Uno degli argomenti, che è spesso e volentieri molto discusso nei nostri reggimenti, è quello dell'iniziativa ed i pareri differenti non son pochi. Alcuni trovano che le prescrizioni regolamentari non sono interpret ate nel senso più ampio della parola, e per conseguenza, che essi non godono di ·quella libertà d'azione che sarebbe loro necessaria. Altri i"u.vece osservano che la libertà d'azione concessa dai regolamenti è forse soverchia e può condurre in pace e in guerra a .gravi inconvenienti. Qual'è la causa di opinioni così disparate? È difettoso il principio dell'iniziativa, o si mettono male in pratica le norme regolamentari che lo consacrano? È vero che se si avessero alla testa di un esercito moderno uomini come Fabio, Alessandro, Cesare, Federico, Napoleone, si potrebbe rinunziare con vantaggio all'iniziativa, di tu tti _i .capi in sot t'ordine? · La quistione non è semplice e va studiata con calma e i_n modo affatto obbiettivo ; ciò che ho t entato di fare col presente lavoro senza nessuna pretesa, uè d'inventare nulla di nnovo, nè tanto ineno di parlare ex catheclra, ma fondando l~ mie modeste considerazioni sull' interpretazione logica dei nostri regolam.e nti e sull'opinione di autorevoli scrittori militari come :ìl Lewal il Dragomirow, il Blume; e tenendo pur conto delle idee un po' radicali, espresse da altri autori, noti nella letteratura militare, come il generale vVoide, da una parte, che vuole l'iniziativa più assoluta, 'd all'altra lo Scherff, e scrittori degli annali del Lobel, che la vorrebbero presso che annullata, specie sul campo tatt ico. ' 109 -
ANNO XLIV.
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J,'JJ:sTZIA'l' iVA IN GUERRA
Il lavoro a me è stato utile; spero che di qualche utilità possa anche riusci1~e perquelli dei miei colleghi che non ebbero ag io od occasione di occuparsi un po' a fond o dell'argomento.
L'azione del comando in guerra, pur essendo. importantissima, indispensabile, non b.asta per provvedere a tutto d i fronte a.Ila grande estensione· di terreno che occupano le masse enormi di combattenti che ora entrano in lotta, anche n ell'ipotesi -favorevole di_ avere una mente eletta alla testa dell'esercito. Ai t emp'i di Federico la piccolezza degli eser citi e l' impiego esclusivo di forme di combattimento in ordine chiuso facilitavano il dominio della volontà di un solo. Non occorr evano che truppe discipiinate., valorose, ben istruite e :fiduciose nel gran re, il cui alto ingegno faceva il resto. Napoleone pure, sebbene non sempre con pari fortuna, riuscì a veder t utto e a regolare personaJmente i più min uti particolal'i delle sue masse combattenti, favorito dal suo intelletto potente, e dalla sua attività veramente straordinaria. È vero che . a1 suoi tempi l'ordine sparso, nato con le g uerre della, rìvoluzione, aveva mutato non poco le condizir)lli del com battimento, dando ad ognuno l'opportunità di manifestare, nella cerchia dei suoi còmpiti, criterio, forza morale ed attività propria. Ma un po' le difficoltà di metterlo bene in pratica, un po' le consider azioni della lotta vicina fecero sì che il combattimento dei cacciatori fu ristretto, sia allora come dopo, negli -e~erciti ben addestrati, a preparare e sostenere soltanto la lotta delle un~tà in ordine chiuso. L 'azione decisiva si àspettava sempre dalle masse di battaglioni in ordine chiuso. S olo dopo la scoperta della rigatura e delle armi a r etrocarica, si cominciarono ad apprezzar e i g randi vantaggi dell'ordine sparso per fare uso efficace delle proprie armi e diminuire gli effetti del fuoco nemico. S i cominciò d'altra parte auche a capire che per trarre profitto da questi vantaggi
r;'iNIZ1ATH'A JN GUERRA
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occorreva un'istruzione individuale, che permettesse ad ognuno di diventare parte auton.oma d~l tt~tt ~. . I Tedeschi, a onor del vero, ì urono 1 pnm1 a capire la importanza delle n'uove esigenze e lo s?irit? d'ini.ziativa che era stato sempre molto coltivato negh alti gradi della loro o-erarchia milit are, incoraggiato e g uidato dai superiori pe:etrò fino nei più giovani elémenti del corpo degli ufficiali. La campagna del 70-71 ne fa splendid a fede. Dopo l'ultima guerra sono cresciuti straord~nariamen te o-li eserciti; nuovi perfezionamenti sono avvenuti nelle 11nn1 · da fuoco : la polvere senza forno, la ripetizione, il piccolo calibro, il cannone a tirò rapido. L'ordine sparso si è affer mato come fondamento incrollabile del combattimento di fanteria. Anche ammesso che in una guerra futura, abbiano pratica at t uazione le nuove ten, denze che si manifestano da qualche anno a questa parte verso una tattica lineare, si trat terà sempre d i lo.tta soste• • I • nuta da masse, stor mi d1 cacciatori. Tutto questo porta una mutazione essenziale nelle r elazioni di tempo j3 di spazio in g uerra e rende insostenib.ile l' ufficio del comando, se non si ammette. che una s~ms., mtelligente iniziativa animi tutti i grad i della gerarchia. · L'iniziativa, seguendo così un naturale sviluppo storico, ha finito col diventare un veto principio d i g uarra; è stata accolta come tale in quest'ult imo decennio dai r eg,olamenti d'istruzione e di tattica di quasi tutti gli eserpiti, la sua importanza è evidente nè si r ichiedono molte parole per dimostrarlo. Nel combattimento infatti è già a g rande distanza dal nemico che le colonne di fanteria saranno obbligate dal fuoco d'artiglieria a schierarsi. Da questo momento in poi , i comandanti di · battaglioni, che una volta li cond ucevano colla voce fino addosso al nemico, non potranno g uidare le loro compagnie, staccate l'nna dall'altra, che inviando ad . esse degli ordini. Entrando nella zona del fuoco di fanteria, forse a 1000 metri dal nemico , bisognerà lasciare indietro i cavalli.
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L'INJZJATI"A IN GUERRA
L'aiutante maggiore potrà ancora conservarlo ma presto dovrà anch'egli abbandonare questo rapido mezzo di trasmissione degli ordini. Per le distanze richiaste dalle gitta.te a radenza dei tiri nemici, gli ordini se pur giungono ai comandanti di compagnia in prima linea, arriveranno tardi, ed il doppio del ~mpo occorrerà perchè i loro quesiti abbiano risposta. Spesso il momento favorevole d'agire potrà allora essere già trascorso. Così l' inflnenz!L che possono esercitare i ca.pi sull' andame~t~ de;. combalitimento _in pr ima linea si restringe agli ordm1 da~1 alle truppe pnma c.he entrino nella zona. del fuoco ed .a quelli per impegnare le riserve a tempo più 0 meno opportuno. Nel resto quasi tutt~ le decisioni saranno prese da.o-li uffici~li in prim~ linea, specie dai comandanti di comp:gnia. ~ il c~m.ando m c~po come può fare a regolare tutti i part1_colan di _com_battimento di masse d'armati, sopra un campo d1 battag~a d1 pare_cchi chilometri? Nò si può pretendere che esso dia preventivamente tutte le disposizioni per quello che può succedere, non sapendosi quasi mai ciò che farit il nemico e mancando spesso fra l'altro anche ln. coo-nizione dei terreno, snl quale si dovrà operare. b I comandanti sott'ordine dqvranuo perciò essere educati ad a_gire d'.accordo ed _energicamente per conseguire quegli scopi che 11 comando m capo avrà loro indicatt con chiarezza e precisione. E nel campo delle operazioni non è meno necessario che il coman~o s~a coadiuva to intelligentemente. dai suoi organi sottoposti e liberato dal grave pensiero che questi non siano in grado di superare le difficoltà. che loro si presentano nelle vicende ~i una campagna. S i pensi alle difficoltà di vettovagliare ; provvedere di munizioni centinaia e centinaia di migliaia d'uomini e si rifletta a ùiò che avviene alle loro spalle, se mentre marciano in masse separate in una data direzione essi debbano eseguire un cambiamento di fronte, come avvenne nella fotesta
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J.'JNJZIATIVA J~ GUERRA
d'Argonne ai Prussiani prima della battaglia di Sédan, per concentrarsi poi e combattere per int ere giornate. Il genio del comandante non potrà certo provvedere nè alla fame, nè alla mancanza delle munizioni, e il volo dei suoi pensieri sarà arrestato. se i centri di comando e amministrativi dipendenti non siano convenientemente disarticolati e siano impacciati a risolversi ed agire di propria iniziativa nei momenti difficili. Il generale "\~oide dell'esercito russo, fra gli autori più notevoli che inneggiano all' iniziat,iva, ha scritto nella sua opera importantissima: Cause delle vittorie e sconfitte nella gue,·1·a del i81 O: {1) « In realtà i Tedeschi devono il loro « r isultato allo spirito d'ini:,;iativa straordinario che animò « i comandanti di og ni grado sia sul campo di battaglia come « fuori di esso». Asserzione veramente un po' assoluta, perchè in essa viene trascurata la parte che indubbiamente ebbero nelle vittorie dei T edeschi, la g enialità del comand o in capo, l'eccellente organizzazione ed istruzione delle truppe, il morale alto col quale esercito e nazione, sostennero quella lotta gigantesca. Ii generale russo però precisa meglio le sue idee, in a ltra sua opera, che può considerarsi come complemento della pr ecedente, sull'influenza esercitata dall'iniziativa, sul siste~a di comando in guerra, (2) e viene alla conclusione, che condizione prima dell'iniziativa debba essere una razionale d istribuzione del lavor e, . Altri obbiettano che l'esempio dei Tedeschi nel '70 non possa. servire di norma assoluta. Essi osservano p. es. che se l3azaine avesse usùfrnito opportunamente delle sue forze superiori a Vionville, se Mac-Mabon a Worth . avesse çontrattaccato e distrutto il V corpo prussiano prima che ricevesse sufficienti rinforzi 1 se. Frossard a Spicheren f~sse stato sostenuto a tempo dall.e divisioni francesi del Ill corpo a lui .,
(!1 Die UrS(lac/11m der Siege u. l\'ieclerlagen .im Kriege 18 70. Traduzione tedesca del maggiore ,·on Kr.11'GF.l'\oen di stnto tnaggiore, Berlino i894. MiUcr n. Sohn. (2) • Die thatsi.ichliclw Bedeu l tm(J der Sel ostiinitìgl,eit fiir das lie(ehtsyste·m im Jfrieue . von /C \Voi d e Gene1·attituten,nt im, llaiserliche n rmsischen Genet·alslcibe. Trncl111.ionc . tedesca del tenente ScHmor. N~ue mìlitiirische Bliitter, !896.
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L'lNlZIA'.rlVA J)'I G·ùEllRA
vicine, ed avesse attaccato, se Bazaine il 18 agosto '70 avesse impegnato le sue riserve dove occorrevano, allora i T edeschi avrebbero senza dubbio pagfito a caro prezzo la loro iniziativa. Ma a queste obbiezioni si può osservare che fu appunto l'iniziativa dei Tedeschi quella che paralizzò l'esercito francese ed i suoi capi, impedendo a questi di dare quelle · disposizioni che potessero danneggiare i loro avversari. Quanto furono potenti le impressioni morali prodotte dall'iniziati va tedesca lo d imostra mea:lio d'oo-ni altro il coutecrno o e, del generale Ladmirault, il quale dopo avere facilm ente respinto l'eroico attacco della brigata "\Vedel rimase .inattivo col suo cÒrpo quasi intatto e in seguito cercò di giustificarsi dicend o che fu trattenuto dalle straordinarie masse nemiche che egli immaginava d'avere a fronte. Masse che egli vedeva attraverso la sua fantasia, poìchè in realtà non aveva dinnanzi che deboli forze. l\fa l'azione risoluta dei Tedeschi aveva offuscata la sua ment e e la sua vista ed egli scorgeva un pericolo dieci volte maggiore. E nell'esame de?li avvenimen ti di una guerr a bisogna pur tener conto delle impressioni alle quali sono esposti .gli animi dei combattenti, poichè i:a r ealtà l'importanza dei fattori morali in guerra supera quella di tutti gli altri, ed un nemico intimidito è già ba,ttuto per metà. Nel.§ llO del nostro Regolamento di ser1Jizio in gi,erra, questa idea è espressa felicemente nei seguenti termini: « La sera di una ·battaglia « non vi è spesso ~tltra differ enza fra il vincitore ed il ,iinto « all'infuori di questa: che da una parte non si è perduta « la fiducia nella vittoria, mentre dall'altra è venuta meno. » E su per giù la stessa idea che ebbe Maurizio di Sassonia quando scrisse: « Una battaglia è perduta quando la si crede « perduta. » • S,e nza dubbio prima condizione della vittoria sta nella propria forza e nel modo di servirsene e per conseguenza bisogna ben apprezzare le qualità dell'avversa.rio per poter fondare le decisioni da prendersi sopra un rapporto ,favorevole fra le forze che s' impegnan-o e ii" resultato da otte-·
L 'IN!ZlATIVA IN GUERRA
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le altre circostanze la stessa decisione nerSi.• Ammesse uo-uali . . 0 riesce contro un avversario e naufraga con gravi perdite dinanzi alla tenacia .ed alla valentìa di un altro. Ma questo non too-lie nulla all'importanza dell'iniziativa, e quale parte t, . . essa ebbe nelle vittorie dei T edeschi lo dimostrano tutti 1 fatti d'ar me della campagna dell'70-71, specie le prime quattro grandi battaglie combattute contro l'esercito impe:iale_ f~an~ cese, eccellente sotto molti rapporti, ma con capi pnv1 d1 q1{alsiasi spirito d'iniziati va.
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Che l'iniziativa non possa essere illimitata si comprende .da ognuno. Il comandante in capo non può in nulla resta~e
estraneo alla condotta del combattimento ; e perchè abbia intera libertà di decisione, dev'essere ben certo che i suoi ordini siano eseguiti con puntualità ed esattezza. Se ognuno volesse agire secondo la propril fantasia, allora il comandante non potrebbe ,più contare su nulla. _ Un concetto 1eccellente può allora diventare mediocre ed anche funesto. La prima condizione d'esistenza dell'iniziativa, se si vuole in.guerra assicurare l'azione con~orde delle forze, sta nel severo-mantenimento dei rnpporti di subordinazione. Più · le masse sono grandi, più è indispensabile il concorso degli sforzi e più. s'impon e il rispetto alla disciplina e alla subordinazione . . Il generale Dragornirow esprime molto bene questo concetto con le seguenti parole : << Il carattere distintivo per adempiere il servizio milita.re « consiste nell,.eseguire gli ordini con puntualità e prontezza « sulla base di una devozione illimitata e col concorso della « più attiva a~ione dell' intelletto. Sono queste condizioni « indispensabili in guerra, poichè il successo dipende dal con« corso unanime delle masse nell'esecuzione del pensiero e « della volontà di un solo ». In che cosa consiste dunque una sana, conveniente iniziati va, che rispettando la subordinazione, possa assicurare al
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L'lNIZl ATIVA IN GIJEll.IiA
L'INIZIATIVA I N GUERRA
comandante iu capo il concorso intelligentemente autonomo dei suoi comandanti in sott'ordiue? Il generale vou Blume, in una sua opera veramente notevole sull'argomento ( 1), dice: « L'iniziativa · dei coman« danti in sott'ordine è ristretta obbiettivamente dal fatto • « che ogni ioro autonomia deve ·servire. al conseguimento « degh scopi, ohe scaturiscono dédla situazione. genera.le e. « soddisfare l'esigenza, quasi sempre ussoluta, di agire d'ac« oordo con a ltre forze combattenti; soggettivamente è li« mitata dalla capacità degli inferiori ad agire in modo in« dipr,ndente i . Che ogpi antonomia debba corrispondere alla situazione generale, e servire allo scopo della guerra, sembra naturale. La difficoltà però sta nel mettere in. pratica questo principio semplicissimo. Spesso è difficile giudicare esattamente la situazione generale e scegliere le misure che meglio si convengono quando forze fisiche e morali siano state cimentate da marce lunghe e faticose, da privazioni d'ogni genere, dall'eccitamento dell'azione guerresca. Ancora più ddficile è assumersi la responsabilità di fare quello che si è riconosciuto per g iusto. A Anche nel caso più semplice di unità inquadrate l'iniziati va dei comandanti in sott'ordine che può solo manifestarsi nelh1 lotta in prima linea, deve soddisfare esigenze d'ordine elevato. È vero che gli scopi, ai quali si dev~ mirare sono indicati dalla situazione ohe ~i ha sott'occhio o dagli ordini o incarichi rjcevuti dai superiori; è pur vero ohe in massima i mez-zi per raggiungerli sono forniti dal r egolamento; ma intanto ai comandanti in sott'ordine spett a la scelta fra mezzi diversi, il sapere adattare le forme regolamentari alle circostanze che si presentano, il saper cogliere il momento per agire, tenendo conto del contegno. e delle disposizioni del nemico, il saper scorgere circostanze fay orevoli per conseguire scopi, che pur sorpassando l'incarico ricevuto, siano
in . armonia con la situazione generale. E tutto questo evitando qualsiasi sparpagliamento di forze, per mante11er e salda la coesione dell'unità maggiore, nella quale si è inquadrati e concorrendo così a che quest'ultima agisca con unità di sforzi e di direzione. Dove si corre meno pericolo di sparpagliare le forze è Benza dubbio nella difensiva e il campo dell' iniziativa diminuisce. Le truppe che combattono in prima linea non hanno ohe a sot>tenersi nelle posizioni · 1oro assegnate ed al criterio dei capi presenti è lasciato sol tanto l'impiego conveniente delle forze tenute indietro, sia per 1~afforzar e la prima linea sia pel cont rattacco. N e\l'attaoco invece l'iniziativa dei capi vnol essere mag. .giore. Se si considera .l'attacco di una brigata di fanteria, in genere viene assegnat o a ogni reggimento il suo obbiettivo d'attacco a meno che la posizione nemica non presenti obbiettivi diversi, in direzione e situazione appropriate, nel qual caso . uno dei reggimenti dovrJ di necessità seguire il procedimento dell'altro oppure accodarsi a quest'ultimo. Analogame1~te i comandanti di reggime:JiltO assegnan o ai babtaglioni i loro còrnpiti oppure prescrivono ad un battaglione la direttrice d' attaoço ed agli -altri di r egolarsi sul primo. Tutto il resto per l'esecuzione dei còmpìti affidati è in .sostanza lasciato ai fo ndamenti di battaglione. Momento pericoloso nell'attacco è quando ottenuto la supel'.iorità del 'fuouo, si debba passare all'assalto della posizione neinic::L. L'ordine per l'assalto sarà dato dal comandante in eapo delle truppe d'attacco, facendo prima avanzare le schiere posteriori sulla linea dei cacciatori. Però l'assalto può anche essere ini· e.iato dalla linea dei cacciatori, nella quale i successi conseguiti sono meglio giudicati e più oeleremente utilizzati. Ohi prenderà la decisione? Chi darà l'impulso? Senza dubbio un'azione intempestiva cli singoli comandanti in sott'ordine può avere gravi conseguenze e compromettere il risultato generàle, coine non di rado avvenne ai Tedeschi stessi nell'ultima can?,pagna. È chiaro perciò ohe potrà permettersi -d'iniziare l'assalto solo chi ritenga con fondamento di
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(f) Selbstth<iligl,eit der Fiihre1· i,n Kriege.
V.
RtUME,
heft mm 11Jilità:r Wochenblatt, ·1896, Zchntes lleft.
geileral iler infanterie zd. Bei
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trascinare con sè forze sufficienti per spazzare la resistenza del nemico. In un simile momento di massima tensione per giudicare esattamente la situazione propria e quella del nemico. occorrera altrentanto criterio quanto g:raude energia per risolversi. Altro momento difficile è quando le truppe attaccanti giungono sulla posizione nemica. E sse si sono framm ischiate, le unità tattiche sono sciolte, gli uomini sono esauriti o straordinariamente eccitati, gli ufficiali di qualsiasi grado non possono aver dominio che su quelli a loro prossimi. Intanto il movimento va ancora guidato, poichè l'assalto non va conti~uato ol~re il limite voluto, spettando ai riparti che seguono di ricostituire saldamente le unità, per quan to lo consente la foga del momento e di prendere le disposizioni difensìve occorrenti per opporsi a contrattacchi del nemico. Non è possibile r isolvere bene t ali còmpiti se i comandanti in sott'ordini d'ogni grad9 non sappiamo agire con criterio ed in modo autonomo. Nei com.battimenti d'incontro le esigenze alle quali deve soddisfare l'iniziativa dei capi crescono ancora. Si tratta di g uadagnare la precedenza sul n emico, di non agire prima di quando sia nell'intenzione del comandante in campo, e di mantenere salda la coesione dì tutte le forze nello sviluppQ dell'azione, evitando qualsiasi r itardo nell'esecuz1ioue dell'attacco. Tutto ciò può conseguirsi soltanto con coman danti in sott'ordine di criterio, energici e risoluti. F uori del combattimento solo i comandanti di grandi unità o di quelle isolate con missione speciale possono trovarsi nel caso di prendere decisioni importanti di propria iniziativa. Un corpo d'armata per esempio e in date circostanze anche una divisione utilizzano in guerra., quando sia possibile, parecchie strade per marciare più comodam~nte e schierarsi più celeremente. Il comandante in capo seguirà una delle colonne e quindi le sue relazioni con le alt.re, siano le truppe ferme o.in marcia, richiederanno tempo, donde nasce la_neces~ità di la.sciare alle dette colonne una certa libertà d'azione. E così alle unità che
agiscono isolatamente si possono dare prescrizioni solo nei limiti delle previsioni che si possou fare all'atto che esse vengono staccate oppure, quando sia possibile,' sulla base delle informazioni che esse manderanno, ammesso bene inteso che gli ordini possano arrivare loro in tempo. Considerazioni quindi di tempo e di spazio danno in ogni caso il limite minimo dell'iniziativa di cui abbisognano i comandanti di grandi unità come di quelle isolate. (Continua) ALFREDO 0AS t,LL.A. ·m aggio,...J· d'artiglieria.
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I.A GO~RltA IN V.àLLE IJI DORA RIP,\RL\ 1 ECC.
LA GUERRA IN VALLE. DI DORA RIPARIA NEGLI ANNI 1794 E 1795 !Il
In un periodo di 170 anni, cioè dal 1700 al 1870 la di·chiarazio~e di guerra solo dieci volte ha. preceduto l'inizio delle operazioni, mentre in 110 altre riprese differenti le aggressioni sono state commesse senza alcuno av~,iso preventivo (2). Questa statistica e più che sufficiente a dimostrare la sup~ema necessità di stare vigilanti e preparati alla guerra d1 montagna, per condurre la quale le comuni coo-nizioni 0 professionali e la pratica della zona non bastano, ma occ_orr~ aggiungervi anche la conoscenza delle operazioni mihtan che la ebbero per teatro. · Un ben inteso corredo di notizie storiche, mentre guida nello apprezzamento delle posizioni, faci lita la soluzione dei ~r~b!emi di at~ac~o e difesa'. fornisce una serie di dati pos1tiv_1 _e _con~ret1 d1 grande a.1uto nella compilazione dei dispos_• t1 v~; riesce guindi di somma u tilità a tutti gli ufficiali destinati ad operare in montagna, qualunque ne sia il loro grado. · Così ad _esempio, se il subalterno comandante di un posto .avanzato ricorda che la posizione a lui confidata fu altra volta at~ccata dalla tale o tal'altra direzione, con. il favore (I) Serviro110 alln. compilnione del pres~nte studio i volum i <del Monn,s 6 KnEllS Champagnes àans les Alpes. Les 1némofres sur la g1ier1·e dP.s Alpcs, til'ès aes vapier; du co11~e lgno.ce Thao1l de Rcvel. - P1:-;~:u1, Sloi·ia. milUare del Piemonte, 0 per la
determma_z,one rlclln. forza, dislocazione ed altri particolari delle truppe piemontesi i <locum_enL1 esistenti negli Arch ivi d i Stn.to, ap11artenenti all'antico Ullicio del . i ct'O . noncho memorie ornli e scri tte raccolte nel vil lag"i di Vn.l Dora so ' 0 (\lJ Révue MUilaire de l'Btrangcr, n. Gli , anno 1884. '
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di questa o quella circostanza; vedrà queste memorie ve nirlo istintivamente a rinfrancar e negl'istanti di perplessità, suggerendo ciò, ove gli occorra al suo càterio militare, quale lato del fronte per debolezza o per tra.dizione, può allettare il nemico a rinnovare le passate imprese. Similmente, il comandante di maggiori forze, ricordando che questo o quel colle, ora abbandonato dal traffico per l'apertura di più facili vie, clètte già il passo a colonne numerose, non dimenticherà di munirlo nella difesa e di servirSE<ne nell'attacco. Sceglierà le posizioni che altra volta valsero ad arrestare il nemico, e diffiderà dello appa1:ente valore di altre, additate quale imprendibili. Imiterà i dispositivi che in condizioni simili alle sue assicurarono già il possesso della regione, sfuggirà gli errori· da altri commessi · in quegli stessi luoghi, e che condussero àlla disfatta. In momenti critici, sotto il peso di re3ponsabilità schiaccianti, può venir meno ad alcuno la facoltà di impr ovvisare uno schieramento razionale. Un ricordo storico, uno schema, che sorga in quell"istante dal fondo della memoria, e suffi. ciente ad orizzontare la mente e a por termine alla indecisione. La necessità di conoscere la storia militare della r egione dove si combatte, parve eosì grande e.i urgente al Comitato di salute pubblica, durante le gLrnrre della rivoluzione francese, da spingerlo a decr etare la distribuzione u tutti, dai generali ai soldati, combattenti sulle Alpi di un opuscolo intitolato:
.l\llemoires, situation et cletails cles ,oallées de la France, le· long des g1·ands Alpes, clans le Dauphine et la Provence, et de celles qui descendent cles Alpes en Ilalie, clepuis la Savoie, jusqi,'à celle de Saint Etienne clu comte cle Nice (1) . Non sarà quindi superfluo questo nuovo e breve studio, inteso ad esaminare alcuni episodi di guerra., che ebberoper teatro la importantissima valle della D ora R iparia, du. rante gli anni 1794 e 1795 e rimasti in ombra per la fama. (t) Stampato il 20 Germinale, Il anno clclla. rivo luzione (9 aprile ·1794) a Grenoble .. - Ristampato nel 18_9{ per cura di Ant.onlo Carré, delln. stamperia Danphinaise.
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a cui si innalzarono le opera7.ioni che contemporaneamente si compivano sulle Alpi marittime. I n. questa speranza mi permetto presentare aì camerati una serie di piccole imprese, aH:rettanto interessanti quanto · lo possono essere le sapienti elaborazioni d i un magistrale piano di campagna; giacchè nella guerra di montagna son o le operazioni di dettaglio, i successi parziali e giornalieri, meno clamorosi delle grandi battaglie, ma altrettanto com" mendevoli per lo spirito di coerenza, di costan za, di iniziati va che esigono, quelli che conducono al successo (1) . 'I-
** L'ab_bandono della Savoia e del Nizzard o-nel 1792, la ripresa offensiva del · 1793, che parve un momento r ipiantare la cr oce sabauda sugli antichi confini, sono fatti noti, come del pari è conosci nta la ritirata eseguita al g iungere dell'inverno di quell'anno dalle armi piemontesi dietr o la displuviale alpina, nel versante italiano. Di guisa che, limitand o il nostro esame agli avve.nimenti degli anni 1794 e 1795 n ella regione della Dora Riparia, ed in quelle limitrofe della Durance e del!' Are, la situazione dei belligeranti alla prima,rera del 1794 potrà delinearsi, in massima, come la segnente: Francesi. - Nel .Delfinato e più propriamente nel B1·ianzonese stava il nerbo della brigata Valette ( 1• 'divisione P elJaprà) con 4 battaglioni (2) e due· compagnie d i artiglieria a Brian9on. Un ètltro ba,ttaglione era ac} Embrun e due altri si trovavano rispettivamente a Gap e Mon tDanphin. Nella Mariana stava la brigata Gounion (2" divisione Daurs) con il quartiere generale e 3 battaglioni a San J 0an
NEGLI ANNI
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de Maurienne, (1). Due battaglioni a .LVJodane (2) con d istaccamenti a Bramans, un battaglione a S. Michel (3).' Queste truppe davano guardie a tuti;i i colli, comin?iaudo da quello del Mays in valle di Ripa, sino a quello di E tache nel vallona di R ochemolles. Nella· valle dell' Are, le truppe àvanzate a Bramans si limitavano a pattugliare verso l'altipiano del Cenisio. I battaglioni francesi differivA.no grandemente tra loro, nella forza che variava da 300 a 1000 uomini, nella origine, cio~ se formati con volontari, con requisiti o con soldati dell'antico esercito, nelle qualità, nell'arredamento . .I battaglioni, un tempo appartenenti all'esercito permanente, erano composti da gente disciplinata, dotata di alto spirito militare, ed ottimamente inquadrata da elementi tratti dai sottufficiali, che vantaggiosamente avevano sostituiti gli ufficiali emigra.ti. 1 battaglioni volontari erano in on gme pessima truppa, con ufficiali eletti dalle compagnfa, senza antoriti.1 alcuna. La selezione dei peggiori elementi, avvenuta per diserzioni, malatti~, morti, condanne ecc. migliorò assai questi battaglioni, ché nel 1794 a ve vano acq-uistata discreta solid ità. I battaglioni d i requisizio~e composti a mezzo di a.rrolamento forzato, eseguito -cori decreto dei rappresentanti del popolo , portavano il nome del dipartimento ove si reclutavano. In complesso bnona t r uppa, inquadrata con graduati dell'esercito permanente, · si comportava assai bene al fuoco. Due anni di g uerra sulle Alpi avevano agguerrit o i battaglioni francesi e loro data uua r esisténza alle fatiche rimarchevole, famigliarizzandoli con il clima ed il paese. L'amalgama, cioè la fosione dei battaglioni delle tre origini, dando alle vecchie trnppe la scioltezza e l'entusiasmo
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(i ) 1(1,:1.G rinMAX. - Relazione al comila.to di salute Jntbblica sulle ove1·a:::ioniin 'l anmtasia ed in 11/oriana <lur,tnle il mese ,u settembre 1793. (li) 1• batt.aglione del 2° reggimento leggiero uomini. SOO circa. 1° guardie nazionali asso ldate 300 · » 5° des Céìtes Afarit im es . . . 30G , 3° del Giura . . , . . . . • 800 ,
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. uomini 800 circa (i) 2° battaglione <l ell'l·laut.e Loire 800 • 1° · Lègiqn <les Al pes » 800 · » ·1• Frane rie la Hcpubiique 800 » (2) -1 o battaglioue des Al pes. . . . . . 1° Grénadiers de .Paris . . soo ' (3) 1.• battaglione <lel 23° reggimento·<Ji linea 800 •
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dei volontari, ed a questi la saldezza ed il sentimento militare di quelli, formò un tutto omogeneo, veramente temibile (1). Gli ufficiali, usciti in gran parte dal seno della truppa, erano in massima g iovani, ed amati dai soldati, con i quali dividevano fatiche e privazioni, su di essi primeggiavano effettivamente per virtù militai·i. In poco tempo erano divenuti esperti nella condotta di operazioni. di montagna ed aguzzava loro l'ingegno il timore delle pene che colpivano egualmente e severamente l'ina-bile, come lo sfortunato. Nessuno impaccio di traini, di salmerie, di tende, di s~ati maggiori numerosi, con relativo servitorame, appesantiva quelle truppe ; chè il vitto frugale, lo scarso vestiario} l'a, bituale accantonare, liberava così dal pedantesco intervento di una complicata-ed invadente amministrazione. Supplivan o alla penuda ed alle deficienze d'ogni genere, la enei:gia indomabile dei capi e la naturale ingegnosità francese. Piemontesi. (2) . ...:.._ Nell~ valle di Dora Riparia i Piemontesi avevano radunato 17 battaglioni, appartenenti a reggimenti stranieri, nazionali o provinciali, con 24 centurie di milizie (3) . Comandante era il maggior generale barone Chino, che alloggiava in Susa con 8 battaglioni ; i rimanenti fornivano le guarnigioni dei forti di E xilles, della Brunetta e di F enestrelle e le truppe di copertura nelle zone avanzate. Nella conca cli Bardonecchia comandava il tenente colonnello Montoux che aveva alla sua dipendenza un battaglione granatieri alloggiato a Millaures, due pezzi eon qualche
{l) Votata il rn nevoso, anno H della Repubblica (S gennaio 1794). {:ll Por Jc operazioni esaminare la carta a150,000 dell' i$Jituto geografico militare. (3) 2 battaglloni Bachman (svizzeri). . . . . . . . uomini 7.00 1°, 2 •, 6°, 1•, t0• t,0 battagl ionn granatieri . . . 2!00 •, 700 2 battagl ioni reggi men lo Genevois (francese) . 2 l.\loriana (pro1•inciale) 700 t Ivrea (provinciale) 400 ! Zimmermann (svizzero) . . . • 400 2 Royal Allcmand {tedesco} . . • 800 350 di guarnigione . . . . . , .
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artigliere in batteria al vecchio castello di Bramapane e tre centurie di milizie. Di queste centurie (3) una compa'gnia stava a Melezet , con guardie al Pian del Ooll'e, a Grangie di Valle Stretta, alla Croce della Mulatera, alla Grangie della R ho, alle Tre Croci. Una sec.onda compagnia occupava RochemollE', con posti a Plau Prémier ed alle Grangie d'Étache; una terza compagnia stava a B eaulard, con guardie alla Madonna della Sanità ed alla Croce di S. Giuseppe. Le rimanenti tre compagnie di milizia, accantonavano in Bardonecchia. Nella conca cli · Oulx era vi un battaglione di fanti a presidio della cittit, un battaglione di fanti a Salbertrand, ed una co~pagnia di milizia a Deserts, con posti alla Croce Gardial, ed alla croce del Vallonetto. Non risulta il nome del comandante di queste truppe. Nella conca cli Cesana, agli ordini del cavaliere d'Allemagne, stava un battaglione granatieri a S. Sicaire, con una compagnia distaccata. a Cesana le tre compagnie di milizie. Di queste, una alloggiata alla 'rroncea, con posti a Gorgia; la seconda stava a Beusson, con guardie a Chabaud, GrangieServièrettes. e 'Saigues-Lougues, la terza accantonata a Ce· sana, con guardie a Grangi~ Réfugé, al bosco d i Ohaberton, alla Rocca di Aglière. · Il .Moncenisio era tenut o da circa 1500 uomini, presi da tntti i battaglioni, per guernire le opere di forti ficazioni col~ costruite. Facevano parte di questo presidio oltre a qualche artiglieria, quattro centurie di milizia savoiarda. Esse d~van0 guardie avanzate a Lanslebourg, Lauslevillard, ed alle Graugie Savine. Nella 1.,alle del Chisone, il presidio di F enestrelle staccava UIJil battaglione a Sestrières, e le milizie del Pragelato si davano il cambio al colle delle Finestre, mentre le centurie · . valdesi guerui.vano l'Alber-giau, il Pii, il Bet e gli altri colli della vallata. (3) Una centuria di mi lizia era co mpo, ta ~di rlue compagni e ùi circa HO -
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;;o nomini l' nntL
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Le truppe piemontesi erano ottimamente disciplinàte, .sobrie, resistenti alle fatiche. Esse conservavano alto il morale, malgrado i rovesci degli anni antec:l:ldenti, che avrebbero disanimata qualunque altrn truppa. R igide, impacciate, pesanti erano le forme di combattimento alle quali le avevano abituate ad imitazione .delle prussiane e da esse non sapevano sqiogliersi neppure in montagna. Disadatto era l'arredamento alle r egioni ove dovevano operare, insufficiente e scarso il .cibo, fiscale, tormentosa, nemica di ogni novità l'amministraziòne. Basti dire che solo alla fine .del 1795, ossia dopo quattro inverni che le truppe avevano passato sulle Alpi, si distribuì ad alcuni battaglioni un cappotto, ma così pesante da impedire la marcia. Gli altri corpi ricevettero invece una specie di spolverina in tela bianca ed azzurra che distribuita ai soldati, mancò poco producesse un ammutinamento. Gli ufficiali dell'esercito sardo appartenevano in totalità alla nobiltà, imbevuti dei pregiudizi della lor.o casta, vivevano appartati dal soldato, che non avvicinavano se non alle esercitazioni, ed al combattimento. Valorosi, pagavano magnificamente di persona e con ciò credevano d'aver soddisfatto al loro dovere. Ligi al sovrano come lui erano adoratori del gran Federico; sdegnarono perciò le operazioni di montagna, che g li obbligava a cercar nuove forme di combattimento e sopratutto a ma1·ciare a piedi, come semplici ufficiali delle milizie. Questa avversione, non ultima causa dei rovesci subiti, traeva origine dalle fatiche a cui la guerra di mont agna li stringeva, ed alle quali per abitudine, per fisico o per età, la maggior parte non era più in grado di sottostare. Il re Vittorio Amedeo III era allora assai avanzato negli anni, al pari di tutti quelli che lo circondavano, diniodochè in P iemonte la senilità formava il carattere più spiccato della corte, delle amministrazioni e dell'esercito. Ripugnava all'ottimo sovrano il disfarsi dei suoi compagni di giovinezza; li conservava perciò in caÌ·ica,' arreHtando l'avanzamento m tutte le carriere.
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In quei giorni circa l' 80 °/0 degli ufficiali subalterni toccava ì cinqua.nt'anni, il 90 °lo degli ufficiali superiori oltrepassava i 60, tutti i generali avevano più. di 70 &.m1i (1 ). T ali gli ufficiali tale la truppa: questo aforisma si può volgere, parlando di operazioni di montagna, nell'altro, tali ·i garetti clegli ufficiali tale il valor·e clella truppa. Infatti con ufficiali disadatti alla marcia, nessuna operazione è possibile in montagna e la lentezza in quelle regioni vuol dire la sconfitta a breve . scadenza. Non vi è intelligenza di comandante, nè abnegazione di truppa che valga a controbilanciare questo_fattore sfavore. vole, la cui sin istra influenza si 1'.iper0uote, non solo nella parte logistica, ma anche nella parte tattica delle operazioni. Nelle campagne che esaminiamo, se gli attacchi non riuscivano,. ciò dipendeva in gran parte che gli ufficiali mancavano di lena per precedere le loro truppe e trascinarle sulle posizioni nemiche. Se le ritirate si cambiavano in fughe ciò <lipendeva ancora ·dagli ufficiali incapaci di precorrere le truppe per trat tenerle su n uove posizioni; essi rimanevano invece indietro, sfiatati e :finivano col cadere in mano al nemico. Ciò spi~ga la percentùale elevatissima degli ufficiali pi:igionieri in ogni comb~ttimento di questa disgraziata guerra. L e milizie formate con ottimi elementi, ma male armate, ,poco pagate e meno considerate dagli ufficiali dell'èsercito permanente che le impiegavano senza criterio, non resero i ser vizii che da esse si sarebbero potuto ricavare. Aggiungerò' che quegli uomini, pratici del paese, ed istiu,t ivamente por tati ad apprezzare giustamente le disposizioni nece~sarie alla difesa della zona montuosa, mollemente operavano e più presto si · disperdevano, allorchè loro sembrava -che lo schieramento preso, contenesse in germe là sconfitta. Dove i · capi delle milizie furono trattati con deferenza e ,quando esse si adoperarono con g iudizio si comportarono · .come vecchie truppe regolari. (I) Archivio <li Stato sezione IV. -
1/itralli degli 11{/iciaU dal tìOO e;! 18,W,
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La dislocazione piemontese, accennata corrisponde perfettamente ai criteri che oggi si sogliono additare come guida per la occupazione di zone montuose. Essa infatti consisteva: in una linep, d'osser,v azìone data dalle milizie, truppe pratiche della località, rotte al clima, ed in nnmer,o sufficiente per dare il cambio ai posti avanzati: in ·una linea cli 1·iser1Je tattiche, destinate a costringere l'avversario ii, spiegarsi, ed a chiarire da qual · lato intenda irrompere con il grosso, costituita dai battaglioni di Millaures, Oulx, Cesana, Moncenisio. I due altri battaglioni di Salbeltrand e di Sestrières stavano giudiziosamente a sostegno dei precedenti, nella eventualità che rapidamente ricacciati, non fossero riusciti a compiere per intero· la loro .missioJ:le. Infine, una riserva principale e strategica costituita dagli 8 battagioni di -Susa, poteva accorrere in tempo relativamente breve, sia al Cenisio, sia all'Assietta, a seconda della direzione dello attacco principale. Nella offensiva questa dislocazione era.ugualmente ottima, consentendo alla riserva di portarsi liberamente al coperto, sia al Moncenisio od al colle della Rho, per sboccare in Moriana e battere il Gou vion ; sia alla Scala .od al :Monginevra, per battere il Valette. La possibilità per i Piemontesi di attaccare i repubblicani separ.a tam ente, a mio parere, è la migliore condanna del dispositivo francese; essa persistette tutta la car;npagna, ma disgraziatamente mancò la testa che sapesse profittarne. Lo schieramento piemontese è novella prova della falsità della opinione, generalmente accreditata, che in questa guerra l'esercito sardo se ne stesse· disteso a cordone lungo la catena alpina, nel più stretto ed esagerato significato della parola.
Le operazioni del 1794 si iniziarono iri. marzo con piccole ricognizioni che i Francesj, dai colli che occupa;vano, diressero verso i presiclì piemontesi ; però l' imperversare del tempo ed il timore di vedersi preclusa la ritiratfl,, limitò il loro
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raggio di osservazione a non / prn d1 un ora di marcia dal punt0 di partenza. . I Piemontesi che mai si allontanavano da1 loro alloggiamenti,· non parvero accorger:;i di queste escursioni, la loro vigilanza non si accrebbe, lasciando con questa trascuratezza la possibilita al nemico di eseguire fortunate riprese, come quella compiuta a Cesana. . . La notte del 22 marzo partivano da Briançon 80 uomm1 del 2° reggimento leggiero e del 5° battaglione Còtes mari. times, agli ordini del D'Archon, ufficiale di stato maggiore. Giunti prima di giorno alla Còche, giovandosi di una pista che accortamente con pretesto di parlamentare, quel posto aveva tracciato nella nella n eve sino alla Grangia Repigé (1), sorpresero i miliziani che ivi stavano, in modo che nessuno di e~si potè correre a Cesana. Vi si diresse rapidamente il D'Archon, sorprese anche la guardia situata allo sbocco sud/ del paese, e vi entrò senza resistenza. I granatieri piemontesi assaliti nelle case e nel sonno, pElr la più parte' rimasero prigionieri, il resto fuggì abban~onando armi e vestiti. Il capitano comandante la compagma, certo De Geney, corse in camicia ed a piedi nudi sino a Fenils. I Francesi si trattennero circa mezz'ora a Cesana, ne catturarono il sindaco e con i prigionieri, con 4:0 fucili prèsi ai granatieri e con le coulottes del De Geney infìtte sopra una pertica, se ne tornarono immolestati a Briançon. Il c~v. d' ~l~ lemagne avvisato a Sim Sieaire della presenza dei nem1~1 in Cesana non credette opportuno di muoversi, ed al capitano delle' milizie che lo pregava di accorrere per evitare l'incendio del villaggio rispondeva: Je m' en fiche! je ne suis pas si fou d' alle1· me morf ondre dans la neige pow1· '/JOUS
f (1).
(l.) Memorie della valle di Oulx. -
Manoscrit to inedito della famiglia Perron.
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In aprile era avvenuto un serio tentativo di sorpresa notturna del Moncenisio, andato fallito per un ca~o provvidenziale. Era da supporsi che da questi due fatti i P iemontesi avessero tratto profitto per g uardarsi meglio, invece il servizio continuò a farsi con la trascuratezza primitiva. Tutti gli sguardi erano rivolti alle Alpi mar ittime, nessuno si preoccupava del nemico 0he stava in Savoia e nel Delfinato, tanto che gli ufficiali in massima parte erà.no ancora in congedo a svernare in pianura. Nella notte dal 13 al 14 maggio 1794 i F rancesi attaccavano per la seconda volta di sorpresa il presidio del Mon""' cenisio e Io r icacciavano sino agli spalti della Brunetta (1). Contemporaneamente la brigata Valette irrompeva in val dì Dora con due masse distinte. La prima di 1500 uomini, riunitasi la sera del 13 a Monginevra agli ordini diretti del Valette, si affacciò, il 14, in tre colonne, al Chaberton, al Monginevra, alla Còche, donde discese a F enils e Cesana. Il d'Allemagne, al solo annunzio di questa avanzata, senza trar colpo, per Autagne. e Mala.fosse-Alta, ripiegò sollecitamente a Sauze d'O ulx. La !ieconda, di 1200 soldati, sì era portruta la sera del 13 maggio a Plampin et. La matt ina seguente mille u omini guidati dal D'Archon marciarono al colle della Scala, mentre gli altri 200 contemporaneamente si dirigevano al colle des Acles. Il D'Archon potè senza intoppo discendere al Melezet, ma quivi dovette arrestarsi, perchè il Montoux:, avvisato in tempo, aveva collocate tre compagnie di milizie alle T re Croci, ed i suoi granatieri tra il Bramafan ed il Colomion. , Presto per ò la colonna diretta al colle des Acles si presentò al varco, accorser o i posti della Croce della Mula.tera (l) I parlkolari ,Ji que.,la intere,sr111te imp resa si trovano narra ti nella puntato di setternt,re l89ò <!ella 1/ivista milttm·e. ·
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e della Madonna della Sanità a trattenerla, ma soverchiati quei pochi miliziani dal numero, fu lor o forza r itirarsi alla Selletta. La compagnia di milizie di Beaulard si era mes!la anche essa celeremente in cammino per il colle della Mulatera, ma arriva ta in ritardo, fu costretta a r ipiegare. I F rancesi cacciandosi avanti i pochi uomini della Selletta si portar ono al Colomion prendendo in fianco la linea del Montoux, che in tal g11isa si vide costretto alla r itirata. Il Montoux radunate ordinariamente le sue t ruppe a Millauvres, marciò ad Oulx e ivi assunse il comando dei 3 battaglioni e delle 5 centurie di milizia che ivi si erano concentrate (1). Dopo breve r iposo tutti li diresse al colle di Costapiano, ove assai tardi, ma nella stessa g iornata arr ivarono, accampandosi. Il battaglione di Salbertrand ebbe ordine di portarsi a San Colombano a contrastare F passaggio del vallone della Galambra. Rammento che, insieme a questa ritirata, avveniva quella assai più precipitata. delle tl'Uppe scacciate dal Moncenisio, talchè il panico propagossi sino a Torino. La pochezza delle forze francesi e la stanchezza dei soldati non permisero al Valette, riu nito al D'Arohon ad Oulx, di proseguire incalzando il nemico; lo stesso avvenne al Gouvion · in val di Cenischia, di guisa che, riavutisi i Piemontesi dal primo sgomento, cessò la possibilità p~r gli avversari di tentar e una ulteriore andace avanzata che si sarebb e infranta contro forze concentrate, ed appoggiate ai forti di E xilles, della Brunetta e di F enestrelle. 11 Gouvion ritornossene al Moncenisio, ed il Valette si arrestò ad Oulx. L 'ora narrata g iornata di operazione offre la ra,·a occasione di esaminare la condotta di due comandanti di riserve tatt iche in montagna e trarne qualch~ ammaestramento. L a missione delle riser ve tattiche è quella di t rattenere il nemico, riconoscerne le forze e gli obbiettivi e sopratutto guadagnar tempo. (il Circa 2000 uomini in tulto.
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Questa missione si può adempiere in due modi, o combattendo o mano:vrando. Il primo sistema .è possibile allorchè esiste sul cammino dell'avversario una posizione tale, per fortezza naturale od artificiale, da consentire a deboli forze di far testa al nemico, costringendolo a lunghi aggiramenti. Il secondo sistema è invece indicato guando mancano posizioni adatte a difesa; conviene. allora portarsi sopra un fianco del nemico, dimostrare sul SlW tergo, insomma moltiplicarsi con il movimento e l'energia. La posizione di Cesana è infelicissima, a mio parere, sotto il punto di vista della difesa, specialmente quando le forze, come nel citato caso, sono deboli. L e falde del Fraitève rappresentano in vero una zona centrale per rispetto agli sbocchi ohe l'attorniano, ma la vastità sua stessa forma il suo principale difetto quale ap· postamento da riserva tattica. La difesa ad oltranza di posizione, era dunque da escludersi, il cl' A.llemagne doveva quindi appigliarsi alla manov ra. L'aneddoto n arrato avanti, caratterizza abbastanza l' individuo perohè la sua pr eci,ritosa riLirata risult.i spiegata a sufficienza. A mio parere doveva egli trattenersi a San S ica.rio sino a ohe il Vallette non si decidesse ed attaccarlo, ed allo1'a soltanto avrebbe potuto iniziare la r itirata, ma non già verso Sauze d'Oulx bensì versoi] F raitève. Questa direzione, togliendolo dalle strette del nemico, gli concedeva d i seguirlo per l'alto, sia ohe si dirigesse verso Sestrièr es, sia c_he marciasse verso Oulx. Conosciute le intenzioni dei Francesi, avrebbe potuto il · d'Allemagne accorrere, nella prima ipotesi, a schierarsi dietro il Rio Guglielmo, a fianco del battaglione del col di Sestrières, nella seconda, sulla costa di Mala.fosse, a fianco del battaglione di Oulx. Ammesso pnre che il vantaggio di tempo lasciato al nemico non g li ·consentisse di portarsi nè sulla posizione di_ Mala.fosse, nè su quella del Rio Guglielmo, gli restava però. la pr eziosa possibilità di cooperare all'azione dei battaglioni
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di Sestrières o di Oulx, agendo dall'alto m basso e sul fianco dell'assalitore. Infine, nella ipotesi più benigna e favorevole a.l d' A.llemagne, cioè che gli fossero note le intenzioni del Valette, a mio modo di vedere, non era la strada di Autagne e Malafosse alta, quella da seguirsi nella ritirata, ma bensì quella di Mollières, Solerniac, Colombières. Per esse egli restava a contatto diretto della colonna nemica, della quale avrebbe potuto molestare la marcia, mentre seguendo la prima via indicata i Francesi sarebbero rimasti fuor i del suo raggio d'azion e tattico. · Mancarono anche affatto le resistenze successi ve, che vantaggiosamente consent ivano di opporre, tanto il vallone di Rio Nero, come il valloncello di Jouvenceaux. Il Montoux doveva prevedere una calata di Francesi tanto dai colli della Rho e del Frejus come da quelli di Valle Stretta e della Scala; la posizione di aspetto, scelta a Millaures era quindi appropriata 'alla necessità di far fronte verso i due primi colli e verso gli altri. Lo schieramento preso all'apparire del d' Aohon, date le limitate forze, sarebbe stato ottimo, se la. compagnia di milizia di Beaulard fosse giunta in tempo alla Croce della lVIulatera. Questa compagnia avrebbe trovato, con vantaggio, alloggio alle baracche che sorgevano presso l'ora detta posizione, invece di starsene a Beaulard due ore distanti. Allora la colonna sboccata dal colle des Acles non sarebbe potuta giunger e sul fi?,nco dei granatieri piemontesi, obbligando il D 'Achon a tentare altre diversioni con nuova perdita di tempo e di uomini. La seconda parte delle disposizioni del Montoux, per le quali le sue stanche truppe salirono a Costapiano, sembra a mio parere improntata ad un esatt o concetto della sit uazione. Con quella occupazione i Piemontesi provvidero a frontéggiare la più minacciosa tra le mosse che i F rancesi da Oulx avevano la possibilità di compiere, mentre il batt aglione avv:iato da Salbertrand a San Colombano ·s erviva a rintuzzare le altre.
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La presenza del forte di E xilles vietava ai Francesi ogni movimento per il fondo della valle di Dora: era da prevedersi quindi, che ripetendo le marcie delle guerre della Successione di Spagna e d'Austria, avrebbero tentato di avanzare per la dorsale del contrafforte "d'Assietta, al colle di Costapiano, che era il punto di esso più vicino alle forze francesi radunate ad Oulx, nonchè il passaggio più facile per scendere nel P r,agelato. Ìl Montoux agì adunque in questa circostanza con criterio e rimarchevole energia e tanto più meritev ole di lode sembra, se si con:iidera. il gran panico e la confusione che' regna. rono . in Susa, ove si sarebbe prodotto uno sbandamen~o generale, se contemp9raneamente alla irruzione del Cenisio· . una colonna francese. si fosse presentata all' Assietta, Il Valette per ottenere lo .sgombro della conèa di Bardonecchia, contemporaneamente a quella di Cesana e di Oulx, credette opportuno dividersi in due colonne; a me sembra che il generale francese sarebbe pervenuto allo stesso risultato, ma molto più rapidamente, ove avesse semplicemente manovrato con tutte le forze riunite. Più conveniente alla sua · situazione era lo sboccare a Cesana per tutti i colli che ivi fanno (iapo e quivi ·riformata la massa, puntare d irettamente al Fraitève. Oltre all'immediato vantaggio di far sgombrare l'avversario da Cesana, Oulx e Bardonecchia senza combattimento, egli si assicurava la possibilità per il mattino seguente di marciare in cresta verso l' Assietta. Concentrandosi ad Oi1lx il Valette perdette una giornata, ossia una mossa della partita, ed il Montoux ne profittò con molta opportunità. Il D' Archon cr.dde alla sua volta nello stesso errore tlel suo generale, per ottenere lo sgombro della conca di BardE>necchia preferì ricorrere al combattimento, anzichè affidarsi alla manovra. In montagn,a, anche possedendo superiorità considerevole di forza, l'attacco di una posizione è sempre una op,erazione difficile e azzardata, che riposa in massima sopra l'azione · di colonne aggiranti, facilmente respinte da un nemico vigilante ed accorto; tutte le volte quindi che si _-può ottenere lq stesso risultato senza
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rischiare una complicata opera,zione, la manovra è preferibile al combattimento. « Le génie de la guerre de montagne consiste à occuper « des positions on sur les :flancs ou sur les derrières de ceux . « de l'en.n emi, qui ne lui laissent qne !'alternative ou d'é« vacuer le siennes sans combattre, poi;tr en prendre d'au. « tres en arriere, ou d'en sortir pour vous . attaquer » (1). Doveva secondo questo principio il D' Archon pernottare il 13 al Ohalets des Acles e poi muovere con tutta la sua colonna, · per il colle omonimo, alla Croce della Mulatera e di là, spinto un distaccamento al Oolomion, scendere a Chàteau-Beaulard. Non vi è dubbio che il Montoux alla prima not izia di questa minaccia sul suo tergo, si sar ebbe affrettato a retro' cedere ad Oulx.
Il Valetle, rinforzato da 4 altri battaglioni tolti dalla Savoia, che l'occupazione del Cenisio e del S. Bernardo rendeva ormai sicura da ogni impresa nemica, .anzichè proseguire le operazioni verso l' Assietta si arrestò ad Oulx e prese la seguente di~locazione, immutata poi sino al 20 gmgno. In Oulx il quartiere generale e .4 battaglioni ossia: 2° battaglione Haute Loire uomini circa 800 3° }> Isère (alla Sauze )} » 400 d'Oulx . )) del 79° reggimento )) )) 600 (al Gard). }) 1· Costa d' Oro (Savoulx) >> » 500 Alle Ber gerie del Sen 100 zappatori ausiliari, ed il· 1° battaglione de la Dròme, circa uomini 300. {I) N.not EON ilfemoires , pag. iG ,
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A Salbertrand 1° battaglione del 2° reggimento leggiero, uomini 800. Al Melezet 150 zappatori ausiliari. A Cesana 8° battaglione del Giura, uomini 450. A Briançon 1 battaglione di guardie nazionali, uomini 300. 2 battaglioni zappatori del genio, uomini 800. Artiglieria: 100 e 40- gendarmi a cavallo. Totale generale della brigata V:alette circa uomini 5200, dei quali solo 4000 potevano prendere parte ad una improvvisa azione. Il Siemens, succeduto nel coma'ndo al Gouvion in Mo· riana, occupava con 3970 uomini della sua brigata l'altopiano del Oenisio ove si era afforzato con numerose opere (1). Le trnppe erano le seguenti: 1 battaglione franco della Repubblica . uomini 655 1 >> des Alpes » .775 1 >> granatieri di Parigi » ·&'±4 Artiglieria » 35 Zappatori del genio. » 87 Guide a · piedi . » 43 I Piemontesi avevano contemporaneamente preso il seguente schieramento. In val di Oenischia guernivano sulla destra di quel fiume la linea dell'Arcangera, consistente essenzialmente in trinceramenti elevati lungo lo sperone che forma la riva destra del torrente Glunère, affluente del Bard. La sinistra di questa linea si appoggiava alle roccie formanti là parete orientale del bacino della Olarea, detta la Costa del Orest; guardavano questa costa due posti chiamati del Tuf Blanc e del Muret. Il primo, collocato ad est deila punta ,della Mulatera, sorvegliava il cattivo senj;iero proveniente dal colle di Olapier e dal villaggio di Bard e staccava un posto di guardia, detto del Oiousalet n~i pressi del lago della Vecchia, a q nota 2658 della citrta al 50,000. (1) La descrizione di queste O(l!!re si trova ri prodott,, nella puntata di ~ennaio i896, tle,IJa Rivista mitiU&·re.
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Il posto dei Muret era collocato probabilmente al punto dove fanno capo i sentieri che salgono dalla Olarea, a tergo della linea trincerata. · La destra del fronte dell' Arcangera si appoggiava per l\follarcernetto alle roccie che dominano l'Abazia ed i bagni della Novalesa, ed era coperta dai posti del[o Sciuffa e del Molaretto. Il ponte di Selosa sulla Cenischia · difendevasi oltre che dal posto della Sciu:ffa, anche da una batteria situata sopra uno sperone roccioso, a nord di Parore. . Sulla sinistra della Oenischia, i posti fortificati delle grangie di Fay, collegavano la linea dell'Arcangera all'altipiano detto di Orest del Padre, compreso tra i t orrenti d1 Merdarello e Orensilione. Questa specie di piccolo pianerottolo che scende a picco sulla vallata, ed è dominato da roccie verticali, aveva gli accessi difesi, a nord dalle opere di grangie Gizio o Casiol, collocate tra le grangiei-' Bofart e Salzina, ed a est dalla r idotta e baraccamenti di graugie del Orest (quota 2020). Posizione di ritirata per il fronte era la cresta di Bosconero protetta da due posti di guardia, uno alla punta omonima'. l'altr0 a Oà d'Asti. Le gran guardie della intera linea di difesa erano collocate a Sant'Antonio, alla Novalesa ed ·alle grangie Santa Maria. Quattro battaglioni, gravitanti specialmente sulla sinistra, presidiavano queste opere, e quattro centurie di milizie, fornivano gli avamposti. Il Valle di Dora, sulla riva destra, stavano all' Assietta due battaglioni e quattro centurie di milizie; esse gnerni vano della lunga serie di trinceramenti costruiti nel 1747, il solo Gran Serin e la testa d'Assietta, spingendo gran guardie alla Gran .Costa ed al Mottas, A Godisart ed all'Alpe di Argiiel campeggiavano quattro compagnie di ·mihzie, mentre un battaglione del presidio di Fenestrelle alloggiava, nei barrac'c amenti del colle delle ·Finestre. Sulla riva sinistra della Dora il presidio di Exilles spingeva gnardie avanzate a Deveis. 200 uomini griardi:t,vano
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San Colombano, 60 la ridotta innalzata. al Clopacà e 200 quella eretta alla cima del Vallone. Il grosso delle forze piemontesi, circa 10 battaglioni accampava a Gialione agli ordini del Fontanieux, .emigrato francese succeduto al Chino, ritiratosi dopo la perdita del Cenisio a vita privata.. In Vai Chisone tutte le milizie del Pragelato guardavano il col di Sestrières e di Oostapiana, mentre le compagnie Valdesi tenevano l' Albergiano ed il Piz. Il presidio di Fenestrelle aveva ritirato il battaglione di Sestrières, inviandone invece un altro al colle delle Finefstre. I Piemontesi nella dislocazione esaminata avevano come nel principio dell'anno il mezzo di. manovrare per linee interne, ma il Fontanieux ipnotizzato dal Moncenisio non ardiva staccarsi da Gialione. Difensivamente considerata la loro posizione era fortissima sul fronte della Oenischia, ma debolissima nella capitale direzione dell' Assietta. . Il Valette al pari del Fontanieux, era sotto impressione della rotta toccata un tempo ai suoi predecessori aH' Assietta e non sapeva decidersi ad impadronirsene, benchè comprendesse quanto precaria fosse la sna. situazione ad Oulx senza quel possesso. Alla fine di giugno finalmente si decise a tentare la terri1 bile prova, e con una dozzina di ricognizi oni e dimostrazioni, accertatosi che i pochi difensori non avevano nessuna voglia di rinnovare le gesta del 19 luglio 1747, mosse in tre colonne verso il Gran Serin e senza col po ferire se ne rese padrone. Alla notizia delle prime ricognizie>,ni del Valette, il Fon tanieux non osando privarsi di qualche battaglione per mandarlo all'Assietta, a,vevfl, ordinato alle truppe che guernivano quella r egione di ripiegare fino a Fatiére, limitandosi a coprire il colle delle Finestre, Con imm.ensa gioia occuparono i repubblicani le posizioni che un tempo loro avevano costato tanto sangue e
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lo stesso giorno posero mano a diroccare i trinceramenti, solo conservando quelli che potevano tornare propizi (1). Ma il precipitare della fortuna francese sulla frontiera germanica, ebbe il suo contraccolpo sulle Alpi, il cui esercito ricevette l'ordine di spedire 10 battagliani delle sue migliori truppe, all'armata del Reno. Il Valette che macchinava già altre imprese dovette cedere due battaglioni dei suoi e contentarsi · di consolidare l'acquistato, e prevedendo che l' inverno l'avrebbe presto scacciato dalla Assietta gli parve indispensabile a conservare il pì.ede in V al Dora, il possesso cli Exilles. A questo intento si riunirono ad Oulx 700 zappatori per i lavori necessari allo assedio, del quale doveva assumere la dire~ione il generale del genio Lapeyruse. Essi si iniziarono con la ricostruzione del ponte Ve.ntaux sulla Dora e con il riattamenl;o delle strade per le quali doveva transitare il parco di assedio, già in, marcia e giunta a Santa Ca1 terina di Btian9on. 'Le posizioni classiche occupate dalle batteria, nei 14 attacchi a cui era stato sottoposto Exilles, dalla epoca della • I sua costruzione, erano state sino allora scelt.e al disopra di dirupi a nord del villaggio, di Exilles, sul piano detto ~ell'lnfernet: Ma per condurvi i cannoni era necessario scacciare prima le truppe della difesa dalle alture circostanti e poi trascinare i "pezzi su per il contrafforte di Deveis, sulla des~ra del torrente Galambra, all'altezza ove quel profondo burrone può essere traver;:;ato, indi ridiscenderli sino al piano anzidetto. Il 13 luglio 1794 tre colonne francesi mossero all'attacco delle posizioni occupate dai Piemontesi sulla sinistra della Dora, alla Olopaia, alla cima del Vallone, a San Colombano . . La prima colonna partita dall'aitopiano del Cenisio. composta da 30 uomini dell~ brigata Simiens, varcò il colle _del Clapier e sfilando lungo il margine est del Ghiacciaio dell'Agnello e sotto le aspre pareti del monte Niblé, si (Il Anche questi furono àistrn tt i nel 1796.
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presentò al rovescio della piccola ridotta del Olopacà, di cui esistono gli avanzi a quota 2808. La seconda colonna di forza eguale alla prima, partita da Saibertrand, per le gra.ngie della Valle si presentò al fronte sud dello stesso ridotto, quasi contemporaneamente alla pre· cedente. Intimiditi i difensori della ridotta che pur semqrava ca· pace di resistere a forze ancor più considerevoli, la abbandonarono precipitosamente, ripiegando alla cima del Vallo:ae. Gli approcci di questa seconda posizfone per chi viene da ovest, si svolgono sopr~ una stretta cresta, allora chiusa da un vecchio muro a feritoie. Dietro ad esso si appostarono alcuni t iratori, che dopo qualche sparo si ritirarono. Le ~ruppe del posto di Cima del Vallone vista la condÒtta del dista.c camento dèl Olopacà, in luogo di sostenerlo, ripiegarono per i quattro Denti a Cappella Bianca e di là a Gialione. La terza colonna, anch'essa di 300 nomini, salì pure alle grangie della Valle, alla testata del burrone dellà Galambr~ donde calò sul rovescio di San Colombano, che venne sgombrato dai Piemontesi senz,1, colpo ferire. In questa guisa· l'investimento da quel lato . della piazza venne compiuto ed il trasporto dei pezzi, assicurato da ogni molestia. L'attacco ora descritto fu ben concepito e meglio eseguito, la marcia compiuta dalla prima co.lonna, rappresenta, data la forza relativamente numerosa che la componeva. nn bell'esempio di resistenza alle fatiche senza di che l'opera· zione non sarebbe riuscita. Essl:1. conferma che in montagna i r isultati più sorp1·endenti si ottengono con movimenti ap· parentemente inesiguibili (1). Il difetto capitale delle opere di fortificazione passeggera in montagna è quella d1 esercitare, a mio inodo di vedere, , una dannosa attrazione sui reparti che si trovano a portata di esse, e.sono condotti dalla loro esistenza ad attribuire ad esse un valore difensivo esagerato. Un muro a secco, un (-1) KnhtH ler Crell irg,:Kricg.
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trinceramento in. r ovina, una vecchia ridotta, si videro immo· bilizzare drappelli, che senza di ciò non avrebbero certamente pensato ad arrestarsi in quella località. A_ malincuore capi e gregari si allontanano da opere difensive _per occupare posizioni anche evidentemente più vantagg10se, ma non munite di parapetto; ed occorre al comandante, non lieve dose di energia per vincere in sè stesso questa dannosa suggettìone e per ricuperare la facoltà di manovrare. Salvo casi specialissimi, la fortificazione passeggera preparata in vista di presunti modi di attacco, che raramente si. avverano, è più dannosa a chi la crea per le pastoie che gli pone ai piedi, che all'avversario il quale, se conosce la . guerra di montagna, si guarderà bene di assalirle. · Qneste linee improvvisate si appoggiano di solito a una o due posizioni dominanti, sulle quali è forza collocare piccoli posti, dalla cui resistenza, in definitivo, dipende quella dell'intero fronte. / Contro di esse naturalm~nte dirige tutti i suoi sforzi il nemico, riuscen,do quasi sempre ad impadronirsene, o con l'aggiramento o con l'astnzia o con l'intimidazione. La vergognosa condotta del comandante il distaccamento ~i Cima del Vallone la ascrivo in gran parte alla deleteria mfluenza esercitata dai trinceramenti colà innalzati sino dal 1560. Egli certamente doveva aver vista la lunga CO·· lonna nemica provenient e aal Clapier sino dal suo spuntare al lago del c+ias, ossia quasi a due· ore di d istanza nè poteva sorgergli dubbio sull'intenzione da cui era ani'. mata; il suo dovere era quindi di portarsi con il massimo della forza al Clopacà e sostenervi il suo disl;accamento. Ma quel comandante aveva anche dei trinceramenti da difen· der~, un muro a feritoie da coprire, per cui, considerandosi quasi di presidio in una cittadella, non osò distoglierne un . uomo, perdendo l'occasione d'infliggere una rotta all'assalitore. · Il comandante del posto di Clopacà, se non fossero esistiti quei quattro muri a secco dietro cui si riparava, forse tH -
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prendendo unicamente consiglio dal pr opri~ istinto rnilitare, anzichè discendere alla cima del Vallone s1 sarebbe portat~ verso la vetta del Niblé, sfidando di costà tutti gli attac~lu nemici; ma suggestionato dal falso aspetto _di cam~o trm· cerato, assunto dal complesso di ridotte, denti, te1:aghe, ~cc.? che su quello alture si erano innalzate in tanti secoh d~ lotta, non seppe svincolarsi dal precetto della guerra di fortezza che imponeva alle g uarnigioni delle opere staccate )a ri.Urata sul corpo di piazza, si r ipiegò sul suo grosso, con quali conseguenze lo si è visto.
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Il 15 luglio 177±, dopo q_ uesta operazione fortunata i .1:!'rancesi presero la seguente dislocazione: Quartiere generale ad Oulx con il ~ battaglione del 79• reggimento di linea ed il 5°. battaglione dell' I sère, rispettiva.mente uomini 500 e 900 C1rca. . A. Salbertra.nd il 1° battaglione del 2B regg1men_to leg~ giero uomini 900, che da.va i dist~ccamenti a protez10ne de1 lavori d'assedio ai Quattro Deut1 ed a S . Colombano, occupava Deucis e teneva una, compagnia ad Eclause e l'altra •
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a Fenils. · . A.ll'A.ssietta, ricoverato in baracche, il 1° battaglione all~ Drome circa 900 uomini. Al Gran Puy sul Prag~lato 11 20 bat~aglioue dell' Haute Loire uomini 800, con distaccamenti alla Ruà, a Travers, a Pattemouche. . . A. Cesana il 3° ba,ttaglione del Giura, uormm 903, con u~a compagnia a Sestrières. A. Clavi~r~s ~ta~ano ~ue compagme d'artiglieria e 200 zappatori aus1han, m~n~1 _al tra:port~ s1 d e1· cannoni. Erano in complesso 6000 uomm1 circa,·ad1sper ffì su lar<Ya estensioné, che i Piemontesi con una rapi a o ensiva a~rebbero potuto annientare in dettaglio, ma non ~eppero O non osarono, e presto anche questa terza occas10ne sfumò.
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I lavori intanto procedevano rapidamente e 5 batterie erano costruite a 1000 metri circa dal forte. Tre di esse sorgevano scalate sul dorso dove è il villaggio di D eveis, sulla destra del Vallone della Galambra, le altre due stavano sulla sinistra dello stesso vallone a nord,est di San Colombano. Il trasporto delle artiglierie trovava però gravi intoppi nelle difficoltà della via e specialmente ai tourniquets degli Albrets e di S. Gervasio. In questa ultima località i Francesi avevano posto mano alla costruzione di una sola rampa con legname e muri a secco, q uando il 31 luglio giunse improvvisamente l'ordine di ricondurre il parco d'assedio a Mont-Dauphin. E ra questa d i::ìposizione il contraccolpo degli avvenimenti interni della Francia. Caduti i Giacobini il 9 termidoro (27 luglio) il Comitato di salute pubblica, temendo il rinnovarsi dei tumulti e delle insurrezioni che avevano seguito . l'arresto dei Girondini.. aveva ordinato di sospendere qualunque operaz~one militare e di ricondurre le truppe alla cresta delle Alpi, in modo da lasciarne disponibile la massima parte per conservare l'ordine nell'interno del paese. Oltre a questa disposizione, contribuì ad arrestare l'attacco di Exilles, ed a rendere precaria la posizione del Valette, l'ordine sopro.ggiunto di licenziare i battaglioni di seconda requisizione e di a vvia.re rinforzi all'altra brigata, che campeggiava nelle valli del Geril e dell' Ubaye. In conseguenza cominciarono lentamente i Francesi a ripassare sul Delfinato, senza che i Piemontesi tentasser o con una offensiva risoluta. di precipitarne il movimento, essi si limitarouo a piccole ricognizioni come quella che condusse alìo scontro del 9 agosto sul F ra.gelato, il giorno stesso che gli avversari si ritiravano dal Gran Puy al col de Sestrières, alla fazione del 10 agosto al Oenisio, ed a quelle del 12 stesso mese all'A.ssietta, con 30 mo1·ti da ambo le_parti. Alla fine di agosto, tutte le truppe del Valette erano riunite a Cesana, ad ecce?.:ione d i u n battaglione che occn pa va il Fraitève, ma agli ultimi giorni di settembre anche questo
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riparto discese in basso a S. Sicario e la brigata varcò il Mono-inevra riparando sul Delfinato. • I Piemontesi si disposero come al principio dell'anno 1794 e profittando degli ultimi giorni di buon_tempo si a~rettarono a riattare i trinceramenti della Ass1etta, con l'int endimento c!_i occuparli stabilmente al sopraggiungere della primavera.
(Continua). EUGENIO DE
~RossI
ca1,il.ano dei be-rsagli;~ri.
GL[ SCRITTORI MILITARI FRANCESI (i)
Il signor E. Guillon ha, di recente, licenziato per le stampe il secondo volume della sua opera pregievolisisima N os éci·ivains militaires, e così il lavoro, a cui attendeva da anni molti, è finito. Mi sia lecito di parlarne ora sommariamènte, perchè sembrami essere utile il divulgare questa bene ordinata e completa bi bliografia degli scrittori militari di Francia, i di · cui nomi si trovano, così sovente, mescolati alle nostre tradizioni militari. L'autore, nella p1:efazione, incomincia coll'affermare, che i Francesi hanno una letteratura pi.ilitare incomparabile e che essi non conoscono - incomparabile non credo, ma ignota sì; perchè anche da noi, se si tolg01:i."o alcuni ufficiali stu. diosi e coiti, i nbstri buoni scrittori militari rimangono come estranei alla coltura generale, pur avendo guadagnato il diritto d'entrarvi e d'occuparvi 'un posto non secondario. Aspettando intanto che in Italia si scriva un'opera, che somigli a questa del Guillon, e che sarebbe oggi tanto utile e opportuna, incominciandosi appunto in questo anno 1..1n nuovo corso cli letteratura militare nelle nostre scuole militari, vediamo come e con quali criteri l'autor e svolge il suo lavoro. Il quale si divide in due serie : la in va dalle origini alla Rivoluzione; la 2n dalla R ivoluzione fino ai giorni nostri. Queste due serie · sono suddivise in tanti capitoli, che rappresentano altr:ettanti periodi storici, ricchi di aneddoti, sempre bene scelti ed esposti con arte, in maniera da fare risaltare l' importanza delle tradizioni militari, col palese intendimento di accarezzare sempre più l'orgoglio nazionale (·l) Nos ècrivains -militaires. - È tudes de littératmc et <l'flisLoire mil itai res par E. GOII.LON. Pat·i~, Plon, i899 .
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GLI SCRlTTORl )llL!TARl FRANCl!Sl
GLI SCRIT·T ORI :MILI TARI FRANCESI
dei Francesi, anche a sca,pito della fama dei fratelli in latinità. In Francia - l'affermava il buon Catone tanti secoli indietro e lo conferma oggi con grande compiacimento l'autore - esisteva- ed ~siste sempre il gusto delle g uerre e quello di saperle ben raccontare. E ciò è vero, oh! se è vero ! Questo lavoro dunque, che mira appunto a raccontare, e in modo piacevole, i fas ti guerreschi dei Francesi, con la scorta dei loro scrittori militari, av rà certo liete accoglienze. Il Guillon incomincia proprio ob o·vo, cioè dalle leggende del ciclo carolingio, sparse per il mondo, ed accenna alle chansons cles gestes qua.le prj ma manif~stazione della lette- . ratura militare francese , dimostrando come questi canti n on siano l'opera di un solo individuo, ma quella di tutto un popolo; e questo riscontrasi in tutte le epopee primit ive. Qui sfilano innanzi al lettore trovieri, cantastorie e cronisti medioevali, che cantano e raccontano, magnificando e snaturando i fatti, le invasioni saracine e la difesa eroica che a queste oppone il buon conte di Tolosa. Dopo, vengono le Crociate, _che ispirano alla loro volta molti, fra i quali G'],(,esne cle Bethime, uu antenato del grande Sully , che essendo, sopra tutto un grande conquistatore di donne anzichè di r egni, aveva un gran bisogno di andare in terra santa per farvi penitenza. Egli era tanto incallito nel ·vizio, che avendogli 1 un vescovo domandato quando si sarebbe corretto, rispondevagli: quand tu te peigneras ! E il povero vescovo non aveva più un capello in testa! Ma le Crociate ebbero il loro primo storico nel Willehardouin, che scrisse l' Histoù·e ella conquéte de Con.stantinople, e questa è una delle prime opere · militari scritte in prosa. Egli sostenne una parte importantissima negli avvenimenti che seguirono dopo . b battaglia di Adrianopoli, dove l'imperatore fu vinto e fatto prigioniero dai Bulgari (1208). Joinville, che accompagnò il re Luigi IX alla settima e disgraziata crociata, la racconta in tutti i suoi drammatici e commoventi particolari, nei quali pone in vivida luce le virtù di quel santo re, che rimane poi vittima della sua generosa intrapresa. Questo
scrittore però ama di parlare un po' troppo di sè, trascurando la modestia, che egli sembra di non conoscere. Naturalmente, in questi scrittori vi si notano molte inesattezze storiche, come quando si asserisce avere i cristiani preso Damietta senza resistenza, mentre è risaputo, che la città venne presa dopo un combattimento navale accanito, che durò due iutieri giorni. Dopo le crociate, si entra nel periodo della guerra dei cento anni, fatale alla Francia, e dove gli Inglesi dimostrarono la loro superiorità per avere delle buone ed addestrate fanterie, alle quali si devono le vittorie memorande di Crecy, Poitiers, A uzicourt. Questa epoca , così poco fortunata per la Francia, non poteva avere molti illustratori, e quindi sono pochi gli scrittori militari, qui ricordati, se si eccettuano quelli che si occuparono di raccogliere gli episodi più salienti dove il valore francese rifolse e brillò, come ad esempio: le lim·e des fàits clit , bon messire .Jan Le Maingre dit Boucicut, maréchal cle Fr'ance. Era questi davvero un bravo e valoroso soldato ed aveva l'anima ed . il cuore di un cavaliere errante, tanto · che egli sempre combatteva coi colori della sua dama. Incominciò a prendere le armi · a 15 anni e finì. maresciallo _.sotto il re Carlo V. A proposito della guerra dei cento · anni, .l'autore fa questa curiosa digressione filologica : le mot de pat1·ie n' est que c/;u seizième siècle; il est cle Joachim clu Belly. Oelui cle patr,.iote est clii dix -septième: il est de Sainl Simon a;ppliqu é à Vmaban. 1vfais le sentiment est né avant le mot. Il a trouvé son aclmirable inca1·nation clans Jeanne d' 1frc ! Oh! la storia delle parole! L'autore lamenta che i contemporanei della famosa Pulcella non abbiano a lei consacrat o che dei versi, tntt'altro che belli, e non un'opera in prosa, mentre questa eroina aveva tali talenti strategici da fa re invidia ai più celebri capitani. Questo davvero io non lo sapevo! Si passa ai tempi moderni e alle guerre, d'Italia nel sedicesimo secolo. Per noi, inco1,~incian le dolenl'i note. Ecco come il Guillon dipinge il nostro bel paese in quell'epoca così infelice, per la vita politica italiana.
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GLI SCRITTORI MILITARI F RANCESI
GLI SCIUTTORI llIILlTARI FRAJS'OES1
« L'Italie était à la fois l'El~Dorado pour les chercheurs
« d'or et la terre des aventures pour les soldats. Les uns « et les autres lui de:g:i.andaient déjà ce que Bonaparte allait « promettre plus tard à ses demi brigades mal vétues et
« sans souliers : honneurs gloire et richesses . Pendant plus « de cinquan,te ans hauts seigneurs et petits hobereaux, vieux « soudards et j eunes paladins, prétres sans prébende, ma«. nan ts sans travail, soldats, malandrins, cou pe j arrets; tout
« un flot d'aventuriers de tonte langue et de tout poi!, «· l'épée au poigne et l'appétit au ventre, se d~versa sur
« l'Italie par les passages des Alpes. » Il brano non è lusinghiero per noi; ma nemmeno per chi veniva a derubarci e a spogliarci approfittando della nostra decadenza. Dopo di avere posto in evidenza le condizioni militari· e politiche della :B.,rancia al momento della coùrte promenacle di Carlo VIII attraverso l'Italia, l'autore cita molti scrittori militari del tempo, mii che in generale sono privi d i importanza per avere narrato solo episodi ai quali presero parte; e queste narrazioni e descrizioni sono fatte con arte, chè les beaitx coups d'epée ne ,vont pas sans beucc 1"e<Jits presso un popolo come il francese. F ra questi bei narratori va rammentato il Villeneuve, che scrive sulla conquista e la perdita del regno di Napoli. Non si pu9 parlare delle guerre d'Italia senza rammentare Baiardo. Gli eroi souo sempre modesti e sdegnano di mettersi in bella mostra; fortunatamente il leggendario cavaliere ebbe uno scudiero Jacques Joffrey, che s'incarica di scrivere: La très joyeuse, plaisante et recréative histoire de bon chevalier sans peur et sans reproche. Il racconto delle gesta di Baiardo, ispirato dallo smisurato affetto e dal!' ammirazione senza limite, che il leale e fedele scudiere aveva per il suo signore commuove. Alcune _pagine, scritte col cuore, sono eincacissime, come la descrizione della morte dell'eroe celeberrimo. Un altro scrittore importante è il Flew·anges, che tesse una storìa delle cose memo1·abili accadute sotto i regni dì Luigi XII e Francesco I.
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L'autore tratteggia luminosamente la vita di questo pea. riodò storico. Egli fu compagno d'infa:nzia col r e Francesco, e seguen:dolo nelle sue guerre combattè da prode al suo fianco ad Agnadello, Asti, Ravenna, Marignano, e al pari del suo sovrano fu armato eavaliere dallo stesso Baiardo, r imanendo poi prig ioniero a Pavia coll'amato re. La opera è scritta con chiarezza, ed è ricca di particolari sulla vita dì corte; ma non è compiuta. Si notano quindi le memorie di cle Bellay, di Montluc, ecc. nelle quali campeggia la bella fignra di soldato del maresciallo d i Brissac, specialmente nelle guerre da questo combattute in Pie1uoute. Si arriva quindi alla gnerra fra Enrico II e Filippo II di Spagna, nelle qmili accaddero i due fatti .memorandi dell'assedio cli Metz e della battaglia di S. Quint ino. Il primo lo narra Sa.lignac; il secondo Coligny. La battaglia di S. Quintino, ultimo episodio di questa guerra., e che avrebbe aperte le porte di Parigi alla Spagna, s~ il r e F ilippo fosse stato più 1 intraprendente, ha nel Ooligny un narratore che cerca bensì scusare la sconfitta dei suoi, ma nJn tributa al principe sabaudo Emanuele Filiberto, a cui drwesi quella vittoria., tutti gli elogi che egli si merita. Alle guerre contro la Spagna succedono le gnerre di r eligione che straziano la Fr&.nc1a; e anche g neste hanno i loro illustratori. Il più originale fo il Brantome. E gli fu b~on soldato e buono scrittore; conobbe anche tutti i migliori capitani del suo tempo, e servì sotto gli ordini di alcuni di essi. La sua opera principale è la Vie des grands capitaines ét?·angers et français, opera che ci fa conoscere la società militare dell'epoca. Sovrani, cona.ottieri d'esercito. uomini di guerra, capitani arditi, formano come una stupenda galleria di ritratti che l'autore fa rivivere innanzi ai nostri occhi Entriamo nel seicento, e v( troviamo altre guerre: quelle dei ti·ent'anni e della Froncla. E anche qui il Guillon r icorda vari scrittori, fra cui il ma1·esciallo Bassompierre, grande ammirat.ore del re popolare E nrico IV e che combattè in Savoia e contro i Turchi in A lemagna. Fu buon
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GLI SCRITTORI MIL!'l'ARI FRANCESI
GLI SCRTT'l'ORI )flLl'l'Alll FR,INCESI
capitano e accorto diplomatico come lo provano le sue ambasciate in Spagna, Inghilterra e Svizzera. Galante e fortunato cavaliere, stando a quanto · egli dice: le lv,ndi 24 fe-
Del primo, che. come diceva Napoleone, cresceva d'auélacia col crescer degli a.uni, esalta l'ingegno strategico eccezionale, e ciò lo fa per mezzo del Rasmay, che scrive appunto la Storia cii Tu1·enna; poi r icorda le memorie dello stesso maresciallo scritte, per modestia, in terza ·p ersona come i Co'lnmentari di Cesare, e 11elle quali si scordaùo i difetti di forma per l' impor tanza del contenuto per il quale il. Turenna ha fatto scuola. Anche Catinat, éhe fu il migliore allievo di 'rnrenna scrisse le J.Vlemoi•ie. La sua corrispondenza importantissima, veniva raccolta da Le Bouyer. Di Vauban, che fu soldato, ingegner e ed econ omista, lasciando dovunque egli operò tracce indelebili del suo vasto intelletto, l'autore ne fa addirittura il paneg1rico, e · con ragione. Al Vauban si deve la creazione del corpo del g enio propriamente ·detto; a lui : i grandi progressi della fortificazione, come lo provano i trentadue assedi che egli dire::1se. Voleva sempre perfezionare lÌarte deg1i assedi, n on solo per amore verso la scienza, ma per amore. verso l' umanità,. procurando così di risparmiare più vite che fosse possibile i n guerra. Molt,e sono le opere che egli scrisse, alcune diventate famigliari agli studiosi di fortificazione, e tutte vengono r icordate. Questo personaggio, che tan to onorò la patria sua cadde, in vecchiaia, in disgrazia del suo re, per avere colpita la fiscalità e propugnata l'imposta proporzionale per tutti i cittadini. Morì poco tempo dopo lontano da Parigi; ma il suo cuore per ordine di Napoleone fu por· tato agli Invalidi e racchiuso in un mausoleo, perchè la sua memoria avesse dai post eri il culto che essa si merita. Di Puyseg-ur·, al tro benemerito della letteratura m ilitare si rammentano le opere pregievoli, intese a dimostrare che l'arte della guerra deve apprendersi con lo studio è con la pratica. Sono pure menzionati Benoich e Villars, essi pure lodati scrittori, e dell'u Itimo p iù specialmente si d iscorre, chiamato dalFautore il più francese di tutti i generali. IL Villars, fu davvero una spiccata figura di soldato : dopo molte campagne combatteva, ottantenne, con vigor e ancòr giovanile nella Qorta ·guerra per la succession e di Polonia, ed
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vrier je me levai devant le jottr et je brulai pltis de six mille lelt1·es d' amow· que .fe avais reçues des diverses femmes. E certamente le sue avventure amorose contribuirono per .farlo rinchiudere alla Bastiglia, dove rimase fino alla morte del card1nale d i Richelie:u, che probabilmente avràanche vol uto vendicarsi così di un temuto riva;le. Fu durante la sua prigionia che egli scrive le sue Nlemode. Un altro libro curiosissimo lo formano le 1vlemorie cli M. D'Artagnan, capitano luogotenente della l" compagnia di moschettieri del Re, dove son o narrati molti fatti accaduti sotto il regn o di Lui_gi il Grande. È risaputo che D' Artagnan altro non è che il pseudonimo di Ghar-les de Beaàtz cli Castelmore, che fu realmente moschettiere e venne ucciso nel 1678 all'assedio di Maestrichtz. Egli ebbe vita assai avventurosa tanto che presto divenne un eroe da romanzo, resuscitato in questo secolo dalla portentosa fantasia dì A . Dumas. Un'opera di grande interesse militare è quella del P1,1,ysegur. Le sue memorie scritte in uno stile vibrato e chiaro servono efficacemente alla storia poliçica e m ilitare del regno di Luigi XIIJ, e diventano un vero trattato, là dove parla dell'istruzione militare. Nel regno di Luigi XIV l'arte d ella guerra è nel suo grande periodo di risorgimento. L'erudizione m ilitare si estende e tutti appassiona specialmente per le guerre e per _ i gran di maestri che le guidano e combattono. Moltissimi sono i trattatisti di strategia e di tattica; molte, innumerevoli le memorie e gli scritt i militari dovuti alla penna dei maresèialli Gramont, Goligny, Bussy, La Fa1·e, ecc. Di questi condottieri d 'eserciti è narrata la vita e delineato il carattere che risulta per i numerosi e bene scelti aneddoti uniti alle varie biografie: T·utti i n generale scrivono bene, chè questa è l'epoca splendida per la letteratura francese. Eccoci a Turenne e a Vauban . Di questi due grandi , ormai già noti l'autore parla, e con ragione, lungamente. 1
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GLI SCRITTORI ll!LITARI ~·llANt:ESI
estenuato da quest'ultimo sforzo, mor iva a Torino. mentre stava per ritornarsene in patria. · J?el _maresci~llo di Sa.v si ricordano le varie sue pubblicaz10n1, e specialmente le R évér·ies, che racchiudono assennate r iflessioni su varie riforme militari; fra le prime quella sul ~eclut~mento, dove si sostiene la necessita del servizio obbl_1gatono per la durata. di cinque anni, e l'altra in cui si ~1~ost~a necessario di abolire dalle pene disciplinari, le sevizie e 1 t ormenti corporali. Federigo II, in una sua lettera a Volt~ire, dice che il maresciallo de Sax avrebbe potuto essere il professore di tutti i generali. . Il cavaliere di Fota1~d, scrittore ben noto, non ha bisogno d1 essere pr esentato a1 lettori. Il Guil.lon enumerandone le ?pere e i_ meriti si lamenta che egli sia quasi dimenticato m Francia. Più di lui for tunato fu il Guiberl, perchè eah ebbe per suoi laudatori il grande Federico e il Voltaire che g li dedica una lettera apologetica in versi sulla tattic~. t vero però che il Gnibert oltre ad essere un buono scrittore mili~re, fu anche un buon letterato ed applaudito poeta t rng1co. Si passa quindi ai r iformatori de l secolo xvrrr, fra cui troviamo per il primo il Conte di S. Gerrnano. Chiamato a reggere l'amministrazione militare dell~ Francia in momenti critiçi, egli studiò i mezzi per diminuire le spese del bilancio e · migliorare le condizioni dell'esercito. Animato da un alto sentimento, egli voleva nobilitare l'arte della guerra ed infondere nei giovani ufficiali tutte quelle virtù necessar ie per ono~·are la patri~. A questo proposito dà dei consigli ai giovam, che hanno mtrapresa la carriera militare, e scrive: « Fortifìer son corps par la sobriété, la frugalité et une « vie entièrement active. Couser ver des moours t oujours « pures. ?~nner le moius de son temps qu'il est po~sible « aux pla1s1rs, et seulemeut pour délasser l'esprit; le nou rrir « et le fortifìer par la réflexion; étendre ses connaissances « par de bonues lectures comme celle des Mémoires de che· « valier Bayard, du maréchal du Montl uc, daus la langue « de leur temps, beancoup plus énergiqne que le langage "
GLI SCR.!'rTORI MILl'fARI FRANCESI
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« moderne ; de l'histoire des grands homrnes, des Commen· « taires de Cèsar etc. ; recher chor soigneusement la compagnie « des hommes d'une grande réputation, des vieux officiers, « non des grands raisonneurs, mais de ceux qui out long<< temps servi avec distinction; étudier soigueusement toutes « les parties du service, et s'en occupe1· continuellement; « voila le vrais moyens de pervenir avec gioire. » E questo è vangelo. 1.l!lontalambe1·l, emulo · di Vauban, scritto1·e anche di soggetti ameni, è ricordato, ma in modo speciale, per la sua corrispondenza durante la guerra dei sette anni. Il suo voluminoso trattato di fortificazione è stato tante volte consultato da professori cli questa materia, che resta inutile il parlarne. Con l'annessione della Corsica e con la spedizione per la guerra d'America, la sola pagina bella del regno di Luigi X VI, si chiude il primo volume dell'opera ; e qui si notano le memorie, non sempre fedeli alla storia, del Dumo-iwie~, che prese parte a.Ila sollevazione della Polonia contro i Russi. La campagna d'America, con la quale finisce la vecchia mo· narchia è narrata in stile fam iliare r.l.al Rochambeu,. Il marchese di Pezay detta una storia delle campagne del maresciallo 1'\faillebois in Italia, ed a scriverla fu spinto per confutar e gli e1-r0Ti e le ingiurie scagliate contro i Francesi, ohe si trovano nel libro De bello italico, del n ostro Bonamici. Io non so quanta sia vera questa asserzione, non conoscendo l'opera cli questo nostro scrittore. E passiamo a lla seconda parte dove troveremo interessamento ancòra maggiore. E da ohi incominciare se n·on da Napoleone? Ed il 1° capitolo è appunto a lui consacrato, con lo scopo principale di mettere in rilievo le sue peregrine, e starei per dire uniche, doti di scrittor e militar e. Prima vengono le sue opere g iovanili; poi i proclami, gli ordini del giorno, i bollettini, gli scritti di S, Elena, la storia delle campagne d' Egitto e di Siria, e finalmente la sua cor rispondenza.
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Il Guillon esordisce col dire : che allorquando la convenzione nazionale ebbe dichiarnto finita la sua missione, e che il silenzio si assise sulla tribuna, dove aveva t uonato l'elo~nenza della rivoluzione, non si intese per tutta la Francia che una voce sola, quella di Napoleone! Per venti anni ci fu un solo uomo che pensò, dettò e scrisse per la Francia, e questi fn l u i. · L~ vita di Napoleone è diventata ormai leggendaria,, e sappiamo come alla scuola di Brienne un ispettore avesse . scritto accanto al nome dell'allievo Bonaparte certe note, che finivano con questo vaticinio : Ser·a un excellent marini Yedi g iudizio umano! Alla scuola di Parigi fa notevolissimi progressi e nel suo specchio carat teristico è detto : aver egli molto amor proprio, rnà anche molta ambizione : ambitieu,x et aspirant à totd ! E qui il profeta indovinava ! Il primo suo lavoro letterario lo scrive a diciotto . anni. L a lv.lasque pr·ophéte è un racconto fantastico ed oscu~:o, ispirato a quelle allegorie orientali allora di moda. Nel 1790 concorse ad un premio di 1500 franchi bandito dall'Accademia di L ione per una memoria sul seguente soggetto : « Déterminer les verités et les sentiments qu'il importe le « plus d'inculqner aux hommes pour leur bonheur. » E gli si presentò al concorso con un lavoro ripieno delle dottrine dell'abate Raynal, scritto enfaticamente c0l titolo pomposo di: Discow·s su,r le bonheur; e sul quale vi si trovavano pensieri come questo: l'homme dans l'état de 'nature ne connut cl'autre que son intérét. Natural me~te il premio fu dato ad un a ltro. In questo tempo aveva anche incomin. ciato una storia di Corsica nella quale fondava delle t:,o-randi speranze. Ma dove il suo ingegno si rivela per la prima volta è n ella lettera et Butlafuco, nella quale segna con un marchio d' infamia questo corso, venduto al sign.or di Choiseul, e che fu il principale manipolatore dell' annessione della · Corsica alla .E'ranoia. Come scrittore militare si fa segnalare p~r un _suo scritto: Souper cle Boucaù·e, dialogo · fra un ufficiale ed alcuni commercianti, dove incominciano a farsi str ada certi criterì militari, che colpiscono per loro
serietà e vér ità. Questo opuscolo fu stampato a spese dello Stato. Gli ordini clel gioi'no di Napoleone, tradotti in tutte le lingue e raccolti iu ·tu tte le antologie militari, sono veri modelli del genere. Epp1;1re, mentre egli li dettava, non doveva esser e tanto convinto della loro efficacia, se più tardi scriveva: Ce ne sont pas les harangues au moment du feii qui renclent les sol.dals braves. Les vétérans les écuteni à
peine, et les recrues le.s oublient au pi·emie'f' coup de canon. Invece, egli riteneva assai importante i Bollettini dettati da lui, e anche scritti di suo pugno, dopo le battaglie, per spiegare sommariamente lo scopo e il piano d i gu erra, far co· noscere i risultati della g iornata, accrescere la fede nella vittoria nei soldati e constatare la loro superiorità sul nemico. Les Bollet-iiis of(i,ciels de ·la grande arrnée, ricchi di felici espressioni di colorito, di vita e d'interesse drammatico, lasciano in chi li legge, anche oggi, una profonda impressione. Basti questo brano di descrizione della battaglia di A nsterli tz : « J amaìs champ de bataille ne fut plus horrible. Du mi« lieu de lacs 1immenses, on entend encore les cris de mil<<- liers d'hommes qu'on ne peut secourir. Il faudra trois. j ours « pour que tous les blessés e1111emis soint évacués sur Brii.un. « Le ccaur saigne. Puisse tant de dang versé, puissent tant <\ de malheurs retomber enfin snr les perfides insulaires qui « en sont la cause!. Puissen t les tach es oligarques de Londres « porter la peine de tant de mau x ! >.) Oh! come si vendicarono gli Inglesi di questo anatema! ... Gli scritti d ettati da S . Elena, e che sono ancora letti e -riletti, rivelano tutte le doti eminenti dello scrittore per lo stile vigoroso, conciso, efficace. Di questa opera se n e fecero quattro successive ristampe. La prima del 1823 ha questo titolo: Mémoi1·es pour se1·vfr à l'fiistoi?·e cle F'rance soi,s Navoleon, Ù7f'its à S. Hèlène par les généraux qui ont partegè son exil. Questo memoriale fu però accolto freddamente, benchè comparisse poco tempo dopo la morte dell'Imperatore.
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Il ivlai·chand raccoglie e pubblica, insieme ad alcuni frammenti filosofici e letterari, l'opera: A·écis des guerres de César; e il generale Bertrand : Le campagne d'Egitto e cli Si?"ia. Quest'ultimo lavoro è uno ddi più belli della letteratura militare francese. In esso Napoleone scolpisce, nei vari ritratti i suoi generali, e con un solo motto ce li fa conoscere e ammirare. Ad esempio di Kléber egli dice: Rien . n'était beau coràme J(léber un jour· de bataille. C' était le • clieu ll!fars en iw1,iforme ! Bellissime sono le descrizioni di quel paesaggio orientale e pare di vederlo nelle sue fantastiche città, nei suoi deserti, nelle sue oasi e nei costum1 bizzarri. Dove però egli appare iutiero nella sua gigantesca figura è nella Go1·r espondance politique et militaire, che ce lo rivela, quale volle crearlo eccezionalmente madre natura .. Bonaparte fu il più grande generale e insieme' il più grande scrittore militare di Francia. Napoleone aveva trovato negli eserciti nati dalla Rivoluzione dei generali che avevano già una riputazione formata, e trasformandoli in altrettantt marescialli, procurè di plasmarli a s1,~a somiglianza ed immagine, non chiedendo mai da essi che una obbedienza passiva e una cieca sommissione. Così in questi brillanti generali non troviamo che dei devoti, fedeli ed intelligenti esecutori dei suoi ordini. Tre però fra questi, conservarono sempre una spiccata originalità personale e furono Massena, Sonchet e Gouvion Saint-Cy r. D i Massena Napoleone scrisse: Il .a des lalents miiitaires clevant lesquels U (aut se prosterner ! l documenti da lui lasciati furono raccolti e pubblicati nel 1849 dal geuerale Koch sotto iL titolo : 1.vlémoires de Massena. Esse formano uno studio incomparabile per conoscere bene le campagne della Repubblica e dell'Impero; studio tutto militare e dove la politica è posta al bando. Souchet lasciò egli pure m olti scritti, anche questi racco] ti da ]!'rançois Rousseau, intitolandoli: La can·ière du marechal So·uchet dite d'1!lbusera. L'opéra narra della guerra terribile combattuta in Spagna, guerra in cui vi si perdeva Dupont, vi si comprometteva Soult, dove oscuravano parte
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della loro fama Augerau, Massena, Macdonald, e dove lo stesso Napoleone titubava. Fu in questa guerra che Souchet supera tutti e ·vi guadagna la fama e la gloria. Gouvion Saint- Gyi· è quegli, che meno degli altri subì l'influenza di Napoleone. In lui sopravviveva lo spirito di Moreau, rimanendo sempre fedele alle belle tradizioni dell'esercito del Reno. Non amò il Bonaparte, ma servì sempre e fedelmente la patria sua come soldato e uomo politico. Ministro della gnerra durante la Restaurazione, dal 1817 al 1819, pone le basi d'un nuovo organico, che dovev~ ricostituire l'esercito, conservando però sempre i suoi vecchi e gloriosi compagni d'armi, che egli si adoperò a fare richiamare dall' ingiusto esilio. Numerose sono le sue pubblicazioni e tutte im· portantissime: Le Journal des opè'l"ations de l'a'f'mée cle Catalogne; Mémoù·es sitr les campagnes cles armees du Rhin et-Moselle; Mènoires pow· servirà l'histoire militai,·e so·us le Di1·ectoire le Consitlat et l' Empire. Tutte queste opere che l'autore r:mmenta, facendone rilevare il carattere e)'importanza, si fanno notare altres1 per un stile asciutto e per una certa severità di giudizi, essendo il GoU1.:ion portato più alla critica che alla lode. Parlando delle guerre della Rivo· luzione e di quelle dell'Impeto, preferisce le prime alle seconde perchè on doit ooi?" clans l'art de la guern un moyen conservatew· des Etats plutrJt qu'itn instr·ument cle conquètes i'rnm.oclet·ées. E dopo queste parole, si capisce come egli non si adattasse a fare il satellite a Napoleone. 1vlm·monl fu il più giovane fra i marescialli .dell'Impero, essendo pervenuto a gnesto grado all'età di 35 anni. Sopra:7visse a tutti i suoi compagni, e morì in esilio a Venezia nel 1852. Le sue Memorie, scritte in forma facile, pia.na e chiara, si farebbero leggere volentieri senza la personalità che le riempie e le rende alcune volte insopportabili. Quell'io, che si trova sempre ad ogni periodo, finisce coll'infastidire come una postuma apologia. L'opera sua migliore è l'Exprit cle~ in· stitutions militaires, dedicata all'esercito, nella quale vuol dimostrare che nell'arte militare nulla si dl'lve chiedere all'azzardo, ma a un principio generatore da cui essa sempre dipende. 112 ·-
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OLI SCRlT'l'ORl MILIT,IRI FRANCf,Sl 1760 Tutti sanno della defezione di Marniont nei Cerito giorni, e come Napoleo·ne lo chiamasse traditore nel suo proclama dal golfo J uan. Egli cercò bensì di ri$pondere a questa accusa, ma .non vi riuscì, chè l'eco del tradimento l'a.ccompagnò dovunque nella sua vita r~ndagia. E a questo proposito il Gui:llon ha una bella comparazione. Come, egli dice, in tempi non lontani, le comari di Verona si additavano Dante, che tetro e solitario passeggiava per le strade della città, dicendosi a bassa voce, come colte dallo spavento: oo·uarda colui' che ritorna dall'inferno! così a Venezia i marinai, incontrando il vecchio maresciallo, curvato sotto ilpeso degli anni e del rirµ.orso, dicevano con disprezzo: guarda colui che ha venduto Napoleone! Fra i più studiosi generali dell'Impero si notano 1\llathieu Dumas e Philippe de Ségur, i quali forr.nàno come il tratto d'unione fra il v~cchio regime e la Francia nuova. La loro vita fu lunga e operosa come appare dai loro libri. Il primo, che morì pari di Francia a 80 anni, ha lasciato ì Souvenir·s, raccolti e pubblicati da suo figlio, e che sono interessantissimi per avere egli trascorso l'esistenza fra l'esercito, l'amministrazione e la politica. Napoleone lo ebbe in grande . stima, e ritornando dall'isola dell'Elba gli affidò l'organiz- zazione e la mobilitaz~one delle guardie nazionali dell' Im · pero. Il secondo trascinato a 20 anni verso le armi dal fascino di Napoleone, incominciò la :ma carriera come . volontario negli ussari. Bella quell'epoca di epici entusiasmi; e così egli ce la descrive nelle sue Stor{e « Soldats, géné~< raux, nous étions touts jeunes alors. Un tiers d'entre nous « commencait: la plupart des plus agés n'avaient pas huit « ans de guerre. Un triple printemps, celui de l'a:rinée, celui « de la vie, celui de la gloire, l'émulation aussi en nous, autour « de nous, tout exaltait. Au nord, c'étaient les cris ·de « victoire de Moreau; au midi, ceux de détresse de Massena. « Napoléon, lui-meme était dans la fl.eur, dans l'ardeur de « l'age. L'armée, redevenue victorieuse au dehors, venait « avec lui d'épurer tout au-dedans. Elle était fière d'elle « méme e de son chef et de la plus noble des canses. »
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Scrisse anche una Storia di Napoleone e della grande a1·mata nel .1872, in cui è narrata la funesta campagna di Russia, dove gli episodi drammaticissimi abbondano, dascri tti in tutto il loro straziante carattere. Stupenda e raccapricciante · è la descrizione dell'incendio di Mosca. Solo in alcuni punti il dolore lo fa gemere soverchiamente riuscendo alquanto lugubre ed enfatico. Si incolpò Ségur d'avere in questa storia alterata la verità, e offeso l'onore dell'esercito accusandolo di indisciplina e di saccheggio; e a questo proposito egli ebbe a sostenere un duello col generale Gow·gancl che criticò acerbamente l'opera sua. Seguono le opere del 1\llm·bot e rli Lejeune. Le 1\llémoi?·es de 1\llarbot ricomparse nel 1893 in una nuova edizione giunsero in buon punto per rianimare e far rivivere sempre più la leggenda napoleonica, chA i rovesci del 1870 avevano offuscato e che gli scritti di Madame de Remusat, del colonnello J ung e la critica del Taine volevano quasi cancellare dalla storia. Fu appunto in quedto periodo in cui la lette· ratura in Francia incomincia nella storia, nel teatro, nel romanzo ad occuparsi di Nàpoleone, che le J.v femorie del Marbot vennero lette e riscaldarono la fantasia dei letterati, che da esse trassero ispirazione e soggetti ai loro lavori. Marbot, che fu ai~tante di campo di .Massena, d'Augerau, di Lannes, era in grado, meglio d'ogni altro di conoscere il personale militare dell'Impero; e l'opera sua si può considerare siccome un omaggio reso agli eroi della grande armata. Ricchissima di aneddoti si presenta al lettore con le attrattive di un romanzo militare, ma fedele sempre alla storia. Napoleone, che aveva letto ed apprezzava altamente gli scritti dell'allora colonnello l\farbot, gli lasciava nel suo testamento centomila franchi perchè continuasse a scrivere per la difesa e la gloria delle armi francesi e per confonderne i calunniatori e gli apostati. L'opera del generale Lejeune è meno vasta, ma più colorita. Come il nostro Massimo d'Azeglio, egli fu un buon pittore e la penna nelle sue mani colorisce come il pennello, eh~ le sue narrazioni sono come altrettanti quadri. Curioso è \
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GLI SCRl'l'TORl MlLITARl FRANCESI
GLI SCRITTORI MILITARI FRANCESI
quest ~episodio della sua giovinezza: mentre e~li stava ~n giorno nel parco del Trianon a disegna~e, _unii, ~1~nora, beha ed eleO'ante nella sua bianca veste, gh s1 avv1cma, guarda "' . il suo lavoro e lo loda. All'"indomani alla stessa ora, ritorna. ; gli parla affabilmente invita~dolo a prese~tarsi al castello ; nel lasciarlo gli dona una piccola borsa d1 seta verde che ella aveva ricamato. Quella donna era Maria Antonietta. Il .giovane pittore non dov~va rivederla più che una sola volta_, quando cioè l'infelice r egina, ritta sulla infame carretta, si avviava al patibòlo. Nel · 1792, spintovi dall'entusiasmo patriottico, entra fra i volontari della repubblica. Addetto, in seguito, allo stato maggiore generale di Berthier, ed ordinatogli di rimanere a Jaoulogne per spedire 300,000 paia di scarp~ all'armata del Danubio, si duole dell'incarico e protesta dicendo, che egh noti era uno spedizioniere ma un soldato · e che voleva seguire l'esercito. L'imperatore a cui aveva chie~to di ~ssere esonerato dal mandato affidatogli, rispondevagh, che 11 s~rvizio a cui era stato comandato era importantissimo, perchè le scarpe facilitano le marce, e le marce fann<1 ~~ad~gnare le battaO'lie. Prese poi brillantemente la sua nvmeita a Austerli:z, Jena, Eylan, dove diè prova del suo coraggio. I brani iù belli delle sue memorie, sono quelli che si riferiscono alla :uerra di Spagna. In alcuni momenti ~o. scyitto~e si di~~nt ic~ di essere soldato per ricordarsi che egh e un ar;t1sta. R1tiratos1 dal servizw militare nel 1830 si dedica esclusivamente alla pittura, e diventò direttore della scuola di bell~ art~ a Tolosa. Dopo un artista, un vero letterato; e que~~i fu ~l gen~rale Théibault. D'origine tedesca·, allorchè scoppio la n'l'Olnz10ne, si arruola nell'armata del nord, e presto saL·e i gradi della gerarchia militare. Nella campagna d'Italia (1798.) fu creato generale sul campo di battaglia. Il suo libro classico è il Journal cles opérations ciu· siege cle Gènes e classico appunto lo chiama Carnot,_ che vorrebbe fosse letto da tutti gli ufficiali destinati a difendere delle fortezze; come sorgente di cognizioni preziose, e d i nobilissimi sentimenti. Scrisse altre molte opere nelle
quali si ammira sempre la bellezza della form·a. e l'importanza del soggetto. L'autore però trova, che il Thiébault nelle sne istorie, parla un po' troppo delle donne; ma ciò serve a dimostrare che la galanteria del xvru secolo viveva ancora in questi soldati, e la conservarono, portandola, per venti anni, attraverso all'Europa fra guerre e avventure ' memorande. Incomincia poi l'autore a parlaré degli serittori che egli chiama teorici; e questi sono: Rogniat, ]omini, .Koch ed altri, i quali rappresentano quel periodo di raccoglimento e di studio, che segue al crollamento dell' I mpero e alle agitazioni della Restaurazione. In questo tempo incominciano ad aver v ita le pubblicazioni periodiche militari, come lo Spectateur militaire, le journal cles sciences militaires, ecc. Il regno della sciabola e delle conquiste era finito: la pace invoglia va alla riflessione; il braccio riposa va e la mente lavorava. / La letteratura militare durante la R estaurazione dovè lottare contro la corrente ·avversa al militarismo, corrente che ridusse l'esercito, licenziò i veterani, ed abolì le bandiere gloriose dell'epopea napoleonica. Ma non si oblia tanto facilmente una tradizione militare così bella, e della grande armata si parlerà sempre. Ed il poeta Beranger scriveva: ,, On parlera de sa gioire << Sous le chaune bien longtemps « L'huroble toit dans cinquanta ans « Ne connaitra plus d'autre histoire
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Ed nn gruppo d'ufficiali, animati da questo sentimento, scrive le Vittode e le Conquiste dalla rivoluzione fino alla battaglia di Navarri.no; Scribe nel suo teatro fa rivivere i vecchi soldati; i poeti con le canzoni patriottiche come quelle di Marengo, e la Colonne di Debraux , e l'altre del Beranger come il Vieux dr apeu, le Vieux Sergent fanrw palpitare il cuore della Francia. Gar1·ier che fu buon letterato, ma cattivo sold11,to, invece segue la corrente del giorno nelle sue Lettres d' Italie ; in oui, dicendo tutto il male possibile immaginabile del nostro
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GLI SCRITTORI Mll,ITARI FRANCESI
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paese, non risparmia punto i soldati e i generali s uoi compatriotti, fedeli seguaci di Napoleone, che è le pl'us savant dans l'a,r t de massac1·er !... Giova però ricordare che il Carrier fu una specie di squilibrato ; ostentava di -non credere alla grandezza e alla gloria dei suoi contemporanei, ma solo a quella degli antichi, incominciando da Omero e venendo a Senofonte, di cui tradusse il trattato sulla cavalleria. Morì àssassinato in Turenna -da un suo guardacaccia. La conquista delf Algeria risveglia lo spir ito militare, e fa ritornare in pregio le qualità solide e brillanti dell'esercito francese. Questo avvenimento fu chiamato giustamente il romanzo militare di un regno pacifico, borghesa. Benchè Luigi Filippo avesse delle tendenze assai pronunziate per la pace, i::omprese, che era necessaria un po' di guerra, come una diversione alla politica e come mezzo efficace, par rialzare il morale dell'esercito. Questa guerra dona soggetto ad alcune opere militari, come gli scritti del generale Bougeand, le lettere del maresciallo di Saint-A1·naud, e i libri del generale Ditmas e Les Souvenirs del general,e du Barail. Questi scritti hanno tutti il colore locale, e quindi originale: e dimostrano pur l'abnegazione e il coraggio del' soldato francese, anzichè la sua scienza militare. L e guerre del secondo imparo poco contributo hanno portato alla letteratura militare, chè la guerra di Crimea si svolse in llll campo troppo ristretto, e la guerra d'Italia durò troppo poco. Pur nonostante non manca anche in questo periodo chi scrive di cose di guerra, incominciando dallo stesso Napoleone III, che volle come il suo grande zio essere ufficiale d'artiglieria, e scrittore militare. E come tale egli scrive le Considerations politiques et mililaires su1· la 8uisse, che gli valsero il titolo di cittadino onora.rio della repubblica elvetica, e il Manuel cl'artillerie, e lo firma: L uigi Napoleone Bonaparte capitano al reggimento d'artiglieria del cantone di Berna. Egli dedica l'opera agli uffi. ciali delle diverse scuole d'applicazione di Francia per eccitarli allo studio e anche per dimostrare, che l'autore non è uù discendente degenere dal famoso capitano d'artiglieria
dell'assedio di Tolone. Il lavoro, come egli l'avea ideato, doveva essere assai comple~so, perchè in esso si doveva tessere la storia delle armi da fuoco dal 1328 fino alla caduta dell'Impero; parlare clell' influenza dell'artiglieria specialmente n elle guerre d'assedio, del materiale, ecc. ecc. Ma la politica distrasse la mente dell'imperatore da questo lavoro, che giunge solo fino al 1515 e fu continuato dal generale Favè. Siccome Napoleone erasi occt.lpato dello studio delle campagne di Cesare, così il nipote credè di fare omaggio alla memoria di lui, con lo scrivere La storia di Cesare; ma più che un tributo alla memoria del grande congiunto, in questo suo lavoro egli cerca gli argomenti per la sua propria politica, e va a trovarli nella storia di Roma. Insomma la teoria che nasce <la questa opera grandiosa è questa: Di quando in quando sorgono nel mondo degli nomini privilegiati, che sono dal destino chiamati a salvare i popoli e fondare le basi di un grande impero; ora Cesare fu uno di questi come lo fu Napoleone e come poteva esser lui, l'autore. I ·cortigiani incensarono troppo il lavoro e gli avversari dell'impero troppo lo demolirono. Certo vi si riscontrarono dei difetti, ma vi si t~ovano anche dei pregi non comuni come l'ordine, la chiarezza e la bellezza dello stile oltre all'importanza storica. La campagna di Crimea, che il terzo Napole0ne fece per riparare lo scacco del 1812, e quella d'Italia, perchè - è l'autore che lo dice - dans la vallee du Po, pliis rrue d' alleur, qu' on ret1·ouvait les traces de Bonaparte! ebbero i loro narratori. B <?,zancourt scrive l' Expedition de Crimee e il Rousset Le siege de Constantinople; ma questi lavori mancano di vivacità e di colorito. La campagna d'Italia, che in poche settimane condusse i nostri alleati da Alessandria. a Solferino, lasciò così poca impressione--· dice se01pre .l'autore - nei soldati francesi, che di questa guerra poco si scrisse. Infatti i migliori lavori, scritti intorno alla guen-a del 1859, si devono agli stranieri quali il capitano federale L ecomte e il tedesco Rùstow.
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GLI SCR.1TTOR1 bllLITARI FRAÌ'òCll:SI
GLI SCRITTORI MJLlTARI FRA NCESI
La spedizione del Messico, che fu fatale al secondo I mpero, come fatale fu quella di Spagn~ al primo, è illustrata dal gen ~rale Du Barail nei suoi S0u1Jenirs. Intorno a Napoleone III si scriveva volentieri, e molti del suo seguito lasciarono opere, le quali in gran parte sono ispirate alla tradizione del primo impero, e alcune hanno un valore tecnico. Così il generale Favè che scrisse: Nouveau <::ystème de défènse cles places f01·tes, una Histoire et tactiqiie des trois armes e una Histoire de l' ar tillerie, che la fa seg uire da. considerazioni bellissime intorno al passato e all'a vvenire di quest'arma. Anche la marina ha il suo storico nell'ammiraglio Gra·viere che scrive: Les giier-res maritimes de la République et de l'Empi1·e - Les souvenirs d'un a:miral e la 11fa:,.ine d'aujou,·d'- hui, nelle quali, e più chiaramente nell'ultima, vi si trovano delle profonde e dotte riflessioni sull'azione del naviglio da guerra nelle guerre continentali e sulle riforme che si impongono al materiale e al personale Il?-arinaresco dei tempi moderni. . · ~11 Sempre per far resuscitare e rendere ancora vivi i ricordi dell'epopea napoleonica, il secondo Impero creò la medaglia di S . Elena, per i vecchi della vecchia armata. Vivevano an- , cora molti di guasti g loriosi veterani, ma si contentavano di rammentare e non scrivevano.· Solo il maresciallo Castellane, diventato una delle figure più originali e popolari del secondo Impero, e che giorno per giorno scriveva le impressioni della sua lunga vita . dì soldato, ha lasciato il suo Journal, pubblicato per cura di una sua figliuola, opera voluminosa e che conteneva 36 volumi manoscritti dei quali solo cinque vennero pubblicati. In guesti ricordi il Castellane parla di tutto e di tutti, e vi si scorge, che sopra ad ogni cosa, egli voleva apparire quello che era realmente ; un soldato; e questo fu il solo _ti tolo, che ordinò fosse scolpito sulla sua t omba. Il cluca d'Aumale nel s uo esilio, risaputo come Napoleone si occupasse della vita di Cesare, pubblicò uno studio magistrale sopra l' Alesia el la seplième carmpagne de Césa,r en
Gaule; libro pieno d'erudizione e di sapienti ricerche archeologiche e di nobilissimi sentimenti Egli ha una grande ammirazione per Vercingetorige, perchè a tentare un sublime sforzo per salvare l'indipendenza d'una nazione vi è gloria maggiore di quella che ebbe Cesare per fondare il governo degli imperatori romani. Il generale T1·ochu, mirò sopra a tutto nei suoi seritti a correggere e migliorare l'esercito, reclamando riforme rite-· nute necessarie. Insisteva principalmente, sul periodo di preparazione, che deve condurre alle vittorie, chè non basta solo il genio di un uomo per guadagnarle. Il libro L 'm·mée fmnçaise, nel 1867, cumparso per la prima volta, anonimo, termina con queste parole, ohe se foss er o state ascoltate avrebbe forse alla Francia scongiurato l' ultimo suo grande disastro: Noiis sommes endormis dans la satisfation cle no1..is-mémes; nous-nous sommes clétournés du tra,v ail, négligeant les recherches, les com,Paraisons qui créent le prog1·è~. 1llettons- noi6s 1·ésoli6ment I à l'a1uvre! Ma nessuno lo asc.oltò; tutti accieca va lo chauvinisme; lo stesso · imperatore diceva alle Camere il 18 gennaio 1869 che les ressoiwces militaires cle la France sont desormais à l'hauteur cles ses des· tinées dans le monde! Un an,n.o appresso Sédan abbatteva il suo trono e travolgeva lui, per il primo, nell'immane· cata, strofe che colpiva la Francia. La guerra del 1870, lunga, drammatica, fatale doveva essere fertile di dolorosi. insegnamenti e dare larga materia agli scrittori militari. Chi può numerare tutti quelli ohe scrissero su tale soggetto? Basta leggerci la Bibliog1·aphie de la gu er1·e 1870-71 pubblicata da Palat nel 1897, per farsene un'idea. Fra i generali francesi, che scrissero su questa campagna l'autore rammenta Fay e Du Barail con l'assedio di Metz; Trochu e Ducrot con quello di Parigi; Chan.i y e Faidherbe con le campagne della L oira e del Nord. Fra i trattatisti, che presero occasione dalle osservazioni fatte sulla guerra recente, per scrivere intorno all'arte militare e alle riforme dell'esercito, sono ricordati il generale Lewal con la Nouvelle strat'égie, Yung, Thoumas, ecc. ecc.
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GLI SCRITTORI .MILITARI FRANCESI
Il Lewal, sopra agli altri, colpisce per alcuni suoi giudizi e certe teorie, che dovrebbero essere praticate dovunque vi è, ed è necessario, un esercito fortemente costituito. Nelh sua Reforme de l' ar mee, per esempio, afferma che : « Le p1·ogrès - s'intende nell'esercito -·- consiste à dimi« nuer sans cesse l' eca1·t entre la politiqi,e et l'idèal. Cet iclèal « 1·epose sur un pelit nombr·es des principes ou d'axiomes po« sitif Ils f0rment la base de l' èdifice. Eux seuls lui donnent « la solidité. En clehors d'eux, il n'y a que des apparences « trompeuses, du simili- vrai, de la simili- farce. L es principes « fondamentalÌ.x de l' organisation militaire se reduisent à << deux. L e principe d'ordre matériel, c'est l'unite absolue « d'organisation en paùr; camme ~n guerre. Le p1·incipe « d'ordre spirituel, c'est la moralisation de i'arm.ee par la ·,~ glorification cl!u travail. » Ma mi accorgo ora di essern.i troppo·indugiato a parlare di quest'opera ; egli è che mi parve, leggendola, ne valesse la pena. ll:. quello che io scrissi basterà ad invogliare gli studiosi a scqrrerne le pagine? lo- spero, e potranno così apprezzarle per intiero. L'autore finisce il suo lavo_ro con questo patriottico augurio : che cioè, nelle nuove opere militari francesi, che sorgeranno nell'avvenire « vi si trovino, come in queste il culto pro« fondo alla bandiera, e un amore senza con~ne allànazione », qualunque siano i suoi fati. , E noi _p artecipiamo all'augurio.
G.
BAtiGIU,r.
LA CROCE ROSSA NEI COMBATTIMENTI NAVALI
Il ministero degli esteri di Pietroburgo dando comunicazione delle diverse tesi sulle quali la Conferenza per la pace doveva discutere,· metteva tra e_sse anche quella di cui s'era già occupata la Convenzione del 1868 a propos~to della società della Croce Rossa. Il risultato di q nella Conferenza è noto; esso tuttavia non diminuisce l'importanza dell'argomento che ci accingiamo a trattare, questo : La cooperazione portata finora dalla Croce Rossa in t empo di guerra a pro dei feriti, si è limitata all' esercito; in quanto all'armata, questa è rimasta 1esdusa da tutti quei benefìcii per i quali la detta società è stata fondata e che per conseguenza è chiamata a rendere. , E tuttavia una cara ~teristica pronunciatissima distingue il nostro ~colo: mentre da U:n lato la scìe.nza ha incredibilmente perfezionato i mezz,i di distruzione, dall'altro una larga falange di filant ropi s'agita per divulgare ovunque dottrine intese a prevenire i conflitti. ·L 'umanità e. la filosofia, senza sott intesi e senza smarrirsi in sogni puramente dottrinali, si porgono la mano e cercano di diminuire, per qua~to è possibile, le vittime della guerra. Sa.rebbe grave errore, è bensì vero, pensare che questa tendenza formi l'impronta esclusiva del nostro secolo ; ad esso spetta - nel fatto - solamente il merito d'aver portat0 la questione nel campo pratico della discussione; mentre, per ~ontro, le società di soccorso ai fer iti in guerra sono sempre esistite come ne fan fede tra le altre l'Ordine di S. G iovanni di Gerusalemme, le società g ià fiorenti della Spagna e della Germania e - nel c11mpo puramt>nte r eligioso - le suore di carità, esempio mirabile di sacrificiq e di abnegazione, sì in tempo di pace· che nei campi di battaglia.
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LA CROC E ROSSA NEI COMBATTDIENTI .NAVALI
LA CROCE ROSSA NEI C0M13AT1'Ji11ENTI NAVALI
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svolgersi, fu proposto quello inteso ad estendere i beneficii della Croce Rossa anché ai feriti nei combattimenti navali· ' ma la maggioranza delle rappresentanze si rifiutò di discutere la proposta, asserendo che essa esorbitava dalle istruzioni ricevute dai rispettivi governi: e dell'argomento non fu più tenuta parola. Lo scoppio della guerra tra ì.'Austria e l'Italia per l'an nessione del Veneto, offrì un esempio degli indiscutibili beneficii che la società della Croce Rossa era chiamata a rendere fra due eserciti contendenti, mentre il danno che derivava dalla sua assenza fu palese nelle acque di Lissa. Sorvolando su avvenimenti troppo noti, ci limiteremo a dire che sul lnogo dove la fregata Re d'Italia, investita dalla nave da guerra G1·an Duca Ferdinando, era scomparsa nei gorghi delle acque, tra gli hur1·ah! delle squadra nemica, si protendevano, pochi istanti dopo, le braccia di 400 eroi, cui il mare doveva fra poco inghiottire! · Dopo di che viene spontanea la domanda: Date tali catastrofi., come e perchè non si è pensato in 35 anni d'esistenza d'una società come è quella della Croce Rossa, a far sì che essa possa mettersi in grado di prestare la sua opera di salvataggio anche nei conflitti navali ? La differenza sostanziale tra i combattimenti marittimi e la guerra campale sta sostanzialmente in questo: che obiettivo d'un esercito non è soltanto quello di riuscir vittorioso in una battaglia, ma quello altresì di metter fuori di com· battimento il maggior numero possibile di soldati ond'es~i non siano in grado di riorganizzarsi e di ritornare A.Il' assalto ; lo scopo dei combattimenti navali è non solo quello d'uccidere, ma d'a/fond,are i vascelli .e con quelli g li equipaggi ch'essi contengono e a cui non rimane più scampo alcuno se non l'umanità del nemico. È evidente dunque che la pr esenza di vascelli di salvataggio, riconosciuti dalle po· tt"nza contendenti, dovrebbe non soltanto essere permessa, ma assolutamente desiderata e voluta; ed è evidente altresì che, dato lo stato attuale delle cose, la Convenzione di Ginevra, la quale limita. l'opera della Croce Rossa al soccorso
Se non eh~,. tutte queste varie società o congregazioni ~anc~rono, p1u o meno, ma sempre, di compagine e quindi d1 rec1pr~ca arm~ni~, ed agirono piuttosto per conto proprio, sec?ndo 11 proprio impulso, che sotto una direzione unica, razionale, frenata e g uidata da un unièo regolamento. La società della Croce Rossa dei nostri tempi deve la sua potenza appunto all'essere universalmente riconosciuta e all'avere - dovunque - il medesimo statuto acni si attiene scrupolosamente. . E_ssa -. com'è noto - ripete la propria esistenza all'iniz1at1va. pnvata del dott. Dumant di Ginevra; già testimonio oculare ~ella battaglia di Solferino ed autore di un'opera che ha pe~· titolo: S?uvenfrs de Solferino: opera nella quale son ~escn~te a c~lon foschi_ le condizioni dei feriti di guel tempo, 1 quali soffrivano assai meno delle lorcf ferite che non si fosse per la mancanza ·di assisten.za medica. ' , In se~uito a tale pubblicazione, e mercè principalmente · ~ ap~ogg10_ prestato dalla Société d'utilité publique di Ginevra, 11 cui presidente era allora Gustavo Moynier, fu tenuto in quella città il primo cong resso internazionale (1863), nel quale vennero gittate le basi della Convenzione 1864. Da quel tempo l'organizzazione della società della Croce Rossa si è _andata se~pre migliorando, ed è tale al dì, d'oggi, d_a e~sere 1~ grado d1 provvedere a tutte, o quasi, le esigenze richieste dei feriti di guerra. Ma che cosa si è fatto pei feriti nei combattimenti navali, che cosa $i è provved ut o per le vittime del mare? Nulla o prèssochè nulla. Giova notare: se la pratica applicazione dei soccorsi da prestarsi dalla società della Croce R ossa in mare, sembra essere problema insolubile o nuovo, esso in realtà non è tale e _vi fu un tempo in cui' ta! problema pareva dovesse esser giunto ad una soluzione: se non che circostanze for tuite e malaugurate sopravvennero ed interruppero le trattative in corso, per cui ogni cosa fn posta in oblio. Allorqua1;do, nel 1864, le rappresentanze di undici o<YO. . . . verm s1 numrono a Ginevra, tra gli altri argomenti da
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nelle guerre campali è difettosa perchè non corrisponde ai bisogni del tempo. · Lo stesso ammiraglio TegethorT, del resto, presente nelle acque di Lissa, dopo essersi persuaso de visu di tale deficienza., fu il primo a parlarne, e a cercare che alla Òonvenzione fosse dato un più vasto campo d'azione. Dopo di lui, il ministero della guerra germanico sollevò la medesima questione, e ciò avveniva appunto nel tempo stesso in cui Napoleone III aveva proposto che il Comitato internazionale dovesse riunirsi a Parigi ; :finchè, nel 1868, il presidente della Confederazione svizzera - sig. Debbs - invitava le potenze straniere a mandare i loro rappresentanti ad una conferenza, che propose dovesse esser tenuta a Ginevra nell'ottobre dello stesso anno. Quattordici potenze risposero all'invito, m;ndando in pari tempo i loro delegati; esse furono·: Italia, Germania, Austria, Baden, Baviera, Belgio, Danimarca, Francia, Inghilterra, Paesi Bassi, Svizzera, Svezia, Turchia e Wurtemberg. Il generale Dafour, eletto presidente, propose la nomina d'una Commissione d'ufficiali dì marina, iucaric~tì dì riferire sulla opportunità o meno delFiri.tervento della Croce Rossa nei combattimenti navali. · La Commissione riuscì composta come segue ; vice-ammiraglio Yelverton (Inghilterra), capitano Kobler (Germania), ammiraglio Coupevent des Bois (Francia), ca~itano Cottrani (Italia), e vice-ammiraglio Karrebeck per l'Austria. Due settimane dopo il lavoro era compiuto, ma il generale Dafour proponeva 15 articoli aggiuntivi. Diamo in parte quelli che trattano più specialmente dell'argomento di cui ci occupiamo. . Art. 6. - Un vascello, durante il combattimento, potrà essere dichiarato neutrale e godere del diritto di accorrere in soccorso dei feriti è dei naufraghi, per quanto lo consentano le condizioni di esso vascello e le fasi della battaglia. I feriti tratti a salvamento non avranno diritto di continuare apre stare servizio, :fino a guerra finita;
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Art. 7. - Il clero, i medici~ gli infermieri, presi a bordo del vascello di salvataggio, saranno sempre considerati personale neutrale; Art. 8. - Essi dovranno continuare a prestar l'opera loro anche dopo essere stati fatti prigionieri e dovranno essere rimandati alle loro dimore quando cessi il bisogno del loro , servizio; A?·t. 9. -- L'ospitale di ciascuna nave, preso durante il combattimento, diviene proprietà del vincitore, che non avrà diritto di adibirlo ad altri usi o scopi insino a tanto che la guerra continui; . Art. iO. - L e navi mercantili di qualunqu~ nazione, destinate al trasporto e al servizio degli ammalati e dei feriti, saranno dichiarate neutrali. Le potenze contendenti potranno, in qualunque fase del combattimento, proibire al vascello neutrale movimenti che esse ritenessero dannosi all'andamento della battaglia. I n casi estremi potrà dal comandante essere adoprato, temporaneameri.te, qualsiasi vascello pel trasporto dei feriti e dei malati; Art. ii. - Gli ammalati e i feriti, fat ti prigionieri di guerra, godranno del beneficio dell'assistenza medica da parte del n.emic.o; ,, A1·t. 12. - Ìl nemico avrà diritto d'ispezione nel vascello sul quale è issata bandiera bianca...
* ** Tre giorni dopo il prog~tto veniva sottoscritto ; la Confederazione svizzera ne mandò una copia a ciascuno di quei governi _che avevano aderito alla Convenzione del 1864, in· sieme ad una circolare in cui chiedeva la loro approvazione su tale proposito. Non essendo stato tenuto· alcun conto di questa circolare, · nel dicembre la Confederazione mandava una seconda Nota, che ebbe la medesima sorte . .Fi11almente, in aprile del 1869 la Confederazione spedì una terza Nota a cui fu dato finalmente risposta.
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La Francia aderiva, in massima, nia desiderava portare alcune modificazioni all'art. 9, nel senso che non soltanto l'equipaggio ma i vascelli stessi adibiti ad uso di ospitale dovessero godere del diritto di neutr~lità. L'Ingliilterra - con pieno accordo della Francia ~ rispondeva: « Questo govern0 « intende il significato dell'art. 10 nel senso che esso dia alla « potenza bloccata il diritto di negoziare col nemico onde poter « allontanare dal luogo del conflitto g li ammalati e i feriti : e « che l'entrata e l'uscita dal porto del vascello neutrale non « possa aver luogo senza precedenti ·negoziazioni ». L'Italia annuì alle condizioni del]' Inghilt&ra e della Francia non soltanto, ma diede più ampie prove del suo in teressamento su tale questione, stabilendo durante la <.ruerra ' . . b franco·prussiana., un ospitale militare ri.avale, t-1 quale però non fu posto in uso giacchè le squadre delle due nazioni non entrarono in azione. . . La Convenzione ginevrina del 1868 · fu riconosciuta in quello stesso anno ufficialmente e .per la prima volta dal re di Prussia nel suo di.scorso della Corona; e per parte sua, la regina Augusta adoprò in quella cii-costanza tutta la sua influenza affi.nchè gli articoli addizionali avessero una pronta approvazione; anzi tenne su tale proposito una lunga corrispondenza col presidente del comitato della Croce Rossa a Berlino: ma, come vedremo, tutto riuscì inutile. Verso la metà del 1870 lo stato delle cose er:a il seguente: La Germania, l'Austria, Baden, il Belgio, l'Italia, i Paesi Bassi, la Svezia e Norvegia, la Turchia e il Wurtemberg annuivano alle esigenze della Francia e dell'Inghilterra rispetto agli articoli 9 e 10, aderendo pienamente agli altri; la Spagna non diede risposta alcuna; la Russia propose di fare ~tlcune aggiunte all'art. 17, riguardante qualche even- ' tuale abuso da parte della Croce Rossa.. Tutto parevà; dunque concluso, allorchè sorse questione sulla forma di cui dovessero essere rivestiti i concetti dei varii articoli. Sembrerà incredibile, e non è men vero : questo dettaglio da nullà bastò a far sì che la Confederazione svizzera, la quale si era mostrata ta:uto volonterosa ed attenta,
e che aveva ottenuto una così unanime approvazione dai governi europei, mandasse a vuoto e mettesse ogni cosa in disparte! La guerra franco-prussiana e le altre varie vicende sulle condizioni di pace tra le due nazioni, assorbirono siffattamente l'attenzione dell'Europa, che la Convenzione fu posta in oblio. Da ciò la causa per cui le armate di tutte le potenze sono tuttora e rimarranno forse per l ungo tempo, prive dell'appoggio benefico della Croce Rossa : la quale, a sua volta, non si è più occupata dell'argomento in veruno dei suoi susseguenti congressi, che furono quattro ! (1) Si provvederà per l'avvenire? Giova sperarlo: imperocchè se v'è ormai poco di comune tra una nave da guerra del 1860 ed una corazzata dei nostri giorni, il principio rimane immutato; come ai feriti d'allora era dovere prestar soccorso, così ragion v uole che lo stesso dovere incomba anche oggidì.. Durante la guerra americana dal 1863 una nave di lungo corso (2) si avanzò verso HamJton Roads. L'equipaggio della fregata Congress che ivi ormeggiava, vedendo che non avrebbe potuto altrimenti scampare da un investimento, si diede alla fuga,. ma la nave nemica aprì contro di essa un fuoco formidabile, che durò insino ?, .tanto che il Congress non abbassò ~a propria bandiera. Allora un terzo vascello, presente allo scontro, si fece innanzi, offerendo di trasportare i feriti e il restante dell'equipaggio della fregata a bordo. Se non che nello stesso tempo echeggiò una spaventosa detonazione, mentre nna grandinata di proiettili si rovesciava sulla nave di salvataggio. Quella scarica proveniva da un distaccamento di truppe del Nord g iunto in quell'istante, e che non conoscendo le intenzioni pacifiche del vascello, nè vedendo su, di esso alcun segno che lo facesse riconoscere, aveva apertò un terribile fuoco di fila. Il vascello fu costretto a ritirarsi, ma nello stesso tempo la Nferrimac ricominciò la sua opera
O) Il pritno nel 18ì4 a . Druxelles, il secondo a Ginevra.nel 1ss1, un terzo a Carlsruhe nel ·1887, l'ultimo a Roin:i. oel I892. {2) La 11/er·rimac.
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ANNO ,LIV.
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di distruzione e pochi istanti dopo il Congress andava a fuoco e saltava poscia in aria. Ancora: Il 23 di luglio, prima che la guerra tra la Cina e il Giappone fosse dichiarata, una nave da guerra inglese - la Kowshing -- navigava coli band iera brittaunica, da 'l'okio diretta per Corea, con a bordo 1000 soldati cinesi. La mattina del 25, mentre s'avvicinava alle coste di Corea, fu incontrata dalla flotta giapponese, la quale si dispose in modo da impedirle di proseguire la rotta. Un incrociatore giapponese - Naniva - si staccò contemporaneamente dalla propria linea, avanzandosi verso la Kowshing alla quale, dopo i saluti d'uso, mandò il segnale di: fermatevi! L'avviso essendo accompagnato da; due colpi di cannone a sal ve, la Kowshing s'ancorò immediatamente. Allora u na ba~·ca'. fu calata dalla Naniva e in essa presero posto alcuni ufficiali giapponesi. Giunti alla Kowshing, essi esaminarono le carte del comando, quindi invitarono il capitano Helsfol'th a levar l'à.ncora e a seguire la Nanii;a. Se non che i Cinesi a bordo della nave inglese, venuti a conoscenza delle pretese giapponesi, rifiutaronsi energicamente, a lo:.- volta, d'obbedire alle intimazioni del nemico e gittatisi a guardia dell'àncora fecero comprendere agli Europei che · avrebbero scaraventa,to in mare ch iunque si fosse atten,tato di far muovere il vascello. I Giapponesi per ,conseguenza si allontanarono e poco dopo la Naniva mandava questo segnale: Partite immediatamente. Il capitano Helsforth comprendendo che il segnale era stato dato per gli Europei, rispose : Ci è i:mpossibite; in seguito di .che la Nanfoa, mandò un lungo fischio, issò bandiera rossa gira.udo di fianco, e aprì un fuoco spa,~entoso contro la KowsÌiing. Un panico indescrivibile invase i Cinesi: ma gli Europei che avevano avuto ordini precisi, si calarono immediatamente in mare e nuotando g iunsero alla Nani·va dove furono raccolti ed accolti amichevolmente, mentre la nave brittannica, crivellata di proiettili, an dava lentamente ma inesorabilmente a fondo. Nello stesso t.empo la snperfice del
mare si copriva di naufraghi cinesi, imploranti soccorso e ciò che ne seguì fu il degno coronamento d'una giornata di orrore. I Giapponesi cominciarono a tirar colpi di fucile su quanti venivano a galla e ad uno ad uno - con rabbia fe. roce - li uccisero tutti. Quest'eccidio venne poscia da essi smentito, ma troppi Europei erano presenti ; la cannoniera francese Lyon e la nave germanica lltis n-3 furono testimoni oculari; esse, anzi, riuscirono a salvare 300 Cinesi, in gran parte fari ti, in una strage che somiglia a quella di chi uccidesse un moribondo sul campo di battaglia. Ma frattanto, se l'Europa è chiamata ad impedire che nell'Oriente si ripetano simili cose, spetta particolarmente alla Croce Rossa d'intervenire : perchè nessuno - - crediamo - potrà non riconoscere l'utilità che un vaséello di salvata.ggìo, dichiarato e riconosciuto neutrale, può rend ere in simili spaventosi frangenti. Giova ripeterlo: sarebbe ag~~Jle mol~iplicare_ g~i ~sempi '. e fra questi se ne potrebbero citare dei reeentiss1m1 tratti dalla guerra ispano-amer icana : ma crediamo sia sufficiente ciò che abbiam detto.
Si è parlato de' naufraghi e non ancora dei feriti. Or bene: facendo un computo delle perdite avvenute nei combattimenti navali da 30 anni a questa parte, si ha una media di 500 feriti su 1500 affogati. Ciò posto, ne v iene di conseguenza che debbasi anzitutto provvedere a.i secondi: non bisogna tuttavia dimenticare che la condizione dei feriti a bordo delle navi è terribile. Stivati nel fondo di esse, mancano spesso d'aria e di luce .finchè la nave rimanga a galla: appena questa affondi, sono le vittime prime sacre alla morte. .J feriti sul campo dì battaglia sono; sotto questo punto di vista, in condizioni incomparabilmente migliori. Appena tolti dalle file, essi vengono posti su barelle, tratti, per quanto è possibile, lunge da' proiettili nemici, e non dì rado salvati ; la condizione dei feriti in un combattimento navale, in ispecie se essi son molti, è quasi sempre disperata.
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LA CROCE ROSSA NEI COMBATTIMENTI NAVALI
D urante la guerra di Crimea, la Francia convertì le sue vecchie fregate Gristoforo Colombo, Eldo,·ado, Alge;•ia e Principe in vascelli di traspor to pour les blessés cle la patt·ie. Ai nostri tempi l'America del No:::d solamente possiode d ue vascelli-ospitali: il Solace e il Relief; ma nell'ultima guerra essi non seguirono la :flotta, e furono adoperati soltanto come mezzo di communicazione fra la costa .e le navi. Nel 1870 il comitato della Croce Rossa, a Berlino, offrì un premio pel migliore studio sull'argomento di cui ci occupiamo. Il premio fu aggiudicato al sig. Ferg uston che trattò dell'e(ficacia della Oroce Rossa nei combattimenti navali. Secondo il sig. Ferguston la Croce Rossa e tutte le altre società congeneri, dov rebbero godere del diritto di neutralità, possedere navi ospitaliere, zattere di salvamen to (1) e uno speciale personale di servizio messo a disposizione del Comando, che, a sua volta, porgerebbe ascolto a quei consigli utili che g li verr ebber o dati dai membri della Croce R ossa, scelti alla direzione degli ospitali marittimi. L e navi di salvataggio dovr ebbero natura lmente rispondere a tutte le esigenze volute dall'igiene modern.a : buona ventilazione, letti l:Omodi, cibo sano ecc. Tutto ciò si potrebbe agevolmente mettere in esecuzione, poichè la società della Croce Rossa è non solo potente, ma lavora senza posa e con serietà di propositi. Giova quindi r ipetere la domanda che ci siamo fatti in principio di questo studio. - Si provvederà per l'avvfilni:re? L a domanda è molto, forse, an-,f/troppo coi:nplessa : ma noi siamo persuasi che tale problemi;:a.nche date le immense d ifficoltà che si dovranno necessariamente incontrare, av rà una non lontana soluzione t2).
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({) Di gomma e costruite in guisa da potersi gonfiare e sgonn are a piacimento. Riass uuto dal Journat of the lloyat Unitca Se1·vice l nstitu ti on d'agosto.
(2)
A.
B 1SCONTINI.
ARTIGLIERf A TECNICA .E INGEGNERIA MILITARE
Riceviamo e per debito d'imparzialità pubblichiamo:
A.l signor cav. dolt . Antonio Calichiopulo I enente et' artiglieria. Roma, 28 settembre 1899.
Egregio collega, Ho letto col pit\ vivo interesse le savie ed opportune considerazioni da lei svolte, con ammirevole chiarezza n ell'opusoolo che ha avuto la. cor tesia d' inviarmi, portant~ il titolo : L'artiglieria tecnica e -l' ingegne-ria militare (estratto dalla Rfoista m ilitare italiana, anno 1899). Con maggior copia d'argomenti che nol consen tiva l'articolo pubblicato nel n. 51, anno corrente deirEsercito Italianp ella ha ora più efficacemente dim.ostr~ta la necessicà d i addivenire ad una radicale riforma nella prepara.zione scient ifica dei giovani che aspirano alla carrieria di ufficiale di artiglier ia ; mostrando con logica stringente come, mentre ~on occorrerebbe tanta sublimi tà di studi matematici per bene impiegare l'artiglieria. campale, necessiterebbe per contro una benintesa e solida coltura in color o che dovrebbero attendere al ser vizio degli stabilimenti militari per la fabbricazione del mater iale da g uerra; donde ne consegue ragionevolmente il dover dividere gli ufficiali d'artiglieria in due distinte carr iere : u fficiali combattenti e ufficiali ingegneri. · T ale separazione di carriera è or mai penetrata nella mente di molti, e oser ei dire anche nella coscienza dei più tenaci conservatori. La splendida r elazione della Commissione par lamentare sul disegno di legge pr esentato dal ministro della
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AM'1GLIER.IA 'fECNlCA E INGEGNERIA MILITARE
guerra (di San Marzano) di modificazione ai quadri delle armi d'artiglieria e del genio (.27 aprile 1899), con grande competenza ed autorità, dimostra il bisogno di addivenire, fra non molto, alla separazione delle carriere nell'arma d'artiglieria. Possiamo aduuque ritenere essere pressochè tutti d'accordo sulla separazione delle carriere; ma ·10 scoglio sta nella ricerca del modo come poter bene risolvere cotanta ardua questione ; e qui dove tanti e svariati pareri, t utti pregevoli, si cozzano, senza venire ad un equo componimento: augu· riamoci,. pel bene èlella nazione, dell'esercito e dell'artiglieria in particolare, che venga presto colui che imponga « silenzio ed arbitro ... » Intorno alla diversità di vedere, io, per esempio, sarei più radicale di lei ; in luogo di riformare completam1,mte i prog rammi di studi della R. Accademia militare 'di Torino, a me parrebbe affatto superfluo il conservare det to istituto il . ' quale potrebbe tutt'al più scendere allo stesso livello cui discese il R. Collegio militare di Napoli; imperocchè gli ufficiali combattenti si potrebbero trarre benissimo dalla R. scuola militare di Modena, fra giovani forniti dell~ licenza d'istituto tecnico, sezione fisico- matematica, e gli ufficiali ingegneri si potrebbero reclutare, con larghezza di scelta, fra i giovani uscenti dalle scuole d'applicazione degli 1 ingegneri industriali e ci vili. Una bene organata scuola d'applicazione pot~·ebbe poi completare Fistruzione militare tecnica di detti ufficiali. Parlando della R . accad emia militare di Torino, so di dir cosa dura (lapicles loqui), ma cadono le città, piombano i regni, e quel che segue. Ella opinerebbe che gli ufficiali ingegneri do·vrebbero attendere al servizio degli stabilimenti e a quello delle brigate da costa e da fortezza, e adibirne alcuni presso i reggimenti da campagna, quali ufficiali al materiale ; io penso che sarebbe utile largheggiare nell'assegnazione degli ufficiali ingegneri, dando al Governo la facoltà di. dest inarli a qualsiasi impiego, in pace e in guerra, quali: agli stati
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ARTIGLIERIA TRCNICA E INGEGNERIA MILITARE
maggiori, agli ispettorati, al Minii:;tero, ecc. ecy. ; ma per le brigate da costa e da fortezza, limitato vorrei che fosse il numero di tali ufficiali; sembrandomi conveniente che eziandio per detti reparti combattenti, la maggior parte degli ufficiali venisse tratta dalla R. scuola militare di Modena.. È ben vero che il servizio ed il puntamento delle batterie da costa specialmente, ed anche da fortezza, sono assai complicati ; ma dovrebbero essere resi praticamente facili, e alla portata delle varie categorie di ufficiali in congedo sui quali si dO\"rà fare non poco asseg namento in g uerra; n on che alla portata dei sottufficiali, per ogni prevedibile.evento. Le chiedo venia della liuertà che mi son pr eso d i esporle così alla buona le mie idee, che sono poi quelle stesse che lanciai alla pubblica discussione colla mia 'lettera aperta, diretta al mio amico ten ente generale A.fan de R ivera che mise il campo a rumore (L'Esercito i taliano, n. 94, 1899). Auguriamoci, r ipeto, pel bene dell'ar tiglieria, alla quale mi serbo sinceramente affezio1fato che queste idee riformatrici si facciano strada, come la perforatrice, associata alla dinamite, procede lenta ma seçmra attraverso le masse granitiche delle Alpi gutta cavat Zapidem. Le stringo la ma.no. Suo dev."' 0 collega MIC :S:ET,E D E
R ADA
tene·n le g(·ner ale.
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NOTIZIE l'0LITICO - MILI'1'AR1
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venne inviato a Sua Maestà dal sindaco di Messina e n'ebbe in ri sposta un altro di riugraziarnento ed assicurazione di vivo affe tto per le patriot· tiche popolazioni della Sicilia. ·
NOTIZIE POLITICO-MILITARI
Ricca soltanto di piccoli fatti è la cronaca della quindicina: commemorazioni ed inaugurazioni di monumenti . Il ·1 7 a Messina, presente S. A. R. il Duca d'Aosta ivi appositamente recatosi, fu inaugurato un monumento alle eroiche ba tterie .Ma;otto e Bianchini (3• e /~a batteria d'Africa) che nella fu nesta giornata di Adua re,istettero all'irrompente nemico fino ad essere quasi completamente distrutte. Queste due batterie erano composte io grandissima maggioranza di Siciliani eri oltracciò la batteria M.asouo (che poi sdoppiandosi, diede luogo alìa 3• e 4,& batteria d'Africa rispettivamente comandate dai capitani MasoW:> e Bianchini) era stata formata ed istruita in Messiua.; epperciò si comprende il patriottico entusiasmo dei Siciliani in geoere e dei 'ìliessiuesi in specie per questo monumento . !\'on è però esatta nè giusta la denominazione di batte1..ie sicil'iane , con cu i le mede:;;ime vengono generalmente designate nelle corrispondenze ed articoli di giornali; per<.:hè batterie che regolarnentarmente si chiamassero siciliane non ve ne furono mai, come non vi furono mai ba tterie composte nella totalità di Siciliani. Lo stesso capi tano 1\fosotto che quelle batterie istrnì, educò ed una ne comandò nel la batt3glia, non era sicilia no ma veneto. _Siffatta denomiuazione regionalistica fu creata \nnocentenÌente dai giol'nalisti. Dobbiamo però constatare ch'essa non figura of'lle lapidi poste sulla base del monumento; non fu pronunciata nel discol'so inaugurale, e non si trova neppure nei dispacci del l'Agenzia Ste fan'i, ove si rende conto della cerimonia del l'inaugurazione. Non diremo il concorso dei Siciliani a Messi na , per questa solenne circo:,;tanza, nè il loro entusiasmo per questa festa, noteremo so lo che da essa t1·assero occasione per calorose dimostrazioni di affetto a S. A. R. il Duca d'Aosta - che avev3 onorato di sua presenza l'inaugQ.razione - a S. M. il Re, a r.asa Savoia. Un telegramma esprimeute questi sentimenti
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* * Lo stesso giorno fu inaugurato iu Ceva dav:rnti alle autorità civi li e militari e grande concorso di popolo ùn monumen to al colonnello Galliano, l'eroe di Makallè. li genera le Fecia di Cossato rappresentava alla cerimonia S. M. iI Re ed il 1\iinistro della guerra. Il monumento effigia l'eroe sn l forte di Malrn llè, in atto di guardare l'oste abissina che si avanza. Altri monumenti e lapidi ad altri eroi del l'ultima campagna d'Africa furono inaugurati lo stesso giorno in varie altre città cl' Italia e tutti con grande concorso ed entusiasmo del la folla. Non è vero che il nostro popolo sia indifferente al.la gloria militare come taluni dicono, e vorrebbero. Anzi riguardo all'ultima campagna d'Africa ed alla sconfitta d'Adua - co~ì faci lmente accettata - le cu i conseguenze morali oggi :,i sperimentaao in tutto il campc, della nostrn politica estera, com incia, · se non ci inganniamo, nelle popola~ioni ita liane un vivo s~ntimento di resi pisceuza. - Parlando d'inaugurazioni, non dobbiamo tacere quella che pure il giorno ,J7 ebbe luogo in Cava Manan1 dove fu posto un ricordo marmoreo a Luciano Manara, uno degli eroi della dil'esa di Roma nel ,J 8/i.9. Fra la popolazione accorsa erano_numerosi i veteran i; si fece rappresentre alla cerimonia il Ministro della guerra·. 'i-
** La fe5ta nazionale del XX settembre, ricorreLJza dell 'entrata delle trup~e italiane in Roma, fu solennizzata col solito eu tnsiarno nella capitale, nelle provincie e nelle colonie ita liane all'estero. In questa occasione il sindaco di Roma inviò a Sua Maestà iI seguente telegramma: · « Nella ricorrenza di (1uesto faus tissimo giorno in cui l' Itàlia, a compimento di secolari aspirazioni, riconquistava la sna storica me· tropo li, Roma, che serba affetto e riconoscenza alla gloriosa Dinastia di Savoia, dalla quale ebbe libertà ed indipendenza, rinnova alla M. V. l'omaggio riverente della sua gratiturl ine imperitura.» All'omaggio di Roma S. M. il Re risrose : , È sem pre con vivo compiacimento che ricevo il sa luto di Ro ma nel giorno solenne che ricorda la rivendicazione dei snpremi diritti
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NOTlZlE POLITICO -MI LITAR I
NOTIZIE POLlTICO-MlLITARI
della nazione. Questa storica ricorrenza richiamando .1lla nostra memoria quanta virtù di sacrificio, di perseveranza e di fede ci .1 bbia condotti alla grande conquista, susciti sempre più negl' k dian i il sentimento dei.loro doveri verso la pntfia. Al compimento di questo mio voto sono .iflidate la grandezza e la prosperi tà d'Italia e della sua glo·riosa capitale. •
Il 20 anni versa.t'io della liberazione di Roma; fu giorno di fes ta anche a bordo delle navi . Si fe-cero gr·andi regate. Il gio~no 2.4 le due squadre uscirono al largo e simu larono un combattimento. Si fece ro grandi eserci tazioni di lancio di siluri .da parte delle navi ed esercitazioni di rimorchio di navi supposte fuori di combattimento. , Nei giorni seguen ti le manovre d'ogni specie, alternandosi, continuarono. Noi non prosegn iremo il ra1:cont.o, perchè non conoscendo bene nè il supposto genera le, nè i temi pa rticolari non potremmo se non ripetere cose già dette. Le manovre si chiu.deranno con uua grande rivista, passata da ll'ammiraglio, Duca di Genova, nello stesso golfo di Gaeta.
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Si svolsero durante la quindicina, e non sono ancora fin ite al momento in cui scriviamo, le manovre navali della nostra flotta . Siccome a:le medesime, non furono ammessi, con saggio consiglio, i corrispondenti dei giornali, così poco se ne parla nell a stampa; ma, per detto generale, si trlllta di manovre molto interessanti e tnli devono essere a gi udicarne dalle fvrze che vi prendono parte. Ne diremo due parole per debito di cronisti. S. A. R. il Duca di Genova , reduce dal l' inaugurazione del monumento a Vittotio Emau uele in Torino, s' imbarcò a Genova il 1'2 corrente sul R. yach t Sardegna e partì direttamente per la rada di Gaeta. Qui vi già si trovava ancorata la sq uadre attiva comandata dall'ammiraglio Maguaghi, quella di riserva comandata dall 'am miraglio Frigerio e la squadra delle torpediniere comandata dall'ammi raglio Gavou.i , cioè quasi tulle le forze navali ita liane. · Il Duca di Genova, appena arriva to , ne prese il cournudo in ca po. Prima ancora del suo arrivo si erano fatti sim ulacri di sbarco, evoluzioni di torpediniere, tiri al bersaglio e via diceudo. S. A. R. p.1ssò .anziLUtto una minuta isp-3zione a tutti i legn i di ambedue le squadre, alcuni dei quali erano stati messi in pieno assettd di guerra. Questa ispezione durò vari gioroi, poi ri cominciarono le esercitazioni. Il 18 si eseguirono lìnti attacchi contro i forti di Gaeta , e poi (supp.osti questi ridotti al silenzio e la guarn igione bloccata in cittil) si fecero sbarchi di uomini, di pezzi e di munizioni sulla spiaggia, si procedette alquan to entro terra e si presero posizioni. Il '19 le torpediniere si esercitarono di giorno e di notte al lancio dei siluri contro bers.1gli mobi li e contro JJers.1gli lhsi. Questi erano rappresentati da ,,cogli e i siluri lanciati contro di essi vennero fo tti effetti vamente scoppiare. Da pa rte loro le squadre fecero esercitazioni di col locamento in mare di sbarramenti improvvi$aLi per la di fesa del le navi contro le torped iniere. Un riparto di marinai sbarcò per far saìtare, mediante mine, un trntto della strada litoranea. Le mine furono scava te e fatte esplodere effetti vamente. 1
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Si provvide nell n qui ndicina a ripia1rnre con promozioni i vuoti che le morti e i collocamenti in posizione ausiliaria banno fatto oell 'e3ercito, dopo il ripiariameuto avvenuto nello scorso trimestre. Il prospetto numerico di queste promozioni è il seguente: Carabinieri: 3 colonnelli - 1 capi tano - 1 so ttotenente. Totale 5. Fanteria : 7 colonnelli - 13 tenen'ti colonnel li - ,16 maggiori - 45 capitani - 32 tenenti - ·106 so ttotenenti. Totale 220. Cava lleria: ,1 urnggiore - 8 capit~ni - 34- sottotenenti, dei quali 12 sono soLtotenenti,di cùmplemento nominati sottotenenti in servizio attivo permanen te. Totale ,Ji3 . 1 Artiglieria: ,1 colonnelto - 2 tenen ti co lonnelli - 7 maggiori 13 rapitu ni - 4- tenenti - 6 sottotenenti. Totale :3:3. Genio: 5 colonnel li - 9 tenenti colonnelli - 2 ca pitani - 2 tenenti - ,1 sottotenente. Tota le ·19. Distretti: ·1 colon nel lo - ~ tenente colonnello - 2 maggiori - 3 capitani. Totale 7. Fortezze: ,J colonuello - 1 1enente colonnello. Totale 2 . Medici.: ·1 teoen_te co lonnello - 11 maggiore. Totale 2. Comrnissnri: ,1 col0nnello - ,1 tenente colonnel lo - ·1 maggiore - 2 capitani. Totale 5. Contabili: ,i maggiori - ·12 copitani - 2 tenen ti. Totale ,18. [noltre, nel personale dl'i ragionieri di artigli•~ria sono fatte, le pro.moziou i seguenti: ·I ragioniere promos.,o ragioniere principale ; 2 aiutanti r,1gionieri promossi rngioaieri; 2 capitecn ici promo;si di classe. 1
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NOTIZIE POLITICO-lrflUT ARI
- È nolo che dall'aprile scorso sooo com inciate da parte di delegati del rnini:.:tero del teso: o, operazioni d' ioventario a tutti i magazzini militari. / . Secondo recenti coprnnicazion i alla stampa erano state eseguite, a tutto il mese di agosto u. s. ed espletate le operaziooi di controllo ai tre magazzini centrali di vestiario iu Torino, Firenze e Napoli; allo stabilimento di Casaral ta, dove preparansi le carni in conserva; ai magazzini di casermaggio del le d1vi$ioni militari di Roma, Perugia, Cagli,1 ri , AncQna, Chieti, Verona, Padov3, Milano, Fi renze e Napoli ed alle fabbriche d'armi di Brescia e di Torre Annunziata. In co mplesso vennero riscontrate merci e derrate per un valore di circ.i venticinque milion i. . Le oper;1zioni sono procedute regolarmente e non diedero luogo ad alcun incon veniente. Nessnn rimarco hanno avuto motivo di fare gli ispettori del tesoro, i quali hanno riconosci uto lo stato di ogni singolo magazzino esatto e pienamen Le corrispondente alle scritture dei rispettivi consego a tari. ~
** Dall'Eritrea continuano a giungere notizie ' di trarn1uil lità perfetta, tan to nell'interno, quanto sui confini. Si 1.avora alla costruzione di strade carreggiabili, si fanno progetti per la costruzione di ferrovie. Il regio commissario, on. Martini, si trova ancora in Italia in licenza. Sicchè non parleremmo di questa Colonia se non fosse la novità • visita che farà ad essa, il conte di Torino. di una prossima S. A. R. reduce dnlle sue caccie nelle Indie, sba~cherà, per quanto . venne annunziato, a ì\'lassaua, ove $,Hà ricevuto dal colqnuello Trombi comandante delle truppe coloniali e dai fuozionari dell'Eritrea. Il ricevimento sarà ufficiale ed il conte d_i Torino, dopo essersi fermato qualche giorno a i\fassaua, si recherà all'Asmara. Quivi avrà luogo una rivista milita re alla quale prenderanno parte tuÌte le truppe disponibili. Si annunzia che i capi indigeni si recheranno _in quella città per fo re atlo di ossequio al principe, il quale poscia visiterà le princi pali località della Colonia, e se, com~ pare, si spiHgerà fino ad · Agordat, sarà ivi ossequialo dal residente inglese di Cassala . ~
* * Siccome nel la precedente puntata abbiamo accennato alla condanna avvenuta in Francia - per la seconda volta - del capitano Dreyfns, accusato _:_ come tutti sanno - di spionaggio per conto di potenze
NOTIZIE POLITICO-MILITARI
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estere, così dobbiamo com pletare il r~cconto dicendo che il presidente · della repubblica ha fotto· grazia al condannato, siccbè egl i oram.-i i si trova libero in seno alla propri:i fami glia, ed il g1:ande fracasso che ha durato tanto intoroo al suo nome comincia a cessare. In Fn1ncia pare che gli spiriti provvisoria mente si acquetino, aspet· tando che qua lche altro argomento ponga occasione ai parti ti di affermarsi in altra maniera. 1 Io Italia i giornali di quel partito, che vede volentieri l'esercito,, come il .fumo negli occh i, adesso - a dramma fin ito - colgono pretesto da l processo Dreyfus per fare una c11mpagna contro i tribuuali. militari e il mil'1.tarismo in Italia. Sarebbe faci le dimostrare a costoro che al processo Dreyfus ha pr~so parte - in un senso o nel l'al trn - la Francia intiera, di modo che esso fu un processo politico, non un processo militare, benchè milita ri fossero i giudici · e gran parte dei testimoni; sarebbe faci le dimostrare che le condizioni dell'esercito rispetto 11i pa rti li sono così diITereoti io Italia e in Francia , da non potersi applicare ad un paese le deduzioni che forse sarebbero applicabili all'altro. Ma non è nostro uOizio fare polemiche; lasciamo che sitfaue questioni vengano trattate in luogo più adatto; acceon:ia rno al fatto e passiamo oltre. I
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Sono notissime ed antiche in Italia. le lagnanze di quanti hanno a cuore .il prestigio della divisa milita re; per le abu-;ive imitazioni che dell a medesima ranno continuamente corpi non militari, specialmeote guardie municipali e bande musicali; imitazioni che rendono diffici le ai non militari , specia lmente agli stranieri, disti nguere il personale dell'esercito (ufficiali e tru ppa) da l personale di corpi che, per recfotamento sono tutt'llltro che corpi scelti; per disciplina e per mansioni sono tutt'altro che corpi militari. Il che dà luogo spesso ad equivochì che non tornaoo certo a vamaggio del decoro dell'eserci to stesso. Ora le regie prefetture del rego-o hanno inviato a tutti i sindaci da esse di peodenti la seguente chcolare : · . . « Il ministero della ouerra hà richiamato l'at1.enz1one eh quello dell' in.terno sull'abuso di ~portare uniformi non autorizzate, da parte de1' corpi munici pali , b.aode musicali, associazion i civi li, ecc.,. che !n alcune provincie del regno avrebbe assunto un caratte~·e d_1 ecc~z1onale o-ravità per l'indisturbata adozione di gran. numero d1 umform1 affatto e . simili, se non identiche, a quelle del regio esercito .
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NOTIZIE P 0 Ll'l'IC0- MJ LI'1'All l
NOT!ZJE POLITICO-MILITARI
« In alcuni casi l'inconvenien te lamentato è giunto a ta l segno che vi sono corpi che indossano uniformi già disapprovate dalle antorità militari. I « Ora siffatti abusi devono assol utamente cessare, epperciò io prego le SS. LL. di riferirmi subito se io codesto comune esistono corpi municipali od altr:, corporazione qua lsiasi non dipendente da llo Stato ( bande mnsicali, istituti di educàzioue, persona Ii .di società pubbliche, ecc.) cbe focciano uso di uniform i non approva te dalla competente autorità militare. « Le SS . LL. vigi leranno perchè i corpi e,istenti e quell i che avessero a costituirsi non si presentino in pubblico con UTliform i che non siano state debitameu te approvate. » Non possiamo se non eucomiare altamente questa ci1·colare ed aspettiamo di vederne gli effelti.
anzianità qu i app resso indicate : co lounel li a tutto il ,189·1, tenenti colonnelli 1895, maggiori ,J89.i, ca pitan i 1886, tenen ti ·1888, sottotenenti ,1893. · . Gli uaìciali di complemento e di milizia territoriale per essere inscritti sui qundri d' av:mzamento devooo superare appositi esami ed esperimenti . Quel li che nel le note caratteristiche sono cla:ssificati mediocri o canivi vengono escl usi dagli esam i e da ll'avanzamento. Sono dispensati da gli e:;am.i gli ufficiali di complem~uto e di mil izia territoria le : ci) clrn provengono da l servizio permanente da meno di quattro anni, od abbiano riportato dnrnntù il servizio stesso la dichiarazione· d'idoneità al grado a cui aspirano; b) quell i che, in segu ito a servizio prest2to, anche senza assegni,. sieno st/l ti giudicati idonei dall11 com missione compilatrice delle uote· caratteristiche ; e) quelli che ahbiauo ri portato la classificniooe di ottimo nei corsi d'isLruzione eventna lmente st,1bil iti dal ministero . Gli esami potranno aver luogo nel mese di ottobre corrente anno._ Per quanto riguarda gli esperimenti,,' si provvederà con ulteriori disposizioni. Le autorità mi litari dalle quali dipendono gli uffici11li in congedo, dopo avere riconosciuto i titoli degli ufficiali dispeu::;ati, inviteranno glì_altri a sostenere le prove . Coloro che per due volte abbiano rinunziato, o per due volte si11no stati dich iarati non idonei, saranno esclusi defin iti ~amen1e dall'annza. mento. Gli ufficiali che 11vessero dato l'adesione ma poi non si presen tassero, sHanno considerati come se avessero rinunziato . Sono esclusi dalle prove gli urJiciali che, raggiungendo nel secondo semestre del corren te anno i limi ti d'età, don anno essere tolti dai ruoli il 3,1 dicembre p. v. Saranno per al tro invitati alle dette prove quegli ufficial i di complemento che, pur·e trovandosi nelle condizioni oradette, facessero preventivamen\e domanda di pas:rnggio ~I la milizia territoria le.. I comandan ti di corpo d'arm11ta ri partiran no gli Hfliciali stati ammessi agli esa mi e daranno le necessarie disposizioni per la com posi-· zione e la sede delle comm issioni esam inatrici. Queste saranno così com poste : per gl i ufficiali superiori: di un mag-· giore generale presideote, di due colonnelli o di un colonnello e di un lenente colonnello mem bri; per i cap"itani: di un comHndante di reg-· gimeoto o di distretto, presidente, e di due ufficia li superiori membri;.
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* * Non è ancora ben certo quando si riunirà il Parlamento. E' noto che davanti ad esso pendevano molti progetti d'interesse militare; chiusa la sessione parlamentare essi sono tutti decaduti, ma integralmente o con qua lche modificazione verranno ripresenta.Li. Questi progetti sono i seg uenti: .Modificazione alla legge sulle servitù mi litari; Sistemazione degli uffi.ciali suba lterni commissari ; l\lodific.azioni ai quadri degli ufficiali d'a niglieria e genio ; Riconoscimento dell' impresa dell'Agro romano come campagna per l'indipendenza nazionale; Disposizione per la leva sui nati nel ,1879; Passaggio dalla regia ma nna al l'esercito di,taluu·e categorie di militari in congedo ; Sistemazione del conto corrente tenuto da l tesoro coll'amministrazione dei personali m!litari vari .
*"" * Fra le più interessanti disposizioni d'ordine militare emanate nella quindicina notiamo : - Vennero pubblicate le norme per l'avanzamento degli ufficiali in congedù per l'anno 1900. Eccone un sun to: Poti'auno es~ere insi;ritti nei quad ri d'avanzamento per l'anno ·1900 gli ufficiali in congedo di qualunque categoria arma e corpo aventi le 1
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NOTIZIE POLITICO-MlL!TAJ.U
NOTIZIE POLlT!CO-Mll..lTARl
pei subal terni: di un ufficiale superiore presidente e Ji due capitani membri. Le prove per ciascun candidato avranno la du rata di circa mezz'ora tanto per l'esame teorico quanto per quello pratico, con norme e programmi -:;peciali per ciascun arma e corpo pubbl icati dal Gi ornale m1;li tare. · Tutti gli ufficfoli dovrauno mostrare di conoscere il regolamento di <lisci plina, il regolirnento per il servizio territoria le, il codice pena lw militare. Gli ufficiali che si presentano alle prove non hanno diritto ad alcun assegno, salvo cbe dovessero allontanarsi per più di cinque chilometri dal luogo di loro residenza, nel qua l caso saranno ad essi éorrisposti gl i assegni stabiliti dal paragrafo ·135 del regolamento sulle indennità eventuali.
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Venne pubblicato un re~io decreto per il quale gl'ispettori d' artiglieria e del genio che, per effetto della loro anzianità, assumono il titolo ed esercitano le funzioni di ispettori genernli, prendono grado coi comandanti di corpo d'armata, appena sieno nomin~ti tali i generali che li seguélno immediatamente snl ruolo di stato maggiore generale ed in tal . caso le dette cariche dovranno considerarsi corrispondenti a quel le di comandante di corpo d'armata. - A rimuovere dnbhi circa il conteggio delle indennità pei richiamati alle armi, il ministero ha fatto conoscere che l'indennità fissa di lire 1O, concessa agli uom ini che avevano la, loro residenza fissa fuori I del territorio della divisione cui app::irtiene il centro di mobilitazione cui si presentano, spetta anche a quelli che dai centri di mobilitazione vengono avviati per l'istrnzione a riparti o corpi che trovansi nel territorio di altre divisioni. La stessa indenn ità naturalmente è dovuta per il rinvio in congedo. - Venne pubblicato l'elenco degli ufficiali ammessi al prelevamento dei ca vall i di agevolezza. La cfotribuzione avrà luogo io Pinero lo presso la scuola di cavalleria 1'8 ot.tobre prossimo venturo. 11 prezzo di ciascun cavallo va1•ia da nn minimo di lire ,1800 ad un massimo di lire 2500. La distribuzione si forà secondo le nonne stabi lite dal!' Atto 153 del ,1896 colle seguenti modiftci,zioni: 1° il prelevamento non è obbligatorio; 2, 0 eseguita la distribuzione, e nel giorno stesso gli ufficiali avranno la facoltà di montare il cavallo scelto e, non trovandolo di loro gradimento, potranno non accettario senza addurne i motivi.
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- Vennero p11bblicate le seguenti modificazioni alle condizioni stabilite da circolari precedenti per l'ammis$ione straordinaria al terzo corso dell'accademia militare: ·1° il numero dei posti messi a concorso è di cinquauta anzichè di quaranta; 2° a tutto il 1O ottobre prossimo possono essere ammessi a I concorso predetto anche gli studenli uni versitari, i quali, possedendo tutti gli altri requisiti , dichiareranno di far pervenire i titoli di studio richiesti non più tardi del 3·1 ottobre pros• simo venturo. Per i giovani già provvisti dei titoli, la data di presentazione alla acéademia resta fissata pel -15 ottobre; gli filtri dovranno pmsentarsi non . più tardi del ·1 O novembre. Inoltre potranno essere ammessi a ·questo 0oncorso anche quei giovani che abbiano età non inferiore a 18 anni e 6 mesi e non superiore a 24- anni e 6 mesi al ,1° agosto corrente anno. , - A parziale modificazione di quanLo venne precedentemente disposto per l'ammissione nei collegi militari, i-I ministero ha stabilito che potranno essere ammessi al concorso per titoli per l'ammissione al secondo corso, nei detti collegi, per l'anno scolastico 1899-'1900, anche quei giovani che abbiano compita l'età di ,J ,i, aT)ni e non superata quella di ·l 8 al ·1 ° agoslo del corrente anno. - In seguito ad accordi col ministero della marina, quello della guerra ha determinato che coloro, i quali intendano presentarsi al concorso per la nomina ad allievo commissario nel corpo di c,immissariato marittimo e desiderino un giudizio sulla propria attitudine fisica, pos, sano chiedere di essere sottoposti a visita medica preliminare presso un ospedale del regio esercito. Questa visita però non vincolerà il giudizio definitivo che proouncieranno i medici di marina nella visita che deve prendere l'ammissione. - fo seguito ad accordi presi col ministero delle poste e telegrafi, quello della guerra ha stabilito eh~ nello specchio C annesso all'istruzione sulle dispense dalle chiamate sotto le armi, dopo gli scr{van'i poi;tali, si aggiungano gli aiutanti postali. Roma il 28 settembre, ,1899. X.
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ANNO XLIV.
NO'rIZIE MILITARI E STERE
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NOTIZIE MILlrARI .ESTERE BELGIO.
Yiver·i dti riserva. - In seguito a recenti esperienze fu deciso 'che In razione di viveri di riserva portata ·dal soldato (viures du sac) sarà composta di : 550 grammi di biscotto, 4 tavolette ; di 800 grammi di carne in conserva e dei piccoli viveri . L'antico· biscotto, duro e di gusto insipido, sarà sostituito da un prodotto che' ha la medesimn durata,· ma è più friabile, di sapore gratissimo e che contiene una maggiore quantiù di elementi nu tritrvi. · I piccoli viveri comprendouo: una tavoletta di farina di piselli, impastata con sugo di carne compressa ; una tavoletta di zucchero e caffè ed una di spezie. Ques:e tre tavolette sono avvolte in carta impermea liile e riunite in ·un ·astuccio d'allt1minio di forma cilindrica (carto1iohe alimentaire) clìe ha il: centi metri di diametro e 5 di altezza. FRANCIA.
Proibizione di adoperare il piombo in àlciÌne costntzioni. - Una circolare del ministro del la guerra in data i2 gi ugno coIT. :rnno proibisce l'impiego del piombo e dei suoi cleri vati nel le cost;.uzioni dei magazzini destinati a 'contenere i proiettili esplosivi, la meliuite ed altri anàlòghi esplosivi . Sostituzione del cuoio naturale al cuoio nero. - Con due èircolari del 1 i giugno il ministro della guerra ordinò la sostituzione del cuoio color naturale al cuoio nero nella costrÙzione delle dragone, correggie dei madtell i e correggie per bidoni o fodera iu uso nella cavalleria. La 'Vis·ib·ilità dei gas prodotti dalla polvere senza /'urna. - Molti giornali francesi fanno parola di una recente scoperta fatta dal colonnello Smart c1mericaoo; si tratterebbe di poter vedere, anche a gr11ode distanza gli effetti prodotti nell'aria dai colpi delle armi da fuoèo usando la polvere senza fumo .
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Il trasporto dei feriti nella regione alp-ina. - Il signor Galzin, medico maggiore di 2a classe _del 22° battaglione cacciatori al pini, ha esaminato, in uno studio molto interess11nte, l' utile che può trarre il servizio sanitnrio clall'impiego in guerra, nél trasporto à.ei fe1:iti, dei piccoli carri da montagna di cui fanno uso .gli alpigiani nei loro lavori agricoli. Con una serie di esperimenti eseguiti da questo medico si è potuto dedurre che date le condizioni di terreno nella montagna quei carri sono preferibili ai oacolets e trasportan.o e.on lo stesso numero di portaferiti e di quadrupedi un numero maggiore di feriti nello stesso tempo. Questi carri poi si trovano più o meno sparsi in tutta la' regione alpina e dato il modo di guerreggiare in mon.tagna se ne troverebbè quasi sem · P,re un discreto u·U:mero a po:tata delle piccole colonue'operanti. · svIZZERA.
Fucili da ccidetti ver tfro tidotto. - Ii dipani mento militare è autorizzato a rimettere alle autorità cantonali o comunali o al le commissioni dei cadetti 1 fucili da cadetti per tiro i·idotto sislema G-ysi alla cui spesa di fabbr icazione la Confederazione concorre per una metà, ossia 25 franchi p·er fucile. · Queste armi devono avere un segno speciàle e non possonò essere adoperate nel tiro con,proiettili ordinari. Pistole automcitiche. ~ La commissione per Io stu'òio delle pistole automatiche si riunì una seconda volta in principio di maggio. Essa sottopose a studi importantissimi due iipi di pistole, prescelti nell8 sue prime esperienze, riuscendo a constatare la superiorità di una di queste' armi sull'altra; non prese però alcuna decisione definitiva, proponendosi di proseguire in tali studi. _ Altri esperimenti saranno fotti nelle diverse scuole e corsi militari, e si spera che prima del la finf- delFanno -la- questione sarà risolta. Yendita cvi fw.:1:li. - Su prop·lsta del dipartimento militare, il con, siglio federal e ha autorizzato gli arsenali dei Cantoni di vendere; al prezzo tli 8 franchi l'uno; i fucili Vetterli, le carabine. modello ·1869-7 1 e moschettoni Vetterli rnod; 4878. ' · •· 1
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
1795
mostrassero di avere nelle file. loro un buon numero di uomini di singo· lare valore. Si potrebbe anche aggiungere che non è arte nuova dare colore di ricognizione ad un'impresa offensiva non riuscita. Contributo all' esome cr·itico de Lia campagna del 1848.
La Rivista di fanteria..
Fascicolo VIII, 3·1 agosto 1899'. - 1° Ottobre 1860. Pr'isso Santa Maria Capua Vetere, pel tenente genera le CARLO Co11s1. Nei primi del novembre ,1860 il generale Cor$i, allorn c3pitano di st.ato maggiore, fungeva da ca po di stato maggiore del comando della cavalleria tenuto in Napoli <~al maggior g~nerale conte Brncorens di Savoironx. A questo eccellente soldato e perfetto geo_tilnomo - come scrive il Corsi - fu allìdato l'incarico di scioglier!' l'esercito meridionale formato da Garibaldi. Molte cose venne il Corsi a sapere in quel suo ufficio, ed ora, fra quell_ti di cui prese a ricordo, sceglie • una semplice narrazione di ciò che vide e fece un ufficiale di un batt:iglione della ,ma divisione (Cosenz) nella giornata del 1° ottobre presso Santa Maria Capua Vetere. » Jt invero nna semplice narrazione di un episo~io di quella batt.aglia, ma che si legge tutta d'un fiato, tanto fanno bene e specialmente oggidì, le memorie qualsiansi, anche senza importanza, purchè riferentisi a quei tempi così eroici e che ora ci sembrano così lontani. Il Corsi vi fa ~eguire poche ma giustissime considera~ioai. Da parte borbonica fu asserito che si volle fare soltanto un<} ricognizione delle posizioni nemiche, che non poteva essere nelle intenzioni dèl generale Ritncci di dar battaglia a fondo, mentre non si sapeva ancora che cosa avrebbero fatto i Piemontesi dopo aver preso Ancona . Lo scrittore obietta con ragione che appunto perchè i Piemontesi potevano in pochi giorni venire per gli Abruzzi alla 'l'erra di Lavoro, ira il Volturno e il Garigliano, conveniva ai Napoletani non indugiare a liberarsi con un buon colpo dalla pressione dei garibaldini. Lo consigliavano le regole più ovvie dell'arte della guerra, e la occasione si offriva ai generali borbonici così propizia che più non era possibile. Dato per altro come vero, che l'attacco fosse volontariamente rotto a mezzo, non lo sarebbe meno che fosse opportunissimo il vigoroso contrattacco di Gariba Idi con la riserva e che le improvvisate milizie di lui
Dh•idiamo intiernrnente l'opinione dell'anonimo scrittore che, perchè lo studio ddla storia mil itare riesca veramente efficace, vuol essere fondato su queste due basi : da1i relativi al nemico e ordini di operazioni i;be ne derivarono « e che si consegue un identico scopo .e si ricava almeno uguale utilità, sia studiando come debbano essere fatte le cose belle, sia come non debbano essere fatte queile difettose. >> 'con quest.i pensieri fu compilato questo scritto, nel quale sono riportati d1rn gruppi di ordini di operazione (1), riguardanti i primi la situazione dal 6 al 9 apri le 18,i 8, r.ioè la rrrnrcia dei .Piemontesi dall'Oglio al Mincio, i secondi c111ella dal 26 al 29 apri le. vale a dire il passaggio di quest'ultimo fiume e l'occupazione della riva sinistra di esso; momenti invero di speciale importanza e degni perciò di essere sottoposti a · particolare esame. · L'esame e conseguente discussione sia degli ordini di operazione, sia delle operazioni stesse ordinate, sono minuti e riescono perciò particolarmente istruttivi. Indubbiamente lo scrittore si è sforzato di cercare, come si suol dire, il pelo nell'ovo, ma la sua insistenza è giustific.ata, specie per qm,nto ha tratto agli ordini di . operazione, pei quali non sarà inai posta abbastanza in rilievo l'assoluta necessità .della loro brevità, concisione e chiàrezza. È da essi che appare il vero funzionamento del comando. È studio, e pei documenti in esso riportati e per le consideraz.ioni svoltevi, assai interessante. 1
La tesi del Calwell. Fra l'altro, il Calwell scrive: « Una nazione predominante sul mare può im prendere grandi operazioni in umi data regione· e, · nello stesso tempo, può trattenere, senza affievolite gran fatto le proprie forze, 'una parte dei nemici lungi dal vero luogo di guerra. » Sin qui il ragionamen to corre, ma poi il C., così continuando, .con. elude: -
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Docl.\menti conservati presso la 4• sezione degli archivi di Stato in TÒrino.
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RIVISTA DEI PERI ODICI MILITARI
RIV ISTA 0,1,1 PER IODICI MILITARI
è questa una questione di tattica formale di cavalleria, epperò sempre interessante.. Al postutto, però, la lava non è altro che Ja nostra . formazione a stormi , e i Cosacchi, nelle campagne del '18·12, ,13 e H , se arrecarono grandi vantaggi alle loro truppe, non fu certo perchè manovrassero io ordine sparso, ma pel sapien'te impiego che si seppe fa re di essi e per le ottime qualità militari, in parte innal.e, ma, sovratutto, svil uppate da quel lungo periodo di guerra, di cui andavano ornati. Il cosacco del dì d'oggi vale il suo predecessore del 181 2, così iotelliiente, cosi valoroso e tanto pratico delle cose di guerra? E' lecito dubitarne assai, e non sarit certo la mauovn, in lava che supplirà alle qualità deficien ti. E ciò è tanto vero che in Russia da qualche tempo si ventila la questione di formare coi Cosacchi reggimenti di cavalleria regoì~re come tutti gli altri.
« La preponderanza sul mare... può quindi esimere dal bisogno di un esercito colossale per assalire il territorio di una grande potenza militare, gincchè essa deve compensare- l' insufficienza dei battaglioni; » e l'articolista osserva: , il rag,onamento, dopo di a,•er tanto corso, inciampa in uo para~oss? e stra mazza por terra tutto quanto. , E qui l'autore in non poche ·pagine, scritte bene, con vali di argomenti e a rigo.r di logica-, comlrntte vittoriosamente In tesi del Calwel l. Nota poi, infine, che il C. può essere giustific(lto da l suo punto rli vista inglese di fare un discorso anche paradossale per rassicurare i suoi che la loro ben cert~ inferiorità delle forze ttlrrestri non è un pericolo. Per contro ~ questa giui.tiGcazione manca assolutamente a coloro che invece brau- . discono quel paradosso per consiglia re noi a scemare le nostre forze mili.tari. Attenua re la gravità di un male che esiste, anche malamente ragionando, può essere carità di patria; ma ripetere quel ragi,mamento sbagliato a chi non abbia lo stesso male per indurlo a volontariamente procacciarselo come niente affatto pericoloso, questa non è pi ù cari tà di patria, ma è un'altra cosa che è... carità fraterna non de6nire.• E tJueste parole vorremmo fossero lette da mol ti; da coloro sovratutto che di cuor leggero vorrebbero diminuire il bilancio delle nostre forze militari terrestri per ~umeotare quello delle marittime.
L''igiene ·in cavalle·ria, pel capi tano med ico A.
Riv is ta di cavalleria.
Fascicolo IX. Settembre 1899. generale CAR LO Cons,.
In Val Tiberina (1849), pel tenente
È la storia di una pattuglia garibaldina che da Monterchi, ove aveva fatto sosta Garibaldi colla sua colonna di volontari, si porta ad Anghiari e ad Arezzo per attingere notizie intorno alle mosse degli Au.;triaci, i quali davano la caccia al loro capo. Sono poche pagine, ma anche prescindendo dall'interesse militare. che · pur presenta per l'ufficiale di cavalleria, sono scritte con for ma cosi smaglian te da recare al lettore un vero diletto. 'Manovra in lava pel tenente CA RLO
DE M ARGIIERITA.
Articolo ben com pilato, nel quale il suo autore ha procu rato, attingP,ndo a .molte fonti, di riuni re le più particolareggiMe notizie intorno a questa formazione di manovra e d'attacco dei cosacchi. Indubbiamente
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MENNBLLA.
Sono ricordate molte delle norme regolamentari e sono suggerite alcune nitre, che particolarmente interessano l'igiene del soldato di cava lleria. È interessante una nota finale sull'equitazione e sul ciclismo. È enorme la di fferen za che dal punto di vista igienico pa5sa fra questi due esercizi ginnastici . Tre fattori costituiscono una graude inferiorità del ciclismo, me.;so a raffron to dell'equitazione, e questi sono: il sell'ino, la posizione curva, il raffreddamento cutaneo. L'autore esamina brevemente questi fa ttori e conchiude che l'equitazione ha per sè wtti i vantaggi, mentre il ciclismo ha tutti gli svantaggi, tan10 se è paragonato all'equitazione, quanto se è messo in confronto con tut.ti gli altri esercizi ginn11stici . .ti ciclismo sarà molto pratico, sarà molto comodo, ma è anclie molto pericoloso, ed è dovere dell' igienista il dimostrarlo.
Le scuole di ca1Jalleria in Ft·a ncia, Austria e Germa.nia, per M. La C!J,Valleria itali:ana i n Spagna. Campayna del 1808-1809, per Q. CENNI. (Continuazione e fine).
Studio assai interessante, oel qualeè posta in rilievo la parte vera mente brillante prnsa dalle truppe italiane in quelrinfausla. guerra, e l'utile impiego che si seppe for,1 dalla cavalleria, la quale di sovente compiè gesta gloriose. .. ·
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RIVISTA DEI PE RIODICI MILITA J.l,l
R IVISTA DEI PERIODICI MILIT ARI
Revue militaire suisse.
N. 8, agosto ·1 899. - La battaglia d'A.ix nell'anno 102 aMnti Gesù Cristo, pel colonnello SECRETANT. È un lavoro particolarmente interessante per gli studiosi di storia militare. ·
L'obice da campagna e 1:l riordinamento clell'artigtie1·ia, per il tenente colonnello REPOND. Mentre da qualche tempo si discute intorno alla questione del riordinamen to dell ':irtiglieria, ora essa viene complicata dalla necessità di adottare l'obice di c11mpagua, a simiglianza di quante, fu praticato nei principali eserciti europei. L'autore riconosce il bisogno sia di avere obici da campo che riusciranno particolarmente adatti al terreno svizzero, sia di riordinare l'arma d'artiglieria. Non vorrebbe però che si seguissero le idee che hanno prevalso in Germania circa l'11bolizione dell'artiglieri~ di corpo d'armata . Egli studia quindi la proporzione che dovrà esislere fra le batterie di cannoni e di obici, la quale risulterà di un quinto, di un quarto od anche di un terzo, secondo dimostreranno gli esperimenti a farsi. Quando però l'adozione del l'obice potrasse ad un aumento del numero delle batterie, questo uoo dovrebbe effettuarsi a danno del -reclutamonto della fanteria. Quest'ultima ha già dovuto fare le spese dello sviluppo dato ;ill'artiglieria di mon tagna ed a quella di posizione, e ancora se oe lamenta. L' artiglieria deve trovare. in sè stessa il personale necessario a nuove formazioni . Cominci dal sopprimere le batterie di montagna la cui inutililà è proclamata e dagli artiglieri e daJJa fanteria stessa, ch'era quella che doveva trarre una grande utilità dal concorso di quei pezzi. E sopprima ancora l'artiglieria di posizione, la quale pure è una seconda specialità inutile e costosa, di cui importa sbarazzare l'esercito. Sino .:i che non possedevansi fortezze era naturale di avere una trnppa destinata alla difesa di fortificazioni improvvisate; . ma ora si è forti Ocato ,il Gottardo e S. l\hurizio e furono create truppe di fortezza. Delle ,1O compagnie di posizione, tre furono destin~te al Gottardo e a S. Maurizio_: vi si lascino e sieno dati ad esse i nostri buoni cannoni da 1.2 centimetri, ma le altre compagnie siano sciolte e restituiscano allil fonteria quel superbo personale che le hanno tolto.
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L'obice di campagna consolerà l'artiglieria del sacrificio d'una specialità che gli è cara, perchè intorno ad essa ha molto lavorato ; l'obice le arrec.a non solo un'arma meravigliosa ma il contatto più stretto colla fan teria. Il nuovo regolamento tedesco pei 'Velocipedisti. Riassunto brevemente dell'Istruzione dello scorso "2 maggio riguardante il servizio dei ciclisti, lo scrittore osserva che il regolamento limita i loro esercizi al trasporto degli ordini, e non dicf una ~ola parola di cicl isti combattenti nè di distaqcamenti di ciclisti. È evidente che nel mondo militare tedesco si è molto freddi riguardo all'utilità a ritrarsi dai ciclisti, specialmente come truppa comba tt'3nte. e ne è prova il nuovo regolamento. C1·onaca ·riissa. Fra molte notizie rigua rdanti l'e:;ercito russo, vi si legge questa, degli attacchi att1·aversati, che vogliamo rilevare, perchè trattasi di un eserciz10 originale e che ci sembra rron sprovvisto di utili tà . ~Questi at.tacchi consistono, a mo' ~·esempio, nellù spingere a fondo una carica di cavalleria contro fanteria o artigl ieria, o in un assalto di fanteria contro l'una delle altre due armi. Per la carica di cavalleria si dispongono due o tre battaglioni nella formazione di radunata l'uno accosto all'altro·, e fra le file. si lasciano dne o tre passi d' intervallo. Dietro ai battaglioni, ·ed conveoi!rnte distanza, vi è UD grnppo di cannoni, in batteria, fronte contro di essi. Due o ·tre squadroni sono lanciati contro i battaglioni, al passo nei primi esercizi e più tardi nl trotto, e ·vi penetrano, ciascuna fila di cavalieri passando negli intervalli lasciati fra i fantaccini. Quand" i ,;avalli vi si sono abituati, gli sq uadroni si fe rmano in mezzo ai ba ttaglioni, e la fan reria eseguisce il maneggio delle armi sotto il naso ·dei ça valli. Le cose si passano nella stessa maniera peI: attraversare le batterie. Si usa pure, coll'avanzare degli esercizi, di far sparare i pezzi, mentre gli squadroni si trovano .nello spazio intercedente fra la fanteria e· l'arti~lieri~, e gli squadroni debbono cominnare ad avanzare e penetrare fra 1 pezzi. Seg~endo lo stesso sistema, si eseguiscono attacchi di fanteria contro cavalleria e artigìieria. I fanti penetrano negli squadroni, incrociando 1~ baionetta ed emettendo alte grid11.
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RIVIS'fA DEI PERIODICI . .MILITARI
È fuori dubbio che questi esercizi debbano riuscire vantaggiosi, e sovratutto per , abituan~ il cava.Ilo a portarsi 'llvanti con decisione contro la fanteria e l'artiglieria, e per avvezzare-il fante a. non temere gli attacchi della cavalleria. Perchè, però, ne ridondasse utilità all'esercito, bisognerebbe che questi esercizi fossero praticati da tutti i corpi. Ciò sarà forse possibile in Russia ove le truppe sono per la maggi_or parte riunite nei campi durante tutta l'estate, ma presso gli altri eserciti non ne vedian10, malauguratamente, la possibilità, eccetto per i reggimenti stanziati nelle grandi cittù, colla perdila, per altro di un tempo prezioso, da sottrarsi alle altre i5truzioni. A questo fascicolo sono annessi, come supplemento l'Ordine d;i battaglia del ·1 ° corpo d'armata che, sotto gli ordini del colonnello v. Techtirmann, fu destinato alle grandi mavovre, noncbè la carta topografica del terreno delle manovre.
Revue du Cercle militaire.
N. 35, 36 e 37, del 2, 9 e ,1() settembre ,1899. - Le truppe coloniali, pel maggiore F. DE B. Si esamina a fonr}o l',importante e difficile quesito dell'esercito coloniale, che da tanlo tempo si dibatte, senza venire ad una conclusione. I due capisaldi su cui posano i ragionameoti e le propqste dell'articoli:;ta sono: che il soldato delle_truppe colonia.li deve contrarre una ferma sotto le armi di cinque .o almeno di quatt.ro anni, e perciò che l'esercito coloniale può form,usi soltanto con volontari e riaffermati. Le sue propqste ~ì riassumono co.si: le truppe coloniali debbono passare alla di pendenza del ministero della guerra; · i soldati sieno reclutati fra volontari dhe si obblighino' ad una erma almeno di qua.tiro anni; il quadro degli ufficiali sia unico per tutto·l'esercito. Le truppe coloniali deb-bouo co(Ilprendere tre specie di elementi ben .distinti: · ,1° le tmppe col~niali indigene di guarnigione reclutate sul posto nelle diverse coloniE>, eccetto l'Algeria, a mezzo di volontari i~digeni e con ciuadri francesi ; .2° le truppe coloniali francesi di guar-n\gione, compostE> di corpi formati con volontari francesi, istruiti in patria e destinati di guarnigione
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RIVISTA DEI PERIO~ICI :MILITARI
nelle co·\onie. IL tempo di guarnigione, in massima, di due anni consecutivi; . . 30 le truppe della riserva coloniale, di stanza, .notmalme?te, m Algeria. Questi corpi ·con1'tlrenderebbero i tiragliatori e gli spah1s algerini e la legione straniera. . Questo ordinamento, second.o l'~vviso .dello scrittore, n.sp~ndereb?e _a tutti i bisogni per la gliardia delle coloo_ie ~ pel' le o~er::1Z1~111 colomal, · Presenterebbe inoltre il grande vantaggio di fare dell Algeria e delle CO· Ionie delle scuole di guerra, ove gli ufficiali si formerebbero il càratt~re in u~ esistenza più militare di quella delle gnarnigiont d~II' interno. ·Stabilendo un mroo "iudizioso per gli ufficiali fra le col0n1e e la madrepatria, si giunger:bbe a far ~assare nelle t'.·n ppe e nei servizi coloniali li! maggior parte degli officiali, senza forveh restare molt? te~~o.. . Allora sarebb'e possibile di apprezzare le loro quahta mtl itan, _e ~i "iudicare il loro carattere, prima qualità del capo, qualunque sia il ,., suo grado. . « Si assicurerebbe così ·al nostrq esermto un corpo di ufficiali d'un valore superiore,. malgrado il lungo periodo di pace che auraversia?1o, e· quanrlo venisse la guerra, la gr°!""de guerm, lfl .nostre_ a1:mate un_provvisate, condoue da tal~ capi, si troverebbe~o nelle m1ghori condizioni possibili per misurars1 con qualunque nemico. ·
Riflessioni siil 'éarreggio di èampagna, pel maggior.e
RAGEOT . .
L'autore lamenta il grande numero e la varietà dei carri c~e. entrano heÙa composizione del treno militare; il che presenta grav_1 inconvenienti, fra cui quello più notevole di tutti, di rand.ere pesan~1 le armate e privarle.d'un fattore importante, di cui non si tie~e sufficiente conto: la mobilità. Egli nota ancora che si ha bisogno d1 un numero stra_ordinario di cavalli, mentre le risorse cavalline del paese tend.ono pmttosto a diminuire che ad aumentare. Il Rageot fa quindi molte proposte per diminuire !l carreggio, e per i;idurre le vetture a pochi tipi, proposte·, che visto l'enorme spesa che com porterebbero, ·sarebbero attuate gradatamente. Che gli sterminati carreggi odierni costituiscano uno dei lati deboli degli attua.li ordinam~nti militari è fuori ~ubbio, ~a non è men _vero ch'essi rispondono ai . bisogni delle colossal! mass~ d1 truppe che_ s1 vogliono po_rta!'e _in campagna, onii'~ che n~i ~rev~diamo pmttosto 11 caso del loro aumento; anzichè,quello di una dimrnuz1one. . . , · Giusta la considerazione riguard:mte il fabisogno cavalli, che s1 puo affern{ar~ tocchi ~~n il solo esercito. francese ll)a. molti altri. ··
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RIVISTA DEI l'ERI OOJOI l !ILITAIU
RIV1STA. DEI PERIODICI MILITARI
Opportuna pure ci sembra la proposta riduzione a pochi tipi di vetture, ma destinata qu11si certamente a naufragare, per l' ingenle spesa che importerebbe. È studio ben pensato e che può riuscire utile di conoscere.
.... L e spectateur milita.ire. Fascicoli 213 e 2H, 15 agosto 1899. -
te grandi manovre, p.:r F. G.
L'au tore ritorn11 sulle grandi manovre del 1898, per criticare la istr~izione emanata dal direttore delle medesime. In essa le idee sono assolutamente contrarie al regolamento; esse non giurano soltanto colle abitudini in uso, ma coi mezzi sino ad ora preconizzati. Laddove il regolamento ammette la scelta fra parecchi metodi, l'istruzione dice non vi è che un ,ol metodo ed è questo. Ecco le principali norme tattiche poste dal direttore, tralasciando di dire dì tulle le altre cose secondarie: 1° « Non ,,i sono posizioni, nc,n bisogna assoggettarsi al terreno». Tesi ed espressione, osserv11 lo scrittore, nssai pericolosa, da l momento che nei regolamenti, nei libri tattici, non v'è pagina in cui non si trovi la parola: posizione. Al tir11gliatorn si insegna a correre di po: sizione in posizione; al battaglione ad attnccare ed a difendere posizioni, alle unità maggiori ad a,·anzare ,)d a ripiegare di posizione in posizione. Nel fatto le manovre si svolsero ettaccando o di rendendo posizioni; 2° « Nell'offensiva di un corpo d'armata le div.isioni so no collocate l'una dietro l'altra». Perchè romperla colla regola così giusta di disporsi il meglio possibile secoodo le circostanze e i luoghi ? Perchè creare un' obbligo, uno schema , ammissibile, e ancora, soltanto nelle manovre? 3° « I settori di un fronte di combatti mento debbouo avere ciascuno la loro riserva particolare, indipendente dalla riserva genera le». Nel combattimento si fa ciò che si può e non ciò che si vuole, e d'altra parte chi ordinerà e destinerà questi settori ? È un idea teorica ma poco pratica; 4. 0 « L'impiego delle avanlinee è interdetto. Tre esploratori per compagnia sono sufficienti ,. L' impiego delle a van linee si presta a, discussione; in ogni modo non si comprende che c'entrino le compagnie, poichè le posizioni avanzate sono occupate da uni tà, le quali hanno il còm pito di opporsi di· fensivamente al primo urto del nemico;
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50 oc L' impiego delle sai ve è proibito. Il fuoco deve essere condotto mediante forti e bravi ra{ales, interrotte al segnale di fischietto, tostochè si giudica aver prodotto l'effetto voluto. Il fu oco non deve aprirsi prima dei 600 metri coll'alzo di 4.00 ». Sono regole tattiche che non sembr11no accettabili. · L'anonimo autore termina col notare che le prescrizioni di questo genere hanno il grnve pericolo di condurre gli ufficiali a mettersi ne~I~ testa reirole fisse ed ordini normali; e siccome nella guerra nulla v1 e . di normale, vi è la probabilità di vedere dei ca pi imbarazzati per non poter a pplìcare i principi oppressi . . Io altro capitolo è presa in larga disamina la tesi dei giudici di cam po e della critica delle manovre. ~
l 'ambulanza della d'i:oisione Abel Douay nel 1870. Weissenburg Reichshoffen, pel dottore P AOLO 0AuVÈ, medico ispettore nella rist'-rva. (Continuazione e fi ne).
Vi si narra il servizio disimpegnato nel pomeriggio del 4., 5 e 6 agosto (a ·w eissenburg) P- dal giorno 7 al 14- sul campo di battaglia di Wèirth in unione ai medici mi litari tedeschi. Ne togliamo le seguenti interessanti notizie, che riguardano il defunto generale Douay. Il ,i- agosto, poco dopo le ore quattro (quindi poco tem po dopo ter· minato com pletamente il combattimento) il principe reale, seguito dal suo stato maggiore venne a visitare l'ambulanza ed a salutare la spoglia mortale del generale Douay. Il pi·inci pe domandò del medico-capo e l'invitò ad accompagnarlo. li coma"ndante della 3a armata, e il suo stato maggiore e il medicoeapo entrarono soli nella stanza ove il gener"ale Douay era coricato s~ di un letto da campo. Il principe domandò per quale ferita era morto .il generale, e se era il genernle Douay dello spedizione del Messico. Egli desiderava sa p~re ove trovavasi in quel momento il maresciallo Mac-Mabon, grande amico del re, suo padre. A questa dom,anda non fu risposto, e allora egli so1t11iuuse che era un ~rrrande onore per l'eserci to tedesco di avere a ..,i,, combattere contro truppe così va lorose ç.ome le fra ncesi. Al sottoprefetto signor Repp, fu consegna to il denaro che trovavasi nel portamonete del gtlnerale, e questo trovasi ora nel museo dell'esercito. li corpo del generale Douay fu deposto, ricoperto del suo uniforme e avvolto nel mantello dello scrittore, presso il signor Rehm, farmacista della città. Il Dauvè aveva fissato di imbalsamarlo l'indomani mattina
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RIVISTA DEI 'J?ERIODICl MILITARI
· RIVISTA DEl PERIOD!Cl MILIT,\Rl
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ma il giorno seguente fu sepolto dai Tedeschi còn rutti gli onori dovuti al sµo grado, essendo già av~nzata -la putrefazione. Cons·iderazion·i sulla difesa dell;,,.4/geria-Tunisia e wll' annata d' Af1~i:ca, pel capitano FR1scn. ·
Jahrbiicher · fiir die deutsche Armee und Marine.
Il Frisci1 continua il suo stud io su qùauto si dovrebbe fare per porre in conveniente assetto di difesa l'Algeria e la Tunisia. In ca'-O di guerra le squadre francesi, senza porti ·d'appoggio, senza rifugi sicuri, abbandonate a sè s.tesse, si troverebbero di fronte . alle squadre ,·iunitP, austriache ed italiane, ed ioglesi aventi· a disposizione, ohre G-ibilterra, quattro basi d'operaziòne di ·primo ordine, la Spezia, la Madclaleila, Taranto e Malta. La Russia, inoltre, iu cambio della sicurezza continentale che ci ha procurato, · conta ' e spera di · tl'Ovare presso di noi, non. .solo l'appoggio di una flott.a potente, m'a aricora un approvvigionamento siém'Ò di carbone, di derrate e oggetti d'ogni -specie, importanii ai-seùa'ii e ·l'ifugi inviolabili. · L • L'esecuzione di questo programm11 richiederà forti sQmme, roa l' Algeria, la Tunisia, la Corsica valgono bene la spesa, che importerebbe ll1 creazione di basi d'operazione e di rifugi sui quali.s'appoggierebbero le nostre flotte. Gl_i Inglesi nulla trascurano quando si tratta della difesa del la patria( L'Italia stessa, così stremata di uomini e di denà1'0, non gnarda a sacrifici, per soddi~fare il suo desiderio di dominare nel Mediterraneo e la sua sete d'estensione n~l nord dell'Africa. Così ba reso inattaccabili la Spezia, la Maddalena, Messina, Taranto e' anèhe Palermo ... E qui lo scritt~re, entrando nel vivo dell'argomento, enumera le opere tutte che ritiene indispens11bili per la difesa delle coste africane; che hanµo uno sviluppo di 2000 chilometri, dallo sbocco del I' Oued Kiss al Capo Bon, di cni. un fianco va da questo capo al sud del golfo di Gabès. · Notiamo soltanto che l\iers-el-Kébir, il miglior porto naturale della costa ovest, e Biserta, sarebbero, nel suo piano, come fortezze inespugnabili.
N. 335, agosto ·1899. - L'attività di Molti.e. quale capo dello stato maggiore generale, pel tenente colonoello BoR1ssow, capo di stato maggiore della fortezza di Iwangorod. (Continuazione e fine).
Ricordi del Madagascar, pel ~ene11te LANGL01s.
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In questa ultima parte del suo 'notevole swdio il Borissow consider:i le mosse compiute dal le armate negli ultimi giorni della mobilitazione, e le operazìon i de' primi giorni della ca mpago a, sia del la guerra del ,t866, sia di quella del 11870. Egli conchiude che dall'esame minuto fatto degli ordini, dei movimenti e delle operazioni realmente eseguiti, si rilevl1 che a .Moltke riuscì di attuare il piano prestabilito, otil ,1866 riunendo le armate intorno a Gitschin com'era stato da lui ordinato e nel ~ 870 sulla line:. Pont à Mousson-Nancy-Lunevil le, giusta il piano del 6 maggio dello stesso anno. Richiama poi l'attenzione sul colossale lavoro che in quei periodi della guerra s'impone al capo di stato maggiore. ed osserva giustamente quanto sia erroneo il credere che le operazioni preparatorie si possan•l 'matematicamente calcolare. La guerra, egli dice, non è una matematica, e non è dìfiìcile persuadersene leggendo attentamente i 32 volumi della Cor·respondance di Napoleone I ed i 5 della Korrespondenz di l\foltke. Agli amatori dei calcoli matem,1tici in guerra, devesi rispondere r:olle parole del Dragomirow, che « coloro i quali credo oo si possa fronteggiare un attacco di cavalleria col fuoco, sono dei semplici seguaci della tattica del fuoco , pei quali contano soltanto la cj.istanza, il numero dei colpi sparati , le tavole dei bersagli colpiti deì -te111po., di pace, e oon intravedono che tutto ciò non è null'altro che dei dati per esercitazioni aritmetiche senza va lore nella guerra, nella quale l'uomo è l'arma la più importante, é nello stesso tempo, per le sue qualità capitali, la·più incompleta ..
Sgii'ardo strategico retrospetti1Jo sitgli avvenimenti nella parte snd-est del teatro di guerra francese nel cvicembre 1870 e gennaio 1871, pel colonnello a disposizione von M:AsCLfKE.
Con cri terio e ponderazione sone discusse, specie dal punto di vista strategico, le operazioni dei due avversari che cond.us.sero a.1 combattimento di Villersex.el ·e alla battaglin .sulla Lisaine.
1806
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
Della comp'ilaz'ione degli ord·ini spettivo ,
1807
Sguardo storico-mi:litare retro-
Sono riportati parecchi ordini storicameo te importanti: del maresciallo Sch warzenbcrg per la battagl ia di Lipsia ('16-·10-48·13), del Blucher per la stessa battnglia di Lipsia e per quella di Laon (8-3-·I SH ), compilati, questi ullimi, da Gneisenau con metodo affauo differente da quello seguito da Schwarzenberg, l'ordine del generale Benedeck per la giornnta del 3 luglio 1866; e qualche altro.
BATTERIE GROSSE O BATTERIE PICCOLE?
T pro_q1·essi dell'artiglieria prussiana sott<J Federico il Grande .
l. - Necessità di cambiare l'ar mamento dell'artiglieria da campagQa.
Per la Direzìone Lonovroo C1soT TI T~nte cohttt•ello R. A., imoritato
DEMARCHI CARLO,
gerenze.
I progressi delle armi portatili dopo la guerra del 1870 forono veramente enormi. Il caricamento posteriore, la ripetizione, le polveri bianche, i calibri minimi si sono accordati in modo da creare fucili ammirevoli e meravigliosi pei quali l'offosa , arriva là dove può arrivare la v ista ed i 170 colpi, che comodamente stanno nelle giberne di ogni fantaccino, possono se si vuole essere consumati in 10 soli minuti. La potenza del nuovo fucile manifestò subito il bisogno del nuovo cannone; ma l'artiglieria da. campagna, dobbiamo invero riconoscerlo, non progredì parallelamente alle armi portatili. Quindi l'artiglier ia da campo di oggi non è pre· cisamente quella nata dopo la guerra del 1870, ma si può dire che sia la stessa benchè successivamente modificata. Ragioni .finanziarie anzitutto ritardarono i progressi. L' immane spesa necessaria al rinnovamento del materiale e del munizionamento tenne in freno gli Stati. Io provo l' impressione che le varie potenze, pur sentendo la necessità imminente di Unii. rinnovazione radicale, non vollero decidervisi,. senza pr ima tentare quanto si poteva sul materiale in ser· vizio; colla speranza che le modificazioni potessero bastare, e più ancora che nessuno fosse primo a mutar e. H5 -
A:S:SO \1,1\".
1803
BA'l"l'ER,l 1,; (HWSSE O HA. TTER1E PICCOLE?
E le modifiche di fatto si fecero; furono molte ed opportune; ma furono semplici modificazioni che lasciarono molto lontano il clesicleratum. Ora più n ulla si può t entare sul. materiale in uso: esso ci ha dato tutto ciò che poteva e se volessimo di più, perderemmo da un lato ciò che difficilmente si guadagnerebbe dall'altro. D'altra pa.rte, oggettivamente e soggettivamente è necessario che l'artiglieria possa esplicare sul campo di battaglia un'a.zione armonica col fucile: gli studi e le esperienze alla ricerca di un nuovo cannone che meglio risponda alle esigenze della guerra futura si moltiplicarono con risultati sempre migliori ed oggi' si concretano. La F rancia e la Germania armano di già; è rotto dunque l'equilibro che faceva quasi pari le artiglierie europee e le condizioni di inferiorità per l'esercito che entrerà in campagna col materiale antico, contro un avversa.rio munito del nuovo, saranno irremissibilmente e dolorosamente fatali. Così essendo le cose, il teygiversare impone una grande responsabilità. Il nuovo armamento è necessario. :E'acciamolo presto e bene, riflettendo che non sono i p_rimi coloro che fan meglio. Contemporaneamente e con amore pensiamo a migliorare l'istruzione di chi dovrà servirlo perchè, più ingegnosa è la macchina, più abile dev'essere il macchinista e chi l'aiuta!
2. - Impiego dell'artiglieria nel combattimento avvenire ..
Ammessa la necessità indiscutibile del nuovo armamento, prima di venire al nocciolo del tema, mi occorre di fare poche considerazioni di ordine tattico, intese a designare il compito dell'artiglieria nella guerra campale. Nelle quistioni di armamento, tecnica, organica e tattica sono così intimamente collegate fra loro che davvero non formano che una ..cosa sola.
BATT l,1111!: GROSSE O BATTERIE PICCOLE 9
180H
La potenzialità dei fucili moderni ha sommamente accresciuto il valore offensivo e difensivo tattico della fanteria perchè i suoi tiri possono colpire a distanze assai maggiori che nel passato, e perchè nella lotta vicina la rapidità veramente vertiginosa di caricamento e di fuoco permetterà d( lanciare sul bersaglio veri turbini di piombo in istanti brevissimi. Per queste ragioni la decisione lattica in avvenire si otterrà probabilmente più presto e ad ist,anze maggiori che in passato e si può prevedere senza tema di errore, che la. baio~ netta molte volte resterà nel fodero, come la metragha ne1 bossoli. Di conseguenza è infinitamente accnsciuto il bisogno di appOO'O'iare e sostenere col cannone la fanteria combattente, bb . neO'li ultimi istanti dell'azione non solo, ma fin dal momento t, in cui il fucile comincerà ad esercitare la sua influenza mag ica. Ciò che avverrà più presto che nel passato! - Ed è maggiormente sentita del pari fa necessità che l'artiglieria, nelle prime fasi del combattimento cerchi di soverchiare e di avvilire l'avN"er,:,aria per non averla di fronte in seguito, quando avanzerà, la fanteria. . La missione dell'artiglieria -da oampo nelle battaglie future adunque non è di certo mutata. Questa dovrà da prima guadagnare la superiorità di fuoco sull'artiglieria nemica; accompagnare di poi la fanteria nell'avanzata, sostenendola e proteggendola materialmente e moralmente; aprir là breccia là dove sarà dato il colpo mortale coll'atta.eco decisivo ed infine provve~ere all'inseguimento e, nei rovesci, sostenere la ritirata Le distanze a cui si svolgeranno i singÒli momenti della giornata saranno bensì imposte dal terreno, dallo schieramento, dal concetto e dallo sviluppo tattico dell'azione; ma saran certo più brevi giacchè le munizioni dovranno dare il rendimento massimo e l'azione dell'artiglieria differenzierà essenzialmente dal passato per le caratteristiche nuove di continuità e di rapidità con cui si svolgeranno i singoli problemi tattici delle battaglie future.
1810
BAT'l'ElUE GROSSE O BA TTERIE PICCO LE?
Queste poche considerazioni sull'impiego probabile dell'artiglieria sono confor tate da fatti. Cosi : la t endenza di s~pp~im~re l'artiglieria di corpo per accrescere quella delle d1v1s1om (che fu già fatto in Germania), dimostra come e,·identemente si cerchi di aver presto alla mano, quasi in test11. d_elle colonne di marcia, quanta più artiglieria si può, giacchè si deve assolutamente riportare i primi allori sul cannone avversario, come preludio alla vittoria : e dimostra altresì come si vuole che questo appoggio morale e materiale infallib~le, del. cannone, il quale colle armi moderne sarà ~uad_ruphoato, sia quanto più si può vicino alle truppe in ogni circostanza, perchè desse ne risentano immediato tutto il benefizio e se ne giovino. . La bat~eria dell'avvenire nei momenti psicologici dell'azione in un mmuto solo farà brillare cinquanta volte lo shrapnels sul fronte nemico! F ortunata la truppa a cui non mancherà l'appoggio di tal cannone ! / 3. -
(
Tiro rapido.
Naturalmente questa potenza distruggitrièe classica dell'ar~iglieri~ da cam~o . a tiro r a~ido ~el primo sviluppo dei suoi mezzi, non sara 11 fatto d1 ogni ora, anzi sara fatto rarissimo. I proietti saran pochi e converrà tenerli pei momenti prop1zu, quando più che alla precisione, contro bersao-li lontani e sottili, si dovrà ricorrere alla prontezza, contr; bersagli vicini e profondi. Vorrei quasi dire che l'artiglieria vorrà funzionare veramente a tiro rapido solo nei momenti in cui funzionerà la ripetizione del fucile. N~ll'avvenire adunque l'artiglieria da campo più che mai dovra essere. avara e prodiga di fuoco ed aver presenti sempre questi due grandi fattori di ottimo impieo,0 : 1 ° Aprire il fuoco sol quando sì è certi di ~occare. Ohi apre il fuoco si scopre ed è bene scoprirsi solo quando si
BATTERIE GROSSE O 8AT'l'ERm PICCO!.!!)?
1811
offende, giacchè allora si è certi di essere anche primi ad aggiustare. 2° Ottenere nel tempo più breve e col minimo numero di proietti l"effetto massimo utile, perchè il munizionamento, per quanto si preveda abbondante, sarà sempre scarso.
4. -
Caratteristiche delle batterie a caricamento rapido.
Queste sommarie considerazioni sulla missione che toccherà alle batterie di cl'l.nnoni a tiro rapido nel combattimento , tendono a dimostrare come le due caratteristiche essenziali di queste batterie debbano essere l'accresciuta mobilità e l'abbondante munizionamento: caratteristich e le quali attentamente considerate potranno indirizzarci nello studiare la costituzione più conveniente da scegliere per l' unità di combattimento. Non entro a discutere sulle qualità balistiche e distruttive del cannone che dovrà armarle, nè sulla natura dei proietti che esso dovrà lanciare, sol per tenermi nei limiti del tema ; ma voglio esprimere il desiderio che il problema sia rivolto in maniera che l'armamento nuovo soddisfi a queste principalissime condizioni : 1° Abbia sufficiente potenza, sì da assicurare efficacia contro gli ordinari bersagli della guerra campale, animati e resistenti; 2° Possieda la maggiore possibile mobilità, compatibilmente alle condizioni di potenza; ma in ogni modo superiore a quella del nostro materiale da 9; 3° Presenti le garanzie della massima resistenza al fuoco e al traino; 4° Richieda la massima semplicità di servizio, in modo cioè che il tempo necessario alla carica, al puntamento, allo sparo, sia minimo; 5° Abbia il munizionamento necessario per modo che mai faccia difott,o quando urge di agire.
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ISATTEH.JJ,; (HtOSSE O BA'l"I'EllJE P ICCOLE?
Ciò p~·e~esso prendiamo più specialmente ad esame le d carattenstwhe d1 mobilità e di munizionamento l . ue , e qua11 eser. . ~1tano .second.o me la maggiore influenza sulla scelta della for~az1one di g uerra più conveniente d1:,lla batteria. Trat. tero delle due cose separatamente·, ma e· :6.n d' ora evi.d ente . co.me la. pn.ma. debba essere funzione della seconda ; giacchè gt1 ~lement1 che comporranno la batteria non saran solo i pezzi, ma saranno anche i cassoni. Dai ragio~amenti che faremo scaturirà (spero in modo abbastanza chiaro) se la batteria debba essere di (3 o di 4 pezzi.
(Continua J. G. Mimi,o 111aggi-01·e à'a,·tiglicria.
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-=- "===-==
i813
L'INfZI1\.'l1TVA IN GUERRA Co11/iu.1ui::io111•. -
\'11cli <ii~11r.11"' XIX
Da quanto precede si può desumere che il severo mantenimente> dei rapporti di subordinazione, per ottenere in guerra l' irr.piego concorde delle forze ed assicurare la coop0razioue autonoma dei comandanti in sott'ordine, nQn si può intendere nel senso che l'inferiore faccia soltanto e meccanicamente quello .che ordina il superiore. L'inferiore farà migliore applicazione del principio della subordinazione, quando si sforzerà in tutte le circostanze di secondare nel modo più efficace con tutte le sue forze fisiche, morali, intellettualile intenzioni del superiore e in dati casi quelle dol comando supremo, guidando i suoi sottoposti seconcio le inter.zioni stesse. Solo così il superiore potrà essere liberato dalla cura dei particolari e dedicarsi per intero ai compiti elevati della sua sfera d'azione. Interpretando in tal modo la subordinazione, si comprende come l'azione autonoma dei comandanti in sott'ordine può muoversi nei limiti di prescrizioni o compiti ricevuti, u tilizzando quel grado maggiore o minoro dilibertà stato concesso, ma in dati casi può anche scostarsi da un ordine ricevuto o tralasciandone l'esecuzione o oltrepassandone i limiti o facendo addirittura l'opposto. Senza dubbio le decisioni di quest'ultima specie sono le più difficili. Chi non esegui~ce un ordine o fa l'opposto di quanto esso prescrive si assume un g rave compito o risponde personalmente delle conseguenze. Eppure ogni ufficiale può trovarsi in condizioni nelle quali il dovere e l'onore gl' impongono di regolarsi in tal modo. Ciò si verifica nei casi nei
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L'JNIZIATlVA IN GUEltRA
quali le ipotesi, che motivarono l'ordine, non siano conformi al vero, o quando durante l'esecuzione dell'ordine si modifichi la situazione generale e sia inevitabile scostarsi dalle prescrizioni ricevu~e mentre manca i l tempo per promuoverne delle altre. E dovere allora di chi eseguisce l'ordine di modificarlo in armonia con le circostanze variate agendo ' ' sulla propria r esponsabilità, nel modo che coscienziosamente crede più conforme alle intenzioni che ebbe chi diede l'ordine o che probabilmente avrebbe nella mutata situazione. Molti esempi si potrebbero citare della campao·na del '70'.71 ' b ma per amore di brevità, accenno soltanto i seguenti. Com'è noto nella giornata del 6 agosto i Tedeschi riportarono le due vittorie di Spicheren e di Worth. Consideriamo soltanto la seconda. L'armata di Mac-1\fahon occupava forte posizione difensiva a Froschweiler ed il principe ereditario di Prussia, comandante della III a1:mata l;edesca, si era proposto di attaccarla il giorno 7' e di coli.centrare e preparare le proprie forze nel giorno 6 .• Se non che nel mattino del 6 il. comandante dell'avanguardia dèl V corpo prussiano spinto a ·worth sulla Lauer, avendo notato movimento nel campo avversario e dubitando che i Francesi volessero mettersi in marcia, decise di assicurarsene con una ri~ognizione offensiva. Accertatosi che i Francesi non si muovevano interruppe il combattimento. Intanto il II corpo bavarese ( v. Hartmann) che trova vasi sulla destra del V corpo, aveva ricevuto in precedenza ordine dal comando in capo di appoggiare il V corpo qualora s'impegnasse col nemico. Per conseguenza il generale v. Hartmann quando intese il forte cannoneggiamento a \Vorth, non sapendo che si trattava di una ricognizione offensiva, marciò -senz'altro al l'attacco. Per non lasciar soli i Bavaresi, il V corpo ripre$e allora il combattimento, ma questo assunse subito u~ carattere così serio, che quando giunse l'ordine del comando in capo di interromperlo non sarebbe stato possibile ritirarsi senza · esporsi a gravi conseguenze materiali e morali. In queste difficili condizioni il gtlnerale v. Kirchbach si assunse
L'INIZIATIVA IN GOgaRA
1815
la o-r~ve responsabilità di non eseguire l'ordine ricevuto e di :pingere a fondo l'attacco contro le alture èli Froschweiler. Comunicò tale decisione al II corpo bavarese e al VI corpo -prussiano (v. Bose) che era alla sua sinistra, ehie~endo il loro appoggio e ne mandò avviso al comandante m capo. Ì due corpi vicini risposero annuendo e quando il principe ereditario giunse sul campo di battaglia e si mise a giorno della situazione approvò le disposizioni date e diede gli ordini opportuni perchè tutte le forze disponibili della III armata entrasssro in azione. Senza dubbio se ques.te forze fossero state preparate convenientemente nel giorno 6 ed impiegate tutte riunite nel giorno 7, il successo sarebbe stato ancora maggiore, co~ un numero di vittime probabilmente minore. Ma avendo circostanze, che non è possibile dominare, attravepato Je intenzioni del comandante in capo, l'ardita iniziativa del generale v. Kirchbach tracciò la via per conseguire ugualmente una grande vittoria. Naturalmente 4gli ebbe il coraggio di a:sumersi una grande 'résponsabilità, pel caso sfavorevole d1 un insuccesso e ·p er conseguenza a lui spetta una buona parte -della g1oria di quella giornata. In seo·uito alle sconfitte di Worth a Spicheren l'ala sinistra d.ell'an:ata francese del Reno si ritirò n~lla direzione di M:etz segni.ta dalla I e II armata prussiana,· mentre l'armata di Mac-Mahon sfuggì rapidamente verso Chàlons seguìta dalla III armata prussiana. Il 13 agosto l'armata francese, in ritirata ver.so Metz, si tr ovava tutta raccolta sulla destra d~lla Mosella. Delle due armate prussiane, che l'avevano segmta, la I si trovava sul Nied francese, fronte al nemico, la II doveva con un cambiamento di fronte a de·s tra, e avanzando a sinistra della I, passare la Mosella a monte di Metz e ca.dere sul :fianco dell'armata nemica, nel caso che questa volesse continuare la ritirata.. Se i F rancesi attaccavano sulla destra della Mosella, la I armata doveva oppor visi in unione con l'ala sinistra della seconda (II). :Perciò il generale von Steinmetz, comandante della I annata, diede ordine il 14 a i suoi comandanti d i corpo d'armata (I e VII in prima linea,
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L 'IN IZIATIVA JN GUERRA
VIII in riserva) di r estar fermi nelle posizioni occupate il giorno precedente sul Nied francese. Se non che da tutte le parti giunsero notizie che l'armata francese lasciava i snoi ac.::ampamenti, anzi nel pomer iggio il generale v. der Goltz comandante dell'avanguardia. del VII corpo vide chiaramente che i Francesi si ritiravano Yerso la Mosella. Sicuro dell'appoggio degli altri decise di a ttaccare (non ostante vi fosse l'ordine di non muoversi) con lo scopo di ritardare la marcia del nemico e dar così tempo alla II armata di compiere il suo movimento aggirante. Ne mandò avviso 'a' suoi superiori del VII corpo e al comandante del I corpo chiedendo il loro appoggio e · procedette senz'altro all'attacco, seguito dalla di visione Glt'Lmer del VII corpo e sostenuto a destra dalle truppe del I corpo. Il generale v. Zastrow, comandante del VII corpo, non riteneva veramente conveniente un attacco d~ciso uel~à dii:ezione _d ella fortezza. G iunto pi,rò sul campo eh battaglia e nconoscmto che la lotta una volta impegnata doveva spingersi 11 fondo, fece entrare in azione la rimanente divisione del suo corpo (14") ed assunse il comando dell'ala sinistra. Verso sera finalmente la 18· divisione della II armata attratta dal cannone giunse sul posto a sostegno di quest'ala sinistra, e non ostante avesse esegnita marcia faticosa entrò in azione insieme con la l" di visione di cavalleria. Fu questa la battaglia di Colombey-Nouilly, con la qu~le i Tedeschi grazie all'ardita iniziativa del generale v. der Goltz riu::;cirono uel loro intento di disturbare con la II armata la r itirata dei Francesi sulla sinistra della l\fosella. Senza dubbio se tutte le forze della I armata si fossero impegnate insieme, la vittoria sarebbe stata conseguita con minori perdite e minore probabilità di fallire. Ma \l tempo mancava per prendere tutte le misure che occorrevano. Prima che pervenissero al comandante d'armata le informazioni. del generale v. der Goltz, e che giungessero alle truppe gli 0rdini necessar i, e che le truppe si fossero schierate per agire con n nità d'azione, la g iornata sarebbe scorsa quasi tutta, ed il n6mico avrebbe compiuta la sua marcia tranquillamente. Certo l' iniziativa del v. der Goltz non fu
L'! N!Z lATIVA IN GUERRA
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scevra di pericoli, ma il risultato corrispo~e grandemBnte alla situazione strategica generale, e non poteva, conseguirsi in modo differente, I d ne esempi seguenti sono anche tipici. Nel giorno l L.I: agosto delli1 battaglia ora accennata, l'VIII corpo era in riserva, come si è già detto, dietro il I e VII; trovavasi difatti accantonato dentro Vionville e dintorni. Alle 9 di sera il suo comandante, generale v. Goeben ricevette l'ordine dal comando in capo della I armata, di avanzare con le sue truppe sul campo di battaglia. Se quest'ordine fosse stato eseguito le truppe sarebbero giunte sul posto certamente dopo la .fine della battaglia e non a,,rebbero riposato. Il gene.rale v. Goeben decise perciò di non eseguire l'ordine giunto così tardi, ma di lasciare invece riposare le truppe per averle poi fresche al mattino seguente. Oomu· nicò al coman do in capo tale sua decisione e uè ebbe l'approvazione. Così fu possibile nel mattino del 16 agosto alle truppe di fanter ia che marciavano in testa all' VIII corpo d'armata di prendere parte efficace alla batt,agìia di Vionville. L' 11• reggimento granatieri appartenente al IX corpo d'armata era stato spinto innanzi nel giorno 16 con l'incarico di occupare il pont e di Corny sulla Mosella. A Vion· ville intanto ferveva aspra la lotta e J.e truppe della 16'1 d Lvisione che pr~cedevano l' 11° reggimento, passato il ponte d'i Oorny, si avviarono verso il campo di battaglia spingendosi fino a Gorze, dove presto vennero a trovarsi in situazione assai difficile. Fu allora che giunse al colon nello v. Schoning la ri0hiesta di soccorso della brigata von Rex, che combatteva sulla fronte, poco dopo che lo stesso colonnello aveva r icevuto ordine dal suo comandante in capo di ripiegare col reggimento su Oorny. « Siccome però l'or« dine », dice la relazione dello stato maggiore, « era stato << diito quando non si poteva essere a cognizione del fiero « combattimento di Gorze, così if colonnello v. Schoning non << fu in dubbio sulla via da scegliere e sulla quale il do,1 ere « lo chiamava. )) Egli condusse celeremente il suo r eggimento
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L' l~IZIATlVA I N GUERRA
L'INIZIATIVA IN GUERRA
dove ferveva la battaglia, si precipitò fra i combattenti ed eroicamente lasciò la vita sul campo . In ambo gli esempi citati fu con ragione approvata l'esecuzione di una cosa intera mente opposta a quella stata or · dinata. Ma il contegno del generale v . Goeben sembra tanto più notevole, perchè egli ebbe l'animo di non eseguire l'ordine di accorrere sul campo di battaglia. Quale carico non gli si sarebbe fatto se la sua risoluzione fosse stata causa di un disastro! Quale sicurezza di giudizio occorse per assumersi la responsabilità di una decisione così grave! Senza dubbio. se non si è sicuri del sano criterio dei comandanti in sott'ordine, sarebbe pericoloso conceder ìoro simile libertà d'azione; in questo caso sfortunato sarebbe allora il minore dei mali quello di rinunziare alla loro cooperazione autonoma pel conseguimento degli scopi della gue1:ra. Così facendo però si va incontro agli inconvenienti, dei quali i Francesi fecero dura prova a '\Veissenburg. Se le notizie :fino1,a, pubblicate in proposito sono esatte, al generale Douay, non solo fu prescritto di occupare Ja posizione di V,.Teissenburg senza l'indicazione di n essun obbiettivo da raggiungersi, ma quando glifo tassativamente ordinato anche il modo come distribuire le sue truppe. La conseguenza fu, com'è noto. che la divisione Douay sovet·chiata da forze superiori nemiche, pur opppnendo eroica resisteuza, fu interamente distrutta.
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•• Dopo il princ1p10 della subordinazione, inteso nel modo accennato, altra condizione indispensabile per l'autonomia dei comandanti in sott'ordine sta nella chiarezza e precisione degli ordini che ad essi si mandano. Il nostro Regolamento di serviz io in guerr·a contiene in proposito sagge disposizioni, poche di numero, ma r icche di sostanza. Il § 17 dice: << Il superiore comunic,~ la sua volontà all'inferiore per « mezzo di 01·dìni.
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« Quando vuol chiarire il concetto contenuto in un ordine, « si vale di isli "uzioni. « Quando per mancanza cli da.ti o per la natura stessa della ., missione àffidata ali' inferiore reputi opportuno d'indicargli « soltanto lo scopo da raggiungere, lasciandogli ampia li« bertà d'esecuzione, è limitandosi a fornirgli quelle infor,< mazioni e quegli apprezzamenti che possono metterlo in « grado di operare con discernimento, si vale di direltfoe. »
Nel § 18 troviamo: « L'o,·dine non deve scender e a particJola,·i che i n qi ,al« siasi modo possano menomare l'iniziativa spettante a chi . « cleve eseg·wi?'lo. · « Deve comprendere tuttociò che è indispensabile, ma << niente di più. Dev'essere chiaro, breve e preciso in modo « da non ammettere ambiguità. LA. ltESPONSABILITÀ DELLA. « CATTIVA IN'.CE11PRETAZI0NE DI UN OltDINE AMBIGUO SPE'rTA. ,< TUTTO AL S UPERIORE OHE LO HA DATO.
« Ogni ripetizione o citazione di regolamenti dev'essere « evitata. » « Quando un medesimo or dine è inviato a più persone conviene che queste siano t utte indicate in ciascuna copia, ,< a:ffinchè oo-nuna delle autorità che lo riceve sappia pure b . « a quali altre è stato comunicato . » <<
È finalmente il § 19 dice: « Gli ordini che si danno per l'esecuzione di un opera(< zione di auerra (combattimento, marcia, avanscoperta ecc.} o . << prendono il nome di o;·clini di operazione.. . . . « Salvo le aggiunte che possono esser e cons1ghate ~n ogm « caso speciale, un ordine di operazione comprende m ma~« sima · un cenno su ciò che si sa dal nemico e sulla propna « situ,a~ione (in quanto possa inter ~ssare coloro a~ quali 1:or« ·dine è dir etto) il mandato che s1 ha da compiere e 1 o~« biettivo che si vuol raggiungere, il concetto secondo 1l « quale il comandante intende di operar e la ripartizione dei
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L'JNJZIA'l'1VA l N GUEftRA
L'INTZIATJVA I N GUEl!RA
« còmpiti e delle forze; il posto che al principio o durante « l'operazione terrà chi dà l'ordine. << L'onDrnE DEVE EVITARE DI CONCERNERE VARIE EVENTUA-
«
LITÀ. POSSIBILI E DI DISPORRE PE1t CIASCUNA DI . QUESTE.
»
Semplici prescrizioni che considerate superficialment e pare che esprimano le cose più ovvie e più natura.li di questo mondo, ma se per poco ci fermiamo a scrutarne la vera essenza vediamo subito quale importanza capitale esse abbiano, se bene intese ed eseguite, per facilitare i comandanti in sott'ordine nella loro opera intelligentemente autonoma. E infatti, se è vero che una sana autonomia deve servire pel conseguimento degli scopi che derivano dalla situazione di guerra, soddisfacendo l'esigenza assoluta quasi sempre di operare in armonia con altre forze combattenti, è indispensabile che quel comandante, il quale debba agire di propria . .. . . . . I miziativa, sia messo a giorno di guanto g ià si conosce della · situazione accennata e che egli non potrebbe sapere per proprio g iudizio o venirne a conoscenza a tempo debito per proprio conto. È indispensabile che gli si indichino possibilment~ in modo determinato gli scopi, per raggiungere i quali, si richiede la sua cooperazione: che gli si comunichino gl' incarichi assegnati ad altre forze combattenti, con le quali egli è probabilmente chia1nato ad operare, indicandogli se e fino a qual punto egli debba regolarsi sulle forze stesse o queste su di lui. Soltanto così egli saprà le premesse sulle quali si fonda la sua missione e potrà quindi regolarsi secondo il concetto della missione stessa, anche quando si presentino circostanze impreviste. E il nostro Regolamento, mentre consacra il principio clell' iniziativa, n on sgrava affatto i superiori dal dovere d i fornire i detti schiarimenti e di stabilire specialmente in modo chiaro e determinato, per quanto le. circos tanze lo permettono, gli scopi .da raggiungere. Pare anzi che nè faccia loro un obbligo maggiore; concetto g iustissimo, essendo evidente che la chiara determinazione degli obbiettivi è tanto più'
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necessaria per il buono impiego delle forze, quanto pit\ grande è la libertà d'azione che si lascia agl'inferiori di operare secondo il proprio criterio. Ed il bello delle prescrizioni accennate è che non hanno nulla di tassativo. Quando il superiore crede di lasciare ampia libertà d'esecuzione ai suoi inferiori si vale di clirettive. In esse non entrano minuti particolari, perchè le circostanze possono mutare e chi deve operare sarebbe impacciato ; nè devono contenere disposizioni molto preventive, perchè queste raramente possono essere eseguite per intero; nè comprendere varie ipotesi, ragioni di disposizioni date, previsioni per casi diversi considerati come possibili, perchè tutto ciò non è certamente atto a rafforzare quel sentimen to di fiducia che i comandanti in sott'ordine devono avere nel loro criterio; e quindi logicamente il regolamento prescrive di evitarlo. Ma se il superiore ~ON CREDE di lasuiare a' suoi dipendenti simile libertà d'azione, perchè circostanze particolari lo esigono, e a.llora il regolamento non gli vieta di prescri~'ere non solo lo scopo, ma anche il modo di conseguirlo. Il principio r1ell'iniziativa bene inteso ha, come tanti altri principii della guerra, un gran va lore finchè non si presentano casi eccezionali, nei quali la matura riflessione palesa la necessità di allontanarsene. Così per es. il l\foltke, quando ebbe notizie che l'armata di Mac- 1\fahon era apparsa sul fianco destro della III armata e dell'armata della Mosa, entrambe in marcia su Chàlons, non ebbe alcuno scrupolo di stabilire tutti i particolari per l'esecuzione certo non facile del noto cambiamento di fronte a destra, r egolando esattamente il movimento cli ogni singolo corpo d'a.rmata. E così il 2 dicembre 1870 il re di Prussia, che aveva mandato già o.r dine al principe Federico Carlo di coprire l'investimento di Parigi contro l'annata della Loira, prescrisse che questo scopo dovesse conseguirsi operando in modo concentrico e attaccando nella direzione d'Orléans. Non temette cioè ~i prescrivere ad uno de' più esperti generali del nostro secolo, non solo lo scopo, ma anche il modo di conseguirlo e perfino la direzione déll'attacco.
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L ·1~1i1ATJ\'A J~ ou~.RR.-\
L'INIZI ATIVA IN GUl,Rl{A
. E. così pm:e il 1~ genn~io 1871, il generale v. W erder, m risposta a1 dubbi da lui sollevati, ricevette l'ordine tassativo e teleg1'a(ico da Versaille di accettare senz'altro battaglia nelle posizioni sulla Lisaine. Nei due esempi ultimi il gran quartiere generale aveva piu agio dei comandi d'armata di giudicare ciò che meglio conveniva di fare. E perciò il re credette necessario di dare ordini particolareggiati e non semplici direttive, assumendo sn di sè la r esponsabilità delle sue decisioni. La libertà d'azione dei comandanti in sott'ordine può venire pure ristr'3tta ed anche annullata quando le loro forze devono operare d'accordo pel conseguimento di uno scopo co· mune, essendo allora indispensabile g uidarle con unità di comando. In ogni caso bisognerà almeno che ciascana delle unità. sappia gli ordini che sono sta.ti dati alle altre. L'aver tras.curato. ques~a norm~ fu ?ausa che la battaglia di Wort1}.accadesse un giorno prima d1 quando era nell'intenzione del comando in capo dei Prussiani. Come si è già accennato il V corpo non fu avvertito che proc.edendo all'attacco sarebbe stato appoggiato dal II corpo bavarese. P er conseguenza quando la mattina del 6 agosto decise di eseguire la nota ricognizione offensiva, non ne mandò avviso ai Bavaresi, e questi senz'altro attaccarono l'ala sinistra nemica. Il serio combattimento, che ne no.eque, costrinse, come si è già detto, il generale v. Kirchbach a spingere a fondo la lotta contrariamente agli ordini del comando in èapo. È vero che la vittoria so1Tise ai Prussiani, ma questo non fa legge. L 'omissione commessa avrebbe potuto essere causa di una disfatta e a ogni modo nocqu e ugualmente al risultato finale, perchè questo fu conseguito con perdite e sacrifizi maggiori. Se ora accade che la libertà d'azione dei comandanti di grandi unità possa essere r istretta, è inutile che mi dilunghi a dimostrare che lo stesso può verificarsi per i capi di unità minore. Ma sono eccezioni che non tolgono nulla all'importanza del principio; anzi esse non fanno che confermare la regola.
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** La chiara determinazione degli obbiettivi da raggiungersi, se è condizione indispensabile per assicurare l'azione auto· noma dei comandanti fo sott'ord ine, acqnista un'importanza ancora maggioro per l'indipendenza del comando iu capo. Il nostro Regolamento di servi:;io in guerra dice: § 52 « Qnando S. M. il Re nou assume personalmente « il comando dell'esercito mobilitato, lo affida ad un uffic iale « generale che prende il nome di comandante in capo. « In tal caso affa tto della mobilitazione andranno stabi« lite le relazioni fra questo, il ministro della gu€lrra e gli « altri membri del governo. « Al comandante in capo spella interamente e(l esclusiva« mente la 1·esponsabililà delta condotta della guerrn . .. ». Ora per chè il comandante possa assumersi questa o-rave responsabilità è chiaro che egli debba avere esatta conos~enza dello scopo, che si vuol conseguire con la guerra ed essere . ' contmnamente informato delle circostanze della politica inter~a ~d este_ra che possano influire sulla condotta de.Ile ope· raz1on1. Se 11 comando fil delegato ad un ufficiale generale, spetta naturalmente al goveruo di dare le dette informazioni. Qualunque ullieriore ingerenza per parte del governo nella condotta della guerra non può riuscire che dannosa, tanto per l'influenza che può avere, sia pure indirettamente, sulle decisioni del comando in capo e sull'energia della sua azione, qi.umto per tutti gli svantaggi che si collegano con la divisione delle responsabilità. E così apparisce in tutta la sua evidenza la necessità che vi sarebbe di stabilire fin dal tempo di pace in modo chiaro e definitivo il comando in capo dell'esercito. Io non pretendo di discutere la grave questione, alla quale altri ebbero già occasione di accennare, ma non posso non fare qualche considerazione sull'importanza che pelò avere, sulla condotta autonoma dei comandanti i11 sott'ordìne, il comando in capo chiaramente o non chiaramente stabilito. 116 -
A~)(O Xl.I\",
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l.'INJZIA.TIV,\ I~ GUl;RRA
J.'JNIZIATIVA IN GVIWRA
Quando il monarca stesso assume il comando dell'esercito, ogni questione è troncata. Egli ha in sua mano i fili della politica e la condotta della guerra, cessa ogni dubbio nei suoi generali dipendenti che le disposizioni, che ad essi si comunicano, possano o non possano piacere al governo, ed esser quindi soggette a variazioni o modificazioni per inge· renze dirette o indirette per parte del governo o di una mag · gioranza parlament,~re qualsiasi. La loro missione è nettament~ definita e possono quindi sfoggiare tutta quella autonomja di cui sono capaci per adempirla. Il sistema peggiore è quello adottato dai Francesi nel' 70. Il monarca presente sul teatro della guerra, ma senza il CO · mando dell'esercito. Come ognuno ricorda all'aprirsi delle ostilità N apoleoue II [ riservò a sè il comando in capo e lo conservò di fatto finchò non raggiun.se l'esercito. Ma nei giorni 5 e 6 agosto egli trasferì il comando dei corpi d'armata 2° 3° e 4° e guardia fl,l . maresciallo Bazaine, il quale era stato già provvisoriamente incaricato della spedizione verso la Saar. Così il maresciallo ebbe il comando di tutti i. corpi d'annata che costituivano l'ala sinistra dell'esercito. L'Imperatore però non si aUontanò e non di rado dava anch'egli ordini direttamente a singoli corpi d'armata e divisioni. Il 12 agosto l'Imperatore affidò al Bazaine il comando di tutte le forze combattenti, rna continuò a restare presso il quartiere generale e a dare ordini al maresciallo circa le operazioni eia eseguirsi. Il 16 agosto quando s'accorse che le condizioni dell'esercito a lVIetz diventavano difficili si recò a Ohalons per accompagnare ormai l'armata di :.\fac-Mahon. Questi dipendeva formalmente da Bazaine, ma nel fatto poi riceveva norme direttive che spesso equivalevano ad ordini, da Parigi, dalla Reggenza, alla quale l'Imperatore aveva affidata la direzione politica dello Stato, dal consiglio dei ministri e dal ministro della g uerra. E se pure l'Imperatore, come pare, avesse rinunziato ad esercitare alcuna influenza sul quartier generale di Mac-Mahon, tuttavia il maresciallo non era interamente libero neanche cl~i questa parte. Solo ricordando questi particolari è possibile spiegarsi.
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la confusione e l'indecisione che dominarono nel quartier ge· nerale nell'ultima decade di agosto e che condussero alla catastrofe di Sédan. Sarebbe quindi ingiusto se si volesse addossare al solo marescial]o la responsabilità di quella battaglia disastrosa. E nel secondo periodo della guerra franco-prussiana. la suddivisione della responsabilità nella condotta delle operazioni ostacolando l'in iziativa dei comandanti in sott'ordine e paralizzandone l'energia, è ancora causa di funeste conseg uenze. Gambetta e Freycinet, il primo avvocato, il secondo ingegnere si stabiliscono a Tour e si assumono l'incarico di regolare a passo a passo la campagna per mezzo del telegrafo. E non solo prescrivono tatticamente al generale d'Aurelles, comandante dell'armata della Loira forte cli 5 corpi d'armata, i particolari più minuti d'esecuzione, ma quando spesso, saltando il comando in capo, telegrafano direttamente, ai singoli corpi d'armata, disposizioni d' indole assolutamente tattica. Il seguente telegramma diretto al generale d'A.urelles il 2 dicembre 1870, ossia in un momento molto grave, può servircr d'.esem pio della confusione di comando allora esistente: « Da oggi in poi è necessario che V. S. dia direttamente le « istruzioni strategiche al 15°, 16°, 17°, 18° e 20° corpo. Fino i< a ieri (ossia i clicembre) ho guidato personalmente il 18' « e 20° corpo e qiialche volta anche il 17". D'ora in poi lascio « a V. S. tale cura. 0
« Gambetta
>).
Come apparisce da questo telegramma, il generale d' Aurelles non aveva.va ancora avuto partecipazione ufficiale che le operazioni del 18° e 28° corpo e qualche volta que1le del 17°, tutti da lui dipendenti, venivano regolate direttamente da Tours. Egli però l'aveva saputo e si era quindi astenuto dal mandare ordini ai tre corpi accennati pel 2 dicembre. Secondo il telegramma però anche Gambetta trascurò di mandare ordini pel detto giorno ai corpi d'armata stessi. Cosiccbè questi corpi nel giorno 2 non presero parte alla nota
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L'l~IZJ.\TlVA IN GUERRA
battaglia di Loigny-Poupry, inazione che non fo certo in ar· monia con la situazione generale. Ingerenze o tutele del genere accennato, non solo tolgono al comando in capo ogni energia, ma esercitano azione dissol· vente ::,ulle relazioni di subordinazione dei comandi in so1,f ordine, i quali ricevendo ordini confusi, dettati spes,;o da concetti differenti o addirittura contradditori, finiscono col non · saper più regolarsi. Così, per esempio, i comandanti di corpi d"armata della armata della Loira, anche ammettend o che fossero stati capaci di operare di propria iniziativa per raggiungere lo scopo comune, in che modo dovevano rego· tarsi? Secondo il concetto del generale d' Aurelles, o secondo o-li ordini che ricevevano da Tours? t:> Invece q uanclo l'anima del comando è una sola e le relazioni di subordinazione sono chiaramente regolate e rigoro· samente conservate, in modo che ognuno sappia a chi deve obbedire e a chi comandare, senza pericolo d'intrusioni illecite, i comandanti in sott'ordine acquista.no un solid6 fondamento per operare con sicurezza e potranno allora più fa. cilmente far uso di quella libertà d'azione che loro si lascia. Il comando bene organizzato rassomiglia, come dice il ge· nerale \Voide, al sistema nervoso di un corpo sano. Appena il sistema ner voso s'indebolisce o si guasta ecco che il corpo, sia pure ben costruttd quanto si voglia, non è più in istato di fare un lavoro proficuo. Il comando in capÒ però, per lasciare liber tà d'azione ai · comandi dipendenti nella scelta dei mezzi, deve avere d'altra parte la sicnrezza che nessuno abusi di questa libertà e che tutti invece si sforzino di concorrere per quanto possono al conseguimento degli scopi che furono loro assegnati. In altri termini il principio dell'iniziativa può essere fecondo solo con la premessa di disciplina solida e severamente mantenuta. E qui ripeto che l'essenza della disciplina, specie in presenza del nemico, non deve cercarsi nell'esecuzione meccanica o nelr attesa degli ordini, ma sibbene nell'impiego incondizionato delle proprie forze fisiche e specialmente intellettuali per fa. vorire le intenzioni dei superiori.
1.'JNIZIATIVA JN GUERRA
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Il terzo comma del § 110 del nostro Regolamento di servizio in gue1·1·a dice : « Tutti devono esso ben convinti che « quando manchino gli ordini, ovvero quelli precedentemente « ricevuti, per il mutarsi della situazione, non corrispondono « più a questa, é virtù il saper concorrer~ all'ese~uzi?u~ ~ei « disegni dei superiori, operando secondo 11 proprio gmd1z10, « e affrontando coraggiosamente la responsabilità dei propri: « atti ; che la mancanza d'iniziativa è sempre più dannosa « di un errore nell'apprezzamento .della situazione o nella « scelta dei mezzi ; che in tali casi, la maggior colpa, nella « quale possa incorrere un militare, è l'inazione >> . . Si converrà però con me che per affrontare coraggiosamente la responsabilità dei propri atti non basta esser capaci ed energici, ma bisogna poter contare sull'appoggio dei superiori ed esser certi che essi giud icheranno con beneYOÌenza o-li atti animosi e risoluti. E co~ì le relazioni personali fra superiori ed inferiori, fondate sulla stima. e fiducia reciproca, diventano nuova condizione perchè una sana ed in telligente autonomia possa aver pratica attuazione. . . . . Ma se manca la salda fiducia fra capi e sottoposti o se serpeggia. negli animi il mal pensiero che in caso di ~;ittor~a possa esser diminuita o magari annullata la parte d1 gloria che spetta a ciascuno, allora le auree p~role d~l. nostr~ Re· gola.mento, che io vorrei vedere accolte 111 t~tt1 1 nost~·1 R~golamenti d'istruzione e di tatti.ca, corrono 11 grave rl$Ch10 di restar lettera morta. E altra leva potente per affrontare coraggiosamente la re· sponsabilità dei proprt atti io la vedo non solo nella fiducia reciproca fra superiori ed inferiori, ma nei ~~ntime~ti ~i vero e sano cameratismo fra i vari comandanti in sott ordme. La certezza che nei momenti di pericolo non si sarà dai propri colleghi abbandonati, ma si sarà da essi generosamente sostenuti, non può che animare a combattere yalorosamente. Il nostro R egolamento nel 4° comma del § 110 dice: « L'accorrere in soccorso dei combattenti sia pure con «forze. poco numerose, può in molti casi avere un gran peso
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L'INIZIATIVA IN GUERR A
r)I:SIZIATIVA J:,; CUEllHA
« nell'esito della lotta. Il solo ann unzio dell'avvicinarsi di
inferiori non si accontentino delle comunicazioni ricevute, ma si sforzino in tutti i modi di accrescere la cognizione delle intenzioni del nemico e delle sue forze. Specie i comandanti di g randi unità isolate devono profittare di tut1;o il t empo disponibile e di tutte le occasioni che loro si presentano per lo studio della situazione, nella quale devono operare. E per i comandanti inquadrati lo studio non si deve restringere all a zona vicina dell'azione imm~diata , ma abbracciare tutta qnella, sulla quale un comandante è chiamato, o può esser chiamato, ad operare di propria iniziativa. E non ostante tutti gli sforzi non si riuscirà quasi mai a sapere con esattezza e a tempo debito quello che il nem ico vuol fare. Chi volesse decidersi solo fondandosi sopra un con· cetto sicuro o completo delle intenzioni nemiche finirebbe col restare immobilizzato. Per quan(;o si faccia resteranno sempre delle lacune, che potranno es,;ere riempite da mente tattica.mente educata, che segua attentamente gli avveuimenti che si svolgono. e capace di · prendere risoluzioni pront,e ed energiche. Grande aiuto per la mente e per la prop1·ia riflessione è fornito dai ser vizi di avanscoperta, informazioni e ricognizioni, ne· quali il principio dell'iniziativa largamente e saggiamente attuato diventa potenl;e cagione di vittoria. Non mi fermo certo a dimostrare l'utilità, l'importanza dei detti servizi, nè ricorderò come nella campagna del · 1870-1871 untL delle maggiori cat1se dell'indecisione del comando in capo e dei comandanti in sott'ord ine dell'esercito fran cese fu appunto l'inazione nei servizi di sicurezza e di avanscoperta. Sono quistioni ormai esaurite ed i nostri ufficial i di cavalleria sanno benissimo quale fonte di gloria possa talvoll;a essere serbata anche al più g iovane sottotenente in una semplice ricognizione. Mi si permetterà di mettere un po' in mostra qualche disposizione soltanto del nostro Regolamento di servizio in guerra col solo scopo di chiarire sempre più il modo come va inteso il principio dell' iniziativa.
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(< soccorsi può far cambiare le sorti del com battimento, « perchè nella certezza di essere sostenuti si rinfrancano gli
« animi, i capi possono più liberamente disporre delle loro « riserve e le truppe sono stimolate a perseverare nella « pugna. « E perciò un comandante isolato, quand·anche abbia ima « speciale missione da compiere fuori del campo di battaglia,
« deve di sua iniziativa accon·ere al cannone, sempr·e che non « 1 ·isi,lti evidente la necessità di attenersi agli oi·dini pnce« dentemente ricevuti. »
Si comprendi') facilmente che solo il vero cameratismo può far scolpire nell'animo degli ufficiali una' simile prescri~ zione; in modo che essa perda per dir cosi la qualità di for mula regolamentare e diventi in· tutti convincimento intimo ed istintivo. Il metterla in atto non dev'essere dettato dall'omaggio al regolamento, ma dal bisogno prepotente di soccorrersi reciprocamente, dalla persuasione che lo spirito di camera9Ì-smo spingerà, sempre gli altri ad accorrere, che l'affrontare pericoli e sacrifici non sarà sfruttato da altri, che gli sforzi individuali, mirano tutti al bene comune. Se disgraziatamente dovesse mancare l:J uesto profondo sentimento di cameratismo, allora val meglio rinunziare ai vantaggi dell'iniziativa perchè questo non potrebbe condurre che ad azioni slegate, a. pericoloso sparpagliamento di forze e probabilmente alla disfatta.
Il princ1p10 dell'iniziativa, se esige da una parte, corno si è detto, che i superiori determinino chiaramente gli obbiettivi da assegnare ai dipend enti, dando loro tutte le informazioni possibili sul nemico, in modo c~e essi possano acquistare un'idea esatta della situazione, nella quale devono operare secondo il proprio criterio, vuole da1t·a1tra che gli
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L'!NlZIA'l'IVÀ IN GUERHA
Il primo comma del § 59 ·dice: « 'l'utti i riparti di truppa e tutti gli individui isolat'i, che « nell'adempimento della loro missione, e sen za lasciarsi di~~ strarre da questa, si trovano in grado di procurarsi utili « informazioni, hanno il. dovere di raccoglierle e di trasmet« terle ai superiori da ~ui dipendono, comunicandole anche « a quelli che prima incontrano se si tratta di notizie im« portanti. » In altri termini il RegoÌamento intende saggiamente che chiunque, nel considerare osservazioni fatte o notizie ricevute, abbia in mir;,, non solo il proprio interesse ma anche · quello che possono av.e re superiori, inferiori o comandanti di unità vicine, nslla cognizione delle notizie od osservazioni. accennate. Ed anche a chi è incaricato di eseguire una ricognizione il nostro Regolamento prescrive nei § 61 di non restringersi strettamente e letteralmente al còmpito ricevuto, potendo egli, « se è abile ed atti vo oltre alle informazioni, che gli « sono richieste, fornire spesso altre assai utili, quand'anche « non direttamente relative al proprio mandato. )> I Sono qneste prescrizioni in appa,renza naturalissime, ·m a intanto se non diventano intimo convinuimento degli ufficiali possono essere facilmente trascurate ed avere in guerra funeste consegnenze. Nel processo che fu fatto dopo la guerra del 1870-1871 al maresciallo Baza,ine, un ufficiale di stato maggiore fran · cese narrò innanzi al consiglio di guerra che egli nel pomeriggio del 14 agosto 1870, cavalcando sulle alture della riva sinistra deila M.osella, riconobbe tutti i movimenti preparatorii che facevano i Tedeschi per l'attacco, mentre i comandanti francesi si lasciarono sorprendere. Alla domanda del presidente se egli avesse inviato a chi di ragione, not,izie tanto importanti, l'ufficiale r ispose stupito che ciò non entrava negl'incarichi del suo ufficio. Ora il principio della, iniziativ~t si fonda sopra un concetto interamente opposto. Esso non arresta l'ufficiale di fronte r.gli incarichi più o meno ristretti del pr opr io ufficio. Esige anzi di oltrepassarli
L I KIZIATI VA IN GUERRA
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quando la sana ragione ne fa vedere l'imprescindibile ne· cessità, specie trattandosi d.' importanti notizie sul nemico. E il nostro Regolamento d i servizio in guerra intende chiaramente che il principio sia così interpretato perchè oìtre le prescrizioni accennate, contiene anche la seguente circa ai doveri dell'ufficiale di stato maggiore nei com.battimenti. Il 6° comma del § 114 dice infatti: « Nell'adempimento dei suoi mandati si trova spesso nella « circostanza di avere osservato fatti o raccolti dati, la cui « conoscenza, nell'interesse della buona riuscita del combat« timento può esser utile non soltanto al suo capo, ma anche « ai comandanti in sott'ordine. I n tali casi egli ha il dovere « d'informarne i comandanti che incontri per via, in quanto « ciò non lo distolga troppo dal far prontamente ritorno « presso il comando. » Questa disposizione che a prima vista potrebbe sembrare in coutradizione con quella del 1° comma dello stesso para_ grafo, che prescrive all'ufficiale di stato maggiore, dopo compiuto un servizio, di raggiungere il suo capo quanto più presto è possibile, non fa invece che ribadire la massima sancita nei §§ 59 e 61 gia c1,ccennati. · Ed è in omaggio allo stesso principio ohe il Regolamen to stabilisce pure essere dovere (§ 60) di ogni militare di facilitare con ogni mezzo la rapida e sicura trasmissiolJe di notizie raccolte col servizio di ricognizione, anche senza averne avuto speciale incarico. È snpedh10 spiegare come le osservazionÌ e notizie sul nemico possano soltanto a ver valore se giungo"no a tempo debito 'a cognizione di quei comandanti che devono, almeno in parte, portare su di esse le loro dec1s10n1. Esse sono pure inutili quando sono scritte con calligrafia illeggibile o quando siano mal concepite o mancanti di quei dati che abbisognano a ohi legge per capirne il contenuto. Il peggiore inconveniente è però quando chi è inviato in ricognizione non sia in grado di risolvere bene il suo compito. E questo compito spesso non è facile anche per esperti ufiìciali ! P er gilidicare inf,' ttti nettamente quali notizie
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L' ! NlZ IATlVA I1' GUE!tl{A
possano avere importanza per chi ha affidato la missione, bisogna avere la capacità. di potersi elevare fino al punto di vista di quest'ultimo, per quanto alto possa essere. Ora il solo fatto d'aver ricev uto l'inca.rico non mette un ufficiale in queste condizioni. Bisognerà che egli abbia seguito con intelligenza ecl attiva riflessione il rapido svolgersi degli avvenimenti, per intendere con esattezza e risolvere in modo soddisfacente il suo importante mandato. Finalmente mi piace notare quanto l'invio di notizie opportune possa essere importante per conservare il collegamento fra quelle unità che devono o possono trovarsi nel caso di operare di comune accordo. Sembra anche questa n orma naturalissiim1, e pi.1re nella ressa degli avvenimenti può essere così facilmente trascurata. La battaglia di vVorth può servirci d'esempio per la terza volta. Ricordo nuovamente come nel pomeriggio del 5 agosto il II corpo bavarese ricevet te ordine dal comando in capo della III armata, di attaccare per suo conto l'ala sinistra del nemico, appena il V corpo Rntrasse in azione. Come si è già accennato, il comando in capo trascurò d' informare il V corpo dell'ordine dato ai Bavaresi; però ora si deve notare che anche questi dimenticarono d i prendere le misure occorrenti per sapere ciò che facesse il V corpo, alla condotta del guale essi dovevano subordinare la propria. Le conseguenze di questa. omi,;,. sione avrebbero potuto esser funeste. Inconvenienti di questo genere possono soltanto eyitarsi quando, come prescrive il nostro Regolamento di servizio in guerra (§§ 112 e 114) i coman danti' laterali si tengano in collegamento con frequenti informazioni, mandandone o chie· dendone ciascuno agli altri e quando i capi di grandi unità ma.ndino presso i comandi dipendenti appositi ufficiali di stato maggiore, i quali restando semplici spettatori con_siderauo gli eventi dal pnnto di vista del loro capo e possono quindi inviargli tutte quelle notizie chè abbiano reale importanza per le sue risoluzioni.
L 1 JNlZIATlVA IN GUERRA
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Da quanto precede mi pare si possa desumere, seriza tema di sbag liare, che la condizione princi pale, forse la pi~ì essen· . ziale di tutte, perchè il principio dell' iniziativa abbi~ ~ttua~ zione sana , intelligente, pr oficua, risiede nelle qua.lita dei capi, nella loro capaciU1 ad operare con libertà d'azio~1~. ~e essa manca, t utte le altre condizioni d'esistenza dell' m1z1ati va corrono il r ischio cli essere pressochè inutili. Fra le qualità accennate primeggiano senza dubbio l'energia e l'indipendenza di carattere, la fiducia in se stessi e ~ell~ proprie forze. Le disposizioni contenute nei regolamenti dr istruzione delle varie armi mirano essenzialmente a conse· guire questo scopo e non è il caso di ricordarle . p_erchè a tntti notissime. P erò le buone ~orme regolamentari ricevono vita ed an ima da chi le mette in atto e specialmente se rap· presentano principi di massima, e non prescrizioni tass~1t~ve devono esser bene intese e interpretate nel loro ver o spinto, altrimenti in pratica vengono trascurate o, se male attuate, possono raggiungere proprio il risultato opposto a quello che si propongono. È perciò che in modo affatto rimessivo mi permetto di fare qualche considerazione. La creazione di caratteri indipendenti non è facile, ma non è affatto inconciliabile coi principi della più rigorosa disciplina e della più stretta subordinazione alle disposi~io_n i _regolamentari o alla volontà dei superiori. La vera d1sc1~lma non t eme d'essere intaccata, da nessuna indipendenza d1 carattere, quando essa abbia saldo fondamento, da una par te, nell'autorità personale dei superiori, conquistata non per i poteri che loro conferisce il regolamento, ma per le virtù militari che essi posseggono, e, dall'altra, nella capacità e nello zelo degli inferiori. Quando-ai dipendenti si lascia realmente la libar tà d'azione e la responsabilità corrispondenti alle loro attribuzioni; quando èssi fin dal tempo di pacò siano educati a far uso del proprio criterio per interpretare e mettere in
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L'INIZIATIVA IN GUE RRA
L'INIZIATIVA IN GUERRA
pratica nel miglior modo possibile le prescrizioni regolamentari ed i voleri dei superiori; quando i superiori, pure esercitando continua vigilanza sui loro sottoposti, non fanno mancare a questi la loro guida, il loro consiglio, quando vedano chiaramente che ne -abbiano bisogno, mettendo in evidenza e lodando ogni manifestazione d'energia e di spirito di intraprendenza, purchè diret ta a meglio conseguire g li scopi che si hanno di mira, giudicando con be!levolenza gli errori causati per ardore forse eccessivo e non attribuibili a negligenza o a svogliatezza, non è possibile che l'attività e i sentimenti di lodevole emulazione che ne nascono non siano fecondi di buoni risultati e che non si preparino per la guerra C<tratteri forti e risoluti, L'emulazione in ispecie è molla potente p')r compiere in guerra atti valorosi, quindi ragioni di pratica convenienza vogliono che essa diventi abituale fin dal tempo di pace, stimolando quella -sana ambizione personale che mira alla propria gloria, alla gloria del corpo a cui si a,ppartiene, Il tatto squisito dei superiori, dei comandanti d i reggimento in ispecie, deve però mantenerla nei dovuti limiti, affiuchè essa non degeneri, causando invidie e gelosie che potrebbero avere, a,l momento del pericolo, funeste conseguenze, · Lo scopo invece della emulazione bene intesa è proprio il rovescio ed è perfettamente conseguibile quando l'opera intell.igente dei comandanti di corpo serva di cemento fra le vari~ unità dipendenti, in modo che ogni reggimento si presenti come un tutto armonico e compatto e non come la riunione cli persone o unità che la·vorino ognuua per conto pro· prio, e pare quasi che l'una non abbia nulla di comune con l'altra, Si comprende facilmente quanto l'azione dei capi possa essere agevolata., se i loro subordinati posseggono elevato sent imento del proprio dovere e siano. realmente animati da schietto entusiasmo per la propria missione, da vero . spirito di corpo e generoso cameratismo, Quando g li ufficiali fin dai primi anni della loro gioventù. abbiano acquistato una squisita sensibilità per tutto ciò che
è nobile, non siano stati attratti dalla sola parte esteriore splendente della vita militare, ma sibbene della m1ss10ue grande e bella, per quanto piena di responsabilità e di sacrificio, di creare pel proprio Re e per il proprio paese combattenti intrepidi e valorosi; quando il circolo dei camerati sia fortemente unito, in modo che non solo ognuno risponda dell'onore di tutti, e tutti rispondano dell'onore di ognuno, ma che ognuno sia sempre pronto ad assistere l'altro col consiglio e c0n l'opera in ogni circostanza della vita, in servizio e fuori, allora non c'è pericolo che l'opi-:a efficace dei comandanti di corpo per spronare le forze dei subordinati, distribuendo in modo giusto e proporzion,tto la lode e il biasimo, possa far degenerare quel sentimento di emnlazione che è loro cura di sviluppare, Ufficiali così educati, diventando capi di grado elevato, conserveranno un caro ricordo della vita del reggimento ed il loro cuore palpiterà di entusiasmo giovanile anche sotto il peso degli anni, Con simili capi non potranno germogliare nè false ambizioni, nè dannose gelosie; nè si verificherà certo il ca.so di Canrobert, e Niel che dopo la battaglia d,i Solferino pensarono a rimproverarsi reciprocamente gli errori commessi ; nè potrà snccedere come a Sédan, dove dopo la fer ita riportata dal maresciallo MacMahon, vi furono due generali, Ducros e Wimpffen, che assunsero nello stesso tempo il comando in capo e riuscirono a stento a mettersi-d'accordo soltanto dopo che l'uno mandò, alle truppe l'ordine di attaccare e l'altro quello di ritirarsi,
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.. * * Il carattere energico, volenteroso, intraprendente, che inspira il coraggio della r esponsabilità, che una volta presa una risoluzione, insiste con fermezza per metterla in atto, mirando drittn alla meta senza lasciarsi deviare nè da pericoli, nè da ·sacri:fizi, è senza dubbio la qualità più. ammirevole in un ufficiale, In ·guerra però la difficoltà sta quasi sempre nel sapersi risolvere, donde la necessità che gli ufficiali abbiano
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fiducia iu se stessi. la quale nasce a sua volta dall a coscien:a:a della propria capacità. « Niente è più. diffi cile in guerra e intanto niente è più pre« zioso che sapersi decidere, >> ha scritto Napoleone, il quale conosceva quanta forza d·auimo occorresse ad un generale per da.re una di quelle grandi battaglie dalle qua.li dipendono le sorti di un esercito e di una nazione. Ora non c'è altro che il sapere, il quale possa venire in a iuto della volontà energica e che possa dar modo ai capi di giudicare esattamente, sotto alta pressione morale e materiale, una qualsiasi situazione di guerra, far loro riconoscere lo scopo a cui mirare ed i mezzi per raggiungerlo. Si tratta di v eder presto e lontano, di calcolare con logica rigorosa le intricate vicende guerresche, di abbracciare rapidamente una serie spesso lunga d i ragionamenti fra cause ed effetti, si tratta insomma di un lavorio mentale che non è concepibile senza il fondamento di un'ampia coltura militare. I più grandi generali di tutti i tempi, Alessandro, Cesare, il principe E ugenio, Federico IT, Manriào di Sassonia, il principe di L igne, Napoleone, l' arciduca Carlo, Bougeaud, Moltke e tanti altri furono genii, è vero, ma anche uomini di mente instancabile e di grande coltura classica. Ma non è solo.nei g radì e levati che il principio dell'iniziati va vuole grande istruzione; esso la esige pure negli altri . g radi della gerarchia, perchè se in questi .l' istru~ione non è maggiore di quanto sia richiesto dalle rispettive a.ttribuzioni, non è possibile che i comandanti in sottordine possano fare uso i11tellig ente della loro libertà d'azione, quando siano inquadrati nelle grandi unità, e come ordinariamente avviene in guerra. Soltanto così è possibile al comandante cli compagnia nel bA,ttaglione, al comandante di battaglione nel reggimento, al comandante d'artiglieria nella divisione o nel cor po d'armata e così di seg uito di poter giudicare come, quando e dove si debba agire per favorire con tu tte le forze morali, in~ellettuali e materiali le intenzioni dei capi supremi e di comprendere qna.le influenza la loro azione possa avere sulla
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situazione genera.le e, secondo circostanze, anche sugli avvenimenti che si svolgono altrove. È perciò che i nostri R egolamenti stabiliscono sagacemente che insieme con l'educazione pratica degli ufficiali deve formare oggetto di cnra principalissima in tempo di pace la loro coltura intellettuale. Il servizio è diventato ora più. gravoso, i buoni gradnati di truppa sono pochi, gli ufficiali spesso sono sovraccarichi d i lavoro e quindi hanno bisogno cli forte spinta perchè tengano desta l'attività del loro intelletto. E quando non si perde da g iovani l'abitudine di coltivare la mente e si abbia realmente il desiderio, la passione di accrescere le proprie cognizioni, si finisce col trovar sempre il tempo per dar:si a quegli studi scientifici, tecnici o professiona li più conform i alle proprie tendenze e che accrescono il valore dell'ufficiale. Se è vero da una parte che in guerra l'uomo di carattere ,energico e risoluto sia da preferirsi allo scienziato che pur giudicando con · acume una data situazione di guerra e r iconoscendo ciò ohe bisogna fare non abbia poi la pratica e l'inner vazione per decidersi, non bisogna dimenticare dall'altra che specie nei gradi elevati il solo carattere senza il correttivo del sapere pllÒ spingere ad atti folli e temerari; a precipitarsi per esempio ciecamente contro ostacoli, sacrificando se stesso e gli altri, certo eroica.mente, ma anche i nutilmente, mentre con le dovute precauzioni si sarebbe potuto ottenere lo scopo senza difficcil tà e senza spargere sangue prezioso. L'istruzione .quindi divent a poten te ausiliario del carat· t ere, perchè i capi possano conservare la loro calma nei mo· . menti del pericolo, prendere decisioni assennate ad assumere coraggiosamen te e senza orgasmo .la responsabilità dei propr i a tti. E siccome la sana attuazione del principio dolriniziaLiva mette non solo ì capi di grado elevatissimo nella condizione di assumere coraggiosamente la responsabilità delle proprie decisioni, ma anche tutti g li altri, che per il loro servizio sono obbligati a di"ider e i più gravi disagi materiali con le
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truppe dipendenti, spesso b ivaccando con esse intere settimane, si comprende che lo scopo può conseguirsi soltanto con. nfficiali, che posseggano, oltre le qualità intellettuali accennate, anche un altissimo grado di resistenza fisica e di elasticità muscolare. Le qualità fisiche ci si presentano quindi come non ultima condizione a cu i devono soddisfare capi valenti . Non solo l'intelletto, ma anche il corpo dev'essere sano e ·valido. Uomini effeminati e annoiati della vita o di fisi co malaticcio non posson o conservare quella calma e quella serenità indispensabili per esercitare in modo autonomo il proprio ufficio in guerra, altrettanto quanto individui d'intelletto ottuso. Il loro sistema nervoso sarà in uno stato continuo d'eccitamento; ad ogni nuova privazione, ad ogni nuovo inconveniente, cose che in una campagna, anche fortnnata, non scarseggiano di certo, essi diventano semp're più isterici, permalosi, diffidenti, insopportabili ,a se stessi e agli altri. In tale stato di men·t e e di corpo come potranno essi giudicare con criterio u n a data situazione per ben comprendere lo ·scopo a cui mirare e ciò che meglio couvien fare per raggiungerlo? E ciò che è peggio, saranno essi si· curi di trovare sempre nei subordinati, al benessere dei quali n on possono certamente provvedere, qu ella devozione che • sola può trascinare la truppa ad atti eroici, ma che conquista solo quel capo che accoppi a sano criterio e a ferrea volontii calda premura per i propri sottoposti? Si comprende così meglio la ragione per la quale i nostri Regolamenti d' istruzione prescriv ono ai comandanti di corpo di favorire tntto ciò che g iovi all'educazione fisica degli ufficiali; g li esercizi ginnastici, la scherm a, il nuoto, il c~valcare, le marce di resistenza ecc., coi quali mezzi « si « t empra il corpo, se ne aumenta l'elasticità muscolare e si « accresce negli ufficiali la fiducia in se stessi e l'ardimento. )) Lo scopo naturalmente si raggiunge meglio quando gli: ufficiali coltivino i detti esercizi con vera passione e col vivo desiderio di acquistare in essi un certo grado di perfezione. Il conservar desta l'atti vi tà mentale e fisica concorre inoltre potentemente a combattere la tendenza alla vita
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L'INI ZIATIVA IN GUERRA
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comoda, che si palesa naturalmente negli uomini col crescere degli anni, e che nei militari può avere conseguenze perniciose; serve poi ai g iovani ·ufficiali di utile distrazion e rendendoli meno suscettibili a diventar preda d i certe tentazioni, alle quali sono esposti più di qualsiasi altra classe sociale e che non di rado distruggon o le più belle speranze della nost ra gioventù, logorandone le forze innanzi t empo. Se è vero però da una parte che u na vita disordinata consuma le forze fisiche, morali e intellettuali, non si pu ò negare dall'altra che talvolta lo stesso effetto è causato dalle esigenze troppo tese del servizio, specie n ei gradi di u fficiale subalterno e cf1pitano, per la cura continua e laboriosa di minutissimi particolari. E se la permanenza nei gradi accennati oltrepa:;;sa un numero d'anni r~.gionevole è difficile che in media non si :finisca col rimetterci di vigore e perdere di v ista i. compiti elevati dei gradi superiori. Non essendo orn possibile diminuire le esigenze del servi zio, n on vi è altro rimedio che pr6vvedere a che si giunga al grado di ufficiale superiore più celeremente di quanto ora si veri.fichi. In qualche altro esercito, come n el tedesco, il problema è stato risoluto in modo abbastanza soddisfacente. Ohe si risolva e presto anche da noi, è l'augurio che faccio di cuore agli ufficiali inferiori di tutte le armi. (Contimta) ALFRE DO C ,.\SlILL.A. ma!J/Jiore
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.~NNO Xi.IV .
a• arti glieria.
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LA GUE:ltRA IN VALLE DI DORA RIPARIA, ECC.
LA GUERRA lN VALLE DI DORA RIPARIA .NEGLI ANNI 1794 E 1795
Continnnzione e {i.ne. -
V~di dispws11 XIX
L'inverno trascorse senza operazioni di rilievo, i Francesi della brigata Siroiens erano in circa 3600 e guernivano il . Moncenisio e la Moriana, quelli della brigata Valette assai diminuita di forze, stavano in 3000 nei pressi di Briançon. I Piemontesi, compresi i presidi dei tre forti, disponevano di 22 battaglioni regolari, di due corpi franchi e di 28 centurie di milizia, 6800 uomini in tutto· (1) agli ordini del duca d'Aosta, Vi ttorio Emanuele Gaetano, che aveva per capo d i stato maggiore il colonnello Revel. La presenza di (i) La clisloeazione dei Pier.nor\tesi rimase dalla primavera ciel !.795 al mese di set· tembre dello stesso anno presso a pot:o sempre la seguente: · A Susa il quartiere generale e 4 battaglioni, ossi,t il 6° battaglione granatieri, il i 0 battaglione del reggimento Mo riana, 11 i " boW1glione ciel reggimento Ivrea, il t 0 bat· taglione del reggimento lloyal-Allemand e d11e squadroni cli Aosta cavalleria. Alla /Jrunetta di presidio, 2 battaglioni del reggimento Zimmei·man, 2° battaglione ciel reggimento lloyal-Allemand. Alla line,i <lell'Arcangera il :\0 battaglione del reggimento Nizza, il t 0 b;1t1.aglione del reggimento Lombardia, il corpo franco (Pat.ono). A Ven(mS il 2° llattaglione del reggimento Nizza. . Ad Bxitles di presidio al forte il 1.0 battal{lione reggimento Aosta. Al GNm Vallon il 2° battaglione ctor reggimenl.o Aosta. A Deveis-Salbertrand-Ponte Vent.( mx al le grangie Siipei·(la una compagnia del 1° battaglione del reggimen to del Genevese. A Savoulx il corpo franco (Farigliano). A Sa11ze-d' Oulx il ; 0 battaglione gra natieri, il 2° battaglione del Genevese con (tue compagnie a Malafosse, il 1• battaglione del reggimento Ivrea con 2 compJgnie a Tacl1ier. ll :1. 0 battaglione del reggimento !legina. Ad Otdx una compagnia cacciatori del reggimento del Genevese ell una r:omoMmia caccintori del reggimento Iv rea. A Cesana il 2° battaglione del reggimento Moriana. A Sestrières il 2° battaglione del reggimento Regina. A Fenestrelle 2 battagliooi del reggimento Pinerolo ed il 2• battaglione del reggimento Lombardia. T.o mil izie disimpegnavano il serviiio di a,•ampos ti.
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questo uomo attivo e pra.tico di montagna, dette presto n uova vita alle truppe, ed in parte riuscì anche a scuotere l'inerzia degli ufficiali . Non appéna la stagione lo permise, il Revel spedì gli ufficiali del suo stato maggiore e quegli altri che gli parvero più adatti, a riconoscere minutam.e nte la zona, ed egli stesso la percorse in t utti i sensi. Tra le altre sue escursioni sono notev,o li quella alla punta del Lomet, ove si recò pe.r cresta dal passo di Tre Denti, non tanto per la parte alpinistica, che pur e non è indifferente, data la stagione, quanto per il pericolo di cadere in mano ai posti francesi che spìngevano pattuglie sino in vetta. Di là potè rilevare le posizioni nemiche e farsi un esatto concetto delle difficoltà d i attaccarle. Salì ancora lo Chaberton ed anche di lassù in grazia all'ampia vedu ta, ricavò utili memorie per la condotta · delle operazioni.. Altra notevole escursione fu compiuta dal tenente Hudry, che per il colle d'Etache scese a P lanais ai piedi del P iccolo Ceni~io e per il Graset se ne tornò, traverso le guardie nemiche, alla linea dell'Arcangera. A queste esplorazioni indi·viduali, succedettero ben presto ricog'nizioni offensive, intese a conoscere come erano guernite e vigilate· le posizioni nemiche. Tutto maggio passò occupato in operazioni di piccola guerra, cui il Revel cerco di dare il massimo sviluppo, con l'intendimento di abituar truppe ed ufficiali a maggiori imprese, e con piccoli successi rialzarne il morale. Tale fu la sorpresa del postò francese del pian di San Nicola al Moncenisio 1'11 giugno, ove furono fatti prigioni 41 uomini del battaglione Basse Alpi e 24 u omini del battaglione franco della repubblica.. 'rale :ft1 pure la sorpresa del colle della C6che, il 20 dello stesso mese, eseguita dal capitano Costa dai caccia tori del reggimento Genevese. Stavano a guardia di quel colle 50 Francesi con un ufficiale .alloggiati in baracche. Il capitano Costa nel riconoscere la .zona tra il Chaberton ed il Gimont, aveva notata la possibilità di sorprenderli scendendo loro addosso di1lle .falde del Rascià , donde mal si guardavano .
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Con due compagnie cacciatori, la propria e quella del reggimento Ivrea, capitano Leone di Tavagnasco, entrambe venute da Oulx, ed una compagnia cli milizie di Boussan , capitano Silvestro, nella notte del 19 g iugno si imboscò sulle falde nord de' Rascià, ed all'alba del dì seguente piombò sui. baraccamenti nemici. Disgraziatamente quel mattino si dava il cambio al distaccamento della Coche, sicchè il Costa si trovò a fronte forze doppie di quelle prevedute, ma non smarritosi per questo, ed animosamente co1diuvato dalle milizie, riuscì a trar seco 50 prigionieri ed un capitano. Oltre ai mentovati ufficiali si distinsero i tenenti Baringe, cl'Orlier e Torazza, ed il ca'(lorale la Heur ehe venne decorato. Imprese identiche ed egualmente felici, si rinnovarono il 1° luglio al colle del Frejus, il gio~·no 11 dello stesso mese al colle della Rho, ed il 18 alla Navalesa. Era intendimento del Revel di togliere il Moncenisio ai Francesi ed assicurarsi in tal guisa il fianco destro, per poi agire senza preoccupazioni offensivamente nel Delfinato. L'attacco doveva, secondo i suoi progetti, eseguirsi il giorno 25 agosto 1795, sboccando sull'altipiano da tutti i colli, in guisa che il presidio francese composto di 4 battaglioni, una compagnia di guide a piedi e pochi artiglieri, rimanesse soverchiato e prigione senza scampo. Il d ispositivo di questa operazione era il seguente : Una i• colonna, composta di 630 uomini del reggimento Nizza, 120 cacciatori franchi, 40 miliziàni di Susa (compagnia Gianninetti),30 miliziani di Sestrières, totale 820 uomini, doveva marciare al colle dei Tre Denti e per cresta raggiungere le più. elevate falde del La.net. Una ,2" colonrw composta di 130 soldati del reggimento · Ivrea e 40 milizie savoiarde, totale 17 O uomini doveva per le bergerie del Lamet puntare sul colle delle Finestre. (1) Una 3d colonna composta di 400 granatieri, :240 soldati del reggimento ìVIoriana, 200 Svizzeri dello Zimmerman, ({l Le finestre <lelJa Ferrcra.
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totale 84 O doveva dirigersi allo attacco del posto avanzato
che i E'rancesi avevano allo Arpon. , Una 4" colonna composta di 150 granatieri, 240 uomini del reggimento Moriaua, 180 del reggimento Genevese, 100 del reggimento Aosta ed una compagnia di milizia di Monpantero, totale soldati 7 OO, doveva portarsi al colle di Clapier, passare di la al Giaset e salire ad occupare le Frassere alte. Una 5" colonna composta di 300 granatieri, 250_ soldati di Aosta, 550 del r eggimento Genevese, 100 cacciatori del regg imento Ivrea, 80 del reggimento Regina e 50 miliziani del Giaglione, totale 148 Ou~mini, doveva 'r aggiungere il colle d'Etache, scendere a Planais e colà dividersi. La fazione maggiore, 1000 uomini circa, attaccare il Piccolo Cenisio e volgere al Malamot, il resto calare ancora sino a Bramans, si.a per fronteggiare truppe giungenti da valle, sia per arrestare i fuo-o·enti che da Lanslebourg scendessero a Modane. bb Una 6' colonna composta. di 1 60 soldati del reggimento Ivrea, 60 del reggimento Zim~erman e 200 miliziani di Valle Stura, dovevano da quella regione portarsi a Bessans in Valle d' Arè( Infine, a parare una eventuale irruzione del Valette in val di Dora durante la esecuzione di questa impresa, dovevano avanzare da J:!"'enestrelle a Sestrières 2 battaglioni, da Sauze d'Oulx. a Bardonecchia un battaglione, per disporsi con una compagnia alla Croce della Mulatera, una a Bramafam e 2 a Millaures. :Erano in complesso 4500 P iemontesi che dovevano attaccare l'altopiano del Cenisio, difeso da circa 2000 Francesi privi di soccorso immediato, giacchè il reparto a loro più. vicino si trovava a San J ean de Maurienne. S ugli altipiani sorgono alture, si trovano avvallamenti ed ostacoli d'altro genere e non di rado, una cintura di monti le cui vette si ergono a varia. altezza, li circonda da ogni parte. I colli che dalle valli circostanti adducono alla elevata regione, si trovano perciò collocati a quote differentissime da quella media dell'altopiano, che generalmente superano in
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guisa considerevole (1), ne deriva che l'impiego delle riserve si complica in modo notevole, neutralizzando il vantaggio che la posizione centrale sembra fornire al difensore per rimpetto ad un attacco concentrico. Avviate le riser ve ad un colle o ad un punto del poute che non sia quello cui il nemico dirige il suo massimo sforzo, non v'è facile mezzo di riparare all'errore giacchè in quelle r egioni ogni spostamento richiede parecchie ore di marcia. Di queste difficoltà della difesa deve profittare l'attacco, molt iplicando le sue colonne, presentandole a tutti i colli con direzione concentrica, di guisa, che la riuscita di una di esse apra il varco alle lateràli. Degli attacchi concorrenti, alcuni dovranno esser e dimo· strativi, altri risolutivi; i primi agiranno in modo da indurre il difensore alla controffensiva, attirandolo lontano dai luoghi ove in realtà si pronunzierà l'attacco decisivo, i secondi eseguiti con maggiori forze debbono puntar e nella direzione e verso gli obbiettivi che promettono grandi risultati morali e materiali, ossia in generale sul tergo dell'avversario. Considerevoli certamente sono anche le difficoltà che si presentano all'a ttaccante, ma in gra.n parte possono eliminarsi con esatte r icognizioni, precisi calcoli logistici, truppe allenate, alto morale, ed energia di condottieri. La simultaneità degli attacchi, principale Icondizione di successo, non va presa in senso assoluto, ma con una certa latitudine, che in massima può dedursi dal tempo che le riserve nemiche debbono impiegare per spostarsi da un punto del fron te d'attacco all'a ltro. Così, nel caso del Moncenisio, una riserva, impiegata ad esempio erroneamente al colle delle Finestre, abbisognerebbe cli due ore circa per accorrere al · Giaset, due ore e mezzo per arrivare al piccolo Colle, di 3 per giungere al Plan Rouge ecc.; il che vuol dire, pot.ersi sempre considerare utili e come se fossero simultanei, gli attacchi eseguiti nelle località sopradette, anche con differenza
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di qualche ora tra il loro pronunziarsi, perchò in nessun modo il nemico giungerebbe in questo limite di tempo a manovrare per linee interne e ribi:ttarli successivamente. Il R evel, nel tracciare il suo piano d'attacco, si attenne al sistema enunciato, adoperando numerose colonne fra cui quelle dirette alle grangia Lamet, colle delle lfinestre ed allo Arpon ebbero còmpito dimostrativo, le altre della punta L amet, Frassere e Malamot, mandato risolutivo. Le forze erano proporzionate alla missione ad ognuna affidata, fors e quella diretta alla volta del L amet logisticamente sembra eccessiva. La formazione delle colonne con truppe di diii'e· ronti corpi è biasimevole, ma corrisponde alle usanze dell'epoca (1), non può quindi farsene carico soverchio al Revel, che merita invece la massima considerazione per aver e indovinato il punto debole della difesa, quello il cui possesso avrebbe deciso della occupazione dello altipiano. Intendo parlare della posizione del l\falamot-Frassere alte, verso le quali diresse il suo massimo sforzo, giacchè da esse si minaccia il tergo del difensore che fronteggia gli attacchi provenienti dalla Cenischia e si rende impossibile una ripresa offensiva. Il valore di questa posizione è not evole, essa si può considerare a ragione come la cittadella dello altopiano che domina e sul qua.le offre sbocchi offensivi in tutte le direzioni. Senza il suo possesso non sono adoperabili nè la gran rotabile, nè la strada del Piccolo Cenisio, nè la mulattiera del Giaset, mentre le truppe che ivi campeggiano possono quando chessia ricevere rinforz i, viveri, munizioni e combustibili, pel vicinissimo colle di Clapier, dalla Valle Susina. Se le truppe piemontesi sorprese dal G ou vion il 14 maggio 1794:, avessero ripiegato alle Frasse re anzichè alla N ava lesa, il progredire dei F rancesi si sarebbe arrestato all'Ospizio (l} Ai molti evidenti inconvenienri di questo sistema, allora tradizionale, cd a,•ente
un tempo ragione di essere, pei riguardi che si doveva avere a ripartire le perdite tra L'ospizio del )loncenisio ha la quota i924 mentre il· Piccolo colle è alt.o 2( 51,. Il col Solliercs 9655, il col Giaset 2704, la Beccia 2705, il colle delle Finestre ~()()() ecc. ecc. (i)
i ,•ari corpi, por non clanneggiare i ~apitani ell i proprieta,·i elci reggimenti, veri irnpresnri cli soldati, si poteva contrappo,Te il vantai;:rzio di rendere µiù .;ei::retc le operazioni non rimovendo alcun corpo ,lai suo posto, rronte al nemico.
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e la loro ritirata in Valle d' Are non avrebbe tardato, fronte ai r inforzi che da Susa per il Clapier, il barone Chino non poteva mancare di spedire, alle truppe rimaste sullo altipiano.
T utto era pronto per 1.'attacco del Cenisio allorchè giunsero insistenti notizie dello arrivo di r inforzi alla brigata S imiens. Allo scopo di prender tempo per accertarsene, distrarre l'attenzione del nemico dal luogo che si intendeva assalire, ed abituare g li ufficiali ad operazioni complesse? il Revel propose di effettuare una spedizione contro le forze che occupavano il Monginevra. Nel Delfinato, secondo la situazione del 17 agosto 1795, il Valette aveva 2532 uomini ; alla fine del mese essendogli g iunti due battaglioni di rinforzo dallo esercito del Reno egli dispose le sue truppe nel modo seguente: A Briançon il 4° battaglione granatieri, uomini 418, i.I 3° battaglione della (1• mezza brigata leggiera, uomini 529. Artig lieria, 117, gni.d e a piedi 20, gendarmi 10. A Nevache il 3° battaglione Giura,' nomini 300, con 2 compagnie a Plampinet. Al villaggio di Monginevra il 2° battaglione del 79° reggimento fanteria, uomini 730 circa. A Ctavières il 2° battaglione. del 2° reggiment0 leggiero uomini 720, che distaccava una compagnia alla Còche, ed un'altra tra il Rascià, il Gimont, ed il piccolo ridotto d i Montfort du Boeuf. L'at tacco di questo battaglione che occupava Clavières e le posizioni avanzate, doveva eseguirsi il mattino del 30 lnglìo 1795 dalle seguenti truppe (1) piemontesi. 1" colonna a sinistra da. concentrarsi a Bousson, era composta : a) da 300 uomini del regg imento Nizza, agli ordini del · maggiore Origlia, che partiti da Venaus la mattina del 28 ago(i) Verti dislocaz iono dei reggimenti a pa~. 1840.
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sto pernottarono a, Ban Marco e marciarono il dì seguente a Bousson. b) da un battaglione circa 400 uomin,i del reggimento Regina, maggiore Vivalda, che accampato a Sauze d'Oulx 'marciò il 29 a.gosto con il drappello precP,dente a Bousson. e) fla 3 compagnie, 150 uomini, del reggimento :Regina, maggiore Avogadro, che partite da Sestrières il 29 mattino r aggiunsero a sera a Bousson le indicate truppe. Doveva guidare la colonna, forte di 850 uomini circa, il Cil,V. Roccaforte ufficiale di stato maggiore. Per Bonne ìVlaison, la Chalpe, essa doveva recarsi a sor· prendere il monte Rascià. Ottenuto questo r isultato e lasciatavi una guardia avrebbe dovuto impadronirsi di Montfort du Boeuf, con un distaccamento, mentre il resto della co lonna se ne sarebbe ritornato a Cesana per il colle della Còche. La 2" colonna o del centro era da formars i in Cesana con le seguenti truppe : a) 6° battaglione granatieri, uomini 400, provenienti, da S usa che àvendo pernottato a Salbert,rand giunsero a Cesana il 24 agosto a sera; b) 150 uomini del reggimento M:oriana, appa.r tenenti al distaccamento di Cesana; e) 150 uomini del reggimento Ivrea provenienti da Sauze d'Oulx. In totale 700 uomini agli ordini del colonnello Olermont, emigrato francese. Questa colonna doveva sorprendere il presidio del colle della Còche, dividendosi in due drappelli. Il primo, formato esclusivamente dai granatieri e guidato dall'ufilciale di stato maggiore Cacciapiatti, aveva per còmpito cli attaccare i Fra.ncesi passando da grangie Ciandellat. Il secondo, formato dalle rimanenti truppe guidate anche esse dall'ufficiale di stato maggiore Zino, doveva avanzare da grangie Refugé. Riuscito l'attacco, lo Zino era destinato ad im padronirsi di Rocca Clary, il Oacciapiatti ad appoggiare la colonna di sinistra diretta al .Rascià, ove se ne manifestasse la necessità.
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La 3" colonnci o di desf:ta doveva concentrarsi il 29 alle grangie Qualliet ed esse1·e così composta: Avanguardi a agli ordini del capitano Costa, costituita da: a) 130 cacciatori del reggimento Genevese venuti cla Oulx:; . 130 cacciatori del reggimento Ivrea venuti da Onlx; b) c) 30 cacciatori del reggimento Nizza venuti da Venans; d) 30 cacciatori del corpo franco venuti di Savoulx:; e) 30 volont,:1,ri dei granatieri da Oulx : O 30 volontari del reggimento Genevese da Sauze d'Oulx; g} 30 volontari del r eggimento Regina da Sauzed'Oulx; h) 50 volontari del reggimento Aosta venuti da Exilles. 'rotale 460 uomini. Grosso della colonna agli ordini del tenente colonnello dei granatieri cav. d'Allemand, costituita da: i ) 7° battaglione granatieri (400 uomini) venuto Oulx; , l) 100 uomini del reggimento Genevese venuto da Sauze cl'Oux, totale 500 fanti. Retrogua:,'dia del la èolanna agli ordini Chenilly, colonnello del reggimento Genevese ed ex ufficiale di marina, così composta: rn) u.n battaglione del reggimento Ge.nev~se (300 fanti) venuti da Salber!irand; n) un b~ttaglione del reggimento Aosta (300 fanti) venuti da, Exilles. Totale 600 uomini circa. l!.,orza effettiva della intiera colonna di destra circa 1560 soldati. Il capitano di stato maggiore Mallon era destinato a dirigere l'operazione da questo fronte. La colonna doveva tutta r iunita varcare il colle del Chabertan e scendere nella valle d i Rio Secco, colà le truppe volontarie del Costa progredendo rapidamente oltre le grangie B aisses erano destinate a precipitarsi su Clavières per sorprendervi le 2 compagnie del reggimento leggiero. Il d' Allernagne aveva per còmpito di seguire il Costa sino alle graugie ora dette e di là
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piegare a M. Quintaine, per rimanervi in posizione a fronteg· giare i soccorsi che dal villaggio di l\fonginevra accorressero a Clavières Lo Chevilly, lasciati un centinaio d'uomini al Chabertan, ed altrettanti ai T.rois Frères Mineurs con il resto avrebbe dovuto scendere dietro il d'Allemagne, arrestandosi alle grangie Baisses, per sostenerlo in caso di ritirata. Il Costa, sorpresa Olavières, doveva ripiegare a Cesana per la Chòche, se questo colle era caduto in mano al Clermant, oppure ritornare al Chabertan nel caso contrario. La 4" colonna composta da 100 uomiu:i del reggimento Pinerolo, da Fenestrelle la sera del 24 si portò a 1'hures. Doveva per il giorno seguente sotto il comando del maggiore SanttL Margherita, calare per il colle di Chabaud al Bourget, per richiamare in quella direzione l'attenzione del presidio di Briançon. Una r·iser-va infine, compost.a da un battaglione del reggimento Pinerolo giunto da Fenestrelle e da un battaglione del reggimento Regina arriv~to da Sestrières, in totale 800 uomini, agli ordini del colou.nello P.amparà di quest'ultimo reggimento, doveva prender posizione a S. Sicario, per far fronte a tutte le eventualit€L. In complesso prendevano ·parte a quest'operazione quasi 3900 uomini, il duca d'Aosta in persona si portava a Cesana per assistervi. Sino dal 27 fu vietato di oltrepassare gli av,Lmposti e dal 28 più non si accesero i soliti fuochi da bivacco. La sera rlel 29 fu distribuito alla truppa una razione pane per il dì seguente e venne avvertita che si sarebbero deposti gli zaini. Tutto essendo stato preparato, riconosciuto, disposto ·e previsto, all' alba del 30 le colonne si posero in movimento, benchè la giornata si annnnziasse fosca e pesante nebbia si avanzasse dalla Valle di Durance verso il Mouginevra. La colonna di sinist1·a accompagnata dal Revel, aveva in avanguardia una compagnia del reggimento Kizza che giunta · inattesa al Rascià vi sorprese un posto francese di 10 uomini, facendone otto prigioni, mentre a cura dello stesso Revel dal L ago Granet veni va spiccata una, compagnia del reggimento
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R egina a Cima Sorel, in osservazione verso i colli di Bousson e del Gimont. Raggiunta dal grosso la punta Rascià venne avviato il tenente Hudry con 70 volontari dei reggimenti Genevese, Ni0za e Regina alla volta del Mont du Boeuf per impadronirsi di quella posizione, che disposta simmetricamente al M. Quintaine guarentisce Clavières da un attacco partente da 1\fonginevra. L 'Hudry calò sino al lago Chaud, ma in luogo di pr oseguire la discesa e varcare il Rio Gimont, piegò a nord ovest e si diresse marciando a mezza costa, verso la Ch6che donde udivasi in quel momento fragore di focilate. Accortosi il R evel della falsa via seguita dal distaccamento ne formò un . ' secondo di egual forza, ed assegnatogli l'unica guida che gli restava, lo diresse nuovamente al 1VIontfort du Boeuf. La nebbia iwa11zava dal versante francese invadendo le valli, talchè di lì a qualche istante, tanto . il Montfort du Boeuf, quanto il distaccamento ne rimasero avvolti e quest'ultimo fatalmente sbagliò anch'esso la strada, andando a scendere più basso del_ luogo designato. Il R evel marciava intanto verso la Coche, dopo aver lasciato 50 uomini al Rascià, e vi giungeva che il Clermont vittorioso andava riordinando le sue trnppe, intorno a i baraccamenti francesi che ardevano. La colonna del cent?·o divisasi, secondò le previsioni, appeua fuori di Cesana, marciò, la porzione del Caèciapiatti lungo la Dora sino ai piedi di Rocca Clary e di là per la mulattiera ascese al colle. La porzione guidata dal Zino, si portò invece alle grangie Refugé e rimontando il Rio Ohandellat• si avanzò verso le falde boscose del Rascià, dove scendono sul piano della 06che. L'attacco contro le guardie francesi riuscì perfettamente, ed i Piemontesi giunsero alle baracche nemiche prima che l'avver~ario si fosse schierat o; la lotta fu accanita, ma la vittoria mnase agli assalitori. Si volsero costoro alla ridotta <li Rocca Olary, ed ane;he quella venne forzata, per merito princ~pa.le del tenente d'Oncieux e del tenente Boringe che primi v1 penetrarono.
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La nebbia avevà favorita questa operazione, ma ora cela va il villaggio di Clavières, donde proveniva strepito di fucilate e clamore di combattimento. Mandò il Revel tre uomini successivamente al Costa per ricevere notizie, ma nessuno di essi ritornò, talchè dopo un'ora di attesa, sembrandogli che le fucilate si allontanassero in direzione del. Rio Secco, credette l'operazione compiuta e si ritirò a Cesana traendo seco 50 prigionieri. La colonna cli clestra raggiunto il colle dello Chaberton, calò nella valle del Rio Secco immersa nella n'3bbia. Il capitano Costa, che precedeva con i suoi' volontari, pratico dei luoghi e della montagna, spronato dal desiderio di giunger presto a Clavières, in pochi minuti ebbe distanziato il grossodella colonna, in testa alla quale trova vasi il cavaliere cl' Alle magne, che inadatto a marciare a piedi per la sua età e per il fisico apopletico, rallentava _la marcia di quanti lo segui vano. Questo tenente colonnello erli. da poco in movimento, e già g li pareva ginnto l'istante di lasciare il Rio Secco per salire in direzione di .M:. Qnintaine. Iu·vano le g uide sostenevano esser e ancora troppo presto, invano il capitano di stato magg iore Malbon gli ricordò la prescrizione di raggiungere le grangie Baisses : egli si impnntò . a fare di sua testa e si gettò sul pendio di destra, rimontandolo verso Serre Tiband. La nebbia celava le forme della montagna ed ingigantiva , le roccie, non tardò quindi il d'Allemagne a perdere la direzione e la sm1 confusione fo al colmo quando si trovò in mezzo alle ciapere che si stendevano per buon tratto alle falde della Serre Tibaud. In questo frattempo i) cavalier· Costa arr1vato alle grangie Baisses aveva fatta una sosta di circa mezz'ora, perchè s'accorse di non essere seguito. Finalmente dal chiacchierio che udiva sulla sua destra, arguendo che il d'Allemagne avesse deviato e per altra strada si avviasse al posto assegnatogli, e parendogli urgente l' im-pedire che i Francesi sventassero la sorpresa, si disponeva a proseguire su Clavières, quando la nebbia si diradò, mettendo m vista reciprocamente le due colonne piemontesi.
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Le truppe del d' Allemagne che supponevano il Costa assai lontano, al vedere comparire quel drappello così dappresso, lo credettero di Francesi e disordinatamente si posero a schioppettare. Fortunatamente non vi furono vittime, ma la confusione salì al colmo nel cervello del d'Allemagne che divenne come frenetico. Lo Chenillard aveva seguito appuntino le istruzioni del comando, ed avviato che ebbe il dista,ccamento ai Trois Frères Mineurs, si era accodato al d'Allemagne . Accortosi che questi deviava dalla mulattiera di fondo valle, credette cli avere oltrepassato le grangie Baisses senza essersene avveduto e volle retrocedere. Avvolto dalla nebbia invece di imbroccare di n uovo la strada fatta , piegò per la mulattiera che . conduce alle Alpette e con suo gran stupore, al sollevar;::i momentaueo della nebbia, si trovò invece che in fondo alb valle, presso il colle ora detto. Il buon marinaio, privo di g uida, perchè quella ehe aveva era andata con il distaccamento dei Trois Frères Miueurs, rimase affatto disorientato non appena la nebbia ritornò ad addensarsi. · A chi conosce la zona ove cammina, qu.esto apparire e sparire di profili noti e caratteristici tra i veli nebbiosi, è cosa propizia ed utile, rimettendo sulla buona vi?-. e fornendo punti di orientamento, ma per l'inesperto, cui il paese è sconosciuto; i fantastici aspetti che assumono i contorni delle roccie sono causa di maggiore confusione e scoraggiamento. Il Costa intanto proseguiva rapida,mente verso Clav.ières, vi entrava inaspettato e dopo breve pugna faceva prigionieri circa 150 uomini e dava alle fiamme il villaggio. · Parte però del presidio, composto come già dissi, di 2 compagnie del 2° reggimento leggiero, riuscì a sfoggire verso Montfort du Boeuf e verso le falde del Clary. Il combattimento ed il saccheggio avevano disordinate le truppe, il Costa le raccolse ed appostò attraverso la strada di Monginevra, pronto a fronteggiare quelle francesi, che per avventura giungessero da quel lato, e a dar tempo · a l tenente
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d'Orlier cli condurre i prigionieri, secondo il convenuto, alla Còche. Bisogna aggiungere che .il Costa credeva anche occupato dai suoi il Montfort du Boeuf, il che non era, come si vide, in realtà avvenuto. Il tenente d'Orlier con poca scorta si avviò alla Còche, seguendo la mulattiera che ivi conduce da Clavières rasentando le falde di Montfort du Boeuf fittamente alberate. In quel luogo si era appiattato il sergente magg iore Jeannerie del 2° leggiero, con pochi uomini sfuggiti come lui da Clavières. Al passare della colonna piemontese il valoroso sottufficiale si pose gridare con quanto fiato aveva iu corpo: 11' moi chasseurs I clélforon!? nos ca:maracls ! (1) sparando il .fucile. A queste grida i prig ionieri si ribellarono, ed a lor volta disarmarono la, scorta, che trassero a Monginevra. Il Costa dopo qualche istante, credendo ormai il D' Arlier al sicuro, tranquillamente per S . Gervasio ritornossene a _ Cesana. Il d' Allemagne in qu,esto frattempo giungeva a M. Quintaine, ma la s.ua truppa era d isordinata e dispersa, ed assai rallentati si mostravano i vincoli della disciplina, tanto che ognuno cercava da sè la v ia vociferando e gridando come si trattasse di una scampagnata. Il Chenilly all' Alpette, udendo fucilate verso sud e ricordando gli ordini ricevuti che gl' imponevano di trovarsi coi suoi alle grangie Baisses, decise d i venir vi scendendo d i nuovo; ma per errore, anzichè cahire sul versante del Rio Secco, d iscese verso il Monginevra, davanti al qual villaggio si trovò inaspettatamente. Credette di essere giunto a Clavières e si i·ammaricava di questo nuovo sbaglio, quando la comparsa di uniformi francesi, là, dove si dovevano trovare g li uomini del Costa, finì di confonderlo. Stava a lVIonginevra, come si disse, il 1° battaglione del 79° reggimento fanteria, circa 730 uomini ignari di quanto· succedeva a pochi passi da loro, perchè il vento portava il rumore dell' azione verso l' Itaiia. Sorpresi anch'essi della subitanea comparsa dei Piemontesi, si sbandarono chi senza
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arme, chi mezzo vestito, ma un loro capitano, certo Balason, riuniti intorno a sè pochi animosi, appostatosi dietro un muro, cominciò a tirare contro l'avversario, che alla sua volta non era meno disordinato e sconvolto. Riavuti per i primi i Francesi dallo sgomento provato, risolutamente attaccarono i Piemontesi che all'urto si dispersero, parte ritirandosi verso Clavières, parte ritornando alle Alpette. La truppa del d'Allemagne, al Quintaine, tra il fosco della nebbia, scorgendo venire a sè rapidamente gran quantità d'uomini, senz'altro diede volta, ed in luogo di tenere la cresta di Serre-Tibaud, parte discese in Rio Secco e per quella valle marciò in disordine al Chaberton, e parte fuggì verso San Gervasio. In quei momenti, per ispezionare la fro ntiera giungevano da Briançon a Monginevra il brigadiere Valette, il generale Moulins, comandante l'armata delle A.lpi, ed il rappresen· tante del popolo Real, scortati da 50 usseri e da una compagnia di volontari del Brianzonesc (1). Compresa la situazione, il -Va.lette avviò verso il colle dell'Alpette i suoi 50 usseri e la compagnia volontari, al M. Quintaine due compagnie del 79° fanteria, ed a Olavières il resto di quel battaglione. Fatalità volle che iu quella giornata anche le truppe francesi da Plampinet eseguissero una ricognizione verso i Trois Frères Mineurs, talchè il drappello piemontese che ivi stava a guardia, si trovò ad un tratto assalito da forze soverchianti che lo scacciarono dalla posizione. In tal guisa le truppe del d'Allemagne e del Chenilly, che a frotte disordinate risalirono il Rio Secco, si videro quasi circondate dai Francesi che contemporaneamente erano comparsi all'A.lpette, ai Trois-Frères, a Serre-'ribaud, ed a tergo incalzando per il pendìo del Vallone. L a scomparsa della nebbia svelando ai già scoraggiati P iemontesi la loro crir-ica posizione l'indusse a deporre vergognosamente le armi. Circa 400 soldati e 12 ufficiali caddero in mano al nemico; scamparono di questa colonna solo ( l) GAuo1,. -
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quelli che si erano ritirati per San Gervasio e fra essi il d'Allemagne, in grazia del suo aiutante magofore che se lo cacciò a forza davanti, giù per il pendio .verso°Cesana, malgrado protestasse di volersi arrendere non sentendosi più capace di muovere un passo. . Mor} rono in questa disgraziata azione 4 ufficiali fra i quali 11 capitano Mallon : fu ferito e, in causa del suo fisico d isadatto alla guerra e speciamente a quella di montao-na, cadde prigione il maggiore Castelvecchio del reggimentob Aosta. Come causa principale della catastrofe con la quale si chiuse q_uesta impresa e dei vari incidenti che si produssero va ntenuta la nebbia, gran nemica delle operazioni in montagna, più malefica delle stesse tenebre notturne. _Ag irono anche sinistra.mente sul r isultato la poca disciplrna della truppa e la nessuna osservanza delle prescrizioni e delle diretti ve stabilito dal comando. La disciplina della marcia è più che indispensabile in montagna, specialmente se le colonne sono numer ose. il terr eno difficile o velato dalla n eb bia. Il soldato tent~ istintivamente di svincolarsene scegliendo direzione che a suo modo di veder e meno faticosamente o più presto conducono alla meta, e poco a poco la colonna si trasforma in una fro~ta disordinata, in testa alla qua.le marciano i più r0busti ed 1 più animosi, in coda i più deboli. _Se la .n~bbia. viene a co~plicare il còmpito degli ufficiali, gh uomm1 sfuggiranno loro di mano disperdendosi e sopravvanzandoli, dando luogo poi a deplorevoli equivoci. La energia dei capi può solo impedire questo disordine: ma essa è qualità che si affievolisce mano a mano che le fatiche della marcia diminuiscono il vigore del1' ufficiale ridotto a concentrare tutta la sua forza di volontà per spingere avanti se stesso. Questo fatto confer ma la necessità di avere uffi.. ciali fisicamente adatti alle operazioni di montagna, qualità che faceva difetto in gran parte nell'esercì to piemontese, per le ragioni già esaminate. L '_os~ervanza delle direttive del co~ando ò altrcsì importantissima ed essenziale condizione per la buona riuscita di ·!JR -
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imprese di montagna. Esse in generale sono frutto di la boriosi calcoli, di ricognizioni attente ed in genere di maggior pratica delle operazioni ; variarne alcune è lo stesso che aumentare le difficoltà che congiurarono ad impedire la con comitanza delle azioni. L 'iniziativa male intesa in una operazione di pianura, prod urrà dan ni relativi e proporzionati sempre al reparto che se ne serve; in montagna invece questa proporzione non esiste e l'ispirazione sbagliata del comandante di pochi uomini può generare conseguenze altrettanto gravi, quanto quelle prodotte dallo erroneo impiego della riserva principale. La montagna per se stessa conduce al frazionamento dell e forze, all'individualismo, allo slegamento delle azioni, occorre perciò vincere gue.sta tendenza centrifuga, disciplinando strettamente la condotta di quelli che hanno comando staccato, loro lasciando la sola indispensabile autonomia tattica. Queste misure restrittive vanno evidentemente proporzionate alla esperienza, carattere ed intelletto de.i comandanti in sottordine, alla entità del reparto ch e da loro dipende, ed al còmpito particolare affidato. L'inesatta applicazione della iniziativa nella descritta operazione conduce il luogotenente Hudry ad abbandonare l'obbiettivo assegnatogli, cioè Montfort du Boeuf per accorrer e al combattimento della Ooche, ove la sua presenza -e ra superflua. Conseguenza di questo errore, la cattura del D'Orlier, la liberazione dei prig ionieri francesi e lo · immolestato incalzare èlel 79° fanteria, alle calcagna degli sbandati del Ohevilly . Conduce il d'A.llemagne a suscitare un. allarme che poteva sventare la impresa del Costa contribuendo a smarrire il Chenilly, ed infine a guida.re le sue truppe attraverso a terreno difficile, ·dando origine a quella indisciplina e rottura di legami organici che ne produssero poi la vergognosa fuga. Il Chenilly accorre come l'Hudry al comba.ttimento ap:. _p licando male un giustissimo principio. La poca saldezza
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delle truppe fronte al villaggio di Monginevra è da ascriversi sopratutto all'esservi g iunt e in frotte disordinate con gli ufficiali stanchi ed in coda. Solo il Costa si attenne scrupolosamente agli ordini ricevuti, si può tuttavia osservargli che forse avrebbe evitato .al d' A.llemagne l'occasione di agire senza discernimento, se av~sse marciato più adagio, conservando il contatto con il grosso. In complesso volendo compiere una piccola impresa con grosse forze, si riuscì ad una grande confusione, meglio sarebbe · stato allargare il raggio della sorpresa comprendendovi anche la guarnigione di Monginevra, per la quale operazione il dispositivo, con poche varianti era appropriatissimo. Occorreva solo che il CheniUy avesse fatto deliberatamente ciò che compì per caso, ed il Revel dal Rascià per Montfort du Boeuf attaccasse Monginevra da sud-est, mentre il Cler mont, trascurando Clavières, per il quale còmpito il , Costa era sufficiente, avesse agito dalla gran strada. Il Pamparà in q nesta operazione ass&.i meglio sarebbe stato collocato al Clary,. anzichè a San Sicario. I +
** L'infelice risultato di quest'impresa non avrebbe dovuto impedire l'esecuzione del progettato attacco al Moncenisio, sia per annullare l'onta della prima operazione, sia per pro.· fi.ttare che i F rancesi, intenti ad avviar rinforzi al Monginevra, poco vigilavano su.gli altri front i. Il Revel voleva infatti agire il 5 settembre, ma il duca .d'Aosta pensò di sottomettere la cosa ad un consiglio di guerra e come avviene sempre in simil.i contingenze il partito più prudente, per non dire il più inetto, ebbe la prevalenza, specialmente a causa della citata ripugnanza, per le -operazioni di montagna, accresciuta dal nuovo insuccesso (1). (il Questo progetto ,li at tacco del Moncenisio viene poi effet tuato, p ressoch& nei me !esimi termin i, M l H99, con 1ierfetta r iuscit~. '
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Nel consiglio di guerra si decise di portare ad Oulx un nucleo rispettabile di forze per garentire quella conca dalla irruzione francese che il prossimo annunciato arrivo di rinforzi Briançon faceva temere. In consegùeri.za di questa decisione si concentrarono ai Oulx, oltre alle truppe che vi erano, due battaglioni del ~eggimento Nizza, un battaglione del n~ggimento Regina, un battaglione misto formato dal reggimento Genevese ed Ivrea e 3 compagnie cacciatori appartenenti rispettivamente al reggimento Nizza-Regina e Moriana, in totale otto battaglioni e 5 compagnie cacciatori, circa 3000 soldati di t ruppa regolari, alla quale conviene aggiungere 12 compagnie di milizia ossia altri 450 uomini. Queste forze non solo dovevano agire difensivamente, ma il Revel aveva ricevuta proibizione assoluta di comprometterle con azioni offensive. Impastoiato da tali prescrizioni il capo di stato maggiore piemontese, facendo centro alla posizione di Oulx:, Sauze d'Oulx, prese il seguente doppio schieramento.
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FRONTE A BARDONECCJ3 IA.
Alla destra, occupazione estrema, al Passo della Galambra con una centuria di milizia. Al Colletto di Framaud una compagnia di granatieri, alle grangie Auberge ed al Monte Chabrière altre due compagnie della stessa truppa; fornita tutta dalla guarnigione di Exilles. Alla sinistra, occupazione estrema, la Croce di S . Giuseppe e l.\fadonna di Catalonié con due centurie di milizie. Altre due centurie alloggiavano a Pierremenaut. Cinque compagnie cacciatori stavano all'Abazia di Oulx come riserva parziale di questo fronte. Sorvegliavano i colli della conca di Bardonecchia, posti di milizia sostenuti da un battaglione del corpo franco, alloggiato a Beaulard. Stazioni di segnalazione stavano alla croce della Mulatera ed al Vin- Vert-J afferaù..
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J?.n.oN'!'E A CESANA.
Alla clestm. Quella g ià descritta da punta Olotesse per .Madonna di Catalavié ad Oulx. Le medesime truppe dovevano quindi soddisfare ai due còmpiti: arrestare ~ioè il n emico, sia che avanzasse dal Colle della lYiulatera, sia ·che sGendesse dal Desert o da Croce Gardiol. Alla sinist1·a, occupazione estrema, al Colle di Bo~rget con due centurie di milizia. Un battaglione stava al Tnplex, un altro alla Malafosse bassa, un terzo infine a guisa di risarva parziale di questo fronte a Tachier. . Stavano su questo settore in a.vampost1, quattro .altre compagnie di milizie, che stendevano · le loro guardie da Croce Gardial a Fraitève. · La 1·ise1·va dell' iutiero sistema difensivo gravitava a Sauze d'Oulx forte di 6 battaglioni. In caso di attacco proveniente da Cesana, eventualità più. minaccios,L e probabile, il Revel a veva d isposto che un battaglione accorresse al Col Bourget, un battao-lione al Triplex, due battaglioni a Malafosse alta . I rimane:ti due si portassero a Tachier ~ccanto_~ q~ella che bo-ià vi si trovava. Le cinque compagme cacciatori sa-: lissero alla Madonna di Catahvié, . La ritirata delle truppe doveva eseguirsi verso Colle d1 Costapiano, le impedimente per lVIonfol ad Exill~s: .. . Completava questo sistema difensivo il s~rv1z10 ~, informazioni, basato essenzialmente sulla operazione dei vall_1~ ·o·iani. Erano a questo scopo stati chiamati in Oulx tutti_i :indaci, quivi fu loro in modo reciso dichiarato, che se_ 11 nemico passasse per il loro territorio senza che L'av~1~0 giungesse in tempo al comand~, ~ssi ve~-rebbero tr~t~i m arresto e detenuti come sospetti d1 conmvenza con 1 E rancesi · oo-ni comunicazione invece arrivata opportunamente verr~bb e prèmiata con 5 o 10 lire, secondo il cammino p·ercorso dal messaggero. . . Lo schieramento ora detto, aveva, a mio modo di vedere, il difetto di essere troppo vasto per le poche forze dispo nibili e di presentare l'ala comune ai due fronti, da Madonna 0
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di Catalavié a Croce S. Giuseppe, poco adatta al doppio còmpito affidatogli, sia per la sua poco profondità quan,to per la debolezza del fianco appoggiato alle roccie Olatesse praticabilissime verso Francia, per la mancanza di linee di difesa successive e per la eccentricità della ritirata. Inoltre la posizione della riserva principale a Sauze d'Oub.: appariva poco felice distando enormemente dai punti critici dei varii settori, rappresentati dal Colle della Galambra, dal Triplex e dalla Croce di S. Giuseppe. Il difensore -di una region e montana deve prima di scegliere un qualunque dispositivo chiedersi quale sia la posizione della zona affidatagli che cadendo in mano al nemico paralizzerebbe ogni azione della difesa. Deve chiedersi ancora quale potrà essere l'obiettivo secondario a cui l'attaccante tenderà per raggiungere poi il principale. Se il Revel si fosse posto questi due quesiti, il suo criterio militare, la pratica delle regioni e l'esempio clelle gu,en·e combattute in quelle vallate, gli avrebbero risposto: 1• essere obiettivo principale dell'attaccante il contrafforte d'A$sietta, come quello il cui possesso rende impossibile ogni altra difesa nelle valli di Dora e Chisone, ad ovest della Orsiera; 2° essere obiettivo secondario, per raggiungere il primo, il possesso del Frai tève. Istintivamente dopo queste conclusioni il Revel sarebbe stato condotto a riunire tulle intere le sue forze al Fraitève, dal qual punto, meglio che disteso su largo fronte, avrebbe impedito all'avversario la marcia su Sestrières e su Oulx coh la sola sua presenza sul fianco, e quanto meno Io avrebbe costretto ad un attacco in condizioni sfavorevolissime. Ammessa anche l'ipotesi che i Francesi, rinunciando a servirsi dei colli verso Cesana, ricorr esse a quelli che si aprono verso la Bardonecchia, il Revel dal Fraitève, con brevissima marcia, avrebbe potuto spostarsi al Triplex, al Geuevris a Costa.piano, sempre in misura di respingere l'attacco a cui il n emico si vedrebbe costretto, sia per progredire nella vallata, ·sia per poter restare tranquillamente nella zona invasa.
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L'occupazione del Fraitève era dunque la pm prop1z1a delle operazioni come quella che permetteva di porre in atto il principio che deve regolare la difesa in montagna, cioè costdngere il nem'ico ad allaccar·e in condizioni sfavo1·evoli di teP1·eno e di f'ot'Ze. Alla fine di settembre i Francesi irruppero dal Cenisio in 3 colonne ; una di. esse marciò dalla Arpon verso le grangia di Pra Chantel - per molestare i difensori dell' Arcangera - la seconda uscì dalle loro linee dalle grangia L anet d iretta all'altopiano del Crest di P adre, la terza per la cl es tra della Cenischia avviluppò la N ovalosa, la quarta si diresse tra il Mola.retto e l'Abazia. La negligenza con la quale il tenente colonnello Della Rocca, comandante a Venaus il battaglione d'Aostà e le milizie in avamposti, lasciava fare il servizio, permise ai Francesi di sorprendére la gran guardia di Santa Maria e della Novalesa. I rinforzi avviati verso quel villaggio, condotti da ufficiali che dopo due anni quasi di campagna non conoscevano ancora la zona, caddero in agguato e rimasero prigioni. P er dare una idea della attività del comandante gli avamposti piemontesi, dirò solo che le trnppe accorse da Susa al fragore delle fucilate, g iunsero alla Novalesa e ne scacciarono il nemico prima che il battaglione di Venaus riuscisse a ordinarsi e mettersi in cammino! Non cosi mollemente si comportarono le milizie che si distinser o invece per ardite imprese, tra le quali va segnalata la scorreria delle compagnie di 8usa, capitano Gianninetti che varcata ai colli dei Tre D enti la crosta che unisce Lamet al Ro0cia Melone, scese a Bessans in valle d' Are, vi sorprese un distaccamento francese e se ne ritornò con 17 prigioni perdendo un solo uomo. Il mese di ottobre trascorse segnato da scaramuccie, come quelle del 14, 25; 26, che le nevi resero in seguito sempre più rare. Jl 14 novembre una forte irruzione venne eseguita dal Vallette per cÒmpletare la diversione che su tutta la fronte
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LA GUE&RA IN VALLE D I DORA R IPARIA, ECC.
dell'armata delle Alpi si andava facendo in favore d-i quella d'Italia. La brigata avanzò in 4 colonne. La prima comandata dal Sandoz (ufficiale di stato mag · gìore) mosse da Oernières in valle di Oerrierettes, marciò al colle di Bousson e respingendo le milizie valdesi avanzò per Oharnplas del Colle sfno al Col di Sestriès (uo'inini 400). La seconcla guidata dallo stesso Valette entrò in Cesana, e si spinse a Fenils, la sua avanguardia comparve all' altezza di Deserts e poi retrocesse. Era composta di 1000 uo . m1n1 circa. La te1·za, di un centinaio di soldati, da Plampin et salì al collo del Deserts e per S. Anna, Soubras, Vasou, giunse a Pierremenant, ove al;ibaudonò alcuni assiderati. La qiiarta, di circa 200 soldati, varcò il colle des Eçhelles provenendo essa purn da Plampinc-it, ma fu costretta. a retrocedere dalla valorosa resistenza di quattro mihziani comandati dal sergente Vachet, appartenenti ~lla compagnia del Melezet. Il comandante di Oulx, barone · Grimaldi, non credette opportuno di farsi vivo e sdegnò persino di mandare uomini ad inseguire la colonna scesa dal Desert, bencbè i disertori la d icessero esausta dal freddo e dalla fatica, con rn:olti soldati assiderati e senz'armi. Questa fu l'ultima operazione eseguita in alle di Dora nel 1795.
'r
EUGENIO
DE
Ross1
capitano Ilei be;·sayl ieri.
CENNI SULLA STORIA DELL'ANTICA FORTEZZA DI CEVA
Negli ultimi giorni del mese scorso Ceva inaugurò un monumento a Giuseppe Galliano. Fu in quell'occasione che il nome della piccola ma forte cittadina del Piemonte corse sulla bocca di tutti gli Italiani, e che buona part,e dei giornali illustrati riproducendone le fotografie dei dintorni stamparono parecchi brani della sua storia. Alc-uni di questi bran.i di storia mi capitarono soWocchio, ed ho potuto rilevare come essi sieno d'importanza e di un certo interesse specialménte pei chi fa professione d'armi, inquantochè la storia di Oeva è d'un carattere essenzialmente militare.1 · fo considerazione di ciò mi è pigliato vaghezza di scrivere alcuni cenni sulla storia di Oeva, tanto più che una pagina di essa si collega ad un particolare di certa importanza e fo rse a tutti sconosciuto: si tratta niente meno che di Napoleone e tutti sanno che quando c'è di mezzo gnèsto gran genio della gnerra la curiosità è vivamente stuzzicata. '." Il carattere poi degli abitanti di Oeva, il genere di onoranze che essi resero a Giuseppe Galliano da essi chiamato, per antonomasia, il soldato, mi porgerà il destro di fare alc'une considerazioni.
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* * Sull'origine di Oeva e sulla sna storia primitiva ben pot:o si può dire perchè si perde nei labirinti dei secoli. Quello che si sa di po.s itivo si è che essa entra nella storia all'epoca romana.
1864
CENNI SULLA STO RI A DE LL'ANT ICA FORTEZZA. Dl CEVA
La lotta che Ceva sostenn e con le aguile di R oma è anch e poco conosciuta .ma merita a'Ssoh~tam en te di essere accennata perchè fu lunga, accanita, ricca di gJoriosi episodi at t estanti la fierezza ed il coraggio indomito della gagliarda popolazione. ·Ecco infatti quanto scrive in proposito la Gazzetta del Popolo clella Domenica sul n umero dedicato a Ceva e a Giuseppe Galliano : « Poco conosciuta, ma lunga ed accanita fu la g uerra se<< colare che le aqu ile di R oma, avvezze ai trionfi, già gher« mita Italia tutta, già varcate a più lontani voli le Alpi e « il mare, dovettero sostenere con qu esti rozzi montanari, :e comprandone a peso d' oro tÌn sasso ai dominii della Gallia « transalpina. Ma d'ogni parte inonda la violenza dei Quiriti, « cacciandovi innan zi da Genova, da Asti, da Bene Va« gienna, quasi belve ai loro covili, nei più aispri e seèreti «·r ecessi dei patrii boschi secolari, .dei monti più impervii « i Liguri tenaci: e le fiere aizzate nei loro covili montano « in furore; non ·è forza o astuzia romana che resi.sta. « Solo la deportazione a decine e decine di migliaia nella « Campania lontana dei :fieri difensori dei loro sassi li darà « finalmente, quieti mai, in potere di Roma. Epica lotta dei « cui protagonisti ci .rimane poco più che il nome. Gli Epan« ter ii n ella valle di Ormea e nelle montagne1 a levante di « essa, gli Ingauu i attorno alla loro Alba od All:)enga e per « la valie del Tanaro fin o a Gare·ssio e Ceva, quindi gli Sta« zielli ad oriente di questa :6.no ad Aqui ed ai Vadi presso il « mare, ad occid ente i più numerosi e civili Bagienni. » Il dominio roman o sceso su Ceva non tardò ad esplicare la sua influenza e noi vediamo la nuova conquista svilupparsi e crescere alla fulgente luce della civiltà : si aprono strade e comunicazioni tra i territori di Ceva e l'Impero, ed è a questo punto ed in omaggio a queste comunicazioni èh e Ceva incomincia ad acquistare quella importanza st rategica che conserva tutt~oggi.
CENN I SU L!,A STORIA DE LT,' ANTl CA FORTEZZA Dl CEVA
186&
Un secon do periodo di lotte Oeva, omai diventata centro commer ciale cli considerevole importanza, sostiene all'epoca dell'invasion e barbarica. Per rispondere alle nuove idee, ai nuovi bisogni di difesa i Cevani trasformano b en presto la loro cittadina in una fortezza. Volendo ora ricostruire, coll' immaginazione e seguendo le traccie dei ruderi e delle rupi che sovr~stono Ceva, la linea difensiva della piccola città appar e tipica, originale. Essa fu determinata, infatti, da una armonica combinazione di ostacoli naturali e di opere per manen ti. Là ove il 'ranar o o le r upi erano sicuro riparo alle invasioni nemiche, nessuna o poche opere artificiali di difesa; ma dove appena il terreno non dava ragione di garanzia ecco sorgere quei baluardi formidabili e quelle torri i cui ruderi rivelano a I d. tutt'oggi e a p rima vista i caratteri del me 10ev o. · Introdotto in Italia, per opera di Carlo Magno, il feudalismo, Ceva gi11ra fedeltà al comune di Asti e, scomparso il dominio franco, si trasforma in marchesato sotto la potenza dei marchesi di Ceviv é Clavesana che diventano poi sudditi dei Principi di Casa Savoia. Da q uesto momento Ceva incomincia a respil:'are un'aura più pura di libertà e, in seno ai suoi abitanti , si sviluppa qu.el sentimento di affetto che doveva legare la cittadina coi destini di Casa Savoia. La troviamo infatti in più t ,1rda epoca - sui primi del 1796 - tutta in armi per opporsi all'avanzata di Buona parte, che giunto in Italia doveva precisamen te n ei pressi di Ceva iniziare la traiettoria della sua gloria e dei suoi trionfi immortali. I n quest'opoca fatale in éui, come dice il Botta, l'innocente Italia è destinata in premio al vincitore, Oeva, al rullo dei tamburi annunzianti la marcia dei Francesi già vincitori a Dego fl Millesimo, si mette in arm i e si appresta alla difesa.
1866
CEKXI SULLA S'IORIA DELL'ANTICA FORTEZZA DI CEVA
Una difesa ostinata e paziente i cui particolari, infiorati dalla fantasia popolare, sono ancora ogo-i narrati da pochi b vegliardi. Una difesa a cui partecipò ogni ceto di cittadini : uomini fanciulli, donne, vecchi accorrono ad aiutare i soldati dell~ guarnigione asseragliata nel for te sulla più alta rupe di Ceva. Vi veri e munizioni sono colà condotti o trasportat i. Sulla cittadina domina un'ansia straordinaria ed un soffio di terrore sconvolge i cuori e le menti. Buonaparte preceduto dalla fama terribile di conquistatore indomito, occupa colle sue truppe le ubertose coll:ne su cui sventolano i ves silii ed echeggiano i gridi della vittoria ..... Il generale Colli, comandante supremo dell'esercito piemontese, già respinto a l\:Contezzemolo, si riduce nel forte di Ceva colla ferma intenzione di opporsi all'avanzata di Buonaparte il quale, con la resa di Ceva, avrà libero il passo su Mondovì. · Narrasi che nella cappella del forte di Ceva esisteva in quel tempo il simulacro d'una madonna (tuttora esistente nel duomo di Ceva e chiamata lvfadonna del /'orte) la quale nei giorni che precedettero l'attacco di Buonaparte venne dal _forte trasportata appunto nel duomo della città per impedire che tra i tripndì della vittoria potessero i Francesi farne scempio. Di questo trasporto la guarnigioine ne fu dolentissima tanto da ritrarne il timore di una sco11fitta. Si dice infatti che i soldati presidianti il forte passassero Je notti precedenti la battaglia in preghiere continue - invocando la vittoria - e vuolsi altresì che alla guarnigione prostrata innanzi alla nicchia della cappella r imasta priva del simulacro, comparisse, in sublime visione, l'immagine della madonna..... . Ed ò appunto a questo miracolo che la tradizione popolare attribuisce la strenua difesa del forte di Ceva ent{·o cui i soldati sostennero un'epica lotta, combattendo coi cannoni, coi fuci li, con le spade, con le mani ..... Ma nè il miracolo, nè il coraggio, nè le armi potflttero contro l'irr ompere dei Francesi.
CEN.:-.1 SUI.LA STORIA DELL'ANTI CA FORTE~ZA DI CBVA
18ti7
Il campo trincerato di Ceva fn da questi ultimi, guidati dallo stesso Buonaparte, impetuosamente assalito il 16 aprile. La battaglia durò molte ore con molto spargimento di sangue da ambe le parti, ma specialmente dai Francesi i q nali combattevano allo scoperto. Fu parecchie volte ai P iemon tesi imposta la resa, ma le forti truppe regie, affezionatissime al loro sovrano e alle loro terre resistettero fieramente sdegnando ogni proposta. La mattina del 17 aprile, ingrossati i Francesi, tornarono ad un nuovo e più vigoroso assalto tanto che il Colli temendo di essere spuntato ai lati, lasciato un grosso presidio nella. fortezza, ritraeva le sue genti andandosi a collocare in posizione retrostant.e e precisamente là ove la Corsoglia si versa nel Tanaro. Fu durante il movimento di ritirata che il reggimento fanteria Acqui, incaricato della protezione della ritirata stessa, si coperse di gloria; e fu durante il combattimen to che ne seguì tra il reggimento e i F;ancesi che perdette la vita l'eroico marchese Oavoretto: « morte sentita dolor osamente « da tntti per le buone qualità sue, sì civili che militari; e « se i Francesi hanno ragione di celebrare, come fann o, con « esimie lodi, coloro che sono morti combattendo per la « patria, non so perchè gli I taliani siano tanto scarsi in « lodar coloro che, come il marchese Cavoretto, diedero la « vita per preservare una patria che debba loro essere tanto « <:ara, quanto è veramente la Francia ai Francesi > (1). Iniziata la ritirata dal Colli i Francesi entrarono alnne in Ceva, occupandola ed abbandonandosi a quei tripudii che il famoso proclama del loro condottiero aveva fatto loro immaginare prima di varcare i confini d'Italia! (t) llo1°TA. -
St.oria d'llàlia.
11 pCl'Ò da no:ai·o clte il Ooua ~ct·ìsse ci6 noi 1.851,.
1868
CBNNl S ULLA STORIA DE LL'A NTI CA FORT l~ZZA DI CE VA
Buonaparte rimasto padrone di Oeva pernottò nel castello dei, marchesi P alla;vicini : castello che esiste tut.t' ora nella s-q.a architettura antica e le cui sale dai soffitti a cassettoni sono d'un pregio indiscutibile. Fu in quel castello, dove io ho sovent e Fonore di essere ospitato, che appresi il famoso particolare a cui a-ccennai in principio di questa scrittura e che voglio ripetere ai lettori. Nel visitare, pochi giorni fa, il castello fui introdotto nella camer~ ove pernottò Buouaparte il 17 aprile 1796. Non è mai senza un'emozione profonda che si visitano i luoghi divenuti celebri pel soggiorno di uomini celebri ; ond'~ che con grande raccoglimento io contemplavo quel letto su cui l'uom latale aveva posato, cento an ni prima, nel fiorire della sua giovinezza, le ardite membra diven ute forse stanche nel furore della battaglia... E nel raccoglimento solenne pensavo quali idee, quali sogni di- avventure e di g lorie dovevano t nrbinare nella mente del sommo condottiero di truppa all'indomani delle prime vittorie e alla vigilia della immortale fama ! E pensavo ancora, e con un certo senso di mestizia, che quella gloria, quella fama doveva propTio st,ver inizio l in Italia, in Piemon te ... A tog liermi dalle mie meditazioni intervennero g li egreg i padroni di casa i quali indicandomi il letto mi dissero: . - Fu là che vegliò Napoleone. - Vorranno dire che fu là che dormì - risposi io. Allora mi fu spiegato che Napoleone su quel letto vegliò tutta la notte percbè all'indomani mattina, appena vestito, chiesto dal padrone di casa se aveva riposato bene, rispose, .crollando il capo; - Giammai! Questi diavoli di Piemontesi mi danno troppo da pensare!
CENN I SU LLA S'f011I A DELC.' A~'l' lCA ~ ORTE ZZA DICEVA
1869
Il cor aggio e l' ostinata difesa dei P iemontesi diedero troppo da pensare a Napoleone nel 1796 tanto da impedirgli d i riposare ? Questo particolare, lo confesso, mi ha destato n ell'animo un senso di legittimo orgoglio ed ho pensato subito che se un giorno o l'alt ro, un nemico qualsiasi, si accingesse a varcar le Alpi, non soltanto i Piemontesi ma gli Italiani tutti dai-ebbero da pensare ed innanzi al mio sguardo baìenarono i forti difensori delle nostre Alpi che hanno per motto: Di qiii n on sì passa I ... Prima però di t erminare queste note sulla storia di Oeva, non posso fare a meno, di dire qualcosa sull'inaugurazione del monumento a Galliano : inaugurazione che ha appunto fatto parlare tanto della cittadina. La forte e gagliarda popolazibne di Oeva, esaltandosi all'eroica condotta del difensore di Macallè, decretava cli erigergli un monumento che fu scoperto il 17 dello scorso I mese. · Ho potut o notare come . in Oeva - specialmente poi per parte della popolazione dei aintorni .- l'opera del Galliano si sintetizzi in un solo e semplicissimo qualificat ivo che suona forse ad onore di Galliano meglio e di più che non qualsiasi altro encomio_ Il popolare d ifensore d i Macallè è chia. mato semplicemente il.. ... soldat() e tutti accorrono a vedere il monumento del... soldato e anche i più rozzi mont!l,nari non sanno esprimere altra ammirazione, guardando la bronzea ngura dell'eroe, che dicendo: - F u un gran ... soldato! Ed è vero, sì, Galliano, visse e mori da soldato. Nei perigliosi giorni in cni la bandiera d'It;ilia sventolava sulle mµra di Macallè, egli ne guarda va i colori sbiaditi e ne traeva conforto e fede per sostenere la lotta; nel momento in cui, sui campi d' Adua, l'orda abissina irrompeva sugli .avanzi dei nostri bat taglioni facendone strage, egli lanciava
1870
CENNI SULLA STORIA DELL'ANTICA FORT.b:ZZA DI CEV A
1871
al nernioo, che gli imponeva la r esa. un insulto atroce e poi cadeva serena.mente! Auguriamoci tutti, nell'adempimento dei nostri doveri di ~om~ortarci da soldato nel significato che a questa paro!~ attnbu1sce I~ forte popolazione di Ceva e non aspiriamo ad altro encomio se n on che a quello di sentirci chiamare solc~ati'. eh~, - io credo - per chi fa la nostra professione _ sia 11 pm solenne che si possa immaginare!
Lun:u NAsr capi lat10
1°
ber sagliel'i.
NOTA BIBLIOGRAFfCA
Général H. HoNNA L. - Froschwiller. - Hécit cornnienté. des évenements -niilitafres qui ont eu pour théatre le Palatinal /Ja-caro i.~, la basse Alsace et [es Vosges moyennes du 15 jttillet au 12 aoOt l 870. - Paris, librarie rnilitaire R. Chapelot et C. ·1899. li gonerale Bouirnl prese pane alln battagl ia cli Fr<ischwiller (Wiirth) coroe teuen te ucl ·1° baltaglione del !~8° reggimento fanteria , e vi fu ferito. Nel ,J877 pi1ssato professore alla scuola di guerra, prese a tema dei suoi studi la battaglia di Worth e le ,'iceude militari che la pre1;edettero, e immediatamente la saguirono e che cou essa sono quindi stretta• mente collegn te. Egli adottò il metodo iuizinto dal Verdy du Vernois nei snoi t11di sulla condotta delle truppe, seguito anche rial principe Hnhenlohe nelle sue T.ettere snllci stmteg-ia, e in uso, del resto, presso tulle le scuole di guerra, e così sottopose alla più minuta aualisi i singoli avvenimenti per trarne prhtiche deduzioni e utili insegnamenti per l'avvenire. Tutti i quesiti dell a grande tattica e taluno della strategia sono quindi dal Bonnal studiati nel modo il più particolareggiato, in ~ase alle operazioni militari svoltesi in quel periodo della guena così importante, da lui esà minato . Questo studio, rimaneggiato e completato, fn testè pubbli cato; studio, diciamùlo subito, di grande interesse ed importanza. L'opera si di vide in tre parti, la /a parte comprende g!i avvenimenti che precedettero la battaglia: la radunata rlella 3a armata tedesca, la radunala dell'armata francese d'Alsar.ia, l'avanzata dell a 3" armata , il combattimento di Weissemburg e la giornata del 5 agosto; la ,2a parte è ~o studio della battaglia di Wonh; la 88 parte, iufiue, comprende lo studio della ritirata dell'armata d'Alsazia, la traversata dei Vosgi da parte della 3° armata tedesca e il suo spiegamenLo strategico sull'alto Saar. H9 -
Al'iNO XLIV.
1872
1873
NOTA BIBLIOGRAFICA
NOTA BIBLIOGRAFI CA
L'opera è corredata da un atlante di 32 carte topografiche, e l'editore volle ancora rialzarne il pregio, contribue11do, per la carta e poi c,m1tteri , a farne urrn vera pubblicazione di lt1sso. Un esame particolareggiato dell'intiera opera riuscirebbe indubbiamente non discaro ai lettori della Rivista, ma saremmo tratti troppo lungi, ed eccederemmo i limiti imposti ad una recensione . Ci rc,tringiamo pertanto a rilevare qna lche tesi che a noi sembra fra le più importanti.
,d'appoggio fo r tifica ti, la riunione d'a llarme di un' armota accantonata deve effettuarsi sugli elementi di coda . stil p 1m to più lontano e 11iù al s?'.curo del nemico, come scrisse Napoleone, sovratntto quando ,,uesti apl)al'isca cdl' improvi;iso. Cosi si avrà il tempo di riunire t11Ua f armcilci prima che il nemico possa attaccare. » Il Bonrrnl però termina co l riconosce re i;he, in tesi generale, la scelta -<li rnduuata della ,3a arrnat,1 nl nord del Bien-Wald fu giudiziosa. :\fon così quella d~ll'armata francese d' A!sazia. A suo parere l'arn::ata tl'Alsazia, 1° o 7° corpo d'armati!, anebbe dovuto radunarsi in 11uadrato lnugo e al sud del can,de della Marna al R eno, sul fron te Vendenheim-Hoch felden che misura '15 ch ilometri. Per coprire la riunione si avrebbe rlovuto col locare ad Hagena n la ,to. divisione, gouorale Oncrot, d1e avrebhe assun to il comando del coprimento, ed avrebbe inoltre ;ivuto sotto i snoi ordiu i la divisione di -cavn lleria Dn lies rne post111a a Brumalh. Troppe trn ppc, inve,e, furono assegnate al copri men to dell:i fr on-iiera verso il Palatinato llav:irese, e precisamonto tre divisioni : a Ilageoa u (genernlc 0011 ai), a fl cich5ho fTen (generale Ducrot), a T:litche (generale Guyot de Lespars del 5° corpo), per co prire due divisioni che :<i rouceu trnvano a Strasbnrg. Il Hounal ::111dia quindi la raùuoata teorica d'un'arma1a composta di 5 <·orpi d'arm ala e da una divisione di cavalleri;i. L'arma ta vi è disposta in qrwdrato e sop ra due li nee : nelb 1n line;i tre co rri cl'armaw, e nella 2,a dne e que, ti collocati, norma lmeot.e, diPtro i cor pi d'aln dell111n lioea . Una divisione di fanteria, avente dietro di essa la divisione di cava llllrin o, possibilmeote, due o tre brig;ite della cavalleria di corpo d'a rmatn, riu nite in divisione provvisoria, assumerebbe il servizio cl i co prirnento. Tnol tre ogui corpo d'armata di ,1• li nea, i11via avanti, il più presto possibile, una brigata mista per coprire il suo fronte. li fro nte avrelJbe un'estensione di 18 chilometri, la profondita totale sarebbe di 20 ,h il ometri. Sopra qnesta zona ogni corpo d'n rma1a ,-0ccnperebbe un rettangol0 di (i chilom etri di fron te sopt·:i 10 c:hilometri rl i profondità. Dietro il corpo d'armata centrale dèl la 1a linea rimarrebbe vuoto un rettangolo di 6 chi lometri sopro 8, nel qnn le si stabil irebbero il qua rtiere genera le ,Jell'armata e i numerosi serviii dipendenti. . Teoricamon10 ciò è bello, prescindendo, però, dalle tlill1co ltà di far viYere una co5ì grossa massa di lruppo in uno spar.io così ristrelto, ma è pur :;empre 11110 schema, una fo r mazione normale, e qnincli, 1wr noi, ,Ii poco o 11 essun va lore, perchè all'atto pra tico, sa ci,ono
"' ** Ndla prima parte sono anzitutto prese nella più minuziosa disamina le ponderose questioni del coprimento e della radunata delle armate: e riferendosi a quanto avvenne realmente prnsso In :Jn arma ta tedew, e l'arlllata dell'Als~zia, il Bonna l espoue ne' minimi de1tagl i le disposizioni ordinate e le discute ampiamente, gioruata per giornat:i da l IG luglio, primo giorno della mobilitazione terle,ca, si no al 5 agosto, iu cui è diramato l'ordine per l'avanzat;i e lo sconlì namonto. La raduna ta tedesca e le misure adottate per i;oprì rla sono oggetto dì molli rimarchi, rimarchi però piuuosto di dettaglio che di principì. Criticato, e non ci pare a torlo, il tardo arrivo della 4" divisione di cavalleria, che gin use sul posto soltanto il I O agosto, mentre sarebbe stato facile di farvela arriv-are dal 6° all'8° giorno cli mobilitazione, ossia i~ 2 1~ luglio al più tardi, accantonandola fra Billgheim, quartiere generale del coprimento e Landau, sopra uu circolo di 2 o 3 chilometri di raggio. Il fronte della radunat;i, osserv a il Ronnal, era ~egnato da l KlingHai;lt, ma sul Kliog-1:lach era pure di~posta la riserva dei posti di copertu ra, diguisachò non interceie alcun spa~io fra il fronie doll n radunata è la massa di coperlllra. Le due piazze di Landau e di Germersheim, !e q·uali, m~Jgrado la loro debolezza, pote vano, net caso, servire di punti cl' appoggio, erano iugloba te nella rad unata in l11ogo di segnare la linea di testa . Frn Lancla11 e Rilli~heim non corrono che 8 chilometri; non può qtiindi dirsi che quelle fortezze fossero troppo distanti dalla massa di coprimento; tale distanza, anzi, lo si deve con~iderare come un minimo . « Gli autori del piano di radunata dello 3a arm,'lta, soggiunge l'autore, forono foscinati dai van1ag7i che offrivano il Bien-Wald per celare le mosse e il Kling-Bach, come linea di difesa . « Essi hanno dimenticato che mancando una forte coportur;i che ubbia in torno a sè sp·azio per poter combattere manovrando, e indietro pu nti
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1874
NOTA :O!BLIOGRA FICA
sempre la configurazione della frontiera , il terreno circostante e la rete ferroviaria che vi fa ca po, che imporranno la legie. ro Francia poi e da parecchi anni si è presi da una specie di entusiasmo per questo battaglione quadrato di centinai11 di millé uomini per riunirsi e manovrare, sedotti dalla nota frase che Napoleone scri veva il 5 ottobre ·1806, al marescial lo Soul t: Vous pensez bien que ce sera·i t mie belle a/Jèiire giie de ~e porter a,itou,r de cette piace (Dresde) en un bataWon cai'ré de 200,000 homrnes. E il Bonnal divide questo entusiasmo, ma ci pnrc ch'egli dimentichi che quella è una semplice frase, simile a molte altre che Napo leone lanciò nella sua brillante carriera, e di cui, però, non tenne mai conto. Nel fatto Napoleone non ha mai riunito le sue truppe in un battaglione quadrato di 200,000 nomini, nè bavvi un solo esempio ch'egli abbia manovrato, fosse pure un sol giorno, in ta'le fo rmazione. L'appagarsi, qu indi, di una semplice fra se, e sovratutto, il prestare ad essa un valore .che ma i ebbe nella mente di Napoleone, ci pare non sia scevro di grave pericolo.
,. ** Esaminati abbastanza brevemente gli ordini del principe ereditario e del 5° corpo d'armaw, che, nel complesso riscuotono gli elogi dell'autore, egli passa ad un luugo e miìrntissimo studio del combattimento di Weissemburg (,\. agosto) dapprima narrando e commen tando le'operazioni tedesche, poi quell e della divisione francese del generale Douai. Il Bonnal, fra l'altro, ri leva : che i generali prussiàni abusarono degli ammassamenti preparatori all'azione; che l'entrata in azione della fanteria tedesca, non legata ad alcun for malismo, fu assicurata da capitani a vehti le loro compagnie bene iu mano; che gli spiegamenti fn rouo eseguiti di corsa avanzando e furono immediatamente seguiti da fuochi rapidi intramezzati da salti in avanti ; che gli ufficial i prussiani pagarono di loro persona, almeno tanto, se non più, quanto gli ufficia li frances i; che il comba ttimento di Weissemburg, sebbene non molto istruttivo a cagione dell::i sproporzione della forza dei due avversari, pure permette già di apprezzare pre,so i generali di corpo d'armata prussiani un vivo sentimehto di cameratismo e di solidarietà, idee giuste sulla situazione, un impiego intelligente deile armi e moita energia,
.. NOTA BHlL~0 $RAFI CA
1875
E dà pure la misur11 delle qua li tà militari delle truppe pruss.iane, rnercè il loro potente ordinamento e lo zelo portato, nella loro educ~zione guerriera in tempo di pace, da nn corpo d'ufficiali eceellei;ite. Le operazioni militari francesi sono discusse abbastanza severamen te. J1 Bonn a1 però ·trova giusto il concetto di accettare la lotta, . per ottenere l'intento di venire io chiaro delle forze tedesche, ma importava tronc:i.re a tempo il combattimento; ciò che aYeva compreso il generale Douai che appunto impartiva l'ordine della ritirata quando f~ certo del l'avanzata dell'a rmata tedesca. La di lui morte rit.1rdò il mov,meoto e così ne vennero le gravi perdite che si ebbero poi a la~nen_tare. , . Notevoli poi le osservazion i del Bonoal intorno all' unpiego del\ ~ru. ·gl ieria e della cavalleria in qnella giornata. · « Nell'artiglieria, egli seri 1;e, ogni ca pitano ,;i credeva press'~ poco indipendente, e mol ti pensaYano che il massi~10 dell_'arte_ consisteva nel -cam biar spesso di posizione, per indurre 11 nemico 10 errore sulla ·distanza, e quindi, di minuire I~ perdite. « Le mitragliatl'ici, poi, sulle quali si fondavano le più grrndi speranze, diedero, quel giorno, risul tati assai mediocri. . . . « I cinque squad roni della brigata •9i Septeuil, pr,esent1 _al co~batttmento non resero alcun servizio. Era difficile che fosse al trime!1ti, colle id.ee 0', piuttostq, col la mancanza di idee, sull' impiego ?ella cavalle.ria, che gli ;tvvenimenti di questa guerra hanno permesso d1 constatare, da ·weissemburg a Sédan » . Caratteristico assolutamente il §. 23, nel quale l'autore con mano maestra trat.teggia le qualità ed i difetti dei due avversari, messi in -evidenza dal combattimento di Weissembnrg, e stimiamo conveniente non ·defraudare il lettore rlei punti più sa 1ienti. « Presso i Bavaresi, seri.ve il Bonnal, debolezza e pusillanimi.tà dei ·capi, mollezza del le truppe. . , . . ~ Al 50 corpo prussiano, quale differenza! Generali ed i_1fhç1ali danno prova. d'intelligenza militare, d'iniziativa e . di energia e~ 1 soldati, formati da essi; sono fra le lol'O mani eccellenti strnmentl di guerra. « La 4.·1,i, brioata dell'H corpo d'ar(l\atn è meno ard,ente alla lotta, ~ebbene comandat; e inquad rata, per la maggior pari.e, da ufficiali di ori..:rine ed educ.1zione [)russiana . Il corpo d'armata è di recente creazione, •é ed è questa la causa della sua inferiorilà .· 0
<; Dall; p;rte. fr~ nc~se,· v~dia.mo dei capi bravi all'eccessn, _confìd~nti nella loro stella, amici del soldato perchè si interessano ri lui e glielo fa~no vedere, e questi capi hanuo colpo d'occhio, decisione, in una
1876
1877
NOTA BIBLIOClHAf'I0.A
NOTA BIBLlOGRAFJCA
paro la le qualità che si acquistano coll'esperienz,1, ma nou sanuo·· 1a, ~uena. « La loro ignoranza, di cui non sono colpevoli perch è risu lta dalle istituzioui militari del paese, si estende a tutto, dalle alte concezion i strategiche sino al dcuaglio del colloca mentC\ d'una linea di avamposti. « I soldati souo ammirevoli, come sémpre. Se lns-ciaoo a desidernre sott.o il rnpporto dell 'orrlioe e del la disciplina , essi compens11no rp1esti peccati veniali con un vigore, uno slancio, uu:i devozione senza limiti, e, sovratutto, col senlimento della loro superiorità sopra tnlli i soldati del mondo » .
L'esame ana litico del dispaccio del f, agosto di Mac-Ma hon all'l'mperntore, e della lettera dello stesso indirizzata il mauino del 6 al generale de Fai li)', e le molte considerazioni in1orno all'ordinamento d'una battaglia di l'ensiva, con ap plicazione al ln situazione dell'arm:1ta d'A lsazia e alla posizione di Froschwi ller, offrono la più am pia e istrulliva materia di studio.
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Il Bonnal passa poi (capitolo o0 della .1a pnrte) ad analizzare la giornata del 5 agosto. ossia la marcia dell'esercito tedesco per avanwre nella direzione di Ihg1mau , e le varie disposiiioni prese per quel giorno dal marescin llo Mac-Mahon. L',1 nalisi dell'ordine d'operazione del Principe Ered itario è piuuosto ;evera e tende, in special modo, a mettere io rilievo errori di fallo commossi nel ca lcolo clel l'incolonnamcuto e del lo sfila men to delle grosse nnità su cli una sola strada « errori che eviterebbe uu aspirante qualsia~i alla scuola di guerra , . CQmunque ~ia, il Boonal stesso nou imputa questi errori • :illa debolez:w tccnic11 degli ufficiali di stato maggioro prussiani , incaricati della redazione deg li ordini d'armata » ma ne trova la causa • nelllì sovraec· citazione inseparabile da ua primo scontro ». E ne trae occasione per dell::ire un interessantissimo capitolo sulla psicologia dell'ufociale di stato maggiore incombeazato del la compi lazione degli ordini. (1 Bonnal giust3mente osserva che dopo il combat.tirnento, le truppe po,sono riposare, mentre l'uftìciale cli stato maggiord deve recarsi al quartiere generale, ;i1uato talvolta 8 o ~ O chilome1ri indietro, ed ivi giunto mettersi al lavoro, e prepnrare gli ordini da spedirsi nella nolle. Noa basto quindi che l' ufficiale di stato rnaggiorn possegga 'qualità eccezionali: esse si osaurireLbero ugua lmen1e ~o uou gli si usassero dei riguarJi. La critica poi delle disposizioui francesi è altamente i:1truttiva e non ci peri tiamo di dire ch'essa costitu isce una delle parti più notevoliclell'opera. ~
E ven iamo al la battaglia di f rosr.hwiller. L'autore vi consacra più di cl uecenlo pagine, narrando nella mauier~ la più diffu:;a ogni singola mossa delle tru ppe dei due par1iti avver~ari e facendola segu ire da esteso commento. Egli tras;e profitlo, per poter scendere a minimi particolari , cli tutte le numerose pub bli cazio11 i, e fran cesi e tedesche, venute io luce sino al giorno d'oggi , che s' occuparono dell'ar~omento, epperò, metto qualche dettagl io di poco valore, 110n gli riusci d'intaccare per niente la descrizione dolla battaglia falla dnl grande stat-0 maggiooe pru~siauo. Del re;to, se tuua l'opera è scriua rial punto cli vista francese e lo si com prendo di leggeri - la narra1.iono della battaglia di Worth sembra scritta speci::ilmentc per far risultare il valore e l'eroismo del soldato francese. Ciò del res10 è natural&, e sta di fauo che le truppe di Mac-Mahon si comportarono eroicamente in quella gioruat:i, combattendo sino al totale esaurimento . Il Bonoal quindi con ragione, si di lunga oel narrare o nell'illustrare con opportune considerazioni i furiosi a3sahi eseguiti da quei bravi soldati, ciò che, pe1· altro, non gli inipe<liscc di tributnre il dovuto oinaggio anche all'avversario. La minuta nnalisi ch'egli fa di questa · batta-glia, preson1a uno sLudio completo di taltica applicata che si legge non solo col mnssimo interesse, ma con grande profitto. Non ci è dato di entrare in qualche particolare: epperò vogli3mo notare gli appunti che il Bonnal muove al la cavalleria tedesca per la sua inazione in quella giornaia e specialmente per ooo aver saputo spingere a fondo l'inseguimento del vinto nem ico, perd ,iadone, anzi, compiutamente il contatto. Inspirandosi poi al le idee napoleoniche, l'autore tratteggia, in ua specia le capitolo il còmpito che la cavalleria tedesca avrebbe potuto disimpegnare nella battaglia di Worth , e svolge considerazioni merito· voli d'essere conosciute.
1878
NOTA BIBLlOGRAPICA
1879
E vogliamo ~tlrminare colle parole stesse del Booua l : « A Froschwiller il nostro soldato si è sorpassato. « Ardente, devoto, bravo, ha most,rato là, come dovunque, le qualità di razza del francese. « I Prussiani, essi pure, furono coraggiosi, e, di piu, vi ncitori.
« Le truppe avversarie hauno fallo prova di qu,1li1à e di difeui conosciuti da tempo. « Quanto ai soldo ti delle due nazioni, furono simil i ai loro antenati; i nostri, più persoua li, meglio temperati, più vivaci e meno discipli· nati Jei so ldati tedeschi, e questi più calmi e più alla mano dei france~i. « I due eserciti si sono differenziati sovratutto p~r l'ordinamento il comando. « Ma al lnra, lo strumento di guerra per eccellenza -- il soldaro avrebbe valore effe11ivo soltanto per l'impiego che se ne fa? « Si, cd è _questa una verità di tutti i tempi cbe anrorizza a dire: L'ordinamento e il comando signoreggiano tutto» .
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B. D.
NOTIZIE POLITICO-MILITARI Tra gli ultimi di seuembrP, ed i primi di ottobre ebbe:o luogo i preann unziati cambi di gu:irnigione; tutto procedette con perfeua regolarità; non si ebbero a lnmentare inconvenienti uè per parte del servizio ferroviario nè per altri motivi ; sicchè non accenneremo neppu re a que::to fatto, se non fo3se per dire che il cambio delle guarnigioni diede occasione a grandi dimostrazioni di simpatia all'esercito in quasi tutte le città ove il cambio è avvennto. L'addio ai partenti e il benvenuto ai nuovi arrivati fu spontaneo, caloroso e vi presero parte specialmente quelle classi popolari tra cui si fo più nttiva propaganda per rendere loro anti patico il servizio militare e malviso l'esercito . Il che dimostra che la propaganda non ouiene grande effetto e il nostro popolo è meno antjmilitare di quanro generalmente si crede e da qualcheduno si vorrebbe. La noncuranza e la Jesincria delle classi benestanti, che pure wuto spesso ricorrono ,dl 'wHciLo per la difesa del la casa e della bouego, ra piu tlanno alle istituzioni mil itari in Ital ia che la propaganda dei partiti sovversivi. - Con una grande rivista splendidamente riuscita, si sono chiuse le manovre naval i nella rada di Gaera e S. A. R . il Dnca di Genova, che ne aveva avuto la direzione suprema, e prima di esse aveva ispezionato le navi, cominciò un giro d'ispezione alle varie piazze marittime; mo, prima di lasciare le squadre navali, rivolse ngli ufficiali ed agli equipaggi il seguente ordine del giorno che può considerarsi come l'epilogo delle maoovre e delle ispezioni : « Le ispezioni delle navi e delle torpediniere e le eserciwzioni tat- tiche, svolte in mia presenzo dalle varie forze navali, mi hanno dimostrato il progresso da voi conseguito nel campo marinaresco militare; particolarmente constato con piacere l'ottima tenuta delle navi e degli equipaggi, ed bo ammirato lo spirito di disciplina e la bene intesa em ulazione che vi ,mima . « Sono lieto di esp ri mere a voi la mi:i piena soddisfazione. « Molto cammino si è fatto ; ma dell'a ltro ne resta da percorrere perchè l'organizzazione della nostra marina raggi 11nf!a quel grado di perfezione
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1880
1881
NO'rrZIE PtJLl'l'lOO-)IILITAR I
NOTIZIE POL!TICO- mLLTAl"tl
che è nel voto di noi tutti ed al quale Ja chiamano i suoi alti destini. li vostro amore pel mestiere e la vostra abneaazione mi affidano che tale meta :;arà presto couquistata e conservata p;r sempre, così che la marina ad ogni istante possa trova rsi pronta agli ordini del Re per la difesa della Patria. » - L'8 col'rente S. A. Il. il Conte di Torino, reduce da un· via"o t>c> io nell'India, sbarcò a Massaua, accolto con grande eDtusiasmo da quelle popolazioni. L'on . ~:fartini, commissario regio dell'Eritrea, ancora in licenza in Ita lia, gl'iuviò un telegramma ringr::iziandolo di questa vi:;ita da cui si traggono fausti auspici per le sorti del la colonia. S. A. R., al momento in cui :-:criviamo, si tl'Ova ancora in Eritrea e si propone di vi si tarue le principali loca lità. Da tutto il territorio deJ la colonia i capi indigeni corrono a rendergli omaggio. Si assicura che anche da oltre il confine ras Maconuen, governatore del Tigré, invierà me$Si per complimentarlo.
contro Italiani, mi sento profondnmente commosso al pensiero di quella ecatombe di "iovani vite; ma mi conforta che quel sangue non fu sparso invano, ma ~otè far germogliare il flore della libertà e contribuì alla sospirata unità della pntria ed al progresso di queste nobi li popolazioni, che ormni cooscie dei loro di riui e dei loro doveri con Gdano nell'iwvenire glorioso della patl'ia. » . . . . . L'on. ministro conchi use mandando un cordiale saluto n1 comm1lit0Dl aloriosamente caduti e specialmente all'eroico loro duce, Nino Bixio. Quindi h:i letto il seguente telegramma di S. A. .R. il Princi pe di Napoli: « Spiacente di non potere assistere al ì'inaugurazionc del ricordo eretto ai prodi che, or sono 39 anni combatterono e vinsero ai Ponti ci eli~ Val le;:, prendo pane col cuore alla pntriottica solennità, che consacra 1 loro nomi fra le pietre miliari dell'italico risorgi men to. • Le parole del l'o_n. generale Mirri furono accol te da fra gorosi applausi.
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* * Il ·1° corrente fu inaugurato a Ponti della Valle l'ossario dei caduti nella battaglia del Volturno (·I O Oltobre ,1860) . Intervennero le autorità civi li e militari del la provincia, e l'on. generale Mirr i, ministro della guerr;:i, rappresenta oLe del Re . Hanno pronnunciaLo discorsi patriottici il sindaco di Madda loni, vari deputati e per ultimo il ministro del la guerra il quale ha inaugurato l'ossario con le seguenti parole : « Vecchio superstite della legione dei volontari, che, duce Garibaldi, corse io armi le contrade italiane colla bandiera Italia e Vittorio Emanurle, mi credo in dovere di portare un saluto ai compagni qui caduti: e prima adempio l'onorifico incarico di rnppresentare l'Augusto Sovrano in questa solenne circostanzn,, dichiarando, in nome del Re, inaugurato l'ossario-monu mento in onore ai caduti nel -1°ottobre ·1860, combattendo per l'unità delì'Iwlia contro le schiere mercenarie della tirannide borbonica. « Come membro del governo, come commilitone dei cadu ti , ringrazio il municipi0, il sindaco di . Vlarldaloui e quanti con pensiero civile e p11triottico contribuirono all'erezione di c1uesto monumento , de11na tomba . e) Hi valorosi. oc E poichè ebbi modesta ma attiva parte nei combattimenti di quel memorando giorno, nel quale sventuratamente combattevnno Ital iani
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** Il HS correnLe venne inaugurato ir) Savigliano un monumento alla memoria del generale Arimondi elle 1ad Agordat e ad Adua illustrò il suo nome e seppe tener alto l'onore della band iera itnliana. S. )1. il Re volle onorare la memoria del prode generale ioterve' uendo ali' inaugurazione. Era accomp;gnaw dal ministro della guerra on . Mini , dal pri mo aiutante generale di cam po genera ie Ponzio Vagl ia e da l souosegretario di Stato oer i lavori pubblici on . Chiapusso. Oltce 70 associazioni con bandiere e musiche ed una fo lla sLrao.rdiu;1l'ia gli hanuo fatta una dimostrazione affettuosissima. Il Re si è recato direttamente al palazzo delle seuole ove ha ricevuto le nutori tii, quindi io piazza Vittorio E manuele dove sorge il monumento . Quando è entr11to nell a tribuna rea!e era preceduto dal conte di Santarosa e aveva ai lati il sindaco e l'on . Dooad io. Segu ivano il ministro della guerra, i generali Rugiu , Fecin di Cossato, Gn retti e Pittalnga, gli on. Chiapusso e ì\farsengo-Bastia e le altre autorità ci vili e militari. Hanno parlato brevemente il siDdaco e l'on. Dooadio. Nel frattempo sono sal iti nella tribuna reale il padre e i fratell i del generale Arimondi, cou i quali il Re si è iotl'att,3nuto nuovamente, specialmente con il p?.dre al quale ha strew,, la mano con grande effusione. Quando ~ caduta la tela che avvolgeva il monumento un applauso prolungato, entusiastico :.i è levato al cielo.
1882
J.883
NOTIZIE POLITlCO-MILITARI
NOTIZIE POLITICO-mLITARI
Dopo che è stato fi rmato l'a lto di consegna del monumento il CO · lonnello Corticelli hn p:-onunziato il discorso inaugnrrtle, VP,ramonte patriottic,> ed elevatissimo. Il Re, visibilmente commosso, approvava col ca po di tratto in tratto. [ presidenti delle Società dei militari io congedo o della Società opera ,11 hanno presen tato al Ho unn pergamena 11rtistica che Eoli ha mostrato di gradire assai. " Quindi S. M. accomp11gnata dalle autorità ha fatto il giro del monumento fra applausi incessanti. La stess11 sera S. M. ripartì per :\'lonza. , Il monumento eretto per sottoscrizione pubblica, è una pregevole opera d :me dovuta allo scalpello del conte G11lateri. Massi di grnn ito dispc,sti ar tistic1101ente ricordano le ambe selvaooie e sco,ceso ~le!l'altipiano eritreo; fra di essi si erge fi era la bella sta~t~a di A'.·1mond1, rn teuurn da campagua, in atto di studiare una mossa nemicn. Tteue stretto uella destra un binoccolo; la sinistra sull'elsn della sciabola. Un _obelisco, . spezzato in morlo artistico uella sommi tà, reca scolpita a grandi ca ratteri la pnrola ADVA; a destr11 una corona, a sinistrn nnn ~Ima. · Nella parte posteriore è inciso il verso di \'irgilio:
più anziani fra quelli che non ~ieno già intervenuti ad altri corsi negli ultimi tre ano i; più 36 tenenti di complemento scelti fra gli assegnati ai reggimenti stessi e che facciano domanda. Detti ufficiali saranno cosi ripartili: al ~ 0 corso i capitani dei pri mi otto reggimen ti d'artiglieria da campagna , e del reggimento da montagn11, un tenente per ciascuno degli 11ltri reggimen ti da campagna e di quello a cavallo, ed un numero di ufficia li di complemento non superiore a dodici. Al secondo corso interverranuo i capitani dei reggimen ti da campagna dal 9° al 16° inclusivo; un tenente di tutti gli altri da campagna e di quello da montagna ed un numero di ulficiuli di complemento non superiori a dodici. Al terzo corso i ca pitani degli ultimi otto reggi menti da c11mpagna; un tenen te di ciascuno degl i altri e di quello a caval lo e di quello da montatagna; più no numero di uffido li di complemento non superiore a dodici. - Venne aperto un concorso per esame e per titoli per la nomina ni due maestri aggiunti nel persole dei maestri civili rii ginnastica, fra i sotluflicial: del R..esercito di tulle le armi e corpi. Possono aspi raro al concorso i sou'u lficiali in effettivo servizio i qua li sieno provvisti del diploma di maestro, conseguito presso la scuola normale di giona;tica . E~si dovranno fi1 rne domanda al comantlame de l proprio cor po, accompagnata d:.1i relativi docnmenti. Le domonde dovranno pervenire al .Ministero non più tardi del 25 ottobre. L'esame che avrà luogo nei giorni IO novembre e succtlssivi, consisterà in un esperimento .~critlo su argomento d' igiene e di pedagogia ginnastica, e in un esperimento prcitico sopra uu programma specia le di esercizi. - A modificazione di disposizioni precedenti, il Ministero ha determinnto che il corso allievi nflici,ili che dovevasi islituire presso il 2:1° rtiggimento fanteria di stanza in Torino, si istituisca pre~so il 24°, purestanziato iu dctt:i ci ttà.
.Dulce et decorimi est pro patria mori. Sulle roccie sono scolpite qua e là va rie date che ricordano le batt11 oJie nelle quali il prode ehbe parte. e Nella p~rte post~ri?re adorna il monumento una m:.gnifica aqu ila in bronzo. Pw ute ab1ss100 sorgono intorno alla base contornata da una ca1.ena, sostenuta da ono pilastrini in granito. La sMua è alta m. 2. 70: i I monumento 4O metri. Esso è imponente nella sua semplicità .
Fra le più interessenti disposizioni d' indol\l milit.are ernanate uella qui.odicina, notiamo le seguemi: . - Du rante la P:0$S_ima s'.agiono invernale nvrauno luogo al poligono d1 Nettnno tre corsi cl 1struz1ooe presso la scuola centrale di tiro per la ' artiglie:ia da campagna, 11 cavallo e da montagna . li primo corso dal ,\. novembre al 1° dicembre p. v. ; il secondo e il terzo - di egual durota del primo·- io epoche da deter mina rsi. A frerp1eutare i_ co_rsi.verranno ~lestinati complessivamente: un cnpitano e due tenenti d1 ciascuno de, reggimenti <l"artiglieria, scelti fra i 0
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.Fu clettlrminato che il li mite d'anziau ili1 per l'avanzamento dei tenenti colonnelli co mmissari e dei sottotenen ti contabi li per il 1900. di cui in precedenti circolari, sia portato pei primi a tutto il 4897, e pei secondi al 31 gennaio eletto anno. - Venne determinato eh~ abbiano luogo presso la scuola di guerra altri due corsi specia li d'istruzione di tre mesi ciascuno pei capitan~
1884
NOTIZIE POLITICO-MILITAR\
NOTIZIE POLITICO-MILITARI
com missari che non presero parte ad altri consimil i corsi, e pei tenenti commissari già riconosciuti idon ei al l'avauz11meoto. Detti corsi avranno principio rispettivarn~nte il 1° novem bre ·189H e il ·I o febb raio 1900, ad essi prenderanno parte, in qualità di uditori, m11ggiori e tenenti coloouelli commissari. - Vennero pubbl icate nuove norme per la distri buzione dello medaglie nel le gare di tiro, di scherma, di stima delle distanze e di sporr. La prima fra le nuove disposizioni è questa: le medaglie d'oro e d'argento sa ranno ~emprn accompagna te da corrispondente diploma. La qu~ntità di mcd;igl ie da distribuirsi o la seguente: Per le gare di, tiro. Ogn i reggimen to di fonteri o, bersaglieri e alpini, per ufficiali: una medaglia d'oro, sei d'argento, nove di bron1.0: pei sottnrficiali un:i d'oro e due d'argento quanti sono i battaglioni present i alla sedo; per gl i allievi ufficial i e gli allievi sergenti, una d'argento e tre di urouzo per ogni riparto d' istruziono. Ogni reggimento di cavalleria, per ufficiali: una medaglia d'oro. ire d'argento e cinque di bronzo.: ptir sonufficiali : una d'oro, due d'argento, quattro di brouzo; per ,il lievi od all ievi sergenti: due medaglie d'argento e due di bronzo por ciascun ri pnrto. · Alqnnnto minore è il numero delle medaglie rispettivamente a~segoate per le gare di stima delle distanze e di marcia, di scherma e per le corse cielistiche. - Per facilitare agli uffi cinl i aventi diritto a razioni fora~gio il mezzo di provvedersi di buoni e.avalli di servizio in relazione al rispettivo loro grado ed all'arma o corpo cui appartengono, furono puhblicale nuove disposir.ioni per la distribuzione dei cav:llli cli agevolezzo. Questi vennero divisi in varie categorie : per ufficiali generali, pe1· uffi ciali del cor po di stato maggiore, per uf(iciqli delle armi di cavalleria cd artiglieria, per i comandanti di corpo e capi ser vizio, per gli aiut:inti di c11mpo, per gli ufficiali di qnalsiasi grado delle armi rl'artiglieria e genio ccc. I l debito massimo che gli uffi ciali pé,ssono contrarre verso il rispettivo conLO-rimonrn, per prezzo di c11valli ceduti dallo Stato o per anticipazioni, può ascendere n: L. 2000 per gli urlìciali general i e colonnelli con impiego di m11ggiore gencrnle; L. ·1500 per gli ufficiali avonti di ritto all'indennità cnvalli di L. !~00 o su per iore; L. •1200 per gli ufficiali aventi diritto all' indennità cav:ill i di L. 3.\.0 ; L. 11000 per gli uffi ciali aventi diritto all' indennità cavalli di L. 280 .
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** * 11 ministero ha determinnto che \'eogano im'rntt in congedo illimitato i militari di tutte le arm i e corpi - esclu$a In ca va llerin - che si trovino in nU:1 delle seguenti condizion i e ne raccia110 domanda : u) quelli della classe 1877 con fi>rma di tre nnni; /J) quelli della classe ·1878 con forma di due anni, che imprescro isol[lt,1mente ìl i-ervizio da ll 'up,·ile 1897 nl rn.a rzo ·1898; ,·) quelli delle classi e con le fe rme suddette che hanno servito come volontari prima del loro concorso alla leva : d) quelli con la ferma di uu aono perchè rivcdihili di duo leYe. Saranno pure inviat i in congedo per a1iticipazione i militari di ,1a categoria con fe1·rnn cl i tre anni trasferiti (in oppl icazionc dell'art. 430 del!a legge sul reclutamento) al la classe 4877, e quelli con ferma di dne nnni, trasferiti per la ste~sa ragione aIla classe 1878. - Vennero pubhlica ti da l Giornrile rivilitcire i nom i degli allievi che partecipa rono c,oo successo al concorso por l'a rnmissioue alla scnola militare e all'accaclemia mil ittll'e. Ln loro ammissione rimane però subordinata al i' esilo della vi~itn medica che s:.irh passala agl i a,pirauti pre~so il comando dei detti istitnti . Gli aspimoti all'arma di cavalleria dovr~nno depositare nell a cassa dell'uf6cio d'amministrnzione dei persona li mil itari vari la som ma di L. 2000. - Il Ministero ha determinato quanto in appresso circa l'arruolamento dei volontari ordinari nei corpi dP.I regio esercito : L\u·rnohi mcnto sarit aperto da l ,1° novem bre prossimo venturo a llltte il 3·1 gennaio '1900 presso i reggimenti di cavalleri11, di artiglieria d.1 campaina e a cavallo è di artii;dieria da moutagna. ~elle altre armi e corpi del regio esercito detti arruolamenti snrauuo aperti da l ·1° novornbre suddetto a tutto il 30 aprile ·1900 . Quest'ulti,ma disposizione uou è però npplicélta agl i arruolamenti rnlontari nell 'arma dei carnbinieri reali, i <1uali fnrooo riaperti con !a Circolare n. 65 del ·I896 e non polranoo essere sospesi che in seguito a nuovo ordino del Ministero in relazione alla Circolare medesima. U numero dei volontari ordinari elle nei suindicati periodi di tempo possono essere ammessi in servizio è di qtàndici per ogni reggimenti) di qunlsiasi arma, e di otto per ciascuna brigat.1 d'11rtiglieria da costa e da fo rtezza, avvertendo che in qoesto uumero, a termine del paragrafo 7,1O del menziona to rr!golamento, debbono computarsi i mil ita ri di 1
1886
NOTIZIE POLITICO-mLITARI
1887
s(1conda e terza categoria ammessi in servizio nello stesso periodo di tempo in seguito a passaggio in prima categoria per libera elezione. I comandanti del 3° reggimento genio e della brigata ferrovieri del genio sono autorizzati ad arruolare un numero di volontari ordinari superiore a quelli rispeu.ivamente suindicati, purchè i giovani da ammettersi a tale arruolamento comprovino di possedere i reqnisiti necessari per prestare un utile senizio in quali tà di telegrafisti o di ferrovieri.
NOTIZIE MILITARI ESTERE
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BELGIO .
- Allo scopo di rendere spiglinto, pur m;intenendoln regolare, l'andatura dei riparti durante lo slilamenLo in parata, e degli uomini isolati che salutano marci;indo, fu stabilito che i militari non dovranno più fermare il braccio sinistro al comando di attenti a clestr (sinistr) nello sfilamento e nell' atto di rendere il sa luto se isolati. Vennero perciò approvate apposite modilìeazioni ai regolamenti ed alle istruzioni in cu i questa prescrizione era contenuta . - Sono sta te pubblicate le sottoindicate istruzioni sulle manopere dei pontieri le qnali costitniscono i volumi per ciascuno di t,SSe indicati della nuova collezione delle istru1.ioni pratiche del genio. Istruzione sui materiali ed eqwipaggi da ponte, voi. ,mo. Istruzione sulla sctwla del bnrcai1wlo, di navigazione e di nuoto, voi. ,J6o. Jstruzi oue sulla cost1·uzione dei ponti e dei p_ort'i, voi. if7o. Con tali istruzioni restano aboliti i volumi XI, titolo I, II e IIT (·189'.2) - della vecchia collezione delle istruzioni pratiche del genio.
Armamento e istru:;ione del battaglione d'ammin1strci;;frme . - li personale delle sezioni di sussistenza del batta~lione d'a rnministrazione venne recentemente dotato del mosclteuo modello '18H e della baionetta . in sostituzione della sciabola da fa nteria, di cui era prima umato. L' imeodente in ca po ha eniaoati gli ordini perché sia presto iniziata l' istrnzione con quell'ar ma, affidandone l'incarico agli nffìciali di am ministrazione sotto l'alt~ direzione dei ~otLo in1enrlenti . Proposte per l'wvanzamento nel 1899. - Le proposte per l'avanzamento fatte durnnte l'epoca delle ispezioni di quest'anno ('I ti aprile al ·1° settembre) hanno i limiLi seguenli : '
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Homa, i1 ~ 6 ottobre 1899.
Data d'anzia nità per la p romozione a
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Fanteria .. ea,,alleria ..
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26 ll]Jf. 1897 25 gi11 . 1894 25 mar. i 808 25
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Artiglieria Genio . . . . . . .
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26 dic. 1897 25 mar. t 89G 26 dic. 1897 27 sett. ! 893 ~5 sett. l.S95 ~6 die. 1889 25 d ic. i89i 26 mar. ·1892 27 g iu. ·JS9; 2G gi u. 1892 2G d ic, t906 2ii g iu. ·1896
l
Tenenl4J
25 g iu. t 89t, !!6 tl ic. t89i 22 lug, 189~ 20 n,w , 1895
FRANCIA.
Nuova tente-abri. - Da una brigata del V corpo d'armai.a doveva essere esperimentata, durante le ultime mano,,re, una nuova tente-abri. Ess:1' ha le stesse dimensioni dell'antica ma più legger:i e più maneggevole: è fotta di tela de « donblure , resa precedentemente im per~ meabile. A1;a1,.zame11,to a scelta per gli ufficiali primi classificati all'usc·ita dalla sc·uola di ç11wrra o dalla scuola di Saumur. - Mentre in Francia Ì alto studio un progetto di legge tendente a ringiovanire i quadri e, 1'!0 - AXNO UIV.
1888
NO'riz IE ll!Ll'l'A lll ESTERE
NOT! ZlE MILITARI ESTERE
à dure maggiore svi luppo all'avanzamento a scelta, una importante µecisione veniva approvata il '1'.2 settembre dal presidente del la repubblic.i, con la quale sono accordate specìali condizioni d'avanzamento a scelta agli ufficia li primi classificati all'uscita dalla scuola di guerra tld alla fine dei corsi di istruzione di Sl,umur. Per l'importanza del l'argomento si riportano i principali punti della relazione del Ministro della guerra . «·Da l le ordinanze, decreti e decisioni, che hanno, in epoche diverse, regolato l'organizzazione del la scuola di cavalleria, si rileva una costante unan imità nella consacrazione del principio di accordare un avanzamento eccezionale ai tenenti d'istruzione di cavalleria. « D'a ltronde è ancora più giusto che questa misura si applichi a ufficia li scelti fra i migliori (per i quali essa costituisce un potente ·elemento di emu Iazione) e che e,sa assicuri una legi ttima ricompensa ai due tenenti che per il lavoro e per l'i nsieme delle loro qua lità militari ottennero alla fine del corso i pt·i,mi due posti di classificazione. « Ma se la concessione ai tenenti di caval leria del corso d'istruzione d'una scelta eccezionale per il p.issaggio al grado superiore è pienamente giustificata, essa s'impone in maniera assoluta per quanto concerne gli ufficiali primi <.:lassifica ti ali 'usci ta da Ila scuola superiore di guerra. « . . . . . . . . .. Accessibile per mezzo di concorso ai capitani ed ai tenenti di tutte le armi, senza distinzione d'origine, la scuola superiore di guerra esige da parte loro , per l'ammissione come durante i due anni dt studi, nn insieme di conoscenze elevate e di qualità militari di prim'ordine . . . . . . . . . . << L'adozione di questa misura (avanzamento ecceziona le), costituirebbe una giusta ricompensa a favore di ufficiali meritevoli in modo particolare, e creerebbe al la scuola nn nuovo elemento di emulazione. Essa soddisferebbe i desideri da lungo tempo espressi da i generali che si successero nel comando di detta scuola, dal capo di stato maggiore dell'esercito e dal presidente del comitato tecnico di stato maggiore .. .. . » Ec!:o il contenuto delle decisioni in parola : 1° I sei uffi~iali primi classificati all'useita della scuola superiore di guerra godono per l'avanzamento a scelta al grado superiore dei seguenti speciali vantaggi: I capi tani sono iscritti d'autorità in testa al primo quadro d'avanzamen to del la loro arma, nel quale figur i un capitano . che abbia un'anzianità dì grado superiore d'un anno alla loro, all'infuori di quelli iscritti per fritti di guerra.
/I
1889
I tenP.nti sono nominati ai primi posti da capitani disponibil i all'alto della promozione a scelta. 2.0 I due tenenti d' istruzione di cavalleria prilfli classificati all'uscita dalla scuola di Saurnur sono nominati :ii due primi posti da capitani disponibili all'atto della loro promozione a scelta, se raggiungono le condizioni d'anzianità di grado volute dalla legge. Avanzamento degli ufficiali superiori d'ar~·igliei·ia. - I c_o~antlaoti di corpo d'armata nella loro qualit.à di membri della comm1ss1one superiore di classificazione sono chiamati a decidere l'iscrizione defini tiva nel quadro d'avanzamen to degli ufficiali superiori prnposti p~I grad_o di tenente colonnello e colonnello, ed a vagliare e classifica re I ci\nd1dati proposti pel grado di generale cli brigata o di, divisi~ne. Occorre quind i che abbiano una perfetta conoscenza del va lore di tu tti glt nfficia li _superiori me.,, i alla loro dipendenza e che sono proposti per l'avanzamen to. Per rprnnto riguarda specialmente gli ul'fi~iali su periori d'~rtigl)_eria se il comandante del corpo di armata può, m genera le, farsi un idea -sufficientemente esatta delle loro conoscenze tecniche per mezzo delle note date dall'ispettore genera i<, del1'1/rma, è necess~rio. che appr~z:'i personalmente le loro conoscenze tat.tiche e la loro all1tudme al servizio attivo Occorre quindi che li veda sul terreno facendo laro esercitare un comando in sua presenza, sia durante le manovre d'autunno, sia in quelle di guarnigione o a quelle manovre coi quadri, che egli stimi -opportuno di far eseguire. Il Ministro quindi con una circolare del 3 1 maggio u. s. prescrive ,che tutti gli ufficiali superiori d'artiglieria, compresi quelli destinati presso oli stabilimenti di quest'arma, debbano essere, quando 11 cornandan~e del corpo d'armata lo stimi opportuno, sottomessi alle prove ·dianzi accennate prima di essere definitivamente proposti per l'avanza· tt mento. J riser,visti e le vetttm~ automobili. - I riservisti di alcune sud-divisioni di regione sono stati avvisati che quelli fra essi che possiedono automobili (a '.2. o più. posti) o motocicli a petrol io e desiderano co~d_urr~ · le loro macchine alle manovre autunnal i sa rnnuo addetti al servn10 d1 corrispondenza pre,so i vari stati maggiori. Per ottenere ciò. debbono presentare una dichiarazione con firma legalizzata, che attesti la loro capacità nel saper condurre la macch ina che essi desidernno di portare alle manovre. Conqeclamento anticipato dei risel'visti richiarnat;i alle ar1ni per istmzione. - Il Ministro della guerra ha deciso di rinviare io congedo 1
1890
1891
NOTIZIE MILITARI eSTERE
NOTIZIE MILITARI ESTERE
i riservisti richiamati ,d le armi per istruzione dopo 21 rrioro i, invece che dopo 28, nei reggimenti che non prenderanno pane ali! manovre autunnali quest'anno. Man~vrr. nella ~·egion.e alpina. - A ca usa del la febbre aftosa propagatasi n~II~ _regione d1 Grenoble, le m:iuovre d'autunno per parte s1one souc, state rimandate. I riservisti operai aaricoltori della 273• d1v1 • • • I) saranno rnv1nt1 lll congedo per anticipazione il giorno ,13 settembre. Pensione ai tirailleurs della missione Marchand. - Una leage del1' 8 luglio 1899 accorda una pensione di 50 franchi ad ogni ti;ailleur che fece parte della missione Ma1·chand.
8° Dai controll i al ·1° gennaio 1899 l'effettivo dell'esercito federn le risultava come appresso:
SVIZZERA.
Rapporto sulla gestione del dipartimento milita1·e net 1898. - Dal rapporto su lla gestione del dipartimento militare nel ,.1898, presentato all'assemblea federale si rileva: ,1° Dur:inte l'anno 1898 furono istruite 117,174 reclute e c.ioò: Fameria . "3,73':l Cavalleria . 523 Artiglieria . ,1,8 118 Genio . 49,1 Truppe sanitarie ,H2 Trnppe d'amministrazione 166
Totale.
·1~,174
Questo numero è inferiore di 580 a quello delle reclute istruite nel 1897. ';!.° Gli uomini reclutati nel 1898, per l'anno ·1899, fu di 17,85-1 (488 meno dell'anno precedente). ·t!..ssi sono cosi ripartiti fra i circondari di divisione: 1
I Circoudario di divisione 1I »
m
,
,
Jr
» ,>
,
V
1
2,26,~
2,051 2, /~65
VI VH
2.,t.. 60 1,84 1
2.,.\.92 2,475
J
vm
2, ·I Oo
Totale
. 17,851
Sta to maggiore Elite. Landwehr.
1,125
·1r.. s,r.. 35 85,676
Totale
235,236
li Landsturm era in totale costituito di 275,596 uomini. ti.° Furono fotti in vari cantoni e in varie locali là 49 corsi d' istruzione militare preparatoria di 3° grado (pei giovuui dai Hi ai '19 anni). Il numero dei giovani che vi pn·sero pa rte fu di 6·134, con un aumento di ~ 373 rispetto alranuo precedente. L'istruzione ebbe in generale una -durata di 50 a 80 ore. Appositi esperimenti fatti durante la scuola di reclute, con suddiYisioui formate esclusivamente di uomini che avevano frequ enta to questi corsi, dimostrarono la necessità di rendere obbl igatoria l' istruzioue militare preparatoria, ~e uon si vorrà aumentare la duratn delle scuc,le di redute, ritenuta iusuffìcionte; 5° A proposito del le manovre eseguite in autunno 1898 dal 4° corpo -d'armata, il rapporto rileva i progressi folti da lla fanteria, in quanto al modo di marciare, di spiegarsi per il combattimento, di superare gli osta·COli, nl l'ordirw, la coesione, e la ca lma nelle linee di tiratori, ecc. Loda nella cava lleria la resistenza dei cavalieri, la loro mobilità e arditezza in teneno molto difficile. Cons1aw. che l'artiglieria è in via di progres~o e che il genio, le truppe sanitarie e d'amministrazione sono soddisfacen ti; 6° In seguito al ritiro delle muuizioui d'urgenza il dipartimento militare è 10 trattative coi cantoni per s1abilire nelle piaZ1.e <l'adunata dei -corpi d'armata e nei distretti rlella frontiera, specialmente esposti nllo scoppio improvvi,o di un~ guerra, piccoli depositi di cartucce, da cui gl i uomini potrebbero immediatamente fornirsi di muuizioui entrando io se.n•izio. 1
RlVlS'l'A DEl PER.IODICI D1ILITAR1
1892
RIVISTA DEI PERIODICI l\ULITARI
Revue du cercle militaire.
N. 38 e 39 del 23 e 30 settembre ,1899, Il mese mil'itcwe, pel tenent.e colonnello .Fct0c,urn. Ricorda, anzitutto, lo sdoppiamento avvenuto del 6° corpo d'armala, allo scopo cli allegerire quella macchina pesante, incaricata di coprire l'immensa frontiera, da Mézières a Belfort. Ed ora poi si recano opportune modificaz ion i ai territor( dipendenti dal 7° e dal '.20° corpo d'armata, per dare, al primo, accesso ai colli dei Vosgi. La piazza di Belfort, la cui resistenza · è intimamente legata li i possesso del Ballon d'Alsace, acquista così tutto il suo valore; e la si meue in grado di esercitare una potente offensiva affatto nuova snll'Alta Alsazia. Questo ordinamento , scrive il Frocard, ci ~ermetterà di manovrare. Dal principio delle ostilità, noi abbiamo interess.e a gettarci nell'Alta Alsazia, per distnrbarvi la mobilitazione, o piuuosto per farla a nostro profitto arruolando gli Alsaziani. Noi possiamo discendere il Reno e fare in Alsazia le rèìteatl dando la mano alle truppe di· coprimento, e perciò era necessario c;he il 7° corpo d'armata avesse in tempo di pace il possesso dei colli che mettono a Mulhouse, affinchè tutto lo studio di quest.o settore fosse nella stessa mano. Si accenna poi allo sviluppo inaspettato preso dai nuovi strumenti di guerra: la bicicletta e la mitragliera. Riguardo alla bicicletta, dapprima 111 si usava soltanto come mezzo di corrispondenza, oggidì però si vogliono avere dei ciclisti pel combattimento, e all'estero se ne sludia seriamente l'impiego sotto queslo punto di vista; il che in FranGia fn già riconosciuto da tempo fecondo di buoni risultati. Lo scritlore quindi sprona a prendere una decisione definitiva. La mi tragliera fu con molta ut.ili tà impiegata dagli Inglesi nelle loro ultimP- campagne colonia li, e anche gl i eserciti europei cominciano, più o meno osteusibilmente, ad esperimentarle per la guerra da campo. Importa pertanto di tener conto di cotesti es perimenti .
1893
Il Frocard, infine, si compiace della determinazione ministeriale, pe:· la quale i primi sei classificati all'uscita del la scuola di guerra saranuo inscritti nel quadro d'avanzamento o promossi immediatamente a scelt~. Eoli not~ che fina lmente si è trovata una voce ufficiale, la quale r 1Cl~!!)nosca il rude lavoro indispensa bile per ottenere il brevetto di stato maggiore. Di qui, però, la necessità di inviare alla scuola ~i- guerra ufficiali mnturi, sni servizi dei quali si possano fondare legittime speranze per l'avvenire. D_'altra pHle bisogna che l'insegnamen.to impartito iu quella scuola, già in notev0le progre~so da parecchio tempo, sia ancora più esteso, per farla diventare la scnola del gran ~ornando. Allora non si penserà più a lesina.re l'avanzamento ad nlfic,n!I che banno fo rnito prova del loro valore, fisico e intellettuale. Una manovrci sul ter·t eno, pel tenente
MACJIERKT.
È la relazione di un'esercitazione che realmente fn esegui ta, ed iu essa è minutamente esposto il lavoro fatto dal direttore sia per la p.re· parazione, sia per l'esecuzione e la critica. È articolo interessante ed istruttivo, e mette in evidenza che se le piccole manovre s1 svolgono sul terreno rapidamente, richiedono però, dà parte del direttore molte cure e metodo, se debbono rinsGire utili.
Esarne del regolmliento per l'artiglieria ·del ,/ 8 hlg/.io 1898, pel colonnello P. R.
I l reoolamento provvisorio del ·I 8 luglio ·1898 realizza un considerevole ;rogresso. Esso afferma il principio, alfat.to D uovo , .aen: i otermittenza del fuoco, e co~ì. per esso, vi ·3aranno batterie non impiegate, le quali aspettando l'occasione propizia d'intervenire, studie1:3nno. fr~t: .tanto il campo di battagl ia e prepareranno il tiro contro gh obb1ett1n che pu,;sano apparire neila vicinauza. dei punti rimardievoli del terre~o. Questa intermittenza del fuoco modificherà sensibilmente la fisionomia del combattimento nelle guerre future, e bisogna che gli ufficiali. delle altre armi si cc)nvincano bene di questa necessità, poichè l'es igere da ll'artiglieria ch'essa, come pel passato, faccia sentire di continuo la sua voce, sarebbe domaudarle di rinunz.iare al tiro rapido o di vuotare i suoi cassoni in un istante. Il nuovo reoolamento prescrive pure di tirare soltanto contro ber~ . sagl i ben determinati, la cui distruzione presenti un interesse tattico incontestabile; riehiama. J'aw~ozione sul pericolo, di.ti quale è miuacciat3 l'artiglieria , quando, avendo aperto il fuoco, ha rivelato la sua
1894
RIVISTA D I;:! Pl!:RIODICI )l!LlTARI
pre~enza, ed insiste perciò sulla uecessi tà di non aprire il fuoco che dopo una prepa razione minuziosa. L'anoni mo :rntore, in comple~so, approva compiutamente il nuovo regolamento: vorrebbe però fosse faua maggior pa rte al tiro indiretto, mPntre le nuove prescrizioni (paragrafo 435) dicono che il tiro diretto pres~11 t:i grandi vantaggi sul tiro indiretto dal punto di vistn dell'e~ccuzione dei foocl1i. E conchiude col diJ\l che se esso non dà l'ultima parola della tattica dei fuochi f'he con,·ieoe all'artiglieria moderna contiene, tutta via, io germe tutte le nforrne che si aspettavano. ll 1·ior·dina1ncnto dell:esercito portoghese, pel capitano T.1uol•REA U.
Con legge del 13 luglio ,J899, t'!stè pubblicata dall'Ordem do e.rerc~·to, ~ ar.louato un OUOl'O ordio:uneoto dell'eserci to portoghese. Le mod1ficaz,on1 introdotte sono di due sorta : le urie riguardano il reclutamento, le altre il riordioam~nto; epperò non si possono disgiungere perchè ambedue interessano la mobilitazione delle forze portoghesi l' la difesa del p,1ese. I l capitano Tnbou reau ne dit un succinto ma chiaro riassunto.
R evue m ilitaire rédigée à l'éta t-ma.j or de l'a.rmée.
Agosl-0 ·1_899. Nella prima parte: ]!serci11· esteri. - TI serviz·io negli stati magg1.01·i in Germania. E l'aoalisi particolareggiata del libro: De1· ' Dienst des 1'ruppen-Generalstahes 1·m Frieden , del aenerale ;j vou J ANSo&, ora pubblica to.
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
1895
minuta e severa fatta dal re C:1rlo di Rumania e che fu pubblii.:ata nella Romanici mihtara dello scorso febbraio. Il J!onitore uffkiale stam pò in proposilo: ,1° L' 8 ottobre, il Re coll11 sua alla competenza ha parecchie volte raddrizzato gli errori commessi ; '2° il 9 ottobre, il Re ba seguito tntle le fasi della loua, arrestando i movimenti male eseguiti e focendo ai capi interessali le opportune osserviizion i. Appoggiandosi so pra queste citazioni, e, più tardi , sul fotto che oessnn ufficiale superiore del 4- 0 corpo d'armata fu portato sulle liste d'avanzamento del ·1898, la stampa rnmena d'ogni partito attaccò assai viv:imente il comando di quel corpo. La Rivista non vuole partecipare a tali polem iche, ma ha stimato fosse interessante di' riprodurre gli appunti più caratteristici fo rmulati dal re Carlo, e in questo non si è ponto ingannata .
ln~uenza del niio vo ordinaniento dell'artiglùri a da cam1JO tedesca sul/ a coridotta delle truppe. È la traduzione dei punti più salienti ,li uno studio assai pregevole che vide la luce 0 01 numeri dcll' ,1, 5 e 8 lu~lio scorso uel llfilitiir Woehenblatt. · Nella 1za parte - Jfrchi-vi sto1·ic.i - si continua la pubblicazione degli scritti, già da noi menziouati :
L'assedio di Gibilte1·ra nel ./782.
Il generale von Janson come capitano fu adeuo a stati magaiori di corpo d'armala e di rlivisione, e come colonn~llo disimpegnò le f~uzi oni di capo di stato 11111~1'.(iorc di corpo d'armato, ed ha quindi acquistato ùna grande esperienza de l servir.io atlìrlato a;1li stati maggiori delle truppe in Germania. La Rcvue fu quindi ben av,,isata nel prendere a disamina l'importante pubblicazione; disamina assa i bene compilata, e che riuscirà e.li vantaggio a tutti coloro, i quali vogliono tenersi al corrente di cotesto argomen to e non conoscono la lingna tedesca.
\'i si leggono: Una lettera di Carnot a l\'Ioreau con cui lo invita a passare subito il Reno a Strasburgo, a portarsi sul N'ecker e passn tolo, a penetrare nella Franc.(lnia; una lettera di Moreau al Direttorio, io cui gli rende conto del combattimento di Renchen sostenuto da Desaix, e la relazione dello stesso combattimento scritta di proprio pugno dal gene rale Desai:\..
Manovre dal 4° corpo d'armata rnmeno nel .J 898.
La guerra del 1870-71. Dia1·io storico del 5 corpo d'armata .
L'articolo è interessante non tanto pe l re1llli couto delle manovre, cli e ebbero luogo l' 8 e 9 ottobre, quanto perc~è riporta la critica di e:,se
Contiene la conispondeuza ricevuta e sped ita e gli ordini emanati da l ':l,7 luglio al 3 agosto.
Gli istoriografì. militar ?'. p1·esso le armate. Annata del Reno e Jllosella.
Campagna del f8g6.
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RIVISTA DEI PE!tIODIOI .lll!LlT A&t
Le spectateur Milita.ire.
Fascicolo dal •1° al •15 settembre •1899 . (Continuazione e fine).
Le granrli manovre per F. G.
Questo pregevole studio, di cui rendiamo conto da parecchi mesi, incontestabilmente scritto cl:i persona assai com petente e che non ha risparmiato fatica per tratlare l'argomento a fondo , è ora teminato. · Nel fasc icolo del •1° settembre vi è un'estesa discussione intorno alla critica del le manovre che riesce assai rimarchevole, inquantochè vi sono riportati molti appnnti fatti, a suo tempo, dai generali direttori delle grandi manovre. Nel fascicolo del ·I o vi è la conchiusione che, sebbene consti di . pa recchie pagine, pure possiamo riassumere in poche parole. I programmi delle manovre sono troppo minuziosi, se ne vuole prestabilire I' iutiero andamento e non si lascia libertà alcuna ai comandanti in sott'ordine. Fino a che si seguirà questa via, non se ne ritrarranno mai risultati utili. Per le varie armi: la cavalleria vuol essere indipendente, l'11rtiglieria, essa pure, pretende al i' indipendenza, e la fa nteria combatte in reparti misti, appartenenti a reggimenti differenti e che hanno acquistato o cercano di acqu istare, lontano dai loro superiori diretti, una piccola · parte cl' mdi pendenza, mentre·si dovrebbe cercare anzitutto e poi mantenere la coesione tattica delle varie armi. Le grandi mano.vre sono necess&rie, sono utili, e, malgrado gl' inconvenienti lamentati, hanno dato risultati incontest::bi li ·e incontl)Stati, specie per quanto ha tratto agli accantonamenti, alle marcie, agli approvvigionamenti, che ben poco I.asciano oggidì a rlesiderare. L'anonimo autore insiste sempre nella sua opinione espressa nella prima pagina del suo lavoro, che non si è sulla vera via del progresso; tu ttavia basterebbe volere _fermamente per incamminarsi sulla stessa . Considerazioiii sulladif'esc1, dell' fi lgeria- Tnnisia e sull'armata d'Africa, pel capit;rno FR 1sc11. (Continuazionè). Lo scrittore si occupa delle rettificazioni che reputa necessarie, urgenti, da al'recare all11 fron tiera coloniale, La frontiera algero- marocchina, d1l punto di vista toporrra6co· è as. (') sol utamente ill ogica. Il suo tracciato è assolutamente fa ntastico, non si appoggia ad alcuna accidente o linea naturale e 111 pa rte del )Jarocco che
1897
RIVISTA DE( PERIODICI MlLITAR,l
si estende cfalla frontiera alla ~'loo louya appartiene a due stessi sistemi orografici e idrografici , qnello del massiccio del Trara al nord, e quello dei monti del 1.'lemcen più al sud. L'autore si estende poi in molte considerllzioni di indole politica e così conchiude : • Al nord dell'Atl::mte la fron tiera dovrebbe essere costitu ita come per il passato dalla Moulouya da l suo sbocco sino all' importante punto ,trat.egico della Kasba h- el -!l'.faghzen, si tuato non lungi dalle sorgenti di questo fi ume, al piede del lo sprone di Er:izacbi e al punto ove la strada d.i Fez si bi rorc:i sopra il Talì le lt e verso la vallata dell'oned Guir. A partire da questa Kasbak. la fron t.iera seguirebbe quest'ultima strada pel colle di Tizi- n'Berta, per scendere poi l'oued Guir e raggi ungere finalmente l'oued Messaou ra, che è la strada praticai.a dalle caravaue che vanno al Tonat e al Sudan. Pel sud dell'Algeria (Sa har,1) il Frisch chiede la crear.ione rii un punto d' appoggio solido pi ù al. sud dell'El'g OC!~identale che permetta cl.i tenere in freno i rivoltosi di quelle contrade. E questo punto d'appoggio sarebbe In-Salah, il nodo strategico e commerciale del Sahara. Vorrebbe inoltre si formassero 5 squadron i di rne haris poichè il solo che e:;iste è insufficiente e si procedesse al più presto possibile al compimento delle ferrovie esistenti e alla costruzione di quelle già progettate EJ specialmente della linea da Biskra a Onargl11, portandone l'estremo ponto a più di 700 chilometri dal mare. Rispetto al Touat, già il trattato del ·181J.5 aveva lasciato alla Frnncia piena libertà d'aziòne sullo stesso,_e il .Frisch osserva ancorn che se ìl w ltano del Marocco se Jo annettesse, come periodicamente ne fa il tentativo, le' possessioni francesi sarebbero limitate al sud da una frontiera stnrniera, e verrebbe impedita ogni azione futura nel Sahara. Bi sognerebbe cruindi rinunciare all'i mpero d'Afr ica e restare sempre sotto . la minaccia del sud . L'occupazione <lei Touat qui ndi s'impone. Non è nostro còmpito giudicare delle aspirazioni espresse dall'autore : vogliamo però notare la sua p~rticolare competenza e la profooda conoscenza del paese acquistate negli uffici r.l a 111 1 coperti in Africa quale addetto ,1gli affari arabi d'Algeria e poi al servizio d' informazioni della Tunisia .
Le p.alle umanitarie e te loro ferite, pel maggiore medico Ricol'di del Jl1adagascar, con 5 schi1/.zi , pel tenente
SALLE.
L\NGLOIS.
. 1898
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
Il Gmn Federico. Tattica di combattimento delle tre armi, pel colonnello BoURDE.\ U.
Journal des sciences militaires.
Settembre ·1899. -
1899
R!VIS1'A DEI PERIODICI MILlTARI
L'esercito nel 1900. Ciò che è e ciò che dovrebbe essere.
.Massime napoleonù;he, pel generale GnrsoT.
Lo scrittore continua la sua pubblicazione delle massime del gran capitnno. Quelle contenute in questo fascicolo, per la maggior parte, però, note a tutti gli studiosi , riguardano il passaggio e la difesa dei fi umi, la doppia linea d'operazione durante la battaglia, il piano d'attacco. E qui sono riportati gli ordini del giorno, sempre interessanti, per le ba ttaglie di Jena, di Friedland e dell a Moskowa.
L'automobilismo dal punto di vista mil'ita~e. L'anonimo scrittore ritiene che la questione abbia una grande im por tanza per i trasporti mili1ari. Egl i espone ciò che al riguardo si è fatto negli eserciti esteri e vorrebbe cl1e in Francia pnre s' iniziassero opportun i esperimenti e specialmente di raffronto fra le locomotive stradali e gl i automo!,ili cli tipi convenienti. Egli ritiene che gli automobili presenterebbero, per i trasporti militari, una soluzione più vantaggiosa, pi ù variata e più feconda di risultati. Riferenclflsi alla voce che l'artigl ieria esporrà all'Esposizione universale del ·1900, parecchie vetture automobili destinate al serv izio degli stati maggiori, l'auLOre sogiiunge che !'.artiglieri& stessa potrà trarre un notevole partito dall'uso degli automobili : 11° sotto la forma di ava o treni motori pel trasporto degli affusti e rlei cassoni; 2° sotto la forma di trattori potenti, che permetteranno di aumentare nella necessaria misura il trasporto delle ingenti munizioni . Mod1}ì,cazioni organ,iche necessarie. Breve articolo dal quale ci basta rileva re che si prorone la sop· pressione dei quarti bauaglioni pres~o i reggi menti cli 1,i, corpi d'a rmata conservando li solta!lto nei corpi d'armai.a 60, 2.00 , 70, ,14; 0 e 150 stanziati nei territori delle frontiere dell'est e del sud-est. Coi quarti battaglioni tol ti ai reggimenti si formerebbero dei le brigate, dette mobili, composte di 2 reggimenti a 3 battaglioni. Si avreb bero cosi 14brigate e 28 nuovi reggimenti. Essi farebbero p11rte dei ,14- corpi d'armata sopradetti, godendo, per altro, di una s ptcie cli indi pendenui , e nel caso di bisogni eventual i, si ricorrerebbe ad essi , senza essere obbl igati di .toccare le truppe dei corpi d'armata, come avvenne tempo fa per la difesa delle frontiere di nrnre. 1
1
L'au tore traccia assai bene il compito cosi elevato dell'uffici.ile negli eserciti odiemi . In quest'epoca in cui la guerra diventa sempre . più un mi to, la ragion d'essere clell'ufflciale risiede unicamente nell'educazione morale della nazione . È svolw poi la questione del ringiovanimento dei quadri, e lo scrittore ritiene che si raggiungerebbe la meta preGss:isi coll'adozione del sistema tedesco di accordare la facoltà dopo 1O anni di servizio di ritirarsi dal servizio attivo. Con questa misura si ottei-rebbe non solo di ringiovanire i quadri , ma ne risulterebbe purè il grande vantaggio di costitu ire C[Uad ri eccellenti per le riserve. 1
A1·tiglieria da cam,pagna, pel maggiore RAGEOT. Ecco, in riassunto, le sue proposte: raggrupp3re le batterie in ternp9 di pace nella stessa maniera del tempo di guerra; aumentare il numero delle batterie destinate all'artiglieria cli corpo d'armata ; ; diminuire, invece, il numero delle batterie divisiona li di fanteria; dare a quest' nltime un'indipendenza pari a quella delle baiterie a caval lo addette al le divisioni cli cavalleria; . aumen tare gli elYettivi delle batterie, affinchè possano costituire e ~ttaçcare in tempo di pace la loro batteria di tiro. Diminuirne il nu. mero, se è necessario, poicbè è preferibile avere meno batterie, purchè buone, che averne mol te mediocri, come è il caso generaìe . Vi· sono effettivi, al di sotto dei quali non è permesso di scendere, se si vuole preparare seriamente iì persona le alla guerra; ridurre a !f il numero dei pezzi d'una batteria; sopprimere, infine, le batterie a cavallo che fanno parte dell'arti-glieria di corpo d'armata.
T marescial/.i De Tessè, De Villars e De Berwick nelle Alpi (1707-1710). Sono estratti dalle note lasciate dàl tenente generale Du Bois de Fieuues intorno alla guerra di successione di Spagna dal 1707 al 17·1O,_ cui prese parte sotto i ma!·esci,1lli sopra menzionati. Le sue critiche1
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1901
RIVISTA OBI PE1t10DIC1 MILITARI
RIVISTA DEl PERIODICI MILITARI
su qùelle campagne o le sue osservazioni sul l'importanza dei differenti punti occupa ti, che dimostrano nell'autore la profonda cogn izione delle Alpi, rendon questo lavoro interessant-e e istruttivv pel nosu·o ufficiale.
Di a/enne speciali _prescrizioni del reaolamento russo pel cmnbntt'i-
Organ der Militar. -
Wissenschafthichen-Vereine.
Volume 1H0 , pu ntatn (ìn, 1899. - Circa la q11estione dell'ordinarnento àell'arMglieria d-i cnrnpagna, per Aoo1,1ro WmGNEn, ca pitano d'al'tiglieria. 1
È lavoro in cui ò mollo seriamente discnsso il quesito dell'ordinamento dell'artigl ieria da campo, quesito che da parecchio si dibatte in Austria. (.'autore viene alle seguenti conchi nsiooi: ·I° Che si può tra rre maggior profiuo d:i una dat:i linea di :1rtiglieria, composta da batlel'ie di 6 pezzi in confron to di uua simile avente batterie di 4 pezzi. Ben s'iutonde che l' istruzione e la direzione sieno la stesse nelle dne linee. 2° Il comando di una batteria da 6 pezr.i lo si" deve considerare assicurato, qusndo si sia tenuto conto, che, por la natura rlei cannoni a tiro rapido, si richiede un istruzione più elova la; 3° La ri partizione dell'artiglieria di corpo d'armata - ecceuo i pezzi mobili da fortez1.a - fra le divisioni vuol essere considerata siccome conveniente, pE:rchè rispondente ai principi dell'odierna condotta dell1ì guerr·a. 0 !~ Jt necessario di adottare misure più accurate di prima per il rimpiazzo degli elementi combattenti e delle munizioni, in relazione al bisogno previsto che sarà assai maggiore. 5° Ogni pezzo dovrebbe almeno avere una dotazione di ~00 colpi presso lu batteria, il qual numero servirebbe di base per il ricambio a trarsi dagli stabilimenti di riserva di ,1a e 2• linea. 6° Il continuo aumenlo deila potenza dell'artiaJieria - assoluta e accentua ancor più relativa io confronto alla potenza della fanteria coll'adozioao quasi generale degli obiti da campo; 7° I l cambiamento dei pezzi nell'artiglieria austriaca da campagna rende necessario un aumento dPI monizionamen10 e un cambia~e~to dell 'ordinamento, nel senso di au mentare il piede di pace (e c1uello rn s1e01e dello munizioni d'esercitazione) al fin e ili poter impartire una istruzione più intensiv:i . ·
si
rnento della fanteria,, pel ca pi tano F.
Gi.;N zJNGEn .
Il nuovo regolamento per la fanteria ru ~sa fu pubblicato nel ~897, e presenta notevo li differenze io raffronto ali' austriaco. Lo scrittore prende in particolare disamioo le prescrizioni per l'a uacco, per l'esecuzione del medesimo e per la difensiva. Egli rileva le nonne seguenti : Per l'al!3CCO : che intiere compagnie debbono essere stese in cac. ciatori, senza lasciare indietro alcuna riserva e che, pur riconoscendone la difficoltà, vi si considera l'atwcco fronta le come il principide. All'auacco front;ile, quindi, prenda parte la massa delle forzo, poche forze, per contro, all'attacco avvolgen te. li che è precisament~ l'opposto di ciò che prescrive il regolamento austriaco. Por l'esecuzione dell'attacco: Si nota : che giunta a circa ·I 400 sino a ·l 000 passi cl.il nemico, la linea di cacciatori s'arresta e apre il fuoco, il cui primo bersaglio dev'essere l'aniglieria avversaria; che dai 500 ai 40.0 passi la catena, in un sol shrncio deve arrivare sino alla posizione nemica , continuando a far ruoco; che le truppe dell'attacco, ,se respinte, si ritirano sparando. Queste norme giusta l'avviso dello scrittore, che non trovano alcun riscontro nel regola men10 austriaco, ben difficilmente, nel caso reale, sarauno poste in atto.
Per la difensin : Il regolamento russo prescrive l'occupazione di posti avanzati, e che i difensori, noi momento in cui il nemico sta per gettarsi su di essi alla baionetta, gli si slancino incontro al contrattacco. 11 capitano Oeazinger giustamentf' osserva che è diffici le ritirorsi a tempo dalle posizioni avanzate, e che, in ogni modo, la ritirata da ·essi non serve di certo a rialzare il morale dei difensori ; al che invoco devesi tendere come princi pal cosa. li muovo re poi incontro nell'ultimo momento, agli auaccanti che uou si è riuscito a 1-rattenere col fuoco, signitìca che i compilatori del regolamento h,mno presupposto che i soldati russi siano dei veri eroi; eroi già disposti a vincere o morire sul posto ; o di questa opinione vivamente si congratula con essi, Nel fatto però, ammesso anche che il difensore conservi tan ta forza morale per lanciarsi colla baionetta addosso al!' attaccimte, non gli riusci rebbe di rompere l'urto dell'avversario. Il Genzinger consid•ffa pertanto questa prescrizione siccome un mezzo d'indole morale, per abituare il soldato già nel tempo di pace, a vincere sulla posizione od a morire sn di essa.
1902
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RIVISTA DEI PERIODICI MlLITARI
L''influenza del gi·asso nella razione viveri di guerra del soldato, pel colonnello V. TtLSCHKERT. Articolo interessante nel quale si vuole dimostrare cbe il grasso deve costituire la maggior parte del villo del soldato in guerra . Fra i vari grassi poi emergono il lardo e la margarina. Oltre al beneficio d'una maggiore nutrizione e quindi di un mezzo più acconcio a riparare le forze, si conseguirebbe ancora il non.,iudilferente vantaggio che il soldato, portando Jo stesso peso· che porta oggidi, disporrebbe di un numero maggiore di viveri di riserva. Militar-Wochenblatt. N. 90 del 7 ottobre ·1899.
Contiene una succinta relazione delle nost.re grandi manovre, ch'ebbero luogo iu Piemonte nello scorso mese di settembre.
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Pe1· la Direzione Lonovxco C xs oTT I Tenente colonnello Il. ,(., iricaritalo
DEMARCHI CARLO,
gerente.
LA GUERRA NELL'AFRICA AUSTRALE
La guerra, scoppiata tra gl' Inglesi ed i Boeri del 'rransvaal e dell'Orange, politicamente, a noi Italiani non interessa che indirettamente per le relazioni che ci legano alla Inghilterra ed a lla sua situazione nel Mediterraneo r ispetto a quella di altre potenze europee. Militarmente, però ci si presenta piena d'interesse per la soluzione dei .gravissimi problemi, che essa deve affrontare e che si prèsentano oggi più frequentemente che in passato. Primi tra gli altri quelli inerenti ad una grossa spedizione marittima, si tratta che il governo inglese intende di far arrivare sul' teatro della guerra in meno di tre mesi ])iù di 70 miìa soldati col loro ma.t er iale da guerra e con le loro provvigioni, portandoli a più di 6 mila miglia di distanza dall'Inghilterra. Uno sforzo di questo genere non s'era finora mai. veduto. In Crimea nel 1854 la Francia, ringhilterra e la •rurchia sbarcarono 63 mila uomini, mille cavalli e 128 ·cànnoni e, sino ad ora, era la più grande spedizione rnarit.tima del secolo. L'Italia, nel 1896, prima e dopo la battaglia di Adua, in tre mesi sbarcò nella colonia eritrea 40 mila uomini, 9 mila quadrupedi e quasi 8 mila tonnellate di materiale, e, tenuto conto delle circòst anze fu un bel risultato. ].\fa se l'imbarco di un grosso corpo di truppe. destinate a .lunghissimo tragitto, e trattate con quella larghezza di mezzi cui sono abituati i soldati inglesi, presenta già un bel problema logistico, non avrà minore importanza quello di provvedere queste truppe dnrante il loro tragitto dal mare a l luogo di adunata, e dei successivi rifornimenti di viveri ·l~t -
ANNO XLIV.
1904
LA GUERRA NELL'AFRICA AUSTRALE
LA GUERRA NeLL' AF!lJCA AUSTRALE
e di materiali, che dovranno essere inviati nell'A.frica A.ustrale. Le guerre attuali presenteranno di frequente questo carattere di lontane spediziopi con la base d'operazione sul mare e con l'obbligo di spingersi ben avanti entro terra ove opereranno. Perciò saranno meglio studiate le relazioni tra la guerra marittima e la terrestre, le quali in passato procedevano un po' slegate tra loro, e prenderà forma sempre più precisa un nuovo ramo di arte militare che comprenderà la logistica. navale; poco importante :finchè le flotte stavano da loro e combattevano per conto loro, disimpegnandosi dalle operazioni di terra e finchè i tratti di mare da percorrere erano limitati. · Tutta.via uno studio della, campagna che comincia non può pretendere, nemmeno alla lontana, ad essere completo .ma non è inutile lo spigolare fin d'ora sui giornali, specialmente inglesi, le notizie che riguardano le operazioni dei Boeri e degli Inglesi, per riunirle secondo un nesso lo gico, e segnare nel loro andamento generale le vicende risultanti dal dissidio anglo-transvaliano, sia che esse conducano ad una guerra tenace è, come si dice, combattute a fondo, sia che dopo un forte colpo tornino, come avvenne nel 1881 nel campo delle trattative.
Storia dei Boeri.
L' 8 gennaio 1806, il cannone della flotta inglese disperdeva la pic0ola truppa · olandese, che, raggruppata . ai piedi del monte Blaawberg, tèntava uu ultimo sforzo per salv:are l'indipendenza della repubblica di Batavia. Venti giorni dopo la bandiera britannica sventolava sullo storico Castello della città. del Capo. Gli Olandesi o Boeri, come furono poi chiamati, erano allora circa 21 mila divisi per famiglia e sparsi . nel territorio dei quattro distretti, che attorniavano la capitale della Colonia. Quasi ogni famiglia possedeva vaste proprietà nel
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cui centro stava il laager, un recinto quadrato formato da un muro di mattoni entro il quale era ricoverato il gregge minuto i montoni e le pecore. In mezzo al laager· sorgeva la abitazi~ne della famiglia; una rozza casa ad un sol piano, intonacata di fano-o e sterco e con strette aperture per le. b :finestre e la porta. Nell'interno la casa era arredata assai semplicemente. Intorno al laager gli schiavi ottentotti coltivavano quel tan to di terra, che bastava al sos~e~ta_ment~ della famiglia. Il rimanente dei campi erano Jasc1at1 mcolti a disposizione di migliaia di cavalli .e buoi che liberamente vi pascolavano. Posso sbagliarmi, ma tenuto il d,ebito conto delle proporzioni, tuttociò somiglia assai a quanto vedesi nella ca~pagna romana, e la macchietta_ del. b~er?, eternamente m sella, collo sguardo fisso avanti, e 11 fucile a traverso ~all'arcione rammenta pure il profilo del buttero, che spicca sull'orizzonte del paesaggio roma:po, ed a volte si avventura nelle vie delle città., quasi a far\ri testimonianza d'altri costumi, di altri intendimenti e di altri intere3si, di_versi da quelli che agita:no le contrade cittadine. . : Gli Olandesi del Capo rappresentavano una razza robusta e :fiera, che aveva saputo conservare la semplicità. dei costu~i ed il fervore religioso degli avi. A.rditi cavalieri, abili tiratori, quando il Field-cornel chiamava, accor~·e~an? al _luogo di adunata col loro fucile, coi loro dieci giorni d1 viveri nella borsa della sella. Era una partita di caccia od una spedizione ·a difesa della frontiera minacciata dai Cafri, od una scorreria per raccogliere lavoratori, o schi~vi, ci~ poco importava. Nella vita solitaria e monotona ogm occas10ne era buona per rompere l'uniformità della giornata. I_n fon~o, _in~ipe~denti, più: violenti che concilianti, ma onesti, osp1~aher1. Sm lavoratori credevano di avere i diritti che ha 11 padrone sullo schiavo e l'uomo bianco sul nero; non li trattavano male di pro;osito deliberato, ma esigevano da lor? ~u.an,to. può esigere il proprietario che ha la pienezza dei ~ir~tt1_ ~u coloro che non ne hanno. A. voler leggerr:, costumi s1m1h converrebbe ricorrere alle prime pagine della Bibbia, e la
1906
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LA GUERRA :-IELL AFRICA AUSTRALE
somigli anza dei costumi concorreva a rendere preziosa la lettura di quel libro tra i Boeri. Fu detto che a caccia non tutti i colpi dei loro fucili andassero ai danni degli animali, e che qualche povero bushman Ii.e fosse talora bersaglio : era questione di punto di vista; non lo si può provare, non era la regola, ma certamente la Bibbia non poneva all'istesso livello il nepote dei liberi Olandesi e il disgraziato st\lvao-o-io della , 00 - più infima tra le stirpi u mane. La venuta · degli Inglesi turbò alquanto queste condizioni nelle quali la storia e le circostanze avevano adagiato i Boeri. A poco a poco i nuovi arriva.ti pretesero oltre alla sovrani tà., l'obbligo che la lingua loro fosse compresa, l'uso di essa nel le relazioni pubbliche e sopratutto l'abolizione della schiavitù. Altrettanto valeva il capovolgere le abitudini sociali dei B oeri. Questi ricchi ed orgog liosi proprietari agricoli si videro in procinto di essere abbandonati dai loro lavoratori e tolta la base delle loro rendite. Ricorsero, protastarono, urtarono contro la. tenacità inglese; non poterono vincerla; Iion si sentivano capaci di mutare condizioni, decisero di andarsene tanto lontano qmmto bastava per non essere molestati da questi prepotenti i quali dopo di aver loro tolto l'indipendenza, ora in nome di filantropiche teorie tagliavano le sorgenti della ricchezza territoriale dei Boeri Il governo inglese non li trattenne. La emigrazione degli Olandesi dallè adiacenze del Capo cominciò nel 1835. Il 1837 è celebre tra loro come l'anno memorabile del grande b·etk; l'anno dell'esodo per eccellenza. A migliaia se ne andarono avviandosi lentamente verso il nòrd, coi loro carri rilassicci sui quali avevano caricato famiglie e masserizie, e che lunghe file di coppie bovine trascinavano faticosamente per aridi terreni privi di strade. Guidati dal sentimento della indipendenza, come gli E brei di· cui leggevano religiosamer:te i ricordi nella Bibbia, traversarono l'arido deserto del K arru valicarono l' 9range, deviarono alquanto verso oriente per evitare il deser to ancora più arido del Kalaharra; poi si di.viserb,_ alcuni rimasero nell'alta valle dell' Orange, a ltri ·passarono il Waal, poi i monti dei Draghi, e scesero nella fertile
I.A GUERRA NELl,' AFRICA AUSTl1ALE
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va.Ile del Tugela, nel paese del Nata!, visto 350 anni prima dal portoghese Vasco di Gama. 11 tragitto era lento, interrotto da lunghe fermate per pascolare le numerose gregge, per ordinare splendide partite di caccia, o per sterminare le fiere tribù dei Matabeli, ohe a volta loro e colle lance contendevano ai nuovi venuti il diritto di pascolo sulle terre ohe consideravano come proprie. Di sangue fu tinta la. via di questi conquistatori che sfuggivano alla conquista. I Boeri del Nata! si urtarono coll a potente tribt't dei Zulu ; aspro fu il cozzo, e non facile il tener testa a questi arditi negri come era loro successo di debellare i male armati Matabeli. Trovarono un capace generale nel Pretorius; si disciplinarono sotto i suoi ordini, e nel dicembre del 1838, mossero ad assalire le tribù deì Zulu. Erano 450 ci rca tutti a cavallo; avevano alcuni ..:annoni, ed era.no. seguiti dai loro pesanti carri, i quali nella notte servivano a recingere e trincerare l'acca,mpamento. Così Cesare racconta degli E l veti, i quali erano però parecchie migliaia. Chi vide questi Boeri in marcia, li paragonò a una processione di preti, ohe salmodiava lLmgo la via per cercare nell 'approvazione del Signore la sicurezza del trionfo: ·rammentavano le Teste di /e1To del Cromwell. Dopo 30 chilometri di marcia, t,rovarono il nemico. Formarono coi carriaggi il campo, e dietro essi trincerati arrivarono a smorzare l'impeto degli assalti dei Zulu, benchè ne avessero da, dieci a dodici migliaia di fronte. · Quando Pretorius si act:orse che r ardire degli avversari di minuiva, al la testa. dei cavalieri uscì dal campo trincerato e con una violenta carica li disperse. Furono contati tremila neri tra i caduti. I Boeri erano padroni del Natal; vi proclamarono la repubblica di Natalia, e nel colmo della potenza imposero ai Z ulu di deporre il loro re D ingan per sostituirgli col fratello Panda, loro alleato. Il governo del Capo non volle riconoscere il nuovo Stato; inviò truppe a prendere possesso del paese. Vittoriosi i Boeri una prima volta, compresero che avrebbero. dovuto alla fine cedere di fronte ai mezzi di cui disponevano gl' Inglesi.
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LA GUERRA NÈLL'AFUIOA AUSTRALE
Ripresero dunque la via dell'esiglio. Si ritirarono sulle alte valli, e dopo molte vicende, costretti dal11l. prepotenza inglese, che toglieva loro i paesi conquistati a prezzo di sangue rivalicarono i monti dei Draghi, e nel 1848 si stabilirono nei piani tra il Vaal e il Limpopo. Quattro anni dopo l'Inghilte~ra riconobbe l'indipendenza degli Stati formati dai Boeri col titolo di Stato libero d'Orange, e di repubblica sud-africana. Nell'aprile 1877, un commissario inglese, approfittando delle discordie intestine del Transvaal, delle sue strettezze finanziarie, e della stanchezza prodotta tra i Boeri dalle penose guerre contro gli indigeni, invase il territorio della repubblica e vi proclamò la sovranità della regina d'Inghilterra. Non vi accondiscesero i Transvaliani e quattro anni dopo nel 1881 si levarono a sommossa; sequestrarono le piccole guarnigioni inglesi lasciate a presidio dei centri abitati e della strada che andava alla baja di Delagoa, e nei combattimenti di Laing s'Nek, di Ingogo e di Majuba nell'alto Natale sconfissero e dispersero le truppe condotte dal governatore di Natal per libera.re le guarnigioni e ricondurre alla sommissione l'insorto popolo dei Boeri. Lo sforzo d'armi non fu grande; e l'imprudenza da parte dei soccorsi. inglesi grn.ndissima. A Londra il partito dell'opposizione al ministero Beaconsfield ed alle sue aspirazioni imperialiste fece gran caso di quelle scaramucce volte a male. Il ministero cadde, e tra i primi atti di quello che lo surrogò col Gladstone fu quello di aprire tr~ttative coi Boeri per la pace. Esse condussero alla convenzione dell'agostc 1881; la quale imponeva sul Transvaal l'alta sovranità della Regina/' Quella convenzione cominciava con questo preambolo : « I « cornmicisari di Sua Maestà, eletti per risolvere la questione « territoriale col Transvaal ecc..... s'impegnano in nome di « Sua Maestà di guarantire da oggi 5 aprite 1881, agli « abitanti del Transvaal un completo self'-government, sot« tomesso però all'alta sovranità · della regina e suoi successori. »
LA GUERRA NEL!.' AFRICA .,: OSTRALE
1909
Le condizioni erano: , a) il diritto di mantenere nel Transvaal au residente; b) il diritto del passaggio di truppe attraverso il territorio della repubblica ; e) il controllo nelle relazioni estere dello Stato. Tre anni dopo il presidente Krli.ger apriva nuovi nego· ziati ed arrivava alla convenzione di Londra del 1884 che, secondo i ~oeri, abrogava quella del 1881, e, secondo gli Inglesi, non era altro che una semplice modificazione délla precedente. Nel preambolo di questa convenzione era scomparsa la p!trola. sovranità e :figurava uu articolo 4°; il quale disponeva che qualunque trattato conclnso dal Transvaal con u na potenza estera fosse senza valore, se non aveva l'approvazione della regina d'Inghilterra. Ma intanto che i Transvaliani si dibattevano per sfoggire alle pretese dell'Inghilterra, questa si preparava a lentamente bloccare il territorio della loro repubblica, annettendo alla colonia del Capo tutto il paese che le stava d' intorno.' L' impulso naturale ad una colonia piena di vigorìa provocò naturalmente la cosa; l'astuzia dovette unirvisi più tardi, ed esaminando le date in cui avvennero q·uelle annessioni, è facile il desumere che esse rispondono ad un piano preconcetto . Poniamo quindi sotto gli occhi del lettore qnelle date, nella fiducia che facilmente possa seguire sovra una carta i risultati degli avvenimenti riferiti ad ogni data. . Ad occidente delle due repubbliche: '
1850. - I limiti della colonia sono spinti fino al iìume Orange. 1880 ..- Annessione della provincia diamantifera dei Griqua occidental.e. 1885. - L'anno prima i Tedeschi_avevano occupato i paesi di Damara e Namaqua e sembrava avessero intenzione di spingersi, attraverso il paese dei Besciuana, sino alla frontiera .del Transvaal ·per dare aiuto ai loro fratelli di razza, i Boeri; gl'Tnglesi, prevedendo il pericolo, nello stesso anno fecero occupare dalle loro truppe il paese dei Besciuana, annesso nel 1885.
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LA GUEl!RA NELL ,1 Ffl.lCA. AUSTRALE
LA GU f.RRA NELL' AF lllCA AUS"1'ltAJ, E
1889. - La compagnia britannica dell'Africa meridionale autorizzata dal governo, organizzava un corpo di 500 uomini, che dopo una marcia di 1000 chilometri fondava il Forte Salisbury nel paesfl dei M:ashona, quasi sulle r ive dello Zambese. 1895. - Occupato il paese dei Matabeli, in seguito ad ·una inst~rrezione, coi due paesi dei Matabeli e dei Mashona si costituisce il protettorato della Rhodesia, il cui te1< rit;orio è poi esteso al di là dello Zambese, sino alla regione dei lag hi. ·
La scoperta delle miniere di d iamanti a Kimberley nel 1867 e quella sncces's iva dei campi d'oro nel.Transvaal nel 1886 attirò nell'Africa australe a legioni g li avventurieri ed i cercatori d'oro; per la maggior parte inglesi. I Boeri compresero che se questa colluvie di estranei chiamat,i nel loro paese da un in teresse temporaneo, 11rrivav~no ad avere nèl governo una parte diretta e proporzionata al ioro nnmero ed ai loro interessi, risultato immedi11to s11rebbe stato quello di credersi soverchia~i. A volta loro gli Uitlan· clers si· trovavano offesi da.lle misur e di ogni genere prese dai Boeri per imped ire loro di penetrare nei consig.li del governo. Non r iuscendo ad ot.t,enere quello che loro pareva giustizia ricorsero alla loro sovranfl,, la regina d'I nghilterra, per ottenerla col suo mezzo e le inviarono una petizione che fu firmata da 21 mila Uitlande1·s. Il governo inglese accolse le loro domande e se ne fece campione presso il governo della repubblica transvaliana. La questione s 'in veleni. Già vi era collisione di interessi t ra i Boeri ,1 g ricoltori e gli Uitlanders industr iali per acconsentire a questi ultimi un posto nell'opera governativa; ora. l'ingerenza inglese insospettì maggiormente i Boeri i quali si ritenevano per effetto· della Convenzione del 1884 pienamente liberi nel governo del paese. B en presto la questione dilagò e si tramutò 1iell'altra rifere ntesi a quella Convenzione, al modo di interpretarla ed alle relazioni t ra il governo della regina d'Inghilterra e ·quello, della Repubblica. Questo ultimo cedeva alquanto in favore deg li Uitlanders, ma intendeva di esser e considerato come assolutamènk\ indi pendente. Il ministro inglese re· spinse le proposte del presidente della R epubblica, e chiese anzi', il disarmo dei forti di Pretoria, il ritiro dei rappresentanti boeri all'estero, la parificazione della lingua ing lese alla olandese nei pubblici uffizi , e un indennizzo per le spese già incontrate dall' Inghilterra in questa spinosa questione. Tanto valeva d i imporre ai Boeri una solenne rinuncia a qualsiasi velleità d'indipendenza, e forse l'adattarsi al futuro
Ad or iente delle due repubbliche : 1844. 1865. 1871.
1884.
1866. i887.
Annessione del paese di N atal alla Colonia. Incorporazione del paese dei Cafrì. Annessione dei Basuto. Occupazione della baia di S. Lucia, ai confini della Colonia portoghese di Lorenzo Marquez, per impedire che i B oeri potessero trovarvi uno sbocco sul mare. - Annessione del paese dei Griqua orientali e ces-· sione del paese Pondo. - Il paese dei Zulu e dell'Amatonga diventano possessi britannici.
ln tal modo con un procedimento lento e metodico l'Ing hilterra chiuse le d ue repubbliche africane da ògui lato, separandole dal mare. Rimane aperto ancora uno sbocco ver;;o la colonia portoghese di Lo1~enzo 1VIarquez. Fu auche detto però, ohe con un trattato segreto tra la Germania, il Portogallo e l'Inghilterra sia stato combinato di dare in affitto a quest'ultima la baia di Delagoa. Così i Boeri indipendenti sono circondati da tutte ''.fu parti. Era venuto il momento d i rendere manifesta la loro dipendenza effettiva dalla sovranità inglese. Occorreva un pretesto e fu trovato nelle condizioni degli Uitlanclers o fo. restier i a.ccorsi sul territorio del Transvaal per lavorare nelle miniere.
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LA GUEttRA NELL' AFRICA AUSTRALE
assorbimento dall'elemento straniero degli Inglesi. Non ne vollero sapere. L e truppe inglesi del Natal eransi intanto avvicinate alle frontiere nei luoghi iri cui erano arrivate nel 1881. Il pre· sidente Krùger, il 10 ottobre chiedeva che le truppe inglesi fossero ritirate dalla frontiera. La pretesa parve eccessi va agli Inglesi i quali non potevano concepire che il suddito, fosse anche uno Stato, facesse delle intimazioni al suo so· vrano. Il partito' ministerittle in Inghilterra accentuò assai cotesto apprezzamento nel ricevere la domanda· del Kri.i.ger che prese l'importanza di un vero ultimatum, e la guerra, prevedibile fin allora, di venne un fatto imminElnte. L'u,lti:1Y1,alt1,m fu respinto e cominciò lo stato di guerra. Obbiettivi della guerra paiono i seguenti: da parte degli · Inglesi, forzare le frontiere della Repubbiica sud-africana per imporre ai Boeri la sovranità inglese; da parte dei Boeri difendere le patrie fron tiere, e se loro parrà possibile tentare uno sforzo massimo per- respingere e disperdere le forze ing lesi raccolte nell'alto Natal prima che esse ricevano i rinforzi. Tra il libero Stato dell'Orange e la Repubblica boera esisteva tm trattato di alleanza politica; la sorte dell'uno è è evidentemente la sorte dell'altro, quindi uno si sente chiamato a sostenere l'altro. Il governo dell'Orange ritenne che fino a quel momento suo stretto dovere fosse quello d'inte: cedere tra gli Inglesi ed i Boeri del d i là del W aal, e di cercare con tutti i mezzi una soluzione tale da allontanare la guerra. Non essendo ciò riuscitQ, il governo dell'Orange dichiarava solennemente di unire lè sue forze a quelle del 'rransvaal per sostene1'e una causa che « era quella di tutta « la razza bianca dell'Africa aust rale ». Il paese. La configurazione · :fisicd, dell'Africa australe conserva ,. i caratteri principali di quello dell' iutiero continente africano . Ad un altipiano centrale, fa da orlo una catena di monti che dalla foce. dell'Orange nell'Oceano Atlantico gira con
LA GUERRA NELL,AFRfCA AUSTRALE
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vasto semicerchio a breve distanza dal mare per finire nel massiccio montano dello Zutpans vicino al fiume L impopo. Questa catena conserva un'altezza dai 1500 ai 2000 metri facendosi aspra e selvaggia nei monti dei Draghi le cui cime si ergono sino a 3500 metri. Sul versante dell'Atlantico circondano la catena principale brevi catene secondarie, le quali vanno a finire nell'imponente masso della Tavola, che domina la città del Capo. Verso l'Oceano Indiano la va,lle del Tugela · e quella del Buffalo, che sbocca in essa incidono profondament,e la cintura costiera della montagna, ed aprono una breccia ben addentro nell'altipiano centrale. La breccia capita nel luogo di confine tra i due stati Boeri, al di qua ed .al di là del W aal, e tende a dividerli. Il fondo di qnesta vallata costituisce la colonia del Natal. Dai monti dei Draghi l'altipiano declina verso occidente ed a larghi terrazzi si perde nei deserti del K alaharri e J • ' • nelle paludose pianure del Ngam1,'; e contermmato a settentrione dal Limpopo che, formato un gran cerchio, sbocca nell'Oceano Indiano a nord della baia di Delagoa ed a sud dall'Orange che esso purè forma un cerchio, ma convesso dalla parte opposta del precedente, prima di a vviarsi verso l'Atlantico. I due fiumi corrono quinài in direzione opposta. Il Waal, affluente dell'Orange, divide in due l'altipiano e e separa i due Stati alleati dei Boeri. La città del Capo e Porto Natal sull'Oceano Indiano sono i . soli due porti dell'Africa australe, che possono offrire rifugio a navi di una certa portata. Più a nord sull'Oceano Indiano vi è la bellissima baia di Delagoa, che appartiene àlla colonia portoghese, entro la quale potrebbero trovarvi rifugio tutte le flotte europee. Attraversano l'Africa australe tre linee ferroviarie principali:
· Centrale - Da PoRTO ELISABETTA a . km. 4~0 N aau wpoort . )) 525 Ponte di Norval sull'Orauge )) 720 Bloemfontein . )) '1184 Pretoria
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LA nUEJl.RA NELL' AFRICA AUSTRALE
LA GUERRA NELL'APRICA AUSTIULE
Oi'ientale. - da PoRTO NATAL a . ktn.
Ladysmith . Glencoe. Newcast le . Oharlestown ,J ohanuesburg. Pretoria.
Occidentale - da Crl'TA.
·-
»
» » » ))
DEL
De Aar. Kimberley . Mafeking . Ramathlabama , Bulawayo . Dalia BAIA DI DELAGOA a Komati Poort Pretoria
300 369 428 486 773
818
CAPO a km. 800 » 1035 · » 1392 » »
km. »
1411 2177 90 658
; Quest'ultima ferrovia è la più breve dal mare alla, capitale del 'rransvaal, dopo i primi 90 km., percorsi su territorio portoghese, arriva al confine della repubblica africana del sud. Gli a_bitanti dell'Africa australe.
E tnicamente l'Africa australe e un mosaico in cui preval- · gono tre elementi: 1°· l'olandese ch0' dallo stato, assolutamente puro con ' lingua, e costumi . esclusivamente suoi e poco adattabili con la civiltà.. odierna va fino a confondersi col resto degli abitanti, assorbito dalle abitudini e dalle occupazioni industriali o commerciali di cui pare. più, si compiaccia Ja civiltà attuale. La gradazione è sensibile procedendo dal nord-est verso il sud, dai Boei·i del Transvaal e quelli dello Stato d'Orange agli Afr-icancler della colonia del Capo (1). La (1) Co l nome di A(ricander sono designati gli Olandesi che. non emigrarono dal% Colonia del C,n:.{lo,ecl accettarono le leggi, i costumi e ltì allitu clini dei nuovi dominatol'i rimanenclo pero una peÌ·sonali t;1 ben distinla rta~li Inglesi,
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simpatia destata dalla coscienza delle origini comuni li lega tutti agli interessi creati dalle loro occupazioni, accentra le aspirazioni degli uni intorno alla Città del Capo e quelle degli altri intorno a Pretoria, e crea tra gli uni e gli altri un motivo di lontano dissidio. 2° l'inglese, che ha trasportato nel lontano paese le idee e le abitudini della Madre Patria, da tempo non lungo . abbandonata nel proposito in alcuni di trovare una ri.uova p11tria, ed in altri ricchezza e potenza da godere nella patria antica. Attività febbrile, tendenza a lle larghe speculazioni, attitudine ad associarsi distingue questi Inglesi dai d iscendenti degli Olandesi che li hanno preceduti sul territorio africano. Anche in ciò la febbre della ·speculazione può ritenersi topografìcamente crescente dai territori del Capo, ove ormai prevalgono le abitudi_n i e le esigenze di una convivenia sociale da un pezzo consolidata a quelle più a settentrione del K imberley, del ·J ohannesberg' e della Rhodesia, ove le spe1:anze desta,te dalla ricerca dei diamanti e dell'oro hanno attirato gente attiva ed energica, abituata ad affrontare tutte le più ardue peripezie che può presentare la lotta per la vita. 3° le tribù nere superiori di numero alle popolazioni europee; diverse per schiatta e per interessi; avanzo di stirpi vinte o fuggite dinnanzi ai vincitori e di tribù energiche il cui sogno di riscossa contro l'Europeo fu spezzato dagli Inglesi colla sconfitta dei Zulu. · Tacciono i neri o seguono con interesse le rivalità degli Olandesi ed Inglesi; se hanno qualche simpatia per gli Europei l'avrebbero più per questi che per quelli. Una parte fu dalla civiltà invadente costretta a porsi al servizio dei bianchi, ass•.1mendone i servizi più ordinari nelJe città meridionali ed assoggettandosi al servizio delle miniere nei paesi del settentrione. U na rivista riassume assai bene la situazione colle parole: ~< l'Africa australe è un: gran naviglio dirett.o da uno. « stato maggiore inglese, con passeggeri oìandesi e ciurma « di negri )).
l9 I i
LA GUERRA NELL'AFRICA AUSTRALE
LA GUERRA NE1.,L' AFRICA A US'l'I\ALE
Secondo una statistica la distribuzione dei tre elementi della popolazione dell'Africa australe sarebbe:
Pretoria. Passa per un paese nemico ed esige la sottomissione di quello per cominciare la vera guerra efficace. Non pare una via utile. Gli Inglesi raccoglieranno il più delle forze nell'alto N atal per tenersi pronti a forzare i passi delle montagne e pene· trare negli Stati boeri tosto che saranno loro giunti rinforzi sufficienti per tentarlo senza esporsi al rischio di rinnovare a proprie spese il peccato di Majuba. Ma essi posaedono anche una fe1'rovia che partendo dal_Capo si avvia verso il nord al paese della Rhodesia correndo tutto lungo la frontiera degli Stati boeri (1). Per guardare questa ferrovia molto esposta alle incuraioni ed ai danni degli avversari gli Inglesi hanno fort ificato e ben munito di truppe le stazioni principali di Kimberley, di Mafeking e di. Ramathlabama. l Boeri si sentono dunque minacciati più fortemente che altrove sul loro fianco sinistro dalla conca montana dell'alto Buffalo: ove il terreno favorisce la difesa dei valichi. Ma se gli Inglesi potranno forzare i valichi trovera.nno paesi piatti, su cui le loro artiglierie e la loro cavalleria avranno buon gioco, e sono le 1armi cui difettano gli avversari.
1916
Capo . Nata! . Orange Transvaal
Inglesi
Olandesi
Neri
154,000 35,000 12,000 110,000
228,000 8,000 65,000 90,000
1,350,000 513,0,00 130,000 712,000
311,000
391,000
2,705,000
Mentre la popolazione bianca è appena un quarto di quella ,nera, si può dire che fra Inglesi ed Olandesi in totale si equivalgono all' iucirc·a, ma sono variamente ripartiti sotto l'aspetto territorial~, ed infatti nel Transvaal gli Uitlander (Inglesi) superano i Boeri e nella colonia del Capo gli Africander (Olandesi) sono di un terzo superiori agli Inglesi.
La massima distanza tra l'Orange ed il Limpopo. misura 1050 chilometri; tra lo sbocco dall'alto Natal negli Stati boeri e il confine opposto dirimpetto a Mafeking stanno 450 chilometri; cioè all'incirca la distanza fra Roma e Genova. J ohannesberg e Pretoria , il cuore e la testa della potenza boera, sono presso a poco a metà distanza tra la frontiera dell'alto Na.tal e Mafeking. Le trnppe che volessero invadere lo Stato boero dal confine occidentale avrebbero dietro a loro il deserto Kalaharri; scegÌieudo la linea che viene dal N atal hanno una ricca vallata, una, buona ferrovia ed alle spalle uno Stato ordinato, ed il mare a tre o · quattro cento chilometri di distanza e per esso la via d'arrivo dei rinforzi. Senza dubbio questa è la via d'invasione più opportuna per gl' Inglesi. Quella che parte da Mafeking è la via delle sorprese e delle scorrerie, e fu seguita .d al Jameson nel 1896. con nessun risultato. Ma . v' è una terza via ed è quella che dalìa colonia del Capo è segnata dalla ferrovia che traversando tutto lo Stato d'Orange conduce dritto a
,,..
Le forze dei Boeri. L ' unica truppa permanente nelle due repubbliche, oltre ad una sezione di abili telegrafisti, è un piccolo corpo chia· mato Staats .tfrtiite-rie. Nel Transvaal si divide in batteria a cavallo, da campagna e di guarnigione, ma non se ne conosce bené la forza (2). Gli uomini sono bene esercitati, buono e preciso il tiro, di bella apparenza gli ufficiali, ma, scars.i d'istruzione tecnica, benchè alcuni· abbiano fatto i corsi nella R. accademia militare di Olanda. Comanda l' intiero corpo
(!)
Questa ferrovia attr:wcrse.rà tutto 11 territorio africano sino act Alessan,Jria, circa
100(10 lon. Nella parie meridionale è costruUo il primo tratto rial Capo a Dulavajo, 2200 km . ·
ci rca, nell'Africa settentrionale giunge quasi non interrotta ria Alessandria alla gola di Shabluca. e ben presto a Cartum, 2500 Km. (2) Lo Statesman 's Yea·r 8001; dei 1899 clb le seguenti cifre: 32 urflciali, 79 sotturnciali e 290 soldati.
1918
LA GUERRA NELI.' AFRICA AUSTRA LE
LA GUERRA NELL'.~FIUCA AUS1'RALE
d'artig lieria il colonnello Truchaarclt, appartenente ad una antica famiglia boera. Gli artiglieri vestono cli grigio scuro hanno per or.namento gli alamari ; portano larghi calzoni ed alti stivali e in capo un elmetto bruno con penne cadenti bia;nche nelle grandi circostanze; e di solito un cappellaccio di feltro a larga tesa e coperto da un velo azzurro svolazzante. Nel 1894 il presidente Kriiger ottenne dal Volksraad o Parlamento la forma,zione di quattro corpi di volontari per le guarnigioni di J ohannesburg, Pretori~ e Krugersdorp a g uardia degli Uitlan dm·s e il quarto in Ennelo contro le scorrerie. degli Swazi. In genere ogni· corpo ha uno squadrone di cavalleria (da, 150 a 200 cavalli); da una a quattro compagnie di fanter ia (da 150 ad 800 uomini); una sezione di telegrafisti da campo ed una ambulanza. La cavalleria è in massima tolta dagli Aft'icander, la fanteria cosmopolita: una compagnia olandese, l'altra tedesca , la terza latina (francesi, italiani, spa.gnolil, l'ultim?, un miscuglio di ogni razza et de quibusclam aliis. I comandi sono dati in olandese e, se occorre, in tedesco · ed in francese. La disciplina è buona e fece le sue prove nella campagna contro gli Swazi, nella quale questi corpi furono impegnati . . Il maggiore Hall, un africancler·, già ispettore di polizia nel Besciuana, c~manda la cavalleria; il maggiore Kropp, vecchio ufficiale annovarese la fanteria. Kell' Ornnge aono permanenti d ue batterie montate (250 ' . uomini) sotto il comando del maggiore Albrecht, abile artigliere tedesco. I cannoni sono a tiro rapido e, si dice, che gli artiglieri sieno buoni e disciplinati. Per la guerra l'ordinamento milita.re boero attua nei d ue Stati il vero ideale della nazione armata. Tutti i validi (o burge1·s) dai 18 ai 60 anni sono tenuti a prendere le armi: e divisi in tre porzioni secondo l'età, fino ai 34 anni nella prima, fino ai 50 nella seconda, poi nella terza. Qualche volta, come pare sia accaduto ora, si arruolano anc;be i giovani al disotto dei 18 anni.
1919
Il territorio è diviso in 20 distretti e 64 circoli. Decisa la mobilitazione, il Field-cor·net, capò del circolo, capitano e g iudice nello stesso tempo, ne manda l'avviso ai bur·ger·s del suo circolo (commandeering); ed essi giungono nel giorno prefisso sulla piazza del mercato del capoluogo (1), montati sui piccoli e baldi cavalli col fucile, colla cartuccera a bandoliera e coi viveri per 10 giorni,' cioè carne di daino o di bue seccato al sole (biltong). Agli sprovvisti di armi o dì munizioni pensa il Fielcl-cornet. Sul luogo dì radunata si eleggono i graduati e la compagnia va al galoppo al capoluogo del d istretto, ove ne trova altre e forma con esse un commanclo, vario di numero da.I centinaio alle migliaia di uomini. Il commando a sua volta va al sito di radunata generale. . L'ordinamento non è dei migliori per i .grandi piani di guerra, n1.a buono per le scorrerie. Secon do il Oallwell nel suo libro « SmaU war·s » i 'Boeri sono capaci di percorrere :fino a 300 chilometri in tre giorni ; rnen tte il Boero spara, il · suo cavallo tranquillamente lo attende e se trova il pascolo ne appro· fitta. Ciò concorre a formare dei Boeri un'eccellente fanteria \ montata, che si sposta rapidamente e le abitudini della caccia acuiscono l'abilità loro nel tiro e nel valersi del terreno. Finiti i viveri che porta seco, il Boero ricorre ai magazzini già preparati dal gqverno del Transvaal. Egli è sobrio e il suo cavallo tro:va.d~vunque da vivere senza portare con sè il foraggio. ' ~• , Proprio alla vigilia .dell'attuale guerra i Boeri mutarono coi Mauser i fucili Martini che avevano avuto :fin'allora: se ne lodarono, ma trovarono a che ridire sulle cartuccie. Pare che i preparativi di guerra datino fino dall'epoca della scorreria del J ameson (1896). Furono ordinate armi all'estero
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(Il I l:loeri dediti 111\'agri'coltura cd all \tl l<wame.nto del bc~tiame, poco curant.i <Ji aHlCch;re neHe miniere d'oro, hanno continuato la loro antica abitud ine a rima nere con le loro famigl ie disseminate nel territorio del Tran~vaa l e separate fra loro eia grandi distanze. l messi del Field-cornet devono quindi girare a ca vall o le campagne per a vvert ire i burgers. !22 -
ANNO XLIV.
1920
LA GUERRA NELL' AFJ'UCA AUSTRALE
I,A GUEflRA NRU.'AFRIOA AUSTRALI~
in granél.e quantità (1) e nell'agosto ultimo il governo portoghese sequestrava nella · baia Lorenzo Marquez un grosso carico d'armi diretto al Transvaal, ma in seguito alle prot e$te del governo di Pretoria il sequestro fu tolto (2). Siccome col sistema delle milizie e coll'entusiasmo vivace nel Transvaal per la presente guerra, i volontari possono es::iere molti tra i giovinetti ed i vecchi, · le cifre delle forze boere sono variamente calcolate. Secondo il 'rhompson, deputato nel Pa,rlamento del Capo, uomo tenuto per autorevole, il 'rransvaal con 40.miht maschi non potrebbe dare che,.15 mila upmip.i e~r Or~nge 6_,rniìa. Secondo altri le cifre suddette dovrebbero portarsi a 25 e 15 mila e queste si approssimano al vero, se lo si vuof'""d'èdurre dal grande numero di distaccamenti di cui si parla nell'attuale guerra. A queste forze conviene aggiungere quelle date dai piccoli corpi di volontart tedeschi ed irlandesi e il _contingente degli uomini, di colore che il governo, autorizzato dal Parlamento ttansvaliano, può chiamare sotto le armi a difesa del paese. Sono · 50 mila uomini circa, rna sarebbe difficile il decidere quanta utilità ed efficacia possono ·apportare. Comandante dell'esercito boero è il general~ oubert'-la cui fama è circondata dal ricordo delle vittorie ~ lll.Pa e Laing's Nek del 1881. L'esercito è divi; o in quattro corpi : Frontiera del Natal - general Jan Koch col qaartiere generale a Vryheid, 6000 uomini . Frontiera orientale - - generale Schalk Burger, a Volks' rush, 8QQ2 uomini.
Frontiera occidentale ·- generale ~nie, a L ich.tenburg, 5000 uomini. Ii'rontiera settentrionale - genernle Malan, a Rustenburg, 2000 uomini. -· Vi sono poi piccoli d istaccamenti a quasi tutti i guadi dell a frontiera del Limpopo. Vi fu un momento che i Boeri temevano l'avanzata degli Inglesi dalla parte del Delogoa ed inviarono a Komati Poort alla frontiera portoghese 2000 uomini. Comandante dell'esercito dell'Orange, generale Prinsloo. Un grosso corpo d i 4000 uornini al passo di Van ~ennen nei monti dei Dr.aghi comandato dal generale Bonmug. U n a.ltro corpo di 3000 uomini a Boshof in faccia a Kimberley, comandato dal generale Smith.
(:I) Dalle statistiche risulta che furono importate nel Transvi1:d ne! i897 rucili i!.9,000: revolver 6,000, mtwizion i 400 to nnellate. - {898. Armi o mun1z1on1 per un valo re eh Qu,isi duo milioni di lire ital iane. (2J Secondo un telegramma del Da'ily 'J'elcgraph clell'H settembre u. s. il Transvaal aVl'ebbe ricevuto dalla casa Krupp : i5 batterie cb campagna, calibro 2.95; gettata 4500 metri cou una elevazione <li 'i!O gradi; 1lroiettile ria 9 1/ 2 libbre ed è un o shra1rnel con ·130 pallottole; s batterle da montagna, calibro 2.95 per polvere seoza fumo; 20 mortai dello stesso c.tlibro. La compagnia , The Loewe Arrns, di Berlino avrebbe già consegnato 50,000 fncili Mauser rii recente moc\ello.
1921
(Contini,a).
'r.
FABR1s.
1922
L'INl7.IATlVA IN GUERRA
L' INIZI1\..'1'IV1-\.. l1~ GUERliA Conli11w1zi1me e fi,ne. -
Vedi dispens,i XX
Finalmente ha.llllo importanza grandissima. per la creazione di capi autonomi le esercitazioni tattiche, che si eseO'mscono . . b in tempo cli !?ace, le quali, non ostante le loro imperfez ioni, possono riuscire efficacissime per la conveniente prepara· zione tattica degli ufficiali, quaudo siano razionalmente disposte e dirette con criterio. E siccome le manovre di pace, se questa condizione non venga soddisfatta, corrono il rischio di essere inutili ed anche dannose, così mi sembra opportuno _d i esaminarne sommariamente gl'inconvenienti ed i vantaggi, che appariscono p iù evidenti, perchè in tal modo si può veder meglio quale benefica influenza possono a.vere sui capi le esercitazioni in parola, specie quando chi le dirige possegga tutte ie cogni?1ioni tecnico- militari e tutte le qualità di istruttore che sono necessarie non solo per ben comprendere il suo alto ufficio, ma per esercita.do degnamente a intero benefizio de' suoi sottoposti Le manovre non rappresentano la guerra, nè lP rassomiglia110. Manca l'elemento fondamentale, la proprietà caratteristica della guerra: il per-icolo, rappresentato dall'avversario, che fa sentire la sua influenza, che crea ostacoli e sorprese spiacevoli, che può battersi solo con la forza. Manca quindi quella specie cli sospensione d'animo, sotto il dominio della quale bisogna pur risolversi in g uerra ed assumere la responsabilitc'Ì di gravi decisioni non ostante il pericolo. Nelle manovre l'incertezza sull'avversario è ridotta al minimo. Le forze sono in massima conosciute esattamente · non si tratta che di sapere come siano disposte, cosa certo non lunga nè difncile, se si considera che i servizi di avanscoperta, esplorazioni vicine, ricognizioni ecc. possono compiersi in pace con una perfezione che non è immaginabile in guerra. In generale la forr.a dei due partiti non è grandissima, )
1923
quindi ognuno sa che si trova di fronte a tutte le forze dell'avversario; e se la manovra deve d urare uu giorno si sa che in questo giorno deve avvenire l'urto. Tranne il caso di esercitazioni d i combattimenti d'incontro, la missione dei due par· titi è ben definita. Uno attacca l'altro d ifende. L "attaccante sa che troverà schierate tutte le forze del difensore, questi sa a sua volta che sarà assalito da tutte le forze deirattaccante. In generale chi attacca è più forte e allora chi difende profitta delle condizioni favorevoli in cui si trova, preferisce conservare attitudine passiva e non osa contratta.care, circoscritto com'è dal tema assegnatogli e dalla coscienza della superiorità di forza dell'avversario. In guerra l'attitndine offensiva o difensiva che si assume dipende da un insieme di considerazioni morali e materiali e non dalla forza dell'avversa.rio, tanto più che neìla maggior parte dei casi non la si può affatto determinare in precedenza. Nè in guerra è indifferente sa. pere, com'è in pace, quando, come e dove avverrà l'urto e e;on chi si ha <la fare. Se Failly a Beaumont avesse saputo che sarebbe stato attaccato, probabilmente non si faceva sorprendere con le truppe al bivacco. Se Bazaine a Spicheren avesse immaginato di avere a froul;e solo 35,000 tedeschi, disponendo egli ben di sette divisioni, o se a .Mars-la- Tour avesse saputo che le forze delravversario erano metà delle sue, certamente è da supporsi che avrebbe attaccato in ambo i casi e probabilmente la vittoria gli avrebbe arriso. La quintessenza della guerra sta nel combattimento e nelle manovre non se ne può avere idea, perchè l'efficacia del fuoco è soltanto immaginata dalla fantasia, la quale non conosce nè misura nè difficoltà, e quindi esagera dando al fuoco o troppa o troppo poca importanza. In un combattimento reale i proietti che fioccano, mietendo vittime, creano dati di fatto, innanzi. ai qualì non sono consentite nè contestazioni, nè opinioni different,i; e allora l'intelligenza e l'iniziativa dei capi e il ,·alore delle truppe troveranno sempre la soluzione che il caso reale richiede o perseverando :nella lotta o ritirandosi. Sarà una solnzione saggia o insensata, degna o no di un esercito valoroso, ma sarà sempre la
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r,'INlZlATIYA IN GùERRA
L' lNl ZIATlVA IN GUERl!A
conseguenza log ica della situazione, del morale delle truppe e della capacità dei loro capi. Nelle· manovre invece non c'è nulla d'incondizionato. Ognuno è libero di giudicare l'efficacia del fuoco d'art.i glieria e di fucileria come meglio gli con viene, donde differenze di criteri e di opinioni, campo aperto alle conclusioni più disparate e spesso arbitrarie. I n g uerra dopo un combattimento, un partito si ritira e l'altro insegue o almeno segue, perchè solo così può raccogliere ì frutti della vittoria spesso comprata a caro prezzo. In pace non è possibile rappresentare il caos della mischia, nè la, ritirata da posizioni insostenibili con la confusione e il disordine dei primi momenti. Insomma senza continuare l'esame di parecchi altri inconvenienti di minore importanza, non è possibile nelle manovre creare quello insieme di fatti e di circostanze che mettono in tensione le fo1·ze montli delle truppe e specie dei · capi di grado snpetiore che più spesso si trovano in guerra nella necessità di prendere risoluzioni di propria iniziativa. Sarebbe quindi erroneo ed ingiusto se si volesse giudicare la forza di carattere e lo spirito d'intraprendenza s'p0.cie di ufficiali di grado superiore alla semplice stregua cli manovre più o meno bene eseguit e. Ciò non ostante, anzi a dispetto di tutti g li inconven ienti esistenti, le manovre sono utili, purchè però esse vengano considerate non come immagine della guerra, ma come uno dei modi per educare tatticameut,e la mente degli ufficiali. In altri termini esse non devono servire di scopo a sè stesse, ma avere essenzialmente in mira di esercitare i capi di ogni grado nel giusto apprezzamento cli date situazioni di guerra, nel comprendere esattamente la missione loro affidata e gli ordini relati vi, nel riconoscere di propria iniziati va i mezzi più adatti per conseguire lo scopo, nella decisione di met· terli in atto sulla propria responsabilità, nel mandare ad effetto questa decisione con criterio ed energia. Si abituano così i capi, specie i comandanti di partito, a dare gli ordini necessari e a tempo alle unità vicine e lontane,
r
1925
famigliarizzandol i cosi col tempo e lo spazio, due elementi importàntis:::imi in guerra e dando loro modo ' di perfezio narsi nel padroneggiare le sitmizioni di guerra: fatto che crea indiscutibilment e fiducia nelleproprie forze e ispira fiducia nei subordinati. E se i temi sono scelt i razionalmente e considerano situazioni di guerra, nelle quali sia richiesto il concorso d'altre truppe, siano pur queste soltanto segnate o immaginate, si addestrano i capi a far uso della loro libertà d'azione per conservare l'accordo con le truppe accennate. E se qu~ste truppe contigue non esistono realmente, il direttore della manovra può dare di tanto in tanto ai comandanti di partito quell~ informazioni che crede sui movimenti di esse, creando loro così la necessità di preu~ere in modo antonomo nuove risoluzioni, di giudicare se sia iJ caso di abbandonare lo scopo propostosi e di prenderne quindi arditamente di mira un altro, abituandoli a conservare la giusta misura nella vittoria e si.mili. , Quando i temi si r iferiscono allé più comuni situazioni· di guerra, ossia quelle di unità inquadrate, si ha pure il vanta,ggio di non lasciare alle truppe intera. libertà di movimento e indipendenza e così esse sono obbligate ad utilizzare quel tale ter~ reno voluto dal direttore. In girnrra sono certamente ra.re le occasioni nelle quali si possa scegliere il terreno migliore per la propria azione, e tenendone in pace debito conto non si fa che favorire la compattezza delle masse delle grandi 1;1nità. Supponendo i~oltre le unità inquadrate si offre ai comandanti cli partito il modo più efficace di abituarsi a considerare in tutte le loro decisioni non solo i loro obbiett ivi parziali ed il nemico, ma anche la situazione generale di gnerra. Non vi è dubbio· quindi che con esercitazioni ben dirette s~ accresce la capacità dei capi di giudicare date situazioni e di risolversi. Si comprende pure però quale influenza abbi~ il direttore della manovra, se valente ed esperto, e quanto proficua possa essere per t utti quelli, che presero part,e o assistettero alla manovra stessa, la sua conferenza finale, qua.ndo questa,
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L'INIZUTIVA IN GUE·RRA
libera da ogni pedanteria, sia una esposizione attraente ed istruttiva delle cose più essenziali avvenute e quando in essa si scruti la causa per la quale fece difetto lo spirit o d' iniziativa e si ammaestri e si incoragg i chi evidentemente commise un fallo non per mancanza di buona volontà.. E se la pubblica discussione degli errori commessi è consent ita dal direttore ed è fatta in modo obbiettivo e nella forma dovuta, ma tale che ognuno abbia l'opportunità di comprovare le proprie decisioni e di chiarire sbagli eventuali, non p~ò· che riuscire istruttiva per tutti e consolidare esatte cognizioni. S i possono così sentire anche altre soluzioni del tema, differenti da quella attuata e il direttore può discutere quelle che gli sembrano razionali, es ponendo anche le proprie soluzioni; e così, assumendo la sua parofa il caratt ere di generale ammaestramento, invita gli altri a riflettere, persuade e realmente istruisce. E il direttore esperto, calmo, riservato, che non si lascia trasportare dalla critica per la critica e che nell'esame della manovra non perde di vista la reaìtà della guerra, non si turba di fronte a.gli errori, che sono causati da abitudini di pace, non si lascia sviare da queste; e ricercando il fatto reale, che si nasconde sotto la parte convenzional,e, sa togliere i suoi sottoposti dal campo delle illusioni, trasportandoli in quello della realtà, combattendo quei criteri e quelle cattive ~tbitudini accennate, che dipendono spesso da formal_ismo e da quella. parte convenzibuale inevitabile esistente nelle manovre, e sostituendovi l'immagine reale della guerra vera. E che la conferenza così intesa riesca utilissima e fruttuosa e non corra il rischio di avere risultati negativi è un fatto del quale non può dubitare, nessun ufficiale che abbia preso parte ad esercitazioni tattiche ben d irette.
,,. ** I n conclusione il principio dell'iniziativa è fecondo di ottimi resultati soltanto quando sia interpretato nel suo vero spirito, attuato con criterio · ed intelligenza, e quando nel corpo degli ufficiali esista.no, si coltivino, si perfezionino le
L'INIZIATIVA IN GUERRA
1927
premesse indispensabili, perchè possano essere capi autonomi. Se queste condizioni n on èsistono, oppure se gli ufficiali, pur avendo il sentimento dell'iniziati va, non siano stati educati ad evitare gl' inconvenienti che possano derivare da esso, quando sia malinteso, si potranno avere in guerra, amare conseguenze. Non sarebbe giusto però condannare il princ1p10 della iniziativa sol perchè sia causa d' inconvenienti quando venga ma1e attuato. . L'esperienza e la logica dimostrano quale potente fattore di vittoria esso possa essere in guerra e non bisogna dimenticarlo. S i ricordi che la guerra è un esame al quale un bel giorno si espongono truppe e comandanti e per il quale non è pos: sibila una preparazione completa. Aggiungasi che le vicende di una giornata campale, quando non siauo propizie non consentono nè correzioni, uè perfezionamenti, nè è possibile distruggere una battaglia perdutf . Neanche a.ll'ingegno creatore di Bonaparte fu concesso di correggere le sue mezze vittorie di Oaldiero, Essling, Borodino, perchè si trasformassero in altrettanti tr,ionfi che facessero degno riscontro a tutti gli altri del gran conquistatore. Varte guerresca possi.ede in questo u rnL qualità che non si riscontra in nessun'a ltra arte accessibile all'uomo. Il pittore, che esegue un brutto quadro lo distrugge; così fa lo scultore di nna statua mal riuscita; parimente lo scrittore che compone un libro indegno di lui lo cestina. Ma il po·vero B~nedeck non potè annnllare Sadowa, nè Mac-Mahon potè d istruggere Sédan. La responsabilità dei capi è g ravissima. Un artista, un letterato, uno scienziato che producono opere infelici corrono tutto al più. il l'ischio di essere dimenticati; il generale che perde una btLttaglia decisiva e disastrosa pel proprio paese ha il° suo nome macchiato nella storia. Il nome disgraziato di Mack non potrà mai liberarsi dalla sua, Ulma e quello ancora più disgra,ziato di Bazaine, chi sa per quanti secoli ancora continuerà ad essere legato alla gogna della catastrofe di Metz.
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L'Il''1Z1AT1VA IN OUEIHU
E nelle dovute proporzioni gli errori commessi dai capi di grado minore non consentono r imedio. Un ufficiale di fanteria che si precipita inconsideratamente in un attacco inconsulto, o quello di cavalleria che va a :finìre coi SL1oi cavalier i in un pantano o quello d'artiglieria che nei momenti più gravi del combattimento priva gli altri dell'appoggio dei suoi pezzi non riusciranno mai a r iparare al mal fatto. Ecco perchè nella preparazione del tempo di pace non è permesso di trascurare nessun elemento, che possa dare in g uerra pr obabilità di Yittoria, tanto più quEmdo non si può fare assegnamento sopra la superiorità numerica e di mezzi materiali in previs1one d i una lotta futura . E se il principio dell'iniziativa messo in pratica nel modo che ho cercato meglio di esporre significa in guerra azione pronta, risoluta, concorde, intelligente, tenace cli tutte le forze, è sacro dove1·e di ogni ufficiale, e tanto più sacro, quanto più alto è i 1 suo grado, di provvedere a che nei propri sottoposti si rafforzi e si accresca il sentimento di così lodevole iniziati va, .studiando con amore gl'inconvenienti che possono da essa dipendere in pace, per ricercarne le cause od il modo di evita.di. Ognuno si persuaderà allora che gÌi errori ~ono causati non da Ì:nesattezza del princi pio o da insufficienza delle norme regolamentari per metterlo in atto, ma sibbcne o da poca istruzione, o dal sentimento d'autonomia poco disciplinato o da non retta interpretazione delle prescrizioni esistenti. Il miglior voto che posso esprmier e chiudendo questo mio studio è che nei nostri reggimenti prosperi sano, disciplinato e vigoroso il sentimento dell'iniziativa, sicuro che esso concorrerà in modo potente alla formazione d i un corpo di ufficiali, che nel dì della prova farà onor e all'Italia e al R e g lorioso che ne regge le sorti. ALE'll.EDO CASEL LA. maggio,·e
a· artiglie1·i1L.
B_\ TTERIE GROSSE O BATTERIE PICCOLE ?
5.
Mobil ita..
Se anche noi, seguendo entro certi limiti l' impulso benefico che si manifestò in Germania, aumenteremo l'artiglieria divisionale riducendo quella di corpo, cosi da soddisfare ai due còmpiti di aver snbito in linea artiglieria sufficiente per impegnare il duello e di tener intatta una adeguata riserva in mano del comandante che saprà impiegarla a tempo ed a luogo là dove più urgente sarà il bisogno durante ìa battaglia. potremo forse sacrificare un poco della mobili tà alla potenza, giacchè, per la loro posizione nelle colonne di marcia, le batterie, dovendo percorrere meno strad~L, raggiungerebbero più presto la posizione di schieramento. E sarà un bene questo leggero sacrifìzio di mobilità percbè le difficoltà maggiori per la creazione di un cannone it c. r . risiedono appunto nello stabilire la giusta armonia fra la mobilità e la potenza che son fattori indispensabili, ma disgraziat amente di sogno contrario Ad ogni modo la mobilità deve essere una vera caratteristica del nuo vo materiale, sì che con questo si possano facilmente su perare tutte le d ifficoltà d i viabilità e di terreno che si presenteranno sul campo di battaglia e si possa celermente accorrere là dove la situazione richiederà più pronto l'appoggio del cannone. La mobilità cli una batteria ha due fattori essenziali. Il primo dipende dalle qualità intrinseche e tecniche di ogni suo elemento e r iflette il peso, il traino, il carico : l'altro dipende dal vario raggruppamento di questi element i che messi
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insieme costituiscono la batteria e r iflette il comando, la condotta e l'impiego. Noi dobbiamo cercare di aver favorevoli questi due fattori per ottenere quella maggiore mobilità che vogliamo. Gli studi fatti in Germania dal generale vVille e quelli fatti in Francia dal ge~erale Lauglois e dal capitano :Moch, le infinite esperienze eseguite presso le varie nazioni con esemp lari prodotti dalle officine Hotchkiss, Grnson, Krnpp, Nordenfelt, Armstrong, E lvetica di Milano, ecc., i sistemi di cannoni a tiro rapido proposti ed esperimentati in Francia dal C~net, dal Darmancier e dal Deport (quest'ultimo con successo clamoroso) inducono a stabilir e che presumibilmente ogni elemento delle nuove batterie sarà più leggero di quello ora in servizio, essenzialmente perchè il calibro sarà dimi. nuito ed oscillerà fra i settanta e gli ottanta millimetri ed anche perchè saran perfezionati g li affusti, scemato il carico e ridotto forse a quattro il numero d.ei serventi. Di conseguenza potremo contare sul favore di questo primo fattore di mobilità, datoci dalla maggiore leggerezza di ogni singolo elemento. L'altro fattore, come abbiamo detto, dipende dal vai'io modo di raggruppare insieme gli ele..menti per costituire la batteria e si riferisce al comando, alla condotta e all' impiego. In questo non vorrò dilungarmi perchè la batteria formata su quattro pezzi sarà mobile meglio che quella formata su sei, così come quattro tonnellate pesano meno di sei. Mi fermo adungue sulla mobilità'.,Per ciò che ora si è detto, restiamo nella presunzion,e che le bàtterie future, formate con cannoni più. leggeri di quelli ora in servizio, se costituite da quattro pezzi saranno pìù facilmente mobili che que1Je formate su sei e di conseugenza soddisferanno meglio di queste alla condizione di grande mobilità che da esse si richiede. Entriamo a discutere a.desso della seconda caratteristica di queste nuove batterie, del munizionamento cioè che forse è la pi1ì importante e la più decisi va.
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Munizionamento. - Necessità di aumentarlo. Fra quali limiti.
Quale dovrà essere il munizionamento di queste batterie? L'esperienza insegnò che è buona regola di assegnare ad ogni batteria quel n umero di munizioni che presumibilmente p~trà consumare in una giornata di combattimento ed insegnò pnre come talvolta, P!lrecchie volte anzi, tale n umero potesse r isultare insufficiente. Gli scrittori militari moderni e special mente coloro che si sono ·occupati e che studiano sulla quistione del nuovo armamento per l'artiglieria, pur non ammettendo che detto consumo debba crescere a dismisura, ammettono del certo che crescerà. Il von der Goltz scrive in proposito : « il problema del « cannone a tiro rapido certo si r isolverà presto; ma la solu« zione di quello che riguarda il rriunizionamento ed il rifor« nimento, sarà lunga a venire. » Due ·sono le ragioni evidenti per cni facilmente si prevede che il consumo di inunizioni sarà maggiore. La prima derivante dalla natura stessa del materiale fu turo e l'altra dall' impiego che se ne farà. . . La facilità con cui si potranno compiere le operaziom d1 caricamento, di puntamento e di sparo, la soppressione del · rinculo, il minimo tempo necessario insomma fra due colpi s{10cessivi dello stesso pez½O, il nome st~sso direi quasi di cannone a .tiro rapido, indurranno per forza ad un consumo maggiore : talchè mi pare che l'educazione e la disciplina al fuoco cli una batteria consisterà essenzialmente nel frenare più che nello spingere la celerità di t iro. Nell'avvenire la batteria più ch e mai dovrà essere in mano del capitano. Che questi perfezionamenti tecnici, i quali così grandementE1__ semplificano i l serv_ifilQJa~reveder_e...iLb.i§Qgpo assoluto di aumentare le munizioni, pare dunque che. non si possa mettere in discussione. La Francia difatti e la Ger mania, che per i miglioramenti apportati al loro materiale
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potero.no da ~na celerità di otto o nove colpi al minuto (per batteria) raggmngere quella doppia di sedici o venti, aumentarono il muniziona.mento di un terzo, costituendo le batterie da parecchio tempo su sei pezzi e nove cassoni. . Noi. non ab biamo fatto così ; ma vi saremo probabilmente mdott1 ora che le modifiche approvate furono fatte ed a (ortwri se cambieremo l'armamento; imperocchè se' l' aumento di mu~izioni fu riconosciuto altrove necessario sol per aver raddoppiata la celerità di tiro, sarà (è chiaro) maggiormente necessario quando tale celerità sarà quadruplicata. Un esame comparativo pratico metterà meglio in luce le cose.
g iornata tutto il suo m unizionamento di prirna linea (compreso quello dei parchi) ; ma parecchie vi consumarono quello che portavano e dovettero ricorrere ad altre che furono meno impegnate, per continuare nell'azione. Non insegnò però quello che tali batterie avrebbero consumato se fossero state armate di cannoni del nuovo tipo. L'ammaestramento vero non ci potrà venire che dalla esperienza. Ora non si può cpe ragionare, riflettere, arguire, studiare; ma pur concludere su due punti essenziali che ci additano due scopi precisi da raggiungere: necessità cioè di accrescere il munizionamento e necessità di disciplinarne il consumo. Per avere un'idea, del quantitativo r azionale probabile di cui bisognerà accrescere il munizionamento attuale col le armi nuove, approfittiamo pure delle notizie che le relazioui della grande guerra franco- prnssiana ci offrono, mettendole in relazione come si può yon l'armamento avvenire. Il consumo medio di tutte le batterie in quella guerra pare che non abbia superato il quaranta per cento dei colpi che esse avevano disponibili in prima linea, compresi i parchi della divisione s'intende. P r esso a poco adungue cento colpi per pezzo. Supponiamo che di questi cento colpi, uua metà si fossero impiegati nei primi periodi della lotta, alle magg Lori distanze, colla celerità del tiro ordinario ed il resto negli ultimi, alle distanze minori, colla celerità massima possibile di allora. Ciò vuol dire: supponiamo in media che le batterie fossero rimaste impegnate solo per trenta minuti (tempo al1ora necessario pel consumo di cinquanta. colpi per pezzo a tiro celere} nei periodi in cui occorreva di agire colla massima energia. Un pezzo di. una batteria di cannoni a tiro · rapido ora, negli stessi trenta minuti (fuoco a volontà), invece che cinquanta. colpi soli potrà lanciarne duecento circa, sol che ne spari sette al mjnuto. D unque, pur ammettendo che il consumo futur o possa rimanere lo stesso di prima durante i periodi della lotta
La nostra batteria da 9 porta con sè 130 colpi per pezzo. Supponiamo che dessa faccia fuoco continuo celere fino al c~mpl~t? esa1:1ri.mento dei cofani. Per lanciare i 130 colpi d 1 tutti 1 pezzi c1 vorranno dne ore di tempo circa, sorvolando su tutti gl'innumerevoli inconvenienti che ben conosciamo e che si verificano nei tiri di gara di quelle batterie chiamate ad eseguire l'esercizio celere dell'istruzione, é pur ammettendo (cosa impossibile) che la feb bre del servizio tal~ contingenze potesse durar tanto tempo. L a stessa batteria da 9 ora, per le modifiche apporta.te recentemente al materiale, impiegherebbe forse un'oi·a ed una batteria di cann.oni a tiro. rapido, sol che ogni pezzo faccia 6 colpi al mmuto compirebbe la bisogna in 20 'primi. Questo paragone è mo! to eloquente! Desso fa vedere come ~eal~ente il cannone futuro dovr& funzionare a tiro rapido m circostanze eccezionalissime chè diversamente il mu uiz_ionamento .dovrebbe spingersi all'infinito; fa sentire quanto sia necessaria la conseguento disciplina di fuoco intesa nel s,en~o frenatore più sopra spiegato ; ma dimostra pur e a l1 ev.1denza che le nuove batterie nei momenti supremi che decidono la vittoria o la salvezza, potendo e dovendo scatenare l~ b~fera di ferro sterminatore, avranno bisogno assoluto d1 attmgere a, cassoni pieni. Nella guerra del 1870, che insegnò molte cose all' artiglieria, pare che nessnna batteria. abbia consumato in una
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lontana, cioè di soli cinquanta colpi per pezzo (il che sarà molto difficile, giacchè ci vorranno capitani dotati di tutte e quante le virtù teologa! i per non dar la stura al tiro celere, tosto compiuto l'aggiustamento efficace), il consumo probabile totale della giornata dell'avvenire sarà di cin. quanta più duecento: circa il doppio cioè del muniziona~ mento odierno. tj ,~/ L ~ trad~zi~ne_~i questo r_ag~on~mento, fatto invero nelle . ->··\~ous1deraz1oni pin fa?or_evoli di t_1ro delle batterie in uso e ,1 nelle meno favorevoli d1 quelle che nasceranno, è questa : \~ ( nelle batterie di cannoni a c. r ., ogni pezzo dovrà essere se1"' f guito almeno Gla due cassoni. _.;t Ecco come la mobilità si collega al munizionamento! ' ~ L'esattezza del ra,giouamento or ora fatto non ha certaJ mente le basi solide che mi ci vorrebbero per venire ad una soluzione sic~u-a e precisa_ d~ll,a quistiou_e;. ma pur ci h~ portato a questo : a riconoscere c10e 1 opportumta e la necessità che il munizionamento dell'avvenire sia maggiore dell'attuale. I Alle stesse condizioni del resto è venL1ta la fanteria, Coll'adozione delle nuove armi dessa ha raddoppiato quasi la dotazione in cartucce nelle giberne. Difatti ogni soldato port11. con sè 162 colpi ed ha poi disponibili quelle dei morti, che non saran poche, e lo zaino per ogni squadra. _4..ll'artiglieria nulla danno i morti, anzi parecchio tolgono e per essa lo zaino trova solo corrispondenza nel cofano. Da tutto guasto possiamo dunque dedurre ohe la natura stessa del cannone a c. r., ad onta di tutti i freni preventivi e positivi che si vorranno applicare nella condotta, sarà certamente origine di maggior consumo. L'altra causa che produrrà lo stesso effetto risiede nell'impiego taUico che si farà delle nuo\·e batterie. Non mi dilungherò su questo. Come ho detto più sopra è opinione di tutti che il fnoco dell'artiglieria in una giornata campale sarà presso a che continuo dall'alba al tramonto del combattimento, ed il periodo di fuoco celere non sarà certo uno solo. Alle grandi distanze ed alle piccole occorrerà pi_ù volte di aprire la valvola della rapidità. Così
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dev'essere quando si è certi che ogni proietto arriva a destino e distrugge armi ed armati. La missione dell'artiglieria è quella di render morta. la forza viva dell'avver~ario. Più ne distrugge da lungi o da vicino, meglio è assicurato l'urto o la resistenza. La guerra sarà. di giganti; si troveranno di fronte grandi masse di truppa, armate intere ed il lavoro di lima sarà lungo prima che il vincitore giunga a fiaccar le reni al vinto. All'attacco succederà il èontro-attacco, a questo la ripresa offensiva; in ognuno cli tai momenti tempesterà la grandine di palle e chi più ne avrà; più ne lancerà sull'avversario. Ed anche qui la palma a chi, domata l'artiglieria nemica, avrà salvati più pezzi dal duello. Qui, alle distanze minori, ai ferri corti, inquadrato nell'arma sorella; ogni bersaglio sarà buono al cannone, buone tutte le distanze; utile, disastroso, tutto il fuoco: le raffiche vicine, a frenar l'avanzata ed a tenere il bersaglio a terra impotente sotto l'uragano cli piombo : le più. lontane, ad impedire il rincalzo ad a fiaccar le terga ai foggenti. Ci vorranno batterie? Ci vorranno proietti ? È delitto che il cannone resti inoperoso sul campo per mancanza di shrapnels ed è delitto peggiore chè tal mancanza arrivi quando è prepotente il bisogno l Abba Garima insegni! Anche per ragioni d'impegno adunque le batterie cli cannoni a c. r. richiederanno certamente un munizionamento maggiore dell'attuale. Sulla tesi perciò mi pare che si possa conchiudere. Agli oppositori, a coloro che dicono: il nuovo cannone che avrà celerità di tiro quadrupla dell'attuale, deciderà le quistioni in un tempo quattro volte minore che nel passato; a coloro che impugnano l'infinita potenza distruggitrice dei proietti moderni di fronte agli antichi, per dedurr e l'economia sognata di armi e di armati, risponderò cosi : i meravigliosi fucili, i miracolosi cannoni accrebbero negli Stati fantaccini ed artiglieri ed accrebbero le annate; pel nuovo cannone il 123 -
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AXXO ~ LIV.
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lavoro sarà lungo e continuo nelle battaglie future; gli episodi tattici della giornata campale sara.n più presto risolti, ma saran troppi a risolvere e la giornata sarà lunga a :finire ! Se le munizioni infine avanzera.nno sarà un bene infinito perchè vuol d ire che certo non saran mancate! Riepilogando su questo importanhssimo argomento :finalmente e notando che con molta probabilità cassoni ed avantreni del materiale futuro potran no di qualche cosa accrescere il numero di colpi che trasportano, concludiamo: Con l'adozione del cannone a c. r. sarà necessario un munizionamento maggiore dell'attuale, imposto da ragioni tecniche e da ragioni tattiche. Salvo l'accrescerlo o il diminuirlo in seguito, dovrà per. ora raggiungere almeno un numero di colpi pari al cloppio dell'attuale; la maggior parte dovrau portarlo le batterie, assegnando due cassoni ad ogni pezzo ; il resto , il parco di visionale. Dovranno ad unque le batterie essere di 6 pezzi o di 4? Dopo quello che si è detto la domanda va tradotta cosi : dovendo il muniziona.mento esser tale che ad ogni pezzo seguano due cassoni, dovrà la batteria costituirsi su diciotto vetture oppur su doclici ? In tali eondizioni è super:0.L10 voler dimostrare la convenienza delle batterie più piccole. Una diven;a conclusione ci metterebbe in aperta contraddizione con quanto abbiamo detto sulla mobilità. Anche per questa ragione del munizionamento a.dunque dobbiamo pur troppo riconoscere ) a cònvenienza delle piccole batterie. Dico purtroppo perclìè la trasforma?.:ione sarebbe fonte enorme di spese e ci trascinerebbe evidentemente ad un nuovo e più dispendioso ordinamento. Ma l'ora è sonata! una diversa e più pratica formazione delle batterie campali ed un organamento nuovo . dell'artiglieria s' impon~ gouo, sia per quelle condizioni di mobilità e di approvvigionamento che si debbono . assolutamente raggiungere, come per ottenere quella più. raziona.le ripartizione dell'arma nelle grandi unità di guerra che meglio si addice alle leggi della moderna tattica e da cui siamo assai lontani.
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Vantaggi delie batterie di 4 pezzi.
a) Sulla f01·maziqne clell' unità di combattimento. -
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La unità di combattimentÒ dell'arma nostra non è più la batteria ma la brigata o il gruppo. Le nuove armi e la nuova tattica vogliono l'azione pr·epotente del cannone per una qualunque soluzione tattica. Nulla si potrà tentare senza l'artiglieria! È l' in;ieme di parecchie batterie che agiscono nello stesso inteuto e sullo stesso punto che può dar la preponderanza di fuoco necessaria a decidere la quistione tattica del momento. Per ottenere questo insieme, ci vnole unità di direzione, ci vuole unità di comando : tutti gli elementi cioè debbono agire per la volontà sola del comandante. Vorrei sperare che le nostre brigate di 24 pezzi potessero trovare posizioni coperte o scopert,e tali che fosse assicurata l'unità d'impiego; ma io ne dispero perchè ritengo fermamente che nelle contingenze di guerra, l'azione del comando immediat o non si poss,~ validamente esercitare su di un fron te esteso più chi 500 metri e su troppi comandanti in sotto ordine. Non è una esagerazione questa perchè una brigata delle nostre batterie in posizione, occupa realmente un fronte di 475 metri, intervallando i pezzi di 20 metri e le batterie di 25. Ora, se il comandante in un dato momento avrà bisogno dell'azione vigorosa e fulminea di una batteria d'ala sopra un dato bersaglio, sol ch'egli si trovi all'ala opposta, ci vorrà due minuti almeno prima che la sua volontà sia CO· nosciuta; g iacchè i cavalli devono essere proscritti dalla posizione ed un uomo a piedi di corsa, se le pallottole non gli daranno l'alt, non potrà fare più presto. In due minuti l'occasione potrebbe essere anche sfuggita o per lo meno la batteria chiamata, non avr~bbe scagliato la furia di 100 shrapuels come avrebbe potuto, sol che la volontà del comanda~te avesse conosciuta più presto. Questo fatto avverrà certo di raro 1 ma potrà pure avvenire. Quello che capiter~ soventi però sarà il cambio di obbiettivo ed
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avverrà forse che la batteria più interessat a, sarà l'ultima a sapere ! È naturale che più pronto è l'organo che eseguisce, più pronta. dev'essere _la. trasmissione del comando. Non si possono distendere lmee telefoniche sulle posizioni e la maniera più semplice di facilitare cotal trasmissione è quella appunto di aver sottomano meno gente e meglio aggruppata. In breve, la costituzione della brigata del gruppo deve essere diversa dall'attuale ; così., che meglio risponda alle co~dizioni di mobilità e di unità d'azione che oggi si rich1~d on~. Ho d~tto più avanti ~he la batteria, oggi più che mai dev essere 111 mano del capitano: la stessa. cosa. dev'essere della brigata pel maggiore. A chi assume una responsabilità si deve pur dare forza e coscienza di poter fare serenamente il proprio dovere! ~' insieme _di piccoli reparti bene alla mano dei rispetti vi capi, cost1tmrà certamente un più grosso riparto di facile comando e di ottimo impiego. L a brigata su due batterie di 6 pezzi sarebbe forse adatta allo scopo; ma se ogni batteria vi fosse composta di 12 vetture (6 pezzi e 6 cassoni) il munizionamento sarebbe scarso e deficiente ; se ogni batteria vi fosse formata su 18 vetture (6 p~zzi e 12 cassoni) i due reparti resterebbero troppo, pesanti a condurre, a postare, a comandare e se infine oo-ni 0 batteria fosse costituita di 15 vetturè (6 pezzi e 9 casso ni) pur concedendo la soluzione migliore fra le tre, parteciperebbe alquanto ai difetti delle prime due . . Meglio che la formazione su due' batterie di conseguenza, r~te~go l'altra su tre di quattro pezzi. Lo spiegamento non richiederebbe spazio maggiore di 230 metri in condizioni normali; estensione di fronte paragonabile a..quella del battaglione moderno spiegato per l'attacco; ognuna delle tre batterie formata su 4 pezzi ed 8 cassoni soddisferebbe alle condizioni di mobilità e di munizion·amento come abbiamo . ' d 1mostrato; l'efficacia della brigata costituita così meglio che nell'altra maniera (uguale essendo il numero dei pezzi), non sarebbe scemata, ma piLlttosto accresciuta. Si avrebbe
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insomma un insieme di 3 piccole unità di combattimento che costituirebbero quella vera unità più grossa che cerchiamo, assai mobile, ben provvista, efficace, facile al comando e meglio adatta alla condotta di fuoco dell'avvenire. La spesa maggio·re sarà certa.mento compensata da maggiori vantaggi. L'artiglieria costa come tutte le cose buone di questo mondo ! b) Sulla ist1·uzione e sulla educazione. - L'istruzione e l'educazione individuale del personale di una batteria e del suo insieme riesce certamente più. facile e più. proficua, e si fa tanto più presto quanto meno numeroso è l'ambiente in c.ui si svil uppa. È chiaro a.dunque che si riescirà ad istruire e ad educare più facilments e più celeremente la batteria di 4 pezzi che non quella di 6. ' Oggi la quistione dell'educazione e della istruzione (dei quadri specialmente) è della massima importanza. Delle due cose dobbiamo avere la massima cura, così. sotto il punto di vista materiale come sotto il punto di vista morale: 1° perchè, come ho detto più sopra, più ingegnosa è la macchina e più perfetta, megliore dev'essere il macchinista e chi l'aiuta; 2° perchè le perdite saranno certamente mag· giori che nel passato ed un pezzo potrà rimanere agli ordini del peggior caporale di una batteria, così come tutta la batteria potrà cadere in mano ad un ufficialetto di complemento; 3° perchè le ferme sono brevi e le occasioni di a,pplicare al terr eno le istruzioni di quartiere e di piazza d'anni sono rare (i più for tunati restano appena trenta mesi sotto le armi). Queste tre ragioni non facil itano ai quadri il còmpito dell' istruzione e dell'educazione del reparto ed è mestieri che tutti i rimedii i più opportuni, siano adoperati perchè tal còmpito sia facilitato. Il rimedio migliore è quello di aver~ formazioni semplici che permettano il passaggio dal piede di pace a quello di guerra, senza cambiamenti radicali, senza scosse nell'organismo. L a batteria cii 4 pezzi mi pare che si presti mirabilmente. In essa la formazione di guerra essenziale dovrà mantenersi
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anche in tempo di pace (non si potrà ridurre il numero dei pezzi). Di conseguenza in ogni circostanza di scuole di tiro, di campi d'istruzione, di manovre, l'unità si troverà costituita negli elementi più importanti, con personale e Cfwalli che normalmente la costituiscono. I quadri conoscono gli inquadrati e viceversa, la batteria acquista una vera autonomia, si sviluppa l'amor proprio, l'emulazione e quello spirito di cameratismo che è la base più solida di ogni disciplina. L'unione fa la forza! c) Sulla mobilitazione. - Altro vantaggio immenso delle batterie così costituite, è quello di amalgamare più presto le reclute e i richiamati; imperocchè il nucleo che li riceve è maggiormente affiatato ed è più denso che non quello di una batteria più grossa. Le operazioni di mobilitazione saranno facilitate, imperocchè, sarà forse lo stesso dell'attuale il lavoro per costituire tutta l'unità; ma la formazione di guerra sarà raggiunta subito e non si dovrà aspettare l'eterno arrivo della terza sezione, di questa terza parte di un tutto, la quale, composta quasi esclusivamente di elementi nuovi, dovrà af- · fiatarsi col resto, nell'istruzione, nell'educazione, nel comando in presenza del nemico (1). Sarà meglio di raggiungere l'adunata con u nità formate che da formare, sarà meglio attendere Parrivo di un secondo riparto di cassoni che di una sezione di cannoni e sarà meglio di non trovarsi nel caso possibile e probabile di dovere inventare una condotta di fuoqo nuova nei primi combattimenti, quando le terze sezioni camminano ancora, o non saran partite. d) Si.r,l comando. - Il comando di nna batteria si esercita in mille modi: nell'istruzione, nell'educazione, nella disciplina, nell'igiene ecc., ma essenzialmente si esplica sul terreno, dove nella condotta e nell' impiego, si fa l'epilogo di tutta una preparazione. ' (il Pei regg iment i della d ifesa /(Vanzata spcci,,lmente.
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Mi pare che n on occorra da,7 vero lo dimostrazione per intendere come la batteria di 4 pezzi, per cui rompo così volentieri una lancia, sia più facile ed obbediente al comando che un'altra qualunque costituita da più n umerosi ele,menti. Nelle marcie, negli· accampamenti, negli alloggiamenti, al bivacco, sulle posizioni, 111 fooco; la sorveglif1nza sarà maggiore, il comando più diretto ed immediato e l'obbedienza più pronta, giacchè il riparto è più piccolo e meglio raggruppato. . Nella guerra del 1870, scrive il colonnello Laynz (bavarese), in un opuscolo di cui la traduzione in frau~ese f': pubblicata recentemente a Parigi, l'aiuta,nte magg1~re ~1 una brigata raccontò ciò che segue su quanto avvemva m batteria in un momento di tiro celere: « J e ne peux me sou« venir d'avoir vu un feu aussi rapide. On semblait au mi« lieu d\111 terrible orage. Une épaisse furnée de poudre e:!h· « veloppait toute la position et ue permettait de voir qu'à « quelqnes pas de soi. Officiers, sot'.s-of:6.ciers, cannoniers, « tout le monde était complètement assourdi; à peine pou« vait on se comprendre de près en criant. Les oreilles nous <.<. chantaient e~core quelques j ours après etc. » Nello stesso opuscolo a pag. 27 ed a proposito della difficoltà di comprendere i comandi durante il fuoco, si legge « Le tonnerre de l'artillerie et le crépitement de la fnsillade « produisaient un tel bruit, que les chefs de section devaient << se porter tout près du chef de . batterie pour comprendre « ses commandements, puis se porter jusqu'à la flèche des « affùts nour se faire entendre des servant,s. » Noi tt;tti sappiamo come ai poligoni facilmente si fraintendano i comandi nei momenti di orgasmo. Il rumore del cannone e della fucilata e la celerità di tiro, non saranno certamente minori nell'avvenire ; l'orgasmo sarà maggiore ed i comandi del capitano di conseguenza saran più facili a perdersi. La batteria di 4 pezzi ne perd~i:à c~rto men~ che quell~L di 6, l'orgasmo vi sarà minore, 1 suor elementi funzioneranno sempre, perchè tutto vi è più insieme, più vicino, più armonico e più affiatato.
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e) Sul te,'reno. - I vantaggi sul terreno saranno poi incommensurabili; gli allungamenti parziali nelle marcie più brevi; le posizioni di aspetto richiederanno spazi minori ; i passaggi difficili, come guadi, fossi, piccoli ponti, ecc. non saranno probabilmente origine di arresto per le dodici vetture che compongono la batteria, mentre potrebbero cominciare ad esserlo per la tredicesima (molto più che il numero si presta)! Nelle posizioni di fuoco sarà più facile adattare una batteria d i 4 pezzi piuttosto che una di 6 e di conseguenza più facile di adattare una brigata di 3 piccole batterìe piuttosto che l'altra formata su due batterie più grosse; irùperocchè lo spazio che può accogliere quattro elementi non può riceYerne sei. Così potremo dire che tutto lo spazio disponibile sara probabilmente occupabile. La quistione di adattare le batterie al terreno è divenuta ora di una importanza altissima a causa della copertura che dovremo sempre cercare o che dovremo procurarci scavando la terra. L'artig lieria dovrà fare al coperto le sue marce di a vvicinamento fino a raggiungere la posizione di aspetto che per quanto si può dovrà essere vicina alla posizione di foòco ed al coperto ;;empre. Le posizioni di fooco stesse dovranno essere coperte o semicoperte e si dovranno occmpare senza che l'occupazione si manifesti al nemico. Nessun segno ester.no deve richiamare l'attenzione dell'av versario sulla posizione. Uomini a cavallo e in piedi devono esserne proscritti. Il von der Goltz scrive in propo'si.to: « Sulle posizioni di « corribattimento staranno in piedi od a cavallo gli stanchi « della vita ». Il generale Langlois chiama la ritrosia di coprirsi un falso sentimento di cavalleria che fa danno alla propria causa. I cavalli verranno in seguito: accorrono veloci quando gli albori ed il sorriso della vittoria chiameranno il cannone a vanti: accorrono veloci per la salvezza degli avanzi glQriosi nella sconfitta.
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Nell'ora del sacrificio sapremo scoprirci: l'arma nostra, la gloria ebbe in retaggio e la gloria tramanderà : la medaglia d'oro incastrata n el bronzo del cannone italiano vincitore o vinto rispleudera lucente ogni ora di onore e di gloria! Il nostro pensiero a voi, fratelli di Abba Garima ! Tutte le operazioni pTeparatorie dovranno farsi con calma e con precisione e la posizione dovrà rivelarsi al nemico col primo colpo di cannone, il quale dovrà produrgli danno e sorpresa. Molti sostengono che nelle lotte future avrà ragione quel cannone che primo avrà compiuto l'aggiustamento. Il mio debole parere è favorevole a tal credenza fino al punto d i ammettere c011 certezza, che anche il più debole avrà ragione del più forte. Sola condizione è questa: che il primo colpo di cannone produca efrètti di morte! Questo essenzialmente contro artiglieria, la sola. arma che venqnente ci può distruggere! Nell'avanzata, nei cambi di posizione, negli spostamenti, nella r itirata, nelle operazioni preparatorie che si fanno perchè la batteria possa occup~ire convenientemente il terreno e che riflettono le piazzuole, la maschera, la ricognizione del bersaglio, il puntamento, tutto si farà certamente più presto per quattro pezzi che non per sei. E così per. le operazioni di puntamento indiretto saran diminuite le cause dì errori, così per la facilità maggiore con cui si 'potranno variare gli intervalli potremo meglio restringerli o·d allargarli· per sottrarci alla vista o per diminuire le perdite; così finalmente per gli eventuali spostamenti a braccia in avanti o indietro, la batteria di 4 pe7,zi non fallirà mai. Insomma 4 cose si muovono meglio che 6, più presto e su di uno spazio minore. È bene di non dimenticare questi grandi vantaggi che le piccole batterie presentano nell'adattarsi al terreno. Dessi esercitano grande influenza sul tiro, e sull'efficacia. del tiro, su questa efficacia appunto di cui molto si discute e mgrnstamente si dubita.
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f) Sul 1·ifornimento. - Altra circostanza in favore delle piccole batterie costituite così come le propongo è quella importantissima d i non richiedere probabilmente scaglioni intermedii di rifornimento tra, i parchi e la linea di fuoco. Non sarà così per le batterie più grosse con 9 cassoni. Le munizioni che por ta una brigata cli 3 batterie di 4 pezzi potranno sommare a 3000 colpi circa. È certamente un munizionamento ragguardevole e su cui le batterie potranno assolutamente contare, le qùali arriveranno certo sulla posizione senza incagli e senza arresti, così come più facil mente vi giungerà la batteria più piccola. I cavalli del 2" r iparto saran meno buoni perchè t ratti dalla precettazione, i conducenti meno esperti perchè tratti dai richiamati; ma il rinforzo di munizioni arrivera sempre a tempo e potrà cli leggeri coprirsi cogli avantreni od in posto vicino, pr onto a rifornire od a seguire le batterie nell'avanzata, mentre il 1° ri parto si riordina ed attacca. E l' argomento mi parrebbe inesauribile se non dovessi abusare della cortesia di chi legge. Immagino con animo fiducioso gueste piccole batterie di 4 pezzi che attaccate a tre pariglie si costituirebbero su 120 uomini e 104 cavalli e con attacco a d ue pariglie su 106 uomini e 80 cavalli. La batteria divisa in 3 scaglioni: batteria di combattimento (4 pezzi e 4 cassoni), riparto di m1.1nizioni al comando di un ufficiale (4 cassoni) e una riserva. Un tutto di 16 vettur e che a misura che avanza verso il nemico si assottiglia, perdendo la riserva, lasciando indietro il riparto di cassoni ed assottig liaRdosi si rafforza in mobilità ed in prontezza; pr esentandosi al fuoco celermente, occupando il terreno con vantaggio, ben appostata, ben provvista di proietti, bene insieme, con l'anima e col cuore pieni di fede, della truppa verso il capitano che l'educò e l'addestrò nel tempo di pace e dei capitano verso i soldati che gli dettero e g li daranno compensi maggiori. Il tntto pel bene della P atria e del Re!
BAT'rEl1.IE GROSSE f) BA1'T ERlE rlCCOLE
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Difetti della batteria di 4 pezzi.
Ho parlato delle qualità principali che presentano le batteris di 4 pezzi : ora dirò dei difetti. Quali sono gli appunti essenziali che si fanno alle piccole batterie in confronto delle grosse? Mi pare che si possano riassumere nei tre seguenti : a) Efficacia minore; b) Difficoltà, di adoperare la sezione di controllo; e) Maggiore sensibilità alle perdite. Ognuno di questi appunti avrà certamente un valore; ma io credo sinceramente che tale valore è più relativo che assoluto ed è solamente dovuto alla impressione che si debba giudicare fra le due cose, come se dovessero agire l' una contro l'altra . Mi proverò a confutare i tre appu nti separatamente, mettendo il paragone tra la piccola batteria che voglio proteggere e quell'altra di 6 pezzi e 9 cassoni, la sola che rispetto alla mobilità ed al munizionament9, possa ancora prendersi in considerazione. E siccome per i miei ragionamenti avrò bisogno di mettere qua.lche volta i punti sugli i, comincerò a metterli da ora e stabilirò, come munizionamento totale della batteria più grossa, qu ello che pare adottato in Germania col nuovo materiale a tiro rapido mod . 1896 e come munizionamento della batteria più piccola, quello che risulterà, supponendo che ogni cofano in media porti 35 colpi. La supposizione mi pare nei limiti del ragionevole, sia per questioni di cali br o e di peso, sia perchè l'avantreno del pezzo tedesco porta già 36 colpi, sia fin almen te perchè, avendo 8 cassoni disponibili, lo spazio necessario agli strumenti ed 'agli attrezzi, basterà ;rispettarlo in qualcuno di essi e non in t utti. Ciò premesso, · il paragone rimane in questi termini prects1 :
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Munizionamento totale N. 1008 Munizionamento totale N. 980 a) Efficacia minore. - Nessun dubbio che una batteria di 6 pezzi (soddisfati;e certe principalissime condizion i) debba opprimere guella di 4. Però la questione che dobbiamo esaminare non è precisamente questa; ma piuttosto quest'altra. È possibile che una batteria di 4 pezzi di cannoni a c. r. svilupp i la stessa effica~ia che una batteria. di. 6?. (facendo perfettamente astrazione dell'oggetto su cui s1 sviluppa la azione dì fuoco e dell'azione che tale oggetto potesse avere sulla bat.teria). . . Io credo di sì; credo ch e la batteria di 4 pezzi che propongo possa raggiungere l'efficacia della batteria _di 6, o per lo men o esserne così poco lontana, da poter cons1tlerare che . . effettivamente la raggiunga. L'efficacia di una batteria, essenzialmente dipende da questi fattori : 1° l!,acilità di man ovra e di condotta; 2° •rempo necessario alla determinazione della distanza ed all'aggiustamento; 3° Numero dei col pi che in un dato tempo si possono spa.rare ; 4° Durata t otale del ti1·0 battente. La prima condizione, cioè quella che r iflette la facilità di manovra e di condotta, è indiscutibilmente favorevole alla batteria più piccola. Ad essa fanno capo_ tutti i van: tao·o-i menzionati e ad essa farà capo. 11 progett o d1 oo sopra _ condotta di fnooo che sarà esposto in segmto. La seconda condizione, cioè il tempo n ecessario ad ottenere la distanza e l'aggiustamento, possiamo considerare che sia ugualmente soddisfatta. dalle due batterie; ma da buon
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BATTERIE GKOSS E O BA'l 'TERlE PICCO L I<:"?
BATTE RIE GROSSE O BATTE RIE J?JCCOLE •?
avvocato debbo dire che la batteria pi1ì piccola soddisferà più presto. Di fa tto, il tempo necessario per ottenere le d ue cose, è quèllo dovuto alla osservazione dei colpi e cresce col crescere di questi. Or per rag ioni di disciplina di servizio, la batteria più grossa ne dovrebbe impiegare forse 12 o 24, mentre alla piccola basterebbero 8 oppure 16 : dunque .la l" ritarderà perchè dovrà ft;tre un maggior numero di osservazioni. La condizione terza, quella cioè che riguarda il numero di colpi che in un dato momento si possono sparare; in virtù delle qualità tecniche del materiale a c. r . le quali concederanno grandissima elasticità nella celerità di tiro, è pure (entro certi limiti) ugualmente soddisfatta dalle 2 batterie. Imperocchè nel fuoco continuo per ala, mentre spara la 3° sezione della batteria più g rossa, può r ipetere la l" sezione della batteria più piccola e nel fuoco a scarich(~ o a salve di batteria, mentre in un minuto per esempi<;> par tono 2 salve della batteria di 6 pezzi, ne potrebbero partire tre della batteria di 4. · Fa eccezione solo il ·fuoco a volontà e qualunq"tte altro ordine di fuoco quando è spinto a.gli estremi della celerità possibile; perchè allora se l'arma per esempio è un cannone capace di far 20 colpi al minuto, mentre la batteria più grossa potrà lanciare 120 proiett i, la più piccola non ne lancerà che 80. Ora questo limite massimo di celerità sarà davvero rag· giunto? Se dovesse esserlo una voìta sola il fuoco di una ' di 8 minuti. ' batteria tedesca non durerebbe più' Qual unque sia il cannone, la celerità di tiro sarà frenata dalle necessità di ser vizio e dal rapido vuoto che si farà. nei cofani. Il cannone tedesco modello 1896 può fare 18 o 20 colpi al min nto; ma il regolamento tedesco prescrive tassativamente che la celerità di tiro non debba mai superare quella data da 5 colpi per pezzo in un minuto. In vista del munizionamento tedesco !a prescrizione mi pare ancora generosa; ma ho paura che codesti freni preventivi non basteranno
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a contenere la celerità nei limiti necessari e sarebbe forse preferibile che il cannone realmente non potesse fare di più. E d eccoci finalmente alla 4• condizione, alla durata totale cioè del tù·o battente. Tale durata è funzione diretta del munizionamento e g iacchè quello della batteria d i G pezzi in questo pa~·agone supera di 28 colpi l'altro ,folla batteria di 4, questo ultimo fattore d'efficacia parrebbe favorevole alla batteria più grossa,. È davvero di gran valore questa superiorità, che diventa anèora minore e si r iduce a 20 colpi se si tien conto dei proietti consumati nei primi dne periodi di fuoco? Tutto somm~1to adnnque avremo nel piattello della bilancia dei 4 pezzi, favorevoli i primi due fattori di efficacia e nell'a.ltro, favorevole gli ultimi due; ma in quali misere proporzioni! Rammentiamoci ora di tutti gli altri innumerevoli vantaggi della batteria minuscohi test è esaminati e con serena coscienza, r ispondiam~ : È davvero troppo ardimento di ammettere che l'efficacia dei due esemplari sia proprio la stessa? Sinceramente affermo che tale conclusione, per me fautor e della batteria più piccola, pecca di generosità. E tanto più pecca di generosità in quanto che la formazione di guerra della batteria moderna, uou. dev'essc~re intesa a fare della batteria stessa l' unità di combattimento. L a batteria non è e non dovrà essere che nna parte aliquota della vera unità. Questa uuitù, è costituita in tempo di pace da un n umero stabile di batterie, sol _per ragion i di ordine e di disciplina; ma nella gnerra, nell'impiego tattico, la. brigata di pace potrà perdere fo rse qualcuno dei s uoi elementi o conservarli tutt i od acquistarne di nuovi per la costituzione del gruppo, di quell'insieme di batterie cioè che sul campo di battaglia dovrà lavorare con intento unico e sullo stesso punto. Il vario modo adunque di com binare e raggruppare fra loro le batterie per la costituzione di questo ente tattico che agisce con unità di azione, sarà certo fa. cili.tato e semplificato, dacchè lo pa.rti costituenti saranno più facili e più semplici.
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E come in questo ogni capitano è posto in condizioni favorevoli per potere esercitare prontamente e vio-orosamente il suo comando, così la fiducia di poter compiere validamente il propri~ dov.ere, . illuminerà l'anima e darà la gioia nel cu~re d1 chi sara chiamato a reggere il gruppo nella battaglia. Il benefizio vero e grandissimo che scaturisce chiaro ed abbo~da~t~ dall'organamento più semplice delle piccole batterie, risiede appunto nella considerazione che ognuna di esse è destinata a diventar parte del tutto, della grande unità di combattimento. · Il posto della piccola batteria nella brigata, dev'essere quello della sezione nella batteria: vogliamo in brevi termini: una batteria cli 12 pezzi al comando di un maggiore. Se torniamo a.dunque alla quistione di efficacia, chiaramente emerge come il paragone tra le due batterie sia scem~to d'importanza e quanto invece ne acquisti quello fra le bn?ate. Se non fosse così, io sostenitore delle piccole battane, e che ho dato così grande peso alla questione del mun~zionamento, mi troverei ad aver fatto un buco nell'acqua; g1~cchè la batteria più grossa in fin dei conti avrebbe proprio 28 colpi in più della piccina. Il paragone perciò va ripetuto e va piuttosto fatto fra la brigata di due batterie di 6 pezzi e quella di tre batterie di 4-. Tutti i fattori allora che concorrono all'efficacia, tutti saranno a favore di quest'ultima ed essenzialmente i due che prima facevano difetto. , Il munizionamento ò tale che quando le due batterie più grosse avranno tutto consumato, alle più piccole avanzeranno ancora 900 colpi nei cofani! Altre considerazioni potrei fare che riflettono essenzialmente l'impiego pit\ efficace del tiro che la brigata di 3 batterie consente; ma ritengo che quello che ho detto finora, basti per .a_ffe~mare con serenità. cli giudizio che questo primo a_ppun to d1 mmore efficacia fatto alle batterie più piccole, si riduce a zero.
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Il secondo appunto è generalmente concepito m que-sti termini: b) Difficoltà cli adope1·a:f'e la sezione di controllo. - Nel1' enunciarlo così gli avversari della batteria di 4 pezzi pare che siano persuasi ohe nessun altro metodo possa convenire al controllo, all'infuori di quello generalmente adottato. Io non divido il parere; anzi rit engo che il metodo in quistione, è contrario ad ogni principio tattico ed alla economia. E per questo solo benedirei l'arrivo dei quattro pezzi! Una operazione cosi delicata e così importante come quella del controllo deve e;sere fatta con la maggiore 1·apiclita possibile, colla mas;;i.ma calma e deve darci prontamente notizie p,·ecise e sù.:u,·e. Credo che se sapremo convenientemente a vvalerci della grande semplicità di servizio che ci offrirà il uannone a c. r., sapremo poi trcvare per la batteria di quattro pezzi, un metodo d i controllo assai più conveniente che quelb della sezione d'ala. Che cosa avviene nella batteria di 6 pezzi mentre si eseg uisce il controllo? Avviene ed avverrà questo (se il metodo non muterà) : che men tre la sezione chiamata lancia i s uoi colpi a percussione che dovranno essere quattro per lo meno (mit saranno di più), gli altri quattro pezzi della bat· teria con tinuano il tiro a te mpo con quella maggiore o minore celerità voluta dalla, circostanza. Quando il controllo sarà finito, il resto della batteria avrà consumato 8, 12, 20 colpi i q uali saranno stati perfettamente inutili se il controllo avrà dato iì ber:;aglio fnori della zona utile. Dopo ciò, se la sezione d'ala dovrà ricercare ancora la distanza per correggere, fino a che non l'avrà trovata, gli altri. due terzi della batteria o continueranno a fuochi di g ioia oppure si taceranno. Evidentemente l'efficacia è menomata tanto nel primo caso che nel secondo, come sar&. menomata nel caso in cui il controllo confermerà la distanza, perchè allora per lo meno saran sciupati o quasi, i colpi a percussione. Gli avversari della batteria da 4 pezzi inoltre, nell'accennare alla difficoltà di adoperare la sezione di controllo t :H -
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mi .pare che implicitamente ammettano che tale operazione si debba r ipetere con qualche frequenza. Ciò porterebbe ancora a sminuire l'efficacia; giacchè moltiplicate le occasioni di controllo, si moltiplicano pure quelle di sciupio. Io non posso credere che si debba ricorrere al controllo così soventi come da molti si pensa. All'artiglieria premerà più l' offendere che lambiccarsi il cervello per trovar maniera di diminuir le perdite, sia perchè una condotta di fuoco opportuna, rivelerà certamente i suoi movimenti all' avversario, sia perchè coi proietti moderni, lo spostarsi avanti o indietro di un centinaio di metri, pro·· curerà soste di fuoco dannose a chi le fa più che opportune. La fanteria, se in ordine chiuso, non v' ha dubbio che possa sfuggire al fuoco e se in ordine sottile, bisogna proprio che si metta in piedi e che corra o cammini, per guadagnare l'appostamento successivo ; e hL cavalleria, quando ha deciso l'att;acco, non può spostarsi che su di una linea sola., su cui l'artiglieria saprà col pirla di fronte o alla schiena. R itengo perciò probabile che le occasioni di controllo sa· ranno piuttosto rare. Il controllo si fa quando nasce il dubbio che la distanza sia mutata. S e dunque avremo una condotta di fuoco tale che faciliti al capitano l'osservazione continua del bersaglio e dél tiro della propria batteria, avremo certo diminuite le occasioni di controllare, e tutte le volte che il dubbio nascerà, sarà probabilm ente confermato. È necessario di noi~ sciupare proietti e di rimediare al più presto all'incertezza. Pen:iò il controllo deve essere
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' di meglio. Due salve di La batteria di 4 pezzi non saprà far. sezione cogli alzi della forcella darebbero il controllo controllato, e la minima sosta di fuoco necessaria alle due salve sarebbe assai presto compensata con snccessivo aumento di celerità. Con.sidera.to tutto, infine, parmi da.vvero che questo secondo appunto fatto alle batterie di 4 pezzi, si trasform:> quasi in una qualità. c) J.l,faggiore sensibilità alle per dite. - L' ultimo appunto fi.nalmente è queilo che pare abbia ragione di essere.
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Con dire che la piccola batteria è più sensibile alle perdite che non la grossa, si vuole certamente intendere che la forza e l'efficacia della batteria min~scola resta troppo diminuita con la perdita di qualcuno dei suoi elementi. Esaminiamo brevement e il valore assoluto di questa verità . Sarà bene però di riferirci soltanto a quelle perdite prodotte dall'azione del fuoco nemico mentre si combatte ; giacchè per tutte le altre ragioni le perdite che si verificheranno nelle batterie più piccole, saranno assolutamente minori. Per vincere, prima condizione è quella, di poter· portare e di saper portare al cimento la massima forza viva possibile e la maggiore forza morale. Questa forza viva e questa forza d'animo sono i frutti di un buon organamento, di una bu0na istruzione e di una educazione migliore. Abbiamo visto in proposito quali sono i van~aggi positivi e per nulla trascurabili delle batterie più piccole ~d è bene di richiamarli ora alla memoria. Le forze preparate nel tempo ' di pace raggiungono poi il momento della prova in presenza del nemico, attraverso a tutte le difficoltà logistiche di manovra e di terreno. Come abbiamo detto, il terreno in ogni circostanza avvantaggierà e favorirà l'impiego delle piqcole batterie; giacchè difficilmente ostacolerà la posizione, i movimenti e la marcia ad 8 semplici vetture, o per lo meno sarà di ostacolo minore ad 8 che non a 12. · Se un impreveduto accidente troncherà netto la marcia di una colonna, dopo che sian passate 6 sole vetture della batteria più piccola, p. e., avremo sempre i 4 pezzi discretamente provvisti da portare al fuoco ; che se lo stesso acuidente, nelle circostanze identiche, dovesse capitare alla batteria più. grossa, ci troveremmo nel caso di aprire il fuoco con 6 pezzi, sprovvisti di munizioni ed obbligati a tener le mute in batteria. Se un ostacolo arresterà tutta intera la batteria più. piccola, solo un terzo della brigata mancherebbe all'appello; che se l'identico ostacolo arrestasse la più grossa, una sola metà della brigata potrebbe raggi ungere 1a posizione.
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BÀTTERIE GROSSe O BATTERIE P I CCOLE?
Cosicchè per gli effetti di un . buon orgauameuto e pel favore del terreno, potremo sempre contare sui 4 pezzi d~lle batterie più piccole, meglio chn sui 6 delle batterie più grosse. La guerra si vince guadagnando le battaglie ed ogni v ittoria costa il sacrifizio e di armi e di armati. « Ohi si « distilla l'anima a ricercai' maniera di sottrarsi alle p13r« dite, disimpara a sopportar e quelle che saran necessarie. » Le perdite al fuoco vorranno essere proporzionali alle forze; le piccole batterie potranno avere due volto il ricambio di serventi; se dopo la battaglia dovremo co1itare i morti a 50 su cento, la batteria di 4 pezzi sarà . rimasta su 2 e su 3 quella di 6. Questi residui saranno equivalenti e la sagacia d i chi comanda non si avvarrà certamente di questi avanzi per la ricerca di nuove d istanze, nè occuperà con essi posizioni d'ala ; m.a li aggregher~ probo,bilmente quelle Ùnità più fortunate che meno patirono nella lotta. E chi peggio soffrirà di queste aggiunte sarà davvero la bat,ter ia più grossa! In fine: La morte fura i migliori! L'artiglieria, nella difensiva sopra tutto, dovrà guardarsi in avvenire dalle micidiali · offese di quella linea rada e sottile di cacciatori scelti che l'attaccante spingerà più avanti della sua linea di fuoco . Gent e provetta, abile nel puntamento e nel tiro, c½e saprà trovare appostamenti opportuni, che sarà vicina e che ad ogni col po potrà atterrare parte del comando. Questo fuoco sarà più tormentoso forse che quello 111 massa alle distanze maggiori. D opo la battaglia, la responsabilità della successiva condotta sarà tanto più grave quanto più numeroso e più pesante il reparto; e questa responsabilità potrà ben cadere m mano dei più giovani e dei meno esperti l
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(Continua). G.
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ANCORA DELLA CROCE ROSSA NE I
COMBAT T IMEN T I
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J,'OPERA DELLA CROCE ROSSA Ì'l'ALIANA
In una precedente dispensa di questa Rfoista {l} abbiamo riassunto in tesi generale, lo stato in cui erano le cose ,per quanto si riferisce all'intervento della Croce Rossa nei comba,t timenti navali: e ciò facemmo, basandoci principalmente su ragg uagli pubblicati nello scorso agosto d a. una delle. principali Riviste inglesi. Crediamo ora utile parlare più particolarmente del contribut o portato su tale interessante questione dalla Croce Rossa italiana, e degli atti suoi più recenti, che spinsero anche più innanzi le cose verso una soluzione la qual~ sta certamente a cuore a tL1tti, e che tutti . quindi devono au,gurarsi non lontana. Ciò pre mes,;o, entriamo subito in argomento.
Chiusosi il 4°. Congresso -- o Conferenza ehe si voglia dire - delle Società della Croce Rossa tenutosi a Carlsruhe nel 1887, ne fu stabilito un altro da tenersi in R oma alla distanza regolamentare di cinque anni e quindi nel 1892. Scopo precipuo di tale conferenza era stato q.u ello d i mettere in discus,;ione l' impor t3:nte questione dell'intervento della Croce Rossa nei combattimenti navali, e di dare al1' argome11to tale indirizzo da richiamar finalmente su di esso l'attenzione dei governi. Non v'è forse alcuno, noi crediamo, che ignori la serietà di propositi a cui là Croce Rossa si è sempre inspirata ogni-
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t• o ttobre .J 899.
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ANCORA DELLA CKOCE ROSSA NEI COMBATTB!ENTI NAVAL.I
qualvolta e dovunque essa ha potuto sviluppare la sua benefica influenza: ma se taluno vi fosse, questi si sarà pei·suaso di tale verità per l'esempio da essa dato durante e dopo l'ultima nostra campagna nell'Eritrea, giacchè tutti ormai sanno con quale scrupolosa coscienza la Croce Rossa abbia adempiuto e adempia al dovere che s.i è volontariamente imposto. Ciò stabilito, ognuno comprende come, dato il nobile scopo per cui era stata convoca.ta in Roma, essa desse pronta opera affinchè l'ideale che si era proposto si risolvesse, entro il minor tempo possibile, in pratica utilità. Nella seduta dei delegati tenutasi il 21 aprile 1892, la Croce Rossa nominò anzitutto una commissione speciale incaricata di concretare una deliberazione sull' argomento di cui ci occupiamo: deliberazione che doveva essere presentata e discussa all'assemblea genera.le. Questa commissione formulò, infatti, il seguente ordine del giorno, presentato il giorno 22 ;=1,ll'assem blea suddetta : « La V Oonforenza internazionale 'delle · Società della « Croce Rossa fa voti affinchè le potenze aderenti alla Con« venzione di Ginevra si mettano d'accordo per estendere i « beneficii di quella Convenzione ai combattimenti navali, « nel modo e nella misura che saran loro applicabili. » L 'ordine del giorno fu approvato ad unanimità: ciò non· dimeno esso era un puro e semplice voto ; e voto troppo platonico perchè potesse condurre a qualche cosa d i veramente utile e concreto. Il màrchese I?e Vogiié aveva espresso questo concetto del r esto. « Alla nostra Società - · egli « aveva detto - manca quella ba~e solida eh' essa aveva « per la Convenzione di Ginevra e che le è assolutamente « indispensabile; intendo dire un atto diplomatico che ra« tifichi e dia forma ufficiale alle nostre proposte. Senza .di « quello non raggiungeremò mai la mèta desiderata. » Conveniva dunque non arrestarsi, non indietreggiare, · spingere le·cose assai più innanzi: còmpito arduo, pieno di ostacoli, perchè troppo complesso: ma la societ~ della Croce R ossa non ne rimase perplessa o sgomenta e nella s.eduta del 25 aprì la discussione su chi dovesse essere prescelto per
ANCORA DELLA CROCE ROSSA NEI COMBATTIM E N'rl NA\'ALl
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dar sèguito alla grave questioùe. L' assemblea d ichiarò a grande maggioranza che il nobile còmpito doveva essere affidato alla Croce Rossa italiana. Da quel tempo le date delle varie deliberazioni prese e delle pratiche fatte, si seguono così da presso che sono per loro stesse la più eloquente dimostrazione dell' operosità spiegata della Società stessa. Il Comitato centrale persuaso infatti che a lui mancava quella veste ufficiale che gli era necessaria perchè da sola esse avrebbe costituito la sua forza, il 16 marzo 1893 si rivolgeva direttamente al ministro della marina italiana, pregandolo di volere egli stesso - d'accordo col ministro degli affari esteri - prendere l'iniziativa delle pratiche che avrebbero do•ruto essere scambiate tra i governi, onde la questione proposta della Croce Rossa fosse discussa e definita n el più breve tempo consentito dalla possibilità e dall'importanza della questione medesima. ln pari tempo, e allo scopo di aaevolare allo stesso ministro la riuscita dell'iniziativa, act> compagnava la lettern con uno schema di proposte, formulate e desunte 1 dai desideri espressi nelle varie pubblicazioni che si eran venute facendo sull'argomento e dai voti espressi in antecedenti conferéuze. Per non essere costretti a ripeterci, noi riportiamo qui almeno in parte - tali proposte, quali esse furon rivedute e modificate in sèguito dì comune accordo·col governo italiano. Art. l. - L'attività della Croce Rossa sarà estesa anche ai combattimenti naval i; Art. 2. - I vascelli della Croce Rossa, quale che ne siii la loro forma e dimensione, e il cui unico scopo è quello della aalvezza dei naufraghi e dei feriti, saranno ammessi - a loro rischio e pericolo - nel teatro dell'azione, pnrchè rispondano alle condizioni imposte dall'articolo 4 (l); (!) Tali condizioni riguardano il colore dei vascelli - bianco con ai fianchi e alla due estremità dipinta la croce rossa; - i perfezionamenti nell'interno assolutatn·<nte n1odcrni, la dotazione farmaceutica richiesta dallo speciale adem11imento della loro :nansione, le imbarcazioni secondarie di salvataggio, il sen•izio di luce elettric~, lagrandczza. la velocità e via dicendo.
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ANCORA DELLA CROCE ROSSA NEI GOMBATTIMENTI NAVALl
Art. 6. - I vascelli della Croce Rossa avranno per equipaggio un personale tecnico addetto alle manovre navali ed un personale tecnico e d'assistenza per le cure da prestarsi ai naufraghi ed ai feriti. Il primo starà alla dipendenza d' un capitano scelto dal ministero della marina del rispettivo .governo : il personale d'assistenza obbedirà aedi 0 ordini d'un delegato della Croce Rossa; ·· Art. 8. - Le relazioni tra gli ufficiali e gli equipaggi delle navi belligeranti da una parte e i vascalli della Croce Rossa dall'altra, sarani10 regolate dal codice di marina degli S tati rispetfo,i; · Art. 9. - I navigli della Croce Rossa, appartenenti a potenze belligeranti, saranno indifferentemente ammessi sul teatro dell'azione, pnrchè abbiano dato preavviso del loro intervento alle parti belligeranti medesime; Art. 10. -- Per i combattimenti in prossimità della, 0osta saranno ammessi piroscafi. di piccola dimensione, battelli a rimorchio, yachts a vapore ed imbarcazioni a remo, che interverranno ed agiranno a tutto loro r~chio e pericolo, dovranno issare band iera gialla con croce rossa nel mezzo e non godranno del privilegio di neutralità se non in un campo d'azione di 12,000 metri dalla costa: Art. 13. - I vascelli della Croce Rossa saranno ris.pettati e protetti da.i belligeranti delle nazioni firmatarie dell'atto internazionale r elativo all'attività marittima della Croce Rossa; Art . 14. - Detti vascelli saranno - per quanto concerne il diritto d' ispezione e di visita - sottopost,i ai r eo-olamenti ' o che servono di guid.a alla marina mercantile; Art. 16. -- Il còmpito dei vascelli delllì Croce Rossa si limita al salvataggio in favore degli equipaggi; esso non si estende in verun modo a quello delle navi pericolanti; Art. 17. - I vasuelli della Croce Rossa non potranno essere impiegati quali avvisi, nè come mezzi di esplorazione, nè, finalmente, per il trasporto di corrispondenze o di ordini; essi non potranno, parimenti. venire adoperati per favorire i movimenti di una. nave destinata a combattere, i:tncorchè il nem100 sia assen te;
ANCORA DELLA CROCE ROSSA i,;EI COM8ATTntE N'l'l NAVALI
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Art. 18. - Detti vascelli godranno piena lihertà d'azione e ad essa non potranno essere astretti da ordine alcuno; Art. 19. - Iu presenza delle navi nemiche i vascelli della Croce Rossa non isseranno la . bandi-~ra nazionale ; Art . 20. -- I navigli della Croue Rossa presteranno la loro opera allorchè essa sarà richiesta o da una nave combattente e in pericolo di scmmergersi, o da, nave che stia per saltare in aria in sèguito ad incendio. In questi due casi essi vascelli potranno anche entrare nel ragg10 dell'azione offensiva. Art. 23. - I capitani dei vascelli della Croce Rossa non devono far prevalere, nell'esercizio delle loro funzion i, alcun sentimento di nazionalità. Essi obbediranno a tutti i segnali di soccorso, quali che s1 sieno le navi che lo in'vocano; Art. 26. -- Qualunque sia, il grado delle persone raccolte a bordo dei vascelli della Croce ,Rosse, esse saranno tenute al rispetto e alrobbedienza assoluta al delegato e al capitano di detti vascelli; • Art. 27. - I delegati e i capitani della Croce Rossa terranno, ciascuno per conto proprio e in doppio esemplare, un giornale di bordo, nel quale vèrranno indicate tutte le operazioni da essi compiute. Appena la guerra cessi, nn esemplare di questi giornali sarà spedito al rispettivo governo, l'altro al comitate centrale del paese al quale il naviglio ç1,ppartiene; Art. 28. - Oltre ai giornali accennati, i delegati della Croce Rossa, con l'assistenza dell'ufficiale sanitario, terranno _un registro sul quale saranno inscritti i nomi e lo stato civile delle persone raccolte a bordo, nonchè la loro . prove· nienza, ecè.; Art. 29. - I vascelli della Croc~ Rossa faranno sbarcare i ·naufraghi ed i feriti nel punto più prossimo al luogo del combattimento: luogo, se ciò è . possibile, appartenente ad uno S tato che abbia aderito all'r.tto internazionale; o, altrimenti, nel porto che,· a giudizio del capitano, possa offrire i mezzi necessari per l'assistenza;
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ANCORA DELLA CROCE ROSSA NEI COMllAT'l'IMENTI NAVALI
Art. 30. - Tutti coloro che avranno usufruito dei servigi della Croce Rossa, saranno impegnati sul loro onore a non prendere più. parte alla campagna: e qualora essi vengano sbarcati in un punto qualunqae del loro paese, saranno poscia rimandati alle loro dimore a cura dei r ispet· tivi governi. ·
Tralasciando quegli articoli: delle proposte che ci sono sembrati meno necessari, abbiamo riprodotto quasi per intero gli altri: e ciò con tanto maggior piacere in quanto da essi, meglio che da qualsiasi altta dimostrazione, apparisce limpida la prova della serieta di propositi, dell'oculatezza e coscienza del proprio dovere, a cui la Croce Rossa italiana si era scrupolosamente informata ed attenuta. E fu davvero ventura che il ministro della marina di qnel tempo - assecondato da quello degli affari esteri prendesse a cuore la cosa e giudicasse opportuno · di far discutere le proposte presentategli, ordinando che esse fossero senza indugio fatte oggetto d'uno studio diligente ed accurato.
., *.. Ecco dunque a qual punto erano giunte le cose nel 1894; allorchè, per molte circostanze sopravvenute, ma anzitutto perchè il comitato ceutrale italiano si trovò allora assorbito nell'opera da esso prestata nell'Eritrea, le pratiche, già bene avviate, furono momentaneament~ sospese. Quando ahmni anni dopo furon riprese, esse diedero il risultato seguente: Il ministro degli affari esteri - onorevole Visconti Venosta - con lettera del 19 aprile 1897, faceva conoscere all8:I Croce Rossa non aver egli alcuna difficoltà a richiamare l'attenzione dei governi :firmatari della Convenzione di Ginevra sul voto, espresso dalla V Conferenza ·della Croce Rossa di Roma: ed esprimeva in pari tempo' il suo desiderio che le proposte di massima, già stategli presentate, fossero nuovamente prese in esame allo scopo che in esse venissero
ANCORA DELLA CROCE ROSSA NEI COMBAT'l'DlENTl NAVALI
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- · ove ne fosse il caso - introdotte quelle modificazioni che il tempo aveva potuto suggerire. A vendo poi il comitato italiano mostrato il desiderio d'essere posto in grado d'annunciare alla VI Conferenza indetta a Vienna almeno un principio d'esecuzione del voto espresso dalla Conferenza di Roma, l'onorevole Viscouti Venosta diresse il 6 di giugno 1897 alla presidenza della Croce Rossa una seconda lettera. In essa il Ministro confermava di essere disposto ad aprire le pratiche preliminari necessarie con gli Stati aderenti alla Convenzione di Ginevra. Consicle; ando tuttavia che non soltanto durante g li studi che avevano condotto a quella Convenzione, ma benanche allorchè - dopo il 1868 - erano stati sottoscritti gli articoli addizionali alla suaccennata Convenzione, la Svizzera aveva avuto sempre il merito d'assumere l'iniziativa dei varii accordi, il ministro aggiungeva credere opportuno che fosse affidato a qnella Confederazione il còmpito di ~ettere d'accordo le potenze interessate : ed aggiungeva avere egli già scritto in propo· sito alla Legazione di Berna. Finalmente, con lettera del 19 giugno, lo stesso onorevole ministro comunicava alla Croce Rossa copia della nota di plomatica trasmessa dal consiglio federale al ministro plenipotenziario italiano a Berna. Noi la riportiamo per intero: ~< Sua Eccellenza il commendator Riva, inviato straordi« nario e ministro plenipotenziario di Sua Maestà il Re .« d' ltfl,lia, si è compiaciuto di far conoscere al consiglio « federale che il comitato della Croce Rossa italiana si era « rivolto al governo di Sua Maestà per ottenere che degli « studi e delle pratiche preliminati fossero fatti allo scopo « di venire ad un accordo per stendere ai combattimenti « n.a•:ali le proposte fatte dalla Convenzione di Ginevra il « 22 agosto 1864. « Prima tuttavia di formulare .una proposta in questo « senso al prossimo Congresso della Società della Croce Rossa, « il quale avrà luogo a Vienna nel prossimo mese di set« tembre, il governo del Re ha tenuto a prevenirne il con« siglio federale, onde conoscere se la Svizzera desiderasse
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ANCO!l.A l>ELl,A CltOCE J;\OSSA NEI GOMl!ATTI.Ml!:N TI N AVALI
ANCORA DELLA C,ROCI.!: ltOSSA !\El C,O~TBA;TT I.MEN'Cl NA\'ALI
« avocare a sè l'iniziativa concernente la revisione e l'asten« sione della Convenzione di Ginevr.:1. o se essa. invece in-
« tenda lasciarne Ja cura all'Italia.. « Il consiglio fed erale svizzero. ringrazia vivamente il go« verno di Sua .Maestà il .R e di tali amichevoli preliminari e « constata con piac.ere che i due governi vanno all'unisono
« nell'i ntendimento d'una realizzazione più completa del-
« r ideiL umanitaria, a cui s'era ispirata la Convenzione di (< Ginev ra. ' · « Convinto pertanto della necessità che alla Con veozi0ne « sieno apportate le modificazioni che i fatti avvenuti sui « campi di battaglia dopo il 1864 suggerirono, e com·into « altrresi dell' utilità che deriverebbe dall'estendere la Con« ·venzione di Ginevra ai combattimenti navali, il consiglio « federale, in sèguito a domanda fa.ttane dalla Conferenza « di Parigi, aveva, sin dal 1868, preso l'in iziativa della con« vocazione d'una Conferen.za tra gli Stati firmatari della Con, « venzioue stessa. "' « Il governo del Re conosce quale sorte incontrass.ero gli « articoli addizionali approvati nella Conferenza tenutasi a « Ginevra dal 5 al 20 ottobre 1868; . essi non poterono es« sere con vertiti in ·convenzione, per mancanza di ratifica« zione da parte degli Stati contraenti. « In conformità del voto espre_sso dall'ultima Conferenza « internazionale della Croce Rossa, tenutasi a Roma dal 21 « al 27 di aprile 1892, si tratterebbe di rinnovar oggi le pra« tiche fatte nei 1868. « Da qualche tempo il consigliò faderale s'occupa già di << tale questione, ed ha anche quasi compiuto i necessari la« vori preparatorii. Stando quindi le cose a tal punto, e d0po « aver sentjta la dichiarazione del governo del Re, inspirata « alla maggiore cortesia - della quale vivamente r ingrazia -. « il consiglio federale, persuaso del vantaggio che 9-eri verebbe « dal mantenere intatta la trac!izione storica, stima oppor« tuno che alla S.v izzera sia affidato il proseguimento dell'c« pera, e che ad essa spetti di far le pratiche neoessarie onde « realizzare il nobile voto della C.onferenza di Roma. ·
(<
Il consiglio federale non mancherà pertanto -
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appena
« i lavori pn~paratorii sieno ultimati - di prendere cono« scenz::i, delle disposizioni delle potenze aderenti alla Con« venzione di Ginevra, come non cesserà di spingere le cose « con tanta maggiore sollecitudine e speranza di riuscita, in « quanto esso sente d'ora innanzi di godere l' appoggio di « Sua Maestà jl Re d'Italia. »
A (1uesto punto, come si vede, l'opera del comitato centrale italiano poteva considerarsi come compiuta; ma altri avvenimenti si preparavano. Pel settembre 1897, infatti, le Società della Croce Rossa eràno nuovamente convocate ad un'altra Conferenza internazionale a Vienna e vi si riunivano per la prima vo1ta il 18 dello stesso mese alle 8 e mezzo di sera nel Cursalon (Stradtpark) , ricevute dal presiderte conte F. De Falkenhay.n . Quindi, il giorno d ipoi, si recavano nelle sale dell'università, dove il Principe Reale ed Imperiale, Arciduca Luigi Vittorio, inaugurava la ~eduta. Non crediamo di andare errati dicendo che in essa t utto il mondo aristocratico ed intellettuale vi era rappresentato. Leggendo il lunghissimo elenco dei delegati rlei governi e degli intervenuti qmdi rappresentanti della Croce Rossa , si rimane veramente sorpresi. Il governo austriaco vi aveva mandato il conte De Badeni, presidente del consiglio dei ministri; il conte De vValsèrshemb, ministro della difesa nazionale: il barone De Gautsch, ministro dei culti e della pubblica istruzione: il conte De Kielmansegg, governatore della Bassa Austria: il sindaco di Vienna, dottor Lueger. Di alcuni delegati di potenze europee ci sia permesso citare il conte Solms-Baruth per la Pru~sia, il marchestl De Villalbos per la Spa.gna, il barone De Hardenbrock per i Paesi Bassi, S. E. De Martens per h Russia. . 'l'ra le varie nazioni del mondo - quasi tutte -- ci limiteremo ad accennare le più lontane. Gli Stati Uniti \ 'Ì avevano tre rappresentanti: miss Clara Barton, Giorgio Pullmann
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ANCORA DE LLA CROCK ROSSA N E I COMBATTUIENTI NAVA L I
e il dottor J. B. H ubbell; il Giappone ebbe ·a· sno rappresentante il dottor Koike Ma8anao; il remoto e barbarico Congo era rappresentato dal signor Dupont e il Siam affidò la delegazione al signor H. Schoenberger ... Tanto è vero che l'umanità tutta - a qualsiasi razza o colore essa appartenga - ha sempre di comune la compassione e la carità! Oh, cer to se miss Nightingale ed Elena Pawlowna si fossero trovate colà, il loro nobile cuore avrebbe sussultato di orgoglio, come tante volte aveva s ussultato d'amore per l'umanità sofferente! (1).
Le proposte che dovevano essere presentate alla Conferenza di Vienna dai delegati italiani signori Panfilo Panara colonnello medico direttore sanitario al ministero della guerra e Salvatore Grisolia d irettore medico al ministero della marina, er ano le seguenti : 1° R elazione sul progetto d'un regolamento definitivo per le future conferenze internazionali: 2° Relazione sulla Convenzione di Ginevr,1 nei. combat ti.mentina vali (rendiconto della Conferenza tenutasi in Roma, e proposte concordate) . _ 'rralasciando di. discorrere della prima parte, come quella cb.e non si riferisce al nostro argomento, riporteremo le paro)e con le quali il relatore della Croce R ossa italiana, professor Mazzoni, concluse il suo discorso circa l'intervento della Croce Rossa stessa nei combattimenti navali.: '' . (t) E opi111om, ;:e11eralnw11te diffusa in Euro1ix che a miss Nigh tinga le - fanciulla di nazionalitit inglese - si <lebba la prima attuai ione del princi pio umanitario a cni s'in. tormò poscia la Croce Bossa. Giunta con 37 compagne nel teatro della guerra di Crimea, ella avrebbe fondato - da quauto sembra - la prima società che avesse per iscopo di soccorrere i feriti e le vittime dei conOitti. La Russia - per co nto suo - rivendica,•a a sè l'onore dell'iniziati,•a. Secondo la versione russa, infatti, le suore inglesi, giungendo nel campo dell'azione, vi avrebbero già trovato una Comunità di :120 religiose che prestayano la loro ~anta 01iera ria circa un anno innanzi. Questa Comunitit di asfistenza, detta Krestovosdvigenslrnia {dell'esaltazione della Santa Croce) fn tondata nel principio della guerra di Crimea per iniziativa della granduchc,,s,t Elena Pawlowna, chi,tr issima donna per atti di oeneflcenza e di caritit e lìglia de l celebre chirurgo russo Pirogoff. Questa ver:;ione semb ra la più accettabile. Comunque sia, è certo che ambedue quost~ nobili creature hanno ben meritato della graUtudine umana.
A!\"CORA DELLA CROCE .ROSSA NEI COll1llA'l"l'IMENTI N AVA L I
« Che cosa manca -
egli disse -
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perchè· questo nobile
« atto d'umanità entri nel dominio de.lla pratica esecuzione ? « Manca .ad esso la base essenziale, l'affermazione diploma« tica che estenda i beneficii della Convenzione di Ginevra « ai combatt.imenti navali. 'l'utto dunque è pr ecipuamente
« subordinato a questa sanzione politica. Finchè esso atto « non verrà approvato e firmato dalle varie potenze ade« r enti, ogni. nostro sforzo sarà pur troppo opera vana.·)) Il signor De Vogiié aggiunse: « Quale coronamento alla relazione che avete udito testè, «.ho l'on ore d' invitarvi a rinnovare il voto espresso alla « V Conferenza di R oma nel 1892, con la quale le potenze « firmatarie della Convenzione di Ginevra erano invitate ad « estendere i beneficii delle società della Croce Rossa ai com« battimenti navali. Non rientrerò nell'argomento: tutto ciò «.che su di esso si poteva dire, è stato detto. Aggiungerò << solamente che, date le condizioni. presenti e i terribili com« battimenti cui danno luogo i moderni mezzi di distruzione, « alla Croce :Rossa, incombe assolutamente il dovere d'offrire « senza indugio i suoi servigi alle potenze, e di rivendicare « a sè l'onore di tale intervento nel sacro nome dell'onestà « e dell'umanità tutta. Il problema è complesso, ma non « tale che, con un po' d i buona volontà, i governi non si « possano metter d'accordo, come d'accordo si son messi per « la Convenzione di Ginevra. « Invito quindi la Conferenz,i a far nuovo appello aUe po« t,enze, affinchè esse non rimandino ulteriormente l'adempi«. mento pratico di così importante questione, e per chè, anche, « si facciimo persuase della responsabilità a cui andrebbero « incontro non sol.tanto di fronte all'umanità ma ancora verso « le loro rispettive nazioni, qualora si lasciassero sorprendere « da fut uri combattimenti navali senza aver prima risolto « questa importante questione. « Conviene, frattanto, far appello anzitutto ai due governi « che hanno già preso pei primi una così generosa iniziativa, « e, cioè, al governo del Re d'Italia e al consiglio federale sviz« zero. Noi attenderemo fidenti il risultato della loro opera.)>
, 1966
1967
ANCORA DRLLA. CUOCE ROSSA NEI COMBA1"f!M EN'l'l NAYALI
ANCORA DEI.LA CROC E llOSSA NE I COMBA T TBrENTl N,\VALI
A. tutti rispose il sig nor :be Claparède, delegato speciale della Svizzera. Informò anzitutto che il consiglio federale svizzero si era non soltanto interessato della importante questione, ma che aveva già dato incar ico ai varii cantoni della federaz ione di assumere i relativi lavori preparatorii. Esso si era inoltre rivolto - per il loro autorevole parere in pr<:po· sito - a persone competenti ed illuminate, che avevano fatto della Convenzione di G inevra e degli a rgomenti ad essa relat ivi, l'oggetto di studì profondi e speciali. « Appena il consiglio federale - soggiunse il signor De Cla< parède - a vrà compiuto gli studii necessari e che gli sa« ranno pervenuti i consigli g ià chiesti, egli si farà un dovere « di sottomettere ai govern i delle potenze aderent i una espo· « sizi one generale della questione, informandosi, in pari tempo, << delle loro disposiz ioni circa il modo onde intendano proce« dere per la realizzazione del voto espresso alla Y confe« renza internazionale delhi Croce Rossa, tenutasi in Roma. )) Non staremo a dilungarci più òltre u'el riferire i d iscorsi pronunciati pos0ia dal dottor Loe\v per l' A nstria, marchese De Villalbos per la Spagna, prof. R enanlt per la F rancia discorsi inspirati al medesimo arg0mento - perchè non è questo il còmpito nostro, nè questo il carattere della Rivista Militar-e. Diremo bensì che verso la. fi ne di quella impor tante seduta il conte F . De Falkenhayn, presidente della Conferenza, dietro proposta del marchese De Vogtié, mise li.i voti il seguente ordine del giorno : « La VI Confer enza inte rnazionale, riunitasi a V ienna, rin« nova il voto espresso alla Cò:o.ferenza di Roma nel 1892, « invitando le potenze firmatarie della convenzione di Ginevra ' « ad intendersi per estendere i beneficiì di t ale Convenzione « ai combattimenti navali nella misura e nella forma che « saranno loro applicabili. La conferenza ring razia il governo ,~ italiano delle pratiche già fatte e il governo S\7 izzero della « iniziativa che è disposto a prendere, ed invita le diverse ·« società della Croce Rossa a insistere presso i rispetti vi go« verni, affinchè essi accolgano favorevolmente ì negoziati « che starà per aprire la confederazione svizzera e perchè, ·
« anche, non ulteriore ritardo subisca ormai l'opera di giu« stizia e di umanità che essa prosegue. » È forse inut ile dire che questo nobile o~·dine del giorno venne approvato ad unanimità. 'l'C
** Questo dunqne lo stato dellé cose, e questo il risultato dell'opera indefessa, instancabile della Croce Rossa italiana sino al 1897. . Dopo la Conferenza di Vienna, il governo italiano, fedele al còmpito che si era assunto, riprese le pratiche iniziate, e trasmise le proposte della Croce Rossa affinchè la Confederazione svizzera si facesse - come nel 1864 -- iniziatrice d'un nuovo Congresso diplomatico nel quale ven isse risolta e definita la grave questione. Essa infatti fu portata in seno alla conferenza per la pace riunitasi ad Aja: anzi il governo italiano d iede ai propri delegati istruzioni speciali in proposito. Se non che le decisioni ivi prese non sono peranche state rese di pubblica ragione. Giova augurarci che esse sieno tali che rispondano all'alto scopo umanitario pel quale la Croce Rossa italiana le aveva proposte e che a Vienna venivano approvate. Nel frattempo la Croce Rossa italiana ha già allestito l'attrezzamento necessario per due grandi navi-ospitali da 125 letti ciascuna. La ricca dotazione trovasi a Varignano. 'rutto perciò è pronto perchè il nobile ideale sia raggiunto e le nazioni veggano realizzato un sogno che, da tanti anni proseguito e perseguito, ha preso forma mediante l' indefesso volere della Croce Rossa, dei ministri italiani e della operosità del consiglio federale svizzero. Che gli avvenimenti futuri ci d ieno ragione nelle nostre speranze e in quelle di quanti hanno senso di . giustizia e d'umanità! A. BrscoNTINI.
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ANNO X.LI V,
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NOTA. lllllLIOGRAFIOA
NOTA BIBLIOGRAFICA
FRANCEsco GuAnoroNE. - Il generale Enrico Cosenz. Ricordo. Palermo, Alb. Reber, ,1\>00. È cor,;o poco più che un anno dalla scomparsa di cp1e;to g<~rierale, uno degli ultimi rimasti tra quelli che avev:\Oo preso uoa eminente parte nelle guerre del nostro Risorgiment,), ed ebbe giusto motivo il signor Guardione di volerne consacrato il ricordo col racconfo del le q azioni costanti e forti-dell'uomo, che incarnò nell'anima sua lo splendore d'Italia.» I numerosi scritti del Guarcl ione su quanto rignarda la storia del periodo moderno e specialmente dei tempi rivoluzionari uell'halia meridionale lo indicavano naturalmente come il . biografo del genera le Cosenz. Egli valendosi di nume1·03i documenti, posti a sua disposizione dalla famiglia, potè darci quakhe nuova informazione sull'esti\tlo di cui celebrava il ricordo. Così sappiamo che le origini del Cosenz sono francesi, ed il suo casaio viene da quelio dei Cousin; che il paJre, generale del genio, aveva preso parte a parecchie operazioni d'assedio nel ,periodo napoleonico, ed era morto a P0rtici il 30 giugno ,18iH, mentre il figlio esule io Genova prepara vasi, come dissero allora i giornali, « a • brandire nuovamente per l'Italia la sua spada onorata.» Tl'oppo breve, ce lo permetta l'Autore, nella parte che riguarda la ·difesa di Venezia , durante la quale i f consigli del Coseuz dovettero certamente esercitare molta influenza,,_ invece trovammo interesse grandissimo nel leggere le c0nsiderazioni deJ Coseuz quando nel 1856 accostavasi al partito unitario nazionale creato sotto gli auspici del Manio, e indicava le ragion i per le quali la guerra d'indipendenza trascioasse seco il pensiero unitario, e le sorti delle regioni meridionali d'Italia sieno indissolubilmente legate a quelle delle settentrionali. Lo scrittore riporta i brani di tre lettere ~critti:: allora dal Cosenz al Palhivicino circa a ta le supremo argomeoto, e noi vorremmo che tntte fossero pl'esenti al nostro lettore, il qua le potrà vederle riportate nella pubblicazione del!' Epistolario tra Daniele Manin e Giorgio Palla.vicino fatta dal MA!NEI\I (pag. 398-399) . « Militarmente e storicamen te
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parlando, seri veva il Cosenz in quel suo stile serrato e nervoso, sappiamo -che l' [talia superiore è stata mai sewpre pér quegli che ha avuto per sè la meridionale; o almanco non l'ha avuto per nemica.» La teoria della valle del Po è completamente rovesciata , e la controprova delle idre ,del Cosenz può trovarsi nel prezio;;o libro dei fratelli Mczzacapo che .appuoto allora pubblicavano i loro studi sulla difesa dell'Italia. Ne sieno rese grazie a\l'at:curato Liografo per la preziosa citazione, e pochi che non fossero cultori delle pat.rie rnernorie, come lo è Ini, la avrebbero rammentata. È notevole, e poco avvertito, come il senti mento unitario sia pri,mamente stato concepito nell'Italia meridiona le, è vivarnent.e iotraveduto da q uei val1mtuomi11i che furono il Settembrini e lo Spaventa, nelle pri:gioni borboniche cl i N,1pol i e il Cosenz, esule in Genova, ove prepara vasi .alla prossima riscossa . Quando la storia del nostro Risorgimento, uscendo dalle pastoie scolastiche e convenzionali in cu i è sta ta costretta, e dalle r1ub11u igl ie da cui è -sovraccaricata, sarà studiata e insegnata da uu più largo punto di vista e <:on intendimènti veramente naziona li , cesserà la sciocca leggenda dello .stellòne e su premo una buona volta quale sforzo di intelligen.za, di volontà e di energia materiale abbia costato la ricostituzione politica del nostro paese agl i uomini che vi concorsero . Non seguo il fede le biografo nell.:i descrizione delle gesta epiche del -Cosenz durante le ,guerre d' indipendenza in Lombardia e di :rnificazione iu Sicilia. Egli ha reso un giusto omaggio all'uomo modesto, intelligente, ·valoroso di cui commemora l'opera . A suo tempo, e quando ciò sarà · possibile per gli ano i t.rascorsi, si sa prà ant:he quale parte uti le e feconda abbia avuto il Cosenz nella prepar:izione dell' esercito italiano per la -g11erra . Tra le streue tioanzia rie e le difficoltà inerenti alle convenienze • · parlamentari l'autorevolezza di un Uùmo come il Cosenz fu certamente · · provvidenziale. lotanto il libro del GuARD rONE ci riesce caro e gliene sa.remo grati, perchè oltre alla descrizione dei fatti tra i qu&l i si è trovato il Coseuz mette in rilievo a1whe il cuòre dell'uomo; e rimandiamo il tetwre al libro ove sono citati gli aneddoti riguardami la bontà del generale tacìtnrno, limitandoci a ricordare semplicemente l'affetto che lo ,legavn a quanti lo hauno circoodato per ragion i di uffi.;io e tra tutti al Dal>ormida che chiamava « il suo brnvo Vittorio. » F.
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NOTIZIE POLITICO-MILITARI In Italia non abbiamo duranle la quindicina se non faui di cronaca; Lra quesli dobbiamo notare la visita delle LL. AA. RR. il Principe e Principessa di Napoli a Perugin , per ouora1·e di loro presenza l'esposizione geuerale umbra che si tiene in quella città ed inaugurare il congresso degli agricoltori italiani. Le LL. AA. RR. giunsero a P<!rugi11 il 46 corrente e ne ripartirono · il 18, grati dell'imtusiastica accof:lienza 11vu1a da quella patriouica cittù, che da l canto suo serberà gra tissimn e lunga memoria della visita ricevuta. A proposito del congresso dej?li agricoltori io Perugia, dobbiamo notarP- che il presidente del medesimo avendone notificalo l'apertura a S. i\1, il Re, ringroziando per l'intervento àei Rea li Principi, Sua Maestà fece rispondere per · mezzo del generale Ponzio Vagl ia, primo aiutante di campo, cui seguente telegramma: « S. .M. il Re, lieto ,;he i suoi amatissimi figli , i principi Ji Napoli, abbiauo assistito alla inaugurazione di cotesta assemblea, ringrazia dei sentimenti di all'etto a lui rivolti in questa occasione, e fa voti perchè la grande famiglia degli agricoltori italiani raggiunga tulla quella prosperi tà che le assicurano i progressi della scienza e l'indefesso lavoro. • - Una visita sim ile a quella dei Principi H.ea li a Perugia la fecero le LL. 1BJ. il Re e la Regioa a Venezia dove si tiene un'esposizione internazion11le di belle arti. I Sovrani, giunti in quella ciuà il 22, vi restarono tre giorni, recaudos.j più volte all'esposizione ove fecero rilevanti acqui:;ti. Non diremo della caloro,;a accoglienz~ fatta dai Venezi ani alle LL. M~I., pen.;hè quest'accoglienza in Yenezia è CO$a solita, tradizionale. Piuttosto, parlando di visite, noteremo quelle fatte dall'on . ministro della guerra agl'istituti militari di Parma e di Modena. Egli giunse a Parma il ,17 e visitò quella scuola di applicazione per la fan teria, ove si trau.enne a luogo, interessandosi vivamente per quel nuovo istituto che completa l'ordiuameoto scolastico del nostro esercito. Il 18 si recò a Modena ed ivi i~pezionò minutamente la scuola militare ed assistette a varie lezion.i im partite agli allievi.
NOl'IZIE POLITICO-MILITARI
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Il 20 settembre p. s. venne pre.;entato alla firma di S. ~1. il Re un decreto-legge con coi si ordina I.i leva sui nati nell' anno ·1879 e le relative modalità. Questo decreto- legge, che In CortP dei conLi ha registrato con ri serva venne firmato ila Sua l\Iaest}1 e ru pubblicato dalla Gnzzetta. 1iffeMale nella corrente quindicina. Esso verrà presentato al Parlamento per la sua conversione in legge, appena questo sia riaperto, e frattanto presr.rive quanto segue: · Art1colo ,1. - Gli inscritti dell.i levn sulla classe ,1879 , che saranno riconosci uti idonei alle armi e non abbiano diriao al l'assegnazione alla 3a categoria, sa ranno tutti arruolati in 1a categori.i. È fatta eccezione per quelli provenienti da leve anteriori a quella snlln classe 1872 e per quelli provenienti dalla leva sulla classe 1876, che pel numero già avuto in sorte, avessero dovuto essere assegnati alla 2a categoria, i quali in caso di riconoscinta id,ineità 11lle armi saranno arruolati in i1uell:1 e11tegoria. Articolo 2. - Gli inscritti che furono riman~ati dalle leve precedenti sulle classi 1877 e ,1878 come rivedibili, a senso degli articoli 78 e 80 della leige sul reclutamento, se saranno dichiarati idonei ed arruolati nel la ·I " categoria nella le vii sulla classe 1879, assumeranno quelli nati nel 11877 la ferma di anni uno, e quelli nati nel ,1878 la ferma di anui due. Articolo 3. - È fatui faco ltà al ministro della guerra di stabilire il numero degli uomini n.iti nel ·I 879 ed arruolati nella I a categoria, che 1ovranoo assumere la ferma di anni due prevista dnlla legge sul reclutamento. La relazione del ministro della guerra a S. ~I. il Re su 11uesto de · creto-legge e~pone come il disegno di legge annuale per la leva di tena sui nati nel ·1879 fosse stillo preseutatu al Parlamento, e già avesse subito la discussione ed ottenuto l'approvazione della commissione parlamentare incaricata di esaminarlo; non mancava se non la discussione nell'aula e l'approvazione del Parlamenu,, quando, per le ben note vicende parlamentari, la Sessione fu chiusn. Oro, non potendosi prevedere (dice il ministro) quando il Parlamento avrà la possibi lità di discutere ed approvard il disegno di legge suddetto, e dovendosi d'altra parte provvedere alla chiamata delle reclute prenotate per le armi a cavallo, che avviene normalmente agli ultimi di novembre o ai primi di dicembre, sorge la necessità e l'urgenza di provvedere mediante reale decreto. 1
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~OTIZ1E POLJTICO-mLITARl
NOT! ZlE P OLITJCO-MILITARl
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" di mare. Il decreto-legge In modo consimile fu provveduto per la leva firmato a questo proposito da S. M. il Re è del seguente tenore: Articolo ·1 . - Gli inscrilti della leva di mare ~ulla classe ,1819, che saranno riconosciuti idonei ali<~ armi e non avranno diritto all'assegoaziooe a:Ja 3• ca tegoria, saranno tutti assegn:ni alla ,f a categoria. È fatta eccezione per (]Ue!li provenien,i da leve anteriori a quella delhnno ,f 898 , che, pel numero avuto in sorte, 11vrebbero dovuto appartenere alla 2.a categoria. Essi, se ri~onosciuti idonei, . saranno as5egna ti alla <za categoria. Articolo 2. - Gli inscriLti che furono rimandati dalle precedenti leve sn i n.11i nel 187i e.'f 878, in base ~ll'articolo 53 del testo unico delle leggi sulla lev11 di mare, approvato con regio decreto numero 5860 (serie 3'1) del 16 dicembre 1888, ove siano riconosciuti idonei ?.lla 1a categoria, nella leva del '1900 , llssumeranno la fe rma di due ann i, se nati nel ,f 877, e quella di tre anni, se nati nel 1878. Articolo il. - Il ministro della marina potrà, duraute l'anno '1900. mandare in congedo an ticipato gli inscritti arruolati di ,(a categorin con le classi 1876 e ·1877, (]Uali rived ibili, per infe.rm ità od imperfezioni fisiche, della classe 1875, dopo che essi abbiano compillto due o tre anni .di ferma, secondo che apparteng1100 alla cfosse ,1877, ovvero alla clas,e ·1876 . 1
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** Le conferenze agrarie tenute ai mi li tari nell'inverno scorso · avendo clat.i buoni ri<;ultati, il ministero della guerra ha determinato che esse vengano fatte anche nel prossimo inverno, e perchè le medesime abbiano un indirizzo uniforme, ha dettato apposite norme, delle quali diamo un sunto: Le conferenze avrann o luogo dal .principio di novembre alla metà di marzo; vi potranno prendere parte volontariamente i caporali e soldati agricoltori o di altra professione affine; potr11nno assistervi come ud itori tu tti i sottufficiali senza distinzione di grado. In0lt.1·e potraàno frequentarl e i militari di truppà dei carabinieri reali di qualunq ue grado e professione. Sa lvo quelle considerazioni che sara.nno consigliate o imposte dalle peculiari condizioni loc11 li il programma da svolgersi potrà essere concretato prendendo per bnse il seguente schema . « Importanza dell'agricoltura razionale in Itali11 .
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, Il terreno, materie principali che lo compongono e la cui conoscenza è necessaria per l'agricoltore. - ìV.I.etodi pratici ed osservazioni fac ili per riconoscere la uatura della terra e i suoi bisogni per le varie coltivazioni. e< Fertilità delle terre. Attrezzi e metodi per eseguire questi lavori. - Selezioni delle sementi . « Concimi e concimaziont. - P reparazion e, conservazione ed uso rniona le. - Concimi chimici e loro buon uso. « i\1iglioramenti fac ili nel la coltivazione del frumento, del granoturco e delle foraggiere. - M.alaLtie ed avversità principali di queste piante e mezzi per combatterle. « La vi te e le malaLtie cui va soggetta. - Ceu ni cli vi nificazione razionale. • Cenni su lla coltivazione del gelso e dell'olivo; bachicoltura e industria olearia . oc Norme elementari per la buona nutrir.ione e per l'igiene del hesLiarnc. • Cenni d'orticoltura , fnnticoltura e pollicoltura . - Vantaggi economici per l'alimentazione della famiglia» . Sempre che sia possibi le, si avrà cnra di far visitare ai militari intervenuti alle conferenze poderi sitnati nel le vicinanze del le guarnigioni, affinchè possono vedert\ praticamente applicati i sistemi di col1ivn ioue esposti nel le conferenze stesse. Potrit anche riu5cire opportuno che, per l'insegnamento di specia li colture, proprie a determinate regioni, i militari vengano raggru ppati per rt>gioni corrispondenti. Frattanto il ministero della gu~rra ha bandito un concorso per un manualeuo di agronomia pratica da distribuir3i ai milit11ri di truppa come complemento delle confereuze agrarie. Le condizioni del concorso sorro le seguenti : Il manualetto dovrà essere redatto in ìorma semplice, a portata del. l'intelligeuza media del soldato, sviluppando il programma delle conferenze. Al primo classificato dei lavori presi in esame - e che verrannf) giudica ti rispondenti allo scopo - sari1 conferito un premio di L. 1500; al secondo un premio di L. 500. Il giudizio è riserbato ad una com missione com posta di cinrrue membri nom in:iti dal ministero della guerrn. La proprietà letteraria del lavoro premiato resta al min istero. Il concor:;o si d1iuderà il 3·1 marzo ,1900. I manoscritti saranno inviati diretLamente al Ministero della g1{erra (segretariato generale), contrasegoati da un'epigrafe ripetuta . in una busta chiusa. Si apriranno so ltanto lo buste pertinenti ai manoscritLi dei lavori prem iati; le altre :saranno restituite chiuse ai richiedenti assieme col corrisponrleute manoscritto.
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NOTIZIE l'OLITtcO- MI LITARI
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buona condotta. Quelli che già si trovino sotto le armi devono presentarsi in tempo utile al comandante del rispettivo distretto, colla doma uda corredata dai documenti che vennero specificatamente indicati nel Gior-
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Il conte di Toriuo ha compito la sua visita' a tutte le principal i loca lità dell'Eritrea, in mezzo all'entusiasmo degl' indigeni che accorrevano da tulti i dintorni per ossequiarlo. Fu un vero viaggio trionfa le, nel quale S. A.. R. ha potuto constatare i benefizi apportati dalla civi ltà ita liana nelle condizioni materi~l i e morali della colon ia; mentre d'altra parte l' accoglienza delle popolazioni fu nuova prova di un fauo clo-ià noto, cioè che gl' indigeni riconoscono i benefizi ricevÙti e c.:.l1e qui ndi nou solo è .ilfotto eliminato il pericolo di sommosse da parte loro, ma si può, fino ad nn certo punto, fare assegnamento ,;ovr'essi nel caso che la integrità o la sicurezza della colooia venisse minacciata dall'esterno. Il conte di Torioo lasciò l'Eritrea il 25 corrente imbarcandosi a Massaua per Suez .
nale militm·e.
Gl i ilmmessi ni corsi debbono assumere all'atto dell'ammissione la ferma di cinque anni ; truelli però che poi non riuscis$ero idonei al grado di sergente, saranno prosciolti dalla medesima . Il cor,,o d' islruzione è della durata di ,Js mesi ma sarà prolnn,',(a to di altri · tre mesi per quelli allievi che al term ine del corsi) non sien.o dichiarati promovibi li al grado di sergente e desiderino presentarsi agli esami di ripar~zione. Gli all ievi che conseguano la voluta idoneità negli ~arrii prescritti, saranno promossi caporali a! compimento dei primi sei mesi del corso e sergenti dopo diciou.o mesi. - Nel la considerazione che la chiamata alle armi dei mi litari di ,1° categoria della classe ·1879 avrà luogo nel mese di marzo del l'a nno prossimo, il min istero della guerra ha determinato che il perioJo di tempo per la presentaziooe del certificato richie,,to dai mi litari studenti ritardat~ ri, che desiderano continuare nel ritardo riel servizio, sia prorogato a tutto il giorno precedente a quello che verrà a suo tempo stabil ito per la suddetta chiama ta alle armi.
,,. ** Fra le più import~nti disposizioni d'interesse militare emanate nella quindicina e pubbl icate dal Giornale. milit.are notiamo le seguenti: - Vennero aperte sino al ,li'\ dicembre prossimo le ammissioni di allievi sergenti ai corsi cbe saranno costituiti da l 10 gennaio ,J900 in varie città e corpi designati. · In ciascun corso di fanter ia e bersè1glieri saranno ammessi cinquan ta allievi; in ciascun corso d'artiglieria da campagna, quaranta; in ciascun corso di èavalleria, venticinque; al corso del ·1 ° reao-imento o~ genio, dodici; al corso del :~ 0 reggimento genio, treurasei; s1I cor.,o de l 4° reggimento genio, diciotto; al corso del 5° reggimento geo io, venti; al corso della briga ta ferrovieri, dieci . Per gli altri corsi il numero degli all ievi ammissihili è illimitato. Possono essere ammessi in seguito a loro rlomauda : a) ! giovani che abbiano compitò l'_età di 17 at1ni, ma non abbiano ancora concorso alla leva e chiedano di arrnolarsi volontari o come surrogati di fratel lo; b) gl' inscri tti della leva iu corso sulia clRsse 1879, compreso i rìvedibili della stessa e delle leve precedenti; e) i mil itari in congedo che uoo su peri no l'età di 26 anni e dlie dano il passaggio alla ·1 • categoria se già non vi apparlengouo; d) i caporali e soldati in servizio sotto le armi. Per essere ammessi ai corsi gli aspiranti devono saper leggere e scrivere, avere l'attitudine Gsica per l'arma cui aspirano ed essere di 1
*** - Il ministero ha d~terminato che il servizio prestato nell'isola di Creta sia dagli ufficiali, sia dagli uomini di tru ppa, venga inscritto a matricola. - Venne notifica lo essere stata concessa anche ai militari la facoltà di percorrere, senza aumento di prezzo la via di Napoli, anzichè quella più breve di Nola, nei viilggi da stazioni a nord di Cancello a stazioni 3 sud di Napoli e viceversa. - Per provvedere alle vacanze nel personale nei maestri civili di scherma delle scuole e dei collegi militari, venne indetto un concorso per esame, fra i sottufficiali istmttori di scherma in attività di servizio che il ,1° novembre p. v. abbiano almeno dieci anni di serviiio . Nou potranno prendere parte al concorso i sottnfliciali istruttori i abbi:rno già concorso due volte per la nomina a maestro civile, ovvero abbiano rinunziato ad un precedente concorso o non abbiano ottenuto in esso l'idoneità. Le domande per ammis;;ione dovranno pervenire al ministero non più tardi del 2.0 novembre; l'esame avrà luogo nei giorni 5 dicembre e
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successivi presso la scuola magistrale di scherma, innanzi ad apposita comm issione nominata dal ministero. - Venne notificato che nel mese di febbraio p. v. saranno chiamati a sostenere l'esa me d'idoneità per l'avanzamento a car.po tecnico principale d'artiglieria e genio di 3· classe i capi tecnici di ,1a classe. I rehitivi elenchi dovranno pervenire al ministero non più ta rdi del ,15 gennaio p. v. - [l ministero ha determinato che col 29 novembre p. v. abbiano pri ncipio le operazioni per l' invio in congedo illim itato dei mi litari di ·I a categoria della classe ,1876, con ferma ùi tre anni, appartenenti all'arma di cavalleria. I movimenti rel,1tivi al cougedamento saranno effettuati per cura dei comandanti di presidio i quali prenderanno colle autorità ferroviarie i necessari accordi.
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Roma, 28 ottobre 1899. J;.
NOTIZIE MILITARI ESTERE
BELGIO.
Ubreth d,,; rnobilitazione. - Nel ·1893 il tenente generale Pontns, allora ministro del la guerra, ordinò a tutti i comandanti di corpo di fHre fotografare le redll te tre mesi dopo la loro ammissione in serv izio e una seconda vol ta al momento del loro invio in congedo . Queste fotografie sono allogate oel libretto di mobi litazione per il confronto dei connotai.i e sono munite di timbro specia le. Il procuratore. generale presso la corte d';)ppello di Bruxelles, pensando che questi libretti riuscirebbero utili in caso di rieerca, per uu crirn iue o deli tto, di individui d1e appa rtengono o hanno appartenuto all'esercito, ha domandato che essi possano essere comunicati alla gimtizia, ciò che dal ministero della guerra è stato accorciato. I FRANCIA.
Campi di tiro di cirr.ostanza e campi di tiro temporane'i. - Una circolare ministeririle in da ta del ·16 luglio u. s. relativa a « l'étnblissement des régimes des champs de tir de circosta nce et de certaios champs de t.ir t.emporaires .» abrogando le disposizion i di uoa lettera del 28 Iuglio 11897, si.a bilisce : ·1° Sono campi di tiro di circostanzn terreni che si riconoscono potersi prestare all'esecuzione di alcuni tiri a pallottola oel corso di una manovra o ù'nu esercizio esegu ito in epoca conveniente. La ricogoiziooe cti questi terreni, che non sono mai presi in affitto, e le relative propo;te « come campi di tiro di circostanza • sono fatte dai capi di corpo di fan teri a o d'artiglieria. L'esame di tali proposte è fatto dal $ervizio locale del genio per mandato del comandan te il corpo d'armata, il quale ratifica e provvede per gli accordi colle autorità civili. 2° I campi dì tiro temporanei sono stabiliti su terreni ceduti da comuni o privati e messi, ogni anno, a disposizione delle truppe
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NOTIZIE MlLITARl ESTERE
NOTIZIE MILITARI ESTERE
durante uoo o p1u periodi di piccola durata, al fine di permettere loro l'esecuzione dei tiri regolamentari che non potrebbero effettuarsi in guarnigione. Per l'istallazione di questi cacppi di tiro è appl icabile la procedura soprnccennata, se non importano spesa allo Stato; aitrimenti si osserve~anuo le prescrizioni in vigore per i campi di tiro permanenti. Coricess·ione <ti rnedaglia coloniole. - In seguito a decreto del 9 maggio n. s. contenuto nel bollettino ufficiale dell;i marina, ottenne il diritto. alla medaglia coloniale il persona le mi li tare e civil e della missione del • Lagrandière • nel' Haut-Mé-Kong per il periodo compreso tra il 20 m::w. e 1"J Q ! g,o ~O agosto. Questa medaglia avrà l'agr·afe HatH-1\'.lé-Koog. Diritto a canipagna di guerra ed a medaglia coloniale. - Con decisione del 30 agosto ·1899 iI ministro della guerra accordò il diritto al beneficio di campagna di guerra al personale dell'esercito e della marina (europei ed indigen i) che presero parte alle operazioni comp iutesi sotto la di1:ezione del capitano Déane, nell'Assikasso e a Daboo, nel peri orlo di teriipo compreso fra il 1,0 maggio e il 25 settembre 1898. Inoltre, conformemente al decreto del 24. agosto, mserto nel bolleu.ino ufficiale del la marina, questo personale militare e quello civile, che prese parie alle operazioni in parola hanno diritto al la medaglia colo~iale con l'ag1·afe Còte d'Ivoire. · lncorporazione del contùi.9erite di leoa. - Nella sedu;a del 2.8 marzo u. s. il Senato ha votato nn progetto di legge col quale si stabiliva che la durata del servizio militare si :;arebbe, iu avveni re, calcolata a cominciare per ogni contiogeute dal .Jò ottobre dell'anno del l'iscrizione sul le liste di leva, e che il contingente da incorporarsi sarebbe st!lto messo, alla stessa epoca, a disposizione del ministro del la guerra. Si sperava io conseguenza che la legge av~sse potuto essere votata riall'altro ramo ciel Parlamento e promul~ata in tempo perchè il contingente della classe del ,1898 avesse potuto raggiungere i corpi nella ,1a qu indicina di ottobre. Le vicissitudini parlamentari avendo frustrate queste speranze, l;i clnsse per quest'anno sarà incorporai.a, come per l'addietro, nella ·1' quindicina di novembre. I risultat·i delle operazioni d'i, 1·ech1,tamento nel 1898. - Le operazioni dell'estrazione a sorte sono incominciate in tutta la Francia i I ·16 gennaio e sono terminate il '10 febbraio ·1898. Vi hanno partecicipato 33·1, I7~J iscritti. In segni10 al la visita medica 26,198 furono dichiarati inabili a qualsiasi servizio, ciò che ' ha ridotto a 30,i., 98•1 la cifra degli inscritti nelle liste del reclutamento.
Le operazioni ulteriori dei Consigli di revisione (dispense, _aggior~amenti, ecc.) hanno ridotto ancora tale cifra per modo che 11 con tingente dispon ibile per l'esercito fu realmente di 230,!~07 uomini. Il contingente è stato ripartito fra le varie armi nel modo :;eguente:
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yo~J?.e.!: 2·3 ;,1nni
1 ai)llO
Fanteria. Cavallerìa Artiglieria . G~nio . Equipaggi militari Tru ppe d'amministrazione .
•I ,2 18 2,0(\..•1
103,038 20,9·12 20,390 3,876 2,0iO 3,876
76,275
·IM, 132
6:3,"51
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8,647 ,t ,2'18
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Si rileva da lla ripartizione degli uomini as(;r1tt1 ,11 servizio di un anno ed ascritti al servizio di 2 e 3 anni, che più di uo terzo del contingente incorporato fa ,;olo un anno di servizio. Nel corso dell'auno 1898 sono stati liberal.i dal ,;ervizil) auivo 23t,680 uomini, ossia , .28,1 uomini 1iu più di quanto ue siano stati incorporati. La situazione dell a clnsse del ·1897, dal punto di vista dell' istruzioue è la segue~He : Uomini che non sanno leggere ne scrivere ·16 ,15/1. ((i,. 88 ¾) 4, ·177 ('I. 35 °/.) >> che sanno scrivere solamente . 38,206 (H. 5'1°/ 0 ) 1> che sanno le~gere e seri vere . a v~nti un'istruzione primaria più 24-9,205 (75. 28 6/o) sviluppata . >> brevettati per l'iusegoiimeuto pri4-,563 ('I. 38 ''/o) ma.rio 6,677 (2. 0·1 °/o) Baccellieri . ·uomini di cui non si è potuto verifi·I 1,800 (3. 56 °lo) care l'istruzione. 1
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L'altezza media degli uomini ammessi al tiraggio a sor1e è stata di metri 1,645. Il numero deo\i /lfruolameoti volontari cli 3, 4- e 5 anni contratti nel ,J898 pei co:·pi fra ncesi. i regiimenti stranieri ed i corpi ind igen i dell'Algeria, è stato di 29,759 di cui 8378 per gli equipaggi della flotta ; le truppe coloniali, 17,22.5 per l'esercito in .Francia e 192 per i reggimenti stauziati in A.lger:a e Tunisia. 1
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
NOTIZIE MILITARI ESTERE
Il numero dei sottufficiali riassolùati da ,1 a 5 ann i è stato. nel 1898 di. 62~-1- ;. 20 di m~n~ dell'anno precedente; il numero dei c.1porali, bngad1en e soldati mssoldati è stato di 630. Per l'Algeri;i lt:i liste.' deJìnitivc di reclntamento per la classe del rn97 comprendevano 5280 nomini; ed essendo stati dichia rali inabili 369 sono rimasti i\.9 H, ai quali si sono agginnti 327 aggiornati delle classi '1895 e 1896. Il contingente dispon ibile, dopo la visita med ica, si è ridotto a 320'.2 uomini che sono stati così ripartiti:
Articolo 3°. Tutti gli imp ieghi accessor; attualmente esercitati nei corpi di truppa dai soldati sottratti alle compagnie, agli squadroni ed alle batterie saranno disi mpegnati da un nnmero corrispondente di nomini riconosciuti non atti al servizio armato (categorit\ degli uomini classificati attnalmente nei servizi ausiliari; esenti per mancanza di statura o altre cause, che uon producono alchna incapacità di lavoro). Questi ullimi come pure gli uomini attualmeote cla:;silicati pei servizi ausiliari non riceveranno l'istruzione militare dun111te il tempo della loro presenza sotto le armi. Le obbiezioni messo innanzi dai suoi opposiiori furono priucip:dmeu te tre : ,1a Diminuzione dell'effettivo in tempo di pace; 2· Penuria di souu ITiciali; 3a Diminuzione dell'istruzione teGoica nell'esercito. Por rispondere al la ,1•, il sigoor Rolland, prendendo per base i risultati avuti dal reclutamen to nell'anno ,1897, 113 dimostrato con esattezz~ di calcolo come, npplicaodo integralmente la legge da lui d~lineata nei t re artiGo! i sopra riportati, la ditforenza nella forza numerica del contingente è piccolissima o quindi incalcolabi le. i,\\el rispondere alla 2& egli divi~e i souu!ficiali in 2 classi; quella dei raffermati non diminnirà purchè gli siaoo mantenuti i vantaggi attua li; l'altra che com prende i giovani chiamati colla classe di leva ed i volontari, i quali ricevono il grado di sottufficiale, circa ,1,~,000, sarebbe da trovarsi. A tale scopo egli fa osservare che la soppressione del le dispense fo rà notevolmente aumerHc1 re il numero degli iudividui capaci per intelligenza, coltura ed attitud ine fisica a <liveot.are sottufficiali aoche dopo un anno di servizio. Basterebbe poi, per ottenere l'intento, applicare fi nalmente l'articolo 84 della legge sul reclutamento 1889, rimasto finora rnosscrvato, articolo in cni è prescritto che nessuno può ottenere un impiego nell 'amministrazione centrale dello Stato, nei diparlimeuti (e si potrebbe aggiuug'3re nei grandi mono.poli sovvenzionati dallo Stato), senza essere stato sottufficiale almeno per due anni . Finalmeute, alla terza osservazione egli risponde Ctlll'es.1 mc degl i ultimi regolamenti nei quali è prescritto che per il ·15 marzo le reclute deb bono essere iu grado di eutrare in cc1mpagna. Ne deduce che per avere l'istruzione completa del so ldato occorrono 4, mesi, supponendo, come del resto effetti vamente avviene, la chiamata alle Hmi nell a 1a metà di novembre. Soggiungi:, quindi che dopo questo primo periodo d'istruzioue intensa, 18 o 20 mesi di ripetizione e di al\eoomenLo alle diverse fatiche delln guerra possono essere suffk iouti pel suo perfezionamen to ;;e si
Fanteria . Caval leria . Artiglieria . Genio . Treno equipag;!i. Truppe d'amm inistrazione.
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li senizio di dur a.nni. - Da molto tempo e con m:s1steuza ,i pr,rla in l•rancia della convenienza di rid urre il servizio milirnre a 2 au ui; molti progetti di legge furono a tale &copo presentali dovaoti ai due rami del parlamento ma nessuno potè essere preso i11 serio esame. Non ne mancarono di quelli che meritorono speciale :rneuzione sia per le proposte io essi conten ute sia per gli argomenti èou i q,.iali i proponen ti controbauerono le principali os,ervazioni mo~se loro daali oppositori, e fra questi merita specia le aueoziooe il prog,:tto del se;atore Rolland che fu preso in esiune dall'apposita Commissione del Senato il 2,.1 giugno scorso ma nou giuu:;e io pono pri ma deila chi°usnra della se..sione. In tre anicoli il signor Rollaod concreta la sua proposta. Articolo ·1°. L.:i duratn del servizio ntill 'e:;ercito nttivo è fissa ta n dutl anni effettivi. Articolo 2°. L~ dispe11:;e di diritto citat{J n1111'articolo 21 della leo<re sul reclntamento sono soppresse (pii mogeniti, fratello m~ggiore di ~~ l'ani, fig lio unico, nipote di vedova, lìglio di cieco o di padre che ha 70 anni, primogenito di una famiglia di 7 o più figl iuoli, il primogenito di due fratelli inscritti nello stesso cauLone o nella stessa classe di leva, giovane che ho. sotto li:, arm i un fratello all'opoGa della riu nione del cosiglio di revisione, il fraLelio del militare morto in attività di servizio o riforma_i.o in seguito a fe rite o malauie contratttt io servizio). Le .dispense a titolo di sostegno indispensabile d, famiglia (:m. 22) sarnnno accordate nella proporzione del 115 o;. del cootiogente da io· corporarsi per 2 anni.
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NOTIZIE MILITARI ESTE.RE
evitano le interruzioni di qualsiasi genere in modo cbe tale periodo sin tutto di lavoro utile e d'istruzione profi cua . Questo il progetto del signor Rollane! ehe sarà ripresentat0 alla riapertura del parlamen to. GERMANIA . . Nuova istruzione. sul servizio cicl'istico militare. - I prim i P.Sperimenti con In bicicletta come mezzo di corrispondenza in guerra vennero fa tti in German ia nel ;I 886, e proseg uirouo negli anni seguenti. Nel ·1892 venne concesso agli ufficiali e all11 truppa di valersi fuori servizio della bicicletta. Nel rn94 il Mimstero della guerra emanava le prime disposizioni di massima sull'istr uzione e impiego dei ciclisti nell 'esercito, disposizioni che furono comprese nella ristampa, avvenuta nello stesso anno, del regùlamento sul servizio in guerra. Nel ,J895 fina lmente venne iu luce l'Istruzione provvisoria per la manutenz·i.one e l'uso delle biciclette nell'esercito. (Si veda la R·iu-ista militare italiana, dispensa X V, ·I O agosto "895). Recentemente questa istruzione provvisoria venne abolita e sostituita da una nijova lstruzione sul ser·v'izio ciclistico militare. (Fahrraclvorschrifc). È un volumetto di 71 pagine. così di viso: I. Descr frione delle parti principali della bicicletta. Sono in servizio 3 specie di bicicletta : · la bicicleua di guerra, dotazione .4, (Kriegs Fahrrad- Garnitur il) pel :;ervizio in campagna, per esercitazioni sn terreno vario, per grandi esercitazioni su I servizio in guerra e per le manovre autunnali; la biciclelta di guerra , dotazione B, e la biciclettH per istruzione (Lernrad) per ogni genere di servizio. l tl'e tipi di bicicletta sono di uguale costr uzione. Que lla per istruzioue è ;o itanto più robusta in tutte le sue pani e specialmente nel forcellone; di piu non ha la borsetta ed il fanale. 'Non possono essere acquistate nuove biciclette per istruz:one, perciò questo tipo è destinato a scomparire. Invece la bicicletta cli dot11zione A passa di dotazione 8, quando la si giudica non più atta pel servizio in guerra. II. Maneggio, pulitura, maniiten~1:one e custodia. La sorveglianza sul maneggio, manu tenzione e custodia delle biciclette spetta in primo luogo ai comandan ti di battaglione. Essi devono esigere, con tutto rigore, che le biciclette siano adoperate con la necessaria cautela e riguardo da chi ue ha la pratica, e che siano costantemente mantenute in perfetto :-Lato per uso di guerra.
NO'l'IZIE MILITARI ESTERE
Ul83
È vietato cli adoperare le biciclette per motivi estranei al senrizio o da chi non ne è antorizzat.o. La, pulitura ordinal'ia si eseguisce tutte le vo lte dopo adoprata la bicicletta. La pulitura straol'dinaria si eseguisce in massima ogni anno in primavera e in autunno. Rich iede la comp leta smoutatura della maccbioa e quindi l'assistenza dell'ar maiuolo. _ Prima di adoperare la macchina il cicl ista deve sempre esaminarla, per assiwrarsi che sia in buono stato. Durante la corsa il ciclista deve evitar~ che la macchina sia danneggiata da uni e cadute o saper porre riparo, eventualmente, aù alcuni gmisti. . Le fabbriche sono obbligate, per In cluraw dr Ull anno dalla consegna della macchina al la truppa, a riparare gratuitamente tutti i guasti che dovessero verifìcarsi in ca 11s11 di difell.i o di impiego di scaden ti materie prime nella costruzione, o di trascurata lavorazione. Salvo le riparazion i durante il vi,1ggio, il ciclista non può eseguirne altre, e deve fare rapporto delle irregolarità di funzionamento o dei ouasti che dovessero verificarsi nella sua macchina. l'> Le riparazioni sono eseguite dal l'arn;1aiuolo o da lla fabbrica, e vengono sempre segnate in apposito registro da l quale deve risu ltare p~r ogni bicicletta: numero e specie dei guasti, i~ snccin.to qu~nclo ed rn quale circostanza venne prodotto il guasto, cln esegm la nparazrone, spesn per l,1 stessa. . III. Spese di 1na1mtenzione e ·di rinnovamen to. Sono previste in ·apposito capitolo del bilancio. IV. Controllo. Ogni macd1ina nuova deve essere min utamente collaud31a da ll 'al'mainolo ed accetta ta da una commissione. In occ,asione del le visite alle arm i, dovranno pure, con la massim:i cura, essere esamina te le biciclette. I comandauti rli brigata e gli ispettori, nel passare in rassegna le truppe, dovranno accertarsi del buono stato delle biciclette. Il Mini::tero della guerra si l'iserva di ordinare ispezioni straordioarie. V. {struzione del personale. Ila luogo per battaglione o per reggimento: quel la degli ufficiali pres50 la scuola militare di gi~nastica. Gli uomini di truppa da istruire quali ciclisti saranno scelti dal comandante di battagl ione. La scelta cadrà in primo luogo su uomini svelti, intelligel)ti, bene istruiti, possibilmente sopra coloro che già sanno ,;ervirsi della bicielctta. Salvo casi del tutto eccezionali, i volontari di un anno sono esclusi. 126 -
ANNO XLIV.
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Il personale scel to sarà assoggettato a visita medica per accertare il buon funzionamento del cuore e dei polmoni. Tale visita sarà ripetuta settimanalmente durante le prime settimane, ogni •I 4 giorni più tardi. L'istruzione è sem pre affida ta ad un ufficiale che sia abile ed ,3sperto ciclista . Lo sco po dell'istruzione non è quello di col tivare lo sport. Le corse eccessivamente rapide, a spese della solidità e durata della maccbina, come pure tutti i giuochi artistici su questa, sono proibiti. Si esigerà rigorosament,~ che nelle discese i piedi non siano mai tolti dai pedali. Prima delle manovre autunnali sarà bene che i ciclisti siano esaminati dal comandante di battaglione o di reggimento. In massima si dovrà ritenere che la bicicletta non può essere impiegata che sulle strade. Su buone strade e per tratti di qua lche estensione il ciclista supera in velocità la staffetta. Con tempo favorevo le e su buone si.rade, la percorrenza di 30 a /i.O chi lometri in due ore è da considernrsi quale un risultato soddisfacente; si poss0no però ottenere velocità molto maggiori. In marcia pnò essere opportuno di permettere ogni tanto al ciclista di staccarsi dal reparto che segue, poicbè il tenere con la macch ina la velocità dell'andatura di marcia stanca assa i. Il ciclista mon.tato sulla macchina eseguisce il saluto dimi nuer do la velocità , rettificando la posizìtine e fissando il superiore. · Smonta dalla macchina quando per salutare deve fa r fronte. Non eseguisce il saluto so ltanto nel caso di grande movimento lungo la strada, ossia quando è necessario presti tutta la sua attenzione alla sicurezza propria e degli altri. VI. Prescrizi on1; d'ordine che devono essere osservate cfrcolando ·in bicicletta. VII. 'Vestizfone, equipaggiamento e armamento . - I ciclisti portano : , Berretto con visiera, sottogola e copertina (il cicl ista non ha dunque l'elmetto); Giubba cli panno di nuovo modello o tunica; Farsetto a maglia ; Pan talone di panno per stivale con uose corte di pelle; Scarpe da allacciare di nuovo model lo; Man tellina con cappuccio. - 'È confezionata con panno. impor· meabile di color grigio, lo stesso panno del cappotto ; Borraccia; Tascapane;
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NOTIZIE MILI'rA.Rl ESTERE
NO TIZIE MILITARI ESTE RE
Borsa dello zaino (pei viveri di riserva); Cinturino con borsa per dispacci ; Sciabola (assicurata al gambo del forcel looe); Per le truppe a piedi il fucile mod. 91 I t' d · 11 0 . Per la cavalleria la carabina mod. 88 ( porta I a armaco ' Munizion i. Il fucile mod. 91 non è alt~o che la carabina di cavalleria mod. 88 eon pochi5sime modificazioni esterne; del resto il giol'llale militare ufficiale avverte che circa l'armamento e il munizionamento dei ciclisti s11ranno frn breve date speciali disposizioni. Lo zaino eri il cappotto dei ciplisti saranno trasportati sui carri. Nello zaino dev'essere posto tutto ciò che non si può portare nella tasca per pane e nella borsa dello za ino. Ai ciclisti bene istruiti che hanno acquista to tanta pratica da potersene veramente fida re, viene fatta apposita nota sul foglio di congedo. Fa seguito al la nuova istruzione un allegato così diviso: riparazioni che possouo essere esegrtite dall'armaiuolo e modo di eseguirle, tariffa delle riparazioni, di:;ti uta dei difetti riscontrati nelle visite. INGHILTERRA.
Rapporto sull'esercito pel 1898. - Fu recentemente pubblicato un libro azzurro contenente il rapporto generale sull'esercito inglese per l'anno 1898. La forza media del l'esercito fu di 225,027 uomini di cui ·12.2.,825 in serv izio fu ori della Gran Bretagna. La forza effetti va media di ogni arma fu come segue : 1
Cavalleria Household . » di linea . Artiglieria a cavallo » dr, campagna » da montagna >> da fortezza . Genio . Guardia Fanteria di linea Corpi colon iali Sussistenze . Artificieri Corpo saui tario . Corpo contabile .
·1 ,305 17,8,\.8
1
3,669 H,932 1,383 1
•18,326 7,860 6,958
138,033 6,3 12 3,6·13 1
1,373
1
2,835 580
1986
NOTIZJE MILlTARl ESTERE
NOTIZIE MILITARI ESTERE
La forza effettiva il 7 gennaio ~ 899 fu di 231,85•1 comprendenti 8537 utlìciali, 94-·1 sottuffieiali a brevetto, ·14-,769 sergenti, 3527 trombettieri e tamburini, 20,t ,077 caporali e soldati, con un aumento di tru ppa sul •1897 di 9980 uomini. Il numero totale di consigl i di discipl ina fu durante l'a nno di 9676 (5463 in patria e ,f213 nelle colon ie). I delitti furono ·14-,0H (8276 in Ingbiltèrra e 5768 nelle colonie). Le condanne furono 9392 e le assoluzioni 2.8,).. Quanto alla nazionalità la truppa era ripartila còme sef(ue: In~lesi . Scozzesi . Irlandesi Nati nelle colonie . Forestieri Incerti .
,, 65,038 ,, 7,285 28,358 10,0•1i.I
97 1,580
Lo foria totale della riserva di •I" cla sse fa di 78,798 uomini, coo ,i.202 mam:anti per completare l'organico; quella della riserra di 2« classe fu di :\. 11 uomini. Inoltre si trov::ino ,f ,f 3,t~39 uomini uella mil izia, ,f 0,207 nella Yeomau ry e 230,678 volontari, focendo così un to tale generale di !~33 , '163 uomini. Co1Ytzzata (< Bu.lwark. » - Il ,f 8 ottobre venne varata a De,·on port la corazzata B1ilwarlc. Incominciata il 20 marzo, la costruzione durò meno di 7 mesi e vi furono impiegate 51150 tonnellate di materiale. Il 81i.lwark è una delle tre corazzate note sotto il nome di classe Veneral:tle.; essa fu disegnata d:1 $Ìr W. H. Wbite, e costrutta sollo la sorve~liaoza dei contrammiragli II. J. Carr e F . S. Jacksorl. Le sue dimensioni principa li sono:
'
Lunghezza tra le perpendicolari ' Larghezza massima . . f avanti . lmmers1ooe .m d'1etro Spostamento
4-00 piedi. 75 piedi . 26 piedi 3 pollici. 27 piedi 3 poli ici. . 'ii:\, 000 tonnellate.
Essa avrà due serie di macchine verticali a triplice espansione della forza totale di •15,000 cavalli-vapore, e si crede avrà la velocità di ·1 ~ nodi all'ora. Vi saranno 20 caldaie tipo Bellevi lle. ·
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L'armamento comprenderà: 4,
pezzi da 12 pollici a re.trocarica (io due b:uheue), 1
,1'2 pezzi da 6 pollici a tiro rapido (in casematte) . •16 pez~i da •12 libbre (12 cwt.) a tiro rapido.
6 Hotclikiss da 3 libbre a tiro rapido . · ·1 pezzo da 112 libbre (8 cwt.) per imbarcazione 1 pezzo da 12 libbre (8 cwt. ) da campngn:i e sba rco. 8 Max.im di, pollici 0,4-5.
Inoltre vi saranno pure 4 tnbi Jancia;si lnri subacquei Armata, la corazzata avrà un equipaggio di 773 tra ufficiali e marinai. Le cora1.1.a1e della classe Venerable sono identic:he per forma, dimensioni e sposta_mento a qnelle della classe F'ormida.ble, solo variano _alquanto nella di: stribuzione del la corazza; nella classe Venerable la crntura corazzata e portata molto più avanti, rnenlre si è fatto a meno della paratia corazzata di prora . SVIZZER:A.
Cava.lletti per wcùia da. campagna. - È io esp:rimento pre~so al<mni reparti di tl'llppa un cavalletto pieghevole di ferro per cuc1m1 da campagna, inveutatodall'aiutante sottufficiale Zeller di Ne~chateL Questo cavalleuo facile a montarsi ed a smontarsi, può essere situato l1l qua' . . Junque posto e sopporta senza inOetrèvi il peso di tante marmitte piene, quante se ne possono sospendere. . . È costruito in modo da servire per il rancio di una compagn ia d, 200 uomini. Facilmente trasportabife ha pure il vantaggio della durata: 11 suo costo non sorpassa sensibi lmente la spesa che occorrerebbe per l acquisto di sostegni di legno dnrante il corso di ripetizione, ad ogni nuovo accantonamento.
RIVISTA DEl PERlODICl M!Ll'l'ARI
1988
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L' a,ssegnazione dei ri'f!edibili.
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
Rivista di fanteria.
Fascico lo XX, 38 settembre 4899. -
Rassegna dei fatt~ mi litari.
~on lìne ir?nia lo scrittore accenna a quei gazzettieri che impancandosi a maes~n gettaron giù la loro prosa, criticando le grandi man?:re eseguite nello scorso settembre e esprimendo iuappella hili giud1z1 su questo o quel generale. Con roventi parole stigmatizza poi 'luelli fra essi, devoti, n udirli, agli ordini che ci reggono , che trovano buoni soltanto i soldati, e conchiudouo che vinceranno « se sara~no bene comandati, ~ lasciando così capirn eppoi subito ampiamente duarendo che nel comando essi non hanno fede. E questo è veramente deplorevole, soggiunge ~iustamente l'articolista, perchè assai più dannoso. Na?oleone ha de~to clie nella guerra le forze morali contano per tre quarti : ora forze morali non vi possono essere in un esercito do:"e m_anchi la primissima, cioè la fede nei capi in sè e dei gregari nei capi. Confronto fra il regolamento italiano éd i regolamenti de-i, prùic-ipah eserciti ester-i. ·
Gli avam.posti. -
Studio assai accurato, nel quale son poste a riscontro le prescrizioni regolamentari nostre con quelle nustria!lhe, tedesche e francesi, cui sPguono opportune considerazioni eh~ rendono il lavoro assai preoevole e meritevole d'essere conosciuto . b La guer1·a e la pace.
Con molta abilità son passati m rapida rivista i tentativi fatti per la pace prima da individui isolati: Kant, Hegel , Saint-Simon, dai trattnti del "8·15, poi dalla società per la 'pace, dall'ufficio interparlamentare colle COD$eguenti conferenze interparlamentari, e dalle assozioni dei socialisti , che pel caso di guerra hanno immaoinato il così detto sciopero rosso. Eppure le guerre si seguon l'un l;ltre, perchè la guerra è la vita.
Si vorrebbe che i rivedibili, e specialmenu·. riuelli che furono rivedibili due volte, fossero assegnati ai corpi già vicini, sia per considerazione economica, sia perchè si perdn minor tempo nei viaggi, sia infine, perd1è snrebbe una via aperta a quell'esperimento di ordinamento regionale caldamente e da molti anni propugnato dalla Bi'flista. L,1 proposta ci sembra conveniente, ed_appoggiata a convinc~nti ra~ ofoni, eccetto l'ultima, perchè è troppo chiaro che l'assegnazione di ~ochi uomini e per pochi mesi ai corpi stanziati nella regione non ruò offrire occasione ad un serio esperimento dell'ordinamento regionale. Si avrà il vantaooio di risparmiare, tempo e denaro per l'invio degli 00 inscritti dalle loro cnse ai corpi e viceversa; ma nulla più. Rivista di cavalleria.
Fa::icicolo X, ottobrè ·1899. - Lcf gran g'iornata di Rob - Una sca,ramuccia di cli1,alleria nel 1848 i per CAR LO Cous1. Due bozzetti militari; l'uoo ricorda Rob, puro sangue inglese che a quattro anni nella guerra contro la Danimarca montato da un tenentioo prussiano, gli prende la mano e lo porta lontano a scorazzare h a le linee danesi , finchè ritornarono, ma ambedue sulle cinghie. L'altro ritrae una scaramuccia rli lancieri riemontesi contro ussari austriaci nel piano fra Verooa e Vil lafranca , e così vivamente che pare di assistervi . l)"i,oagazioni cavalleristiche; pel colonnellÒ B1ANCH I o' ADOA.
Crede l'autore sia troppo tassativa la massima che in nessim caso il fatto che la cavalleria non h(i d'i (ronte ca'Valleri ci nemica basti a gitistificrire la suci inazfone. Ritiene, per contro, sia migliore cousiglio, tenere, in tale caso, la cavalleria in aspetto, in attesa di propizia occasione, e risparmiarla al più possibile per averne a snllicienza nel momento del bi5ogno. Lo scrittore oppugna pure il concetto generalmente ammes~o che il momento propizio per la carica sia sempre fugace, e corrobora la sua opinione con esempi storici tra tti da lla guerra del •1870. È pure d'avviso sia pericolosa e dannosa la massima, ch e vuolsi erigere quasi a principio fondam entale della tattica dell'arma, secondo la quale l'int1rvento della cavnller ia nell'azione di prop1"ia 'iniziat'Ì'Va
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RIVISTA. DEI PEltIOl>lCl MlLlTARI
der/ e.çsere considerato co,rne la nor11w da segu-irsi i1wariabilmen1.e 'in tutte le fasi del èornbattimento così o/fensi'vo co:me difensi1,o. Ad eccezione del caso in cu i la cavalleria è collocata sul le ali della li nea di battaglia, e meno speeiali circostanze, fa cava lleria deve stare aali ordini o del comandante in capo o del comandante del!:, grossa " unità cui è addetta. E ,1 questo riguardo si ricorda la capi tale' importanza dell'nione della cavalleria in accordo col le .1 ltre armi. Lu cavalleria napoletana neU'tilta Italia dal 1794 al l799,· per Ec;-
GENIO DE Rossi, capitano dei bersaglieri. Nella guena contro la Frnncia dal 179,\. al "796 presero p11rte, :1 lleati de?li I~1periali, q~attro reggi~en ti di Gava lleria nàpoletani, le cui gest,), bn llanussime specie uella cnmpagna del ,1796, sono affatto ignorate. I l De Rossi si è proposto, con que·Ho suo lavoro, ri i tributartl alla memoria di quei prodi caval ieri dimentica ti l'omaggio dovuto, e vi è riuscito compiuwurnu te. Il suo scritto, compila to in base a documen ti inoppugnabil i, acquisla pereiò grande valore e mentre ci fa conoscere i gloriosi fotti di quegli arditi e va lorosi caval ieri, rettifica pare.echi f:1tti d'a~·mi che ridondano a particolare gloria delle tru ppe italiane. La sorpresa di Codogno, durante la qua le trovò la morte il genera le La Harpe, da pane di pochi squadroni napoletan i, e il passaggio del Mincio di N,1poleooe vivamente contrastato dalla cavalleria napoletana, ci rivelano pagine storiche pressochè sconosciu te. Augu ria mo al lavoro del De Rossi molti lettori, e a noi an ,ruriamo che . . d' to egII ci Hl, e di spesso, <1ltri c.:msimil i scrittì.
Revue du Gerle militaire.
Numeri
r~o e ,t ,1 del 7 e H
'-
ottobre ,1899 ~
La Revue, a promuovere l'i:;trnzione tatti~c1 degli utficia li, ha stabi li to di indire dei Concorsi d·i LaMri tattici sulla carta. I temi saranno scelti nell a collezione dei lavori interni della scuola di guerrn; in extenso o sernplificat'i. I lavori inviati dagli ufficiHli saranno esaminati da uffici11li su periori brevettati, e le migliori soluzioni sara nuo pubblicate e i loro autori riceveranno in premio un abbonamento a! sP;mestre in corso . Il primo tt!ma, inserto nel n. 4- 1 è il S(iguente : 1
RIVIST A DEI PERIOD ICI MlLl'rARl
1991
Situazione. Una colonna proveniente da nord-est ha attraversato Laon \'8 dicembre, e si ~ fermat.a al sud di detta città per accantonarsi ; il, ~rosso è a Etou vel les e Chivy-les-Etouvelles. La forza dtllla colon na è la seguente : Due battaglioni cli fanter ia, un reggimeol.O di ussari, due batterie a cavallo ed una compagnia del genio.
M·,;ssione. Il crenerale z. eomandante la colonna, ha ricevuto la missione: « Di distruggere completamen te, per ci uanto possibi le, le strade forrate che si incrociano a Soi~sorb. Compita la missione, ripiegherà sopra Laon per assicurare quell' importante nodo di comu nicazioni fe rroviarie contro i partiti nemici segnalati nei dintorni di Soissons >>. Un abitante del paese proven iente da Soissons, fu arrestato a Etouvelles, alle 9 di sera; egli. afferma che nel momento in cui lascio Soissons, verso le 3 e 30 pom., distaccamen ti di cavalleria vi penetrarono pro venienti da '.md.
Notizie divene. li tempo è al bello fisso . Gela leggermente il mattino, da parecchi giorni. Il giorno spunta alle 7 ore, e fa notte dalle ore 5 pom : Non vi è la luna. Non esiste alcuna fo rtificazione permanente nella regione. li generale z. ha deciso che il movi mento della colonna priocipiçrebbe al le 6 aot.
Lavoro cla eseguire. ,1° Dislocazione delle trn ppe e sicu rezza per la notte da\1'8 al 9 dicembre. 2° Ordine d'operazione pel giorno 9 dicembre. .~
** Ab.biamo stimato opportuno cl i riportai·e per intero quanto ha tratto a questo primo concorso, per presentarn un' idea abba:;;tanza completa dell'indirizzo che si ioteude seguire. La Re1Jue da parecch i mesi, come abbiamo a suo tem po ri levato, si è spf.cialmente ded icata alla pubblicazione di soluzioni , temi tattici e specialmente alla rip roduzione di ana loghi studi fo tti 111\'estero. Co<;ì iu
1992
1993
RIVISTA DEI P.ERI0DIC1 mLITARl
RI VISTA UE! PERJODICJ MILlTARI
quesll ultimi numeri riproduce dal la Royal United Service fnstittilion una partita di giuoco di guerra fatta n,1lla società mi litare de ll'Home Distriot (regione territoriale il cui ca poluoio è Londra). I concorsi che ora indice non sono pertanto che un proseguimento sul ca mmino già impreso a battere. L' idea delhi Re'Oue, in teS! generale, è indubbiamente buona; resta a vedersi qual~ accoglienza troverà nel corpo degli ullìcia!i.
v_iaggiatori è più che doppio di quello che si ha in Francia, e così pure vi è più che doppio il tonnellaggio delle merci trasportate . . Sarebbe permuto erroneo il pretendere che il nostro materiale ferroviario fosse per numero ugnale a quello tedesco.
n
materia le, mob'Ìie delle strade ferrale, pel e.apir.ano
TAUOIJ REAU.
È tem,1 , per così di re, di attual ità, poichè io que,;ti ultim i tempi in Francia, io Ita lia e io Germania fu lamentata la mancanza di vagoni e si sono adottate misure per provvedervi. Io Francia, le compagnie ferroviarie per fa r fronte al continuo aumento del traffico, dii dne anni hanno dato agli stabil imenti una raie massa di ord inazioni, che or.i per sopperire al biso"no di ,1O loco mo• l':> t1ve a grande velocità , l'amministrazione delle ferrovie dello Stato ha dovuto rivolgersi a un officina degli Stati Uniti. Così j)Urti la compagnia Jell'Ovest che voleva 20 locomotive, fu costretta di commetterne ~ O io Austria, e per le altre ,1O di costruirle essa stessa nelle sue officine. L'artico lista però mette io ri lievo che per la mobil itazione e pei conseguenti bisogni della guerra, vi è un materiale più che esuberante. Al 3:1 dicembre del 11898 le compagnie ferroviarie disponevano del seguenti') materiale:
Locornoti ve . Vagoni da ,viaggiatori Carri da m1::r<;anzia o furgoui
10,"95
1
26 ,579
273,254
Dal ,Jo gennaio ·1899 stanno per essere consetrnati o sono in costrno zione : 4-8,l, locomotive, 2372 v11goni da ' vi?ggia tori e' 919fl fra carri e furgon i. La Germania avrebbe oggidì : ,16,884- locomotive, ·95,337 vagoni da viaggiatori e 36•1,506 carri e furgoni; ossia 6689 locomotive e 95 ,337 fra vagoni e carri, in più della Francia. Lo scrittore afferma che iale differenza non imp!tc.a uno stato di manife~t3 infe_riorità della F rancia di fronte alla Germani:i, come apparirebbe-a pnma vista. Nel fatto, la Francia e la Germania non hanno nè la stessa superficie, nè la stessa popolazione, nè la stessa atti vi ta economic:i, nè, finalmente, la stessa rete ferroviaria. In Germani" il numero dei
[ Boeri:, pel capitano PAtN VIN . È un breve articolo, nel quale, però, sono date notizie abbastanza interessanti intorno all'ordinamento dei Boeri. Ne spigoliamo qualcuna. Le forze della repu bblica del Sud sono una specie di milizia composta'. tuttavia, di elementi aventi tntte ie qualità del soldato. Così del Boero s1 pnò fare un soldato da ll'oggi al domani: manca, però, il comando e . . qnesto nou si impro1;visa . L'ordinamento militare dei Boeri è aITatto rudimentale ; il solo corpo permanente è uu piccolo c9rpo di Staat.s -art'illerie ~i cui non ; i conosce esattamente la forza. Si sa soltanto che è armaLO lil gran parte con cannoni moderni e possiede ìllmeno una batteria a tiro rapido. L'unità tattica dei Boeri è il Co·mando, costituito eia un certo numero di soldati montati al comando di un Pield-Cornet. Questi Field-Cornets ( ufficiali subalterni) hanuo un ve:;tiatio militare, e sono ripartiti, anche nel tempo di pace, nei vari distretti. , Il Boero è chiamato sotto le armi dai Field- Coroet$. E prontamente mobi)izzabile: e'gli si contenta di portare su lla sua sella vive~'i per quindici giorni sotto la forma di carne essicata,_ pre~d_e la sua crntura piena di cartuccie, si as$icura che la sua carabrna e lll buono stato, inforca il suo poney e al galoppo si reca al Comando , Tutti o-li uomini validi, vecchi e giovani pa rtono a cavallo; restano a casa i-"'vecchi, le donne, i ragazzi. Il governo ha dato il fucile p~rsino a giovinetti di ,13 anni e già abituati al cava llo e al tiro, probabilmente non resterunno inil ietro degli altri. Radunati gli uomini presso il comaudo, il Fielo1 Cornet, presi gli accordi coi suoi soldati, nomina i graduati . Que:,ti, generalmente, sono scelti fra i Boeri dotati di qualità particolari, e che godono di una cerw considerazione presso i loro compatrioti. LI oeoera le Joubert, comandante in capo del le forze del Transvaal non è $pr~vvisto di qnalità militari, ma è vecch io; _epperò il comand<'. deHe truppe in campagna :;arà esercitato dal suo agg,un~o: 1\ magg_1ore CronJe, E' evidente :;ofl'oriuoo-e lo scrittore, che con siffauo ord inamento il ' on ° · . L d' f generale Joubert non potrà far eseguire dei piani strategici. a. 1en: siva dietro buoni ripari, e la piccola guerra colle sue sorpre~e sono 1 procedimenti che permettono ai Boeri di far la guerra con successo.
1994
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
RJVIS'l'A DEI PERIODICI M1LITA RI
Oltre ai Boeri propriamente detti, vi sono ancora dei volontari cioè degli .strani~r! do~!ci liati nel paese, che oon lrnooo l'obbl igo di prestare 11 serv1zro mi litare e specialmente tedesch i.
La battagha d'i Nor;i il .J5 agosto 1799, a ricordo del ceutenario di nn f:itto d';1rmi ;,,rrl,irioso per l'eserci to austriaco; pel colonnello :, ri'poso barone VON w t:CHERER,
Organ der Militar -
Wissenschaftlichen-Vereine.
Vo lume ~9. ,Ja puntata 1899. - Le operazioni delle truppe an9loeg1zume nel Sudan. Conferenza tenuta al Circolo mi litare a Vienna il 3 marzo •1899, cfo l maggiore di ~lato maggiore ANTONIO L I POSCAK . 1
Ad nna ch iHra esposizione delle opernioni militari,· fanuo segu ito rima rchevoli considerazioni. ~ E' (l~sto in ri lievo che per hì guerra furono negli ul timi tre anni costru1t1 nel deserto 900 chilometri di ferrov ia, e che sul Nilo, superando diflìcoltìi ritennte ~iun allora io:;ormootab il i per le cateratte e ]a vel?cilà della co,r~ente, funzionarono ·12 vapori e 200 grossi battell i, assicurando cosi 10 modo com ple10 i 1 tnisporto degli approvvigion 11 • meati. Le spese, del resto, della campagn~ furono relativamente non ri levnnti. Lii ,;pedizione, da ll'anno •1896 siuo al pri ncip io del •18H8 costò 10 totale 23 milioni di fiorini, dei qunl i 9 mil ioni furono impiega li nell~ costruz1oue delIn ferrovia e della linea telegrafica . . Le prese misure arnm inistrativtl, poi, (,ff:·ono un esemp io assai istrull11:o, del. la maniera con cu i un'armr,ta, chiamata ad operare in un paese pnvo eh r,sorst', deliba couteuer.si per essere sicura del ~uccesso. - Frat.l,in to st,ì i l fotto che il ,1° 1,gosto '1798 wveniva la battaglia navale d1 Abonk1r, e cento auui d,,po, il 1° settembre 189811 veva luoao la battaglin di Ondurmano a 2300 chilo_rnetri d:d ma re· interessau~e raffronto di tempo e di spnio, ben adatt.o , :i suscitare i'w11 massa di pensieri , se si getta uno sguMdo sopra una carta dei mondo. . L' Io;!hilterra. e la sua regio:, <:olmarono di ono1·i il gener~le in ciipo. Divenne lord d1 Cbartum, ebbe il titolo di Pari con uoa donazione di 25,000 lire ~terline, fu dichiarato <:iuadioo d'ouore di Londra , ricevette I~ Stel.la .dell'Ordine del B,1guo, unn sciabola d'onore, ecc. Tutte q 1ieste ~1st1 nz100'. esterne e materiali nou ,,algono, pel geuer,de, qu11nto l'intima cosc1enz:i di aver meritno rii unire il proprio nome all a storia glorios~ del sno paese ; ciò che è il premio più elevato e più idea le per no1 soldati. 1
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La ba ttaglia di Novi fu una tlelle più san~uiuose e in cui le truppe austriache maggiormente si disr,insero; eppure è fra lt: meno conosciute e studiate. Il Wncherer ne fa una uarrazione partico l,1reggiata e ben giustamente annovera quella giornata fra le più gloriose per le armi austriache. I Fr:incesi comandati da Joubert, che alle prime fuci late fu colpito a morte, in minor forza ma in possesrn di fortiss ima po,;izione e gu ida ti da abili capi, pugnarono da va loro5i e si viddero strapparn la vittoria nvià cruasi conseauita, dall'efucace ini.erveoto delle truppe austriache ù . eia Rivalta. ' · E' uno studio veram,rnte interessante ed ass~i istruttivo per noi ltaliani. Militar-Wochenblatt.
N. 92, ~J3 e 95 del H, ·18 e 21 ottobre 1899. 1
L'autorevole periodico mili1are prnssin uo pnbhl ica . uua serie di articoli snll'attuale guerra fra l' Inghilterra e il Transvaal, meritevoli di essere conosciuti, almeno nei punti riù sa lienti. Le forze mil itari da prender;;i in considerazione a pparteogono a tre gruppi distinti : l'africano, l' i11gle$e e l'inrligeno. Dal la parte degli Africani troviamo anzitutto le due repubbli che di Hoeri strettamente collegate del Transvaal e dell'Orauge. Presso di esse vi è la grossa colonia inglese del Capo con una popolar.ione discendente oella plurn li tà dai Boeri. Questi Africani sono da considerarsi come neucra li, però moralmen te qual i alleati delle repuùbl iche del nord dPi Boeri. La co lon ia del Capo nppare quindi sin tl'ora come il territorio fo rmante la base delle repnb , bliclie boere, e nel fotto da esso verranno i necessari rimpi::izzi r.li uomini, cava lli, munizioni e viYeri. E non è neppnre da escludere che gli elementi africani della colonia del Capo prendano parte attiva a favore dei B,)eri . D:illa parte inglese sta l' imp(WO mondiale britannico col Self-G<n'erning-Natal quale al le/.lto; neutrali invece e probabilmente, più tardi am ici attivi, il paese inglese di Betsd1mrna, la Chrirtered- Comprmy, la Rodesia e il Portogallo.
1996
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARl
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
Il terzo gru ppo è ra ppresentato dagli indigeni d'i colore di tutta l'Africa del Sud, e che ammontano a circa quattro mi lioni di neri. Non si può prevedere da qual parte si schiereranno ; probabilmente, come gli lndiani american i cento anni fa, guadagnati da ll 'oro e dalle circostanze locali, combatteranno ora per un partito ora per un altro. La guerra potrebbe allora 11ssumere un carattere selvaggio, mir,wte ad una lotta politica di distruzione e di razza .. · la D'altra parte la arande estensione del teatro di cruerra che uanacrlia 0 maggior parte dell'impero tedesco, specialmente se vi si combatte una guerra d1 razza, acquisrn un'importanza capitale. L'Austria per domare la B0sni3, dovl)Lte impiegare contro gli 80,000 insorti bosniaci, ,i ti. divisioni con 262,000 uomini, 1·10,000 cava lli , 300 cmii.ioni, innumerevoli carri e 5000 bestie da tiro. E la ragione ne è ch iara pel militare e pel non militare, In una guerra contro tutto un popolo non vi è un preciso obiettivo d'opernione; non si tratta di occupare la capitale del paes<\ ciò che di solito pooe fioe alla guerra. Se gli Inglesi s'impadroniranoo di . Pretoria, è 11 prevedersi che la guerra nou sarà affatto term inata. La supremazia delle forze è pertanto un impr~scindibile necessità per chi abbia a comba ttere un'insurrezione popolare; e anche con ciò avrà sempre a lottare contro nrnggio ri difficoltà la trnppa regolare piuttostochè l'insorto. E queste diflìcoltà aumentano di grau lunga quando la madre patria sia molto _lontana, ed i vari rifornim6nti debbano arrivare per lunghissima via di mare. E queste diffico ltà appaiono ancor più manifeste, e assai gravi, quando si rilletta intorno ai c:iratteri special i dei due avver&ari : l'uno, indurit0 alle fatiche, pratico del paese, abituato al cavalcare, ciò che gli consente una grande mobilità, ed esperto nel tiro; l'altro, che per vivere ha biso~mo delle sne comodi tà ìeaato quindi al suo carreggio e questo alla base d'operazione dalla quale glt è giuocoforza trarre i viveri e tutti i necessa ri rifornimenti e cbe dovrà dili<,entemente !!> sorvegliare. , Per quanto sia assa i difficile fare un c~rnputo esatto delle forze boere, pur tuttavia da lle varie notizie avute in proposito si può dedurre con sufficiente approssimazione che all'inizio della guerra i Boeri disporranno al massimo di 6,i-,000 uomin i; ossia: Tr.1nsvaa l . 35,500 nomiui Stato libero d'Orange. 20,000 Volontari della Colonia dal Capo 5,000 Volontari del Nata!. 500 Volontari d'altre nazionalità . 5,000 Tota le. 64,000 nomini è)
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Le forze armate che l'Inghilterra tiene pronte secondo nu piano già nrest.abilito per una guerra all 'e,tero, mnmontano a soli 77 mi la uomioi. Constano, cioè, di un armata, denominata Service abroad, di due corpi d'armata e una divisioue di cavalleria, con 2,1fi. pezzi, ,enza contare la militia,, i ·volunteers e la Yeomanry. Per la difesa della madre patria rimane cosl un solo corpo d'armata, il quale è in gran pllrte dislocato nelle grosse gnaru igioui dt)ll'Irlanda, sicchè l'foghì ltena e la Scozia resterebbero quasi senza tru ppe dell'esercì to per ma oente. Ma anche dei 77,000, destinati al Serv'ice abroad, una parte fu già inviata · negli scorsi anni nell'Egitto, nel Sudim, nelle varie fortezze del Mediterraneo (specialmente a Gibilterra e Ma il.a) 111-!l l'Asia orientale ed ultimameote nel l'Africa del sud. Non è quindi il c11sù di parlare dèlla reoolare e completa m0bi li t.azione di -due corpi d'armata e di ·una divisic~ne di cavalleria . Nel fatto il bisogno che ha l'Inghilterra di soldati, aumenta coll'incremento dell'estensione coloniale, le difficoltà si accrescono continuamente di anno io anno, ed ormai sono ora giunte n tal punto da creare serie cure all'autorità militare inglese. Epperò reca sorpresa che l'Inghi lterra, militarmente così debole, siasi impegnata con cuore leggiero. in una guena che richiede uno sforz,i militare straordinario, e ciò tanto più che oe deri1erà forzatamen te e per luogo tempo una debolezza delle forz.e britnnniche nel Mediterraneo, in 1!,gitto, nel Sudan e nelle Indie. L'articolista qui si estende nell'enumerazione di tutte le trnppe inglesi che, a suo parere, potranno essere riunite sul teatro della guerra verso la metà o alla fine di novembre, e ne fo il :,eguente riepilogo: 42,000 uomini Trn ppe regolari inglesi . ,, 11,600 Mi lizia permanente della Colonia del Capo 4 1 compagoie di volontari della Colonia del 5,200 Capo. Complemento delle medesime in seguito ad ,10,000 ordine speciale . ,1.,000· » Volontari della Rodesia e del Betsc;huaua. Truppe loc(lli di Na ta] e del Betschuana e » 3,000 Uitlanders arruolati nel Transvaal . 1
Totale.
70,000 uomini.
A queste forze si potrebbero, tutt'al più, aggiungere 2000 marin~i tratti dal la squadra dell'Africa del Snd, con che si èWrebbero, i11vece,
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RIVISTA DEI PERIODICI MILJ'l'ARI
! ':4,~00 nomin'.. J\la u~ buon terzo almeno di queste truppe dovrà essere 1~p'.egato_ ne_ll oc_cup_az1on_e· delle locnlit;i , dignisachè per le vere operazioni mdrtan olleos1ve, il comandante in capo, sir Redvers Buller in nessun caso potrà dispo1-re dì più di 4-8,000 uomini. ' . Qu~sto staio di cos_e migliorerebbe di molto, se, come è assai probabile, 11 ~ortogallo stringesse alleanza coll'Inghilterra. Lo scr1ttoi:e poi si dilunga assai in preuc considerazioni militari, sulle probabili operazioni dei due partiti , e così vi.1.
LA GUERRA NELL'AFRICA AUSTRALE Conlinnnzion~. -
Vedi 11,,,:1ie,,.1a XXI
Forze militari britanniche.
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Per la .Direzione LODOVICO
C1 SO T TI
Tt!?lntt• roltuut~llo R. ..f .• i11caritolO
DEMARCHI CA RLO,
gerence.
Il germe e la ragione della guerra anglo-boera stanno riposti in due fat ti. Uno di essi deve ricercarsi nella riva- · lità etnica tra Olandesi ed Inglesi; l'altro nella divisione politica, creata dagli avvenimenti storici sul territorio del1'Africa australe e quindi nelle relazioniv dei ari Stati tra loro. Ne deriva una grande conseguenza ed è che il governo di Londra per garantire la prevalenza ingl~se nell'estremo continente africano crede indispensabile di sopprimere, a qualsiasi costo, l'azione politica speciale di quegli Stati, i quali non dipendono dalla sovranità dell a Gran Bretagna e siano quindi da essa contenuti entro determinati e ristretti confini. E questo concetto fo espresso nel messaggio della R egina col quale, in principio di agosto, si chiudeva il Parlamento inglese : « Il malessere, che risulta dalla condizione delle « cose nell'Africa australe, è fonte perenne di iiericoli per << la prosperità dei possedimenti inglesi. » « Il pericolo », aveva detto il ministro Ohamberlain pochi \ giorni prima alla Camera dei Comuni, « non viene dai la- i « menti degli stranieri residenti al Transvaal. Il fatto che « soggetti b.ritannici sieno sotto la dipendenza di un' altra « razza pone a repentaglio la preponderanza inglese; essa « è una minaccia al paese intero. L a posizione dell' Inghil« terra nell'Africa meridionale è in pericolo. » '
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ANNO XLI V .
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LA GUERRA NELL' AFRICA AUSTRALE
LA G UER RA NELL'AFR]CA AUSTRALE
Il fascicolo di agosto della rivista Nineteenth Centw·y è ancora più esplicito : « Noi siamo sul punto in cui la strada
naturale, ed avanzare attraverso l'Orange su Pretoria, approfittando delle tre ferrovie: a) Capetown-De Aar-Kimberley ; b) Porto Elisabetta-Naauw Poort- Norvals Bridge ; e) East :Sondon-Aliwal North sull'Orange, non avrebbe potuto essere adottata, perchè avrebbe gettato l'Orange in braccio al Transvaal, mentre in allora sembrava titubante, od almeno non ne avrebbe r ispettata la neutralità. I preparativi ordinati dal governo ai primi di agosto consistettero nelle seguenti operazioni: a) rinforzare il presidio di Natal con un battaglione tolto dalla colonia del Ca,po; b) disporre per l'arrivo dall'Europa di dne battaglioni di fanteria, l'uno nella Colonia del Capo, l'altro a Natal; e) prendere gli ac.cordi con le Società di navigazione, che avevano impegni di somministrare trasporti al governo, per preparare le navi per l'invio Idi rinforzi di fanteria, cavalleria e artigli'3ria nell'Africa meridionale. Dapprima tali rinforzi dovevano essere forniti in numero di 10 mila uomini dall'India, poi parve troppo pericoloso sguernire quell'impero di tante truppe e fu deciso inviarne la metà dall' Europa; d) autorizzare la formazione di corpi volontari a Bulawajo nella Rhodesia meridionale ed a Mafeking, dove si stacca dalla ferrovia la strada ordinaria di Pretoria ; e) cominciare l'invio nel Natal e nella Colonia del Capo di viveri e materiale da guerra; f) acquistare muli e cavalli nel Canada, agli Stati. Uniti, in Spagna, in Italia, nell'Australia, ecc.; mediante commissioni di ufficiali, che percorressero quei paesi. Il teatro di guerra su cui si svolse.ro le operazioni militari nell'ultima quindicina di ottobre ha la forma d i un triangolo la cui sommità è segnata da Charlestown e la base si ap p·o ggia sul corso del '.J_'_~ a, che passa a2Ù chilometri a sud di Ladysmith. Il lato occidentale è formato dall'aspra e dirup~ a catena dei Draghi (Drakensberg) su cui si precipitano
« si divide in due; se ci sbagliamo nella scelta del cam« mino da prendere c! poniamo a risico di perdere tutta « l'Africa del Sud e perduta quella se ne va anche l'India « e dietro ad ess,L tutto il nostro imper o coloniale. P er « l'Inghilterra questo momento seg ua una questione di,s:ita « o di mor~ . » Già sul principio di agosto, così il governo in~lese come l'opinione pubblica ritenevano necessario di dover ricorrere anche alle armi, se fossero andate fallite le trattative av viate coi Boeri. Infat ti da quell'epoca cominciano i pnm1 accenni a preparativi di g uerra da parte dell' Inghilterra. Essi avevano per scopo quello di rendere meno facile ai Boeri un' invasione, se avessero osato di penetrare m,l Natal. I preparativi furon o però fatti con molta lentezza e non è possibile di ascriverla se non alla persuasione che la tenacità della repubblica sud-africana sarebbe venuta meno riflettendo allo sforzo di cui sarebbe stata capace l' Inghilterra e d i cui quei preparativi non erano che l' inizio. Bisogna però notare che appunto allora, tanto il governo dell'Drange, come gli Africander dimostravano la loro disapprovazione per l'asprezza di linguaggio tenuto dal Kri.i.ger, ·ritenendo che esso avesse da invelenire. il dissidio e da 'rendere inevitabili le violenze. Non doveva dunque nemmeno l'Inghilterra esporsi al rimprovero di aver voluto addossarsi una responsabilità così grave. ', Non mancò tuttavia il governo 'inglese di determinare un indirizzo alle operazioni militari. Stabilì di tenersi ovunque sulle difese, tenendo, a buon conto, solidamente Qccupati i gran.di centri ferroviarii e di radunare nel Natal il maggior nucleo delle forze, le quali, in attesa di spingerle avanti, valevano intanto a dar peso alle. trattative. L 'idea di fare della colonia del Capo la base delle operazioni · militari contro il Transvaal, ciò che sarebbe stato
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LA GUERRA N ELL' AFRICA AUSTRALE
LA GUERRA NELL' .AFtncA AUSTRALE
per gole profonde, ruscelli e fiumi, .c he si sono scavati il loro letto fra pareti rocciose, formando numerose cadute. La catena dei Draghi divide lo stato libero d'Orange dal Natal ed è attraversata da buone strade ai passi di Van Reenen e di Botha e da sentieri più o meno carrozzabili a quelli di Tintwa, di De-Beer, di Cunclyclengh, di Sundays-River e di Muller. , Attraversa il passo di Van Reenen anche la ferrov ia da Ladysmith ad Harrismith è Bethlehem sul versante occidentale della catena dei Draghi. ' Il lato orientale del triangolo è formato dal corso del Bufalo, affluente élel Tugela, il guale serve in parte di frontiera fra il Transvaal ed il Natal. Percorre la bisettrice del triangolo la ferrovia, proveniente da Durban e Pieter-Maritzburg, la quale, passando per Colenso, Ladysmith, Elands· laagte, Gl~ncoe, Newcàstle, il tunnel di Laing's Nek e Charlestown, penetra a Volksrust nel 'l'ransvaal ·p er dirige"rsi su Pretoria (818 chilometri) . L'alto terreno del N atal è assai accidentato e, si può considerare, come formato da due conche ·in fondo all'una si trova N ewcastle all'altra Ladysmith. Separa !e due conche, quasi aa eguale distanza da queste due città, uno sprone della catena dei Draghi, che forma le alture Biggar alte 300 metri circa sul terreno circostante, dirette da ovest ad est verso il corso del Bufalo. Su di esse trovansi Glencoe e Dundee (1) . Il saliente del Natal, che s'insinua in tal modo fra i due Stati, può costituire una· pos~zione favorevole. per la invasione nel Transvaal, ma non ha' lo stesso carattere nella difesa, specialmente se si tratta di un piccolo corpo, che possa essere facilmente aggirato. Ciò avvenne nel 18.§L al corpo del generale Colley_accampato a Monte Prospect. Non bastò che la neutralità dell' Orange lo proteggesse sul fianco sinistro dalla parte dei monti dei Draghi; 1'8 febbraio, undici
giorni d~po l'infelice combattimento di Laing's Nek, il generale Colley marciava contro i Boeri, che, occupando le alture sulla destra '1ell' Ingogo,. gli avevano tagliate le comunicazioni ~on Newcastle, che era la sua base d'operazione, e cercò di forzare il passo a traverso la loro linea d i com-. battimento. Durò tutta la giornata a guerreggiare, senza che le truppe inglesi riuscissero a scacciare i Boeri, e solo il . 1~ di fobbraio, per l'arrivo in N ewcastle di due battagliom d1 f~nteria e di due squadroni condotti dal colonnello brigadiere Sir Evelyn Wood, il Golley potè in terro mpere il combattimento e ripiegarsi sulla .propria base. Gl' Inglesi, quindi, ammaestrati dall'esperienza, decisero questa volta di non spingersi oltre Ladysmith. La decisione di abbandonare tutto il paese a nord delle alture Biggar, lasciandolo aperto ~Llla libera invasione, pro·dusse un grande panico n egli abitanti di Newcastle. Essi Or· ganizzarono dei corpi locali di -rolontari pe~ la difesa d.ella città e chiesero al governo di Natal le armi per opporsi all'avanzata dei Boeri. · Il governatore rispose sconsigliandoli da qualsiasi difesa, << lodava altamente lo spirito marziale che « animava la popolazione di Newcastle organizzandosi per la « propria difasa ; » aggiungeva però che « quel tentativo sa· « rebbe stato, non solo un errore tattico, ma ·ben anco un « inutile sacrificio di vite di fro nte al soverchiante numero « di Transvaliani. » Sul principio di agosto le forze. britanniche nell'Africa australe ammontavan~ -8.Q.Q u omini, così ripartiti :
(i) A pai;:ioa 569 riel Xlll volumc·del Rr.cuis, Nomielle Géou,.ophi.e tinivers.elle, una bel lis~ima cartina mostra con gra!'de cbiare7,~a i_! teri;eno (lell',~lt(.l Nata!.,· · :~.
nel GovErtNO
Dr NATAL:
18° r eggimento ussari . 1°\battaglione Leicestershire 10• b,atteria da montagna 13a id. da campagna 7• compagnia da campagna (genio). ·J:?.i staccamento sanità . Id. sussistenze e treno.
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Lodysmltb 1800 uomini e 12 pezzi
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l,A GUERRA NELL'AFRlCA AUSTRALE
LA GUERRA NELL' AFRICA AUSTRALE
5° reggimento lancieri 10 battaglione King's Royal Rifl.e Corps . l" id. Royal Dublin Fusiliers: 67.. batteria da campagna 69" id. id. 8" compagnia ferrovieri (genio) 23~ id. da campagna (id.) . Distaccamento di sanità . Id. sussistenze e treno. Id . materiale da guerra . /
nella COLONIA
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2800 uomini e 12 pezzi
Il 12 agosto sbarcava a Porto Natal, proveniente dàl Capo, ~11° battaglione King's (Liverpool); cioè altri 800 uomini ed era subito fatto partire per Ladysmith, ove fu aggiunto a quel presidio. A ' sir Holy Hutchinson è affidato il governo del Natal ed in tale qualità egli ha il comando di tutte le forze esi:stenti nella Colonia. Giova tenere a mente, che essendo il Natal Colonia della Corong,, l'autorità del governatore non è limitata che assai blandamente dal governo locale, a differenza di quanto avviene nella Colonia d.tl.O.ap--9, ove, come diremo, presso al governatore esiste un governo rappresentativo di cui quello sarebbe in certo modo il capo. Questo govern? ha sede a Pietermaritzbu~g, o, come più brevemente dicono gli Inglesi, Maritzburg (1) . Il giorno 8 ottobre giunse dall'Inghilterra il luogotenente generale-Wbit.t e assunse il comando delle trupp~ del ~a.t)3.J:
DEL
CAPO :
1· battaglione Loyal North Lancashire :L' id.. King's Own Yorkshire :{:,ight Inf. (4 compagnie) (1) 14• compagnia artiglieria da fortezza, Western Cit,àdel Capo Division > (Capetown) 23" id. id. . \ 1800 oomioi 29° id. del genio da fortezza (2) Distaccamento sanità . Id . sussistenza e treno · (3) Id materiale da guerra (4) I King's Wil2° battaglione Berkshire liam's Town
I 800 uomini (5) È governatore della Colonia ~el Capo sir A.lfr~ , ~1 cui nome nei tempi più recenti apparve spesse volte sui .criornali come rappresentante di un potere intermedio tra :uello del governo boero del Transvaal e quello del ministero delle c0louie a; Londra. La Colonia del Capo è di quelle che; come dicono gli Inglesi, si governa con « responsabilità propria )) os~ia con un Parlamento che ha il diritto di prendere le determinazioni le quali crede più opportune per i propri interessi sotto la semplice sorveglianza del goyernatore nominato dall'Inghilterra. Al governo inglese non rimane che il diritto di opporre il suo 1;et0 a quelle tra q ueste determinazioni che non gli paiono opportune. Quindi ora assistiamo allo strano fatto di vedere la guerra sorgere
(il
L'altro mezzo battaglione ed il comando nell'Isola Maurizio.
'x<>) Comp:1gn;a 1.app.a.tori.
(·I) Le diverse iira.,1aiioni nelle relazioni tra il p;overno inglese e quelli dei territori d'oltremari, sono succin temente P. chiaramente ind icate a pag. ·92 del libro / possedinumti e zwotetlomti i n Aft"ica, !890, pubblicato dallo stato maggiore italiano. 1Tip. Voghera).
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(~) Arniy service co1·ps - un corpo d'amministrazione incaricato <h provvedere al servizb di sus~iste.nza {pane, viveri e foraggio) a quello del t.reno (trasp.,rti su vie ordinarie e nuviali). . (4) Arniy ordnance corps - custorli1t e rlistrihur.ione del materiale eia guerra (armi, arti glierie. muniw,ni, utensili da za1)11a.tore, materiale telegralieo, ~a.rreggio, ec~.)·. . (5) La città di King's William ;1 noni ovest del Porto East London, al quale e umta, da una ferrovia..
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LA GUERRA NELL' AFR!CA AUSTRALE
tra l' I nghilterra e gli Stati boeri, e la Colonia del Capo dichiararsi neutrale, d i guìsachè sul suo territorio gli Inglesi uon possono nè reclutare nè formare corpi di volontari. Ciò arrecò qualche disillusione ai propositi inglesi circa il numero delle forze che stimavano di porre in campo per una prima difesa del territorio delle colonie australi, fmchè almeno non arrivassero i . rinfon:i. Non sarebbe da meravigliare che altri fatti, altrettanto curiosi, possano a,vverarsi in seguito. Ma per ora, e finchè il partito degli Africander ha la maggioranza non solo nel Parlamento, Ì:o a anche' nel governo del Capo, tale è l'indirizzo e tali sono le conseguenze di quell' indirizzo. Il comando delle forze appartiene anche nella Colonia del Capo al governatore, e lo esercitava per mezzo di un. comandante al quale, nell'agosto., quando comiu~iò ad incrudirsi la questione del Transvaal, fu destinato il generale sir Forestier Walker (1). Un primo rinforzo di due battaglioni fu pure spedito nello stesso mese e cioè : il 1• battaglione Manchester di stanza a Gibilterra, ed il 1° battaglione Munster fusiliers di stanza a . Fermoy (Inghilterra}. Essi ebbero ord ine il 9 agosto di tenersi pronti alla partenza, la quale avvenne 15 giorni dopo con le navi Goth ed 1-.b·u,nclel-Gastle. Il battaglioue Manchester sbarcò il 15 settembre a Durban e l'altro nel giorno successivo al Capo (2) . Nella prima quindicina di agosto ricevettero ordine di tenersi pronti per partire i seguenti corpi, destinati alcuni a Durban ed altri al Capo. ' Dai porti di Bombay e Calcutta : 4 battaglioni (l Devonshire, l '' Gloucestershire, 2° King's Ri:fle, 2° Gordon); O
(il li Forestier Walker ha granrle esperieoza nella guerra del Capo, ove combat té al se~uito d••l tMente gen,•ral~ Connaugl1;1m , nel .fS78 contro i Cafri, ebbe nione speciale nel -1878 contro gli Zulù. E nato nel •1 Si,, fi glio di generale. È tenuto come uomo di rapida decisione, cli forte carattf\re, un so l•'lato in · tlllta la .estensione della. parola. (2) Di so lito il postale dalle coste ingle~i al Capo impiega 19 giorni· e t, più per andare a Durhan. Navi ri i g rande portata e di. maggiore velocità hanno percorso le 6000 miglia di distann sino al Capo in ·14 giorni.
LA GUERRA NELL'AFlllCA AUSTRALE
2007
3' batterie da campagna (21·, 42" e 53"); 3 reggimenti cavalleria (5° dragoni guardie, 9° lancieri. e 19° ussari}. Dal porto di Soidha_'IJJ,pton : 1 battaglione (1° Northumberlaud). Dal porto ~r..kenhead : 3 batterie . da campagna (18", 62'' e 75"). Da Malta (via del Capo): T n a ttaglione · (1° Border). Da Creta (via Suez): 1- oattaglione (2° rifle brigade ). _Dal porto di Alessandria (via Suez) : 1 battaglione (1° Irish fusiliers). L'imbarco deelle truppe cominciò nell'India il_ l ~ set~ - ·1 bre e fiaj_il_26. Vennero impiegate 25 navi, di cui non è in. dica"toil tonnellaggio. Esse percorsero in 17 a 20 giorni 4500· miglia e trasportarono, all'inci-r?a, 6000 u omini, 1500 quadrupedi e 18 pezzi d'artiglieria. La partenza dai porti dell'Enropa ebbe pur essa luogo nella ultima decina dì settembre e le 6 mila e più miglia. furono percorse in 20 a 25 giorni. Solamente due navi, che· portavano le tre batterie, impiegarono nel tragitto oltre un mese. È rimarchevole la storia di queste due navi da tra-· sporto. E sse erano fornite da una società di navigazione, sov~ venz.ionata dal governo inglese per i trasporti; però le navi .'impiegate erano in tale stato che, dopo imbarca.te le batterie dovettero ancora trattenersi per una die3ina di giorni sulle coste dell'Inghilterra per le necessarie riparazioni alle caldaje, ed una delle due fece una n uova fermata a Madera per i guasti avvenuti nella macchina. Il nucleo principale di questo secondo rinforzo (1) sbarcò a Natal; solamente due battaglioni (Northurnberland e Bor\ der), tre batterie da campagna (18", 62" e 75°) ed un reggi· Irienti lancieri (9°) presero terra, a Capetown. (l) Il primo rinforzo era compos•o dei 2 battnglinni , Manche:;ter e Munster, arrh ati nei primi giorni d i se tteml),e nell'AJrìca australe di cu i a pag. 2006.
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LA GUERRA NELL' AFRICA AUSTRALE
Erano dunque 6 battaglioni, 3 batterie, e 3 reggimenti di cavalleria che giungevano in N atal a rincalzo delle · poche truppe ivi residenti e sulle quali si sarebbe rovesciato l'impeto boero nel caso che gli avvenimenti avessero incalzato. Naturalmente questi rinforzi marciarono innanzi per congiungersi con le altre truppe a Ladysmith, località scelta per l'adunata generale del cotpo inglese del Natal. Il 25 settembre, cioè alcuni giorni prima che fossero arrivati i rinforzi, tre battaglioni (Leic~stèr, Dublin e 1° King's Riiie), due batterie da campagna (13• e 67), uri.a da mòntagna (H)') ed un reggimento ussari (18°) furono spinti, sotto gli or. dini del generale Symons, da Ladysmith sulle alture di Biggar, tra Dundee e Glencoe col centro alla fattoria di Craigside con e>rdine di afforzarvisi. Il 17 ottobre li raggi unse i 1 1° bat_tag lione Iri~h fusiliers, sbarcato pochi giorni prima a Porto Natal. Fu detto che il bisogno di far posto ai sopravvenienti nel campo di Ladysmith abbia suggerito il provvedimento di portar& innanzi questi 4 mila uomini, esponendoli così agli attacchi nemici ad una distanza di 68 chilometri dal corpo principale; altri disse invece che il desiderio di proteggere le miniere di carbone abbia ispirato il poco lodevole isolamento di quelle truppe. For~e influì la persuasione che il nemico fosse più debole e meno risoluto di quello che in fatto si mostrò e di -questi sentimenti di superiorità negli eserciti europei, chiamati a c0mbattere in Africa, questo non è il primo nè il solo esempio. Noi .ue sa,ppia,mo qualche cosa e gli Inglesi hanne> nella loro storia coloniale e specialmente nell'Africa australe esempi a josa, che avrebbero dovùto rammentare nello spin. gere innanzi ed a così gran distanza un distaccamento troppo debole per l'incarico che gli era affidato. Tra Glencoe;e Ladysmith sta la ferrovia: ma, ess~t è esposta ai danni delle scorrerie boere, che sbucano dai passi delle montagne dei Draghi e quindi ne potevano fare poco conto. In Ladysmith rimasero sotto gli ordini del generale WJùt.e: 5 battaglioni (Devo_nshire, Gloucestershire, 2" ;ing':; Rifl.e, Manchester e Gordon) ; 4 batt~rie da campagna (21", 4;2", 53• e 69');
LA GUERRA NELI.' AFRICA AUSTRALE
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3 reggimenti di cavalleria (5° dragoni, 5° lancieri e 19• usseri}. 4 compagnie genio (3 da campagna 7", 10" e 23" e una ferrovieri, 8') ; · · 2 compagnie sanità (por~aferiti, ainbulanze ed ospedali da campo); Vi si debbono aggiungere i corpi volontari consistenti: nel reggimento cavalleria leggera (1), nei due squadroni carabi:ra.ieri del Nata!, nella polizia montata e nella batteria .da campagna del Natal. A Pietermaritzburg, a guardia delle retrovie, erano destinati i due battaglioni Liv_erpool, (2) e 2° rifl.e Brigade, (questo ultimo sbarcato il 26 ottobre a Porto N atal} con un battaglione di volontarì e 2 cannoni Maxims, più specialmente incaricato di sorvegliare la linea di Colenso. Furono, per il servizio d i queste truppe, allestiti due treni armati a Durban. In questa città rimasE;/'rO la brigata navale con tre cannoni da 9 libbre, i volontari di Durban e la guardia indigena della città. Dalle truppe rimaste nella colonia del Capo, il 23 settembre, un battaglione (1° Lancashire) ed una compagnia artiglieria da fortezza (23") con alcune sezioni di polizia montata furono, ad istanza degli abitatiti di Kimberley, mandati a loro protezione, sotto gli ordini del colonnello Kekewich; però una metà del battaglione si fermò con due pezzi a guardia .'del ponte della ferrovia sull' Grange. Il comandante di queste . truppe fu autorizzato a formare dei corpi di volontarì ed a provvedere a .quanto occorresse alla difesa della città. \
\ (i) Imperia! Light Horses. (2J ll battaglione King's {Liverpool), partito il
? agosto clal Capo in rinforzo clelle truppe del Nata!, appena sbarcato mosse per Ladysmith. Nel settembre fu mandato :> Laing's Nek, a quanto sembra per proteggervi i lavori della ierrovia, nel caso che i Boeri, al rompersi delle ostilità, guastassero il tunnel. Dopo quell'epoca i telegrammi non accennano a questo battaglione, nti risulta che abbia subito perdite nei combattimenti di Glencoe e Lady;mith. 1t probabil e che que.;to battaglione, il quale non è compreso nel quadro di formazione del corpo d'armata, sia stat.) adibito alla protezione delle com,rnicazioni e quindi fu qui ~ompreso col presidio di Pietermarit.ztrnrg.
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Gli altri 5 battaglioni furono avanzati dal Capo a guardia dei nodi ferroviari, che stanno di faccia alla frontiera del1' Orange, cioè : due (Yorkshire (1) e Northumberland) ed una compagnia artiglieria da fortezza (14) a De Aar sull'incrocio della linea Capetown-Kimberley col ramo che la congiunge alla linea Porto Elisabetta-Bloemfontein; altri battaglioni (Berkshire e Munster) a Naauw-Poort su quest'ultima linea ferroviaria; un quinto (Border) a Stromberg sulla linea che viene dal porto di East London. Tutti questi corpi avevano piccoli distaccamenti di osservazione sul!' Orange (ponti N orvals e Bethulia e ad Aliwal North, termine della ferrovia di East London). Così gli Inglesi pensarono di avere provvisto come potevano alle possi• bili minacce provenienti dall' Orange. Con la partenza dei battaglioni la città del Capo rimase sprovvista di presidio e le navi da guerra ancorate nel porto, sbarcarono il 12 ottobre la brigata navale con una mezza dozzina di cannoni da campagna; nello stesso tempo fÙrono chiamati alle armi i volontar~ del Capo per il servizio della città, in numero di 1500 circa. A Capetown vi sono anche· due compagnie sussiste.nza ,e treno (5° e 22•) e mezza compagnia del materiale da guerra. Due treni armati, costrutti. nella città del Capo, furçmo mandati a De Aar (2). ~iepilogando, il 20 ottobre le-.,forze inglesi nell'Africa australe sono così disposte: ' ·
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LA GUERRA NELL'AFRICA ,A US'r&ALE
LA GUERRA NELl,'AFRICA AUSTRALE
Nel governo di ~
: Uo min i
11 battaglioni di fanteria. 4 reggimenti di cavalleria . 7 batterie artiglieria (42 pezzi) 4 compagnie genio. 3 id. sanità 4 id. sussistenza e treno. Mezza compagnia materiale guerra Totale truppe inglesi Brigata nc:1,vale ( con 3 pezzi). 1 battaglione volontari Natal. 1 reggimento cavalleria leggera . 2 squadroni carabinieri N atal . 1 sezione polizia monta,t a . Volontari di Durban 1 batteria da campagna del Nata! Totale volontari
8,350 1,650 1,220 600
300 380 50 12,550 250 750
500 240
160 750 150
2,550
Nella colonia del Capro : 6 battaglioni fanteria. 1 reggimento cavalleria . 3 batterie d'artiglieria (18 pezzi). 2 compagme genio. 2 id. d'artiglieria 2 id. sanità 2 id. sussistenza e treno . Mezza compagnia materiale guerra \
Totale truppe inglesi
' ~. (il Fu n1ggi11nto il 6 ottobre dall 'altro mezzo battaglinne di presidio nell'isola Maurizio e ru trasportai.o al Capo dall'incrociatore Pv1wrful. · .
1 brigata navale (6 pezzi) ··
'.2) A CapcLown sbarcarono a·i primi di novembre tre batterie da. campagna (t8', 62• e 75"J ed il reggimento lancieri (9°i ma. non é ancora indicato dove queste truppesiano state mandate.
Volontari chiamati alle armi
4,090 400 550
400 220 200 190
50 6,100 300 1,500
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l,A GUER&A NET,L'AFRJ CA AUSTRALE
LA GUERRA NELL AFRICA AUS'l'UA I,E
Quindi tenendo conto dei 4000 volontari adunati a Kimberley , Mafeking e T ulinellaRodesia,le forze inglesi nell'Africa australe ammontavano, ai 20 di ottobre, a 19,200-. uomini di truppa regolare comprese le brigate navali e 8050 d i volontari in tutto 27,250 uomini (1).
sui vari valichi delle montag ne dei Draghi, fino a quello che sta di fronte a Ladysmith, ma a una se;,santina di. chilometri da questa località si affacciava.no le colonne del generale Ben V iljoen, valutate a 4 mila uomini (1). F ra i t r e gruppi correvano parecchie decine di chilometr i di distanza.: tra il centra.le e quello di destra le montagne rendevano assai difficili le comunicazioni, tra il centrale e quelli di sinistra corrE1va nella su~ valle il Buffalo. L e forze dei B oeri erano innegabilmente sparpaglia.te e come si conviene a truppe consacrate alla difensiva. « Col« l'aiuto di D io noi d ifenderemo l'indipendenza della nostra « patria ». diceva ·il presidente Kriiger ancora nel 74" anniversario della sua nascita. Due giorni dopo, cioè il 12 ottobre, parve che i Boeri della colonna centrale non potessero r esistere alla attrazione di occupare la· conca di N ewcastle, che sapevano affatto sgombra dalle truppe nemiche. I telegrammi annunciavano a tutte le popolazioni civili del mondo, ché nella mattina del 12 i B oeri sconfinando erano scesi dalle montagne d i Majuba ed avevano occupato Newcastle. L a g uerra era seriamente iniziata. L ' ~ge faceva causa comune col 'rransvaal ~ la sua d~terminazioqe a priva agli Inglesi una nuova frontiera da d i-fendere ed una nu-ova via d'offesa, quando ne venisse il tempo opportuno. Il piano dei Boeri per penetrare nel Ntt.tal com·ergendo da tre linee contro l'esercito avversario rammenta quello secondo, il quale il generale Moltke r egolò nel 1866 la invasione della Boemia. Se vifu l'idea di una imitazione, la scelta non fu certo quella di una dei migliori concetti del Moltke, cui la r ipartizione delle forze fu in quella circostanza più volte rimprover ata.
Le prime ostilità. Con lo scarso numero di truppe cli cui disponevano gli Inglesi n el N a tal anche dopo l' arrivo dei rinfor zi · sarebbe stato irrisorio il voler contendere ag li avver sari l'invasione d i quella colonia. Non si difende con 12 mila combattenti una provincia lunga piùcli 300chilometri e il ricordo di Maj uba e dell'imprudenza commessa pochi anni prima dal generale Colley era troppo recente per non trarne insegnamento. Le truppe inglesi sotto gli ordini del generale , ;vhite stavano dunque r innite a L adysmith, ove s' incroci~no le ferr ovie provenienti dal Transva°;i per Newcastle e clall'Or anO'e o ~ traverso le montag ne dei Draghi per scendere poi verso D urban. Ma la piccola avanguardia di 4000 uomini staccafa sulle alture Biggar tra Glencoe ·e Dundee e ·l' inter medio campo di Craigside continuò a rimanervi ad una distanza· di 68 chilometri dal corpo principale. Disgraziata divisione di forze, che espose la colonna. più debole e più avanzata ad aprire la campagna con una disastrosa ritirata compiuta dopo una fittizia vittoria. L e truppe boer e, addensate ai eonfìni del Natal superiore e divise in ~ gruppi, lo abbracciavano : dai passi 'del nord minacciavano la conca di Newcastle 6 mila B oeri circa coman dati dal generale E rasmus ; ad est, nel distretto di Utrecht e contro i passi del fiume Bufalo, stavano 5 mila uomini circa con 6 cann oni sotto gli ordini del colonnello Lucas Meyer ;
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(t) Secondo ìl lll'oad Arrow () veste cifre sono mol to alte ; ad ogni modo esse 1·appresentano la forza r egolamentare non dedotte le perdite. •
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(i ) :\lolte disparità appaiono nelle indicazioni di qnesto cifre. Ali' infuori dei movi ment i e spos ta menti che avvenivano, della dispersione dei gruppi secondari, e della indetermim1tezza dolle notizie dato dai giorna li, bisogna ram mentare la natura cli queste ione le qmlli non sono da numerare sulla base clei ruolini amministrati vi come ci ò, può rarsi negli esercit i regolari.
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L A GUERRA NBL!,' AFRICA: AUSTRALE
LA GUERRA NELL'APRICA AUSTRALE
Non potrebbe invece essere possibile che i Boeri, soverchiamente distesi per un primo disegno di difesa, poi si trovassero così distesi per forza di circostanze quando cambiarono il primitivo disegno d ifensivo in una invasione? Nulla contraddice .a questa ipotesi suggerita anche dalla lentezza dei primi movimenti . Anche la conca di Newcastle fu invasa da colonne convergenti dai confini verso quella località. Da Sandspruit sul territorio del Transvaal mosse una delle colonne da nord a sud contro il vertice del triangolo, che forma il confine del N a tal 1ungo la ferrovia per Volksrust e per il valico di Laing Nech. Un'altra venne da Nalker· stroom a una tappa a est di Volksrust (chil. 25) e parallelament e alla precedente si portò sulle rive del Bufalo, contro l'angolo alla base dfll triangolo preso per immagine della frontiera. Le colonne che stavano nel campo di Utrecht e di Doornberg si spostarono verso il sud pr eparandosi a minacciare Dundee e la ferrovia che la congiunge a Ladysmith. Altrettanto succedeva dalla parte opposta nel territorio dell'Orange ove i Boeri stavano per passare i valichi; una colonna a quello di B ~ per cadere sul fianco di Newcastle, l'altra a que1lo di :l\.foller per prenderla alle spalle, e forti gruppi da Harrismith ai valichi d i Van Reenen, di Tintwa e di Bezuidenhout minacciando Ladysmith. · Non si può negare che vi fosse sperperamento di forze: non è tuttavia possibile lo st.abilire le ragioni per cui gli Inglesi dalla loro posizione centrale con una guerra attiva e vivace non abbiano cercato di àssalire separatamente queste colonne e si sieno da esse lasciate rinchiudere. Sembra che f un accenno a simile manovra sia stato fatto nella mattina f del 13 ottobre p~r parte del generale W hite il quale mosse da Ladysmith contro Acton Homes e Vinterspruit contro il valico di Van Reenen. È certo pero che gli Inglesi il 18 conoscevano per fettamente la triplìce'linea -d' 1nvasio n ~ ·t riplice attacco da cui erano minacciati. Intanto però la oèetwazioile della conca di Newcastle dimi· _nuiva la distanza tra la colonna boera centrale e la Jaterale
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di sinistra e ciò era tanto di guadagnato. -Bisognava riunirle, e ne venne il primo urto con le truppe dell'avanguardia inglese, che era tra..Q;lencoe 13 Dundee_. Per qualche giorno però continuò a regnare una certa calma da questa parte del teatro d i g11erra ed invece le prime foci.late avvennero lungo le pendici dei monti dei Draghi e ad ovest di Ladysmith, ove si trovavano da una parte le colonne boere che venivano dall' Orange e daìl'altrà il nucleo principalci del presidio inglese sotto gli ordini del generale '\Vhite. Per il valico di van Reenen scende la ferrovia dell'Orange a Ladysmith, col percorso di .una sessantina d i chilometri. Il generale \Vhite aveva il 12 ottobre fatto riconoscere le strade, che arrivavano da questa parte fino al ,,alico e non aveva trovato nulla di straordinario all'infuori deila persuasione che g li avversari stavano , afforzandosi sulla campagna. Nei giorni successivi i boeri scendendo dai valichi avevano arre· cato dei guasti alla ferrovia ed ai telegrafi. e finalmente il 18 era avvenuto a Besters ad una tappa ad ovest di Ladysmith un vero scontro tra alcune pattuglie di cavalleria inglese ed una .avanguardia boera. Dopo lo scambio di una vivace fucilata le pat tuglie inglesi si ritirarono. Nello stesso giorno del 18 anche di :tronte a Glencoe le colonne boere avevano respinto le avanguardie a Dannbauser e si avevano notizie che da questa parte dietro ad esse fosse andato cresGiendo il grosso delle truppe appartenenti alla colonna centrale che aveva occupato Newcastle. · Evidentemente, dopo alcuni giorni di tregua, resi necessari da un primo riordinamento, cominciavano le operazioni offens.ive dei Boeri. Essi intravidero la possibilità di soverchiare il corpo debole ed isolat0, che stava nelle alture di Biggar tra Glencoe e Dundee.
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ANNO HIV,
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Combattimento di Oundee.
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Il combattimento del 2J,_t9:bre..a Dundee passò per queste fasi, accertate dai telegrammi e dalle relazioni. Alle 5 '/.., antimeridiane alcuni cannoni dei Boeri, a quanto pare cinque, della colonna Lucas Meyer proveniente dalla valle del Buffalo erano situati sul le alture d i Dundee Hill ed aprivano il fu oco contro il campo inglese ad una distanza di cinque chilometri circa, • Nel campo erano disponibili tre battaglioni, tre batterie e un reggimento di cavalleria. Le batterie inglesi risposero al fooco nemico, che del resto era poco dannoso, ed obbligarono i cannoni boeri a ritirarsi; uno di. essi, smoutato, cadde m potere degli Inglesi. Allora si trattò di cacciare le fanterie boere, che distese m ordine sparso e ben riparate dietro gli ostacoli del terreno, coi tiri di cacciat.ori esp~rimentati rendevano difficile l'avan;,;ata. Il generale Symons spiegò i due battaglioni King's Royal Rifles e D11blin fus iliers e li spinse innanzi, sostenuti dalla artiglieria che prendeva successive posizioni; seguiva in riserva il battaglione Leicestershire, sulla destra uno squadrone del 18" us.s ari e la compagnia montata· del battaglione Dublino, sulla sinistra un altro squadrone del 18° ussari, la compagnia montata del K ing's Royal Rifies e la 67• batteria, guardata dai fucilieri irlandesi. , La colonna d'attacco, così formata,, mosse alle 9 e si avanzò fino a due chilometri dalle linee dei t,iratori nemici. La 13" e la 69° batteria apri vano il fuoco, ma a\revano scarsa presa contro qu elle linee. Verso le 10 la colonna d'attacco trovò mezzo dì r iordinarsi dietro un muro a secco e alcune boscaO"lie o a poco più di un mezzo chilometro dal nem ico coll'arti()'lieria o 600 metri più add ietro. L'assalto fu duro e tenace; il generale Symons cadde mortalmente fer ito. Alla fi ne alle 1 '/, i Boeri abbaudor,iarono le po;'izioni occupate fino allora.
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LA GUERRA NF.1.L' AFl<I,:A ,)OSTHALI,;
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Dopo il poco efficace fuoco d'artiglieria della prima mezz'ora la g iornata si risolvette nell'attacco dato da tre batta· glioni, due in prima linea ed uuo in riserva, sostenuti da tre batterie contro una densa linea di tiratori nemici abilmente situati sovra un'altura. La cavalleria gettandosi sul fianco sinistro dell'avversario concorse ai risultati; ma lo squadrone così impegnato non trovò così facile, come se lo meritava, la v ia del ritorno. Mentre così combattevasi di fronte a Dundee apparve da nord, in facvia a Glencoe, una n umerosa colonna stimata di 9 mila Boeri. Non prese parte e1.l comb;:t;t.timento, assistè alla sua fine . Non è difficile che il combattimento stesso sia conseguenza della mossa fatta dalla colonna boera che veniva dalle adiacenze del fiume Bufalo, ad est di Dnndee, per riunirsi al uu· eleo maggi-ore delle forze boere, che daN ewcastle si era avanzato per darle la mano. In questa marcia laterale la colonna boera è andata a sfiorare ,il fianco della linea inglese, e, forse, il grosso della colonna ha sfilato dietro le linee dei tiratori appostate sulle alture in faccia a Dundee. Così spiegherebbesi la marcia innanzi e l'inazione di una forte massa boera proveniente da N ewcll.stle ! · In comJ?_lesso la giornata del 2_9 fu una vittoria per gJ'.in1 glesi, se la si consìderà. ii:l éampo st~e.t ta~ente tattico. Ess~ vollero cacciare !'~versano dalle pos1z1orn che occupava e v1 riuscirono. Ma allargando lo sguardo oltre al campo del combattimento conviene confessc1,re che, non ostante quella vittoria. degli Inglesi, i Boeri si trovarono dopo .di essa in condizioni migliori essendo più riuniti. Acciocchè gli Inglesi avessero decisamente vinto, conveniva che i Boeri assaliti fossero cacciati verso est. l0ntani dal nucleo maggiore che li attend-evà. ; invece l'indirizzo stesso dell'attacco con quella cavl'llleria che premeva sull'ala sinistra dei Boeri concorse · a re;derne meno profittevoli le conseguenze. La fi ttizia vittoi·ia fu caramente pagata, con 11 ufficiali e 250 soldati uccisi e con 21 ufficiali e 260 soldati feriti. Non è
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poco in confronto dello scarso numero dei combattenti, che ammontavano a 3000 uomini circa, e lo si può con sicurezza ascrivere alla p_recìsione del tiro ed alla efficacia delle arJili impiegate da abili tiratori coperti controù u-merosi stuoli di truppe marcianti all'attacc·o ailo scoperto in terreno alquanto difficile. Nella mattina del 21 avvenne un nuovo scontro avanti Glencoe cJn tro le ava.nguardie nemiche, le quali si ritirarono verso Dannhauser e Sandspruit. Sembra che il generale Y ulP, il quale prese il comando dopo che il Symons gravemente ferito cadde prigione dei Boeri, aggiungendo alle impressioni di questo facile successo quelle della. vittoria caramen~e comperata nel giorno antecedente, abbia finito col consolidarsi nella illusione di potere con le poche forze di cui d isponeva tenere in rispetto il nemico, e quindi nell'obbligo suo di non muovere non ostante la diminuzione avvenuta nelle :file dei suoi per il combattimento avvenuto. Una migliore conoscenza della situazione e nuovi eventi vennero a disinganna:·lo (1). (I) Si ind icano alr.one c:1rte e li hri (li prezzo limitato, utili a consultarsi: Pltilips l1wge scale inilitary map of tlìe Aatat Frontier, scala ,ti 300 mila, con foglio a colo ri I, . 1.50. Bacon's J, arge print
of tou.th A(i·ica, scala a 3: 500.000, i foglio a coluri L. 2 ,00. les nouvelles suciètés anota-s,w:onnes. Afrique ausl-rale. i voi. Parigi 189i, ~<.litore Colio. L. 4. t1k\clrn1 x, - le 'f,·ansvacit et la Chartered. (La. revotution de Johannesburg et tes Min,s d'Or) . i voi. , Parigi l ij93. L. 4. Charl slwwmg org,miuiliun a.nd dislribution of the Brilish Forces. Londra !899, Will1:;m Clowe., , e.J itori. L. :L,50. È qnctsto un' f,.scicoletto assai utile per comprentlere l 'oruinamenlo de ll'intiero corpo d'operazione. '
I.enov-lll!AIJLl~U
11uip
f'11W1tE. -
(Continua). Tnrs1·.A.No
F ABR.rs.
BATTERIE GROSSE O BATTERIE PICCOLE? Contin uciz·ione e fine. - VP.cli <Lispensa XX I
9. -
Conclusione. ·
Ed ho finito. E:vidente.mente ho voluto dar la palma alla batt~ria di 4 pezzi. Gli accenni che fui tratto ad esporre sulla necessità di un ordinamento nuovo, a cui senza dubbio ci porterà l'adozione del nuovo cannone, son nati dalla discussione, dal ragionamento e sopra tutto dall'intimo legame della trinità tecnica, organica e tattica. La base dell'ordinamento per l'artiglieria da campagna è la formazione delle batterie. Le mie argomentazioni in prò delle piccole batterie e contro le grosse non saranno state persuasive nè convincenti per t utti. Da esse non è · forse scat,urito così limpido éome avrei voluto, il trionfo della verita.; ma pur sento nell'animo di aver detto qualche cosa di sano e di vero. Non dubito di aver dei proseliti essenzialmente fra coloro che hanno pratica di servizio e di comando e che conoscono da v1cmo i veri bisoo-ni dell'artiglieria da campagna. E questi o . proseliti non dubito che aumenteranno, se si pon mente al fatto che sul nostro terreno (come tutti pensano) sarà dif. fì.cjle l'impiego dell'artiglieria in grandi masse. Questo impiego, che sarà forse necessario in parecchie fasi del com-' battimento, ci metterà di front.e a grandi difficoltà da vincere, le quali ~facilmente vinceremo se ogni singolo comando sarà oosto in- cond izioni facili per la manovra. Su· due punti essenzialmente intendo aver a:ffenp.ato il pensiero della ineluttabile necessità: sulla costituzione cioè della batteria, che formata su 4 pezzi ed 8 cassoni, ritengo
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BA'('T imm GROSSE O UATT ERJE PICCOLE?
la più adatta sotto ogni aspetto tattico ed organico alla guer ra e sulla costituzione della brigata che si deve rendere più semplice, in rnodo che possa sempre e facilmente essere tutta in ma.no del comandante. Qnesta ultima qnistione non è informata solo a concetti di organica e d i tatt ica; ma è pure quìstìone di moralità! Di conseguenza, riassumendo, io ritengo che i card ini del nuovo ordinamento dovrebbero essere: 1° Formazione della batteria su 4 pezzi e 8 cassoni. 2° Form<tzione della brigata su tre batterie. ' 3° Aumento dell'artigl ieria d ivisionale. · 4° Aumento dell'artiglieria campale. Intendo perfettamente come la tirannica ragione delle finanze sia lo scoglio granitico contro cui tutto si frange prima di entrare in porto; ma d'altra parte è necessario che l'artig lieria da campagna raggiunga prontamente il posto che le co.m pete. Le nnove a.rmi han reso più preziosa l'arma sempre· regina delle battaglie. All'artiglieria incombe ]a prott,zione e l'aiuto dell'arma sovrana con mezzi opportuni ed efficaci percl,1è il vessillo tricolore sventoli orgoglioso sul terreno della vittoria. Il patriott ismo italiano che seppe provvedere alle piaghe africane non verrà certamente meno agli estremi bisogni della nazior:.e armata 1 Appendice.
Mi parrebbe di venir meno al mio assunto se a complemento dei miei ragionamenti non esponessi un metodo di condotta di fuoco per una batteria di 4 pezzi a c. r. Il metodo della condotta dì fuoco è gran fattore di efficacia eù è per qnesto ch' io sento il dovere di dimostrare (e lo vorrei fare fi no all'evidenza) che la batteria di 4 pezzi, nei casi rarissimi in cui dovrà agire da sola, saprà far così bene come q ualunque altra. La sua efficacia in ogni circo· stanza sarà molto soddisfacente e diffiuilrnente superabile
RATTER.18 GROSSE O l!ATTERIE PICCOLE'!
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essenzialmente perchè dessa meglio di ogni altra sarà in mano del rispettivo comandante. Progetto di condotta di /iw,;o per una batteria di cannoni a c. r . su 4 pezzi. - Con ciò che segue non intendo rappresentare un progetto di condotta di fuoco completo in ogni sua parte ; ma piuttosto l'orditura, Io scheletro attorno a cui si potrebbe lavorare di riflessione e di esperienza per giungere a concretare, ferma r estando l'ossatura, una vera e stabile istruzione per la condo tta di fuoco di una batteria di cannoni a c. r . 8U 4 pezzi. · Suppongo che l'alzo ed i proietti siano quel li ora in ser vizi o. È da sperare per ò che se un n uovo materia!A sarà adottcl.to, tanto runo che gli altri saran perfezionati . Suppongo pure che il materiale futuro permetterà decisa rapidi.tii e semplicità di servizio. Suppongo infine che normalmente e per quanto si può, tutte le operazioni prepara.torte si faranno prima che la batteria si porti in posizione, che questa si occupi sempre coi pezzi ~arichi a percussione, cogli . alzi fissati alh1 d istanza iniziale oppure scalati e che il tempo 1necessario alla, partenza del primo colpo sarà veramente ridotw al minimo indispensabile. . I principi a cui deve ispirarsi una condo tta di fuoco per batterie di cannoni a c. r . mi pare che siano i sPguenti: 1° Ottenere nel primo periodo di fooco la determina,zione della distanza pronta, precisa e sicura. 2° Ottenere nel secondo pe· r:iodo l'aggiustamento del t iro a tempo il più conveniente e al più presto. 3° Octenere nell'ultimo periodo la efficacia migliore del tiro battente, procurando d i tenere perfottamente in mltno del comandante, l'azione di fu oco della batteria. Mi saranno di g uida questi princi pì e procurerò di ticavarè il massimo vantaggio dalle q 11alitit di cui sarà probabilmente dotato un materiale a c.. r., per ottenere economia di tempo ea economia di proietti. P1·escrizioni stabili ( 1). - 1° Durante il fuoco ·ogni co-. mando dl:ll capitano sarà preceduto dall'allarme del :fischietto. ' (!) S'i ntc11 cte t utte le volte t:he occo rre camtJi:LI· la di$l/lllrn o l'o rdine (l i f11oco.
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BATTERIE GROSSE O OATTEHIE PlCCOLF:'?
2° Durante il periodo della forcella che si farà per pezzo le sezioni ricaricano al comando caricat del rispettivo capo, che sarà dato, partiti i due colpi del la sezione. . 3" Durante , l'aggiustamento che si farà per sca1·iche i comandanti di sezione daranno il comando ,~aricat insieme ai dati relati vi alla successi va scarica. · 4° Durante il periodo del tiro battente che si farà con salve di balleria o con fuoco a volontà, i pezzi ricaricano sempre senza altri comandi: all'inizio di questo periodo i capi sezione comanderanno : carica continu,a. 5° Ad eccezione del fuoc? a volontà in cui ogni pezzo spara per conto proprio, in ogni altra circostanza i colpi debbouo partire all'ordine del capo-sezione. 6. Eseguendo il. tiro a tempo le correzioni di alzo si fa. ranno subito, tanto nel caso di dover diminuire la distanza come nel caso di accrescerla: in quest'ultima circostanz~ però il capitano potrà dare il comando: pezzi carichi fuoco ed in tal caso si dovranno aspettare ulteriori comandi per la carica. 7. L o scostamento iniziale e le successive variazioni in genere sono affidati ai comandanti di sezione. 8. Vicino ad ogni pezzo, nelle relative cassetl;e si terranno sempre 4 colpi pronti, destinati al controllo o a dar priu: cipio al fnoco a volontà. 9. All'inizio del tiro battente i guarda-munizioni levano il piolo e graduano le spolette (la graduazione però sarà in ogni caso verificata dai capi-pezzo). Il capo-cassoni, terminate le munizioni dei retro-tÌ-e?,i, informa il capitano. 10. Per cessare il fooco si dà il comando: cessate il fuoco. 11. Contro artiglieria il puntamento in direzione deve essere esattissimo e converrà forse tenere gli scopì bassi e vicini se avremo maggior radenza e proietti più potenti. 12. Lo scalamento normale si fa per pezzo e non minore di 200 metri. Il comando è: scalate preceduto dall'alzo . iniziale. Forcella. - La forcella dev'essere pronta, precisa e sicura: di conseguenza in questo periodo i colpi debbono partire
llA'l''l'ERiE GitOSSE O U,\'l''l'l<:RII> PICCOLE?
2023
uno alla volta al comando del capitano: colpo. Si debbono controllare quelli che avran dato l'ultima forcella. L'apertura dell'ultima forcella sarà più o meno ampia a seconda della nat.ura, formazione e disposizione del bersaglio. Generalmente contro bersaglio sottile e scoperto sarà di 100 metri; contro bersaglio profondo o dietro ostacolo si farà, nei limiti che la circostirnza richiederà opportuni. I comandi pel capitano sono : pel 1° colpo :..... colpo e pei successivi..... colpo preceduto dal n umero che indica la distanza in ettometri. I coma.udi pei capi-sezione sono : pel 1° colpo ..... 1° pezzo fuoco, gridando forte al capitano l'alzo iniziale in ettometri; pei col pi successi vi saranno simili a quelli dell'istruzione in vigore, omettendo .la parola alzo. Ogui capo-sezione darà il comando ca:r-icat appena la sezione è vuota. Aggiustamento. - Determinata la forcella si passa all'agg iustamento. In questo periodo i' colpi debbono essere os· servati; ma parendomi sufficiente che al comandante la batteria resti l'impressione del risultato medio di un gruppo di colpi, il fuoco procede a scariche con intervallo di 5" tra i colpi. Si carica una volta solà al comando caricat dei capi·sezione. Questo comando sarà ripetuto per ogni scarica dopo che iÌ capitano indicherà i dati di tiro. L'aO'o-iustaroento si inizia con l'alzo intermedio della foroo cella. Al comando relativo, i pezzi carichi a percussione si ·regolano in modo conforme a quello della uostra istruzione. I comandi pel capitano sono: per la 1" scarica :..... Tempo-scarica, frammettendo la distanza in ettometri. Per le successi ve il capitano darà la sola indicazione della distanza e nel Daso che voglia ripetere la scarica con dati uguali, comanderà solamente: scarica. Per iniziare la scarica il capitano comanda: /'uoco. I comandi- dei capi-sezione sono i seguenti: Per far partire i colpi dei pezzi rimasti carichi a percussione : Tempo-tali pezzi fiwco interponendo la distanza che avrà dato il capitano; per far caricare a tempo appena la
BATTl,;R I'.E GROSSE O BA'fTE HlE PlCCO r,E?
sezione è vuo ta ..... car icat; per iniziare la scarica al comando fuoco del capitano :.... 1°pezzo fuoco ,2"pe.zzo fuoco, ecc. e così per le successive. Quando il capitano desse il comando : scarica, i capi sezione comanderebbero : caricat. Tiro battenle. - Com piuto l'aggiustamento, si ·passa al terzo per iodo quello del tiro batten te che ha per iscopo la distruzioue del bersaglio. Alla d istribuzione provvedono i capi-sezione; all a celerità di t iro provvede il capitano_ Questo periodo si svolge con salve di batteria e si inizia al comando del ca pita no: salve cli balleria, prececLuto dai dati d i tiro, se saranno di versi da quelli dell'ultima scarica di aggiustamen to. Le salve si succedono al comando : f'uoco del capitato, con quella maggiore o minore celerità che sMà del caso e tenendo presente che il comando di esenuzione del capitan-o, non implica che i 4 colpi debbano partire insieme ; ma indic3. solo il momento in èui possono partire. È dovere di ogni capo-sezione che la batteria sia al pi{1 presto vuotata e rica.ricata. I comand i del capitano sono : Per la prima sa! ve. ... salve cli balleria premettendo o no la d istanza; per le successive..... il solo co mando fuoco di esecuzione con cui si eseguisce anche la prima. I comrnd i dei capi-sez10ne sono : · P er la prima salve.... carica continua premettendo o no la d istanza e q tlindi 1• pez zo fuoco, 2° pe::zo fuoco ecc., al comando fuoco del capitano ; per Ìe ~uccessi ve la ripetizione del comando 7° pezzo f'uoco , 2° pezzo fuoco, ecc. Il tiro battente con sa!ve di batteria presenta questi vantaggi: 1° P ermette che nel silenzio delle soste si possano intendersi col fischietto, i comandi e gli avvertimenti, dà il t empo di riparare a picco li inconvenienti, fac ilita la correzione e verifica del puntamento .e la esatta g raduazioue delle spolette, nonchè la sostituzione di mancanti e la provvista dei pr oietti;
UA'l'TisRII> GROSSE O BAT'!'EltlE PICCO l,E '?
2025
2° Offre al capitano il vaut.aggio di tenere assolutamente legat o alla propria volontà il fuoco della batter ia così _che egli ne possa regolare la celerità a seconda del caso, gli assicura la disciplina d i fuoco e l'ordine, gli agevola l'osservazione del. bersaglio e del tiro, gli dà tempo e maniera di far intendere comandi ed avvertimen ti ; 3• Procura maggior danno al bersaglio giacchè le grosse perdite, se istantanee, si r imediano più tardi e più difficilmente che le continue (10 uomini si rimpiazzano più difficilmente in un minuto che in cinque), crea difficoltà all'avversario nell'aO'giustare il puntamento alla vampa: giacchè 0 questa non si produce in maniera continua ma ad intervalli che il capitano potrà variare come vuole; procura _in'fì.n~ lo sciupio minore di proietti, perchè facilita l'esecuzione un. mediata delle correzioni. Controllo. - Quando nasce il dubbio che il bersaglio s1 si~ portato fuo ri dalla zona battt1ta si. deve f~re ~l controllo il quale dev'essere pronto e sicuro. L e operazioni procedono così : il ·capitano prima di dare il fuoco per la salve pronta comanderà : conllrullo. I capi-sezione comanderanno: pei·cus·sione. Par tita la salve come al solito il capo- sezione di destra comanderà l'alzo più piccolo della ' forcella ' e guello d i sinistra l'alzo più grande. Quando il controllo è pronto il ca- · pitano comanda : fuOC() e la batteria si scarica. con due salve di sezione al comando dei rispettivi capi... tale sezione fuoco facendo preceder e l'indicazione dell'alzo rispettivo in ettometri. La carica è sempre continua ma si r ifà a percussione. Se il controllo avrà data buona ancora la d istanza del tiro battente, questo si riprenderà al comando : tempo del capitano p receduto dai dati d i tiro e che sarà ripetuto dai capisezione. Se il controllo darà il bersaglio foori della zona utile, la batteria. che è carica a percussione permetterà al capitano un' ulteriore forcella ed il passagg io, dal fuoco a salve a quello per pezzo, avverrà col solo comando : colpo preceduto dalla distanzà. . . Questo metodo di è"Ondotta è unico qualunque sia 11 bersaglio : le sue caratteristiche sono quelle di deter minare la
!.!ATTERI E GltOS:;B; O UATTE(UE PJCCOL8 '?
distanza per pezzo, di venire all'aggiustamento per scariche, e di proseguire al tiro battente per salve di batteria. Le varianti che seguono si riferiscono ai bersagli profondi, ai bersagli continuamente mobili (cavalleria) calla fanteria a distanza inferiore a 1000 m~t ri. Be1·sagli p1·ofondi. - Nel tiro contro bersaglio profondo la forcella sa1:à ampia guanto basta, purchè nei limiti minimi sia tutto racò.iuso. L'aggiustamento si farà con alzo intermedio e il tiro battente con salve di batteria, cambiando la distanza ogni due o tre salve. Nel passaggio da un alzo all'altro il capitano prima di dare il fuoco per la salve pronta potrà dare il comando: p1·ossima salve... seguito dalla nuova distanza, oppure il cci mando: pezzi carichi fuoco e riprendere poscia le salve alla distanza nuova. In un tiro di gruppo di questo genere si deve battere contemporaneamente tutto il bersaglio distribuendo fra le batterie del gruppo le varie zone. Cavalleria. - Contro cavalleria, la batteria si porterà in posizione cogli alzi scalati per pezzo di 200 metri. Il comando del capitano è questo : percussione... scalate... frammettendo l'alzo iniziale: quello dei comandanti le sezioni : percussione 1° pez:;o X, di pezzo X 200) 3• pezzo 400 ecc. Il capitano comanda: colpo e l.:>. forcella si f~ nel modo normale. Se la batteria è già in posizione, non si scaleranno gli alzi e con verrà agire come nel caso, generale. Fatta la forcella si passa subito alle salve a tempo con l'alzo minore o con altro più piccolo' di pendente dalla celerità di movime,ntò. Le sal ve si succedono con quella rapidità che il capitano crederà opportuna; ottenuta una sai ve oltre si diminuirà la, . distanza e le correzioni si faranno subÙo. Quando la cavalleria arriva ad 800 metri si darà il comando a volontà; i pezzi sparano per conto proprio avvertendo di eseguire esattamente ,ogni operazione. Per sospendere il fuoco a volontà il capitano potrà valersi anche dei segnali di tromba.
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2027
BA'rTEHTE GROSSE O BATTERIE PICCOLE '?
Fanteria minacciosa a piccola di~tan:::a. - Se la batteria deve prendere posizione contro fanteria a distanza cli 1000 metri o inferiore, converrà cominciare il tiro subito con salve di batteria procurando che la prima salve sÌ<:1, corta al minimo possibile. P er la seconda salve si aumenterà l'alzo qualora la prima fosse stata troppo corta. Si passa quindi alle salve a te.mpo o si continua a percussione. Questo metodo mi pare adatto alla ciruostanza perchè l'effetto morale delle prime salve paralizzerà momentaneamente il fuoco dell'avversario anche perchè il fumo onde sarà avvolto gli impedirà di vedere. A queste distanze credo che l'effetto morale abbia più influenza di quello materiale ed il bersaglio cede più dal sentirsi impotente all'offesa e scoraggiato, che dall'impressione delle perdite. Questi momenti di paralisi saranno di supremo vantaggio per la fanteria del partito che li avrà prodotti. Se l'avversario avanza ancora si diminuisce convenientemente l'alzo continuando a salve 'di batteria ed a 600 metri si comanda il fuoco a volontà. Gli esempi c~e seguonò servono ad illustrare quanto ho esposto, sia pel caso ordinario che per gli eccezionali. Marzo 1899.
G.
MERLO
mam1iore d'artiglieria.
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TIRO CONTRO IlERSAGL IO SCOPERTO -
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AR'l'I GLIERTA IN BATTERIA,
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N.11. - Col canno ne a c. r. si .dovrel)bero tenere gli scopi più bassi e più vici ni. (I) li risul•ato 1loll,1 i" s:aril:a con•iglia l>l. rorrr,ione (l). - (2) Il risu ltato d~lla 2' scarica consiglia di ri1ieterla. - (3 li risultato della 38 ~carica consiglia la correzione (3). - (4) 11 ris ulta to del con trollo consi.;lia di teucre l'alzo.
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ESEMPIO 2° . TIRO CONTRO l•'AN'fERIA IN FORMA ZlONE DI AMMASSA ME::-{TO .
La batte?'ùt a1·1·iva in vos z'zi"one con. l'ctlzo 20. Co 11,:u1di d,·lla
COM.\NU I DEL CAPITA NO
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2033
MADDALONI 1860
l'!'ALl'A E V1'L"l'ORIO E:uANUELE OMAGGIO .H CADUTI A MADDALONI IL 1 ° O'l"fOBRE 1860. La vittoria dei volo11tari s ul Volturno aveva sciolto i nodi del destino d'Italia. Io ho detto altra volta ed amo ripetere elio quella giornata fu all' unità. della patria italiana ciò che 1\{aratona all' indipendenza della Grecia. {A u11.E1.10 SAFFt,
Cenni biografici ,. storici al-
l'opera cli Jllazz,ni, voi. X iii, pag. i).
Qnattro combattimenti parziali fra di loro quasi indipendenti formano il grosso fatto d·armi successo il l° e 2 ottobre 1860 che prende il nome Volturno. Fu già eretto l'ossario di Oastelmorrone, ora è la volta dei Ponti della Valle, doma1.ti lo sarà per S. Maria Capua Vet;ere. Mi sono accinto a scrivere il presente lavoro, certo non senzi\. qualche preoccupazione per incarico di . nessuno ma di mia iniziativa. E,;so ha per iscopo di narrare gli avvenimenti del 1° ottobre con Lsti di preferenza maddalonesi e di acc.e nnare a quanti legati din,ttamente o indirettamente con Maddaloni vi parteciparono, La completa narrazione della battaglia sarebbe opera. troppo hmga, mi son. tenuto ai P onti della Valle, giacchè come dissi può star da sè.
ESEMP I O
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T IRO CONTRO FANTEnIA AP POSTA'l'A A PICCOLA DISTANZA,
Cum;i11di dP /la
COMANDI DEL CAPlTA~O i 11 sezione
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(i) Ln. corrr.zione fu consigliata drill'avrrr. os~crvnto l;:i. prima sa lre tròppo corta. (2) L'avversario impiega. (3} La gr,,duazionc della salve era 8. 1\1.B. - La b,tLtcri .. arriva in 1,vsiz,one con l'alzo 8. · ·
2035
MADDALONI
?IIADDALONI
Verso la fine di settembre 1860 il D ittatore trasportava il quartier generale in dodici stanze della Reggia a Caserta. Erano disposte ad angolo retto; bislunghe, basse, poveramente ammobigliate, esse erano gli ammezzati, le :finestre prospettavano la piazza da un lato, e dall'altro un boschetto odoroso del parco reale. Eceo lo specchio del personale che costituivà il quartier generale del dittatore :
BEr,Lrso:r.11 AURELIO, luogotenente aggiunto alla cancelleria (si ammalò in Calabria e non potè raggiungere i suoi); Rrzzr PoMPEO, aggiunto; GNoucHr e Prcozzr, ufticiali d'ordinanza; Un medico, un cappellano, rn guii:le a cavallo.
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Le truppe del Dittatore erano la 15" divisione (generale Stefano 'l'urr), la 16" (generale lnsenschimid de Mii bitz conte Alessandro; il titolare era il generale K Cosenz ma assente 2erchè ministro della guerra a Napoli\~=A 7• divico ~o/'.""'• ,,..,..._.,<./4-. ~ f:arvv sione (generale A vezzana; comandant~ in -2·r rl generale Giacomo Medici), la 18" ( comandante generale Nino Bixiol:-'(1). Riguardo alle di visioni s'ingannare bbe a partito chi le prendesse alla lettera. In tutto non superavano i 20,000 volontari. L'esercito · meridionale senza matricola, sorto improvvisamente tumultuosamente, essendo in continua formazione, nulla quindi di più difficile di dare la situazione dei presenti e di,,ponibili alla battaglia. Aggiungasi a queste forze elencatl'l, la legione Matese, la Sannitica, i battaglioni dell' Ofantb, i Terribili del Gran Sasso d'Italia, i Cacciatori dell'Etna; di lVIonte Grifone. La divisione Tiirr comprese sino cinque brigate, cioè: Sacchi, Eber, Spangaro, De Giorgi (brigata Milano), La lYfasa; ma poi furono sparpagliate fra le altre. La brigat~ La Masa .era aggregata alla 16'' divisione Cosenz; quella di Spangaro alla 17°; la brigata Sacchi stava da sè a Belvedere (S. Leucio); le brigate E ber e De Giorgi stavano alla riserva. La divisione Bix:io (18') comprendeva la brigata Dezza della
GrnsEPPE GARIBALDI, generale dittatore delle Due Sicilie comandante in capo; · TllECCHI GASPERO, colonnello comandante il quartier generale ed aiutante di campo; GuaDAGNo GUADAGNI, comandante in 2°; NATALE PoGGI, colonnello; ALBEU.To MARI0 1 capitano. Stato maggiore generale: GIUSEPPE Srn.TORr, tenente generale capo dello stato maggiore; GIUSEPPE CoRTr, colonnello sotto·capo ; GrACINTO BRuzzEsr, colonnello sotto7capo, capo della cancell eria ed ispettore di servizio dell'intendenza generale; DE MERITENS AuGCJSTO, segretario del capo dello stato maggiore, già capitano di stato maggiore del maresciallo Niel ferito a Solferino ; · DE KRETSCHMANO GrnLIO, C~fficiale prussiano) ispettore di cavalleria; ' DALLA PoLcr, ispettore d'artiglieria; P u;nNo ANTONlO, capo dell'ufficio d' informazioni; DE BENEDICTIS P AOLo, ispettore del servizio del genio; PESSINA E Nnrco, capitano capo ufficio del controllo; Cu:&Zro FRANCESCO, cassiere dello stato maggiore; PATfl.IAHCHI CESAliE, addetto al quartier generale. pel servizio delle truppe; R ASPONI marchese PAOLO, addetto al servizio interno del quartier generale;
rn• divisione co l seguente ordine nel giorno: , D'or,.ine <le! ge•·ernle in capo, prentlo il cumauùo della iS• di sisione. • Catanzaro, 3 settembre {860. • N. B1x1o. •
· (t) flixio prenrJova il comando del la
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Le 4 hrigate délla dimrs~a spedii.ione Pianciani, P:hcraròht, Puppi, Sp:u1garo, Sp1nazzi, furono a,t<ietle a lla 15• division~; p,•r questo il cliltat11re or·d,nò d1e si forrm,,se la 18' c1ivisione e Tiirr (,·omanrlante la ·1:i3J lo <1111111111.iava a B,xio r.on le1 te1·a ,1a Catanzaro il 31 agos10 ·1860. C<Ì~i t• ITett11 rLrn,i l'ordine dèl giorno i9 lui.,lio datato da Meri, per la fondaziune dell'tscrcito meridiouale.
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forz~ di_ 1800. uomin~, quella ~i. Eberardht di 1500, Spi·nazz1 610, poi la brigata Fabnz1 che stava da sè a i.\faddaloni e la brigata Basilicata; la 16·· aveva un battaglione distaccato a O,tstel :M:orone e la brigata Assanti in riserva. 'f
** Istruzioni del gene:mle RU·ucci alta colonna Von 11'Ie7cet.
Ist1·uzioni di G. Garibaldi ai suoi ,qene1·ali.
È intenzione di S. M. (N. S.) che dopo l'attacco di Piedimonte d'Alife, gi:usto le precedenti diSJJOSi..zioni, se l'azione riesce felice per le nostre armi, com'è a spenirsi, ella facendo correre i s uoi rapporti per la via di Cafozzo, e dopo non più che un giorno di riposo a lle sue truppe con tutta la colonna. d.i suo comando comprese le truppe di Ruiz e con le debite precauzioni prenda la volta di S. Potito, Txivio, Casale di Faicchio, Amorosi, Ducenta, Valle e pei ponti delht Valle piomba.re alle spalle di Caserta impadronirsene. Spingersi sulla strada cli S. Maria per giungere alle spalle da questo paese, mE'ntre una divisione, che uscirebbe da Capua l'attaccherebbe di. fronte e cli fianco JJer S. 'l'ammaro. Queste sono le idee genet nli, ella però vi darà adempimento a seconda delle cognizioni locali che acquisterà. dalla, coscienza cl elle forze, della posizione del nemico, e di quanto altro giudicherà di porre a calcolo per la buona. riuscit,, del disegno ritenendo sempre che deve in tutti casi informarmi à tempo del risultato di Piedimonte della 'determinazione che
Il posto princ·ipale deÙa difesa delle nostre posizioni è Maddaloni, Caserta sara. occupata fortemente, poi S. Maria, S. Angelo, Belvedere ossia S. Leucio, A versa, :Marcianise, Curti, Casapulla; Casanova, S. Pri,;co ed alcuni al t ri vi1laggi che si trovano fra Caserta e :M.ads da.Ioni. Devono essere custoclite con vigilanza, tutte le avvenute che sortono da Capua e che si cli-~' rigono verso i nostri posti, con:i.e 1mre le avvenute che vengono da Maddaloni dalla parte cli Amorosi, L imatola, ecc. ~fotti i. forti posti come Maddaloni, Caserta, S. Mar ia, ecc. devono avere alcune opere volanti di fortificazioni od almeno barricate. In caso di un a t tacco serio del nemico il punto di riu. tutti i posti g randi e mm·e nto di piccoli' sarà .1fadclaloni ove si troverà il quartier generale principale. . Il genera! Medici avrà. il q~artiere a Caserta, il genera} :Òe Milbi tz a S. Maria, il generai Sacchi a Belvedere. Ambi questi due generali riferiranno le loro comunicazioni aJ general. Medici a Ca, sertft cl1e dovrà riferire al quar tier generale principale.
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MAODALONI
pi-enderà per l'esecuzione del disegno suaccennato, eC-:ei giorni indispensabili che stimer1i impiegarvi oncl' io possa muovere per agire di concerto a S. Maria . Tutto al più resta afiidato alla nota sua esperienza ed avvech1tezza. Sa-ppia intanto che farò mitrciare questa notte la br !gata Polizzi onde esserle d'aiuto nel solo caso che l'a.zion.e di P ieclimonte non fosse coronata da felice re,:u]ta.mento, mentre. all'opposto assicurato che saremo di felice s uccesso, la detta brigata Polizzi dovrà, ripiegare sotto Capua per far parte della. divisione destinata ad · attaccare S. Maria. L'invio il presente pet mezzo del mng~ ore Giobbe tlello stato maggiore, che J:imarrà momentaneamente presso di Lei per mezzo del qua.le br amo avere notizie delle sue operazioni- e clel di L ei divisamento s ul contenuto di quest.o foglio.
In caso di attacco serio, i posti avanza,i;i come g ià si è detto si ripiegheran no tutti, se è neces· sai:io a Macldaloni ; però ness·LmO a · qualunque costo·'ripiegherà prima che il. suo anteposto si sia ritirato ed abbia avuto il tempo da prendere posizione indietro. Il posto di A. versa nello stesso caso dopo di a\ t:or ripiegato, farebbe pure poss ibilmente la sua ritirata verso Maddaloni, oppure per Caivano ed Aval'sa verso il punto s uddetto. 0
Caserta.. 27 settembre 1860. G.
GARIBALDI.
Capua, 2! settembre 1860. il generale in C(),p0
G 10SUE Rl'l'UCCI.
L'attacco fu fissato pel. 28 settembre, ma non fu possibile perchè Ritucci in que-;to stesso giorno non aveva notizie di ~on l\fekel. Si recò a Caiazzo, con deciso intendimento di surrogarlo e non lo trovò . V on Mekel non poteva agire o non voleva prima del 29 ; è manife,,to che fra il maresciallo Ritucci e Von Mekel eravi ruggine. Quale straniero vedevasi protetto dal R e la sua disobbedienza è chiara. , Questo ritardo fu la principale delle cause della perdita della battag1ia. Alfine verso la mezzanotte g iunse al quar,tier
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g enerale il capitano giore d~ Von Mekel annunziava che era Questo r i~ardo fo
MA D DALON I
) I AD DALONI
Luigi Delli Franci capo di stato mao-e recò a Ritucci un dispaccio il quale pronto per agire il 1° ottobre. una fortuna per Garibaldi.
Il com battim ento di Maddaloni narrato da Luca Von Mekel (borbonico) e Nino Bix io (garibaldin o). Rapp01·to del gene1·ale Luca Von 1l 1[elcel al generali! Ritucci sitl fa,tto d 1 a1-mi di Valle il 1° ottobl'e 1860.
ln ubbidienza al ragguardevole ordine contenuto n el foglio del 30 settembre prossimo passatodi V.E_ trovandomi. presente in Caiazzo ho tenuto una conferen7.a, col colonnello R uiz, onde stabilire il modo più adatto per mandarlo ad effetto e 1·estammo nella intelligenza che la brigata del-suddetto colonnello essendo cos tretta a passare il Volturno pr~Jìtterebbe del ponte da me fatto erigere presso Amorosi giacchè sarebbe naturalmente impossibile :far sondare il fiume per i preparativi e finalmen te per la cos truzione all'uopo cli altro ponte all'alte,,za di L imatola. Cosi la brigata Ruiz partiva da Caiazzo alle oro S pom. del 80 settembre, giungeva. alle ore 8 poro. in Amorosi e proseguiva alle ore 11 la sua marcia per eseguire il mandato ricevuto. La sera del 30 stesso ho fatto riunire la mia brigata. dai vari accantonamenti in Amorosi, lasciando soltanto gli squadroni dei
Rapporto del generale Bixio sul combattime:nto clell'1 e 2 ottobre. 1 sa divi.~ione. Casertn,
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oltobre.
Mi fo un dovere cli t rasmetterle il rapporto particola1·eggiato del fatto d'armi di Villa Gual tieri avvenuto il 1° ottobre. Nel pomeriggio del SO settembre ricevuto il suo dispaccio cho mi av vertiva di tenermi pronto a sostenere un prossimo attacco nemico, portai t utto Je forze che 1a S. V. pose sotto i miei ordini ad occupare la posiz [one affidatami. Ritirai il battaglione che si trov~va n,gli avampo>1ti a Valle, feci occupare le altuxe di Monte Caro ed il versante verso la s trada di Valle da.i bersaglieri, e dal 1° battaglione della 1a brigata comandata dal t enente colonnello Dezza affidandone al medesi mo la difesa co~ ordine di non abbandonare la posizione come quella che proteggeva le nostre comunicazioni con Caser ta. Disposi d'ue obici da 12 ceutimetl'i in battel'ia sulla strada che conduce a Valle facendoli fiancheggiar e da un battaglione della 2" brigata a sinistra, ed a destra
dragoni p.er sorvegliare i due ponti sul Volturno e sul Calore pel servizio delle pattuglie ed altro. A me7.zanotte mi sono messo in movimento col resto della brigata nel seguente ordine . Il plotone dei cacciatori a cavallo e 4 ' compagnie del 3° carabinieri col maggiore Gathcher in avanguardia. Due pezzi della batteria n . 15 capitano Sury. Quattro pezzi della batteria n . 10 capitano Tabacchi. Tre compagnie zappatori minatori capitano Parrini. Quattro compagnie del 1° carabinieri rqaggiore Gollin. Bagagli e munizioni in riserva. Quattrocompagniedel maggiore Ulmann. Sq u a d ron e usseri capitano Spretti ir. retroguardia. Per passare il ponte provvisorio sul Calore la battei.fa da campo n. 15 impiegava un'ora d.i tempo sicchè la brigata Ru iz ebbe due ore d i svan taggio sopra di noi. Ciò nulla ostante ho raggiunto ed oltr epassato la eletta brigata al di la di Ducenta,. Rimarcato un tale ritardo le ordinai di con tinuare la marcia per no n mancare allo scopo delle istruzioni avute. Avanz11.i sino alle Can tinelle ed ivi lasciai 4 pezzi della batteri.a n. 15 F evot, nonché bagagli e munizioni sotto la custodia dello squadrone degli usseri. Arrivato alla crocevia formata dalla strnda conducente l' uua a S. Agata e l'altra a i\faddaloni distaccai il 2° battaglione di manovra del 3° leggiero comandato dal capitano aiutante maggiore de W ieland alla sinistra onde raggiungere il con-
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da un battaglione della brigata Eberardh t. Col resto della P brigata feci occupare la posizione di S. Michele. Colla 2"' la Villa Gual tierana. La brignt.1. Eberardht occupava i posti dell' acque.dotto, il molino e le alture di desti-a con ordine di 1·itirarsi per l'acquedotto di Villa Gualtieri, quando dovesse cedere a forze assai preponderanti. La colonna Fabrizi era. in riser va sulla sinisti-a a. S. Salvatore tra Maddalon.i o l'acq~1edotto. Un ter7.o pez;r.o fu collocn.to sulla sinistra all'infilata del ponte. Gli altri tre in riserva 11, Villa Gualtieri. Allo ore ò am. del 1° ottobre la nostra riconoscenza di cavnJleria trovò gli avamposti nemici n. Valle, si cominciò a sco1·gere una colonna. nemica verso le6 1/ 2 ant., che per la strada di Ducen ta marciava per le nostre posizioni. Alle 7 1/ j detta colonna giungevi~ nHo svol to di quel tratto di terreno ossia strada che veniva infilat a dnlla batteria d.ei due obici a300 metri circa dalla nostra p t·ima linea. I vi si arrestò al coperto dei nostri fuochi, si spiegò su tre co Ionne d[ attacco ; n ello stesso tempo altre forze avevano preso la via della montagna si avanzarono stùla nostra sinistra da Vnlle verso le al ture di Monte Caro e sulla nostra destra di Sant'Agata dei Goti verso il Molino. Cominciò allora una vivissimi~ fucilata d'ambe le parti; il nemico a.vendo con sè una batteria rigata cominciò pure a cannoneggiarci, con molta energia e precisione.
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do tto d'acqua del pon te della Valle. Nel paese stesso cli Valle distaccai l'intero secondo battaglione carabinieri Jeggie ri per guadag nare le alture e la montagna a d stra e s1)ingersi cosi sulla cima del 2° monte per aver almeno una congiun zione rituale per ess'ersi tem1to troppo a destra. Il distacco del 2° battaglione iivev11, poi il duplice motivo, cioè di assicurarmi da og ni sorpresa da quel lato. Al maggio re j\fugy comandante questo battAgli.one 110 inoltre assegnato due pezzi da montagna cl.ella ba.tteria- 11. 10 sotto i l comando del tenente Dusmet;. Jio dato verbalmente corioscenza. di ta li disposi:doni al colonnello R uiz prima della sua, paxtenza da Amorosi. Il paese di Valle era occupato da poche forze nemiche e da un avamposto che si ritirò fuggendo, appena ebbe notizia del nostro avvicinarsi. Gli abita nti ci accolsero con grandi clamori di gioia ed espansione di fedeltà al Re. Avanzai s ino a 860 metri di fronte a l ponte l e cui gallerie erano gremite di gente armata, perciò feci distendere in cordone una compag nia. del 3° carabinieri, situandola a destra e a sinistra della strada, e nel tempo stesso (ore 6 1/ 2 ani;.), il ca.pitano a iutante maggiol·e de Wieland npi:ì il fuoco e comin ciarono a tii:are i due peni cl.elle batterie n. 15 portat i sulla strada cont ro il ponte. Durava però grande fatica il 2° battaglione del 3° carabinieri di avanzars i conti-o un nemico assai più forte e che faceva un fuoco terribile , avendo noll solo occu1)ato il condotto di
I nostri obici di assai minore portata non vi risposero che più tardi, quando il nemico avanzandosi si portò sotto il tiro dei medesimi. Le a lt ure di destra, il molino e successi,v amente l'acquedotto furono attaccati di fronte e di fianco con molta energia; la brigata Ebernrdht (1) ripiegando si ritirò disordina tamente in gran parte su Maddaloui l ascian:10 al nemico la posizione. (l) Ad illnstrnzione- pon iamo in nnta il r.ip porto Eh~rarrt ht comaTi•!aote la 3• l;rl· ,gata s11 I ratto <1•·1 1° ott obre. L>i mattina <lel g,orn o { nttnbre allr ore 7 si ,feslò l'all:irme rn tuUa la li ,,e,1 ct·a,•ampo,to eia noi g11 orrlata. In hrere l' ini mico si avan,ò ~ulla <1 estra. della nostra posi zione. the era orcupal:t rlall:1 nostra · bri(!'.ata. Protet ta da fo lta allwrat11rn si spi 11se in avant i e per l a superivri1.:1 () ,,J num ero . dnpo l unga Pd os1i na1a di fesa fallagli ocCU JJò la su(l rtP tla nostrn pos i1.inne 1ion gravi perdile fl':1mbo le pa r ti, e si avanzò sempre più i mpossPssanrlos i" ,1 ,,1 po,,tè e sping,•nclo 11na colon na sopra lo alture che guar,~ano l:L :--tratta. rmirstra che gua,rd3. Marld:ilnni. Riavut.<,si i 110,tri c,t i 11cora:;giati pci r inforzi ar111i rlai batta:i- Ji,,ni della brava gi,.YPDIÙ r1ella divi,_ione flix ir), at· l::ccarono vi;:..rnsamen1 c la .sinistra della colon11a .nemica la q11ale inralz:ita all:t baionet ta ,ul1endo gravi perrlite. in mori i, feri ti e JHigio11i, ri, dovette abbandonare nel l<l' nost re m,111 i le occnpn te posizioni nonché ·due 11e1.zi d'artigli_ Pria rig;i la che furono conscg11ati al quarliero (!'.encrale dPll a ts• divisione. La colon na ncn1 i.-1t che · si era ar anz~1a sul le co lli oe verso MMloialoni dovell.e ritirarsi vedendos i t:1(!'. liata fuori, alJb,.,ndon;inrlo riei"l e nvsl re ma ni cire,'l 60 prigionieri. ()ni nr1 i non so lo le nostre posi zinni vennrro rioccu pate, ma circa le orn 4 pom. la briga la era estesa su lla lioe" d'avarn(l.osli guarlai:rnartd v ancora p,ù 1erreoo spin~en.-Jo gli ,wamposti. Il resto riel giorno e la notte susseguente ecc.
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acqua, ma tutta la boscaglia sino Vedendo impegna.ta vivamente alla cima clel monte ed anche il la mia sinistra, e di più non samolino in vicinanza. del ponte. pendo se i nost ri erano respjnti o Spiegandosi in avanti i l 1° tenente respingevano, feci ri piegare la 2" Sl1ter con un plotone si gettava brigata su Villa. Gualtieri per asove più ·f itto trovav:1.si il nemico sicurare la strada d i Caserta: ore vedevasi g iìi comp1·omesso con dinai al colonnello Fitbrizi ed al quel plotone, q ua;;,do il 1° t~nente 4° battaglione cl10 teneva il CoEmilio :Mekel (1) alla testa della lomba.io sopr11. Maddaloni ed al tecompagn iachecomandavacon bril- nente colonneUo Piva di po1ta.1·e lante C?raggio e::i.bneg11,zione, giun- il 2° ed. il 3· battag:ione della 1" geva a svincolare dal pericolo il brigata. da S. M.ichele n V ilb Gualsuo camerata e prendere il molino tieri, affidando allo stesso la difesa a viva. forza scacciandone il ne- cli tale 1.)0si:t.ione. · mico. Pur troppo questo valoroso I clae obici che erano sulla s trada giovane ufficiale ha dovuto pagare dopo un fuoco vivissimo ed aver il suo slancio e h1, sua bravu~a. con perduto ,nolti cannonieri, fra cui la propria vita. Dovetti spoclire lo stesso capitano De ~fartini (1), tre compagri.ie e poi la q uar tft. di r itiraronsi a j\faddalon i. Gli altri xinforzo al battaglione medesimo. pezzi che sull'altura in prossimità. Qua.udo q nesta com pagu ia · d,el .delr acq nedotto avevano per piCt 3° carabinieri condotta clal mag- di due ore fatto fu oco assai v ivo, giote Gatche1: giunse sopra luogo furono l'iportati ,1, Villa Gualtieri, il ca11itano aiutante maggiore meuo quello che eta sull.' acqueWieland, uomo· di g ran valore e dotto che non poté l'itiral'si in di particolare talento come con- t4:lmpo. clotticro, era già. ferito. Intanto essendomi assicurato Il 3° battaglione cosi rilmito che i)'lonte Caro ora sempre occurespinse il nemico che. difese il pato dai nos tri, ordinai in colonne teiTeno pà lmo, pa.lmo. Al di l à, d'attacco il 2° ed il H0 battagli-:me del ponte due pezzi nemici inq uieclella in brig,ita ed il 2° della 2" ta.va,no ancora questo bravo bat- (il 5° battaglione non giunse a tagl ione, ma i migliori tirator i tempo). Feci s uonare la carica alla baionetta, ed in meno di mezz'ora del medesimo, avendo fatto mi fuoco ben aggiustato contro gli avevo riguadagnato il molino di artiglieri, li fecero ben presto ta- destra che affidai al maggiore cere. .Allora tt1tti si slanci arono Spinazzi e respfoto i l nemico a l di sulla posizione a dil'itta, il ponte . là della batteria sulla stra.dà. fu preso e presi fui-orto eziand io i due pezzi nemici da alcuni uomini (·I) ,\d1ille De M:>rtini cotnan1lnva una del ri1Jetuto 3°. battaglione dei 1lelle d,,., ~,·z•oni b-,rbon1rl1« a C:il:tla!i,ni.
(i) l~taJiglio del comandante.
Ucse,·tò" P:i lunnu ess,•11,10 f · tnnentt• Fallo c:1p,ta11 0, 1ir·o:H'g11 ì la ~Hnpa;.rna. Mor'i in qu,•.<ta 1Jatt11Ali,,, rtilend, odo i suoi pc1.zi, tralìLLo da una µalla.
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Carabinieri, che il nemico nella riIl brigadiere Dezza col 10 battirata tentava condurre se·co. Il taglione, e col battaglione Menotti nemico s ulle l)rime tentò anche Garibaldi aveva intauto ricacciato una sor tita dalla sua posizione, con una brillante carica alla baioma fu ricacciato. netta fino a Valle un'altra colonI due pezzi cl1e ancora rimane- na che s ulla sinistra nostra e provano della batteria di montagna tetta clal bosco inoltravasi per ton. 10, furono al principio portati, glierci le comunicazioni di Caserta. · sotto il comando del capitano TaRiprese tutte le nostre po!-izioni, bacchi, che mostrò sempre corag- diedi ordine di arrestarsi non giugio e buon volere, a piedi del monte, dicando opportuno inseguire il nea sinistra del ponte e poi spedito mico fuori cli esse. sul monte medesimo per appogRiprendemmo l'obice lasciato al g.iaxe i movimenti del 3" batta- ponte e di più d ue pezzi rigati al glione, però molto più fo:cte d:i. nemico. Più di 70 pr igionièri ed noi, fu anche rinforzato nella ri- uri ex-capitano d'artiglieria rimatirata stessa, da truppe fresche sero in mano ·nostra.. ch e giungevano dal convento di Le perdite del nemico ammonS. Michele. tarono a 100, e più morti ch e ]aIl n emico cercò di r icomporsi itd sciarono sul teneno e molti feriti. onta del vivo fuoco con cui venne Le nostre 1)e1·dite furono le seperseguitato dai clue pezzi della guenti: ba,tteria n . 15. Alle ore iJ (ant.) M" rti Feriti feci avanzare clue al tri pezzi della detta batteria, che prima furono Uffic. Sold. umc. Sold. t• brigata portati a sinistra della s trada del 7 18 13 I 65 {i, · :l 3 32 ponte, ma spinti poi tutti quattro 2• id. 3a irl. 2 il 6 46 i pezzi ins ieme sulla via di Made 5• batteria l. 3 9 daloni, fu battuto il nemico con Totale .. ti 35 23 I~'.! i l fuoco di questi 4 pezzi diretto contro S. Michele. Le nostre forze ammontarono Il capitano Fevotpersonalmente ha diretto il fuoco assistito dal 11el giorno 1° ottobre a 51:53 nol O tenente Sury e dal 1 t enente mini h~artiti come segue: Bruner. Il combattimento conti!" b~igata prcsen li sotto le armi. 1828 nuava mentre divenivamo pad1·oni 2• i,1. id. id. GiO della posizione, meno che di San a• id. Eber.irdht . . . !50~ Brigata Fabrizi . .. . . . l.5iO Michele che rimaneva al nemico. 5• baLteria di 6 obici da 42. 73 . La vastità della posizione m eGuide a cavallo 20 desima, disperse le nostre forze e Totale . 5653 gia dal 1° battaglione carabinieri che forma va il grosso della mia colonna, ho dovuto distaccare due Le forze nemiche ammontavano compagnie per occupare il molino a 3 battaglioni es teri, 2 reggimenti ~
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e l' entrata a sinistra del ponte, perchò dalla valle cli D urazzano e di Cervino mostravansi masse nemiche. Il battaglione medesimo }.l,a, dovuto spingere una compagnia. a.gli avamposti sulla strada di Maddaloni, ma il comandante della stessa deviando dai proprio incarico, con l' intento di correre in aiuto del 3° battaglione carabinieri, tenne troppo a clestra sulla montagna., e così quando suonava la rit irata, egli stesso capitano Wesman leggermente ferito e alcuni soldati, caddero prigionieri. Due altre compagnie di questo battaglioneforonofinalmente spedite sulla montagna dal 3° carabinieri, ed anche queste tenutesi troppo a destra, dimini1irono l'effetto che dovevano · produrre. Intanto il 2° battaglione carabinieri non an-ivava al punto assegnatogli. Pa1·tito dal paese Valle pel · monte a dil'itta si divife in due compagnie di manovra che spinsero avanti. Il 1° battaglione di manovra passava conducendo seco due pezzi di montagna ad occupare il vallone incamminandosi verso il monte Grande a S. :Michele, mentre il 2° battaglione · di manovra comandato dal maggiore W erra era stato distaccato ond~ ra.ggiungere, profittando del teneno boscoso, la principale altura. La cima del monte si · divide in due altnre l'una dominante l'altra e boscose tutte e due. Il nemico lo teneva occupat-0 e si difendeva gagliardemente. Il battaglione diminuiva di numero defaticato essendo oltre ogni 0
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cli linea ecl uno squadrone di cavalleria. Rfoollocati verso sera tutti i corpi nelle posizioni occupate nella .p.otte antecedente, ci tenemmo pronti a nuovamente l'Ì· cevere il nemico qualora volesse ritentare l'attacco. All' indomani le nostre ricognizioni spinte oltre a Valle, riportarono aver esso abbandonata Ducenta, ripiegandosi verso Amorosi al di 11~ del Calore. Nelle ore antimeridiane dello stesso giorno 2 ricevei ordine di V. S. di portare le mie forze a Caserta Vécchia dove t rovavasi il nemico. Lasciai al colonnello Fabrizi la custodia delle posizioni nostre, spedii avanti la l" brigata ad occupare alle spalle del nemico le alture di monte Viro; colla 2a brigat r, e colla brigata Eberardht marciò direttamente per Caserta Vecchia, tenendoci poi sempre collegati colla 1". Esposte così brevemente le operazi_o ni del 1° ottobre, credo debito mio chiederle ricompense per coloro che i n pa.r ticolar modo si distinsero e punizioni per quelli che al momento della lotta abbandona.tono vigliaccamente il loro post.o. In ultimo non posso tacerle che i battaglioni della brigata che caricarono alla baionetta i vecchi dati della Gel'mania venuti a puntellare la tirannide di Francesco Borbon e, sono fo111iti quasi intera.mente di giovani siciliani; solo i quadri compongonsi di nostri contientali venuti in Sicilia colla prima spedizione; gli ufficiali quasi tutti provengono dai cacciatori delle Alpi del 1869.
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credere per la lunga, marcia ed ent rato in azione·s enza riposo di sorta. . Trovavàsi allora i l maggiore Mu;y imbarazzato, quando lo raggiunse in aiuto i l 2° battaglione di manovra col s uo comandante Werra che animava le truppe. Allora si spinsei:o avanti e raggiunsero la cima inferiore. Il maggiore de Wittem.ba.ch con le ·dùe compagnie q.ì riser va e i due pezzi anzicliè progredire in linea. retta nel vallone fece un movimento indietro verso la base del mo1'lte, onde venire in soccorso del battaglione e difatti uno dei pezzi lo raggiunse sul monte stesso e l'altro lo seg~tiva d'appresso. Il nemico aveva r ipresa la seconda cim:i,, g li fu fatto fnoco addosso col pezzo ma ben presto ìl tenente Dusmet ufficia.le d i sangue freddo, dichiarò di mancargli Ja mitraglia. Qui essendo uffiziali e truppa estenuata. d i forze il maggiore Mugy fece battere la r itir,1ta eseguendola con tutte le regole militar i. . Il maggiore l\1ugy si è impegnato a tutta possa per respingere il nemico da q.uelle montagne e non vi:.è riuscito per la grande sta.nchezza della. sua gente. A questa: ndn riuscita devesi attribuire se .il nemico rivolse tutte le forze c.ontro il 3° battaglione. . Come il nemico riceveva continuamente 1 inforzi da S . Michele e. da llfaddaloni tentò di riordinare l e sue file e prese di nuovo p·o sizione. Per sconcertarlo ordinai a,]. capitano 'l'abacc,,i di passare con, .d{te pezzi· il ponte, ma i mi~atqri fecero grande fatica a levare la banicata foi:tificata eretta
Dhe la parte gl0riosa, presa da ciascuno di essi al combattimento, sarebbe troppo lungo; quando dei corpi saranno comandati dtt ufficiali come Dezza, Piva, Taddei, Spinazzi ed avranno a capo d i stato maggiore un ufficiale come Ghersi, se la vittoria. non coronerà sempre i loro sforzi, certo sapranno inco11.trare la morte ai loro posti, u n.a. morte gloriosà. presei{te rapporUn.itamente to le trasmetto · il prospetto c1 i a.va.nzamento per coloro che maggiormente s i distinSflro, unita mente a.Ha Jista di quegli ufficiali che si resero immeri tevoli del grado. 1J'i1'm.ato: N. B1xro (1)
al
Al signor f!rmemle dittatore. Caserta. (i) Il serruente dispaccio e rà pubhlicato la sera a. !Xa1i..ii : ' • U1 tlh i,ìo11e cJel g eneralo nixio è ; tata a'lta•·c;i ta ad olio ore rii matlimi rl., 7000 bort,011ici, t e 1Ja1 1aglioni d i r,ac,•i;i tori ~ steri, u110 ~qua 1rone di cavalleria cd una batt,·ria rJg;, ta. « I nustr, brav i rn~pins~ro il n•·mico, imp1ulr11t1Pt1<1o~i di doe 1•ezÌi di ca, 110110 e face1 1111) 1nul t1 pri~,o,iieri.
• Un gran 1111m,·ru d1 morti ·e rima~to sul ~am µo •li bat,aglia. ,
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dal nemico all'entrata, ed entrato il sud<'.letto capitano Tabacchi passò il ponte trovando all'uscita altra banicata. Era.no le 3 pom. J.a mia gente sebbene estenuata dalla fatica ed in parte anche dal difetto di sussisten7.a (non,avendo avuto il tempo materiale dopo r i cev~1to l'ordine da V. E. a fare qualchesfol'7.o in proposito) teneva sempre fer ma 1a. posizione. Il nemico aveva un ultimo pezzo sul monte S. Michele col quale tirava alternamente sulla mia artio'lieria di campagna. e sulla lllia b ' truppa. ma con poco effetto. Pero aveva allora a quanto pare, concentrato tutte le sue foi:ze e si gettava da tre lati sopra 300 uomini circa del 3° carabinieri che erano in prima linea verso S. Michele. Questi pochi ) ravi tenevano fermo, difendevasi ognuno al suo posto sino a che sopn1.ft'atti d~l numero e circonda.ti battevano l'l· til-ata attraverso il nemico con vero eroismo. Si è dovuto deplorare la perdita di qualche bravo soldato che ha · . pagato colla vib il coraggio mostrà to e di qualcl1e altro fatto prigione, perchè disa:rmato a viva forza o ferito. · Si conta che il 1° tenente De Travers che ferito gravemente rimase prigione. Fra altri vi fu anche ferito il 1° tenente Carlo Sutel' del 3° che era.si già distinto come è d etto di sopra. Al ponte fu preso ancor . posizione contro il nemico che ha perduto, colpito da un.a palla nel
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petto il generale Eberardht (1) li quale eras i avanzato personalmente a cavallo pe1: animare le pro1Jrie truppe. E .qui d.eggio dirle qualche cosa sulla condotta del ·comandante il 3° carabinieri. 11 bene aggiustato fuoco e la ca]ma con la quale fu preso il ponte, la circospezione militare c011 la quale egli condusse il combattimento al di là clel ponte; non che l'ordine perfetto con che aff rontò con un pug no di gente il nemico n umerosissimo e seppe ritirarsi, qualificarono il mag~iore Gatcher un distintissimo ufficiale superiore. Sul mezzogiorno io mi eraconvinto sebbenela mia trt1ppa era vinci trice che con le poche forze che io aveva i n confronto del nemico non avrei potuto mantenermi a l ungo in quelle posizionì. Ma per rimediarvi ho spedito iI m io capo di s tato maggiore sig. capitano Lu[gi Delli Franci a rintracciare la colonna Ruiz, e cerca.re con essa una congiunzione. Detto ci1pitano si prestò di buon grado alla gita pericolosa e benchè si fosse inoltn.to al castello di Morrone non trovò il s ig. colonnello R uiz e per questa notizia soltanto mi decisi ad o:rdina1·e definitivamente la riti rata. Certamente la mia truppa si sarebbe mantenuta molto tempo in quelle
(i)
E' un altro, il colonnello Stefano
Dunyor che fu gravemeutc rerito . Eherarrlht non fu ferito certo ai Ponti della Valle.
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posizioni se .non avessi fatto suona.re la riti rat a. che esegui militarmente con ordine, sempre man.. tenendo vivo il fuoco per tenere in freno il nemico. Questi incor aggiato pel nostro piccolo numero si mis e a perseguita:i;ci per la consolare, ma cento circa risoluti si voltarono spontanea- , mente e con furore la ricacciarono sul monte e nelle gallerie del ponte. Contemporaneamente JJer obbedire alla suonata si ritirarono anche altre compagn ie sparse sulle posizioni. I due pezzi del capitano Tabacchi. che non hann o potuto u;;cire dal ponte non essendo arri· va ti gli zappato:ri a demolire la 2" ban·icata banno dovuto ess&Te tirati dagli uomin i, s taccandone g li ' animali che pe-r la strettezza uoo hanno potuto girare sul ponte per uscÌl'e dalla parte/oppos ta. · B,i tardaro110 così questi due pezzi e non potend.o più sce11de1·e per le vie del }[olino lungo il ponte · hanno (lovt1to t raversare la bo· scaglia .sotto la fucileria del nemico, il quale aveva ferito un condu ttore ed un mulo di un pezzo che ·nel contempo aveva anche ròtto le ruote da un urto contro un sasso. Venne allora abbandonato quel pezto che non potevasi caricare a schiena di mulo per non compromettere la vi ta degli artiglieri e non rischiare la pe-rd.ita probabile dell'al tro pezzo. I feriti durante l'azione furono t raspor tat i parte in una cascina a d i1·itta sulla strada fra il ponte eèl il paes e di Valle, sotto la sorveglianza e cura del meritissimo 130 -
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chirurgo maggiore Fronfmann mentre ]!altra parte fo disposta in una casa cli Valle sotto la cura dell'altro chirurgo magg iore Perrone anche meritissimo col quale si dedicava al suo ministero. Con la r itirata lenta della \:>rigata e quattro pezzi della batteria n. 15 mantennero un fuoco v ivo per guadagnare tempo e procurare i mezzi cli trasporto per caricare i feriti che venn e1:o così incamminati alla volta di Amorosi. :M:ercè quel fuoco ed il sangue fredclo degli ar tiglieri si è potuto completamente ricomporre la brigata. Particolarmente menzionare deggio fare qui del capitano Errico Fevot comandimte la batteria n. 15 da campo. Con ammirevole sangue freddo ha diretto i pe7,zi e con tale effetto che ha fatto ta cere più volte l'artiglieria nemica; al suo ben diretto fuoco si deve l'esportazione dei feriti senza molestia del nemico. Al capitano Fevot è dovuto· il meri to maggiore fra tutti quelli che assistettero a quel combattimento. Terminata come ho detto la spedizione dei fe~·iti, fu continuata la marcia retrograda sino a Cantinelle. 'rentai ancon~ una volta rintracciare notizie mediante pattuglie, della, colonna R uiz, ma non essendovi riuscito continuai la mift ritirata. Sulle operazioni del colonnello Ruiz ebbi già l'onore di esternare il pai-ere nel rispettoso rapporto del 7 corrente n. 561 ed ora che ho preso conoscenza della cli lui relazione, confermo pienamente, e
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ripeto qui solamente che sono clue gli en-oxi in cui incorse: 1° La sua marcia lenta, non ostante il vantaggio cli due ore che aveva sopra di me, per cui apparivi, troppo in ritardo s ulla platea di Caserta Vecchia. 2° Dì essersi attenuto troppo letteralmente iille mie istruzioni non facendo calcolo alcuno q.el l ungo combattimento in cui mi sentivo impegnato (udendo il fuoco dell'artiglieria) e non facend.o n eppure la minima cliversione a sinistra. Le nostre perdite sono visibili negli stati qui uniti, ma le perdi.te del nemico saranno state ben maggiori perchè in particolare i carabinieri del Sobattaglione provved'.1ti di carabine federali e provati tiratori, hanno fatto soffrire con un fuoco piuttosto moderato ma giusto delle perdite sensibilissime al n emico. Due pezzi furono presi al nemico: l'uno fu por tato s ulla strada e dato poi in consegna al capitano Tabacchi, l'altro era in una posizione che non permetteva di trasportarlo, se non l' impiego di molto t empo e di fatica, fu quindi inutilizzato. Così pure sono stati inutilizzati, circa 2 o 300 fucili parte dei morti e parte gettati dai fuggenti garibaldini. F ra varie carte senza valore fu presa l'annessa serie di parole d'ordine (l). (1) Stato maggio,-e gei.ci-aie - Caserta, 29 setlem bre i860. N. !800. Oggetto. Per maggior sicurezza nel servizio fii campo
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Furono fatti prigionieri 7 ufficiali e 45 soldati che ho avuto l'onore di spedire già a Capua con apposito stato nominativo. Il nemico che ci s tava di fronte em tutto di l,rnppe regohn·i 0ioè la di visione Bixio: Se quel combattimento accanito non ne ha fatto occupare )iaddaloni non è $tato certamente meno onore·vol.c poi miei uffiziali e per la mia tiuppa che l1anno combattuto, come non altrimenti mi sono da loro a tteso eroicamente, e mi permetto quindi di sossegnare al1' E . V. uno s tato nominativo di quelli che si sono distinti particolarmente per valore, raccoman-
oltre la pa rol:1 d"ordine e tli campa::na già stabil ite per l'eso rrito si i: Lmvato tl i agp; iur)gere anch e 1111 segnal e rii C8mpo gio rTilll it'l'O per qu1JI ,0r vi1.io che si pot.r0l\ bc av~re promi,;cu,, col la Guardia Nazionale alla 11uale invece t!Plla parola tli c;unpagn a snrit ,tato solo il segnale ,ti campo Gio rn o - Rive llino - Rrmini - Due bat · t111 0 rii mano 2 caserme - CarLagi ne Uri co lpo co l ·:a lcio del fucilo - 3• Batleria - Brescia - Una ba llnla di mano - G Palla - Pari::i - Due fischi - i" Bom ba - Boloi?na - Una ba ttu ta a terra co l calc:io - 8 Alfieri - Altamura - Una IJaLL11ta sulla p lacca - 9 arti~lieria M eolo - On ll sc hio prolungato - IO Carie;, - Cenalo - Due battute su lla 1ilacca - t 2 13rig:it,~ - Il 1rcellona - Oue lìschi lef!gir ri - t 3 t ribo la - Tripoli - Una battu ta rii mano - '14° Sp,,rorH\ - Sarnl(01.z;i - Tre li;1LtuLe rii calcio n t11rr:i -
t5 p;ualduppa - D'ordine
Gltascogna - Tre fi schi
n maggiore
di stato m,a(!(!i,ore
O. Bnuz1.•:s1.
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dandoli vivamente alla generosità sovrana e alla bontà di V. E . Caiazzo, 13 ottobre 1860.
I l generale cornandante la br·igatet
F. V.
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(1).
(I) Il maresciallo R1Tucc1 a 1i. 90 dei r.om111enti con(1.1,talo1·i (') scrive : • Questo ~encrn le (Mekel) non pt·ivo d'intelli genza mililare, è co l peculia1· m erilo in questo rei::no di essere for,•sLlcro, tr,,ppo ,1h1tuato ad ouenere lu tto quello che de;;iderava , la supporre rti r-scre esso l'elc110 a th,·oniM Il nostro Wa ldcstain , rl :t ciò la s ua argu zia ad eludoro rlal le superiori ingiuri· 1.iun ì e.h e lo inraslìdl vano. Non in Lesi lamporo giusl i!ìcare i l colonhello nuiz, sen1.a la clrmcnza del sov rano, a ,,rebbe mcrit:.~lo con Mekel di essere sotto110, to al giu,lizio d i un con,iglio <li g ue rra. •
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I") Que,to libr·o lu ria lu i scritto per ri spo rrolcrc a G1 • c1NTO DE S1vo anlortl tie lla St,wia àtl Reame ài /\'11poU dal n .:;o al t86t. Trieste.
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Se nel piano di battaglia, il combattimento del 1° ottobre doveva essere forti ricognizioni lR elazione borbonica delhi Gazzetta di Gaeta del 4 ottobre), il risultato più ragionevole avrebbe dovuto essere una vera battaglia il 2 ottobre. P are che Francesco II l'ordine di combattere in questo giorno avrebbe potuto trasmett erlo a von Mekel. L'incertezza del comando lasciollo senz'ordini chiari e seguitò la sua ritirata. Se questo comando (Delli Francì, Cronaca d'autunno, pagina 78) del Sovrano (cioè d'appiccar la pugna il 2 ottobre) fosse stato a C}1pello adempiuto, l'oste di Garibaldi, sarebbe stato senza dubbio rotta, debellat a, avvegnachè essa era sgominata e tali perdite aveva patiw nella g uerra combattuta il giorno innanzi che cli leggieri sarebbe stata sbaragliata. R1~ z, la sera del l O ottobre ignorava persino i risultati del combattimento. Mekel la notte dal l al 2 ottobre non fece O
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sapere a Ruìz le vicende seguite nella giornata campale e del suo attacco su Valle e ehe si·ritirava ad A.morosi. Ruiz si ritirò su Caiazzo, e guindi rimasero la colonna Nicoletti ed altri corpi i q uali avrebbero potuto riprendere l'offensi·rn il domani. « Reduce (Garibaldi, Memor·ie, pagina 395), la « sera del 1° in Sant' A.ngelo, stanco ed affamato · per non « aver preso nulla tutta la giornata, ebbi la fortuna di tro« varvi i miei prodi carabinieri genovesi in casa del par« roco (il reverendo don Dionisio Leonardi). Fu quella una « venturosa scoperta: ebbi un lauto pranzo, il caffè dopo « guello, e mi sdraiai saporitamente non so dove. » Il maggiore Nicoletti era stato trattenuto la mattina del 1° ottobre da Bronzetti a Castelmorone poscia dovette combattere sino a sera le truppe di Sacchi a Grottole per cui ritardò soverchiamente a trovarsi al punto prestabilito nell'attacco. Non si senti va forte abbastanza per eseguire l'ordine di trovarsi a Casert~, onde chiese a Ruiz di Ballestreros un rinforzo di 2000 uomini per disporre di 3000 il domani. Il generale Sirtori si occupò di questa colonna. Ordinò ai brigadieri Corte e Assanti di marciare con un reggimento della loro brigata il primo da A versa, il secondo da Sant' Angelo per Caserta ove si erano pure recati i calabresi di Stocco. Sirtori mandò l'ufficiale di stato maggiore Pecorini il quale potè nella notte ragguagliare con precisione lo stato·· maggiore dei movimenti di Nicoletti.
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' Ora si a.ffaccia la controversia riguardo all'intervento delle regie truppe Sarde. Cediamo la parola àd un testimone oculare, i l quale era segretario di Villamarina, guindi informato, onesto èd imparziale. (V. Bosio, Il marchese di Villamarina. Memorie e documenti inediti. Torino, F. Franchi, 1864, pa• gina 240). · « Ed ecco, all'improvviso ad alta sera, lacera sbattuta, stra<( lunata, ansante capitare dal campo una banda di Calabresi, « in atto e con parole anzi di vinti che di vincitori; e su« bito spargersi, crescere, pigliar proporzioni spaventose la
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« voce che, forte di 8000 uomini, con cavalli ed artiglieria una colonna di regi si trovasse ·a breve marcia dalla città, ~ a Caserta Vecchia, disposta, perciocchè niuno vi fosse a « contenderle il passo, e piombare sulla capitale, e col sac« cheggio e colla strage vendicare e fo:s~ ri~ondurre il fug« o-itivo Borbone. In un attimo alla g1oia, 11 terrore, alle « ::usiche, ed alle canzoni un disperato silenzio succedette, « spenti i lumi, ritirate le bandiere, i~ alcuni luoghi _alle ita« liche furono le napoletane sostitmte. Un'aura d1 morte « parea posare sulle genti cui tanta vita ~n mo1h~~to. prima « animava. A ceùtinaia a centi~aia quelli atterriti s1 affol· « lavano dal Villamarina; la sna abitazione .fu invasa ed oc<.< cu pata, ingombra, piene a' ri~occo le_ aéliac~nze. E tut~i co~ « pallore del volto, con le lagrune agh occhi, persone cl ogm « maniera e d'ogni classe, a mani giunte supplicavano non « li volesse in sì terribili emergenze abbandonare . <J.
'~ Il ~ar~he~e dì Viliamariua trovò Cosenz dell'imminente « pericolo anzi turbato che no; e di più a;gitato per r inforz~ « che il o-enerale ' dal campo erano sollecitati, e da Napoh
· « dove s':vea difetto d'uomini, in veruna guisa gli si poteano « mandare. . . . « Pertanto due compagnie di bersaglieri con altrettanti << fanti, fra il tocco e mezzo e le due dopo mezzanotte mo« vevano sotto il comando di S. Rosa per Caserta. » E nel dubbio che il Bosio si sia ingannato r.iportiamo dal Bosi Pio, Dizionm·io stor·ico biografico, topografico militare d'Italia, Torino, tip. Can<leletti, 1870, pag. 494. Brigata Re, stato di servizio: « D ue compagnie del 1° reggim.ento si tro« varono alla battaglia del Volturno il 2 ottobre dello stesso « anno. » Primo battaglione bersaglieri stato di servizio V.ol turno. Sono dunque sei compagnie senza artiglieria che partirono e solo quattro che presero parte. E ben lungi dall'es· sere esatta nna recente pubblicazione in cui si scri·ve : « Ma « Ga,1ibaldi stesso riconobbe con ordine del giorno guanto « fosse stato · efficace il concorso di un battaglione di ber« saglieri comandati dal maggiore Soldo, fatto andare da
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« Persano a S. Angelo » {ecco l'inesattezza). Appena avuto principio l'attacco (la partenza fu la notte dal t • al 2°), la vista de' no,,tri bersaglieri, facendo supporre ai ·borbonici che ]e nostre truppe fossero giunte, influì moralmente sulle loro mosse. Se realmente i sardi fossero g_iunti il l" potenmo essere impiegati in soccorso del battag lione della divisione Cosenz comandato dal Bronzetti, il quale rimase prigioniero• a Castelmon:one, per:::he sover-:hiato dal numero. (V. H.apporto Bixio). « Nelle ore aut. dell'istesso ~iorno « r icevei ordine da V. S. di portare le mie forze a Caserta « Vecchia, dove trovavasi il nemico. Lasciai al colonnello « :H'abrizi la custodia delle posiv.ioni nostre, spedii avanti la « 1• brigata ad occupare alle sp11.lle del nemico le alture di « Monte Viro; colla 2" e colla brigata Eberardht marciai di« rettamente su Caserta Vecchia lienendomi però sempre col« legato alla prima. « Questo movimento ci diede senza colpo ferire 393 pri« gionieri fra cui 19 ufficiali ». Già fin dalla sera fu spedito il maggiore De Meritens con 500 uomini e 1/1 batteria a Centorano per avanzare su · Caserta Vecchia, e il Dittatore con varie frazioni di montanari del Vesuvio, e un battaglione di Spangaro partivasi ai primi albori da S. Angelo per Caserta. (V. R apporto del brigadiere Sacchi}. « A.l mattino il te « nente colonnello Winkler, si portò fuori del parco a rico« noscere le posizioni del nemico; mandò l' 8" compagnia sulla « destra lungo la muraglia che cinge il Parco, con altre due « si spinse avanti di fronte e alla sinislira ; la 8° cornpaguia « scontratasi col nemico che scendeva Ja muraO'lia si ritirò o « in disordine entro il Parco per la porticella dond'era nscito << il nemico, l'insegui' di modo che ~lle sue compagnie che si « trovavano fuori del cancellJ, fu tagliata la ritirata. Il co« lonnello Winkler si spinse verso la porta del Parco per « arrestare i soldati dell' 8" compagnia, ma non gli venne « fatto per nessun modo: ferito alla testa e ferito<Y)i il cao « vallo si ritirò nel pa.rco; le altre due compaO'nie tacrliate . o o « fuori impresero con buon ordine la ritirata lun<YO la o
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« muraglia alla sinistra dalla porta del Parco e condotte dal « maggiore Isnardi, guadagnarono gli avamposti del 2° reg« gimento senza perdite. » (V. Rapporto del brigadiere Assanti). « Intanto i borbo« nici da Caserta Vecchia accennavano a Caserta Nuova, il
« magg iore l\fosso con una frazione del 4° di linea e pochi « carabinieri a piedi si spinsero sino alle prime case di Ca« serta invadendo subito la caserma Altofredi d~vastando il « magazzino della brigata e circa 32 casse degli ufficiali. » Caserta era. ingombra di volontari che avevano smarriti i corpi a cui appartenevano. Verso le ore 10 antim. un ufficia.le percorreva le vie per raccoglierli, ecc}o un serrR-, serra, i regi, i regi: l'ufficiale voltosi donde veniva l'allarme, sente _il fis chio dell e palle, corse al palazzo reale, ove era il quar-· tier generale; Sirtori, chiamato dal pericolo monta a cavallo, e dà ordine di combattere alle poche milizie che ha sottomano. I n meno di mezz'ora i regi era.no scaccia ti da.Ila città ed insegL1iti per la campagna sino ai monti. (V. Raccioppi, Storia clei moti di Basilicata, Napoli, tipografia Morelli, 1867, pag. 219 J. « Ricordato e ricordevole fatto per « due accidenti: e sono che negli zaini dei soldati prigi o« nieri furono rinvenuti, non che sacri arredi di chies,Le para« menti sacri, ma fino le cianfrusaglie delle botteghe di modf:1, )). Mentre il.dittatore faceva il movimento accerchiante le trnpps borboniche con Sacchi, Bixio: Medici a S . Angelo, e T ii.rr a S . .Maria si trovarono pronti a fronteggiare fJUaluuque attacco poichè la sera del 1° ottobre Francesco ord inò che tutte le_truppe restassero fuori di Capua a l campo di S. Lazzaro, forse coll'intenzione di assalire la mattina segL1ente, ma Ritucci non obbedì. Ritucci attribuì al R.uì,1 · gran parte dell' insnccesso, e nei Commenti confutatori alla narrazione della battaglia del Volturno di De 8ivo, Storia del 1·eame di Napoli clal 1841 al L86!, dice : « Se v·erano ante« cedenti che davano motivo a sospettare di Ruiz perchè dar« melo a,;>l comando di una brigata di frazioni già de mora« lizza.te che prender doveva tanta par te ad una giornata. « decisi va? >)
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.. I>e Sivo poi nella citata Stoi·ia chiama Ruiz il Grouchi del .1° ottubre. La sera del 2 ottobre il generale Orsini spediva a Napoli il, seguente telegramma: · « I regi sono stati respinti da Caserta. Il generale Ditta« tore, il g enerale Bix_io e il generale Sacchi chiudono loro « qualunque ritirata. In S. Maria, S. Angelo nessuna ;zione. « Da Caserta, 2 ottobre, 4,30 pom. >>. ( V. Rapporto del brigadiere Sacchi). « Verso le 10 antim. « V. S. (intendasi Garibaldi) con una colonna di calabresi, « un battaglione di bersaglieri ed un battaglione del 1° reg~< gimento brigata Re (qui il Sacchi erra) e due pezzi d'ar« t iglieria che rimasero in posizione alla p orta. del Parco. si (< spinse sulla montagna lungo la muraglia del Parco, ed at·« taccò la colonna nemica che si trov ava d i r iserva alla co« lonna che attaccò Caserta Nuova ; il nemico cacciato di « altura in altura da V. S. rimase in parte prigion iero. » Garibaldi con ordine del giorliò cavallerescamente elogiava -l'esercito regolare, cosi :
« Volontari! « Combattere
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vincere è il motto dei valorosi che vo« gliono ad ogni costo la libertà d'Italia e VQi l'avete pro· « vato in questi due g iorni. Ieri su tutta la linea la vittoria « vi coronava ; oggi in Caserta e sulle sue alture si compieva ·« uno di quei fatti d 'armi che la storia registrerà frn i più « fortunati. I prodi e discipl inati \'oldati del settentrione « comandati dal valoroso maggiore Luigi Soldo hanno mo« strato oggi di che è capace il valore italiano riunito alla « disciplina.
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« scopo reale di non lasciar fuggire la preda della ricca « Partenope ed assicurarsela, ma col pretesto di mettersi ai « miei ordini, se richieste. Io li chiedo, e roi si risponde ., che devesi ottenere il beneplacito dell'ambasciatore, questo « consultato risponde che si deve chiedere il permesso a « T orino, ed i miei prodi compagni frattanto si battevano « e vincevano sul Volturno, non solamente senza il con« corso di un solo soldato dell'esercito regolare ma privo « del contingente che la gioventù generosa di tutta Italia « voleva inviarci e che Cavoùr e F arini tratteneva ed im« prigìonava. » (Vedi Circolare Farini, 13 agosto 1860 in cui vietavansi gli arruolamenti per seguire Garibaldi). Garibaldi ripetendosi poi inesattamente prosegue: « Giun« sero al punto di protezionismo da inviarcìo due compagnie « dello:-stesso esercito il giorno dopo la battaglia del Volturno << il 2 ottobre» p. 383, cap. XIV. Rettificò p oscia n on più contraddicendosi, p. 396, cap. XVIII: <<, Io procedeva intanto coi ·« .calabresi di Stocco, quattro compagnie dell'esercito rego« lare italiano. Il maggiore (era Soldo) che comandava questi « prodi militi si qffrì di accompagnarmi, ed io accettai l'of« ferta . » Qui è oscL1ro poichè non s'intende se era il bat· taglione b ersaglieri o della brigata Re. . Delli Franci nella sua accurata G1·onaco, clella Campagna cl'auti tnno nel 1860 non accenna nepp1ue all'intervento delle truppe sarde; fu talmente insignificante che il sotto capo di stato maggiore del maresciallo Ritucci non se ne accorse. Specchio delle p ei·dite clell' esercito Dittcito1·iale ctlla battaglia del Voltu1·no. MOftTI
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« Caserta, 2 ottobre 1860.
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G.A.RillAL"OI.
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Riguardo all'intervento delle truppe sarde Garibaldi nelle Nlemorie, cap. XIV, p. 382 dice: « Per esempio, giungono ·« due battaglioni dell'esercito sardo, non dima.ndati, con lo
. 24
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'rotale generale 2835 108 30<!3. sul riassunto delle perdit-e riferite nei )·apporti dei generali gal"ibaldini.
NB. Questo s pecc·hio è fatto
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Spacchio delle perd'ite dell'esercito bo1·bonico nella battaglia del Yolturno 1 e 2 ottobre 1860.
ATTRAVERSO L'EUROPA CENTRALl IN B!C!Cl,ETTA F ERI'l'I
I
P rtrGIONIERT
T OTALE
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I
u~ziali truppa uffiziali truppa uffiziali I truppa, . nffiziali truppa 5
I
30 3
Ml
I
771
80
Totale generale 3167
I
20D3
154
+ 154 = 3321.
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. N.B. E il ri~ssunto_che si trova nell'opera Delli F ra.nei sotto ca 0 di staf;o maggiore dell'eserci to borbonico più volte citato. p
Casale Monferrato, settembre 1899. Luwr
TQR~E.
N ell'~tgosto e nel settembre la mauìa del viaggiare in bicicletta mi spinse a oompiere un lungo giro nell'Europa centrale, al di là della nostra frontiere alpina, per formarmi un'esatta idea delle condizioni di viabilità dal punto di vista ciclistico, e per apprendervi quali sono i concetti che animano il eiclismo militare negli eserciti con noi confinanti. In venti tappe, tra Udine e Bellinzona, ho · attraversato tutta l'Austria, la Baviera, un lembo di '\Vurtemberg, una città del Baden ,e l'intera Svizzera. .. Quantunque i nostri vicini dispongano generalmente di un numero ben superiore a noi di r'eggimenti cli cavalleria, ed abbiano terreni molto più adatti dei nostri per l'impiego di tale arma, pur tuttavia il ciclismo militare' è tenuto ovnnque in gradissima considerazione. Ai tanti appassionati di ciclism.o; che abbondano nei nostri ' reggimenti, forse non riuscirà sgradita una relazione sulle mie peripezie, sui dati raccolti e sulle cose vedute e, se qualcuno si invoglierà ad imitare il mio esempio, lo scopo della presente pubblicazione sarà perfettamente raggiunto. 'f.
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Prima gi01·nata (11 agosto). Udine, Pontebba, Tarvis, Villach, K lagenfurt (ehilometri 161). (Carta d'Italia 1 : 500,000, foglio n. 9, Udine). Partii da Udine alle 5 ant. con un tempo splendido: in breve, oltrepassate le trasversali che menano a Gemona ed Osoppo, mi internai nella valle, dove il Tagliamento scorre in una gola, che sembra un'enorme spaccatura fra le due montagne. Qui cominciai ad essere molestato da un fortissimo
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vento contrario, che non mi dette tregua fino a Pontebba. A Venzone feci una prima fermata, per ammirarvi le antichità e le mumIJ?-ie, poi risalii la Valle del Fella, la quale non teme il confronto di quelle così decant"a.te della Svizzera sia per la bellezza del paesaggio, come pei manufatti realmente grandiosi della ferrovia pontebbana. A Chiusaforte, graziosissima cittadina, feci una s~conda fermata, ed alle 9 ero già a Pontebba, dove mi trattenni un paio di ore per cambia.re la moneta e riposarmi. Da Udine io avevo spedito la mia cassa a Pontafel, primo paese austriaco al di là del Fella, ed andai alla stazione ferroviaria per ottemperare all~ prescrizioni doganali. Mi accompagnò nel deposito un egregio funzionario, il quale parlava un po' l'italiano. In nostra presenza fu ·aperta la cassa, e, così all' ingrosso, si esaminavano gli oggetti in quella racchiusi . Tutto pr_ocedeva con noncuranza fino a che non capitò fra le mam la scatola contenente il pennacchio da bersagliere. Questo mise in seria preoccupazione l'eo-reo-iò fun. . . b b z10nano; mvano io mi sforzavo per fargli comprendere che quello era un ornamento per il cappello, ma, ne m italiano nè in francese, mi fu possibile di persuaderlo. La scenetta aveva richiamato l'attenzione di parecchi curiosi e si protrasse ~no a che non mi venne l'ispirazione di dire: offi,zier: Sentire questa parola e mettersi nel più serio imbarazzo ~u t~tt'uno per il povero doganiere; egli non sapeva come farmi comprendere il suo dispiacere per avermi disturbato così a lungo, e, per d imostrarmel'o meglio, cominciò a ricaccia~mi dentro, con gran furia ed alla. rinfusa, tutti gli oggetti nel baule, mentre io cercava di calmere il suo zelo che diveniva troppo pericoloso pel mio povero corredo. ' L'impiombatura della mia bicicletta fu cosa molto più fa. cile, mercè la tessera del T. C. C. I. Alle 11 finalmente mi avventurai oltre il confine, non senz~ ~na certa preoccupazione per ciò che poteva capitarmi, m un paese che io attraversavo in bicicletta senza la più piccola idea del linguaggio .
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D. tutti i cJnfini ch'3 ho visto q u,~llo di Pontebba e il più c:=n atteristico. Vi sono due cittadine, Pontebba e Poutafòl, divise soltanto dal Fella, e, mentre la prima è per fettam,mte itiiliaua per lingua, costumi, c:>struzioni, indicazioni, ditte, avvisi, ecc., laltra è completamente austriaca. Sembra quasi un'ostentazione il riscontra.ra che, dalla parte di P ontafel, non è possibile farsi intendere in italiano. Mentre in Austria, anche nelle più piccole cittadine, tutti· gli eiifici pubblici, stazioni. ferroviarie, po3te, teiegra. 6., u f :6.:ii del governo, della gendarm'3ria, caserme ecc. sono non solodecorosi m3, grandiosi, le stra.de carrozzabili sono molto pilistrette, più . tortuose, peggio tenute delle no.stre. Questa. f;'la prima impre;;sione éhe io ricevetti, d{lrante il mio p;;;orso, e, tranne in pochi. ca'>i, ebbi di ciò q uasi sempre a lamentarmi _anche in seguito. I Alle 11,45, dopo essere stato sorpreso dalla pioggia, ar· rf;;,vo a Malborghe,tto. Qui vi in un rest;orante, pieno d i villeo-O"ianti in coscienza piuttosto brutte, mi accinsi a fare 00 coiezione . ·Fur0no le mie prime armi per la lotta dell'esist;;;a, giacchè l' ignoranza della ling11,a, e di una moneta in cr;'èolazioue, fatta a posta pet· confondere gli Italiani, rende ben difficile il procacciar.:;i il vitto specialmente in un villà-o-g-io. Vi fu un momento di grande indecisione, ma lo s?t.i;taHini mi salvò e, se i t1 quella prima prova · mi vidi servire delle vivande pressochè all'opposto di quelle che io a7ievo creduto di ordinare, riuscii però a mangiare e questa e~l-;·cosa sostanziale. · Per pao-a.re non vi furono minori difficoltà, ma r iuscii o . awhe in questo, e certo io non mi sarei mai immagmato che per pagare i propri conti si dovesse faticare tanto . Alle 13 ripresi il mio viaggio, con una pioggia leggera ma penetrante, ed alle 13,30 v&.licavo il colle di Tarvis, che è una lunga insellatura fra aspre montagne, talmente accu minate che sembrano immense torri fantastiche.
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Il colle non presenta difficoltà, giacchè, come è noto, è molto più basso di quelli dei nostri Appennini, e vi si acc~de, da Udine in poi, senza avere mai bisogno di appiedare. Molto artistica è la stt"etta di Uggowitz, dove è costrutto un forte di sbarramento, il quale sembra proprio cl.,ire : cli
un cameriere che si faceva capire in. it&.liano e potei man~iare a mio agio. I n qttesto albergo ebbi occasione d i conoscere una persona gentilissima, inglese d1 nascita, il ~sig. Basi I Bryce, console degli St;1.ti Uniti a 'rrieste, d.onde veniva in bicicletta,. Egli raecontò un ·aneddoto che io credo molto oppor· tuno di riferire. Durante il sno viaggio ciclistico, il sig. Bryce era stato morso da un cane presso un cascinale. Egli, giuut;o al paese più vicino, si presentò alle autorità locali, e, fattosi riconoscere, insieme ai funzionari. tornò in carrozza sul posto dove era stato morsicato. 'l'rovato quivi un cane che rassomigliava. al morsicatore, fecero ricerche del proprietario nei caseggiati vicini, e, rintr·acciatolo, gli applicarono una multa, mentre la bestia fu fatta uccidere come sospetta di idrofobia. Seconda giornata (12 agosto). - Klagenfurt, Volkermarkt, Lavamiind, Uuterdrauhurg, Untermauthen, Mahrenberg. (chilometri 84). (Carta d'Italia 1: 500,000, foglio n . 9 Udine, e foglio n. 4 Graz). Da. Klagenfurt partii a mezzogiorno, volendo visitar bene gnella graziosa città,, dove esistono molte cose .belle e fra le altre è ammirevole un monumento a Maria Teresa. ·. L e strade, in questa regione sono assai ristrette e con pendenze ri pidissime; le fo1:ti sa.lit.e e le pericolose discese si succedono con tanta frequenza, che sembra di essere ne.Ile cosidette montagne russe. Vi è molta monotomia perchè, tranne q ualche gruppo di case molto pittoresco, non si incontrano che boschi e prati. L'acqua vi è buonissima e vi è una straordiuaria abbondanza di latte, anzi a tale proposito mi sovviene ' che in A ustria se non si ordina il caffè nero, portano sempre il caffè col latte. Dopo Volkermarkt la strada diviene sempre più ristretta e difficoltosa, le pendenze sono pericolosissime e guai se non avessi avuto il freno Oèlrloni. La Drava scorr e in una valle ristrettissima fra alte e ripidissime colline, tutte ricoperte di verde. Il paesaggio è molto pittoresco, e l'affluente, coma
qui non si passa! Alcune tavolette avvertono che in q uei luoghi è proibito di prendere fotografie. Poco dopo iniziai la discesa, che va fino ad Arnold,;tein. splendida pei suoi panorami, ma che io potei .ammirare poco, essendo stato mezzo ~ccecato dal fomo di una locomotiva. In alto un grosso uccellaccio di rapina si librava sulla mia testa, a simiglianza di una di q uelle reclar1Y1,e delle biciclette Adler. Veqo Firmitz si entra nella valle del confluente Gaiti. ri1.:chissima di stabilimenti industriali. Aile 16 arrivai a Vi llach. èhe è la prima città austriaca, la. quale acquista di anno in anno s0rnpre maggior importanza a cansa delie forti industrie, specialmente sul legname. Il centro della città, come in tutte le altre austriache, è molto bello e vi souo rimarchevoli tutti g li edifici pubblici. Alle 5 pom. passai il magnifico p·onte sulla Drava ed abbandonai Villach. Qui la stra.da è molto monotona ed anche molto brutta fino a Velderi , ma poi si· costeggia, pet una gniudicina di chilometri, il romanticissimo lago di W ol'ther, dove i?contrai numerosissimi villeggianti, i quali si mostravano premurosissimi nel salutarmi·. Infatti una delle caratteristiche del popolo austriaco è la -squisitezza ài educazione in tutti, grandi e piccoli, a qualunque ceto appartengono. Fino i carrettieri sono educatissimi, e purtroppo noi ciclisti conosciamo in Italia l'estrema s~o~tesia di questi messeri. In Austria i veicoli tengono la s1mstra, ma., se un oiclista sbaglia, chi gli viene incontro gli cede subito egualmente il posto e salL1ta rispettosamente. Al le 19,30 giungevo :finalmente in Klagenfurt, ed andavo ad alloggiare alrHotel Kaiser von Oesterreich. Qui trovai
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tutti i corsi fluviali dell'Austria, non avendo greto ha il su9 letto completamente ripieno di acqua. Sia per la mancanza di città o grosse borgate, sia perchè incontrai pochissimi abitanti, e più di tutto pel continuo salire e scendere questa tappa mi riuscì oltremodo faticosa e monotona. Fatta una piccola fermata a Lavamiind, scesi nel graziosissimo pa-esello di Drauburg, al confiuente del Miss e del· .Missling nella Drava. · Alle 19 giunsi a Mahrenberg, dove mi fermai per pernottare. Se non fossi stato distante 43 chilometri da Marburg; avrei preferito raggiungere senz'altro quella città, ma non potevo arrischiarmi a percorrere una così lunga e così cattiva strada di notte, senza conoscere la lingua. Mahrenberg è una grossa borgata in cui Je case sono disposte, con qualche intervallo, a destra e sinistra della strada maestra. Avevo già acquistato una certa pratica nel farmi comprendere, quindi riescii a farmi indicare l'unico albergo . esistente. Era una trattoria con alloggi:o, di quelle raccomandate dalle società ciclistiche austriache, come rilevai dal briciclo dipinto in una tabella appesa fuori la porta. Il lettore può immaginare le difficoltà a farmi comprendere nei primi momenti in un villaggio, così abbandonato in mezzo ai monti. Neanche lo Scartazzini potè aiutarmi, perchè scritto in caratteri italiani e non tedeschi. ·Alla fine poi ci intendemmo e mangiai innappuntabilmente perchè in Austria cucinano bene ovanque. ' Nei primi momenti andarono in cerca di un interprete; . -q uesti venne ed era un ungherese!, .. Mi 1i:vevano preso per un· magiaro! Sul tardi sì radunarono parecchi signori del luogo per bere la birra, fra i quali uno che aveva fatto gli studi a Klagenfurt e conosceva un poco il francese. Ci affiatammo a poco a poco, e ci tenemmo buonissima ed animatissima compagnia fino alle 23. Parlammo nientemeno che dell' affaire DreiJfus!
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Terza giornata (13 agosto} -- Mahreuberg, Marburg, 'Wildon, Graz (chilometri HO). (Carta d'Italia 1: 500,000, foglio n . 9 Udine e foglio n. 4 Graaj. Alle 5 del mattino abbandonai Mahrenberg con un nebbione, che rammentava perfettamente Milano. Dopo una mezz'ora di cammino dovetti cambiare la valvola ad una .camera d'a·r ia; il solo inconveniente che mi ha poi molestato parecchie volte durante tutto il viaggio. Persi un'ora di tempo con una densa nebbia gelata che innumidiva fino le -ossa, e che mi fece arrugginire tutta la sciabola. Da Mahrenberg a Marburg la strada è strettissima, e con pendenze talmente forti che per poco non vengo investito da due ciclisti, i quali andavano a rotta di collo. Anzi, era tanta la loro furia, che uno non si accorse neppure quando gli cadde il berretto a vari colori. Io lo raccolsi e lo misi su di un paracarro. Dopo una buona roe·z z' ora sento gridarmi dietro; mi rivolgo e trovo uno di quei forsennati, che mi chiedeva n otizie del suo copricapo. Spero che abbia capito dai miei gesti dove io l'avevo depositato. Verso le 8 aut. giunsi a Marburg molto affaticato . Man mano che mi ero avvicinato a questa città la nebbia era andata dissipandosi ed io avevo, potuto ammirare la valle della Drava, la quale, tra le st{e ver di colline, diveniva sempre ' più amena. Marburg sebbene sia una città di soli 25,000 abitanti, pure è un centro commerciale molto importante. CrP-do che ~n quel giorno fosse mercato, perchè io n on ho trovato modo di passare in mezzo ai venditori ed ai contadini, i quali occupavano una vastissima piazza e le strade adiacenti. Anche qui tutti i pubblici ed:i.iìci sono di una grandiosità ben superiore all'importanza della città, questo è il sistema del .governo austriaco, il quale vuole, molto razionalmente, infondere nei sudditi un alto concetto del potere costit.uito, con l'esteriorità della grandezza in tutto ciò che lo rappre-senta. Tale del resto era il sistema di Roma antica e medioevale e delle repubbliche italiane.
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AT'l'RA VERSO L'E URO PA CE NT RALE IN' BI CJCI.ETTA
A Marburg volli comperare una boccettina d'olio per la.. mia macchina, che io non avevo mai lubrificata, ma, quantunque andassi da un negoziante di biciclette, dovetti perdere una buona mezz'ora prima di farmi dare ciò che des~deravo. Dopo Marburg la strada miglior a molto, giacchè fa parte della grande arteria, che da Trieste mena a Vienna; la larghezza, iL-fondo e le pendenze sono nelle condizioni più favorevoli, quantunque si superi il c<;mtrafforte tra la Drava e la Mur. Prima di attraversare questo a~uente trovai la strada rotta, per cui dovei fare una diversione verso Spielfeld _ La S tiria è molto bella; nelle colline della vallah della Mur si vedono parecchi castelli medioevali, e graziosissimi villaggi·. Io er o partito da Marburg verso le 9,30, e, per una di quelle solite imprudenze, così facil i a commettersi, mi ero lasciato so.rp:rendere dalla languidezza di stomaco, nella speranza di fare colazione o a Gra:z o più vicino che mi fosse stato possibile: Quando fui presso L andscha cominciai a sentirmi una debolezza estrema. Non si trovava nulla; .i11con-· trai molti cascinali ma non vi si vendeva neppure la birra;. :finalmente in un'osteria mi si offrì del vino. Veleni di simiL fatta io non ne ho mai bevuti, e mi con vinsi che in Italia si deve bere vino. ma in Austria convien meglio la birra ! Fu l'unica volta ch'io roi sia sentito male in tutto il viaggio,. ed al mio malessere si era aggiunto un venticello contrario ed un calore eccessivo. Credo che l'Italia sia un paese mo lto calunniato, anche dal punto di vista del calore, giacchè ionon ho mai sofferto tanto caldo come 'in tutto il mio viag gio, quantunque vedessi gran par te degli ufficiali fare molto sfoggio di certi cappottoui, che li ricoprivano fino ai piedi, mentre io ero in un costumino molto leggero. F inalmente alle 13 circa riuscii ad arrivare a '\Vildon, graziosissimo paesello all'estremità meridionale della conca di Graz·. Qui t rovai un bell'albergo, nel cui personale era compresa una signorina triestina molto· simpatica e gentile, chemi fu di grande aiuto per il mio pranzo.
Verso le 15 ripartii. e, malgrado le condizioni stradali si fossero molto pegg iorate, pure alle 16 passai nuovamente la Mur ed ent rai in Graz. Le bellezze della città sono troppo note, come quelle di uno dei principali. centri dell'impero austro-ungarico. A ppena giunto in Graz mi misi in traccia del luogote·nen te sig. Franz Smutny. Trovata la sua abitazione, mi capitarono innanzi due bambini di altro inquilino i quali non conoscevano il luogotenente, ed io non sapevo far loro comprendere di indicarmi almeno la portinaia. La stanza di questa era in un bugigattolo di un cortile interno comune con altra casa, e fu solo in grazia allo Sca1·tazz ini ed all'inter vento di altre persone, se riuscii a rintracciarla. Il sig. Smutny aveva cambiato casa, anzi era .in campagna, ma aveva prevenuta la portinaia del mio arrivo, la quale ·si studiò in tutte le maniere di farmi capire questo contratte·mpo, e più io ripetevo: nicht deùtsoh più madama Pipelet si ostinava ad eseguire la consegn'a. Per tagliar corto lasciai il mio ind.irizzo. e me ne andai alla ricerca dell'albergo rac: comandatomi dal T. C. C. I., uÙ oscuro ricovero che nessuno ,sapeva indicarmi.
.( Continua ). L UIGI 0AM1LLO NATALI co.l)ila.110 11• bersaglieri.
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NOTE BlBLIOGtt A'FJC HE
NOTE BIBLIOGRAFICHE
CAsc1No ANTONIO, capitano d'artiglieria. - La oelerità di tiro e il munizionamento della fanteria. - Con i~no studio comparat-ivo sui J:2 prin1Yipal1'. fiwil'i da guerra attualmente in· se1·vizfr1. )fodeua, ditta G. T: Vinceuzi e nipoti, ,t899. L'autore, già favorevolmen te noto per :i ltri . lavori Jel genere, e specie per l'originale teoria rifèrentesi alla penetrazione dei proieuili, in questo suo nuovo scritto, con ampia discussione prende a disa mina tutti i differenti problemi che hanno trauo alla celerità di tiro e al munizionameoto della fanteria. L'oper11 del capitano Cascino noi la dividiamo in due parti alfatt.o . distiate : l'u na riguardante lo studio rlei differenti problemi, svolto coll.i massi ma diligenza, cerreda to di numerose notizie tecniche, e in cui nulla si è procarnto <li ommettere per sviscerare a fondo la tesi impresa a trattare. Questa parte, 1,vi delitemen te è di gronde importanza, e non ci peritiamo dall'ilffermare, che nella stess:1 io studioso trova gli elementi necessori por metten;i al corrente de' vari problemi che interessano l'i mportan te argomen to. La seconda parie scati.:riente dalla prima e che ne è il complemento, riguarda le ded1iz'ioni che l'au tore trae da lle considerazioni ~volte, e da a lcuoe particolari sue idee, che si compendiano pc,i in poche ma capitali proposte intorno illla celerità del tiro, e al munizionamento. Anche questa parte non è certameute priva di valore; è per essa, è per venire alle sat: proposte che il Cascina ha compi lato questo lungo lavoro; tuuavia riteniamo per fe1·mo che le sue idee non possano essere accolte che cou molta, mo molta riserva , come vedremo poi . I limi ti impostici da un a semplice recensione non ci permeuono di esaminare, come pure vorremmo, I' iutiero volume; epperò vogliamo segnnlarne i punti, a nostro giudizio, più salienti, e dire poi delle varie proposte fa ue.
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Lo studio <,omparativo sui ·12 principa li fucili da guen a attualmente In servizio è interessantissimo, e nelle due tavole cbe lo accompa~nano, sono riunit-0 le notizie desider,ìhili intorno al carica mento e alla maneggevolezza dell'ar ma. Notevole pure ci sembl'a il capitolo sul p11.nlam.e.nto, e par ticolnrruente la parre in cui, ricordata I' msmia teoria del \VolozJ..oi, per la q11 ale tutti i so ldati armati <li fu cile, mono uno quantità trascmabi le, sparano senzfl puntare, il Cascino espone le. sue idee iu proposito. .Egli giustamente mette in rilievo la graude facili tà di colpire il bersaglio, purchè si miri, derivante da lla perftlzione dell'arma: è pur giustissima la !'ua a[ermazione che in guerrn il numero dei sold:iti coraggiosi sara sempre maggiore di quello dei paurosi e che le fo rze mondi della massa sono di\'erse di quelle del singolo iodividuo; epperò egli stos~o ammette che per colpire il bersagli o bisogna mirar bene ood'è, che nei momenti critici della battaglia, sar.ì giocoforza teuer conto della tensione nervosa del soldato, clie a ben poch i, indnbbiamente, permetterà di mirar bene. La teoria del Wolozkoj si condanoa da se stessa per la sua cs:.iger~zione, ma non creda i I Ca sci no che se la rnaggior parte de·i soldati, sbagl'1:erà l'alzo, spa.re1·à senza puntare non se 1ie debba incolpare il tiratore nè il fucile, ma la catti1:,a 'istritz·ione e L' ednca.z-ione difettosa che abb'iamo 'i?npart'ito 1;n pace. Sta bene ciò che egli srrive che lo scopo che l'istruzfone si deve prefiggere é quello di rendere a/Jitnat,i quas·i, a:utomatici i mooirnenti pe1· la car-ica, 'il pnntamento e lo -~paro ; ma converrù cou noi che per quanto si faccia, - e particolarmente colle truppe orlierne che sono piullosto milizie che vere truppe - uon si riuscirà mai a forti dal soldato uu completo automa. 'E non meno interessanti souo i ca pito li sulla disciplir1a del fu oco , ~ulle esigenze taltichc, sul tiro alle grandi distanze, e sul consumo delle munizioni. Riguardo al le proposte, in seguito alle considernzioni svohe, do! punto di _v:ista tecoico , balistico, t:lllico, monile e storico, il Cosciuo vorrebbe si ad~ttasse un solo genere di fu oco; qnel lo celere. « Esso è di facile esecuzione, liplica gli effetti utili, è necessario per la pronl:t soluzione del prohlerna tattico, è inevitabile per r.igioni morali, hn affermato la sua -slraordinaria potenza sui campi di battaglia » ; di conseguenza lo si deve accettare. come fuoco oormale di guer ra . ~fon possiamo intavolare nna par ticolareggiata di$cnssioue intoruoall'oppor_tunitù di questa radica le propo5ta che ci condurrebbe troppo lontano; ma è troppo evidente che il motivo cnptia le che lo 'trasse a tale proposta
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NOTE Bil3L!OORAF! CHE
NOTE JllllLlOGRAF! CHE
è quello di semplificare l'istruiione del soldato formandone qnell'automa
che sarebbe tanto desidera bile, adouando perciò un' 1m ica speèie cli fuoco. Del resto non si p~ò a meno di convgn ire coll'autor-eche in guerra il fuoco accelerato snrà quello di uso più com une, rna non ci pare che dò basti per proscrivere il fuoco lento ed a salve che in tan te delle così sva- r iate çircostanze del combattimento riuscirà di grande vantaggio. · H Cascino, però, com prende su bito che un.a Jelle rrincipa li obiezioni alla sua proposta rifletterebbe il gr::iude conwmo di m1rniziÒni, e perçiò mette innanzi il prov".ed imento che la fonterin rinunzi a tira re aIle dist.1oze maggiori di 1200-·1300 metri; Qui pure non ci indugiernrrio n lungo a confutare la sua tesi . Ch~ il tiro al le grand i distanze uoo conduca normalmente che ad tJ.Oo spreco di mun izioni piuttostochè a consegui re vantaggi è rosa ammessa da tutti; ma vi sono pure dei casi in cu i il suo effetto priucipalment.e morale è grandissimo; e allora perchè volerlo abolito completamente anzicbè limitarlo a qnei casi io cui riuscirà uti le'? Il Cascino pel suo tiro celere Dùrmale fo largo assegnamento sul la d1sci plina della truppa e sulla discipl ina del fuoc.o; abbia quindi la n111ssima fiducia nel nostro fo ntaccino - cbe ben la merita - anche per l'impiego raziona-le del .tiro a grande distanza. . Si capisce che ciò gli guasta alqua nto le uova nel paniere pel conse- : guente aumento ne l consumo delle munizioni, ma questo non è sufficiente motivo perchè si abbic1 a rinunziare iìd un tiro · che in da ti mom~nti può riuscire vantaggioso. Il Cascino ammette che il consumo dell e mun izioni, pur non essendo proporzionale alla celerità di caricamento, sarà molto più cousiderèvole che in pnssato, specie se non si vorrà abolire il tiro a granrl i distanze,, e di qui la necessi tà di porture al massimo la dotazione indi vidua le. · A quest't1opo oltre· al ritenere conveniente di sopprimere ogni combattimento tempor~ggiao te, a meno di assol~t.o bisogno, e di regolare bene il consumo delle munizioni a scopo veramente uti le, l'autore propone : 1° Mod1ifica1'e l'equipaggiamento, mod ilìcando lo zaino e abolendo tal uni oggetti non necessari. Il carico lo si dividerebbe in due fardelli; l'uno da portarsi dal soldato cogli oggetti 8trettamente indispensabili alla vita di qualche giorno; l'altro da trasponarsi sul carreorrio Ì·erroo g imenta le, invece delle cartucce che verrebbero distri bu ite; · 2° Trasportare sulle ca·rrette per cartncce casse, anzichè zavni, per aumentare il peso uti le trasportato . Così i I numero delle cartuJ;ce aumenterebbe d1 circa un terzo. Stabi li re la regola che la distritmzioue 1
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s i faccia, io previsione nel combattimento, prima di muoversi dagli accampamenti , per cn_i gli zaini pel trasporto delle cartucce non sarebbero più nece&sa ri. Ciascuna car retta trasporterebbe 20 casse, 34. ,560 cart:1cce, cioè 35 per ogoi ·ruci le del battaglione invece del le 24. attuali. Il suo carico sarebbe di 4 ,·120 chi logrammi, le casse disposte su due righe : quella iuferiore di il 2, quella sup~riore di 8; il volume del carico sa rebbe molto minore e il centro di gravità della carretta éarica sarebbe più basso con v,,ntaggio rei traino e per la stabil ità. 3° Pro1rnedere meglfo al 1,rasporto della dotaz'ione individ1iale in modo che le cartucce possano P.ssere zm.ì, al.La mano del soldato che le allopem e in modo che sia, molto dif{ìC'i,le smarrfrle. (Ma in quale m,1· niera '?) 4.0 no.re a1: souuf{ìm:ali, ai t1·ombett'ieri ed ai zappatori il medesirno numero di cart'ucce che al ,resto della t•ruppa. Ogni com pngnia ~vendo 8 sottufficiali, ,\. trombettieri ed 8 zappatori si aumenterebbero 48 pacchetti (864 cartucce), se si <lasse a tutti egua li munizionamento. Accettando que,te proposte l'autore crede si possa facilmen te raggiungere la do1azione iod ividuale di circa cartucce; ma sono tutte attua· bil i'? li rimpiazzare sulle carrene per cartucce gli z:i ini colle casse è più pre<;to detto che fatto . Il Cascino deve perciò porre la regola che le cartucce sieu o tolte da lle casse e distribui teai sold11t.i negli acc,arnpamenti; ma il combattimento è sempre prevedibi le? Così è assai faci le proclamare la , oecessità di alleggeri re il carico drl soldato ma enormi diflìcoltà si i1ffacciano s11 biln al prim0 esame del q,iesito. E nulla vogliamo dire dei 3000 fa rdelli circa, rl:.i trnsportarsi sui carreggio reggimentale. E lo stesso dicasi del desiderio,espresso circ11 il trasporto delb dotazione individuale. Il Cuscino ha indubbiamente po,to il dito su lle più import.aoti queqioni del muniziùnarneoto, ma o si astiene da l suggeri rne la $Olnzione, o i provvedimenti proposti non so no abbastanza pratici . o0 Ridurre, quando sarà. possibile, il cal-ibro del fi1.cile a 5 mi:llimetri, çon che si aumenterebbe di ci rca alrri ,100 colpi la dotazione individ ua lt!; proposta che al momento. ci pare proprio inammi,sibile. Il libro del Cascino è del genere di quelli çhe a uoi piacciono, pernhè d imostrano nell'~u tore il culto e la pa,sione dello stndio e perchè è di quel le pubblicazioni che invogliano ;, serie e proficue discussioni. Tuttavia le sue argomentnioni, le sua dednzioui, in generale, prestano troppo facilmente il fian co alla critica, e taluna tutt'al più, si può accett,1re corne nrgomento di studio. Del resto è proprio dei giovani
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NOT1': BlBLlOCl RAFlCHE
NOTE BIBLIOGRAFICHE
di tendere · a voli forse troppo a Ili, ma noi faremo sempre plauso a cotesti sforzi, perchè « la libera discussione dei pl'Oblemi mil itari è divenuta una necessità, nel le presenti condiz/oni della società e degli ese1·citi, » come benissimo scriveva il Marselli. B. D.
maggiore nel 3° reggimento :i lpini. - Marce in montagna sulla neve. - Torino, C:isanova, editore, ·1899.
ZAHTTARI ORESTE,
Le marce in montagna ricoperta di neve richiedono speciali precauzioni, e quelle poi compiute fuori strada, nelle regioni r icoperte da uno strato di neve vergine, presentanÒ dillìcollà affatto particolari. L'autore pertanto ha stimato opportuno di rnccog!iere in poche pagine le principali norme, $Uggeritegli da ll'osservazione e dal le esperienze eseguite, cbe regolano queste marce. Tuttavia .il maggiore Zavattari non si è limitato al la·compilazioue di coteste norme. Nel capo II, lr!arce in vicinanza del nemico, egli rileva che in montagna, in presenz<t del nemico, gli ordini di marcia si trasformano io ordini di manovra, ed anzi che si può dire che ogni mossa diventa una marcia di combattimento. Guidato pertanto da questl> giustissimo concetto egii studia l'influenza che la neve eseréita snl la manovra e mette in evidenza che la guerra combattuta in montagna, quando c'è la neve, diventa una questione cbe si risolve per due terzi colla logi_stica e per un terzo colla tattica, percllè nessun atto tattico sarà mai possibile io quell e condizioni se prima non si sarà risolto bene il problema logistico. L'autore studia abbastanza minutamente non solo i particolari delle marcie, ma pur anco l'influenza che la neve esercita sulle marce, le particolari misure di sicurezza a prendersi, le questioni degli accan tonamenti e dei rifornimenti, ed accenna pure al modo di servirsi della neve come mezzo di difesa, iùnalzando colla medesima parapetti e trinceramenti, ecc. Lo Zavanari col suo opuscolo ha reso un'eminen te servigio non soltaoto a' suoi colleghi alpini, ma agli ufficiali tutti di fan teria, i qua li nel suo pregevole lavoro troveranno un buon materia le di studio e un'ottima guida pratica, da co~snltarsi con profitto nel.l'esecuzione di marce nell'alta montagna coperta di neve. B. D.
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Le leggi umanitarie della guerra secondo la convenzione di Ginevra del dottor TuLLo UUANGIA-Tozzor.1, sottotenente del 5° alpini. - Mantova , tip . Barbieri, •1.899. Nella prefazione di questo importan te volumetto l'autore scrive : d Le idee umanitarie si fauno strada in modo continuo ma lento; è dovere perciò favor ire ed affrettare in tutti i modi il loro _cam~ino. Molti nominano la Croce Rossa, rnolti parlano del la convenzione d, Gmevra, ma pochi hanno esatta notizia dei principii ~-cui qu~ll_a s'isp!ra , ~~i principii in questa consacrati. Eppure chiara cogo:z1o~e d_, essi e necessaria a militari e a borghesi, perchè possano, s1 glt 1101 cbe gli altri conoscere i conseguenti diritti e i doveri. Modestissimo cultore del diritto, volli informare in questo lavoro l'interpretazione degl i articoli al giure che Cicerone definiva ars boni et aeqiii: _soldnto, ~o creduto non dimenticar mai le esigenza della guerra e dei combattimenti . » Con tale intendimento, l'au tore procede ad esaminarè il carattere delle o-uerre nella storia delle civilizzazioni diverse, dal periodo barbarico0 ai romani, dal medio evo ai 1ternpi nostri, passando poscia a . studiare - sempre nel campo della storia - il legame i{iuridico . che unisce i varii popoli; ma è appunto questa parte e la precedente che a noi sembrauo le meno riuscite, come quelle che mentre occupano troppa parte nel volumetto sono 1.1n compendio tropp~ rist_reuo dell_~ materia , compendio c:he talora presenta il carattere d1 que i sornmam che ogni studioso fa o dovrebbe fare sempre per conto proprio. Più interessante ci sembra invece la parte nella quale l'autore prende a far la storia delle varie fa6i che condussero alla convenzione di Ginevra e in cui è narrata l'opera benefica della Croce Rossa. Avendone noi già parlato diffusamente in qnestn Rivista, non staremo ora a ripeterci; ma non possiamo tuttavia astenerci dal n portar?. lll questo brevissimo yenno, le pnrole con le quali l'autore ch 1~1d~ l 11n_portante volumetto che ci augureremmo aodasse pu le mam d1 tutti. « Sarebbe necessaria :ii sold:iti - egli scrive - la conoscenza delle disposizioni da · noi commentate, e ciò sino dal tempo d'. pac~, giacchè,_ momento della mobilitazione, troppi interessi sono 1ll giuoco e st emanano troppe disposizioni, ed urgentissime, per poter ritenere che un richiamo all'applicazione dei principii umanitarii, fatto soltanto all'apertura delle ostilità, abbia a produrre buoni effetti ... Non dicano gli scettici che la convenzione di G-inevra è io pratica un'ulopia,
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come l'arbitrato per la race , e che quiudi è temro perduto corcare di diffondere lo norme <la essa affermate tra coloro che dovrebhero applicarle, poichè la ioesorahilitii dei fotti sopprime qualunque prin cipio umanirnrio :immesso e riconosciuto; l'attuazione pratic:i d~li ideali più generosi fu sempre uua mèta raggiuata soltanto dopo lu nga o conti nuata lotta ... ~la se è lungo il cammino · noi dobbiamo cercare di affretta rlo... <·ol la ·vi riù delle opere, col dilfonderè - facendoli en trar 11cl pntrimonio delle ìdee comuni - quei principii che, applicati, rapprr.senter1rnno l'attunione di quell' idea le che ora semhra tanto lontnno· « E, per ragginugere la mèta, è neces~ario che i ~oldati, oltre ad essere educati e temprati all:i ~cuoia del dovere e del sacrificio, conoscano ed abbiano sempre presente qu:i.uto già ven11e consacrato nei pani intern::iziona li in om,iggio ai principi i di ca rità e di frt1tcll:rnza , ed osservino scropolosnmeutt> le norme i11 essi stnbilito; solo allora potrà dirsi che, chit1ma1i alla pugna, cd ,1ffermandosi l'lllorosi, si mostreranno :iltameote civili. Ciò sarà del resto anche un van1a1g10 ed no bene dal punto di vista mi li tare, perchè, come scrive il generale Drngo miroff: la, forza morale, è la forza principale degU eserciti, .ed t>!\<a costituisce, lo diremo col generale Molt,cke, il prioci pale ed il più auivo degli imponderabili della potenza militare. » A. Il..
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NOTIZIE POLI1"'10 0-NIILlTARI
Dei progetti che caddero per la chiusura della seconda sessione della XX legislaturn, il ministro della guerra ripresenterà ~ubito al .P.t1rla-
mento, appe!la sieno inizit1ti i Ja,,ori del la nuovn sessione, quelli che trilttano: Del passaggio di militari (impiegati ferroviari, postnli, te legrafici, uomini della riserva navale) da Ila marina nell'esercito; Di modificazioni al la legge sulle servitù mi litari; Di disposizioui per la leva sui giovani nati nel rn79; Della situazione degli nflìciali subalterni commissari; Di modificnzioni al testo unico delle leggi sul reclotamento. In ~eguito l'oo. mini stro della gue~-ra presenterà il disegno di legge per spese militari straordinarie per un qn inqueonio,. e quello per. mod 1fict1zioni all'ordinamento dell'esercito, concernente 1n modo particolare l'ordio~meoto dell'arma d'artigl ic-ria. A proposito dl!I progetto sul le spese mi litari straordinarie si ~ sollevato nella stmnpa una questione 11ziosa. Taluni credettero che si tratwsse di una novità capace di com promettere la solidità del bilancio e suscitare dissidi in seno al rn:nistero; ma volse a meuere subito le cose a posto il segu,mte eomtmicato: . . . . . . , La stampa periodica si è Occupata 10 questi g1oro1 dei. progetlt . mi li tari riguardanti la difesa dello Stato, da tempo allo studio pr~sso il ministero della ouerra, ritenendo come imminente la presentnz1ooe di tali progetti al ~1rlamento e traendone la con~eguenza di più o meno stnsibili maggiori spese. . , Questi progetti, invece, non possono ancora essere presentati, perchè il relativo studio non è oggi ultim~to; ~è _conseguentemente bauuo potuto CS$0r0 discu ssi SOLLO l'aspetto ftnanzia 1·'.o.' onde CO~teoe:e le spese in modestissimi limiti per non turbare l'equilibno del bil,mc10 genera le dello Stato. . . . . « li Ministro della guerra è però fermo nel suo coavmc1ment~ d1 pre$eotare al .Parlamento, a suo t.empo, un'es posizione coro~leta dei b,~ sooni clell' e;;ercito e della difesa del paese, coocrotnndo il modo d1 C'
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NOTJZIK POLITICO - MILlTARl
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sodd isfarli in appositi disegr1i di legge; e ciò non al solo scopo di salvaguardare la proprio responsabilità, ma perchè sente il dovere di esporre lo stato reale delle cose. . « Cndono qu indi tutte le dicerie rii pretesi dissidi, temperamenti od accordi circa questo importante argomento "· Prima di chiudere questo breve cenno riO'uardHnte i. proO'etti milio o tari, dobbiamo notare qnello importantissimo cbe presenterà il ministro della marina, avente per oggetto radica li riforme nel personale ,combattente della rnai-ina . da guerra. Da questo rroge1to si ric,1verebbero sensibili economie da dedicarsi intieramente alla riproduzione del naviglio. Cosicché sarebbe p0ssibile avere pronte per l'anno "90,j. le sette navi che souo attualmente in costruzione e che stando alle attua li disposizioni non sareblJero pronte se noo nel ·1909. Le econom ie che si prnpongono dovr~bbero dare a giro completo di rotazione, un vantaggio di otto milion i da vo lgersi tutti a beneficio delie n uove costruzioni na l'ali, ma siccome si ottengono soltanto gradatamente, così, per accf\lerare le costl'llzioni navaii nel modo soprnindica10, occorrerà una C()tnbinazione finanz iaria le cui modalità non sembrano ancora stabilite.
* * Il 30 ottolJrP- si è radunata per prima volta, al Ministero della guerra, ·1a comm issione suprema pHr la difesa del lo Stato, nominata con Regio Decreto del ;13 lu,1 lio corrente anno, per studi,ve e rìsolvere le più importanti question(concernenti l:; dif;sa Mzionale .. Intervennero a que,;ta comm issione, come presidente S. A. R . il Principe di Napoli e come vi.ce-presidente S. A. R. il Duca di Gènova; come membri tutti i genera li ed ammiragli indica ti nel sopracitato H. Decreto. - Da qualche giorno tiene pure le sne sedute presso il Ministero dell:1 guerra, la Commissione suprema d'avanzamento. - L' 1-1 novembre, ossequiati dalle autorità e acclamati dalla popolaziot1e fecero r itorno in Roma i sovrani ; dove già si trovavano tutti i principi reali, o per ragione d'uffizio, o venuti espressamente per assi-stere alla seduta reale di riapertura del Parlamento. Questa venne fissata per il 14- corrente; oell'aula del Senato a pii 0 ,lazzo Madama, non presen 1aodo condizioni di sufficiente stabilità l'aula della Came1·a a Mootecitorio. Da qu:.ilche tempo si lavora ii lacr~mente per restaurare questa èd allnrgare quel(a.
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- Come fatto di cronaca notiamo la partenza di un ufficiale italiano - il maggiore Ge1Jtilini del 62 fanteria - per il Transvaal, am· messo dal governo inglese a seguire le operazioni dell'esercito inglese, uell 11 guerra che q uesto comb~t.te contro i Boeri ed altri nell'Afriea merid ionale. - Nùtiamo pure che in occasione di f,!ravi disastri, recentemente avvenuti per alluvioni nel S,tiernitano e Mli' Isola d'Elba, si distinsero per abneg~zione e valore civile in .lavori di sa lvataggio, molti officia li ed uomini di trnppa, ai qual i furono o saranno decretate le meritate ricompense.
* * Una buoon no11z1a giunse didl'Eritrea: si sono scoperti nei dintorni di Asma{~ alcuni fi lon i di · qu~rzo aurifero. Le ricerche in iziale da qnalche tempo per iniziativa prin•ta, ma con risultati negativi, furono prosegni1e da due ingegneri inglesi per incarico rlel governc, colon iale e do po parecchi ten1ativi accertarono nel raggio di dieci chi lometri da l1' Asmara, tre lì Ioni del rleuo quarzo. Il più importante di essi è pres:;o il villaggio di Sciumagalle; la grossezza di tale liloue sarebbe di t.re metri ~ mezzo. S i calcola ch'esso possa rendere circa ·125 lire d'oro per ogni tonnellata di quarzo. Gli altri due filoni sono più vicini all'Asmara, e meno grossi quantunque rela ti vamente più ricch i di meta llo. Queste min iere non sono certo fra le migliori del genere, ma al Transo ,:aal e al Canadà .,e ne coltivano anche del le più povere. Il Conte di Torino prima di compire il suo giro nella colonia constatò la ve~·ità di queste cose interessandosi molto alla scoperta, la quale per ora si presenta in condizioni molto modeste (benchè si tratti cli ricchezza non trascurabile), ma lascia fondate speranze che sia il principio di scoperte maggiori.
** * Tra le più interessanti disposizioni d'ordine mi litare emanate nella quindicina notia mo le seguenti : l i Ministero ha t!ete1·minato che per ti 5 dicembre sieno chiamati alle armi i mi litari di ~ • c11tegoria appartenenti all a classe 1879 dichiarati idonei pP.r la cava llr,ria, l'artiglieria a cavallo e da campagna (meno il · treno) e l'artiglieria da mon tagna, pr,motat1 per l'assegnazione a tali armi e specialit~ di servizio nella visista passata innanzi ai consigli di leva. 1
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Sono esclu,i da tale chiamat1 i milita1·i che, sebbene prenotati come idonei per le 3rmi a cavallo e per l'artiglieria da montagna, risultino ascritti alla fe rma di uu auuo, come rivedibil i di leve precedeoti. Sono eseuti gli osp iranti all'l1ssegnazione al genio io qmtlità di ferrovieri, telegrafisti, ovvero alle compagnie di sani tà in qualità di ai utanti, • tutti CO$tOro. non più tardi del 20 c'orrente devono fare pervenire al comandante del rispwivo distretto di leva on certificato dal quale risulti che sono telegra fisti trasmettitori al servizio dello Stato e delle ferrovie ordinarie macchinisti, fuochisti, cantonieri ferroviari, ovvero laureati io med icina , farmacisti patentati, studenti del 3° anno dell[l scuola di farmacia ed ecclesiastici insigniti degl i ord ini maggiori. Sono finalmente esenti da questa chiamata coloro che, sebbene prenotati per le armi a cava llo, appartengano a comuni di reclntacriento del le truppe àlpine. · Potranno essere ammessi alla chiamata quei mi litari (della classe ,1879) che, pur non essendovi compresi, chiedauo l'ammissione alla partenza anticipata, con assegnaziooe alJ',1rma di cav1il leria. Costoro - ammessi in cavalleria se ricooosciuti idonei - dovranno assumere la ferma di tre anni, rilasciandone dichiarazione scritta da cui risulti che rin.uuciauo all'eventuale assegnazione al la fe rma di àue anni che loro potesse srett.are. • \<
" * Il ministero ha determinato che le disposizion i dell'Atto 65 del 1898 circa il ricovero negl i o;pedali mi litari degli ufficial i del regio esercito e della regia marina, da provvisorie ch'erano, sieno rese definitive. La retta giornaliera da pagarsi dovrà però per l'avvenire essere quella fi ssata pel grarlo che gli n ffìciali rivestivano a I momento in cui cessarono dal servizio attivo, senza cioè tener conto delle promozioni che abbiano successivamente conseguite. - Venne ordinato che siaoo fatte consumare dalla truppa tutte le scatto lette di carne io conserva fabbricate nel 188'7 e la terza parte di quelle fabbricate nel ,J888 a qualunque dotazione appartengano . Le consumazioni saranno fatte di regola con una scattoletta per ogni due uomini conviventi al rancio. - Venne pubblicato l'elenco degli ufficiali ammessi a prelevare un caval lo di agevolezza giusta le norme contenu te nell'Atto 179 del corrente anno. Gli ufficiali che preleveranno caya lli, non potrannocontrai:re, verso il rispettivo conto rimonta un debi to superiore alla somma fissata dall'Atto suddetto; perciò quando, scaduta la guarentigia, il cava Ilo sarà 1
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N OTIZIE POLITICO-MIL!'l'ARI
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defin itivamente concesso d'age1·olezza, l'ufficiale dovrà versare al suddetlO conio la somma eccedeate. - Vennero adoitate alcuoe modificaz ioni al la giubba di te la degli ufficiali dei presidì d' Africa. - Ad ooorare la memori3 del capitano d'artiglierin EdoHdo Bianchini caduto va loros,1meote nell'infausta gioroata di Ad ua, il ministero ha deterni inato che la ca~errna d'artiglieria deua della Maddalena, in Napoli, sia d'ora innanzi ehia mata caserma Edoardo Bianchini. V.
* * È stata adotta ta e pubblicata una nuova ed izione, iu data 311 otottobre_1898, del regolamento della scuola di guerra, in sostitnzione di quella 8 ~iugno 1891: che resta abolita . - Vennero pubul ic<1te nuove norme per il rimborso tra i corpi del1
l'esercito e la Colooiu Eritrea . - Venne puuulicata la prima serie di aggiunte e varianti ali' istru· zi ooe per l'~rtiglieria da cosw e dn fortezza . - È stata pubblicata una naova istrnzione suI tiro delle artiglierie da costa la qurile è destinata a sosti tuire le istruzioni sotto desc!'i tte che, conseguentemente, sono abolite: ci) l'i ; tru1.ione su l puo ta mento e tiro delle artiglierie da costa (volli me VH, titolo VI) pubblicata con l'Atto 11'1 3 del ,1883; b) I' Ì:itrnzione per l'esecuzione del la scuola di tiro a mare pubbl icata con l' Atto ·196 del 1896. - Vennero inoltrn pub blic11 te le istruzioni seguenti : . ·1. No·rine general·i sul servfaio delle ù itendenze , che sostituisce i li uri I e II del regolamento di servizio io guerra, parre II, :;ervizio delle intendenze, approvato con re!,!io decreto H. ge11naio ,1881 , ed i capi I e Jl della 11pp<mdice Il annessa al la parte I del già abrogato regolamento di servizio ~u ruerra, ser vizio delle truppe, approvato con regio decreto 26 novembre 1882. 2. Ser1Jizfo dei carabinieri 1·eal'i, clie sostitnisce il li bro XII della p:,rte I del predetto già abrogato regolamento di servizio in f(Ue rra, .;uvizio delle t:-uppe, approva to con regio decreto 26 novembre 1882. ,3. S eroi.z io sanitario, che ;,ostitu isce il libro III del regolamento di servizio iu guerra, parte H, servizio del le intendenze, approvato con regio decreto 114- genn11io ·188·1. 4-. Sertizio veterinario, che sostituisce il li bro (X del predetto re[,(Ola mento di servizio in guerra, pa rte II, servizio del le intendenze, a pprovato con regio decreto H, gennaio ·f88·'1. 1
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*** Il ,1,i. corrente, col solito cerimonia le, S. l\'L il Re inaugurò la 3• sessione della veote;;ima legislatu rn col seguente discorso: S1GN0n1 SeNATon1, SrnNon1
DEPUTAT I. !
Torno in mezzo a Voi con animo lieto e confidente, perchè so che, r,l di sopra di t.utto una religione stessa ne avvince, la religione della Patria. (Yi1ì'i applausi) . .M:omentanee perturbazioni hanno potuto impedi re lo svlilgersi regolare dell'azione della Camera dei Depntati, rendendo così ueces:;ari~ una interruzione nei lavori del Padamento; di questa innocue saranno le conseguenze, se saprete, come ne son. ('.erto . compensarla ora con operosa alacrità . Un anno è trascorso da l giorno in cui vi 11nnuuziavo la presentazione di provvedimenti diretti a migliorare le condizioni del faese, ma sinora essi non hanno potuto e:;sere attuat.i. Occorre pel'tanto di riprendere con lena il lavoro rimasto sospeso e continuarlo con amore, nffìnchè la se;;sione che si apre oggi sia feconda di risnltati utili. Dalle istituzioni nostre le popolazioni aspettano con fiducia quanto esse hanno il diritto di spernre per il miglioramento delle loro sorti; epperciò assai grande è la responsabilità· che Parlamento e Governo_ hanno di fronte alla Nazione. I governi rappn'lsentativi ammettono partiti e tendenze diverse che possono trovarsi in lotta t !'a loro; ma uno solo deve essere lo scopo di tutti, quello supremo del bene della Patria . Non è oo-cri il caso rii annunziare nuovi prograrn mi di lavoro. La passata ses~~ne ha lasciato io eredità ~I la -qoova molti disegni di legge, pei quali , già, era apprestata la discussione immediata. · Vi saranno però sollecitamente presentati da l mio Governo alcuni provvedimenti intesi all'abolizione del domicilio coatto ed altri progetti per modificare talu ne leggi d'impo;;te, togl iendone inutili asprezze e sottraendo, dove sia possibile, le minori attiviti, nl pieno rigore dei tributi .· .. Esaminerete e discuterete quelle proposte con tutta la voluta chl1genza, ricordando tuttavia che oggi ciò che maggiormente preme si è di for rientrare l'Amministrazione nel suo corso regolare colla pront11 discussione dei bilanci. Le prove non dubbie che si hanno di un notevole risveglio dell'economi:i nazionale, anche senza il concorso di sper.iali provvedimenti legislativi, dimostrano r1uauto valgano l'ordine e la tranquillità n~lla vita del paese (Benissimo) . Tutto ne induce a sperare che questo nsvegl, o
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si accentuerà sempre più; di t.a l guisa, co l lavoro assidue,, collo svi luppo di tutte le energie del la nostrn produttifità, colla tutela intell igente e sicura del la nostrn agricol tur:i e delle nostre industrie, potremo aprire su basi sol ide e durature la via n quel le riforme di cui tanto si è parlato, senza poterle orni attuare. L'Italia, sicura del ·suo avvenire, trovasi in ottime relazion i con tu tte le potenze; nulla da nessuna parte la minaccia, e la nostr2 politica estera concorrerà, con la politica interna, ad assicurare nl Paese, libero da preoccupazioni, il progresso e lo sviluppo della sua prosperiti1 economica. l i mio Governo ha accettato con premura la nobile proposta di S. M. l'Imperatore di Russia per uua Conferenza internnionale di pace, stimando che la cooperazione dell'Italia non poteva manca re ad un tenta tivo diretto a rendere per l'avvenire le guerre meno frequenti ed a mitigarne le sventure. (lJene) . La prossima ricorremrn di un anno che segn,1 un'epoca nel mondo cattolico snrà per noi occasione di dimostrare, ancora una volta, come sappiamo rispeuare e far rispettare gl i impegni ria noi assunti, (1ìi1ìissùni applausi) quando', compiendo Ja nostra uuità, abbiamo affermato in Roma la Capita le del Regno. (Vivi e prol1ingati a7Jplu.usi) . SIGNORI SeNATOtH, SrnNORL D ePU'l'ATI l · Gli Italian i lrnuno gli occhi rivo lti a Voi, ed aspetta no fidenti l'opera Vostra. Sia essa serena, feconda di beue, come il momento attuale richiede. La intima soddisfazione del compiuto dovere sarà per Voi la più ambita delle ricompense per il bene che avrete fatto al p~ese col rinvigorire la firl ucia-del popolo nelle istituzioni. _Questo è il voto pi LLcàro che posso fare oggi come Re e come italiano: (Vivi apvlav.si) Voi farete sì, ne ho sicura la fede, che io abbia la soddisfazione di vederlo realizzato. Vivissimi applaiisi, yricla di Viva i! Re dall'au la e dalle tribune). Roma , 'ii:> novembre ·1899 .
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li numero deQ'li all ievi da ammcuersi a ,letta scuola in seguito al con1:orso del 1899 è portato, pe1· decisione mini steriale del ,19 scttem hre, da 500 a 550 che saranno co;;ì ripartiti all'auo della loro promozione:
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Fanteria dell'esercit.o F:in1eria di rnariua. Ca va Ile ria .
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Tota le titiO FRANCIA.
Greaz,ione d'nn battngl'ione del d0 reggi'mento tù·agl'iaton: nlyerin,;. - Cou decreto del ·15 seuembre ·1898, il numero dei battagli uni del .\. 0 reggimento tira~liatori è stato portato da 5 a 6. Auualmeote dunque tutti e quattro i reggimenti tira~liatori hanno r iascnno 6 battaglioni . 1'ras(erimenlo della Sct1ola di _quç1·ra. - Da qualche tempo la s1ampa politica e militare parla di un probabile trasferi mento della ~cuoia di guerra da Parigi io un'al 1ra cillà della Francia nella quale possa riuscire più agevole agli uffkiali cho lo frequ entano di eseguire le manovre sul 1erreno, mentre a Parigi troppa sLrada bisc.gna percorrere prima di trovare il terreuo adatto per lo svolgime1,1 10 delle cser1:itazioni pratiche. Riferendoci sempre a quanto asseriscono i giornali, mentre il ministero non sarebbe con trario a qnP,sto trasfArimento richiesto special · men1e dall'alluale com~ndo ote di detta scuola, generale L~nglois, quolchc op posizione verrebbe :ial non voler allontanare questo istituto dal Comando dello stnlo mag~iore e dal consiglio superiore dei quali esso deve senti re costa o temente l'impulso. Fra i nomi di città che si fanno quale uuova probabile sede della scuola il più ri petuto è Digione. La notizia sembra però prematura quindi se ne a~peua la conferma. Scuola di Suint Cyr. - Gli uffic iali nuovi provenienti dalla scuola militare di Saint Cyr sono cosi divisi per arma: Fanteria . Cavnl leria . Fanteria di marina.
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Totale 538
Servizi dei_ tenenti colon·nelli nelle arm:i diverse dalla propr·ia . Facendo seguilo al la cir,·olore del ministro Krnn tz urrn nota dell'a ttuale ministro della l!Uerra ~tab lisce che senza fì:;sarc in modo assol uto un limite cli età per i teneoti colonnelli che pòlranno compiere il servizio nell e :Hmi diverse d~l la propria , non si dari1 questD fo co lti.1, nell'1mno in corso, che ai tenenti colorrnel li nati nel ·18ti0 e n1~f!li anni successivi. Il 1·ingio1Janimento dei quadri. - Al ministero della guerrn si ~ta attuaimente preparando un progetto di legge che ha per sco po di rin11 iova11ire i quacll'i. " Si ann unzia, specialmente, che la rlurat.a minima per il passa1"io ai gradi superir,ri a quel lo di C'Olonuello sa rà rnlotta da tre a due anni r-o che l'11Va o,:nmento .i l grado di comandante avrà lungo up ic:1mente a si;eltn. L'inscrizione nei quadri d'avanzameDto snri1 fatta per ordine di merito a p:1rtire dai capi di batll'glione e per ordi ne di anziaoi1à per rrli uffi,·ia li inferiori. ~ l11Cine i limi1i d'i>tà per i diversi gradi s:irébbero ridotti come appres~o: Snnoteneate a tenente Capitano . Mllggiore . T,, nPnte colonnello Colonnello. Genera le tl i brigata . Girnerali fi i divisione~
da 52 a 51 anni da 52 a 52 » da li5 a 5.\- , tla 58 a 56 > da 60 a 68 b da 62 a 60 » ria 61> :i 62 •
I gcner:1l i m11nten11ti llt'-1 qundro di attività senza limite d'età potrebbero c~ercitarn de;tl i impicg l1 i io tempo di pilce fioo u 6ti nnni. Q~e_s1e _dispo,i1.iou i uo11 sarebbero applic11bili che agli ufficiali promossi ru ciascun grado rlnpo la promulgazione clella le;!gC. l'romozfone dei colonnetti: gcnernli di b1·,gata e yenera1'i di; divi sione. - ~el decreto 3 mar:zo 1899 e 11ell' istruzio11 e minis1criale 27 m:i rzo
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NO'rIZlE MILITARI ESTE RE
NOTIZIE MILITARI ESTERE
del lo stesso anno è detto che le liste di proposta dei co lonnelli al grado di generale di bngata, dei genera li di brigata al grado di gen0rale di divisione e dei generali di divisione al comando di un corpo d'armata sono preparate, io ord ine di merito, dalla commissione superiore de clas~ scrnent e dal consiglio superiore di guerra . • Queste liste portate a conoscenza del pubblico, per mezzo del .Ioii.rnal officiel, o in altro modo, imponevano nella pratica, al g(\verno della repubptica nomine, di cui doveva assnmere la responsabilità senza poterne fare la cernita . .... « E per rimettere le cose a posto • (come si espr ime il m:nibtro della guerra uella sua relazione) che egli propose al presidente della repubhl Ica, che approvò un decreto iu dat,1 29 settembre ,t 899 iI qua le oltre a regolare le norme per le proposte per !'avanzamento e per la legione d'ooore stabi lisce clie: · e< Il ministro decida solo delle nomine da sottomettere in consiglio dei 11~111istri alla orma del Presidente della repubblica». La Frnnce 1}1-i/itafre corncneo taodo il decreto in parola dire : « In altri termini, i I minist.ro della guerra respoosabi le ·dell'esercìto, iI governo responsabile davanti al paese, l'a ranno ie pron1ozioni senza essere schiav i ciel quadro d'avanzamento, nella cui formaz ione possono avere tn'uto luogo delle infl uenze, ma secondo le attitudini al momento delle nomine . L'esercito oou può essere che riconoscente ;il ministro del la guerra di provvedere agli :i lti gr,1d i colla nomina di ufficiali forniti di tutte le qualità che l'ormano i veri capi. » Diritto al cavallo dei capitani di fanterfa. - Frn i capitani di fan teria in Franria solamente quell i del quadro· complementare non hanno diritto al c11va llo, ma fra essi molti ve ne sono che per lo speciale servizio che disi rnpegn1,:uo ~odono 11g1rn lrnent-e di questo diritto. Ora riferendoci all a incertezza cui dava luogo il trasferimento dei capitani' di fon teria d.- un reggimento all'altro, il ministro della guerra i;on circolare del BO giugno ordinava che i capi tani del quadro complementare provvisti di cavallo non ne possono es~er privati allorchè un altro capirnno più anziano viene col locato ne l quadro stesso in seguito a cambio d_i corpo. P,ir conseguenza i capitani che hanno diritto al cavallo debbono aspettare per fa r va lere questo diriLto che siavi nel nuovo cor po cui sono destinati una vac.inza fra i capiw ni monta ti . J comandanti di corpo d'.:irmata autorizzeranno quinùi i capitani di .fanteria montai.i a portare il proprio c:wallo solo nel caso in cui siavi già nn11 vacanza fra quell i monta ti nel cor po cui 1:urono trasferti.·
Creaz'ione di 1ma ,;ornrnis1<ione di esperienze. - Con istruzione de.i- luglio è stnta creata una comm issione di ~sperienze incaricata di stu-
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diare e tli provare i congegni ed i metodi impiegati dal servizio del genio nella guerra d'assed io ed in campagna . · Sono membri permanenti rli ta le commission~: Il direttore dei servizi dell a telegrafia militare e del materiale da guerra del genio ; Il ca po delIa Chefferie del niateria 1e di guerra del genio ; Due ufficiali dell a sezione tecnica del genio; Due cHpitani del [;!enio. l membri temporanei sono designati dal ministro del la guerra, volta a volta, trn ~l i official i genera li o superiori, per lo studio di talune .-,uestiou i speciali. Rior_g,wizzazfone dell'amminis 1razione centrale del Mini,;tero della guerra. - Un d,,•creto del 20 lugl io •18\:19 riordina l'amministrazione centrale del la guerra. Questo decreto non fa che raccngliere e cod ificare le vnrie dispo:-izioni contenute nel decreto •I 8 febbra io 1888 modificato d11 quello rlel 2 3~osto •I 89,i. e 13 gennaio ·1899. Coo ferma la soppres sioue del segreta ri ato generale e la crea'l.io ue della divisione del contenzioso (rlecreto ·13 ge11n,1io 1899), aumenta un ulfil;io della dire1.ione ,.lell'inl,endenza ed uno a quel lo del serv izio san itnrio, ritocca levemente gli organici del personale, da le norme relative al recluwmeato ed all'ava nzamento del personale civile deU'amministraziooe centrale, enumer11 le mis11 re disciplinari applicabili a detto person11 le, riporta alcune di.sposi1.ioni transitorie 'nferentisi al trattamento del personale civile attu:ilJ11c>nte io servizio. MocLifica;;1onc dell' orgrmizznzione della legione della guardia repubblfoan,,. - .L'e,perieuza avendo dimostrata l'insufficienza numerica degli effetti vi del la p11 rte a ca va Ilo delIn legione e \3 pos~i bilità di ridurre gli effe1tivi dalla parte a piedi , con un decreto in dat:1 17 setll~mhre è gta to provveduto : a) alla creazione di ,100 i uardie o 11llit>vi guardie a cavallo; b) al la soppressione di •157 impieghi di guardie u allievi guardie a piedi . L'organico complessivo della legione è sta to così stabi lito: 2993 uflìd ali; sott'ufficiali , brigad ieri e guardie o all ievi guardie e 8i0 cavalli. 1
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RIVISTA DEI PERIODICI !dlLITARI
esatt:1 dei faui storici, e con un giud izio così fine e profondo dei fatti stessi, da meritarsi il più vivo eocomio.
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
Il Giornale del soldato.
Solto 1::i data del 5 corrente mese è uscito i, Milano il primo uumero del Giornafo del soldato, di cui, a suo tempo, c;i siamo abb:.ista11za cl ill'usame~ te occupati ('1). S iamo nssai lieti elle i nobi li sforzi dell'egregio capi1ano Lo MoNACO-APrnu: abbiano sorti10 il più fel ice Sl}('cesso e con tu tto il cuore gli auguriamo che il periodico da lui ideato ed or~ diretto, acquisti in breve tempo la più ,ll'np1:.:i diffusione nell'esertito e nel p;iese. · I l primo nu mero risponde rnolto bene al programma pr,,fi s,osi. I soggetti souo sempi ici, e suscettibili tutti d'es;e r compresi da lla menre e dril cuore del soldMo, e siamo e-erti che il Giornale del soldato vorrà battere costan temente il cammino ora intrapreso.
Rivista di fanteria .
Ann o VIII, fascicol0 X, 31 ottobre ,1899. Prùna. di Waterloo.
La tesi del Ca llwel/.
Lo scrittore , se~uendo il Calwell nella corsa rapidissima ch'Pgli fa nel tempo precedente al la battagl ia dt Waterloo, prende in arnpia disarn ioa i quall ro esempi storici considera.ti dal Ca llwell, P. precisam~nte: la lun ga lotta sostenuta dagli Inglesi, cogli ait1.ti dE>ll e nazioni sp.ignuola e por toghese, con tro Na po leone nell a penisola ib,, ri ca; la 2a guerra ri'inic,1 - e qui l'autore ue tr;ie occasione per rare delle guerre p1111iche uo breve Ctm no assai in te ressa nte; - la distruzione dell' ir,'Vinci bi le armcida.; la ba.w,glia. di A buchir. Lo st:riuore oppugna vittoriosamen te, diremo anzi ne lla maniera la più esaurieote che s.ia po,sibilc, la deduzione che il Cal lwell tra.e da quegli avvenimenti, e lo fa con tale sicurezza, e.on una coguizioue cu.;ì (t) Y. Rivista ,llilifon ,
puntai-a
H• dr:! i• giugno passato, n. 991,.
L'eccezionalità dell'ar ticolo 25. Nel fascicolo del 3·1 lugli o scorso, la Rivista di fantet·ia ha già svolto qne,;t',,rgomento dell'articolo 25 del la legge sull'avanzamento, rifor•ntes i aila faco ltà del ministero della guer ra di proporre a S. M. il Re eccezionali promo:,;ioni a scelta. L'articolista lam<'ntava che nei tre anni d~cchè fu promu lgata la nuova legge, l'artico lo uoo fosse si.ato applicilto cl1e per due ufficiali de l genio, e domandava non se ue ri tardasse più oltre l'applicazione. Noi rendendo conto brevemente di quello scritto abbiamo soggiunto: « Per conto uo;:;tro appoggiamo la sua domanda, purchè, ben s' int~ude, trattisi realmente di uliiciah dota ti di qualità così spicwate da po'ersi fondatamente presumere che la loro promozione ridonclerà a beneficio dell'esercito e dello Stato. « D'a ltra parte st:i il fatto ind iscutibi le che la legge con questa dom anda non ha inteso con templa re cbe casi veramente eccezionali e di conseguenza che noo si pos:;ouo verificare che assai ma as5ai raramente» . Queste poche nostre pa role hanno punto garbato all'articoli-;ta della Ri-vista cli fanteria. Riportate io succinto le nostre parole, cosi continua : « Per incliscnt·ibile che questo paia al la oostra egregia consorel la, uon certo le <lonà che uoi adesso ill ustr8ndo la disposiziooe deìl'art. 2i:i, appunto di ciò discutiamo; da l canto no.;tro non dc,rrà a noi S?! la B.i;y/sta 1m·litare ila.liana v~rrà. poi dire sue ragioni , e, se le ragioni sue saranno migliori delle nostre, noi - - come è so li to cosi.urne no~tro - francame11 1.e confesseremo d'aver torto ; per adesso fel'm:imente crediamo, però, d'aver ragionen . In,·iwti io forma cosi gentile ad es porl'e il nostro cooce1.to, vi ader iamo ben volentieri, ma invero, ben poco dobbi~rno aggiunge re a ciò c.he ab biamo già detto. P,~r no i l'nl'ticolo ·25 noo va interpretato e vuole essere preso oel senso lenera le della parola. Esso dic(' chB possono essere fa.Lte « eccezioua li promozioni a sce lta di ufficia li di quabiasi grado che se ne rendano meritevoli' per fatti mi litari :;1.rnor,linari militari o per insigni servizi militai·i resi al lo Stato, ovvero po,sied,;,oo cpw li ià miliiari cosi spiccate da poter:;i fondatamente presumere che la loro promozione r idonderà a benefi,;io dell'e~ercito e del lo S.aw ,. In11aoz i ad un tesw così ch iaro ed esplicito, pare a noi che proprio non abbiamo avu to torto cl i scr ivere, essere fallo 1ndiscutihi le r.he l'art. 25 dovt~va si rife:·ire a casi veramen te eccez·onal i. Non intendemmo dire con ciò che non lo si possa di~cutere ; ma per quanta discussione si faccia
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RIVISTA D.EI PERIO DICI MILITARI ·:2088 intorno ad esso, crediamo proprio che non si giu ngerà mai a torcerne il senso così ev idente, e, diciamolo pure, cosi tassativo. Tratlt1si di eccezional'i, promoz'ioni da provarsi con speciali relaziowi a S. M.; per noi, qoindi, non vi è il menomo dubbio - e siamo convinti cbe la generalità degli ufficiali pensa come pensiamo noi - che l'articolo% con- tempia soltanto casi veramente eccezionali; casi, consl:lgneutemente, che non si possono verifìcare che assai, ma assai raramente; come appunto abbiamo scritto. L'articolista ci obietta: L'ultimo comma dell'artico lo 25 dice ancora: « Queste promozioni ec-cezionali a scelta potranno proporsi .. .. quando abbiano in precedenza avuto luogo ven ti promozioni consecutive, ad anzianità o a sceltu ordina ri a, nel corri,,pondente grado o quadro d'avanzamrnto »; e commenta: ·« una legge la quale autorizza un fotto eccez,ioriale, e poi soggiu nge che que;to fatto ecceziona le non deve veri ficnr;i che una volta dopo ogni ·ven ti fo tti normali, non ha certo del fatto eccezionaie quel concetto così -eccezionale che mostrano di averne i nostri colleghi dell a Ri1,ista militare 1;ta/.iana » . Per noi quest'ultimo comma dell'articolo 25 dice null'altro che qu1>sto: badate bene, che ·quand'anche abbiate avuto !'approvazione della commissio.ae centrnle e abbiate fatto a S. M. il Re la speciale rel:izione prescritta, non potete dar corso all'eccezionale' promozione ~e in prt"c.. denza \ non hanno avuto luogo venti promozioni consecutive, ad anziani tà od a scel1a, ne! corrispondente grado o qnadro d'anzian ità. È insomma una restrizione im posia alla facoltà data al ministro col pri mo comma. Ammetti:,mo che potevasi trovare una dicitura più fel ice, più chi:,ra, più esplicita, ma noi siamo convinti che .la nostra interpretazione sia quella es,1tta. Infatti se giusta fosse l' interpret~zione del nostro cortese oppugnatore, l'ultima parte dell'articolo 25 sarebbe nel più stridente contrasto colla prima parte, nella quale si parla, sol tanto di ercezionali promozioni a scelta a favore di ullfoia li, che lasciano fondatamente presumere che fo loro promozione ridonderà a beneficio dell'esercito e dello Stato. E lo si noti bene: non solo a beneficio dell'esercito ma anche ddlo Stato. In vero, sa rebbe propr io un bel fatto eccez'ionale quello che potesse ripetersi dopo venti fatti normaii ! Del resto noi non credi:imo affatto che l'articolo 25 debba applicarsi so lo ai superuomini, ai Na polPoni, ai Moltke. Fra i Na poleoni e i '.\-1oltke, cioè fra i più grandi uomini di guerra del nostro seco lo, e ullìcia li semplicemen te classi ficati buoni ed ottimi corre un immenso spazio nel quale
RIVISTA DEl PEIUODIC I MILITARI
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possono trovar posto ufficiali di qualità militari eccezionalmente spiccate; ed è a questi, senza essere superuomini, che dovrebbesi a ppli1;are l'articolo 25. Non converremo mai colla Rivista di fanteria che in base all'articolo '2.5 si possa decretare la promozione eccezion:,Je per scelta di un somaro meno somaro de1li altri, come potrebbe fa r credere una sua letterale citazione di parole del generale La Marmora. Il dis~idio frn noi e la R-ivista di fanteria è tutto lì: tlssa vuole siano prem iati con ecceziona li promozion i i migliori; noi invece, per questo ,riteniamo che sono sufficienti le promozioni ordinarie per scel ta, e per le promozion i eccezionali per scelta, voglin mo ufficial i che possiedano quelli, quali 1à così spicca te richieste dalla legge. Se di essi ve ue sono molti, nel nostro esercito, se le loro qnalità rea lmente superiori saranno ricnnosci nte dal le varie commissioni ili avanzamen to e diii ministro della guerra, ne s11 remo lieti e di cuore applaud iremo alla loro ecce1-ionale promozione, nella fiducia che essa ridondi poi, a reale beneficio del l'eserci to e dPI p:::ese. Avrerno ron vinto il nostro cortese oppositore? Ce lo auguriamo : no i, pero, crediamo di ,were compiu tamen te ragioue. Del resto, dacchi~ la questionP fu port.:ita in campo più largo anche uPlla stampa giornaliera (vedi Trib·una del 1i novembre), metti:uno bene in sodo che da parte nostra non si è intf'SO punto di considerare Ja complessa e delic,, ta questione dell'avanzamen to a scelta, che non può trattarsi incident.a Imen te in un breve resoconto di una Rivista. Non abbiamo neppure loutauamente pensa to di ,allevare una polem ica; · solta nto abbiamo espre,so in brevi termini nn'opinione affotto individuale sul la applicnio11e di un articolo della legge . Non ,:red iamo qnindi -sia il caso· di prolungare la d1scussioae. B. cl'A. 1
lt Transvaal . B1·eve rias,rnntn, ben fa ttn, della staria clel Transvaal sino al giorno d'o/!gi cou interessanti considerazioni. T limiti ili età e l' avvewirc de't mbaltern"i.
[n seguito a molti dati ra c('.olti, l'articolista viene :illn cooclusione che i ,\.200 snhalterni odierni d1 fanteria impiegheranno la bellezza di w nti :in ni prima di es,ere tutti c:ipitaoi, e riti ene di compiere un dovere afferm,,ndo che una sola questione veramente import,,ntissima, anzi vi ta le, esiste oggi nell'e$ercito uostro ed è la questione dei suba lterni di fanteria.
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
Revu e du Cercle militaire.
N.i 4-2 e .rn riel 2,1 e 28 ottobre 11899. - UMt eriticn delle manovre inglesi del 1899 fatta dal generale s'ir Redvers Buller. · La Revue traduce (13( Broad ~rrow la critica e.be l'a ttuale conrnndaute dt::lle truppe ingl('si nell ' Afriéa australe fP-ce alle manovre del ·t 899. Le osservnz1oni cli sir Buller sono iuvero intere"S,Hlti, i-pperò oe spigoliamo alcune fra le più rimarchevoli. I com:indanti in generale adottarono migliori disposizioni uel la difem,iva che uell 'olfeosiva. Ciò deri va dal rauo che forse oou si i1c,·orciò suffi~icute im porto nza ii i la l'lcogniz,one delle~ po,izioo i da n1tacn1 rsi, e ancora perchè talune volte i comaudanti subirono troppo l'innueoza dell 'azione delle avan1rnardie. Ca'tJCille1·ia,. - 11 terreo o non le er:i favorevole, ciò nondimeno avrebbe potuto fare cli più. Ora sem bra che la cavalleria sappia come dev0 procedere, ma ignora ciò che deve fore. Se è così, è perchè essa non couosce snflicientemente la tauica delle altre ;1rmi. Bi$ogoereb b~ rimediare a questo inconveniente con conferenze da farsi durnnte l'inverno agli ufficiali ed ai souu!Iìc1oli . Le ricognizioni non sono fotte con sufficiente cura, e si dimentica troppo che la missione di una truppa io ricognizione non è quella di combt1 ttere mn di assumere informi1 zioni. Quando la ca vali eri a trovasi in uvanscoperia i1111an zi aI fronte di un a truppa, le uotizie dovri,bhero essere invi~te al comaudame drl!'avan- • guardia; questi le vaglierebbe e w 1smeuerebbe al comandante del grosso quelle ~olt,,uto cbf\ lo possono iII teres, nre. 111·tiglie1i<i. - P,issieiie 1111' isiruzioue tattica super iore a quella riel le altre armi. Gl i ufncin li però .J ovrehbero con,acrare nrnggi'lr te mpo ~110 studio della tattica delle altre armi . L'a rtiglieria deve evit~re di prendere posizion i che po,sano essere ma,chera1e dalle mosse dellH proprie truppe, e cosi dev\:ssere bene a I cùrreote <!elle inteozioni dd comanda ote in capo. Genio. - I comaocbuti di trnppa dimentin1uo troppo spesso di avere a loro di:;posiziooe co mpa.(!oie del gP-nio. D~bbouo invece t.enem e couw, quc1n,lo si appresi.ano al combattimen to. 1'à11teria. - Come 111 c~vallt>na, essa sa come deve procerlere, i:rnora ciò che de1re fare. Sul l1-> rf<-'llO una li nea non è altro che u11a serie di grnppi spiegati ad intervalli irregolari ~u di uno stesso fronte. Non è più quest.ion~ di allineamento e un gruppo può trovarsi iuo:inzi o dietro
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ad un altro, sino a che non imped isca il suo tiro, o col proprio non gli foccia correre pericolo. Vi è inoltre tendenza a disporre iunanzi tempo le truppe io ordine sparso. Pel tiro ci si attiene troppo strettament alle prescrizioni di:!ll'i~tru1.ion~ del campo di tiro. Al poligono s' ins<>gna ai soldati a tirare metodieameo tP, a sparn rù in seguito all'ord ine; ma quando il soldato ha compiuto la sua istruzione, dev'essere in grado di agire di propria ini , ziativa , secondo la sua int.elligenza, ·e cioè di far fuoco tostochè vede un n<>mico. Gli ufficiali debbouo curare di non esporsi, e co5ì pure di non aff,,1icare gli uomini senza uecessit,à. Importa pure di non cambiare posizione cÌi sovente; si deve portarsi avunti, non perchè una fraziooe di destra o di sinistra abbia avanzato, ma soltanto quando si possa ocrnpare altra posizione pur buonll.
Parigi. - La capitolazione. ~~ la ri produzione del 1 ° cnpitolo di un ii bro dallo stesso ti tolo del noto scrillore A. DuQUET, la cui pubblicazione è immiueote, In queste poche pngine è ritratto a vivi colori lo stupore e il dispetto dei Tedeschi per l'ioatteso proI ungarsi dell'assedio d~lla ca pita le francese. Sciwlci superiore di r;iie-r ra. Si discute la que~tione ora . come suol dirsi, sul tnppet.o, di mant~uere la scuoi.i di guerra a Parigi o di trnsrerir la in 11ltra città . Lo scr11tore accenna alle cli ffereoti ragioni che mi litano pr•l e contro le due soluz1on1: in complesso, sebbene non lo dica apertamente, pare cb'ess~ p1·o~en1~a pel trnsferimento in un;, ciub di provincia, porche $ia p.rovv1sta d1 _u n'.versi tà, sia abbastanza vicina a Pa rigi, e il cui terreno circostante sia ti più v.irio possibile, nell'interesse delle es(:rc_i tazioui esterue. Egli accenna alle città di Li lla , Digione, G-reooble, Lione, e nou, che D1g1one sarebbe disposta u presentare del le offerte al governo, ed a . prendere 11 suo carico nna gran parte dei sacrifici pecun iari necessari. Mili t ar-W oche nbla tt.
N. 99 del 4 novembre ,i 899 . inglesi contro i Boeri.
Fonrn e formai ione delle truppe
Sembra allo scrittore sia istruttivo non cl' indicMe la sem plice forza numerica sommariamente, ma di esam inarla a fondo. Si r ileva allora che ~li srnti maggiori h2rmo una forza str11ordinaria, e così pu re il $ervii io dei trasporti, come, del resto, già appare dall'Ordine di battaqlia.
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RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
L'Iughilterra ha adottalo tal i misure da poter condu rre !a gnerrn nel1' Africa meridionale senza i I concorso delle fe rrov ie. Ciò non esclnde
ch'essa speri di servi rsi delle linee ferroviarie ivi esistenti , come lo prova il falto d'aver appreslato per l'Africa del snd nn copioso materiale di costrnziooe, sia per raccomodare i tratti distrutti, sia per costruzione di nuovi. Qui in un luogo quadro è dato l'efl'ettivo ufficinli, truppa, c11valli e muli dello stato maggiore, d'ogni singola unitil e d'ogni servizio della brigata e <lel la divisio11e di fanteria, della briga ta e della divisione di ca valleria, del le truppo e servizi ad detti al corpo d'armata e delle tru ppe di tappn. Non possiamo riporta rlo per esteso per la sna lunghezza, però ne segnaliamo l'importanza pei cultori dell'organica che v1ole$sero prenderne visione. Ecco ue il riepilogo: Forza totale del corpo d'ormata mobilizzato (sul piE'de di guerra completo): Ufficiali
e trup pa
Cavalli
)Iuli
(i brigate fanteria . 25,67,\. Truppe addeue alle 3 divisioni 3, 579 .2 brigate d1 cavalleria 0,;no Troop del genio presso In c;iva lleria 122 StnLo maggioro delln divisione di ca va i~ leria .V2 Truppe addette al corpo d'armata o, 12\.
,\.08 ~.28fl
!~,89-1-
5,24-4 ,J,H9 2,282
88
54
38
33 4 .938 110,667
39,9H
Trnppe di tappa Volontari del Nntal Volontari del Capo Brigata navale .
9,387 H ,668 5, 180 1 1,500 70,64(i
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RIVISTA DEI PERIODICI AIILITARI
2,58-1·10,301 .
885 ? ?
? H, ,186
2, 683 .., ?
? 13,350
& così un m:iggior numero di truppe, come dice un giornale inglese, maggipre di quello che Wellington comandava a Wllterloo ! Dall'esame del corpo d'armata mobilizzato si deduce cll'esso in fan teria, cavalleria ed artiglieria (non compresi gli st11ti maggiori) eouta 3,~,33.'J. uomini , e precisamente in fanteria 25,475, in fant.eria montala 1, 172, cavalleria 4,252, e artiglieria 3,!35, con ·11 ! pezzi. Vi è quindi un numero stragrande di non combatteoti, e la cavnl lerin e l'artiglieria , giusta le esigenze di quel teatro di guerra, vi compaiono proporzionalmente, assai foni. Straordinariamente forte, pei motivi sopra accennati, è il corpo dei trasporti.
Ogni brigata ha una compag-nia ciel tre110. una compo~nia di porta feriti e unospedn le da campo. siccliè oeco1·1·ono ·10,JO I cava lli e 10,(i67 mnli, senza conta re un grosso numero di buoi da tiro. 11 carreggio pertanto viene ad assumere proporzioni enormi, e pe$erà sulle operazioni rprnnto il pae5e e il nemico. Lo scrittore passa a dire rn iou tamentil dell'armam ento e del munizionameuto delle varie armi ma trattandosi di cose abbast:rnza uote, non crediamo di soffer marvici. Interessanti, per contro, le notizie che sono date intoroo all'età dei generali. Il conrnnilant~ in capo nell 'Africa del sud Si r Redvl}rs Bul let· ha 59 anni; i 1crw11ti ~enernli Wli ite 61f, Forestier-Walker 55, Lo1'd .l\fo1.huen 3.\.; i maggiori gl\11eral i C:lcry 6·1, · H unter (capo di stato rnag7iore di Buller) 43, Colvile 4-7, Gatacre li:j, ·sarton 55, Lyttelton 54, Wanchope o3, llart 55, Tiyldjard ,i:l. E l'e1à dei 27 colonnelli stà fra i !fl ed i 56 anni. Per riportare compiu tamentc le notizie che si haono intorno al le forze di cui disporrebbero gli lnf;{ lesi, lo scriuore so~iunge che secondo 1111 informazione d,i uu giornale, il IO ouobre sarebbero p11rtiti dall'Inghilterra :2,800 uomini di fauleria montata, i qua li non sarebbero compresi nel computo del la forza di cu i sopra. Inoltre sarebbe pronta :'l parti re per l'Afric:i meridionale una brigata di fante ria indiana. Caval leria invece non sarebbe più spedita in Africa dalle lndìe ; anzi un reggimento di quel li già destinati sin dalla mek1. dell'ottobre, non sa rebbe partito, essendo;i verifi (;ato qualche c;iso di malatti a coutagiosa nei c.~va lli del medesimo, e non sarebbe s1ato rimpia,.zato. Le colouie dell'Australia, iufìne, hanno chiesto di p<>ter mandare alla madre pntria aiuti di denaro e di truppe. Più per un fì11e pol itico che per ritrarne un aumento di for1.e, il governo inglese ha accetta to l'offer t.1 in misura limitata. Così del New Son th Wales parte lo squadrone di . ulani, (80 uomini) che trovasi in Inghilterra a motivo d'istruzione; il Queensland, Nen- Seeland, Westaustralien e Tasma nia forni scono ciascnno, una compagnia di fanteria montata e alcune rnitrngl iere. Queste truppe sarebbero già in viaggio. Ancbe il Canadi avreube offerto aiuti. 1
- ->J4'<<'--
Per ta Direz,ione
Lovovrco CrsoT'.r I
DEMARCHr CARLO.
gerente.
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LA GUERRA NELL'AFRICA AUSTRALE Continuazi.one. -
Vedi
dispens<i XX/l
La situazione al 21 ottobre. All'indomani della vittoria di Dundee la situazione delle due masse di truppe inglesi, distanti fra loro 68 chilometri, s'era fatta assai grave. L'una di circa 3500 uomini (1), quella comandata dal generale Yule, stanca pel combattimento tenace sostenuto nel giorno antecedente e resa pesante per il _ gran numero dei feriti (2), si trovava tra Dundee e Glencoe ; l'altra di 9 mila combattenti ( 3), agli ordini del generale White era raggruppata intorno.a Ladysmith. Più indietro, a Colenso stavano un 400 fanti, volontari ; ed · a Durban si attendeva lo sqarco imminente di un battaglione di fanteria (4). Il generale White sveva mandato il 18 ottobre verso ovest poche truppe a fronteggiare i Boeri, che in numero di 4 mila scendevano dai passi montani di Tintwa e Van Reenen e pareva mirassero al ponte ferroviario di Colenso sul 'rugela (5). Con quel movimento sperava di attirare i Boeri nella pianura
--(i) ,, battaglioni di fanteria , ·l reggimento cavalleria, 5 compagnie fant,eria montata e~ batterie da r,ampagna (i'J! pezzi). · (2) Le cifre delle perdit~, nel combattimento di Dundee, indicate nel precedente artico lo, debbono correggersi: uccisi 12 ufficiali e 33 truppa; feriti 2i ufficiali e !63 truppa. (3) 6 battaglioni fanteria, 1, reggimenti cavalleria, 6 compagnie montate e 6 batterie d:l. cnmpagna con 2 cannoni della brigar.a navale (38 pezzi). (.\.) Il 2° battaglione liella Rille Brigade proveniente da Creta. (,;) Dal colle di Tinl.wa a Colenso vi sono 66 km , ed era sino dal i2 che i Boeri, scesi dalle montagne dei Draghi, si avanzavano lentamente da quell:i. parte.
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ANNO XLIV.
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LA GUlsRRA NELL ' AFRlCA AUSTR ALE
vicino a Ladysmith e batterli (1); ma i Boeri, dopo le insignificanti scaramuccie di Acton Homes e di Besters, si ritiraròno sulle montagne. Mentre accadevano questi combattimenti una grossa colonna boera, con qualche pezzo si avviava par la valle di Klip su Elandslaagte, collo scopo di congiun gersi alla colonna centrale composta di 6 mila e più uomini, i quali il 12 ottobre avevano attraversato in piccoli distaccamenti i colli di Botha e Laing's Nek ed il guado di Mooth sul Bufalo pe1" riunirsi il 14 in Newcastle sotto la prote· zione di 1500 uomini con qualche cannone, spinti in avanguardia ad Inganane. Quella colonna, comandata dal generale Erasmus, sempre preceduta dall'avanguardia, facendo successivamente tappa ad Inganane e Dannhauser, arrivava il 20 sull'Hat-ting spruit a 9 chilometri da Glencoe e vi rimaneva senza prendere parte alla battaglia. Però la ~ua avanguardia aveva continuato a marciare e già il 19 aveva attraversato le alture di Biggar, occupato "\,Vaschbank e si era congiun-ta. ai Boeri dell'Orange in Elandslaagte, come r,isulta dal telegramma del generale White del 19 ottobre, ore 21. Tenendo conto della colonna di sinistra dei Boeri. la quale aveva attraversato il Bufalo e dato il combattimento di Du n: dee nel pomeriggio del 20 e tenuto pure conto della ina· zione della colonna centrale durante quel combattimento dato a portata di vista da essa, potremmo riassumere il movimento dei Boeri, come una grande marcia concentrica di varie colonne le quali scendevano a traverso dei valichi montani dellacatena dei Draghi ed andavano a disporsi come un gran semicerchio intorno al presidio inglese di Glencoe con una delle estremità di fronte ad esso e con l'aÌt~~ ad-.Elandslaagte. Nell'iniziar e questo movimento era stata ravvicinata anche la colonna che stava sulla sinistra oltre il Bufalo, cioè q uella di Lucas Meyer e che, senza di ciò, sarebbe rimasta isolata. Ne risulta quindi chè il grosso della colonna centrale ha coperto lo sfilamento di quelle che venivano a disporsi sui (,t) Telegramrna del generale White !9 ottobre, ore 2i.
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fianchi ed alle spalle degli Inglesi. Ed infatti da un dispaccio del Daily Telegraph, spedito dal campo di Glencoe la sera stessa del combattimento, risulta chiaramente il piano abilmente concepito dai Bo~ri. Dopo aver detto delle colonne che scendevano dai monti dei Draghi e di quella che attraversava il Bufalo, aggiunge: che le istruzioni date dal ge· nerale J oubert ai comandanti di esse erano assai precise e comprese da tutti. Erasmus doveva adescare le forze che si trovavano a Glencoe per attirarle sulla strada del nord verso Hatting spruit e mentre gli b;1glesi erano ingolfati nella fa. cile operazione di ricacciare sn Newcastle quella colonna, le altre due, cioè i Boeri del generale Lucas Meyer e quelli del Orange del generale Viljoen dovevano venire a cadere sui :fianchi ed alle spalle. L' importanza di questo telegramma, oltreche r ivelare i progetti del generale .Joubert, stà in ciò che il genera~e Symons conosceva questo piano fino dalla sera antecedente alla battaglia di Dundee, ed esso influì sulla sua decisione di gettarsi con tutte le forze sui Boeri del Lucas Meyer. Questa decisione fece falli,re in parte il progetto del J ou bert, e forse, se il Symons non fosse stato mortalmente ferito, si sarebbe rivolto nel giorno 21 con tutte le proprie truppe contro la colonna del generale Erasmus, mentre quella di Vilj oen era arrestata in Elandslaagte dal timore di una sortita delle truppe inglesi da Ladysmith e 11011 poteva quindi agire contro. di lui. Ad ogni modo alla sera del 10 il corpo di Glencoe-Dundee si vedeva minacciato sul fianco sinistro e perduta la comunicazione diretta per Ela~dslaagte col corpo principale; in altri termi"ni molto vicino aci essere tagliato fuori. Perciò il generale Yule, che aveva sostituito il Symons, dovette, nonostante il cqmbattimento vittorioso del 20, ab· bandonare precipitosamente Dundee, lasciandovi feriti e prigionieri per spostare le truppe a Glencoe colla speranza di avere ancora tempo ad usufruire della via diretta per la ritirata, ed il generale White, che non erasi mosso da .Ladysmith dopo la puntata del 18 contro Acton Homes e
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Il .generale "\Vhite si ·tro_vò presente al combattimento, ma dichiarò nei dispacci ufficiali di non aver voluto ~ssumerue la direzione, quasi intend~sse lasciare tutto il merito della vittoria al generale French. L ·azione cominciò alle 3 1.f2 del pomeriggio sotto una pioggia torrenziale. Le batterie 21", 42· e quella del Natal , presa posizione su una collina a 3500 metri dal nemico, aprirono il fu oco contro i due cannoni dei Boeri, i quali, contrariamente a quanto era avvenuto a Dundee, tiravano con grande abilità., riuscendo a far scoppiare lé granate sopra le batterie inglesi. Durante q uesto d uello d'artiglieria uno squadrone di cavalleria . leggera imperiale e due del 5° lancieri respino-eo vano g 11 avamposti e cercavano di girare la posizione nemica. Accortisi del pericolo, 800 Boeri a cavallo si slanciarono sulla cavalleri_a inglese, la quale si ritirò sotto la protezione dèll' artiglieria, che diresse i suoi. colpi sul piccolo corpo boero. 1 Sgorp.brato il terreno e ridott i al silenzio i due cannoni nemici si schierarono le fanterie per l'attacco. Il battaglione Devonshire doveva trattenere il nemico di fronte, mentre i due mezzi battaglioni Manchester e Gordon ne oo·iravano il . fianco sinistro. Le_batterie assecondarono il movimento prendendo una seconda posizione a due chilometri dal nemico. Gli artiglieri boeri coi loro due cannoni ritornarono audacemente a far fuoco ogni qual volta si presentava loro l'opportunità e specialmente quando i cannoni inglesi erano costrethi a tacere per lasciar campo alle fanterie di eseguire i propri movimenti (1). La fan teria inglese mosse arditamente innanzi, ripugnando a coprirsi, sprezzando quasi le palle nemiche. I Boeri-attesero
Besters, ora comprendendo che non da quella parte, ma bensì da nord era il pericolo più grave, spinse nella mattina del 21 nna colonna verso Elandslasgte per ristabilire le comunicazioni 00n l'avang uardia di Glencoe.
Combattimento di ~landslaagte. Tra Glenéoe e Ladysmith sta la stazione di Elandslaagte (1) e ad un chilometro di distanza da essa verso sud-est i B oeri si erano trincera ti s u una linea di colline rocciose il cui ahdamentò era perpendicolare alla ferrovia e dominavano la circostante pianura di un centinaio di metri. Quanti erano i B oeri~ N ulla si sa di preciso circa le cifre . che riguardano queste milizie; tuttavia dalla resistenza fatta si può approssimativament e calcolare che non oltrepassa vano i 2 mila combattenti. Nel campo vi era la leo-ione tedesca . o ' circa 400 uomini, comandata dal colonnello Schiel. I boeri erano ·agli ordini dei generali J an Kock e Vilsoeu. .; Nella mattin~ del 21 ottobre dal campo di Ladysmith p~rtiva per Elan dslaagte una colonna inglese, comandata dal generale French e composta di 3 battaglioni {Devonshire e metà dei battaglioni Gordon e Manchester) (2), di 8 squadroni (5° reggimento lancieri, uno del 5° dragoni guardie, uno del corpo imperiale di cavalleria leggera e due dei carabinieri del Natal} e di 3 batterie da campagna (21" e 42" e quella del Natal). Un treno blindato seguiva la colonna (3). Per parare a qualunque attacco 'della colonna dei Boeri dell'Oril.nge, che _era scesa dal pas'so di Van Reenen, rimanevano in Ladysmith 4 battaglioni di fanteria,' 3 reggimenti di cavalleria e 3 batterie. Non ri:mlta sino ad ora dai telegrammi c~e queste truppe siano uscite dai loro accampamenti ed abbiano presa posizione nei dintorni. (~ €1andslaagte si trova :1, ·26 chilomelri da Ladysmith ed a 40 da Glencoe. . (.) Pare che i battaglioni rli fanter ia siano stati trasr.10rtati sul IUO"O doll'azi.o nc per ferrovia_ " (3) Il treno blindato era in comunicazione te. lefonica con Ladysmith.
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(i} I dispacci ing.lesi fanno gli elogi clegli artiglieri boeri che hanno servito i due pezzi. Jl fuoco era ben ch relto, efiicace, nutrito; più e più volte sono stati ridotti al silenzio· for~e i colpi inglesi spazzavano i serventi o fracassavano gli affusti e sempre, doìio 1i~ po , torna:ano a rispondere r,mess1 al posto con nuo,•i cannonieri più accaniti, più .rabb1os1 d1 prn.na. Questa abilità degli artiglieri potrebbe forse spiegarsi c,m la presenza della legione tedesca e che i due pezzi fossero nelle lorò mani.
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l'assalto di piede fermo sulla sommità della collina non ostante la strage prodotta nelle loro file dallo scoppio delle granate inglesi. Essi fidavano nella bontà e precisione di tiro dei loro fucili. Alle 4,30 pomeridiane i due mezzi reggimenti Manchester e Gordon girando intorno all'ala destra del nemico cominciarono a salire la isolata linea di alture su cui esso stava ed intanto lo squadrone dragoni guardie sull'estremo sinistro della linea inglese dirigevasi contro alla stazione ferroviaria. La mischia divenne ostinata e micidiale sulle al· ture; i Boeri arrestarono varie volte col fuoco la fanteria inglese che ascend~va penosamente le pendici. Dopo un'ora le fanterie inglesi, non ostante i sanguinosi sforzi, non avevano ancora raggiunto la cresta della posizione nemica. Il generale French fece appiedare parte della sua cavalleria e la mandò a rincalzo dei battaglioni che combattevano. A un certo punto i Boeri, dopo di avere di 6resta in cresta ritardato coi loro tiri l'attacco delle truppe inglesi, quando stava per avvenire i.l cozzo non l'attesero. Scesero al piano e imbattutisi nella cavalleria inglese dovettero tra le sue file aprirsi il passo. Fu una nuova ed ultima lotta sostenuta coufu;;amente. Ogni riparo era buono per consumarvi le ultime cartuccie per fare l'ultima difesa. E intanto scendeva la notte e poneva fine ' al combatti· mento tenace coprendo la ritirata dei B oeri, che il fuoco delle artiglierie inglesi e la ostinazione della lotta deve avere decimati. Sul desolato campo rimasero cavalli, carreggio, oggetti. di equipaggiamento, forse gli avanzi del recinto di carreggio del cosidetto laager dietro il quale'i,Boeri, come gli antichi E lveti, si trincerano. · Secondo i dispacci inglesi i Boeri perdettero 250 uomini fra morti e feriti ed ebbero circa 200 prigionieri. Fra essi si trova il generale Viljo~n e J an Kock feriti; il figlio di questo ultimo rimase morto. E pure prigioniero il comandante della legione tedesca colonnello Schiel ed il nipote del generale . Joubert. ·. Dalla parte inglese vi furono 6 ufficiali e 49 soldati morti e 29 ufficiali e 178 feriti. ·
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I Boeri, che poterono sfuggire al combattimento, si ritirarono verso Waschbank, mentre le truppe inglesi rientravano in Ladysmith lasciando in Elandslaagte, ove rimasero le ambulanze ed i medici per raccogliere e curare i feriti, un piccolo distaccamento. Tuttavia. le comunicazioni dirette con Glencoe non erano riaperte ed i Boeri avevano fatto saltare il ponte della ferrovia a ,"F{aschbank.
Ritirata degli 1n·g1esi da Glencoe-Dundee. Combattimento di Riedfontein.
. La vittoria inglese di Elandslaagte non riapriva le comunicazioni con Glencoe e nemmeno rimediava all'errore fondamentale della situazione delle truppe inglesi, quello consistente nella loro separazione in clue nuclei , distanti tra loro e smisuratamente minori di forze a quelle degli avversari che avevano di fronte. Moralmente l'esercito inglese aveva motivo ai lodarsi del valore dimostrato, ed aveva avuto occasione di far larga testimonianza della ostinazione e del coraggio del nemico; _in realtà però le sue condizioni continuavano ad essere precarie. Lo stesso giorno del combattiment;o di Elandslaagte il generale Yule aveva accampato le sue tr_u ppe indietro di Glencoe, in forte posizione, dice il dispaccio ufficiale e vi rimase anche nei due giorni successivi, senza essere molestato dal nemico (1). Tuttavia il generale Yule comprese che- la posizione era insostenibile, dinanzi a forze avversarie di molto superiore alle proprie e che occorreva riparare all'errore, ricongiungendo il distac0amento, che comandava, al nucleo principale; per cui la 'sera del 23 raccolse le sue truppe e le dispose in (t)
Nell(t giornaUL del 2i tanto Dundee che Glencoe furono cannoneggiati dai Boeri,
rna senza <1lcun erretto.
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ritirata, lasciando sùl posto a Dundee i feriti, raccomandati al sentimento d'onore dell'avversario (1). Ferme pioggia avevano stemperato il terreno nei giorni antecedenti e continuavano in modo ,torrenziale e per questo motivo, per la stanchezza delle truppe e per il largo giro, che convenne loro fare, affine di evitare la stazione di Waschbank occupata dai Boeri, la ritirata fu disastrosa e durò tre giorni per arrivare a Ladysinith. Il 23 a sera le truppe di Glencoe accampavano . a 16 chilometri da q uella città, il 24 a Beit· ed il 25 a Sunday river, dove si incon trarono c~n un distaccamento mandato dal generale White. Questo generale, per garantire il fianco delle truppe che si ritiravano, aveva il 24 fatto assalire da una grossa colonna il campo boero di Riedfontein situato in una forte posizione naturale sulla sinistra della via Ladysmìth Glenèoe, . · Secondo i dispacci · inglesi, i Boeri erano circa 6 mila, ,s embra però eccessivo questo numero. La colonna inglese era formata da : 4 battaglioni di fanteria (Devonshire, Glou· cester, Rifl.e e Liverpool) , 2 reggimenti cavalleria (5° lan cieri e 19° ussari), tre batterie d'ar tiglieria e riparti. di fanteria montata del Natal; quasi 4500 uomini. Il combattimento, quantunque avesse il solo scopo di tratl enere i Boeri dal gettarsi sulla colonna inglese · che si ritirava, dovette essere d i una certa gravità , poichè durò sei ore e vi rimasero 13 morti, e più che 100 feriti, la metà dei quali del reggimento Gloucester, che ebbe il proprio comandante ucciso .A. mezzodì del 26 ottobre la colonna di Glencoe affaticata, ' nel campo di L ady stanca, sbattuta dalle pioggie entrava smith e v1 trovava riposo. Il nemico non l'aveva mole!:'tata durante la marcia. (l.) I feriti furono ben trattati dal Boeri. Il loro unico ospedale con un solo medico e inesperti infermieri, fu fuso con quello lasciato dagli Inglesi in Dundee.
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Accerchiamento di Ladysmith. Combattimento alla fattoria Farquhar · 30 ottobre. w Ricacciato il distaccament o nel campo inglese trincerato di Ladysrnith, era naturale che i Boeri si apparecchiassero ora all'investimento di esso, e quindi alla riunione delle forze che venivano da settentrione con quelle che erano scese da occidente. La riunione · fu lenta ed intralciata dal cattivo stato della campagna per le pioggie cadute e dal bisogno di riordinare le file e di prepararne i materiali pesanti per Fassedio. P er parecchi giorni il fiume ìVlodder fo limite tra i due partiti avversari e lungo .le sue r ive venivano a fronteggiarsi ed a schioppettare le pattuglie d~i due cii,mpi. Non è facile di enumerare con .precisione le forze che stavano a fronte, ma cer to quelle dei Boeri erano quasi doppie delle inglesi. Il generale ViThite non poteva lasciarsi r inserrare senza prima dare un colpo di spalla contro le due masse nemiche sceg liendo il punto di congiunzione loro per rendere il suo colpo più .efficace. L'urto avvenne il 30 ottobr\3 e fu decisivo. Sè'coùcfò le buone r egole dell'arte, il comandante che sa di dover essére rinchiuso in una · fortezza cerca di prol ungare più che sia possibile gue:-;to doloroso momento, ritardando con successivi attacchi la marcia avviluppante dell'aggressore. Ma in questa sua manovra egli ha un limite ed. è segnato dal bisogno di non consumare in g uesta tizione prelimiuaré le forze che più tardi gli potrebbero venir necessarie per. prolungare la difesa. P " rve quindi al generale White opportunQ' di puntare ancora una volta contr.o i nemici prendendo di mira il loro · punto di congiungimento. Intorno a Ladysmith sulle_alture ohe circondano la città i Boeri avevano disposto una mezza dozzina di commandos /i) F"u adottata l'indic,1zione con cui gli ln~lesi nomin,urn questo combattimento che sui giornali italiani · ebbe nome di combat timento cli Larlysmith, od anche di Lombards Kop.
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~-b-1'-i-ga..th all'incirca 18 mila uomini e fino dai primi momenti essi si misero a lavorare febbrilmente preparando oTandi trincee e munendo le posizioni di grossi cannoni {!). sa Noo vi sono carte nè apparvero piani sui giornali alquanto minuti delle adiacenze di LadysÌ:Oith; ma dall'insieme del terreno e dalle descrizioni che se ne ebbero si può ritenere situata nel fondo di una conca il cui orlo a modo di semicerchio la circondi da nord-ovest, contenuto da una parte dalla valle del Klip e dall'altra da quella del Modder. Forse il paese pianeggiante a sud si erge dì tratto in tratto· a nord in colline isolate e tra queste più importante delle altre è quella. d i Lombard Kop, proprio a nord-est della città. ed .in riva al l\:fodder. \:--:rì"generale White prese di mira questo punto dominante, tant.o più che sotto esso passano le comunicazioni che vengono dall'alto Natal ed erano seguite dal. corpo principale dei Boeri. L'attacco fu deciso perla mattina di lunedì 30 ottobre, ma ìe truppe mossero fin dalla sera precedente. La sproporzione delle forze avversarie fu notata; non è però fuori delle ipotesi giustificabili, che irWhite abbia sperato di assalire le forze nemiche del nord prima che fos- . sero a contatto con quelle dell'ovest, e- se non soverchiarle, di ritardarne almeno l'avanzata. · Quindi la sera del 29-ott@bJ:!à...3~,Jle 10 cominciò dall'avviare un paio di battaglioni (4 1/ 2 compagnie del Gloucester e 6 dell' Irish fosiliers) con la 10' batteria da montagna sulla sinistra della linea di combattimento che aveva risoluto di prendere, e cioè verso Bell s-pruit, per occupare Nicholson's N ek o qualche posizione in quelle vicinanze e così girare il fianco destro del nemico. Questa colonna era sotto gli or'. dini del 1-uegotenente colonnello Carleton e potè arrivare, non molestata dal nemico, sino a tre chilometri dal suo obbiettivo di attacco; ma a questo punto due massi rotolati dall'alto della collina e lo schioppettio della.fucileria misero
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(t) I Boeri devono aver sormontato molte difficoltà pel passaggio di due grossi can· noni sul nume ,Sunday che era in piena ed il cui ponte era stato fatto saltare dal generale Yole.
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i .I panico tra i muli che portavano le munizioni della fant eria, di guisa che si posero in fuga, trascrnarono seco alcuni muli caricati dei cannoni della batteria da montagna, e, ciò che fu peggio, lo scomp~glìato e impaurito stormo corse dalla parte del nemico. Il combattimento comi.u ciava collo sco mpiglio, colla perdita ·dei mezzi di difesa nella colonna staccata a guardia del fianco della linea combattente. Ciò non poteva avvenire senza apportare confnsione in quella colonna. Il generale White mosse prima che spuntasse l'alba del 30 contro al nemice> in direzione di Lombards Kop, che sta ad 8 chilometri da ~adysmith, con dieci battaglioni, cinque reggimenti di cavalleria e otto batterie; e, conviene soggiungere, che . tutte le forze inglesi; erano <unite a. Ladysmith ·· per questa battaglia, -decisiva. Queste forze erano divise in du~ colonne di 4 batfaglioni, 3 reggimenti di cavalleria e 2 batterie, quella di destra; di 7· battaglioni, 2 reggimenti, e 6 batterie quella di sinistra, o centrale. Quest'ultima aveva l'incarico dell'attacco frontali?, l'altra di assecondarla sul :6.anco. Il movimento probabilmente veduto dal nemico, fu da esso eluso la malitina seguente; Lombards Kop fu abbando· nato, e le truppe boere riunite e gettate contro il fianco desl;ro degli Inglesi, minacciandone la linea di ritirata. Fu necessario che essi facessero un cambiamento di fronte: così si staccarono ancor più dalla èolonna di sinistra, perdettero di mira il piano originario, djt assalitori divennero assaliti, nello loro manovra furono fatti bersaglio dei temibili fucili boeri, ebbero perdite gravissime e furono costretti a riavvicinarsi alla città. Il combattimento, cominciato all'alb.~_ del 30 col cannoneggiamento dei Boeri, incrudì sulle 9 del mattino ed ebbe. fine all'una pomeridiana. I.a colonna di sinistra., dopo la perdita dell'artiglieria causata dalla fuga dei · muli, s1 era stabilita su una collina e vi si era trincerata. lvla, SOV':lrchiata verso le tre da un considerevole numero di Boeri, sia malinteso, sia conseguenza della confusione prodotta dal
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malaugurato panico dei quadrupedi, si dette pr igìonie1:a, e sembra che ciò sia av:veuuto prima di fare tutta quella resistenza che se ne sarebbe dovùto attendere. Un migliaio e mezzo di uomini, compresi 41 ufficiali, si erano arresi al nemico. Iì tristissimo caso doveva fare dolorosa impressioQ.e ìn patria, e per prevenirla il generale 'W"hi~e ne incolpava sè medesimo ed il. piano secondo il quale aveva mosso a bat taglia. La linea d'investimento si chiuse sulle tr uppe di Ladysmith,, 'e'd il generale nei primi giorni dopo il combattimento non ebbe possibilità di meglio spiegare i fatti, se pure li conobbe nelle loro vicende particolari, nè di esporre in quali relazioni stessero cogli ordini da lui dati . . (Contin'Ua). '\ TR1s·rANO
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LA LEGIONE DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA HLE BANDE IJELU; PROVINCIE NELLA DIPESA DELLA REPUBBUCA RO~IANA
Dei corpi ehe composero il minuscolo e valorosissimo esercito della repubblica romana è' nota la storia, noti i prodigi di valore per cui si eternarono nella memoria degli I taliani la legione di Garibaldi, la legione Medici, i leggendari difensori del Vascello, i bersaglieri di Manara,- l'artiglieria romana comandata dal prode Oalandrelli e i battaglioni dei reduci, la legione romana e tutti gli altri. 11 uttavia fra tante memorie, fra tante pubblicazioni due corpi vi furono che, pur avando degnamente tenuto il loro posto sui campi di battaglia accanto ai . più. noti summentovati, sono passati fino ad oggi ignorati, e la cui storia è affatto sconosciut.a : essi sono la legione dell'emigrazione italiana e le . bande organizzate delle provincie. · Per essere stati questi due corpi, in certo modo la continuazione l'uno dell'aìtro : per aver avuto lo stesso comandante, per aver assunto uno susseguentemente all'altro 1a stessa designazione- nella nuova numerazione dei corpi delI'esercito romano (1) e tutto ciò nel breve volgere di quattro mesi, ne derivò che pur anche in carte dell'epoca venissero l'uno coll'altro scambiati e confusi, dando luogo ad errate interpretazioni non solo circa alla loro storia, ma anche sulla composizione di altri corpi dell'esercito della repubblica romana. Così invero anche il Ravioli nella Appendice al catalogo dell'Esposizione romana per la sto?"ia clel 1·isorgime"nto politico
(l) Decreto triumvirale del :15 a11rile. Ordine del giorno del Ministero della guerra 24 aprile .
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LA LEGIONE DELL E1f!GRAZIO NE 1TALIANA 1 ECC.
italiano, tratto in errore dalla accennata confusione che si· r iscontra nelle carte stesse dell'epoca, descrivendo la composizione dell'esercito della repubblica afferma l'undicesimo reggimento di linea aver avuto origine con un solo battaglione il quale sarebbe poi stato il già primo _battaglione della IV legione bolognese, giunto in Roma il 17 maggio e che fu agli ordini del colonnello Berti- Pichat ed il secondo battaglione non essersi mai formato: quanto alla ,legione dell'emigrazione italiana, cita sommaria mente così : legione dell'em.iP'razione o d'Arcioni, sciolta l'undici maggio: ne o . rimase un nucleo di circa 300 uomini . .Ma un migliore ordinamento delle carte che si conservano nell'archivio di Stato in Roma, nella sezione del Gesù di recente or()'anizzata ad opera del commendatore De Paoli , t:, sovraintendente degli archivi, e diretta dall'egregio avvocato Ovidi, ed un minuto esame di esse mi rese possibile sceverare le cause di errore, togliere alcune contraddizioni e ristabilire la verità storica. La composizione dell'undicesimo reggimento quale la descrisse il Ravioli è interamente contraddetta dai due ordini del giorno del 24 aprile e del 23 maggio da cui risulta come la legione bolognese (I battaglione) formasse, colla nuova numerazione del 24 aprile, il II battaglione dell'ottavo reggimento, corpo di cui cessò di far _p arte il ~3 maggio, rimanendo al servizio della repubblica come guardia nazionale mobilizzata, mentre il suo posto nell'ottavo reggimento veniva preso dal battaglione dei reduci. Da questo punto proseguendo l'indagine la composizione d~gli undici reggimenti di linea si stabilì nel modo seguente: I, II, III, IV reggimento, gli antichi quattro reggimenti di linea regolari; V, VI, VII reggimento, i tre reggimenti volontari che avevano preso parte alla campagna nel Veneto denominati anche (ordinamento del dicembre 1848) I, II e III reggimento leggero; VIII reggimento I battaglione, il battaglione dell' A,l to Reno noto anche col nome di battaglione Zambecoari;
LA L BGIONE DELL'.tsM!Gl!AZ!ONE l'l'ALlANA, ECC.
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I[ battaglione a; dal 15 aprile al 23 maggio il già, I battaglione della legione bolognese; , b; dal 24 m<i.ggio alla caduta della repubblica il battaglione dei reduci; · IX reggimento, il già reggimento Unione sorto dalla · fusione dei battaglioni volontari delle Romagna Ferrarese, Campano e Basso Reno; X reggimento, la già 1 legione civica r omana; XI reggimento che ebbe due formazioni e si compose successivamente della legione dell'emigrazione italiana e delle bande organizzate dalle provincie e la cui storia che io mi prendo qui a narrare si può sommariamente enunciare così: Ì Pa:rle I Legione dell'emigrazione italiana: istituita il l" maggio: assunse il nome di XI reggimento il 24 aprile m forza di decreto triumvirale, è sciolto l' 11 maggio; .Parte II. Bande organizzate dalle provincie: istituite c::m deéreto triumvirale del 3 maggio: sul finire di detto mese organizzate in due bàttaglioni assumono il nome di X I reggimento; più note però colla designazione di bande o divisione Arcioni : sono sciolte colla caduta della repubblica.
I. La
LEGHONE DELL'EMIGltAZIONE IT.ALIAN.A.Jl)
Il sedici febbraio 1849, otto giorni dopo la proclamazione della repubblica romana, pervenivano al comitato esecutivo due domande (2). ---In una si chiedeva l'autorizzazione a formare in Roma una legione italiana, composta di emigrati, che coll'obbligo di servire un anno ed un mese col nome di Unione Italiana e sotto gli ordini del generale Antonini si proponeva di ope·rare su una delle due frontiere, o l'austriaca o la napoletana: (i) Archivio di Stato di Roma, seziono del Gestì. parte I. ('.i!) Archivio della repubblica romana l849. B. 76.
Archivio volont,tri. B 48.
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LA LEGIONE OELL.Ei!IIGRAZIONE ITALIANA, ECC.
LA I, EGIONE DELL 'EmORAZIONE ITALIANA, ECC.
questa domanda però non ebbe alcun seguito, nè a ppare in atti che il comitato desse alcuna risposta. L'altra domanda era la seguente : « Al comitato esecutivo della repubblica. romana.
altro documento allo stato degli atti suffraga questa opinione. Certo l'ordine si riferisce alle legione dell'emigrazione che ebbe appunto per sede il locale dell'Apollinare. Il 1° marzo il seguente proclama annunciava ufficialmente l' i::;tituzione del nuovo corpo.
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Signori,
« Italiani emigrati,
« Gli emigrati italiani dimoranti in Roma domandano di « costituirsi in legione ar mata per tutte le possibili emer« genze che minacciassero la terra di cui sono ospiti. « La Jegione sarà al servizio e sotto g li ordini del go« verno della repubblica e prenderà il nome di Legione del« l'E migrazione Italiana Repubblicana. «
R oma, 16 febbraio 1849. »
Seguono le firme. Il comitato esecutivo assentiva a questa domanda e con ordinanza 27 febbraio disponeva che si organizzasse in Roma una legione dal titolo Legione dell' Emigrazione Italiana. Il 27 febbraio stesso g li emigrati domandavano al ministero delle armi che una loro commissione venisse ricevuta per discutere sulla concessa organizzazione: allo stato degli atti non risulta da alcun documMto, uè da chi ·fosse la com missione composta, nè se venisse ricevuta: questo però r ilevasi dai protocolli del ministero, a fianco appunto, a lla notizia della domanda fatta dagli emigrati, che nello stesso giorno Francesco Fossati, lombardo, veniva nominato commissario organizzatore della legione; Alessandro Baggio, veneto, F erdinando Vitagliani, napoletano, e Sebastiano Fabbri , lombardo, erano nominati commissari sussidiari. Nello stesso giorno 27 febbraio il sotto intendente Ossani con una sua lettera ordinava al cittadino Tarorich, fornitore della paglia, di far trovare nel quartiere dell' A polli11are, ottomila libbre di paglia per la riempitura di 100 paglioni pel servizio della legione emigrati lombardi (sic) . Si potrebbe anzi indurre da questo documento e dalla. speciale dizione usata, che un primo nucleo, composto in maggioranza: di emigrati delle provincie lombarde, già esistesse; ma nessun
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Mentre R oma e Firen ze assunsero un'attitudine guer-
« riera loro comandata dalle circostanze politiche, mentre « Venezia intrepida da sè sola difende il vessillo della in« dipendenza italiana contro i barbari, a gloria della patria
« comune, nell'istante che Genova e Torino sentono il bisogno « ri~11ovare la fot~a ~ontro lo ~tr~nie~o che fa cruento stra« .rt10 d1 una delle p1u ncche parti d I talia, la L ombardia, voi, « emigrati italiani, non siate minori nella impresa di guerra. ; « rnccoglietevi, siate forti ed uniti anche nella emigrazione « quali già foste nei giorni gloriosi che dalle vostre città, « dalle borgate, dai paesi cacciaste Pimmane straniero. « Non vi scoraggi il silenzio della F rancia alreccidio di « Mes::;ina, alle rapine ed allo ster minio commesso nel ve« neto e nel lombardo t erritorio, al ladroneggio o deporta« zione operate in F errara dal comun3 nemico: il popolo « francese è generoso, frate.::nizza col popolo italiano, perchè « entrambi sono caldi di amore per la loro nazionalità per « la loro indipendenza; e I dd io farà a t empo vendetta su « coloro che sacrilegamente vorrebbero abbrutirli: voi sen« tìte il dovere verso la patria, e come santa è la nostra « causa, ogni riguardo deve tacere: il giogo del servaggio « a cui n uovamente vorrebbe lo straniero condannarci, più « non lo volete: e bene se bramate di essere liberi ~n-sistete « e ,incerate: così vollero così. vinsero i vostri fratelli <leali « Stati d'America, malgrado sia stata lunga e fatale la lotra. « Emigrati! L a repubblica romana vi considera suoi fiali . d o ' « ;nete el suolo italiano, e ciò basta per darvi diritto a rac« cogliervi nelle sue terre, od in Roma. abbandonate una vita « inerte e per molti insopportabile, ed anzichè demoraliz... « zare dai principi della giustizia e della devozione alla
fì
13.\ -
Al'i:SO XLI\".
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LA LEGIONE DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA, ECC.
LA LEGIONE DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA, 1sec.
« patria; correte giulivi all'armi che vi saranno consegnate. « L'organizzazione di una. legione dell'emigrazione italiana « è assen.t ita. àal comitato esecutivo della repnbblica con or« dinanza 27 prossimo passato febbraio N. 4841.
In Roma
« avrete guanto basta per un soldato, non ambité onori, di« stinzioni, gradi ed. agiatezze avanti che abbiate dato prove « novelle d'indomito coraggio e di valo-re; è la patria che vi chiama, è la madre comune di tutti noi che ci vuole liberi: siamo dunque fratelli eguali fra noi, conserviamo aisciplina, onore, assiduità nell'esercizio delle armi e volonterosi di sacrificare la vita a salvezza della patria, che orde · « vandaliche aizzate la vogliono straziata, annichilita sotto « la loro ferocia, a difesa delle · libere e saggie patrie insti« tuzioni, degli antichi monumenti, del bel tempio, del pro: « gresso che già sorgeva . pel fiore di tanti ingegni italiani, ,( della religione pura e santa, quale predicata dal Salvatore; « tale è il voto della repubblica romana, tale deve essere il « vostro, e lo è, come di nessuno di voi deesi dubitare, <lacchè « in tutti noi batte il cuore di fervido amor patrio. « L'ufficio d'arruolamento è aperto da ·oggi in Roma nel « Iocale dell'Apollinare, dalle ore 10 del mat~ino alle 3 po« meridiane per ogni giorno non festivo, ed ivi è ostensi« bile anche ii regolamento militare da osservarsi, già a p« provato mediante ordinanza. « La legione da farsi sotto gli auspici della repubblica, per « ora si limita a quegli Italiani che già sono n el territorio « romano. « Viva l'Italia - fuori lo straniero « Viva la repubblica. « Roma, 1 marzo 1849. « « « «
• Il Com,,ii.1.1,~rio oraani:;zalore
« F.aaNCEsco. FossA'.rI, lombardo. «
l Cornmissc,ri sussidiari,
« SEBASTIANOF .A.BBRI, lombardo - ALESSANDRO BAGGIO, veneto FERDINANDO VrrAGLIANo, napoletano » (1). (O Ve, li
Monitore Romano, 7 marzo.
211:3
Apertisi, in seguito a questo proclama gli arruolamenti, il ministero provvedeva a dare le prime norme per l'organizzazione del nuovo corpo. Fissava la paga per i commissarii in bajocchi 40 al giorno ed in bajoccbi venti per i Iegionarii: circa all'istruzione delle reclute disponeva che, · riserbandosi di dare ulteriori norme, si adottasse intanto il sistema piemontese. Gli arruolamenti erano proceduti con buon esito e in quindici giorni sommavano già a 150 iscritti e fu allora che il ministero forse anche a togliere la possibilità che si òpetessero · alcuni lievi dissensi sorti fin dai primi giorni fra i varii commissarii, ed inoltre per dare un maggiore impulso a\la organizzazio_ne mil~ta~e d~gli emigrati ac~orsi all'appello della repubblica decisero d1 dare alla leg10ne .u n comandante militare nella persona dell'Arcioni. Era !'Arcioni uno svizzero del Canton T icino che aveva gia militato in Spagna e Portogallo e nella campagna del Sonderbund nella sua patria. Nell'anno antecedente sceso dal Canton Ticino alla testa di un forte nucleo di volontarii, aveva preso parte alla guerra contro l'Austria capitanando 1 la 2" colonna del corpo del generale Allemandi . .In quella campagna fu il primo !'Arcioni, unitamente al Longhena comandante un'altra colonna di volontari dello stesso corpo, a slanciarsi per le gole delle Alpi; ed anzi spintosi molto avanti nel Tirolo, mentre il grosso del corpo col generaleAllemandi campeggiava ancora ·_intorilo a Salò, per questo suo precipitoso a.vanzarsi e conseguente isolamento dal resto, delle truppe, ebbe la sua colonna molto maltrattata dal freddo e dalla fame nella penuria di tutto. Ne conseguirono malumori, disordini al campo-e postume accuse e difese. Ma fatta eccezione di ciò, nei vari scontri avuti cogli Austriaci sì era l' 4-rcioni mostrato condottiero ardito e valoroso. Venuto egli in Roma ad offrire il suo braccio alla repubblica il comitato esecutivo accoglieva l'offerta e in data 18 marzo lo nominava comandante la legione dell'emigra' zione italiana.
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LA LEGIONE DELL'EMIGR<lZJONE ITA LIANA, ECC .
Il giorno 19 marzo l' Arcioni nell'annunciare alla commissione di guerra dì avere assunto il comando della le.o·ione 0 italiana (sic) così la informava dei suoi inteudiment,i: _« Ad ~vv~are fin dal principio qualunque contra.sto potes~e « 1mped1re 11 pronto e retto ordinamento della legione affi« datami, io giudico assolutamente necessario che nella detta < legion~ u,on sia vi altra autorità in fuori di quella del ca po: « per cm domando si dichiari cessata da questo momento « la carica de' commissari sussidiari volendo che al comando « militare tntti siano soggetti senza distinzione alcuna. < Nella rivista che, secondo il mio ordine d'oggi, avverrà « domani in codesto locale di tutti gli individui componenti <.< la legione, trovo opportuno di: formare il quadro delle « P:ime due compagnie colla nomina dei rispettivi ufficiali « che io sottoporrò alla formale sanzione di codesto mini« stero : in precedenza mando il modello della formazione « delle compagnie come :;i,nche dello stato maggiore di bat« taglione per la sua approvazione (1). « A tal uopo vivamente insisto, e finchè non sia esaudito « non cesserò di insistere tutti i giorni, perchè si fornisca « con sollecitudine l'armamento ed il vestiario per le prime « due anzidette compagnie, giacchè in caso diverso difficil« mente potrebbero . osservare quella stretta militare <lisci« plina tanto importante al milite per essere condotto all'onore « della vittoria. « Nè posso dispensarmi dall'insistere ancora presso co.desto << n~inistero pflrchè non si feri:ni all'armamento ed equipag« g1amento delle compagnie come sopra, ma di tutte guelle « altre compagnie che presto potrebbero risultare dall'armo« lamento che ogni giorno aumenta. » In seguito a ciò, nell'indomani 20 marzo Francesco Fossati cessava dalle sue funzioni di commissario organizzatore e~ a_nche dal far parte della legione; cessavano pure le funz10m dei commissari sussidiari, . rimanendo questi però nel corpo con gradi provvisori, il Vita.gliani, già decorato con \ i ) VC(li tav. n. i.
LA LEGlONE DELJ,'ElflGRAZlONE ITALIA NA , ECC.
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due medaglie dal Piemonte per · i fatti di Curtatone, di maggiore, il Baggio di capitano, il Fabbri di tènente facente funzioni di capitano. . Erano con pari data e sempre in via provvisoria nomi:. nati dall' Arcioni il capitano Parra vicini, quartier mastro, il tenente Fermelli, ufficiale d'armamento, il tenen te Beati, ufficiale d'abbigliamento. . A provvedere inoltre che, cessata l'azione dei corn'missari l'arruolamento proseguisse con sempre maggior intensità iÌ 26 marzo il comandante mandava a tale scopo il legionario dottor Augusto Zagnoni in missione a . Bologna, ed il 30 successivo proponeva al ministro interino Oalandrelli, che assentiva) di far riconoscere come arruola.tori sussidiari il capitano Ripa ed il tenente Piazzi. A. pr estare opera all'incremento della legione si era fino dal 14 marzo profferto con lettera al commissario Fossati un tal Zaffarini che, dimorando in Ferr&.ra, aveva dichiarato come a lui riusci8se facile, scorre~do il confine, incontra.re in buon numero esuli dalla L ombardia e dal Veneto ed arruolarli per la legione dell'emigrazione. Il Fossati non rispose a tale profferta, appunto perchè norma primitivamente :fissata all'arruolamento era stata quella di limitarlo agli Jtaliani che già si trova1·ano nello stato della repubblica. Però con una lettera non datata ma presumibilmente del 24 o 25 marzo Arcioni rispondeva al Zaffarini accettandone le proposte, che per altro non ebbero nessun risultato per !a legione, ·poichè rilevasi da lettere po~teriori del Za:ffarini stesso, che essendo egli rimasto privo di ulteriori istruzioni e senza esser mai fornito di mezzi all'uopo, non riuscì ad in· viare alla legione nessun nucleo di reclute ed au.zv -un distaccamento raccolto a Ferrara di circa 200 volontari, veniva invece dal preside di quella città inviato alla leo-ione italiana b . di Garibaldi. .B'rattanto l'Arcioni volendo procedere ad una seria organizzazione, ad un assetto mili.tare avvisava. il ministero come fosse urgente provvedere ad un uni forme abbigliamento pei legionari e ad una sistemazione definitiva dell'ufficialità: e
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L A LEGIONE DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA , ECC.
LA LEGIONE DELL'EMIGRAZIONE lTALlANA, ECC.
perc10 il 26 marzo egli scriveva che nel predetto scopo prontamente ·si fornissero le uniformi alle reclute che ogni giorno aumentavano e si fissas,;e un giorno per gli esami -di ufficiale e sottufficiale, togliendo così quella provvisorietà dei gradi che tanto nuoceva alla disciplina: al che il ministro delle armi rispondeva (3 aprile) dando ordini perchè venissero fornite le divise· e che circa alle nomine de()'li b ufficiali a giorni si sarebbe pubblicato il decreto per 1'01:ganizzazione dell'armata, il quale decreto avrebbe dato le norme a cui tutti i corpi dovevano sottoporsi: il giorno 4 aprile susseguente Arcioni inviava l'elenco degli aspiranti ufficiali (1) provvsti di titoli, anuùnciando contemporaneamente come altri legionari sprovvisti di titoli anteriori chiede::ssero subire l'esame: 1'11 aprile infine la commissione di ,guerra inviava all'Arcioni la lettera seguente:
« appena (1); gli altri faranno tutti in . detta legione il ser« vizio da soldato con gli averi da soldato e senza aver « diritto alle nomine nè a distintivi, finchè non vi sia la
« Cittadino, « La legione degli emigrati principia da questo momento « ad essere il nucleo di un nuovo reggimE)nto di linea a « cui questo ministero darà il numero.
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« E pperciò si ordina quanto segue: « Sarà immediatamente fatto un esame in cui saranno compresi quelli che domandano di esser fatti ufficiali e porzione dei cadetti: tali individui saranno ·classificati per merito e serviranno per coprire i 'quadri di tutto il reggimento forte di tre battaglioni ed ogni battaglione di otto compagnie, meno però il terzo di detti quadri che sarà fornito dai bassi ufficiali dèll'armata. « Gli ufficiali su periori li nominerà il governo premiando così coloro che oggi tanto si interessa,n:o all'organizzazione del corpo. Subito l'esame verranno rilasciati i brevetti agli ufficiali di sole quattro compagnie, che saranno i primi classificati (benchè non avrebbero dovuto essere che due
(il Veùi a llega to n. 2.
· « truppa sufficiente per formare progressivamente nuove
« compagnie. « Ella potrà d'ora inna,nzi arruolare anche cittadini della « repubblica. P erciò la commissione le spedisce il modello « per le capitolazioni, ed i nuovi arruolat i saranno pagati « come truppa di linea con più il premio di scudi G, do« vendo l'ingaggio durare fino alla pace genèrale. « Il co~tume e stato già stabilito da questo ministero, « quindi non viene approvato il figurino inviato. Per il momento le si mandano 300 paia di scarpe e 300 camicie, di « cui sarà r eso stretto conto con boni nominati vi. « Tale reggimento sarà modello per l'armata. Fidente nel « di lei zelo e nella di lei perizia, la commissione di guerra « è sicura del risultato. « Intanto faccia tenere la nota di coloro che vorranno su« bire l'esame per uffiziali. « F inalmente la commissione di guerra l'interessa ad in« culcare a suoi dipendenti ch'essa è decisa di non tollerare « proteste collettive di qualu~que genere, cui non rispon<< à.erebbe che con assoluti rifiuti. Ella militare aatico co« noscerà benissimo quanto importi l'estirpare. nell'armata « questo germe di dissoluzione. <{
« Roma, 11 aprile. • La Com.mi,sione ,l(f;aena
«
PrsACANF;
'>>.
Il primitivo disegno si era venuto adunque ampliando portando l'effettivo della legione da un solo battaglione a tre, ed è a tale intento che si disponeva che anche cittadini dello Stato potessero a1'ruolarvisi, e che si derogava anche (i) Ved i lel.ler:, d'Me ion i del i9 marl.O. -
Arcl1. Voi. 8 4S.
c.,
parte I, fas. S.
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LA LEGIONE oi,;r,L'EMlGRAZIONE l'l'ALIANA , ECC.
LA LE G tONE DE LL'E~OGIM,1,JONB ITALI ANA, ECC.
alla _a ntecedente disposizione che limitava l'arruolamento -a quei soli .Italiani che già si trovavano nello Stato romano. L'arruolamento del ·r esto aveva in quesi;o frattempo proceduto con buonissimo esito, come ne fanno .fede i fogli giornalieri di paga che si conservano, talchè g ià il 10 aprile la commissione cli guerra aveva ordinato che la legione venisse trasferita in luogo più vasto e più comodo e l' Arcioni stesso con lettera 13 di detto mese chiedeva un locale meglio atto al ser vizi o e capace almeno di 500 letti : sembra però che o· non si trovasse questo locale o si stimasse meglio di appigliarsi al partito di suddividere la legione in varie sedi sicchè essa venne man mano occupando oltre la caserma dell'Apollinare, la caserma Sora e quella alla Trinità dei Pellegrini. Ma è specialmente nella seco~da quindicina di aprile che la legione .aumenta d'as::;ai il numero dei suoi militi poichè, oltre. l'opera dell'ufficio di arruolamento, sono iutier i drappelli più o meno numerosi che giu.ngendo da varie par ti vengono a lei incorporati . ~ ll 16 aprile il generale Avezzana e molti es uli genovesi sbarcavano a Givitavecchikt, ed il preside di quella cit,tà annunci,1,ndone al cittadino ministro l'arrivo sul vapore francese la Ville de Mm·seille, lo avverte di averh ricoverati al lazzaretto sotto la stretta responsabilità dell'ufficiale lasciato da Avezzaua,, che invece aveva subiJo proseguito per Roma. /' · Aggiunge di doverli tenere in uu punt0 ii;so e se uza uscire per evitara collisioni, il paese vedendo d i mal occhio questi arrivati, laceri, senz'armi, senza danaro, senza d isciplina. senza organizzazione. « Sembra che le armi, d ice la « lettera; siano state lor·o tolte clai capitani di bastimenti « f1·ancesi sotto la cui protezione sono giunti a Oivitavec(\ chia. )> Rende noto come siano gente uon solo senz'armi ma che non è truppa bensì « gente in parte raccogliticcia « e solo in tanta turba vi sono sette od otLo lacere uniformi, « le quali indicano esserci in mezzo qualche soldato. )> Non per tanto li assisterà con ogni premnra. Allega alla !et.tera una nota così intestata:
« Nota n umerativa degli individui componenti la compa~ « gnia della colonna A vezzana: sedicenti ufficiali numero 3,. « bassi ufficiali n nmero 1, individui numero 95. » Il 20 aprile in seguito ad un ordine del 19 questo nucleo di Genovesi veniva inviato subito a Roma, e nello stesso g iorno con lettera del generale Avezzana, nominato ministro della guerra, veniva incorporato nella legione dell' emig razione ove formò appunto la 7• compagnia. Il 20, Jettere del comanda,nte la mai:ineria militar<-¼ e del: preside dì Civitavecchia annnnciano l'arrivo da Livorno di un altro nucleo · d i emigrati (36 o 38) a bordo del vapore francese il Comrae1·cio di Bastia. Si ha inoltre uno st ato nominativo d i un a ltro distaccamento di 15 individui present i in Civitavecchia il 20 aprile;. anche questi nuovi contingenti di emigrati furono inviati. a .R oma ed incorporati alla legione. Ma d i pari passo col reclutament o non pare procedesse l'organizzazione poichè è un contih uo richiedere da p,1rte del comando della legione uniformi, giberne, armi e cartucciè. Ed a chi riflett!')r voglia alle contingenze speciali ìn cui si trovava il governo della repubblica, sorto da due mesi in uno Stato che era da tempo in pi!3na d isorganizzazione di ogni servizio, in ristrettezze :finanziarie e di tempo, tali inconvenienti dovr,1.nuo appar ire inevitabili, e rendere anz i più. mirabile la difesa gloriosa. Ciò non per ta.nto alle richieste d' Arcioni e del 20 aprile· che in vista dell'aumentare delle reclute chiedeva nuovi og-· getti di vestiiLrio, e del 25 e del 27, con cui, sempre per )a detta rag ione, chiedeva 4000 pacchi di cartuccie, 500 gi-. berne ed oggetti di vestiario ed altro per le occerr-enze della legione, si provvedeva con ogni possibile sollecitudine da. parte del ministero. Sicchè il g iorno 27 susseguente Arcioni poteva scrivere al ministro della gLterra : << Avendo completata l'organizzazione del I battaglior:.e « della legionEI italiana. (sic) mi trovo in dovere di produr re « lo stato nominativo degli ufficiali addetti alle rispetti ve ~( compagme che hanno già prestato un servizio attivo.
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LA LEGIONE DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA, ECC.
« Nella brevità di tempo che mi fo concesso a questo ar-
· « ruolamento e nel difetto di sicure notizie circa il carattere « di diversi ufficiali io credei opportuno raccomandare. nell'unito quadro quelli tra gli ufficiali che non lasciano -« dubbio nè sul loro patriottismo, nè sulla loro capacità, ·« invocando per essi una sollecita nomina definitiva e per -« gli altri una semplice nomina provvisoria :fino a che i ·« loro servizi sul campo possano o:0:rire maggiore guaren-« tigia dei loro titoli. · <~ Non essendomi possibile di. applicare alle compagnie -« tutti gli ufficiali che mi ven nero inviati da questo mini~< stero, io gli (sic) accennai siccome componenti il seguito, -« da destinarsi al II battaglione. « Si è escluso ... poichè in esso non si riscontrarono i ca« ratteri · di vero ufficiale d'onore. « Mi rimane d'osservare che avendo i diversi ufficiali per·« capita sin qui la sola paga del soldato semplice, e che « essendo loro competente il 1it:attame:5.to degli ufficiali di -<< linea, sia loro assegnata una metà, escluso il percetto, a ~ seconda dei rispettivi gradi, per il tempo decorso dalla « data dì arruolamento. » La legione, che fino dal 24 aprile, in forza di decreto triumvirale del 15 sulla nuova numerazione dei corpi,) aveva assunto il titolo dì XI reggimento di linea, si trovava adunque sul finire d'aprile forte dt _un battaglione di 600 uomini divisi in otto compagnie (-1) ed in tale stato della forza fece le sue prove nella giornata del 30 aprile. Non pare però che tutti i componenti la legione scendessero in campo in detto giorno poichè, mentre come ho accennato dallo stato del 27 aprile e dal susseguente· del maggio, la forza della legione appare che sommasse, entro ·questo lasso di tempo, intorno a 600 uomini, il Pisacane I?embro deUa commissione di guerra e l'Arcioni stesso c~n·traddicouo a tale dato. «
(I) Stato marzo-aprile. - Arch. vo i. O 43 C, parte I, fa,c. 3.
LA L EGIONE DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA, ECC.
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Infatti il Pisacane nella sua Relazione storica delle ope razioni eseguite dalla repubblica romana, nello specchio dalle truppe che presero parte al combattimento del 30 aprile dice « Legione degli emigrati, XI di linea, 300 _uomini (1) » e l'Arcioni poi in una sua lE=lttera al ministro della guerra in data del 4 maggio, e della quale sarà questione più avanti, dice « Nel dì dell'appello contro agli stranieri, « sul campo, e chi v'era sa come, e quantunque con soli « 35 O uomini con quale vantaggio... » . Tutto ciò è evidentemente, non solo come già dissi, in contraddizione cogli stati che portano 704 uomini di arruolati nella legione e 640 presenti il giorno del 30 aprile, ma si trova in certo modo in contraddizione con l'altra lettera dell' Arcioni del 27 aprile, riportata avanti, dove sj dichiara compita la organizzazione del 1° battaglione che da uno stato numerico del giorno antecedente 26 aprile, risulta in detto giorno già forte di 525 uomini. Inoltre il più volte citato ruolo che va dal 30 aprile al 23 maggio e che è uno gtato nominativo di. tutte le otto compagnie della legione, non fa nessun cenno ai varii nomi dei componenti la legione distinguendo cl;i avesse preso parte alla battaglia e chi no, talchi\ anche dall'esame di questo documento si dovrebbe dedurre che tutti i presenti nei ruoli del 30 aprile abbiano in quel giorno combattuto. Non per tanto, lasciando pure a parte le cifre recate dal Pisacane, la dichiarazione così esplicita dell'Arcioni e fatta in certo modo in forma ufficiale, poichè egli scriveva al ministro, non sembrami si possa porre in dubbio. Non resta quin.d i altra logica supposizione a farsi che questa, e cioè che pur essendo il battaglione in pieno assetto e dal lato numerico e della sua organizzazione in compagnie, la deficienza più volte lamentata dì armi e di munizioni, .abbia impedito a buona parte dei militi della legione di scendere in campo: quali fossero questi legionari che non combatterono è impossibile at,tualmente stabilire, è
fui
Hl Ved i /1.alia rle/. Popolo , voi. ·1°. - Losanna. i Sl-9 .
212'2
certo però che con frazioni più o meno numerose tutte le compagnie furono rappresentat e nella pugna, poichè nello elenco degli ufficiali che si distinsero sul campo, ne risulta.no di tutte le compagnie ' (1). Non è il caso di ripetere qui una narra.zione pm o meno ampia della battaglia che sostenuta quasi interamente da truppe volontarie · (di regolari non vi presero parte che la artiglieria 500 uomini, il genio 500 uomini e due batta· glioni di earabinieri 800 uomini) e cl urata dalle 10 del mattino alle 5 di sera si chiuse colla fuga dei F.'rancesi (forti di 8000 uomini) lasciando 300 prigionieri con sei ufficiali ed un comandante (maggiore). Mi limiterò bensì ad accennare, per la storia particolare della legione dell'emigrazione, come in quella giornata essa facesse parte della prima brigata che ebbe la difesa delle posizioni tra porta Portese e porta S. Pancrazio: là legione prese appunto posizione a quest'ult ima porta ove sostenne con vantaggio l'attacco dei Francesi concorrendo infine efficacemente .alla carica alht baionetta per la quale furono i Frl ncesi volti in fuga precipitosa. Le perdite della legione sommarono al capitano Negri morto sul campo e a quindici feriti di cui uno morto in s.eguito. Garibaldi nella sna relazione sulla giornata del 30 aprile così scrisse al ministero della guerra: « T utti i corpi << che hanno combattuto in questo giorno si sono resi irn« mensame11te benemeriti della patria. Un distaccamento di « linea, la 1· legione romana, il battaglione universitario, « la legione Arcioni, il battaglione dei reduci e la l" legione « italiana hanno rivaleggiato in valore (2) ». Così brillàntemente iniziava la sua storia questo g iovane corpo che con appena due mesi di vita, ancora in via di orgapizzazione, non essendo . armato che in parte, era sceso in campo sostenendo degnamente il paragone cogli altri corpi dell'esercito romano, org~nizzati da ben più lungo (i, (2)
Vedi t.ivo la N. 3 Jllonito1·e Romano. 5 maggio 1849.
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L!-, LEGJONE .D)!:LJ,'EluIGRAZI ONE I TALlANA, ECC.
1
LA LEG IONE DELC, .E M!GR AZIONE l'l'ALIANA, ECC .
tempo e reduci quasi tutti dalla campagna dell'anno antecedente nel Veneto, e con essi pugnando legava il suo nome a,d una vittoria che doveva ~vere un posto glorioso fra i fas ti del risorgimento della patria nostra. Ma fatalmente e contro ogni attesa un sì brillante m 1z10 doveva di pochi giorni precedere la fin e della legion·e. L 'Arcioni_infatti aveva sempre mostrato una certa contrarietà a subÒrdinàrsi alla dipendenza del . generale Bartolucci comandante la l" divisione talchè il ministro A vezzana a togliere cause di conflitti il 4 maggio aggregava la legione alla l" brigata comandata da Garibaldi (1). (I)
• Al minislro di
grierra e 1ncirina .
, Il ministro di gncrra e marina con dispaccio ti aprile p. p. significo al sottoscritto • 1.t rli J>r.ndenza cfella legione deg li emigrati dal comanrlante la i• ctivisio1ie, in tutto e • 1rnr tutto come qualunque altro e,orno fli linea. • Però il suddetto corpo non mai corri$ponde con questo comando di di visione anche • per le cose di servizio, cd anzi il comandante A11cioni, che sebbene altra vo lta si di< chiarà.sse <lai ministero sullodalo non avere altra 1·apprnsen1anza ih l/Uesta repub< blica, fuo ri quel la di commissari.o org,)l)izzatore ()Ure si Orma como generai!\, ~i ri• cusa di pr,•stare il servizio della goarrfo ai due l'Osti di S. Uffizio e di Porta Pia, • siccome oragli stato ordipato d«l sottos~ritto, per rnancanz,1 di truppa di linea : h,1 • addotto per ragione l'avere a,•uto un ordine dal ministro della guerra di tenere in , posizione tutta la forza della legione da lui comandata. • Tutto questo sono in obbligo di ra1iportmu1 Voi cittadino 111inistro, allinchè vo • gliatc darmi qualcl,e istruzione positiva sul predetto ·Arcioni, inclicanclomi qualè real· • mente sia la di lui qualifica. riconosciuta dallo St,1to della repubblica rom3t)a, e se • per conseguenza resta ferma la immediata dipPndenza del coman<lo della di1•isione, , come qualunqne altro corpo di linea, onde non si abbia ad incorrere nel caso che io , dia degli ordini in all'ari fii servizio e che questì ordini poi non vengano eseguiti. , Salute e fra tellanza. • Il generale -co1nandonte lei 1• d,i11isione. • BAE\TlJLUCCI. •
'
È certo .in seguito a questa le ttera e nello intento <li togliere ros, ibilità e cause di malumori o di c;onnitti che la legione nello ~tesso giorno veniva to lta c!alla dipendenza della i " divisione ed ag!;regat,i alla i• brigata comandata da Gariha l(li-del che il ministro -renrleva edotto !'Arcioni nei segu~nli termini: «
Cittadino colonnetl o, «
Roma, 4 maggio ,t9.
, Il reggimento Xl ·eia Voi comandato è stato oggi a:i-grcgato alla 1• brigata r;oman• data dal generale (;arlhaldi. Vi rendo fli ciò avvertito onde possiate esegt:ire qurgli , orclini che dallo stesso guncralc vi verranno trasmessi. ,. Salute e fratellanza . , Il rninistr Q • GIUSEPPE Avf:ZZANA. •
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LA LEGIONE DELL'E&IIGRAZIONE ITALIAN A, ECO .
In quel giorno stesso infatti Garibaldi uscendo da Roma per anda.re ad incontrare i Borbonici .a vanzatisi fino ad Albano, conduceva seco circa 200 militi della legione della emigrazione, scelti nellè otto compagnie (1) di cui essa si componeva, i quali p resero parte colle altre truppe al combattimento di Palestrin a. il giorno 9 maggio. ~a non lo seguiva l' Arciçmi rimanendo invece in. Roma, dimet tendosi anzi dal comando della legione. La ragione di talé inopinata. decisione era la seguente. In tutte le precedenti corrispondenze indirizzategli vuo~ dal ministro, vuoi dalla commissione di guerra si era sempre· · negato all'Arcioni il titolo dì generale, intestandole invece, come si è visto, o al Cittadino comandante, o al Comanclanl& della legione, o semplicemente al Cittadino A1·cioni; nella. lettera surriferita del generale Bartolucci si dichiarav a anzi più semplicemente, non sembrava che l'Arcioni avesse 'd iritto· al titolo di generale; per quali ragioni 01ò avvenisse, e con quale fondamento, n on mi fu possibile, allo stato attuale degli atti, appurare; sta iufatto che Arcio~ , vedendosi nuo- . varo.ente nella lettera del ministro A vezzana negato gue1 titolo al quale egli giustamente pensava avere diritto, neL giorno stesso così rispondeva: · « Roma, li 4/5 49 (2).
« Con nota ministeriale di guerra e marina, Riparto Hl « N. 6569, venni 1·iconosci-uto nel mio grado di gene1·ale ac« quistatomi ~d eserci tato con successo in Lombardia; e· « come tale mi adoperai sollecito all' organiz'z azione della « emigrazione, contrariato fino da allora e di mezzo a mille « dispiaceri. << Installata poi la commi:i.sione di guerra e visto il modo « con cui si procedeva verso di me e della legione, ho,
, (Il Arch, voi. B 48. C., parte I, rase. &.. (2) Arcl1., vo i. B 4$. C. , parte I, fa,;c. 8.
2125 .
LA LEGIONE DELL'EMIG\iAZIONE l'l;ALTANA, ECO.
« dimandato per ben tre volte d'a,ndarmene (1) e non mi fu, .
« concesso. « Nel dì dell'appello contro agli stranieri fui sul campo:· « chi vi era sa come, e q uantunque con soli ·350 uomini, con . « quale vantaggio; nè m'avrei atteso che si continuasse nello.. « stesso modo ad insul tarmi d"'graclandomi come per fatto. ,; lo dimo~tra la n ota del 4 maggio 1849 (non numerata}. « Egli è per ciò che, a mezzo del mio aiutante maggiore, : « domando di cessare assolutamente da ogni comando, e che « rimettasi allo stesso i l mio passaporto, rimanendo libero-. , « e padrone di partirmene. " Sa.lute e fratellanza. Il
oenei·ate
« ARCIONI. » • Al minislro ,Ji gu erra e marina RO~IA .
>
Questa lettera p erò Arcioni in hlOgo di mandarla diret-.. tamente al ministro deve averla rimessa al triumvirato, poicbè·in atti figura la s~guente lettera, essa pure del 4 maggio, . diretta ad A vezzana.
« Cittadino generale, « Vi rimetto una lettera. dell'Arcioni colla quale dimanda .
« di cessare da ogni comando per motivi che dalla medesima . « rileverete. « Vi rimetto pure il dispaccio del ministero delle armi col « quale f'u riconosciiuo all' Arcioni suddetto il titolo e il grado« dì generale. « Egli non pretende di trascendere, in questi supremi mo« menti, la sfera del servizio che gli è stato assegnato, e si « rimane volentieri al suo posto, ma reclama con ocri usto de- . , « siderio la distinzione già accordatagli del grado onorario .• « di generale. .(IJ Ciò non ri ;;nlta oggi dagli atti.
·2126
1
2127
LA L8GI0NE DELL EMI~ltAZ(ONE ITALIA"&A , E CC.
LA LEGIONE D E LL 'EMIGRAZIONE ITALIA N A, Er.C.
« La mancanza dell'Arcioni, oltre che torrebbe al_la repub« blica un uomo di sperimentato valore, produrrebbe inevi·« .tabilmente fa dissoluzicne deUa prode colonna da esso lui « comandata, la qual cosa tornerebbe senz'altro d'immenso « ,danno ne' presenti bisogni. « F ate adunque che, per g iustizia e pel bene della repub« blica, l' Arcioni sia appagato, e che, ritirato l'atto qui unito « di codesto ministero, nel quale gli è dat o il sempli.ce titolo << di colonnello, sia il medesimo officialmente riconosciuto « come insig nito del grado di generale.
Ma l'allontanamento dell' Arcioni, ed il non aver prontamente tr<y. <1.to chi potesse prenderne il posto, tanto che si chiamò al comando provvisorio prima il quartier mastro poi un capitano di una delle compagnie, in un corpo che poteva dirsi ~cora in_ vi~ di f~r~a~ione: che co~posto come egl~ era d1 elementi d1sparatiss1m1 e cònvenut1 da tutte le parti d'Italia non poteva certo in poco più di un mese di vit9 averli fusi ed amalgamati, e nel quale perciò era di somma importanza l'autorità e l'ascendente del comandante, dovevano fatalmente condurre a quello che ~~urelio Saffi aveva · previsto nella sua lettera, del 4 maggio al generale A vezzana, alla dissoluzione del corpo della legione dell'emigrazione, il cui scioglimento veniva appunto deciso l'undici maggio col seguente ordine del giorno. « La legione emigrati viene disciolta. L e segnaTate prove « di valore che ha date nella memoranda giornata del 30 apr ile, « ultimo combattimento per la libertà, non andranno certo di- · « menticate. Essa si rese benemerita della patria, ed i nomi di « coloro che più si distinsero verranno consegnati ad una pa« gina gloriosa della nostra storia. Intanto per la debita or« ganizzazione 'd ell'armata si notifica che gli individui .coin« ponenti la detta legione · SOI!O incorporati nel battaglione « bersaglieri lombardi, comandato dal maggiore Manara. Dal « medesimo dipenderanno per gli ordini a riceversi e per le <' consecutive disposizioni militari » (1). Il giorno susseguente, il 12 maggio, rientrato in Roma Garibaldi, e , con lui i duecento militi della legione dell'emigrazione, che l'avevano seguito nella spedizione contro i borbonici cominciò l'operazione dello scioglimento. Però non tutti i componenti della legione passarono, come dapprima aveva disposto l'ordine del giorno citato, nel battaglione di Manara, ma invece, come rilevasi dallo stato del 30 al 23 maggio, dei partiti con Garibaldi taluni rimasero con hti entrando a far parte della I legione italiana, pochi altri più non ritornarono sbandandosi ed un nucleo di 262 legionari dell'emigrazione,
'.
« Salute e fratellanza. « /lel l i-ium"Vii·alò
« A. « Cittadin o 1vl inist1·0 di guerra e marina.
SAFJ!'I. )) >>
Ma l'intento prefì.ssosi dal triumvirato nella lettera, s~ritta in suo nome dal Saffi, non fu raggiunto cbe in parte. ·Sia che l' Arçioni stesso, dati quest i precedenti fra lui ed il ministero delle armi, chiedesse-u n comando meno in diretta dipendt·mza col ministero predetto, sia che contingenze s:eeciali consigliassero prendere altro divisamento, sta in fatto che Arcioni non tornò al comando della legione ~J invece, dopo la lettera che ho riportato di Saffi ad A vezzana ed in seguito a trattative ed accordi forse semplicemente verbali (non ho trovato nessun altro documento in proposito nè alcun . cenno nei protocolli del ministero}, riconosciutosi alFArcioni il 's uo gi"ado di generale egli lasciava il comando della le-, , gione e yeniva incaricato dal triumvirato dell'organizzazione e comando delle bande ordinate nelle provincie ad infestare il nemico.
Partito così l'Arcioni, venne chiamato al comando provvisorio della legione il quartier mastro capitano Parravicini , e poc4i g iorni dopo il comando passava ad Amerigo · Cam ps capita-no della 3" compagnia.
'
I
(i)
Ordioi del giorno 48-49, voi. Il, H maggio.
J.35 -
ANNO XLI\'.
2.128
1
LA LEGIONE DRLL El1IIGRAZl0BE l'l'ALIANA, E CC,
L A LEGIONE DELL' EMIGRAZIONE ITALI ANA, E CC,
passati in rivista il 13 maggio, il 15, condotti dal capitano Amerigo . Camps, partirono da Roma e raggiunsero il loro primo duce passato al comando delle bande organizzate nelle provincie.
**
'f.
Dimessosi, come ho accennato, l'Arci9ni dal comando della legione dell'emigrazione il giorno 5 maggio il triumvirato trasmettevagli la seguente lettera:
II. LE
« Cittadino generale,
BANDE ORG:A.NIZZATE DELLR P ltOVINCl E POI
2129
mvrsIONE. An.crÒN1.
« Jl governo della repubblica romana· commette al cittaLa storia di questo secondo corpo organizzato e comandato dall' Arcioni, e che :finì anche per prender nome da lui si può dividere, come appunto indicano le due diverse dizioni con cui fu successivamente designato, in due periodi (1). Il primo periodo è appunto quello della organizzazione delle varie bande e distaccamenti di civici mobilizzati o di volontarii, durato tutto .il mese di maggio, mettendo capo sui primi di giugno al secondo periodo colla fll'Sione delle bande , organizzate in un solo corpo che col nome di divisione ·o legione Arcioni riassumendo inolt.re la numerazione di XI reggimento di linea lasciata dalla disciolta legione dell'emig razione, rientrò in Roma e prèse parte alla difesa :fino alla caduta della repubblica. "' · Del primo periodo svoltosi fuori di Roma tra l'Umbria e le Marche pochissime notizie forniscono i pochi documenti · che si conservano nell'archivio qi Stato di Roma: forse qualche · altro dato, ma non di grande importanza, si potrebbe .rintracciare negli archivii dei varii comuni in cui si vennero dislocando o raggruppando i varii distaccamenti delle bande. Non per tanto e dai documenti dell'archivio e da alcune lettere e rapporti di presidi o gonfalonieri dei varii.luoghi .fu possibile raccogliere elementi sufficienti per stabilire in modo non dubbio la composizione e la storia del corpo e che ;verrò svolgendo.
« ·dino generale Arcioni di organizzare p~r lo Stato quelle « bande, squadre, o guerrille (sic) che secondo il proclama « triumvirale del 3 corrente sono ordinate per infestare il ·<< n emwo. « A tale effetto lo investe di tutti quei poteri necessari « all'operazione commessagli ed all'adempimentò di quanto « viene ad esso determinato per mezzo, di segrete istruzioni.
'
Pel l4"imnviralo
GIUSEPPE M AZZINI. })
, Visto i l ,!linistrò dell11 guerni
« G IUSEPPE
.AVEZZANA ))
« Al cittadino generale Arcioni ».
... ** Arcioni partiva immediatamente da Roma e seguito da varii ufficiali il sei era a Civita Castellana ove incontrava un primo distaccamento di Toscani forte di 17 uomini al comando del capitano J oanny giunto da N arni il giorno antecedente. D isponeva l' Arcioni che detto distaccamento. fosse per intanto pagato dal municipio di Civita Castellana.Di qui recavasi a Macerata ove, come risulta da un rapporto del preside di quella città al triumvirato, in data ·9 maggio, concertavasi col preside stesso sulla organizzazione delle bande. Fra loro due decidevano di affidare al maggiore Racani, dei carabinieri, l'impianto e direzione dei corpi 1n
({) Arch. voi. B 48. C., parte II.
I \
«
«
2130
1
213 1
LA LEGIONE DEL L'EMIGRAZIONE ITALIANA , ECC.
LA L E GIONE DELL EMI0RAZIONE ITALIANA, ECC.
Macerata e di chiedere al governo che venisse destinato a Macerata stessa per l'amministrazione dei volontari un intendente militare che fu infatti di poi nominato nella persona del sotto intendente Bocca.letti. L'Ar cioni emanava inoltre un proclama alle popolazioni ed indi si portava a Camerino, ove il preside gli inviava poco di poi una. compagnia di nazionali di F abriano ed una trentina di volontarii. Durante tutto il mese può dirsi ohe !'Arcioni non fa. cesse altro, in adempimento al suo uffiqio, ohe scorr ere d'uno in altro luogo d'una in altra città dando disposizioni, con certandosi coi presidi, e facendo requisizioni d'armi e mun izioni . Sfortunatament~ la mancanza di documenti specie in questo periodo non permettono di poterne seguire passo passo il cammino ed è solo da talune ricevute del tenente Ferraro che fungeva da quartier mastro, e da qualche rapporto mandato al ministero od al triumvirato che si viene a stabilire come il 23 maggio Arcioni era a Fuligno: quivi lo raggiungeva. il 26 una compagnia civica mobile di Spo· leto : il 27 Arcioni mandava da Fuligno a Spoleto, a requisire armi ed altri effetti, il capitano J oanny, il quale annunciava al preside di quella città come il generale Arcioni contasse partirA colle sue genti, per andarsi ad unire a Garibaldi e Pianciani onde sussidiare Ancona battendo gli Austriaci. Questa spedizione era infatti stata in massima decisa dal triumvirato che nutriva ancora speranze di un accordo col governo d i Francia, ma essendo poi quelle speranze andate deluse, tale progetto non potè più avere attuazione. Sul fine di maggio l'Arcioni si trovava a Perug ia da dove partiva colle sue genti ritornando il 31 a Fuligno. In questo frattempo si erano venuti raggruppando intorno ad Arcioni i seguenti distaccamenti (1): 1° Il già accennato distaccamento di Toscani col capitano Joanny che il 5 era a Narni forte di 14 uomini, il 7 a Civita Castellana, ove si incont ra con Arcioni, essendo salito
a 17 militi, il 10 detto componendosi d i 29 uomini assume il nome di compagnia di nuova formazione; 2° Un distaccamento di Riminesi, 27 uomini, comanda.ti da. un sergente, arruolati il 13 maggio; 3° Un distaccamento di volontarii di Città di Castello forte di 20 uomini condotti dal tenente Anselmo Speziali; 4° Un distaccamen to municipale toscano for te di 34 uomini condotti dal tenente Romagnani arruolato il 15 e 16 maggio che il 18 si trova in Spoleto salito già ad 84 uomini; 6° La 1• compagnia del battaglione reduci fort& di 110 uomm1. 6° Il nuoleo di legionari della disciolta emigrazione, 262 uomini, che par titi da Roma il 15 maggio. raggiunsero l'Arcioni pare il 23 maggio; 7" La compagnia civica mobile folignate; 8° La. compagnia di civici di Spoleto, 100 uomini giunti al corpo il 26 maggio; 9° un distaccamento mobilizzato di finanzieri, 11 uomini, entrati al servizio d' Arcioni il 30 maggio. Tutte queste forze riunite ed organizzate in un battaglione forte d i 665 uomini, erano al 1° giugno agli ordini del maggiore Amerigo Camps, avendo assunto il titolo di primo battaglione dell' XI reggimento di linea. Il 2° battaglione si compose col 2° battaglione leggero, cui si Ara aggiunto un distaccamento di 30 uomini partito da Camerino, della forza di 217 uomini su tre compag nie, comandato dal maggiore P andolfini (1). Si trova.vano inoltre nelle provincie e sotto la dir ezione del generale Arcioni : a) un piccolo corpo comandato dall' inglese F orbes, e di cui si hanno notizie molto vaghe; b) un altro corpo detto di operazione nelle Marche, comandato dal tenente colonnello Cavanna; questo corpo era. uscito da Ancona e facevano parte di esso una compagnia.
(I) Arch. voi. B 48. C., parte II. Rendiconti i111e11dente Bocca!.elti.
(l ) Arch. voi. B 48. C., parte Ili, corpo d'operazione Haug.
2132
LA LEGION E DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA, ECC.
2133
C.A LEGIONE DELL'EMIG.!t.AZIONE ITALIANA, ECO.
nazionale mobilizzata anconitana ed alcuni pezzi di artiglieria; c) vari ·distaccamenti di civici che verso l'Ascolano fronteggiavano il brigantaggio. Il 2 giugno Arcioni alla testa del 1° battaglione dell' XI di linea è a Narni, il 3 a Terni; di qui manda, il 4, il capitano Savona S poleto a requisire armi e munizioni; non ottiene il Savon che pochi fucili della guardia nazionale, mentre contemporaneameute gli vien fatto di radunare alcuni militi isolati e qualche volontario, cui si aggiunsero 17 soldati di linea che abbandonaro·no il servizio per passare ai volontari, e con queste nuove reclute ritorna al campo. Il 5 e 6 troviamo nuovamente l'Arcioni a Narni, ove si unisce a lui un :ri.uovo distaccamento di civici peruO'ini · 1'8 giugno infine, fatte, per ordine del ministero, nuo:e re quisizioni d'armi a Terni, lasciato il battaglione di Pandolfini distaccato presso il colonnello H aug, che era stato no. minato ca.po del corpo d'operazione ndlle Marche, l'Arcioni, alla testa del primo battaglione forte di 700 uomini, stacca la marcia per R oma ove giunge il 10 giugno, portando seco inoltre quattro cannoni tolti a Spoleto ed a Perugia. Il battaglione, come apprendiamo da una lettera del capo di stato maggiore Boccalari in data dello stesso giorno 10, dopo un mese di servizio in aperta campagna si trovava in pessimo stato, mancavano cappotti, giberne, i militi erano quasi tutti sforniti di indumenti, per il che si richiedevano con urgenza 600 camicie, 300 paia di scarpe, 300 pantaloni ed altro. Provvistosi alla meglio ag!i oggetti più necessari, veniva il battaglione accasermato parte ai granai a S. Giovanni, parte a S. Carlo ai Catinari. · Due giorni dopo troviamo il battaglione a porta del Popolo ove si batte contro i Francesi e così. ne scrive nel suo rapporto il generale Rosselli: « Le truppe del cittadino At« cioni hanno scacciato il nemico da alcuni casini sui monti « Pari,?li, di modo che ora il terreno da quella parte è tutto ·« nostr o. Questi bravi, senza ricevere alcun danno osserva« bile, uccisero e ferirono diversi soldati al nemico. » 1
-
Il 14 giugno .Arcioni ed i suoi si segnalano nuovamente pel loro valore sulla via Flaminia ed a ponte Milvio e così il 15 pure a ponte Milvio; i bollettini del generale in capo Rosselli così riferiscono: « Nella giornata di ieri (14) i nostri avamposti cacciarono « i nemici, situati a via Flaminia, fino a ponte Milvio; ne « ebbero lode le truppe del comandante Arcioni e quelle del « V reggimento di linea (1). « Il combattimento del 15, pure a ponte Milvio, fu .van« taggioso pei nostri. La lode di questo fatto è dovuta ai « Polacchi, alle bancle clel comandante Arcioni ed ai Bolo« gnesi » (1). Il 18 giugno le bande d'Arcioni forniscono le fazioni a Oa:,tel S. Angelo, rilevando le truppe della legione straniera. 1iitornano di poi alla difesa delle mura a S. Pancrazio. Eppure questi prodi che ormai ogni giorno, ogni ora espo · nevano lil. lorq vita per un ideale altissimo, giacevano nella. estrema penuria di tutto; un~ lettera del generale Arcioni del 23 giugno così si esprime:
«All'intendenza generale dell'm·mata.
,,
« Nel mentre i soldati stanno accampati in camicia, e nel « mentre i cappotti sta.uno pronti nel maga.zzeno, sarebbe « ben strano che, siccome mi rapporta. il mio ufficiale d'ab« bigliamento, debba.si attendere il comodo del magazziniere · «
e perchè ha altra. cosa a fare, riceverli e distribuirli sola-
« mente di qui a giorni al suo beneplacito. « Vi faccio quindi calda raccomandazione perchè il
ma-
« gazziniere smetta dalla ridicola tanto, quanto dannosa idea.
« Salute e fratellanza. , Jt Gene1·ale
« Anc10Nx. »
(1) ,1Jonitore
noma,w, IG maggio.
· 2134.
\ LA LEGIONE DELL'EmGRAZIONE lTALIANA, ECC.
LA LEGIONE OEr.i:1m1GRAZI0NE lTALIIINA, ECCJ ,
Il giorno susseguente rientra in Roma il colonnello Haug seco conducendo un numeroso convoglio di viveri in bestiame e granaglie (l}, e con lui ritorna il 2° battaglione , delle bande del maggiore Pandolfini, talchè l'XI reggimento si trova nuovamente riunito, e colla designazione di divisione Arcioni,· il corpo · prende un'ultima organizzazione su otto compagnie due · di bersaglieri e sei del centro con una forza di circa 1000 uomini (2) . Nella notte dal 25 al 26 come dal .rapporto di Garibaldi comandante la l' divisione, 'le bande dell'Arcioni prendono parte attivissima nel combattimento per respingere l'attacco notturno tentato dai Francesi; e Garibaldi così chiude il suo rapporto : « E qui il più alto encomio devesi in gene« rale al distaccamento Medici; Melara e bersaglieri Mauara «· per l'ala destra: per l'ala sinistra poi il maggiore Cenni <( dello stato maggiore della 1" divisione, della legione A r« cioni il capitano Ioauny, il capitano Bailly , il capitano « Romagnani, il tenente Carlotti, il sottotenente Bonnet e « sottotenente Gonelli, il tenente Bellanghi, nonchè. tutti i « soldati d i questo corpo. » Il 26 mattina, le truppe d'Arcioni rilevano i distaccamenti · a,vanzati del corpo di Garibaldi e si trovano perciò presenti al secondo attacco notturno dal 26 al 27 tentato dai Francesi. contro le trincère interne: ne conseguì cla parte delle truppe ro~ane disperata difesa neila: quale ancora una volta le truppe dell' Arcion~ fecero il loro dovere (3), E su quegli spalti tanto valorosamente contrastati troviamo fino alla giornata del 30 giugno le bande dell'ArciÒni anch'esse sacrando sull'altare della patria giovani vite, disseminando il campo di feriti (4). Cessata la lot~a partiva l'A.rcioni lasciando le sue genti affidate al comando del maggiore Liuzzi in attesa delle ul-
time risoluzioni che furono queste: l'assemblea costituente autorizzava il triumvirato ad assistere con sussidi pecuniari gli Italiani e gli esteri venuti a difendere la repubblica romana : accorda va inoltre la cittadinanza romana a tutti gli Italiani non appartenenti allo Stato che avevano combattuto per la repubblica. Il giorno 5 luglio infine anche le bande d ' Arcioni erano disciolte. 'l'aluni, il minor numero, come attestano gli elenchi dei sussidiati (1), fecero ritorno alle loro case; agli altri anche questo conforto, dopo tanti patim~nti, tante lotte doveva esser negato, perchè banditi dalla terra che l'aveva veduti nascere, . rei d'aver amato la patria e per· lei offerta la vita. L'esilio la ricompensa che li attendeva. Qui finisce questa breve storia: storia di patimenti, di d olori e di eroismi. E se essa da un lato r iparando a taluni errori giov a a togliere da un lm;i,go oblio fatti degni di rimembranza è altresì, nella sua cruda semplicità, una novella prova di quella fede altissima nella patria nostra, nel suo avvenire, in qu~sta Italia che era allora un sogno e potè sembrar persino follia sperare: fede che in mezzo agli stenti, ai martiri, nell'esilio, nel carcere risplendè faro luminoso ai 'padri nostri, che fu conforto alla loro vita e pai·ve far loro 1ieto il morire; fede che sembra, ahimè! affievolita ed andar man mano esulando nei figli dell'Italia risorta a dignità di nazione. Ed io chiuderò queste pagin e con u n augurio alla patria. Possano gli esempi e ·le rimembranze del passatorisuscitare in noi quella sana coseienza, quella chiara visione che fecero gloriosi i primi anni dt31 nostro riscatto. ·
11/onitore i·omano del 24- giugno. · (2) Stato 26 giugno. Areh. voi. B 48, C., 11arte [[, fase. I. V11di tavola n. 4. (3) Vetli 1Jfonito1·e romano 27 giugno. (4) Vedi 11/onitore ·romano elenco dei feriti e morti.
2135
.
GIUNI O BRUZZESI.
(i)
(!) Archivio di Stato di Roma, seziono !lei Gesù , Ministero delle armi.
2136
i.A LEGIÒNE DELL'EMIGRAZIONE lTALI ANA, ECC.
TAVOLA
LA LEGIONID DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA, E CC.
2137
N. 1. TAVOLA
N. 2.
Composizione e formazione degli stat i maggiori di battaglione. ·· Prospetto degli ufficiali del
Comandante Maggiore Aiutante maggiore, grado di capitano o tenente . Quartier mastro, grado di caJ?i· tana Ufficiale d' armamento, con grado di tenente o sottotenente, in pari tempo alfiere Cappel1ano. Chirurgo di battagHone
1 1 1
1
1 1 l
7 Riporto Sotto-chirurghi . 2 Aiut.ante sotto ufficiale ' l Furiere di stato mag-giore ,l Tamburo di stato maggiore ·' l Sottufficiale d'armamento con g rado ùi sergente l Capo carrettiere con grado di .1 sergente: Armaiuoli . .2 .l Capo sarto 1 Capo calzolaio 1 Pro fosso. I'
À
1·iportare
'i TOTALE
19
Formazion.e delle compagnie d ' infant eria.
1°
Battaglione.
Stato maggio1·e:
Vitagl iani Ferdinando, maggiore Stagnetti Pietro, tenente aiutante maggiore. Parravicini Francesco, capitano quartier mastro. Tonali Angelo, sottotenente contabile Beati Rocco, ufficiale d'abbigliamento . De Angelis Giovanni, m~dico. Bassi Pietro, sottotenente porta-bandiera
Già brevettato il 16 aprÙe 49. Ha dato prove nel posto stesso. r Provatissimo.. Conosciuto. Id.
Opportuno.
1.• cornpagm:a: StateJJa Vincenzo, capitano. Carlotti Ernesto, tenente . De Dominicis Moderato, sottotenente. De Farina Anselmo, id.
Patriotta sincero.
2 " compagnia :
R iporto Capitano Tenente I. Tenente II. Sottotenente . SergE>nte maggiore. Furiere.
A 1·iporta1;e
1 1 1 1 l 1
6
Sergenti Caporali Barbiere 2;appatore Tamburi Soldati
6 ½ 8
1 ,l ,3
. 99
'l'OTALE
Cerri Giacomo, tenente ff: di capitano.Piazzi Antonio, tenente De Roxas .Luigi, sottotenente. Mazzuc·chelli Nicola, id.
Provato.
3' compagnia : Carops Amerigo, capitano
. . ,122
Si mostrò anche nella legione capitano éapace, attivo e degno d'ogni considerazione.
Balza.rett,i Pietro, tenente. Mele Basilio, sottotenente. Andreotti Francesco, id · 4• corapag1iia :
Pastore Francesco, tenente ff. di capitano Scarioni Enrico, tenente . · Berni Ottavio, sottotenente. De Gregorio Raffaele, .id.
Diede prove soddisfacenti per cognizioni e per zelo.
I •
2138
s•
LA LEGIONE DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA, ECO .
LA LEGIONE DELL'EMIGRAZIONE ITA LIANA, ECO,
2139
compagnia :
T.11. VOLA N. 3.
Genazzini Emilio, tenente ft: di capit.ano Nicotera Giovanni, tenente. Cordova Giuseppe, sottotenente. De Feò Giuseppe, id.
Risultanze degli ufficiali dopo la battaglia del 30.
Dott. Augusto Zagnoni, medico
6 8 compagnia :
11 suo nome non ha bisogno di raccomandazioni. Diede prove ripetute di amore al principio e di capacità militare. Capace. Di patriottismo provato. Vecchio soldato e capace.
Negri Antonio, capitano
Zignan i Ercole, tenente Repossi Antonio, sottotenente __ De Franceschi Gaspare, id..
De Dominicis Moderato, sottotenent" l• compagnia. Ceni Giacomo, capitano 2a compagnia .
De Roxas Luigi, sottotenente 2a compagnia. Rossi F rancesco, sottotenente al seguito. Savon Napoleone, tenente 3a compagnia
7a .compagnia_:
Clerici, tenente ff. di capitano. Sersale Antonio, tenente. De Anna Luigi, sottotenente. Montalto Simeone, id.
Mele Basilio, sottotenente 3° compagni~ Andreotti Francesco, sottotenente 3a compagnia.
8" compagni a: Sansoni Gaetano, tenente ff. di capitano. Ferme))i Domenico, tenent e . Pateras Teodoro, sottotenente. Polonnio Marziale, id.
Buon patriotta e di coraggio. Fidato ed abile.
Pastore Francesco, capitano 4" compagnia Pateras Teodoro, tenente
sa
compagnia
/
Cardona Giuseppe, sottotenente 5" compagnia. De Gregorio Raffaele, sottotenente 4" compagnia. · Mussolino Pasqua!; , capitano 5a compagnia. Genazzini Emilio, t enente 5"' compagnia De Feo Giuseppe, sottotenente 5" compagnia. Nicotera Giovanni, tenente 5'' compagnia
Al sepuito:
Bini Antonio, sottotenente. D'Avorio Nemesco, id. Sassi . .. ., id. Rossi Francesco, id. Bassani Giuseppe, id. D'Errico Francesco, id. De Lucca ... ., id De Stefani Luigi, id. Saint Matin . . . . , id. Vittori . . . , id. Il generale comanda1ite la legione ARCIONI,
Clel'ici . . . ., tenente 7n compagnia. Bini Antonio, sottotenente al seguito . DeAnnaLuigi, sottotenente '1"compagnia Sersale Antonio, sottotenente 7" compagnia. Sassi Carlo, sottotenente al seguito .
Palesò amore, coraggio e scienza. Ferito sul campo. Ferito gravemente si condusse in modo da meritare il grado di capitano. · Non immeritevole. Bravo soldato. Passò dal seguito all'attività. Fu degno compagno al suo capitano Amerigo Camps, il più bravo ufficiale per ogni maniera di attività. Mostrò valore e fermezza. Bravo ufficiale e coraggioso: fu tolto di prigionia co))a resa dei nemici. Degno dell'avanzamento che si domanda. Ferito alla faccia al primo scont ro : coraggioso. Giovinetto di speranze. Si condusse convenientemente al suo grado. Ottimo e provatissimo. ~
Attivo ed impetuoso. Ferito sul campo. Bravo ufficiale: condusse i suoi ·con sagacia e valore. Si comportò da bravo. Valoroso. ·Buono. Si meritò nome di valgroso. Lo si trovò capace. \
21'.10
LA· L·EGIO~E DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA, ECC.
L·A. LEGIONE DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA, ·E cc.
T AVOLA
2141
Nasazi Carlo, sottotenente aiuta.nte quar· tier mastro. . F ortunati Francesco, sottotenente. Moro Giovanni Battista, cappellano.
N. 4.
Comando generale delle bande armate nelle prov_ incie
i" compagnia be1·saglieri :
DIVISIONE ARCIONI.
Lemmi Enrico, capitano. Da.eolio Nemerio, t~nente. Sacchini Cristofaro, 1° sottotenente. Bon_icelli Raffaele, 2° sottotenente.
Stato nominativo degli ufficiali componenti il quadro · del suddetto corpo. ·
Stato 1naggio1·e: Boccalari Ercole, maggiore capo dello stato maggiore.
Car bonelli Vincenzo, capitano, aiutante di campo. Luizzi ,Leone, id . . PaterAs Teodoro, id. 'l'onoli Angelo Antonio, tenente aiutante di ·campo. Pandolfini Luigi, maggiore Joannes Augusto, capitano aiutante maggiore.
Susini Agostino, tenente. Ferrare Giovanni Battista, capitano quartier mastro. Zagnoni Augusto, chirurgo. Bonamici Giovanni, medico. Bonagrazia Gustavo, chirurgo ai_utante. Sassa . ... , id. Bedani Raniero, tenente di abbigliamento . Bassi Pietro, tenente di armamento. Trirulsi Alfonso, sottotenente porta-bandiera..
t• compag1iia- del cenfro: Con brevetto da capitano di st.a.to maggiore, con data 28 maggio: promos$o. a maggiore per i fatti del 14 e 15 essendosi mpstrato valoroso ed intelligente. Con brevetto del ministero in data 12 maggio. Id. id. id. Con brevetto in data ,1 maggio: promosso capitano. Con brevetto in dat.a 1° magg io: 1° giugno promosso tenente. Con brevetto 23 maggio: Nominato maggiore onorario per essersi distinto nelle giornate del 14 e 15 a Ponte Milvio e le notti del 25 e 26 a S. Pancrazio.·
Ca,rlotti Ernesto, capitano
G,onetti Es-isto, tenente
Promosso capitano per la capacità e valore nei diversi attacchi. Promosso tenente 1ier essersi distinto il 14 e 15 a Ponte Molle e il 25 e 26 al la breccia.
Fanelli Sebastiano, 1• sottotenente. · Repossi Antonio, 2° sottotenente. 2• compag1iia del cent1·0:
Clerici Bernardino, capitano .
Promosso capitano per essersi portato bene il 30 aprile.
Filiberti Paulo, tenente. Baldoni Giuseppe, 1° sottotenente. Muzy Giuseppe, 2° sottotenente. 3"
..
compagnia del centro:
Bailly Oswald, capitano. Ottolenghi Leone, tenente. Bounet . ... , 1° sottotenente. · Giangradi Leonida, 2° sottotenente
4• compagnia del centro: Ghesa _. , .. , capitano. Caravaggi .... , tenente. Marcoaldi. ... , l '· sottotenente. Rosa . . .. , 2° sottotenente. Da basso ufficiale promosso tenente per la brava condotta nel 14 e 15 a Ponte Molle e il 25 e 26 alla breccia.
5• compagnia del centro:
Nazari .... , capitano. Sarioni Enrico, tenente.
I
i
Pr.omosso sottotenente per buona condotta nei diversi attacchi.
2142
2143
!,A LEGIONE DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA, ECC.
Vannucci .... , 1° sottotenente. Lanfranchi Carlo, 2° sottotenente. 6• compagnia
def cenfro:
Uij GfUDIZ!O DEL GENERALÉ MOLTKE
Savon Napoleone, capitano. Pozzi ... . , tenente. Feliciani . ... , 1° sottotenente. Mocchi .... , 2° sottotenente·
BA'.f'TA GLfA
DI
S.
MA RT(NO
2• compagnia fm·saglieri:
Romagnani Carlo, capitano. De Anna Luigi, tenente . Speziali Anselmo, l' sottotenente. Massani .Tulio, 2° sotto.tenente . .
Rambaldo Gaetano, id. id., soprannume· rario.
I
Promosso tenente per essersi distinto in diversi attacchi. Promosso da sergente maggiore a ten·ente per essersi distinto in diversi attacchi.
Oon'amorosa cura la S ezione sborica del grande stato maggiore. tedesco sta pubblicando le opei·e del maresciallo von ì\foltke. Da non ro,olto è a,pparso alla luce il secondo volume dei suoi scritti eh~ riflettono la storia militare, il quale cpntiep.e alcuni studi critici su batta&"lie combattutesi nelle cam.pagne degli anni 1809, 1859, 1864, 1866 e 1870-71 (1) e, deusi di pensiero, sono però così concisi da crederli seil,lplici appunti. Su qurnto riguarda la battaglia di Solferino il geuerale ,Moltke' scrive che essa fu dovu ta ad una deci$ione pre~ inaspettatamente.dal qu;rtiér generale austriaco, e, che anzi i corpi d'annat~ a causa dei numElrosi distaccamenti e · q.elle scorrerie fatte per foraggiare dovettero marciare innanzi senza essere al completo. · Egli ascrive cotesta decisione alle cause seguenti : ·alla persuasione qi tro·vare l'avversario mentre passava il Chi~se· o lo aveva immediatamente allé spalle: al.l<lt difficoltà di approv vigionare le numeroi,\e trnppe ch_e erano state adunate. · Lasciando al lettore di gi.udicare se l'esercito austriaco nena· giornata del 24 giugno dGvesse n,ecessariarnente riprendei;e l\>ffensiva ovvero quale altra decisione esso avrebbe
(I) MotU,es .Kriegsgeschichtliche Arb/Jiten - Kritiscile cw.fsà"tze zur Geschi chte "der Peldziigp von t if09, 1859, 1864, i866 e 1870-71. - 13erlin ·1899. Ernst Si~gfric(I Mittler
umi Sohn.
·136 .-
Ai',NQ '): LIV.
2144
ON GJUl>IZIO DEL GENERALE MOLTKE
potuto prendei;e nella situazione di guerra in cui si trovava, riporteremo le note che al lavoro del Moltke aggiungono gli editori per ·spiegare, secondo_le versioni ufficiali 1 la decisione presa. La relazione ufficiale austriaca voi. II pag. 213 assegna ragioni militari e politiche come fondamento della ripresa otlensiva, e tra le prime la marcia del 5° èorpo franco -toscano proveniente dall'Apennino e l'imminente attacco di Venezia da parte della flotta franco -sarda. Secondo .la relazione francese, pag. 288, tra { moventi della risoluzione sta una · nota. prussiana del 14 giugno arrivata al quartiere generale di Verona secondo la q ualò la Prussia si sarebbe mostrata fredda. di sim,pa-t ie verso il governo austriaco. nella situazione in cui_si trovava. P arve secondo questa nota che una: vittoria avrebbe potuto decidere il governo prussiano a mutare i11dirizzo. Ora second·o il Sybel, autore della Storia della fondazione del-t'impero germanico, il quale ebbe largo aidito agli archivi, questa nota non esisterebbe. Non m:edo abbia posto nei limiti di questo lavoro il cercare da q ual patte stia la verità, circa le cause che provo carono l'avanzata degli Austriaci. Cert'.) che sarebbe, in gues~o periodo di conferenze reggimentali e dì presidio, -un bel tema per uno studioso quello di misurare e dimostrare fin·o a qual punto l'influenza politica possa essere favorevc>le o nociva all'andamento delle azÌoni di gnerra·togliendo argomento d i questo punto d i storia e comparandola con a,ltri. Il Moltke considera il combattimento dei Piemontesi a \ S. lVIa_rtino come un episodio ed aggiunge che esso non ebbe alcuna influenza sull'andamento dell'azione principale; eguale \ giud'izio è contenuto nella relazione del grande stato maggiore prussiano sulla campagna del 1859 (1). ;Non ostante tutta la reverenza che ci i.nspir,a la parola del potentEi stratega vorremmo chiederci se realmente que~to apprezzamento sia dovuto pìuttosto alla natura di queste note (i) La campagne d' ltalie en 1859, redigèe par la di-vision historique de l'étai,majo·r de Prusse. Traduit 'de l'allemancl - Turin !86:l. t.oc,chcr, rne Carlo Alberto. '
SULLA DA'l'TAGLIA DI S MAR'l'IN O
2145
raccolte a breve distanza di tempo (15 luglio 1859) dal giorno in cui fu combattuta la battaglia, piuttosto che a una larga conoscenza del modo con cui procedettero le cose. La mentovata relazione, nella cui redazione ebbe molta part~ il Moltke, sebbene contenga più ampio racconto di quello che non vi sia nel succinto studio critico si mantiene nel complesso sfavorevole ai PiemÒntesi; e a pag. 181, dice: « che le 1 << perdite dell'ese:.-cito sardo sono fuori di proporzione, e pro« vano che i suoi sforzi non ebbero successo, perchè le truppe I · « furono sempre impiegate successivamente ». Però questo I appunto fu fatto pure agli Austriaci, (ib. pag. 184). Ma si può recisamente affermare che l'azione dei Piemontesi contro l'estrema ala destra austriaca abbia avuta nessuna influenza sull'andamento generale della battaglia ? Che lo sforzo continuato dal1'8" corpo austriaco per fronteggiare i ripetuti· ed insistenti attacchi delle truppe piemontesi, onde al luogotenente generale Bened1ek fu impedito di accor rere . coi suoi uomini e portare l'intellJigente suo concorso là dove si svolgeva Fatto decisivo della giornata, non sia prC>prio \ stato di danno per l'armata austriaca? Sarebbe un po' arri- 1 schiato il volere sostenere una simile tesi. Qnale sarebbe stata la sorte dell'ala sinistr~.dell'esercit o francese se gli fosse al",ivato sul fianco l' 8° corpo austriaco·? Altra cosa sarebbe il chiedere se i Piemontesi invece di attaccare successivamente, non avrebbero fatto meglio con un solo impeto a radunare in un solo urto la forza che era stata invece consumata nel com piere tanti, successivi e disseminati conati. Dei Piemontesi, non fa più cenno lo scritto, fino alla conclusione per dir:vi che essi in numero di 40,000 circa furono \ dal B~ne_de~ tr~ttenut_i con costante vantaggio con soli 21,500 Austriaci. E un asserzwne non perfett_amente esatta; a S. Mar· ' tÌJlo combatterono solo la III divisione (Mollard), la V (Oucchiari) e.. la brigata Aosta giunta sul campo di battaglia dopo le quattro p0-1Peridiane, cioè una forza di circa. 800 ufficiali, 25,000 uomini ài t..ruppa e 48 cannoni; il vantaggio mantenuto dal Benedek fino alle sei pomeridiane è dovuto specialmente alla ·s~periorità cl.ella ~na artiglieria (72 pezzi).
2146
UN GIUDIZIO DEL OlmERALE MOL'l'KE
•
Il rimanente della forz'l. piemontese: la I divisione (Durando), che serviva di collegamento ·tra l'ala s inistra francese e la destr a piemontese, combattè a Madonna della Scoperta; nelle ore pomeridiane venne mandata in sostegno delle truppe che si battevano a S. Martino, ma arrivò a cose finite: la brigata Piemonte (seconda della II divisione (]~°'anti) combattè nel pomeriggio, nella valle del Redone r espingendo passo, passo, le truppe che gli contrasta.vano il suo aivanzare verso Pozzolengo (1). E ffettivamente il Moltke avverte ch e le notizie da lui pos· sedute sul combattimento dei Piemontesi non erano estremamente chiare: esse riferivano che alle 9 del mattino i Sardi avevano già occupa ta e sgombrata la posizione di S . Martino. In vero, la ricogniz~one del capo di stato maggiore della V divisione, tenente colonnello Cadorna, aveva attraversato le alture di S. Martino nel mattino del 24 ed aveva dovuto retrocedere tanto per non esser soverchiata dalle truppe del- . 1'8° corpo che erano di gran lunga superiori alle sue, quanto perchè la sua missione non era nè di preparare nè di avviare un combattimento. Nella persuasione che l'esercito austriaco fosse sempre dietro il Mincio si riteneva che le operazioni del passaggio del fiume dovessero essere precedute da un avvicinamento alla fortezza di Peschier~, e varie ricognizioni erano state in quel mattino invia.te a riconoscere gli approcci di questa fortezv.a; fra quéste era quella del Cadorna. Su ciò dovette influire quello che era accaduto 11 anni prima, nel 1848. e ciò spiega anche la succedaneità degli attacchi avvenuti nella mattinata, attacchi verificatisi sempre contro truppe su, periori di numero (2) e di artiglierie, collocate in una posizione eccezionalmente favorevole per la difesa e resa più formidabile dai lavori di fortificazioni pa.sseggiere fatti eseguire dal
SULLA BATTAGLIA DI. S. lfARTINO
B enedek (1). S?lo nel pomeriggio, per volontà ed impulso del re Vittorio Emanuele, furono raccolte tutte le forze dell'eser· cito sardo e gettate contro le alture d i S. Martino. Tuttavia il Moltke fa grande elogio del valore dell'esercito piemontese deducendolo dalle perdite che egli riporta dalla Gazzella Pie· monlese e che fa asceudere a 9000 uomini, circa un quarto della forza totale. Questa cifra, come sempre accade, era stata . raccolta subito dopo la battaglia, per cui non poteva dare, a causa della difficoltà del controllo specie in quel giorno in cui i corpi si frammischiarono in modo eccessivo, una cifra esatta. Infatti più tardi esse risultarono di 169 ufficiali tra morti e feriti e 4432 uomini di truppa morti, feriti. e dispersi: ad ogni modo qneste perdite dabbonsi sempre considerare molto graYi. Dopo questo breve e incompleto accenno a lla parte presa dai nostri, il Moltke volge l'attenzione a quella che chiama bat· taglia propriamente detta. Le numerose note permettono d i seguire il racconto affrettato dell'illustre generale; e un raffronto colla narrazione inserita nell'opera dello stato maggioxe prussiano eccederebbe i limiti proposti da questo lavoro. Non possiamo però fare a meno di accennare alla conclusione Vi si.idichiara che nel piano e non a Solferino stava la decisione della battaglia, ed a ciò pare accenni anche la mento~ata rel~zione .q~ando dice c~e se l'ala sinistra austriaca si J fosse spmtacos1 rrsolutamente mnanzi come la des(;ra, avrebbe assicurata la vittoria di quella giornata . Questo concetto non corrisponde a quello universalmente ammesso e meriterebbe un largo esame benchè esso non si basi sopra quanto è avvenuto ma su quanto avrebbe dovut0 accadere. Stabilito recisa.mente che la risoluzione della battaglia doveva cercarsi nel piano e in ciò si pu6 intravedere l'idea fondamentale della ta!itica del Moltke, il quale cercava la decisione nell'aggiramento contro uno dei fianchi dell'avversario, lo scrittore si chiede come mai gli A ustriaci, superiori
I
(,O Relazione )J l'USS iana gia citala, JJag. i65-i71,, (2) Nel maUino i Piemontesi impiegarono 16,000 uomiui c:outro 18,000 Auslrìaei. nc-
h11.ione prussiana, pag. ! 67.
2147
(! )
Relazione prussia na. pa:;. 166.
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2149
UN GIU DIZ!O DEL GENEB.,.LE MOLTKE , ECC.
di numero e· valorosi come erano, siano rimasti esitanti nel piano, e ritiene che a valore eguale la vittoria· sia aoparc.enuta ai Francesi per la condotta del combattimento e per l'in' telligente impiego delle armi. Tutto ciò è spiegato t>iù ampiament,e nella relazione già citata. Infine il 1VIoltke conchiude col ritenere che nella giornata d i Solferino la vittoria da parte dei Francesi fu essen~ialmente dovuta all'elevatezza del sentimento morale il primo e il più efficace tra gl'impulsi che conducono alla vittoria. G, P.
AnrTRAVERSO L'EUROPA CENTRALE IN BICICLETTA Conlin1iuzio11e. -
Vedi d ispensa XXII
Mentre così scorazzavo da un punto all'altro della città, mi vedo inseguire da un ciclista militare armato e da due borghesi, i quali mi gl'i<lanò: Haup_tmann Natali. Era salvo! Cioè non erQ salvo niente affatto, giacchè nesuesun0, compreso lo Smutny, parlava l'italiano, e neppure il francese. l\ii accompagnarono subito in una scuola di ciclismo, senza pietà per la mia stanchezza. A quanto mi è sembrato in Austria havvi un po' di manìa ,p er le scuole, mania in ogni modo molto lodevole. Infatti ho trovato scuole per tutto quello che si può apprendere. H o visto parecchie scuole di ciclismo; quelli dove fui condotto era un ampio piazzale, ·ma,lnificamente battuto, con lampade a luce elettrica, con sedili tntt'intorno, con officina meccanica; bir1·eria ecc. In questa scuola erano stati sempre istruiti i ciclisti militari, dal luog0tenente della riserva sig. E'ranz Smutny, il quale era da vari anni l'istruttore dei ciclisti militari della cir·coscrizione del 3° corpo di armata ( Graz ). A q uesto distinto signore si deve quasi tutto il merito d':}llo sviluppo che ha preso il ciclismo militare in Austria. Una volta, durante le grandi man ovre, l'imperatore aveva bisogno di un ufficiale d'ordinanza. per mandare alcuni ordini; gli proposero lo Smutny, il quale; anzichè a cavallo li portò in bicicletta. Il buon servigio reso in quella circostanza, fece sì ·che pel tntto il r esto delle manovre l'ufficiale rimase al seguito di S . M. Francesco Giuseppe, ed, abilissimo come era ed è, dimostrò di quanto vantaggio possa essere un buon ciclista in molte circostanze. Da allora in
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ATTRAVERSO L'EUROPA CENQ'RA LE I N BICICLETTA
poi lo Smutny fu sempre chiamato per l'istruzione annuale èiclistica ; egli° fece allievi bravissimi e capaci d i andare.su qua_lunq ue terreno; ·organizzò brillantissimi caroselli, scrisse opuscoli, trattati, articoli sui giornali, ecc. Nella scuola ciclistica fui presentato al colonnello. FerJinand von Schemel Kii.hnritt, uffici:1.le distintissimo, il quale conosce sei lingue e le parla anche contemporaneamente in comitiva con persone di varie, nazionalità; il che è naturalmente difficilissimo. E gli è pieno di decorazioni, fra le quali alcune anche italiane, essendo st a to -a ddetto alla per· sona di Vittori o Emanuele. Il colonnello Schemel parlava COJ!i molto · entusiasmo del• l'Italia, dove era venuto a piedi col suo reggimento fino a Rimini, e da Rimini era t ornato a piedi fino ai confini della Russia! Quelle era.no marcie spor tive, senza tanta "l'e<:lame sui giornali ! . Mi .fecero, vedere, l'armamento del velocipedista, che in coscienza io trovai troppo car ico, e mi fece,ro ammira.re alcttni esercizi di .vera abilità ciclistica. Ma di tale argomento mi occuperò più dettagliatamente in altra pubblicazione. Nei giorni seguenti fu i _presentato ai vari comandi mili~ tari, ed ebbi l'autorizzazione di visitare il reggimento d i fanteria n. 7, conte di KheYenhiiller (mostreggiature caffè) . .Una delle cose d1e più_colpiscono .11ellè:L popQlazione austriaca è la squisita cortesia ed il :;entimento eh ospititlitit veramente cavalleresco di cui sono dotati. Per nessuna ra,. ; gione una pers0ua entra in un 1-uogo pubblico o. privato senz.a levarsi il cappello di testa, sia pure un officina od un'osteria, Gli u-fficiali sono compitissimi , contegnosi, e portano. lù. divisa con mol.ta disinvoltura ed eleganza. Io non sapevo spiegarmi come· si r egolassero per salutare i loro .superiori, quando questi indossano il cappotto giacchè non rimangono · distinti vi visibili ; esternai q nesto mio dJ.bbìo ad un oapitano, il quale mi disse : ('i·a noi si usti che i(p1'inio che. vede saluta, qual:unque grado abbia! . Di tale mir.abile abitudine io faccio la girata a quei rn~ei colleghi, fortunatamente pochissimi, i quali ostentano tanta
A T 'l'RA V:ERSO· T) EU·R OPA CEWllRALR IN 13ICJCLE1I''l'A
215.1
. contra:rietà, ad u,na manifestazione eosL bella di camer atismo e di cortesia. Le casérme, come tutti gli edifici pubblici, hanno "}:nalche cosa di grandioso; nelle camerate, nell'illumina.zione, nelle cucine, nulla traspare di tutto ciò che può deprimere il mo.. rale, costringendo. chi le abita a yivere 'in un ambiente generalmente .inferiore a quello della propri~ famiglia; e non certo all'altezza di chi deve s·e ntire altamerrte di sè sapendosi difensore della patria e delle istituzioni. Le sale di mensa e di ritrovo dei signori ufficiali sono addobbate con molto lusso e con molto buon · g u,sto. I mobili, una deUe specialità austriache, sono .tutti d i un ,medesimo stile, ricco ed elegante. In alto, presso il soffitto vi sono tanti quadri grandi ad olio .che rammentano i vari comandanti onora.ri del reggimento, o g loriosi avvenimenti del reggimento stesso. N umerosi albwms, -cl.o:µ di valore, ritralti ecc, sono disposti. in be1l'ordine nelle var,ie sale. Il colonnello del 76 reggimento Adal bert Yi/ ojtéch, ·con squisita cortesia mi fece tutto vedere o meglio . tutto aµi mirai·e. I n Austria t.:Onservano an'cora una specie di tiro ridotto, o, per méglio d ii-e, un congegno molto simiìe a quelloche era in uso nel nostr o ese!cito. È un cassettone molto lungo, dove. sono di pinti vari ostacoli naturali del terreno,. ai quali si applicano sagome di piccoli.soldatini fantastici (per non. offeudere nessuno) in gruppo od isolati nelle varie po· ~izioni. Vi sono anche· dei cartoncini, molto s imili ai nostri. barilozzi, che si regalano a chi li sa colpire nel centro, dove è un ·cuore. , Fui invitato ad un ·pranzo di corpo. Come è noto in Austria la mensa è .obbligatoria, ma · per il solo pranzo, che gener~lmente avviene alle 13. Il ser vizio da tavola, cifrato , e ·st.ernmato, è inappuntabile. Non parlo delle gentilezie ricevute, perchè sarebbe troppo lungo il descriverle; citerò solo alcuni particolari. · Anzitutto il comandante del reggimento tenne g ran rap· porto ed io fui invitato a mettermi a posto cogl:i altri ; p0i fui. officialmente presentato ; quindi ciascuno venne a stringermi
'2152
A1I'TRAVERS0 L'EUROPA CENTRALE IN BICICLETTA
fa mano. Passammo nella sa-la da pranzo e sedemmo a ta- . ·vola, dove molto gentilmente io fui messo al posto di onore. La conversazione non languì un .sol momento. L'ufficiale .austriaco come il tedesco desidera. recarsi .in Italia, per visitarvi quegli avanzi dell' antica grandezza, i qua.li hanno fatto apprendere. a tutto il mondo, cosa volev a dire gloria -ed amor di patria. Gli ufficiali superiori vi erano stati quasi .tutti prima del 1866 e tornati' in seguito; degli altri ve ne era stata una gran parte. Allo champagne, il colonnello mi fece un sal_uto a nome -dei suoi ufficiali, e per tre ,r.olte ri petè hoc. Poi tutti sfilarono davanti a me per tocca.re il bicchiere.. Anche io feci un brindisi in francese, nel quale non so . ·se facevano maggior difetto la grammatica o la rettorica, ma fui applaudito e non posso lamentarmi. Le gentilezze usatemi non ebbero termine col pranzo, giacchè, dopo alcuni mesi, mi fu recapitato a Faenza, uno splendido Album, con dedica ·su placca d'oro, contenente le fotografie degli ufficiali del regp-1mento « Conte cli Kei,en-
.hulle1· ».
ATTRAVERSO L'EU!tOPA CENTRALE IN lllCIOLElTTA .
2153
-malattie incontrate in servizio. Poco tempo, prima . che io .andassi a Graz, un aiutante maggiore, cadend.o da cavallo, -si era fatto tanto male da dover essere riformato. Orbene egli non solo aveva avuto l'intera pensione; ma un vitali_zio d i 400 fiorini all'anno (1000 lire circa), in compenso della deformità acquisita.
.. Particolari ciclistici: A Gra.z vi è molto rispetto per i ,ciclisti. Moltissime signore e signorine vengono dalla campagna sole in città in bicicletta e n essuno · !:li pC'lrmette molestarle. - Di notte per una ·comitiva di ciclisti basta un sol fanale. - .Un particolare poi, che farà strabiliare specialmente i Milanesi: a Graz si può lasciare ovunque la propria bicicletta; sul marciapiede fuori d1;l caffè, nei giardini pub blici, ai piedi della funicolare ecc. e si è sempre sicuri di ritrovarla ! ! ! !
(Continua l. 'I-
.. *
Per tutto ciò che .poteva occorrermi avevano gentilmente incaricato un caporal maggiore di maggiorità, . trentino. 'Questi mi raccontav a qualche episodio della sua vita militare, e fra gli altri il seguen te, oh.e mi pare d~gno di menzione: essendo egli ad detto all'am~1inistraziorie non andava all' istruzioni esterne. e perciò, die.tro sua domanda, gli · .avevano concesso una libe1·a 't isdta n elle ore antimeridiane, prima dell'.apertura del suo ufficio, perchè potesse respirare ]'aria mattutina ed andare a studiare fuori della caserma. Questa c:oncessione che a primo aspetto può · sembrare poco militare, dimostra perfettamente lo spirito pratico che ~nima Pesercito austriaco. Come è noto in Austria sono molto più larghi nel con.cedere compensi per ·le disgrazie non solo, ma anche per le
L umr
OallHLLO NA'l'.A·L I
2'154
NOTA JilIBLIOGRAFICA.
N01ÌA BIBLIOGRAFICA.
2155
La 2• parte poi è non meno importaDte per l'esame particolareggi11to dello stato presente dtll'ord inameuto e dell 'istruzione e più ancora per le molte proposte al riguardo formulate dall'autoni. Riu$sumiamo qui il più brevemen te poss:bile ambedue le parti.
"' ** F&o&n1co v. BEnN11Ano1, colonnello e ca1}0-divisione nel grande stato maggiore. - La nostra cavalleria nelle guerre dell'avvenire. Considerazioni i;u,ll'irnpiego, ordinamen,to, istr11.zfone della cavalleria. - Berlino, Mittler e figlio, 18!Hl. 1
Da parecchio tempo la stampa mi litare tedesca pubblica importanti lavori risguardanti l'nrma di cavalleria. Fr::i i più prege,voli vuo lsi an· noverare questo dovuto alla penna del colonnello v. Bern hard,i, colto ufficia le di stato maggiore nonèhè coinpeten te ufficia le di cavalleria .. Il v. B~rnhardi non crede che l'or<lioflmeuto e l'istruzione del la ca valieria tedesca corrispondano convenientemente all'impiego che se ne dovrà fa re nelle guerre future, imperocchè ci si attie!1e troppo alle deduzioni tr2lte, circa trent'anni or sono, dalla campagua del 1870- 7·1, in luogo di rendersi un conto sufficieutemente esatto 'del nuovo aspetto che assumerà la guerra nell'avvenire a cngione del l'enorme aumento verificatosi in questi ultimi tempi nelle armi di fanteria ed. artiglieria, dei notevoli progressi delle armi da fuoco, del maggiore ~vilo ppo dato al le fe rrovie, ecc. Egli perciò si è indotto ·a man ifestare il suo pensiero in prnposito e così gli è riuscito di compi lare un rinrnrchevole stndio che non solo s11rà giovevole al la cavalleria tedesca, rrfa pur anche alle altre caval lerie europee, le quali tutte banno, con lievi differenze, lo stesso ordinamento, gli stessi regolamenti e ricevono la stessa istruzione del la tedesca. · · L'opera consta di due parti: nella 4a SOll ·presi a disamina l'impiego e la condotta della cava lleria in guena; nella 2a si discute del suo ordinamen to e della sua istruzione . . Lii i a parte è particolarmente notevole. non solo per la minu ta anal isi dell'i~ piego a forsi in guerra del la cavalleria, ma sovratotto pel quadro, tracciato con mano verameute da mae3tro , delle condizioni nuove e così differenti da quelle del ·1870, in cui la cavalleria dovrà esplicare la sua azione. 1
Per gli enormi eserciti moderni che si fronteggieranno, per gli esles1 fronti ch'essi forzatamente occuperanno, il servizio strategico delJa cavalleria ha acquistato un' importanza capitale ed assai maggiore che nel ,J870, come in p11 ri tempo sono. aumentate a mille doppi le difficol tà per tradùrlo in atto. Le armi di fanteria e di artiglieria hanno quasi triplicata in questi ultimi anni la loro forza; quella, per contro, della cavalleria è la stessa o. giù di lì, del 1870 . .La cavalleria avversaria, inoltre, si opporrà alle nostre operazion i' e manovrerà, con intendimenti identici ai nostri, innanzi alle sue armate. Le conrlizioni p'ertanto, nelle quali la cavalleria entrerà in campagna banno peggiorato iq uonfronto a quelI~ del 1870; alla cavaller ia però rimane un lato vantaggioso, rispet.to ~I le altr~ armi : qnello di una maggiore coesi,rne e preparazione alla guerra. Ciò premesso, l' insigne scrittore passa a trattare diffusamente dell'impiego della cavalleria in guerra : in prima linea egli mette il servizio strategico innanzi al fronte dell'esercito; vengono poi gl' iqseguimenti a fondo, e da ultimo la sua azione 'sul campo cli battaglia. Il sei:vizio strategico è aduoque il prinuipale ufficio dell a cava lleria in guerra, ,.. e in esso debbono còmprendersi le -scorrerie (ra·ids, m,1 in proporzioni più modeste di quelle legg1mdarie compiute dai cavalieri americani) dirette contro i fiauchi e le spalle della li nea nemica, per impossessarsi ·di d·epositi e guastare linee ferroviarie e telegrafiche. L'autore discute a fondo le principàli qoestiooi .a ttinenti all'avanscoperta. A suo parere non conviene, durante il . periodo déll'aduoata e della mobil itaiiooe, lanciare la cavàlleri:i oltre la frontiera, ·idea assai accareziata Sia iù Frnncia, sia io Ru ssia. 1 risultati c:he ne deriverebberc,, nou potrebbero essere che lievi; le perdite invece sarebbero gravi e. in nessuna con'elazione cogli effetti ottenuti . · Al· p1'incipio del le operazioni mifi.tari, la . cavalleria si porterà avanti, e fo rzatamente sr scontrerà cun·quella nemica. È impossibile esegu~re la esplorazione sino a che i cava lieri nemici tengono iJ campo;. è qùindi necessario di batter la e respingerla dal teatro di gi:erra.
2156
NOTA IHBJ;,IOGRAFICA
NO'.I'A
BllH,IOGRil.FICA
"
2157.
, E' que~to il quesito tmto dibattuto ia · questi ultimi. anr\i , e intorno al• quale crediamo non siasi ancor detto l'ultima parola. Il voD Bernhardi, finalmeDte è di avviso che nelle guerre future la ca-· valleria dovrà ricorrer<l al combattimento a fuoco q,nasi giorna(mente, se vuole disimpegnare tutti gli snriati còmpiti che le saranno affidati : epperò si dimostra con,•ioto e caldo fautore di no lar_go impiego dell'appiedamento. E noi crediamo abbia intieramente ragione. Condizione poi sine qiia non, per qualsiasi im piègo della cavalleria - uell'esplorazione, negli inseguimenti, sul campo di battaglia - è quella che la cavalleria deve oprare riunita in grossi corpi. ·
si migliori, infine, ai pos$·ibile, l'istruzione generale e pratica degli uftìciali, per il che converrebbe creare una scuola di ca'valleria scientifica. ,L'autore non si dissimula la portata delle ~ne proposte, e, come ~sse,. nel caso, non potrebbero essere attuate che gradatamente In ogni modo· ritiene che un progresso si sarebbe già realizzato q~ando chiara si, avesse gi.à innanzi ngli occhi la meta che vnolsi raggiuog<Jre.-
,,,.
· Non spenderemo di certo parole, affatto superflue, per tessere l'elogio di questa importante pubblicnzione e del suo autore. Ci limiteremo invece- a diré che è libro che vuol e;;sere studiato da ogni ufficiale di cavalleria, e che la sua lettura sarà non meno proficua agli 'Ufficiali di qualsiasi arma. B. D.
** ,Non entreremo nell'esa-me particolareggiato di ciò che scrive il ,vnn, Bernhardi nella iza. parte, poichè, per ciò fare, dovremmo impiegarvi molte ·ma molte pagine. Ecco, invece le sue proposte, le quali sono una lo·g-i-ca deduzione dell'ampia discussione e delle considerazioni da lni svolte intorno ai capitali problemi dell'ordinamento e dell'istruzione della cava lleria. Il von Bernhardi pertanto propone: che pur manteneDdo il presente ordinamento si aumenti in modo sensibile la forza numerica della cavalleria; che si aumenti il prezzo d'acquisto dei giovan i cavalli, per migliorare, al pos~ibile, il materiale quadrupedi; che si aumenti la quantità delle munizioni in guerra ; che le batterie a cavallo sieno formate sopra ,~ pezzi, aumentanclone il numero in modo corrispondente; che la cavalleria sia dotata di canDoni Maxim; che il carrnggio della cavalleria e del distaccamento del genio sia modifica·to in modo da poter seguire le colonne di cavalleria al trotto; si migliori l'istruzione di equitazione nel senso di fare del soldato. un cavaliere più perfetto, e maggiormeme a_llenato giusta le esigenze della guerra ; che s'introducano radicali modi ficazioni nell' istruzione tattica,. con speciale riguardo all'impiego delle masse e all'accresciuta importanza. del combattimento col fuoco; che si venga ad una nuova com pi Iazione del Regolamento di esercizi, introducendo maggiore semplificazione, rilevando l' importanza ·dell'impiego per ala della brigata e divisione, e allargando le prescrizioni per l'appiédamento, corredata da una precisa enunciazione dei princi pì riferentisi al combattimento;
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NOTIZlE POLITJCO-MILI'l'ARl
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NO'fIZIE POLlT'ICC)-MILITARI Tra i_ progetti presen111ti alla Cl.mera rlall'on. mioistro della guerra, alcuni furono approvati senza discussione, o dopo disvussione breY1s~1m11 . Tale sorte toccò al· progetto per « il p2.ssaggio dnlla regia mnrioa ;il regio esercito di talune categ·orie di uliìciali- in congedo » e q'uello rigiwrdanie e, la spedizione gariba ldina del- ,1867 nell'Agrn romano. ; ~el primo si tratta dei mi litari in con11e edo illimi tato ' cbe a·ppartencrono rii personali ferroviari, postali e telegrafici; militari che per effetto del -llitato progetto vengono trasferi ti all'esercito affinehè non esista unii disparità di trattamento fra i militari addetti ad un · medesimo servizi"o, essendochè per quelli :1ppartenenti all 'esercito furooo regolate con norme speciali le chiamate e gli obbl igh i di $ervizio. 11 secondo progetto è cosi concepi to: « ,Ar~. ,1. La cam pagua dell'Agro romano per la liberazione di Roma, -cnpitanata da Giuseppe Gariba ldi , è dichiarata campagna naziona le e parel?giata per gli effet,i di pensione alle 11ltre campagne di guerra per l'un ilù e l'ind ipendenzà d'Hali11. _ « Art. 2. Per ottenere il bre,,etto occorrerà esibire un attesta to <lei -comandante la colonna o la compagnia o quanto meno un atto di notorietà rila~ciat.o da tre commilitoni della campagna stess11, già ricnnosciuti per tali'. Una commissione nominata per decreto rea le snrà incaricata de!l'esarne dei titoli. , ~
~
** E' stato distribuito e si spera d1e venga pi·esfu discusso il disegno di legge per la sistemazione dei suba lterni commissari, già pr%entato neìla precedente "essione e moditicato · d,)l Senato. Esso consta di cioqnd articoli cosi concepiti : « Art. ·1. I cnpitani commissari sa ranno ·nominati fra i tenenti delle .armi di fanteria, cavalleria , artiglieria e genio, e del corpo contabile,
che soddisfino al le condizioni stabi lite con regolamento da approvarsi con decreto reale. « I l trasferimento dei predetti ulticiali nel corpo di commi ssariato militare, potrà aver luogo all'atto della loro promozione al grado di - capitano o posteriormente alla medesima, in relazione ai posti disponibili nel ruolo organico dei capitani del corpo stesso. « Art. 2. I tenenti e sottotenenti del corpo di commissariato attualmente in servizio ll tti vo permanente (compresi quelli in aspettntiva) saranno Lransitoriamente conservati oei q uad,·i del corpo stesso, e, se dichiarati idonei all'avanzamento, conseguiranno l'avanzamento ai grlldi superiori . « Art. 3. I sottotenen ti commis:,ari attua.lmente in servizio attivo permanente e che sono dichiarati promovibili nel corpo di comm issariato, vi saranno promossi tenenti contemporaneamente ai sottotenenti, di pari anzianità, nel!' arma di fanteria, e coloro che già fo$sero stati pretermessi nella promozione per effetto del la legge 28 giugno 1897, n. 225 s:iratino promossi tenenti prendendo l'anzianità dei tenenti di fanteria che avevano la stessa loro anzianità nel gr2do di sottoteuenle. « Art. 4. I teneoti e i sottotenenti commissari, non idonei all'avanzamento; saranno gradat.amente trasferiti, nel corpo contabile e prenderanno posto nel ruolo cli questo corpo, per grado, immediatamente dopo quelli di pari anzianità che già vi si trovano inscritti . << Art. 5. Il rec~utamento dei capit;iui comm issari dai tenenti delle varie armi e del corpo contabile stabil ito dall'articolo -1 precedentll, non sarà applicato se non dopo che avranno conseguito il grado di capitano nel corpo di commissariato gli autrnli ufficwli subalterni commissari già dichiarati o che sar:inno in seguito dichinrati promovibili conform e al l'articolo. » 1
)f.
* * Nel la relazione che accompagna questo progeLto l'on. mi nistro del la guerra ne espone le origin i e le vicende. Abolita colla legge '28 giugno '18H7 la categoria dei subalterni commissari in attività di servizio, occorreva provvedere alla .sistemazione di quelli allorn esistenti, ed a ciò mirava il progetto presentato nella 1• sessione della presente legislatura con cui si stabi liva: 1o che i tenenti commissari aventi anzianità superiore al ,1° gennaio -1892, iscritti sul quadro di ~vanzamento, fossero confermati nel cor po e quelli della stessa anzian ità, dio.:hiarati non idonei· all'avanzamento, l'assero trasferiti 1
1
l~7 -
Al'<NO XLI V.
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NOTIZIE P0LJT1CO-MIL1TARJ
NOTIZIE POLITICO-MILITARI
nel corpo contabile; 2° che i tenenti commissari di anz1an 1ta posteri ore al ,J 892 ed i sc,ttotenenti fossero gradatamen te trasferiti nell'arma di fan teria o nel corpo contabile. Le chiusura del la sessione impedì l'approvazione di ta le progetto, che fu ripresentato all'altra sessione. Ma ud frattempo si era potuto constatare che i cor~i speciali, i~tituiti pei subalterni commissari presso la scuola di guerra, avevano dato risu ltati molto favorevo li; si riconobbe quindi l'opportunità cli conservare _nel corpo di commissar'iato anche gl i ufficiali subalterni di anziani tà posteriore a quella sopra indicata, giudicati idonei aìl'avanzamento. Perciò il primitivo di ~egoo di legge venne mod ificato in questo senso e cosi modifica to, fu discUS$0, nella scorsa se:;sione parlamen tare, dal Senato che lo approvò dopo avervi 11ggiunto un articolo inteso a sospen.dere - fino a che sieno promossi gli attuali suba lterni ricono sciuti idonei - il reclutamento dei capitani commissari da ufficia li delle armi comb:iuenti e del corpo contabile.
Per la questionf dell' es:ime completo delle spese mi li tari straordina1·ie da farsi nei fu turi eserci1i, giusta gl'impegni presi nella passata sessione, il ministero si riserbò di presen t.are quanto prima uuo speciale progetto di legge.
Con tale aggiu nta il progetto viE-ne ora innanzi alla Ca mera. Un altro progetto ripresentato alla C,1mern è quello che rigu:ird11 le spese mi iitari st1·:iorcl inarie per l'anno 1899 -900, c~oè: « L. t~,30 0.000 per fabbricaz ione di fnci li e moschetti, munizion i e .:iec,i-ssori ; « L. 500,000 per approvvigionameoti cli mobi litazione; « L. ·1,650,000 per la fabbricazione di artiglierie di gran potenza a difesa delle coste; « L. ,1,500 , 000 per 11rmamento del le fortezze; « L. ·1,000,000 per costruzione di foni di sbarramento e lavori di difosa , « L. 3,000,000 per acquisto di materiale cl i artigl ieri,1 da ci.:mpagoa; . « L. ,1,600, 000 per costruzione e sistemazione di opere miliwri ; « L. ,t. o,t O, 000 per spese di verse. In tot:i le ,t 4,,560,000 lire. Si cbiedono inoltre quindici milioni e mezzo per acquisto cli materiale d'artigl ieria da campagna e d:i montagna da ripartirsi negl i esercizi finanz iari po ,teriori a quello ·1899 -1900. Questo progetto veoue :ipprova to senza discnssiooe nella seduta del 29 corrente. 1
>)
,., * * A cama delle condizioni politiche generali e d'ord ine interno nell'anno 11898, le qua li fecero ritardare il coogedarnento della classe anziana oltre il term ine prescritto, ne venne che il bi lancio dell~ guerra per l'esercizio 1898- 99, dovette sopportare un onere non ca lcolato nello stato cli previsione. perciò venne presentato alla Camern nu disegno di legge per approvazione di eccedenze d'impegn i per l:i somma di lire 7, ,1'13, 175 rnrilìcatesì in :,]cuo i capitoli dello stato di previsione per le spese di detto esercizio. A formare la suddetta eccedenza concorsero, oltre la c:iusa principale sovraccennata, il mantenimento di una forza di carabinieri maggiore della previstll, dovuto anch' esso a ra9ioni di pubblica sicurezza e il manteni111euto nell' isol:1 di Candia di un numero di truppe maggiore e per un tempo più lungo del previsto, e ciò per ragion i di carattere internaziona le; più vi concorse uoa maggiore somma per spese di viaggio, consepienza di movime11ti rfutJìc:ialì e truppa, inevitabi li per la definitiva dislocazione dei corpi in relazione al nuovo ordinamen to dell' esercito. Seoz~, queste cause eccezionali il bilancio della guerra si sa rebbe ch iuso per l'esercizio 1898 99 stando nei limiti dei 239 milioni. Anche il bilancio della mDrina, p(}r lo stesso esercizio ,t898-99, ebbe t n'eccedenza di spese, per la quale fu presentato apposito progetto di legge. L'eccedenza fu di lire 5,215,079; esse derivano in massi ma parte dal fotto che le vicendH parlamenta ri non permisero l'approvazione del disegno di legge presentato nella scorsa sessione per una maggiore spesa causata da armamenti navali, che si dovettero fore nei primi mesi del l'esercizio; ,J O per accrescere le nostre forze nel l'Atlantico; 2° per m;ntenere una divisione navale nelle acque di Creta ; 3° per costituire una divisione nava le nell'estremo Oriente, in vista degli avvenimenti che si andavano svolgendo in quelle region i. · 1
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NOTIZIE POLITICO-MlLl'l'ARI
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Il 25 corrente venne iu discu5sione alla Camera il bilancio della guerra. Prima che In discussione com inciasse, l'ou. Gioi itti rivolse ali' on. ~fori, ministro della guerra, una domanda. diremo cosi preliminare. « Sono corse voci (egli disse) che il nostro esercito non sia sufficientemente ar mato, e perciò il Gùverno :ibbia l'intenzione di ch iedere fondi maggiori pel bilancio della guerra. Ieri il presidente del Co u:;iglio ha dichianno che tal bi lancio resterebbe consolidato nella cifra di '239 mi lion i. Orbene, chiedo al ministro che f;i ccia sa pere esattamente al Paese se all'esercito bastano gli attual i 239 milioni, o se occorrano per esso ulteriori saerifici . ,, L'oo. ministro della guerra ri:;pose: « Le condizion i dell'esercito non sono mutate da quello che forono in questi ultimi anni; però la nowa artiglieria ha bisogno di essere . riformata per porsi a paro coi miglioramenti introdotti nell'artiglieria degli altri Stati. La spesa ord inaria resterà immutat.a e con$olidaia co me ora; io quanto alla straordinaria. il Mini,;tero fa degli studi , .i quali saranno presentati al Parlamento quando saranno compiuti , e richiederanno qualche aumento di spesa proporzionato alle disponibili tà della fi nanza ». L'on. Giolitti ringraziò l'on. ministro per la sua schietta risposta . Dopo ciò vennero letti ed approvati senzn discussione tuui i capitoli del bil:incio. Infine si approvò anche uo ordine del giorn o della commissione , accetwto dal ministro. lo quest'ordine del giorno la commissione dice di conOdare che il ministro provvederà ai var i esercizi se lent;Jri, per qna nto sarà possibile, con perwnale tratto dagl i ulficiali iu posi~ione ausiliaria, o riserv;; , e dai sottn LTicia Ii io attesa d' impiego ; riprenderà in istudio iI ;istema del la gestione diretta per la foruiwra dei viveri ·ai corpi; provvederà (con r igQardo agli interessi impegnati) alla cessione di una parte delle fabb riche di armi ali' indnstria privata, o almeno àl loro couceu trnmento; studierà di introd urre nel servizio delle rifo rniture ogn i ulteriore possibile economia ; continuerà gl i studi per la soppressione del tribunall3 di guerra e marina; provvederà affiuchè il bilancio della guer ra sia rei11 tegrato delle spese effettive che l'istituto ~eografìco militare àeve sorportare per gli altri ) linisteri e procurerà d' introdnrvi le maggiori economie.
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Due a ltri importanti progetti presentò alla Camera l'oo. Bettolo, ministro della mariòa; l' uno ha per ogietto il riordinamen to del persona le dell:i R. marina, cioè dei corpi militari, degli impiegati civi li e del persona le degli arse.nali ; l'cd tro stabilisce :i ;12,000 il nu mero degli operai permanenti del la R. ma rin11. Questo numero ru stab.ilito in base alla ca pacità del bilancio della mario11 ed alla potenziali tà di rendimento dei nostri arsenali maritti mi per lavori sia di nuova costruzione sfa di riparazioni di navi. L'el iminazione del personale di lavoro attual ment.e esuberante dovrà effettuarsi per naturale riduzione, tenendo conto dei diritti acquisiti. Da lle disposi7.ioni di quest.i due pr.ogetti si ripromettono grand i economie. Qirn_ndo si sarà grnn ti allo svi luppo completo ed alla integrale applicazione della nuova legge, si sarà assicurata un a economia annua costrnte di oltr() sei mi lioni sul bilancio attuale; men tre col numero di ann i che occorreranno perchè la leg~e P,Ossa :icquistare il suo pieno vigore si saranno realizzate ecooomie cre1sceo ti di anno in an~o, i I cui tot11le ammon terà ad una somma di circa i:iO milioni. Iu questi progetti è indusa la concessione al ministro della m:iriua di contrarre co l tesoro un prestito di 4.0 mi lioni, in ragione di ,1O milion i all'anno; a Il'estinzione di t,de prestito si provvederà con 3 milioni al l';rnno ricavati dal le dette economie. Colla somma poi cl i ,rn milioni il ministro Bettolo si propone di provvedere d1 urgenza al la ultimazione delle poche navi da b11ttaolia che 11bbi11mo in ('11 ntiere, il cui allestimento dovrebbe altrimenti ess~re prorogato ol,tre quattro anni, ed alla impostnione di alcune nuove navi da battaglia la cui necessità è indiscutibilmente dimostrata, date le condizioni attual i del nostro navigl io militare. )I.
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Fra le pi ù importanti disposizion i d' interesse militare emanate nel!a quindicin11 notiamo: - Venne nolificato che la concessione fatta da Ile Società ferroviarie ai sottufficial i io congedo, assunti in servizio o chiamati in esperimento presso le amministrazioni civili dello S tato, venne estesa ai viaa"i che i detti s•Jltufficial i (e fa miglia) debbono compiere - nel caso \~ cu i
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NOTIZIE POLITICO-lll!LlTARl
NOTIZIE POLIT!CO - MILl'l'ARl
l'esperimento non r ie3ea favorevo le - per ritornare alla loro sede e per recar:;i altrove, quando fossero chiamali ad un altro impiego. - Venne stabilito che il servizio dei viveri per i caporali e soldati del R. esercito prosegua per l'anno ,1900 ad essere amministrato com e negli ann i sco rsi, cioè: a) per le truppe st:inziate nei presidi capoluogbi di divisione dei primi sei co rpi ,l'armata mediante tre imprese viveri un:i per il I e UI, una pel II e IV ed urrn pel V e VI; I,) in tutti gl i allri presidi direttamente per cura dei cot·pi giusta l'articolo -166 d>il regolamento d'ammini strazione. · · - I buoni risultati ottenuti da lla gestione Jel vitto ml economi,'!, introdot1a nel 4897 eri esercitata secondo le norme sancite da l rec,olae mento di ar~ministrazione e coutabilità dei corpi, offrendo la possibilità di apporwre alcuui miglioramenti uell'alimen1azione del la truppa, venne determ inato che per l'anno 1900, e per i succe3sivi fino ad ordi ne contrario, sie110 os,ervate le segnen Li cli,-posizioni : 1° le distribuzioni di caffè o vino alla tt·uppa, di cui nel§ ,f;JOO del regolamento d'ammiu istrazione, sono aumentate a 2M per ogni anno solare. Ai caporali e soldati delle compagnie pootieri, ai qual i il § ,(306 assegna 300 distribuzioni all'arino, si fora una distribuzione al gio rno; 2° la qunta che, secondo I' nltirno ca po verso del eletto § ·i 300, i comandanti di corpo hanno facoltà di spendere nell'anno per il mi glioramento riel rnn~io, .sull'avanzo netto veri6ca to;i n1Jlla gestione dell'anno soh\re precedeu1e, è elevata alla metà dell'avanr.o ste,so; e nello stabilirlil 0011 $i calcolerà tra le spese della rnas;a rancio l'importo delle razioni pane supplementari col,)cesse a ~enso del § 879 del regolamento rl' amrn in istra1.ione; 3° la quota aòsegnata per la parte completiva della razione viveri sarà di cinque centesimi.
- Venne notificalo che il carcere militare preventivo di Genova comi11 cerà a fuozionare da l ·I O geun.1io prossimo venturo nella caserma Carignano in detta ciuà, colle norme stabi lite dall' A.tto 100 del ·1867. - Veone pubbl icata la 3a dispensa del le D'isposiz'ioni special'i per l' artig/:ierùi (anno 1899). - Furono pubblicati i capitoli d'oneri per la forniturn del foraggio dorante il veuturo anno ·I 900 . La composizione norma le del le razioni fo raggio cli accantonamento e di marci11 tanto per i cavalli di uflìciali quanto per quelli di truppa sani quella stabi lita nei detti capitol i. Fu prescritto inoltre che - analogamente a quanto si è praticato nel ,1899 - anche per l'auuo venturo, ai caY;1l li degli squadroni e delle bauerie, indicati nel § ,1536 riel regolamento d'amministrazione e contabi lità dei corpi, sia somministrata la razione d'accantonamento nei venti giorni precedenti la partenza per le eserci tazioni e nei quindici susseguenti al ritorno.
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Venne sta bilit,) che i militari isolati diretti io Sardegna o in Sici lia o che ne provengono, saranno avviati a Napoli, anzichè a Livorno, non snlo nei casi ordins.ri nei qua li è stabilito tale itinerario, ma anche quando, per il più. sollecito invio degli nomini a destino, venga ari sultarne maggiore convenienza per l'amministrazione; come pure quando ciò sia' con~igliato da motivi speciali d'urgenza, come, ad esempio, nel le licenze concesse per grave rna latti a dei genitori.
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Roma, il 29 novHnbre 1899. X.
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NOTIZJE MILITARI ESTERE
NOTIZIE MILITARI ESTERE AUSTRIA · UNGHERIA.
Bilancio pel ·1900 della landirehr cisleitana. - Dal giornale Pester Lloyd del 16 novembre rileviamo alcune notizie coucernemi l'ordinamento del la Jaudwehr cislei tana qual i resultano da l bilancio dello Stato cisleitano pel "900 stato presentato nel la prima metà del lo stesso mese a quel Parlamento. Anzituuo notiamc, che per quanto ha tratto al bi lancio della difesa del paese, quel lo pel "900 presenta uoa maggio1,e spe3a r ispetto al bilancio del ·1899 di fiorini (·I) ·1,89'1 ,ilO,O, di cu i la parte maggiore sarà destinata per aumentare [[l i effettivi 11 le compe1eoze della gendarmeria , e 8·19,8 1O fi o rio i s,1ranno impiegati per la landwehr. .Gli scop i a cui servirà quest'ultima somma sono: ,1• aumento d1 ufficiali ed impiegati di landwehr e variazione nei gradi degli ufficiali ed impiega ti mil itari presso il ministero del la difesa del paese, il comando superiore di ilrnd wehr. i comandi di landwehr (corrispondenti, meno pel comando militare di Zara, ai comandi di divi sione di landwebr), le scuole aspiranti officiali, il co rso ufficiali supe1Jori di laadwehr e il deposito equ ipaggiamento di landwehr; 2° costituzione di un nuovo comando di brigala di fon1eria di laridwehr. Nel 1898 ne fo costi tuito già un altro a Czernowitz e nel ,1899 nn altro a Pilsen (2) ; 3° istituzione di un corso per ufficiali subl'l llerni di fanteria io Vienna analo~o al corso che si svolge uelle' sr.nole di corpo d'a rmata dell'esercito comune, delle quali si fa cenno nellè considerazioni alle promozioni del grande bollettino di a11tnuoo, di cui si parla in seguito. Questo corso oltrecb è mirare al perfezionamento della cultura militare di tutti i subalterni della Jandwehr, costituirà anche come un corso preraratorio per l'ammissione alla scuola di goerra dell'eserci to comune, 1
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alla quale, come è noto, possono annualmente accedere anche alcuni ufficiali della l:mdwehr ; 4:o miglioramento del vitto dellà truppa; . 5° continuazione della riorganizzazione della fan teria stata iniziata fin dal ·1898 e di coi la Ri'Vis!a 111-ilitare diede un cenno nellè citate puntate del novembre '98 e del l'agosto '99. La riorgauizznione alla quale si dà corso gradualmente mediante leggieri ,mnuali aumenti nella fanteria di laodweh r cisleitan::i tende ad armonizzare vieppiù la costitnzione dei quadri di delta fonteria con quella dei quadri dell'eserci to comune. Fino al ·1897 le truppe a piedi della landwehr cisleitana erano ordi nate in 23 reggimenti di footeria di linea e 3 reggimen ti di tiratori nazionali (laodesschtltzeo), erano cioè '26 reggimenti, di coi 1/i, a 4 br,ttaglioni e H! a 3. Inoltre ogoi reggimento avev;i un quadro di battaglione di risr.rva ed un quadro di• battagl ione di complemento. Questa diversa costituzione dei reggimenti arrecava rarecchie difficoltà nel le oper:izioni di mobilitnione le quali perciò sofTri vaoo un certo ritardo, mentre d'altra parte altre diaìco l1à presentava per l'incorporazione delle uni tà di landwehr nelle unità dell'ese:·cito comune. Allo scopo di ovviare a questi inconven ienti ed anche di aumentare le un ità si pensò ad no ordin11mento uniforme creando, ·12 nuovi reggimenti mediante i quarti hattagliou i e la trasformazione ìn battagìioni da campo dei quadri di. battnglione di riserva. A riforma comp iuta perciò tutti i reggimenti avrnnoo 3 battaglioni ed un quadro di ba ttaglione di complemen to, ad eccezione del reggimento che è nella Dalmnia il qua le rPsLerà di ,\. bnttaglioni (if) . In relazione di ta le traformazione fu iniziata aocbe quella dei circoli di landwehr e di land,turm. F inora souo stati creati 5 dei nnovi '12 reggi men ti. Per l'anno ,1900 sqno ,tanziate nel bilancio le ,pe,e uecessarie per la formazione di a Itri due comand i di reggimento, Promoz'ion'i,. - Verso la fin e dello scorso ottobre è swto rnhbli ca to il grande bollettino detto di autunuo (2) . Le promozioni che esso contiene ne llo ~tMo maggiore gene rale, nelle va rie iirmi combattenti, nel 1reno, nel corpo sanitario militare ed in quello contabile, sono riepilogate nomericacnente nel segùente s pecchio: 1
(i} Secondo qualche giol'nale mi litare della monarch ia ques to reggrniento che riorta ìl n. 23 e si chiama da lmato s:1rebbe des tinato a costituire una brigata dalmata di
Ogni liorino vale lire 2.20 circo. (2) Vedi a ques to riguardo le 11unt8Le rfel.la mvMa mii.ilare del 1° no,•embre l.898 pag. 2005, e ciel ,1• agos to 1899 pa:.:. H06. (!)
due 1·eggimenti ciascuno a tre batlaglioni. (2) Nell'eserci to austro-ungarico le p romozioni hanno luogo in massima due volle all'anno, nel maggio cioè e nel novembre.
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NOTIZlE MlLl'l'ARI ESTERE
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
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Sono stati promossi al g1·ado di :
Gcne,·ale Luoi,:otenente di COl'[lO d'armari,sciallo rnata
N. 1 anzian,ta
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Teiiente colonnello
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di sanità) (3i. - Coo. (contabili). - M. (medici). (i) Oltre al corpo di stato maggiore havvi in Austria-Ungher ia lo s tato maggiore del genio il qL iale sLLIM'1ltto quello che si riferisco a costruzion i di carattere fortilicatGrio ~d opere alllni. tssso gode nell'avanza mento priv ilegi ciel corpo <li S M. . (2) Le truppe tecniche. cioè i pionieri eri i ferrovieri telegrafist i, _formano ~n unico ~nolo colla fante 1 wi: . (3) Gli ufficiali dell e truppe di sanità non sono da conronders, co, med1 c1 mil1tar1; es~, nonhanno attllllLlZ llicniche sanitarie, ma hanno il comando delle sezioni di sanità e provengono dall'apposito reparto della scuola cadetti della fan teria di Preslrnrg.
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2170
.NOTIZIE MILITARI ESTERE
Le cifre dello specchio quantunque non rappresentino tutti gli elementi che sa rebbero indispensabi li per uno studio completo sulle cond izioni dell'avantameoto nell'esercito austro-ungarico, sono tuttavia bastevol i percbè chi ne abbia voglia possa trarne deduzioni varie. Queste dedu- · zioni acquistaòo una importanza ancora maggiore ·dalla considerazione · che ne derivano di consim ili esaminando i bollettini militari delle promozioni primaveri li ed autunnali che da quald1e tem po a questa parte sono stati pubblicati io riassunto da Ila Rivista militare E ciò perchè, se si orescinde dal numero dei promO$Si nei vari gradi delle diverse armi, 'uumern che, specie nei gradi da colonnello in giù, fu alquanto minore nelle ultime grandi promozioni (compresa quella che lo spec· ch io ri porw) dipendentemente dal fatto che sono cessati i notevoli llUmenti negli orgnnici dovuti a riforme di vana natura e perchè mohi uffici,1li aspettano ad uscire dall'esercito c;i1e sia votata la nuova legge sugli stipl'ndi e rnlle pensioni che è più v;intaggiosa di quella attualmente in vigore, i criteri che informarono l'avanzamento uell'esercito rimasero costanti. Ora, poichè fra questi cri teri quello che più da vicino tocca gli interessi morali e mat!lrial i degli ufficiali ed anche l'essenza dell'esercito è il (:riterio della scelta , noo sarà forse inopportuno fare su esso qualche breve commento, il quale servir;\ anche ad illustrare il troppo conciso liogu~ggio delle cifre dello specchio. Anzitutto conviene rilevare che la scelta ha luogo sotto una duplice forma, e$cludendo cioè dal la promozione i meno idonei, e promoveodo a scelta gli ufficiali più idc)oei coo van taggio più o meno considerevo le rispetto ai colleghi di pa1·i anzianilà. La prima delle <h·tte forme di scelta è applicata in, tutti i gra~i e in tulle le armi, persino nel corpo di stato maggiore e nello stato maggiore del genio, iu una misura che il bollettino esam inato rivela notevolmen.te grande. Essa. trattandosi di uu criterio razionatissimo, come quello della esclusione dei 1.100 idonei, non può dar luogo a spBtiali com menti come quelli che dà Jnogo invece la' seconda forma di scelta, circa la qu;i le si nota anzitu tto una grande diversità di van taggi derivan te dal variabi lissimo numero d, posti che i promossi guadagnano, iu ispecie nelle promozioni a scelta da tenente a capitano di 2a classe e da capitano di 2a classe a capitano di ·I· con trasferimento nel corpo di stato maggiore o nello stato maggiore del genio. Riesce pertanto impossibile stabilire con una cifra sola la relazione esistente fra il numero di tali posti e quello tota le degli ufficiali di pari _grado. Ciò deriva dall;i mancanza nella legge di avanzamento di nnll prescrizione tassativa relativa alla en tità del vantaggio che si può conseguire con tale specie di scelta nei
NOTIZIE MJLl'l'ARI ESTER~
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gradi suaccennati. La legge stessa non dice altro per quanto lia tratto ;ili';inzianit.à dt:i tenenti che frequentarooo con successo la scuola di guerra o il corso superiore di artiglierin o quello del genio, che essi, prima di essere promossi, dtvouo rima nere ai;rgregati da un anno e mezzo a tre al corpo di stato maggiore o allo sta to maggiore del genio od essere dastioati a prestare servizio in speciali impieghi dell'arma di artiglieria. Si può pertanto concludere che dalla maggiore o minore durata del periodo di ;1ggregazione (Zuthe iltmg) e dell' epoc:i in cui l'ufficiale compì i corsi snpe riori suac;cennuti, uonchè da lla $U3 anziH niti1, dipenda l'entità dèl v,,ntaggio che all'uffìciale sie~so deriva dalla scelrn. Inoltre bisogna pure notare a <rue:;to proposito c;he acqu,swoo un titolo pe,· l'avanz.imeuto a sceltn a capitano di 2• da,se non solo i tenenti che freqnt-!nwrouo t:on succe,so la scuola di guerra o u!lo dei corsi di artigl ieria o genio, ma anc;hc i tenenti che risultarono i piu distinti fra i frequentanti deile scuole così dette di corpo d'armata. Queste scuole sono ,15 (uua cioè per corpo d'arm11rn) e. vi si S\'O lgono corsi della durata rii 6 me.,;i. Sono f1·equentate da uo certo numero di teneuti (circa 4.-0 per scuola) di tutte le armi, i quali abbiano raggiu nto un cerlo limite dian zianità che il ministe!'o anno per anno st,,abi lisc.e per ciascun'arma, e che varia ogn i anno sia nella ste:;sa arma ' che da un'arma al l'altra. l tenenti pei·ò devono aver trascorso nou meno di 3 an ni ia servizio presso le tru ppe. Il grarlo ,quinrti di anzianità dei promovibili a scèl ta p1ovenienti da dette sc;uole costituisce pertanto nn 'a Itra c;agion~ di disparità sulla eutità del vantaggio ('I ). (l.J Circa l'avanzamen to a s~elta concesso ai più distinti ufficiali che frequen tarono le scuol e cli •:.orpo <l'armata, esso, in occasione delle grandi promozioni pri ma\'erili ed autunnali, ha sempre destato qualche recrimiua.zione non ~olo nefl:i stampa militMe, ma anche io quella politica dell,1 monarchia. Non si vuole che godano pressoché 6li ste.,si vanlaggi·di carriera gli ufliciati che rlopo un ,.u,no al minimo di preparazione faticosa entrarono :lii:~ scuola di guerra e ne super:irono felicemente i due aoni di co rso e queg-li altri che non rimasero nella dura prov:i degli studi che sei mesi solamente. In tale ristretto spazio fii tempo non è possibile, si dice, emettere un giudizio sicuro sul merito che 11uò avere l'allievo per conseguire l'avanzamento a scelta; e ciò indipendentemente dalla considerazione che, esscodo i5 le scuole di corpo d'armata, attrettanli sono i criteri che si seguono per concedere o negare la scelta essendoché ogni scuola ha un:, pro1Jria commissione d'esame, mentre alla scuola rii guerra ii giudizi0 è informato a(! un criterio unico e costante. Questa disparità di giudizio, Ja diffico ltà di rare /Llfatto astrazione dai bisogni de l momento e ,.1alle innuenze personali. la possibilita di toncedere la scelta a coloro che non ne sono assolutamente i più meritevo li de\'ono indurre ad abolire l'iwa zamento ~. scelttl pei provenienti delle scuole suaccennate. Colo ro che aspira110 ad un più rap ido ,t1•a nzament.o freriuentino la scuola di guerra od i corsi superiori di artiglieria e genio. Per avere uf11ciali giov,1ni negli alti gracli della gerarchia questi ultimi istituii superiori sono pili che satl1c1onti. Persistendo nel sistema attuale il malcontento, già sensil)ile nella massa degli ulllcial i, cresceriJ a dism isura, t~n to più se si considera che sono già troppi i promossi a scelta rispetto a quel.li che souo promossi ad anzianità.
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
Per le promozio111 a scelta da ca pitano in su 600 al grado di te. nente colonnello, ìa legge fissa un limite minimo di permanenza di 2 anni iu ciascun grado; e per quan to ha tratto alle promozioni a ., '· scelta eia ca pit.ano a maggiore, la legge stabilisce che, coine avviene per i ca pi tani dello stato maggiore e quelli dello- stato maggiore del gen io, i ca pitani delle 'vRrie armi com battenti che senza avere frequentato In scuola di guerra sono dichiarnti idonei per subire gli esa mi per l'avanz3mento a scel ta, saranno chiamali a detti esami quando entrano nel primo quarto del rispettivo ruolo d'anzian ità. I capitani di ar tiglieria che frerpientarono con successo la scuola di guerra o i I corso su periore di artiglieria sono chiamati ag li esami per l'avanzamento a scelta non prima di due anni trascorsi RI comando di una batter.i a; però la ]oro promozione ba luogo q nando avviene quel la dei capitrni di stato maggiore e dello stato maggiore del genio di p1iri anzianità ('I). Pertanto pei capitani promovibi li ' a scelta il van taggio massimo è stabilito io ragione del quarto del numero rii tutti i co_llegh i dell'ilrma o corpo rispettivo. Se ora, iu base ai dati del bollettino di cui ci occupiamo, si prende a considerare la ca rrieri, di un tenen te, che abbia superato fe licemente la scuola di guerra e sia sta to trasferito nel corpr di stato maggiore, pe r dedurre il tempo che egli impiegherà a percorrere i vari gradi della gerarch ia fino a quello di colonnello, si :wrà : per manenza nél grado di sottotenente )) tenen te )) )) » c,1pitano di ~a cl. » )) ))
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massima anni 7 '!'!. ; minima anni 3 '/~; massima anni 2. '/'!. ; minima 2; ann i 6, su ppo~to però » , che il tenente superi a suo tempo con successo gli esami d'avanzamento a scelta al grado di maggiore; anni 3; anni 3. ))
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(1) Nell'interno ciel corpo di stato maggiore e nello ~tato maggiore rt~l genio non hanno hwgo promozioni a scelta. I c.api tau i però devono superare i presc ritti esami per l'avanzamento a maggiore.
N OTlZrn MILITARI ESTE RE
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Il tenente quindi può dopo 2·1 ann i e mezzo al m1n1mo o 26 :il massimo essere promosso co lonuello. E d:ito che ,111' atto dell'ammissione alla Acc11rlemia Teresiana di Wiener-Neustadt abbia l'età di 118 anni ('I) e che perciò ne esca a 2.·1, il tenente avrà all'11tto della promozione a colonnello ,\.'2 anni e mezzo al mini mo o n ann i al massimo. Se invece di prendere io esame la ca rriera di un tenente di fan teria rlesti rrnto ad es$ere e rimanere uffici.i le di sti1to maggiore, si prenda a considerare que!l;i di un tenente di fanteria che per aver supen,to con successo la ,cuoia di guerra è promosso II scelta rimanendo nella sua arma e che a suo tem po superi gli esami di ,1vanza . mento a scelta al grndo di margiore, i limiti d'età suaccenn11ti va riano di poco, come resulta d~ll o es,1 me delle cifre, riportate in sunto del bollettino; ed infotti mentre rirrwngono il limite di qua ttro anni di permanenza nel grado di so ttotenente ed i l1mi1.i massimo e minimo di ,10n i 7 112 e 3 1/ ~ di permauenza nel grado di tenente, la permanenza nel grado di capitano di 2• clas$e aumenta al massimo di un anno e mezzo, quella nel grado di capi tano di 1a classe aulllenta di 2. ann i in media, mentre quell11 nel grado di m~ggiore aumenta di so li 6 mesi . Qu indi il teuen1e a 46 a1111i al miuimo o a !:>'I anni ai massimo toccherà il grado di coloonello. Notisi che a risultati pressochè identici si viene ':lsarnioando il grande bollettino primaveri le di quest'anno che fu pubbl icato io riassu.nto nella Rivista militare del ,16 maggio, pag. 92:3 e seguenti. Alle considerazioni ·suesposte bisogna inoltre aggi ungere che allo scopo di avere uffi ciali relatirn mente giovani negli al ti grndi della ge· rarchia è prescritto che \'.ammissione al la scuoln di guerra non possa aver luogo per coloro che abbiano superato iI 28° :rnno di et.à (2). (il Per l'ammissione in 111m delle due accademie militari quella cioc di Wiener Neusladt per le arm i di linea e quella tccn ic,t il i Vienna r1er le armi di a1·tiglieria, pionieri, e ferrovieri-telagrafì, Li bisogna avere non meno cli U né più di 20 anni di età. (2) Vino a poco f;t il limite massimo cli età era di 30 anni ; una disposizione imperiate lo ridusse a 2S.
2174
NOTIZIE MILIT ARI ESTERE
FRANCIA. GRAND I MANOVRE.
Disposizion·i ministerial'i, per le manovre nel 1899, giusta le note relative al le grandi manovre di autunno nel 1899. 1
(STATO MAGGIORE o ' AnMA'l'A -
3°
UFFICIO).
Parigi, 3•1 dìcembre 1898. 1
Le manovre di autunno del ·1899 dovevano essere organizzate e regolate in conl',,rmità del le disposizioni dell'istruzione geoerale del ·18 febbrio 1895 (edizione ristampata alla data 1° marzo ·I 898). La natura e la durata delle manovre da svolgersi erano state ordì· nate come segue : a) Le manovre d'armata dovevano svolgersi tra il V ed il IX corpo sotto i'alta direzione del generale Giovanoiuelli, membro del consiglio su periore della guerra. Per queste manovre la ,1a ,divisione cli_ cavalleria era aggiunta al IX corpo, la 5a divisione al V corpo. b) Manovre di divisioni e brigate di fanter ia. Gli altri rnrpi d'armata dovevano eseguire nelle condizioni previste dagli articoli 2 e 3 del titolo III, delle manovre di divis.ione e di brigata nel modo seguente: Manovre di divisione; I , II, IV, VII, XII , _XIV, XV, XVI, XVII e XVIII corpo (·16 giorni) andata e ritor_no compreso ; XX corpo (12 giorni) andata e ritorno compreso . Manovre di hrigata: III, IV, VIII, X, X[, XIII corpo (Hi giorni) aodata e ritorno compreso. Per il limite di tempo fissato per le manovre di divisiooe o di brigata, i comandanti di c:orpo d'armata avevano tutta la latitudine, per orga nizzare le manovre e ri unire gli elementi di corpo d'armata uel migl iore interes~e dell'isruziooe. Tutti i quarti battaglioni dovevano partecipare al le manovre con i loro reggimenti , fotta eccezione dei quarti battaglioni del Ill, IV, IX , e X corpo di residenz~ a Parigi e di quelli del VI, VII e XX corpo, cbe sono di guarnigione nelle piazze fo rti o nei forti della regione di fron tiera. e) Manovre di cavalleria. 1
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NOTIZIE MILITAR I ESTERE
E1ioltt:sion i di b1·ìgata. Le i\. 6a, 7a, Sa, 10a, H •. 1~n. rna, ma, ·t6a, :l7a, ·ISa, '.z0 3 brigate di ca,•nlieria come quelle dell a 3a e ,t7• divisioni dovevano csoguire evoluzioni di briga ta del la durata di 8 giorni non compresa l'andatll ed il ritorno. J1 anoure d'insieme . - La 4.a divisione di cavalleria e una divisioM provvisoria co,titu it:1 dal le 1•, 2a e 3a brig:it:i sotto la direzione del generale presidente del comitaLo Lecnit:o cl i cavalleria dovev:ioo fare manovre d'i nsieme. Partecipazione alle manotì1·e d'autunno. - Inoltre era stabil ito prendessero pa rte :il le manovre di autunno: I O Tu tte le brigate di corpo ; '20 La ,1a e la 5a di visione nelle condizioni specificate più sopra ; :3° La 2• divisione con le truppe della 20a regione; :~0 La 6· divisione con le truppe della 7• regione. Dù;posizioni speciali. - L'o rgan izzazione delle manovre nel lo Alpi e nei Vosgi, ,ome pure quelle nell' Algeria e Tunisia, erano oggetto d'istruzioni particolari. Onlrni per la so.~pensione d,; molte manovre - Tali erano in complesso le manovre previste pel 11899, ma poi, ,nei pri1n1: d'agosto il ministro mandò la segnente ci rcolare ai comandanti di corpo d'a rmata. « A causa di una epizoozia mollo grave di febbre aftosa scoppiata in alcuni dipartimenti, si avranno le seguenti variazioni all'ordinamento del lo manovre d'nutunno stabi lite daila nota 3H , 3·1 dicembre 1898 (B.0 . p. s. n. 34., pag. 251). « Le manovre d'a rmata (V e IX cor po e 1• e 5• divisione di cavalleria) si eseg•1iran1io come fn stabilito, meno por il reggimento CO· razzieri di stanza a Cambrai che non vi preuderà parte. « Le mauovro nei Faocilles (VII corpo, r~,1· divi~ione e 6" divi sione di c:ivalleria) sono soppres,:e. La ,i.il a divisione manovrerà isolatamente riei Vosgi o col XX corpo. • Le manovr1: d' iusieno di cavalleria (~.a divisione e ti ivisione prov- . visori a formata d,illa 1a., 2a e 3• brig:ita) sono soppresse. « I.a 4-• divisione cli cava lleria eseguirà solamente manovre di briga ta e poi sarà a disposizione del comandante del VI corpo d'armata per le manovre d'autuooo. « Per il I, II[ e VIII corpo d'armata soppressione completa delle manovre. e Per il II corpo d'armata uguale sopprPssione delle manovre meno per la 5a bri gMa di fanteria (Saint-Denis) che eseguirà isolatamente manovre per una durata di 10 a ,12 gioroi. 3,
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NOTIZIE mLITARl ESTER.E
X corpo d'armata, soppresse le manovre del la 20a divisione. « XIII corpo d'armata, soppres~e le manovre della 49" divisione e 5 1a brigata. · « XIV cor po d'armata, soppressione del le manovre dellu brigata regionale, della 55a e 56·• brigata di fanteria e dellll 6a divisione di cavalleria. « Nei corpi d'arm.Ìta in cui le maoovre sono state soppresse si eseguiranno delle manovre di guarnigione, alla condizione elle le truppe dc,vranno sempre perootfare nelle caserme e non potranno essére accantonate presso gli abitanti. « Se l'epidemia $i dovesse ancorn più estendere durante l'ago1'tO negli altri dipartimenti, i direttori delle manovre ed i comandanti di corpo ct'armatn hanno facoltà di sopprimere quelle manovre che potessero ri uscire dannose e ne riferiranno immedia tamPnte al mini' stero. » Soppressione delle grandj 11ianovre in Touraine tra il V e LX corpo (Giovannindli). - Ai primi di settembre il ministro del li! guer ra ha fatto conoscere elle la febbre tifoide accentuandosi, con una certa intensità, nel V e IX corpo, anche prima della chiamata dei riservisti si era dovuto, in detenuinati casi, cam biare di stanza le truppe per misure igieniche; che d'altra parte la febbre aftosa era stata segnalata in parecchie località. comprese nel perimetro d~lle grandi manovre cui i suddetti corpi dov.evano prender parte; ·che pertanto avev:i deciso di sopprimere le manovre siesse, che doveva no esser direue dal generale Giovanninelli, anche percbè i movimenti delle truppe avrebbero :ivuto I' inev11abi le risultato di propagare i germi della febb re a ftosa con grave iattur a dei bestiami e considerevol i perdite per l'agricoltura. I reggimenti di cava l.leria indipendenti già in marcia per il concentramento al le manovre ricevettero ordine di ritoruare alle sedi, ed i comandi del V e IX corpo di provvedere a manovre di guarnigione iu sostituzione delle grandi manovre. nella 1hisura ritenuta più opportuna. Commenti della, starnpo. - La Frnne,e ilfilitaire del 4 sett~mbre _ commenta tale nota in questo senso: 1 o Le regioni che le fr uppe dovevano attraver~a re sono presso che libere da danno, in nocue, e, con qualche precauzione, qua lunque rischio di contagio p0teva essere evitato. Jn rea ltà il governo non ha voluto che al momento del verdetto del Consiglio di guerra di Reones la guarnigione di Parigi fosse indebolita con la partenza del la 9a divisione ài fanteria che d11Veva subito porsi in viaggio per raggiurJgere !e altre unità del V corpo.
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NOT IZIE MILITJ\IU ESTlmB
Si è giudicato indispensabile. conserva re questa divisione in Parigi fino al momento in cui k, ,J 0° divisione venisse a sostitu irla, per tal modo non vi fu riduzione nemmeno momentanea degl i effettivi . incaricati di mantenere l'orrl ine nella capiw le. Gli interessi dell'eserci to furono sacl'ifìcati a considerazioni politiche. Le grandi manovre (manamvi·es d'année) hanno fra tutte una importanza ca pita le, non sono soltanto iI corona rn ento dell' istruzione del le truppe ma sopratntto la :;cuoia degli alti comandi . Queste del 1899 dovevauo offrire un in1ere5samen to particolare per lo studio di talune questioni, ad esempio, In rifusione del rego lamento sul servizio di sta to maggiore e l'ordinnrnent<J presen te dell 'artiglieria. Senza dnbbio l'esercito deve. coùcorrere al mantenimento dell'ordine pubbl ico, ma questa è la parte acce:;soria ; rla qualche tempo si abusa ~tranamenta dell'esercito su questo rispetto. Peri:hò più compagnie stanno a guardia nei pre~si della via di Chabrol'? Questo è utlìcio dei gardiens de la pclix.
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Ciò premesso , l'isnltaoo di particolare ioteressumento soltanto le manovre del XV corpo d'armata e quel le dei corpi dell'est VI e XX. Manov.,·e tra il VI ed il X X corpo nella Voevre ed Hauts-deMeuse. - lo queste i due corpi d'armata esegu irono manovre di reggimen ti, brigate, di divisioni e di corpi d'armata contrapposti : le prime durarono 4 giorn i da l '3 al 6 settemb re, le seconde dal 7 al ·I O, e le ultime, di cui si dà qui un cenno, da l' H al 15, giorno in cui il generale Hervé, direttore, membro del consiglio super iore della guerra, passò la rivista dei due corpi a La Croix-$ur-Mense. Il giorno H, il VI cor po si trovò concentrato, rappresentante il partito nazionale, nei pressi di Saiut-Mihiel, contro il XX · proveniente dall'est. I battagiiooi c~cciatori del VI e XX corpo oell'ulti ruo periodo fu rono rispettivamente raggrnppati in unil brigata di due gruppi, q uella · del VI comandata dal generale Dura od commandant d'armes del campo di Chàlous, quel la del XX (,1 o, 2. 0 , 30, ,i- 0 , 50, ·10°, ·15°, 17° e 20° battaglioni) dal genera le de Pell ieux . Questa brigata aggiuntn alla 2.a divisione di cava lleria, a partire dal l',I ·I setwmbr e formò con qnesta divisione la colonna leggera addetta al XX corpo. L'Edw de l' Armée ·13 agosto stampa: « Le maoovre avranno per iscopo di studiare ciò che potrebbero fore le guarnigioni tedesche di 1
2178
NOTIZlE MILITARI ESTERE
NOTIZIE l!ILITARI ESTERE
Lorena invadendo la fran('.ia nel giorno stesso della dich iarazione di guerra per attaccare le opere fortificate della difesa con i loro so li effettivi del tempo di pace. Si esperì men tera ono con tro i forti della M.euse e contro qutdl i di Verdun batterie di cannoni da ·I 55 corti rappresen tanti le batterie di obici che la German ia posterebbe davanti a tali forti. Il genera le Hervé constaterà se, con l'appoggio del le trnppe d'operazione, le opere di 1a linea francesi possono respingere l'improvviso attacco Sili qua le ,embra si supponga basato il piano di guerra dello stato maggiore di Berli no. 'I-
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For mazione normcile dei due corp1; VI e XX. male dei due 'corpi d'armata è la seguen te:
Lii formazione nor-
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2179
brigata d' a-rt·i,gl'ierù1, (generale · Ploix).
25° reggimento d'artiglieria; b0 battaglione del gen io; Servizi.
/i.0° reggimento d'artiglieria.
XX CoRPO o' ARMATA (genera le dP, Monard). li• diDisione di fanteria (generale de Coruulier-Lucinière).
21 • briga ta di fanteria (generale Deckherr) :
I
2.6° reggimento fanter ia; 4° battaglione de chasseurs. 69° » » 22a brigata di fanteria (generale Le Joindre) : 37° reggimento fanteria; 2° battaglione de chasseurs.
790
VI CORPO o' ARM ATA (generale di divisione Kessler). 12a di1J·isfone di fanteria {genèrale di divisione Hartschmidt).
39• divis'ione dJi fanteria (generale Parison).
2,Ja briga ta di fanteria (generale Durand): 9° battaglione de chasseurs. 9·1° reggimento fanteria; 1Hz0 » , :2.r~a brigata di fanter ia (generale Lelorrain) : 1n· reggimento fanteria; ] 18° battaglit'ne de chasseurs.
77• brigata di fanteria (generale V,1rigault): ·I irn° reggimento fanteria; I t5:3° reggimento fanteria. 78" brigata di fanteri a (generale Deba tisse) : 156° reggimento fanteria ; 1° battaglione de chasseurs. ·160°
I
'l ,i.go
»
»
40~ divisfone d·i fanteria (genera le Tournier). 79• briga ta di fa nteria (generale Henriot) : ·I M 0 reggimento fanteri:i I '155° reggi mento fa nteria. soa l'Jrigata di fanteria (generale Godfroy): ·I 50° reggimento fanteria; 25° battaglione de chasseurs ; 16·1o » » ' 26° . )) »
I
42a divùione di fanteria (generale d'Hugonneau). g3a brigata di fanter ia (generale Soyer) : 94° reggimento fanteria; I 106° reggimento fanteria. g4a briga ta fa nteria (generale Pourquery): ·151 ° reggimento fo nteria ; ·\ ,19° batt~glione de chasseurs . ,162° )) •
6a b1·igatci di, cavallM"ia (generale Laurens de vVar n) . it2° reggimento dechasseurs
I
6° reggimento de hussards.
1
4·1" dit;isione di fanteria (generale .Jeannerod).
8·1 a brigata di fanteria (generale Al lotte de la Jhiye): 152° reggimento fanteria; . I ·I5° battaglione de chasseurs. 5° battaglione dechasseurs; 82• brigata di fanteria (generale R.obert) : H-9° reggimento fante ria; "7° battaglione de cha!seurs; 3° battaglione dechasseurs; 20° • 10~ »
200. brigata d,i cavalleria (generale de Beooist). '12° reggi mento di dragoni;
5° reggimento di ussari.
20• brigata cl' a1·tiglieria (generale Meyssona ier). 8° reggimento d'artiglieria; 20• ba ttaglione del genio ; , Servizi .
39° reggimento d'artiglieria.
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NO'l'IZIE MILITARI ESTERI!
Il ter1·eno di mano'lira. - Per ben compren,Jere lo svolgimento e gli insegnamenti delle mauovre di cui trattasi gioverà il seguente cenno sommario Jel terreno su cui si svolsero, da l quale cenno si possono anche trarre deduzion i relative alle condizioni in cui trovasi la fron tiera francese del l'est nel tratto considernto e degli ostacoli che offre tra la Mo~a e la M:o:,el la. · Nel quadrilatero compreso tra la via ordina ria Verdun-Metz :i nord, la Mosella e Meurthe tra Metz e Nancy a est, la via ferrata NancyCommercy a sud, la Mo$a da Commercy a Verdun a ovest, il u~rreuo presenta aspetti differenti . · Ad est della Mosa si eleva iI cerchione delle Còte:; de Me use, anello irregolare dal quale stacc,rnsi verso est ardi ti con trafforti e collinette isolate. Profoudi borri sono scav3ti formando a comi nciare da sud les travées de Trondes sotto le falde di Jouy (Jony-sous-les-Còtes); di SaintJul ien, d'Apremoo1, e di Spada, tutte dife5e n da forti di sbi,rramen to o da ba tterie : sul più accentrato di questi cnotr:ifforti m:iggiormente ;;pio lo verso est (26 chilometri dalla l\fosella) sta Hattoucha tel donde scorgesi tutta la Voevre. , Les Còtes-de-'.Vleuse sono coperte da boschi per la maggior parte, le quote variano dai 200 ai ft.00 metri circa . La Voevre è uoa pi:mura che si stende ai piedi e a oriente di questi poggi, con una quot:1 med ia da i 200 ai 250 metr1, formata da uua argilla spessa e tenera pressochè imprr,tic11bile nelle pioggie, in cui le :,eq ue si accum ulano formanJo stagni prima di defluire lentissirn:imente nel fondo delle pieghe di terreno pochissimo accentuate elle immettono nel Terrou in, net l'Hacbe, nel Rept-de-Madt, e nell 'Yron. I bosch i che coprono ,i tre quinti dellil su perficie della Voevre sono tutti più o meno paludosi; nei pressi della Mosella, come la Forèt de l'Avant Garde, de Pnvenelles, il Boi, PretrA ed ni piedi delle costè di Mo$a il Boi,; de Vigneu lles, de Thia ncoul't de la Relle 01,ière, l:i FMèt de la Reine. , Il paese considerato è pertanto costitui to da uno str.mo terreno. Dall:i Mosclle che syolge le sue anse al conO.uen te dell11 Meurthe, si vedono cadere come a picco le falde del le co lline a sca rpaie bosd1ive dominanti les Plaines de la Voevre; i ,for,ti e le batterie \ii Frouard a sud sbarrano l'acce::;so di Toul; ma dalla frontiera alla. Mosa, da Metz a Saint-Niihiel, da nord-est a sud - ove,t, niente impedisce l'accesso al territorio fraocese se nou I.a ripidezza dei versanti degli Hauts de Meuse. Piccoli valloni, di cn i uno è lll~a spaccalUi'a profonda e tormentata in cui' scorre l'Hache, penetrano nel cuore dell'altipiano ad ovest di Pagoysur-Moselle.
NOTIZIE illLl 'l"ARI ES'l'ERE
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A Novéaat, uon lungi da Metz, il Rept-de-1\'Iadt raccoglie le act1ue di uua gran parte del la Vo0ne io uoa vall e in cui passa la ferrovia, a un solo binario, Chambley-Thiaucourt-Arnaville. Hattouchatel e Apremont vill aggi dal l'aspetto feudale dominano la pianura. Dalla pan e del la Mosa i vallooi rnno co rtissimi e nessuno dà accesso all'interno del nrnssiccio ma tra Vigneulles e M:iizey la parete collinosa si avvalla con una rottura ci1ratteristica, l:i sola importante rientro la qui.le si apre un'angusta valle, il Rupt-de-Creuse cbe da Hattoucbatel e Hend icourt adduce alla Mosa formando la stretta di Spada . . li suo sbocco nella Mosa è stato posto sotto la protezione <lei forti di Paroches e Troyon. Questa linea di alture così difficile 11 sa lire si chiama nel paese les-Còtes,de-1\'Ieuse. I militari la chiamano anche Front oppure Hants de Meitse. Essa ò diventata una specie di ba luardo uella rrontiera mutilata. In complesso, la ptainc dc la VoB1Jre, ~pPcie di c:impo .ch iuso forma10 espressamente per form id:i bi li scontri, e les Còtes-de-Meu,r, prodigio~a fortezza natura le io cui i punti debol i sono stati rinforz~li ('QU opere potenti, sono stati il 1e,1tro del le m:inovre specia li del ,vr e xx corpo. l principal i ostacoli della re!(ione. con:;iderata ,;ontro un attacco prnven iente da nord -est, sono for rn~ti dall'Yroo, dal Rnpt-de-Mad, dall"I-foche, dalla forèt de la Reiue. ·I due primi possono essere cfficucemeute difesi : l'.l::Cadie $Corre lentameo te io urrn va lle profon da e franosa che puo essere co1,1tesa fortemente all'i n v:isore, come la forèt de l'Avant G11 rde e il Bois de Li verdon. La .Fo ret de la Reine e in genere tutti i boschi al nord di essa sono .o,wcoli passivi rii nn reale valore . Tra e,sì e in essi :sono spàr,i num~m,i stagni e non hanno che un li mitato numero di comunicazioni, pressoché impr,1ticabi li, nel ten~po delle grandi pioggie, alle colonne drlle va rie armi e ai convogJ i. Taue le ~tracie che conducono 1dla Mosa passano ·sotto i cannoni dei forti che dil'e!1dooo le gole (les tronées) e le poche zoae scoperte, sempre ristretlissime, sono seminate di villnggi e boschi che formerebbero solidi punti d'appo;:gio. Se sì prendono io esame le posizioni di copertura che pos:;ono ocwpare le truppe francesi, sì vede, anche dalla semplice ossen'azione di una caria topografica, che il promontorio dì Hattouchatel, a nord-est della gola di Spada , s':ivanza alla Voevre facendo un semicerch io con la convessi tà :id Est : coperto da truppe occup:rntì l'Yrou e il Ru pt de Made cl~lla linea interrotta di boschi della I
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NOTIZIE MILITARI ESTERE
NOTIZIE MILITARI ESTERE
Belle Ozière, di Vigoeulles e di a~urironvi lles, ai piedi delle fo lde e coi villaggi che 1_1 circondano, vi può couceutrare un corpo d'armata, nasco,to alla vi,la del oemico, ·e in poteoza, per la posizione di Gao1;0 cbe occu p::i, di portars: sia con1ro un corpo che operi su Vé1rd1rn, sia contro un partito dirigent~si su ll a gola d' Aprem oot. Occupata per ta l modo la zona di bosc:hi paludosi che si estende · ad est di Hattouchatel, qualora un :Jttacco si dirigesse più a sud-ovest verso la regione di Commer:cy-Toul , la I inea pri ncipale delle truppe di copertura potrebbe, sia seguire sen~ibilmente la strnda di Saint-Mihiel a Pout-à-Mou;sou, per i vi li aggi .di Flirey, Li mey e il margine setteu - . triou~ le della foresta del l,, PL1venell e, sia essere portatn più a Snd, verso la Mosella e passnre per i villaggi di Beaurnont-Noviant-cax-Pres, le alture del h riva destra dell':Hadrn e il margine settentrionale ·della fo resta denominata Eutre-deux-Voies. L'occupazione di PonL-a-Moussou implichert1bbe que lla det'la foresta di Puvenelle. · In caso d'insucces,o i difensori dei boschi all'est di Hattouclwtel si ri piegherebbero su lle Còtes de la M.euse, quelli della regione Beaumont, l<Jirey, Limey occuperebbero il margine settentrionn le delh1 foresta de la R~ine, quelli dell'Hache troverebbero .una ~5econda linea di resi stenza formata dai boschi di Liverdou e dalla foresta dell'Avant Garde. Dn quanto precede si può dedu rre che iu realtà ltl Gòtes de la Meuse cou i punti avanza ti del la Voevre co.,titu iscouo uu o,;t,1colo serio r.he un avversario non può sormonta i·e che a p.rezzo di gra vi sacrifìzi . · Le Còtes-Je-!a Mense costituiscono un fronte che nel pred isporre la difesa dell'est i · francesi han no voluto rendere insormontabile da lle arm::ite nemiche, almeno aìl'aprirsi del le O!'.til ità. Le strade che le attraversano e che non sono sbarrate uè a nord dalla piazza di Verdun nè al sud da qneila di Toul, sono tre strade: 1° la srrada da Metz a Chàlons per Freues-eu -Voevre Géniconn-Vi llers e Thiancoul'l; 2° la strada da M~tz à Bar- le - Due per Vigneulles e Saint-Mihiel; 3° la strada da Pout-à-Mousson a Commercy, importante per girare la piazza di Toul. · È ·su queste strade che opererà l'offensiva di un corpo proveniente dalla Mosella per puntare nel fronte Verdun-Commercy ed è su queste natnralmeote che operernnno le forze. francesi per cacc iare il nemico sull a Mosellil e procedere alla controffensiva. Sia per rendere le operazioni più verosimi li sia per impedire che i fronti fossero troppo estesi, il tema d'ella 1a giorn11ta r,12 settembre) fu redatto nei segueoti ter mini:
« L'H a sera il VI corpo è sulla riva sinistra della Mosa tra Verdun e Saint Mihiel. Il XX cor po è segnalato sulla l\fosella, verso Pont-à· Mousson e si prepara a forzare Jes hailts de JII1Htse. « li VI corpo ha per mandato di respingerlo nella pianura di Voevre •. Forze dei, due c~rpi d'armata . - I due corpi avevano le forze seguenti: 0
VI
CORPO. -
/ za, 40a, 42a di-vis'ione di fanteria.
Unn brigata provvisoria di caccintori a piedi (5 battaglioni). ,\.a divisione di cavalleria ìndipendente:
I
3a brigata corazzieri 3a brigata ussa ri 4-" dragoni. , 6a b·rigata di cavalleria di corpo a tre reggimenti. Tutta l'artiglieria di campagua della 6a regione . 6° battaglione del genio. Servizi.
Il quartier generale era a Ball:nonconrt, all'alter.za di quella plaga di terreno chiamata Spada che domina due, direttrici d'invasione. Il genio dispouevasi a gettare un. ponte di barche verso la Croix-surMeuse.
XX
CORl)O . -
11a, 39a, 4Ja dioisione di fanteria.
.Uoa br·igata provvisoria di cacciatori a piedi (9 battaglion i). 2a divisione di cavalleria indipendente. Tutte le batterie dn campagna di Nancy e Toul. Tre batterie da ,120 corto. Tre compagnie del genio. Servizi . Non si ,ono risparmiati al partito ra!}Presentante il nemico i migliori elementi, e segnatamente il terzo dei batwgl ioni c:icciatori esistenti in Fr:incia e le batterie pesanti (lou,rrles) per tentare con esse di controbilanciare il fuoco del le opere difensive della Mosa . Si è cercato ·di fare insomma il piiì compiuto esperiment.o possibi le di ciò che potrà essere teot:ito contro questa porzione delle difese francesi, compresivi i forti della Croi x e di Troyon . Il generale Hérv<i pose provvisoriamen te il quartier generale a SaintBenoit-eu-Voevre, comune situato nel centro del terreno sul quale si svolse l'operazione del rn settembre, a un nodo stradale che permette d'irradiarsi in tutti i sensi, :id est e presso il doss_o di Hattoucbatel , che,
NOT!Zll! MILITARI ESTEltE 2184 secondo il già detto, avanzandosi come un promontorio nel la piana della Voiivre può servire di osservatorio per seguire le fasi dell'azione. Giorno ·1 2. - L'·H a sern, come si è premesso, il VI corpo era accan. tona lo sull a siuistrn della Mo~a tra Verdun e Saint.-Mi hiel: il grosso del XX era segnalato sul la Mosella verso Pont-à-Mousson e si preparava a forzare il passt1ggio della Mos:i. li VI corpo aveva per manda to di rigettare l'ass,tlitore nei pian i della Vocvre. I l XX corpo per passare la Mosa doveva pertanto impadron irsi d'una parte delle Còtes, attaccando uno dei for1i la cui caduta gli avrebbe data una testa di ponte su ll a l.\'losa. Tut.to lasciava supporre che l'attacco sarebbe stato diretto contro il for te di Troyon prossicr.o alla stretta (defilé) di ~pada, angusto borro che dal piano della Voevre e presso H.attoucha tel, Vigneal les dà il passo per le Ru pt-de-la- Cren:;.e al la Mosa. Tale a ppunto fu !"oggettivo del XX corpo nella giornata; lasciati gli accantonamenti dPI Rupt-de-Madt e della Mosella si po1tò nei piani dell a Voi:vre che i battaglioni cacciatori attraversarono rapidamente. Due ba tterie pe$3Dti da ·155 con o che avevaoo preso in precedenza accao tonamèn ti ,id Ha1touclrn tel (·I) e a mezzanotte partivano e venivano a prendère posiziooe od bosco di Montetot a sud-ovest di Va ux-les-Palameix e aprivauo il fn occ, alle 5 1/ 2 del mattino con tro il forte di T royon, ma la oebl?ia era così fìtta che il tiro ind iretto di queste· batterie era forza tamente seuza risu ltati apprezz,1bili po.ir cui il fuoco Ce$SÒ dopo 2 ore, alle 7 •/ ~, -~ le bauerie si ripiegarono ad est e dietro il vi llaggio di Vaux.le:;-Pa lameix cou i loro sos1egai ·di fanteria, ·iI 26° e 69° fanter ia (2·1 a brigata, H 0 divisione). ' Queste due batterie w1no composte ciascuna rii 4- pezzi pesanti da •155 coni. Ciascun pezzo ern trainato da 8 cavalli e nei passaggi diffici li e nel lo spostamento 8 soldati di fanteria, 4 per lato, lo trainavano con una cingh ia di canapa. , Questi pezzi enHlO sPguiti da c:.rnnonieri del 7° ba ttaglione a piedi e :;or vegliii ti da genda r mi e agenti di sicurezza f (dall' Arrnée territoriale). Gli ecla'irew·s e i yelocipedisti battevano il terreno io tutti i sensi lungo I,\' va lla ta del Rupt-de-~fad t e nel piano della Vocvre. Dal canto suo il VI corpo che aveva gli av11mposLi su lle linee della Mosa e vedeue nei villaggi di Bauts-de-Meose, all'alba pa,;sò il fi ume e mos~e contro l'assalitore.
(t} Dalla narrazione fatta dall ' Arinée te·r·riloriale ·16 .settembre dn cui si sono tratte queste note .relativo alle operazioni svollesi in ciascuna giornata.
N OTJZm MILI T AR.I EST E RE
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Questo primo incontro dei due corpi d'a rmata non fu che una serie di piccoli combattimenLi . A Vigneul les-le, llauouehatel si sco_otrarono due squadroni del HS 0 cacciatori a cavallo con una sezione del 2° ba ttaglione cacciatori a piedi, e questa , 000 ostan re uQa difesa ostinata, doveva 11 rrender:;i all'ufficia le superiore di caval leria che aveva la superiorità ùumerica . A Chaillon il con voglio-viveri della 20a brigata di ca valler1a che sboccav,, dn lla stradn di Hendicourt fu preso da uno squadrone del 3,1° dragoni (6° corpo). La pioggia cad uta durante tntta la notte e il fango che copriva Je strade .irupedirono di dare alla manovra tutto lo svolgimento desiderato. Giorno ,J3. - Il XX corpo che aveva compiuto una marcia con,;id<•revolc su terreni stemperilli dalla µioggia e 12 cui brigata cacciatori aveva a mezzanotte la,;ciati gli acc<111toname11ti de lla VtHJ vre, venne a i ore del mattino a slabi lire gl i nvampos1.i ucl bosco della Gauffrièrn fronte al fo1:te cl i Troyon. Il prn:o del groppi) d'artiglieria pesante era munito di nna grande sca la ripiegan iesi che permette di stabilire osservatori mobi li, ma alle :~ e mezzo del mattino In O<'bhia era co.sì fitta che non poteva,i di:;tin guere l'oggeuivo (!'orte Troyon) e siccome i pezzi erano colloc,Hi dietro un hosco occorse µer rego lare il tiro l'impiego d'nn mezzo <1 ttnalmeote ri11111st,, :-;egreto ('I) (Année territoriale) potendosi otteuere il puntamen to al fabo scopo (reérage d ii tir) per mezzo della bussola. Se que$LO 1euwtivo çonsi dera tu sollo il rispetto del ris11l 1.aLo 1.h:I tiro fallì, è stato peral tro corooato da bttnn mct.:es;o iu ciò che concerne i mezzi di trasporto. In~'ero que;to grnppo di peai ha compiuto un vero sforio riuscendo a condurre da lontano e di notte e per strade difficili 11 n 111ateria le pe;;1.11te, a soli r~ chilometri da m1 forte di ~barrarnento. J pezzi er~no del rn orlel lo •1890. Fratt.Mllo la brig;ita di çacci11tori a piedi del XX corpo co11 l'appoggio di 2 lJ:1tterie da cam pagna di 75 mill imetri tirava con tro il forte di Troyon e tenwva di diire l'assalto. I battaglion i innestavano la baionetta gl i ullfoìali animavano i soldati, le fanfar~ suonavano la Marseillaise e iÌ Sidi Brahim , ma il ca nnone di Troyon tonava e forzava al la fine la brigat_a leggera del XX a ripiegare me.ntre i difenso ri del fo rte subito alzavano la bandiera t.ricolore sul cava liere del l,1 fortez7.:a. (:!) Il 1'emps tiice per mezzo della carta. Si sarà impiegat.o uno dei tanti mezzi att,i a tale puntamento.
NOTIZIE M!Ll'l' ARC ESTERE 2186 Nel 1timpo stesso la brigata di cacciatori a piedi del VI corpo tìnforzata da l H\ 0 reggimento cacciatori a c?.vallo cercava di penetn,re ·nel Bois <le Seleuse per wgliare la ritirata alla brigata di cacciatori ed al gruppo d'Htiglieria pesr•nte del XX corpo: questo movimento era sostenuto dall'artiglieria del IV corpo che aveva preso posizione su l cucuzzolo 29/s. che domina Spnda. Le division i ,12a e ma intanto prendevanO' contalto con le trnppe del XX e tenta vano di rigettarle nei piani del la Voevre. L' azione a questo punto fu sospesa. Giorno 14. - La manovra fu ripresa nella mattina del ·I 4. Il VI corpo era così accantonato: Quartier generale (generale Kessler) a Bannoncour~; lu 12a divisione a Rouvrois-sur-Meuse; la 4,2a divi sione a Maizey e Dom pcel'rin e la (l,Qa nei pressi di Sa int-ìVlihiel. Il XX. corpo aveva preso gl i accantouamenti nei villaggi a nord-est di Lacroix-sur-~'leuse con la destra ap poggiata al Ranziòres, la sinistra aI bois de Saint-Hé,ny. Il generale Hervé era a Lacroix. All'a 14a le tes1e·rlelle colùnne del XX corpo sbocc,w:rno . rla ' Senzey, Dompierre, Bois Oeuxnoud$, dietro il bosco di Lamorville. Il VI co rpo, lasci3ti gli accauto1rnmenti de,lla Mosa, si ,wanr.ò con la h.0" divisione verso i bois dfl Gaumont, 81è Cha 11ot; nel tempo stesso la 4,2,a divisione, la5cialo Nlaix.ey, e :;eguendo le Llupt-de-Creuse, ·rimontava pel' la gola rli Spada, e si stabili va a quot,1 2\H, fronte a nord. La 42• divisione iu riserva snll'alti piauo di Rouvrois-sur-Meuse. Il 15° cncciatori a cavallo e la brigata di cacciatori a piedi si p,ise al- . l'ala sini stra del VI corpo a nord-ovest della strada da Lamorvi lle alla Mosa. L'Hrtiglieria di corpo alla quota 294,. In qne ,to tem p~ i giudici di eampo (arbitres) il generale Ploix e il colonnello Pa rlzoll, percorrevano la frontè dei due corpi d'armata che si trovavano cosi streui l'un contro l'altro . .La manovra io sul principio fu resa diffici le da uua nebbia assai fi tta: quando il ciel9 si rischiarò alquanto, il XX corpo accennando ad uu movimento aggirante, prolungò le sue ali verso Seu1.ey, contornando il bosco di Lamorville con lo scopo di gettare il VI corpo sulla l\iosa. Allora a sua volta il VI corpo accennò ad · un movimento azgirilnte mettendo in marciJ le 3 di visioni verso nol'fl. Il generale Kessler lo condusse fino al Bois de la Seleuse, poi con una connversione a destra fece occupare dalla 4-0° e ,i2 11 divisione le falde di Lamorville mentre la ma restava iri riserva. 1
NOT illlE MILITARI EST ERE
2 187
A questo punto unn batteria del XX corpo, i cui cannonieri avevano i manicotti biancbi, era fatta .prigion iera e resa indisponibile. Il XX corpo incomincava lil ritirata e stabili vasi nell'altipiano che domina iI borro des Longeau e ing3ggiava col VI un violento fuoco di artiglieria e fucileria; questo cootiouò l'a vanzata, respinse il XX fino alle estremitù des Hauts-de-:Vleuse da lla parte di Hattouchatel e lo costrinse II riparare su lla Voevre. Così eb bero term ine le manovre essendosi ultimamente le prescrizioni · ,<lei tema genera le.· La rivista del g-iorno ·15. - Causa la nebbia fu ritardata di me1.z'orn; ébbe luos o :ille ,1O presso Lacroix-sur Me use. Vi ernno circa 80,000 uomini . Nulla pare vi sia di particolare t'Ìa segnalarn eccetto :che la correttezza delle truppe nello sfilare da tulli ammirata . C?n.siderazio·m:. - Circa lo scopo, il nem ico supposto, il tempo, il terreno, le forze che determinarono lo svolgimento di quest~ manovre speciali, come vennero chiamate, qualcosa si è detto; gioverà per altro aggiungel'e qualche considerazione in quanto al primo e l,~ ultime, nonchè accennare al le deduzioni che si vollero_ trarre e ai commenti' fatti dal la stampa seria che prese in esa1me le questioni stesse. I Germani hanno più vol te, nei corsi professati alla scuola di guerra di Berlino, preconizzati i vantaggi di un attacco subitaneo contro i forti di sbarramento francesi,. e l'aooo scorso l'imperatore Guglielmo in persona venne a dirigere certi tentativi di passaggio di fossi, esercizi eseguiti da una parte della guarnigione di Metz in una del le vecchie opere della piazza. Dopo queste operazioni i Germao i hanno proseguito l'ordinamento delle loro batterie d'obici, coi •]Liah contano di rendere intenibili le batterie e i forti delle Cotes de Meuse. Pet· rispondere agli studi dei Germani tendenti a irrompere sul territorio francese nel giorno stesso della dichiarazione di guerra importava rendersi uo conto esalto delle disposizioni da prendersi dalle guarnigioni della parte di Lorena rimasta francese e del modo con cui agiranno le batterie pesanti di cannoni da ·I 55 corti destinati a cont10battere gli obici g-ermani. Il generale Hervè e stato sempre partigiano dell'impiego immediato delle truppe di prima line11 per aumentare la resistenza delle opere di fortificaz ione, c,ontrobattere gl i attacchi del nemico e schiacciare il suo impeto su les Hauts-de-Meuse Pertan to il VI corpo concentrato ad est di Saint-Mihiel nelle manovre era .come di fronte al nemico vero rap presenta to dal XX. co rpo.
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Si sono tenuti per quanto po;sibile segreti i pa1'ticolari di queste manovre speciali e il loro direttore ottenne che nessun addetto militare seguisse le operazioni attorno a Saint-1\iihiel. F u mi;mra saggissima, dice l'Armée territoriale del ,16 settembre. Era infatti utilissimo, soggiunge, mostrnre de ·1Jis1t à ces messieurs che io' grnzia dell'impiego combinato del ln fanteria e dell'artiglieria a pierli la frontiera fnincese, sulla quale 5 rlivi~ioni sono oggigiorno ~caglionate, è al coperto da un colpo di mano. Si potrà ora, in ogni ca,;o, prevedere ciò che potrebbero realizzare le truppe 11emiche se pf>ne1rassero nel suolo fraocese nel gio rno stesso dell:1 dichiarazione di guerra con lo scopo di 1ent;ne d' impadronirsi delle opere prima dell '/1rriv0 delle ri ;erve. Le ma novre sono state particolnrmeot.e dure per gli ulficiali e la truppa . La pioggi,1 . il freddo, la 1Jehbia sembravano arrovellar,;i per rei;idere ai mil i1:iri /ìn cor.1 più difficil~ la vita di campagna; ma, non o,;tante l'ora tarda in cu i giungevasi agli accampamenti, il poco sou uo,le trn ppe mostrarono molia disinvoltura e ]asciarono l' impressioue di nna forw enorme davan ti la qua le tutto doHà piegare, il giorno in cui sarà lunciat:i verso la fronti era . Le marce vennero eseguite io uo,i maniera rimarchevole. Puntoritardatari. Si è constatato che l'idea della educazione mora le del soldato ha fo llo strada. L'artiglieria mauovrava con le nuove batterie cl:i 75 e con batterie pes11nti da ·155 corto. I.a manovra del 13 diede luogo a serie riflessioni. Le dne batterie pe· s:1nti si posero in azione a r~ chi lometri dal forte di Troyoo, la nebbia ha da principio imped ito le operazion i, il puutameoto del falso scopo si dovette fa re con la c;arta, mn quale "are.bbe stato il risultato?.È dillìcile dirlo. · I giudici di campo sentenziarono che il tiro iod iretto del le due bn'tterie ·pesanti non avrebbe ,avuto efficacia sufticiente per permettere l'assalto tentato poco dopo dal XX corpo, e l'.1ttacco è stato considernto come re'.. spinto, eppure i Germani emettono la pretesii' di rovinare prootame~te le difose francesi e di riuscire a dare bruschi assa.Jti. L'artiglieria aveva ,empre uu numeroso sostegno di fanteria. Le batterie pesanti erano infatti protette ·da una brigata di fanteria. È nec·essario conservare le batterie · da 75 su 6 pezzi , la riduiione a ,i, pezzi porrebbe ·Ja Frnn<:ia (Echo de Paris, 19 settembre) in stato di inferiorità rispetto alla Germania. L'applicazione del progetto di regolamento sul servizio del le batterie attaccate da 155 corto ha dato luogo ·a studi iuteressarHi che 'saranno messi a profitto per il regolameo10 definiti vo.
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NOTIZIE Mlf.JT,\ltl ESTE RE
NOTIZIE MILITAR,! ESTERE
Le compagnie ciclisti hanno reso importanti servizi. La bicic;letta pieghevole Gérard non è più la sola adoperilta perchè sono srnti sperimentati djversi modelli e pare c;he abbia ottenuto maggi~r favore una bicicletta senza catena. Uua nuova artigl ieria, di una potenza mera vigliosa, .la migliore cbe esista è ora in servizio. Da tutto il grande movimento di truppe che ha animato le tranquille campagne della Voevre e i boscili solitari dell a Còtes- de- Meuse è sorto no nuovo elemento, cioè la grande impressione che tll le fa uo ha prodotto io quelle popolazioni di frontiera r.be baono nccolto cou gioia profonda il passa?gio delle truppe frances i. Gli 11bitanti accol~ero i soldati nelle case come fìgliu'ol i, mentre dal '70 in po i non si ernno mai riu nite simili masse d'uomini in prossimi1à della frontiera muti lata. Si diede alla truppa un nu trimento abbondante in gr;izi:1 dei (bonis) risparmi f',1tli duran te l'an1rnta. In molte compagnie la razione giornaliera di carne fu portata da 300 a i\.50 grammi, si fece doppia distribuzione di caffè. si diede 011ui a11iorno Hn bicchil:lre di vioo. I legumi comperati su ll a piazza erano,i abbondan ti e di qualità eccellen 1e. ' l a qua nto all'azione contro i forti di Troyon e al la messa in batteria ~ 4. ch ilometri da lle Iopere e all'assalto dato ·dalla brì uata cacciatori , il Temps del 20 settembre dice non essere il caso di all:irmarsi oltre modo per la rmscita (·I ) dell'esperimento c;he venne fa tto in queste rnanovre c0ntro le Còte~-de-'.\.leuse e il fo r1e di Troyoo essendo che in caso di guerra la situazione non sarebbe la stessa, giacd1è le truppe di copertura francesi occuperebbero solidamente, intelligentemeOle e prob11bilmente prima della di,;biarazioQe di guerra gli o,;tacoli e la regione che conoscono a fondo. · Ciò nou dimeno emerge dalla huscita dell'es perimento un insegnamento d,1 cui si deve tra rre prontamente profi tto ed è « che oli effettivi delle unità delle tru ppe di c,1pertura devono essere mantenuti costantemente e rigorosamente mediante costanti prelevaml:loti su i corpi dell'iuterno, alla cifra stabilita per le truppe con effettivi rinforzati, cinè ugua li agli effetLivi germanici; e che iuoltre tali effettivi d~vono essere sbarazzati al più presLo. e per sempre. dai non va lori che ora hanno e che non esistono in quelli tedesclti . I
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Il 1'entps ammette la riuscita della operazione.
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NOTIZIE h:I II.ITARI ESTÈRE
« A quest:i (iOndizione e sol 1anto a questa condizione potranno ad ogni momen10 essere in grado di com pi ere efficacemente il glorioso e dillicile mancfato che IOl'o incombe di coprire la radunata e la concentrazione delle armate frnncesi. » Ordine del giorno del direttore del.le mario,vre. - Il genera le Hervé, di rettore delle manovre ha indirizzato d:i l quartier generale di Lacroixsur· :Meuse, il seguente ordiue del giorno alle truppe riel VI e XX corpo. « Le truppe del VI e XX corpo hanno mostrato nella prova delle ultime m,rnovre che esse avevano cOn$ervato le solide qualità che hanno fallo l'antica loro riputazione. « Al soffio patriottico che le anima è facile riconoscere che non furono per nulla scosse dalle recenti agitazioni dell'ioterno; che sono rimaste piene di confidenza e penetrate della importanza dell11 loro missione su Ila frontiera. « I soldati h<inno dato prova di resistenza , disinvoltura, bnon umore. " Gli unJciidi hanno avuto iniziativa in tutte le circostanze. · « Infine i generali ed i capi di cor po e di servizio hanno saputo j iustificare la confidenza un iversale con la loro abile previdenza.. « Io sono particolarmente felit:e di poter proclamare questa situazLone e di constatare che i due corpi d'armata così bel). comandati dai generali Kessler e de., Monard sono sempre degni della confidenza del paese, che dal canto suo, ba il diritto di esser!! fiero dei soldati cui é affidata la guard ia dell11 froMiera.
RIVISTA DEI PERIODICI l\fILITARI
Rivista di cavalleria.
Fascicolo XI, dicembre ,1899. - Del contatto col nemico nell' avanscoperta ; per X. Dopo 111 campagna del 11870, tutti i regolamenti europei sul servizio in guerra fanno obbligo alla cava lleria non solo di cercare il contatto col nemico, ma ottenutolo di conserva rl o ad ogni costo. L'anonimo autore richiama l'attenzione sull'attuazione di questo giustissimo principio cni è facilissimo Oftemperare nelle esercitazioni e nelle manovre del tempo di pàce mentre nelle guerre future s'incontreranno enormi difficoltà. Il giovine uffiziale ha bisogno di essere preparato convenientemente a superare coteste difficoltà. A quest'uopo si riportano due esempi storici di pattuglie-ufficiali ,issai interessi,nti, estr11ui dalla recente opera del generale v. Pebet-Narbonne: La ca·valler'ia tedesca dellci 1• e .2a armata nei giorni dal 7 al 15 agosto l870, ed opportunamente commentati.
Dell'addestramento topografico e tattico per le ricognizioni, pel colonnello F. D'OTTONE. L'egregio colonnello assai gi ustamente ricorda il detto del generale De Brack che « è d'uopo nascere cavalleggero, nessuna posizione esigendo tante disposizioni naturali e tanto genio della guerra quanto quella dell'nfficiale di cavalleria leggera >> (1). :Ma più giustamente ancora egli osserva che oggidì invece • è convinzione quasi generale dei nostri giovani ufficiali, che per poter aspirare a divenire un capo
O) Come è not0, sotto Napoleone l il servizio di esplorazione era, normalmente, disimpegnato dalla cavalleria leggera. i39 -
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RIVISTA DEI PERIOIHC I MI LITAIU
pattuglia d'avanscoperta e di ricognizione, basLi il sapere eseguire delle veloci corse di resistenza e di 11rditamente affrontare qw,Junq ue ostacolo attraverso a terreno vario. » E queste parole abbiamo voluto t11stualmente riportnre, pen:hè io es!>e è racchiusa un" grande verità di .cui io tutti gli eserciti_si tiene troppo poco co11to, preparandosi così pel caso reale dì guerra, alle più amare de lusioni. Ciò premesso, lo scritt~re osserva che nelle nostre scuole non si dù tuua l' importanza che merita allo studio del terreno sotto l'a~petto topografico e ta,tt'ico. E p~rtanto i giova ni ufficiali giungono ai corpi ,conoscendo in teoria del ri lievo delle carte, ma senza sa pel'ie leggere, ed è questa appunto la causa prima per cui, in occasione di manovre, le notizie mancano o giungono incomplete ed in rit.nrdo; non si sanno -cioè nè rice1·care, nè valutare, nè trasmettere, Nel desiderio di rendersi utile i i giovan i ufficiali, il D'O ttone ha compilato il presente lavoro. In questa prima parte ora pubblicata, egli studia coo molta dottrina la carta e iI terreno, raggiungendo as~ai beoe l' intento prefissosi. A.Mone dellci cavalleria sulla destra dell' esercito de/. M:incio. nr._lla seconda giierra per funità d'Ita lia. Conferenza pel maggiore A. Di B AGNOLO. I l Bagnolo vuole presentare le 1mpression1 ricevute nel leggere alcuni studi di recente pubblicazione su lla giornata dì Cu~i,toza. Al l'e,tero la campagua nostra del ·1866 è l'nrgomento favorito dei lavol'i di molti scrittori, mentre in Ital ia, quasi obbedendo ad una pa rola d'ordine, ·poco e malvolen tieri si parla di quella brevr e infausta guerra. E lo scrittore non è al ieno dall'attribuire a tale trascuranza gran pHrte degli errori, nuasi identi ci a crti.elli commessi nel •I 866, che si com miserò -quasi un trentennio di poi in terra africana. Il Bagnolo, nell11 parte del suo scritto ora pubblicata , passa in ra.pida rivista ·Je condizioni d' istrnzione e di preparazione .alla guerra della ,nostra cavalleria sino 1-1 11 0 scoppinr dell a guÀrra , le disposizioni prese ,dall'ar'ciduca Alberto per l'impiego della caval lerin austriaca, e inizia la narrnzione dei movimenti del 3° corpo d'armata del genera le Della Rocca eseguiti nel mattino del 2t giugno. HisHrbandoci di giudicare dell'interessante lavoro ad ultimata pubblicazione, non possiamo trattenerci dal dire sin d'ora, che iì Bagnolo fu assai bene inspirato nel scegliere codesto importante argomento per .tema di conferenza, come quello che può forn ire ampia messe di studio ,e d'insegnamento al l'ufficiale di cavalleria.
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Cavalleria ciclista, pel colonnello L. Lrnnt . Il colonnello Libri ha stimato opportuno di combattere la proposta del capitano Berielli, dì cui a suo tempo ci siamo occupati, seconclo la quale si dovrebbe formare lo squadrone con 100 cavalieri montati e 50 cavalieri ciclisti. È un ibridismo, è un pervertimento dell'arma nostra, giustamente grida il Libri ; ma il fatto è che proprio non valeva la pena di oppugnare tale tesi. Egli conchiude: « Co\ · ciclismo, il problema di una fanteria montata al seguito del la cavalleria, a me pare si avvii ad una soluzione tanto desiderata .... M.a questa trup pa non dovrà essere ca:valle·ria-c,iclista, sibbene / anter'ia-c'iclùita ... e che non dovrà trovare impiego che nel combattimento, agli avamposti, negli asseragliamenti, negli accanton.imenti e nel servizio di corrispondenza; giammai nel servizio di esplorazione •. Noi, veramen te, sino a miglior prova, non siamo molto partigiani dì ripani ciclisti da mettere al seguito della cava lleria; le idee però del colonnello Libri sono indu bbiamente meritevoli di considerazione.
La nuo'Oa edizione della ,21i parte del Regolamento d·i esercizi per la i. e r . caixilleria austriaca; pe~ .M: . B. D. Revue militaire rédigée à l'état-major de l'armée. I
Fascicolo dì settembre e ottobre ·1899 . spagniw la-am11r'icana.
Eserciti esteri: la guerra
Lavoro assai pregevole, nel quale trovasi grande dovizia di dati e notìzie sul le forze militari dei due partiti avversari e sulla situazione politico-mi li tare del ,1898 nei due paesi. Sono quindi, con molta chiarezza, nanate le operazioni alle isole Filippine sino alla battaglia di Cavite e alla capi to lazione di Mani lla. Regolamentò tedesco del 18 gennaio 1899 sui trasporti mi litar-i sullé ferrovie . Il nuovo regola mento è minutamente analizz~to, e ne sono riportate le disposizioni e l'innovaziou i più ess,rnziali ed importa nti. Niwvo regolamento delta cavalleria a11stro-iingarica,. È un esame alquanto succinto intercalato da brevi considerazioni sulle modificazioni introdottevi rispetto al primitivo regolamento del 1895, e sulle nuove prescrizioni.
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RIVISTA DEl PERIODICI MILITARI
RIVISTA DEI PERIODICI MILI'l'ARI
Archivi 11toric'i: L' assedfo di Gibilterra nel 1782. È pubblicata l' nlti ma parte di questo lavoro assai interessante, la quale comprende le osser'liazioni sopra una /11emorict attribwita al Principe di Nassati.
truppe e negli ufficiali al principio del 092, resta meravigliato pensando a ciò che si seppe ottenere da quella armata in due soli anni, per poter iniziare nel '1794. quel l'era di vittorie che per venti anni consecutivi rese I~ Francìa padrona dell'Europa. · I due articoli testè pubblicati comprendono: nna _prefazione assai interessante, e due capitoli nei quali si tratta ampiamente: dei dìsor·dini, dell'indisciplina, del disorganarnento dei quadri, della nomfoa di Rochambeaii, della preparazione alla guerra, e dell'ordinamento dell'armata. L'ufficiale colto e avido d'istruirsi vi trova copios'1 materia di studio e di uti li insegnamenti.
Diarfo storico del 5° corpo d'arrn.ata (Continuazione). Riflette' la corrispondenza ed i movimenti di truppe eseguiti dal ,i. al 6 agosto ·1870 inclusivamente. Sebbene trattisi di documenti per la maggior parte noti, è la prima volta che si hanno sott'occhio i dispacci tutti, rivestiti del marchio ufficiale, scambiati nel la memorabile giorn11ta del 6, agosto fra il generale De J.:ailly e il maresciallo Mac-Mahon, il comando ;:;upremo dell'esercito e altri genera li. È snperfluo rilevare l'importanza ·di questi documenti, preziosi per gli studiosi del la grande guena del 1870.
Giornale del.le marce e delle operazioni militari del .2° corpo d'armata dell'armuta del Reno. Allo scoppiar della guerra il 2° corpo d'armata trovavasi al <'ampo di Chàlons, ed era forte di 24-,965 uomini e !1600 cavalli, dei quali disponibili 23 ,595 uomini e ,i.1)00 cavall i. Il ·15 lugli o un telegramma' preavvisava il generale Frossard che . il suo corpo d'armata era destinato ad essere trasportato immediatamente al la front iera, nei pr~ssi di Forbach e S.t Avo\d., Nella stessa giornata una lettera ministeriale gli trasmetteva l'ordine relativo e prescriveva che il movimento ferroviario avesse principio il giorno ,16. ' La parte ora pubblicata contiene la dettagliata composizione del corpo d'armata, la corrispondenza e i movimenti delle truppe dal 15 lugli o al '26 compreso. Come quella del Diar'io del ,5• corpo d'cirmatci, anche questa pubblicazione di documeu ti e notizie uflkiali sulle operazioni del 5° corpo è assai importante e chiarirà molti punti rimasti ancora alquanto oscuri di quel la campagna . L'inizio della C(J;mpagna del 1792 a./.l'ar-matu del Nord. Lo stato maggiore francese intende pubblicare uno studio completo sul periodo storico- mi litare dal _-1792 al 1194.. Con questo lavoro illustra le prime fasi di quel periodo, esaminando, colla scorta di numerosi documenti, le cause che condus~ero alla disfatta di Tournai e di Quiévrain . Sono pagine queste che cattivano in sommo grado l'attenzione delJ'uffi· cia le, il quale leggendo di tamo disordine e di tanta indiscipl ina nelle
Revue du Cercle militaire. N, U, 45 e 46 del i, H, -18 novembre 1899. -
Concorso tatti.ca. So-
luzione prern'iata del primo concorso. È riportata in extenso la soluzione del tenente B. che fu giudicata la migliore del tema che noi a suo tempo abbiamo riportato per presentare ai nostri lettori un' idea completa degli studi cu i la Ri'Vista franc1-1se invitava. La rel11zione premiata è infatti pregevole, epperò, per la Commissione di correzione, il tenenie colonnello Frocard not11 che gli ordim sono chiari e semplici, tuuav,ia vi si riscontrano del le lacune. Così non vi si accenna alla questioné dei viveri, nè vi ~i pa rla degli impedimenta. La missione poi della cavalleria per Ja giornat.a dell'8 di. cembrt:, non vi è abbastanz:i definita. Abbiamo vol uto accennare a questi dettagli, che per noi non hanno al.cuna importanza, per dimosirare la diligenza e la serietà con cui · la Re~ue attende a questa nuova pa rte del suo programma. E pure pubbl icata una soluzione del lo stesso tema, inviata da .un ufficia le tedesco, e che il Frocard giudica ottima.
Una ricognizione nel 1822. tare nel 1898.
I la'IJori del se·t'V'izio geografico m1:/i -
È un riassunto della relazione compilata dal generale Bassot, direttore del servizio geografico riell'esercito, i 11 torno a i lavori e,eguiti dalle sue cinque sezioni nel ·1898. ·Ne rileviamo le notizie più importanti. La ::eziooe geodat1ca ha principiato nel ·189~ la revisione del parallelo rli Parigi, frn Parigi e la front iera dell'est.
RIVISTA DEI PERIODICI lllILITARl . 2196 Costruiti i segnali di 1° e 2° ordine, ebbe luogo la ricoguiziooe, e nel 1899 $i potè dar principio alle osservazioni . Il laboratorio di precisione, fra altri istrumenti, ha costruito sei teodoliti, ciascuno del peso di chilogrammi 2•1 e 500. Nel •1898 furono comandati nel .Madagascar quattro ufficiali e ne hanno intrapresa la triangolazione. La sezione delle levate di precisione ha prodotto nel •1898 : levate al 10,000, 50,000 ettari ; levate al 20 ,000, '10•1,000 ettari; revisione di antiche levate al 10,000, 39,ÒOO ettari. La sezione topografica ha continuato · la rev1s1oue della carta di Fr:mcia, e la levata delle carte del i'Algeria e della Tunisia. In seguito a quesce levate il servizio geogralko ha pubblicato dieci nuovi fog li delle carte d'Algeria e della Tunisia. La Wlnfoa deÌle carte ha dato un incasso pel tesoro di fr. H 7,236. ,1,3 con una diminuzione di O, f., '66 centesimi su i risultati del •1897. Not,iamo che il personale addetto al servizio geografico si componeva alla fine del •1898 : di 73 ufficia li d'ogni grado o assimila ti , non ' c~mpresi quelli comandati temporariamente, e di 283 fra disegnatori, incisori, compositori e commessi.
Lei guerra a.l Transwaat, pel capi tano PAINVJN . - Narrazione degli avvenimenti di qualla guerra, compilata con molta ch iarezza. {l
mese militare, pel tenente colonnello FnocARD.
Naturalmente s'occupa del la guerra anglo-boera. Senza voler fare della critica, gli pare che il generale While abbia lt}n.uto una condotta troppo passiva, e che invece di ritira rsi sotto le mura di Ladysmitb, avrebbe opernto meglio manovrando in aperta campagna. Lo scrittore franct:se rileva quindi la cnlma con cui la stampa e il paese accolgono le notizie sfavorevoli giunte finora dal teatro della guerra, e senza che un1.1 voce di biasimo si elevi contro il generale; e soggiunge: t D'altronde la perdita di alcuni soldati di me.stiere non tocca la massa della nazione, come possono fa re sul continente europeo le eca tombe cbe mettono in duolo un intero pae$e. • Non bisogna dunque stupi rci troppo nel vedere !:Inghilterra conservare la calma, la tranquillità e la fiducia di fronte agli ultimi combattimenti. » . OsseÌ'vazione invero abbastanza strana e superficia le! Son ben altre le ragioni per le quali gli Iuglesi rr5tano tranquilli, calmi e fiduciosi nella loro forza.
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ll fuoco imico del.la fante1.,ia, pel mag;iore B.
Il ~·ego lame!l,tO d~I 22 maggio •1895 prescrive tre sorta di fuochi:
a sa lve, a vol'tntà e a fuochi rapidi. Nel la relazione sulle sedute pratiche di tiro eseguite nel •1899 al campo di Chalons innanzi agli uflkiali' superiori ivi c0mandanti, s' i legge che: A •I 000 metri: 8 fuochi a sa lve, con un consumo di 400 cartuc<.:e, hanno dato un tiro efficace di O, 96. 8 fuochi a volootà, collo stesso numero di cartucce, hanno dato un'efficacia di tiro di ·1,09 . A ,1t~OO metri: 8 fuoc hi a salve, col consumo di 400 cartucce, hanno dato una efficacia di tiro di 0,414. 8 fuochi a voloutà, collo stesso consumo di muoizioni, 0,60. A 1l50 metri: 14 fuochi a volontà, ciascuno della dur:Ha di due minuti, hanno dato uu tiro efficace di 3, -1. '14 fuoc hi rapidi, della stessa durI,t,1, haono hato un'efficacia di tiro di 2,2. Questi risultati sono il frutto di un'esperieoza limit:1ta; purtuttavia, siccome confermano i risu ltati già ottenuti presso la Scuola di tiro, sono assolutamente degn i di fede , e dimostrano, in tulli i casi, la superiorità del fuoco a volontà. ' L'autore studia quindi se ìl fuoco a volontà permetta anche di assicurare, sufficientemente, la direzione del fuoco . Anche a questa condizione indispensabile ri~ponde il fuoco in misura conveniente, epperò il. maggiore B. vorrebbe si adottasse un fuoco unico : quel lo cioè ; volontà; ciò che farebbe sparire I' aumle complicazione del!' inseuua0 mento del tiro.
La M'Valleria russa nel governatorato 1U Vilnci. Un grosso corpo· di cava lleria fu riunito nel mesè di settembre testè • scorso al campo d'Orany. Nel presente articolo, in poche rig he, ed in modo affatto imperfetto, sì vorrebbe · render conto degli esperimenti esegui ti, coi quali intendevasi studiare le formaz ioni organiche più favorevoli .alla manovra, allo spiegamento e al combattimento delle masse di cavalleria . Si riportano invece poche righe scritte dal colonnello
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D' Orlof, relative alla formazione sulle tre schiere, che è qualificata come non pratica. · . . . . . . Un corpo di cavalleria . ha innanzi a sè van ob1ett1vi. Ad ogm obiettivo si assegna una parte del corpo (divisione) e .questa prende la_formazione normale O qne\ìa che è del caso. Invero e troppo poco e siamo certi che quelle manovre hanno insegnato ben a\tro. .
LA GUERRA NELL'AFRICA AUSTRALE Co,,/in,u,zi<>n.e. -
l'edi dis11e11s(i XXIII
Lungo la frontiera occidentale del Transvaal e dell'Orange.
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Per la Di1·e.zio-ne LODOVICO
.\ DEMARCHI CARLO,
gerente.
0ISOTT1
Con andamento analogo a qu ello che ebbero lo operazioni nel Natal si svolsero quelle sulla frontiera occidentale del Transvaal e dell'Orange. Anche da quella parte cominciarono con la difesa improvvisata di una striscia di territorio e della ferrov ia che la traversava, poi la difesa, nei limit i ohe lo consentivano le scarse forze, andò restringendosi intorno ad alcuni punti rit enuti come i pi1\ importanti e tali che la loro perdita sarebbe ridondata a grave danno p~r gli Inglesi. I presidi rimasero in quei punti immobilizzati cinti dalla folla investitrice dei Boeri, alie loro spalle le tumultuarie scorrerie di costoro ruppeio telegrafi. e ponti, interruppero ogni comunicazione. Ma intanto quelli che parevano vinti valsero a disperdere e sperperare la forza boera, e, sia questo sperperamento, sia la trittica dei Boeri, che in n essun luogo si mostrò decisa e risolutiva, sia la scarsità loro in mezzi di guerra, anche da questa parte non si venne ad alcuna conclusione, gli assediati guadagnarono tanto tempo quanto · occorreva per l'arrivo degli eserciti di. soccorso e colla resistenza di un mese e mezzo prepararono e resero possibile la seconda fase di questa guerra, quella della riscossa. inglese. Temendo una insurrezione degli indigeni della Rodesia, • qualora quel territorio, per l'interrompersi della comunicazione con la colonia del Capo, fosse rimasto abbandonato a sè stesso, gli Inglesi provvidMo alla difesa della ferrovia tra la città del Capo e Buhiwayo mediante alcuni corpi speciali di volontari, le milizie locali ed i treni blindati.
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I.A OUERRA XELL AFRICA AUSTRALE
LA GUERRA NELL' AFRICA 1\ US'rRALE
Questa ferrovia per un tratto di 1200 chilometri circa dal ponte sull'Orange a Bulawayo corre a breve distanza la frontiera dei paesi Boeri ed è esposta alle loro offese (1). L'ordine d i formazione di due corpi speciali di volontari , l'uno a B ula·wayo al sud della Rod·esia, l'altro al campo di Ramathlabana a pochi chilometri a nord di Mafeking, data dal principio di agosto, allorquando il gabinetto di Londra volle dare un più vigoroso impulso alle trattative diplomatiche col 'fransvaal ed intanto inviava un r inforzo di 2 mila soldati nella colonia del Capo. Gli arruolamenti si aprirono in tutte le città della colonia e ben presto alcune migliaia di uomini chiesero di far parte dei nuovi corpi. per cui facile lo scegliere i più adatti. Erano gente bella, robusta; avvezza alle fatiche ed ai disagi; alcuni di essi avevano fatto parte della scorreria del D. Jameson (2); altri ~ivevano servito nella polizia montata o nelle milizie locali, altri ancora erano idtlande1", che le angherie dei Boeri avevano fatto fuggire dalle minier e del Transvaal. Alla fine di agosto i due corpi speciali, di 500 uomini l'uno, erano completa.mente formati ed addestrati al tiro, agli esercizi ed alle lunghe marcia. Quello di Bulawayo, agli ordini del tenente colonnello Plumer, e composto di fanteria montata aveva l'incarico di proteggere la frontiera
meridionale della Rodesia, l'altro a l campo di Ramathlabana era di viso in 4 squadroni ed agli ordini del colonnello di cavalleria Baden Powell. Sulla m~tà del settembre, quando ~o scoppio della guerra sembrava imminente, le città di frontiera' Kimberley ' Tauno-s e, • Vryburg e Mafeking, si sentivano esposte al nemico e senza difese; reclamavano verso il r esidente generale sir Alfredo Milner per 1'11,bbandono in cui erano lasciate e chiedevano provv~dimenti e protezi one. Ii governo inglese titubava nel chiamare in quelle città alle armi le milizie locali o nel farvi affluire truppe regolari, temendo che queste disposizioni potessero essere interpretate dai governi delle repubbliche boere come una minaccia di guerra. Tuttavia, di fronte alle insistenze delle autorità civili ed alle continue e violente riunioni tenute in K imberley e Mafeking dai cittadini per supplire alla inerzia del governo, questo si arrese. Le truppe del colonnello Baden P owell entrarono in Mafeking; furono chiamati alle ar mi i due reggimenti locali dei Mascioni e della Besciuana, nelle adiacenze della città sorsero opere di fortificazioni e ricevettero dal Capo le artiglierie che occorrevano. 11 colonnello Baden Powell organizzò la difesa della città in previsione di un assedio, spiegando nell'opera sua molta attività ed energia; fece partire per la colonia le bocche inutili e radunare grande qnant ità di vettovaglie e bestiame; continuò a mantenere in esercizio i 2000 uomini che da lui dipendevano, e li impiegò in frequenti ricognizioni verso la frontiera. Uno dei capi indigeni il besciuana Barelong, avrebbe voluto conoorrere alla difesa; offerse l'opera sua al governo inglese e domandò armi; ma la sua offerta non fu accolta; il governo inglese sa di avere dalla sua parte gli indigeni; ma non vuole da loro armi, nè porli di fronte ai bianchi. Una vittoria ottenuta col loro concorso creerebbe doveri cui il governo inglese non intende di sottostare. Le città di V ryburg e di Taungs furono affidate alla protezione degli uomini di polizia montata appartenenti a molte città della colonia, specialmente a quelle vicine al mare.
{i/ Qualora la ferrovia tra la Città riel Capo e llulawni•o fosse inlcrrowi., al la Ilo· desia non rimarrebbe altm comunicazione co l mare se non Jler Bcira, fo rte Salisbury (300 chilometri); ma essa si trova per dut• terzi nella colonia portoghese di Mozambico. (21 Sul finire del i895 uno dei capi cluila Cl1a1·tered Company, il D. Jameson risolsi' cli tentare, se gli fo:;sn stato possibil e, con un colpo di mano cl i rovcsci,1re il governo boero de l Transvaal. lladuuata tacita1nen te alquanta genui in ~lafeking, il 29 rlicen~ brc, attraversò con es;a la frontiera dirigendosi su .Jollanncsbu rg, dove srrrnva che a l suo avvicin:1rsi gli uill~1uu1·s sareb bero insortì. La. sua colonna era formala di due corpi, l'uno di 400 uomini, polizia montata dei Masciooa, l'altro di J.20, 1ioli1.ia della frontiera del llesciuarm. Aveva seco otto mitragliere Naxim ed un cannone a Liro rapido. Il generale boero .rou bert moll ilizzò subito l:1 mil izia dei clistretti di nnsLenberg, Potcllers troom e Krngersdorr• e lo s tesso giorno, Sl dicembre, 650 13urgcr prese ro posiziono a 5 chilometri ad ovest di Krugersdor1). li t• gennaio l896 il Jameson con le sue t rnppe assali la linea boera; non riuscendo a soverchiarla, si ctis1,ose alla ritirai..,, ma que~la gli fu impedita da un abilr movimento del comandante boero Cmnjc. L'arrivo eh HOO Boeri condotti dal genurale Mal an, decise il .rameson a capitolare. L' incursioné del Jameson dimos trò con <Juanta rap i,litii. i Boeri potessero mohil izz.µ.sl. l o •~ ore essi cr<1no i11 sella slll luogo di raclun,1ut con ll' loro n1unizioni e :la 3 giorni c1i viveri.
LA GUERRA NELL' AFRICA A USTRALB
In Kimberl~y il 23 settembre giungeva dal Gapo mezzo battaglione del Loyal North Lancashi?·e; il rimanente del battaglione, quattro. compa,gnie con duecento uomini di fanteria montata e due cannoni, era rimasto alla cl ife$.11 del . ponte ferroviario sull'Orange. Il tenente colonnello Kekewicb, ap· punto allora nominato comandante di tutte le truppe del Griqua il cui capoluogo è Kimberley, aveva sotto di sè oltre il mezzo battaglione del L ancashire anche un .reggimento di volontari del Protettorato di Kimberley ed una batteria dei campi dei Diamanti (Diamand fields artille1··y), in tutto 2500 uomini all'incirca. Nella Rodesia meridionale il , corpo dé1 colonnello Plumer aveva raggiunto Tuli sulla :fine di settembre spingendo del. dist3ccamenti ai guadi del Limpopo. Aveva con sè il 6° reggimento volontari della Rodesia meridionale, aicune mitragliere, ?ltre le sezioni di sanità, di sussistenza, ecc. in tutto un due mila uomini. Quantunque non si possa ancora dare con certezza il numero delle forze britanniche disseminate alla vigilia della . guerra lungo la frontiera delle repubbliche boere, cioè su di un percorso di 1200 chilometri dal ponte sull'Orange a Tulì, tuttavia da un calcolo approssimativo si può ritenere che ascendessero a 7000 uomini. Conviene inoltre tener nota dei due treni blindati, incaricati di perlustrare la linea e mantenere le comunicazioni tra i varì presidi (1) . L 'agglomerarsi dei Boeri sulla frontiera lungo il .fiume Orange fece t emere una invasione,da quel lato della colonia; .. e quindi l' 11 ottobre furono rafforzati alcuni luoghi, centri di diramazione della ferrovia, con .truppe regolari. Fu in. viato a De Aar il battaglione No1·thiimb,erlancl fusiliers e le quattro compagnie del King's Own Y01·kshfre, a Naamvpoort il battaglione Berkshire che si trovava a King's "William Town, . raggiunto pochi giorni dopo dal Munster fusiliers. Ogni treno blindato si compon1>va di due vagoni (ti·ucks) con la macchina tra essi, cope rti intieramente di. piastre di ferro con feritoie por fucileria e per una. mitr~gliern. Ogni treno poteva con tenere nn pre, idio di -120 soldati. ( l)
LA GUERRA NELL' Al<' RI CA AUS'l'RAl,E
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Non rimanendo altre truppe nella Città del Capo, fu chiamata ètlle armi la milizia locale e fatta sbarcare dalle navi da guerra una brigata navale. Mentre il grosso delle truppe Boere era raggruppato intorno alla frontiera del Natal, altri comandi erano disseminati lungo il Lirnpopo e la frontiera occide11tale, per coprire il territorio delle· due repubbliche dalle invasioni dei corpi speciali inglesi. Nel Zutpa.nsberg di fronte al colonnello Plumer si trovarono circa 2 mila Boeri comandati dai generali Grobler e Malan. A Zeerust, Malmani e Licthenburg, in faccia a ì\fafeking , stavano i comandi del generale Cronje, circa 3 mila uomini, con due batterie Krupp ed altri cannoni di vario modello. A Schweizen .sul :fiume Harts un migliaio di Boeri, che minacciavano le due città di Vryburg e Taungs. A Boshof, Fauresmith, e Rouxeville erano 6 mila uomini del!'Orange,· comandati dal generale Prinsloo; av~vano per scopo l'attacco di Kimberley e forse una scorreria nella Colonia del Capo. La prima operazione di guerra da quest~ parte ha la data del 12 ottobr~, lo stesso givrno in cui furono àttraversate le frontiere del N ataL Essa consistette nell'assalto di un treno blindato, il quale, avendo trasportato del materiale da guerra a Mafeking, se ne tornava a' Kimberley. I Boeri lo presero a cannonate, lo rovasciarono e fecero prÌ· gionieri quanti vi trovarono. Il 15 ottobre una schiera di Boeri occupò le città di 'ranngs e V rybnrg senza trovarvi opposizione. E:::se furono con decreto annesse all'Orange, da cui ~rane state staccate mediante l'accordo del 1876 . Il 20 ottobre Kimberley e Mafeking erano assediati dai Boeri di Prinsloo e Cronje e da essi prese a cannonate · contro Ìe quali gli assediati tennero un eccellente contegno -sia per la distanza. àa cui pro veni vano le offese fossero poco perniciose ossia che i preparativi fatti per renderle tali abbiano . giovato allo scopo; anzi gl i assediati di Kimberìey il 24 di ottobre lecero uua sortita che diede qualche mo lest,ìa agli avversari.
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LA GUERRA NELL'Al'RlCA AUSTRALE
Riassunto del primo periodo. Le operazioni le quali, come fu detto consisbono nel blocco di alcuni punti (~afeking e Kimberley) e delle scorrerié sulle linee di co~-;'nT~;f°one, parv'è""~he' da principio avessero più specialmente di mira Maf~king; donde il ripetersi dei telegrammi, che contenevano quel nome ed accennavano a combattimenti di cui mal potrebbesi dare una descrizione, e furono scanimuccie di truppe avversarie, che si t rovavano a contatto, impotenti le une e le ''altre di venire a ri~ultati decisivi ; e, per quanto · dai telegrammi concisi e mal collegati è possibile desumerlo, pare che lo sforzo dei Boeri si sia spostato e diret:.to su Kimberley . Ad ogni modo per quanto riguarda le ragi'oni militari questi investimenti e queste scaramuccie lungo la frontiera occidentale non sono che delle operazioni secondarie, la vera guerra è da seguirsi nel Natal, ove il grosso delle guarnigioni inglesi teneva testa~ sforzo principale delle truppe boere. Lv.i . c_QJ.. Q.Qmbattim.~1!,j;Q. di La.dysl!).ith si chiude la prima . fase della guerra anglo-boera, le cui sorti non furono, certamente, favorevoli agli Inglesi. Considerato nel suo insieme il numero degli uomini, l'istruzione, la disciplina e la bontà dell'armamento, e fatto di tutto nna somma che si compensi, si può dire, che le forze inglesi esistenti nella Colonia, potevano bilanciarsi con quelle dei Boeri. E ciò, pur rammentando, che numericamente e durante tutto il periodo di questa prima fase, quest'ultime erano superiori di un terzo alle altre. L'impiego alterò queste proporzioni. e, al solito, dei due elementi che valgono a produrre Ull' effetto, cioè il numero e il movimento, toccò a quest'ultimo lo spostare i termini della equazione strategica e tattica. · Aiutati dai loro cavalli le fanterie boere erano mobilissime ; quindi facili per loro gli aggiramenti, le inaspettate apparizioni, la possibilità di moltiplicare le forze impiegandole ove meglio giovava. Arrivate sul luogo del combattimento queste fanterie sparse e ben coperte avevano anche buongiuoco
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col loro tiro ben aggiustato e sicuramente (>parato. Ma ottenuto l'effetto di sgominare l'avversario, esse non cercarono l'altro d~ :finire coll' urto la vittoria preparata, la quale rimaneva sterile, perchè il fuoco non basta a decidere del combattimento; nè risulta che i Boeri abbiano compiuto, anche eccezionalmente, un attacco sul campo di battaglia. Quindi la loro condotta offensiva ed intraprendente sfumava in nna prolungata fucilata. Gli Inglesi opponevano all'azione dei Boeri lente e compassate manovre, preparate da conveniente servizio di esplorazione lontana che indicasse la situazione del nemico e ne serutasse le intenzioni per adattarvi il raggruppamen to delle forze e la direzione del movimento. · Il loro modo di marciare sotto il fuoco non era scelto così da diminuire i danni. del tiro ben mirato degli avversari. Gli attacchi, non aiutati dalla artiglieria che poco poteva contro gli sciami radi dei tiratori nemici ben situati ove il terr.eno li favoriva, riuscivano fuor di. ogni misura mortali. Il valore, mostrato dalle fanterie inglesi nei combattimenti del Natal è degno delle tradizioni di cui, a buon dritto. possono vantarsi, di~éniva infruttuoso per la gravezza d~i movimenti e per la densità dei bersagli; le forze condotte all'assalto, e già scarse per originario inconveniente, logoravansi prima di arrivare alla deci~ione. Ed ecco come l'impiego delle truppe ha potuto condurre a due grandi impotenv.e, rappresentiite nella situazione finale di questo primo periodo della guerra, dagli investimenti delle posizioni in cui si i·ifugiarono i presidi inglesi, senv.a che gli assedianti possano accelerare la fine dell'assedio, nè gli assediati' fare qualche cosa per ritardarlo. L'arrivo dei rinforzi rnppe l'inerzia creata da questa r eciproca impotenza e cert.amente corregge quella parte in cui gli Inglesi erano deficienti, cioè il numero. L'impiego di questi rinforzi avrà una vera influenza sull'andamento della guerra. T RTS'l'ANO
F ABRIS.
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RICORDI Ml!ATARI DEL TRENTINO
RICORDI MILITARI DEL TRENTIN0 <1>
L'invasione francese del 1796. Il 28 aprile 1796 Bonaparte, dopo aver vinti gli eserciti alleati piemontese ed austriaco, e mentre attendeva le istruzioni da Parigi circa al contegno che avrebbe dovuto tener e verso il.Re di Sardegna e circa alle condizioni da imporgli, scriveva da Oherasco al direttorio : « En attendant, j e mar« che demain contre J3eaulieu, je l'oblige à repasser le Po, « j e le passe immécliatement après, j e m'ernpare de toute la « Lombardie, et, av! nt un mois, j'espère. Éitre sur les mon« tao-nes du Tvrol trouver l'armée dn Rhin et porter de t:, ,] ' « concert la guerre dans la Bavière. Ce projet est digue de « vous, de Farrnée et des destinées de la France. )> E il giorno successivo seri veva ancora: « . . . j e passerai l'Adige et j'entrerai « en Allemagne par le 'ryrol. )> È così che il generale Bonaparte metteva sul tappeto il suo progetto d'invasione del 'rirolo. Ma il D irettorio, irnpressìonato dalla grandiosità e dall'audacia del piano, e nella considerazione che i mezzi di cui poteva disporre Bonaparte non erano sufficienti a tanta impresa, non credè di approvarlo, e il 7 maggio il direttore Carnot così rispondeva (2) : ' (1/ Ad evitare soverchie cita1.io11i credo oP!)ortuno dare qui il titnlo delle opere che principalmente mi servirono per la compilazione 'ctcl lavoro : Turnns. - Histoi'l'e de l a révotul'ion (rançai se. Koo1,. - Jlfémoires de 11/asséna. N,1.POLÉON, -
Co1·respondance.
Archivio Trentmo, fascicoli: 2°, ·Mno l i I (·ISSt,); i 0 e 2°, anno I V; ! 0 e 2° anno VI. JoMINI. /lislofre des 11·uen-es de l a r èootution. (2) Marmont, che allora era aiutante di campo di Bonaparte, dice nelle SLle memorie a proposi to di questo piano : « .Je rus frappé d'étonuement en lui entenda1\t diclcr • cette phrase; cette pro[Jositiou formelle me panll presr1ue de la folie. •
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« Le plan de campagne que vous avez esquissé dans votre « lettre du 9 (l) est digne des français et de l'armée que « vous conduisez à la victoire; mais il pr ésente des obstacles « majeurs et des difficultés, pour ainsi dire insurmontables. « Croyez, cependant, gue le directoire sait accueillir tout ce << qu'on lui présente de grand et de profi table à la repu· « bligue. Il doit toutefois se circouscrire dan;; un cercle « rnoins étendu gue celui que vous lui proposez de parcourir, « et auquel le ramèue la nécessité irnpérieuse de terminer « la gLterre pendant cette campagne: il doit craindre tout « ce qu'uu insuccès pt:mt entratner de désastres. Il compte sur « les victoires de l'arrnée d' Italie; mais quelles I).e seraient « pas les suites d'une entrée en Bavière par le:? montagnes « du Tyrol, et quel espoir pourrait-on concevoir d'une re« trait e honorable en cas de revers? Comment d'ailleurs con« tenir avec les forces que vous commandez et quelques « mille hommes q ue le directoire pourra y ajouter, tant de « pays soumis ft nos armes ed im'patiens de se dérober au « voisinage et à l'action de la g uerre? E t quels seraient « nos moyens de résistance, si la cour de Turin, que nous « forçons à la patx, se laissait circonvenir de nouveau, et « rep1:enait les armes pour coul?.er vos communicatious? )> Dopo ciò Carnot esponeva il piano ch'era stato invece concretato dal Direttorio: respingere l'esercito austriaco · nelle montagne del Tirolo e metterlo « en crainte de s' y voir « forcé ; » dividere poi l'esercito d' Italia in due parti, delle q1,1ali l'una, comandata da Kellermann, doveva restare in Lombardia e assiourarne «parsa présence » il possesso; l'altra, agli ordini di Bonaprtrte, doveva portarsi nell'Italia centrale, occupare Livorno e minacciare in seguito Roma e Napoli. Bonaparte intanto l'l l maggio, mentre non aveva ancora ricèvnta la lettera del direttorio scriveva : « Bientot il est « possible que j'attaqne lVIantoue. Si j'enlève cette place, « rien ne m'arrete plus pour pénétrer dans la Bavière; dans '<< deux décades j e puis è tre dans le cpeur de l' Alle magne. (.I ) 9
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Rl COllD l MILITARI DE L TRE NTINO
« Ne pourriez-vous pas combiner mes mouvements avec l'opé«·ratiou de ces deux armées ?..: .. Si les deux armées du R hin « entrent en campagne, je vous prie de me faire part de « leur position et de ce que vous espérez qu'elles peuvent « faire, afìn que cela puisse me servir de règle pour entrer « dans le T y rol, ou me borner à l'Adige. « Il serait digne de la Republigue d'aller signer le traité « Je paix les trois armées réunies, clans le coeur de la Ba« vière ou de l' Autriche étonnée. Quant à moi, s' il entre « dans vos projets que les deux tl.rmées du Rhin fassent des << mouvements eu avant, .je franchirai le Tyrol avant que « l' Empereur ne s'eu soit sérieusemeut douté. » nfa quando gli pervenne la lettera del direttore Carnot, con la quale non solo veniva respinto il suo proget,t o d'invasione del Tirolo, .ma lo si voleva obbligare a condividere il comando dell'esercito d' Italia con Kellerman, uhe avrebbe dovuto avere inoltre autorità anche sopr a di lui; egli, il l L.I:, risponde sdegnosamente con una lettera, ch'è fra quelle che ±orse meglio dimostrano il suo r etto criterio, la sua ambizione e la fiducia illimitata in sè, l'intolleranza verso gli ordini che avessero l'aria di tutela e non coincidessero col sno meraviglioso intuito. Egli credeva cosa assai impolitica il dividere in ·due l'esercito d'Italia e contrario agli interessi rlella repubblica mettervi alla testa d ue generali diversi. La spedizione su Livorno, Roma e Napoli era cosa dappoco; doveva farsi con una marcia a scaglioni, in modo da potere, con una marcia retrograda, trovarsi in forza contro g li Aust.riaci e minacciare di avvilupparli' {Il minimo movimento ch'essi facessero. Ma per ciò non soltanto occorreva· un solo generale, ma ancora che niente lo impacciasse nella. sua marcia e· nelle sue operazioni. Egli aveva fatta la campagna senza consultare nessuno, e aveva riportato qualch<:} vantaggio contro forze molto superiori, e mancando di tutto, perchè la sua azione era stata così pronta come il suo pensiero. « Si vous « m' imposez des entraves de toutes espèces ; s' il faut que « je refere de touts mes pas aux commissaires du gouver-
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« nement, s'ils ont le droit de changer mes mou vements , de « m'òte1: ou de m'envoyer des troupes, n'attendez plus rien « de bon. Si vous affaiblissez vos moyens en partageant vos « forces, si vous rompez eu ltalie l'unité de la pensée mi« litaire, je vous le dis avec douleur, vous aurez perdu la « plus belle occasion d'imposer des lois à l'Italie. » E prosegue che, data la situazione degli affari della repubblica in Italia, è indispensabile un .generale che goda intierarnente la fiducia del governo. Se non sarà lui stesso, I non se ne lagnerà, e raddoppierà anzi di ·.zelo per meritare tutta la stima nel nuovo posto che gli si volesse confidare. Ognuno ha il suo modo di fare la guerra, il generale K ellermanu ha maggiore esperienza e la farà meglio di lui, ma tutti e due assieme la farebbero molto male. Anche questa lettera s'incrociò con ia risposta del direttorio alla lettera di Bonaparte del giorno 11 ; in essa il direttorio insisteva sulla sua idea p.i dividere in d ue l'esercito · d'Italia e di fare una spedizione al sud della penisola non appena gli Austriaci fossero completamente battu ti: « Vous « commanderez les troupes qui doivent s'assurer de t oute « l'Italie, et le général Kellermann commandera celles du « Mil~nais, sous le nom d'armée des Alpes, et dirigera, si << les forces qni lui laissèz le lui permettent, quelques di« visions et des partis dans les gorges dt1 Tyrol.. ... Le di« rectoire attache à l'exécution immédiate de ce plan un in « téret bien plus grand qu'à l'expédition dangereuse du ·« Ty rol.. ... La marche que vous proposez vers le 'ryrol << est belle, saus doute, mais elle est environnée d'obstacles « diffi.ciles à surmonter ..... Le reste de l'armée passera, ainsi « qu'il a été dit, sous les ordres du général en chef Keller« manu, qui poursuivra avec chaleur les débris des .A.utri« chiens dans les montagnes du Tyrol, et poussera de forts « partis en A.llemagne, aussi loin qu'il le pourra, tant ponr « lever des contributions, que pour inquiéter les communi« cations des armées autrichiennes sur le Rhin... .. Le général « Kellermann disposera militairement , dans les montagnes « du Tyrol, la plus grande partie de celles qui lui obéissent,
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« afin de les mettre à l'abri des chaleurs de la pl~ine, et des
quell'operazione così difficile, èh'esso aveva mostrato di credere. È bensì vero che egli si guardò bene dallo spingersi più al sud, come pareva si desiderasse a Parigi, ed anzi, :fin dal 7 giugno, mandando al governo copia dell'armistizio concluso il giorno 5 col re di Napoli, ne faceva risaltare tutta l'utilità e dimostrava come la marcia su Napoli, data specialmente la scarsità delle forze dell'esercito d'Italia, sarebbe stata molto pericolosa. E soggiungeva : « Mais eussions-nous « 20,000 hommes, il ne nous conviendrait pas de faire vingt« c.:inq jours de marche, dans les mois de juillet et d'aoùt, « pour chercher la maladie et la mort. Pendant ce temps·là, « Beaulieu repose son armée dans le 'l'yrol, la recrute, la « repforce des secours qui lui arrivent tout les jours, et nous « reprend dans l'automne ce que nous lui avons pris dans « le preintemps. Moyennant cet armistice avec Naples, nous « sommes à mème de dicter à Rome toutes les conditions « qu'il nous plaira. » · La sua attenzio.n e e i suoi peniieri erano sempre rivolti all'esercito austriaco e al Tirolo anche durante il suo viaggio per l' Italia e la spedizione di Livorno; il 14 giugno lanciava da Tortona un proclama agli abitanti del Tirolo, (1) e il giorno dopo scriveva al Direttorio: « Les Tyroliens se « retranchent, s'arment, Beanlieu s'occupa à rendre impra« ticables les gorges du · Tyrol. L' Empereur dit à tout le « monde gue, dans le mois d'aoùt, il rentrera en Italie. Il a « des troupes en marche de tous còtés, mème de la Pologne. « Il faut que les armées du Rhin ne laissent pas de repos « à vV urmser, sans quo i il pourrait nous j ouer un vilain « tour... Pensez 11 l'armée d'Italia; en voyez; lui des hommes << et des homrnes. Si cela eùt été conforme au plan de cam« pagne général, je serais actuellement snr le Dannbe; mais « ne puis y ètre à présent a vant six semaines. \) • .Ma quando il 6 luglio ritornf1va a Roverbella le condizioni dei due eserciti erano tali che, anzichè pensare alla oflensiva, Bonaparte era ben preoccupato di poter conservare
« maladies qu 'elles ne pourront maug uer d'occasioner..... >)
Bonaparte, che già aveva esplicitamente detto il proprio parere sul progetto del Direttorio e sulla sua mania di entrare in eccessivi particolari nel dare le proprie istruzioni, non rispose neànche a questa lettera ed aspettò la risposta alla sue dell'll maggio, che non si fece molto attendere. È in data del 21; il Direttorio rinunciava al 8UO progetto di dividere in due l'armata d'Italia e lasciava a Bonaparte solo il comando delle truppe e la direzione delle operazioni; ma ì 11sist(jva sull'importanza della spedizione su Livorno, dando tuttavia facoltà a Bonaparte di rimandarla fino al momento ch'egli avrebbe creduto più favorevole; ma « l'expédition de « Livourne est la première à faire après la défaite de Beau« lieu >> e concludeva...: « Le reste des opéra.tions militaires << vers l'Allemagne et dans le Mantouan est absolument dé« pendant de vos succès contre Beaulieu. Le Directoire se11t « combien il serait difficile de des diriger de Paris, il vous « 1aisse à cet égard la plus grande latitude; en vous reeom« manda.nt la plus extrème prudence. Son intention est, tou« tefois, que l'armée ne depasse le Tyrol, qu'après l'expé<< dition du sud de l'Italie. »
Bonapar te aveva dunque ottenuto ciò che voleva. Ricacciato Beaulieu nei monti del Trentino, conquistata la linea del!' Adige e posto il blocco alla forte~za di Mantova, il 7 giugno partiva per Milano, Pavia e 'rorfona per regolare alcune questioni con la repubblica di Genova e domare del tutto la rivolta che serpeggiava sulle vie di comunicazione con la F rancia, poi, presa con sè la divisione Augereau, per· Modena, Bologna e Pistoia giungeva a Li voruo il 27, vi lasciava un prnsidio, e riportando . sul Mincio, quasi tutte le truppe di Augereau, il 6 luglio rientrava al suo quartier generale di Roverbella, dimostrando così coi fatti al Direttorio come la spedizione di Livorno non fosse r ealmente
(l) Vcrli Oùta i'·
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RICORDI MILITARI l)EL TRENTINO
le posizioni conquistate: gli Austriaci ingrossavano minacciosi attorno a Trento ed accennavano a voler scendere su Verona; Mantova resisteva energ icamente e la s ua caduta non sembrava affatto vicina; le forze dell'esercito erano scarse e i rinforzi , tanto reclamati, arrivavano H, stento e in piccole proporzioni. Appena a Rove:rbella, ben al co~rente della situazione, Bonaparte scriveva a Carnot : « L'en nemi « se r enforce; nous ne les chercherons pas à moins - C) n'il ne « s'approche trop de l'Adige, et nous allons concentrer tous « nos moyens pour enlever Mantoue. »
Bonaparte riavutosi presto dalla sorpresa, fece togliere l'assedio di Mantova e concentrò con grande rapidità tutte le sue forze fra il Chiese e il Mincio. La campagna non durò molto tempo: il 5 agosto Wurmser era definitivamente sconfitt o a Castiglione e Bonaparte poteva scrivere al Direttorio: « Voilà done, en cinq j ours, une autre campagne « finie. » vVurmser ebbe per un poco l'idea di fermarsi sulla sini· stra del Mincio, e sostenervisi, ma Bonaparte non gliene lasciò il tempo, e nella notte dal 6 al 7 si decise a. iniziare la ritirata su Verona, dove le varie colonne arrivarono nelle prime ore del ma.ttino del 7, nello stesso tempo in cui le divisioni francesi si mettevano in marcia per inseguirle. 1VIassena, diretto su Rivoli, vi rnggiuns.e la colonna Bajalich e la ricacciò facendole 2 o 300 prigionieri; Bajalich si ritirò all~ Corona dove si trincerò, mentre Mittrowsky teneva pur sempre Incanale e un altro distaccamento occupaVEL la Chiusa; la cavalleria ripidgò su ~.\.vio ed Ala. Intanto Bonaparte arrivava davanti a Verona con le divisioni Serrnrier e Augereau; i ponti erano alzati e le porte chiuse, nè il provveditore della repubblica veneta voleva acconsent ire ad aprirle; si dovettero abbattere a colpi di cannone. Ma in Verona i Francesi non poterono raccogliere che una certa quantità di ritiLrdatari, il grosso dell'esercito austriaco era già in marcia da tre ore: Davidowich e Sebottendorf, su Ala, le armi a cavallo per val d'Adige, la fanteria pei Lessini; Meszaros con cavalleria, l'artiglieria di riserva e i parchi su Vicenza e Bassano. Contemporaneamente un corpo dellfi d ivisione Sauret, agli ordini del generale Saint-Hilaire, si era spinto in val Sabbia.. Rioccupata Verona la di visione Serrurier ritornò a porre il blocco a Mantova; il blocco soltanto, perchè il materiale d'assedio era stato quasi tutto distrutto quando Serrnrìer si era allontanato da Mantova per concorrere col resto dell'esercito alle operazioni di campagna. Il giorno 10 Bonaparte decise un'offensiva generale per ricacciare gli Austriaci più addent ro nei monti e togliere
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Il 29 luglio il vecchig feldmarescialle, barone de W tums~r (1) prendeva l'offensiva alla testa di circa 60,000 uomini con 192 cannoni, scendendo da Roveredo, dove aveva eseguito il concentramento delle proprie forze, in tre colonne: Q,uasdanowich a destra con 15,000 uomini e i generali Ocskay, Ott e principe di Reuss, per le Giudicarie; Davidowich a sinistra, con 15,000 uomini e i generali 1VIeszaros e J\1ittrowsky, per la sinistril. dell' Adige; egli stesso al centro per la regione del monte Baldo e di Rivoli, con 30,000 uomini e i generali Sebottendorf, Liptay, Melas e Bajalich, e sorprendeva completamente l'esercito francese, forte appena di 32,000 uomini e disteso da Salò a L egnago per coprire l'assedio di M.a ntova (2) . (1) Wurm~er, nato in .\ !sazia nel l.721, era un generale di rnolt,1 fama mili tare e tcrril1ilmente sorcto · rich iamato dall'armata del Reno peil' succedere a lleaulieu nel comando di qutlla d'lt,11ia, ora giunto al quartier generale di,Roveredo verso la metà di luglio. Napoleo ne dice: , Wurmser era un vecchio sold,ito, aveva con lu i <l ei buoni , ufficiali, sapeva che il suo piano era tro[>PO vasto, ma si credeva protetto clalla sua , grancle superiorità numerica. Se avesse avuto delle forze eguali o solaniente supe• riori di un terzo. non si sarebbe tanto disteso • (NAP01.~0N, ,llèmoires). (2) La dislocazione delle forze francesi era la seguente: divisione Serrurier {SOOO uo· miui) attorno a ~lantova; divisione Sauret (:\000 nom ini) a Salò; divisione Massena (12,000 uomini) sulle f:i.l(l<l del Baldo con av,,mposti alla Corona; divisione Despinois (5000 uomini) a Verona; divisione Augereau (8000 uomini) sul bassn Ad ige appogg1an· dosi a Legnago; riserva di cavalleri,i, Kilmaine (200J canili) e riserva d' artiglieria a Castelnuovo; cruartie1· generale con 1. battaglioni granatieri a Castelnuovo. Sul Gaecla una piccola squad ra cli tre mezze-galere, armate di pezzi da i2 e di tre tartane, armate cli pezzi da 18, agli ordini rtel capitano cli fregata Allemand.
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RICORDI lf!f,ITA !tl DEr, TRE:NTINO
P.lCOR,Dl MIUTAR,I DEL TRENTIN0
loro ogni velleità di ridiscendere al piano. Il giorno dopo infatti Massena li respinse dalla Chiusa, da Incanala e dalla Corona, obbliga ndoli a ripiegare sn A la; Augereau avanzò in due colonne per le strade di val Policella e cli val Pantana - le stesse seguite dalle fanterie di Sebattendorf e d i I1avidowich nella loro ritirata. Alle 18 i Franeesi si scontrarono con gli avamposti nemici di val F redda e scacciarono due compagnie, girando, durante la notte, il posto della Sega; il giorno successivo scesero in va.l d'Adige ragg iungendo la grande strada .sotto Ala, dopo di che tutLa la divisione Augereau ritornò a Verona dove si concentrò. La divisione Massena si dislocava sull'altipiano di Rivoli a Costerma.no, P ozzone e Incanale, tenando occupati con posl;i avanzati Torri, S . ..Zeno di Montagna, Madonna della Corona, Preabocco e Brentiuo ; una mezza brigata stava a guardia del ponte di barche gettato a Pol. La sera dell'll Sauret si portava a Sabbio per attaccare l'indomani Rocca d' Anfo, coadiuvato dal gene1;alè Saint-f+ilaire, il quale doveva compiere un aggiramento su Bandone; Bonaparte per coadiuvare alla riuscita; dell'operazione combinata dal Sauret, e ch'egli aveva pienamente approvata, aveva mandato 100 cavalieri a Collio in val T rompia perchè vi ordinassero del pane .per 3 o 4000 uomini « ce qui donnera des ,. « iuquiétudes à l'ennemi. » Rocca d'Anfo era t enuta dal principe di R euss, comandante la retrogua.rdia della colonna ·Quasdal1owich; il principe aveva trincera.to 120 uomini in Rocca. d' Anfo, ne aveva collocati circa 500 sulla destra a Bagolino, un migliaio a sinistra in val di Ledro . 900 in r iserva al Caffaro, altri 200 più indietro a Pieve di Buono. La resistenza fu resa vana dall'aggiramento della colonna Saint-Hilaire e dallo sparpagliamento delle forze, e Reuss, dopo aver perso un migliaio di uomini, qualche cannone e i bagagli, dovè r itirarsi su Trento, dove giunse nel mattino del 14, raccogliendosi a Buco di Vela con avamposti a Vezzano; fu poco dopo raggiunto dal distaccamento di Bagolino, eh' era rimasto tagliato fuo ri, e che eseguì la ritirata per proprio cont.o.
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Bonaparte congratulandosi con Sanret, per i suoi successi, gli fece capire come egli fosse troppo in aria e lontano dalla base di operazione, gli prescrisse di non inseguire più. oltre il nemico lasciandolo libero di fermarsi alla testata del lago d'Idro oppure di ripiegare addirittura su Salò e Sabbio. Saurnt occupò il giorno 15 Storo, spingendo avamposti :fino a Tiatno, e mandando un piccolo distaccamento a 'l' ione per ordinar.vi contribuzioni. Contribuzioni furono imposte anche a Storo e paesi vicini ; Darzo, trovato senza abitanti, venne dato alle fiamme (1). Una contribuzione di 10,000 razioni di pane fu pure imposta a Riva con I' ordine di farle pervenire a Storo entro ventiquattr'ore. La divisione Sauret si dislocò poi con la brigata Guieu a Salò, il resto fra Caf~ · faro, Tiarno, Lodrone, Condino e Rocca d' Anfo, ponendo il quartiere generale a Storo. In seguito ai combattimenti dell'll e del 12 Wurmser, che andava raccogliendo le sue truppe e par.eva intenzionato di tener fermo ai confini del Trentino, si decise, il giorno 13, a ripiegare col grosso dell' esercito attorno a Trento, distaccando, corpi d'osservazione agli sbocchi principali della regione, El nella seconda metà di agosto l'esercito ~ustriaco si trovò così dislocato: Il generale Laudon al Tonale e Ponte di legno collegandosi con Graffer che più al nord guardava le provenienze dal Vorarlberg. Il principe di Reuss, rinforzato da alcuni bat taglioni e da qualche squadrone, guardava la linea Ci) Gli eserciti della repubblica trattavano generalmente con severità quei paesi Cl)e a loro Si opponevirnu o non mostravano eonfìcle11za, limitandosi alle contribuzioni per gl i altri. All'avvicinarsi dei Francesi il vkc-cancelliere Consolati scrisse da Trento al principe vescovo, ch'era a Passa via, clomanclando come do,·evano contenersi le autorità, e il principe rispondeva : · « Su la clomarirla come abbia a contenersi caso che « veng:1110 li Fnincesi in Trento, io le dirò, che da che Li Francesi sono presentemente • nell'irnporo trattano con più uman itò, ove sono giunti, tutte le all torità costitllite « che sono rest,tte nel loro essere alla loro venuta, anzi in vari siti, come sarebbe • B,·uscshal, Wurzbur·go, Bamllergit, si. sa cli certo, che il rimanere del lo suddette au• toritit costitui te ha molto ben contribuito per conservare l'o rd ine, perché li Francesi nei • suddetti siti non si soIJo punto misch iati i" materia di go verno, anzi hanno contri« buito a mantenere il buon ordine, e solo han no 1lomandato contribuzioni orrende, • che iri uno o l'altro luogo riuscirono le cos Litu ite au torità a fare moderare. • (A rchivio Trentino}. .\4{ -
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&ICORDI Ol!UTAR.l DEL TRENTINO
R ICOHDI MlL ll'ARf DEL '!'REN'l!NO
del Sarca col grosso a Vezzano e gli avamposti sul fiume. vVuk3,ssowich stava a guardia delle valli Arsa e Teragnolo spingendo l'estrema avanguardia fra Vo e Borghetto. Spork con 5 battaglioni e 3 squadroni sorvegliava la val Fredda; il colonnello \ì{ eindenfeld, al quale il generale l\iittrowsky aveva ceduto il comando, per causa di malattia, stava ad Avio; Schubirz era ad A la con 9 sguadroni di cavalleria. Meszaros con l' artiglieria di riserva e 6 squadroni si era portato a Caldonazzo e Levico, dopo aver lasciato a Bassano il principe di Hohenzollern con 8 squadroni e distaccamenti a Primolano, Grigno e Borgo. Il grosso dell'esercito era ammassato attorno a Trento, Sebottendorf, sulla destra dell'Adige, teneva Buco di Vela, Vigolo, Baselga, Sardagn~ Sopramonte, con un distaccamento a Mezocorona e alla Rocchetta; Davidowich, sulla sinistra si stendeva sulle colline di Martignano e di Povo. Il quartiere generale era a Trento; i parchi a nord dell' A visio, i depositi a Egna.
. palazzo del principe vescovo a S: l\fassenza e il palazzo S izzo m Cogolo, portandone via la biancheria, i letti, gli arnesi da cucina e lasciando colare per le cantine il vino che .non avevano potuto bere; al cantiniere del palazzo del ve· .scovo tolser o perfino le scarpe. Il canonico e decano Sigismondo conte l\fane:i scriveva al principe vescovo, che fin dal 20 maggio, quando la guerra cominciava a rumoreggiare nel veronese e nel bresciano, erasi rifugiato a Passavia: « I danni, ruberie, violenze, che ogni momento si sentono, « sono innumerevoli; le strida e le lagrime de' danneggiati « ci assordano le orecchie e ci lacerano il cuore, perchè inu« tili riescono tutti i passi e rimedi tentati presso i coman« danti, che ci pagano di ottime parole, ma la truppa, per « lo più ungarese, schiavona e polacca, non capisce il nostro « linguaggio, onde temesi qualche maggiore inconveniente, « mentre le comnnità di Piè d i Gazza han già procurato « guarantirsi col far uso del campanarnartello. » In un'altra lettera del conte Filippo Consolati al quale il principe vescovo aveva lasciata la reggenza degli affari, si legge « che « l'armata era ritornata in uno stato deplorabile » e che « tutta Piazzina:: Muratta e parte di M:artignano sono di,< strutte in maniera, che quEllle colline sembrano luoghi « sterili e non coltivati . » D 'altra parte l'armata non sapeva come provvedere ai tanti ed urgenti bisogni, i trasporti erano lenti, la r egione povera e lung he le vie di comunicazione con la Germania; la val Sugana era bensì una comoda linea di rifornimento, ma Venezia, angariata dagli eserciti della repubblica, pressata da quelli dell'impero, non era così ricca da poter dare da mangiare contemporaneamente a.i propd sudditi e a due eserciti stranieri, Nell'esercito e nelle popolazioni lo · sconforto della sconfitta era anche più sentito pel fatto che la discesa offensiva di ·wurmser era stata salutata come una marcia a sicura vittoria; era corsa voce, anche nell'esercito francese, che il maresciallo \ì{ urmser, nel prendere congedo dall'Imperatore, gli aveva detto che avrebbe saputo 'castigare Bonapa.rte della sua audacia e avrebbe rimandato a scuola le petit caporal,
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** Le condizioni dell'esercito austriaco erano poèo felici. Durante la breve ma disastrosa campagna, aveva perso 8000 uomini fra morti e feriti, fra cui 400 ufficiali, 12,000 prigionieri, 70 cannoni, baga.gli e carreggio; aveva perso cioè un terzo delle proprie forze. I 40,000 uomini circa, che si erano ritirati nel Trentino erano per di più. disorganizzati e demoralizzati; le mosse fulminee di Bonaparte e la ritirata eccentrica avevano scompaginato le divisioni; della divisione Bajalich, per esempio, pal'te, aveva dovL1to ritirarsi per Val Sabbia e parte pel Baldo; il corpo di Quasdanowich era stato messo del tutto in isfacelo : le condizioni materiali e morali dell'esercito erano tali perciò da metterlo per qualche tempo nell'impotenza, Dai ricordi del tempo appare come fossero grandi l' indisciplina ed il disordine in quelle truppe così duramente provate; nelle campagne e nei paesi attorno a Trento pren · devano o distruggevano ogni cosa; gli usseri del reggimento Hordedy, reduci dalle Giudicarie, saccheggiarono il
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RICORDI MILITARI DEL 'l'RENT!NO
I primi successi ottenuti e la precipitosa ritirata dei Francesi dall'Adige e da Mantova, avevano dato l'illusione di un prossimo e completo trionfo; perciò la disillusione della sconfitta era stata ben forte. Del resto disordine, indisciplina, sconforto non furono di lunga durata; l'esercito austriaco, con quella sua ammirevole · e particoh~re vitalità, si apparecchiava a riprendere con sièura baldanza un'altra volta l'offensiva. · Se per ora gli A ustriaci erano costretti all' imclobilità non si trovavano in migliori condizioni i Francesi. Per respingere l'attacco di \Vurmser erano stati necessari tutto il talento e tutta l'energia di Bonapàrte, tutto il valore dei suoi generali e tutta la straordinaria resistenza alle fatiche delle sue truppe. La campagna era stata oltremodo faticosa : dal 30 luglio al 6 agosto le divisioni francesi non avevano fatto che marciare e combattere senza un momento di tregua, e le operazioni erano ancora continuate fino alla metà di agosto . Il commissario del governo francese in Milano, cittadino Garrau, nell'annunciare, in data del 18 termidoro, alla municipalità. le vittorie francesi; scriveva: « Il generale « in capo m'incarica cittadini commissari di parteciparvi « le nuove dell'armata. Le di lui occupazioni, e li grandi « strapazzi (non ha dormito dopo il giorno 11 e non si è « cavati i stivali) gl'impedisçono di parteciparvele egli « stesso ... » (1) e i stivali in quell'epica settimana non deve esserseli levati nessuno dell'esercito francese. Le forze erano scarse, lo erano sempre state7 ma ora più. che mai, chè la campagna aveva costato ci.rea 1opoo uomini fra morti, feriti e prigionieri, e negli ospedali giacevano .15,000 ammalati dei quali ne morivano 15 o 20 al giorno. I servizi amministrativi, affidati a commissari non solo non militari, ma neanche militarizzati, erano sempre andati a casaccio, e disordini e ruberie erano cose abituali; le truppe mancavano spesso di tutto, non è a meravigliarsi se cercavano quindi di arrangiarsi da sè con più o meno (i) ~fuseo del Risorgimento di Milano.
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di buona grazia; gli ordini, i proclami, le rimostranze e le punizioni di Bonaparte avevano sempre avuto uno scarso risultato. Ora poi le condizioni si erano aggravate di molto, perchè all'avanzarsi di Wurmser gran parte dei signori com· missari aveva,no piantato ogni cosa scappando in tutte le direzioni, e le truppe, nel disagio in cui si trovavano, si davano all'indisciplina e a frequen ti atti di prepotenza e vandalismo poco atti a .suscitare loro simpatia nelle popolazioni alle quali portavano la libertà. Bonaparte scriveva al Direttorio ch'era obbligato a sospendere le operazioni per riorganizzare i servizi d'amministrazione « absolument en déroute » e soggiungeva7 alluden.do ai commissari « il y a de ces messieurs qui ont ·« fait leur retra:i'te tout d'une traite sur le golfo de la Spezia» e racconta di un certo Salva che abbandonò l'esercito, l'animo eccitato, vedendo dappertutto dei nemici; passò il Po comunicando il suo terrore a tutti quelli che incontrava, vedeva sempre gli ulani alle sue ca:tlcagua e non si sentì sicuro neanche dopo aver corso colla posta per due g iorni e due notti. Arrivò a due leghe da Genova, dopo aver scritto da I tutte le parti: Si salvi chi può, e morì dopo vent iquattr'ore di febbre violenta e di delirio gridando ch'era ferito da cento col pi di sciabola dei ter~·ibili .ulani. cc Rien n'ég~tle cette 1.1« cheté, conclude Bonaparte, que la bravoure des soldats. « Beaucoup de commissaires des guerres n'ont pas été plus « braves. » · Il 14 agosto emanava un ordine per poter rifornire di cavalli i generali e gli ufficiali di stato maggiore, quasi tutti rimasti appiedati, togliendoli agli impiegati di amministrazione che ne tenevano oiù di quanti non potessero per legge e perfino li vendevano. Seri vendo a Saliceti e a Garrau, rappresentanti del governo a Genova e a Milano, per domandare denari, che pare venissero spesi molto disordinatamente, quando pure venivano spesi, aggiungeva: « tout « n'est que désordre, et les priucipes de l'organisation mili« taire sont à chaque instant méconnns. >.' E· ancora il 30 agosto7 poch i giorni prima d i riprendere le ostilità, si trovava
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obbligato a nominare una commissione per scoprire e giudicare « les abns de toute espèce, les extorsions scandaleuses « que se sont permis plusieurs agents à la suite de l'armée. » Peggio di tutte stavano le truppe della divisione Massena dislocate com'erano in paesi montuosi, pOVElri e scarsi di strade; mancavano di viveri e di foraggi, t~nto che ne morivano vari cavalli. In tanto disagio generali, ufficiali e soldati mormoravano, si lagnavano e prendevauo quanto potevano dove lo trovavano; un giorno alcuni soldati si spinsero fino ad Avio, si fecero servire un lauto pranzo da, quell'arciprete e poi gli portarono via 700 lire, le fibbie (~ l'anello. Le contribuzioni, in quella regione, fruttavano poco, quantunque le si imponessero anche oltre la. linea degli avamposti; a Brentonico, per esempio, furono imposti mille zecchini e cinquanta buoi, ma non fu possibile ricavare che cento dei primi e venti dei secondi. E si può credere fosse proprio il bisogno che spingeva agli eccessi ufficiali e soldati, quando si trovavano bene non pare dessero fastidio a nessuno; i padri del convento di Ooncliuo,, per esempio, che alloggiavano un generale e quattro ufficiali della ~livisione Vaubois, non ebbero ·a lagnarsi affatto del loro contegno. Jl.:lassena si agitava e protestava, si recò anche a Verona per cercar e di richiamare all'ordine i commissari, ma invano ; voleva gli mandassero la farina, che avrebbe pensato lui a far confezionare il pane nei forni di Bussolen·o-0 . b ' m.a i provveditori, e il loro coda.zzo di gente poco scrnpolosa, trovavano maggior interesse nel mandargli il pane am muffito, e irregolarmente anche q,uello. I soldati erano mezzo scalzi e coi vestiti a brandelÌ,i , rna in que$tO non . stavano molto peggio dei loro co mpagni delle altre divisioni. Bonaparte scriveva infatti il 18 agosto al commissaire ordonnatenr en chef: « L'armée est en partie nue et les << nuits sont très-froides. Les montao·nes exio-ent gue les b b « soldats aient des souliers, et beaucoup · sont pìeds nus. » · Non poteva dunque Bonaparte continuare.l'offensiva prima di avere lasciato riposare le trnppe, d i avere rinforzato, riorganizzato e sopratutto fornito dei mezzi di sussistenza l'esercito; ma questa volta tuttavia l' offen<Jiva era decisa
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RICORDI ;nr,11'A 1n DEL 'l'RENTJNO
RICORDI }IJLl'rARl DEL TRENTINO
e, appena fosse stato possibile, egli avrebbe finalmente intrapresa guella marcia attraverso il Tirolo alla quale da tanto tempo pensava. Ora poi che l'armata di Moreau si avanzava in Baviera, tanto più gli sorrideva l'impresa: avrebbe schiacciato l'esercito che 'ìXTurmser stava concentrando a Trento, avrebbe poi proseguito la marcia per dare la mano a Moreau, che avrebbe intanto mandato un corpo su Innsbruck. « Nous attendons, scrive al Direttorio il 25 agosto, la pre« mière nou velle du général Moreau pour nous avancer _dans « le Tyrol; cepandant si cela tarde encore quelques jours, « nous nous avanceron provisoiremènt jnsqu'à, Trente. » E si mostrava così sicuro della buona riuscita dell' impresa che scriveva ancora, ch'egli avrebbe regolate le molte questioni pendenti in Italia « dès l'instaut que j 'aurai balayé le Tyrol. » Il 30 lanciava un nuovo proclama agli abitanti del Tirolo (1) e il 31 seri veva a Morean dal quartier generale di Brescia: « Nous voilà en position de nous rencontrer, citoyen géné« ral, et de combiner nos opération{ Le 16 (2} l'armée d'Ita,« lie marche sur Trente, où elle sera arrivée le 18 ou le 19. « L e général 'ì~Turmser parait vouloir cou vrir Trieste, et a, « eu consequence, pris position sur la Brenta avec une divi« sion de son armée. Il sera.it possible que la division qu'est « à 'l'rent,e se retirait sur Bvixen, et de là, sur le chemin de « Lienz. Ce mouvement lui deviandra le seul possible, si vous « a vancez sur Innsbruck en force . .Je tacberai de deviner, par « les mauoeuvres des ennemis, vos progrès, mais il est indi<< speusable que j'aie de vos nouvelles. Si vous vous rende,i; « maitre d'Innsbruck, et qne vous y soyez en force, ii nous « sera facile de nous communiquer et de concert~r nos opéra« tious ultérieures. »
(Continua).
F.
DI SARDE (-1:NA capi/ano.
(IJ Vedi : Sot.a 2•. (2) -16 fruttidoro, coni~pond,mte a l
~
scttcru lwe.
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ATTRAVERSO L'EUROPA GENTit,\LE IN BI CICLETTA
ATTRAVERSO L'EUROPA CENTRALE IN BICICLETTA Continuazùme. -
Vedi cli,pensn XXIII
Quar·ta giornata ( 17 agosto). - Graz, Peggau, Bruch, Kindberg, Murzusclag, Spital (chilométri 103). - (Carta d'Italia 1 : 500,000, foglio u . 4, Grai. Lasciai Graz a mezzogiorno, dopo spedita la cassa a Monaco di Baviera. Risalii Ja pittoresca valle della l\for per una strada, che è sempre in: ottime condizioni fino a Vienna, e la salita è continuamente pedalabile. Per mio conto avevo acgùistato una pratica più che sufficiente per farmi intendere, quindi potevo viaggiare con maggiore decisione. A Bruch abbandonai la va.Ile della Mure presi guella della Murz; i paesaggi divenivano sempre più pittoreschi. A Mttr_zuschlag abbandonai la valle della .lVIi:i.rz e cominciai l'ascensione del Semmering. Alle 19 circa giunsi a Spital, dove, in un bellissimo albergo, chiesi informazioni pel passaggio del colle. . Fortunatamente capitò qua.si subito un signore triestino, il quale mi disse che sul Semmering era impossibile trovare alloggio presso l'unico grande Hotel che vi esisteva, ed anche in Spital ciò era del pari impossibile. F iùalmente potei ottenere che mi si preparasse un '-letto nella sala del caffè ed ebbi da passare la notte. D'altra parte non vi era d~ scegliere, non poten~o nè volendo avventurarmi col buio nella pericolosa discesa. , Era la vigilia del giubileo di S. M. Francesco Giuseppe, ed anche in Spital si festeggiava il fausto anniversario con fuochi, luminarie, ecc. l\fi tenne ottima compagnia un signore inglese, ·che parlava varie lingue e mi . dette molte
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. indicazioni per Vienna. Alla sera, dopo i fu()chi di artificio, ai quali assistei battendo i denti per il freddo, vi fu festa da ballo nel salone dell'albergo, con intermezzo vocale eseguito da una signorina stecchita che strillava come un'aquila. Q_ u inta giornata (18 agosto) . - Spit al, passo del Semmering (metri 980), Nennkirchen, Wienner-Neustadt, 'rraiskirchen, Vienna (chilometri 96) . - - (Carta d'Italia 1 : 500,000, foglio n. 4, Graz e foglio n. 5, Vi"nna). . · Dopo aver invano tentato di accendere il fanale. ad acetilene' alle 4 ant imeridianè cominciai la salita del Semmering . che è tutta pedalabile. Era ancor buio ed il profondo silenzio non era turbato che dal frequente transito di nu merosi treni. Al passo mi ~·ermai un :momento per g uardare l'obelisco in pietra che indica il confine delle due regioni. Mi volsi indietro ad ammirare la lunga vallata delle Mflrz, che era ancora ricoperta da una leggera nebbia, e pensai che in quella direzione era l'Italia, da cui mi allontanavo ancora, interpo/ . nendo un'altra catena di monti. La disces~ fu verti?in~sa, e, dopo v,-;ri_e p~ricolosissin:e giravolte, che 10 superai felicemente col 'rnio freno Carlom, entrai in Scottwien / gr~iosissjmo ed alpestre villaggio in una gola ·strettissima. Dopo il Se1mnerii.\g si nota subito la vicinanza d i Vienna, giacchè gli abitati sono molto più frequenti e ben tenuti, le strade piigliori e più numerose. Ogni tanto si attraversano splendidi boschi, che si :prolungano per vari chilometri. In quella mattin~ tutti i negozi erano chiusi, e solo a Neunkirchen riuscii a comprare due di quei panini di Vienna, così strordinariamente buoni. Alle 7 t,o·ìunsi a \.Vie'1er-Neustadt , cittadina molto nota per l' Aècademia militare Teresiana per le armi di fanteria, cacciatori e cavalleria (1) . Come ho detto, era giorno di gran festa, e nell'avvicinarmi al famoso castello, dove risiede l'Accademia, vidi moltissimi
{·l) t,50 al lievi rl il' iSi in tre corsi
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ATTRAVJ::RSO L'EU RO PA CENTRAJ,E JN BICI CLETTA
cadetti, i quali uscivano coi loro parenti e si spargevano nei caffè della città. Sulla porta dell' istituto militare, torreggiava un g igantesco guardaportone, il quale si dimostrava molto compreso della sua alta carica. A lui mi r ivolsi e ne ebbi gentilmente tutte le indicazioni che mi erano necessarie. Entrai nel palazzo, molto più antico e molto più grandioso della scuola dei cadetti che io avevo visto a Liebenau presso Graz. Nell'inten10 vi è un grandissimo parco, dove la prima cosa che si preseutà è un colossale monumento in bronzo a Maria Teresa, fondatrice d~ll'istituto. J!.isiste inoltre un ricordo marmoreo pel primq comandante dell' Accademi~L, e nel centro del parco, una lunga parete in bronzo, dove sono incisi i nomi di tutti gli ufficiali provenienti dalla scuola, mort i nelle varie campagne, a cominciare da quelle napoleoniche. Sul :fianco di un la,rgo prato ern stato eretto, sopra un vasto paico, un altare ricoperto con un alto bald~cchino. L11, giornata er a splendida, a poco a poco tut ti g li invitati, · fra i quali moltissime eleganti signore, presero posto, a seconda delle indicazioni di un capitano, che àveva la direzione della cerimonia. Notai moltissimi ufficiali delle riserve. S uccessivamente ·arrivarono i vari squadroni del 4° reggime1;1to dragoni, d i guarnigione in "\Vj ener Neustad e presero posto di fron te alh1ltare. In seguito venner o tutti i cadetti riuniti in un battaglione, comandat o da un luogotenente colonnello. Questi si disposero in linea avanti alla cavaller ia. Tutti quelli sotto le armi portavano il ramoscello d i mirto sulla nappina. . , Cominciò la funzione religiosa ; il càppellano celebrava la messa, ed ogni tanto la musica cli un reggimento ungherese, fatta venire espressamente da Vienna, suonava dei pezzi di musica sacra. Durante la messa furono eseguite dal battaglione varie salve, al solo comando del li1ogotenente colonnello.Non parlo della precisione dei movimenti e dei fuochi, perchè era qualche cosa di meraviglioso. Il lettore immagini, che alla r~vista alle armi, dopo tante sal ve, non si trovò che una sola cartuccia non sparata~
AT TRAVF:RSO
1,'euROPA CE N'rRAU : 1N ll1CICLETTA
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F inita la messa, si fece la cerimonia del giuraril.ento ; arrivarono una trentina di brillanti g iovani ufficiali per la maggior parte degli ussari. Quest,i prese~o ~ostò s~l palco. 11 cappellano fece un lungo d iscorso poi s1 fece l· appello, quindi t utti sguainarono le sciabole, e per due o tre ~olte, le lame in alto, le incrociarono insieme vivacemente gli um contro gli altri. . In ultimo ebbe luoo-o un'inappuntabile sfilamento dei cadetti e della cavalleri:, poi questa rientrò in città e quelli si schierarono davanti al monumento di Mar ia Teresa, dove r esero o-li onori ed eseguir ono n uove salve. Un ; ar ticolare d i non poca importanza: gli .Austria,ci hanno abolito il presentat' arm e lo spall' w·m, essi rendono o·li onori sempre a bilanc' arm, sia in marcia che da fermo. ° Finita la cerimonia tutti gli intervenuti uscirono dal castello, ed io rividi il mio guardaporte, il quale corrispose al mio saluto con ar ia di protezione. Moltissimi si riversarono nei r estaurants della città, do've io stentai non so quanto per poter mangiare. . . All'una dopo mezzogiorno r ipartii per Vienna, dove g rnnsi circa alle 16, alquanto affaticato dal caldo e dal ven to contrario.
Non è certo scopo del presente resoconto quello di descri.-vere le bellezze di Vienna, le cui meraviglie sono troppo note. Non so comprendere in· qual modo io non mi sia mai smarrito, e sia riuscito a trovare. tutti q uelli che ho cercato, con indicazioni il più delle volte errate. 'L'unica cosa di cui io non fui mai capace, fu di servirmi dei tramvai, .a seconda delle mie intenzioni, è ciò in conseguènza 3ell' impossibilità di valer mi delle loro iscrizioni. Anche qui, come a Graz, le carrozze d i piazza sono quasi tutte a due cavalli, ed i vetturini sono abilissimi guidatori, tanto che vanno sempre al gran trotto in mezzo a quello
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ATTRAVEllSO L'EUROPA CEN'l'RALE IN' BICICLE'r'I'A
incessante viavai. Gli austria.ci si meravigliano molto, quando vedono in Italia i nostri fiacre ad un solo cavallo. In compenso però da noi è molto migliore il servizio dei tram, a vapore, a cavalli ed elettrico, e, sotto questo punto di vista, nessuna città può competere con Milano. Non solo a Graz, ma anche a Vienn&. si vede qualche tram con un solo cavallo. In tutti i luoghi pubblici sono appesi grandi ritratti ad olio di Francesco Ginseppe, circondati ~i tappezzerie artisticamente disposte. Il rispetto e la devozione, che gli A ustriaci dimostrano in ogni maniera per il loro imperatore, è una cosa ammirevole. Spesso durante il mio viaggio io mi domandavo la ragione di tanto affetto per un monarca, durante l'impero del quale la nazione ha superato momenti ben difficili; le prove materiali in risposta al mio quesito io le trovai ovunque, mtL più specialmente a Vienna, dove non vidi istituto od opera d'arte di qualunque genere, che non sia stata ideata, creata o restaurata, per impulso o per munificenza dell'amato sovrano. Ho assistito al cambio della guardia al palazzo imperiale, che avviene dalle 12 alle 13, mentre la . musica mi}itare esegui$ce alcuni pezzi nel gran cortile estetno del palazzo. Durante il servizio gli uomini non di sentinellà stanno seduti in una lunga panca fissa, con parapetto verniciato in giallo e nero. Una compagnia di Bosniaci (1) dette il cambio ad una di mLcciatori. Nello stl'.)sso tempo avr enne il cambio dei picchetti .d ella guardie austriaca e di quelli della guardia ungherese che ha l'uniforme rossa. Vidi pure passare in alcune carrozze i magnati di Ungheria in uniforme rossa cogli alamari d'oro, dolman, ed una specie di colbacco di pelo. color cannella,.
(i) I (!Llattro reggimenti 80$niaci hanno il fez rosso scuro, e sono di gqarnigione a Yienna, Graz, Praga e Budapest.
AT'l'RAVF,RSO t'EUIWPA CENTRALE IN BICICLETTA
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U n particolare strano mi ha colpito nel t eatro dell'Opera, dove i posti in piedi sono divisi per metà da una corda : in quelli a sinistra vanno i borghesi, mentre in quelli a destra va.uno esclusivamente gli ufficiali di ogni arma e di ogni grado con ingresso a parte.
Sesta giornata (21 agosto). ·· - Vienna, Pressbaum, Sankt Polten, Melk, Neumarkt, Amstetten (chilometri 126}. (Carta d'Italia 1: 500,000, foglio n. 5, Vienna e foglio n . 4, Graz). Alle 7 del mattino presi per la via lvlariahìlfer St1·asse, passando avanti al grandioso palazzo dell'accademia militare per l'artiglieria, poi infilai la- Linze'f' Strasse ed abb~ndonai Vienna, non senza qualche d ifficoltà, perchè l' uscire dalla città era per me sempre molto imbarazzante. Era una domenica mattina, qu~ndi molte comitive di ciclisti si dirigevano verso i di~torni della metropoli. Pri·ma che io mi potessi dire addirittura fuori di Vienna ci volle un bel tratto di cammino; da princil?io era difficilissimo il pedalare per la q1~antità di fango, ma, mano mano che mi allontanavp, come avviene intorno a tutti i grandi centri, il fondo stradale migliorava, ed infine divenne addirittura eccellente in una banchina, dove avevano gettato tutti i r esidui di carbon fossile per maggior comodità dei ciclisti. Ad ovest di Vienna vi sono tutte colline, che io dovetti attraversare. Il paesaggio in quella mattina non era molto attraente perchè una fitta nebbia ricopriva la vasta capi' . tale. Cominciarono i soliti boschi alternati con le eccessive ~ . . . pendenze. Alle 11 giunsi a Sankt Polten, graziosa. cittadma sulle rive dell'afiinente Traisen e sede d i una scuola qi cadetti. Qui feci colazione e mi riposai in un bel ristorante, poi alle 15 ripartii per 1VIelk. . La strada diveniva sempre più cattiva, e, quantunque d1 prima classe, era perfettamente paragonabile alle strade che attràversano' le nostre brughiere attorno a Gallarate.
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All'estero non si ha certo la cura che abbiamo noi per .le strade generalmente strettissime : l'erba cresce ai lati e lascia il solo spazio sufficiente ad una vettura, le sponde dei fossi non sono ben tenute come da noi, quinél.i uu cièlista, o per una o per altra ragione, deve continuamente rallentare la sua andatura, specialmente quando incontra i veicoli. Da Markersdorf a Melk fui sorpreso dalla pioggia.. Melk ,è una graziosa cittadina, dove esiste una famosa abbazia per la nobiltà che domina per lungo tratto il Danubio. Sono notevoli in questa strada le posizioni militari che si prèsentano; esistono r ialzi di terreno, i quali sembrano ·vere fortificazioni, che non attendono che le .bocche da fuoco e i difensori. Alle 19 circa giunsi . in Amstetten, cittadina di una certa . importanza per il movimento ferroviario. Mi rivolsi ad un farmacista per le indicazioni e non potendo raggiungere prima di notte altre località, in cui vi fossero alberghi, decisi di pernottare nell'Hotel della Stazione. Non ebbi a pentirmene perchè l'albergo era ottimo ed il ,sno proprietario gentilissimo. Inoltre vi si tr ovavano vari vil· leggianti, fra i guaii un signore inglese, che pai;lava anche l'italiano, e passammo una bellissima serata.
Settùna giornata (22 agostÒ). Amstetten, Aschbach, Sank-Peter, Steyr, E nns, Ehelberg, . Linz (chilometri 82). (Carta d'Italia 1: 500,000, fog~io n. 4 '_Graz). Alle 7 del mattino partii da Amstetten, è, per una strada •di 2a classe dapprima e -di 3" dopo, mi d iressi a Steyer. Anche in. questa tappa le salite e le discese non davano un minu to di tregua. Ad Aschbach vidi u-n gendarme; ciò mi fece una certa meraviglia, perchè era il primo che incontravo in t utto il mio viaggio. · Dopo una vertiginosa discesa oltrepassai l'Enns ed alle 9130 .entrai i{ ~teyer. . ·
ATTRAVERSO L'EUROPA CEN'l'ltALE IN BICICLETTA
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Steyer, all' incontro dell'affluente omonimo coll' Enns, è una 'cittadina esclusivamente industriale; quivi sorge la famosa fabbrica mondiale di armi, fornitrice dell'austriaco e di altri eserciti. A questa fabbrica è stata aggiunta quella per la produzione delle_biciclette, molto favorevolmente note in Italia, ed adottate dall'armata austro-ungarica. I fabbricati, che costitui~cono questo colossale stabilimento, occupano un'area uguale ad una delle nostre piccole città di provincia. La forza per le macchine è ~ratta dai due corsi d'acqua sunnominati. Lo ~tabilimento è retto da una società di azionisti; a capo della costruzione delle biciclette vi è un signore inglese. La visita della officina è proibita, e, quantunque tutto il personale sia borgh;se, vi r egna la disciplina più. severa, osservat!-L con quella scrupolosa -asattezza che è prerogativa dei popoli tedeschi. Gli stessi impiegati e gli operai non possono entrare nei locali dove non sono addetti, senza un permesso scritto, rilasciato,. voìta 'per volta dalla direzione. La mia visita era stata preannunciata già da molto tem po, quindi non ebbi bisogno di pratica alci.ma per ott~nere l'autorizzazione di entrare nelle officine dove si costruiscono le biciclette. In Italia si fa generalmente un po' di confusione sull a marca delle macchine Steyer, ritenendo che queste siano costrutte a Graz, capoluogo della Stiria, dove si fabbricano invece le biciclette Stiria, le quali colle prime, non hanno .assolutamente nulla di comune. Lo stabilimento di Stayer fornisce di biciclette l'eserci to austriaco, ed ha una produzione complessiva annuale di 35,000 macchine per il commercio, dibo trentacinqiiemila. A Steyer vi era anche l'esposizione, dove ammirai molte -cose ·ciclist iche, fra le quali la costruzione delle catene a mac,c hina, che del resto avevo già visto all'esposizione di Vienna. Alle 6 di sera lasciai Steyer, ed, accompagnato per lungo r,ratt:.o da uh gentilissimo impiegato tirolese, mi diressi ad Enns. Avevo fretta di giungere a Linz, e fui fortunato rius cendo a compiere i 40 chilometri di percorso in meno di
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A't"l'RA VERSO L'EUJWPA CENTRALE I N BICICLET't'A
un'or a e mezza; però entrai nella città a notte, perchè al principio dei caseggiati rni si sgonfiò la solita camera d'aria. È inutile dire che, avendone bisogno, non ri.uscii ad accendere il fanale ad acetilene. A Linz il genio militare faceva alcuni esperimenti, d·a un çastello che domina la città, con un forte riflettore a luce elettrica. La città che ha circa quarantamila abitanti, è molto importante ed è anche molto bella. Mentre il Danubio a Vienna non mi era piaciuto affatto, benyhè assai più largo, perchè la sua importante ma.ssa di acqua scorre tra rive troppo regolari e prive di colline, a Linz mi fece uua straordinaria impressione. Il re dei fiumi austro-ungarici scorre ristretto tra verdi colline abbellite da castelli e da ville; le rive sono piene di giardini e restaurants, e numerosi batte.lli a vapore solcano la superficie delle acque. A Lin?.: trovai un albergatore che fu meco gentilissimo e . pieno di premure; anche qui, per l'affluenza dei forestieri, dovetti adattarmi a d ormir e in un locale che d' inverno serve come caffè. Da Linz a Monaco potevo andare direttamente per Braunau, ma scelsi il sottodescritto itinerario perchè, sebbene più lungo e faticoso, mi dava occasione di visitare alcuni. lu.oghi, fra i più pittoreschi d i Europa.
fianco occidentale scendeva quasi a picco. Con quel. meraviglioso mev.zo di t rasporto che è la bicicletta, iu meno di tre ore giunsi iu vicinanza di. quel monte. Era il Traunsteiu , alto 1691 metri, il cni fianco occidentale è bagnato dal lago di 'l'raun, il cui livello è di metri 422; cosicchè il monte presenta un lato quasi a picco per 1200 metri. Scendendo da Roitham a Laakirchen, mi si presentava d inanzi agli occhi uno spettacolo straordinariamente bello : il Traunstein, il lago di 1'raun, rinserrato dal monte suddetto e da altre colline, la cittadina di Gmunden, sopra la quale si erge il famoso castello d i Orth , ed in lontananza la chiesa · ed il villaggio di Traunkirchen costrutti sopra un promontor io che si spinge nel lago. Gmiinden è in riva al lago dove il Traun ritorna :fiume. Per quante città pittoresche si sian visit ate, è ben difficile che Gmùnden, n on faccia impressi,one. La sua posizione, la sua passeggiata lungo la riva, pièna di giardini, caffè, birr erie, restaurants, è di una bellezza realmente rara. In <;lltel giorno suonava un'orchestrina iu riva al lago, ed ovunque vi era una straordinaria affluenza di villeggianti. Abbandonai con vero rincrescimento quel luogo di delizie, ma avevo fretta d i giungere ad Ischl. Costeggiai la riva per tutta la lunghezza del lago. La strada è in gran parte scavata nella roccia. In un certo punt o si attraversa un tunnel, poi si incontra un ricordo marmoreo in: onore di Francesco Giuseppe, che fece crn,trurre la vi~t. Ad Ebensee il lago termina e si risale la valle della Tra un, per 17 chilometri, fino ad Ischl. Era gii.L buio ma la strada era buonissima, quindi in breve fui alla tappa, dove giunsi alle 9 circa. Ischl è una delle stazioni climatiche estive più ricercate. L'aristocraz'ia austriaca vi si dà convegno, ed è la residenza preferitfL dell'imperatore, il quale vi possiede una villa grandiosa. Vi sono alberghi a profusione, ed io ebbi campo di osservare che non si {l.pprofittano del forestiere, anzi un albergatore foce proprio il mio interesse anzichè il suo.
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Ottava giorriata (23 agosto).
Linz, Wels,· L ambach, Gmti.nden, Traunkirchen, Ischl (chilometri 153). ( Carta di Italia l : 500,000, toglio n. 4 Graz), Partii da · Linz a mezzogiorno e con un caldo soffocante; giunsi a vVels verso le 14. Questa, è una piccola ma graziosa città sulle rive della Traun, dove risiede ~n reggimento di Ulani ed una. scuola di 'cavalleria della La;nd\ver. Ripresi il viaggio, ma la strada divenne noiosa : continui boschi da attraversare e salite e ·~iscese senza tregua. Sul lontano orizzonte comi_n cia:ro~ a diseg narsi, in leggero azzurrognolo, a lcuni altis:;;imi monti, · fra i quali uno, il cui
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ANNO H l \' .
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A'l'TRAVERSO L'E UROPA CENTl.tA~l;; IN J31CIC[,ETTA
Costrutt.a fra due al.ti monti (l'Hainzen ed il Leousbg) la cittadina trovasi al confluente dell' Ischl col Traun, e, per evitare che le piene, trasportando giù piante dai vicini boschi, possano recare danni, le acque sono tutte incanalate con. palafitte. Sembrerà strano ma .in certi punti pare di essere nei calli di Venezia. Nona gi01•nala (24 agosto). - lschl, Saint-Gilgen, Hof, Guigl, Salzburg (chilometri 56) (Carta d'Italia 1: 500,000 foglio n. 4, Graz) . Alle 9 del mattino lasciai Ischl con un tempo molto buono, e non mi attendevo certamente di trovare una stagione pessima nell'altro versante dei monti che dovevo attraversare. Questo è un fenomeno che ho osservato in moltissime occasioni, vale a dire di trovare il t empo totalmente differente nei due versanti di una catena montana, ma in questa circostanza _la cosa era più rimarchevole, perchè, mentre ad Est da molte settimane durava il be.I tempo, ad Ovest pioveva da oltre quindici giorni. Da Ischl a Saint-Gilgen la strada è abbastanza buona e pittoresca; il paesaggio è tutto alpestre e si costeggia il lago di Aber, incassato fra i due alti monti (il Konigsberg e Io Schafberg), ma dopo attraversato il villaggio di Saint Gilgen, si devono superare salite anche colla bieicletta a màno, faticosissime, in mezzo a fittissimi boschi. Finalmente, percorsa la riva del piccolo lago di Fuschl, si giunge ad Hof, una borgata a 737 metri sopra il live.llo del mare. · Hof' è il punto più elevato della strada, eél. è anche il colle del contrafforte. Faceva molto' freddo 0 la pioggia veniva con una certa violenza; indossai la mantellina impermeabile, preparai il freno Carloni ed intrapresi la pericolosa dis0esa. La strada era strettissima e molto mal tenuta; profonde carreggiate la rendevano quasi impraticabile. All'improvviso uno scarto violento mi sbalzò colla bicicletta nel fosso . Fu l'unico incidente che io abbia incontrato durante il viaggi~; e fortuna volle che il freno Carloni impedisse alla bicicletta di sfuggirmi altrimenti mi sarei fatto molto male.
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ATTRAVERSO L EU ROPA CENTRALE IN BICI CLE TTA.
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Invece io rimasi in sella, ma lo sforzo fatto per tener dritto il manubrio, mi fece incurvare la forcella anteriore, tanto che la ruota davanti non girava più. Col fodero della sciabola sforzai la forcella e la raddrizzai un po', aiutato da un contadino il quale non capiva naturalmente una parola d'italiano. Intrapresi di n uovo la discesa, ma molti tratti dovetti farli a piedi, perchè la mia riparazione non aveva messo la bicicletta nelle sue condizioni normali, ed io non volevo sfor~andola danneggiarla di più e tanto .meno .rompermi l'osso del collo in una pendenza -0osì forte. Alle 13 giunsi a Guigl, piccola borgata a 7 chilometri da .Salzburg e mi fermai perchè ero estenuato. Feci colazione ; non spiego con quali stenti, giacchè in quell'osteria non avevano nulla quindi era ben difficile l'ordinare. Alle 15 ripartii e prima delle 16 ero a Salzburg. In questa città non abitava che 1un solo italiano, ed io ebbi la fortuna di trovarlo presso il palazzo delll'ex Granduca di 'f oscana, in vicinanza della casa dove nacque Mozart. Riuscii nella difficile ricerca coadiuvato dal proprieta.rio del .caffè, raccomandatomi dal T. C. C. I . Questo signore è un giov~notto di Verona che trovasi in commercio. Mi fu c;li grande aiuto a farmi riparare alla meglio la mia bicicletta. Spesi per le riparazioni assai meno, che in una circostanza consimile non abbia pagato in Italia 1 Tutti ~ superlativi per descrivere Salzburg sono insuffi.cienti, perchè, come è noto, questa è UnlL delle cittadine più ridenti e pittoresche che si trovino in Etlropa. È costrutta ai piedi di un gruppo di alti monti, quasi a picco, che ne dividono i vari rioni. La Salzach, larga colà com.e l' AdigE< a Verona, scorre tra ridentissime rive piene di grandiosi alberghi e restaurants; numerosissimi ponti rendono le comunicazioni più facili. Sui monti sono costrutti castelli, alberghi, caffè chantants, ai quali si accede con funiculari. Di notte lo spettacolo di tutti questi luoghi di ritrovo e della città illuminata a luce elettrica è superbo.
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In quella sera suonava, dentro u.n g ran caffè, la musica del reggimento di fanteria Umberto I (n. 28) che trovavasi in quelle vicinanze per le grandi manovre. Inutile aggiuno-ere che i dintorni di Salzburg sono amenissimi e molto b . ricercati dai forestieri. In quella stessa sera era giunts> a Sal_z burg un giovane palermitano, il dottore Vincenzo Nicoletti, il quale, viaggiando anche lui in bicicletta, era capitato nel medesimo albergo dove alloggiavo io. Il padrone dell'albergo mi avvertì subito di quest'arrivo, cosicchè ebbi una graditissima compagnia per la serata. Il Nicoletti aveva fatto il ·percorso: Torino, 1\foclaue, Lione, Parig i, Bruxelles, Brandeburgo, .Berlino, Lipsia, Monaco, Salzburg, e continuava ancora per Ischl, Linz, Vienna, Graz, Trieste, Udine ecc. Egli 1ni dette sconfortantissime n otizie circa il mio viaggio dell'indomani (Salzburg-Monaco) preavvisandomi che, a causa dell'eccessivo fango, era indispensabile pedalare sull'erba, se non si voleva affonda.re o scivolare; mi consigliò un albergo per l\'Ionaco, ed io gli detti uguale ind icazione per Linz e per Vienna-. Alcuni giorni dopo mi pervenne una gentilissima cartolina cli ringrtLziamento dal signor Nicoletti, per le attenzioni r icevute dall'ottimo albergatore di Linz.
.Decima gi01·nata (25 agosto). - Salzburg, T eisendorf, Traunstein. Seebruck Endorf, Rosenbeim, Aibling, Hechenkirchen (chilometri 125). Carta d'Italia 1: 500,000, foglio n . 4 Graz e foglio n. 3 Mi.i.nchen). Alle 7 antimeridiane mi misi in viaggio. La porta della città, per la gua}e dovevo passare, era ooutituita da un tunnel attraverso uno .dei monti suddescritti. Pioveva a rovescio ~ le strade erano realmente pessime, come me lo aveva avvertito il signor Nicoletti. Al confine austriaco dovetti affaticarmi non poco 1)er far toglier e il piombino e r iconsegnare la bolletta di transito p~r la bicicletta . rilasciatami d!!,i doganieri di Pontafel. Fmalmente attra;ersai la Saalach e fui in Baviera.
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Alla dogana bavarese dormivano ancora tutti saporitamente, tanto che io dovetti picchiare molto alla porta, volendo evitare seccature in seguito per la bicicletta. Alla fine comparve un vecchietto in mutande, il quale disimpegnò il suo ufficio in tale tenuta. Anche in Baviera le strade, se non erano peggiori, non erano certo migliori di quelle austriache, e, dopo una quindicina d i giorni di pioggia, erano ridotte in uno stato deplorevole. Il paesaggio, già malinconico per sè stesso, 1~ sembrava ancor più per la cattiva stagione. Salite, boschi, d iscese. erano le sole distrazioni del mio viaggio, mentre io ad. ;gni cambiamento speravo di trovare un po' di strada mio-liore. La mia preoccupazione era grande, e facevo contin:i tentativi per vedere se il pedalare sulla ghiaia· mi con veniva più che sul fango molle; però il miglior partito era sempre qpello di tenermi sull'erba, quando anche questa n on era sommersa dal fango. Intanto ebbi u1:'altra sorp~·esa ; le suole delle mie scarpe, che da .1 tanti giorni resistevano, si ribellarono a questo eccesso di maltrattamenti. Dopo Traunstein il fondo stradale ed il paesaggio migliorarono molto, anzi sul ]ago di Ohiemsee, famoso per lo splendido castello d i re Luigi, divenne addirittura interessante. Il lago. è grande t anto che in quel giorno, col tempo cattiv\\\, non si vedevano le rive opposte. Dopo Seebruck il t errerlò diviene sempre più collinoso e pd°no d i stagni . Ad Endorf t rova.i i primi solda.ti bavaresi accantonati per le manov re: erano del 1° reggimento artiglieria da campagna.' I Bavaresi hanno un'aria di gente molto soddisfatta, sono o·entilissimi e sorridono sempre. o l . Pioveva sempre ; all'una pomeridiana giunsi a. Rosen 101m sulle rive dell' Inn. Qui mi ferma i due ore in un albergo dove era il comando delle truppe di passaggio, così potei assistere al cambio della guardia del 20° fanteria. Da Rosenheirn ad Aibling la strada era addirittura un pantano, ma avevo finito coll'abituarmici ed anzi mi trovavo meglio dove l'acqua era più abbondante. Dopo Aibling
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ricomin ciò la monotonia dei soliti boschi e delle solite mon~ tagn e russe .. Ad Helfendorf trovai un magnifico albergo, perduto in mezzo alla campagna, dove la padroncina par· lava magnificamente il fral!,cese. Alle 7,30 di sera circa giunsi ad Hechenkirchen; mi mancavano ancora diciassette chilometri per Monaco. Se avessi saputo che a 10 chil ometri dalla .città cominciano i selciati; se mi fosse stato possibile di accendere quel famoso mio fanale ad acetilene; se le strade non fossero state così infami· ' se i villaggi fossero stati più frequenti; io avrei proseguito per la capitale bavarese, ma, nelle condizioni in cui mi tro· vavo non volevo espormi a rimanere in mezzo ad un bosco, di n otte, con quel tempo, e senza conoscere una parola di tedesco. Quando dun que trovai Hechenkirchen (borgata di dieci case al più) e fui davanti ad una osteria, decisi di fermarmi Vidi un gruppo di quattro o cinque campagnuoli, e mi accostai a quello di loro che aveva l'aria di aver viaggiato u n po' più degli altri. Il mio aspetto, dopo due giorni sotto la pioggia, non doveva essere dei più rassicuranti, ma in ogni modo il mio uomo mi prese sotto la sua protezione, tanto che, mentre dapprima sembrava che non. vi fosse nè da mangiare nè da dormire, finii col t r ovare l'uno e l'altro, anzi mi vennE: offerto perfino un giornale tedesco! La sera la passai discretamente in mezzo a tutti quei campagnuoli, coi quali mi intesi alla meglio, sia a gesti, sia coll'aiuto di un pron tuario scritto in caratteri tedeschi, che mi era stato regal\ to a Gra~. , Il curioso fu poi, quando la ragazza dell'osteria mi accompagnò nella 8tanza de&tinatami per dormire. Bisogna sapere che i letti bavaresi sono costituiti da un gran paglione, un solo gi1_anciale, un solo lenzuolo, ed un enoqne cuscino pieno di penne, g rande quanto t utto il letto ed alto circa 80 centimetri. Al vedere quel monumento io rimasi perplesso, e dubitai di saperci stare dentro. Mi studiai di chiedere alla giovane donzella, psi: mezzo di gesti, come si faceva a
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dormire in quel catafalco. Non so che cosa abbia capito quelJa figlia di Eva, perchè scappò via, lasciandomi la candela qon tanta furia, che per poco q uesta non cadde in terra, mentre io risolsi il problema dòrmendo vestito su di una poltrona, malgrado fossi tutto bagnato!
Undicesima giornata. (26 agosto). -
H echenkirchen, Per(Carta d'Italia 1 : 500,000,
lach, Monaco (chil omet ri 17). foglio N. 3 Mii.nchen). Alle 7 del mattino, p ian piano, m i avviai verso Monaco; il tempo, benchà una densa nebbia oscurasse la campagna, tendeva a rimettersi ; quindi le strade guastate dai giorni precedenti,. si erano ricoperte di quello strato visch ioso, che è il più. pericoloso pE'lr i ciclisti. Riuscii a fare solo due o tre chilometri, parte a piedi, parte in bicicletta, perchè, mancando l'erba e la ghiaia, era ben difficile di non scivolare: vi .'fu anzi un momento in cui, sentendomi assoìutamente incapace di reggermi in sella, mi fermai molto scoraggiato non sapendo msseg:na.rmi ad andare a pied i. fo quel momento Santa. Caterina, protettrice dei ciclisti, mi fece appadre come una vision e tra la nebbia : un ciclista correva velocemente in mezzo ai boschi) ImmediattLmente mi slancio colla mia cavalcatura da quella parte, l'inforco e via verso Monaco. Non d ico che fossi in un letto di rose, specialmente quando passavo sopra le radici degli alberi, ma insomma bene o male pedala'/JO con profitto . · Alle 8,15 ero nell'ufficio postale della capitale bavarese, dove mi attendevano n on so più quante lettere, che io lessi avidamente. Era' pi.ù di una settimana che non ricevevo la corrisJ:!ondenza !
. Monaco, ciWL in cui risiedono più di 30,000 i taliani, è una delhl capitali europee più conosciute da noi, giacchè, oltre ai moltissimi studenti e lavoranti, facilmente la visi-
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tano i nostri Wagneristi, quando si recano a Beirouth, per gustare le famose esecuzioni dei capilavori del grande maestro. Anche in questa città ebbi occasione di constatare che la maggior parte dei monùmenti, che ne costituiscono la bellezza, sono stati eretti nella seconda metà del nostro secolo ' mentre nelle città italiane sono ben poche le opere di pregio costrutte nell'ultimo cinquantennio. }fortunatamente però abbiamo sempre nel complesso un tale primato, che gli stra· nieri oi riconoscono giustamente e più di qt1ello che non facciamo noi. Infatti la generalità degli Italiani, prima di aver visto o Roma, o Firenze, o Venezia, o Napoli, o Genova, o Verona, ecc., appena può corre ad ammirare la Francia e la Svizzera e torna in patria a decantarci le bellezze. dell'estero, senza avere nessuna cognizione delle innumerevoli nostre, siano esse naturali, siano create dalla mano dell'uomo. I . Bavaresi hanno una speciale simpatia per g li Italiani, e ce la dimostrano in tutte le 3:1aniere, sia con la geniale ospitalità, sia tollerando tutto il chiasso, fatto dai nostri connazionali, e tanto più rimarchevole m confronto della abituale calma dei Tedeschi. Come è noto, il militarismo è tenuto in gran pregio in A lemagna, e, checchè u'e dicano gli innovatÒri, è questo un gran merito per una nazione. .Mi si citi un esempio storico che dimostri come la grandezza e )' importanza commerciale e politica di un popolo abbiano esistito indipendentemente dalla potenza militare. · Forse che Atene, Roma, Venezi~i,' 'Genova, J?irenze, la Spagna, la Francia, l'Inghilterra, la Germania e la Russia, furono o sono grandi senza essere militarmente potenti ? Gli antimilitaristi, per contradirmi, mi parleranno della Sviz-· zera, senza consideran1 che questa è una nazione in ·condizioni ·eccezionalissime, e, nel suo piccolo potente, se non fosse per altro, per la sua educazione militare innata. Forse - chi sa mai? - mi parleranno anche della R epubblica di S. Marino!
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L'esercito bavarese è troppo conosciuto dai , miei lettori, perchè io debba rammentarne le tradizionali virtù.. Due cose mi fecere grande impressione: l'ufficialità superiore e la fi. ducia che ciascuno ripone nei propri dipendenti. Non credo di errare ritenendo che lU).O dei fattori, che più contribuiscono .a formare dell'esercito tedesco, quel meccanismo compatto, il quale sa funzionare così bene nel campo strategico e tattico, sia appunto la grande :fiducia che lega i vari gradi fra loro. Può darsi che io non abbia perfettamente ragione, ma, quando penso di quanto dan;no è in un esercito la sfiducia reciproca, m1 sento più attratto ad ammirare i Tedeschi. ( Continuai.
LuIGI
0AMILLO NA1'ALI
r.. pua,, n tt " l1ersn9liel'i.
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NOTIZIE POLITI00-1\iIILirf_ARI
I l 29 dello scorso mese l'on. Boselli , ministro del tesoro, fece la sua esposizione finanz iaria. Parlando del bilancio del la guerra; rilevò le maggiori spese incontrate nell'esercizio ,J898-99, per il ritardo nel licenziamento della classe anziana, la prolungata permanenza delle nostre truppe a c ,:eta e, per ragioni minori; ricordò le spese militari straordinarie in quattordici milioni e 500 mila _circa occorrenti per l'esercizio in corso, che però sono comprese nella dotazione annua consolidata di 239 milion i. Parlando del bilancio della marina accennò. pure alla eccedenz3 di spes:i sul bilancio dello scorso esercizio, per l'invio di squadre a Candia e nell'estremo Oriente. Quanto all'esercizio in corso, l'on. ministro si fermò a lungo sui provvedimenti che urgen temente richiedono le condizioni della nostra flotta. Colle som me stnnz~ate oggi in bilancio, le cinque corazzate ora in costruzione non potrebbero essere terminate che fra sei anni. Bisogna dare movimento più celere al le costruzion i in modo di portare a compimento quelle navi nel termrne di quattro anni. Oltracciò è opportuno imprenderc ed ultimarè sollecitamente la costruzione di altre due corazzate. Alla spesa di queste ultime due navi, come alJa de.fìc ienza per quelle già in cantiere, si provvederà con economie certe e durevol i da conseguirsi gradatamente, le qual i nel corso di quindici anni sa liranno a cinquan ta milioni; oltre di eh~. quando sfa-si raggiunto l'assetto definitivo, si avrà un'econom ia costmlte di sei mi lioni annui, in confronto dell'attua le spesa per l'c,rganico dell11 inarina. Senonchè, urgendo erogare la maggiore somma per costruzioni nei quattro prossimi esercizi, mentre le economie stabilite per compensa rla matureranno gradatamente, si propone di provvedervi mediante un'anticipazi.one annua di dieci milioni per quau.ro esercizi , da restituirsi poi dal bilancio della mari na al tesoro riducendo di tre milioni lo stanziamento annuo del capi tolo destinato alla riproduzione del n,1viglio, a partire dall'esercizio 1904- - 905 fino ~ll'esercizio '1917-918. Così a
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NOTIZIE POLI'l'lCO-MILITAR.l
carico del tesoro resteranno sola mente gl:interessi delle somme anti·' e.ipate. L'on. ministro illustrò largamente l'accennata proposta, la quale tende a promuovere più vigorosamente e sollecitamen te, secondo il voto più volte espresso dal Parlamento, la rinnovazione del regio navigl io. La Camera abbastanza numerosa ascoltò con molta attenzione l'esposizione dell'on. ministro, che ebbe approvazioni anche per la parte relativa alle spese militari . Come conclusione, l'on . ministro mise in rilievo i consolanti si ntomi di risveglio economico in tutto il paese .
,. ** Nell' ultima puntata abbiamo pa11iaLo del progetto di legge per il « Riconoscimento dell' impresa dell'Agro Romano ne! ,J867 come campagna nazion ale» e dell'approvazione della Camera a questo progetto; ora aorriuuo-iarno che il medesimo fu approvato anche dal Senato. l')Nell! relativa discussione, ch'ebbe luogo il 6 corrente, l'on. Finali notò esservi nel progebto nna disposizione affatto nuova: quella della validità dell'attestato di tre comm ilitoni pe,r il riconoscimento della campagna. Egli dicbiarò che - secondo la commissione di finanza del Senato - una simil e disposizione deve rimanere limitat,1 soltanto a questa legge e chiese una ?ichiarazione in proposito dall'on . .Mirri, ministro della guerra. Onesti rispose di essere dello stesso_avviso dell'on. Finali. Dichiarò che~ presso il ministero del la guerra esiste un ruolo dei prigionieri fatti dalle truppe fra ncesi in quell'occasione ed è questo l'unico documento Che il eooveruo posserro-a !)er riconoscere chi ba preso parte a detta campagna . Ma, siccome è naturale che in questo documento no_n fì gu_rino tutti coloro che furono a l\'1entana, così, in mancnnza di moli, i o-overno ha dovuto accett2re la formola contenuta nella èitata disp;sizione, la quale però deve intendersi come specinle e limitata a questo caso. - Di un altro progetto abbiamo fauo cenno nell a precedente puntata (ed anche poc'anzi parlando dell'esposizione finanzinr ia) siccorn.e presentato alla Camera: quello per quattordici milioni e mezzo d1 spese straordinarie su l bilancio della guena per l'esercizio ,J899- 900. Tale progetto venne approvato dal la Camera senza discussione il 30 riovembre scorso ed in simil modo venne approvato dal Senato Il 7 corrente. Gio~a però notare che si trattava di un progetto di legge già stato approvato dalla Camera nella scorsa sessione, e ad essa ripresentato 1al
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qualo. Oltracciò, come si è gii1 <.letto, questi quMtordici milioni e mez1.o sono r.ompresi nei 239 milioui di bilancio consolidato. - Il progetto di legge per 111 sistemazione dei subalterni commissari, pur esso presentato alla Camera e che pu re i lettori conoscono fu già esaminato dalla com missione, l:i quale, allo stato attuale delle cose, ne propose senz'altro l'approvazione. La relaziono dell'ç>u. Marazzi su quosto progetto co;ichi ude coo le seguenti parole: ... • è innegabile che quando disposiiioni legislative riOeuenti il personale non si deOniscono con sollecitudine e senz11 mutabilità di concetti, si crea uno stato di fallo difficile per cui interessi che originariamente erano trascurabili diventano grari, generali e sempre più legittimi. « I.e vicende di qnosto disegno di legge trascinato per tanto tempo da una Sessione alla successiva, dalla Camera al Senato, dal Senato alla Camera, hanno cre~to una situazione penosa e fntto sorgere nuovi interessi. « Gli ufficiali subalterni di commissariato, rimasti vari anni incerti sul loro avvenire, hanno oramai diritto a che la legge definisca stabilmente sulla loro sorte. La voslra Commissione qu indi, pur non convenendo pierrnmeute nella praticità di qualche punto del presente disegno di legge, desiderosa di togliere al più presto gli inconvenienti sovra~cennati vi µropone di. approvarlcf fJuale è ora soltopòsto al giudizio vo~tro. »
...
** Ora dobbiMno parlare di due altri proiCUi di legge presemati alla Cnmcra sulhi fine dello sl'Orso mes~, cbe, quantunr1ue non siano progetti di le[.!ge militari, pure interessano anche i milit.'.lri e specialn1ente 0crli ufficiali: l'uno gl' intertissa come impiegati clello Stato, l'ahro como cittadini; cioè il disegno di legge sulla cedibilità del quinto cfegli stipendi e pensioni e il disegno di legge sui rnaLrimoni ,illegali. Quello per l:i cedibilità del quinto conferma, su per giù, nel primo orticolo, le vigenti disposizioni per le quali non possono essere pignorati nè sottoposti a seq uestro gli stipendi, le pensioni, le paghe, gli assegni di qualunque specie che lo Stato corrisponde a' suoi funzionari, impiegati ecc., salvo per date cause ed iu una data mi$urn. Poi segue , nel secondo articolo, una disposizione nuova di pianta, cosi concepita: « Indipendenten~ente dalla quota di stipendio, pnga, sa lario, assegno o pensione, che può essere sc1ruestrata in conformità del precedente artico!~, gli im piega ti, pensionati e salnrioti potrnono, con volontaria
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cessione, cedere una quota parte degl i emolumenti cd assegn i in parola, non maggiore di un quinto ciel loro ammonta re complessivo. » Tralasciamo altre disposizion i che non riguardano i mil itnri nè direttamente, uè ind irettameute. L'ultimo articolo dice cbe, con speciale regolamento :;i determineranno le norme per l'esecuzione della legge, cioè le forma lità per la cessione o il pagamento. Questo progetto venue in discussione a Ila Camera il 30 del mese ·scorso. li primo articolo fu approvato senza conLestazioui . Al secondo si propose un'aggiunta nel senso che la disposizione dell'articolo secondo, (cioè la cedibilitò del quinto) non sia ap pìicnbiJe agli assegn i di qualsiasi specie speuanti agli uomini di truppa dell'esercito, della marina, delle guardie di finanza. · :\fa non l.Jasta; altri disse che ragioni d'ordine pubblico si oppongono anche alla ces;;ione di parte dello stipendio dei funzionari dello S~ato in genere e degli ufliciali in sP.ecie. L' onore~ole M:irri, ministro del la guerra espresse il suo avviso che per gli ufficiali, come per gli altri im· piegati, la cedibilità sia raccomandata da ragioni di moralità , affinchè possano anch'essi for fronte ai loro im pegni. Siffatta questione si ccmplicò con altre. Parve a molti che il progetto non fosse abbastanza studiato e, consenziente il ministro del tesoro che l'avea presentato, si rinviò a Ila commissione. - Il progetto di legge contro i il1atrimooi illegali p, escrive cbe ogni . unione malrimonin.le con le forme religi9sc debba essere preceduta o seguita dall'atto di matrimonio sectrndo le forme e le disposizioni del codice civile, e stabilisce una multa da 50 a li re ·I 000 agii sposi che lllsciano trascorre qaaranla giorni dalla celebrazione del matrimonio religioso, senza com pire il matrimonio civi le; oltracciò obbliga, sotto pena della stes ·a multa, il minisLro di qualunque culto, che abbia assistito alla celebrazione di un motrimonio religioso ed entro otto gioroi non ne abbia dato notizi~ all' uffìeio dello stato civile. Tralasciamo le altre disposizioni di minor conto, osservando che questa riguardante i ministri dei culti avrà per e!Ietto cbe matrimoni religiosi occulti non ve ne potranno più essere. Nell'esercito è probabile che, dopo l'ultima sa natòria e le facilità accordate per la costituzione della dote, matrimoni illegali non ,·e ne siano più e neppnre per l'avvenire ve n't,bbiano ad essere; ad ogni modo, se questo progetto diventa legge, la denunzia obbligatoria dei matrimoni religiosi da parte dei ministri dei culti chiude l'ultima scappatoia a questo rigua rdo.
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*"' " Durante la quindicina furono dalla Camera discussi vari bilanci e venne concesso l'esercizio provvisorio per quelli che, prima del le vacanze natalizie, non potessero .essere discussi. Soltanto la discussione del bilancio del!' interno presentò qualche vivacità ed incidenti degni di nota. Ci limiteremo a dare un breve sunto del dis,;orso dell'on. ministro dell'interno, prèsidente del Consig:;c. La discussione (egl i disse} si è aggirata su due questioni principali: •I O maffia e camorra; t 0 politica interna. . La questione del ia maffia e ca mona è venuta alla Camera in seguito al processo Not~rburtolo che si fa in Mi lano. t Per quanto dolorosi siano i fa tti venuti fuori da quel processo, tuttavia non c'è ragione, percbè si traggano conclusioni poco lusinghiere per intere provincie e per intere· regioni. Si è. detto che uno dei colpevoli dell'assassinio Notarbartoìo è fuo. o /;\i to e che la polizia !'ba lasciato fuggire, si è detto che un altro gravemente indiziato sarà lasciato scappare dal Governo e che questo non ha preso provvedimenti contro funzionari colpevoli. l\1a il ~vero si è cbe non appena fo noto al Min istero che al processo di Milano si era pronunziato il nome di un possibile colpevole (il Fontana} il Governo richiamò l'attenzione dell'autorità di Palermo, la qua le rispose che quell'indiziato, già proscio lto dal l'accusa,· non si trovava . Se poi si clliede con qua li mezzi il Governo intenda fa r cessare camnne e mafie, risponderà che uno degli obblighi e degl'i oteuti del Governo è di ottenere un 'amministrazione onesta. Quando avrà rag~nuuto lo scopo di rendere oneste tutte le amministrazioni comuoali molta parte delle magagne che si attribuiscono alla camorra ed ali; mafia spariranno. Ed. a questo riguardo il Governo non è \icnasto colle mani alla ci nto la. Lo attestano le moltep lici circolari · e sciogli menti ·di consi"li municipali. , · " Quanto all'azione degli agenti , e fnnzion11ri · di pubblica sicurezza, non una mancanza è giunta all'o_recchio del ministro che non sia stata punita. Cosi si continuerà a fa re per l'avvenire. Riguardo alla politica interna l'onorevole ministro disse di avere oramai dato alla Came ra e.lemeuti sufEcienti per poterlo gi udicare. A coloro che avevano invocato un'amnistia com pleta pei fatti di mao11io 1898, ricordò il recente· ind!1lto pei condannati dai tribunali mil~;ri
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e notò cl1e, poch: giorni or sono, il primo dei processi per i fatt i di Minervino Murge, davanti tri buna li non militari si chiuse con condanne <•ravissime che salirono fino a 20 anni di reclusione ; uindici militari non avrebbero certamente fatto di più. Terminò l'onorevole ministro accettando varie raccomandazioni fattegli e chiedendo un voto favorevo le. Il suo discorso fu coronato d'app lausi e il voto favorevole l'ebbe nell'approvazione del bilancio a grande m;:iggiorunza. ~
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Nel corso di questa discussione ebbe luogo un incidente che mer ita di essere notato. L'onorevole Bisso lati avendo fotto allusione all'esercito, ancora fido, provocò dall'onorevole ministro de ll 'interno quest'applaudita risposta : « L'onorevole Bissolat1 ha ·criticato la politica iotema ed economica del Governo, ha parlato di spese mi litari, di marina, di tesoro, di <lazio sn! grano, di truppe impiegate cou~ro gli scioperi (non so dove) e poi naturalmente è arrivato a dire che tutto questo era personificato in un generale a capo del ministero del}' interno. Ha egl i poi soggiunto che, malgrado . tutto, il proletariato , europeo avrebbe avuto ragione cl':llla reazione italiana, quantunque questa avesse una docile . magistratura ed un esercito ancora fì do. Ed è su queste ultime pa role che io voglio rich iamare l'attenzione della Camera : esercito ancora fido, senza rilevare nemmeno l'accusa alla magistratura. « Anzitutto io mi rallegro di questa confessione in bocca deWonorevole Bissol::ti; ma poi devo aggiungere una cosa ed è che questo ,esercito, ancora fido, lo sarà anche per l'avvenire ; lo sarà sempre. oc Se con quelle parole avete voluto indicare una minaccia per noi ,ed una speranza per voi , io vi dico che vi sbagliute grandemente. « L'eserci to nostro, che ama il paese e n'è riamato come si merita, ba il vanto di essere fra gli eserciti d'Europa quello di cui è più indu))itata la fede ltà e la devozione alla bandiera ed alle istituzioni. « Tu tti dobbiamo vivamente desiderare che non ri torn ino i giorni in ,cui si dovesse sperimentare quella fedeltà, perchè sarebbero giorni dolorosi per la nostra nu.zione. Ed è precisamente per evitare quei giorni che io, per conto mio, seguo la via che seguo, che è la più sicura per evi tare il ritorno d'1 giorni non ancora dimentic~ li, nè ancora dimentica bili . •
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)f.
** Fra le più importanti disposizioni d'interesse mil itar<) emanate nella quindicina notiamo: - Il ministero del la guerra ha dichiarato che col 3 1 corrente spetta il congedo assoluto a tutti i militari di •I", cli 2a ç di 3a categoria nati nell'anno 1860 a qualunque classe di leva appartengano. Dovranno pertanto essere prosciolti da ogni obbligo di servizio anche coloro, sia sotto le armi, sia in congedo illimitato, i quali si trovino tuttora ascritti a classi dell'esercito permanente o della milizia mobile, purcbè risulti che siano nati in detto anno; salvo, per quelli sotw le armi, il disposto del § 952 del regolamento sul reclutamento. Le norme eia seguirsi in questi congedamenti sono CJllelle stabilite dal regolamento suddetto. - Venne . pubblicata una piccola aggrnnta al regolamento pei trasporti militari in ferrovia, nggiÙnta relativa ai viaggi da Santhià a Sampierdarena e viceversa. --,- Vènne pubblicata un' ·aggiunta ali' istruzione pei trasporti extraferrovia, relativii alle biciclette militari; le quali potranno essere spedite a grande velocità sempre quando i corpi che devono sostenerne la spesa lo credano necessario. Vennero stabilite alcnnf< modificazioni alle camicie di cotone della truppa.
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AUSTRIA - UNGHERIA.
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Aumento stip~ndi e 1yitto della truppa. - La Rfoista militai·e uella puotnta del 1° maggio corren te anno (a pag. 829) riportò uno specchietto concernente i nuovi stipendi che, secondo quanto all'erma vano molti giormili della monarchia, sarebbero stati stabiliti a partire da l •Io dell'anno vcDturo per gl i ufficiali dell'esercito austro··ungarico. Dalle altre notizie che si rilev.100 al riguardo nei giornali che riportano in sunto i bi lanci milit'ari di previsioni pel ·1900 stati presentati alle delegazioni sui primi del corrente dicembre, riso lta qualche discordanza e qualche omissione rispetto a quelle che furono pubblic11te nel summenzionato fascico lo della Rivista; epperò si l;rede utile riport11re a complemento.e modilìcazione dello specchio suaccennato le proposte uf6cia li testè giunte a pubblica conoscenza qual i risultano dai giornali del la m_onarchia . St ip e nd i attuali
Stipe n<li
Fiorini (il
fì'iorini
proposti
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-
GRAD I
Annotazioni
Roma, il ,J2 dicembre ·I 899. x.
Maresciallo di campo .
10,500
Generali di corpo d' ar-
mata. Luogotenente maresciallo Mag·giore geneJ'ale Colonnello Tenente colonnello Maggiore . Capìtano di l" classe . Capitano di 2 8 classe . \ Tenente Sottotenente.
.
[
:I
8,400 6)00 4,200 3,000 2,100 2,100 1,680 1,200 900 720 600
(l } Ogni fiorin o va le lire 2.20 circa. ll,03 -
ANJ\0 XL IV.
I
-
Lo stipen(fio qual'era.
'1 ,008 5,700 3,600 3,000 2,100 2,004 1,500 1,200 1,020 840
riman,:i
Id.
Per '/, dei tencn ti coJonnc lli.
Per gli altri '/;.
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Colla istituzione dei nuovi stipendi cessa lo speciale assegno di sussistenza (subsistenzbeitrag) di 120 fiorini all'anno che fu stabilito alcuni anni fa pei soli ufficiali subalterni e capitani di 2a classe. I nuovi stipendi si estendono anche agli impiegati militari assimilati ai vari gradi del la gerarchia. Per quelli di tali impiegati che sono assimi lati a maggior generale è stabilito lo stipendio unico di cui è cenno nello specchio io luogo dei due stipendi attualmente stabiliti e che ascendono a 4,200 fiorini per la metà meno anziana, ed a 5,.280 per la metà più anziana. La stampa militare e politica approva incqndizionatamente gli aumenti degli stipendi nei gradi da ·maggiore in su; non altrettanto fa per le proposte concernenti gli altri gradi e specialmente del graa'o di capitano the per molti ufficiali rappresenta la suprema aspirazione, il vertice della carriera. Qualche giornale ordinariamente assai bene informato af· ferma che si provvederà senza dubbio all'insufficiente aumento dello stipendio dei capitani accrescendo il soprassoldo di et:i (A.lterszulage) il .quale attualmente ascende a ,1~O fiorini annui. Questo soprassoldo però è attùaimente concesso solo ad un limitato numero di capitani delle varie -0rmi combattenti, ai quali spetterebbe per turno di anzianità la promozione a maggiore, ma che, non avendone l'idoneità, aspettano si faccia una vacanza di maggiore nel ruolo dell' Armeestand (servizio sedentario). Non si sa se resterà inalterato od aumenterà il numero di coloro che potranno godern del detto soprassoldo dr età. Un'altra importante modificazione risulta dal bilancio ordinario pel ,1900 ed è quella che si riferisce al m(glioramento del vitto della truppa. Attualmente questa riceve oltre al rancio giornaliero del mattino un pasto serale consistente in una razione di conserva di legumi ma solo 2 volte per settimana . Negli ,ì Itri cinque .giorni riceve un supplemento-vitto di poco più di 2 centesimi al giorno (1 Krenzer)· per uomo, surplemenlo che i corpi possono impiegare od a niigliora re i due pasti serali o a ' conrezionarne un terzo che certo riuscirà parecchio ridotto . Col bil ancio del ,1900 i 2 centesimi sono portati a~- (2. Kre1zer); ed è molto probabile che col bilancio del ,1901 saranno portati a 6. Per questa modificazione le lodi che si fa:ono :i ll'amministrazione della guerra sono assolutamente incondizionate.
BULGARIA.
Nuova ferrovia . - È completata la costruzione della ferrovia PlevnaSciumla, cosicchè, mediante il vecchio tronco, Sciumla-Varna, questo porto importante del Mar Nero è in diretta comunicaziene ferrov iaria colle parti più interne della Bulgaria: La ferrovia Varna-Sciumla-Plevna sarà prolungata verso Sofia e Kustenr)il , attraversando quindi tutta la Bulgaria da est a ovest. Questa · linea, se ha importanza commerciale e mi litare rilevante per la Bulgaria, ha pure importanza militare considerevole per la Russia, la quale, date le relazioni ora ~sistenti fra Russia e Bulgaria, e l'inter(lsse della Russia nelle cose balcaniche, potrebbe da Varna inviare direttamente ed in breve tempo verso la Serbia e l'Albania spedizioni di truppe e di materiali. FRANCIA.
Rilancio della guerrn. - La commissione del bi lancio dell'esercizio ,1900 ha nominato : Presidente: M. Mesureur; Relatori: Guerra: M. Pelletan; Marina: M. de la Porte; Colonie: l\l. Gastou Doumergue; Protettorati: M. André Bérthelot; Algeri:i: M. Albert Le Moigne; Relatore generale: M. Boudenoot. Dopo avere approvato il bilancio delle monete e medaglie ha rimandato le sedute al 26 settembre. Considerazioni generali.
Il progetto di bilancio generale del minis.tero della guerra per l'esercizio ,1900 ammonta : ·I• sdzione . Lire 638,,i-25,921 . 2a » 2i,9il:3,750
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Il bil:1ncio del ,1~9.9 ammontava a Si ha dunqu~un aumento di tutto relativo alla ,J• sezione.
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Lire 663,369,67-1 » 6,~9,,1,96,036 Lire · 13,873,635
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NOTI ZIE MILITARI ESTERE
Co pit.olo Xl. - Sei·viz io di stato -maggioi·e.
Gli effettivi che hanno servito di base alle previsioni finanz iarie per il ,1900 presentano rispetto a quelli del 1899 le segnenti differenze in più: 3'11:> ufficiali; 287 uomini di truppa; 35 gendarmi; 102 cavalli. . Questo aumento è motivato dall'applicazione deUa legge del 25 l1111lio 1893 relativa all a costituzione dei quadri e degli effettivi dell'esercito . . attivo e del territoriale, in ciò che si riferisce al lo stato maggiore e all'artiglieria; d~ll'appl icazione della legge 9 feb braio 1899 modificaute gli organici dei reggimenti zuavi e tiragliatori algerini; dalla creazione di due battaglioni della legione straniera; dall'applicazione della legge 15 aprile 1898 modificante là legge 16 marzo 1882 in ciò che concerne iJ quadro dei medici e farmacisti mi li tari; dall'a pplicazione della legge del ,t 6 febbraio 1897.relativa ai sottufficiali raffermati (renyagés) : dalla diminnziune dell'incompleto (1) degli aggiunti del genio e da diverse cause di minore importanze, tenuto conto di un incompleto organico di 139 luogotenenti nell'arma di fanteria . Questo, come pure quello di 76 luogotenenti di fanteria , risul.tante dall'applicazione della legge relativa ai quarti battaglioni dei reggimenti suddi visionari e quello di 80 Juo~otenenti d'arti11lieria, risultante dall'applicazione della legge 25 luglio ,J893, sussisteran~o fìnch è le uscite da lle scuole permeuaranno di avere i quadri nel numero prescritto da lla legge. · L'aumento degli uomini di truppa risulta sopratutto da variazioni diver,;e nei · quadri delle scuole militari e dall'applicazione del.l~ legge relativa al riordinamento dei reggimenti tiragliatori. I gendarmi in aumento dipendono dal la ~reazione di brigate nell'interno e in Algel'ia. , In quanto ai cavalli l'aumento di 102 è la conseguenza forzata del la applicazione delle leggi organiche precitate di rinforzi alle batterie d'ar~ tiglieria di Tunisi e di varianti negli incbmpLeti in cav::il li d'ufficial i inscritti nel bilancio del 1899. · Senza prendere in esame ciascun capitolo su-cui figurino aBmenti e diminuzioni :;i accenna brevemente ai particolari seguenti: 1
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L'aumento dei crediti di questo capitolo (1 ·1,560,678 franchi) ammonta 1:1 165,173 lire, di cui la metà circa per variazioni nei distac·caii, revisione della indennità d'anzianità dei capitani e àssimilati, creazione d' impiegh i d'archivisti negli uffici di reclutamento. 1
CapitoJjXVJ e XXI. - Soldo dei corpi dì trup1ia.
L'aumento di quasi 5 milioni e mezzo è r.ausato dall'applicazione deHa legge 6 febbraio 11897 sul riassoldamento dei sottufficiali e dall'articolo 64della legge delle finanze 13 aprile 1898 relativa ai capi musica; dalla legge sul reclutamento dell'esercito in ciò che si riferisce alla chiamata di classi dell'esercito territoriale; dalla creazione di: 8 battaglioni di tiraglia tori algel'ini; i » di zuavi; 2 » di legione straniera ; 2,1 compagnia- dei qnarti battaglioni nei reggimenti suddivisionari; 2 stati maggiori di battaglione d'artiglieria a piedi ; 5 batterie a piedi. 1
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Hl incontpteto p~rola che tradÙce Ìetteralmente incomplet, cioè mancante al quadro organico.
Capitoli XXX e XXXXI. - Convogl i e trasporti militari.
li cambio periodico del la guarnigione del la Corsie.a, costerà nel 1900 4-2, 000 lire più dell'~nno precedent.e. 1
Pensioni.
Giova inoltre aggiungere che le pensioni dell'esercizio del ·l 900 esigeranno 3 milioni e mezzo circa più che l'esercizio 1899 ~ Le pensioni mil itari del la guerra importeranno 97 milioni in luogo di 94-,800,000 lire; quelle della marina 37 milioni e mezzo in luogo di 36 e rnezzo. Vi è pure un aumento nelle. pensioni civile ma di soli 20ù,OOO franchi. La ritenuta sullo stipendio degli ufficiali dell'esercito si calcola a' 5,376,000 franchi; quella della marina e colonie a 4 milioni . Per pensiom si calcola che lo Statb debba trovarsi in disavanzo tra il dovuto e il percepito di 173 milioni. 1
Complesso.
Nel complesso del bi lanci.o vediamo le spese di previsione per l eser· ci zio ,J900 ammon tare a 3,522,000,000. Questa cifra non è inai stata raggiunta finora; è in aumento di 4-5 mi· lioui nelle spese votate per il •1899 e queste superano .di 41 milioni quelle del bilancio del 1898. 1
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NOTIZIE ililLlTARl ESTERE
A titolo di documento storico ricordasi che le spese del bil ancio 1874 ammontarono a 2 ,623,000,000. L'aumento di quest'anno è dovuto sopratntto alle costrnzioni per la marina, di cui la Camera votò le spese lo scorso anno su proposta di ~I. Lockroy. Il rinforzo degli effettivi dell'esercito contribuisce parimenti per buona parte a questo aumento di spese.
parte a questa specinle esposizione che comprenderà circa •I 50 figure. Gli oggetti ora in uso suranno' forniti direttamenterlalleautoritil militari , quelli delle epoche precedenti saranno riprodotti con assolnta fedeltà storica, tessendo espressamente le stoffe, cucendole a mano, ecc. ecc.
*"'* La seconda riunione della commissione del bilrincio ebbe luogo il 29 senembre u. s. Ha esaminato e approvato parecchi crediti supplementari, le spese militari per l'Algeria, la Tunisia e la Corsica . Per gli incidenti di Fashoda (secondo il Petù Niçois, 30 settembre) i crediti raggiunsero la cifra di 60/i.,OOO franchi com pme le indenni1à alloggio degli ufficiali ammogliati . .....
GERMANIA.
Ordinamento del.l'esercito. - In segui 10 alla legge 25 marzo ,J899 ( vedi la Rwista -milita1·e italiana del ,1° giugno •I 899) la Baviera costituirà il 1 ° aprile prossimo il III corpo d'armata con sede a Norimberga Cl la 1 a divisione con sede a Regensburg. Quest.o corpo d'armata e questa divisione saranno costituiti colle tru ppe già esistenti; le rimanenti unità, fissate dalla legge suddetta, saranno successivamente formate più tardi in epoche determinate. Telemetro. - La Deiitsche Ileeres Zeitung ha da sicura fonte « che gli esperimeoti iniziati già da una serie d'anni presso la scuola di tiro di Spanclau con istrumenti p1w misurare le distcinze condussero a soddis{acenti risultati , sicchè è da attendersi che la fanteria ed i cacciatori, e possibilmeute anche l'artigliei·i,a da campagòa, saranno provvisti di questi ,strumenti. ,, La loro adozione equivarrebbe a uno straordinario aumento della potenza delle armi odierne, giacchè la conoscenza ogni volta della giusta distanza è la condiziono preliminare indispensabile per l'efficacia del fuoco. » Esposizione delle uni/a.rmi, ecc. - Lo stesso giornale comunica che la Germania presenterà all'esposizione di Parigi del 1900, le uniformi e l'equipaggiamento dell'esercito dall'epoca del grande elettore sino ai nostri giorni. Tutti gl, Stati tedeschi, meno alcuni minori, prenderanno
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GIAPPONE.
Ntto-oo f1wile. - 0 &1 •1897 si va man mano sostituendo al fucil e a ripetizione i\lttrata il nuovo fucile Arisaka che dicesi superiore a tuui quanti i fucili orn in uso presso gli eserciti europei. 30-l~O,OOO nuovi fu cil i sono già in distribuzione presso le truppe. (Dall'Allgemeine leitung) . GRECIA.
Aumento dell'esercito. - I l Parlamento greco esam inerà tra breve il proge~to di· :iorganizzazione dell'esercito. Secondo questo progetto la cavalleria sara aumentata di un reggimento, l'artiglierin di due e la fanteria di una brigata. Verrnnno inol tre fissate severamente le norme pel reclntamento delle truppe. In autunno ed io primavera le trn ppe dovranno essere istru ite in due ca mpi appositi di manovre. Uffi,ciali all'e.~tero. - Vennero designati tre ufficiali greci per seguire i corsi dell'Accadem ia di guerra di Berlino, ch iusa finora normalmente agli stranieri. Ciò ven ne ottenuto mediante le insisten ti preahiere del Principe èostnntino' ali ' I mperatore di Germania (dalla fra~nce Mi litai-re). _L'Allgemeine Zeit1mg, annunciava pure che altri tre ufficiali areci verranno in via ti per loro istruzione in Francia per prestar servizio in quell 'esercito. INGHILTERRA. Nu ovo battaglione della Guardia. - Il ministro della guen a ha autorizzato la l'urmazione col ·1 ° dit:embre del 3° battaglione dei Scots Guards la cui creazione fu sanzionata fin da due anni fa. Il nucleo del nuovo battaglione sa_rà formato dal le ii compagnie in più prima aggregate a I 2° battaglione e per ora la sua forza sarà di ,~50 fra ufficia li e truppa. Finchè non ne verrà aumentatn la forz11 il battagl ione
NOTIZIE MILITARl E STE RE 2254 avrà 1 maggiore comandante, due altri maggiori, 2 capitani, fi. tenenti e 4- sottotenenti, 1 aiutante e ,1 quartiermastro. In tal modo viene ad esser compiurn la determinazione di portare il numero dei battaglioni della guardia da 7 a 9, essendo il 3 battagl ione dei Coldst,eam Gu:1rds sta to formato qualche tempo addietro. Torpedinierr1 • Stag ». - - L<l torpediniera « Stag » fu varata il 18 novem bre 11. s. dai cantieri di Jol1i1. I. Thoroyerort e C.0 a Ch iswick. Essa avrà la velocità di 30 nodi ed è simile al le torped iniere dello stesso tipo di cui molte furono fornite al la marina inglese dalla stessa ditta. Essa ru v11rata con tutto il suo machinario a bordo ed i costruttori sperano di poter tra breve farne le prove e consegnarla alle autorità naval i di Chatham. · Corazzata d'i fl, classe l\fontagu. - La cora1,zata di ,p classe Mon· tagu venne impostata a Devonport il 2;3 novembre sullo scalo lasciato libero poco tempo fa dal Bulwark. Sembra .,vrobabi le che la costruzione ' di questa nave procederà mol to più lentamente che quella dell'Ocean, dell'Implacable e del Btilwark sta nte i ritardi nella forniturn dei materinli'. 1lfano1J1·e comb·inatu, d'i terra e di mare. - Il ,16 novembre u. s. venne eseguita a Malta una interessante manovra combinata fra le truppe di terra e di mare. Essa consìstette principalmente nello sbarco di tru ppe in. presenza del nemico. I mbarcate le truppe sulle navi da guerra, queste dopo essersi recate iu alto mare ritornarono verso terra , scegliendo per punto di sbarco la baia di :Nfarsa Scirocco. La difesa era rappresentata dai forti e da una batteria mobi le· da ,t 3 libbre. Mentre le navi pesanti aprivano il fuoco contro i forti , quelle minori a tutto vapore si avvicinarono al punto designato di sbarco, acc:;olte dal fuoco della batteria mobile, la quale però fu presto ridoua al silenzio dalle cannoniere. Al dire però dei competenti non sarebbe stato possibile .di effettuare uno sbarco in tali condizioni , tanto più che il mare era. mollo mosso, il che tornava ad asso luto vantaggio della difesa . Teì-minò l'esercit,1zione lo sbarc-0 cli 2500 marina i e soldati di fa nteria di marina con pezzi da 9 e da rn libbre. Telegrafia M.arconi . - A Portsmouth si fauno degli esperimenti per assicurarsi se il sistema di telegrafia Marconi funziona bene trn una navè in moto ed una stazione a terrn·; a tale scopo una torpediniera si reca in alto mare cercando di mantenersi in comunicazione con una stazione riceven te stahilitn sull'incrociatore .f-Jector nel porto di Po rtsmo u th.
NOTIZlE MILITARI ESTERE
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RUSSIA.
Nuor,e f'orma,zioni di artiglierfo di riserva. - Le for mazioni di artiglieria di riserva in tempo di pace esistevano finora odia sola Russia europea e nel Caucaso. Ora con decreto n. 2!~9 del ,15-2.7 settembre u.s. venne ordinata pel ,t- ,13 maggio ,1900 la formazione di una divisione di artiglieria di riserva in Siberia, composta di due batterie leggere su quattro pezzi ognuna. In tempo di guerra questa divisione si trasform erà in 4 divisioni, ognuna ·cti 2 batterie leggere di artiglieria su 8 pezzi, le quali serviranno evidentemen te per le unità di fanteria di riserva della Siberia in caso di mobilitazione . Per tal modo la Russia ha attual mente io pace 43 batterie di riservn che si' mobiliteranno in guerra, trasformandosi in ,172 batterie di ,1376 pezzi complessivamente. Questa artiglieria di riserva corrisponderehbe a quella da noi assegnata alla milizia mobile. Altri awnienti di trnppa in Asia. - Con decreto n. 303 del 30 ottobre ('I ,1 nov.), venne ordinata la trasformazione in un battaglione fanteria di riserva del comando locale di Barnaul (governo di Tomsk in Siberia) col l'organico stabilito pel tem po di pace (,i: uflìciali e 9,7 uomini di truppa) . Per tal modo i battaglioni di fan teria di riserva del!' Asia Centrale e Siberia sar~nno ·I ,1, di cui 2 nella circoscrizione mi litare del Turkestan (battaglioni di Askbahad e di Kuschk), 2 io quella del Priamur (battnglioùe di Cita e di Strietensk), e 7 in quella della Siberia (battaglioni di Irkustk, Krasnoiar:;k, Sem ipalatiosk, Tobolsk., Tomsk e Barnaul). Secondo lo stesso decreto i 7 battaglioni del la circoscrizione 111ilitare di Siberia dovranno costituire pure alla loro sede i quadri pei battaglio11i da formarsi in tempo di guerra. Ogni quadro di bauaglione dovrà l}ssere composto di sette utliciali ( 1 capitano in 13, 2 capitani in 'J!a, 4 r,ubalteroi) e di 40 uomini di truppa per la massima parte graduati. In caso di mobilit.azione ognuno dei suindicati 7 battaglioni della Siberia dovrà mobilitarsi coi richiamati alle armi, trasformandosi in un reggimento di 5 battagl ioni con la forza di guerra, lasciando pur sempre al deposito dei battaglioni del tem po di pace il persona le necessario pel servizio locale e per la formaz ione di altri battaglioni di complemento. I battaglioni del Priamur, in caso di mobilitazione formeranno ognuno un· reggimento di ti. battaglioni, più un battaglione autonomo di riserva. I dieci battaglioni fa nteria di riserva della Siberia ed Asia Centrale formavano prima in caso di mobilitazione 38 battaglioni (35 cli H €\ 3 di 2° turno). Secondo le prescrizion i del decreto suindicato e tenendo 1
NOTI2'tIE lll.ILI'l'AR.1 ESTERE 2256 conto che i battaglioni di Ashkabad e Kuschk formeranno in caso di guerra 7 battaglioni, si ha che ~li 11 battaglioni orà esistenti in Asia si trasformeranno in caso di guerra in 52 battaglioni; ossia si avranno in guerra u. battaglioni di fanteria di riserva in più di prima . Lo stesso decreto ordina la tras[ormatione io 5 reggimenti di 2 battaglioni ognuno dei 5 reggimenti della 2.a brigata fanteria della Siberia Orientale (Vladivo5tok e adiacenze). Questi battaglioni dovranno essere sul piede di guerra. Sono quindi altri o battaglioni di fanteria di 1• linea di cui si aumenta l'eserci to r usso. Così pure a Vladivostok venne ordinata la formazione ·di un 2° reggimento di fanteria da fortezza su 3 battaglioni di I\. compagnie. Finalmente il medesimo decreto ordina la fo rmazione di un_a compagnia treno, che. in tempo di guerra dovrà formare un battaglione treno per 5 convogli trasporti . Quell a -compagnia porterà il nome di :rusnoUssuriiskì rd avrà sede a N.ikolsk-Ussuriiski (Vladivostok). · Nel loro complesso i due decreti n. 24-9 e 303 seguano un passo di grande importanza per il riordinamento e l'aumento delle truppe r_usse in Asia, specie verso l'Asia Orientale, dove da circa 2 anni avvengono i mutamenti e gli aumenti più notcwoh dell'esercito russo. I due suindicati decreti portano in tempo di pace un aumento di: 5 battaglioni di fanteria di ,1a linea, _3 l}attaglioni di fanteria di fortezza, 1 battaglione fanteria di riserva, 11 divisione di artiglieria di riserva., 1 compagnia treno (8-9000 uomini di più sotto le armi) ed in tempo di guem1: degli 8 battaglioni di fanter ia di ,1a linea e da fortezza suindicati, più 1,i. battaglioni fanter ia di riserva, 8 batterie d'artiglieria con 64- pezzi e ,1 battaglione treno; ossia un aumento complessivo di 25!000 uomini circa. Disposizioni per l'artiglieria a cavallo cosacca. - Con decreto u. 293 del 23 ottobre (4- nov.), venne ordtnato che ]3 6a. e 7a batteria autonoma di artiglieri3 a cavallo dei cosacèhi, del Don fo rmino la 11" divisione cli artiglieria a ca vallo dei cosacchi del'Dbn; e che la 1a e 3a batteria a cava llo d~i cosacchi di Orenburg formino la 1a divisione di artigl ieria a cavallo dei cosacchi di Orenburg. La divisiorre di artiglieria a cavallo dei cosacchi del Don sarà assegnata alla 1a divisione di cavalleria dei cosacchi del Don di stanza in Polonia, e quella dei cosacchi di Orenburg alla 2a. divisione di cavalleria cosacchi mista di stanza nella circoscrizione militare di Kiew. , Per tal modo, pur non variando il numero delle batterie a cavallo della Russia (4-8 in tempo di pace, più · 3 di artiglieria a cavallo da 1
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mont.agna), viene portato a 16 il numero delle divisioni di tale artiglieria. · Coll o stesso decreto venne pure disposto che in caso di mobi litazione verranno riunite in divisioni di due batterie, tutte le batterie di artigfieria a: cavallo dei cosacchi del Don, di 6renburg, del Kubau, del Terllk e del Transbaical di 2° e 3° bando, le quali venissero eventualmente asseanate alle divisioni di cavalleria. Il nnmero di tali batterie « in ç congedo » presso le trnppe cosacche è di '18. Deposit:i del genio. - Il deposito del genio di for tezza di Varsavia con decreto 2rio del ,j 6-28 settembre venne trasformato io 3 depositi aven.ti sede a Varsavia, Zegrze, ed alla confluenza Vistola-Narev. Quest'ultimo rimarrà però ancora a Varsavia alla dipendenza del la clirezio~e del genio di fortezza di Varsavia. Lo stesso decreto ordina la formazione di deposit.i del genio da fortezza a Kronstadt, Sveaborg e Libav11 . Compagnie mùiator·i della Siberia Orientale. - Con decreto 26,1, del 29 settembre.( 1,1 ottobre) venne ordinato, che le compagnie minatori del genio da fortezza di Vla.divostok, del!' Amur, e di Novo-Kiev debbano essere. costantemente sul piede di guerra,! Varianti all''llniforme. - Per gli ufficiali e per le truppe delle armi di linea~ dei granatieri del le circoscrizioni militari di Odessa, del Caucaso e del Turkestan venne ordinata l'adozione di un nuovo-ber retto di fatica di parata più leggero di quello delle rimanenti truppe e di foggia alquanto modificata. Alcuni distintivi verranno portati sul berretto stesso (decreto n. '195 del ,1899). Cont·inyente di leva. - Il contingente di leva di l[Uest'anno per l'esercito e la marina è fissa to in 29 1,000 uomini, più 2.500 pel Granducato di Fiolandi~ . . Niwoi regolament·i. - Venue pubblicato il regolamento d!i eserc·i:ti'i dell'artigl-ieria a piedi, parte J[ e quello dell'azione della d1;,,,isione di artiglieria a cavallo in un·ione alla d·ivisione ai ca'Vallwia ed infine l'istruzione provvisoria sul modo di esercitare le t1·'!lppe in campagna durante l'inverno. famiti d'i età pe'r gli iifficiat-i. - Con decreto del ,15 l,uglio u. s. venne portato rispettivnmeme a 58 e 53 anni il limite di età pel collocamento a riposo dei tenenti colonnelli e degli ollicia li inferiori esclusi dalla promozione al grado superiore, prima stabilito a 60 e 55 anni. Destinazioni degli ufficial-i d·i stato maggi ore. - Con decreto n. 251 del H--26 settembre ,t899 venne stabilito che la scelta degli ufficiali generali di stato maggiore presso i comandi delle circoscrizioni mi litari 1
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NOT1ZIE MILl'rARl ESTERE 2258 {lovrà essere folta da l capo di stato maggiore stesso della circoscrizione militare d'accordo col comandante della circoscrizione e per gli altri ufficial i di stato maoO'i1ire mediante accordo coi comandi interessati. Si do<')~ • vranno perciò tenere appositi registri dei candidati -;u cui si do vrà poi fare la scelta. · La l·ingua nissa nel/'esercito ~nlandese. - Il comandante della ciJ'coscrizione militare della Finlandia, generale Bobrikov, ha prescritto la conoscenza della lingua russa nell'esercit,) finlandese almeno· fino ai graduati di truppa. Ciò naturalmente non è che una conseguenza del piano di rnssi ficazione della Finlandia, già da tempo adottato. · A tale intento sarà pure modificata l'organizzazione del corpo dei cadetti di Finlandia e sarà pres·critlo che tutti gli allievi conoscano perfettamente la lingua russa . Altre occupazioni territorial'i, dei Russi in .4.sia. - Viene annunciata dai giornali come già avvenuta l'occupazione del grnppo delle isole di Kargado o Kai-todo al l'estremità sud-est della Corea. . Per tal modo, colla occupazione già da temp? avvenuta del porto di Fusian e di altri tre porti coreani, la Russia ha costituit.o una catena continua di possedimenti proprii e di punti di appo~gio tra Vladivostok e Port- Art.ur, accercbiando così si>mpre più la Corea ed isolandola dal Giappone. . · . Ferrouia Orenburg-Taschkent. - Sembra ormai decis3 la costruzione di questa ferrovia di importanza quanto mai rilevante. Essa sarà lunga 11850 chilometri circa e metterà in diretta comunicazione la parte centrale della Russia eoi punti più lontani dell'Asia centrale, .evitando così il lun"o 01ro pel Mar Caspio e per la ferrovia dell'Asia centrale ora esistente. "' "' . . Invio di reclute all'Estremo Oriente . - Da Odessa verranno mv1ate all 'Estremo Oriente circa 10,000 reclute della . lev11 ,1899. I primi drappelli partirono il 2 dicembrn. 1
S TA T I UNITI.
Costruzioni ncwali. - L11 commissione delle costruzioni navali a ·wash inoton ha raccomandato vivamente lii costruzione di tre incrocia"' . . . tori corazzati di circa 113,000 tonnellate l'uno, di tre incrocia ton protetti · di circa 8,000 tonnellate, di sei cannoniere di poca immersione di circa ·1,-000 tonnellate e di sei altre . cannoniere dello stesso tipo di circa 800 tonnellate. Pare che queste cannoniere debbano es!>ere destinate alle Filippine.
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11tle Filippine. - Telegrammi da 1VIanilla del 29 novembre recano che ìl colonndlÒ Beli sorprese le forze riunite dei generali Sanmiguel ed Alexandriuo, formami l'armata nord dei Filippini, nelle montagne a sud ·di Lingayen. Gli Americani sconfissero ·il· nemico impadronendosi di tutte le sue provvigioni ed a-rtiglierie, compresivi fucili di diverso mo~ dello, e cannoni Nordenfelt, Krupp, Maxim ed Hotchkiss; essi distrus- · sero pure i pol verifici e l'ars~na le con molte munizioni e fecero alcuni prigionieri. Tl cannone da campagna Sims-Dudley. - La compagnia di difesa Sims- Dudley di New-York iHi dato dei saggi del suo cannone pneumatico detto comunemente cannone a dinamite · da 3 pollici davanti ad una comm issione di ufficiali norvegesi a ciò detignata. Il pezzo da 3 pollici (76 millimetri) è lungo 18 piedi (metri 5.50 circa). Circa metri 11.8(} della volata si svitano e possono collocàrsi suli'affusto e dicesi che anche così raccorciato il cann·oue funzioni bene. Il pezzo era montato su affus to da campagna - il peso del pezzo è di chilogrammi 340 e quello totale del pezzo coli' affusto di chilogrammi 7i8 . Il pezzo consta cli due tubi, quello sup,èriore, d'una lega speciale, destinato a ricevere il proiettile e quello inferiore o tubo di com bustione, d'acciaio, che contiene la carica di 6 oncie di polvere senza fumo; uno stesso otturatore serve a chiudere i due tubi che sono messi in comunicazione per mezzo di fori ,presso la culafla. All'atto dello sparo i gaz prodotti da la combustione della carica comprimono l'aria coutenuta m•l tubo di combustione; quest'aria compressa passa pei fori praticati presso la culatta ed agisce sulla base del proiettile, ta lchè questo non è spinto direttamente dai gaz ma dalla pressioue atmosferica che si produce alla sua base. -Il tubo di proiezione non è rigato ed ha lo spessore di 3/ 8 di pollice (circa 1 O millimetri), quello di combustione è spesso 5/s di pollice (circa 16 millimetri). Il proiettile adoperato è di ottone, lungo metri 1.06 e di diametro alquanto inferiore al calibro del pezzo, con qua coda portante un'appendice a forma di vite per dare il m·ovimento di rot,1zione al proiettile. La carica interna consiste di chilogrammi 1,500 di gelatina esplosi va divisa in tre parti separate. ' Gli esperimenti ebbero luogo a Friedriksst..id, ali' imboccatura del _:Fjord di Cristiania. Tre colpi furono sparati contro un muro spesso metri 1.50 a 200 metri, un colpo ·sembrò producesse pochi dan·ni, ma gli altri due lo distrussero completamente. Due colpi sparati a "70 metri 1
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NOTIZIE )!ILlTARI ESTERE
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contro una piastra di acciaio Armstrong vi produssero delle ammaccature profonde 38 millimetri. Finalmente 8 colpi furono span1t~ a ,1300 metri contro un bersaglio verticale di legname alto 8 metn e largo 20; di e6si uno mancò il bersaglio per e,;sersi la coda dell'affusto aff~ndata nel terreno acquitrinoso, tutti gli altri colpirono a non più di 3 metri dal centro; l'ultimo poi distrusse il bersaglio per un'altezza di 3 metri ed una larghezza di 8.
Una Tunisia francese per trattati e italiana nella sua colonia resterebbe un fomite di discordie stlmpre pronte a ripoll ulare fra le due nazioni. Il Temps fa voti perchè la colonizzazione fran cese si accentui e soggiunge che il presente ordinamento delln Tunisia e la conseguente direzione appartenendo al Ministero degli esteri, a questo si devono fare risa I ire tutte le responsabilità.
TUNISIA.
TURCHIA.
Gli stranieri nella Timisfo . - Da un articolo del Temps si riassumono i seguen ti dati di fatto e le seguenti considerazioni. in esso riportate. Nel sottomettere gli stranieri residenti nella Tunisia a fare la dichiarazione di soggiorno, conformemente alla legge francese, si è fatta una vera operazione di anagrafe cioè il censimento degli stranieri stessi che si sapevano numerosi ma che non si sospettavano cosi numerosi. Essi sono circa 80000 fra i quali 6tr,OOO Italiani e 13,000 Maltesi soggetti britannici. I Francesi sono circa 20,000; quindi su ·100,000 Europei stabiliti nella reggenza i Francesi non contano che per 1/s. . . . Inutile enumerare le varie cause concomitanti che inducono 1taham e maltesi a stabilirsi in Tunisin; in poche ore, con un tempo favorevole, una barca giunge dalla Sicilia o da Malt11 a Tunisi, e quivi Italiani e Maltesi trovano clima, nutrimento, abitudini di lavoro e di condizioni agricole uguali o simili alle proprie. Quando il· protettorato francese fu stabilito nel •188·1 a Tunisi, ivi i Frnnce~i non pas· sa~rano i 500 e vi erano 28,000 Italiani; questi continuano ad allluire sia per l'accresciuto sicurezza,. sia per dare la mano d'opera nei grandi lavori che si eseguiscono dal Protettorato. . La colonizzazione agricola franc.ese ristretta in mano a grandi coloni (450,000 ettari di terra sono rip~rtiti fra 3000 proprietari) ha dato il suo frutto, e man mano la terra venduta a spizzico e a stranieri ha prodotto il risultato che là dove credevasi veder sorgere floride colonie francesi, sorgono e si fondano veri villaggi italiani. Una piccola colonizzazione italiana, una ~olonizzazione ngricola, quella che resta e che dura ~i afferma sotto gli auspici f~ancesi.: a~le estremità dei possedimenti francesi si vedono accorrere gli stran1e~1 e affermarsi : nella provincia d'Orano l'elemento spagnuolo ha ormai la maggioranza; nella Tunisia, l'elemento italiano la conserva con pro• porzioni schiaccianti.
Fet·rov·ia Bosforo - Golfo Persico. - li 26 novembre il sultano Jfr. mava l'iradé con cui veniva concesso alla compagnia dell e strade ferrate dell'Anatolia (Deiitsche-.Bank) il proseguimento della ferrovia Scu tariKonia per Bagd~d e Bassora fino al Golfo Persico. Questa concessione a capitalisti tedeschi, ed in· allri termini aIla Germania, non ebbe luogo che dopo molti tentennamenti da parte del sultano, presso cui influenze inglesi e più ancora russe osteggiavano quanto mai la concessione stessa ai Tedeschi. Il tratto di ferrovia già costrutto Scutari-Konla misura circa 600 chilometri di lungbezza; quello da costruirsi Konia-Bagdad-Bassora-Golfo Persico 2000 chi lometri circa, e si calcola che, dati gli abbondanti ca· pitali di cui può disporre la Deutsche-Barik e la serietà ed operosità degli intraprenditori questo tronco potrà essere ultimato in un periodo di 5-9 anni . È inutile accennare alla importanzn mondiale di questa ferrovia, la quale segnerà il più breve trngitto tra tutta l'Europa centrale od occidentale e le Indie. Certo che questa concessione segna un grave scacco per l' Inghilterra e -più ancora per la Rus~ia, che vede forse svanire speranze per secoli coltivatrl. In ogni modo è certo che la Russia si servirà ancora di ogni pretesto per ostacolare la costruzione del la ferrovia di cui si parla, ed i giornali russi già accennano al « Veto • da opporre da parte della Russia perchè la forrovia attraversi oltre 500 chilometri di territorio le cui' rendite servono a parziale garanzia del debito che la Turch ia ha tuttora verso la Russ·ia. In ogni caso sarà forse questa la spinta definiti va per la Rnssia per cercare la diretta comunicazione dei suoi ierritorii col Golfo Persico e . l'Oceano indiano attraverso alla Persia.
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HIV1STA nEI PERIODIC I MII,!TARI
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RIVISTA D.EI PERIODICI MILITARI
Rivista marittima.
Novembre 4899. -
L'tiltima guerra del .~ecolo, per
CECILIO F AllRIS.
Sono scorsi soli otto mesi <lacchè si è chiuso all'Aja il congresso della pace e la guerra scoppia impreveduta, tenace e ringhiosa; guerra di nazionalità, di predominio, di interessi economici e quindi lunga ed ostinata. La guerra però scoppiò fuori d'Europa sovra una delle lontane tene in cui la civiltà europea portò co' suoi popo li e colle sue idee, le sue armi P. i suoi dissidi. È questo appunto, giustamente osserva lo scrittore, uno dei carat.teri principali tra quel li propri alle guerre del secolo che comincià. Avranno per teatro .i paesi estra-europei, e in Europa se ne risentirà il contracQolpo, ma raramente il cozzo. Il colonnello Fabris osserva che da una trentina d'anni gli orizzonti politici sono smisuratamente ingranditi, e fu nel congresso di Berlino che apparve veramente 1piale enorme campo fosse stato aperto alle ambizioni e alle avidità europee. La guerra cino-giapponese scoperse poi le aspirazioni degli Europei nell'estremo Oriente e i pre.parati vi fotti per tradurle in atto ogni qualvolta se ne presentasge l'occasione. All'antiéo coucetto politico che abbracciava l'Europa e la sistemazione degli stati europei ne fu sostituito un altro più vasto che comprende tutte le regioni terrestri, e ciò mentre gli ~tati europei si con tendono fuori d'Europa gli sbocchi all'eccesso dell~ troppe merci prodotte e elle non trovano sufficiente sfogo · in Europa. !,_e questioni europee, strascico delle guerre del 1866 e del 1870, queT!e cioè del !' irredentismo e dell'Alsazia-Lorena, appaiono tosto di ben minore 1mportanza a paragoné delle prime accennate. Lo scrittore già felicissimo in questo esordio, in cui così benr. ha saputo ritrarre la presente situazione politica dell'Europa rispetto al grande quesito delle colonie che ormai agita tutto il mondo, pone poi in rilievo e con mano maestra · le ragioni parecchie della guerra attuale, alle qua li, come se non bastas$ero, s'aggiungono i pretesti creati dal bisogno di rende.ria plausibile e di darle l'appparenza di giustizia. 1
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A questa esposizione abbastanza particolareggiata, $Cgue un rapido sguardo al le forze dei belligeranti e alle operazioni militari compiute sioo ad ora, accompagnato da interess:rnti considerazioui. Il Fabris così è tratto a domandarsi se gl i ordinamenti militari inglesi bastano all'uopo, sia dal punto di vista di una pronta mobilitazione, sia da quello di forni re fol'ze adeguate a fronteggiare i pericoli ,li cui I' Inghilterra può essere minacciata in diverse parti del globo terrestre. Egli crede che l'ordinamento degli obblighi della mi iizia inglese dovrà essere modilìcato, allargandoli per modo che possa essere chfomata al la difes::i di tutte le colonie inglesi. E' pure probabile che anche il reclutamento dell'esercito inglese nelle sue forme essenziali vada avvicinandosi a quelle prevalenti negli eserciti del continente europeo. La guerra odierna, conchiude il Fabris, segna un11 pagina assai importante nella storia inglese, e.potrà essere considerata come decisin pel passaggio ad una nuova fa se della politica del!' Inghilterra. Articolo assai interessante, e qua le ne era arra il nome dell'autore.
Altri articoli pregevoli sono: Tl 1ìlrbinomotore, per E. FERRETTL • Il matericlle di rotta e l'estensione del .s-i:stema clecùnale alla gradttazione dei ce,rchi , per P. L. C ATTOLICA. Cenni di monogra(la con molte applù:az·i om; al.In b9,[,istica, per A. TESO.
Nella Miscell1J;nea troviamo . iI seghen'te breve artìcolo del Roncag li rnbritevole d'essere cohosciuto dai lettori della Rivistci Militare.
Una pretesci scoperta russa nei paesi Galla clell' Ovest, per G. Ro~CAGLI. La gazzella militare russa Russlci ln'Valid ha recato notizia che il capitano Berlatowich dell'esercito russo, viaggiando l'anno scorso in Etiopia e nl'i paesi G-ai la, ha scoperto una catena di monti ad occidente del fiume Omo, denomii:iandola dal lo 'l'zar regnante. «.L'esistenza cli questa catena di montagne, dice\' Invalido russo, era sinora ignorata dai dotti. Si supponevano solamente dell e elevazioni montuose ad ovest dell'O.mo : ma questa supposizione non era mili stata verificata. Il sigool' Bcrlatovich è stato il primo Europeo che abbia valicato i passi della <latena e ne abbia costruita una carta geodetica . e< Ritornato in Russia , quest'ufficiale, foudandosi sul suo titolo di primo esploratore, che gli dà il diritto di scegliere il nome delle montagne da lui scoperte, ha deposto ai piedi di S. M. l'Imperatore di essere autorizzato a denominarle: Montagne deU' i;mperatore Nicola l[, 14~ -
ANNO ~LIV.
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RIVISTA DEI PERIODICI !tf!Lll'ARI
RI VISTA DEI PERIODICI MILITARI
, S. M. il negus Meuelick ha, da parte sua, espresso il desiderio di <I.are questo nome alle mont.agne scoperte dal signor Berlatovich. oc S. M. l'imperatore si. è degnato acconsentire ». Il Roncagli giustamente oppone che questa pretesa scoperta del capitano Berlatovich non costituisce in realtà nessun fatto geografico nuovo; tutt'al più potrebbe considerarsi come conferma di fatti anteriori geograficamente già noti e da lunga data. · Sta il fatto che i primi Europei che penetrarono in quel le regioni e ce ·le descrissero, i primi che ci dettero notizia del massiccio montuoso in parola furono Cecchi e Chiarjni. Alle scoperte di costoro vennero poi re-centemente ad aggiungersi quelle della spedizione Bottego che esplorò -quella catena nella sua parte meridionale. Cecchi e Chiarini percorsero per circa cento chilometri il crinale mediano della catena montuosa che oggi il Berlatovich dedica allo Tzar, e la seconda spedizione Bottego fissò gli estremi di essa col Tulù Gergò a nord e col monte Aguzzo a sud e la valicò nella sua parte meridionale, passando dal bacino del Rodolfo a quello del Sobat. Ben a ragione, con-chiude il Roncagli, che l'omaggio fatto dal Berlatovich al suo Sovrano {u omaggio di cosa alt1·ui.
italiano e l'influenza francese nemica della triplice · alle.anza, e chiamandone collettivamente responsabile e l'esercito e il popolo d'Italia. L'autore dell'articolo si limita a notare che queste sono esagerazioni manifeste e come il foglio militare austriaco dia a noi il diritto di te· nere responsabili il governo ed i popoli dell'Austria di parecchie poco piacevoli affermazioni sul conto dell'esercito italiano e cli parecchie veienosette punture contro il nostro Garibaldi e contro il nostro Cialdini, che sono a noi venerandi e da noi venerati per quanto a loro e da loro ruò es5ere il loro Radetzki.
Rivista di fanteria.
Fa:;c,icolo XI, 30 novembre ,1899 . - Raclesohi. L' rtlus·trazione ltalfona ha testè avuto il cattivo consiglio di inferncire contro il maresciallo Hadetzki (perchè scrivere Radeschi ?), e lo fianno giudicato come se della padronanza austriaca· fosse stato non lo strumento, ma l'artefic.e. Lo scrittore dice giustamente che magnanimo era allora l'odio per la battaglia che si doveva combattere e il pericolo che c'era a combatterla; però quell'òdio - oggi, prima di tutto, non più ragionevole, neanche allora era un sentimento primitiv~ ma bensì un sentimento derivato: non mica si od.iavano i Tedeschi, ma si .amava la libertà italiana : e poichè a questa i Tedeschi erano impedimento, così dall'amore della libertà derivava l'odio contro coloro che .a.rrogavansi di comandare in casa nostra. Le scritture, poi, del!' Illustrazione Ttaliana, così poco opportune e -ragionevoli, hanno soverchiamente commossa un.a gazzetta militare au.,. ;;triaca ·- Danzer' s Armee· Blatt ....:.... la quale ha addirittura inforcato il ~avallo d'Orlando immaginando ne sieuo inspiratori l'irredentismo
La forti~.cazione attraverso i secoli. E' uno studio .ben fatto , pel quale l'autore ha attinto alle opere dei distinti ufficiali del genio, tenente colonnello Rocchi e maggiori Zanotti e Borgatti. L'autore divide io tre periodi la storia della fortificazione: 1° periodo. - Mura e torri di varia struttura, talvolta anche terrapianate; .2° pe1·iodo. - Opere di difesa permanente costituite da fronti bastionate dapprima, . poscia poligonali in muratura e terra, con predominio spesso di quest'ulti ma; 3° per-iodo. - Opere in cui la mmatnra comune e la terra sono si può dire .bandite I da ogni studio di fo rti ficazione permanente, e nelle quali è fatto luogo al calcestruzzo di cemento ed ai metalli sotto svariatissime forme. · I due primi periodi sono svolti compiutamente in una analisi breve ma assai chiara . Dalla forti ficazione odierna si giunge al sistema delle fronti corazzate, ideato dal capitano dell'esercito svizzero Giulio Meyer. E' studio interessante ed utile, pe1:chè in poche pagine si trovano dati e notizie sufficienti a formars i un esatto concetto di ciò che· fu e d1 ciò che è oggidì la fortificazione. . la tesi del Calw·el. Nel Cile.
Lo scrittore continua la sua confutazione del libro del Calwell. Questi a provare i vantaggi che deriv:mo alle operazioni terrestri dal dominio del mare riporta parecch i esempi della storia del Chili. L'articolista li oppugna vittoriosamente e con somma facilità, poichè il Calwell non poteva trovare fatti storici meno atti al sostegno del la sua tesi. La questione dei subaltern'i. Notevoli, sovratutto, le considerazioni originali intorno al quesito della carriera in relazione col fatto delle pensioni.
2266 .
2267
RIVISTA DEI PERIODJCI MIL1TARI
RIVISTA DEI PE RIODICI M.lLl',l'ARl
La mobilitazione del 59 corpo francese nel 187O. . Dal diario storico del 5° corpo d'armata durante la guerra del -i 870, testè pubblicato dalla Revue milìtaire, l'autore ha estratto le notizie più importanti, e ne ha composto nn interessante articolo, da dimostrare con quale e quanta impreparazione la Francia entrasse in campo nel 1870.
Revue militaire rédigée à l'état-major de l'armée.
Novembre 1899. - 1a parte: Eserciti esteri. . La camalleria tedesca nella prossima g1terra secondo ·il colonnello von BEHN IIAROl.
Problemi mil'itari da rii;olvere.
.
E' un riassunto dell'oramai noto libro del colonnello von Bernhardi sulla cavalleria tedesca, sul suo impiego in guerra e sull'istruzione e preparazione alla guerra eh~ converrebbe di darle in relazione all'uso che se ne intende fare nelle guerre future. L'articol ;sta ritiene che parecchie delle cose dette dal colonnello tedesco possono esser~ soggetto di critica, e infatti furono anche già criticate. D'altronde così avviene. per qualsiasi studio teorico e per qualunque -opera. Comunque è merito del von Bernhardi di. aver agitato idee, provocato rillessioni, posti dei problemi, aperti nuovi orizzonti, e ciò, certamente, non è privo di valore.
A somiglianza del giornale milit11re inglese Brood-Arrow e della rivista francese Revue dtb Cercle militaù·e, la Rivista di fanterin, ritenendo l'esempio assai buono, bandisce il suo primo concorso. Dal numero grande o piccolo del le ·soluzioni che riceverà, aspetta dì sapere se i suoi lettori riconosceranno nel tent11tivo molta o poca utilità. In luogo di unire al tema un brano di carta topografica rappresentante .un terreno reale - come usano fare i due fogli esteri sopradettì la Rivi-sta di fanteria annette al problema uno schizzo di fantasia dove di un terreno immaginario sono rappresentate solo le caratteristich& fondamentali . E dice di preferire questo sistema perchè meno distrae la mente dai concetti fondamentali dell'operazione, ai quali, appunto, solo interessano le caratteristiche fondamentali ciel terreno. Come abbiamo fatto per il primo concor.so bandito dalla rivista francese, riportiamo qui il Primo problema della Ri1Yista di fanteria.
Gt?: ultimi bilanci dell'esercito inglese. ·
Studio assai interessante, nel quale sono presi io esame i bilanci dei quattro anni finanziari dal 1896- 1897 al ·1899-1900 (11), e l'incremento subito dall'esercito in questo frattempo a seconda del piano adottato dal segretal"io per la guerra lord Lansdowne nel 11898 che ripartiva l'aumento della forza effettiva sui bilanci 1898- 1899, 1899- 1900 1
P.rimo problema.
1
1
Alle ore 18 ciel '1'.2 settembre, i I comandante della 30" di visione accampata intorno alla piccola borgata di A... , dove è giunta completa alle 1i con una marcia di 20 chi lometri riceve dal comando del corpo d'armata il seguente telegramma: 1
e
·1
1
900- 190 1. 1
1
Meritevole di considerazione il seguente specchio :
1
svese del b-ilcinc'io.
Quartier generale di X.. .
Urge codesta divisione impedisca pon·tk di A... e B... sul ]?... siano occupati dal nemico che risulta giunto alle , 16 oggi a Z... con truppe tre armi. Oggi pa rtono a r inforzo cotesta divisione reggimento bersaglieri coi treni 913, 945, 917 e mezzo reggimento cavalleria colla brio-ata da 7 per via ordinaria, alle ,19. Domani quartier generale corpo armata e 29a divisione a Y. Generale M.
Bilanci
1
ç;v
ç)
·1896- 1897 ·1897-4 898 11898-1899 1899-·1900 1
'
1
Compilare l'ordine o gli ordini che il comando della 30a division~ emanerebbe dopo ricevuto il telegramma · del corpo d'armata.
Spose I? re viste Lire
4-57,435,000 /~66,1~39,775 502,635 ,000 523,0:H ,275
Esercito regolare ~
Uomini
Cavalli
22,7,073 234,47a 25·1,339 256,-163
2.6,896 27,4- 18 29,865 30 ,88 1 1
1
(i} L'anno finanziario inglese, come è noto, comincia il i' aprile e term ina il 3i marzo dell';\nno seguente.
/
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RIVISTA DEI PERIODICI ll1ILJTARI
RIVISTA DEI PERIODICI MILITARI
L'esercito inglese conta inoltre per ì'anno finanziario corrente: Nella riserva . . Nella milizia . . Nella Yeomanry . Volontari .
prima d'in·gaggiare la battaglia, le linee interne che oggidì hanno per,duto il loro valore, la superiorità del fuoco, ecc. In poche pagine sono riassuuti assai bene i punti principali del pregevole lavoro dell'insigne generale.
78,839 uomini 136,2.89 » 11,, ,89·1 » 2.6i,81~7
L' Aiistria UnghM·ia e la siui potenza militar·e.
Queste cifre se mettono io chiaro che ogni anno si è procurato dt anmentare la forza sotto le armi, dimostrano pure la debolezza delle forze terrestri inglese di fronte alle esigenze del paese, mentre poi l'esercito inglese importa una spesa quasi doppia degli altri eserciti europei.
La flotta itaUana. Una 1·elazione padamentare e un nuovo ministero ; pel capitano a disposizione voN GRAEVENITZ.
Accennando alla relazione Randaccio e al rumore·ch'essa suscitò nella :Stampa politica, lo scrittore rileva che in Germania si conoscevano già le condizioni della floua italiana, e precisamente cbe ai giorni grassi successero giorni assai magri, recando alla costruzione lunghi ritardi, .diguisachè ne soffrì, non la bontà di ciascun tipo di nave~ ma di molto l'omogeneità della flotta. Il Graevenitz ~ntra poi in molti particolari, appoggiandosi sulla rela:zione dell'on. Randaccio, della quale però nota il tono acre ed ostile cui costantemente è informato . Lo scrittore tedesco, per altro, come ne' molli precedenti suoi scritti, -dimostra ancbe in questo articolo di e5s'ere un caldo amico del nostro paese.
Il 1·egolamento d'i, eserciz'i dell'artiglieria da campagna tedesca del 10 agosto 1899.
.23 parte: Archi,vi storùi. La campagna dell'a1·mata di riserva nel 1800 ( 11), del capita?o
'
CuaNAC.
2269
DE
~
E' uno studio interessaot1ss1mo sul Forté di Bard, estratto di). una recente pubblicazione, sotto la direzione del la sezione storica dello stato maggiore genera le. È lavoro della massima importanza per i molti documenti riportati, i quali modificano in parte ciò che finora fu scritto intorno alle operazioni . francesi sotto Bard, specie per quanto ha tratto al passaggio dell'artiglieria francese sotto il forte e mettono in rilievo la grande infl uenza cll'e quel fo rte esercitò per parecchi giorni sulle mosse dell'armata cli riserva e quali enormi difficoltà si dovettero superare, per trarsi fuori da quel cattivo pa:;so.
I nuovi stipendi de/.l'e.çercito russo; per
KHAHMEU.
Riportati i nuovi stipendi e le nuove indennità degli ufficiali, si osserva ch'essi importano una maggiore spesa annuale di rubli H,,120,000. L'ordinamento del ser·vizio telegrafico militare in Francia. La ripresa del progetto del canale di Panama, per M.
. Ricordato la lotta che ora ferve agli Stati Uniti fra i sostenitori del ·Canale di Panama e quelli che vorrebbero, invece, il canale di Nicaragua, e su cui dovrà prendere una de6n itiva decisione il Congresso degli Btati Uniti nel dicembre, lo scrittore così scrive: « È altamente a rim.piangere che le banche francesi, tedesche e rnsse non si risca ldino pel contrastato progetto. di Panama. Si avrebbe avuto un'occasione per riunire le tre nazioni, ciò che sarebbe opportuno e desiderabile di fronte al contegno dominante degli inglesi ed americani. Questa riunione delle tre grandi potenze europee sarebbe la miglior garanzia della pace e il migli or mezzo da contrapporre alla potenza navale inglese, ecc. ». E queste parole abbiamo voluto riportare testualmente, perchè ci :Sembra singolare di averla potuta leggere su una rivista tedesca.
Internation ale R evue iiber die gesa m mten Arm~en und F lot ten.
1a puntata, ottobre 1899, con supplemento. Schlichting per la condotta dette tmppe.
1
Gli insegnament'i d'i
Si prendono a disamina parecchi fra i principali principi, svolti dal , generale Schlichting nella nota sua opera sulla Condotta delle truzJpe. Sono con diligenza studiate le importanti questioni riflettenti la marcia delle grandi unità, e la convenienza o meno del loro ammassamento (l) Parigi, Cbapelot, 1899.
I
2270
227L.
RIVISTA DEI PERIODICI }UUTARI
Il supplemento, redatto in lingua francese, contiene un lungo e no. tevole studio sulla: Situazione dell'esercito fra;ncese dcil pimto di 'Dista degli effetti'D'i e del comando.
INDICE SISTEMATICO
Non solo si rileva da questo· scritto l'andamento delle varie fasi che percorse l'incremento dell'esercito per portarlo alìo stato attuale di forze e di ordinamento, ma vi :;ouo notate le particolari condizioni delle varie armi e del comando. L'articolo chiude con un rapido sguardo alle grandi manovre francesi del ,1898 dirette dal generale Négrier, e, specialmente, alle nuove norme tattiche del predetto generale, e che vol le esperimentare in quell e manovre.
l)l~LLE M.\TIWI E CONTENUTE NELLA llll'ISTA ,!//L/1'ARE !TAL/AiYA,
Gli e;mblemi delle nuove bocche dei fuoco di campagna tedesche e i cannoni dell'antico yacht imperiale « Hohenzollern. »
I nuovi cannoni da campagna tedPschi portano artisticamente scolpiti gli emblemi dello Stato cui appartengono e sono; inoltre, -fregia ti di diversi ornamenti. Lo scritto rende conto dei singoli emblemi ed ornamenti, ed è corredato da bellissimi disegni dei nuovi cannoni che rappresentano, oltre la loro potenza, nu fine lavoro artistico. .
Per la Dire.zione
Lonovrco
CrsOTT I
1'e,1e,1tecolott~llo R. A., inr.arir.aro
DEMARCHI CARLO,
gerente.
F ascico li pubblicati nel 1899
'
'
Armi e tiro. Istruzione di tiro in Francia . Pag. 73 Camp i di tiro in Francia . . . ,, 73 Proiettili del nuovo cannone a: t iro rapido in Francia . . . » 74 Cessione dei fucil i agli uomini del landsturm liberati dal servizio nella. Svizzera . . . . . . . . » 252 Nuova batteria da montagna in Inghilterra . » 441 Armamenti in Inghilterrà. . . . » 441 Pistole automatiche nella Svizzera. )) 444 » 445 Provviste, di armi in Turchia Armamenti in Inghilterra. . . . >> 5'16 Istruzione sul tiro nel Belg io . . . » 634 Bianchi d'Espinosa Eugenio, tenente d'artiglieria. - A proposito « del tiro di fucileria » della Rfvista di f anteri'a. . • . • » 66'1' Ordinanza. sulla consegna ed il controllo del fucile dei cadetti modello 1897' e l'istruzione nel tiro nel corpo dei cadetti in Svizzera. . . . . . . . . . . , . , . . . . » · 932' - t,- Bianchì d'Espinosa Eugeoio, tenente d'artiglieria. - Sempre a proposito del t iro di fucileria. Nota II. » 1055 C. E - Armi automatiche. . . . » 11 02· » 1120 Nuova carabina per la cavaller ia nel Belgio. Esercizi' pratici a lla· scuola normale di tiro ai campi di Chalons in Fr ancia » 1121 Munizioni n el Belgio . . . » 1212 Nuovi cannoni in Svizzera . )) 1219' Tiri di notte in Russia . . )) 1600, Armamento per l'esercito in Serbia. » 1601 La. visibilità dei gas prodotti dalla polvere senza fumo in Francia >> 1792. i!.5 -
I
ANNO XLIV.
2272 .
Fucili da radetti pel t iro ridotto in Svizzera . Pag. Pistole automatiche in Svizzera . . » Armamento e istruzione del battaglione.d'amministrazione nel Belgio » Campi di tiro di circostanza e campi di tiro temporanei in Francia » Telemetro in Germania . » Nuovo fucile ne.I Giappone . ,, Il cannone d,a campagna Sims-Dudlay nei Stati- Uniti. »
2273
IN DICE
INDICE
1'193 1'193 188'1 19'1'1 2252 2253 29-59
Artiglieria. Proiettili del nuovo cannone a tiro rapido in F rancia Pag. '14 74 Nuovi battaglioi:ii d'artiglieriii in Francia. 158 -Colonie in Inghi Iterra. » 250 Ar tiglieria a tiro celere e poligono di t iro in Romania . 63'7 Armamento delle batterie montate in Francio/. Aumento di t ruppa da fortezza in Russia. . ., . 834 Nuovo equipaggiamento delle truppe di artig lieria e de l genio in Russia . . · . . . . » 834 Compagnie d'artiglieria della guardia civica nel Belgio » 1009 Nuovi cannoni in Svizzera . •> 1219 Artig·Jieria nella Svizzera. . >> 1413 Cbalichiopulo Antonio, tenente d'artiglieria. - L'artiglieria tecnica » 143'1 e l'ingegneria militare . De Rada. tenente genera.le. - Lettera - Artiglieria te_c nica e ingegneria militare . . » 1'7'19 Merlo G., maggiore d'a rtiglieria. - Batterie g ros~e e batterie pie- 'cole. . Pag. 180'1, 1929; 2019 Avanzamento degli ufficiaìi superiori d'artiglieria in Francia Pag. 1889
Arte mili tare. Rocchi Enrico, maggiore del genio. - Luigi Blanc e l 'evoluzione Pag. della scienza della guerra . . . Chapperon :"l.lesio, maggiore. - • L'organica a t empo di Montecncoli Pag. 28, 102 · e di Lonvois . . . . . Casella Alfredo, capitano. - Jl combattimento delle tre armi Pag. 93 Se!?,"ato Luigi, tenente colonnello stato magg iore. - Dal Basso Po all'Isonzo. - Stud io critico sulla seconda parte della campa.gna 1866 in Italia e più specialmente sulle operazioni per il passaggio del Po e sulla ma.rcia del corpo di spedizione dal Basso Po all'Isonzo. Pag. 173, 2'19, 4'15; 582, 6'ì8, 790 + +casella Alfredo, capitano. - Il combattimento delle tre armi Pag. 20'1 B. D. - Nota bibliografica: Dell'iniziativa dei comandanti in sottordine nel campo strategico. - Studio del tenente colon. >> 229 nello russo di stato maggiore Sa;jontschkowsey. -I- -f"Gritti Luigi, capitano - Le risorse del vettovagliamento Pag. 261, 401, .492, 598, 690 -tBianchi D'Adda l\farziale, colonnello. - La piccola guerra nel 18701871 a. proposito di recentissime pubblicazioni. . JJa.g. 310 -Ì Galli Eugenio, capitano. - Milizie di altri tempi. . . . » . 559 Zanotti B., roaggio1;e del genio. - Impiego dei minatori in guerra Pag. 461,
++
+
57!&
Ravelli Agostino, capitano. - I graduat.j di truppa e le brevi ferme . . Pag. 655, '16'1, 881 Pagani Carlo Osvaldo, tenente colonnello commissario. - Come vi. Pag. 84'ì vranno gli eserciti 11elle guerre future . Rocchi E., tenente colonnello del genio. - Esercito e fortezza Pensieri sull'assetto difensivo deg·li -Stati . Pag. 943, 1035 C. E. - In marcia. . . Pa!J- 1254 C. E. - Gl'istru ttori dei soldati . . . ,, 1458 .'Conferenze degl'istruttori di fanteria in Svizzera. . » 1601 Zanott i B., maggfo.re del genio. - Impiego dei pontonieri in g uerra » 16!5 Casella Alfredo, maggiore d'artiglieria. .:.:.. L'iniziativa in ·g·Ì1erra Pag. 1711 , ,.. . 1813, ·1922
Bilanci e spese militari.
I /
.
Bilancio della g uerra per il 1899 in Francia. P.ag. » Bilancio del la guerra per il .1899 in Francia Bilancio della guerra per il 1899 ·in Bulgaria » Bilanci suppletivi in Inghilterra . •> Bilanci della guerra e della marina pel 1899 in Russia Bilancio della guerra in Inghilterra. » .Bilancio della marina in Ing·hilterra. » Notizìe desunte dal r appo rto sul prog·etto di bilancio della marina in Francia . . . . . ». S pese militari in Svezia . . . » Bilanci del l'esercito e della marina per l'esercizio 1899 in Francia. >> Il bilancio della g·uerra per il 1899 nel Belgio. » Bilancio pel 1900 della landwehr cisleitana in Austria-Ungheria ,, Bilancio della g ue rra pel 1900 in F rancia. ~-. "
72
156
246 440
442 545 638
:'134 932 1212 l690 2166 2249
Biografi.e e necrol og-ie . Il g·eneì·ale Severino ·zane.li. Il . generale i\fa;,selli.
Pag. ·151 »
815
2274
Colonie.
Campi e manovre.
+
Le nuove manovre d'autunuo nel 1899 in Francia Pag. 249 Viaggio di stato maggiore in Germania . . » 250 Artiglierie a tii:o celere e poligono di t iro in Romania. 1> 250 Corsi d'informazione e d'istruzione per g li ufficiali e corsi di eser· citazione per i sottufficiali in Germania . JJ 355 Manovre del I corpo d'armata nella Svizzer·a » 35S Grandi manovre nel 1899 in Austria-Ungheria . >J 435 Precauzioni igieniche da prescrivere per le manovre invernali in Francia. . . . » 437 Grandi esercitazioni di truppe nell'anno 1899 in Germania . » 438 ~arbarich Eugenio, t enente. - Le grandi manovre in Serbia, settembre- ottobre 1898 . . . . . . . . .. . 510 Viaggio di stato maggiore e ~auovre coi quadri in Fancia . » 541 )) 546 Istruzione della « militia » in Inghilterra . )) 547 Campo d'istruzione alle isole Hawai negli Stati Uniti . ,, 633 in Austr"ia -Uo<>-heria Esercitazioni di sbarco presso Rao-usa 0 0 )) Istruzioni nel Belg·io . · 830 Esercitazioni del personale in congedo in Germania . 832 )) 926 Esercizi di telegrafia militare in Francia. Manovre della (lotta nell'Adriatico in. Austria-Ungheria 1008 Esercizi pratici alla scuola normale di tiro ai campi di Chalons. in Francia . » 1121 Un nuovo campo d'istruzione in Francia . . . . » 1215 Partecipazione degli ufficiali delle _scuole alle manovre autunnali » 1215 >l 1413 Esercizi del landsturm nella Svizzera . Esercizi di te legrafia militare in Francia . » 1695 ')) Hì96 . Manovre imperiali in Germania . Manovre nella reg ione alp ina in Francia . . • 1890 Grandi_ manovre: Disposizioni ministeriali per Je manovre nel 1899 » 2174 (con una carta. topografica) in Francia. . » 2254 Manov re combinat~ di terra e di mare in Inghilterra .
Cavalleria -
Ippologia -
2275
INDICE
INDICE
Corse.
. Pag. 445 Cavalleria redif in Turchia . » 1120 Nuova carabina per la ~avalleria nel Belgio. Un nuovo regolamento di esercizi e di manovre per la ca vali eri a » 1693 in Francia.
G li Inglesi a Wei-hai-Wei in China . Pag. Notizie della Corea in China . » » Spie giapponesi a Port-A.rthur in China . » Colonie in Inghilterra. Uffici di r.iclutamento alle colonie in Francia . Comando superiore delle fo1·ze di terra dell'Af rica del Nord in ,.. . Francia. » Riordinamento dell'!lr tiglieria nelle colonie in Inghilterra. » Stato sanitario delle t.ruppe nell'India. » Cessione di territorio al Giappone in China . » Formazione di un nuovo reggimento di fant.eria di marina alle colonie in Francia. » )) Campo d'istruzione alle isole Hawai nei Stati Uniti )) Truppe per le Filippine nei Stati Uniti » Stato sanitario alle Filippine . » Uffici di reclutamento alle colonie in Francia . » Medaglia coloniale in Francia Operazioni militari nell'Hi nterland di Sierra Leone in Inghilterra. . . . . . . . . . . » Creazione di un 5° battaglione nel · 4• reggim~nto tirag·liatori algerini in Francia . ,, Aggiunta a1 membri d~lla Commissio~e ~e1:m::ne~tfl d~l Consiglio » superiore delle colonie in F ranci;,. . Altre occupazioni territoriali dei Russi in Asia » .J
..
0
70 71 '11
158 437 438 441 441 531
540 .54'7 548
548 831 1011 1018 1120 1216 2258
Equipaggiamento. Nuovo equipaggiamento d·elle truppe d'artiglieria e del genio in Russia . Pag. Corazza per truppa in Francia. » Tenuta· dei sottufficiali raffe rmati in F rancia . . » Piastrina di riconoseimento per g li ufficiali in Francia. . . . » -Orassi, capitano 53• fanteria. - Equipaggiamento della fanteria Nuove propost~ e proposte sperimentate. . . . . » La « Vareuse » o giubba per gli ufficiali ed assimilati in campagna in Francia. . . . . . . . . . . . . . . . . ,, Tenuta dei velocipe"d isti in Francia. » Nuova giubba per la fanteria in Francia. . • » Nuovo equipaggiamento per gli ufficiali a piedi in Svizzera. » Utensili da zappatori portatili in Svizzera. Sostit-uzione del cuoio naturale al cuoio nero in Francia . »
834 926 1014
1121 1163 1408
1409 1501 1601 1699 1792
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Nuova tente- abri in Francia . Cavalletti per cucina da campagna . in Svizzera Varianti all'uniforme in Russia
2277
INDICE
JNDlCE
Port- Artl1ur- Ta.- lien-van in Russia. Pag. 1699 Proibizione di adoperar~ il piombo in alcµne cqstruzioni in Francia >> 1792 Nasi Lujgi, capitano 1° bersag lieri.- Cenni sulla storia dell'a.n tica. » ·1R6S fortezza di Ceva. Creazione di una commissione di esperienze in Francia » 2085
Pag. 1887' » 1987 » 2251
Fanteria.
Legislazione e amministrazione militare.
Corsi di ripetizione della fanteria di Landwehr nella Svizzera. Pag. 80> Schenoni Angelo, maggiore, - Dell'istruzione delle reclute . > 191 Schiarini P, capitano 9 bersaglieri. - Didattica militare - Di uu metodo per le istruzioni teoriche della truppa. (Conferenza tenuta agli ufficiali del presidio di Livorno) Pag. 1078, 1135Tiri di notte in Russia Pag. J60(),
Ferrovia, geografia, topografia e viaggi. Guarducci Torquato, mag-g-iore. - Le vie militari romane che passavano per Firenze Pug. 53: 71 Notizie della Corea in China . » 'iS. Ferrovia Merw- Kuscbk in R ussir, Ferrovia Tiflis Cars io Russia 251 )) 531 Ferrovie inglesi in China » 547 Strada lungo l'Amur in ~sia . . . . 737 Nuova .ferrovia nel Caucaso i'O Russ ia. Ferrovie e telefoni in Russia . » 835 » )698, -La ferrovia Transiberiana io Russia » 22~9 Nuova ferrovia in Bulgaria . » 225S. Ferrovia Orenburg-Taschkent io Russia. 2261 Ferrovi a Bosforo-Golfo Persico in Turchia
Genio e fortificazioni. Nuove costruzioni a S. Maurizic nella Svizzera. . Pag. 161 Progetto di lavori per la difesa di Anversa nel Belgio. » 246...J..... Zanotti B., maggiore del genio. - Impieg o dei minatori in guerra . Pag. 461, 572 B. D. - Nota bibliograµca- Contributo alla striria dell' i. e r. arma. del genio compilata sui manoscritti ed altri lavori la;c,iati dal colonnello del g enio Enrico Blasek . Pctg. 617 Fortificazioui e lavori a. Port-Artbur in Russia. 83:'>Rocchi E, tenente colonnello del genio. - Esercito. e fortezza. Pensieri sull'assetto difensivo degli Stati . Pag: 943 e 1035, Fortificazioni in. Svizzera. . Pag. 1020 Natale Giuseppe, maggiore del · genio. - I poligoni divisionali . » 1345· Nuova. compagnia di zappatori del genio da fortezza in Russia.. ,, 1503,
4- + I
Matrimoni per gli ufficiali in Russia . . Pag. Codice di procedura penale militari nel Belgio » La croce del merito militare agli ufficiali di riserva e dell'esercito ,> territoriale in Francia . Le i!1dennità di viagg·io in F ran cia . » Ammissione delle donne quali testimoni nella compilazione di documenti militari in Francia » Venzi dott. Emilio, tenente d'artig·lieria. - Sul trattamen to degli areonauti in guerra . » Ufficiali di seconda linea che si ammala.no durante un periodo di istruzione io Francia . » Aumento negli stipendi degli ufficiali nel Belgio . » Ltt medaglia commemorativa e le operazipni a Madagascar nel 1898 in Francia. ,, Legislazione della Finlandia in Russia Quadro d'avanzamento per g li ufficiali in Francia Disposizioni confidenziali in Francia. . Aumento degli stipendi degli ufficiali ed. impit>gati militari in Austria - Ungheria . » Le disponibilità. degli ufficia\i generali in Francia " I riservisti e i loro contratti per lavori od impieghi in Francia >> Pagani Carlo Osvaldo, tenen te colonnello commissario. - Come vivranno gli eserciti nelle guerre future • ~uova legge pel matrimonio degH ufficiali in Serbia . ,> Nuove prescrizioni disciplinari nella gendarmeria in F rancia » Medaglia coloniale -in Francia. » Quadri d'a.va.nzamento per l'an no 1899 in Francia. • I riservis.ti impiegati negli stabili!llenti militari in Fr:mcia • Cambi di guarnigione pf.lr g·!i ufficiali ed assimila.ti in Franc:a. » Piastrina. di riconost:imento per gli ufficiali in Francia. " Indennità agli ufficiali generali ed assimilati del quadro di riserva p in r.i tiro in Francia » Provviste di grano in Svizzera ,, Medaglia di bronzo per ricompens ·,re gli atti di coraggio e di sa_crifizio in Fran·cia . » Modificazionj ed aumenti agli . stipendi, degli ufficiai i in Russia. » >)
78 153
153 154 155 279 353
435 43'1 546 731
'133 829 832 832
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1121 1121 1219 1409 · 1504
2278
.lNPICE
lNDJClt
Facilitazioni per i viag-gi in ferrovia degli ufficiali in congedo in Russia . . . Pag. Trattamento degli ufficiali negli eserciti coloniali in Inghilterra 1> Ufficiali in non attività per sospensione de!Fi mpieg o in Francia >> Viveri di riserva nel Belgio » Proposte per l'avanzamento nel 1899 nel Belgio . » Avanzamento a scelta per gli ufficiali prima classificati all'uscita della scuola di guerra o dalla scuola di SaiHnur in Francia
1506 1599 1695 l '792 1887
» 1887
Avanzamento degli ufficiali superiot"i d'artiglieria in Francia. . » Pensione ai tirailleurs della missione Marchand in Francia. . . » Rapporto sulla. ges t-ione del dipartimento milita.re del 1898 in Svizzera >> Concessione di medaglia coloniale in Francia . » D iritto a campagna. di guerra ed a. medaglia colonia.le in F rancia » Rapporto sull'esercito pel 1898 in Inghilterra . . » Promozione dei colonnelli generali di brigata e generali di divisione " in F rancia. . . . . . . . . . . . . Diriit0 al cavallo dei capitani di fanteria in .Francia . . » Aumenti stipendi e vitto della tru ppa in Austria-Ungheria . » Limiti di età per gli ufficiali in Russia. »
1889 1890 1890 1978 1978 1985 2083 2084 224'7 225'7
Letterat11ra militare. F. -
Leggendo - La guerra del 190... , in tert·a e in mare - La questione della marina milita.re in Italia - Gli articoli dei principali g iornali - L'Italia è potenza marittima. o terrestre? (Import.ante opuscolo de l Manfredi) - Le idee del Lombroso sulla grandezza di Venezia - Un libro del Molmenti su Sebastiano Venier, biografie di gu~rrieri italiani . . Pag. B. D. - Dell· iniziativa dei comanda.nti in sottordine nel campo strategico - Studio del tenente colonnello russo rii stato m3g. giore Sajontschko w sey. . » Barg·illi G. - Il capitano Imperiale Cinuzzi e l'opera sua . . » B. D. - Petites operatioos de la guerre · d'après l'expèrience des campagnes d'un siècle. Par Cb. Bride, capitaine breveté de . » état major (réserve) . B. D. - Die russische Armee in Einzelschriften. Theil, Taktik uu d Reglements ecc. von Freiherr voo Tettau . . . » F. - Raffaello Giovagnoli - Pellegrino Rossi e la rivoluzione romana su documenti nuovi . » Pit•aluga Giovanni. .- Tolstoi e la guerra . . . . . . .. . . » B. D. - Nota bibliografica - CoI?tributo alla storia dell'i. e r. arma del genio compilata sui manoscritti ed altri lavori . » lasciati dal colonnello del genio Enrico Blasek) .
l 3ù
229 321
335 336 339 3()5
61 '7
Fabris prof. Francesco. - Nota bibliografica: uno scrittore militare nel secolo xv. Persico Tommaso - Diomede Carafa, uomo di stato e scrittore del secolo xv . . . . Pag. B, D. - Fritz-Hoenig - La vet\ tà intorno all'ala sinistra nella nella battaglia di Vionville-Mars-la -Tour - Con una carta d'insieme, 5 pi}ni ·e '1 schizzi . . ,. E C. - Un generale dell'armata d'Italia. . . . » B. D - Giuseppe Graziadei - Giovanni Graziadei. Cenni bibliografici. In occasione dell'i naugi1razione della lapide commemorativa ' in La.urenzana . . . . . . . . » B. D. - G. Lo Monaco-Aprile, capitano 51 fanteria.. - Il Giornale del -soldato. . . . . . . . » B D. - La cavalerie italienne. Per G. R. capita ine breveté de cavaler ie» Rintheilung und Quartierliste der deutschen Heeres. (Ri part-0 e . . » stanza dei corpi dell'esercì to tedesco . Quarto supplemento (1898-9~)) all'opera : Progressi e va riant i nel ramo delle armi negli ultimi tempi, di W. Withe, colonnello a. disposizione, con 11 figure nel testo . " B. D. - 4-ntonino Di Gi9rgio, tenente di fanteria - Le memorie d'Africa del g enerale Baratieri e il soldato italiano: . » B. D. - Annali degli alpini, 18'73-1878. ,Scritto dal tenente Bourbon Del Monte Santa Maria. Con introduzione del generale G. Perrflcchetti - Opera dedicata alla nostra Augusta. Sovrana » R. Wille, maggior generale. - Schlfeuer-Feldkanonen (cannoni da campagna il. tiro celere) - Parte prima con 103 figure in '7 tavo le ed intercalate nel testo. . . • » Seconda spedizione Bottego - L' " Omo» viaggio di esplorazione nell'Africa, narrato , da L. Va.nnut.elli e Ci terni, sotto gli » auspici della <e Società geografica italiana B D. - Nozioni elementari di arte militare Lezioni svolte agli ufficiali di complemento nel 1898, di Ettore Rubadi, capitano d'artiglieria . . . . . . . . » B. D. - Passage des cours d'eau par la cavalerie, par le général Paul De Benoist comandant la 20• briga.de de cavalerie » B. D. - Général Galliani, ancien comandant dil 2• territoire milita.ire au Tonkin. Trois colonnes au Tonkin 1894-1895. » B. D. - Freiherr von Tettau, Hat:tptmann - Die russische armee in Einzelschrift.en . • La difesa di Candia. - Combattimenti negli anni 166'7-1869. Studio del colonnello Bigge . ,, B. D. - La bataille napoleonienne, par H. Cambon, chef d'escadron d'artillerie, breveté d 'éta.t major. . » B. D. - Essai sur la tactique - Exercices sur la carte Redaction » des ordres - Troisième édit ion .
2279
1'76
002 989
993 994 996 997
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1484 1485 1448 15'77 1581 10'74 1617
2280
INDICE
INOJCE
B. D. -
F. B. D.
B. D. B. A.
B. D.
Général H Bonnal - Froschwiller - Récit commenté des évènements militaires qui ont eu pou·r théatre le Palatinat bavarois, la basse Alsace et les Vosges moyennes du 15 juillet au 12 aoùt 1870. . JJf1.g. '1871 Francesco Guardione. - Il generale Enrico Cqsenz - R icordo » l96B - Cascino Antonio, capitano d·artiglieria. - La celerità di tiro e il munizionamento della fanteria. Con uno studio comparativo sui 12 principali fucili da· guerra attualmente in servizio. » 2068 - Zavattari Oreste, maggiore nel 3° reggimento alpini Marce in montagna sulla. neve . ,> 2072 - Le leggi umanitarie della gue rra secondo la conv.e nzione di Ginevra del dott. Tullo Uran gia-Tozzoli, sottotenente nel ~ 5 alpiui.. . » 20'ì3 - Federico v. Bernhartli, colonnello e capo-divisione nel grande stato maggiore. - La nostra cavalleria nelle guerre del1'avvenire - Considerazioni su11 · impiego, ordinamento, istruzioni della cavalleria.. » 2154
Marina. Consiglio superiore di marina in Francia . Pag . Marina nell'Jnghiltel'l'a . » ~uove costruzioni in Inghilterra. » >) Le ammissioni alla scuola normale nel 1899 in Francia ,, Costruzioni navali pel 1899 in Francia . » Arrolamento volontario IJella .flotta in Francia. /) Ge rarchia nella marina in Germania Incrociatore• Albany » negli Sta.ti Uniti d'Amedea. La sezione tecnica dell!:l costruzioni na."ali in Francia » Creaziç,ni di nuove unità. di fanteria di m.arina in ·Francia Nome delle navi. in Inghilterra . Provvedimenti per la f'lotta e per le difese marittime in Turchia. » Scuola superiore di marina in Francia. » Formazione di un nuovo reggimento di fanteria· di marina alle co · Ionie in Francia ,, Esercitazi oni di sbarco presso Ragusa, in Austria-Ungheria . » Comando della marina a. Marsiglia . · ,, . ç;ornando della marina in Tunisia . ,. Personale della marina da guerra in Germania .A"bolizione del ~ornando supremo della marina da guerra in Ger» mania . » Bilancio della marina. in Inghilterra · )}
155
158 158 247 2.48 248 250 355 436 438 ,{42 445 540 540 633 636 636 637
031 638
Varo della corazzata « Implacable ,, in Inghilterra. Pag: Corazzata « Glory " in Ing·.bilterra. . Notizie desunte dal rappor to sul prog·etto di bilancio della marina in Francia. 1 Navi in legno in Francia . > Proo-rammi del 1896 per le nuove costruzioni in Francia . . . » <.Nuo~e navi &ntrate in servizio uel corso dell'anno 1898 in Francia ,. Navi rad iate dalla lista della flotta nel corso dell'anno 1898 in ,, Francia.. » Biscontini A. - L'argonauta . ·, » Esperienze del battello iì'\sommerp-ibile « Henry " in Francia » ~farina: costruzioni navali in Inghilte rra . Mano vre della flotta nell'Adriatico in Austria-Ungheria. " )) Quadri ausiliari della marina in Francia . ))
640 640 734
784 735 735 736 818 926 927 1008 1011
• n:n Denominazione dei gradi nella marina in Francia. Periodi di servizio degli ufficiali di marina ammessi alla scuola suPag. ll22-1694 periore di guerra in Francia Pag. 1315. I l nuovo incrociatore <• Pioneer » in F rancia ,, 1697 Varo della corazzat,i << Vengeance ». in Inghilterra » 1699 Flottiglia dell'Amo-Daria in Russia. ,, tio9 -l- Biscoutini A. - La Croce Rossa nei pom battimenti navali . Biscontiili A. - Ancora della Ci·oce Rossa ne i combattimenti na>) J 955 /va.li - L'opera dellà Croce Rossa italiana » 19.8 6 Corazzata « Bulw~rk ,i in Inghilterra . >) 2254 Torpediniera << Sfag " in Ing·bilterra . >) 2254 Co ra zzata di l" classe Montagu in Inghilterr::,. » 2258 Costruzioni navali nei Stati Vniti. Notizie poliliche:militari italiane. Dal Dal Dal Dal Dal Dal Dal Dal Dal Dal Dal Dal Dal Dal
16 al 31 dicembre 1898 1° al 15 gennaio 1899 . l 6 al 31 gennaio . 10 al 15 febbraio . 16 al 28 febbraio. 1• al 15 marzo. 16 al 31 marzo. 1o· al 15 aprile 16 al 30 aprile 1° al 15 maggio 16 ~l 31 maggio . 1° al 15 giugno 16 al 30 g iugno 1° al 15 luglio
...
Pag.
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236 343 425 521 620 721 818 913
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)) 1201 » 1305
2282 ·Dal Dal val Dal Dal Dal Da l 'Dal Dal Dal
INDICE
16 al 31 luglio . l O al 15 agosto 16 al 31· agosto 1° al 15 settembre 16 al 30 settembre 1° a l 15 ottoùre . 16 a l 31 ot tobre . 1° al 15 novembJe 16 al 30 novembre 1° al 15 dicembre.
2283
INDI CE
Pag. l:l\:J6 »
1492
» 1586 » 16'79 » 1182
J)
» 18'79 » 19'70
» 20'15 )) 2158 » 2440
))
Ordinamento degli eserciti. 'La commissione militare su periore delle ferrovie in Francia. Pag. •Ufficiali aspiranti allo stato maggiore in F rancia » Nuovi battaglioni d'artiglieria in Francia . » Organizzazione de ll'esercito in Germania . » La nuova organizzazione dell'esercito svedese. » Riorganizzazione del dipartimento militare in Svizzera » .Proposte circa l'ordinamento dell'esercito neg,li Stati- Uniti d'Ame» r ica. Reclutamento degli ufficiali contabili per la cavalleria in Francia >> ·Chiamate di cl'lssi in congedo nell'anno 1899 in Francia. » ·Cani da guerra in Francia . » Esercito in Inghilterra » Passaggio di ufficiali della milizia mobile all'esercito attivo in Ing hilterra . » Riforma al Ministero della g uerra in Inghilterra » Il diritto del comando degli uffi ciali dell'esercito t e)'ritoriale in Francia. » ·Gerarchia n ella marina in Germa.oia » Nuove formazion i di t rnppe e servizi in Russia. » Nuovo ordinamento del corpo di stato maggiore in Serbia 'Punizioni disciplinari degli uomini in congedò . · •Ordinamento degli Stati-Uniti d'America . )) I reggimenti di zo uaves e di tiralléurs algerini in Francia >> ·Governatore designato della piazza di Brest ip Francia ,> Comando superiore delle forze di t erra dell'Africa del nord in Francia. » » ·Creazioni di nuove unità di fanteria di marina in Francia Riordinamento dell'artiglieria nelle colonie in Inghilterra. » ·Cavalleria redif in Turchia . » ,Formazione di guerra delle. batterie dei gruppi e dell'artiglieria divisionale e di corpo cl'.armata in Francia . .. »
'11 '13 '74 '14 '19 80 82 154 156 157 157 158 158 247 :!50 25l t 251 353 355 435 43S
438 43t 441 445 532
Scuola superiore di guerra in Francia . Pag. 540· )) 540> Scuola superiore di marina in Francia . Formazi_one di un nuovo reggirnento di fanteria di marina alle coIonie in Francia. 540 · )) Classificazione delle guarnigioni in Francia 541 Riord.inamento dell'esercito in Grecia » 545 ,, 634 Riorganizzazione delle ispezioni generali in Francia Provvedimenti per l'esercito pel 1898 in Romania 64ì Revalli Agostino, capitano. - I graduati di truppa e le brevi ferme . Pag. 655 e '16i Forza dell'esercito spagnolo dopo la g uerra cogli Stati-Uni ti. Pag. 710 · Compagnie areost ieri nella Syizzer,i . '138 )) 834 Aumento di truppa da fortezza in Russ ia . Trasformazione del corpo d'armata del Caucaso in 2 corpi d'armata in Russia . » 929 · » 931 Aumento dell'esercito in Serbia Ministero de lla g uerra nel Belgio. » 1008 · Q;o.mpagnie d'artiglieria della g uard ia civica nel Belgio » l u09 Creazione di- due compagnie di ciclisti in Francia . » 1010 · · Il reclutamento deg·li ufficiali contabili in cavalleria in Francia » 1011 Per iodo d'istruzione degli ufil.ciali a mmessi alla scuola di g uerra in arma diversa della propria in F~·ancia . » l 012 · La gendarmer ia nP-lle brigate di frontiera, in Francia » 1013 Leggi riguard,mti ,le varianti a.lhÌ legge militare dell'Impero del 2 maggio 18'14, e la forza presente di pace dell'esercito » 1015 Germ anico. ·Effettivo del l'esercito svizzer9 al 1° gennaio 1899 >> 1020·Creazione di un 5~ battaglione nel 4° reggimento tirag-liatori alger ini ,> 1120 Raggruppamen to ed assegnazione delle compag nie del treno in Africa agli squadroni stanziati in Francia . » I 120 Riorganizzazione dell'amministrazione centrale del Ministero della guerra in F rancia . » 1214 » 121'1 L'Esercito nel 18gs in Inghilterra Aumento di due scuole cadetti di fanteria in Austria- Ungheria » 1312 · Istr uzione sull'o.rganizzazione delle t iblioteche militari in Francia ,. 1312 » 1315 Automobili militari in Inghilterra ' . » 1316 Esperimento di mobilitazione in Svizzera Varianti all 'ordir.amento de lla fante ria della Landwehr cis!eitana in » 1406 Austria-Ungheria » 1407' . .Ammissione alla scuola di guerra nel Belgio. Dipendenza dell'artiglieria da campagna dai comandi di corpo d'ar.,. 1409 · mata e di divisione in Germania . Raggr uppamento in due corpi d'armata delle truppe del Transcasp io /) 1411 . e del Turkestan .
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2284
INDICE
lNDICE
Calicbiopulo Antonio, tenente d'artiglieria. L'artig lieria tecni ca e l'ingegneria milita.re . Pag. Riforma della giustizia militare in .Francia. » Nuova numerazione delle brigate di fan teria -di r isen·a in Russia » Nuova compagnia di zappatori del gen io da fortezza in Ru ssia. ,i Uffi cial i brevettati ed ufficiali d 'ordinanza in Francia. » Istruzione riguardante gli ufficiali di ri serva e dell 'esercito territoriale in Francia . ,1 De Rada, tenente generale, lettera. - Artig lieria tecnica e inge» gneria mil itare . . Merlo G., m,1ggiore d'artig·lieria. - Bat.terie grosse o batteri e picPag. 1807, 1929 e cole . . . . . . . . Pag riservisti e le vet.ture automobili in Francia Rapporto sulla gestione deì dipartimento militare n el 1828 in Sviz» zera . )) Libretti di mobilitazione nel Belg io » Incorporazione del contingente di leva in F rancia
X
1487 1502 1503 )503 1692 1693 1'779 2019 1889
18~)0-,. 197'ì ]978 >) 1980 » 1985
Il servizio di due anni :n Francia Rapporto sull'esercito pel 1898 in log:hil terra. Creazione di un battaglione del 4° reggimento tiragliator i aìge rini in Francia . » 2082 Servizi dei tenenti colonnelli nelle armi , diverse dalla propria. in » 2083 Francia. » 2083 Il ringi ovanimen to dei quadri in Francia >> 2084 Diritto al cavallo dei capitani di fanteria in Francia. Riorg·anizzaziorie dell'amministrazione cen trale del Ministero della » 2085 guer.ra in Francia . Mod ificaz ione dell 'organizzazione del la. leg ione della guardia repub· "2085 blicana in F rancia . >) 2252 Ordinamento, dell'esercito in Germania . )) 2253 Aumento dell'esercito in G recia "2253 Nuovo battaglione della g uardia in Inghilterra " 22;i5 · Nuove formazioni di ar tig lieria di riserva 'in , Russia )) 2255 Altri aumenti di t ruppa in Asia dalla Russia. , . )) 225() Disposizion_i JJer l'artiglieria a cavallo cosacca in Russia )) 2257 Depositi del genio i n Russia . )) 2:257 Compagni e minatori della S iberia orientale in Russia . )) 2258 Invio di reclu te all'estremo Oriente in Russia
Reclutamento. Leva del 1898 in Russia. Reclutamen to dell 'esercito nel Belgio. Chiamate di cla•si in congedo nell'anno 1899 in F ran cia., Rafferme per ·caporal i e soldati in F rancia .
Pag. >)
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78 153 156 24'1
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Pag. Arrolamento volontario nella !fotta in F rancia I ncorporazione del contingente della Riunione, classe 1805 in Francia,, Uffici di reclutamento alle colonie in Francia. .. Revelli Agostino, Cftpit.a.no. - I graduati di t ruppa e le brevi Pag. 6~,5, 767 e ferme (;out.ingente dell'esercito pel 1899 nel Belgio . Par;. l\fo<lificazit,ni alla legge sul reclutamento in Francia . » Prog·et to di legge relativo alla dispensa degli agricoltori da un'anno di servizio in Francia. Il servizio militare di tre ann i in Algeri a. ,, Formazione della classe 1898 in Franc ia
248 437 437 881 830 830
831 831 831
)) SS1 Uffici di reclutamento· alle colonie in Francia. I riservisti èd i loro con.t rat ti per lavori od imp ieg·hi in Francia " 832 832 Esercitazioni del personale in -congedo in Germania n 923 Contingente di reclute pel 1899 in Austria- Ungheria . » Risultati della leva ciel 1898 in Russia (escl use le popolazioni indigene del Ter'ek e de l Kuban e g l' iodi'geni della Trans~~~ » 930 » 1009 Esenzioni dal- sen•izio militare per cause fisicbe nel Belgio La divulgazione delle cause di riforma in Francia. » 1012 » ] OlH I riservisti impiegati negli stabili menti 1militari . Effetti vo de ll'esercito svizzero al )" gennaio 1899 » )020' L'esercito nel 1898 in Ing-bilterra. » 121'1 Permessi per i lavori ag ricoli in F rancia . i, 1314 Circolare relativa alle costatazioni dell'attitud ine fisica degli ufficiali chiamati a se rvire le colonie in F rancia. >i 1409 Della leva sui giovan i nati nel -18'1'7 e del le vicende del R. esercito dal 10 lugl io 189i. . » 15i9 Contingente dell'ese rcito per il 1899 nel Belg io. ,i 15\J8 Dispensa acco rdata a.i giovani · che ri entrano in F rancia dall'Algeria o da determ inate coloni e in F rancia . » 1598 Stato dei sottuffi eia.li in Francia . r, 1598 Obblighi cli servizio deg·li allievi della scuola di sani tà e della scuola veterinaria in Francia . » 1692 Congedamento dei sostegni di famigli a in Francia » 1695 Congedamento anticipato dei r iservisti richiamati alle armi per » 1889 istruzione ih Francia . Incorporazione del con t ingente di leva in Francia " l 9'ì8 I ri sultati delle operazioni d i reclutamento nel 1898 in Francia » 19'i8 " 1982 Nuova istruzione sul servizio ciclist ico militare in Francia " 2083 Il ringiovanimento dei quadri in Francia . » 2257 Contingente di leva in Russia . » 2258 Invio di reclute all'estremo orien te in Russ ia..
2286
1NDICE
1ND1CE
Servizi d'intendenza, s anit ario ·e veterinario
R egolamenti e istruzioni.
.-fIstru~ one di tiro in Francia Pag. Tre nuovi regolament i nel Belg io )) Istruzioni sul tiro nel Belgio . » )) Codice militare in Francia Sch iarini P., capitano 9 bers:;,glieri. - Didattica militare. - Di un metodo per le istruzioni teoriche della truppa. (Con ferenza tenuta agli ufficiali del presidio di Livorno). . Pag. 10'1A e Un nuovo regolamento di esercizi e di manovre per la cavalleria in Francia. » lstruzione riguardant.e gli ufficiali di riser.va e ddl'E>sercito territo· rial e in Francia ;, Nuove prescrizioni per l'ammissione alla scuola di gue rra in Francia » Istruzione sul tiro per l'artiglieria da campagna in Svizze~a •> Nuovi regolamenti in Russ ia »
.•
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'13 353 634 92'1
1135
Gritti a.vv. Luig i, capitano. - Le risorse locali del vettova.gliamento. . . . .. Pag . .261, 401, 492-, 593 e 690 Nota statistica, - Relazione sulle vicende sanitarie dell'imperiale reale esercito austriaco nell'anno 1~9'7 . . . Pag. 41& Precauzioni igieniche da prescrivere per le manovre invernali in Francia. . . » 43'1 Stato $.anitario delle truppe nell'India ,, 44 1 Militari ammog liati che entrano allo spedale nel Belgio » 531 Stato sanita rio alle Fi lippine neg·li Stati Uniti . » 548, Perdite subite dal 1 maggio 1898 a.I 18 febbraio 1899 nei Stati-Un{ti » 642 Creazione di biblio teche mediche miiitari nel Belgio. • 1120 Condizioni sanitarie dell'esèrcito durante l'anno 1896 in Francia » 1215 I locali delle scuole e delle infermerie durante le manovre in . Francia. . . » 1215 C. E. - In marcia. )) 1254 Apparecchio di disinfezione << Aescu lape .. per ogni caserma nel Belgio. . . . . . . » 1312 La febbre t ifoidea a Valenza eri al campo di Carpiag·ne in Francia. » I314 Obblighi di servizio degli allievi della scuola di sanità e della scuola veterinaria in Francia . >) 1692 11 trasporto dei feri ti nella reg ione alpina in Francia » l '793
°
16\JS J6\JS 1694 1'100 225'7
Rivist a. dei periodici militari e Bollettino bibliografico. Pag . 83, 162, 254, 35'7, 44'1, 550, 643, 739, 836, 953, 1023, 1123, 1220, 131'7, 1414, 151'1, 1603, 1'7_01, 1'194, 1892, I 988, 2086, 2191 e 2262.
Storia militare, e · generale. S cuole militari. Scuola. speciale m ili tare in Francia . . Pag. Corsi militari per il 1899 nella Svizzera . » » L'insegnamento della ling ua ruasa a Saint ?yr in Francia » Le ammissioni alla scuola navale nel 1899 in Francia. . Ammissione agli istituti militari in Ing·hilterrà. » Ammissione alla scuola militare nel Belgio . Scuola superìo re di guerra in Francia. . ., Istruzione preparatoria volontaria nella Svizzera » Circa le nuove prescrizioni concernent i i corsi superiori d'artig·lieria e genio nell'esercito austro-ungar ico . » Aumento di due scuole cadetti di fanteria in Austria-Ungheria. » Ammissione alla scuola di guerra nel Belgio . » Trasferimento della scuola. di guerra in Francia o Scuola dì Saint-Cyr in Francia . »
74 161 24'7 24'7 440 531 540·
548 632' 1812 1407 2082 2082
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Trattato se;;reto fra Russia e Ch.ina Pag. '70 La questione macedone in Turchia . . » 81 Biscontini A. - Da Omdnrman a Fashoda . 123 Se&·ato Luigi, t enente colonnello stato mag·giore. - Dal Basso Po all'Isonzo. - Studio crit ico sulla seconda parte della campagna 18{}6 in Italia e più specialmente sulle operazioni per il passaggio del Po e sulla marcia dol coqio di spedi· zione dal Basso Po ali 'Isonzo. . Pr,,r,. l '13, 2'19, 475, 582, 6'78 e '790 J,- B. A. - Gli ammi ra.gli e flo tta a Creta . . . . Pag. 302 ,t-Bianchi D'Adda Marziale, colonnello. - La piccola g·uerra. nel 1870-71 a propqsito qi recentissime pubblicazioni. » ·310· Rinforzi e .truppe alle Filippi\1e . » 356 Combatti menti sulla frontiera dell'India . » 441 Gall_i Eugenio, capitano - Milizie di altri tempi » 559 Biscontini A. - L'odissea delle Anti lle . » 976 'c olonie. - Operazioni militari nell'Hinterland di Sierra.-Leo~e in lng hiltr6l'a " 101B
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H.6 -
ANNO XLIV .
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INDICE
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1'~icolett i-Altimari Amai.do, capitano 69 fanteria. - Il Sudan ricon . Pag 11'15 quistato Marcia d'invasione n~l su<i algerino in F rancia » 1216 Tragni A., colonnello comandante il 65 reggimento fanter ia. - Ar mi e sepolcri. . . .Pag. 12'1.l , 1378, 146'1, 15'11 Cappello G., tenente di fanteria alla scuola militare. - L'inizio della campagma del 1809 nel venE> to e gl'italian i alla battaglia di Sacile . . . Pag. 132'1, 1423, 15m e 1659 -;-- -t- Galli Eugenio, capitano. - Milizie di altri tempi . . Pag . 1665 . r 4- Rossi E ug enio, capitano dei bersaglieri. - La g uerra in Valle di Dora Riparia negli anni 1'794 e 1'195. Pag. 1'722 e 1840 Nasi LJligi, capitano 1° bersaglieri. - Cenni sulla storia dell'ant ica fortezza di Ceva . . . . Pttg. 1863 ~ -I- ; .abris T: -:-- Le !,uedrdral ne_ll'A f·rica Australe Pag. 1903, t~ 20p95 e 2 19~ . . . . . . ! )~ a0. 2 03;:, 1 orre 1 mg1. - ma a om, 1 86 0 . -+ -L Bruzzesi Giunio. - La legione dell'emigrazione italiana e le bande delle provincie nella difesa della répubblica romana. » 210'7 '-f P . G. - Un g iudizio del generale l\foltlre sulla battaglia di San Martino. . . » 2143 ,, 2206 -t- Di Sardagna F., capitano. - Ricordi militar i del Trentino ., 22:i9 Alle F il ippine nei Stati Uniti
-'- +
U ftì.oiali. 'i3 Paa. Ufficiali aspiranti allo stato maggiore in Francia. 354 Ufficiali appartenenti alla massoneria in Francia . 54'1 Promozioni negli Stati Uniti Promozioni di capitani a tenenti colonnelli nelle armi d i fanteria e ,, '7:36 cavalleria in .Russia . ·» 923 Promozioni in Austria-Ungheria . Periodi di servizio degli ufficiali c)i marina ammessi alla scuola su per iore. di guerra in F rancia , Pag. ll22 e 1694 Avanzamento a scelta per g·li ufficiai i p'rima classificati ·a11 ' uscita dellascuola di g uerra o dalla scuolaèl i Saumur in Francia Pag. 1887 Avanzamento degli ufficia li superiori d'artiglier ia in F rancia. » 1889 Servizi dei tenenti colonnelli nelie armi diverse dalla prop:·ia in » 2083 Francia. ·· )) 216'1 Promozioni in Austria-Ungheria » 225'7 Destinazione degli . u fficiali di stato mag·giore in Russia ))
Varietà.
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Scuole reggimentali cli canto nel Belgio . Pag. Marcia di tras'.erimento di batterie d'artiglieria verso l'estremo oriente in Russia . . » La Russia nell estremo oriente » ,, 1'a questione macedone in Turchia " Union~ delle società reggimentali in F rancia . Pit tal uga Giovanni. - Tolstoi e la gli.erra » Truppe internazionali a Creta . » Cessione di tenitorio al Giappone i n China . » Le t ruppe di marcia e la circolazione dei tramways e dei treni delle ferrovie ridotte in Francia » Guerra e marina in F rancia . )) I russi in Manciur ia Corsi agricoli per soldati in Russia ·Perdite subite dal l' maggio 1898 al H3 febbraio 1899 nei Stati ,, l;Jniti. . . . . I · Russi nel Pamir . . I3l'evi cenni storici sulla socieità di rrevfdenza tra g li u fficiali dell'esercito e della marina . . » Corazza per truppa in Francia . ,, Società dei coma.ndan,ti di cir condario in Svizzera ,, Bianciardi, tenen te c~lonnello. - Su l libro « Grandeur et decadm1ce de la guerre,,, del signor De Molinari. . Pag. 964 e Colombi viaggia.t.Qri in F rancia. . Pag. Cambio d i guarnig ione per gl i ufficiali ed assimilati in Francia " Creazione di biblioteche med iche militari nel Belgio . ,, Relazione del consig lio federale rn Sviyzera . . » · Aggiunta ai membri de lla commissione permanente del consig lio supe ri ore delle colon ie. in ·F rancia . ,, Rocch i Enric ,, tenente colonne llo del genio - J l pensiero del generale Nicola Marselli nel la scienza della g uerra e nella storia ,, Trag ni A., colonnello comandante il 65 reggimento fanteria. - Armi e sepolcri . Pag. 12'il , 135(l 146'i e La musica negli ospedali civi li in Francia . Pag. Passaggi di corsi d'acq ua in Francia. » Bargilli G. - Gli scrittoti militari fraircesi » Biscontini A. - La Croce Rossa nei combattime1'iti nava.li » Vendita di fucili in Svizzera : » Bisconti11i A. - Ancora della Cro<:e Rossa nei combattimenti navali. - L'opera della Croce R0ssa italiana »
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ll)lll !CE
Natali Luigi Camillo, capit ano 11 ~ersaglieri. - Attr_averso l'E uropa . centrale in bicic)etta. . Pag. 2059, 2149 e >) Espo•izione df>.U'uoiformi in Germania » Ufficiali all'estero in Grecia Telegrafia !lfarconi in 1nghilterra . » )) La lingua russa nell'esercito fi nlandese in Russia » Gli strani~ri nella Tunisia .
2291
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Notizie militari estere.
Munizioni . Pag. 1212 Apparecchio di disinfezione « Aesculape » per ogni caserma. » 1312· Ammissione all a scuola di guerra . >) 140'i Contingente dell'esercito per il 1899. » 1598 11 bilancio deHa guerra pel 1899. » 1690 Vivel'i di riserva. » 1'192 Armamento e is truzione del battag·J ione d'amministrazione » ·1ss1 !Proposte per l'avanzamento a scelta nel 1899 . » 1881 Libretti di mobilitazione. >) 197'7
Austria-Ungheria. · Bulgaria. Grandi n,anovre nel 1899. . . . . . . . . . Pag. 435 Circa le· nuove prescrizioni concernenti i corsi superiori d'artig lieria e genio nell'esercito aust ro-ungarico . » 632 Esercitazioni di sbarco presso Ragusa . . • 63)3 Aumento degli stipendi degli ufficiali ed impiegati milita ri . 829 Contingente di reclute pel 1899 . ,, \J23 » 923 Promozioni . )) . 1008 Manovre della f).otta nell'Adriatico Aume nto di due scuole cadet ti di fanteria 131 2 Varianti all'ordinamento della fanter ia della landwebr cisleitana » l 40li Bilancio pel 1900 della landwehr cisleitana. » 2166 » 216'1 Promozioni . . >> 2 Z4'1 Aumento stipendi e vitto della truppa
Bilancio della g uerra pel 1899: Nuova ferrov ia .
246 "2249
Pag
China. T rattato segreto ·rra la Russia e la Ch ina Oli Inglesi a Wei-hai-Wei. · Notizie della Corea. /. I :Spie giapponesi a Port-Arthur La Russia nell'estremo Oriente Azione militare dell'Ing·hilterra ·Cessione di terr:tori6 al Giappone Ferrovie ing·Jes;.
Pag.
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'10 '11 'il 'i8 246 531 531
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Belgio. Francia. Scuole reggimentali di canto . Codice di procedura penale militare. Reclntame nt-0 nell'esercito . Progetto di lavori per la difesa di Anversa . 'l're ·nuovi regolamen ti , Aumento negli sti pendi degli ufficiali . · . , . Ammissione alla scuola mili tare . . Militari ammogliati cbe entrano all'ospedale. Istruzioni sul tiro . Istruzioni . . Contingente dell'esercito pel 1899 Ministero della guerra . . · Esenz_ioni dal servizio rpjl itare p_er cause fisiche Compag nie d'artig lieriil, della guardia civica. Nuova carabina per la cavalleria. Creazione di biblioteche medichè mil itari.
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La commissione militare superiore delle ferrovie . Pag. '11 Bilancio della g uerra per il 18~9. >) '7 2 Is_truzione di t iro. . . )) '13 ·Campi di tiro . ,) 'i'3 Ufficiali aspiranti allo stato magg;iore » '73 -Scuola s peciale militare . . '74 Proiettili del nuovo cannone a ·tiro r apido 74 ,, '74 Nuovi battaglioni d'artiglieria. . La croce del « Merito militare » agli ufficia li di riserva e dell'eserrito territoriale . ",. 1;.i4 [.e ii:depnità cli viaggio . . . . Reclutamento degli ufficiali contabili per la cavallet·ia . » 154,Consiglio superiore di marina . » 155 Àmmissi_one · delle donne qua li te~timoni nel la compifaiione di documenti militari. 155 Cl;tiamate -di classi in còng·edo nell'anno 1899 )) 15t ))
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Bilancio della guerra per l'anno 1899 Pag. » Cani da guerra . » Rafl\irme per caporali e sold.1ti ,, Il diritto al comando degli ufficiali dell'esercito territoriale » L'insegnamento della lingua russa a Saint-Cyr » Le ammissioni alla scuola navale nel 1899 ,, Costruzioni navali pel 1899. » Arrolamento volontario nella flotta . >) Le manovre d'autunno nel 1899 . Ufficiali dì seconda linea che si ammalarono durante un periodo » d'istruzione » Punizioni discip linari degli uomini in congedo . » Unione de lle società reggimenta.li · » Ufficiali appartenenti alla massoneria » I reg!!'imenti di zouaves e di tiraillein·s algerini )) . La, sezione tecnica delle cos1ruzioni navap . La medaglia commernorat.iva e le operaziorti a l Madai:rascar nel 18!)8 P recauzioni igieniche da prescrivere per le manovre invernali » Incorporazione del contingente della Riu n ione classe 1895. » Uffici di reclutamento alle colonie . » Governatore designato della piazza di Brt-st. Comando superiore delle forze <li t erra dell'Africa del Norcl . >> Creazione di nuove unità di fahterfn, rli Formazione tl.i guerra delle batterie, de i gr upp i e dell'artigl ieri:i. di» visionale e di corpo d'arma ta . » Scuola superiore cli guerra. . >) Scuola superiore .di marina . Formazione di un nuovo reggim ento ,di fanteria di marina alle colonie . . » Le truppe di marcia e la circolazione . dei tramways e dei treni delle ferrovie ridotte . » Guerea e marina. » ~, » Class ifica zione delle guarnigioni . ,. >) Viaggio di stato maggiore e manovre coi quadri'. » Riorganizzazioni delle ispezioni generali Comando della marina a Marsiglia )) Comando della marina ·in Tunisia· . Armamento delle batterie· montate . Quadro d'avanzamento per gli ufficiali. » Disposizioni conndenzia.Ji. ,, Notizie desunte dal rapporto sul prog-etto di bilancio della marina » Navi in legno. » Programma del 1896 per le nuove costruzioni . » Nuove navi entrate in servizio nel corso dell'anno 1898 »
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Navi radiate dalia lista della flotta nel corso del l'anno 1899 Pag. 736)) Modificazioni alla legge sul recluta~en to 830 Progetto di legge relativo alla dispensa degl i agricoltori da un anno di servizio. 831 )) Il servizio militare di tre auni in Al~eria. 831 » 831 Formazione della classe 1898 . )) Offici di reclutamento alle colonie . 831 >) Le disponibilità degli ufl'ìciali generali 832 1J riservisti ed i loro caratteri per Javor i od impieghi )) 832 Corazza per truppa.· . 926 )) Esercizi di telegrafia mil itare 926 )) Esperienze del ba ttello insommergibi le Hery 926 » 927 Codice militare . Nuove prescrizioni disciplinari nella gendarmeria. " 1010 Creazione di due compagnie di ciclisti. "1010 » 1011 Quadri ausiliari della marina . » 1011 Medaglia coloniale . » 1011 H reclutamento dègli ufficia li contabili in cavalleria. Periodo d i istruzione degli uffi.c iali ammessi aI1a scuola di guerra in arma diversa dalia propria . ,· • 10 12 La divulgazione delle cause di riforma / " 1012 » 1012 Quadri d'avanzamento per l'anno J 89~. » 1012 Colombi viaggiatori. » 1013 I ri,erv isti impiegati negli stabilimenti militari » 10 13 La gendarmeria nelle brigate di frontiera )) 1013 Cambio di guamigione per gli ufficial·i ed assimilati » 1014 Tenuta dei sottufficiali raffermati. Creazione cli un 5° battaglione nel 4° reggimento tiragliatori algerini » 11:?0 Raggruppamento ed assegnazioni delle compagnie del treno in Afri~i. agli squadroni stanziati in Francia. » 1120 E's ercizi pratici alla scuola nor,nale di tiro ai campi di Chalons » 1121 Piastrina di ri,c onoscimento per gli ufficiali . 1> 1121 Indennità agli ufficiali generali ed assimila.ti del quadro di r ise rva o in ritiro . . " 1121 Denominazione dei gradi n ella marina . >> J 121 Periodi di servizio degli ufficiali di marina ainmessi alla scuola su» 1122 periore di g·uerra . » i212 Bihoci dell'esercito e della marina per l'esercizio 1899. Riorganizzazione dell'amministrazione cen t ra le del Ministero della )> 1214 . g uerra . » 1214 Un nuovo campo d'istruzione . Participazione degli ufficiali delle scuo.le alle !Uanovre autunnali » 1215 » 1215 Condizioni sanitarie dell 'esercito durant e l'anno 1896 . » 1215 I locali delle scuole e delle infermerie durante le manovre .
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INl>ICE
Aggiunta ai membri della Commissione permanente del Cons ig lio superiore delle colonie . Pag. 1216 Marcia d'invasiO!l e del Sud- Algerino . " 1216 Istruzione sulla organizzazione del le b iblioteche militari » 1312 La febbre tifoidea a Valenza ed al campo d i Carpiagne ,, 1314 Per mess i per. i lavo ri ag ricoli . ,. 1314 La « Vareuse » o giubba per gli ufficiali ed assimilati in mim pagna » 1408 La musica negli ospedali civili >> 1408 Medaglia di bronzo per 'ricompensare g li a t ti di coraggio e di sacrifi zio . ,, -1409 Tenuta dei velocipedisti » 1409 Ci rcolare relativa alla constatazione dell'attitudine fi sica degl i u fficiali chiamati a servire alle colonie . >> 1409 Nuova g iu bba per la fanteria . ,> 1501 Riforma della g·iusLizia militare . .,, 1502 Dispensa accordata ai g ia vani che rientrano in Francia dall 'Algeria o da determinate colonie . » 1598 Stato dei sottufficiali .· . . » 1598 Obbligh i di servizio. degli all ievi della scuola di sanità e della scuola ve terinaria. >> 1692 Ufficiali brevettati ed ufficiaii d'ordinanza . » 1692 Un nuovo rego lamento di esercizi e di manovre per la cava lleria >> 1693 lstruzi:one riguardante g li ufficiali di riserva e dell'esercito t erri toriale •> 1693 Passaggi di corsi d'acqua . » 1693 ?\ uove prescrizioni per l'ammissione alla scuola di guerra. ,, 1694 Periodi di servizio degli ufficiali di marina ammessi alla scuola su. periore di g\le•ra . " 1694 Esercizi di telegrafia militare. 1695 Congedame nto dei sostegni di famiglia » 1695 Uffic ia li in non attività .per sospensione dall'impiego » l \l95 Proibizione di adopet'are il piombo in a lcune costruzio ni . I) 1792 Sostituzione . del r.uoio naturale al cuoio nero . ~ 1792 La visi bilità dei gas prodotti dalla pol v'ere senzà fumo. " 1792 .Il trasporto dei feriti nella regione alpina' .. )} )7()3 Nu ova tente,abri. · » 1887 A ,auzamento a s celta ·per g li ufficiali prima clas sificati all'uscita della scuola di g uerra o della scuola di Saumur. » 1887 /\.vanzamento degli ufficiali superiori d 'artig lieria. » 1889 I riservis,ti e le vetture automobili . •> 1889 Congedamen to anticipato dei riservisti richiamati alle armi per istru · zione. >) . rnt9 Ma novre nella regione alpina . ,, 1890 l;'ensione ai ,tirailleurs della missione Nlarchand >> 1890 Campi di tiro di circostanza e Ciampi di t iro temporanei » 1977
2295
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Pag. 19ì8
Concessione di medag·lia coloniale. Il 1978 Dirit to a campagna di guerra ed a medaglia coloniale . "1918 l ucor r.oraziorie del contingent e di leva. . 1) 1978 J risultati delle oper'azioni di reclutamento nel 1898 )) 1980 Il servizio di due anni ·Creazione di un battaglione ùel 4° reggimento tiragl iatori alg~rini » 2082 Traei;ferimento d_ella scuola di g uerra » 2082 Scuola di Saint - Cy r . » 2082 Se1·vizi dei tenenti colo11nelli nelle armi diverse dalh1 propria · •> 2083 Il riorganizza.men to dei quadri » 2083 ,Promozione dei colonne lli g enerali di ))rigata e generali di divisione » 2083 .Di ritto al cavallo dei capitani di fante~ia » 2084 ·Creazione di una commissione di esperienze 20S5 R iorganizzazione dell'amministraz ione centrale del Minis tero della guerra . >l 2085 .l\Iodificazione dell 'organizzazione della legione .della g uardia repu bbl ica~a . ~ 2085 -Grandi ma novre: dispos izioni ministeriali per le manovre ne l J8\l9 (con una carta topografica.i ,, 2,174 Bilancio delhi g uerra per il 1900. » 2249
.
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Germania. Pag. ,Organiz;rnzione dell 'esercito . Viaµ-g io di stato maggiore . » ·Gerarchia nella marina . Corsi d'informazione r. d' istruzione per ufficiali e corsi d 'esercitazione per sottufficiali . )) ·Grandi esercitazioni di t ruppe · nell'anno 189\J 'Personale della marina da guerra. Abol izione del comando supremo della marina da guerra. '· Esercitazioni del personale in congedo •> ·L eggi riguardanti le variant i alla · 1egge militare dell'impero del 2 maggio 1814 e la t'vrza presente di pace dell'esercito ger)} manico . >)
74 250 250 355 43S 637 63'1 832
1015
D ipenden1.a dell'artig lieria da campag'na dai comandi di corpo di ar mata e di divisione . » 1409 )) 1696 :\l'anovre imperiali . » 1\:)82 Nuova ist r uziou.e sul serv1z10 ciclistico militare . " 22[>2 Ordinamento dell'esercito » 2252 Telemetro . » 2252 Èsposiziou i delle uniformi, ecc Giappone. Pag. ~,253
Nuovo fucile. /,
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INDIC I•:
INDICE
Grecia. Riordinamento de ll'eser<:ito. Au ment.o dell 'esercito . Ufficiai i ali 'estero
»
545 2253
>)
2253
Pag.
15ì'
Pag.
Inghilterra. Esercito. Passaggio di ufficiai! della milizia mobile all'esercito attivo Marina . Nuove costruzioni . Colonie Riforma al Ministero della g,ierra: Bilanci suppletivi Ammissione agli istituti militari Riordinamento dell'artiglieria nelle colonie. l'ìuova batteria dn montagna . Armamenti Combattimenti su l)a frontiera dell'India. Stato sanitario delle truppe nell ' Indhi Nomi delle navi Bilancio della gu~rra . Istr11zione della « militia '> Armamenti . Bilanci.o, della. .marina. Varo della corazzata <' Tmplacablc ,, Corazzata << Glory » Marina : costruzioni navali . Colonie - Operazioni militari nel Hinterland <li Sierra-Leone L'esercito nel 1898. ,.,......--Automobili militari. Il nuovo inc rociatore « Pioneer » Trattamento degli ufficiali negli eserciti colon iali Varo della corazzata ' " Vengeance » . Rapporto sull'esercito pel 1898 Corazzata "Bulwark ». Aumento deìl'esercito Uffi.ciale al l'estero . Nuovo battaglione della guardia Torped iniera . Corazzata di i.a classe Montai;u Manovre combinate di terra e di mare Telegrafia Marconi : . Romania. Artiglieria a tiro celere e poligono di tiro . Provvefanen ti per l'esercito pel J 898
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Russia. Marcia di trJ.sferimento di batterie di artiglie:ia verso l'estremo Oriente . Pag. » Matrimoni per g·l i ufficiali » Leva del 1898 • . ,, Ferrovia ·Merw-Kuscbk )) La Russia nell'estremo Oriente » Nuove formazioni di trnppe e servizi. » Ferrovia Tiflis Car~. » Bilanci della guerra e della marina pel 1899 · Legislazione della. Finlandia · » Strada lungo l'A mur. . » I Russi in Manciuria . . Co rsi agrico li per soldati » Promozioni di capitani a tenenti colonnelli nelle arm i di fanteria » e cavalleria . » Nuova ferrovia nel , Caucaso. » I Russi nel Palrnir . Aumen to di truppa da fortP-zza Nuovo. equipaggiamento di truppa dellé truppe di artiglieria e del » g·en io . Fortificazioni e lavori a Port-Arthur . Ferrovie e telefoni/ . . Trasformazione del corpo· d'armata del Caucaso in 2 co rpi d'armata » Risu ltati della leva del 1898 (escluse le popolazioni indigeue del Terek e del Kuban e ' gl' indigen i della Transcanc'as ia) . " Raggruppamento in 2 corpi d'ar mata delle truppe del Transcaspio e ciel Turkestan. . » Nuova. numerazione delle brigate di f'anteria di riser,a. » Nm,va compagnia di zappatori dGl genio cta tortezza. . » · Modificazioni ed aumenti agli stipendi dep:li ufficiali . » Facilit.aziuni pei viaggi in fer rovia ctègli ufficiali in congedo >> Tiri di notte . . ,. La ferrovia Transiberiana • Flottiglia dell'Arnu-Dari a
·,
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Por t-Artbur- Ta-lien- van . Nuòve formazioni di artig lieria di riserva. Altri aumenti di truppa in Asia Disposizioni per l'artiglieria a cavallo cosacca ;Deposito del genio . Compagnie mina tori della S iberia Orientale Varianti all'u niforme Cont ingente di leva
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78 '78 78 '78 251 25 1
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'Nuovi regolamenti. -Limiti di età per gli ufficiàl i Destinaiione degli ufficiali di stato maggiore ' La lingua russa ne1J'13sercito fin landese Altre cccupazioni territoriali dei Russi in Asia . Ferrovia Orenburg-T! shkent . ~Invio di reclute all'Estremo Oriente .
Pag . .225"{ » 225'i
» 225'i )) 2258 >) 2258 »
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Serbia. ·Nuovo ordinamento del corpo di stato maggiore Aumento dell'esercito . Nuova lagge pel matrimonio degli ufficiali . . Armamento per l'esercito .
Stati Uniti d'America. Movimenti di truppè per il 1899 . · OrdinamE:<nto . Incrociatore « Albany » . Rinrorzi e truppe alie Filippine · Campo d'istruzione alle isole Hawai Truppe per le 'Filippi ne . -Stato sanitario alle Filippine Promozioni Perdite subite dal l " maggio 1898 al 18 febbraio 18!l9. ·Costruzion i nava.Ji Alle Filippine . JI cannone da campagna · Sims-Dudley .,
Pag. 251 ))
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Svezia. 'Lti nuova org-anizzazione d.ell'esercito svedese Spese militari.
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·Corsi di ripetizione della fanteria di land,~ehr. Pag. Riorganizzazione del dipartimento militare .Nuove costruzioni a Stin Maurizio . . Còrsi militar i per il 1899 . » Cessione , di fuci li ag·li uomini del landsturm liberati dal servizio. » -Manovre del 1 corpo d 'armata . ,, P is.tole automatiche ,, lstx-uzione preparatoria volontaria » ·Compagnie areostieri . » ·Ordinanza sulla conseg·na ed il controllo del fucile di cadetti modello l 897 e l'istruzione del tiro nel corpo dei cadetJi. ,,
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Svizzera. ·0,1·'-.
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IND1CE
80 161 l 61 25.2 356 444 548 738 932
Società dei comandanti· di circondario Fortificazioni· . ·. Effettivo dell'esercito sv_izzero al 1 gennaio 1899 .. .Tru ppe di fortezza . Relaz icue del Consiglio federal e · Provvedimenti di grano Nuovi cannoni Esperimento di mobilitazione Esercizi del landsturm Artiglieria . . Nuovo equipaggiamento per g li ufficiali a piedi Conferenza degli istr uttori d i fanteria . Utensi li dti z,tppatore portatili. Js.truzi0ne sul tiro per l'artiglieria da campagnti . Fucili da cadetti per tiro ridotto Pist.ole automatiche Vendita di fuc-i li .. . . . . Rapporto' sulla· gestior{e del dipartimento militare nel 1898 Cavalletti per cucina dti campagna.
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Tunisia. / Pag . 2260·
Gli stranieri nella Tunisia
Turchia. .
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La questioni'\ macedone Cavalleria red lf . . Provviste d'armi . . . Provvedimenti per la flotta e per le difese mari ttime Truppe internazionali a Creta. Ferrovia Bosforo - Golfo Persico .
. Pctg. . 81, 253 Pa_q. _445 » 445 >) 445 » 446 . » 2261
Indice alfabetico dei nomi degli autori. » 302 Gli ammiragli e la flotta a Creta . Le legg-i umanitarie della guerra secondo la convenzione di Ginevra del dottor Tullio Orang ia-Tozzoli, sottotenente del 5° alpini . . . . . . . • 20'i3 · Barbarich Eugenio, tenente - Le g randi manovre in Serbia, set· tembre- ottobre 1898 . » 510 ·· Baritilli G. - Il capitano Imperiale Cinuzzi e I' opera sua . » 321 » 1747 '" Bargilli G. - Oli scrittori militari francesi . B. D. - Nota bibliografica - Dell'ini1.iativa dei comandanti in sott'ordine nel campo strategico - Studio del tenente <:o. Jonnello russo di stato maggiore Sa.jontschkowsky. . · » 229 ...
B. A. B A. -
:J300 B D.
INDICE
Contributo alla storia dell'i. e r. arma de l genio compilata suj manoscritti e altr i Javor.i lasciati di:.l colonnello è.iel geni 9 Enrico Blasek . Pag. 617 B. D . .:.... Antonino Di Gio rgio, tenente di fanteri<1 - I.e memor;e d'A(rica del generale Baratieri e il soldato italiano. » 12$J9 B. D. ..,, Annali degli alp ini, 18; 3-1 8.18 - Scritto dal tenente Bourbon del Monte Santa Ma.ria - Con introduzion e ri el generale G Perrucchetti -:- Opera dedicata alla nc-stra Augusta Sovrana . · . » 1386 . B. D. - Nozioni eleme ntari di ar te militare - Lezioni svolte agli aJlievi ufficiali di complemento nel 1898, di Ettore Rubaucli, capitano d'artigl i~ria . ! · .,, J484 B. D. - Passag.e ,des c.ours d'eau par la cavalerie, par le général Paul :Pe Benoist, commandant la 20• brigade de cavalerie ,, 1481i B. D - ' Gèoéral Gall:eni, ancien commandant du 2' territoi i-e milita.i re au Tonkin. Trois colonnes au Tonldn 1894- 1895 >> 1488 B D - FreihE)rr v.oi;i 'l;'ettau Hauptman - Die russische Armee in Einzelschriften. -· Theil I Taktik und Reg lements Heft 2 u ~ Die Kavallèrie-Reglernents vom J abre 1896 . . >> 15'7'7 B D. - La bataille napoléonienne, par H . Cambon, chef d·escadron d'artillerie brévété d'étàt major. » 1674 B. D. - Essai sur la tactique - Exercices sm· la carte Redaction des orctres - Trc,isième édition » 16'17 B. D - Général H. Bonnal-F ruschw iller - Récit commenté des évé ne men ts milita.ires q ui ont eu pour tbéàtre le Pa!atìnat bav.a rois, la. basse ,Hsace. et les Vosges moyennes du 15 ( juill.et au 12 aoùt 1870 . )) J 8'11 B D. - Ca.scino Antonio, capitano d'artiglieria. - La celerità d i tiro e il munizio namento della fante.r ia - Co~ uno studio comparativo sui 12 principali fucili da gue rra attualmeotè in i:;ervizio ' . » 20G8 B. D. - Zavattari Oreste, maggiore 3° reggimento alpini. - l\Jarce in· mon tagna sulla neve . . . . . . . . » :'0'12 B. D - Fede rico v Bernhardi, colonnello"e, capo divisione nel grande stato maggiore - · La nostra , cavalleria nelle ..g uerre ri ell'avvenire ·- Considerazioni sull'impiego, ordinamento, ist.r uzioni della cavalleria » 2154 \ B. D M - · Fritz Hoenig - La verità intorno all'ala sinistra nella 1:iat.taglia di Vionville-Mars-la - Tour, con l carta d' in~ieme, e 5 pian i e 4 schizzi . » 913 Bianchi D'Adda Marziale, colounello. - L:. piccola guerra nel 1870 '11 ·_ A propos ito di recentissime pubblicazioni . · » 310 Bianchi D'Espinosa Eugenio, tenente d'artig·lieria. - A p roposito << del tiro di fucileria » della Ri?:ista di fante1·ia (j(i'1
1
INDICE
Branchi D'Espinosa Eugenio, tenente d'artiglieria. - Sempre a proposito del tiro di fucileria - Nota II . . , · Pag. 1055 Bianciardi tenente colonnello. - Sul libro « Grandeur et décadence d~ la guerre » del signor De Molinari Pag. 964 e 1085 Biscontini A - Da Omdurman a Fashoda. - Ricordi della campagna de l Sudan 1898 estra.tti da lettere di un ufficiale dell'art igliel'ia reale inglese addetto all ·esercito egi ziano » 123 Biscontini A. - L'argonauta 811 Biscontini A. - L'Odissea dell e An tille . Pag. \J'i'li Biscontini A .· - La Croce Rossa nei combattimenti navali » 1'769 Biscont,ini A - Ancora della Croce Rossa nei com battimenti nava li . Pag . 1955 - L'opera della Croce ·Rossa italiar.a Bruzzesi Giunio. - La legione Jell'emig·ra.zione italiana e le bande de lle provincie nella difesa dell a repu bbl ica romana » 21(;'1 Calichiopulo Antonio, tenente d'artiglieria . - L'artiglieria tecnica e l' ipgegneria militare Pa_q 1431 Cr.ppello G., tenente di fanteria. - L'inizio della campagna del 1809 nel Veneto e gli Ita liani alla battaglia di Sacile Pag. 132'1 ]423, 1549, l (i59 Casella Alfredo, capitano. - Il combattimento delle t re armi Pag. 93 e 20'1 Casella Alf"t·edo, mag·giore d'artiglieria.; - L'iniziativa in guerra. Pag 1711, 1813, 1922 Pag. 11 02 C. E. - Armi automatiche . » 1254 C. E - In marcia . » 1458 C. E. - Gli istruttori dei soldati Cbapperon Alessio, maggiore. - L'organica a' tempi di MontecucPag. 28 e 102 coli e di Louvois . De Rada, tenente generale. , - Lettera - Artiglieria tecnica e ingegneria militare · . . . Pag. 1779 De Ross i Eugenio, capitano dei bersag lier i. - La g uerra in Val di Dora Ripari a negli anni 1'194 e 1'195 Pag . 1'122 e 1840 .Di SarJagna F, capitano. - Ricordi militari del '.!'rentino " 2206 F. - Leggendo. - La g uerra del 190 ..., in t erra e in mare - La questione della marina· militare in Italia - Gli articoli dei principali periodici - L'Jtalia è potenza. mari ttima o terrestre? [Importante opuscolo del Manfredi) - Le idee de l Lombroso sylla g randezza di Venezia - Un libro del Molmenti su Sebastiano Venier, biografie di goerrieri i taliani » 130 F - Nota bibliografica - Francesco Guardione - Il g enerale Enrico Cosenz - Ricordo Pag. 1968 Fabris prof Frnncesco. - Nota bibliografica - Uno scrittore de l secolo. xv - Persico Tommaso - Diomede Cara.fa, uomo di Stat o e scrittore do l secolo xv » '116 Fabris T. - La g uerra nell'Africa Australe Pag. 1903, 19S\9, 2095 e .21\,9 Gall i Euge nio, capitann. - Mil izie d i al tri tempi . Pag. 559, l6(i5
2302
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Gi·assi, capi tano 53° ranteria. - Equipaggiamen to della fanteri a ~· Nuove proposte e proposte sperimentate. Pag. J 16S. Gritti- avv. Luigi, capitano - Le risorse del vettovagliamento Pag. 261, 40] . 492, 598, 690 Guarclucci Torq uato, maggiore d'ar t ig lieria. - Le vie militari ,·omane che passavano per Fi ren ze . . Pag. 53 Merlo G., maggiore. d'artiglieria. - Batterie grosse o batterie piccole . . Pag. 1801, 1929, 2019 Nasi Luig i, capitano 1° bersag lieri. - Cenn i su!la storia. dell'antica fortezza di Ceva . Pag. 1863 NatalP, Giuseppe, maggiore del genio. - I poligoni divisionali. • 1345 Natali L uigi Camillo, capitano 11 ° bersaglieri. __: Attrave rso l'Europa central e in bicicletta . Pag. 2059, 2 149 e 2222 Nicoletti -Altimari Arnoldo, capitano 69' fanteria. - Il Sudau riconquistato. . . • 11'71'> P. G. - Un gi udizio del generale Moltke sulla battag lia. <l i Sau Marti no . ! ,, 2143 Pagani Carlo Osvaldo. - Come vivranno gli eserciti nelle guerre future - Conferenza tenuta al circolo militare di Roma . » 84i Pittaluga Gìovanni. - Tolstoi e la g uerra. . . » 365 Ra velli Agostino, capi tano. - I graduati di truppa e le b revi ferme Pttg 655, '167, 881 Rocchi Enrico, maggiore del genio. - Lu igi B!anch e l'evolu zione . P a,Q. 5, della scienza de lla g uer1·::i.. Rocchi Enrico, tenente colonnello del genio. - Esercilo e for tezze ' - Pensieri sull'assetto difensivo degli Stati. . Pag. 943, 1035 Rocchi Enrico, tenente colonnello del genio. - Il p ensiP.ro del generale Nicola Marselli nella s0ienza deJla guerra e nella st oria Pa.q. 1231 Segato Luigi, tenen te colonnello. Dal Basso Po all'Isonzo Studio critico sulla seconda parte della campagna 1866 in Ital ia e più specialmente sulle operazioni per il pass,1gg io del Po all'Isonzo . . Pag. 1'13, 219, 415, 582, !i78, 790 Scbenoni Angelo, mag,!liore. - Dell'istruzione delle reclute . Pag. 191 Scbiarini P., capitano dei bersaglieri. ~ Didattica militare - Di un metodo per le istruzioni tE\oriche della truppa (conferenza tenuta agli u fficiali del presidio di Li'vorn o) P ag 1018, 1135 Torre Luigi. - !l!addaloni, 1860 Pag. 2033 Trag ni A., colonnello comandante il 65° reggi mento fanteria. Armi e sepolcri. Par;. l:.!'11, 1358, 1461, 1571 Venzi dot t . Emilio, tenente d'artiglieria. - Sul trattamento degli areonauti in guerra. . Pag. 295 Zanotti B., maggiore del genio. - Impiego dei minatori in guerra Pag 461
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e 512 Zanotti B., maggiore del genio. -
Impieg o dei pontieri in g uerra Pag. 1615
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