e Ninguti a Nikolsk-Ussuriski; per Age-K.he e San-Sin a '..ruri- org sul lago Khauka; a queste si de;e aggiungere il Sungari che è navigabile fino alla sua foce nell'Amur a Mikha,ilo-Semenovski. Da Pekino per Ghiriu a Nikolsk-Ussuriski corrono circa 1600 chilometri, di cui il tratto Nikolsk-Ninguti-Ghirin è lungo poco più d i 400 chilometri. La strada trasversale San- S in-Niuguti-Khun- ciun fu recentemente costruita dai Cinesi allo scopo di congiungere. direttamente questi .punti che assumono una spe-ciale importanza strategica per la loro posizione rispetto alla frontiera orientale rnssa. 3° gruppo. D,1 Ghirin verso il nord si stacca una strada che giunta a Tsitsikar si biforca : con un ramo per Merghen e Aigun arriva a Blagoviecensk, coll'altro per Khailar raggiunge la provincitt russa del Transbaikal. La strada Ghirin- 'l'sit.sikar-Blagoviecensk è buona; il sno pei-corso misura circa 1100 chilometri. Complessivamente da Blagoviecensk a Pekino la strada è lunga circa 2300 chilometri. Ottime lin~e di comunicazione sono, come già si disse, i :fiumi. Del Sungari fu g ià accennato più indietro, diremo ora brevemente dell' Amnr, il quale, se a r igor di termini non si

E LA SUA OCCUPAZIONE PER PARTE DE!,LA R.USSll\.

1809

può considerare fiume della Manci uria è però della massima impor tanza militare e commerciale, perchè segna per buon tratto il confine fra i possedimenti russi e la Manciuria ed è la miglior linea d i comunicazione che dal mare conduce nel1' interno della Siberia, verso la regione del Baikal. Da Strietensk, cioè dal punto ove fa capo la · ferrovia transiberiana, l'Amur è navigabile fino al mare. A Khabarovsk fa capo la ferrovia che parte da Vladivostok, porto commerciale e militare importantissimo Fino a tanto che non sarà compiuta la fer rovia attraverso la Manci uria tutto il movimento commerciale dall'Oriente russo all'interno della Siberia e quindi all'Europa, sarà fatto per ferrovia da Vladivostok a Khabarovsk, e sui piroscafi lungo l' Amur fino a Strietensk dove arri va la ferrovia transiberiana. Il tratto StrietenskK habar.ovsk è percorso da 108 piroscafi di bandiera russa i quali vi impiegano 12 o 15 g iorni a seconda che rimontano o seguono la corrente. La navigazione è aperta dalla metà di maggio ·a tutto ottobre. Veniamo per ultimo alla massima linea di comunicazione, alla ferrovia transiberiana che nell'ultimo suo tratto attraverserà la Manciuria e che è destinata a mutarne sostanzialmente le condizioni economiche e forse anche le politiche. Quando fu ideata la costruzione della linea transiberiana non si pensava ancora di farla passare per la :Manciuria, per un paese cioè sul quale la Russia non poteva vantare alcun diritto. Soltanto in seguito, il 'primo progetto, che consi. steva nel far seguire l' Amur dalla ferrovia, fu abbandonato. L e ragioni che consigliarono i R u'ssi a m~tare direzione alla loro ferrovia si possono così r iassumere : 1° le difficoltà tecniche che si sarebbero dovute superare costruendo la ferrovia at traverso la Manciuria fino a Vladivostok, erano minori di quelle che presentava la detta costruzione _lungo la riva sinistra dell' Amur fino a Khabarovsk ; 2° la distanza Kaidalovskoe-Tsitsikar-Vladivostok è circa 650 chilometri minore di quella Strietensk-Blagoviecensk- Khabarovsk-Vladivostok; i lo- -

,,N!NO xi:.v.


1810

l,A 1,fANClORlA

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E LA SUA OCCIJL'AZIONE PER l'All.'rE DELLA R USSIA

1811

mente, e che per ora avessero carattere temporaneo tutte le opere d'arte, alla sistemazione definitiva delle quali si sarebbe provveduto quando tutta la linea fosse stata ultimata. Per chi osservi su di una carta il tracciato di questa ferrovia sembrerà strano, nè del resto si può capire quale possa esserne la ragione, che essa invece di toccare i principali centri commerciali della regione come, per es., Tsitsikar, Khulan-Ceu, Ningnti, Mukden, passi ad alcuni chilometri da essi. Accenneremo per ultimo allo stato in cui si trovavano i lavori lungo la linea prima che scoppiassero gli attuali disordini. Da Nikolsk-Ussuriski fino a Kharbin la linea era quasi ultimata e poteva essere percorsa da treni di operai: il tratto occidentale era ultimato fino a Khailar e da questo punto a Tsitsikar erano già stati incominciati alcuni lavori in terra ; del tratto meridionale il tronco KharbinMukden era quasi ult imato. A Kharbin, creato magazzino .generale centrale, era . stata .accumulat,a una enorme quantitiL di materiale ferroviario. Organizzazione militare clella lv.lanciil!l'ia. - L' esercito mancese 'si compone di: 36,000 nomini delle 8 bandiere; 13,500 uomini di riserva (sotto le armi); 10,000 uomini guardie di frontiera. Le truppe delle 8 bandiere, dislocate su tutto il territor io, for mano le guarnigioni dei diversi centri abitati; le truppe di riserva (specialmente destinate alla guerra) sono ripartite nei capoluoghi delle tre provincie in cui amministrativa· mente si divide la Mancinria, e formano 1 presidi delle località fortificate; le altre sono scaglionate lungo la frontiera dello Stato. Le truppe così dette di r iserva, ma che, ad onta del loro nome, stan no sotto le armi e costituiscono il nucleo dell'esercito permanente, sono di recente formazione. Circa quindici anni fa il governo ordinò che in ogni capoluogo delle tre provincie m~incesi si costituissero dei reparti di truppe spe·

3° passando per °la Manciuria a circa 400-500 chilometri dall'Amur la ferrovia avrebbe attraversato un paese più ricco ed in eondizioni climatologiche migliori; 4° costruendo la ferrovia lontana dall' Amur non veniva ad essere di molto diminuita la importanza commerciale di questo .p.ume ; 5° il porto di Vladi vostok per alcuni mesi dell'anno è ostruito dai ghiacci; il tronco Karbin-Porto Arthur avrebbe evitato questo inconveniente. Altre ragioni, specie d'indole militare, avrebbero consigliato invece come migliore il tracciato lungo la riva sinistra dell'Amur. Ed infatti, difendere una linea ferroviaria lunga oltre 2000 chilometri non è cosa molto agevole, ed in caso di guerra, come del resto lo provarono i fatti odierni, essa può facilmente essere distrutta, mentre che il primo progetto evitava questo grave inconveniente, perchè la linea sarebbe stata protetta da un corso d'acqua di mole considerevole, difficilmente attraversabile per l'assenza di ponti e per la presenza dei numerosi piroscafi a.rmati lungo l'Arnur di cui avrebbero potuto giovarsi i Russi in caso di guerra. Però le ragioni economiche e più che altro quelle politiche prevalsero, e fino dal 1898 centomila operai lavorano in Manciuria alla costruzione della grandiosa linea. Questa, oltrevassato il confine alla stazione di Abagaitu, si dirige su Khailar, indi, attraversando per circa 200 chilometri un terreno difficile e montuoso, raggiunge e supera la catena dei Kingani per poi ridiscendere nella valle del fiume Ial ed in quella del Nonni che raggiunge presso Tsitsikar. Da questa città a Kharbin attraversa un terreno povero e stepposo. A K~rbin la ferrovia si divide in due rami: uno per Age-Khe, N~kolsk-Ussuriski va a Vladivostok, l'altro per Mukden, T1elin, Dalnii arri va a Porto-Arthur. La ferrovia viene dunque ad essere naturalmente divisa in tre tronchi: Kharbin-·Abagaitu, Kharbin-Porto-Arthur, ~harbin~ Vladivostok. Il governo di Pietroburgo allo scopo d1 accelerarne al massimo grado la costruzione ordinò che in ognuno dei tre tronchi il lavoro procedesse contemporanea-

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18"12

LA MANCIURlA

ciali, formati da 8 battaglioni di fanteria di 500 uomini ciascuno, da 2 squadroni di cavaller ia di 250 cavalli ciascuno e che ad ognuno di questi tre corpi fossero assegnati 20 cannoni. La fanteria fu armata con fucili Mauser, la cavalleria con carabine W inchestèr, l'artiglieria con cannoni moderni. Sommando i contingenti delle tre provincie si viene ad avere un totale di 12,000 uomini per la fanteria e 1500 per la caval· . leria == totale 13,500. In tempo di guerra queste truppe dovevano essere rinforzate da truppe di complemento, ma siccome allora non ne esistevano, il governo dispose: che ogni anno si congedasse la metà degli uomini sotto le armi, e che ai congedati fosse pagato un piccolo stipendio mensile obbligandoli a present arsi due volte all'anno per ricevere un breve periodo di istruzione e ad acconere alle bandiere in caso di guerra. Per ,tal modo, scoppiando le ostilità, si possono formare in Manciuria tre eserciti di una forza, che se non lasciasse il dubbio di essere più che altro numerica, non sarebbe del tutto disprezzabile. Aggiungasi che le 8 bandiere, chiamando gli uomini in congedo, possono fornire altri 130 mila uomini. Riguardo al terreno fu progettato di fare di Ghirin un grande campo trincerato, i cui piani furono preparati dagli ufficiali esteri istruttori delle truppe mancesi. I lavori avrebbero dovuto incominciare nel 1894, però non si sa se il pro. getto abbia avuto un principio di esecuzione, e nel caso, a ohe punto siano i lavori. San-Sin, Ninguti, Khu- ciun, prossimi alla frontiera russa furono munit i 'd i opere d i fortificaz ione. Per ultimo diremo che presso ogni città mancese esistono dei campi fortificati, specie di r idotte chiuse, .t utte eguali per forma e dimensioni. Ognuno di questi campi consiste in un quadrato di circa 160 metri di lato, rinchiuso da ·parapetti alti poco più di 3 metri e grossi 5 metri circa alla base ed 1 metro alla sommità ; la parete esterna del parapetto è quasi verticale, quella interna è a dolce pendenza ed ha una banchina sulla quale prendono posto i difensori dell'opera. Ad ogni angolo sono collocati in batteria dei cannoni. Nell'interno, alcune baracche servono dì r icovero per la guarnig ione.

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E LA SU A OCC UPAZIONE PER PARTE DELLA RUSSIA

1813

Operazioni militari dei russi in Manciuria Verso la metà di giugno, quando nella valle del Pei-ho i

Box ers avevano già incominciato a far parlare di sè, in Manciuria r egnava la pace più completa. Soltanto verso la {ine dello stesso mese incominciarono disordini in vicinanza della città di Khai-cen, Liao-ian e Mukden, d isordini che essendo isolati poterono in breve essere sedati. L e autorità cinesi intanto assicuravano che in ogni modo avrebbero impedito che si arrecasse la benchè minima molestia ai lavoratori addetti alla costruzione della ferrovia russii, ed ai Cosacchi che quella ferrovia dovevano proteggere. Le apparenti buone disposizioni delle autorità cinesi fecero sperare ai Russi che in Manciuria la pace non sarebbe stata .turbata, così che il 4 luglio l'ingegnere in capo residente in Kharbin telegrafava al governo di P ietroburgo che tutto procedeva regolarmente lungo la linea in costruzione. La situazione doveva però ben presto cambiarsi; segni evidenti dimostravano che il movimento antieuropeo incominciato nella pr ovincia del Ci-li rapidamente si estendeva, e che le truppe regolari cinesi anzicchè opporvisi agivano d'accordo coi Boxers. Il 5 luglio si seppe a Kharbin che una colonna di insorti si dirigeva alla volta di Tielin città posta sulla linea ferroviaria nel tratto Cian-cian-Mukden; che la stazione di Liao-ian era stata incendiata; che le missioni cristiane di Mukden erano state massacrate; che a Ghirin ed a Tsitsikar erano incominciati i disoi·dini e che le truppe regolari cinesi si mobilitavano. L'8 luglio lo stesso ingegnere in capo riceveva una oom uuicazione dal governatore di Mukden in cui lo si invitava a consegnare la linea ed il materiale alle autorità cinesi ed a rit irarsi con tutti i suoi al di là della frontiera della Manciuria, essendo le autorità cinesi incapaci di proteggere più oltre la vita e gli averi degli stranieri.


1814

E LA SUA OCCUPAZIO :m

L,1 nfANCIURlA

A questa pr oposta i Russi risposer o con un reciso rifiuto. Il giorno seguente si sapeva a Khar bin che la linea era stata distrutta in varii punti. , . Visto che ~a situazione ~i .era. fatt.a _ormai critica ovunque, 1 mgegnere m capo orclmo che gh uomini destinati alla p_roteziono della linea (in gran parte riser visti e cosacchi) si raggruppassero nei punti più importanti e più facilmente difendibili e contemporaneameu te si rivolse all'ammirao-lio Alexeieff, comandante delle truppe rµsse nella penisol: di K van-tun, domandandogli dei rinforzi. Le coso intanto si andavano aggravando anche al nord, verso l'Amur: il J.4 luglio il piroscafo ,.lJikhail che da Khabarovsk si d irigeva a Blagoviecensk, giunto in vicinanza di Ai~un fu pres~ a fucilate dagli insorti che si erano appiattati lung_o la_ nv~ destra del fiume; il piroscafo Sele,iga, che seguiva 11 Nfikhail ebbe la s Lessa sorte. La sera del g_iorno seguente dal villaggio di Sakhalian, posto sulla riva cinese, fo aperto un fuoco di fucileria e di artio-lieria contro Blago:7iecensJ~ città russa. I Cinesi prendeva:o dunque la offensiva, ed 11 generale Gribskii, che con una colonna marciava lungo l' A mur per proteggerne le navio-azione ,., , si vide costret to ad. accorrere a B lagoviecensk onde difenderla da un probabile attacco dei Cinesi . . Intanto lo stesso territorio russo, e precisamente hi reg10ne compresa fra il fiume Zeia e l'Amur era invaso da trup?e cinesi che si sostituivano agli abitanti (Mancesi) i quah, abbandonato in massa il paese, si erano rifu?·iati in ~~auciuria. La lìnea ferroviaria della Manciuria era pr~ssoch·èd1strutta; le comunicazioni telegrafiche con Khabarovsk interr~tte e la città stessa seriamente minacciata; quelle con Khailar erano anche interrotte ed in quest.a località si erano concentrate numerose truppe cinesi provviste cl'artio-lieria. L' insurre1,1ione ormai generale, che rcmdeva cr;icissima la_ posizione dei Russi in Manciuria, decise il governo di Pietroburgo ad agire en0rgicamente: . Il . 17 1u~lio furo~o dichiar_ate in i_stato di guerra le provincie del! Amur; 11 21 vemva ordmata. la. mobilitazione

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PER PARTE Dl>LI.A RUSSIA

1815

delle truppe della circoscrizione militare della Siberia e della provincia di Semiriecensk, facente parte della circoscrizione militare del Turkestan, e contemporaneamente si ordinava la formazione di varie colonne coll'incarico di penetrare in :Manciuria per sedarvi la rivolta. Co,rnATT1m:xr1

DI BL.!.GOVIBCENSK E

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AIGUN.

Blagoviecensk, città posta sulla riva sinistra dell' A.mur, era presidiata da poche truppe russe, le quali, scoppiate le ostilità, dovettero cercare di impedire che la città cadesse in mano del nemico, e nello stesso tempo opporsi tLlle incursioni che le truppe cinesi minacciavano di fare oltre l'A.mur, uel territorio compreso fra questo fiume ed il suo affluente Zeia. Le truppe russe essendo però incapaci, per la loro poca forza, di disimpegnare il compito loro affidato si provvide immediatamente per l' in vio di soccorsi. Così da Strietensk fin dal 14 luglio partirono successivamente 3 colonne (1) comandate rispettivamente dal colonnello Schverin, dal generale Rennenkampf o dal colonnello Dudkin; da Kha.barovsk il 18 luglio partì una colonna di rinforzo comandata dal colonnello Servianov. Il 19 lnglio, prima cioè che i rinforzi fossero giunti, le truppe di Blagoviecensk erano già riuscite a far sgombrare la regione fra il fiume Zeia e l' Amur e nella notte dello stesso giomo avevano escguiLa una fortunata. sortita sulla riva destra di questo fiume, coadiuvate da piroscafi armati. Ad onta però della loro attività e r isolutezza, i Russi, che ave,ano anche cannoneggiato .A.igun, dovettero rinunziare, fino all'arrivo dei rinforzi, ad altra azione energica sul territorio mancese, essendosi i Cinesi trincerati in ottime posizioni munite di cannoni moderni coi quali bombardavano (I) Nei ;;iomali russi, and1e in q uelli nllkia li, elle si .,ono consul t.a ti Jler s1ig11ire i movimenti ,!,•Ile trnp1>c russe in )lanciuria, non è mai indicai.a la forza 1M diversi r~pa rti russi. IJua e la tioltanto e accennato a questa rorza , spc,:ialmcn te r1uando si vo ile farn e ri levare la sp roporzione in fatt i cl 't1nne g lo ri osi per !<J I.ruppe rnsso. 1:: 1>ero eia ritener.,i, rom~ no rm a ~ener·alo, .:ho og11 I r.olonua ~pi nta,i nell'interno •lclla J\lln ciuria do\·e,·a css~re (orinata con rcparli ,1clhJ :i armi


1816

LA MANClURIA

la città di BlagoviE1censk. Il 23 luglio arrivavano in questa città i primi r inforzi. Nel mattino del 3 agosto i Russi, passato l'Amur, occuparono Sakhalian scacciandone i Cinesi e nello stesso giorno, con batterie situate sulla riva sinistra dell' Amur aprirono il fuoco contro la città di Aigun. Il giorno seguente, continuando il bombardamento, che già aveva sviluppati varii incendi in Aigun, una colonna, per la riva destra dello Amur si dirigeva su questa città e la prendeva d'assalto il 5 agosto. Il combattimento durò ostinato dalle 2 alle 9 di sera; i Cinesi sloggiati da 4 successive posizioni dovettero cedere e ritirarsi parte in direzione di Tsitsikar, parte lungo l'Amur, dove nuovamente attaccati furono à ispersi. Per la strada di Tsitsikar una colonna leggera comandate. dal generale Rennenkampf, inseguiva dappresso i fuggiaschi e dopo aver loro inflitte gravi perdite, e tolti alcuni cannoni e bandiere, rifaceva la strada di Blagoviecensk ove arrivava nella notte del 7 agosto. Il generale Renneukampf aggregate alla sua colonna nuove truppe, partiva nuovamente da Blagoviecensk e si inoltrava in Manciuria per la strada di Tsitsikar, verso cui altre colonne contemporaneamente si mettevano in marcia. Di esse sarà fatto cenno in seguito. Vinti i Cinesi presso Aigun ed occupata questa città, la frontiera settentrionale era sgombra di· nemici. Restava ora ai Russi il còmpito più grave, quello cioè di disperdere i ribelli nello stesso loro paese e di riattare e protegger e la linea ferroviaria.

Le operazioni militari dei Russi in Manciuria ebbero per scopo: di liberare i piccoli distaccamenti che, allo scoppio dei disordini, si erano asserragliati in alcuni punti del territorio nemico; di occupare i punti più importanti della regione lungo la linea ferroviaria; di rimettere l'ordine in Manciuria; di riattare la ferrov ia e proseguirne la <?Ostruzione.

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E LA. SUA OCCUPAZIONE PE!t PAltTE DELLA RUSSIA

1817

Per raggiungere gli scopi cui miravano i Russi non era consigliabile la formazione di un solo corpo di spedizione, ma bensì di parecchie colonne, ognuna delle quali doveva raggiungere uno speciale obbiettivo. Così fecero i Russi, ed infatti: 1° nella provincia del 'rransbaikal verso la metà di luglio si formò una colonna comandata dal generale Orlov la quale per Khailar dovev~i giungere a Tsitsikar ; . 2° al generale Rennenkampf, che g ià vedemmo a Blagoviecènsk, fu ordinato di marciare s n Tsi t,sikar; 3° al oo-enerale Sakharov fu ordinato di partire .da Khabarovsk e lungo il fiume Sungari dirigersi su Kharbm; · 4° al generale Ciciagov che si trovava a Nikolsk-Ussuriski fu or dinato di guardare da quella parte la frontiera e la linea ferroviaria; 5' al generale Aigustov venne ordinato di marciare contro le fortezze di Khun-ciun e Savelovka da cui i Cinesi minacciavano la stretta lingua di terra tra la frontiera ed il mare; 6° al colonnello Khoringekov che si trovava al sud, nella provincia di Kvan-Tun, fu dato l'incarico di scacciare i Cinesi che avevano invasa la penisola di Liao- dun; 7° ed infine il colonnello Dolllbovski, cui più tardi si unì il o·enerale Fleischer, ebbe lo stesso incarico. Sono dunque sette corpi d istinti, manovranti in zone d ifferenti, che ci proponiamo di seguire separatamente: a) La colonna comandata dal generale Orlov aveva passata la frontiera il 26 luglio presso Abagaitu e di là marciava in direzione di Dalai- nor. Il 30 luglio incontrò presso Angun truppe regolari cinesi, che, presa posizione, si volevano opporre alla sua avanzata. Le attaccò e ìe sconfisse, arrecando loro gravi perdite, ed insegui tele per buon tratto, si impadronì di un cannone, di alcune bandiere e di numerosi carri, fucili e m1~nizioni. Il 3 agosto la colonna lasciava Angun ed il giorno segnante giungeva a K hailar che trovava occupat~ da truppe cinesi. Queste però non aspettarono l'attacco dei Russi e si ritirarono in direzione di Tsitsikar abbandonando molte vettovaglie, armi e cartucce. Il 5 agosto il generale


1818

LA MANCIURIA

Orlov inviava un dis.taccamento a cavallo con artiglieria ad inseguire il nemico, che fo raggiunto presso Germete ove aveva preso posizione. Attaccati energicamente i Cinesi, dopo poche ore di combattimento, lasciavano il campo e l' 11 agosto i Cosacchi del generale Orlov occupavano ìa stazione di Ia.rschi. La.sciata una piccola guarnigione a Khailar, col r imanente delle forze il generale Orlov riprese la marcia, dirigendosi al colle che attraversa i Khingani: il giorno dopo giungeva a Germete. Il 13 agosto la sua cavalleria si imbatteva in un corpo di circa 7000 Cinesi che si avvicinavano a Iarschi. La cavalleria prontamente sostenuta da una brigata di Cosacchi a piedi, alla cui testa era lo stesso generale, fugò ben presto i Cinesi che furono inseguiti da 3 sotnie di Cosacchi fino a Mendukhe. Il 20 agosto tutta la colonna del generale Orlov giungeva in questa località da dove n partiva il 24 agosto muovendo indisturbata alla volta di Tsitsikar. b) La colonna comandata dal generale Rennenkampf, come già si è veduto, inseguì i Cinesi quando abbandonarono . la città cli Aigun e poi rientrò in B!agoviecensk. R ipartitane, il 9 agosto giungeva al villaggio di San- · Csan ed il giorno seguente attaccava le truppe cinesi che avevano occupata una forte posizione sulle pendici dei Khingani: Nonostante che i Cinesi disponessero di forze molto superiori (4000 uomini di fanteria, 5000 di cavalleria con 12 cannoni) il generale Rennenkampf decise di attaccarle e dispose che 2 sofoie sostenute da 2 pezzi di artiglieria fronteggiassero il nemico, mentre che altre 2 sotnie e mezza girando al largo lo dovevano attaccare sul fianco destro ed alle spalle. I Cinesi ingannati sulla forza che avevano di fronte ed impressionati dell'energia e della risolutezza dell'attacco, dopo breve resistenza si riti rarono andando ad occupare una seconda posizione più indietro. Il 12 agosto, ricevuti dei rinforzi, il generale Rennenkampf rinnovò l'attacco, ripe· tendo la tattica con tanto successo esperimentata nel primo scontro. I Cinesi assaliti di fronte e di fianco si sbandarono, subendo gravi perdite.

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E I,à SUA OCCUPAZIONR l'ER PA.RTE DEt..LA RUSSIA

1819

Per questa vittoria la via di Merghen era a~ert~ a_i _R ussi, ed il bCYenerale nello stesso giorno della batta.glia v1 s1 rncam minava· con tutta la sua colonna. Presso Monakhe la cavalleria russa incontrava di nuovo truppe cinesi che facilmente respingeva,. e nel m~ttino del 18 ao·osto tutta la colonna, oltrepassato 11 v1llagg10 d1 Koro c1· csan era in vista di Merghen. La città era occupata a1 Cin;si che tentarono difenderla, ma dopo 2 ore di combat· tii:nento furono obbligati a sgombrare ed i Russi entrati in Merghen ·si impadronirono di 12 cannoni, d i 700 fucili e di gran copia di munizioni. . Il 19 agosto la cavalleria del generale Renner~lm1:1pf grnngeva al villaggio di Nan-Nian-csan men~re 11 nma~eute deìla colonna usciva da Merghen ove lasciava una piccola guarnigione. . Il 24 tutta la colonna passava il fiume Nemer, e nel villaggio di Bordo; trovava abbandonati 10 c_anno~1i e molt~ barili cli polvere; proseguiva poi per N an -N1an grnngend ov1 il 26. Due giorni dopo il generale Rennenkampf entrava, dopo breve resistenza, in 'rsitsikar, nella qual città giungeva, ai primi di seUembre, anche il generale Orlov. . . Il 6 settembre. il oCYenerale Reunenkampf partiva da Ts1ts1kar . dir igendosi verso Bodune con una colonna di cavalleria, _e 1'11 dello stesso mese giungeva al punto ove la strada ordinaria incontra- la ferrovia (circa 117 chilometri da Tsitsikar). Il generale Orlov con una brigata di cosacchi a pi_e di ed una parte di una brigata di fanter ia di linea 1~ segmva appo~giandone il movimento. A Tsitsikar fu las~·1ata ~na. guarmo·ione di fanteria con alcnni cannoni tolti a1 Cmes1. 0 Il 24 settembre Ghirin era occupata dai Russi. e) La colonna cl:ie comanda.va il generale S_a~ha:ov per· corse il tratto Khabarovsk-Mikhailo-Semenovsk1 m piroscaf0. D i qua, passato l' Amur, marciò lungo il. Sun~ari e raggiunse, iì 21 luglio, il villaggio di _Va~- h:-~otian che fu subito incendiato per punire i suoi ab1taut1 che avevano danneggiati i piroscafi russi che navigavano lungo l'Amur ed il Sungari. 0


1820

LA MANCIURIA

Il 24 la colonna giungeva a Baiantu, città fortificata e difesa da circa 2000 Cinesi. Il mattino seguente il g enerale Sakharov ne ordinava l'assalto e dopo 2 ore di combattimento la città veniva conquistata. I Cinesi si ritirarono abbandonando agli assalitori 10 cannoni e molte casse di munizioni. Il 26 la colonna era giunta a San-sin, città forte mercè la sua g iacitura poichè da tre lati protetta dai fiumi Sungari, Mudandgian e Voken e perchè anche munita di opere di fortificazione. Soltanto per alcuni guadi sul Voken si po· teva avvicinarsi alla città. Il 27 il generale Sak harov aveva disposto le sue truppe di fronte ai lati settentrionale ed orientale della città e ne incominciava il bombardamento. D alle 9 alle 13 il fuoco dell'artiglieria dell'attaccante durò intenso e soltanto quando l'effetto ne fu evidente, fu fatta avanzare la fan teria, che, attraversati con fatica i difficili guadi, attaccò alla baionetta. I Cinesi (circa 4000) respinti dalle linee di trincee avanzate, dopo una seconda breve resistenza furono obbligati ad ab bandonare San-Sin, dove i Rttssi t rovarono 22 cannoni, molti fu. cili e munizioni. Presa Sar..-Sin la colonna continuò indist urbata la marcia lungo il S ungari verso Kharbin, e vi giungeva la sera del 3 agosto, a bbastanza in tempo per evit are il massacro dei Russi che vi si erano asserragliati e che cominciavano a difettare di munizioni . Il 18 agosto i Russi occupavano Aga-Khe che fu difesa ostinatamente dai Cinesi per due giorni. Vi trovarono 7 cannoni ed uua grande quantità d i vettovaglie e di munizioni. Il 1° settembre da Kharbin fa inviata una co.lonna verso Tsi,tsikar per scortare un convoglio di vettovaglie e di materiale ferroviario. La colonna riscontrò che la linea ferroviaria era stata poco danneggiata e che il telegrafo era quasi intatto. Il giorno seguente la sua cavalleria d'avanguardia veniva attaccata dai Cinesi ed ebbe feriti un capitano in 2° e 3 cosacchi. Sopraggiunta la notte ed in causa della pioggia torrenziale i Russi non poterono impadronirsi del fortino

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E .LA. SUA OCCUPAZI ONE PE!t J'A.RTE DELLA. RUSSIA

1821

da dove il nemico aveva aperto il fuoco e questi, nella notte, riusciva a fuggire indisturb~to . Il 5 settembre la colonna, avendo preso contatto colle truppe del generale . Orlov, riceveva ordine dal generale Sakharov di ritornare a K harbin_ Tutta· la linea ferroviaria da A bagaitu a Nikolsk è oggi occupata da truppe russe, e gli operai, che al principio delle ostilità si erano rifugiati a Khabarovsk, a Nikolsk ed a Vladivostock, hanno potuto riprendere il lavol'o interrottoR estava da prendere la città di Khulan ceu di circa 60,000 abitanti. Il 13 settembre il generale Sakharov m uoveva alla sua volta alla testa di 26 compagnie, 18 cannoni e 3 sotnie di cosacchi. Per dare l'assalto alla città, che si sapeva presidiata da circa 5000 Cinesi, il generale aveva disposto che un distaccamento di due battaglioni con 6 cannoni ed 1 sotnia di cosacchi facesse una dimostrazione di fronte a Khulan-cen, mentr e che il corpo principale, formato da 18 compagnie con 12 cannoni e 2 sotnie di cosacchi, scendendo in battelli il Sungari fino al confluente di un piccolo fiumicello che pas~a per Khulan.cen, avrebbe attaccato da. q~ella pa:te: A 4 ch_1lometri circa dalla città, l'avanguardia incontro, m un villeggio, un distaccamento di circa 400 Cinesi che dopo poche fucilate si ritirarono e con essi la g uarnigione di Kulan -cen. Il mattino seguente il governatore della città inviava una lettera al generale Sakharov, annunciandogli che poteva entrarvi liberamente colle sue truppe. cl) L a colonna che comandava il generale Ciciagov partita da Nikolsk-Ussuriski, il 18 luglio si imba~tè nel nemico che, uscito' dalle fortificaz ioni d i Ekho marciava vei:so la frontiera russa. Dopo un primo combattimento i Cinesi si affrettarono a ritirarsi nelle fortificazioni da dove, di nuovo attaccati, fuggirono Ekho fu incendiata dai Russi. Il 2 ao·osto il general~ Ciciagov volle riconoscere la strada di Ning:ti. Lo squadrone che era stato incaricato della ricoo-nizione fu snbito attaccato da un corpo di circa 1000 uo0 mini di fanteria, 250 di cavalleria con 2 oannom.. A ccor-


1822

T,A !IIANCIURIA

sero a sostenerlo uno squadrone1 2 compagnie di fanteria e due pezzi. I Cinesi dovettero ritirarsi. La strada di Ninguti, città di 30,000 abitanti non era però sgombra e l'avanzare era pericoloso. In un nuovo combattimento sulle rive del Mu élandgian i Russi tolsero ai Cinesi 4 pezzi e soltanto verso la fine di agosto riuscirono a rendersi padroni di N ingnti scacciandone i difensori. Da qu esta città la colonna m uoveva in direzione di Ghirin, g i ungendo il 7 settembre ad Omoso, che cadde in potere dei Russi dopo breve combattimento. È probabile, quantunque non se n e abbi~ notizia u fficiale, che oggi anche questa colonna abbia raggiunto ·Ghirin. eì La colonna affidata al generale Aigustov, come fu già detto, ebbe l'incarico di difendere la fron tiera russa contro i reparti cinesi che occupavano Savelovka e Khunciun. Evidentemente i Cinesi davano molta importanza a queste localifà perchè fin dall'inizio dei disordini si erano affrettati a rafforzarle ed a completarne l'armamento con cannoni moderni. In potere di altre. truppe, effettivamente quelle fortezze sarebbero state un'ottima base, per tentare un'incursione nel territorio russo, coll'obbiettivo di raggiungere la costa ed impadronirsi di Novokievskoe, ma i Cinesi n on seppero approfittarne. Il generale Aigustov non attese d i òssere attaccato, e partito da Novokievskoe il 29 luglio, la mattina del 30 attaccava ~(hun-ciun. I Cinesi si difesero bene, ma verso le 8 di sera la piazza cadeva in mano dei Russi. Gli abit anti fuggirono in massa. Anche Savelovka fu abbandonata dai Cinesi. Prese queste due località i confini r ussi erano assicurati ed indirettamente veniv a ad essere appoggi..,,ta sul fianco la colonna del generale Ciciagov. f) La colonna comandata dal colonnello Khoringekov doveva respingere le truppe cinesi che avevano i nvasa la zona neutra della penisola di Liao-duu.

E LA SUA 0CC1J1.>AZI0NE PER PARTE DEI,LA R USS!A

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1823

Il 25 luo-lio i Cinesi da Sen-io-cen, da loro occupata, ato .. taccarono il colonnello Khoringekov, ma vennero respmt1 e la stessa Sen- io-cen cadde in m~ino dei R1tssi. Il 26 la stazione di Gai-Czou veniva incendiata, dagli insorti e truppe cinesi minacciavano di tagliare le comunicazioni del colonnello Dombovski che si trovava a Dasohiciao per difendere la lin ea ferroviaria. Fu allora ordinato al colonnello Khorin gekov di marciare su Daschiciao e di riunirsi alle truppe che colà si trovavano. g) Il colonnello Dombovski che, come si è veduto, si tr ova va a Daschiciao, fo attaccato il 26 luglio da due colonne cinesi, provenienti l'una da nord, l'altra da est. Contro quest'ultima, che aveva dell'artiglieria, marciar on~ 4 comp~gnie e 6 pezzi; contro l'altra, che era ancora a circa 10 chilometri dal luogo di combattimento, furono inviate 2 compagnie ed un plotone di cosacchi perchè la trattenessero. Della colonna provenien te dall'est i Russi ebbero presto rag ione, l'altra invece, forte di ::;irca 7000 uomini con cavall~ria, minacciava di schiacciare le p oche forze russe, le quali ad onta d ella loro enorme inferiorità numerica, e forse a torto, risolutamente avevano attaccato. Sopraggiunti dei rinforzi, il n emico fu trattenuto, ed il colon nello Dombovski che aveva guidati quei rinforzi riusciva a disimpegnare le sue truppe ed a ricondurle presso Daschiciao. Intanto il generale Fleisch er, che era partito da. Inkou con u na colonna for mata delle 3 armi, si dirigeva su Gai- czou , e contemporaneamente mandava ordine al colonnello Khoring ekov di attaccare la stessa località ed al colonnello Dombovski di mandare da Dasohiciao dei Cosacchi e dei cacciatori per tagliare la ritirata alle truppe cinesi che si trovavano a Gai-czou. Il colonnello Khoringekov, pri ma ancora di aver ricevuto quest' ordine, aveva mosso contro i Cinesi che occupavan o le alture di Gai-czou e dopo un vivo combattimento li aveva messi in fuga impadron endosi di 12 canuoni. I fuggiaschi in contratisi colla colonna proveniente da Inkou, furon o dispersi.


1824

LA n!ANCWRIA

A Gai-czou le tre colonne russe si riunirono sotto il comando del generale Fleischer e mossero insieme contro la città cli Khai-cen, da dov~ i Cinesi (circa 5000), benchè in forte posizione, furono cacciati. Inkou, in seguito alle disposizioni prese dal generale Fleischer, si può oggi considerare sicura da ogni colpo di mano dei Cinesi. La ferrovia ed il telegrafo sono riattati per più di 20 chilometri oltre· Daschiciao. A Khai-cen si sta forman do la colonna che deve marciare su Liao-ian che st crede occupata da 30,000 Cinesi. Tutte le colonne hanno dunque raggiunto l'obbiettivo che era stato loro fissato. Tutti i punti principali lungo la ferrovia che attraversa la Manciuria, sono occupati dalle truppe russe, e sembra, stando alle notizie dei giornali, che i lavori di riattamento procedano attivissimi. La Russia, che fino dall'inizio dell'azione delle potenze europee in Oriente, si è proclamata amica e sostenitrice della Cina, e che non è molto proponeva il ritiro delle truppe europee da Pekino, per propiziarsi gli animi dei codinati, si è affrettata però, appena l'occasione le si è presentata, ad occupare la Manciuria, alla quale, fin da quando decise la costruzione della ferrovia transiberiana, guardò come ad un necessario complemento del suo territorio. Ed ora, mentre effettivamente ritira parte deUe sue truppe da Pekino, e ne riceve i ringraziamenti dell'Imperatrice ci1 nese proclama la Manciuria territorio dell'Impero. Il generale Gribski, governatore militare dell'Amur, pubblicò, pochi g iorni or sono, un regolamento col quale ordinava che tutte le regioni della Manciuria occupate dalle truppe russe fossero, d'ora in poi, soggette alle leggi ed alle autorità rnsse. Riportiamo qui appresso traducendoli, g li articoli principali del citato regolamento: 1° Proclamo che il territorio dei Mancesi, la Transzeia, e la riva destra dell'Amur, occupata dalle truppe russe, sono annessi alla Russia. 2° È interdetto ai sudditi cinesi il ritorno nel territorio della Transzeia e sulle due rive dell' Amur perchè questi territori saranno concessi alla colonizzazione russa.


Ei LA SUA OCCOPAZIONE PER PARTE DELLA !!OSSIA

1825

3° La città di A igun, già cinese, e gli stabilimenti di Sakhalian, come anche i territori limitrofi sono provvisoriamentesottoposti esclusivamente alle autorità militari russe nè alcun privato, P.er nessun motivo, potrà stabilirsi iu queste regioni. 4° La città di Aigun e gli stabilimenti di Sakhalian non potran no essere ricostruiti sulle loro rovine. 5° Soltanto gli edifici cinesi ancora servibili saranno utilizzati per accantonarvi le truppe russe e per raccogliervi delle provvigioni. 6° L'amministrazione del territorio occupato sulla riva, sinistra del :fiume dalle truppe russe, come l'amministrazione temporanea delle r egioni al di là del fiume Zeia, sono confidate al commissariato russo della frontiera, fìnchè questi territori saranno concessi a popolazione di orig ine russa. Aig uu servirà di residenza per il commissario della frontiera. Il generale Gribski ha inoltre diretto un proclama ai popoli della Manciuria nel quale dichiara che l'annessione della Manciuria può essere considerata come punizione per l'attacco fatto dai Cinesi contro Blagoviecensk. L a Russia ha, fatto il g ran colpo: l'avvenire dirà se la diplomazia europea si accontenterà di compensi e se il Giappone, che è il più interessato in Oriente, vedendo occupato un territorio dal qua.le, vincitore della Cina, dovette riti· rarsi per volere di altre nazioni, la Russia compresa, non cr ederà g iunto il momento di opporsi r isolutamente al prog redire del suo formidabile concorrente, col quale già da tempo· si trova in con:8itto, più o meno aperto, specialmente per il predominio politico sulla Korea. E per ultimo, non ci sembra fuor di luogo, chiudere con alcune notizie sulla ferrovia transiberiana, della quale in questi ultimi anni tanto si è parlato e scritto. Iniziata sotto auspici piuttosto modesti (a scartamento ridotto) la sua importanza ven ne man mano aumentando, specialmente dopo che la guerra cino-giapponese e l'acquisto dì Porto-Arthur aumentarono l'influenza della Russia su tutta H5 -

ANNO XL\'.


1826

LA lllANC!Ult!A

la parte nord-est dell' impero cinese. Allo scartamento ndotto venne sostituito quello normale. Circa alla sua impor·tan~a milita1·e e politica non è esa· gerato il dire che questa forrovù darà alla Russia il predo- .. minio lerrest,·e assoluto verso la Cina e l'Estremo Oriente : Mentre finora le truppe ed i materiali da guerra russi, da Odessa e per il canale di Suez dovevano impiegare circa 2 mesi per recarsi a Vladivostok, attraverso a mari ove, in caso di guerra, ogni navigazione rnssa potrebbe essere interrotta, la ferrovia transiberiana permetterà quei trasporti in 12-18 giorni al m:issimo, in territorio tutto russo. Sotto il punto di vista economico questa ferrovia, coi tronchi che la collegheranno all'Asia centrale (russa) ed alla Cina, è destinat,a in.cl nbbiamente ad un g rande avvenire: essa darà vita e facile sboc~o a tutte le immense r icchezze della Siberia, e sarà la preferita, perchè più breve, per il trasporto delle merci che Cina e Giappono destinano all'Europa. Sotto il punto di. vista sociale, la ferrovia transiberiana ' colle numerose ramificazioni che sono progettate, metterà in diretta comunicazione i popoli mongolici coi popoli slavi e per essi con quelli dell'Europa. L e conseguenze di questo contatto non si possono prevedere. Stato attuale della fe,Tovùi (1). - La ferrovia transiberiana segue per gran tratto il territorio adiacente al 55° parallelo ed attraversa la regione pi(L popolosa e più fertile della Siberia. I lavori per fa, sua costruzione vennero iniziati conttlmporaneamente ad ovest, dalla staziono di Celia binsk (governo di Oremburg), e ad est, dal lago Baikal. Nel 1900, cioè dopo circa 9 anni d i lavoro, venuero stesi i binari su 5400 chilometri, il che dà una media di 600 chilometri all'anno di ferrovia ultimata. Questo risultato sembrerà molto notevole, se si considerano le grav1 difficoltà che dovettero essere superate, specie per la costruzione di ponti sopra un gran numero di fiumi importanti, e le (l ) Le notizi~ che diamo •1ui si riCcriscono al maggio di quc~L'anno.

E t,A SUA OCCUPAZIONE PElt PARTE DlsLLA. RUSSI,\

1827

frequenti inondazioni che qua e là d i so:'ente s.ospesero e~ anche distrussero i lavori iniziati. I soh pontL costrutti, hanno una lunghezza complessiva di 48 chilomet1·i: il più lungo è quello sull'Ienissei che misura 886 metri con travate di 150 metri. La fe rrovia transiberiana propriamente detta incomincia è~ Oèliabinsk. Essa è ora interamente ultimata da questo punto alla sponda occidentale del lago di Baikal e tra la sponda orientale di quel lago e Strietensk, ossia per un complesso di 4420 chilometri. La traversata del lago di Baikal (64 chilometri) si eseguisce attualmente su piroscafi speciali adatti al trasporto di u n intero treno fer roviar io; però fino dal· l'anno scorso è incominciata la costruzione del tronco ferroviario che dovrà girare intorno alla parte meridio~ale del lao-o, tronco che avrà una lunghe7.za di 251 chilometn. S i calcola che nel 1902 tutta la linea sarà ultimata. Quando il tronco a sud del lago Baikal sarà ultimato, la 1 lunghezza complessiva della ferrovia . da ~èliabinsk a : ~adivostok sarà di circa 6250 chil ometri e d1 6670 tra Cehabinsk e Porl,o-Arthur; alle guali cifre aggiLmgendo 2650 chi lometri che intercedono fra Pietroburgo e Cèliabinsk, si ha che la capitale della Russia sarà unita ai porti doll'E~tremo Oriente da una linea ferroviaria continua avente lo sviluppo di 8900 chilometri verso Vladivostok e di 9320 chilometri verso P orto-Artlrnr. A questa ferrovia Hi innesterà fra breve il tronco _Niuau~ czou-Taku-Pekino, per cui anche la capitale della Cma sara riunita alla rete ferroviaria della Russia, e quindi dell'Europa. La Russia ha anche ottenuta la concessione per la costruzione di un altro tronco che, dipartendosi dalla transiberiana verso il lago Baika l si svolgerà in direzione di P ekino. È pure in progetto un tronco tra Omsk e l' As_ia centrale. Questi tronchi ev identemente aumenteranno l' unportanza, già grandissima, della ferrovia transiberiana. . Quando la navigazione sull' Amur è aperta le comun1cazio11i fra il continente europeo e Vladivostok si compiono: per ferrovia, dalla Russia europea. a Strietensk (attraver-


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1, A

E LA SUA OCCUPAZIONE PER PARTr,; ùBLLA RUSSIA

ll.\!\CIURIA

fettnarsi in 16 giorni al massimo, (che potranno anche essere ridotti quando la linea si sarà bene consolidata e verrà perfezionata) con una spesa di circa 850 franchi, mentre a.ttaulmente lo stesso viaggio costa più di 2000 franchi e vi si impiegano 34-36 giorni . Queste cifre vaìgono a dimostrare quale potò essere in avvenire l'importanza di questA. ferrovia, e quale l'enorme spostamento di traffici cui essa potrà dar luogo.

sando il Baikal nei ('e1·1·y-boat), da Strìetensk e Khabarovsk in piroscafo seguendo l'Amur e da Khabarovsk a Vladivostok mediante la. ferrovia dell'Ussuri (766 chilometrì). Attualmente l'intero p13rcorso da Pietroburgo a Vladi vostok, (10,200 chi-~ lometri) può essere compiuto in 3 settimane circa, progresso già enorme ìn confronto al tempo che si dovrebbe impiega.re per mare. Per rendere più comodo il viaggio sono stati organizzati dei treni diretti speciali settimanali, tra Mosca ed Irkustk, foggiati sul tipo dei treni da New-Jork a San Francisco. Quando i tronchi a sud del Baikal ed attraverso la Manciuria saranno ultimati, il percorso trn Pietroburgo o Vladivostok o Porto-Arthnr potra efr'ettuarsi in u11a diecint' di giorni o poco più. I risultati immediati dell'esercizio delle parti costruite della ferrovia transiberiana hanno già di gran lunga oltrepassato le mig.liori previsioni. Così, considerando i trasporti effettuati durante un periodo di soli 3 mesi nell'anno, si ha che nella Siberia centrale ed occidentale la ferrovia trasportò : Vi~ggbtori

nel 1895 » 1896 » 1897 » 1898 » 1899

l\tL V.

Tonn. di merci

211,000 58,300 471,000 187,000 600,000 448,000 1,049,000 710,000 1,075,000 668,000

Delle merci esportate dalla Siberia, il 42 °/ è dato dai cereali, che dai porti di Reval, Libava, Pietroburgo o Riga, la Russia spedisce ad altri paesi. Seguno per importanza il commercio del bestiame da macello, che in gran quantità viene spedito a. Londra, ed il commercio del the. Secondo la. tariffa russa, un biglietto di 1• classe in vagone-letto da Mosca a Vladivostok, quando la linea sarà tutta ultimata, costerà 306 franchi. L'intero percorso da Parigi o Londra a Shaughai, mediante la transiberiana, potrà ef-

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n!PIEGO DEI ·rELEG B.AFISTI· IN' GUERRA

1830

occorrono punti elevati nei quali mettere, in stazione tali apparati, ed inoltre si richiede un certo tempo per l'impiant o e per la ricerca reciproca delle stazioni che devono fra loro corrispondere. In mancanza di una serie ben ordinata di esperienze che ci illumini al riguardo, si può ritenere che l'impiego de'snd· detti apparati potrà convenire: anzitutto, in zone di terreno montuoso o collinoso (1), ove, mentre si trovano punh adatti per la effettuazione di un sollecito impianto d~lle stazioni ottiche, e per la facile acces~ibilità ai punti medesimi, riuscirebbero invece più lente che non in pianura le comunicazioni mediante staffette a. cavallo, in bicicletta od a piedi; in secondo luogo, anche in zone di pianura, qualora fra due colonne affiancate esista un ostacolo, ad esempio un largo fiume, il quale renda molto meno spediti gli altri mezzi di comunicazione sopra accennati, oppure, trattandosi di terreno ordinario, durante i giorni di sosta . In ogni caso, poi, qualunque sia la natura del terreno sul quale le truppe si muovono, pnrehè, se in pianura, si possa disporre di campanili, torri, terrazzi, la telegrafia ottica renderà s~mpre utili s.ervizi, impiegata da sola o come au_si· liaria della telegrafia elettrica, specialmente di notte, sia perchè la portata degli apparati foto-telegrafici è maggiore di notte che non di giorno, sia perchè di notte conviene mettere in moto il minor numero di staffette possi bile. Vediamo ora come viene ordinato il servizio della telegrafia ottica nei casi sopra distinti. Se si r iflette che una stazione foto-telegrafica da campo è trasportabile in pochi zaini (2) dagli stessi telegrafisti de·

IMPIEGO DEI TELEGRAFISTI JN GUERRA Conlinwizione -

b)

Velli dispensa XIX

TELEGRAFIA OT'rICA

(1).

Nella guerra di campagna la telegrafia ottica trova un utile impiego specialmente nelle zone più avanzate del teatro d'operazione, ossia : , 1° in itn sistema d'avÌJ:IYtposti, per far corrispondere al- . cune gran guardie (collocate nelle posizioni più importantì) colla riserva d'a·vamposti, e questa col comando del corpo principale dal quale saranno stati staccati gli avamposti medesimi ; 2° nella pr·eparazione a" difesa cli una lin ea, per stabilire un mezzo di corrispondenza, difficilmente d istruggibile dal nemico, fra le posizioni avanzate e quelle retrostanti, come pure fra le principali di queste ultime posizioni ed i comandi dei grandi reparti dai quali dipendono le truppe che le occupano; 3° nelle marce di grandi unità di gue1°ra, per collegare il grosso della cavalleria esplorante col comando della colonna in marcia, oppure i comandi di due colonne attigue; 4° nell'avanseoperta, per mettere in comunicazione gli squadroni esploranti fra loro e col grosso dell'avanscoperta (brigata o divisione di cavalleria), ed il grosso col comando del grande riparto da cui dipende. Occorre però avvertire che nei casi 3) e 4), non sempre sarà possibile 'o, non sempre converrà applicare il sistema di comunicazioni mediante apparati ottici, pel fatto che (t) Veggasi in proposito lo studio v isla di a1·ligliei·ia e genio, fascicolo

dell'autore, già citaLo, stato pu bblicato dalla fli. di settem bre 1899.

1S31

(1.) l~cco q11anto contengo no 111 proposito le nostre Norme per l'impi ego delle t.r e anni nei conibalti1nento (pag. 83): , Le segnalazioni olliclui age,·ol,ino notevolmente • la condotta 1li simi li opernzio11i » (cioé c.011cor,o ad un'az ione com une di più colo nne . in moto sn diverse strade in mon tagna) • e il col legamento rra le colonne operanti. • Sovent'l però in montagna la nebbia interrompe d'improvviso le segl)al,tzio ni otti che, • e perciò è sem1}ro opportuno predispor re un mezzo s11s$idiario di corr.unir.azione con , lo stabili re linee di posti di Jorrisponrlen zn. , . (2J Col nos tro nuovo a[)pn.rato cl,t campo (Pai ni), il numero clegli zaini per ogni sta· zione è ridotto :v i un minimo cli tre se si impiega la luce ossi-aceti lenica e di <!ne se si actopera la luce acetilenica.

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IMPIEGO DEI TELEGRAF ISTI lN GUERRA

stinati a disimpegnarne il servizio una volta impiantata, si comprende come sia facile provvedere al servizio telegra fico ottico nei due casi 1) e 2) - sistema di avamposti e linea di difesa - poichè basterà assegnare ad ogni d ivisione di fanteria tante coppie di stazioni ottiche quante sono le linee fototelegrnfiche che si vuole possa, stabilire la divisione stessa. Due coppie di stazioni, ossia 4 stazioni, potrebbero costituire una sezione e questa essere comandata da un ufficiale. Con una sezione si stabilirebbero perciò due li nee semplici indipendenti, oppure una linea di tre stazioni, di cui le due estreme semplici e quella centra.le doppia. Quanto all'organizzazione del servizio presso colonne in marcia (caso 3°), o presso truppe di ca valleria in a vanscoperta (caso 4°), essa presenta alcune difficoltà riguardanti il trasporto del materiale delle stazioni e l'istruzione del personale da preporsi a tale servizio. Il problema che qui ci si presenta può essere risolto in uno de' due modi seguenti: o trasportare il materiale di ogni stazione mediante un leggiero veicolo che possa tener dietro alla cavalleria in marcia, e far servire la stazione da teleg rafisti del genio montati sul ·veicolo stesso; o trasportare il materiale a dorso di cavallo, e preparare fin dal tempo di pace de' cavalieri-telegra:fisti. L'uno e l'altro metodo ha i suoi vantaggi ed i suoi inconvenienti, ed entrambi sono stati applicati ; ma soltanto esperienze comparative potrebbero condurre alla migliore soluzione del problema. In mancanza di tali esperienza, se noi dovessimo pronunciarci sulla quistione, diremmo che il primo metodo è preferibile al secondo, perchè il servizio della t elegra~a ottica a contatto quasi del nemico non p uò essere fatto che da ottimi telegrafisti, ed è più facile trovare questi fra i telegrafisti del genio, che non fra i soldati di cavalleria, i quali in tre anni devono diventare inoltre buoni, se non ottimi, cavalieri. - Con un biroccino ad un cavallo, portante una stazione e due telegrafisti del genio, per ogni squadrone, noi r iteniamo che il servizio foto-telegrafico nelle esplorazioni o nell'avan·

D!PTEGO DEI TELEG!tAFJSTI I N GUERRA

scoperta della cavaHeria sarebbe assicurato. Gli ora detti due telegrafisti potrebbero e3sere, all'occorren:ca, impiegati ad attivare corrispondenze telegrafiche elettriche o telefoniche.

In questo ultimo quarto di secolo la telegraffa ottica venne impiegata, su" una scala più o meno larga, in tutte le guerre d'Europa e nelle spedizioni in Asia ed in Africa. Gli Austriaci, per i primi, impiegarono un corpo speciftle di segnalatori ottici (da essi regolarmente istituito qualche anno prima) nella campagna in Bosnia (1878), e tale corpo rese lor o importantissimi ser·vigi. Durante la predetta campagna, il generale in capo, i comandanti della cavalleria, i capi di servizio dell'artig lieria erano sempre a.ccompagnati da un drappello di segnalatori a cavallo; ogni drappello pofava stabilire e servire due stazioni, ed era formato di 2 ufficiali, 8 sottufficiali, 12 soldati, e da 8 muli pel trasporto degli apparati. Tali drappelli servivano per la corrispondenz.a tra il comandante in capo ed i corpi d'armata, e tra questi e le dipendenti divisioni. C'erano poi altri drappelli di segnalatori a piedi, i quali provvedevano al collegamento fra il grosso delle coloun.e in marcia e le avanguardie, retroguardie e distaccamenti in ricognizione. L'impiego d i siffatti drappelli di segnalatori permise a distaccamenti d i truppe, lontani sino a 20 chilometri dal grosso, di dare informazioni sulla posizione, sulla forza e sui movi menti del nemico; ed il. tempo per la trasmisssone dei d ispacci da un estremo all'altro fu relativamente breve, poichè in 25 minuti fu spedito Ùn telegramma di 20 parole e se ne ricevette la risposta che ne conteneva 35. Gl'Inglesi impiegarono molto l'eliografo Mance nella ca:,npagna dell'Afganistan (1878-80), dove sembra che il g·enerale Roberts abbia comnnicato da Khost a H unnoo, cioè a 80 chilometri di distanza. In seguito a i buoni risultati otte· nuti in quella campagna, essi dotarono parecchi reggimenti della loro colonia del Capo di piccoli ~liografi Mance da at,t accarsi alla sella.


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IMPIEGO T>F.I T ELEG RAFISTI IN GUERRA

E fu appunto, col mey.zo degli ora detti apparati che, nella campagna contro gli Zu,lù (1879), il colonnello Pearson, rinchiuso nel fo rte di E kowe e circondato da 20 mi.la nemici, potè corrispondere al di sopra di questi colle forze britanniche accantonate nel territorio di N a tal per chieder e soccorsi, ed essere liberato. I Russi, durante la gue,·ra del 1811-7 8 contro la Turchia, fecer o pure uso di 6 eliografi Mance in Bulgaria e di altri 6 nell'Asia Minore. Essi li adoperarono pure nel 1880 nella guerra contro gli A.kkal-Tekkés (Asia centrale). I Francesi impiegarono appara.ti foto-telegrafici per collegare le loro colonne in marcia, nella campagna con(ro i l'frumiri (1881). Noi, in Africa, in questi ultimi anni abbia.mo fatto uso dei nostri apparati foto-telegrafici da campo, ma il servizio non è stato regolarmente organizzato che dopo il disastro di Amba A lage. I buoni risultati di questa organizzazione abbiamo visti nel marzo-aprile 1896, quando, mentre Cassala era circondata dai Dervisci, gli assediati corrispondevano, sia pure ad intervalli, con stazioni ottiche poste all'esterno verso .A.gordat, ciò che certamente ha contribuito all'ottima riuscita dell'operazione eseguita dal colonnello Stevani per liberare quella piazza. Dove poi la telegrafia ottica ricevette un'applicazione su larga scala fu neli'ultimo, guerra che gli Spagnuoli ebbero a sostenere nell'isola di Cuba (1895-97). In questa guerra essi impiegarono 5 compagnie di telegrafisti ottici, le quali dall'agosto 1896 al g iugno 1897 impiantar ono 75 stazioni ottiche, stabilendo una rete d i òirca 1500 chilometri di Hviluppo. Questa rete fu poi ancora estesa nel secondo semestre del 1897. P el servizio completo delle stazioni di. detta rete erano impiegati 46 sergenti·, 78 caporali e 361 soldati. G li apparecchi impiegati erano apparecchi lVIangin (tipo fran cese) e apparecchi americani. 1

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IMPIEGO DEI TELEGRAFIS'J'I IN GUERRA

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TEJ,EFO}TIA. .

La telefonia, nella guerra di campagna, trova (come la telegrafia ottica) la sua pr incipale applicazione in prossimità . del nemico - presso truppe agli avamposti, in esplorazione ud in avanscoperta - là dove cioè riesce più difficile, o meno con viene, stendere linee elet,triche. sia per la difficoltà di avere il materiale volante oooorrentlj per queste linee o, pur avendolo, di farlo giungere sull'apposito carreggio, al coperto, nelle posizion i più avanzate, sia per0bè, avvenendo una ritirata improvvisa, tale materiale andrebbe perduto. Il materiale necessario per l' impianto delle linee telefoniche, invece, consistendo :n piccoli tamburi di cordoncin o sottilissimo a due fi li conduttori (uno per l'andata, l'altro per il ritorno), ed in un telefono semplice od in una cassettina telegrafica per ogni stazione, può essere facilmente trasportato dagli stessi telefonisti a piedi, od a cavallo, i quali, marciando, stendono il cordoncino, e ad un punto qua lunque della marcia possono corrispondere c:olla stazione di partenza. In questi ultimi anni, il telefono ha sostituito, in gran parte, i soimders o parleurs, i quali, prima della sua invenzione erano appunto impiegati generalmente nella telegrafia leggiera come già fu accennato più indietro. Il predetto materiale telefonieo può essere permanentemente distribuito alla cavalieri~ o alle altr e armi, oppure far parte delle sezioni o dei parchi telegrafici (del genio ) e venire distribuito al momento del bisogno alle truppe che lo devono impiegare. Qualora alle t ruppe in avamposto, in esplorazione od in avanscoperta siano addette sezioni ottiche trasportate da biroccini, questi veicoli trasporiauo pure il materiale telefonico, che viene impiegato sempre quando non è possibile corrispondere_cc,gli apparati ottiei, oppure quando, contemporaneamente a lle linee ottiche, si vogliano far funzionare anche linee telefoniche.


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IMPJEGO DET TELEGRAFISTI IN GUERRA

ll\JPIEGO DEI TE l,EGRAFISTI IN GUE RRA

A vendo l'occorrente materiale, in campagna si stenderanno pure linee telefoniche fra i comandi delle grandi unità che uon siano molto lontani l'uno dall'altro. Qualora fra i comandi oradetti esistesse già una linea telegrafica, si inseriscono g li apparati t elefonici sulla linea stessa, ed in questo caso le comunicazioni più importanti, e delle quali è bene resti traccia, si fanno col telegrafo, mentre per tutte le altre si userà il telefono. La prima applicazione del telefono in guerra venne fatta dai Russi, subito l'anno appresso. a quello dell'invenzione di questo meraviglioso strumento, nella guerra da essi mossa ai Turchi (1877-78). In seguito, anche gli altri eserciti che ebbero da sostenere guerre fecero uso di tale semplice e rapido mezzo di comumcaz10ne. La Germania, l'Austria e la Francia hanno dato un grande sviluppo alla telegrafia leggiera, della quale i telefoni sono una parte importante. ,Per dare un'idea dell'impiego che i Tedeschi, in caso di guerra, contano d i fare della telefonia nel servizio di esplorazione o di avanscoperta, daremo un cenno dell'eser.oitazione che nel luglio 1894 ebbe luogo presso Berlino, consistente nello stendimento di una linea telegr_afica, lunga 30 chi lometri, eseguito dalla cavalleria, al trotto, fra detta città e Potsdam. Tale stendimento venne eseguito da due pattuglie degli ulani, ciascuna comandata da 1 ufficiale e che partirono di buon mattino l'una da Berlino e l'altra da Potsdam. Ciascuna pattuglia era provvista dell'occorrente numero di tamburi di filo (ogni tamburo aveva 1000 metri di filo) · e di un apparato telefonico completo, portato a tracolla, in un apposito astuccio di pelle, da un sottufficiale. A Berlino lo stendimento venne iniziato dal poligono de' pionieri, inserendo uno dei capi del filo di un tamburo nella stazione telefonica della rete della città che esisteva nel corpo di guardia del poligono stesso. Il sottufficiale, che portava l'apparecchio telefonico, disposto il suddetto tamburc, sui bracci di un reggi-tamburo, e stando a cavallo,

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cominciò a svolgere il filo, men tre un altro sottufficiale, pure da cavallo, colla sua linea a cui aveva attaccato un bastone foggiato in pLmta a fon:hetta, te~eva sollevato il fi lo stess? da terra e lo posava sugli a.lberi o sulle siepi. Lo stend1meuto si esegui va, in massima, al trotto. Terminato il fil.o di un tamburo, ossia dopo ogni chilometro di marcia, la pattuglia si arrestava e coll'apparecchio telefonico verificava se esisteva la comunicazione colla stazione di partenza ; quindi cong iunto il filo dell' u~timo tamburo steso con quello di un nuo~,o tamburo, riprendeva lo stendimento. Le due pattuglie s'incontrarono presso Teltow, ed ivi conao iunsero i due tratti di linea, lasciando inseriti in questa i . due apparati telefonici, e la comunicazione fra le. due città ebbe luogo regolarmente. Le operazioni di stendimento dura,rono 4 ore, per cui la velocità media di stendimento fu di 4 km. circa, all'ora. Le due pat tuglie ripiegarono poi la linea, rifacendo ciascuna la stessa strada in senso inverso, e r ipetendo, pure in senso inverso, le operazioni prima eseguite. L'Austòa, nel 1896, alle mano.v re che ebbero luogo in Gallizia, impiegò sezioni speciali di telefonisti costituite con uomini della riserva che durante il loro SCrVi:;!;iO nell'esercito permanente avevano frequentata la scuola telegrafica di Tulln. Ogni se7,ione aveva il materù1 le per 3 stazioni e per 60 chilometri di linea. In Francia, in questi ultimi anni, venne applicato nn t~lefono ideato da,l capitano Charollois, il quale ha il pregio di richiedere nn materiale leggerissimo, facilmente trasportabile da un uomo a 0avallo, e di permettere a quest'uomo di essere in costante comunicazione, anche in marcia, colla stazione di origine. Ciò riesce possibile pel fatto che il cavaliere in marcia ha costantemente assicurato all'orecchio il telefono, il quale si trova sempre inserito nel circuito formato dal filo (semplice) di linea, dalla terra e dal corpo del cavallo, poichè un pezzo di filo coll~il morso di que st'ultimo col telefono stesso.


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ll\lPJEGO DEI TELEGRAFI ST I IN GUERRA

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TELEGRAFIA CON COLOMBI VIAGGIA.TOR,I.

Se si riflette, come ven.ne accennato nei Cenni stor·ici, che ' la telegrafia uon colombi viaggiatori si basa snll' istinto che hanno i colombi di far ritorno alla loro dimora, si deduce che questo sistema di comunicazioni non può trovare che un limitato impiego nella guerra di campagna. Di fatti , per ottenere tali comunicazioni occorrerebbe addest1·a1•e colombi giovani a far ritorno a colombaie mobili stabilite presso i quartieri generali dei grandi ripar ti dell'esercito mobilitato; ma questi quartieri generali sono instabili e l'addestramento riesce molto difficile, dovendo esso durare ~dmeno 10 o 15 giorni. fo Francia venne tentato un siffatto addestramento, e nelle manovre speciali di telegrafia militare che ebbero luogo nell'aprile 1397 tra Meaux e La Fère si esperimentò un cùlombaio mobile, composto di una vettura, ove erano allevati i colombi ed alla quale erauo stati abituati a far ritorno dopo le lanciate; pare però .che l'esperimento non abbia dato buoni risultati. Ma se non si pllÒ, mediante i colombi viaggiatori, stabiJire uua comnnicazione d iretta fra i comandi delle grandi unità dell' esercito in campagna, t,uttavia questi comandi potranno sempre, con t,ale mezzo, fornire notizie loro e del nemico alle piazze forti o alle città in cui esistano colombaie militari o private, notizie, le quali, mediante il telegrafo verranno comunicate ai comandi superiori od alle a.utorità intere3sate. A tal fine, basterà che i sopra accennati comandi portino al loro seguito un certo numero di colombi appartenenti alle colombaie delle piazze forti o delle città a cui vogliono trasmettere le notizie, e lascino liberi alcuni di tali volatili,, dopo averli muniti dei dispacci occorrenti, a mano a mano che se ne presenterà il bisogno. L'ora menzionato sistema conviene itpplicare specialmente nel servizio di esplorazione della cavalleria a grande distanza in territorio sprovvisto di linee telegrafi.che permanenti e

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DIPIEGO DEI 1'ELEGltAFJSTl lN GUERRA

qualora non si abbia il mezzo, od il tempo, di stendere linee militari; potrà pure e~sere impiegato vantaggiosamente in montagna fra i riparti alpini operanti .alla fronhern e le retrostanti opere di ~barrameuto. In questi casi, di fatto, è quello il mezzo migliore, e talvolta l'unico, che permetta alle truppe che si trovano a contatto del nemico di comunicare rapidamente col comandante del g rande riparto o della piazza forte di sbarramento da cui esse i,ruppe dipendono. Si sono fatte in <.Ìuesti ultimi anni, presso alcuni eserc1t1 europei, esperienze in proposito, e pare che queste abbiano dati buoni r isultati. • Aggiungeremo che i colombi, invece di essere portati al seguito dei coma:1di delle grandi. unità di guerra, oppure dei riparti di cavalleria o di alpini in esplorazione, possono anche venire trasportati in palloni liberi, da' quali sono poi lanciati per portare alle rispetti.ve colombaie i _dispacci contenenti le osservazioni che sul nemico avessero potuto fare g li aeronauti dai pal loni sbessi. Da esperimenti fatti è risultato che l'altezza. massima dalla quale eonviene fare simili .lanciate è di 2000 metri e la massima d istanza dalle colomb1.1ie di 200· chilometri, Invece, da terra i colombi possono essere lanciat i anche da distanze di 500 e più chilometri. Per distanze fino a 500 chilometri la velocità media dei colombi è di 50 a 60 chilometri all'ora. Oltre i 500 chilometri i colombi d ifficilmente possono fare il tragitto tutto d\rn fiato , e perciò la velocità oraria media varia col numero e colla durata dei ripòsi intermedi.

(Continua) B.

ZANOTTI

11Ut{J!)i01'e

clet (Jenfo.


1840

NOTE $TOR1CHE

NOTE STORICHE

r OSOPPO 2,1. MA RZO - {3 0TTOOJ\i, 1848

(l 'for·,·a:::ione compilata con l<• scotta ilei documr nti)

I. Quando la città d i Udine si fu liberata dalle truppe au· striache il dì 23 marzo 1848, e tutto il Veneto orientale ' . . . . 'divenne franc:o dalle straniere milizie, uno dei primi pens1en del Governo provvi::;orio della capitale del l!'riuli fu per le fortezze di Osoppo e di Palma.nova, i dite for tissimi bastioni della niwva f'ronte di clif'esa degli Italiani, per usare di una frase pronunziata allora da Giovanni Battista Cavedali~, friulano, che diventò poscia ministro della guerra e presidente del Comitato di difesa d i Venezia. Infatti, il 24 marzo, d'ordine del Governo popolare di Udine reoaronsi al for te di Osoppo i cittadini Giovan Bat ' . . tista Looatelli e Domenico P iccoli quali comm1ssan straordinari investiti di pieni poteri e ad essi si aggiunse il capitano dei ci,7ici Berna.rdiuo Beretta quale commissario militare. Coma.ndava la fortezza il capitano austriaco Ales· sando Minier, cui gli eletti. del popolo friulano presentarono una lettera aperta del generale Giuseppe Auer, già coman: dante di brigata in Udine nella quale si dava contezza dei nuovissimi eventi e della resa della città. Ed il capitano :M:inier a cosiffatta novella dichiarò di rimetter la fortezza di Osoppo nelle mani del Governo provvisorio di Udine con

1841

quanto materiale di gnerra racchiudev<1 iu cannoni, munizioni e vittovaglie. Erano ben ventotto bocche da fuoco tra cannoni, obici e mortai: 1500 bombe da 8 libbre, 756 da 12, 185 da 8, 30 da 12, più. 2129 granate, 5000 e più. palle vuote, 667 funti di polvere da moschetteria, 27,761 ('unti di polvere da cannone; sacchi da cartocci, pallini di ferro, di piombo e pietre focaie iu grande quantità. E come che la preda non fosse abbastanza vistosa nè a buon prezzo acquistata, · il capitano austriaco Miuier s'offrì di custodir la fortezza co' suoi ufficiali, fin che giungessero nuovi ordini od. imposizioni dal Governo provvisorio di Udine, e per di più offrì sè medesimo co' suoi tutt.i a malleverìa della fatta promessa: eranò quarantacinque soldati di ·n azionalità italiana appartenenti al reggimento di fanteria Ferdinando d'Este (n. 26) ed i primi tenenti Guglielmo Pastrovitc.h e Giovanni Krasmer. Questi ufficiali diressero ed ordinarono i primi moti de1la Guardia civica di Osoppo e con un mani polo di ventitrè cannonieri austriaci riuscirono a formai; una guarnigione mista ohe solo nelle bianche a<Jsise ricordava le antiche re· lazioni di dorrlinanti e di dominati. Ed alla fine di marzo vennero infatt~ i n uovi ordini del Governo udinese. Già fino dal 24 la medesima commissione che aveva intimato la resa alla for.tezza, di Osoppo aveva poscia offerto in Spil imbergo all' ingegn!3re Giovanni Battista Cavedalis, ufficiale di artiglieria e genio, il comando della Guardia civica del Friuli: il Cavedalis aveva ricevuto la sua primc1, educazione nel Collegio militare di Modena ; di poi aveva militato nell'Armata italiana agh ordini del vicerè :E:ugenio Beauharnais: in seguito, caduto il primo Impero, sdegnando i.l giovane e valoroso ufficiale dei 'Veliti italiani di prender servizio a l soldo dell'Austria, aveva el~tto la libera profes. sione dell'ingegnere·architetto, ed era salito in pochi anni a così bella fama da esser annoverato tra i più insigni e valenti dell'Italia e dell'Impero. Il 23, il Cavedalis era stato avvisato nel suo tranquillo asilo che la Patria aveva rivolto gli occhi sopra di lui. HG -

AXNO XLV.


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NOTE STORIC.llE

« Grandi e felici novità» gli scriveva l'amico e conterraneo Luigi Duodo, da Udine « siamo liberi e senza veruna « effusione di sangue. Da Milano nou si hanno dettagli, ma · « si ha ben la certezza della vittoria : Mantova e Venezia sono « in potere dei cittadini... Ma occorrono braccia e buoni e « fedeli patriotti: questo Municipio li cerca ed io sono senza « invito ufficioso incaricato di pregarvi di recarvi qui tosto!. .. «Venite!. .. » Il giorno appresso, un decreto del Governo provvisorio di Udine nominava il cittadino Cavedalis membro del c0mitato di guerra della provincia del Friuli, nella qualità d i colon· . nello di artiglieria. E come il Cavedalis pérvenne ·a l governo militare del Friuli, un subito impulso nelle cose della guerr~ ravvivò guelle contrade e le richiamò alla necessità di ordinarsi e di armarsi : il 29 un decreto popolare ordinava la formazione di un corpo di diecimila guardie civiche; il dì appresso Giambattista Rossi1 ufficiale pure della Civica, era nomi-: nat,o comandante provvisorio della fortezza di Osoppo. Questi aveva il còmpito di armar gente al possibile e d i istruirla tanto nel combattimento aperto come nel servizio di piazza; ma tutto nuovo all'ufficio cui era stato prescelto dal favor popolare il capitano Rossi non aveva altro collega e coadiutore nell'opera che il tenente Antonio Venturiui, anche egli comandante improvvisato in quei frangenti e nov1z10. ~ « Malgrado le esortazioni più animate, >> scrivevano i due ufficiali al cominciar dell'aprile al Governo di Udine, « pure ,, « non si potè riuscire a raccogliere in Osoppo un corpo at« tivo superiore ai quaranta uomini, insufficienti del tutto « al presidio della fortezza. Questo fatto ha riflesso all' at« tuale necessità della mano d'opera occorrente nelle cam« pagne ed alla tenuità della paga che i soldati ricevono. « E nè manco si potrebbe sperare di levare uomini dai co« munì limìtro:6. dappoichè anche essi versano nelle medesime «condizioni». Perciò il capitano .Rossi ed i l tenente Venturini proponevano al colonnello Cavedalis di levar una cin -

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NOTE STORICHE

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qutmtiua d'uomini tra gli abitanti del paese e di impiegarli in servizio continuato almeno per un mese di ferma. Qnesti « soldati permauent,i » si dovevano r~tribnire con una lira austriaca per giorno oltre al.la razione pane da munizione. Poscia, manifestandosi più che mai la necessità di cannonieri per guarnir la fortezza, li colonnello Cavedalis sollecitava il generale Zucchi, comandante in Palmanova, a spedirne in Osoppo una dozzina con a capo il tenente t,revigiano Gautier. L'assetto della fortezza andava così a mano a mano sistemandosi, e documenti non pochi accennano all'attività memorabile del Oavedalis nell'affrettarlo il più presto possibile, come che egli fosse presago del corso futuro degli avveni menti nel Veneto orientale. « Il nome di Osoppo in Venezia e dovunque, - - lasciò scritto il Cavedalis nei suoi Commenla?"i, disgraziatamente inediti ancora (1), - si può dire si ident ificava con il mio ». E nella prima preparazione della difesa di Osoppo il colonnello Cavedalis iniziò l it sua seconda carriera di glor ie militari ; carriera che doveva condurlo a meritarsi il titolo di « Caruot veneziano ». Al Cavedalis facevano capo mille progetti di difesa e di offesa in quel rifiorire vertiginoso ed entusiasta d i piani di guerra redatti e proclamati 11 voce di popolo e tra il popolo discussi, criticati o esaltati nelìe veglie _ della Civica, nei campi improvvisati dei « Crociati» dalle vestimenta romantiche e strane. Nè su Osoppo mancarono i consigli inspirati ad un senso fervente di sollecitudine guerriera . « Comitato di Udine « diceva un indirizzo - Il presidio della fortezza è coperto da (< una sola mano di Civici, essendo g ià partito di qui il corpo « regolare dell'ex-reggimento Ferdinando da Este per ordine « di codesto uffic io : per ciò si implora un provvedimento sol« lecito e l' ordine e l'autorizzazione per questo comando (i) Dei Commentari :,illa stori a di Venezia negli anni 1848-1,9 del generale Cavcdalis esistono al presente due c;opie, l'um, originale vergata dall'autore e co nscrvatri al lo fi lze N. 388 e 389 a l ncgio a rch ivio cl i Stato di Venezia (FrariJ; l'altra trnscl'itta in hella copia 6 deposti al Museo Civico Correr.


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NOTE STORICII8

« pro·vvisorio d i levare cento (unti di polvere ardente da << moschetto. E siccome nel magazv,ino delle polveri esistono « dei tubi idraulici di piombo, si dimanda di ridurli in al<< tretta.nte pidle da schioppo ». Di lì a poco un tale Nicolò Chiapolin esponeva al Comitato di difesa di Udine un suo progetto circa la sistema7.ione difensiva di Osoppo : « Conviene urgentemente porre alle batterie tutti i cannoni « di ogni calibro, compresi i mortai, con l'apparecchio delle « granate ~ delle bombe. Poi è necessario separar tosto le « cartucce d'ogni calibro, comprese quelle della mitraglia, « fon~ar ~uon numero di cartl1cce da schioppo, provveder << subito piombo, capsule e pietre da fuoco. Bisogna munire « le mura della fortezza, facili a ~calarsi, con sassi, come è « di metodo: si pensi a 300 sciabole delle quali v'ha neces« sità urgente ed a provvedere di biscotto trecento persone « in ragione di un quarto di chilogramma al dì; la ra?.ione « dev~ comprendere inoltre un q uarto di chilo di farina. di « di frumento, acquavite e vino ... Ora fate presto a mandc1r « tutto questo che instantemente vi si richiede )). Ma sebbene il colonnello Caved alis si moltiplicasse nella difesa del Friuli e mantenesse d'occhio Osoppo con vigile ed affettuosa sollecitudine, tuttavia la sua opera non po teva essere cosi tosto condotta a compimento; n~ tan to meno soddisfare d'un tratto gli sbrigliati desideri dei conterranei che delle necessità della guerra e della preparazione sna non aveano che notizie vaghe ed indefinite. Faceva difetto sovra t utto l'uo.mo che degnamente ed opportunamente potesse assumere il comando supremo della fortezza. Il Cave· d~lis ben consc~o della mancanza del momento aveva pensato d1 governarla direttamente da Udine, mantenendo il forte di Osoppo pressochè alle dipendern~e del Comitato di difesa. L' 8 aprile il Cavedalis incaricava il sottotenente dol genio Girolamo Sirnonetti di presentargli un progetto di riordin~ment? del forte :. il rapporto conchi.ndeva con la proposta d'. t~·asformar la chiesa del paese in magazzino da guerra, d1 nattar le piazzuole, di rinforzare i ricoveri alla prova ed

;:.OTE STORICHE

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infine di provvedere di suppellettili da caserma le camerate, per mille uomini almeno. · ·' Qualche giorno avanti il tenente di artiglieria Leonardo Andervolti, da Spilimbergo, grande amico e compatriotta del colonnello Cavedalis partecipava attivamente all'assetto del forte, per quant"o ba tratto alle artiglierie : non tntti i cannoni. disponibili si poterono incavalcare sugli affusLi, i paioli facevano difetto, il pessimo tempo dei primi giorni di quel memorando aprile impedivano di rassodare il terreno: le ruote affondavano, nÈ.I si poteva trovare forza da trazione sufficiente per vincere gli erti pendii delle strade montane di Osoppo. Anzitutto si pensò alla difesa degli accessi al forte, poscia alla sicurezza delle strade che procedono da Gemooa: otto cannoni si stimarono sufficienti all'uopo, cioè un pezzo da 3 libbre alla sommità della rampa che conduce alla fortezza, uno da 12 dietro la Torre Rotonda, uno da 6 dinanzi alla poi veriera, un altro del medesimo calibro contro le strade di Gemona ed Artegna, uno da 12 dietro la ca.sa del comando; i tre ultimi del medesimo calibro battevano la strada da Ospitale, Peonis, Canale rl.i Valsines e Braulìus. Un primo grande passo si era adunque fatto mercè l'opera attiva e patriottica del tenente Leonardo Andervolti. Infatti, il 10 aprile, il capitano della Civica Vanini, d·ordine del Comitato cli. difesa di Udine, ispeziona la piazza e se ne dimostra sufficientemente soddisfatto: comandavano le milizie osoppiane i tenenti Nodari e Romano. « I lavori procedono « con molta prestezza - scriveva il Vanini al Cavedalis « avuto anche rigaardo al. tempo perverso che ebbirno la « decorsa settimana. I muri ordinati al sottotenente Simo« netti sor:.o di già incominciati, la boscaglia è tagliata in « tutti i punti e le rocce quasi tutte scarpate: le barr icate « sono in lavoro ('\ spero domani sia posta in opera la più « importante tra esse : oggi ben diciotto falegnami costruì« scono cavalletti e tavole per letti da soldati, per garrette « per sentinelle e per ultimare le barricate. Il legname per « comporre il suolo della chiesa è già pronto ... Ellf.L, signor « colonnello, procuri di fare una scappata nella fortezza onde


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NOTE STORICHE

NOTE STORI C'.ETE

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fensivo del Veneto, ritenendosi un pegno sicuro per il possedimento del Regno italico. Nel concetto dell'Imperatore Osoppo doveva formare una fortezza di appoggio di larga base collegata a Palmanova, talchè egli aveva progetta,to difese al colle di S. Rocco; difese che il tempo impedì si co1:11pissero come era nel pensiero di Napoleone. I -r estauri si limitarq,no adungue alla cinta interna della fortezza, a render più facile la rampa erta e sinuosa che da.l paese adduce alla rocca ed a riattare ìe caserme ed i parapetti. Il forte, regolò allora la sua forma di triangolo isoscele co' due lati maggiori a ponente ed a levante e con l'altro verso sud-ovest : il generale austriaco Welden, a suo tempo, abbattè la porta maggiore che conduceva al forte e che formava quasi la cornice del castello guarnita da lapidi che r icordavano le imprese guerresche dei signori di Savorgnan. Al punto più elevato della rocca era collocata la polveriera, un fabbricato massiccio denominato l'Ospitale ed un'ampia caserma; in punto meno elevato, verso il centro, erano gli alloggi ed uffizi; nel piano diametralmente opposto le caserme per i cannonieri ed un deposito da munizioni per artiglieria; al centro sovrastato dalla collina detta Colle Napoleone erano un molino alla prova, J.a chiesa, i corpi di guardia ed il comando. « La. strada conducente al forte - seri ve l'autore delle 1.vf e morie storiche del Comune e della fortezza cl' Osoppo (1) - nel « 1848 era difesa a metà altezza da due semplici porte con « foritoi e e più in alto dalla porta principale a ponte leva· « toio, scavata nel sasso e circondata da controguardie, ba« stioui e feritoie. Superato il ponte lfli'atoio ancora tre cinte « coronano il for te, ma tuttora incomplete. La cinta princi« pale che è quella sopra la porta maggiore circonda tutto « il forte ed è frastaglia ta da diversi bastioni sui quali po · « sano le artiglierie)). Osoppo sostenne tre asseclS: : del 1809 e del 1814 contro gli Austriaci che vi assediavano i Francesi e del 1848: nei

« rallegrar?i con la sua vista e darne gli ordini per orga« nizzare un poco meglio il servizio clella for tezza cli Osoppo... « Non manchi dunque Colonnello l » Così si venne a mezzo aprile. Nell'incertezza degli scopi, nel subitaneo tumulto delle passioni popolari che divampavano, poco si era concluso . .M:a a bella posta ho voluto insistere sull'opera degli uomini che primi hanno governato il libero forte di Osoppo perchè meglio emerga, a suo tempo, il lavoro egregio di coloro che al forte seppero dare assetto e vigore difensivo, e lo posero in grado d' inserire una delle più belle pagine nel libro memorando della veneta resistenza all'austriaco. E poichè per forza di umane discordie ii forte stesso, più che pel ferro nemico, per mancato animo del presidio, per i stenti o per morti ammainò la bandiera tricolore è ben giusto che anzitutto pongasi mente a questa circo~ stanza che cioè le difese ed i for ti in tanto valgono in quanto valgono i loro difensori.

IL Sorge la fortezza di Osoppo sulla sinistra sponda del Tagliamento, sovra di una rocca. che la corrente ha fortemente ed aspramente erosa tutta intorno: sentinella avanzata del feudalesimo imperiale nella Venezia, il cc1.stello di Osoppo era il ridotto inespugnabile dei conti Savorgnan, potente ed il- . lustre famiglia friulana. Sul principio del secolo xvr aveva frontegg iato, in difesa di Venezia, l'esercito dell'Imperatore Massimiliano. Forte di un dominio che supera i 140 metri s ulla pianura circostante, Osoppo si può dire la spécola della strad~i Pontebbana : da levante esso guarda il territorio di Gemona; dalla parte medesima e verso mezzodì stende la sua ombra sul paesello omonimo che si asside ai piedi dell'aspra muraglìa rocciosa : contava nel 1848 poco più d i mille ottocento anime. Nel maggio del 179'7 il forte, dai Savorgnan era passato in mano degli Austriaci: nel 180'7, allorquando Napoleone ristorò le fortificazioni di Venezia, Legnago, Mantova e P eschiera, anche Osoppo venne compreso nell'assetto di-

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Belluno, tipo-litogralia Guernicri, 1876, pag. o-.


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NO'l'E S1'0BlCIIE

NOTE STORICHE

primi due rimase inespugnato nell'ultimo, cadendo eroicamente, la fortezza si coprì di gloria.

« Note già saranno costà le vicende di Udine del 22 cor« rente: io era da due giorni prima assente per provvedere « alla difesa della linea della Pontebba e della fortezza di « Osoppo. Ieri mattina ritornava in Udine dirigendo i mo« vimenti delle civiche colonne di Trigesimo verso Udine. « Poichè appresi in vicinanza della città che intavolate e « conchiuse si erano delle trattative, mi rivolsi ad Osoppo ~ e qui raccolgo i braYi disp'3rsi di quelle nostre schiere re« golari che emigrarono dalla capitalo della provincia. La « rocca di Osoppo tiene fermo, comechè gli artiglieri non « siano che civici di recente aggregati ed istrutti. « A Pontebba tuttavia si resiste con una mano di guardie « mobilizzate cui oggi aggiungo due cannoni da campagna». Il 23 a sera il maggiore Licurgo Zannini arrivava n ell a fortezza di Osoppo: il colonnello Cavedalis aveva pensato a lui alcuni giorni avanti poichè con lo sguardo acuto e provetto che lo distingueva egli aveva r iconosciu to nel prode maggiore modenese, accorso alla difesa del F riuli, il vero comandante di cui ave,·a d'uopo la fortezza di Osoppo. Il 22 il capo -battaglione Zannini scriveva infatti al Cavedalis il suo prìmo rapporto : « Il ~ignor presidente Caimo Dragoni mi ha diretto un vi« glietto del seguente tenor1:1: È concluso un trattato con il « generale Nugent: Ella è perciò pregata di venir qui con « i suoi ufficiali per conoscere le condizioni che saranno di « sua soddisfazione. Ma io ho tosto risposto che io mi sono (( impegnato seco Lei, signor Colonn~llo; che nondimeno mi « porterò in Udine per sentire di che si tratta: io non ac« cetterò giammai patti che non siauo conformi all'onore. « Questo è impegno ed obbligo da soldato. Domani, rientrato, (( Le notificherò il resto: a me è ben più caro dimorare in < Osoppo onorato che a Vienna nel colmo delle onorificenze>>. L'intesa tra i due valorosi ufficiali datava dunque da qualche tempo ed era completa e perfotta, tanto che il colonnello Cavedalis non esita, nell'ordine del giorno del 22 aprile al presidio cli Osoppo di designare il maggiore Licurgo iannini quale comandante in secondo della fortezza:

Ai 17 di apri le il generale N ugent iniziò le sue operazioni per la trave.rsata del Veneto: aveva seco undici batLaglioni, sette squadroni e sedici pezzi di artiglieria (1). Una part.e di gueste truppe mosse da Versa all'investimento della fortezza di Palmanova, il grosso delle medesime si dispose a tagliare le comunicazioni tra quest'ultima piazza ed Udine. La riscossa. del generale N ugent coglieva il Friuli all' impensata, mentre i provvedimenti giudicati idonei alla sua difesa si erano iniziati appena. Palma.uova difesa dallo Zucchi con alcuni crociati Veneziani tenne testa e gli Austriaci furono contrattaccati a Visco : alla fine Palmanova fu accerchiata dagli Austriaci. In questo mentre il colonnelìo Cavedalis teneva l'occhio vigile sugli accessi della Pontebba e su Osoppo: alla Pontebba aveva inviato il capitano Enrico Francia da Lugo, col corpo Carniotto e Pontebbano, con l'incarico di minare il canale del Ferro, di smuovere i sassi e precipitarli all'apparire del nemico sulla strada sottostante, di rompere il ponte di Moggio o di incendiarlo: per Osoppo egli aveva pensato al capo-battaglione Licurgo Zanniui che comanda.va una colonna di volontari Friulani a Collalto ed al quale aveva appositamente inviato il commissario Bertuzzi (2). Ma il 22 aprile la città cli Udine capitolava ed il dì seguente · fo occupata da tre battaglioni austriaci: un grosso drappello di volontari guidati dai sergenti V atri, Rampinelli e Martiui traendo seco una batteria da campagna si diresse ad Osoppo : il giorno avanti era giunto nella fortezza il colonnello Cavedalis. Il pensiero del valoroso ufficiale in questi memorabili fran genti della difesa dol Friuli è confidato in una lettera che egli. scriveva al Governo provvisorio di Venezia: (3) Cl) C. F.\en1s. Gli avvenimenti milit..ri àel 1818-49. Tomo

rr, pag. 251, 399.

(z) Ca rte lla 389, N. 25. Archivio <Il ~lato clei Frari.

(3) Onllo rteposizioni fatte clal tc1,ontc-colonnol lo 7.:i nnini <1av,111tl 11 1 Capila110-a 11 (1 i torn 1lolla gu1Lrnigione ,l i Vo11ezia, 30 oltobrc i84~, Filza N. 201, Cartrggio N. Ho:;.

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NOTE STORICHE

« Soldati e mil'itari civili clel F'r-i'uli! .. . Io vi ho v eduti

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combattere la prima volta e slanciarvi all'assalto di Visco: « sono g ià tre giorni che rispondete ad un'incessante fuc ilata « alla ri vieni della Pontebba: ieri avete sostenuto intrepidi « il bombardamento di Udine. Ora scorgo m uoversi animosi « quei di Gemona e di Moggio verso il confine italico, quei « dei distretti di Trigesimo e di San Daniele in soccorso di << U dine. La patria è soddisfatta di queste vostre p rove di « egreg io valore. Una voce però annunzia che malgrado il « fallito t entativo di a ttacco della capitale del Fri uli siasi << dalla città per venire a t ratt,ato con l'austriaco g enerale. « Da noi si ignora tutto ciò, bensì scorgiamo i nostr i. com<< militoni di guarnigione sbandarsi e raccogliersi intorno a « noi. Alt.ri sappiamo esser;;i rivolt i all'annata del generale « pontificio e di Della Marmora, che ora raggiunge la destra « del Tagliamento. Comunque sia noi siamo fedeli al nostro « vessillo. Rivolgo tosto soccorsi ai nostri fratelli delle val« late del Ferro e fermi g uardiamo la rocca, baluardo di « questa parte dell'.Italia, come l'anra verso l'Isonzo che si.« cura si mantiene s,otto l'illustre capitano Zucchi, reliquia « dell'ultima nostra epoca guerriera. Rammentate però che il ,< val01·e non basta senza disciplina , e che l'or dine e la per« severanza sole assicurano la vitt01·i a. La pa tria e la rdi« gione obbedir chieggon o devoti a ch i comanda: ogni prov« vedimento ho preso per i nostri bisogni, ma la disciplina « deve manteneré inalterata. Perciò il capo-battaglione L i« curgo Zannini, modenese, che intrepido diresse n ei decorsi <, giorni le militari fazioni contro il nemico fuori di Porta « Aquileja e ne ll'interno della città di Udine, durante il « bombardamento è eletto tenente colonnello n ella stessa « .Legione di fanteria f1·iulana e vice-comandante della for<<. tezza di Osoppo. Il tenente dei pontifici Enrico Francia che ,< combatte alla Pontebba è nominato capitano, rimanendo « però sempre condottiero di quelle colon ne mobili ». Alla medesima aata del 22 a pri le, il colonnello Cavedalis scrive al capitano Enrico Francia raccomandando la difesa del passo di Pontebba fino all'estr emo: avete con voi esperti

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NO'l't,; STORICHE

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cacciatori di camosci, gli dice, nessuna p1dla che essi lanceranno contro agli Austriaci fallirà il segno. IL presidente d el Consiglio cli difesa di Udine si illude pedanto di tener fermo nelle posizioni dei mon~i, .per ~ar tempo ai pontifici ed al generale La Mar mora d1 d1spors1 a difesa: qualch e lettera scambiata tra quest'ultimo ed il colonnello Cavedalis accenna risoiutamente a queste speranze v110-heggiate e carezzate. Finalmente, il 2:1, si conosce la verità sulla capitolazione di Udin e anche dentro alla fortez:-::a cl i Osoppo : il podestà · Ca.imo Drag~ni ne avvisava il comando lasciandolo libero di scegliersi quel partito che pi.ù riputava con veniente in quei supremi frangenti di guerra. . Ma essendo il Cavedalis momentaneamente assente, 11 tenente colonnello Zannini indugia n ella risposta. Nondimeno, da buon vice-comandante, raccoglie elementi di giudizio da sottoporre al colonnello Oavedalis : « Notizie raccolte dai borghigiani (lasciò scritto lo Zan« nini) affermano che la popolazione è risoluta a resistere... < il nemico non ba tentato peranco di passar la P ontebba <<. italiana poichè teme le mine : che peccato che 'non siano << andate ad effetto! ... Forse la passerà oggi, avendo presi « ostaggi e g uide tra i piti. facoltosi della Pontebba italiana; « donne e fanci ulli. Che coraggio! ... Intanto, signor Colon « nello, posso assicurarla che nei paesi nuova mente soggetti « a.Ila dominazione dell'austriaco vi sono degli uomini riso« lut.i e coraggiosi, ed ho avute delle grandi consolazioni». Frattanto Zannini :fa requisire bovi e v ino per la guarnigione della fortezza, e veglia attento ai movimenti dell' avversario che semb ra intenzionato ad accerchiarla, occupando Peou is e Forgària. Il 25 il colonnello Cavedalis è chiamato al Piave per . conferire col genera.le La :M:armora: il comando della. piazza di Osoppo resl;a nelle mani del tenente colonnello Zannini. Il Cavedalis più non d oveva rivedere b prediletta rocca che nell'agosto del 1849, allorquando l'ultima resistenza del leone di Venezia cadeva annientata tra la fame ed il morbo .


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NOTE sroRICHE

Nel frattempo g li A.ustriaci avevano vinte le resistenze alla Pontebba italiana: il 25, Giovanni Viviani da Spilimbergo, ne dava notizie ai difensori di Osoppo: « Questa mattina fu « qu i di passaggio il capitano Enrico F rancia che coman-· « dava i difensori della Pontebba: dopo essersi colà battuti « con molto valore i nostri Civici contro l'orda tedesca,, « d'ordine del commissario di l\Joggio fur ono abbandonati « quegli ardui forti lasciando libero il passo agli A.ustriaci « i quali, per altro, fino a ieri (24) a. mezzogiorno non si az. « zardarono a passare il ponte». Nel medesimo g iorno giungevano notizie in Osoppo che gli A.ustriaci da' Tramonti di Sopra marciavano verso San Candido e Sesto, minacciando di scendere per di là sul Piave: i paeselli di Forni e di Lorenzago si erano barricati A mostravano di attendere l'avversario con grande energia e risolutezza. Osoppo non poteva mancare nella gara nobilissima della difesa del territorio della pat ria. Il 26, il tenente colonnello Zannini pubblica il suo primo manifesto indirizzato alla guarnigione della fortezza; nello stesso giorno il Ca vedalis aveva ordinato allo Zannini di r ispondere al Municipio di Udine che Osoppo non voleva cedere. « Cittadini di Osoppo: Ud ine nella sua meschina cap ito« lazione con il genera le in capo austriaco stipulò per se e « promise la mediazione sua per tutti gli altri luoghi della « provincia del Friuli. Noi ripudiamo questa mediazione e << dichiariamo di non accettare la capitolazione come indegna « del nome italiano. Cederemo soltanto alla forza e quando « questo forte sarà un mucchio di rovine, essendo nostra « volontà ferma di conservare questo baluardo all'Italia. Viva « l'indipendenza! Viva Pio IX! Viva Carlo A.lberto ! » ( Continua). EUGENIO B .AJtBARICH lenente 7 3 fa.n teì'ia.

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NOTE ST AT'IS'TICFIE DELLA LEVA SUI GIOVANI NATI NEL 1878 E DELLE VICENDE DEL R. ESERCITO DAL 1° LUGLIO 1898 AL 30 GIUGNO 1899

A.bbiamo ricevuto la relazione delhi leva sulla classe 1878 e delle vicende del regio esercito dal 1° luglio 1898 al 30 giugi10 1899 pubblicata di questi giorni dal Ministe~o della g:1e1-ra ( direzione generale leve e truppa) e ci affrettiamo a riassumerne i risultati e a fare su d i essi alcune brevi considerazioni, memori del favore col quale fo accolta la recensione della leva snlla classe 1877 inserita nella dispensa XVII del 1899 della nostra Rivista e degli incoraggia menti che ci vennero rivolti per avere ripresa la consuetudine, rimasta per qualche anno interrotta per varie circostanze, di esaminare e d i illustrare le pubblicazioni di statistica militare che fa annualmente il Ministero della guerra. Nella recensione del decorso anno noi esprimevamo il desiderio che·, come fu fatto nel 1895, le relazioni sulla leva e sulle vicende del r egio esercito venissero corredate di dimo· strazioni grafiche. Il nostro desiderio non è stato secondato'. ma noi reputiamo opportuno di insistere perchè icartogr.amm~ e i diagrammi sono oramai il necessario complemento d1 ogm lavoro statistico importante, stante la loro grande utilità sia come efficacia rappresentativa che come evidenza di comparazione. A.bbiamo veduto però con molto piacere attuato il voto che noi facevamo perchè alle relazioni fossero portate alcune semplificazioni nella parte numerica allo scopo di sopprimere o d i rendere più sintetiche talune dimostrazioni che, mentre non erano d i grande interesse, rendevano un po' pesante la mole della pubblicazione e impedivano talvolta d i


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NOTE STATISTICHE

seguire con continuità il normale svolgimento delle varie fasi della leva e delle vicende dell'esercito. Le princi pali semplificazioni riguardano i capitoli dei trasporti a tariffa, militare degli inscritti di leva che debbono presentarsi per la visita e per l'arruolamento al capoluogo di circondario degli inscritti da avviarsi isolatamente alle (-1.rmi o che chie· clono l'amm issione alla partenza anticipata pei corpi - delle commutazioni di ferma ai militari con forma di cinque anni che non conseguirono . lo scopo pel qu6.le la contrassero della statura degli inscritti di leva - e dei militari d i truppa morti sotto le armi. Noi approviamo senza riserva tutte le modificazioni fatte perchè siamo convinti che con esse le relazioni sulla leva nulla hanno perduto della lcr o importanza, ma si sono sempre più avviate verso quel tipo di perfezione che è nel desiderio degli studiosi di cose militari. A meglio conseguire tale intento noi crediamo che qualche altro passo ancora potrebbe farsi nella via delle semplifica· zioni, specialmente nei capitoli dei quali si occupa.no anche le relazioni che vengono annualmente pubblicate dall'ispet· torato d i sanità militare, come ad esempio nelle rassegne . speciali. ed in quelle di r imando. Per attnare tali semplificazioni converrebbe che le relazioni dell'ispettorato avessero la medesima decorrenza di qL1elle della direzione generale leve e truppa, cioè dal 1° luglio al 30 giugno dell'anno succes sivo anzichè dal l° gennaio al 31 dicembre, il che potrebbe ottenersi in modo molto semplice perchè basterebbe che l'ispettorato d i sanità pubblicasse per la prima volta una relazione che comprenda un periodo di 18 mesi anzichè di 12, conformemente a quanto fece il Ministero della guerra nella relazione della leva sulla classe 1863. Tale innovazione sarebbe anche assai ùtile dal punto di vista della omogeneità dei dati pubblicati dall'ispettorato; infatti a pag. 62 della rela· .zione dell'anno 1897 si legge che, in seguito ~t rassegna speciale, forono riformati 5561 militari, e mandati rivedibili 5711, le quali cifre riguardano le rassegne della classe 1877, meno quelle avvenute nei primi mesi del 1898 e più le ras-

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NOTE STATIS'rlCflE

segue della classe 1876 avv<~nute nei primi mesi del 1897, e non riesce quindi possibile colla scorta di tali cifre di mettere a confronto i risultati delle rassegne speciali d i una leva con quell1i di un'altra e trarne quelle deduzioni che possono fornire utile materia d i studio sia dal punto di vista scien· tifico che dal punto di vista amministrativo. Noi anzi andiamo più in là C'olle nostre proposte e riteniamo che sarebbe molto opportuno di fondere le dne relazioni in una sola, il che potrebbe farsi aggiung,:mdo a quella compilata e pubblicata dalla direzione generale leve e truppa le notizie riguardanti gli ammalati, il movimento negli ospedali e tutto quant'altro può avere a ttinenza aHe condizioni sanitarie dell'esercito. Con tale fusione sarebbero evitate duplicazioni, le quali, oltre ad essere inutili, potrebbero essere dannose, perchè più dÌ. una volta è avvenuto che i dati statistici, essendo attinti a fonti di verse, non collimavano tra loro. Fatte queste premesse, esaminiamo il contenuto della relazione della leva sulla classe 1878 e delle vicende del regio esercito dal 1° lnglio 1898 al 30 giugno 1899. Della leva sui giovani nati nel 18 78 .. Gli · inscritti sulle liste d'eslirazione della leva della classe 1878 furono in complesso 406,157 e di costoro vennero: per cen to

cancellati dopo l'estrazione. 13,140 riformati 72,495 r imandati alla ventura leva 88,987 dichiarati renitenti. 26,960 arruolati e computati in 1· categona . 106,943 arruolati l ll 2" categoria. 233 arruolati in 3" categoria. 97,399 406,157

B.23

17.85 21.91 6.64 26.33 0.06 28.98 100.00

Mettendo a riscontro gli inscritti nelle liste d'estrazione della leva sulla classe 1878 con quelli della leva precedente


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N01'E STAT1STICH8

NOTE S'rATISTICHE

(420,389) notasi una rilevante differenza in meno (14,232), differenza che diviene ancora più notevole se si prende come termine di paragone la leva sulla classe 1876 (inscritti sulle liste 443,393; differenza in meno 37,236). Ciò potrebbe costituire un fatto inquietante, dappoichè la diminuzione nel numero dei giovani soggetti alla leva porta in genere una diminuzione 11el numero degli arruolati e può in conseguenza essere causa di indebolimento per l'esercito al quale mancherebbero gli elementi necessari per essere tenuto al completo secondo gli attuali suoi ordinamenti. Ci affretti.amo però ad avvertire che non v i è motivo di n utrir timori in prop.osito perchè il minor numero degli inscritti sulle liste d'estrazione della classe 1878 non segna un regresso, ma piuttosto un ritorno alla norma,lità, come rilevasi dalle cifre seguenti: Media degli inscritti nelle leve 1869-70-71-72-73 e 74 . 360,000 404,352 Inscritti nella leva 1875. » 1876. 443,393 )) 1877. 4.20,389 )) 1878. 406,157 Considerato però che le dette cifre potrebbero ancora lasciare un dubbio, cioè che le diminuzioni dovessero continuare il loro cammino e portare il numero degli. inscritti sulle liste d'estrazione a proporzioni. minori di quelle avutesi. nelle leve anteriori al 1875, riteniamo opportuno, data anche la grande importanza dell'argomento, di esaminare la questione e d i determinare con qualche approssimazione quale sarà in avvenire la quantità dei giovani soggetti agli obblighi coscriziona.Ji o, in altri. termini e per parlare con linguaggio statistico, quale sarà l'andamento della curva rappresentante siffatta quantità.. Due sono le cause che esercitano più di.retto influsso sul numero degli inscritti nelle liste d'estrazione: 1° il numero di coloro che nella leva precedente fnrono rimandati, fra i quali tengono il posto principale i giovani dichiarati rive·

dibili per essere stati riconosciuti di debole costituzione od affetti da infermità presunte sanabili o di deficiente statura (art. 78 e 80 della legge sul reclutamento); 2° il numero dei nati nell'anno al quale si riferisce la leva. La l" causa influi,,ce nel determinare il numero maggiore o minore dei capilista e non porta di necessaria conseguenza un'alterazione nei rapporto degli inscritti arruolati nelle tre categorie, potendo l'aumento o la diminuzione dei capilista essere assorbito quasi esclusivamente dal numero dei riformati. L a 2• causa influisce nel determinare la quantità dei giovani inscritti nelle liste per ragione di età e contribuisce necessariamente ad aumentare o a diminuire il numero degli arruolati. Riportiamo qui sotto le cifre degli inscritti nelle liste delle leve dal 69 al 78, dei giovani stati rimanaati nelle leve rispettivamente precedenti e quelle dei nati, cifre che abbiamo desunto dalle fonti più autorevoli, vale a d ire dalle relazioni sulla leva del Ministero della guerra (relazione leva del 1878 pag, 63) e dalle relazioni sul movimento dello stato civile del Ministero d i agricoltura, industria e commercio (relazione 1898, pag. x n). Inscritti

Media ieve dal 1869 al 1874 Leva 1875 » 1876 » 187'i » 1878

360,000 404,352 443,393 ·120,389 406,157

Rimanrlal.i

leva precedente

82,515 94,612 115,482 103,566 95,643

Nati

951,658 1,035,377 1,083,721 1,029,037 1,012,475

Da queste cifre rimane rigorosamente confermato quanto dianzi dicevamo, dappoichè vediamo che il numero degli inscritti nelle liste di estrazione è in aumento quando cresce la quantità dei rimandati nella leva precedente e quella dei nati è in diminuzione quando si verificano le circostanze opposte. L'effetto massimo di questa mutua dipendenza di fatti si scorge nella leva del 1876 nella quale, insieme ad un H7 -

ANNO XL V,


l 1858

NOTE STATISTICHE

soverchio agglomeramento d i capilista provenienti dai mandati rivedibili delle leve precedenti, si nota un rapido salto nel numero dei nati. Da che dipese l'agglomeramento dei rivedibili nelle liste della leva del 18'76 quanti si occupano di questioni di reclutamento ben sanno: dipese da troppa facilità nei consigli di leva a pronunciare decisioni di rimando e dall'elenco stesso delle imperfezioni ed infermità esimenti dal servizio militare, il quale non permetteva in molti casi di pronunciare subito la riforma di giovani non provveduti delle condizioni fisiche necessarie per il servizio militare. Fu appuuto per eliminare tale inconveniente, il quale era di intralcio al normale svolgimento della leva e di aggravio ai cittadini ed all'erario, che il Ministero della guerra provocò con opportuno pensiero il regio decreto del 30 aprile 1896, n . 104: col quale si modificarono alcune disposizioni dell'elenco sopraddetto nel1' intento principalmente « di escludere fin da principio gli « elementi che non offrivano fondate speranze di resistere « alle fatiche della vita militare ». Le benefiche conseguenze del provvedimento preso non tardarono a diventar palesi perchè i rimandati, che nella leva del 18'76 erano 115,482, come risulta dall o specchio sovra esposto, discesero a 103,566 nella leva del 187'7 e a 95,643 nella leva del 1878 e no~ è improbabile che diminuiscano ancora ; ma tale diminuzione non deve impensierire perchè, come abbiamo g ià eletto, da essa non deriva che debba restringersi il n umero degli inscritti arruolati. Questo pericolo può, anzi deve, verificarsi quando diminuisse il numero dei nati perchè questo è appunto la fonte viva e diretta del reclutamento e, se noi consideriamo gli anni del 1876 e del 187'7 nei quali tale numero fu di 1,083,721 e di 1;029,037 tr oviamo che effettivamente l'anno 18'78, in cui si ebbero soltanto 1,012,475 nascite è l'anno della carestia generatrice ; ma se prendiamo ad esaminare gli anni precedenti scorgiamo che non esistono ef fettive cause di inferiorità. J.\tia v'ha di più; la tabella rap· presentante il movimento dello stato civile ci rivela che ci

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NOTF. STATISTICHE

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troviamo al principio d'un periodo ascendente e che, fatta, eccezione dell'anno 1880 in cui si ha una n otevole discesa {957,900), negli anni seguenti il numero dei nati salì ad . alte proporzioni. Nessuna preoccupazione quindi per la potenza e la saldezza dell'esercito, il quale troverà sempre nel paese g li uomini di cui abbisogna e potrà anzi ricevere quell'ulteriore svolgimento che è necessario perchè possa degnamente compiere gli uffici ai quali è ·chiamato. Esaminando i risultati delle operazioni della leva nella classe 18'78 quali appariscono dal riepilogo da noi innanzi riprodotto, troviamo che i cancellati ed i renitenti ·sono in proporzione pressochè eguale a quella della leva precedente. Sono invece in diminuzione i riformati e gli assegnati alla 2" categoria; in aumento gli arruolati nella 1" categoria e nella 3". Abbastanza facile è spiegarsi le cause da cui derivano le dette variazioni. Per le riforme e i rimandi le diminuzioni si debbono agli stessi motivi verificatisi nella leva sulla classe 1877, cioè: 1° alla ripetuta raccomandazione fatta ai consigli di leva di procedere con giusto criterio e non con eccessivo rigore, come era stato fatto in ·talune leve prece· denti, nella visita e nelle decisioni circa l' idoneità degli inscr itti al servizio militare; 2° al diminuito n umero d' inscritti portato in capo delle liste d'estrazione come proven ienti dai mandati rivedibili. Infatti gli inscritti mandati rivedibili n ella leva sulla classe 1876 e portati quindi come tali in capo lista della leva successiva erano nella proporzione del 25,16 per cento sul totale dei visitati, mentre quelli mandati rivedibili nella leva sulla classe 187'7 e portati in capo delle liste della leva alla quale si riferisce la presente recensione rappresentavano soltanto il 24,43 per cento dei visitati e quindi gli inscritti presentatisi nella leva anzidetta all'esame dei consigli di leva costituivano in massima un elemento fisicamente più valido al servizio militare. La diminuzione degli nomin~ arruolati in 2• categoria dipende dal ritorno al sistema della categoria unica per


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NO'l'g STATISTICHE

effetto del quale tutti gli inscritti idonei al serv1z10 non aventi titolo ad esenzione sono arruolati in 1• categoria. Conseguentemente i po~hi uomini (233) che, malgrado la applicazione del detto sistema, ebbero l'assegnazione alla. 2' categoria altro non sono che coloro i quali, appartenendo per età a leve anteriori, avevano in esse diritto per il numero avuto in sorte nell'estrazione ad essere ascritti alla categoria stessa ed a cui fu conservato tale diritto a tenore del § 206 del r egolamento sul reclutamento. Parlando del sistema in base al quale viene ora fatta la leva abbiamo dovuto adoperare le denominazioni in uso di categoria unica e di 3• categoria; ma è evidente ht inesattezza di tali denominazioni, le quali più non rispondono al vero stato delle cose. Facciamo quindi voti che l'abolizione della 2• cate · goria sia presto determinata in modo permanente e che possano in conseguenza adottarsi le parole di. categoria ordinaria e di categoria di riserva indicate nei disegni di legge sul reclutamento presentati al Parlamento dall'on. Pelloux e dall'ou. l\focenni. Le cause dell'aumento degli inscritti arruolati in 1" ed in 3·' categoria dipendono dalle diminuzioni verificatesi nei riformati, nei rimandati e negli assegnati alla 2• categoria. È a notare che tale aumento, che è di 2123 uomini nella 1• categoria e di 3184 nella 3°, fo ottenuto malg rado la d iminuzione non indifferente avutasi nel totale degli in scritti sulle liste d'estrazione, diminuzione alla quale contribuirono, come dicemmo più avanti, i minori rimandi nella leva precedente e la minore quantità dei nati nel 1878. Ciò potrebbe sembrare, a prima vista, una sconcordanza. colla osservazione da noi fatta che, diminuendo la quant ità delle nascite, deve diminuire il numero dei giovani arruolati; ma è evidente che tale osservazione va intesa al suo giusto valore, ossia che l'effetto si produce a parità d i circostanze, mentre che sa si verificano altre circostanze accessorie contrarie, che in questo caso sarebbero la minor quantità dei riformati ecc... , deve necessitriamente restare .minorato od eliso l'effetto della causa principale. Nessuna

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NOTE STATISTI CHE

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contraddizione esiste in conseguenza nel ragionamento da noi istituito / 3 nelle deduzioni trattene in confronto ai risultati di fatto della leva.

Riformati e mandati ~·ivedibili.

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Prima di esporre le cifre riguardanti le riforme e le di-0hiarazioni di rivedibilità reputiamo opportuno di richi~t· mare l'attenzione del lettore sopra alcune modificazioni, piccole in apparenza, ma in realtà di grande importanza tecnica e sociale portate all'elenco delle imperfezioni ed infermità esimenti dal servizio militare col r egio decreto 11 giugno 1899 n. 209. Con tale decreto furono cor,npletate le disposizioni del predetto elenco relative all'accertamento delle malattie nevropatiphe e ne fu resa più sicura e più sollecita l'applicazione per modo da impedire che siano ammessi nell'esercito e da permettere che ne siano prontamente allont anati, se già incorporativi, individui affetti dalle mentovate malattie. Non v'ha chi non sappia quanto rapido sia il cammino -che fanno oggi le nevrosi nella società, quanto diverse sieno le forme assunte dalla terribile malattia che ben a ragione fu detta il flagello irrompente di questa fine di secolo. Da questa società che vive nelle convulsioni dell' eccitamento, che è arsa dalla febbre continua delle passioni, ~ei desider1 e dei rancori, proviene il nostro soldato ed è quindi dovere del potere sociale d i esaminare la questione anche n ei riguardi dell'esercito in cui sì collega ad importanti problemi disciplinari e giudiziari. Non trascurabile è infatti il numero di militari che entrano negli ospedali per frenopatie, epilessia ed altre forme di nevrosi; nell'anno 1895 furono 342, nel 1896 furono 359, nel 1897 furono 348. Molti furono gli scrittori militari e non militari - tra i quali ultimi ci piace rammentare il Lombroso ed il Mor· selli (li - che, qon intendimenti diversi, si occuparono delle (!) Ci piace anche r:unmcntare, tra i mil itari, il tenente med ico L. Scarano, autore di un pregevole studio : Le nevrosi rispet.to atl'esercito e alla gimtizia militare, da cui abbiamo tratto alcune d(llle notizie riportate nel prnsentc capitolo.


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NOTE STATISTICHE

nevrosi in rapporto alla delinquenza nell'esercito e del modo di eliminare dai corpi g li elementi neurosici pericolosi. L'ispettorato di sanità militare, nell' intento di dare impulso a siffatti studi e di accrescere la conoscenza di essi negli ufficiali medici, prescrisse nel 1897, come tema di concorso per il premio .Riberi, le nevrosi dei militari considerate precipuamente :::otto il rapporto medico legale ed infine la questione, allargandosi, fo portata b.lla Camera dei deputati sotto forma d'interpellanza dall'on. Casciani, il quale chiedeva che, in seguito ai reati di sangue avvenuti nell'esercito, fossero introdotte nel reclutamento nuove rigorosenorme intese ad impedire l'ammissione nell'esercito stessò di individui a ffetti da gravi nevropatie che possono turbare la disciplina e mettere in pericolo lei vita dei soldati. Tali furono i precedenti di fatt;o delle d'isposizioni date col regio decreto dell'll giugno 1899 e le ragioni che indussero il Ministero della guerra a provocarle ed a provvedere così ad un inteso e urgente bisogno. Non è qui il caso di esaminare il valore tecnico delle disposizioni date e della loro efficacia a conseguire il .fine voluto ; chi vorrà, potrà. farlo valendosi di elementi che noi non potremmo fornire. A noi basta indicare che il problema era assai difficile a. r isolvere dappoichè il riconoscimento delle nevrosi è tutt'itltro che agevole, perchè, non essendo sempre possibile di fondare un giudizio su fatti obbietti vi, è necessario spesso di tener conto soltanto delle impressioni del soggetto, le quali si prestano alla simulazione. A ciò si aggiunga che, dati i nostri ordinamenti militari, manca a noi il modo d i specializzare l' id oneità delle reclute secondo i vari bisogni del servizio. In ]'rancia ad esempio è ammesso un doppio genere di attitudine, cioè quella al servizio attivo e quella al servizio sussidiario, che comprende posizioni ed impieghi compatibili con talune infermità ed imperfezioni. In Germania è ammessa la idoneità al servizio attivo o a quello delle marcie, ovvero la idoneità, per la riserva o per la lanclsturm. In Austria si ha l'attitudine pel servizio di prima linea o per quello di riserva o sedentario.

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NO'l'E STATISTICHE

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Da noi in vece in fatto di idoneità non può dal'si che nu giudizio solo e avviene t alvolta che, non r iscontrandosi nell'esaminando caratteri. sufficienti per determinare la riforma, questo viene giudicato abile al serviz::io mÙitare e come tale adibito alle piansioni cui si trovano destina.ti gli individui dotati della piena validità e resistenza fisica. La relazione non contiene alcun cenno circa gli effetti del regio decreto 11 giugno 1899 e ciò, evidentemente, pel mot ivo che le disposizioni di detto decreto non poterono a,.,.ere attuazione nel periodo di tempo al quale la relazione stessa si riferisce; rrrn abbiamo ad ogni modo un dato di fatto per giudicare di tali effetti ed è che quelle terribili tragedie d i caserma che bene spesso commuovevano il paese ed erano incitamento. coll'esempio, a nuovi reati di sangue sono oramai divenute assai meno frequenti. · Nel primo esame i commissari di leva dichiararono inabili al servizio militare 75 inscritti per le deformità ed imperfezioni indicate nel relativo elenco. Nell'esame definitivo i uonsigli di leva r iformarono 65,637 inscritt i, dei quali 48,139 perchè ricouoscinti inabili in modo assoluto al servizio per talune delle infermità ed imperfezioni indicate nell'elenco predetto e 17,498 per deficienza di statura. Altri 6783 inscritti, di cui 6693 per le infermità ed imperfezioni contemplate nell'elenco e 90 per difetto di statura, vennero inoltre riformati presso i distretti e presso i corpi in rassegna speciale alla -guale forono sottoposti dopo il loro invio sotto le armi come ~nilitari di l" catego;ia e prima che avesse termine il 2° periodo della leva. In complesso dunque il numero degli inserì tti r iformati ascese a 72,495, come venne innanzi indicato. Le imperfezioni ed infermità che provocarono la maggior quantità di r iforme f'nrono , come al solito, la deficienza dello sviluppo toracico e .la debolezza di costituzione, che, da sole, d iedero il 28,21 per cento dei riformati; seguirono, poi a considerevole distanza le ernie viscerali' (il 6,63 per cento), le congiuntiviti croniche manifestamente persiste11ti oltre il periodo della rivedibilità (il 3,35 per cento), l'oligoemia ed


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NOTE S'l'ATIST!CiiE

altre cachessie congeneri (il 3,03 per cento), i gozzi costituenti deformità o compromettenti le funzioni del respiro o del circolo (il 2,37 per cento), le alterazioni organiche e le ma}attie insanabili del globo dell'occhio (il 2,12 per cento) e le varici (il 2,09 per cento) . Le altre malattie ed imperfezioni sono rappresentate da aliquote inferiori il 2 per cento, I circondari n.ei quali si verificò una maggiore quantità di riforme furono quelli di Sondrio, Aosta, Nuoro, Lanusei e Breno nei quali la aliquota fu del 30 al 34 per cento e quelli di Chiari, Crema, Borgotaro, Mazzara del Vallo e Caltagirone con un'aliquota dal 26 al 30 per cento. Ebbero invece il minor numero di riforme (dal 9 al 12 per ·cento) i circondari di P iedimonte, Cosenza, Porto Maurizio, Rovigo, Macerata, Lucca, Treviso, Vasto, Aquila e Ravenna. I consigli dichiararono inoltre rivedibili, a senso degli ar-: ticoli 78 e 80 della legge sul reclutamento, 77,94'7 inscritti d i cui 46,160 perchè affetti da infermità presunte sanabili col tempo, 26,661 perchè riconosciuti di debole costituzione e 6126 perchè avevano o superavano la statura di metri 1,54 ma non raggiungevano quella di metri 1,55. Oltre i 77,947 inscritti suaccennati, ne furono rinviati alla leva sulla classe 1879 altri 6637, i quali, dopo essere stati arruolati in l" categoria dai consigli di leva ed inviati sotto le armi, vennero presso i distretti o presso i corpi sottoposti a rassegna speciale e, in seguito a questa, mandati r ivedibili. Dei predetti 6637 inscribti, 4420 furono dichiarati rivedibili per infer mità presunte sanabili, 2076 per é!.ebolezza di 0ostituzio11e e 141 per deficienza di statura. · Le r ivedibilità ammontarono quindi in totale a 84,584. Aggiungendo a questa cifra quella di 4,403 riguardante i rimandati per legittimi impedimenti o perchè riconosciuti inabili i u visita all'estero, tornano gli 88,987 rimandati da noi già indic1Lti nel r iepilogo generale dei risultati della leva sulla classe 1878. Il numero maggiore di rivedibili si ebbe nei circondari di Perugia, Taranto, Penne, Siracusa, Oristano, Catanzaro, Gerace, Cagliari, Lanusei e Terranova (dal :31 al 39 per cento);

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NOTE STA'rJS'l'ICHE

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il n umero minore (dal 7 al 12 per cento) si ebbe invece nei circondari di Rovigo, Isola d'Elba, Sondrio, Sanremo, Udine, Verona, Sala Consilina, Castelnuovo, Foligno e L evante. Ripetiamo quello che dicemmo nello scorso anno (dispensa XVII), cioè che queste cifre riguardanti il maggior contributo di taluni circondari alle riforme ed alle rivedibilità sono rivelatrici di gravi condizioni locali e che le aut orità cui spetta non dovrebbero mancare di adottare quei provvedimenti che ritengano più. oppor tuni per impedire il decadimento delle popolazioni meno favorite dalla natura e dalla fortuna.

Renitenti. Come abbiamo g ià detto innanzi, il numero dei giovani che risultarono renitenti nella leva, sulla classe 18·78 (26,960) fu quasi eguale a quello che si ebbe nella leva precedente (26,450). Da tale n umero vanno però dedotti coloro che furono inscritti nelle liste d'estrazione q uanturique sconosciuti e forse morti, i quali si possono calcolare ad un terzo circa del totale dei g iovani risultati .renitenti; · cliguisachè gli inscritti che, senza giustificati e legittimi impedimen ti, non si pre· sentarono ai consigli di leva per essere sottoposti all'esame definitivo ed arruolamento o, se residenti all'estero, non vi si fecero rappresentare da altra persona per essere arruolati per procura, si riducono in tutto a 18,000, cifra non grande se si considerino ·1e condizioni economiche del paese che danno grande alimento alla emigrazione ed impediscono poi agli emigranti, giunto che sia il momento di rispondere alla • leva, di rimpatriare per mancanza di mezzi. È questa una grave sìtua~ione di cose che mette fuor della legge giovani che nella maggior parte sono amanti della patria e volonte· rosi d i servirla. Anche per tale riguardo facciamo voti che sia presto d iscusso ed approvato l'ultimo disegno di legge sul reclutamento nel quale, come è noto, la grave questione è risoluta con encomiabile larghezza di vedute. La proporzione dei renitenti varia. naturalmente da regione a r~gione; è massima nella L ig uria, nel Veneto, nella


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NOTE S·l'ATISTICHE

Campania e nelle Puglie, vale a dire là dove maggior-e è l'esodo degli emigranti; è minima nell'Ernllia, nelle Marche, nell'Umbria e in Sardegna . . Nella relazione della leva sulla classe 187'7 il Ministero della guerra rese conto dei risultati a tutto il 30 giugno 1898 dell'amnistia largita a i r enitenti, omessi, disertori e mancanti alle chiamate per istruzione o per rassegne col regio decreto del 3 marzo-1898 n. 42 in occasione del 50° anniversario della promulgazione dello Statuto. A complemento· di dette notizie la r elazione della leva sulla classe 1878 pubblica i risultati della amnistia medesima dal 1° luglio al 31 dicembre 1898, termine ultimo conce'>So agli uomini anzidetti per regolare la loro posizione. Dai prospetti inserti in tale relazione risulta che 1782 furono i renitenti e 43 gli omessi che nel secondo semestre del 1898 poterono per effett o della clemenza sovra.na regolare la loro posizione; dei disertori e dei mancanti alle chiamate si parlerà appresso. Di un altro decreto di amnistia dobbiamo però far cenno ed è q nello dell'll giugno 1899 n. 206 col quale fu prorogato al 31 dicembre di detto anno il termine utile per invocare il beneficio dell'amnistia e ciò nella considerazione chl-l, forse per la brevità del tempo entro cui poteva chieder.si l'applicazione del reg io decreto del 3 marzo 1898, non tutti coloro che avrebbero potuto fruirne, principalmente se residenti all'estero, ebbero modo di compiere le pratiche all'uopo prescritte. Col decreto del giugno 1899 fu esteso il beneficio dell'amnistia, per ragione di equità, anche ai renitenti ed omessi della classe 1878 ed ai militari i quali non risposeroalle chiamate alle armi state ordinate posteriormente alla promulgazione del predBtto decreto del marzo 1898. Per ciò che si r iferisce all'amnistia del 1899 il l\finistero della guerra non pubblica dati statistici, ma si riserva di farlo nella relazione della leva sulla classe 1879 e ciò pel motivo che pochi poterono essere ammessi all'amnistia medesima dall' 11 al 30 giugno 1899, ultimo giorno al quale si riferisce la relazione in esame.

NOTE STATISTI CHE

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A1"'ruolati e com.putat,i in 1• calegorià.

Colla legge di léva sui giove.ni nati nel 1878 (legge del 14 luglio 1898, n. 305) venne stabilito che per detta leva venisse applicato il sistema della categoria unica, stato già seguito nelle leve sulle classi 1872, 1873, 1874, 1875 e 1877. Fu in altri termini stabilito che gli inscritti r iconoscinti idonei ftl servizio militare e non aventi diritto alla assegna. zione alla 3• categoria venissero dai consigli di leva arruolati tutti in l" categoria, fatta eccezione per quelli provenienti da leve anteriori a quella sulla classe 1872 e per quelli provenienti dalla leva sulla classe 1876 che, pel numero g ià avuto in sorte nell'estrazione, avessero dovuto essere asse. gnati alla 2• categoria. Gli inscritti che nel giorno fissato per la chiusura della sessione (15 ottobre 1898) rimasero arruolati o computati in 1" categoria ascesero a 120,245. Durante il 2° periodo de11a _leva, che ebbe termine il 14 aprile 1899, si verifics,rono 1852 aumenti per nuo_vi arruolamenti ed altre decisioni e 15,154 diminuzioni per riforme e rimandi in r ivèclibilità in seguito a rassegna speciale, nonchè per assegnazioni alla 3" categoria in sede di ricorso e per passaggi alla categoria stessa in seguito a modifi cazioni nella composizione della famiglia, laonde al termine delle operaz ioni della leva sulla classe 18'78 la 1" categoria risultò compostà di 106,943 inscritti, de' quali erano: uomini comput ati n umericamente nel contingente quali arruolati pri.ma del giorno stabilito per l'esame definitivo degli inscritti del proprio mandamento (nfficiali, . allievi negli istituti militari, volontari ordinari e di un anno) . 3,83'7 capilista ai quali spettava d i far parte della 22,462 1a categoria inscritti nati nel' 1878, omessi, surrogati di fratello, ecc. . 80,644 106,943


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NOTE STATISTICHE

Dei detti 106,943 uomini, 8,255 er~no stati mandati rivedibili nelle leve sulle classi 18'76 e 1877 e furono in conseguenza ascritti alla ferma di un anno, e 13,559 erano stati mandati rivedibili soltanto nella leva sulla classe 1877 e furono ascritti alla ferma di due anni. Quanto agli uomini che dovevano assumere la ferma biennale in base al numero d'estrazione a senso dell'art .. 124 della legge sul reclutamento, il ministro della guerra, il quale aveva ricevuto dalla legg"' di leva sulla classe 1878 la facol tà di stabilirne la quantità, si attenne alla stessa proporzione adottata nelle leve precedenti, cioè del 50 °/ Conseguentemente, dei 106,943 uomini arruolati in 1° categoria, 53,471 furono ascritti alla forma di tre anni e 53,472 a quella di due, computando però tra questi ultimi gli inscritti che, per essere rivedibili di una o di due leve, avevano diritto alla ferma di due anni o di uno. La, chiamata alle armi del contingente fu eseguita in tre volte. La prima volta vennero chiamati gli uomini prenotati nella visita subìta innanzi ai consigli di leva come idonei per le armi a cavallo e per l'artiglieria da montagna; la seconda volta gli arruolati in 1a categoria quali provenienti dai r ivedibili di due leve; la terza volta tutti gli altri (chiai.nata generale). Per effetto delle suaccennate chiamate, le quali ebbero luogo il 5 dicembre 1898 la prima, il 12 stesso mese ed anno la seconda e dal 15 al 20 marzo 1899 la terza, avrebbero dovuto essere assegnati ai corpi complessivamente 122,097 uomini di 1· categoria, cioè i 120,245 rimasti arruolati in tale categoria nel giorno di chiusnra della sessione ed · i 1852 arruolati nella categoria stessa durante il 2° periodo della leva. Di questi 122,097 uomini però se ne presentarono ai ciislretti soltanto 112,500 perchè gli altri 9,597 risultarono morti dopo l'arruolamento (309), ammessi a ritardare il servizio quali studen ti d'università o d' istituti ad esse assimilati (1,298), assegnati o trasferiti alla 3" categoria dopo il loro arruolamento in l" ovvero diminuiti per altre cause (1,783), 0

•

.,._

1869

NOTE STATISTICHE

incorporati nelle guardie di finanza (1,038), già vincolati al servizio militar'e (3,837), mancati alla chiamata con o senza giustificato motivo (1,332). Dei 112,500 uomini presentatisi ai distretti, al termine del 2° periodo della leva ne rimasero assegnati ai corpi 99,129, perchè i rimanenti 13,371 vennero riformati o mandati rivedibili iu seguito a rassegna speciale. I detti 99,129 uomini furono così ripartiti: granatiè.ri . 1,360 fanteria di linea. 58,510· alpini . 5,011 bersaglieri. 6,884 ca valleria . 7,462 artiglieria . 12,560 3,531 gelllO carabinieri reali. 1,579 compagnie di sanità 1,000 789 compagnie di sussistenza corsi allievi ufficiali di complemento 286 corsi allievi sergenti . 157 99,129

Arruolati in

a·

categoria.

Gli inscritti idonei al servizio militare assegnati dai consigli di leva alla 3" categoria furono 96,438, di cui 96,252 definitivamente e 186 temporaneamente (art. 94 della legge · sul reclutamento). Altri 961 inscritti che erano stati arruo· lati in 1a categoria, o, se capilista, anche in 2° dal rispettivo con siglio di leva ed i quali per modificazioni soprag· giunte nello stato di famiglia erano venuti a trovarsi in alcuna delle condizioni per effetto delle quali avrebbero avuto dirit to all'esenzione al tempo del loro concorso alla leva furono per determinazione del Ministero della guerra trasferiti alla 3a categoria in applicazione dell'art. 96 della legge succitata.


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1871

NOT E STATISTICHE

NOTE STA 'l'ISTICHE

In complesso, dei giovani inscritti nelle liste di estrazione della classe 1878 e riconosciuti idonei al servizio militare ne furono quindi assegnati o trasferiti alla 3• categoria 97,399. I t itoli pei quali si verificarono maggiori esenzioni furono quello di inscritto avente un fratello consanguineo al ser vizio militare dello Stato (8,96 per cento del totale degl' inscritti sulle liste d'estrazione), di 1.mico fig lio di padre vivente (6,64 per cento), di figlio primogenito di padre che non abbia altro figlio maggiora di 12 anni (il 3,43 per uento), di figlio primogenito di madre vedova (l'l,89 per cento) e di figli o unico di madre tuttora vedova (l'l,75 per cento) . Gli altri titoli cli esenzione sono rappresentati da quote percentuali inferiori all' unità. Dei 97,399 uomini assegnati alla 3" categoria, 434 ottennero tale assegnazione come figli naturali legalmente riconosciuti. A dare poi un'idea approssimativa della quantità d i famiglie esistenti in Italia illegalmente costituite, accennasi che nella leva sulla classe 18'78 vi furono 174 inscritti che non conseguirono l' invocata assegnazione alla 3a categoria perchè non trovaronsi in grado di produrre il certifi cato del legale matrimonio dei loro genitori. Facciamo voti che una buona ed efficace legge sulht precedenza del matrimonio civile sul rito religioso venga presto a porre riparo ad uno stato di cose che, auche in fatto d i reclutamento, ha le sue dvlorose conseguenze. Come è noto, contro le decisioni dei consigli di leva è ammesso il ricorso al Ministero della guerra, il quale decide irrevocabilmente, sentito il parerA di speciale commissione consultiva, salvo che trattisi di questioni di cittadinanza, di domicilio, di età, cli diritti civili o di :6.gliazione, nei quali casi il giudizio sui ricorsi è di competenza dei tribunali civili. Nessun ricorso venne presentato ai tribunali civili. Ne furono invece presentati 2816 al Ministero della guerra, dei quali 2779 riguardavano questioni di assegnazioni alla 3" categoria e gli altri 37 questioni di revoua o conferma della nota di renitenza, di surrogazione, di rimando di inscritti visitati all'estero, ecc...

Dei detti 2,816 ricorsi, 2,793 furono presentati da inscritti della leva sulla classe 18'78 o di quelie precedenti nel loro interesse e 23 furono pr esentati nell' interesse della legge dal presidente o da altri membri dei consigli di Jeva o da terzi contro decisioni ritenute irregolari . .J?er 17 dei ricoTsi presentati dagli inscritti su questioni di assegnazione alla 3• categoria, la decisione del Ministero non fu pronunziata per essere nel frattempo g li inscritti stessi stati riformati o mandati rivedibili in rassegna speciale o per a ver e i me· desimi dichiarato di recedere dal ricorso. Dagli altri 2,776 ricorsi presentati dagli inscritti nel pro· prio interesse il Ministero della guerra ne risolse favorevohnente 1,583, ne respinse 1,193. Dei 23 ricorsi presentati nell'interesse della legge il Mi.nistero ne accolse 17, ne respinse 6. In complesso quindi furono effettivamente risoluti 2,'799 ricorsi, dei quali :=:e ne accolsero 1,600 e se ne respin sero 1,199. Confrontando queste cifre con quelle della leva precedente si riscontra un aumento di 452 nel numero complessivo dei ricorsi e di 395 in quello degli accolti favorevolmente ; e tale aumento che; tranne qualche eccezione, si è progressivamente verificato ogni anno, è certamente in gran parte dovuto al diffondersi della conoscenza che con processo di tempo acquista la disposizione di legge la quale, conferendo al Ministero della guerra la facolti~ di annullare in via di ricorso le decisioni dei consigli di leva, offre il mezzo di riformare quelle di dette decisioni che r isultino n on conformi · alle disposizioni legislative e regolamentari. A meglio assicurare, nell'int,eresse dei cittadini, la uniforme applicazione delle dette d isposizioni il Ministero suole pubblicare e comunicare alle autorità prefettizie le più importanti decisioni prese nella risoluzione dei ricorsi. Di tali decisioni, le quali costituiscono un elemento assai importante nello studio e nella pratica del diritto militare, furono riportate alcune serie nelle relazioni sulle classi 1872. 1873 e 1874. Con piacere abbiamo rilevato che nella rel~zione sulla classe 1878 ne è stata riportata una nuova serie in

r


1872

1873

NOTE STATISTICHE

NOTE STA'l'ISTICHE

cui le decisioni cli massima prese negli ultimi anni si tro· vano raggruppate secondo g li articoli di legge ai quali, si rifer iscono e distinte in due categorie, a seconda che possano essere pronunciate anche dai consigli di leva in casi perfettamente identici a quelli per cui furono emesse élal Ministero della guerra o che possono essere prese soltanto dal Ministero in sede di r icorso.

esempio mediante sorteggio da eseguirsi presso i d istretti militari tra tutti gli uomini arruolati, quando non si preferisèa il sistema più semp,lice di effettuar e l'estrazione a sorte presso i corpi quando sia giunto il momento di eseguire l'invio in congedo degli uomini con ferma di due a.uni. Questo sistema, di cui non mancarono anche recenti appli · cazioni in occasione di congedamenti · a.nticipati di uomini alle a.rmi, sarebbe non solo più semplice, ma anche più indicato nell' interesse del servizio perchè le diminuzioni dipendenti dall'invio in congedo sarebbero distribuite tra i corpi in base ad una medesima proporzione, mentre col metodo attuale, in cui la designazione per la ferma di due anni è fatta per mandamento, si ha l'inconveniente che vi sono corpi i quali subiscono perdite rilevanti ed altri in cui le perdite sono assai limitate. R eputiamo quindi conveniente che l'estrazione a sorte nei capiluogo di mandamento sia abrogata come operazione non più necessaria, conformemente a quanto era proposto nei progetti Pelloux e Mocenni. Nel disegno di legge per modificazioni alla legge organica sul r eclutamento oresentato ~lla Ca mera dei deputati prima dall'on. Sa.n lVlarz~no e indi dall'on. Mirri, e che crediamo sarà ripresentato alla nuova sessione dall'attuale ministro della g uerra, non era conte,rnta alcuna disposizione in tal senso ; ma noi facciamo voti che o per nuova proposta del governo o per iniziativa parlamentare possa addivenirsi alla abolizione della estrazione a sorte e completare così gli effetti della futura legge, la · quale, avendo lo scopo precipuo di stabilire iu modo per manente il sistema della categoria unica, deve necessariamente statuire l'abolizione di t ut,te le operazioni riguardanti la 2• categoria. Molti furono gli inscritti che, risiedendo in un circondario del regno diverso da quello al quale apparteneva.no per fatto di leva o che, trovandosi all'estero, pro:tittarono delle disposizioni emanate per facilitar loro J'adempimento degli obblighi di leva e poterono ess3re arruolati o visit~tti senza essere costretti a presentarsi innanzi al proprio consiglio di

J.Votizie va1·ie. P er eseguire le operazioni della leva i consigli tennero in complesso 6490 sedute. Comt» al solito, gli ufficiali delegati intervennero puntualmente a tutte le sedute; non così i consiglieri provinciali i quali spesso trascurarono di adempiere l'incarico loro affidato. In nessun circondario si ebbe la contemporanea prflsenza di entrambi i consiglieri provinciali a tutte le sedute tenute dai consigli di leva ed anzi in alcuni circondari i consiglieri provinciali non intervennero ad alcuna seduta. Oltre alle sedute tenute dai consigli. di leva nei capiluogo di circondario per l'esame definitivo e l'arruolamento degli inscritti, sarebbe da tener conto delle sedute t enute dai commissari di leva nei capiluogo cli mandamento per l'estrazione a sorte e pel primo esame. A proposito di tali sedute e di tutte in genere le operazioni che gli incaricati di leva debbono compiere nei capiluogo di mandamento noi crediamo opportuno osservare che, una volta abolita la 2• categoria, la procedura di leva potrebbe essere molt.o semplificata abolendo la estrazione a sorte ed evitando così il g rande disagio che debbono sop · portare le autorità municipali e gli inscritti per r ecarsi nella sede del mandamento e l'aggravio all'erario d ipendente dalle indennità e dalle altre spese all'uopo occorrenti. A ciò potrebbe obbiettarsi che, se il numero estratto non serve pil\ per determinare l'ascrizione alla l" ed alla 2" categoria, serve però per stabilire la designazione per la ferma di tre anni o di due ; ma è facile risponder e che a ciò potrebbe prov· vedersi in altr i modi meno incc.modi e dispendiosi, come ad

118 -

ANNO XL\'.


1874

NOTE S'l' A'r l ST TCHE

NOTE STA T ISTI CHE

leva. Dalla relazione risulta infatti che 10 ,756 fu r ono gli inscritti che ottennero la visita per delegazione nel regno, 1,147 furono quelli che ottennero di farsi visitare all'ester o e 8,865 che vennero arruolati per procura dalle legazioni o daO'li uffici consolari sotto la cui giurisdizione si trovavano. . b Quanto al grado di istruziol).e letteraria delle reclute la r elazione ci apprende che degli inscritt i della classe 1878 arruolati in 1 \ in 2" e in 3a categoria, i I (i2,35 per cento sapevano leggere e scr iver~ e il 3~>65 per ce~~o. sapevan~ soltanto od erano 1lletterat1 affatto. Pm 1mportant 1 leo·o-ere 0 dal lato militare sono i dati statistici r iguardanti il confronto fra il grado di istruzion e che ·g li uomini di 1a categ oria conO'edati dal 1° luglio 1898 al 30 g iugno 1899 per fine di ferma ;ossedevano quando g iunsero sotto le armi e quando furono inviati in congedo illimitato. Da tali. dati risulta che: militari della classe 1875 con ferma di 3 anni, i militari della classe 1876 con ferma d i due e quelli della classe 1877 con fer ma di.1:n an no a~ ~oro g~uno-ere ai corpi andavano così classificati m fa tto d1 1struz10ne letteraria: sapevano leggere e scrivere il 62,52 per cent o; illetterati affatto o sapevano soltanto leggere il 37,48 per cento. All'atto del loro invio in congedo illimitato andarnno invece così ripartiti : sapevan o legger e e scrivere i l 75,19 per cento; illetterati affatto o sapevano appena leggere il 24,81 per cento. Da tale confronto risulta pertanto che il 12,50 degli uomini g iunti alle anni sprovveduti di ogni istruzione let: terar ia furono r estit uiti alle loro famiglie con· un corredo eh coo·nizion i che diversamente n on avrebbero potuto forse ac;ùistarsi, beneficio non lieve se si pensi che, per la riduzione delle ferme e per le cresciute esigenze di ser vizi territoriali, la istruzione letteraria delle · r eclute è d iventato ormai un arduo problema e che dimostra di quanta abnegazione abbiano dovuto dar pr ova coloro cui .s ono affidate le scuole per gli analfabeti presso le compagme. La statura media degli inscritti sottoposti a misura nella l~va sulla classe 1878 (350,121) fu , come in tutte le precedenti, di metri 1,63 e quella deg li inscritti che rag giunge-

?ano o superavano la. statura minima prescritta per la idoneità al ser vizio (metri 1,55) fu di 1,64 . L'inscritto più basso si ebbe n el circondario d i Sassari (metr i 0,88) ; quello più alto nel circondario di Bologna (metri 2 ,01). In g enere le stature più basse si ebbero nelle provincie di éaltanissetta, Cagliari, Sassari, Girgent i, P otenza, A. vellino, Foggia, Reggio Calabria, Catanzaro e Sondrio ; le stature più alte nelle pro· vincie d i Lucca, Vicenza, Udine, Treviso, P adova, Verona, Livorno, Venezia, Bergamo e .Modena.

1875

Delle vicende del regio esercito dal 1° luglio 1898 al 30 giugno 1899. Come a l soìito, tra le molte notizie d ì cui è ricca la rela zione relativament e alle vicende del regio esercito noi spigoliamo quelle che hanno maggiore impor tanza nei riguardi della composizione quantitativa dell'esercito stesso e dei vari mezzi int esi a mantenerne e migliorarne la compagine. Ci occuperemo quindi della fo rza degli ufficiali e della truppa degli arruolamenti volontari e delle riammissioni in ·servizio - - dei corsi d' istrnzione per gli allievi ufficia li di complement o e per gli allievi sergenti - delìe concessioni 'di raffer me e d i impieghi civili - delle chiamate alle armi per istruzione - dei cong edi illimitati, passaggi alle milizie e congedi assoluti - e delle rassegne di rimando.

Forza dell'esercito. La forza complessiva degli ufficiali dell'esercito permanente in servizio effettivo, in d isponibilità e in as pettat iva, che al 30 g iugno 1898 era di 14,084: ufficiali, ascendeva al 30 giugno 1899 a 18,918, di cui 13,643 in ser vizio effet tivo e 275 in disponibilità ed in aspettativa. Erasi in conseguenza verificata una leggera diminuzione di 166 ufficiali dovuta alle cause che d iremo poi.


1876

NOTE STATJSTI C!Ii>

Dei 13,918 ufficiali esistenti al 30 giugno 1899 erano: 55 tenenti generali, 87 maggiori generali, 316 colonnelli, 513 tenenti colonnelli, 815 maggiori, 4,380 capitani, 6,336 tenenti, 1,219 sottotenenti e 97 capimusica. Fra le varie armi e corpi i 13,918 ufficiali predetti erano così ripartiti: 147 appartenevano allo stato maggiore generale, 127 al corpo di stato maggiore, 11 al corpo invalidi e veterani, 574 ai carabinieri reali, 7,269 alla fanteria, 920 alla cavalleria, 1,673 all'artiglieria, 608 al genio, 326 al personale permanente dei distretti, 63 al personale delle fortezze, 582 al corpo sanitario, 307 al corpo del commissariato, 1,127 al corpo contabile 185 al corpo veterinario. Le cause principali degli aumenti verificatisi dal 1° luglio 1898 al 30 giugno 1899 furono le nuove nomine in numero di 327, di cui 203 dagli allievi degli istituti militari, 112 da.i sottufficiali e 12 dai sottotenenti di complemento. Le cause principali delle diminuzioni furono: dimissioni volontarie 18, dispense dall'effettività di servizio con inscrizione fra gli ufficiali di complemento, di milizia territoriale e di riserva 45, rimozioni dal grado e da.IP impiego 25, rivooazioni dall'impiego 12, riforme 18, giubilazioni 29, collocamenti in posizione di servizio ausiliario 228 e morti 108. Le dette variazioni sono quelle che riguardano la situazione complessi va degli ufficiali dell'esercito permanente; ma altre ve ne sono le quali, pur lasciando inalterata tale situazione, riguardano i gradi e la posizione degli ufficiali e meritano perciò di essere menzionate. Tali variazioni consistono in: 1,320 pro · mozioni al grado superiore, 143 richiami dall'aspettativa e dalla disponibilità e 240 collocamenti in aspettativa e in disponibilità. Dei 13,918 ufficiali dell'esercito permanente, 5,905 risultavano ammogliati al 30 giugno 1899 e, di costoro, 463 ave · vano ottenuto l'autorizzazione di matrimonio entro l'anno al quale si riferisce la relazione. Relativamente alla forza degli ufficiali in congedo rileviamo che quelli effetti vi di milizia mobile da 12, quanti erano al 30 giugno 1898, discesero, al 30 giugno 1899, a 5

NOTE STATISTICJH:

1877

- quelli di milizia territoriale da 4,500 a 4,233 - quelli di complemento salirono invece da 9,914 a 10,557 - quelli in posizione di servizio ausiliario discesero da 1,036 a 942 e quelli di riserva·auroentarono da 6,219 a 6,254. In definitivo quindi negli ufficiali in congedo vi fo un aumento di 310. La forza complessiva dei milita1·i di truppa è data al 1° aprile 1899 anzichè al 30 giugno e ciò perchè, come è indicato nella relazione, le relative situazioni graduali e numeriche dovP,t· tero per motivi di servizio essere compilate alla :fine del 1° trimestre del decorso anno anzichè alla fine del 2.•, come .abitualmente si pratica. Al 1° aprile 1899 la detta. forza era di 3,236,161 uomini, di cui 264,087 sotto le armi e 2,982,074 in congedo illimitato. Poste tali cifre a confronto con quelle della forza esistente al 30 giugno 1898 (3,221,726 uomini in totale, dei quali 318,012 sotto le armi e 2,903,714 in congedo) rilevasi una differenza in meno di 63,925 nei militari alle armi ed una òifl'erenza in più di 78,360 nei militari in congedo illimitato. Per gli uomini sotto le armi la differenza dipende in gran parte dal fatto che a.I 30 giugno 1898 trovava.usi ancora sotto le armi i militari di l' categoria delle classi 1870, 1871, 1872, 1873 e 1874, nonchè i ferrovieri di tutte le classi e categorie -stati richiamati dal congedo nel maggio 1898 in occasione dei moti verificatisi in quel tempo. Per gli nomini in conO'edo illimitato la differenza dipende principalmente sia dal ricol· locamento in congedo degli uomini predetti avvenuto durante il 2° semestre dell'anno 1898, sia dalla circostanza che la forza della classe 1859 tolta dai ruoli del regio ·esercito -era inferiore a quella della nuova. classe (1878) per la prima volta inscritta nei ruoli stessi. Dei 3,236, 161 uomini esistenti sui moli al 1• aprile 1899, 825,341 appartenevano airesercito permanente, 304,587 alla ~ ilizia mobile e 2,106,233 alla milizia territoriale. Più pre· c1sameute, i militari predetti erano ripartiti nel modo seguente:


., 1878

NOTE STATIS'l'ICHE

NOTE STATIST ICHE

1879

Esercito

o

'§ :...

~ <e o

"'

i

~

sott,ffioioli caporali.

..

.

soldati .

Milizia

Milizia

pennan.

mob ile

15,165

-

44,013 l!l4,909

-

254,087

-

territoriale

sottufficiali.

"'"'éO ·.È""o ~

8

8,142

6,935

I

o

~

I...,di," ,,~,,, \ caporali. soldati .

,

.

105,2'15

.

.

,dd,tti

I

Totale

-

194,909

-

254,08"/

13,I '1 O

15,165 44,013

28,217 226,426

4ì,564 "/3,587 447,305 243,668 l,98'1,463 2,6'18,'136 10,532

6,420

32,043

48,995

al ser vii io ferroviario ed altri di,spensati dalle chiamate alle armi. 5'71,254 304,58'7 2,106,233 .2,982,0'14

TOTALE GENERA LE.

--

--

825,341 304,58'7 2,106,233 3,236,161

Arruolaraenti volontari e riammissioni in servizio. I giovani che, non avendo alcun obbligo di servizio, si arruolarono .in qualità di volontari ordinari nei vari corpi del regio esercito dal 1° novembre 1898 al 30 aprile 1899, limite di tempo fissato per le relative ammissioni, furono 4,880; i militari che fecero passagggio dalla 2' o 3• categoria alla l " per libera elezione furono complessivamente 344. Quindi il totale di coloro che vennero volontariamente sotto le armi fu di 5,224. Dal 1° luglio 1898 al 30 giugno 1899 fu rono ammessi al volontariato di un anno 1723 giovani dei quali 505 ottennero di ritardare il servizio fino al 26° anno di età, 575 si trovavano g ià sotto le armi e 643· i mpresero servizio il 1° novembre 1898. · I militari in congedo illimitato stati riammessi in servizio nel suind icato periodo di tempo ascesero a 483, dei quali 424 provenivano dall'esercito permanente, 37 dalla milizia. m obile e 22 dalla milizia territoriale.

Corsi cJ,'ist1·itzione per gli allievi sergenti e per gli allievi ufficiali di complemento. Per gli allievi sergent,i la relazione re;1de conto dell'esito dei corsi iniziati il 1° gennaio 1898 e delle ammissioni fatte ai. corsi iniziati il 1° gennaio 1899. Nel pri~o dei detti corsi, su 1,107 g iovani che si presentarono agli e;3ai;ni per la nomina a sott ufficiali, 923 furono dichiarati idonei al primo esame, 66 furono dichiarati idonei al secondo esame e 118 furono dichiara ti non idonei. Nei corsi del 1° gemuiio 1899 vennero ammessi 1,549 ::i.llievi dei quali 184 inscritti della leva sulla classe 1878, 1,190 volontari ordinari, 102 militari alle armi e 73 militari in congedo riammessi in servi.zio,· militari di 2• e 3" categoria passati in 1" per libera elezione e 13 surrogati di fratello. P er gli allievi ufficiali di complemento la relazione rende conto dell'esito dei corsi iniziati il 1° novembre 1897 e delle ammissioni nei corsi iniziati il 1° novembre 1898. Per ognuno dei due corsi fornisce le n otizie statistiche riguardanti i corsi speciali di sei mesi e quelle riguardanti i corsi ordinari di nove mes1. Nei corsi di sei mesi del 1° novembre 1897, su 707 g iovani che si presentarono agli esami per la nomina a sottote nente di complemento, 649 furo no dichia1·ati iclona i E>J primo esame, 59 furono dichiarati idonei al secondo e 9 vennero riprovati. Nei corsi di nove mesi iniziati alla medesima data, su 261 allievi aspirant i alla detta nomina, 131 furono approvati al primo esame, 71 2J secondo e 59 respinti. Notevole è la differenz a esistente tra il numero degli idonei nei corsi speciali di fronte a quelli dei corsi ordinari ; ma la differenza facilmente si spiega qUaudo si pensi che, richiedendosi pei primi corsi titoli di studio superiori a quelli prescritti per gli altri (licenza di liceo o di istituto tecnioo, in vece della sern plice ammissione al 2• anno di tali scuole), ne risulta una selezione che deve necessariamente contribuire ad aumentare


1880

NOTF. S'l'ATISTICHE

nei primi il numero degli idonei, quantunque il corso d'istruzione sia più accelerato. Nei corsi allievi ufficiali di sei mesi iniziati il 1° novembre 1898 furono ammessi 1,181 giovani dei quali 287 inscritti di leva, 176 volontari ordinari, 28 volontari di un anno, 651 itudenti ritardatari, 20 militari alle armi e 19 passati in 1" categoria per libera elezione. Nei corsi di nove mesi iniziati alla medesima data furono ammessi invece 519 giovani,· di cui 291 inscritti di leva, 159 volontari ordinari, 17 studenti ritardatari, 43 militari alle armi e 9 passati in 1· cate· goria per libera elezione. Dell'::isito dei corsi allievi sergenti iniziati il 1° gennaio 1899 e dei . corsi allievi ufficiali di complemento iniziati iÌ .1° novembre 1898 sarà reso conto nella p. v. relazione.

Concessioni di raffei·me ed impieghi ai sottufficiali. Dal 1° luglio 1898 al 30 giugno 1899 furono ammessi 3,370 militari alle rafferme di un anno senza ptemio e venne accordato a 73 soldati di rimanere sotto le armi senza vincolo di ferma quali attendenti di ufficiali a tenore dell'art. 128 della legge sul reclutamento. Delle rafferme con premio accordate in virtù della legge del 14 giugno 1874 11. 1973 e che sono destinate a scomparire per effetto del'la legge del 28 giugno 1891 n. 315 665 . ' ne erano tuttora in vigore al 30 giugno 1899, con una diminuzione di 273 in confronto a quelle esistenti nel medesimo giorno dell'anno precedente. Delle dette 665 rafferme fruivano 310 militari. Alla stessa data del 30 giugno 1899, 12,056 militari godevano inoltre dei premi di rafferma accordati colla predetta legge del 28 giugno 1891 n. 315, 1,837 fruivano del soprassoldo annuo di lire 109,50, 1,855 di quello di lire 219 e 2,'743 di quello di lire 365; 29 sottufficiali godevano infine della differenza fra l'abolito caposoldo di lire 150 e l'aumento dell'assegno giornaliero di paga di cui a ll'art. 30 della legge j 8 luglio 1883 n. 1470.

NOTE S'1'ATIST1CHE

1881

Il numero degli impieghi civili concessi durante l'esercizio 1898-99 ai sottufficiali che avevano compiuto 12 anni di servizio fu di 230 ed in cor,seguenza i sottufficiali che alla data del 30 g iugno 1899 si trovavano in attesa di impiego erano 2,488, dei quali 1,929 sotto le 'armi e 559 in congedo illimitato. Come vedesi, la questione della situazione . dei sottufficiali è tutt'altro che risoluta e noi invochiamo solleciti ed urgenti provvedimenti.

Chiamate alle ar·mi pe1· isti·uzione. Le chiamate alle armi per istruzione di militari in congedo illimitato per l'anno 1899 furono stabilite col regio decreto del 23 marzo detto anno n. 115. Vennero compresi in dette chiamate i militari dell'esercito permanente delle classi 1871 e 1872 appa.rtenenti alle varie armi e specialità dell'esercito, i militari della milizia ·mobile delle classi 1867, 1868 e 1869 di alcuni distretti e gli uomini della milizia territodale delle classi 1862, 1863 e 1864 pure limitatamente ad alcuni distretti. I militari che avevano obpligo di rispondere alle dette chiamate erano in complesso 97,956. Di essi si presentarono alle armi 53,129 nella proporzione del 54,24: per cento; non se ne presentarono 41,201 llf:llla proporzione del 45,76. Di questi ultimi erano stati dispensati o rinviati ad altra chiamata perchè si trovavano uelle condizioni prescritte dalle norme vigenti in materia 41,201 nella proporzione del 42,06 per cento, diguisachè gli uomini che risultarono ma.ncanti senza giustificato motivo all'atto delle chiamate ascese·ro a 3,626 nella proporzione del 3,70 per cento. Parecchi di essi però e precisamente 501, vale a d ire il 0,51 per cento del totale, non vennero denunciati ai tribunali militari perchè prima del 31 dicembre, data fissata per la denuncia, si riconobbe che trovavansi residenti all'estero od erano detenuti o morti. In conseguenza alla data predetta furono dati in nota ao-li avvocati fiscali militari per il relativo giudizio b • 3,125 militari soltanto, nella proporzione del 3,19 per cento,


1882

1883

NOTE STATISTICHE

NOTE S'tA'l'ISTTCHE

proporzione invero minima e che dimostra di guanto sentimento militare siano animate le nostre masse. Per effetto del regio decreto d'amnistia del 3 marzo 1898 n . 42 da noi ricbiarnato nel capitolo dei renitenti, 144 militari denunciati disertori per non aver risposto alla chiamata della loro classe e 290 militari denunciati mancanti alle chiamate per istruzione, per rassegne o per eventualità poterono regolare la loro posizione dal 1° 1uglio al 31 d icembre 1898, termine ultimo concesso ai militari predetti per invocare il beneficio dell'amnistia. Nella prossima relazione vedremo quanti poterono fruire delle disposizioni del regio decreto dell' 11 giugno 1899 col quale il termine suindicato fu prorogato al 31 dicembre di detto anno. Prima di chiudere il presente capitolo accenniamo che, anche nel 1899 furono concessi soccorsi alle fam iglie bisognose dei militari rich iamati alle armi per istruzione nella stessa misura e con criteri analoghi a quelli seguiti nell'anno precedente 1898.

classe 1869, fatta eccezione per quelli appartenenti alle compagnie operai. d'artiglieria, nonch~ per quelli non sottuffi ciali appa1~tenenti ai reggimenti d'artiglieria e del genio trasferitivi dalla cayalleria e all'arma dei carabi~ieri reali : detti uomini furono 83,626, dei quali 63, 147 appartenevano alla 1• categoria e 20,479 alla 2°. Per speciali esigenze di servizio essendosi poi stabilito che i passaggi alla milizia mobile avessero luogo normalmente nel mese di giugno anzichè nel me.se d i dicembre dell'anno in cu.i i militari compiono il 9° del loro obbligo di servizio, fu disposto che il g iorno 15 giugno 1899 facessero passaggio alla milizia mobile i militari di 1• e di 2• categoria della classe 1870, fatte le eccezioni di cui sopra D i tali militari la relazione non indica il numero, certamente per le medesime ragioni per le quali pubblicò la situazione della forza della truppa alla data del 1° aprile anzichè a quella del 30 giugno 1899 (v. capitolo

Congecli illimitati, passaggi alle milizie e congecli assoluti.

Dal 1° luglio 1898 al 30 giugno 1899 furono inviati in congedo illimitato per anticipazione 2,943 militari i quali ~i trovavano in posizioni speciali (decaduti dal diritto d i esenzione per non averlo esposto o comprovato in tempo, venuti alle armi prima della chiamata generale, trasfert.i alla classe successiva per interruzione di servizio, ecc... ) ; fu rono inviati in congedo illimitato per fine d i ferma 86,815 militari delle classi anziane, cioè 8,077 della classe 187'7 con ferma di un anno, 39,248 della classe 1876 con for ma dì due anni e 36 024 della dasse 1875 con ferma di tre an ni, nonchè 3,466 militari_) vincolati alla ferma di 5 anni e rafl:"ermati. Un eenno speciale meritano le notizie riguardanti i passaggi alle milizie. In virtù degli art. 125 e 127 della legge sul reclutamento, il giorno 16 dicembre 1898 fo0ero passaggio alla milizia mobile i militari di 1" e d i 2a categoria della )

forza dell'esercito). Coll'art. 2 della legge 28 giugno 1891 n. 316 venne, come è noto, data facoltà al ministro della guerra di ritar dare fino a tutto l'anno 1898 il passaggio delle classi di leva alla milizia territoriale anche sino al 31 dicembre dell'anno in cui i mjlitari compivano il 15° del loro servizio. In con· seguenza col 31 dicembre del 1898 doveva cessar.~ l'ascri· zione alla milizia mobile dei militari di 1" e di 2• categoria delle classi di leva 1863, J.864 e 1865 che era stata protratta per effetto della legge suaccennata. Venne pertanto disposto che col g iorno 15 dicembre 1898 gli uomini delle dette classi e categorie facessero passaggio alla milizia territoriale qua· lunque fosse l'arma alla quale appartenevano: essi erano in totale 245,502 di cui 181,058 di l" categoria (60,731 della classe 1863, 60,941 della classe 1864 e 59,386 della classe 1865) e 64,444: di 2" cat egoria (28,909 della classe . 1863, 19,431 della classe 1864 e 16,104 della classe 1865). Per ragione analoga a qnella indicata per la milizia mobile essendosi stabilito che i passaggi alla milizia territoriale avessero luogo normalmente, giusta la facoltà data dall'art. 135 della legge sul reclutamento, n el mese cli giugno successivo a quello in


1884

NOTE STA TIS'r!CHE

NO'.C'E STA'l'lS'r1cHE

cui i militari compiono il 12° anno del loro obbligo di servizio, fu disposto che il 15 giugno 1899 facessero passaggio alla milizia territ.oriale i militari di 1" e di 2" categoria della classe 1866 di qualunque arma, nonchè i militari di 1a categoria della classe 1869 appartenenti ai carabinieri reali, · ad eccezione dei sottufficiali, e i militari di 1• categoria della classe 1869 già, appartenenti alla cavalleria e trasferiti poscia ai reggimenti d'artiglieria e del genio, eccettuati pure i sottufficiali. Il numero dei detti uomini sarà pubbìicato nella p. v. relazione. Col 31 d icembre 1898 vennero infine congedati in modo assoluto tutti i militari di 1•, 2' e 3• categoria della classe 1859. Essi erano in totale 16/3,165, di cui 51,631 di 1a categoria, 44,738 d i 2" e 66,796 di 3".

1885

· sebbene fossero nelle condizioni fissate pel passaggio nel corpo dei veterinari, rinunciarono a tale passaggio; 550 ebbero una gratificazione ragguagliata a 3, 6, 9 o 12 mesi di assegno perchè, sebbene non si trovassero nelle dette condizioni, erano però meritevoli di speciale considerazione per la gravità della malattia od imperfezione in essi riscontrata e pel servizio prestato; i rimanenti 3,705 militar.i non ebbero alcuna gratificazione. Oltre alle rassegne .di rimando predette, le quali riguardano i militari d i truppa sotto le armi, vi fu rono le consuete rassegne semestrali di rimando pei militari in congedo illimitato appartenenti all'esercito permanente, alla milizia mobile ed alla milizia territoriale. Gli uomini stati in esse riconosciuti non più idonei al servizio e congedati in modo assoluto furono 540.

· Rassegne di 1·imando. Dei militari dì truppa sottoposti a rassegna di r imando 17 furono passati al corpo dei veterani perchè riconosciuti inabili, dopo 18 anni di permanenza alle armi, a continuare nel :servizio attivo per cause indipendenti dal servizio stesso, ma idonei a quello sedentario; 215 furono passati ad altri corpi perchè riconosciuti inabili al servizio nel corpo al quale appartenevano; 2,410 furono inviati in licenza. di convalescenza di 3, di 6, di 9 e di 12 mesi per essere stati riconosciuti a:ffètti da infermità presunte sanabili, senza trovarsi però nelle condizioni di ferma · e di permanenza alle armi richiesto per essere senz'altro inviati in congedo illiulitato per anticipazione ; 1,526 forono invece mandati in congedo anticipato perchè, oltre ad essere stati riconosciuti affetti da infermità presunte sanabili, contavano g ià un determinato periodo di servizio in relazione alla ferma e quindi, tornando nuovamente alle armi dopo la completa loro guarigione, avrebbero dovuto rimanervi per un tempo molto limitato; 4,308 furono infine congedati definitivamente perchè riconosciuti inab ili al servizio in modo )?ermanente. Di costoro, 53 ebbero la gratificazione di un anno di assegno perchè,

Notizie varie.

.-

Prima di chiudere questo rapido cenno sulla rela.zione della leva e delle vicende del regio esercito spigoliamo qua e là qualche altra notizia che può a.vere interesse per gli studiosi di statistica militare : i militari di truppa che risultavano ammogliati al 30 giugno 1899 erano 3,031; di essi, 524 avevano contratto matrimonio nell'anno ed erano stati riam· messi in servizio sebbene ammogliati; 39,858 furono i militari che ottenero promozione al grado superiore nel tempo al quale si riferisce la relazione; 3,349 furono i militari e 3,267 gli inscritti di leva che, trovandosi all'estero senza regolare autorizzazione, poterono regolarizzare la loro posizione ·per mezzo delle regie autorità consolari a senso del regio de· creto dell'll giugno 1891; 35,991 erano i militari di 1• e di 2" categoria dell'esercito permanente e della milizia mobile i quali si trovavano all'estero muniti di regolare nulla osta. I militari che disertarono nell'anno e furono in conseguenza denunciati all'~orità g iudiziaria militare ascesero a 948, dei qua.li 742 non avevano risposto a.li~ chiamata della loro classe per compiere la loro ferma e 206 avevano abbando-


1886

NOTE STATl STICHE

18!:57

nato le armi; dei detti 948 disedori, a 84 fu poi cancellata la nota di diserzione per arr_esto, per presentazione spon. ~anea _o per ~or te. Nel capitolo chiamata alle arrni pei· i~truz_io~e abbiamo reso conto dei disertori ammessi al1a~mstia; avvertiamo però che tra essi non trovasi nessuno dei 948 ava~ti indicati, avendo essi disertato posteriormente a lla emanaz10ne del regio decreto del 3 marzo 1898 n. 42 . 363 furono i militari di truppa collocati a r iposo e O'i ubilati per avere compiuto 42 anni di età e 20 di serviziob ovvero per essere stati g~udicati inabili alle armi in modo permanente foro no m · fì ne · T ed· assoluto per eventi di servizio ·, 1128 , che vennero a morte mentre erano sotto l e armi, ·. d1 ·m1~ 1tan · . 1 ~::;~1, 1,108 monrono per malattia, 44 per infortuni, 13 per uc01_s1o~e e 63 per suicidio; delle dette morti 24 sono da attnbu1r_e . a cause di ser vizio e 1,104 a cause indipendenti del serv1z10.

A.

NOTE BIBLIOG RAI?ICHE ANDREA

MAGGlOROT'!'I, capitano del genio. - La fortificazione

passeggiera coordinata alla tattica ed il còmpito del! 'ufficiale del genio nelle svariate sue applicazioni. - Roma,

E. Vog~era, 1900. Scrivere cose nuove intorno agli svariatissimi còmpiti delle truppe del genio in guerra dopo le numerose pubblicazioni e nostre ed estere che hanno svolto l'importante argomento sotto tntti gli ~spetti, non poteva certo essere l'intento del capitano Maggiorotti. Infatti, senza punto dilungarsi in disquisizioni teoriche e.gli portò tutta la sua attenzione sul campo della praticità, e così gli riuscì di compilare un libro di non d ubbia utilità pe' suoi colleghi e specialmente per gli ufficiali delle armi di linea. Nella. prima parte, che tratta della for tificazione passeggiera coordin~ita alla tattica, con ottimo pensiero, egli discorre dapprima della fucileria e dell'artiglieria odierna e della loro efficacia, d'onde trae le ragioni per i lavori da farsi sia per rendere difficile l'azione del nemico sia per facil itare la propria.. Passa quindi a discorrere del terr eno e del suo rafforzamento colla fortificazione passeggiera, e della for tificazione passeggiera nella guerra manovrata, nel blocco delle piazze for ti e nelle operazioni secondarie di guerra. In questa prima par te l'aut ore si muove con molta sicurezza, e dimostra di conoscere a fo ndo la materia di cui si occupa. Nella seconda parte l'autore vuole ritrarre in maniera singolare gli svariati còmpiti dell'ufficiale del genio in guerra. La vastità del t ema, - che d'altra part e non si presta forse _J


1888

1889

XOTE BIBLlOGRAFICUE

NOTE ll!BLlOGRAFJCliE

ad essere cosi minuziosamente definito come quello di cui nella prima parte - non gli ha permesso d'approfondire l'argomento, e ciò, evidentemente, non per mancanza di buona volontà o di cognizioni, ma sibbene porchè la tela troppo ampia non poteva essere contenuta in poche pagine. Egli dice e dice bene dei compiti generali e particolari dell'ufficiale del genio n elle marcie, nelle ricognizioni, ecc. e passando alla loro applicazione, discorre abbastanza diffusamente della costruzione e riparazione delle strade ordinarie, delle ferrovie, dei pon~i e finalmente di quanto possa e debba fare l'ufficiale del genio nel combattimento L'autore ha fatto largo uso di citazioni storiche, traendole specialmente dalla guerra tlel 1870-71 , ed ha accresciuto così il pregio del suo lavoro. Benissimo poi egli ha fatto a corredare il testo di un atlante di tavole con 149 figure che rendono chiaro e tangibile ciò ch'egli ha scritto. Il lavoro pertanto del Maggiorot;t;i è opera ponderosa ed istruttiva ma non possiamo a meno di notare ch'egli pei fatti storici citati è incorso in non poche inesattezze, riguaJ'danti· quasi t utte fatt i della campagna del 1870. intorno ai quali è così facile avere le notizie più particolareggiate ed esatte. Così a pag. 153 egli scrive : « a l\fars-la-Tour gli ufficiali « del genio avrebbero dovuto chiedere l'autorizzazione di per· « lustrare la fronte ed i boschi, e disporre per lo sgombro « degli ostacoli e per la formazione di pa.ssaggi per le batterie; « allora la cavalleria non si sarebbe impigliata nelle distese« cli fili di ferro e le batterie avrebbero potuto raggiungere « i culmini boschivi per battere con efficacia il nemico ,, . L a cavalleria non trovò affatto distese di filo di ferro che ne ostacolassero l'azione ma trovò b ensì oggetti d'accampamento abbandonati dalla cavalleria francese fuggita a sba· raglio in seguito ai colpi di cannone tirati contro il suo campo dall'artiglieria della divisione di cavalleria R heinbaben. Ma questa piccola inesattezza abbiamo voluto rilevare, perchè qui è _des ignato un impiego dei pionieri che a nostro parere è d'impossibile attuazione.

In una battaglia uon solo d'incontro ma di massima sorpresa per ambedue le parti, quale fn quella del 16 agosto e in cui immediatamente si accese una delle lotte più i:;anguinose che registri la storia, non è ammissibile vi fosse tempo e modo per gli ufficiali del genio di perlustrare la f1·onle ed i boschi e far eseo-uire i lavori ripuLati convenienti. E peggio ancora. e che si parla delle compagnie del genio del 10° corpo Ora questi giunse sul campo nel pomeriggio, a spizz~co, proveniente da varie direzioni, e in quel momento criticissimo pei Tedeschi l'opera del genio nulla o ben poco aveva a che fare. Giustissimo il concetto dell'autore che « è còmpito del« rufficiale del genio di saper cercare il lavoro sul campo « di battaglia, e posseder l'energia di mantenere i suoi sol« dati al lavoro stesso in mezzo alle vicende della lotta »; e così pure conveniamo con lui che miglior utile si può trarre da una compagnia del genio adibendola a' suoi lavori tecnici anzichè facendola combattere co' suoi 200 fucili, ma sarà sempre questione di opporti.rnità. A.. pag. 154 è detto che fra i molti lavori che il genio avrebbe dovuto eseguire per la giornata del 16 agosto, vi era rs. la costruzione rapida di una strada che contornasse « ilfars-la-Tour per evitare alle colonne del 12° corpo e del << corpo della Gnardia di arrestarsi contro quel villaggio e « d'incolonnarsi $Uccessivamente attraverso ad esso onde « passar oltre )1 . Ma il 12° corpo d\tr mata e il corpo della Guardia non hanno affatto attraversato il villaggio di Mars-la-Tour. Il 12° corpo (sassone) era accampato a destra della Guardia, mentre nell'ordine per la avanzata del 18 agosto doveva marciare all'estrema ala sin tstra, e fu quest'ordine che forzatamente provocò l'incrociamento delle colonne dei duo corpi d'armata e il ritardo nella marcia. A.. pag. 112 è detto che il campo di battaglia dei Francesi stendevasi il 18 agosto da Gravelotte a Roncourt, mentre Gravelotte era in mano dei Tedeschi fin dal 17. E così non poche altre inesattezze che cer to con verrà far scomparire in altra edizione. H9 -

ANNO

nv.


1890

NOTE BIBLIOGRAFICHE

E lo stesso dicasi di alcuni errori di stampa: Trouville per 'l'ronville, Thiancourt per 'l' hiaucourt, ecc. Sono . piccole mende, ma che importa, togliere d·a un Javoro veramente pregevole come questo. All'autore il nostro elogio e l'augurio che il suo · libro trovi larga diffusione nell'esercito.

Re.,soconto morale economico esposto all'assemblea generale il :16 luglio 1900. - Roma, tipografia Cooperativa so-

'l'.HERNA conte RrnAwo. -

Croce Rossa italiana.

ciale, 1900. L'esimio _p residente della Croce Rossa italiana, senatore conte 'raverna, nell'assemblea del 16 luglio scorso ha reso conto di quanto fu operato dalla benefica associazione dal giorno in cui eb be luogo l'ultima assemblea generale. Ai nostri lettori riusciranno senza dubbio graditi alcuni fra i dati principali dE\1la pregevole relazione. Nel passato a,m10 furono spediti soccorsi alla Croce Rossa ed a quella del Transvaal; alla prima furono inviate 6:30 casse contenenti generi di conforto, alla seconda 66 casse contenenti un ricco assortimento di materiale di medicazione, sublimato corrosivo in dischi e ferri chirurgici. E 355 casse con marsala, cognac, vermout, auisone, sigari e tabacco, furono ora allestite pei nostri mi litari di terra e di mare in Cina e spedite a 'l'aku. La commissione incaricata d'amministrare e ripartire il fondo r esiduato dall'ultima campagna d'Africa, ha distribuito 1907 sussidi per l'ammontare d i lire 280,895. 00 n on comprese lire 553,000 già, a.sseguate prima della formazione del fondo residuale. .A notarsi ·che la Croce Rossa intende ora ad esplicare la sua filantropica opera anche nel tempo di pace. Mercè la generosa iniziativa del compianto Sovrano, che largì la co·

1891

NOTE BIBLIOGRAFICHE

spicua somma -di lire 17,000, la Ci·oce Rossa s1 e assunto il nobile e pietoso incarico d i soccorrer e i lavoratori malarici della campagna, romana in concorso col serv1z10 sanitario del com une cli R oma. I sotto-comitati ora esistenti sono 363, le sezioni femminili 98. Il numero dei soci è di circa 24,000 La sit_u azioue dei ciipitali ·che era al 31 diL. 4,138,656, 67 cembre di . Al 31 dicembre 1899' è salita a )> 4,188,917.96 Con un aumento quindi di ,

L.

50,261. 29

Il materiale esistente al 31 d icembre 1898 )) 2,232,175. 49 ascendeva a . )) 2,285,756. 27 Quello al 31 dicembre 1899 a . Con un aumento quindi di .

L.

53,580. 78

Lo stato patrimoniale dell'associazione ch'era al 31 dicembre 1898 cli . . L. 6)~70,832 . 16 Al 31 dicembre 1899 giungeva a. >> 6,474,674. 23 Con un au,mento di

L.

103,842. 07

Alla prima r ichiesta l'associazione può mettere in campo: N. 8 osped.ali d i g uerra cla 100 letti; N. 41 id. da 50 letti; dei quali si può facilmente raddoppiare la potenziaiità dei letti. N: 31 ambulanze da montagrn~; N. 15 treni-ospedali ; N. 44 posti di soccorso ferro,.,.ia ri ; N. 2 ambulanze fluviali; N. 2 navi-ospedali. Questi i dati principali: epper ò ben a ragione ebbe a dire l'illustre presidente che con tanto amo re ed attività s' occupa di essa, « che la Croce Rossa italiana è in un periodo « di feconda attività, che accrescerà notevolmente il prestigio « che essa gode meritatamente nel paese. ))


1892

NOTE Ri llI.IOORAFICIIE

NOTE 818Ll0GRAFICHE

La Guerre. - L'Armée. - Bordeaux, Feret et fì ls édi teurs, !89U. Dacchè la durata della ferma sotto lo a.rn:i fu ridotta a tre anni e che una grossa porzione del con tingente degli inscritti ha l'obbligo di servire soltanto nn anno, innumerevoli sono le pubblicazioni in Francia, e gli articoli dei gior· nali e dolle riviste, nei quali si combatte vivamente la teoria del numero e si studiano e propongono i più svariati temperamenti che appaiono atti, se non a togliere interamente, a diminuire almeno i lamentati incon,enienti dei colossali eserciti odierni, di cui sopratutto, si paventa con ragione la poca consistenza. Che g li svantaggi di eserciti così immensi siano infiniti, non vi è alcuno che lo neghi; che - senza parlare delle quasi insuperabili difficoltà, di comandare e far vivere così ingente moltitndine di gente armata - si abbia ragione di essere impensieriti della r esistenza alle fatiche e al pericolo di quel gran numero d'individui che di soldati hanno più il nome e il vestiario che la vera essenza., non è chi non lo veda e non l'ammetta. l\falgrado ciò, non sara mai la F rancia che, sino a che dura l'attuale stato di cose, farà getto del numero. Infatti t utte le proposte messe innanzi non acce1mano menomamente a riduzione della forza armata, ma hanno per obietto di proclamare l'urgenza. di ralforzare i quadri e la compagine interna dell'esercito mediante largo riassoldamento di graduati e di soldati anziani. Il ritornello è sempre lo stesso: la Francia è ricca e può permettersi la spesa, d ivenuta indispensabile, di tenere sotto le armi un numero ragguardevole di vecchi sottufficiali, caporali e soldati, allettandoli col pagar loro ricchi premi, e coll'as:;;icura.re la loro esistenza al termine del servizio militare con impieghi civili convenientemente retribuiti. Ma il concetto che informa questa e simili proposte non regge a seria disamina. A da.re reale consisten¼a ai r eparti t utti dell'esercì to a l punto di render forte il presente debole ordinamento milita.re, occorrerebbero

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tanti vecchi graduati e soldati ed una spesa così grande che nessuno Stato troverebbe quelli e sarebbe in grado di sostener questa. Non bisogna pascersi di illusioni o di utopie; guardare per contro bene in fondo alle cose e prenderle come sono oggidì. Nell'ambiente odierno dell'Europa, se se ne eccettui forse la Russia, la gioventù che non aspira a divenire ufficiale, non è al militare che si dirige per trovare con veniente posizione, ma la cerca e la trova maggiormente rimuneratrice nel commercio, nello industrie, negli innumerevoli impieghi governativi. S\tggiunga ancora che malauguratamente alla aLtiva propaganda antimilitare dei partiti sovversivi non si sanno trovare mezzi adatti a porvi conveniente argine - o ciò tanto in Francia quanto negli altri paesi - diguisachè il voler fare assegnamento sopra·numeroso e spontaneo concorso di militari anziani e provetti non può condurre se non ad amare delusioni. Comunque sia, il volume cho ci sta sotto gli occhi merita d'essere ampiamente conosciuto. L'anonimo autore ha in questo pregevole studio, sviscerato l'intiero quesito in t utti i suoi multiformi aspetti, e le sue originali proposte, sebbene destinate a non ca.,are un ragno dal buco, purtuttavia vogliono essere conv,mientemeute apprezzatA. D'altra par te, il largo 11ppello fatto dallo scrittore alla storia milita.re a sostegno della sua tesi; il suo linguaggio franco che nulla cela e dice · a' suoi compatrioti a.mare verità, specie sulla guerra del 1870, intorno alle q nali • R,Ochi convengono anche oggidì; il caldo sEmtimeuto d'amor patrio che inspira. l' intiera scrittura e vnole assicurata la grandezza della Francia. e riconquistato il suo primato militare, dàuno al libro di lui un singolare sapore e n e accrescono sensibilment e il valore istrntti vo. L'opera consta di due paùi distinte: nella prima l'autore svolge quanto ha tratto alla guerra, nella seconda ciò . che riflette l'esercito, o per dire più esattamente il sno ordinamento militare. L' intenr.o cni si mira clallll. prima all'ultima pagina del lungo st,ndio è sempre :o stesso: dimostrare, cioè,


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1895

NOTE B18LIOGRAF !CHE

NOTE llIBLIOGRA F ICHE

che non vi è errore più colossale e fuuesto di quello di credere nella onnipotente supremazia del numero. . D'ambed uo le par ti rendiamo qui conto, sforzandoci, però, d1 mantenerci ne' limiti più ristretti possibili.

mette in chiaro soltanto un lato del problema, da tutti del resto riconosciuto, quello cioè che se occorrono numerosi soldati, importa però che la massa di essi sia accuratamente istruita e coraggiosa. Questa, pertanto, ci pare la parte del libro la. meno riuscita, imperocchè col largo sviluppo dato al quesito, ben altre ragioni potevansi portare, suggerite dal buon senso.

Di fronte alla scuola che ha fede soltanto nella preponderanza del numero - di soldati, di a1·mi e di fo rtezze ti midamente tende in questi u ltimi tempi a farsi strada _altra scuola che proclama invece l'ultra.potenza delle forze morali. L'autore, pettan.tp, a decifra.re l'arduo problema, intende qui esprimere diffusamente ciò che valgono in guerra il numero e la virtù. La soluzione del problema egli dice la si può investigare: col buon senso, colle opinioni 1:1 messe in proposito, coi fatti. Le considerazioni svolte, siccome derivanti dal buon senso, sono di un certo peso, ma non sono affatto esaurienti. L'argomento capitale è il seguente: non si tratta solamente di affrontare la morte, ma, anzitutto, di farla passare nelle riO'he del nemico. Ora le palle dei cannoni scoppiano a 3000 m~ r i, e c1uelle dei fucili portano ed uccidono a due chilometri. La tensione cui è sottoposto il sistema nervoso del soldato comiucia a.dunque a tre chilometri e dnra,, aumentando d' in· tensità, sino a O metri dal nemico. Cinq uant'auni fa, essa durava da 200 metri a O metri. Bisogna quindi che a 2 chilometri il soldato tiri e tiri bene, e perciò che sia bravo . E con u u uomo bravo, i l ·cui polso non trema, che non è in preda all'emozione, da 1000 metri continuerà a spara.re mirando e ad uccidere. « In queste condizioni 100 uomini « istrn iti e bravi -- le di cui palle uccidono - sem breranno « 1000 e varranno per 1000 », sicchè sarà alla bravura che apparirà anche numero che resterà il successo finale. Il ragionamento sarebbe g in:ito se fosse dimostrato che in faccia alla morte tntti i vecchi soldati so no degli eroi ed i giovani dei vigliacchi, ma questo tutti sanno cho non è; esso

4

,..

Ben 17 pagme sono dedicate alla r·a ccolta di opinioni emesse, prò e contro la tesi sostenuta, 'dai più grandi capitani o personalità rinomate. Naturalmente ciò che in pr oposito lasciò scr itto Napoleone ha speciale valore, ma, Napoleone stesso ha sempre ammesso la superiorità numerica, se non quella effettiva delle forze, sul punto decisivo delJa battaglia, sebbene apprezzasse enormemente il coraggio ed i fattori morali. È Napoleo1i"e che ha detto: « à la guerre l'opinion et le « moral sont la moiti6 de la réalité »; è opinione dell'arciduca Carlo che « il segreto della vittoria è nel cuore dei com« battenti » ; .:.\farmont dice: « il morale è quell'azionè miste« riosa che fa sì che un uomo ne valga d ieci e che dieci non « ne valgono uno,)) ecc. ·- Sl'lntenze tutte giustissime - ed a cui se ne possono aggiungere moltissime altre, ma giustissime nella sfera di certi limiti. Cinquecento eroi, come i nostri a D ogali, potranno farsi trucidare sul posto ma non riesciranno mai vincitori di un . nemico, pure esso valoroso, e che per giunta, disponga d i una schiacciante superiorità numerica. E lo stesso dicasi di Adua. D 'altra parte nella guerra e sul campo di battaglia non si trovano di fronte i soli due elementi: numero e virtù militari; ve ne sono ben altri, imponderabili forse ma di cui ò pur mestieri tener conto. Così, a mo' d'esempio, la personalità del comandante in capo può eser(:itare una particolare in~uenza sia sulle proprie truppe sia sull'avversario. E notorio che Napoleone sino al termine della sua earriera, anche dopo lo grandi catastrofi della campagna del


1896

NOTE lHIILTOGRA FICHE

NO'l'E BJBLl OGRAFICHE

1812 e del 1813, incuteva, unicamente per sè stesso, tale timore sul nemico da potersi affermare che la sola sua presenza all'esercito equivaleva ad una graJ:!.de forza numerica. Un generale francese ha scritto, dimostrando molto coraggio, che « i Tedeschi vinsero nel 1870 perchè furono « bravi »; e questa è una sacr'osanta verità; purtuttavia lascia intatta la questione del numero.

1897

ampia fronte - ad ogni reggimento era assegnata una zona di quattro chilometri di fronte - copriva innanzi l'annata. Il 3 maggio la cavalleria tedesca trattenuta da questa linea avanzata, non aveva potuto scoprire il grosso delle forze francesi situato a certa distanza dietro .quella, e il comandante tedesco convinto di aver innanzi soltanto poche truppe, aveva deciso di passare la Mosella e procedere subito all'offensiva, prima che giungessaro i rinforzi al nemico. Il 4 maggio sette corpi d'armata tedeschi passano la Mosella, il combattimento s'ingaggia su tutto il fronte. I Francesi difendono le prese posizioni, ma dovunque, al momento decisivo, si sottraggono all'assalto nemico portandosi indietro. Il 5 maO'aio i 'l'adeschi riprendono l'avanzata, i Francesi t,t, continuano nella tattica del giorno precedente. « Essi agi« scono con fuoco lento e ben mirato di fanteria e con salve « improvvise d'artiglieria, e rifiutano qualunque duello di « artiglieria, e si sottraggono itlla lotta corpo a corpo. Le « loro linee ,s ottili, pieghevoli, imprecisate, quasi invisibili, « i,n ogni modo appena viste, non possono essere afferrate, « determinate. » Pel 6 maggio il comandante tedesco si prepara all'atto risolutivo, ma durante la notte dal 5 al 6 entra in linea il grosso dell'armata francese. Essa facilmente respinge le trnppe della prima linea tedesca, e allo spuntar del g iorno, _ mentre i Tedeschi attendono a ristabilire l'ordine, li assale da ogni parte, « di fronte con truppe fresche e di fianco « con quelle che nella notte eraco penetrate nel cuore delle « posizion~ tedesche. » Contro il centro operano grosse masse di fanteria e d'artiglieria. « Sotto questi sforzi ripetuti e continui, la demoralizza<< zione si trasforma in timor panico, le giovani truppe te« desche fuggono . » Questo in succinto l'andamento della battaglia i mmaginata dallo scrittore francese. Essa prova la di lui fervida

**::: Il paragrafo concernente i fatti è singolarmente interessante ed istruttivo. In mi quadro sono riportate le principali battaglie, da quella di Timbrea vinta da Ciro, re dei Persi contro Creso re della Lidia sino alla nostra di Adua (1) coll'indicazione delle forze dei due partiti e del vincitore; quindi in un rapido sguardo storico retrospettivo prende a disamina le grandi guerre combattute nel mondo, dalle guerre dei Medi sino alla battaglia napoleonica e all'attuale. Qui, naturalmente, l'autore ha buon giuoco e trova non pochi esampi, accuratamente messi in riiievo, a sostegno della propria tesi. Così è tratto alla descrizione dell'immaginaria battaglia di Neufchi:Lteau-Ìlfirecourt, che servì ad illustrare le sue idee e le sue proposte. Non sarebbe privo d'interesse renderne conto diffusam<mte ma saremmo tratti troppo lontano : epperò eccone in poche rig he le linee essenziali. I Francesi avevano « riunito 200,000 uomini circa di « truppe istruite, allenate, agguerrite, fortemente inquadrate, « e convinti che il valore di queste truppe doveva com« pensare e al...,di· là la .loro inferiorità numerica, aveva.no << gettato quest'armata contro la prima armata tedesca. » Un primo gruppo di 55,000 uomini circa con 158 pezzi era stato spinto innanzi sino alla Mosella, e disteso sopra (·I) L'autore stima le no,l.rù for7ce ad Arlua 2G,OOO uomini, dei cruali 9,000 europei con 82 cannoni e qnella degli Ahissini ria 50 a G0,000 uom ini. Era ~h basl'an za facile procurnr~i dali più esatti.

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1898

NOTE llIBUOGllAFlCHE

fantasia ma nulla attesta contro il numero. Egli pone di froute due armate pressochè di ugual forza, di cui l'una è formata di soldati giovani e l'altra di soldati vecchi e, per soprappiù, per assicurare meglio la vittoria a questi ultimi, fa logorare in un lungo combattimento temporeggiante di dne giorni le truppe dell'avversario. Nè si vorrà, crediamo, considerare siccome vittoria del valore militare sul numero la resistenza presentata durante due g iorni dal pr imo gruppo d i 50,000 uomini, poichè essa nulla ha di straordinario, trattandosi di semplice azione difensiva temporanea ed effettuata sopra posizioni preventivamente scelte e fortificate. Con ·siffatta armata - quale la suppone l'autore - indubbiamente superiore alla nemica, tanto valeva portarla innanzi tutta in prima linea e addiriUura impedire ai 'l'edeschi il passagg10 della Mosella.

Rispetto alla. seconda parte, riguardante l'esercito, dob,biamo restringerci alle proposte dello scrittore, poichè altrimenti andremmo ,troppo per le lunghe. Noteremo solo che le considerazioni che le precedono e che abbracciano più di un centinaio di pagine, sono assai importanti, e fra queste specialmente quelli riflettenti l'educazione del soldato. L'esercito francese dev'essere atto : alla g ran guerra, alle guerre politiche, alle spedizioni coloniali, alla guerra sociale. In pari tempo il suo reclutamento non deve compromettere: nè la potenza economica del paese, nè l'avvenire della razza, nè la pace sociale, Devesi inoltre tener conto che la Francia è la seconda potenza coloniale dell'Europa. . L'autore quindi vuole: un esercito naziomtle e un esercito coloniale; e impiega la parola coloniale invece di quella più giusta di p1°of essionisti « per non spaventar ness uno nè in ·« Francia, nè all'estero». L'.esercito nazionale, in via generale, non può essere destinato a combattere fuori d'Europa.

1899

NOTE BTBLIOG.RAFICHE

L'esercito coloniale ha la stessa missione dell'esercito nazionale; ma è inoltre incaricato di difendere i possedimenti coloniali della ]'rancia. Nell'esercito nazionale la durata della ferma è di 25 anni così ripartita: Esercito attivo . Riserva Esercito territoriale. R iserva .

7 anni 5 >> 8 » 5 »

Durante i sette a n ni di servizio nell'esercito attivo, il soldato passa successivamente sotto le armi: 1° anno 12 mesi; 2° anno 4 mesi, di seguito ai 12 mesi del 1° anno; 3° anno 2 mesi; 4 ~ anno e seguenti 1 mese Nei cinque anni di Rervizio nella riserva, nel 2° e nel 4" anno il soldato è richiamato alle armi per un per.iodo di istruzione ·di un mese. N eO'li otto anni di servizio nell'esercito territoriale il sole, dato è richiamato alle armi il 1°, 3°, 5° e 7° anno per un periodo d' is~ruzione di due settimane. Finalmente, durante i cinque anni in cui è ascritto alla riserva, il soldato non è sottomesso che a semplici riviste di chiamata. Il reclutamen to è regionale : ogni suddivisione di regione alimenta il reggimento attivo, il reggimento di riserva e il reggimento territoriale. L 'ord inamento dell'esercito e.azionale rimane l'attuale. La durata della fe rma nell'esercito coloniale è la stessa dell'esercito nazionale, con questa differenza, che il soldato passa i primi sette anni sotto le armi senza interruzione. Il reclutamento ha lnogo a mezzo di arruolamenti volontari e d i riassoldamento e, in mancanza di sufficienti risorse, con estrazione a sorte su l contingente annuale. · È ammesso il rimpiazzo, ma soltanto dopo il primo anno di servizio:


1900

NOTE BIBLIOGRAFICHE

L'esercito coloniale consterebbe di: Tre corpi d'armata stanziati in Francia; Due corpi d'armata stanziati in Algeria e Tunisi,' regione del Tel1; Due corpi d'armata stanziati in Algeria e Tunisi, regione del sud, e alle colonie. · Normalmente il soldato dell'esercito coloniale è istruito iu Francia e serve successivamente un anno in Algeria, un anno alle colonie, un anno in Francia, un anno in Algeria, un anno alle colonie, un anno in Francia. I corpi d'armata stanziati in ]?rancia sono così r ipartiti: un corpo · d'armata alla frontiera dell'est, un corpo d'ar. mata nelle Alpi, un corpo d'armata in riserva in Francia. Uu unico corpo di ufficiali assicura i bisogni dei due eserciti. Nessun ufficiale può esser promosso capitano se non conta un anno di servizio nell'esercito coloniale, e maggiore se non vi ha ser vito due anvi. Una legge speciale stabilirà' le condizioni per assicurare il reclutamento dei sottufficiali e caporali dell'esercito nazionale, e quello dE:i sottufficiali, caporali e soldati dell'esercito coloniale. L 'autore spera di attirare nell'esercito coloniale un numero sufficiente di volontari e di riassoldati mediante una paga sufficiente e coll'assicurar loro impieghi civili. E per ciò egli propone che tutti gli impieghi dello Stato e delle amministrazioni sopra le quali si stende l'azione o l'influenza dello Stato (Banca di Francia, strade ferrate, ecc.) siano riserbati ai militari che hanno compiuto non meno di tre anni di servizio effettivo. Non è il caso d' indugiarci nel giudicare il pr oposto ordinamento militare: valga in proposito ciò che abbiamo detto nelle prime pagine della recensione. Certamente sarebbe ben fortunato guel paese che fosse così ricco di danaro e di amor patrio, da riuscire a mettere insieme un'armata di professionisti di 7 corpi .d'armata, quale è sognata dallo scrittore francese.

NOTE BIBLIOGRAFICHE

1901

Vuole invece essere rilevato che mentre l'autore ha cer: cato in ogni modo di combattere il numero, alla definitiva mantiene l'ordinamento militare odierno e per soprappiù chiede la costituzione di una forte armata di più che 200,000 uomini. A tutte le obiezioni l'autore dice che « risponderà ostina« tamente, ciecamente: bisogna vincere», e noi l'ammiriamo, come ci paiono ammirevoli gli innumerevoli scrittori fran cesi che di continuo form ulano proposte - ·magari prive del più semplice buon senso - miranti tutte a mettere l'esercito nazionale in condizioni tali da rendere la sconfitta impossibile. Bisogna vi1'we1°e assolutamente, essi dicono ; o noi applaudia~o al loro patriottismo.

Agli studiosi non possiamo a meno di raccomandare il presente libro : vi troveranno diletto e ricco materiale di istruzione. B. D.


1902

RASSEGNA MtLITARE ESTERA

RASSEGNA MILITARE ESTERA NOTIZIE FRANCIA.

Esperimento d,i, unci nuova istruzione sull'affardellaùiento per la /anterùi. - Una nuova istruzione su ll'affardeilamento è stata messa in

esperimento in tutti i corpi di f1mteria dell'esercito . Gl i esperi meuti co llo zaino modello ,(893 e con quello modello ,(882 trasformato, dnreranno fino al termine delle manovre di autunno del ,1904. I rapporti rifl ettenti gli esperi men ti io parola saranno redatti al 40 novembre degli anni ,f HOO e 190 !. Fra le principal i disposizioni contenu te nel nuovo regolamento vi sarnbbero che d'ora inrrnm:i i pani da guerra sarebbero riposti in due saccheui di cotone, in ragione di Hl per ciascun sacchetto; iI 20 paio di · scarpe messo in un sacchetto sarebbe colloca to esteriormente allo zaino. . In1an1o solamente 2 reggimenti di fan teria di linea e 2 battaglioni di cacciatori a piedi sono stati autorizzati a fare delle spese per gli esper imenti in paro la. Stato mcigyfore generate presso il Ministero della marina. - Uua determinazione ministeriale del ·17 ago;to 1900 modifica la. composizione e le attribuzioni dello stato maggiore ge 11era le pre,so il Ministero della marina nel modo seguea1e: · {,a sotto-di rezione delle tru 1)pe di marina (stato maon-iore · 11enerale ?ii:) della marina) sarà d'ora innanzi costituita in 3 sezione. La Ja sezione continuerà a tra ttare gli affari rifletteu ti il personale ·ed il reclutamento dell'artiglieria di marina e della gendarmeria marittima , come pure gli affa ri riflettenti il personale dell a gendarmeria coloniale, gli ,pahis senegalesi e soudanesi . La 2" sezione contin uerà ad occuvar;i del reclutamento e del personale della fanteria di mariua, dei corpi di fante ria indigena coloniale e dei corpi disciplin[1 ri della _marina delle cc Ionie. 1

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1903

La ,3a sezione (sezione tecnica) è inca ricata di quaDto coDcerne l'ordi· namento, I' istrLJzione e l' impiego de lie truppe e della marina. Il personale di questa sezione tet;nica è composto di -ufficiali dell e tru ppe di marina destinatovi dal Ministero. Le questioni riflettent i la mob ilitazione delle truppe di marina, che er<tnO di spettanza dello stato maggiore genera le (2a srzione) ora saranno 11ener:ile (sotto-direzione delle truppe, setrattate dallo staio roaoo-iore i,o , "' , zione tecnica). Il posto di ufficiale superiore brevettato delle truppe della marina, assegnato in organico alla 2a sezione del lo stato maggiore generale dell11 marina, è stato soppresso. Sospensione o soppressione delle gratificazioni di 1''iforma in caso d'indegnità. - L'istruzione snl la concessione delle grati ficazion i di riform a è stata modificata con circolare ministet·iale del 3 apri le corrente anno. Il godimento del la gratificazione di riforma può essere sospeso o soppresso, per condanna, gravi colpe, i'.a ttivn condotta o inrlegniti1. A tale scopo in ciascun dipartimento il sollo-intendente incaricato di questo servizio rimette alla gendarmeria una not,1, da tenersi al corrente, degli iodividui che godono del beneficio del la gratilìcazicne. Ogni qualvolta la gendarmeria viene a sapere che uno dei benefì~ cati è sottoposto a procedimento giudir,iario, o si trova in un caso di notoria indegnità, ne informa il sotlo-inteuclente ciel dipartimento, che, prese le neces$arie informazioni, ne rende conto senza ritardo al ministero pel trami te del comandante di corpo d'armata, Lmendovi la proposta che giudica cooveniente per ogni singolo caso . .Minimo della pensione degli operai degli stabiliment'i militari dopo 80 ann'i di servizio. - Con decreto presidenziale del 27 aprile corrente anno venoe stabilito che qualora la pensione degli operai degli stabilirnenti militari, ca lcolala in ba;;e alle tariffe vigenti , non raggiunga le lire 36ti per gli operai e 275 per le opera i~, dopo 30 anni di servizio civile o mi litare, la pensione stessa sarà lii pieno diritto elevata a tale cifra. Riordinamento del personale dell' armninistrazione clell' esercito. - Con legge 2 luglio c. a. è stata unificata la denominazione delle varie cateo-orie del [)ersonale ammiuistrativo militHe dell'esercito. Esse prene . dono ora tutte la denominazione generi ca di ufficiati cli runniinistraz,wne a cui si aggiunge qoella speciale per ciascuna categoria. Lo specchio che segue riass1,me le antiche e le nuove denominazioni e l'assi mil;izioue nei gradi con quelli degl i ufficiali combattenti.


1905

RASSEGNA l\IILIT A RE E S'rERA

1904

RASSEGNA MILITAl1E ES'rERA

=-

NUOVE DE NOM t KAZ I ON l

ANT ICHE DENO~I 1 NAZ10N Ufficiali d':tmministl'azione c;1.ncrlfieri ed ullicia li <l';irn. ,_ m ini,trnzionc Sk1 to ce11tral e. defla gi uslizia llli· Maggiore litare

M clliVfati deg li u m ci

Guard ie

Aggiunti

rii

d'artiglieria

d el Genio

Stato Maggior o

,I r chivis ta priu· cip:,}t) di ·l a classe

Guardia pr inCi ll/Lfe di t•

At·chivista princi pa le d i 2 a classe

Gnarrl ia pr in cipale di 2• classe

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Aggi un to principal e dì -1• classe

Assi mi lazione

Ufficiale d'ammi nis trazionc pri nei 11a le

umcial e d' ammin,st razioue princi paie

Ufficia! e d'amrninistrnzione can ce llicrt princip;1le

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degli Artiglieria.

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m ilitare ·

Uflici ale <l'amm.inisltrazione principale

Magg ior e

ll{fìciale <l'am.ministrazione <ti 1• classe

Capitano

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Arch i 1•ista rii ,[• classe

Arch ivista cli 2• classe

Aggiunto ))rincipale lii 2• c,lasse

Aggiunto di ·l' cl:1 ssc

G11ard ia cli i " cla5se

Aggi unto di 2• classe

Guardi a di 2a classe

• l !fflciale d'amministrazione d i i• cl asse

Ufiiciale d'amm in istrazione rii 2• classe

Ufficiale d'amm inistrazione di t• d;1sse

Ufficiale d'arnm inistrazione di 2• classe

UfficialP. d'arn- ' ministrazione . c:wcelliere di ¼• e 2• classe Ufficiale <l 'am· m rnistrazioue con tallile cl i i• e 2• classe

Uflicialcd'alll· m inisLrazion0 canc,;lliere di 3• clas~e

.... U{fìct<tl,e ,l'ant1nil1i~trazi v1, e di 2• cl11S$C

Tenente

U/'ficilile <l'(wnnmi str(izione di S" classe

Sottotenente

UJ1ìcia le rl'anlmin istrazionc contahi le cli

ia. ela.ssc

Arch ivista ili 3• classe

Aggi un to cli 3r classe

Guardia di 3• classe

.

lJJlìciale d'a.mministr azione <li 3• classe

U!Uciale d'amm ini, trazione di 3• classe

UITicial c d'a!Tl· minist, azione cancelliere di t.,-' classe Ufllr.iale cl'am· minist,·azione II ai n to ,contabt· le di 2• classe

!20 -

ANNO !LV.


1906

RASSEGNA MILITARE ESTERA

1907

Grat1ficazione di 1'iforrna. - L'importo delle oratifìcaz ion i di riforma (rinnovabili o permanenti) è stato fissato come'°appresso: Aiutante . L. 500 Sergente maggiore fi50 Sergente » (t.00 Caporale . H50 Soldato. . . . • 300. _Questa tariffa unicn per tutti quel li che godono di questo beneficio era prima solamente srnbilitn per alcuni casi di speciale grnvità. . Circoac1·izione territo1·ial~ - Serv-iz'io dell'a.rti,qt,ieria nella ,regione di corpo d'armata. - I l territorio della direzione d'artioJieria di Toul Q fu con recente determinazione ripartila nel modo ch'3 seoue fra i dtie 0 circondari d'~rtiglieria di Toul e Kancy : a) circondario d'artiglieria di Toul: circondario di Toni; suddivisione di Neufchùtea u; forti di Toul e di Pagny-la Blanchc-Còte; b) circondario d'artiglieria di Na ncy: circondario di Nancy; . cantoni di Pont-à-Mousson, Nancy-Nord, N'ancy-Est, Na ncy-Sud, Vezehse e Haroné ; suddivisione di Nancy; snddivi,;ione di Troves · forti di Frouard, di 'po~t-Saiot-Vincen t e :Manonviller. Nane~ è la piazza contabi le del materiale dei forti di Frouard, Pont· Samt Vrncent e Manonviller. Toul è la pinza cou tabile per tutto il testo del tel1'itot'io della 20• regione di corpo <l'armata.

RIVIST1\. DEI PERIODICI

))

Rivista di fanteria .

Anno 9°. Fascicolo 8° . 3,1 agosto ·1()00. Le prime due pagiue sono dedic:ite al la .Maes1à di V. Ema1111ele III, cui, per l'esercito e per la fanteria sono rivolte belle, calde e gagliarde parole di dolore e di speranza. I camb'i, di yucirn'igione. Vexatn q1ustio che l'autore tratta as,ai bene dal suo punto di vista, en umerando eri analizzando i vautaggi, erl i danni dei due opposti si· sterni delle guarnigioni mobili e delle guarnigioni fisse, per trarue conch iusioui decisa mente a fa vore di qnesle ultime. In tutto ciò ch'egli dice prò e Cllntro i due sistemi senza dubbio vi è molto di vero, ma questo è uno di quei quesiti i di cui term ini llOIJ sono mater ialmerne poodera bili e così ne viene che per quanto si discu ta in proposito, è :issai difHcile che uno rinunci all a propria opinione. Nel fatto talune delle considernzioni svolte dallo sc:ritlore a sostegno della sua tesi - come quel le intorno al la· garanzia di maggior ordine e regola rità nelle opl~razioni di mobilitazione, al maggior affratellamento degli unìciali co lla cittadinanza - souo pa recchio debol i. Quanto a no i, diciamo francamen te che le guarnigioni fisse, senza per nnlla disconoscerne taluni vantnggi, le consideriM110 soltanto come non desiderato ma forzato compleme11to del sistema terri toriale, sistema che auguriamo al nostro paese adott:i re il più tardi possibi le per le sue speciali condizioni.

Vi~a l'lrnpe,ratore 1

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Novella militare.

La novella si riferisce ad episodì esattamente stori ci de I la carn pagua del ·I 807 - battagl ia di Eyla u e di Friedland - cui è innestata la breve istoria immaginaria di due bravi sergenti, daì1a quale è posto in ri lievo il grande ascendente che il grande Imperatore esercitav:i

·"


1908

RIVISTA DEI PERIOD ICI

RIVISTA DEI PERIOD1CI

1909

opere esterne, e del vantaggio cosi conseguito ne avrebbe poi approfitlato il generale Serrurier.

sui suoi dipendenti. All' interessante lavoro, scritto ancora con molto garbo, si può giustamen te a pplicare il motto che dilettando istruisce. È un genere di composizione cui da noi si ricorre troppo di rado, mentre li\ nostrn storia mil it.a re offre pure h1rga messe entro cui ,pigolare.

T difensori cli Firenze. - (-1 l.i29-30). Sono fornite in teressllnti notizie intorno al numero, al costo ed ai comandanti delle- milizie fiorentine durante l'assedio di Firenze del~ 529 _; notizie estratte da LI !! diario fi oren tino di Agost,ino Lapini recentemente pubblicato per la prima volta da G. Odoardo Co1·az1,ini.

La tesi del Calwell.

Colla soli ta abili tà sono prese a disamina le guerre Jel ·18 ,\-8-4-9 e ,1864 della Danimarca e quella prussian.1 del ·1866 e 1870, e bri llantemeo te si confutano i ragionamenti del Calwell intorno al dom inio del mare in queste campagne. Origina le la chiusura dell'articolo. Non trovando il Ca lwell nella guerra del ·1810 argomenti in appoggio della sùa tesi, egli si afferra come dice benissimo lo scrittol'e - ad uù rampino, « e nota che almeno un van tnggio trassero i Frances i, da l loro dominio del mare e fu quello , di potor secu ramente trasportare in Francia le loro truppe d'A lgeri~: e subito assu rge da un fatto ad un principio, seutenziando che uno Stato il quale tenga permanen temente una parte delle sue forze mili tari in remote di pendenze non può essere veramente forte per ter1·a, se le sue navi non hanno 1:t 71redomin·io sii tutto l'Oceano». E l'a bile contradditore cogl ie la palla al balzo e gli ribatte c1'1e da quel la considerazione si cav:n10 dne utilissime conseguenze ·I O e< cbe il dominio de l mare può condurre o indurre a disperd imenti di forze che possono riu scire funestissimi il giorno in cui si abbia hisogoo di riu- · nire tulle le forze»; 2° e< che bisogna essere mo lto cauti nel valersi per espansioni territoriali del dominio del mare che si 11 bbia on giorno, p1~rchè cosi si crea a noi lll necessiti! di conservare poi quel dominio, a costo d'ogni sacriucio, sempre».

Rivista di cavalleria.

Anno 30, :Fascicolo 9°. Settembre ,j 900. - Fasti e vicende di 1in reg· gimento d'i caMllen:a 'italiana dal l798 a.l 1814, pel capitano Eor.Ei'\ I O Rossi. (Continuazione). L'autore abilmente evitando ii difetto di scrivere non la storia di un reggimento, ma quel la delle campagne cui esso partecipò, ci presenta un articolo di massimo interesse. A propo:,:ito della campagna del ,1so,1 e pre(:isamente delki marcia sopra Trento del la divisione ital ica del f]enerale Giuseppe Lechi che precedeva a guisa d'avanguard ia le forz~ francesi del Macdonald, - arnwta dei Grigioni - succintamente egli narra le operazioni militari che condo,-sero alla conqu ista di Trento e 0 · nelle qnali sinrrolarmente si distinsero le truppe ita liche co l 3° e !~ squadrone del 1.0 :sseri. A ciò fa seguire l.:i relazione ufficiale delle operazioni della divisione Lecbi, com pila t:1 dal dipartimento della guerra della repu bblica cisa lpina, e la lettera rliretta al Lech i dal ministro ~ella guerra francese Alessandro Benbier io cui gli testificava la ~odd1sfazione del Governo oc pel valore dimostrato nelle loro marc1e verso Trento e pei successi che banno coronato i ioro sforzi »; !ettera che fu po$ta ·all'ordine del giorno; di poi un fascio di notizie 10torno ~I ,1' usseri , all'ordinamen to della cavalleria e all'ambiente interno dei corp1. In definitiv11, artirn lo riuscito e ben atto a C3 ttivare l'attenzione dell'ufficiale stud ioso.

L'abbaco del tiro d·i fanteria. È una lettera del signor comandante Ronca del la I{, ~1ari na ; au tore dell'a bbaco pel tiro di fuci leria, 31 signor Direttore del la Rf,1;ista, nella quale discute dell e obiezioni che da lla Rivisht furono mosse al suo lavoro.

La cavalle·ria tedesca nelle grandi: mano ore imperiali del .f 899, per

Una frode di giierra.

MARZIALE BIANCHI D'ADDA,

Si ri leva, riportando parole dettate dallo stesso Napoleone, un a frod e di guerra che egli voleva im piegare nel 096 per impadronirsi di Mantova. La frode consisteva nel vestire l'aiutante di campo Lahouste e 50 .uomini da austriaci. Essi do11evano sorprendere nna delle porte del le

colonuel lo nella riserva. (Continua-

zione). Col sistema seguìto nel primo articolo sono succintamente narrate le operazioni delle varie giornate, riterendosi specialmeoLe agli ordini relativi .1 lla cav:i lluria e all 'impiego che ne fu fatto.

I_


1910

RlVIS'l'A OEl Pll:RIODlCI

RIVISTA DEI PERIOUlC!

Nel ~1td·Afr-ica dur~nte la guerra anglo-boe1·a. Notr di r,foggio _ /ebb1·a 10-111agr,w 1900, po r GruSEL'PE GAIH1JOLD1- li'An1NA, tenen Lo in Genova cavalleria. ' l i favorn promette di_r iuscire interessaote. In questo primo articolo scn s~e le sue impressioni di ,·iaggio da Lond ra a Cape-Town. Mo sulla nave su cui era imbarcato trov:ivasi pure il 130 battaglione finp_e1"ial ?'e~m~1wy . È con qu esti volontari, « tutti signori dc ll'aristocraz1~ ... dt eta. p1uuosto avanzata o che pochi giorni prima occupavano le piu alte cariche dello Stato e molti dei qu ali siedovauo nel Parlamento inglese come deputati » ch'egli divise la ;ua vita di Lordo di o-uisac~è fu post~ in condizione di ra ccogliere minute notizie sullo ; peciale nrdrnamen to d1 qucst.a mi lizia, snl loro spirito, e sull'istruzione che loro s'impartiva ed a cu i assisteva. I autore

Pl'egùlCl?'zi ippologic'i, pel maggiore veterinario CAnLo OrrAvro 11os,o.

. L'anicol.ista .vuol ragiona~e su di ver~i pregiadizì, affinchè lo sportman li possa sfuggire come au, mc1 lsa ni o supernui alla couservnione dei cava lli. Nel fatto egl i scrive poche pagine al riguardo cl 1e rins<"iranno nti li, ~pecie al giovane ufficiale. ' T,a Sicilia ippica, pel generai« INNOCENZO

GUAITA.

(Continuazione).

Io quc~to .artic~lo si discorre dei temp'i f'auolosi °F:'iyi,ppi, e, come nei precedenti, v1 troviamo fa solita straordinaria erudizione che riempie di · stupore. Delt'eq1àla:::ione, pel capitano medico dottor A. slENELLA. Vi si parla con ga rbo di un po' di tutto che abbia prossima o lootc1 na rol:izione co ll'equitazione e co' suoi effetti sull'igiene del cavaliere. Revue du Cercle militaire. N. 36, 37, 38 e 39 dell'8, 15, ~2 o 2 9 settembre 1900. - La guerra al

Trnnsvaal.

. ~a narrazione .della storia di questa guerra si di vide ora in due parti d1s_unt~: ne!la prima il capitano Painvin continua come nei precedenti art1col 1 11 dire del le operar.ioni mi litari; nella seconda il tenente colonnello Froc11rd, il di rettore della Rivista, prende a disam ina i vari Stlrvizi dell'esercito impiantati dagli [ogJesi. Egli tr:illa l'importa ote torna

,-.

1911

in maniera abbastanza diffusa e fornisce grande copia cli notizie, desunte per la maggior pane dai fogli io gle~ i, che sono nssa i istrnttive. Da esse :;i rileva quali enormi difficoltà abbian dovuto superare gli Inglesi su quel lontano teatro di guerra ove nulla oravi di preparato per far vivere, trasportare e curare non i.rrossa massa di troppe, e come le abbiano vinte: e vien posta nella maggior eviden1.a - se ve lltl fosse ancor bisogno - la capitale im portanza di .questi indi spensabili servizi ma così difficili ad impiantarsi ed a far fnnzionare regolarmente, specie nel lo guerre coloni:di , a grande distanza dalla madre patria . Gue/'ra e umanità.

La guerrn è fata le, come la vita, la ma lattia, la morte. 1i inutile declamare coutro di es~a, e perciò i nostri sforzi debbouo invece esser rivolti ad alleviare al possibile le miserie e gli orrori da es,a prodotti. Così sor,ero in Francia le tre g-randi società fi lantropiche: della Croce Ro3sa, di Soccorso ai feriti militari, dell,'Unione delle signore fran cesi, e di queste intende occuparsi lo s.crittore. Negli articoli contenuti in qnesto numero è ana lizzato l'ordina mento della Croce Rossa di Francia dalla sua fondazione sìno al giorno d'oggi, preceduto da uu rapido sguardo retrospéttivo sul lo condizioni del servizio sanitario militare prima del la convenzione di Ginevra . Lavoro pregevole che si lrgge con pi·ofìtto, e da cui rile,·iamo i dati seguenti sullo stato attua le di qnella istitu zione. Nel •1899 i Comiwti di signore, che nel 4885 erano '.25, sono 25,1.; quelli degli uomini ch'erano •10 0 nel ·1885 , ammontarono a 288. Pel caso di guerra essa dispoue : di 18,024. letti ne' ~noi ospedali territori al i; cli fi,50 serie complete cli biancheria per letti nelle infermerie delle stazioni l'erro viarie ; di 2600 letti neg li O$pCùali a11silic1ri, e di oigeui di mPdicatnrn, ecc. neces~ari per la cura immediata di ~·1,07,1. ammalati o feriti . li tutto di uu valore di 11 milione e 9700 fralll;hi . Inoltre i suoi 1 a lori ed I suoi foncli dispon ibil i ammontano a 7,862,975 fran chi, sebbene dal 4870 in poi abbia impiegato 3 milioni ed inviato un milione sotto forma cli doni extraregola111entari alle vitti me delle lontane spédizioni : Tuni sia, Tookino, Cocincina, Sudan, Sénégal, Dahomey, Madagascar e Creta e 700 mila franchi alle Croci Rosse della Turchia, Serbia, Russia, Grecia, America, dell'Inghilterra o del Transwaal. Giustamente, c..>uchi ude l'autore, all'esposizione del '1900 le ru conferii.o il grnn premio. 1

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RIVISTA DEI PERIODIC1

RIVISTA DEI PERIODICI

Revue de cavalerie.

·16° anno, P untata 18;51', agosto ;J900. - Lettei·a d'un car;al?:ere. f:o spfrito, la lettera e l'evaliiz'ione delle idee d'un rP,golamento. . ~I regolameuto di cui s'intende pa rlare è quello del •189\l sugli es~rc1z1 ed evoluzioni della cava lleria . La cavalleria francese dal 11870 iu poi ha ricevuto tre nuove compilnioni di questo reo-o lamento e ciascuno . 0 di es_si riOette le evoluzioni delle idee che ebbero 1uogo e ne segna gli effetti. I..'attuale, che rappresenta l'ultima loro incarnazione è sotto quest.o aspetto caratteristico; esso rappresenta VP,ramente del le tendenze e uno spirito di razza assa i notevol i. Esso eccitn ali' iniziativa, al l'i nd ividnalismo e aìl'indipenJeuza in tutti i suoi procedimenti, di guisachè Jegu poi strettamente il cava li.ere francese a quelle sue qualità nazionali di slanc10, d1 vigoria, di spontaneità e di agilità che al prmcipio del secolo gli procurarono così strepitosi successi. RI porwudosi a Ile veechie tradizioui esso evoca più nettamente l'ide11 tu telare e Jiberatl'ice, l'idea che deve essere insieme il punto d'appoggio e la guida : l'·idea della

91.terra. Realmente tutti i regolamt>nt.i banno sempre avuto di mira l'i dea della guerra, e cioè di nou inseguar altro all'infuori di ciò che si deve forc 11el combattimento . E ques10 scopo è indiscutibile, ma sono i mez7,i per conseguirlo che furono diversamente concepiti : quelli del nuovo rew,lam ento souo i più recenti e sembrano aoche i più idonei. L'a rticolista eòami oa quindi le principal i novità del re,:•olamen to che educherà all'iniziativa, e ne tesse il più largo elogio. ::, lii le ziori-i ciel 16 agosto. (Continuazione).

possa Il geniale scrittore ne' precedenti articoli Ha mirato con oani r, ad accumn l,ire appanti allo stato maggiore tedesco e al la !>trategia tedesca, mettendo. per contrasto, in rilievo la condotta del generale ,AJ. wens leoen, comandan te il 3° corpo d'arrnnta, cui tributa, con sinaolare . ' . . . . o generos,ta, 1 mass1m1 elogi e presenta come l'incarnazione del vero so ldato. In questo articolo, moveudosi in un campo meuo elevato ma forse più_ pratico, è l'operato della cavalleria che principalmente sottopone a d1sam1na. Naturnlmente la critica è facile, poichè sta di fotto che i numerosi squadroni del generale v. Rheinbaben, che pur sin dal ,15

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agosto trovav:rnsi sulla strada Metz-Verdun , non seppero fornire esatte notizie sn ll' esf'rcito francese aci.;a mpato a breve dista nza e innanzi ad essi. Aia vi è un fat.to elle egli specialmente discute, e le sue considerazio11i m~ritano di essere noto te . Come è noto, il c:omn ndnntc del ,10° corpo d·annata ordinò al generale v. Rhein baben di eseguire il mattino del ·16 ngosto una ricog-uiiione 3 fondo , al fioc tli mettere in ,odo come realmente stessero le co,e. È pur risa puto che la caYallcria ted esca cannoneggiò di sorprr,a il cnm po della cal'alleria frn ncesc pre,so Viooville e così ebbe inizio quella snnguiuosa ba ttaglia. Lo scrittore francese dice che le bntterie Kòr ber hanno fotto male a d.1re l'allarme al grnn campo che stendevasi sotto i loro occhi, perchè non si deve mai avvenire il nemico di ciò che si vno!e; epperò non npprova l'inazione di Rheinhaben. È assurdo il concetto che co n uoa divisione di cava lleria dehhasi attacca re un accnmpa mento di 20,000 uom ini, ma da l momento che aveva ràttc aprire il fu oco da' suoi ca nnoni, il Bhei ribabeo doveva procedere all'.attacoo . .È questa, però, la sua opinione perchè q ui trnttas1 di uoa sor presa; ma ci rcn la riwgniziooe strn tcgica egl i si t' leva fortem ente con tro il conC(:l tlO che unu divisione di cavalleria debba assaltare la fonteria nemicn. Per fa r ciò le sa rà giocofonrn battere prima la cavalleria ne·,nica in que i tornei, in quei carroselli di cava llcri:1 contro c:widleria - poi ritirarsi dopo aver avuto l.ì peggio, insegu ila ,lai c,1va lieri che prima aveva ba t.tu ti. 'È alla cavalleria che spetta la missio11e di riconoscere il nemico, ma egli non amm ette in alcun 111odo il precooizzato duello fra le due cava llerie avver:;arie. Rico11oscere, egl i dice, non è affatto com battere, e ne fa nna questione. Così pure egli stigmatizza il sol ito còmpito che si vuol far disim pegnare dall'a vanguardia, nel caso d'incontro col nemico. Quaudo l'avangn:irdia ioizia il combattimento, non è più avanguard ia. Parimenti biasi ma lo spreco di forze che si usa fare nel servizio di avamposti, ed opina che un grosso corpo di truppa al riposo trova nel fatto stesso di essere riunito la più grande misura di sicurezza. A proposito dell'accorrere al ca unone, cni il generale frnncese accorda non poche pagine, egli racco11t:i una storiell:i umor ist.ic,1 deila quale assicu ra la veracità, dontle scnturisce il mo pensiero che se nou c'inganniamo, è quello che sta bene nWJITere al ca nnone ma a ragion veduta.


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RIVISTA og1 PERIODICI

RIVISTA DE I PERIODICI

Si potrà o no dividere le opinion i del bri ll no tc scrittore francese ma ci) Che è indiscnti bi lc, è Ch'egli SGrive COO 110 brio che affascina e con una così profonda cogn izione della materi/\ che induce alla riflessione e allo studio.

L'anonimo scriLlore parla di un progetto di operazione - pel qn:ile anzi sarebbe anche sta to diramato l'ordine relativo - che attnuto avrebbe, a suo parere, indubbiamente salv,lla l'armata francese e posto in diffici li cond izioni la tedesca. Le truppe di Boui·ba ki, il 23 gennaio 1187,J trovavansi ripartite sullo sponde del Doubs intorno a Besanzone, dove il comandante in capo aveva trasfel'ito il quartiere generale. Dalle notizie che pervenivano intorno alla milrnia dei corpi tede:;ch i, appariva ch iaro che i Tedeschi stavano per rinserrare le truppe francesi intorno a quella fortezza, ta~liando loro ogoi comnnicnione colla va lle della Saòne e con Lione. Il tenente colonnello Bigot, capo di stato maggiore della divisione di I3esanzooe, sottopose allora al generale Rourbaki un suo piano. Esso consisteva nel restare sull'altipiano giurassico, considerato come un'immensa for tezz~ a parecèh ie cinte sticcessivr., d' nna semici rconferenza di circa 200 chilometri, difesa da scoscendimenti quasi dovunque inespugnabili, superobili soltamo passando per strette facili a difendersi, ma che bisognava occupare immediatamente. Quanto ai viveri, la piazza di Besauzoue ne aveva per 35,0,00 uomini e per cinque mesi, digui:;achè a vrehbe potuto disu·i~uiruc all'armata per alcune seui mane; d'altra parie la 01 011tagna era ricca in foraggi e bestiame. Il Bourbaki ~pprovò quel piano e il gencrnle Bore! col coloonello Bigot ela borò l'ordine di movimento - che omrneuiamo per brevità nel quaie sono dettagliate le posiziooi che i singoli corpi d'3r01ata dovevano occupare e che fu subito spedito. Senouchè una divisione prns,iana a,•ea occupato nel frattempo una forte posizione in faccia su lla riva sin isu·a del Douhs al hunone di Pont-les Monlius, e l'opcrnione ordinata per sloggial'Oela non riusci . Giunsero inoltre notizie sicure che il 24° corpo d'armata aveva ahuandoo::ito la difesa del monte Lomont e stava ritirandosi verso la Svizzera e che a cruella volta dirigevasi pure il generale Cremer, che aveva l' incarico di difendere le strette indietro di Salins. Con:empòraneameute perven ne al Rourbaki un dispaccio ministeriale che contenev~ una specie di biasimo per le sue operazioni . Co;i avvenne che il Bourhaki teotò suicidarsi, che il generale Cl inclrnnt lo so~titoì, non rimanendogli altra decisione a prendere in quelle scingurate circost:inze che di ordinare la ritirata sulla Svizzera, già intrapresa da alcun i corpi . Noi .non siamo io grado di esprimere un giudizio intorno al valore del piano proposto dal colonnello Bigot po ichè ci fa difetto la perfeua c.ogoizione di qnella vasta zona di terreno. Dubitiamo perù fortemente che i soldati del Bourbaki, già bnttnli e demoraliz1.ati, fossero in grado

Journal des Sciences militaires.

76° anno, lOmo settimo, settembre 11900. - Mass·ime napoleonfohe pd generale Gmsor. · ' Si riferiscono al piccolo e grosso carreggio, al le sussistenze, alle sia- · gion! e al_le pioggie e finalmen te alla guerra di mon tagna. TI1port1amo queste sole tre massime del capitano che riguardano l'Italia : in Ital ia dipende assolutamente dalla staai0ne ooni mese • La guerra . . o ' <'.> esige un piano di campagna differente. · « Se l'armata d'Italia lascia passare il mese di febbra io senza far niente, c~me ha laseiato passare il rnese di geona io, la cam pagna d'Ital ì.1 è,compiutamente mancata. « Bisogna bene convincersi che non si otterranno orandi snccessi m 0 Italia sul le Alpi e sulla riviera, se non durante J'inver oo ». • Nella guerra di montagna quello che attacca hll sYantaggio; anch~ nella guerra offensiva l'arte consiste ad avere solo combattimenti difen ", sivi ed obbligare il nemico ad attaccare». : <e La difensiva de:Je Alpi oltre questi svantaggi (si rifer isce alle malattie,_al difetto di viveri, alle ditlicoltà delle <;omunicazioni ecc.) ne ha che d1p_endono dalla natura della topografia del paese. I va ri corpi accampati sopra quel le sommità nou possono soccorrersi, sono isolati; per andare da lla destra alla sinistra (dal monte Bianco alle sorgenti del Ta. naro) occonono venti giorni, mentre l'armata che difende il Piemonte si trov_a _in belle pianure, oecupa il diametro e può, in pochi giorn i, rmn11·s1 m forza sul punto che vuole attacc11re •.

Besanzone e la 7" divisione rnilitare nel 1870-7.f. ~elle altre ~arti di questo studio ponderoso, pubblicate nell'annoscor:;o, abbiamo nfertto a suo tempo e ne abbiamo posto in rilievo l'importanza storica. Quest'ultima parte non è meno importante di quell e che la pre cedettero, e getta nuova luce sulle condizioni in cui venne a trovarsi l'ar• mata di nourbaki, prima che fosse p1·esa la decisiooe di sconfina re nella Svizzera .


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RIVISTA DE I PERIODICI

RIV1S'1'A DEI l'ERIOD!Cl

di condurre un:i difficile campagna invernale su quell'alta catena montann . Comunque sia, ci pare important.e per la %Oria di quella campagna di coaoscùre questo particfl lare sino ad ora, per quanto ci consta, mnr trapelato, ed è perciò che abbinmo stimato opportuno parlarne alqu:1 nto diffusamen te. ·

Saggio su Clatisewitz, pel maggiore

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3° l'esplonn:ione è affatto indipenden te dalla sicurezza ma si lega ,11.l es:;a; fi. o la scopert.a riposa sovralutto su ll' i1ùpiego del !e ricognizioni d'u l'-

ficia le; 50 le ricognizioni di ufficia le hanno compiuta libertà; il nemico è la loro guida; esse ooo possono essere di rette dal!' indietro ; 50 il contatLo una volta preso dev'essere abbandonato solamente sopra uo ordine del comanchtute deli'esplorazione ; è sempre mantenu to strettamente (al}ChC duran te la bauni:rlia) ; jo sovente vi sarà iotùresse a riunire in un corpo di cavalleria sotto uo coma~do µnico, le diviAioni ind ipendenti che esplorano sullo stesso fronte.

CAMON.

Segnaliamo questo breve scritto, poichè prende in esa me un libro del Clausewitz, cbe crediamo quasi scoao~ciuto in I talia . È il sun to del corso di scienza mil itare cbe il Cla usewitz dettava oùl 18·12. per S. A. R. il princi pe di Prussia, e che appare come un riassunto anticipa to della nota sua opera : Della guerra . A rilevarsi qu esto giudizio del l'eminente scrittore tedesco, che non si concE-pi;;ce come l'abbia 'potuto esprimere nel 18·12, dopo le manovre di Marengo, Ulma, Jùn::i e Landshu t: « l' im peratore dei Fra ncesi non l1a mai ricorso a tPntativi per aggirnre strategicamente i suoi uemici, sebbene a1•e,se assa i spesse volte ed anzi qnnsi sempre la rn,ponderanzn fi sica e mora le ·». 1

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International Revue ii.ber die gesammten Armeen und Flotten.

Puntata del settembre rnooe supplemento 18. I

ll còinpito pe1' la cavalleria ind·ipendente, pel tenente MACHE:lì&T.

E, posto brevemente il còmpito delle divisioni di cavalieri.i all' inizio dell a guerra e durnote l'esplorn ione strategica, l'anicolista si dìlnnga nell 'anal i, i del le open1zion i dE'lla 4-a divisione u~desca di caval leria _ addetta alla 3a armata - dal principio del la guen a del 1870 (ino alla ma ... novra di Séda u. · La critica è foc ile perchè l'oper,ito della divisione ad. essa presta iI fi anco; epperò lo scri ttore f'l't, ncese no n si J;iscia sl'uggil'e la favorevole occasione per dimostrare le sue manchevo leue e quanto invece avrebbe dovuto fare. A pa rte alrpwnta :isprezzll di giud izio, che dimen tica che la cavalleria fra ncese non ebbe nem rne:.:o la più lon tana idea anche del poco clie seppe fare la cava lleria tedesca,/~ studio ben fa tto ed istru ttivo . . A parere dell'autore i principi generali che sca turiscono da cruesto studio sarebbero i seguenti: ·1° il comando determina co n precisione gli obiettivi che la cavalleria deve riconoscerP, ma le lascia la pi ù g-raode libertà e la più assoluta iniziativa; 2° la cavalleria deve restare concentrata ond'essere sempre in 0o-rado di combattere;

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La !l'i-v'istci, come al solito, contiene molte notizie sulle l'orze militar i dei principali stati del mondo. Informazioni abbastanza partieola reggiate sooo fo rnite intorno alla marina della China e sui tentativi per creare una nuova lloua - l'antica es~eodo andata in gran parte perduta nell'ultima guerra contro il Giappone - cui attendeva appunto poco pri ma scoppiasse l'attuale insurrezionù. A quest'uopo la China aveva chiesto all'Inghilterra un urnciale cl i marina cui affidarne la direzione cd aveva anche ottenuto I' iuv.io del capitano Duodas della marino da guerra. Si parlò dell'ideata costruzione di 6 grandi corazzate, di 20 incrociatori e di un grosso numero di torpediniere. Nel fa tto la mnrina conta oggidì: la sqnadra del nord, presso Peihang, la qu;ile co mpreodù 5 incrociatori corazzati, costruit.i negl i anni '97 '98, 2 caccia-torpedini fabb ri cati in Ingh ilterra nel '95 e '97 e un avviso-trasporto del '77; la squadra del sud p1·esso Nanyang che consta di 2 incrociatori del!' '83, ~ cannoniere del '77, 4 caccia-torpedini che rappresenta vano la parte moderna del la marina ci:iese, e di cui si impossessar.:> no gli alleati alla presa dei forti di Taku, ~ torpediniere degli anni '83, '86 e '87, che rappresentano ciò c;he resta della squadra di Nnnyang; la sqiiadra d·i Futschau: 8 incrociatori dell' '83, '8i, '87 e '88, 3 cannoniere-avvisi degli anni 'G9 e 'H, 2 avvisi- trasporti degli anni '73


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e '79, una nave- scuola, 2. avv isi-torped inieri del '99, fobbricati in Futschau; la sqùadra di Canton: 2 incrociatori di 33 classe degli anni '75 e '90, 20 torpediniere di cu i ,18 costruite negl i auni '85 o '87, 2 nel '\.15 negli arsenali di Schich:iu e di Vulcan. Le forze della marinn cinese non SùllO quindi in grado di afTront~re quello dogli al lea ti, e lo pl'esenti cond izio11i della Ci na lasciano prevedere che per lungo lasso di tempo es-;a non potrà provvedere ad un rior. dinamento delln sua marina.

La rnbrica Jlussia porge dettagliate e interessanti not1z1e intorno allo ùsperimento di mobilitazione del circo lo di Wi tebsk io unione colla mobili tazione del ,J(l:1° reggimento di fanter ia e della ,fa divisione della r~1a brigata d'artiglieria testò eseguito. Si presentnrono, :1ucor prima del tempo fissato al sito di radnnMa prese.r itto 3750 rich iamati dal congedo (9 1,,l. per cen to) dei qual i 3HO ( 92, 7 per cento) furono t.lichiarati idonei nl servizio e 'HO (7.3 per cento) furo no trovati ammalati o non· idonei . I ca vn li i presentati ruro no 208i: le tre commissio ni · inca ricate della visita cominciarono la loro opcra1.ione il secont.lo l!iorno delln mobilil11zione. 1257 caval li f11 rono rj.conoscinti idonei, 82l> non idonei; 735 degli idonei f'urono consegnati alle tru ppe.e 526 rinviati. Le truppe atte· sero quindi ad esercitazioni di tiro e di marcia. L'espùrimento sarebbe piena mente riusciLo, ma non se uc può valutare I' importA nr.a, poichè manca qualsiasi dato intorno :il ln clora ta della mob:litazioue. Quanto a noi, vi si parla delle prove di Liro contro i palloni frenati eseguite al compo di S. Maurizio e della marcia di 200 chilometri qnnlificata come assn i interessante compiuta dal reparto ciclisti del 9° reggimento uersaglieri ngli ordini del tenente Razziui nello scorso mesfl d'agosto, e del nostro corpo di spedizione per la Cina. Il Supplem.enlo s'occupa specialmente di cose d'drtiglieria in due pregevoli articoli, l'uno dovuto alla penna di J. Castner: Raffronto grafico delle qualità balistiche di alcnni cannon·i di grosso cal'ibro il cui testo è illustrato da 6 importanti tavole; e l'11ltro : Le qutilità di mobilità del maten:ale dell'artiglieria di campagna tedesca, riportato da l 111il itiir ische Btiitter. In altro articolo è svolta: La questione del fucile anglo-boero. Lo scrittore nota del fuci le inglese Lec-Metford di ca libro 7,7 mi llimetri: In poca rndenza della traieuoria, la prematurn usura flella ca nna portata

dal la polvere della cartuccia che la ossida e la ri scalda er.cessivam~nt~, la poca esattezza di tiro, e l'rnsìgnificante penetrazione alle grandi d1-

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Slanze. l I l' .· l della Il fucile boero è il migliore che si conosca (. a pun.to ( 1 ,,,sa " semplicità del maneggio e della regolarità del .suo fn nz1?nam~uto. « La radenza della traieuoria è stupefacente e lo spazio IJalluto c. con~.1derevole. · ·ou ·1 sono degne de Il ':i1·ma. I e ca rtucce labbn catP. nelle Ma anche le mu111z1 fabbriche d'arm i e di mnni1 :oni di Karlsru h.e, sono caricate con pohe1.e di Rottweiftir che abbrucia sviluppando Roltaoto una m, f s~oza um~. t" u1 J · c•lore ~on 11roduce riuculo e uon attacca l'anima della 111111a quan,1" ,.. , . . ·, ,a il fucile boero è di fabbricazione tedesca; lu costruito Come S canna. · -', · d. f ·1 oerrli opilìci ùi d'Oherndorf e porta.. la designazione ufficiale , uc1 e mo· 0

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dello 98 ». Organ der militar wissenschaftlichen Vereine.

esercitazioni di combattimento. . ·t·z·, · .·, t1et1ono unicn mente l'appl icazione . . al terreno e Queste escrc1 " 011 1 1 alla situazione della lattica formal,e, allo scopo di chi:rnre e rendere fom irrliari i principi tattici ùi cui è pnrola ne.Ila 2a pa rte. d~I Gegola~ d.I cserc1z1 · · della, fanteria austriaca · ·,\. d1ffereozo qurnd1 mento . . _ .delle no·I d' combattimento non v1 s, da alcun :,viluppo a. · · · , , . , . stre eserc1taz1001 1 corso del co mbattimento, e per~iò sono specialm~nte usa.te pet 1m pralichire l'uHiciale superiore nella scelta delle formaz1on1 tatt1clte a seconda Le

delle situazioni. m· l L'nnità tattica più bassa, la d, cui. ?ondot~a è retto. da .'.10 u 1c1a ~ · ione., \'iene poi 11 .reggimento e la brigata, che e super1ùre, e· 1·1 b·'lll'l"l " n . l'unità più elevata composta d, sola r~nt~na: . . . L'antorc presenta parecch ie eserc1taz1om. di cornbatt1mento d1 un hat taglione, riferendosi ai vari punti (numeri) del regol~me~to.. • . . È uno studio ben fatto ed istruttivo, inquantochè, 1 prrnc1p1 tait.,~' del re()'o lamento austriaco, che trauasi di applicare, sono, su per giu, identici a quelli del nostro. e)

l l trasporlo dei grossi JJesi ùi gue1Ta, motori meccanici nelle ferrovie da campo; pel colonnello V11ro1110 T1Lsc11KERT. Souo note. le enormi dilfo:ollà che debbonsi superare in gue~ra per provvedere ni bisogn i dell'esercito e particolarmente al vettovogli ~mento


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RIVISTA DEI PERIODICI

ed a truanto è necessario per l'assedio del le fortezze. (l trasporto mediante caval li non ò iu grado di sopperire a cotesto servizio , e non grande assegnamento si può fare. snlle ferrovie che vengono guastate dal nemico. L':rntore con luogo ragionamento e molti dati intende dimostrare che soltanto ferrovie campali con motori meccanici - granJe elogio è fotto dell'automobile Peugeot --- possono risolvere il diffici le quesito. Esse anzi concederanno ai grandi eserciti odierni tale lilicrtà di rnovimènto, superiore ad ogni aspettati va.

LE ESIGENZE MILITARI ED ECONOMICHE DEL VETTOV AGLIAlVIENTO

H. D.

Contin11azi1me. -

Vedi disp1msa X

III. Esercito italiano.

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Per Lo, Direzione

LoDovrco OrsoTTI Cofom1ello Il.

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DEMARCHI CARLO,

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;7erenie.

Nel nostro esercito sopraintendono al servizio di vettovagliamento: il ministero della guerra; i comandi di corpo d'armata, di divisione e, in parte, quelli di presidio; i comandi dei corpi e distaccamenti; le direzioni, sezioni ed uffici di commissariato. Il servizio, di cui trattasi, ha seguito vicende molto varie, le quali rispecchiano l'instabilità del nostro ordinamento amministrativo, che va da molti anni cercando per mezzo di espedienti quell'assetto stabile, che può essere dato soltanto dall'applicazione dei più sani e rigorosi principii dell'organica militare e della scienza amministrativa con tanta cura tradotti in pratica da altri eserciti. Un cenno storico dei sistemi di vettovagliamento, che con varia ed alterna vicenda sono stati nell'ultima metà del secolo in vigore nell'esercito piemontese ed italiano, ci condurrebbe troppo lungi della nostra mèta; ci limiteremo pertanto a ricordare che la dolorosa esperienza della camp~gna del 1848-49 ha fatto comprendere l'urgente necessità di preparare sin dal tempo di pace personali, materiali e stabilimenti pel servizio delle sussistenze; in seguito di che si è incominciato ad attuare con maggiore o minore lena, e qu:alche ,\2!. -

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ANNO XLV •


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!.E ESIGENZE lllLITARl ED ECONO)HCUE

DEL VETTOVAGLIAl!ENTO

volta anche con qualche r egresso, quella lunga serie di provvedimenti che hanno condotto alla attuale organizzazione del servizio. In massima ora il servizio del pane è gestito per conto dello Stato dal commissariato, a mezzo di stabilimenti (panifici e moliui) e di personali militari (ufficiali contabili e compagnie di sussistenza). Il pane viene distribuito o spedito ai corpi dietro il rilascio di una parte fissa (centesimi \:!O) della quota vitto. Soltanto eccezionalmente, ove non esista. un panificio ed il pane non vi venga spedito, no è lasciato l'acquisto ai corpi, i quali vi provvedono con contratti annui stipulati con fornitori. P er conto dello Stato sono fabbricati in stabilimenti militari i viveri di riserva (carne in conser va e galletta), come sono acquistate le altre vettovaglie di riserva. Il servizio dei foraggi è, senza eccezioni, fatto a conto dello Stato a mezzo di imprese annue di corpo d'armata. Il ser1Jizio dei viveri invece è gestito diretta.mente dai corpi coi fondi della massa rancio. Senonchè l'azione dei corpi ò limitata da molte eccezioni, che per la loro importanza costituiscono, si può dire, ~a regola. Infatti è regola che, per le somministrazioni da farsi alle truppe dei capoluoghi di divisione ed alle manovre, tiri, ecc., nei primi sei corpi d'armata, si stipulino da tre direzioni di commissariato, designate dal ministero, contratti annui in seguito ad asta pubblica con tre imprese. Nei detti capoluoghi inoltre fonziouano magazzini militari di distribuzione viveri, gestiti per conto dei corpi da ufficiali contabili ~ dipendenti dal commissariato; hanno il còmpito di r icevere i generi ali' ingros~o dall'impresa per distribuirli al minuto ai corpi. Negli altri presidi costituiti da più corpi o reparti si affida da apposita commissione, nella quale t utti i corpi e re· parti sono ra-ppresentati insieme al commissariato (se esiste sul posto), il servizio ad uno o più fornitori per tutte le truppe del presidio; il commissariato poi o, in sua mancanza, un corpo, procede alla formale stipulazione dei contratti

annuali. In taluni di questi presidi funzionano anche magazzini militari di distribuzione viveri. Nei presidt infine costituiti da un solo corpo o reparto, questo provvede direttamente al servizio con contratti annui stipulati con uno o più fornitori. Per le t ruppe alle manovre, tiri, ecc., degli ultimi sei corpi d'armata provvedono con appositi contratti le rispettive direzioni di commissariato. L e truppe in marcia acquistano direttamente dal commercio i generi ogni qual volta nelle località di tappa non esistano magazzini militari o fornitori presidiari. Quando poi qualche repar to debba tratte· nersi per poco tempo in un pr esidio, il comandante di questo dispone che si valga degli esistenti fornitori, o che, qualora ciò non sia possibile, vi provveda direttamente . L a effettiva ingerenza dei corpi nella vigilanza del servizio nei presidi ove funzionano i magazzini militari si limita all'inter vento di un loro rappresentante al colla udo dei generi ; mentre negli altri presidi, nei quali si fanno contratti collettivi, ogni corpo vigila i fornitori per la parte che lo riguarda. Questa a larghi tratti è la. nostra organizzazione del vettovagliamento in pace ; se sia buona o cattiva, lo si ved rà in seguito. Sue caraUeristiche sono : l" Un sistema misto di gestione, in parte per conto dello Stato, in parte per conto dei corpi; attuato o con grandi imprese dello Stato e stabilimenti militari, o con grandi imprese dei corpi e con piccoli fornitori dei medesimi; 2• L'assenza della. vera e propriit gestione diretta, ad eccezione che pel servizio del pane e di parte delle vettovaglie di riserva ; 3• Una limitata sfera d'azione lasciata ai singoli corpi, anche nei servizi gestiti a loro rischio e carico; ~e La mancanza di ogni diretta ingerenza degli uomini di truppa nel servizio. E qui incidentalmente diremo che confidiamo che l' idéa di far concorrere l'elemento di truppa

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1924

LE ESIGENZE MILITARI ED ECONOMICHE

Questione A.

La questione, se lo Stato debba prov:7eder_e a~ vetto:aliamento della truppa e dei qua:lruped1 a rischio e ~an~o gdel bilancio militare o se debba invece • 1asciarne · • 1' l n::;oh1o ed il carico alle amministrazi·o ni dei · corpi di· truppa, potr~ ai non pratici della organizzazione ammirii~trativa _d egli eserciti sembrare una semplice ed oziosa quest10ne lo?1smogra:fioa, considerando che le amminist~·a~ioni ~ei oor~1. al.tro non sono che rami della grande ammm1straz1one m1hta1e _e sempre sullo stesso grande b1he alla :fine la spesa o-rava O o d 1· . lancio economico della nazione e vien pagata ag 1 stessi contribuenti. . Ma i lettori militari, i quali sanno in che cosa c?ns1st_an~ le masse dei corpi, non hanno bisogno di molte sp1eg~z10m per compr·endere la grande differenza che p_ass~ tr~ 1, due sistemi, che, appunto perchè sostanzialmente d1fferent1, dann_o · lt t · molto d iversi rispetto a ciascuna delle quattro es1rIBu a 1 · 6" genze, alle quali, come abbiamo premesso, de~e so~d1s are la buona gestione di questa gran parte del b1lano10 della guerra. . . La gestione a rischio e carico del b1lanc10 _dello Stato ha le seguenti caratteristiche: . . . 1• Composizione fissa e pres,;iochè um~orme dell~ raz:om vi veri e foraggi calcolate in base- alle esigenze .:fis:olo~10he degli uomini e dei cavalli. Per lo più ~i.ha per _1 v~:7e~1 una razione completa, ohe comprende tutti 1 generi prn importanti ed è lasciata ·ai corpi 'la lib~rtà di spendere una quota mini~a per speciali oon1im:enti e complementf, allo scopo di soddisfare ad un'.altra esigenza dell' orgamsmo umano, quella della varietà degli alimenti. · . · . La composizione fì.s"sa della tazione è im~ost~ d~ll~ nec~ssità di · conoscere preveuti vamente, per rag10m d1 b1lano10, e con · esattezza l'ammontare della spesa, ciii si va incontro; 2" Rischio delle eventùali eccedenze ·di spesa à carie.o del bilancio dello Stato; M

IV. Sistemi da adottarsi. Abbiamo così riassunta la situazione di fatto presso i principali eserciti, ciò ohe ci consentirà di esaminare con mag. giore profitto quali possano essere i sistemi da adottarsi nel nostro. Tenendo presenti le esigenze fondamentali alle quali, ·secondo quanto abbiamo detto in principio, deve soddisfare un buon ordinamento del servizio di · ve>ttovagliameuto in pace, le questioni da risolversi possono essere ridotte alle seguenti: A) Se la gestione del vettovagliament,o debba essere :fatta a carico e rischio del bilancio della guerra, oppure se sia preferibile che lo Stato determini un apposito assegno fisso, nei limiti del quale 1a spesa debba per ciascun uomo e quadrupede essere contenuta, lasciandolo amministrare mediante apposite masse dai singoli corpi a loro rischio ; B ) Se ed in quali limiti debba esplicarsi nel servizio l'azio.ne dell'amministrazione centrale, dei commissariati ter- · ritoriali e dei corpi; C) Quale fra i diversi sistemi di gestione amministrativa si debba per ciascun ramo del servizio preferire (ge- · stione diretta, gestione indiretta, gestione mista, ecc...). Passiamo senz'altro alla loro discussione.

1925

DEL VET'l"OVAOL)AMENTO

alla buona esecuzione del servizio non possa, quando si osservino i giusti limiti, essere considerata come un' idea, diremo, demagogica ... , quando si ricordi che trova la sua migliore realizzazione negli eserciti dei due Stati più assolutisti dell'Europa civile, la Russia e l'Austria-Ungheria, mentre nella Francia repubblicana ciò si verifica in modo più limitato.

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DEL VETTOVAGLIAMENTO

LE ESIGENZE MILITAR.l E D ECONOlHOHE

3• Possibilità di attuare la gestione d iretta su larga scala con potenza" di mezzi e con unità di direzione, ciò che con: sente di preparare personali, materiali e derrate par i bisogni della guerra con una spesa per tale scopo speciale relativa mente mite; 4" Possibilità di affidare tutto il servizio a grandi imprese, che, in caso di mobilitazione e nei periodi di crisi c?mmerciali sono, in certe condizioni, riten ute un potente amto per lo Stato, e che offrono il vantaggio della unicità e stabilità del ·costo della razione per grandi circoscrizÌoni e per un determinato periodo di tempo. In cons~guenza il raggiungimento dello scopo principale, al quale sr deve tendere, sarà, col detto sistema di o-estione . , • b ' pm o meno garantito a seconda che la gestione a carico dello Stato si farà d~ret~ameute o per mezzo di imprese. È però ~ert_o che quantitativamente e molto spesso qualitativamente ·11 vitto sarà_migliore, _sia perchè sul servizio vigilerà un personale fornito delle indispensabili cognizioni tecniche sia ~~rchè si potrà pro~ttar_e di tutti i vantaggi del prezz~ al1 ingrosso, sul che c1 spiegheremo più avanti. . Anche il raggiung imento del secondo scopo (la preparaz10ne alla guerra) dipenderà dalla adozione della gestione diretta, anzichè della ind iretta. Il conseguimento del terzo scopo (la buona spendita dei f?~di del bilancio) dipenderà dalla maggiore o ruinore per1z1a del personale incaricato della gestione diretta, perizia che: peraltr~, . ~ndrà s~mpre aumentando, quanto maggiore sara la stabilita del srntema; in caso di gestione indiretta la buona spendita dei fondi del bilancio dipenderà da un unico atto amministrativo, che costituirà per l'amministrazione militare od una grande vittoria od una grande sconfitta. · L'incremento infine dell'agricoltura e delle industrie alimen~ari nazionali non potrà essere aiutato se non quando si attui la vera e propria gestione diretta per co::ito del bilancio dello Stato ed a mezzo dei maggiori organi dell'amministrazione militare (ministero e commissariato). perchè soltanto a questi è concesso di apprezzare con larghezza di vedute ed ·

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uniformità di criteri i bisogni del paese, soltanto essi si sen-tono indotti a soddisfarli nei limiti dei mezzi disponibili, mentre le imprese ad altro non possono e non devono ten· dere, che a procurare un massimo profitto ai propri capitali. La gestione a rischio e carico delle amministrazioni dei corpi, o meglio delle masse presso gli ste_ssi ~os_tituite, ha tutta l'impronta di un contratto a forfait stipulato dallo Stato colle amministrazioni reggimentali. Senonchè conseguenza inevitabile del sistema è che dato vari~bile df venti la quantità o la qualità (e spesso entrambe) dei genen co~ponenti la razion~, la quale risponderà più o meno alle esigenze fisio:logiche dell'uomo o del cavallo a seconda che migliore · o peggiore sarà la condizione del mercato locale . E poichè le condizioni dei mercati locali non possono e~sere .in rapporto colle fatiche speciali che gravano su determ1~at~ guarnigioni, così può facilment e verificarsi che ~ ma~g1on esigenze :fisiologiche degli uomini e dei quadrupedi corrispondano mezzi minori, e la buona nutrizione di quelli sia compromessa. Ciò inoltre rende permanente un'ingius~a disparità di trattamento fra i varì presidi non ragguagliata o contraddicente alla disparità dei bisogni. Non possiamo escludere che anche col sistema delle masse rancio e foragg i sia possibile la gestione per parte del commissariato, sia diretta, sia indiretta, per grandi o per piccole circoscrizioni, come in parte si verifica attualmente in Italia. Senonchè un provvedimento di tal genere può essere uti_le, come espediente, in determinate circostanze, ma contradd1ce all'essenza del sistema delle masse, in omaggio al quale si è pur sempre obbligati a consentire l'intervento dei c~rpi in taluni atti amministrativi, che potrebbero più efficacemente essere attribuiti agli organi essenzialmente amministrativi. Una proficua discussione non si può fare che sui sistemi tipici, non sugli anfibii, poichè se è desiderabile l'attuazione contemporanea di più sistemi a seconda dell~ varie_contin_O'enze, non lo è del pari, in massima, la fusione ~i due s1;temi per crearne un t erzo che per lo più non dà i benefici nè dell'uno nè dell'altro e ne cumula invece i difetti.


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LE ESIGENZE MILITARI E D EC ONOMWHE

DEI, VET1'0VAGL!A)IENTO

La questione quindi sembra potersi risolvere nel senso- ·che sia preferibile, in t esi generale, salve quindi opportune eccezìoni, la gestione a rischio e carico dello Stato (a prescindere per ora dal modo di attuarla). Tale gestione del resto non è compatibile che con un bilancio elastico ; è la gestione dei finanziariamente forti. Così. in Francia si gestiscono, in massima, per conto dello Stato i servizi del pane, del biscotto, della carne ed in parte q~elli dei vi~eri di campagna, dei liquidi e dei foraggi e c10è la maggior parte dei servizi di sussistenza; in Germania i servizi del pane e dei foraggi; in Austria-Ungheria quello . del pane ed in parte quello dei foraggi.

circoscnz1oni, perchè il primo sistema consente la creazione d i potenti stabilimenti militari, la effettuazione di acquisti all' ingrosso, la preparazione dì forti mezzi per la g uerra in base a criteri larghi ed organici strettamente coordinati ai grandi concepimenti di chi studia il migliore impiego del1' esercito sul teatro di operazione; consente infine la istituzione di grosse imprese; cose tutte che hanno una notevole inflnenza sul conseguimento degli scopi, ai quali, come si è ripetutamente detto, deve tendere l'amministrazione militare. In proposito però si elevano obbiezioni, che giova discu-· tere snbito. In primo luogo si osserva che tale sistema menoma l' indipendenza e l'iniziativa dei comandanti dei corpi, sottraendo a lla loro responsabilità una delle parti principali del loro còmpito, la assicurazione cioè di un sufficiente e sano nutrimento degli uomini e dei quadr upedi (1) ;. cosa questa che si ritiene inopportuna e dannosa. Senonchè in questo caso si può dire con certezza che l'apparenza inganna. L'autorita militare nei varì gradi della gerarchia si basa tutta sul fondamentale principio della delegazione : ciascuno in tanto comanda, in qua.nto nell'interesse supremo dell'esercito e del paese una parte d i autorità gli viene delegata . I regolamenti determinano le linee principali di tale delegazionEI di autorità e, per quanto è necesrario, scendono anche ai minori particolari nelì' interesse dell'armonico funzionamento dei vari organi militari. Però vi sono casi nei quali interessi d'ordine superiore reclamano la limitazione delle attribuzioni dell'inferiore a favore d{ quelle del superiore. La limitazione quindi dell'ingerenza, dei comandanti di corpo sarà in tanto giustificata, in q uanto sarà imposta da interessi superiori ed andrà in aumento del1' ingerenza delle più elevate autorità militari, nelle quali si deve a prio'l'i ritenere che esista tutta la capacità di tutelare gli interessi degli inferiori.

Questione B.

La questione dei limiti rispettivi dell'azione dei maggiori organi amministrativi (ministero e commissariato) e degli organ i minori (amministrazioni dei corpi) dev'essere esaminata distintamente nelle due ipotesi di gestione a conto e rischio del bilancio dello Stato e di gestione a carico delle masse dei corpi : 1° Nel caso di gestione per conto dello Stato, è ind ubitato che dovrà prevalere l'intervento dell'amministrazione centrale e dei commissariati territoriali su quello delle amministrazioni dei corpi. Il responsabile supremo del bilancio dello Stato non può lasciarne gestire una parte così importante da organi disadatti all'apprezzamento delle sue esigenze e quasi disinteressati alla sua sorte. L'utilità particolare del corpo o r eparto avrebbe, nei membri delle singole amministrazioni reggimentali, tutori più sicuri, più premurosi, pii;. fervidi, che . l'interesse del grande bilancio dello Stato. Per inclinazione e per educazione le amministrazioni dei corpi darebbero più facile ascolto ai bisogni veri od esagerati, ma sempre presenti e reclamanti, dei corpi stessi, che non a quelli maggiori, ma lontani e non bene compresi, del bilancio militare. Naturalmente i maggiori organi amministrativi sarebbero tratti a gestire il bilancio per grandi, anzìchè per piccole

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m Ci6 che intere,sa. la disciplina, esscodo la buona nutl'i1.ione, se non il primo, uno dei primi (rettifichiamo ua lapsus calami precedente segnnialoci dalla Rivistci cli fant eria) suo i fattori.


1. 1930

DEL VETTOVAGLIAJIENTO

LE ESIGENZE MILITAR.I ED ECONOiUICJIE

Ora quali sono questi interessi di ordine più elevato che possono giustificare la limitazione dell'ingerenza dei comandanti di corpo e l'intervento diretto dell'amministrazione centrale, dei grandi comandi e dei commissariati territoriali c~e dai coman~i stessi dipendono? Sono: la migliore spe~~ dita del pubblico denaro; la predisposizione di mezzi amministrativi per la guerra; la necessità di aiutare l'incremento di tal_u n~ ,industrie nazionali. Di fronte a queste esigenze .superiori e naturale che debba cedere, per talune parti del s~r:71z10 almeno, ogni altra considerazione. Chi scrive è partrg1ano, come si vedrà in seguito, di una utile. e sufficien.temente larga azione dei corpi in materia di vettovagliamento; non può tuttavia esimersi dall'escludere in modo assoluto che vi siano ragioni d'indole morale che possano prevalere sulle enumerate esigenze militari ed economiche. Ai comandanti di corpo competono ben più elevate, estese ed ardue attribuzioni rispetto alla preparazione dell'esercito alla _guer~a : E~ _è d~ ~ngurarsi che prevalga sempre anche neglr ordrm militari 11 grande principio della divisione del -lavoro, consegn1mza naturale del quale è la diminuzione delle .funzion i amministrative nei corpi, per agevolare loro il còmpito dell'educazione e dell'istruzione degli uomini. Si obbietta in secondo luogo che la buona nutrizione dèlla truppa è garantita soltanto quando vi attendano i comand_a~ti ~~ corpo: Senonchè, in aggiunta a quanto in proposito si e g1a detto, osserveremo che oggidì la varietà infinita delle adulterazioni dei generi alimentari, le quali difficilmente dal non tecnico possono essere avvertite, consiglia di aumentare l'ingerenza nel servizio di quegli oro-ani tecnico. . . o amm1nrstratrvi, che possiedono personali e mezzi idonei alla tutela del benessere della truppa. E quando, come nel nostro esercito, questi organi sono perfettamente militari, ciò che affida che alle cognizioni ed ai mezzi speciali sia cono-iunta la più insospettabile probità., l'obbiezione cade per se ;tessa. _2° ~el caso invece che sussista fra Stato e corpi quella specie d1 contratto a forfait, cui abbiamo accennato e che . ' s1 concreta nelle masse rancio, è naturale che regola dovrà

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essere una larghissima ingerenza delle amministrazioni dei corpi, eccezione l'ingerenza dell'amministrazione centrale e dèi commissariati territoriali, come appunto accade ora in Italia pel servizio vi veri. In questo caso la gestione è di massima attuata per piccole circoscrizioni. Se più direttamente sarà sorvegliato dai corpi il buon andamento del servizio, non sara del pari possibile raggiungere lo scopo della predisposizione di quella larga copia di mezzi amministrativi, che occorrono in guerra agli eserciti moderni e neppure si potrà aiutare lo sviluppo dell'agricoltura e delle industrie alimentari nazionali. È erroneo, a nostro avviso, il credere che l'affidare il vettovagliamento ai singoli corpi abbia u·n' infl uenza favorevole rispetto al.l'economia pubblica. Se non si rivolge l'aiuto alle fonti della ricchezza nazionale, ma ci si mantiene invece a contatto esclusivo degli intermediari, non si potrà che favorire questi ultimi, perchè alle singole amministrazioni dei corpi mancano i mezzi per rivolgersi direttamente ai praduttori agricoli ed industriali. Ciò è tanto pit\ vero, in quanto i corpi generalmente per i loro acquisti fanno capo al minuto commercio, il quale è parassitario, quando abbia un eccessivo sviluppo. Ora di fatto si constata che il minuto commercio ha in molte parti d'Italia uno sviluppo di gran lunga superiore ai bisogni reali della popolazione. Se tale intermediario tra il produttore ed il consumatore può essere, al pari del commercio all'ingrosso, produttivo e può prestare al consumatore anche servigi indispensabili, dei quali il commercio grossista n on sarebbe capace, è pure vero che non è produttivo che in certe condizioni ed in una certa misura. « Può il numero dei com« mercianti crescere di troppo, e i roteggi, divenuti ecces« sivi, determinare un consumo inutile di tempo e di sfon:i « umani. Non è punto necessario, in una città, che si trovi « ad ogni cento passi un panattiere, un macellaio, uno « spaccio, con spaziose e adorne botteghe. Può avvenire « che la concorrenza eccessiva dei piccoli commercianti fra « loro, colle spese generali ond'essi si gravano e la ristretta


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LE 1-:SIGENZE :lllLl'fARI ED ECONOMICtlE

DEL VETTOVAGLIAMENTO

« clientela su cui soltanto ciascuno di essi può contare, faccia

regia per commissione, della regìa cointeressata, .ecc. , cosa che non sarebbe adatta all'indole di questo scritto e che non è poi affatto necessaria, perchè molti scrittori di cose amministrative ed economiche se ne sono già largamente occupati e quindi i lettori non sentiranno il bisogno che facciamo loro perdere del tempo in proposito (1) . · Verremo più. facilmente e più brevemente a conclusioni pratiche esamina.udo distintamente per cia~cun se~vizio o ~er ciascuna parte d i esso quale sistema meglio soddisfi alle mdicate ·esigenze fondamentali. Il servizio del vettovagliamento in pace si può così suddividere: 1° Servizio del pane; 2° Servizio della carne; 3° Servizio dei viveri complementari (pasta o riso - lardo, caffè, zucchero, vino, generi vari) ; 4° Servizio dei foraggi; 5° Servizio delle vettovaglie di riserva.

« rincarire i generi, invece di farne scendere il prezzò... « Come del .pari guesto numero eccessivo di commercianti « e di intermediari può avere per effetto di svilupppare le « adulterazioni (1). » A prescindere quindi dalle ragioni d' indole strettamente militare, risulta dVidente che anche ragioni di finanza e di igiene sconsigliano dal far capo, per gli acquisti delle vettovaglie, al minuto commercio in misura troppo larga (sul che ritorneremo in seguito); come del pa.ri ragioni di economia pubblica devono indurre a non favorir e nna forma di commercio, che, per cause varie, ha già nel nostro pae.se uno sviluppo eccessivo e dannoso alla società. · Inoltre l'economia insegna che i grandi magazzini rappresentano il commercio attivo in quanto tendono continuamente a sviluppare ed a perfezionare il movimento commer · ciale, mentre i piccoli magazzini rappresentano soltanto il commercio passivo, quello che deve limitarsi ad attendere i suoi pochi compratori. È ovvio che dev'essere interesse e'd obbligo dello S tato di favorire il commercio attivo, ogni qual volta non possa rivolgersi ditettamente ai produttori, evitando di aiutare il commercio passivo. Tuttociò che siamo venuti esponendo sembraci sufficiente a provare che la determinazione dei limiti dell'azione de1 singoli organi dell'amministrazione militare dipende sopratutto dal sistema di gestione adottato, se cioè per conto dello Stato o per conto dei corpi ; che una larga ingerenza dell'amministrazione centrale, dei comandi e dei commissasariati territoriali agg iunge vantaggi propri a quelli già riscontrati nella gestione per conto dello Stato. Question e

C.

Per determinare quale sia il sistema di gestione a mministrativa da preferirsi noi potremmo discuter e qui teoricamente le singole forme della regìa d iretta, dell'impresa, della

1. -

SERVIZIO D .EL PA.NE.

Come s1 e visto, il servizio del pane è ormai presso tutti O'li eserciti europei gestito, di massima, direttamente dallo Stato a suo carico ed eseguito con grandi stabilimenti militari o (soltanto in Russia) parzialmente con me~zi_ de~ corpi. In via affatto eccezionale se ne lascia per talum ~1ccoh presidi l'esecuzione all' industria privata colla gest10ne a rischio dello Stato o dei corpi. Il pane è senza dubbio. l'elemento fonda~ental~ de~la nu: trìzione della truppa, come pure è uno d1 quegh alimenti che più · si prestano alle sofisticazioni. La sua importanza rispetto all'alimentazione della truppa induce ad adotta~e come principio di massima, che quantitativamente e qualitativamente la razione pane debba essere fissa e per tutte le truppé eguale, salva sempre la concessione di razioni supplementari a quelle truppe od a quegli individ~i c~e per motivi riconosciuti ne abbiano bisogno. Soltanto m via (i) Per quonto riguarda le industrie militari vedasi, per esempio: GAnAvE r.Lr. -

(I) P. LEnov -BisAur, 11,: ~. rmg. 12.1..

Trattalo teoi-ico pratico di economi<i 11olitica, voi. i 0 ,

cipi di amminist?·11.zione ,nititai-e, capitolo IV.

P1·in-


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LE ESIGEN,IE MILITARI E D ECONOMICHE

•

di eccezione si può quindi ammettere la gestione a. carico dei corpi, conseguenza prima della quale è chela quantità o la qualità del pane debbasi subordinare, a causa della quota fissa. concessa per la relativa spesa., alle condizioni ·del mercato locale. Non bisogna dimenticare che molti dei nostri soldati vengono alle armi deboli, per la cattiva abituale nutrizione, e non completamente sviluppati, a causa dell'età in cui si effettua la leva. È quindi un dovere dello Stato, all' infuori e al disopra di ogni considerazione militare e finanziaria, di approfittare della permanenza di tanti giovani sotto le armi per irrobustirne il fisico (e quindi elevarne il morale), ciò che contribuisce al benessere ed alla forza del paese. Nessun dubbio vi può quindi essere sull'assoluta necessità di adottare per questo servizio la gestione per conto del bilancio della guerra. Tale gestione poi si può attuare o d irettamente con personali, materiali e stabilimenti pr opri, od indirettamente a mezzo di imprese grandi o piccole, mentre la gestione per conto dei corpi viene invece attuata con imprese, a preferenza piccole e locali. Dal punto di vista della convenienza pel bilancio della. guerra nessun dubbio vi può essere che il sistema da pre, ferirsi debba essere la grande impresa, la quale offre i se guenti vantaggi: . 1° L'amministrazione si premunisce contro le sorprese del mercato ed assicura, meà iante un ristrettissimo personale militare, l'esecuzione del servizio ad un prezzo fisso per un determinato periodo di tempo. 2° L'amministrazione realizza notevoli utili, perchè può appaltare la fornitura a prezzi miti, per il fatto che l'entità del servizio dà modo ai concorrenti di apprezzare anche guadagni, ohe sono minimi per un servizio ristretto,· ma g rand i per un servizio esteso e duraturo; 3° Il servizio resta assicurato, senza preoccupazione dei corpi o del commissariato, in qualsivoglia località e posizione della truppa, ed alle manovre si hanno a disposizione mezzi

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f>El. VETTOVAGLIAMENTO

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potenti dietro il pagamento dì un compenso relativamente tenue. 4° In caso di mobilitazione si hanno nelle grandi imprese utilissimi organi ausiliari dell'amministrazione militare. Senoncp.è l'importèl.nza dei detti vantaggi, pure essendo effettiva, non va esagerata, perchè non bisogna dimenticare : a} che il sistema delle grandi imprese non assicura dalle sorprese del mercato che in ristretti limiti, poichè, se per cause eccezionali le oscillazioni del mercato ne compro· mettessero gli utili, l'impresa potrebbe trovare il suo tornaconto nell'abbandonare il servizio e con esso la cauzione, magro compenso questa pel disordine amministrativo e per la consèguente spesa eccezionale , che di tale disordine sarebbe il primo e non esclusivo frutto; b) che, se è innegabile che si ottengono prezzi miti, è d'altra parte provato dalla lunga esperienza fattane, che tale mitezza di prezz9 è fonte di immoralità, poichè lo speculatoré e, peggio ancora, i suoi subappaltatori devono rifarsen e col non dar e spesso qualitativamente e qualche volta neppure .quantitativamente il dovuto. Il servizio quindi procede più o meno bene a seconda, che più o meno r igida ne è la sorveglianza; ma, tra ohi sorveglia e chi elude, la vince spesso ìn costanza od in perspicacia, acuita dall'interesse rao·ione per cui il servizio funziona Personale' il secondo ' ' o normalmente in modo difettoso ; e) che l'esistenza delle grandi imprese è tal volta, in occasione delle manovre o di simili movimenti ed agglomeramenti di truppe, dannosa, perchè l'amministrazione militare noi1 .ha che mezzi molto limitati ed inadat ti per riparare al mal servizio degli impresari e dei loro agenti e si trova obblio-ata a lasciar camminare stentatamente il servizio o pel fatto che sa di non essere preparata a sostituirsi ad essi; d) che il vantaggio del sussidio delle imprese in caso di mobilitazione trova nell'esercito molti increduli per motivi svariati non privi di serio fondamen to. In ogni caso un sussidio di organi ausiliari · pel vettovagliamento nei


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LE ESIGENZE hllLlTARI ED E CONOMICHE

momenti difficili della mobilitazione 13 della guerra potrebbe essere assicurato con ben altri sistemi. Il von der Goltz ne parla nella sua Nazione armata; è · quindi inutile che ne ripetiamo qui i noti insegnamenti. Inoltre allo scoppio di una guerra il mercato subisce una vera rivoluzione e nessuna impresa privata si adatterà a soccombere, ma preferirà abbandonare il servizio, quando non le torni più conveniente continuarlo in modo difettoso ed a prezzi nuovi molto p iù elevati di quelli contrattuali. Dal punto di vista militare le imprese devono éssere senza eccezione condannate per le seguenti ragioni: 1• Esse rappresentano un elemento corruttore messo a contatto dell'esercito. Il loro interesse è troppo in contrasto con quello della truppa, troppo viva è la concorrenza e quindi troppo rilevanti sono i ribassi concessi, troppo gravosi sono i patti accettati dai subappaltatori perchè, salvo lodevoli eccezioni, una impresa possa, in via teorica e generale parlando, esimersi dal ricorrere a sistemi dalla morale non approvati. 2" La loro esistenza impedisce la preparazione dei personali, materiali e st;1,bilimenti amministrativi militari indispensabili per la guerra. L'organizzazione dei servizi amministrativi, auzichè perfezionarsi e fortificarsi, si restringe, si disgrega, si atrofizza. Ora se ciò, per caso, può tornare gradito a chi fa consistere la forza degli eserciti soltanto nel numero e nella bontà degli uomini e dei cavalli, dei fucili e dei cannoni, non lo sarà del pari per coloro che, non animati da preconcetti, dopo uno studio accurato delle grandi guerre e specialmente delle più recenti, sanno concepire ed apprezzare quanta e quale nel conseguimento della vittoria sia la parte dovuta all'organizzazione dei servizi amministrativi. Le esigenze logistiche si impongono alle odierne masse armate e sarebbe ben grave la colpa di chi non ragguagliasse a tali esigenze la organizzazione dei servizi sin dal tempo di pace. Se le questioni r elative all'ordinamento, all'armamento, all'impiego delle varie armi possono più particolarmente interessare i componenti di ciascuna di esse, ed anche i grandi comandi, le questioni logistiche si impongono all'attenzione

DEL VETTO V A(H.TA)JENTO

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di tutti e formano ormai in ogni paese una delle principali preoccupazioni di chi ha la responsabilità dell'organizzazione e dell'impiego degli eserciti. Nicola Marselli ha scritto che (1): « la strategia, pratica« mente considerata, diviene concreta nella logistica; » e che : « alla logistica riattaccasi l'amministrazione delle sus« sistenze, o sia l'arte di far vivere un esercito in cam« pagna ... Dì così fatta arte tocchiamo al termine di questo << capitolo (2), ma vorremmo dire ch'essa è la prima, se non cc paresse una celia. Non è un atto militare nel senso ,rigoa roso della parola, come non è atto militare il curare i fe. « riti, ma è la condizione sine qua non per compiere gli « atti militari. ;> Ora, ove i servizi nel tempo di pace siano affidati alle imprese, l'arte suind icata non avrà cultori, e, mentre mancheranno affatto i personali esecutori del servizio, anche il personale direttivo sarit impari per istruzione e per numero ai bisogni dell'esercito mobilitato, perchè sarà facile far credere agli incompetenti che ogni spesa ad esso destinata sia superflua e vada a danno degli·organi combattenti dell'esercito, come purtroppo si verifica molto spesso da, noi. Ma l'amministrazione milìtaré ha bisogno di formare sin dal tempo di pace, oltre buoni personali esecutivi tecnicamente capaci dì ben disimpegn&.re i vari servizi, anche un forte nucleo di uJficiali direttori di essi, i quali posseggano gran parte dei requisiti che sono necessari all'uomo d'affari, al commerciante, all'intraprenditore, e cioè abitudine al contatto col mercato; iniziativa; mente aperta ed equilibrata; prontezza e varietà di ripieghi; capacità di valersi dei personali ausiliari e subalterni in modo da ottenerne la più produttiva cooperazione; spirito di combinazione; at· tività feconda di buoni risultati; doti tutte che non si possono acquistare col semplice incarico di vigilare le imprese ({) Op. cit., voi. Il, pag. ·IGG. (2) Op. cit., voi. II, capitolo 111. La lo!}isttca: 122 -

ANNO XLV.


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LE ESIGENZE Mll,ITAR! ED ECONOMICHE

DEL VltTTOV AGLlA!lEN'l'O

e neppure col solo studio, ma che molto meglio si acquistano colla lunga pratica. Il fatto di possedere personali capaci di ottimamente ~isimpegnare in pace ed in guerra il SE\rvizio del ~ettovaghamento costituisce per se stesso un aumento d1 forza per l'esercito, una ricchezza per il suo bilancio. G. B. Say (1) considera infatti i talenti e le facoltà personali acquisite come una parte inttlgrante delle ricchezze sociali. Il Leroy-Beaulieu le considera come capitali. Sarà quindi utile che anche l'ammiuisbrazione militare pensi ad accumulare questa specie di capitali incorporali, tenuto conto che il lor_o uso in pa~e e~ in guerra sarà ancor più produttivo per l'mter_vento d1 que: fattori, che l'economia politica non può considerare, quah sono lo spirito militare, il sentimento elevato del dovere, l'amore di patria, che moltiplicheranno l'attività intelligente dei personali amministrativi militari. . . . 3• La gestione indiretta non dà garanzie suffic1ent1 della buona qualità, in ogni ca.so, dei generi somministrati alla

dimostrata inaccettabile) dell'eguaglianza qualitativa, oltrechè quantitativa, del genere, è utile ricordare che il costo della r azione pane prodotta dai panifici militari .comprende anche spese che in parte si dovrebbero egualmente sostenere per l'amministrazione di dotazioni di vettovaglie e d'i. materiali non destinate a.l servizio di pace. Con tali spese inoltre si ottiene la preparazione dei personali amministrativi per l'attuazione del servizio in guerra. Quindi il maggior costo del quale trattasi, costituisce un , ero impiego di capitali per scopi, che sono alr infuori del vettovaaliamento del tempo di pace ; ed il. frutto di tale imo . piego non si può economicamente determrnare. Concluderemo col dire che ragioni di indole prevalentemente militare devono indurre a dare minore importanza a quelle di carattere esclusivamente finanziario per far pr~f~. rire ad ogni altro il sistema della regia diretta pel serv1z10 del pane. Ciò posto è inutile esaminare, a proposito di questo ser· vizio, l'ipotesi della gestione per conto dei corpi, i quali non potrebbero che valersi di piccoli impresari locali. A proposito di questi ultimi ci pare necessario confutare un'opinione, che è troppo spesso accolta senza il beneficio d'inventario, che cioè, svincolando l' amministra?t;ione dalle grandi imprese avide di guadagni, (le quali nei presidi minori fanno un servizio difetto~o a mezzo di subapp.tltatori da esse oppressi) e stipulando invece contratti direttamente .con fornitori locali, si ottengano r isultati migliori. L'esperienza dimostra che ad un servizio egualmente difettoso corrispondono maggiori guadagni pei fornitori locali. Dal fatto che essi non sono più. tenuti a corrispondere alcuna percentuale ai grandi impresari non deriva un miglio· ramento del servizio. I piccoli fornitori sono naturalmente indotti ad attenersi al vecchio sist ema, tanto più che generalmente essi sono quelle stesse persone che assumevano per lo addietro la carica di rappresentanti-subappaltatori delle grandi imprese. Se da un lato si svincola l' amministrazione dalla grande speculazione, la si fa dall'altro lato

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. ... t ruppa. Il servizio del pane a gestione diretta venne mfatt1 iniziato cinquant'anni or sono nell'esercito piemontese, sia per raaioni puramente militar i, sia per . ragioni d'igiene, dopo b . . • • che si ebbero a lungo esperimentati tutti 1 gravi mconvenienti della fornitura ad impresa. .Ebbe cioè influenza sul1' istituzione dei panifici militari la considerazione che, trattandosi di un servizio mobilitabile, che doveva avere in auerra una parte impor tantissima, per non dire. prepondeo . rante nella nutrizione del soldato, era necessario orgamzzarlo militarmente fin dal tempo di pace; come pure vi influì molto la questione igienica. Tutto ciò prev1:1.lse, come doveva, sulla questione finanziaria. È certo che il coste della razione pane risulta colla gestione diretta maggiore che n on col sistema delle imprese g~·andi 0 piccole; senonchè non bisogna esag~r~re la por~ata d: tale maggiore spesa. Anche nella supposizione (dall esperienza (l) Cours à'Économie tJOlitique - Co11sidératio11s gènérales, pag. 4.

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1941 occidentale. Per il fatto che normalmente in campagna non possono p:ovvedere al servizio i corpi con mezzi proprì, sarebbe piename?-te fuori di luogo farlo eseguire da essi in. tempo qi pace. JD bensì vero che per un eventuale sfruttamento dei forni locali è utile che· i corpi abbiano nelle loro fila dei panattieri da aggiungere a quelli borghesi che si · t rova~o nel pa~s~; ma ciò si verifica quasi sempre, sia perc_he non tu~t1 1 panattieri servono nelle compagnie di sussistenza e sia più ancora perchè servono in guerra nei corpi di fan~e~ia quegli uomini dell'arma, che in pace pres~a~ono servi~10 temporaneo nei panifici militari per dispos1z10ne orgamca. ~l sist~ma della gestione diretta del servizio della panifi caz10n~ si s~osa g~neralmente quellò della macinazione pure a_ gest1on~ diretta adottato in Italia parzialmente, ma come sIStema d1 massima. Anche qui ragioni d'igiene e ragioni militari analoghe a quelle già dette sopra militano a favore del sistema e trovia,mo pel'.fettamente inutile di ripeterci. E bene constatare che la nostra amministrazione militare si è ormai i~camminata coraggiosamente sulla via del progr~ss~ e poss~ede potenti molini, nei quali furono applicati gli ultimi trovati della meccanica industriale, ciò ohe permette di ottenere col sistema dell'alta macinazione ottimi risultati. Notiamo però che recentemente il costruttore di molini O. Siber-Millot (1), constatando che l'amministrazione mil~tare si vale ancora in parte della bassa macinazione e ncordand·o come egli abbia nel pregievolissimo suo Manuale dimostrat? ~be vi sono anche oggidì dei casi, nei quaÌi è ~a p~eferirsi 1~ macinazione a mole (bassa). a quella a cilindri (alta), dice: « uno di questi casi si presenta ora qui « parlando dei molini militari. « Il d ipartimento militare richiede dai suoi molini almeno « 1'80 °.I• d1· f:arme · (ct) · noto che nessuna qualità di . .:. ; benche, sia bEL VETTOVAGLIAMENTO

LE ESIGENZE MILITARI ED ECONO)J ! CHE

spesso cadere fra gli art,igli della· camorra locaie, ciò che non solo non torna per lo più vantaggioso al servizio ed al bilancio, ma che non favorisce neppure l'economia _p~bblica, come già si ebbe occasione di accennare. Inoltre quando si adottasse · come sistema normale quello di consentire che ciascun corpo ricorra al commercio locale, si verrebbe necessariamente a precludersi l'adito a profittare dei prezzi all'ingrosso (wholesale) ed a d over subire i prezzi al minuto (retail), ciò che co~tituirebbe un danno sicuro pel bilancio. I primi prezzi si stipulano per lo più tra produttori e commercianti; i secondi tra commercianti e consumatori. Generalmente le merci vengono cedute da commercianti grossisti a commercianti di minor conto, finch è, attraver,;o un numero maggiore · o minore di intermediari, arrivano al consumatore. Ne consegue che in tali successi vi passaggi il· prezzo vada gradatamente ·aumentando per ragioni economiche notissime, ed il dislivello tra il prezzo all'ingrosso e quello al minuto, che per alcune specie di derrate è dal 10 al 15 °/o, per altre salga al 20, 30 o 40 °/~, tasso questo ultimo non sempre ing iustificato; e salga anche al 100, 200; 500 o 1000 °/.; cifre che, per quanto enormi, non cèssano per· ciò d'essere vere. È quindi da ritenersi finanziariamente dannoso anche p~r . l'amministrazione militare un sistema che impedisca di profittare dei prezzi all' ingrosso. Che se può esseJ:ìe avvenuto che il sistema di rivolgersi a piccoli commercianti locali abbia dato risultati finanziari soddisfacienti, è lecito argomentarne che, a prescindere da ogni altra considerazione, la qualità del genere dalla maggior parte di essi sommin istrato debba essere . stata meno buona. Il dislivello tra il prezzo all'ingrosso · e . quello al minuto è un fatto economico naturale ed universale, che inevitabilmente àeve esercitare la sua influenza anche sulle contrattazioni che stiamo esaminando. Nel nost,ro esercito infine non sarebbe adottabile il sistema di far confezionare il pane direttamente dai corpi con mezzi propri, come si pratica, per circostanze di fatto specialis sime, in Russia, all' infuori però. delle zone della fronti era

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l'industria dei inolini, pag. ~.76. ¼ dai mo lini a cilindri· si lim ita a li' 80 •;0 µer <1uslli a

(\'l) Ne richiede anzi l' 84

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Lls ESIGENZE MlLlTARI ED ECONOMICHli:

« frumento e nessun sistema di macinazione possa dare un « tale rendimento. Se questi molini arrivano egualmente alla « resa prescritta, ciò è segno che nelle farin.e resta una per« centuale di crusca polverizzata. Non c'è quindi la con ve. « nienza di produrre diverse qualità di farina col sistema « costoso dell'alta macinazione, se poi queste si debbono ri« mescolare, giacchè il governo richiede una sola qualità. » Prosegue poi dimostrando che anche la bassa macinazione, bene organizzat~ può dare e dà all'amministrazione militare ottimi prodptti e cita come esempio il molino milita.re di Padova. Tutto ciò sarà certamente vero, benchè il S iber-Millot abbia dimenticate le esigenze della fabbricazione deila galletta. Ma l'autore non ha considerato (nè gli era possibile farlo, data l' indole del imo librò) la necessità nella quale la nostra amministrazione si trova di avere per ragioni militari potenti stabilimenti di macinazione, non abbondando i grandi molini privati (1). D'altra parte un'amministrazione mili.tare, che nell'anno 1900 impiantasse molini a macine, sarebbe paragonabile all'amministrazione di una grande città che adottasse oggidì per le pubbliche vie l'illuminazione ad olio vegetale.

Il serv1z10 della macinazione e panificazion~ a gestione diretta offre poi allo Stato un mezzo potente per favorire l'economia pu bblica nazionale, e più specialmente l'agricoltura. Annualmente il nostro esercito consuma circa quintali 450,000 di frumento; l'acquisto di esso importa in media lire 11,300,000 circa, che, se spese con sani criteri economici, possono contribuire al benessere del paese. P remet teremo che, per rendere possibile tale fatt o, è sopratutto (I) Il più gran<le molino ìn Ital ia dà 1400 sacch i òi · f.Hina al giorno; il più grande di Buda- Pest ne dà. 3300; il più grande del mondo, a Miniapol is, ne dà 7200 sacclu. <SmEn- Mu.r.oT, op. ciC., pag. i70J.

DEL VETTO V,\O LIA MENTO

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necessario che l'amministrazione militare si astenga dall'impiego dei grani esteri. Non intendiamo che con ciò si possa diminuire di un chicco l'importazione di grani esteri in Italia. Dal momento che la produzione an nua itaÙana del frumento ammonta in media a quintali 32,172,000 circa (media del novennio 1° agosto 1884-31 luglio 1893) ed il consumo (popolazione ci vile, esercito e semina} invece a quintali 39,580,000 circa, è evide.µte che, consumi l'esercito grano estero o nazionale, l'importazione r esterà sempre quella; varierà solo inversamente il consumo di una specie o dell'altra di grano per parte della popolazione ci vile. È bene però premettere che il consumo esclusivo del grano nazionale per parte dell'esercito è consigliato anche da altre ragioni, che brevemente esporremo: 1• I g rani teneri, che normalmente si impiegano nella panificazione, dànno risultati migliori se sono nazionali ; ed anche per quanto riguarda i grani duri, impiegati nella gallettifi.cazione, abbiamo nel regno una produzione, che può soddisfare ogni più rigorosa esigenza. 2• Può darsi che, come è avvenuto, speciali ed anormali condizioni del mercato locale, talvolta causate da momentanee coalizioni di grossisti, obblighino a preferire, dal punto di vista del bilancio, acquisti di grano estero; ma ciò non può costituire-'che un molto eventuale ed eccezionale · utile per il bilancio, al quale sarebbe pur sempre preferibile quell'utile molto più positivo e normale, che si avrebbe, anche dal punto di_vista dell'economia militare, quando si procedesse all'acquisto del genere dai produttori nazionali con metodi che non siano in contrasto cogli usi commer· ciali. 3" Il personale amministrativo militare deve abituarsi allo sfruttamento delle risorse locali, ciò che non si potrà ottenere, quando non lo vi si abitui sin dal tempo di pace, effettuando direttamente a suo mezzo g1i acquisti delle derrate nel paese. L'acquisto dei grani costituirebbe pel personale amministrativo una delle migliori occasioni per conoscere il paese, le sue risorse, i suoi usi commerciali.


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LE ESIGENZE MILITARI EU ECONOMICHE DEL VETTOVAG!.TAMEN'rO

Non disconosciamo che, alla vigilia di una guerra, si debba ricorrere anche alla produzione estera; ma, mentre le autorità militari potranno con poca difficoltà incetti!,re il frumento estero esistente n ei porti o transitante sulle ferrovie nazionali, per i veri e propri acquisti sui mèrcati esteri esse dovranno ricorrere a competenti commissionari . Per molte ragioni tale incarico non potrebbe essere affidato colla voluta larghezza al commissariato militare.

DI ALCUNE QUESTIONf DI TATTICA MODERNA

ConUnu.cizione e fi,ne. -

l'ndi dispensa X

( Continua).

Avv. Lumr G.n.nTr capitano commissario.

Pe1·icoli cli so1'P1·esa. - Colla grande portata delle odierne armi da fuoco le colonne dì fanteria saranno esposte al loro giungere sul campo di battaglia, e dalle sorprese tanto più gravi inquantochè la polvere infume non permeUerà di discernere da qual parte proverranno i colpi micidiali del nemico che mieteranno tante vite e porteranno l'orgasmo nelle file (1). Guai adunque a chi lascierà all'avversario la SO?'J??·esa (!} Si assicura persino che siano iu corso studi M esperienze per so r>primere nelle armi da fuoco la detonazione e la vampa nello sparo. Ed a questo r,roposito mi giova riportare una notit apparsa nel numero -136 do! Giornale dell'esercito delJ'anno l.898. Eccola: Cannoni e fucili senza detonazione e senza vampa . La tattica ha Ònito ap riena rii adattarsi alle nuova condizioni ed a.Ile nuove diflicoltà portate dalla soppressione del fumo segnalante in pa$Sato le posizioni nemiche, che si affaccia sull'orizzont.e un altro orrline di difficoltà e ancora maggiori. Si parla di ti ro senza varnpa e senza d0tonaz ione. Se ciò riesce, in qual modo si potrà distinguere dove si trovi apposta to il nemico, d'onde partano i subi colpi, dove indirizzare il nostro tiro, come regolarlo ? , 1l colonnello francese Huinbert Ila fa tto costruire dalla casa Hotchkiss un cannone a tiro celere da 27 millimetri nel quale è concretata, una sua idea per ottenere la otturazione della bocca ap pena uscito il proiettile. {n questo modo, impedP.ndo ai gaz di espandersi violentemente fuori dell'anima, i fenomeni della vampa e ,lell,t detonaz ione dovrebbero mancare. ii: dovrebbe mancare anche l'irrompere poi de ll',iria entro la canna. Le prove di sparo fatte con questo J)rimo cannone, se non hanno realizzato t utto ciò che l' jnventore si attendeva, hl1flno J)erò già. dato una vampa assai meno visibile, ed u11a qualche attenuazione nel rinculo. Lo stL1Clio sarà continl1ato, ed il Comitato d'artigl ieria franccso J)rovvede col suo concorso al le nuove esperienze. li ·colonneUo Humbert avvita attorno alla bocca del pezzo tin blocco metallico, forato per dar passo al proiettile, e contenente nel suo interno un disco otturatore. Prima del lo sparo il disco sta co ricato orizzontalmente: e nascsoto non oppone ostacolo. Nell'atto dello s11aro gli stessi J:(az agiscono per gallerie laterali, sul disco e lo fanno rial1,we ad otturare la bocca aJ)pena il proiettile è sgusciato. Piccoli rori sboccanti sul contorno del blocco e volti ali' indietro dànno sfogo lento ai gaz. Questo 1:isciar sfogare lentamente i gas semb ra abbia inauenz1 sensibile sul rinculo. Ad uscita violenta dei gas risponde per naturale reazione un rinculo conside1·evo te: Ad


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D I ALCUNE QUESTION I DI TATT ICA MODE RNA

DI ALCUNE QUESTIONI DI '!'ATTICA lllODlWFA

del fuoco, gLiai a chi cadrà in una delle tante imboscate che

così le masse - avanguardie e grosso - spiegantisi al coperto dai disturbi da parte del nemico, qualora riassumano in loro stesse la somma di tutta l'intelligenza esistente nel « rispettivo riparto e se furono accuratamente istruite... « ... Mentre le due · cavallerie si spiano vicendevolmente « senza risultato, le pattuglie indipendenti, si avvicinano ecl « ent rano in azione contro la ca valleria che si vede obbligata « a retrocedere, mentre le pattuglie di cavalleri~, assodano « le intenzioni del nemico ». Per il caso poi cli attacco di un nemico in posizione, lo stesso autore così descrive l'azione di tali pattuglie : « ... A 1000 :fi.no a 1500 metri dalla posizione, le pattuglie « di cava.lleria spinte avanti, sono arrestate dalle salve di « stormi. Il comandante si persuade che la sola cavalleria « non può procqrare sufficienti notizie sull'avversario per « impegnare decisamente il suo corpo di truppe. « Chi deve ponar~ in luogo della cavalleria le desiderate « notizie? « La fanteria naturalmente. « Il comandante dispone perciò delle pattuglie ind.ipen« denti della sua a·vanguardia, indica e asseg na loro la parte « del fronte nemico da riconoscere. « Queste pattuglie ben provviste cli cartucce, si spingono « cau tamente in moto utilizzando con diligenza ogni piega « del terreno : vanno, strisciano o corrono, ad uno ad uno, « da una copertura all'altra sino a raggiungere una distanza·· « di t iro efficace da dove aprire il fuoco contro tutti i ber« sagli che si presentano. Sotto la protezione d i questa « catena di pat tuglie, ufficiali dello stato maggiore e cli ca« valleria, con buone lenti, salendo sui campanili, su alti « alberi, riconoscono la posizione nemica; mentre svelte ed « intelligenti pattuglie d' ufficiali di cavalleria, girando al « largo osservano d ietro la posizione nemica e recano rap« porti ... » I n Francia ed in Russia ove il problema della esplorazione tattica venne part icolarmente studiato, è stato stabilito, già da tei:npo, cli istruire nello speciale servizio delle «

ogg imai verranno tese con arte sublime e :fi.ne astuzia del nemico. La par te sorp1·esa correrà serio pericolo di essere distrutta prima di orizzontarsi e prima ancora di poter porre riparo alla minaccia. In vista adunque della considerevole distanza alla quale le colonne dovranno pensare oggidì a c0.prirsi, si deduce l' impossibilità di riuscire coi mezzi di cui dispone attualmente. La ricognizione del campo d i battaglia affidata alla cavalleria, potrà t alvolta falfoe, epperciò basandosi esclusivamente su di essa si correrà il · rischio di esporre i pr imi riparti di fanteria impegnati a delle ingrate sorprese. Del pari, le pnnte, i :fiancheggiatori e le pattuglie di combat timento, stabilite ora dai n ostri regol?,menti, sono del tutto insufficienti a garantire la si curezza delle colonne durante le marce di avvicinamento. S' impone quindi la necessità di sostituire simili mezzi con . altri pii1 efficaci e di esito più sicuro, od almeno di provvedere per sussidiare quelli attuali con altri maggiormente utili e più validi. È ora generalmente ammesso che l'incarico di' fornire al comando informazioni sul nemico debba anche essere affidato ad appositi n uclei di soldati scelt i di fanteria i quali, seguendo a distanza la Cf.tvalleria, completeranno questo importantissimo ramo di servizio in campagna. « Soltanto patt,;glie d i fanteria operanti indipendente« mente, dice il v. der Goltz, possono sostituire la cavalleria « nella precisa ricognizione delle forze nemiehe e proteggere uscila rallentata ed in successi ve quan tità minori, corrisponden te un rinculo più . debo le. Eguale sistema è app.ficabile anche ai rncili. Con ques ta variante pero, che invece <li un disco otluratorn vi è un:1 palletta sferica otturatri~e : i gas la sollevano e la spin go no con tro la bocca (forse come accade nelle bott.iglic cl'acque gasose). Si noti che in ambo i casi, la inn ova'l.ione se. raggiunge lo scopo,, è applicflbi le anche sulle artiglierie e sulle armi portatili già esistenti. Questa invenzione, benchè apparisca ingegnosa, dìflicilcnente potrà ottenere la sanzione della pratica. L'apparecchio del colonnello Humbert, quale viene descritto in ,1lcun i giornal i, riusci rà con tutta probabilità o inefficace o 1>ericoloso, o magari l' una cosa e l'altra ad 1.1u te mpo. (Nola dell'auto1·e).·

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DI ALCUNE Q.UEST!ONl DI TATTICA MOD ERNA 1948 pattuglie di scoperta, quattro sold.a ti intelligen~i in ciasct~n plotone di fanter ia. Tali soldati ass~nsero n~me, m Francia di éctafre1ws dii te1·rain ed m Russia di pat_tuglianti (1). . . « Si ha in questo modo, dice il tenente Mayo 111 un ar« ticolo comparso sulla nostra Rivista NiiU~a1·e, un n~ole~ « eletto dalla forza di una squadra per ogm compagma, di « solda~i scelti, rotti · agli esercizi ginnastici , stimatori e « ti.ratori scelti, meglio pagati per invogliarli a.l loro spe« ciale servizio incaricati cli costituire una prima catem1 « avanzata cli ~iccoli gruppi nell'offensiva, e di fornire un « ottimo servizio di pattuglie nella difensiva. . . « Una volta incominciato il combattimento i cacciatori « esploranti ' saranno specialmente preziosi yor ricon?s~ere « (specie in terreni insidiosi, ro~ti, copert.1), _la P?s1z1on~ « nemica stesi in una catena d1 pattuglie rncaricate d1 « vedere 'ed avvertire in tempo la catena di combattimento « che li seguirà. I cacciatori esploranti saran11:o utilissi~i « sul campo di battaglia per missioni di fiduc~a, per aggi« ra.menti, per distaccamenti sui franchi del nemi:o. . « Nella difensiva, i cacciatori esploranti appiat tati allo « innanzi accoO'lieranno l'attaccante con fuochi di sorpresa 0 « e serviranno inoltre a costituire una specie di avanlinea « di tiratori il cui mandato sarà appunto quello di far bat« tere falsa strada al nemico. In questo caso, lo sgombro « dell'avanlinea accadrà in modo da esporre l'avversario ad « essere preso di fianco dal fuoco della posizione princ~ « pale.(2) » . . Basandosi su questo stesso principio è stato adottato d~ taluni eserciti il sistema di far montare tali esplorato:1 specia.li sopra appositi muletti o cava,lli legg~e~i per m.egho corrispondere al mandato loro affidato e suss1diare cosi con

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1H Al.CUNE QUESTLONI DI TATTICA M0DER:NA

1919

maggior sicurezza cli riuscita i soldati di cavalleria mcariéati della r icognizione del campo di battaglia. Il maggiore austriaco Regenspursky sostiene appunto questa idea, nella persuasione che la fanteria non possa contare esclusivamente sopra la cavalleria per provvedere alla propria sicurezza e propone perciò cli far entrare nella composizione di ciascun reggimento un piccolo numero di uomini a cavallo, una quindicina circa, di cui egli riassume così l'impiego durante le màrce e sul campo di battaglia: « Durante le marce essi aumenteranno la zona di sorve~ glianza dei distaccamenti di fanteria incaricati di assicu~ rare le truppe, essi collegheranno le colonne.fra loro, ecc. « I n vicinanza del nemico e durante il combattimento essi « esploreranno . sulla fronte e sui fianchi le unita di fanteria « cui saranno addetti, assicurera.nno 'il legame o l'azione « concorde colle unità vicine, ecc. (1) » . N'otisi poi .che gli uomini montati, che si verrebbero per tal modo ad aggiungere in permanenza ai reggimenti di fanteria avrebbero anche per missione di alleggerire la cavalleria dal servizio di corrispondenza per il quale essa dissemina talvolta i propri uomini, facendo d'altra parte compiere loro incarichi non dirett.amentè attinenti alla propria missione speciale. Ed è in tal senso che venne risolta la questione in Russia ove al presente è unito a ciascun battaglione una dozzina cli messagge1·i a cavall,o. In Austria probabilmente con scopo analogo, venne stabilito di recen te, che i trombettieri dei reggimenti di fanteria siano montati (2). Del resto l'idea di fare entrare nella composizione dei reggimenti di fanteria qualche uomo montato per disimpegnare il servizio cli staffetta, d'ordinanza ed anche èli esplorazione non è certo nuova e lo ste3so Napoleone il Grande ebbe a concepirla. Le varie armi, egli dice, debbono

(l ) In Germania ed in Austria vcn.go.M istr.ui l i nel. serviz io di esplorazione tntti ì

soldati di fanteri a, salvo 1>o i a serv1rs1 dei p1u cnpac1. . (!) 1/ivista Jlitilai·e Ualiana, novembre t89G. - Polvere sen:::a fumo e piccolo calibro.

(-l) RBOENSPunsKv. - llcritlene l nfanterie-Patrouitlen, eine consequenz dei· nattw des Leìtigen !.amp(es u11d des weitt-eicltenclen. u11sichtba1·en Schusses. (2J Riuisla .llititm·e ltalìana. - .Yolizie nÙlitari esteri, r~bbraio {897.


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DI ALCUNE QUESTIONI DI TATTICA MODERNA

approssimarsi il più possibile le une alle altre, fino al punto di essere capaci di supplirsi in caso di bisogno. Esse debbono possedere dei mezzi d'azione comuni di cui uno · dominant e e che è proprio a cjascuna di esse (1). In vista adunque della cresciuta importanza delle norme di sicurezza in campagna, da aversi specialmente dalle truppe durante la marcia ·di accostamento, ritengo indi< spensabile si addì venga anche presso di noi alla creazionè c1i appositi esplo1·ato1·i del terreno o cacciato1·i esplo1·anti. E . per meglio assicurare il còmpito loro e porli in grado di ;oncorrere efficacemente nelle ricognizioni, parmi sarebbe opportuno che i medesimi venissero provveduti di apposite speciali cavalcature di piccola statura, di gambe sicure e capaci di andature celeri. Oltre ai muletti, non difficili a trovarsi in certo numero fn Italia, credo ch e a queste condizioni corrispomlerebbe mirabilmente il nostro cavallo sardo, il cavallo abissino e taluni cavalli di razza veneta. Tratterebbesi soltanto di incoraggiarne l'allevamento e la produzione e con ciò credo che in breve si potrebbe arrivare a disporre di un numero sufficiente di tali quadrupedi da servire a creare i nuclei degli esploratori o cacciat?ri a cavallo. Scegliendo poi nelle classi di leva uomini della Sar~ degna, della campagna romana e della Maremma, già pratici del cavalcare alla buttm·a, fornendo loro un equipaggiamento leggero, ed armandoli del moschetto attualmente in distribuzione ai corpi di cavalleria, parrai che lt1. costituzione di questi nuclei non sarebbe ostacolata e che, con un regolare addestramento, essi potrebbero rendere immensi vantaggi nelle foture operazioni guer resche. Oltre di ciò, è a credersi, che per disimpegnare simile incarico, la fanteria potrà giovarsi utilmente della bicicletta; macchina che in t aluni casi tende oggi persino a sostituire (1) Veggas i a questo proposito nella corrispon<1enza di Napoleone l il progetto di una nuova organizzazione dell' armata riprodotto dal generale Bertrand. Nella gl1erra di secessione in America la fanteria montata ebbe frequente impiego. Attualmente la guerra del Transvaal ce ne offre no·vcllo esempio.

01 ALCUNE QUESTIONI DI TA't'TIC.A !IIOJ>E RNA

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il cavallo, ed il cui uso trionfa ora mai sn ogni pregiudizio, riuscendo a guadagnare sempre più le simpatie degli avver- , sari anche i più accaniti. Non mancano esempi dell' utilità militare di questo nuovo mezzo di locomozione. e nelle grandi manovre in Germania, nelle esercitazioni di corpo in F rancia e nelle grandi manovre in Russia, in Austria ed anche in Italia si ebbe ca:inpo di appr ezzare il valido concorso che nelle future guerre potrà essere recato da ripar ti di ciclisti combattenti. Ma se finora i ciclisti militari vennero più specialmente impiegati,: n ella trasmissione degli ordini, nel sostenere la cavalleria e l'artiglieria, nel formare linee avanzate, nel servizio di sicurezza in stazione, ne! compiere infine ardite e speciali imprese (occu pare punti importanti , distrngger e opere d'arte, sorprendere un convoglio una stazione, ecc.); oggidì vediamo esteso il loro còmpito a sussidiare la cavalleria nel11 esplorazione del terreno, garant endo così la marcia delle colonne di fan teria in vicinanza del nemico (l ). « P er la connessione dei fatti, t rovo scritto nel Joiwnal « des Sciences ~1ilitaù-es (2), si è dunque condotti a confi« dare la missione di ciclisti agli éclaù-em·s di fanter ia. Questi « esploratori-ciclisti scelti fino dal tempo· di pace; sarebbero « esercitati nell'uso della bicicletta e riunit i di tratto in « tratto in corpo autonomo sul t otale del reggimento, ese« guirebber o, sotto la direzione degli ufficiali incaricati della « loro istruzione, operazioni speciali. Il resto del tempo essi « rimarrebbero colle loro compagnie ove r iceverebbero, oltre « l'istruzione degli éclafreiws, il rimanent e della loro istru« zione militare come gli altri uomini del ripar to ... « ... Questi soldati r aggruppati oppor tunamente potreb« bero essere incaricati di speciali missioni e fra queste di « una parte del ser vizio di protezione delle colonne. « Divisi in estrema punta, punta e grosso essi copriranno « facilmen te a due o tre chilometri innanzi t utte le t ruppe (l.) Alle ultime grandi manov!'e una compagnia bcrsaglicri-ciclisli venne appunto impiegata in tn le missione. Ora credo vogliasi Cl'Care una 2• compagnia. (2) Comz>a.gnies cyclist.es, dispensa del maggio i.Sui, pag. 279.


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1>1 ALCUNE QUESTIONI Dl TATTICA )l0DE1'NA

DI ALCUNE QUESTIO)ll DI TATTICA MODERNA

combattimento a piedi nel quale sarà senza confronto superiore a qualunque cavaliere appiedato (1) ». In Francia, il capitano Gérard - il campione dei ciclisti militari - ha ideato una macchina pieghevole che, a guanto sembra, corrisponde alle esigenze d' indole militare e che nelle esperienze, ha dato ottimi risultati (2) . Il n ostro capitano Boselli ha del pari. immaginato una nuova bicìcletta leggerissima, JJieghevole e perciò facilmente trasportabile e che dovrebbe servir e egregiamente per dotarne gli esploratori o .cacciatori di fanteria. Se, come è a sperarsi, questa macchina od altra congenere riuscirà nelle esperienze in corso, è cer to che potrà utilmente essere impiegata a scopo militare, facilitando cli molto il còmpito degli esploratori di fanteria e rendendo così sicure le truppe durante le marce in vicinanza del nemico (3). Comunque, liberare la cavalleria dal servizio di staffetta; moltiplicare ed estendere a distanze considerevoli la percezione del comandante, diffondere immediato il suo pensiero; gettare come fulmine uomini arditi là dove una impresa arrischiatà può sconvolgere i progetti del nemico, completare il valore t attico della cavalleria con corpi che possano segnir la e tenere le posizioni occnpate, sono vantaggi troppo notevoli perchè possano venire trascurati. · Auguriamoci adunque che anche presso di noi, o valendosi del cavallo ànimale o del cavallo di ferro, od alla peggiore ipotesi del cavallo di S. Francesco, vengano organizzati al più presto speciali esploratori di fanteria sulla cui azione le truppe operaÌ1ti possano ritrarre prezioso aiuto nelle prossime guerre. ,<

marcianti isolatamente. In terreno accidentato, questa « avangnardia di ciclisti marcia a sbalzi da una cr esta al« l'altra, come è indicato per la cavalleria, osservando tutte « le prescrizioni dell' istruzione sul servizio in ca~pagna « portandosi quattro o cinque volte più lungi degli éclai« 1·em-s a piedi » . Del resto anche nella guerra cino-giapponese si ebbe piena · conferma cli questo nuovo orizzonte aperto al ciclismo mili: ·, tare, poichè durante la medesima la bicicletta fu largament e impiegata dagli esploratori e dalle staffette (1) . E nella attuale guerra al Transvaal gli esploratori ciclisti inglesi annunziarono tre giorni a vanti della battaglia di Glencoe (20 ottobre) l'avanzata dei Boeri (2). L'industria, sempre più in fiore del velocipede, faciliterà poi grandemente il suo impiego a scopo militare poichè oltre alle ~nodificazioni apportate in questi ultimi tempi alle biciclette, nel senso di poter raggiungere velocità e resistenza considerevoli, si studia attivamente per renderle pure oltremodo leggiere, pieghevoli e facilmente trasportabili ; qualità queste veramente preziose pel caso da noi considerato, poichè per mezzo di esse, il velocipedista non sarà più vincolato in modo assoluto alle strade è potrà così recarsi dappertutto clileguando anche l'ultimo- dubbio circa il vantaggioso i~piego dei ciclisti militari nelle ricognizioni del terreno. « Più rapido del pedone, più spigliato del cavaliere il fu« ciliere-ciclista potrà giungere a contatto col nemico, os« servare minutamente le sue disposizioni, quindi cacciarsi « fra le boscaglie e raggiunta la prima rotabile inforcare « la macchina e silenziosamente sparire. « Esso sarà il clra.gone ideale del F euquières ed il vero < archibugiere a cavallo del maresciallo di Brissac, perchè · « addestrato ed educato nella fanteria non conoscerà che il «

(i) Nello sbarco di Hai-mi-tang e nella battaglia di llaitscheng · specialmente, una sezione di 23 ciclisti, comandata da Europei, ebbe appunto queste missioni elle riusci a compiere ottimamente. (2) Anche i B')e ri 5i servono in questa guerra della bicicletta però, a (1uaato m1 consta, solamente per il servizio di posta.

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«

(I J La fante1·ia ciclista e i·etativi esperimenti nel 189G, L. NAT AL I. -

Rivista mili-

tare italiana, febt.raio {89i.

-"

(2) Oltre ques ta bicicletta ne vennero sperimentate a.ltre di diversi moticlli e pare ?he _ab bia ottenuto maggior favo re una bicicletta seoza catena. - (lliv ista mitilai·e 1tal1an o, dicern l,re l.S99. Notizie ·milita1·i estere, pag. 2:1.89). (3) S. M. L'imperatore 1Ji Germania. ha bandito, con tale intento un concorso a premi J)er l' in1'enzionc dclliLmigliore bicicletta pieg hevole. - Veggasi a proposito dell'esplora1.tm1e l'articolo del tenen te G. MA vo, Cacciatori esploranti, nel liLRivista militare italiana, d1s~cns,t XVI[( del i 898, nel quale l'autore oltre al propugnare l'adozione di questo nuovo aus1!Jano dell'esplorazibne, traccia i criteri che dovrebbero regge re la scelta del personale, 1! metodo d' istruzione e l' impiego eia farsi di esso nei futuri combattimenti. 123 -

ANNO XLV.


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DI ALCUNE QUESTlONI DJ TATTICA MOUEltNA

*** Sistemi per 1n-itiga1·e le pàdite nel com,battimento.

In questi ultimi tempi nacquero dubbi circa la micidialità del nostro fucile a piccolo calibro, battezzandolo persino col nome di fucile umanitario, causa la lieve entità e la facile guarigione delle lesioni che si dice·va fossero da esso prodotte. A confotare tali asserzioni, che produssero così viva impressione, sorsero subito autorevoli scrittori, i quali, dopo aver sfatata ]a leggenda umanitaria che avrebbe dovuto circondare la nuova arme, n.e posero in piena luce ltL grande potenza ed i tremendi. effetti che questa sarà per arrecare nelle prossime guerre. Un'arme infatti che, come dice il capitano Cascino nell'n,pprezzato suo studio sulle armi da fuoco portatili, spinge la sua azione micidiale sino all'enorme distanza di 4000 metri, che uccide più individui in una volta, che uccide più facilmente e più presto, che accresce il numero dei morti e dei feriti, che lancia una grande quantità di proiettili in poco tempo, che impedisce di recare il pronto soccorso ai caduti, non potrà che accrescere la fiducia che l'esercito e la nazione hanno riposto in essa. · Tralasciando quindi questa disgressione che mi d ilungherebbe troppo dal mio soggetto, ammetterò senz'altro come dogma infallibile, la grande potenza e la terribile micidialità delle n uove armi a, piccolo calibro di cui sono armati i principali eserciti europei. Non rimane perciò al tattico che studiare nuovi mezzi, ideare orti nuove, per porre riparo a qnesto stato di cose e limitare il più possibile, le perdite rilevanti che per effetto cli dette armi e delle potenti polveri odierne, verranno a prodursi sui campi di battaglia (1) . (il Nel la guerra che si sta combattendo in Africa, gli Inglesi per mitigare gli effett.i dei rucili Mauser, imp iegati con rara abili tà- dai Boeri, hanno introdotto l'uso di aTJPO· siti treni blindati coi quali si avvicinano protetti alle posizioni nomiche. In seguito a ciò le autorità mili tari <li Germania, che non lasciano passare occasione .alcuna per accrescere i loro mezzi offensivi e dirensivi, st.anno sperimentando un treno

lll ALCUNE QOESTJONl DI TATTICA MODERNA

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Avverrà così che, d'ora inuanzì, le mosse tattiche, le formazioni di combattimento e le disposizioni da prendersi dai singoli comandanti, fino dalle grandi distanze, dovranno essere in relazione cogli effetti delle armi moderne, in modo cioè da permettere l'azione più completa della forza colle minori perdite, anche nelle crisi più intense del combattimento. « L a fucileria », dice il generale Massa nella prolusione al suo libro, ~11 quale ricorreremo spesso durante il riostro lavoro, « riescirà ancora a conseguire splendidi' successi « senza essere sorpresa da immani sacrifici, allora solo che « i suoi condottieri sapranno attraversare, manovrando con « accortezza pari all'ardimento, le profonde zone battute « tanto intensamente d11i fucili di piccolo calibro e dai. « proiettili scoppianti delle ar tiglierie. » Avremo quindi fronti larghi., fo1:mazioni sottili sia in linea che in colonna, utilizzazione massima d'ogni schermo offerto dal terreno e ripartizione delle truppe all'inizio della battaglia in tanti gruppi tattici staccati, i quali al momento finale e decisivo, andranno serrando:,:i rendendo completa e quasi continua la linea di battaglia.. Del pari, eccezione fatta per taluni riparti destinati a molestare da lungi le batterie avversarie, si eviteranno i tiri in massa alle grandi ditStanze, perchè questi richiedendo frequenti soste, esporranno le truppe a rimanere più a.lungo sotto il fuoco nemico subendo forti perdite. Si avanzerà adunq_ue il più celeremente possibile per giungere a 900 ed anche a 700 ~tri dal nemico cercando di sopperire colla ,velocità delle mosse alle gravi perdite e ritraendo dal fuoco accelerato delle nuove armi, alle medie e principalmente simile a quello di cui han no fatt.o uso gli Inglesi nel Sud-A frica. Le esperienze si fanno sulla linea militare da Schoeneberg a Knnersdorf. Tutto il treno è protetto cl,~ forli lamiere di ferro Esso è composto di una locomotiva, (li un vagone corazzato po rtante una mitragl iatrice Maxim, e un certo numero di vagoni pure corazzati, in cui si trovano uomini armati di rucilc. La mitr:1gliatrice, che si trova nel prirno vagone, é desti nata a spnzare il terreno in· nanzi e ai Oanchi del treno, ed è quindi disposta in morJo rfa poter tirare in tre direzioni. - (Giornale Il Cor·riere della. Sera, a~no J.900 n. !) .


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DI AI.CUNE QUESTIONI DI 'l'ATT!C A MODERN A

alle piccole clista.nze, i vit.toriosi effetti che dobbiamo nprornetterci da esse. I battaglioni di seconda linèa poi, formati su più schiere in ordine chiuso, verra.nno a fondersi colla catena marciante all'assE~lto man mano che arriveran no sulla linea di fuoco clan' dole così il necessario impulso per vincere le ultime resistenze e giungere rapidamente a conquistare la posizione nemica. A.ltro espediente cui gioverà ricorrere in avvenire per attenuare i disastrosi effetti delle nuove armi, sarà quello di trar profitto della notte per impadronirsi di posizioni avanzate ovvero di località che offrono punti d'appoggio importanti, come: villaggi, boschi, corsi d'acqua, ecc. Occorrerà per ciò riunire le colonne nelle tenebre, gu i.~ darle e farle arrivare assieme ed ordinate al punto designato, allo scopo di attraversare col favore della notte una parte notevole della zona pericolosa e poter impegnare l'azione allo spuntare del giorno, evitando così le gravi perdite cui, in caso diverso, soggiacerebbero ]e truppe fino dalle grandi dist~mze. « Le tenebre della notte, dice il von der Goltz, serviranno « all'assalitore, esse nasconderanno i suoi preparativi agli « avve1;sari e gli permetteranno di avvicinarsi al punto di « attacco, ciò che di giorno gli costerebbe perdite conside<< revoli. )> · · Tale idea del resto è propugnata pure dai nostri regolamenti ed infatti nelle norme per l'impiego delle tre a.nni nel combat t imento, nel capitolo dedicato alle opera,zioni di. notte, è detto a guisa di premessa, che : « La cresciuta, efficacia delle armi da fuoco tende aci. au« mentare sempre più l'importanza dei combattimenti di « notte e sarà per ciò opportuno iniziare talvolta di notte « l'attacco contro nemico già stabilito in posizione, allo « scopo di traversare colle proprie forze una parte dello « spazio battuto dall'artiglieria dell'avversario senza soffrire « perdite considerevoli. » E qui credo cada in acconcio far cenno di una ingegnosa formazione di. combattimento proposta dal generale De Giorgis

DI A L CUNE QUESTION I DI TA'rTICA MODERNA

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comparsa in un articolo della Rivista cl' a1·tighe1·ia e genio (1) tendente appunto a sottrarre le truppe di fanteria agli effetti micidiali dei fno0hi tanto di fucileria _quanto di artiglieria sia nei momenti di avanzata come nei successivi appostam enti. , · Base della formazio:ue sarebbe l'abolizione delle attuali catene e 1a costituzione della linea di file con intervalli tali fra fila e fila che alle diverse distanze il fascio dei t iri mirati o il cono éli dispersione degli sbrapnels diretti sopra una delle file, non offendano che in minima misura le file adiacenti. Verrebbe adottata una sola specie di fuoco a volontù cli gue1·1·a, variabile in intensità col variare dell'abilità del tiratore (1 suscettibile di dare il massimo effetto utile col minimo consumo di munizioni. Sulla linea di fuoco si disporrebbe il minimo numero di uon.tini i quali impiegherebbero la loro arma in modo da trarne la m,as,'fima effecacfo. (questa condizione è la principale e sopra di essa l'autore ba;a specialmente il suo sistema) combinando fuoco utile e vulnerabilità minima in modo da raggiungere quell'effetto che è voluto ·dalle condizioni tattiche del momento. L~1 tirannia dello spazio mi vieta di esporre minutamente le particolarità della formazione di combattimento ideata dt1l prefato generale, dirò soltanto che la ripartizione della com pagnia in plot oni e squadre, basate sulla abilità nel tiro. e coi concetti sopra esposti, offrirebbe t anto nèllo schiera~ mento quanto nell'a,vanzata una vulnerabilità a8Sll.Ì minore di quella di un riparto ugualmente costituito, il quale si schieri ed avanzi con catena e sostegni, in conformità delle disposizioni regolame11.ta.ri nostre' e della generalità delle altre fanterie. Il generale De Giorgis dimostra ampiamente nel suo articolo i grandi vantaggi da ritrarsi coll'applicazione del suo sistema ed enumera eziandio con copiosi dati i risulta.ti pra tici ottenuti al poligono in confronto al metodo regolamen(1) Anno i89S, voi. li i e IV, patr. 221-!,9 .


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tare. Senza seguire l'egregio autore nella sua efiìcace esposizione mi limiterò. ad accennare ·che, ove si am1~etta che l'efficacia del tiro di guerra sia 1/.c di quella che si ottiene co'l tiro di pace, le perdite colla formazione dal medesimo vagheggiata in linea di :file, · sarebbero 2, 8 volte minori di quelle che si otterrebbero in eguali condizioni nella formazione regolamentare. Risultato certo non disprezzabile e del quale ritengo debbasi .tenere. il voluto conto (1) . Se però il giudizioso impiego delle truppe e l'abilità nel sapersi valere degli ostacoli offerti dal terreno, mitigheranno notevolmente - specie nelle prime fasi del combattimento gli effetti disastrosi delle nuove i:v:mi, tali mezzi non .saranno sufficienti a .p orre riparo alle perdite grandissime che andranno verificandosi nelle schiere assalitrici allorquando queste penetreranno ne.ll'ultima zona che intercederà dal nemico i in quella zona cioè nella quale la morte mieterà spietatamente e se_u za . risparmio tante nobili vite e che appunto per questa ragione venne 11 buon diritt o chiamata la zonci della m01·te. Credo perciò opportuno - anch_e a titolo di curiosità non passare sotto silenzio p·er .ultimo una proposta che colpisce la fantasia e che per quanto azzardata, di non facile attuazione e t endente persino al. ·romanzo, non manca tuttavia per la sua originalità e bizzarria di destare vivo interesse. Intendo cioè :parlare cleU' a1·m,atiwa della fante1·ia; così strenuamente sostenuta in Fran cia dal peri'odico militare Le Spectateu1· militaù·e e di cùi il Ooumés si dichiara fervido apostolo (2) . L' idea consiste nel creare una specie cli forti:6.cazione portatile munendo una parte della fanteria di apposita corazza resistente alla grande penetrabilità dei nuovi proiettili. Gli uomini muniti di questa leggiera corazzatura formerebbero altrettanti scudi viven.ti i quali disponendosi innanzi alle Non sarebbe, credo, inopportu no eseguire nelle esperienze su vas i.a scala del nuovo metodo De Giorf! iS. (2) Coom'cs. - Aperçus sur la. t,1cti,7t1e de dema.in mise e-n -1·appo1·t <wec la puissance (I)

dtl nouv el annement et l'einploi , de la poud1·e sans (ttmée.

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Dl ALCUNE QUESTIONI DI TATTICA MODERNA

DI ALCUNE QPESTIONI DI TATTICA MODERNA

. .,..

colonne, permetterebbero a quest e di poter avanzare incolumi nella zona più. pericolosa del campo di batta.glia, e giunti a circa 300 metri dal nemico, sgombrando la fronte, darebbero campo alle schiere retrostanti cli slanciarsi arditamente all'assalto. Non mi nascondo che ta.le idea 'desterà l'incredulità nel lettore, apparendo essa di difficile attuazione, avutq riguardo essenzialmente alla penetrazione gra.ndissima dei pr,o iettili de.Ile odierne armi portati.li, all' im:u:ffi.cienza di un'esile corazzatura contro i tiri dell'artiglieria, 111la necessiti1 cli dover distrarre non. pochi fucili dalla linea di fuoco ed infine per la difficoltà di porre d'accordo lo slancio delle truppe, nella . ultima e più intensa, crisi del comba.ttimento, colla cappa pesante di cui si vorrebbe munire la fanteria. Non ho in animo di contestare simili obiezioni, però nel1' interesse stesso dell'argomento e per renderlo completo, ritengo metta il conto di accennare in modo sommario le ragioni che i fautori della fortificazione portatile citano in loro favore, intendendo con ciò di lasciare la questione. del tutto impregiudicata e mantenere da parte nostra piena assoluta riserva sulla pmticità d'impiego del sistema in parola. Anzitutto circa la difficoltà cli poter trovare un metallo o lega metallica resistente all'urto del proiettile moderno, i sostenitori dello scudo protettore per la fanteria, fanno rilevare che l'rblluminio, il nickel-acciaiato e l'accia.io-cromo servono mirabilmente allo scopo; ed a suffragare tale loro asserto fa,nno cenno di esperienze eseguite con piastre éli nickel-acciaiato, dalle quali - stando a quanto asserisce lo Specfoteu1· militafre - sarebbe risultato che uno scudo di tale metallo, avente spessore inferiore a 4 millimetri, potè arrestare la pallottola èlel focile Lebel, sparata a 40 metri di distanza (1). ,

ed

(i) Tutt i ri_ co l'/lano le esperienze ratte tempo addietro, sia pure con risul tato negativo, in AuSLl'ia e altrove colla corazza inventata da certo J.owr. All'arsenale <li Vienna si sono fatte inoltre dalt 'autOl'ità militare re JJ\icate JH·ove con una nuova corazza di siclll'ezz~ inventata da un pola.cco. [.'esito sarebbe stato splendido.L'inventore stesso ri· vestitosi clella sua cora7,za, che è leggerissima, si fece spara re su l petto moli.i coltli col


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D I ALCUNE QUESTIONI DI TA TTiCA MODERNA

DJ. ALCUNE QUESTIONI DI TATTICA MODh:KNA

Appoggiandosi dunque sopra questi risultati, dice il Coumés, noi proporremmo l'adozione di una corazzatura individuale del peso di circa 9 chilogrammi èhe potrebbe facilmente essere portata da un uomo e che risponderebbe maggiormente alle esigenze della pratica. Lo stesso autore, per togliere ogni prevenzione contro simile sistema, aggiunge in seguito: M:a, diranno i nostri modernisti, è dunque il sistema degli uomini ricoperti di ferro, armati di tutto punto che si cerca di risuscitare, il ritorno agli antichi procedimenti di lotta del Medio Evo! E perchè no? F urono le armi da fuoco primitive che altra volta fecero abbandonare le corazze. È l'arme ch1 fuoco la più perfezionata che oggidì tende a rimetterle in voga. L'evoluzione che si verifica in tutte le arti deve pure prodursi nell'arte della guerra : la vita di questo mond,o non è essa un eterno ritorno all'antico? All' i11.suffi.cienza degli scudetti contro i tiri dell'artig lieria, l'inventore oppone le seguenti ragioni : ' 'l'rattandosi. di bersaglio mobile che si sposta co11tinuamente, il puntamento Si1rà difficile e la rettificazione del tiro lunga ed incerta.

Il fuoco dell'artiglieria dell.'atta.ccante essendo diretto con intensità contro le batterie della dife.s a queste saranno distolte dal tirare sulle colonne d'attaccb e sui loro scudet ti (1). Tali colonne infine essendo giunte a 400 ed, anche 300 metri dalla posizione nemica, l'ar tiglieria non potrà dirigere i suoi fuochi sopra di esse senza correr e rischio di colpire la propria fanteria e ferire in blocco .amici e nemici (2). I n merito al numero cli uomini che bisognerebbè adibire al trasporto di questi congegnL togliendo così altret tanti fucili dalla linea di fuoco, si legge nello SpectateU1· J.l![ilitaù-e: « Cosa importa che si abbiano cento o centoventi uomini -<< senza fncile in un battaglione di l:500 a 1000 uomini, se « coll'aiuto degli scudi. da questi. portati in luogo del fucile, -<< questo numero cli uomini disarmati rende i ·700 o 900 com« pagni invulnerabili? I loro scudi uon vengono così i1d es« sere un arma a,ssai più potente del fucile il più rapido ed « il più preciso attualmente in uso? « Lo scopo di una t ruppa attaccante è quello di· giungere « alla distanza d'assalto colla superiorità od almeno colla « eguaglianza di fuoco 1Jer rapporto al difensore. E questa « superiorità la si ottiene con due mezzi : infliggendo nn« merose perdite al nemico od evitandone il più possibile « a se medesimi. Orn per infliggere delle perdite al nemico « si. ha ricorso alle armi offensive, per impedirne a sè stessi « hiso.o·na munirsi cli armi d ifensive. Un'armatura difensiva o « non è.dunque una cosa superflua, ma necessaria per la vit« toriit : è il pallacliwm dell'offensiva ». E all'ultima obiezione sollevata contro la cora.zza.tura dell~1 fanteria, trovo scrit to nello stesso periodico: « Si.amo stati accusati di avere tendenze ostili all'impiego « della baionetta e di voler annulla.re la tradizionale fii1·ia « f1·ancese che ci ha portato :fin qui a tanti successi. Niente « di più erroneo. La fortificazione portatile lungi dal para« lizza.re lo slancio del n0stro soldato; non può a meno che

fucile Man nlicher. QLLalcuoa dell o palle penetrò nel tessuto della corazza per uo cent im~tro rimanendovi infissa, ma la maggior parte caddero ai piedi dell' inventore. Nella Ri·visla m.ilitare italiana del maggio :1899 a pag. 926 trovo pure scri1.to r1uanto segue; i'<ello scor,o febhraio furono eseguiti importanti esperimen ti ad Asniéres por provare Ja forza di resistenza i.l i 11n,l corazza per rucil iere o cavaliere. Essa consta di una piastra di metallo speciale presso a poco dell a clensita dell'acciaio martellata in modo pal'ticolare e coperta di cuscinelt.i in modo d11 evitare i ri mbalzi. Le dimeosioni dell'apparecchio sooo 30 centimetri per 23, spessore totale /4 centimetri, peso circa 3 chilogrammi e mezzo. Lo spessere clcllR sola piastra di metall o è fra 6 e 7 mill imett·i. Si tirò a 70 metri ecl a t,O metri di distanza co l fucile ~fauser nuovo, ,; alibro G millimetri. I proiellili si frantumarono contro questa corrazza. Le imp ronte stesse lasciate dai proiettili furono quas i insensibili sulla facci,t anteriore, su quella posteriore non se ne r iscon trarono. FLl anche eseguito il tiro a 40 metri con t.ro utJa piastm più sottile, che permetterebbe di ridurre il peso dell' io tera corazza a so li ch ilogrammi 2.800 cd i risultali rurooo egualmente soddisfacenti, solo le impronte (l,•i proiettili ri m~,;ero più visibili. Il metallo impiegato sembra sia una lega di tre metalli cho si cola in piastre di i centimetro cli spessore e elle al maglio si ricluce a milliroet,·i 6,6. La densità sembra sia di 7,8.

,•,.

(il Le cose non scmllra :illbiaoo a svolger,i precisameote nCll senso indicato dall 'alttore. (2) Qui l'autore ha piena ragione.


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DI AL.CUNE Q.OEST!ONI DI TATTICA :IIODER'.'.\A

accrescerne l'impetuosità col togliere dfLl suo animo qual« siasi' influenza dt:1primente offrendogli invece piena sicu« rezza. « .. . È indi.s1xmsabile conservare lo slancio così. prezioso « nolla marcia offensiva e rendere possible -l'assalto. l3i« sogna perciò porro ogni sforzo per risparmiare agli assa« litori dei sacrifici. che non tornerebbero utili che alla di« fesa o che per il loro numero eccessivo, demoralizzerebbero « la truppa la più valorosa e meglio comtmdata. « Quest'ultimo obbligo s'impone in modo imperioso ecl « assoluto poichè altrimenti la truppa assalitrice sarebbe « schiacciata, nel vero senso dolla parola, dalla massa dei. « proiettili della difesa prima di essere giunta a 200 metri « dalla posizione nemica (1). « La nostra fortificazione portatile non ha altro scopo che « di colmare questa lacuna esistente nei nostri procedimenti « tattici, di dare cioè, la facoltà agli assalitori, in seguito << all' invulnernbilità che essa procura loro, di approssimarsi « fino ad una cinquantina di metri dalla linea della difesa. « ]i] si noti che anche giunLi a questo punto non saranno « certo alla fine delle loro fatiche. L a baionetta entrerà al« lora in azione ed agli assalitori 1~esterà ancorf\ molto da « faro 11,n ntde coup cle collie1; à clonne1•. 1\fa almeno non sa« ranno stati decimati per via, essi avranno percorso 300 o « 400 metri di terreno sotto il fuoco della . difesa !'lenza sof« frirne, avranno potuto al.fine arrivare a buona distanza « d'assalto, quasi senza fatica: e senza aver sofferto perdite « sensibili. Ne risu:ta quindi che nell'istante critico essi « saranno in istato .fisico e morale eccellente per slanciarsi sui « difensori e travolgerli con un urto vigoroso ed irresistibile. « Devesi convenire che bisogna essere male intenzionati, · « ovvero decisi a non voler capfre, per avere la pretesa di « sostenere che l'adozione dei nostri scudi segnerebbe la :fine « della f'twìa f1·ancese (2) » . «

(O GI' Inglesi Al Tugela ne ebbero uun prova ben dura i (2) LitONCE Bnu.s . {5 novembre 1896).

L'1irm·1we de t'i11{(111 l1rri e, ( Le .Speclate1w m.ililai,·e, livraison 1.. et

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DI ALCUNE QUESTIO:SI Dl TA T T ICA )10DERNA

Troppo lungi mi porterebbe il voler continuare ~ulla via delle cita.zioni, deciso perciò a non abusaFe maggiormente della cortesia del lettore chiudo queste poche e disadorne mie pagine col dichiarare che di fronte ai t~rribili mez~i d'offesa attualmente in uso converrà trovare un qualcl10 sistema d'approccio non troppo cruento per muovere all'assalto e perciò l'idea di una copertura portatile potrà forse apparire non tan ta eccentrica come a prima :1sta ~uò sembrare. Nessuno può presagire quali sorprese c1 serbi l'avveJ nire, ove però l'impiego della fortificazione portat_ile ~lovess? riescire a vincere le serie opposizioni e le gravi d1fficolta che :6.no ad ora le chiusero la via, la tattica ed il combattimento futuro assumeranno un carattere del tutto nuovo e l'arte militare entrerà decisamente in un' èra novella. Ravvi possibilità che ciò possa avverarsi ? .J.i p ostei·i l' a1·llua ris1Josta.

I

GUGLIELMO

LA."-0

te,umte colonnello 2 1• artiglieria..

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1964 J,A LEOGB: PER L'AVANZAMENTO NET, R. ESERCITO

LA LEGGE PER L'AVANZAMENTO NEL R. ESERCITO

Lo scritto .del siO'nor E . Bertott·i, pu bbl.reato nella nost. b preced~nte d~spensa, ha destato vivo interesse e a erto u rn larga d1Scuss10ne su varì periodici L'autore hp _na t d· · non a certo mes~ i aver com~letamente esaurito il vasto problema . chè anzi, pur avendo 11 proponimento di non f:ar pol . , t' · · - · · emica su ques 10n1 parz1a1i, ritornerà però sull'arrro t l . · o men o generale e su a cune parti che ancora richiedono nu più larO'o svilu F~~ttanto pubb~ichiamo la seguente letterainviata!:o~ ciò per nspetto alla libera discussione t uttavia dich· d. h ·tt' h . , iaran o e e non accoo-lieremo . ."" . seri i e e entrino nel campo ristretto dell questiom soggettive. e Roma, novembre 1900.

Pregiatissimo Sig. Direttore,

. « Nel fas~icolo del 16 ottobre ultimo scorso, la Rivista il{ilitare Italiana p,ubblicava un ri~ archevolissimo arti;olo : ulla « legge_per l avanzamento dell'esercito » dovuto al sionor Ber tottJ, nel quale con molta competenza l' . tore pre d · d· egreg10 au. . n eva m isa~ina le conseguenze che dalla ap lica~i~ne_~1 t~le l~gge derivarono, dimostrando all'evidenz~ che i hm:~1 c~1 eta . non hanno nè ringiovanito nè migliorato i quadn, ne ra~grnnsero lo scopo di r endere ben accetto il col. locamento a nposo agli ufficiali dalla legO'e col ·t· . . ::, p1 1 e n versare · l cosi ne paese, elementi a.:tfez10nati alle istituzioni. « Permet~a signor direttore che prendendo o . tal t' 1 · ccas1one da e ar ico o io pure venga non dirò a completarlo. che da tanto non sono, ma . ad ill.ustrarlo dando maggior ;ilievo a quella parte che ragiona sulla questione dei limiti di età o

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per dir meglio a quella par te dell'articolo nel quale l'autore si domanda se i limiti d'età sanciti, sono cpnvenienti. « È fuori di dubbio che per coloro che raggiungono il limite di età nella piena vigoria delle loro forz e fisiche ed intellettuali, a.Ila legge si possa applicare il noto sitmma le.v sed summa injuria ma dove l'applicazion e ne diventa addiriUura indisponente si ò per quei tenenti colonnelli che pur essendo nominati per Regio decreto comandanti di corpo o capi servizio, dopo aver inalberato la fascia. color rebbio al berretto, intoppano nell'ostacolo delle tabelle graduali e numeriche. Queste infatti avendo stabilito a semplice scopo di bilancio che nelle direzioni e stabilimenti d'artiglieria e del genio, nelle legioni dei carabinieri, nei reggimenti di cavalleria, negli ispettorat i d'artiglieria e del genio, n ei reggimenti d'artiglieria e del genio ed ufiì.cii d'amministrazione delle brigate da costa e fortezza, nei collegi militari e scuole di cavalleria e centrale di tiro d'artiglieria, i posti di capo servizio possono essere coper ti da colonnelli a da tenenti colonnelli, questi ultimi raggiungono il limite dei 56 anni dal quale si vedono preclusa ogni speranza di toccare quel grado, quei stipèndii e quella pensione cui avrebbero pien diritto avendo occupato magari per due anni un posto che colle stesse responsabilità,, e sciupio di attività materiali e morali, se fosse stato coperto da un colonnello, avrebbe a. lui colonnello permesso di arrivare al limite superiore dei 58 anni. « Infatti com'Ella signor dir ettore ben sa., la legge d'avanzamento {art. 9) a favore dei tenenti colonnelli fa un eccezione al limite di età portandolo a 58 anni per coloro dei tenenti colonnelli che per Decreto reale sono investiti delle funzioni di un grado superiore. Era con ciò evidente che il legislatore avendo adottato per criterio fondamentale della legge l'incapacità a coprire il posto superiore, quando non lo si raggiunga prima di una certa età, voleva favorire coloro i quali per r agioni indipendenti dalla loro individualità pur avendolo raggiunto in tempo utile vi si trattenevano al di là di quanto era presumibile senza ot tenere l'ambita promozione al grado superiore. Se non che venne il ragolamento il quale


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I

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LA LEGG li: PER L'AVA NZAMEN TO N Ef, R,· ESERCITO

LA L E GGE PE R L'AV ANZA-MENTO NEL R. ESE RCIT O

§ 12~. h.a così ri~olt~ l'applicazione delta l~g.ge: » ·« ~er l'ap-

sull'avanzamento fatte ai tenenti colonnelli. Infatti colle tabelle graduali e numeriche in vigore nel 1896, epoca della promulgazione della legge stessa, le propo_rzioni erano le seguenti (Regio decreto 23 dicembre 1894).

« phcaz10ne dell articolo 9 della legge, s1 mtende investito « delle funzioni del grado superiore l'ufficiale nominato per « Decreto reale ad una carica, quando nelle tabeHe graduali « e numeriche di formazione sia assegnato al titolare di detta « carica un grado superiore a quello di cui l' ufficiale stesso « trovasi rivestito. » « Ed ecco che scendono in campo le tabelle graduali numeriche, le quali pubblicate con Regio decreto del 22 decembre 1898 con la aggiunta della semplice congiun~ione e defraudano i tenenti colonnelli del beneficio accordatogli dalla antecedente legge. « Infatti è notorio che dalle tabelle stesse risulta che ·nellè varie armi o corpi (escluso il corpo sanitario, veterinario, commissarii e contabili, che sono favoriti· dai limiti di età) si hanno le seguenti proporzioni fra i colonnelli effettivi ed i tenenti colonnelli che occupano la posizione di colonnello. Pei distretti militar i è stabilito invece il n. di 31 colonnelli e 14 tenenti colonnelli dell'esercito permanente ai quali {i1timi sono sempre affidati i distret ti d i minore importanza. Tcncnli co lonnell i

Arrna o corpo

Stato maggiore . Cara binieri reali. Fanteria . . . Cavalleria . . Artiglieria .. Genio . . .

l'"""'""i I

inves titi d ella

autoril:à

di

colonnelli

Per¼ riòJ) etto

ai

". lI

15

3

20

13

l

8

I

116

6

33

I I

Osservazioni

colonnelli

20 42

16

38

18

4

22

Le armi di artig lie ria e cavalleria sono quelle magg·iorrnen te danneggiate.

« Ora le percentuali sopra scritte vennero stabilite dopo che la legge sull'avanzamento era andata in vigore e -le medesime hanno ancor più invelenita. quella piaga che si apriva senza tener presente le condizioni che venivano colla legge

Al'ma o cor po

Stato maggi-ore .. Carabinieri reali Fanteria . . . Cava)leria . . . . . • Artiglieria·. . . . . Genio . . . . . . . .

I

Tenenti - [ . colonnclli P CI' ¼ in vestiti rispetto Colonnell i della. ai autorrta di . jcolonnelli . colonncl11

I I

16

3

18

12

1

8

7

21

3

17

119

25 33 17

Osservazioni

La più dannegg iata è stata la cavalleria che da O è passata al 33 per 0;0, poscia i 'artiglieria che passa dal 21 al 38 per ¼ indi il genio con un maggior carico del 5 per 0 /o.

Eppoichè la leaae non può essere r etroattiva è evident e bo . che dal danno che ne deriva possono gli uffic!ali risentirsene e far valere le loro ragioni con litigi, sempre dannosi . al bene del servizio. Il modo affret tato col quale venne discussa ed approvata la legge sull'avanzamento non ha permesso. cl~e fos~e av_vertita la vera mostruosità che quattro anni d1 pratica dimostrano possibile, e mostruosità ancora più depl?re:7ole poichè co1ne si vede cade pressochè tutt~ sulle, armi d: c~valleria e di artiglieria, quelle che le d1fficolta attuali dimostrano di più difficile reclutamento percb è le p~ù p~o~ vate, specialmente l'ultima, dalle avversità in questi ult1m1 tempi. . . « Non mi sembra, egregio signor direttore, che v1 sia ulteriore bisogno di insistere per dimostrare la impellen_te necessità che senz'altro si impedisca l'ingiustizia che 10 deploro epperciò occorre che il regolamento venga modificato nei senso di stabilire che colui che viene nominato (od anche incaricato), per Decreto reale ad un posto .di capo servizio, questi debba senz'altro arrivare ai 58 an ni di età come se fosse colonnello, come se, cioè, avesse quel grado col


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LA LEGGE PER ! .' AVANZAMENTO NEL R . ESERCITO

quale · altri ha occupato o dopo di lui occuperà lo stesso posto prima di essere allontanato d'autorità fuori dell'esercito permanente. « Che se non si credesse abbastanza esplicito il testo della legge per autori.zzare le modificazioni pr oposte al regolamento, in allora è urgente il modificare nel domandato modo l'ar ticolo 9 della legge stessa e nessuno, credo, vorrà opporsi alla correzione, che ripeto è certamente secondo le intenzioni del primo legislatore. È il bene dell'esercito più che l'interesse individuale che ciò richiede. Infatti come può lo Stato supporre d'aver affidato in mani sicur e l'andamento dei suoi servizii se buona parte d i coloro ai quali consegna reggimenti, stabilimenti di produzione, direzioni, coloro ai quali affida l'amministrazione di milioni e l'istruzione di migliaia di soldati, non son sicu ri di vedersi (fin che ne ., sono meritevoli) conservati in tale posto, almeno per quello stesso tempo che vien concesso agli altri colleghi più fortunati sol perchè sono di un mese, pur di un giorno, nati dopo di loro? Dove trovasi il criterio dell'età, se tutti colonnelli e tenenti colonnelli occu pano lo stesso stessissimo posto, hanno le stesse fatiche, son chiamati in pace ed in guerra agli stessi impieghi? « E quando la modificazione invocata venisse introdotta si ridonerebbe la tranquillità a molti ufficiali superiori benemeriti per lung hi e molte volte segnalati servizii resi allo S t ato: che se finora non si ebbero ·a deplorar e grossi disguidi, e da ritenersi che nelle attuali condizioni d'avan. zamento specialmente dall'artiglieria e genio sia molto prossimo, forse più di quel che si crede, che dei capi servizio siano inesorabilmente colpiti dai limiti d'età pur essendo · sempre tenenti colonnelli .. Provideant consules.

Suo devolissimo X.

IMPIEGO DEI TELEGRAFISTI IN GUERRA Contùu.,,azione e fìne. -

Vedi dispensa X

II. - Guerra di fortezza. Prima di trattare dell'impiego della telegrafia nella guerra di fortezza, ossia nell'attacco e nella difesa delle fortezze, accenneremo al!' importanza che ha la telegrafia stessa come elemento della difesa territoriale degli Stati. Gli Stati (salvo poche eccezioni) hanno ciascuno frontiere terrestri e frontiere marittime, le quali, in caso di guerra, possono essere minacciate dal nemico. Gli elementi principali, inca.r icati della difesa di tali frontiere sono: l'esercito e le fortificazioni per quelle terrestri; la {fotta, l'esercito e le fortificazioni per quelle · marittime. Sono elementi secondari di difesa, per le prime, le strade (ferrate e ordinarie), le linee teleg1·a(ìche .e le interruzioni stradali; e per le seconde, le strade (per lo più ferrate), le linee telegrafiche e le ostruzioni . Non è qui il caso di occuparci di tutti i preaccennati elementi di difesa, poichè usciremmo dal tema impreso a trattare, ma diremo solo · dell'ufficio delle linee telegrafiche nella difesa sia delle frontiere· terrestri sia di quelle marittime. In· caso di guerra, lungo le frontiere terrestr i, od inprossimità di esse, si avranno nuclei di truppa nei punti di più facile passaggio, per opporre una prima resistenza al nemico invasore e posti di osservazione nei punti meno importanti. Ora, è facile comprendere la necessità che tali nuclei e posti avanzati possano comunicare il più rapidamente possibile i2~ -

ANNO XLY.


uno

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IMPJE(:;0 DEI TELEGR"1F1STI IN GUERRA

JMPlEGO DEI TELEGR4F1STI IN GUERRA

coi comandanti dei riparti mobili o del~e opere di sbarramento dai quali dipendono, ed inoltre che in taluni casi possano pure 30muuicare direttamente coi nuclei e posti laterali. A tali comunicazioni rapide . si provvede appunto mediante linee telegrafi.che (elettriche od ottiche) e telefoniche, oppure anche col mezzo di colombi viaggiatori, qualora in taluno dei forti di sbarramento retrostanti esistano colombaie militari. Occorre appena aggiungere che la necessità di siffatte comunicazioni è più sentita nelle zone di frontiera montuose, che non in quelle di pianura. E perciò noi vediamo che i vari Sta.ti pongono la massima cura nell'estendere fin dal tempo di pace la rete telegrafica permanente dello Stato, aggiungendo alle linee di importanza commerciale altre d'importanza esclusivamente militare, nell'organizzare reti permanenti di telegrafia ottica, e nel provvedére a dep.ositi di materiale telegrafico e telefonico nelle zone stesse al fine di potere, alla prima dichiarazione di guerra, completare presto tale rete con linee telegrafiche o telefoniche da campo, oppure con stazioni foto-telegrafiche mobili. Come pure vediamo stabilite colombaie militari nei principali forti di sbarramento. · Così che, all'aprirsi di una guerra, qualunque mossa · od operazione eseguisse il nemico alla frontiera, essa sarebbe tosto segnalata ai comandanti della dife;;a avanzata, ai quali spetta di provvedere alla difesa stessa, od a prendere l' offensiva, se ne è il caso. Il servizio telegrafico nelle zone di frontiera è per lo più affidato ad appositi riparti di telegrafisti del, genio. Lungo le frontiere mar·ittime, in caso di guerra, si avranno pure nuclei di truppa incaricati d'impedire sbarchi, e per conseguenza anch'essi dovranno poter comunicare rapidamente colle piazze marittim~ vicine e coi campi di osservazione retrostanti. · Queste comunicazioni consisteranno per lo più in linee telegrafiche elettriche permanenti, all'occorrenza ~ussidiate nel momento del bisogno con linea da campo. ·

Dai punti principali delle coste è ancora necessario · di poter corrispondere colle proprie navi che si trovino al largo, ·e ciò per conoscere il più presto possibile le mosse della flotta nemica ed avere il tempo d i concentrare truppe in quei punti delle coste sui quali il nemico accennasse di t entare sbarchi. A questo scopo servono i semafori, o stazioni spedali di telegrafia ottica convenientemente collocate lungo le coste stesse, che sono incaricati di corrispondere con altre consimili stazioni che si trovano a bordo di ogni nave. Ogni semaforo corrisponde poi coi due semafori attigui mediante una linea telegrafica elettrica inserita nella rete permanente dello Stato. In seguito alla, buona riuscita degli esperimenti che da circa tre d'anni si stanno facendo sul sistema di telegrafia elettrica senza fili, ideato dall'italiano Marconi, assai probabilmente i semafori e le corrispondenti stazioni ottiche a bordo delle navi, saranno fra non molto sostituiti da stai zioni del sistema predetto. Un altro modo di corrispondere tra le navi in alto mare e la terra ferma, non però fra questa e quelle, consiste nel ·ricorrere ai colombi viaggiatori, appartenenti a colombaie di piazze marittime, trasportati sulle navi stesse e lanciati al momento opportuno, dopo averli muniti dei dispacci che si vogliono iu-viare a terra. A tale scopo, gli Stati che posseggono colombaie marittime o costiere, o situate non molto lontano dalle coste, eseguiscono annualmente, in occasione delle · manovre della flotta, lanciate di colo~bi dalle navi. Da esperienze fin qui fatte, è risultato che i colombi possono percorrere su1 mare perfino distanze di 400 e più chilometri (tra Napoli e Cagliari, distanti 450 chilometri, si sono fatte lanciate di colombi con buon esito), ma, per essere sicuri che con siffatto metodo la corrispondenza abbia luogo t ra le navi e la terra ferma, non conviene che le navi eseguìscano le lanciate da distanze superiori ai 200 chilometri dalla costa.

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IMPIEGO DEI Tfo;LEGRAF'IS1'1 lN GUERRA

IMPIEGO DEI TE LEG RAFISTI IN GUERRA

Occorre appena accennare che mediante i colombi viaggiatori, si può comunicare tra le isole ed il contil).ente, e viceversa, quando la distanza interposta non superi i limiti or ora accen:nati. Ciò premesso, passeremo a trattare più propriamente dell'impiego della telegrafia nell'attacco e nella difesa delle fortezze.

corpo di attacco col comandante dell'artiglieria, quest'ultimo coi comandanti di gruppo di batterie, ed occorrendo, anche i comandanti ora detti colle singole batterie di bombardamento. Qualora poi venga intrapreso l'assedio 1·egola1·e, il numero delle linee telegrafiche e telefoniche verrà alquanto aumentato in co'rrispondenza del settore o dei settori di attacco. per mettere in diretta comunicazione il comanc;.a.nte dell'artig lieria e quello del genio all'assedio coi comandanti dei riparti e dei parchi delle rispettive armi da essi d ipendenti, ·come pure questi ultimi comandanti colle dipendenti unità o frazioni di parchi. Durante l'investimento di Parigi del 1870-71 i Tedeschi avevano impiantata una rete telegrafica da campo nella zona d i blocco che misurava complessivamente più di 150 chilometri. · A Plewna pure fu fatto dai Russi largo uso del telegrafo da campo nella zona d i investimento. Quanto all'impiego della telegrafia ottica nell'attacco di piazze forti, diremo che converrà ricorrervi allorquando non sarà possi bile di mettere in comunicazione fra loro, me· diante linee elettriche o telefoniche, alcune delle posizioni più importanti del terreno d'attacco, o per mancanza di materiale telegrafico di linea, o per la d ifficoltà di stendere linee sottratte ai tiri dell'artiglieria della difesa. Le stazioni foto - telegrafiche, da impiegarsi all'uopo, potranno essere fornite dal parco d'assedio del genio oppure dai reparti telegrafisti facenti parte del corpo di assedio, i quali in ogni caso sono incaricati del servizio telegrafico, sia elettrico che ottico, durante l'assedio. Infine soggiungeremo che nessun impiego trovano i colombi viaggiatori nell'operazione d i guerra che si considera.

l!J72

a)

ATTACCO.

Le comunicazioni telegrafiche tra i comandi dei grandi riparti costituenti il corpo incaricato di attaccare una piazza forte, che, per supporre il caso più generale; supporremo a campo trincerato, e il comandante del corpo stesso, come pure quelle tra i comandi suddetti ed i comandanti in sottordine, e fra questi e le avanguardie, gli avamposti, ecc., durante le operazioni di avvicinamento alla piazza forte e di accerchiamento alla piazza stessa, saranno ottenute in modo analogo a quello indicato nella guerra di campagna.. Compiuto l'investimento totale o parziale di quest'ultima, sia per ottenerne la resa per fame , sia per eseguirne poi il bombardamento o tentarne l'attacco di viva forza, oppure per intraprenderne l'assedio regolare, le linee telegrafiche dell'attaccante dovranno subire modificazioni più. o meno importanti, secondo che si applicherà l'uno o l'altro dei predetti modi di attacco. Qualunque sia il modo di attacco che si vorrà adottare, si aggiungeranno, alle linee telegrafiche sopra accennate, altre linee telegrafiche o, preferibilmente, telefoniche, le quali mettano in comunicazione i posti di osservazione che saranno stabiliti lungo la linea d'investimento o in prossimità di essa, in posizioni ~onvenienti, per tener continuamente d'occhio (mediante cannocchiali) le opere della piazza ed i posti di più probabile radunata dei difensori per le sortite, coi comandi superiori da cui detti posti diretta.men te dipendono . • Nel caso di attacco per bombardamento, apposite linee telecrrafiche o telefoniche dovranno collegare il comandante del ,..,


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DIPIEGO DEI TELEGRAl!'lSTI· I N GUE&l\A

b}

DIFESA.

Le piazze forti od i gruppi di opere di sbarramento di ogni Stato possiedono,· :fin dal tempo di pace, una rete telegrafica e telefonica che collega la sede del comandante della piazza colle opere staccate. Al momento di u:p.a guerra tale rete viene completata in modo che tutti i punti più importanti del terreno esterno ed interno della cerchia delle opere staccate, quali posti di osservazione, posizioni da occuparsi con opere provvisorie, con batterie da campagna o con altre truppe, siano in comunicazione col rispettivo comandante di settore e che i comandanti dei vari settori siano collegati col comandante della difesa. Così pure, apposite linee telegrafiche o telefoniche collegheranno i comandant i dell'artiglieria e del genio alla difesa coi dipendenti comandanti delle truppe e dei parchi delle rispettive armi, e vi saranno alcune di dette linee specialmente incaricate di trasmettere i dati di tiro dalle stazioni di osservazione (telemetriche o telegoniometriche) alle batterie. Per lo stendimento delle linee complementari ogni piazza dispone dell'apposito materiale telegrafico e telefonico di linea e di stazione, e tale stendimento, come pure l'esercizio delle linee, è, in massima, eseguito da riparti del genio se si tratta di linee telegrafiche e da riparti di altre armi se si tratta di linee telefoniche. Nelle principali fortificazioni di parecchi Stati (forti di sbarramento, piazze interne, ecc.) sono pure impiantate, sin dal tempo di pace, staz.ioni foto-telegrafi.che permanenti, destinate a. mantenere la corrispondenza con punti del territorio dello Stato, ove si trovino impiantate altr~ stazioni simili, anche dopo che un nemico invasore abbia investite le fortificazioni stesse, e intercettate per conseguenza le linee stradali e quelle telegrafiche elettriche che vi fanno capo. Il servizio di tali stazioni è disimpegnato da t elegrafisti del genio.

IML'lEGO DEI TELEGRAFISTI IN GUERRA.

1~75

In massima, si mettono in stazione gli apparati foto-telegrafici permanenti più potenti, nelle fortificazioni di, pianura ed in quelle marittime, ove si può utilizzare tutta la loro portata, e quelli permanenti meno potenti, ed anche quelli per stazioni mobili, nelle opere di montagna, ove difficilmente è possibile trar partito di una grande portata. Gli Sta.t i che hanno meglio organizzato il . servizio di telegrafia ottica da fortezza sono Fitalia e la Francia (1). Da questo semplice cenno è facile dedurre quale impor tanza possa avere la telegrafi.a ottica nella difesa di una piazza for te o di un forte di sbarramento. Ci affrettiamo a soggiungere, analogamente a quanto abbiamo detto più indietro a proposito dei semafori, che tale importanza pare ora compromessa, poichè, stante i continui progressi che va facendo la telegrafia elettrica senza fili, non passerà molto tempo che vedremo sostituite, nella, di7 fesa delle piazze, stazioni di questa ultima specie di telegrafia alle stazioni telegrafiche ottiche. Nella guerra di fortezza si ricorre ancora assai utilmente ai colombi viaggiat01·i per stabilire comunicazioni rapide tra città assediata e l'interno dello Stato non ancora occupato dall'esercito invasore. Quando si prevede che una data piazza forte od un dato forte di sbarramento possano essere investiti dal n emico, vi si trasportano tosto i colombi viaggiatori delle colombaie militari o quelli di colombaie private che si trovano in piazze o città poste verso l'interno dello Stato, le quali non possono correre pericolo, almeno per qualche tempo, di essere bloccate od occupate dal nemico stesso. Viceversa, se la piazza forte od il forte predetti posseggono una colombaia militare o colombaie private, i colombi di queste ultime verranno trasportati in luoghi non ancora occupati dal nemico.

(1) Chi volessri conoscere i particolari dell'organizzazione lÌel ser vizio di te legrafia ottica. nell e piazze forti francesi puo consu ltare lo studio pubbl icato a l riguardo dal cc, Jonnello del gen io P,wuc uoN sulla Revue du génie (a pri le-maggio J.$99).


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IMPIEGO DEI TELEGRAFISTI I N GUERRA

È facile comprendere come, avvenuto l'iuvestiiuento della piazza forte o del forte su menzionati, si possa mediant e successive lanciate di stormi di colombi, mantenere una comunicazione ad intervalli fra tali punti fortificati e l' interno del paese. · Questa comunicazione però verrà a cessare complètamente allorquando tutti i colombi saranno ritornati alle rispettive colombaie, se non si ha il mezzo di riportare di nuovo quelli dell'interno dello Stato nelle fortezze bloccate, e viceversa. Ora, sarà possibile riportare i colombi in una fortezza bloccata solo nel caso in cui il blocco non sia completo e la vigilanza dell'attaccante sui settori del terreno esterno alla fortezza non occupati materia,lmente non sia molto attiva. Per fare poi uscire di nuovo dalla fortezza ,;tessa quei colombi che già vi sono entrati portatori di dispacci, si potrà ricorrere agli aereostati liberi, aspettando il. momento che spiri il vento nella direzione dell'interno dello Stato, poco importando in questo caso che il blocco sia completo. La distanza massima a cui si potranno trasportare i co. lombi di una piazza fòrte o di un forte di sbarramento , oppure la distanza massima a cui converrà prendere .colombi da trasportare nella piazza o nel forte predetti, dipenderà dall'allenamento dei colombi. Negli Stati in cui il servizio delle colombaie (militari e private) è meglio organizzato, si procede annualmente all'allenamento dei colombi, facendo percorrere a questi, in viaggi successivi, distanze crescenti da 10 a 140 o 150 chilometri nel primo anno, e da 15 a 400 e più chilometri negli altri anni. Ogni anno poi si eseguiscono gare sia private, sia indette dal Ministero. della guerra, nelle quali gare si fanno percorrere ai colombi distanze variabili, che giungono persino agli 800 chilometri. Siccome però coll'aumentare della distanza che devono. superare i colombi viaggiatori per ritornare alla loro colombaia aumentano pure le perdite dei colombi stessi, così

H!PlEGO DEl TELEGIUFISTI IN GU!sRRA

1977

,conviene trasportare i colombi, che devono servire alle comunicazioni tra fortezze assediate e l'interno dello Stato, alle minori distanze possibili. Per dare un esempio dell'impiego del · mezzo di comunicazione che consideriamo nella difesa di. una piazza forte, accenneremo a quello relativo alla difesa di Parigi (1870-'71) (1).

Si premette · che, allo scoppio della guerra, per una deplorevole imprevidenza del governo francese, non si era pensato di stabilire in tempo una corrispondenza di colombi viaggiatori fra P arigi e alcune delle principali città della Francia, e viceversa. Per cui, bloccata la città, non si potè che trar partito del limitato numero di tali volatili che vi si trovarono rinchiusi e che erano in massima parte punto o poco allenati. Lo Chassier, uno dei pm atti vi membri della società colombofila La Speranza, fu il primo che trasportò fuori di Parigi 32 colombi mediante un pallone. Attraversò la zona d'investimento occupata dai Prussiani, e, sebbene costretto a scendere a terra su terreno sul quale già si stendevano le operazioni del nemico, tuttavia potè raggiungere sano e salvo, co' suoi colombi, la città di Tours, ove la delegazione governativa aveva stabilita la sua sede. A Tours venne impiantato il servizio di corrispondenza coi colombi. Ma questo primo tentativo diede risultati poco incoraggianti, poichè dei 32 colombi sopra menzionati, uon ne rient rarono in Parigi che uno o due, dal 26 ottobr e al 2 novembre. Questo insuccesso era esclusivamente dovuto al poco o nessuno allenamento dei colombi. Malgrado ciò, il 12 novembre uscirono dalla città bloccata altri due palloni, trasportanti nelle rispettive navicelle perecchi colombi e alcuni via.ggiatori, tra cui il celebre fotografo Dragon, incaricato dal governo di ordinare convenientemente la foto -microscopia per la riproduzione dei dispacci (i) Veggasi l'opera citata di V. LA PERRE DE Hoo.


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UfP!EGO DEI TELEGRAFISTI IN GUERR.A

da affidarsi ai colombi. I due palloni furond fatti bersaglio ai tiri dell'assediante, ed uno di essi, colpito in più punti, cadde in mano alla cavalleria prnssiana, mentre g li aereonauti dell'altro, dopo molte peripezie avute prima di toccar terra sia per il vento piuttosto forte che dominava, sia dopo aver toccato il suolo perchè si trovaro·no a breve distanza 'da truppe nemiche, riuscirono a raggiungere Tours coi colombi che avevano portato con loro. A 'rours il Dragon applicò il suo metodo di :fissare in breve spazio molti dispacci colla fotografia, dal quale metodo venne fatto cenno più indietro. Successivamente uscirono da Parigi, per via aerea, altri aereostati trasportanti nelle rispettive navicelle altri colombi, il nume::-o complessivo dei quali sali a 354. Di questi però soltanto "73 rientraron o nella città assediata. Ad onta di ciò, in virtù del metodo perfezionato dal Dragon, Parigi potè ricevere dal di fuori, durante l'assedio, più d i 100 mila dispacci per conto del governo e circa un milione di dispacci privati. Ora, se senza una preventiva organizzazione del servizio di che si tratta, i Francesi riuscirono ad ottenere sì importanti risultati, è facile comprendere quale importanza avrà, in avvenire, la telegrafia con colombi viaggiatori nella difesa delle fortezze, poichè, come g ià venne accennato in altra parte di questo studio, i principali S tati d'Europa hanno og· gidì dato un grande sviluppo all'allevamento, all'addestramento ed all'allenamento dì siffatti messaggeri alati.

H!PIEGO DEI TELEGRAFISTI IN GUERRA

por tanza sopra accennata, specialmente per quanto rigi1arda le comunicazioni t elegrafiche, elettriche ed ottiche, e quelle telefoniche presso l'esercito di prima linea, non era più conveniente di lasciare affidato il predetto servizio ad altre specialità di truppa del genio' oppure ad impiegati civili, poichè tanto per quelle quanto per questi, avendo .altri incarichi da disimpegnare, l'ordinamento di guerra di esso servizio non poteva formare, come occorre che formi, la costante occupazione e preoccupazione del t empo di pace. Ciò avviene, invece, colla creazione di apposite compagnie telegrafisti, le quali, o intere o suddivise in sezioni, in caso di guerra, vengono ripartite fra le grandi unità mobilitate e tra le piazze forti. Nelle guerre future, · come in quelle passate più recenti, un ben studiato ordinamento dél servizio telegrafico sarà uno dei principali fattori d i vittoria.

B. ZA.NOTTI m.aggiore del geuio.

Conclusione.

Da quanto siamo venuti sin qui esponendo appare mani · festa la somma importanza che il servizio telegrafico ha, oggidì, tanto nella guerra di campagna quanto in quella di fortezza, e si comprende inoltre come l'Italia, la quale fu la prima a dare un grande sviluppo alle compag nie telegrafisti del genio incaricate del disimpegno di tale servizio, sia stata imitata recentemente in ciò daila Russia, dalla Germania e pare lo sarà presto anche dalla Francia. Infatti, data l' im-

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EIUHTA - GO HHIGE.

Pag. HSi, , tr.81,, , ·1885, , H87, ,

iW riga , 2" , 1• , 6" ,

H93, ·IS"

a <legli ehogrart, sostitui1-e : de' diott rici. della no ta (2), cancellare: in alcu ni casi. a co im ben te, sost.i/.nire: coi ben le. della nota, a proprietà, sostituùe : priorità . cancella1·e : non.


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NOTE STORICHE

NOTE STORICHE

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« Motivo delle insubordinazioni verificate scriveva il « t enente Nodari al Cavedalis - si è il contatto e l'esempio « che dà la Civica la quale presta un limitato servizio nelll;), « fortezza. Se per lo passato questa prestazion e era neces« saria ora è inutile, anzi è dannosa per l'accresciuto numero

OSOPPO 2', MARZO - {~ 0TT0D l1 E

{8i8

(Narrazione compilata cor, lt, scorta aei docum, nti)

Continuazione. -

Vedi dispensa X

III. Al tempo che il tenente colonnello Licurgo Zannini aveva assunto il comando del. forte di Osoppo, si erano verificati considerevoli progressi nell'assetto difensivo della piazza. Grazie all'opera attiva ed intelligente del tenente Leonardo Andervolti, Osoppo era ben guarnito di artiglierie, e grazie ancora alle sue cure la fortezza s'ebbe un primo approvvigionamento di vittovaglie che fo accresciuto ed ordinato in prosieguo di tempo dallo Zannini. Il presidio di Osoppo era salito a 6 sergenti, 12 caporali e 88 soldati che comanda· vano i tenenti Nodari e Romano: la Guardia civica somministrava 24: uomini al g iorno per il servizio int erno della piazza. Pochi giorni prima della caduta di Udine il cittadino Giacinto F ranceschini da parte della cassa di guerra del Friuli aveva consegnato al comandante di Osoppo 24.000 lire austriache, quale prima sovvenzione del governo provvisorio. I casi isolati di indisciplina si erano nel frattempo repressi limitandosi al possibile il servizio· della Civica ed i con tatti di questa con la Linea friulana.

« delle nostre truppe di Linea che possono lodevolmente di« simpegnare da sole al servizio della fortezza». Cres0iutosi poscia il numero della guarnigione per l'accorrere delle truppe friulane che sgombravano da Udine occupata dagli Austriaci, le requisizioni -continuarono, in vista di un prossimo assedio della fortezza, per ordine del colonnello Cavedalis: le maggiori levate si compierono presso · Giovanni Battista Iacotti ed il conte Berretta, entrambi cittadini di Gemona. Alla data del 26 aprile, allorquando Licurgo Zannini tolse l'effettivo comando della fortezza, questa non disponeva che di: staia di frumento 58, sorgo-turco 22, avena 4, botti di vino 11, sale funti 150. Per una guarnigione di 400 uomini circa, le provviste bastavano adunque per una quindicina di giorni. Ed intanto gli Austriaci tendevano .a serrar la piazza tutto intorno. Occorreva adungue ordinare, perfezionare, dare impulso ed ordinamento a quanto si era comp!uto fino allora mentre il nemico era da lungi: lo Zannini fece perciò riconoscere i passaggi più segreti e sicuri intorno ap a fortezza e poichè seppe impossibile il guado per il Tagliamento ed il passaggio attraverso alla corrente con le barche, pèrèhè queste per ordine del comandante austriaco dovevano tutte stazionare al porto di Pinzano, si assicurò un passaggio rimpetto al paesello di Peonis dal quale per un'antica strada potevasi mettere capo a Pinzano stesso, al coperto dalle falde occidentali del monte Flagogna. Per questa strada degli emissari sicuri avevano la possibilità d i raggiungere Spilimbergo. Circa alla guarnigione lo Zannini ordinò le milizie che si erano raccolte in Osoppo in due compagni_e di Linea: diede a comandare la prima al capitano N odari promosso di recente, con i tenenti Romani e Spilimbergo; la seconda al capitano Enrico Francia, al tenente Erenthaler ed al sergente-maggiore Del 1?uono.

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NOTE S'l'ORlCliE

NOTE STORICH~

Il 28 aprile il tenente colonnello Zannini sente il bisogno di chiamare tutti a cooperare seco lui nella grande opera della difesa di Osoppo. « Il nemico è alle viste - egli scrive in un ordine del « giorno sotto quella data - io non ho bisogno di racco« mandarvi il valore e la fedeltà alla cau'sa santa, poichè « tutti siete figli di quella Patria_ che ha giurato di liberarsi « daì g iogo straniero. Il Friuli è quasi tutto ritornato sotto « la dominazione dei barbari, ma i due principali baluardi « sono ancora nelle nostre manì: Palmanova è con:firlata. allo (< storico valore di un Capitano che è preziosa reliquia della « nostra gloriosa epoca militare; Osoppo è confidato al nostro ,< amore per l'Italia, alla nostra fedeltà per la migliore delle « cause, benedetta da Dio e dal suo Vicario in terra il ve« nera.bile papa P io IX. Noi non abbiàmo veruna rino« manza di gesta guerriere, ma tutti abbiamo un cuore ita« liano e tutti siamo uniti nel desiderio di morire piuttosto « che commettere un atto indegno della nostra Patria. Forse, « o fratelli, Iddio ne riserbava alla difesa di questo scoglio « perchè cominciasse di quì. la · nostra luminosa carriera di « gloria. Già sulle sponde del Tagliamento e del Piave sono « pronti numerosi corpi di fratelli che volano a rivendicar « l'onta del Friuli. Pensate. alla gloria di poter dire un giorno « con vanto ai nostri fratelli: Io era in Osoppo! lo fui uno

imperiali; essendo impossibile una qualunque resistenza conven ne piegare al diritto del più forte. Le truppe destinatè al blocco di Osoppo presero . q ua;rtiere in Gemona, la cavalleria con la mezza batte'ria da l'acchette si dispose in Ospedaletto. Il 29 aprile giunse in Gemona il 2° battaglione del reggimento Hrabowsky ed il maggiore Giuseppe Tomaselli assunse il comando del corpo austriaco di blocco. Il 30 aprile infine il corpo nemico fu ancora accresciuto con 2 compagnie e mezza di landwher del reggimento Prohaska (1).

« dei difensori della fortezza! » Con queste parole il tenente colonnello Zannini incora.gg ia va i suoi alla resistenza mentre il blocco della fortezza era ornai imminente. Tra il 25 ed il 26 aprile presero infatti campo nelle adiacenze di Artegna, sulla sinistra sponda dell'Orvenco, un battaglione di ùroati con mezzo sqnadrone del reggimento Usseri dell'Imperatore (N. 4), due cannoni da campagna e mezza batteria di racchette. I campi austriaci furono tosto salutati aa qualche buon tiro lanciato dal forte, epperciò le truppe austriache si ritrassero un poco più all'indietro: potevano essere 1250 uomini appena.. Da Artegna, il comandante del corpo di blocco invitò le autorità municipali di Gemona di sottomettersi alle armi

IV. Sul nome di Licnrgo Zanuini, di Leonardo Andervolti e di Enrico Francia molto si è discusso subito dopo alla r.esa di Osoppo ed ancora più tardi : le passioni partigiane, lo spirito dell'epoca, incline ad escogitar tradimenti ed inganni quando errori o mancate resistenze si verificavano solo per colpa delle improvvisate milizie, per difetto di educazione militare, disciplinare e morale, elevarono sospetti contro -il difensore di Osoppo ed i suoi luogotenenti . Ed i sospetti e la sfiducia si concretarono in un pròcesso di tradimento che il governo provvisorio di Venezia intentò contro lo Zannini ed il presidio di Osoppo. Il voluminoso incarto raccolto dall'Aitditorato di guarnigione di Yenezia redatto dal .Maggi ci fo guida nelle presenti rièerche: di esso fanno parte i libri degli ordini, una raccolta delle principali disposizioni di carattere interno, tattico e professionale emanate dallo Zann·ini durante il tempo del suo comando. Con la scorta di questo carteggio è possibile ricostrurre la mirabile scena della resistenza di Osoppo, dalla fine di aprile a mezzo ottobre 1848. Ed unitamente a qnesti documenti è possibile allo studioso di attingere altri particolari non meno impor(Il llela.zione au.sMaca, iS6i. Pag. 272. - Avveniinenli militari del 1848-49 . Voi. Il, pag. 388-389.

c. FA sncs.


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N OTE 3'1'0 RlCHE

NOTE Sl'OR!O.a E

tanti ad un Diario redatto da un anonimo durante le lunghe e memorebili giornate dell'assedio. La natura dello scritto, le passioni dalle quali sembra animato l'autore, i giudizì eh' esso porta ben di frequen te sugli uomini e sulle cose della fortezza indurrebbero a crederlo opera del maggiore Leonardo Andervolti, c;mandante dell'artiglieria di Osoppo. Nè l' ipotesi sembra azzardata, qualora si pensi alla mirabile copia di notizie che il :rp.anoscritto contiene, al buon gusto d'ar te militare cui esso è inspintto e sopratutto alle passioni ed ai giudizi dai quali non seppe sempre mantenersi alieno l'autore; passioni e giudizi che concorrono ad identificarlo senza alcun dubbio. Il manoscritto accenna chiaramente alla situazione militare nel forte sulla fine di aprile. · Le caserme ed i magazzini non erano sufficientemente provvisti, specie per il ritorno in Osoppo del capitano Francia che g uidava i super's titi del corpo Pontebbano.; nondimeno il tenente colonnello Zannini aveva fiducia di colmare le lacune nel pi1\ breve tempo possibile. Il legname da lavoro non faceva difetto nel paese di Osoppo !3. nelle adiacenze: con pochi tiri di cannone fu anzi possibile di arrestare alquante zattere che scendevano alla deriva per là corrente del Tagliamento e di quel legname abbandonato dagli intimoriti barcaj oli si fece tesoro per i bisogni della fortezza. L'acqua attingevasi dal MoHno e la macina da grano era disposta ad un buon tiro da cannone a nord della fortezza, tra Ospedaletto e Gemona. Ordini severi emanati dallo Zannini prescrivevano ad ogni solds,to della guarnigione di g uidare al forte individui o drappelli sbandati dopo la resa di Udine e la caduta di Pontebba; specia,lmente si dasiderava una parziale ricostituzione dello sfasciato corpo Carniotto, i cui componenti agli ordini del Francia avevano fama di provetti, forti ed impareggiabili fucilieri. Meno dal le pattuglie collocate a fronte del nemico nessun colpo di fucile o di cannone ' poteva partire dal forte senza espresso ordine del comandante: il tenente Leonardo Ander volti fissò i post i da combattimento per cadaun cannoniere e lo Zannini stabilì

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i còmpiti degli ufficiali. Il tenente del genio Simonetti in caso di allarme doveva p~issare agli ordini del comandante della fortezza ; ambo i comandanti delle co.m pagnie di Linea ebbero :fissati i r ispettivi punti di r adunata delle tru ppe. Così si ravvivava il concet to dell'ordine e della disciplina militare che i patiti rovesci e la formazione improvvisa ed av venti7.ia dei corpi aveva pot uto infirmare e menomare. Nel libro degli Ordini del tenente colonnello Zannini, sgualcito ed ingiallito dal tempo, libro vergato· quasi interamente di pugno del difensore di Osoi)po, si legge (1) : « Costantemente nelle camerate ci deve essere sorve<<- glianza..... da questa sera in poi (28 aprile) dopo il segnale « per la ritirata sarà, battuto l' appello e le osterie tutte « saran no chiuse. Dalla gran-guardia sarà staccata una « pattuglia di polizia per la esatta esecuzione del presente « ordine. Il comando della piazza ed il mantenimento della « polizia interna sono affidati al tenente del genio Simo« netti..... Per la spesa, alle ore 4 del pomeriggio di ogni « giorno il tenente d'ispezione raccoglierà i cor·vè in ogni « compagnia e li spedirà nel paese: il capo-posto della prima « g uardia numererà gli uomini che sotto la responsabilità « del più elevato dei graduati dovranno poscia essere ri« condotti n el forte: in caso di mancanza il capo-posto farà « su bito rapporto dell'avvenuto al tenente comandante della « gran-guardia, il quale redigerà un rapporto complessivo « da rimettersi al capitano d'ispezione e quest.i si presen« terà a sua volta al rapporto del comandante del forte, « alle ore 10 di ogni mattina. Un' ora dopo la ri.'tirata tutte « le chiavi delle sor tite saranno portate al sottoscritto. Il « capo- posto alla porta N. 1 non lascera salire nessuno « alla g ran-guardia, ma tutti, siano militari o civili, esteri « o paesani, dovranno essere trattenuti al corpo di guardia, « mandando a chiamare la persona r icercat a, a cominciare « dal comandante della fortezza :.. (i) Gov1wno Pr ovvisorio di Venezia, i S~S-49. Car tella 3S9 IR. Archivio Frari).

!~5 ·- A NNO XLV.


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NO'l'E :STORICHE

Pedanter ie dell'epoca napoleonica, soleva dire lo Zannini a chi sembrava mordere il freno per tante e così fatte prescrizioni imposte ai soldati di Osoppo; ma con queste abitudini, egli soggiungeva, Napoleone vinse le battaglie e foce conoscere al mondo il valore degli Italiani .. Il 30 aprile lo Zannini faceva con oscere al Governo provvisorio di Venezia la caduta della Pontebba e lo sfasciamento del corpo dei cacciatori Carniotti. Nello spirito dei difensori della rocca frju lana, Venezia rappresentava ornai il centro della difesa della regione, il ridotto inespugnabile, l'anim.a della difesa : a Venezia era pure accorso il colonnello Cavedalis quando Udine aveva aperto il passo alle colonne del Nugent, di g uisa che la presen za del primo comandante della fortezza nella città delle lagune pareva patrocinio sicu-ro ed avventurato per la fortuna della causa friulana. E pperciò ~l 1° maggio il tenente colonnello Zannini invia al Governo provvisorio di Venezia le prime novelle intorno allo stato della fortezza di Osoppo. Queste novelle sonò recate dal oapitano dottor Enrico Francia, il comandante, del disciolto corpo pontebbano. « Dal 23 aprile - scriveva lo Zannini - mi trovo ·onorato « del comando di questo forte nel quale non era prima che « una g uarnig ione di cento uomini e che poscia, per il fatto « di Udine, si aumentò sino a cinquecento, compresi cento « cannonieri in g ran parte venuti con me da Udine, il « 22 aprile. Il forte, per cura dell'ottimo e premuroso si« gnor colonnello Cavedalis, unica mente ferma e generosa « nel già Comitato di guerra di Udiue, era abbastantemente « provvisto di viveri, difettava però di carne e di vino : « nei due o tre g iorni che intercessero tra la resa di Udine « ed il blocco da parte delle truppe austriache provenienti « dalla Pontebba rimediai alla meglio e fino ad ora, per « guanto si riferisce a carne e vino, ho provveduto co;n le « requisizioni ..... : di munizioni da guerra mancano soltanto « qualche miglie.io di tubetti folminant.i del modello in uso « presso l'armata austriaca. Quello però cui non mi è pos~ sibile di mettere riparo è il vestiario; una parte della

NOTé: ST ORICHE

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« truppa è ancora vestita da borghese, un' altra parte è « vestita anche di panno ed un'altra infine manca di abiti t adatti; quasi t utti mancano di cappotto ed hanno quel« l'unico paio di scarpe che avevano alla loro venuta nel « forte. In complesso sono quasi al ver de di tutto. Scrissi « al generale La Marmora, Durando ed Arnaudi..... ne at« tendo risposta >>. Il 12 maggio Os\)ppo fece atto di sottomn;i.issione al Re Carlo Alberto, ed a porta.re la nobile missiva al campo piemontese fu ·pn,scelto il tenente Teodoricp Vatri. Il bravò ufficiale travestit osi riuscì a rompere la linea di blocco ed a raggiungere il Piave, là dove r itenevasi in Osoppo che il grosso dell'esercito sardo si fosse accampato; ma poichè il Re non era colà, Teodorico Vatri stimò eccedere il suo còmpito lo spingersi oltre fin sotto alle m ura di Verona. Nel frattempo la cerchia di blocco si era fatta più serrata ~ più fitta : furono occupati verso Osoppo i cascinali di Zeffins, di Pramprero, di Rios, di Bros e di Burcel. Poscia, per iniziare in qualche modo i tentativi di oppug nazione della piazza, gli Austriaci occuparono i cascinali del Molino accanto ai quali si attingeva l'acqua. Il Molino perduto, si credette di sopperire con quello del forte mosso da cavalli: per riavere l'acqua e rimuovere g li ostacoli opposti <lai nemici il tenente colonnello Z1.mnin i decise di sperimentare per la prima volta il presidio del forte in una sortita che preparò e guidò egli medesimo nel combattimento.

V. L'anonimo cronachista della resistenza di Osoppo scrive che l'impresa fu tentata il 21 maggio, e l'annovera quale prima tra le operazioni militari di rilievo: discorda invece il còmputo delle forze assegnate alla sortita con quelle che porge l'autore delle klemorie storiche clel Com,.me e della f01·tezza di Osoppo (1). L 'anonimo asserisce che lo Zannini tolse il co(,1) Op. d t. , pag. 23 .


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NOTE STOH!CBE

m~nd? di 60 ~omini e di un solo cannone da 3 libbre, dap po1che non s1 avevano cavalli assuefatti al fuoco in tale numero da t~ainare tutta la batteria da campagna por tata da Udine: l'autore delle 1l1eniorie fissa invece il contingente impegnato nel combattimento del 12 maggio a due centinaia d'uomini. Comunque, la fazione del Molino è una di quelle nelle quali non si sottilizza nè sul n umero delle forze contrapposte, nè sui coefficenti positivi che questo fattore numero abbia portato all'esito finale dell'azione. In quelle giornate memorabili del maggio 1848, sia che si combatta sul ciglio delle aride marogne di Santa Lucia, sia che la battaglia arda in riva al p lacido la.go di Mantova, alla Casa del Lago, a Curtatone o a Montanara, più chè il numero valeva il cuore e l'ardimento inesauribili delle truppe che non si può comparare a cifra veruna. . La Linea friulana uscita dal for te si dispose prestamente in catena: barattò un breve fuoco di moschetteria con o<rli avamposti nemici ed avanzò fino ai casali di Zeffins, scacciandone gli Austriaci con un vivace attacco alla baionettt Voleva lo Zannini avanzar forse più compatto e più riO'uardoso, ben coscio di agguati o di insidie facili a tendersi :elle guerre da for tezza dall'assediante all'assediato ; nondimeno aggiunge l'anonimo autore della cronaca « uou fu possibil; « contenere i nostri, tanto ardimento e coraggio essi dimo« strarono: gli Austriaci si ritrasssero in Gemona ». Ma tornati durante la notte ai cascinali del Molino, i nemici li incendiarono per rendere tutto intorno il terreno più spacciato e più facile a sorvegliarsi. Perdite della giornata furono sei feriti in t otale: il caporale di artiglieria Simonetti, il sergente Bassetti, il caporale Pastrovitch, i comuni ]'ranchini, Carnelu.tto e De Silvestro. Esigue adunque, ma corrispondenti alle forze impiegate in combattimento (1), ed il comandante Zannini ebbe modo <li constatare la resi-

(ll L'anonimo delle .llemor ie del r.'omunc di Osoppo assegnando alla sortita 200 uomini di forza diL !.3 nomini di perdito: invece le cifre ,opra citate sono ricavate dal <liaristn e dal li t>l'O degl i Ol'dini riel tenente co lonn ell o Za,un ini. (Cortella 380).

NOTE STORICHE

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stenza di quel manipolo di difensori di Osoppo i quali sotto una pioggia di razzi e sotto un vivace fuoco di moschetteria conservarono uno slancio ammirabile, un ardimento generoso :t1.ell'assalto all'arma bianca. Una squadra d i soldati del genio al comando del t enente Simonetti, ebbe modo di distruggere le opere innalzate dal nemico per deviare l'acqua dal paese : furono distrutte tutte le palafitte ed i lavori in terra. Grave nondimeno fu la perdita definitiva del Molino. Era di suprema necessità il· sostituirne un altro per la molitura del grano ~ del ésranturco : quello del terrapieno del forte erasi nel frattempo dimostrato affatto insufficiente per i bisogni del paese ed a mala pena necessario al consumo della guarnigione qualora vi fosse serrata dentro. E la manca,nza si fece sentire imperiosa poco appresso il '21 di maggio: « Si credette di rimediare - scrive il diarista « anonimo - col dare pi 1ì vivace moto alla vecchia macina a « cavallo, di pessima costruzione lasciata dai Francesi nel « forte: ma a mala pena si Yide che essa poteva dare due « sacchi di farina al giorno. I paesani pensarono di rimediare « al difetto con la. macina a mano formandosi mole da macina « n elle case adiacenti al fort e. Ma tutti questi ripieghi non << bastavano affatto ai giornalieri bisogni : fu allora che lo « Z annini impose lo scavo di un canale che adduceva l'acqua « dal margine del colle Carantano, alle radici del forte, e sopra « egli fece erigere un molino a tre macine sottoposto alla sor« tita denominata di Bertrand ». Enumerate le braccia atte alla fatica del paese venne disposto che gli Osoppiani, uomini e donne, dedicassero alternatamente per una ottava parte una giornata intera alla costruzione del nuovo molino ed ai serbat oi dell'acqua; nè trascorse un mese che l'edificio era costrutto con quattro macine e mosso da acqua continua e copiosa. Di questo molino che porta il nome del tenente colonnello Zannini, sono ancora in pieno vigore oggidì in Osoppo le mole e le condotture dell'acqua. Nell'intermezzo il blocco continuava serrato. Già sino dal 12 maggio il comandante delle I . R. truppe di blocco, mag-


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NOTE STORICHE

gior Tomaselli, aveva intimato la resa alla fortez,r.a e ne aveva ricevuto un deciso rifiuto: il Tomaselli proponeva allo Zannini una capitolàzione sulla base delle concessioni fatte dal generale Nugent, il 22 aprile, ad Udine: si aggiung eva la minaccia « che se il presidio non si fosse affrettato « ad accettare il proposto accordo t ra pochi giorni, non era « più in facoltà del comando del blocco di concedere ad « Osoppo una così favorevole capitolazione ». .. Rispose tosto an imosamente Licurgo Zannini: « La capitolazione di Udine fu da questo comando l'avvi« sata per troppo umiliante ed , indegna del nome italiano e « come tale pubblicamente ripudiata. Era quindi inutile di << imporcela : noi ripetiamo che la forza soltanto ci potrà co« stringere alla resa di questo baloardo che difenderemo iùfìno << all'ultimo sangue ». Le comunicazioni tra presidio ed esterno diventavano sempre più difficili: l'esempio di molte fucilazioni riteneva i più animosi dall' in trodurre vettovaglie nel for,te. Mancava àltresì il numerario per procacciarsi la derrate di prfrna nE}cessità: il granturco salì al prezzo di 80 lire austriache allo staio, laddove all' infuori, nel Friuli, si acquistava per 14: lire e meno. Il disagio cominciava adunque a farsi sentire·. sulla popolazione del forte : l'annata passata in commozioni intense, l'agricoltura abbandonata per consacrare le braccia all'armi ed alla difesa del suolo della patria, facevano sì che ogni squilibrio economico si risentisse più rude ed irreparabile . E se ne accorse subito lo Zannini quando cercò braccia per lo scavo del canale e per la costr uzione del nuovo molino: « I paesani parevano spettri « scrive il diarista a.nonimo )> « e nel lavoro del canale parevano uomini legati alla vita da « un tenue filo e condannati a scavarsi le fosse ». Lo Zannini distribuì. allora 40 staia di granturco tra le misere popolazioni ed il disagio fu per il momento alleviato. Le comunicazioni correvano pericolose lungo il guado tra Peonis e Cornia, superiormente al molino demolito il 21 -di maggio, p resso la località detta del Cucco : ma era d ifficile e soltanto pochi animosi sentivausi il cuore d i compiere un

NOTE STORICHE

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simile tragitto al cospetto delle scolte austriache. Frattau~o, per accrescere le provvigioni dell~ t:ortezz.a come per agguerrire sempre più le truppe dipendenti, 11 tenent.e colonnello ~annini ordinava frequen ti ricognizioni e sortite, tra le quali una n otevole si com piè il 29 maggio (1). . . . Ma il pericolo che il forte fosse col~ito ~a fuoco ~i art~glieria O sorpreso durante si mile avv1~aghe faceva. s1. che 11 novero delle milizie impiegato fosse esiguo al possibile. Di notte uscivano pertanto sol<z i due terzi della guarnigi~n.~ per occupare posizioni ad oltre due chil~metri dal f~rte.: quivi: a seconda delle istruzioni ricevute, vemvano accesi dei fuochi sparsi qua e là in vari punti, d~ guisa che ~li Austriaci ritenevano i difensori di Osoppo m numero d1 gran lunga snperiore al vero. Eppure la guarnigione n on s~p~rava a quel tempo i 500 uomini: gli Austriaci ritenendol~ d1 _molto s~periori non osarono mai di contrattaccare o d1 sp~ngere vivaci ricognizioni fin sotto alla for tezza e nelle adiacenze del paese. Questa mancanza di decisione .che tal_volta poteva parere irresolutezza nelle truppe -~ustna~he d1 b~occo, ere: sceva l'animo e l'ardimento dei d1fensor1 della fortezza d1 Osoppo. . . . Ai primi di giugno, giunsero in buon punto a . 1mtigar~ ~ rio·ori dell'assedio 9000 lire austriache inviate allo Zannm1 d:i colonnello Armandi, a nome del Comitato di dìf~sa di Venezia. Altri e più validi soccorsi mancarono ~ffatto in questo periodo di tempo in cui, sebbe~e. a pr~zzo d1 qual~be ardimento, pure era nondimeno poss1b1le d1 far perv~m~? qualche sussidio alla fortezza. Il generale -~urando non mv10 che qualch13 r isposta evasiva alle pressanti 1stan_ze de:lo_ Zan~ nini. E lo Zannini se ne lagnò amaramente nei suoi ricordi e nella deposizione scritta ch e egli fece, a suo tempo, avanti all' Auditore di guerra di Venezia: . . « Tentai di pormi in comunicazione col generale Zucch1 ~< ma inutilmente: scrissi più volte ai generali Alberto La « Marmora, Armandi, Durando, al governo provvisorio di (l) D,tl

umero degli 01'din:i . Filza n. 201. Governo provvìsorio di Venezia 1848-49.


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NOTE STORICHE

NOTE STO!tlCHE

« Venezia, al ministro della guerra sardo Franzini chiedendo « danari e soccorso per Osoppo... eppure, nel tempo che corse « dal mese di aprile ai primi di giugno si potevano introdurre « nel forte le r ichieste provvigioni da guerra e da · bocca. « Più. tardi la cosa diventava impossibile ».

• VI. Cosi si venne ai primi di giugno. Il tenente colonnello Zannini prevedendo lo scarseggiare dei viveri modificò l'ordinaria razione d'assedio del presidio di tre once di minestra di pasta o cinque di riso, cinque once di carne, un bicchiere di vino, quattordici once di pane, tre decimi d'oncia di la;do e poco sale ogni ventiquattro ore in un'altra, ridotta, in cui in luogo del pane si distribuiva il granturco, sei volte ·al mese, e lardo in vece di carne (1). Nullameno lo scoglio di Osoppo, isolato dal resto della madre patria, in mezzo ai nemici, seguitava la bella sua difesa mentre novelle ' poco ' liete pervenivano dal campo di Verona, e l'eco di Santa Lucia tra quelle balze aspre era giunta come una catastrofe irreparabile delle armi italiane. Neppur precise e definite erano le di pendenze del forte e la responsabilità del suo comandante Zannini. « Io rimasi abbandonato a me st es·so fino <r all'8 di giugno depose questi al Consiglio di guerra - nè « io mi sapeva da chi in effetto dipendessi. Resisteva per i « solo amore della gloria e per la santa causa della nostra « liberazione ». Il 25 la fortezza di Palmanova si arrese alle armi austriache. L'avvenimento ebbe un contraccolpo nella fortezza di Osoppo che per fortuna si risolse in una vana minaccia per i suoi difensori. Nondimeno, poichè una serie infinita di controvc,rsie e di errori disciplinari i quali condussero alla fine ad arrendersi anche la fortezza di Osoppo tragge ori(i) Dal libro degli Ordini del tenente colonnello Zannini. Oi·clini <lei 5 gi ugno 1868. (Cartella 389).

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gine da questa circostanza, è pregio dell'opera lo esaminarla ~ei suoi particolari. Elementi notevoli di disaccordo si. erano introdotti nella auarniaione di Osoppo da quando in tumulto, da Udine e o o . da Pontebba, questa si venne ad ingrossare di repente con i fuggiaschi da quelle regioni: il tenente-colonnello Zannini aveva fatto del suo meglio per ripristinare la dis0iplina alta ed inconc11ssa, ma la nobile opera non riuscì completa. I recenti disagi e le privazioni avevano diminuito l'animo dei più deboli, infirmata la fede dei meno coraggiosi e per- . severanti. _Una punizione inflitta ad un sergente della 1" compagnia di Linea dallo Zannini parve esorbitante ai militi che componevano la compagnia stessa. Questo il pretesto; ma circostanze più complesse ed occulte influirono a sviluppare una specie di sedizione nel presidio di Osoppo. Il giorno che cadde Palmanova la compagnia usci in armi dalla fortezza richiedendo ad alta voce la liberazione del sergente trattenuto prigio'niero. Jl comandante di essa, capitano Nodari, non ebbe la forza nè la presenza di spirito suffic.;iente per reprimere al suo sorgere un at to così arbitrario e così violento. La sommossa si risolse così in un vero e proprio tentativo di ribellione che motivò il licenziamento della massima parte dei militi della 2" compagnia di Linea e lasciò tracce e strascichi funesti nella vita giornaliera della guarnigione, fino alla sua resa. Si volle, a quel tempo, che il danaro austriaco non fosse estraneo al tentativo di ribellione accaduto nella fortezza: erano quelli i g iorni in cui la parola tradimento correva tanto facilmente sulle labbra, che non poteva a meno di essere pronunciata per le indisciplinatezze del 24 nella fortezza di Osoppo e nel paese. Pure mancano basi positive per affermarlo sebbene talune coincidenze di fatto lascino sembrare . il tradimento almeno probabile. Infatti, il 26 di giugno, il maggiore Tomaselli intimava di bel nuovo la resa alla fortezza di Osoppo : « Essendo le città di Treviso, di Vicenza, di Padova - di« ceva l'intimazione - già prima di oggi con capitolazione


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NOTE STORICHE

NOTE STORICHE

« regolare cadute in potere delle I. I. R. R. truppe austriache e

affiancassero loro per isfruttare ed abbellirsi della loro gloria. D 'altronde, i r ecenti avvenimenti verificatisi presso la l" compagnia di L inea, rendevano circospetto il tenente-colonn ello Zannini nello accettare nuovi soldati nella guarnigion e della fortezza omai depurata dei meno buoni elementi e rassodata nei vincoli della disciplina. Si fece adunque una sola eccezione: « Una decina di bandisti - scrive l'anonimo diarista - si « offerse di venire a noi e quelli soli furono accettati dap« poichè le privazioni ed i patimenti continui e l'isolamento « alcun poco all'energia della guarnigione pregiudicava.no: « con ciò, col potente prestigio della musica, si volle rianimare « la costanza nella difesa militare e ad essa si diede in cura « e custodia. In una notte orrenda per tenebre e pioggia, dai « paesani e da soldati nostri ardimentosi e pratici scortati « tra le acque del torrente varcarono i bandisti di Palma i « cordoni militari portando seco i loro strumenti e giunsero « alla fine felicemente nel forte. E rano 9 i musicanti con <~ a capo Giulio Zandegiacomo, :filarmonico di U dine. L'au« rora del dì seguente fu salutata per loro da allegre marce « e dalla 1v.lrwsigliese cantata in pieno coro da tutta la guar« nigione esultante. » Delle migliorate condizioni disciplinari della fortezza rendeva pubblica testimonianza, il tenente-colonnello Zannini mediante un ordine del giorno del 27 giugno : « La vita q.ell'assediato ha le sue noie ma ha pure i suoi « grandi compensi. Io vi ringrazio con tutta l'effusione della « anima mia perchè mi avete consolato con la fermezza vo« stra. Il nemico pensa di trovare in voi che siete pochi « quello scoraggiamento che trova nei suoi numerosi satel« liti, ma noi gli proveremo che egli si inganna e faremo « pagar caro a costoro l'insulto di supporci dei deboli. Voi « avete letta la seconda intimazione ed .anche la r ispostii « che, interprete del valoroso animo vostro, io ho data al co« mandante delle truppe austriache di blocco. Fu questa una « giornata. per me di vero tripudio e della più sentita com« piacenza. Se il destino ci prepara la morte noi moriremo

1994

« con il giorno di ieri avendo pur capitolato la fortezza di

« Palmanova, r isultando da ciò che una più lunga resistenza \( da parte del comando di questa fortezza non potrebbe nè « servire alla causa da esso difesa, nè tornare di alcun utile « al comando ed al presidio, questo I. R. comando di blocco « si crede in dovere di proporre la capitolazione. » Lo stesso giorno lo Zannini rispondeva a mezzo del tenente àustriaco Rosenthal: (1) « Il sottoscritto, se doveva risponder e giusta il suo senti« mento, avrebbe senza esitanze risposto un bel JYo : ma avendo « in materia così grave voluto consultar prima il voto della « intera gu,m·nigione, ha la grande compiacenza di averlo tro« vato conforme ai propri desideri, poichè t utti questi valorosi « difensori hanno dichiarato che vogliono conservare incon« t~min~to questo passo alla gloria italiana, poco importando « ad essi delle capitolazioni di Treviso, di Vicenza, di P adova « ed infine de lla fortezza di Palmanova. Viva l'Italia! ... » Circa ai pwvvedimenti disciplinari presi dallo Z annini poco si conosce: dal libro degli Ordini si rileva che la O'Uarnigione, ai primi di luglio, . era discesa da 500 a 300 uo~ini. In una lettera scritta dal comandante al governo provvisorio di Venezia. s~ rileva ancora che egli « aveva assottigliato la « gnarn1g10ne la quale è ora diventata poca si , ma buona. » Il Nodari fu nondimeno conservato nel suo grado e comando non volendosi procrtrare scissioni o malumori tra gli ufficiali del presidio : la mancanza di energia si ascrisse ad imperizia. . La caduta di Palmanova ebbe nondimeno la sua nota gaia rispetto alla fortezza di Osoppo. A molti del presidio arres~s~ rius~ì di pervenire in Osoppo offrendosi di prender serv1z10 nei corpi ordinari a difesa della fortezza. Ma i soldati di Osoppo erano tanto orgogliosi di esser soli , o quasi , ri. masti a combattere nel Veneto orientale contro il nemico austriaco, che non vollero a nessun patto che altri militi si (·l) Docutnent i dell'Au() itorc di guarnigione capitano :.\faggi. Testimoniali del 30 ottobre 1848. Filza n . 201.

1


1996

NOTE STORlCHE NOTE STORICHE

« con tutto il nostro onore gridando: Viva l'Italia/ Vira questa

« terra cara di e1•oi ! << Qual più bel trionfo per noi di essere fedeli e liberi in « mezzo a tanti nemici che ci circondano a centinaia di mi()'lia « all'int:orno ! Que~~ ~a~so è inespugnabile ed il corag~io « non c1 manca. V1 1sp1ri quell'adorato vessillo che levaste « o: son pochi giorni sul Colle Napoleone; vi ispiri la gloria « d1 quel grande uomo ::li guerra che fu il genio delle bat« t~glie. Coraggio e perseveranza e potrete un dì gloriarvi « d1 essere stato uno tra i difensori di Osoppo! >>

VII. . Il ~iari~ta accenna ~lla bandie:a di Osoppo, salutata pochi g1orrn prima del 27 gmgno dall'mtera guarnigione raccòlta a festa solenne. Nel forte, oltre alla bandiera tricolore salvata da Udine, esistevano alcune altre bandiere che le 'varie compagnie e crociate si ~rano fatte. P arve però al capita~o Le.onardo Andervolt1 che fosse necessaria una certa u~1form1tà nel patrio Vt,ssillo anche nei riguardi della discip.lma, epperci~ confezio~ò un grande stendardo tricolore, di c1rc~ 60 braccia, ed egli stesso lo dipinse. Nel campo bianco er~v~ u~ ~rande. scu.do dalle armi piemontesi, con inquar~t1 11 bi~cione di Milano ed il leona alato delll.!, repubblica d1 Venezia. La bandiera fu inaugurata l' 11 di giugno, g iorn~ta della .Pentecoste, ed in quel g iorno fu altresì solenmzzata con la monarchia di Sar d egna .. 11' 1 la riunione di Osoppo . su a tare e sulla bandiera da consacrarsi pendeva un ritratto del re .Carlo Alberto, impresso in un fazzoletto di seta d?no di alcuni ufficiali dell'esercito piemontese ai difensori d1 Osoppo. Il c~u~~o - na.rra il cronachista - Pasq uale della St~a,. uno _fr,a 1 pm buorn e dotti libera.li della provincia del Frmh, recito un panegirico per la circostanza in lode del r e Carlo ' Alberto e di Pio I X « patrocinatore e conforto delle ~p.eranz~ dei difensori di Osoppo. » Il tenente-colonnello ~an~m~,. subito dopo il sacerdote, con un discorso marziale rilevo 1 importanza dell'atto solenne che collegava le sorti della fortezza a quelle del r egno di Sardegna.

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1997

« Credo - scrive il diarista - che mai soldato di sue belle « vesti e decorazioni tanta superbia provasse come i nostri « dei laceri loro cenci ohe in parte li copriva, e delle tante « privazioni e patimenti. » Tratto dall'altare, il grande vessillo fn recato al punto più alto del forte, cioè al posto detto Colle Napoleone, ed ivi fu elevato sopra di una eccelsa antenna, mentre da ogni parte le batterie della piazza salutavano il tricolore che si spiegava. al vento in mezzo ad un nembo di fumo. E la difesa continuò tenace : furono sbarrati tutti gli ac· cessi al forte all'infuori di tre; cioè quello verso la strada di San Daniele, l'altro verso Gemona, ed il terzo al Tagliamento; e furono aoouratament.e muniti di doppie mura, di feritoie e di spiragli . Indi, oltre che alle cose della guarnigione, lo Zannini pose mente agli uffiz:i: amministrativi del Comune, nominando una commissione a governare il paese 0011 norme definite e precise. Nessun provvedimento civico, ad esempio, poteva togliersi dalla Giunta municipale senza la sanzione del comandante del forte . Nel frattempo più vasti disegni di guerra nutriva lo Zannini: il concetto della difesa passiva di Osoppo reagiva in lui e prendeva veste e costrutto di grande operazione militare coordinata ad altre imprese. « Dirò di più - sori veva al Governo provvisorio di Ve« nezia - ohe è mio disegno vagheggiato di pormi alla testa « di un grande movimento frinlano il quale, ben condotto, « potrebbe operare una di versione nella presente guerra: se « io dovessi credere alle molte insinuazioni che mi si fanno, « dovrei dire che molte migliaia di friulani anelano di porsi « agli ordini di un provetto ufficiale: ma questi non sareb« baro ohe corpi franchi o crociate che poco servirebbero alla « bisogna: magli.o invece servono t utti quegli elementi che « non hanno. terminato il loro tempo di servizio e l'Austria « chiama ora alle armi. Mi occupo appunto qui delle neces« sa.rie ricerche, ed appena ultimate scriverò ancora. Il pro. « getto sarebbe invero bello e buono. »


NOTE STOR!OHE

1998

NOTE STORICHE

E per singolare coincidenza di pensiero, circa alla medesima data, il maggior Erenthaler, aiutante di campo presso il Dipartimento della guerra di Venezia, concepiva un analogo disegno di guerra che si fondava, in massima parte, sopra un'azione ed una diversione nel Friuli, base ad O~oppo. « Converrebbe - diceva la proposta - sbarcare tra Isonzo « e Tagliamento, senza alcun indugio; raccogliere tutta la « truppa disponibile al presidio dei forti e con il rimanente « formare un corpo di diecimila combattenti, con cavalleria « ed artiglieria. Un consimile corpo d'armata dovrebbe sud« dividersi in due colonne; una di sinistra ed una di destra. « Quella di sinistra opererà verso ;\{arano-Latisana; quella « di destra dovrebbe raccogliersi contro Aquileja e spingersi « fino a Cervignano. La sinistra dovrà staccare un corpo vo« lante da fianco, lungo il Tagliamento; la destra un altro « corpo lungo l'Isonzo. P resa questa disposizione si marcerà « su P alma e medesimamente si dovrà fare verso Osoppo. » Correvano appunto allora, in Venezia, i giorni del più grande ardimento della sua memorabile resistenza: votata la fusione di Venezia col Piemonte, il presidente del governo, Daniele Manin aveva passato in rassegna gli atti del suo reggimento. Il generale Guglielmo Pepe, ansioso di popolarità, voleva illustrare la sua venuta nella città delle lagune con qualche fatto militare di grande importanza. Così avvenne che il 7 luglio fo attaccata Cavanella d'Adige, e nello stesso giorno si effettuò la prima sortita dal forte di Marghera, felicemente condotta dal colonnello Belluzzi. Indi appresso si erano rafforzate le difese a settentrione dell'estuario e si assicnrava uno sbocco sul Piave. Nella radunanza del 3 luglio, indetta per provvedere alla elezione dei nuovi governanti, il Oavedalis aveva fatta bella menzio·ne della resistenza del forte di Osoppo ; come che a quello fossero appuntate le speranze ed i sentimenti di legittimo orgoglio di tutto il Veneto. Il 17 luglio scriveva infatti il presidente del Consiglio di difesa veneziano Cavedalis al tenente-colonnello Zannini. « Abbia.mo ricevuto le vostre lettere del 7 corrente e del << 30 giugno. Noi siamo rima.sti soddisfatti così delle vostr e

6

1999

« disposizioni nelle cose militari, della custodia e della difesa

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« della piazza, come pure dei movimenti di offesa che av~te « compiuti e del buon esito delle vostre ~omenta~ee _sortite. « E ci fu pur grato lo scorgere dalle mforrnaz10ni conte« nute nei rapporti, essere bene sistemate l'amministrazion_e « economica e le truppe e gli abit&.nti di Osoppo; e lo spi« rito di questi e di quelli conservarsi sempre propenso alla « causa nostra ad onta dei sacrifici e dei disagi che sono « inseparabili nelle contingenze di un blocco: in questa « guerra che è baiusta e santa noi vinceremo, poichè le per·. < dite parziali e momentanee non decidono della lotta e noi . . . . '. « abbiamo costanza e coraggio d1 seguitare m un impresa « nella quale abbiamo compagni tutti i fratelli d'Italia, ed « amici tutti i popoli liberi dell'universo. Se Palma ha re« sistito, Osoppo saprà ben resistere ancora di più fino al « aiorno della vittoria. :< Venezia è ora provveduta della più valida delle difese « e quivi ci giunsero soccorsi da parte del Piemonte (~) ~ « confidiamo di mettere in atto ben presto delle operaz10m « offensive affine di ricuperare quanto prima le nostre per« dute province del Veneto. E Venezia e le pr~vi~ce sono « ora diventate una grande porzione di una famiglia ancora « più grande; perchè questo Stato, con Lombardia, Pa~·m_a « e Modena compongono col Piemonte, Genova e Savoia 11 « territorio di una monarchia che sarà costituita a seconda « del voto dei popoli. « Voi riceverete in Osoppo, al più presto, nuovi sussidi pe« cuniari che noi JniJ,nderemo, acciocohè possiate provvedere « ai bisoo-ni della guarnigione e del paese. Per il ma.ntenio . « mento della disciplina e dell'ordine dovete ritenere essere « tuttavia in vigore i regolamenti e le leggi penali delì'ar« mata nostra sotto il passato regime, ed applicabili perciò « gli articoli di gtterra i quali dai soldati_ di linea qui si « debbono conoscere: fa.rete bene a leggerli a codesta. guar-

(l) Si alludo all'arrivo in Venezia di t re .battaglioni piemontes i inviati rial governo sardo a presidio della città, sotto i;li orriini del generale Alberto La Marmor:1.


2000

NOTE STORICHE

NO'rE STORIOfIE

«. Cambrai contro Venezia, un Cristoforo Frangipane, conte

« nigione solennemente raccolta in armi. Abbiatevi infine

« di Veglia e generale dell'Impero irruppe nel Friuli ed « essendosi le poohe forze venete e friulane ritratte oltre il « Livenza, occupò tutta la regione eccetto Osoppo. Il .Fran« gipane l'assedio per 46 giorni, dal 12 febbraio al 30 marzo « del 1514 ..... ripetutamente il forte era fulminato dalle bat« terie, ma gli Austriaci furono respinti ». Girolamo Savor-

« le n ostre lodi per il vostro contegno e per quello degli « ufficiali e soldati del forte di Osoppo. » ' Adunque, nella vasta mente del Cavedalis, la resistenza della fortezza friulana rappresentava l'appoggio auspicato e fortissimo per una eventuale riscossa nel Veneto orientale,. Forse, sotto l'ispirazione del colonnello Cavedalis, il maggiore Erenthaler aveva elaborato quel suo progetto di operazioni che mirava alla riconquista di Palmanova ed al soccorso di Osoppo: per una singolare coincidenza di pensiero, infine, il t:mente-colonnello Zannini si faceva il propugnatore di un concetto di guerra cui ponevano mente a sua insaputa, a tante miglia di distanza, il presidente del Consiglio di difesa di Venezia ed uno tra i più valenti de' suoi coadiutori. E questa grande fede era divisa dal popolo per le memorie del passato ravvivate da foglietti a stampa con la narrazione delle Vicende storiche di Osoppo, che la Gazzetta cli Venezia riassunse poscia e pubblicò nelle sue appendici (.1). « c·è negli avvenimenti umani, diceva uno di quei fogli, « una perpetua vicenda per cui ciò che fu ritorna, e benchè « sotto altre forme e diversi nomi i fatti antichi raffigu« rano ed emulano i recenti. Attila, :flagello di Dio, sbucava « dalle Alpi Giulie seco traendo innumerevoli torme feroci « di Unni..... cadeva Aquileja vinta dalla fame: gli Aqui~ « lej esi ripararono alle lagune. Ma un pugno di eroi cac« ciatisi nei monti del Friuli colà si mantenne indipendente, « difeso dalla natura, dal coraggio · e dalla società..... Era « Osoppo che non smentì mai la sua fama di inespugnabile ..... ,( Quando la patria del Friuli si ridusse alla Signoria Ve« neta, Osoppo fu tra i primi ad inalberare lo stendardo di . « San Marco, stant e chè Tristano Savorgnano, Signore di « Osoppo era uno tra i più potenti é caldi fautori della « veneziana repubblica..... E (ì,ntanto éhe Osoppo tenne fer·mo, « il F1·iuii fu riacq1.1,istato al nemico in virtù della resistenza « eroica di qi,ella 1"occa..... Durante la guerra della lega di (·l) Gazze/tu di Venezia, n. 252.

2001

gnano scrisse, allora al Senato di Venezia: « Omai questa « rocha è restata a' soli sassi, le muraglie ruinate tutte, ma « mi è più 'cara si la fosse d'oro (1). « Alla :fine, grazie alla resistenza di Osoppo, il Friuli fu « riacquistato dalla Signoria..... i l Frangipane ferito al capo « da · un sasso scagliato da un popolano di Osoppo tolse « l'assedio all'avvicinarsi dell' Alviano, generale veneto e si « avviò con le salmerie per la strada della Pontebba. I ca« valli veneti sopraggiunsero e disfecero a Venzone il retro« guardo austriaco: Girolamo Savorgnano con i suoi cac« ciatosi in Val d' Aupa riuscì per Dordola e Pontebba prima « del nemico e lo sbaragliò ..... I poeti esaltarono il valore <i: del Savorgnano, e degli Osovesi; coniò medaglie in loro « onore Venezia riconoscente, perchè Osoppo difeso diede << rici,peralo tutto il Frii(,li alla Signm·ia della Repttbblica « Verieta . Possa questo fatto antico 1·iprodursi ai dì nostri « nella guisa stessa che la libertà minacciata da Unni e dai <( Croati rifuggiossi al mare ed ai monti friulani. Possa la « bandiera tricolt)re che sventola sul Monte Napoleone di « Osoppo g uidare come stella polare i <listini di Venezia. » VIII. Sarebbe lungo il narrar.e per disteso la cronistoria delle sortite e delle piccole operazioni di guerra compiute dalla guar~igione di Osoppo. Erano scorrerie tentate di solito-nott etempo, con una cinquantina di uomini pratici dei luoghi ed arditi. Ad un miglio e mezzo dal forte sta ultima la cappella ·> (t) Diar'i ùi )[ari:.1. Sanudo .

{26 -

ANl'iO XJ, V.

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2002

NOTE S'1'0RTC0E

NOTE STORICHE

denominata di San Rocco, dalle quale si intitola una breve dorsale collinosa. Ogni notte, cinquanta uomini, o poco più, condotti da un ufficiale scendevano dal forte a quella volta e per un dèdalo di sentieri montani si portava alla cappella, la cui guardia era t enuta, durante il g iorno, dagli Austriaci che l'abbandonavano al calar della sera. Ora quella sicurezza e quella :fiducia sorta negli animi della guarnigione, che g li Austriaci r ifiutassero il combattimento per timore di incontrarsi con gli Osovesi aveva cotanto rianimati, riaccesi nella difesa e sollevati nel morale che la Linea, l'artiglieria e la civica si contendevano l'onore di prender parte ogni sera alle ordinarie scorrerie contro la cappella di San Rocco. Nell'entusiasmo e nell'inesperienza di quelle prime·fazioni i civici caricavano i fucili a doppia cartuccia sperando di poter cogliere il nemico a maggiore distanza. Ne li rampognò lo Zannini, rammentando loro in un'ordine del g iorno cha « questa costunfanza, oltre ad essere clan· « nosa alle armi non fa grande onore all'esperienza ed al « coraggio di chi le adopera, perchè o la doppia carica sué« cede per poca pratica, o per poco coraggio volendo ferire « il nemico fuori del suo tiro. In entrambi i casi non si « ha gloria militare di sorta (1). » E l'audacia dei civici e della Linea a tanto si spingeva, da suonare talvolta la diana nei campi degli Austriaci, crescendo il cuore e l'entusiasmo degli astanti del drappello di Osoppo. « Per quei tortuosi sentieri - scrive il diar.ista - le no« stre pvche forze potevano, tra le boscaglie, essere disperse « e ad ogni istante farne morti o prigioni in quelle reti « di orrore, di pioggia e di tenebre; m~ tanto imponevano « agli Austriaci il nostro coragg~9 ed il nostro ardimentò « da dissuaderli dal tentare una cosiffatta impresa. Il te« nente-colonnello Zannini a queste .dure prove soleva ri« conoscerne soldati e fu perciò che tutta la guarnigione di

« Osoppo si meritò riverenza ed onore anche dalla parte

(1) Dat lil>ro de!)li Ordini. Fascicolo I, giugno !848. Filza cita ta. Go vemo pro·v visorio

cli Venezia.

2003

« degli stessi nemici. »

Nondimeno, qualche ronda o scorta isolata degli Austriaci non mancava talvolta di farsi viva nell'alto della notte alla Cappella di San Rocco; cioè al Bastione degli uomini senza paitra, come argutamente soleva denominare lo Zannini quell'estremo lembo della difesa attiva della fortezza. Il capitano Andervolti pensò ,allora di cospargere i sentieri più frequentati ed i campi adiacenti con alcune granat,e cariche, con tal congegno di s0atto che assicurava l'esplosione del proiettile. Egli adattò le spolette in prossimità di grossi sassi sospesi a fili di ferro, nei quali inciampando il mal cauto nemico ·procacciava la caduta del sasso e l'esplosione subitanea della bomba. Per rappresaglia, gli Austriaci si rivalevano nello incendiare i caseggiati dispost i intorno al forte e i depositi di legname, assai frequenti allora lungo le rive del 'l'agliamento. Appiccarono un grande incendio 1'11 di giugno, che seguitò per tre notti consecutive ed indi appresso incendiarono la bella villa Picco. Questa sorgeva pressochè al punto in bianco dei grossi cannoni di Osoppo, e stava sul territorio di Gernona come vedetta avanzata d i ricontro ai campi degli Austriaci: occupata da questi ultimi fu alquante volte SO'ombrata da essi ed alla fine incendiata e saccheggiat a. o Il 18 giugno il tenente colonnello Zannini volle rispondere con una grande sortita alle novelle provocazioni del c orpo di blocço. Una parte della guarnigione di Osoppo ebbe l'ordine di compiere un'audace incursione verso i campi austriaci, allo scopo di sorprendervi un battaglione di fanteria croata assai esposto in vicinanza del forte, non molto lungi d al molino distrutto dagli Austriaci sulla fine di maggio. La sorpresa, per un complesso di eventi sfavorevoli man.cò: ,s i impegnò invece ben presto un vivace scambio di fuoco d i moschetteria nel quale tennero la palma il corpo dei bersaglieri condotti dal tenente Bassi, composto dei migliori elementi del presidio per destare appunto l'emulazione e la gara nel valore e nelle discipline guerresche. Nel mentre però si combatteva da questa parte gli Austriaci tentarono una di-


2Uli-!

NOTE STORICHE

versione: una compagnia di racchettieri, con cavalletti di appoggio per i razzi, si accostò al paese di Osoppo dal~ parte opposta a quella· in cui combattevasi attorno al molino dai bersaglieri del Bassi. In breve alquanti razzi piovvero sul disgraziato paese e scoppiarono sui tetti delle case con pericolo imminente di incendio: nel frattempo due compagnie di fanteria, traendo profitto dello scompiglio manifestatosi montarono all'assalto fino ai primi casolari di Osoppo. Ma venne in buon punto la Linea di Osoppo al contrassalto, comandata dàl capitano Nodari, sì che la colonna austriaca retrocedette inseguita dal tirp preciso dei cannoni che si rivolse di preferenza contro i colli di Guima e di Vergnal, verso i quali gli Austriaci si riannodarono dopo il combattimento. A questo tempo appunto si deve ascrivere il tentativo di impadronirsi del maggiore austriaco Tomaselli, per parte di un audace manipolo dei difensori di Osoppo. « La fucilazione, i saccheggi, gli incendi e le violenz~ « contro gli abitanti di Osoppo - scrive il diarista - ave« vano siffattarnente inasprito lo spirito degli assediati, che « balenò ad essi nella mente il disegno di rapire il maggio,e « comandante delle truppe del blocco. » Tomaselli era in quel tempo a Gemona che mai abbandona va : sulla terrazza della casa ove risiedeva il comandante austriaco, una vedetta, con _il binoccolo alla mano, continuamente scrutava ogni movimento dalla parte di Osoppo: nei campi adiacenti ed accantonati in paese stavano circa 1500 soldati di fanteria, una batteria di pezzi da campagna ed una di racchette. Tenuto segreto consiglio dal comando del forte per stabilire le disposizioni necessarie all'audace impresa, alcuni tra i più fidati della guarnigione uscirono nottetempo, travestiti, per concertarsi con altri fidati amici che avevano in Gemona. « Si avrebbe finto - dice il manoscritto - un attacco di (< sorpresa nella sottoposta campagna di Gemona, mentre i « nostri già appostati sul ' monte, sopra alle case del paese, « avrebbero colto il Tomaselli nelle sue stanze, d'onda si « sarebbe condotto nel forte. i>

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NOTE STORICHE 2005 Ma un'ordinanza inviata in Gemona per meglio precisare il piano e prendere gli ultimi accordi fu catturata agli avamposti a~striaci, e le .c arte rivelarono il progetto uhe fu ne· cessariamente abbandonato. Continuavano intanto i lavori di approccio degli Austriaci centro alla fortezza : avuta la persuasione che Osoppo non si poteva debellare di viva forza essi si adattarono alle lunghe opere di trincera, trasferendo intorno al forte una buona parte dei cannoni di grosso calibro conqu.istati a Palmanova. Due mortai furono piazzati a levante di Osoppo, in direzione del torrente Orvenco, presso al gomito montano che descrive la strada da Montenars a Cologna e Salt: la batteria doveva essere in diretta. comunicazione con Gemona per mezzo della strada di Maniaglia. Ma la distanza, mal calcolata dai cannonieri austriaci, fece sì che ben ·poche bombe giungessero in paese, e qu~lle poche che arrivarono furono inoffensive per i suoi abitanti. Più felicemente, dal forte, rispose in vece il fuoco degli assediati oonendo a soqquadro la batteria di mortai e l'improvvisato parapetto. E prevedendosi una nuova ripresa dei lavori da parte degli Austriaci, che aveano requisito in paese e nei contorni uomini da impiegare a lavori di sterro, furono preparate, per cura del capitano Andervolti, alquante centinaia di bombe scoppianti. Q1,1este, oltre che a respingere gli attacchi, doveano essere in numero tale da consentire agli artiglieri di Osoppo un efficace esercizio nel tiro. Tolti gli abusi del far fuoco contro ogni piccola pattuglia che comparisse sull'orizzonte, il capitano Andervolti aveva stabilito quotidiani esercizi di tiro al cannone « per conoscere a quali r egole ecce· « zionali sono soggetti i tiri a quell'altezza, e quali probabilità « e leggi questi seguitano in genere. Così, mercè l'autorità « del capitano Andervolti, fu posto fine a quel sacffilego « spreco di munizioni compiutosi in altri f~rti d'Italia. >> In difetto di tela da fab bricar cartocci da cannone si pose mano agli archivi austriaci, e con la carta ricavatane, sopra cilindri ben calibrati, si adattava l'involucro, facendo lavorare in quella bisogna tutti i soldati di artiglieria : in breve si ebbero così alquante' migliaia di cartocci già allestiti. ·


2006

2007

NOTE S'!ORICHE

Poscia, riscontratisi alquanti difetti nei fucili a pietra focaia, specie nelle sortite notturne, il capitano A ndervolti }'rrovvide a trasformarli con un sistema a percussione. Difettando però in sommo grado le capsule, e riuscendo difficile, per la legge marziale esistente allora nel Friuli di procacciarsene, con ingegnosi ripieghi e congegni l' Andervolti perven ne in breve tempo a trasformare quasi . tutti i fucili a pietra esistenti nel forte, a cominciar dai fucili del corpo scelto dei bersaglieri. Le vestimenta del pr esidio, lacere e sdruscite, mandavansi con grave pericolo a rattoppare in Udine, a San Daniele ed a Spilimbergo: ma ben presto mancò anche questo aiuto. Le comunicazioni, in luglio, si erano cotanto ristrette che solo un difficile va:çco rimaneva libero verso l'esterno, cioè il guado del Tagliamento, tra Peonis a Comino, a monte del molino demolito, detto del Cucco. Ma un ignobile pastore di Peonis, per una diecina di lire austriache denunciò il traffico ed il passaggio agli Austriaci, i quali dispostisi una notte verso Com ino, contro i guadi del Tagliamento, con una salva di moschetteria costrinsero i portatori a gittar la soma nella corrente ed a ricoverarsi di bel n uovo nel paése. Il prezioso spiraglio con l'esterno e l'ultima via di salvezza venne così a mancare agli assediati: malgrado le suppliche e gli appelli alla pietà degli amici di Osoppo, nulla fu possibile di sostituire ai perduti passaggi sul fiume. Furono bensì spediti buoni e lettere ai negozianti più fidati del contado, ma gli invii si resero sempre più scarsi e difficol tosi; molti donativi furono rubati, altri distrutti agli avamposti austriacì, i più ardimentosi contrabbandieri infine furono o fucilati, o condotti prigionieri in Gemona o in Palmanova. Così Osoppo r imase, a metà luglio, abbandonato a se medesimo ed al valore della sua guarnigione.

LETTERATURA MILITARE

GIOVANNI FRANCESCO FIAMl\lELLI E I SUOI QUESITJ MILITARI

Prima d i tutto una dichiarazione. Di questo nostro antico scrittore militare io non intendo di fare una accurata e documentata mo:nografia, non avendo pot uto raccogliere intorno al medesimo che poche notizie, e che più innanzi trascrivo, nella speranza di trovare uno studioso che mi venga in aiuto correggendole, se errate, e accrescendole e completandole ad increment o della nostra letteratura militare, tanto r icca e così poco conosciut a, e ad onoranza di coloro che, in tempi remoti, scrissero · di cose guerresche con intendimenti nobilissimi. Giovanni Francesco F iammelli, fiorentino, visse certo fra il 1500 e il 1600, e più nel primo che n el secondo di questi due secoli, perchè nel 1606 egli era già not o per alcune opere, che lo avevano posto in fama; e in quei benedetti tempi si diventava scrittore in matura età. In ogni modo egli era tenuto dai suoi contemporanei in pregio di valoroso soldato e di matematico insigne, come lo dimostrano le lodi a lui tributate, in prosa e in versi, e che si trovano nelle prefazioni ai suoi volumi. Il nome suo è citato nella Bibliotheca selecta di Antonio Possevini, mantovano, (edizione del 1603) il quale così si esprime:

( Continiw). EUGENIO B ARBAltICH tenente 73° {anteriu.

ì


2008

LETTER ATURA MI(,lTÀRE

« Joannis Francisci Flammelli fiorentini, Mathematici theorici et pratici. P1·inceps Cristianus bellatoi·, cu,m obse.rvationibus et praeceptis collectis, atque ab eo in rem collal'is in belli seu Belgi(j, sive alibi quibus interfuit. ltalicae Roma 1602, etc. )> Qui si allude solamente all'opera del F iammelli intolata il .Principe Cristiano Guerrie1·0. Osservanze e precetti rac-

colti,· osse1·vati e messi in p1·atica dall'autore nelle gueri·e delli paesi bassi e alt1·ove ove si è trovato in persona. Dove si tratta di quanto fare deJJ non solo il Principe, ma ancosa qual si voglia altro it(ìciale che piglia a far la giterra infino a tanto che le dia in qualche moclo fine. E quindi si most1·a qual dee essere il p1·incipe e gli altri 1.,1,fficiali volenclo che la guerra possa succeder bene, e si ·tr·atta clet soldato in imiversale e di ciascuno in particolare separatamente con tre tavole una delli ufficiali, e l'altra dei capitoli e la terza delle cose notabili. In Roma appresso Luigi Zanetti M:DCir. Ho voluto citare per intero il frontespizio di questo libro, che t,rovasi fra le edizioni antiche ne11'3. biblioteca dell' Accademia Militare. L'opera è dedicata ad Alessandro Medici Cardinale di Santa Chiesa e Arcivescovo di F iorenza. Dopo la. prefazione si legg ono versi in latino e in volgare inneO'. b g1ant1 all'autore; ne trascrivo aJcuni tanto per di mostrare quanta fosse la fama di lui. Natnralmente i versi non sono belli e risentono del barocchismo del secolo. Ecco un distico: AD FLAMMELLUM.

Dic Jltammelle miki, qua ctcires jtamma sit in te, Quae jtamma .f Eletrur·iae litrttine mixto p·io!

Il bisticcio non è bello, mi,, la lode che l'informa è bella e lusinghiera anche troppo. Un altro poeta canta così in un sonetto le lodi dello scrittore dell'opera:

J.ETTERATUR.A MILITARE

2009

Al, SIGNOR

GIO: F RANCESCO FIAMMELL!. In queste dotte e militari carte Che mai sì chiare al secolo vetusto Roma e Sparta non ebbe, e 'l già combusto Ilio superbo in tante glorie sparte, S'appara qui qual sia la legge e l'arte D'un gran principe sagg·io, e g·uerrier g ius to, D'un forte Achille, o d'un invitto· Augusto Tra '1 ferro e lampi del furor di Nlarte. Con qu esto trionfar puote il novello Secol del fiero Trace e '1 Ilfauro imbelle : E risvegliar le pie cristiane trombe Già par che l'Asia treme, e ne rimbombe Europa invitta; e 'l suon sopra le stelle D'un ardente sorvoli alto J?iammello!

Il sonetto, non c'è che dire, è bruttino ed iperbolico ed avrà forse fatto esclamare al Fiammelli: Chi mi libera dai poeti? Questa opera d<;)l Principe Cristiano Giier1'iero non è da confondersi con l'altra dello stesso, intitolata: Il Princirpe clifeso, citata dal D'Ayala nella sua bibliografia, Parte II e dove si tratta di fortificazione, oppugnazione o d ifesa, e stampata in Roma da Carlo Vullietti nel 1604. Segue ~ questa opera LA RIGA MATExCATICA dove si tratta di misu1·are con la

vista di lontano senza st1·umenti, cioè con una sola 1·iga, e levar piante di città. d'eserciti, d'armate di mare e p1·ofondità di fiumi. S'insegn a ancora adoperm·e gli strumenti di più sorti con la composizione di un nuovo istrumento il qi,ale serve per tutti gli strumenti, e un ni,ovo modo di misura1·e terra, e im ordine di le1;ar piante senza asser conosciuto qi,ello si vu,ol fare, se l' huorno fosse preso cla. nimici. Stampato in Roma appresso Vullietti nel 1605. Queste d ue opere del Fiammelli sono anche menzionate nella B iblioteca matematica italiana del dott. P. Riccardi, e a proposito della Riga matematica è detto: Questo ra1·0 li-

bretto è notato clal Colombo e clal Ga:rnba. La riga clel nostro


2010

2011

LE'l'TERATURA MILI'l'ARE

L E TTR&A'l'U RA MILI TARE

A.. e' itn rozzo istrumento d'agr·imensura, che poteva clare qitalche buon 1·ist~ltato solo nei rilievi app1·ossimatfoi ..a i,-ista per gli usi milita1·i. Del Fiammelli ne discorre anche il padre Giulio Negri ferrarese, nella sua Tstoria degli scrittori p,orentini : e a pag. 255 trovo: fu questo (il N.) valoroso fiorentino inclinatissimo alla p1·ofessione militare e n e possedè con perfezione acquistata con la pratica, la teorica, .:;ome ne /'anno una gi'usta prova le opere da lu-i composte. Ma ciò che contribuisce a rendere sempre più chiaro il nome di questo lodatissimo scrittore, è la sua corrispondenza con i principi italiani del suo tempo, e specialmente col duca d'Urbino, come lo at testano le seguenti quattro lettere inedite e che io pubblico, sicuro che saranno lette con interesse dagli studiosi amatori di questi st udi.

« occupazioni il permetteranno, e in questo mentre mi pre« parerò con più grato dono, e fratanto pregherò l' ...\.ltissimo « pe.c la sua esaltazione. « Di Roma il dì 15 giugno 1604. « Di S . A. S. « Se,·vilore wnilissi mo e pr onto « G IOVAN F RANCESCO FIAMMELLI r'!ORENTINO .

»

Di fuori: « Al Serenissimo Signo1· Duca cl' Urbino

« Sig,nor Colenclissi:lno « Urbino ». « Serenissimo signor Duca Signor mio « sempre Colendissimo.

FIRENZE

« Perchè nelle guerre occorra alcune volte levare la pianta « d'alcun ·s ito, pigliare altezze, distanze o profondità, e mas« sime quando l'huomo non si può accostare per la vicinità

ARCHIVIO DI ST.ITO ARC HIVIO D'URB I NO

Classe 1.a Di st.

(f

« dei nemici o altro impedimento. Però io ho fatto un trat-

[? if . CX XVII.

« tato del misurare con la vista da lontano, e ho (sic) preso « sicurtà di mandarglene dne, acciò con commodo suo nelle

« Serenissimo S ignore, «

15 g iug·no 1604.

« Con tutto ciò che la persona sua rappresenti tanta dignità, valore e splendore, non ho voluto mancare di farle riverenza con l'occassione d'ha ver e io stampato un' op(;'ra « di fortificazione e espugnazione, professione da Lei molto « stimata, come principe gen eroso, liberale e benefico; sa« pendo certo non essere per sdegnare picciol dono, da chi « ha grande l'affetto di servirla, onorarla e riverirla, e mo« strarsele in qualche parte affettuoso servitore, come le sono. « Le presento oggi il principe difeso stampato nuovamente, « e insieme le mati.do il P rincipe Cristiano Guerriero, e il ~ modo di mett ere in ordinanza gli eserciti, n on guarì prima « stampati. La prego si degni leggerli quando le sue grandi << <<

« ore di ricreazione le legga, e se è picciolo il dono la prego « accettare l'animo, che è g rande di servirla e onorarla e « riverirla. Non le mando l' istrumento dentro dichiarato per « non avere potuto fare lavorare gli uomini come si potrà « informare il suo ambasciatore. L e bacio con ogni atto di « umiltà il ginocchio.

« Di Roma il dì primo d'aprile 1605. « Di Sua Altezza Serenissima. , Um.ilissim.o ObòUgat.issimo Servi/or e <e GIOVt..NNI FRANCESCO FIAMMELL I l?IOREN'l'l:-10 ».

Di fuori: « Al Se1·enissimo Signore Duca d'Urbino « Sig. Padrone mio sempre Colendissimo >> .

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2012

L(l:'l'TERA'l'URA MILITARE

LET'l'ERATUltA ~llLITARE

« Serenissimo Signor mio Colendissimo. « Grandissima è stata l'allegrezza che io ho sentita, che « a Vostra Altezza sia nat o il figliuolo e successore a tanto

« e così fiorito Stato, e ne rendo grazie a Dio, stimando. « che habbia a essere d i g iovamento non piccolo alla n ostr~ « Italia, e per conseguente a tutto il Cristianesimo, però « me n~ rallegro con Vostra Altezza Serenissima, e gli prego « da D10 lunga e felice vita. Le mando però il mio stru« mento dichiarato nel mio libro di misurare con la vista « (la Riga m.atematica sopra citata) e mi scusi se nò l'ho « mandato prima, perchè alcuni ar tefici non si possono ha" vere a sua posta, e non ostante, che si habbia fatto instanza, « e con denari e con prieghi non l'ho potuto avere prima. << Però mi semi e accetti il buon animo, e si degni coman« darmi, che sempre mi sarà favore singolarissimo l'ubbi« dirla, e con questo fine le bacio umilmente la veste. .

« Di Roma il dì 16 di l~glio 1605. • Seroiiore obbligatissimo

«

\X

GIOVAN FRANCESCO F I AMMELLI

>>.

Di fuori : Al serenissimo sig. Duca d' Urbino « Si,gnor mio sempre Colendissimo ».

« Serenissimo Sig. mio sempre Colendissmo, « L'obbligo che io t enevo a S ua Altezza Serenissima mi « faceva star dnbbio e perplesso con quali parole io dovesse « scriverle e farle r iver enza e ringraziarla della cortesia

« usatami delli 30 scudi mandatimi ; e non sapendo in che « modo farlo, alla fine mi son risoluto tacere, e porre si« lenzio a' complilf enti, e per esserle obbligato in perpetuo « non volevo ringraziarla altrimenti, posciachè quando l'ha« vesse fatto non le sarei più obbligato, però più non parlo

2013

« e taccio. Le mando adess6 due libri di uno medesimo vo· « lume che ho composti, e a comune utilità dati in luce, « sapendo certo che con la sua innata gentilezza e cortesia « li riceverà, e non sdegnerà picciol dono da chi ha grande « affetto, come quella clre è stata sempre pronta a favorirmi e « proteggermi, come ha fatto, ed io attenderò a ·pregarle dal« l'altissimo ogni colmo di felicità, e umilmente le farò rive« renza facendo fine, senza far mai fine d i osservarla e rive· « rirla. q: Da Roma il dì 18 di sett embre 1606. « Di S . A: Serenissima < S ei-vitore af(eziona/.issìmo « GiovAN FJU.NCESCO FIAMMELLI. ))

Di fuori : « Al Se1·enissimo Sig. Duca et' U1·bino « Signore e padrone mio Colendissimo». Le copie di queste letter e mi vennero procurate dalla cor tesia del prof. comm. Corazzini, che mi è grato ringraziare innanzi al lettore. . Da qU:ello che ho detto fino a qui, appare manifesta la importanza di questo nostro scrittore; ed ora parliamo dell'opera sua, I qitesiti militari, citata anche questa nella bibliografia del D ' Ayala, e che a me parve degna di essere presa in esame.

*** Il t itolo dell'opera è il seguente: I quesiti militari/ di Gio: F rancesco / F iammelli Fiorentino / Matematico/ Fattigl'i in cliversi tempi dacliversi / Principi, e 91·ari personaggi, e da lui risoluti con esempi, e con I l' espe1·ienza fatta insù la guerra, e con cose da esso ritrovale / peri' mettersi in esecuzione, e a comune beneficio con I diligenza serbati, e ora messi in luce / Co due tavole una dei quesiti / e l'altra delle cose notabili / In Roma, appresso Carlo VulUetti 1vJDCVJ.


2014

LETT BRAT U RA MlLlTARE

LETTE RA TURA MILITARE '

Il libro è dedicato a Ferdinando Rucellai, a cui rammenta il padre defunto, le cui virtù. furono tali da meritare il fa. vore di cinque cristiani re di Francia cioè, di Enrico II e dei suoi t re .figliuoli Francesco, Carlo IX e Enrico III; e di En:ico_I V, e d_ella regina Caterina dei Medici che lo adoperò m faccende importantissime. L'A. si rivolge quindi al benigno let tore dicendogli, che egli scrisse questa sua operà cedendo alle istanze che oO'li ve. mvano da vari Principi i quali chiedevano insistentemente le ri_sposte a certi quesiti militari, che ad essi erano stati proposta. E nello scrivere l'A. si è giovato della esperienza da lui acquistata nelle guerre moderne, dove ~i è trovato di persona, e degli esempi tratti dalle antiche· istorie. Avverte poi che l'opera si presenta disordinata, perchè l' interroO'azioni 0 gli vennero fatte in tempi diversi, e sopra svariati soggetti, alle quali egli rispondeva man mano che g li pervenivano. Segue quindi un sonetto del poeta :fiorentino Bartolomeo Rossi in lode del R ucellai, e che amo riportar e a titolo di curiosità poetica: · Mentre il saggio Fiamme! con nobil arte Porge il dovu to a voi sublime honore Ergendo a l vostro illustre almo valore' Mille imprese cli guerra erranti e sparte. Perpet ue e chiare flan sue dot te car te, Presso al raggio immortal del vostro ardore, Che da quel nasce di virtù splendore, Che in ogni età risplende, e in ogni parte. Così, vos tra mercè, dal tempo edace Resterà invitto, e più che 'l bronzo e l 'oro Lucente e fort.e al nome vostro accan to. Cosi di Cristo ogni guerriero audace Quine! potrà con glorioso vanto Spogliare il Trace, e debellare il Moro.

Incominciano i quesiti con inneggiare alla giustizia che è il legame più saldo per conservare i Regni e gli Stati. Se i Governi tenesse.r o la bilancia della giustizia in modo che nel premiare i buoni 6l nel punire i malvagi non pendesse da alcuna parte, le cose umane passerebbono con gran quiete, e i

2015

potentati non patirebbono così spesso mu~azioni come fanno , perchè si toi·rebbono via tutte le querele clu:; cagionano discorclie, ruine e disfacirnenti degli imperi. Deve dunque il Principe'osservare la giustizia specialmente nel conferire i gradi e distribuire g li uffici a chi se li merita, nel mantenere le consuetudini e gli ordini della patria, nel non alterare le leggi, nè mutare le ordinanze antiche. Dovrà solo cambiarle quando, per essere mutati i tempi, la

malizia clegli uomini abbia cai1,sato che sian o abusate, e tirate in mal senso, come spesso è avvenuto in molti luoghi. Non fo

l

commenti 'a queste parole: li farà certo il lettore. Dopo di avere dimostrato gl i effetti salutari di una buona religione negli Stati, l' A. parla dell'amore che deve avere il Principe verso i suoi sudditi. Qui il Fiammelli è in opposizione con le teorie che il Segretario :fiorentino dettava nel suo Principe, perchè v uole egli, che il sovrano sia amato, essendo l'amore il più saldo sostentamento degli Stati. Ma per essere amati, i Principi non de1)ono grava?·e i popoli di taglioni o

gravezze intollerabili che penetrano nel vivo nei cuori degli huomini, e gli 1·iempiono di sdegno. Eccita quindi il P rincipe ad avere armi e fant erie proprie e bene organizzate e che siano comandate da buoni capi, ed allora lo Stato vivrà securo. E dopo di avere magnificata la pace, oome cosa divina, ammette necessaria la g uerra solo quando si ricordi quello che disse Cicerone: suscipienda sunt bella ut sine jniura in pace.vivatur. Enumera poi tutte le condizioni che costringono il principe a muover guerre, e detta norme in proposito, avvert endo poi in particolare, che stolto sarebbe quello S tato che pigliasse le armi contro un nemico che sia protetto da un altro stato più potente, chè allora dovrebbe combattere contr_o due e correrebbe pericolo di perdere la guerra, L'opera quindi incomincia a dettare norme e precetti di guerra, comuni in gn:i.n parte a tutti i trattati militari del tempo, come del modo di f a1· giornata e quando si dee dare ripetendo qui le regole dettate dalla prudenza del capitano, p~rchè quando si comincia una battaglia è un mettere sul


2016

LETTERATURA MILITARE

LETTERATURA MlLlTARE

ta1;oliere le pr·ovincie, gli stati e i 1·egni. Ricordino i capitani di tener conto di tutte le circostanze che possono facilitar loro la vittoria, anche se si tratta di piccole cose, perchè molte volte da esse può dipendere l'esito della giornata. E questa massima è avvalorata da esempi storici, tratti dall'antichità e dai tempi moderni, e alcuni curiosi: fra questi, la vittoria di Pompeo contro Mitridate dovuta in gran parte alla luna, che dando nelle reni dei Romani ne proiettava le ombre lontano, così che i soldati di Mitridate ferivano con le loro armi da lanciare le ombre e non i corpi dei nemici, che avvicinandosi sempre più poteron debellarli e farne strage. A Canne Annibale dovè in gran parte la sua strepitosa vittoria al vento, perchè mentre più furiosa ferveva la batt~glia si levò ad un tratto un vento di mezzodì che clanclo nelle rene dei suoi solclati, e sollevando furiosamente tina fastidiosa polvere, come è in quelle campagne di P uglia, la batteva nella facc-ia e negli occhi dei Romani, sì che ir11ipect'iva loro la vista, togliendo ad essi la voga e l'impeto delle armi, accrescendoli invece ai Cartaginesi. Un bel capitolo è quello che tratta della emulazione e gara fra i soldati. L' antore rammenta, prima di tutto come dall'emulazione trag· gano il loro perfezionamento molte cose utili all'umano incivilimento. È necessario però che gli uomini di valore cerchino di superarsi l'un l'altro nel sentimento dell'onore che regola le cose di guerra. Grande forza morale acquista l'eser· cito dalla emulazione, quando però non sia mescolata con alcuna maìignità, Vengono citati molti esempi di emulazione tutti ormai. noti. Badisi poi a che l'emulazion~ non degeneri in sfrenata ambizione e soverchio desiderio d'onori e di ricchezze, chè allora si cade nel tanto detestabile vizio del!' invidia che genera danni gravissimi e pestifere conseguenze. Ed è ricordato a questo proposito come l'emulazione che prima regnava fra lo Sforza e Braccio da Montone, spingendoli alla gloria, essendosi poi cambiata in invidia, ruppe l'amicizia che teneva uniti '1luesti due grandi condottieri, generando fra di essi odi mortali, per i quali fu macchiata la loro fama.

<'

2017

Intorno alla severità e alla clemenza da usarsi da un Principe e da un capitano di eserciti~ fa le seguent i considerazioni. Non vi ha dubbio alcuno che la seve.rità in sè stessa è odiosa, ma è pur vero che la soverchia condiscendenza apporta dispregio; quindi per mantenere l'autorità !3 necessario seguire una via di mezzo; e sapersi regolare a seconda delle circostan:r.e ed essere severo e clemente a tempo debito, senza esagerazione. E questa deve essere virt:ù. di un generale, virtù per la quale Annibale seppe tenere tanti anni un esercito di varie nazioni, tanto lontano dalla patria, senza sentirsi mai niuna sedizione o a:,nmutinamento. E questo fu il fondamento della grandezza di questa celeberrimo capitano. Vi sono però alcuni casi nei quali è dolorosa necessità l'essere severi ed anèhe crudeli; e ciò per mantenere la disciplina fra i soldati facili a offenderla e menomarla. Fece il dover suo il marchese cli Pescara quando in una marcia forzata avendo pre5critto che nessuno dei suoi soldati, per alcun motivo, dovesse abbandonare le file, spe· cialmente nell'attraversare un paese stretto e occupato dal nemico; ed avendo un soldato spagnuolo trasgredito a questo ordine, comandò che gli fosse mozzato un orecchio; e siccome il soldato che doveva esser così punito, disse che anzichè esser mutilato desiderava di morire, il Pescara esclamò: contentiamolo allora! e lo fece subito appiccare ad un, albero. l\fa questi sono casi rari, e che non devono mai servire di regola generale. I Principi devono sempre ritenere che la bontà e la clemenza sono una rocca e una fortezza inespugnabile, che non teme nemici nè oro, nè forza corruttibile. Intorno al saper cogliere, a tempo opportuno le varie occasioni in guerra, l'autore si esprime in questi termini curiosi: Siccome non è bene farsi incontro all'occasioni immatur·e, così non conviene lasciarle mattware tanto che mai·cischino, perchè bene spesso escono altrui di mano, poscia che l'occasione è calva, e quando ci ha volto la fronte non ' la possiamo pigliai·e per lo ciuffetto, e sparisce e fir,gge, e qiiella che per noi era forse Ò'uona può per la maturità del iz7 -

ANNO XLV.


2018

2019

L ETTERATURA M l LITA RE

LETTERATU&A MILITARE

tempo divenfre vana. Cadrebbe poi in grande errore quel ca-

l'esercito; ma non si esponga inutilmente, che la sua vita non appartiene a lui, ma al suo popolo . Quin di l' A. i ncomincia ad occuparsi d el soldato; e prime sono le mn.rcie per le quali è necessario stabilire: il tempo del partire, il cammino che si ha da fare, quanto il viaggio, q_.uale ordine marciando si ha da osservare, come i soldati si abbiano a cibare e quando. E intorno a ques~e norme scrive l'A. ~ettaudo principi per regolare le marcie, che hanno tanta importanza nelle guerre. Insiste il Fiammelli nel dimostrar e che prima di muover guerra ed entrare in campagna è indispensabile provvedere alle vettovaglie per g li uomini e per le bestie, perchè non vi ha cosa che sbigottisca maggiormente i soldati corno la penuria dei viveri e la fame che fa perclere il consiglio ecl ogni cosa buona. Parlando dell'educaziona dei giovani egli rammenta il capitano Girolamo F iammelli suo padre, di cui parleremo in appresso, il quale quando voleva istruire il figlio n elle cose di g uerra, g li diceva che bisognava abituarsi per tempo alle fatiche e all'amore per le armi, e lo avvezzava da piccino a cinger e la spada e a portar la, picca; e fatto adulto, l o conduceva seco alla guerra per abituarlo ad af. frontare impavido i pericoli e a gua.rdare, senza tremare, in faccia alla morte e sfidarla. E sopra tutto voleva che il figlio fosse buono onesto e timo1·ato di Dio « che qitancfo sentivo

pitano che promettendosi troppo dall'opera sua dispregiasse iì nemico; e la storia ce lo conferma con i suoi numerosis simi esempi. Si adoperino pure le astuzie in guerra che molte volte ci menano alla vittoria con piccolo spargimento di sangne; e si rammenti che dove non arri-va la pelle del

liane si aggiunga quella clella volpe! Tenga il generale occulti i suoi disegni e faccia come :Metello in Spagna, che essendogli richiesto quello che l'esercito avrebbe dovuto fare al dimani, rispose: arderei la mia veste se essa potesse palesare il mio divisamento. Debbonsi spiare i disegni dei nemici, pnr rimanendo fedeli alll::l leggi della guerra. L'A. quindi passa a dettar norme per condurre l'esercito attraverso a luoghi infestati dal nemico, e a passi difficili, per quietare e sedare . u n ammutinamento, per frenare od eccitare i soldati a battaglia, per rinfrancare il loro animo quando essi t itubassero innanzi al nemico ecc. La guerra deve sempre essere condotta da u n generale esperimentato in battaglia, perchè la vera scuola della guerra è la campagn~, Deve il Principe presenziare e condurre di persona la guerra? Vi sono esempi che lo affermano ed altri che lo n egano; affermano quelli di Alessa.ndro e di tanti altri che furono fortunati. re guerrieri; ma lo negano quelli di ·F rancesco. I, di Lodovico re di Ungheria, d i Don Sebastiano re del Portogallo, che fnrono fatali ai loro popoli nelle guerre e nelle battaglie che essi guidarono e perderono. Per sciogliere la questione è necessario considerare tre cose: 1° se la guerra è vicina o lontana: nel primo caso potrà il Principe stare. ai confini dei suoi Stati o nella capitale per provvedere ai bisogni urgenti dell'esercito; nel secondo non deve correre il rischio di essere travolto nelle v icende fortunose d'una campagna che presenti pericoli certi per la sua persona. e · deve perciò rimanere nei suoi Stati; 2° se il Principe h~ o no successione: nel primo caso corra pure il rischio della guerra; nel secondo no; 3° se il Principe sia o no d'indole guerriera; e se lo è si ponga pure alla testa dei suoi soldati e la sua presenza servirà ad ammara maggiormente

.,

« come giovane 1·agiona:1·e di cosa impertinente, mettevo per « difendere l'onor mio mano all' arme, ecl egli il padre suo « se ne prendeva gloria ».

Ritorna infine l'A. a parlare dei doveri che incombono ad u n Principe per essere amato e stimato e temuto dai popoli; e afferma che egli sarà odiato quando sarà giudicato ingiusto e incapace di governare. Sprona il principe ad essere ossequient~ alle leggi della. chiesa e si capisce che I' A. insista su questo, perchè egli era religiosissimo fino a far stampare sul frontespizio delle sue opere accanto al suo nome: f1·a.tello della Congregazione delle sci1,ole pie. Ma questa pia .associazione non gli impedì di combattere da valoroso nelle Fiandre, n è di scrivere libri improntati a sani criteri d'edu" cazione civile e militare.


2020

LE'l"l'ERATU &A M!LITA HE

Una delle cause poi che generano il malcontento negli eserciti è quando il Principe distribuisce inconsideratamente gli onori ed i gradi, perchè « per infiniti esempi si è veduto, « che l'onore di im g1~ado dato al favo1·e piuttosto che al me« 1·ito ha di maniera alienato gli animi cldli altri giudican« dosi meritevoli, che non si sono curati pati?·e danno nel:le « cose ' proprie, purchè ci sia stato la calamità del P1·incipe, « e solamente perchè s'accorgesse della sciocca elezione e clellri « ingiusta distribuzione cla lui fatta » e ciò nelle occorrenze della guerra produce pessimi effetti. E qui l'A. benchè amico dei Principi, non esita a proclamare che essi sono avari, e l'avarizia è quella che sola .regola , la ragione di stato. Ed è andata tanto oltre questa brutta passione che si è attaccata ·ai ministri in modo che il pesce mangia il minuto, e il piccino alcune volte tirandosi barotiso , da banda lascia cori·ere. Così si specula anche sulle spese ' d~i soldati, i quali allorchè sono chiamati per le guerre o disertano o vengono di mala voglia. Pone termine ai quesiti un capitolo sulla necessità di avere negli eserciti le insegne e gli ufficiali, che devono rappresentare come altrettanti membri di un corpo umano, che lavorano sempre 1tl suo manteniment e e alla sua conservazione. L'opera è suddivisa in XLIV capitoli, che corrispondono ad altrettanti quesiti fatti all'autore da vari Principi e illustri personaggi, come è già detto nella prefazione. Certo, chi ha letto il Principe Cristiano Guerriero dello stesso, si accorge che questi quesiti non sono, in gran parte, che altrettanti sunti dell'opera prima; ma l'esposizionè qui sembrava più efficace perchè più concisa. S'intende che quello che dice l'autore non ha che un valore relativo ai tempi nei quali egli visse e scrisse ; e per questo riguardo sembrami che egli sia degno di considerazione. Come omaggio alla venerata memoria del pad:e suo l'au· tore pubblica dopo i suoi quesiti quelli : Del capitano Gi1·olamo Fiam:,nelli fiorentino, tradotti dal latino in volgare cla Giovan Francesco suo figliuolo, che, a quanto afferma, trovò , lo scritto fra certe carte di famiglict.

LETTERATUR A ltULlTARE

2021

I quesiti dunque del padre del Nostro, si aggirano: intorno alla milizia, e a qual :fine sia istituita; all'elèzione dei soldati e al modo di educarli acciocèhè bene combatta.no e valorosamente; al modo di condurre la gnerra. Sono brevi considerazioni · che n on presenta.no interessamento alcuno siccome quelle che ricordano i principi d'arte militare tratti in gran parte da V egezio e da altri scrittori latini. Ritengo però che fra le opere di Gio. Francesco Fiammelli quella che diede a lui fama maggiore sia stata _il P1·incipe Difeso sopra ricordato; e questo io pt:<nso non per aver constatato il merito scientifico dell'opera, chè di fortificazione giudicar non potrei, mi!- per essere stata l'opera stessa dedicata alla S . M. C. di Don Filippo III re di S pagna e per i seguenti co.mponimenti poetici che trovo dopo la dedica, nella edizione fatta in Roma presso Luigi Zanetti. I poeti sono due - arcades ambo - spagnoleggianti tanto in latino come in volgare. Essi, naturalmente inneggiano, dimentichi dell'oppressione servile in cui giace la patria, .al ~uovo d~~inatore, lodando insieme ad esso anche lo scrittoré dell'opera. Un. tal Francesco Marzio Triburzi, probabilmente, come lo dice il nome, un poeta romano, scrive questo sonetto alla Sacr.a Maestà Cattolica di Filippo, sonetto che pur risentendo della corruzione letteraria che allora appunto incomincia, non è totalmente privo di curiosità. « Te cui ceder dee Bellona il Campo, • Giove lo scudo, la milizia l'arte, « La Vit toria le palme in og ni parte « La Prontezza l'ardir, Volcano il lampo; <e Giunon la lancia, Amor lo stral ~ol vampo ('?) E il consiglio Saturno, in q uest e carte « Consacra or un nove! fabbro di Marte <e Delle cit tà l'offesa, e insiem lo scampo « Non già perchè egli faccia audace stima « Sperando allo splendor di si bel sole cc Con le Fiammelle sue far scorta e lume; cc Ma comfl all'ampio mar siede ogni fiume « Così al val or eh 'ognor ammira e cole « Torna quest' opra ond' ba l' origin prima.

«


.. 2022

(

LE1'TERATOUA lJII,l'l'AltE

Migliore parmi questo secondo sonetto del poeta Bartolomeo De Rossi, già ricordato per altro suo componimento poetico: « Di fondar nuove rocche e nuove mura,

202~

NOTE BIBLlOGRAFICHE

« Con militante e nobil magistero, « Quinci 'l Fiammel ne mostra il dritto e 'J vero « D'arte, ingegno, valor, forza e misura, « Di fare ogni città forte e secura. « Contro il fulmin di ~{arte ardente e fiero, « Per dilatar di Cristo il giusto impero, « E disfar di Babel la legge impura.

colonnello medico. - Notizie sulla scuola d'applicazione di sanità militare in Firenze. - Firenze, tipografia cooperativa, 1901.

As•rJmIANO GIOVANNI,

« A Voi re Saggio, a voi Signor ch'avete « D'Esperia occidental scettro e corona, « E d'un mondo nove: freno e governo, « A voi che vincer sol, domar potete « L'Affrica, l'Asia e d'aver grido eterno,

« Questo carte il Fiamme! consacra e dona.

Ed ora finisco come ho incominciuto, sperando cioè di non aver fatto opera. vana nel raccogliere queste notizie intornò al Fiammelli, se esse potranno servire ad uno studio più accurato intorno a questo nostro a.otico scrittore militare. G.

BAllGILLI.

L'egregio autore comincia dal fornire interessanti notizie sulla chiesa e l'annesso convento di 8 . Domenico, ove ora ha la sua sede la scuola di applicazione di Sfl.nità militare, istituita sin dal 1° gennaio 1883. Passa quindi a dire dell'ordinamento della Scuola, dei vari corsi che si susseguirono dalla sua crea.zione al giorno d'oggi, degli allievi della Scuola che più si segnalarono per lodevoli fatti compiuti in tempo di paco o di guerra ed ottennero meritate ricompense, della spesa che importa la Scuola (lire 3 circa al giorno per ogni allievo), delle analoghe istituzioni all'estero ecc. ecc. Queste notizie, lo si com prende facilmente, hanno sì un pregio, ma limitato; quello cioè di presentare al lettore in poche pagine un breve e chiaro riassunto di ciò che è ed è stata finora la scuola d'applicazione di sanità militare; ma dove si appalesa l'intento cui mirò l'autor e nello scrivere il suo pregevole lavoro è nell'ultimo capitolo, ove egli prende a disamina le obiezioni mosse alla Scuola ed al suo ordinamento e brillantemente le confuta. Gli oppositori della Scuola, a. suo giudizio, si possono dividere in tre categorie diverse: Gli uni, egli scrive, pur ritenendola utile, anzi necessaria, propendono a conservare le basi fondamentali sullo quali si regge, ma vorrebbero cambiare le ma.terie di studio, diminuire il numero degli allievi; trasferirne altrove la sede, da,rle incarichi di preparare vaccini e sieri terapeutici, ecc.


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NOTE BIBLIOGRAFICHE

Altri pensano si debbano mutarne in tutto l'organismo e le funzioni; e questi si suddiyidono in due gruppi, di cui l'uno ne restringe le attribuzioni, l'altro le allarga. A lcuni, infine, con misura radicale, propongono di chiudere la scuola, riguardandola come improduttivo a.ggravio del bilancio. Come si scorge a prima vista Fesimio colonnello ha saputo in poche parole rilevare le principali opposizioni che si muovono alla scuola, e n ell'ordine che le ha enunciate le prende ad esame, analizzando le ragioni che se ne danno. Ci duole che non possiamo seguire il colonnello Astegiano nélla sua chiara e convincent e discussione, la di cui conclusione, per dirla assai brevemente, è la seguente : Un istituto od un ordinamento qualsiasi destinato alla produzione di medici militari, deve sorldisfa~e a due essenziali esigenze, che sono : Servire ai bisogni del regio esercito nel tempo di pace ; Servire ai bisogni del regio esercit o in guer!·a. Se l'uno e l'a,ltro di questi due scopi non sia raggiunto, il funzion~.mento dell'istituto deve . dirsi difettoso, e la produzione manchevole. Ora l' Astegiano dimostra chiaramente che la Scuola di sanità militare di F irenze ha perfet tf1mente soddisfatto ai due scopi di prepara.re abili medici militari pel tempo di pace e per la guerra, e non si perita di affermare che « quando « fosse tolta via, o le fosse dato un altro ·indirizzo, manèl10« rebbe il modo di fare quest'ottimo e sicuro reclutamento « di ufficiali medici in servizio permanente. Un concorso « per esami, per quanto scevro ed imparziale, non potrebbe « dare gli stessi risult~tti ». Tutto questo si riferisce al tempo di pace, ma per la guerra l'.A.stegiano nota che la scuola nei suoi 18 anni di vita fornì 2722 allievi che conseguirono la promozione a sottotenenti medici di complemento. Dedotti quelli che passarono in servizio effettivo, e le inevitabili perdit e, r imane tuttavia disponibile un cospicuo , numero di essi per la guerra, sicchè non può mettersi in

NOTE HIBLIOGRAFICHE

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dubbio che l'opera della scuola torni proficua anche per la preparazione della guerra. « La scuola, osserva infine l'egregio colonnello, provvede ·« razionalmente alla necessaria prepara,ziòne degli ufficiali « medici e riesce utile ai servizi medici del regio esercito « in ogni t empo ed in ogni evenienza». E noi auguriamo all'autore .numerosi lettor i del rimarche'VOle suo scrit to, specie fra la classe degli oppositori della Scuola) che così non pot ranno a meno cli modificare i loro apprezzamenti.

E. C. RAMIRAN. - Campana Italo-Austriaca en 1866. Custoza y Lissa. - Madrid, tipografia El T1·abajo 1900. )

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Attratti vivamente dal tit olo del libro, ci ponemmo subito a leggerlo, nella piena convinzione di trovarvi uno studio particolareggiato della nostra campagna del 1866, la quale, se fu contrnria alla vittoria delle nostre armi, offre, però, ricca materia di insegnamenti. Diciamo addirittura che la nostra speranza fu intieramente delusa. L 'autore che si professa caldo amico · del1' I talia, rileva sì il valore delle nostre t ruppe e della nostra ma,rina, ma le narrazioni delle battaglie di Custoza e di L issa sono affatto sommarie, e le considerazioni svolte, che vorrebbero essere sapienti ma non lo sono, sono quelle scritte dal Rùstovi', come del resto 11ota lo stesso autore. Ma il Riistow senza dubbio competente scrittore militare però non sempre scevro di parzialità, dettò la sua storia della guerra d'Italia del 1866, quasi contemporaneamente allo svolgimento della medesima, appoggiandosi alle poche notizie ed ai monchi rapporti ufficiali che potevansi avere intorno alle operazioni militari allora terminate, onde non è a meravig liarsi se sia incorso in inesattezze ed in errori di fatto i quali, forzatamente, dovevano poi influire sopra i suoi apprezzamenti.


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NOT.@ BIBLIOGRAFICHE

È però inconcepibile che oggidì, dopo tante opere pubblicate · su quella campagna, si prenda. a principale base del proprio lavoro la storia redatta dal Rti.stow. Non intendi.amo dire con questo che le osservazioni e g li appunti del Ramira.n siano in tutto esagerati od erronei, ma sono butbti là a casaccio, non scatur1scono da premesse razionttlmente discusse. A quest'uopo sarebbe stato indispensabile una dettagliata descrizione delle dué battaglie; ciò che l'autore, come abbiamo già detto, non ba fatto. Il Ramiran dice nella P1·efazione che fu indotto a narrare la nostra campagna del 1866, perchè essa prova luminosamente la verità di una sua intima e profonda convinzione: quella, cioè, che in guerra la vittoria è di colui, che, oltre all'essere ardito e valoroso, è fermamente risoluto a vincere. È questa una tesi che non solo si può sostenere e che ha il suffragio delht storia (Federico II e Napoleone nei tempi a noi pil\ vicini), ma che, forse, s'attaglia an0ora al caso nostro t~nto a Custoza q,uanto a L issa. Ma l'autore dimentica tota~~ mente questa sua. idea, e si limita poi a rintracciare le-cause dell'insuccesso nostro nell'incapacità del comando. È fuori dubbio pertanto, che l'opera del Ramiran non può nè servire ad illuminare maggiormente i suoi connazionali sull'andamento di quelìa ca,mpagna nè riuscire a noi di alcun proficuo studio. A.l Ramiran dobbiamo tuttavia essere grati perchè a più riprese elogia e mette in rilievo il valore dei nostri soldati e marinari. In ogni modo segnaliamo ai nostri lettori questa recente pubblicazione: perchè reputiamo essere opportuno e vantaggioso conoscere quanto si scrive all'estero di noi e delle nostre vicende militari. ·

NOTE BJBLIOGRAFlCHE

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DEsBRIÈRE È nouARD, capitaine breveté an l"' cuirassier. 1703-180 5. Projets et tentatives de déharquement aux tles britanniques, Tome 1 •r. - P aris, librairie Chapelot et C., 1900. Da qualche anno la sezione storica dello stat~ maggi.or~ francese si dedica con molta 'diligenza alla pubblicazione eh lavori storici, giovandosi dei copiosi e importanti documenti conservati nei suoi archivi e in quelli dello Stato. Menzione singola.re merita il recentissimo. stndio sui proo·etti e tentativi di sbarco nell'Inghilterra cui sta attendendo il capitano Desbrière sotto la direzione _della_sezione storica sopramenzionata e del quale fu ora licenziato alla stampa il 1° volume. Il capitano Desbrière, che fu scelto per la prof~nda conoscenza dell' idioma inglese e per una cert~1 esperienza delle cose di mare non risparmiò fatiche per compiere il meglio possibile l'in~arico affidatogli. Non solo egli an_alizz? i do~ cumenti degli archivi storici e le opere francesi ed mgles1 della biblioteca del ministero della guerra, ma consultò ancora o·li archivi nazionali e quelli della marina. Inoltre, si recò :: Londra ove. accolto con molta benevolenza, gli furono liberamente aperti i. notevoli depositi del British-Museu1:1 e del R,ecord-Foreign-Office, diguisachè potè trarne preziose indict1zioni e disporre di documenti inediti o poco conosciuti. Eo·li è noto che nel periodo dal 1793 al 1805 la Francia non tral:sciò ma.i di pensare ad una spedizione contro l' Inghilterra e che molti progetti furono all'uopo elaborati e che taluni di essi ebbero pure un principio di esecuzione andati poi a male, non certo per volontà della Francia. . È pure n~to che Napoleone caldeggiò sempre il pr?getto eh assalire l'Inghilterra sul proprio territorio, spe~1~lment~ nel 1798 e nel 1805, nei quali due anni la sped1z1one di Egitto nel primo, e la guerra contro L~ustria nell'altro anno, lo costrinsero ad abbandonare ~l suo piano.


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NOTE BIBLIOGRAFICiiE

NOTE BlBLlOGR.!.FlCHE

L'opera pertanto del capit ano Des\'Jrière è della massima importanza dal punto di vista storico, tanto più che è questa una pagina della storia francese abbastanza negletta avendo gli avvenimenti, cli quell'epoca, che si estende dai primi giorni della rep.ubblica all'apogeo dell'impero, assorbita l'attenzione t utta degli storici. È pertanto umL lacuna, 1;iguardante fàtt i interessantissimi, che lo studio del Desbrière viehe a colmare. L'opera consiste essenzialmente in una copiosa raccolta di documenti a comprova e spiegazione dei fatti narrati, e da ciò trae il suo singolare valore. Ma appunto per questo speciale carattere, non si presta ad essere riassunta, diguisachè siamo costrett i ad indicarne sommariamente il contenuto. , Il 1° volume ora pubblicato consta di cinque capitoJi. In essi sono r iportati e analizzati quasi tutti i progetti compilati o proposte di spedizione contro l' I nghilterra: i primi piani del i 792 e 1793, la spedizione delle isole normanne del 1794, il progetto del 1796, e le prime formazioni dell~ flottiglie; e :finalmente vi è diffusamente studiata la prima spedizione d' I rla.nda che terminò col disastro di Bantrv. Particolarmente interessante è l'ultimo capitolo nel quale è studiata la parte che ebbe Bonapart e nella preparazione della guerra 0ontro l'Inghilterra. Già molto aveva sèritto in proposito il capitaiio De la Jonquière nel suo studio sulla Spedizione d'Egitto - e cli cui abbiamo, a suo tempo reso conto, mettendo iLppunto in rilievo il soggetto, ora 1mre svolto dal Desbrièr e - ; epperò i due scritti si completano vicendevolmente senza punto essere una ripetizione l'un dell'altro.

anche in quelle di t utti gli studiosi di storia generale e militare. Non possiamo a meno di esprimere il nostro vivo desiderio che vedano la luce il più presto possibile gli al tri due volumi che debbon o completare l'opera.

Non occorrono parole éli elogio al geniale autore, nè altre che rilevino l'importanza della sua opera ; anche dal poco che ne abbiamo detto ci sembra risultino eviden ti la valentia dell'uno e il rimarchevole pregio . dell'altra, che ha già il suo post o fissato non solo nelle biblioteche militari ma

CRISTE, capitano. - Contributo alla storia dell'assassinio degli ambasciatori di Rastatt. Vol. XI, con tre carte, delle 1vfittheilungen des J(. uncl K. lfriegs-A,·chivs, pubblicate dalla Direzione dell'I. e R. Archivio della guerra. - Vienna, Seidel e figlio, 1899.

OSCAR.

Il 17 ot tobre 1797 fu conchiusa a Campoformio la pace fra Francia ed Austria, e demandato ad un ulteriore Congresso da riunirsi subito in Rastatt l'assestamento delle varie questioni riguardant i l'ordinamento dell' impern germanico. I vi infatti si radunar-ono i delegati della Francia, delL~ustria e degli altri Stati della Germania, ma la loro opera non era ancora compiuta allorchè nel marzo 1799 s'accese di nuovo la guerra fra la Francia ed Austria. I delegati al Congresso, e specie quelli francesi, non solo non intendevano considerare sciolto il Congresso, ma cont inuavano a ricevere ed inviare corrieri ai loro governi, ciò che, naturalmente, non pot eva .essere tollerato dall'arciduca Carlo, generalissimo dell'esercito austriaco. Il quale, dopo la vittoria di Stockach, ordinò fossero intercettati i loro corrieri, e, alla fine, il 28 aprile fece intimare ai delegati francesi dovessero lasciare Rastatt nelle 24 ore. In pari tempo, però, prescriveva fossero ad essi usate le massime cortesie. Nello stesso giorno un distaccamento cli ussari Szeklern, e pr ecisamente lo squadrone comandato dal capitano Burkha.rdt, marcia.va sopra Rasta tt e ne occupava le porte. · I delegMi francesi, cittadini Roberjot, Bonnier e Debry, che sulle prime tLvevano dichiarato non avrebbero ceduto ·


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NOTE IHBI, IOQRAF!CflE

NO'l'E BillLIOGRAFICHE

I..

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dalle autorità militari austriache, le probabilità e possi bilità che l'assassinio sia realmente stato commesso daali t:, ' ussari ' Sieckler. Sono pagine per la storia assai rimarchevoli: in essa i fatti - e specie quello che gli assalitori chiesero in lingua francese se erano essi i ministri francesi -, e le ipotesi formatesi intorno ad essi sono vadiati con molta,. minuzia ' ..., ed è appoggiato ai risultati assolutamente negativi d'ell'esame da lui fatto che l'autore viene alla conchiusione che non una prova, non un indizio stanno contro gli ussari austriaci. A convalidare maggiormente questi suoi ragionamenti ed apprezzamenti, il Criste riporta poi il cosidetto P1·otocollo Villinge1· - Actum Villinge1· del 7 maggio 1 79 9 - sino ad 01;a affat to sconosciuto, e cioè g li atti delìa commissione miilitare presieduta da S. E . il feldmarescia.llo conte von Sporck, ne' quali sono registrate le domande fatte dal Presidente e le, risposte dei singoli individui, interrogati od esaminati dalla commissione. · È superfluo rilevare il valore di questo documento, di oltre 1qo pagine, e si capisce di leggieri come il capitano Criste abbia avuto ragione cli riportarlo per intero non solo perchè documento di singolare importanz~, ma ancora perchè da iìJSOnulla assolutamente emerge che possa, nonchè attestare, neppure di lontano far sospettare della colpabilità dei cavalieri austriaci. Il capitano Oriste però, se s'ingegna al possibile per demolire la leggenda forma.tasi che addita gli ussari Szeckler siccome incontestabili autori di quell' a.ssassinio, anzi.tutto intende contribuire alla ricerca della verità, fosse pure che questa conducesse a stabilire la reità degli ussari ungheresi. E così riproduce due lettere dell'arciduca Carlo a suo fratello l' imperatore che, mentre sono i documenti più notevol~ del libro, sono nello stesso t empo quelli più grnvi a c~r:co dei pr edetti ussari. E ciò non solo per l'altissima pos1z10ne cli chi li scrisse e del sovrano cui furono diretti 1 ma ezìanclio per chè l'arciduca Carlo ammette esplicìtament e specie nel seconqo di essi - che gli ussari austriaci siano gli autori del misfatto.

che alla forza, cambiarono poi di consiglio, e alle 10 di notte ) colle loro famio1ie e con 7 vetture, si present.arono o alla porta del Reno per partire e rientrare nel loro paese. Il capit ano Bnrkharclt dapprima oppose la consegna rice-· vuta di non lasciare eDtrare nè uscire alc_u no dalla citta durante la notte, poi concesse loro l'us~ita., in considèrazione dell'ordine da essi ricevuto di dover lasciare Rastatt n elle 24 ore, ma rifiutò la chiesta scorta per la poca forza di cui disponeva. Come è noto, i delegati francesi, non appeva usciti dalla porta, furono assaliti da una pattuglia di cavalieri, tratti a forza dalle vetture e presi a sciabolate. Robertjot e Bonnier furono lasciati morti sul posto : il D ebry leggermente ferit o e contuso, riuscì a fuggire ed a riparare in Rastatt, dove immediatamente divulgò Fa.ssassinio avvenuto, incolpandone gli ussari Szeckler. Questa la storia di fatto, che il capitano Criste narra con molti particolari, e colla scorta di molti e interessanti doc.ùmenti - scritti dell'arciduca Carlo e delle autorità militari dipendenti - per quanto ha tratto agli ordini impartiti per l'occupazione dei dintorni di Rastatt, per l'intercettazione delle comunicazioni dei plenipotenziari coi loro paesi, ed infine per l'allontanamento di essi da quella città.

Men tre in Francia accetta.vasi senza discussione la versione del Debry circa l'esecuzione materiale dell'assassin io da parte degli ussari Szeckl er e non mancava.si di chiamare in causa apertamente il governo austriaco che ne avrebbe impartito l'ordine, l'arciduca Carlo disponeva, per suo conto, che una commissione militare pro.cedesse alle più minute investigazioni, al fine di chiarire la verità e scoprire e punire i colpevoli. · . Il capitano Criste, anzitutto, dedica molte :pagine _ad esa~ minare e discutere, in base agli scritti francesi, alle voci propagatesi al riguardo e agli ordini diramati in quei giorni

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NOTE BIBLIOGRAFICHE

NOTE BIBLIOGRAFI\HE

La prima lettera è del 18 maggio - mentre sedeva la. commissione militare - e in essa l'arciduca Carlo dice che poichè il fatto, spiacevole e inaspettato, è avvenuto, non ri: mane altro a fare che pensare ai mezzi più convenienti per darne partecipazione al pubblico, senza che ne cada alcun sospetto sulla Corte o sopra individui a,ppartenenti aJl'esercito di· alto grado. E così prosegue: « Per questi tristi avvenimenti chiedo « da te come fratello una grazia particolare pel generale « Schmidt (1). Questi, trasportato dal suo odio contro i Fran« cesi, in uno lettera privata al tenente colonnello l\fayer « dello stato maggiore (addetto al feldmaresciallo Kospoth « comandante il corpo d'armata nella Foresta Nera) espresse « un'idea o piuttosto sentimento, come rilevasi dal p1·irno « abbozzo del 1·appo1·to uffidoso (2). l\fayer dieae a cotesto « scritto priva,to un'interpretazione tutta propria, e così la « cosa divenne sempre peggiore, imperocchè essa nei gradi « inferiori ricevette parecchie aggiunte, sicchè ne seguì lo « sgraziato accidente », ecc. Lo spiacevole fatto cui qui accenna l'arciduca Carlo è il seguente: nell'ordinare il sequestro delle carte dell'archivio dei ministri francesi sembra che il generale Schmiclt scrivesse al lVIayer che qualche maltrattamento sarebbe pur stato bene ai ministri fra,ncesi, parole che, mentre erano solo uno sfogo personale dell'odio dello Schmidt per i Francesi, furono invece considerate dal lv[ayer come un ordine che poi, ampliato nella diramazione agli agenti subalterni, avrebbe alla fine avuto per effetto l'assassinio dei delega.ti. E che fosse convinzione dell'arciduca Carlo che così fossero andate le cose, meglio ancora della lettera sopràriferita lo dimostra l'altra del 2 settembre, scritta dopo quattro mesi dal fatto e dopochè la commissione militare e l'inchiesta giudiziaria ordinata dallo stesso imperatore, avevano termi 0

(!) Que~ti el'a il capo di stato maggiore dell'arciduca Carlo. (i ) Questo rapporto, per quante ricerche siensi fatte, non si è trovato .

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nato il loro ufficio e nulla a·vevano trovato da porre a carico degli ussari Szeckler. In essa, ammettendo che gli ussari siano o·li autori egli . . \ b ' soggmnge che essi non possono essere puniti, « perchè hanno « agito in seguito ad un ordine. » Puniti invece dovrebbero essere le alte individualità compromesse nell'affare, ossia il generale Schmidt, il tenente colonnello Mayer, il generale conte l\forveldt e il generale Gorger, ecc. Il Oriste sottopone questo scritto dell'arciduca Carlo la ' di cui alta importanza non può disconoscere, a lunga disamina e a noi pare che le sue efficaci argomentazioni riescano a mettere in sodo che il pensiero dell'arciduca Carlo non è confortato da alcuna prova o dal menomo indizio, sicchè non si può a meno cli ritenerlo erroneo .

:::** E se non furono, gli ussari Szeckler· a commettere il misfatto, quali sono allora gli auto1;i o i promotori? Il èapitano Criste consacra al delicato argomento un lungo capitolo, nel quale esamina le voci divulgatesi al riguardo e ciò che fu eletto. dagli storici più notevoli che s'occuparono diffusamente del misfatto di Rastatt. A volta a volta furono indicati quali promotori dell'assassinio: Il direttorio di Parigi, il generale Bonaparte, il governo austriaco, il rn:inistro Thugut ed il conte Lehrbach, il gabinetto inglese, la regina Carolina di Napoli ; e ad autori gli ussari Szeckler, gli emigrati francesi e finalmente il Debry e i servi degli uccisi. Il C1:iste non si pronuncia iu proposito, ma mette in evidenza la condotta del Debry che non può a meno cli essere sospettata, tanto più che la signora stessa del Roberjot lo ha esplicitamente incolpato della morte dei suoi colleghi. Al Criste basta di aver fatto conoscere al pubblico i numerosi documenti rimasti sinora conservati sigillati negli archivi dello Stato, e di aver cooperato a sciogliere gli ussari 128 -

ANNO XLY.


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NOTE BIBLIOGRAFICHE

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Szeckler dalla grave responsabilità pesante su di essi; e rn questo ci pare ch'egli sia pienamente riuscito. · Del resto ecco la conclusione del suo libro: « Gli avvenimenti furono per l'Austria una. vera disgrazia, ,, una catastrofe dalle conseguenze inca~colabili, una cata« strofe di cui i meno chiaroveggenti scoprivano la portata, « una catastrofe circa la quale bastava domandarsi: Cui p1·0« des't ~ per persuadersi che non era stata provocata clall' A t1« stria. Noi, pubblicando questo libro, abbiamo reso noto tutti « i documenti degli archivi di Vienna, e prodotto molti cttti « che dormivano nel mistero. Non vi abbiamo trovato la so<< l uzione definitiva che speravamo . Ma, realmente, non era « qui, ove nacque ed ebbe termine l'incidente, che era possi« bile cli trovarne la soluzione. » Il Oriste ha fatto pertanto quanto era in suo potere per far la luce sopra quel tragico avvenimento, e l'opera sua è altamente com.mendevo]e. Il suo ponderoso lavoro, cogli innumerevoli documenti che contiene, prende un posto ·rimarchevole fra le p ubblicazioni storiche e non può non esse.re consultato e preso in seria considerazione da chi intenda nell'avve.aire occuparsi dell'eccidio di Rastatt. B.D.

RASSEGNA MILITARE ESTERA FORZE MILI'l'.A.RI DEL L.A. JtEPUllBLIC.A. AltGENTIN.A.

PREMESSA.

Cenni sommari sulla costituzione politica della Repubblica. La costituzione della Repubblica Argentina (15 maggio 1853, modificata nel 1860) salvo alcune eccezioni di poco momento è identica a quella degli Stati Uniti del Nordamerica; perciò solo quegli affari che riguardano tutto il complesso della Repubblica sono d i spettanza del governo centrale. Gli altri affari sono liberamente trattati dagli' Stati federali (14 provincie ed 1 d istretto federale) senza nessuna ingerenza del governo centrale. · In questo il potere esecutivo è affidato ad un Presidente eletto per un periodo ài sei anni da uua speciale giuM.a di elettori, mentre l'autorità legislativa è lasciata al Congresso nazionale, composto di due assemblee: Camera dei senatori e Camera dei deputati. Un Vice-Presidente, eletto nello stesso tempo e colle stesse modalità del Presidente, è presidente del Senato, ma non ha altro incarico politièo, salvo che nel caso di cessazione prematura del Presidente della Repubblica dalle sue funzioni, che egli allora sostituisce sino alla scadenza normale del periodo sessennale. Il Presidente ha il comando in capo delle forze di terra e di mare, nomina a tutti gli impieghi civili, militari e giudi-· ziari, ed è responsabile unitamente al ministero per gli atti del potere esecutivo. Il ministero, nominato dal Presidente e funzionante sotto i suoi ordini immediati, consiste di 8 segretari di Stato, rispetti va.mente capi dei servizi seguenti:


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RASSEGNA MILITARE ESTERA

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RASSEGNA D!IUTARR E STgRA

iut~rno, esteri e culti, finanze, giustizia, guerra, marina, agricoltura, lavori pubblici. Nessuno di questi ministri può appartenere alle Camere legislative. I governatori delle provincie, investiti di poteri estesissimi ed indipendenti dal potere esecutivo, centrale nelle loro funzioni costituzionali, sono eletti dagli abitanti delle singole provincie per un periodo di tre o di quattro anni, secondo le particolari costituzioni di ogn una. Le provincie eleggono le loro particolari assemblee leg islative, e nell'amministrazione interna sono autonome e conservano tutti i poteri non espressamente delegat i dalla costituzione (esercito, marina da guerra, rappresentanze all'estero, dogane, ecc.) al governo federale. I nove territori nazionali sono amministrati direttamente dal President e della Confederazione in accordo col S enato.

Spese.

==================~=~===="""=s=====, Pesos oro

Pesos carta

(1 peso o~J= L. it. 5) (1 peso carta= L. it. 2 in mediai

'

Interni e congresso

16,6~6,G56

Affari esteri . . • Finanze . . . . . .

213,501

1,097,520

Debito pubblico . .

23,14"7,962

11,695,218

7,115,420

Giustizia, Istru:done e Culto

16,605,678

Guerra . . .

16,011,057

Mari na . . . . Ag ricoltura . . .

1.0,100

ll ,955,680 1,911,620 6,302,664

Lavori pubblici . Spese straord inarie. TOTALE

9,515,250

6,086,000

32,946,813

95,447,513

Bilancio gener ale (1899).

PAHTE I

Entmte. Pesos oro

I

·

Pesos carta

(I peso oro= l. it. 5) (1 peso.carta := L. il. 2 in media)

Diritti d'importazione . . . . . . . . Diritti d'esportazione . . • . · . . . . .

37,500,000

Diritti portuali, di magazzinagg·io, ecc.

2,460,000

Diritti consolari . . . . . . . • . . .

450,000

Debito d i Buenos- Aires e servizi bancar i vari . . . . . . . . . . . . Diversi . . . . . . . . . . . . . . . .

2,500,000 CAPO

I. -

PERSONALE.

Art. l. - Reclutamento. 1,706,339 1,365,396

§ l. -

RECLUTAMENTO DELLA. T RUPPA.

35,481,000

Tasse sull'a.Icool e sui consumi . . . . . Tasse sui terreo i, sulle licenze e sul bollo, vendita di terreni, ecc.

10,210,000

Opere sanitarie . . . . .

5,100,000

Ferrovie, poste e telegrafi

'7,759,000

Banca Nazionale . Varie . . . . . . . . . .

2,000,000 572,000 TOTALE

ESERCITO "

45,981,735

67,122,000

1. Legge sul reclutamento. - Il principio fondamentale su cui si basa il reclutamento è quello dell'obbligo generale che hanno tutti gli Argent1ni (corri.presi in questi, senza eccezione d i sorta, anche i nati nel t erritorìo della Repubblica da genitori stranieri) al servizio militare nei modi e tempi indicati da apposita legge, promulgata il 23 novembre 1895, · modificata parzialmente nel 1898, ed attualmente in vigore.


RASSEGNA MILl'l'ARE ESTERA

RASSEGNA ,!ILI'l'A R& ESl'ERA

2. Obblighi cii servizio. · - Sono inscritti per un anno nell'esercito permanente tutti i g iovani non aventi diritto ad alcuna delle esenzioni stabilite dalla legge, i quali nell'anno anteriore a quello della chiamata; hanno .compiuto il ventesimo anno di età. La durata del servizio loro sotto le a.rmi non può normalmente superare i 60 giorni, restando poi obbligati pel rimanente periodo a presentarsi alla' prima chiamata del potere esecutivo; però è lasciata facoltà al governo, quando necessità politiche lo · esigano, di prolungare questo servizio effettivo per tutto l'anno di inscrizione. La mancata presentazione alle chiamate straòrdinarie viene punita con d ue anni di servizio continuàto nell'esercito permanente. · Compiuto l'anno di servizio nell'esercito permanénte, t utti gli Argentin i, fino ai 45 auri compittti se celibi e fino ai 40 se ammogliati, hanno l'obbli,so di arruolarsi nella guardia na1/.ionale. Questo arruolamento ha luogo, per regg imento o frazione di reggimento da organizzarsi, nella capitale federale ed in località prestabilite dai rispettivi governi nelle provincie e nei territori nazionali, nell' ultimo trimestre di ogni quinquennio per i cittadini di età superiore ai 20 anI?-i, e permanentemente per quelli che raggiungono l'età di 18 anni. Questi ultimi sono obbligati ad inscriversi nella settimana in cui compiono tale età. , L e inscrizioni si fanno in tre registri di versi secondo la età dell'individuo, cioè: in quello della g uardia nazionale attiva per i cittadini celibi dai 18 ai 30 an ni compiuti che non siano in servizio. nell'esercito permanente; in quello della guardia nazionale di riserva par i cittadini ammogliati da 18 a 30 anni compiuti, e celibi da 31 a 35 compiuti; in quello della territoriale per gli ammogliati da 31 a 40 anni compiuti e celibi da 36 a 45 compiuti. Tutti i cittadini, al presentarsi all'arruolamento, devono esibire la fede di battesimo od altro documento comprovante il loro stato civile; all' atto dell'inscrizione ricevono un foglio con l' indicazione del reggimento, battaglione, com-

pagma, squadrone o batteria in cui dovrani10 far servizio in caso di chiamata. 3. Esenzioni. - Sono esenti da qualunque servizio militare gli inetti per infermità o difetti fisici, i membri del clero regolare e secolare d'ogni religione, ed i seminaristi. Mentre durano le loro funzioni od impieghi sono esenti dal servizio attivo: i membri dei poteri pubblici della nazione e delle provincie ; i governatori e segretari dei territori federali; i maestri di scuola, gl' impiegati delle poste e telegrafi nazionali, delle ferrovie e delle opere di sanità indispensabili al servizio secondo il giudizio del potere esecutivo; i medici e praticanti in servizio agli ospedali. Sono pure esenti dal servizio a ttivo: il figlio unico di madre vedova o quello tra i figl i che h~t cura del suo sostentamento, e il figlio di un padre settuagenario od impedito a lavorare per infermità. Per dar co1:so ai reclami di esenzione funziona in ogni centro d'iscrizione una giunta speciale, la quale si riunisce almeno dne volte per settimana. Ad essa si presentano i ricorrenti coi documenti comprovanti il loro diritto. Ogni trimestre la giunta trasmette al ministero della guerra, pel t ramite dell' ispettore delle milizie residente in ogni provincia, una copia legalizzata del registro delle esenzioni. 4. Assen ze e penalità. - Qrntlunque individuo arruolato nella guardi.a nazionale cui occorra assentarsi dal paese, ne darà avviso al suo comandante di corpo sia alla partenza sia al r itorno. Coloro che cambiano d i residenza, devono inoltre dare alle autorità competenti avviso della nuova loro dimor a. Coloro che non ottemperassero all'obbligo dell'arruolamento, saranno destinati a servire per un anno inhero nell'esercito permanE,nte, restando poi, ben inteso, obbligati a servire nella categoria di guarda nazionale che loro spetta per età e per stato civile. Altre pene minori sono fissate per le mancanze alle chiama-te per istruzione o per altro motivo . 5. Contìngenle annuo e suo riparto. - II nucleo dell';sercito permanente, cioè quella parte di esso che rimane

2038


2041

RASSEGNA MILÌ'l'ARE ESTERA

RASSEGNA MJI,ITA.RE ESTERA

sotto le armi in tempo di pace, è costituito di volontari arruolati con contratto per tempo determinato. A tal uopo, in determinate località. della r epubblica sono stabiliti appositi uffici militari di reclutamento, o speciali commissioni, incaricati di inviare, dove lo indica lo stato maggiore generale dell'esercito, il personale di volontari reclutato entro la loro giurisdizione, coloro che dai giudici di sezione forono destinati al servizio militare per infrazione alla legge di reclutamento, ed il contingente che i governi delle provincie devono fornire in caso di insufficienza d i personale per completare la forza sotto le armi. Questo contingen te è scelto, in virtù di una legge del 1872, per sorteggio tra gl' indivièl ui idonei astretti, al servizio nella guardia nazionale; non possono essere sorteggiati quelli che hauuo già prestato una volta il servizio, i l fratello maggiore di orfani di padre e madre, ed il nipote maggiore di nonna vedova e povera. . I contrattati sono di due categorie: quelli cioè il ·cui èOntratto ha la durata minima di 1 armo, e quelli la cui ferma non può essere minore cli 2 anni. In entrambi i casi bisogna, per essere ammessi, avere non meno di 19 anni e non più. di 45, e possedere i requisiti prescritti pel servizio militare. Compiuta la ferma contrattata, gl' individui sono congedati (salvo che si trovino di fronte al nemico) e vengono rimanda,ti alle case loro a spese del governo nazionale. Coloro che chiedessero di continuare nel servizio o di riprenderlo dopo congedati possono ottenerlo se hanno compiuto fedelmente il loro precedente impegno. A tutti gli arruolati è assegnato un premio biennale di arruolamento di 200 pesos (carta), di cui una metà è riscossa subito e l'altra metà al termine della ferma assunta; i riassoldati, in più del precedente, riscuotono alla fine del contratto un secondo premio di 100 pesos. Per le gravi difficoltà di trovare dei buoni elementi col sistema dell' arruolamento volontario, sorse già da qualche anno l'idea di ricorrere alla coscrizione, e nel 1898 se ne

fece un esperimento rimpiazzando tutti i volontari congedati col sorteggio di altrettanti individui della classe di 20 anni. L'esperimento continuò nel 1899 tenendo completa la forza sotto le armi col contingente della classe 1878. A tal uopo, dei 34,000 Argentini che compivano i 20 anni, per mezzo del sorteggio ne furono arruolati soli 14,542, che ven· nero incorporati nell'esercito permanente sotto le armi, nel modo seguente: 2886 uomini dal 15 aprile a l 15 agosto; 3893 dal 15 agosto al 15 dicembre; 5160 dal 15 dicembre al 15 aprile del successivo 1900 ; i restant i 2424 r imasero di riserva, per coprire le eventuali vacanze in modo di avere sempre al completo l'effettivo di circa 12,000 nomini prescritti dal bilancio. Secondo le ultime notizie non si avrebbero. avuti risultati soddisfacenti, e perciò attualmente si sta esperimentando un sistema di servizio di sei mesi al quale sarà chiamata la classe di 20 anni anni in due riprese annuali (15 marzo e 15 settembre) . 6. Forza bilanciata. - Nella forza da tenersi permanentemente sotto le armi non sono normalmente compresi: le guardie di pubblica sicurezza a piedi ed a cavallo da poco militarizzate; il corpo di pompieri della capitale federale; le guardie di polizia delle varie provincie; gli ufficiali che fanno servizio al ministero, allo stato maggiore generale dell'esercito, nei collegi ed in altri istituti od uffici; i giubilati; il corpo di sanità, ecc. La forza bilanciata dell'esercito per l'anno 1898 risulta dal ,seguente specchio: ·

2040


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11,238


20.J3

ltASSEGNA MIL11'ARB ESTERA

Il quadro seguente indica la proporzione della forza bilanciata nel triennio 1896-97 -98. 1$96

Ufficiali superiori Ufficiali inferiori Truppa

103 703 11,437

!S9i

i$9$

94 816 11,956

99 867 11,22.6

L' inasprimento improvviso della questione dei confini col · Cile v erificatosi nel 1898, ed i timori di guerra, indussero il governo argentino a creare par ecchi nuovi corpi permanenti (cioè 2 battaglioni di cacciatori delle Ande sul tipo dei battaglioni alpini italiani, 2 r eggimenti di cavalleria (8° e 12°) ed il 3° reggimento d'artiglieria da montagna), ed inoltre a trattenere so tto le armi gran parte del contingente della classe di 20 anni (circa 10,000 uomini), che, chiamato in servizio nell'aprile, non ven ne congedato che nel gennaio successivo. Così che nel luglio 1898 l'esercito permanente aveva sotto le armi la forza seguerite, distaccata nei vari punti della Repubblica: Ufficiali superiori Ufficiali inferiori Truppa. Cavalli Muli.

105 891 18 ,125 8,681 1,709

7. R eclidamenlo g1·adi1,al'i. a) Esercito permanente. - Al réclutamento dei sottufficiali e caporali si provvede in tempo di pace colla promozione diretta dei soldati e caporali già sotto le armi nei corpi permanenti, che abbiano servito almeno sei mesi ·nel grado immediatamente inferiore a quello cui aspirano. b) Gua1·dia nazionale. - Pel r eclutamento dei graduati della guardia na1,ionale sono stabiliti dal potere esecutivo, in epoche determinate, dei corsi speciali a cui intervengonÒ coloro che ne fanno domanda e che hanno i requisiti voluti di coltura g enerale; dopo i corsi si fa la classificazione mediante esame .

....,


2044

§ 2. -

I

RASSEGNA !IJLITARE ESTERA

RASSEG/\A MILITARE ESTERA

RECLUTAMENTO DEGLI UF:r!ICIA.LL

8. Esercito permanente. - II reclutamento degli ufficiali dell'esercito permanente si ottiene: 1° Per promozione degli allievi dell'u~ica scuola militare esistente, conosciuta sotto il nome di collegio militare dei cadetti. · 2° Per promozione dei ·sottufficiali dell'esercito attivo per i quali è condizione essenziale, oltre alla capacità, quella' di aver servito. almeno 4 anni come sergenti nell'esercito. Possono inoltre aspirare al grado di sottotenente cqloro i quali, essendo cittadini argentini ed avendo almeno 16 anni di età, superino degli esami equivalenti a quelli dei 4 corsi del collegio dei cadetti. Così pure possono essere ammessi nell'esercito col grado d i tenente in 2• quegli ·ufficiali di eserciti stranieri i quali ne facciano domanda, purchè assumano la cittadinanza argentina, comprovino con · un esame e con documenti legali il grado che copri vano nel loro paese, e non abbiano superato una età determinata volta a volta a seconda. dei casi. · È proibito conferire gradi nell'esercito ad ufficiali della guardia nazionale. Il personale degli impiegati assimilati alla categoria d~O'li ~ ' o uwciali (medici, veterinari, farmacisti, ecclesiastici, intendenti d'amministrazione) è reclutato diretta.mente nell'elemento civile per mezzo di speciali concorsi ed esami. Soli i medici ed i farmacisti sono tenuti a seguire gli speciali corsi della scuola d'applicazione di sanità militare. 9. Guardia nazionale. -- I gradi di -qfficialì della guardia nazi9nale sono conferiti per esame a coloro che ne facciano domanda e che abbiano frequentato i corsi, detti accademie. tenuti ogni anno nella capitale federa le e nelle varie pro~ vincie da ufficiali dell'esercito attivo appositamente designati. Il programma d' insegnamento viene ogni anno compilato dallo stato maggiore generale e sottoposto all'approvazione . del Presidente della R epubblica.

Art. 2. § 1. -

-

2045

Ordinamento.

AUTORITÀ MILITARI .

10. Comando sup,·emo e ministe1·0 della giterra. - Il comando supremo di tutte le forze dì terra è concentrato nella persona del Presidente della Repubblica. Il ministro della guerra (carica istituita in seguito alle modificazioni introdotte nella costituzione il 18 ottobre 1881) è nominato dal Presidente e da esso dipende direttamente, còll' incarico di provvedere alla direzione di tutti gli organi dell'amministrazione militare .ed alla esecuzione delle disposizioni tutte emanate dal potere esecutivo. $petta inoltre al ministro della guerra di assicurarsi delle condizioni dell'e-. sercito con ispezioni ai campi delle milieie mobilitate, sia personalmente, sia per mezzo di persone a ciò delegate. Sono organi del ministero della guerra : a) Lo stato maggiore generale dell'esercito, riorganiz· zato con decreto del 14 settembre 1895. È diretto da un ufficiale generale e da esso dipendono tutte le istituzioni militari del paese che non dipendono direttamente dal ministro della guerra. È diviso in 4 divisioni incaricate ciascuna del disbrigo di speciali attribu~ioni; b) La direzione generale degli arsenali di guerra, creata con decreto del 13 gennaio 1898 collo scopo di aver unità d'indirizzo nell'andamento degli arsenali regionali, istituiti con lo stesso decreto per tenere armamento e materiali meglio divisi secondo le esigenze della mobilitazione; o) L ' inteLJ.denza di guerra, creata con decreto del 12 ottobre 1895 coll'incarico di provvedere alle necessità amministrative dell'esercito; d) La direzione generale di sanità militare, per tutto quanto riguarda il servizio medico dei corpi e dell'ospedale e l'andamento della scuola d'applicazione di sanità· creata con decreto del 25 gennaio 1898 ;


204.6

2047

RASSEGNA lll!LITARE ESTERA

RASSJ!GNA ) !lL ITARE ESTER.A

e) L' isvezione generale di rimonta, creata con decreto del :33 marzo 1898, per provvedere di cavalli e muli l'esercito; l) Il sottosegretariato di Stato per la gu~rra, per la ge stione di tutte le pratiche amministrative e tecniche. 11. Circoscrizione regionale. - Per l'organi~zazione e l' istruzione delle forze militari il territorio della Repubblica si divide in 6 regimi militari, costituite nel modo seguente : 1" Capitale federale e prO\' Ìncia di Buenos Aires (centro regionale e r.esidenza del comandante: la capitalo federale) ; 2• Provincie di Santa Fé, Entre Rios e Corrientes, coi territori nazionali di Misiones,. Chaco e Formosa (centro regionale: Parana); 3" Provincie di Jujuy, Salta, Tucuman e Santiago del Estero (centro regionale : Salta) ; 4" Provincie di 06rdoba, Catamarca, e Rioja (centro regionale: C6rdoba) ; 5° Provincie di S. Luis, Mendozà e San Juan (centro regionale : Mendoza); 6" Territori nazionali della Pampa Centrale, Rio Negro, Neuquen, Ohubut, Santa Cruz e Tierra del Fuego (centro regionale : il villaggio General Roca nel centro ·della Pampa) . A ciascuna regione militare è preposto uno stato maggiore r egionale, il quale dipende direttamente dal ministero I della guerra . Nei vari territori nazionali esistono inoltre degli speciali uffici, detti Ispezioni delle milizie, i quali sotto la dipendenza dei rispettivi governatori sono come gli agenti del ministero per dirigere l'arruolamento, l'istruzione e l'organizzazione della guardia nazionale. 12. Comandi superior-i di tr uppa. - I comandi superiori d i truppa esistenti in tempo di pace sono normalmente (cioè non contando il periodo in cui si richiamano gli arruolati della guardia nazionale per la prescritta istruzione): a) Comandi di di visione; b) Comandi di brigata; e) Comandi di reggimento.

a) Comandi di divisione. - Il comando delle truppe costituenti una di visione è affidato ad un generale di divisione, nominato dal presidente dietro proposta del ministero della guerra e da questo direttamente dipendente. Le divisioni non hanno una formazione uniforme, ma sono costituite da un numero variabile di unità delle tre armi· in ciascuna però vi è sempre almeno una brigata d i fanteria.' Secondo le più recenti disposizioni le di visioni esistenti in tempo di pace sono in numero di cinque denominate nel modo seguente : Divisione della Capitale e di Buenos Aires ; Id. del Littorale; Id. di Cuyo; Id. del° Centro; I d, delle Ande. Il comando, normale di una divisione si compone dei seguenti uffici : Ufficio del comandante: il comandante, 1 segretario e 4 aiutanti; · Ufficio dello stato maggiore : 1 capo di stato maggiore, 2 aiutanti, 1 ufficiale di stato maggiore, l o più ufficiali del genio militare, il personale per la sezione colombi viao·. . . o g1aton, pel telegrafo, per la maestranza, pel treno militare ed altri servizi secondari; Ufficio del servizio di piazza: 1 ufficiale superiore, 2 aiutanti, il personale di palafrenieri e ciclisti ; Ufficio della g iustizia militare; Ufficio di sanità. b) Comando di brigata. - Il comando della brigata è affidato ad un . colonnello; fa eccezione una brigata auton?ma, detta Brigata del Nord, alla quale è preposto un maggiore generale. Le brigate non hanno una formazione fissa, e possono essere composte anche di unità di varie armi. . Il comando di quelle che formano parte delle divisioni 111 generale è formato come segue : Ufficio del comandante: il comandante con 1 aiutante; Ufficio del servizio di piazza: 1 capo ed 1 aiutante.

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RASSEGNA llllLITARE ES'l'ERA 2048 Il comando della brigata autonoma del Nord è com-

R,\SSEGNA M ILITARE IiSTERA

3 reggimenti ,di artiglieria da montagna;

posto: . . Ufficio · del comandante: il comandante, 2 aiuta.n ti, 1 ufficiale di stato maggiore, 1 ufficiale del genio, il personale per la sezione colombi viaggiatori, per il telegrafo e per )e sezioni trasporti, pontieri e ma~stranza; Ufficio del dettaglio.: 1 capo, 1 amtante, statlette, ciclisti; Ufficio della giustizia militare; Ufficio di sanità militare. c) Comand_i di reggimento. - La composizione dello stato maggiore di un reggimento è la seguente: 1 colonnello o tenente colonnello - comandante; 1 tenente colonnello o maggiore - 2 · comandante; Un certo numero di tenenti colonnelli o maggiori --comandanti di battaglione ; 1 maggiore al dettaglio, del quartiere, 1 capitano aiutante maggiore; · . . Un cer·to numero di ufficiali subalterni sotto-aiutanti; Ufficiali ~edici - cappellani - veterinari - maestro di scherma - direttori della musica. 0

§ 2. -

TRUPPE.

13. Corpi d'i truppa permanenti. - La forza sotto le armi che costituisce il nucleo dell'esercito permanente (escl~so quindi il periodo di mobilitazione della classe di 20 anni), è ripartita' nelle unità seguenti: 12 re(To·imenti di fanteria; t:,b · 12 id. di cavalleria (il 10° non è ancora formato ed il 9° ha assunto il nome e le funzioni di reggi ' . mento di scorta presidenziale in seguito alla soppressione dello squadrone di scorta presidenziale, avvenuto nel principio del cononte 1900); 5 re<Yo·imenti di artiglieria da campagna (il 0° reggioo mento venne al principio del corrente 1900 soppresso per economia);

2049

~

1 reggimento del genio; 2 battaglioni di cacciatori delle Ande; 1 compagnia di velocipedisti ; Varie unità di fanteria, cavalleria ed artiglieria dei gendarmi della capitale federale; Ogni reggimento di fanteria è composto di 1 battaglione a 4 compagnie con un· effettivo di 400 uomini; Ogni reggimento d'artiglie1ia da campagna o da montagna è composto di tre batterie con 391 uomini; Ogni reggimento di cavalleria è composto di 4 squadroni e di una batteria di mitragliatrici, con un totale di 350 uomini~ Il reggimento del genio è composto di 2 compagnie zappatori, 2 compagnie ferrovieri, 2 sezioni pontieri e ~ sezioni di telegrafisti ; · Ogni battaglione di cacciatori delle Ande è formato di 3 compagnie; I gendarmi a piedi ed a cavallo della capitale, formanti un complesso di più che 3000 nomini sono divisi in batterie di artiglieria, squadroni di cavalleria e compagni_e di fanteria secondo le esigenze. 14. Dislocazione cli pace clei riparti di truppa. Dal quadro seguente tisulta la dialocazione della forza sotto le armi nella 2• quindicina di agosto 1898, nella quale epoca però l'esercito si trovava rinforzato da parte della classe di 20 · anni, pei timori di una prossima guerra col Cile. A parte la forza assai ridotta, credesi che la dislocazione attuale non differisca molto da quella di allora.

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Diversi distaccamenti

dopo cessati g uerrn. col Cile.

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2052

RASSEGNA MILITARE ESTERA

.RASSEGNA MILITARE ESTERA

15. Forza in congedo. - La forza in congedo è formata dalle càtegorie seguenti : a) Esereito permanente destinato alle operazioni di campagna; b) Guardia nazionale attiva, formante la seconda linea (milizia mo bile); e) Guardia nazionale di riserva, complementare delle due ripartizioni precedenti; d) Guardia nazionale territoriale (servizio presidiario). La forza in congedo dell'esercito permanente (classe dei 20 anni) è tenuta a ruolo dallo stato maggiore generale, divisa in modo che ogni corpo permanente possa ricevere il complemento per portarsi sul piede di guerra, e col personale esuberante si possano formare dei nuovi riparti. Gli ufficiali occorrenti per il passaggio al piede di guerra sono tratti in gran parte da quelli dei così detti stati maggiori disponibili che, in via. normale, fanno servizio in soprannumero presso i corpi o negli uffici; ad occupare i posti ancor vacanti vengono destinati uffic'iali della guardia nazionale attiva. Nella capitale federale i ruoli della guardia na,zionale di qualunque categoria sono tenuti da uffici in essa residenti, denominati: maggiorità di artiglieria, fanteria, cavo alleria, in ragione di una per ognuno dei corpi delle tre armi che v1 si devono formare, cosicchè in Buenos Aires vi sono: 3 maggiorità di artiglieria. 14 » di fanteria. 1 » d i cavalleria. Nelle provincie, sotto la vigilanza dell'ufficio locale dipendente dallo stato maggiore generale, i rispetti vi governi dispongono per la tenuta dei ruoli della guardia nazionale con uffici simili ai sopradetti. La guardia nazionale attiva è sui ruoli organizzata in reggimenti, dei quali ciascuno comprende; per la fanteria 4 battaglioni; 3 batterie per l'artiglieria; 4 compagnie per il genio; 4 squadroni per la cavalleria, 4 squadroni per il treno; 4 compagnie per le truppe d i sanità. Il numero

di dette unità sarà diminuito se il personale arruolato non arri va a formare unità tattiche com pletl Con gli arruolati della riserva e territoriale ogni reggimento attivo forma dei riparti aggregati, che in caso di mobilitazione formeranno corpi a sè con numerazione speciale. 16. Effettivo delle, milizie di guardia nazionale. - Dal più recente arruolamento generale, eseguito dal 1° ottobre 1896 fino al 28 febbraio 1897, si desunsero sulla forza delle tre categorie in cui si divide la gnardia nazionale della Repubblica Argentina (esclusi quindi gl'individui dell'es~rcito permanente sotto le armi contrattati o volontari), i dati del seguente specchio: ,

---

2053


20M

R,A SSEGNA MILITARE ESTERA

RASSEGNA nflLITARE ESTERA

Al 1 I i zie RE GI O NI

Total" .U t iY/1

Distretto federale .

21,664

I

Riser"a

'1,656

t Territoriale 6 567

.

'

85,88'1

~

Provi·ncie: Buenos Aires

57,091

19,009

22,258 ·

98,858

Entr erios .

l '1,477

5,812

6,398

29,68'1

Santa Fé .

19,800

· 7,616

6,818

33,'134

Conientes.

15,488

6,116

7,607

29,211

Catamarca

4,891

2,466

3,264

10,621

Sa lta

7,222

4,136

8,533

3,466

5,4331 4,424

16,'191

Men doza S. Juan

5,228

2,266

3,33(i

10,880

S. Luis.

5,378

2-,144

3,100

10,622

12,550

5,583

'1,82.2

· 25,955

Santiago del Estero .

16,443

Jujy.

2,'160

1,96'1

2,871

7,098

La Rioja

3,651

1,824

2,615

8,090

Cordoba

24,<181

10,'112

14,024

49,217

Tucurnan .

20,799

9,825

12,600

42,324

132

52

68

2r>2

1'errtto1•i 11azionali: Formosa

531

124

1'14

829

Pampa .

2,281

1,179

1,528

4,988

Misiones

1,148

310

231

1,689

652

233

2'77

1,162

1,218

190

2,552

97

36G

l '75

1,340

Neuquen

Chaco Chubut

190

144 79

S. Cruz

1,055

110

Rio Negro.

Tierra del Fuego . TOTALI

41 235,000

91,219

108,137

41 434,356

2055

N. B. Si deve tener presente che di questa forza soltanto un 90 mila uomini hanno avuto un poco di istruzione nel triennio 1896-97-98, nei tre mesi cioè in cui ogni anno fu chiamata alle armi la . classe di 20 anni, tenendola · accampata per l'istruzione in vari punti del territorio nazionale. Il rimanente non ebbe che quel poco d'istruzione che viene impartita per nn certo periodo dell'anno alla categoria at tiva per alcune ore nei giorni festivi.

§ 3. -

SERVIZI PER L 'ESERCITO IN TEMPO DI PACE.

17. a) Servizio d'a7•tiglieria, in caricato della somministrazione deU' a:l'mamento e munizionamento del can·egg'iO, bardature, ecc. - Meno poche eccezioni il materiale fu sino ad ora acquistato all'estero, ed in generale dalle oase Krnpp per le artiglierie e Lowe per le armi portatili. L'unico stabilimen to d'artiglieria. in attività è l'arsenale principale in Buenos Aires, vastissimo fabbricato dotato di buon macchinario, nel quale si conserva il materiale bellico e si eseguiscono le riparazioni ; dà lavoro in media a 600 operai. Entro l'arsenale havvi pure un edificio per il cari. camento delle cartucce di armi portatili. Colla data . del 13 gennaio 1898, onde provvedere ad una migliore distribuzione del materiale nei vari punti del paese, venne deliberata la creazione di 5 arsenali regionali, cioè: del Centro, del Nord, del Littorale, di Cuyo, e di Rio Negro, in ciascuno dei quali oltrn ai magazzini di materiale e di equipaggiamento saranno i_m piantate delle piccole officine per le riparazioni urgenti; sino alla fine di quell'anno però di questi 5 stabilimenti non esisteva che quello solo detto del Centro nel villaggio di Rio Ouarto. L a direzione degli arsenali regionali sarà affidata ad un ufficiale superiore (colonnello o tenente colonnello) alla dipend,mza del direttore generale (ufficiale generale o colonnello) degli arsenali di guerra in Buenos Aires, il quale è a sua volta direttore dell'arsenale principale e dipende direttamen te dal Ministero della guerra.


2056

RASSEGNA MILITARE ESTERA

b) Servizio d'intendenza. - Provvede a tutti i servizi amministrativi dell'esercito, ed a capo d i esso è l'intendenza di guerra, retta da un intendente generale dipendente direttamente dal ministro della guerra. Il personale dell' intendenza è tutto civile, e solo da un paio d'anni i principali impiegati vennero assoggettati al regime militare. c) Servizio sanita:rio. - Per l'assistenza ai malati presso i corpi di truppa è assegnato in ogni divisiòne o brigata autonoma un certo numero di medici e farmacisti, ai quali incombe pure la sorveglianza dellè infermerie di corpo stabilite nei reparti per le cure di malattie leggere. L'unico ospedale militare esistente è quello d i Buenos A ir es inaugurato il 13 marzo 1888. È capace di 280 letti, r ipartiti in 8 padiglioni, dei quali 2 per ufficiali, 6 per truppa e 2 per malattie infettive. · Il servizio veterinario militare dipende dalle direzioni di sanità delle divisioni o brigate e non ha stabilimenti speciali ; pre:-;so i corpi è d isimpegnato dal personale veterinario addetto vi. d) Servizio 1·eligioso. - È diretto da un eappellano principale militare, detto vicario . generale, il quale è incaricato della sorveglianza ed assegnazione del clero militare., del1' insegnamento religioso, ecc. Il vicario generale è coadi uvato da nove cappellani, e risiede nella capitale federale. e) Se1·vizio di rimonta. - Con decreto del 23 marzo 1898 venne creato alla dipendenza diretta del ministero della guerra un ispettorato generale di rimonta per provvedere i cavalli e muli per l'esercito. f) Servizio della giustizia militare. - Con decreto del 1° aprile 1898 vennero istituiti tre consigli di guerra permanenti, incaricati dell'amministrazione della giustizia nel· l'esercito e nell'armata. I tre consigli sono: 1° Consiglio di guerra permanente misto, per ufficiali dell'esercito e dell'armata. 2° Consiglio di guerra permanente per la truppa dell'esercito. 3° Consiglio di guerra permanente per la trnppa dell'armata.

J'tASSEGNA MILITARE ESTERA

§ 4. -

2057

I STI'J'.UTI MILITARI.

18. a) Il collegio militare dei cadetti nella piccola borgata di S. Martin presso la capitale federale; è l'unico istituto destinato al reclutamento degli ufficiali dell'esercito, sia per le truppe I di linea che per le armi speciali. Diviso in tre se· zioni, alle quali sono ascritti rispettivamente i giovani (am· messi in seguito ad un esame di coltura generale) che aspirano a servire in fanteria, artiglieria o cavalleria. Quattro anni di corso, compreso l'anno preparatorio, con un totale medio di 150 allievi, i quali, compiuti il 4° anno, sono, previo esame, nominati alfieri (sott0tenentiJ nei corpi attivi dell'esercito permanente. b) La scuola di guerra, istituita con decreto del 1899 ed aperta il 1° aprile 1900. Ne è direttore il colonnello te· desco a riposo A.rendt, e vi insegnano quattro professori tedeschi e quattro sottoprofessori argentini ; le lezioni sono fatte in tedesco dai primi e tradotte "in spagnuolo dai secondi. I programmi ed i regolamenti della scuola s0uo tuttora indeterminati ; gli allievi attualmente sono non più di 23. e) La scuola d'applicazione di sanità militare: creata con decreto del gennaio 1898, è destinata a dare l' in$egnamento teorico-pratico a quelli che aspirano a divenire medici o farmacisti dell'esercito. Gli allievi sono reclutati fra g li studenti di medicina e farmacia delle università del paese. I corsi durano tre anni. d) L a scuola provvisoria di tir.o per ufficiali, ricostituita nel gennaio 1897 ; ha sede nella capitale federale, e gli uf-. fìciali che vi sono comandat i possono avere alloggio in uno dei quartieri dei reggimenti di fanteria della guarnigione. Ognuna delle compagnie dei primi battaglioni (gli unici sotto le armi permanentemente) dei 12 reggimenti cli fanteria destina ogni anno un tenente a frequentare il corso d' istruzione che dura 3 mesi a partire dal 1• marzo.


2058

§ 5.

ltASSEGNA nULITAltE ESTERA.

PASSAGGIO DAL PIEDE DI PAC E AL" PIEDE DI GUERRA.

19. Esercito permanente. - La mobilitazione dei comandi ed altri servizi vien fatta in seguito ad ordine dello stato maggiore generale secondo disposizioni prese per la circostanza. Il passaggio dal piede di pace a quello di guerra dei riparti permanenti si fa: 1° Chiamando sotto le armi gl'iudividui della classe d i 20 anni in congedo illimitato appartenenti all'esercito permanente, coi quali si portano al piede d i guerra i uorpi esistenti in tempo di pace assegnandovi g li ufficiali degli stati maggiori disponibili. 2° Creando nuovi corpi col rimanente degli inscritti della classe di 20 anni per completar e con quelli dell'esercito permanente le unità superiori esistenti fin dal tempo di pace, assegnandovi per i comandi gli ufficiali in servizio nei vari uffici, e per il rimanente ufficiali della guardia n azionale. 20. Guardia nazionale. - La mobilitazione delle d ifferenti categorie di guardia nazionale, ordinata dal potere esecutivo autorizzato dal Co1;1gresso con apposita legge, viene eseguita per r egioni , provincie, corpi, classi, ecc. secondo il bisogno. L'ord ine di mobilitazione viene trasmesso dallo stato maggiore generale dell'esercito, unitamente alle prescrizioni di esecuzione, ai governatori delle provincie ed ai comandanti militari delle regioni militari, i quali devono attendervi di comune accordo. L'equipaggiamento e l'armamento viene fornito dal potere centrale per mezzo dell' intendenza di guerra e degli arsenali regionali. Il passaggio dal piede di pace a quello di guerra avviene: l ° Chiamando sotto le armi t utta o parte della classe atti n coi rispettivi ufficiali per formare i corpi delle tre armi in cui è divisa, raggruppandoli in unità superiori secondo i bisogni del momento, 2° Procedendo nello stesso modo successivamente per le altre due categorie d i guard ia nazionale.

RASSEGNA MILlTARE ESTERA

2059

Governo disciplinare ed amministrativo.

Art. 3. -

§ 1. -

GOVERNO DI SCI PLINARE.

21. Gei·archia militare. - La gerarchia militare dell'esercito argentino è dalla legge 3 novembre 1882 stabilita nel modo seguente:

Ufficiali. Generali

-

Tenen te generale (generale d'esercito); .Generale di divisione ; Generale di brigata ; Superiori - Colonnello; Tenente colonnello; Maggiore ; Inferiori - Capitano; Subalterni -- Tenente in 1° ; Id. in 2°; Alfiere (sottotenente).

Truppa. Sergente di Id. di . Caporale di Id. di Soldato.

l " cl asse ; 2" id . l" classe; 2" id.

Impiegati e loro assimilazioni. Medico Id. Id. Id. I d. I d.

Maggiore - Generale di brigata; I d. d'esercito - Generale di brigata; di eser cito - Colonnello; di divisione - Tenente colonnello; di brigata - Maggiore ; di reggimento - Capitano;


2060

RASSEGNA lllLI TARE ESTERA

RASSEGNA MILITARE ESTERA

Medico veterinario di l ' classe - Capitano ; Id. id. dì 2° id. - Tenente; Farmacista ispettore - Maggiore; Id. di esercito - Capitano; Id. di 1" classe - Tenente in 1°; Id. aspirante - Alfiere ; Vicario generale dell'esercito - Colonnello ; Cappellani - Capitani, tenen ti, a lfieri. '

22. Avan~amento degli ufficiali. - L 'avanzamento è conferito dal Presidente dèlla B,epubblica dietro proposta dei rispettivi comandanti fatta : a) por gli ufficiali inferiori dai comandanti di riparto; b) pei maggiori e tenenti colonnelli dai comandanti di reggimento. Ai colonnelli e generali viene conferita la promozione dal potere esecutivo d'accordo col Senato in conformità dell'articolo 86, alinea 16 della Costituzione. Il Presidente può anche concedere promozioni per meriti o benemerenze speciali o per fatto di eroismo sui campi di battaglia, ed il potere esecutivo può proporre alle Camere prom0zioni per casi eccezionali di grandi meriti acquisiti. Nell'artiglieria e nel genio le promozioni da alfiere a tenente colonnello hanno luogo per concorso. La permanenza minima in ciascun grado per conseguire l'avanzamento al successivo è fissata in: 2 anni per tutti i subalterni (gli alfieri devono inoltre aver superato gli esami di speciali corsi complementari d'istruzione tenuti presso il collegio dei cadetti) ; 4 anni per i capitani; 3 anni per i maggiori ; 4 anni per i tenenti colonnelli e colonnelli (oltre aver fatto campagne ed aver av uto un comando nell'esercito o negli stabilimenti, o disimpegnato incarichi peritali o scientifici di molta importanza). . Da tenente in 2~ a maggiore le promozioni sono fatte metà a scelta e metà per anzianità, da tenente colonnello in

206i

poi esclusivamente a scelta. Fino al grado d i colonnello le promozioni si fanno mantenendo l' ufficiale nella propria arma. 23. Avanzamento dei graduati di l1°uppa. - Per la pro mozione dei soldati il servizio effettivo presso i corpi dell'esercito permanente è stabilito un limite minimo di 6 mesi di presenza sotto le armi, e per la promozione a sergente sono richiesti a lmeno 6 mesi di servizio col g rado di caporale. 24. Norme dive,·se di servi::io. - L e norme pel servizio di guarnigione sono fissate da apposito regolamento emanato dal Presidente con decreto 23 settembre 1895, modificato da altro decreto del 9 aprile 1896. Esse stabiliscono per sommi capi quanto si riferisce al comando delle guarnigioni ordinarie e delle piazze forti, allo guardie di presidio, alle uniformi, alle parate, alle puniz ioni disciplinari inflitte da ufficiali generali e superiori, ai consigli di guerra, agli onori e salve d'artiglieria, ecc. Il servizio interno dei corpi è regolato pure da speciale regolamento emanato dal Presidente il 13 settembre 1895 e modificato il 9 aprile 1896, il quale comprende: le funzioni di ogni grado od impiego , l'amministrazione dei r eparti, il servizio di polizia interna, i reclami, le licenze e congedamenti, le riviste ed ispezioni, l'istruzione, le marcia, i distaccamenti, gli onori, l'igiene, ecc. Per le punizioni e ricompensa, le norme sono contenute nel codice penale militare emanato con decreto presidenziale del 12 marzo 1898. § 2.

GOVERNO AJl!M!NISTRATIVO.

25. Acquartieramento. - Ben pochi e quasi tutti in cattive condizioni sono i quartieri destinati alla truppa. Ad eccezione della capitale federale in cui fra i tre o quattro esistenti e costruiti appositamente ve n'ha uno abbastanza buono, nelle altre località o sono caseggiati alla meglio adattati allo scopo, o sono baracche costruite con fan go e paglia dalla stessa truppa che a mala pena riparano dalle intemperie.


2062

RASSEGNA MILITA!tE ESTERA

Nel 1898 fu stabilita la costruzione di varie caserme; ma finora una sola ne venne iniziata in Buenos Aires per un reggimento d'artiglieria da campagna di 6 batterie. Gli ufficiali inferiori senza famiglia alloggiano per lo più nei quadieri dove questi esistono; gli altri , hitnno una indennità. Durante il periodo della mobilitazione annuale della classe di 20 anni le truppe sono tutte accampate. 26. A.limentazione delle truppe. - Dal 1° gennaio H397 la. razione giornaliera della truppa è la seguente: grammi 1200 · Carne. )) 400 Pane o galletta » 60 Riso )) 60 Fagiuoli . )) 60 bianco frantumato Granturco » 35 Sale )> 20 Grasso (estate). )> 30 Id. (inverno )) 3000 Legna for te (inverno) )) 2000 Id. id. (estate) )) 30 Zucchero . 15 » Caffè . )) 65 . Yerba mate. l> 40 Sapone (estate) » 30 Id. (inverno). 0,2 litri Acquavite (per le sole forze del sud) Un pacco d i 15 sigarette Per verdura, alimentazione speciale degli infermi, vino ed alcool per le guardie, soprassoldo ai rancieri, spese di cucina, 4 centavos (9 cent.) per individuo. Alle famiglie dei soldati il governo passa carne, galletta, riso e fagiuoli in quantità uguale alla metà della razione · del soldato, e 20 grammi di sale. Fuori dei centri abitati, dovendo vivere colle risorse della località, la razione viene mutata a seconda delle circostanze

206:J

RASSEGNA MILITARE ESTERA

21. Paghe della t?·uppa. - Secondo il bilancio del 1898 le paghe mensili in pesos carta (1) erano le seguenti : Sergente di 1" classe (furiere) Id. di 2• id. Caporale di 1" e di 2• classe Tromba o tamburino . Soldato in 1a Soldato lU 2" Maniscalco (cavalleria) Armaiuolo Sellaio . Calzolaio

-<2-1

40 35 20 12 12

pesos )>

» »

» ))

11

»

80 120

))

))

100

))

60

. 28. Mensa itf(ìciali. - In ogni battaglione di fanteria o regg imento delle altre armi sono costituite una o più mense obbligatorie per gli ufficiali, alle quali vengono d~stinati locali appositi nei quartieri.. Ogni ufficiale per turno viene mensilmente incaricato dell'aro ministrazione della mensa, e l'ufficiale più elevato in grado o più anziano ne è il presidente. Gli ufficiali ammogliati sono dispensati dalla mensa; una volta al mese però devono inter venire tutti ad un pranzo in comune. Nelle mense comuni ad ufficiali di diversi gradi le spese vengono ripartite in proporzione degli stipendi. 29. Competenze degli itf (iciali. - Lo .s tipendio mensile (in pesos carta) degli ufficiali in servizio è il seguente: T e.nente generale Generale di d i visione Id. di brigat~i . Colonnello . Tenente colonnello Maggiore Capitano Tenente in l '. Tenente in 2• . Al.fi.ere . (.!J i peso ca rta

=

pesos 1000 )>

» » » ))

))

» » ))

800 600 500 400 300 200 150 125 100

li re italiane ·1,80 - 2,40 secondo l'altezza del cambio.


2064

RASSEGNA MILITARE ESTERA

RASSEGNA lllLITARE ESTERA

Inoltre vengono pagate le seguenti indennità mensili: Soprassoldo d i rappresentanza e mensa agli ufficiali generali, pesos 300; · Soprassoldo di comando: ai comandanti delle 5 di visioni attive, pesos 200, ai comandanti d i brigata, • pesos 100, al comandante della brigata isolata ed ai capi di stato maggiore d i divisione pesos 150; Indennità per spese d'ufficio: ai comandanti delle 5 divisioni attive, pesos 500, ed al comandante della °l)rigata isolata, pesos 100 ; Soprassoldo di servizio presso le truppe: ufficiali super iori, pesos 50, ufficiali infariori, pesos 30 Sonvi poi altre indennità per chi occupa cariche speciali fuori del servizio presso le truppe, come nel ministero, nelle scuole e collegi militari; negli ispettorati delle milizie, dei territori nazionali, nelle maggiorità dei reggimenti, . della guardia nazionale della capitale, ecc. 30. Amministrazione dei riparti. - In ogni corpo è stabilita una giunta amministrativa così composta: l O Nei reggimenti di fanteria, ogni bat taglione forma una giunta indipendente composta del tenente colonnello comandante, del comandante in 2°, del capitano aiutante maggiore e dei comandanti di compagnia. È pi·esidente di ognuna di queste giunte il colonnello, che le presiede quando crede ; 2° Nei reggimenti d'artiglieria, genio e cavalleria costituiscono la giunta il colonnello., il tenente colonnello, i maggiori del corpo, il capitano a iutante maggiore e i comandanti di batteria, squadrone o compagnia; 3° Nei battaglioni isolati è composta come presso i r eggimenti di fanteria; 4° Nei r iparti minori la g iunta si compone del comandante, dell'ufficiale più anziano e deìl'uffi.ciale detto il procuratore del corpo. La giunta si riunisce mensilmente in seduta ordinaria, e non può deliberare se non sono presenti tutti i suoi membri. Un maggiore è incaricato dell'esecuzione delle decisioni della g iunta. È dovere della giunta il determinare come si devono

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amministrare i fondi che r iceve il corpo per ranci, soldo, ecc. e verificare i conti. I ~capi~an~ aiutante maggiore tiene la cassa del reggimento ed 1 reg1stn prescritti pel movimento dei fondi, che tiene depositati presso il banco della nazione. Per eseguire le spese ordinate dalla giunta e renderne conto particolareggiato vi è un ufficiale d~tto habilitado nominato nel dicembre di ogni anno, il quale deve esercì: tare le .sue funzioni secondo le norme stabilite dal reO'olab mento di servizio interno; principale delle sue funzioni è queJla del pagamento del soldo. 31. Matrimonio per i militar·i di tru1,pa. - Col sistema di reclt: tame~to in vigo~e qualunque militare di truppa che lo voglia puo aver moglie, e ad esso colla famiglia è concesso di abi.t~re nei dintorni del quartiere; perciò dietro ad ogni locahta dove alloggiano truppe vedesi sempre una specie di accam~ai:ne~to caratteristico, formato da tutte le fam iglie degli uomm1 d1 truppa, accampamento detto delle cine (per l'aspetto forse d~ tutte q:1elle donne che ricorda il tipo cinese) nel quale la vita che s1 conduce è poco diversa da quella che regna ancora nelle tribù indiane che vivono ancora in i,,;tato semi· selvaggio. Art. 4. -

Istruzione professionale .

32. Regolamenti cl'istr·uzione. - Per impartire le istruzioni sono in vigore alcuni regolamenti compilati in questi ultimi due o tre anni dalla 2" divisione dello stato maggiore generale o da speciali commissioni sul tipo di quelli in vigore nei principali eserciti europei. I principali sono : Tattica per la fan ter ia, compilata dal generale Capdevilla copiando l'istruzione tedesca corrispondente. T attica per l'artiglieria, compilata dal colonnello d'artig lieria Day applicando l'istruzione tedesca al nuovo materiale argentino. Regolamento tattico per le manovre nel combattimento (settembre 1895) pei corpi di cavalleria. ·130 -

ANNO XJ.V,


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RASSEGN A MlLl'l'AlUt EST EH A

Istruzione d i nomenclatura e funzionamento del fucile Mauser modello argentino (ottobre 1892), compilata dal colon nello d'artiglieria R icheri, attµale capo di stato maggiore dell'esercito. Istruzione per iì maneggio del fucile Mauser (gennaio 1896). Regolamento . per il servizio delle truppe in campagna (marzo 1897), compilato per tutte le armi dal colonnello d?artiglieria Day e dal tenente colonnello di fanteria Maligne. Regolamento di scherma colla baionetta (marzo 1897), per i riparti di fanteria e genio, redatto dallo stato ma.ggio1~e dell'esercito. R egolamento per la ginnastica (agosto 1897), per tu_tti i corpi dell'esercito. 33. Tru,ppe sotto le a1·mi. - L' istruzione militare per l'esercito sotto le armi procede in base alle norme contenute nel 'ritolo VIII del regolamento di servizio interno, le cui prescrizioni sono copi~1te dai regolamenti militari delle principali potenze europee e specialmente dai nostri e da quelli spagnuoli. P er l'istruzione del tiro della fanteria e cavalleria sono stabiliti nella capitale federaie, ed in qualche altro centro, dei poligoni di tiro, ai guali concorr ono i vari ~iparti in epoche stabilite dal ministero della guerra. · I reggi~euti d'artiglieria da campagna, dopo essere stati quasi due anni occupati per istruirsi nel Liro nella provincia di S. Luis, dal giugno 1897 trovansi distribuiti nelle di visioni .e da quell'epoca rare volte hanno fatto esercitazioni di tiro. 34. Classe di 20 anni. . .. Gff individui che compiono i 20 anni sono anmtalmente chiamati sotto le armi per un periodo di 60 giorni e dislocati in distinti campi d'istruzione coi corpi della truppa sotto le armi. La loro istruzione è regolata da un programma compilato dallo stato maggiore generale, comprendente in generale gl'insegnament i seguenti pressochè comuni a tutte le armi: la scuola del soldato con e senz' armi, la nomenclatura del fuc ile, la scuola di sezione, di compagnia e di bat taglione, il tiro a.l bersaglio, nozioni diverse teorico-pratiche, ecc.

RASSEGNA. n!ILI'l'ARE ESTERA

206'(

Gli ufficiali inferiori e graduati delle unità di queste truppe appartengono in parte alla guardia nazionale, mentre gli ufficiali superiori sono tutti scelti fra quelli' in servizio ed a d isposizione. Da questi sono fat.ti ai primi delle confe renze sulle materie da insegnarsi alle t ruppe, ma più specialmente sul tiro. · 35. G-uard-ia naz ionale attiva. - Per l'istruzione degli ufficiali e graduati della g uardia nazionale attiva nelle capitali di t utte le provincie e nella federale sono istituite le cosi dette accademie, che consistono in serie di conferenze serali tenute da ufficiali dell'esercito attivo in base a programmi dettati ogni aullo dallo stato maggiore generale. Esse sono dirette dai rispettivi governatori per le provincie e dallo stato maggiore generale per la capitale federale. L'assistervi è obbligatorio, ed al termine di ogni periodo i conferemr,ieri, riuniti in commissione, danno gli esami i cui risultati sono poi comunicati al ministero della g uerra. Venne pure stabilita nella capitale federale una scuola di tiro alla quale devono annualmente prender parte 1 ufficiale B 3 sergenti per compagnia di guardia nazionale atti va. Per l'istruzione della truppa sono istituiti in determinate ore dei g iorni festivi i cosidetti esercizi dottrinali ; l'ordine di convocazione e la durata loro sono lasciati in facoltà del potere esecutivo. A tale istruzione sovraintendono nella ca· pitale federale direttamente lo stato maggiore, e n elle provincie g li ispettori di milizie nominati dai rispettivi governatori. Il programma per gli esercizi viene compilato per tutti dallo stato maggiore, e gli elementi necessari per il loro svolgimento spediti ai governi locali da quello centrale. Sono stabilite delle pene, variabili secondo le circostanze, per coloro chè non int ervengono all' istruzione.

...


2068

RASSEGNA MILITARE ESTERA

RASSEGNA .YILITARE EST.ERA

CA.Po II. Art. 1. -

MATERIA.LE.

Armamento e materiali del genio.

36. A?·mamento delle varie armi e corpi. - Gli ufficiali di tutte le armi e corpi sono armati di sciabola con impugnatura a due else e di rivoltella sistema Oolt. La fanteria. ed il genio sono armati col fucile Mauser modello argentino 1891 del calibro di millimetri 7,65, a ripetizione, con sciabola-baionetta; ne sono pure armati tutti i sottufficiali in rango. Per l'armamento della guardia nazionale nelle provincie è ancora in ser vizio un certo numero di fucili Remington. I reggimenti di cavalleria dell'esercito permanente sono armati di lancia, sciabola e rivoltella, ad eccezione deff8°, di recente formazione, il quale ha il moschetto Mauser in sostituzione della lancia e della rivoltella. Il moschetto è pure dato ai reggimenti di cavalleria della guardia nazionale attiva, in luogo della rivoltella. I gendarmi mobilitati a piedi sono armati di fucile e rivoltella, quelli a cavallo di sciabola da cavalleria e rivoltella. Le batterie d'artiglieria da campagna hanno il cannone d'acciaio Krupp, da 7,5 centimetri, modello argentino 1895, a tiro rapido, con cartoccio metallico completo ed otturatore sistema Maxim-Nordenfeld. Le batterie da montagna hanno il cannone d'acciaio Krupp da 7,5 con affusto a ruote. Le mitragliatrici, 50 in totale, che compongono le batr,eritt annesse ad ogni reggimento di cavalleria, sono del sistema Maxim. Gli uomini di truppa delle varie specialità, di artiglieria sono armati di daga ; i conducenti, i trombettieri e i capi pezzo di sciabola e rivoltella. P er tutte le armi da fuoco è usata una polvere senza. fumò di fabbrica tedesca.

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37. Dotazioni di muni~ioni. - La dotazione delle munizioni è la seguente: P er ogni soldato di fanteria : 598 cartucce, delle quali 120 col soldato, 153 nei carri da munizione da battaglione, 75 sui carri da trasporto di battaglioni, 250 nei parchi. Per ogni pezzo di artiglieria: 126 colpi nei due primi scaglioni (.avantr eni dei pezzi e 5 carri da munizioni), 80 colpi nel terzo scaglione (rimanenti carri da munizioni) 414 colpi nei parchi. Ogni artigliere porta seco 18 cartucce da rivoltella, mentre 82 ne sono portate dagli avantreni. Per ogni indiviq.uo di cavalleria armato di moschetto: 81 cartucce Ma.user, delle quali 60 col soldato, ·7 coi carri da trasporto e 14 nei parchi. Per ogni ufficiale ed ogni individuo di truppa armato di rivoltella.: 18 cartucce da rivoltella con l'individuo ed 82 con i carri da trasporto. 38. Armi portatili. - Le armi portatili in uso nell'esercito argentino sono le seguenti: l° Fucile modello 1891, sistema Ma.user leggermente modificato, a ripetizione, con serbatoio capace di cinque cartucce; permette il caricamento successivo e porta la sciabola.baionetta. I dati principali sono: calibro millimetri 7,65; velocità, iniziale (a 25 metri dalla bocca) metri 635; peso (senza sciabola-baionetta) chilogrammi 3,900; lunghezza con la sciabola-baionetta metri 1,633, e senza sciabola-baionetta metri 1,235; righe 4 con passo di millimetri 250; graduazione dell'alzo fino a 2000 metri. Peso della sciabola-baionetta chilogrammi 0,515, lunghezza della lama metri 0,40. Peso della cartuccia da guerra grammi 27; peso della pallottola con camicia d'acciaio grammi 13,7; peso della carica di polvere senza fumo tedesca 91/ 93 (Rottweiler) grammi 2,5. Gittata massima con 32° di elevazione metri 3900; perfora a 50 metri una lastra d'acciaio comune Krupp di 10,5 millimetri di spessore. 2° Rivoltella argentina da cavalleria modello 1878, SÌ· sterna Smith e Wesson, di millimetri 10,6 di calibro, a semplice azione, con 6 colpi; ha 30 centimetri di lunghezza e


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RASS 1W NA Ml!.11'A RE ES'l' l,RA

chilogrammi 1,200 di peso. V~ n' ha pure in serv1z10 altra dello stesso sistema che di:fferisce essenzialmente per l'azione continua. Recentemente poi fu adottato pei soli :ufficiali il sistema Colt. · 3° A.rmi bianche. La sciabola e la lancia sono pre.s ~o a poco come quelle in uso nei nostri reggimenti di cavalleria, però l'asta della lancia è metallica. La daga è una corta lama di acciaio con impugnatura ad un'elsa e con fodero di allumm10. 39. A?·tiglieria ed aftusto da campagna e cla m9ntagna. ~ Il materiale da campagna recentemente adottato e distribuito nel 1896 ai reggimenti dell'esercito permanente è del sistema Krupp a tiro rapido. I dati principali sono :

non richiede d i aprire l'otturatore. La• manovra di questo è molto semplice: occorre un. solo movimento per aprirlo ed un altro per chiuderlo, succedendo nel primo la espulsione del bossolo sparato. e) L'affusto è, tutto di acciaio, ad eccezione delle ruote che sono di legno. lt corri.posto d i due parti, cioè: parte superiore, in cui vi sono le orecchioniere, e parte inferiore, che poggia sull'asse . delle ruote e ,porta all'estremità della coda un vomero con molla destinato a limitar~ il r inculo. Entro certi limiti, si possono dare al pezzo direzione ed elevazione muovendo la parte superiore, senza ricorrere alla manovella di mira. d) Il carro da munizione e gli avantreni sono tutti di acciaio, ecr.etto le niote. I cofani non sono divisi in caselle, ma son fatt i in modo da ricevere le cassette mobili contenenti ognuna 4 proietti. e) Il cartoccio è metallico unito al proiettile, la carica è di polvere senza fum o con carictt d' infiammazione di polvere nera :6.na. Il proiettile unico è uno shrapnel d'acciaio a diaframma, con carica posteriore capace di imprimere alle pallottole una velocità considerevole ; contiene inoltre una sostanza fumigena ed è munito di spoletta a quadrante a doppio effetto, che permette di utilizzarlo fino alle grandi distanze di combattimento. f) L'alzo è mobile e dà direttamente lo scostamento; il li vello ad arco di punteria può fissarsi fermamente in un incastro che trovasi nella faccia snperiore della culatta. g) La mobilità del sistema è rappresentata da 223 chilogrammi per cavallo. Di questo materiale vennero acquistate 30 batterie di 6 pezzi ciascuna nel 1896 ed altre 9 nel 1898. In seguito a poche esperienze vennero anche modificati, ap. plicandovi l'otturatore Mellostrom,, 162 cannoni da '7,5 K1;upp con otturatore a cuneo, in modo da avere altre 27 batterie da campagna él'ngual tipo delle nuove. Alle predette batterie devonsi aggiungere altri 30 cannoni da centimetri 8 Krupp . sistema a cuneo, da parecchi anni

Calibro . Lunghezza del cannone (24 calibri) . Lunghezza della linea di mira alla sinistra Diametro al fondo delle righe . Diametro degli orecchioni Rigatura da destra a sinistra parabolica Numero delle righe. Passo iniziale (in calibri) Passo finale (id.) Profondità delle righe. Peso del cannone con otturatore Peso dell'otturatore. Preponderanza

mm. 75 m. · 1,840 mm. 868,5 » 77,5 }) 70,6

ko· b'

» »

24 60 30 ' 1,25 275 Hi

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Gli elementi principa,li del materiale si possono riassnmere in quanto segue: a) Cannone di ac'ciaio fuso al crogiuoJo, composto di un tubo e di un manicotto che porta gli orecchioni e l' alloggiamento dell'otturatore. b) Otturatore a vite con segmenti lisci e segmenti a vite, composto di un piccolo numero di solidi pezzi che si possono smontare a mano senza ricorrere ad istrumenti. I n caso di rottura del percussore o della sua molla, il loro cambio

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esistenti in un deposito e che, salvo pochissimi, non furono mai adoperati. Sul materi ale da montagna con cui furono armati recen· temente i 3 reggimenti (di 3 batterie ciascuna) di artiglieria da montagna da poco istituiti, si conosce soltanto che è a tiro rapido, da centimetri 7,5, di acciaio, non molto dissimile da quello sperimentato dalla commissione spagnuola che, qualche anno fa, fece degli studi per la ricerca del mi1 glior materiale da ado ttar si per il proprio paese. 40. Artiglierie da fortez~a e da costa. - Benchè non esi:-;ta. nelìa Repubblica la specialità artig lieria da fo rtezza, e quella da costa (dipendente dal ministero della marina, istituita nel 1896, e modificata nel marzo 1898) sia tuttora in via di formazione, pur tuttavia da più che 10 anni trovasi depositato noi magazzini militari un discreto numero di cannoni di ambe le spe0ialità, e cioè: a ) N. 30 cannoni da centimetri 10,5 Krupp d'acciaio quasi identici al nostro materiale da 12 r et. pesante. b) N. 20 cannoni da. centimetri 24 Krupp da co5ta, di acciaio a r etrocarica modello 1883 lunghi 35 calibri, con affosti, sott'affusti e paiuoli da barbetta. · e) N. ~ cannoni da centimetri 21 Krupp d'acciaio con affusto, sott'alfusto e paiuolo a perno centrale da barbetta. d) Un certo numero di cannoni a retrocarica da centimetri 12, 15 e 20 provenienti da navi da guerra, dalle quali vennero sbarcati per cambio di armamento, in discreto stato di conservazione e convenienti per armarne batterie di secondaria importanza sia da costa, sia d'assedio. 41. Materiali del genio. - Il materiale telegrafico, forro- · viario, da ponte e da zappatori venne nel 1898 acquistato in Europa da una commissione incaricata di sceglierlo fra i differenti sistemi usati negli eserciti europei. Il materiale telegrafico venne cos~ruito in Spagna. Si compone degli apparecchi relativi alla telegr afia elettrica ed ottica di corpo d'arma ta, di divisione e di montagna, fatti sul modello del materiale similare in servizio nell'esercito spagnuolo.

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Il materiale per parco ferroviario venne acquistato nel Belgio sul modello di quello in servizio presso quella nazione. I materiali da zappatori e da ponte vennero acquistati in Francia (Oreusot) sul t ipo di quelli in uso presso quella po · tenza. Nel materiale da ponte è rimarclievole un tipo formato di due treni di ponte a cavalletti di 49 metri cia~cuno pel passaggio di fanteria e cavalleria, del sistema Pfund, e trasportabile con 45 muli per treno. Art. 2. -

Equipaggiamento.

42. Dotazioni di vestiario ed equipaggiamento in campagna. - Il relativo regolamento (settembre 1897) prescrive tutto quanto devono portare in campagna e durante i periodi di mobilitazione gli ufficiali e la truppa di tutte le armi. Gli ufficiali devono sempre tener pronto il loro equipaggiamento, il trasporto del quale si farà nella misura prescritta per conto dello Stato, rimanendo quello dell'eccedenza a carico dell'ufficiale. La somministrazione degli oggetti alla truppa così in pace come in g uerra è fatta in parte dalla intendenza dell'esercir.o ed in parte dagli arsenali di guerra. P er il trasporto delle impedimeuta si sono costruiti carri speciali di un sol modello, a 4 cavalli, capaci di uu carico massimo cli 1500 chilogrammi e con le ruote posteriori mutabili con quelle dell'artiglieria da campagna. L·equipaggiamento prescritto per la truppa in campagna è il seguente : 1 berretto-chepì, 1 giubba, 1 paio pantaloni, 1 paio di scarpe, 2 camicie di :flanella, 2 mutande di flanella, 2 camicie di tela, 2 mutande di tela, 2 paia di calze, 1 asciuga mano, 1 paio scarpe speciali di corda (uguali alle alpa1·gatas della fanteria spagnuola!, 1 mantello speciale con cappuccio, 1 cappotto, 1 coperta da campo, 1 zaino (modello Manilla adottato in aprile 1898), 1 tascapane, 1 borsa di pulizia, 1 borraccia, 1 servizio di posata, 1 bicchiere, 1 piatto di metallo, '/3 di tenda ed una borsa di tela per coprire il fucile o la cara.bina: circa 17 cb.ilogrammi in totale; inoltre


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le corregge, l'armamento e le munizioni regolamentari. Questo materiale viene trasportato in modo diverso secondo. le armi, cioè: nello zaino per le armi a piedi; sul cavallo o sui carri per la cavalleria od artiglieria. 43. Uniformi . - Il regolamento sulle uniformi (maggio 1896) prescrive due specie di uniformi, cioè di gdla e di se1·viz·io. Nelle uniformi di gala prevalgono le condizioni di estetica, e sono quasi tutto modellate sulle uniformi dell'esercito francese, eccezione fatta per la d ivisa della fanteria nell a quale si è sostituito il nero e verde al tradizionale rosso e bleu. Nella uniforme di servizio invece si è badato specialmente alla eomodità, e se ne è prescritto un modello unico per tutte le armi. I colori ed i fregi (d'oro per gli ufficiali e di panno giallo per la truppa), che si applicano al col.letto diritto della giubba ed al berretto- chepì pei' distinguere le varie armi ed istituti, sono i seguenti: Stato maggiore. - Rosso con fregio c9mposto di una stella a cinque punte dentro una ghirlanda di quercia e cli alloro. Genio. - Velluto nero con fregio format o di una torre a tre merli. Artiglieria. - Rosso con fregi0 di due cannoni in trec· eia ti. Cavaller ia. - Rosso cremisi con fregio di due lance con banderuole. Fanteria. - Verde chiaro con fregio fatto di due fn. cili intrecciati. Corpo sanitario. - Azzitr-ro cupo con fregio a caduceo. Inoltre i medici hanno lungo il colletto un ricamo di t re pezzi, i farmacisti di due ed i veterani di uno. Cappellani. - Violetto con fregio a croce greca in una ghirlanda d'olivo e di palma. Collegi militari. -· Rosso con freg io di piccola torre in una ghirlanda di lauro. Treno. - Aranciato con fregio a ruota. Amministrazione. - J.vf arrone cori. fregio a bilancia.

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La guardia ·nazionale ha il colletto azzurro chiaro, coi fregi a,pplicati su panno del colore distintivo dell'arma. I clistintivi dei gradi negli ufficiali consistono: · Per gli ufficiali generali nel numero di stelle d'oro delle contro-spalline, cioè tre, due od una secondo si tratta di tenente gen erale, di generale di divisione o di generale di brigata; per gli ufficiali superiori ed inferiori nel numero di :filetti sul berretto -kepì e sulla manica, colla progressione seguente: 6 d'oro, colonnello. 5 » t enente colonnello (controspalline con 2 stelle se ha un comando). 4 d'oro, maggiore (controspalline con 1 stella se ha un comando). 3 d'oro, capitano. 2 » tenente in 1•. 1 » ed 1 bianco tenente m 2•. 1 » alfiere. 1 distintivi dei gracli per la tt·itppa sono : Per il furiere un angolo acuto doppio di nastro d'oro alla estremità delle maniche, con l'aper tura di 60"; Per il sergente lo stesso che il precedente però di tessuto in seta color giallo; Per il caporale un angolo semplice cli lana gialla.

Art. 3. -

Rimonta e Colombai militari.

44. Rimonta. - Nel marzo 1898 furono istituiti l'ispettorato generale di rimonta militare e 3 depositi di rimonta, incaricati del rifornimento regolare di cavalli e muli per l'esercito. L 'ispettorato generale ba per compito : 1• Procedere in tempo di pace all'acquisto dei cavalli da sella e tiro e dei muli, ed in guerra alla loro requisizione.

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RASS EGN,\ ll!ILITARE ESTERA

RASSEGNA lllLlTARE ESTERA

2° Dirigere i depositi di rimonta, istituiti con decreto del 27 febbraio 1898 in Belle Ville (C6rdoba), San Carlos (Mendoza) e Choele Choel (Rio Negro). 3° Ispezionare i quadrupedi in forza ai corpi dell'esercito. 4° Promuovere l'allevamento razionale del .cavallo da guerra. Le norme sancite nel decreto d'istituzione per gli animali da acquistarsi erano le seguenti: I puledri da destinarsi ai depositi di rimonta devono riunire le seguenti condizioni: Età da 3 a 4 anni ; Statura, da metri 1,45 ad 1,48. - Per luoghi montanosi si ammettevano animali di metri 1,43; per quelli destinati al tiro la statura minima era fissata in metri 1,46; Mantello unito (con esclusione del grigio e del sauro). Sani, agili e robusti; I puledri dovevano essere castrati e guariti perf13ttaroente della operazione; Le cavalle, che riunivano le condizioni del cavàllo da guerra, potevano esser e acquistate indistintamente come i maschi. · Gli animali dovevano restare da 6 a 12 mesi nei depositi di rimonta per ricevere la prima domatura in relazione al servizio a cui erano destinati ; dovevano quivi essere lasciati il maggior tempo possibile all\iperto perchè conservasséro la loro naturale resistenza alle intemperie. Ogni deposito doveva coltivare l'erba medica ed il granturco necessari per l'alimentazione dei rispettivi animali. Dovevano essere riformati e manda.ti all'asta• pubblica: · a) i cavalli di più di 12 anni. b ) i muli di più. di. 15 anni. e) gli animali infermi e quelli che, per altre ragioni non fossero più atti al servizio. Nel settembre 1898 l'ispettorato presentava una relazione, dalla quale risultava ch!3 l'esercito possedeva a quell'epoca. 11,882 cavalli e 2405 muli distribuiti nei vari corpi e depositi.

45. Colombai militar·i. - Un regolamento speciale (ottobre 1897) stabilisce le norme per questo servizio. E cioè classifica le stazioni in 3 categorie, come in appresso: 1° categoria quelle che hanno 4 o più gruppi di viaggiatori, La stazione di Buenos Aires ha il nome di Stazione Centrale, e comprende 5 gruppi di viaggiatori, oltre ai gruppi di deposito, d'infermeria, di riproduzione, ecc. 2a categoria quelle che hanno 3 gruppi di viaggiatori. 3• categoria quelle che hi:t.nno 2 gruppi di viaggiatori. Ogni gruppo deve essere composto di 50 animali bene am· maestrati a percorrere almeno 300 chilometri in linea retta. I colombi devono essere tutti matricolati con un numero impresso su una penna dell'ala sinistra seguito dalle iniziali E. M. (stato maggiore', corrispondendo ai maschi i numeri pari éd alle femmine quelli dispari. Per il suo funzionamento questo servizio è retto da un ispettore genera.le, militare o civile, alla dipendenza di una direzione di colombai, annessà alla l' di visione dello stato maggiore generale dell'esercito.

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I

CAPO

Art. 1. -

III. -

TERREJ.VO.

Sistemazione difensiva del Territorio.

46. Gene1·alità. - Nello stretto senso della parola non esiste un vero sistema difensivo nè della frontiera terrestre uè. della marittima. Le immense regioni, disabitate e prive perciò di' ogni risorsa, del Chaco a nord e nord-ovest, della Pampa e del versante atlantico delle Ande ad ovest, e della Patagonia a sud, costituiscono oggi, e certamente costituiranno ancora per moltissimi anni, la più potente delle difese contro gli attacchi per parte di terra. Anche dalla parte del mare per la sterminata distesa di coste, finora quasi iutieramente deserte od in corrispondenza delle zone più fitta~ mente popolose coperte da immensi bassi fondi e per ciò solo assai malagevoli d'accesso, non sono necessarie molte difese artificiali per parare ad attacchi nemici . .

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RASSEGNA MI LlTARE t,;S'l'E RA

Così che per la difesa verso terra non esistono che alcuni piccoli fortini sulle frontiere del Chaco e lungo la Cordigliera destinati a sorvegliare i confini contro le incursioni oggidì assai rare - delle poche tribù indiane rimas,f,e tuttavia in istato semi-selvaggio; e per ·1a difesa dellè coste tutto si riduce al porto militare d i Bahia Blanca, attualmente in costruzione. 47. Porto militare di Bahia Blanca. - Questo porto si apre entro là profonda baia omonima, la quale penetra per u:ia cinquantina di chilometri nel territorio argentino a par-. tire dall'angolo nord-ovest della vasta insenatura detta << El Rincon ». (39° lat. sud). Un gran numero di banchi di sabbia, quasi tutti intieramente coperti ad alta marea, e di basse isole sbarrano naturalmente l'imboccatura della baia, non permettendone l'accesso alle navi di pescagione superiore ai 2 metr i che per mezzo di due soli stretti e lunghi canali. All'estremità occidentale della baia sorge la piccola cit tà di Bahia Blauc_a, attualmente con :,;oli 10,000 abitanti (tra cui molti italiani) ma con un lieto avvenire innanzi a sè. Sulla sponda settentrionale infine in una lieve insenatura a quasi ugual distanza dai due estremi sorge l'arsenale, composto per ora di un canale d'accesso, un avamporto, un grande bacino di carenaggio ed i faqbricati per riparazioni, depositi di carbone, conserve d'acqua potabile, alloggi, polveriere, ecc. Dei numerosi forti e batterie progettati per la difesa della baia e dell'arsenale sono state sin'ora costruiLe cinque batterie sulla sponda nord destinate a battere l'im. boccatura del maggior canale d'accesso. Art. 2. -

Comunicazioni.

48. Strade orclinarie. - Non esistono vere rotabili che nell'interno dei principali centri abitati; per le comunicazioni tra le varie località servono i cosi. detti cammini, tratti. di terreno naturale limitati ai lati da staccionate di fili di ferro , che si trasformano in torrenti durante le piogge, ed in ammassi di polvere nell\istate, quindi quasi sempre di

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difficilissima percorribilità. Appunto per ciò non deve stu pire se i carri e le così dette galei·e (specie di omnibus sconquassati) impieghino 10, 15 ed anche 20 cavalli per trainare dei carichi di poco peso. Parecchi sono i cammini importanti che solcano il vasto territorio della Repubblica unendo fra loro princìpalmente le capitali delle varie provincie e dei territori nazionali; più importante di tutti è il Cammino nazionale il quale con una direzione quasi costante da nord a sud e con poche interruzioni corre fino allo stretto di Magellano, facendo capo al porto cileno di Punta Arenas. Quest.e comunicazioni dipendono dal ministero dei lavori pubblici della confederazione se comprese nei territori nazionali, e dai rispettivi ministri dei vari governi provinciali per le provincie. La loro manutenzione è assai trascurata, sicchè avviene che le truppe stesse, quando costrette a percorrerle, devono spesso provvedere a riattarle. 49. Fei·rovie. - In assai migliori condizioni della viabilità ordinaria è oggi l1t r ete ferroviaria, benchè ancora di gran lunga inferiore fÙ bisogni della Repubblica. Inoltre questa rete ncn è uniforme, ma è costituita da linee di scartamento variabile tra metri 1,000 e metri 1,676. Nel 1894 si avevano chilometri 8376 con metri 1,676 d i scartamento, chilometri 1114 con metri 1,435, e chilometri 4632 con metri 1,000; alla fine del 1898 il totale delle linee in esercizio era di chilometri 15,915, la proporzione tra i vari scartal'X).enti rimanendo presso che inalterata. Delle 29 ìinee principali che formano la rete, solo 5 sono di proprietà della nazione; le altre sono tutte nelle mani di società inglesi. La provincia più riccft di linee. ferroviarie è quella di Buenos Aires con circa 5000 chilometri; poi vengono quelle di Sautd. Fé con 3300 circa; C6rdoba con 2000 circa, San. tiago del E stero con 1000 circa; le altre ne hanno meno di 700 ciascuna. · Le principali linee ferroviarie sono: a) Da Buenos A ires al Pacifico, di metri 1,677 di scart amento, con un percorso di chilometri 691,4, che dalla capitale federale conduce a Villa Mercedes·

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RASSEGNA MILITARE ESTERA

b) Da Buenos Aires a Rosario (Santa Fé) e a 'l'ucuman, di 1,6'76 di scartamento e con un pernor$O di chilo · metri 1157,4; e) Da Buenos Aires a C6rdoba, o del Centro' Argentino, con 1,676 di scartamento e con chilometri 696,7 di percorso; d) Da Villa Mercedes a San Juan, o del Grandovest Argentino, con 1,676 di scartamento e con 512,8 chilometri d i percorso (1204,7 da B uenos Aires); e) Da Buenos A ires a Bahia Blanca (della compagnia, del Sud) con 1,676 di scartamento e due percorsi: uno pel' Candil, e l'altro per Azul rispettivamente di 687 e 761 chilometri; f) Da Bahia Blan:ca infine due linee importanti ma a scartamento ridotto, di cui una lunga oltre 500 chilometri corre verso l'ovest, e l'altra di più che 1000 chilometri corre verso il nord-ovest. Le locomotive in servizio al principio del 1895 erano 1112; in massima consumano carbone, però in lontananza dal mare e verso il nord impiegano anche legna, e più specialmente quella conosciuta col nome di° quebracho. Le vetture alla stessa data erano: Per passeggeri . Chiu·s e per posta e bagagli . P er merci diverse .

gelamento delle acque di un immenso lago (il Nahuel Huapi) del quale è emissario ir confluente predetto. Due trasporti della marina militare fanno viaggi regolari ogn·i 15 g iorni tra Buenos A ires ed ì porti del sud lungo la costa dell'Atlantico, arrivando sino alla Terra del Fuoco, ove trovasi un:a colonia penitenziaria governativa. In totale il naviglio mercantile della repubblica comprende 86 vapori con 31976 t onnellate nette e 157. velieri con 39695 tonnellate nette. 51. Rete telegr·a(ìca. - A.Ila fine del 1897 ascendeva a 40788 chilometri di linee con 95046 chilometri di :fili. In · queste cifre sono comprese .le reti telegrafiche provinciali e delle singole società ferroviarie che corrono parallelamente al tracciato delle linee. Esistono poi due società telegrafiche internazionali; una pel cavo sottomarino dell'Atlantico, e l'altra p',r quello del Pacifico.

PAHTE II

1456 937 13039

50. Navigazione. - Molti sarebbero i corsi d'acqua navigabili, però sono percorsi regolarmente solo quelli che attraversano regioni popolate. Principale fra tutti è il gruppo dei fiumi P latensi (P aram1,, Paraguay , Uruguay) sui quali navigano anche grossi vapori (in g ran parte a ruote); porto principale è quello di Rosario sul Parana. . Vers.o il sud l'unico fiu me servito per un certo tratto con corse regolari è il R io Negro; la squadrig lia ,di barche. a vapore (4 in totale) è di proprietà del governo. ]:i; allo studio il progetto di rendere navigabile qu esto fiume ed un suo confluente fino alle Cordigliere costruendo una diga d i re·

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MARINA DA GUERRA

.A.rt . 1. -

Personale. I

52. Comando supremo e dirt!zione centrale. - Il presidente della repubblica è il comandante supremo della marina da guerra (articolo 15 della costituzione). In tempo di pace il servizio· della marina è diretto da un ministro della marina (dal 12 ottobre 1898; prima di quest 'epoca un solo ministro delle guerra e marina dirigeva i due servizi con due stati maggiori). Il ministero è formato da: 1 capo dì stato maggiore, 4 ·direttori generali (ammini1ai -

ANNO Xl,V,


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RASSEGNA MILITARE ESTERA

RASSE GNA MILITARE E STERA

strazione, servizio militare, armamento,. materiale) e 10 capi sezione. Annessa al ministero è l'intendenza 'generale dell'armata. Per la direzione dei porti vi è la pr·efettu.ra marittima divisa in sot toprefetture. . 53. Ripartizione. -- Il personale della marina comprende: a) gli stati maggiori; b} i corpi dell'armata; c) il personale subalterno. Appartengono agli stati maggiori gli ufficiali generali, superiori ed inferiori in attività di servizio e quelli in ripos9. Il secondo gruppo comprende i corpi di ·sanità, dei macchinisti, dei contabili, il clero ed i piloti. Il personale subalterno comprende:

55. Forza bilanciata. - La forza bilanciata per il 1899 era la s~guente: Stato ruaggiore 322 ufficiali Corpo di sanità ,. 56 id. :Macchinisti. 179 id. Torpedinieri 7 id. Contabili 53 id. Elettricisti . 14 id. Piloti 9 id. Clero. 4 id. Battaglione fant. di marina. 16 id. Id. art. da costa. 16 id. Personale di truppa sulle ·navi e reparti dell'armata 7517 uom1n1. 56. Gerarchia. - La gerarchia consiste nei gradi seguenti : Contrammiraglio . · l · / Comodoro 1 : ~ Generali.

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Il corpo di marineria; Corpo di fantfria marina e ar tiglieria da c0sta ; La categoria artiglieri; Id. torpedinieri; Id. timonieri; Id. fuochisti ; Id. maestranza; Id. musicanti; . Id. aggregati.

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Capitan de navio ; . - Colonnello. Id. de fregata . - Tenente colonnello. Ufficiali . . Tenente de navio. . - Maggiore. Id. de fregata . - Capitano. Alferez de navio . . - Tenente in 1". Id. de fregata. . - Tenente· in 2°. Guardia marina . - Alfiere. Contromaestri di 1", 2• e 3" classe. Condestabili di 1·, 2• e 3" classe. Guardia bandiera di 1", 2· e 3• classe. Sottufficiali Maestri d'arme di 1•, 2• e 3• classe. Maestri di musica di 1• e 2• classe. Sergenti musicanti. Capora.li di 1" e 2• classe delle varie specialità. Marinai di l' e 2" classe. Marinai Marinai artiglieri, torpedinieri, .timonieri, fuoe chisti, carbonai, operai, musicanti. soldati Soldati di fanteria marina ed artiglieria da ( costa. L'avanzamento ha luogo presso a poco come nell'esercito.

1

54. Reclutamento 1,1,fficiali e truppa. - Gli ufficiali sono reclutati in gran parte dagli allievi della scuola navale esistente nella capitale federale, ed in minor proporzione anche dai sottufficiali. Per la truppa (marinai} in tempo di pace fino alla metà del 1898 il reclutamento si faceva per arruolamento di volontari o di contrattati, qualunque fosse la nazionalità a cui appartenessero. Per il grande sviluppo della flotta non potendo più il me· todo anzidetto fornire elementi abbastanza omogenei e sufficienti, fu necessario rinunciarvi. Attualmente si sta esperimentaudo un sistema di servizio obbligatorio della d urata di 6 mesi (come per l'esercito) al quale sono chiamati in due riprese annuali gli inscritti della classe di 20 anni appartenenti alle regioni littoranee.

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2084

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2086

ltASSEGNA MILITARE ESTERA

RASSEGNA MILITARE ESTERA

57. Istititti d'insegnamento. - Scuola n avaie per il re -clutamento degli ufficiali in Buenos Aires (4 anu.i). Scuola di meccanici, torpedinieri ed elettrici;ti nel porto di La Plata per preparare il personale torpedinieri. Scuola di artiglieri e condestabili, stabilita su una nave da guerra (Patagonia) uel porto di Buenos Aires, per preparare graduati atti al maneggio .delle artiglierie. Scuola di mozzi n . 1 e n. 2, stabilite su due navi da guerra ancorate nel porto di Buenos Aires, per preparare marinai per l'armata. 58. Stabilimenti. - I principali sono : L'intendenza d'armata in Buenos Aires; provvede l'occorrente al funzionamento dell'armata ed ha magazzini di vestiario, attrezzi, armamenti ecc. ; La stazione torpediniere, impiantata presso il porto di La Plata; comprende una piccola officina per le ltev1 riparazioni alle torpediniere ; ·. Il laboratorio dell'armata in Tigre, ad un'or·a. di .ferrovia da Buenos Aires; vi si fanno riparazioni di certa entità alle navi. Già da tempo fu deciso che una parte delle officine devono trasportarsi nel porto di Buenos Aires presso i due bacini di carenaggio ivi esistenti, ed in segùito le altre saranno trasportate a Bahia Bianca, quando v'i sarà definitivamente aperto il porto militare; L'arsenale di Zarate, gruppo di magazzini con una polveriera; Polveriere della marina nell'isola Martin Garcia. Art. 2. -

Materiale.

59. Naviglio da guerra. - Il naviglio da guerra argentino si divide in: Incrociatori çorazzati protetti, Corazzate, Incrociatori, Cannoniere, Avvisi, Torpediniere d'alto mare, Destroyers, Torpedinìere, Trasporti, Navi diverse per scopi speciali. I principali dati di costruzione di tali navi e del loro armamento, sono raccolti nello specchio annesso, in cui le navi ausiliarie e minori :figurano pel solo nome.

2087

NOTIZIE

FRANCIA.

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Tiragli ator·i e SJJahis Saharien.ç. - Un decreto presidenziale del 28 giugoo corrente anno ha modificato il decreto 9 dicembre ,189/t. che creava i tiragliatori e gli spha is Sahariens. Le modificazioni possono così riassumer.:; i: 1° concessione ai tiragliawri Sa liarians di pl'ovvedere essi stessi al loro vettovagliamento - come già u;avasi praticare per gli spa his Sahariens - accordr,ndo loro una indennità giornaliera di una lira invece dei viveri; 2. 0 sopprimere agli indigeni il diritto ai viveri rimborsabili ali' infuori di casi ecceziona li e coo autorizzazioue del generale comand,mte il XIX corpo d'armata; 3° assegnare n ciascuna compagnia di tiraglia tori Salrnriens un piccolo equ ipaggio di cammell i per trasporto dei 1•iveri e dei bagagli e per avel'e permanentemente una parte del proprio persooale che conduca la vi ta nomade nel Sa hara ivi facendo rascolnre i cummel li. L'adozione di queste misure avrà per couseguenza i vantaggi seguenti: ridurrà notevolmente gli approvvigionamenti tenuti a carico dello Sta to nei posti militari dell'estremo Sud per i quali il rifol'nim.ento esigeva notevoli spese; evi terà agli indigen i un mu tamento nelle loro abùÙdini ca usn finora di nuovi bisogn i a detrimentu delle qua liti1 di tol leranza e di sob rietà; perm etterti infine ai tiragliatori Sahariens di percorrere continuamente il paese e di essere sempre pronti per accor; rere sui punti minaccia ti . I mili1ari frao ce,,i che fauno parte di queste truppe r iceveranno una indennità giornaliera cli L. 2,00, in sostituzione delle distribuziou i in natura, quando non sarà possibile ricorrere agl i approvvigionamen ti ,del lo Sta to per assicurare loro le regolari distribnziou i. 1

Corso d'esperimento pratico dei capitani di fanteria negli stabilimenti d·artigtieria. - Con recente disposizione t: stato stabilito che ogni anno un certo numero di capitani di fan teria, che abbiano seguìto


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RASSEGNA MILITAl!E ESTERA

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con profitto il corso speciale della scuola norma le di tiro, vengano chiamati, su pro[JoSta del coman,lante di della scuola e per designnzione del ministero, a compiere dei corsi di esperimento nelle fabbricb'e d'armi e nei l:iboratori di cartucce. Questi periodi d' istrnzione avranno luogo dal •I O ottobre al 25 novembre alla fabbr ica d'a rmi di S.t Etienne, e dal ·1° al 28 dicembre :il laboratoriù di ca rtucce più prossimo nl luogo di residenza dei capitani designati. Il nume1·0 di questi ufficiali uon dovrà es$ere mai superiore ad otto per ogn i anno. Alla fine di ci,1scun periodo d' istruziooc i capitani che vi hanno preso parte compileranno no rapporto sommario che dovrà essere trasmesso al ministero delln guerra, pel tramite del direuore dello st.abiÌimento presso del qua le essi compirono l'esperimento. Un·iforme tiegi'i 1t[ficial i di fanteria dislaccati dal corporispett-i"oo. Una circolare del 5 aprile ,1900 stabilisce che ~li urficiali di fanteria distaccati nei differenti serrizi che non comportano una uniforme speciale, conservnno, durnnte tutto il tempo che passauo in tale posizione, la tenuta del co rpo a c·ui appartenevano nl momento della loro dcstinazi,rne. Il numero del reggimento o battaglione è SO$tituito dalla gr:wnta di modello regolamentare sull'u ni fo rme di detti uffi cial i, a meno che un dato servizio non componi una insegna speciale. Modificazioni alla imiforme delle trnppe. - Il presidente del la repubblica ha promulgato il 1° luglio la seguente legge: Art. 1° - Il miuistro rlello guerra ò autorizza to ad apportare all'uniforme della r.av11 lleria le modificazioni seguenti: la tunica ampia del model lo dei corazzieri , con controspalline, !'.OStituirà il dolman a tretcie nei reg1,timeuti di dragoni, di cacciatori e ussa ri e nelle compagnie di cavalieri di rimonta dell'i nterno. La ·veste con controspnl lioe sostituir~ il dolman nei reggimenti caccia tori d'Africa e le compr,gnie di cavali9ri di rimonta d'Algeria. I calzoni (la cttlotte), i gambali, gli stiva lini (/es brodequins) con speron i sostituiranno i pao1aloni scuri da cavallo, lo stivaletto (/es bottincs) in tutti i reggi meoti di cavallet·ia (gli spha is eccettuati) e nelle compagnie di cavalieri di rimonta. Art. 2° - I c~lzoni (la culotte), i gambali, i brodequines con speroni sostituiranno il pantalone scuro da cavallo e lo stiv(l]etto con sperone nell'artigl ieria e treno degli equipaggi, nonchè per gli uomini di

llASSEGNA illJLITARE ESTERA

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2089

truppa di fanteria e genio ai qunli il regolamento assegna il pan talone da cavall o sia in tempo di pace, sia in caso di mobilitazione. Istrnzione sult'a//'<wdellamento . - Il bollettino ufficiale del ministero della ~uerra ha pubblicato in luglio un'istruzione sull'affardellamento concernente le trnppe di fanteria . Tale istruzione snrà messa in esporimonto io tutti i corpi dP.ll'arm i,. Le es perienze collo zaino modello 1893 o con quello modello 1882 trasformnto, dureranno fino alln fine dalle manovre cli autunno •I 90 I, e dnranno luogo a speciali rapporti nel me~e di DO vem hre del Hl OO e ·I 90 I. Tra le diverse disposizioni contenute nell'accennata istruzione, sono degne di menzione le due seguenti: ,1° i pani da guerra saranno <l'ora in poi collocati in due sacchetti di tela di cotone, in ragione di ·12 pani per sacchetto ; 2° le scarpe di riposo sar:iono, rer l'avvenire, chiuse in una custodia e portate esteriormente allo zaino . Treni blindati. - La France Militaire del 6 aprile a propo~ito della notizia data dal giornale La Patrie cbe un 1re110 blindato, costruito da lle officine di ludret (presso Nantes) , era stato spedito per ferrovia n Cherbourg, osserva che già da un pezzo oel materia le di mobi lit.izione fr:in ce-e figurano i treni bliodati di diverso modello, ma che non si è abbastnnza soddisfatti della loro ntilili.i per essere indotti ad aumentarne il numero. Simili congegni possono rendere veramente utili servigi solo in determiuato e rare circostanze. Istrnzione areostatica ad ufficiali di stato maggiore. - Io aprile parecchi degli ufficiali designati per f.lr pari.e dello stato m:i~giore delle armate che si costituirnnno in caso cli guerra sono w1ti destinati temporanearnente alla scuola d':1reosta tica mi I ilare di C:haJais-.Meudon pllr apprendervi i diverii servizì dell'areostatica in campagna . A?-ruolamenti e rafferme. - Il ministero della marina, essendo al completo l'effenivo della marina, per non Rrreslare il corso dei nuovi arruolam enti e delle rafferme, lw ordinato che si,1no più largamente accordati cougedi e permessi sen1.a paj?a a quei mili1ari che ne avessero bisogno per i11teressi di famiglia . Così il ministro spern di costituire una riserva sufficiente per parare a tutti i bisogni che si manife,;tassero in seguito ail invio di uuovi disiaccaroenti alle colon ie. Specchio di puntamenlo. È stato messo in disLri buzione per l'istruzione a piedi nei corpi di tru ppa dell'artiglieria e negli squadroni del treoo equipag~i. lo specchio di puntamento per verificare se durante l' istruzione di pnnwmento gli uomini dirigono la linea di mirn uel segno.


2090

RASSEG1\A MILITARE ESTERA

RASSEGNA MILITARE EST ERA

Ammissioni alla scuola d·i S. Cyr. - Il numero degli allievi da ammettere alla scuola speciale mil itare nel ·1 900 , che er~ stato fissato a 500, venne per decisione ministeriale portato a 520 . , Questi all ievi, al la loro uscita dall a scuola nel ·1902, ·saranuo ripartiti nel modo seguente: Fan teria F!lnteria co lon iale Cavalleria.

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Niwoo poligono di t·iro per l'artigtieri.a a Bourbak:i. - D:, ll'autorità militare ven ne decisa la creazione d' un vasto po ligono di tiro a Bourb~ki, in cui le batterie della divisione d'Algeri potranno esegu ire i tiri a grandi distanze, essendo il poligono di Hussein-Dey divenuto · . . oramai, per le odierne esigenze, troppo ristretto. Antorùzazione all'artiglieria di recare cLlte rnano1,re cavalli di 6 anni. - Una circolare dell'H dicembre ,1399 proib ìva di recare a qualsiasi specie di manovre caval li di età inferiore ai 7 an ni: . fo vista però che ta le dispos11.ione potrebbe rendere d1f6cile la cost1.tuziooe delle unità che devono prendere parte alle manovre, il mm1stro della guerra in data del 30 nrnrzo u. s. ha emanato una ci~colare colla quale l'a rtigliel'ia vieae eccezionalmente auto ri.:zata a recare a!le mnnovre cìlvall i di 6 anni. · Ta le autorizzazione è però aw)J'data sotto la riserva esr,ressa che i cavalli <li 6 anni non potranno essere impiegati che sotto mano. Le bevancle alcoo/.?:che nella marina. - Con circolare del ministero dell a manna ,10 giugno "900 è stato sta bili to elle i cantinieri deg li stabili menti della marina possano vendere bevande fermenta te non con· tenenti alcool; In vendita delle bevande alcoo li che sarà tollerata ma sorveoliata da i capi di corpo e la vendita giornaliera non dovrà sor passa;e un massimo stabilito. Proibiti l'asse.ozio e tutti i liqnori di marca inferiore. In caso si constatassero casi d1 ubbriachezza le cantine saranno chiuse per un periodo di uoo o più giorui. Jfano't;re coi qiwdri. N'Hi mesi di maggio, giugno e luglio si eseguirono le manovre coi qu(!dri di corpo d'armata e di divisione, come erano state stab ilite. Esse nulla presentarono di notevole.

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2091

Le manovre del XV corpo ebbero luogo dal ,f O al 5 maggio sotto la direzione del generale :Nletzinger tra Castellane e il golfo di Saint Tropez. .Il supposto generale era il seguente: L'azione combinata del le squadre inglese ed italiana ha permesso a corpi italiani di sbarcare ad Antibes ed a Saiot Tropez e di portarsi a nord verso Grnsse I:} Comps, t11gl iando le comunicazioni tra Marsigli a e Nizza, mentre altre truppe impadronitesi del!' Al ta Tinea cercano di niggiungere i corpi d' Antibes e di Grasse . per bloccare Nizza. Le forze francesi si supponevano riunite a Castell ane, men tre un corpo di riserva si formava a Aix. Dura nte i ciuque giorni di manovre si studinrono i mezzi d11 impiegare iu simile circostanze per impadronirsi successi vam,mte delle posizioni che il nemico avrebbe potu to occupare e le mosse da eseguire per respingerlo al mare. · Impiego dell'a,rt1'gl'ieria in cam.pagna. . - Un decreto dell'aprile scorso modifica come segue, l'articolo ~ 35 del regolamento 28 maggio 1895 suI serv izio delle armate in carn pago a: Sin d11 ll'in izio del combattimento, l'aniglieria deve adoperare tutta la sua energia e tutti i suoi mezzi d'azione per acquistare sull'a rtiglieria avversaria la superiorità del fuoco . Gli elementi di successo in questa lotta sono : il numero di bat.terie da teoe1· pronte ad agi re tu tte sin do l primo momento, pur osservan,fo il princi pio di ooo separare l'artiglieria dal le div isioni al le qual i è assegnata, l'entrata in nzione per sorpresa di queste ba tterie, il concentramento dei loro fu ochi e l'unità d'azione. Questa lotta ha essenzialment<J lo sco po di permettere in seguito ali' anigli~ria di cons:,crare tutte le forze disponibili al ,uo compito principale che è di appoggiare ad ogui costo, materia lmente e moralmente, la fanteria durante i successivi period i del combattimento. Nella p1·eparazione specia lf del l'attacco decisivo essa ha una parte preponderante sia per l'entrata in azione del maggior numero possibile di nuove batterie, le qua li vengono acl aprire improvvisamente e violenteme!lte il fuoco sul punto prescel to, sia per il tiro accelerato di tutte le batterie che sono in c0odizione di preparare l'attacco. Istntzione delle triippe del uenio. - In seguito a circolare de l HS ottobre ,J898 venne t icom pilato il regolamento 25 giugno ,1885, sull'i struzione dei reggimenti del genio, sottoposto il ·16 febb raio u. s. all'app rovazione del ministro della guerra .


2092

Le basi del nuovo regolamento furono stabili te da Ila ci,rcolare nel modo segue~te : . . . , ,1 ° Lasciata a, comandautt d1 corpo la più completa 101ziat1va, stabilendo che le loro truppe siano perfettamente istruite e allenate all'epoca delle grandi manovre; '2° L' insegnamento tecnico delle recl ute da incominciarsi dal ioro arrivo al corpo, insieme agli esercizi di fanter ia propriamente detti; 3° Divisione dcli' istruz10:::e tecnica in istruzione generale, comune a tutti gli zappatori, e in istrnzioue di perfezionamento, per i pontieri e minatori; 4° Sem plificazione del!' insegnamento e del funzionamento delle · scuole; 5° Inco rporazione dei riservisti, in caso di chiamate, nelle unità costituite del tempo di pace. Si riportano alcnne osservazioni che la F·rance ilfilitaire fa su questo nuovo regolamento : l/a n icolo 7 mantiene come principio l'applicazione dei regolamenti in vigore nelle troppe dì fanteria alle differenr.i parti dell' istruzione militare dei reggimenti zappatori-minlltori. Ne risnlta che queste .truppe conserveranno a lor0 detrimento l'armameoto, i regolamenti e·i metodi d'istruzione propri a quelle di fan teria, di cui conserverann~ anche i non valori , come tamburi, musicanti, ecc. In alcuni casi occorn:,rà non solo alleggeri re gl i zappatori del lo zaino, ma trasportare tlssi stessi con vetture di req uisizione, se si vorrà che la marcia delle colonne non venga interrotta e che i lavori speciali siano fatti convenientemente e in tempo utile. L'articolo ,J 7 richiama molto giustamente l'attenzione su ll"m portanza che conviene dare al nuoto in un corpo di pontieri, ma non stabi lisce programmi, nè premi per quelli clrn raggiungono una certa abilità. L'articolo 24- proibisce in modo assolu to d'impiegare metodi d' istruzione diversi da quelli stabiliti <lalle scul)le di fo rtifr cnione, di campagna, di ponti e di mine. Occorrerebbe però che cpieste scuole fossero rivedute e messe all'altezza del le esigenze moderne, che I' istruzio11e del '16 novembre ·189z sui lavori di campagna fosse ricompilala e che un'istruzione pratica su l servizio del genio nella guerra d'assedio venisse a svi luppa re o a correggere l'istruzione generale del 4 fe bbraio ·1899. Servizio del geri:io in Tunisia. - Dal 1° gt"lunaio ,190 I l' uffieio del gen io di Sousse sarà soppresso ed uno ne sa rà creato a Biserta. A partire da quel giorno la circoscrizione terri toriale pel servizio del genio nella Tunisia 5arà stabilita nel modo indicato qui appresso : 1

2093

RASSEGNA MILITARE ESTERA

RASSEGNA MILITARE ESTERA DIRE7.10~8

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UFFICI

Biserta

. .

ANNESSI

. . .

Forti e batterie. Sidi-Abdallab. La Gouletta. Hammam-Lif.

Rades.

Tunisi

. .

. . .

Tunisi

Foudouck- Djedid. Bir-Bou-Rekba. Zaghonau. La Manonba. Tebourba. Téboursouk. Sou k - el-Arba. Le Ke f. Souk-el Djemaa. Ain-Draham, Tabarca.

Sousse. Kaironau. Hadjeb- el- AYom.

Gabès.

. .

. . .

El-Haffey. Keb il!i. Sfax. Gafsa. Feriana. ~fodenine.

Matahonine, Zarsis. Djerba.

Le musiche nei reggimenti di f();nteria 1·egionali. - I reggimenti regionali, che con le leggi del 25 lugl io ,J887 e 20 loglio ,1391· ebbero da• • principio una costituzione identica a quella dei recrcrimeuti snddi1'1!> vmona li, furono fino al 4896 sprovvisti cli musiche per mancanza di crediti assegnati a tale scopo nel bi lancio. Si supplì a cpiesta lacuna dotandoli di fanfore identiche a quelle dei battaglioni cacciatori a piedi.


2094

RASSEGNA MILITA RE ESTERA

RASSEGNA MI LI'l'ARE ESTERA

'

In ,eguito, specialmen te per opera del generale Billot, alle fanfare furono sostituite le musiche ma senza rich iedere speciali assegnj sul bi la~1cio e ricorrendo perciò ai reggimenti suddivisionali , che for-niro uo musicanti e strnmenti per la loro costituzione. A ca po di queste n\ ove musiche furono collocat.i ·18 sotto-capi musica dei reggimenti sud divi . . . sionalt stessi. La uuova legge di finanza ha stabilito i crediti nec.essari per provvedere di un ca po- musi ca ciascuno dei 18 reggimenti regio1fali di fauteria. È un primo pnsso che porterà certamente fra breve alla costituzione definitiva delle musiche con elemen ti propri nei reggi_menti di cui trattasi. Nuovo organico del le sezioni d'infimnieri. - Il 18 giugno corrente anno il ministro del ia guerra stabilì nel modo che segue la fo rza delle sezioni ·d, infermieri militari: 1

Sezioni Forza I CO RP I D'ARMATA a cui sono assegnate

Il I

la

2• 8• 4• 5•

6' 7• 8•

9• 10" 11• 12"

13" !

221 60 60 60 65 182 169 911 65 78 65 65 65

riportarsi 1246

I corpo d'armata II " " III i> » IV V

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IX

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GERMANIA.

Nuova legge sulla flotta. - Il ·I O apri le ,t898 ven iva emanata in Germania una legge ('I) che aumentava considerevolmen te il Mviglio da guerra. Poco dopo, e in conseguenza del cambiamento 11nenuto in questi ultimi anni nelle condi zioni politiche mondia li, so rgeva assai viva, nei circoli ufficiali e nell11 sta mpa tedesca (2), la discussione sulla necessità di una forte flo tta , ossia di aurnentnre ancora il navig lio da guerra fissato dalla leg~e suddetta. I progetti del I'a èn mini st.razione della mari oa, discussi da i com petenti parlamenti , presero corpo in una nuo\'a legge, emanata il 114 gi ugno 1900. Per la sua importanza riportiamo qui in segu ito il testo della legge in parola.

...

Sezioni Iforza I CORPI D'ARMATA a cui sono assegnate

I

Riporto 1246 14• 15° 168 l '7• 18" 19• 20" 21" 22•

28• 21• 25• TOTA.LE

117 XIV 24'7 xv 156 XVI 80 XVII 182 XVIII

COl'PO

d'armata

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7281 540 XIX >> 897 4291Governo mil. di Parigi 143 XX corpo d'armata 156 Governo mil. di Parigi 208 Governo roil. di Lione 5129

I.a proporzione di graduati in ciascuna sezione è di 1 sergente e ~ caporal i per ,t3 infermieri.

2095

1. Naviglio.

§ 1. Dovranno esistere : 1° la flotta di battaglia, costitui ta di:

2 na vi arnminiglie; 4 squadre con ciascuna 8 navi di battaglill; 8 grandi incociatori } . . . -· , ·. • t . qoah navi dt scoperta; -0 '¼ picco11 mcroc1a on 2° la flotta per l'estero, costituita di: 3 gr~ndi incrociatori; 1O piccol i incrociatori ; 3° le navi di riser va, nel num ero di: 4 navi di battagl ia; 3 grandi incrociatori ; 4 piccoli incrociatori. Ne l com pi;to di questo naYiglio, da lla legge viene tenuto conto di quello esistente (o in costruzione) e distìnto in npposita tabella, ossia di: 21 navi di battaglia, 12 grandi e 27 piccol i incrociatori. Rispetto al navigl io fissa to dalb legge '10 aprile ·1898, s1 ha un aumento di: ·1 nave am mi raglia, 1 squadra di 8 navi di battagl ia (3) , 1

Vedi /li vista milita1·e italiana, rascic;olo t • luglio !898. (2) Vedi J/ivist.a ·m ilitare italiana, fascicolo ·16 gennaio 1.900. (3) La vecchia legge lissa va: 2 squadre con ciascuna 8 uavi di battaglia e 2 divisioni con ciaScLma 4 corazzate costiere. La nuova legge mentre porta a <I. le squadre conciascuua 8 nal'i di IHttaglia, non menzion,t più le del.te 2 divisioni di corazzate costiere, (i)

•

e, nella <listinta del naviglio esistente, comr1rende le corazzate tra le navi di battaglia. L'aumento si limita quindi effettivamente a I. squadra di 8 navi di ))attaglia.


2096

RASSEGNA MILITARE ESTERA

RASSEGNA !IJLITA l!E ES'rERA

2 grandi e 8 piccoli incrociatori quali navi di scoperta, infine 2 o~vi di battagl ia di riserv3. In complesso duur1~e: , ·1 navi di battaglia, ~ grandi e 8 piccoli incrociatori. § 2. Escluso il caso di perd ita di navi, dovranno essere sostituite: le navi di battaglia dopo 25 anni; gli incrocia tori dopo 20 anni. I periodi di tempo suindicati, decorrono dal l'anno nel quale .venne accordata la prima rata per ia nave che dev'essere sostituita, sino allo stanziamento della prima rata per la 1r.twva na,,e da costruirsi in sostituzione. Apposita tabella, anuesrn alla legge, ripartisce per ogni singo lo anno il qu:Jntitati vo. di navi da costrn ir,i in sostitnzione durante il periodo di tem po d;i ll'anno 1901 all'anno "917. Secondo questa tabe I la dovranno essere costruite in sostituzione: dal '1906 al 1917, n. ,17 navi di battaglia; ' dal ,190 I al 1903 e dal 191 O ,1 l ,t9,16, n. 1O grnndi incrociatori; dal 4902 al ,19'11, n. 2!) piccol i incrociatori. 1 1

II. Mantenimento in servizio.

Circa il mantenimento in ser vizio della Dotta di battaglia, va lgono le seguen ti norme: . ,t O la 1• e 2a squadra formano la flotta atti va di battaglia, la 3a e 4a sq uadra la flotta di riserva cli battaglia; 2° tutte le navi cli bnttaglia e gli incrociatori della llotta attiv,ì, metà delle navi di battaglia e degli incroéiatori della flotta di riserva, sarairno tenute permanentemente in servizio; 30 per le manovre saranno provvisoriamente poste in servizio singole navi non in servizio della flotta di riserva. lII. Pei'sonale.

Circa il personale in ufficiali di copertn, sottuffir:iali e marinai della divisione marinai, della divisione d'arsenale e dei reparti torpedmieri, si dovrà avere: 11o 1' intero equipaggio per le navi che fanno parte del la 11otta atti V,!, per metà del le torpediniere, per le navi scuola e per le navi speciali; 20 I' e1rui paggio ridotto (ossia su 11' intero ecru ipaggio i/3 del personale di rnacehina e 1/-i deì rimanente personale) per le navi che appartengono al la 11otta di riserva e per la seconda metà delle torpediniere; 30 un equi pa~gio e mezzo per le navi che si trovano all'estero; 4.0 la quantità necessaria di personale pei servizi iu terra; 5° un aumento del 5 ¼ sul totale complessivo necessario.

2097

IV. Spese.

§ 5. Le somme necessarie per l'esecuzicne di questa legge, saranno annualmente fissate dal bilancio dell'impero. § 6. Se, a cominciare dall'anno '1901, .il maggiore fabbisogno di spes~ ordinarie e straordi'narie del bilancio della marina dovesse superar€' il maggiore introito sulla tassa di bollo, ossia quanto oltre la somma di marchi 53,708,000 questa tassa dovesse rendere, e se la somma manc,1nte non potesse venire coperta coi rrmanenti introiti dell'impero, essa somma non si potrà ricavare aggravando o accrescendo il numero delle imposte indire~te, gravanti sul consumo del le masse. V. Disposi'zioni finali.

Questa legge entrerà in vigore contemporaneamente alle leggi che modificano qur lla sulla tas,a di bollo (~ quel la sul la tariffa doganale. La legge del 1O aprile ,1898 slllla Ootta tedesca viene abolita. Corsi d'informaz'ioni per generati. - Un ordine imperiale dello scorso dicembre, stabiliva che i comandanti di divisione provenienti dalla fanteria e ditlla cavalleria e per ogni corpo d'armata un comandante di brigata anziano proveniente da queste due armi, fossero comandati, nei mesi di gennaio e febbraio del •1900, presso la scuola di tiro dell'artiglieria d11 campagna, per compiere un corso di informazioni della durata di H giorni (·I). · Con l'ordine st~sso era pure dato incarico al ministero del la guerra di presentare, dopo ultimato il corso suddetto, delle proposte per l' istituzione permanente di tali corsi, non soltanto presso la scuola di tiro dell'ar1iglieri11 da campagna, ma anche presso la scuola di tiro di fa nteria, pei generali provenienti dalla cavalleria o dall'artiglieria da i::ampagna. Con recente ordiue di gabinetto venne infatti stabilito, che ogni anno avrà luogo un corso d' informazioni, della durata di H giorni: a) presso la sciiola di tiro di fanterfo, durante il corso d'informazioni pei comandanti cli regiimento (2), per 7 generali provenienti dalla cavalleria o dall'a rtiglieria da campaina ; b) presso la scuola di tiro dell'artiglieria da campagna, duran te il i 0 corso per ufficiali superiori (2), per U generali provenienti dalla · fanteria o dalla cavalleria . (i) Presero parte,:1 tale co rso, nei :1.: corpi d'armata prussiani, in complesso 5i ufficiali generali;"tosi ripartiti: !.• corso, dal !2 al 25 gennaio, l.7 comandanti di divisione e 9 comandanti di brigata; 2° corso, dal 28 gennaio al iO febbraio, t7 comandanti di divisione e 8 com,1ndanti di brigata. (2) Annualmente han no luogo più corsi per ulliciali superiori e inferiori.

i32 -

ANNO XLV.


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RASSEGNA !IILlTARll: ESTERA

Gli ufficiali generali da comandarsi ai corsi suddetti saranno destinati dai comand i di corpo d'anmta e dall' i_spettorato generale di cavalleria, per quanto ri guarda i ,j. ispettori dì cavalleria. In ma$sima sarnnn<\ destinati i comandanti di brigata; però anche i comandanti di divisione che non abbiano ancora preso parte a un corso d' informazioni possono essere destinati in luogo dei comandanti di brigata. Ai corsi in parota prenderanno pure parte gli uOìciali generali sassoni e wiimemberghesi. La Baviera è da ritenersi che instituirà pure talì corsi, servendosi della propria scuola di tiro di fan teria e di quel111 prussiana d'artiglieria alla quale gli altri Stati, Baviera compresa, inviano il loro personale. , In quest'anno intanto, il corso d'informazìoni presso la scuola di tiro di fanteria avrà luogo dall' 1•I al 23 ottobre. Prenderanno parte a questo corso un genera le per cia;cuno dei seguenti corpi d'armata : Guardia, I, II, III, IV; inoltre un generale sas~one e un generale wiirttemberghese. 111itragliatrici. I giornali annunziano che prossimamente saranno date delle mitragliatrici a quasi tutta la fanteria. Queste mitragliatrici, che vennero praticamente esperìmentate da alcuni hauaglioni di cacciatori (1) sono del sistema Maxim, calibro 8 millimetri, incavalcate su affusto e trainate da 2 cavall i. 1:;1i effetti del tiro risulterebbero maggiori che per il fucile della fan teria, potendosi assai meglio osservare l'esito del tiro stesso . Le cartucce sono assicurate a nas tri e ogni nastro ne porta 250. La vrlocità di tiro raggiunge i 550 culpi al minuto. ·Il caric:imento delle mitragliatrici avviene automaticamente e il loro m:ineggio è assai semplice. (t} Vedi Rivtstci .-ailita,l 'e ii-aliana, fascicolo !6 marzo !900.

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RIVISTA DEI PERIODICI Rivista di fanteria.

Anno IX, fascicolo IX, 30 settembre 1900. - Acl .Ettore Socci, depiitato. Lettera, aperta di DOMENICO GuERHINI. Il oeniale direttore della Rivista rrincip ia col r:cordare all'on. Socci « co;e due volte gli abbia chiesto di allegare fatti o ragioni a docu-

mento dell'opinione di lui pub 'ilicamente avventata che l' istititz'ione militare, al pari della Compagnia d1; Gesù, vi've all'infuori o, per meglio dire, al cli sopra d'ogni legge » . • . Poiché molti mesi sono passati senza ottenere risposta, cosl rntende dimostrar<,li che « quella sua affermazione è un purn suono di parole »; e;però molto con lui si maraviglia cli questa singolare necessità, in cui viene a trovarsi. E da par sno nel modo il più esa uriente il Guen:ini dimost1·q che l'esercito non vive che in forza della l11gge e quindi non può vivere nè al disopra nè al disotto di essa. Tuttavia st~ di fa~to che per la sua particolare costituzione, ove lo si voglia riferire al diritto d'eguaglianza per tutti, l'esercito effettivamente è fuori · della legge, ma lo è non al di sopra bensì al di sotto della medesima : come avviene per la aiustizia punitiva, per diritti pol itici, ecc. · · buon dritto poi il nuerrini ricorda l'alto sentimento del dovere, pel quale si giura sul serio 1 il pagamento della imposta reale mentre per gli altri è più che teorico; e così via . MeoJio 0011 poteva dire l'egregio scrittore, ma quanto alla espressa sperà:za di aver persuaso i I Socci che non può sottrarsi ali' obbl igo di rispondere documentando di ragioni o fatti la sua affermazione, la è proprio vana. Il Socci ·tacerà, nè mai converrà che il suo silenzio equivalga a confessare che l'affermazione da lui lanciata manca d'ogni fondamento.

.!

La tesi del Calfwell. È presa in esame la guerra délla secessione americ:rn~. Con ragione l'anonimo autore osserva anzitutto che nessuna sottigliezza di ragioua-


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RIVISTA DEI PERIODICI

RI VISTA DEI PERIODICI

mento può volgerla a sign i!lcare molto o poco a favore della tesi calvelliana, poichè in quella guerra i fede ral i vincitori, se ebbero il dominio del mare, ebbero pure una straordinaria superioritò di forze terr\;tri. Alle 49 pagine del Ca lwell che trnttano di quella campagna basterebbe semplicemente opporre il concetto precedente : ma lo scrittore non si limiterà a ciò. E così segue il Calwell nell'esame più minuto delle varie operazioni e ne approfitta, brillantemente come al so lito, pe1· oppugn~re con vigore i fatti e le ragioni messi in campo dal Calwell.

scarsa istruzione a nulla valse il loro numero soverchiante di fronte agli istruiti e disciplinati soldati tedeschi. Anche nel 1860 Garibaldi non avrebbe ottenuto ciò che ha ottenuto senza la valida cooperazione dei suoi genera li: quali Sirtori, Medici, Bix.io, Thurr, ecc., tutti esi mi gi'nerali e soldati. I tempi dei volontari sono, a nostro giudizio, intieramente passati.

Viva l'Imperatore. Novella milita1·e (contin,uaziooe).

È la continuazione della piacevole ed istruttiva novell a militare di cui nel fasc icolo precedente . La piccola parte immaginaria di ess~ si innesta ad avvenimenti delle campagne del ·1808 in Spagna e del ·I 809 in Germani:;i, narra1i con molta es<1ttezza storica. La qu estione dei nostri subalterni.

Nessuna cosa può dirsi che già non sia stata detta intqruo alla grnvissima questione: tanto più che non c'era poi mica molto da din'. L'articolista però nota che non si può sperare di risolvere l'ardna questione coi piccoli spedienti, ma che bisogna ricorrere a vigorosi concetti organici . Non è possibile considerare lo spinoso problema solo con occhio finanziario ma bisogna abbracciarlo tutto con sicuro occhio di ordinatore sagace . Garibaldi divinatore e maestro.

L'articolo riporta una let\era di Garibaldi al direttpre di un fog liv periodico inglese che nel ·1859 lo aveva richiesto delle sua opinione intorno ai volontari in genere e a quell i inglesi in specie. « Al di sopra d'ogni teoria dell'arte della guerra - fra l'altro scrive il Gariba ldi un fatto pratico riesce sempre trionfante; sbigottire ,;,t nemico. Questa verità trionferà sempre di tt,tte le teorie ». Ni~n dubbio che questa massima di Garibaldi risponde ad uno dei ca piti1li assiomi dell'arte mi lita re, mentre insieme testifica dell' 11 lto valore di Garibaldi come maestro di guerra . Circg gli altri apprezzamenti e le considerazioni di Gariba ldi sui volontari, non si erra di certo aff(lrwando che sarebbero assa i differenti se le scrivesse oggidì. Gariba!di, da vero uomo di gnel'l'a, mette in prima linea la disciplina: ora questa si pt1·'> ottenere da un piccolo· corpo di volontari qual era quel lo da lui comandato nel •I 859, mai da un esercito improvvisato di volontari. Ne informi la campagna del ·1870. I volon tari francesi fecero prodigi di valore, ma senza disciplina ~

Rivista di cavalleria.

Anno III, fascicolo X, otlobre 1900. -

Fasti e 1,icende di un reggi· mento d1; cavalleria italiana dal 1798 al 1814; pel capitano E. DE Rossi ( continuazione).

Com prende il periodo da l ·I 80,1 al •i 809 ali' inizio della campagu:i. Il 4° Ussari, divenuto poi Dragoni della Regina, prende parte al la campagna d'Ital ia nel ,1801, è ch iamato a partecipare a quella di Germania del 4806 ma vi giunge a guerra finita e ritorna io Ita lia con sua stanza in Cremona. .Finalmente è destinato ali' arm;,ta ·d'Italia per la . campagna del ,J809 . Anche que5to articolo è interessante, specie per coloro che cono,cono bene le campagne di guerra cu i si accenna. Il nuovo regolamento tedesco siil servizio in guerra e ia cavalleria, pel

colonnello

B1ANClll

o' AoDA.

Notato che le pri ncipali varianti e modi.ficaz ioni introdotte nel nuovo regolamento $i riferiscono al la cavalleria, se ne rende conto brevemente, facendole seguire da considerazioni. Si nota che non deve passM·e inosservato i I fatto che Germania ed Austria negli ultimi regolamenti accennano ad una spiccata tendenza di minute nonne e prescrizioni. Ne informino l'ultimo rego lamento austriaco per gli esercizi ed evoluzioni della cavalleria, e l'attuale germanico sul servizio in guerra . Gli effetti della tattica sullo spirito naturale, peJ' capitano

AuJGNE~'l'E,

Lasciamo da parte il titolo che unila ha a che fare colla questione che l'egregio capitano intese trattare. La questione se è delicata è insieme della massima importanza, ma l'autore ohe ha ben issi mo afferrato questo Jnto, non ha poi saputo o voluto darle quèll'ampio svolgimento che meritava. Si direbbe che si è


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sentito troppo audace di sollevaro uoa simi le tesi e ch'è rimasto .sopraffatto dal timore della sua stessa audacia. Ed ha avuto torto. L'argomeo to non cm al di so pra dc' suoi mezzi e non è neppure così scabroso a discorrerne come pare gli sia apparso. Così accadde che mentre la sua tesi riflette un principi<> generale direttivo giustissimo, l'autore la ha abhassnta , restringendo la, nel campo pratico, a poche osservazioni richiedenti libertà d'azione ncll'esecuzioue dei piccoli temi tattici. L' Abigaente erra e di grosso quando scrive che « gli io segno meati della tattica possono paralizzare, menomare o pervenire il ~ostro spirito naturale e farci commettere errori in cui fo rse oon cadrt1bbe un profano dell 'a rte» . Per contro vede bene - ed ò in con traddizione con quanto è detto sopra - quando poco sotto osserva giustameni.e che tutti i rami dell'nrte militare debbono essere amorosamente studiati, e assai più forse di quanto si faccia da qualche giovane ulficiale, ma e che tale studio deve essere fatto allo scopo di arricch ire la propria col tura e di rerfezionare il proprio giud izio, non già di attingerv i direttamente il modo di comportarsi nei vari casi di fronte al nemico ». Questa è la vera tesi, benissimo intraved uta e che importava svolgere a fondo, imperocchè sta di fa tto che rneutl'e òal punto di vista teorico se ne ammette la giustezza, nel campo pratico non pochi, ossequienti alla vecchia rnutine, s'ingegnano a menomarne la portala .. Giusti~sime le osservazioni che la critica dell'esercitazione anche di piccoli riparti , raccliiuda il vero frullo di essa e che nessuno dovrebbe mai intervenire fino ad esercitazione compiuta : ma è troppo poco per metlere in rilievo le idee dell'~utore sul!' importantissimo tema e dimostrarne la verità. Conchiusione definitiva: facciamo molte ma molte esercitazioni tattiche, poicliè esse sono le sole che ci mettono in grado di forn irci un criterio tattico pratico e di prendere, nel momento del bisogno, una pronta decisione, inspirata dalla reale situazione del momeuto, e non presa in base a schemi scolastici appresi nei teorici insegnamenti. Ma a formare L[Ue,to criterio tattico pratico, a meno di essere dei geoì di guerra, varrb precisamente e in modo affatto singolare lo sLUJio serio della tattica e della storia militare; e questo non deve mettersi in dubbio, nemmeno lontanamente. Tali sono certamente i concetti dell'Abignente; e noi ci doliamo che da lui siano stati soltanto adombrati in luogo d'essere largamente discussi.

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RIVISTA DEI PERIODICI

RIVISTA DEI PERIODICI

Nel Siid-Africa dm·ante la guerra anglo-boera. Note di uiaggi~ fcbbraio-mnggio 1900, pel tenente G. GAn11ioL01-FARJNA. (Conhnua-

zione). L'autore non entra ancora nel suo argomento, ma si dilunga a discorrere della storia del Transvaal. Importanza della ginnastica per la t·ecluta di, ca'Dp,lleria, pel tenente ULRI CO PASTORE.

Con garbo ,sono esposte giuste considerazioni a proposito della ginnastica per le reclute di cavalleria. Le armi da fuoco e la ccivaller'ia, pcl sottotenente G.

SPAGN I.

Si parla assai bene della pistola Valtorta che , potrebbe vantaggiosamente sostituire non soltanto la pistola, ma fors' ~neo il moscheuo attnalmeote io servizio » . Rivista marittima.

Fascicolo X, ottobre 4900. Amedeo di Sar,oia.

....

La spedizione artica di S. A. il. Luigi

Premessi alcuni cenni sullo stato delle nostre cognizi oni geograliclie della reoione percorsa dalla Stella Pola,·e, al di là del 79° parallelo, si rendeD uo conto somnrnrio, ma chiaro ed interessante, della sped'1zione di S. A. R. il Duca degl i Abruzzi. Sono uoiti alla relazione quattro ritratti fotografici di S. A. R., del capitano Cagai, del tenente Queriui e del medico di ,1:, classe Cava lliJ\lolinelli, ed una carta deil'Arcipelago Francesco Giuseppe, sulla quale è tracciato il viaooio della Stella Polare nel detto Arcipelago e una 0 min imll por1.ione i:,dell' escursione del Cagni al suo pr;ncipio e alla sua fine. I dati, co~ì precisi, furoo:> evidentemente comunicati dagli illustri membri della spedizione, e di qui la singolare impol'tanza dell a relazione. La marina da guerra oll'esposi;:;ione di Parigi nel 1900; per G. )lARTORE 1,1.1.

Sono prese a disamina le mostre delle navi de' vari -Stat~ ch_e figu~ rano ali' esposizione. L'industria navale privata, dice l' arucoltsta, si è mostrata aWalte1.za delle industrie navali dogli altri p3esi, pel concorso dei due grandi cantieri Orlando di Livorno e Ansaldo di Genova.


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RIVISTA DEI PERIODICI

RIVISTA DEI PERIODICl

Ci duole che il genere dell'interessan te articolo non ci consente di brevemente riassumerlo: epperò rileviamo rrueste conclusioni cui viene l'autore : che anche da un'ispezione fugace si riporla subito l'impressione della tendenza nelle marine delle maggiori poteozo, 11d un eccezionale sviluppo, ad un ;i umento delle forze navali grande e continuo; che la nave attuale da battaglia è quella che ha velocità da 48 a 19 nodi, potentissime e numerose artiglierie di grnnde, medio e piccolo ca libro, protezione intera ed efficace del lo scafo e di tutte le artiglierie, c;upacità grande di combu sti hile, req uisiti che non possono oggidì ouenersi se non con dislocamenti compresi fra le ,1a e lo ,1t~ mila tonnellate: La Germania sola non ha ado11ati i grandi dislocamenti per la poca profondità del le sue acque che non permettono le gra,ndi im mersioni. Le spese per la mahna e lr.1, r-iproduz'ione del net viglio. ( A proposito

dell'articolo di Francesco Crispi); per G. CAuONE. France3co Crispi nel noto suo articolo citò i bilanci della marina oei quurant'anni elio vanno da l 1860 al 4900 per traroe nuovo argomento rdla sua nobil is~i ma tesi. A Itri però potrebbero interpretare la ci tazione come uo appunto all'ammioistrazione marittima. Effettivamente furono spesi 2,6,i.0,63 1,496. 29, ma cotesta ingente cifrn rappreseo!.a gli stanziamen ti reali con cui J,1 marina lrn provveduto ad ogni so l'la di spese e di oneri necessa ri per In su~ esisteuw . Q11 es1a i:omma va ripartita fra i seguenti titoli: Per il personale . 656, .v~7, 9 ·~I. :!9 Per il ma teria le . 1,066,89·1,·108. 79 Per la mano d'opera . 3~9,940,/4. 39. 00 Pei servizi marittim i va ri 249,6'14,5,\.0. 36 Per i viveri ~40,619,7.\.6 . .\.5 Per la mariu.i mercantile '101, ·150,720. 20 Totnle . 2,640,63·1,Ml6. 29 1

--===----=-

Con Pel 1° Pel 2° Pel 3° Pel '~ 0 Pel 5° Pel 6°

una percentuale rifcrihile ad ogni singolo 11ruppo: gruppo di gru ppo di gruppo di gruppo di gruppo di gruppo di Tota le

·-

24-. 85 °, o 40. /~3 O/o 13. 25 o/o

7.97¼ 9. ,\.5 ¾ 4. 05¼

400, 00 °/o

,,

2105

Ma con uo esame aritmetico an:ilitico l'articoli sta dimostra che realmente per la riproduzione del naviglio non fu stanziata in bilancio che la somma di 714,983,5H. 29. Pel materiale di riproduzione la marina ha sostenuto una spesa di L. 762,955,197-d'oode~nnadiffereo:1.a di L. 42,027,717.29, che ii compensala nel usum da l valore attuale del le tl'e navi Brin, R.a Margherita e Ji'erruccio e dalle otto cacciatorpediniere in costru1.ione il cui costo non è calcolato nel valore attuale del naviglio. È evideote che la nostra marina può con serenità guardare il cammino percorso ed aver fìcl ucia nell 'a\'Venire.

TI domiri-io del mare dal punto di vista italiano, per G.

R or.C.\GLJ.

Uno scrittore, di r!:cen te, trattnndo del dominio del mare, ha inteso stabilire qnesto assioma: quando gli Stati che si fanno la guerra hanno (rontiem terrestre e frontiem marittima, la 1)Ìa del mare è u11a via affatto eccessiva. E come corollario ha soggiunto: dato it co11flitto l'azione risolilliva non vernì mai dal nw1·e. Il Roncagli dice che ormai dopo tutto quanto fu detto o~ ~critto sul dominio del mare nulln vi è più di inesplorato ; prende la penna sol tanto perchi: , gli preme condurre alla luce del j?iorno una differenza, che gli è par5a fin qui dim<>nLicata, nel peso per il quale il dominio del teatro dalle operazioni ma rittim~ - nell' ipotesi d'nna guerra nella quale sia impegnota l'Italia - grava sulla bilancia che tiene in bi lico le sorti <lei coallino, secondo che il dominio :;tesso appartenga al l'una o all'altra delle due coppe , . Il Uoncngli a fornire que;,ta dimostrazione, su ppone unn guerra tra la !'.Ita lia o la };'rancia, ed esamina i vari casi che possono verificarsi nel dominio del m:ire e nelle vicende della guerra terrestre, per giungere alle conchiusiooi: che ,um ci sono forze di terra che bastino pel' op71orsi alt' invasione mariltinui clell' Ttalia, e che la difesa clett' ltalùi r sul ma.re. Non è qui il posto di esaminare a fondo la tesi del Roncni li; il che richiederebbe un lungo articolo. A I.Orto però egli cita Napoleone a sostegno delle sue asserzioni . ì.\'apoleoue volle si un'Iialia fortissi ma sul ma re per la protezione delle sue igoie e la difesa del le sue coste, ·ma nello stesso anicolo in cui espresso questo pensiero - mscription dc l'Jtalie - richie:;e pure un esercito italiano di 4-00,000 uomiui. Oggicli vorrebbe uo esercito di più che un milione. N~poleooe stesso ha di mostrato nel 1800 l'('.rroneità del pensiero del Honèagli. Infatti gli Inglesi souo compiutameule padroui ciel nostro


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RIVISTA DEI PERIODICI

RIVISTA DEI PEllIODICI

m:ire, spadroneggiano sulle nostre coste, ma L>asta uno solo batt:iglia la vittoria di :\!arengo - perçhè ~apoleone rientri immediatamente nel possesso di mezza lta li a. Noi voglia~,o un'Italia forte - fortissima se fosse possibile - p,•r terra e per mare perchè ben consci del reciproco aiuto che possono scambiarsi le forze terrestri e le marittime, perchè è questa una particolare ueçessità dell' Italia e perché uua forte marina oltre la guerra serve :id altri vasti còmpiti, ma crediamo ~ia 110 errore il sostenere che la marina sola possa difendere l'Italia.

giovani di 16 a 20 anni che vi sieno autorizzati dai parenti e ricevono le nozioni del tiro. I soci sono inscritti gratuitamente sull:i presentazione del fog lio <li congedo militare e non pagano alcuna quota e così pure i giovani. Sola~ mente gli ufficiali <! i donatori pagano una modica quota di 5 franchi all'anno. la Società inoltre di-.tribuisce gratuil(llnente il numero di cartuccie seguente: a llllti i soci del la riserva o territoriali 120 ca rtuccic per fucil e; ai giovani di -16 a 20 anni 90 cartuccie per fucile; agli ufficiali ed agli uomini armati di pistola 120 cartuccie per pistola. Io questa maoier.i la Società facilita l'esercizio del tiro alla parte della popolazione meno f1>1'lunat.a, a quella, cioè, cbe pel suo numero formerà nel caso di gnerra una gran parte dell'esercito uniona le. Oggidì la Società annovera, inscritti sui suoi registri, 1,0M membri, ossia:

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lnsegna•ne11to della 911e1Ta ispa110-america11a, per D. Box,nuco. Il competente autore io <]uesto articolo, con cui pone termine al suo ponderoso slUdio sulla guerra ispano-:imericana, <liscute diffusamente le conseguenze del co11flit10 che riguardano le colonie, rUnione, ·1:1 Spagna e l'Europa.

Revue du cerole milita ire.

303 ufficia li e donatori; 5,66!• sottufficiali e soldati ; 928 all ievi del l:1 scuola di ti1·0 (giovani dai t 6 ai 20 anni);

X. 10, .\. t , .\.2 e ,\.3 del 6, LJ, 20 e 27 ottob1·e t 900. ·- ll tiro alt' esposizione del 1900, pel maggiore 13ERTIIRT.

I 07 allievi della scuola di sanità militare; 62. zappatori-pompieri.

All'esposizione nella classe I 08 (Economia soòale) figura sotto il suo nome la Società. di til'o dell'esel'cit-0 territoriale di Lione, e nella classe 1I 9 (Année dc tene el de mer) havvi una Not-iziu ossia uu manoscritto del presidente ::tesso della Società che fornisce ampi ragguagli iotorno .i qnel!a Società: e le due esposizioni sono co mpletate da numerose ro10grnGe. L'articolista ne coglie l'occasione per porgere interessanti ioformazio111 su quella Società « l'una del le più a11tiche Società di tiro della Francia n forse anche la pil\ impor1:10Lc. , Xe spif!Oliamo i dati più uotevo!i. T.a Società fu fond 11tu nel 4877 e dipende dal comandante la su ddivisioue del Rodano. Attualmente ha per presidente il m:iggiore· Ilerthllt e per presidente onorario il generale Zédé, governatore militare di Lione e comandante del ,1r~ 0 cor po d'armata. È amministrata da uu consiglio di 13 membri, tutti ufficiali. La Societit si recluta nelle truppe dell'esercito di :za linea, del 17°, I :1° e H-0 corpo .d'armat:i di cui Lione forma il ceo tro; è aperto a tutti gli uomin i dai 20 ai :~n anni, eccello quelli ~otto le armi . Vi sono pure ammes,i

Al corso di esercizio del 1190 0 fnrono ioscri LLi 98l) nuovi memllri, dei quali !•,H giov:molti. Gli esercizi hanno luogo ogni domeuica dall'aprile all'ago5to; dur:rnt) tutta la giornata. [n media si lrnuno così 20 sedute per anno, ad ognuna delle quali partecipano da !100 a 500 tiratori. Nel 1900, la consumazione delle cartuccie oltrepassò le ·I 05,000, di di cui 83,000 furono di;tribnite gra tui tamen te. L'arm:imcoto è quello, unicamente, in uso nell'esercito. La Società trae le snc risor;;c da sovvenzioni della citt11 di Lione, e del dipartime11to del Rodano, dat i.e quote degti•u ffi ciali e dei membri donatori. Dallo Stato poi riceve, io naturn, assegni di cartuccie, e premi di tiro dal prc;identc della repubblica, dal mimstro della guerra, dagli ufficiali generali; dai negozianti e scriuori lionesi. Al coucorso di chiusura degli esercizi di tiro seno distribui1i 400 premi in natura. La è certamente uo:i Società di tiro fìorenle e il di cui ord inamento meri111 di. essore conosciuto, ma con tutti i vantaggi offerti ai soci e abbracciando essa una vasta regione che comprende tre corpi d'armata ci

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RIVISTA DEl PERI 0Dl,Cl

La guerrn, al Transvaal, pel capitano

PADmN

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RIVISTA DEI PERIODICI

pare sia assai esiguo il numero dei soldati ascritti alla Società. Probabilmente la distanza da Lione delle varie località ove ri;;iedo110 i militari, innuisce su quel risultato. e il tenente colonnello

FnocAno. Nella prima · pane il Painvin narra diffusamente la sorpresa di Sanna's Posr. (3•1 marzo) nella quale ~di Iuglesi perdettero i cannoni e I' intiero convoglio e a stento, pui nando valorosa mente, poterono elfot-· tnare In ritirata. « Durnnte due ore i Ri mington's Scoills, la New Zea· land Mounted Tn(antry, le Roberts'.~ Horse e il 3° reggimento di fa nteria montata ripiegarono co prendosi reciprocameute, mentre i Boeri galoppavano avanti, mettevano piede a terra e tira vano su di essi a meno di 30 metri di distanza.» · Il Paiovin passa quindi a dire del raid intrapreso dal colonnello de Villebois-Mareuill e del combattimento di Boshof (5 aprile) nel quale il Vi llebois fu ucciso. ·,'folla ~ecooda pan e il Froca rd discorre minutamente del servizio sanitario istituito dagli Inglesi, di ciii nota, oltre i lati buoni, le non poche manchevolezze . Revue rnilitaire.

Redatta cillo stato maggiore dell' ese1·cito. - Settembre •I 900. prima. - Eserciti esteri.

Parte

Le tnippe colonia/i tedesche. È uno studio completo e assai particolareggiato dalla luro creazione, ·1° aprile 189•1, sino ad oggi. Al presente, tutte codeste truppe, ossia

quel!e dell 'Africa tedesca dell'est, di c~ merun e del sud-ovest africano, ammootano a circa 3,800 uomini\ e la spesu die im portano è inscritta nel bilancio per una somma di lire h,,08,"65. La Pede1·az·ione Australiana.

Il Parlamento inglese ha testè appro1rato il progetto di fed ernionc dei cinque Stati dell'A ustralia: \"ictoria, Nuova-Galles del Sud, Queensland , Ovest-Austra lia e Sud -Australia. L'autore rende conto dell'ordinamento di quell11 nuova repubblica ed espone le roo seguenze che può avere per la politica ge nera le la formazi one del nuovo Stato federale . A

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suo giudizio, se gli ltig·lesi possono a buon dritto andar lieti del risultato ottenuto, dal punto di vista francese ed europeo, per cont~o, non è il caso di fe licitarsene. La nuova repubblica, padrona orma i delle sue finanze, del suo esercito, della sua marina, non mancherà di svi~. luppare potentemente i suoi mezzi d'azione e~terna, e tutte vo lte s1 trauerà di reo-olare quali.: he questione oeean1ca, come quella, per 0 esempio, delle Nuove-Ebridi, ci si troverà di fronte ali' intèrvento austra liano. In tale caso, le forze di c.ui disporrebbe la Federazione avrebbero per sè l'enorme vantaggio del la vicinanza al teatro di operazioni, tanto per agire quanto per rifarsi,' e la lotta in queste condizioni si presenterebbe assa i ingrata per una potenza euro pea. . .\

. .

Parte seconda . - Are lu,v·i stonc·t. . l'armata de/. Nord sotto il comando del maresciallo L'Ucl.~ier (conunuazione). Studio pregevole e documen~ato della campagna intrapresa dal waresciallo Luckner nel Belgio, dal 19 maggio ali' 4,1 luglio ,1792 . La guerrn del 1870-71 . 1'1eino1·i.a militare compilata pel giierra colla Gerrnanfo (maggio ,1867).

caso d'un(t

Questa memoria doveva comprendere due parti: la prima - quella ora pubbl icata - che tratterebbe della difesa del paese, o, per meglio dire, della difensiva che assumerebbe l' esercito francese all'inizio delle ostilità; la seconda - secondo la Rivista non più trovata - che consi. dererebbe l'offensiva francese al cl i qua e al di là del Reno . La memoria è redatta dal generale FnossAnn, ed è senza dubbio documento assai interessante, sebbene provi che il generale francese, se abbastanza es11ttamente calcolava le forze nemiche, assai si illudeva sulla potenzialità dell'eserci to francese. La memoria è basata su queste prem~sse : che Ja German ia prenderebbe l'offensiva con J.7f! mila uom!n!, ripartiti in cinque armate, destinate ad oper_"re_: l'una,_ di 80,000 uom!n!, contro la bassa Alsazia; la seconda, la pnnc,pale, d, 160,000 uomrn1, sulla Saar, innanzi al centro della Lorena; la terza di 70,000 che passerebbe pel Luxemburg ; la quarta di 80,000 nomini, che manovrerebb_e pel Belgio; la quinta, finalmente, di 70,000 uomini che passerebbe il Reno a Basilea. Dalla parte francese sono prese in esame : . ~ o un'armata del Reuo, 60,000 uomini, coll'ala sinistra nella bassa A!sazia, e l'a la destra nel l'al ta Alsazia o a Strasburgo; 1


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RIVISTA DEI PERlODICl

RIVI STA DEI P.ll:RJODICI

20 un'armata della !\'losella, 14.-0,000 uomini, postata dinnnzi a Saarbrùck; 3° un'armata del Nord o della )iosa , 60,000 twmini; /1° un'armata di riserva di 120,000 uomini, sulla base Reims , Chàlons; . 5° ala destra dell'armata del Reno nell'alta Alsazia, 60,000 uomini. Sono penanto ,i-4.-0, 000 uomini, sui quali il Fros$ard faceva assegnamento, senza contare 90,000 nomini da trarsi dall'esercito attivo per le piazze forti del nord, dell'est e dell'interno, ed una seconda riser1 a da' costituirsi a Parigi. Il Frossard, ciò premesso, esamini, le va rie zone da occuparsi dalle singole armate, discute le probabili operazioni del nemico .e la condotta a tenersi dalle armate francesi sia nel caso di vittoria sia nel caso di un insuccesso. Risnlta evidentemente che cinesta memoria, debitamente modificata dalla forza stessa delle cose, ha servito di norrna, nel 1870, per l'adunata delle truppe francesi alla frontiera. Comunque, è documento che riuscirà assai gradito ai numerosi studiosi della guerra del 11870.

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La guerrn di mine 'e i pionie·ri di fortezza (dal MiliUtr-Wochenblatt). Contiene inoltre uno studio sul le Pattuglie di fante1·ia, che da qualche anno si usa forma re nelle varie compagnie di alcuni reggi men ti tedeschi. Con molti particolari si discorre del loro còmpito e dell'istruzione che occorre impartire ad essi, istruzione che comprende, oltre gli esercizi pratici sopra ogni sorta di terreno, la lettura delle carte, l'esecuz ione di schizzi, l'orientamento med iante la bussola, ecc.

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Militar-Wochenblatt.

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N. 98 (~traordi nario) del 26 ottobre ,t 900. - Pe1' la commemoraz·ione

centena.ria del natalizio deU' immo1·tale feldmaresciallo conte von Moltke . .

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International Revue iiber die gesammten Armeen und Flotten.

Ottobre ,1900 col Beiheft. 13° e supplemento U/ 0 , Il fascicolo della Rivista contiene, giusta il solito, particolareggiate notizie intorno alla forze militari dei principali Stati. Le notizie sulla Ru ssia sono assai copiose, e sono riportate tutte le disposizioni prese per la guerra nella Cina. Vi leggiamo - invero con non poca sorpresa - che • le tt'llppe russe operanti nella Manciuria e nel nord della China dovrebbero ammontare a ,1so,ooo uomini, . Il Beihc(t n. ,t 3 contiene un'accurata relazione intorno alle manovre della flotta inglese di quest'anno, e una ricca bibliograGa. Il Supplemento n. ,t9, comprende i seguenti pregevo li articoli : Quali sono le condizion:i cui debbono soddisfare i meccanismi di chiusura dei cannoni di campagna a tiro rapido? (dal l(riegstechnische Zeitschri ft). L'elettricità, sulle na11i di guerra tedesche. Dati tolti dal giornale Rlektrotechni11che1· Anzeiyer. La nuova nave di l-inea • lY.ittelsbach » (dall11 Koln-ische -Zeitung).

......

Dopo la morte del marescia llo Moltke, innumerevoli sono gli scritti che di lui si occuparono, ponendo in evidenza la sua grande opera militare a vantaggio dell'esercito prussiano prima, del germanico poi, e ioDne della Germania. L'articol ista osserva con ragione che al popolo tedesco e specie al militare iedesco nu lla ormai si può dire di nuovo intorno al Moi rke; malgrado ciò egli seppe in poche pagine tratteggiare la vita e l'opera del gran cap itano, come a nessuno forse è stato dato fino ad ora. Ripetiamo cb.e sooo poche pagine, ma oltrechè sono dettate da persona assai competente e che sa app rezzare al suo gi usto valore ciò che fece il ì\ioltke e magistralmente rilevarne la portata passata e l'efficacia che conserva tuttora, hanno pure il uotevole merito d'essere scritte col cuore. Non è articolo che si presti ad essere brevemente riassunto, epperò dobbiamo rinunciarvi , limitandoci a segnalarlo ai nostri lettori che hanno pratica dell'idioma tedesco. Anche il grande stato maggiore prussiano volle commemorare il centenario del natalizio del maresciallo von Moltke, nè poteva farlo in modo migliore. In questa occasione ha pubblicato gli oc ARTICOLI STRATEGICI E TAT'TICI dettati dal .MocTtrn dal 1857 al 1871 » . Di quest'opera ponderosa e di capitale importanza renderemo conto diffusamente nel fascicolo del mese venturo. B. D.


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RIVISTA DEI PERIODICI

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.A proposito di una recensione.

IL PROGETTO DEL CODICE PENALE MILITARE 1\l la Rivis_ta di fanter'ia non è piaciuta, ed anzi essa qualifica come

me1itevofodi poca lode la recen_s1one pubblicata in queste pagine dell'ultim~ ~~lazione sulla leva ('1878), perch~ fatta con criteri tutt'altro clic stat1suc1.

Non b~sta lancia.re un _giudizio, bisogna provarlo; aspettiamo dunque che ,la Rn:nsta di fanteria lo dimostri, <lacchè ha 1issunto di ritornare sull argomento. Allora ne riparleremo anche noi.

Per la Direzione LoDovrco CrsoT TI Colonnello R. ,f ., incarir.ato

DEMARCHI CARLO,

gereme.

È stato ripresentato al Parlamento il progetto d i legge per l'appi·ovazione di un nuovo Codice penale militare, che da circa nove anni passa, senza giungere in porto, da una sessione all'altra, dal Senato alla Camera dei deputati. Non lamentiamo però l'indugio. La materia è grave e difficile; involge i più scabrosi e delicati problemi, che toccano i principii fondamentali della vita civile, politica e militare di un popolo libero, eppertanto si deve essere lieti che il potere legislativo vi consumi attorno una larga copia di attività, che chiami a collaborarvi molti dei più dotti fra i membri che nel succedersi del tempo compongono le à ue Camere ed il Governo. Ormai però sembra che il parto sia maturo, epperciò non sarà senza interesse l'avere sott'occhi, riassunti fedelmente in poche pagine, i precedenti parlamen,tari di una riforma che segnerà certamente una data memoranda nella vita giuridica, politica e militare del nostro paese. Fino da quando nel 1869 si è promulgato il vigente Codice penale per il Regio esercito, si è riconosciuto dallo stesso Governo il bisogno di addivenire presto ad una completa sua revisione, che però non si sarebbe potuta compiere prima che si fosse riformata ed unificata la legislazione penale comune, essendo naturalmente opportuno e necessario di coordinare a quest'ultima la legislazione militare. Dalla sua promulgazione a tutto il 1891 il codice penale per l'esercito non ha quindi subito che lievi modificazioni negli articoli 294, 295, 313 e 314 (legge 25 giugno 1871 ), 324 (legge 19 luglio 1871), 139 (legge 8 luglio 1883) e 382 (legge 30 giugno 1878), malgrado che il Parlamento continuamente sollecitasse il Governo a proporne la completa revisione. Con decreto 23 settembre 1881 veniva a tale uopo


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I I. PROGET'rO UEL CODI CI•: l'E::'\'ALE )111.ITARE

: L PROGE TTO D i> L CODICE PEKALE M!I.IT.-lRE

nominata un'apposita commissione ministeriale, che non potè adempiere il suo mandato a causa del ritardo frapposto nell'approvazione del codice penale comune. Con decreto 27 feb braio 1883 si istituiva un'altra Commissione ministeriale coll'incarico di preparare il coordinamento della legislazione penale militare ai nuovi ordinamenti dell'esercito ; m~t anche le proposte da essa concretate non for ono presentate al Parlamento per attendere la pubblicazione del nuovo codice penale comune e per preparare un unico armonico progetto di riforme. Il 30 giugno 1889 veniva pubblicato il predetto codice e con R egio decreto 1° dicembre stesso anno si nomimwa nna commissione col mandato di « procedere ad una completa « e definitiva revision~ della legislazione penale milita.re, « coordinando le disposizioni dei codici penali per r esercito « e per l'armata ai princìpìi fondamentali del diritto penale « comune unificato». La commissione rimise al Governo le sue proposte il 20 giugno 1891 ed il ministro P e lloux il 22 dicembre successivo presentò a.l Senato (legislatura XVII, Sessione unica) un progetto d i legge per la promulga.zione di un nuovo Codice penale per il Regio esercito, auzichè un progetto comune all'esercito ed all'armata quale era stato dalla. commissione preparato. Il ministro della marina Saint-Bon non a cconsentiva alla unificazione ·del diritto penale militare. Mentre però il vigen.te codice penale per l'esercito contiene anche le d isposizioni relative al procedimento ed all'ordinamento giudiziario, il nuovo progetto venne tenuto nei confini d i un vero e proprio codice penale ed il ministro espresse al Senato l'intendimento di far seguire ad esso la presentazione di separati progetti di un Codice di procedura penale militare e di una Legge sull'ordinamento giudiziario militare. Questi due ultimi progetti sono stati ora presentati insieme a quello del codice penale militare, e noi riteniamo che ciò debba servire a facilitar e l'attuazione della riforma ed a renderla più armonica. La separazione dei tre ordini di disposizioni trova la sua ragione d'essere nell'indole giurid ica molto d iversa d i esse

e nell'opportunita di imitare l'eguale tripart.izìone esistente nella legislazione comune. Allora non si seguì lo stesso sistema perchè si reputò che una. b1.1ona r iforma. della proce· dura penale militare (riforma molto desiderata) non si potesse fare prima che fosse compiuta quella della procedura penale comune, tuttora in corso di studio, per la convenienza di trarre profitto dei progressi di questa e di coordinarvi la legge militare. E <?OSÌ la riforma dell'ordinamento giudiziario, dovendo basarsi sul nuovo codice di procedura penale, parve necessariamente subordinata alla promulgazione di questo, e non si volle affrontare il complesso problema tutto in una volta, temendo che, a prescindere dall'indugio che ne sarebbe derivato per la, dilazionata riforma della procedura penale comune, il P arlamento dovesse essere molto più lento nel venire ad una decisione, timore che poteva essere giustificato dalla maggiore mole d i lavoro ohe si sottoponeva allo studio delle Camere, ma che altre imP.ortanti ragioni, alle quali accenneremo in seg uito, avrebber o potuto eliinìnare. La prima questione che si presentò, e che riguardava il metodo da seguirsi nella redazionE:' del codice, fu : se convenisse limitarlo alle disposizioni speciali della giustizia militare, rinviando. al codice penale comune tutto ciò che la giustizia penale dell'esercito ha comune con quella dei cittadini, o se fosse meglio trascrivere nel primo anche la detta parte della legislazione generale. Benchè sì allegasse che il primo sistema. avrebbe permesso di estendere, senza il bisogno di nuove leggi, al codice militare quei miglioramenti che per l'avvenire venissero introdotti nel codice comune, tuttavia si seguì il s istema opposto, essendosi ritenuto che fosse pericoloso l'ammettere che la legislazione comune pot esse trapiantarsi nella militare senza un particolare esame e, fra l'altro che giovasse « evitare la dìfficolta di riscontrare « ad ogni momento la legislazione comune in un codice < che da militari s'insegna e si applica a militari » (1). Da questo accenno ri;;ulta già l'influenza che sulla soluzione del

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(i) Senato riel regno. Legisl. XV II , ses~. tS90-92. Alti Interni. .\tto n . !21, pag. 3.


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IL PROGETTO DEL CODICE PENA.LB MILIT,\HE

li, PROGETTO DE L CODICE l'ENALE M ILITARE

problema relativo al codice penale esercitava la questione dell' ordinamento giudiziario militare, perchè è ovvio che l'avversione a trapiantar e nel codice militare ·quelle disposizioni, che la g iustizia penale dell'esercito ha comuni con quella degli altri cittadini, si basava sull'ostilità che da molti si nutre verso i tribunali militari quali sono attualmente costituiti. Le proposte ministeriali quindi relative alla riforma di questi tribunali avrebbero servito a meglio definire le opinioni in merito alla questione della quale trattasi. In quanto poi alla sostanza il progetto costituiva non un hworo originale, ma un lavoro di coordinamen to del ·vigente codice per l'e~ercito con quello penale comune, nel quale lavoro si era tenuto conto degli insegnamenti della esperienza di 22 anni di applicazione del codice, che si voleva ammodernare. Premesse queste notizie,. riassumiamo qua.li siano le più importanti modificazioni proposte rispetto al codice vigente: 1a S i sancisce una notevole estensione della giur·isdizione militare sia ratione personae, sia ratione materiae. Questa proposta fu oggetto di grave discussione in seuo alla commissione reale. Si t ratta invero di una questione nella quale molto diverse sono le opinioni dei giuristi e quelle degli uomini di governo (1). Da chi nega la necessità di un diritto penale militare, e per conseguenza della relativa. giurisdizione, si va sino a chi ritiene opportuno che siano previsti dalla legge penale militare tutti indistintamente i reati che possono essere commessi dai militari, e vuole che di

essi debbano conoscere esclusivamente appositi tribunali pure militari, per prescindere ·da coloro, ormai Fidotti a ben pochi, che nou ammettono neppure pei militari le garanzie di un regolare procedimento. \ Così il Bruchi (1), propugnando una netta distinzione tra il tempo di pace e quello di guerra, e ravvisando la necessità di leggi eccezionali soitanto per quest'ultimo, perchè solo allora, secondo esso, si è in condizioni anormali e tutto deve cedere alla politica necessità ed alla ragione di S tato, non ammette l'esistenza di uno speciale e diverso diritto pe· nale per i militari nel tempo di pace ed in conseguenza non ammette la relativa giurisdizione speciale. 'rale sua argomentazione si basa sull'idea che n on esistano reati militari, ma solo mancanze che egli in ogni caso abbandona a regolamenti disciplinari. « E però, dice, si diano « pure all'esercito speciali regolamenti interni, amministra« tivi, disciplinari, etc. quanti se ne ·vuole, e si facciano pure « 1·igorosi, arbit'rart, violenti, se ai militari così piace (?); poi« chè in questo i militari sono buoni padroni (??), e ciò non (< interessa il giurista ». Respingiamo l'asserzione che ciò non interessi al giurista, che idealmente dovrebb' essere il più illuminato difensore delle cittadine libertà; ciò premesso ci limitiamo ad osservare che, animat o da avversione profonda per la giustizia militare, il Bruchi non si perita di disconoscere ai cittadini-soldati il diritto alle gua,rentigie di un ordinario procedimento. Purchè non si parli di tribunali militari e di diritto penale militare, che importa ad esso, se in via regolamentare, la r epressione può, per ipotesi assurda, essere arbitraria e violenta? Non ci pare questo il migliore modo di d ifendere la libertà del popolo. Si propugna anzi un ritorno, da nessun vero liberale voluto, ad un passato che non risponderebbe più alle attuali condizioni sociali. Nel Parlamento invece autorevoli voci hanno da molto tempo sostenuto la necessità di includere nella legge penale militare soltanto i reati puramente militari, lasciando che alla

(i l La questione fu molto dibattuta anche in Francia, quando si com1>ilò il codice penale milit.are 9 giugno i857, che derogò al principio stabilito dalla Costituente del l.790, accettato da Napo leone e rispettato alla Camera dei pari del I829, secondo il quale ogni delitto che non orrenda direllamente il dovere o la discipl in a o la subor· dinaiiono militare cos tituisce un delitto comune da conoscersi ,lai giudici orrlinari. Ml l.857 si ritenne in vece che la preferenza si do vesse dare al giudice militare, per il fatto che esso è iI giudice doll'esercito; che il militare non perde la speciale sua c1ualità quando commette un reato comuno; che, mettendo l'usercito sol.to il potere della giustir.ia civile, si co nfonde ciò che dev'essere scrnpolosamen te separato, si dà adito a spiacevoli connitti di competenza e si toglie alla pena, per la sua più lenta irrogazione, la esemplarila salutare pe1· la disciplina militare; esemplarità che va in tal modo unita ad una maggiore cflkacia prevcnLi,•a.

(I) I lri{)unali 111;ititari. e la scienza del 1lf r i/.to cri·m.inalc.


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If, P ROGETTO DEL CODICE P ENAl,E MI L ITA RE

IL l' ROGE 'l"PO DE L COD ICE PENALE ìll1L l'l'ARE

repressione · dei reati comuni commessi da militari p rovvedano quel codice penale comu ne e qu ell'ordinaria giurisdizione, ai quali son o sottoposti t u t ti i cittadin i. In. tale senso si son o espr essi, ad es., i depu tati- Corrad o (l }, Corte (2) e Bargon i (3} sino dal 1868 a p roposito del cod ice penale marittimo; l'on. Orispi nel 1870 (4) e nel 1880 (5); l'on. Morana ed il m inistro guardasigilli Villa pur e nel 1880 (6).

La snespressa opinione ha avuto sostenitori nella commis sione reale ; essi oppug nar ono l'estensione della giurisdizione militare specialmente per i delitti contro la proprietà e la person a, osser vando : a) che i reati comuni ed i reati militar i costit,niscono due categorie di fat ti che, per avere un carattere ginridico diverso, non si possono, nè si debbono confondere (1); b) che la qualità d i m ilitare nella persona che delinque p uò importare un aggravamento della pena che per i delitti comuni è stabi lita dal codice comune, ma non può influire sulla giurisdizione militare p er allargarla sino alla 0ogn izione dei delitti stessi; e) che soltanto i delitti, che ledono la compagine dello esercito o che mettono in pericolo la difesa nazionale, possono acquistare u n carat tere particolare, per cui debbasi ritenere g iustificata la com petenza militare ; d) che non vi è ragione perchè il militare, che è p ur sempre cittadino, sia distolto dalla giurisdizione ordinaria e p osto così in u na condizione affatto diversa rispetto agli altri cittadini (2) ; e) che il fatto criminoso, il quale n on ha u n rappor to diretto col servizio e colla disciplina e che n on lede immediatamente g li ordini militari, non ha il carattere g iu ridico di reato militare, e perciò non v'è necessità di un a g iurisdizione speciale, la q uale alt rimenti sarebbe un privilegio di foro incompati bile con i principi della ragione e delle moderne istituzioni; /') che, disponendo ch e i m ilitari soggiacciano pei delitti comuni alla legge ed a l giudice comune a tutti i ci ttadini, n on si porta offesa al decoro della milizia, mentre si el imina

H) • Se si volesse emendare questo codice nel suo complesso non potrei a meno di • osservare che è nel_la s_ua intiern economia che bisogna portar~ le riforme, che è asso: lutamente nc~essano d1. portare, t~na m_odiflcazione rad icale. Sono attritntit.i alla giurisd,uone . eccezio nale de, tnbun:il1 militari molti reati co mun i, i quali in certi dà li • momenti _Potrebbero com promettere la libertà e Ja indipendenza, dirci quasi persino '?ella _nazione. Noi abbiamo nel codice militare e di m<1,rioa i rea.ti contiro la prop rieta'. '1 (urli, _le_prevaricaz1on1, ma questi sono reati comuni, non hanno nulla a ell e faro • colla cl,sc,plind propriamente <l etta. Se ,;i dice a un militare, voi avete trad ito lo State, " domando io se questo sia un reato mil itare ; io dico di no : è la nazione intera cho 'preoccupa rJi ciò, ed _in questo cas:J è semp re il tribunale ordinario che deve decidere ... ' Perché ~ccuparc i gmdici militari di quistioni che sfuggono assolutamente alle loro • attn buz1oni, alla loro cognizione, alle loro abiluclini ? , _(2) • I~ non posso_che associarmi all'on. CorracJo, quan do egli fa le merav iglie che • mnanz1 a, cons1gl1 eh guerra si giLtdichi il furto, la prevaricazione..... che non sono • reat i mil_itari ;... Io ,•orrei adunque che si stucl iassc Ltn nuovo sistema di le'-'isla" • l1one m1l1 tare. • (3) • ... alcun_i membri della commissione, e tra questi cet·tissimamente io, abbiamo •creduto. che s, potesse togl,er_e tutta la parte clei reati comuni, e dare perciò gr:in parte • di que_lh, che oggi sono q ualificati reati mil itari, ai giudici ordi nari. . (4) • E s_trano veder ri_P:tuti prima nel codice penale per l'esercito e poscia nel co• d,ce man ttirno, 1 prmc1p1 generDli (lel diritto, i quali sono base alla legisl:n ione pe• nale, e . c_he bastava invocare n ferendosi al co(l ice penale comune. Il tentativo, la • comphc1ta, la recidiva, la prernechtazione constano degli stessi elèméllti crim inosi, sia • 11 colp evolo un semplice ci ttadino, o appartenga pel servizio che presta O per l'utlìcio • ~he eser:cita, alle milizie nazionali. Medesimamente il falso , la calunnia l'a buso fii con• l!dcnza, 11 furto, la frode, l'omicidio, e tutt i quei reati che chiamerei 1~cati comuni, lo 1 • ~1putato sia soldato, ~1a semplice cittadino, non possono a,•cre elementi costi tutivi • diversi da quelli i quali sono sLabiliti nel codice penale comu ne , (5) ' Il falso, il furto'. ... ~cc. devo no essere puniti nello stess~ modo, chi un rruc li • com metta, semphce cittadin o o soldato. Quanclo si valuta la imp utabili tà si dà una • misu ra _alla peoa, si stabilisce la durata dell'azione, si p~escrivono tu tte (l~lollo regole ' le Qn~h sono necessa.rie per la pu nizione e l'esp iazione del coli>evole, nei codici , non ci deve essere n,nerenza alcuna . • (6) • Vi ~on_o_delle in frazion i, che sono un'offesa al diritto comune. Ed all ora perchò • una gmr1sd1z1one eccezionale ? Il furto , che si commette tra militare e mil itare, avrà • carattere diverso da quello che si commette da un militare a danno di uu J>orghe~e, • o da un borghese a danno di altro ci ttadino ? L'assassinio, la '' rassazione ed o"ni 0 • altro ,re·ito · ,Ja, el_ie ··· . penale comune, b ola contemplato dal codrce , , in una 1ia 10 può essere, • pcrche commesso_<.l a rn1htan a danno di altri militari, definito, doterminato, punito • co11 d1vers1 cnteri ?... Ma e possibile, ripeto, che ancora si parli di gi urisdizione ecce' z1011ale per reati i quali turbano l'ordine pubb lico e sono cont,emp lati dal codice po• nale_comune? - Per i :·eati comuni com messi lla mili tari la piLi vera, la più posiLiva, • la p, u gms ta massima s1 e quella di ripo rtarsi alla legislazione penale comune. ,

si

(i) Lcgge,i nel Digesto Gittslinia,10 : , Wli tum delicta sive ad missa au t prop ria , unt ant cetcl'is comnrnnia : undc et pcrsecuLio aut prop ria aut commu nis e,;t. Proprium • mi litare est deliclum, qu , cl qnis uti miles admitlil (rr. 2 <le re 111ilitai·i, XLIX, 16); • cd inoltre : • Omno Clelictum est militis, quod ali ter, quam disciplina commun h ox igit, • com mi ttitur (fr. G d,e re m.ilitar i, XLIX, i6). ,. (:!) Generalmente si reputa diversa la condiziono del giudicabile innanzi ai tribunali militari da quell.t che gli è fatta davanti ai tribunali orclinarì, ap1lu11 to per mo tivi inereot; alla loro costituzione; cio con ferma che i criterì ado ttati nella riforma dei tl'ibunali esercitano una gr~ndissi ma ioOucnia sulla riforma del codice. <


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IL PROGETTO DEL CODICE l'l;;NALE ll!L!TARB

il grave inconveniente di una giurispr udenza diversa per fatti d'identica natura e 1.< si assicurano al militare guelle guaren« tigie che egli non trova. nei giudizi militari, per quanto retta e ed illuminata debba dirsi la giustizia amministrata dai tribunali militari » ( 1); · g) che infine l'estensione della giurisdizione militare contraddiceva ai precedenti parlamentari, già in par te sopra ricordati. Invece la maggiora.nza della, commissione si ispirò ai seguenti criteri: A) Nell'ordine dei principi astratti il carattere giuridico del reato militare non r isiede soltanto in una violazione di rapporto strettamente militare, ma si può anche avere in fatti commessi da militare a pregiudizio di altro militare, non come ragione di statuto personale, perchè allora soltanto la giurisdizione militare sarebbe un privilegio, bensì in quanto la qualità di militare è elemento obiettivo del delitto, perchè in tal caso influisce sulla disciplina militar e; B) La vita militare è fonte di speciali rapporti e vi sono dei fatti ad essa così intimamente collegati, che in alcuni delitti comuni commessi da un militare a danno di altro militare non v'è soltanto una gravità. maggiore o minore che tocca la misura della pena, ma principalmente la violazione di questi particolari rappor ti ; C) P ertanto 11:1. convivenza militare porta con sè speciale bisogno di pronta e severa repressione, a l so'ddisfacimento del quale male si adattano le lungaggini degli ordinamenti procedurali comuni, accoppiate alla facile e continua concessione della libertà provvisoria; D) Dal giudizio celere ed esemplare dei tribunali militari der iva vantaggio innegabile per la disciplina e per l'individuo;

Ci) Testuali parole della relazione del mirustro. generale Pelloux, alla quale ci atl~nlamo fedelmento in questa 1rnrte del nostro riassunto. In essa naturalmente si ripo1·t:, ques ta 01)inione non perc hé il ministro la accetti, ma per debito d'imparzìalita e 1icr aver mezzo di confutarla.

lf, PROt,ETTO DEL CODICE PENAL.E MILITAIIE

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E ) Evidente è il danno di trascinare la divisa militare avanti ai tribunali ordinari, offendendo quel prestigio della società militare, che deve in ogni evenienza esser e tenuto altissimo, siccome condizione indispensabile di vita per la società medesima; FJ Con ciò non si stabilisce un indirizzo difforme nella giurisprudenza, perchè, qualunque sia il sistema adott~to, le discrepanze nella giurisprudenza non saranno ' mai rimosse; G) Non si menoma per l'imputato militare il diritto a quelle guarentigie, che gode ogni altro cittadino, perchè i tribunali militari, per la intelligenza e la onorabil-tà dei giudici che Ji compongono, mentre assicurano la sincera ed esatta valutazione dei rapporti e doveri militari, possono ben dirsi costituire un giury perfezionato, e perchè le forme tutelari del giudizio penale sono comuni ad entrambe le giurisdizioni, l'ordinaria e la militare ; li) Infine una vera e propria risoluzione del P arlamento in materia non esiste; che anzi nel 1868-69 esso ebbe già ad allargare la giurisdizione militare. In conseguenza la commissione credett e che fosse necessario nell'inter esse della disciplina l'allargamento della g iurisdizione militare per i reati contro le persone, perchè, venendo questi commessi da militare contro militare, avvengono il più spesso in luogo militare, per moti,o inerente al servizio od alla disciplina militare e colle armi dal colpevole possedute come appartenente all'esercito, il che offende la disciplina. Per qua.nto invece r iguarda i r eatì contro la proprietà si tenne press'a poco nei limiti del codice vigent e, r itenendo come criterio determinante la competenza militare, che il fa tto sia commesso in luogo militare, perchè considerò meno urgente per la disciplina la repressione dei detti reati commessi in altr i luoghi (1). (I) I, ·avv. Talilerer vorrcbho che la competenza rosso rea le, e fondata non r.u lln qualita del colpevole, ma sulla natura dell'alto commesso, ciò che avrebbe per conseguenza di fare gi udic:ire i militari per taluni delitti dai tribunali cl~iU, ed ~I ~ontrario di rendere competen ti i tribuna li mililari a conoscere dì tutti , <lehltl m,J,tnl'I , anche se co mm essi da cìtla(lini non milit,1ri (Vedasi : La niustizia militMe nell'armata ài terra).


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lJ, PROGE'l'1'0 DEL C0DCCE PENAL e MlT,/'l'ARE

IL l'HOGE'l''l'O DEL CODICE l'ENALE MlLl'I'ARE

I più notevoli casi di estensione della giurisdizione militare (1) sono i seguenti : a) Si prevedon,o e si puniscono i delitti (e le cospirazioni tendenti a commetterli) diretti contro il Re, la Regina, il Principe Ered itario ed il Reggente, cio'è contro quelle persone che esercitano o possono essere chiamate ad esercitare il potere regio. L'innovazione si è ritenuta necessaria dopo ',la promulgazione del nuovo codice penale comune, che ha abolito la pena di morte, colla quale venivano prima puniti i delitti contro il Capo dello Stato. Attualmente, per l'at.t entato alla vita del Re è comminata dal codice comune una pena, l'ergastolo, meno grave da quella, la morte, stabilita dal èodice militare per ìe vie di fatto contro un qualsiasi ufficiale ; ne deriva che, per applicare la pena di morte al militare il quale, per ipotesi strana non mai verificatasi in Italia (2 1, ~

(-1) Anche il nuo vo Codice v enale 1nilitare ge1·manico, approvato nel marzo 1898 e sos tituito ai cod ici prussiauo del 3 aprile i8i5, sassone del 4 novembre :1.867, wurtemberghcse del 20 luglio 4818 (successivamente mod ifìcat.o/ e bavarose de l 29 aprile !860 (purn modillcato), sancisce una largh issima estensione della giurisdizione milit.are e non lascia a quella ordinaria che la facoltà di giudicare delle contravvenzioni dei militari alle leggi ed alle ordinanz e fisca li di po lizia, sulla caccia e suua· pesca, qua'O<lo la contravvenzione e punita coll'ammenda e la, confise,a, soltanto; e sui crimini o delitti commessi dai militari di truppa in servizio attivo nell'esercii lo delle fu nzioni cil'ili che al>biano po tulo esercitare al Sllnizio cleJJo Stato o di un comune;' ccl jÌ1fine quando ad una inrrazione delle lt,ggi penali generali aDb iano partecipato, corno au tori · rrincipali o complici, militari e civili insieme, o fra essi siavi stato scambio di ingiurie o cli lesioni personali. Sono soltopo,li al la giurisdizione mil itare i militari in atl.ivilii di servizio anche per reati commt1ssi anteriorm ente all'arruolamento e pure quando sia staia intentnta l'a· zione pullblica, purcbe naturalmente non si.i già intcn·en uta una sentenza di condanna o rti asso luzioue. Così pure il nuo,•o Codice di 1n-ocedura pe,wte ·militare belga, recentemente promu lgato, dà alla giur1sclizione militare una grande estensione, sottopon,mdoJe tutti i reati commessi d.a mililari, salvo che in materia di imposte, di caccia, di pesca, cli granrle edil izia, di polizia nir;ile e forestale, rii regolamenti mun icipali e provinciali e simili. La competenza cli t,·ibunali mi litari si estende sino a cono:;cere delle azioni civ ili nate da infrazioni alla legge pen,1le mi litare. (2) Il senatore Costa nella sua redazione 20 dicembre 1893 sul proge tto ' di codic,e. ri i cui si tr,1tt.a, ha scritto : • Canclida è, per somma for tuna del nostro paese, la pagina • della delinquenza nelht quale dovrebbe ·es,ere scritto L'attentai.o c:omme:;so da un mi« litare contro il l\e • . Non egualmente candida, per nostra vergogna, 0 la c/Jl'risponctente pagina della delinquenza comune; questo fatto dovrebbe essere seriamonte meditato da co loro che ogni giorno battono in breccia l'educazione mil itare. Oh I si studino invece di ispirarsi ad essa nel campo civile !

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offendesse la sacra persona del Re, occorrerebbe ora considerare il Re nella sua qualità di G.e nerale Capo Supremo dell'esercito, abbassandone così scohvenientemente la Maestà. b) Si pu~isce lo sfregio alla bandiera nazionale, perchè il militare, che commetta tale delitto, non soltanto offende il • sentimento nazionale, ma viola i particolari doveri del suo stato. e) Si puniscono, anche a riguardo dei militari di terra, alcuni delitti contro il servizio militare non previsti dallo attuale codice per l'esercito, mentre lo sono da quello per la marina da guerra, e cioè: omissione d i soccorso a truppe amiche in pericolo; danneggiamento della forza e del materiale; militare che durante il combattimento produca il disordine nelle truppe; apertura arbitraria od omessa custodia di u:q piego ricevuto in occasione di spedizioni; lavoro privato iu laboratori militari. Inoltre è punita colla morte la capitolazione in aperta campagna per la considerazione che può avere conseguenze esizialissime per l'esito della guerra; perchè si r eputa i mpossibile che un comandante va1oroso non possa aprirsi il varco attraverso le linee nemiche, e si ritiene che, ove si permettessero le capitolazioni in aperta campagna, si distruggerebbe lo spirito militare e si aprirebbe l'adito alla codardia. cl) Si dichiara delitto e si punisce come tale la presen tazione collettiva o separata, ma dietro conoert,o, di una stessa rappresentanza o reclamo, quando il concerto sia intervenuto fra dieci o più. militari. Attualmente tale fatto riveste .i l carattere di infrazione d isciplinare e come tale è repress,) dai §§ 129 e 130 del regolamento di disciplina militare. Si punisce anche in sede penale il militare ohe · raccolga sottoscrizioni per una collettiva rimost.ranza o protesta per cose di servizio, o che per occuparsi di esse promuove arbitraria.mente un'adunanza di militari, ritenendosi che simili fatti · contengano il germe del pronunciamento, della sollevazione, cose che nell'interesse della disciplina bisogna prevenire.


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lL l'ROGE TTU DEL CODICE PENAL:E MILITARE

e) Quanto riguarda il duello fra militari è ora oggetto di prescrizioni e sanzioni puramente disciplinari, che hanno dato luogo a molte difficoltà ; i militari inoltre sono soggetti alle pene comminate dal codice comune. Il progetto del nuovo codice militare regola la difficile materia nel modo seguente:

a) La sfida ed il duello fra militari di grado diverso sono incriminati come reato a sè stante, separat6 e distinto dalla insubordinazione, perchè non hanno i caratteri di volgarità, di vendetta e di malvagità di questa, ma sono inspirati dal sentimento dell'onore e della lealtà; si puniscono poi diversamente a seconda che abbiano luogo per cause di servizio od estranee ad esso, e si ammette per chi sfida la scusante del grave insulto e della grave onta; ~) Anche la sfida ed il duello fra militari di grado eguale sono sottratti alla cognizione dei tribunali ordinari e repressi con punizioni disciplinari, tranne ch e il duello abbia avuto conseguenze gravi, nel qual caso si commina la detenzione e si ammette la scusante del grave insulto e dell'onta grave. Si è ~olto opportunamente considerato che il duello è un fatto del la vi ta militare, che deve perciò essere apprezzato con i criteri speciali della milizia. Il duello in fatti è molto spesso occasionato dagli speciali rappo_i:ti determinati dalla convivenza militare ed è facilitato da quel sentimento dell'onore che, più che in altri, è e deve essere potente n ell'animo dei militari. Nell'interesse quindi della saldezza dei v incoli speciali della vita militare è necessario che, sia nei riguardi della repressione, che in quelli della pr evenzione, si lasci alla sola autorità militare l'incarico di intervenire e di regolare questa materia, potendo essa procedervi con procedimenti che si addicono alla paterna tutela di quel!' armonia e fratellanza che deve sempre r egnare sov rana nella famiglia militare. f) Si sono stabilite speciali sanzioni per i delitti contro la disciplina che cla militari in servizio possono. commett ersi nei rapporti coi militari in congedo, sia a causa del servizio prestato, sia nel momento in cui vestono la divisa

IL PitOG!,;TTO DE[, CODICE l'J,NAL:E MILITARE

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militare ; come pure per alcuni delitti ~h~ i ~i~itari in congedo po;;;sono commettere contro il ser v1z10 m ilitare, o-:7v~ro contro superiori in servizio (sia quando vestono la d1v1sa, sia per ragioni attinenti al ser vizio pre~tato), oppure contro altri militari in congedo (1). Sono cioè puniti : . ·. . a) i delitti d i violenze od ingiurie verso mfor10r~, contro sentinella o vedetta, resistenza alla forza armata, msubor dinazione mediante violenza, minaccia od ingiuria, quando · commessi da militare in congedo illimi tato, mentre siano . . la d ivisa verso militare in servizio effettivo, o viceSte ve , ·1· · ver•Ma :s . oppure da militare in con gedo verso altro mi itare b. m cong~do, sempreguando si verifichi il fatto che entram 1 vestano la d ivisa (2); . ~) l'usurpazione di gradi e di onorificenze da parte d1 militari in congedo; . . 'f) la insubordinazione (3), la sfida e 11 cluell~ (4) per parte di militari in conge~o. i.llimitato, o che. ~bb1a~o cessato di appartenere alla m11Iz1a, verso u~ m il1t~~e m servizio effetti vo, o viceversa, o per. parte d1 un m1ht~r.e pure in congedo illim itato, sempre però a causa del serv1z10 prestato. . , L e disposizioni predette sono state dettate da!la necessita di tutelare il decoro della divisa e di garantire efficacemente la disciplina. . g) Si prevede e si punisce il reato di concuss10ne. (il Anche il nuovo Codice penale mili tare gerrnaoico est~nde la gi~risdizio ne mi litare a"li uffi ciali al scig uito od in ritiro, anche fuori serv11.io, per le mfraz1001 con tro la sub~rd inaiirme commesse in uniforme. . .. (2) 11 nuovo Co<Jice di procedura penale militare belga pumsce m1htum ente anche i militari iu co ngedo illimitato, che non ves tano la .divisa, por oltraggi ve rso _un . s: periore ocl una seotinella; ciò specialmente io cons1deraz1one_ del . trequon:_o urp ic.,o delle trup pe in servizi di pubblica sicurezza a causa degh sciopen. N~n, , 1 .:mmette Ile ·1·mili tare in con"Mo diruentichi che ha l'onore dt ap11artenere ali e,e_rc1~0 . . e c3/ Secondo il uuov~ Codice penale milit,ire germanico è sottor,osto_alla g1ur1sd1z1one militare il mil itare che, nell'anno che segue la_sua _11_beraz1one, si rontlc colpevol~ verso un ,intico sup,iriorn, ancora in :ittivo serv1z10, <11 rng1ur1c, porcoss~,. fente o pro vocazione a duell o, a causa del modo col qu,tle è stato trattato 1n sc.rvn10. . (4) O!Lrc il caso suill()icato (nota r11·ecedcntc) si ~ou che secon_d_o 11 IlllOVO Co~llcc enale militare germanico sono sottopos ti alla gmr1Srl1Z1on_c militare gli umcrnl1 m ~ongctlo per due. Ilo ad armi micicliali (provor.azione, accettazione e porlo d1 cartello).


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I L PROGETTO DEL COJ)JGg PENALE !IIILI'l'AltE

h) Inoltre si rendono competenti i tribunali militari a giudicare anche in tempo di pace del delitto di omicidio commesso da militare contro altro militare di eguale grado. i) Così pure, mentre attualmente i tribunali militari giudicano soltanto dei delitti relativi alle ferite e percosse in rissa tra militari di uguale grado, le quali non abbiano cagionato una malattia od incapacità di servizio oltre i trenta giorni e non siano state inferte col coltello, con arma da fuoco o di genere proibito, il progelito estende la loro competenza a tutte le lesioni personali comunque prodotte allo . ' scopo di eliminare sia le difficoltà relative alla determinazione della competenza, sia il danno derivante alla disciplina dalla differenza di t rattamento che trae origine da una disposizione per la quale è sottoposto al tribunale militare chi ha ferito il compagno d'armi con sciabola o lancia, mentre è g iudicato dal tribunale ordinario chi ha ·usato il fucile, il moschetto o la rivoltella1 armi pure queste dal ferritore pos· sedute, come le prime, nelht sua qualità di militare. l) Per il decoro della divisa si estende la competenza dei tribunali militari a giudicare della violenza càrnale, resa pei militari di azione pubblica. m) Si stabiliscono pene per meglio garantire, in tempo di guerra, l'esecuzione delle convenzioni internazion~li rela· ti ve al miglioramento della sorte dei militari feriti (Convenzione di Giuevra, 22 agosto 1864),· alla proibizione dell'uso delle palle esplodenti (D ichiarazione di Pietroburgo, 29 novembre 1868) ed alle leggi ed usi di guerra (Progetto di dichiarazione internazionale d iscusso nella Conferenza di Bruxelles, 27 agosto 1874). n) Si punisce chi renda di pubblica ragione i segreti concernenti la difesa dello St,ato, anche se manchi la intenzione di favorire potenze estere. Per questo reato non previsto dal vigente codice penale militare e dall'abrogato codice penale sardo, si comminano per i militari pene più gravi di quelle sancite dal nuo:70 codice penale comune. 2" Si è adot;tato il metodo di di visione delle pene per frazi?ni, già vigente nel codice comune, in l uogo di quello

li, PROGE TTO DE L CODICE P ENALE M ILITARE

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per gradi dei vigenti codici per l'esercito e per l'armata; e per · le pene non puramente militari si è cercato di adattare alla milizia la scala del codice comune, mentre invece per le pene militari si è conservato il sistema del vigente codice militare. Però fu mantenuta la pena di morte, reputata una suprerna necessità degli orclini milita1·i. Dice in proposito la relazione militare: «Intendendola milizia alla guerra, « la pena di morte risponde all'istituto e al fine stesso della « milizia; di guisa che la sua abolizione non potrebbe essere « accolta in un codice militare senza fortemente temere « della. dissoluzione di quei severi ordini di disciplina che < costituiscono la vita stessa della milizia. Nè una distin'< zione potrebbe introdursi fra il tempo di guerra e il tempo « di pace, perchè è nella pace che la miliz ia si trepara alla « guerra» (1) . L a pena deve eseguirsi su recinto militare, e il modo della sua esecuzione, se, cioè, mediante fucilazione nel petto o nell.t schiena, si lascia da determinarsi nei regolamenti, considerandosi sia « una mera modalità che . « non tocca l'essenza della pena ». · Per effetto poi dell'adozione del sistema penitenziario graduale, vigente nel codice comune, si istituisce, in corrispondenza a l pa~saggio dei condannati negli stabilimenti agricoli od industri~ili penali, il passaggio ad un corpo disciplinare (da non confondersi colle attuali compagnie di disciplina), al quale appositi regolamenti dovrebbero dare un ordinamento particolare, che gli mantenga il carattere di luogo di espiazione (stabilim ento penitenziario intermedio) del terzo stadio della pena, quello che fa seguito alla segregazione cellulare continua ed alla semplice privazione della libertà. 3• Si apportano importanti modificazioni alle disposizioni vigenti in materia cl'imputabilild: a) Mentre il vigente codice militare non ammette nè come dirimente, nè come scusante l'ubbriachezza (sia essa accidentale o volontaria, piena o non piena) nei reati di ri(IJ Pa g. iO.


21:38

IL PROGETTO DEL COD I CE PBNALE MILITARE

volta, ammutinamento ed insubordinazione, ed il codice comune considera sempre come dirimente l'ubbriachezza accidentale piena e come scusante quella volon.t aria piena o non piena e la accidentale non piena, il progetto ammette anche pei surricordati delitti militari come dirimente l'ubbri.achezza accidentale piena, e non fa luogo negli altri casi ad alcuna diminuzione di pena, ritenendo che sarebbe esiziale alla disciplina l'accogliere, anche per i detti reati, nella loro integrità le disposizioni d~l codice penale comune. b) Contrariamente a quanto dispone l'attuale codice militare, non si ammette come scusante nei reati di rivolta e di ammutinamento la provocazione consistent~ in diffamazione od ingiuria pubblica, considerando che qu,esti delitti richiedono una preparazione e non possono, come l'insubordinazione, a vere il carattere di un'immediata reazione. (Vedasi anche il n. 11f , e) Per i delitti di omicidio e di lesione personale sono ammesse le cause diminuenti l'imput abilità (legittima difesa, eccesso scusabile, provocazione) conformemente al codice comune. 4• In materia di estinzione clell' azione penale .e delle

condanne penali : a) Si am~nette il beneficio della prescrizione anche per la degr adazione, la destituzione e la rimozione, quando deb bansi infliggere come pene per sè stanti; e ciò allo scopo di non scostarsi senza necessità dai principi generali della legislazione comune, · tanto più che, se la prescrizione estingue l'azione penale, essa non preclude però l'adito ai procedimenti disciplinari. b) Invece non si estende la prescrizione della condanna alla degradazione, alla destituzione ed alla rimozione derivanti dalla condanna stessa, e ciò perchè non sarebbe possibile restituire, sia pur transitoriamente, quel grado del quale l'individuo è stato sp0gliato per dichiarat a indegnità. e) Si ammette che ogniqualvolta un condannabile a morte cada in potere della giustizia 15 anni dopo la consumazione del delitto, si debbano sostituire alla pena capitale altre pene minori determinate.

IL PROG.ET'!'O DEL CODICE PENALE MILJ'l'ARE

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5• È ammessa la libertà. condizionale per i condanna ti alla reclusione militare od alla detenzione militare, che abbiano scontato una determinata quantità di pena. e serbato buona condotta. · 6° Allo scopo di ev.itare che i sottufficiali condannati a pene lievi perdano un grado guadagnato con lunghi e buoni servizi, si commina pl:\r quelli condannati alla detenzione militare (attuale carcere militare) la sola perdita temporanea del grado, invece dell'attuale rimozione. 7" Si sancisce il principio che, ogniqualvolta un militare, il quale debba, mentre è in servizio militare, scontare le pene della reclusione ordinaria non superiore ai 5 anni o la detenzione ordinaria iu:flittegli da un giudice ordinario, debbansi sostituire alle pene comuni le corrispondenti militari, allo scopo di evitare la perniciosa promiscuità di militari e non militari in uno stesso stabilimento penale e di non distrarre il militare dalla costante osservanza della disciplina. 8• Si dispone, per una evidente e grave ragione di disciplina, che, ogniqualvolta la legge non commini una pena speciale, il superiore, il quale concorra con un inferiore nell'esecuzione di un delitto, non possa essere punito col minimo della pena. 9a Nel caso di violenza od ingiuria grave di un superiore co:1tro un inferiore, si aggrava la pena contro il primo, quando la violenza o l' ingiuria stessa abbia indotto il secondo a commettere il reato di insubordinazione. 10a Si stabilisce una netta · distinzione tra il reato di diserzione e quello di mancanza alht chiamata e si riformano le relati ve disposizioni punitive. 11" Si limita l'applica,zione della pena di morte nel reato di violenza contro un ufficiale al caso che l'ufficiale sia in· vestito di un comando, ammettendo come scusante non soltanto l'ingiuria pubblica, come nel vigente codice, ma anche l'ingiuria grave non pubblica. 12a Ora i comandanti di corpo hanno la facoltà di denunciare ai tribunali militari, o punire disciplinarmente, {34 -

Al'(KO XLV.


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IL PROGET'N DE L CODICE PENALE MIL ITAR E

IL P«OGETTO DEL COD ICE PENALE MlLlTA.RE

secondochè reputino meglio, i . militari imputati di furto, t,ruffa, appropriazione indebita, ecc., per un valore non maggiore di lire 5. Il progetto, per evitare la disparità di trattamento che deriva dalla difformità dei criteri seguiti dai varY comandanti, esonera senz'altro gli imp':ltati dal procedimento penale, semprequando non vi sia la recidiva, assoggettandoli, ove del caso, a sole punizioni <lisci plinari. In complesso il primitivo progetto, constava di 349 articoli divisi in tre libri : Dei delitti e delle pene in generale; Dei delitti in ispecie ; Disposizioni speciali per il tempo di guerra. Esso fu rinviato ad apposita commissione senatoriale, presieduta dall' illustre Eula, la quale iniziò i suoi lavori non senza invitare il governo a completare il progetto nel senso di for mare un unico codice penale militare, applicabile ai due rami di un' identica istituzione, l'esercito e l'armata di mare. La commissione unanime ritenne che, in caso d iverso, si sarebbe creata una disuguaglianza di diritto e lasciato. nell'amministrazione della giustizia penale militare il germe d i gravi difficoltà e di ingiuste incongruenze. La chiusura della sessione parlamentare fece cadere il progetto prima che ia commissione avesse ultimàto _i suoi lavori. Ma nella 1a sessione della successiva XVIII legislatura il ministro P elloux r ipresentava il 28 novembre 1892 il pre· cedente progetto, che dopo pochi giorni veniva ritirato. Il 22 dicembre stesso hanno, in ossequio anche alla volontà del Sena.to, il ministro della gnerra, P elloux, d'accordo con qnello della marina, Raccb_ia (succeduto al defunto Saint· Bon), e con quello della giustizia, Bonacci, presentava un progetto di codice penale militare per l'esercito e per l'armata, preceduto da breve relazione, dalla quale risulta che il governo, ritornando snll' idea di presentare un progetto per il solo esercito, ammetteva come evidenti le ragioni che dove,,a.no persuadere a togliere l'esistente duplicità di co· dici. Il nuovo progetto non era altro che quello precedente modificato solo in quanto fosse indispensabile per renderlo applicabile anche a ll'armata, mediante ritocchi di forma ed aggiunta di nuove d isposizioni. Risultò costituito da 371

articoli ripartiti in tre libri nel modo già indicato per il precedente. Fu incaricata di studiarlo una commissione speciale senatoriale, presieduta dal generale Mezzacapo. Il relatore on. Cost a, presentò il 20 dicembre 1893 una lunga e dotta r elazione accompagnata da uno schema di variazioni di forma e di sostanza da introdursi nel testo del progetto di codice, che rimase costituito da 3'71 articoli. Nell'intestazione dei due primi libri alla parola delitti, si sostituì quella più lata di reati. All'inizio de' suoi lavori la commissione esaminò le sottoindicate questioni p1·eli mina1·i cli massùrw: a) Se il codice penale militare, per quanto riguarda i reati e le pene, dovesse essere costituito da un test o completo ed autonomo, oppure contenere soltanto quelle disposizioni che, variando e completando il codice penale comune, costituiscono sostanzialmente il diritto penale militare speciale. La questione fu risoluta nel senso che il codice penale militare, pur dovendo essere plasmato sul codice penale comune, fosse completo ed a utonomo. b) Se, mentre dovevansi riprodurre disposizioni d'ordine g iuridico del diritto comune in una legge speciale destinata a farne applicazione, conve11isse, a semplice scopo di chiarirne il significa t,o (specialmente pel fatto che l'applicazione ne è affidata· a giudici non togati generalmente privi di coltura g iuridica) (1) e di togliere ogni dubbio di interpretazione, modificarne il det,tato. Si decise in senso negativo, per la considerazione che la legge penale militare non può avere per missione di fare la critica al diritto comune, ma soltanto quella di studiare se ed in qual modo e con quali modificazioni possa essere applicato ai rapporti che sorgono dalla vita militare; perchè modificandolo senza nna necessità. dipende~te da ragioni intrinseche, ma solo per chiarirne il dettato, si farebbe sorgere

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(·I} Torna q 11i a manifestar, i del!' inlluenz,1. delle questi on irelat,ve ali' o rdinamento giurliziario su q uel le sostani iali cl i lliritto penale milita re.


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lL PROGETTO DEL CODICE PENALE l\llLITARB

il pericolo di creare un diritto singolare, quasi .eccezionale pei militari, o di influire con una interpretazione, che potrebbesi ritenere autentica, sulla applicazione del diritto comune. La commissione ritenne inoltre che fosse da, mantenersi il metodo di divisione delle pene per frazioni adotnato dal codice comune in luogo di quello per gradi dei vigenti codici militare e marittimo, e che il progetto dovesse -riprodurre intera e fedele la fisionomia del codice comune, non solo ne' suoi caratteri generali, ma anche n.e' suoi particolari. Riconobbe infatti che il progetto rispondeva a t ali esigenze, · sia per il sistema fondamentale della scala delle pene, sia per il carattere progressivo e graduale delle pene restrittive della libertà personale ; sia per gli effetti delle condanne penali, sia per l'imputabilità, pel tentativo, per il concorso di reati e di pene, per la, recidiva, per la estinzione dell'azione penale e delle condanne penali e per la latitudine delle pene. Riassumeremo qui brevemente le principali modificazioni introdotte dalla commissione del Senato nel testo ministeriale: l" Anzichè lasciare al governo di stabilire per r egolamento quando la pena di morte debba eseguirsi con fucila zione nel petto o nella schiena, si stabilisce ciò nel testo del codice, perchè, imprimendo il modo di esecuzione un carattere speciale alla pena, è indispensabile determinare tale modo con legge e non con mutevoli regolamenti. 2' Non si ammette la reclusione a vita nella sca,la pe· ·nale, perchè, pure essendo alquanto più mite dell'ergastolo, ha comune con questo il carattere essenziale della privazione perpetua della libertà ed andrebbe nell'opinione volgare confusa con esso. Ora non si è reputato conveniente di stabilire come i,;econda pena nel codice militare quella che è la estrema nel codice comune, mentre ,d 'altra parte vi sono nel codice militare dei reati, ai quali si applica l'ergastolo invece della pena di morte. La pena dell'ergastolo entra quindi nel codice militare come richiamo dal codice comune, ma non va a t urbare

IL PROGETTO Dh:L CODICE PENALE MILl'l'ARE

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l'uniformità euritmica della scala delle pene del diritto speciale penale militare. 3• In materia di imputabilità, il progetto ministeriale non riproduce nella parte generale la « necessità di respin« gere da sè o da altri una violenza attuale e ingiusta e « quella di salvare sè ed altri da un pericolo grave e immi« nente alla persona, al quale non aveva dato volontariamente « causa e che non si poteva altrimenti evitare; » riproduce invece queste due forme dello stato di necessità a complemento di quelle ipotesi di reato, alle quali più specialmente e forse esclusivamente si convengono, La commissione non ha voluto, in una delle materie fondamentali, allontanarsi dalle disposizioni del diritto comune, non ravvisandone la necessità e ritenendo che non sarebbero da giudici illuminati applicate per reati, ai quali fossero ripugnanti. E, per il fatto che la scusa della necessità di salvare sè da un pericolo grave è inconciliabile colla qualità di militare e coi doveri che essa impone, se ne è esclusa l'ammissibilità quando il pericolo sia inerente all'adempimento d i un dovere di servizio. 4• Nel caso di concessione di circostanze attenuanti, si sostituisce alla pena capitale, non la reclusione a vita, dal Senato soppressa, ma la reclusione per una durata speciale da 30 a 35 anni. 5" A proposito della recidiva, si stabilisce che nelle condanne per reati esclusivamente militari si debba tenere conto. delle sole condanne pronunciate per reati del pari esclusivamente militari, mentre il progetto ministeriale diceva, con forma negativa, che non si dovesse tener conto delle condanne pronunciate da un giudice ordinario per fatti che non sono preveduti come delitto dalla legge penale militare. La cosa è flOStanzialmente diversa, e lo SÌ vede subito COD. un esempio. Se Tizio prima di imprendere il servizio militare fu condannato per lesioni personali (reato previsto anche dal progetto di codice penale militare) e, mentre è sotto le armi commette il delitto di insubordinazione, non si veri · fica la recidiva gendrica in base alla dizione proposta da ì la


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cooicr, PENALE

Mll,JTARE

commissione, mentre la si avrebbe in base al progetto ministeriale. Si riporta così l'eccezione al concetto aècolto dal diritto comune, che cioè, come una condanna per reato esclusivamente militare non può mai servire di base a recidiva per chi commette un reato comune, così inversamente tina condanna per rèato comune non possa importare le recidiva pel . colpevole di reato esclusivamente militare. 6" In materia di estinzione dell'azione penale è delle condanne penali si disciplinano dal Senato nel codice penale anche gli effetti della riabilitazione, sia per non deviare, lasciando che vi provveda il codice comune, dal Sistema che ha presieduto alla compilazione del codice militare, sia per limitare i beneficii della riabilitazione agli effetti, che dalle condanne degradanti derivano a norma del codice comune, e non a quelli che ue .'derivano in base al codice militare. 7" Si riuniscono in un solo capo i reati contro il R e, la Regina, il Principe ereditario,, il Reggente e la bandiera, e quelli di tradimento, ponendoli tutti sotto la rubrica Del tradimento; e ciò perchè la commissione ravvisò nella prim a serie di reati una violazione non soltanto di quei rapporti che . passano fra ogni cittadino ed i poteri dello Stato, ma anche della fede del giuramento che il militare ha prestato, perchè esso rivolge a danno delle istituzioni o del simbolo, che ha giurato di difendere, quella qualità di militare che, -nell'intento di difenderli, gli venne attribuita. 8" Nel progetto ministeriale v'è un articolo (117), che, come già si ebbe a rilevare, punisce gravissimamente il comandante il quale, in aperta campagna, si arrenda per capitolazione; ve n'è pure un altro (114) che lo punisce di morte quando, pure in aperta campagna, con grave danno delFesercito o di una parte di esso, e senza a~er prim~ fatto quanto gli è imposto dal dovere e dall'onore, ceda al nemico. La commissione sopprime il primo dei due articoli, ritenendo che vi sia identità tr::>. i due casi, non potendosi invero pretendere che un comandante, per evitare la capitolazione, faccia più di quanto il dovere e l'onore gl'impongono,

IL PROG E TTO DE L, CODICE l' h;NALJ,; MI L ITARE

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ciò che equivarrebbe· a comandargli di violare il dovere che ha d i non esporre i propri dipendenti ad inutili sacrifici . 9• Attualmente non è regolata per legge la faco ltà del comandante militare di ordinare che il territorio del suo comando sia considerato, o cessi di esserlo, in istato di guerra. Il progetto ministeria.le si limita a prevedere tale facoltà, rimettendo ai regolamenti militari approvati con decreto reale la determinazione delle condizioni nelle quali essa dev'essere esercitata.· La commissione, ritenendo eccessiva la facoltà lasciata al potere esecutivo, riporta nel codice la relativa prescrizione del_regolamento di servizio in guerra, leggermente modificata. Sarebbe troppo lungo riportare tutte le altre meno importanti modificazioni che la commissione del Senato ha concretate, e perciò .ci asteniamo da un più particolareggiato loro riassunto. La relazione del senatore Costa conclude col dire che la commissione non si è rifugiata nella severità delle disposizioni e delle pene per tenere alta, in mezzo alle masse militari, la bandiera del dovere e dell'onore; che, desiosa anzi di trasfondere nellè istituzioni militari l'infl uenza salutare dei progressi della scienza e della civiltà, si è studiata di conciliare, coi precetti della giustizia, i consigli dell' umanità. ~

** Per sostenere innanzi al Senato ia discussione del progetto, il Governo, con Regio decreto 21 gennaio 1894, nominò a commissario regio il senatore Gloria, avvocato ge· nera.le militare. La discussione in seduta pubblica venne iniziata il 22 febbraio 1894 con un discorso del senatore Canonico, inteso a sostenere che reati prettamente comuni commessi in tempo di pace, non aventi connessione con reati militari, non dovessero essere preveduti dal codice penale militare benchè potessero

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IL PROGETTO DEL CODICE PENAI.E llILITARE

IL PROGETTO DEL CODICE PENAI.E MILITARE

verificarsi nei rapporti tra militari; e ciò sia per considerazioni d'indole giuridica, sia per ragion i politiche, sia infine per riguardo ai precedenti parlamentari (1). Seguì un discorso del prof. Pierautoni in appoggio alle idee del Canonico e propugnante anche la necessità di nop. sepa· rare la riforma del diritto penale da quella del diritto processuale e dell'ordinamento giudiziario, cosa che molto a proposito ha ora deciso di fare il Governo. Il Pierantoni si dichiarò inoltre contrario al sistema adottato di non discutere in seduta pubblica il codice articolo per articolo, ma di deferirne invece, con apposita legge, la pr omnlgazione al Governo con obbligo di tenere conto dei voti espressi dal Parlame~to nel succe1ssivo lavoro di coordinamento. Si manifestò inoltre contrario alle disposizioni relative al duello, allà repressione di sangue mantenuta in misura, secondo l'oratore, eccessiva pel tempo di guerra, ecc. ecc. Parlò infine il senatore Ottolenghi, che si dichiarò contrario alla separazione del _progetto del codice penale da queìlo (allora non presentato) del codice di procedura. e contrario pure al sistema dell'applicazione delle pene per frazioni anzichè pe1· gradi, ritenendolo troppo complicato per i giudici militari. La seduta del giorno susseguente fu occupata : a) da un discorso del senatore Pascale, il quale esaminò il dissidio fra coloro che vorrebbero ritrarre la legislazione militare alle sue origini, e cioè alla repressione dei soli reati che il militare 0ommette uti miles (opinione che egli attribuì in ganerale ai giuristi), e coloro che mirano ad allargarla e ad

estenderla a tutti, o quasi tutti, i reati comuni ( opinione che attribuì ai capi militari appoggiati, per ragioni pratiche, dagli uomini di Stato e dai Governi). Si dichiarò favorevole al pro · getto in quanto estendesse la giurisdizione militare ai reati comuni che offendessero un interesse militare, e non in quanto l'offesa toccasse g li interessi generali della societa; b) da un dotto e lungo discorso del ministro di grazia e giustizia, senatore Calenda di Tavani, in appoggio del progetto. Gli risposero brevemente il senatore Ottolenghi, a lungo il senatore Pierantoni, al quale il ministro replicò. Il 24 febbraio parlarono a lungo e brillantemente i 'iE'· natori Gloria, commissario regio, e Costa, relatore, ai quali rispose poche parole il senatore P ierantoni. Un ordine del giorno di quest'ultimo presentato il 23, ed inteso a sospendere la discussione del codice penale e ad invitare il Governo a completarlo nella parte riguardante la procedura, l'ordina · mento gi11diziario e la competenza, fu dal senato respinto. Si chiuse così la discussione generale. Il 26 febbraio si iniziò la discussione degli articoli del progetto di legge autorizzante il Governo a promulgare il codice. Se non che il Governo presentò un articolo aggiuntivo al codice (337 /Jisl, relativo alla dichiarazione dello stato di guerra in caso di insurrezione o di imminente pericolo per la pace pubblica; articolo aggiuntivo che trasse a sè l'attenzione della maggior parte degli oratori, pel fatto che esso involgeva la gravissima questione costituzionale degli stati di assedio. Con ciò il codice penale militare passò quasi in seconda linea, per cedere il campo alla questione poli ti.ca. N el corso della discussione, in guasta e nolle successive sedute del 27 febbraio, rn e 13 marzo presero la parola i senatori Ottolengbi, Pierantoni, M:aiorana-Calatabiano, Canonico, Parenzo, Vitellesch i e Finali, il ministro . senatore Calenda, il presidente del Consiglio on. Crispi ed il relatore Costa. Il risultato ultimo dell' interessantissimo ed elevato dibattito fu il seguente : a) Si respinsero due ordini del giorno del senatore Pierantoni, non accettati dal Governo; uno pregiudiziale e l'altro di rinvio dell'articolo aggiuntivo 337 l>is ;

(O Riconlò: a) ch e il ministro dr Ila guorra, generalo Mezzacapo, rispondendo il 21> maggio i 8i7 al deputalo Mnrcora, disse: « Quanto al codice penale militare, egl i (il • Marcora) diceva che bisognava limita rlo ali" mancan1.e puramente militari, e t1ucs10 • è giustissimo; chè :il le mancanze non mil itari 1irovvel1e il codice comune ,; b) cho il 22 aprile l.880 il deput:1to Crispi sostenne, corne ahbmrno veduto, che i reati prettamente com uni, commessi fm mil itari, dcl,bono soggiacere alla legge comuuo cd essere dai tribunali ord inari giud iratl ; ed il ministro della guerra, generale Bonell i accettò o la Camera dei deputati approvò la mozione seguente present.'.lta dall'onorevole Crispi: • La Camera, udile le dichiarazioni del ministro per una riforma dei cod ll'i ~ penali por l'esercito e per J 'armai.a, » rassa all'orrlinc riel giorno; e) elle la detta mo1.io11e fu conformata dalla Camera 11ella legislaLu,·,i succes~il'a, il iS giugno 1880.


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I L PROGJ,:TTO DEL CO DICE PEl\AI.E JIILITA.RE

b) S i approvò un ordine del g iorno dei senatori Finali e

T ommasi-Crudeli invitante il ministero a stabilire che il decreto di dichiarazione di stato di guerra venisse comunicato al Parlamento nella prima adunanza· o dopo la sua promulgazione, or dine accettato dal Governo; e) Si approvò un ordine del giorno, accettato dal Governo, del senat ore Parenzo implicante una modificazione all'articolo aggiuntivo (dire« imminente insurrezione » invece di « imminente pericolo per la pace pubblica »); d) Si approvarono infine i quattro articoli del progetto di legge che a ut orizzava la promulgazione del nuo';_o codice, compr eso l'articolo aggiuntivo. Nella votazione a scrutinio segreto del 13 marzo esso ottenne 83 voti favorevoli contro 11 contrari ed 1 astenuto. Il progetto fu dai ministri Mocenni, Mo; in e Oalenda di T avani presentato alla Lamera dei deputati il 2 aprile 1894 accompagnato dalla consueta relazione, ed il presidente del consigl{o Crispi domandò che l'esame ne fosse deferito ad una commissione speciale da nominarsi dal presidente della Camera; proposta oppugnata dall'on. Imbriaui, appoggiata da.gli on. Torrigiani e Oavallotti ed approvata dalla Camera. In conseguenza. il presidente Biancheri comunicava il 4 aprile la nomina dei commissari. Senonchè le vicende parlamentari impedirono alla commissione di presentare le sue conclusioni, ed il progetto, colla chiusura della 1• sessione della XVIII legislatura, cadde per essere r ipresentato, nella sessione unica della XIX legislatura, a.I Senato il 18 dicembre 1896 dai ministri P elloux, Brin e Costa, opportunamente corretto colle modificazioni suggerite preceden temente dalla Camera vitalizia e colla sop· pressione dell'articolo aggiuntivo 337 bi, . Il 21 dicembre stesso il presidente Farini comunicava la nomina della commissione destinata ad esaminarlo, Ma anche la X IX legisla· tura fu il 3 marzo 1897 chiusa senza che il codice penale militare potess~ avere la sanzione parlamentare e reale, ed il 6 aprile 1897, non a ppena inaugurata la 1" sessione della XX legislatura, il progetto fu dai predetti ministri ripre-

JL PROG ETTO DEI, cOOICE PENALE MILITARE

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sentato al Senato. Lo studiò apposita commissione presieduta dal O'enerale :\iezzacapo ed il relatore senatore Gloria presentò la sua breve relazione il 15 luglio 1897, il giorno stesso in cui la chiusura della 1· sessione di detta legislatura face va ricadere nel nulla il progetto. Abbiamo così ricordati i precedenti parlamentari del proO'etto che nell'attuale sessione parlamentare deve formare og:etto delle deliberazioni del potere legisl.ativo; come ~ure abbiamo procurato di render e compend1osaruente ragion~ delle innovazioni che con esso si introdurrebbero nella v10'ente leO'islazione penale per l'esercitoe per la mar ina. Ci r i: er viami di esaminare in altro studio i tre progetti (codice penale militare, codice di procedura .e legge di ordi~a~ento giudiziario) testè presen tati. A prescrndere da qua~s1as1 questione di merito, sul quale per ragioni di scienza e d1 opportunità tanto divise sono le opinioni, è da augurarsi che il Parlamento, apprezzando l'importanza g iuridica, politica e militare del complesso proble ma che da nove anni è sottoposto al s~o esame, lo risolva al più presto. E sarà gloria italiana, se, m qnesta t erra classica del diritto, si sapranno accordare le più elevate e sacre conquiste della scienza ~olle fondame~tali esigenze della milizia, in modo da fornire al. m?~do Cl· vile un nuovo grande esempio di sapienzf1 grnndwa da imitare. Ciò sarà. tuttavia possibile solo quando il futuro lavoro parlamentare si ispiri escl~sivamen~e al co~ce_tt? di m~ttere d'accordo g li insegnamenti della scienza gmn d1ca coll espe· rienza e le esigenze della pratica. Il lavoro obbiettivo e sereno sin qui compiuto dal S enato e dal Governo ci è promessa, che anche in avvenire si terranno presenti le pratiche necessità della vita militare in una materia., che tocca le fibre più delicate di quei complessi organismi, che sono l'esercito e l'armata di mare. Raggiungere la perfezione idea.le negli i~titu~i g iur~dici è cer tamente sogno degno del paese che m s~ rac~hrnde l'eterna Roma · ma tale alta idealità non deve distogliere la mente del legi,slatore dalla considerazione delle condizioui


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ve~e morali ~ politiche dell'odierno popolo italiano. In materia tanto difficile non è concesso affidarsi solamente all ideali aspirazioni; bisogna considerare uhe per condizion~ .h d ' l s~or1c e elle quali nè la passata, nè la presente generazione sono responsabili, l'Italia ha bisogno · di irrobustire i suoi nervi, e non di reciderli; di fortificare il loro carattere e non di debilitarlo. · ' Ma la forza morale, è insegnamento irrefutabile della storia i popoli si trovano nell'elevatezza del carattere milita1:e eh~ è base granitica delle più elette virtù civili. S i dirio-o,no i col~i all'esercito, perchè lo si sa baluardo di più sa:c;a istituzione'. ~declamando sulle generali contro la giustizia mili~a~e. ~1torme ne occorrono di certo, perchè anche questa 1st1tu~1one, ~ome tutte le cose umane, è continuamente perfett1b1le, ed 1 progetti presentati ora dal Governo dimostrano appunto che esso si è reso conto di tale necessità; ma simili riforme i_m pongono al Parlamento una grande r esponsabilità. . N ~n- s1 af!'~onta alla leggiera uno dei più gravi problemi g_m ndwo- m1htari·, qual' è quello della riforma della legislaz10ne penale ~ella forza a~mata dello Stato; problemi di questo ~enere non s1 possono nsol vere senza un profondo studio imposto da un grana e amore. L'esercito e la marina non s~n.o secondi a nessuno nel desiderare l'ordinato progresso civile del paese, del quale sanno di costituire l'emanazione più pura., che nessun livore di parte, che nessuna . libidine ~i potere . perturba. Ma essi non sarebbero grati a i facili ed interessati apostoli della libertà e meno ancora a coloro che cedono troppo spesso il proprio campo al nemico se le future d~s~us_sioni dov~sse~o. da~e al paese un sistema 'di leggi giudiziarie e. pe~ah m1htan dannoso per la disciplina. Non biso~.aa lasc1ars1_ sorprendere, non bisogna consentire che, malg rado la man1~esta_ volontà della g rande maggioranza del paes~, ~a tenacia d1 pochi abbia ragione della pigrizia di ~olti. . Una r~cente _ .votazione della Camera dei deputati msegn.1; e~sa n s~egh ~ do_rmienti. Si vollero colpire in pieno petto 1 tnbunah mil1tan, non già per sottrarre i soldaticittadini alla loro immaginaria oppressione, ma perchè si

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IL P!l0GET '1'0 DEL CODICE l'ENAlE MJI,ITARE

credette di poter sopprimere quei tribunali di guerra, che non fanno certamente comodo a coloro i quali non voglionorispettare le fondamentali e sacre istituzioni della patria. Proposito cieco! Non hanno compreso gli abolizionisti che i tribunali di guerra degli stati d'assedio, i soli dei quali si preoccupino sul serio, sono cosa ben diversa dai tribunali militari; che, aboliti questi, quelli permangono, appunto· perchè fatti per lo stato di g uerra, durant e il quale, come accadde sempre nei paesi maestri di civiltà, la salute della patria diventa la suprema lex. · Non perturbi adunque la politica partigiana, le future discussioni sulle leggi penali e giudiziarie militari , le quali, per l'indole loro, richiedono uno studio sereno ed obbiettivo, che può, senza alcun danno per le istituzioni militari, ma anzi con ioro positivo vantaggio, avere per base i più sani principii liberali. Si riformi ma non si distrugga; si ammoderni, ma non si ometta di elevare nel paese quel sentimento militare, che insegna ed impone i più nobili, i più santi, i più gravi sacrifici di sè per la libertà vera degli altri.

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LE ESIGENZE }JlLlTA Rl IW E COKQ)[[CH E DEL VETTOVAGUAMENTO

LE ESIGENZE MILITARI ED ECONOMICHE DEL VE'l'TOV.A.GLIA.MENTO

Cm,tinu().zione e fine. -

Veili d.ispen~a .'i I

La quistione del sistema da seguirsi per l'acquisto dei grani per l'esercito è già abbastanza grave quando la si esamini esclusivamente sotto il punto di vista dell'utile del bilancio militare; diventa ancora più complessa se si vuole esaminarla anche sotto il punto di vista dell'incremento dell'agricoltura nazionale. Il sistema esclusi,•o per gli acquisti di gr,mo è stato sino a parecchi anni addietro quello dei pubblici . incanti. Suoi difetti principali sono i seguenti: · l L'astensione dalle aste dei produttori od almeno della maggior parte di essi, i piccoli produttori, · perch-3 per aderire alle aste occorre una cauzione, della quale il piccolo produttore generalmente non dispone, e perchè esso non ama sottoporsi a tutte le formalità che del sistema formano l'essenza, e cioè: recarsi con spesa sul luogo dell'appalto, affrontare la concorrenza dei negozianti e degli affaristi, sostenere le noie di un contratto regolare scritto, registrato e tassato, sottostare all'alea del collaudo del ge· nere, eseguirne la consegna nello stabilimento di commissariq.to, ed infine non riscuotere immediatamente il suo credito. 2° La formazione di coalizioni monopolistiche delle forniture del grano con artificioso aumento dei prezzi. 3° L'aumento normale de.l prezzo della derrata rappre· sentato dalle spese contrattuali, il cui importo se va a beneficio del bilancio attivo dello Stato, va a danno del bilancio passivo della guerra non troppo :fiorente. 0

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4° L'impossibilità per l'amministrazione militare di giovare all'agricoltura nazionale, cosa che non può ottenersi quando l'amministrazione non si metta a diretto :o~ta~to coi produttori. In genere il proprietario rurale- (spe01e 11 piccolo) ed il fittavolo vendono quando è prossima la scadenza della rata d'imposta fondiaria o d'affitto rispettivamente. Soltant~ i più facoltosi possono attendere che a stagione inolt~at~ 1 prezzi siano rincariti. Ora l'incettatore sa ~ppunto farsi vivo nei momenti critici e realizza forti guadagm. Tanto da.I punto di vista dell'economia militare, quanto da quello dell'economia pubblica un simile fatto non deve essere trascurato. L' economia militare induce a trarre partito da tali momenti critici per acquistare il grano direttamente dai produttori a prezzi convenienti; l'economia pubblica induce a mettere l'amministrazionE> militare a diretto contatto coi produttori, perchè ~essa sarà pur sempre per quelli un acquirente migliore dell'incettatore ; essa non si lascerà mai indurre ad imporre ai bisognosi condizioni usuraie, ma prenderà ~ base de' suoi acquisti i prezzi medì equi del mercato, consCia che l'aiuto in tal modo direttamente dato in modo dignitoso a chi dedica le sue forze intellettuali e materiali allo sviluppo dell'agricoltura, la gran madre antica dell'umano incivilimento, sarà seme di frutti benefici per la prosperità nazionale. L'amministrazione militare potrà inoltre essere illuminata dalle autorità civili circa i bisogni di determinate zone agricole, e venire, nei limiti delle _sue forze,. in loro aiuto, senza che ciò assuma l'apparenza di un atto d1 favore dello Stato. Sinora, a dire il vero, l'amministrazione militare non ha potuto ragionevolmente pensare che ai bisogni del suo bilancio. Nell'esame della questione noi siamo naturalme:q_te indotti a prescindere dalle condizioni certa.mente .non ~i~te del bilancio attuale della . guerra; ci studiamo d1 stabilire ciò che dovrebbe essere, non ci prendiamo soltanto il doloroso incarico di ricordare ciò che sia. Ci sorride l'idea che anche in Italia, ove pure si profonde tanto pubbhco danaro per mantenere in vita istituzioni iuutiìi o per opere super-.fiu€';


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LE ESIGE NZE ìl!ILITARI ED ECON OMICH E

DEL V.li:TTOVAGL! AMENTO

si raddrizzino · 1~ idee storte a proposito delle spese militari ; che, passato un momento di morboso furore contro di esse si ritorni ad un esame più sereno, più obbiettivo, più pa~ triottico, sostanzialmente e non sedicente tale, tlella questione . . ' e s1 sappia assurgere con lucidità di pensiero e con serenità di propositi alla concezione della missione vera, storica e, per alcuni riguardi, diremo anche provvidenziale degli eser citi nella società moderna.. Ma ripieghiamo le vele e ritorniamo al nostro grano. L'amministrazione militare italiana ha rilevato che, il sistema degli incanti non le era favorevole e, basandosi su . modificazioni già da parecchi anni introdotte nella legge sulla amministrazione e la contabilità generale dello Stato e stando nei confini, non soltanto della legge, ma anche delle consuetudini nostre di burocratico accentramento, ha ce; ·cato di attuare un sistema di acquisti ad economia del frumento, capace d i eliminare i 8urricordati inconvenienti. Sostanzit,lrnente il sistema attuale consis~e: a) nell'affidare la contrattazione verbale del genere, su campione presentato dal fornitore o produttore, ad apposìta commissione di tre membri ; b) nel subordinare i risultati di tale contrattazione alle decisioni ministeriali; e) nell'esentare il venditore dalle spese di ·bollo' reo-istro o e simili, non procedendo alla stipulazione di contratti scritti ; d) nell'affidare ad altra commissione amministrativa. il collaudo della massa del grano in confronto del campione ; e) nell'affidare alle sezioni di tesoreria provirrniale il pagamento della derrata con regolare mandato. Evidentemente un simile sistema, imposto dalla vigente · legislazione, non ha nulla di comune coi metodi molto spi.cci del commercio. Esso non può invogliare i produttori, e specialmente i piccoli, a mettersi a diretto contatto coll'a mministrazione militare. Benchè il nuovo sistema costituisca, in confronto di quello delle aste, un innegabile passo in avanti di molta importanza, è tuttavia da augurar$Ì che possa essere oggetto di ulteriore perfezionamento, che lo renda

capace di meglio rispondere alle esigenze dell'economia militare e di soddisfare anche a quelle dell'economia nazionale, che cioè si adottino provvedimenti più consoni agli usi commerciaii, senza formalità burocratiche dal commercio non ammesse.

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2. -

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SEitVXZIO DELLA CARNE.

Dopo il serv1z10 del pane, quello della carne è il più importante nell'alimentazione della truppa. Come si è veduto, presso i vari eserciti est.eri prevale per questo servizio la gestione indiretta; in Francia invece il sistema di massima . è la gestione diretta. Per ragioni analoghe a quelle, che con sufficiente diffusione abbiamo en unciate a proposito del pane e che qui non ripeteremo, riteniamo anche per questo servizio preferibile la gestione dir etta per conto dello Stato come sistema di massima, salvo valersi della gestione indiretta per conto dello Stat o od abbandonare il servizio ai corpi dove ciò torni opportuno e cioè nei piccoli presidi. Mentx:e sarebbe in modo più certo garantita la buona qualità ·della carne da distribnirsi alla truppa, si istruirebbe il personale direttivo fa,cendogli acquistare bestie sui mercati a misura del bisogno, e si formerebbe pure un buon personale esecutivo per la gestione del servizio in campagna. La macellazione e la distribuzione dei buoi richiedono uno speciale addestramento, quando si vogliano eseguite con uniformità di metodo e con sollecitudine. La gestione diretta dovrebbe peraltro essere attuata con metodi di acquisto dal commercio, che fossero in armonia cog li usi locali delle varie regioni, escludendo in modo assoluto qualsiasi contratto scritto con fornitori; e per fare ciò occorrerebhero naturalmente opportune modificazioni aìla legge sull'ammin istrazione e la contabilità generale dello Stato. Nei pr esidi minori poi, nei quali il servizio dovrebb'essere eseguito necessariamente da imprese per conto dello Stato 135 -

ANNO XL \'.


t146

PE!, VETTOVaGl..!AllEN TO

LE ESIGENZE 3!JLITAR1 ED ECONO)!ICBR

o lasciato ai corpi, a seconda .dei casi, sarebbe utile assicurare l'inten·ento di uomini di truppa dei corpi stessi nelle operazioni di macellazione e di taglio della carne, allo scopo di form~re in essi operai capaci di disimpegnare in guerra il servizio in tutti quei casi, nei quali le somministra.zioni non saranno effettuate dal commissariato. L'industria dell'allevamento delle bestie da macello ha in Italia un grande SYiluppo, che però non è uguale in tutte le r egioni. Ora la gestion~ diretta permetterebbe all'amministrazione militare di favorirne lo sviluppo in quelle zone che per ragioni puramente economiche, o per ragioni militari, avessero bisogno dell'aiuto dello Stato. In ogni ~aso è sempre utile favorire con acquisti diretti dagli allevatori l' industria, anche dove sia fiorente, perchè la prosperità della nazione influisce sempre sulla forza dell'esercito. Occorre infine avvertire che la gestione diretta dol servizio della carne esige nel personale direttivo molta pratica, ciò che consiglia di applicare i l sistema per gradi, allo scopo di permettere al personale stesso di abilitarsi a fare buoni acquisti sui mercati : che inoltre nei maggiori presidi, ·ove già esistono magazzini militari di distribuzione viveri (aperti o chiusi), il servizio non richiederebbe notevoli spese d'impianto. Sulla gestione diretta di questo servizio rimandiamo il letrore quanto molto assennatamente venne già scritto da un ufficiale commissario di provata competenza ; non vogliamo oggi ripetere male quanto venne già. detto benissimo (1 ) sia pure senza frutto sino dal 1882.

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3. -

SERVIZIO DE ( VIVERI COMPLEME~'J'ARI,

Una fra le principali esigenze fisiologiche è la variet,à dei cibi, la quale si può conciliare perfettamente colla razione fissa di alcuni generi fondamentali, che, secondo noi, sarebbero il pane, la carne e la pasta od il riso. Quando queste (t) C. O. PAGANI, tenente colonnello commissario. in tempo ili pC1ce.

I

servizi

di

vettovagliamento

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derrate siano fornite in q uantità largamente sufficienti e di ottima qualità, può essere utile che per assecondare i vari g usti, per consent ire di trarre il maggiore e migliore ~ro~tt~ dalla produzione locale molto varia nelle diverse reg1om, s1 lasci ai singoli corpi una r agionevole libertà d'azione per l'acq uisto degli altri generi. Il servizio dei viveri complementari si può quindi distinguere in due parti : 1° Provvista della pasta e del r iso ; 2° Provvista del lardo, del grasso, del caffè, dello zucchero, del vìno, del sale, della verdura e di alvri generi secondari di condimento: a) Per quanto riguarda la pasta è da osservarsi che, trattandosi di un genere fabbricato e non di un prodotto diretto del suolo, di tm genere cioè nel quale si possono praticare e si praticano su larga scala le più dannose adulterazioni, ed il quale ha una così larga parte nella nutrizione del soldato e conseguentemente una notevole importanza rispetto alla sua igiene, è utile che la sua fornitura sia fatta, almeno per i presidi maggiori, a carico dello Stato (per garantirne una razione fissa di buona qualità) e direttamente a cura del commissariato. E anche da tenere presente che la produzione della pasta con sistemi moderni e razionali è pressochè concentrata in due r egioni d'Italia, la Liguria ed il Napoletano, mentre per lo più nelle altre regioni prevale la fabbricazione minut a con sistemi primitivi. Ciò rende convenienti per l'amministrazione militare gli acquisti diretti dalle grandi fabbriche, fatti secondo gli usi commerciali ed a grosse partite. La fabbricazione della pasta non è un servizio mobilitabile e nessuna ragione militare, all'infuori della necessità di ben tutelare l'igiene del soldato, potrebbe consigliare di effettuarla in appositi pastifici militari. Quando si tuteli l'igiene con un rigoroso collaudo del genere eseguito da compete~ti e sussidiato saltuariamente da analisi chimiche, non è più il caso di uensare alla diretta fabbricazione, che venne del resto espe1:imentata con buoni risnltati economici e tecnici nel panificio militare di Roma.


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LE ESIGENZE )l!Ll'l'ARI ED ECONOMICHE

Il riso in tempo di pace si distribuisce più raramente della pasta, non essendo gradito llt bi;ona parte dei soldati, mentre la pasta è consumata volentieri da tutti. La sua produzione indigena è concentrata nel Novarese, nella Lomellina, nel Mantovano ed in alcune piccole plaghe della bassa Lombardia. Riso di buona qualità a prezzi convenienti si pottà quindi avere rivolgendosi a preferenza direttamente ai ,produttori di tali regioni (cosa che sarà possibile soltanto al commissariato per grossi acquisti), mentre le imprese od i fornitori dei corpi sono soliti a somministrare soltanto le qualità più scadenti del riso proveniente dall'Estremo O_riente. In conseguenza per i grandi presidi sedi di uffici e di stabilimenti di commissariato la somministrazione della pasta e del riso è da attuarsi collo stesso sistema indicato per la carne ; per i presidi minori necessariamente la cura di provvedere tali generi è da lasciarsi ai corpi, assegnando loro apposita quota :fissa di spesa; ' b) L'acquisto del lardo, del grasso, del caffè, dello zucchero, del vino, del sale, della verdura e degli altri generi secondari di condimento non importa nel nostro esercito che una spesa media di circa lire 8,500,000 annue, mentre la somministrazione del pane, della carne e della pasta o del riso ammontano complessivamente ad annue L . 26,300,000 circa. L'importanza secondaria dei detti generi, quando, come si ' è detto, sia stabilita una sufficiente razione fonda.mentale di pane, carne, pasta o riso provveduta per conto dello Stato preferibilmente a gestione diretta, consente che il loro acquisto sia lasciato ai corpi, assegnando loro una quota fissa da spendere; e ciò senza che vi sia il pericolo di compromettere la buona nutrizione del soldato o di stabilirJ una marcata ed ingiusta d isparità di t rattamento fra truppe stanziate in presidi div:ersi. Anzi tale sistema consentirebbe di tenere il debito conto delle differenze di clima e di lavoro nel variare opportunamente la parte complementare della razione. Occorrerebbe però che fosse stabilito come sistema di mas · sima l'acquisto diretto dei generi d11l commercio, eliminando

DEL VETTOVAGLTAM~:NTO

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ogni legame contrattuale, ogniqualvolta, non dalla comodità, ma da serie ragioni, non sia tale legame eccezionalmente imposto. Sarebbe anche utile ed opportuno attuare gli acquisti _in modo che ad una larga iniziativa dei coman· danti di corpo si accoppiassero negli acquisti l'ingerenza di apposita commissione reggimentale nella quale la truppa fosse convenientemente rappresentata. Tale commissione dovrebb'essere una cosa ben diversa dalla nostra attuale commissione del rancio. Il pagamento sì dovrebbe fare a pronti contanti. Qui si presenta il problema, se, come si pratica parzialmente in Francia ed in Germania, sia utile consentire ai corpi di fare acquisti all'ingross~. almeno dei generi più facilmente conservabili. Se si dovesse tenere conto soltanto di ciò che abbiamo riassunto circa la opportunità di non rivolgersi al minuto commercio, ma di preferire il commercio grossista per profittare dei prezzi all'ingrosso e per non fa. vorire una forma parassitaria dell'organizzazione commerciale, la risposta non dovrebb'essere che affermativa. Senonchè bisogna tenere presenti, a proposito dei reggimenti, dei battaglioni e delle compagnie, altre considerazioni ottimamente dal colonnello commissario Garavelli (1) così rias- ' sunte : « A proposito del capitale di consumazione, J. B. Say << ha detto : dovunque si può facilmente procurarsi, in ogni « tempo, le cose di cui si ha bisogno, non conviene fare « grandi provviste. << Sebbene questo consiglio rifletta le consumazioni pri-' « vate, pur tattavia non vuole essere del tutto messo in « non cale nelle consumazioni proprie all'esercito. D' altra « parte la previsione della guerra impone le sue dure con· « dizioni. La misura delle provviste è dunque snbordinata « a molte considerazioni ed a molti calcoli. « S'incontrano però nella economia militare dei casi in « cui il miglior consiglio è di seguire g li stessi precetti os« servati in una saggia famiglia; e ciò appunto dove la vita (!.) Op. cit., pag. 31,,.35.'


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LE ES IGENZE MlLI'rAHI ED ECONOMICHE

DEL VE'f'TOVAGLlA MENTO

« militare si svolge in modo più consono alla famiglia « stessa; cioè: il reggimento, il battaglione, la compagnia.

La nostra amministrazione militare (se si eccettua un parziale, breve ed infelice esperimento fatto in condizioni eccezionalmente sfavorevoli) non si è da tempo mai staccata dal sistema della gestione ad impresa per conto deHo Stato. Perchè? Vi sono ragioni d'indole militare o di economia che abbiano consigliato tale perseveranza in un solo sistema? Per ragioni analoghe a quelle dette a proposito del pane, della carne, della pasta e del riso, si deve riconoscere che l'amministrazione militare ha bene operato attenendosi sempre alla gestione per conto del bilancio, perchè i qua· drupedi rappresentano per l'est1rcito, sia come mezzi di offesa, sia come mezzi di traino, sia infine come capitali, un elemento troppo importante, perchè la loro nutrizione possa formare oggetto di economie, come accadrebbe quando si assegnasse ai corpi una quota fissa di spesa, rendendo variabile per quantità o per qualità e talvolta insufficiente la razione foraggio. Anche dal .semplice punto di vista del bilancio sarebbe una speculazione molto sbagliata. Ad una conclusione diversa dobbiamo venire a proposito del sistema di gestione indiretta con tanta perseveranza attuato. Le stesse ragioni, che hanno indotto la Francia, la Germania, l' Austria-Ungheria, la Russia ed il Belgio ad eseguire il servizio direttamente, dovrebbero consigliare anche alla nostra amministrazione un eguale sistema. Data l'esistenza di numerosi stabilimenti delle sussistenze e di personali amministrativi, non riuscirebbe certamente difficile ad un' amministrazione bene organizzata ed istrnita di attuare , la gestione diretta dei foraggi con utile della nutrizione dei quadrupedi, del bilancio, della mvrale ed un po' anche della economia pubblica, tenuto conto che si spendono annualmente quasi 18 milioni di lire. È notorio che la produzione nazionale delFavena è molto inferiore ai bisogni del nostro paese ; da ciò una larga importazione dall'estero. Ora con un sistema razionale di acq~isti, analogo a quello più sopra esposto per il grano, si potrebbe, sia pure in misura limitata, venire in aiuto dei

« Quivi le preoccupazioni per l'eventualità di una guerra « non hanno in.fiuenza sulla misura degli approvvigionamenti; « questa cura è affidata agli stabilimenti propri dell'ammi-

« njstrazione generale; quivi dunque non si dovrà imitare « le usanze casalinghe che l'imperfezione del commercio di <

altri tempi giustificava; ma ricordarsi che le provvigioni

« meglio conservate e che costano meno si trovano in casa

del nr goziante. Vi sono delle circostanze in cui i grandi « acquisti possono riuscire vantaggiosi, ma il più delle voltè « finiscono per cagionare gravi perdite. « Per giustificare le ingenti provviste si comincia ' per « considerarle economiche, facili ; più. tardi si dimostra la. « opportunità di appositi locali, quindi di appropriate ridu« zioni; poi si palesa la convenienza di uno speciale magaz« ziniere, con assistenti, ecc. A completare queste spese so« praggiungono quelle di manutenzione, infine le avarie. In « allora, o si ha libertà d'azione sufficiente per disfarsi delle « provviste, con gravé danno finanziario; o si vuol na:scon« dere la cattiva riuscita della speculazione e si costringe « il soldato od il cavallo a consumare generi avariati ». Osserveremo infine che la gestione diretta di q~1esta parte del servizio per cura del commissariato non è imposta dalla necessità di preparare stabilimenti o di istruire personali, quando si riservi al commissariato ed a' suoi organi esecu tivi l'attuazione del servizio ai campi ed alle manovre, periodi di tempo sufficienti per abilitare il personale am1mnistrativo alla gestione del servizio in g uerra. <

4. -

SE1tv1zro nm FOltAGGr.

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Il serv1z10 dei foraggi è, come si è visto, gestito direttamente in tutto od in parte presso i principali eserciti europei, nei quali sono pure sussidiariamente adottati altri sistemi, come la impresa per conto dello Stato e la gestione, sia diretta, sia indiretta per c.onto dei corpi. ...


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LF: ESIGEXZE MILITARI ED ECONO)fICllE

buoni produttori nazionali allo scopo di favorire lo sviluppo di questa coltivazione. Il fieno non manca in Italia e, coll'istituzione di opportuni centri militari di acquisto e di pressatura e colla costruzione di numerose tettoie fatta con sistemi economi.ci, si potrebbe organizzare abbastanza bene il servizio. Per i piccoli presidi sarebbe più conveniente la.sciare ai . corpi la facoltà di provvedere i foraggi nel modo cho credessero migliore. In ogni caso ai campi ed alle manovre, per evidenti moti vi di istruzione del personale amministrativo, il servizio · dovrebb'essere disimpegnato da questo. Ma, data l'attuale organizzazione dei corpi e ser vizi a.mministrativi in Italia, sarebbe egli possibile dare conternporaneamente un maggiore sviluppo alla macinazione e panificazione a gestione diretta, adottare su larga scala eguale sistema per la pasta, il riso e la carne, e seg~irlo inoltre anche pei foraggi? Perchè qualsiasi più razionale riforma possa. dare buoni risultati, è sempre necessario applicarla per gradi, cautamente, sebbene perseverantemente. Difetto grave che .si riscontra in ogni ramo dell'amministrazione pubblica in Italia è invece quello di non scegliere mai la via da seguire, di variare r epentinamente ordinamenti ~ sistemi, di creare senza studio sufficiente per distruggere colla maggiore precipitazione. Non è certamente questo il nostro ideale. Abbiamo ora bisogno di sviluppare la macinazione e panificazione direbta ; potremmo incominciare anche a gestire direttamente in alcuni grossi presidi il servizio della carne e della pasta o riso, estendendoli man mano in un numero di anni sufficiente a permettere la graduale preparazione di personali idonei, di locali, ecc. In quanto ai foraggi non sarebbe prudente mutare sistema prima che i servizi predetti, insieme a quello del casermaggio (1), abbiano trovato il loro definitivo assetto. (·I) ~l algrado le rn olte obbiezioni, la gos tioue clirclta. del ser 1·izio ciel casermaggio v:1 prenclcnclo un (lefìoitivo e regolare asse tto, che costituirà certamcnlo uno dei maggio ri trionfi dei sani princi11i ammioistrati1·i.

DEL Vl>TTOVAGI,IAl!ENTO

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Per mol,ti anni ancora sarebbe quindi necessario non abbandonare il sistema delle imprese. Ciò posto, sarà ora utile studiare, trattandosi di un servizio così importante, quale sia il modo migliore di attuare la gestione indiretta, se cioè per grandi o per piccole circoscrizioni, mediante contratti di cor ta o di lunga durata. Come procureremo di dimostrare, dato il sistema dell' impresa, l'o Stato deve procurare nel suo stesso interesse, che essa sorga e · viva in condizioni favorevoli, che cioè sia in grado di realizzare ragionevoli profitti, perchè naturalmente gli impresari hanno per primo scopo il loro interesse. È necessario quindi ricercare in quali condizioni una impresa foraggi possa dare all'iutraprenditore soddisfacenti risultati, i quali si traducono, come vedremo, in risultati eguali anche pel servizio cui l'impresa attende. È noto che le imprese assumono la somministrazione del fieno, dell'avena e di taluni succedanei occorrenti pei cavalli del regio esercito stanziati o di passaggio su una determinata zona di territorio (lotto d'impresa) per la durata di un anno solare, a prezzi fissi contrnttuali. Come in generale accade per t utte le intraprese, anche in questa vi è un rischio, ohe deriva dalle oscillazioni che i prezzi dei generi da somministrarsi (fieno ed avena specialmente, non avendo gli alt.::i generi che una importanza limitatissima) subiranno sui mercati durante il corso dell' impresa o, meglio, dalla stipulazione del contratto di appalto (mese di luglio o di agosto dell'anno antecedente) sino al 31 dicembre dell'anno in cui l' impresa funziona (tel'mine dell'impresa) . La previsione quindi delle probabili e possi· bili oscillazioni nei detti prezzi è l'elemento primo e principale sul quale l'imprenditore dovrà basare la determinazione del prezzo minimo al quale egli, con un ragionevole profitto, presuma di poter somministrare i foraggi durante l'appalto. Esaminiamo perciò la questione prima di tutto sotto il punto di vista della durata dell'impresa, prendendo a base del nostro .ragionamento l'attuale periodo annuo per ve dere se sia o no sufficiente.


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LK 1iSiGEX7.I; .\fl LITARI ED ECONOi\IICIIE

]!"'ino a quale punto è possibile la suddetta previsione? Su quali elementi essenzialmente si deve basare? Il prezzo di cessione dei generi per parte dell'intraprenditore dipenderà essenzialmente: 1° dall'entità del raccolto (nazionale _pel fieno, mondiale per l'avena) dell'anno preceden te a quello in cui dovrà fnnzionare l'impresa, nell'anno cioè nel qua.le si stipulano i contratti d'appalto; 2° dai prezzi cor renti sui mercati pel fieno e per l'avena all'atto dell'appalto ; 3° dall'entità del raccolto dell'anno in cui funziona la.impresa; 4° dai prezzi che si avranno sui mercati posteriormente alla stipulazione del contratto. È evidente che soltanto i fatti indicati ai numeri 1 e 2 · possono essere più o meno esattamente noti all' intrapreuditore e saranno da esso interpretati più o meno beno rispetto all'esito dell' impresa, a seconda della maggiore o minore sua abilità professionale; il fatto di cui al numero 3 non può da mente umana essere pre,veduto; quello di cui al numero 4 soltanto parzialmente e con limitat issima probabilità di esattezza può per induzione essere determinato da persona, che abbia le migliori e maggiori cognizioni in materia, e per un tempo non troppo remoto. Da ciò emerge quanta sia l'alea ; il che costringe l' intraprenditore a tenere elevate le sue offerte per diminuire le probabilità avverse rispetto all'esito finale. N è si deve credere che le notevoli variazioni nel prezzo del fieno e dell'avena sui mercati siano conseguenza soltanto della maggiore o minore abbondanza. dei due raccolti, quello noto dell"anno in cui sì fa l'appalto, e quello ignoto dell'anno in cui pr esta servizio l'impresa. Può avvenire ed avviene, che ad un raccolto abbondante corrispondano prezzi elevati e ad un raccolto relativa.mente scarso prezzi miti. Esaminiamo quindi brevemente da quali altri fattori possa dipendere il prezzo del fieno e dell'avena considerati come prodotti dell'industria agricola.

DEL VETTOVAG Ll.UIE.!>TO

Il prodotto del la.voro si divide, come è noto, in quattro parti: salario, inter esse, rendita ed imposta. Ora il salario, e cioè nel nostro caso la. retribuzione del1' operaio agricoltore, è soggetto ad oscillazioni, talvolta sensibilissime, indipendenti affatto dal raccolto del fieno e dell'avena, ma dipendenti invece, ad esempio, dal costo dei generi che servono all'alimentazione umana, degli indumenti, delle abitazioni, della. moneta, dalla domanda e dall'offerta del lavoro (e quindi dal movimento della popolazione, dal passaggio dei lavoratori da una ad un'altra industria), ecc., ecc. L 'interesse, e cioè nel caso concreto la retribuzione ordinaria del proprietario per il valore dei capitali fissi investiti negli immobili (terreni e fabbricati) o nei mobili (macchine, str umenti agricoli, ecc.) occorrenti per l'esercizio dell' industria agricola, dipende pure dalla legge della domanda e dell'offerta , in quanto questa agisce nel campo delle varie industrie e non soltanto di qnella agricola, poichè subisce pure r influenza delle oscillazioni dell'interesse degli altri capitati fissi e circolanti, essendo noto che l' interesse tende ad equilibrarsi sul mercat,o mondiale nei varì impieghi. La rendita, e cioè la retTibuzione straordinaria dei terreni migliori, non influisce sul prezzo dei prodotti (fieno ed avena), essendo invece soltant o un effetto del prezzo stesso. L' imposta fondiaria è nota nella sua entità; potrebbe però per modificazione della legge vigente venire aumentata ci diminuita. ed influire con ciò sul prezzo dei prodotti della industria ag ricola. Tali a nmenti e diminuzioni peraltro, ~. causa dell'ordinamento dell'imposta stessa, non possono ver ificarsi improvvisamente e sono quasi sempre prevedibili molto tempo prima. . E videntemente i fattori del prezzo del :fieno e dell'avena sopra brevissimamente enumerati sono tanti e tali, ed alla lor o volta hanno origine da cause così complesse, coinvolgono problemi di economia pubblica e di scienza :finanziaria e bancaria così gravi e svariati, ohe in gran parte non possono essere preveduti neppure dall'uomo di scienza e meno


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LE ESlGENZg M I L L'l'ARl Ell ECONO!li!CB E

ancora quindi da un modesto intraprenditore specializzato in un determinato genere di imprese. Ma, non basta. I prezzi dei foraggi possono nel territorio del lotto d'impresa, o, più facilmente, in porzioni di esso venire alterati da modificazioni ai vigenti dazi doganali (per la sola a vena) e di consu mo ; modificazioni · che sono d iflicilmen te prevedibili e che, sp~cie per i dazi doganali, vengono per lo più applicate con decreti-legge (catenacci), i quali impediscono all' intraprenditore di riparare in tempo · al danno che g liene deriverà. Sul prezzo dell'avena influiscono poi in grado notevole anche i noli marittimi, che per cause diverse e complesse possono subire rilevanti oscillazioni. I foraggi infine devonsi considerare non soltanto come · prodotti dell' industria agricola, ma anche come merci che si scambiano e si negoziano sia nella loro specie naturale, sia (sopratutto l'avena) per mezzo di titoli rappresentativi (fedi di deposito e note di pegno, polizze di carico, ecc.); in questo secondo caso le relative transazioni seguono le vicissitudini del mercato della monèta · e de' suoi surrogati. Ciò determinerà nei prezzi dei foragg,i, così commerciati, variazioni, che non avranno relazione alcuna di cau$a e di effetto colle condizioni dell'industria agricola. Si può quindi concludere che è così grande la parte aleatoria in queste imprese, da avere l'alea stessa una preponderante influenza sulla determinazione dei prezzi contrattuali, causandone un rialzo notevolissimo. Ma tale determinazione, che è decisiva ri~petto al buon esito dell'impresa per l' intraprenditore, è soggetta anche all'influenza di parecchi altri fattori: a) « L' imprenditore è l'agente economicamente resP,On« sabile .della produzione » (1), esso « è l'anima della produ« zio ne, e ne ha la r esponsabilità totale e definiti va; tutto « il risultato di essa, si risolva esso in guadagno o in per« dita mtaeriale, in onore o in onta, incombe su di lui » (2). (i) L. CossA. -

Economia sociale, pag. SL

(2) P. L~'.I\OY· BE AULIEU. -

Op. cit., vol. i 0, pag. 665.

DEL VETTOVAG LlA MEN'l'O

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È perciò. della massima importanza che esso (persona singola o società commerciale) sia fornito della necessaria esperienza speculati'va e tecnica, ed abbia conoscenza dei mercat i, della corrente della produzione e del movimento dei prezzi; tale sua capacità sarà in ragione d iretta dell'esercizio pratico di simil genere di imprese e quindi della loro durata. b} L'ammontare dei salari per il personale adibito all'ese· cuzione del ser;izio (rappresentanti, contabili, operai) sarà in ragione inversa della durata dell'occupazione fissa del perso .. nale stesso per effetto della legg e della domanda e dell'offerta. L'affidamento di un'occupazione duratura aumenterà notevolmente il numero di coloro, che offriranno la loro opera intellettuale o manuale per l'esecuzione del servizio, e quindi l'impren_d itore, oltre avere un più largo campo per la buona scelta del personale (ciò che è fonte di maggiori utili), potrà pure assegnare al per~onale stesso salari più miti; ed avverrà, che, anche qualora sul mercato del lavoro il saggio dei salari temporaneam_ente si elevasse, i dipendenti dal1' imprenditore difficilmente domanderanno aumenti di salario o li invocheranno in misura limitata per non per dere i vantaggi di una occL1pazione fissa e duratura. Il pr incipio edonistico agirebbe così presso i lavoratori a beneficio anche dell'imprenditore. e) D'altra parte questi ha bisogno di vasti locali per costituire i magazzini di deposito e di distribuzione nei va.rì presidì ; ed è ovvio che, non solo pagherà ai proprietari :fitti an n ui tanto più elevati, quanto. minore sarà la durata del con tratto di locazione, ma. troverà utile, qualora l'impresa d uri parecchi anni, di fare, specialmente per le tettoie destinate a ricoverare il fieno, costruzioni apposite provvisor ie ed economiche, consegnendo un non indifferente risparmio cli spesa. cl) Infine per l'esecuzione del servizio occorrerà una rilevante spesa per la provvista cli attrezzi, pesi, misure, ecc., ed è evidente che la spesa di pi:imo impianto è indipendente dalla d urata dell'impresa, n el corso della quale si 1wranno soltanto limitate spese di manutenzione.


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LE ESIGENZJ,; MlL!·l 'AIU ED ECONOMIC.f!E

· Risulta quindi che, quanto maggiore è la durata dell' impresa, tanto maggiore è il risparmio delle · spese generali d'impianto e d'esercizio, ciò che permette all' ìmprenditore di diminuire il prezzo contrattuale dei foraggi, perchè minori risultano le quote annue di ammortimento e di ricostituzione del capitale così impiegato. . e) Sulla determinazione dei prezzi contrattuali influisce molto il fatto che l' i mpresa sappia e possa fare . i suoi acquisti nel miglior tempo, nel miglior luogo, nel miglior modo, perchè così il lavoro dell'imprenditore, essendo eseguito in condizioni economicamente favorevoli, riuscirà al · massimo grado produttivo. Ora le condizioni stesse si. verificheranno tanto più facilmente, quanto maggiore sarà l'estensione che l'impresa potrà dare ~lle sue relazioni commerciali (specialmente coll'estero per l'avena) e quanto maggiore risulterà la pratica n_e l servizio, sia dell'imprenditore, sia de' suoi agenti; cose che dipendono essenzialmente dalla durata dell'impresa. /) L'imprenditore (individuo o società) può assumere il servizio con capitali propri o con capitali prestati. Nel primo caso egli consegue tanto i profitti dell' impresa, quanto gli interessi del capitale impiegat<t; nel s,econdo caso è generalmente costretto a vedere limitato il profitto, ·perchè chi gli fornisce il capitale non può accontentan.i del saggio corrente dell' interesse, ma esige un interesse più elevato per l' in{fuenza che sulla determinazione di esso esercita il compenso pel rischio del capitalista, e ciò appunto per l'alea insita in grado spiccato nell' impresa. Dal che consegue: 1° Ohe nel caso in cui l'imprenditore disponga. di ca. pitali propri, potrà esso limitare il prezzo di cession~ del fieno e dell'avena, perchè, non essendo costretto a devolvere parte del profitto a favore del capitalista sotto forma di p remio pel rischio, si indurrà più facilmente, per effetto della libern concorrenza, a limitare i propri profitti; 2° Ohe nel caso in cui l'imprenditore si valga di un capitale prestato, la possibilità di limitare il prezzo contrattuale

DEL VETTOVAGLlAJTEN'l'O

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predetto sara m ragione diretta della durata dell'impresa, perchè l'alea è in 'ragione inversa della durata stessa. Inoltre è naturale che le imprese aleatorie vengano assunte da società costituite appositamente, e meno spesso da individui isolati con capitali prestati ; che le imprese invece, nelle quali il rischio è pressochè escluso, vengano assunte da privati e da società 00n capitali propri. La persona assennata difficilmente arrischia i suoi capitali in speculazioni troppo incerte; la sorte viene pi1\ facilmente tentata dagli avventurieri del commercio, i quali, nella peggiore ipotesi, ricorreranno all'abusato, ma comodo istituto del fallimento. Va da sè che ciò si enuncia in via teorica e generale; in pratica può avvenire ed avviene che per eccezione anche ditte serie assumano intraprese aleatorie. Tuttociò non è senza iniiuenza rispetto all'oggetto del nostro studio. La scienza economica insegna che l'impresa individuale è la. forma più semplice, e, a parità di capitale, più produttiva, perchè in essa più forte è il tornaconto dell' imprenditore, . che è libero e responsabile della · gestione; e, se è la forma più produttiva, sarà certamente quella che consentirà all'imprenditore di assumere l'appalto a condizioni più favorevoli per l' amministrazione appaltante; condizioni che risulteranno ancora più favorevoli per quest'ultima, se l'imprenditore sarà anche capitalista. Senonchè i forti capitalisti, quelli cioè che meglio conveng~~o ~ll'amministrazione dell'esercito per notorie ragioni m1htan, non possono che avere riluttanza ad impeo-narsi 0 · co11~ ~ran d'10s1tà di mezzi dei quali dispongono, in ap-' palti d1 breve durata, che non offrono loro sicurezza dell'avvenire. Però la d istinzione, che sopra si è fatta tra imprenditore capitalista ed imprenditore che specula con capitali prestati, non va intesa. in senso assoluto. Anche i più forti capitalisti devono nelle loro estese transazioni commerciali ricorrere al credito nelle svariate su_e forme. Ora è bensì vero che « il credito non crea nessuna ricchezzà; esso la sposta sol-


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LE ESlG E NZE MILJ'l'AlU ED F.CONOM!GHE

DEL VETTOVAGLIAMENT O

« tanto da una mano all'altra )> (1); ma con questi spostamenti esso « apre agli scambi un campo nuovo, molto più « ampio di quello in cui lo scambio era confinato quando si « compieva semplicemente per mezzo della moneta. Il credito

« consente così una notevole estensione della divisione del « lavoro e della produzione » (2). Influiranno perciò grandemente sull'esito dell'impresa le vicende dell'economia creditizia ed anche quelle dell'economia monetaria, poichè la prima non è indipendente dalla seconda;· « la econòmia mo« netaria è sempre la base, il fondamento della economia « creditizia » (3). Le operazioni d i credito però, alle quali deve rivoJgersi . anche l'imprenditore capitalista, si effettuano in condizioni ben più. favorevoli, con metodi ben diversi cla quelle, alle quali ricorrono gli avventurieri del commercio. . g) Fatto, che ha una limitatissima importanza teorica, ma che ne ·ha una notevole pratica, è che uno dei fatto ri d i buoni risultati finanziari per un'impresa è l'affiatamento colle autorità militari, il quale si ottiene quando con lunghi e spesso difficili servigi l' imprenditore abbia saputo dimostrare a queste, che esso si inspira a. quell'onestà commerciale, che è il miglior coefficiente di prosperità duratura. La breve du· rata delle imprese è naturalmente causa di umt continua mutazion.e di titolari, rappresentanti ed agenti subalterr..i, e quindi le autor.ità militari sono costrette a diffidare di queste persone loro sconosciute, ciò che rende spesso alle imp:r~se più difficile, litigimsa e dispendiosa l'esecuzione del se~v1z1?. Si è ormai provato che la più grave fra le cause che mflmscono a tenere alti i prezzi negli appalti dei foraggi è l'alea. Quale è il rimedio per attenuarne l' in:8.uenza, per ridurla in confini ragionevoli, poichè un rischio vi sarà pur sempre in ogni intrapresa? . . ,. ' · . Procureremo di dimostrare brevemente che 11 rimemo pnn· ci pale è quello di prolungare notevolmente, oltre l' anno

.'

s olare, la· durata dell'impresa. E per fare ciò ricorreremo alla scienza statistica. « L'.economia politica riprova, mercè la « statistica, i suoi principii, e la statistica si avvale dell' aco« nomia nelle sue indagini ... L 'economia che si fa sulla base « della statistica è maggiore di qualsiasi altra investigazione « scientifica, e forse di tutte le altre riunite insieme, almeno « finora, che si fanno su la base statistica » (1). L a statistica nello sconfinato campo dei fatti, che sono oggetto delle sue osservazioni, ha provato che ciascun ordine . di fenomeni si ripete nel tempo e nello spazio ad intervalli c~e, coi principii del calcolo delle probabilità, sono pe1· ciascun fenomeno con grande approssimazione determinabili. Ormai, invero, anche nel dominio sì complesso ed intricato dei falti economici la previsione è possibile, quantunque questi fatti per la loro complessità sembrino a primo aspetto sottratti ad una legge costante di previsione e soltanto suscettibili di vaghe congetture. Ma anche in altri ordini di fenomeni la regola della loro successione non sembrava facile a stabilirsi, e ·~olti secoli scorsero prima che la ragione umana, perduta nel labirinto delle cose, riuscisse, per esempio, a rintracciare il filo conduttore, a ritrovare l'ordine e la legge dei fenomeni dei corpi inorganici ed organizzati e ad edificare così quei mirabili monumenti della potenza del pensiero umano che sono le scienze fisiche; chimiche e biologiche. Oggi, come d icemmo, questa grande idea di un ordine costante e naturale, dopo avere invaso come potenza conquistatrice tutti i campi delle umane conoscenze, è penetrata anche nel dominio dei fatti sociali ed economici, ed è forse più facile prevedere l'arrivo di una crisi commerciale, che non l'avvicinarsi di una tel:!lpesta. Ci basterà ricordare in proposito il teorema fondamentale di Bernouilli: « Quando il numero delle prove di un dato « fenomeno cresce indefinitamente, la probabilità che ciascun « avvenimento atto a produrre il fenomeno si presenti un « numero di volte proporzionale ·alla propria probabilità.

(!) i\!. PANTM,Eo~,. - Pricipii di econ omia p ura, pag. 3H . (2)

P.

(3)

c. F.

Op, cit,, vnl. 2• , pa g. 235. Fi;nnAn1s. - Pl'in ci pii di scienM /Jct11ccwirt, pag. 34

2161'

T, 1l1W Y- Bt1: AULIBU. -

(!) G. MAJORANA- CALATAlJ!ANO, -

,136 -

ANNO Xl, V.

La statistic(i teorica ecl applicata, pa.g. 82-83.


21&2

LE ES IGENZE MILITARI E D ECONOMIC/.iE

« si accosta indefinitamente alla certezza; . per modo che in « un nume1'0 infinito di prove i rapporti fra i numeri delle « volte che si sono presentati i vari avvenimenti possibili « sono esattamente eguali ai rapporti delle singole proba« bilità di questi avvenimenti. » . Dice il Virgilii (1) : « La seconda parte del teorema è di « un' importanza capitale, inquantochè permette di predire, « in base alle osservazioni fatte, l'ordine I e l'entità di avve« nimenti futuri: essa pòne in evidenza la causa comune a « tutte le serie di fenomeni, e stabili:-ice quella regolarità << nei fatti sociali che è divenuta la più superba conquista « della statistica investigatrice. )) La scienza statistica viene quindi in aiu~o dell'economia e permette di prevedere con grande approssimazione l'avvicendarsi dei raccolti scarsi e degli abbondanti di un dato prodotto. Vi sono iu agricoltura periodi di ritorno, dei quali è utile tenere conto nella determinazione della durata di un'impresa, che ha per oggetto la somministrazione di prodotti agricoli (fieno, avena e loro succedanei). Serive il tenente colonnello commissario C. O. P agani (2): « V'ha una specie di periodi statistici di maggiore impor« tanza, g iacchè senza di essi certi dati non potrebbero spie« garsi, e sono i cosidetti periodi di ritorno. La loro infiaenza « si fa sentire su molte delle materie statistiche. E gualmente « per le cose agricole: così il periodico ritorno delle annate « d'abbondanza e d i quelle di scarsità... >> Una annata buona ne compensa una cattiva; una disgrazia, un'errore, una mancanza di previdenza possono essere riparati e compensati con una savia amministrazione prima della scadenza del termine dell'impresa, se questo è abbastanza lontano; ma una crisi, che sopravvenga nel corso dell'unico anno di durata dell'impresa, non potrà che gettare l'imprenditore in uno squilibrio, che si ripercuoterà sinistramente sull'esecuzione del servizio. Inoltre alcune crisi, che rovinano una modesta

({) St.atistica, pag. 53. (2) S1mto di Economia politica e di Statistica,

pag. 307.

DEL VETTO VAGLIAMENTO 2163 . ' ~mpresa; possono passar e quasi inavvertite a chi disponga d i grandi mezzi. L e crtsi, come tutti sanno, sono rotture di equilibrio, che si verificano nella .produzione sia di un g rande numero d i merci, sia di una ricchezza sola d'importanza particolare, come i foraggi, i capitali, la moneta metallica od i titoli di credito. Il forte impresario con grossi approvvigioname;uti fatti a tempo può sventare in parte l'effetto di una crisi, ohe, ad esempio, ·dipenda da deficienza di raccolto, salvo poi ariprendere g li acquisti a tempo opportuno. Se avvenga una crisi per difettc:i di capitale in seguito ad un crac finanziario, crisi caratterizzat?, dal rialzo de-1 tasso dell'interesse e dello .s conto,_ la difficoltà, che ne consegue, di procurarsi denaro sarà quasi assoluta per l'impresa modesta, che troverà in essa bene spesso la rovina. Che se sopravviene invece una crisi per difetto di numerario, in seguito a gravi sproporz ioni nella bilancia del commercio o per altre cause, e conviene in conseguenza rialzare di molto il tasso dello sconto, g ravissimi sono gli effetti di questo squilibrio monetario e tali che trascinano al fallimento i commercianti, che non abbiano la più solida base. Tuttociò dimostrerebbe conveniente di prolungare la durata delle impreS'e foraggi, provvedimento che permetterebbe all'imprenditore di calco.lare con maggiore esattezza il raccolto medio ed il prezzo medio dei foraggi e di tenere anche il debito conto di tutte le altre svariate determinanti di tale pr.ezzo, alle quali pure sono applicabili il calcolo delle probabilità e la teoria delle medie. . Si potrà obbiettare che l'amministrazione militare deve sopratutto preoccuparsi di ottenere che il risultato degli appalti sia favorevole al suo bilancio e che il servizio sia sodd isfaciente per l'eser cito ; senonchè si è g ià avuto occasione di osserv~re che il bene inteso interesse del bilancio· e del servizio si concilia perfettamente colla buona riuscita dell'impresa, ~nzi vi è str ett amente connesso. A prima vista si potrebbe credere che, col prolungare la durata degli appalt,i, si possa diminuire l'azione (favorevole

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LB ESIGENZE MILITAlU ED ECONO:M ICH,B

DET. VETTOVAGLIAMENTO

al bilancio militare) della libera concorrenza, perchè questa, anzichè avere occasione di manifestarsi annùalmente, si manifesterebbe soltanto ad intervalli molto più lunghi. In proposito è sufficiente ricordare che la concorrenza è in ragione inversa del rischio dell'intrapresa; quindi,· diminuendo l'alea. col prolungare la durata delle imprese foraggi, si avrà .di fatto una meno frequente. manifestazione della concorrenza. stessa, mentre però se ne avrà una manifes tazione ben più intensa, attiva, efficace, la quale obbligherà i concorrenti a limitare la previsione dei loro profitti, mentre l'amministrazione militar e godrà dell'apprezzabile beneficio di avere a lato soltanto impresari, che per potenza di mezzi diano maggiore affidamento di una buona esecuzione del ser vizio. È scientificamente provato cha è vana paura quella di chi tema che gli imprenditori possano realizzare profitti troppo elevati. In un paese di vecchia civiltà, come il nostro, il ribasso dell a ragione dell'interesse spinge i capitalisti a non accontentarsi di questo, ma a tramutarsi in imprenditori; la civiltà diffonde le qualità e cognizioni necessarie per l'esercizio delle industrie e dei commerci, dissemina le ricchezze, moltiplica ed agevola le forme del credito, eleva nella pubblica estimazione i commercianti ed industriali, e, collo sviluppo delle scienze, rende le industrie ed i commerci meno aleatorì, cose tutte che inducono un numero sempre maggiore di capitalisti e dedicarvisi, determinando perciò sul mercato una forte concorrenza. Ciò interessa l'amministrazione dell'esercito, non soltanto pel fatto che, obbligando gli imprenditori a limitare i loro profitti, si favorisce il bilancio militare, ma anche perchè la concorrenza ha per effetto di eliminare gli intraprenditori deboli, assicurando il trionfo dei forti. E d è soltanto da questi ultimi che l'esercito può attendersi una regolare ed onesta esecuzione del servizio in pace, un valido aiuto in momenti specialmente critici. Nè bisogna. credere col Proudhon (1), che la concorrenza. metta capo al monopolio, il quale sarebbe esiziale al bilancio,

d ella guerra. Que_sto fatto , che potrebbe verificarsi in un mercato· ristretto per effetto della eliminazione dei più de~ boli imprenditori, non è assolutamente possibile su un mer-0ato esteso qual'è quello sul quale agisce l'amministrazione militare. Così non potranno esercitare una temibile in-fluenza le eventuali coalizioni degli imprenditori, le quali poco durano sul mercato quando, coll'eliminazione di gran parte del rischio, siasi dato sviluppo alla libera concorrenza tra ditte rispettabili. Si potrebbe pure ritenere, che, qualora la scadenza del1' impresa a lunga durata avvenisse in un a.nno di crisi, l' amministrazione militare dovesse subire per tutta la durata del nuovo appalto un danno rilevante pel fatto che sul prezzo contrattuale avessero· influito le peculiari sfavor evoli condizioni del mer cato al momento della stipulazione del contratto. Senonchè il regime della libera concorrenza obbligherà gli intraprenditori a tenere stretto conto degli insegnamenti, più sopra ricordati, della scienza statistica, che permettono di stabilire per un'impresa di lunga durata un prezzo medio rispetto alle annate cattive, alle buone ed alle normali, che con fondata presunzione si avranno ne~ -0orso dell'appalto. D'altra parte n ulla. impedir~ all'amministrazione militare di derogare eccezionalmente al suo sistema di massima per stipulare invece un contratto di corta dur ata, nulla essendovi di assoluto in materia commerciale. Esamineremo ora brevemente se, al pari dell'estensione n el tempo, sia utile anche l'estensione nello spazio, se cioè la ~estione indiretta si debba attuare per circoscrizioni territoriali p iù o meno grandi. Evidenoomente una gran parte degli argomenti addotti per dimostrare l'opportunità di escludere il più che sia poss ibile l'alea insita nell'intrapresa, e che ci hanno portato a concludere favorevolmente per l'aumento della durata delle imprese foraggi, potrebbero valere anche per farci preferire le grandi circoscrizioni. Non vi è dubbio che la grande impresa possa fare all'amministrazione militare migliori condizioni della piccola, perchè a quella è dato di ottenere il

(I) Contraàictions economiques , 1i• eù. - Voi, i 0 , png. 2~0-221.


2166

DEL VETTOVAGLIAMENTO

LE ESIGENZE MILITARI ED ECONOnr!CHE

massimo risparmio nelle spese generali ·di impianto e di esercizio, e di attuare i migliori ordinamenti tecuièi ed amministrati vi, applicando largamente i principìi della divisione e della associazione del lavoro;· _è certo che essa offre, per la copia de' suoi mezzi, una maggiore garanzia per l'esecu· . zione de.I servizio. Bisogna però tenere presente che, se, aumentando la durata dell'aJ?palto ed eliminando con tale provvedimento molta. parte del rischio, noi possiamo essere sicuri che, come si è detto, la meno frequente manifestazione della libera concorrenza· sia largamente compensata da una manifestazione più intensa, attiva ed efficace fra concorrenti idonei, e che perciò l'interesse del bilanpio sia da questa partè garantito. col dare invece un'estensione eccessiva alle circoscrizioni territoriali dei lotti d' impresa si costringe all'astensione dalle aste (per insufficienza dei capitali occorrenti per le cauzioni,. gli impianti, ecc.) un numero sempre maggiore di concorrenti; si rende indispensabile la formazione di società apposite fra i maggiori capitalisti; si obbligano queste società a fare troppo largo assegnamento sul credito, co~e tutte che da un lato limitano troppo la libera concorrenza dal'· l'altro obbligano gli assuntori a rialzare i prezzi in rag ione della diminuzione dei loro profitti. In fatto quindi ·di estensione delle circoscrizioni crediamo, che sia opportuno tenersi in giusti limiti, quali sono gli attuali. Non sarà fuor di luogo ripetere, a proposito del servizioforaggi, che l'amministrazione appaltante è interessata ad affidare il servizio stesso ad imprese forti e che tali non sono che quelle, le quali realizzano un profitto adeguato e sicuro. Soltanto l'impresa, che abbia in sè non dubbi elementi di. vitalità, potrà garantire all'esercito una relativamente buona. esecuzione del servizio, perchè primi fra tali elementi sono la pratica, la serietà, la solidità finanziaria, l'onestà commerciale dell' intraprenditore. I soli avventurieri del commercio potrebbero illudersi di ottenere buoni profitti con una deficiente esecuzione del servizio; ma di fatto neppure essi si creano illusioni in proposito, ed il cattivo loro servizio non

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è che l'effetto della deficienza di cognizioni tecniche, e, più spesso, della mancanza di capitali e di credito. N essuna ditta, che si rispetti, compromette il suo buon nome (che in commercio è un Ci!,pitale inestimabile) per realizzare transitoriamente illeciti profitti; ciò tanto meno quando, · come avverrebbe in un appalto di notevole entità e di lunga durata, essa avesse la certezza che l'indebito guadagno ottenuto con metodi deplorevoli dovrebbe inevitabilmente convertirsi in perdita ben sicura per la diffidenza e la reazione che tali procedimenti risveglierebbero_nell'amministrazione appaltante. A riguardo poi di quella tuttila che, secondo noi, l'amministrazione pubblica dovrebbe sempre esercitare sullo sviluppo della ricchezza nazionale, noteremo, concludendo, che anche ragioni d'indole morale consigliano l'amministrazione militare a non accettare contratti che essa sappia, a priori, per lo meno troppo aleatori, se non addirittura rovinosi per gli intraprenditori. Lo Stato, anche quando compie atti non· di imperio, ma di mera gestione, non deve mai dimenticare il suo carattere di supremo tutore dell'economia sociale e della moralità pubblica. Scrive un illustre cultore della :filosofia del diritto, che « nella sua essenza lo Stato dee es« sere un regno etico (Stahl), o un 01·ganismo etico (Tren« delenburg), una essenza e potenza etica (Hegel) (1). »

5. -

SERVIZIO DELLE VETTOVAGLIE DI I1ISERVA.

Le vettovaglie di riserva si possono distinguere sostanzialmente in viveri ordinari e foraggi di riserva ed in ver,i e propri viveri di riserva (galletta e carne in conserva). È ovvio ~he, trattandodi di un servizio che esiste soltanto' come preparazione alla guerra, l'intera sua gest ione dovrà essere fatta a 0arico del bilancio. Per quanto riguarda i viveri ordinari ed i for'aggi tale gestione facilmente può essere attuata con acquisti d iretti dal commercio; in proposito si sono recentemente pubblicate disposizioni regola(1) l'lLOllUS1·GUELP1 . -

Enciclopedia gturidica, pag. 2a.


2168:

LE ESIG ENZE MILITARI ED ECONOMICHE

mentari. Per ciò invece ohe riflette la galletta e la bar~e in. conserya, può lo Stato valersi della gestione indiretta? , La· galletta è un genere che, al p~ri del pane, può essere. soggetto a perniciose sofisticazioni, ~iò che sarebbe sufficiente a consigliarne la fabbricazione in gallettifici militari con farine provenient i da molini militari. Senoncbè si osserva che, contrariamente a quanto aocadE1 pel servizio del pane, questo non si deve mobilitare, e che perciò, quando si garantisca l'amministrazione militare dalle adulterazioni con un buon sistema di vigil~nza, non v'è motivo per sottrarlo all'industria privata, che è bene aiutare. L 'osservazione è giusta; però si deve rispondere che lo Stato può e deve favorire lo sviluppo delle industrie nazionali; ma non può e non deve giungere fino a crearle. Ora nel nostro paese la galletti:ficazione per uso della marina mercantile ha uno sviluppo così limitato, che all'amministrazione militare torna impossibile di tenerne conto. Poche e piccole fabbriche, dislocate quasi t utte nell'Italia peninsulare, sulla costa o vicino ad essa, ed in Sardegna, dànno una produzione massima complessiva giornaliera di circa quintali 700 cti galletta. Basta tale notizia per far e:::cludere senz'altro la possibilità che· l'amministrazione militare debba esimersi dal preparare sin dal tempo di pace potenti mezzi per la produzione di tale vettovaglia. La carne in conserva ha pure grande importanza in guerra ; la fàbbricazione delle scatolette di carne richiede appositi grandi impianti che nell'industria privata italiana non esistono e che difficilmente potranno sorgere nell'avvenire a causa del Ìimitato consumo di tale genere per parte della popolazione ed a causa della fortissima concorrenza estera, specialmente americana. Ciò posto, l'amministrazione militare si trova o·bbligata a provvedere al servizio con mezzi propri, sia per la preparazione delle dotazioni di riserva, sia per la proauzione enorme che occorrerà in guerra. Le fabbriche private non possono dare giornalmente in Italia ché circa 20,000 scato: lette al massimo, produzione che ha già i suoi consumatori e che, in ogni caso, non sarebbe sufficiente per l'esercito ..

DEL VETTOVAGUA~IENTO

.... r

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Questo servizio pure deve ··per ciò necessariamente . essere ~seguito col sistema della gestione diretta, da a;iplicarsi, preferibilmente, in modo effettivo e completo. , Il servizio·dei viveri di riserva (galletta e carne in conserva} -è per l'es~rcito di un'importanza vitale, perphè la consumazione di tali generi avverrà nelle guerre future con sempre maggior frequenza, specialmente nei giorni nei quali le truppe -dovranno sopportare i maggiori disagi. È quindi indispensabile che sia oggetto delle cure più. intelligenti. .Anche sotto l'aspetto finanziario il servizio ha grande im-. portanza, perchè l'interesse del bilancio esige che la rinnovazione delle dotazioni di viveri di riserva sia fatta più di rado -che sia possibile e quindi è utile ché le derrate siano suscet. , t ibili da·lunga conservazione. Non dubitiamo che, quando nel paese avesse un grande -sviluppo la fabbricazione· privata e la consumazione della gal: .let ta e delle scatolette di carne in conserva, si potrebbe in parte, -sodd,isfare alle .esigenze del servizio stipulando colle fabbriche ~ppositi cont_ratti per eff~tto dei quali, in base a determinatt premi, esse si obbligassero a t enere costantemente in fondo 1~ volute quantità di tali generi. La rinnovazione avverrebbe, naturalmeri,te per effetto delle vendite fatte dalle fabbriche ~ Ja conseguente nuova fabbricazione. Ma, ~ata l'attuale con<l~zione di tali industrie in Italia, non è il caso di pensare se~ r iamente ad un simile esped~ente, il ,quale potrebb'essere a lungo discusso. V.

Conclusione.

.

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L' organizzazione del servizio di vettovagli11,mento, che -siamo venuti a gr~ndi tratti délineando, mentre risponde: rebbe in modo sicuro ·all'esigenza prima della buona nutrizione · della truppa e dei quadrupedi, permetterebbe di conseguire tutti· quegli altri risultati militari ed economici, ai quali, secondo il modestissimo nostro_ parere, deve tendere


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LE ESIGENZE MILITARI EO ECONOMICIIE DEL VET'IOVAGLIAMENTO

l'amministrazione militare nella spendita di quella somma ingente, che fa naziçme, per la suprema tutela dei suoi più gravi interessi, destina all'esercito. L'organizzazione stessa procura di conciliare i bisogni del t empo di pace colla preparazione alla guerra;, cosa quest'ultima sulla quale non è mai opera vana l' insistere. È bep.e che si diffonda la persuasione, che un esercito moderno, il quale non curi di rinvigorire con azione costante ed efficace sin dal tempo di pace i suoi organi amministrati vi destinati ad agire nel campo logistico, è paragonabile ad un atleta, il quale si prepari alla lotta col digiuno. Un anonimo scrittor e così dice nel 1Wacrnillan's 11/agazine dell'aprile scorso: « Il problema di vettovagliare a dovere un esercito come « quello inglese che ora combatte nell' Africa meridionale, « benchè abbastanza arduo, diventa facile se lo si para.gonu « al problema che dovranno risolvere le nazioni continentali « nelle guerre del futur o, quando t utti i loro uomini abili « saranno impegnati nella lotta. Dalla spopolata patria dei « singoli belligeranti poco aiuto potrà venire, e si dovrà ri« correre ai neutri; il che significa che si dovrà provvedere < al vettovagliamento di milioni d'uomini dall'estero ed a « grandi distanze. Onde la conclusione che l'esito di ·una; « guerra può sopratutto venir e a dipendere dalla organizza« zione del commissariato » (1) ; organizzazione che non consiste soltanto nella statuizione di buone norme organiche, legislative e regolamentari relative ai personali, ma anche nella adozione fin dal tempo di pace di sistemi amministrativi i quali consentano di formar e quel forte nucleo di mezzi morali e materiali, che nel caso di una guerra servirà a dar vita attiva e feconda ad un più vasto e complesso organismo logistico- amministrativo. Avv.

LUIGI GnI'.rTI capi/ano commissario.

(( ) ,1/inel'va - Rivist.a delle

Riviste, anno

i900,

pag. 440.

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L'ART!GL!KRIA DA MONTAGNAEVERUIRNTK L'ARTIGLIERIA DRGLI ALPINI 1

Risposta all'a1·ticolo del capitano B. BARDETTA compa1·so nella Rivista Militn1·e Italiana dispensa X di qiiest'anno

Non tanto per difendere il mio articolo sull'artiglieria da. montagna comparso quest'estate sulla Rivista d'artiglieria e genio, poco ci varrebbe se da sè non si difendesse, quant~ perchè attratto dalla cortE'Se polemica su d'una questione cos1 impor tante per la nostra artiglieria, quale il còmpito e la. posizione sua fra le tr uppe di fron tiera, chieggo ospitalità alla. Rivista militare italiana per alcune poche considerazioni. F ra i vari appunti che mi vennero fatti circa quel mio articolo credevo che il più fondato fosse quello ch'io avessi sfondat; una porta aperta. Ufficiale molto autorevole mi disse al riguardo che mai si è pensato di formare fra noi i gruppi alpini. Ora il capitano sig. Barbetta col suo scritto-critico arriva in buon punto per scagionarmi da d:,tto appunto. Egli ne conferma che esistono fra gli alpini due corren ti d'idee opposte. Secondo alcuni le compagnie alpine, per soddisfa re al loro còmpito, non hanno in generale bisogno di artioO'lieria·, che anzi dal connubio ' con questa possono avere danno, come di bomba al piede. (E questa precisamente la fra.se sor ta. a nostro riguardo anzitutto fra gli alpini) . Ravvi in altro campo l'asserzione opposta - che è quella propugnata dal capitano signor Barbetta -che gli alpini abbiano necessi~ de~l'ausilio dell'artiglieria campale e che perciò conven.g a distribuirla fin dal tempo di pace fra i battaglioni alpini, ossia formare i gruppi a lpini ad imitazione dei francesi.


~172

L ' AttTIGf.lERIA DA. MONTAGNA

Vediamo quali sono g_li argomenti principali .che m1 vennero apposti dal capitano signor Barbetta. Alla massima mia· f'ond~mentale che: . « l'impiegare assieme· àrmi combattenti divèrse riescè « vantaggioso solo quando ciascun'arma può esplicare in modo « efficace le sue attitudini tattiche ». · Egli contrappone quest'altra: « l'impiegare insieme armi combattenti d iverse riesce non « solo vantaggioso, ma necessario, quando il concorso del« l'arma ausiliaria è indispensabile all'azione dell'arma prin« ci pale per il raggiungimento del.lo scopo che a qnest'ultìma « è proposto; anche se per questa unione l'arma ausiliaria non « potrà sempre esplicare in modo efficace le _sue attitudini « tattiche. » In questa massima parmi che la 2° parte dia luogo ad un circolo v1zioso; imperocchè gli è solo esplicando in modo effi-. cace le sue attitud ini tattiche che l'arma ausiliaria può concorrere allo scopo che l'arma principale si è proposto, e solo allora può dirsi indispensabile. Ma ciò che più spicca nella massima-formulata dal capitano ~ignor Barbetta, circa l'opportunità di provvedere la fan teria d i artiglieria, e da cui procedono deduzioni, secondo me, erronee, è l'affermazione assoluta che debba sempre esservi iù. combattimento un'arma principale (la fanteria, s'intende), al successo della quale le altre armi debbono non solo concorrere, ma sacrificarsi. . È generalmente ammesso, ed è pur vero, che la fanteria ~ l'arma principale, la regina delle armi; ma quale ne è il magg ior suo titolo? che essa sovente può fare da sè. A. tale pseudo-principio vi sono molte eccezioni, nelle quali l'arm~ principale, più efficace al conseguimento dello scopo, puo essere invece l'artiglieria, o la cavalleria, ed in cui il con· ~orso delle di~rerse ar~i può essere eg{1almente indispen~abile. V'è eziandio un limite oltre il quale il sacrifìzio dell'arma ausiliare .allo scopo qi appoggiare l'arma principale sar~bbe errore precisamen.te quando detto sacrificio ap· parisse inutile.

È VERAl!ENTE L'ARTIGLIERIA DEGLI ALPINI?

217S

È questo il caso nost1:o. Sulla Rivista d'artiglieria e geni<> appunto mi studiai di dimostrare che nell'azione degli alpini; svolgentesi generalmente in alta montagna, il concorso delle batterie da montagna può soventi giungere tardi e quindi inutile; e talvolta pure dannoso, rendendo soverchia1J1ente difficile il problema logistico, od ingombrando le strade sul rovescio del fronte di combattimento, o distogliendo per averne scorta una parte preziosissima della fanteria alpina dispo-' nibile. Occorre qui notare che parlando dell'artiglieria nel combattimento troppo facilmente si ammette che essa debba sacrificarsi - è la parola d'ordine - ; senza cercare abbastanza di impiegarla bene a maggiore danno. del nemico. Purchè non s'abbia a dire di lei ciò che il Fusinato scriveva dell'esercito russo m Crimea : Che per farsi ammazzar non ha l'eg uale Ma ne ammazza pochetti; e qui sta il male.

Il capitano signor Barbetta trova naturale che le batterie da montagna vengano destinate semplicemente a~disposizione (si direbbe a la suite) dei battaglioni alpini, per 4:: r.estare spesso indietro ed arrivare tardi » (1) « per non potere qualche volta nemmeno aprire il fuoco » (1) per rimanere « nel caso di escursione ardita, celere del bat taglione » (1) in seconda schiera con una scorta però « in buona posizione prevent iva..: « mente scelta per proteggcire l'eventuale ritirata del batta« glione )> (1) ed infine per rimanere ancora indietro colle salmerie non appena ìl battaglione debba allontanarsi da queste (1). Lo a mmettere tutto questo nel connubio dell'artiglieria da montagna cogli alpini, parmi ne sia la più esplicita condanna. , Per quanto sia limitato il campo d'azione che nel nostro esercito vien fatto all'artiglieria campale, parrni che la posi• zione che ne vuole assegnare il capitano signor Barbetta sia. (,I) V, comìna 3° e s1Ìcccssivi del capo ·3°_


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L ARTJGLIERIA DA MONTAGNA

È VERU!E:,iTE L'ARTIGLIERIA DEGLI ALPINI?

veramente troppo umile. Le batterie da montagna sono troppo scarse in numero, e costano tr oppo per venire in simil modo sciupate; esse possono sperare di venire meglio, ·più utilmente impiegate colle brigate di fanteria, e pure eccezionalmente cogli alpini; ma in altra organizzazione èd in un terreno più propizio alla loro azione. IL capitano signor Barbetta acconsente con me nello scopo che una difesa avanzata sulle Alpi dovrebbe proporsi: 1° dare appoggio immediato, indispensabile, ai forti di sbarramento; 2° proteggere e coprire la mobilitazione e l'adunata dell'esercito; 3• occupare punti importanti della zona alpina considerati come capisaldi di quell'azione offensiva o contr:offens iva che a schieramento compiuto s'intenda di svolgere attraverso alle Alpi « Acconsento completamente in questi tre punti, ma inver« tendone l'ordine, e col patto che al primo siano assegnate (( truppe n on alpine. » Concedo al capitano signor Barbetta tutte le inversioni che vuole. Nello esporre successivamente gli scopi che probabilmente si proporrà una prima nostra difesa st1lle Alpi, non ho inteso di assegnar loro alcun ordine nel tempo, cosa che a mio avviso non si può stabilire a priori imperocchè dipenderà molto dall'attitudine che nei primi g iorni assumerà il nemico. Cosi pure a seconda dell'attitudine di questo le truppe di fanteria di linea che all'inizio delle operazioni si t~overanno dislocate all'altezza ed a portata dei forti di sbarramento, potranno, o no bastare per garantire detti. fo rti da colpi di mano, si dovrà, o no ricorrere al concorso degli alpini.

int eramente agli alpini (1). Vorrà forse destinarvi la fanteria di linea i Non vorrà piuttosto dest inare guesta, essa di preferenza, all'occupazione stabile dei punti più importanti della zona alpina, meglio accessibili all'azione militare, considerati come caposaldi delle ulteriori oper azioni offensive e controffensive? nei quali punti e colle quali truppe l'azione dell'art iglieria da montagna si troverà anzitutto assicurata, e potrà r isultare molto più utile che cogli alpini.

Il capitano signor Barbetta mi ammette che all'esecuzione di detti tre còmpiti non basteranno probabilmente le truppe alpine, e che perciò esse dovranno venire al più pr\3sto fiancheggiate o rinforzate da reggimenti di fanteria di linea,. ma poi mi contende che il secondo di detti còrupiti, quello di un pr onto ed attivo servizio di avanscoperta abbia a rimanere

Ma per tenermi più strettamente in carreggiata seguirò i~ capitano signor B!l.rbetta là ove ci dice quale sia secondo lui il vero e costante còmpitto principale delle truppe alpine, dopo raggiunti i primi obbiettivi della difesa avanzata: « co« stituire, egli dice, dei solidi appoggi d'ala alle colonne prin« ci pali operanti a cavallo delle grandi linee di comunicazione; « eseguire attacchi avvolgenti o d'ala, minaccia ed attacchi « sulle linee di comunicazione avversarie, ecc. » Ora, nel primo di dett i tre còmpiti, che senz'altro ammetto, non potendoli escludere, le batterie potranno soventi concorr ere efficacemente; ma non occorre per questo di aggregare permanentemente l'artiglieria di montagna ai battaglioni alpini. Basterà e conver rà destinarvela ogniqualvolta se ne presenterà l'utilità; assieme anche a truppe di fanteria di linea quando la costituzione di quegli appoggi richiegga l'occupazione di estese ed importanti posizioni. Negli altri còmpiti - di eseguire attacchi avvolgenti o d'ala, minaccia ed attacchi sulle linee di comunicazione avversar ie r itengo che l'ar tiglieria da montagna meno utilmente possa inter venire. Nelle colonne aggiranti che grossi corpi di truppa inviano sui fianchi o sulle linee di. comunicazione avversaria nel campo tattico, e nel campo strategico, riuscirà molte volte conveniente di farvi concorrere l'artiglieria; ma ciò in terreno e per strade facili, ove l'artiglieria, specialmente se train:1ta può prendere celere andatura ed anzicbè di ritardo',

(t ) v. comma i4, de l 2° capo


2176

J,'ARTIGLIERIA DA MONTAGNA

È ~-ERA!IIEN'rE L'A iÌ TTG L IERlA DEGLI ALPINI?

può riuscire di aiut o alla colonna e di acceleramento. Non si può dire lo stesso riferendosi a limitati corpi di truppa. operanti in alta regione alpina. In questo caso; che è precisamente il nostro, destinando artiglieria a colonne aggiranti; peri versanti e per valli laterali second_arie, facilmente si perd ono i principali fattori di successo che sono in tali specie di o?erazioni la prontezza d'esecuzione e la sorpresa nello · arrivare. Epperciò converrà in massima tenere riunita la poca artiglieri.a che si avrà disponibile nel terreno più facile per il suo impiego, lungo la linea naturale di azione, appoggio immediato dell'attacco principale, che più soventi si eseg uirà con il grosso delle truppe di fanteria di. linea.

ricorda appunto il generale Rohue nella sua ultima pubblicazione, là ove dice: « L'artillerie de campagne doit avoir une mobilité telle « qu'elle puisse non seulement suivre l'infanter ie partout ou « celle-ci peut se mouvoir en ordre serré, mais également la « devancer à une alture rapide, meme en dehors des routes. »

ad

Al comma 5° del 3° capo il capitano signor Barbetta c1 dice un po' vagamente: « Anche l'artiglieria da campagna non può passare ovunque « passa la fanteria; anch'essa fra alte vegetazioni, od in altre « circostanze, non potrà efficacemente prepà.rare l'azione ; ma « si dovrà per questo pensare ad abolirla? » Non è proprio questione di abolire nè l'una nè l'altra; ma sempliçemente di organizzarle convenientemente e di impiegarle con criterio. · Di fronte alle speciali difficoltà di terreno che il nostro probabile teatro ~'operazioni presenta allo impiego di artiglieria campale, ci siamo limitati nel nostro esercito ad una proporzione d'artiglieria molto inferiore a quella che si trova nei migliori eserciti .europei (di circa 1/ 3 più piccola). Non basta però l'aver adottato questo sì facile espediente; bisogna eziandio adottare a quelle speciali condizioni del terreno l'organizzazione e la distribuzione nell'esercito della nostra poca artiglieria, affinchè questa abbia a trovarsi nelle migl~ori e più favorevoli condizioni d'impiego. - In ogni caso nel destinare l'artiglieria a corpi di truppa, sì nel campo dell'organizzazione che in quello tattico, non bisogna dimenticare ciò che l'artiglieria campale deve essere per mobilità in presenza del nemico, sul campo di ·battaglia. Ce lo

2177

Il capitano Barbetta riproduce, come vennero da me formulati, i principali còmpiti tattici dell'artiglieria campale, còmpiti che sono coni:,iderati oramai da tutti i trattati d'im.piego d'artiglieria e dallo stesso nostro regolamento; ma, ritenendoli forse di mia invenzione non li prende abbastanza in considerazione, e si astiene dal dimostrare come, parmi, avrebbe dovuto fare in contradditorio al mio asserto che l'artiglieria da montagna in unione cogli alpini possa' normalmente trovare occasione e modo di adempiere a detti compiti. Egli evita la questione, e passa a considerare le operazioni fiancheggianti ed avvolgenti degli alpini, senza in alcun modo d imostrare che l'artiglieria da montagna possa seguire gli alpini in dette operazioni, e che con essi possa soddisfare alla sua missione tattica. A detti principali compiti dell'artiglieria campale il capitano signor Barbetta ne aggiunge un altro : quello « di ,< battere con fuoco potente e ben regolato (s'intende) un punto « di obbligato passaggio - esempio: un colle.» Ma parmi che non si tratti qui di un vero ed ordinario còmpito tattiéo dell'artiglieria; ma sempliuemente di una delle tante infinite forme di bersagli, che l'artiglieria può battere molto efficacemente, sia concentrando il suo fuoco in uno speciale punto, sia estendendolo ed abbracciando con esso un vasto bersaglio. Per battere i quali bersagli, però, occorrerà sempre che l'artiglieria po!èlsa mettersi in batteria ed in tempo utile. E qui sta lo scopo principale cui deve mirare, di cui deve preoccuparsi una seria condotta dell'artiglieria campa.le da montagna. Nella necessità di mettersi prima in batteria per far fuoco, ecco la gran questione; intorno alla quale è inutile voler sofisticare, ed esprimere soltanto dei desideratum. 137 -

AXNO Xt,Y.


2178

2l79

r,'ARTIGLIERIA DA MONTA GNA

È VERAMENTE L 'A H'l'IGLlERIA DEGLI ALl'l NI'?

Dopo aver .considerato di rispettabile peso l'argomento mio, che « sminuzzando l'artiglieria da montagna fra i bat« taglioni alpìni, si rinuncia a priori al principio dell'impiego « in massa dell'artiglieria sul campo di battaglia>, il·capitano signor Barbetta travisa, a parer mio, il significato àf questo principio, considerandolo semplice~ente come· una emànazione del principio generale e fondamentale di ogni buon impiego di forza. Per contro il principio dell'impiego in massa dell'artiglieria risulta dalle qualità tecnico-tattiche speciali di quell'arma, ed essenzialmente da due fatti ben distinti che generalmente si verificano nell'impiego dell'artigl1eria campale : 1° Sul campo d i battaglia l'artiglieria rende di più quando riunita in unico nucleo, in posizione convenien.temente scelta nel terreno, ohe quando, indipendentemente da quest'ultimo, si trovasse invece distribuita, lungo il fronte di battaglia, in batterie o sezioni, fra i vari reparti di fanteria, fra il centrq e le ali. Riunita essa costituisce più pronto e docile mezzo nelle mani del comandante le truppe per tradurre in azione il concetto tattico ; 2° L'artiglieria esplica meglio le sue attitudini tattiche nei grandi campi di battaglia che nei piccoli. In quelli ha maggior tempo per giungere e per agire ; trova migliori bersagli · da battere, contro i quali può meglio utilizzare, a maggior distanza, la sua potenza d i fuoco; ecc., ecc. Da tali fatti, indipendentemente dal principio generale e fondamentale dell'impiego in massa della forza, risulta la convenienza nel campo tattico di t enere per quanto è possibile riunita l' artigli~ria, o perlomeno provvedere a che nel momento decisivo dell' azione tutto vi concorra, come un sol pezzo; risulta la convenienza nel campo strategico di destinare l'artiglieria di preferenza alle maggiori colonne operanti, evitando di sminuzzarla f'ra le colonne secondarie, quando queste risultano troppo piccole. Il capitano signor Barbetta vorrebbe invece che come, di fronte alle difficoltà del terreno di montagna si suddivide la fanteria, in egual modo si suddividesse l'artiglieria; ove fa una questione di proporzione aritmetica, secondo la quale

dovrebbesi destinare l'artiglieria ai vari r eparti di truppa ; il che avrebbe per conseg uenza ultima di destinare la sezione d'artiglieria alla compagnia di fanteria, e magari il pezzo a l plotone; ci farebbe ritornare all'impiego d'artiglieria dei tempi pre-napoleonici. Ma il capitano signor Barbetta pone in dubbio l'impiego in massa dell'artiglieria in montagna,obbiettando che (< anche « tenendo l'artig lieria in fondo valle ed assieme colle divisioni « di fanteria, sarà bene spesso difficile impiegarne più d i una « batteria in una stessa posizione, ed anche in posizioni d i« verse, ma con obbiettivo unico. » Ora dirigend omi ad un ex-alpino, quale il capitano signor Barbetta, mi accontenterò di nominargli, non delle posizioni, ma delle estese importantissime regioni di montagna: la regione del Piccolo S. Bernardo, quella del Moncenisio, gli altipiani dell' Assietta, dell' Albergian, dei 13 Laghi, del Colle del Mulo, la regione della Tanarda, il fondo e le testate delle maggiori v;alli alpine; nelle quali regioni tutte, come pel passato, si potranno in avvenire combattere serie battaglie tanto fra truppe alpine, quanto e specialmente fra truppe di fanteria di linea.; dove allo impiego dell'artiglieria in massa non potranno mancare che le batterie.

,,

Come argomento di r iserva · in favore dell'assegnazione dell'artiglieria da montagna ai battaglioni alpini, il capitano Barbetta ne avverte che i battaglioni avversari avranno dell'artiglieria, il che potrebbe mettere a prio,·i i battaglioni nostri in condizioni di inferiorità. Questo argomento, a mio avviso, non vale da solo proprio nulla; imperocchè, se veramente l'aver e con sè dell' artiglieria da montagna non rappresentasse alcun vantaggio assoluto, ben sarebbe da augurarsi di trovarsela di fronte. Contro un'artiglieria che difficilmente arrivasse in posizione, che non valesse a proteggere lo spiegamento nè la ritirata delle proprie fanterie, nè a preparare in tempo utile l'attacco che queste debbono eseguire, facilmente si potrebbe avere ragione, meglio che coll'ausilio di altrettale artig lieria.,


2180

1

L .\RTIGI.1EHIA DA MONTAGKA. 1 ECC,

2181

procurandosi la superiorità nel numero delle compagnie; facilmente in tale caso potrebbe la fanteria ·affermarsi come regina delle armi, facendo da sè.

ANCORA PER L'AVANZAMENTO NELL'ESERCITO Concludo finalmente, come già conclusi nel mio primo articolo, che in questa q uestione non vi ha nulla di assoluto. Vi sono bensì, l' una di fronte all'altra, due grandi esagerazioni; l'una, quella di escludere l'impiego delle batterie da montagna coi battaglioni alpini; l'altra, secondo me, più pericolosa, sarebbe quella di destinare le batterie da montagna permanentemente, organica.mente, al seguito dei battaglioni alpini. Ma un'ultima risposta, o schiarimento debbo ancora al capitano Barbetta.; là ove si preocèupa della mobilità di quell'artiglieria trainata che nel sucitato mio articolo pr,o· poneva per le divisioni di frontiera , solo perchè le sue vetture sarebbero a due pariglie anzichè a tre. Faccio osservare che la mobilità di un'artiglieria. trainata destinata ad agire in terreno montuoso non risulta soltanto dal numero delle pariglie, come avviene in pianura attraverso ai campi, o lungo le sLrade r otabili; ma eziandio dalla leggerezza intrinseca delle vetture, e quindi dalla facilità che esse presentano, sia al traino lungo le strade di montagna, lungo qnelle militari in ispecie, che sono di solito a frequenti e stretti risvolti; sia alla presa di posizione a braccia d'uomini, là ove l'impiego di più pariglie riescirebbe impossibile ed inutile. E qui ancora faccio voti affinchè venga conservato al nostro esercito, destinato ad agire anzitutto in regione montuosa, quel tipo d'artiglieria trainata leggiera, che l'esperienza della campagna del '66 ci aveva consigliato; ma che poi il lungo successivo periodo di pace e l'esempio di altri eserciti, operanti iu ben diverse condizioni di terreno, ne hanno fatto deprezzare. G. FRANZINI. Maggiore.

I

•

Esaminare la legge per l'avanzamento nel regio esercito e mettere in evidenza le conseguenze che sino ad ora quella legge ha prodotto nei quadri, è stato còmpito di un precedente studio, nel quale naturalmente sono state trascurate le imperfezioni che fanno sentire i loro effetti soltanto su di una ristretta categoria di persone, non già perchè non si debbano studiare anch!:\ gl'interessi individuali, ma perchè come è facile comprendere, uno studio destinato al pubblico deve occuparsi dei problemi che riflettono la generalità delle persone. Inoltre l'indole della pubblicazione, costringendo ad una relativa brevità, ha permesso di accennare solo in modo sommario alle imperfezioni della legge, senza diffondersi ad esaminare tutti gl' inconvenienti che ne derivano e ad accennare al modo di eliminarli. Non sarà quindi inopportuno far seguire un secondo studio che, calcolate le conseguenze non liete della legge, èsponga in modo concreto qualcuno dei mezzi, che pa.iono meglio adatti a riparare ad una dannosa condizione di cose. Non si allarmino però i finanzieri, chè non verrà loro chiesto alcun concorso, sia perchè si sarebbe certi di non ottenerlo, sia perchè non sarebbe patriottico chiedere aumenti di bilancio nel momento nel quale l'opinione pubblica addita come primo e necessario còmpito parlamentare il provvedere allo sgravio dei contribuenti. :lia d'altra parte non sarebbe prudente lasciare che si affievolisca la buona costituzione dei quadri ufficiali, che sono la base fondamenta-l e sulla quale riposa la salclezza dell'esercito, forza e salute della patria.


2182

,\ NCORA PlsR L'AVANZAMENTO '.\'li:I,i,'Esr,;H,) ITO

FraJe disposizioni che fanno sentire la loro ·infiuen za sul1' intero corpo degli ufficiali, quella che ~i ~,iferisce alle ~liminazioni. dal servizio attivo è senza dubbio la più importante e,~. e . anche quella che nella leggep resente si è mos~rata p1u :mperfetta, O almeno che ha prodotto effetti non nspondenti allo scopo per il quale h1 disposizione era stata adottata. Nè vi è da sperare che tali effetti possano mutare O essere attenuat~ in un prossimo avvenire, che anzi essi andranno f~cendos1_ sem_Pre più sensibili, specialmente negJi .ufficiali d1 grado mfenore, sui quali si accumulano per int ero le con· . seguenze del diminuito esodo annuale. Un tale fenomeno non era stato preveduto tanto è vero che i limiti di età sono sempre stati indicati dome il mezzo per ottenere un esodo normale, tale da assicurare a t utti urn1 con~enfente can:'iera, che permettesse anche a talèmi degli uffic1ah promossi a,d anzianità di pervenire ai o·radi elevati: e ciò per~hè si riteneva che le nuove disposizio;i non. avreb~ bero mod1:6.cata l'entità delle eliminazioni dovute ai o·iudizi delle commissioni compilatrici delle note caratteristiche Questa credenza ha fatto sì che, sebbene la necessit.à di una nuova legge fosse da lungo tempo riconosciuta ed il progetto dei limiLi di età fosse allo studio da molti anni . ' non s1 e pensato che per adottare questi limiti era necessario che i mutamenti organici e l'allargamento dei quadri fossero da molto tell]-po consolidati, o almeno che venissero scaglionate in un lungo periodo cli anni le conseo-uenti numerose pro~ozioni, a~nchè variando la, p ercentmd: dei gradi, mutassero m proporz10ne le età degli ufficiali. Inoltre per conseguire il risultato che il legislatore s1 ripro~etteva, di ottenere umi carriera normale, era necessario v~nare le a,mmissioni alle scuole militari, in modo da commisurare la quantità delle nomine élei nuov~ sottotenenti in

.

,\NCOHA PER L'AVANZAMENTO NE!,L'ESERCJTO

2183

..servizio attivo permanente, all'esodo annuale che sarebbe derivato da.Ila nuova legge, nel complesso dei quadri . Le vicende organiche di questi ultimi anni, non banno permesso che'si adottassero questi provvedimenti preventivi; gli aumenti dei quadri sono stati tutti attuati in modo repentino e le carriere degli ufficiali ha.nno subite tali oscillazioni da far variare le permanenze nei vari gradi e l'età degli ufficiali in modo straordinario, t alchè si sono avuti capitani promossi per anzianità dopo 8 e 6 anni di servizio da subalterni e con 27 anni di età nella fanter ia e 25 nel genio. Se poi si esaminano le cifre degli usciti dalle ·varie scuole militari in quest'ultimo decennio, si trova eh.e dal 1891 al 1896 incluso, sono stati nominati nelle varie armi c~mbattenti 2328 sottotenenti, pari ad una media di 388 all'anno, e negli anni dal 189'7 al 1899 inclusi ne sono stati .nominati 930, cioè in media 310 all'anno; per cui la differenza nelle nomine non è stata proporzionata alle diversità, di esodo che nei due periodi suddetti fu rispettivamente cli 258 e <li 108 in media a,lhmno. Da ciò ne verrà che, anche t enut o conto delle perdite da attribuirsi alla quantità dei sottotenenti, durant e gli anni cli permanenza, nei gradi inferiori, ciascuno dei gruppi dello stesso anno di nomina, non potrà, a suo tempo, essere promosso t ut to intero in un solo anno al grado superiore, e così dai 15 anni di servizio che già cont~mo attualmente i tenenti anziani delle anni comb~ittenti, si passerà tra breve ai 20 e più anni per conseguire la promozione a capitano. E finalmente perchè i limiti di età stabiliti per ogni grado por tassero ad avere nna carriera convenient e, bisognava pri1mi proporzionare i vari graèli fra loro in modo da determinare un tipo teorico di carriera e poi allora soltanto stabilire i limiti di età in guisa che essi fossero superiori di un anno circa all'età nella quale la maggioranza degli ufficiali di cia.scun grado raggiungerebbe il grado superiore. Anzi, neppure questo sarebbe sufficiente, perchè, come ognun o sa, non tutti gli ufficiali comincia.no la carriera alla


218-1

ANCORA PER L'AVANZAMt,;N1'0 NELL'ESBRCl1'0

stessa età, e anche tene:ndo conto solo di quelli provenienti dagli allievi, si hanno ufficiali di età var.i abili che formano un rombo molto "allungato, mentre per ottenere una carriera no1·male occorre che il rombo sia assai schiacciato, ossia che il numero totale degli ufficiali sia raggruppato attorno a ,duo o k e età al massimo, il che si potrebbe ottenere solo artificialmente. :~

** Come è evidente, questa rigidità del sistema non è possibile, non potendosi fissare per tutte le armi un' ident.ica proporzione fra grado e ~rado, perchè tale proporzione di pende unicamente dalle esigenze interno di ciascun'arma e dalle perdite per cause personali, le quali sono variabilissime da. arma ad arma. Per esempio, nella cavalleria si ha noi gradi subalterni una quantità. di dimissionari che non si hl~ nelle altre armi; l'artiglie1·ia ed il genio non provvedono quasi nessun ufficiale all'arma dei reali carabinieri e pochissimi glie ne dà la cava.lleria; nella fanteria invece si hanno le perdite per volontaria domanda cli giubilazione solo nei gradi più elevati. . Da ciò no è venuta. la. necessità. di una diversa percei1tuale nei gradi delle varie armi, quale risulta dallo specchio seguente: Per o~i {00 uflidali si hanno 1 Totale I C3P.1~ 1Tenenlil Tot.alo Colon- TPnentil colon- , )(ag-. Iufllciall e sotto- uffciati llCIII netli ~ 1 0 n super. t a. n , tenenti i11leriori

Fanteria

Ca"alleria . Artiglie ria Genio

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Il .23 30.42 58.35 5.5'1 11.14 24.'76 64 .1 0 6 .89 13.07 31.35 55.58 8.12 15.70 Sl.95 52.35

2185

ANCORA PER L'AVANZ.\MENTO NELL'ESERCITO

8~.7i 88 .86 86 .93 84 .30

ì\Ia se pure si fosse stabilita un' identica proporzione fra, grado e gra~o per tutte le armi, e con l'artifizio, sempre,

dannoso, delle veci di grado e della diversità di carica) si fosse provveduto poi alle esigenze ed alle condizioni interne di ciascun'arma, questo equilibrio artificiale sarebbe stato poi subito rotto da quelle perdite che si sono indicate come dipendenti da cause personali. E allora sia per la diversa età clell' inizio della carriera, sia per le diverse perdite successive, gli ufficiali di ciascun grado sarebbero siffattamento scaglionati per rispetto alle et à, da rendere inefficace il limite stabilito per ottenere che la loro carriera diventi normale. Poichè si è parlato cli rombo delle età, si facciano due esempi pratici nei quali si abbiano in un determinat9 grado 100 ufficiali, la cui età sia intorno ai <l,0 anni, e stiano per raggiungere il grado superiore e cioè: Ufficiali di anni

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È evidente che se per il gTado di questi ufficiali si stabilisce il limite massimo di 40 anni, ed essi per effetto delle proporzioni orga.niche possono ottenere la promozione al grado superiore a 39 anni e 11 mesi, il limite di età ne eliminerà uel 1° caso 30, ma perchè la carriera si mantenga normalo occorre che nel grado superiore esistano 70 vacanze. Se manca questa condizione e le vacanze sono, per esempio, solo 40, i rimanenti 30 ufficiali andranno ad accrescere la quantità dell'anno successivo e di questi 20 potranno attendere per un anno e 10 per due anni, prima di essere eliminati per età. Se invece il rombo è schiacciato il limite dì età ne eliminerà solo 5 prima dell'epoca della promoziono; ma se le vacanze sono come nell'altro caso soltanto 40, subito dopo l'epoca della promozione, altri 50 saranno eliminati per eta e solo 5 andranno in aumento a quelli dell'anno successivo


2L86

1

ANCORA l'El~ L ArtNZA MENTO N ELI,'ESERC!TO

.

1

1

2187

ANCOliA PER L A V ANZA~IENTO NELL ESEl{Cl'l'O

e potranno attendere nn solo anno per esse;e . colpiti dai limiti di età. Ripetendosi questo , fenomeno per alcuni anni, si avrà un inevitabile ritardo ·ai carriera tanto maggiore qua.nto più è allungato il,rombo delle età. ' Non pot endosi dunque stabilire in modo tass?,ti~o nè l'età . unica dei sottotenenti, nè le perdite dovute a cause })erso- · nalì, nè tampoco le vacanze nei gradi superiori, i limiti di età stabiliti per grado presentano una rigidità che ha per conseguenza cli produrre ristagni di carri.era non appena una di que$te condizioni si allontana dal tipo normale che deve essere servito d::. base agli studi della legge. Si pensi poi che cosa doveva accadere nei nostri quadri, i quali., come si è detto, per i repentini e t umultuari mutamenti organici erano ben lungi dal presentare un tipo di carriera. prossima a .quella teorica.

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Raggruppando in una tabella le condizioni di fatt o degli attuali ufficiali superiori delle quattro ftrmi combattenti (compreso lo ~tato maggiore) quali risultano dall'Annua1•io del corrente anno, al momei1to della sua pubblicazione si possono desumere alcun e utili considerazioni.

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2

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Perdite : nel grado di maggiore. Id. » tenente colonnello Id . » colonnello Total i perdite Uffic iali che per etii potrebbero giungere al o-eneralato . . ..

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2188

ANCORA PER L' A V,INZ~IENTO N.t<.:LL ' 1!:SERClTO

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ANCORA PER L'AYANZAMEJ:s'l'O NELL'ESERC ITO

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Innanzi tutto se questi dati venissero sviluppati per ognuna dell~ armi combattenti, il che non si .è fatto per econo~ia di sp~zio, si rileverebbe che, in t~1tti i gradi, la magg10r estens10ne verso . le età minime è nell'arma di fanteria, mentre gli ufficiali di artiglieria e del. .genio sono più raggru~pati verso le cifre di età media e ciò è -perfet?ament,e spiegato dal passaggio uell' arma di fanterifL di tutti gli uf:ficiali di stat.o maggiore provenienti da quelle due armi. Si noterebbe inoltre che la massa degli ufficiali promossi per anzianità si trova in tutte le armi nella stessa condizione di età, meno per il grado di tenente colonnello nel quale la maggior parte degli ufficiali di artiglieria e del g~nio sono perv:enuti alquanto più giovani e in conseguenza v1 permarranno maggior tempo. Se ne deve dunque concludere che, indipendentemente . dal ritardo generale, le carriere si svolgono abbastanza u_niforme~e~te e che per conseguenza la diversa proporz1one stabilita dalle tabelJe organiche è pienamente giustificata dalle esigenze di ciascun' arma. e le attri buzioni di capo d i corpo e di servizio, affidate in proporzione diversa ai vari gradi, non alterano in alcun modo questo giusto equilibrio fra le varie carriere, nè espongono a subire in diversa misura gli effetti dei limiti di età. Nella tabella qui riportata sono stati · separati con una linea grossa orizzontale g li ufficiali che per l'età loro, data l'attuale permanenza media in ciascun grado, non potrebbero pervenire al generala,to prima dell'et;à di 58 anni; dedotte le perdite, tenendo conto beninteso che le maggiori di esse manifestandosi sui più vecchi erano già state sottratte, si hanno per ciascuno dei 12 anni, secondo i quali gli ufficiali superiori verranno a presentarsi alle porte del generalato, ' rimanenze assai di verse; e siccome solo una ventina di colonnelli potrà in ciascun anno ottenere la promozione a maggior generale; quando non si abbiano altre eliminazioni all'infuori di quelle dell'età, le eccedenze di un anno andranno in aumento alle quan(;ità dell'anno successivo.

Pei·chè ciò non avvenga e le rimanenze siano eliminate dall'età, occorrerebbe che i più giovani fossero i più anziani nel rnolo, ma ciò non è, nè poteva essere perchè da molti anni i promossi a scelta, che erano evidentemente i più giovani, venivano posti in coda a ciascuna promozione, sebbene il regolamento del 1854, stabilisse tassativamente il contrario. Con ciò, e poichè l'età massima dista dalla minima di circa 10 anni fra i promossi di uno stesso anno, è evidente che l'eccedenza ai posti disponibili. andrà ad accumularsi con le cifre dell'anno successivo e pur ritenendo fortissime le perdite, le carriere andranno sempre più rallentandosi. Per ·quanto dunque la carriera reale possa essere alcun poco diversa da quella teorica qui studiata, si può ritenere come certo, che per molto tempo ancora i nostri subalterni vednmno crescere il numero di anni loro necessario per conseguire il grado di capitano. E che cosa avverrà nel ruolo dei capitani? Ecco qui raggruppate le età medie dei capita,ni e dei tenenti inscritti nell' Annua1·ùJ del corrente anno. Tenenti con anz ianità

Capitani con auzianità

ARMA

I

I

l888 {889 1{890 1{892 J.89+ 896 1898 !8891 l.890

Fanteria Cavalleria. . Art iglieria Genio

1

I

I

!892 1!891, l.8961 l.898

I

42.5 4L914o.+o.9140.2!39 o 38.2 35_ 1)33.1)33.7 32.0130.4 2'1.4 - 43.8143 3140.8 41.0 31.4 36 .7 34.2 33. 3,32.7 31.7i2s.7 26.5 - 30.l 29 5 27 O 26.5 35.6 33.2 40.1 40.0139.4 39.7 34 8 - 29.10 30 0:27.4 26.4 s9.1 - 37 9:39 o 39.7i3s.1

$7.7138-'

Come ognuno vede la differenza di età non corrisponde alla differenza di anzianità e se pure la carriera avvenire non subirà altri intoppi e, come ora, occorreranno 15 anni per ottenere la promozione a capitano e 12 per ottenere quella a mao·g·iore non si può dire che saranno molti gli ufficiali che o ' . arriveranno a conseguire questo ultimo grado. Da tutte le ricerche e da tutti i dati raccolti appare dunque chiaro che limitando la eliminazione a quelle sole che si praticano al presente, l'esodo che deve assicurare una conve-


2t!l0

A:-:CORA PER 1,' A VANZAMEN"TO NELL'ESERCITO

niente carriera nei gradi inferiori è ben lungi dall'essere rao·o-iunto ·e che i ritardi sa.ranno i,ali da divonire veramente <:><:> esiziali alle energie individuali ed al buon andamento di tutti i servizi. *** Se si dovesse occuparsi della cairriora degli ufficiali solo in quanto essa favorisce o danneggia gl' interessi particolari, la questione si potr.13bbe ridurre ad una formola molto semplioe, por quanto barbara Si potrebbe cioè affermare che non essendo lo Stato un'associazione di beuoficenza, le carriere non possono essere di verso da quello che le crea la leggo, nè le obbiezioni a questa affermazione avrebbero valore gitu·idico inquantochè nessuno potrebbe valida:.:nente sostenere la pretesa d'impiegare un tempo determinato a percorrere i vari gradi della gerarchia militare, non essendo ciò stabilito nel diritto posi6vo che è fissato solo nella legge scritta, la quale appuuLo, senza essere in ,tlcun modo violaLa, ha prodotto le conseguenze qui lamentato. Ma il problema sul quale si vuole richiamare l'attenzione ò beu diver:;;o; esso riguarda la carriora degli ufficiali in quanto riflette l'avvenire dell'esercito e nessuno allora potrà trova.re la questione priva d'interesse. Se come sembra ormai dimostrato ti:a poco tempo i subalterni conteranno veut' anni di servizio prima di giungere al grado cli capitano e in quosto dovranno permanere 1~ o 14 auni, quali saranno le conseguenze sulla forza orgamca dei reparti combattenti? Si potrebbe osservare che nel periodo di tempo nel quale l'esercito ha compiuto i più grandi sacrifìcir le più ardue imprese di gL1e1Ta ed i suoi migliori atti di valore, si sono avnte. come in questi ultimi anni, alternate le r apide corse alle dolorose lunghissime soste, le quali hanno dato subalterni e capitani in età avanzata come quelli che a,vremo tra brovo. Ma è da notare che le esigonze militari del presente sono assai di.verse da quelle del passato, nel quale per la durata rlella form~i non si aveva da istruire in ciascun. anno che un

A;-(COllA PER

1,' AVANZAMENTO

1

Ki>LL ESERC1'1'0

2t91

quinto·o meno della for za sotto le armi, mentre ora le reclute di ogni classe rappn:isentano circa la metà della forza presente ed a queste reclute si devo impartire uu' istruzione assai più accurata. Aggiungasi che le moderne armi da fuoco hanno fatto mutare la maniera di combattere; l'ordine sparso è divenuto normale, e la profondità delle zone del fuoco micidiale e così aumentata, da richiedere celerità di movimenti, disciplina nelle ordinanze, i.mperio assoluto sui di.pendenti, as8ai più ·che nel passato. Per ottenere questi risultati occorre un lavoro costante e t enace che produce un logorio inevitabile e celere, tale che solo un personale relativamente giovane può sopportare. Alla soluzione del problema di ringiovanire i quadri hanno rivolto da anni le loro cure assidue i migliori eserciti di Europa, e noi stessi ci eravamo avviati a questa soluzione, ma la presento l':lgge, che avrebbe dovuto assicurare un costante ringiovanimento, lo ha invece arrestato. Prima dunque che il male divenga irreparabile è necessario provvedere.

Non è certamente il caso di tediare il leUore con altre raccolte di cifre e di dati che dimostrino quali saranno le condizioni dei quadri fra qualche am10 e tanto meno è il caso cli analizzare gli altri articoli della legge che producono danni ed anomalie ristretti ad nna limitata cerchia di ufficiali sebbene anche queste imperfezio11i dimostrino la ne' . cessità. di riprendere in esame l'intiera legge,. Scopo finale di questo studio è l'esame di qualcuno dei mozzi cho paiono meglio adatti ad eliminare il più grande degli inconvenienti che l'attuale legge produce e produrrà in misura anche maggiore per l'avvenire. Non si accenna neppure all'idea di tornare all'antico ed abolire i limiti di età, solo perchè questi hanno prodotto un risultato diametralmente opposto ti quello che il legislatore· si proponeva di raggiungere.


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0

ANCORA PER L'AVANZAll ENTO NELL ESERClTO

ANCORA PER L'AVANZAMENTO NELL' ESERCITO

Questo espediente, oltrechè non sarebbe sufficientemente giustificato, perchè l'esperienza f~ta è a,ssai breve, costituirebbe una grave ingiustizia per quegli ufficiali che in questo periodo di tempo hanno dovuto lasciare il servizio attivo unicamente per i .limiti di età. Inoltre con un tale mezzo non si risolverebbe il problema finanziario, chè se il fondo pensioni 11011 consente ora, tutte le eliminazioni necessarie, non le consentirà neppure dopo abrogata la legge; anzi, probabilmente, allora ne consentirà anceyr meno, perèhè ai finanzieri non sembrerà vero di poter ogni tanto risecare qualche somma su quel capitolo, quando le eliminazioni non siano obbligatorie per legge. Inoltre questi benedetti limiti di età, con tutti i difetti dei sistemi' tròppo rigidi, sono pur stati aichiarati indispensabili per altre considerazioni inérenti al nostro regime parlamentare, che produce una instabilità di persone e per conseguenza. mutabilità di giudizi e di criteri. · Se, come sarebbe d·esiderabile, tutte le commissioni fossero severissime ed imparziali sempre, e la decisione ultima. fesse definita ad un potere stabile, le cose potrebbero procedere diversamente. Ma date le attuali condizioni di governo e di finanza bisogna ormai accettar e questo stato di cose, cercando nel bilancio stesso della guerra i mezzi pel' poter migliorare le condizioni dei quadri, e, come l'agricoltore, che vedendo deperire una pianta cerca rinvigorirne la vita col toglierne i rami e le foglie inutilmente alimentate, così si deve cercare di sopprimero tutto ciò che assorbendo risorse del bilancio non produce un corrispondente. beneficio alla saldezza dell'esercito.

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Questo sistema, come quello dei limiti di età è soltanto a~tuabile dalle nazioni ricche' che lo impiegano come sussidiario alle eliminazioni per incapacità :fisica od intellettuale. Infat ti p erchè esso produca una maggiore celerità ~i carriera occorre che gli ufficiali non inscritti nel quadxo d1 avanzamento lascino il servizio attivo, ed allora si . cade nuova.mente n elle pastoie del bilancio, al quale si imporrebbe per legge quello che ora non ~i yu~ . fa~e; ~nirebbe cioè' .con l'abbassare indirettamente 1 ltm1t1 d1 eta p er la cessaz1on~ dal servizio continuando negli inconvenienti già accennatL .' . . Non vi è però chi non veda come l'attua.le sIStema ~1a assai dannoso perchè il lasciare che i verdetti delle commissioni delle note caratteristiche restino lettera morta, ha tutta l'apparenza di una tacita disapprova,:r,ione, e p_er quant~ ciò non sia, bisogna Lrovaro modo di dare a questi :7erde~t~ piena esecuzione, affinchè insieme ai robusti vecchi colpiti dalla legge, lascino le :file dell'esercito coloro che hanno, per altre cause, perduta l'attitudine fisica ed intelle~tuale. . M~ ad un aumento di eliminazione si oppongono diffieolta ù.1 due ordini, la prima sta nelle ristrettezze del fo~do ~en~ sioni che non si vuole aumentare, la seconda negli anm d1 servizio dello persone che dovrebbero essere eliminate, anni che, data l'attuale legge delle pensioni., non sono sempre sufficienti ad assicurare un ~ssegno decoroso. Occorre dunque cercare il modo di elimiuare bensì. dal~'esercito attivo quegli ufficiali che hanno perduta l' attitudine per r imanervi, mantenendoli però in una posizio.~e. seden~ taria sino al 40° anno di servizio, e trovando per c1.o 1 mezzi necessari nello stesso bilancio de.Ila guerra. **:;:

Uno dei roe:r,z1 m uso presso altri eserciti per ottenere un esodo maggiore e nel tempo stesso conseguire una maggiore stabilità negli elevati comandi è quello di fissare un limite di età. oltre il quale non si possa essere inscritti nel quadro di avanzamento.

Esaminando le fa.1,belle organiche del regio esercito e dei ;ervizi dipendenti dal Ministero della guerra, si not~ che d~ fronte a circa 1.0 000 ufficiali combattenti, compresi quelli degli stabilimenti cli artiglieria e del gonio, e degli istituti militari, si hanno 1135 ufficiali contabili, 168 commissari, 138 -

A1'1'0 ~I. V.


219.t

ANCORA P.ER ·!.'AVANZAM ENTO NEl, 1,,ESF:&CITO

168 ragionieri di a,rtiglieria, 206 ragionieri del genio e 385 inipie1>'ati civili di concetto al :Ministero; un complesso cioè . b di 2000 persone con incarico amministrativo o burocratico. Nei quadri combattenti si hanno 138 ufficiali generali e 187 ufficiali di stato maggiore che costituiscono l'elemento direttivo e quello incaricato degli studi, della preparazione e della condotta della guerra, e se pme si vogliono a questi aggiungere i. 120 applicati di stato ma.ggiore, si raggiunge tali u:ffici, e di contro a la cifra di 400 ufficiali addetti questo pe;sonale direttivo se ne ha una quantità quintupla per il servizio amministrativo, quantità della quale un buon terzo n on entra ih campagna (1). Lasciando da parte il corpo contabile e quello di commissariato cb e hanno impiego nei servizi d.i guerra, e nei quali entrano già, secondo la legge presente, elementi tratti dagli ufficiali combattenti, occorre vedere quale spesa, qnesti elementi civili, impot'tano al bilancio così detto della guern1. In esso sono computate :

a

P er stipendio ed assegni al personale civile del Ministero . L. 1,000,000 Pei· indennità di residenza al personale civile del ::)finistero . » 230,000 Per 168 ragionieri di artiglieria » 445,000 » M0,700 P er 206 ragionieri del genio. Somme che dà.uno un toLale di.

L . 2,015,900

(tl In franchi con un bilancio per la guem1. rii 648 milioni rii li re e con 22,000 urncittli combtttcenli, si hanno 387 ufficiali e.li intendenza e 80 e.lei controllo d'amm inistra· z1one. Si hanno poi al Ministero 332 impiegati di cooceLLo che importano la spesa di rrancb i t,337,000 circ:i. Nei quadri <legli ufficiali dell'elemento d irP.ttivo e che studia, 8 pre para la g uerra, si hanno 3:13 generali, 812 ufficiali in servizio d i s la lo maggiore e . 1$0 ar chivisti (co rrispondenti al nostri a pplicati). In Germania co n un bilancio d i o ltre 6a0 milion i cli marchi si hanno 23.000 ufficiali combattenti. Nel Ministero della guerra si hanno solo 28 impiegati civili (CivUràthel: con una s1>esa complessiva di 260,000 marchi. Si hanno poi 247 generali o \!69 ulliciah <li sta to magg iore. . . . In Austria 1111.ilmen to con un bilancio di 4.3:1 milioni di liro si hanno 23,000 ufficiali coml)atter, ti. Nel Ministero prestano servi 1.io soli uf{ì cia li sedentari. Verti /li vista militure ciel ! 900, rlisrensa VII. Si hanno poi 238 generali o 346 ulllcia li di Slalo mngg,or-0

1

ANCORA PEf! L A VANZAME::-ITO NKLI,' ESERCITO

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Queste cifre di organico e di spesa sono di per sè così eloquenti, anche per chi è profano di ordinamenti militari, che quahmque commento·sarebbe superfluo. Non resta che faro una domanda. È mai possibile che fra gli elementi che importano la rilevante spesa di 2 milioni di lire, non esista alcuno di quei rami o di quelle foglie che l'agricoltore recide coraggiosamente quando la pianta intristisce e minaccia di intisichire? * ** Non è però della quantità, che occorre occuparsi, potendosi ammettere, ad onta dell' apparente · sproporzione, che qnel personale civile sia appena sufficiente al buon funzionamento dei vari servizi. · Bisogna invece studiare se non sia possibile reclutare quel personal e in modo che la spesa ad esso relativa concorra pii\ direttamente alla vita dell'esercito ed alla sua preparazione per la guerra. · Se gli ufficia.li i quali debbono lasciare il servizio per menomata vigoria fisica trovassero negli uffici amm.ini.strativi ed in quelli del Ministero un impiego che, o con promozione o senza, pormettesse loro di raggiungere 40 anni di servizio, si avrebbe la certezza che i giudizi delle com.missioni per le note caratteristiche, non sarebbero più, in modo alcuno influenza.te da altre considerazioni che non siano informate alla più severa e retta giustizia ed a.11' interesse dell' esercito, dappoichè in tal modo si provvederebbe ad un conveniente benessere economico per l'int era vita dell'ufficiale. Nè questa disposizione sarebbe così straordinaria da presentare difficoltà alla sua pratica applicazione, tanto è che la legge presente stabilisce già che un terzo dei tenenti contabili e t utti i capitani commissari siano tratti dagli ufficiali delle armi combattenti. Si potrebbe obbiettare che questi, o fanno un esperimento pratico, o frequentano un corso con il relativo esame, ma nulla osta che tale sistema si pratichi anche per l'am.miss10ne agli impieghi amministrativi ed a quelli del Mini-


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ANCORA PER L'AVANZAMEN TO NELL' ESERCJ'fO'

stero; perchè qui si parla solo .di inetti fisicamente e questi, potendo conoscere in tempo la loro sorte, si prepareranno certamente a subire con buon esito le prove alle quali doves: sero sottostare. Degli inetti intellettualmente non si è parlato e non è il caso di farlo, chè quelli, cui per mancanza di volontà o di mezzi intellettuali, fàrà difetto la necessaria ·capadtà a coprire un impiego, debbono esserne esonerati, nè · può un governo esaurire la parte sana di un organismo per dare vita a costoro. · Anche I.asciando a funzionari civili quei pochi impieghi del Ministero, per i quali sono necessarie specialissime attitudini o studi -particolari, e ai sottufficiali tutti gli impieghi d'ordine, si potrebbero assegnare per legge agli ufficiali non più idonei al servizio, circa 300 posti d'importanza variabile dal grado di segretario a quello di direttore generale, ed inoltre almeno 300 dei posti di ragioniere d' a.rtiglieria e del genio: Se in media si t enessero gli ufficiali nella posizione sedentaria p er un periodo di sei anni, si avrebbero disponibili in ciascun anno 100 posti che permetterebbero di aumentare di altrettanto il numero annuo degli eliminabili, numero che, come si è detto, è ora di circa 108.

A questo centinaio di posti annui ben altri se ne possono aggiungere per poco che si estendano le rìcerche nei vari uffici e stabilimenti militari. La legge per l'ordinamento dell'esercito già stabilisce che una parte degli ufficiali del personale dei distr~tti sia tratta dalla posizione ausiliaria; essi potrebbero invece essere per intero assegnati ai quadri dell'esercito sedeutario, e in egu3:.l modo si potrebbe provvedere agli ufficiali delle fortezze. In fatti ma.I si comprende, o meglio non si comprende affatt o, perchè la legge abbia fissato per questo personale, che all'atto della mobilitazione non entn1 in campagna, lo stesso limite di età stabilito per gli ufficiali combattenti, mentre ha poi :fissato un limite più. elevato per i medici, i1

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ANCO t<A PE R L ' AVANZAMENTO NELL'ESERCIT O

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commissar i ed i veterinari, i quali hanno in campagna il loro impiego e specialmente i medici hanno un impiego accompagnato dagli stessi rischi e dalle stesse fatiche che esistono per gli ufficiali combatten ti, al gruppo dei quali essi, a buon diritto, ritengono di appartenere. Anche negli istituti militari possono trovare utile impiego gli ufficiali sedentari, almeno in quei gradi ai quali è affidata o la parte direttiva o soltanto un qualche particolare insegnamento; chè non faranno difetto tra gli ufficiali che hanno perduta .l'attitudine al servizio attivo, persone colte, tali da poter utilmente disimpegnare un così delicato ed importante ufficio. Finalmente si hanno i :posti di applicato di stato maggiore, di comandante militare di stazione, di ufficiale istrutt ore presso i tribunali, e tutti quegli alt ri impieghi di carattere sedentario che .o ra sono o potrebbero essere affidati acl ufficiali in posizione ausiliaria. Ohe se taluni applicati saranno impiegati nei quartieri generali mobilitati, pur tuttavia essi non dovranno neppure in t al caso eseguire marce, nè sottostare a gravose fatiche. Nè qui si debbono arrestar le ricerche di impieghi che si possano facilmente affidare agli ufficiali sedentari. Se si considera l' organico delle direzioni di commissariato n elle quali sono impiegati 49 ufficiali superiori e circa un centinaio di capitani e si tiene conto che non tutti i servizi di sussistenza in guerra sono così vicini alle truppe combattenti da far sì che l'intero personale destinato a quelle mansioni abbia d'uopo di età e vigoria giovanili, si può facilmente concludere che, anche in quegli uffici, un certo numero di posti potrebbe essere assegnato agli ufficiali sedentari, tanto più che gli aspirant i potrebbero facilmente abilitarvisi frequentando lo stesso corso di studi stabilito per i capitani. E si potrebbe infine affidare al genio civile la manutenzione e costruzione degli edifici militari, destinando qualcuno degli ufficiali sedentari provenienti dal genio a prestare servizio presso la direzione di ciascuna provincia.


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ANCORA Pl>lt L1 AVANZAMBNT0 NKLL'l,SERCITO

A)<COl<A PER 1.' A VANZAJIE~TO NE1,r,' ESIWCTTO

_' Due a1:gbmenti restano ancora ·a a esaminare per prevenire le obbiezioni che si potrebbero muovere a questa innovazione. ' La capaciti1 degli aspiranti agli impieghi sedentari e il modo di passare dall'attuale al nuovo sistema. Per gli impieghi del ministero, sebbene ora si abbia per legge un· personale civile tratto dairii studenti che secruo o ... una carriera sua propria, si ha poi nel fatto un certo numero di ufficiali che occupano posti destinati ad impiegati civili, e si deve ritenere che li occupino con onore perchè nessuno ne fu mai tolto innanzi tempo, ed anzi taluni vi sono rimasti anche dopo che per i"limiti di età avrebbero dovuto lasciare il servizio. Ma vi è di più; chè molte volte sono stati destinati ufficiali di grado elevato a coprire posti di capo divisione e di direttore generale, uffici che importano conoscenze legislative ed amministrative speciali, estranee alla coltura professionale militare. Ad onta · di ciò q negli ufficiali hanno potuto e saputo in quelle cariche rendere ottimi servizi. Se dunque possono ora ufficiali dì vario grado coprire con onoi:e, sia impieghi esecutivi, sia c·ariche altamente direttive, a 1uaggior ragione potranno · coprire e gli uni e le altre, quando fosse precedentemente stabilito a quali impieghi gli ufficiali sedentari possono aspirare in ragione del loro grado, e quali sono i requisiti che essi debbono possedere per ottenere quegli impieghi. Tutti gli altri posti, compresi quelli dei ragionieri, sono di carattere così strettamente militare che sarebbe superfluo spendere parole per dimostrare che gli ufficiali sedentari li' saprebbero coprire con onore, dal momento che al presente quasi tutti quegli impieghi sono affidati ad ufficiali in servizio ·attivo o in servizio ausiliario. Le diffico.ltà per il passaggio dall'attuale al nuovo sistema non sono certamente nè poche nè facilmente superabih. <.J

'

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Ragioni d,i giustizia e di convenienza obbligherebb~ro a~ una lentezza di applicazione tale che solo tra parecchi anm si potrebbe veder compiuta la trasformazione. Converrebbe però intanto far cessare qualunque nuova ammissione, collocare a riposo tutti gli impiegati che han.n~ raggiunto i quarant,a anni di servizio, e stabilire le modahta per l'occupazione delle vacanze, attibuendon~ una ~arte ~11~ promozioni degli attuali impiegati e l'altra parte agli uffic1ah sedentari. Nè qui sono finite le difficoltà dell'attu~zione, m.a non è in uno studio sintetico che si possono esammare e discutere particolari di tal genere. . ,. . Basterà accennare che attuata per mtero l innovazione, quasi nessun impiegato civile riceverebbe ~ssegni sul bilancio della guerra. e i due milioni che ora si ~pe~dono a, tale scopo andrebbero a sollievo del fondo pens1on.1, per_ch~ servirebbero per gli assegni ad un certo nurne:ro d1 uffi.c1ah non più atti al ser,,izio attivo. . È bensì vero che questi raggiungerebbero un maggior numero di anni di servizio e per conseguenza· un maggior assegno vitalizio, ma questo sarebbe di minor durat~, chè ..la legge naturale si incaricherebbe di_ m~ntener l' eqmhbno :tra l'entrata e l'uscita del fondo pens10111. E poichè a questi ufficiali una pensione sarebbe. s~ata corrisposta anche se non esistesse per essi questo.serv1z10 ~edentario il bilancio avrà un non lieve vantaggio allorche non dovrà. pii.l corrispondere assegni ai 759 impieg~ti.civili erag10111en che presentemente dipendono dal ministero della guerra.

*** Quando queBta p'osizione sedentaria, i11termedia fra, il servizio attivo e l'assoluto rìposo, fosse adottata senza recare alcun aggravio al bilancio della. guerra, ogni uffi.cial~ ~he n_e sia meritevole potrebbe raggiungere in quella pos1z1?ne 11 tempo necessar io per ottenere la ìntiera pensio~e .co~p1endo in quel servizio a lmeno i 58 anni cli età, per cm d1:ffic1lmeute


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ANCORA PER L'AVANZAMENTO NELL'ESERCITO

si potrebbe fare ancoxa assegnamento su q nesti ufficiali per i servizi di mobilitazione, ma nulla _osterebbe 0he questo assegnamento lo si facesse pei- sostituire gli ufficiali che si trovano in servizio sedentario e che alla loro volta per la meno avanzata età potrebbero essere impiégati in quei servizi che ora sono affidati agli ufficiali in posizione a.Ùsiliaria. Nè alcun speciale compenso occorrerebbe por questo eventuale impiego degli uni e degli altri; chè, come attualmente molti ufficiali di riserva hanno accettato, con animo contento, di spendere in servizio del paese le loro ultime energie, così accetterebbero Ìietamente questo onere gli ufficiali posti nella più favorevole condizione di poter conseguire il ;nassimo della pensione consentita al loro gradtl, e lo stipendio di attività sino al 40• anno di ser vizio. Potrebbero tuttavia fàr difetto i generali per il comando delle· unità di nuova formazione, ma tenuto presente che. quelle unità entreran no in campagna come tutte le altre dell'esercito p ermanente, sembrerebbe necessario avere fin dal tempo di pa.ce quei quadri costituiti, perchè d ifficilmente si troverebbero generali in congedo adatti per tali comandi, o perchè avi·ebbero lasciato il servizio per i limiti di età, o perchè avendolo lasciato per altre ragioni non sarebbe moralmente opportuno affidare loro in guerra un comando che avevano dovuto abbandonare in pace. D unque per i comandi puramente territoriali si può provvedere con ufficia,Ji generali della riserva o del servizio sedent ario, e per i comandi in guerra occorrono ufficiali generali con le stesse attitudini che posseggono quelli in servizio attivo, e per conseguenza d~bbono essere tenuti ill: questa posiziono. Cessano allora per tutti i gradi le ragioni che hanno fatto stabilire la posizione di servizio ausiliario, per la quale si spendono al presente circa 350 mila lire, che potrebbero essere devolute all'aumento delle eliminazioni ed al miglioramento economico degli eliminati; distraendo solo una piccola parte di questa somma per destinarla alla costit uzione dei comandi necessari in g uerra e dei quali ancora si di fetta in pace,

ANCORA PER L'A VAN ZAXENTO NE LL'ESERCITO

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Mol ti problemi che riflet t ono le condizioni dei quadri, quali il recl utamento degli ufficiali in servizio attivo ed in congedo, il loro avanzamento dal punto d i vista della vantaggiosa stabilità negli uffici e comandi ·elevati, potrebber o esser e ancora argomento di utile discussione, ma perchè questi problemi complessi abbiano una soluzione concreta occorrono studi pazienti che assorbirebber o un tempo lunghissimo, o troppe pagine di questa Rivista. Sarà quindi sufficiente aver accennato ad uno dei mezzi che possono assicura.re quella conveniente carriera che la legge riteneva di conseguire con la sola adozione dei limiti di età. Questo mezzo, di cui già altri hanno parlato, e molti forse parleranno, non è il solo che possa risolvere la questione. Ma, o con questo, o con altri migliori che si sappiano escogitare e si vogliano attuare, è necessario ed urgente porre un salutare rimedio al presente stato di cose che; perdurando, minerebbe i più vitali interessi dell'esercito.

E. Hmn·1·0TTr.


2202

LA CRTT'I'OGRAFlA

« Qualunque sia il sistema che vuolsi adottare, bisogna « evitare che il segreto del metodo ripqsi sul mistero del << quale si circonda. Nessuna specie di mistero è duratura; « e se abbiamo scelto sempre in qilesto studio una chiave let« terale ' si è che Questa chiave costituisce un mistero essen' « zialmente tempm·aneo, che nella frequenza dei cambiamenti. « anche istantanei che può subire, presenta la maggior ga« ranzia di segretezza ». Il de Viaris in una sua monografia importantissima (1) distrugge in pa;te queste conclusioni; ma ciò nulla toglie alla importanza reale della dott a memoria del cav. Garelli.

I1A ORI'rTOGRAFIA.

.

OSSIA L'ARTE DI CIFU4IIE E DECIFRARE I DISPACCI SEGRETI ~

I.

Ri-

Il cortesissimo cenno bibliografico _pubblics,tosi nella 'Vista (1) mi fa quasi obbligo di dettare alcuni appunti sulla scienza della crittografia, èhe può e deve tanto interessare l'Esercito e che è in g1:ande onore fra le nazioni straniere le più colte. Ed obbedisco col maggior piacere. Anzitutto, intendo di riparare ad una involontaria omiss10ne. Nel mio Saggio sulla C1·ittografia diplomatica militare e commerciale, pubblicatosi dal solerte editore Hoepli nella serie dei suoi Manuali, non tenni conto dello studio del cav. A. Garelli (2) inserito nella Rivista Madttima, per la· sola ragione che ne ignorava l'esistenza. Venutone ora a conoscenza, volli leggere quella dotta memoria e ne rimasi soddisfatto per la chiarezza di esposizione, per la perspicacia di induzione scientifica. Il cav. Garelli, pur rendendo conto dello studio pubblicato dal marchese de Viaris nel Génie Civil dello stesso anno (3), lo illustra, e, sopratut:.to, ne.S'7iluppl). le formole matematiche, che riuscirebbero oscure ad un profano. Il chiaro autore, approfondendo le ricerche del de Viaris e spiegando anche teorie e proposte proprie, molto apprezza· bili, conclude il suo studio con queste parole : (l) Anno XLlll, llispensa XIX.; i 0 ottobre -1898, pag. !782-1783. (2) Anno XXI, trimestre I V, i8SS, novembre e dicembre, pag. 203 e 353. (3) Nei numeri di maggio e giugno 4S8S.

2203

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Pagato. questo doveroso tributo a chi assai prima di me, e meglio, osò affrontare (e felicemente) il pròblema della crittografia in Italia, non credo inutile mettere al corrente i numerosi e colti lettori della ottima Rivista Militare degli ultimi.studii sulla elegante materia. Confesso, anzitutto, che avrei voluto o desiderato di veder studiato un po' di più l'argomento, così interessante per il nostro Esercito, dai valentissimi ufficiali che vanta l'Italia .e che, appunto per questo motivo, nel mio 11:lanuale cercai di essere compendioso e succinto, perchè sperava che altri, più valente, avrebbe preso le mosse dal mio modesto Saggio per estollersi' a regioni più elevate, a benefizio della scienza della guerra. . Le biblioteche militari delle altre nazioni posseggono tutte le monografie che possono riferirsi alla crittografia ed io stessò potei trovarne a Parigi e a Londra per una data .ricerca. Si può dire altrettanto per l'Italia? I crittologi stranieri più accreditati appartengono, oppure appartenevano, all'esercito: Bartels, Beaufort, Fleisser von W ostrowitz, J osse, Kasiski, Kercko:ffs, Mamy, Montfort, Valerio, (de) Viaris. '· (1)

L'art de déchiff,·er le Mpéches sec1·etés. - Parigi, Gnnth ier-Vi!lar:; éd il. l.895, fr. 2,50.


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L A CRITTOGRAFIA

LA CRl'l'TOG!l.AFIA

Nel nostro paese all'infuori del capitano di corvetta cav. Gar elli, già nominato, del capitano Guerrini e del tenente colonnello d'artiglieria cav. Ducros, non c'è. alcuno, e h' io mi sappia, che si occupi un po' a fondo di tale materi!:\,. • I A scuotere, « l'alto sonno della testa )), varranno questi . miei appunti? Lo spero, e, ringraziando per la cortesissima ospitali!,j, accordatami, entro in argomento.

quanto si tratti di un ex-ufficiale della marina francese, debbo, e con orgoglio, rivendicare alla patria nostra il vanto di avergli dato origine. Infatti il valentissimo crittologo appartiene all'Italia avendo la di lui famiglia tratto i natali a Chiesi ed essendo egli ancora conte di Lasagne, Roascio, ecc., e marchese di Ceva. Il nome di Viarigi ha mutato veste naturalizzandosi francese. Il marchese de Viaris. dunque, oltre ad una serie di dotti articoli pubblicati nel giornale Le Génie Oivil ed al poderoso studio I/ art de chi(frer et cle déchìfTrer les clépéches secrètes pubblicatosi pochi anni or sono, continuò ad occuparsi di crittografia con un opuscolo: Les dépéches secrètes et les

Dopo la comparsa del mio Saggio, ecco quanto venne pnb<. blicato o quanto giunse a mia conoscenza su tale materia: DE

VIARIS. -

conventìons, inte1·nationales (1).

Les depéches secrètes et les conventions· inte1··

nationales. Paris, impr. Chaix: BoETZEL et 0' KEaNAN. Ecriture secrète. Pitron édit., Paris. - 10 fr .. n' HÉBÉCOURT. - Les ecritures secrèles, nel giornale l' Illu,slration. Diziona:l'io a1··itmogr·afico per la corrisponclenza in cifra. Fiume, Mohovich edit. fr. 1,25. E. C. - c'01·rispondenza segreta unive1·sale telegrafica ed epistolare. Torino, Casanova edit., 1892, L. 5. DE VIARIS. - ABC. Repertoi:l'e de cryptographie. Paris, Impr. LAGHE'.l"l'I. -

Nationale. - 25 fr. Di tutti questi studii avrei voluto fare una analisi minuta, una critica serena ed imparziale, allo scopo di . poter far comprendere ai miei lettori le ragioni per le quali io credo di poterli o approvare, o in tutto o in parte, o condannare. Ma in causa dello spazio ristretto che mi viene accordato, mi limiterò a darne brevi cenni, nella speranza di invogliare i lettori a studiarli meglio e compiutamente nel loro testo originale. E comincio col de Viaris. Nel mio Saggio sulla crittografia ebbi a citare parecchie volte, ed onorevolmente,. il nome del marchese de Viaris. Per

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,._ .

Quest'opusculo si divide in due parti: nella prima esamina i postulati delle varie Convenzioni intel'nazionali telegrafiche (dieci) giusta le conferenze tenutesi a Parigi, a Bruxelles, a Vienna, a Roma, a Pietroburgo, a L ondra, a Berlino, a Budapest dal 1855 al 1895, per quanto riguarda. i telegrammi detti di Stato, e di servizio, e privati, in linguaggio chiaro, cifrato e convenuto. Nella seconda parte, poi, preoccupandosi degli in te ressi dei mittenti in recisa opposizione a quelli per così dire fiscali delle.compagnie telegrafiche o cablografiche, per la tassazione delle lettHre -o delle parole; propone un metodo speciale che dà una economia rilevante sulla spesa (del 40 °0,) della quale per ora beneficierebbero gli Stati firmatari delle conferenze ed in caso di ribasso nella tariffa anche il pubblico. E questo beneficio è importante poichè la spesa per il regime europeo varia, per ogni parola, da un minimo di L. 0,06 per l'Austria ad un massimo .di L. 0,42 per la Russia (esclusi i possedimenti italiani dell' Eritreaf e .da L . 0,24 per l'Algeria a L . 1,65 per il Senegal (per alcune colonie francesi africane giunge fino a L. 13,24 come per Mossamedes). Per il regime extra europeo va da un minimo d i L . 1,45 (Alessandria d'Egitto) ad un massimo di L. lo,55 per la G~jana inglese. <Il Ertizione del .f893, fuori' commercio, esclusivamente potir l'a~lew·.


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LA CR ITTOGRAFIA

Ora il de Viaris, preso per base l'alfabeto telègra:6.co Morse, calcolata la frequenza, la media, l'equivalenza dei 'segni da trasmettersi, ha forn:ato un me.todo speciale ed ingegnosissimo di combinazioni binarie· e quinarie di lettero, che sostituir ebbero le cifre arabiche dei mastodontici, incfìlmpleti e farraginosi dizionarii sparsi per il mondo (1). Con un ling uaggio sillabico o t risillabico di ortogr~fia semplice, di ~ netica tale da non far ca.dere in errore l'impiegato mittente, composto di consonanti seguite da vocali (10 delle prime e 5 delle seconde) la cui traduzione in segni Morse non può dare confusione o indurre in errori (anche perchè venne creata una parola di controllo e di chiave), il de Viaris r isolve genia1mente il problema di· dare con t re sillabe 125,000 combinazioni e con quattfo 625,000; come si vede esuberanti ai bisogni della crittogra~a. Il de Viaris dimostra essere impossibile la falsificazione di un telegramma tradotto in questo linguaggio convenzionale, anche se scoperta o falsata la parola_.di controllo, perchè l'errore, pur mantenendosi il segreto il più assoluto, sarebbe segnalato o in partenza o in arrivo e con t utta facilità. Per di più con tabelle-abachi speciali il de Viaris indica u n metodo sicu1·0 di telegrafare, · volendo, in cifra segreta. Non ho bisogno 'd i aggiunger e che la prova del risparrriio nella spesa è sempre evidente. Se lo spazio me lo avesse consentito, mi sarei dilungato un po' su questo metodo, sia perchè lo ritengo assolutamente sicuro e preferibile per ragione di economia a qualunque altro nell'interesse dei privati e dei governi, sia perchè il volume del de Viaris non si l1'ova in commercio e debbo alla estrema di lui cortesia l'averne potuto far cenno. In ogni modo sono a disposizione d i chi vo lesse maggiori i-agguagli in proposito. ·

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LA CRITTOGRAFIA

(i) A pag. 77 del mio Saggio ho già fatto la critica di questo mastodontico lavoro, quasi inutile per la lingua italiana, visti gli errori grammaticali e lo0 ici che in esso si trovano a profusione. . · 0

,,. ** I signori Boetzel e O'Keanan nel loro volume Ecriture 'secrète (1) hanno stabilito una base in apparenza semplice ed elegante. S i scrive una lettera, -una nota qualsiasi, un conto, con una calligrafia speciale, in cui le singole lettere siano staccate l'una dall'altra per ogni parola; si stabilisce una chiave (un verso, una sentenza, un proverbio) dal quale si ricava un alfabeto che ripartito in S(?rie di 6 righe viene distinto in ogni serie da un segno convenzionale. Per esempio, la prima riga di sei lettere non ha alcun segno ; la . seconda ha un m&zzo tratto iniziale per ogni lettera; là terza ha 1 tratto iutiero e la quarta ne ha 1 '/. . Si scrive sopra un pezzo di carta colle lettere spaziate una frase, un brano dì un libro qualunque e quindi fatti i debiti calcoli per ogni lett6ra del testo segreto si fa il '/, o l' 1 o l' 1 1/ 2 tratto, oppure non si fa affatto sècondo il posto ed il significato in linguaggio convenuto. Chi riceve il messaggio lo esamina e scopre questi tratti interi o diminuiti e coé, con calcolo analogo ed inverso, ricostituisce il dispaccio. Gli autori indicano delle varianti che valgono a complicare la chiave, ad invertirla, ecc. La diffusione del volume per la stampa, la naturale diffidenza in caso di guerra da parte di ohi sequestra ad una spia o ad un piccione viaggiatore un brano di prosa o di poesia, una nota di lavandaia, un ménu (questi sono gli esempi più geniali citati dagli autori), la calligrafia visibilmente stentata perchè non fatta:. curre,nti calmno, e mille altre considerazioni facili a comprendersi mi inducono a ritenere ben poco raccomandabile questo metodo, perchè non risponde a,i postulati più importanti della crittografia (2). U) Pitron e C.ie èdit.. Par,igi, I895, fr. to. a 2853 e 2855 del 4897, vo i. HO, anno 55.

(2) Numeri. 28~8

/


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LA (\8JT'roG1tAEIA

LA CRITTOGR,\FIA

La invenzione venne però encomiata da uD;a. speciale commissione militare francese e per la forma geniale, per l'eleganza del testo il volume merita.,· se non altro, di essere letto. ,,. È certo che il governo francese non ha adot'tato tale metodo, giacchè nello scorso anno venne appu~to incaricat~ il de Viaris di riformare i cifra.rii ufficiali ed è presumibile che abbia compiuta tale delicatissima mansione con criteri ben più serì e vantaggiosi per la corrispondenza segret~.

..

**

,,

Il -Lamadon d' Hébécourt pubblicò nella lllustration (1) alcuni articoli nei quali elogia il metodo Boetzel e O'Keanan ma con modificazioni se non altro originali. La base d~l di lui metodo crittoti'pografico consiste nell'impiego dei cosidetti refusi od errori tipografici (coq·uilles) . Si supponga un articolo stampato qualunque in cui (e lo si può fare per un solo esemplare, l' ult,imo, restando gli altri perfetti} si introducono in certi punti, con norme prestabilite, dipendenti da una chiave, degli errori tipografici. Essi sfuggono anche in parte t1,l lettore più attento ma chi lo riceve, ne può decifrare il senso. L'autore dà degli esempi elegantissimi di tale metodo, ma non possiamo riportarli anche per tirannia di spazio. Meritano però di essere letti. Nello st esso giornale poi .il d'Hébécourt propone un metodo di criptotelefonia basato sopra il noto esperimE1nto delle sonnambule nelle fiere e talora anche nei teatri, che alle domande apparentemente innocenti di un co?lpare rispondono indicando dei numeri esatti per un'operazione aritme· tica, ecf· E la cosa è facile. Sia, p. es., convenuta una cifra come segue:

Ecco alcune domande colle relative soluzioni: Ed il numero qual' è? 16521 Q,uale numero vi trovate scritto? 25973 Vedete voi il numero? 4468 Quale numero leggete? 256 Dite il numero . 0768 A pa.rte la seccatura di preparare con questo metodo una comunicazione telefonica, a parte la spesa rilevante per le corrispondenze con l'estero, a parte il pericolo d i un filo clerivato1·e che permetta ad un interessato di avere il dispaccio per conto proprio oltrechè per altrui ; non sarebbe più semplice e più sicuro telefonare delle cifre ?

,,. ** Di un altro metodo debbo far pur e cenno, perchè dato recentemente alle stampe dal dottor I. Laghetti col titolo: Diziona1·io aritmogra(foo per la corr·isponclenza in cifra. L 'autore, che pur condanna i cifrari ed i decifrari in uso anche pi·esso le nostre amministrazioni go~ernati ve, che pure cita il caso disgraziato del dispaccio Panizzardi decifrato dal Paleologue nel processo Dreyfos; non trova nulla di meglio da sostituirvi che un ... cifrario e per giunta limitato a sole 1000 parole o lettere o sillabe. E gli vi aggiunge una chiave mentale e l'introduzione di una cifra reale nel t esto ma con ciò il metodo non migliora certo quando per telegrafare la frase: Posso ven fre occorrono ben dieciotto cifre che contano per quattr o parole mentre nel te-,to chiaro ve ne sono due soltanto. Alla fine dell'opuscolo si annunzia l'invenzionEi di un nuovo alfabeto detto diplomatico che si tiene occulto, ma è da presumersi che poco differisca dal precedente.

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**

1-2-3-4-5-6-7-8-9-0 e

q

S

V

(l) Vedi il mio Sriggio a pag. 82.

U

l

t

O

d

22,0!:)

Il capitano Guerrini ha voluto offrire ai lettori di un ottimo g iornale illustrato, La Dvmenica del Corriere, due concorsi crittografici a premio, con metodi diversi. :139 -

ANNO Xl. V,


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LA CRITTOGRAFIA

Il primo sarebbe dovuto ad un portoghese; il N unez y Muiìoz, in cui le 21 lettere dell'alfabeto sono ·rappresentate da 6 cifre semplici (O a 5) e 15 èalle combinazioni binarie ""t delle altre quattro (per esempio: 67, 78, 89, 96, eçc.) oppure utilizzando in una specie di favola pitagorica 8 ' numeri di una sola cifra com.e simboli di altrettante lettere e 13 numeri di due cifre (una di linea l'altra di colonna.). Sta il fatto che 172 persone di condizione, di coltura. di 'Sesso diverso, giunsero a risolvere il problema, pur dichiarato inesplicabile dall'autore. Il secondo metodo mantiene la traduzione di ogni lettera con due cifre, ciò che porta secondo l'esempio pratico citato che 6 parole vengono rappresentate nientemeno che da 74 cifre! Si può immaginare guanto costerebbe con tale sistema un telegramma con qualunque regime. • Per le varie complicazioni che vi introdusse l'autore . il crittogramma ebbe ben pochi solutori, ma ne ~bbe, ed in persone ohe non si occupano in modo speciale della partita. In ogni modo il metodo sembra mantenere il vizio di origine insito nel tipo prsoedente e perciò solo in teoria deve ritenersi inapplicabile alla crittografia militare, così · gelosa del proprio segreto. Il cifrario a tabelle pubblicato dall' E. C. col nome di VLCOPK, si compone di ventisei quadri per le lettere dell'alfabeto e di dieci per le cifre. Per cifrare si ricorre ad una parola chiave e poscia, come ad una tavola pitagorica e scegliendo la lettera a siuistra del gruppo binario, alle tabelle sia per le lettere come per le cifre. L'autore non ebbe di mira ohe un sistema monoalfabe · tioo per ogni corrispondente (e per ciò solo difettoso), ma non certo la economia per i dispacci telegrafi.ci. Il vecchio adagio: si carta cadit... si applica purtroppo al metodo VLCOPK, come a molti altri dell stessa specie. Metodo per metodo preferisco sempre quello del Delastelle a decimazione, · con alfabeto doppio, ohe fino ad ora è stato

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ritenuto davvero indecifrabile e del quale ho dato esempi vari nel mio Saggio (1). Del marchese de Viaris, dopo quanto ho scritto nel precedento articolo e nel mio Saggio, non credo di dover fare più gli elogi che si merita e che tutti quanti si occupano cli crittografia gli riconoscono. L' ultimo lavor o, come sempre profondo e serio, da esso pubblicato, è intitolato : ABC Repertoire-Dictionnaire de correspondance cryptog1·aphique (2) e di esso appunto mi occuperò in questo articolo.

... **

L'ABC si presenta. nella forma di un libro qualunque, della misura di centimetri 13 X 22, grosso non più di 12 millimetri, elegantemente rilegato in tela. L'interno di esso lo diversifica da qualunque altro libro usuale. Infatti, come lo mostra il disegno, esso por ta delle divisioni speciali ohe lo fanno rassomigliare in certo modo ad uno di quegli specchi a tre pareti che si trovano nel commercio delle chincaglierie. Vi è una divisione a sinistra ohe si apre e fa vedere alcune pagine (venti), in capo alle qua.li, e per ognuna di esse, vi sono cinquanta linee punteggiate, con dei numeri disposti come segue :

900°0 , 900°1, 900°2, 900°..... 90099 • Questa divisione r icoperta in tela porta impressa nel mezzo della copertina la lettera C. La divisione a destra è composta di tre parti, contenenti due comparti a libro, larghi circa centimetri 5 ed alti centimetri 22 ognuno, con copertine separate, segnate l'una AB, che si apre da sinistra a destra, l'altro BA, che si apre da destra a sinistra. ( lì Vedi a p~g. i02 a H O. (2) Parigi, l.898, ed ito dall'Autore (Rue du Général-A ppert, 8. - Fr. 23.


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LA CRITTOGRAFIA

L o spazio intermedio f:r;a questi due fascicoli, rilegati & ceperti in t ela, della larghezza di circa 2 ·centimetri, è occupato da una striscia senza flile, numerata da 00 a 99 a'rlestra e sinistra, la quale gira fra due rotelline poste sopra e, sotto del volume e che grazie ad una molla metallica ad eccentrico posta ai· due capi, può essere spostata e fermata al punto voluto. Sotto queste molle si trova un fasoicoletto di 10 foglietti. verso il quale è rivolta una freccia impressa nel v6lume. Una terza freccia impressa sul cartoncino di copertura, perpendicolare alle due prime, è rivolta verso ii .nastro continuo numerizzato. · .A.prendo il libro, i due fascicoletti posti sotto le molle di_ chiusura, sopra e sotto, presentano l'aspetto seguente:

Il (ascicolo che sta di sopra :

BDEFGHIKLN 8 9 O1 2 3 4 5 6 7

Mille

NLKIHGFED B 7 6 5 4 3 ·2 1 O 9 8

Il fasc icolo che sia disotto :

PQ RSTUVXYZ

ZYXVUTSRP Q

3 4 5 6 7 8 9 O 12

2 1 O 9 8 7 6 5 4· 3

I due libri repertorii 1-iB e BA portano, in capo ad ogni linea e per ogni pagina, dei numeri in ordine regolare, da 0000 a 98999, seguiti da parole o da fra,;i di formole usuaìi di corrisponden:t.a, ordinate alfabeticamente e divise in due sezioni distinte e stampate con due inchiostri diversi, neroe rosso, uno a destra e l'altro a sinistra, uno con cifre da. 0000 a 8999, l'altro da 90000 a 98999. Le frasi e parole del primo ammontano segnate con 4 cifre . ad un numero complessivo di 9000; quelle de! secondo ad altrettante; in totale dunque i due r epertor ii contengono18000 parole, frasi, più. che suf.tìcienti per qualunque genere di corrispondenza segreta. Questo repertorio si può adoperare in due modi ben diver'.5i. I

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LA CRIT TOGRAFIA

O ci si contenta di cercare nel volume la parola, la frase, fa formola speciale e la si traduce nelle cifre corrispondenti

.ad uno dei libretti interni, e chi riceve il dispaccio cifrato non ha che la fatica di decifrarlo col libro alla mano nel modo .che dirò in seguito; ed allora il carpire il segreto è ben fa. -cile (come si comprende) essendo l'ABG in commercio per -chiunque vi abbia interesse. O si deve complicare il metodo ed utilizzare l'elemento prezioso del nastro continuo numerato, dei fascicoletti a lettere e numeri intervertiti che vi si trovano sotto, i quali altrimenti sarebbero inut ili; ed allora si sarà certi del segreto -e della indecifrabilità del dispaccio. E meglio spiegarsi con un esempio e forzatamente in fran·Cese, data la lingua adoperata nel repertorio AB C. Lo farò secondo i due sistemi dianzi accennati. Sia da cifrarsi e spedirsi il telegramma o dispaccio se:guent.e: A ce que l'on rn'ecrit, le gouvei•neiw de la Banque de France refuse vot?·e off,·e. Cercando queste parole o fras i nei dne r epertorii-libretti interni dell' AB C, si troveranno le cifre seguenti:

A ce que l'on m'ècrit 80019 la Banque cle France ,·efuse votre offre

4472

7675

Il telegramma che contiene tredici cifre, verrà trasmesso senza separazione di gruppi e verrà conteggiato secondo le convenzioni telegrafiche per tre parole, mentre il testo -chiaro ne contiene diecisette. Ohi deve decifrare tale messaggio, da un semplice sguardo a lla prima cifra del primo grnppo si avvede che esso deve -contenere 5 cifre e, separate queste, divide le rimanenti in gruppi di 4 cifre, a meno che non ne trovi altro m prosieguo che cominci per 9, nel qual caso ne dovrà sempre separare .cinque. Dopo ciò, coll'aiuto:dei due repertorii, decifrerà tosto il dispaccio. ·


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LA CRlTTOGRAFIA

LA CRITTOGRAFIA

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P er quanto le parole o le frasi dei due repertorii siano state disseminate con molta ar te, disponendo seì:npre per ordine alfabetico nel r epertorio-libr~to interno A. qu elle e¾'\ uso comunissimo ed in quello B .le frasi meno . usuali, più. rare (nella proporzione cercata e trovata ingegnosàmente dì 9 pel primo e di 1 per -il s.econdo) il crittologo che abbia intercettato (o trattandosi di dispacci di transito e scambiati fra potenze amiche o ritenute tali, abbia semplicemente copiato, lasciandolo passare oltre) o abbia, int(~resse a d~cifrara un dispaccio di questo genere, av rebbe buon giuoco, poichè la cifra 9 iniziale di un gruppo di 5 cifre si presenterebbe con nna certa frequenza. È nota quanta penetrazione, quanta ingegnosità di sillogismo e di deduzioni possano spiegare i valenti crittologhi, ed il de. Viaris stesso nel suo aureo volume già citato (1) ne ha dato una prova luminosa. Conviene quindi diffidare sempr~ ed armarsi quanto meglio si può contro la curiosità di questi s1gnon. Il de Viaris, appunto perciò, volle disporre i due repertoriilibretti interni in modo che ad un dato segno si debba mutare il repertorio A con quello B e da questo ritornare all'A, e così via. Infatti, sfogliandoli si vedrà che ad ogni qual tratto le lettere A e B sono segnate con A e B . I due repertor ii quindi si integrano l'uno coll'altro:Ma non basta ; come ho già detto, nel libretto-repertorio B vi sono 9000 parole o frasi segnate. Vi sono però altri 1000 numeri distribuiti r azionalmente in proporzione della loro frequenza fra t utte le lettere dell' alfabeto, ma senza che a lato d i essi figuri alcuna parola o frase. Viceversa questi 1000 numeri in bianco figurano nel libretto più grande interno posto a sinistra, al di sotto della prima copertina, e contrassegnato colla lettera G. Allato a . questi n umeri i corrispondenti segnano quelle frasi che

vogliono e che dovranno essere adoperate specialmente per i loro bisogni. Tutto ciò sembra molto complicato, ma un 'occhiata al volume dell'ABC o il maneggio di esso per pochi istanti, ne rende facilissima la comprensione. L 'autore però, e gli si può credere sulla parola, data l'altissima sua competenza in argomento, ritenne che anche con questi artifici sarebbe sempre possibile un deciframento. Occorreva quindi trovare qualcosa di nuovo e che classe assoluta garanzia al segreto. Occorreva trovare il mezzo semplice e rapido di dare ai 18000 numeri dei tre repertorii interni A , B e G una n umerazione speciale, preventivamente fissata fra i corrispondenti, da ritenersi facilmente a memoria, da mutarsi a piacere istantaneamente, da sopprimersi rapidamen te dopo l'uso, in modo da non lasciare delle traccie visibili anche a chi avesse in mano l' A BC, o lo trafugasse dopo spedit o il dispaccio segretò. Proprio il caso di un orologio a contatore di secondi che con un colpo alla poussetle si riconduce subito a zero. Ed ecco intervenire con geniale artificio il nastro senza fine e numerizzato, i fascicoletti num-erizzati postivi sopra e sotto, il cui uso spiegherò con l'esempio del telegramma sopra citato (1). D ebbasi dunque trasmettere cifrato il telegramma: A ce que l'on m'écrit... ecc., di cni precedentemente, e si stabilisca fra i corrispondent i il n umero chiave 3897. Rialzate le due molle di pressione che mantenevano fermi i due fascicoletti posti nella parte superiore ed inferiore della legatura; sfoglieremo il fascicoletto ,rnperiore che è quello dei ·mille fino alla pagina in èui la cifra 3 si t roverà nel prolungamento della faccia superiore. Prima di fermare questa pagina colla molla a pressione, faremo scorrere il nastro senza fine fino a che la frecc ia orizzontale si trovi

(2) V, l'A1·t <le clìifl'rer et de déchi/f1·e1· les dèpéches secrètes, Gaulhier-Villars, cdit., Parigi, i893, Cap. V, pa.g. 101 e seguen ti. ' I

(i) Tratto da un art icolo del Hèofooonl' pubblicato nella 1/evue scimti{ique, n. serie 4•, voi. 9, pag. 526 ciel 23 aprile i898.

n


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LA CR[TTOGRAFJA

LA CRITTOGRAFIA.

posta giusto in facc ia del numero 97 della u6lonna di sinistra e poscia abbassiamo la molla a pressione, la s_uperiore. Sfogliando allora il fascicoletto inferior~ che ~ quello dei cento, ci fermeremo alla pagina in cui là cifra di ~ si troverà nel prolungamento della· fascia inferiore, chiuderemo la molla che farà distendere il nastro senza fine e l'apparecchio si troverà messo sulla chiave 3897. Per cifrare il dispaccio ecco come si dovrà procederei Troveremo nel repertorio B la frase: A ce qwe l'on m'ec.,,.it a cui corrisponde un numero di cinque cifre principiante con 9, ma non è un 9 che trasmetteremo, ma bensì la cifra che sul fascicoletto superiore dei mille corrisponde alla lettera B; questa cifra è un 8, che servirà ad indicare unicamente un gruppo di cinque cifre. Invece di inviare 1~ cifra dei mille e quella delle centinaia posta nel repertorio B di fronte alla fra,:ie, trasmetteremo il numero superiore ed infe riore della pagina in cui si · trova quella frase. A tale scooo ogni pagina del repertorio è numerata con una delle no.;e lettere D, E, F, G, li, I, K, L, N, in aÌto, per i mille, e P, Q, R, S, T, U, V, X, Y, Z, in basso, per le centinaia. I,a pagina in -cui si trova la frase A ce qite l'on m'écrit porta in alto la lettera D, che sul fasc ic0letto dei mille, messo· sulla chiave, corrisponde alla cifra 9; onde è questa la cifra che trasmetteremo . La lettera inferiore è un P, che, sul ,fascicoletto delle centinaia, messo sulla chiave, corrisponde alla ~ifra 3 , èd è questa la cifra che bisogna trasmettere. Restano le cifre delle d iecine e delle unità. Prendiamo allora nel repertorio la linea A ce que l'on m'écrit, la prolunghiamo fino a ll'incontro colla striscia o nastro senza fine e vedremo che g iunge fino al numero 91. Ed è quello che trasmetteremo per le diecine e le unità. Il gruppo delle cinque cifre da telegrafare al nostro corrispondente sarà dunque 89391. La frase le gouver-neur de la Banque de France si trova nel repertorio A ad una pagina che porta in testa la lettera N ed in basso la lettera Z. La lettera N corrisponde'.

nel fascicoletto in alto alla cifra 7, la lettera Z nel fascico letto in basso alla cifra r; il nastro senza :finè contiene di fro nte alla linea del repertorio il numero 94; trasmetteremo -dunque il gruppo 7294. Refuse votre offre figura nella pagina I{ per i mille; S per le centinaia; nei fascicoletti chiave J( 5 ed S 6; la ,c ifra corrispondente del nastro continuo è 4'7; trasmette:remo dunque il gruppo 5647. Il telegramma iutiero sarà perciò :

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==

==

89391 7294 564"7.

Il corrispondente, a cui è nota naturalmente la chiave c ifra 3897, vedrà subito d\!,lla cifra iniziale 8 che il primo gruppo comprende cinque cifre e mettendo il nastro senza fine ed i fascicoletti al rispettivo loro posto e fermatili colla molla a pressione, procederà nel modo inverso per decifrarlo, ciò che, gli riescirà facile. Intanto chi ha spedito il dispaccio alzate le due molle del proprio repertorio, rimette al posto primitivo, o qualsiasi a ltro, la striscia continua numerizzata ed i due fascicoletti n umerizzati. Altrettanto fa l'altro corrispondente ed allora sì l'uno che l'altro possono impunemente lasciare disponibile per chiunque il repertorio chè sarà impossibile il decifrare il dispaccio stante l'assoluta ignoranza della cifra-chiave :3897 fissata fra i corrispondenti e mutabile a loro piacere (1). Il tentativo di deciframento supera la capacità. o la pazienza umana, poichè anche volendo assimilare un gruppo dì cifre ad una parola contenuta nel d,ispaccio, basterebbe provare successivamente tutti i gruppi del telegramma separandoli di 4 in 4 cifre e, supponendo che ognuno di. essi fosse · il vero, mettere l'apparecchio alla chiave corrispondente, e cercare il significato dei gruppi vicini.

(i) Nell'A n C Si· t rova ogni tanto Cli. ite Cl. (changer. de clé) appunto per poter mut(lre la cliiave del repertorio e rendere più impene trabile il seg reto.


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I.A OllJTTOGHAl'IA

A parte la interminabile lunghezza di questa ·operazione (ed in molte occasioni bisogna spicciarsi e non perdere troppo tempo a danno di un'azione decisiva) essa non basterebbe ancora per decifrare il telegramma. La di~co!t~• insuperabile sta nel fatto che si trasmettòno contemporaneamente g ruppi di 4 e 5 cifre senza che nessuno, all'infuori del corrispondente in possesso mentale o mnemonico di una cifra-chiave, possa sapere quale sia, dove cominci ·o dové finisca i! gruppo . di 5 e dove quello di 4 cifre. Questo, secondo me, è il merito migliore del metodo di Viaris. Ripeto, la spiegazione delle manipolazioni occorrenti è stata lunga e sembra irta di difficoltà. Non. è affatto vero, e con l' AB C in mano si vedrà che tutto ciò richiede attenzione scrupolosa (si comprende facilmente il grave danno per l'errore di una semplice cifra), ma pochissimo tempo. Riassumendo: il sistema de Viaris si può ritenere ottimo sotto molti punti di vista. È rapido, è sicuro, è •semplice, è economico e non richiede perdita di tempo. Secondo me è pe.rfetto per tutti gli usi a cui deve servire. Ma dopo questi dovuti elogi a chi ha saputo fare un lavoro da certosino sia nella compilazione, come nella correzione di quel volume così nitidamente ed elegantemente stampato, mi siano permesse alcune osservazioni. La fettuccia senza fine ha ben poca speranza di mantenersi intatta solo che la si adoperi con certa frequenza per un po' di tempo. Perchè non sostituirvi delle striscie orizzontali in metallo sottile e mobili nell'interno della legatura? Oltre alla semplice rottura del nastro, conviene pensare anche che le tensioni e distensioni operate ogni volta sulla striscia, ne variano sensibilmentè con l'nso la lnnghezza . . Ne verranno delle differenze in confronto delle freccia coordinate ai due repertorii libretti interni A e B, nonchè fra questi appartenenti al trasmittente e quelli del ricevente. Queste differenze possono ingenerare confusioni gravissime, esiziali per la retta interpretazione del dispaccio trasmess?-

LA CRITTOGRAFIA

I,,

2219

E dato lo scopo che m'ha spinto a scrivere questi articoli nelltL Rù;ista, è a dirsi che l'A B C sia adatto agli usi di guerra meglio _d i altro tipo di crittografo? Non mi parrebbe. Malgrado il volume ridotto, non è tanto maneggevole, specialmente quando si è montati a cavallo, durante una marcia, una ricognizione in avanscoperta, ecc. ~ il vento o una pioggia dirotta non ne disturberebbero l'uso? E cadendo nell'acqua o nel fango non sarebbe reso in-· servibile? Lo l'ipeto, l'A BO è quasi perfetto, adoperato al tavolo con le comodità ed il tempo necessario o per qualunque altro uso escluso in buona parte quello militare. Come tale è da encomiaTsi vivamente per i reali ed indiscutibili suoi pregii, per i servigi inapprezzabili che può rendere nel commercio, nella diplomazia, nelle amministrazioni pubbltche e private in tempo di pace, quando occorra garantire sotto il punto di vista della rapidità, della sicurezza e dell'economia, un segreto. _ Quello che si possa e si debba adoperare in guerra, sarà argomento del prossimo mio articolo, l'ultimo.

Lo Scotografo Ducros. - Immagino il lettore cortese fare atto di meraviglia di frÒnte a queste parole : Scotografo? È questione tutta di nome. Scotos in greco significa: oscurità, tenebre e con tale nome, usato anche in antico (1), l'autore designò l'istromento da esso inventato per la corrispon- ' <lenza cifrata e che descriverò più innanzi. Quanto all'inventore, il cav. O. Ducros, mi basti l'accennare che egli è tenente-colonnello di artiglieria e direttore della, fabbrica d'armi a Torre Annunziata, per rendere inutile quahmqne altra notizia sul di lui conto. È da ascriversi a sommo onore il fatto che egli, pur occupato in altissime e delicate mansioni, abbia trovato il tempo

, (-l)\V. CotonNt. -

Scotogr~phia. Praga, ! 593.


2221

LA CR ITTOGRAFIA

LA CltlTTOGRAFIA

per dedicarsi con tanto amore e tanta competenza alla critt ografia ed abbia saputo crear e un istromento, che, sotto quasi tutti i punti di vista, e per lo scopo per il .quale fu creato (la corrispondenza militare segreta) può -ritenersi perfet to, ed anzi, secondo me, superiore agli aJ?pareccni meccanici consimili del de Viaris e del capitano Bazéries. Mi credo in dover e di ringraziarlo pubblicament~ della. somma cortesia di cui mi ba dato prova inviandomi in esame il di lui Scotogmfo e permettendomi di farne un àmpio cenno nella Rivista a beneficio dei suoi n~1morosi lettori e di chi potesse interessarsi a questo genere di studii. Ed ora darò un'idea compieta di questo geniale istrumento coll'aiuto anche di alcune figure:

Alla Q si supplisce con la C come se si scrivesse CUELLO per QUl?LLO, ecc. La 14• rotella porta, ad intervalli perfettamente eguali, una doppia numerazione incisa delle cifre da O a O. Il collare ad anelli va infilato sulla superficie cil indrica delle rotelle infilate, alla lor volta, sul corpo dell'astuccio. Esso è costituito da ò anelli dentati (fig. 5) la cui altezza. è eguale a quella delle rotelle. La superficie cilindrica esterna di ogni anello n umerico è divisa in 20 intervalli, noi quali, alternat2.mente con spazii vuoti o muti, sono impresse le cifre 1 a 9. Al posto dello O, cioè fra L e 9 esiste una finestretta rettangolare. I cinque anelli del collare vengono stretti insieme mediante i due fermagli a dente. Le cifre numeriche sono impresse sugli anelli uniformemente, con intervalli perfettamente identici fra loro. I cinque anelli del collare possono fissarsi in posizioni diverse fra loro in modo da corrispondere ad un qualunque numero chiave compreso fra ·00000 e 99999. Alla loro volta le tre· dici rotelle alfabetiche possono disporsi in posizione rela· tiva tale che sopra di una stessa r etta, come nei lucchetti a parole, leggendo da sinistra, si venga a formare una frase prestabilita o una parola ripetuta. La rotella numeric!l. va r.empre infilata in ultimo. Le faccie non cilindriche delle 14 rotelle sono foggiate ad incastro in modo che stringendole insieme, le lettere o le cifre attigue si trovano sempre allineate sopra una stessa retta. S i supponga lo Scotografo già montato, cioè colle rotelle infil, t e, il coperchio serrato ecl il collare a posto. Se allora si fa scorrere il collare sopra le r otelle e traguardando per una delle finestrelle rettangolari, si scopre u na qu:,1,lunque lettera sottostante, si riconosce tosto che le altre finestrelle scoprono, ciascuna alla sua volta, una lettera delle rotelle sottostanti. Tale coincidenza, voluta, è dovuta alla identità degli intervalli esistenti fra le lettere delle singole rotell e e fra le cifre dei singoli anelli del collare.

Descrizione. - Lo Scotografo si compone di una specie di astuccio metallico cilindrico di H rotelle dentate e di un collare scorrevole (fig. 1). Delle 14 rotelle, 13 portano impresse le lettere dell'alfabeto ed una porta incise depe cifre numeriche. Il collare scorrevole è composto di 5 anelli dentati impressi a cifre numeriche, uno dei quali, il primo a sinistra nella fig. l'; è m unito di due fermagli con molla a dente. L'ast,nccio ha due parti che si uniscono fra loro con una vite. La maggiore che funziona da corpo dell'astuccio (fig. 2) è quella che porta le rotelle ed ha un risalto contro del quale le rotelle medesime vengono leggermente serrate dall'altra parte dell'astuccio, quella che fa da coperchio (fig. 3). Lo Scotogra(o quando sia senza il collare scorrevole, ha non poca a.nalogia coi cosiddetti lucchetti a parola. L'interno dell'astuccio è utilizzabile per mettervi dentro carta, matita, gomma, ecc. Ognuna delle tredici rotelle alfabetiche porta impressa sulla supei;ficie cilindrica un alfabeto le cui lt)ttere vi sono distribuite ad intervalli perfettamente eguali, con progres· sione identica per tutte e tredici le rotelle, cì.oè colla progressione naturale dell'alfabeto classico. L e lettere sono 20, cioè le indispensabili dell'alfabeto italiano mancando J, J(, Q, W, Xed Y

,


'

2222

LA CRITTOGRA F l ;I.

Per monta1·e a chiave l'istrumento v1 sono due" distinte operazioni da praticare : disporre a chiave numerica il collare; disporre a chiwe alfabetica le rotelle. · ·• Per montare a chiave n umerica il collare bisogna anzitutto :fissare un numero cbia ve di 5 cifre; ba.sterà poi che gli anelli siano successivamente addentellati fra .·loro, da sinistra a destra, in modo da presentare alla lettura ih numero chiave medesimo, dopo di che non c'è che da r~•nderli solidali stringendoli insieme per mezzo d i fermagli. a dent e. Nella :fig. 1 lo Scotogr·afo apparisce montato con la chiave alfabetica DANTEALIGHIER e con le chiavi numeriche 10901, 21012, 32123, 43234, 54345! 65456, 7656'7, 87678, 98789 e 09890 i,oichè la costruzione, del collare è così fatta che montandolo per una chiave numerica, per esempio 21012, lo si monta per altr e nove chiavi. Ciò però non guasta. Vuol dire soltanto che i 100,000 n umeri di 5 cifre (compreso il 00000) che si possono leggere in tutte le fattibili combinazioni degli anelli del collare, corrispondono non a 100,000 ma a 10,000 posizioni diverse perchè ogni numero porta n ecessariamente con se la coesistenza di altri 9 n u meri. Peraltro le 10,000 posizioni sono più che sufficient i per lo scopo che si vuol raggiungere. P er dare alle rotelle la disposizione a chiave alfabetica si comincia collo stabilire una frase facilmente ricordabile e col prenderne le 13 prime lettere, oppure si fissa una paro] a di almeno 6 lei;tere e la si ripete. Così per· esempio col noto verso dantesco : la bocca sollevò dal fiero pasto si fo rmerà la chiave : laboccasollev e con la parola Savoia si comporrà : savoiasavoias. Colle parole dante alighieri similmente si forma dantealighier come nella fig. l. Non conviene, nella scelta della chiave alfabetica, attenersi a parola che abbia meno di 6 let,tere perchè potrebbe agevolare in qualche modo il tentativo di deciframento. Fissata che sia la chiave alfabetica si impugni lo Scolo· grafo con la maniglietta a sinistra, si faccia scorrere il collare tutto a sinistra o a destra, si allenti di 1 o 2 millimetri il coperchio avvitato e poi, procedendo man inano da.

L.11. CRITTOGRAFIA.

2223

sinistra verso destra, si fissi la posizione delle singole rotelle in modo che ognuna di esse presenti successivamente, sopra una stessa riga, una dell e lettere della chiave. Con l'unghia del pollice sinistro è agevole trattenere forme le rotelle già messe a posto, poichè la foggia delle superficie chiamate a contatto è tale che queste si addentellano fra loro e le due rotelle attigue si rendono solidali l'una con l'altra. La ,1" e la 14" rotella hanno una faccia, cioè l'esterna, tagliata a superficie piana e liscia. Il numero chiave può stabilirsi a priori, indipendentemente da qualunque altra convenzione alfabetica. Ad aiutara, però, il r icordo della chiave totale, del complesso cioè delle due chiavi l'alfabetica e la n umerica, conviene far dipendere quest'ultima dall'altra riducendo il ricordo a quello di una sola cifra. Sia per esempio costituita la chiave alfabetica dalle 13 lettere laboccasollev e la chiave m1merica iniziale sia 7. Si faccia girare la 14• rotella contro la 13' :6.nchè la lettera V di quest'ultima cadà presso un 7. Si osserverà allora che le , 5 lettere del verso dantesco successive a V cioè O, D, A, L, F corrispondono rispettivamente a 1, 2, 9, 8, 4 ; e perciò sarà 12984 il numero chiave col quale disporre il collare. Sia Sai;oia la parola scelta, da cui la chiave alfabetica savoiasavoias; e sia 6, cioè il numero stesso delle lettere dellal predetta parola, la cifra di convenzione. P.onendo la S del a 13' r otella contro un 6 della 14", si ha A == 1, V := 9, O== 3, I== 9 ed il numero chiave è 19391, in base al quale si dovrà disporre il collare. N ou'. è il caso di insistere più oltre sui molteplici metodi che si potrebbero seguire per far dipendere la chiave numerica dalla alfabetica; basti l'avervi accennato. La 14• rotella colla sua ripetuta numerazione da O a 9 non ha altr o scopo all'infuori di agevolare la eventuale derivazione, come si è visto or ora, della chiave numerica dalla chiave alfabetica. Prima di spiegare il modo di cif1·are un dispa.-:cio dal testo chiaro, occorre dar e alcune indicazioni convenzionali:


2224

LA CRITTOGRAFI A

.

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LA CRITTOGRAFIA

'

Le rotelle e g li anelli vengano numerati da sinistra a destra e si chiami 1n finestrella quella del. 1° auello e così via via 5a quella del 5° anello. ·· Le varie posizioni del collare rispétto al cilindi:o ;erranuo indicate con una lettera seguita da una frazione, nella quale il numeratore sarà il m~mero d'ordine della rotella ed il denominatore il numero d'ordine della finestrella. Per esempio L 1/ 1 significherà che la lettera L della l " rotella è scoperta dalla 1" :6.uestretta; B "/ 8 vorrà dire che la lettera B della 12" rotella è scoperta dalla 3'' ti.nestrettà; e così. via. Suppongasi lo strumento apparecchiato con la c~iave alfabetica chisaùdadiol proveniente dal noto proverb10 e con. la chiave numerica 42109; dirò quindi complessivamente che la doppia chiave è chisaiutadiol 421 O9. Nella posizion_e S 1/ 1 le finestrette del 2°, 3°, 4° e 5'' anello si trover,anno n · spettivamente nelle posizioni E½, H 3/a, T 1/,, e D 1/5 • Nella posizione V 7 / 3 della 3"" finestretta la 1\ 2\ 4" e 5a firrestra. si troveranno rispettivamente nelle posizioni S 1/1 , lf e;~,. z s;~ ed F 1/,, . S ia ora da cifrarsi il testo chiaro seguente: Situazione mollo c1·itica. Occorrono rinforzi. Lo si scriva a lettere alquanto distanti fr8' loro ma, senza. intervalli fra le parole, lasciando sotto il t esto chiaro uno spazio sufficiente pel testo oscuro. Si impugni l'istrumento colla mao-lietta a sinistra facendo colla destra scorrere oppor· tunamen~e il collare, si disponga la l" finestretta (quella cioè del 1° anello) sulla prima lettera del testo chiaro incisa sul~a 1" rotella. In altri termini si disponga il collare sulla posizione S 1/1 • Traguardando allora per la finestretta successiva~ cioè per la 2a si vede che essa trovasi nella posizione E 1/. · Si assuma per 1a lettera del testo oscuro e e la si seri va sotto l' S del testo chiaro. S i gir i ora il collare in maniera da porta~lo dalla posizione E1/, alla posizione !2/ 2 , essendo appunto i la. seconda lettera del testo chiaro. S i vedrà allora che la 3a fine· stretta corrisponderà ad N 3/ 3 e si scriverà n come la seconda lettera del testo oscuro. Per la 3a lettera si giri il collare da.

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3 / 3

N1/3 a T e si assuma f della successiva fì.nestretta F1/,,. Per la 4" lettera si giri il collare da F 1' / 1, ad U 1' / ,, e si assuma e della successiva fiuestretta E r.lr. . Per la 5" lettera si giri il collarP, da E% ad A r. / 5 e siccome in questa posizione a destra non vi sono più anelli del collare e, per conseguenza, non si hanno più :6.nestrette, si faccia scorrere il collare di 5 posti a destra badp,ndo che lo scorrimento sia solo longitudinale, cioè rettilineo e non . circolare. Per non sbagliare si guarderà a traverso la 5a finestretta. che da A '/,; si trasP.orterà in D 10/~ e si assumerà per 5a lettera cilel testo oscuro la v che in tale posizione trovasi in0 quadrata in V / 1 • Per la 6" lettera si giri il collare da ve;, in Z c/1 e si noti o della O'¼· Per la 7a lettera si giri il collare da O 1/ 2 in P/, e si noti l della .l, 8/ 3 . Per 1'8a lettera si giri il collare da L 8/ 3 in O 8/ 3 e si noti v della V 0J,•. Per la 9" lettera si porti il collare da V 9/ 4 ad N 9/ 4 e si 0 noti t della T ' 1,;. Per la 10" lettera si giri il collare da T ' 0/ 3 1 ad E 1/,,; lo si faccia scorrere di 5 posti a destra e si assuma z .della Z 11/ 1 • Per la 11" lettera si giri il collare da 11 Z / 1 ad iVl "/, e si noti v della V "k Si passi ad O 1' / 2 e si noti per 12n lettera la n della ]V 13/ 3• Per la 13" lettera si giri il collare da N 13/ 3 ad L 13/ 3 e siccome la 4" finestra cade su spazio senza lettera, si assuma la e della 1a rotella che trovasi appunto sulla, stessa riga della 4• :finestr;:i. e si trasporti il collare nella posizione di .E 1/,,. Seguitando analogamente, si passa il collare successivamente nelle posizioni: T 1/ ., da cui d'' O ',\ da cui et; e 3/ t dit cui P; R "!~da cui b; 1 ~/ 3 da cui v; T 6/ 1, dit cu i h; l 1/ :; da cui u,; e 8/, da cui m;

e

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,1;,;;-:0 XLV.

0

da cui z ·' da cui i; 12 / ~ da cui l; 13 / da cui l; 1 1 / 2 da cui b; 2 / 3 da cui u; ¼ da cui b; '/ ; da cui g ;

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v;z da cui(;

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O :;/, da cui e; R c/ 2 da cui f;

I '/3 da cui l; N 8/., da cui u ; F 9 !, da cui b; R '¼ da cui a; Z ' 2/3da cmiv; I ' 3/ 1, da cui cl.


2226

LA cax·rTOGRAFlA

LA CR.ITTOGRAF!A.

La traduzione del dispaccio chiaro in oscuro r,isulta così rappresentata :

Pongasi lo strumento a~ E 'f. ; la finestra precedente trovasi ad S '! ,, da cui si ricava s per prima lettera del testo chiaro. Si ponga.il collare ad N 3/ 3 ; la finestra precedente ci dà per 2· lettera del testo chiaro la lettera i. Si passi il collare ad F "'/,. ; si ba per 3" lettera la t. E così successi vamente:

Testo chiaro: Testo oscuro :

Situaz i one m o l t o c r ,i l i c a enfevolvtz v.nedd pbv·h~m f occor r ono rin(o1·zi. / zillbubge fl u vbavd ~

Il testo chiaro converrà sia trasmesso formando cçin una divisione a capriccio, d elle parole fantastiche. Ad e·s e.mpio: Enf evolvlz vnedclp bv humfz ill bubgefi uvbavd. La descrizione che sì è fatta del metodo da seguire per cifrare un dispaccio collo Scotografo DuC1·os sembrerà oscura, naturalmente, a chi non abbia a sua disposizione lo stru· mento stesso; ma qualche esercizio è più che sufficiente, avendolo, per rendersi perfettamente edotti della sua maniera di funzionare; la quale maniera, montato che sia a chiave lo Scotog1·afo, si può riassumere come segu.e: Per cifrare un dispaccio, bisogna inquadrare le lette1·e del dispaccio meclesirno, prese successivamente sulle 1·otelle da sinistr·a a des/:l'a, nelle finestre successive del collare ecl assumer·e ogni volta pei· lettera c01·rispondente del testo oscuro quella che apparisce nella finestra successiva del collare. E vediamo ora come,si comporti lo Sc0tog1·afo Ducros per il deciframento. Esso procede col metodo analogo a quello segtlito per il ciframento. Si supp(me, naturalmente chd il destinatario sia in possesso di imo strumento identico a quello che fu adoperato per cifrare e che, essendogli nota la doppia chiave adoperata, egli abbia montato il proprio Scotow·afo con quest'ultima. Ciò premesso, la regola per tradnrre in testo chiaro il testo oscuro si riduce ad: inquad/l'a1·e successivamente nelle r,nestre del collare, cominciando clalla seconcla, le lettere sitccessive del testo osciwo ed assi~mere ogni volta per corrisponclente lettera clel lesto chia1·0 quella che, in ognuna di tali posizioni, appm·isce nella (ìnest:l'a precedente del colla,·e. Abbiasi il testo oscuro: e n f evo l v t z v ne cl cl p b v h u mfzillbubgef'luvbavcì.

da E•/.; si ha it; da P '/, si ha e; 6 da V /, si ha a ; da .B '/3 si ha 1•; 7 da O / 2 si ha z; da V 6 /,, si ha i; 8 da L / 3 si ha i; da H 1/ , si ha t; da Y~/,, si ha o; da U 8/, si ha i; 0 da T ' / , si han; da l1,P/2 si ha e; 10 <la ZH/ , si ha e,· daF . h aa; / ,s1 · 2 11 da V ' / 2 si ha m ; daZ / ,, sì ha o ; 3 daN' / 3 si ha o; da I 12/ , si ha c; da E ¼ si ha l; daL 13/ , si ha c; da D ~;~ si ha t; . da,L ¼ sì ha o; daD'/, sihao; da.8 2/ 3 sihar;

2227

da U 3/,,, si ha r; da B 1' / , si ha o; da G "i, si han; da E 6/ 2 si h a o; daF 7 / 3 si ha,·; da L 8/ , si ha i; d a U 0/ ,; sian; h 0 da V ' / , si ha f; daB'¼ si ha o; daA 1 ' /3 si ha r·; da V' 3/ ,, si ha z ; daD 1/.siha i. 0

La corrisp.onde~za delle, lettere del testo oscuro con quelle del testo chiaro nsulterà come segue : Testo oscuro: Testo chiaro :

enfevolvtz vuedd pbvhum f sititazione molto cri ti e a zillbubge fluvbavd, occor,·ono r·inforzi.

Com~ si vede, .il metodo del cav. Ducros è semplicissimo e quasi automatico, pur conservanào il massimo pregio, quello della assoluta sicurezza contro i decifratori. Faccio seguire alcune note per meo·lio far comprendere il metodo dello Scotografo. b

N?TA ia. - . Per cifrare dei numeri è indispensabile che fra 1 due corrispondenti vi sia una intesa preliminare. Per esempio che le cifre O a 9 vengano rappresentate colle lettere a, b , .e, ... i, l . .A llora volendo cifrare per una jpotesi il dispacc10: Pa1·tono 8927 'uomini 164 quadrupecli 26,795 co.rrtucce, si couiincierà dallo scrivere : partono cl l c h itomini


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LA' CRlTTOGRA FIA

LA CIUTTO<HtA FIA

h /e cuadrupecli c g hl/ ca1·tucce; il quale nuovo testo ·chiaro verrà poi cifrato col sistema descritto dianzi. No'.rA 2". - Suppongasi che nella operazione .materiale del cifrare collo Scotog,·a/o Ducros, arrivati ad un ceJ:to punto, si tema di aver errato e vogliasi riprendere il · ciframento più indietro in un punto fino al qu!;t,le non vi sia dubbio di errore? La verifica in tale caso è faciliss ima, sen1::a. ricominciare tutto il lavoro daccapo. E:sa~inando infatti. le posizioni che il collare deve successivamente prendere per crittografare il citato . testo chiaro : sitiiazione m_ollo critica ....... ecc. si osserva che esse sono le seguenti :

s '/,,

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1

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!70,, O ia/,, RG / 2,

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I a•

T G /v e '"t' ~,

T 3/3, J.V9/ p

7, ti/ , 3

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o 3/r,.,

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z c1 ' 1'

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• :'1-'

N ' /,,

o 10;,.

/4,•

10

== + + +

+

+ +

è solamente quello di -nascondere ai profani. il senso deJla

La serie numerica 1/,, 1/,, 3/ 3 , '' /4 , '1/,;, 1/., 1/1 , s/3 , 9 / "' /,,, u/1 , 12,; 2 , 13;.'3, ' / ,.., z/ / 6 , a; ',, >/ / i, ecc., e' 1n\ana • 1 •• b'1le, qua.uuque - l · sia il testo del crittogramma. Avverrà dunque che la 1n lettera del testo chiaro corrisponderà alla situazione 1/,; la 2n alla situazione 2/ 2, la 3,i alla 1/3 e così via dicendo la ennesima lettera alla ennesima situazione. Non vi sarà dunque per riprendersi in caso di dubbio, che contare il posto dalla lettera dalla quale si vuol far partire la verifica e stabilire quale sia la posizione corrispondente della serie numerica, dopo di che non resterà che disporre il collare in tale posizione e r ifare il ciframento. Nell'esempio di cui dianzi suppougasi che, giunti verso la fine del crittogramma, si v9glia verificarne la esattezza a partire dalla lettera t della parola critica. Si osserverà tosto che tale lettera è la 19m• del testo chiaro alla quale corrisponde necessariamente la posizione '/, perchè 19 13 ·+- G e 19 5 5 u 4. Si porrà dunque il collare nella posizione di F 1/,, da cui H '/,,, U 1/,, ecc.

==

Si_stem14 an~,fogo si terrà, in caso di dubbio, per riprendersi nel decifrare. Abbiasi per esempio il testo oscuro e nte v o l ,v t z ~ n .~ d d p b v h u m f z i l l b ab g e/ l u v b a v cl e suppongasi d1 voler r iprendere il deciframento dal secondo d della 15" lettera. Sì rifletterà che la 15" lettera del testo chiaro corrisponde alla 16a posizione della finestra e poichè 16 == 13 3 e 16 == 5 5 5 - L 1 sarà D 1/ la posizione del collare corrispondente alla 15~ lettera del t~sto chiaro che si troverà essere o; dopo di che non ci sarà che da continuare regolarmente il deciframento continuato. , _La ge~ialità e la esattezza matematica di questo controllo e 11 merito maggiore, secondo me, del sistema Ducros. . No.e.A. 3''. - È noto che lo scopo dei cosidetti cifrarii non

o 1? 2, I

2229

c?rnsponden~a: ma anche (o tale clovrebbe essere) quello di ndu~re al minimo la lunghezza dei dispacci da trasmettere specialmente per telegrafo. Giusta i regolamenti telegrafici internazionali, si ha tutto l'interesse di condensare in ogni gruppo d i 5 lettere O cifre il :significato delle fras i più lunghe possibili al che si cerca di ~r_o vveder~ più o meno bene (e per me quasi sempre male dati 1 metodi m uso presso il nostro Governo) appunto con l'uso dei cifrarii. Il crittogramma dato dallo Scotogr·afo Ducros ha il medesimo n~mer~ di l~ttere del dispaccio chiaro e perciò può credersi a pnma gmnta che l'uso di tale strumento non :;i~ compatibile con le esigenze che accompagnano la corris~ondenza telegrafica tanto più costosa della postale, specialmente se internazionale. Ma è facile dimostrare che lo Scotogr~fo Duc~·os può essere usato anche per le corrispondenze ridotte ai termini minimi, come per telegrafo. Suppongasi compilato un cifrario il quale pel testo chiaro: Sonosi manifestati q'ua e là nella provincia tentativi di rivolta per il r incaro clel pane, dia questa traduzione in cifra : 1·clpfg chilm osreci emanz aciH d f1•boe sto P z . Sia il ci~rario segreto o sia di pubblico dominio,


2230

L A CRITTOGRAFI A

LA. CR.l'rTOGRAFIA

non avremo, per eliminare qualunque possibilità d( deciframento per parte di estranei, pur conservando al dispaccio il suo carattere telegrafico, che da tradtirre il te~to r cl p f g e h i l m ..... ecc. in altro assolutamente oscuro col me~zo già . I descritto dello Scotografo Ducros, Così facendo si avrà una operazione di più. da compiere, è vero, ma l'interesse di garantire il segreto . della corrispondenza è ordinariamente di g ran lunga superiore 1,U bisoo-no di crittografare con prestezza, e quel po' di 'tempo e. o ~ di lavoro maggiore che si saranno spesi, saranno compensati ad usura dalla sicurezza dell'assicurato mistero.

ripetizione delle serie alfabetiche, lo Scotografo Ducros per mette di var iare queste quanto e quando si voglia. Sia convenut9 fra i .corrispondent i che, ferma restando la chiave alfabetica, quella n umerica debba vari.are p. e. o ad ogni 65 lettere, oppure ogni volta che nel t esto sarà introdotta una lettera maiuscola, ovvero ogni volta che lo scritto riprenderà da carzo, e così via. P er non complicare il ciframento bisognerà far dipendere le successive chiavi numeriche dalla prima ricavandole da questa con regola costante, faciliss ima da ricordare o da mettere in pratica. Sia per es. stabilito che il cambio della chiave numerica debba venire effettuato moltiplicando successiva.mente la prima adottata per 2, la seconda per 3, la terza per 4, e così vi~, eliminando dai prodotti le cifre sulla destra oltre le cinque. In tale convenzione, se la chiave numerica iniziale fosse 12984, la 2" sarebbe 12984 X 2 == 25968 ; la 3a sarebbe 25968 X 3 == '77904 ; la quarta sarebbe 31161, ricavata da 77904 X 4 == 311616; la 5• sarebbe 15580, ricavata da 155805 31161 X 5; e così via. Il cambiamento di chiavi a periodi, fissi o variabili che siano, rappresenta certamente uu operazione di più; ma bisogna riflettere che qualunque sia il n umero che si preferisce per crittografare un dispaccio, la oscurità di questo tende generalmente a diminuire colla sua)unghezza, a meno che, cambiando spesso di chiave, esso sia reso r ealmente ed assolutamente indecifrabile. Quello che interessa di garantire ad ogni costo è il segreto e bisogna che questo sia incrollantemente sicuro, anche se chi, a nostro danno, ha impegno a scoprirlo, conosce il metodo da noi seguito ed appnra come e dove abbiano luogo i cambiamenti di chiave. Ora io sono convinto che coi sistemi descritti dell' impiego dello Scotograf'o Ducros e del cambiamento di chiave, ogni pericolo di perniciosa indiscrezione sia eftettivamente e totalmente elirninato. Tale il risultato di molte prove fatte col eletto istrumento. E <la esse ho potuto trarre le seguenti . conclusioni, interessantissime

NoT.A. 4a, - Il sistema DuCJros appartiene alla categoria dei metodi crittografici moderni più sicuri cioè alla categoria dei ,metodi ad alfabeti multipli ed il periodo è di 65 alfabeti. Designando infatti, come si è praticato dianzi, la posizione del collare rispetto alle rotelle, con una frazione che al numeratore porti il n umero d'ordine della rotella ed al denominatore quello dell'anello della finestra in giuoco; le successive posizioni del collare sullo strumento si svolgono come appare nel seguente prospetto, n el quale si suppone che ogni riga corrisponda ad una intera corsa da sinistra a destra del collare sulle rotelle : . O

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Emerge chiaro da questa tabella che la posizione 1/ 1 e le seguenti non si ripetono che dopo la 65• posizione, ciò che equivale a dire che il crittogramma proviene da una serie, ripetentesi in seguito, di 65 alfabeti. 'rale periodo è sufficientemente lungo per dispacci ordinari. Se però si v·olesse rendere il. sistema assolutamente sicuro, eliminando anche nella traduzione di dispacci lunghissimi la

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2231


2232

2233 beneficio il dispaccio. Col metodo Ducros ciò non è assolutam ente vero, poichè tulte le operazioni eseguite coll' istrumento si possono fare anche con un pez.z,o cli car ta ed una matita. Suppongasi la chiave costituita dalle parol~ coMMLCrsoTTl col numero di chiave 2394:1. Non vi sarà da fare altro che intavolare sopra un foglio di carta, in colonna, gli alfabeti

L A CRITTOGRAFIA

per la crittografia :moderna ed indispensabili per rendere sicuro un apparecchio o un sistema per cifrare dispacci segreti: 1. Collo Scotografo Duci·os la conoscenza o il sospetto di una parola contenuta nel crittogramma non porta con sè di conseguenza la assimilazione del gruppo delle cifre corri' spondenti. 2• Anche conosciuta una parola e scoperta la assimilazione del gruppo corrispondente, non ne viene 4i conseguenza mediata od immediata la conoscenza di tutto il crittogramma, e quindi il valore della scoperta r esta minimo. 3° Anche avendo sott'occhio il testo cifrato e la relativa traduzi one in testo chiaro, da cui r icavare una serie d i chiavi numeriche, non si giungerà a decifrare i crittogrammi susseguentisi anche se scritti colla stessa parola chiave se si sono adoperate delle serie diverse di chiavi numeriche. Mi sia concesso, dunque, d i fare ampia lode a tale istrumento ingegnosamente ideato e ad un metodo r igorosamente scientifico così genialmente tradotto in ;pratica. L' esemplare dello Scotografo Du01·os che io ebbi per le mani era una meraviglia di costruzione, per la sua scrupo· losa esat tezza, per la leggerezza e per la pratica manipo· lazione. In alluminio pesa pochi grammi ed occupa un vo1ume ridottissimo; è proprio tascabile. Non posso l:l, meno di riconoscerlo perfetto sotto tutti .i punti di vista. Può essere adoperato comodamente al tavolo di ufficio come in campagna, sotto la pioggia ed il vento, a piedi come a cavallo, in marcia e sotto la tenda, in modo pratico, rapido, sicur o, dal primo venuto, senza bisogno di calcoli, di orientazioni con freccia o con nastri, con fascicoletti a numeri, a letter e, a frasi, ecc. Creato per u~o militare, più che per altro, mi sembra r ispondere a tutti i deside1·ata invocati da' ctittologhi moderni più seri. . Fu detto da molt i, che in. g uerra l'uso di un istrumento meccanico di crittografia è un pericolo per il caso di perdita, non tanto per chi lo trova o lo prende, perchè ho dimostrato che esso non gli servirebbe a n ulla; ma per chi lo deve adoperare, per ·cifrare o per decifrare a proprio

LA CR !TTOGRA'l<'JA

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2234

LA CRITTOGRAFIA.

un cartoncino, rappresentato a destra degli alfabeti, si tracctlrebbero delle finestrette corrispondenti ai vani dei cinque cerchietti, costituenti nello Scotografo il collare; umL specie, di gr iglia. Non resterebbe altro, per cifrare o decifrare un dispaccio, che far scorrere il cartoncino sopra la tabetla degli alfabeti. Non sarebbe certo gradevole tale operazione, ma ovvier ebbe alla perdita o al trafugamento dell'apparecchio e s'7enza che il nemico potesse giovarsi dell'istrumento, trovato o rubato, per decifrare il dispaccio. Lo Scotograf'o Ducros merita dunque tutta l'attenzione delle Autorità supreme che vegliano alla difesa nazionale, giacchè un metodo sicuro di scrittura segreta per l'Esercito in tempo di guerra ha la stessiL importanza del sistema Mar0oni per l'armata. In attesa di questo merito che il Governo rion tarderà a riconoscergli, si abbia il tenente colonnello Ducros, ]Jer il mio modestissimo intermediario, gli attestati di omaggio e di riconoscenza per aver saputo mettere il nostro paese al livello delle aìtt·e nazioni nello studio di una scienza importante e geniale, qual è la crittografia, e, forse, per aver svegliato nei suoi colleghi il desiderio di occuparsene.

Ed ora, concludendo: Perchè ho scritto questi articoli? Nell'Eser cito la crittografia è pressochè una incognita. Ed è questo un male. Il richiamare l'attenzione dei lettori della Rivista su questo argomento mi parve cosa doverosa e forse anche non sgradita. , I cifrarii che corrono per gli uffici governativi cl{ ogni genere sono assolntamente da abolirsi perchè incompleti, incomodi, pericolosi, irrazionali. Ho già accennato ad alcuni aneddoti in proposito; basti a,ggiungere che durante la g uerra d'Africa, l' ing. Capucci, prigioniero di Meuelick, malgrado l'eroica condotta della moglie . indigena, fu derubato del cifrari o, col quale corrispondeva col Governo italiano. · Con


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LA CRlTTOGRAFJA

2235

quel cifrario il Negus, a mezzo del (?!ochette, ebbe la spiegazione di molte corrispondenze riservate del Comando .. Durante la campagna del Sudan, secondo dichiarazioni del B lowitz al Times, un telegramma cifrato del nostro compianto Re alla regina Vittoria circa Cassala, passando per la Francia, venne da questa decifrato prima che giungesse a destinazione (1). Perchè dunque mantene.re questo sistema? Forse il metodo ideale sarà diverso da quelli proposti dal De Viaris (ABC), dal tenente colonnello Ducros, da altri, e lo si troverà in segnito collo studio indefesso dell'importante problema. Ma ciò non toglih che si possa e si debba studiare l'argomento anche da noi italiani e dal punto di vista militare e diplomatico. Ed è per invogliarne i cortesi e pazienti lettori della Rivista che mi hanno voluto seguire fin qui, che io ho scritto questi articoli, questi appunti, a completamento del mio Saggio già pubblicato. Quod si dejlciunt vi?'es, audacici certe Laus e1·it. In rnagm·s et voluisse sat est.

E con guesta sentenza di Properzio, e con un sentito ringraziamento per la cortese ospitalità concessami dalla Rfoista, faccio punto.

L. (!)

G IOPPI DI T ù RKREH!.

V: 'l'ri~una del 28 marzo !897 e del 13 ot tol,re .i8~6.


2236

LA GUERRA l\ELI.'AFRIC'1 AUSTR.\LE

LA GUERRA NELL'AFRICA AUSTRALE Conti1rnnzionc. -

Vedi <Lispensa VI

La liberazione delle fortezze

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Ladysmith.

Mentre le tre colonne inglesi, che si avviavano verso l'O range, erano arrestate a Sterkstrom, a Naauwport e sul Modder, la quarta, che risaliva il Nat&.l per liberare Ladysmith, andava inutilmente a cozzare contro le difese boere preparate lungo il Tugela. La colonna era guidata da sir Redvers Buller 0 composta delle truppe di rinforzo, venute dall'Inghilterra e sbarcate dalla metà del novembre in poi sulle eoste dell'Africa Australe. Originariamente queste truppe dovevano con· correre alle operazioni delle altre tre colonne e, trascurando Ladysmith, mirare direttamente all'Orange. Ma, mentre le navi, che trasportavan.o quelle truppe, si dirigevano a Oapetown, Porto Elisabetta ed East, London, un ordine perentorio del governo inglese le deviò verso Durban, per sbarcarvi le truppe in difesa del Nat,al. E ra questo paese minacciato d~ll~ invasione boera e privo di ·truppe, o poco meno, dacche 11 3 di novembre 18 mila Boeri avevano compiuto l'accerchiamento di Ladysmith e separati definitivamente da ogni consorzio col resto del mondo gli 11 mila Inglesi, che vi si erano lasciati rinchiudere, ed i cui sforzi per forzare la cerchia. che li chiudeva, erano andati falliti. (I) Vedi Cada del teatro della guerra. -

Oisrr ns;t H.

2237

L'avvenimento dell'assedio di Ladysmith era inaspettato, l'impressione disastrosa e le conseguenze esagerate. In tutto il Natal meridionale rimaneva un migliaio e mezzo di uomini col colonnello Murray in Estcourt, a una quara.ntina di chilometri a sud del Tugela che segnava i limiti all'azione dei due eserciti avversari come segna la divisione tra il Nata! settentrionale ed il meridionale. L'ammiraglio Harris aveva creduto· necessario di avanzarsi con quattro corazzate a difesa del porto di Durban, e vi aveva fatto sbarcare una brigata navale sostenuta da pezzi di gr osso calibro. A Pietermaritzburg i cittadini si armavano formando corpi di volontari a difesa del pl°:lese; da ogni città in lunghe e confuse carovane ne partivano le donne ed i fanciu lli, avviandosi sui loro carri verso il sud per evitare le peripezie della guerra e, sino dal principio di novombre, intorno alle città del Natal inferiore vedevansi i loro attendamenti. Il 10 novembre apparivano sulla sponda meridionale del Tugela 7 mila Boeri in tre colonne condotti dal vecchio J oubert. Coll'ardire e la confidenza loro ispirata dai recenti successi,. puntavano innanzi, miravano a, sorprendere Estcourt, disperdervi le poche trnppe inglesi e .sturbare gli approvvigionamenti che vi si facevano per la prossima avanzata quando giungessero i rinforzi. Tendevano al largo la loro rete : una colonna seguiva la ferr ovia, una delle altre due, l'orientale, condotta del J onbert in persona e la più for te, rimontato il Bushmen, per ·weenen cadeva sul fia.nco di Estcourt; l'occidentale di un migliaio e mezzo ai Orangiani con largo giro occupava Highland a 25 chilometri dietro Estcourt e ne t,a· glia va le comunicazioni con Maritzburg : anzi un mezzo migliaio di Boeri puntavano oltre quest'ultima località verso Durban, tentando di rompere le ferrovie e seminandovi la confusione. Ogni rit~irdo cagionato alla marcia dell'esercito di soccorso rendeva più grave la situazione dei racchiusi di Ladysmith. Infaticabili, sobri, robusti, avvezzi fin da ragazzi alla sella ed al cavallo, simili ai . nostri butteri, esaltati dalla idea di religione e di patria, devoti ai capi, i Boeri fecero in questi


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LA GUgRRA NELL'AFRICA AUSTRALE

quindici giorni, tra il 10 ed il 25 di novembre sforzi ammirabili. Da Durban ove oramai cominciavano ad arrivare numerosi i rinforzi, erano mandati, al solito successivamente, a spizzico, alcuni battaglioniadEstcourt. Tre fra essi vi arrivarqno prima del totale investimento della città, altri sette rimasero scaglionati in due gruppi lungo la ferrovia, impotenti, circondati e guardati a vista dai Boeri. Il presidio di Estcourt, comandato dal generale Hildyard, avuti i rinforzi, cercò il 22 novembre di rompere la ,cerchia ch e lo chiudeva; si avvicinò a l nemico verso Highland con una di quelle marcie notturne che nel principio.' di ·questa cam pagua di guerra parevano la panacea tattica degli Inglesi, ma erano invece piene di mille inconvenienti. L'urto non bastò ad allontanare gìi assedianti. E intanto arrivavano in Europa le notizie della impotenza dell'esercito inglese di fronte a questa vivacità dei Boeri, e, succedendosi, e avvicendandosi con quelle che venivano dal l\fodder, empievano di delusioni e d'indignazione l'Inghilterra, e negli altri paesi aumentav,ano le simpatie verso i Boeri. Ma g li sforzi avevano un limite nella scarsità del numero e, di fronte ai battaglioni inglesi oramai adunati in Durban e pronti a muovere innanzi, convenne al J oubert di ordinare ai suoi la ritirata oltre il 'l'ugela . Essa fu rapida ed ordinata. I Boeri sparvero, ed il 28 novembre non occupavano più che Colenso, di qua del fiume. Cominciò allora la marcia avanti del grosso dell'esercito di cui Buller aveva il 25 preso il comando. Era composto di tre brigate (4°, 5' e 6'), mentre la 2\ quella di Estcourt, si era portata alquanto più. avanti a Frere, ed a mo' di avanguardia copriva il movimento che avveniva alle spalle. Tuttavia solamente il 12 dicembre il corpo d i truppe del Buller potè essere pronto alle operazioni per forzare il passaggio del Tugela; tanto tempo era occorso per il riattamento della strada ferrata, e per il trasporto dei grossi pezzi di artiglieria, su quali il generale faceva largo fondamento, dei·

2239 materiali da guerra e degli approvvigionamenti dei suoi 18 mila uomini e 44 cannoni. Le operazioni cominciarono il 13 dicembre, quando Ladysmith era oramai da _un mese e mezzo separata dal resto del mondo, e sul l\fodder la colonna inglese incaricata di liberare g li assediati di Kimberley, era ferma, e ridotta alla rnaz10ne. Il Tugela corre largo, tortuoso, ordinariamente guadabile in alcune località, non in dicembre nell'epoca delle pioggia; Oolenso sta al di qua del fiume, dalla parte degli Inglesi, entro un'ansa, che lo circonda e lo recinge volgendo la convessità verso i Boeri, e ne forma u na vantaggiosa e ben difesa testa di ponte in favor loro. Vi passano la ferrovia, e la strada ordinaria: il ponte di quest'ultima era saltato per opera dei Boeri. A quattro chilometri a monte, (ovest), in vicinanza di un'altra ansa disposta anche essa in modo favorevole ai Boeri, sta il guado d i Bridle-Drift. A valle il fiume con una brusca svoltata verso nord si rompe la via tra le alture e lascia sulla riva destra (quella per cui arrivavano gli Inglesi) come isolata la collina di H langwane, che rimane sulla linea di Colenzo e ad oriente d'esso e domina il terreno circosta_nte. Ohi ne è padrone è pure padrone del passaggio del Tugela, potendo da essa prendere d'infilata tutte le posizioni boere della sinistra del fiume. A prima giunta si giudica dalla logica del terreno visto da sud, che questa collina debba stare al di là del fiume dalla parte occupata dai Boeri, e che le acque girino intorno a questa posizione dalla quale si difende tutto il piano e forse in passato così fn . Invece, stando sulla destra del fiume, i Boeri erano riguardosi nel rimanervi per non aver facili le vie di ritirata, e gli Inglesi non l'occuparono perchè a quanto pare,- non ne conobbero che tardi la situazione topografica e il valore. P er impedire il pas.3aggio del :fiume 12 mila Boeri (generale Botha) ne occupavano la riva sinistra, avendo, quali posti avanzati, Colenso e con poche truppe la collina H langwane; per cui potevano spazzare col fuoco incrociato della LA GUERRA NELL,AFR!CA AUSTRALE


2240

LA GUERRA NELL AFRICA AUSTRALE

fucileria e di 15 pezzi di artiglieria tutto il terreno della riva opposta. Nei soliti trinceramenti, appositamente costruiti, i B oeri rimanevano invisibili fino al momento dell'azione. Le quattro brigate inglesi e quella montata - (1) si erano il 14 dicembre avanzate da Estcourt-a Chieveley, a sei chilometri da Colenso cioè fino a portata dei cannoni boeri. P iù in là non potevano andare senza danni poichè il terreno, sebbene alquanto ondulato, era affatto scoperto. Lo stesso giorno l'artiglieria marina fece un gran cannoneggiare contro le posizioni boere, ma da esse non partì segno di risposta. Per l'indomani fu fissato il passtiggio del fiume a viva forza. Tre briga.te, d~lle quali una di truppe montate in prima linea, erano dirette contemporaneamente al guado BridleDrift, a.I ponte di Colenso, ed alla collina Hlangwane: e, pas· sato il fiume, dovevano assalire i Boeri sulle colline retrostariti: le altre due a destra e sinistra avrebbero sostenuto la prima linea. Il concetto, abbastanza semplice, era diluito in un lungo e minuzioso ordine, nel quale però non discutevasi nè della posizione che assalivasi e non era stata in nessun modo riconosciuta, nè del nemico, che non sapevasi dove fosse, ma si credeva scarso cli n umero e pronto ad abbandonare le posizioni (2). Fu det;to poi che non si avevano carte topografiche, corae se entro il raggio tattico dell'azione di pochi battaglioni e su un terreno scoperto com.; quello in cui tra poco doveva succedere il combattimento, l'occhio pratico del terreno non valesse meglio di qualsiasi carta, e come se una carta avesse impedito di credere il nemico lon tano e disperdere così le proprie truppe su una fronte di nove chilometri. Era sprezzo del nemico, ed abitndine a sur.r:ogare alla realtà i preconcetti, e cioè di non curarsi del modo in cui la situazione si presentava in realtà, di studiarla per venirla a (-fÌ :16 '/, bMtaglioni, 2 reggimenti cav31leria, 5 batterie da campagna, 1~ cannoni di marina e diversi corpi cli truppe irrego lari; in tutto i8 mila uom ini· e H cannoni. (2) Al quartie re generale di Bul!cr si era convinti che Colenso era ;ibbandonata dai Boeri. '

LA GUERRA NEL1)AFRICA AUSTRALE

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conoscere il meglio possibile; riguardo al terreno e al nemi00 ecc., per applicarvi invece senza discernimento le forme di piazza d'armi. All'alba del 15 i battaglioni mossero innanzi in colonne profonde. Arrivati a buon tiro dal nemico li colsetale impreveduta tempesta di fucileria e d'artiglieria, da non poter nè progredire, nè spiegarsi. Ii colonnello Long, con una manovra già riuscitagli a bene a Ondurman contro i Baggara. portò al galoppq . due batterie oltre la fronte e vicino al fiume. In pochi istanti serventi, artiglieri e cavalli furono messi fuori combattimento; i pezzi rimasero tra le due linee inattivi, e solo nella notte i Boeri posero loro le mani addosso. Due soli cannoni con grandi sacrifizi si poterono salvare sotto l'infuriare del fuoco nemico (1). L 'operazione era fallita : alle 10 il comandante Buller mandò l'ordine dì sospend_e re il combattimento, ma sola- · mente a mezzogiorno le truppe rientravano nel campo. Sotto il breve ma terribile uragano gli Inglesi perdettero 1~2~ uomini (136 morti, 736 feri ti, 224 dispersi o prigiomeri). Alla sola brigata Hart; (5~) ne mancarono 500. I Boeri_ nudrivano gravi timori che la collina H langwane vemsse occupata dagli Inglesi; non avevano che cento uomini a · difenderla. Ma il nemico non ne comprese l'imP?rtan~a; _cioè c~e l'impadronirsene doveva essere lo scopo d1 tutti gh sforzi per quel giorno e che la conquista di quEilla posizione avrebbe probabilmente evitato i combattimenti dei giorni seguenti. Lo slancio del Long, che pose a grave rischio due batterie e finì col perderle, fu biasimato dal comandante Buller. Grave è il discutere, con gli scarsi documenti che abbiamo, di coteste iniziative, le quali non riuscendo nell'intento costano dolorosi sacrifici. Gli uomini di cuore ammireranno però sempre il valore, anche sfortunato, e sarebbe degno di studio il desumere dagli esempi di guerra quante più volte l'ardire abbia risoluto a vantaggio, anzichè a danno, una. (! ) Nèl ritiro dei pezzi sotto il fnoco nemico cadde il figlio del maresciallo, JoniRoberts. i 4i -

ANNO XLV,


LA GUEltRA NEl,J.'AFRICA AUSTRA l,J,,;

situazione dubbiosa e come la. prudenza non sia sempre più. opportuna consigliera, mentre la sorpresa molte volte compensa il difetto di forza. Di nuovo a Colenso, come sul Modder od altrove, le forze inglesi per scarsità di numero o per impiego difettoso si erano mostrate incapaci di superare la veemenza sterminatrice del fuoco dei Boeri. Dopo quella iùfruttuosa giornata anche nel Nata! fu deciso di attendere soccorsi. Su tutta la linea le truppe inglesi esistenti nell'Africa australe si dichiaravano impotenti a forzan~ i Boeri, che impedì vano loro di raggiungere le fo rtezze assediate, e i mezzi adnnati si mostravano iufe. riori alla importanza della guerra affrontata. Tre insuccessi anzi tre disastri S tor mberg il 9, Magersfontein l' 11, Oolenso il 15 dicembre avevano colpito dolorosamente l'esercito inglese nel breve periodo di una settimana, quella ohe in Londra. fu chiamata ln settimana nera. L'importanza della guerra può essere stata male dimostrata, le truppe mal commisurate e peggio impiegate, le sconfitte dolorosissime al cuore degli Inglesi, ma appunto allora rifulsero la saggezza e la tenacità di quella nazione. Non corsero nè pianti nè r ecriminazioni ; era inutile il sollevare astiose accuse o l'avviare appassionate inchieste, mentre urgevano i r imedi, e nel r icercarli si unirono nazionali e imperialisti e decisero di continuare la guerra fino all'estremo, di inviare nuove tmppe in Africa, e di dare unità di indirizzo agli sforzi fin allora dispersi su troppo larga fronte e troppo isolati tra loro. Giovò assai meno agli eserciti rivolnzionari della ]!~rancia il terrore con cui furono trattati i loro generali sfortuna.ti, che alle legion i romane la calma e l'alter ezza con cni il Senato ringraziò P aolo Emilio sconfitto &. 0anne di non aver disperato della fortuna di Roma. La 5• di visione (generale W arren) era in viaggio diretta al Natal per arrivarvi nella 2" quindicina di dicembre: alla 6" fu ordina to di imbarcarsi e partire : la r adunava.si da qualche giorno nel campo di Aldershot; ed annunciavast

1

LA GUERRA NE Ll.. AFR10A AUSTRALE

22±3

la formazione della 8' . Volontari e Yeomanry accorrevano con entusiasmo all'appello del governo: infine da.Ile colonie accettava.s i il secondo contingente, rifiutato pochi mesi prima, e che ora veniva offerto di nuovo spontaneamente. Il maresciallo Roberts di Kandahar fu chiamato a raccogliere il comando di tutte queste truppe che si sarebbero trovate in Africa nella seconda quindicina di gennaio, ed a coordinare gli sforzi secondo un largo piano di guerra; invece di lasciarle agire isolatamente, valendosi del semplice valore dei soldati e delle astuzie tattiche. Il Roberts è un veterano della guerra d' India, ove era rimasto una quarantina di anni. Aveva cominciato a vedere la guerra nelle ·terribili giornate della grande rivolta dei cipai, in cui gli animi si erano temprati al contatto delle più. gravi situazioni. La rapida e risoluta marcia con cui nel 1878 era penet rato nell' Afganistan e g li aveva imposto la volontà dell'Inghilterra e l'altra con cui aveva con pochi uomini salvato iì presidio inglese chiuso in Kandahar a 160 chilometri circa oltre il confine dell'impero indiano ed in territori mal conosciuti e .alpestri, lo indicava come l'uomo più adatto a raddrizzare l'andamento dell'impresa d'Africa. Gli fu aggiunto come capo di stato maggiore il generale lord K itchner di Kartum, il v incitore dei Dervisci in t re cam· pagne di guerra. Al generale Buller fu con pubblica dichiarazione confermato l'incarico di dirigere le operazioni del Nata! « ohe « per la loro indole reclamavano la sua presenza e tutta la « sua attenzione » con che ristabilivasi pienamente l'autorità morale di questo genera.le, se per un momento poteva essere stata scossa dalla g iornata di Colenso. Vedremo come la sna azione autonoma, fu subordinata all'intero piano di campagna, e fatta valer e per ]a sua più sicura riuscita. Il Roberts sbarcò il 10 g ennaio a Capetown. Al generale Redvers Buller era oramai esclusivamente affidato dunque l'incarico di sperdere i Boeri, che tenevano


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chiuso in Ladysmith i battaglioni inglesi ed egli con lodevole tenacità, diresse i suoi sforzi a questa non facile impresa con le forze limitate di cui disponeva. La 5• divisione (generale Warren) sbarcata a Durban tra il 17 dicembre e il 2 gennaio (1), arrivava il 7 a Estcourt portandovi un contingente che compensava tre o quattro volte le perdite subite dal generale Buller nel tentativo non riuscito di Colenso. Egli disponeva così di 22 battaglioni di fanteria in 6 brigate, 3 reggimenti di cavalleria, 7 batterie da campagna, una di obici, una da montagna . e una di marina di grosso calibro; 25 mila uomini e 78 cannoni oltre a 6500 irregolari con 12 pezzi. Coll'arrivo dei rinforzi, il 9 gennaio, venticinque giorni dopo quello di Colenso, ricominciarono le operazioni del Buller per il passaggio del T ugela. Volle tentare con un aggiramento, rimontando quel fiume e cadendo sul fianco destro degli avversari, quanto non gli era riuscito con un attacco frontale. Non si trattava affatto di una di quelle rapide scorrerie, le quali minacciando le spalle dell' avversi:lrio lo costringeva, ad andarsene lasciando libero passo a coloro che gli stavano di fronte. come è suggerito dall'esempio classico dei passaggi di fiume fino dai tempi di Annibalt'. Il Buller con un regolare spostamento a sinistra di una tréntina di chilometri, creava una nuova base lontana da quella ferrovia, cui fino allora l'esercito inglese era stato ben aggrappato. Di là, con un aggiramento del :fianco destro dell'avversario ed un attacco frontale, voleva rendersi padrone dei contrafforti che sulla sinistra del Tugela scendevano su Ladysmith. Per compiere questa marcia- manovra offensiva lunga una novantina di chilometri calcolava essergli necessario di avere 17 giorni di viveri e piuttosto di approvvigionare dei depositi successivi aveva stabilito di portarli al seguito della colonna di ope· razione, formando per tal modo un enorme convoglio di (i) J\!eno duo battaglioni e una batteria rimasti nella Colonia del Capo. Rimanevarl.(> 6 b.lLtaglioni, cioè 4 della brigata Woodgate e t della brigata Coke e t batterie.

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650 carri tirati. da. 50?~ a~imali, oltre alle loco obili, per 1~ lunghezza d1 _qmnd101 .ch1l.ometri. Durante il pe ·iodo d'inaz~one erano stati raccolti gh approvvigionamenti e i mezzi d1 trasp~rt~. ~he pa~evano necessari a questa operazione, che commc10 11 10 d1 gennaio. Una b~·igata (Barton) con 2 b&.tterie fu lasciata a Chieveley a guardia del campo e della testa di linea della ferrovia di fronte a_ Colenso,_ e,. meno ~na dimostrazione il primo giorno del.mo~imento, v1 rimase mattiva senza disturbare l'avversano ~e esserne disturbata. Questi, infatti, potè opporre tr~nqmllament e tutte le sue truppe agli attacchi delle altre brigate, non pr eoccupandosi della debolezza nella quale rimaneva la posizione di Col enso. Fu stabil~to che Springfield, a 28 ·c hilometri a ovest da Frere e Chieveley e dalla strada di Colenso, fosse la nuova base donde muovere alla operazione fissata. Vi sarebbero state ra~c~lte le cin~ue b~igate ?he dovevano compierla e gli approvv1g10nament1 che s1 trascinavano dietro. L a marcia di spostamento, per difficoltà inerenti alla natura dei soldati e pe~ le cond_izioni del terreno e delle strade appena tracciat: sovr. es_so e inzuppate d'acqua, l'uno e l'altro in causa di re?ent1 p~ogge, c.ominciò il 9 e non fu interamente compiuta che 11 15 d1 gennaio. Perciò non si poteva nemmeno presupporre -che dovesse rimanere ignorata dai Boeri, o che potesse esserlo. La bri~at~ mo~tata (Dundonald) come avanguardia il 10 ~enna10 s1 avviava verso Springfield, e ncn trovandovi nemico, ne avvisava il comando e si spingeva nel mattino seguente al guado di Potgieter e verso le colline che lo dominauo. Nei giorni.seguenti, le quattro brigate del grosso il numeroso t1·e110 e 1 cannoni di grosso calibro arrivaron; successi:7am~nte al campo di Sprin~:6.~ld ed una parte di quelle truppe fu dispersa sulle colhne hm1trofo di Spearman al di qua del Tugela. d lIl passaggio · . del Tugela non presentava difficoltà da part e e nemico; mvece molte da parte del terreno e specialmente


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al guado di Potgieter dopo le piogge non interrotte di quei giorni. Molto migliore pareva l'altro guado, più a monte (a 6 ¼ chilometri di distanza) e chiamato del Wagon o di T richard. Ma in f:;tc0ia stava una linea di alture per la hmghezza di 16 chilometri, e bisognava che gli Inglesi vi salissero per guadagnare l'altipiano l.a cui padronanza· avrebbe aperta loro la tanto agognata via dì Ladysmith. La difficoltà era sempre quella: passaggio del Tugela e conquista delle alture. Ma questa volta almeno gl'Inglesi dominavano i passaggi àel :fiume. Il generale Buller concepì un piano presso a poco formulato nei . seguenti termini : con una parte · delle forze fare da Spring:field tali dimpstrazionì che gli avversari, credendo dì vederlo valicare il fiume e muovere contro le alture sulle quali stavano, non osassero allontanarsene; inviare una parte maggiore alquanto a mo.n te aUa ricerca di un passaggio sul fiume, sorprenderlo, passare il :fiume senza contrasto, girare al largo per Acton Homes sulla destra del nemico, cadere alle sue spalle e finalmente stabilirsi su l'altipiano agognato di Devdrop, da cui facile sarebbe stata la marcia in soccorso del1' esercito bloccato. La b't'igata Lyttelton ebbe l' incarico delle dimostrazioni ohe dovevano trattenere il nemico. Nel pomeriggio del 16 gennaio iniziò il passo del Tugela al guado di Potgieter in faccia a Spring:6.eld e si portò sulle colline ohe stavano oltre il fiume. Da quelle al di qua la sostenevano otto cannoni di marina e fecero fuoco contro le posizion i tenute dai Boeri i quali non risposero affatt o, contentandosi di tenersi co· perti e riparati, e di attendere gli eventi cantando i loro inni. La brigata inglese incontrò molte difficoltà nel passaggio del guado di Potgieter e . non lo com piè che nella mattina seg uente. Il generale vVarren era stato incaricato dell'aggiramento; aveva a,,uto istruzioni segrete per regolarsi e quattro bri· gate, compresa quella montata, per eseguirlo. . · Le alture, ohe stavano innanzi agli Inglesi, erano sulla loro estrema sinistra (verso ovest), profondame11:te incise dalla •

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vallata del Venter Spruit, un affluente del Tugela, che scendeva dell'altipiano. Sembravu probabile che la linea dei Boeri non andasse oltre alla linea segnata da quel burrone. Il generale Buller raccomandava al vVarren di rimontare la riva del Tugela, cercare un passaggio ancora a monte del guado Trichard, avanzare la sinistra e tenere addietro la destra, spingendosi per Venter Sprnit sull'altipiano. Lo seguivano quattro giorni di viveri · per le sue trnppe. Nel pomeriggio del 16 cominciò anche il movimento della colonna del Warren. Si portò a 8- chilometri a monte del guado di Trichard e vi gettò un ponte di 75 metri. L'indomani (il 17) vi passarono le truppe; prima la brigata montata (Dundonald), che risalendo il Venter Spruit, si portò oltre Acton Homes, occupando sul prolungamento del fianco destro della linea boera uno dei punti per i quali il vVarren per aggirarla avrebbe dovuto passare con i suoi. Una lieve sca.ramuccia nella mattina seguè nte non ebbe importanza, ed intanto la colonna del ·warren e il suo carreggio passavano il Tugela e si raccoglievano al confluente del Venter con esso, ed ai piedi delle alture 'fabamyana, che veniva ad avere di fronte. Da esse i Boeri pote-yano comodamente e con tutta ·precisione seguire questo movimento che durò t re giorni e vederne tutte le particolarità. Il generale Warren, già a corto di viveri, non credeva possibile di seguire la via tenuta dalla brigata montata, per la guale avr ebbe aggirato le posizioni boere, ed invece di quella che passava sul fianco ovest delle alture Tabamyana che gli pareva troppo lunga, preferiva di prendere l'altra che saliva ad est di quelle alture ed era per lui più diretta. Ma bisognava liberarla dai pochi nemici che la proteggevano ed il Warren stabilì di ritardare questa operazione, finchè non avesse rimandato suUa destra del Tugela il convoglio dei carri. L 'ulteriore approvvigionamento fu fatto con viveri a secco. Sopra il campo s'ergeva il poggio Three Tree. che ebbe nome da tre alberi che vi erano ; nella notte del 19 una parte della colonna Warren con alcune artiglierie vi si stabilì e nel


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giorno seguente vi si consolidò; ma per tre giorni, dal 21 al 23, gli Inglesi non poterono guadagnare che qualche centinaio di metri; furono formati dal micidiale fuoco dei Boeri impassibili e invisibili nelle loro trincee. Sulla destra degli Inglesi (est) le alture Tabamyana si r ilevavano in un monte dal cui cocuzzolo dominavasi tutto il terreno circostante. Il nome suo di Spion Kop lascia indovinare la natura e il dominio di questo picco, e dai trinceramenti ben preparati dai Boeri sovr'esso, gli Inglesi avevano av uto molti danni nel volersi avanzare dal poggio dei Tre alberi. Bisognava per prima cosa cacciare il nemico da quella posizione : ora solo, dopo tre giorni di combattimenti, appariva chiaro che essa era la chiave per la soluzione del problema affidato al Warren. Nella notte del 23 la brigata Woodgate (1) riuscì ad aggrapparsi alla sommità del monte, non a cacciarne l'avversario, quantunque questo non vi tenesse che qualche centinaio d'uomini, che furono rinforzati solamente all'alba del giorno seguente. Il 24 i Boeri continuarono a tenergli testa dai loro trinceramenti, e gli impedìrono di proseguire la conquista non ostant e il · sopraggiungere di un rinforzo di due battaglioni (2). Mancavano artiglierie a quel gruppo di forze inglesi, che con tanta fatica aveva salito il Spion Kop, e il combattimento sostenuto sul breve spazio, che ne costit uiva la sommità, riusciva impotente per gli Inglesi. Quando nella sera stava per arrivare qualche cannone da montagna, il colonnello Thorneycroft, cui era rimasto il comando delle truppe lassù raccolte, ritenendo inutile oramai la continuazione degli sforzi, aveva g ià dato l'ordine della ritirata. Anche da quella parte il tentativo era fallito. Preparato colle cure necessarie per una grande operazione di guerra per quanto concerneva gli approvvigionamenti, l'attacco, a traverso varie vicende di cui i comandanti si palleggiarono

la responsabilità, condusse a gettarsi contro il punto forte dell'avversario con una forza inadeguata al risultato che se ne voleva ottenere. Prevedevasi di avere a fronte 10 mila Boeri al più e volevasi, non ostante la forza delle posizioni da ' assalire e la potenza sterminatrice del fuoco già esperimentata, averne ragione con 12 a 15 mila uomini ? Ciò non era possibile, se almeno la velocità delle mosse e la sorpresa non venivano, come non vennero, a compensare la deficienza del numero, e la ritirata, con Ia perdita di un decimo delle forze nell'inutile tentativo, ne fu il risultato. Il Buller, dopo di avere il 5 febbraio cercato indarno colla brigata Lyttelton e 70 bocche da fuoco di aver ragione dello Spion Kop, assalendolo da oriente, come il Warren l'aveva assalito da occidente, rientrò colle truppe nel campo di FrereChieveley, arrivandovi il 10 febbraio, un mese dopo che ne era partito. Quel mese era costato un paio di centinaia di morti, 1400 feriti e 350 prigionieri. E tuttavia il Buller non rinunciava all'impresa di arrivare in Ladysmith. Fallito il tentativo contro la fronte e la destra del nemico, ora fu ripreso contro la sua sinistra e contro quell'altura di Hlangwane, il cui valore non era stato apprezzato nella g iornata di Colenso. Quel monte, al di qua del Tugela rispetto agli Inglesi, ed a 3 chilometri ad est di Oolenso, domina d i 800 metri il t erreno circostante; è dominato più ad est dal roccioso monte Cristo ed a sud si sprolunga nella dorsale che gli Inglesi chiamarono Hu.,sar Hill. Per quattro giorni, dal 14 al 17 febbraio, ·70 pezzi di artiglieria cannoneggiarono il Hlangwane; il 17 ne fu tentato l'assalto con 5 brigate e non riuscì. Solo nel giorno seguente (1) i battaglioni inglesi invece di assalire il monte H langwane di fronte, Io aggirarono da oriente e poterono porre piede sul monte Cristo che lo domina. In allora i Boeri furono costretti ad abbandonare H langwane e Oolenso, portandosi sulla sinistra del Tugela

({) Cioè : 8 compagnie de l 2° Lancashi re, 6 del 2° reggimento Lancaster, 2 del ! 0 South Lan cas ter, !9.\. uom ini di cavalleria mor1tata o porzioni <le! genio. (2) Fnciiieri scozzesi, e 3° rJei fucilieri del He.

(!) !, o stesso giorno dell,a li berazione di Kìm berley per par te della divisione di cavalleria del generale French.


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e disponendosi a contendere nuovamente dalle alture di Grobler's Kopf, che sono a nord di Colenso, e lo dominano, la marcia agli Inglesi. Tra il 19 ed il 25, questi, prendendo a . base il Hlangwane, impiegarono tutta una settimana per cacciare i Boeri dalle loro posizioni. Prepararono il passaggio, gettarono i ponti, cannoneggiarono la posizione nemica, portarono oltre il fiume un paio di brigate in modo da tentare l'a.ssalto, ma non riuscirono a forzare la posizione nemica. Ritentarono la prova, ripassarono il fiume e r isalendo la sponda destra del 'rugela in modo da passarlo a monte dello sbocco del Langewacht in esso, come dirigendosi a nord delle alture di Grobler's Kopf, e contro quelle della stazione di Pieters, a metà strada tra Colenso e Ladysmith, t rovarono infine maggior cedevolezza di qua.nta ne avessero incontrata fino allora nei replicati attacchi sulla sinistra e sulla destra dello Spion Kop, contro il Hlangwane, e co~tro la posizione trincerata di Grobler's Kopf. Anzi nella sera del 27 febbraio la bandiera inglese sventolava sulle alture di P ieters. Gli Inglesi erano infine sulla sinistra del Tugela ed a nove chilometri da L adysmith ; nel giorno seguente, 28, le pattuglie di cavalleria spinte verso quella fortezza non incontravano avversari. ' Alla sera il generale Dundonald si pose alla testa di due squadroni di cavalleria, si avviava verso Ladysmìth; nel matt ino dopo il telegrafo spargeva per tutta la terra la notizia che la guarnigione inglese r inserrata · da quattro mesi in quella fortezza, era oramai liberata. Gli assedianti eransi dileguati verso ·1e montagne del settentrione. Nè le forze g ià chiuse in Ladysmith, nè quelle del Buller, arrivate a li berarle, erano in caso di inseguirli. Le une, malandate pe~· le peripezie dell'assedio, dovevano rimettersi portandosi alla marina e rimanendovi fino ai primi di maggio; le altre avevano in un paio di mesi perduto 300 ufficiali e 5000 uomini sui 25 mila nei loro sanguinosi sforzi. Le vivaci manifestazioui di gioia in L ondra ed in Inghilterra fecero eco al giubilo del fraterno amplesso dato dagli

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assediati di Ladysmith ai loro liberatori, e questi poterono credere che alla loro energia e tenacia fosse finalmente dov uta la scomparsa dell'esercito boero d'investimento. « La « disfatta dei Boeri è completa» telegrafava Buller il 2 marzo da Ladysmith, e misurando il risultato dalla operosità e dai sacrifici affrontati per tre mesi dalle truppe che da lui dipendevano aveva ragione di crederlo. In realtà nè la cedevolezza dei B9eri sulla fine del febbraio era esclusivamente dovuta agli sforzi _delle truppe del Buller, nè la disfatta loro era così co~~pleta come quel generale l'aveva t elegrafato. Essi avevano sciolto l'investimento non solo per effetto della colonna che li premeva di fronte, ma anche per contraccolpo di quanto in quei gi0rni avveniva sul teatro di guerra occidentale; ove era stato dalle manovre del Roberts liberato K imberley, ed ove un grosso corpo boero era stato circuito e fatto prigioniero (1). L e truppe boere dell' investimento a poco a poco_se ne erano andate molto astutamente tutelan do con le retroguardie la sicurezza della ritirata. ( Continua). 'I'ltIST.AN O

F ABRIS.

(,L) li 2S febbra io le truppe di Cronje, le stesse dell'assedio di Kimberlev accerchiate dagli Ingles i al Paardeberg, avevano dovute, capitolare. "'


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SAGGI 'r ATTICI 'E STRATEGICI DI )IOLTKE

SAGGI TATI'ICI E STRATEGICI DI MOLTKE A PROPOSITO

DI UNA RECENTE PUBBLICAZIONE DEL GUANDE STATO ~IAGGIORE PRUSSIANO

Naèque Moltke il 26 ottobre 1800. A commemorare il centenario del genetliaco dell'illustre maresciallo cui tanto debbono e l'esercito e la Germania, il grande stato maggiore prussiano ha ora pubblicato una raccolta di articoli tattici e strategici, nell'intento di contribuire, per guanto è possibile a far conoscere l'opera teoretica di lui. Nel fat to lo stato maggiore prussiano ha eretto al grande capitano, con questo importantissimo volume, un nuovo monumento ed ha offerto agli studiosi una fon te inesauribile di studio, dalla quale non solo è dato rilevare il lavoro intellettuale teorico di Moltke, ma eziandio quale influenza e' quale portata abbiano avuto per l'esercito prussiano la sua attività e la sua mente quale capo di stato maggiore dell'esercito. Questi ultimi scritti di Moltke non solo completano quelli che dello stesso autore va con solerte cura pubblicando lo stato maggiore prussiano, ma sono quelli che meglio mettono in evidenza l'opera del capo di stato maggiore durante la pace, all'infuori de' suoi lavori già noti per la mobilitazione e l'adunata dell'esercito. Mai forsEi come in questi ultimi anni, t anto si stuclia:i;i.o le campagne e gli scritti à.i Napoleone, e questo non solo in Francia ma in quasi tutti gli eserciti europei ; e ben a ragione imperocchè Napoleone è, sino ad ora, il grande maestro dell'arte odierna militare e come tale è da t utti riconosciuto senza alcun contrasto.

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Fortunatamente si comincia pure a studiare con assidua cura l'opera dì Moltke ristretta, però, sino ad ora nella sua estrinsecazione nelle guerre del 1866 e 1870-71. È appunto ciò che egli fece in quelle campagne che lo resero celebre: , epperò è fuori dubbio ch'esso costituisce la parte più importante. Ma d'altronde è pur certo che quanto egli fece nél tempo di pace per preparare l'esercito prussiano alla g uerra, se non f u di così capitale importanza come quanto egli oprò in guerra, è tuttavia di massimo rilievo. Egli è certo poi che per portar e un equo giudizio su l\foltke, sar à d'ora in avanti mestieri tener conto dell'attuale pubblicazione che getta nuova luce sull'illustre capitano. Jfederico II fu non solo il duce in guerra ma prima fu l'istruttore del suo esercito, e con questo suo attivo. ed intelligente lavoro del tempo di pace preparò i successi bellici che conseguì di poi. Così l\foltke, se guidò in guerra le truppe prussiane e tedesche alla vittoria, fu in pace che col suo studio indefesso de' problemi strategici e t at tici le preparò_ ad ottenere quegli strepitosi risultati, registrati a caratteri d'oro nella storia della Germania e della storia militare e che inai dì così grandi eransi verificati. Gli scrittori francesi non sanno perdonare a Moltke di aver accumulato sul loro esercito le inaudite catastrofi. del 1870, e ciò, almeno sino ad un certo punto, lo si capisce: tuttavia possono pure ingegnarsi per t rovare in fallo la strategia di Moltke, ma non riusciraµno a menomare la di lui grande opera non solo di stratega ma pur anche di tattico. Moltke senza dubbio non fu un Napoleone e il principe Hoherilohe ebbe t orto quando proclamò che l'allievo Moltke, superò il maestro, Napoleone. l\fa se non fu un Napoleone, dopo di lui -- e sia pure a notevole distanza fu però 1nc,çmtestabilmente il più grande uomo di guerra del secolo che sta per spirare. F u Moltke che scrisse l'adagio: Prima ponderare poi osare (e1·st wagmi da.nn wagen): niuno più di lui e nella forma la più spiccata personifica. questo ~dagio.


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SAGGI TATTICI E STRATEGICI DI n!OI..'l'KE

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L'attuale pubblicazione del grande stato maggiore prussiano (1) si compone di articoli staccati che il Moltke, come soleva fare, stendeva allorchè st.udiava particolari problemi .che l'interessassero . Essi vanno dal 1857 àl 1871 e - ciò che a prima vista può recare stupore - riflettono singolarmente questioni tattiche, e precisamente la tat tica da adottarsi dalle tre armi, in seguito ai miglioramenti introdotti nelle armi da fuoco e specialmente nel fucile della fanteria. Sono: Osse1·vazion:i, scritt e nel 1858, nel 1861. e 1865 intorno all' i1i'fluenza delle miglior ate armi da fuoco sulla tattica delle varie armi; OssenJazioni del 1860, in seguito alla campagna del 1859, intorno alla tattica più opportuna da adottarsi per riuscire vincitori dell'esercito francese; Una Memo1·ia diretta a S. M. il Re nel 1868 sugli insegnamenti emersi dalla guerra del 1866; Al euni ca pi toli dell' IstrMzione pe1· i comandanti delle g,-andi imità del 24 giugno 1869; Osse1·vazion:i del 1858, 1864, 1865, 1867 sui viaggi cli stato maggiore e sulle profondità nelle marcie delle vane colonne ; e finalmente : Un articolo sulle posizioni di fianco del 1859 ; Osse1·vazioni del 1867 sull'adunata delle armate prussiane nel 1866 (già pubblicati); Un articolo del 1870 sulla strategia. Ad ognuno di questi lavori sono annesse, quali allegati, le ·narrazioni de' fatti di guerra sui quali il Moltke ap: poggia le sue deduzioni poichè, s'egli ama ri:flett,ere e argomentare col proprio raziocinio, la base dei suoi studì è sempre la storia militare e specie la napoleonica. (\) ,lloltkes Tas/;tiscli - St1·ateg ische Au{sèitze (ms den Janren 1857-1811. Zur httn· del'/;jàhrigen Gedenl,feier der Gelnwt des Genernl - Feld mm·schalls Graferi, von. Moltl,e f/erausgegeben ,vomgrossen Genel'alftabe. Abtlieiltmg fii.r Kriegsageschic/ite, -

Oerlin, i900, E . S. Mittler und Soh n.

SAGGI TATTICI E S'l'ltATEGICJ DI MOL'l'KE

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La semplice enunciazione dei titoli di questi lavori, quando si sa che furono dettati da Moltke, basta da sè sola a presentare la certezza che trattasi di studi importantissimi ma l'aspettativa è ancora superata dalla realtà. ' ' Cert~mente molte delle cose aventi tratto alla guerra, sono, dai tempi di Moltke all'ora presente, o parzialmente modificate od anche interamente cambiate. Così l'ordinamento degli eserciti, le armi, i mezzi di trasporto hanno subito notevoli variazioni; il ciclismo, l'automobilismo, il telefono, i colombi viaggiatori, i palloni aerostatici - e ben presto il telegrafo senza fili - sono nuovi mezzi di guerra. 'l'uttavia i pochi princip'ì dell'arte militare permangono immutabili, e.le lezioni di Moltke nulla o ben poco, anche per ciò che riflette la tattica, hanno perduto del loro valore. :::

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Nel 1858, introdottesi nelle a.rmi da fuoco importa.nti miglioramenti, Moltke riconosce essere necessario introdurre cambiamenti nella tattica di tutte le armi. La fanteria acquista maggiore indipendenza che pel passato; l'ordine sparso è quello che troverà maggiore impiego; postata in buona posizione difensi·va, essa diviene quasi inattaccabile, malgrado l'effetto morale dell'offensiva. Una compagnia di fanteria, a mo' d'esempio, collocata in un O'iardino od anche sul lato di un .villaagio, è in grado, b dalla distanza di 800 sino a 700 passi di recare alle colonne d'attacco tali perdite, da rendere impossibile la loro avanzata. L'azione della cavalleria vi ene ad essere più limitata. Bisogna si schieri in linea a maggiore distanza di prima. L' attacco contro fanteria farà grandi vittime. Il servizio di sicurezza, il combattimento contro cavalleria, il trar profitto dal successo al termine della pugna e l' inseguimento costituiranno l'impiego capitale della cavalleria. Le masse di cavalleria durante la battaglia resteranno in riserva, aspettando il momento opportuno al loro intervent, ,. ~


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SAGGI T ATTICI E STRATEGICI Dl ! 10LTKE

S AGGI T,ITTJt:l E ST H.A'PEG ICI Dl ~fOL'l'KE

La ca".alleria divisionale, per contro, accompagnando sempre i movimenti della fanteria, avrà spesse volte · occasione propizia alla sua azione. L'artiglieria non può avvicinarsi alla fanteria a distanza minore di 600 passi. A lei spetta il combattimento da lontano; dai 600 ai 1500 passi è l'arma principale ..e su di essa si regolano la fanteria e la caval+m:ia. Deve essere impiegata sin dal principio del combattimento e principalmente in grosse masse. Moltke pertanto ammette sin dal 1858 che per le nuove armi la t attica difensiva è più vant aggiosa di quella offensiva. A. questo concetto sono informati tutti i suoi lavori sino al 1866; egli studia i particolari del combattimento e la maniera con cui dovranno svolgersi, analizza l'impiego tattico delle varie armi, ma sempre mantenendosi nel campo della difensi,,a che a suo parere, ha l'assoluta preponderanza sulla offensiva. E cco in succinto alcuni fra i giudizi principali da lui emessi. Dopo la campagna italo-tedesca del 1859, il tenente-colonnello Ollech fu inviato in Francia per studiare davvicino l'esercito francese e proporre i mezzi mediante. i quali le truppe prussiane potrebbero riuscir vittoriose in una guerra contro la Francia. L'Oll ech riguardo a cotesti mezzi opina che debbansi lasciar da parte · quelli secondari e tenersì solo a,l più forte. Egli ricorda che Federico II ricevette da suo padre una cavalleria che non sapeva nemmeno cavalcare, ma che bastò una pa,rola del Gran Re per trasformarla da cima a fondo, e d'allora in poi assicurare la vittoria ai suoi stendardi. ~ questa parola fu: « Il Re proibisce a tutti gli ufficiali di ca« valleria, so\;to pena di essere infamement,e rimossi (bei « infame,· Cassation) di lasciarsi attaccare dal nemico; in qual« siasi azione i Prussiani debbono sempre attaccare il ne« mico. » Ora la fanteria prussiana bene istruita; disciplinata in modo eccellente ed abile nel maneggio delle armi,

riuscirebbe invincibile, quando una parola del Re press' a; poco dicesse : « Ogni comandante di fanteria, che perde una « ~osizione senza aver opposto all'attacco nemico un contrat« tacco, sarà tradotto innanzi ad un consiglio di guerra. » A questa proposta il generale v. Moltke fa seguire le seguenti os1::servazioni sul modo di combattere della fautelia: « A mio parere, lo spirito dell'offensiva e la convinzione << che in definitiva è la lotta 'personale la quale decide, non « saranno mai abbastanza destati e tenuti vivi; forse con« verrebbe dare maggior rilievo lt questo principio nelle no« stre prescrizioni fondament,a.li. « P erò cotesto motto non vuol esse1:e frai.nteso: sicchè ri,. « tengasi che ad ogni att acco nemico alla baionetta la fan« teria debba ogni volta lasciare una posizione coperta e!i « affrettarsi a muovere incontro all'attacco a mezza strada. « Il comandante, che non aspetta l'assalto nemico, non lo « accetta e a sua volta non contrattacca, deve senza dubbio « essere tradotto innanzi ad un consiglio di guerra; ma il « momento iu cui accettare l'atta,cco e controattaccare vuol « essere ben ponderato. » Qui il v. Mo]tke scende a molti particolari circa gli assalti nemici che probabilmente si romperanno innanzi ad una linea di tiragli atori che fa fuoco con calma; epperò il con~roattacco lo si dovrebbe soltanto eseguire quando il fuoco non interrompa l'attacco e il nemico continui ad avanzare, e lo compirebbero riparti in ordine chiuso, portantisi innanzi alla linea di fuoco . . Il · generale von Moltke insomma non si lascia smuovere dal suo concetto primitivo della preminenza deUa difensìva sull'offensiva. Egli apprezza i vantaggi di quest'ultima, ma la vuole impiegata solamente nel contrattacco. La fU1·ict fmn cese, cui si ascrivevano le vittorie del 1859, non lo induce affatto a modificare le sue convinzioni. Rimarchevole poi questo suo apprezzamento sulla fanteria leggiera, che .il tenente colonnello Ollech1 siccome mezzo ~econdario, proponeva di aumentare. Il von Moltke non divide la sua opinione. .{4,2 -

AliNO XLV.


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SAGGI 'rATTJ Cl E STltàTEGI Cl Dl MOL'l'KE

Non sono battaglioni leggieri, egli scri~e, che occorrono, « ma un esercito leggiero. Le truppe legg1ere serv~no sol~ « per manovrare e nel combattimento - _che s~no_ invero 1 « momenti più importanti-; ma la marcia cost1tu1sce tutta « la vita dell'esercito in guerra. « La vittoria tattica è decisiva soltanto quàndo è gu~da« gnata nella giusta località strategica, e ~uesta ra_ggrnn«giamo, poichè anche il nemico s_i sforza d~ portarsi sopra « cotesti punti, solo per mezzo d1 un esercito ugualmente « mobile in tutte le sue parti. « Un esercito che il 5 novembre combatte a R ossbach e « il 5 novembre a Leutheu, conta per due. « La campagna del 1809 fu decisa colle marcie. Quat_tor« dici giorni dopo l'inizio delle ostilità, l'eserc~to austna~? ·a· riunito prima del nemico e di esso numericamente prn « gl . . tt « forte, era disperso e _la Bavi~ra coi:iquis~ata. D~ci~~se e « giorni dopo i Francesi erano innanzi a Vienna, 1 arciduca « Cado otto giorni dopo a Stokerau. E tutto questo senza «

battaglia. . . . . . « Per ottenere tale mobilità dell' mtero esercito, s1 r1ch1e« dono: una vigorosa struttura dell'uomo, esercizio in pa~e, « buon nutrimento in guerra e un appropriato equipaggia« mento per tutte le circostanze. » . . Il generale von Moltke si estende a discorrere d1 questo requisito : noteremo soltanto ch'egli sin d'allora voleva un alleggerimento del peso da portarsi dall'uomo e dal ~avallo. E pel cavallo quosto alleggerimento lo si dove~a nc~rcare non nell"abolizione di qualche oggetto, ma bens1 nell uomo più leggero. . La Memo1·ia dell'Ollech formò oggetto d1 una confere?za tenuta dall'in allora maggiore di stato maggior~ v . Doerm~, a.o-li ufficiali del presidio di Stettino. Il Doerìng raccomand:va la difensiva strategica e l'offensiva tattica. Il o-enerale von :\1:oltke, cui fu trasmessa quella conferenza. osser~a che è precisamente l'opposto che devesi fare_; « l_a e:. nostra strategia vuol essere offensiva, la nostra taLtica di: « fensiva. Dobbiamo impadronirci dei punti più importanti

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e difenderli. Ciò non esclude in alcun modo i ritorni offen« sivi e gli inseguimenti. « Non è giudizioso comb1:1,ttere i Francesi sul campo della « loro specialità ( Vù·tu,ositat). Poichè i Francesi sul campo « di battaglia. attaçcano sempre, è necessario che uoi non lo « facciamo. Possiamo oppor loro opposta condotta. Abbiamo « migliori fucili e spariamo meglio. Questo è vantaggioso « soltanto essendo fermi, e di conseguenza nella difensiva. « Una superiorità così notevole non deve rimanere inutiliz« zata. La questione capitale è di accettare l'attacco, quindi « di contrattaccare. » Le Osse1·vazioni dettato nel 1865 - e quindi dopo la campagna di Danimarca - sono forse ancor più interessanti dello precedenti, non tanto a motivo degli insegnamenti ritratti da quella, breve guerra che per nulla modificano il suo convincimento sulla superiorità della difensiva tattica, quanto pel fatto che von l\foltke, nell'evidente intento di rendersi sempre più conto delle varie questioni militari che studiava, pone ogni cura nello sviscerarle pit1 che gli sia possibile. Così non gli sfugge che potrà pur darsi il caso di dover adottare l'offensiva tattica, di fronte ad un nemico messosi sullo difese ed occupante una forte posizione fortificata. Ciò è còmpito assai difficile. T,utte volte sarà possibile, converrà aggirare la posizione nemica portandosi sul fianco delh~ medesima, costringondo così l'avversario ad abbandonarla.. Il suo senso pratico, però, lo ammonisce dei molteplici per icoli inerenti a cotesto aggiramento; e così egli nota subito che nella pluralità dei casi occorrerà abbandonare la propria linea d'operazione e sceglierne un'altra; ciò che non è scevro di gravi pericoli e cli seri inconvenienti, poichè è sulla linea di operazione che si trovano t"\ltti i servizi così importanti delle retrovie dell'esercito. Comunque sia, clù ha deciso d'intraprendere l'aggiramento, deve già. aver pensato al modo di far vivere l'esercito, e, nel caso di una sconfitta, dove possa sperare d i trovare appoggio e rinforzo. «


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Certamente al giorno d'oggi quest'opera del capo dello stato maggiore dell'esercito appare affatto naturale; ma riportiamoci al 1865 ecl allora si vedrà subito la cosa sotto un aspetto intieramente differente. Lo studio degli svarùiti problemi militari non era certamente generalizzato; esso era l'opera di pochi - e per la maggior parte ignorati - solitari, e fra ,q uesti Moltke occupa senza dubbio ir primo posto. A lui poi, per l'altissimo ufficio che copriva, fu dato di far ridon dare i suoi studi a beneficio dell'esercito; e di questo l'esercito prussiano va debitore al suo fortuna to ordinamento, che contemplava sin d'allora la carica di un capo di stato maggiore generale dell'esercito.

La scrittura più importante è rappresentata dalla Memm·ia a sua Maestà il Re intorno agli insegnamenti a dedursi dalla guerra del 1866. Le splendide vittorie conseguite non hanno 'fatto chiudere gli occhi sulle manchevolezze e sugli errori commessi; « la Memoria, scrive il gènerale von Moltke nella « lettem al R.e che, la accompagna - non contiene c1uasi ,« che biasimi, e non per biasimare od indicare ciò che " taluno avrebbe potuto far meglio, ma per evitare codesti er« rori nell'avvenire e rimuoverne i danni ». La Merrt01·icl poi acquista speciale valore dal fatto ch'essa porta in margine poche osservazioni o considerazioni espresse in stile, per così dire, telegrafico da S. M. il Re, il quale nel ritornare al -von Moltke il suo scritto ne lo ringraziava vivamente, non solo per le molte ottime proposte in esso contenute ma ancora perchè lo considerava siccome una prova dell' impegno costante, di1;etto, anche . dopo i grandi successi ottenuti, al maggiore possibile perfezionamento dell'esercito. La Memoria è divisa in due parti distinte: la prima si occupa delle singole armi; la seconda degli ordini di marcia delle grandi unità e della loro riunione in armate.

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La fanteria.

La fantei·ia si è condotta sotto ogni rapporto nel modo il più. distinto, sia nelle marcie sia nel combattimento. « Insuf« :ficientemente appoggiata dall'artiglieria, per niente af« fatto dalla cavalleria » ben compresa della sua forza agisce dovunque di propria iniziativa e in senso offensivo. Essa a:ffi:onta e respinge i battaglioni austriaci col suo fuoco; le sue linee di tiragliatori si portano avanti contro l'artiglieria, ne abbattono col fuoco i serventi ed i cavalli e s'impossessano dei pezzi; accoglie le cariche della cavall eria nella formazione in cui si trova o tutt'al più formando piccoli gruppi e le rintuzza. Ma questa condotta t rova il suo fondamento nella grande superioritit del fucile prussiano: « vantaggio che cettamente « non si avrà nelle guerre future ». Il difetto capitale, dice il Moltke, fu però quello ·che la direzio~e superiore non potè più farsi sentire sopra i capi in sottordme. « Non appena le divisioni o le brirrate sono rriunte . b b « d1 fronte al nemico, di sovente cessa ogni direzione supe« riore. Ben di rado le varie armi si appoggiano l'un l'altra· « il più delle V(ò1te sono soltanto singoli battarrlioni spess~ ' o ' « anche compagnie di differenti reggimenti, che per proprio « conto compiono le più ardite imprese, i più belli atti di « guena. Contro un nemico più. abile e più resistente di quello « che avemmo ora a combattere, ciò sarebbe seriamente peri« col oso ». E il re Gugli1?lmo vi pone l'annotazione: Gii1,sto ! . Non oc~or~·e dimostrare, perchè è troppo evidente, quanto 1mpori;ant1 siano queste osservazioni del l\foltke. Giustamente egli pone in r ilievo gli splendidi successi ottenuti dalla fanteria colla sua azione indipendente abile ardita ' ' contro' ma nello stesso tempo non può a meno di ammonire il ripetersi di simile condoUa, che di fronte ad un fucile equivalente, acl un nemico più abile e più resistente è gravida di pericoJi.


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Eppure fu press'a, poco una tattica consimile, di poco alquanto corretta e perfezionata, che fruttò alla fanteria tedesca le grandi vittorie del 1870, sebbene l'avversario fosse armato p.i un fucile di gran lunga superiore al DreJse. Egli è vero però, che l'artiglieria tedesca . appoggiò n el modo più efficace l'arma sorella ; ma non è men vero, che, r ispetto alla fanteria, si ripeterono in tut te le grandi battaglie gli inconvenienti verificatisi ·s pecialmente nella giornata di Koniggratz di un grande frammischiamento delle un ità inferiori e del sottrarsi di esse alla direzione superiore. E la questione' sollevata dal Moltke si può dire che è tuttora sul tappeto. Nei primi anni dopo il 1870, tutti gli eserciti si preoccuparono del combattimento della fanteria, nel quale v enivano, per così dire, a fondersi i riparti di differenti compagnie, battaglioni, reggimenti e persino di brigate e divisioni, togliendo così ogni possibilità agli ufficiali superiori ed ai generali di esercitare il loro comando. E invece· di studiare ai mezzi più adatti ed efficaci per far combattere nel maggior ordine possibile le grosse bande di tiraglia tori da portare all'attacco, il timore del frazionamento e del frammischiamento dei riparti giunse a tal punto da far dimenticare compiutamente ciò che la g1.1erra dal 1870 aveva messo nella più chiara luce meridiana, e cioè che la fanteria sot to il fuoco dell'artiglieria e della fucileria non può assolutamente avanzare se non in ordine sparso. Così si escogitò persino che l e compagnie muovessero all'attacco in ordine ben chiuso, gomito a gomito, e che giunte a 400 passi dal nemico s'arrestassero, facessero un gran fuoco e poi si slanciassero sull'avversario colla baionetta. Naturalmente questa tattica ebbe vita brevissima, poichè subito si riconobbe l'errore in cui si era caduti, tuttavia è giocoforza confessare che anche oggidì si è rilutta.nti a sciogliere in ordine sparso grosse unità; che se ne ritarda il momento più che sia possibile, e così ogni anno, nelle grandi manovre e presso tutti gli esercit.i, non è raro il ca.so di veder manovrare riparti ben chiusi sotto il fuoco della fucileria nemica.

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E per questo motivo, ossia perchè il quesito che richiamò l'attenzione del Moltke è tuttora, in parte, sitb judice, che le sue parole hanno anche al presente una grande e singolare importanza. Il generale von Moltke, ritiene come causa dei lamentati difetti, il sistema invalso di formare gli eventuali dista.ccamenti con compagnie o battaglioni rispettivamente di battaglioni e reggimenti differenti ; di ripartire le grandi unità - divisioni o corpi d'a.rmata - in modo permanente in a,,anguardia, gtosso e riserva; la differente formazione delle divisioni di fanteria composte di numero non uguale di battaglioni e di reggimenti. Qnest'ultimc inconveniente portò che colonnelli ·ebbero sotto i loro ordini due batta.glioni e magari uno solo, che generali di brigata comanda.rono una briga.fa di un solo reggimento, mentre, per contro, una brigata - quella dei fucilieri della 16a divisione - era comandab da un colonn ello che nello stesso tempo teneva il comando del suo reggimento; ciò che, dice il l\foltke, è assolutamente irregolare. Tutt~via non torna cont o di occuparcene, poichè è inconveniente da tutti riconosciuto e le prescrizioni regolamentari hanno già provveduto a rimuoverlo compiutamentet sebbene il generale Moltke.si dilunghi di molto nel parlarne e determini la forza· delle singole unità. Non è cosi degli altri difetti lamentati dal l\foltke e che egli analizza minutamente. Noi, anche qui, non c'indugeremo a riassumere il suo lungo discorso, ma non sappiamo trattenerci dal riportare due esempi storici, coi quali egli conforta la sua tesi e che sono veramente tipici ed istruttivi. Il primo esempio riflette il 1° corpo d'armata prussiano a Trautenau . « L'avanguardia del 1° corpo d'armata - scrive l'illustre « maresciallo - (una parte della 1a divisione) dopo breve « combattimento desiste dall'attacco ma non si riunisce alle <1. altre truppe. A continuare la lotta è chiamato un reggimento e di m~-a -brigata, poi un altro di altra brigata e finalmente il


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3° e 4° reggimento che trovansi presso il grosso ricevono l'ordine di spedire avanti ognuno un battaglione. Questi « riparti seguentisi successivamente prendon posto ,negli in« tervalli di quelli più avanzati; diguisachè si frammischiano « persino le compagnie e un noto ed abile 0omandante di « battaglione rimane con due soli plotoni sottomano. Un « comandante di brigata, a piedi, su una lunga fronte di « 4000 passi, tiene il comando di otto battaglioni di quattro « r eggimenti, mentre a P tirschnitz presso tre soli batta« glioni trovansi 1 lasciati indietro, il comandante della di« visione, un comandante di brigata e due comandanti di « reggimento, la di cui azione manca altrove. Il comandante « della divisione (la 2•) si porta, invero, sulla linea del com« battimento ma può impartire i suoi ordini soltanto a « singoli battaglioni e compagnie. Anche l'altra divisione « (la 1•) è divisa sul terreno in avanguardia, distaccamenti « laterali, scorta all'artiglieria e riservrL (q uest'ultima al « fuoco), e così si comprende di leggieri che, durante la ri« tirata intrapresa con tanti singoli gruppi, l'ordine del co« mandante del corpo d'armata d\Lrrestarsi a P arschnitz non « sia stato eseguito » . E 8 . M. il Re nota in margine : Da>s ist schlagend l, come sarebbe a dire in italiano: è proprio il colpo che taglia la testa al toro. Il corpo d'arma.ta della Guardia, che è il secondo esempio, presenta ben altre anormalità. La 1• divisione delle due sue brigate ne forma. tre e questa formazione mantiene sin dopo Koniggratz, fino a quando, cioè, il generale v. "Vvartensleben assume il comando della divisione, in luogo del generale v. Hiller morto in quella battaglia, e ristabilisce la formazione organica prescritta. Oltre a ciò, le divisioni si considerarono ed operarono sempre quasi indipendenti l'una dall'altra. Così il 3 luglio (la giornata di Koniggratz) ciascuna delle due divisioni, sebbene marcianti sulla stessa strada, è r ipartit a in avanguardia e grosso; la 2 .. divisione vi aggiunge ancora la riserva. E quando la l " divisione si t rova impegnat a nel vivo combttttimento di Rosberitz, rimane senza rincalzo, perchè la. 2" di-

v1s10ne ha preso altra direzione. Colla formazione su tre bsigate fu organizzata la più immancabile confusione. La 1~ divisione aveva formato una delle brigat e con battagli0ni fucilieri e le altre due coi primi e secondi battaglioni, e questo per la maggior parte aveva ancora ripartiti in mezzi battaglioni. Tutti i reggimen ti avevano così dei loro battaglioni in ciascuna delle due brigate. La divisione avanza. in piccoli riparti, senza alcun appoggio, attraversa la pianura, esposta al fuoco di 100 pezzi. Mentre la brigata di testa Knappstadt si spiega, la brigata Kessel tenuta indietro quale scaglione, si . porta avanti accanto alla prima e sulla linea più avanzata, e le compagnie ed i mezzi battaglioni della seconda schiera si spingono pur essi avanti, incastrandosi nella brigat a, sulla linea di fuoco della prima schiera. Non si ha che un solo pensiero, quello di precipitarsi incontro al nemico, e dove lo si scopre, b~itterie, colonne di fanteria e cacciatori, facciano fuoco o ::.iano in ritirata, sono assaliti senza. alcun riguardo. In questa guisa si procede innanzi di continuo ; Chlum è occupato dal nemico e non~se ne tiene alcun conto; l'attacco di una brigata di cavalleria (5 squadroni del reggimento Imperatore Fra.ncesco Giuseppe ed 1 - il terzo - dei corazzi eri I mperatore Francesco Giuseppe) è respinto da singole c0mpagnie; Rosberitz è occupato, e finalmente, distesi sopra 5000 passi, quei riparti, a distanza di tiro, si trovano di fronte alla riserva n emica in pieno ordine di 56 battaglioni e 34 squadroni con una artiglieria formidabile, senza che la 2a divisione o altra truppa sia sotto mano. · Quella parte della 1 a divisione che fra le ore 3 e le 4 pom. si trova fra Rosberitz e Chlum è così disposta, a cominciare dall'ala sinistra: In Rosberitz stanno: due compagnie fucilieri del 2° reggimento; una compagnia fucilieri del 1 ° reggimento; una compagnia dal 3° reggimento della Guardia. Alquanto più indietro ma vicino : il 2° battaglione del 1° reggimento della Guardia.

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Verso Chlnm: le compagnie 103 e 12" del reggimento fucilieri della Guardia (brigata Kessel) ; ' quattro compagnie del 1 ° reggimenio della Guardia (brigata Knappstiidt) ; le compagnie 9a e 12" del reggimento fucilieri della Guardia,1 9a compagnia del 2° reggimen to Guardia (brigata Kessel); In Chlum, sul margine ovest: 1a e 2 .. compagnia del 5° reggimento della Guardia (brigata Krappstadt). Nella chiesa : 1'11• compagnia del 5° reggimento delJa Guardia (brigata Kossol). Sul margine nord: la 1 .. compagnia del 3° reggimento della guardia (brigata Knappstadt) ; la 3" compagnia e 1/8 della 2° del reggimento fucilieri della Guardia (brigata Pape). « Domaudo io1 osserva il Moltke1 come sarebbe stato pos« sibile di dirigere una linea così frammischiata mediante « i comandi dei superiori! » E un grosso punto ammirativo « ! » mette in margine il Re. « L a fermezza della truppa che si aggrappava agli ufficiali, « fossero dessi i suoi propr1 od altri, e la perspicacia dei capi « in sottordine rimpiazzano la direzione superiore. Il coman« dante della divisione (generale von Hiller (era morto, il co« mandante del grosso (colonnello von Obernitz) era ferito, e « mentre si sviluppa . il terribile attacco sul fronte della « divisione, dal bosco di Lipa esce fuori alle sue spalle la « smarrita brigata Fleischacker. È solo da ascriversi al caso, « e non ad una normale direzione del combattimento1 che « sette compagnie del r eggimen to fucilieri della Guardia « sieno ivi capitati, ed al valore di quelle brave truppe se « fu rimosso il gravissimo pericolo e se colle loro forze ar« restarono dietro R osberitz il nemico a loro su)?eriore di « forze cli ben quattro volte » .

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Non si può certamente negare che questi due esempi non mettano nella massima evidenza le conseguenze ed i gravi pericoli che possono derivare - e sarebbe forse più esatto dir e: immancabilmente derivano - dal modificare la formazione organica delle grandi unità, e che si compendiano nell'anormale frammischia.mento dei vari reparti e nell' impossibilità pei capi di esercitare il loro comando. E questo appunto intendeva provare il generale 1\foltke, e dimostratolo - ed è mestieri convenirne1 nel modo il più esauriente - egli viene alla parata. I corpi d'armata, le divisioni mantengano inaltorata la loro formazione organica. Allora il comando funzionerà regolarmente dall'alto al basso. Distaccamenti eventuali sono inevitabili 1 ma questi sieno composti di interi riparti col loro comandante, e tostochè abbiano compiuta la loro missione rientrino all'unità di cui fanno parte. Il Moltke ammette un ordine normale di marcia e di combattimento per l'armata e il corpo d'armata. P er l'armata, composta di parecchi corpi. d!armata, egli ritiene indispensabile la ripartizione delle forze in avanguardia, grosso e riserva, e che queste grandi unità marcino divise sopra largo spazio. Come ~ivanguardia genera.le normalmente occorre destinare o una divisione o un intero corpo d'armata, rinforzato da cavalleria e spinto avanti ad una giornata di marcia. Il corpo d'armata di solito impiegherà in avanguardia una brigata. Se questa, a mo' d'esempio, è la .La brigata il grosso sa.d, costituito dalle brigat e 2" e 3a e la riserva dalla 4". Nerisulterà invero che il comandante della l " divisione avrà le sue truppe ripartite fra l'avanguardia e la, testa del grosso, e il comandante della 2a divisione una brigata al grosso e Paltra alla riserva, ma una siffatta disposi,:ione non altera i rapporti del comando, e permette che in maniera certa ed in tempo, la brigata retrostante appoggi l'altra che t rovasi innanzi. Poichè il corpo cl' armata sopra una sola strada


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occupa in profo1idità una giornata di marcia, tutte volte sia possibile, sarà conveniente di marciare con divi~ioui ben chiuse. Per la divisione, per· contro, non gli pare indispensabile il riparto in avanguardia, grosso e riserva. Relatiyaineute alle formazioni pel combattimento il von 1\foltke si ef;tende di molto, onde ricercare i mezzi più adatti per evitare al possibile il frazionamento e frammischiamento -dei vari reparti e non imp0di.1e il regolare funzionamento del comando. A suo parere non era necessario di introdurre varianti nel · regolamento di esercizi della fanteria ; aveva solo bisogno di essere semplificato, togliendo da esso quelle evoluzioni artistiche che servono unicamente per le· parate. Per tal modo l'istruzione dei battaglioni sarebbe facilitata. · Egli propone la disposizione per ala delle singole brigate formate sopra tre schiere e poichè sotto il fuoco.nemico si è costretti di frazionarsi in piccoli riparti, fa formale proposta perchè in luogo é:.elle prescritte colonne d'attacco si adotti come fonnazione n01·rnale quella delle colonne di compagnie, pur contemplata dal regolamento e che effettivamente fu quasi sempre impiegata in tutti i combattimenti della caro pagna. Come abbiamo detto, il Moltke discoi're assai a lungo di queste sue proposte, ma noi non crediamo di doverci indugiare nel renderne conto in modo particolareggiato per due capitali ragioni: la prima che troppo poca dimestichezza abbiamo colle evoluzioni della fanteria per discuterne i particolari, e l'altra che ormai il quesito è stato risolto presso tutti gli eserciti dai nuovi regolamenti. Ma se i punti esaminati sin qui da 1violtke - ed ai quali tutti abbiamo accennato sebbene molto sommariamente ~ sono senza dubbio notevoli e fanno fede della sua mente indagatrice e del suo alto senso pratico del combattimento, di ben altra capitale importanza sono le finali considerazioni sul carattere della tattica della fanteria.

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Àbbiamo veduto eh' egli dal 1859 al 1865 è il più convinto partigiano di una tattica difensiva. Nel fatto nella guerra del 1866 - uome più tardi in quella contro la Francia - la fante1:ia prussiana agì sempre offensivamente ed ottenne quei risultati che a tutti sono noti e che il Moltke ha magistralmente rilevato a proposito di quanto fece la Guardia a Ki:iniggratz. I fatti hanno adunque infirmata la teoria del Moltke; hanno anzi suggellato il contrarrio. E l'illustre generale, convinto ormai della gran potenza del fuoco della fanteria, riconosce che invero si ottiene la massima efficacia del fuoco dei fucile colla truppa ferma, ma non se ne ·deve dedurre che convenga aspettare l'attacco nemico da piede fermo. « La fanteria mentre avanza può in ogni momento arrestarsi << per trar profitto del suo fuoco». E subito soggiunge: << La fanteria, come nelle precedenti, così anche in queste « due ultime campagne, ha dimostrato che le è insita l'in« clinazione ad acquistare sempre più terreno e ad acco« starsi al nemico. Non solo la nostra strategia., ma anche la « nostra tattica deve pertanto rimanere nell'avvenire offen« siva ». E straordina.riamente o:ffensiva fu infatti la tattica della fanteria tedesca nel 1870 - come ebbimo parecchie volte occasione di notare. Non è fuori d'ogni verosimiglianza il supporre che il Moltke, come ha fatto per la guerra del 1.866 abbia pure scritto analoga J.11em01·ia sugli insegnamenti a trarsi da quella del 1870. Se codesta J.Vfemo1·ia realmente fu compilata se ne conoscerà, forse il contenuto da qui a molti ma molti anni; epperò sarebbe assai interessante sapere con certezza se il maresciallo Moltke è rimasto fermo nell' ultimo suo concetto di una tattica offensiva della fanteria. Dallo spirito eminentemente offensivo che informa gli odierni regolamenti tedeschi :si potrebbe arguire che tale deve essere stato il pensiero di Moltke, ma di fronte ai progressi enormi realizzati dalle armi a fuoco in questi ultimi anni, se Moltke fosse tuttora vivente, non ritornerebbe


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al suo pensiero della difensiva tattica seguita poi dall'offensiva? Naturalmente ci moviamo qui in un campo affatto induttivo e non :Uoi di certo lo tenteremo. Ormai è questo, forse, il più grande e difficile quesito di attualità dell'arte militare; quesito che importa risolvere al fine di formarsi intorno ad esso una chiara nozione per nòn esporsi poi nel momento della prova seria ad amare e pericolose delusioni. Il quesito, coi fucili e coi cannoni di più che 30 anni fa, ha attirato la massima attenzione di Moltke, epperò è dato a tutti rendersi conto quale importanza abbia acquistato oggidì coll'armi attuali. ( Gontiniia) .

B.D.

NOTE BIBLIOGRAFICHE

ALBERTO CAVACIOCCHI, maggiore di stato maggiore. - 1809. Ratisbona, Essling, Wagram. - Roma, Casa editrice italiana, 1900. Prezzo, lire 3,50. Altro ufficiale del nostro stato maggiore il maggiore Cavacioochi, segue il bell'esempio dato dal tenente colonnello Barone e ci presenta un pregevolissimo studio sulla campagna del 1809 in Germania. È lavoro poderoso, pel quale l'autore non ha risparmiato le fatiche compulsando tutto ciò che hanno detto intorno a quella guerra i più competenti ed apprezzati scrittori, quali l'J omini, il Pelet, il Thiers, lo Stutterheim, l'arciduca Carlo, il maresciallo v. l\foltke. ecc., e, per le operazioni militari francesi, basato essenzialmente sulla Corrispondenza di Napoleone I. Come appare dal titolo stesso, l'opera prende particolarmente a disamina. le manovre di Ratisbona., Essling e Wagram, corrispondenti alle varie fasi della guerra. Ogni capitolo è diviso in due parti: nella prima in modo a:;;sai chiaro sono diffusamente narrate le operazioni militari; nella seconda sono svolte le considerazioni intorno alle medesime. Circa la par te narrativa, l'esposizione è sobria, scevra di inutili particolari e si appoggia, come già osservammo, alle fonti migliori. Ci corre l'obbligo di notare ed encomiare l'ottimo metodo seguito dall'autore di stndiare il concetto napoleonico nella sua Corrispondenza; il che eqnivale all'esaminare gli ordini e le istruzioni o direttive emanate per l'operazione da 'eseguire, ed offre il mezzo migliore, anzi l'unico, per rilevare come realmente Napoleone considerasse


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NOT.E Bl8LIOGRAFICH E

la situazione in quel dato momento e rendersi conto esattamente della concezione, dello sviluppo e dell'attuazione del suo piano. Questo -metodo, oltre al vantaggio di riuscire assai istruttivo per lo scrittore che l'impiega e pel lettore studioso, ha ' pur quello di trattenere dal formulare critiche ed appunti, che non di rado non hanno serio fondamento. Le cause, sia. dei successi conseguiti, sia degli errori commessi, appaiono quali furono realmente, e allora non è molto difficile l'indagare e rintracciare il mer ito o la vera r esponsabilità del comandante. Oe~tamente è assai più comodo il giudicare appoggiati alla cognizione che ora si possiede della situazione dei due partiti e .d el pTocediniento delle operazioni, ma è pur mestieri convenire che così si va incontro al pericolo di esprimere giudizi erronei od ingiusti. Notiamo ancora altra particolarità del gèniale autore. A porre sotto gli occhi del 'lettore la situazione deìle singole giornate di operazione o di un dato periodo, il Oavaciocchi presenta delle tabelle sulle quali sono registrate per ogni giornata le località occupate dai vari coi·pi d'armata. È indubbiamente ottimo sistema, ma a nostro avviso è migliore quello degli schizzi, seguìto di solito dal grande stàto maggiore prussiano nelle sue pubblicazioni storico-militari, perchè la situazione risult a evidente a prima vistà. In ogni modo, è senza dubbio eccellente espediente, in sostituzione dello schizzo. Le Consider·azioni sono assai particolareggiate e riflettono le operazioni tutte della campagna strategiche, tattiche e logistiche. Al fine acume dell'investigazione tien dietro la for te e sicura argomentazione, donde emergono i seri studi dell'autore e la sua speciale att itudine a questi lavori, i quali richiedono un'estesa cognizione dell'arte militare e, più an· cora, un retto ed intelligente senso pratico della g uerra. Pur volendo ci sarebbe impossibile seguire l'autore in tutto ciò che egli ha scritto; epperò ci limiteremo a qualche éenno intorno a taluna delle principali questioni dfu lui discusse.

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NOTE B113LI0GJtA F ICHE

Il Oavaciocchi tratta benissimo il controverso quesito della adunata, francese all'inizio della campagna. Come è noto all'apertura delle ostilità Napoleone era ancora a Parigi e il maresciallo Berthier aveva assunto il comando interinale dell'esercito. Napoleone gli aveva trasmes;;o le sue istruzioni e il Cavaciocchi le analizza minutamente e mette in chiaro • che se Napoleone aveva ordinato il concentramento su Rat isbona, aveva pure avvisato di eseguirlo su Augsburg e Donauworth nel caso che gli Austriaci attaccassero prima del 15 aprile, come difatti av venne. Il T hiers tentò di giustifi care il Berthier, dicendo che egli non osò dipar tirsi dagli ordini avuti e che Napoleone era troppo lontano per modificarli in segtlito ai fatti sopravvenuti. E nota che si fu sorpresi dagli avvenimenti e che questo fu errrore della politica piuttosto che dell'impulso dato alle operazioni militari. Il Oavaciocchi obietta « sta bene quanto riguarda la sor« presa, quantunque anche questo caso fosse stato previsto « dall'imperatore. È invece errato che il Berthier si sia at« tenuto alle istruziqni r icevute ; come pure è inesatto che « le direttive date da lungi da Napoleone non rispondessero (< alle necessità del momento. > E noi siamo intieramente di questo parere. Sebbene importante purtuttavia non avremmo accennato a questa discussione se il Cavaciocchi nou ne avesse tratto occasione per una piccola digressione a pr oposito della stra. tegia di Napoleone e di Moltkè. Il von der Goltz - e con lui del resto altri ufficiali tedeschi - ha voluto distinguere il principio napoleonico di adunarsi prima di giungere sul campo di battaglia, da quello cli Moltke di adunarsi sul campo di battaglia. Già, il tenente colonnello Barone nel SLlO pregevole stud io sulla guerra del 1866 (1) ha irrefutabilmente dimostrato che il concetto strategico del condottiero prussiano non si discostasse da quello di Napoleone. (i) VecJi

H3 -

la recensione di quc,t'opera nel fascicolo di rnaggio ANNO XLV.

rnoo

della Hivi.1tci.


2274

N OTE BJ BLlOGRA FICHE

Il Cavaciocchi riporta il giudizio di Moltke a proposito dell'ordine mandato al Davout nel mattino del 1'7 aprile (di ripiegare su Ingolstadt per la sponda destra del Danubio) : « L'essenziale, scrive il , Moltke, (1) era di riunirsi prima « dell'attacco dell1arciduca. Ciò poteva farsi con sicurezza , « per la sponda sinistra del Danubio sia presso Ingolstadt, « sia p1'esso Donauworth. Napoleone ordinò al contrario la « riunione per la sponda destra. (< I fatti gli diedero ragione; ma la critica può soltanto « segnalare questa disposizione come un atto temerario che « rimase impunito per un più grave errore dell'avversario ». II' Cavaciocchi coglie la palla al balzo e giustamente os- . serva « che la migliore conferma della, nessuna divergenza « di vedute t eoriché fra i sommi capitani si ha in questa « occasione, in cui Moltke biasima senza riserve Napoleone, « reo agli occhi suoi di avere violato, sia pure in eccezionali (< contingenze, il principio fondamentale della strategia ». Del resto fu appunto dalla difficile situazione in cui Napoleone trovò il suo esercito che appare quanto Egli sia stato grande in quel pericoloso momento, ideando e dirioo·endo la manovra di Ratisbona. E il Cavaciocchi l'ha perfetta.mente compreso, sicchè scrive: « Luminosa prova del (< genio di Napoleone è ad ogni modo quella d i avere, in « circostanze così difficili e sulla base delle vaghe informa« zioni ricevute, intuito il disegno dell'avversario e subito « provveduto ad opporre alla manovra centrale di questo la « corrispondente manovra contraria dell'avvolgimento, non « senza assicurare nello stesso tempo la propria destra af« forzando Augsburg, pel caso in cui le sue previsioni non. « si avverassero; ed è sopratutto ammirevole il costante spi« rito aggressivo che regna in tutti i suoi atti e lo conduce « a rivolgere infine a proprio vantaggio una situazione oltre« modo pericolosa ». Poche linee, ma nelle quali molto mae; strevolmente è tratteggiato l' iutiero concetto della manovra

(I) V. i)loW,es 1nitilaI·ische Wei·ke.

NO'l 'E BI BLIOGRAFlCtlE

2:375

di Ratisbona che senza dubbio va annoverata fra le più belle di Napoleone. E g iustissime e assai pregevoli sono poi le considerazioni riflettenti l'attuazione della manovra. Il Cavaciocchi rileva: che la presa di Ratisbona non fu che l'epilogo di una delle · più belle operazioni di g uerra compiute da Napoleone ; che Egli non solo raadrizza come per incanto la situazione compromessa dal Berthier ma in cinque giorni ricaccia l'armata nemica, rotta in due parti oltre l'Inn e oltre il Danubio: e nota l'energia e il vigore con cui l'Imperatore attese ~!l'esecuzione de' suoi disegni, « ch'egli giorno per giorno adat ta « alla necessità del momento, colla volontà sempre ferma« mente tesa allo scopo di sterminare il nemico ». T uttavia, malgrado l'arte somma cui sono ispirati i suoi ordini, Napoleone non raggiunge completamente il risultato prefissosi. E perchè? P erchè il generale Claparède a Landshut non ha mirato a mettere completamente fuori causa le forze del ·generale H iller, e invece si è arrestato in attesa di ordini; perchè il colonnello Coutaut non ha potut o tenere Ratisbona fino al mattino del 23 aprile ed ha dovuto capitolare. « Ciò nulla « toglie al merito di Napoleone, il quale, com'egli stesso ci « avverte, giuocava una partita in cui tutto era calcolo di « ore ». E sta di fatto che se Claparède avesse inseguito a fondo le truppe dell'Hiller ch'erano in disordinata ritirata e lo poteva fare; se il Coutaut resisteva altre 24 ore i~ Ratisbona, le forze dell'arciduca Carlo avrebbero avuta tagliata la ritirata, e la campagna del 1809 sarebbe stata decisa in pochi giorni colla battaglia strategica di Ratisbona. « Sono questi, osserva l'autore, i soliti attriti, i soliti cont.rat« tempi derivanti in parte dagli uomini e in parte dal caso, che « si manifestano in guerra e che saranno tanto maggiori per « l'avvenire quanto più numerosi saranno gli eserciti; ma « che nel caso ora considerato valgono ad attenuare di molto « gli effetti della vittoria ». E noi stimiamo dover sogo-iung~re .ch.e meglio di cosi non si poteva dire, e che è pen~iero gmst1ss1mo e che dinota il senso pratico dell'autore.


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J:sO'l'l!: IHBLIOGRAFICHE

Rispetto poi al non effettuato inseguimento dell'esercito austriaco dopo la presa di Ratisbona, il Cavaciocchi riporta l'osservazione del colonnello Jorck von Wartenburg (1). « La « fermata ad Art Egloffsheim è cosa strana nella strategia « di Napoleone, è uno dei rari momenti in cui, precisamente « nella vittoria e nell'inseguimento, Napoleone non saprebbe « servirci di modello », ma soggiunge che 1< ce~tarnente non « è facile oggidì pesare il pro' e il contro ~ giudicare con « sicurezza se sia più da lodarsi la prudenza di Napoleone • « che volle fermarsi, o l'audacia di Lannes, che consig1iava « il contrario ». Tutti gli storici, è vero - come dice l'autore - sono d'accordo nell'attestare la grande spossatezza delle truppe fra.ncesi di fan.teria e di cavalleria dopo cinque giorni di continue marcie e combattimento; epperò sembra a l Cavaciocchi che l'a:fferma,zione dell' J orck sia forse arrischiata. Certamente un inseguimento a fondo, intrapreso immediatamente, come a mo' d'esempio, quello eseguito dopo Jena, avrebbe dato splendidì risultati e probabilmente deciso della campagna, ma ci pare pure che convenga andare molto guardinghi nel muovere appunti a Napoleone, sicchè comprendiamo il riserbo tenuto a questo proposito dall'autore. Le operazioni dell'esercito austriaco sono pure minuziosamente analizzate, ma troppo andremmo per le lunghe col farne il riassunto. Il Cavacioppi però riproduce integralmente un documento che, come egli dice benissimo, « at« testa in rnodo luminoso delle qualità morali del vinto » e cioè l'au,tocritica della sua condotta in quelle giorni1te stesa dallo stesso arciduca Carlo (2). Le Consiclerazioni intorno alla manovra di Essling, e cioè intorno alla marcia sopra Vienna e alla battaglia di Essling sono · forse alquanto succinte ma riguardano i quesiti più importanti. Così, anzitutto, l' autore discute i differenti (l) Kella nota sua opera: Napoleone, capo d'armata. (2) A,,sgewir-hlle Sthri{ten cles lle1·zherzo9s Cwl'l. Vo i. VI, pag. 36~.

NOTE BIBLIOGltAFICHE

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disegni che l'Imperatore avrebbe potuto attuare dopo l'occupa.zione di Ratisbona, e dimostra che la marcia su Vienna costituiva il miglior partito da abbracciare e che « non a un « vano sentimento d'ambizione, come fra gli altri asserisce << il Gru.ne, ma a ben ponderate ragioni d'indole politica, « strategica, logistica e tattica va att.ribuita la risoluzione « di marciare sopra Vie:rna >>. Dal punto di vista logistico il Cavacioppi r ileva a buon dritto qnanto sia notevole questa marcia, costretta a sfilare da Enns a S. P olten sopra una sola strada, e le precise disposizioni date per la navigazione sul Danubio e pel servizio da eseguirsi dalla flottiglia. E mette pure in rilievo, quanto è rimarchevole la celerità colla quale Napoleone marcia sulla capitale austriaca, mentre lenta, al confronto, è quella dell'arciduca· Carlo, ritirantesi per la Boemia, del cb.e gli si fa appunto. Riguardo alla battaglia di Essling il Cavaciocchi trova che fu più temeraria che ardita la decisione di im pegnare la battaglia senza poter fare sicuro assegnamento sulla resistenza del ponte; però ammira la forza di carattere di cui Napoleone diede prova nella gravissima circo$tanza e il perfetto equilibrio di mente e di spirito che ne regolò gli atti successivi. Ascrive poi il non ·completo successo dell'arciduca Carlo, malgrado la grande superiorità numerica delle sue forze, all'errore commesso - come scrive Napoleone nelle sue 1\{emorie - di aver preso una linea di battaglia di una estensione doppia di quella che poteva guarnire ( da A.spern ad Enzerildorf), esponendosi così ad essere sfondato al centro. Colla ritirata dei Francesi . nell'isola Lobau, così si conchiude: « i vantaggi tattici riportati dagli Austriaci furono « neutralizzati; dopo la battaglia la situazione strategica < rima.se in variata giacchè nè l'arciduca Carlo aveva raggiunto « lo scopo di ricacciare il nemico nel fiume, nè Napoleone « era riuscito a battere l'arciduca com'egli s'era prefisso. » Giudizio riassuntivo che ci sembra esattissimo.


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N OTE BIBL10GHAFICHE

Le Consid~razioni sulla manovra di W a,gram ci sembrano quelle che in ·pa~ticolar modo attestano della competenza dell'autore: in questo senso che in queste ultime, il Cavaciocchi esprime, per la maggior parte, il suo giudizio personale, mentre nelle precedenti egli si limita piuttosto a vagliare tutto ciò che fu scritto in proposito dagli storici più stimati. Noi almeno abbiamo ricevuto l'impressione che queste Consider·azioni hanno maggiormente l'impronta personale, mentre le altre sulle manovre di Ratisbona ed E ssling sono ristrette, specialmente, ad un' accurata e intelligente disamip.a delle opinioni portate su quelle operazioni dagli scrittori di quella campagna che lo precedettero. Nè questo diciamo per fare un appunto: solo constatiamo il fatto. Riteniamo anzi per fermo che allo studioso di talento, quale si dimostra il Cavaciocchi, sia assai più facile esprimere nettamente il proprio giudizio che l'assidersi a giudice delle opinioni degli scrittori più rinomati. L'autore esamina in modo particolareggiato la situazione strategica dell'arciduca Carlo, dal punto di vista delle operazioni a eseguirsi per trar profitto della vittoria di Aspern. Egli avrebbe potuto portarsi verso Krems o L inz, passare il Danubio e cadere sulla linea di operazione dell'avversar io ; ma tale marcia lo avrebbe allontanato sempre più dagli altri nuclei dell'esercito austriaco. Avrebbe potuto marciare sopra Presburgo ma a far ciò si richiedeva tempo, per spostarsi dal Marchfeld a quella città, e pel gittamento dei ponti sul Danubio e infine avrebbe trovato Napoleone pronto alla parata. Tuttavia l'autore opina che una marcia sia verso L inz sia verso Presburgo, avrebbe pur sempre o:fferto i vantaggi inerenti all'offensiva. Effettivamente l'Arciduca aveva formato il d isegno cli passare il Danubio a Presburdo, nell'intendimento di congiungersi poi coll'armata dell'arciduca Giovanni; poi cambiò il piano primitivo e prese la deliberazione di nulla intra.pren-

N Ol'E UIBLIOGRAF ICllE

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dere che potesse compromettere le sorti di quell'armata dalla quale dipendevano oramai i destini della casa d'Asburgo. E non meno interessante è l'analisi clelìe direttive emanate da Napoleone per l'armata d'Italia e pel corpo di Marmont, al fine cli a ffrettare il loro congiungimento alla grande armata; come del resto del massimo interesse sono tutte le pagine di questu capitolo. Nell'analisi della bat taglia di W agrai:n l'autore accenna a due quesiti capitali e di attualità. Egli si domanda se attacchi frontali come quello eseo·uito dai Francesi a W aO'ram o . o siano tuttora possibili colle armi odierne. E vi risponde r iconoscendone la grande difficoltà e le ingenti perdite che cagioneranno, ma affermandone la possibilità. « Nella bat« taglia di W agram, egli scrive, poi, Napoleone regolò per« sonalmeute lo sviluppo dell'azione, sia cogli ord ini dati ai « gen erali che erano in prima linea, sia impiegando i corpi « di riserva: fu questo, in altri t ermini, il tipo della battaglia « comandata. » « Ai dì nostri..... è comune credenza che l'azione diret« tiva del comando non potrà s; iugersi oltre l'impulso iniziale « e che lo svolgimento successivo dovrà rimanere interilmeute « affidato ai comandanti di armata o di corpo d'armata. Si « èita di solito, ad avvalorare questa opinione, l'esempio di « Gravelotte-S. Privat, la sola giornata in cui il comando « supremo prussiano abbia voluto, senza riuscirvi, regolare « l'andamento della battaglia. » . L'autore non divide questa opinione, ed « osservando che « l'impiego dei palloni frenati, il servizio ciclistico, il tele« grafo ed il telefono da campo e gli apparecchi di telegrafia « ottica tendono a facilitare la ricognizione del nemico, la « osservazione del terreno e la trasmissione delle notizie e « degli ordini, gli sembra lecito arguire che il fatto di una « manovra comandata e manovrata come quella di W agram « potrà ancora r innovarsi e che anzi sarà forse questo uno « dei principali fattori delle vittorie dell'avvenire. » E noi pure, associandoci al Cavaciocchi, nutriamo la speranza che i mezzi molteplici di cui ora si dispone per la


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l\OTE BIBLIOGRAFIOUE

' . trasmissione degli ordini e delle notizie permetta al generalissimo di dirigere la battaglia. L'autore qui sfiora un'altra ,1uiscione importantissima e senza approfondirla emette però un reciso giudizio. Egli, cioè, t rova che l'arciduca Carlo troncò la battaglia a momento opportuno, « quando cioè il perseverare nella lotta avrebbe « condotto ad una catastrofe. » E soggiunge : « Nè a questo « (all'arciduca Carlo) s i puo far colpa di non a ver giocato « l'ultima carta, che anzi ad un comandante in capo pesa « di più la responsabilità di ordinare la ritirata che quella di « ordinare l'assalto. » . Ci sembra il giudizio troppo assoluto, ed è forse questo il solo punto in cui, nelle molte considerazioni da lui svolte, non andiamo cornpletamenue d'accordo. Noi non vogliamo erigerci a giudici dell'opportunità o meno della ritirata or·dinata dall'Arciduca, quando sul Bisa.mberg aveva ancora intatti 20,000 uomini, cioè !'iutiero 5° corpo d'armata e una brigata del 3° ; ciò che è sicuro, è che nella pluralit~i dei casi il non giocare l'ultima carta equivale al dichiararsi vinto a nzi tempo. La questione essenziale non è f1Uell a della responsabilità maggiore o minore del comandante in capo ordinando la ritirata od ordinando l'assalto, ma è questione del carattere del comandante. In nessun'altra circostanza come nella difficile contingenza da cui si vedono seriamente compromesse le sorti dell a battaglia appare il carattere del generalissimo. L'arciduca Carlo ad secondo il suo carattere e indovinò, perchè le truppe t:, francesi erano forse più esauste dalla lotta sostenuta. delle austriache, ma se Napoleone avesse avuto i soldati d'Auster litz o di J ena e Murat a capo della cavalleria, non sarebbe sfuggito probabilmente ad una catastrofe. Ma come abbiamo già detto non è sul giudizio circa la condotta dell'Arciduca in cui non con veniamo ma sulla massima genera.le rispetto alla responsabilità della ritirata o dell'assalto. Per vincere è assolutamente indispensabile avere la piena volontà di vincere, e quando la si ha non si desiste dal com· battimento sino a che si è impegnato l'ultimo soldato. E se

NOTE BI llLlOQRAFIC JJE

~on si vince, la lotta ad oltranza impedisce di solito la catastrofe, perchè l'avversario, sebbene vincitore, non può a meno di usoire dalla lotta oltremodo spossato e fiaccato. Ci sembra perciò una massima pericolosa quella che coo· nesti la ritirata quando si è ancora in grado di combattere, sotto il pretesto di evitare una catastrofe. È questo motivo che ci indusse a rilevare l'apprezzamento dell'autore.

Terminano l'opera alcune Gonside,·azioni generali, nelle quali con molta abilità e con mano veramente felice sono delineate le condizioni interne dei due eserciti avversari, francese ed austriaco, e sono posti a raffronto i loro condottieri: Napoleone e l'arciduca Carlo. Notiamo solo, per br evità, queste conchiusioni che ci paiono esattissime : « Stavano di fronte due eserciti all'incirca pari « di numero e di mezzi, l'uno in via di rinnovarsi, l'altro in « via di corrompersi; migliore,, in complesso, per il fo nzio. << namento del comando e per il primeggiare della fanteria, « era ancora il francese; ma la sua superiorità, essenzial· « mente morale, non poteva esser e di per sè stessa decisiva. >> Si trovarono poi di fronte i migliori condottieri delrepoca, ma la la massima napoleonica « u ne armde n'est rien que « par la téle non poteva. trovare migliore conforma che iu « questa occasione. » Pe1· conchiudere : non sapremmo dove si possa trovare studio più compl eto sulla campagna del 1809 di questo del maggiore Cava.ciocchi. Auguriamo a lui di avere molti lettori del suo bellissimo lavoro, che viene a prendere un n marohevole posto nella nostra letteratura militare.


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:irn·rE Bll3Lll)GR,\P ICHE

Sulle attuali condizioni dei sottufficiàli del regio esercito. Roma, 1900.

È una breve scrittura, alla quale non sì può negare il merito di porre ·sotto gli occhi in modo chiarissimo le attuali condizioni dei sottufficiali dell'esercito in base alle leggi ed ai reo·olamenti che ne r egolano la carriera.. b Movente vero e unico della monografia è quello di richiamare l'attenzione sulla critica posizione d~i molti sottufficiali anziani in aspettativa sempr e dell' impiego civile cui hanno diritto e che non può essere lorò concesso e sulla uro-enza di pronti provvedimenti. b .. Ciò pertanto che si riferisce a questo fatto è mt1eramente esatto, mentre quanto ha tratto ai giov:;i,ni sottufficiali, che sono 1;oi quelli effettivamente che prestano servizio presso la truppa, non è esente di una certa esagerazione. Ci sembra, quindi, sarebbe stato opportuno che l'anonimo aut ore avesse fatto una distinzione fra la posizione del giovane sottufficiali e quella dei vecchi furieri maggiori e furieri che da parecchi anni sono in attesa di un impiego civile. Lo scrittore esamina minuziosamente l' iutiero problema. Sono 7201 gli impieghi che secondo la legge de11'8 luglio 1883 sarebbero devoluti ai sottufficiali dopo 12 anni di servi'.t.iO nelle varie amministrazioni pubbliche e nelle ferr oviarie. Come è ben noto, eccetto i Ministeri della guerra e della marina, tutti gli altri ministeri e le amministrazioni delle ferrovie, cercarono sempre di sottrarsi all'obbligo di impiegare sottufficiali, e nei posti loro devoluti chiamarono invece a larga mano impiegati _straordinari. In media furono 200 all'anno i sottufficiali impiegati, e poichè sono circa 500 coloro che oo-ni anno acquistano diritto all'impiego, così si è giunti al ;unto che oggidì vi sono circa 2700 sot tufficiali in attesa d' impiego. I quali, in ragione di 200 per anno, no~ potranno essere messi a posto che nello spazio di 13 anm, durante il quale la massima parte raggiungerà l'età della giubilazione, e non potrà pii\ aspirare ad impiego.

NOTE BIBLIOGRAFICHE

2283

Lo scrittore mette in rilievo l'opera del Ministero della guE;rra, che con ogni sforzo intese sempre a risolvere il difficile quesito, e ricorda la Commissione radunatasi due anni fa sotto la presidenza del generale Tarditi, senza, però, che fino ad ora siasi potuto venire ad alcuna soluzione. Si implorano pertanto radicali e pronti provvedimenti « per sollevare il morale di tanti bravi soldati e di altret« tante n umerose famigl ie e per riaprire ai giovani sottuf« ficiali l'adito alla carriera. » E a questo proposito il provvedimento più utile e adatto allo scopo di eliminare dal servizio tanti sottufficiali che ora riescono soperflui al bisogno e importano b.ll'erario una grnve spesa straordinaria - sarebbe quello, a giudizio dello scrittore, di migliorare la pensione attualmente stabilita pei sottufficiali; aumento richiesto non solo dalla tenuità dell'attuale pensione, ma anche dal fatto ormai assodato che non può essere applicata la legge sull'assegnazione degli impieghi civili. Non ci sembra che l'autore .a bbia torto, e senza dubbio · questo provvedimento contribuirebbe in gran parte allà soluzione del quesito, ma è momento opportuno di parlare di aumento di pensioni ? La r isposta è pur troppo assai facile. La monografia ha pertanto raggiunto lo scopo pre:6.ssosi di far conoscere minutamente la t esi che hnto interessa i nostri sottufficiali anziani. Per nostro conto auguriamo loro che anche questa scrittura contribuisca alla ricer ca e alla adozione di qualche temperamento, che sia atto a toglierli dalla penosa situazione in cui si trovano.

B. D.


2284 RASSEGNA MILI'l'Alm ESTERA

RASSEGNA 1\IIILITARE ESTEBA NOTIZIE AUSTRIA-UNGHERIA.

Circa ·il recliitame.nto deyl-i ufficiali me.dici. - Da alcuni anni a questa parte il numero degli aspiranti all a carriera di ufficiale medico nell 'esercito austro-ungarico è assolutamente insufficiente a colmare i vuoti che aon ual mente si formano nella categoria dei medici mi litari. Il ministero del la guena, preoccupato dei gravi effetti cha potrebbero derivare ai servir.io qualora ta le stato di cose si protraesse più oltre, ha adottato una serie di provvedimenti che mano mano va attuando, e che sono diretti ad eli minare, o almeno attenua re, le ragion i per le quali i giovani studenti di medicina rifuggono dal vincolarsi ad esercitare la professione cui aspirano nelle file dell'esercito. Poichè tali provvedimenti hanno una particolare importanza, perchè dimostrano a quali mezzi si ricorre nell'esercito austro-ungarico per ovviare ai gravi inconvenienti del genere di quello suaccennato, e ciò quantunq ue quel l'amministrazione della guerra non abbia a propria disposizione troppo la uti fondi ai qu11li potere attingere all'occorrenza, si crede opportuno farne qua lche parola. Ecco adunqu e in che consistono tali espedienti : a) modilicazione agli stipendi di favore che sono concessi agli studenti universitari di medicina che si obbligano a servire per uu certo tempo come madici nelle !i le deil'eserci to; b) miglioramen to della carriera degli ufficial i inferiori medici ; e) istituzione del soprassoldo di anzianità pei capitan i medici dichiarati non idonei per la promoiione a maggiore; d) partecipazione di ufficiali medici inferi ori ai corsi délla scuol11 di applicazione saoitari11 di Vienna (d i recentissi rna attuazione), allo scopo di rendere ad essi più facile la preparazione nelle <liscipliue d1e for .nano oggetto dell'esame di promozione a nrnggioré. Quanto al provvedimento di cui è cenno alla lettera a) è noto che fin da tempo l'ammiuistraziooe della guerra pone an nn almente a disposi-

2285 zione degli studenti universitari di medicina alcuni stipendi di favore, allo scopo di allettarli ad esercitare la loro professione nelle file dell 'esercito, seguendo poi, se vogliono, la carriera militare fino ai più alti gradi del la gerarchia (1). I giovani però devono a loro vo lta obbligarsi a prestare un servizio della durata non minore di 6 ano.i. La somma all'uopo occorrente è inscritta nel bi lancio ordinario del la guerra : per · il venturo anno -190 ·1 essa è stnta preventivata in 4800 fiorin i, pari a lire '10,560 (ogni fiori no v11Ie circa lire 2,20), così ripartiti : 60 stipendi di 1° !,{l'ado, ciascuno di 300 fiorioi annui e 60 di 2° grado, ciascuno di 500 fiorini. Questi stipendi fino ad ora erano concessi a partire dal 7° semestre di studio universitario ; a tale epoc11 veniva corrisposto qnello di ,(0 grado, in segu ito poi era concesso lo stipeodio di 2° grado. Secondo quanto riferiscono i giornali austro-ungarici, una ordinanza del ministero della guerra del decorso settembre stabilirP,bbe, a modificazione di quanto finora si è praticato, che lo stipendio di favore di 1° grado a partire dal semestre invernale di studio del 1DOO-rno,1 non sarà più di 300 fiorini ma di 240., però esso sarà corrispcsto a cominciare O dal ·l e non già dal 7° semestre di studio nn iversitario. Quel lo di 2° grado sarà di 360 fiorini e sarà concesso fino all'8° semestre di studio; infine il ministero avrebbe crea to anche uno stiyendio di 3° grado di 504 tiorini che sarebbe corrisposto agli studenti un iversitari dal 9° semestre dei loro studi fìoo al giorno del conseguimento della laurea in medicina . Quanto al migliornmento della carriera, esso era invero diventato un bisogno piuttosto urgente per i minori gradi della gerarchia . Dal lo esame dei bollettini più recenti dell'esercito austro-ungarico infatti risulta che se dal grado di maggiore in su l'avanzDmento procede abbastanza spedito, dal grado di tenente a quello di maggiore l'avanzamento è stato fino ad ora assai lento, giacchè si veri{icavano i seguenti periodi di permanenza: 3 anni circa nel grado di tenente, 2 anni in media in quello di eapitano di 2a classe, e ,J8 anni circa nel grado di capitano di ,fa (:2). Aggi ungasi che per consegui re la promozione al grado di maggiore, i c~pi tani di ,1a cla~se devono superare un esame piuttosto difficile, sia per le esigenze di carattere scientifico, sia per il modo onde viene reii) La gerarchia degli uHiciali med ici dell'esercito austro -ungarico comincia col grado di tenente e termina con quello di nrnggioro generale me<lico. (2) Questi capitani ri cevono uno ,tipendio annuo di 300 corone (ogn i corona é ugu:ile. a mczr,o fiorino, cioè è circa lire UO) più elevato di quell o dei capitani di 2• classe, che è di co1·ono 2400, oltl'e bene i11teso l'inclon nit:i cli mobilia e l'indennità di alloggio che ricevono si gl i uni che gli altri.


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RASSEGNA ll!ILITARE ESTERA

RASSEGNA MILITARE ESTERA

golata la prova, tanto che uo'am/lra censura apparve talvolta pure in qualche periodico politico. Ed infatti, se è vero ciò che i giornali affermane, questi esami fanno molte viuime, le quali uegh ultimi quattro anni, sarebbero :.scese alla percentuale oscillante da I 15 al 20. Per coloro poi che cadono in più di 2 materie la Cllrriera si arresta definitivamente, giHcchè per essi non è concesso l'esame di riparazione, per cui il loro bastone di maresciallo è rappre;entato dal grado di capitano di Ia (']asse. Questo stato di cose non poteva non inlluire a diradare sempre più il numero degli aspiranti alla carriera di medico militare non ostante gli stipendi di favore; perciò "il Ministero ha creduto opportuno modilicare le tabelle organiche aumentando cli 32 i.I numero degli urnciali superiori medici, e cioè 3 colonnelli, 15 tenenti colonnelli e ,t.i. ma¼(giori, e riducendo di 32 il numero dei tenenti. Pt>r migliorare le condizioni materiali di quei ca pi tani medici <li 1a classe che furono bocciati negli esami di promozione al grado <li maggiore pur consrrvando ancora l'altitudine a cli~impegnare il servizio inerente al grado di c11pitano, il Ministero della guerra ha stabilito sul bilancio del "90 I dieci soprassoldi annui di au1.ianità di 2!~0 corone ciascuno. Questi $Oprassoldi fin da tempo esistevano per i capitani auzian i delle armi combattenti in ragione di ·122 per la fanteria , HS per I~ cavalleria, '.20 per l'artiglieria, 1il per le truppe tecniche (nostN genio), !~ per le truppe di sanità {'I) e !i pel treno; pei medici rnilitari invece non ne es1stev:.i alcuuo. Qu:rnLO alla istituzione recentissima (si è inaugurata sui primi del decorso ottobre) della scuola di applicazione di sanità militare presso l'ospedale di guarnigioue n. 1 (Vieuna), i corsi della quale durano uu anno e la cui organizznzione è nnaloga a qutlla della nostrn scuola sanitaria di Firenze, essa ha un duplice scopo: ,1° fornire agli addottorati iu medicina aspiranti alla c:irriera di ufO ciale med ico I' istruzione 1eorica e prntica che è necessaria a complemento di quella riet'vuta nelle Università, allo scopo di meglio provvedere al servizio speciale cui sono chiamati a disimpeg1rnre in pace e io guerra nelle file dell'esercito; ~0 offrire ai tenenti e capitani medici più giovani, nei limiti consentiti dalle esigenze del servizio, occasione opportuna per trarre profitto dei vari inscguameuti che s'impartiscono nelln scuoln, che in seguito a domanda essi possono essere ammessia frequentare.

Se si considera quanto si è detto circa la difficoltà di superare gli esami di promozione a maggiore medico e la convenienza di nou rendere tal i esami, almeno per quanto ha trntto all e esigenze di cara ttere scientifico, di più facile esecuzione, il secondo degli scopi ora accenonti aYrà certo una benefica inOueuza sul reclutamento del corpo sanitario militare nel senso di indurre nn maggior numero di studen ti med ici ad abbraccia me la carriera. [nfatti fino ad ora mancava ai giovani uffìci11i medici la possihilità di seguire un corso teorico e protico che potesse servire come di preparazione agli esam i di ufficiale superiore o per lo meno come di occasione ad uno più attivo e profìc110 studio camerale; di qui il rilevante percento di bocciati u questi rsnm i, percento che molto probabilmente scemerà io avvenire. Epperò l'istituzione della scuola di appl icazione sanitaria è un mezzo diretto, oltrechè a perfezionare ed accrescere le cognizioni scien tifiche dtlgli aspinrn ti all a ca rriera di medico militare, anche a provvedere al l.1mentato inconveniente del loro scarso reclutamento.

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U) Gh ufllciali dollc trup110 di sanità non sono da conrondcrs1 cogli ufficiali medici; essi hanno il comando effettivo delle sezioni di sanità colle relative attribuzioni discipli-

nari, ma senz'alcuna ingerenza nella ,)arte tecnica.

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BELGIO. Nuova organizzaziorte di t1·i/Junali militari. - Col proposito di armonizzare la legislazione processuale militare con quella comune; di rinviare a disposizion i regolamentari per tutto ciò che 11vesse tratto 11 lla organizzazione militare; di rinsa ldare l'autoritit clt:i capi militari senza privare i giud icanti delle garanzie spettanti a liberi cittadini; di conciliare l' iotervento dei i:tiuristi nei giudizì colla sped itezza della repressione, non rlisgiuota dal giusto e commisu ralo apprezzamento delle esigenze della militare convivenza con 'lnelle della scienza penale; di non offeudore inlh1e la tradizione, quando por ragioui Ji scienza o di opportuni1ù non ne fosse manifesta la necessità, si è studiata ed attuata col nuovo codice cli proced ura penale mi lilllre l'attuale orgao izzar.ioue dei tri bunal i militari, i qua li, per essere previsti da lla c3rta costituziona le, devono conservare un'organica e giuridica autonomia. ::\loo è qui il luogo per esaminare se ed in quanto il nuovo ordinamento giudiziario militare belga risponda ai più recenti insegnamenti del la scienza. La legge positiva di questo paese costituirà pur sempre un notevole elemento di studio per i cultori del diritto penale militare comparato. Giudicano io pri ma istanza di tutti i reati i Consigli di guen·a, che però non hanno giurisdizione sugli utficiali super:ori. Ne è presidente un


RASSEGNA n!ILITA.ltE ESTERA 2~88 nfficiale superiore e ne sono membri 1 magi:;trato del tribunale civile (1) designato per un triennio con decreLo reale, 2 ~apitani ed 1 tenente (2) designati per turoo mensile fra gli ufficial i iò effettivo :;erviiio. In seconda istanza per le sentenze rese dai consigl i di guerra, ed in unica istanza per i reati commessi dagli ufficial i superio ri, giudica la Corte, mil'itMe, presieduta da un consig liere del la Corte d'appello di Bruxelles, avente diritto agl i onori militari spettan ti agli ufficiali general i. Esso è, io caso di impedimento, sostitu ito da un magistrato delegato con decreto ministeriale. Sono membri della Corte 1·generale, ,1 colonnello o tenente coionnell0 e 2 n1aggiori. Le funzioni del pubblico ministero sono attribuite all'uditore generale, assimilato per gli onori ad ad ufficiale genei·nle, o ad un suo soslitntc,, assimilato ad ufficiale superiore.

RASSEGNA MILI'l'ARE ESTERA

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(l) In Llase all,1 prcceclento legge; i consigli di guerra avevano 7 mem llri (i ufliciale superiore presidente, 2 capitani, 2 tenenti e 2 so ttote nenti); insieme ad essi si ritirava ne lla sala delle deliberaz ioni L'ud itore, non come giud ice, ma come <Jonsulente legalo tlcl consiglio. SenoncM esso esercitava. ,tnche le funzioni di giudice istruttore e di segretario della commissione cl' inchiesta, di pnbblico tninistel'O e (l i segretario ciel consiglio all'udienrn pnbblica, confusione ovidentemente eno r,no di attribuzioni molto diverse. Anche secondo il vigente nost,·o coclice mili tare accade qualcosa di simile, riti randosi in camera di consiglio .quale consnlente legale del tribunale e com pilato1·e della sentenza il segretario del tribunale ste;so (gerarchicamente subordinato al p11bblico ministero). Nel Belgio in tempo di guerra il magistrato può essere sostitnito da un rtouore in legge o, in mancanza, da un teoente. (2) ·Furono esclusi i sotto tenenti per evitare di far sedere come gindici dei giova11i di !9 anni, mentre i gimltci civili toga.ti dovono averne 25. Il Parlamento belga per Ja stess,i ragione non volle ammettere nei consigli di guerra i mil itari (i i truppa, e res11inse la fatragliene proposta.

5• divisione fanteria - Quart,ier generale 9a brigata - Stato maggiore , . , 39° reggimento fan- \ Porzione principale teria l ld, centrale . 'ì4° reggimento fan - I Porzione principale teria Ì Id. cent rale . 10a brigata - Sta.t.o maggiore

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36° reg·gimento fan- \ Porzione principale teria l Id. centrale .

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ha eseguito una serie di esercitazioni di carico e scarico all a st:izione ferroviaria di Briançou del grosso materiale d' assedio e da fortezza (cannoni da '120 e da 155, mort.ai da 220 ecc.) Questi interessanti eser· cizi sono sta i.i fatti con tutta la possibi le celerità ed hanno dimostrato come tutto il persona le sia perfettamente istru ito al rigua rdo. Cambi di guarnigione nel goiierno mil'itan di Parigi. - Al termine del le manovre di autunno le divisioni di fanteria 5a e ga saranno sostituite nel governo militare di Parigi, rispettivamente dalle divi • sioni 6a e 7°, In conseguenza. gl i stati maggiori e i reggimenti di fanteria qui sotto designati cambieranno di guarn igione :

Dislocazione al term ine delle manovro

3° c01-po d'armata. i

FRANCIA.

Esercizi cli carico e scwrico . - Il ·12° hattaglione ·d'artiglieria a piedi

Dislocazione attua le

OESlGNAZIONE OE Ll,E UNITA'

2289

129°re~gimento fan-) Porzione principale teria Id. centrale . ! 6° divisione fanteria - Quartier generale 11 a brigata fanteria - Stato maggiore . ~ j 240 reggimento fan- I Por1.ione principale ~ teria I Id . centrale , \

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28° reg?"imento fan- ) Porzione principale

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.j I' 12• ::;;:ta fanteria - St:~~ ;:;;;:~: : :f

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5° reo-<>-imeoto fan- I Porzione principale or:, \ ter1a r Id. cen trale , l 119°reg:gimento fan-\ Porzione principale \ ter1a l Id, centrale .

Paris Paris Paris Bernay Paris Evreux Pa.ris Paris Falais

Rouen Rouen Rouen (Nord) Rouen (Nord) Rouen (Sud) Roueu (Sud) Caen Caen Caen Gouv.1 mii. de Paris Le Havre Lisieux Le Havre Rouen Paris Rouen Paris Rouen (Nord) Paris Rouen (Nord) Bernay Rouen (Sud) Paris Rouen (Sud) Evreux Caen Paris Caen Paris Caen Falais Le Ravre Gonv.t mii. de Paris Le Havre Lisieux

4° corpo d'armata. I

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101° reggimento fan-i Porzione principale teria Id. centrale .

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102° reg.gimen to Porzione principale ter1a . Id. centrale . 14" brig nta fanteria - Stato maggiore

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Le Mans Laval Laval Laval llfa,yenne Mayenne Le Mans

'i• divisione fanter ia - Quartier generale 13" brigata fanteria - Stato maggior.-

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fan-j Porzione principale :a 10S~reg:gimento tena Id. centrale . r- I l 040 re~gimento fan- } Porzione principale

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ter1a. .\NNO -XLV.

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centrale .

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Mamers Le .Mans Le Mans

Paris Paris GonY.1 mii. do raris

Dreux Paris Chartres Paris Paris Alen(}on Parìs Argenta11


2290

RASSEGN A MU.ITARE ESTEitA RASSEGNA MILITARE ESTERA

DES IGNAZIONE DELLE U~ITA'

1

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'.:

130" reggimento fan-j Porzione principale

i rnn :~ ,ci

Dislocazione al termino delle manovre

s• divisione fanteria· Quartier generale Paris Le Mans 15° brigata fanteria - Stato maggiore . Paris Laval 1.240 reggimento fan-i Porziono principale 6-0ov.' mli. de Pari11 Lavai te ria Id. centrale . Dreux Lavai

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Dislocazione attuale

::;~:ta fanteria -

s::~o m:;:~:~: :·

115• re;giroento fan-~ Porzione principale teria ( Id. centrale .

~ 117< reggimento fan-) Porzione principale teria

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centrale .

Paris

Mayenue

c~:r:i:es

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Paris · Alençon

Mamers Mamers

Paris Argentau

Le Mans Le Mans

Uniforme degli ufficiali d'amministrn:.ione . - In seguito alla pron,ulgazione della legge concernente l'assimilazione degli ufficiali d'nrnmioistrazione, sono st-ate introdotte con decisione del 1 maggio parecchie modificazioni nella uniforme di tali ufficiali, segna1amente nei seguenti capi di vestiario: kepì, dolrna.n, dragona, vareuse, mantello. GERMANIA .

Nuo~a organizzazione dei tribunali militari. - Secondo il nuovo Codice pencile militare germanico si è attuato un ordinamento giudiziario notevolmente diverso da cruello vigente nei vari Sta.ti della coufederaziooe in base ai vecchi Codici, unificando il diriuo penale e processuale militare. Io Germania si hanno una bassa ed un'alta giurisdizione. La basso giu1·isdizione riguarda i reati militari puniti con arresti, le contravvenzioni ed alcun i delitti previsti dal codice militare o da quello comune e puniti coo non più di sei settimane di carcere o ,150 marchi di ammeuda. Essa è esercitata sugli uomini di truppa e ne sooo a capo, Gerichtsherren, i comanda nti di corpo, i quali, istruita la causa, rinvia.no, se del caso, gli imputati innanzi ai consigli di guarnigione, Stan~gerichte, costituiti da I ulficia.le superiore, :t capita.o? ed 1 te~en~e Jesi~ gnati annualmente da I Gerichtsherr. In seconda istanza g1ud1ca_n? t Ifriegsgerichte, tribunali appa.rtenen1i all'a lta giurisdizione dei quali fac· <:.iamo cenno in seguito.

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L'alta gittrisdi.:ione si estende su tutti i milita ri dell'esercito attivo e del la mariua attiva., ed anche su militari in congedo e su civili per i delitti e nei casi determina ti dal codice. Esercitano le funzioni di capi di giurisdizione, Gerichtsherren, i generali in ca po e ad essi spetto di pronunciare l'accusa e di dirigere l'i struttoria ed il procedimento, assistiti da ufficiali giudiziari, Gerichts-oflìziere, e da impiegati ùella giustizia mi lita re, T{riegsge1·ichtsrothe; essi pronunciano il non luogo a procedere o rinviano gli imputati al pubblico cli battimento (pubblico però (:on molte limitazioni); essi infine convocano i consigli di guerra. In tal modo si sono accumulate nei Gerichlsherren, contro ogni principio giuridico, le fnuzioni di comaoclanti in ca po, di rappresen tanti del pnbbl ico ministero, di giudici istruttori e di giudici del le camer<l di consiglio, funzioni tutte che i vigenti nostri codici pena.li per l'esercito e per l'armata, benchè an tiquati, tengono di stinte. Giudic.ino in prima istaoza i consigli di guerra, K1·iegsgerichte, costituiti da. 5 giudici, e cioè ,i ufficiali { I ) ed ·I consig-liere del consiglio di guerra, Kriegsgerichtstrath (2), nei casi iu cui la pena da infiiaaersi non posso supera.re i 6 mesi di carcere, ed invece 3 ufliciali e 2 consiglieri negli a.Itri casi più grnvi. Il grado degli ufficia.li giudici differisce u seconda del grado degli imputati. La presidenza. del coosiglio di guerra spetta all'ufficiale più eleva to in gr:ido; porò esso non ha la. direzione del dibattimento, che è auribuita al consigliere più anziano, quale persona. forn ita dt>lla coltura giuridica e della pratica professionole indispensabil i por il disimpegno del grovis:;imo compito (3). Giudicano io appello delle sentenze rese da i Krier,s9et·ichte i consigli di guena superiori, Obet·krie.qsgerichte, costituiti da 7 giudici dei quali 5 ufficia Ii e 2 c~nsiglieri. l!)l'}

O) Secondo il codice pru;;,sìano del 3 aprile !8S5 e <tuello wurtomberghese del iO luglio _18~8 prcc81lentcrne~te. vigenti, tacevano parte doi consi~li di guerra, imieme agli umc,ah, anche sottufficrah e solrlati per il giudizio dei loro oguali in grado. Furono cla l nuovo codice esclusi speci:dmonto per ragioni inoro11ti all'otil loro pc,· lo più giovanile, alla conseguente ine,perienr~~ ,ld alla loro posizione gerarchica rispe tto agli allr i giudici la qu~le ne menomava l'indipendenza. (2) Questi 1:onsiglieri <lei consigli di guerra, nominali Cr-.i i laureati in legge, che ab. biano compiuto un Llrocinio presso i trillunali ordi nari e cl1e po~,.,""ano In llcicllterq11alilà, sono veri o propri giudici militari di carriera, i quali coi~~ fuazionari della giustizia militare, Jlilitarbea>nlt n, fanno parto dell"o,orcito attivo e dipen,lono disciplioarmente dai Gti·ichtslìerren, mentre como giudici sono, come i:li ulllciali giudici, pienamente indipendenti. (3) Seconrlo l'abrogato coclico bavarese dol 29 aprilo i869, modificato ,ta ul teri ori leggi, si avevano i Bezirksgerichle, costituiti da un eguale numero di militari e di udi tori ed assistiti dn un giury mìlitnro dì i 2 o di 6 memori a seconda ltella gravita del reato


RASSEGNA MILITARE ESTERA

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RASSEGNA MILITARE ES1'ERA

Funziona pQi come corte, di cassazione mil irnre il tribuna le militare dell'[ropero, Reichsmilita,;·_qericht, sedente io nerli~o. È p1·esieduto da un generale e costituito da senati composti ciascuno di!~ uflìciali e 3 giureconsulti; nel caso però r.he il ricorso si basi esclusivamente sulla violazione dei principì generali del diritto o delle regole procedura li, si compone di 3 soli ufficiali . e 4- giureconsnlt.i. Uno dei senati funziona esclusivamente per l' esercito bavarese ;. i suoi membri, compreso il commissario del governo, sono nominati dal Re di Baviera, anzichè dall'Imperatore (·1 ). Interprete dell'opinione del.generale presidente del tribunale è presso i senati, nelle questioni che hanno attinenza coi r,egolamenti mil itari o coi princìpì del servizio militare, il commissariato del governo, M-ililiiranwaltschaft, costituito da un alto commissario e da commissarì. SVEZIA.

FttC'l;te automatico. - Il tenente svedese .l!'riberg aveva alcuni auui fa studiato un nuovo fucile automatico. Aiut;J.to da sovvenzioni private,

aveva potuto fa re molte esperienw in proposito, ma quando appunto pareva che il problema avesse avuto una pratica soluzione, la morte venne sventnratamente n cogl iere (·1897) l'i nventore. Uua società svedese, costituitasi col capitale di ben 300,000 m.wch i, ne acquistò i diritti e diede incarico ali' ingegnere R. Kielman di condurre a termine gli studi del tenente Friberg. Ora pare che questi studi siano stati coronati da pieno succe~so. Infatti il _tenente colonnello Lemchen, comandante della scuola di tiro di Rosersberg, loc(l lità poco lu ngi da :=ìtoccolma e dove venue sperimentato il nuovo fuci le, afferma che il fuci le offre tutti i reqniti di un'ec_cellente arma di gue rra. Esso rassomiglia esternamente al fuci le Mau ser s11 e~se ed ha le stesse cartucce di questo, contenute in un serbatoio ca pace di cinque cartucce. La temperatura della ca nna, anche con ruoco prolnnga to, non supera i 120° C. Ln 1,;riustezza di tiro è tale, secondo iI prefato ufficiale, che egl i, spara ndo 50 colpi in 3' al la distanza di 300 metri contro un ordinario bersaglio, avrebbe ottenuto 4-6 punti colpiti . Il suo rinculo è assai lieve; minore, ad esempio, del fucil e Ma user. L'otturatore stesso, 1

(!) Jn base al già citato codice tiavarese, sedeva prima a Monaco come suprema corte (l i cassazione militare i l 11/ililar -Obetgericht, pres ioduto ria un genera le e costituito da ! uditore generale, che diri:;eva la procedu ra, e da 4- ttclitorì superiori ; vi erano cioè ! militare e 5 magistrati.

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restando dopo lo sparo della quinta cartuccia in pos1z1one ritrattata, iodica al tiratore che il serbatoio deve essere nuovamentP, riem pito. La società ba ottenuto da tutti gli Stati il brevetto d' invenzione. SVIZZERA.

Nuova tente-abri. - L'Assemblea Federa le approvò nell'ultima sessione i crediti necessari per l'acqnisto di tentes-abris per la fan teri::i del l'élite e dello Landwehr, 1° bando, e per l'artiglieria da montagna, i me1.zi battagl ioni del gt<nio e le compagnie telegrafi sti dell'élite, in sostituzione delle tende conìche e delle coperte di bivacco attual mente in uso per tutto I esercito. Questa nuova tenda, esperimentata recentemente con bnoni risultati, si scompone in unità, portate ognuna da un uomo sullo zaino e del peso di chilogrammi ·I 1/ 1 circa. Ogni unità è formata di un telo di cotone impermeabile, di un bastone diviso in tre parti guarniti di all uminio, di due picchetti e di una corda di 2 metri . La tenda può essere adoperata dal soldato anche com1:: un mantello per difendersi dalla pioggia. Le unità si possono combinare in modo da formare tende di tutte le grandezze. Il numero di unità necessarie, in ragione di 2 per 3 uomini e prendendo per bas.e la forza regola mentare, è di Sfi. .740, che a lire 1O. 30 l'n oa importano la spesa di 872,822 lire da dividersi in 4 esercizi. Le altre armi, la laudwehr di .I.I bando ed il !andsturm continueranno a far uso delle coperte da bivacco.

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RIVISTA DEI PERIODICI

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discorso,' poderose ragioni e argomentazioni, dettate con molta logica e assai (ìue ironia.

RIVISTA DEI PERIODICI

In difesa dei ccirnbi di guarnigione. È veramenle una briosa scri ttura - corne nota la Direzione della Ri'l;'Ì.Sta - uella quale il nostro attaché militare di Pietroburgo, come

Rivista di fanteria.

Anno 9°, fascicolo ·10°, 31 ottobre ·1900. - · L'illtirno Re defunto. N. 296 e 300 det Regolarnento pel seri:ù:io te,1-rito1·iale, per Ci\lo Ql•A LITO DECIMANO .

Jl regolamento sul servizio territoriale prescrive che secondo l'espres-sione di antiche ordinanze, per l',. ultimQ Re defunLo », nell'annuale funebre s'inalberi a mezz'asta la k1ndiera abbrunata. • Ed ora -dice benissimo il gen iale scrittore-potrà mai essere elle, a rigore della prescrizione l'esercito non dia più alcou segno di lutto nell'annuale funebre del Padre della patria? • E ancora potrà parere che sia condegna onoranza il solo inalberare a mezz'asta la bandiera abbrunata, rrH·ntre il reggimento po· trt>bbe uscire di caserma, per l'istruzione giornaliera, al suono di marcia gioiosa?» E per ta11to propone che dal regolamento sia t~lta l'espressione ?eoerica spiarente - l'ul timo Re defunto - e che nei due g10rni precisali, il 9 del gennaio e il 29 del luglio sia ordinata « oltre all'uniforme e all'orario delle domeniche, una commemorazion,e in conferenw di reggimento o di presidio e un'istruzione uella <ruale i capitani ricordino ai loro soldati il Gran Re, che fu il primo soldato del!' indipendeuza italiana : o il Re Leale, che fu il soldato impavido del quadrato dì Villafranca, il socco rritore ardimentoso in ogni calami tà. • È superfluo diciamo che approviamo e ca ldamente appoggiamo la bel lissima e opportuna proposta. e

La seconda a Timoteo. lette1·a aperta al dep1itato Napoleone Colajanni, per DoMENJCo GuERR tNI. Il deputato Colajanni ha ri sposto - non sappiamo sopra . q_uale pe~ riodico - alla prima lette,·a aperta indirizzatagli dal Guerrm1, di cui a suo tempo abbiamo r~so conto . Il Guerrini ora gli cont.rori~ponde e alle me iogiurie e alle sue divagazioni ideologiche, oppone, 10 luogo

scapolo, prende la difesa deì cambi di guarnigione. A noi, franc11meote parlando, p,11·0 che 1:-i questione delle sedi 6sse dei corpi sia, su per giù, la stessa dell'ordinamento territoriale. Chi è che non vede gli enormi vantaggi di quest'ultimo? eppure. nello stato attuale delle eose, pochissimi - per fortuna - sono i propugnatori del medesimo. Il fotto è che oggidì le sedi fisse sono volute da chi è di guarnigione nelle g,·andi città o da coloro che, per un motivo o per un altro, si trovano bene dove sono. Ma se fosse accettato il principio delle sedi Osse, epperò si avvertisse che in pari tempo tutti i reggimenti sarebbero desti uati ad ;il tra guarnigione, sarebbe quasi certo che si eleverebbe uu coro alt.isonante a di fe,a dei cambi di guarnigione. Per l'ùiterpretaz-ione d'una sentenza di Napoleone [ .

Si tra1.ta della nota sentenza che a proposito della preveduta monarchia italiana dice : « vour exister /,a p1·emière conditi:on de cet.te monarcli-ie sera d'etre puissance ,inar.W'ime, » che però è così complet:na : « a(ìn de maintcnir la rnprématie rnr le.s tles et défendre ses c6tes. » Da queste parole del gr?.n capitano taluni concludono essere stata sua opinione che l'Italia rlebba principalmente, e prima di tutto, essere forte sul mare. Ta luni altri dicono, più moderatamente, che Napoleone ha voluto solo significare che l'Italia ha bisogno di forze terrestri ed anche di forze navali. Vi sono poi nell'un campo o nel l'altro gli est.rem i: per gli nni, secondo il giudizio napoleonico l' Itali.:i non dev'essere altro che una potenza marittima; per gli altri la detta sentenza uon significa più unila pei molti mutamenti intervenuti. L'articolista, con lungo ragionamento, ap poggiato non solo a quell'unica sentenza, ma a parecchi altri giudizi espressi da Napoleone sull'Italia, tende essenzialmente a dimostrare : che Napoleone ha mai pensato ad UM invasione oell' Ital ia dal mare; che sono le fo rze terrestri che debbono difendere l'Italia, la qunle non può essere invasa che dalle Alpi; che, influe, Egli avrebbe voluto l'I tal ia potenza marittima per provvedere rapidamente per l'Adriat.ico agl i approvvigionamenti della frontiera dell' Isonzo e pel ì\foditerraneo alla frontiera del lo Alpi Cozie.


,., RIV ISTA DEI PERIOD ICI 2296 Nella questione ora tanto controversa della portata della sentenza napoleonica, questo studio è indubbiaviente assai interessante. Per noi il detto napoleonico non vuol dire altro che l'Ital ia doveva, a suo giudizio, ess~re parimente for te per terra e sul mare . A Napoleone poi , che conquistò gran parte del!' Europa, compresa l' Italia, colle battagli e terrestri, non poteva certo passare per la testa che l'Ital ia si difendesse sul mare.

Gli scatti a ·vuoto nel fiic·i,fo 1nod. 91.

Enumerate le principa li cause che possono dar luogo agl i scatti a vuoto, lo scrittore soggiunge che nel la pratica il caso più frequente di scatto a vuoto proviene dal uon essere il bottone del percussore completamente , avvitato, e di questo appunto intende parlare . . DimoBtrato il percliè dello scatto a vuoto prodotto dal non essere il bottone dell'otturatore completamente avviL.ato, egli opini cbe per mezzo di una leggiera modificazione, di spesa minima, si ovvierebbe quasi compiutamente al lamentato difetto. Tale modificazione consisterebbe nel praticar~, ad esempio, nove incastri nel cane invece di uno · solo. Così si avrebbero nove probabil ità invece di una di poter fissare il bottone alla giusta posizione e di avere il desiderato sistema rigido nel la massa coprente. R ivista di cavalleria .

Anno 30, fascolo H 0 , novembre 1900. - Fasti e vicende d1: wi 1·eggùnento di cavalleria italiana dal 1798 al 1814 (continuazione), pel capitano E. DE Rossi. L'autore, continuando la sua pregevole monografia, narra in succioto le operazioni militari dell'armata d' Italia nella campagna del 180\), rla dopo la battaglia di Sacile sino al la conchiusione della pace e la parte di sovente brillante presavi dalla cavalleria e segnatamente dal reggimento dragoni Regina È nella giorn ata di w~gram cbe questo reggimento in modo partico lare si distinse, caricando impetuosarneute i corazzieri di H.ohenzollern e obbligandoli a volgere le spalle dopo sanguinosa misch ia. Questa carica costò al reggimento ~5 inorti e 62 feriti e, come premio del la sua eroica condotta, gli furono cl ali' imper~tore assegnate ventisette croci della Legion d'ouore e altrettan te della Corona di ferro. Il comandante del corpo, tenente colonnello Oliveri, fu promosso colonnello sul campo e crea to barone del l' Impero.

RlVISTA DEI PERIODICI

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Metodo d' a1>anscope1·ta. Presente o passato? pel colonnello D'OTTONE. L'egregio scrittore si è prefisso di oppugnare tutte le conchiusioni, riguardnnti il servizio di esplorazione, cui ven.ne il colonnello Bianchi D'Adda nel resoconto fallo sul!' impiego della caval leria tedesca nelle manovre imperiali dello scorso anno. Ne parleremo diffusamente a lavoro compiuto.

Attraverso il mondo ippico. Leggende, profili e bozzettri, pel maggiore veterinario F. LUPJNACC!. È una divagazione sull'origine del cavallo, scritta con molto brio e che si legge con diletto. Esposizione ippica universale. Parigi, 2-,fO settembre 1900, pel capi-

tano BAnT0Lucc1. L'autore rende conto abbastanza minutamente dell'esposizione ippica universale, che ebbe luogo a Parigi dal 2 al 1 O settembre scorso nel bosco di Viocennes. La rappre$entanza dei cava lli ita liani, come è noto, mancava :"tffatto; epperò il Ba rtolucci ritiette che il nostro paese avrebbe potuto figura re degnamente in quella esposizione. Nel sud Africa. D1o·a.nte la guenci anglo-boera. Note di 1n·aggio, fcb-

brcl'io-magr,io 1900, poi tenente G. GAmuoLDt-FAIU)IA (Con tinuazioDe). ln qllesto te1·zo articolo il Garibaldi dà, anzitutto, notizie sommarie sull'agricoltura del paese·, sulle sue miniere, su Cape-Town e le principah città del slld Africa che ebbe occasione di vedere. Viene poi a dire degli accampamenti di cavalleria inglese e canadese da lui visitate, e fornisce ragguagli sulle bardature, sulle armi e sui cavalli di quei reggimenti . Molli disegni fotog rafici illustrnno l'articolo, eh~ si legge con diletto . La S·icilia ipp-ica, pel generale INNOCENZO GuAITA. (Continuazione).

Colla solita copia di erudizione l'autore parla dei Sicani, dei Siculi, dei Fenici, abitatori certi della Trinacria e da qualchn dato, più o meno certo, trae occasione per parlare dei loro cavalli.


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RlVISTA DEI PERIODI01 RIVISTA L>RI PERIODICI

Rivista marittim!),. .

Fascicolo 11°, novembre 1900. 1

Da terra edama1·e, per C.

MAN-

FREDI.

Tra i onmerosi scritti che in questi ultimi temp i sono venuti io luce intorno alla nostra marina, questo sLudio del l\Janfredi ci sembra uno dei più importnoti e poderosi. L'articolo si può considerare come diviso io due parli distintP.: nella prima si getta uno sguardo retrospettivo alle idee che nel possato prevalsero per la difesa dell'Italia che doveva effettuarsi nella valle del Po e sulle Alpi e nll' unico c0mpito che si assegnava alla Ooua di guardare il tratto ,li frontiera che corre da Genova a Ventimiglia. < Partendo dal principio che le sorti della guerra si decidauo neeessariamente nella valltl del Po e che qualunque avvenimento fuori di essa, anche la caduta del la capitale lasci intatte quelle sorti, era logico il compito specificato ed unico che si assegaava alla flotta. Quel principio ha orm:ii fallo il suo tempo o sta per farlo, ma quel còmpito non ha perduto della sua importanzn, benché sarebbe aberrazione mentale il dirlo unico>.

E quale è aduuque il còmpito del la flotta? Secoodo il Moria è quello: di conlendere al nemico il dominio del mare; accettare io mare aperto la loua, alla quale sa rà infallibilmente provoca ta. Molti invece credono che alla nostra flotta convenga uo'attiludine vaga, mal definita nell'obbiettivo, indeterminata nei mezzi, dehba insomma mantenersi in osservazione per spiare l'occasione favorevole di agire. Il )Janfrcdi non si attenta di dire quale delle due scuole abb;a ragione; epperò ricorda che da quolche tempo è sorta e si dibaue nella stampa una ques1io11e nuova almeno nella fo rma: la questioot: del dominio del mare e intende dirne una parola anche lui, poichè non è questiono tecnica ma di politica militare. E vuole dimostrare che: ·1° il dominio del mare in mano nll'Italia renderebbe impos.~ibile alla li'rancia l' i11vasione dalla valle del Po; 2° il dom inio del mare in mano della Francia le rendo superflua questa in vasiooe. Questa la prima parte. ~olla seconda il )lanfrodi svolge la ·la tesi sopra menzionata. Dotto in poche parole, il ragionamento del Manfredi è il seguente. Il dominio del mare in mano della nostra floua escluderebbe qualunqne

2299

pericolo di_ sbarchi lungo la Riviera, escluderebbe perfino la possibilità d&l-la loua m !erra su tulta la linea da Vcnlimiglia a Genova, assicurerebbe questa città dal blocco e dai bombardamen ti e tol71 ierebbe id oomico una base di approvvigionameuio che gli è assolutame:,e necessaria. Per l'inva sion~ dcl i' I_La lia non resterebbero al nemico che cinciue , strade_ sopra una distesa d1 oltre 370 chilometri di frontiera montana inaccess1b1 le assolutamente ai carri di qua lunque specie fuori di quelle cinriue strade. L~ ~orlata logis~ica ~i ~iascuna strndn è al massimo di cinquantamila 11.omim. I Francesi qurn<l1 non potrebbero presentarsi su ciascuua delle cmque strade non più di 50,000 uomini, e noi, anche astraendo dai fo rti di sbllr_ramenlo, siamo forti ad esuberanza per contrastare validamente al nemico lo sboccare dai monti, poichè, avendo il dominio del mare a v_re,~mo di~ronibile tutto o quasi tutto !'esercito di prima linea O ,; m1ltz1a mobil_e per la chiusura di sole cinque strade alpine. Il ~~ilnfred1 rileva ancora le diffìcollà insuperabili pelcomandante fran cese_d1 regolare l'avanzata delle ciu,1ue colonne, per modo che le teste si trovmo tutto alla stessa alte1.za, meutr,~ il co mpito della difosn non presenta dillicoltà, non avendo interesso a m:mieoere le sue teste di colounti alla medesima altezza. I.I l\lanfredi fa altre due supposizioni : l'una che 300 mila francesi caduti ~nlle nuvole o venuti iu pallone - per non offendere il nostro e~erc11~ 0<1!1'.assu_rda ipo!esi cha sieno riuscili n passargli addos~o _ 11·ovms1 r1un1t1 nella valle del Po, e soggiunge: a: Come si troverei.i be ~nesta gent~, col m11re chiuso, coll'Alpi alle spalle e con uu esercito a lronte, doppio ? triplo di forzn? Sarebbe genie in trappola!, e inoltre nou potrebbe vivere, non ~vendo una base sul mare •. L'altra supposizione è quelln che l'esercito italiano siasi ritirato surrli Appennini. Le condizioni dei Francesi non sarebbero mioliori 1· "Ìunti ~1l'Appe_onioo si lrovc1:ebbero di fronte ad un nuovo pas ~ggio d~lle Alpi, con mmor numero dt strade, col uemico sui due versanti e con linee rii comuoica1.ione impossibili. . I~ il l\lonfredi couchiude : • L'Italia, p:idroun df)I mare, si troverebbe rispr,tto alla Fra_ncia, nelle condizioni sLCsse dell' 1n~hilterra che non può esbere attnccata lll terra fiochè 13 flotia le m:intiene il dominio del mare» . Il. _Manfredi, invero, nou pago di vincere, ha voluto stravincere, e pemo ha tnlora alquanto c11ricato la tintn. Tnu~via è innegabi le che nello s~olg1meoto del Ca$O pratico da lui supposto h:i con mano maestra fatto m:i I taro la grnude irn portanza che avrebbe 1'azione del la nostra floua per la difesa dell'Italia.


2300

RlVISTA DEI PERIODICI

Il lavoro del Manfredi è meritevole. di seria considerazioae e noi ci auo:ruriamo abbia molti lettori. altro articolo sarà svolta la seconda tesi ; cioè del dominio del mare in m.ino della Francia e delln sua influenza sull' invasione dell' ft;i li a, e di es,o non mancheremo di render conto.

Iu

Messina e Milazzo. Lette1·a al direttore di O. FAz10.

L'egregio scri ttore s'occupa, colla sua ben nota competenza, dell'impo rt.ante quesito della posizione d1 Mi lazzo, che a suo parere è la ch iave di Messina. L'attacco del campo trincerato di Messina, oggidì a portata ta ttica della rada di Mi lazzo, com prende due 3ziooi distinte: da mare e dn terra. E l'attacco da terra, p11r ammettendo che il nemico si sia reso padrone del mare, va eseguito con forze rilevanti; ciò che suppone l'esecuzione d'un grosso sbarco, poichè senza unn gross11 spedizione marittima l'avversario non pnò procedere all'investiment.o di Messina. Ora questo gro~.so sbarco, come il Fazio dimostra, può aver luogo soltanto a Milazzo, e perciò non vi è dubbio che Milazzo è la chiave tattica di ~les~ina. Ammesso - e come non ammetterlo - la possibilità e la fa cilità di uno sbarco nemico, per investire il fronte da terra del campo trincerato, l'avv1,rsario dovrà quindi occupare il piano cli Milazzo, e per occupare Milazzo sarà giuocoforza s'impossessi della b1tia . Questa per ciò va tenuta dalla Dotta. li Fazio couvieno cbe la posizione di Miiliizo, piuttostochè con fortificazioni costiere, va difesa dalla nostra marina dn guerra; epperò conchiude: « Siccome, però, il raggiungimento di questo su premo còmpito della difesa nnzionale non è d'immediata esecuzione, e invece l'eventual ità d'una guerra è un fattor,} che può entrare in equazione anno per anno, io penso cbe non sarebbe mal fatto, anzi doveroso, cercar d'ottenere oooj il meno in attesa del più che verrà domani ». E noi siamo inte""tl ramente dell'avviso del Fazio. Lo stesso interessante fascicolo contiene aItri uue pregevoli articoli:

Ln marina di, guerra all'esposiz1;one d·i, Parigi del 1900, di G. MAR'1'01rn1.LI e : Sulla stabil-ità delle na·vi me,r·cantili, per G. 13occ111, ollre .,Jla solita ricca mes·e di informazioni e notizie.

RIVISTA DEI PERIODICI

2301

Le Spectateur militaire.

....

Fa,cicoli 2:\.3 e 2,U. del ·IO e Hì novembre ·1900. Laguerrnsud-africana, per B. (Continuazione). Comprende i capitoli 60 e 7°. Nel primo di essi, dal titolo Ladysmith, sono esposte non poche considerazioni d'indole generale sulla. campagna del Nata! che si leggono con utili tà. Nel secondo è principiata la narra-: zione <.!elle operazioni di lord Methueu per la liberazione di Kimberley. E lavoro serio e ben compilato.

Il problema militare in!Jlese, per AR'I'. RoE. (Continuazione). La campagna del 1866 in Italia, per C. HEKB~IONT. Detto de' nostri regolamenti ed istruzioni, per quanto ha tratto al le marcie ed al combauimento, i qua li hanno il difetto capitale di non alludere mai al nemico, l'autore passa all'adunata dei due eserciti avvel'sari. Egli rileva il nostro piano erroneo di aver diviso l'esercito in due gruppi indipendenti, e il vantaggio offerto ali' Arciduca Albe1 to di potere faci lmente manovrare sulla linea interna; vantaggio, del quale seppe anche approfittare con abili tà. « Se si aggiungn , osserva l'autore, che anche Gariba ldi agiva pur esso in maniera indipendente, si vede che gl i I taliani saranno deboli da per tutto, sebbene dispongauo di fo rze con· sidere\•oli . Gli iusuccessi di Garibaldi nel Trentino, e la didatta dell'nrmata di Vittorio Emanuele a Custozn, sono, per cosi dire, preparati sin da prima ». La ferrov'ia transahariama, pel ca pitano del genio E. BoNNEfo:-;.

per

C. DE RENÉMO:-lT. In modo assai particolareooia lo l'autore si occnpa della formazione dell'armata francese e delle disposizioni preparatorie ordinate, durante il. mese di marzo, da Napoleone, per la radunala dell'armata. È uno studio basato, per così dire, sopra documenti ufficial i ed istruttivo. La carnpagnct de( 1809, '

~~

Revue militaire.

Red'igée à l'Etat-,ltajor de CM·mèe. Ouobre e novembre 1900. La ·1" parte - Eserc iti ester·i - contiene notizie dettagliate sull'a vanzamonto degli ufficial i subalterni e sulla scuola degl i ufficinl i di cavalleria, in Russia. Esamina pure minutumente le nuove formazioni dell'esercito tedesco e il bi lancio della guerra tedesco pel ,1900.


2303

RIVIS't A DEI PERIODICI

RIV1STA DEI PERIOD101

Due articoli rimarchevoli ed istruttivi prendono a disamina i procedimenti di guerra usati dalle truppe ingl~5i. contro le tribù afgane del nllrd-ovest dell'India e il regolamento sulla leva dei Cosacchi. , Nella parte 2,a - Archi·vi sloric'i ·- è continnata la narrazione della ca mpaana del ·1809. È pubblicazione non solo di alto interesse storicomilita;e, ma ne ha ancora uno speciale per noi ital iani, perchè tratta, in base ai documenti ufficiali, di operazioni compiute, per la maggior parte da sold ati italiani, che in esse si distinsero, e diedero provè di gran de valore. Gli avvenimenti narrati riguardano il periodo del mese d'aprile ai primi di maf(gio, o«sia l'avanzata dell'armata d'Ita lia da Verona, ove erasi ridott,1 dopo la perdita della battaglia di Sacile, alla battaglia sul p· .. ,ave. La narrazione di questa battaglia, che comprende parecchie pagine è per noi assai interessante e si legge con particolare diletto e utilità.

fra il Colli comandante delle truppe piemontesi e il Beaulieu che l'autore prende in attenta disamina e dalle quali ritrae logiche deduzioni, a sostegno della sua tesi. L'articolo, pei molti ragionamenti e pei molti dati in esso contenuti, non si presta ad essere riassunto. Ci limitiamù perciò a rilevarne solamen te due o tre punti che ci sembrano notevoli. L"o Stock! ricorda dne pian i di operazione, l'uno offensi\;O, !'nitro difen sivo, chl:l sarebbero stati. :;ottoposti dal genernle Colli al Beaulieu. Secondo il primo, I' intiera armata avrebbe dovuto avanzare da Ceva coll'ala sinistra sopra Finale, coll'ala destra sopra Loano. Giusta il secondo si la:;cierebhe l' ini1.iativa ai Francesi : Bea ulieu col gro:;so dell'a rmata aspetterebbe l'attacco dei Fl'ancesi presso Acqui e men tre li trattenerebbe di fro nte, Colli avanzando da Ceva cadrebbe loro sul fianco sinis1.ro e alle spalle. Lo Stock! nota che il piano offensivo era migliore, anche perchè l'offensiva era da preferirsi, ma mirava principalmente a coprire Torino. Il Beaulieu non approvò nè l'uno nè l'altro, e lasciando il Colli a Ceva de cise, colle restanti forze, di marciare sopra Genova. Uo ragionamento - ed è quello capitale - che ci sembra giustissimo è questo. A giudi care il Beaul ieu si invocano i principi della guerra messi in opera da Napoleone e la critica è iutieramente basata ,mi medesimi . Ma il veccbio generale austri:ico nou poteva assolutamente prevedere un tale cambiamento nella condotta della guerra, e avesse anche avuto tale faco llà divinatrice, non sarebbe mai stato io grado d'applicare lì per lì il nuovo metodo all'esercito imperiale, legato, per vivere, al vecchio sistema dei magazzini. Ora tuui i critici dimenticano compiutamente che il. Beaulieu si trovò a dover fronteggiare una situazione affatto nuova, meotrechè, se si ponessero su questo 1erreuo, non potrebbero a meno di elogiare la prontezza di decisione e l'abi li tà colle quali seppe ritrarsi dal pas~o falso compi uto col la marcia su Genova, non appena ebbe contezza delle mo.sse di Bonap~rte. Grave appunto è poi fa tto al generale Colli per la sua inazione, mentre gl i sarnbbe stato facile, dopo il combattimento di Montenotte, di portarsi sul 6,inco sinistro dei Francesi, com'egli stesso aveva proposto nel suo piano difensivo. Segnaliamo il bellissimo lavoro agl i studiosi della campagna del '1796.

2302

La guerra del 1870-71.

Sono descritte le vicende dei singoli corpi d'armata per la ~iornata deì 29 luglio. Questo lavoro è fon te inesauribile di notizie rillettenti le condizioni interne cieli' esercito francese all'inizio della campagna.

La camp1igna del maresciallo di Saxe.

È continna10 l'esame dell'ordinamento mi litare francese di qnell'epoca. Pur questo è not.e1role studio che in modo singolare riuscirà gradito agli studiosi della storia militare. Organ der militar-wissenschaftlichen Vereine.

60 Volume. 3" Puntata '1900. Il (eld:zeugmeister barone 1Jon Beaulieu nella campagn<i del 1796 in Italia, pel capitano FnANC&sco S 'l'OCK L.

L'autore si è prefisso il nobile intento di dimostrare quanto sia ingiusto il giudizio espresso dalla maggior parte degli storici che scrissero di quella campagna - e fra questi il Clausewitz - che ne addossarono l' insuccesso all'incapacità del generale Beaul ieu. Non si creda però che a raggiungere il suo scopo lo Stockl presenti una lunga narrazione degli avvenimenti di quella campagna: ad essi si accenna per quel tanto solo che è necessario pp,r stabilire taluna situazione, pel restante e~di ammette sieno ben noti al lettore. È l' intima essenza dei due eserciti avversari, la nuova condotta di guerra iniziata da Bonaparte, le relazioni

...

L'·in/1,nenza del roettovagliamento siille opernz ioni nella guerra, pel tenente P. GLr-:1cw1<1T. L'articolista osserva che di solito a dimostrare I' iniluenza che esercita il ser vizio dei viveri sulle operazioni di guerra si porta l'esempio delle


RIVIS1'A DEI PER!ODICl 2304 truppe francesi in Russia nel ·18·1 ~. Federico II, nella campagna del ·17 tt fn costretto a ritirarsi dalla Boemia per gli stessi motivi che cagionarono la catastrofe dei Francesi; epperò studia .I' imponante quesito, basandosi specialmente sulla guerra prussiana del ·I81H . Dal punto di vista dell'autore il tema è svolto benissimo; ma non giova che a mettere in rilievo un assioma a tutti ben noto: che il servizio viveri è della massima importanza e va accuratamente preparato.

B. D.

.....

INDICE SISTEMATICO DELLE M.ITERIE CONTENUTE NELLA 1/IVIS'fA MILITARE l'l'A l,IAlVA

Fascicoli pubblicati nel

1900

Armi e tiro.

· - -->~<< ; - --

Per ta Direzione Lonovrco OrsoTTI Coi<>m1tllo n. .., .• it1caricnto

DEMARCHI CARLO,

gerenre.

I tiri d'istruzione e di combattimento nel 1900 in Francia Pag. Nuovo armamento delle truppe speciali in Svizzera . , » Esercitazioni pratiche alla scuola no~·male di tiro del campo di Cbalons in Francia. . . . . . . • . . • • . » Pistole a rotazione di piccolo calibro in Russia . . ,, Paolo Bottari, tenente '71 fan teria. - Alcune osservazioni sulla penetrazione dei proiettili ed esperimenti contro ripari di neve . . . )) Le società di tiro in Francia . " Cessione di fucili e cartucce alle società di tiro in Francia. » Cartucce consumate nel 1899 in Svizzera. )) Periodi di esercizi di capitano di fanteria presso la fabbrica d'armi " di cartucce in Francia . . Specchio di puntamento in Francia. » » Fucile automatico in Svezia .

551

'154 933 946

1261 1325 151'7 1522 1"110 2089 2292

Arte militare. X. - La cavalleria, ciò che è e ciò che dovrebbe essere. Pag. 5, 293, 490 G. Marietti, tenente d'artiglieria. - Batterie grosse o piccole 'I Pag. 313 A Biscontini. - Operazioni navali combinate con l'esercito. . " 319 Ellrico Barone, tenente colonnello di stato maggiore. - Il pensiero di Moltke nell'invasione del 1866 in Boemia . . . . » 439 Ettore Beltrami, maggiore d'artiglieria. - Napoleone 1 ed il suo genio militare. - Conferenza al circolo militare di Roma Pag. 823, 1068 Pag. 109'7 Il nuovo regolamento tedesco sul servizio in campagna . Vittorio Turletti. - Il commissariato militare e i suoi studi . u 1153 X. - Tattica del 18'70 e tattica odierna . . . ,, 1227 Bethel Abiel Re,elli, tenen~e artigl(eria. - .Le manovre a fuoco " 1248


11

Paolo Bottari, tenente 71 fanteria. - Alcune osservazioni sulla pene. t:azione dei proietti! i ed esperimenti contro ripari di neve Pag. 1216 Q. - B1c~clette e. automobili por gli usi di ~uerra. '> 1440 M. Zanott1, maggiore del genio. Impiego dei telegrafisti in guorra . Pa,q. 146"1, 1645, 1830 1969 A~tomobilismo in Francia . . . . . . . . . . Pa;. 1518 Pio Spaccamela, tenente colonnello del genio. - Se e come si possono difendere i vill::tgg·i nelle prossime guorro . . . » 1600 Guglielmo Lang, tenente colonnello 21 artiglieria. - Di alcune questioni di tattica moderna . . Pag. 1784, 1945 B. D' A. - Saggi tattici e strategici di Moltke a proposito di una recente pubblicazione del g rande stato maggiore prussiano» 2252

Artiglieria. G. Mal'ietti, tenente d'artiglieria. - Batterie grosse o piccol e? Pag. 313 Prezzi delle polveri nere e salnitri in Francia. . » 359 Regolamento sul servizio in guerra in Germania .. . » 369 Metragliere in Francia . . . . . . . . . » 553 Nuovo regolamento d'esercitazioni per l'artiglieria da campagna in Russia . . . . . . . . . . . . . . . . . " 5GO Regolamento circa l'azione della divisione d'artiglieria a cavallo in 5Gl unione alla div isione dì· cavalleria. io Russia Artiglieria a t iro rapido in Austria-Ungheria . . ,. "/46 Aumento nell'artiglieria nel Belgio . . . . . » "/4"/ Corso d'istruzione degli ufficiali d'artig lieria incaricati del servizio delle munizioni in Francia. . . . » 935 Betbel Abiel Revelli, t enente cl'a1·tiglieria . - Le manovre a fuoco » 1248 Ordinamento dell'artiglieria da fortezza nel Belgio . . . . . ,, 1322 Commissione degli studi pratici del servizio d'artiglieria noil'attacco . e la di fesa delle piazze in Francia . . . » 1322 Nuove formazioni di riparti di truppa in Russia . ,. 132ti Cannoni a tiro rapido in Russia . . . . . » 132G U:fficiali superiori d'artiglieria alle grandi manovro in Francia . ,. 1517 Il comitato tecnico d'artiglieria in Francia . ,, 1109 Ripa1·tizionc delle batterie d'artiglieria in Francia . . . . . » 1709 R. Barbetta, capitano. - L'artiglieria da montagna è veramente l 'e.rtiglieria degli al pini? . . . . . . . . . . . ,, l 7'i'2 Circoscrizione territoriale. - Servizio dell'artiglieria nella regione di corpo d'armata in Francia. ,. 1906 Specchio di puntarneuto in Francia . . . . » 2089 Nuovo poligono di tiro per l'artiglieria a Bourbaki in Francia . » 2090 Autorizzazione all'artiglieria di recare alle manovre cavalli di 6 anni ,, 2090 in Francia

III

INDICE

INDICE

. . Pag. 2091 Impiego dell'artiglieria in campagna in Francia . • . » 2098 Mitragf>;atrici in Germania . . . e veramente Fra.nzini G., maggiore. - L'artiglieria da montagna . • » 2171 l'artiglieria degli alpini? (Risposta a B. B..

Bila.nel e spese miltta.ri. I bilanci per l'anno 1900 dell'esercito Aust1·0 Ungarico. . Pag. Bilancio della g uerra 1900 nel Belgio . . . . . . . )> Bilancio suppletivo per le spese della guerra in Africa in Inghilterra . » )) Bilanc i militari per l'anno }!)00 in Russia . » Bilancio della marina in Inghilterra . . )) Bilancio pe_r la g uerra del 1900-1901, io Romania " Compte d'Etat del 1899, in Svizzera . . .

529 54'1 555 558 11S7 1326 1528

Biografie e 11.ecrologle. Domenico Cuccbiari Re Umberto I.

Pag.

198

" 1345

Campi e manovre e Corsi d'istruzione. Pag. 552 Manovt·e ordinarie autunnal i nel 1900 in Francia. Grandi manovre pel 1900 in Russia . ")) 558 561 lstru,doni per l'anno 1900 in Svizzera . . )) 5'11 Le g randi manovre ·n ell'anno 1899 . . . 930 Istruzioni e g randi manovre nel 1900 nel Belgio. n 981 Manovre di presidio nel Belgio . . Manovre coi quadri e viaggio dj stato magg iore nel 1900 in Francia. » 938 Le manovre navali del corrente an no in Francia. » 1925 Esercit.azioni e manovre durante il periodo estivo in Russia. >' 1328 Grandi manovre nel 1900 in Austria Ungheria. . ,. 1516 Ufficiali superiori d'artiglieria a lle grandi manovre in F1·aucin. » l vl7 Esercitazioni generali in Russia . . . . » 1519 Prescrizioni circa il bagaglio degli ufficiali e della truppa dtll'ante le manovre di campagna in Russia. . . . . » 1521 Corso J'esperimento pratico de i capitan i di fanteria negli stabiliment! d'artiglieria in Francia . . . . . " 208'1 Istruzione aerostatica ad ufficiali di stato maggiore in Francia. » 2089 Manovre coi quadri in Francia . . » 2090 Corsi d' informazioni per generali in Germania. » 209"1 ))


IV

INDICE

INDICE

Carte, · piani e il1~1strazioni diverse. Carta del teatro d·ella g uerra anglo- boera 1899-190(l - Dispensa II, 16 febbraio 1900. Gli Scki. - Fig ure n. 0 21 di at trezzi speciali da montagna e di esercizi eseguiti da battaglioni alpini. - · Dispensa V, del 16 maggio 1900. Carta della linea di operazioni Ta Ku, 'l'ien-Tsin, Pechino. - Dispensa VIII, del 16 ag·osto 1900. Teatro delle operazioni militari in Cina. - Dispensa VIII, del 16 agosto 1900. Schizzo del Nord Africa Francese. - Dispensa IX, del 16 settembre 1900. Carta della Manciuria. - Dispensa X, del 16 ottobre 1900. Crittografia. - Scotografo del tenente colonnello Ducros. - Dispensa Xll, del 16 dicembre 1900.

Cavalleria -

Ippologia -

Corse.

La cavalleria, ciò che è e ciò che dovrebbe essere . . Pag. 5, 293, 490 Regolamento circa l'azione della divisione d'artiglieria a cavallo in unione alla divisione di cavalleria in Russia . . . Pa[J . 561 Nuove formazioni n ella cavalleria cosacchi, nell'artiglieria da fortezza ,> 944 di Vladivostoch in Russia . . » 1326 Nuove formazioni di r iparti di truppa in Russia

Velocipedi alle truppe di fortezza in Russia . Pag. » notazione di binocoli in Russia . Pisti'.ll.e a rotazione di piccolo calibro in Russia » . . . . : » Uuiiorme in Francia . . Tcmtta degli ufficiali d'amministrazione in Francia . » Esperimento di una nuovll. istruzione sull'a(làrdellamcnto per la fanteria in Francia . . . . . . . . . » Uniforme degli ufficiali di fanteria distaccati dal corpo rispettivo in F rancia . » » Modificazioni all'uniforme delle truppe in Francia » Istruzione sull'affardellamento in Francia. >) Uniforme degli ufficiali d'amministrazione in Francia » Nuova tente-abri in Svizzera . . . .

V

945 045 946 1135 1324 1902 2088 2088 2089 2290 2293

Fanteria. Nuove formazioni di riparti di troppa in Russia . l'ag . 1326 . . » 2088 Mitragliatrici in Germania . . . . . . . . Uniforme degli ufficiali di fanteria distaccati dal corpo rispettivo . » 2088 in Francia .

Ferrovie, geografia, topografi.a e v iaggi. Nuove ferrovie in Russia . . . Pag. 1829 Estremo tronco orientale della ferrovia transiberiana in Russia . » 1522

Genio e fortifioazloni. Colonie. Tristano Fabris. - La guerra nell'Africa Australe Pag. 469,655, 1028, 2236 Legge sull'organizzazione dell'esercito coloniale in Francia . Pag. 1518 Antonio Ca.scino, capitano d'artiglieria. - L'espansione coloniale del xix secolo - Confer enza t-enuta il 21 aprile agli ufficiali in » 153'7 Bologna. C. S. - L'espansione francese nel Sahara " 16"1'7 » l '10'1 Il corpo Delga di spedizione in Cina. » 1'110 Gli arruola.menti volontar i per l'esercito coloniale in Francia

Fort ificaz ioni di Tol<io nel Giappone Pag. Aumenti noi quadri del genio nel Belgio. » Organizzazione delle truppe del genio in Francia . » M. Zanotti, maggiore del genio. - Impiego dei telegrafisti in guerra . . . . . . . . •· . . Pag. 11(1"1, 1645, 1830, Pio Spaccamela, tenente colonnello del g enio. - Se e come si possono difendere i villaggi nelle prossime guerre . . Pag. Creazione di una sezione telegrafica della marina in F rancia •> Istruzione delle truppo del genio in Francia. • Servizio del genio in Tunisia . •

1969 1600 1'710 2091 2092

•

Equipaggia.mento. Regolamento sull'impiego dell'equipaggiamento mod. 95 per la teria in Germania . . . . . . . . . Oreste Zavattari, maggiore go alpini. - Gli Skj nella guerra verno sulle nostre Alpi . . , . . . . • . . .

555 '748 1323

Legisla.zlone e amministrazione militare. fan Pag. 369 d' in. » '761>

I progetti di legge del generale Gallifet relativi all'avanzamento degli ufficiali. . • • • . . . . • . . . . . Pag. 148 La riforma del codice di giustizia militare in Francia nell'anno 1899 Pag. 160, 849 I*


VJ

INDICE

INDICE

Istruzion·e preventJva davanti Consigli di g\)erra in Francia Pag. l '15 M. Carcani, maggiore a ri poso. - Il Tribunale s •1premo di guerra e mar ina . . » 2'11 Decorazioni in Francia . . . . » 359 Pensioni dei sott ufficiali, caporali, brigadieri e soldati' in Francia» '149 Quadri d'avanzamento e di concorso per la legione d'onore in Francia 984 Ufficiali di riserva fuori gTado per ragioni di salute in Francia. » 934 Amministrazione della gendarmeria per legioni in Francia . . » 936 Im bianchimenti di muri interni nelle caserme in Francia. . » 937 Nuovo regolamento per le somministrazioni alle truppe in caso di gue rra in Russia .· . » 940 Santangelo Felice, capitano di fanteria. - Gli 'ufficiali in servizio » 1005 sedentario . . . . . Istruzione sulle ispezioni generali nel 1900 in Francia. » 1133 » 1136 ·Onorificenze in Francia . . . Franchigia post ale per la t ruppa in Francia. » 113'1 Jndennità varie in Francia . . >> 113'7 n t hè nell'esercito in Francia . » 1185 'Mobili per la truppa in Francia . » 1136 Teodoro De Cumis . .- Sottufficiali e bilancio » 1273 Cavalli erariali concessi a i capitani di fanteria e dell'artiglieria da da fottezza, in Austria-Ungheria » 1514 Nolegg·io di cavalli per le manovre di autunno in Francia . . » 1518 » 1523 Compte d'État del 1899 in Svizzera . Franchig ia postale per il corpo di spedizione nella Cina in Francia ,1'110 Luigi Gritti, capitano commissario. - Le esigenze militari ed economiche del vettovagliamento . . . . Pag. l '729, 1921 , 2142 E. Bertotti. - La legge per !.'avanzamento nel R. esercito Pag. 1'745 Sospensione o soppressione delle gratificazioni di riforma in caso d'indegnità.' in Francia . . . . . . » 1903 Minimo della pensione degli operai degli st abilimenti mmtari dopo » 1903 30 armi di servizio io Francia. · . . » 1906 Grat ificazione di riforma. . . » 1964 X. - La legg e per' l'avanzamento nel R. esetcito. A. - li proget to del codice civile . . . . . " 2113 » 2181 Ber totti E. -. Anèora per l'avanzamento nell'esercito

Letteratura militare. S t icca Giuseppe, tenente 1° a lpini. - Medaglioni lt;tterario- miJitar,i . . . . . . . . . . . Pag. 118, '120 G. C., maggiore cli fanteria. - Un canzoniere del soldato Pag. 123, 331, 510 Bosi Pier Emilio, tenente go bersaglieri. - La l ingua i taliana nella politica, nella burocrazia e nell'esercito . Pag. 201

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B. D. - L'ar te e le g-uerre dell'unità e dell'indipendenza d' Italia B. D. - Colone! Bour deau - Le Grand F réderic . . Pag. '"· F. - « Tempi napoleonici » - Una riforma della • Rev ue militaire de l'étrang·er » - Gli studi storico- militari in Francia.. > F. - P. Lauvencin-Chapelle. - Les archives de la guerre historiques et adminiskatives (1688-1898). . . . . . • » . . » F. - F. Bouvier. - - Bònaparte en Italie (l '198) . . F. - . L. Tuetey. - Un général de l'armée d' Itali e - Serrurier 17421819. . . » F. - C. Dc la Jonquière. - L'expédition d'Egipte 1'798-1801 - Un · salto nei tempi attuali - Considerazioni di E. B. sulla guerra del! 'Africa Australe . • . » B. D. - Alfred ,•on 1Iuller, oberleut enan t. - Der Krieg Sud Africa I e II theil (la g uerra nell'Africa del Sud, 1• e 2" parte) » B. D. - Compendio di tattica - Fort ificazioni - Topografia - Org anica per gli ufficiali ed allievi ufficiali di complemento, di Paolo Bottar i . . . . . . . . . » B. D. - Vittorio Emanuele ed i veterani delle patrie batta.glie. (Testo e disegni del colonnello d'artiglieria Bellini Arturo, . . . . . . » autopie di Pietro Carlevaris) . B. D. - Memoriale per l'ufficiale s ulle Alpi, del maggiore del 5° al. . •> pini Etna Donato . B. D. - Ca uses des succès et des revers dans la g uerre de 18'10. De Woide, lieutenant général de l'état- major russe. Ou" vrage traduit par le capitaine Thiry G. Bargilli. - Sal uzzo Cesare . . . . . » E. Rocchi, tenente colonnello del genio. - A proposito di un pre. » gevole stud io storico del tenent e Giuseppe Sticca . B. D. - Studi sulla. condotta della guerra 1866 in Boemia, di Barone E., tenente colonnello dl stato maggiore . . . . ~ B. D. - Genova cavalleria a Villa franca, del capit ano Vi nci conte Carlo . . . » Relàzione sulle vicende sanitarie dell'imperiale e reale esercito a u» striaco nell'anno 1898 Ferraro Lorenzo, capitano 93 fanteria. - La questione sociale.Suoi effetti nella nazione e nell'esercito. (Con tèrenza ag·li • ufficiali del presidio di Roma, '1 apr ile 1900) . . . » B. D. - Gall ippi Pasquale, tenente contabile - Gli eroi di Savoia. Storia popolare della Real famiglia di Savoia con brevi notizie sul Montenegro - Bologna., Zamaroni e Albertazzi. 1900 . . . . . . .. . . » B. D. - L 'armée à tra.vers !es àges. Chefs d'arroées - Conférences faites en 1899 à l'école spéciale militaire de Saint-Cy r, 2°10 série - Paris, librairie mili t~ire R. Chapelot etC., 1900 >>

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345 346 520 521 521 523

524 526

136

'13'7 '737

'788 8'74 88'7 891 900 919

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108'7

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INDICF.

Veling, capitaine. - Souvenirs inédits sur Napoléon. D'aprè~ le .Tournal du sénateur Gross, conseiller municipal de Leipzig (1805-1815). - Paris, Chapelot e C., 1900. Pag. 1089 B. D. - Bella.ti Giuseppe, maggior generale. - DiaJogo sulla tatt ica. - Parma, Battei Luigi 1900. . . » 1090 Sticca Giuseppe, tenente degli alpini. - Medag lioni letterario-militari . . . . . . . . » 1290 B. 0. - Zanelli Severino, maggior generale, g i1~ professore alla Scuola di g uerra.. - Skobeleff, saggio storico - Roma, E. Voghera, 1900 . . . » J807 B. D. - Barone Ecrico, tenente colonnello di stato maggiore.· Studt sulla condotta della guerra 1806 in Germania. Torino, Roux e Vhii:engo, 1900, !il'e 3 . . . . . » 1315 B. D. - E. B. - Considerazioni militari nella guerra anglo-boera. Il. Sulle operazioni a tutto aprile, con uno schizzo dimostrativo. - Torino, editori Roux e Viarengo, 1900 . . » J501 B. D. - Generale vom Hlume. - L'iniziat.iva dei comandanti in g uerra. Trad uzione dal tedesco del tenente Fatti ni Vittorio, con prefazione del tenente colonnello E. Barone. Torino, F. Casano v.1 editore, 1900 . . . . . . ,, 1503 B. D. - Giustino F'ortunato. - Discorso per la lapide commemorativa a.i caduti Adua., di inaugurata in Potenza. - Roma, tipogrn.fia Nazionale di G. Bertero . . » 1510 B. D. - F. Hellot, capitano del f(en io. - Il genera.le Galiani, governatore genera.le di ~fadagascar e dipe ndenze - La pacificazione di Madagascar (operazioni dall'ot,tobre 1896 al marzo 1899). - Parigi, Ch:ipelot, e C., editori, 1900. . » 1512 B. D. - Manuale p1·atico per l' interpretazione dei li bri tedeschi ,. 16G4 e scienze militari, del prof. :M Grunhut . B. D. - Studio di alcune milizie dell'epoca moderna, del capita.no . . » HHi6 Caserta C. B. D. - L'expédition d ' Egy pte 1198- 1801, du capitaine d'a.rtillerie . . . . . ,, 1668 brevét6, De la Joncquière C. . B. D. - Auxerre-Ch:ltillon - (Le vicende di guerra e le operazioni sul terreno fra la seconda armata tedesca e il 14° corpo d'armata fino al 20 gennaio 1871), del tenente colonnello a disposizione Hans-Fabricius. . ,. 16'14 B. D. - Mag·g·iorottti Andrea, capi tano. del genio. - La fortificazione passeggera coordinata. alla. tattica e il compito dell 'uf~ ficiale del genio nelle svariate sue a.pplica.zioni. - Roma, . . . . » 188'1 E. Voghera, 1900 . . B. D. - Taverna. conte Rinaldo. - Croce Rossa italiana. Resoconto morale economico esposto nell'assemblea generale il 1G luglio 1900. - Roma, tipografia Sociale. 1900. . . . . » l 890

l!>DJCE

B. D. -

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B. D. -

La. guerre - L'Armée. - Bordeaux, Feret et fils éditeurs, 1899 . . . . . . . Pag. 1892 G. Bargilli. - Fia.mmelli Giovanni Francesco e i suoi quesiti mi» 2007 litari. . . . . . B. D. - Aste.r(iano Giovanni, colonue.Jlo medioo. - Notizie sulla Scuola. d'applicazione di sanita militare in Firenze. - Firenze, tipogmfia cooperativa, 1900 . . . » 2023 B. D. - Ramiran E. C. - Campana italo-austriaca en 1866 - CuCustoza y Lissa. - Madrid, tipografia El Tra.baio 1900 » 2025 B. D. - Desbriere Edouard, capitai ne breveté a.u 1e r cui rassier 1103-1805. - Projets et tent.atives de debarquemant aux iles brita.nniques, tome 1" . - Paris libra.ire Cbapelot e C., 1900. . . . . . . . . . » 2027 B. D. - Criste Oscar, capitano. - Contributo alla. storia dell' assassinio deg li ambasciatori di Rastatt, voi. XI, con tre carte, della Mittheilungen desk. Kriegs-Arcbivs, pubblicate dalla Direzione del!'!. e R. Archivio ctclla guerra. - Vienna., . . . . . » 2029 Seidel e figlio, 1899 . . B. D. - Saggi tattici e strategici di Moltke a proposito di una recente pu bblicaziooe del g rande stato maggiore prussiano . . . . • 2252 B. D. - Allberto Cavaciocchi, maggiore dì stato maggiore. - 1809 Ratisbona, Essling, Wagram. J_ Roma, Casa editrice ita· liana, 1900. Prezzo lire 3,50 . . . . . ,, 2271

Marina. Navi mercantili in !•'rancia. Pag. 11 nuovo aumento della flotta in Germania torazz(lta « Venerable » in Inghilterra )) Biscoutini A. - Operazioni navali con l'esercito . Riordinamento della scuola superiore di marina. in s<ruola navale in Francia. . . » Navi varate nel 1899 in Inghilterra. » Costruzioni nuove in Inghilterra. » Bilancio della. marina in Ing hilterra " ,. Nuove navi da guerra io Inghilterra. Le manoire navali del cor rente auuo in P l'ancia . » Le bibite alcooliche nella marina. in Francia. . » Creazione di una sezione d'infermieri nella marina in Francia.. » Creazione di una. sezione· toleg-raflca dellà marina in Francia . >) Stato maggiore generale presso il Ministero della marina in Francia " Le bevande alcooliche nella mari na in Francia » Nuova legge sulla flotta in Francia. . . . . » )) ))

174 176 178 819 365 750 9139 1187 1140 1825 1825 1710 l'ì10 1902 2090 2094


X

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Ordinamento degli eserciti. Ernesto Ciotola, capitano. - Cani da g uerra . . Pag. 50 Capi-musica. in Inghilterra . » 1'78 G. Marietti, tenente d'artiglieria. - Batterie grosse o piccole?. >> 813 Capitan i in 2" nel Belgio . » 358 Colombi milit ari nel Belgio. » 858 Ordinamento dell'esercito nel Belgio » 358 Riorganizzazione del Consiglio superiore della g·uel'ra in Francia. ,. 362 Proposta di legge per la soppressione delle scu-0le speciali miliiari » 868 in Francia. • Corsi di istruzioni nel g-overno militare di Parigi. » 864 )) 8'13 Automobili in Germania. Concorso di cani da guerra in Germania ,, 374 Richiamo alle armi per istruzione durante l'anno 1900 in Francia . .» 550 Ordinamento dell'esercito in Germania . » 552 )) Varianti all'ordinamento dell'esercito in Russia . 55'7 Aumento dell'artiglieria nel Belgio » '14'1 ·Aumenti nei quadri del g enio nel Belgio » '148 Istruzione dei coma.o di di div,isione di Landwehr in Austria~tJngheria » 92'7 Ufficiali di magazzino in Austria-Ungheria » 930 La bat teria a 4 pezzi in Francia . >> 932 Truppe sahariennes in Francia » 982 Servizio negli stati maggiori in Francia » 936 » 93'7 Depositi di convalescenza in Francia Quadro della scuola speciale militare in F rancia , » 938 » 944 Nuove formazioni nella cavalleria cosacchi in Russia Santangelo Felice, capitano di fanteria. - Gli ufficiali in servizio » 1005 sedentario . » ' 12'73 De Luenis Teodoro. - Sottufficialì e bilancio Ordinamento dell'arti,glieria da fortezza nel Belgio. » 1322 Commissione deg li studi pratici del servizio d'ar tiglieria nell'at tacco » 1822 e la difesa delle piazze in Francia » 1823 Organizzazione delle truppe del genio in Francia » 1323 Assimilazione degli ufficiali d'amministrazione in Francia Nuove formazioni di riparti di truppa in Russia . » 1326 Q. - Biciclette ed automobili per gli usi di guerra •> 1440 Impiego dei telegrafisti in Zanotti M., maggiore del genio. guerra . Pag. 146'7, 1645, 1830, 1969 Cavalli erariali concessi ai capitani di fanteria e dell'artiglieria da fortezza in Austria-Ung·heria Pag. 1514 » 1518 Automobìlismo in Francia . » 1518 Legge sull'organizzazione dell'esercito coloniale in F rancia .

XI

IND lCE

Pag. 151 9 Congedamen to della classe anz iana in F rancia » 1522 Servizio militare degli istit uti in Svizzera . Istruzione ed Amadasi Luigi, t enente colonnello 64° fan teria . » 1580 educazione dei sottufficiali . ,, 169'7 A. B. - La. riorganizzazione dei vol'lnt.ari in Inghilterra » 170'7 Il corpo di spedizione in Cina nel Belg io . I membri del consiglio su periore della g uerra in Francia » 1708 Il comi tato tecnico d'artiglieria in Francia. » 1709 Riparti zione delle batterie d'artiglieria in Francia . » 1109 » 1'710 Gli arruola.menti volontari per l'esercito r,oloniale in Francia R iordinamento delle truppe della S iberia orientale . >> 1711 Gritti Luig·i, capitano commissario. - Le esigenze militari ed eco. . . Pag. 1729, 1921, 2142 nomiche del vettovagliamonto Barbetta B , capitano. - L'artiglieria da montagna è veramente l'artiglieria degli alpini? . . Pag. 1772 Riordinamento del personale dell' amministrazione dell'esercito in » 1903 F rancia. Circoscrizione territoriale - Ser vizio dell'artiglieria. nella regione » 1906 di corpo d'armata in Francia . » 2035 Forze mtlita.ri della Repubbl ica Argentina. Tiragliatori e Spahis Saha.riens in Francia. » 208'7 ,, 2090 Ammissione alla scuola di S. Cyr in Francia. » 2092 Rervizio del genio in Tunisia. (Francia) . » 2093 Le musiche nei reggimènti di fanteria. regionale in Francia. » 2094 Nuovo organico delle sezioni d' infermieri in Francia » 20!)5 Nuova legge sulla flotta in Germania . » 2097 Corsi d'intòrmazioni per generali in Germania » 2098 Mitragliatrici in Germania Franzini G., maggiore. - L'artiglieria da mont&.gna è veramente » 2171 l'artiglieria degli alpini ? (Risposta a B. B.) » 228'7 Nuova or;ranizzazione dei tribunali militari nel Belgio . » 2290 Nuova organizzazione dei tribunali m ilitari in Germania

Proclami di S. M . il Re Vittorio Emànnele III al paese ed all'esercito. Vittorio E1.0anuele III agli Italiani . -Orditi., del giorno di S. M. il Re all'esercito ed all'ar mata

Pag. 1349 . » 1351

Reohit11,mento. Ufficiali di riserva con prole di ,1 figli in Francia . Pag. Reclutamento nei regg imenti Spahis algeriens e tunisiens in Francia » Rafferme per gl'indigeni ùei reggimenti ti raglia tori algeri ni in Francia» Reclutamento dei battaglioni ùi fanteria leggera d'Africa in Francia ».

860 360 548 549


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.XIII

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Ripartizione delle classi che cost ituisconc l'esercito in Francia . Pag. Richiamo alle armi per istruzione durante l'anno 1900 in Francia ,, ~i~rganizz~ione del CO!fO degli int erpetri militari in F rancia » Chiamata d1 classe e. contingente in Francia . ' . . . . . » Formazione de!lft classe 1899 in Francia » Arrolamenti volontari in Francia . » Soppressione ·dei 28 e 13 g iorni d' istruzion~ durante l'esposizione del corrente anno "in Francia » Forza dell'esercit o in Francia pel 1900 . » Richiamo alle armi dei risérvisti in Francia » ·Movimenti di truppa in tempo di pace in Francia » Riduzione di statura in Inghilterra » Forza della milizia in Ingh ilterra . » Chiamata alle armi in Inghilterra >> Risultati della leva del 1899 in Russ ia. ,, Chiamata alle armi delle t ruppe in congedo in Russia » Istruzione dei riservisti nel 1899 in Russia >> Congedamento della classe anziana in Francia » Servizio milita.re degli istitutori in Svizzera . » Gli arruola menti volontari per l'esercito coloniale in Francia » A - Della leva sui 'giovani nati nel 1818 e delle vicende del Regio ,, esercito dal 1 luglio 1898 al 30 g iug;no 1899 Arruolamento e rafferme in .Francia. . . . . » Circa il reclutamento degl'i ufficiali medici in Austria-Ung h eria »

°

· 549 550 551 148 931 931 932 932 !'l32 932 939 939 \J39 946 1321 1328 1519 1522 1'110 J853 2089 2284

Regolamenti e Istruzioni. Circolare del Minis tero del la guerra prescrivente sull' informazioni teleg1:afiche in Francia . Pag. Circolare circa le manifestazioni politiche per parte dell'esercito in » Francia. Istruzione pe r la condotta delle esercitazioni di campagna durante l'inverno in Russia » Rego lamento sul servizio in g uerra in Germania . » Regolamento sull'impiego dell'equipaggiamento mod. 95 per la fan» teri ~ in Germania . , Nuovo reg·olamen to d'esercizi p\:lr l'artiglieria da campagna in Russia » Regolamento circa l 'azione della divisione d'artiglieria a cavallo in » unione alla divisione di cavalleria in Russia, . Nuova istl'uzione delle trnp pe pel combattimento in Russia. » Il nuovo regolamento tedesco sul servizio in ca.mpagna » Le bibite alcooliche nella marina in Francia » Impiego dell'artiglieria in campagna in Francia l> Istruzione delle kuppe del genio in l"rancia. »

1'14 115 179 369

369 560 561 943 109'1 1325 2091 2091

Rivista. dei periodici militari. Pag. 182, 375, 5.64, 755, 948, 114.2, 1333, 1524, 1115, 1907, 2099, 22~4.

Scuole militari e corsi d'istruzione.· Proposta di legge per la 11oppressione delle scuole speciali militari Pag. in Francia. Corsi d'istruzione nel governo militare di Parigi . » Riordinamento della scuola superiore di marina in F rancia » Preparazione per l'ammissione a· Saint Maixent in Francia » Cor~i d' informazioni per gene rali in Germania. » Corsi d' informazioni e d'istruzione per ufficiali e corsi d'esercitazione per sottufficiali in Germania . » Ammissione all'accademia cc Nicola • di stato maggiore in Russia " Istruzioni per l'anno 1900 in Sv.izzera. >> Scuola di guerra 'in Austria-Ungheria. » Scuole cadetti e condizioni d'amm issione in Austria-Ungheria » Istruzione dei riservisti ,in Francia . » Corso d'istruzione degli ufficiali d'artiglieria incaricati del servizio » delle munizioni in Francia. . Quadro della scuola speciale .militare in Francia . » Ammissioni alla scuola speciale militare per il 1900 in Francia " Numero ed anzianità dei capitani che saranno chiamati agli esam i teorici del corso del 1900 per conseguire la promozione al grado di maggio1·e in Austria-Ungheria » Ammissione alla scuola di guerra in Francia . » Ammissione alla scuola di S. Cyr, in li'rancia . »

363 364 365 366 312 378 559 561 'i4'1 925 933 985 938 938

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Servizi d'intendenza sanitar,o e veterinarìo. · So0corsi ai feriti in tempo di g uerra in Francia . . Pag. Turletti Vittorio. - Il commissariato militare · e i suoi studi ,, E. Ma~gianti, maggiore medico. -CorsQ d'igiene militare 1899, 1900 » Creazione di una sezione d' infermieri della. marina in Francia . » Circa il reclu tamento degli ufficiali mediçi in Austria-Ungheria »

366 1153 1203 l '110 2284

Statistica.. 'Relazione del dipartimento militare sulla gestione 1899 Svizzera

nella Pag. 1830

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XIV

INDICE

xv

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Storia. milita.re e generale. F. Di Sardegna, capitano. - Ricordi militari del Trentino . Pag. 21 Pagani Carlo Osvaldo, tenente ~olonnello commissa.rio. - Re Carlo Alberto. - Conferenza al circolo militare di Roma, 14 >J 885 marzo 1900 . . . . . . Barone Enrico, tenente colonnello di stato maggiore. - Il pensiero di )doltke nell'invasione del 1866 in Boemia . . . . » 439 - -- - Fabris Tristano, tenente colonnello. - · La g uerra nell'Africa Australe . . . Pag. 469, 655, 1028, 2236 Lecca Demetrio, capitano di cavalleria. - Sulla battaglia del Volturno 1 e 2 ottobre 1860 . . . . . . . . . Pag. 6'14 De Luca Marcello, tenente 12 .fanteria. - Un ufficiale inglese nelle guerre coloniali - Lord Roberts di Kandahar . Pag. '709, 850 Manfredi Cristoforo, maggiore nella riserva. - l i Marocco e l'Europa . Pa,r;. 99S X. - La vicende in Cina . Pag . 1852, 162-5 Perlo Giacomo, capitano. - Le forze militari della Cina . Pag. 1S8S Cavaciocchi Alberto maggiore di stato mi,.ggiore. - La spedizione anglo-francese in Cina nel 1860. » 141'7 Cascino Antonio, capitano d'artiglieria. - L'espansione coloniale nel xix secolo - Conferenza. tenuta il 21 aprile agli uffi. . . . ,, 1537 ciali in Bologna C. S. - L'espansione francese nel Sahara . . ,> 1G77 M. V. - La Manciuria e la sua occupazione per parte della Russia » 1802 Barbarich E. tenente 73 fanteria. - Osoppo 24 marzo e 12 ottobre 1848. . Pag. 1840, 1980

Uf1lolali. De Luca Marcello, tenente 12 fanteria. - Un ufficiale ingleso nelle · g uerre coloniali - Lord Rober ta di Kandahar . Pag. '109, 850 Ufficiali superiori d'artiglieria alle g·mndi manovre i n Francia. Pag. 1517 Istruzione areostatica ad ufficiali di stato maggiore ìn Francia. » 2089

Varletà. Attraverso l 'EuNatali Luigi Camillo, capitano 11 bersaglieri. Pag. ropa centrale in bicicletta . . » Ordine imperiale in Germania . » Panizzardi A. - Note e impressioni sulresercito francese » Automobilismo in F rancia » Cani da g uerra in Russia .

82 868 680 9S3 944

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.Ferrero Lorenzo, capitano 9S fanteria. - La questione socia.le Suoi effetti nella nazione e nell'esercito - (Conferenza agli . Pag. ufficiali del presidio di Roma, 7 aprile 1900) . Ciotola Ernesto, capitano nel 50 fanteria. - Su i nostri esperimenti . . . . . » con cani da g uerra . . . Società di tiro a segno in Francia . . . • Nazari Vittorio, capitano d'artiglieria M. T. - L'insegnamento agrario nell'esercito - (Conferenza al circolo militare di Roma) . . . . . . • Gioppi Tourkheim L. - La crittografia ossia l'arte di cifrare i di· spacci segreti . . . . » Esercizi di carico e scarico in Francia . . . . » Cambi di g uarnigione nel governo militare di Parigi »

961 1056 1187

1174 2202 2288 2288

Notlzle militari estere. Austria- Ungheria. Pag. Artiglieria a tiro rapido . Scuola di guerra ,. Scuole cadetti e condizioni d'ammissione . ,i ,i Istruzione dei comandi di divisione di Landwehr. Ufficiali di magazzino. . . . . . » Numero ed anzianità dei capitani che saranno chiamati agli esami teorici nel corso del 1900 per conseguire la promozione al grado di maggiore. . . . ,. Grandi manov re pel 1900 » Cavalli erariali concessi ai capitani di fanteria e dell'artiglieria da fortezza . . . . . . » Bilanci militari preventivi pel 1901. » Circa il reclutamento deglì ufficiali medici >)

'146 '147 925 92'1 980

1Sl9 1514 1514 110G 2284

Belgio.

Capitani in 2• Colomba.i militari Ordiqpmento dell'esercito. Bilancio della guerra 1900 Aumonto nell'artiglieria . Aumenti nei quadri del genio Istruzioni e g randi manovre nel 1900 . Manovre di presidio Ordinamento dell'artiglieria da fortezza Il nuovo corpo di spedizione in Cina . Nuova organizzazione di tribunali militari

Pag. »

,. »

)) ,. »

858 858 358 547 741 '1•18 980 9Sl 1322

• • ,. l '10'7 ,, ·2281


XV I

lND l CE

JNDICE

Cina ,

X. - Le vicende in Cina . Pag. 1352, Il cor po belga di spedi~ione in Cina. Pag. Franchig ia postale per il corpo di spedizione neJla Cina in Francia » M. V - .La M~nciuria e la sua occupazione per parte della Russia »

1625 1'10'1 l'ilO 1802

Francia:

Navi mercantili . Pag . Circolare del Ministero del.Ja g u erra prescrivente sulle informazioni telegrafiche . » CirMlare circa le manifes tazioni politiche per parte dell'esercito » Istruzione preventiva davanti ai consig·li di guerra » » Decorazioni. » Prezzo delle polveri nere e salnitri in Francia. » Ufficiali' di r ise rva con prole di 4 fig·li. . . » Reclu tame~to nei reggimenti Spahis algeriens e t unisiens » Riorganizzazione del consiglio $Uperiore della g uerra . Proposti;. di legge per la soppressione delle scuole speciali mili tari » Corsi d'istruzione nel. governo militare di Parigi . " » Riordinamento della scuola superiore di marina )) Scuola navale. » Preparazione per l'ammissione a Sain\ Maixen.t )) Soccorsi ai feriti in t.ernpo di guerra . Rafferme per ,gl'indigeni dei reggimenti t iragliatori algerini. » Reclu tamento dei bat ta.g lioni di fanteria leggera d'Africa. » Ripartizioni delle classi che cos t ituiscono l'esercito . . » Richiamo alle armi per istr uzione durant.e l'anno 1900. » Riorganizzazione del corpo degli interpetri militari » I tiri d'istruzione e di combattim~nto nel 1900 » Manov re ordinarie autunnali nel 1900. )) Chiamata di classe e contingente )) Pensioni dei sottufficiali, caporali, br igadieri e soldati » Formazione della classe 1899 . Arruolament i volontari . Soppressione dei 28 e 13 giorni d'.is trlJ.,'l:ione du rante l'Esposizione ,, del corrente anno . » Forza dell 'esercito pel .1900. » La batter ia a 4 pezzi . » Truppe sabariennes » Richiamo alle armi dei riservist i. » Movimenti di truppa in tempo di pace.

1'74

l '14 175 l '15 359 359 . 360 360 ::l62 3(-i3 364

365 365 3Ci6

366 548 549 549

550 551 551 552 '148 'i49 931 931 932 932 932 932 932 932

XVII

Autoll'.lobilismo . . . Pag. 933 Esercitazioni pratiche alla scuola normale di t iro del campo di Chàlons. » 933 Istruzione dei riservisti • 933 Quadri d'avanzamento e di 0oncor;;o per la legione d'onore » 934 Ufficiali di riserva fuori g rado per ragione di salute. » 934 Corso d'istruzione degli ufficia.li di artiglieria incaricati del servizio delle munizioni . 935 Servizio neg li stati maggiori 936 Amministrazione della gendarmeria per legioni. » 936 Depositi di convalescenza » 93'7 Imbianch imenti dei muri interni nelle caserme » 931 Manovre coi quadri e viaggi di stato maggiore nel 1900 » 938 Quadro della scuola speciale militare . » 938 Ammissioni alla scuola speciale militare per il 1900 » 9:38 Istruzione sulle ispezioni generali nel 1900 . » 1133 li thè nel! 'esercito . )) 1135 Uniforme » 1135 Onorificénze . » 1136 Mobili per t m ppa >) 1136 Franchigia. postale per la trnppa. )) 1137 Indennità. varie . » 1137 Società di tiro a segno . » 113'1 Commissione deg·li studi pratici del servizio d'artigl ieria nell'attacco e la difesa de lle piazze . » 1322 Organizzazione delle truppe del genio. '> 1323 Assimilazione degli ufficiali d'a mministi·azione . » 1323 Tenuta degli ufficiali d'amministrazione • 1324 Le società. di tiro . » 1325 Le manovre navali del corrente anno . ., 1825 Le bibite alcooliche nella marina » 1325 Cessione di fucili e car tucce alle Società di tiro . » 151'1 --Ufficiali superiori d'artiglier ia alle g randi manovre » 151'i' Ammissione alla scuola di guerra . » 1517 Noll}ggio di cav.i,lli per le rna.novre d'autunno . » 1518 Automobilismo . » 1518 Legge sull'organizzazione dell'esercito coloniale » 1518 Congedamento della classe anziana . » 1519 C. S. - L'espansione francese nel Sbara . » 1677 I membri del consiglio superiore del la. g uerra. . » l '708 Il comitato tecnico d'artig·lieria. . » l '109 Ripartizione delle batteri e d'artiglieria. » . l '109 Gli arruolamenti volontari per l'esercito coloniale. » 1710 Creazione di una sezione d'infermieri della marina » 1'110


XVJIJ

INDICE

INDICE

Creazione di una sezione telegrafic3: della marina. . Pag. 1'110 Franchigia .postale pei: il corpo .di spedizione in Cina. >> 1710 Periodo di esercjzi di ca.pitan! d~ fanteria presso le fabbriche d'armi » 1'110 e di cartucce. Esperimento di una nuova istruzione sul!' affardellamento per la fantéria . » 1902 Stato maggiore generale presso il ministero della marina. » 11)02 Sospensione o soppressione delle gratificazioni di riforma in caso di » 1903 indegnità Minimo della pensione degli operai degli stabilimenti militari dopo 30 anni di servizio » 1903 Riordinamento del personale dell'amministrazione dell'esercito . » 1903 Gratificazione di riforma. » 1906 Circoscrizione territoriale - Servizio dell'artiglieria nella regione di corpo d'armata . . » 1906 Tirao-!iatori spahis sahariens . . . . . . . . . . · , · » 2087 Cors~ d'esperimento pratico dei capitani di fanteria negli stabili~ent i .. )) 208·7 d'ar t,iglieria . Uniforme degli ufficiali di fanteria distaccati dal corpo rispettivo » 2088 >) 208~ Modificazioni all'uniforme delle truppe. » 2089 Istruzione sull'affardellamento . » 2089 Istruzfone areostatica ad ufficiali di, stato maggiore. » 2089 Arruolamenti e rafferme . » 2089 ·Specchio di puntamento . » 2090 Ammissioni alla scuola di S. Cyr Nuovo poligono di t iro per l'artiglieria a Bourbaki . . · . · » 2090 Autorizzazione all'artiglieria di recare alle manovre cavalli di 6 anni )) 2090 » 2090 Le bevande alcooliche nella marina. >) 2090 Manovre coi quadri. >) 2091 Impiego dell'artiglieria in campagna » 2091 L'istruiione delle tru ppe del genio. >) 2092 Servizio del g·enio in Tunisia . » 2093 Le musiche nei reggimenti di fanteria regionali » 2094 · Nuovo organico delle sezioni d' infermiel'i » 2288 Esercizi di carico e scarico » 2288 Cambi di g uarnigione nel governo militare d i Parigi » 2290 Uniforme degli ufficiali d'amministra,done

Corsi d' informazioni per generali . • Pag. Corsi d' informazioni e d' istruzione per gli ufficiali e corsi d'esercìtazione per sottufficiali » Automobili » Concorso di cani da guerra . » Ordinamento dell'esercito ~ Metragliere . » Nuova legge sulla flotta. » Corsi d'informazioni per generali . » Mitragliatrici. » Nuova organizzazione dei tribunali militari . »

Fortificazioni di Tokio

3'13 373 3'14 · 552 553 2095 2097 2098 2296

. Pag.

555

Pag.

178 118 555 '750 939 939 939 939 1137 1140 1691

Inghilterra.

Capi musica Corazzata << Venerable » . Bilancio suppletivo per le spese della guerra in Africa. Navi varate nel 1899 . Riduzione di statura Forza della milizia . Chiamata alle armi. Costruzioni nuove . Bilancio della mal'Ìna . Nuove navi da guerra A. B. - La ri organizzazione dei vol.o utari in Inghilterra

))

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Marocco. Manfredi Cristoforo, maggiore nella riserva. 11 ropa .

Il Marocco e l'EuPag. 993

Repubblica Argentina.

Forze militari della Repubblìca Argentiua

..

3'72

Giappone.

Germania. Pag.

XIX

176 368 369

Il nuovo aumento della flotta Ordine im periale. » Regolament o sul servizio in g uerra mod. 95 per la Regolamento sull'impiego dell'equipaggiamento » S69 fantttria .

Pag. 2035

Romania. \

Bilancio per la guerra del 1900-1091

·{

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• . Pag. 1S26


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INDlCE INDICE

.'

llassia. Ist r uzione per' la condotta delle esercitazion i di campagna durante l'inverno . . Pag. Varianti all'ordinamento dell'esercito ,, Bilanci militari per l'anno 1900 . » Grandi manovre pel 1900 . Ammissione all'accademia « Nicola» di stato maggiore )) Nuovo reg olamento d'esercizi per l'artig lieria da campagna . Regolamento circa l'azione della divis ione d'artiglieria a cavallo in )) unione alla divisione di cavalleria . Nuovo reg olamen to per le somministrazioni alle truppe in caso di » guerra . . . >) Nuova istruzion e delle tl'Uppe pel combattimento. . Cani da guerra . . . » Nuove formazioni nella cavalleria cosacchi e nell'artiglieria da for» tezza di Vladivostoch » Velocipedi alle truppe di fortezza . » Dot a;1ione di binocoli . .· Pistole a rotazione di piccolo calibro J) Risultati della leva del 1899 . » Nuove formazioni di riparti di truppa . " C,innoni a t iro rapido. . » Chiamata alle armi delle truppe in congedo. J) Istruzione dei risel' visti nel 1899 . » Esercitazioni e manovre durante il periodo estivo. » Nuove ferrovie . \) Esercitazioni genera li .· Prescriz\onj circa il bagaglio degli ufficiali e della truppa durante le manovre di campagna . » Est remo t ronco orientale della ferrovia transiberiana » Riordinamento delle t ruppe della Siber ia orientale »

179

))

55S<

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558 559 560 561 940 943 944 944 945 945 946 946 1326 1326 1321 1328 1328 1329 1519

1521 1522 1711

Svezia. . Pag. 2292

F ucile automatico . Svizzera. Associazione militare . Istruzioni per l'anno 1900 Nuovo armamento delle truppe s peciali Relazione del dipartiment-0 NI. sulla· g es tione 1899

374 561 » 754 » 1330

Pag. »

Servizio militat·e degli istitutori Cart,ucce consumate nel 1899 Compte d'État del 1899 . Nuova tente,abri

Pag. 1522 » 1523 » 1523 » 2293

Indice alfabetico dei nomi degli autori. Della leva sui g iovani nati nel 1878 e delle vicende del R. esercito dal 1° luglio '1898 al 30 giugno 1899 . Pag. 1853 A.· - Il progetto del codice civile . » 2113 Arnadasi Luigi, tenente colonnello 64 fanteria. - lstruzione ed educazione del sottufficiale . » 1580 B. D. - Studi sulla condotta della guerra 1866 in Boemia d i E. Barone, tenente colonnello di stato maggiore . » 891 B. D. - L'arte e le g uer re dell'un ità e dell'i nd ipendenza d'Italia » 845 B. D . ..:.. Colone! Bourdeau. - Le Grand F rédéric . » 346 B. D. - Alfred von Miiller, oberleutenant. - Der Krieg sud Africa, I e II Theil . . . . . . » 526 B. D. - Manuale per g li ufficiali ed allievi ufficiali di complemento del tenen te '71 fanteria Paolo Bottari . » '136 B. D. - Vittorio Emanuele ed i veterani delle patrie battaglie, del tenente colonnello d'artiglieria Bellini Arturo e di Pietro Carlevaris . . . . . . . . . . , » 781 Memoriale per l' uftfoiale sulle alpi, del maggiore 5° alpini D. Etna » 73'7 Causes des succès et des revers dans la guer re de 1870, De vVoide, général russe . . . . . . » 188 B. D. - Genova cavalleria a Villafranca. - Vinci conte Carlo, capitano in « G.e nova cavalleria>> . . » 900 B. D. - Gli eroi di Savoia - Storia popolare della Real famig·lia di Savoia con brevi notizie sul M~teneg ro, di Pasquale Galup pi. . . . » 108'7 -!3. .D. - L'Armée à travers !es àges. Chefs d'armées - Conférences faites en 1899 à l'école spéciale militaire. - R. Cbapelot et C., 1900, Par is . . . • . · » 1088 B. D. - Veling, capitaine. - Souvenirs inédits sur ·Napoleon. D'aprés le Journal du sénateur Gros;, conseiller municipal de Leipzig (1805-1815). - Paris, Chapelot e C., J 900 ., 1089 B. D. - Bella.ti Giuseppe, maggior generale. - Dialogo sulla tat,. ti ca. - Par ma, Lui gi Battei, 1900 . . . . . » 1090 B. D. - Zanelli ·severino, maggior generale, già professore alla scuola d i guerra - Skobeleff. Saggio storico - Roma, E . Voghera » 130'7 B. D. - Barone Enrico, tenente colonnello di stato magg·iore Studi sulla condotta <;lella guerra 1806 in Germ~nia 'l'orino, Il.oux e Viarengo, 1900, lire 3 . ., . . » 1813 A. -


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INDICE

B. D. -- Considera~ionimilitari sulla g ue'rra anglo-boera di E. B. Pag. 1501 B. D. - L 'iniziativa~ dei comandanti in g uerra, del generale von Blume, traduzione del tenente Fantini, con prefazione del •> 1508 tenent e colonnello E. Barone . . . B. D. - Discorso per i cad uti di Adua di Giustino For tunato. » 1510 B. D. - Il generale Galiani, gov,e rnatore generale del Madagascar - La pacificazione d~l Madagascar di F. Hellot, capitano del genio . » 1512 B. D. - Manuale prat ico pe r l'interpretazione de i libri tedeschi e scienze militari, del prof. M. Grunhiit . . » 1664 B. D. - Studio di all\une milizie dell'epoca moderna del capitano Caser ta C. . >> 1666 B. D. - L'expédition d'Egipte 1798-1801, du capitaioe d'ar tillerie breveté C. De la Joncquiçre . . » 1668 B. D. - Auxerre-Cllatillou .- Le vicende di g uerra e l e opera zioni sul terreno fra le seconda ~.rmata tedesca ed il 14• corpo d'armata fino al 20 gennaio 1871 del t,enent e colonn ello Haus-Fabricius . . . . . . . . _ . •> 1674 B. D. - La riorg·anizzazione dei volontari in Inghilterra . . . » 1697 B. D. - Andrea Maggiorotti, capitano del genio. - La fortificazione passeggera coordinata alla tattic:a ed il compito dell'ufficiale del g·enio nelle svariate sue applicazioni . » 1887 B. D. - Taverna conte Rinaldo. - Croce Rossa italiana - Resoconto morale economico esposto nell'assemblea generale il· 113 Luglio 1900 . . » 189'0 B. D. - La guerre. - L'armée . » 1892 B. D. - -Astregiano Giovanni, colonnello medico. - Not izie su11a scuola di applicaiione di sanità militare in Firenze - Firenze, t ipografia cooperativa 1900 . . • 2023 B. D. ...:__ E. C. Rami ran. - Campana Italo-Austriaca en . 1866. Cu · stoza y Lissa - Madrid, tipografia El Tra.baio 1900 . » 2025 B. D. - Desbriere Edouard, capita inA breveté au 1er cuirass ior, 1703, 1805. - P1·0.jets et tenta tives de debarqueme nt aux iles britanniques, Tome 1e r - Paris, librairie Cbapelot et C., 1900. » 202'1 B. D. - Oscar Criste, capitano. -- Contributo a lla ,storia dell'as · sassinio degli ambasciatori di Rastatt. Vol. XI, con tre carte, delle Mittheilung en cles Kund K. Kriegs Archivs, pubblicate dalla direzione dell 'I. e R. Arch ivio della guerra. » 2029 Vienna, Seidel e figlio, 1899 . . B. D. - Saggi tattici e s trateg ici d i Moltke a proposito di una recente p iibblicaiione del grande staro maggiore prussiano » 2252 B. D. - Alberto Cava.ciocchi, maggiore cli stato maggiore. - 18ù\l. Ratisbona , Ess ling, vVagrarn. Roma, Casa Edi t rice italiana, 1900. - Prezzo lire 3,50 . . . » 2271

INDICE

XXIII

Barbarich E ., tenente 73 fanteria. - Osoppo 24 marzo e 13 ottobre 1848 · · · · · · - . · . . . . . Pag. 1840 1980 Bar betta R. capitano. - L'artiglieria da montagna e veramente l'ar: t ig lieria degli al pini . . » l '7..,.2 Bargilli G. - Cesare Saluzzo ' · · · · · · · · · · · . . » 874 Barg!lli G - Giovanni Francesco Fiammelli e i suoi quesiti militari » 2007 Barone Enrico, tenen te colonnello di s tato mag·giore. - 11 pensiero . » 439 di Moltke nell'invasione del 1866 in Boemia . . Beltrami Ettore, maggiore d'art iglie ria . Napoleone I ed il suo genio militare. - (Conferenza a.I circolo militare di ~ma) · · . , . 823, 1068 Bertott'. E. - La legge per l'avanzament o del R. esercito . Pag. 1'745 Ber tott1 E. - A_n cora per l'avanzamento nell 'esercito . · . . . >• 2181 Biscontini Amos. - Operazioni navali com binate con l'esercito. ,, 319 Bosi P ier Emilio, tenen te 8 bersaglieri - La ling ua it aliana nella polit ica, nella burocrazia e nel l'esercito . . . . . . » 201 Bottari Paoto, tenente 71 fanteria. - Alcune osseevazioni sulla penet.razioue dei proiet t ili ed e_sperimenti cont ro ripari di neve ,, 1261 C. G., ma.g·giore di fanteria. - Un canzoniere del soldato Pag. 123 331 510 Carcam. M · ' ' · ., maggiore a ri poso. - Il tribunale supremo di guerra e marina . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 271 Cascino Antonio, capitano d'artiglieria. - L'espansione coloniale nel secolo. - Conferenza. tenuta il 21 aprile agli ufficiali m Bo! ogna . . . . . . . . . . . . . . » 153'1 Cavaciocchi Alberto, maggiore di stato maggiore. ·- La spedizione a.ng·lo-francese in Cina nel 1870 . . . . » 141'7 Ciotola Ernest o, capitano. - Cani da. guerra . . » 50 Ciotola Emesto, capitano 50 fanteJ'ia. - Sui nostt:i esperimenti coi cani <la g uerra. . • 1056 Da Cumis Teodoro. - Sottufficiali e bilancio . . . . . . . ,, 1273 De Luca Marcello, tenen t,3 12 fanteria . - Un ufficia.le inglese nelle . g uerre coloniali - Lo1·d Roberts di lFandabar . Pctg. '709, 850 D1 Sardagna. F ., capitano. - Ricordi militari del Trentino. . Pctg. 21 F . - Tempi napo leonici - Una riforma della Revue milit ai?'e de l'étranger. - Gli studi storico-milita.ri in F rancia. - Laurencin-Chapelle : Les archives de la guel'r e. - Bouvier · Bonapar te en Halie. - Tuetey : Ser1'.urier. - De la Jon~ . quière : L'expèdition d' Egypt e ~ Un salto nei tempi att uali - Considemzioni di E. B. sulla. guena dell' Africa Australe . . . . . . . . . . . . . . . . . » 520 FF'abris Trista.no. - La g u erra nell'Africa. Austra.le. Pag . 469, 655, 1028, 2236 •erraro Lorenzo, capitano 93. fanteria. - La questione sociale Suoi effetti ne lla naiione e nell'ese1·cito - (Conferenza agli ufficiali del presidiò di Roma, 7 aprile 1900) . . Pag. 961

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F ranzini, G, maggiore. - L'artiglieria da montagna è veramente l'artiglieria deg·li alpini? (Risposta a B. B.). Pag. 21 '71 Gioppi Tourkhein - La cri ttografia, ossia . l'art e di cifrare e de· » 2202 cifrare i dispacci segreti Gritti Luigi, capitano commissario. ~ - Le esig·enze militari ed economiche del vettovagliamento . . Pag. 1'129, 1921, 2142 Lang Guglielmo, tenente colonnello 21 artiglieria. - Di alcune questioni di tattica moderna . . Pag . 1184, 1945 Lecca Demetrio, capitano cli cavalhiria. Su la battaglia del Volturno 1 e 2 ottobr~ 1860 . . . Pag. 6'14 M. V . - La Manci uria e la sua occupazione per parte della Russia. • 1802 Manfredi Cristoforo, maggiore nella r iserva. -- Il Marocco e. l'Europa» 993 Mangianti E. Maggiore medico. - Corso d'igiene militare 18991900. . . . » 1203 Marietti G., t enente d'artig lieria. - Batterie grosse, o piccole ? » 313 Natali Luig·i Camil-lo, capitano 11 bersaglieri. - Att ravèrso l'E u» 82 ropa centrale in bicicletta (f1ne) . . . . . Nazari Vittorio, capitano d'artigJ ieria M. T. - L'insegnamento ag-.ral'io nell'esercito - (Conferenza al Circolo militare di Roma) » 11'14 Pagani Carlo Osvaldo, tenente colonnello. ·- Re Carlo Alberto (Conferenza al Circolo mi litare di Roma, 14 marzo 1900 . » 385 Panizzardi A. - Note e impressioni sull'esercito francese » 630 Parlo Giacomo, capitano. - Le forze militari della Cina . . » 1883 Q. - Bicicl ett-e ed automobili per gli usi di guena. . » 1440 Revelli Bethel Abiel, tenen te d'artiglieria. -- Le manovre a fuoco » 1248 Rocchi E . tenente colonnello del gen io. - A proposito di un pr egevole s t udio storico del tenente Giuseppe Sticca . . >> 88'1 S. G. - L'espansione francese nel Sahara . . » 16'1'1 Santangelo Felice, capitano di fa.nteria.. - Gli ufficiali in servizio » 1005 sedentario Spaccamela P io, tenente colonnello del genio. - Se e come si pos» 1600 sono difendere i villaggi nelle prossime g uen·e ' . Sticca Giuseppe, t enente 1° alpini. - Medaglioni letterario-militar i . . Pag . 118, '720, 1290 Turletti Vittorio. - Il commissariato militare e i suoi studi. Pag. 1 153 X. - La cavalleria, ciò che è, e ciò che dovrebbe essere Pag_. 5, 293, 490 · . . . . . . . Pag. 1352, 1625 X. - - Le vicende in Cina. X. - La legge per l'avanzamento nel R. esercito. . Pag. 196'4 Zanot ti M., maggiore del genio. - Impiego dei telegrafist,i in guerra . • . • . . . . . . . Pag. 146'1, 1645, 1830, 1969 Zavattari Oreste, maggiore 3° alpini. - Gli Ski nella g·uerra d'in_verno sulle nostre .Al pi . . . . . . P ag. '769

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